Seduta n.299 del 22/12/1993
CCXCIX SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
MERCOLEDI'22 DICEMBRE 1993
Presidenza del Presidente FLORIS
indi
della Vicepresidente SERRI
indi
del Presidente FLORIS
INDICE
Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1994)" (434). (Continuazione della discussione dell'articolato):
COGODI
DEIANA
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ...
SELIS, relatore
MANCHINU
PORCU
PILI
MANNONI
PULIGHEDDU
USAI SANDRO
MELONI
MANCA
DADEA
CABRAS, Presidente della Giunta
LADU LEONARDO
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente
La seduta è aperta alle ore 9 e 04.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 11 novembre 1993, che è approvato.
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1994)" (434)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 434.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, ci rendiamo conto che la Giunta è più che rappresentata - due su tredici - che la maggioranza - essendo pletorica - è più che rappresentata. L'opposizione, grazie a Dio, si difende, per cui, in una condizione nella quale sono presenti sette consiglieri regionali, forse è opportuno rinviare dieci minuti. Volendo si può andare avanti, però forse è più...
(Interruzioni)
Stanno arrivando, lasciamoli arrivare. Non mi pare opportuno, però se si vuole approvare articoli importanti di bilancio in sette persone, si faccia pure. Ma in questo caso il referendum non sarà per la riduzione del numero dei consiglieri da 80 a 60, ma da 80 a 7...
(Interruzioni)
Volete andare avanti? Vi rendete conto che è ridicolo? Io mi sto rivolgendo al Presidente. Valuti se è opportuno continuare i lavori del Consiglio regionale con la presenza di 8 consiglieri regionali e due Assessori.
PRESIDENTE. Sospendiamo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 07, viene ripresa alle ore 9 e 18.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Si dia lettura dell'articolo 11.
PORCU, Segretario:
Art. 11
Viabilità
1. Per l'attuazione di un programma di opere di viabilità, con priorità per quelle a carattere sovracomunale, è autorizzata la spesa complessiva di lire 65.000.000.000 di cui lire 14.500.000.000 per ciascuno degli anni 1994 e 1995 e lire 36.000.000.000 per il 1996 (cap. 08042/07).
2. Nella ripartizione territoriale degli interventi si prescinde dai parametri delle aree di programma previste dal piano generale di sviluppo approvato dal Consiglio regionale il 22 marzo 1991.
3. Il programma di cui al precedente primo comma è approvato con le modalità fissate all'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 ed è attuato mediante delega ad enti pubblici.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.
Art. 11
Viabilità
Nel primo comma l'annualità per il 1994 passa da lire 14.500.000.000 a lire 13.500.000.000 (- lire 1.000.000.000) (cap. 08042/07).
Cap. 08042/07
Programma viabilità DDL 434/A 1994 lire 1.000.000.000
Cap. 08264
Diga Monte Pranu DDL 435/A 1994 lire +1.000.000.000. (19)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.
Ha domandato di parlare l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (D.C.). Presidente, alcune considerazioni sull'articolo e sul disegno di legge in generale. Penso che in questo momento di instabilità, di crisi, ognuno di noi si deve chiedere che cosa ha prodotto in questa legislatura, partendo dall'analisi del bilancio per il 1994 e del bilancio triennale, e che si possano fare alcune riflessioni di carattere personale e politiche. Forse, operando in quest'Aula, il più delle volte noi siamo stati accondiscendenti nei confronti delle direttive dei nostri Gruppi, su cose che non condividevamo e abbiamo votato anche cose su cui forse non eravamo del tutto d'accordo. Forse ora possiamo liberarci di questa accondiscendenza che spesso abbiamo avuto, anche per correttezza rispetto alle decisioni politiche, quando queste venivano prese a maggioranza, e dare spazio anche alle cose che non si è ritenuto opportuno portare avanti. La partecipazione al dibattito su questo bilancio non è particolarmente sostenuta; ognuno di noi nell'ambito di competenza della propria Commissione - per quanto mi riguarda l'ottava - ha espresso un giudizio ma magari non ha avuto la possibilità di entrare nel merito dell'intero bilancio perché il documento è molto vasto e i problemi sono tantissimi. Per questa ragione, spesso, per mancanza di tempo, non ci soffermiamo a lungo a riflettere sugli articolati, che poi arrivano in Aula modificati dalla Commissione. Io devo dire - e mi assumo la mia parte di responsabilità - che avverto una sensazione di insoddisfazione e di impotenza. Insoddisfazione e impotenza perché i problemi che ci vengono presentati, il più delle volte, non trovano soluzione e questo mi provoca un certo malessere dal punto di vista personale. Di conseguenza siamo incerti nello svolgimento della nostra attività. Forse la discussione sul bilancio può essere un momento di riflessione sulle possibilità di proporre soluzioni ai problemi del mondo del lavoro, del mondo della produzione, del settore dei servizi e delle infrastrutture. In questa fase nuova di libertà possiamo non tenerci dentro le cose che non ci sono andate a genio nel passato. Io sono qui a dire queste cose; mi dispiace farlo nel corso della discussione sugli articoli, ma mi corre l'obbligo personale e il dovere di dirle. Si richiamano spesso i problemi dell'occupazione e della produzione durante la discussione di argomenti specifici, e non approfondiamo questi argomenti in occasione della discussione di un documento di contabilità su cui si può fare un discorso più ampio e a tutto raggio, in modo da indirizzare la spesa alla soluzione di almeno alcuni dei problemi che abbiamo di fronte. Io partecipo in modo critico all'esame dell'articolato e sento, in coscienza, di poter manifestare articolo per articolo la mia astensione, visto che non condivido alcuni aspetti di questo bilancio. Collega Cogodi, non sto parlando del voto finale ma soltanto dell'articolato. Del voto finale parleremo dopo. Abbia un po' di pazienza.
Perché questo? Noi corriamo dietro a cose nuove, non definite, magari lasciando a metà strada cose già iniziate che, con un minimo impegno di risorse finanziarie, potrebbero essere portate a compimento. Questa insoddisfazione non è stata suscitata dalle dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio perché non ho sentito personalmente ciò che il Presidente ha detto nel fare il consuntivo, ma deriva dall'accumularsi di varie esperienze.
Si dice che alcune poste in bilancio, che non hanno una destinazione specifica, avranno una destinazione già concordata non so in quale sede e che un domani verranno praticamente ingabbiate nei programmi attuativi. Penso che sarebbe molto più corretto dire in Aula: "Le poste in bilancio sono destinate a questi interventi perché riteniamo che possano dare questi risultati e risolvere questi problemi". Mi dispiace parlare di astensione sull'articolato anche perché in alcuni articoli ci sono delle cose accettabili, che sono frutto di una programmazione che recepisce le esigenze del territorio, e quindi è giusto che vengano approvate celermente, anche perché ognuno di noi desidera rientrare nella propria famiglia per trascorrere il Natale.
Vedo che il tempo è scaduto, mi riservo di continuare il discorso sugli altri articoli. PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento numero 19.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Voglio precisare che, nel testo dell'emendamento , deve leggersi "Diga Monte Crispu" non "Diga Monte Pranu".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
PORCU, Segretario:
Art. 12
Altri interventi in materia di lavori pubblici
1. Per le finalità di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, concernenti il pagamento di oneri espropriativi, è autorizzata, nell'anno 1994, l'ulteriore spesa di lire 620.000.000 (cap. 08261).
2. E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 500.000.000 quale finanziamento aggiuntivo agli stanziamenti statali per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento ed all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (cap. 08115/04).
3. Per il completamento del programma di opere pubbliche di interesse provinciale di cui all'articolo 10 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, è autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 69.000.000 (cap. 08029).
4. Per la prosecuzione degli interventi di ristrutturazione degli abitati di Gairo ed Osini, è autorizzata, nell'anno 1994, l'ulteriore spesa di lire 80.000.000 (cap. 08146/01).
5. E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 20.000.000 per la corresponsione delle somme necessarie a fronteggiare gli oneri derivanti da maggiori lavori eseguiti nelle strade vicinali per cause di forza maggiore (cap. 08195).
6. E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 200.000.000, per il completamento di opere stradali di valorizzazione di località di particolare interesse turistico (cap. 08215).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
PORCU, Segretario:
Art. 13
Programma regionale di opere pubbliche
1. Il comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale n. 17 del 1993 è sostituito dal seguente:
"4. L'attuazione delle opere è delegata alle province, ai comuni e ai loro consorzi, alle comunità montane, agli enti strumentali della Regione, ai consorzi di bonifica e ai consorzi industriali".
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Art. 13
Programma regionale di opere pubbliche
1. Il comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale n. 17 del 1993, come modificato dall'articolo 16 della legge regionale n. 29 del 1993, è sostituito dal seguente:
"4. L'attuazione delle opere è delegata alle Province, ai Comuni ed ai loro consorzi, alle Comunità montane, alle Università, agli enti strumentali della Regione, ai Consorzi di bonifica ed ai Consorzi industriali". (18)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
PORCU, Segretario:
CAPO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRICOLTURA
Art. 14
Fondo di solidarietà a favore delle aziende agricole danneggiate
1. I mutui di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale 17 luglio 1987, n. 31, e 28 della legge regionale 20 aprile 1991, n. 13, possono essere contratti, per la parte residua, entro il 31 dicembre 1994 ad un tasso annuo non superiore a quello di riferimento per le operazioni di credito fondiario e edilizio vigente nel bimestre in cui avviene la stipulazione (capp. 03120, 03121 e 03122).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 15 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 15 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 15 bis
Fiore sardo
1. Una quota pari a lire 400.000.000 del contributo a favore dell'Istituto Zootecnico Caseario per la Sardegna (cap. 06270/01) è destinata al finanziamento di un programma di ricerca per la valorizzazione del formaggio denominato "Fiore Sardo".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 16 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 17.
PORCU, Segretario:
CAPO IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ALTRE ATTIVITA' ECONOMICHE
Art. 17
Aziende di trasporto
1. E' autorizzato, nell'anno 1994, lo stanziamento di lire 130.000.000.000 (cap. 13002/01) per la concessione, alle aziende di trasporto pubbliche o private, dei contributi previsti dalla legge 10 aprile 1981, n. 151, per il ripiano dei disavanzi di esercizio.
2. E' autorizzato, nell'anno 1994, lo stanziamento di lire 28.000.000.000 (cap. 13026) per la concessione, alle aziende di trasporto pubbliche o private, di contributi per investimenti previsti dalla legge n. 151 del 1981 e dalla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modificazioni ed integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Manchinu - Desini - Giagu - Codoni - Planetta
Art. 17
Dopo l'art. 17 è aggiunto il seguente art. 17/1. Per la realizzazione della metropolitana di superficie di Sassari è autorizzata la spesa complessiva di lire 20 miliardi in ragione di lire 10 miliardi per l'anno 1994, e 5 miliardi per ciascuno degli anni 1995 e 1996(cap. 13046-09).
In aumento
ENTRATA
1994 10.000.000.000
1995 5.000.000.000
1996 5.000.000.000
12106 IRPEF - ASSESSORATO TRASPORTI. (26)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Selis.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, questo problema è stato discusso in Commissione e l'intervento per quanto importante non è stato ritenuto prioritario. La Commissione non lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un emendamento che non ha copertura finanziaria, essendo fittizio il riferimento all'incremento dell'IRPEF. La Giunta non lo può accogliere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manchinu. Ne ha facoltà.
MANCHINU (P.S.I.). Non intendiamo ritirare l'emendamento, pur sapendo che, con molta probabilità, verrà bocciato. C'era un impegno dell'Assessore della programmazione, anche perché nel momento in cui erano stati fatti i programmi sui fondi strutturali la metropolitana di superficie di Sassari non era stata inserita, quindi c'era l'impegno di inserirla in seguito, tenendo conto che, per una scelta precisa, si voleva privilegiare questo sistema di trasporto, non solo per la sua maggiore sicurezza ma anche per indirizzarsi verso un sistema non inquinante. E' quindi un discorso di qualificazione all'intervento. Ora, poiché in questo bilancio ci sono molti interventi che ritengo non siano prioritari, credo che questo possa essere in qualche modo recuperato. Io sono disponibile a ritirare l'emendamento qualora la Giunta assuma l'impegno di individuare in altra sede una possibilità di finanziamento.
PRESIDENTE. Onorevole Manchinu qui non c'è la copertura finanziaria. Gli Uffici non avrebbero dovuto accogliere questo emendamento perché privo della copertura finanziaria. La quantificazione dell'IRPEF non è lasciata all'arbitrio di ogni singolo consigliere regionale.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dire, perché questo è il primo di una serie di casi, che dal nostro punto di vista non riteniamo seria questa specie di ginnastica consiliare per la presentazione di emendamenti che riguardano cose molto importanti, su cui io credo che ognuno di noi vorrebbe dire sì. Vorremmo dire sì non solo alla metropolitana di Sassari, ma alla metropolitana di Cagliari, Oristano, Orosei, Buddusò, perché vorremmo una Sardegna piena di metropolitane leggere, non inquinanti. Vorremmo una Sardegna felice e prospera. Ma qui si presentano emendamenti che il Presidente stesso definisce inammissibili anche perché formalmente non corretti e poi si dice che il Consiglio non approva. Il Presidente della Commissione li valuta negativamente e poi si va in giro per le contee a dire "io volevo la metropolitana, io volevo l'acquedotto, volevo la diga, però gli altri cattivi hanno rifiutato". Io prego la Presidenza, se l'emendamento è inammissibile e non viene ritirato di dichiararlo inammissibile. In questo modo si fa un poco più di chiarezza e si riconducono ad una maggiore serietà i lavori consiliari. La ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Manchinu, l'avevo pregato di ritirare questo emendamento perché già la Commissione finanze aveva detto che non c'era la copertura finanziaria. Io non posso che prendere atto di quanto mi dichiara la Commissione finanze; la prego di ritirare l'emendamento.
MANCHINU (P.S.I.). Se lo dichiara inammissibile io non devo ritirare niente.
PRESIDENTE. A seguito del pronunciamento della Commissione finanze che dichiara che non c'è la copertura finanziaria, io dichiaro inammissibile l'emendamento.
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 17 bis
Contributi in conto occupazione alle imprese industriali
1. Per la concessione dei contributi di cui all'articolo 11 della legge 24 giugno 1974, n. 268 è autorizzato l'ulteriore stanziamento complessivo di lire 45.000.000.000 in ragione di lire 15.000.000.000 per ciascuno degli anni 1994, 1995, 1996 (cap. 09047).
2. Tale stanziamento è trasferito dal bilancio della Regione alla contabilità speciale di cui all'art. 2, secondo comma, della legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuito al titolo di spesa 11.2.02/I del programma di intervento 1988-1990 approvato dal CIPE in data 12 marzo 1991.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17 ter.
PORCU, Segretario:
Art. 17 ter
Commesse industrili
1. Ad integrazione di quanto previsto dall'art. 3 della legge regionale 29 settembre 1993, n. 48, è autorizzata, nell'anno 1994, l'ulteriore spesa di lire 5.000.000.000 per l'abbattimento degli interessi, a fronte di commesse sulle anticipazioni concesse alle imprese industriali (cap. 09050/01).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17 quater.
PORCU, Segretario:
Art. 17 quater
Interventi a favore delle attività produttive
1. L'amministrazione regionale è autorizzata ad estendere gli interventi previsti dall'art. 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n.17, all'intero territorio regionale.
2. Le modalità d'intervento sono confermate in quelle previste dal predetto articolo 30 della legge regionale n. 17 del 1993 e le relative agevolazioni non possono superare l'intensità dell'aiuto previsto per l'area in cui l'impresa è localizzata dalla normativa nazionale e comunitaria, calcolata in termini di equivalente sovvenzione netta.
3. A tal fine è autorizzata la spesa complessiva di lire 40.000.000.000 così ripartita (cap. 09045/15):
1994 lire 30.000.000.000
1995 lire 5.000.000.000
1996 lire 5.000.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento soppressivo Selis
Art. 17 quater
L'articolo 17 quater è soppresso. (1)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Selis per illustrare il suo emendamento.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, in qualità di Presidente di Commissione, io non presento mai né firmo emendamenti; questo lo considero un emendamento tecnico-politico, nel senso che in Commissione ho sostenuto che l'intervento previsto da questo articolo è un intervento importante e nella sostanza credo che si possa concordare. L'articolo prevede l'estensione degli interventi della Sardegna centrale a tutta la Sardegna, naturalmente con una graduazione diversa degli incentivi. La proposta di soppressione non riguarda tanto il merito ma alcuni altri aspetti. Il primo aspetto è che, ai sensi della legge di contabilità, noi abbiamo limitato la portata della legge finanziaria. Con la legge finanziaria abbiamo introdotto il principio che non si possono fare interventi a favore di soggetti di natura privata - società, consorzi e così via - e questo articolo della legge di contabilità ha ispirato, in questi ultimi anni, la condotta della Commissione e del Consiglio nel valutare gli emendamenti. Non si comprende perché l'applicazione di un principio sia riservata ad alcuni argomenti e non ad altri. Per quanto a livello regionale non ci sia, in senso istituzionale, una gerarchia delle fonti, se ci diamo una legge quadro importante, come la legge di contabilità, se la applichiamo per anni, non c'è motivo per disapplicarla per un argomento per quanto importante. Questo mi sembra un dato importante, che attiene al rigore e alla coerenza di questa Assemblea; se ci diamo una norma di carattere generale la seguiamo sempre; se vogliamo introdurre emendamenti dobbiamo emendare la norma di carattere generale che prevede quella disciplina. Questo mi sembra un fatto non secondario ed ecco perché, come Presidente di Commissione, io più volte l'ho fatto presente e ho messo in votazione l'articolo solo per l'insistenza soprattutto della Giunta, ma ritengo mio dovere sottolineare questo aspetto all'Assemblea, perché è l'Assemblea che ha votato la legge di contabilità ed è l'Assemblea che deve giudicare. Ci sono altri tre motivi fondamentali che mi inducono a proporre l'abrogazione di questo articolo per quanto, ripeto, sia in sé importante. Una norma che prevede l'estensione di interventi complessi su tutta la Regione è una vera e propria legge, non si può fare con una norma finanziaria; quando si fanno interventi di questa natura a favore del sistema delle imprese bisogna disciplinare una molteplicità di aspetti: la decorrenza, i soggetti ammessi, la documentazione. Sono aspetti che richiederebbero una legge in senso proprio. Bisogna, per esempio, coordinare questa legge con le altre leggi che ci siamo dati anche di recente, perché se no c'è una sovrapposizione di norme. La stessa amministrazione, gli istituti istruttori, gli imprenditori non sono in grado di capire cosa conviene fare. E infine, quando si propone un intervento di queste proporzioni, dobbiamo essere chiari: non si può estendere a tutta la Sardegna l'intervento in favore delle imprese della Sardegna centrale, che elimina, badata bene, il tetto della piccola e media impresa e stanziare solo 30 o 40 miliardi. 30 o 40 miliardi serviranno per una o due imprese; se la Giunta deve sostenere una o due imprese, ce lo dica prima, troviamo la formula giuridica e facciamolo. Ma se diciamo che sosterremo, con contributi e mutui, come si fa per la Sardegna centrale, tutto il sistema delle imprese piccole, medie e grandi, oltre a disciplinare la legislazione, i criteri, l'ammissione e tutto il resto, dobbiamo fare il calcolo dell'incidenza che questo intervento comporta nel bilancio regionale. Non si può rilanciare una linea politica industriale di questa portata stanziando quattro soldi sufficienti per appena due o tre interventi e poi dire che non ci sono più i soldi. In questo modo creiamo delle aspettative e rischiamo di non essere più credibili perché imprese nazionali e internazionali sulla base di questa legislazione considereranno la Sardegna appetibile e presenteranno domande, che non potranno essere accolte, perché non si sono stanziati fondi sufficienti. Se si decide di fare questo intervento, occorre disciplinare con legge una serie di criteri di gestione e coordinarlo con tutta la nostra legislazione in materia che diventa farraginosa. Da tempo auspichiamo in quest'Aula un testo unico che renda leggibili le norme sulla incentivazione industriale ma continuiamo a fare interventi di questa portata, attraverso la finanziaria che non è la sede propria per questi interventi. Lanciamo grandi linee di politica industriale e non siamo poi coerenti nel disciplinare l'uso delle risorse disponibili. Tutto questo mi ha indotto a proporre alla Giunta e al Consiglio questo emendamento, perché ho ritenuto che fosse mio dovere di Presidente di Commissione sottolineare almeno la questione dell'ammissibilità, ma non per evitare che l'intervento venga fatto. Ripeto - l'ho detto all'Assessore e alla Commissione - che se ci fosse la volontà politica di fare questi interventi io sono disponibile a lavorare, anche subito dopo Natale, per predisporre in tempi brevi la legge, perché questo intervento richiede una legge. Credo che la Commissione industria possa esitare il provvedimento in tempi brevi. Se si ritiene che questa linea di intervento sia importante, già nella prima parte di gennaio si può varare il provvedimento, senza correre il rischio che il Governo ci rinvii questo articolo che delega all'Esecutivo una serie di adempimenti e di funzioni, configurando sicuramente un eccesso di delega. Per questi motivi ho proposto e ripropongo con forza l'abrogazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie l'emendamento e credo di dover precisare le ragioni. Circa la improponibilità dell'articolo 17 quater, voglio dire che questo articolo si limita a riprendere l'articolo 30 della precedente legge finanziaria approvata dal Governo, per cui se era ammissibile - e lo era, perché è stato votato dal Consiglio e approvato dal Governo e dalla CEE - l'articolo 30 della legge finanziaria, se pure solo relativamente alla Sardegna centrale, è difficile sostenere, come ho già avuto modo di dire al Presidente della Commissione bilancio, che questo articolo, che si limita ad estendere nella stessa forma l'articolo 30 della finanziaria al resto della Sardegna, non sia ammissibile. Va precisato anche che questa norma, essendo stata approvata dalla Comunità europea, è l'unica norma di cui la Regione potrà d'ora innanzi disporre, per intervenire nel resto della Sardegna sulle imprese oltre i 250 dipendenti e i 20 miliardi di investimento fisso. E' una carenza rilevantissima alla quale dobbiamo in qualche modo porre rimedio, perché altrimenti la Regione non è nelle condizioni di fare neppure il minimo intervento. Si può convenire certo sul fatto che la dotazione finanziaria non è rilevantissima, ma questa dotazione è stata fissata come primo intervento e, ovviamente, se la norma verrà approvata, anche in relazione al suo funzionamento si potranno stanziare altre somme. Se questa norma non venisse approvata, noi ci troveremmo nell'impossibilità di intervenire su una parte rilevante di aziende del resto della Sardegna, con un articolo che sappiamo che può operare, perché già opera nella Sardegna centrale, sia con l'autorizzazione governativa, sia con l'autorizzazione comunitaria, che poi è quella che conta.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17 quinquies.
