Seduta n.137 del 16/03/2001
CxXXVII Seduta
Venerdì, 16 Marzo 2001
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 17.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 13 marzo 2001, che è approvato.
Assenze per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, il consigliere regionale Pasquale Onida è assente nella giornata odierna per impegni istituzionali.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico, che il consigliere regionale Antonello Liori ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta odierna. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PIANA - CONTU - CAPPAI - TUNIS Gianfranco: "Norme relative alle attività di tutela, raccolta, coltivazione, trasformazione, promozione, divulgazione e commercializzazione delle piante aromatiche, officinali e loro derivati della Regione Sardegna". (184)
(Pervenuta il 12 marzo 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Dai consiglieri BIANCU - DETTORI Bruno - DEIANA - DORE: "Istituzione del Servizio di assistenza infermieristica nelle Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere della Regione Autonoma della Sardegna". (185)
(Pervenuta il 13 marzo 2001 ed assegnata alla settima Commissione.)
Dai consiglieri CORONA - TUNIS Gianfranco - RANDAZZO - SCARPA - BALLETTO: " Modifiche alla legge regionale 22 agosto 1990, n. 40: 'Norme sui rapporti fra i cittadini e l'Amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa'". (186)
(Pervenuta il 13 marzo 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU su disposizioni in materia di impatto ambientale". (239)
(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)
"Interrogazione CASSANO sul mancato utilizzo dello stabilimento termale 'Casteldoria'". (294)
(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)
"Interrogazione PIRISI - BALIA - FALCONI - DEMURU - DETTORI Ivana - MANCA sulla vertenza dei lavoratori delle aziende 'Mompiano' e 'Corallo' di Suni". (302)
(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)
"Interrogazione LIORI sulla notizia della perdita del finanziamento per la realizzazione di un acquedotto nella Costa Verde". (304)
(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)
"Interrogazione FRAU sulla paventata vaccinazione per combattere la febbre catarrale degli ovini". (305)
(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 14.
Si dia lettura dei commi dal 12 al 16 dell'articolo 2.
ORTU, Segretario:
12. E' autorizzata per le annualità 2001, 2002 e 2003 la prosecuzione degli interventi previsti dalle azioni 7/A1 e 7/A4 del programma approvato dal Consiglio regionale in data 27 aprile 1989, relativo ai progetti speciali finalizzati all'occupazione di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, e successive modifiche e integrazioni, e di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 37 del 1998; per le stesse finalità, qualora gli enti non abbiano proceduto alla predisposizione e presentazione dei progetti ai sensi dell'articolo 38 della legge regionale n. 4 del 2000, è comunque autorizzata, per l'anno 2001, la prosecuzione degli interventi di cui al presente comma.
13. La misura dell'aiuto regionale di cui al comma 12 è determinata secondo quanto previsto dalle direttive di cui all'articolo 38 della legge regionale n. 4 del 2000; la relativa spesa è valutata in lire 14.000.000.000 (euro 7.230.396,58) per l'anno 2001, in lire 7.000.000.000 (euro 3.615.198,29) per l'anno 2002 e in lire 5.000.000.000 (euro 2.582.284,49) per l'anno 2003 (UPB S11.031).
14. Le somme disponibili nel conto dei residui del capitolo 01080 (UPB S01.018) provenienti dalla competenza dell'anno 2000 possono essere utilizzate, senza il vincolo della destinazione di provenienza, in attuazione delle seguenti norme:
a) articoli 9 e 18 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37;
b) articolo 23 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17;
c) articolo 26 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4.
15. Le somme disimpegnate nel conto dei residui dei capitoli 10156 e 10157 (UPB S10.053) del bilancio sono conservate nello stesso conto per essere utilizzate per il perseguimento delle finalità per cui furono stanziate; i recuperi operati sui contributi concessi in conto del capitolo 10156 sono versati in conto del capitolo 34005 (UPB E10.017) delle entrate del bilancio per essere attribuiti, ai sensi dell'articolo 25, comma 2, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni, al medesimo capitolo 10156.
16. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad avvalersi della Società Consortile per Azioni Sulcis-Iglesiente Sviluppo, quale intermediario finanziario per il contratto d'area del Sulcis-Iglesiente per il supporto tecnico-operativo in relazione agli interventi statali e regionali nell'ambito territoriale del contratto d'area, sulla base degli indirizzi stabiliti dalla Giunta regionale; a tal fine è autorizzata l'erogazione alla Società Consortile per Azioni Sulcis-Iglesiente Sviluppo di un contributo di lire 500.000.000 (euro 258.228,45) per l'anno 2001 quale corrispettivo forfettario per le attività da questa svolte (UPB S09.009 - cap. 09045/20).
PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati nove emendamenti; di cui due, il numero 106 e il numero 112, ritirati. Si dia lettura dei restanti emendamenti.
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.
I commi 12 e 13 dell'art. 2 sono sostituiti dai seguenti:
ART. 2 (comma 12)
Gestione Beni Culturali, Biblioteche ed archivi di Enti Locali
Per l'affidamento in gestione a cooperative e società dei servizi relativi ad aree archeologiche, musei, biblioteche ed archivi di Ente locale è autorizzata la spesa complessiva di L. 31.000.000.000.
Allo stanziamento di cui al comma precedente possono accedere
- gli interventi di gestione di beni culturali previsti dalle azioni 7/a1 e 7/a4 di cui agli art. 92 e 93 della L.R. 11/88 e all'art. 18 della L.R. 37/98, per il completamento delle attività, per l'annualità 2001, qualora gli enti locali non abbiano proceduto alla predisposizione dei progetti ai sensi dell'art. 38 della L.R. 4/2000;
- i progetti di gestione finanziati ai sensi dell'art. 38 L.R. 4/2000 per la prosecuzione delle attività nelle more dell'approvazione dei programmi triennali;
- i nuovi progetti da attivare ai sensi della medesima legge.
ART. 2 Comma 13
La misura dell'aiuto regionale di cui al comma 12 è determinata secondo quanto previsto dalle direttive di cui all'art. 38 della L.R. 4/2000, la relativa spesa è quantificata in lire 31.000.000.000 annue, con carico al capitolo 11129 del bilancio regionale (UPB S11.031).
CAP. 11129 (UPB S11.031)
ANNO 2001 31.000.000.000
ANNO 2002 31.000.000.000
ANNO 2003 31.000.000.000 (106)
ART. 2
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Fois - Murgia
I commi 12 e 13 dell'art. 2 sono sostituiti dai seguenti:
ART. 2 (comma 12)
Gestione Beni Culturali, Biblioteche ed archivi di Enti Locali
Per l'affidamento in gestione a cooperative e società dei servizi relativi ad aree archeologiche, musei, biblioteche ed archivi di Ente locale è autorizzata la spesa complessiva di L. 34.000.000.000.
Allo stanziamento di cui al comma precedente possono accedere
- gli interventi di gestione di beni culturali previsti dalle azioni 7/a1 e 7/a4 di cui agli art. 92 e 93 della L.R. 11/88 e all'art. 18 della L.R. 37/98, per il completamento delle attività, per l'annualità 2001, qualora gli enti locali non abbiano proceduto alla predisposizione dei progetti ai sensi dell'art. 38 della L.R. 4/2000;
- i progetti di gestione finanziati ai sensi dell'art. 38 L.R. 4/2000 per la prosecuzione delle attività nelle more dell'approvazione dei programmi triennali;
- i nuovi progetti da attivare ai sensi della medesima legge.
ART. 2 Comma 13
La misura dell'aiuto regionale di cui al comma 12 è determinata secondo quanto previsto dalle direttive di cui all'art. 38 della L.R. 4/2000, la relativa spesa è quantificata in lire 34.000.000.000 annue, con carico al capitolo 11129 del bilancio regionale (UPB S11.031).
CAP. 11129 (UPB S11.031)
ANNO 2001 34.000.000.000
ANNO 2002 34.000.000.000
ANNO 2003 34.000.000.000 (112).
Emendamento sostitutivo parziale Selis - Balia - Cugini - Scano - Biancu - Fadda
Il comma 14 dell'articolo 2 è così modificato:
alla quarta riga, le parole: "senza il vincolo della destinazione di provenienza" sono soppresse. (293)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Contu - Capelli - Piana - Sanna Emanuele - Fadda
Dopo il comma 12 dell'art. 2 è aggiunto il seguente comma 12 bis:
I soggetti attuatori ed esecutori di ciascuno degli interventi delle azioni 5a e 5b del "Programma dei progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione", approvato dal Consiglio Regionale il 27 aprile 1989, possono congiuntamente ottenere finanziamenti entro la misura massima prevista dal 2° comma dell'art. 23 della L.R. 4 agosto 2000, per la realizzazione di nuovi interventi nell'ambito della ricerca sanitaria uguali, analoghi o connessi a quelli già eseguiti nell'ambito del predetto Programma, per la stabilizzazione o creazione di nuova occupazione. A tal fine almeno l'85% dei finanziamenti ottenuti ai sensi del presente comma, dovrà essere destinato alla copertura degli oneri diretti e riflessi per il personale occupato.
I finanziamenti, nella misura del 100% del fabbisogno indicato in progetto, sono erogati secondo le modalità operative in vigore per i progetti speciali per l'occupazione di cui all'art. 18 della L.R. 37/1998.
Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma sono valutati in lire 5.000.000.000. per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003 a valere sull'UPB S01.018 (cap.01080) dello stato di previsione della spesa della Presidenza della Giunta.
COPERTURA FINANZIARIA
IN AUMENTO
UPB S01.018
2001 lire 5.000.000.000 (comp.) lire 5.000.000.000 (cassa)
2002 lire 5.000.000.000
2003 lire 5.000.000.000
Capitolo da impinguare:
01080
IN DIMINUZIONE
UPB S03.007
2001 lire 5.000.000.000 (comp.) lire 5.000.000.000 (cassa)
2002 lire 5.000.000.000
2003 lire 5.000.000.000
cap. 03017 mediante riduzione voce 16 tabella B allegata alla L.F. (76)
Emendamento aggiuntivo Calledda - Fadda - Pinna - Dore - Spissu - Ortu
Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente:
"4/bis
Progetti speciali finalizzati all'occupazione
1. E` autorizzata negli anni 2001-2002-2003 la prosecuzione degli interventi previsti dall'Azione 3 (interventi per i litorali) del programma aprovato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989 relativo ai progetti finalizzati a favorire l'occupazione di cui agli articoli 92 e 93 della L.R. 4.06.1988, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.
2. La relativa spesa è valutata in lire 6.500.000.000 per il 2001, 6.500.000.000 per il 2002, 6.500.000.000 per il 2003 (UPB S01.018 - Cap. 01080-01 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.018 - Cap. 01080-01 (N.I.) - Progetti speciali finalizzati all'occupazione - Azione 3 (interventi per I litorali)
Competenza anno 2001 lire 6.500.000.000=
Competenza anno 2002 lire 6.500.000.000=
Competenza anno 2003 lire 6.500.000.000=
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03016-00
Competenza anno 2001 lire 6.500.000.000=
Competenza anno 2002 lire 6.500.000.000=
Competenza anno 2003 lire 6.500.000.000= (146)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
All'art. 4, comma 16, è aggiunto il seguente comma: 16 TER
Dopo l'art. 14 della L.R. 24 dicembre 1998, n.37, è inserito il seguente:
Art. 14 bis
Contributi agli Enti locali finalizzati al sostegno di società miste
1. E' autorizzata la concessione di contributi agli enti locali, finalizzati a concorrere alle spese in conto investimenti che le società miste, costituite ai sensi dell'articolo10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n.468, devono sostenere nella fase di avvio;
2. i predetti contributi sono erogati nella misura massima dell'80% delle spese d'investimento previste in apposito progetto predisposto nell'ambito dei piani di stabilizzazione di cui all'art.25 della L.R. 17/2000, allo scopo presentato all'Assessorato Regionale competente in materia di Lavoro.
3. Alla concessione ed erogazione del contributo provvede, previa deliberazione della Giunta regionale, l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
4. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati per l'anno 2001, in lire 8.000.000.000, a valere sull'UPBS10.024 (cap. 10104/00) - conto residui - Stato di previsione della spesa dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. (420)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu- Vassallo
All'art. 4, comma 16, è aggiunto il seguente comma: 16 bis.
L'art. 16, commi 1 e 2, della legge regionale 24.12.1998, n. 37, concernente i contributi a favore della micro-imprenditorialità è modificato come segue:
"1. La Regione eroga un contributo ai lavoratori impegnati in progetti di lavori socialmente utili sottoposti al regime transitorio dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 468 del 1997, per l'avvio di forme di autoimpiego, anche in qualità di soci lavoratori, e autoimprenditorialità, con le modalità seguenti:
a) fino a trenta milioni a fondo perduto per investimenti;
b) fino a venti milioni di prestito, restituibile in cinque anni con idonee garanzie assicurative da acquisire sull'investimento;
c) fino a quindici milioni, a fondo perduto, di cui dieci milioni per spese di esercizio sostenute nel primo anno di attività e cinque milioni in conto sussidio-retribuzione al fine di assicurare al beneficiario un reddito minimo nella fase di avviamento dell'iniziativa.
2. Il contributo di cui al comma 1 viene erogato, con provvedimento dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, sulla base della certificazione del possesso dei requisiti soggettivi richiesti, nonché della copia dell'istanza presentata per l'ottenimento dei benefici assegnati dallo stato ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del decreto interministeriale 21 maggio 1998."
Per l'attuazione del predetto articolo 16 della L.R. 37/98 sono utilizzati nell'esercizio 2001 i fondi residui, pari a lire 13 miliardi, di cui al cap 10136/O5 - UPS S10.024 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. (421)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
All'art. 2, comma 3, è aggiunto il seguente: 3 bis.
I lavoratori socialmente utili del bacino della Sardegna sono prioritariamente stabilizzati, ai sensi delle disposizioni di legge vigenti, attraverso l'assunzione nelle Pubbliche Amministrazioni Regionale e Locali, nelle misure stabilite dalla Legge 23 dicembre 2000, n. 388 - "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato". (437)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Interventi finalizzati alla stabilizzazione degli L.S.U. Modifiche ed integrazioni alla L.R. 24.12.1998 n. 37
1) Negli articoli 14 e 15 della L.R. 24.12.1998, n. 37 il termine "Enti Locali" è sostituito dal termine "Enti utilizzatori".
Il contributo previsto dall'art. 14 della L.R. 24.12.1998, n. 37 per favorire la partecipazione degli Enti Pubblici al capitale sociale di società miste è elevato al 90% della quota pubblica ed entro il limite massimo di 300.000.000.
Il contributo previsto al punto 2 dell'art. 15 della L.R. 24.12.1998, n. 37 è elevato a L. 5.000.000.
2) L'art. 16 della L.R. 24.12.1998, n. 37 è così sostituito:
L'Amministrazione Regionale, al fine di favorire la stabilizzazione occupativi dei lavoratori impegnati in attività di lavori socialmente utili così come individuati dall'art. 12 del Dlgs 468/97, è autorizzata a concedere incentivi per iniziative di autoimpiego in forma singola o associata.
a) Il beneficio individuale sarà concesso nella misura di L. 80.000.000., e potrà essere accordato entro la misura massima di L. 60.000.000. quale contributo e di L. 20.000.000. quale finanziamento agevolato.
b) La compagine sociale, costituita anche in forma cooperativa, dovrà essere composta per almeno il 60% da lavoratori impegnati in attività socialmente utili.
In tale caso il beneficio concedibile dovrà rispettare il limite individuale di cui al precedente punto 1) e comunque, complessivamente, non potrà superare il limite stabilito dalla regola comunitaria del "de minimis".
c) L'Amministrazione Regionale al fine di attivare l'intervento previsto dal presente articolo potrà avvalersi di collaborazioni esterne all'uopo specificatamente convenzionate.
d) Le istanze inoltrate ai sensi della precedente normativa, potranno essere ridefinite e liquidate entro i limiti disposti dal presente articolo.
3) Per le finalità previste dal presente articolo è autorizzato l'utilizzo delle somme sussistenti nel conto dei residui e gli stanziamenti annuali disponibili nel Cap. 10136/05 del Bilancio della Regione Stato di previsione della spesa dell'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, per l'anno 2001 e successivi.
4) Al fine di favorire l'applicazione delle riserve obbligatorie per le assunzioni presso gli EE.LL. dei lavoratori socialmente utili, nonché l'affidamento di incarichi di collaborazione coordinata e continuativa o lavoro autonomo ai soggetti di cui all'art. 2 comma 1 del Dlgs 81/2000, la Regione provvederà ad erogare un contributo aggiuntivo rispetto a quello previsto dal comma sesto dell'Art. 78 della Legge n. 388/2000, in misura annua uguale per la durata massima di due anni successivi al primo.
5) Il beneficio competerà agli EE.LL., anche non attuatori che provvedano alle assunzioni dei lavoratori LSU entro i 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e verrà corrisposto in unica soluzione entro 90 giorni dalla comunicazione di avvenuta assunzione.
6) Qualora le assunzioni di cui al presente articolo saranno con contratto part-time il contributo sarà corrisposto in misura proporzionale al numero delle ore contrattuali rispetto all'orario pieno.
7) Il contributo previsto al precedente punto 6 è corrisposto, nella misura pari al 50%, anche ai datori di lavoro privati che assumano lavoratori socialmente utili secondo le disposizioni di cui all'art. 7, comma 1 del Dlsg 81/2000. (465)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu- Vassallo
All'art. 2, comma 14, è aggiunto il seguente: 14 bis.
Per le finalità di cui all'art. 18 della L.R. 37/1998, comma 4, è assicurato ai soggetti attuatori ed esecutori, che operano congiuntamente, un finanziamento per l'attivazione di un progetto di ricerca di contenuto uguale, analogo o connesso a quelli già regolarmente realizzati nell'ambito del programma di cui alla LL.RR. 11/1998, art. 92 e 93, e 27/1993, 5° e 5b. Il finanziamento è quantificato, entro i limiti di cui alla L.R. 17/2000, art. 23. Si applicano le procedure operative vigenti per gli interventi di cui al citato art. 18 della L.R. 37/1998, commi 4 e successivi.
In diminuzione per esercizio 2001, 2002 e 2003 - Stato di previsione della spesa Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica - UPBS04.033 - L. 5.000 milioni.
In aumento per il 2001, 2002 e 2003 - Stato di previsione della spesa Presidenza della Giunta Regionale - UPBS01.018 - L. 5.000 milioni. (383)
Emendamento soppressivo parziale Selis - Balia - Cugini - Scano - Biancu - Fadda
Art. 2
Il comma 14 dell'articolo 2 è così modificato:
alla quarta riga, le parole :"senza il vincolo della destinazione di provenienza" sono soppresse. (293)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 76 ha facoltà di illustrarlo.
