Seduta n.196 del 17/01/2002
CXCVI SEDUTA
Giovedì, 17 Gennaio 2002
(POMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
Vicepresidente CARLONI
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
manca, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 15 gennaio 2002, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Nicola Rassu e Vincenzo Satta hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 17 gennaio 2002. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Selis - Scano - Cugini - Spissu - Pusceddu - Balia - Sanna Giacomo - Cogodi: "Definizione transitoria delle procedure di incentivazione delle iniziative delle cooperative e società giovanili" (59/A); Rassu: "Interventi a favore dell'imprenditoria giovanile" (168/A); Fadda - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Sanna Giacomo: "Interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile della Sardegna" (192/A) e del disegno di legge: "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione". (201/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge numero 59/A, 168/A, 192/A e del disegno di legge numero 201/A.
Siamo all'articolo 11. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Art. 11
Norme finali
1. Il regime degli aiuti previsto dalla presente legge cessa a far data dal 31 dicembre 2006.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Vorrei sottolineare che in queste condizioni non si può incominciare a discutere un disegno di legge così importante, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, nella sostanza io non posso che darle ragione, però a questo punto non posso interrompere i lavori, un po' di colleghi ci sono, la prego di fare il suo intervento se lo deve fare. Onorevole Ortu, intende intervenire? Chiede di intervenire l'onorevole Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, come lei sa il Regolamento prevede anche che possiamo chiedere particolari modalità di votazione, per cui se si decide di proseguire la seduta, non prendiamo la parola e chiediamo la votazione nominale o segreta, poiché manca il numero legale, si rinvierebbe la seduta di mezz'ora. Per cui chiedo anche alla maggioranza di considerare questo fatto.
PRESIDENTE. Su cosa intende intervenire onorevole Capelli?
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Sempre sull'ordine dei lavori, mi sembra di capire, come i colleghi che mi hanno preceduto. Comunque, al di là di questa precisazione, credo che quanto sottolineato poc'anzi dall'onorevole Vassallo sia più che corretto. Se noi dovessimo votare adesso l'articolato credo che si perderebbe più tempo. Sicuramente l'assenza di numerosi consiglieri non è una prova di grande attenzione nei confronti di questa legge importante e richiesta da tutti, perché chi non è presente ha sempre torto e credo che il senso di responsabilità debba essere elevato in quest'Aula, affinché quanto si dice qua dentro trovi poi riscontro nei comportamenti effettivi e nell'impegno dei singoli consiglieri.
PRESIDENTE. Onorevoli Ortu e Vassallo, i colleghi stanno arrivando, se loro intendono intervenire sull'articolo 11 possono farlo, credo che il numero legale ci sia già.
COGODI (R.C.). No, non c'è, contando tutti siamo 29.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi, si regolino come ritengono, andiamo avanti.
Onorevole Rassu, mi perdoni, ma lei ha rinunciato al congedo per questo pomeriggio?
RASSU (F.I.-Sardegna). Sì.
PRESIDENTE. Allora comunico che l'onorevole Rassu, che aveva fatto richiesta di congedo, è rientrato in aula.
Chi chiede di parlare sull'articolo 11? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione a scrutinio secreto quindi chiedo ai colleghi di predisporsi al voto.
Onorevole Cogodi, però, è la prima votazione, concediamo qualche minuto, non molto, ma qualche minuto .
COGODI (R.C.). Non è che adesso aspetta mezz'ora, faccia votare. Abbiamo chiesto noi una sospensione dei lavori di qualche minuto e lei non l'ha concessa, adesso lei dà minuti a vuoto.
PRESIDENTE. No, non diamo minuti a vuoto, stiamo votando, onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 11.
Presenti 27
Votanti 26
Astenuti 1
Maggioranza 14
Favorevoli 26
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GRANARA - GRANELLA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - ONIDA - PIANA - PILO - PISANO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Poiché sono presenti 27 consiglieri e non c'è il numero legale dichiaro nulla la votazione. La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 17 e 10.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, per il buon andamento dei lavori dell'Assemblea, io vorrei chiedere alla cortesia del Presidente, anzi meglio dell'Ufficio di Presidenza, che vengano acquistati e disposti nei corridoi e anche nel transatlantico dei televisori che diano la possibilità al consigliere regionale, che qualche volta ha necessità di parlare con delegazioni o chicchessia, di vedere lo svolgimento dei lavori del Consiglio. Questo accade in altre assemblee, compresa la Camera dei Deputati e, per la mia personale esperienza, persino nel Parlamento Europeo. Credo che non si tratti di una spesa eccessiva, ma che agevolerebbe di molto il lavoro e la partecipazione dei consiglieri regionali.
PRESIDENTE. Vedremo di fare anche questo, onorevole Contu, tuttavia abbiamo alcuni strumenti, forse antiquati, ma funzionano. C'è il cicalino che squilla dappertutto e poi ci sono i Capigruppo che dovrebbero avvisare i consiglieri.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il cicalino è un'altra cosa, alla Camera c'è il cicalino e ci sono anche i televisori.
PRESIDENTE. Va bene, vuol dire che compreremo anche i televisori, onorevoli Contu, adesso andiamo avanti.
Siamo in sede di votazione dell'articolo 11. L'onorevole Cogodi aveva chiesto il voto segreto, stiamo per votare di nuovo, non so se l'onorevole Cogodi mantenga la sua richiesta di voto segreto.
COGODI (R.C.). Sì, reitero la richiesta.
PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi conferma la richiesta di voto segreto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Il voto è segreto, non si possono fare dichiarazioni di voto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Posso dichiarare la mia astensione.
PRESIDENTE. Se si deve astenere può dichiarare perché si astiene.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Rinuncio.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 11.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 51
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 49
Contrari 1
Voti nulli 1
Il Consiglio approva
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Si dia lettura dell'articolo 12.
MANCA, Segretario:
Art. 12
Norma transitoria
1. La legge regionale n. 28 del 1984, e successive modifiche e integrazioni, è abrogata con effetto dal 31 dicembre 1999.
2. Le domande pervenute, ai sensi della legge regionale n. 28 del 1984, entro il 31 dicembre 1999, nei settori di cui all'articolo 1 della presente legge, ed istruite, sono liquidate secondo le modalità previste dalla legge stessa.
PRESIDENTE. All'articolo 12 sono stati presentati gli emendamenti numero 7, 8, 12 e 2. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 12
Nell'art. 12, comma 1, sono soppresse le parole: "con effetto dal 31 dicembre 1999". (7)
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 12
Nell'art. 12, il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. Le domande già pervenute, ai sensi della legge regionale n. 28 del 1994 e favorevolmente istruite, sono regolate nel modo seguente:
a) - entro i limiti del 50% dello stanziamento previsto nella presente legge sono liquidati secondo le modalità previste dalla legge regionale n. 28 del 1994 i migliori progetti, presentati entro il 31 dicembre 1999, e positivamente istruiti, che corrispondano ai seguenti concorrenti criteri:
- migliore impatto occupazionale;
- localizzazione in aree a minore tasso di sviluppo.
b) - i restanti progetti sono trasferiti d'ufficio nel nuovo sistema e trattati secondo i criteri della presente legge. (8)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 12
Nell'art. 12, al termine del comma 2 sono aggiunte le seguenti parole:
"Le domande pervenute successivamente al 31 dicembre 1999 sono trasferite d'ufficio nel nuovo sistema e trattate secondo i criteri della presente legge. In sede di direttive di attuazione, ai soggetti interessati verrà consentito un lasso di tempo utile per la eventuale rimodulazione del progetto.". (12)
Emendamento aggiuntivo Dettori Ivana - Pacifico - Scano Piersandro - Dore
Art. 12
Tra le parole "…ed istruite (…), sono liquidate" aggiungere:
"o ricompromesse negli accordi di programma approvati a valere sulla legge 26.2.96 n. 14, entro il 31.12.1999". (2)
PRESIDENTE. Per illustrare i suoi emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
Cogodi (R.C.). Emendamenti ce ne sono anche altri, noi illustriamo i nostri, immagino che possano essere illustrati anche gli altri da chi li ha presentati.
Noi abbiamo presentato a questo articolo tre emendamenti, il 7, il 12 e l'8, ma ci bastano pochi minuti per dare una sommaria illustrazione di tutti e tre nel loro insieme. Con l'emendamento numero 7 noi proponiamo riguardo che si elimini al primo comma la previsione di abrogazione con effetto retroattivo di una legge regionale. L'articolo in esame dispone che la legge regionale numero 28 è abrogata a decorrere dal primo gennaio 2000; come si fa ad abrogare una legge regionale con effetto retroattivo? La legge regionale 28 sicuramente dal primo gennaio 2000, ma anche prima, non è operante tant'è che stiamo prevedendo norme per salvare alcuni effetti, norme che istituiscono diritti ex novo. Quella legge dal primo gennaio 2000 e fino ad oggi, e fino a quando non verrà diversamente normata la materia, è inoperante, perché in contrasto con la normativa comunitaria, è inoperante, è inefficace. E quindi lì rimanga! E` inoperante, rimarrà inoperante fino a quando verrà emanata la nuova legge ed entrerà in vigore. Voi comprendete la portata devastante di un precedente di abrogazione di una legge regionale con effetto retroattivo. Quando viene emanata una legge regionale che istituisce diritti, in questo caso essa è inoperante per altra causa, ma potrebbe anche non essere inoperante, un cittadino sa che ha una legge dalla sua parte, compie atti in funzione di quella legge che gli consente di compiere atti giuridici e poi dopo due, tre, sette anni gli viene abrogata con effetto retroattivo la legge in base alla quale esercita un diritto. E' una follia!
Secondo noi è anche una norma illegittima, perché la legge non può essere abrogata con effetto retroattivo, l'effetto è abrogativo si esplica da quando la legge non ci sarà più. Quindi, questo è il primo emendamento, lo sottoponiamo all'esame, è una questione politica ma è anche giuridica e istituzionale, chiedete migliori lumi anche tecnici, chiedete qualche cosa che aiuti a fare una legge che non sia sotto questo profilo, come dire, devastante sul piano dei principi del diritto.
Il secondo emendamento, il numero 12, dico sin d'ora che è superato e quindi si ritira. Perché l'emendamento numero 12 era relativo al salvataggio delle domande che fossero state presentate precedentemente all'entrata in vigore della nuova legge e che se non fossero rientrate per qualsiasi ragione nella cosiddetta sanatoria, quindi nel vecchio regime prorogato nella sua vigenza; noi proponevamo che almeno quelle domande venissero tenute in conto per essere trasferite d'ufficio nel nuovo regime, perché sarebbe stato assurdo che chi si fosse attivato per avanzare un progetto ed in ipotesi non rientrasse per qualsiasi ragione nel vecchio regime, non dovesse rientrare neppure con ordine di precedenza nel nuovo, come se non avesse fatto nulla; però, dicevo, è superato, perché avendo il Consiglio già votato la norma che prevede che la procedura valutativa sarà a bando e non a sportello, è chiaro che quei progetti saranno ripresentati e valutati per la qualità della loro proposta quando sarà indetto il bando, quindi l'emendamento numero 12 si ritiene superato.
Noi abbiamo presentato l'emendamento numero 8 col quale prevediamo che… va bene che il Presidente del Consiglio non vota mai, ma se ascoltasse almeno una volta!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'ascolto sempre con molto interesse, mi creda.
COGODI (R.C.). Grazie. Dicevo, l'emendamento numero 8 da noi è stato ipotizzato, pensato e presentato in riferimento al testo che è arrivato in Aula. Nel corso di questi giorni abbiamo, seppure con molta difficoltà, discusso, dialogato, sono intervenute proposte modificative, ci sono emendamenti anche da parte della Giunta, per noi non sono soddisfacenti però sono stati almeno presentati, quindi in qualche modo tutta questa vicenda relativa al pregresso e al nuovo regime un po' già si sposta. Noi riteniamo che si debba spostare fino al punto da creare un equilibrio vero, ma questa è cosa che vedremo subito dopo. Per cui noi, avendo il testo approvato dalla Commissione previsto un fondo di 560 miliardi come dotazione iniziale della legge, in base al ragionamento che abbiamo sviluppato in questi giorni, ma che avevamo già ben chiaro come nostro intendimento per realizzare condizioni di equità, di giustizia, avevamo ipotizzato che la disponibilità finanziaria prevista in legge, potesse essere distinta in due parti che garantissero l'uno e l'altro intervento, per cui avevamo ipotizzato che un 50 per cento della disponibilità iniziale venisse utilizzato per sopperire via via alla provvista finanziaria delle pratiche antecedenti al 31 dicembre '99 e che il restante 50 per cento fosse finalizzato al finanziamento delle domande presentate in ossequio alle norme della nuova legge. Con questo intendendo che, articolando in due parti del fondo, noi potessimo soddisfare via via nel tempo sia l'una che l'altra esigenza. Sia quella della sanatoria del pregresso, sia quella delle richieste avanzate sulla base delle nuove norme.
Questo perché la Giunta stessa, già in Commissione e poi in Aula, più volte aveva dichiarato che quei 560 miliardi di dotazione iniziale della legge, peraltro attribuiti a diverse annualità, dal 2002 al 2004, non erano da considerare soldi in cassa, ma soldi da avere e che avrebbero potuto anticiparsi anche al 2002-2003 perché le pratiche avrebbero dovuto essere ancora esaminate, poi trattandosi di anticipazioni, non si erogava l'intero finanziamento, si sarebbero dovuti fare gli appalti, eseguire i lavori per cui sarebbe rimasta in un anno, due anni una qualche disponibilità, pertanto abbiamo pensato che non c'era bisogno di tenere 560 miliardi tutti immobilizzati per una sola finalità quando invece si poteva prevedere l'emanazione del primo bando - bando che non era ancora stato previsto perché tale procedura l'abbiamo introdotta in Aula con la proposta che è stata approvata - in modo da attivare comunque il nuovo regime di incentivi in favore dell'imprenditorialità giovanile.
Quindi questa ipotesi nostra di distinguere il fondo unico in due parti per l'utilizzazione di questa provvista finanziaria di quasi 600 miliardi, corrispondeva logicamente alla nostra impostazione che abbiamo confermato nell'arco di tutto il confronto. Tuttavia il dibattito che si è sviluppato in Aula, ha prodotto alcuni elementi di migliore comprensione, su cui poi dovremo tornare, badate, lo dico soprattutto alla maggioranza, circa la modalità attraverso cui si pensa di - uso questa parola, come dire, molto diplomatica - superare le obiezioni dell'Unione europea, prevedendo un fondo unico indistinto, che, essendo indistinto, non consente una valutazione circa la reale destinazione delle risorse, per cui parrebbe essere lo strumento migliore per raggiungere l'obiettivo, almeno un obiettivo.
Noi vorremmo che fosse lo strumento migliore per raggiungere tutti e due gli obiettivi della legge. Per cui, ciò detto - sto dicendo cose che si rivolgono ancora a quella ipotesi di soluzione del problema, badate -, e così affinato il ragionamento, noi accediamo all'ipotesi originaria che è della maggioranza del Consiglio, che quindi diventa anche la nostra, di mantenere il fondo unico, e però nel contempo dobbiamo garantire le due finalità che la legge si pone. Qui si è detto che questo si può fare, si deve fare, quindi aspettiamo di vedere come questo potremmo concretamente fare.
Pertanto, sulla base di questo ragionamento e per questa ricerca di soluzione positiva, che noi auspichiamo, anche l'emendamento numero 8 è ritirato e procediamo a vedere il merito della questione principale, ipotizzando di tenere il fondo unico indistinto e però trovando le soluzioni perché si soddisfino le due esigenze che abbiamo posto e per le quali la legge è stata predisposta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi ricapitolando, sono stati ritirati gli emendamenti numero 8 e 12.
COGODI (R.C.). Il 7 lo lascio alla valutazione tecnica.
PRESIDENTE. E' chiaro. Ha facoltà di parlare consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 2.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Grazie Presidente, molto brevemente cercherò di specificare il senso di questo emendamento. Infatti in questi giorni molti di noi si sono soffermati sulla positività della legge 28 e sulla necessità di dare risposte alle aspettative di tutti quei giovani che attendono, da oltre due anni, il via alle loro proposte. Giovani che hanno investito risorse, è bene ricordarlo, sia per la progettazione, sia per gli studi di fattibilità e quant'altro. Siamo anche dell'avviso che l'articolo 12 del disegno di legge 201, preveda risposte sufficienti, adeguate, rispetto a queste aspettative, ancorché io credo che esso meriti un ulteriore approfondimento.
La norma transitoria, infatti, nel ricomprendere i progetti presentati entro il 31.12.99 sembrerebbe escludere quelli compresi negli accordi di programma sottoscritti in applicazione della legge regionale numero 14 del 1996 che, vorrei ricordare, è appunto la legge relativa ai piani integrati d'area. Accordi di programma che sono stati tutti quanti approvati dalla Giunta entro il 31.12 del 1999. E' bene ricordare che questi accordi di programma comprendono interventi di soggetti privati e pubblici per iniziative produttive. Iniziative, tra l'altro, per le cui progettazione e per i cui studi i comuni hanno speso ingenti risorse, e i giovani che, attraverso bandi ad evidenza pubblica, si sono candidati per la gestione di questi interventi, hanno speso risorse significative per costituirsi in società e per mantenere in vita le società medesime.
Vorrei sottolineare che le iniziative comprese negli accordi di programma dei P.I.A. che sembrano escluse sono sia quelle private sia quelle pubbliche, e ciò rappresenta una incongruenza anche alla luce delle comunicazioni che sono state inviate da parte degli Assessorati competenti, e qui vorrei ricordare, appunto, la nota del 5 di maggio del 2000, inviata a tutti soggetti che erano inclusi all'interno dei piani integrati d'area, nella quale - e cito testualmente - si afferma che: "i soggetti attuatori di investimenti produttivi da realizzare con finanziamenti previsti dalla legge 28/84 sono invitati a presentare agli istituti di credito convenzionati, ove non avessero già provveduto, le domande corredate in modo completo di tutta la documentazione prevista dalle direttive istruttorie, entro il termine perentorio del 30 giugno 2000 in ottemperanza a quanto disposto dalla Giunta regionale con deliberazione numero 16/1 del 4.4.2000 che si allega in copia". Detta delibera, tra l'altro, afferma nell'ultimo capoverso dell'allegato 2: "In coerenza con le direttive di cui alla citata deliberazione della Giunta regionale 35/1 del 30.7.99 sono, inoltre, fatte salve anche le domande di agevolazioni inerenti ad iniziative previste in accordi di programma, P.I.A., patti territoriali o altri strumenti di programmazione negoziata, purché formalmente approvati entro il 30.7.99 e purché presentate entro e non oltre il 30 giugno del 2000, corredate in modo completo di tutta la documentazione prevista dalle direttive istruttorie". La mancata inclusione di questi progetti sarebbe un'ingiustizia e risulterebbe una presa in giro, ancorché per un numero limitato; dalla documentazione che ci ha fornito la Giunta nella giornata di ieri, appunto, si evince infatti che si tratta di 34 iniziative circa, tra le 300 pratiche complessivamente sospese.
L'emendamento numero 2, a mio avviso non costituisce sostanziale modifica della legge, così come ci viene raccomandato nella relazione illustrativa del disegno di legge, lasciando a mio avviso invariato l'impianto concordato con la direzione dell'Unione europea. E sono convinto che il recepimento di questo emendamento sanerebbe la palese ingiustizia che si determinerebbe se non venissero apportati i necessari correttivi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 7 e 2 (ricordando che gli emendamenti numero 8 e 12 sono stati ritirati), ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Non è possibile accogliere l'emendamento numero 7 per una ragione ovvia. Perché la sentenza del Consiglio di Stato del gennaio del 2000 di fatto, ha sospeso l'efficacia della legge 28 in quanto non è stata notificata, non possiamo quindi tener in vita la legge sino ai giorni nostri. Condizione sine qua non affinché potesse essere risolta la trattativa in atto con la Comunità europea era il fatto che giustamente la Regione autonoma della Sardegna dovesse riconoscere ormai abrogata la legge non notificata, pertanto è impossibile accogliere l'emendamento 7.
