Seduta n.396 del 21/04/1999 

Seduta CCCXCVI

(Pomeridiana)

Mercoledì 21 Aprile 1999

Presidenza del Vicepresidente Milia

indi

del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 17 e 17.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° aprile 1999 (391), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Il consigliere Renato Cugini ha domandato di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 21 aprile 1999. Se non ci sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale". (429/B - Parte seconda)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della proposta di legge 429, parte seconda.

Si dia lettura dell'articolo 15 octies.

PIRAS, Segretario:

Art. 15 octies


Prima costituzione della dirigenza

1. Nella lettera a) del comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale n. 31 del 1998 le parole "purché con decorrenza non posteriore a tale data, ai sensi del preesistente ordinamento" sono sostituite dalle seguenti: "purché al 31 dicembre 1985 fossero inquadrati in posizione corrispondente alla sesta fascia funzionale del ruolo unico regionale;".

2. Nel medesimo articolo dopo il comma 13 è inserito il seguente:

"13 bis. Alla copertura dei posti che si renderanno vacanti nelle dotazioni organiche degli enti, per motivi diversi dal loro ampliamento, nei tre anni successivi al compimento dei concorsi di cui al comma 11 si provvede prioritariamente attingendo alle graduatorie degli idonei dei citati concorsi.".

PRESIDENTE. All'articolo 15 octies sono stati presentati gli emendamenti numero 82, 83, 12, 18, 22, 42, 54,61, 67, 69. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:












PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 82 soppressivo totale.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, sull'emendamento 82, devo dire che questa legge, oggetto di rinvio da parte del Governo, è stata smembrata, come tutti loro colleghi sanno, in quattro diversi tronconi nei quali si è voluto per taluni intervenire o non intervenire per ciò che riguarda le censure che sono state oggetto di rilievo da parte del Governo, nella paura che potessero, attraverso le modifiche apportate dalla Commissione e dai colleghi con gli emendamenti, essere ulteriormente rinviati dall'autorità governativa. Mentre nell'ultimo di questi quattro provvedimenti, il 429 B parte seconda, si è ritenuto opportuno dover far affluire tutto quanto di più negativo e di più deleterio potesse affluire a questa legge in funzione del soddisfacimento di interessi di natura particolare ed interessi di natura clientelare.

Queste osservazioni e questi rilievi non vengono formati da me per la prima volta, dal momento in cui si sta discutendo questo provvedimento, ma sono stati oggetto anche di riflessioni da parte di alcuni colleghi e, in particolare, da parte dell'onorevole Macciotta stamattina.

Allora, questo articolo 15 octies, è uno di quegli articoli nei quali, più di altri, si manifesta questa negativa tendenza da parte di colleghi, di gruppi di colleghi, e comunque di forze politiche, per soddisfare interessi che proprio nulla hanno a che fare con la astrattezza della legge, con la generalità della legge, con il fine che la legge si propone, che è quello di risolvere e dare soluzioni a problemi di natura generale.

Allora, con riferimento a questo articolo 15 octies, mi piace raccontare all'Aula una storiella, ovviamente non farò nomi, però sicuramente a buon intenditore poche parole, quasi tutti sapranno a chi intendo e a che cosa intendo rivolgermi.

Una storia curiosa fatta di protezioni ed attribuzioni di privilegi che meriterebbe ben altra attenzione, non da parte di quest'Aula, ma da parte di organismi statali che stanno al di fuori della politica.

Questo articolo è confezionato su misura per un (o forse, meglio, due) dipendente regionale che fa parte dell'Assessorato al turismo ed artigianato e si propone di farlo rientrare in dirigenza.

La storia in sintesi; un ex sindacalista di area P.D.S. alla fine degli anni ottanta transita alla Regione in base alla legge 25 gennaio 1998, numero 4, che prevede che i dipendenti degli enti di assistenza disciolti (era l'Enaoli) siano assegnati, o fossero assegnati, all'Assessorato alla sanità, dove avrebbero dovuto svolgere funzioni socio assistenziali per un periodo non inferiore a cinque anni.

Però, in Assessorato alla sanità l'ex sindacalista, perché adesso va definito tale, non ci passa neanche, egli viene assegnato alla segreteria dell'Assessore alla programmazione, che ai tempi, lo diciamo solo per citazione, era l'onorevole Barranu, ed è inquadrato nella sesta qualifica funzionale.

BONESU (P.S.d'Az.). E' stata respinta dalla Commissione la norma che avrebbe consentito quello che lei sta dicendo.

BALLETTO (F.I.). Benissimo, non ci sono problemi, facciamo lo stesso la storiellina. Poi, se si replica in maniera corretta ed esaustiva ne prendiamo atto, ci farà solamente piacere.

Comunque sia, ammesso e non concesso, è sintomatico anche che ci sia stato il tentativo. Quindi, egli viene assegnato alla segreteria dell'Assessore alla programmazione, che ai tempi era l'onorevole Barranu, ed è inquadrato nella sesta qualifica funzionale, eguale a quella di cui godeva nell'ente disciolto di appartenenza.

Nel '90 la carriera dell'ex sindacalista subisce un aspettato stop, nessuno può infatti intervenire per rimuovere un ostacolo obiettivo: non può accedere alla settima qualifica funzionale e viene escluso dalla graduatoria per la mancanza del requisito della permanenza minima di tre anni nella fascia funzionale di provenienza. Ma questo non si rivela un ostacolo insormontabile.

Nel '91 l'ex sindacalista accede alla settima qualifica funzionale e, subito dopo, all'ottava. Nel '91 passa dalla segreteria dell'Assessore della programmazione all'Assessorato al turismo, servizio artigianato, ignorando la disposizione dell'articolo 50 e 53 della legge 25 gennaio 1998 numero 4 che, vi ricordo, prevedeva che fosse assegnato all'Assessorato alla sanità. Appena giunto in Assessorato all'ex sindacalista viene assegnato l'incarico di cerniera tra il coordinatore generale e i coordinatori dei tre servizi, dei quali i primi due erano inquadrati nella nona qualifica funzionale e il terzo nell'ottava. Va specificato che la funzione di cerniera è inesistente nell'ordinamento regionale, ed è sintomatica del ruolo che i protettori dell'ex sindacalista intendevano attribuirgli e confezionare a sua misura.

L'anno successivo, siamo ai primi dell'anno '92, l'ex sindacalista viene nominato coordinatore del settore affari generali, ancorché questo settore fosse privo di personale da coordinare. Tempo un anno ha aperte altre strade.

Nei primi mesi del '93 avviene che i coordinatori del servizio artigianato e il coordinatore del settore siano in procinto di lasciare i rispettivi incarichi. Per ambire a questi incarichi vi sono all'interno dell'Assessorato altri funzionari più titolati del nostro ex sindacalista, per questo al più pericoloso concorrente l'Assessore del momento, Marini, sempre di area P.D.S., assegna l'incarico di coordinatore informatico del commercio, nonostante egli fosse completamente a digiuno di conoscenze informatiche. Si aprono le strade e il disegno comincia a prendere le forme e i contorni desiderati. Tant'è vero che contemporaneamente l'ex sindacalista viene ritrasferito all'artigianato e subito gli viene assegnato l'incarico di coordinatore del settore, resosi vacante per l'invio in quiescenza del suo predecessore.

Quindi, siamo nel '94 e gli viene assegnato l'incarico di coordinatore del servizio artigianato, per il trasferimento del precedente coordinatore all'ERSU di Sassari.

Questa nomina viene impugnata da un funzionario che riteneva di avere più titoli dell'ex sindacalista, nomina che viene sospesa dal TAR, ma ciò nonostante, come è consuetudine del nostro Esecutivo, lo stesso Assessore pidiessino, protettore del sindacalista, compagno di partito, in data 8 agosto '94 rinomina lo stesso sindacalista coordinatore del servizio artigianato; anche questa rinomina è impugnata presso il TAR; mi giunge notizia che il pronunciamento in merito è alquanto prossimo. La carriera, tuttavia, dell'ex sindacalista prosegue senza soste; alla fine del '98 egli viene nominato direttore dell'I.S.O.L.A., incarico però dal quale deve suo malgrado dimettersi all'inizio del '99 perché escluso dal primo inquadramento della dirigenza previsto dalla legge regionale 31/98. E, badate bene, questo articolo 15 octies si intitola proprio "prima costituzione della dirigenza".