CONTU (C.C.D.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 146 ha facoltà di illustrarlo.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, ieri abbiamo partecipato ad una discussione molto impegnativa sui temi del lavoro, e credo di poter affermare che se anche solo una parte delle proposte discusse in Aula venissero attuate, non dico che si risolverebbero tutti i problemi in materia di lavoro, però sicuramente ci porremmo sulla buona strada. E credo anche che se si eseguisse un monitoraggio delle leggi che hanno funzionato, cioè di quelle leggi che si sono rivelate in qualche misura utili e sono riuscite a creare posti di lavoro, probabilmente ci accorgeremmo, o che la legge numero 11 dell'88 è una di quelle leggi che, più delle altre è riuscita, in diverse realtà della Sardegna, a suscitare almeno una speranza.
Mi riferisco, per esempio, all'"azione bosco" che ha permesso a tutta una serie di ragazzi, giovani, donne di trovare un posto di lavoro. Ritengo pertanto che questo emendamento non possa essere considerato né di minoranza né di maggioranza; è un emendamento che deve richiamare tutti quanti al buonsenso perché concerne la prosecuzione degli interventi di una di quelle azioni (l'azione 3) che si è rivelata utilissima in tutti questi anni.
Noi alla spesso parliamo della Sardegna come regione turistica, come la regione che ha le più belle spiagge del mondo: già ieri il collega Sanna ci ricordava un articolo apparso su un importantissimo giornale inglese, che classificava le nostre spiagge come le migliori; ecco, questo emendamento intende soprattutto, visto che siamo alla vigilia dell'apertura della stagione turistica, porre rimedio a una situazione che talvolta non ci fa fare bella figura. Si tratta di un'azione tesa a promuovere, prima ancora che inizi la stagione turistica, un intervento di pulizia delle nostre spiagge.
Questo emendamento non è frutto della fantasia dei firmatari, ma nasce dall'esigenza posta da diversi sindaci che operano nei comuni rivieraschi, dove sono presenti strutture ricettive. Allora, partendo da questo presupposto, io ritengo, non essendo un emendamento presentato solo ed esclusivamente per aprire una discussione tra maggioranza e opposizione, che debba essere accolto. La sua approvazione, infatti, consentirebbe, almeno per quanto riguarda la nostra zona, l'impiego in questa stagione di non meno di tre - quattrocento lavoratori per la manutenzione e la pulizia delle spiagge. Credo che - come è stato affermato questo sia anche nella discussione di ieri - di lavoro dobbiamo parlarne non solo in termini teorici ma anche rilevando soluzioni pratiche.
Del resto si tratta di una legge già "rodata", e tutti gli strumenti sono messi a disposizione attraverso la provincia e attraverso le comunità montane. Quindi, con l'approvazione di questo emendamento faremo non solo un favore a questi lavoratori che operano ormai da anni in questo settore, ma anche all'intera Sardegna, alla comunità, perché renderemo agibili le nostre spiagge prima ancora che inizi la stagione turistica .
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento 293.
SELIS (Popolari - P.S.). Più che per un'illustrazione, signor Presidente, intervengo per chiedere all'assessore di illustrare l'emendamento presentato dalla Giunta, in modo da comprendere per quale motivo si intende eliminare il vincolo di destinazione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 465 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, questo emendamento fa riferimento ad altri emendamenti, in particolare a quelli presentati dal gruppo della Rifondazione Comunista; per cui propongo la sospensione dell'esame di questo emendamento, così come degli emendamenti numero 420, 421 e 437, proprio perché è in corso una interlocuzione in Aula tra le forze politiche.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, l'assessore propone la sospensione dell' emendamento numero 465, presentato dalla Giunta, e degli emendamenti numero 420, 421 e 437 che recano la firma sua e dei suoi colleghi Cogodi e Ortu. Lei è d'accordo?
VASSALLO (R.C.). D'accordo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 383.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 293, 76, 146 e 383 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per l'emendamento numero 293. Per i numeri 76 e 146 mi rimetto all'Aula. Per quanto riguarda il numero 383, che è stato dato per illustrato, ma francamente ho l'impressione che possa in qualche modo riguardare lo stesso oggetto del numero 146, nella speranza di una precisazione su questo punto, mi rimetto all'Aula e quindi alla discussione successiva, per evitare che si esprima il parere negativo su uno e invece ci si rimetta all'Aula in vista di una possibilità di soluzione, sull'altro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Ha domandato per parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo prima del parere della Giunta per dire che concordiamo integralmente con l'osservazione che è stata formulata dal Presidente della Commissione.
Quando noi abbiamo dato per illustrato l'emendamento numero 383 non intendevamo operare una rinuncia al diritto di illustrazione. Abbiamo dato semplicemente per inteso che fosse connesso col precedente emendamento e quindi dovesse essere raccordato e seguire la sorte dell'emendamento che è stato precedentemente illustrato dal collega Calledda. Quindi, può essere abbinato all'altro emendamento, di cui adesso non ricordo il numero. Questo era il senso della mancata illustrazione, pertanto concordiamo con l'osservazione del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Assessore, l'onorevole Cogodi chiede che l'emendamento numero 383 segua la sorte degli emendamenti numero 420, 421, 437 e 465. Quindi viene sospeso. Lei è d'accordo?
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sui restanti emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, colgo l'occasione dell'esposizione del parere per fornire anche una precisazione sollecitata dal collega Selis sull'emendamento numero 293. L'espressione "senza il vincolo della destinazione di provenienza" in questo caso è giustificata dalla necessità di poter utilizzare i residui a disposizione per finanziare domande che potrebbero trovare risposta nell'ambito dei progetti speciali che rientrano nella diretta gestione della Presidenza della Giunta. Era solo questo il senso; ma gli Uffici mi fanno presente che anche in assenza di tale precisazione l'obiettivo si potrebbe ugualmente raggiungere.
Sull'emendamento numero 76 il parere è favorevole; sul numero 146 viè un problema relativo all'entità delle risorse. E' necessario, infatti, che venga riformulato, specificando il capitolo in diminuzione e riducendo a 2 miliardi il finanziamento per gli anni indicati. La Unità revisionale di base, poi, dovrebbe essere individuata presso l'assessorato del turismo, posto che questi progetti sono ormai di competenza diretta degli assessorati. Con queste due modifiche l'emendamento può essere accolto.
PRESIDENTE. Sui commi dal 12 al 16 e sui relativi emendamenti ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Intervengo per porre una domanda all'Assessore della programmazione: non ho compreso le ragioni per le quali è stato ritirato l'emendamento numero 106. Vorrei sapere se c'è effettivamente la copertura per tutte le attività che devono essere svolte e che erano previste dall'emendamento oppure no, perché questo è importante per comprendere la ratio del ritiro.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Noi abbiamo posto mano, insieme ai componenti della Commissione bilancio, ad una riscrittura del comma 12 prevedendo altresì le risorse necessarie e sufficienti per le azioni indicate. Quegli emendamenti sono stati ritirati perché privi di copertura finanziaria in quanto predisposti in tutta fretta sulla spinta di una preoccupazione che si era creata, e che adesso è venuta meno alla luce della nuova stesura del comma 12.
PRESIDENTE. Voglio far notare ai colleghi, e in particolare all'onorevole Cogodi, che l'emendamento numero 383 tratta lo stesso argomento del numero 76 e del numero 146. Quindi, deve seguire la stessa sorte.
COGODI (R.C.). Esatto, per cui se la sorte è buona rimane, se la sorte è incerta chiediamo che venga sospeso, perché è simile a quello della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, intervengo soltanto per precisare, che noi abbiamo accolto le richieste di sospendere l'esame degli emendamenti numero 420, 421 437, per rendere più facile un accordo sul testo. Questi emendamenti sono stati poi raccordati in un emendamento, diciamo, omnibus, presentato dalla Giunta, che praticamente li ricomprende.. Per cui se ne può anche sospendere l'esame, se la Giunta ritiene che sia opportuno, se no si possono, più semplicemente, far decadere i nostri emendamenti e approvare l'emendamento della Giunta che li recepisce.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, allora perché non li ritirate? Rimane in piedi quello della Giunta. E' un suggerimento.
VASSALLO (R.C.). Noi li ritireremmo se avessimo la sicurezza che rimanesse in piedi l'emendamento della Giunta; altrimenti, se ritirassimo prima i nostri emendamenti il percorso risulterebbe viziato.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, lei comprende che io non posso garantire l'esito della votazione sull'emendamento numero 465 perché poi è l'Aula che vota. Dal punto di vista meramente procedurale, poiché l'emendamento della Giunta è assorbente dei numeri 420, 421 e 437, se voi li ritirate, io metto in votazione l'emendamento numero 465.
VASSALLO (R.C.). Ritiriamo gli emendamenti numero 420, 421 e 437.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 293.
Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo per chiedere la votazione nominale con il procedimento elettronico.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Biancu, Cugini, Emanuele Sanna, Morittu, Pirisi, Calledda, Marrocu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 293.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA GIAN Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 31
Contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 76. Chiedo ai proponenti se ritengono che l'emendamento numero 383 sia compreso nel 76-in quanto riferibile sempre alle misure 5A e 5B.
Cogodi (r.c.). L'emendamento numero 383 non è esattamente coincidente, ma tende a raggiungere la stessa finalità, pertanto riteniamo l'approvazione dell'emendamento numero 76 sufficiente per il ritiro dell'emendamento numero 383.
Presidente. Adesso è chiaro. Metto in votazione l'emendamento numero 76. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
dettori bRUNO (i democratici). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Presidente. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 76.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 66
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 53
Contrari 13
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
(Il Consiglio approva)
Pertanto il "383" decade.
COGODI (R.C.). Ritiro l'emendamento numero 383.
PRESIDENTE. E` ritirato, va bene.
Metto in votazione i commi dal 12 al 16 dell'articolo. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Torniamo sull'emendamento numero 146. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
Pittalis (f.i.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, in sede di espressione del parere sull'emendamento numero 146 ho invitato i presentatori a rimuoverlo perché, pur consapevoli dell'importanza, ci pare eccessivo in relazione anche alla circostanza che si tratta di un intervento che ormai da anni non si ripeteva. L'invito, pertanto, è di ridurre l'importo previsto portandolo a 3 miliardi e 500 milioni sul capitolo 04110.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
fadda(Popolari-p.s.). Accogliamo l'invito della Giunta; l'emendamento verrà rimodulato seguendo le indicazioni dell'Assessore, e naturalmente anche per quanto riguarda i capitoli.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
Tunis gianfranco (P.P.S.-C.D.U.sardI.). Signor Presidente, intervengo per chiedere di presentare un emendamento orale, perché anche le azioni relative all'assistenza sanitaria sono giunte alla scadenza, pertanto almeno per l'esercizio 2001 e 2002 sarebbero necessari altri 2 miliardi e 500 milioni. Per una svista probabilmente non sono stati inseriti; se l'Assessore fosse in grado di trovare la copertura finanziaria..
Presidente. Onorevole Tunis, io non posso consentire la presentazione di un emendamento orale. Si tratta di aumentare la spesa del 2002, io devo seguire le norme previste dall'articolo 83, comma 14, del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Cogodi (r.c.).Signor Presidente, io dichiaro il mio voto sull'emendamento numero 146, sia pure con la rimodulazione di ordine finanziario che è stata proposta. Però vorrei, dichiarando il voto favorevole, richiamare l'attenzione del Consiglio su un fatto di contenuto, sollecitato anche dall'ultimo intervento del collega Tunis e anche dall'approvazione, alla quale pure noi abbiamo concorso, dell'emendamento precedente sulle azioni 5A e 5B.
Noi ci stiamo riferendo a quella specifica partita in materia di politiche attive del lavoro denominata "progetti speciali". Ho sostenuto più volte, e lo voglio ricordare ancora una volta, che in materia di politiche del lavoro non tutte le azioni sono identiche, ma ogni politica si articola in una serie di iniziative e di interventi. I finanziamenti dei comuni per i cantieri costituiscono solo una parte di queste politiche, rispondente a determinati requisiti, a determinati bisogni socialidelle diverse comunità. I progetti speciali avevano una loro caratteristica, consacrata anche in legge (precisamente nella legge finanziaria numero 11 del 1988, agli articoli 92 e 94 contenenti il primo piano per il lavoro) caratteristica che consisteva in un sostegno pubblico iniziale (prorogabile fino a un triennio), e totale, perché assicurava ai lavoratori chiamati ad attuare quel progetto l'applicazione di un contratto tipico di riferimento per tutti i loro dipendenti, quindi paga intera e assicurazioni. Tutto ciò a condizione che il soggetto, esaurito il finanziamento, fosse capace di stare sul mercato.
Questa era la finalità dei progetti speciali; qualcuno dice: ma poi la condizione non si è verificata; ma se non si è verificata vuol dire che sono stati sbagliati i calcoli. Siccome quasi tutti avevano sbagliato i calcoli, la Regione, con successive leggi ha dovuto operare delle proroghe; proroghe che sono andate avanti per 7-8 anni. Per cui, con il secondo piano per il lavoro, il legislatore ha indicato un altro criterio: quello di un ulteriore sostegno triennale a scalare, prevedendo, cioè, che quei progetti che avessero una qualche validità potessero essere ancora sostenuti, però per il primo anno al 90 per cento, il secondo anno al 60 per cento, il terzo al 30 per cento e poi basta. Sempre però che si trattasse di progetti suscettibili di di creare occupazione stabile.
Come vedete non tutte le azioni per il lavoro sono finalizzate all'apertura di cantieri o ad attività di puro sostegno sempre a carico del denaro pubblico. Le azioni sanitarie, poi, hanno avuto una particolare storia, e sono fra quelle, oltre l'azione bosco, che hanno avuto una migliore sorte. Dall'azione bosco, infatti, sono nate attività di impresa e nuova occupazione, in gran parte autosostenuta. Lo stesso discorso vale per l'azione sanitaria, perché quell'azione, quei progetti speciali hanno qualificato professionalità, giovani ricercatori.
Presidente. Il suo tempo è terminato, onorevole Cogodi. Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dei commi dal 17 al 21.
RANDAZZO, Segretario:
17. Per le finalità dell'articolo 33 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003, quale quota di cofinanziamento regionale, l'ulteriore spesa di lire 1.506.000.000 (euro 777.784,09) (UPB S10.025 - cap. 10207).
18. Per l'attuazione dell'articolo 1 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36, è autorizzato a decorrere dall'anno 2001, un limite di impegno quinquennale di lire 15.000.000.000 (euro 7.746.853,48) annue (UPB S10.022 - cap. 10140).
19. Il termine di cui all'articolo 25, comma 4, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, deve intendersi prorogato fino alla predisposizione degli atti previsti nell'articolo 1 della legge regionale 31 dicembre 1995, n. 13 e comunque non oltre la data del 31 dicembre 2001.
20. Per l'attuazione degli interventi recati nell'articolo 11 della legge regionale n. 37 del 1998 destinati a favorire il primo insediamento dei giovani agricoltori, è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 12.000.000.000 (euro 6.197.482,79) (UPB S06.072 - cap. 06201).
21. La quota da destinare alla realizzazione del programma di formazione professionale è determinata, per l'anno 2001, in lire 122.600.000.000 (euro 63.317.615,83) (UPB S10.010 - cap. 10001), di cui lire 40.000.000.000 (euro 20.658.275,96) destinate all'attuazione dell'obbligo formativo ai sensi dell'articolo 68 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, e lire 39.696.000.000 (euro 20.501.273,06) destinate al cofinanziamento delle misure incluse nel Programma Operativo Regionale 2000-2006.
PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati 11 emendamenti. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Spissu - Fadda - Balia - Cugini - Vassallo - Ortu
Lo stanziamento di cui al comma 21 è incrementato di lire 20.000.000.000= (venti miliardi) per un programma straordinario di formazione di figure professionali relative alle attività svolte dalle aziende di cui al comma 33, lettera C), ultimo capoverso dell'articolo 1.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S10.010 - cap. 10001-00 - Spese per la formazione professionale dei lavoratori in Sardegna
Competenza Anno 2001 lire 20.000.000.000=
In diminuzione
UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo per nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000= (176)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.
Nel comma 21, l'importo di lire 40.000.000.000 è sostituito dall'importo di lire 25.000.000.000. (442)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Art. 2
Dopo il comma 17 è istituito il seguente:
"17 bis. Per la prosecuzione degli interventi di cui agli articoli 1,2,3,5 e 10 della legge regionale 10 gennaio 2001, n. 2 è autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 20.000.000.000 (U.P.B. S09.022 - capp. 09041-01)"
COPERTURA FINANZIARIA
IN AUMENTO
09 - INDUSTRIA
U.P.B. S09.022 Interventi finanziari e gestionali 2001 L. 20.000.000.000
Cassa L. 20.000.000.000
Cap. 09041 L. 3.700.000.000
Cap. 09042/01 L. 16.300.000.000
IN DIMINUZIONE
03 - PROGRAMMAZIONE
U.P.B. S03.007 Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale.
2001 L. 20.000.000.000
Cassa L. 20.000.000.000
(Cap. 03017 - Voce 13)
Conseguentemente è modificata la tabella B.
Nella legge regionale n. 2/2001, ancorché venga indicato con stanziamento di lire 20.000.000.000 il cap. 09042 deve intendersi cap. 09042/01 con pari stanziamento. (27)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Orrù - Pirisi - Demuru - Fadda - Balia - Ortu
Art. 2
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
"17 bis. Dopo l'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 2000, n. 26, è aggiunto il seguente:
"Art. 3/bis
Costituzione di un Fondo di rotazione.
1. La Regione Sardegna per agevolare la realizzazione di programmi volti alla nascita a al consolidamento dell'imprenditoria in Sardegna, istituisce un Fondo di rotazione per l'anticipazione dei contributi concessi alle imprese femminili ai sensi della legge 215/1992. Tale Fondo è costituito per il 70% da risorse pubbliche e per il 30% a carico del soggetto gestore.
2. La gestione del Fondo verrà affidata previo espletamento di pubblica selezione, ad operatori specializzati nel campo creditizio.
3. Il regolamento del Fondo formerà oggetto di apposito disciplinare in sede di selezione del soggetto gestore di cui al precedente comma.". (180)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Orrù - Pirisi - Demuru - Calledda - Morittu - Spissu
Art. 2
Dopo l'articolo 2, comma 17, è aggiunto il seguente:
"17 bis. Dopo l'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 2000, n. 26, è aggiunto il seguente:
"Art. 3/bis
Costituzione di un Fondo di rotazione.
1. La Regione Sardegna per agevolare la realizzazione di programmi volti alla nascita a al consolidamento dell'imprenditoria in Sardegna, istituisce un Fondo di rotazione per l'anticipazione dei contributi concessi alle imprese femminili ai sensi della legge 215/1992. Tale Fondo è costituito per il 70% da risorse pubbliche e per il 30% a carico del soggetto gestore.