Per quanto riguarda l'emendamento 2, pur recependo l'istanza, in quanto è motivata, non può essere accolto perché proprio l'articolo 12 ha rappresentato il fulcro della trattativa con l'Unione Europea. L'articolo 12 di fatto, su questo ha ragione il gruppo di Rifondazione Comunista, è il fulcro della legge stessa, perché riguarda la sanatoria del pregresso. Ed allora per quanto riguarda i P.I.A. non dimentichiamoci che i contratti di programma sono tutti approvati prima di quella data. E' chiaro che ciò verrà specificato nella direttiva di attuazione, ma non in legge. E' infatti necessario capire che la legge che è stata concordata è una legge snella, è una legge che dice l'essenziale per poter essere approvata dalla Comunità europea; tutto quello che si chiede che venga inserito all'interno dell'articolato, compreso l'oggetto di questo emendamento, partendo dal presupposto che i contratti di programma sono approvati prima del 31.12.99, può essere inserito nelle direttive di attuazione che possono recuperare tali progetti; in definitiva, è necessario in questo momento non tener conto dell'oggetto dell'emendamento, che è stato oggetto di studio da parte nostra, e da parte di tutti, perché c'erano degli emendamenti similari in sede di elaborazione del testo unificato, uno presentato dal centro sinistra, dalla consigliera Ivana Dettori, uno presentato dall'assessore Milia, ma è necessario in questo momento soprassedere. Non è possibile riportare nell'articolo 12, in questo momento, quella modifica, il problema posto verrà risolto con le direttive di attuazione. Quindi invito ambedue i presentatori al ritiro degli emendamenti, oppure devono essere - per quanto mi riguarda - dichiarati non accoglibili.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Può essere parzialmente accolto l'emendamento presentato dall'onorevole Cogodi perché da un punto di vista tecnico giuridico ha ragione l'onorevole Cogodi, però è vero quello che diceva il Presidente dalla Commissione, che nella contrattazione con l'Unione europea è stato chiesto che venisse esplicitata proprio l'inapplicabilità, o comunque la "fine" della legge a quella data. E quindi l'articolo potrebbe essere riformulato in questo modo, se è possibile fare un emendamento orale: "La legge regionale numero 28/1984 e sue successive modifiche, inapplicabile con effetto dal giorno successivo al 31 dicembre '99, è abrogata". E' necessario cioè dichiararne l'inapplicabilità dall'1.1.2000, dichiarare il fatto che è abrogata. Credo che il primo comma dell'articolo 12 possa essere modificato in questo modo: "La legge regionale numero 28 del 1994, e successive modifiche e integrazioni, inapplicabile dal primo gennaio 2000; è abrogata". Dicevo che dal punto di vista tecnico giuridico ha ragione l'onorevole Cogodi, è così, non si può dire che una legge è abrogata con effetto dal 31 dicembre '99, possiamo dire che è abrogata dalla data di entrata in vigore della legge che stiamo per approvare e che è inapplicabile dal primo gennaio 2000, come ci hanno suggerito gli uffici.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 2, la Giunta ne chiede il ritiro, perché di fatto viene modificata la sostanza della norma, e anzi anche questo l'Unione europea, esplicitamente ci ha....
Non si capisce niente, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, io vi chiedo scusa, però fate un po' di silenzio, se no non riusciamo a comprenderci. Assessore la prego, riprenda.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 2 si invita l'onorevole Biancu a ritirarlo, perché l'Unione europea su questo chiaramente ci ha detto che qualsiasi emendamento che mirasse a fare rientrare tale pregresso nella norma transitoria, alludo chiaramente ai progetti 28 contenuti nei P.I.A., potrebbe di fatto rendere inapplicabile la norma, con la conseguenza di aprire una procedura di infrazione, e quindi un nuovo contenzioso con la Regione Sardegna, quindi si invitano i proponenti a ritirare l'emendamento. E' chiaro però che la volontà dell'Esecutivo è quella di affrontare il problema, che è stato sottoposto alla sua attenzione.
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione sugli emendamenti e sull'articolo, onorevole Cogodi, l'Assessore ha fatto una proposta di modifica del primo comma dell'articolo 12 e questo potrebbe superare...
Onorevole Cogodi, le chiedo un minuto di pazienza perché la Giunta nella sostanza sta venendo incontro alla sua richiesta, quindi diamo prima la parola all'assessore.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Cogodi, la questione non è se l'emendamento sia corretto sul piano formale, oppure sul piano sostanziale ecc. Qui si tratta di vedere come sono andate esattamente e storicamente le cose. L'articolo, mi informano, è stato formulato così dal funzionario dell'Unione europea, cioè non si può modificare di una virgola per questa ragione, questo è il punto. Così ci informano adesso, perché questa è una cosa che noi non conoscevamo, e quindi è opportuno che si tenga conto di questo.
PRESIDENTE. Adesso è chiaro onorevole Cogodi? Adesso devo aprire la discussione perché questo problema viene superato.
COGODI (R.C.). Solo sul punto tecnico…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il parere della Giunta è contrario, non c'è più da discutere su questo argomento, quando lei prenderà la parola sull'emendamento e sugli articoli dirà quello che deve dire adesso, la prego di avere un po' di pazienza e di accomodarsi.
COGODI (R.C.). Siccome un funzionario dell'Unione europea dice una bestialità giuridica il sistema costituzionale italiano…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei avrà modo di dire questo, ma perché lo vuole dire adesso?
COGODI (R.C.). Chiedetelo ai nostri funzionari, non ai funzionari della Unione europea se l'abrogazione può avere effetti retroattivi.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi avrà modo di dirle queste cose, la prego.
Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). Presidente, colleghe e colleghi, proprio dalle discussioni che si stanno avendo in questo momento, è chiaro che molti sono i punti oscuri di questo articolo 12, ed essendo che questo articolo 12 è il risultato di un rapporto pattizio tra l'Unione europea e la Regione Sardegna, significa anche che autorevolmente la Regione Sardegna è pervenuta a questi punti. Allora bisogna dire che ci sono almeno due questioni: la prima è quella sollevata or ora dal collega Cogodi, l'altra è quella sollevata dal Collega Biancu, su cui poi invece mi soffermerò più a lungo, che dicono che questo articolo 12 una volta pattuito, è stato pattuito in tal modo o per distrazione o per scelta politica. Se si tratta di una distrazione è piuttosto grave il risultato, se invece è una scelta politica, oltre che ad essere grave è anche molto preoccupante, perché naturalmente quando si arriva a una norma transitoria è necessario avere presente tutto ciò che finora è stato fatto e tutto ciò che finora la Giunta regionale ha pattuito con tutti i soggetti che hanno presentato richieste di finanziamento sulla base della legge 28, nelle diverse forme previste dal nostro ordinamento.
E allora, dalla lettura di questo articolo è evidente che le domande pervenute successivamente al 31 dicembre 1999 non siano finanziabili con le stesse modalità di quelle pervenute entro questa data. Questo è logico per tutte quelle domande pervenute dopo il 31 dicembre 1999, che per altro, come è stato più volte ripetuto in questo dibattito, non erano neanche ricevibili e su questo è necessario un ulteriore chiarimento. Ma è in netto contrasto con quanto disposto dalla Giunta regionale in data 4 aprile 2000, con la deliberazione del 16 gennaio, richiamata nell'illustrazione dell'emendamento dal collega Biancu, nella quale invece si stabiliva espressamente, cito dalla delibera, che "in coerenza con le direttive di cui alla deliberazione della Giunta regionale del 30/7/1999, sono fatte salve anche le domande di agevolazioni inerenti a iniziative previste in accordi di programma PIA, purché formalmente approvati entro il 30/7/99 e purché presentate - le domande - entro e non oltre il 30/6/2000". Questa espressa previsione consentiva, dunque, quasi imponeva, perché è un accordo tra la Giunta e i soggetti che proponevano, che le richieste inerenti alle iniziative inserite nei PIA venissero presentate fino alla data del 30 giugno 2000, proprio per consentire nel frattempo che le banche concentrassero i loro sforzi per definire le istruttorie pregresse. Infatti, nella stessa delibera si stabiliva che per le domande pervenute entro il 31 dicembre 1999, e non inserite nei PIA, si dovesse completare l'istruttoria entro il 30 giugno 2000.
Ora, paradossalmente emerge che le domande inserite nei PIA rischiano di non poter essere liquidate in quanto presentate, per espressa decisione della Giunta regionale, dopo il 30 dicembre 1999. A questo punto diventa indispensabile che questo articolo 12 abbia un'interpretazione autentica. Qui ci è stato ripetuto in tutti questi giorni che estendere l'applicazione della norma anche quelle domande avanzate ai sensi della legge 28 e inserite nei PIA, i cui accordi di programma erano -gli Assessori "forse" dovrebbero ascoltare, per poter poi dare risposte - approvati entro il 31 dicembre 1999 non è possibile in quanto la sua formulazione è frutto della contrattazione tra Regione e Unione Europea - e questa è comunque una dimenticanza politicamente non corretta - pertanto è necessario che la Giunta, così come in questi giorni ha detto, così come è stato ribadito in un ordine del giorno unitario che è stato presentato a tale fine, si impegni a dare interpretazione autentica della norma. Credo che rispetto a questo problema debbano essere presi impegni più precisi, e aspettiamo che la Giunta - poi dirà il collega Biancu - rispetto a questo emendamento, prima che esso eventualmente venga ritirato, prenda impegni precisi, che non sono impegni con il Consiglio, con noi singoli consiglieri, ma sono impegni che voi avete già sottoscritto, e anche confermato con la deliberazione citata, con i singoli, le società e gli enti pubblici, come i comuni, che sono stati precedentemente inseriti nei PIA di cui abbiamo parlato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io interverrò brevemente, poi gli altri colleghi di Gruppo che sulla materia anche con maggiore precisione possono parlare meglio di me preciseranno questo argomento, perché ci sembra che, dalle cose che sono emerse in Aula, alla fine ci siano alcune cose che non quadrano. Noi abbiamo presentato un emendamento, anzi abbiamo presentato tre emendamenti all'articolo 12, due li abbiamo ritirati, sul terzo abbiamo posto un problema di natura tecnica, ma anche politica, dicendo che siamo anche disponibili a ritirare l'emendamento, purché i tecnici dicano in materia che cosa deve essere fatto in modo preciso e corretto, perché a noi sembra che una legge non debba essere abrogata con effetti retroattivi. Questo, anche a chi come me non è esperto in materie giuridiche, sembra del tutto pacifico. Voi replicate che tutte queste cose sono state concordate in sede comunitaria, non sappiamo nemmeno bene con chi, per cui addirittura la formulazione letterale non può essere modificata di una virgola. Come se noi avessimo demandato alla Comunità Europea non si bene che cosa, comprese tutte le potestà di questo benedetto Consiglio.
Ora noi non mettiamo nemmeno in discussione, anche se abbiamo da questo punto di vista sollevato più di un'eccezione, tutta la materia che è stata contrattata in sede comunitaria e che è stata anche contrattata in malo modo. In malo modo! Così come emerge dall'insieme della legge, così come emerge dalla stessa relazione. Io ho avuto modo di dire ieri e l'altro ieri e anche questa mattina, per esempio, che tutta la materia dell'agricoltura è espunta da questa legge, ma non è che la Comunità Europea abbia, non si sa bene in quale modo, decretato che in questo settore non possiamo intervenire con agevolazioni. La Comunità Europea ha detto, così come è riconosciuto nella stessa relazione dei proponenti, che quella materia andava concordata e definita con la Commissione competente.
Chissà con quale commissione, con quali funzionari si è concordato l'insieme delle modifiche da apportare alla legge 28. Ma non c'è scritto e non sta da nessuna parte, e giustamente non è scritto nemmeno nella relazione che, stanti le condizioni economiche sociali della Sardegna, sulla base delle quali viene riconosciuta una possibilità d'intervenire anche andando al di là dei limiti imposti dalla Comunità Europea, nel resto dei settori in cui si articola l'economia della nostra Isola, non si possa riservare eguale trattamento all'agricoltura.
Allora, ho sollevato anche questa questione per tornare sull'argomento di come è avvenuta questa trattativa, che non può essere considerata chiusa o presentata qui come blindata, addirittura a discapito del buon senso che dovrebbe pure essere di uso comune. Qui si dice che siccome la legge è blindata si deve dire "con effetto dal 31 dicembre 1999". Ma scusate un attimo, siamo seri! Se è questo che sostenete in riferimento al problema specifico che non può essere abrogata retroattivamente una legge, allora abbiamo tutta l'impressione che le cose da noi sostenute questa mattina e nella giornata di ieri, abbiano un fondamento.
Tutti sanno che la decisione del Consiglio di Stato è del giugno. Ma scusate un attimo, se davvero in sede comunitaria qualcuno avesse affermato che, preso atto dei pronunciamenti del tar e del Consiglio di Stato a quel punto la normativa di fatto era annullata, quindi, a partire da giugno non si sarebbe potuto intervenire, e non si potrebbe neanche prorogare, non si sa bene da parte di chi, fino al 31 dicembre, la vigenza di quella normativa che, se noi richiamiamo la sentenza del Consiglio di Stato, dovrebbe essere considerata decaduta dal momento in cui il Consiglio di Stato si è pronunciato, affermando che la legge 28 non rispettava i criteri imposti dalla Comunità Economica Europea e quindi che non poteva esplicare i propri effetti
Allora, sinceramente noi vogliamo capire che cosa è che volete fare. Volete fare un pasticcio? Un pasticcio di cui anche un bambino delle scuole elementari potrebbe avere consapevolezza e cognizione e che potrebbe impugnare? O volete fare una cosa seria, o volete in realtà coprire non si sa bene che cosa. Tra l'altro, dopo che vi siete avventurati, abbiamo anche questa impressione, in promesse che non siete in grado nemmeno di mantenere e di rispettare, perché l'onorevole Rassu, questa mattina, a conclusione dei lavori, ha pronunciato un intervento, di cui non abbiamo nemmeno capito bene la logica, che metteva in discussione tra l'altro la possibilità di riesaminare perfino il pregresso, cioè tutta quella parte che si è detto si voleva coprire mantenendo la vigenza della legge 28 fino al 31 dicembre 1999. Allora noi diciamo con grande chiarezza, mettetevi d'accordo. Si metta d'accordo l'Assessore del turismo, dell'artigianato e del commercio con l'onorevole Pittalis che si vede che ormai comincia a soffrire per la mancanza di ruolo e dall'altra parte del banco ogni tanto dà l'input alla Giunta su come dovrebbe essere o su cosa dovrebbe dire in Aula.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Certo. Ognuno ha il suo ruolo. Lei stia all'opposizione!
ORTU (R.C.). Onorevole Pittalis, si metta d'accordo! Decida lei se ne ha il potere, al posto della Giunta! Ma faccia la cortesia, quando si pronuncia un Assessore che rappresenta comunque bene o male questo Esecutivo, l'Esecutivo che voi avete votato, almeno gli lasci esprimere il parere senza prendere la bacchetta in mano e bacchettare tutti e senza correggerlo davanti tutti, come ha fatto in Aula fino a poc'anzi. Da questo punto di vista mi meraviglia il silenzio dei Riformatori che vogliono riformare tutto e non si rendono conto che la prima cosa da fare sarebbe quella di costringere anche l'onorevole Pittalis a rispettare le regole. Quindi, cominciamo a rispettare i ruoli sulla base dei quali si possono anche ipotizzare eventuali riforme.
Noi - e io ho anche concluso - vi abbiamo chiesto di affrontare il problema dal punto di vista tecnico e non politico, abbiamo posto un quesito chiedendo che i tecnici, cioè coloro che sono esperti in materia, nonostante l'input ricevuto da voi ieri di non ascoltare e di non sentire e quindi di chiudersi le orecchie di fronte anche alle cose giuste che venivano dette da Rifondazione Comunista, a costo di fare un pasticcio, ci diano una risposta per capire come deve essere chiusa questa vicenda e se per esempio chiuderla con un pasticcio, come potrebbe essere la norma così come è formulata, invece di aiutare a risolvere i problemi di quelli che hanno presentato le domande, entro il 31 dicembre o non si sa bene quale data, ancora una volta non finisca per danneggiare proprio quelle persone nei confronti delle quali avete assunto degli impegni; tentate di mantenerli in modo corretto evitando di fare un pasticcio che poi si ritorcerebbe contro tutto e contro tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, due parole per cercare di spiegare anche agli amici di Rifondazione Comunista, che io dico anche giustamente, hanno sollevato un problema che riguarda le modalità con le quali sono state presentate le domande in modo particolare negli ultimi 10 giorni del 1999, che se noi dessimo la loro interpretazione rischieremmo di penalizzare in modo particolare tante società giovanili che hanno subito un trattamento non corretto da parte degli istituti di credito.
Noi abbiamo sollevato in tempi non sospetti, con un'interrogazione presentata al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore competente, - prego il Segretario generale, voglio che mi ascolti, un attimo solo, pochi secondi - dicevo, con un'interrogazione presentata in tempi non sospetti, noi avevamo chiesto alla Giunta Regionale che decise, ricorderà l'onorevole Pittalis, addirittura di nominare una Commissione d'inchiesta per verificare che cosa stava succedendo al CIS, in quanto con una comunicazione ciclostilata, inviata a chi non aveva fornito le garanzie fideiussorie nonostante la convenzione regionale non prevedeva che venissero richieste determinate garanzie, venivano bocciati i progetti. Dopo tutta una serie di ricorsi, anche per intervento, lo devo dire, della Giunta regionale, credo che siano state riammesse alcune società giovanili.
Devo dire che condivido il testo per quanto riguarda questo aspetto, nonostante i dubbi, i sospetti che sono stati sollevati da Rifondazione Comunista, però il rischio che noi corriamo è che, nel cercare di istruire con rigore le pratiche di quelle società giovanili che hanno presentato le domande negli ultimi giorni, finiamo per penalizzare proprio quelle società giovanili che, non avendo le garanzie sufficienti per poter attivare - ed è per questo che è intervenuta la convenzione della Regione - le loro iniziative, venivano sistematicamente, ripeto con un modulo ciclostilato, escluse da parte del CIS. Quindi, per quanto riguarda questo aspetto, e per quanto ci riguarda, noi riteniamo che la formulazione della norma che è stata approvata dalla Commissione all'unanimità sia condivisibile, nonostante tutte le perplessità che sono state sollevate in modo particolare dagli amici di Rifondazione Comunista, che dicevano che è comunque sospetto che nonostante la pronuncia del Consiglio di Stato del mese di maggio o giugno - adesso non ricordo - siano state presentate tante domande però stiamo attenti che, nel cercare di rendere giustizia, non andiamo invece a penalizzare proprio le persone che noi maggiormente vorremmo aiutare. Questa legge, infatti, non è fatta per chi ha enormi mezzi finanziari. Questa legge è fatta in modo particolare per aiutare le società giovanili che non possono offrire agli istituti di credito garanzie a livello familiare.
Quindi, io chiedo agli amici di Rifondazione Comunista che su questo argomento, siccome ho seguito in modo particolare questo tema, non sollevino ulteriori problemi, perché c'è il rischio che il CIS, ma anche altri istituti di credito, abbiano istruito le pratiche e non le abbiano approvate. Quindi credo che, per le finalità che la stessa legge ha, debba essere mantenuto questo articolo perché altrimenti rischiamo davvero - lo ripeto e mi dispiacerebbe che ciò si verificasse - di penalizzare quelle società che invece vorremmo aiutare.
Per quanto concerne invece l'altro emendamento che è stato presentato dai colleghi Biancu, Dettori, Pacifico ed altri, credo che bisogna trovare, assessore Frongia, lo strumento migliore. Io non so se questo emendamento possa inficiare o meno l'approvazione da parte di Bruxelles, ma sono convinto che risolverebbe un serio problema, perché sono dell'avviso che anche quelli che hanno presentato le domande con i PIA debbano avere comunque una risposta.
Troviamo insieme lo strumento migliore, non so se possa essere una modifica normativa o un ordine del giorno, però credo che faremmo un'ingiustizia se queste società giovanili non avessero la medesima risposta che meritano quelli che hanno presentato la domanda entro il 30 dicembre 1999, senza inserire i loro progetti nei PIA; vorrei dire anzi che meritano ancor di più di vedere le loro richieste soddisfatte perché hanno inserito le loro proposte in un progetto complessivo. Nel contempo credo che nessuno di noi, né della maggioranza né dell'opposizione, voglia che questa legge non venga approvata da parte di Bruxelles. Non so che cosa la Giunta regionale intenda fare, però credo che anche la Giunta regionale voglia dare una risposta positiva alle richieste di finanziamento di quei progetti che sono stati inseriti nei PIA.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, le chiedo la cortesia di accordarmi un attimo di attenzione perché vorrei rivolgermi direttamente a lei, in quanto garante della legalità delle leggi che si propongono all'approvazione del Consiglio regionale. Chiedo perciò, dovendo riproporre in 30 secondi una questione di ordine tecnico-giuridico, non sto intervenendo nel merito dell'articolo in esame, che questi 30 secondi non siano considerati come intervento nella discussione.