Mi avvio alla conclusione, come ho detto in apertura di questo intervento, l'articolo 15 octies pare confezionato a misura di questo soggetto. Ciò non pare assolutamente giusto, se così è, ma sono anche disposto a sentire in che cosa mi sbaglio e prenderne atto. Dico che non è giusto perché se così fosse, vi sono evidenti lesioni di diritti di altri soggetti che hanno più titoli. E poi, fatto questo insuperabile, come dicevo in apertura di intervento, la legge non può provvedere a disciplinare casi singoli, poiché in questo caso gli esiti favorevoli che ne derivano sono per lo più frutto di atteggiamenti nepotistici o amicali da parte di chi esercita il potere; questo possa e non possa piacere.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, per questione di economia vuole illustrare anche l'emendamento numero 83?

BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare l'emendamento numero 12.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento numero 12 tende a sanare una situazione che non era ben disciplinata dalla legge regionale 31, tra l'altro credo che nell'emendamento bisogna correggere tutte le date, perché si parla di legge regionale 17 novembre, invece è 13 novembre. Quindi dal punto di vista tecnico va corretto con le integrazioni che ho detto.

Le lettere D) e E) del comma 1 dell'articolo 24 della legge prevedevano che tra i compiti del direttore generale vi fosse anche quello di promuovere e resistere alle liti. Ora è noto che soltanto il legale rappresentante può promuovere e resistere alle liti, e poiché a norma dello Statuto il legale rappresentante della regione è il Presidente della Giunta regionale, appare evidente che il direttore generale non sia abilitato, a norma di Statuto, a promuovere e a resistere alle liti. Pertanto, si è reso necessario predisporre questo emendamento facendo in modo che, come è detto nel proseguo dell'emendamento, la promozione e la resistenza alle liti sia cambiato con "propone la promozione e la resistenza alle liti" proprio perché il direttore generale non ha compiti di legale rappresentanza della Regione. Quindi si tratta di rimuovere le parole "promuove e resiste" con le parole "propone la promozione e la resistenza alle liti".

Le lettere successive riprendono, coordinandola, questa idea, per cui il punto 2, il punto 3 e il punto 4, riprendono praticamente questo concetto. Mentre, invece, voglio sottolineare il testo del punto 5 dell'emendamento, che è rivolto ai presidenti dei Comitati di Controllo, perché nel momento in cui il direttore di servizio non ha più questo compito che gli viene riconosciuto dalla 31, i Comitati di Controllo non avrebbero avuto nessuno che poteva proporre la promozione e la resistenza alle liti. Per cui si è aggiunto alla legge 38 del 1994 la lettera G) che propone, appunto, che il presidente dei Comitati di Controllo possa proporre la resistenza alle liti. Quindi, trasferendo al presidente dei Comitati di Controllo questo potere, che altrimenti non esisterebbe più, e che era inizialmente in capo al direttore dei Comitati di Controllo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, per illustrare l'emendamento numero 54.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

L'emendamento 54 riguarda l'articolo 80. L'articolo 80 della legge 31 concerne l'abrogazione di norme.

Ora, alla lettera D) del comma 1 si parla dell'articolo 32 della legge regionale numero 26, così letto sembrerebbe che le ulteriori modificazioni a queste legge non siano comprese, invece con l'aggiunta "come modificato dall'articolo 6 della legge 14 novembre '88 numero 42" si rende esplicito il concetto che il riferimento all'abrogazione non è soltanto alla legge 26, ma anche alla modificazione che di questa legge è stata fatta con la legge 42.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Schirru per illustrare l'emendamento numero 18.

SCHIRRU (Progr. Fed.). Questo emendamento è teso dare una migliore interpretazione del comma 5 dell'articolo 77 della 31, laddove si parla della copertura dei posti fino al raggiungimento del 75 per cento della dotazione organica. Il 75 per cento dei concorsi riservati al personale interno deve essere considerato sui posti realmente disponibili dopo gli inquadramenti previsti ai commi 1 e 2 dell'articolo stesso, e non, come viene detto nella legge, fino al raggiungimento del 75 per cento della dotazione organica. Quindi si chiede di sostituire questa frase "fino al raggiungimento del 75 per cento della dotazione organica" con (?) "sono coperti per tre quarti" cassando "fino al raggiungimento del 75 per cento della pianta organica".

PRESIDENTE. Poiché il consigliere Manunza presentatore dell'emendamento numero 22, non è in aula l'emendamento si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca per illustrare l'emendamento numero 42.

CUCCA (Progr. Fed.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per mettere in evidenza che la legge 31 del '98 chiede l'applicazione dal 1° gennaio 1998 dei requisiti per entrare nella carriera direttiva. Siccome la legge è stata approvata nel novembre '98 e non solo, ma va rimarcato che i decreti stanno iniziando ad essere emanati nel '99, si chiede solo di spostare l'applicazione della legge dall'entrata in vigore della stessa.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 61 ha facoltà di illustrarlo.

LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 71 ha facoltà di illustrarlo.

LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 67 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero ha facoltà di illustrarlo.

SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.

SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sull'emendamento numero 82 il parere è contrario. Sull'emendamento 83 il parere è ugualmente contrario. Sull'emendamento numero 12 è favorevole. Emendamento 54 favorevole. Emendamento 18: la Commissione ha espresso parere contrario, il relatore si rimette all'Aula. Emendamento 22: il parere della Commissione è favorevole, il relatore si rimette all'Aula. Emendamento 42: parere contrario. Emendamento 61: parere contrario. Emendamento 69: parere contrario. Emendamento 83: parere favorevole perché contrario all'emendamento 42.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sull'emendamento numero 82 voglio dare una breve risposta a quanto detto dal collega Balletto poc'anzi. Voglio dirgli che conoscevo il volantino che ella ha letto in quest'aula, e che l'ho fatto anche analizzare dal mio ufficio, tenendo assolute garanzie circa la correttezza delle procedure che erano state individuate nella nota che lei ha letto. Per sua garanzia le posso dire che quella fattispecie non rientra, comunque, nella lettera dell'articolo 15 octies primo comma, di cui stiamo parlando.

Quindi sgomberiamo sicuramente il campo da una possibile interpretazione collegata a quanto lei ha letto un attimo fa. Il parere sull'emendamento, naturalmente, è contrario.

L'emendamento 83 tende a rendere la situazione poco chiara, la ragione per cui il parere è positivo l'ha già detta il relatore.

Sull'emendamento numero 12 il parere è favorevole; per l'emendamento numero 18 il parere della Giunta è negativo, nonostante il relatore si sia rimesso all'Aula.

Per l'emendamento numero 22 c'è il parere favorevole della Commissione, il mio parere sarebbe negativo, comunque ci rimettiamo all'Aula come Giunta.

Sull'emendamento numero 42 il parere è negativo perché amplia i termini dell'articolo 77. Credo che se continuiamo a spostare in avanti i termini per l'individuazione dei criteri di passaggio alla dirigenza, rischiamo di rincorrere sempre i termini e di non ritrovarci più. Quindi, il parere è negativo.

(Interruzione del consigliere Cucca)

Scusi, i requisiti dell'articolo 77 lettera c) sono al primo gennaio 1998, se questa viene ampliata stiamo spostando in avanti i termini; comunque il parere è negativo.