2. La gestione del Fondo verrà affidata previo espletamento di pubblica selezione, ad operatori specializzati nel campo creditizio.
3. Il regolamento del Fondo formerà oggetto di apposito disciplinare in sede di selezione del soggetto gestore di cui al precedente comma.". (292)
Emendamento aggiuntivo Selis - Falconi - Orrù - Pirisi - Demuru - Cugini - Fadda - Balia
Art. 2
Dopo il comma 17 aggiungere il seguente:
"17 bis. L'Amministrazione regionale per agevolare la realizzazione di programmi volti alla nascita e al consolidamento dell'imprenditoria in Sardegna, assoggettati ai diversi regimi di aiuto, istituisce un Fondo unico per il finanziamento prioritario per le pratiche istruite positivamente e non ancora decretate". (181)
Emendamento aggiuntivo Selis - Falconi - Orrù - Pirisi - Demuru - Cogodi
Art. 2
Dopo l'articolo 2, comma 17, è aggiunto il seguente:
17 bis. L'Amministrazione regionale per agevolare la realizzazione di programmi volti alla nascita e al consolidamento dell'imprenditoria in Sardegna, assoggettati ai diversi regimi di aiuto, istituisce un Fondo unico per il finanziamento prioritario per le pratiche istruite positivamente e non ancora decretate". (286)
Emendamento aggiuntivo Selis - Orrù - Falconi - Calledda - Demuru - Fadda - Ortu
Dopo l'articolo 2, comma 17, è aggiunto il seguente:
1. I fondi finalizzati al sostegno delle imprese nei vari settori, sono destinati prioritariamente a liquidare gli impegni dell'Amministrazione regionale verso le imprese che hanno presentato progetti già istruiti positivamente e che sono stati, o possono essere, positivamente deliberati.
2. La Giunta regionale fornirà alle Commissioni competenti, entro sessanta giorni, l'elenco dei progetti di cui al comma precedente e gli stanziamenti destinati al finanziamento degli stessi. (319)
Emendamento aggiuntivo Cossa - Cassano - Vargiu - Rassu - Contu - Capelli
Art. 2
Dopo il comma 17 è inserito il seguente:
17. bis. Nell'art. 12, comma 2, della L.R. 51 del 19 0tt0bre 1993, sono soppresse le parole "per un periodo di cinque anni".
L'onere relativo all'attuazione del presente comma è valutato in lire ……………… alla relativa spesa si fa fronte con disponibilità recate dall'UPB S07…… capitolo …………..
COPERTURA FINANZIARIA
…………………………….
(440)
Emendamento aggiuntivo Onnis - Liori - Frau - Cappai - Corda - Sanna Nivoli - Carloni - Murgia - Tunis Marco
Art. 2
Dopo il comma 2 dell'articolo 2 sono inseriti i seguenti:
41 bis. Per la concessione degli aiuti all'insediamento dei giovani agricoltori previsti dall'articolo 8 del Regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999 è autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 20.000.000.000.
41 ter. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:
IN AUMENTO
06 - agricoltura e riforma agro-pastorale
UPB S06.009/1 (Nuova istituzione)
Aiuti per l'insediamento dei giovani agricoltori
Competenza 2001 lire 20.000.000.000 cassa 2001 lire 20.000.000.000
Competenza 2002 -----------------------
Competenza 2003 -----------------------
IN DIMINUZIONE
03 - Programmazione
UPB S03.007
Competenza 2001 lire 20.000.000.000 cassa 2001 lire 20.000.000.000
Competenza 2002 -----------------------
Competenza 2003 -----------------------
(3)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Demuru - Calledda - Pusceddu - Masia - Biancu
Art.2
Dopo l'articolo 2, comma 21, è aggiunto il seguente:
C. 21 bis. Per la prosecuzione ed il completamento dell'intervento previsto dall'articolo 2, lettera a), della legge regionale n. 18 del 1999, e dell'articolo 29, comma 2 della L.R. n. 4 del 20 aprile 2000, è autorizzata l'ulteriore spesa rispettivamente di lire 4.000.000.000= per il 2001, lire 3.000.000.000= per il 2002 e lire 3.000.000.000= per il 2003."
COPERTURA FINANZIARIA
IN AUUMENTO
UPB S10.011 - Cap. 10007-05
Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000=
Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000=
Competenza anno 2003 lire 3.000.000.000=
IN DIMINUZIONE
UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000=
Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000=
Competenza anno 2003 lire 3.000.000.000=
(275)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE.
Nell'art. 12, comma 2, della L.R. 19 ottobre 1993, n. 51, sono soppresse le parole "per un periodo di cinque anni".
L'aiuto è concesso nel rispetto del regime "de minimis" e nell'ambito degli stanziamenti già destinati alla attuazione degli interventi previsti dal predetto art. 12, comma 2. (470)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 176 ha facoltà di illustrarlo.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 442 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 180 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 292 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 181 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari - P.S.). Signor Presidente, questo secondo noi è un emendamento di particolare significato che merita, anche nel clima un po' più disteso di stamattina,, particolare attenzione. Per questo motivo ribadisco la richiesta ai segretari di leggere senza troppa celerità i commi e gli emendamenti, così da consentire a tuttidi "ripassare", quanto meno, l'argomento di cui parliamo.
Questo emendamento numero 181 - dicevo - per noi assume un significato particolare, e ne abbiamo parlato tante volte con la Giunta, con gli assessori e con la maggioranza. Noi riteniamo, infatti, che l'amministrazione regionale debba affrontare con un po' più di chiarezza e di determinazione il problema delle imprese che hanno presentato domanda per ottenere incentivi e le cui istruttorie si sono concluse positivamente, e che da anni però non vedono liquidate le somme di cui hanno bisogno.
Allora il problema è: prima di erogare o di mandare avanti altre pratiche di incentivo per il futuro, non sarebbe meglio chiarire la situazione del passato? E' una norma di carattere generale che vale per l'industria, per l'agricoltura, per il turismo, l'artigianato ecc. Dobbiamo però fare in modo di conoscere a quanto ammontano le pratiche nei diversi settori istruite positivamente, sulle leggi ancora vigenti, e quindi a quanto ammonta in qualche modo l'esposizione della Regione verso queste imprese le cui pratiche sono state istruite positivamente. Sottolineo l'espressione "istruite positivamente", perché non mi riferisco alle domande presentate, le domande presentate se non sono state istruite sono solo domande presentate, ma se io imprenditore di un qualunque settore ho presentato una domanda, a termini di legge, e questa è stata istruita positivamente, e la legge è tuttora vigente, la legge ha una copertura finanziaria, che cosa osta a liquidarmi... lo dico perché spesso noi nell'ansia o nello spirito di fare nuova promozione, andiamo a sollecitare nuove pratiche e magari lasciamo indietro le pratiche già istruite.
Questo modo di procedere crea una incertezza del diritto nei confronti delle imprese, alla quale, secondo me, va posto rimedio. Le imprese, le categorie di imprenditori, di qualunque settore, ci hanno più volte detto: E` meglio avere magari il 5 per cento in meno e averlo con certezza e in tempi rapidi, che procedere in questa rincorsa all'aumento delle percentuali di incentivo e senza peraltro sapere quando arrivano, come arrivano, se arrivano.
Noi poniamo questo problema per stimolare tutti a fare il punto della situazione. Riteniamo che gran parte degli stanziamenti sulle leggi vigenti vada orientato a soddisfare le domande precedenti già istruite, a soddisfare quanto meno le aspettative legittime delle imprese, prima di utilizzarli per fare una nuova promozione e per stimolare nuove domande. E' vero che è necessario stimolare nuove domande, però occorre procedere prima ad una programmazione degli stanziamenti che consenta di esaudire le domande già istruite; per evitare di ingenerare una forma di incertezza che non agevola e non conferisce credibilità all'amministrazione regionale, creando scompensi tra amministrazioni e imprese.
L'emendamento, come vedete, è formulato volutamente in termini generali, per affermare il principio che le esposizioni della Regione nei confronti di imprese che hanno presentato domande istruite positivamente in base a leggi vigenti e a leggi aventi copertura finanziaria, tutte devono essere definite prima delle nuove pratiche, alle quali certamente bisognerà prestare anche attenzione, ma in un momento cronologicamente successivo.
Questo è il senso dell'emendamento; noi lo poniamo con forza, e vorremmo anche su questo un'interlocuzione con la Giunta, come sugli altri problemi prioritari sui quali stiamo discutendo, perché ci sembra non un emendamento di centro destra o di centro sinistra, ma solamente l'applicazione di un principio di buona amministrazione.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, a me la sua illustrazione è parsa molto più esaustiva di una ulteriore e più approfondita lettura, pertanto se lei è d'accordo io andrei avanti.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 319 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 286 è una variante che suggerisce se...
PRESIDENTE. No, onorevole Selis, mi scusi, il numero 286 abbiamo detto che è simile al numero 181. Illustri il numero 319 dove la variante è più marcata.
SELIS (Popolari-P.S.). Il problema è lo stesso; il numero 181 infatti recita: "L'amministrazione regionale, per agevolare la realizzazione di programmi volti alla nascita e al consolidamento dell' imprenditoria in Sardegna, assoggettati ai diversi regimi di aiuto, istituisce un fondo unico per il finanziamento prioritario per le pratiche istruite positivamente e non ancora decretate". In altre parole: o costituiamo un fondo, oppure facciamo fronte a queste esigenze con gli stanziamenti previsti dalle leggi. Comunque entrambi gli emendamenti, il numero 181 anche il numero 286, pongono il problema delle pratiche istruite positivamente e non ancora decretate. L'emendamento numero 319 recita: "I fondi finalizzati al sostegno delle imprese nei vari settori, sono destinati prioritariamente a liquidare gli impegni dell'amministrazione regionale verso le imprese che hanno presentato progetti istruiti positivamente, che sono stati, o possono essere, positivamente deliberati. La Giunta regionale fornirà alla Commissione competente, entro sessanta giorni, l'elenco dei progetti di cui al comma precedente e gli stanziamenti destinati al finanziamento degli stessi."
Come vedete, i due emendamenti pongono lo stesso problema in una forma diversa. Poco fa con il collega Biggio ci siamo chiesti come affrontare tecnicamente questo problema. A noi comunque sembrava che gli emendamenti fossero già sufficientemente operativi. Però, ripeto, questo non è un problema di centrodestra o di centrosinistra, è un problema di buona amministrazione, occorre trovare una formulazione che permetta che le istanze che provengono a tutti noi dal mondo della produzione, da imprese che hanno da tempo presentato domanda per la concessione di incentivi in forza di leggi vigenti, con copertura finanziaria esistente, abbiano la priorità rispetto alle domande presentate successivamente.
Noi pertanto chiedevamo, anche come Consiglio, non come opposizione, ma come Commissione, di fare il punto su questa situazione. Infatti il secondo comma dell'emendamento numero 319 prevede proprio questo: invita la Giunta a informare le Commissioni sullo "stato dell'arte".
In particolare, i primi emendamenti che ho illustrato prevedevano la costituzione di un fondo unico per il finanziamento prioritario delle pratiche istruite positivamente e non ancora decretate. L'emendamento numero 319 prevede, invece, che con i fondi ancora esistenti si paghino prima i progetti già istruiti positivamente, poi i successivi. Non si tratta quindi di un problema ideologico, ma solo di un problema che rende necessario operare una scelta di rigore amministrativo per infondere certezze alle imprese stesse.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 440 ha facoltà di illustrarlo.
COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Signor Presidente, attraverso questo emendamento, noi abbiamo voluto sollevare il problema della discriminazione della quale è oggetto il comparto artigiano rispetto al regime delle agevolazioni finanziarie, in quanto l'articolo 12 della legge numero 51 del 1993 prevede l'erogazione di un contributo in conto interessi pari a cinque punti percentuale a favore delle imprese artigiane che godono della garanzia e delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi.
La legislazione regionale prevede questo tipo di interventi a favore di vari settori: artigianato, commercio, industria, cooperazione, agricoltura e turismo. La modifica che si propone ha l'obiettivo di sanare una profonda ingiustizia a danno del settore delle imprese artigiane; mentre infatti per tutti gli altri comparti economici non esistono limiti temporali, per le imprese artigiane l'agevolazione è limitata a cinque anni.
Noi ci rendiamo conto che si tratta di un argomento probabilmente non idoneo ad essere inserito in legge finanziaria, per cui ritiriamo l'emendamento, ripromettendoci però di affrontare la questione, che riteniamo importante, delicata e urgente, in sede di discussione dei collegati alla finanziaria.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 3 ha facoltà di illustrarlo.
ONNIS (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula è stata impegnata in una discussione che certamente ha sollevato il tono e il livello dei lavori; una discussione relativa al problema assillante del lavoro in Sardegna.
Credo che se questo tema dev'essere al centro dell'attenzione di quest'Aula, lo deve essere anche con particolare riferimento al lavoro in agricoltura, perché (non è un luogo comune, è un dato sul quale tutte le forze politiche credo consentano) se vi è una prospettiva di ripresa della situazione economica e sociale della Sardegna, questa prospettiva nasce soprattutto dalle possibilità di lavoro offerte dal settore agricolo.
Allora io mi domando: se è giusto che il Consiglio regionale, che la Sardegna dedichi particolare attenzione ai problemi del lavoro, non sarebbe il caso che un'attenzione ancora maggiore venisse rivolta ai problemi del lavoro in agricoltura? C'è una tendenza comunitaria favorevole ad aiutare i giovani agricoltori, queste normative sono state già in parte attuate in Sardegna, credo che 2064 giovani agricoltori abbiano già ricevuto gli aiuti previsti dalla normativa comunitaria; ci sono mille domande pendenti di giovani che invece non hanno visto soddisfatte le loro aspettative. Attraverso questa modifica che l'emendamento vorrebbe apportare, si prevede, in sostanza, di aiutare ulteriori 400 giovani, attraverso l'impegno di 20 miliardi di lire.
Credo che tutto il Consiglio regionale debba dedicare la sua sensibilità e il suo impegno perché 400 nuovi giovani in agricoltura possano ottenere l'aiuto che hanno già ricevuto gli altri 2064.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 275 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S). Signor Presidente, l'emendamento numero 275 va a completare un iter intrapreso diversi anni fa, diretto a finanziare l'acquisizione di stabili per la costruzione e il riadattamento di centri destinati allo svolgimento di attività formative, in particolare per ciechi, da parte dell'Assessorato regionale del lavoro e della formazione professionale. Il programma relativo è stato rifinanziato con la precedente finanziaria per importi annuali di 2 miliardi. Si tratta, adesso, di procedere ad un ulteriore finanziamento per completare questi interventi. Molto probabilmente tutti i colleghi sono stati inondati in questi giorni da missive contrapposte da parte dell'Unione italiana ciechi. Questo emendamento non si inserisce in quella diatriba; assolutamente. Di quella ne parleremo successivamente quando discuteremo di formazione professionale. Qui stiamo parlando di costruzione e riadattamento di centri per disabili. Si tratta quindi di garantire una certa continuità amministrativa e soprattutto di non sprecare gli investimenti già effettuati che ad oggi ammontano a quattro miliardi; lo scopo è quello di finanziare il completamento dell'opera.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 176, 180 e 292, è favorevole sul numero 442 e sul numero 27. Per quanto riguarda, invece, gli emendamenti numero 181, 286, e 319, relativi al tema della razionalizzazione della normativa sugli incentivi, soprattutto sotto l'aspetto del reperimento delle risorse, dell'utilizzo delle risorse per far fronte a quelle pratiche che, pur favorevolmente istruite, non trovano disponibilità finanziaria in alcuni momenti dell'esercizio, il problema sollevato dai presentatori è sicuramente importante e merita una riflessione, nonché un intervento che tenda effettivamente a razionalizzare. Francamente però, per come sono formulati, questi emendamenti pongono, a mio parere, l'esigenza di una riflessione un po' più accurata e di uno studio effettivo sulle possibili ripercussioni all'interno delle diverse leggi, perché noi con un comma come quello contenuto negli emendamenti numero 181 e 286, con due righe in legge finanziaria, interveniamo drasticamente su tutte le leggi di incentivazione del nostro sistema normativo. Io credo che noi non siamo in grado di prevedere in questo momento le ricadute di un intervento di questo genere. Probabilmente, anche in raccordo con la Commissione sesta, non sarebbe inutile una riflessione un po' più approfondita, per poi magari riversarne i risultati su uno dei collegati che esamineremo nelle prossime settimane.
Quindi, pur apprezzando lo spirito di questi emendamenti, credo che possa essere utile per tutti un approfondimento ulteriore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo un'interruzione brevissima per consentire al Presidente La Spisa poi di prendere la parola. Noi facciamo nostro l'emendamento numero 440 e quindi vorremmo che il parere venisse espresso anche su questo emendamento.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Per fare ordine: non è stato espresso ancora il parere sugli emendamenti numero 440, 3 e 275. Per quanto riguarda l'emendamento numero 275 il parere è negativo, per quanto riguarda il numero 3 ci si rimette all'Aula facendo presente che comunque, per com'è formulato, la copertura finanziaria risulterà sicuramente problematica. 44 Sul numero 440 vorrei esprimere una considerazione brevissima. Il problema posto effettivamente è ampiamente giustificabile. Credo che l'unico aspetto su cui si possa e probabilmente si debba anche riflettere sia quello della copertura finanziaria. Si potrebbe però anche ritenere che i maggiori oneri vadano a ricadere sullo stanziamento che già esiste sul capitolo. In questo senso non capisco perché questo emendamento, che non comporta esplicitamente un incremento di stanziamento, possa essere definito assente e carente nella copertura finanziaria. Questa è una richiesta di chiarimento che rivolgo alla Giunta. Se si ritenesse esistente la copertura finanziaria, nel senso che gli ulteriori oneri sono a valere sullo stanziamento esistente, credo che non ci dovrebbero essere problemi all'accoglimento di questo emendamento. Pertanto, anche su quest'ultimo emendamento, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, le multinazionali che producono i telefoni cellulari hanno investito molti miliardi nella ricerca per dotarli di un sistema di avviso silenzioso. Cosa costa inserirlo? Il suono dei cellulari disturba chi parla e chi deve seguire, quindi, vi prego, abbiate pazienza.
Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà dì parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore, con alcune precisazioni, però. Per quanto riguarda gli emendamenti che pongono il problema dell'istituzione di un fondo di rotazione (sul quale problema interverrà il collega Pirastu) voglio sottolineare che non è così semplice stravolgere l'impianto di tutto il sistema delle incentivazioni nei diversi settori economici. L'Assessore dell'industria spiegherà meglio quali sarebbero gli effetti negativi, anche a brevissimo termine, che una tale modifica determinerebbe.