Sicuramente in questo primo comma dell'articolo 12 c'è almeno un errore, oltre a quello svarione di carattere tecnico-giuridico-istituzionale che io ho detto che renderebbe la legge incostituzionale. Voi non pensate che in una materia delicata come questa...
PRESIDENTE. Assessore Frongia la prego di seguire un po', perché non si sta rivolgendo solo a me, ma anche a lei e possibilmente vorrei che fosse presente anche l'Assessore del bilancio.
COGODI (R.C.). E` attento l'assessore Frongia perché ha interesse per quello che sto per dire in quanto Assessore del settore del turismo. Allora dicevo: in questa materia dove sono in ballo interessi, interessi sociali, aspettative, dice qualcuno legittime, interessi costituiti e costituendi e sono in ballo centinaia di miliardi, è evidente che ognuno persegue l'obiettivo che ritiene legittimo.
Allora io ho provato prima a esortarvi a dare, sotto il profilo tecnico, valore giuridico a questa norma, perché se questa norma in modo smaccato non ha significanza giuridica è illegittima, ed è chiaro che chiunque si senta, a ragione o a torto, leso; uno a cui non è stata approvata la richiesta di finanziamento, a cui non è stata istruita la domanda, può adire il TAR, così come precedentemente ha ricorso un altro ottenendo una sentenza favorevole, per fortuna siamo in un sistema di garanzie giuridiche, noi. Ma noi che costituiamo il diritto siamo fonte di diritto in quanto legislatori! Questa valutazione io però la lascio, è di ordine tecnico. Lei è Presidente del Consiglio, consulti gli uffici e riferisca al Consiglio qual'è il parere tecnico dei nostri uffici della Regione autonoma della Sardegna! Perché se un funzionario malevolo o ignorante, ignorante della Costituzione italiana e del nostro sistema giuridico, per averla concordata in una Commissione tecnica di Bruxelles, a me, legislatore, mi dice di fare una norma illegittima, io la norma illegittima non la approvo e non la immetto nel sistema giuridico italiano! Se è belga la faccia lui in Belgio! Perché so che io incappo nella censura, non lui!
Inoltre, per come è formulato questo articolo 12, voi state commettendo un errore, spero, perché se non fosse un errore sarebbe un'ingiustizia assolutamente inaccettabile. Voi state dichiarando la legge numero 28 del 1984, abrogata a partire dal 31 dicembre 1999, non a partire dal primo gennaio del 2000, a partire dal 31 dicembre! Questo vuol dire che tutte le domande che vorreste in ipotesi, o vorremmo, riconsiderare in sanatoria presentate fino al 30 dicembre possono essere prese in considerazione. Cadono, vengono fucilate, messe al muro tutte le domande presentate il 31 dicembre 1999. Volete questo? La sanatoria voi quindi la fermate al 30 dicembre, le domande del 31 non ci sono perché voi abrogate la legge a partire dal 31: il 31 inizia la mattina mica inizia a mezzanotte! Il 31 inizia quando finisce il 30!
RASSU (F.I.-Sardegna). Queste domande ricadrebbero nel regime previsto dalla vecchia legge 28.
COGODI (R.C.). Avete capito, quindi state facendo questo. L'importante è capirsi.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, si rivolga alla Presidenza, non può interloquire con i colleghi della maggioranza.
COGODI (R.C.). Se non è così chiedetelo agli uffici, badate qui adesso non è che discutiamo anche del calendario. Io ho chiesto formalmente alla Giunta l'elenco delle domande presentate entro il 1999; l'elenco mi è stato trasmesso non completo, ma per esempio in quello dell'Assessorato del turismo, che ci è stato egualmente trasmesso, sono contenute 10, 12, 15 domande presentate entro il 31 dicembre 1999, istruite in gran parte dopo, nei mesi successivi, ma presentate entro il 31 12. Mi volete spiegare come fate ad ammazzare quelle del 31 e a far vivere quelle del 30? Perché le dovreste ammazzare? Se c'è una logica si va ad anno e il termine dovrebbe essere il 31, l'inefficacia va stabilita a partire dal primo gennaio 2000, non dal 30! Questo io penso che sia un errore.
Però, da quella parte pare che dicano, Pittalis e compagnia cantante, che non è un errore, però se non è un errore è una contraddizione. Allora in questo caso bisogna dire, perché le leggi devono avere anche una logica, qual è la logica, posto che l'Unione europea ha detto che dal primo gennaio 2000 in poi parte il nuovo sistema di aiuti, che determina l'esclusione di un giorno di applicazione del vecchio regime! O c'è qualcuno che vi è particolarmente antipatico o siete impazziti! Tutto qui.
Allora su questo punto, Presidente, chiedo un puro e semplice accertamento tecnico, se si tratta di un errore e di una scelta su come deve essere gestita la partita in ragione dell'abrogazione retroattiva che secondo me è illegittima. In ragione di ciò, chiedo anche di espungere dal confronto politico questa parte che non è oggetto del bisticcio e neppure di polemica politica, è solo oggetto di accertamento tecnico e che sia il Presidente a riferirne all'Aula prima che possiamo continuare il dibattito e intervenire nel merito.
CUGINI (D.S.). Chiariamo questo punto prima, che è importante.
PRESIDENTE. Sì, su questo argomento ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
Frongia, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Onorevole Cogodi, le vorrei far notare preliminarmente che il secondo comma dell'articolo 12 afferma testualmente: "Le domande pervenute, ai sensi della legge regionale 28/1984, entro il 31 dicembre 1999, nei settori di cui all'articolo 1 della presente legge, ed istruite, sono liquidate secondo le modalità previste dalla legge stessa". Quindi, il problema che lei pone sarebbe comunque superato in virtù di questa norma. In tutti i casi se noi modifichiamo il primo comma, come ho proposto nel primo intervento, cioè, ripeto: "La legge regionale numero 28/1984, e sue successive modifiche e integrazioni, inapplicabile dal primo gennaio 2000, è abrogata", si supera qualsiasi problema di interpretazione.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, spero che lei abbia seguito quest'ultima parte.
COGODI (R.C.). Questo era stato già detto, ma l'assessore Masala ha detto che non era d'accordo. Se ha cambiato opinione per noi va bene. Noi siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Allora, con questa nuova formulazione della norma, l'emendamento 7 è ritirato, onorevole Cogodi? E` ritirato.
COGODI (R.C.). Se c'è l'accordo.
PRESIDENTE. Superato questo scoglio continuiamo la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Vorrei iniziare questo breve intervento, anche se non ci sono oggettivamente le condizioni per parlare serenamente, per far notare che basterebbe questo solo episodio per dimostrare che tutte le accuse di ostruzionismo e peggio, che sono state rivolte all'apposizione, sono ridicole, perché ancora una volta si è dimostrato che l'intervento dell'opposizione e il ruolo che l'opposizione intende svolgere nel rispetto delle regole democratiche, è prezioso, non è fastidioso, non è di ostacolo, non è dannoso, ma è prezioso perché consente di evitare corbellerie.
Presidenza del Vicepresidente CARLONI
(Segue DORE.) Perché di corbellerie si tratta. Ma purtroppo, questa corbelleria, che è stata appena evitata grazie all'intervento del collega, non era la sola, qui ce ne sono altre, e non c'è solo quel problema dell'abrogazione retroattiva che forse esiste, forse non esiste perché c'è stato comunque un intervento di un organo giudicante che ha sanzionato in un certo modo quindi, a rigore, bisognerebbe leggere la sentenza per avere un'indicazione più precisa. Qui ci sono altri problemi, ci sono problemi grossi che tra l'altro rischiano di danneggiare proprio coloro che hanno maturato un'aspettativa e, potremmo dire, anche una sorta di diritto ad avere il finanziamento. E adesso spiego anche per quale ragione: in questa confusione, in questo marasma, in questi pasticci che sono stati combinati, c'è proprio il rischio concreto che coloro che si aspettavano una pronta approvazione della legge, se le cose vanno avanti così, possano in teoria restare gravemente danneggiati, o quanto meno rischiare di dovere concorrere con altri che, secondo gli intendimenti di questa legge, non dovevano assolutamente entrare in gioco. Il che non vuole dire che sia giusto, ma negli intendimenti di chi l'aveva proposto, c'era questa volontà. Allora, come si è già detto ieri, ma purtroppo non ci si è voluto riflettere o qualcuno ha fatto orecchie da mercante, la legge, così come è concepita, non dovrebbe essere una legge retroattiva nella maniera più assoluta. Tra l'altro, sappiamo che in base al principio dell'articolo 11 del codice civile sulle disposizioni sulla legge in generale, la legge opera per l'avvenire, non è quindi retroattiva se non quando ciò sia espressamente previsto dalla stessa legge. Quindi, qui non c'è nessuna previsione concreta di questo genere, per cui, non si può ritenere altro che la legge operi per l'avvenire.
Io dico che bisognava avere il coraggio di parlare in qualche modo, ma in modo esplicito, in modo chiaro della precedente norma che aveva avuto quell'iter disgraziato. Invece si è voluto far finta di niente, si è fatta una legge di carattere generale, che ovviamente guarda al presente e sopratutto al futuro, mentre in realtà si stava pensando di rivolgersi al passato, è questo il vizio principale di questa legge. Cioè, il contrasto tra l'articolo 1, sulle finalità, e quelli che vengono dopo ecc.. Allora, non c'è previsione di retroattività. E' vero, c'è una norma transitoria che è questo pasticcio dell'articolo 12 che cerca di ovviare a quel problema che non era stato preso in considerazione in tutto il resto della legge. Ma c'è da chiedersi: una norma transitoria può determinare la retroattività di una legge che invece non la prevede? E` sufficiente il riferimento ad una norma transitoria per determinare un risultato di questo genere?
Io ho forti perplessità, e non mi si dica che è tutto a posto perché questa legge è stata vista dalla Commissione europea perché qui non voglio dire che concordo con ciò che ha detto il collega Cogodi, ma ritengo che formulare questa norma non fosse un compito della Commissione europea. La Commissione europea deve solo verificare che non ci sia la violazione della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, ma non può intervenire sulla tecnica legislativa, questa se la deve vedere il legislatore nazionale, o in questo caso il legislatore regionale. Non si può farsi assistere dalla balia. Tra l'altro, parliamo di autonomia, di federalismo e di altre cose, vogliamo essere una Regione autonoma, una nazione e tante altre cose e poi alla fine ci facciamo guidare da chi non ha la competenza tecnica, come se fossimo degli sprovveduti che hanno bisogno della balia. Questo è un grosso errore, e certamente la Commissione europea o i funzionari non sono entrati in questi particolari.
Io faccio una domanda: cosa succede di fronte ad una legge di questo genere, come si può dire a qualcuno che ha presentato domanda nel frattempo, cioè dal 31 dicembre 1999 in poi, o che oggi presentasse domanda di finanziamento, perché la norma finanziaria prevede una copertura fino al 2003, che per lui la legge non è operante, che è fuori termini? Questo qualcuno in teoria potrebbe pretendere di concorrere con coloro a favore dei quali sono maturate queste aspettative. Questo è uno degli errori ulteriori di questa normativa. Quindi, io manifesto la stessa esigenza, che qui ciascuno si prenda le sue responsabilità; questa norma, concepita in questi termini, è un grosso pasticcio dal punto di vista giuridico. Se questa formulazione fuga la paura che incappi nella tagliola della Commissione europea, si corre il rischio che incappi in altre tagliole a livello nazionale. Questo è il punto! Vi sono problemi di incostituzionalità, o addirittura vi è il rischio che si possa scatenare una guerra tra poveri o altro, però esiste concretamente il problema.
Perciò cerchiamo di rifletterci un attimo e non di combinare pasticci di questo genere; questo articolo 12, e direi in qualche modo anche l'articolo 1, devono essere rivisti anche nell'interesse generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Questa mattina qualcuno, precisamente Pittalis, diceva: "Vogliamo dialogare con quella parte dell'opposizione che non è sorda". A me è sembrato, e la dimostrazione c'è stata anche poco fa, che da questa parte sordi non ce ne sono. Dico questa cosa perché l'emendamento da noi presentato, un emendamento tecnico, di cui abbiamo chiesto una verifica sul piano tecnico, sul piano della legittimità, non è che non abbia di per sé sostanza invece anche politica; la sostanza politica ce l'ha per due motivi. Primo, perché l'articolo 12 era formulato in un modo tale da tagliar fuori le pratiche presentate in data 31 dicembre; secondo, per quello che diceva Luigi e poc'anzi anche l'onorevole Dore, cioè che tale formulazione dava la stura alla possibilità di un ricorso che di fatto avrebbe bloccato l'intero provvedimento. Per cui c'è da chiedersi: ma è possibile che, nonostante tutte le attenzioni che voi avete dedicato a questo provvedimento, non vi siate accorti di questo inghippo, di questa possibilità? O forse qualcuno auspicava che questo avvenisse, per mantenere congelati questi 900 miliardi stanziati fino al 2006, come sono rimasti congelati per due anni i 560 miliardi stanziati negli anni scorsi? E' una domanda che ci poniamo, è una domanda che penso si dovrebbero porre anche i giovani che hanno presentato le domande, quelli del Comitato, che sono molto attenti alle cose che si dicono qua e che forse più attenti dovrebbero essere, se vogliono veramente tutelare i loro interessi, alle norme contenute in questa legge.
Allora questo dimostra che il gruppo di Rifondazione Comunista non fa un'opposizione sterile, fa un'opposizione costruttiva nell'interesse dei giovani, di quelli che hanno presentato le domande allora, e vuol fare gli interessi anche di quelli che le domande le possono presentare da domani. Ecco perché abbiamo presentato questi emendamenti e, come avete potuto vedere, abbiamo anche il buon senso, sulla base della interlocuzione e delle proposte che vengono accolte da parte dalla maggioranza, di modificare anche il nostro atteggiamento. Tant'è vero che due emendamenti collegati a questo articolo li abbiamo ritirati, per il semplice fatto che il loro contenuto è stato sostanzialmente accolto. Per cui noi chiediamo che ci venga dato atto di questo modo di essere e di fare corretto, perché con correttezza abbiamo sempre agito in quest'aula e con correttezza vogliamo continuare ad agire, nell'interesse della collettività. Non soltanto quella che c'è qua, ma anche quella che oggi non è presente.
Io mi auguro che la proposta formulata dall'assessore Frongia sia veramente recepita da tutta l'Aula, perché è chiaro che se non c'è la disponibilità da parte del Consiglio ad accogliere quell'indicazione, noi saremo costretti a mantenere l'emendamento. Noi prendiamo atto della disponibilità della Giunta, però, dato che poc'anzi con argomenti pretestuosi, che veramente non stanno né in cielo né in terra, soprattutto da parte del Presidente della Commissione Sesta, si argomentava l'impossibilità di accogliere quell'indicazione, vorremmo essere sicuri che anche la maggioranza fosse del medesimo avviso.
Detto questo, io mi auguro che questo punto possa essere sufficientemente chiarito, però voglio, prima di concludere, introdurre un ulteriore elemento di riflessione rispetto alla questione posta attraverso l'emendamento numero 2, perché, se non vado errato, anche dall'illustrazione fatta dall'onorevole Biancu e ripresa dall'onorevole Dettori, mi è sembrato che ci fosse da parte dei presentatori una disponibilità a ritirarlo per aggiustare la questione in corso d'opera, attraverso un altro sistema. Io chiederei di precisare meglio questa questione, perché vedete, se si ritiene che l'introduzione di questa norma possa essere elemento di violazione dell'accordo fatto con l'Unione Europea, vorrei capire se l'introduzione di questa norma in altra legge o fonte subordinata determini comunque l'obbligo di notifica all'Unione Europea.
Questo lo dico per chiarezza, proprio perché qualcuno non si illuda che, un eventuale ordine del giorno o qualche altro atto che dia quell'indicazione, sia di per sé strumento cogente che determina l'inserimento automatico di questi progetti nel novero di quelli da finanziare con le modalità previste dal vecchio regime. Su questo, dato che non ho capito bene, vorrei una risposta precisa, perché a mio avviso, se l'emendamento proposto non viene inserito in questa legge ma in un'altra, quest'ultima dovrebbe essere comunque notificata all'Unione Europea per il dovuto parere di compatibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
Pittalis (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ho sentito da questa mattina l'onorevole Cogodi e i compagni del suo Gruppo preoccupati di chiarire all'opinione pubblica e in quest'aula che loro non fanno ostruzionismo.
ORTU (R.C.). Anche perché lo fai tu!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io veramente non riesco a comprendere come in tre giorni, avendo l'Aula votato all'unanimità finora gli articoli che ha esaminato, siamo arrivati solo fino all'articolo 11, non riesco a capire la ragione, se non una volontà ostruzionistica, da parte del partito della Rifondazione Comunista. E noi non possiamo continuare deliberatamente a tacere sul fatto che quel Gruppo si assume tutta la responsabilità se questo provvedimento tarda ad essere esitato.
Perché, vedete, cari colleghi, si possono ingannare molti per poco tempo, si possono ingannare pochi per molto tempo, ma non si possono ingannare tutti e per sempre, come ritenete di poter fare voi in quest'aula, dove avete dimostrato di essere veramente i discepoli della migliore dottrina scolastica; nei vostri interventi, abbiamo colto tutto e il contrario di tutto! Allora, non chiedete chiarezza alla Giunta regionale che sui punti concordati tra maggioranza e opposizione ha dimostrato, anche in questa occasione, di essere chiara, ma chiaritevi voi le idee, perché mi pare che le questioni che continuamente sottoponete all'attenzione di quest'Aula, che oramai avete veramente stancato, non siano più tollerabili, perché noi abbiamo necessità di approvare celermente questo provvedimento e gli altri che attendono (perché vi sono altri provvedimenti che attendono) e non è possibile che quest'Aula sia ostaggio dell'onorevole Cogodi e dei suoi compagni di partito! Pertanto del problema della produttività dell'Aula, vi assumete voi la responsabilità; non è assolutamente tollerabile che si possa continuare ad assistere inermi a questa vergognosa sceneggiata! Ecco perché noi riteniamo che le questioni che voi state sollevando siano questioni di lana caprina; a questo punto vorrà dire che la maggioranza, riteniamo con il contributo di quella opposizione rappresentata dagli altri gruppi che hanno dimostrato di avere interesse ad esitare questo provvedimento, farà cartello perché finalmente quei lavoratori, che stanno aspettando risposte a valere sulla legge 28, possano vedere finalmente soddisfatte le loro richieste.
ORTU (R.C.). Non sei credibile!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Il Consiglio regionale, i gruppi di maggioranza e di opposizione insieme si sono impegnati perché questa legge potesse essere esitata, non nella giornata di oggi, ma già nella giornata di avant'ieri!
ORTU (R.C.). Non ti credono.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ecco quindi da cosa nasce veramente questo senso vergognoso...
ORTU (R.C.). Sei bravo a fare ostruzionismo!
Pittalis (F.I.-Sardegna). Onorevole Ortu, mi fa piacere che lei inizi a sentire che veramente c'è un limite alla decenza e noi sicuramente non vogliamo oltrepassare quel limite. Lei lo ha già superato!
CUGINI (D.S.). Non accettare provocazioni, Luigi!
COGODI (R.C.). Guarda che tanto non accettano provocazioni quelli di Rifondazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei è già intervenuto.
Pittalis (F.I.-Sardegna). E' già intervenuto!
Cogodi (R.C.). No, sono intervenuto su un problema tecnico che ti ha salvato la faccia! Lascia perdere!
Pittalis (F.I.-Sardegna). E' ora di smetterla perché stiamo perdendo tempo per colpa tua!
Cogodi (R.C.). Ma siediti e stai zitto!
Pittalis (F.I.-Sardegna). Stiamo perdendo tempo così!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis così allunghiamo i lavori. Onorevole Cogodi?
Cogodi (R.C.). Ho posto una questione tecnica che vi è servita a salvare anche la faccia, oltre che la legge, e mi vuol privare anche dell'intervento? Ma lasciamo perdere!
PRESIDENTE. Nessuno le vuole impedire di intervenire, ma tenga conto che lei è già intervenuto per cinque minuti.
Cogodi (R.C.). Sono intervenuto dichiarando preliminarmente di rimettermi agli uffici per una questione tecnica che avete pure risolto e che, ripeto, ha salvato la legge e ha salvato anche la faccia di parte della Giunta.
PRESIDENTE. La prego, intervenga!
Cogodi (R.C.). Quindi, questo non è che mi privi del diritto di intervenire.
PRESIDENTE. No, sta già intervenendo, la prego!