Sull'emendamento 54 si esprime parere positivo; sull'emendamento numero 61 si esprime parere negativo; si esprime parere positivo all'emendamento 67, e parere negativo all'emendamento numero 69.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az). Il collega Balletto forse si è fatto influenzare dalla guerra in Iugoslavia, ha lanciato un missile intelligente solo che il bersaglio non c'era più e quindi, ha fallito completamente, perché il testo approvato dalla Commissione dell'articolo 15 octies non è applicabile a quella persona di cui ha descritto vita e miracoli, perché quella persona non aveva alla data del 1985, la qualifica corrispondente a quella apicale dell'amministrazione regionale. Credo che si desumesse dallo stesso discorso che ha fatto il collega Balletto che quel requisito non c'era, tanto che lamentava che una volta entrato amministrazione regionale ha avuto qualifiche non corrispondenti a quella che aveva precedentemente. L'articolo 15 octies quindi, tende a riparare invece a un'ingiustizia vera, cioè, di chi è entrato qualche mese dopo in amministrazione regionale e non poteva usufruire dell'articolo 77 appunto perché non era in quella data in amministrazione regionale, pur avendo una posizione corrispondente a quella apicale dell'amministrazione regionale.

Detto questo, l'esame degli emendamenti - credo che il collega Balletto abbia ragione - che si addensano su questo articolo, emendamenti molto discutibili, e dirò: se si approvasse l'emendamento 18 praticamente scomparirebbe il concorso pubblico per l'accesso alla dirigenza, e quindi sarebbe una decisione del Consiglio profondamente contrastante non solo con la lettera della legge 31, ma soprattutto con lo spirito di aprire la dirigenza regionale a criteri che non fossero quelli della semplice anzianità.

Emendamento numero 42: anche qua si sposta la data, chiaramente andando incontro ad altri ingressi di diritto nella dirigenza, quindi, allo stesso spirito dell'emendamento numero 18.

(Interruzione del consigliere Cucca)

Non posso neppure parlare? Io do i giudizi perché siamo in sede di discussione e dico che l'emendamento numero 42 è nello stesso spirito dell'emendamento numero 18 perché tende a fare ancora di più una dirigenza basata esclusivamente sull'anzianità, perché si dà la dirigenza anche a chi ha qualche mese in meno di anzianità, perché il criterio diventa l'anzianità e non il merito.

Stessa questione per l'emendamento numero 69, perché qua si dà anzianità a chi non era in una fascia apicale corrispondente a quella del ruolo unico regionale.

Credo quindi che questi emendamenti vadano respinti e si confermi la lettera e lo spirito dell'articolo 77 con questa integrazione dell'articolo 15 octies che risponde alla stessa logica e ripara, invece, un'ingiustizia ponendo come rilevante l'essere, a quella data o meno, alla Regione, ma comunque richiedendo il requisito della posizione apicale corrispondente a quella regionale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 82, soppressivo totale.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Chiedo, a nome del Gruppo di Forza Italia, il voto segreto sull'emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 82.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 55

Maggioranza 28

Favorevoli 21

Contrari 34

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FEDERICI - FLORIS - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'articolo 15 octies. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42 aggiuntivo che ha come emendamento soppressivo l'emendamento numero 83, quindi votiamo il "42".

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

CUCCA (Progr.Fed.). Ma ha contato?

PRESIDENTE. Sì, abbiamo contato.

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzione del consigliere Segretario Piras)

Per aiutare il compito del Segretario, vi prego di stendere le braccia.

Metto in votazione l'emendamento numero 61. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 69. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora all'articolo 15 novies. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:

Art. 15 novies


Dotazione organica provvisoria della dirigenza dell'Amministrazione regionale

1. Nella Tabella B allegata alla legge regionale n. 31 del 1998 la dotazione organica della qualifica dirigenziale è rideterminata in 250 unità.

PRESIDENTE. All'articolo 15 novies sono stati presentati tre emendamenti di cui uno è stato ritirato. Si dia lettura dei restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (Progr. Fed.). Mi dispiace, però il problema qui è che quando c'è una votazione è bene che si conti alla perfezione perché qui non si può andare a colpi d'occhio, questo ho avuto l'impressione che sia successo per l'emendamento numero 42, perché io ritengo che questo l'emendamento numero 42 è stato approvato e bocciato solo dalla Presidenza. Grazie.

PRESIDENTE. No, onorevole Cucca, io ho avuto il conforto del Segretario che è qua per svolgere questa funzione, quindi il risultato è stato confermato dalla Presidenza.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (Progr. Fed). Presidente, mi permetta ma il Segretario ha detto che non era in condizione perché uno alzava la mano e l'altro la nascondeva eccetera. Quindi, chiederei per cortesia d'ora in poi che le cose si facciano con serietà e tranquillità, quindi chieda: chi è favorevole alzi la mano e chi è contrario alzi la mano.

PIRAS (Popolari). Consigliere Cucca io non lo dicevo per il suo Gruppo, perché il suo Gruppo devo dire che quando vuole sollevare la mano, la solleva e si vede benissimo. C'erano i suoi colleghi che avevano le mani sotto il tavolo, non le avevano alzate. Chi faceva questo lavoro erano in altri posti, ma senz'altro non c'era il suo Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Mi sorprende che una delle rare volte in cui un emendamento che proviene da un settore della maggioranza viene respinto in Aula si debba dare debito al Presidente e all'ufficio di Presidenza su un'effettuazione di conta che non risponde a quelli che sono i risultati dell'Aula. Sorprende perché dimostra, ancora una volta, l'arroganza da parte di questa maggioranza che non sa perdere neanche nelle poche volte in cui perde.

PRESIDENTE. Si dia lettura degli emendamenti 29 e 59 all'articolo 15 novies.

PIRAS, Segretario:




PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 29.

MASALA (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 59.

LORENZONI (Popolari). Questo emendamento tende, in considerazione di tutta una serie di incombenze a cui i Gruppi devono fare fronte, a istituire presso i Gruppi consiliari un ufficio stampa. Evidentemente, traccia anche le caratteristiche che il responsabile di questo ufficio stampa deve avere.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.

SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sull'emendamento numero 29 la Commissione ha espresso parere contrario. Per l'emendamento numero 59, ha espresso ugualmente parere contrario in quanto trattasi poi di una materia che non è attinente con il personale dell'amministrazione regionale. Qui si sta parlando di personale che fa capo al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 29, il parere della Giunta è negativo per due ordini di ragioni. Primo perché non si prevede il possesso di alcun titolo di studio del titolo di laurea, che è considerato ormai necessario per poter accedere alla qualifica della quale si parla; secondo perché si tratta di una fattispecie eccessivamente identificata. Quando si parla di "addetti all'ufficio di Gabinetto" si identifica la figura specifica del Gabinetto in quella dell'addetto. Nel Gabinetto c'è anche il segretario particolare, c'è il capo di Gabinetto e c'è il consulente. Qui se si parla di addetto, si identifica con chiarezza una sola figura e non si capisce perché solo quella figura e non altre figure.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 59 il parere è ugualmente negativo per tre ragioni; la prima è perché non si capisce l'introduzione, l'incipit dell'emendamento, si dice qui: "per gli stessi fini di cui al precedente articolo 15 novies", ma questo articolo parla della tabella B), quindi non si capisce quali siano gli stessi fini di cui all'articolo precedente. Secondo, perché si tratterebbe di un'interferenza e di un'ingerenza interna ai Gruppi consiliari, e si ritiene di non dover intervenire all'interno dei Gruppo consiliari e non del personale del Consiglio, per altro. E terzo perché mancherebbe comunque la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I). Intervengo per dichiararmi evidentemente e nettamente contrario all'emendamento numero 59 perché, innanzitutto, significa non valorizzare il ruolo dell'ufficio stampa del Consiglio regionale; e mi pare che sia fuori luogo in un momento di ristrettezza di bilanci addirittura estendere dotazioni organiche all'interno dei singoli Gruppi consiliari prevedendo, addirittura, responsabili di ufficio stampa e relazioni, come se ogni Gruppo già non possa provvedere per conto proprio.