Quindi, invito i proponenti a ritirare l'emendamento, con la raccomandazione espressa dal Presidente della Commissione Bilancio di affrontare eventualmente la questione alla luce anche del dibattito che si sta svolgendo sul testo unico per la razionalizzazione degli incentivi nei diversi settori produttivi che è all'esame della Commissione Industria e Commercio.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 440, io ho apprezzato il gesto dei presentatori che l'hanno ritirato, perché anche su questo argomento bisogna prestare molta attenzione. La Legge regionale numero 51 del 1993 è una delle poche leggi notificate all'Unione europea che stanno funzionando, e le eventuali modifiche determinerebbero la necessità di notifica della legge finanziaria all'Unione europea.
Io allora ho proposto un diverso approccio al problema la sedes materiae potrebbe essere uno dei collegati relativi all'artigianato, come giustamente proponeva anche il presentatore, l'onorevole Cossa, evitando così qualunque problema.
E' vero che questo emendamento, tra le altre cose, comporta anche degli oneri finanziari, ma non è questo il problema, perché stornare qualche miliardo dei lordi destinati all'ente lirico, o a qualche altra istituzione, o trovare all'interno dello stesso Assessorato del turismo la copertura, non comporta nessuna difficoltà. Il problema è di merito, e cioè che non possiamo assolutamente, su leggi di questa natura, che sono già operative perché hanno ricevuto l'imprimatur dall'Unione europea, introdurre norme di questo tipo in legge finanziaria.
Quindi, l'invito a ritirare l'emendamento è rivolto anche all'onorevole Gian Mario Selis, perché noi stessi abbiamo assunto con le associazioni artigianali l'impegno di affrontare questo problema in sede di esame di uno dei disegni di legge collegati che mi auguro, già dal prossimo mese, potranno essere portati all'attenzione dell'Aula.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 3 a firma Onnis e più, io voglio ricordare ai presentatori che l'intervento originario ammontava a 60 miliardi. L'Unione europea consente un esubero del 20 per cento che è pari a 12 miliardi; noi coerentemente a quanto previsto da precise direttive comunitarie abbiamo inserito al comma 20 dell'articolo 2 proprio la previsione dei 12 miliardi. Quindi, prevedendo 20 miliardi non solo si va contro una precisa disposizione comunitaria, ma si rischierebbe di dover rinotificare all'Unione europea tutto il contesto con conseguente perdita di tempo. Pertanto pur cogliendone lo spirito positivo, la Giunta invita al ritiro dell'emendamento perché i 12 miliardi già previsti nel comma 20 dell'articolo 2 sono più che sufficienti e in linea con le disposizioni comunitarie.
Rivolgo un invito anche ai presentatori dell'emendamento numero 275 perché lo ritirino.. Si tratta del completamento di un intervento di cui comprendiamo la portata, ma ci sembra più opportuno rivalutare il problema in sede di assestamento del bilancio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 181, 386 e 319 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Signor Presidente, intervengo brevemente con riferimento all'emendamento numero 181 e al successivo, relativi all'istituzione di un fondo unico per il finanziamento prioritario delle pratiche istruite positivamente e non ancora decretate. Vorrei osservare che sicuramente l'esigenza di fornire una risposta positiva a tutti gli imprenditori che in virtù delle diverse leggi di incentivazione hanno presentato delle domande dichiarate ammissibili è un'esigenza concreta; però è un'esigenza che può essere risolta senza contrastare con le attuali normative di incentivazione soltanto col reperimento delle risorse.
Porto subito un esempio; legge numero 15/94, bando 2000, 155 pratiche finanziate su 414 dichiarate ammissibili. Dotazione finanziaria per offrire una risposta a tutte le imprese che sono state ammesse: ulteriori 250 miliardi. Attraverso questo meccanismo, se noi dovessimo istituire questo fondo unico anche solo per la legge numero 15/94 per attribuire una priorità agli imprenditori, con le attuali risorse noi bloccheremmo il bando della legge numero 15 per i due anni successivi.
L'unica soluzione sarebbe - ma è una soluzione che ha come presupposto il reperimento delle risorse - che ogni anno, in sede di assestamento del bilancio, procedessimo ad un monitoraggio di tutte le pratiche ammesse e quantificassimo la somma necessaria per finanziarle. Ma questa soluzione, ovviamente, ha come presupposto l'individuazione di risorse che solo per la "15" ammonterebbero, per l'anno 2000, a 250 miliardi. Ci sono però anche altri problemi. Prima di tutto questo sistema contrasta col fatto che per queste leggi, sia la numero 9 che la numero 15 del 1994, non opera più il meccanismo "sportello" ma si procede mediante bando; e non ha senso emanare un nuovo bando se non ci sono le risorse.
Però, alcuni rimedi sono già contemplati. Per esempio, nella legge numero 15 è previsto che le pratiche già positivamente istruite e non finanziate vengono inserite automaticamente nella graduatoria del bando successivo, ed anche questo è un fatto positivo. Fermo restando che peraltro potrebbero non venire finanziate neanche l'anno successivo, perché magari le ulteriori iniziative presentano dei parametri più interessanti per quanto riguarda, per esempio, l'aspetto occupazionale. In più, quello che io ho ritenuto di dover fare, solo in parte per venire incontro alle esigenze rappresentante nell'emendamento, è operare una piccola modifica delle direttive della "15", attualmente all'esame del Giunta regionale, cioè lasciare aperta la graduatoria della "15" per un periodo di sei mesi.
Cosa significa? 155 pratiche nel bando 2000 sono state già positivamente istruite; adesso a fine mese deve essere pubblicata la graduatoria della legge regionale numero 488 del 1992. Fino all'anno scorso se vi erano delle rinunce sulla legge numero 15, perché gli stessi interventi venivano finanziati anche dalla "488", non subentravano le prime domande che erano rimaste fuori, pur essendo state dichiarate ammissibili, ma era necessario aspettare il bando successivo. Attraverso questa modifica, e lasciando aperta la graduatoria per sei mesi,invece, a fine mese, se trenta o quaranta imprese rinunceranno ai contributi della legge numero 15 perché finanziate dalla 488, automaticamente subentreranno nella graduatoria della "15" le imprese che erano rimaste fuori sulla base della graduatoria che abbiamo pubblicato il mese scorso.
Quindi, io credo che, qualsiasi sistema si individui, il problema vero sarà costituito dalle risorse. Ritengo comunque auspicabile, come sosteneva anche il Presidente La Spisa, operare una riflessione in Consiglio e in Commissione per trovare uno strumento che possa venire in parte incontro a queste esigenze, fermo restando che l'unico strumento atto veramente a risolvere il problema è quello di individuare di anno in anno, in base alle risultanze dei vari bandi delle leggi di incentivazione, le risorse necessarie per offrire una risposta a tutti.
PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento numero 185, prima presentato e letto all'articolo 1, è stato portato all'articolo 2.
Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu, per illustrare l'emendamento numero 185.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, con questo emendamento si intendono rimodulare gli stanziamenti a disposizione per gli anni 2001, 2002 e 2003 relativi a incentivazioni per il settore artigiano. Ci sembra che questo emendamento si muova nella direzione della politica attiva del lavoro, mirata soprattutto a favorire le imprese artigiane, che peraltro costituiscono il nucleo più consistente dell'imprenditoria della nostra Regione. Si tratta di un settore su cui è possibile misurare rapidamente ed immediatamente gli effetti positivi delle incentivazioni. Credo che questo emendamento debba essere accolto e che non sia difficile rinvenire nell'ambito delle unità previsionali di base che si propongono le risorse necessarie per dare una risposta positiva.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, manca l'indicazione della copertura finanziaria.
SPISSU (D.S.). C'è la copertura finanziaria, nel senso che si propone un azzeramento del capitolo 09049.
PRESIDENTE. Ci indichi la voce, perché così l'indicazione è generica.
SPISSU (D.S.). UPBS0902 capitolo 09049.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 185, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F. I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io noto, e posso anche comprendere, lo dico senza alcuno spirito di polemica, che tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno la necessità di mettere in evidenza l'impegno a sostegno di alcuni settori, come questo dell'artigianato. Però quando si propongono gli emendamenti bisogna avere la consapevolezza anche che questi necessitano di una adeguata copertura finanziaria, altrimenti il rischio è che domani si gridi "l'assessore Pittalis ha espresso parere negativo, la maggioranza non l'ha approvato", fornendo anche una non corretta valutazione e versione dei fatti.
Non lo dico con riferimento a questo, ma ci sono numerosi emendamenti che sono fasulli, perché gli emendamenti che non hanno copertura finanziaria rappresentano una presa in giro per le categorie che invece si vogliono supportare. Ripeto, non è il caso di questo emendamento, ma approfitto dell'occasione per ricordarlo.
Tornando sull'emendamento numero 185, invito i presentatori a considerare che le risorse di cui ha potuto godere l'artigianato negli ultimi due anni, sono almeno pari a quelle messe a sua disposizione in dieci anni, a ritroso dall'esercizio 2000 fino al '90. Quindi è un settore che, ringraziando anche le favorevoli condizioni delle casse regionali che hanno determinato un aumento degli stati di previsione, ha potuto godere ampiamente provvidenze pubbliche.
Io mi sorprendo sempre quando sento qualche rappresentante di confederazioni del settore dell'artigianato lamentarsi perché le risorse non sono sufficienti. Si tratta, a mio parere, di strumentalizzazioni fini a se stesse. Io posso mettere a disposizione di tutti i consiglieri regionali la documentazione che dimostra come nel tavolo di concertazione sono state raccolte ed accolte tutte le istanze presentate dalla categoria. Prevedere quindi questa rimodulazione non ha alcun senso, alcun significato, posto che tutto ciò che è stato dibattuto, concertato, è stato anche già previsto nei disegni di legge finanziaria e di bilancio.
Anche in riferimento alle risorse del quadro comunitario di sostegno, proprio tenendo conto che abbiamo alcune leggi operative, come la legge numero 15 del 1994, abbiamo ritenuto per portare a rendicontazione le leggi dell'industria, di spostare sul bilancio ordinario un intervento massiccio a favore dell'artigianato. L'apprendistato è una richiesta dell'artigianato, una grande battaglia che abbiamo soddisfatto con la previsione di 60 miliardi in un collegato alla finanziaria, così come per quanto riguarda le contabilità aziendali ed altri provvedimenti relativi al sistema dei consorzi-fidi.
L'emendamento comunque non si accoglie anche perché, a parte le altre considerazioni, è privo di copertura.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 185 non è accoglibile, perché privo di copertura finanziaria, quindi decade. L'assessore ha appena detto che non ci sono fondi in quei capitoli...
SELIS (Popolari-P.S.). Io rispetto molto la parola dell'assessore, ma lei non la prenda per Vangelo. Va bene essere rispettosi della Giunta ma…Abbiamo un dibattito su questo aspetto e poi vediamo. Chiederei l'apertura di una discussione..
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, io volevo esprimere alcune considerazioni sui commi e sugli emendamenti, anche perché durante l'esame dell'emendamento numero 292 mi sono assentato dall'aula per qualche minuto.
L'assessore ha affermato che ormai non ci sono più risorse per accogliere nuovi emendamenti, ma l'emendamento numero 292 prevede una modifica che non necessita di copertura finanziaria. E' un emendamento che prevede soltanto una modifica nelle procedure di erogazione dei contributi previsti dalla legge regionale di recepimento della legge regionale numero 215 del 1992 sull'imprenditoria femminile.
Si tratta, in sostanza, di operare quelle modifiche che possono consentire alle imprese femminili di disporre dell'anticipazione prima dell'inizio dei lavori.
Badate, ormai quasi tutte le leggi nazionali, ma anche quelle regionali, sono orientate in tal senso, tranne la numero 15 del 1994, la numero 17 del 1993 ed altre leggi che operano per stati di avanzamento. La legge nazionale numero 488 del 1992, la legge regionale numero 28 del 1984 e la legge numero 44 del 1986 invece prevedono consistenti anticipazioni prima dell'inizio dei lavori. Questo è molto importante soprattutto per quelle fasce deboli dell'imprenditoria, (giovanili e femminili), perché consente alla imprese a bassa capitalizzazione iniziale, di poter disporre di un'anticipazione subito, senza oneri aggiuntivi.
Non capisco perché né il relatore, né la Giunta abbiano accolto questo emendamento, che tra l'altro aiuta davvero le imprese inizialmente sottocapitalizzate. E quindi chiederei una maggiore attenzione su questo emendamento da parte dei colleghi e della Giunta. Si tratta, del resto, solo di una modifica procedurale, per consentire una diversa modalità di erogazione delle risorse.
Dell'emendamento numero 275 preannuncio il ritiro in quanto, pur riguardando un atto dovuto che poteva tranquillamente trovare finanziamento in questa "grassa" finanziaria, prendo atto dell'impegno dell'Assessore a rinviare il finanziamento al prossimo assestamento di bilancio.
Sugli altri problemi poc'anzi accennati anche dall'assessore Pirastu, concordo con lui e con l'assessore Pittalis quando sottolineano la necessità di elaborare un testo unico in materia di incentivi alle imprese. Concordo anche perché noi siamo i proponenti del testo unico che riordina gli incentivi a tutte le imprese, non solo a quelle industriali. Va da sé che tutto quel sistema va riordinato, rivisto, corretto; è un lavoro abbastanza complesso che può durare qualche anno. Ma noi abbiamo presentato questo emendamento non per creare un fondo unico per tutte le leggi di incentivo, ma per istituire un fondo unico per le imprese che hanno superato l'istruttoria bancaria e che si trovano in stand by, in attesa di finanziamento. Perché questo? E' vero che un bando contiene tutta una serie di regole e la predeterminazione della disponibilità finanziaria. Quindi chi presenta domanda per ottenere gli incentivi conosce le regole e conosce l'entità del finanziamento; pertanto può essere ammesso come non essere ammesso ai finanziamenti, e anche questo è un rischio economico che viene messo in conto. Però ci sono delle leggi, come la numero 17 del 1993 e tante altre che operano non col meccanismo a "bando" ma col sistema "a sportello". Particolarità di queste ultime, almeno quelle dell'ultima generazione, è l'elevato costo che deve sostenere l'azienda per presentare la pratica per il finanziamento. E a volte queste domande non vanno a buon fine proprio perché non vi sono sufficienti risorse finanziarie, e così stanno in stand by, per anni, in attesa di finanziamenti. Con l'emendamento numero 292 volevamo cercare di risolvere questo problema.
Un'ultima considerazione sull'emendamento numero 440, relativo al settore artigiano. Anche qui cerchiamo di parificare gli interventi con gli altri settori produttivi. Gli artigiani qui sono danneggiati rispetto alle altre categorie produttive; non vedo perché un artigiano nell'arco di cinque anni non deve poter ripresentare domanda di finanziamento per la sua azienda. In tutti i settori è consentito: se un commerciante decide, nell'arco di cinque anni, di ampliare la sua azienda, può presentare domanda di finanziamento; è assolutamente normale che le piccole e le piccolissime aziende crescano, soprattutto le aziende artigiane. Essendo gli artigiani in Sardegna ben 36.000 sono proprio loro che devono crescere, sono loro che devono diventare piccola e media azienda. Allora bisogna cassare il termine di cinque anni perchè è assolutamente iniquo. E non credo che la circostanza che la legge finanziaria debba essere notificata all'Unione europea possa costituire motivo di un eventuale blocco dei finanziamenti agli artigiani, anche perché con questo emendamento assolutamente non si cambiano i parametri.
In ultimo, voglio riprendere brevemente il discorso dell'Assessore dell'industria relativo alla modifica delle direttive della legge numero 15 del 1994. Io lo inviterei anche a rivedere le direttive previste dalla legge numero 17 del 1993, che a me stanno particolarmente a cuore riguardando gli interventi a favore della Sardegna centrale. Perché Assessore? Perché attualmente succede questa semplice cosa: che la legge numero 15, (che prevede l'estensione degli interventi previsti dall'articolo 30 della legge 17/93 a tutta la Sardegna) consente il cofinanziamento degli interventi con altre leggi, purchè non si superi il tetto massimo stabilito dall'Unione europea. Con le direttive emanate in virtù della legge numero 17 questo invece con è consentito. Cioè, siamo all'assurdo che gli interventi nei territori più svantaggiati non possono essere cofinanziati da altre leggi, mentre gli interventi nei territori avvantaggiati, - se così possiamo dire, - in Sardegna, a Macchiareddu possono essere cofinanziati. Mi pare semmai che debba succedere esattamente l'inverso. E' vero che sono da rivedere le direttive ex legge numero 15, ma in questa direzione sono da rivedere anche le direttive ex legge numero 17.
Per concludere, sollecito una maggiore trasparenza nei bandi relativi alle diverse leggi.
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, poiché l'audio non è dei migliori, non abbiamo inteso il numero dell'emendamento che lei intenderebbe ritirare.
Falconi (D.S.). Il numero 275.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Signor Presidente, come ricordava il collega Falconi poc'anzi, gli emendamenti numero 180 e 192 intervengono sulla procedura, non comportano aumenti, oneri, non disarticolano lo strumento di legge esistente, però, nonostante ciò, anche su questi cala la scure dell'assessore Pittalis.
Presidenza del Vicepresidente Spissu
(Segue ORRU'.) Ora, questa sua posizione di chiusura, Assessore, colpisce non una categoria forte, bensì la fascia più debole dell'imprenditoria. Stiamo parlando di uno strumento di legge di cui tutti abbiamo apprezzato il valore e le potenzialità alla fine dell'anno scorso. Del resto è il primo anno che noi lo attiviamo in Sardegna, e credo che proprio per questa ragione sarebbe opportuno un occhio di riguardo maggiore.