PORCU, Segretario:
Art. 17 quinquies
Contributi per l'abbattimento del tasso di interesse sulle anticipazioni bancarie per iniziative industriali
1. Gli incentivi previsti dal primo comma dell'articolo 38 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 sono estesi agli interventi previsti dalle leggi 28 febbraio 1986, n. 44 e 30 luglio 1990, n. 221; la relativa spesa è quantificata in lire 2.000.000.000 annui e fa carico alle disponibilità esistenti sui fondi di cui al terzo e quarto comma dell'articolo 38 della medesima legge regionale n. 13 del 1991.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17 sexies.
PORCU, Segretario:
Art. 17 sexies
Operazioni di consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese industriali
1. A valere sulle disponibilità esistenti sul capitolo 09045/08 gli interventi previsti dall'articolo 3 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 sono applicabili anche alle imprese che hanno avviato le iniziative ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 17 sexies
All'articolo 17 sexies è aggiunto il seguente comma:
2. I mutui previsti, in termini aggiuntivi rispetto al contributo, per i soggetti che hanno avviato iniziative ai sensi della legge 7 giugno 1984, n. 28, possono essere concessi con la garanzia regionale prevista dalla stessa L.R. n. 28 e liquidati dai competenti istituti di credito ai fini della ripresa produttiva, anche nell'impossibilità di procedere a formale ipoteca sugli immobili realizzati in aree comunali ed anche nel caso in cui le imprese si trovino in fase di concordato fallimentare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Selis.
SELIS (D.C.), relatore. Chiedo che si sopenda la discussione di questo emendamento onde consentire una diversa formulazione.
PRESIDENTE. Sospendiamo l'esame dell'articolo e dell'emendamento.
Si dia lettura dell'articolo 17 septies.
PORCU, Segretario:
Art. 17 septies
Fondo garanzia sussidiaria per finanziamenti al commercio
1. A parziale modifica dell'art. 59 della legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, e dell'art. 10 della L.R. 14 settembre 1993, n. 42, gli oneri per le garanzie sussidiarie di cui agli artt. 57 e 58 della citata L.R. 1991 n. 35 previsti in lire 1.000.000.000 annui gravano sul Fondo speciale di cui all'art. 7 della L.R. n. 42 del 1993 pure richiamata (cap. 07055).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati cinque emendamenti: il numero 2 che è stato ritirato e il numero 13, 14, 20 e 27. Si dia lettura di questi ultimi.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 17 septies
Dopo l'articolo 17 septies è aggiunto il seguente:
Art. 17 nonies
1. L'ultimo inciso del 4° comma dell'articolo 14 legge regionale del 14.09.1993, n. 40, "del pagamento delle rate relative agli anni 1993 e 1994" è sostituito con il seguente: "del pagamento di un numero di rate non superiore a quattro relative agli anni 1993-1994-1995".
2. I termini di presentazione della domanda sono prorogati di ulteriori giorni 30 decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente modifica. (13)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 17 septies
Dopo l'articolo 17 septies è aggiunto il seguente:
Art. 17 decies
All'articolo 14 della L.R. del 19 ottobre 1993, n. 51, sono aggiunti i seguenti 5° e 6° comma:
5. I contributi di cui agli articoli 38, lettera B, e 40 L.R. 21 luglio 1976 n. 40 e di cui all'art. 68 L.R. 4 giugno 1988, n. 11 sono concedibili, in deroga al disposto del successivo articolo 17, sulla base di domande, inerenti prestiti accesi negli anni 1992 e 1993, presentate anteriormente alla data del 6 novembre 1993.
6. A tal fine sono prorogate le gestioni speciali costituite presso gli Istituti Creditizi convenzionati. (14)
Emendamento aggiuntivo Zucca - Ferrari - Manunza - Manca - Cuccu - Onnis
Dopo l'articolo 17 septies è aggiunto il seguente
Art. 17 undecies
I benefici di cui all'articolo 6 L.R. 25/91 e successive modificazioni sono prorogati per gli anni 93 e 94. L'onere derivante dall'attuazione del presente articolo valutato in lire 800 milioni farà carico al capitolo 05085.
Parte finanziaria:
In aumento
05086 1994 lire 800 milioni
In diminuzione
05085 1994 lire 800 milioni. (20)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Dopo l'articolo 17 septies è aggiunto il seguente:
Art. 17 octies
Partecipazione regionale al capitolo del Credito Industriale Sardo
1. La quota della spesa di cui all'articolo 43 della legge regionale 28 aprile 1992 n. 6 relativa all'anno finanziario 1993, pari a lire 36.269.000.000, è riautorizzata per l'anno 1994 (cap. 03070/01)
Copertura finanziaria Cap.07001/E + lire 36.269.000.000. (27)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 13, 14 e 27 e per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 20, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 13,14, e 27. La Giunta accoglie l'emendamento numero 20.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto n votazione l'articolo 17 septies. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E 'approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
PORCU, Segretario:
Art. 18
Portualità industriale
1. Al fine del completamento operativo dei porti industriali della Sardegna di interesse nazionale ed internazionale è autorizzata la spesa di lire 50.000.000.000 in ragione di lire 13.000.000.000 per ciascuno degli anni 1994 e 1995 e di lire 24.000.000.000 per il 1996 per l'acquisto di mezzi di movimentazione di banchina (cap. 08181).
2. Il programma d'intervento è predisposto ai sensi dell'art. 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni e integrazioni dall'Assessore dei lavori pubblici di concerto con l'Assessore dei trasporti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
PORCU, Segretario:
Art. 19
Modifiche alle leggi regionali nn. 16/82 e 9/85 Servizi di linea
1. Il termine fissato al primo comma dell'articolo 11 della legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, per la presentazione delle domande di contributo per l'acquisto di veicoli e per le infrastrutture, è anticipato al 31 dicembre di ciascun anno.
2. L'ammontare della sanzione amministrativa da comminare al viaggiatore sprovvisto dal documento di viaggio o fornito di documento irregolare, previsto nell'articolo 17 della stessa legge regionale n. 16/82, è rideterminato, entro i limiti minimo e massimo, pari, rispettivamente, a dieci e trenta volte la tariffa evasa, con decreto dell'Assessore dei trasporti, previa deliberazione della Giunta regionale, sentite le aziende esercenti il trasporto pubblico di linea.
3. Le imprese richiedenti i contributi previsti dalla legge regionale 19 aprile 1985, n. 9, devono disporre, oltreché dei requisiti indicati all'articolo 3 della stessa legge regionale, anche della capacità economica adeguata ai servizi proposti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
PORCU, Segretario:
Art. 20
Contributo straordinario alle società di gestione degli aeroporti isolani
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, in favore delle società di gestione degli aeroporti isolani a prevalente capitale pubblico, contributi per la realizzazione ed il completamento di infrastrutture e per l'acquisizione di attrezzature, ai fini del miglioramento dei servizi aeroportuali.
2. Per la ripartizione dei contributi alle Società di cui al precedente comma, la Giunta regionale approva su proposta dell'Assessore dei trasporti, un programma pluriennale di riparto dei fondi, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni e integrazioni.
3. Qualora il contributo sia concesso per la realizzazione o per il completamento di opere pubbliche, ovvero per la costruzione di opere o impianti fissi, l'Assessore regionale dei trasporti provvede all'erogazione del contributo con le modalità di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni.
4. I contributi per l'acquisto di attrezzature sono erogati con decreto dell'Assessore regionale dei trasporti su presentazione della documentazione comprovante l'avvenuto acquisto e collaudo.
5. L'onere relativo all'applicazione degli interventi di cui al presente articolo è valutato in complessive lire 22.000.000.000; a tal fine, nel bilancio della Regione per gli anni 1994/1996 è autorizzato lo stanziamento di lire 9.000.000.000 per ciascuno degli anni 1994 e 1995 e di lire 4.000.000.000 per l'anno 1996 (cap. 13053).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 20 bis
Centro europeo di imprese ed innovazione BIC Sardegna
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere al Centro europeo di imprese ed innovazione BIC Sardegna un contributo di lire 500.000.000, nell'anno finanziario 1994, per il suo funzionamento (cap. 09045/10).
2. Per l'erogazione di detto contributo il Centro di cui al primo comma presenta all'Assessorato dell'Industria un programma di spese da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20 ter.
PORCU, Segretario:
Art. 20 ter
Attuazione dell'intesa di programma per la Sardegna centrale
1. La legge regionale 8 febbraio 1993, n. 10 è abrogata.
2. Nel primo comma dell'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 è soppressa l'espressione "con esclusione dello stanziamento di lire 28.000.000.000 di cui alla legge regionale 8 febbraio 1993, n. 10".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 21 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 21 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 21 bis
Rifinanziamento interventi ex legge 268/74
1. Sono autorizzati i seguenti stanziamenti integrativi a favore di programmi d'intervento di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268:
a) programma d'intervento per gli anni 1982-1984 approvato dal CIPE il 10 luglio 1985 - paragrafo 3.4 - Interventi per lo sviluppo turistico - lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1995 e 1996 (titolo di spesa 8.3.4/I, per la realizzazione di opere turistiche;
b) programma per l'anno 1985 - approvato dal CIPE in data 20 marzo 1986 - paragrafo 3.3 punto 4 - parco progetti, indagine e studi - lire 2.000.000.000 per l'anno 1994 e lire 5.000.000.000 in ciascuno degli anni 1995 e 1996 (titolo di spesa 9.3.3/I);
c) programma per gli anni 1988-1989-1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991:
1) paragrafo 3.10 - ricerca scientifica e tecnologica - lire 2.640.000.000, per l'anno 1994 (titolo di spesa 11.3.10/I), a favore del Centro Marino Internazionale (I.M.C.), per l'attuazione di programmi di ricerca scientifica e tecnologica;
2) paragrafo 2.4 - Infrastrutture industriali - lire 13.000.000.000 per l'anno 1994 e lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1995 e 1996 (titolo di spesa 11.2.04/I), per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna.
2. Gli stanziamenti di cui alla lettera a) sono iscritti nel bilancio regionale nel capitolo 08215, quelli di cui alle lettere b) e c), punto 1, nel capitolo 03034/01 e quelli di cui alla lettera c), punto 2, nel capitolo 09054; gli stessi stanziamenti sono trasferiti alla contabilità speciale di cui all'art. 2 della citata legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti ai rispettivi titoli di spesa sopraindicati.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Ladu Leonardo - Ruggeri - Manchinu - Serra - Giagu - Desini
Art. 21 bis
Dopo l'articolo 21 bis è aggiunto il seguente:
Art. 21 bis/1.
Per le finalità previste dalla legge regione 26.04.1993, n. 20, è disposto per l'anno 1994 lo stanziamento di lire 1000 miliardi (cap. 01068)
Cap. 01068 +1000
IRPEF +1000. (22)
PRESIDENTE. Chiedo alla Commissione bilancio e finanze se c'è la copertura finanziaria.
SELIS (D.C.), relatore. Mille miliardi di IRPEF non è credibile.
PRESIDENTE. Quindi questo emendamento è inammissibile.
Metto in votazione l'articolo 21 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 ter.
PORCU, Segretario:
CAPO IV BIS
INTERVENTI IN MATERIA DI OCCUPAZIONE
Art. 21 ter
Modifiche alla L.R. 28/84 - Occupazione giovanile
1. Nell'articolo 20 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, è aggiunto il seguente ottavo comma:
"8. In conto delle disponibilità del fondo di rotazione di cui al primo comma, nel caso del mancato rifinanziamento della legge 10 ottobre 1975, n. 517, l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere le agevolazioni previste dall'articolo 3 della stessa legge n. 517/1975, per un periodo di cinque anni dalla data del contratto condizionato di mutuo".
2. A decorrere dall'anno 1995, l'attuazione della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 e successive modificazioni ed integrazioni, ad eccezione degli interventi in agricoltura, è demandata all'Agenzia regionale del lavoro, istituita dalla legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33; gli organi già competenti alla spesa continuano a disporre i pagamenti sugli impegni assunti entro il 31 dicembre 1994.
3. Per gli interventi urgenti per favorire l'occupazione, di cui alla allegata tabella I, in attuazione della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 e successive modificazioni ed integrazioni sono autorizzati i seguenti stanziamenti:
1994 lire 66.500.000.000
1995 lire 61.000.000.000
1996 lire 61.000.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 21 ter
Modifiche alla L.R. 28/84 - Occupazione giovanile
Dopo il terzo comma è aggiunto il seguente:
"4. per i fini di cui al comma precedente, possono essere autorizzati, con successiva legge finanziaria, ulteriori stanziamenti, aggiuntivi rispetto a quelli indicati nella succitata Tabella I". (7)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 21 ter
Dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:
"4. Alle pratiche in istruttoria a valere sulla L.R. 7 giugno 1984, n. 28, si applicano le direttive approvate con deliberazione n. 30/7 del 26 novembre 1984 e successive modificazione e integrazioni fatta salva l'estensione per coloro che lo richiedano dei benefici derivanti dalla L.R. 26 gennaio 1993, n. 7". (8)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Selis.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 21 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 quater.
PORCU, Segretario:
Art. 21 quater
Modifiche alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 - Provvedimenti per l'occupazione
1. In deroga all'articolo 28 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, la validità dell'articolo 10 bis della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, istituito con l'articolo 58 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, concernente il finanziamento ai Comuni di attività nei settori dei servizi socialmente utili e della tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali, è prorogata sino al 31 dicembre 1994.
2. Le spese per l'applicazione del precedente comma sono quantificate in complessive lire 7.000.000.000 così ripartite:
Capitolo 10138 - Servizi socialmente utili
lire 3.500.000.000
Capitolo 11129 - Tutela e valorizzazione beni ambientali e culturali
lire 3.500.000.000
3. I Comuni, le Province, le Comunità Montane, inserite nel programma 1993 degli interventi di cui all'articolo 10 bis della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, adottato con formale deliberazione della Giunta regionale, che non abbiano potuto attivare il servizio entro il 31/12/1993, possono ottenere il contributo nella misura prevista per l'anno 1993; a tal fine è autorizzata nel 1994, la spesa di lire 4.180.000.000 (cap. 10138).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 quinquies.
PORCU, Segretario:
Art. 21 quinquies
Modifiche alla L.R. 24.10.1988, n. 33
1. All'articolo 29 della legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 e successive modificazioni è soppresso l'alinea individuato con la lettera h).
2. Il terzo comma dell'articolo 38 della legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
"3. Il direttore è scelto tra il personale della Pubblica Amministrazione o personale estraneo alla medesima, in possesso di elevata professionalità e pluriennale comprovata esperienza nel campo delle politiche del lavoro e/o pluriennale comprovata esperienza nella direzione di strutture organizzative complesse".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 sexies.
PORCU, Segretario:
Art. 21 sexies
Progetti comunali finalizzati all'occupazione
1. L'amministrazione regionale promuove e coordina un intervento straordinario di lavoro ai sensi dell'articolo 94 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, articolato in tutti i Comuni della Sardegna e rivolto:
a) alla salvaguardia, valorizzazione e gestione ottimale dei beni culturali, archeologici e storici;
b) al sostegno di progetti produttivi di itinerari culturali, di archeologia industriale e mineraria;
c) alla estensione ed alla cura del verde urbano.
2. Qualora il Comune ravvisi la impraticabilità degli interventi nei settori di cui alle lettere a), b) e c) del precedente primo comma, può proporre l'attuazione di progetti negli altri settori previsti dal primo comma dell'articolo 94 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11.
3. Per la ripartizione dei fondi e la procedura di attuazione dell'intervento si applicano le disposizioni previste dal medesimo articolo 94 della legge regionale n. 11 del 1988 e successive modificazioni ed integrazioni.
4. I Comuni sono tenuti ad avanzare le richieste corredate dalla descrizione del progetto o dei progetti che intendono realizzare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. L'inizio della esecuzione del progetto o dei progetti deve avvenire entro i successivi sessanta giorni dalla avvenuta richiesta di cui al precedente comma, che vale unicamente come comunicazione sia al fine della attribuzione dei fondi sia ai fini del coordinamento.
6. L'attività di coordinamento è svolta tramite l'agenzia regionale del lavoro e consiste essenzialmente nella assistenza amministrativa e nella eventuale indicazione di procedure e metodologie di intervento utili ai fini della ottimizzazione dei risultati di insieme, su scala regionale e territoriale.
7. La spesa prevista per l'attuazione del presente articolo 6 è determinata in lire 100.000.000.000 per ciascuno degli anni 1994, 1995 e 1996 (cap. 10136).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Per sottoporre all'attenzione del Presidente, e anche della Giunta e del Consiglio, l'opportunità di una correzione al punto 4, là dove viene dato un termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, per la presentazione delle richieste alla Regione da parte dei Comuni. Poiché si tratta di un intervento triennale, ma i Comuni potrebbero anche definire progetti annuali, converrebbe, nell'ultima riga del punto 4, scrivere "entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio", in modo che si intenda che ogni anno, entro sessanta giorni dall'approvazione della legge di bilancio, i Comuni possano presentare le loro richieste.
PRESIDENTE. L'osservazione fatta dall'onorevole Cogodi mi pare opportuna. Quindi al punto 4 deve leggersi "entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. L'intervento dell'onorevole Cogodi è sul punto 4 dell'articolo 21?
PRESIDENTE. Sì. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. E' una modifica opportuna perché consente l'applicazione della norma anche per i programmi annuali.
PRESIDENTE. Non essendovi opposizioni, metto in votazione l'articolo 21 sexies con tale correzione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 septies.
PORCU, Segretario:
Art. 21 septies
Attività di ricerca
1. Al fine di promuovere l'impiego con contratti a termine in attività di ricerca di giovani neo laureati inoccupati nati o residenti in Sardegna da almeno cinque anni o figli di genitore nato in Sardegna, è autorizzata l'ulteriore complessiva spesa di lire 30.000.000.000, in misura di lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 1994, 1995 e 1996 da erogarsi per metà in parti uguali alle due Università sarde e per metà a consorzi, enti, istituti e società di ricerca (cap. 03034/01).