Cogodi (R.C.). Io non raccoglierò la provocazione, del tutto inutile, dell'amico Pietro. Dirò poche cose nei pochi minuti che abbiamo a disposizione, in base al Regolamento, su questo articolo 12 e sul suo secondo comma, perché il primo comma - per fortuna - lo abbiamo aggiustato. Per fortuna! Perché se l'amico Pietro si fosse almeno poco poco, come dire, non dico guardato allo specchio, ma messo a riflettere per un attimo, avrebbe dovuto essere grato all'opposizione perché abbiamo consentito di rimediare, non ad un piccolo errore, ma ad uno svarione così grande che avrebbe determinato immotivatamente l'esclusione di tutte le domande presentate il 31 dicembre del '99. Ma la gratitudine non è di questo mondo, meno che mai di questo mondo politico, meno che mai dell'amico Pietro, quindi auguri!
Io intervengo sul secondo comma dell'articolo 12, per dire che, in attesa che l'amico Pietro, che non vuole più assistere a questo dibattito inerme (dice lui), si armi, infatti credo che stia andando a prendere le pistole, in attesa che lui si armi, noi vorremmo ancora una volta precisare che quello che noi stiamo cercando di fare, ed anche parzialmente ottenendo, in quest'Aula è una buona legge. La legge 28 è inefficace nel sistema giuridico, sicuramente dal primo gennaio del 2000, da quando entra in vigore il nuovo regime di aiuti dell'Unione Europea. La Regione ne era avvertita fin dal '99, e infatti già nell'autunno del '99 avrebbe dovuto adeguare la normativa. Ma chi governa in questa Regione dall'autunno del '99 fino ad oggi? Non governa la destra e il centrodestra? Non era Pittalis Assessore fino a ieri? Questo è il vostro governo, della passività, del rinvio, del pasticcio! Quale ostruzionismo di due giorni, tre giorni! Sono passati due anni e mezzo, sono passati ottocento giorni da quando avreste dovuto provvedere! Ma quale problema tecnico? E` un problema politico enorme, ed oggi, che è all'ordine del giorno una legge importante, che vale in partenza 600 miliardi, volete che non se ne discuta? E non volete rispondere ad alcune domande che abbiamo posto e riproponiamo: qual è la sicurezza, la certezza di efficacia dell'articolo 12?
Questo è il problema che ancora noi vi poniamo, perché lo chiariate. Voi scrivete in questo articolo 12 - contrariamente a quanto proponeva inizialmente la Giunta nel proprio disegno di legge nel quale faceva riferimento alle richieste inevase ma favorevolmente istruite, termine più chiaro perché si sa cosa vuole dire istruttoria favorevole - voi scrivete: "Le domande pervenute entro il 31 dicembre '99, ed istruite", cosa vuole dire? Vuole dire pervenute ed istruite entro il 31 dicembre '99? E' una interpretazione possibile! E se l'interpretazione fosse questa - e parte della maggioranza dà questa interpretazione, perché è stata data anche in quest'Aula - la gran parte delle domande cadrebbero perché non sono state istruite entro il 31 dicembre '99. Oppure l'interpretazione è quella che al 31 dicembre '99 bastava presentare la domanda e sia valida anche l'istruttoria fatta dopo? Se l'interpretazione è questa, bisogna stabilire un termine entro il quale le istruttorie considerate valide devono essere fatte. Per tutto il 2000, tutto il 2001, tutto il 2079? Bisogna dire fino a quando! Altrimenti voi lasciate aperta la possibilità, per come è congegnata la legge, di finanziare tutte le domande la cui istruttoria rendete sempre possibile; state proponendo una norma aperta che comporta un carico finanziario, una norma illegittima! O che rischia di essere dichiarata illegittima. Ed allora prevedete un termine che dia certezza. Voi certezza non ne volete dare, perché noi abbiamo chiesto questi elementi di chiarimento fin dall'inizio e non li abbiamo avuti, perché voi non li volete assolutamente dare. Questo articolo è come il responso della Sibilla cubana…
USAI (A.N.). Cumana.
COGODI (R.C.). Facciamo anche cubana, facciamo cumana di Cuba, così sei contento anche tu, perché vedo che oggi sei molto ilare…
(Interruzione del consigliere Usai)
COGODI (R.C.). Fai male a non andare a Cuba, ti consiglierei di andare qualche volta anche perché se andassi lì non staresti qui! Quando la mamma del soldato partito in guerra chiedeva alla Sibilla: "Mio figlio tornerà vivo dalla guerra, o morto?". la Sibilla rispondeva (e non sbagliava mai): "Ibis redibis non morieris in bello". A seconda di dove mettevi la virgola cambiava il significato: "Andrai, non tornerai, morirai in guerra"; oppure, se mettevi la virgola prima: "Andrai, tornerai, non morirai in guerra". La Sibilla non sbagliava mai, sia che il soldato morisse sia che campasse. Così fate voi, pensate di non sbagliare mai, ma fate le Sibille cumane, non fate i governanti di questa Regione. Perché voi, in questo modo, lasciate aperta una linea di istruttoria e non si capisce per chi e perché. Ecco perché vi chiediamo a quanto ammonta davvero la cifra necessaria a sanare il pregresso. Non è che ci spaventa l'entità, badate! Ammonta a 300 miliardi, a 600 miliardi? Valutiamo che impatto avrà nell'economia regionale, nella società sarda, una tale immissione di capitali per investimenti a seconda di quali settori, di quali territori tocca. Però saperlo è importante; saperlo è importante per decidere. Voi non rispondete, forse perché neanche lo sapete, però dovreste saperlo dopo due anni e mezzo!
Perché se voi dite di voler sanare, che medici siete se non conoscete la ferita? Che cosa volete sanare se dite di non conoscere il malato? Allora, mi volete dire per favore che cosa volete sanare esattamente? Perché siamo d'accordo tutti, per un intervento vero, risolutivo, sicuro, non clientelare, non che a qualcuno ancora si possa dire: "Sì, a te ti sanerò" e ad altri: "No, a te ti lenisco la ferita". "No, tu aspetta che vedrò di fare un inghippo". Eh no! Basta con queste storie! Ecco quello che abbiamo chiesto noi di conoscere con certezza, ed abbiamo chiesto anche un'altra cosa, non rimane mai tempo per dirla, spero che adesso trenta secondi mi rimangano. L'ultima domanda che noi ponevamo nella nostra richiesta di documentazione per iscritto e formalmente era di avere anche l'elenco dei soggetti che hanno fatto la progettazione delle pratiche. Perché su quei giovani imprenditori, giovani disoccupati, giovani animati da buone intenzioni e con buone idee tutti esprimiamo un giudizio positivo! E i giovani e non giovani progettisti che hanno fatto incetta di progetti? E di che complessità sono questi progetti, che pagherà comunque la Regione? E su 600 miliardi o quanto, il 7-8 per cento, cioè a dire 40 o 50 miliardi, saranno destinati al pagamento di progetti? E se ci fossero società di progettazione, che li hanno fatti un pochino a ripetizione e solo in certe aree ed attorno a sé questi progetti e li hanno smistati, dovrebbero incassare miliardi? Li incassino se sono legittimi, ma è proibito saperlo? Perché non lo volete dire?
Noi abbiamo diritto di votare e di approvare le leggi della Regione sapendo quello che approviamo, perché vogliamo approvare cose serie, ordinate, pulite, legittime, sulle quali non c'è da nascondere niente. Quando vi nascondete vuol dire che avete cose da nascondere, ecco quale è la questione. Dateci gli elementi conoscitivi, decidiamo con ordine, serietà ed assicuriamo efficacia alle nostre decisioni; riformuliamo in modo più preciso l'articolo 12, perché con l'attuale formulazione ognuno domani potrebbe interpretarlo in tanti modi diversi. E se la diversa interpretazione tocca i diritti soggettivi? Allora a ragione diritti soggettivi, perché noi stiamo costituendo il diritto, una volta che approviamo la legge. Siamo noi - l'ho detto e lo ripeto - la fonte del diritto, perché la legge che approveremo costituirà il diritto e bisogna sapere chi quel diritto ce l'ha davvero, e non deve più chiedere a nessuno, per cortesia, niente. Deve sapere se ci sono i danari per finanziare quel progetto, se rientra tra quelli ammissibili, se la domanda è istruita entro un certo termine, e se non è istruita deve sapere quando gliela istruiranno. Perché se quella banca l'ha istruita e quell'altra no, che colpa ne ha chi ha presentato il progetto? Questo è il problema, al quale voi non risponderete, che abbiamo sollevato in riferimento a questo articolo. Lo so, voi non risponderete, direte: "Ma no, andiamo avanti, abbiamo fretta". Pittalis tanta fretta aveva che se n'è andato, quell'altro pure! Ma prima o poi a questa domanda, che non è dettata dalla curiosità, ma dalla preoccupazione che questa legge sia legittima e seria, in qualche modo dovrete rispondere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Corda. Ne ha facoltà.
Corda (A.N.). Gli uffici, con un'interpretazione abbastanza restrittiva, tenderebbero ad escludere le pratiche ex legge 28 contenute nei piani integrati d'area approvati entro il '99. I piani sono veri e propri contratti firmati dagli imprenditori privati, dalle amministrazioni locali, dalla Regione Sardegna per mano del suo Presidente e degli Assessori competenti. In questi documenti si dice che le società firmatarie hanno presentato, per la stipula dell'accordo, lo studio di fattibilità con allegato il conto economico e finanziario dell'iniziativa, oltre a tutti i progetti. Ma viene anche indicata la copertura finanziaria a valere sulla legge 28 individuando i relativi capitoli del bilancio regionale.
Detto questo, come si può sostenere che tutte queste procedure poste in essere, che si sono concluse con l'approvazione da parte della Giunta, non possano essere considerate in modo inequivocabile come una domanda da parte delle aziende? La Regione non ha posto in essere le procedure che ha posto in essere perché ha avuto un'ispirazione medianica, ma perché c'è stata una precisa, documentata domanda da parte degli interessati. Allora, se questo è vero, è vero che attraverso le direttive, così come la Giunta mi sembra orientata a fare essendosi espressa a favore di un ordine del giorno in tal senso, che dovranno essere emanate entro 60 giorni dall'approvazione di questa legge, saranno risolti questi problemi prevedendo che anche quei progetti, pur presentati all'interno di PIA, vengano finanziati.
Detto questo, vorrei ricordare che inizialmente io avevo predisposto un emendamento in tal senso, poi mi sono posto il problema perché mi è stato detto che il testo concordato con fatica con l'Unione europea non può essere modificato. Ed allora, se questo è vero, mi sembra che se anche vi fosse una sola probabilità su non so quante che una modifica possa mettere in dubbio questo accordo, e mettere a rischio 600 miliardi e tante aziende e tante persone che aspettano da anni questi provvedimenti, credo che per senso di responsabilità noi dovremmo licenziare questo testo senza modificarlo. Allora io mi domando, se questo è stato stabilito, questo è risaputo, dopo che questo testo è stato all'esame della Commissione europea per mesi, è stato discusso e approvato nella competente Commissione consiliare da tutte le forze politiche ivi rappresentate, che senso abbia avuto discuterne fino ad oggi, da tutto il giorno ieri, con centinaia di interventi, ed altrettanti in tutta la giornata di oggi! Mi domando che senso abbia, quando poi tutti quanti siamo d'accordo che questa legge debba essere approvata il più presto possibile! Ed allora di che cosa parliamo? Perché costringere la gente qua ad aspettare un provvedimento che ieri poteva essere approvato in mezz'ora? Tutti d'accordo, si sarebbe potuto approvare in mezz'ora! Allora mi domando veramente: ma perché? Che senso ha che il Consiglio regionale sia imbottigliato in cose inutili, a parlare, a parlare, a parlare, come sto facendo io adesso, ma per denunciare queste cose? Perché io ho fatto il mio intervento sul problema dei PIA in due minuti. Non è possibile continuare a tenere inchiodati i Consiglieri a parlare di cose inutili con centinaia di provvedimenti in attesa di essere esaminati dal Consiglio e dalle Commissioni.
Mi domando se non sarebbe responsabile che questo Consiglio, questa maggioranza ed opposizione si dessero una regola per riscattare un po' dell'immagine che abbiamo perso davanti alla gente, perché la gente non ne può più! Noi diamo alla gente l'impressione che rubiamo i soldi che ci danno! Allora sarebbe un atto di grande responsabilità, per esempio, se noi decidessimo per qualche mese di lavorare ad oltranza per cercare di approvare provvedimenti che sono anni che attendono di essere approvati! Mi domando, se noi avessimo senso di responsabilità, se non sarebbe possibile fare questo!
Detto questo, e sto per concludere, vorrei solo ricordare con pacatezza all'onorevole Cugini che quando si ha il microfono non si ha il diritto di attaccare la gente sul piano personale, gente che è disarmata, perché occorre avere la lealtà di attaccare qualcuno se è in grado di rispondere subito. Io oggi non rispondo perché dopo due giorni mi sembra anche inutile farlo, però la inviterei, onorevole Cugini, per il futuro ad una maggiore consapevolezza di quello che dice! Perché vede, avere il microfono e sparare a zero contro chiunque, senza che questa persona poi per Regolamento possa rispondere subito, non è una cosa leale e non è neanche simpatica. Quindi la prego, gliel'ho già detto una volta, in futuro si astenga da queste esternazioni che non sono edificanti per nessuno!
PRESIDENTE. Voglio sapere se dobbiamo osservare un criterio di alternanza, oppure preferite parlare in due della maggioranza di seguito. Non vi è nessuna difficoltà in questo caso; siccome voi due siete gli ultimi due, faccio parlare uno della minoranza che si è iscritto a parlare dopo.
Ha domandato di parlare l'onorevole Biancu. Ne ha facoltà.
Biancu (I Democratici). Molto brevemente per riprendere l'invito fatto dall'assessore Frongia, quindi dalla Giunta, a ritirare l'emendamento numero 2, pur affermando da parte sua di comprendere le motivazioni e le ragioni per cui è stato presentato in relazione ai progetti compresi negli accordi di programma dei Pia, a valere sulla legge 28, che sembrerebbero non ricompresi nella sanatoria prevista dal comma secondo dell'articolo 12. La richiesta di ritiro dell'emendamento è stata motivata con l'esigenza di non correre il rischio, attraverso l'introduzione di una norma di per sé giusta, di vanificare il lavoro fatto finora, e di vedersi in qualche modo respinta la legge dall'Unione europea.
Io capisco queste motivazioni e siamo molto attenti perché il nostro interesse, l'interesse del centro sinistra, che è stato dichiarato in tutti gli interventi e dimostrato in tutte quelle che sono le azioni e le scelte compiute in tutti questi anni, è quello di mantenere la legge 28 avendo espresso un giudizio estremamente positivo sui risultati da essa conseguiti. Però chiediamo alla Giunta di essere coerente con sé stessa, con quanto deliberato nel mese di aprile del 2000, quando ha affermato che i progetti compresi negli accordi di programma, a valere sulla legge 28, si intendevano validamente presentati entro il 30 giugno del 2000. I soggetti e gli enti che sono coinvolti, che erano tra i soggetti destinatari di questi interventi, come ho avuto modo di dire nell'illustrazione dell'emendamento, hanno impegnato risorse significative, per potersi candidare validamente e presentare progetti in possesso dei requisiti stabiliti dalla Giunta stessa. L'impegno che lei ha assunto nel suo intervento, mi permetto di dirle che è totalmente inadeguato; per indurci a ritirare l'emendamento, occorre un impegno preciso da parte della Giunta, o attraverso un'apposita direttiva interpretativa o attraverso altro strumento - dirà alla Giunta quale - affinché gli interventi proposti dai soggetti pubblici e privati previsti negli accordi di programma formalmente approvati dalla Giunta regionale ai sensi della legge 26 febbraio 1996 numero 14, approvati entro il 31 dicembre 1999, siano equiparati alle domande di cui al secondo comma dell'articolo 12 della legge in esame. Se vi saranno queste assicurazioni da parte della Giunta, io credo che si poterà accedere alla richiesta di ritiro dell'emendamento. Però è necessario che la Giunta, su questo punto, sia chiara e gli impegni siano altrettanto chiari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I. - Sardegna). Io penso che in quest'Aula, all'atto dell'esame di questo provvedimento, ma in passato anche di altri provvedimenti normativi, il comportamento tenuto dai consiglieri sia poco consono al prestigio, alla dignità e al decoro di questo Consiglio. Io penso che quando il Consiglio non produce, gli effetti negativi non ricadono solo ed esclusivamente sulla maggioranza, ma ricadono anche sull'intera istituzione e quindi anche sulle forze di opposizione che ne fanno parte, che partecipano a pieno titolo al dibattito e alla produzione di leggi.
Oggi si è assistito, tranne in quest'ultima fase (esame dell'articolo 12 e forse dell'articolo 10), ad un dibattito monocorde, nel senso che, discutendo di ciascun articolo, si è sempre riproposta la medesima tematica, che era quella che contrapponeva una parte del centrosinistra all'indicazione che la maggioranza aveva dato in Aula, indicazione che peraltro non si contrapponeva con quanto stabilito nel testo licenziato dalla Commissione sulla base di un confronto attento, preciso e puntale, che ha portato all'approvazione di un provvedimento unanimemente condiviso. Allora io mi chiedo: se questo testo unificato non fosse stato condiviso, per giungere infine all'approvazione di una legge di tale importanza avremmo dovuto mobilitare il Consiglio per tempi ancora più lunghi, un mese, due mesi, tre mesi? Ecco, vedete colleghi, è in questi atteggiamenti che si vede la volontà di produrre comunque, quando non si arriva a condurre in porto provvedimenti di importanza riconosciuta da tutti come questo, grazie ad un comportamento che, a seconda del ruolo che viene assunto, si può definire di ostruzionismo oppure no. Un'Assemblea legislativa come la nostra, invece, deve certamente aspirare ad essere non solo di esempio per tutte le altre istituzioni di livello inferiore, ma deve qualificarsi proprio attraverso la qualità del lavoro. Voi pensate se il Parlamento nazionale dovesse lavorare con questo clima di contrapposizione, di rissa, con interventi che si susseguono sempre sui medesimi argomenti, le operazioni di voto non si sa mai quando iniziano, né si sa mai quando terminano. Noi - lasciatemelo dire, colleghi ed amici, perché con la maggior parte dei componenti di questa Assemblea io ritengo anche di avere personalmente rapporti di amicizia sentita e vera - noi ci stiamo squalificando e stiamo dimostrando che viviamo in una situazione di totale anarchia, una situazione in cui ognuno di noi si alza, parla, pensa di gestire e di monopolizzare l'Aula a seconda della propria posizione, del proprio punto di vista, infischiandosene del Regolamento.
Mi risulta che il prossimo mese di febbraio sarà convocata la Giunta per il Regolamento per arrivare a una sua revisione; però badate colleghi, se non cambiano noi, se non ci diamo regole, se non vogliamo veramente che quest'Aula funzioni, non ci sarà Regolamento fatto bene, severo, che disciplini in maniera meticolosa, punto per punto, il nostro agire quotidiano, che possa rendere quest'Aula finalmente produttiva. Questo lo dico non perché adesso noi siamo in maggioranza, perché questo vale a difesa di qualunque maggioranza, in qualunque momento della vita parlamentare, che oggi vede al governo il centrodestra, ma può essere che un domani veda al governo il centrosinistra. Noi dobbiamo darci regole e dobbiamo veramente elevare il livello dei lavori parlamentari e far sì che il nostro lavoro sia obiettivamente valido e conclusivo.
Oggi sono stati presentati pochi emendamenti a questa legge. Quando si è arrivati agli emendamenti che hanno un contenuto non modificativo della legge nella sua parte concordata con l'Unione europea, come per esempio l'emendamento che riguarda l'articolo 12, e che è stato illustrato e sostenuto dal collega Cogodi, c'è stato un dialogo e sono stati anche accolti da parte della maggioranza e da parte della Giunta. A questo punto, noi avremmo potuto arrivare alle medesime conclusioni alle quali siamo pervenuti adesso se in tutti questi giorni non avessimo sempre discusso del medesimo argomento, che determinava la contrapposizione tra una componente del centrosinistra e della maggioranza sulla copertura finanziaria; problema che avremmo potuto risolvere da tempo. Così come argomento significativo e importante e degno di discussione è quello che è affrontato dall'emendamento del collega Biancu, che ha sollevato una questione veramente importante, per il superamento della quale occorre veramente trovare una soluzione sulla quale possano concordare maggioranza e opposizione perché questo problema fondamentale e importante venga superato.