Prevedere un fondo di rotazione, che permetta di ricorrere all'anticipazione, aiuterebbe senz'altro l'imprenditoria più debole (perché l'imprenditoria femminile è la più debole) e all'interno delle imprese femminili aiuterebbe soprattutto le nuove iniziative , oppure quelle che dispongono di una capitalizzazione inferiore. Quindi, perché no? Io francamente non credo che quello dell'Assessore sia il modo di rispondere ad esigenze che tutti quanti diciamo di condividere. Penso invece che si possa trovare un consenso sulla possibilità di attivare, come accade per altri strumenti di legge, una procedura più snella, più semplice e anche più favorevole per un settore imprenditoriale, ripeto, che soprattutto nella fase di prima applicazione della legge in Sardegna, avrebbe bisogno di una maggiore attenzione e di un maggiore aiuto.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 440 si tratta di eliminare una grave discriminazione: come veniva ricordato poc'anzi, il divieto di ripresentare domande di finanziamento prima che siano decorsi 5 anni dalla precedente non vale per gli altri settori, non vale per le grandi imprese, non si capisce perché debba valere solo e esclusivamente per le 36.000 piccole imprese artigiane. Del resto l'eventuale modifica non dovrebbe essere notificata a Bruxelles, perché si resterebbe sempre dentro il regime dei de minimis. Non necessiterebbe neppure di risorse finanziarie aggiuntive perché si procederebbe ad esaurimento delle risorse finanziarie.. Sarà il Consiglio che, una volta esaurita la dotazione finanziaria, potrebbe decidere di intervenire per rimpinguarla. Non credo comunque che questo rappresenti un problema perché mi risulta che della dotazione finanziaria dell'anno scorso siano rimasti 2 miliardi e mezzo. La dotazione prevista per quest'anno è di 7 miliardi ed è più che sufficiente; del resto si tratta di un contributo in conto interessi che quindi, come tale, non necessita di grandi risorse. Non capisco, pertanto, perché lo si debba rinviare al "cimitero" dei collegati alla finanziaria. Non si tratta di un disegno di riordino o di riforma complessiva, si tratta semplicemente di un intervento volto a rimuovere un'ingiustizia. Il disegno di legge a cui dovremmo mettere mano è un altro, è quello relativo al testo unico sulle incentivazioni regionali. Queste sono invece delle misure che possono essere adottate molto tranquillamente e molto semplicemente. Mi pare pertanto che le motivazioni che hanno condotto ad un parere negativo da parte della Giunta siano del tutto insussistenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, prima di svolgere il mio intervento, siccome gli emendamenti numero 185 e 440 riguardano il turismo e l'artigianato in particolare, desidererei sentire il parere dell'assessore Frongia.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
Frongia, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 440, gli uffici ci segnalano che ci sono delle difficoltà per inserire all'interno della finanziaria una modifica dell'articolo 12. Al momento, pertanto, non possiamo fare altro che prenderne atto, poi vedremo come si svilupperà il dibattito.
Sull'emendamento numero 185, io devo confermare, onorevole Selis, quanto affermava l'Assessore della programmazione. Noi abbiamo raggiunto un'intesa con le associazioni di categoria dell'artigianato sin dal mese di settembre, fine settembre del 2000, ed eravamo pronti a firmare un protocollo d'intesa proprio nel mese di dicembre, poi slittato per varie ragioni. Nel protocollo d'intesa erano riportate quelle risorse che poi sono state inserite all'interno del bilancio, tanto è vero che le associazioni di categoria hanno espresso soddisfazione per questo inserimento. Non so se successivamente questa soddisfazione da parte delle associazioni di categoria sia mutata, so che ci sono state alcune contestazioni da parte di una di queste, la Confartigianato, ma l'intesa era stata raggiunta fin dal mese di ottobre. Poi nel proseguo avrò modo di approfondire anche questi aspetti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, vorrei svolgere il mio intervento partendo da questo problema dell'artigianato. Io naturalmente non conosco i protocolli d'intesa, ma non ho motivo di dubitare di quanto affermano gli Assessori competenti. Però gli stessi Assessori sottolineano che si tratta di protocolli d'intesa che risalgono all'autunno scorso, quando la finanziaria non era stata ancora nemmeno predisposta. Naturalmente le categorie, in particolare alcune categorie dell'artigianato, nell'esaminare il testo della finanziaria e nel fare i conti (collegando complemento di programmazione, por da un lato e bilancio da un altro lato) hanno constatato l'esistenza di uno squilibrio evidente tra le risorse destinate all'artigianato - e su questo io richiamo l'attenzione dell'assessore Frongia - che ammontano a una ottantina di miliardi, e le risorse destinate all'industria che ammontano a 700 miliardi. Perché è successo questo? Perché se sommiamo, sul programma operativo nazionale, i fondi della legge numero 488 del '92 - che sono notevoli - e quelli della legge numero 15 del 1994, praticamente duplichiamo gli stanziamenti destinati all'industria. Lei sa, Assessore, che la legge numero 15 e la legge numero 488 sono praticamente l'una la fotocopia dell'altra, e quindi ai fondi destinati all'industria nel programma operativo nazionale si sommano i fondi destinati all'industria nel programma operativo regionale, nel complemento di programmazione, portando il totale a 700 miliardi o giù di lì. La nostra ipotesi, invece, senza nulla togliere all'industria, che può godere delle risorse previste dalla legge numero 488, che non si applica all'artigianato, è quella di destinare le risorse previste dalla legge numero 15 al settore dell'artigianato. Questo è il senso dell'emendamento numero 185, che peraltro non necessita di copertura finanziaria perché si risolve, in sostanza, in uno storno di fondi da un settore all'altro. E questo non per togliere nulla all'industria, ma in considerazione del fatto che l'industria può disporre già dei fondi previsti dalla "488". Il tutto si risolverebbe, quindi, in una modesta riduzione dei fondi destinati a quest'ultima, che passerebbero da 700 miliardi di lire a poco meno, e in un modesto incremento delle risorse destinate all'artigianato. Questa è, secondo me, l'operazione che l'Assessore dell'artigianato dovrebbe sostenere, e che noi sosteniamo per venire incontro alle richieste delle associazioni di categoria, che hanno sì espresso un apprezzamento nell'autunno scorso, ma che alla luce di questo nuovo quadro finanziario di riferimento ci pongono questo problema. L'emendamento numero 185 l'abbiamo presentato noi, ma se la Giunta accettasse la soluzione prospettata, noi ritireremmo l'emendamento lasciando il merito alla Giunta; non ci interessa che l'operazione porti il nostro nome. Se l'Assessore, alla luce di questa interlocuzione accettasse anche in parte la nostra proposta noi ci sentiremmo soddisfatti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 440, io ho apprezzato il fatto che i colleghi Cossa, Cassano, Vargiu, Rassu, Contu, Capelli, l'abbiano presentato. Noi lo condividiamo pienamente, e proprio per non sovrapporci alla vostra iniziativa, abbiamo evitato di presentarne uno analogo. Ci sono, infatti, problemi che non hanno colorazione politica; non sono nè di centrodestra nè di centrosinistra. E proprio per sottolineare ciò, pur essendo un emendamento presentato dal centrodestra, noi l'avremmo votato molto volentieri, lasciando a voi il merito politico di aver posto il problema; ci sarebbe bastata la soddisfazione di aver sostenuto una istanza giusta. Ora, dal momento che voi lo ritirate, e non capisco perché lo ritiriate, noi lo facciamo proprio. Del resto, come è stato più volte ricordato, questo non è un emendamento che necessita di copertura; quando si approvano le leggi di incentivazione (lo ricordava prima l'assessore Pirastu ), si determina un plafond entro il quale vengono soddisfatte le domande; se poi alcune domande non vengono evase, successivamente si provvede ad adeguare le risorse. Lo stesso vale per questo emendamento: il plafond finanziario rimane quello originario, poi se le risorse saranno sufficienti tanto meglio, se non saranno sufficienti le adegueremo in corso d'anno come facciamo per le altre leggi. Non si capisce proprio il perché di questa ostilità della Giunta e della maggioranza nei confronti di alcuni interventi a favore dell'artigianato. Forse però non è ostilità, forse è solamente una carenza di dialogo, quindi fermiamoci un attimo a dialogare, parliamone, se la Giunta, la maggioranza avanzano una proposta, il centrosinistra è disponibile a ritirare senza problemi i suoi emendamenti.
Un'ultima considerazione, molto minore, riguarda l'emendamento numero 176. Mi dispiace che non siano presenti gli assessori Luridiana e Pirastu, perché con loro era stata già attivata una interlocuzione positiva, ed io volevo avanzare due proposte collegate a quanto già concordato.. Assessore Pirastu, noi abbiamo apprezzato ieri, l'ipotesi di individuare un percorso favorevole per i nuovi settori e le nuove imprese; l'abbiamo tanto apprezzato che abbiamo ritirato l'emendamento. Stesso impegno l'assessore Pittalis ha promesso di profondere nei confronti dei fondi di ricerca. Il terzo momento di questa politica - ecco perché evocavo la presenza dell'assessore Luridiana - riguarda il problema della formazione. Quindi, in materia di incentivi, ricerca e formazione c'e' stata una interlocuzione positiva con la Giunta. Però poi è necessario anche un adeguamento legislativo.
Presidente mi conceda un altro minuto di tempo per chiarire, se i colleghi non si oppongono, all'assessore Luridiana, che è arrivato in questo momento, i termini della mia proposta. Ieri avevamo discusso con l'assessore Pirastu e l'assessore Pittalis sui modi di sostenere le imprese della nuova economia nei settori dell'elettronica, dell'informatica, della biotecnologia, eccetera. Noi proponevamo di istituire una corsia preferenziale, una riserva di fondi per le domande di contributi provenienti da questi settori e da quello della ricerca, e gli assessori Pirastu e Pittalis si erano dichiarati disposti ad accogliere tale proposta in via amministrativa. A seguito di tale apertura noi abbiamo ritirato gli emendamenti. Adesso stiamo avanzando la stessa proposta per la formazione. Se per la formazione vi fosse un analogo impegno dell'Assessore del lavoro….
LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professione, cooperazione e sicurezza sociale. E' già previsto.
SELIS (Popolari-P.S.). Perfetto, se c'è l'impegno dell'assessore, a noi è sufficiente.
Pertanto ritiriamo l'emendamento e svilupperemo i nostri intendimenti in una nota che stenderemo nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, il mio intervento sarà brevissimo in quanto le parole dei colleghi che mi hanno proceduto, (il collega Falconi, il collega Orrù e il collega Selis,) hanno ampiamente significato l'importanza che il settore dell'artigianato, costituito da quasi 40 mila imprese, riveste per la Sardegna. Non è esagerato affermare che le imprese artigiane rappresentano effettivamente la spina dorsale del nostro sistema economico. E` un settore, quindi, che merita la dovuta attenzione e valorizzazione; è un settore che merita sinceramente, non dico di essere privilegiato, perché è una parola grossa, ma perlomeno di essere posto allo stesso livello di altri settori, e comunque alla pari del settore industriale. Io non sostengo che nel settore dell'artigianato non siano state spese risorse, anche cospicue, affermo però che queste risorse non sono state sufficienti o, comunque sia, costituiscono poca cosa se rapportate a quelle destinate al settore industriale. Il settore industriale non può vantare certo il fatturato della piccola e media impresa, non può garantire quell'assorbimento della disoccupazione che, seppure lentamente, in un periodo difficile come questo, la piccola e media impresa invece sta attuando, eppure gode di incentivi in legge finanziaria dieci volte superiori a quelli previsti per gli artigiani.
Adesso voglio soffermarmi anch'io sull'emendamento numero 440, per affermare che è necessario che la Giunta - ma credo che questo sia già negli atti - riveda il suo atteggiamento. Del resto solo nel settore artigiano esiste il limite di cinque anni per quanto riguarda le pratiche dei consorzi fidi. Io ritengo che la soppressione di questi limiti non possa in qualche maniera inficiare la finanziaria, assolutamente. L'importante è che sia contenuta, come abbiamo precisato stamattina, entro la quota de minimis, come ha sostenuto anche il collega Selis.
Probabilmente non c'è ostilità da parte della Giunta, forse c'è stato qualche disguido nell'espressione di pareri da parte dei tecnici perché l'Assessore non sembrava orientato negativamente. Quindi, è vero che la discussione pacata porta a dei risultati politici abbastanza positivi; credo che, come ha affermato il collega Selis, molte volte su determinati argomenti manca il confronto, manca il dibattito, e questo talvolta ci porta a prendere cantonate e ad assumere posizioni che magari non sono nelle intenzioni né della Giunta e né tanto meno del Consiglio.
Comunque è arrivato in questo momento un emendamento della Giunta che accoglie le nostre istanze, per cui ringrazio l'Esecutivo e con soddisfazione registro che il dibattito ha portato alla conclusione positiva di queste istanze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per richiamare l'attenzione della Giunta e dei presentatori sull'emendamento numero 3, perché dall'intervento del collega Onnis mi pare che il testo dell'emendamento non colga affatto l'obiettivo che l'emendamento, così com'è stato illustrato, vuole cogliere.
Per quanto riguarda il problema dell'inserimento dei giovani in agricoltura, già nel 2001 sono spendibili oltre 37 miliardi, come anche specificato nelle note di programma a pagina 101, del Programma operativo regionale. Le norme direttive comunitarie prevedono appunto che il giovane che presenti istanza di contributo non debba essere ancora agricoltore, né capo famiglia e né iscritto agli enti previdenziali ed alla Camera di Commercio come agricoltore. Quello che manca è il bando per l'utilizzo di questi fondi.
L'Assessore, in realtà, aveva pubblicato un bando, però dalla Commissione con potestà venne evidenziata la presenza di contraddizioni tra alcune norme in esso contenute, cosicché l'Assessore fu costretto a revocarlo e a tutt'oggi non è stato ancora ripubblicato.Oggi pertanto non possiamo dire se per i nuovi bandi, saranno o no sufficienti i 37 miliardi già previsti per il 2001. Se l'emendamento venisse accolto andrebbe ad incidere non sulle graduatorie, ancora bloccate, dei giovani, stilate sulla base dell'articolo 11 della legge numero 37 del 1998, ma andrebbe ad aumentare le risorse già previste dal POR per il nuovo bando, in base all'articolo 8 del regolamento comunitario 1257\99.
Il problema che invece ha posto nel suo intervento il Presidente della Commissione, nonché primo firmatario dell'emendamento, è un problema che l'emendamento non risolve. Riguarda quei lavoratori agricoli che hanno presentato istanza per ottenere il contributo come giovani da inserire in agricoltura, sulla base dell'articolo 11 della legge numero 37 del 1998. Ma qual è il paradosso che si è venuto a creare? Che nel bando emanato in forza dell'articolo 11 della legge numero 37 era previsto obbligatoriamente che chi presentasse domanda per ottenere i contributi fosse iscritto alla Camera di Commercio e quindi, fosse titolare di una partiva I.V.A. e così via. L'Unione europea, invece, all'articolo 8 del regolamento comunitario, prevede in modo tassativo che l'iscrizione avvenga dopo che il giovane è stato ammesso a contributo. Quindi, il paradosso in cui ci troviamo è che chi ha presentato domanda sulla base dell'articolo 11 della legge numero 37 non può presentare domanda in forza del nuovo bando, perché è ormai titolare di partiva I.V.A., avendola già richiesta in quanto ritenuta indispensabile dal bando precedente. La questione però è stata sollevata dall'Assessore a livello nazionale e comunitario, ma non è pervenuta ancora risposta; noi riteniamo che solo attraverso una deroga si possa arrivare ad una soluzione.
Un altro problema riguarda il comma venti dell'articolo 2, dove viene stanziato il venti per cento in più dei 60 miliardi a suo tempo previsti dall'articolo 11 della legge numero 37.Questo venti per cento (12 miliardi) è il massimo stanziabile, almeno sino a quando non si deciderà diversamente, e servirà per finanziare altre 413 pratiche. Rimane però aperto il problema di quei quattro - cinquecento giovani che, in virtù del nuovo regolamento comunitario, non possono accedere ai contributi e che, sulla base dell'articolo 11 della legge numero 37 non riescono ad ottenere finanziamenti perché lo stanziamento no può superare il venti per cento dei sessanta miliardi già previsti.
Il problema è quindi reale; l'emendamento così come presentato finirebbe in realtà solo per aumentare le risorse destinate al nuovo bando, senza contribuire a una sua soluzione. Pertanto anch'ioritengo che l'emendamento debba essere ritirato perché non serve a conseguire quell'obiettivo per il quale era stato presentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Considerati i chiarimenti intervenuti sui punti sui quali intendevo interloquire, rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA. (D.S.). Signor Presidente, intendo intervenire esclusivamente sull'emendamento numero 292, perché credo che tutti noi dobbiamo riflettere, (quindi l'intero Consiglio, compreso l'Assessore al quale mi rivolgo esplicitamente) sulla circostanza che all'atto dell'approvazione della legge numero 26 del 2000 "Norme e sostegno all'imprenditorialità femminile in attuazione della legge 25 febbraio 1992, numero 215" probabilmente il Consiglio regionale ha sottovalutato l'importanza di istituire un fondo per l'anticipazione dei contributi. Detto fondo, come ricordato precedentemente dagli altri colleghi, e già funzionanti in altre leggi.
Questo emendamento non prevede, come si può evincere da una lettura attenta alcun aggravio di spese. La gestione del fondo verrà affidata, previo espletamento di pubblica selezione, ad operatori specializzati. Quindi viene fatto tutto con la massima trasparenza. D'altronde qualche giorno fa, discorrendo con l'assessore Luridiana, egli stesso mi ha confidato che l'attuale procedura poteva determinare dei rallentamenti.Del resto molto spesso le imprese femminili che si apprestano a nascere soffrono di una bassa capitalizzazione, e quindi non dispongono delle risorse necessarie per affacciarsi sul mercato.
Non è infrequente, infatti, che si abbia un'ottima idea, capace di sfidare positivamente il mercato, ma non si dispongono di tutti i capitali immediatamente. Si tratta pertanto di anticipare solo delle somme per la realizzazione di progetti imprenditoriali dei quali voi stessi valuterete la validità e la corrispondenza al tessuto economico della nostra Isola; non riesco quindi a capire perché vi sia tanta resistenza. Non occorre, infatti aumentare i finanziamenti, ma solo modificare la procedura per porre rimedio a ciò che non abbiamo fatto inizialmente.
Quindi, io chiedo alla Giunta, all'Assessore del Lavoro e all'Assessore della programmazione di valutarne l'importanza e di fare proprio questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, per quanto riguarda il problema relativo al comparto dell'artigianato, non possiamo che ribadire quanto ha già riferito anche molto puntualmente il collega Frongia, e cioè che questo settore, in questi ultimi due anni, ha ricevuto tante risorse quante non ne aveva avute nei precedenti dieci anni. Ma non è questo il problema. Il problema è che certamente dovremo attrezzarci meglio come Regione, e su questo anche le associazioni di categoria dovrebbero prestare un valido supporto, per monitorare la spesa, per conoscere le ricadute che le risorse determineranno in questo comparto, anche in termini di nuova occupazione.
Per quanto riguarda il problema dell'abrogazione delle parole "per un periodo di cinque anni", di cui al comma 2 dell'articolo 12 della legge 19 ottobre 1993, numero 51, noi abbiamo condiviso e un'istanza contenuta nell'emendamento dell'onorevole Cossa e più, ma la formulazione dell'emendamento non soddisfaceva alcuni dei criteri e delle regole alle quali prima mi sono richiamato. Pertanto, come Giunta regionale, a seguito anche del dibattito che si è svolto tra maggioranza e opposizione, all'esito del quale si è trovata una forte convergenza sul punto, abbiamo ritenuto opportuno recepirne la risoluzione in un emendamento. Ritengo, peraltro, che l' emendamento presentato dalla Giunta eviti alla finanziaria di correre rischi in sede di notifica all'Unione europea.