2. Gli interventi si articolano secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale che approva altresì il programma d'intervento a' termini dell'articolo 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1.
3. Gli stanziamenti di cui al precedente primo comma sono trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti al titolo di spesa 11.3.10/I del relativo programma d'intervento per gli anni 1988,1989 e 1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21 octies.
PORCU, Segretario:
Art. 21 octies
Progetti speciali finalizzati all'occupazione
1. A parziale modifica di quanto disposto dall'articolo 27 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 e dall'articolo 22 della legge regionale 30 giugno 1993, n. 27 gli stanziamenti da destinare ai progetti speciali finalizzati all'occupazione sono così rideterminati:
1994 lire 160.000.000.000
1995 lire 160.000.000.000
1996 lire 156.000.000.000
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata alla assunzione degli impegni a carico dei predetti stanziamenti.
3. Sono fatti salvi gli impegni assunti entro il 31 dicembre 1993. Al loro pagamento provvederanno gli organi già competenti all'assunzione degli impegni (cap. 01080).
4. Le azioni 8 - progetti speciali di formazione professionale di alto livello dirigenziale e manageriale - e 9 - studi finalizzati - del programma dei progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione relativi agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989 sono soppresse; sono fatti salvi gli impegni assunti alla data di entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
PORCU, Segretario:
CAPO V
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ATTIVITÀ SOCIALI
Art. 22
Programma di formazione professionale
1. E' sospesa l'applicazione della misura della spesa per abitante indicata dall'articolo 31 della legge regionale 1° giugno 1979, n. 47.
2. La quota regionale da destinare alla realizzazione del programma di formazione professionale nel 1994 è determinata in lire 65.000.00.000 (cap. 10001).
3. Il limite massimo retributivo per le convenzioni previsto dall'articolo 9, primo comma, della legge regionale 2 marzo 1982, n. 7, è determinato in lire 80.000 orarie.
4. La spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, è fissata in lire 100.000.000.000 ed è così ripartita:
cap. 10001 lire 11.500.000.000
cap. 10002 lire 24.000.000.000
cap. 10002/01 lire 9.000.000.000
cap. 10003 lire 55.500.000.000
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
PORCU, Segretario:
Art. 23
Integrazione del fondo sanitario nazionale
1. E' autorizzato, nell'anno 1994, lo stanziamento complessivo di lire 365.000.000.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente ed in conto capitale riguardante il fondo sanitario nazionale (capp. 12104/01, 12133/02 e 12139/02).
2. A valere sugli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 12133/02 e 12139/02 l'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare in favore delle Unità sanitarie locali, nel corso dell'anno 1994, rispettivamente, le somme di lire 2.500.000.000 e 7.500.000.000, per esigenze finanziarie connesse alla graduale attuazione del piano regionale per l'assistenza psichiatrica.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 23 bis
Disciplina dei prelievi e trapianti di organi e tessuti nell'uomo
1. L'onere derivante dall'applicazione della legge regionale 3 febbraio 1993, n. 8 relativa alla disciplina dei prelievi e trapianti di organi e tessuti nell'uomo è valutato in lire 500.000.000.000; al relativo onere si fa fronte con quota del fondo sanitario nazionale assegnata alla Regione.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 23 bis
Dopo l'articolo 23 bis è aggiunto il seguente:
Art. 23 ter
1. A valere sullo stanziamento iscritto al cap. 12113 dello stato di previsione della spesa l'Amministrazione regionale è autorizzata a riservare l'importo di lire 20.000.000.000 per assicurare copertura finanziaria, nel corso dell'esercizio 1994, ai maggiori oneri che verranno a determinarsi a carico dei bilanci delle UU.SS.LL. in dipendenza di nuove assunzioni in deroga, autorizzata nelle forme di legge.
2. Il trasferimento delle corrispondenti somme in favore del cap. 12133 per la successiva attribuzione alle UU.SS.LL. viene disposto con le modalità fissate dall'art. 30, 1° comma, della legge regionale di approvazione del bilancio 1994. (3)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatoree.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, nel testo, forse per un errore, è stato scritto venti miliardi anziché quindici. Mi pare che in commissione avessimo concordato sulla cifra di quindici miliardi; quindi in sede di coordinamento tecnico, se non vi sono obiezioni, si deve scrivere quindici.
PRESIDENTE. Allora anziché venti miliardi si intende quindici miliardi.
Per esprimere il parere della Giunta sulla modifica, ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie la modifica.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 23 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
PORCU, Segretario:
Art. 24
Sussidi agli infermi di mente
1. Per l'erogazione dei sussidi a favore dei cittadini infermi di mente o minorati psichici residenti in Sardegna, a' termini dell'articolo 1 della legge regionale 22 ottobre 1987, n. 44, è autorizzata, in conto degli anni decorsi, la spesa di lire 85.000.000.000 (cap. 12001/08) così suddivisa:
1994 lire 50.000.000.000
1995 lire 15.000.000.000
1996 lire 20.000.000.000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 24 bis
Piano contributi per strutture socio-assistenziali
1. In deroga a quanto disposto dagli articoli 1 e 4 della legge regionale 1° giungo 1993, n. 25, è sospeso nell'anno 1994, il finanziamento ai Comuni relativamente al piano dei contributi per le strutture socio-assistenziali.
2. E' autorizzata, per l'anno 1994, la complessiva spesa di lire 7.000.000.000 (cap. 12001/02); il programma di spesa è deliberato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'Igiene e sanità ed assistenza sociale a' termini dell'articolo 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 24 bis
Dopo l'articolo 24 bisè istituito il seguente articolo:
Art. 24 ter
Contributo all'istituto dei ciechi di Cagliari
L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 1994, all'istituto dei ciechi di Cagliari un contributo di lire 278.000.000, per le spese di gestione relative all'anno 1993 (cap. 11073).
SPESE
Cap. 11073 - Contributo Istituto ciechi per spese di gestione - art. 79, L.R. 13/91
1994 lire +278.000.000
ENTRATE
Cap. 12106 - IRPEF
1994 lire +278.000.000. (11)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 24 bis
Dopo l'articolo 24 bisè istituito il seguente articolo:
Art. 24 quater
Le provvidenze di cui alla legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14, sono estese ad enti della stessa categoria operanti in Sardegna, aventi identica natura giuridica e la stessa finalità richiesta ai soggetti beneficiari della stessa legge; a tal fine lo stanziamento recato dal capitolo 10021 è attribuito a detti enti nella misura del trenta per cento dello stanziamento annuale.
A valere sullo stanziamento recato dal predetto capitolo 10021 del bilancio per l'anno 1994, una quota pari a lire 330.000.000 è destinata agli Enti beneficiari di cui al primo comma, per l'attività svolta nell'anno 1993.
Cap. 10021 - (denominazione variata) - Contributo annuo alle sezioni provinciali dell'unione italiana dei ciechi, operanti in Sardegna, per il conseguimento degli scopi previsti dallo Statuto della Unione stessa (L.R. 23 febbraio 1968, n. 14) e contributi ad altri enti operanti in Sardegna (art. della legge finanziaria)
1994 lire +330.000.000
Cap. 12106 - IRPEF
1994 lire 330.000.000. (17)
Emendamento aggiuntivo Ladu Leonardo - Porcu - Pes - Amadu - Manchinu - Lorelli - Planetta - Desini - Dettori - Deiana - Serra - Giagu
Art. 24
Dopo l'articolo 24 bis è aggiunto il seguente:
Art. 24 quinquies
1. La Regione Sarda è autorizzata a concedere per l'anno 1994 ai Comuni sardi o a loro consorzi un contributi di 2 miliardi per l'acquisizione e l'attivazione di un Centro aggregativo e formativo di tutte le comunità terapeutiche della Sardegna per la formazione degli operatori, per l'esposizione dei manufatti delle Comunità e per l'attività di reinserimento sociale e lavorativo degli ex tossicodipendenti (cap. 04018/04).
2. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli Enti locali a' termini dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni, approva il relativo programma di intervento.
In aumento
04 - ASS.EE.LL.
Cap. 04018 (N.I.) - Contributi ai Comuni o loro consorzi per l'acquisizione e l'attivazione di centri aggregativi e formativi
lire 2.000.000.000
Cap. 12106 - IRPEF
lire 2.000.000.000. (23)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (M.S.I.-D.N.). Signor Presidente, il mio intervento si riferisce agli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo della legge finanziaria. Va da sé che chiedo al Consiglio l'approvazione dell'emendamento numero 23, che mi vede firmatario assieme ad altri colleghi, per l'acquisizione di strutture che serviranno per il recupero dei ragazzi tossicodipendenti. Mi voglio fermare però - e vorrei che l'Assessore alla programmazione mi prestasse un po' di attenzione - mi vorrei soffermare, per esprimere un sereno ma convinto dissenso, sull'emendamento numero 17. Devo fare osservazioni di vario genere, signor Assessore. La prima è che viene inserito nell'articolo della finanziaria dedicato agli interventi di carattere socio-assistenziale, un emendamento della Giunta regionale, con il quale si va a finanziare un'associazione che però rientra in quel capitolo del bilancio che riguarda le organizzazioni di carattere socio-culturale, e il finanziamento di queste associazioni è inserito nel capitolo riguardante l'Assessorato del lavoro. Questa è un'osservazione di carattere formale che però ha una sua sostanziale importanza. Già l'anno scorso infatti, onorevoli colleghi, questo Consiglio...
(Interruzioni)
Presidente, vorrei che il Consiglio prestasse un po' più d'attenzione. Già l'anno scorso, il Consiglio discusse a lungo sul finanziamento di associazioni dei non vedenti diverse dall'Unione italiana ciechi. Fu una discussione animata e alla fine si giunse alla conclusione di lasciare le cose come erano, per cercare di riordinare complessivamente la materia. C'è un ordine del giorno, approvato dal Consiglio in un'altra occasione, in cui si chiede alla Giunta di provvedere al riordino complessivo della materia. Ora invece viene ripresentato nella sostanza un emendamento già respinto l'anno scorso, sul quale il Consiglio si era espresso ed è passato un anno invano senza che sia stata posta mano al riordino della materia. Secondo me non si può procedere in questa maniera. Io non nego che tutte le associazioni dovrebbero avere un giusto riconoscimento economico, ma non lo si deve dare in questa maniera, perché non sappiamo che cosa ci sia dietro una sigla. Sappiamo invece e abbondantemente cosa c'è dietro l'attività di altre associazioni, come per esempio l'Unione italiana ciechi, che è fondamentale per lo sviluppo dell'associazionismo dei non vedenti nella Sardegna e nel resto d'Italia. Quindi io chiedo alla Giunta di ritirare questo emendamento e di procedere con assoluta urgenza all'esame complessivo di questa materia o perlomeno chiedo di vedere le carte di questa associazione a cui la Giunta chiede di dare 330 milioni, per capire quanti sono i suoi aderenti, quanti sono i non vedenti, che attività svolge in Sardegna questa associazione; ma mi sembra che sia opportuno che si vada a fare un riordino complessivo della materia. Non voglio scatenare guerre tra poveri - i polli di Renzo non mi sono mai piaciuti - però così facendo si scatena una situazione di difficile controllo, che non si può assolutamente tollerare oltre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pili. Ne ha facoltà.
PILI (P.S.I.). Presidente, chiedo alla sua cortesia di voler sospendere l'esame di quest'articolo e dell'emendamento numero 17, al fine di un approfondimento, perché non è assolutamente chiaro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Sono favorevole alla sospensione.
PRESIDENTE. Sospendiamo quindi l'esame dell'articolo 24 e degli emendamenti aggiuntivi numero 11, 17 e 23.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Chiedo cortesemente alla Presidenza che voglia rivolgere l'invito alla Giunta regionale di rendere noto al Consiglio come è stato utilizzato il capitolo del bilancio del 1993 che destinava questo intervento a diverse associazioni. Questo è utile al Consiglio per capire come deve regolare la materia. La Giunta è a conoscenza della questione, quindi chiedo che dall'Assessorato al lavoro si acquisiscano i dati relativi alla gestione del capitolo di bilancio 1993.
PRESIDENTE. Alla ripresa la Giunta fornirà i dati.
Si dia lettura dell'articolo 25.
PORCU, Segretario:
Art. 25
Pubblica istruzione
1. Lo stanziamento di cui al capitolo 11024 può essere utilizzato anche durante il corso dell'anno scolastico 1993-1994 qualora si verifichino esigenze gravi ed impreviste.
PRESIDENTE. A quest'articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Murgia - Cogodi
Art. 25 bis
L'amministrazione regionale è autorizzata a concorrere all'abbattimento delle spese sostenute dai sodalizi sportivi isolani per le trasferte effettuate in territorio extra-regionale nel corso del 1993 mediante la concessione di un contributo straordinario di 1.800.000.000, il cui importo sommato a quello assegnato per le stesse motivazioni nell'esercizio 1993, non può eccedere ai sensi dell'art. 25 della L.R. 09.06.1984, n. 36, il 50 per cento delle spese ritenute ammissibili (cap. 11124/21 N.I.). (28)
PRESIDENTE. Questo emendamento aggiuntivo non può essere presentato perché non ha copertura finanziaria.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Infatti, Presidente, ovviamente si intende ritirato perché è stato presentato ieri, mentre si completava l'esame del bilancio in Commissione, perché da più parti era stata rappresentata questa esigenza relativa alle società sportive - non di prima serie evidentemente, che hanno laute e abbondanti sponsorizzazioni - ma alle società sportive della Sardegna, che sopportano i costi delle trasferte oltre l'isola e, in base a una legge regionale, potrebbero avere un rimborso fino al 50 per cento delle spese effettivamente sostentate. E' noto che il capitolo di bilancio relativo a questa norma era largamente insufficiente, per cui le società sportive tutte, pare, sono state sorrette e agevolate con pochissimi fondi a fronte delle super sponsorizzazioni delle grandi società. Si era chiesto alla Giunta regionale di trovare una soluzione tecnica che potesse consentire almeno un parziale recupero e un qualche riequilibrio di questa situazione, perché, a fronte di sponsorizzazioni di miliardi nei confronti di poche società, non pareva giusto, anche a me non pare giusto, che le altre società sportive, quelle che interessano migliaia di giovani che praticano lo sport, devono essere lasciate praticamente in abbandono. Pare che la Giunta non abbia trovato soluzioni sul piano tecnico, però il problema rimane; si trovi modo, se c'è un Governo della Regione che vuol pensare a un maggiore equilibrio in tutti i settori, ivi compreso il settore delle discipline sportive, di tener conto dello sport spettacolo ma di tener conto soprattutto dello sport che è vero sport, cioè quello che maggiormente esercitano le piccole società che sono quelle poi dove i giovani praticano le diverse discipline. Il problema c'è ed è reale; l'emendamento era finalizzato a tenere aperta questa questione, è un problema che in via amministrativa, se proprio non si può adesso in sede di redazione della legge finanziaria, la Giunta regionale dovrebbe trovare modo di risolvere, perché queste società abbiano almeno in parte quanto avrebbero dovuto, in base alla norma, avere e non hanno potuto avere l'anno scorso, perché quanto è rimasto alle molte società sportive è troppo poco, rispetto a quanto è stato invece utilizzato per le grandi società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, io condivido l'importanza di una politica regionale a favore dello sport dei giovani, per i motivi che sappiamo e che qui non diciamo, però su questo argomento voglio ribadire una osservazione tecnica che ho già fatto. Siccome l'emendamento prevede interventi a sostegno dei soggetti privati, non è ammissibile, ai sensi della legge di contabilità regionale, per i motivi che dicevo prima, il che non significa che non sia giusto e non sia importante. Ma siccome la Giunta ha approvato recentemente - mi è stato detto, noi non l'abbiamo avuto, nonostante l'abbiamo chiesto, la possibilità di vederlo - un disegno di legge su argomenti di varia natura, relativi alla pubblica istruzione e quindi immagino anche allo sport, quella può essere la sede dove più propriamente può essere posto questo problema, sia perché in quella sede l'emendamento è ammissibile sia perché in quella sede si può vedere anche meglio la situazione finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, per sottolineare che il problema posto dai presentatori dell'emendamento è apprezzabile, anche se in mezzo a tanti che ne abbiamo di fronte, non può avere certo lo spazio centrale, però è un problema di un certo peso, a cui si può dare una risposta con un intervento abbastanza contenuto. Quindi, io pregherei la Giunta di esaminare la possibilità di accoglierlo.
PRESIDENTE. Io ho già dichiarato inammissibile l'emendamento, onorevole Mannoni, perché non ha copertura finanziaria.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per confermare quanto diceva poc'anzi il Presidente della Commissione bilancio e quanto già detto in Commissione bilancio, circa l'intendimento della Giunta regionale di presentare un proprio disegno di legge che disciplini i contributi per l'attività sportiva. Infatti nella tabella A della legge finanziaria presentata vi era anche un accantonamento di 3 miliardi e mezzo come copertura di questo disegno di legge. Si può riprendere anche la questione relativa ai saldi d'impegni già assunti dalle società a seguito della modifica dei criteri di erogazione dei fondi per le società sportive nel corso del 1993.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato. Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
PORCU, Segretario:
Art. 26
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 4/88
1. Il fondo per le spese correnti relative ai servizi socio-assistenziali di cui all'articolo 1, primo comma, lettera c), della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, può essere utilizzato anche per finanziare le spese derivanti dalla stipulazione di convenzioni con soggetti in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 55, comma 4, della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4, entro i limiti d'importo mensile stabiliti dall'articolo 44, comma 3, della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17.
2. Il comma 3 dell'articolo 55 della stessa legge regionale n. 4/88 è abrogato.
3. Per l'anno 1994 si prescinde dall'autorizzazione al funzionamento delle strutture socio-assistenziali di cui all'articolo 41 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4, purché tali strutture risultino attivate da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente legge e sia dimostrata, mediante attestazione dell'Assessorato regionale competente, l'avvenuta presentazione della domanda e della prescritta documentazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E ' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27.
PORCU, Segretario:
CAPO VI
DISPOSIZIONI A FAVORE DEGLI ENTI LOCALI
Art. 27
Fondo perequativo per lo sviluppo e la razionalizzazione dei servizi comunali
1. Per concorrere nelle spese per lo sviluppo e la razionalizzazione dei servizi comunali gestiti in forma consorziata od associata è istituito un fondo perequativo con la dotazione complessiva di lire 9.000.000.000 in ragione di lire 2.000.000.000 per l'anno 1994, lire 3.000.000.000 per l'anno 1995 e lire 4.000.000.000 per l'anno 1996 (cap. 04018/02).
2. Possono beneficiare della dotazione di detto fondo i consorzi o le associazioni di Comuni con popolazione di almeno duemila abitanti ed i cui Comuni consorziati od associati non abbiano ciascuno più di duemila abitanti. I costi di gestione dei servizi finanziabili con predetto fondo sono:
- adduzione e distribuzione di acque pubbliche;
- raccolta, allontanamento e depurazione di acque reflue;
- raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti solidi urbani;
- distribuzione di gas;
- farmacie;
- case di riposo e di ricovero;
- asili-nido;
- impianti sportivi;
- mattatoi pubblici;
- mense, comprese quelle ad uso scolastico.
3. Entro i limiti degli stanziamenti annuali del capitolo 04018/02 il contributo corrisposto per ciascun servizio gestito in forma consorziata od associata non può accedere l'importo di lire 10.000 ad abitante.
4. Al fine di armonizzare la fruibilità delle provvidenze di cui al presente articolo con le norme di gestione degli enti beneficiari, il riparto annuale del fondo perequativo è disposto dall'Assessore competete in materia di enti locali, previa deliberazione della Giunta regionale, entro il 30 settembre dell'anno precedente quello cui le spese i riferiscono, a seguito di richiesta che i consorzi o le associazioni di Comuni abbiano presentato entro il 30 giugno.
5. Per l'anno 1994, una quota non superiore a lire 500.000.000 della dotazione individuata nel precedente comma 1 per lo stesso anno, è destinata al finanziamento delle spese da sostenersi, nel medesimo anno, da consorzi od associazioni di Comuni già costituiti, che ne abbiano fatto richiesta entro il 31 marzo 1994.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 27 bis
Destinazione fondi regionali giacenti presso Comuni
1. I Comuni che hanno beneficiato delle provvidenze disposte dalle leggi regionali 4 giugno 1971, n. 9, 26 aprile 1974, n. 6, 25 giugno 1984, n. 31, 11 ottobre 1971, n. 26 e 9 giugno 1989, n. 36, possono utilizzare le somme non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge e detenute in tesoreria, nei modi e per le finalità previste dalla legge regionale 1 giugno 1993, n. 25.