Quindi, la sordità della maggioranza esiste solo ed esclusivamente in relazione a quelle posizioni oltranziste che non sono condivise, ma questo non significa che la maggioranza necessariamente abbia ragione; la maggioranza ha assunto alcune posizioni, quando non saremo più maggioranza chi governerà potrà fare l'esatto contrario. Ma sulle questioni di fondo, sulle questioni reali non c'è sordità e c'è la totale e massima disponibilità.
PRESIDENTE. Non ci sono più iscritti a parlare, quindi dovremmo votare l'articolo 12 con una modificazione del primo comma e per quanto riguarda il secondo comma l'onorevole Biancu condizionava il ritiro del suo emendamento a un pronunciamento della Giunta.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, intervengo per dire intanto che, coerentemente con la delibera che lei stesso ricordava, del 4 aprile del 2000, la Giunta ovviamente farà di tutto per risolvere questo problema. Ha indicato chiaramente di volerlo fare con quella delibera del 4 aprile del 2000, ha cercato di farlo anche nella interlocuzione con l'Unione Europea, il problema è che - lo dico per chiarezza - in quella sede, gli uffici non sono riusciti ad ottenere questo risultato. E gli uffici ci hanno chiaramente detto che, per quanto riguarda i le richieste pregresse a valere sulla legge regionale 28 inserite nei PIA, possono essere evase solo quelle presentate entro il 31 dicembre '99. Le domande presentate successivamente a tale data, ci scrivono, ancorché relative ad interventi previsti in Programmi integrati d'area stipulati entro il 31 dicembre 1999, non possono essere evase in quanto non coperte da autorizzazione della Commissione. Qualsiasi emendamento che mirasse - e questo viene sottolineato dagli stessi uffici - a fare rientrare tale pregresso nella norma transitoria del disegno di legge in esame, ove accolto, porrebbe in essere una norma inapplicabile, perché soggetta a procedura d'infrazione e sicuramente destinata a generare nuovo contenzioso. Questo è il motivo per cui non può essere modificato il disegno di legge.
Però, dato che la Giunta precedente, la maggioranza, l'opposizione, il Consiglio regionale chiedono che venga risolto questo problema, non si può che cercare di risolverlo attraverso le direttive oppure attraverso un altro strumento, come lei stesso suggeriva. Questo lo faremo senz'altro e pertanto vi chiediamo di trasformare eventualmente l'emendamento in un ordine del giorno che verrà sicuramente recepito dalla Giunta. La volontà è comunque quella di liquidare tutto il pregresso anche per quanto riguarda le richieste sulla legge 28 inserite nei PIA e istruite dopo il 31/12/1999.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Credo che le rassicurazioni date dall'Assessore Frongia consentano di poter accogliere l'invito al ritiro dell'emendamento, soprattutto se la Giunta assume l'impegno a essere coerente rispetto a quanto precedentemente deliberato nell'aprile del 2000, relativamente al fatto che i progetti inclusi negli accordi di programma dei PIA vengono equiparati a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 12, quindi assimilati alle domande disciplinate dal comma 2, o con lo strumento delle direttive o con altro qualora non fosse possibile utilizzare il primo. A questo proposito annunciamo la presentazione di un ordine del giorno in tal senso, di raccomandazione alla Giunta che è conforme a quanto affermato dallo stesso assessore Frongia poc'anzi. Quindi, ritiro l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Siamo in fase di votazione dell'articolo 12. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, per capire bene cosa stiamo votando, vorrei che fosse data lettura del primo comma, per vedere come è formulato precisamente rispetto al problema che noi abbiamo posto.
PRESIDENTE. Stavo proprio per fare questo.
ORTU (R.C.). Presidente, però siccome lei stava mettendo in votazione, abbiamo una preoccupazione che abbiamo espresso, se permane ne prendiamo atto e chiediamo anche la votazione nominale con sistema elettronico.
PRESIDENTE. Le stavo per spiegare che si vota, da quello che ho capito perché non presiedevo io nell'istante in cui si è parlato di questo, il primo comma dell'articolo 12 nella seguente formulazione: "La legge regionale numero 28 del 1984 e successive modifiche e integrazioni, inapplicabile dal primo gennaio 2000, è abrogata".
Se l'accordo è in questo senso, l'emendamento numero 7 è ritirato? Sollecito ancora i presentatori dell'emendamento numero 7 a precisare se l'emendamento è ritirato.
ORTU (R.C.). Sì, è ritirato.
PRESIDENTE. La richiesta di votazione nominale è appoggiata da altri 7 consiglieri?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, LAI, MARROCU, MASIA, DETTORI, SPISSU, PUSCEDDU.)
PRESIDENTE. Benissimo. Allora, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico, dell'articolo 12, con la modifica apportata al primo comma, di cui si è detto in precedenza.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Astenuto: il consigliere ORTU.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, siccome si tratta di una votazione palese, dichiaro di aver commesso un errore nella votazione perché intendevo astenermi.
PRESIDENTE. Gli Uffici ne hanno preso atto.
Presidente. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 68
Votanti 66
Astenuti 2
Maggioranza 34
Favorevoli 66
(Il Consiglio approva).
Si dia lettura dell'articolo 13.
MANCA, Segretario:
Art. 13
Fondo intervento
1. Per l'attuazione della presente legge è istituito presso lo stato di previsione della Presidenza della Giunta un fondo da ripartire denominato: "Imprenditoria giovanile".
2. Il programma annuale o pluriennale degli interventi è approvato dalla Giunta regionale, a' termini dell'articolo 4, lett. I) della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Con la procedura di cui all'articolo 33 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 5, si provvede alle conseguenti variazioni di bilancio.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 9. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 13
Nell'art. 13, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
4. In sede di prima applicazione il Fondo è distinto in due parti:
a) - il 50% in favore degli interventi di cui al precedente art. 12, lett. a);
b) - il 50% in favore del nuovo regime. (9)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.
COGODI (R.C.). In realtà questo emendamento numero 9, è relativo all'articolo 13, è pensato, ed è concettualmente collegato alla dotazione finanziaria dell'intera legge in tutte le sue parti che è prevista nell'articolo 14, al quale articolo 14, sono stati presentati diversi emendamenti, sia dai Gruppi consiliari, sia dalla stessa Giunta regionale, per cui per quanto sia difficoltoso, io vorrei ancora rivolgermi - siamo ormai alle battute conclusive dell'esame di questa legge - vorrei ancora rivolgermi alla Giunta regionale ed anche alla maggioranza, a quelle parti della maggioranza che sappiamo che sono convinte, perché ce lo dicono quindi non abbiamo motivo di mettere in dubbio la loro parola, dell'esigenza di un miglioramento complessivo della copertura finanziaria e delle garanzie finanziarie perché funzioni bene tutta la legge, di compiere ancora quel piccolo sforzo necessario di comprensione non delle nostre ragioni, ma di comprensione delle ragioni dei giovani imprenditori sardi che hanno presentato le loro domande prima del 31 dicembre 1999, e di quelli che le hanno presentate dopo dal primo gennaio 2000 e quindi di prevedere nel quadro delle disponibilità, per quanto sia impegnativa la dotazione che si prevede per l'intera legge, un sistema ordinato che non crei disagio e contrasto sociale tra i giovani che hanno idee e capacità imprenditoriale nella nostra Regione.
L'emendamento numero 9 per questo motivo, collegandosi concettualmente a quegli altri emendamenti che noi abbiamo presentato al 14, già parlando del fondo ipotizza quelle due linee di finanziamento, il fondo è complessivo ma prevediamo si componga di due linee di finanziamento: per il 50 per cento verso gli interventi di cui all'articolo 12, e il 50 per cento in favore del nuovo regime. Naturalmente questo 50 per cento per come noi l'abbiamo nell'insieme presentato, non è il 50 per cento della sola dotazione finanziaria originaria, perché altrimenti dimezzeremmo il fondo che ci era stato detto che era necessario per la copertura del cosiddetto pregresso. Per questo motivo noi con l'altro emendamento al 14 abbiamo raddoppiato gli stanziamenti complessivi nei sei anni di vigenza della nuova legge sull'imprenditorialità giovanile, e quindi raddoppiando e dividendo per due, otteniamo lo stesso risultato.
Ecco perché dico che le due cose vanno insieme. Nel senso che, questo però è ancora un richiamo che io faccio a quella parte di maggioranza che dice che è giusto fare così, cioè noi vorremmo dare risposta a tutte le richieste dei giovani imprenditori precedenti al 31 dicembre 1999, quelle che hanno avuto istruttoria positiva e quanto altro, e risposta, se non interamente, perché non si può, almeno in modo significativo e non simbolico, alle richieste presentate dopo tale data. Non sarebbe giusto di fronte alla comunità regionale, se noi destinassimo 600 miliardi per il finanziamento di richieste presentate in un arco di tempo molto ristretto, adesso non voglio dire mesi o giorni, ma in un arco di tempo molto ristretto, e poi poca roba o quasi nulla per 6 anni. Non sarebbe una cosa molto corretta.
Allora noi incrementiamo il fondo destinato a finanziare il nuovo regime, in modo che si abbia, come dire, un intervento significativo che non crei lacerazione sociale, che non crei non dico invidia, perché non si tratta di questioni personali, ma che non crei quella difficoltà di relazione di rapporto anche nel mondo economico e dell'imprenditorialità giovanile che si avrebbe sicuramente se noi facessimo una cosa per intero da una parte e neppure significativa dall'altra parte.
Ciò detto, siccome abbiamo compiuto uno sforzo in questi giorni ed ancora adesso per arrivare ad un risultato utile a tutto il Consiglio, non ci curiamo di aspetti secondari o umorali di singoli consiglieri, sappiamo che c'è una riflessione attenta in Aula attorno a questa proposizione, troviamo una soluzione tenendo conto degli emendamenti della Giunta e dei consiglieri, che sono diversi e però possono comporsi nell'articolo successivo. Per questa ragione, noi pensando a quella possibilità di raccordo nell'articolo successivo e negli emendamenti successivi, dichiariamo di ritirare allo stato delle cose l'emendamento numero 9, quello relativo all'articolo numero 13, così riproponendo questa questione, che è la questione più importante e può essere risolutiva di questa vicenda, subito dopo.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io mi sono iscritto a parlare prima che il collega Cogodi comunicasse il ritiro dell'emendamento. Avrei chiesto anche io di ritirarlo; se invece l'avesse confermato avrei chiesto se fosse stato disponibile a rivedere queste percentuali. Perché si comprende lo spirito dell'emendamento ed è in linea con le discussioni che abbiamo fatto. Quindi, mi pare che discutendo dell'articolo e richiamando i ragionamenti fatti fino a qui sull'argomento, e non considerando completa la risposta dell'assessore Masala, mi permetto di insistere, perché poco fa quando abbiamo discusso dell'articolo 12 e della modifica del primo capoverso dell'articolo 12, ci sono stati colleghi in Aula che non hanno apprezzato la nostra iniziativa e altri invece che l'hanno apprezzata, tanto è che poi la discussione ha prodotto un voto unanime sulla modifica. Per dire la verità i tre consiglieri di Rifondazione Comunista hanno espresso tre voti differenti: uno non ha votato, uno si è astenuto e l'altro ha votato contro. L'unanimità si è quindi raggiunta successivamente all'espressione materiale del voto.
COGODI (R.C.). Quello che ha detto Vassallo valeva per tutti.
CUGINI (D.S.). Esatto, sto richiamando quello che ha detto Vassallo per dire che valeva per tutti ed era in linea con l'orientamento espresso. Però non è stato inutile ragionare sull'argomento e si è arrivati, assessore Masala, a un voto unanime. Noi ci teniamo a confermare questo concetto di partecipazione larga alla stesura definitiva dei provvedimenti ed allora, riprendendo i concetti di prima, lei tecnicamente deve suggerire una soluzione, e la soluzione che c'è nell'emendamento vostro che tratta l'argomento non è in linea con le considerazioni che abbiamo fatto.
Ed allora io mi permetto di dire: votiamo anche l'articolo 13, ragioniamo sui contenuti dell'articolo 14, votiamo rapidamente, perché io ho una paura, lo dico a tutti i colleghi, che se noi non la votassimo adesso questa legge e decidessimo di andare a domani nella speranza di poter spuntare qualcosa, badate questa è una legge che domani non si approva! Allora io sono favorevole alla sua approvazione questa sera! Ma che ci sia però disponibilità a trovare un accordo sulle percentuali da destinare alle diverse finalità entro il concetto che insieme stiamo proponendo; e lo dobbiamo fare concretamente con un emendamento all'articolo 14. Quindi, voi il vostro emendamento lo dovete riformulare, uso un termine più dolce di "ritirare" in modo tale che ci possa essere quel concorso, altrimenti è chiaro che si innesca un meccanismo che può allungare i tempi e che non ci permetterà di rispettare l'accordo che abbiamo fatto con l'Unione europea e di stare in linea con le aspettative di quelli che hanno presentato le domande nei diversi momenti. E devo dire, assessore Frongia, anche in linea con le considerazioni che ha fatto lei riprendendo l'argomento che poi è stato trattato nell'emendamento Biancu, ritirato e trasfuso in un ordine del giorno, che era riferito a progetti simili presentati in date anche diverse, in relazione ai quali è stata confermata però una volontà analoga, dicendo che la Giunta avrebbe approvato l'ordine del giorno nella formulazione che è stata data.
Quindi, c'è una disponibilità, c'è un impegno a votare a favore di quell'ordine del giorno sottoscritto da diversi colleghi del Consiglio. Non comprendo, perché si conferma la disponibilità in quella direzione e non si confermi anche la disponibilità sull'altro punto che abbiamo trattato. E sarebbe bello votare tutti questa legge la cui discussione ci ha impegnato per due o tre giorni con grande partecipazione anche se con posizioni diverse, al di là di chi usa il microfono, perché il microfono è uno strumento per parlare, ma non è che possiamo attribuire al microfono le cose che si dicono. Il microfono non parla, parlano gli oratori e nel caso del collega Corda si affida al microfono pensando che gli possa far dire cose sensate. Invece anche questa sera ha confermato che si deve impegnare ulteriormente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Invito il Consiglio a porre un po' di attenzione sull'articolo 13, e in particolare sul secondo comma dello stesso. L'articolo 13 stabilisce che la Giunta regionale realizza gli interventi attraverso la programmazione annuale o quella pluriennale, quindi il relativo programma viene approvato dalla Giunta secondo le regole che la Giunta adotta in questi casi.
Che cosa significa questo? Significa che in via amministrativa è possibile riservare quote di risorse alle domande presentate successivamente al 31 dicembre 1999; quello che la Giunta ritiene di non poter fare è di scrivere nella legge questa suddivisione del fondo, perché ha motivo di ritenere che ciò possa determinare una censura da parte dell'Unione europea.
Ed allora, noi non abbiamo alcuna difficoltà a dichiarare, l'abbiamo dichiarato ieri, lo dichiariamo adesso, se volete lo dichiareremo anche con riferimento all'articolo 14, che la Giunta regionale è disponibile a stanziare tutte le risorse necessarie per le domande presentate dopo, lo chiederà anche qualcuno della maggioranza, io anticipo questa richiesta da parte della maggioranza, e quindi c'è tutta la buona volontà di accogliere anche un eventuale ordine del giorno che impegni la Giunta anche a verificare la situazione delle pratiche prima della discussione della legge finanziaria, in modo che in quella sede si possa riprendere il discorso del finanziamento. Più di questo credo che non si possa oggettivamente ed umanamente chiedere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Il collega Masala ha dato una risposta che non è quella che io mi aspettavo, perché io non voglio e noi non vogliamo modificare il secondo comma dell'articolo 13, nel modo più assoluto, ma mi pare che questo fosse chiaro, noi non vogliamo modificare la procedura prevista dal comma due dell'articolo 13. Noi stiamo dicendo un'altra cosa, stiamo dicendo che si tratta di operare un intervento successivo, in modo tale che ci sia la certezza che anche le nuove richieste possano ottenere risposta, perché la suddivisione del fondo previsto dall'articolo 14 effettivamente può mettere non a rischio, ma può creare qualche turbativa. Allora si incrementi la somma complessiva prevista, incrementandola siamo sicuri che c'è questa disponibilità. Aggiungo che noi non chiediamo, Masala, incrementi eccessivi, noi chiediamo incrementi capaci di confermare che c'è la garanzia che risolte le questioni riferite alle domande presentate entro il 31 dicembre, ci sia, faccio un esempio, una lira che mi permetta di fare il bando come stavamo dicendo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Diventa un doppio fondo anche con una lira.
FADDA (Popolari-P.S.). Ma chi sta parlando di doppio fondo, stiamo dicendo una cosa diversa! Sta dicendo il contrario, anzi state dicendo la stessa cosa!
CUGINI (D.S.). Scusami Italo, chiediamo un incremento dello stanziamento fermo restando il fondo attuale! Presidente Carloni, lei che normalmente ascolta il Consiglio, noi non vogliamo il doppio fondo, noi vogliamo fare in modo che quelli che hanno presentato domande dopo il 31 dicembre possano avere una risposta, non stiamo dicendo tutti, ma almeno stabiliamo il principio; non vogliamo né modificare l'articolo 13, comma secondo, né istituire il doppio fondo, vogliamo solo che, fermo restando il fondo attuale, invece di scrivere uno, si scriva 1, 5.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, il parere della Giunta mi sembra che sia stato chiaro e mi sembra che il problema sollevato dagli intervenienti riguardi quasi esclusivamente l'articolo successivo della copertura finanziaria, quindi, a questo punto non mi rimane che porre in votazione l'articolo.
Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io ho già in parte anticipato la dichiarazione di voto. Però chiederei ai colleghi del Consiglio, se concordano sul principio elementare che noi stiamo proponendo, e lo dico anche ai colleghi che hanno svolto una funzione di governo fino all'altro giorno, e che si sono mossi nella logica di rispondere ad una aspettativa che era maturata e di confermare una legge e un indirizzo per quanto riguarda la prospettiva - mi dispiacerebbe se il Presidente Floris non dovesse dichiarare la disponibilità a rispondere anche a quelli che hanno presentato domande dopo il 31 dicembre; mi dispiacerebbe se passasse tra di noi l'idea che ci sono diritti derivanti dal timbro e non venissero riconosciuti invece diritti derivanti dalla volontà di fare impresa; mi dispiacerebbe e ci dispiacerebbe sul piano politico - chiedo, dicevo, che ci sia un'assunzione chiara di responsabilità sapendo che tra di noi c'è la volontà di andare in quella direzione, senza infingimenti.
Io dichiaro che voterò a favore, ma vorrei che questo aspetto venisse definitivamente chiarito e chiuso positivamente nello spirito della legge e del lavoro che è stato fatto.
PRESIDENTE. Ho capito onorevole Cugini, ma ripeto che è un problema che riguarda - a mio avviso - l'articolo successivo. Quindi, siamo in sede di votazione.
Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 14.
MANCA, Segretario:
Art. 14
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dalla applicazione della presente legge, valutati in lire 170.000.000.000 per l'anno 2001 ed in lire 195.000.000.000 per gli anni successivi, fanno carico all'UPB S01.020 del bilancio della Regione per l'anno 2001 ed a quella corrispondente per gli anni successivi:
2. Le disponibilità relative agli stanziamenti disposti per gli anni 2001-2003 possono essere anticipati al 2001, in tal caso gli stessi stanziamenti sono ridotti dell'importo degli interessi da corrispondere agli enti erogatori delle anticipazioni.
3. Alle conseguenti variazioni di bilancio provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio con propri decreti.
4. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001-2003 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.007
Fondo nuovi oneri legislativi in conto capitale
2001 lire 170.000.000.000
euro 87.797.672,85
2002 lire 195.000.000.000
euro 100.709.095,32
2003 lire 195.000.000.000
euro 100.709.095,32
Mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 16 della tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6
In aumento:
01 - PRESIDENZA DELLA GIUNTA
UPB S01.020
(N.I.) Direz. Gen. 01 - Serv. 03(02.17)
Interventi orientati alla creazione di imprenditoria giovanile
COMPETENZA
2001 lire 170.000.000.000
euro 87.797.672,85
2002 lire 195.000.000.000
euro 100.709.095,32
2003 lire 195.000.000.000
euro 100.709.095,32
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Nell'emendamento n. 4, dove ricorre l'anno "2007" è sostituito con "2006". (15)
Emendamento sostitutivo totale Fadda - Cugini - Sanna Giacomo - Dore - Balia - Cogodi
Art. 14
L'articolo 14 è sostituito dal seguente:
Art. 14
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 137.797.673,00 per l'anno 2002 ed in euro 153.290.000,00 per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006 e fanno carico alla UPB S01.020 (Nuova Istituzione) Direz. Gen. 01 - serv. 03 (02.17) - Interventi orientati alla creazione di imprenditoria giovanile del bilancio 2002-2004; alla relativa spesa si fa fronte:
- per l'anno 2002 per l'importo di euro 87.797.673,00 con il prelevamento, ai sensi dell'articolo 30, comma 6, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, dalla voce 6 della tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, e per il restante importo di euro 50.000.000,00 con le risorse del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2002 e 2004;
- per gli anni dal 2003 al 2006 per l'importo di euro 153.290.000,00 con le risorse del bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 e quelle dei bilanci per gli anni successivi.