Quindi l'emendamento numero 470, se sono d'accordo i presentatori dell'emendamento numero 440 e coloro che poi lo hanno fatto proprio, dovrebbe sostituire quest'ultimo.
Debbo soltanto fare una precisazione, sempre con riferimento al comparto dell'artigianato: anche la legge regionale numero 488 del 1992 è aperta verso quel settore, non riguarda soltanto la grande industria. Con riferimento, infine, all'emendamento numero 185, ma è un aspetto già chiarito dall'onorevole Spissu nel suo intervento- voglio sottolineare che gli stanziamenti della UPB 07028, sono complessivamente 42 miliardi e 676 milioni, rispetto alla competenza indicata nell'emendamento, che è di 42 miliardi e 29 milioni. Mi rendo conto che probabilmente è stato commesso un errore nella formulazione, ma a maggior ragione l'emendamento deve essere ritirato perché diminuisce, anziché farli aumentare, gli stanziamenti per l'artigianato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Credo che l'emendamento numero 470, presentato dalla Giunta regionale, contribuisce a far superare alcune preoccupazioni emerse da parte degli uffici, e quindi sarò brevissimo. Anche l'onorevole Cossa aveva espresso la preoccupazione che potessero sorgere difficoltà in sede di notifica della legge all'Unione europea. Ma queste difficoltà sono state superate, quindi non posso che esprimere soddisfazione per la nuova formulazione che viene proposta dalla Giunta e soprattutto per il raggiungimento del risultato relativamente alla nuova formulazione dell'articolo 12.
D'altra parte, sempre per quanto riguarda le risorse destinate all'artigianato, e in particolare in riferimento all'articolo 10 bis della legge numero 51 del 1993, ho ricordato prima che era stato raggiunto un accordo con l'associazione di categoria, e posso assicurare il Consiglio regionalle che l'operatività di questa norma sta conseguendo grandi risultati. Come sapete abbiamo evitato che si procedesse col "meccanismo del bando", e abbiamo utilizzato quello "a sportello". In cinque mesi, sono stati erogati oltre 50 miliardi, per un investimento complessivo di 130 miliardi di lire. Secondo i dati che sono stati dati dalle stesse associazioni di categoria dell'artigianato, abbiamo favorito la nascita di oltre 1500 nuovi posti di lavoro. Quindi, come dicevo, si tratta di un risultato straordinario.
Ricordo che, per quanto riguarda il 2000, le risorse stanziate aumentavano a circa 110 miliardi, e nel 2001 e 70 miliardi, quindi diciamo che - ormai la norma è operativa dal mese di ottobre - complessivamente nel 2001 potremo spendere 180 miliardi. Mi sembra si tratti di una cifra non irrisoria che ci consentirà di valutare nel prosieguo il trend della spesa, per poter eventualmente intervenire in una fase successiva, anche in quelle di assestamento di bilancio, se dovesse risultare necessario, con nuove risorse e nuovi stanziamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.
ONNIS (A.N.). Annuncio, con riferimento all'emendamento numero 3, che i firmatari di Alleanza Nazionale ritirano l'emendamento. Noi prendiamo atto delle convincenti obiezioni dell'Assessore, anche se dobbiamo rilevare che nell'ipotesi in cui l'emendamento non venisse ritirato e venisse approvato, la norma dovrebbe essere notificata all'Unione europea, e una volta vistata dalla Comunità Europea diverrebbe operante.
Però è chiaro che il Gruppo di Alleanza Nazionale non intende né frenare né in qualche modo ostacolare la manovra finanziaria e dunque si adegua alle obiezioni dell'Assessore. Vorrei soltanto ottenere l'impegno della Giunta perché i problemi sottesi a quell'emendamento, anche nella dimensione puntualmente illustrata dall'onorevole Marrocu, vengano affrontati e risolti sia sul piano giuridico sia su quello sostanziale ed operativo, affinché queste esigenze e queste aspettative dell'agricoltura della Sardegna, soprattutto dei giovani agricoltori della Sardegna, vengano prese in considerazione e - voglia Iddio - risolte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, la legge nazionale numero 215 del 1992 si trova in una fase quasi di avvio, i termini previsti nei bandi scadranno il 31 maggio e le varie fasi termineranno non prima di settembre. Il regolamento nazionale in questo momento non prevede un fondo che possa servire alle necessità precedentemente sollevate; noi ci riserviamo in un secondo momento, quando disporremo di maggiori certezze sul come operare, di ricorrere anche - se si rendesse necessario - alla creazione di un fondo. Quindi, rinviamo l'argomento eventualmente alla fase di assestamento del bilancio, in maniera da vedere che cosa si possa fare e di che cosa necessiti veramente questa legge.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 470, presentato in sostituzione dell'emendamento numero 440.
LICANDRO, Segretario:
Art. 12 comma 2 L.R. n. 51/1993
Emendamento Giunta Regionale sostitutivo totale dell'emendamento 440.
Nell'art. 12, comma 2, della Legge Regionale 19 ottobre 1993, n. 51, sono soppresse le parole "per un periodo di cinque anni". L'aiuto è concesso nel rispetto del regime "de minimis" e nell'ambito degli stanziamenti già destinati alla attuazione degli interventi previsti dal predetto art. 12, comma 2. (470)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Nella confusione mi è sfuggita una precisazione che potrebbe essere utile e che, tra l'altro, il Presidente Spissu mi confermava informalmente. Volevo sapere, per quanto riguarda l'artigianato, nel 2001, sull'UPB, sul capitolo 07026, quanto c'è?
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. 42 miliardi e 676 milioni.
SELIS (Popolari-P.S.). Ma io, nel costruire l'emendamento, mi sono rifatto al bilancio e nel bilancio leggo la cifra di lire 12 miliardi e .609 milioni.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, nell'UPB 07028 quella è la quota POR, onorevole Selis. L'UPB alla quale si riferisce l'emendamento prevede complessivamente 42 miliardi e 676 milioni.
PRESIDENTE. Per l'UPB ha ragione l'Assessore.
SELIS (Popolari-P.S.). Sì, sì, ma il problema reale è che l'emendamento...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quella è la quota POR. Onorevole Selis, l'abbiamo già chiarito con l'onorevole Spissu.
SELIS (Popolari-P.S.). Con tutto il rispetto per l'onorevole Spissu, l'emendamento lo faccio mio, e lo vorrei chiarire io.
L'emendamento vuole ridefinire lo stanziamento relativo al capitolo 07026. Nel capitolo 07026 "Incentivi a sostegno dello sviluppo di progetti di imprese ed artigiani", lo stanziamento è di 12 miliardi e 609 milioni, 6 miliardi nell'anno successivo e 5 miliardi nell'anno successivo ancora. Noi vorremmo riformulare questi stanziamenti su quel capitolo all'interno dell'UPB, ma su quel capitolo in particolare, portandoli a 42, a 17, e 83 miliardi rispettivamente nel 2001, 2002, 2003, e in questo caso azzerando il capitolo 09049, cioè relativo all'UPB 0902. Mi pare che questo sia un modo per rafforzare l'azione a favore delle imprese artigiane a fronte di un modesto sacrificio del settore industriale. E' evidente che se questo emendamento passasse, lo stanziamento finale dell'UPB al quale facevo riferimento aumenterebbe di conseguenza. Allora mi domando: anche se non dovesse essere accolto nella totalità delle cifre, perché non dovrebbe essere accolto almeno parzialmente? Se c'è una qualche incertezza nella interpretazione, così come abbiamo fatto per altri emendamenti, sospendiamone un attimo l'esame e cerchiamo di chiarirci le idee, perché probabilmente stiamo sostenendo posizioni anche molto simili. Si tratta magari di procedere ad una interlocuzione un po' più serena.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io pensavo di aver già fornito chiarimenti, spiegando, anche in una interlocuzione informale avuta col presentatore, che la UPB 07028 complessivamente, senza considerare proprio la sezione dove è indicato il capitolo 07026, ha una dotazione complessiva di lire 117 miliardi e 600 milioni, somma di gran lunga superiore a quella prevista complessivamente dalla legge numero 15 del 1994 per l'industria. La UPB nel quale è ricompreso il capitolo a cui fa riferimento l'onorevole Selis, contiene una previsione di 42 miliardi e 676 milioni di lire rispetto - lo ribadisco - ai 42 miliardi indicati nell'emendamento.
E` chiaro che la quota Por è giustificata in relazione al cofinanziamento regionale.
Del resto questa partita è stata concertata anche con le associazioni di categoria che, tra l'altro, partecipano al tavolo regionale e al comitato di sorveglianza. In quelle sedi, peraltro, nessuno ha mai sollevato obiezione, anzi le associazioni di categoria hanno sottoscritto appieno i documenti. Io posso fornire tutti i verbali dai quali non risulta alcuna obiezione da parte di alcuna associazione artigianale sull'argomento. Ribadisco comunque l'impegno, onorevole Selis, a valutare gli ulteriori bisogni che si dovessero verificare per l'artigianato nel futuro; e siamo d'accordo per sostenere questa categoria anche con un aumento di risorse; però abbiamo la necessità di capire meglio i meccanismi di spesa, e le ricadute che queste ingenti risorse determineranno in queste comparto.
Io mi auguro che queste somme possano essere spese celermente, perché l'artigianato è un comparto a cui tutti noi riconosciamo valore strategico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 176. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S). Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 176, se l'assessore Luridiana ribadisce, che in linea con gli impegni assunti dall'assessore Pirastu e dall'assessore Pittalis, procederà ad attuare, con riserva di fondi, il programma in esso previsto, noi lo ritiriamo, prendendo atto di questo impegno che speriamo di formalizzare prima della fine della sessione di bilancio.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 176 si intende pertanto ritirato dietro impegno dell'assessore Luridiana di attuare quanto in esso previsto.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 442. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione i commi e poi passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Stiamo votando i commi dal 17 al 21.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Signor Presidente, scusandomi per non averlo fatto al momento del ritiro dell'emendamento, vorrei porre all'attenzione dell'Aula la circostanza che i commi 12 e 13, che comunque sono stati già approvati, non rispondono a una formulazione corretta. Per esempio, al comma 13, per quanto riguarda la spesa 14 miliardi di lire, c'è un errore anche di valutazione.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Capelli, se lei è d'accordo, possiamo affrontare il problema che lei solleva dopo aver votato tutti gli emendamenti presentati all'articolo 2, prima di passare all'articolo 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale dei commi dal 17 al 21.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri oltre il richiedente.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PACIFICO, DEMURU, FADDA, MORITTU, CUGINI, PIRISI, CALLEDDA)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi dal 17 al 21.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri:. BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.
Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 43
Contrari 26
I consiglieri Fadda e Scano, il cui voto risulta nullo, mi comunicano di aver voluto votare contro.
(Il Consiglio approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 180 e 292, di identico contenuto. Chi li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 181 e 206, di identico contenuto. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, su questi emendamenti è intercorsa una interlocuzione positiva; forse non sarà possibile, perché il problema è abbastanza complesso, però mi riserverei se si raggiungesse un accordo con la Giunta, magari approvando una norma programmatica, di ritirarli. Chiedo pertanto che gli emendamenti numero 181 e 206 vengano sospesi.
PRESIDENTE. Se l'assessore è d'accordo si possono rinviare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
Pittalis(F.I. - Sardegna), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io riformulo l'invito al ritiro. La materia è davvero complessa perché, come giustamente ha sostenuto anche l'onorevole Falconi, il tutto può essere riportato all'interno del testo unico della legge sugli incentivi, che è all'esame della Commissione, dove questa materia può trovare la sede idonea per la soluzione. Ecco perché in questa fase, mi pare opportuno reiterare l'invito al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Signor Presidente, io posso anche ribaltare la proposta:
se i colleghi che gli hanno firmato con me gli emendamenti fossero d'accordo, potremmo ritirare gli emendamenti stessi, con l'impegno che se trovassimo una formulazione più idonea, la Giunta non si opporrebbe alla presentazione di un nostro emendamento più costruttivo, in caso contrario resterebbero ugualmente ritirati. Però, vorrei, proprio in vista dell'ipotesi prospettata dall'Assessore Pittalis adesso, e prima dall'Assessore Pirastu, in vista, cioè, della discussione sul testo unico, impegnare la Giunta ad adempiere al secondo comma dell'emendamento numero 319, che così recita: "La Giunta regionale fornirà alle commissioni competenti, entro 60 giorni, l'elenco dei progetti di cui al comma precedente e gli stanziamenti destinati al finanziamento degli stessi". E' lo stesso discorso che facevamo con l'Assessore Pirastu quando convenivamo che è inutile andare in Commissione a discutere senza disporre delle necessarie informazioni. Se questo impegno potesse essere inserito in legge, magari in sede di coordinamento, sarebbe un fatto positivo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è sufficiente un impegno della Giunta?
SELIS (Popolari - P.S.). Un impegno della Giunta, senza norma, sulla parola?
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. L'impegno è impegno.
SELIS (Popolari-P.S.). Che l'impegno sia un impegno, non ho dubbi, Presidente, però vi è un problema tecnico: chi è che tiene conto di tutti questi impegni che stiamo assumendo? Perché io me ne dimentico, la Giunta se dimentica perché ha altre cose da fare…
PRESIDENTE. Viene tutto verbalizzato, onorevole Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Sto scherzando!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I. - Sardegna), Assessore dell'industria. Non c'è nessun problema, nel giro di una settimana fornirò direttamente alla Commissione competente tutta la documentazione sulle graduatorie relative alle leggi sull'industria.
PRESIDENTE. Vengono pertanto ritirati gli emendamenti numero 181, 286 e 319, dietro l'impegno della Giunta a fornire alle commissioni competenti, entro 60 giorni, l'elenco dei progetti.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Credo che l'assessore parlasse a nome di tutta la Giunta, quindi siccome il problema riguarda anche gli altri settori, noi consideriamo l'impegno valido anche per gli altri settori produttivi. Se è così gli emendamenti sono ritirati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 470.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Signor Presidente, una dichiarazione di voto brevissima per sottolineare ancora la soddisfazione per aver trovato un accordo su questo emendamento. Soddisfazione che credo coinvolga sia i colleghi che l'avevano presentato e successivamente ritirato per una logica di schieramento, sia il Presidente della Commissione industria. Questo era uno dei punti sui quali posizioni distanti si sono potute avvicinare grazie al confronto e al ragionamento. Io, nell'esprimere naturalmente la soddisfazione per questo risultato, colgo l'occasione per rivolgere un appello al Presidente della Commissione, ai colleghi, e all'assessore dell'industria, affinché lo stesso atteggiamento si tenga anche sull'emendamento numero 185, che non sta ribaltando la logica di bilancio, ma - lo spiegherò in sede di dichiarazione di voto - sta semplicemente offrendo un po' più di attenzione al settore dell'artigianato, facendo così seguire alle parole di apprezzamento verso il settore anche i fatti. A me sembra che questo non debba essere considerato un fatto scandaloso; mi pare che ragionandoci insieme, senza attestarci su posizioni di principio, si possa trovare un punto di sintesi.
Mi sembra che questa tema raccolga abbastanza attenzione sia da parte della maggioranza sia da parte dell'opposizione, pertanto chiedo alla Giunta di operare ancora un'ultima riflessione, comunque su questo punto mi riservo di esprimere successivamente la mia dichiarazione di voto, mentre dichiaro il mio voto favorevole sull'emendamento numero 470.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, anche io prendo la parola per dichiarare il mio voto favorevole su questo emendamento e la mia soddisfazione, per il confronto positivo intercorso tra maggioranza ed opposizione; confronto positivo dal quale è scaturita la risposta ad un'istanza particolarmente sentita dal mondo dell'artigianato.
E` un primo passo; so che da parte della Giunta, e dell'assessore Pittalis in particolare, c'è una particolare attenzione verso questo settore; vediamo se é possibile in questo contesto, in un clima di dialogo, trovare delle soluzioni positive anche per altre istanze che recepite nella finanziaria. Si tratta, del resto, di un settore basilare, trainante per la nostra economia, che quindi merita l'attenzione e i riconoscimenti che in virtù di tale ruolo gli spettano .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni - Rif. Sardi). Intervengo brevemente per esprimere, in nome degli altri colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento numero 440, soddisfazione per la soluzione che è stata trovata. Noi abbiamo voluto sollevare un problema; con piacere abbiamo raccolto le considerazioni svolte anche dal collega Selis, siamo contenti che la Giunta si sia adoperata per superare le difficoltà dovute alla formulazione dell'emendamento. Quello che conta è il risultato; risultato che noi valutiamo in termini estremamente positivi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 470. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 3 e 275 erano stati ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 185. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Signor Presidente, così come non ho avuto difficoltà ad esprimere il mio apprezzamento sull'atteggiamento della Giunta che ha accettato, anche riformulandolo, un emendamento presentato, ritirato, e poi fatto proprio da noi, dal collega Rassu e dai colleghi riformatori, invece adesso trovo molta difficoltà ad esprimere soddisfazione per l'atteggiamento della stessa sull'emendamento numero 185. Io continuo a non capire perchè, di fronte alle cifre che sono state anche da me fornite, che indicano che per il prossimo anno lo stanziamento ammonta a 82 miliardi per l'artigianato e a 700 miliardi per l'industria, si contravvenga alla nota del Comitato di sorveglianza, che invita a non duplicare gli interventi. Ricordo che nel PoN, (programma operativo nazionale) sono presenti cospicui interventi per l'industria ex legge 488/92. Continuo a non capire perché non si voglia fare un piccolo sforzo di volontà, anche senza arrivare agli stanziamenti che noi proponevamo con questo emendamento, un piccolo sforzo nei confronti di un settore che, a parere di tutti, è uno dei più dinamici dell'economia regionale, sul quale si scommette per la capacità di creare nuova occupazione e nuova imprenditoria. Allora chiedo, di fronte a questa massa di risorse così cospicue, giustamente indirizzate all'industria, perché non si può rafforzare il capitolo dell'artigianato relativo alla legge numero 15 del 1994?
Lo stanziamento della UPB, - chiarisco questo punto per evitare malintesi - è di 42 miliardi e 400 milioni, ma noi stiamo parlando, assessore Frongia, del capitolo 07026, che ha una dotazione di 12 miliardi e 600 milioni. Noi proponiamo che questo capitolo venga portato a 42 miliardi. Non è la fine del mondo, è un sostegno concreto, visibile. Non vogliamo portarlo a 42 miliardi? Portiamolo a 40, a 39, 38, discutiamone...