2. L'accertamento dell'importo dei fondi di cui al primo comma e l'eliminazione degli eventuali residui passivi destinati all'utilizzo dei fondi medesimi ai quali non corrispondono effettive obbligazioni di spesa, è effettuato dagli stessi Comuni in sede di approvazione del conto consuntivo dell'esercizio 1993.
3. La destinazione dei fondi di cui al primo comma è deliberata dai Consigli comunali contestualmente all'applicazione al bilancio di previsione dell'esercizio 1994 di una quota dell'avanzo di amministrazione di importo pari a quello accertato nei modi indicati al secondo comma. Ove il risultato di amministrazione sia di segno negativo non si fa luogo alla destinazione a nuovo dei fondi regionali anzidetti, che restano definitivamente acquisiti dal Comune a parziale ripiano del disavanzo stesso.
4. Le somme iscritte nel bilancio dell'esercizio finanziario 1994, ai sensi del precedente terzo comma, che non risultino formalmente impegnate entro il 31 dicembre 1995 dovranno essere riversate all'Amministrazione regionale entro il 31 gennaio 1996 a cura diretta dei funzionari competenti ad ordinare le spese ai sensi dell'articolo 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e del regolamento di contabilità di ciascun Comune.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27 ter.
PORCU, Segretario:
Art. 21 ter
Rimborsi per funzioni ex ONMI
1. I rimborsi relativi alle spese sostenute negli anni decorsi, per lo svolgimento delle funzioni esercitate dalle province in esecuzione del R.D.L. 8 maggio 1927, n. 798, nonché per l'espletamento dei servizi già di competenze della soppressa Opera Nazionale maternità Infanzia (ONMI), trasferite alle Regioni con legge 23 dicembre 1975, n. 698, sono disposti dall'Amministrazione regionale alle province sulla base delle delibere di ripartizione delle spese anticipate dalle stesse Amministrazioni, esecutive a termini di legge e rese esecutorie dal Prefetto ai sensi dell'articolo 1 del R.D.L. 16 luglio 1925, n. 1328.
2. Per le attività socio-assistenziali già attribuite alla soppressa ONMI, le Amministrazioni provinciali, a partire dal 1994, predispongono un programma di attività da sottopone alla valutazione della Giunta regionale, a' termini dell'art. 21 della L.R. 25 gennaio 1988, n. 4 e successive modificazioni e integrazioni.
3. Le procedure di rimborso di cui al primo comma sono estese ai Comuni nei quali risultano in attività asili nido già gestiti dalla soppressa ONMI, per gli anni dal 1982 al 1990.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 28.
PORCU, Segretario:
Art. 28
Concorso interessi sui mutui contratti da consorzi di Comuni e dai consorzi industriali
1. L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai consorzi fra Comuni e ai consorzi industriali della Sardegna contributi in conto interessi dovuti per mutui contratti con enti di credito per la costruzione, l'ammodernamento, l'ampliamento e la ristrutturazione di impianti per la depurazione delle acque reflue e delle relative condotte di raccordo con le reti fognarie, nonché per la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, di pertinenza dei Comuni consorziati e dei consorzi industriali medesimi.
2. Il contributo di cui al comma 1 è pari, per singola operazione, alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso vigente al momento della stipulazione del contratto di mutuo determinato nei modi e nei limiti previsti dall'articolo 22, comma 2, del decreto legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito con modificazioni, nella legge 24 aprile 1989, n. 144, e la rata di ammortamento calcolata ad un tasso pari al 36 per cento dello stesso tasso.
3. Per l'applicazione del presente articolo sono autorizzati i seguenti limiti d'impegno (cap 04019/01):
lire 5.000.000.000 dall'anno 1994 al 2008;
lire 5.000.000.000 dall'anno 1995 al 2009;
lire 10.000.000.000 dall'anno 1996 al 2010;
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 29.
PORCU, Segretario:
Art. 29
Permuta di beni demaniali
1. Al fine di attuare la permuta o l'acquisto di beni in uso al Reparto rifornimenti della Regione Militare Sardegna ed appartenenti al demanio dello Stato da destinare a sedi per corsi di laurea universitari, l'Amministrazione regionale è autorizzata a sostenere la spesa complessiva di lire 40.000.000.000 in ragione di lire 5.000.000.000 nell'anno 1994, di lire 10.000.000.000 nell'anno 1995 e di lire 25.000.000.000 nell'anno 1996 (cap. 03034/01).
2. Gli stanziamenti sono erogati previa stipulazione di un accordo di programma tra il Comune, lo Stato e la Regione.
3. Nel caso che l'accordo preveda che i Comuni interessati debbano provvedere alla costruzione di immobili da permutare, si applicano le modalità di erogazione previste dall'articolo 25 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6.
4. Sugli stanziamenti di cui al 1° comma possono effettuarsi interventi di ristrutturazione, costruzione e ampliamento delle strutture nel comma stesso, al fine di destinarli ad uso universitario.
5. Gli stanziamenti di cui al primo comma sono iscritti in conto del capitolo 03034/01 e sono trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti al titolo di spesa 11.3.07/I del programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1993.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io ritengo, signor Presidente, che l'articolo 29 richieda una riflessione da parte dell'intero Consiglio regionale, non solo una riflessione ma anche un ripensamento. In buona sostanza qui si prevede che la Regione sarda debba spendere 40 miliardi di danaro suo, e quindi dei sardi, per acquisire, cioè acquistare - è inutile indorare le pillole, mettere lo zucchero sulla medicina amara - una struttura militare che sta in quel di Nuoro, e che ovviamente, se viene ceduta, è una struttura militare che non è più funzionalmente utilizzabile a fini militari. Quante volte se ne è parlato e quante volte si è tentato di iniziare, e si sono pure iniziate e portate avanti, fino a un certo punto, battaglie politiche importanti per l'alleggerimento del carico delle servitù e dei vincoli militari in Sardegna, soprattutto di quei vincoli che non hanno più attualità alcuna, cioè le grandi strutture dentro le città, nel tessuto urbano, che potrebbero essere oggi recuperate per le utilità sociali. Questo sarebbe, oltre al dettato della norma costituzionale dall'articolo 14 dello Statuto, anche un parziale ristoro dei tanti vincoli e danni anche economici - a prescindere da ogni altro ragionamento sulla pace e sulla guerra - che questa Regione dovrebbe avere dallo Stato, dal Governo, dall'autorità militare per via di quanto ha in questa regione: decine e decine di migliaia di ettari di territorio regionale vincolati a finalità militari, l'esercito italiano che svolge le sue attività addestrative in territorio sardo, lo Stato italiano che affitta a Paesi terzi per la sperimentazione dei missili e delle armi più sofisticate il territorio sardo, nei poligoni militari, incassando non si sa esattamente quanto, ma sicuramente moltissimo, dall'affitto ai Paesi del Medio Oriente, a chiunque vuole sperimentare missili. Lo Stato affitta la base di Perdasdefogu perché qui si sperimentino i missili che devono essere poi usati per le guerre di mezzo mondo. Ora c'è una struttura militare, che praticamente non è più funzionale all'uso suo e quindi, in base a una norma costituzionale, deve essere lasciata nella disponibilità della Regione e la Regione che fa? La vuol comprare! Anziché dire: "E' mia, curo la pratica" dice "la compro". Ma non è che la compra a prezzo simbolico, le compra a 40 miliardi - l'ex artiglieria di Nuoro - perché dovrebbe essere ristrutturata questa ex caserma per insediare l'università di Nuoro. Qui c'è da fare un ragionamento serio e sulle servitù militari e sui diritti della Regione, e forse anche sull'università di Nuoro, perché se l'università di Nuoro è una vera università, se davvero di pensasse che, anno dopo anno, deve essere messa interamente a carico del bilancio della Regione, la Sardegna avrebbe un'altra università ma forse avrebbe un pezzo di Regione in meno. Io non credo che si possa evitare di considerare che quella università, se è alla pari delle altre, dovrà vedere anche il concorso dello Stato nelle spese di funzionamento, di impianto e di organizzazione.
C'è di più: noi, come cittadini - siamo anche consiglieri regionali, che dobbiamo fare leggi e amministrare i danari di tutti - ma come cittadini, sentiamo dire, da diverso tempo, che in Parlamento dei parlamentari sardi avrebbero presentato una legge e l'avrebbero anche già votata perché questa caserma o ex artiglieria che dir si voglia, sia acquisita al patrimonio della Regione o del comune di Nuoro a prezzi estremamente più vantaggiosi. Cito l'articolo apparso nel giornale più diffuso della Sardegna, domenica 19 dicembre, cioè l'altro giorno: "Il passaggio delle caserme del Comando artiglieria al comune ora è legge dello Stato. La Commissione finanze della Camera ha infatti approvato venerdì in via definitiva l'acquisizione dell'area all'amministrazione comunale finalizzata all'uso universitario". E poi ancora via descrivendo, si dice che questa legge dello Stato prevede che si paghi un decimo della valutazione UTE. La Giunta regionale dice che questa procedura è lunga. La caserma costerà magari non 40 miliardi ma 40 milioni, però la procedura è lunga. Noi tagliamo la testa al toro, stanziamo 40 miliardi della Regione e la compriamo, permutiamo, ristrutturiamo. A parte che i passaggi burocratici per il passaggio delle strutture militari dal comando militare al Ministero delle finanze, il passaggio poi alla Regione e l'assegnazione al comune richiedono comunque tempi tecnici di cui si deve tenere conto, io mi domando se di fronte alle necessità anche della scuola dove mille insegnati restano fuori dall'insegnamento, dove scuole vengono cancellate dai nostri paesi, dove gli insegnanti precari vengono di fatto tenuti a casa, quando il sistema, dalle scuole elementari, alle scuole medie, alla stessa università, abbisogna di tante cose, è proprio necessario consegnare 40 miliardi ai militari in questa regione? E' proprio necessario ripagare con questa moneta le servitù militari? O non c'è possibilità di altro intervento? Se dei parlamentari, di qualunque partito siano - mi pare che siano soprattutto quelli del partito popolare - si stanno adoperando per una dismissione più vantaggiosa per la regione e il comune, vogliamo aprire una competizione tra parti politiche per chi arriva prima alla caserma dei militari pagando di più?
Ci sono ragioni quindi di ordine generale, di carattere politico e anche di buona amministrazione, perché mi chiedo come, chiunque debba amministrare danari pubblici, possa voler comprare, pagando per intero, a valore di mercato, dei beni che, presumibilmente almeno, in virtù di leggi che esistono già o di leggi in via di formazione possano essere acquisiti con molto meno. Questo articolo va cassato dal bilancio della Regione! Il nostro intendimento era inizialmente di proporre un emendamento. Proponiamo che il Consiglio voti per cassarlo, ci pronunciamo in questo modo con queste argomentazioni, chiediamo alla Giunta regionale di ripensare tutta questa materia, e agli assessori Balia e Barranu di giocare di meno. I soldi non sono vostri né della Regione né di Nuoro. Date questi danari, se volete, per strutture civili alla città di Nuoro, date questi 40 miliardi perché non si dica ancora una volta che qui ci sono amici e nemici delle nostre città, di Nuoro, di Sassari, di Cagliari o di Oristano. Si diano alla città di Nuoro o al territorio di Nuoro o all'Ogliastra che ha subito il disastro delle alluvioni; se volete si diano alla città di Nuoro per strutture civili, per la scuola, per l'università, se volete, ma non all'amministrazione militare, perché non è neppure dignitoso che questa Regione continui a dare. Ha iniziato l'anno scorso con le casermette e con le case occupate a Olbia e a La Maddalena a dare 7 miliardi ai militari, e noi avevamo denunciato questo fatto, avevamo detto che era un precedente. Voi ci avete risposto che non era un precedente, che era un caso limitato, un'eccezione. Ora si continua su questa strada. Se dobbiamo pagarci anche le servitù militari, se questa Regione si avvia su questa strada, conviene che dichiari fallimento, conviene che dica che questo non è il potere dell'autonomia ma è una succursale delle amministrazioni centrali, per cui varrebbe la pena forse di risparmiare tempo e anche molto altro denaro per lo stesso funzionamento della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.
PULIGHEDDU (P.S.d'Az.). Per ricordare che di questo argomento abbiamo parlato anche ieri. Altrettanto delicati sono gli episodi, a cui si è fatto riferimento, delle casermette a La Maddalena e delle case di Olbia e Alghero. Paghiamo salatamente cose che tra l'altro non servono neppure alla pubblica amministrazione.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SERRI
(Segue PULIGHEDDU.) In Commissione ho ricordato, e lo voglio ricordare qui, che a Nuoro deve sorgere una università, ma se il problema fosse quello di reperire un locale provvisorio la Regione possiede un albergo sull'Ortobene che ha affittato certamente non a prezzi equi. Voglio ricordare che locali come quelli della caserma dell'artiglieria a Nuoro, una volta che ci mette mano la Regione, non potranno essere più adibiti ad uso militare ma non diventeranno mai un'università. Non sarà né un'università né una caserma per gli artiglieri. Se a Nuoro serve l'università, fate l'università: facciamo noi l'università, non diamo noi 40 miliardi a un'istituzione dello Stato che ci è nemica, che ci ha espropriato tanti terreni e adesso ce li vuole far pagare salati. Stiamo attenti alle cose che facciamo, se vogliamo l'università facciamola; se è necessario questo intervento così pesante da parte della Regione facciamolo anche se è un compito dello Stato. Ormai, in effetti stiamo sostituendo lo Stato in troppe cose, nella sanità, nel trasporto ferroviario ed aereo. Ma se una cosa la vogliamo fare facciamola bene anziché approssimativamente. Si spendano i 40 miliardi ma si faccia l'università, non si modifichi una struttura come la caserma di Nuoro che è stata creata per un'altra bisogna che è molto diversa dall'università. I locali che vengono dismessi dall'esercito, così come previsto dalla legge, siano dati al comune di Nuoro perché li utilizzi per usi civili. E' un errore, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, e per questo articolo chiederemo anche la votazione per appello nominale, perché non è possibile che questo sistema vada avanti. Pare che il bilancio della Regione, adesso, dobbiamo regalarlo allo Stato perché così è stato deciso e non si capisce bene perché. Si tratta di miliardi per l'acquisizione della caserma. Che cosa ci costerà la modifica? Quante università potremmo fare con questi fondi? Pensiamoci bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Io credo che l'esigenza della città di Nuoro di vedere realizzata al suo interno una struttura universitaria sia una esigenza indilazionabile che va decisamente soddisfatta e non può che essere...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Usai, prego i colleghi consiglieri di prendere posto per cortesia.
USAI SANDRO (D.C.). E non può, a mio avviso, questa struttura essere realizzata se non dentro la città, perché deve essere integrata dentro il tessuto urbano perché costituisca con esso un tutt'uno uniforme. Con lo stanziamento, come poi spiegherà anche la Giunta, non stiamo regalando 40 miliardi allo Stato, ma stiamo soltanto acquisendo un patrimonio per una cifra ben inferiore per questo nostro obiettivo. Certo le osservazioni fatte da alcuni colleghi, relative al rapporto Stato-Regione, relative agli istituiti militari toccano un argomento estremamente importante, che non riguarda soltanto Nuoro. Cagliari per esempio è una città investita pesantemente da strutture militari e alcune sono sicuramente strutture inutili per lo Stato. Basta pensare per esempio ai magazzini militari che sono ubicati al centro, in direzione sud-est di Cagliari, vicino al CIS e al Banco di Sardegna, che sono sicuramente un tappo per lo sviluppo militare di quella zona, la famosa piazza Piano. Cagliari ha Calamosca, Cagliari ha caserme, Cagliari è la città più pesantemente investita di servitù militari, per cui credo che sia necessario e importante che la Giunta assuma l'impegno nella discussione di questo bilancio, di riaffrontare il tema delle servitù militari e delle dismissioni con maggiore impegno, per poter liberare le città che sono in un certo modo mortificate da queste presenze nel loro sviluppo urbanistico. Basta pensare a Cagliari che ha le sue zone paesaggisticamente più interessanti, da Buon Cammino a Sant'Elia, occupate dai militari, che li hanno sino ad ora salvate ma che devono essere recuperate per l'interesse della città. Il problema non riguarda solo noi, riguarda anche altre città ed è un tema, questo, sul quale credo che la Giunta e il Consiglio debbano confrontarsi a breve scadenza, ma questo non deve impedire comunque che si realizzi una iniziativa che serve per la città di Nuoro, serve per l'intera Sardegna, per consentire che gli studenti del nuorese non debbano percorrere centinaia di chilometri per poter seguire gli studi universitari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, la nostra posizione è stata in effetti già espressa all'onorevole Puligheddu però questo è un argomento di tale importanza che ritengo che ciascuno individualmente debba esprimersi, perché con questa norma si sta modificando totalmente l'atteggiamento che la Regine ha sempre tenuto o avrebbe dovuto comunque sempre tenere nei confronti dello Stato. Su questa proposta della Giunta la Commissione evidentemente ha discusso a lungo perche ha proposto una modifica e l'ha articolata ancora di più, quindi non è pensabile che non ci sia stato un esame delle implicanze anche di carattere giuridico, oltre che politico, che questa norma comporta. Io voglio che la mia posizione rimanga agli atti, perché non ci siano equivoci, perché anche quando nelle votazioni si richiede la controprova poi non è facile stabilire chi era d'accordo e chi non lo era. Io credo che anche per un'esigenza di dignità personale sia necessario che su norme di questo genere rimanga agli atti del Consiglio la posizione che ciascuno di noi ha assunto. Questo credo che sia un fatto fondamentale, io non faccio parte della Commissione, leggo oggi per la prima volta questa norma; ne sono sorpreso perché è, come dicevo prima, l'ulteriore prova del fatto che il bilancio in discussione è assolutamente deficitario e rinunciatario. Ma come si può, dopo anni di battaglie contro le servitù militari, pagare lo Stato per liberarcene? Non è concepibile. Non è possibile che per una cosa utile, come la creazione di un'università, si cancellino le nostre battaglie autonomistiche nei confronti dello Stato. Stiamo creando un precedente, perché questo, si badi bene, non è un precedente da niente; questa norma ha una valenza politica di estrema importanza. Se questa norma venisse approvata offenderebbe la dignità di tutti i sardi. Non abbiamo vinto una battaglia per eliminare le servitù militari, non abbiamo ottenuto le dismissioni, sempre annunziate. Voglio ricordare anche in questo caso le promesse dei tanti Ministri venuti a sottoscrivere impegni, a dire: "Cominceremo da Cagliari, inizieremo dall'Ospedale militare". Non è avvenuto niente di tutto questo e per liberarci di servitù militari e riavere beni che, per legge e non solo per legge ma per un principio di giustizia, devono rientrare, una volta dismessi, nel patrimonio dei sardi, noi, dal nostro povero bilancio, ci permettiamo di far pagare ai sardi 40 miliardi. Io non so quanto fa 40 miliardi diviso un milione e mezzo di abitanti, ma anche se fosse una sola lira a carico di ciascun cittadino sardo, questo sarebbe un atto estremamente ingiusto, immorale, indegno. Signor Presidente, io mi auguro che la Giunta ci voglia ripensare, che i colleghi ci vogliano ripensare; questo è fare veramente demagogia, non è risolvere i problemi dell'università di Nuoro. E' giusto risolvere i problemi dell'università di Nuoro, ma con questa somma si possono acquistare immobili, se ne possono prendere in locazione, si può fare tutt'altro. Non create un precedente di questo genere...