Ma, ciò che mi preme sottolineare è il non dare conto dell'esistenza di un ufficio stampa del Consiglio regionale, di un ottimo ufficio stampa e, colgo l'occasione per esprimere un apprezzamento ai giornalisti dell'ufficio stampa del Consiglio regionale che hanno dato in questa legislatura grande senso di servizio e di professionalità. Approfitto proprio dell'argomento per citare un caso, e mi ne dispiace che a presiedere l'Aula oggi sia il collega Milia e non il Presidente Selis, ma lo devo fare in questa occasione non potendolo fare in altro momento perché sarebbe inconferente(?).

Ho appreso della notizia - e la cosa a dire il vero inizia a diventare inquietante, proprio perché siamo ormai alla vigilia delle elezioni regionali - è chiaro che il problema investe i rapporti con i singoli soggetti ai quali va la nostra stima, ma il 9 aprile 1999 il Presidente Selis ha nominato alle funzioni di capufficio stampa, sia pure provvisoriamente, uno stimato senz'altro giornalista professionista ma che guarda caso, fino a quel giorno ha ricoperto l'incarico di addetto stampa del Presidente.

Io mi auguro che il Presidente Selis dia conto di questa nomina, dia innanzitutto conto agli altri giornalisti professionisti che addetti stampa del Presidente non lo sono stati in questa legislatura, dia conto dei criteri che hanno portato all'indicazione del suo addetto stampa, del perché non sono stati chiamati, sia pure provvisoriamente a dette funzioni, gli altri giornalisti professionisti ugualmente seri, stimati ed apprezzabili dell'ufficio stampa del Consiglio regionale.

Ed allora, non vorremo che - ed io non lo credo perché il presidente Selis ha dimostrato serietà ed anche serenità di giudizio nell'espletamento dei suoi compiti e delle sue funzioni di Presidente del Consiglio, ma deve subito eliminare quest'ombra, perché altrimenti avvalla una iniziativa rispetto alla quale io stesso ho espresso motivi di perplessità quando il collega Andrea Biancareddu lo richiamava ai suoi compiti di uomo super partes - fosse iniziata la campagna elettorale in questo che riteniamo il peggiore dei modi. Sollecitiamo il Presidente a chiarire questo aspetto in Aula, che ci pare, lo ribadisco, inquietante nella misura in cui si tratta della nomina del suo personale addetto stampa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Mi dichiaro contrario all'emendamento numero 59 per una serie di considerazioni: in primo luogo, perché è materia estranea alla proposta di legge che stiamo discutendo, perché non riguarda personale né dell'amministrazione regionale né degli enti, ma personale che ha un rapporto di lavoro privatistico, con soggetti privati che sono i Gruppi consiliari. Quindi stiamo interferendo in sfere di autonomia privata.

Noi abbiamo fatto una legge sul personale dei Gruppi consiliari, ma l'abbiamo fatta sulla base del fatto che il Consiglio elargisce finanziamenti ai Gruppi consiliari, ma non possiamo entrare negli interna corporis dei Gruppi consiliari né nel loro rapporto contrattuale di diritto privato fra i Gruppi consiliari ed i loro dipendenti.

Detto questo, mi sembra che la norma svuoterebbe in gran parte la legge che ha la finalità della conservazione del posto di lavoro ai dipendenti dei Gruppi consiliari, perché nel momento in cui si stabilisse che ogni Gruppo ha un addetto stampa, vuole dire che allo scioglimento del Gruppo, quest'addetto stampa resta disoccupato, va fuori, perché chiaramente se è un addetto stampa per Gruppo, non si può imporre ai Gruppi di averne due, e comunque non ci sarebbe il finanziamento da parte del Consiglio.

Credo che ci siano problemi sul personale dei Gruppi consiliari, ma mi sembra che questo emendamento li aggravi e non li risolva.

Presidenza del Presidente Selis

Sulla nomina provvisoria dell'addetto stampa del Presidente

a Capo Ufficio Stampa

PRESIDENTE. Solo per un fatto di rispetto per i problemi che sono stati sollevati in quest'Aula, che io ho seguito dalla mia stanza - come voi sapete è possibile, ed ognuno di noi può seguire, e ho seguito questo intervento del collega Pittalis -. Mi pare che i toni su questa materia possono essere più dimessi.

Devo semplicemente precisare: che ho informato l'Ufficio di presidenza, ed abbiamo nell'Ufficio di presidenza riflettuto a lungo; i colleghi dell'Ufficio di Presidenza, ed io stesso, siamo informati dell'esigenza di non lasciare l'Ufficio stampa senza una guida, una guida che mancava da tempo e una guida che era carente.

Se avessi voluto fare operazioni di pressione avrei - dico brutalmente - chiesto che venisse votato dall'ufficio di presidenza un capo ufficio stampa. Ho cercato di trovare l'unanimità su questo tema, ho preso atto delle difficoltà che i colleghi avevano e ho informato l'Ufficio di presidenza di questa, che non è una nomina, è una supplenza temporanea, come altre ce ne sono nell'amministrazione, in questa amministrazione e in tutte le amministrazioni. Mi sembra un atto di grande correttezza da parte mia e da parte dell'intero Ufficio di presidenza, non forzare sulla nomina di un capo ufficio stampa o di altri responsabili, così come mi sembra un atto di responsabilità lasciare al prossimo Ufficio di presidenza del prossimo Consiglio, le nomine definitive. Così come mi sembra un altrettanto segno di responsabilità, quello di non lasciare quest'ufficio perché le vacanze e le carenze non sono consentite negli organici e quindi indicare la persona che ha maggiore, che aveva a mio avviso, maggiori titoli. Li abbiamo visti, li ho depositati nella nota di nomina momentanea presso la segreteria generale; per me è stata anche una rinuncia, perché rinuncio ad avere un addetto stampa in un momento delicato, di questo ho reso conto all'Ufficio di presidenza (e i colleghi dell'Ufficio di presidenza possono testimoniare, gli uni e gli altri) non c'è nulla di definitivo, se anzi questa persona poteva essere utilizzabile da me, lo sarebbe stato maggiormente come addetto stampa.

Devo dire, e l'ho detto altre volte rispondendo ad altri colleghi, che il fatto di fare l'addetto stampa del Presidente non toglie nessun diritto civile, affatto. Ci sono state esperienze cresciute, mi pare che questa possa essere una risposta seria, serena e pacata.

Non c'è nessun intento elettoralistico, il prossimo ufficio tra tre mesi deciderà chi nominare, avrà più tempo davanti a se, però io avevo il dovere, non la facoltà, di compiere una nomina. Non l'ho fatta isolandomi, l'ho fatta discutendone anche nell'ufficio di Presidenza, informando l'ufficio di Presidenza, l'ho fatta vedendo i titoli e l'ho fatta rinunciando ad un collaboratore prezioso, e quindi privandomi anche di un collaboratore prezioso in un momento delicato. Il fatto che questo collaboratore fosse l'addetto stampa del Presidente, ripeto, non toglie nulla ai diritti civili, non toglie nulla alla qualifica professionale. La nomina è stata fatta comparando i titoli, sono visibili, mi pare che questo sia un argomento, francamente, che non possa essere utilizzato per fare ulteriori polemiche tra di noi. Il momento che vivremo sarà talmente denso di polemiche ed anche motivate, per cui questo non mi pare che sia l'argomento.

Ho voluto subito dare una risposta per un fatto di rispetto non solo al collega Pittalis che ha posto il problema, ma nei confronti dell'Aula, per cercare di dare delle spiegazioni che spero siano esaurienti ed esaustive e per cercare di concentrare il nostro dibattito politico su altri temi, ne avremo tanti, ne avremo impegnativi.