Credo che sia deviante condurre una battaglia di principio: questi non sono emendamenti di centrosinistra, o di centrodestra; sono emendamenti per lo sviluppo. Pertanto, come ho proposto prima, se ritenete che il contenuto di questo emendamento possa essere accolto, noi siamo disponibili a ritirarlo in modo da consentire al presidente Rassu di farlo proprio e alla Giunta di sostenerlo e votarlo; in questo modo l'emendamento perde la sua "targa" e siamo tutti contenti. Noi rinunciamo a ogni paternità; la paternità se la assume magari la Commissione, il Presidente anche a nome del resto della Commissione, e l'iniziativa diventa così collegiale.
Questi non sono emendamenti politici, questo è il tentativo di dire: badate le categorie interessate in autunno erano soddisfatte degli stanziamenti, poi alla luce della ricostruzione del quadro finanziario hanno visto che si poteva fare qualcosa di più. Ci hanno chiesto un sostegno maggiore, e noi credo che possiamo accordarglielo. Tra i 700 miliardi dell'industria e gli 80 miliardi dell'artigianato c'è una sproporzione che consente, con una leggera limatura, di soddisfare entrambi i settori.
Su questo punto credo che si possa trovare un momento di riflessione, un momento di dialogo, con reciproca soddisfazione. Ritengo che di fronte a questo emendamento tutti si debbano assumere le proprie responsabilità, naturalmente io dichiaro il mio voto favorevole, e chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Intervengo brevemente per sottolineare qualcosa che ritengo debba essere chiaro a tutti: lo sforzo profuso anche in quest'Aula e anche stamattina per venire incontro alle sollecitazioni giustissime di tutte le categorie produttive. Questo sforzo si è manifestato anche con l'emendamento che abbiamo appena approvato, il numero 470, che ha portato a una soluzione favorevole così come richiesto dalle categorie interessate.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 185, il no che esprime la maggioranza reca delle motivazioni che vorrei brevemente ricordare. Esiste un metodo, che è quello della concertazione, che ci ha portato non solo nell'autunno scorso, onorevole Selis, e cioè non soltanto riguardo alle cifre contenute nel DPEF, ma anche nella elaborazione di questa manovra finanziaria, a un rapporto abbastanza serio e stringente con le organizzazioni delle diverse categorie e, in particolare, con le organizzazioni degli imprenditori, che si sono riunite in un tavolo unico.
Non è soltanto dall'autunno che questo tavolo unico ha espresso sostanzialmente una misurata, per quanto possa essere misurata, ma abbastanza evidente soddisfazione per il grado di accoglimento delle istanze avanzate in sede di concertazione, e cioè per il mantenimento dell'impegno, esplicitamente definito nel DPEF, di stanziare 210 miliardi in tre anni per l'artigianato. Ora, l'incremento di spesa che viene chiesto noi lo abbiamo esaminato, ci abbiamo riflettuto su, abbiamo ascoltato tutte le organizzazioni , però in questo momento, in sede di approvazione della finanziaria, intendiamo attenerci a quanto la Giunta ci assicura, e cioè che per il 2001 la dotazione finanziaria è sufficiente a far fronte alle istanze che sono in essere. Resta salva sicuramente la possibilità, anche in corso di esercizio, di un eventuale riequilibrio dello stanziamento, qualora ci siano delle istanze accertate.
Credo che tutte le parti in causa possano tranquillizzarsi sul fatto che la Regione, la Giunta e la maggioranza sono prontissime a far fronte alle esigenze che si manifesteranno in questo esercizio. E' un impegno che la Giunta ha assunto in quest'Aula; tutti ne prendiamo atto ed eventualmente, in sede di assestamento, ci sarà la verifica.
Il voto è ovviamente contrario all'emendamento con queste precisazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signore Presidente, io recepisco le argomentazioni della Giunta e dell'onorevole La Spisa in quanto sono argomentazioni giustificate e ponderate, e non ho motivo di dubitare che l'Esecutivo mantenga l'impegno anche in fase di assestamento.
Ribadisco ancora che è necessaria una particolare attenzione per il settore; è un settore trainante della nostra economia, comprende 40 mila imprese, conta oltre 150 mila occupati. So e affermo che la Giunta è stata attentissima, so perfettamente che i fondi stanziati per il 2001 sono sufficienti, ma sento l'esigenza, ancora una volta, di richiamare l'attenzione su questo problema. Ritengo che un ulteriore, seppur minimo sforzo in tal senso, possa essere fatto.
Non possiamo non dare risposte a un'esigenza reale, a un'esigenza che è sotto gli occhi di tutti. Il mondo dell'artigianato ci guarda, attende una risposta; in parte l'abbiamo già data, ma è necessario intervenire ancora seppure in misura minima. .
Il mio sarà un voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per fare un apprezzamento per la concertazione intervenuta tra la Giunta regionale e le categorie interessate. Però voglio ricordare alla Giunta che la concertazione è intercorsa nel mese di settembre, ottobre, quando non era noto neanche….
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è così, poi glielo dirò.
FADDA (Popolari-P.S.). Quando comunque non era noto a nessuno neanche il complemento di programmazione. Ma, al di là di ciò, io credo che l'intervento del collega Rassu sia stato un intervento molto equilibrato, e soltanto perché si trova all'interno di una maggioranza molto coraggiosamente dichiara di astenersi, dicendo: "Vediamo quello che si può fare". Il Presidente La Spisa ha sostenuto che i soldi sono sufficienti, le categorie hanno replicato che i soldi non sono sufficienti, del resto il ragionamento...
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. In quale occasione lo hanno detto?
FADDA (Popolari-P.S.). In quale occasione? Ho dei documenti anch'io, ma anche lei lo sa, Assessore, che gli stanziamenti non sono sufficienti.
Il discorso dell'assestamento potrebbe riguardare tutte le categorie; anche se togliamo qualche miliardo a una categoria, in assestamento possono essere ripristinati. Quindi l'invito che rivolgo con molta serenità, anche se con molta fermezza, è di sospendere un attimo questo punto per verificare se esistono, all'interno della manovra finanziaria, le somme necessarie. Abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità; però per darle anche una risposta, assessore, credo che anche a lei, che è un attento lettore della stampa, non sia sfuggito quell'articolo dove si legge : "Mancano 30 miliardi, la Confartigianato accusa la Regione".
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo dice un signor Lecis.
FADDA (Popolari-P.S.). E` il Presidente della Confartigianato che ha vinto anche le ultime elezioni, ottenendo un grosso successo. Però questo non credo che sia importante, credo che l'assessore Pittalis sappia qual è la posizione della Confartigianato, credo che la concertazione sia avvenuta. Operare una piccola modifica per accedere a quanto da noi richiesto penso che non comporti uno sforzo trascendentale; quindi chiedo, se è possibile, di sospendere l'esame di questo punto per cercare un accordo che soddisfi entrambe le parti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, in questa fase del dibattito gli apprezzamenti alla Giunta si sprecano, o meglio abbondano, perchè può darsi che non si sprechi niente, che sia tutto diretto a buon fine e che sia tutto di buon auspicio.
Noi condividiamo l'esigenza di migliorare l'intervento in favore dell'artigianato e riteniamo che non possa essere ritenuta accettabile l'interpretazione che in quest'Aula ha portato il collega La Spisa (che peraltro è persona avveduta, sa quello che dice, è Presidente della Commissione Programmazione e Bilancio) in base alla quale essendo intercorsa una concertazione (poco importa se a settembre, ad agosto o a gennaio), mirata a un'ipotesi di intesa fra il Governo della Regione, e le rappresentanze delle categorie interessate, quella ipotesi, quella concertazione avrebbe esaurito il compito dell'Esecutivo e dell'Assemblea. La concertazione viene quindi vista, concepita e richiamata come una gabbia che imprigionerebbe le categorie, i sindacati, le organizzazioni professionali, lo stesso Consiglio che non potrebbe autonomamente determinarsi e quindi approvare le leggi. Imprigionerebbe tutti, eccezion fatta per la Giunta, che resterebbe libera.
Questa è un'idea di concertazione, badate, estremamente rischiosa; io non dico che sia necessariamente sbagliata, (dal mio punto di vista è anche sbagliata, ovviamente), ma è rischiosa, perché tutti devono concertare, sia i governi di centrodestra sia quelli di centrosinistra e anche di estrema sinistra. In democrazia sulle grandi questioni ci si confronta e si ipotizzano soluzioni concordate, ma la concertazione non esaurisce il processo decisionale, se no non sarebbe più concertazione, sarebbe "cogoverno", "colegislazione", sarebbe compressione, non più concertazione.
Il rischio che deriva da quella impostazione, da quella interpretazione è che ne subiscono tutte le conseguenze proprio le organizzazioni più responsabili, quelle organizzazioni che, nel momento nel quale accedono a un'ipotesi di equilibrio, che ovviamente per chi rivendica è un equilibrio che si attesta ai livelli più bassi, resterebbero inchiodate a quelle posizioni mentre l'Esecutivo sarebbe libero di superarle. Se questo fosse il concetto - e lo dice La Spisa, che non è l'ultimo arrivato in questo Consiglio, e neppure in quella parte politica - se questa fosse la concezione della concertazione propria del centrodestra, io penso che mandereste un messaggio terribile, quasi una minaccia alle organizzazioni democratiche dei sindacati e delle organizzazioni professionali. E' come se diceste: Badate che quando, a seguito della concertazione, si raggiunge un'ipotesi di equilibrio, da quel momento in poi io ti posso "fregare", chiunque ti può sorpassare, tu che sei responsabile puoi essere punito.
PRESIDENTE. Qual è la sua dichiarazione di voto?
COGODI (R.C.). Favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, nell'esprimere il mio voto favorevole all'emendamento, voglio manifestare il mio sconcerto per alcune affermazioni pronunciate dal collega La Spisa sullo strano modo di intendere la concertazione. Io sono un po' preoccupato; non voglio pensare a cosa succederà se dovesse andare avanti questa ipotesi di accordo sulle politiche del lavoro, che cosa diranno al Presidente Floris le organizzazioni sindacali? Il Consiglio regionale non può legiferare perché i sindacati non sono d'accordo? Di che cosa stiamo parlando, cari colleghi? Quando usiamo certi termini e certi strumenti credo che occorra essere molto cauti.
Intanto chiariamo che il problema della concertazione è relativo ad una sfera che attiene esclusivamente al Governo, se ne faccia quindi carico il Governo regionalee non pretenda di scaricare sul Consiglio regionale, sull'intero Consiglio regionale, accordi più o meno concertati che rispondono esclusivamente ad interessi parziali, seppure legittimi, di settori della nostra società. Attenzione! Ed attenzione a voler giustificare tutto col termine concertazione, a scapito appunto dell'assoluta e totale indipendenza del Consiglio regionale.
Ma dico attenzione - e lo dico ai colleghi del Governo regionale - perché a me pare che in questi ultimi anni si sia abusato troppo di questo strumento comunque importante, in alcuni casi anche per conculcare sfere di funzioni appartenenti ad altri livelli istituzionali. Abbiamo spesso assistito - lo dico perché mi piace essere chiaro - anche durante il governo di centrosinistra, a situazioni nelle quali le organizzazioni sindacali, le organizzazioni di categoria, le organizzazioni imprenditoriali contavano molto di più di livelli istituzionali. Come i comuni e le province, e si aveva la pretesa (e si ha ancora la pretesa) che con quel tipo di organizzazioni si potessero avere forme di interlocuzione, e quindi di concertazione, per il Governo regionale, più importanti di altre.
Stiamo attenti a procedere avanti in questi percorsi, perché significa mettere a rischio intanto un'autonomia, in questo caso del Consiglio regionale, che deve essere piena, totale, assoluta, e poi, con la speranza spesso mal riposta di ricevere consenso, di creare grandi confusioni sulle funzioni, sui ruoli e sulle azioni che occorre portare avanti. Di conseguenza assistiamo sempre di più ai sindacati che pretendono di fare la parte delle istituzioni, agli imprenditori che pretendono di fare la parte del Governo, ad altre associazioni che nel nome della concertazione hanno altre pretese e, spesso e volentieri, alle istituzioni che davvero non sanno cosa fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, prendo la parola per alcune brevissime considerazioni.Lo dico con garbo pensosa ritengo che ciascuno degli ottanta consiglieri di quest'Aula potrebbe presentare emendamenti di questa natura. Sapete a quanto ammonta la copertura finanziaria indicata? 5 miliardi. Ciò significa che questo emendamento non ha assolutamente copertura, e noi anziché fare un qualcosa di positivo per gli artigiani, a mio modesto avviso, per come è congegnato l'emendamento, stiamo recando un danno alla categoria.
Ma poiché le finalità non erano queste, bensì erano finalità di sostegno alla categoria, avendolo già chiarito col presentatore anche questo aspetto. A questo punto pensavo che si potesse addivenire al ritiro dell'emendamento, poiché per l'artigianato - lo ribadisco - c'è stato l'impegno di tutti, maggioranza e opposizione. E' un merito dell'intero Consiglio, è l'esito di una reale concertazione intercorsa con le rappresentanze delle categorie artigiane, se si è riusciti a dotare tutti i capitoli operativi delle leggi destinate al settore artigianato, di una quantità di risorse che è stata valutata, adeguata, necessaria, sufficiente per coprire il fabbisogno del settore.
Lo stesso discorso vale, per esempio, anche per tutti i capitoli operativi della legge numero 51 del 1993, che è la legge più importante. Sollecitazioni, d'altro canto, ne riceviamo tutti e ne riceviamo tutti come esponenti di partito, perché abbiamo molti nostri aderenti iscritti alle associazioni di categoria, ne ricevono gli esponenti di partiti della sinistra, della destra, del centro. Del resto noi riteniamo che l'artigianato sia il settore trainante della nostra economia, insieme con l'agricoltura, le attività turistiche e la cooperazione; e queste affermazioni le abbiamo non solo scritte, ma le abbiamo anche concretizzate, dotando questi settori delle risorse necessarie.
Allora se il problema è quello di rivedere le poste del bilancio, considerato che la concertazione ha visto addirittura la partecipazione del Presidente della CNA (Confederazione regionale dell'artigianato) che ne ha valutato positivamente gli esiti, voi capite bene che non si comprende da quale esigenza scaturisce questo nuovo fabbisogno.
Non è quindi un problema di riformulazione della copertura finanziaria, perché io stesso potrei dire: "Applichiamo il criterio che è stato applicato anche per altri interventi, togliamo il 5 per cento dagli stati di previsione e destiniamoli all'artigianato". Io propongo invece la sospensione di questo emendamento, in modo che l'Assessore dell'artigianato possa tenere una interlocuzione con le rappresentanze, ma per venire incontro solo ad effettivi fabbisogni, non per elargire somme che siano soltanto l'espressione o il frutto di mere azioni sindacali, di propaganda fine a se stessa, perché queste azioni non troveranno mai accoglienze presso di noi, come giustamente ha avuto modo anche il collega Sanna, col garbo che lo contraddistingue, di evidenziare nel corso di questo dibattito.
Noi andiamo a coprire esigenze reali; questo è il ruolo del Consiglio. . All'esterno le associazioni svolgono attività di sindacato come meglio credono. Chiedo quindi di sospendere la discussione sull'emendamento numero 185 per consentire all'assessore Frongia di convocare le associazioni di categoria in relazione ad eventuali nuove istanze o nuove esigenze che possono essere emerse dal momento della concertazione ad oggi.Aggiungo però che ciò non può diventare prassi perché siamo noi che dobbiamo governare i fenomeni e non certo le istanze che provengono in maniera scoordinata da alcune categorie produttive.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'Assessore propone il ritiro dell'emendamento. Ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, per rispondere all'Assessore che ci chiede di sospendere l'emendamento, io accolgo la proposta, ricordando anzi che l'avevamo già avanzata noi. Mi pare che tutto ciò rientri nel normale dialogo parlamentare, dove gli accordi si cercano anche sui momenti procedurali. Prendo atto che è necessario un momento di riflessione, che potrà portare ognuno di noi a rivedere le proprie posizioni o a confermarle. Quando ci sono problemi importanti la riflessione è sempre utile; non sono certo pochi minuti di sospensione a costituire un problema. Quindi sono favorevole alla richiesta di sospensione.
Ne approfitto però per ricordare solamente all'assessore Pittalis e a tutti i colleghi ciò che è stato detto: "la concertazione per noi è un fatto fondamentale, la Giunta la deve portare avanti col massimo di rigore, perché il compito del Governo è ascoltare le parti sociali". Come diceva Aldo Moro - e qui mi rivolgo a chi proviene dalle nostre storie politiche, in particolare al Presidente Floris -. il compito della politica non è seguire la gente ma ascoltarla e guidarla. In altre parole compito della politica è portare a sintesi le diverse istanze; e nel portare a sintesi e nell'ascoltare tutti dobbiamo anche rispettare tutti. Lo dico perché qualche volta l'assessore Pittalis, con i modi che lo caratterizzano, si spinge un po' oltre.Il signor Lecis è proprio un signore e merita questo titolo che…
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' suo amico, probabilmente, ma io non lo conosco.
SELIS (Popolari-P.S.). E' un mio amico, ma ho tanti amici dentro il mio partito e fuori, questo signore merita questo titolo perché vive del suo lavoro e, anzi, ritaglia tempo dal proprio lavoro per offrire un contributo ad una categoria che sta crescendo, come io credo debbano crescere le categorie e le organizzazioni dell'artigianato, dalla CNA alla Confartigianato, perché rappresentano tutte una grande ricchezza di questa regione. E noi dobbiamo essere impegnati a metterle insieme, a creare momenti di sintesi e a valorizzare le istanze e le ispirazioni che da esse provengono, e soprattutto le istanze e la voglia di crescere di questa impresa.
Se questo è l'intendimento comune non ho dubbi che, con un momento maggiore di interlocuzione troveremo delle soluzioni, oppure risolveremo il problema con la normale e corretta dialettica democratica.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 185 è sospeso. Abbiamo concluso l'esame degli emendamenti. Onorevole Capelli c'era un problema che lei voleva sollevare prima di passare all'articolo successivo?
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Sì, Presidente, in merito agli emendamenti numero 106 e 112 che sono stati ritirati. Poiché al momento del ritiro, per mia mancanza, non ero in Aula, in quanto stavo verificando la copertura finanziaria dell'emendamento numero 112, vorrei sollecitare l'attenzione sul fatto che la formulazione dei commi 12 e 13 è una formulazione non corretta, per gli stessi motivi che hanno indotto alla presentazione degli emendamenti ritirati. Per cui chiederei all'Aula, per le motivazioni che ho addotto, in particolare con riferimento al comma 11 dell'articolo 84 del Regolamento, di poter presentare un emendamento che corregga questa anomalia. Si tratterebbe, in sostanza, della ripresentazione dell'emendamento numero 112 con adeguata copertura finanziaria; questo correggerebbe prima di tutto le anomalie sostanziali riferite all'emendamento numero 112, ma anche quelle riferite alla spesa. In particolare, sul comma 13, la spesa imprevista è di 14 miliardi, mentre dagli uffici viene valutata in 6 miliardi e mezzo.