2. Gli stanziamenti di cui al comma 1 sono destinati per l'importo di euro 87.797.673,00 per l'anno 2002 e di euro 103.290.000,00 per ciascuno degli anni 2003 e 2004 alle finalità di cui all'articolo 12 e per gli importi residui all'attuazione delle disposizioni di cui ai restanti articoli. (14)
Emendamento aggiuntivo Fadda - Cugini - Sanna Giacomo - Dore - Balia
Emendamento all'emendamento n. 14
Nell'emendamento n.14 relativo all'articolo 14, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2bis. Le disponibilità relative agli stanziamenti disposti per gli anni 2003-2004 possono essere anticipate all'anno 2002, in tal caso gli stessi stanziamenti sono ridotti dell'importo degli interessi da corrispondere agli enti erogatori delle anticipazioni". (16)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Art. 14
L'articolo 14 è sostituito dal seguente:
Art. 14
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 87.797.673,00 per l'anno 2002 ed in euro 103.290.000,00 per ciascuno degli anni dal 2003 al 2007 e fanno carico alla UPB S01.020 (Nuova Istituzione) Direz. Gen. 01 - serv. 03 (02.17) - (Interventi orientati alla creazione di imprenditoria giovanile) del bilancio 2002-2004 e a quelle corrispondenti dei bilanci successivi; alla relativa spesa si fa fronte:
- quanto all'anno 2002 con il prelevamento, ai sensi dell'articolo 30, comma 6, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, dalla voce 6 della tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6;
- quanto agli anni dal 2003 al 2007 con le risorse del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2002-2004 e quelle dei bilanci per gli anni successivi.
2. Le disponibilità relative agli stanziamenti disposti per gli anni 2003-2004 possono essere anticipate all'anno 2002, in tal caso gli stessi stanziamenti sono ridotti dell'importo degli interessi da corrispondere agli enti erogatori delle anticipazioni. (4)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Balia - Ortu - Vassallo
Art. 3
Nell'articolo 14, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"In ogni caso per l'attuazione in via ordinaria della presente legge è destinata la somma di 50 milioni di Euro annui a valere sul bilancio della Regione a partire dal corrente esercizio 2002". (13)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Masala per illustrare l'emendamento numero 4.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Nella sostanza lo darei per illustrato, però devo precisare che lo illustro unitamente all'emendamento numero 15 che integra l'emendamento numero 4, sostitutivo del numero 3 che è stato ritirato. Si tratta della trasformazione in euro degli importi previsti dalla legge, però voglio sottolineare che con l'occasione, poiché erano stati previsti stanziamenti di 200 miliardi per il 2003 e per il 2004, è stato elevato l'importo che era stato indicato dalla Commissione portandolo da 195 a 200 miliardi.
Quindi, nelle due annualità ci sono 5 miliardi per annualità in più rispetto all'importo che era stato indicato dalla Commissione e che possono essere, lo ribadisco ancora una volta, considerati quella lira simbolica alla quale poc'anzi faceva riferimento l'onorevole Cugini.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 14, ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.
Fadda (Popolari - P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che siamo arrivati al momento più delicato dell'esame del provvedimento. Le ultime parole dell'assessore Masala dimostrano che è possibile aumentare le somme, e quanto è stato detto in questi due giorni, che era responsabilità delle opposizioni il creare le condizioni perché la legge non avesse le autorizzazioni da Bruxelles, sono smentite dalle dichiarazioni che l'Assessore ha fatto in questo momento, affermando di aver aumentato di 5 miliardi le somme che erano state previste dalla Commissione.
Assessore, noi siamo disponibili, pur di raggiungere l'obiettivo, lo dico con molta serenità e senza avere consultato neanche gli altri firmatari, noi siamo disponibili a ritirare questo emendamento, a presentarne un altro a firma di tutto il Consiglio regionale iniziando dall'onorevole Corona, che modifichi questo emendamento e, viste le difficoltà che la Giunta regionale ha manifestato in quest'Aula, diciamo che i cento miliardi che sono stati previsti per il 2002, li spostiamo 50 miliardi al 2003 e 50 miliardi al 2004. Assessore, noi non vogliamo che ci vengano attribuiti meriti, abbiamo votato tutti gli articoli, abbiamo dato una risposta, insieme a tutto il Consiglio regionale, alle richieste pregresse, ma sappiamo che queste somme cioè i 600 miliardi stanziati, non saranno, Assessore, si ricordi quello che noi stiamo dicendo oggi in Aula, sufficienti se quanto dichiarato dall'assessore Frongia verrà messo in atto. Cioè, se anche i progetti della 28 inseriti nei PIA verranno finanziati. Lo sapete anche voi che i dati che voi ci avete consegnato sono riferiti soltanto alle somme necessarie per finanziare solo i progetti della 28 presentati sino al 31 dicembre 1999! Allora io mi chiedo quali siano le ragioni, visto l'impegno che la Giunta regionale ha assunto di risolvere il problema con la prossima manovra finanziaria, che impediscono di dare oggi una risposta immediata a chi dal 1° gennaio 2000 sta aspettando di poter presentare una domanda.
Assessore, perché dobbiamo aspettare tre mesi? Noi le stiamo dicendo: stanziamo i fondi nel 2003 e nel 2004, e se quanto voi sostenete, che noi non condividiamo, sarà vero, non avvaletevi della possibilità di anticipare all'anno 2002 le disponibilità relative agli stanziamenti disposti per gli anni 2003 e 2004 che è prevista nei due emendamenti. Se invece si dimostrerà vero quello che noi stiamo dicendo, voi vi avvarrete di tale possibilità, perché se la manovra finanziaria verrà approvata a marzo, neanche nel 2002 potranno essere fatti i bandi, di cui questo Consiglio si è già occupato.
Allora noi vi chiediamo di ripresentare tutti insieme un emendamento di sintesi per dare una risposta anche ai nuovi imprenditori. Quali sono le ragioni che vi impediscono di farlo? E' forse il fatto che abbiamo sollevato noi il problema? Noi rinunciamo a rivendicarne il merito; se voi stessi dite che nella finanziaria sarà possibile aumentare lo stanziamento, voi sapete che questo è possibile farlo anche oggi, come l'avete fatto con i 5 miliardi. Spostiamo al 2003 e 2004 le somme, facciamolo, inseriamo l'onorevole Corona come primo firmatario dell'emendamento, poi l'onorevole Cugini e tutti gli altri presidenti dei gruppi in ordine decrescente, perché riteniamo che questa partita non debba essere appannaggio della maggioranza o dell'opposizione, ma che sia una partita seria, forse tra le più importanti che questo Consiglio sta discutendo, e pertanto debba essere patrimonio di tutto il Consiglio regionale. Noi questo vi chiediamo con molta umiltà, con molta serenità. Assessore, non aspetti la finanziaria, lei ha gli strumenti perché questa legge possa dare una risposta oggi affinché chi sta aspettando dal 1° gennaio del 2000 per presentare le domande sia messo nelle condizioni di poterlo fare.
Credo che abbiamo dimostrato in tutte le votazioni il nostro spirito di collaborazione, non c'è un articolo, non c'è un emendamento approvato che non sia stato condiviso da tutti. Abbiamo cercato di collaborare; quando non avevamo ragione vi abbiamo dato ragione, voi avete fatto altrettanto in ordine, per esempio, alla data del 31 dicembre su cui abbiamo sollevato un problema o al bando che deve essere fatto, credo che non vi sia alcun motivo per interrompere questo clima di disponibilità che insieme abbiamo instaurato già nel corso dei lavori in Commissione, e sin dalla presentazione delle proposte di legge; quali sono le ragioni politiche che vi inducono a persistere sulla vostra posizione? Dal momento che voi stessi avete già detto che comunque nella finanziaria stanzierete delle somme, noi vi chiediamo di risolvere già da oggi questo problema, siamo in grado di poterlo fare; se non serviranno i fondi, Assessore, lei sa che questo vale per i 600 miliardi stanziati complessivamente nel triennio, non disporrete l'anticipazione all'anno 2002 di quei fondi. Non li utilizzerete! Sono convinto che tutti i colleghi del Consiglio, maggioranza ed opposizione, abbiano a cuore la sanatoria, ma vogliano anche poter dare una speranza oggi. Eliminiamo i tempi morti, spendiamo i soldi che devono essere spesi, non rimandiamo a domani quello che può essere fatto oggi.
E' un appello ulteriore che io mi auguro venga accolto in cambio della nostra disponibilità a ritirare gli emendamenti, perché questo Consiglio regionale approvi all'unanimità questa legge, così come si è verificato in Commissione, con la collaborazione di tutti, dando suggerimenti, contribuendo alla elaborazione di questa proposta di legge e come si è verificato anche in Aula, al di là dei tempi, forse è vero, eccessivamente lunghi, ma se ci aveste dato subito una risposta, molto probabilmente questo provvedimento sarebbe stato già approvato, perché noi non abbiamo voluto perdere tempo. Mi auguro che la Giunta regionale accolga questo invito, naturalmente confermo la disponibilità a ritirare questo emendamento perché il primo firmatario possa essere il rappresentante del gruppo maggiore.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 13 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Il nostro emendamento numero 13 è aggiuntivo rispetto alla norma finanziaria contenuta nel testo della Commissione, e rimane perciò aggiuntivo anche rispetto alla modifica che la Giunta propone. Per cui, restano da valutare due cose. Primo: noi abbiamo discusso, in questi due giorni o quant'è, e anche prima però, avendo diverse opinioni. Le diverse opinioni sono state esternate, in aula nel confronto politico, chi c'è riuscito c'è riuscito ed è stato capito, con i mezzi attraverso cui all'opinione pubblica arrivano le opinioni politiche, se vengono intese bene; anche verso l'esterno, verso l'opinione pubblica sarda, noi abbiamo sostenuto che la nuova legge sull'imprenditoria giovanile in Sardegna doveva essere sostenuta in modo adeguato, commisurato ed equilibrato e che la proposta iniziale della Giunta perciò era inadeguata.
La nostra proposta non era e non è una proposta estremista. Io non so più che cosa sia la moderazione; viviamo in un mondo nel quale tutti si dicono moderati, ma in che cosa vi moderate? Si mena pure vanto di essere moderati, ma io ritengo che si possa essere moderati se si è anche poco poco equilibrati, poco poco giusti. Allora, quali sono i dati di riferimento? Parlo della nuova legge, perché sul pregresso abbiamo detto, se è vero quello che avete detto, se è vero che quei finanziamenti iniziali devono essere in qualche modo riservati, devoluti comunque al superamento della partita precedente, è chiaro che per la partita successiva o per il secondo tempo della partita, o, dite quello che volete, per il girone di ritorno dal 2000 al 2006, bisogna prevedere altre risorse per sostenere la progettualità dei giovani sardi che si vogliono cimentare con l'impresa e vogliono produrre e lavorare. Pertanto stiamo approvando una legge che, all'interno del Quadro comunitario di sostegno - solo nell'arco temporale, però, che va fino al 2006, perché è scritto in questa legge che nel 2006 non sarà più in vigore - rappresenta uno degli strumenti normativi che devono sostenere lo sviluppo della regione per recuperare il divario rispetto alle regioni più progredite d'Europa e per ottenere un riequilibrio interno alla regione, di carattere territoriale e di carattere sociale, la cosiddetta coesione sociale. Per realizzare questa operazione la Regione sarda ha sei anni, permanendo nell'Obiettivo 1. Ed è necessario ricordare che nell'Obiettivo 1 la Regione è rimasta perché si è fatta una battaglia politica, che si conclusa quando si è conclusa, prima che ci fosse questa Giunta, e la permanenza nell'Obiettivo 1 - si può dire per un pelo, per il rottolo della cuffia, per una battaglia politica e per argomenti saggi e convincenti che sono stati portati da chi ha governato la Sardegna in quegli anni - ha significato per questa Regione, il trasferimento di più di più di 10.000 miliardi; per sostenere lo sviluppo, questa Regione ha ottenuto, fino al 2006, un trasferimento finanziario tra i 10.000 e gli 11.000 miliardi, un finanziamento cioè di quasi 2.000 miliardi all'anno.
E' davvero sproporzionato, spropositato, avventuroso pensare che di circa 2000 miliardi all'anno che vengono erogati alla Regione sarda per sostenere il suo sviluppo e per realizzare l'equilibrio interno dei territori e l'equilibrio sociale, che un decimo, per esempio 200 miliardi all'anno, siano utilizzati non per prebende, non per regalie, ma per progetti di impresa giovanile? Progetti di impresa! Questa è la nostra proposta! E' possibile che voi, che avete iniziato a governare male la Regione dalla fine del '99 in poi, avendo trovato questi danari già tutti e belli disponibili, non ne vogliate destinare una parte a sostenere la nuova impresa giovanile? Voi dite di sì, che si tratta di vedere quale parte; il nostro emendamento proponeva 200 miliardi all'anno, da qui al 2006, è accaduto che inizialmente voi abbiate affermato: "Noi vorremmo poter fare questo, non è escluso che lo faremo con la manovra finanziaria o con un'altra legge, però non lo possiamo fare adesso con questa legge perché sennò la Commissione Europea ci bacchetta, non dobbiamo spostare una virgola di quello che avevamo ipotizzato con loro", ed invece voi non solo spostate virgole, spostate punti ed anche tutto l'alfabeto morse. Perché già convertendo le lire in euri, va bene con l'euro si arrotonda, ma viva l'arrotondamento!
CORDA (A.N.). Euro.
COGODI (R.C.). Euri, il plurale di euro esiste.
CORDA (A.N.). E' una parte della parola "Europa", "euro".
COGODI (R.C.). Va bene, chiedo scusa, mi faccio correggere da Corda su una cosa insignificante. Così sei contento anche tu, hai realizzato un risultato.
Convertendo le lire in euro, dicevo, avete aggiunto sette miliardi per anno, 7 miliardi non costituiscono un arrotondamento, per qualcuno può essere niente, per noi comincia ad essere qualcosa, con 7 miliardi all'anno avete già aggiustato abbastanza, ma non avete aggiustato solo questo, col vostro emendamento voi, dicendo che non potete aggiungere, che non potete toccare niente, avete anche in parte - ne diamo atto - in questi giorni con gli emendamenti di ieri, e con quello di oggi sostitutivo di quello di ieri, senza volerlo dire o riconoscere, non capisco perché essendo l'unica cosa ben fatta che avete fatto in questi giorni, avete comunque nel sessennio aggiunto 400 miliardi; quindi diamo atto di tutto, voi fate una cosa buona nell'anno 2005 e nell'anno 2006; nella proposta originale della legge non c'era, voi vi fermavate ai 560 miliardi dosandoli fino al 2004 e dicendo: "se mi servono prima una norma mi consente di anticiparli, li chiedo alle banche e li avrò prima, se mi servono prima", però voi prima ipotizzavate 560 miliardi come copertura d'insieme della legge.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue COGODI.) Adesso avete aggiunto 200 miliardi nel 2005 e 200 nel 2006 che fanno 400 miliardi in più; quindi non è che l'impianto originale della legge non sia stato modificato, è modificato aggiungendo 7 miliardi per anno ed è modificato anche con i 200 miliardi in più per gli anni 2005 e 2006, però voi fate una cosa buona e per non sembrare che date ragione a noi negate anche l'evidenza dei fatti buoni che nel frattempo sono maturati.
Quello che noi stiamo dicendo è che siccome quei 200 miliardi per gli anni 2005 e 2006 rischiano di essere troppo lontani, si aumenti lo stanziamento annuale e si trovi il modo di portarlo almeno ad una disponibilità, noi inizialmente dicevamo di 200 miliardi perché voi non avevate aggiunto nulla, se ne aggiungete 400, possiamo proporre anche 100 miliardi all'anno perché 400 nel sessennio li avete già aggiunti voi, per cui il punto di incontro tra la rivendicazione saggia, anche misurata, debbo dire, contenuta, moderata che noi abbiamo avanzato all'inizio e quello che voi avete proposto non è ad una distanza così abissale: la divergenza è solo sull'ammontare del finanziamento. Noi chiediamo di elevare il finanziamento della nuova legge a regime, portandolo almeno a 100 miliardi all'anno - la legge 28 ha avuto storicamente una dotazione di 108 miliardi all'anno per 15 anni - per riportarla all'incirca ai livelli che storicamente ha avuto, per cui mancherebbero 400 miliardi che, distribuiti in sei anni, non modificano manco il bilancio di quest'anno, costituiscono semmai un impegno per gli anni prossimi. Quindi chiediamo di sistemare questa partita in questo modo; a noi pare che, facendo salvo quanto detto al collega Fadda e prendendo atto della modifica proposta dalla stessa Giunta, tra l'insieme delle proposte della Giunta e di diverse parti della maggioranza ci sia la possibilità di pervenire a una conclusione che sia buona per tutti e che garantisca un buon risultato e se anche poi in conclusione lasciasse in bocca un buon sapore e mettesse tutti di un buon umore non sarebbe male, nel senso che qui ci siamo confrontati per cercare una soluzione positiva e non per approdare al nulla. Concludendo, io ritengo di dover ancora sostenere la richiesta del collega Fadda, e se servono ancora cinque minuti di sospensione dei lavori per avvicinare le posizioni e concludere in modo possibilmente positivo per tutti, si sospenda pure la seduta, se ciò può servire ad evitare anche un'altra ora di confronto pubblico.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Non si accolgono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie gli emendamenti numero 13, 14 e 16. Il 15 e il 4 sono della Giunta quindi è ovvio che su di essi il parere è positivo.
PRESIDENTE. Insomma per la Giunta rimangono solamente gli emendamenti numero 4 e 15. Gli onorevoli Fadda e Cogodi hanno chiesto se ci fossero gli spazi per un'interlocuzione, la Giunta per ora non dà risposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Voglio provare a tornare un attimo indietro nel tempo, a tempi recenti, non lontani, a tre anni fa, alla scorsa legislatura, io ricordo che a più riprese e in più occasioni, quando la maggioranza di allora cercava in tutti i modi possibili di introdurre variazioni al Regolamento, sostenendo che dovevamo avere un Regolamento più garantista per tutte le parti e che consentisse all'Aula lo svolgimento dei lavori in maniera più credibile, più snella, più moderna, l'opposizione di allora si arroccava in una strenua difesa del Regolamento esistente. Ricordo, mi scusi onorevole Balletto, ma sto per richiamare amichevolmente una lunghissima serie di suoi interventi pignoleschi, non dico che non fossero precisi od opportuni, ma dico che erano numerosissimi, ripetuti, costanti, ritmici, quotidiani, ogni qual volta in cui c'era seduta di Consiglio e a più riprese su ogni comma, su ogni elemento, su ogni pezzetto, su ogni postilla che riguardasse un qualunque articolo; e lei naturalmente, e io le voglio credere, diceva che quelli erano argomenti a difesa di una tesi, a sostegno di un'opinione, a difesa di un'idea e che poco contava se i lavori dell'Aula fossero durati due ore in più, ma che eravamo in Aula per lavorare e per produrre testi di legge che fossero efficaci, chiari e garantisti di tutte le parti.
Ecco, quella di allora, la sua, era una posizione di saggezza, pareva invece che la nostra di allora fosse una posizione di protervia; oggi stranamente si sono invertite le parti, e noi sosteniamo che la nostra è una posizione di saggezza e la vostra invece è una posizione di protervia. E' vero che da due giorni stiamo discutendo questa norma, però è anche vero che questo testo di legge rappresenta uno degli strumenti cardine e tra i più importanti per dare risposte alla società civile, quella più povera per certi versi, quella con meno risorse, quella con meno difese che però ha voglia di misurarsi, ha voglia di confrontarsi, ha voglia di rapportarsi, ha voglia di dimostrare che anch'essa ha meriti, ha titoli, ha possibilità e vuole fruire di queste possibilità e di tutte le opportunità.