Mi pare che questa sia un'operazione chiara, trasparente, illustrata in Ufficio di Presidenza, comunicata in Ufficio di Presidenza e, ripeto, il prossimo Ufficio di Presidenza potrà decidere se nominarlo o no. Probabilmente, lo dico conclusivamente, se avessi forzato e se avessi messo in votazione la nomina vera, reale, in Ufficio di Presidenza, la nomina sarebbe stata anche stabile, acquisita, visti i numeri. Non ho voluto farlo, e questo vi prego di credere che è stato un atto di rispetto dei colleghi che avevano delle perplessità e che io ho rispettato con grande - mi pare - sensibilità. Spero che anche loro rispettino l'esigenza a cui ho dovuto far fronte nel dare, comunque, una guida ad un ufficio che non ne può essere privato, non fosse altro per questioni di organizzazione del lavoro.

Vi ringrazio di questa attenzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Illustre Presidente e colleghi, sgombrando immediatamente il campo delle polemiche debbo dare una versione un po' diversa da quella riferita dal presidente Selis, ma non perché voglia assolutamente contestare, perché se l'ordinamento gli conferisce questa potestà di nomina provvisoria, come quella che il Presidente ha fatto nei confronti del signor Piga, ex addetto stampa ed ora reggente dell'ufficio, debbo anche dire che in ufficio di Presidenza di questa nomina non si è discusso in termini concreti, c'è stata una chiacchierata informale ed io, per parte mia e, anche se l'ufficio di Presidenza è fuori dai discorsi politici, per parte che rappresento, insieme al collega questore onorevole Usai, eravamo contrari a che si facesse non quella nomina, ma qualunque nomina in questo periodo.

Quindi, per sgombrare il campo dagli equivoci, affermo che noi in questa fase non siamo stati consultati. Solo per questo.

PRESIDENTE. Onorevole Milia, per memoria, qua non vorrei allungare molto questo dibattito, però spero che mi diate atto che di questo argomento abbiamo discusso a lungo.

Sulla possibilità di fare le nomine definitive c'erano delle perplessità ed io ho rispettato queste perplessità. Dicevo prima che i numeri avrebbero anche consentito di mettere in votazione una nomina e di farla; questa sarebbe stata una nomina definitiva ed io non me la sono sentita per un fatto di rispetto delle diverse componenti. Ho informato l'Ufficio di Presidenza, e quindi in una sede formale, che era mio dovere colmare gli organici, così come è successo nell'ufficio del personale e in altre cose, anche con nomine temporanee, provvisorie che non lasciassero senza guida gli uffici. L'ho fatta assumendomi responsabilità che mi sono proprie, l'ho fatta depositando in segreteria generale le argomentazioni, l'ho fatta non facendo una nomina definitiva, ma provvisoria, consentendo - questo con molta correttezza - al prossimo Ufficio di Presidenza di procedere.

Oltre a questo, l'onorevole Milia ha accennato anche a chiacchierate informali, ma queste non fanno parte di questo contesto ufficiale e istituzionale. Ritengo che quando un ufficio ha una carenza di guida, un'assenza, non possa essere lasciato senza guida; chi può e chi ha il dovere deve provvedere assumendosi le sue responsabilità e motivandole.

Ripeto, se avessi voluto compiere un'operazione più favorevole anche ai soggetti, avrei messo in votazione in Ufficio di Presidenza l'argomento, forse c'erano anche i numeri, anzi voi sapete senz'altro, per una nomina definitiva, non ho ritenuto di farlo per rispetto di tutti i colleghi, perché il criterio che ha ispirato - e lo dico qua - l'Ufficio di Presidenza in tutti questi anni, è stato cercare il massimo di convergenza, però quando questa non c'è stata abbiamo sospeso le decisioni.

Questo era però un atto dovuto; ho scelto la persona sulla base del curriculum, per me e per la Presidenza è una privazione anche grave in un momento delicato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, se lei mi consente, una brevissima, non dico replica, perché non è neanche un caso di aprire un dibattito sul problema, però qui non si discute il fatto della definitività o meno, si discute un altro problema: che essendo proprio il suo addetto stampa probabilmente la decisione avrebbe dovuto essere quanto meno delegata all'Ufficio di Presidenza. Questo crea un'ombra, se mi consente.

Io sono certo che la sua scelta è scevra da condizionamenti di qualsiasi natura, ma la circostanza che si tratti o si trattasse del suo addetto stampa avrebbe sicuramente determinato, a nostro modesto avviso, l'attribuzione del compito di individuare provvisoriamente il responsabile dell'Ufficio stampa all'Ufficio di Presidenza.

Le assicuro che questo problema ha determinato e sta determinando tra i colleghi giornalisti dell'ufficio stampa del Consiglio regionale qualche problema, e sicuramente vi sarà qualche strascico giudiziario perché mi è stato anche anticipato un ricorso davanti al TAR. Si tratta non di assumere qui la difesa di qualche giornalista, ma si tratta semplicemente di eliminare ogni ombra, ogni dubbio, ogni sospetto rispetto a una scelta che per noi, per essere completamente scevra da dubbi, avrebbe dovuto essere operata - secondo il nostro modo di vedere e di operare - proprio per le ragioni che ho detto, dall'Ufficio di Presidenza. Se non si fosse trattato del suo addetto stampa, Presidente, nulla quaestio avremmo posto(?).

Quindi, il problema non è la provvisorietà o la definitività, ma la circostanza proprio che per cinque lunghi anni si tratta di una persona stimabile, notoriamente capace, al quale tutti riconosciamo i meriti dal punto di vista professionale, però, Presidente, si tratta pur sempre del suo addetto stampa. Questo noi non lo possiamo sottacere e, quindi, questo a noi avrebbe sicuramente consentito, e avrebbe a lei sicuramente consentito - una scelta operata dall'Ufficio di Presidenza - di sgombrare anche la minima polemica e il legittimo dubbio che lei ben può comprendere nell'approssimarsi di un appuntamento anche elettorale.

Presidente, non lo prenda come fatto personale, ma riconoscendo e confermando anche la correttezza che lei, obiettivamente, in questi cinque lunghi anni ha dimostrato nell'assolvimento delle sue funzioni, perché nessuno glielo nega, è in riferimento a questo fatto specifico che abbiamo ritenuto di porre serenamente in Consiglio, senza che questo significhi attentato a una delle prerogative del Presidente, né sul piano politico, e men che meno sul piano personale.

PRESIDENTE. Per chiudere questo dibattito, faccio un attimo una precisazione. Il dottor Piga era mio addetto stampa, ma era stato da me preso nel novero degli uffici. Non è un giornalista esterno che ho nominato capo ufficio stampa, era una funzione istituzionale che io - come stile - ho voluto attribuire a uno dei giornalisti. Poteva essere lui, poteva essere un altro, dei giornalisti interni. Quindi, era uno che aveva titolo a ricoprire questa funzione, perché era uno degli organici dell'amministrazione.

Seconda considerazione: io ho più volte portato l'argomento in Ufficio di Presidenza, ed è testimoniabile, e mi è stato detto di soprassedere, e per un fatto dei colleghi che avevano incertezze io ho soprasseduto. Però soprassedere su una nomina stabile e definitiva implica che chi ha la responsabilità, come me, faccia una nomina provvisoria per due mesi, per tre mesi, per quello che sono, per non lasciare un ufficio scoperto.

Questo l'ho fatto in rispetto alle richieste che i colleghi, mi hanno detto, dell'ufficio stampa (?) mi hanno chiesto di soprassedere. La nomina l'ho fatta nel rispetto dei reciproci curricula, sono esaminabili. Certo, poi ognuno si tutela come vuole, ma non mi pare che due mesi di nomina siano...

Era un atto dovuto, ed era un atto dovuto che derivava dal fatto che dal mio punto di vista, per rispettare i colleghi che mi chiedevano di soprassedere, non ho forzato nel fare la nomina definitiva e ho preferito - accettando le indicazioni di questi colleghi - fare una indicazione provvisoria di reggenza. Su questo argomento ognuno di noi si è scambiato con serenità le proprie opinioni, ma mi pare che questo non possa essere davvero argomento di ulteriori...