Vorrei sottolineare che comunque l'intervento sul comma 12 dell'articolo 2 potrebbe ripristinare i fondi correttamente per l'anno 2001 in 31 miliardi; c'è quindi una differenza di 7 miliardi. Questo si evince anche dal consuntivo 2000 in quanto per gli interventi richiamati la spesa è stata di circa 30 miliardi. Nel corso dell'annualità 2001 saranno poi portati a termine alcuni lavori e quindi sarà necessario in ogni caso una maggiore copertura finanziaria, affinché i cantieri che verranno presi in carico, sia per le aree archeologiche e le biblioteche, sia per altri interventi, possano essere gestiti da quegli operatori che intervengono nella amministrazione del patrimonio storico, artistico, bibliotecario, archivistico della nostra regione.
Con queste motivazioni chiederei a lei, Presidente, di riammettere in discussione l'emendamento numero 112 o di presentare un nuovo emendamento che possa correggere le anomalie che le ho illustrato.
PRESIDENTE. Io non ho difficoltà a procedere alla votazione su questo emendamento. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per la Giunta non ci sono problemi.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, l'onorevole Capelli chiede che venga riammessa la discussione sull'emendamento numero 112.
LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Dovrebbe essere votato adesso?
PRESIDENTE. Io le sto chiedendo se ci sono opposizioni.
LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. No, nessuna opposizione perché venga riammesso.
PRESIDENTE. Se lei non è in condizione di esprimere il parere adesso, onorevole La Spisa, possiamo sospendere e rinviare la discussione alla ripresa dei lavori del Consiglio.
LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Io non so se questo emendamento possa essere messo in discussione adesso, considerato che sussistevano alcune perplessità sul complesso dello stanziamento ed anche sulla norma sostanziale. Non so se adesso ci sia il tempo per verificare con calma questo aspetto. Chiedo pertanto che venga affrontato nel corso della prossima seduta.
PRESIDENTE. Lo teniamo sospeso e riprendiamo martedì su questo emendamento. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 20 marzo alle ore 9 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 54.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU su disposizioni in materia di impatto ambientale. (239)
Agli atti dei competenti uffici dell'Assessorato non risulta alcuna richiesta di procedura di valutazione di impatto ambientale inerente le tipologie progettuali di cui all'art. 18 della legge regionale 20.4.2000, n. 4.
Si precisa che ai sensi del precitato art. 18, le procedure di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) devono essere esperite con le modalità previste dalle normative comunitarie, nazionali e regionali in materia, dalle quali si evince che l'attuazione del procedimento di V.I.A. consegue ad apposita istanza da parte del committente e/o Autorità proponente.
Si evidenzia altresì, nel contempo, che esulano dalle competenze dell'Autorità preposta alla definizione delle procedure in argomento, le funzioni di vigilanza, prevenzione e repressione di violazioni compiute a danno dell'ambiente.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione CASSANO sul mancato utilizzo dello Stabilimento Termale Casteldoria. (294)
In riferimento alla nota prot. n. 54/Gab, del 1.02.2001, pervenuta all'Ufficio scrivente in data 12.02.2001 prot. 2524, si riportano di seguito gli elementi di risposta all'interrogazione di cui all'oggetto.
Negli anni 1986/87 la Regione finanzia un programma straordinario di interventi a favore della Provincia di Sassari per il recupero strutturale del fabbricato delle Terme di Casteldoria per un importo complessivo di 5.000 milioni, detti lavori vengono consegnati in data 14.03.1991 prevedendo l'ultimazione in data 13.09.1992 (durata lavori 552 giorni), a seguito di modifiche progettuali legate ai risultati delle indagini geognostiche (effettuate in data 19.07.1991 dall'Ing. Doneddu) e alla realizzazione delle aree di defaticamento nonché alla redazione di n. 2 perizie di variante con relative proroghe dei lavori. Gli stessi vengono ultimati in data 1.12.1995 con approvazione degli atti di collaudo in data 7.06.1996 giusta deliberazione dell'Amministrazione provinciale n. 478/96.
Con la redazione del collaudo statico redatto dall'Ing. Macone una vasca di circa mq. 90 per un metro di altezza che doveva essere ubicata nel 3° piano viene spostata al 1° piano essendo i solai non idonei a sopportare detto carico.
In data 22.12.1994 con D.C.G.LL.PP. n. 1703, vengono stanziati ulteriori 15.000 milioni per il completamento e valorizzazione sempre del complesso termale di Casteldoria, detto finanziamento viene diviso in cinque lotti così ripartito:
· 3.000 milioni completamento del fabbricato delle Terme - lavori consegnati in data 19.04.1999, ultimazione prevista in data Febbraio 2001;
· 2.550 milioni strada di circonvallazione S.Maria Coghinas - lavori ultimati e collaudati;
· 3.200 milioni costruzione strada di accesso alle Terme - lavori in fase di ultimazione;
· 3.000 milioni costruzione ponte pedonale sul fiume Coghinas - lavori in fase di ultimazione;
· 3.250 milioni costruzione di un centro polivalente nel Comune di Viddalba - progetto esecutivo approvato lavori in fase di appalto.
Nella fase di esecuzione dei lavori del 1° Lotto (3.000 milioni - D.C.G.LL.PP. n. 1703) a seguito dello spostamento delle vasche dal 3° piano al piano terra viene dato incarico all'Ing. Mossone di verificare il carico max ammissibile per il posizionamento di dette vasche da parte dell'impresa Edilcualbu al piano terra. In data 29.08.2000 vengono consegnati detti elaborati (all. A) dai quali emerge la necessità di eseguire un'ulteriore analisi statica approfondita sulle strutture di fondazione dell'edificio, detta relazione recita nelle conclusioni finali: "Pertanto si diffida dall'esecuzione di qualunque operazione sul fabbricato, se non dopo la sua messa in sicurezza, una meticolosa campagna di sondaggi ed un conseguente rinforzo generale. A maggior ragione non è pensabile che lo stabilimento sia aperto al pubblico nelle attuali condizioni statiche."
A seguito di quanto sopra l'Amministrazione provinciale con propria deliberazione n. 298/2000 (all. B) nomina una commissione di esperti per l'analisi statica del fabbricato e proposta di stralcio delle vasche terapeutiche previste nel progetto esecutivo, poiché la loro realizzazione è dipendente dai risultati dell'analisi statica del fabbricato.
Detta commissione, composta da Ing. Silvano Freschi, Ing. Antonio Ponzeveroni, Ing. Costantino Porcu, Dott. Geol. Stefano Conti, in data 4.01.2001 presenta all'Amministrazione provinciale una relazione tecnica preliminare di accertamento delle condizioni di stabilità statica strutturale delle Terme di Casteldoria (all. C), che nelle conclusioni recita:
· "non sussistono pericoli di crollo o di dissesto statico da attribuire a deficienze strutturali, quali carenze di armature o qualità non idonea dei materiali utilizzati;
· non sussistono pericoli di cedimenti sostanziali delle fondazioni imputabili ad errato dimensionamento delle medesime;
· non sussistono motivate ragioni che portino a ritenere che la situazione geologica dei piani di fondazione possa indurre cedimenti che non siano quelli dovuti al normale assestamento di edifici similari".
Detta Commissione dovrebbe concludere i lavori entro il mese di Febbraio 2001.
Pertanto in base ai lavori svolti dalla Commissione si escludono situazioni di precaria stabilità del fabbricato termale.
Per quanto concerne l'utilizzo dello stabilimento termale, ormai in fase di completa ultimazione, si precisa che l'Amministrazione provinciale sta sondando il mercato per quanto concerne l'ipotesi gestionale (idonea impresa), non essendo stata questa particolarità valutata in fase di progettazione, inoltre la stessa Amministrazione ha presentato all'Assessorato all'Industria richiesta tendente ad ottenere il rinnovo della concessione mineraria scaduta nel 1998 per il funzionamento dello stabilimento senza la quale viene a mancare l'elemento essenziale per l'apertura delle terme.
Per opportuna conoscenza si allegano alla presente:
· Relazione di massima per il completamento e la valorizzazione del complesso termale di Casteldoria redatta dall'Amministrazione provinciale di Sassari;
· Protocollo d'intesa tra l'Amministrazione regionale, l'Amministrazione provinciale, l'Amministrazione della Comunità montana n. 2, del 2.12.1994;
· D.C.G.LL.PP. n. 1703 del 22.12.1994;
· Conclusioni generali dell'Ing. Mossone;
· Deliberazione della Giunta provinciale di nomina della commissione di esperti per analisi statica del fabbricato delle Terme;
· Relazione tecnica preliminare di accertamento delle condizioni statiche delle terme;
· Situazione cronologica dei lavori nel fabbricato termale.
(Gli allegati alla presente risposta sono agli atti del Consiglio)
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione PIRISI - BALIA - FALCONI - DEMURU - DETTORI IVANA - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza dei lavoratori delle aziende "Mompiano" e "Corallo" di Suni. (302)
L'Assessore dell'Industria, in merito alla vicenda dei due complessi industriali "Mompiano" e "Corallo" di Suni riferisce che sono state interessate, anche attraverso gli organi amministrativi della Texal, molteplici aziende industriali per verificare la possibilità di rilevare le due attività e trovare quindi una collocazione ai dipendenti attualmente in mobilità. Per quanto riguarda i tentativi effettuati dalla Intex in particolare, fa presente che l'unica alternativa reperita da detta finanziaria aveva riguardato la Società Barzago di Uboldo (VA), interessata a rilevare il complesso della "Corallo", per la quale erano state attivate dalla SFIRS tutte le procedure per la concessione delle agevolazioni regionali previste dalla L.R. 66/76 e 17/93 oltre ad una partecipazione diretta della SFIRS; nel corso del perfezionamento delle varie operazioni tese a far ottenere i finanziamenti già deliberati in favore di detta società, in data 28/06/200 la società Barzago veniva dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio.
Successivamente non si è riusciti a trovare altri imprenditori interessati a rilevare l'attività.
Per quanto riguarda la "Mompiano", grazie all'interessamento di questo Assessorato, 15 ex dipendenti sono stati assunti dalla GTM che ha rilevato le attività della Texal.
Allo stato attuale l'Assessorato ha interessato la SFIRS affinché effettui un'operazione di scouting tendente a ricercare degli operatori del settore tessile interessati alle due iniziative. La ricerca è peraltro molto complessa soprattutto in funzione delle lavorazioni che venivano effettuate nei due stabilimenti che vedono la concorrenza di altre realtà industriali ubicate in territori più avvantaggiati soprattutto per gli alti costi di trasporto esistenti in Sardegna.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione LIORI sulla notizia della perdita del finanziamento per la realizzazione di un acquedotto nella Costa Verde. (304)
In data 28/10/98 è stato sottoscritto l'accordo di programma, approvato con D.P.G.R. n. 258 del 29/12/98, afferente l'attuazione del Programma Integrato d'Area PIA CA. 01 - Ovest - Nord - Ovest.
Detto accordo prevedeva anche il finanziamento dell'approvvigionamento idrico della Marina di Arbus, codice CA1.1, dell'importo preventivato di lire 15.000 milioni, a totale carico regionale, cap. 08035 - anni 1996/1999.
Con determinazione del Direttore Generale dell'Assessorato dei Lavori Pubblici n. 205 in data 26/03/99 la realizzazione dell'opera è stata delegata all'E.S.A.F., Ente sardo Acquedotti e Fognature, ai sensi della L.R. 22/04/87, n. 24.
Contestualmente è stata disposta l'erogazione, al succitato Ente, a termini dell'art. 4 della L.R. 24/87 e dell'art. 5 dell'accordo di programma, di una prima quota del finanziamento complessivo di lire 3.750 milioni.
Detto accredito è stato perfezionato dalla Ragioneria regionale con l'emissione del mandato n. 86 in data 03/05/99, a gravare sul cap. 08035/.03/Res. Esercizio 1999.
Detta determinazione dispone, inoltre, che il finanziamento è assoggettato alla disciplina di cui all'art. 10 della già citata L.R. 24/87 che testualmente, tra le altre cose, prevede al comma 4 che "i fondi versati dalla Ragioneria in applicazione dell'art. 4 della presente legge devono essere impegnati dall'Ente interessato entro il 31/12 dell'anno successivo a quello del versamento".
Pertanto, essendo stati i fondi (primo acconto) versati nell'anno 1999, i termini di impugnabilità scadevano il 31/12/2000.
Per quanto superfluo, si richiama l'attenzione sul fatto che per impegno di spesa è da intendersi quello formalmente assunto in conseguenza di contratti e di altre autorizzazioni di spesa, nonché quello assunto in dipendenza di obbligazioni giuridicamente perfezionate.
Nel caso in esame, peraltro interessante svariati finanziamenti P.I.A. di tutta la Sardegna ed altre opere delegate, l'E.S.A.F. con nota n. 1122 del 24/01/2001, nel comunicare di aver avviato la richiesta delle prescritte autorizzazioni di legge agli Enti preposti, dichiara implicitamente di non aver ottemperato, non disponendo neanche di un progetto approvato, a quanto disposto dalla più volte citata legge regionale in merito all'impegno.
Ciò porta, automaticamente, alla perdita del finanziamento, salvo che i termini di impugnabilità non vengano prorogati con legge regionale.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e della sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FRAU sulla paventata vaccinazione per combattere la febbre catarrale degli ovini.(305)
1) L'On. Assessore dell'Igiene e Sanità è a conoscenza della Decisione della Commissione di cui si argomenta nella interrogazione in oggetto e per quanto riguarda l'"Autorità" citata nella stessa si ritiene di poter asserire che questa è "l'Autorità centrale di uno Stato membro competente per effettuare i controlli veterinari o qualsiasi autorità veterinaria cui essa abbia delegato tale competenza".
2) Lo scrivente Assessorato ha deciso di intraprendere una campagna di profilassi vaccinale nei confronti della febbre catarrale degli ovini in completa sintonia con il Ministero della Sanità, con l'Istituto Zooprofilattico di Teramo (Istituto di referenza per le malattie esotiche e Centro Epidemiologico Nazionale), con l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna e con i servizi veterinari della Aziende U.S.L. della Sardegna. Nella piena coscienza che il presidio immunizzante che verrà utilizzato (l'unico al momento a disposizione) non è scevro da controindicazioni ed effetti collaterali, si è optato per tale strategia sanitaria, dopo approfondita analisi della situazione con i rappresentanti delle su citate Istituzioni, alla luce delle seguenti recenti acquisizioni di ulteriore conoscenza in relazione all'argomento.
a) Il dato più allarmante e significativo è che l'indagine sierologica (che poteva essere intrapresa solo nella fase di minima incidenza della malattia) svolta su un campione statisticamente valido dei soggetti presenti negli allevamenti sedi di focolai ha evidenziato una quasi insignificante immunità residua e pertanto in presenza di una eventuale recrudescenza della malattia, per l'anno 2001 ci si può verosimilmente attendere un'evolversi dell'epidemia con un danno quasi pari a quello registrato nell'anno 2000.
b) La profilassi vaccinale è in atto o comunque è stata disposta per altre regioni italiane ed in altri stati europei e pertanto, ormai, (soprattutto la vaccinazione in atto nella confinante Corsica, zona epidemiologicamente omogenea a quella Sarda), espone comunque il territorio della Regione Sardegna al rischio di essere interessato da nuove varianti virali di origine vaccinale, evenienza che rimane una delle maggiori controindicazioni all'utilizzo del vaccino attuale.
c) Altra recente conoscenza che fa propendere per l'attuazione della profilassi vaccinale è che l'Unione Europea ha disposto una visita ispettiva nelle Isole Baleari tesa a verificare le risultanze della campagna vaccinale. Dal rapporto ufficiale notificato il 6 febbraio u.s. emerge che la somministrazione del vaccino non ha evidenziato rimarchevoli effetti collaterali come riportato in letteratura. In altre parole, i danni da effetti collaterali conseguenti alla somministrazione del vaccino riscontrati nelle Isole Baleari sono minimi.
d) Possibilità di attuare la campagna vaccinale con una situazione stagionale favorevole e cioè in un periodo in cui l'insetto non dovrebbe essere al massimo della sua attività ed il virus non è al culmine della circolazione fra le specie sensibili e comunque prima che inizi la fase di gravidanza degli animali da sottoporre a vaccinazione.
Proseguendo nella risposta al punto 2) lettera c) della interrogazione di che trattasi, si evidenzia che non verranno interessati dalla vaccinazione gli animali della specie bovina e pertanto la movimentazione degli stessi verso territori extraregionali sarà comunque possibile alle condizioni dettate da particolari protocolli internazionali e già al momento percorribili. Se, invece, per "movimentazione" ci si riferisce a quella all'interno del territorio regionale, la stessa, in seguito alla vaccinazione, sarà ulteriormente concessa e potrà essere attuata senza limitazioni. Al contrario, in caso di non vaccinazione gli spostamenti all'interno del territorio Sardo saranno ancora sottoposti a rigidi vincoli sanitari. Non si trascura il fatto che in caso di vaccinazione gli animali della specie ovina saranno, con forte probabilità, inibiti alla movimentazione verso i territori continentali. Nell'analisi costi benefici di una decisione sanitaria di tale portata, quest'ultima possibilità non appare sicuramente la più rilevante.
Non risponde a verità, infine, che tale campagna di profilassi vaccinale precluda per sempre un tentativo di eradicazione della malattia. A parte il fatto che tale traguardo non solo non è mai stato raggiunto da nessun Paese, ma non è mai stato neanche preso in considerazione, una corretta campagna vaccinale è, come avvenuto in passato per altre patologie, il primo passo verso l'eradicazione.
3) L'On. Assessore dell'Igiene e Sanità è dettagliatamente informato sullo stato dell'arte riguardo la ricerca scientifica nei confronti di vaccini di "nuova generazione" contro la febbre catarrale degli ovini. Pertanto comunica che il vaccino in questione non solo non risulta "brevettato" ma al momento, anche a detta della Direzione dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, non si ha nessuna comunicazione circa la effettiva possibilità della fabbricazione di tale prodotto in dosi quantitativamente adeguate ed in tempi brevi. Tale Direzione, peraltro, haribadito che "allo stato attuale si ritiene inevitabile ricorrere alla protezione vaccinale delle popolazioni ovine dell'isola". In altre parole il vaccino con virus vivo attenuato è al momento l'unico a disposizione delle autorità sanitarie. Ciò non toglie che tale presidio possa essere utilizzato in futuro ed a tale scopo si informa che è intenzione dell'On. Assessore impegnare le Autorità Centrali affinché gli studi e le ricerche in corso nei confronti siano privilegiate ed accelerate.
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