(Interruzioni)
Si può ritirare la norma? Me lo auguro, è un invito che faccio alla Giunta; diversamente credo che chiederemmo la votazione con appello nominale, in modo tale che resti agli atti come ciascuno di noi si è espresso su questo argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Signor Presidente, questo argomento, come si comprende, anche in Commissione è stato ampiamente dibattuto con molte incertezze e perplessità, non solo tra l'opposizione, ma anche tra la maggioranza. L'esigenza della costruzione delle strutture per l'università di Nuoro, che negli atti di programmazione appare un intervento fondamentale, e quindi prioritario rispetto alle infrastrutture di altra natura, alla fine ha indotto, seppure con incertezza, a votare questo articolo e a reinserirlo. Io però, alla luce di questo dibattito chiedo che la Giunta chiarisca due aspetti fondamentali. Il primo è che verifichi le cose che in quest'Aula sono state dette, cioè che di fatto, per effetto di una legge approvata o di imminente approvazione al Parlamento, la caserma potrebbe essere acquisita dalla Regione a prezzi più vantaggiosi. Non credo che la Giunta sia così sadica da pagare 40 miliardi per qualcosa che può avere per 40 milioni. Verifichi l'iter e le prospettive concrete che il progetto di legge diventi legge operativa e che quindi l'intervento possa essere realizzato senza un esborso notevole di risorse da parte della Regione. Chiarisca quindi le cose che il collega Cogodi, citando fonti di stampa, affermava; immagino che, a livello parlamentare, sia facile chiarirle. La Giunta, quindi, prima di acquistare dovrà accertarsi della possibilità di ottenere questa struttura, ai sensi del provvedimento citato, a condizioni più favorevoli. Ritengo che debba essere dichiarato che questa procedura verrà seguita, non solo se il progetto di legge in questione è già approvato ma anche se è di imminente approvazione. La città di Nuoro non ha interesse a spendere soldi, ha interesse ad avere le strutture per realizzare l'università. Quindi chiedo che la Giunta faccia questa verifica e si impegni, se le risorse possono essere risparmiate per l'università, a utilizzarle in quell'area per altre strutture. La seconda cosa che vorrei che l'Assessore chiarisse - può essere definito come un emendamento tecnico in sede di coordinamento - è che le risorse così stanziate non servono solo per l'acquisto, ma servono per l'acquisto, la ristrutturazione e l'adeguamento, cioè per il completamento della struttura. Non so se è chiaro. Lo chiedo all'assessore Barranu. L'articolo dice: "al fine di attuare la permuta o l'acquisto di beni di uso del reparto ecc. ecc.". A noi era parso in Commissione e qualche collega mi confermava questa interpretazione...
(Interruzioni)
Comunque il problema, al di là del quarto comma, è che le risorse servano per riattare e rendere agibile la struttura i fini del suo utilizzo come sede dell'università.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.S.). Per dichiarare, esclusivamente a titolo personale, che le osservazioni proposte mi paiono fondate, e che comunque l'articolo pone un problema serio, di principio, che attiene alla necessità di un rapporto sul tema delle servitù militari che coinvolga congiuntamente e contemporaneamente sia l'autorità regionale che il Governo.
L'avanzare una proposta che riduce l'ambito di questo confronto ed impegna una parte consistente - 40 miliardi non sono uno scherzo - del bilancio regionale, in un'operazione che di fatto fa riferimento non ad un unico soggetto, ma a due soggetti, porta a sottolineare la fondatezza delle osservazioni. In aggiunta a questo, lamento che, mentre la sensibilità viene esercitata in direzione dell'autorità militare, contemporaneamente non si sviluppi pari attenzione nei confronti e in direzione delle esigenze poste dagli enti locali. A me pare che 40 miliardi di questo articolo sarebbero stati più giustificati in aggiunta alla dotazione della legge regionale "25" anziché per confermare un rapporto sbilanciato tra la Regione e il Governo sul tema spinoso delle servitù militari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmarne, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che si sospenda la votazione dell'articolo, però mi pare opportuno, in particolare per i consiglieri che non fanno parte della Commissione bilancio, ma a tutto il Consiglio, dare alcuni chiarimenti. Può darsi che la formulazione dell'articolo non consenta di avere chiaro il quadro, perché forse dalla formulazione non emerge, ma è bene che si chiariscano gli aspetti che stanno dietro questa norma. Intanto non è la prima volta che si fa un intervento di questo tipo; è già stato inserito nel 1992 e reiterato nel 1993, un articolo che stanzia 7 miliardi per la permuta di beni demaniali a Olbia e a La Maddalena. Il Consiglio si è già espresso con una posizione abbastanza netta su questo punto e, a chi ha richiamato un problema di coerenza, credo che sia opportuno che si richiamino i termini della discussione citando anche la memoria storica recente. Vi è comunque un aspetto rilevante che va chiarito ed è che questo articolo prevede di stanziare 40 miliardi per realizzare la sede dell'università di Nuoro. È l'unico intervento che riguarda l'area programma di Nuoro inserito in questa legge. Voi potete vedere tutti gli articoli che prevedono interventi di vario genere per le aree della Sardegna; sulla realtà di Nuoro c'è soltanto questo perché si è ritenuto, dato il ruolo strategico che viene attribuito a quella realtà di dover privilegiare questo tipo di intervento. La grande parte di questi 40 miliardi servono per questo. Si potrebbe ipotizzare che questi 40 miliardi siano destinati a realizzare una costruzione nuova di zecca e anzi la richiesta che originariamente è stata formulata dagli enti locali del nuorese è stata esattamente questa; si è ritenuto però che potrebbe essere positivo riuscire a liberare, nel centro quella città una struttura attualmente occupata, non dismessa, dai militari, perché lì ha sede non l'artiglieria ma l'unico reparto rifornimenti di tutta la Sardegna. Tutti i comandi militari, tutti i reparti della Sardegna hanno come sede di rifornimento il dodicesimo reparto che ha sede a Nuoro. Non è un bene demaniale dismesso, ma vi è la disponibilità del comando militare, a fronte della realizzazione su territorio demaniale fuori Nuoro, ad abbandonare la caserma al centro della città. Il costo che il comune di Nuoro ipotizza per il trasferimento della caserma dal centro della città a Pratosardo, cioè fuori Nuoro, è di 7 miliardi; questo significa che la grande maggioranza, oltre 30 miliardi dello stanziamento globale, servono per modificare le strutture al centro della città attualmente occupate dal comando militare. Mi sembrava opportuno dare questi chiarimenti: primo, che è già accaduto che si stanziasse una somma esattamente di 7 miliardi per una permuta di beni demaniali a La Maddalena e a Olbia; secondo, che non è vero che i 40 miliardi sono tutti destinati a realizzare il trasferimento di questa struttura militare, ma solo una minima parte serve all'uopo, e probabilmente l'articolo sotto questo profilo non è chiaro. Terzo, è l'unico stanziamento previsto per l'area programma di Nuoro, che ha ritenuto di non proporre, nell'ambito delle infrastrutture previste per le varie realtà della Sardegna, altri stanziamenti se non quello appunto dell'edilizia universitaria, che è ancora più urgente perché, come è noto, quest'anno partono i primi due corsi di laurea, gemmati dall'università di Sassari, che saranno ospitate in sedi provvisorie.
Questo chiarimento, che peraltro avevo già dato in Commissione programmazione e bilancio, ho ritenuto di doverlo dare a nome della Giunta anche in Consiglio; in ogni caso, proprio per fare in modo che ci sia una visione più approfondita a che questo articolo non provochi uno scontro, così come mi pare che stia accadendo, e perché si possa anche procedere a una riformulazione dell'articolo stesso, in modo tale che emerga non l'aspetto permuta ma l'aspetto realizzazione del complesso universitario della città di Nuoro, chiedo che si sospenda la discussione dell'articolo, in modo che quegli aspetti vengano approfonditi ed eventualmente corretti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FLORIS
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni sospendiamo l'esame dell'articolo 29. L'articolo 30 è soppresso. L'articolo 31 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 32.
PORCU, Segretario:
Art. 32
Finanziamenti ai Comuni di Cagliari e Sassari per i convitti (D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348)
1. Lo stanziamento iscritto in conto del capitolo 11032 per l'anno 1994 è ripartito tra i Comuni di Cagliari e Sassari per il finanziamento dei posti gratuiti di studio per convittori o semiconvittori, rispettivamente, presso i convitti nazionali "Vittorio Emanuele " di Cagliari e "Canopoleno" di Sassari in ragione del numero dei beneficiari riferiti all'anno scolastico 1994-1995.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 33 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 33 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 33 bis
Azienda foreste demaniali
1. Nello Statuto dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione sarda, approvato con legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6, modificato dalla legge regionale luglio 1977, n. 19, al punto 1) è inserita la seguente lettera:
"h) perseguire le proprie attività istituzionali anche attraverso l'acquisto e la gestione, anche in forma partecipativa di società private".
2. Per sostenere gli oneri derivanti dall'attività di cui al precedente comma è autorizzata, nell'anno 1994, l'erogazione di un contributo di lire 2.000.000.000 alla precitata Azienda (cap. 05036).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33 ter.
PORCU, Segretario:
Art. 33
Interventi immediati in occasione di calamità naturali o di eccezionali avversità atmosferiche
1. E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 10.000.000.000 per la realizzazione di interventi di ripristino di infrastrutture pubbliche danneggiate da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche e per opere di prevenzione, qualora esista pericolo di danno imminente per la mancata esecuzione delle stesse (cap. 05111/23).
2. Il programma relativo agli interventi di cui al primo comma è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente, sulla base delle relazioni tecniche inviate dagli Enti locali interessati a previo accertamento del Servizio regionale della Protezione Civile sullo stato di emergenza in atto.
3. La spesa è effettuata mediante accreditamento ai Tesorieri degli enti locali delegati secondo le cadenze e le modalità previste dalla legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e successive modificazioni ed integrazioni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33 quater.
PORCU, Segretario:
Art. 33 quater
Modifiche art. 2, L.R. 17/93
1. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 è integrato nel seguente modo:
"In deroga alla disposizione di cui copra, gli ordini di accreditamento relativi all'attuazione del Piano antincendi sono disposti in unica soluzione entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge finanziaria della Regione".
PRESIDENTE, Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33 quinquies.
PORCU, Segretario:
Art. 33 quinquies
Interventi sugli stagni
1. In relazione alle economie di stanziamento verificatisi alla chiusura dell'esercizio 1993 sugli stanziamenti disposti in conto del 05078/08 ed riautorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 22.000.000.000 per l'esecuzione di opere di regolazione idraulica e di sistemazione degli stagni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33 sexies.
PORCU, Segretario:
Art. 33 sexies
Perizie lavori di sistemazioni idraulico-forestali
1. Le perizie dei lavori di sistemazione idraulico-forestali eseguiti in economia da parte degli Uffici forestali del Servizio Ripartimentale delle Foreste e dell'Azienda Foreste Demaniali non sono soggette al parere degli Uffici o Comitati previsti dalla legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e sue modificazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Zucca - Dettori - Deiana - Serra - Manchinu - Giagu - Desini
Art. 33 sexies
Dopo l'articolo 33 sexies è aggiunto il seguente articolo 33 septies:
Per l'attuazione di quanto disposto dall'articolo 19 della L.R. 26.01.1989, n. 5, l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente è autorizzato a porre in essere tutti gli adempimenti necessari entro 90 giorni dalla data di approvazione della presente legge. (21)
Emendamento aggiuntivo Ladu Leonardo - Serra - Manchinu - Giagu - Desini
Art. 33 sexies
Dopo l'articolo 33 sexies è aggiunto il seguente articolo 33 septies:
1. Le perizie dei lavori di sistemazione idraulico forestale eseguiti in economia da parte degli uffici forestale dei servizi Ripartimentali delle Foreste e dell'Azienda Foreste Demaniali, non ricomprendono i costi relativi al personale.
2. A tali perizie son allegate le tabelle relative al numero degli addetti impegnati per l'attuazione di tali perizie e gli impegni di spesa corrispondenti.
3. Il fabbisogno complessivo di manodopera per l'attuazione delle perizie dei lavori di sistemazione idraulico forestale può essere finanziato con perizia specifica. Tale perizia è determinata sulla base degli allegati di cui al comma 2 relativi alle perizie dei lavori di sistemazione idraulico-forestale.
4. Le spese effettuate per mano d'opera non sono soggette né a collaudo né a dichiarazione di regolarità, ma debbono essere giustificate con appositi rendiconti a termine della legislazione vigente. (24)
Emendamento aggiuntivo Tamponi - Lorettu - Lorelli
Art. 33 sexies
Dopo l'articolo 33 sexies è aggiunto il seguente:
Art. 33 septies
La spesa prevista dal sesto comma della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, ricomprende anche gli oneri relativi agli studi finalizzati alla definizione dell'intervento. (29)
PRESIDENTE. Per esprimere il parare sugli emendamenti ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Selis.
SELIS (D.C.), relatore. Signor Presidente, mentre devo far memoria, chiedendo ai colleghi della Commissione, sul contenuto degli emendamenti numero 21 e 29, voglio un momento soffermarmi sull'emendamento 24 e voglio sottolineare che in Commissione su questo argomento è stato fatto un lunghissimo dibattito anche doloroso. L'emendamento tende a consentire il pagamento degli addetti all'attività forestale, con maggiore speditezza, e questo sarebbe in sé legittimo e giusto, però noi siamo di fronte a un comparto di attività dell'amministrazione i cui costi sono lievitati in questi anni, i cui dipendenti sono lievitati in questi anni - e non sempre con chiarezza di situazioni amministrative - e noi riteniamo che questa materia della forestazione non può essere trattata con emendamenti in finanziaria. Noi riteniamo che l'intera materia amministrativa del comparto della forestazione vada trattata con una legge di riordino della quale da tempo si parla. Siccome questo è un argomento troppo importante e non c'è la dovuta attenzione chiedo che si sospenda l'esame dell'articolo e degli emendamenti.
PRESIDENTE. Sospendiamo allora l'esame dell'articolo e degli emendamenti.
LADU (P.D.S.). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Abbiamo sospeso sia l'articolo che gli emendamenti.
SELIS (D.C.), relatore. Ho chiesto di sospendere perché mi sembrava che non ci fosse la dovuta attenzione e anche perché ho l'esigenza di verificare alcuni aspetti sugli altri emendamenti. Chiedo quindi la sospensione, non era un avvio di dibattito.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, esprimerà la sua opinione nel momento in cui riprenderemo l'esarne dell'articolo.
Si dia lettura dell'articolo 34.
PORCU, Segretario:
Art. 34
Contributi straordinari all'Ente Sardo Acquedotti e Fognature e all'Ente Autonomo del Flumendosa
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 1994, all'Ente Sardo Acquedotti e Fognature (ESAF) i seguenti contributi straordinari:
- lire 4.600.000.000 finalizzati, rispettivamente, per lire 600.000.000 alla copertura dei costi di avviamento della gestione e per lire 4.000.000.000 all'esecuzione dei più urgenti lavori di manutenzione straordinaria delle infrastrutture idriche dei comuni già aderenti al Consorzio acquedottistico del Sulcis (cap. 08225/02);
- lire 8.000.000.000 finalizzati, rispettivamente, per lire 5.000.000.000 all'abbattimento dei prezzi dell'acqua degli enti locali che presentino piani di risanamento (cap. 08225) e di lire 3.000.000.000 per la realizzazione di opere di canalizzazione (cap. 08225/01).
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno finanziario 1994, all'Ente autonomo del Flumendosa, un contributo straordinario di lire 5.950.000.000, di cui lire 3.350.000.000 per l'abbattimento dei prezzi di cessione dell'acqua alle utenze e lire 2.600.000.000 per il ripiano del disavanzo del settore idroelettrico (cap. 08226).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 35 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 36.
PORCU, Segretario:
Art. 36
Carta geologica
1. E' autorizzata, nell'anno 1994, la spesa di lire 660.000.000 ad integrazione dell'assegnazione statale relativa al programma generale per la cartografia geologica (CARG), al fine della realizzazione della carta geologica, in scala 1/50.000, di Muravera e Jerzu (cap. 09012).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sull'articolo 37 c'è una richiesta di sospensione da parte della Giunta.
Si dia lettura dell'articolo 37 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 37 bis
Interventi socio-culturali
1. Per le finalità di cui all'articolo 48, sesto comma, della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, è autorizzato per l'anno 1994 un contributo straordinario di lire 400.000.000 (cap. 11105).
PRESIDENTE, A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 37 bis
All'articolo 37 bis è aggiunto il seguente comma:
2. Gli stanziamenti previsti dall'art. 60 della legge regionale del 22 gennaio 1990, n. 1, impegnati formalmente nel corso del 1993 possono essere utilizzati dai beneficiari anche nel corso del 1994. (12)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Selis.
SELIS (D.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandalo di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Sull'emendamento numero 12, Presidente. Questo emendamento, secondo me, andrebbe visto in relazione all'emendamento numero 9 che è relativo all'articolo 37 ter. Spiego la ragione; la Giunta dovrebbe esserne già edotta. Con l'emendamento 12, in buona sostanza, si consente che gli stanziamenti previsti dall'articolo 60 della legge finanziaria del '90 possano essere utilizzati da beneficiari anche nel corso dell'anno 1994. Sono anch'io d'accordo. E' una cosa ben fatta perché con l'obbligo di spendere sempre nel corso dell'anno solare i finanziamenti, che vengono accordati alle associazioni culturali di norma a fine anno, non solo per i ritardi con cui spesso si approva il bilancio - speriamo che quest'anno non accada - ma anche per tutte le attività amministrative successive - cioè raccolta delle domande e della documentazione eccetera - queste attività devono essere concentrate negli ultimi giorni o settimane dell'anno con grande spreco di risorse e anche di qualità di interventi. Io ho contato, solo sul giornale dell'altro giorno, che erano in campo 9 convegni che reputo tutti interessantissimi, con tanti invitati provenienti da ogni parte. Io immagino che siano stati questi 9 convegni, tutti pubblicizzati a mezzo stampa, tutti importantissimi, ma forse 9 convegni in un giorno sono troppi. Ma parleremo di questo dopo, a proposito di qualche altro articolo. Questi convegni devono essere fatti a fine anno dalle associazioni, perché devono spendere i danari entro l'anno. Tutto questo si traduce in uno spreco e anche in un intralcio al traffico, intendo al traffico istituzionale, al buon andamento dell'amministrazione. Quindi consentire che queste cose si possano fare l'anno successivo è un bene. Suggerirei di collegare a questa possibilità offerta dall'emendamento 12 anche quanto previsto dal successivo emendamento 9 che, riscrivendo una norma sostanziale che non serve riscrivere, porta 500 milioni per le attività di animazione culturale al 1994. La soluzione che si può trovare è che i 500 milioni previsti dal successivo emendamento 9 - che attiene all'articolo 37 ter - siano iscritti regolarmente nel relativo capitolo di bilancio e che si aggiunga in questo emendamento numero 12 che gli stanziamenti previsti dall'articolo 60 della legge regionale 21 gennaio 1990 e quelli relativi all'articolo 5 dalla legge regionale numero 30 del 1993, impegnati possono essere spesi nel 1994. E' una correlazione che può essere fatta, si semplifica la normativa perché non si deve ripetere un articolo di merito e si consente che la spendita degli uni e degli altri fondi possa avvenire nel 1994. Se c'è l'accordo della Giunta si può...
PRESIDENTE. Va bene. Non credo che ci siano problemi. Nell'unificare i due emendamenti cadrà l'emendamento aggiuntivo numero 9 in quanto già contenuto nel "12".
COGODI (Rinascita e Sardismo). Nell'emendamento 9, Presidente, cade la norma sostanziale e, in sede di coordinamento, dovrebbe essere iscritto nel relativo capitolo lo stanziamento di 500 milioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La legge cui fa rinvio l'emendamento numero 9 non è la numero 30 ma la numero 50.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 37 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 12 modificato nel senso indicato dall'onorevole Cogodi.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 37 ter.
PORCU, Segretario:
Art. 37 ter
Scuole materne non statali
1. A rendicontazione dei contributi di cui agli articoli 3 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 31, modificata dall'articolo 111 della legge regionale n. 11 del 1988, le Scuole materne non statali beneficiarie devono presentare al termine dell'anno scolastico e comunque entro il 31 dicembre successivo le seguenti attestazioni:
a) elenco analitico delle pezze giustificative e delle spese sostenute per il funzionamento e per il personale della Scuola materna nell'anno scolastico corredato dalla dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante che attesti la loro rispondenza alla normativa vigente e la indicazione del domicilio fiscale presso il quale saranno custodite.
2. Le Scuole materne beneficiane dei contributi di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 31 del 1984 e successive modificazioni, sono tenute alla conservazione presso il domicilio fiscale di tutta la documentazione contabile relativa alle sovvenzioni regionali per un periodo di 5 anni dalla conclusione dell'anno scolastico cui si riferisce.
3. Le risultanze del rendiconto di cui al precedente primo comma sono approvate dall'Assessorato competente e notificate alla scuola materna entro un anno dal deposito di rendiconto. Il riscontro di irregolarità nelle attestazioni di cui al precedente articolo, oltre a comportare la segnalazione degli organi giudiziari per i procedimenti conseguiti determinerà la rifusione con interessi dei danni provocati all'Erario e l'automatica esclusione dai benefici regionali per due anni.