Su questo argomento, se i colleghi di qualunque parte politica ritengono di dover continuare questo dibattito, chiedetemi e io lo faccio volentieri, di convocare l'Ufficio di Presidenza e in quella sede si ridiscute, e non solo si ridiscute, ma possiamo vedere e far memoria reciproca delle posizioni che abbiamo in quella sede assunto.

Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Vorrei parlare sull'argomento del quale abbiamo discusso fino adesso, signor Presidente. Non uso l'escamotage di dire sull'ordine dei lavori.

Io ho ascoltato i colleghi di Forza Italia che ci hanno raccontato delle storie, anche lunghe. Il collega Balletto, che è un parlatore abbastanza gradevole, ci ha raccontato una storia infinita, che neanch'io con la mia fantasia di scrittrice sarei stata capace di inventarmi. Lunga, forse anche documentata, non dico di no, però gli è stato dimostrato che non stava né in cielo, né in terra. Il collega Pittalis ha insistito su questa storia dell'addetto stampa, vi devo dire una cosa: che mi sono veramente e solennemente annoiata questa sera di queste vostre argomentazioni. Utilizzate, per favore, il tempo in un modo migliore. Adesso, a un certo punto, io vorrei sapere se un parente di un Assessore, come mi ricordo all'inizio che si chiamava, vi ricordate?, Aymerich, gli era stato chiesto se era parente di un altro Aymerich, quasi un massacro pubblico. Ma allora qui se viene qualcuno, facciamo un esempio, che si chiama Petrini (per fortuna ci sono solo io in città, donna) che prende qualche cosa, o qualcuno gli dà un incarico, allora perché è parente? Io penso che le mie nipoti cominceranno a vergognarsi di essere miei parenti. Si vergogneranno di chiamarsi così, cosa volete che vi dica. Mi sembra di ricordare quella storia di un politico che avendo figli e parenti non avevano trovato mai lavoro perché erano loro parenti. Questo direte che non c'entra, c'entra e come. Io vorrei sapere se il Presidente doveva andare a pescare l'addetto stampa, non lo so, presso la Clinica, all'Oncologico? Dove doveva andare a prenderlo l'addetto stampa? Ma voi sapete tutto, se vi ha detto che è stato un sacrificio per lui levarsi questo. Una nomina per due mesi e stiamo a sprecare mezz'ora del nostro tempo a fine legislatura per queste stupidaggini. Colleghi non mi siete piaciuti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, io intervengo per sdrammatizzare, perché l'onorevole Petrini, che adesso è assente, è intervenuta come fosse un avvocato difensore senza esserne capace tra l'altro, e ha descritto lei come se qualcuno l'avesse imputato di qualche reato, solo che se ci fosse un giudice, dopo l'intervento della Petrini, se la condanna fosse di due anni, l'avrebbe aumentata all'ergastolo, perché è stato veramente disastroso. Però, nel merito della discussione, quello che è accaduto e che hanno di nuovo sviscerato i miei colleghi, è la prova provata di quello che affermavo io non più di due giorni fa, cioè che un candidato alla Presidenza della Giunta per una parte politica non può continuare a presiedere questo Consiglio regionale, perché ogni atto, anche fatto in buona fede, può essere interpretato male e l'interpretazione in malus, sarebbe l'interpretazione migliore che si potesse dare, perché non credo che questa nomina fatta adesso, in tempi non sospetti, sia frutto di una scelta equa ed equidistante.

Quindi, Presidente, io le rinnovo l'invito che lei ha glissato con grande capacità l'altra volta a lasciare che il Consiglio lavori serenamente, noi non possiamo lavorare qua per fare delle leggi per i sardi, presieduti da un candidato di una fazione, nobile quanto si vuole, che deve decidere sulle sorti anche nostre.

Noi vogliamo pari dignità, vogliamo quella par condicio che voi e il vostro partito ha sempre millantato in altre sedi, cosa che lei con la sua presenza purtroppo ci sta negando.

PRESIDENTE. Francamente, onorevole Biancareddu, al di là del dissenso su questa vicenda, del tutto marginale, del tutto temporanea, del tutto trasparente, di cui l'Ufficio di Presidenza è informato e per la quale è una soluzione obbligata e fatta in massima correttezza e trasparenza, non mi pare che ci siano, al di là del dissenso di questo, altri elementi di dissenso. Credo che le parole del collega Pittalis, per le quali lo ringrazio e che sono ricambiate, dimostrano che noi dobbiamo avere la capacità di portare in porto questa legislatura con il massimo di equilibrio e di equidistanza.

Ho detto l'altro giorno, lo ripeto, che il nostro Regolamento prevede, anzi impone, che ognuno di noi, compreso il Presidente (forse, dicevo, sarà anche il caso di cambiarlo in prospettiva) appartenga ad un Gruppo politico e si iscriva ad un Gruppo politico. Dicevo, forse in prospettiva sarà il caso di cambiarlo e chi ci sarà rifletterà su questo. Chi appartiene ad un Gruppo politico quando è seduto su questi banchi, questo riguarda me, riguarda Milia, riguarda Zucca, appartiene all'Assemblea, è espressione dell'Assemblea, rappresenta l'Assemblea col massimo di obiettività e di rigore di cui i colleghi hanno dato sempre prova e di cui io mi sono sforzato di dare prova in anni difficili, con decisioni spesso molto difficili, con decisioni talvolta impopolari e travagliate.

Quest'ultima vicenda, vi prego di credere, non è un atto dovuto del tutto marginale, ma un atto dovuto perché non si possono lasciare gli uffici allo sbando. Se non lo avessi fatto, sarei incorso in un atto di omissione, ne ho informato più volte l'Ufficio di Presidenza, quindi c'è un atto del tutto amministrativo e temporaneo. Certo il momento è difficile e si capisce per tutti, ma credo che avremo la serenità reciproca per non trasformare un atto così marginale, dovuto, amministrativo, trasparente, documentato, in un fatto politico.

Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.). Io ritengo doveroso, mi sarei astenuto dal parlare, ma data la piega che sta prendendo questa discussione, che non mi pare molto opportuna, questo è un giudizio personale, mi sarei astenuto dall'intervenire ma facendo parte dell'Ufficio di Presidenza sento il dovere di intervenire per fare due considerazioni.

Primo: relativamente a questa presunta decisione sopra la testa dell'Ufficio di Presidenza, devo precisare che se un rimprovero molte volte ho mosso serenamente al Presidente Selis, è quello che in mancanza di un accordo generale di tutti, qualche volta, per troppo rispetto delle volontà unanimi, quando non ci sono le volontà unanimi non decide, quindi semmai gli ho rimproverato questo, ma che abbia preso decisioni sulla testa dell'Ufficio di Presidenza lo escludo tassativamente e non è successo. Questo sul caso specifico.

In generale: questa insistenza sul fatto che non possa presiedere perché è candidato, vorrei sapere se allora mi condannano a presiedere e quindi anche a non essere a priori candidato. Io non accetto nemmeno questa condanna, quindi non potrei presiedere io se non accettando a priori di non essere candidato, cosa che la Costituzione non esclude, perché la Costituzione mi permette di avere l'elettorato attivo e passivo, altrettanto valga per il Vicepresidente Milia. Allora vuol dire che non si può presiedere, che non si può più lavorare, daremo un bellissimo esempio alla Sardegna se, in nome del fatto che godendo tutti dell'elettorato attivo e passivo, ed essendo tutti potenziali candidati, dovremo chiudere baracca e burattini per il bene dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente siamo quaranta minuti che discutiamo di un argomento che non va portato in Consiglio, perché il nostro Regolamento prevede che le questioni relative al personale siano competenza dell'Ufficio di Presidenza.

Il consigliere Pittalis ha manifestato un disagio, io credo che l'unico provvedimento da prendere sia portare questo argomento nella sede appropriata e chiedo che, quindi, si ponga fine a questa discussione che riprenderà in un organo dove sono rappresentati tutti i Gruppi e che è deputato a decidere di queste questioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.