Ma di fatto, il dibattito che si è sviluppato in quest'Aula per due giorni, nelle sue linee fondamentali, nelle parti essenziali, su quali aspetti si è focalizzato? Quali sono stati i tentativi fatti dall'opposizione? Quello di bloccare a tutti i costi e con voti contrari, utilizzando il voto segreto e tendendo imboscate, i lavori dell'Aula o quello di arrivare alla predisposizione di un testo che desse garanzie di pari opportunità, che desse certezza di diritto a tutte le parti che potevano essere interessate? Si sono misurate in Aula due idee, due filosofie, ma che partivano tutte e due dal presupposto che il testo in discussione, frutto della unificazione di diversi progetti di legge, andasse difeso nonostante evidentemente non tutte le sue norme fossero condivise. L'opposizione infatti, pur votando a favore di tutti gli articoli, sosteneva un'esigenza che rimane: quella di rimpinguare i fondi attraverso qualunque forma che dia tutte le garanzie perché la CEE non debba intervenire revocando il parere di conformità che ha di fatto già assicurato sul testo concordato.
Allora non si tratta di posizioni precostituite e di parte, ma si tratta da un lato di una parte che vuole dare garanzie alle aspettative maturate e di un'altra parte del Consiglio regionale che non solo vuole dare quelle garanzie, ma vuole anche che le stesse garanzie siano estese, che le stesse opportunità siano offerte, che le stesse risposte alle aspettative che nel mondo del lavoro si sono create siano date a chi, invece, non ha avuto la solerzia di predisporre le domande, di presentare i progetti entro il 31/12/1999.
Vogliamo semplicemente la garanzia che chi in futuro vorrà misurarsi utilizzando questo strumento legislativo sia nelle condizioni di poterlo fare, vogliamo che la Regione non operi creando discriminazioni e disparità tra cittadini le cui condizioni sociali e la cui voglia di imprenditorialità sono più o meno paritarie, vogliamo che la Regione operi invece in condizioni di maggiore equanimità, in buona sostanza vogliamo una Regione che non svolga un ruolo di matrigna per una parte dei cittadini di questa terra.
Ed allora se davvero questo è il concetto, se questa è l'aspettativa del territorio, se questi sono i propositi, sia dalla maggioranza che dell'opposizione perché continuare a intestardirsi? Io mi rivolgo alla Giunta regionale, mi rivolgo all'assessore Masala, ma mi rivolgo anche ad ogni singolo consigliere della maggioranza: perché dobbiamo continuare a intestardirci rinviando ad ordini del giorno incerti, ad ordini del giorno fumosi, ad ordini del giorno che poi debbono essere attuati, che poi debbono trovare riscontro reale, la conclusione di atti e di aspetti che invece possono oggi a buon titolo essere, pienamente e degnamente, conclusi in Aula, che possono trovare in Aula un riscontro positivo?
Assessore Masala è arrivata una proposta, mi pare una proposta che non lasci vincitori e vinti, mi pare una proposta che voglia dare dignità uguale a tutte le parti politiche, mi pare una proposta che tenda a ripristinare condizioni di equilibrio e certezza di diritto per ogni cittadino, non riesco a comprendere per quale motivo vi sia questa testardaggine e questa impossibilità ad accoglierla nel momento in cui non si chiedono modifiche al testo, cosa che comporterebbe interventi della CEE, ma si chiede solo la modifica degli importi incrementandoli di quelle risorse appena necessarie per dare garanzie di poter usufruire delle agevolazioni previste dalla legge anche a chi nel passato non ha avanzato alcuna richiesta.
Ecco, l'invito che io rivolgo a tutti i consiglieri regionali di maggioranza è quello di sospendere se è necessario, per mezz'ora i lavori, in modo tale da approvare un testo che garantisca tutti i cittadini; badate che se così non fosse e se davvero in futuro vi fosse l'impossibilità, per chi vuole costituire una nuova impresa usufruendo degli incentivi previsti da questa legge, a potervi attingere, il rischio che si corre è che questa legge vada incontro ad intoppi e che non dia risultati né per il passato, né per il futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio richiamare due concetti e, in premessa, fare una precisazione. L'onorevole Balletto criticava il comportamento dell'Aula di fronte ad un provvedimento condiviso e votato all'unanimità dalla Commissione competente. Vede, onorevole Balletto, lei probabilmente non è informato rispetto ai lavori della Commissione, nel senso che la Commissione ha condiviso unanimemente la volontà di far giungere quanto prima in Aula un provvedimento che potesse risolvere i problemi sia rispetto al pregresso, sia rispetto al passato. Per cui venne formulato un testo, concordato con la Unione europea; quando ritornò in Commissione, e già prima che fosse trasmesso, noi precisammo che a nostro avviso, fermo restando l'impegno a non modificare le norme che potevano provocare la procedura di infrazione, come ad esempio una modifica sostanziale ai criteri di applicazione delle norme, saremmo stati liberi di proporre in Aula, io a dire la verità lo chiesi anche in Commissione, quelle modifiche che, fermo restando quell'impegno, permettessero di dare risposte oltre che alle richieste pregresse anche a quelle future. Si giunse, nell'ultima seduta di Commissione, alla volontà di licenziare comunque il testo, da parte mia sostanzialmente non condiviso rispetto a questo aspetto, tant'è vero che non partecipai alla votazione finale della legge sostanzialmente per questo motivo, e annunciammo già in quell'occasione che avremmo riproposto il problema in Aula avanzando quelle richieste che non era stato possibile prendere in considerazione in sede di Commissione. Anche perché ci rendevamo conto che per approfondire quelle questioni in Commissione era necessario avere quei documenti tante volte richiesti e mai avuti, nemmeno ora, giacché ne abbiamo avuto soltanto una parte, quelli chiesti dalla Presidenza del Consiglio.
Ritengo necessario chiarire questo punto per ristabilire la verità, perché se no sembrerebbe che qua qualcuno sia impazzito: prima era d'accordo, poi viene in Aula e cambia tutte le carte in tavola; non è così! Noi il gioco delle tre carte non lo abbiamo mai fatto e non lo vogliamo fare; la posizione che avevamo prima la ribadiamo in questa sede e l'abbiamo ribadita ieri. Ma voglio fare anche un'altra considerazione: il fatto che il centrosinistra, Rifondazione abbiano puntato i piedi su questa questione, che per noi è una questione importante, un effetto positivo lo ha già avuto; quello di avere la Giunta modificato sostanzialmente l'emendamento presentato all'articolo 14 sulla dotazione finanziaria nella parte che consente l'attivazione e la richiesta concreta ai soggetti interessati. Ciò che non va ancora bene non è la dotazione finanziaria complessiva destinata alla sanatoria delle richieste pregresse, ma quella prevista per il futuro, perché così come è articolata la proposta, rimane inteso che questa legge per il futuro, nonostante abbiamo approvato anche quelle norme che impongono alla Giunta di fare le direttive entro sei mesi, non potrà andare a regime se non dal 1° gennaio 2005. Questa è la vera contraddizione che noi stiamo sancendo se non si farà uno sforzo per modificare questo benedetto articolo 14. E vedete, se veramente si ritiene che comunque l'importo complessivo, e in questo caso i 900 e rotti miliardi che ci sono, non lo si vuole assolutamente toccare, assessore Masala io le chiedo di ascoltare, forse sarebbe possibile un ulteriore sforzo da parte vostra quanto meno nella rimodulazione dei 900 miliardi, portandone una parte, allo stato attuale stanziata nel 2005, nel 2006, al 2003 e nel 2004, trovando quel punto di incontro che, pur mantenendo inalterata la dotazione finanziaria individuata in circa 900 miliardi fino al 2006, possa dare concretamente quella risposta che permetta di attivare una linea di finanziamento per tutte quelle nuove pratiche.
Chiediamo troppo? E` possibile fare questo? Se non è possibile vorremo sapere il perché, perché abbiamo visto e abbiamo ormai constatato, assodato, che la modifica di queste cifre non infrange gli accordi con l'Unione europea, perché la Giunta è già venuta incontro ad una nostra richiesta di aumentare il fondo, il problema è che non siamo d'accordo su come la Giunta aumenta il fondo perché in questo modo, comunque, non dà risposta concreta alla nostra richiesta di attivare già dal 2002 i nuovi incentivi. Poi si capisce che si può iniziare anche dal 2003, perché è necessario predisporre le direttive, approvare la manovra finanziaria, i soggetti dovranno presentare le domande, ci dovrà essere l'istruttoria; è chiaro che bene o male l'anno 2002 passa, però se non modifichiamo il testo non soltanto passa l'anno 2002, ma anche l'anno 2003 e l'anno 2004, e dato che iniziamo dal 2005 passerà anche l'anno 2005. E dato che con l'anno 2006 la legge decade, significa che probabilmente voi volete operare quel risparmio dei 400 miliardi virtuali che avete stanziato, però sapete benissimo che poi non utilizzerete. E allora quando diciamo che questo può essere un grande imbroglio lo diciamo perché facciamo queste considerazioni. Perché riteniamo che fate un'azione puramente virtuale che concretamente non risponde alle esigenze dell'imprenditoria giovanile, dell'incremento dell'occupazione, perché attraverso questo provvedimento non si incrementerà nessuna occupazione se non, giustamente, quella di quei soggetti che già a suo tempo avevano presentato domande, e che aspettano la risposta che permetta quella sanatoria, completando l'iter che era già iniziato due anni fa.
Il fatto che poi si dica che forse la cifra destinata alla sanatoria del pregresso possa anche essere inferiore a quella prevista, in funzione del fatto che le istruttorie non sono ancora tutte fatte, che probabilmente parte di queste domande possono anche non essere accolte perché devono essere ancora visionate, ci fa sospettare che forse si voglia fare proprio un'operazione di questo tipo, affermando da una parte che si vuole esaurire tutto il pregresso e dall'altra facendo in modo di escluderne una parte per recuperare quei fondi che permettono a voi di attivare la linea per il futuro. Per cui cerchiamo di fare un'opera di chiarezza; è una proposta, quella che stiamo formulando adesso, peraltro nemmeno concordata con i colleghi, che ci sembra abbia un minimo di buon senso, che possa essere presa in considerazione. Pertanto vi chiedo anch'io di accettare la richiesta di sospendere i lavori per attivare il confronto e verificare se è possibile concludere questa partita in maniera positiva per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, Assessori, credo che dopo questo estenuante confronto si possa dire tuttavia che il lavoro che è stato fatto non è stato del tutto inutile. Se guardiamo alla radice di quello che un dibattito del genere ci ha fatto capire, deduciamo che questo aiuta la politica a scavare intorno a sé, a capire meglio da quali impostazioni ci muoviamo e che cosa vogliamo ottenere.
Vorrei dire, collega Balletto, rispetto ai suoi pronunciamenti sulla grande volontà di convergenza, che ormai il confronto è diventato talmente dogmatico che non si riesce neppure più a capire, dopo aver detto che siamo tutti d'accordo sulle stesse cose, che cosa vogliamo fare; questo è il dato. I romani dicevano che la rigidità dogmatica non è mai patrimonio degli operosi. E questo è un po' quello che ha scandito in quest'aula il ragionamento che tutto sommato si è mosso intorno all'idea che di fronte a questo provvedimento in parte si gioca una sfida; quello che non abbiamo capito è il perché la Giunta e la maggioranza non intendano raccogliere questa sfida. Perché non ci sono fondi? Abbiamo detto e abbiamo dimostrato, rispetto anche all'aumento delle risorse già previste, che attraverso l'anticipazione si poteva dare una più puntuale garanzia della continuità di applicazione di questa legge, che deve raccogliere l'eredità di una vecchia legge e ripristinare un regime di continuità di incentivi per i giovani della Sardegna. Forse perché non avete chiara l'entità del pregresso e sperate di recuperare risorse dai finanziamenti ad esso destinati in una fase successiva. Credo che alcune affermazioni fatte in quest'aula smentiscano anche questa ipotesi e comunque non potete venire qua, come Giunta regionale, senza questi elementi essenziali che sono noti, sono cogniti e che fanno parte di quel bagaglio necessario, dico di più non solo a noi, in quest'aula, ma anche alla Commissione, per fare in modo che il nostro lavoro esca da questa ragnatela di impreparazione diffusa e di improvvisazione.
E' un fatto gravissimo che non si mettano a disposizione i dati; a questo proposito vorrei dire due parole anche al Presidente del Consiglio: spesso, caro Presidente del Consiglio, la qualità del lavoro di quest'Aula e delle Commissioni non è consentita anche a causa del venir meno di alcuni diritti essenziali, documentali, elementari qualche volta, che ci consentano di istruire con serietà e consapevolezza i provvedimenti che prendiamo in esame. Io non posso immaginare che un'assemblea legislativa come questa si possa permettere di approvare una legge di lunga prospettiva, che certo potrà avere aggiustamenti, miglioramenti, ma che guarda all'orizzonte imprenditoriale ed economico che riguarda i nostri giovani, che sono forse l'unica risorsa certa sulla quale in questo momento possiamo scommettere, senza questo bagaglio di conoscenze rigorose che ci impone la moralità con la quale noi dobbiamo svolgere la nostra funzione.
Io ho capito che questo aspetto interessa poco e molte volte la tutela che lei deve dare al Consiglio è anche la garanzia che alcuni provvedimenti arrivino alla nostra discussione con l'adeguatezza e la dignità che noi dobbiamo assicurare alle cose che facciamo. Non ho mai registrato, mi dispiace, questo atteggiamento, neanche un accenno di indicazione intorno a queste cose. Io mi spiego molto bene, invece, il comportamento della Giunta, alla quale vogliamo dire, soprattutto anche per l'apertura e la disponibilità che è stata data poco fa dalle opposizioni, che vorremmo e pretenderemo di avere da parte della Giunta e della maggioranza più rispetto per le nostre funzioni e la nostra stessa dignità, perché, badate, anche se si portano in aula provvedimenti legislativi corretti sotto il profilo sostanzialmente formale, non potete pensare di portare quest'aula, ciascuno di noi, in giro per la Sardegna intorno alla mistificazione che si vuole fare delle leggi. Noi dobbiamo avere la consapevolezza degli effetti che le leggi producono e delle ambizioni che intendono suscitare nel contesto isolano. Questo è il modo di servire i cittadini della Sardegna, non lasciare le cose indistinte per poter avere le mani libere e realizzare quello che voi sempre più pensate di realizzare: un liberismo senza regole o meglio un liberismo a favore di chi mi fa comodo. Io sono preoccupato per questo atteggiamento perché non è, assessore Masala, una politica finanziaria del "doppio fondo" quella che state facendo, ma una politica finanziaria del "doppio buco", il buco che separa la continuità doverosa di questa legge dal 1° gennaio del 2000 a oggi e quella che intendete realizzare da oggi fino a quando darete prospettive certe, avendo voi già piena consapevolezza del fabbisogno finanziario per dare risposta alle richieste pregresse; perché qua sta il trucco: voi sapete benissimo qual è il fabbisogno finanziario perché le coperture sono state indicate in momenti non sospetti e c'era tutto il tempo per venire in aula preparati e non affidarsi ad affermazioni improvvisate o evasive che non sono più tollerabili in quest'aula, a fronte della responsabilità della funzione legislativa.
Noi vogliamo fare le persone serie ed è per questo che ulteriormente è stata offerta qui la disponibilità a trovare un punto di incontro sulla coerenza dei passaggi. Questa non può essere una legge che soddisfa solo l'esigenza di esaudire le richieste pregresse, ma è una legge che deve avere la dignità che tutti avete detto in quest'aula, ma che noi non possiamo accertare a causa della scarsità di puntualizzazioni e soprattutto di elementi conoscitivi che ci diano certezza che i giovani della Sardegna possano prepararsi e affrontare questa sfida. Ci troviamo di fronte ad uno scenario molto cupo per il futuro, ed è in questo contesto che prende valore anche il significato delle cose che stiamo facendo. E' ormai impossibile attingere risorse dalla legge nazionale numero 44 del 1986, l'ho già detto, il credito d'imposta è stato cancellato, i fondi per le aree depresse sono stati annullati, gli strumenti della programmazione negoziata bloccati, tutto questo è l'armamentario che usa il presidente Berlusconi per dimostrare la sua amicizia alla Sardegna. Speravo che questa amicizia più stretta tra la società sarda che siamo chiamati ad amministrare, e per la quale abbiamo chiesto il consenso tutti, in maniera differente, ma tutti secondo quest'ottica, facesse in modo che un maggiore accordo su provvedimenti come questo maturasse prima di tutto qua dentro. Mi rendo conto che rispetto a questo viviamo uno scenario molto preoccupante; noi non abbiamo chiesto soddisfazioni, abbiamo chiesto che si produca in quest'aula un atteggiamento complessivo di serietà e non accettiamo, su questo provvedimento e neanche su altri, di essere considerati come una parte politica che accetta come strumento della propria responsabilità la mistificazione.
PRESIDENTE. In merito alle sue rimostranze mi consenta di dire due parole, io non l'ho voluta interrompere perché non volevo farle perdere il filo del discorso, però io prego lei, così come gli altri colleghi, quando si ha difficoltà ad accedere alla documentazione informativa che serve, come giustamente diceva lei, per fare il nostro lavoro quotidiano, di segnalarmi questi fatti in maniera puntuale, perché le posso assicurare che se ci saranno problemi verranno risolti. Naturalmente bisogna distinguere tra ciò che è a disposizione del Consiglio, ed è a vostra disposizione, a disposizione di tutti, e ciò che invece dobbiamo chiedere all'Esecutivo affinché ce lo trasmetta. Le posso assicurare che quando abbiamo avuto richieste del genere noi le abbiamo sempre comunicato alla Giunta e devo dire che anche ultimamente con molta puntualità l'Esecutivo ci ha mandato i documenti richiesti. Tra gli ultimi, quelli che ha richiesto l'onorevole Cogodi qualche giorno fa, che mi sono stati recapitati e che abbiamo consegnati nel giro di poche ore.
Quindi vi prego, è una collaborazione che vi chiedo, piuttosto che fare denunce generiche che poi cadono nel vuoto, quando c'è qualcosa che non va bene segnalatela al Presidente, che sarà lieto di risolvere tutti i problemi che può risolvere perché l'Assemblea funzioni nel modo dovuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Grazie Presidente. Il Presidente Rassu, che non vedo in Aula, e l'assessore Masala non hanno accolto l'emendamento numero 14; però il collega Fadda, quando ha esposto i contenuti dell'emendamento numero 14, ha introdotto una modificazione sostanziale che merita un'attenzione e una risposta, perché io posso comprendere che venga espresso parere contrario sull'emendamento così come è stato formulato, però il collega Fadda ha detto di essere pronto a modificarlo, a venire incontro alle osservazioni emerse dal dibattito che c'è stato, per cui l'emendamento a quel punto non c'è più così come è stato formulato; poi il collega Fadda ha aggiunto: "siccome nella nostra discussione sono emerse valutazioni di carattere politico, che si sono aggiunte chiaramente alle considerazioni di carattere tecnico, noi siamo disponibili a ritirare le firme dall'emendamento per proporre un emendamento dei Capigruppo, di chi lo vuole firmare, per rispondere positivamente alla discussione che abbiamo fatto". Siccome io sono stato, assieme al collega Fadda e ad altri colleghi, uno di quelli che nel corso del dibattito ha affermato di voler evitare di mettere timbri o addirittura di dare colori alla discussione che stiamo facendo, personalmente non avrei nessuna difficoltà, accogliendo il suggerimento del collega Fadda, a dire ai colleghi della maggioranza di presentarlo loro…
COGODI (R.C.). O la Giunta.
CUGINI (D.S.). O la Giunta, non ci sono davvero esigenze di primogeniture sull'argomento; c'è stata una discussione, noi abbiamo contribuito, abbiamo anche sorretto una nostra proposta con un emendamento, quindi un documento scritto, ma siamo pronti a fare un passo indietro su questo, mettere a disposizione il contenuto dell'emendamento modificato nel senso proposto dal collega Fadda per costruire una sintesi, perché i giornali poi se sia vero o no, questo non lo so, ma i giornali ieri o avant'ieri, riprendendo la discussione dell'Aula, hanno detto: "se passa la proposta del centrosinistra, l'assessore Masala minaccia le dimissioni". Può essere che non sia vero.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' due anni che non parlo con quel giornalista.