4. L'Assessorato è tenuto a predisporre la modulistica di obbligatorio utilizzo dall'anno scolastico 1993-1994 per gli adempimenti di cui al precedente primo comma. Di detta modulistica sarà data pubblicazione nel BURAS.
5. A favore dei beneficiari di cui all'articolo 3 della legge regionale n. 31 del 1984 e dell'articolo 111 della legge regionale n. 11 del 1988 su richiesta dei medesimi, l'Assessore della Pubblica Istruzione con l'avvio dell'anno scolastico è autorizzato, in mancanza dell'approvazione del piano di ripartizione delle provvidenze previste dalla legge regionale n. 31 del 1984 sul diritto allo studio, a disporre l'erogazione di una anticipazione finanziaria nella misura dell'80 per cento del contributo concesso per l'anno scolastico precedente. Detta concessione è subordinata alla certificazione di riapertura della scuola.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 9 decade.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 38.
PORCU, Segretario:
Art. 38
Alienazione di beni patrimoniali
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad alienare, preferibilmente attraverso le forme contrattuali del pubblico incanto o della licitazione privata, propri beni non destinati ad usi collettivi generali ovvero di interesse ambientale o culturale non funzionalmente utilizzabili dall'Amministrazione regionale.
2. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge le Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica, sentita la competente Commissione consiliare, approva le relative direttive di attuazione.
3. Il Presidente della Giunta regionale provvede, con proprio decreto, all'individuazione dei beni da alienare.
4. La determinazione del valore di mercato dei beni da alienare viene effettuata dall'Ufficio tecnico erariale.
5. L'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica provvede a tutti i successivi adempimenti per l'attivazione e la definizione della vendita dei beni di cui al precedente comma 3.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 38 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 38 bis
Differimento termini impegnabilità per le opere pubbliche
L.R. 24/87
1. I termini previsti dall'articolo 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e successive modificazioni, relativi all'impegnabilità dei fondi versati dalla Regione per l'attuazione di programmi di opere pubbliche, compresi quelli relativi all'edilizia scolastica la cui esecuzione sia stata delegata agli Enti di cui all'articolo 1 della preindicata legge, prima dell'entrata in vigore della presente legge, ancorché scaduti, sono prorogati:
a) al 30 giugno 1994, se versati dalla Regione antecedentemente alla data del 31 dicembre 1991 e qualora alla data del 31 dicembre 1993 sia stato già approvato il relativo progetto.
b) al 31 dicembre 1994, se versati alla Regione alla data successiva al 31 dicembre 1991.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, chiedo una sospensione dell'articolo 38 bis per consentire la presentazione di un emendamento che proroghi i termini non solo della legge "24", ma anche della legge numero 45.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni sospendo l'esame dell'articolo 38 bis.
Si dia lettura dell'articolo 39.
PORCU, Segretario:
Art. 39
Fondo accordi sindacali
Gli stanziamenti da iscrivere al fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali per i dipendenti dell'amministrazione regionale e degli enti strumentali (cap. 03014), relativamente al triennio 1994-1996, sono determinati in lire 11.793.000.000 per l'anno 1994, in lire 23.470.000.000 per l'anno 1995 ed in lire 33.044.000.000 per l'anno 1996.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 40 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 41.
PORCU, Segretario:
Art. 41
Attribuzione competenze al Centro regionale di programmazione
1. Nel comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, tra le eccezioni relative ai capitoli della categoria di programma n. 03.08 sono inclusi i capitoli 03059/01 e 03069.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articola-, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 42.
PORCU, Segretario:
Art. 42
Borse di studio
1. A decorrere dall'anno 1994 la competenza in materia di borse di studio per favorire la frequenza di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole o corsi post-universitari, di cui agli articoli 21, 22 e 23 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 e successive modificazione e integrazioni (cap. 03071), è attribuita all'Assessorato regionale della pubblica istruzione beni, culturali, informazione spettacolo e sport (cap. 11139).
2. Alla gestione degli stanziamenti iscritti in conto del capitolo 11139 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 25 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5.
3. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, già competente alla spesa di cui al comma 1, continua a disporre i pagamenti sugli impegni assunti entro il 31 dicembre 1993 a valere sui capitoli 03071 e 03071/01.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 43.
PORCU, Segretario:
Art. 43
Convegni, pubblicazioni e simili
1. A decorrere dall'anno 1994 le competenze in materia di convegni, pubblicazioni di qualsiasi natura e settore d'intervento, indicate nella normativa regionale relativa agli interventi di cui ai capitoli elencati nella tabella F, allegata alla presente legge, sono attribuite all'Assessorato regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, il quale propone alla Giunta regionale, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, un programma coordinato degli interventi.
2. A tal fine, nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1994 sono istituiti i capitoli 02159 e 02159/01 denominati: "Organizzazione e partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché pubblicazioni e simili" rispettivamente per "spese" e per "contributi".
3. La dotazione finanziaria dei predetti capitoli è determinata rispettivamente per l'anno 1994 in lire 2.350.000.000 ed in lire 900.000.000, per l'anno 1995 in lire 1.000.000.000 ed in lire 450.000.000 e per l'anno 1996 in lire 1.500.000.000 ed in lire 450.000.000; alla dotazione dei medesimi capitoli per gli anni successivi si provvede con la legge di bilancio.
4. Gli organi già competenti alla spesa di cui al comma 1, continuano a disporre i pagamenti sugli impegni assunti entro il 31 dicembre 1993 a valere sui capitoli di propria competenza di cui alla predetta tabella F.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 44.
PORCU, Segretario:
Art. 44
Studi, ricerche e collaborazioni
1. A decorrere dall'anno 1994, le competenze in materia di studi, progetti, ricerche e collaborazioni di qualsiasi natura e settore d'intervento, indicate nella normativa regionale relativa agli interventi di cui ai capitoli elencati nella tabella G, allegata alla presente legge, sono attribuite all'assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio - Centro regionale di programmazione, il quale propone alla Giunta regionale, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, un programma coordinato degli interventi.
2. A tal fine, nel bilancio della Regione per l'anno 1994 sono istituiti i capitoli 03057 e 03058, denominati: "studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili", rispettivamente per "spese" e per "contributi".
3. La dotazione finanziaria dei predetti capitoli è determinata, rispettivamente, per l'anno 1994 in lire 5.000.000.000 ed in lire 470.000.000; per l'anno 1995 in lire 2.500.000.000 ed in lire 450.000.000 e per l'anno 1996 in lire 3.000.000.000 ed in lire 450.000.000; alla dotazione dei medesimi capitoli per gli anni successivi si provvede con la legge di bilancio.
4. Gli organi già competenti alla spesa di cui al comma 1, continuano a disporre i pagamenti sugli impegni assunti entro il 31 dicembre 1993 a valere sui capitoli di propria competenza di cui alla predetta tabella G.
5. Dello stanziamento recato dal capitolo 03057, per l'anno 1994, la somma di lire 500.000.000 è destinata all'erogazione di un contributo all'Università degli studi di Cagliari, per la stipula di una convenzione con la Stazione Astronomica di Cagliari, per l'effettuazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un grande telescopio in Sardegna.
6. Il risconto amministrativo relativo agli interventi di cui al comma 1 viene effettuato a' termini dell'articolo 11, comma 7, della legge regionale 1° ottobre 1993, n. 50.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 45 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 45 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 45 bis
Abrogazione di norme
1. E' abrogato l'articolo 3, e successive modificazioni ed integrazioni, della legge regionale 5 ottobre 1956, n. 25 (cap. 08236).
2. E' abrogata la legge regionale 27 giugno 1979, n. 53 e successive integrazioni (cap. 10030).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 46.
PORCU, Segretario:
Art. 46
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni di entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1994-1995-1996.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 47.
PORCU, Segretario:
Art. 47
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazio-ne. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Prima di riprendere la discussione degli articoli sospesi chiedo, se c'è il consenso del Consiglio e della Giunta, per una sospensione della seduta per vederli in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Concordo sulla necessità di una sospensione.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per trenta minuti. Ricordo che sono stati sospesi gli articoli numero 1, 2, 3, 4, 7 bis, 17 sexies, 24 bis, 29, 33 sexies, 37 e 38 bis.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 06, viene ripresa alle ore 12 e 38.)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli e degli emendamenti sospesi. Metto in discussione l'articolo 1.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che siano ancora sospesi gli articoli 1, 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. Sospendiamo la discussione degli articoli 1, 2, 3 e 4. Partiamo dall'articolo 7 bis e dall'emendamento aggiuntivo numero 16.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Propongo di apportare le seguenti modifiche all'emendamento numero 10, dopo le parole "legge regionale 7 giugno 1984, n. 28", aggiungere "successive modifiche e integrazioni" e nella parte finale...
PRESIDENTE. Assessore, stiamo discutendo l'emendamento numero 16 e non il numero 10. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Ribadisco quanto abbiamo sostenuto in Commissione. Il problema degli uffici regionali è sicuramente da affrontare e la Giunta può incominciare a verificare la possibilità di vendere delle strutture, però prima di fare degli stanziamenti e di impegnarsi su una linea programmatica precisa, si può sospendere questo intervento. Il parere della Commissione sull'emendamento è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Avevamo dichiarato il nostro parere contrario sull'emendamento e avevamo anche suggerito che la Giunta regionale non insistesse su questa proposta. La Giunta regionale insiste e quindi è opportuno che si conosca qual è la ragione politica per la quale si opera questa insistenza, dopo che, già in sede di Commissione, come pure in Aula nel corso della riunione di ieri, sono state espresse riserve e contrarietà. Pare che la questione sia superabile col voto del Consiglio e quindi si potrebbero guadagnare tre minuti nell'economia complessiva dei lavori del Consiglio. Tuttavia, essendo noi persone che viviamo in questo modo, per intanto, non ci può sfuggire qualche novità: fin da ieri notte, e poi ancora attraverso gli organi di informazione di stamane, è partita una sorta di messaggio, di direttiva, per cui al popolo, che deve essere informato dai cosiddetti organi di informazione, dei lavori e anche, se volete, dei modi come si lavora, dello scontro-politico se si vuole, o della dialettica che è in atto in un Consiglio regionale per discutere e decidere come destinare 20 miliardi, per decidere non il destino di un popolo ma almeno qualche cosa che incide nella vita della gente per il prossimo futuro, gli organi cosiddetti di informazione - è un problema anche del Consiglio e dell'ufficio stampa del Consiglio, garantire l'informazione su quello che accade davvero in questa Regione - noi consiglieri regionali siamo additati sulle prime pagine dei giornali, come quelli che lavorano un'ora al giorno per ritirare 12 milioni al mese! E io, uno degli ottanta consiglieri regionali, protesto contro questa fandonia e questo insulto, perché non è vero che c'è chi ritira 12 milioni al mese e soprattutto non è vero che io, o la gran parte o, immagino, tutti noi lavoriamo un'ora al giorno. Io lavoro spesso anche 16 ore al giorno comprese le domeniche, e non accetto insulti da nessuno. E non so quanto ritirino i giornalisti a fine mese per le ore che fanno. Guai ad avere paura in questa materia, e lei Presidente, deve smentire, e se serve votiamo una legge seduta stante per comprare uno spazio sugli organi d'informazione, per smentire questa denigrazione sistematica. Si critichi chi si deve criticare, senza critica e opposizione non c'è politica, però la critica non può diventare denigrazione o un modo per non dire le cose vere. Pensiamo di essere qui a fare cose importanti, ognuno come sa, però vediamo che la politica regionale è tutta ridotta alle teste tagliate, ai mau mau, ai bau bau, e non c'è traccia di quello che accade in questa Regione della gente che aspetta leggi, che aspetta regole e finanziamenti. La politica ormai è tutta ridotta a chi, nei vertici dei partiti, può cavalcare, scavalcare e quant'altro. Questo attiene anche forse al nostro modo di lavorare, non al tempo, al modo di lavorare o forse al modo in cui riusciamo ad essere credibili, chi più chi meno, e riguarda anche l'attività del Consiglio. Ecco, però, perché non mi spiego la ragione per la quale, ieri sera e notte e stamani, un tam tam ossessivo per emittenti private abbia diffuso questo messaggio "la Giunta regionale ha rideliberato di costruire l'edificio della Regione, di assemblare, di razionalizzare" e parrebbe che il Consiglio sia riottoso di fronte questo grande disegno di riorganizzazione. Le Agenzie di stampa comunicano se c'è la notizia adatta, se la Giunta...
(Interruzioni)
Questo è un fatto politico, se la Giunta ha voluto insistere, fra ieri e aggi, conoscendo l'opinione motivata della Commissione consiliare e dello stesso Consiglio, per dire che vuole avere 50 miliardi per un progetto che il Consiglio non conosce. Quando in Commissione si è posta questa questione, all'Assessore del bilancio si è detto: si dia cortezza, sia dia informazione, si dica che cosa vuole fare. C'è o non c'è un progetto che prevede di spendere 50 miliardi di questa Regione per una necessità? Perché io stesso so benissimo per essermene occupato, che questa Regione deve avviare un progetto di organizzazione dei suoi uffici. Questa è una Regione che fa case per tutti e non è stata capace di fare la casa per sé. Ha preferito essere accampata, dispersa ai quattro venti perché non si potesse vedere neppure dove era la responsabilità del cattivo funzionamento. La Regione deve cercare dove abitare in modo che si sappia dove trovarla, innanzitutto e non deve essere dispersa in 40-80-150 uffici, distribuiti in una città come Cagliari, dove è difficile sapere anche dov'è, per pezzi e per brandelli, questa Regione. Quindi, che ci sia l'esigenza è vero ma in base a quale progetto si vuole trovare una risposta? Non si è voluta dare una informazione e quindi si dicono le cose più diverse, c'è chi dice che si vuole sopraelevare il parcheggio e costruire fra viale Trieste e via Trento. Sarebbe un errore madornale. Certo, la Regione deve avere un progetto, una idea, deve sostenerla finanziariamente, ma questa è una Regione che ha anche tanti immobili, che ha tante risorse, può fare un progetto non solo di vendite di cose che non sono indispensabili ma anche di permute. Deve fare un progetto serio, organico, perché solo questo si è detto in Commissione e si è accennato in Aula. Perché non si vuole rendere visibile, conosciuto questo progetto? Perché si veicola solo la notizia così, quasi a dire che la Giunta vuole ordinare e il Consiglio no, quando invece a me è parso di capire l'esatto contrario. Ecco, siccome c'è questa insistenza e non vorrei dirlo, ma non mi pare neppure corretto il modo io dico che per intanto, come lo stesso Presidente della Commissione ha chiesto, si ritiri questo emendamento; non per negare il problema che è reale ma perché se c'è questa idea progetto la si porti subito in Consiglio, perché la si valuti, la si sostenga anche finanziariamente e la Regione si riordini davvero. Ma non si può fare così, al buio. Per esempio, la proposta arrivata in Commissione, era per fare gli uffici della Giunta. La prima obiezione è stata, che, se in questa Regione c'è una cosa già fatta, sono gli uffici della Giunta. Mancano gli uffici dell'agricoltura, mancano gli uffici della sanità, mancano tanti uffici ma quelli della Giunta no, perché negli anni passati si sono spesi un bel po' di miliardi per riattivare Villa Devoto, per comprare e sistemare l'Assunzione, e che è un bellissimo complesso edilizio in mezzo al verde che forse i bambini e gli anziani della città capoluogo di Regione potrebbero conoscere, se si aprissero per qualche ora del giorno, quei bei giardini almeno a una visita guidata. Se ci sono edifici già fatti, belli, nuovissimi, non voglio dire lussuosi, ma certamente adeguati, sono quelli della Giunta. Però la proposta era fare gli uffici della Giunta. Ma la Giunta ce li ha già. Allora che cos'è il progetto?
(Interruzioni)
Non è la Giunta ma la Giunta e alcuni Assessorati?
Quali? Dove? Come? Questo è il problema perché non è una cosetta. Poi accadono le cose che accadono, tipo gli incidenti di ordine storico in cui è incorso il Consiglio regionale stesso. Noi siamo qui, oggi, a disagio, perché siamo contestati da una parte della società e siamo contestati dalla cultura urbanistica perché anche aver voluto fare il Consiglio regionale qui è stato un errore madornale e sventrare un pezzo del quartiere Marina qua dietro è un altro errore madornale, indispensabile perché, quando si decide e si inizia, poi l'opera deve essere completata. Quindi prima di decidere cose di tale rilevanza, bisogna capire che cosa ne consegue anche per il futuro, perché questi sono disegni non solo di uffici, dell'assetto di una parte rilevante della città, che poi è la città capoluogo della Regione, che la Regione deve rispettare. E la stessa città vuole e deve rispetta la Regione, a condizione che ci sia anche una programmazione di questi interventi, una codecisione, un progetto anche di qualificazione della stessa città attraverso le funzioni più rilevanti che può ospitare che sono le funzioni regionali. Di tutto questo o non c'è niente, o non se ne sa niente o se ne conoscono pezzi che sono incoerenti rispetto ad un progetto di funzionalità. Ecco perché alcune cose bisognava pur dirle perché non si comprende davvero quali siano le ragioni politiche di una tale insistenza, che a questo punto davvero rischia di essere inopportuna.
PRESIDENTE. Approfitto della circostanza e delle dichiarazioni rese dall'onorevole Cogodi, in ordine alle notizie apparse su un quotidiano sardo che riguardano i lavori del Consiglio e la sua produttività ma anche i singoli consiglieri regionali, per dire che il Presidente del Consiglio ha partecipato di recente a un convegno importante sull'informazione, convegno cui hanno partecipato i rappresentanti dell'ordine dei giornalisti, durante il quale è stato presentato al pubblico il codice di comportamento dei giornalisti che io ho avuto modo di apprezzare molto perché c'è una inversione di tendenza nel senso che la stampa, rendendosi conto del ruolo fondamentale che ha nella nostra società, si rende conto che bisogna modificare il proprio atteggiamento ma soprattutto che ci sia un rispetto pieno dell'uomo, dei singoli, della personalità umana, facendo le debite distinzioni e facendo in modo che ognuno di noi possa partecipare agli organi di informazione, dando notizie e concedendo anche ai singoli lo spazio che è necessario per rettificare, emendare, e per informare. Purtroppo, ancora non è stato, in ogni testata, costituito il cosiddetto giurì d'onore al quale i singoli cittadini e quindi anche il politico si può rivolgere, ogni qual volta c'è un dissenso aperto in merito alle notizie che vengono fornite. E' chiaro che quando un giornalista prende i dati che sono stati forniti dal Consiglio regionale, in relazione al numero delle sedute delle Commissioni, al numero delle sedute del Consiglio, ai provvedimenti di legge che sono stati approvati, alla presentazione delle mozioni, alle interpellanze e alle interrogazioni a cui si è risposto, questo è un calcolo che non tiene conto assolutamente dell'attività complessiva del singolo consigliere regionale.
La mia non vuole essere una difesa d'ufficio né del Consiglio né dei singoli; sappiamo benissimo che c'è qualcuno che non produce quanto potrebbe o dovrebbe produrre, ma certamente i calcoli non possono essere fatti unicamente sulla base dei dati che sono stati forniti e che costituivano una traccia per dire che cosa il Consiglio regionale nel 1993 e più generale nella legislatura ha portato avanti, perche in quei dati non sono comprese le riunioni dei Gruppi, la partecipazione ai Convegni, tutta la fase di preparazione del consigliere regionale che quando viene in Aula e in Commissione, certamente non inventa le cose che dice, ma ha bisogno di prepararsele per portare un contributo che sia fattivo. Quindi io respingo con sdegno le affermazioni che sono state fatte da questo giornale perché non corrispondono assolutamente alla realtà dei lavori dei singoli consiglieri regionali e del Consiglio, e le leggi che abbiamo approvato ne sono la testimonianza più evidente. Questa protesta, che io formulo nell'Assemblea legislativa, certamente verrà anche poi manifestata, attraverso un documento, perché certe affermazione sono un'incitazione al distacco tra le istituzioni e i cittadini, in un momento in cui dobbiamo cercare tutti quanti invece di trovare motivi unificanti e non di divisione e il parlare male della politica e dei politici diventa un qualcosa di dirompente.
Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Anche se, signor Presidente, come è ovvio, l'argomento da cui siamo partiti, finisce per essere travolto dalle considerazioni che ella ha voluto svolgere e che non possiamo non apprezzare, io vorrei ritornare un poco alle origini di questa discussione, per toccare poi brevemente anche il problema ultimo che è stato preso in considerazione. Per quanto riguarda lo stanziamento che era previsto nella legge finanziaria per l'operazione sui palazzi della Regione, io credo che non dobbiamo ogni volta cominciare da capo, perché abbiamo alle nostre spalle una elaborazione di cui lo stesso onorevole Cogodi è stato a suo tempo non solo promotore, ma anche estensore. Mi riferisco a un disegno che aveva risolto di andare all'accorpamento degli uffici degli Assessorati regionali in alcune aree e, in maniera più specifica, nelle aree che stanno nel centro della città, tra viale Trieste e viale Trento, salvo alcune propaggini ancora oggi periferiche. Io non credo che si debba discutere ogni volta da capo il criterio, se su questo criterio si è convenuto, se questo criterio è diventato manifestazione formale di volontà. Devo anche dire che dalle considerazioni che la Giunta ha svolto in Commissione più o meno fermamente, mi è sembrato di vedere attuato quel disegno, al quale l'onorevole Cogodi aveva dato l'impulso fondamentale e al quale avevamo contribuito, essendo non solo nella stessa Giunta ma nello stesso Gruppo interassessoriale. Quindi mi sembrava abbastanza coerente autorizzare questo intervento della Giunta ragionale che intenderebbe, dentro il polo di viale Trento e viale Trieste articolare meglio, chiudendo alcune propaggini periferiche, come quelle dell'Assessorato alla sanità. Quindi mi meraviglia la necessità, così chiaramente manifestata da colleghi in sede di Commissione e qua, di voler vedere i progetti; dobbiamo fare ciascuno la propria parte, la parte del Consiglio è quella, se condivide un orientamento, di autorizzare la spesa, rimandando poi a momenti successivi di articolazione più precisa dell'intervento e di verifica. Rimane anche un problema grosso, che probabilmente è stato solo sfiorato qua ma che è di grande rilievo, quello della consapevolezza di essere ospiti, come Regione, della città capoluogo e quindi dell'onere che incombe, sulla Regione come tale, di avere una politica correlata con quella dell'amministrazione comunale o dell'area metropolitana in futuro, per dare corpo a questa città che è invece così informe, nella sua parte più recente. Io non insisto più, perché mi pare che la Giunta stessa in Commissione sia addivenuta all'idea di far cadere l'operazione; avrei insistito su questo punto perché, tra l'altro, l'operazione aveva il pregio di camminare su un binario corretto, quello dell'equilibrio fra entrate e spese, cioè prevedendo che la spesa per l'operazione fosse coperta dalla alienazione di beni nel capoluogo, che non siano di pubblica utilità. Io definirei questa operazione addirittura esemplare. Non capisco un'opposizione che è alimentata dalla solita cultura che è la cultura del sospetto.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Quale sospetto? La Giunta ce li ha già gli uffici. Tu vuoi fare gli uffici della Giunta che si sono già, fai gli uffici che la Regione non ha.
MANNONI (P.S.I.). Ci sono uffici che non ci sono. Vi è una migliore articolazione degli uffici.
(Interruzioni)
L'altro punto su cui volevo fermarmi un istante è quello che è stato chiamato giustamente in causa, anche questa volta, dell'informazione. La Giunta avrà fatto i suoi comunicati, li avrà resi pubblici, io non lo so, il problema dell'informazione comunque rimane per noi una questione grave. Prendo atto di ciò che ha detto il Presidente e non ho nulla da aggiungere. Non sarebbe corretto che io indugiassi sull'opportunità, che il Presidente dell'Assemblea ha ora sottolineato, di rendere esplicita questa nostra protesta verso l'esterno. Debbo dire che stiamo vivendo una vicenda allucinante, per quanto riguarda l'informazione in Sardegna, dove la posizione di terzietà, che l'informazione dovrebbe avere tra il potere politico e l'opinione pubblica, tra i fatti e l'opinione pubblica, è una terzietà inesistente. E' parte in causa, è parte, come dire, dotata di tesi e di ipotesi che vuol dimostrare, per cui è una parte politica in discussione, per cui tutta la tematica, relativa al rapporto tra autonomia e informazione, che questo Consiglio aveva anche affrontato nella parte iniziale di questa legislatura, conserva purtroppo tutta la sua attualità. Noi continuiamo ad assistere ad un rapporto malato tra istituzioni e informazione, ad una gestione malata dell'attività di informazione da parte di tanti organi in questo contesto, e tuttavia la Regione continua a comprare le pagine per la pubblicità istituzionale su questi giornali. Continuano ad essere sostenute pubblicazioni, attraverso decine di pagine di pubblicità istituzionale della Giunta regionale o degli enti regionali, senza che alcuna iniziativa sia stata posta in essere da questa come da altre Giunte precedenti. Su questo terreno dobbiamo dire che questa legislatura registrerà certamente un fallimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.). Presidente della Giunta. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'emendamento in discussione, perché, non avendo potuto partecipare alla discussione in Commissione, mi sembra doveroso dare, prima del voto finale, che su questo emendamento ci sarà, perché la Giunta non intende ritirarlo, le spiegazioni che mi sembrano necessarie, sentiti alcuni interventi sull'argomento.
Come ricordava il collega Mannoni, in materia di sistemazione della sede degli edifici dell'amministrazione regionale, intendendo per amministrazione regionale anche tutte le periferie, cioè gli Assessorati che sono attualmente ubicati in una o più sedi periferiche, fu approvato nella passata legislatura un programma di riordino, su proposta dell'allora Assessore in carica degli enti locali Cogodi, che prevedeva la concentrazione graduale nel tempo degli uffici dell'amministrazione regionale lungo il cosiddetto asse viale Trento, viale Trieste, San Paolo, che si proponeva di realizzare una riorganizzazione dell'intero apparato degli uffici, con l'implicito abbandono di quelle sedi che sono attualmente ed erano allora occupate in periferia, con conseguente alienazioni di queste sedi, per finanziare tutte le operazioni sia di costruzione sia di acquisizione di immobili che si sarebbero rese necessarie per mantenere questo obiettivo della concentrazione lungo questo asse. Voi ricorderete anche che c'è stato un periodo nel quale è balenata l'ipotesi, peraltro assolutamente legittima e dignitosa, di costruire la cosiddetta cittadella regionale fuori della cinta, chiamiamola così, daziaria della città, cioè l'idea di trasferire completamente fuori dalla città tutti gli uffici e fare una costruzione ex novo con conseguente alienazione. Chi ha partecipato ai dibattiti in Commissione su questo argomento ricorda che questa era una tesi che è stata affacciata con varie argomentazioni. La Giunta attualmente in carica ha deciso di non condividere questa impostazione e semmai di confermare quel progetto che era stato avviato nella passata legislatura di riordino e di concentrazione di tutti gli uffici dell'amministrazione regionale lungo l'asse viale Trento, viale Trieste, San Paolo. Per fare questo, abbiamo fatto una valutazione ovviamente di massima e sommaria e abbiamo verificato che una operazione di questo genere, per potersi completare, o si rivolgere, come è stato fatto negli ultimi anni, al mercato spontaneo dell'edilizia privata che costruisce edifici per centri cosiddetti direzionali - e non aggiungo altro - e li fa più o meno modificare e li acquista in leasing - perché questo è quello che si può fare - oppure decide di assumere essa una iniziativa, come è stata assunta una iniziativa per la costruzione del Consiglio regionale, per realizzare un complesso che possa occupare…
(Interruzioni)
Noi abbiamo indicato la Presidenza e gli Assessorati del cosiddetto dipartimento della programmazione considerando che c'è un'esigenza funzionale che gli Assessorati del dipartimento della programmazione siano strutturalmente e fisicamente ubicati insieme alla Presidenza. Considerando che l'Assessorato degli enti locali è ubicato oggi in edifici di proprietà dell'amministrazione regionale che stanno nell'area in oggetto; che l'Assessorato della programmazione oggi è ubicato in edifici dell'amministrazione regionale nell'area in oggetto; che si sta ristrutturando la torre, che ci sono locali che attualmente sono occupati dalla Presidenza nell'edificio di viale Trento, con la costruzione del nuovo edificio, e considerando i locali che si sarebbero liberati, si sarebbe potuto realizzare l'obiettivo finale, definitivo, di accorpare tutti gli uffici dell'Amministrazione, che sono oggi distribuiti nella città lungo l'asse viale Trento, viale Trieste e San Paolo. Questo è un obiettivo politico; per perseguire questo obiettivo i progetti non si fanno in tre giorni, né d'altra parte si può pensare che una progettazione di questo tipo possa essere affidata ai funzionari dell'Amministrazione. La Giunta ha pensato su questo argomento di proporre un concorso di idee nazionale, data l'importanza dell'operazione che doveva essere fatta dando alcune direttive che erano grossomodo quelle che io vi ho illustrato, per mettere la parola fine all'uso di comprare gli edifici man mano che servono, perché quando si comprano gli edifici man mano che servono, la contingenza, l'urgenza non ci portano a vedere le cose in una visione razionale, così come pensiamo invece che finalmente bisognerebbe cercare di fare.
Può darsi che lo stanziamento che abbiamo proposto sia uno stanziamento sovradimensionato. Benissimo, non è lo stanziamento per noi la cosa importante; per noi la cosa importante è che il Consiglio regionale, con una norma di legge, ci autorizzi a procedere in questa direzione potendo dare all'Assessore dei lavori pubblici il mandato di organizzare il bando di concorso perché a questa idea progettuale possano partecipare tutti coloro che possono fare una proposta; perché ha ragione chi dice che questa proposta non è soltanto una proposta che sistema gli uffici, ma che ha un impatto anche sulla città. Tutto questo non può essere fatto per singola e libera iniziativa della Giunta, può essere fatto solo se la Giunta ha un'autorizzazione normativa a procedere in questa direzione; altrimenti noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto sino adesso, aumentando il capitolo di spesa del patrimonio e facendo contratti di leasing per acquisire le sedi per gli uffici della Regione man mano che ci servono, come abbiamo fatto finora.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
MERELLA (Gruppo Laico Federalista). Chi ha contato? Ci si dia il risultato della votazione.
PRESIDENTE. Erano talmente pochi quelli che hanno votato a favore e talmente tanti quelli che erano contrari che non c'era nessun problema. Ho contato io e anche il Segretario.
Passiamo alla discussione dell'articolo 17 sexies.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per una precisazione sull'emendamento numero 10 all'articolo 17 sexies; ma se ha già preso nota non ripeto.
PRESIDENTE. In base alla proposta dell'assessore Barranu, all'emendamento aggiuntivo numero 10, dopo le parole "legge regionale numero 28" bisogna aggiungere le parole "e successive integrazioni e modificazioni". Dopo le parole "formale ipoteca sugli immobili realizzati in aree" bisogna sostituire la restante parte dell'emendamento con le parole ''avute in concessione per un periodo non inferiore alla durata del mutuo".
Per esprimere il parere del Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Con queste precisazioni tecniche la Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 17 sexies. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiunti numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che si sospenda ancora la discussione degli articoli 24 bis e 29.
PRESIDENTE. Passiamo alla discussione dell'articolo 33 sexies. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 21, 24 e 29.
Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 24, vorrei comunicare al Consiglio che la Commissione su questo emendamento, sia pure in una formulazione tecnica diversa, ha discusso a lungo, in maniera approfondita, sentendo anche alcuni funzionari dell'Amministrazione. L'emendamento tende a migliorare il regime di pagamento dei dipendenti forestali. Il problema dei dipendenti forestali è un problema di tale portata che va regolamentato con legge in maniera organica. Il problema degli operai forestali in quest'Aula è stato oggetto di un dibattito e di una polemica, edi tensioni anche in seguito ad un regime di assunzioni non perfettamente condiviso da gran parte di questa Assemblea perché erano senza copertura e per altri motivi. Il problema dell'intervento in forestazione della Regione va messo sotto controllo, il che significa avere una legge che regolamenti la gestione di tutto l'apparato. Noi non possiamo più andare avanti su interventi di queste proporzioni, gestendo questo intervento con il metodo di vent'anni fa, dei funzionari delegati che individuano i terreni, fanno le assunzioni, realizzano, fanno i collaudi, fanno i pagamenti. Questo sistema ha già creato guai di varia natura, anche di carattere giudiziario. Su questo argomento - lo abbiamo scritto, la maggioranza e l'opposizione, nelle relazioni di bilancio - ci vuole una norma che superi l'attuale regime, che andava bene vent'anni fa, quando si gestivano pochi soldi; adesso si gestiscono cinquemila persone, centinaia di miliardi. La Giunta vuole fare pervenire in quest'Aula una legge di regolamentazione di questo sistema?
Punto secondo: sull'argomento spendiamo centinaia dì miliardi per migliaia di persone. Vogliamo comprendere quali sono i risultati dell'intervento. Questo intervento è ancora legato ai progetti? C'è una programmazione della forestazione? C'è una dimensione minima dei compendi forestali? Affrontiamo il problema della mobilità, riusciamo a monitorizzare il territorio, riusciamo a coordinarlo con l'antincendio, con tutto il resto? Su questo argomento, io credo che la Giunta debba farci pervenire un disegno di riforma che noi auspichiamo e, anche se ci fossero elezioni imminenti, io sono convito che quest'Aula, perché è sensibile al problema, lo esaminerebbe, lo discuterebbe e lo approverebbe. La cosa che non si può pensare è che su questo argomento, facendoci scudo con le giuste esigenze dei dipendenti che chiedono di essere pagati puntualmente, interveniamo a spizzichi e bocconi, scusate l'espressione banale, con piccoli interventi e con aggiustamenti di scarsa portata, perché questo significa far perdere al Consiglio la portata del problema. Io auspico che l'Assessore, che la Giunta ci dicano oggi entro quanto tempo la legge arriverà in quest'Aula e che quindi anche questi problemi importanti e urgenti del personale, della gestione amministrativa, della puntualità dei pagamenti, vengano affrontati con rigore. Io credo che, al di fuori di un disegno organico, noi non siamo in grado neppure di esprimere delle valutazioni su questi emendamenti, svincolati da un disegno generale. La Commissione su questo ha lavorato e ha discusso per giorni, ha espresso parere contrario e io ribadisco il parere della Commissione. Per quanto riguarda gli altri due emendamenti la Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, non ho capito su quale?
SELIS (D.C.), relatore. Sul "24".
PRESIDENTE. Esprime parere contrario sul "24", sugli altri due si rimette all'Aula.
Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu. Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Io mi scuso con la Commissione, se è necessario, credo comunque di non dovermi neanche scusare più di tanto, ma siccome si è fatto cenno a questo aspetto, rappresento a quest'Aula un problema di rilievo notevole che può essere affrontato e risolto con molta tranquillità e semplicità, se naturalmente questo Consiglio ha la volontà politica di affrontare la questione che è proposta con molta pacatezza e molta precisione, ed è proposta tenendo conto del dibattito serio e responsabile che si è svolto in Commissione nel quale sono state fatte osservazioni, ad una prima formulazione, che non mi hanno lasciato indifferente, e mi hanno convinto dell'esigenza e della necessità di precisare e modificare la proposta. Io la sottopongo alla vostra attenzione non senza prima aver fatto alcune considerazioni perché badate bene, ve lo ripeto, ieri ho manifestato in sede di discussione generale il mio disagio per un certo confronto politico e ho detto che, benché mi trovi in bilico tra il vecchio e il nuovo, non aspetto che qualcuno mi spinga da qualche parte per sapere dove cadrò, voglio decidere io dove cadere e con responsabilità esercitare il mio dovere di rappresentanza. A me dà fastidio che si parli sempre dei forestali in termini catastrofici: sono cinquemila, spendiamo centinaia di miliardi. Dentro questo settore di intervento della Regione sappiamo bene cosa tutto c'è, cosa tutto si è fatto in questi venticinque anni, non solo negli ultimi tre anni; dentro questo settore ci sono potenzialità e c'è lavoro reale che ha prodotto risultati significativi ed evidenti, almeno evidenti a coloro che lo conoscono e lo hanno visto con i propri occhi. La valutazione come al solito va fatta con molto equilibrio, con molta serenità e sullo stato delle cose. Voglio dire anche una seconda cosa, in particolare al collega Presidente della Commissione: allorché si pone una questione di merito, non c'è necessità di scomodare l'impostazione organica e complessiva che è sempre necessaria per affrontare e definire una qualsiasi questione. Questo è auspicabile, per quel che mi riguarda, tra l'altro, essendo io primo firmatario per il mio Gruppo di un disegno di riordino, mi sento tranquillo da questo punto di vista. Ma la questione che io pongo è un aspetto che non intralcia e contrasta con la visione generale e fa seguito ad altri interventi che, in quest'ultimo periodo, l'Aula responsabilmente ha assunto per far fronte alle situazioni di difficoltà in cui versa questo settore. Mi riferisco per esempio alla decisione, approvata da quest'Aula, di bloccare con legge le assunzioni per evitare conseguenze e atti che abbiamo in questa sede discusso.
(Interruzioni)
Mi riferisco, dicevo, ad atti per così dire amministrativi, poco responsabili, che hanno portato talvolta l'amministrazione regionale e il Consiglio a recuperare risorse in questa situazione di ristrettezze e di esiguità rispetto alla disponibilità che è a tutti nota; mi riferisco alle leggi che hanno previsto e prevedono il miglioramento dello stato dei lavoratori di questo settore, con la legge che abbiamo approvato relativamente alle anticipazioni della cassa Integrazione, degli assegni familiari, degli assegni per malattia, al di fuori, si potrebbe dire di questo progetto complessivo ma con provvedimenti tempestivi e adeguati per far fronte alla situazione. Lasciando perdere ma non rimuovendo questo tipo di motivazioni, io vorrei invitare il Consiglio a una semplice considerazione di merito, che è questa: per approvare le perizie in questi cantieri tre volte all'anno l'amministrazione fa 160 atti, credo, per tre volte, con una procedura burocratica interminabile. Solo per fare questi atti ci vuole un esercito. Anche questa è una delle ragioni per cui i lavoratori forestali, con l'ente unico o senza ente unico, normalmente ricevono le retribuzioni con cinque, sei mesi di ritardo. A me naturalmente che ricevano i salari con tanto ritardo non fa piacere, spero non faccia piacere a nessuno naturalmente, e credo che se viene proposto un meccanismo non risolutivo, ma che in qualche modo migliora il sistema, senza intralciare i principi fondamentali entro cui deve operare correttamente la pubblica amministrazione, questo si possa fare legittimamente e serenamente. Mi è stato fatto osservare, rispetto alla prima ipotesi, che svincolare i salari dalla perizia tecnica, quella cioè relativa all'acquisto dei materiali e quant'altro, era inopportuno e poteva probabilmente portare ad alcuni arbitri o a utilizzazioni distorte di questo meccanismo. Propongo allora che, separando le perizie relative ai lavori idraulico forestali per i costi relativi all'acquisto di materiale, da quelle relative al personale, nelle perizie relative all'acquisto di materiale ci sia un allegato che preveda il numero degli operai e il costo della mano d'opera e la perizia unica relativa al personale sia fatta solo tenendo conto degli allegati annessi alle perizie relative ai materiali. Questo permetterebbe di fatto di disporre di perizie unitarie nella determinazione dei costi complessivi, per quel che riguarda le perizie di ogni singolo cantiere, ma accelererebbe, facendo una perizia unica per il personale, i meccanismi di approvazione delle perizie e il pagamento dei lavoratori dei cantieri forestali. La proposta non risponde ad alcuna finalità elettoralistica - lo voglio dire con molta serietà e serenità - conosco gli operai forestali e i cantieri da quanto ero ragazzo e vorrei che il Consiglio decidesse serenamente, come ha deciso su altre cose, nel merito, sapendo che cosa stiamo facendo. Concludo dicendo, ricollegandomi a quello che dicevo all'inizio, che io non ricorro all'artifizio, che tra l'atro ritengo poco opportuno tra di noi, che tutti comprendiamo, di mettere un'esigenza dentro il grande articolo che ricomprenda tutti gli interessi legittimi per fare in modo che il problema possa essere risolto. Voglio che questo emendamento sia esaminato a sé stante e definito con un voto, qualunque esso sia, per cercare di risolvere il problema di cinquemila lavoratori della Sardegna.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Presidente, la Giunta accoglie l'emendamento numero 21 e si rimette al Consiglio per quanto riguarda l'emendamento numero 24, chiarendo però, perché l'emendamento è stato presentato da alcuni consiglieri regionali di vari Gruppi politici presenti in Assemblea, che la sostanza di questo emendamento grosso modo corrisponde a un disegno di legge che la Giunta regionale ha approvato e credo trasmesso al Consiglio. Sarà quella l'occasione per discutere più a fondo anche di forestazione, di come è stata gestita, in un lungo periodo di tempo questa particolare attività, che ha risvolti anche di carattere economico e di carattere sociale particolarmente rilevanti nella nostra comunità regionale, e sarà quella anche un'occasione per fare una riflessione in Aula, a voce alta, sulle dinamiche più recenti che hanno caratterizzato, negli ultimi anni, questo particolare settore.