PIRAS (Popolari). Il fatto che sia intervenuto l'onorevole Pittalis in questa discussione è perché c'era il problema dell'emendamento presentato da Giuseppe Lorenzoni e probabilmente qualcuno gli ha parlato del problema del Capo ufficio stampa, per lui era doveroso chiedere, la ritengo una cosa corretta.

Però devo dire una cosa, io faccio parte dell'Ufficio di Presidenza e ho sempre rimproverato il Presidente per essere di una trasparenza esagerata, esasperata, ho conosciuto altri uffici di Presidenza dove le cose si facevano senza che ci si pensasse due volte. Il Presidente, invece, devo dire - il collega Zucca l'ha accennato - è stato sempre per rispettare la trasparenza, per cercare di fare cose che non fossero non fattibili, ha esagerato anche troppo su queste cose qui.

Si era parlato parecchio del problema del capo ufficio stampa, ne abbiamo discusso, abbiamo fatto molte riunioni che sono andate "buca" per questo problema qui. In base alla documentazione che aveva, il Presidente ha ritenuto di nominare questo capo ufficio stampa per tre mesi provvisoriamente, però bisogna anche rimarcare una cosa, mi sembra che il Presidente l'ha accennato, non è un capo ufficio stampa che viene dal di fuori, con una nomina esterna, è un capo ufficio stampa che è un dipendente regionale. In base al suo curriculum il Presidente ha ritenuto giusto nominarlo per tre mesi provvisoriamente, il prossimo ufficio di Presidenza nominerà chi vuole.

PRESIDENTE. L'ho detto anche prima, mi sembrava utile non far cadere per un eccesso anche di rispetto, per un doveroso rispetto all'Assemblea, anche se ripeto colleghi, i Gruppi sono rappresentati tutti nell'Ufficio di Presidenza, io ripeto se c'è necessità riconvoco l'Ufficio di Presidenza e non questa delibera, ma tutte le delibere di questo Ufficio di Presidenza sono a disposizione e possono andare tranquillamente in giro con la massima correttezza e con la massima trasparenza. Questa Presidenza ha seguito il metodo di un grande consenso, di una grande convergenza, qualche volta rallentando decisioni, questa è una critica che mi viene fatta, ma non mai forzando la mano o costruendo maggioranze.

Sul capo ufficio stampa ci sarebbe stata una maggioranza, non ho voluto utilizzare la maggioranza ma l'unità, credo che su questo argomento, qualunque collega e qualunque Gruppo voglia tornare sull'argomento, mi chieda un riunione dell'Ufficio di Presidenza, sarò ben lieto di farla e di discutere.

Continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale". (429/B - Parte seconda)

PRESIDENTE. Tornando all'argomento principale, stiamo discutendo l'articolo 15 novies, emendamento 59.

Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento 59.

LORENZONI (Popolari). Grazie Presidente, io debbo dirle che se solo avessi immaginato il dibattito che è stato originato, evidentemente in maniera assolutamente involontaria, da questo emendamento, ci avrei pensato evidentemente molto bene prima di presentarlo, anche perché il mio intendimento ero solo quello di anticipare una norma di carattere nazionale che è già in discussione, e quindi intendevo muovermi in questa direzione. Il dibattito che ne è conseguito, evidentemente esulava completamente dalle mie intenzioni, dal mio intendimento; è stato un dibattito credo in una certa misura anche di cattivo gusto.

Sto intervenendo semplicemente per dirle che ritiro l'emendamento e sono anche molto amareggiato per le cose che sono successe.

PRESIDENTE. E` stato ritirato l'emendamento numero 59.

Facciamo il punto della situazione; sono stati ritirati gli emendamenti 7 e 59, è rimasto l'emendamento 29 aggiuntivo all'articolo 15 novies.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 15 novies. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

(Vedi processo verbale)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 29 all'articolo 15 novies.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 15 decies.

CONCAS, Segretaria:

Capo III

Norme varie in materia di personale

Art. 15 decies


Riliquidazione del trattamento

integrativo di quiescenza

1. Ai fini della riliquidazione del trattamento integrativo di pensione ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, è riconosciuta la corrispondenza con l'attuale qualifica dirigenziale al personale, cessato dal servizio alle dipendenze della Regione in data antecedente al 1° gennaio 1986, che abbia svolto, su deliberazione della Giunta regionale o formale atto di nomina ai sensi della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, uno o più incarichi fra quelli previsti dal punto 3, lettera c), primo alinea delle norme transitorie del decreto del Presidente della Giunta regionale 5 dicembre 1986, n. 193, ovvero abbia conseguito qualifica non inferiore ad ispettore generale capo sulla base del previgente ordinamento del personale.

2. Il riconoscimento della corrispondenza opera dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Agli adempimenti previsti dal presente articolo provvede il comitato amministrativo del Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'amministrazione regionale, nell'ambito delle disponibilità finanziarie del fondo medesimo.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 4,16, 34, 55, 56, 61. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:








PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 4.

LORENZONI (Popolari). L'emendamento numero 4, a cui vorrei apportare una piccola correzione verbale, tende a far beneficiare degli strumenti previsti nella legge 31 del 1998 anche il personale che è stato collocato in quiescenza precedentemente; per un mero errore, evidentemente, si intendeva in quiescenza nell'ultimo quinquennio, quindi vorrei portare questa correzione verbale nella prima riga dell'emendamento: "I dipendenti dell'amministrazione regionale collocati in quiescenza nell'ultimo quinquennio in data anteriore all'entrata in vigore della presente legge", evidentemente il riferimento è questo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna per illustrare l'emendamento numero 16.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per illustrare l'emendamento numero 34.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). La proposta si riferisce ai dipendenti dell'amministrazione regionale che, già dichiarati vincitori dei concorsi per la dirigenza, sono stati posti in quiescenza prima della sentenza della magistratura amministrativa che annullava le graduatorie dei concorsi. Sono andati in quiescenza con la posizione dirigenziale, ora l'emendamento si propone di confermare la loro posizione perché queste persone avrebbero diritto logicamente, pur essendo in quiescenza, ad essere ricomprese nel rinnovo di questi concorsi, seguendo poi l'esito delle nuove graduatorie. Ma in questo momento in cui i concorsi per ora non sono stati rinnovati occorre una norma di questo genere per confermare a questo personale - come d'altronde già previsto in linea più generale della legge 39 del 1995 - ai fini giuridici e ai fini economici la posizione con cui sono andanti in quiescenza come riferito.

So che su questo ci possono essere assicurazioni da parte della Giunta in proposito, ma il problema che riguarda non tutti, ma una parte di queste persone, è che è necessaria una norma di questo genere perché venga confermato anche il trattamento pensionistico per quanto riguarda le indennità relative agli incarichi a suo tempo ricoperti, per questo confermerò questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare gli emendamenti numero 55 e 56.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento 55 tende a sanare una situazione che altrimenti sarebbe rimasta disequilibrata e non equa, in quanto nell'articolo 15 decies si sanano le posizioni di coloro che avevano conseguito, a suo tempo, una qualifica non inferiore ad ispettore generale capo, attribuendo la dirigenza ai funzionari che avevano conseguito tale qualifica. Conseguentemente risulta equo attribuire a coloro che avevano la qualifica di ispettore generale la corrispondenza con l'attuale ottava qualifica, cioè corrisponde alla dirigenza la qualifica di ispettore generale capo come previsto dall'articolato della legge, e l'emendamento prevede che corrisponda l'ottava qualifica chi aveva la qualifica di ispettore generale.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 56, si tratta di una specifica tecnica che era inizialmente contenuta nel testo del disegno di legge da me presentato alla Giunta e dalla Giunta stessa approvato, ma poiché non c'è più la relazione accompagnativa al disegno di legge, si è ritenuto opportuno inserire questa specifica tecnica, questa norma di cautela che precisa il testo, all'interno della norma al fine di non favorire inesatte applicazioni della norma stessa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 71

PITTALIS (F.I.). L'emendamento numero 71 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.

SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sull'emendamento numero 4 parere contrario. Sull'emendamento numero 16 parere favorevole. Sull'emendamento 34 parere contrario. Sull'emendamento della Giunta numero 55 il parere è favorevole. Sul 56 il parere è favorevole. Parere contrario per il 71.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 si fa rilevare innanzitutto che l'ex 402, a cui si fa riferimento nel testo dell'emendamento, non è una qualifica ma un coefficiente economico che può riguardare anche impiegati di concetto e non necessariamente impiegati che si pensi possano godere di altri trattamenti. Questo lo dico perché il 402 è il coefficiente massimo degli impiegati di concetto, che corrisponde anche al coefficiente iniziale della qualifica dirigenziale per effetto della corrispondenza in alto e in basso delle due diverse qualifiche. Giusto per avere un'idea, l'ispettore generale capo del quale si parla nel testo dell'articolato ha un coefficiente pari a 900, l'ispettore generale ha un coefficiente pari a 670, il direttore di divisione un coefficiente pari a 500, quindi si sta ulteriormente abbassando la soglia e si rischia di ricomprendere troppa gente in un provvedimento che non è sufficientemente chiaro. Comunque, nonostante queste considerazioni, va rilevato che la norma è priva di copertura finanziaria e pertanto il parere della Giunta è negativo.

Il parere della Giunta è positivo sull'emendamento numero 16 che è tecnico. Qualche parola in più voglio dedicarla all'emendamento numero 34, per il quale il collega Macciotta ha fatto delle puntuali osservazioni. Voglio ricordare che i concorsi interi che erano stati banditi nel 1989 per effetto della legge 24 prevedevano due distinte graduatorie, una su base 1986, come è noto, e una su base 1998, che riguardavano rispettivamente 73 e 13 posti, per un complessivo di 86 posti. Con la sentenza del 1998 dello scorso mese di ottobre, numero 949, il Consiglio di Stato aveva annullato questi concorsi sostanzialmente perché non era prevista la ripartizione della qualifica dirigenziale in profili professionali e quindi non era stato determinato per ciascun profilo il relativo contingente numerico. Quanto ha stabilito il Consiglio di Stato dunque riguarda non il bando di concorso, ma una situazione antecedente al concorso stesso e quindi lo stesso concorso appare colpito da vizi di procedure e di legittimità che non sono sanabili. Questa è la ragione che ha spinto sostanzialmente la commissione esaminatrice a sospendere i lavori in attesa di una sanatoria complessiva della vicenda, e su questo voglio dire che l'Assessorato ha provveduto a chiedere all'Avvocatura dello Stato un apposito parere in modo tale da regolarsi sul proseguimento del concorso stesso.

Per quanto concerne più specificamente la problematica presentata dall'emendamento 34 vi è da dire prima di tutto che il trattamento giuridico ed economico per il personale in servizio è già pacifico, perché al personale in servizio è stato applicato l'articolo 77 comma 2 della 31, quindi ha ricevuto la qualifica dirigenziale, quindi per questo personale nulla quaestio. Per quanto riguarda invece il periodo precedente, quindi anche per il personale cessato dal servizio, del quale si parla in questo emendamento, va rilevato che l'articolo 2 della legge regionale 39 del '96, pur prevedendo la retrocessione formale di questo personale, in realtà ha disposto anche due cose importanti: la non restituzione delle somme percepite a suo tempo per effetto dell'inquadramento nella qualifica dirigenziale e l'attribuzione - qui vengo nel merito - di un assegno personale pensionabile che mantiene integra la retribuzione dirigenziale.

Queste sono sostanzialmente le ragioni che spingono la Giunta a dichiarare superfluo questo emendamento e pertanto se ne chiede il ritiro. In ogni caso se non dovesse essere ritirato il parere della Giunta è negativo.

Parere positivo per gli emendamenti numero 55 e 56; parere negativo per l'emendamento numero 71 perché ricalcola, aggirando un po' le norme, l'assegno fisso con misure che sono poi presentate nell'emendamento. Ad ogni buon conto, al di là di ogni altra considerazione, vi è da rilevare che essendo privo di copertura finanziaria l'emendamento non può essere accolto e quindi la Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I). Alcune brevi osservazioni sull'articolo in esame perché, a dire il vero, la norma appare in netto contrasto con quella prassi amministrativa, ma che deriva anche da precedenti giurisprudenziali, sempre osservata nel pubblico impiego nel corso di questi ultimi anni, che non prevede la ricostruzione delle carriere in maniera retroattiva, in particolare nei confronti del personale cessato(?) prima dell'entrata in vigore delle normative delle quali si chiede l'applicazione.

Oltre a questa fondamentale osservazione di principio risulta fuori da ogni logica la previsione del comma terzo che intenderebbe scaricare - forse l'espressione è anche infelice, ma dà il senso di quanto sto per dire - sulle disponibilità del F.T.Q., che è già purtroppo in situazione precaria (infatti si sta discutendo l'urgente riforma a tutela dei diritti dei dipendenti in servizio ed in quiescenza), la copertura finanziaria di cui si intuisce la notevole entità. Riteniamo che non esista alcuna logica di tipo economico e contabile in questa previsione, anzi ci pare che sia in qualche modo il ritorno a soluzioni che sono già state adottate in passato e che hanno minato l'equilibrio tra entrate ed uscite del fondo stesso.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 15 decies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 34. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 71. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettera dell'articolo 15 undecies.

CONCAS, Segretaria:

Art. 15 undecies

Personale comandato dagli enti locali

1. Il personale di ruolo degli enti locali che, alla data di entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, prestava servizio da almeno tre anni in posizione di comando presso gli uffici dell'Amministrazione regionale è inquadrato a domanda nel ruolo della medesima.

2. La domanda di inquadramento deve essere presentata nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. I provvedimenti d'inquadramento sono adottati dai competenti organi dell'Amministrazio­ne nel termine di sessanta giorni dalla presentazione della domanda ed hanno effetto dal primo giorno del mese successivo a quello in cui scade il termine di presentazione della medesima.

4. L'inquadramento è disposto nella qualifica funzionale corrispondente a quella posseduta nell'ente locale di provenienza. Al personale così inquadrato compete il trattamento stipendiale iniziale della qualifica, cui deve aggiungersi, a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale salario di anzianità maturato nell'ente di provenienza. Al medesimo personale è inoltre conservata, a titolo di assegno personale riassorbibile, l'eventuale differenza fra il trattamento economico in godimento e quello determinato ai sensi del presente comma.

5. Gli inquadramenti di cui al presente articolo avvengono nel limite dei posti disponibili nella dotazione organica della qualifica di inquadramento. Nel caso in cui le domande superino i posti disponibili, si dà preferenza a coloro che abbiano più a lungo prestato servizio in posizione di comando.

6. Sino alla data di entrata in vigore della legge di riordino del fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Ammini­stra­zio­ne regionale, istituito con la legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, è esclusa l'iscrizione a detto fondo del personale inquadrato ai sensi del presente articolo.

Presidenza del vicepresidente Milia

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati trentasette emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:
















































PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, per chiederle cortesemente una sospensione dei lavori per esigenze interne di Gruppo.

PRESIDENTE. Ci sono osservazioni alla richiesta del Gruppo di Forza Italia? Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, data la complessità degli emendamenti che sono in corso, direi che dopo la sospensione, anziché riprendere un dibattito generale su questa mole di emendamenti, se gli emendamenti vengono divisi per argomenti omogenei probabilmente i lavori del Consiglio procederanno più speditamente e più chiaramente.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, gli Uffici mi assicurano che sarà fatto quanto ha chiesto l'onorevole Bonesu, perché l'economia dei lavori ne risentirebbe favorevolmente. Il Consiglio riprenderà domani alle ore 10.00.

La seduta è tolta alle ore 19 e 35.