Sostanzialmente, però, questo emendamento mi sembra che punti correttamente a snellire le procedure burocratiche, perché la spesa per la burocrazia, presidente Selis, rischia di diventare una delle componenti significative della spesa per la forestazione nella nostra regione, perché è giusto quello che diceva prima l'onorevole Ladu, si devono fare circa 140 perizie e relativi decreti più le varianti, e questo significa che, pur avendo le risorse finanziarie, che vengono reperite annualmente, come sappiamo, con grande difficoltà, nel bilancio della Regione e dell'Assessorato, poi i lavoratori percepiscono i salari con grave ritardo, si innescano inevitabilmente momenti di conflittualità sociale e sindacale, tutto questo impegna una parte rilevante della burocrazia dell'Assessorato per lunghi periodi di tempo nel corso dell'anno. La forestazione dà lavoro in Sardegna ad oltre cinquemila persone e ci costa esattamente 160 miliardi. La spesa per la forestazione non è cresciuta nel corso degli ultimi tredici mesi, e vorrei anche sottolineare, cosa che ho fatto anche in precedenti circostanze, che non sono cresciuti neanche, nel corso degli ultimi tredici mesi, gli occupati nel settore della forestazione, anzi sono diminuiti sensibilmente, perché neanche il normale turn over è stato da questa Giunta autorizzato per le note difficoltà di bilancio. Penso che sarebbe stata una politica un po' dissennata quella di autorizzare gli ispettorati ripartimentali e gli uffici amministrativi dell'Azienda foreste demaniali a coprire anche il turn over nel corso degli ultimi mesi, non avendo la garanzia che i cinquemila e passa dipendenti di questo settore avrebbero poi percepito il salario per l'intero anno.
Detto questo io penso, però, che dobbiamo anche evitare di considerare gran parte, se non tutti i dipendenti dei cantieri forestali gestiti dall'Azienda foreste demaniali e dagli ispettorati ripartimentali, come una zavorra parassitaria del bilancio della nostra Regione perché, a mio giudizio, i risultati, che potevano sicuramente esser migliori intermini produttivi e anche in termini ambientali, sono per molti aspetti significativi. La forestazione non è soltanto una fonte di lavoro ma consente e ha consentito una sistemazione più adeguata di carattere idrogeologico in parti rilevanti di territorio regionale e, soprattutto, hanno queste attività consentito un'azione di controllo e di tutela di nostro territorio regionale in particolare, ma non solo, per la prevenzione e l'estinzione degli incendi estivi e degli incendi boschivi che non va assolutamente trascurata.
Vorrei ricordare, a tutti i colleghi e a me stesso, anche in questa circostanza che se la Sardegna oggi dispone di un patrimonio proprio di oltre 100 mila ettari di foreste, di grande significato naturalistico e ambientalistico, che è un patrimonio di assoluta portata internazionale, questo è anche dovuto al fatto che abbiamo uno strumento come l'Azienda foreste demaniali della Regione e abbiamo questo tipo di attività che vanno sicuramente verificate e ristrutturate, perché ci sono degli squilibri e delle anomalie che non piacciono neanche all'Assessore di turno, così come credo abbiano cercato di correggerli i miei predecessori. Abbiamo un addetto per sessanta ettari di territorio nei cantieri e nei perimetri gestiti dall'Azienda foreste demaniali; abbiamo invece un addetto ogni diciotto ettari nei perimetri gestiti dagli ispettorati ripartimentali. Questo squilibrio denota una anomalia e una situazione di difficoltà e anche di parziale disorganizzazione che deve essere corretta.
In ogni caso questo emendamento avrebbe sicuramente consentito di risparmiare burocrazia, non avrebbe di sicuro incentivato né le assunzioni, né una crescita incontrollata di questo settore, però io ritengo, e mi rimetto quindi, a nome della Giunta, alle decisioni del Consiglio, che questo argomento meriti di essere affrontato in maniera specifica, con tutti i documenti e i dati che la Giunta regionale si impegna a mettere a disposizione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Solo una brevissima dichiarazione di voto, non solo e non tanto per ribadire la valutatone sull'emendamento. Né la Commissione né io, abbiamo sostenuto né che i forestali sono una zavorra, né che non si fa niente. Nulla di tutto questo. Abbiamo sostenuto che sono una grande risorsa umana, abbiamo proprio per questa stanziato forse per la prima volta, la totalità della cifra in bilancio, abbiamo auspicato e condividiamo con l'onorevole Assessore l'importanza dell'intervento sul territorio, stiamo solamente chiedendo che gli interventi di razionalizzazione del settore non vengano fatti con emendamenti che sfuggono a una logica razionale, ma stiamo auspicando, cosa che la Giunta credo farà, e anche il collega Ladu ha presentato una legge, che i progetti di legge vengano portati rapidamente in quest'Aula perché noi possiamo razionalizzare non solamente gli aspetti contabili e il pagamento, che sono importantissimi, e i lavoratori hanno diritto a questo, ma perché possiamo razionalizzare l'intero stato giuridico dei lavoratori e l'intervento nel suo complesso. Condividiamo gli obiettivi, auspichiamo che questo intervento così importante per numero di occupati, per l'impatto sul territorio, per le risorse economiche che impiega venga razionalizzato con una legge di riforma organica complessiva per cui ribadisco il voto contrario all'emendamento.
PRESIDENTE Metto in votazione l'articolo 33 sexies. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 21, accolto dal relatore e anche dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24, non accolto dal relatore per il quale la Giunta si rimette al Consiglio. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29.
(Interruzioni)
Sono stati 19 voti a favore e 30 contrari.
Quando il risultato, come nel caso precedente è così plateale, perché solo 8 persone anno alzato la mano, non c'è bisogno di fare la conta. In questo caso erano 19 voti a favore.
Ha domandalo di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, io su questo non sono d'accordo, io pretendo che su ogni votazione vengano contati tutti i voti.
PRESIDENTE. Può chiedere la votazione per appello nominale, onorevole Dadea.
DADEA (P.D.S.). No, Presidente, questo è un atto di correttezza che è dovuto all'Aula. Non può essere lasciato a una valutazione a caso.
PRESIDENTE. Lei può chiedere l'appello nominale. Quando i Segretari si rendono conto che c'è una schiacciante maggioranza e in questo caso c'era una schiacciante maggioranza...
DADEA (P.D.S.). No, Presidente, non si fa a occhio. Presidente, io penso che non sia corretto, nei confronti dell'Aula, nel momento in cui si esprime un voto, che questa valutazione sia così superficiale. I voti devono essere contati e ciascun consigliere ha diritto di sapere quanti voti favorevoli ha avuto l'emendamento o l'articolo, quanti voti contrari e quante astensioni, Presidente, perché se no questo si presta a valutazioni assolutamente estranee.
PRESIDENTE. Onorevole Dadea, io non ho nulla in contrario, se vogliamo procedere con questo sistema, a contare e a dare per ogni votazione, anche per alzata di mano, il risultato al Consiglio, ma il Segretario generale mi dice che nelle votazioni per alzata di mano non si dà il risultato. Se uno vuole che si contino i voti, chiede la votazione per appello nominale.
DADEA (P.D.S.). Su quale base si danno i risultati?
PRESIDENTE. I Segretari procedono alla conta. Certamente.
DADEA (P.D.S.). I numeri sarebbe opportuno saperli.
PRESIDENTE. Sto dicendo che i Segretari contano i voti ma non si comunica il numero dei voti al Consiglio.
Ha domandato di parlare favorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az.). Siccome non credo che venga messa in discussione la correttezza della Presidenza nella valutazione nel riferire l'esito del voto, sarà il caso forse d'accertare se i Segretari non siano miopi o non sappiano contare.
PRESIDENTE. La ringrazio, ma credo non sia il caso di mettere in discussione la serietà dei Segretari nella conta, non mi sembra proprio il caso!
Metto in votazione l'emendamento numero 29 per il quale c'è il parere favorevole del relatore e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 37.
PORCU, Segretario:
Art. 37
Contributo all'Università di Sassari
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare all'Università di Sassari un contributo complessivo di lire 1.800.000.000 in ragione di lire 600.000.000 per ciascuno degli anni 1994, 1995 e 1996 finalizzato al potenziamento dei servizi di informatizzazione (cap. 11076/01).
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 1994, ad erogare all'Università di Sassari un contributo di lire 500.000.000 per l'acquisto della sede per il Dipartimento di storia (cap. 11066).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 37
Il primo comma è sostituito dal seguente:
L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare all'Università di Sassari un contributo complessivo di lire 1.800.000.000 in ragione di lire 600.000.000 per ciascuno degli anni 1994-1995- 1996 finalizzato al potenziamento dei servizi di informatizzazione (cap. 11076/01); al Comune di Nuoro un contributo di 40.000.000.000, in ragione di 5.000.000.000 per l'anno 1994, di 10.000.000.000 per l'anno 1995 e di 25.000.000.000 per l'anno 1996 per l'acquisizione di locali da destinare a sedi per corsi di laurea universitari, sui relativi stanziamenti possono effettuarsi interventi per l'acquisto, la ristrutturazione, la costruzione e l'ampliamento di locali; un contributo straordinario per il 1994 di 20 miliardi per interventi di edilizia universitaria (cap. 11068 - N.I.).
Gli stanziamenti relativi ai contributi al Comune di Nuoro sono iscritti in conto del capitolo 03034/01 e sono trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti al titolo di spesa 11.3.03/I del programma d'interventi per gli anni 1988-1989-1990, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
Di conseguenza nel D.L. 435:
In aumento
Cap. 11068 (N.I.) - Interventi per l'edilizia universitaria
+ 20 miliardi
In diminuzione
Cap. 09045/15
-20 miliardi. (31)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione ha discusso e ha concordato in gran parte il testo dell'emendamento numero 31 relativo all'articolo 37.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 37. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla discussione dell'articolo 38 bis.
Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Collegato all'emendamento numero 31 c'è l'emendamento soppressivo all'articolo 29.
PRESIDENTE. Non stiamo ancora esaminando l'articolo 29. Stiamo discutendo l'articolo 38 bis. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sospendiamo ancora gli articoli numero 1, 2, 3 e 4 e passiamo alla discussione dell'articolo 29.
A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Giunta regionale
L'articolo 29 è soppresso. (32)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Esprimo parere favorevole perché è conseguente all'articolo che abbiamo votato prima.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Adesso passiamo all'articolo 24 bis. Erano stati presentati gli emendamenti numero 11, 17 e 23. L'emendamento numero 17 è stato ritirato. E' stato presentato un altro emendamento. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Usai - Porcu - Pili - Fadda Paolo - Baroschi - Ferrari - Sechi - Mereu Salvatorangelo - Manchinu - Serra - Cadoni - Desini - Carusillo - Degortes - Atzeni - Giagu - Sanna Adalberto - Mulas Franco Mariano - Tidu - Pau - Marteddu
Dopo l'articolo 24 bis è aggiunto il seguente:
"Il 2° comma dell'articolo 9 della legge regionale approvata dal Consiglio il 9 dicembre 1993: " 'Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie' è abrogato". (30)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Esprimo favorevole sull'emendamento numero 11 e parere contrario agli emendamenti numero 23 e 30.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è contraria agli emendamenti numero 23 e 30.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ritengo di non dover dire troppe cose e neppure del tutto rispondenti allo stato d'animo che avverto in relazione ad alcune proposte che, nell'esercizio delle libertà consiliari, vengono presentate. Mi riferisco ad alcuni emendamenti.
(Interruzioni)
Non mi basterebbe il tempo, può essere che in successivi articoli sia necessario intervenire per chiarire un concetto al quale teniamo molto, e per intento mi riferisco solo all'emendamento numero 30. Appare evidente che questo emendamento non vuol dire nulla, signor Presidente, perché propone addirittura di abrogare un articolo di una legge regionale che non esiste, non è legge, però è tanta la furia che imperversa in quest'Aula...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, voglio precisare che, essendo arrivato il nullaosta, la legge esiste.
COGODI (Rinascita e Sardismo). La legge non è promulgata, non è in vigore, ma esisterà perché l'ha votata il Consiglio regionale e quindi è destinata ad esistere. Non è la forma che conta, signor Presidente e signori consiglieri regionali, non è la forma che conta, è la sostanza. Io sono d'accordo che si sia ritirato anche l'emendamento numero 17. In Commissione io ho detto, ad evitare questioni non del tutto simpatiche: "La Giunta ritiri l'emendamento numero 17, che pure la Giunta aveva pensato e presentato, per riparare ad un torto". Bisogna che il Consiglio e l'opinione pubblica sappiano com'è che qui si fanno le leggi e per chi si fanno. L'opinione pubblica lo deve sapere. Non ci si nasconde dietro gli emendamenti di questa natura. Il Consiglio regionale ha approvato, nel mese di luglio, un ordine del giorno presentato dal Gruppo Rinascita e Sardismo, e votato dalla stragrande maggioranza del Consiglio, col quale si dava una direttiva alla Giunta. La Giunta è libera di stare a rappresentare la Regione o di andarsene! Però di fronte ad una direttiva del Consiglio non poteva disobbedire, come platealmente disobbedisce. Cosa diceva quell'ordine del giorno? Che, in materia di contributi alle associazioni, si faccia un fondo comune, si stabilisca una regola e si dica: "Queste sono le associazioni meritevoli di tutela e avranno i contributi in questo modo, in base a questa regola". Questo fondo comune non si è voluto fare, non c'è ancora nel bilancio della Regione, la Giunta e la maggioranza non lo vogliono nella finanziaria, nonostante il Consiglio lo abbia deciso, perché chi deve avere abbia e chi non deve avere non abbia. Io ho fatto un calcolo e ho appurato che, nel bilancio della Regione - sono anni che vado ripetendolo - ci sono più di 30 miliardi che vanno a sostenere organizzazioni e associazioni sindacali e para sindacali partitiche e parapartitiche, personalistiche, che sono spesso uffici politici e uffici elettorali. Perché non si vuol fare una regola? E se il Consiglio regionale ha appena approvato una legge, alcune settimane fa, nella quale dice, senza commettere arbitrio alcuno - così aveva detto la Giunta che aveva proposto quella norma - che per intanto si inizia a sanare qualcuna di queste lesioni e che, in relazione ad un campo delicato di intervento, quello per intenderci dei non vedenti, dove la Regione dà moltissimi soldi, si consente che, ad associazioni che abbiano pari titolo giuridico - così è scritto nella legge, pari titolo giuridico - in base alla loro consistenza, si riservi un 30 per cento, ad altre associazioni, diverse da una sola, che è l'unica che prende tutti i contributi della Regione - e la Giunta e la maggioranza questo hanno fatto - perché questi colleghi - io conserverò e incornicerò questo emendamento - principalmente i colleghi socialisti, si fanno promotori di un emendamento per abrogare, dopo tre settimane, un articolo di legge, che è un articolo di legge provvido, che sana almeno un pezzetto di una lesione? Perché l'anno scorso è accaduto che questo Consiglio bocciando una norma sostanziale e lasciando un capitolo di bilancio che prevedeva spese per più associazioni, ha fatto in modo che una sola associazione si prendesse tutti i danari suoi e anche quelli degli altri? Perché l'Unione Italiana Ciechi ha avuto nel bilancio del 1993 un miliardo e cento milioni di contributo, oltre il resto - chi vi parla non è avverso, è amico dell'associazione Unione Italiana Ciechi, e loro lo sanno - perché non ci sono solo i contributi della Regione, c'è la formazione professionale e ci sono i progetti speciali dell'articolo 92 che sono praticamente affidati o affidabili a quell'associazione; sono miliardi di danaro di questa Regione che un'associazione meritoria può gestire in funzione di una categoria che ha bisogno. Ma perché insistere e non volere nient'altro a fianco? Chi ha pari titolo giuridico, dice la legge della Regione, pari titolo giuridico!
(Interruzioni)
Io credo che, se non ascolta nessuno, da qui a più in là qualcuno ascolterà, se vorrà ascoltare. Perché ad associazioni che hanno pari titolo giuridico, dice la legge, pari natura giuridica, in relazione alla loro consistenza reale, certificata in relazione alle stesse finalità...
(Interruzioni)
Perché, collega Pili, tu organizzi sempre questo tipo di gazzarra in Consiglio perche non possa accadere che associazioni che hanno stessa dignità e stessa parità giuridica - e la devono di mostrare - possano avere un aiuto dalla Regione? Io invito i proponenti a ritirare l'emendamento e invito anche i proponenti di questo emendamento, che sono in gran parte socialisti e democristiani, a riflettere un pochino e a non tirare troppo la corda perché a tirarla troppo si spezza. Perché voi non potete impedire che esista una norma giusta approvata da questo Consiglio, che va nella direzione giusta, perché è noto a tutti - a me è noto e ho diritto di dirlo in quest'Aula - che il collega onorevole Farigu, già nostro collega a suo tempo, ha ufficio elettorale insieme all'onorevole Pili, sempre e comunque, lo so e lo dico...
LOMBARDO (P.S.I.). Non è vero.
COGODI (Rinascita e Sardismo). È verissimo, se non è vero querelami, e ti darò dimostrazione più di quanto tu non ne abbia saputo dare il Consiglio. Tu ricorri a tutti gli strumenti ai quali puoi ricorrere. Bisogna finirla, corrono dalle casse della Regione più di 30 miliardi in contributi non controllati e non rendicontati ad associazioni e organizzazioni; è arrivato il momento di dire: punto fermo e a capo; si facciano le regole, però nel frattempo non si colpiscano i deboli, perché campino i forti. E i forti non sono sempre quelli che hanno più numeri, sono quelli che si sono fatti le leggi, le leggine, e vogliono impedire che si correggano e si temperino queste leggi. Ma che bisogno c'è di questa situazione che si vuole creare in questo Consiglio ogni tanto? Che bisogno avete, cari consiglieri socialisti, di agitarvi tanto? Lasciate perdere, per favore! E non chiedete firme negli anditi senza spiegare le cose, perché molti ve le hanno date e qualcuno mi ha detto che non aveva capito l'esatta sostanza della cosa. Non chiedetele per favore, perché qui c'è gente che non si lascia intimidire; perché qui c'è gente che può esser presa, fatta a pezzi, radiografata, squartata e vedrete sempre pulito. Avete capito? Esistono forme di dazione irregolare, illecita; esistono anche tangenti di tipo legale, quando corrono miliardi, sotto forma di contributi ad associazioni, spesso non rendicontati, e non si vuole regolare, in quest'Aula, questo flusso di danaro pubblico che regge associazioni ed organizzazioni, che costituiscono quella costellazione, quell'apparato, tutta quella che si diceva un tempo, collateralità delle forze e delle organizzazioni politiche. Vogliamo fare un esame complessivo di queste cose? Vogliamo venirne a capo, vogliamo collaborare a migliorare le cose, oppure pensate di avere la forza di continuare in questo modo? Poi completerò il mio pensiero, perché qui c'è una lesione di diritti, c'è una lesione di dignità, c'è una insistenza malevola e malefica che tende ad abrogare, dopo tre settimane, un articolo di legge che era pensato per ovviare in parte ad un torto, che è già stato fatto, e per avviarsi a una soluzione parziale per il futuro. Si può ragionare su questo ma, se non si vuole ragionare, nessuno pensi di poter esercitare arroganza né di argomento né di numero perché ci sono battaglie di libertà che prescindono dai numeri e prescindono anche qualche volta dalle maggioranze.
Poi sulla maggioranza, se sarà possibile, torneremo e diremo qual è il cemento che la unisce e l'ispirazione ideale che la sorregge.
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori del Consiglio. Riprenderemo i nostri lavori alle ore 15.
La seduta è tolta alle ore 14.
Versione per la stampa