CUGINI (D.S.). Può essere che non sia vero, però segnala una dialettica tra di noi molto puntuale sull'argomento, perché i colleghi della maggioranza hanno in diverse occasioni sostenuto la stessa tesi che abbiamo sostenuto noi. Ma va aggiunto che la tesi che viene accolta non è solo nostra, anche l'incremento delle risorse a disposizione della legge è frutto della discussione fatta nella Commissione, collega Masala, più che nell'Aula. Siamo passati da 400 miliardi a 600 miliardi, vuol dire che il ragionamento che in Commissione è stato fatto ha tenuto conto delle domande che possono essere presentate e di quelle che sono ancora in corso, ed allora che differenza c'è, anche per Cogodi che normalmente quando parla viene disturbato e quindi lui giustamente deve fare altrettanto, che differenza c'è tra l'impostazione che noi proponiamo con l'emendamento modificato e la scelta che voi avete fatto autonomamente di venire incontro alle richieste della Commissione? Nessunissima differenza, siamo ancora dentro la logica del confronto, della collaborazione e della costruzione della soluzione unitaria.
Invece ci stiamo affidando, lo dico per l'assessore Masala, al contenzioso; forse l'assessore Masala non ha dimenticato la sua lunga dipendenza dal Ministero nel quale lavorava dove il contenzioso era un fatto quotidiano, e quindi era abituato a trattarlo e a verificare se si poteva concludere positivamente o negativamente e quanto del contenzioso o della proposta non veniva accolta. C'è una concezione, collega Masala, un po' di tipo burocratico delle impostazioni; noi invece stiamo proponendo una concezione di tipo tecnico-imprenditoriale che ci permetta di fare fronte all'esigenza che abbiamo fin qui manifestato, perché parlare di pratiche istruite entro una certa data può significare dare risposta ad un diritto che si pensa di avere maturato, ma le pratiche - l'ho detto stamattina - si possono istruire positivamente o negativamente, sono istruite anche quelle negative, sono istruite lo stesso, la conclusione è che sono istruite negativamente. E quindi il concetto di "istruite", badate lo dico per i colleghi consiglieri regionali, il concetto di "istruite" non è sufficiente per fare le cose che alcuni si attendono, poi può essere che il sistema bancario anche sulle pratiche istruite e non accolte possa ripensarci perché a corredo arrivano altre indicazioni, e poi può anche capitare che se uno ha presentato una richiesta di finanziamento sulla base della legge 28 e ha con quella banca anche uno scoperto, può essere che per la banca sia conveniente istruire la pratica positivamente, perché in qualche modo rientra dall'esposizione del suo cliente, può essere! Luridiana ride, ma Luridiana era addetto allo sportello e non all'istruttoria delle pratiche, quindi non ha una competenza diretta.
Allora io propongo che noi riprendendo il concetto espresso dal collega Fadda e, non accogliendo il fatto che il nostro emendamento venga respinto ma mettendolo a disposizione dell'Aula, lavoriamo perché lo si possa accogliere nella nuova formulazione che l'onorevole Fadda ha proposto a nome di tutti. Sto aggiungendo, fermo restando il contenuto, anche la totale disponibilità a non firmarlo noi come opposizione, lo faccia proprio la Giunta, lo facciano proprio i colleghi della maggioranza, lo faccia proprio il Consiglio, ma percorriamo quella strada e proponiamo una soluzione positiva. Sono convinto che aver messo a disposizione tante risorse a sostegno di questa legge ci dia ora la possibilità di operare diversamente. Lavoriamo, Masala, perché per ogni anno, degli anni che vengono, ci siano almeno 100 miliardi a disposizione della legge in modo tale che gli Assessori di settore possano fare i bandi e gli aspiranti possano avere un punto di riferimento. Quindi riformuliamo pure, siamo anche disponibili ad una riformulazione dell'ammontare delle cifre indicate, senza venir meno chiaramente ai principi che dalla Comunità Europea sono stati posti.
Il nostro ragionare non può essere liquidato da voi con un "no", deve essere liquidato da voi con una riflessione, con un atteggiamento di disponibilità, tutt'al più troveremo divergenze di tipo tecnico ma siamo disponibili a superarle rimodulando l'insieme dell'operazione che stiamo facendo e non affidandoci ad un criterio che non è quello che noi abbiamo portato in discussione, ma che è esterno all'Aula e che abbiamo posto in capo ad altri, quando gli abbiamo attribuito la competenza istruttoria delle pratiche.
Insomma la Giunta può, a nostro giudizio, dare una risposta positiva al ragionamento, ferma restando la proposta che ha fatto il collega Fadda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io abbrevierò il mio intervento perché gli ultimi due in particolare hanno già detto le cose che dovevo dire, cioè che stiamo sforzandoci come centrosinistra di proseguire un ragionamento che dura e non è iniziato adesso, è iniziato tre giorni fa; è argomentando, con il ragionamento, non con i colpi di mano che vogliamo portare la maggioranza a confrontarsi, a non fare muro contro muro ma a ragionare, e io ne faccio ancora ulteriori di ragionamenti.
Badate, noi stiamo per approvare una legge che è stata fortemente migliorata in Commissione, ma che è stata migliorata, direi salvata, ha ragione Luigi Cogodi, è stata salvata dall'Aula perché se fosse stata approvata nel testo proposto o la metà delle domande pregresse non sarebbero state finanziate oppure la legge non sarebbe stata utile. Allora in Aula l'abbiamo salvata e migliorata.
Ma io sono intervenuto per sottolineare - ed è un qualcosa che qualifica non questa maggioranza o questa minoranza, qualifica questo Consiglio, qualifica questa Regione - che non sempre questa Regione mantiene la parola data nei confronti degli imprenditori, stavolta nei confronti dei giovani imprenditori disoccupati che hanno presentato domanda entro l'annualità 1999; con la legge 268, ricordo che anche quella era una legge a sportello, cioè "a rubinetto aperto", la Regione aveva creato aspettative per 150 miliardi. Le aziende che avevano fatto domanda sapendo di dovere ottenere quei fondi, e non li hanno ottenuti, in gran parte, ahinoi!, in Sardegna sono fallite, perché la Regione non ha mantenuto parola data.
Oggi stiamo facendo il contrario, stiamo facendo fronte ad un impegno assunto alcuni anni fa. Certamente ci sono smagliature, le abbiamo individuate, le abbiamo sottolineate e non devono dare fastidio queste sottolineature, non devono essere etichettate come ostruzionismo; no, noi siamo parlamentari, così ci definiamo, siamo in un'Aula parlamentare dove dobbiamo parlare, questo è il nostro mestiere. Se non possiamo parlare non ha ragione di esistere quest'Aula, tanto meno il nostro ruolo. Parlamentare significa appunto parlare. Abbiamo sottolineato - dicevo - delle smagliature e delle alterazioni che ci possono essere anche in queste pratiche che andremo a finanziare.
Badate, su 350 pratiche sicuramente ci sono e si nascondono progetti che non meritano un finanziamento, che alterano il mercato, però ci sono sicuramente nella stragrande maggioranza delle di esse progetti di buone imprese, imprese possibili che reggeranno all'urto del mercato. Ma è importante che in questa legge si sia previsto non più il rubinetto aperto, non più l'erogazione a sportello ma a bando, cioè un meccanismo trasparente attraverso il quale le proposte di imprese iniziano ad essere poste in concorrenza fra loro già da quando nasce l'idea imprenditoriale; prima di ottenere i soldi inizia la concorrenza tra imprese e questo è già benefico.
Ma l'aspetto più importante ce l'ha imposto l'Unione europea. Nessuna impresa può nascere se i soggetti attuatori non compartecipano al capitale per la creazione di questa impresa e ci obbligano ad erogare un massimo del 75 per cento sotto forma di contributo in conto capitale o contributo in conto interessi, ma obbligando quindi di riflesso gli imprenditori, seppure giovani, seppure disoccupati ma accompagnati da imprenditori veri, a immettere nelle imprese il restante 25 per cento. Badate, questo rende questa legge sulla imprenditoria giovanile molto simile alle altre sulla creazione di impresa, portandole tutte nell'alveo di una concezione unitaria secondo la quale devono rischiare i tre soggetti fondamentali che in Sardegna devono creare l'impresa, e cioè la mano pubblica, che siamo noi e ci mettiamo molto di nostro, il 60 per cento dei finanziamenti, le banche che mettono di loro perché la parte di mutuo grava sulle banche e staranno molto più attente a fare l'istruttoria perché rischiano anche loro il loro danaro, e il terzo ed ultimo soggetto fondamentale, insostituibile è il giovane imprenditore che deve mettere anche lui il 25 per cento. Cioè è un rischio distribuito ma distribuito equamente tra i tre soggetti che devono fare bene le cose per farle funzionare.
E quindi stiamo cogliendo dei risultati che erano insperati, naturalmente abbiamo tutti quanti la piena consapevolezza che in mezzo a quelle pratiche ci sono delle proposte che non vanno bene, che non dobbiamo finanziare con la nuova legge. Badate, per farmi capire vi faccio un esempio pratico. Di per sé la legge 28 applicata oggi creava delle turbative di mercato; un albergo costruito da normali imprenditori usufruendo delle agevolazioni previste dalla legge regionale numero 40, comporta il pagamento di 84 milioni annui per ciascun miliardo di mutuo. Lo stesso albergo, costruito a fianco da giovani imprenditori usufruendo delle agevolazioni previste dalla legge 28, che deve competere con quello costruito con la legge 40, comporta il pagamento di 12 milioni per anno per il medesimo importo mutuato, cioè un quinto, un sesto, questo è il rapporto. Allora, questa eccessiva differenziazione di trattamento dobbiamo cercare di sminuirla per mantenere comunque in vita un trattamento più favorevole nei confronti dei giovani. Anche questo risultato lo stiamo ottenendo con questa legge.
Perché ho voluto fare questo ragionamento, che a molti sarà sembrato lungo, sulle bontà di questa legge? Ho parlato del nuovo regime, così come lo abbiamo concordato con Bruxelles, per sottolineare che questa è una legge che deve guardare in avanti non solo indietro, pure salvando quello che sta dietro.
E` importante, anche per i ragionamenti che facevamo questa mattina, quanto meno equiparare l'ammontare dell'intervento finanziario per il pregresso con l'intervento che si farà nel sessennio in cui la Comunità europea ci consente ancora di intervenire o nel quinquennio che ci resta. Allora, se questo dobbiamo fare, facciamolo in modo operativo e possibilmente subito.
Noi abbiamo detto, è stato sottolineato dai due precedenti interventi, che 600 miliardi servono a coprire le richieste pregresse - arrotondo - un ulteriore stanziamento di 400 miliardi è stato proposto dalla Giunta durante questi lavori - a qualcosa quindi è servita tutta la nostra discussione; è già servita, c'è già questo primo risultato ed è positivo, è positivo per la minoranza e per la maggioranza, è positivo per questo Consiglio che appunto guarda avanti - ma è importante e fondamentale aggiungere qualcos'altro per rendere immediatamente operativa la legge, se la lasciamo così il primo bando di questa legge verrà fatto presumibilmente nel 2005 o nel 2004, dopo che abbiamo liquidato tutto il pregresso.
Cioè abbiamo già due anni di buco, la politica del buco, diceva il collega Sanna, non creiamo un altro biennio di buco, questo è il ragionamento che stiamo facendo da tre giorni. Più concretamente, partendo dall'emendamento numero 4 presentato dalla Giunta a questo articolo, emendamento che sostituisce l'emendamento della Giunta numero 3, si tratta di anticipare ulteriori cento miliardi per fare il primo bando, seppure sperimentale, ma che è bene fare nel 2002-2003 con cento miliardi, cinquanta per ogni assessorato coinvolto. Naturalmente ci rendiamo conto che non si tirano fuori dal cilindro cento miliardi; si può anche andare incontro alle esigenze avanzate dalla Giunta prevedendo tale stanziamento, se non oggi, nella prossima finanziaria, coprendo tale nuova spesa con un ulteriore indebitamento
Che cosa ci differenzia in concreto a questo punto, visto che le posizioni si stanno via via avvicinando? In sostanza bisogna mettersi d'accordo se porre questi cento miliardi nel fondo unico previsto da questa norma finanziaria della legge in esame o assumere l'impegno fermo a stanziarli con la successiva manovra finanziaria.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, capita spesso che quando discutiamo di un provvedimento di legge sembra che questo provvedimento sia il centro dell'universo. La legge 28 non è il centro dell'universo, è una legge alla quale abbiamo tutti quanti insieme, il Consiglio regionale nella sua globalità, dato il massimo di contributo, che abbiamo difeso in tutte le sedi, tant'è che la Giunta regionale avrebbe potuto anche prendere atto delle decisioni che erano state precedentemente assunte e non assumere l'impegno, che invece ha assunto, di difendere tutte quelle pratiche che erano state presentate fino al 31 dicembre del 1999, con uno sforzo finanziario straordinario, proprio perché tutti insieme avevamo deciso che dopo aver creato aspettative, aver fatto presentare le pratiche non era giusto interrompere questo procedimento quando i giovani e le associazioni si erano già impegnati e avevano speso i loro soldi, per cui abbiamo tentato, nella trattativa con l'Unione europea, prima di ottenere il massimo, poi, in realtà, abbiamo ottenuto quello che era possibile ottenere. E` chiaro che qui ci troviamo di fronte ad una Giunta regionale che ha le sue responsabilità e sostiene che in questo fondo indistinto ci siano già stanziamenti sufficienti non soltanto per evadere tutte le pratiche presentate entro il 31/12/1999, ma anche per essere utilizzati in parte per gli anni 2002, 2003, 2004, 2005 fino al 2006.
E' evidente che la legge 28, onorevole Cogodi, onorevole Fadda e onorevole Cugini, va vista nel contesto delle politiche sull'occupazione e non a sé stante. Quindi io credo che una riflessione per verificare gli effetti prodotti dalle leggi numero 36 del 1997, 37e 9 del 1996, 51 del 1993, e 28, vada fatta per vedere quali sono le risorse complessive che possiamo stanziare per continuare le politiche attive dello sviluppo e dell'occupazione. Allora credo che il Consiglio regionale dovrebbe assumere l'impegno di scrivere queste nuove norme; noi stiamo chiudendo una fase passata, abbiamo detto tante volte che sulla legge numero 36 bisogna fare una discussione; è vero che ha creato occupazione, ma altrettanto vero che bisogna stabilire meglio le priorità. Abbiamo detto a proposito della legge 37 che dobbiamo, tutti quanti insieme, verificare quali risultati abbia prodotto, correggere gli errori del passato ed andare avanti con nuove norme più veloci e più dinamiche.
Se noi assumiamo l'impegno di scrivere tutti insieme, come Consiglio regionale, queste nuove norme, io credo che non dobbiamo continuare ad andare avanti con un dibattito che non vede posizioni politiche differenziate. Tutti siamo d'accordo che la legge 28 ha funzionato bene, siamo d'accordo che bisogna rifinanziarla, siamo alle soglie della presentazione della finanziaria e del bilancio, io credo che se assumiamo l'impegno di riscrivere tutti insieme queste norme, possiamo benissimo andare avanti e continuare in quegli interventi grazie ai quali la Sardegna è prima in Italia in queste politiche attive sull'occupazione.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari - P.S.). Pochi minuti signor Presidente, se mi sono iscritto a parlare e perché sapevo che avevo diritto di prendere la parola perché ho presentato l'emendamento e non sono ancora intervenuto. Accolgo Presidente Floris il suo invito. Ci dichiariamo disponibili a rivedere tutte le leggi di settore. Quello che io chiedo a questa maggioranza e a questa Giunta è che, se dobbiamo bloccare le leggi di settore, le blocchiamo tutte. Non è pensabile che, per verificare i risultati delle varie leggi di settore, diciamo: per adesso non finanziamo più la legge 28. Allora io dico che siamo disponibili a sederci intorno ad un tavolo per verificare gli effetti, fare un monitoraggio preciso di tutte le leggi di settore, però chiedo, ed è l'ultimo appello che rivolgo alla Giunta regionale, in attesa che si faccia questo monitoraggio, che si rivedano le leggi di settore, che siano inserite le risorse anche per dare risposta ai giovani imprenditori che dal gennaio del 2000 non possono più presentare le domande di finanziamento.
Assessore Masala, viste le dichiarazioni che sono state rilasciate agli organi di informazione, in Consiglio non si è ancora parlato di questo, secondo le quali voi avreste predisposto ed approvato in Giunta regionale soltanto un bilancio tecnico e che la vera manovra finanziaria voi la farete a fine giugno, noi le chiediamo di fare in modo che il primo bando della 28 parta subito, e una volta che avremo verificato assieme a tutta la maggioranza i risultati prodotti dalle varie leggi di settore, verifichiamo a giugno, luglio, quando voi presenterete la vera manovra finanziaria, se i soldi che abbiamo stanziato potranno essere utilizzati o meno e ci impegniamo, se non servono per la nuova imprenditoria giovanile, ci impegniamo allora a dire: benissimo siccome abbiamo stanziato 100 miliardi, 70 miliardi nel primo bando, gli altri li utilizziamo per altre leggi di settore. Siamo disponibili anche a questo. Vi stiamo dicendo però: state attenti che con l'ordine del giorno che la Giunta ha accolto sui progetti a valere sulla legge 28 contenuti nei PIA, i fondi stanziati rischiano di non essere sufficienti neanche a finanziare le richieste pregresse, perché non sappiamo quantificare oggi la cifra necessaria. Allora, perché non sospendiamo due secondi, ritiriamo l'emendamento, lo presentiamo tutti assieme, o lo presenta la Giunta regionale, e facciamo in modo che vi sia da parte di questo Consiglio regionale un pronunciamento unanime, perché credo che questa legge meriti da parte del Consiglio questo pronunciamento. Penso infatti che, anche da un punto di vista politico, ci siano tutte le condizioni perché questo Consiglio, come del resto è stato già fatto in Commissione, lo abbiamo ribadito tantissime volte, possa approvare questo provvedimento all'unanimità.
Non so più come rivolgermi alla maggioranza, non mi sembra corretto comunque che al di là dell'intervento del Presidente Floris, nessuno, neanche la Giunta abbia voluto rispondere, almeno per spiegarci che abbiamo torto; voi dite che stanzierete i soldi nella finanziaria, ma se l'avete già approvata! Noi vi stiamo chiedendo di stanziare i soldi per i bandi, a partire dal 2003, perché questa Giunta deve dare innanzitutto una risposta ai giovani imprenditori che chiedono di poter usufruire delle agevolazioni previste dalla legge.
E' un ulteriore appello che io vi faccio, ci sono le condizioni, altrimenti non riusciamo a capire quali possano essere le ragioni che vi impediscono di accogliere la nostra proposta. Non ci sono problemi tecnici, non ci sono problemi politici, voi dite che stanzierete questi fondi nella finanziaria, ma allora molto probabilmente ci sono altre ragioni che noi non riusciamo a comprendere e che voi non potete dire né a noi, né all'esterno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi sicuramente oggi approveremo il nuovo testo, chiamiamolo ancora della legge 28. Lo approveremo dopo che abbiamo discusso, confrontato posizioni e anche considerevolmente migliorato la proposta originaria. Badate, il miglioramento in politica non si misura solo da quello che poi si ottiene sotto forma di norma, di emendamento. Noi non siamo figli della cultura dell'emendamento; noi siamo figli della cultura politica del miglioramento delle condizioni generali di vita delle persone, che si ottiene anche attraverso le leggi, attraverso l'uso saggio delle risorse pubbliche, ma anche attraverso il chiarimento, la consapevolezza, l'arricchimento intellettuale e morale, oltre che l'arricchimento materiale, economico; per questo riteniamo positivo il dibattito, il confronto politico, l'acquisizione di elementi conoscitivi, il pensare di difendere e anche di rivendicare diritti propri di una parte della società, di una categoria sociale, ma non contro diritti, pure legittimi, di altri. Questo è un fatto di crescita, di crescita politica e culturale. Battersi insieme, ottenere risultati, aprire anche prospettive verso novità altre, tutto questo è per noi risultato e in questi due giorni noi sicuramente abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo dei risultati significativi. Per noi intendo quelli che hanno partecipato a questo confronto.
Chi pensa che la politica sia solo schermaglia, furberia, solo gestione ordinaria della cassa può fare anche altro in vita sua, può fare il cassiere di banca se è proprio così affezionato a vedere moneta; il nostro compito è un altro. Noi abbiamo già ottenuto alcuni miglioramenti significativi della normativa che è in discussione, che però sono insufficienti; insufficienti non rispetto alla pretesa che questa parte politica, l'opposizione di sinistra o di centrosinistra o di Rifondazione, come dire, hanno esposto in quest'aula. No, insufficienti rispetto a quello che la Regione, se vuole, davvero può fare.
Abbiamo ottenuto che questa legge, entrata in aula avendo una dotazione finanziaria di 560 miliardi, sulla cui insufficienza abbiamo espresso preoccupazione spiegandone i motivi, ora sia dotata di maggiori fondi necessari se vogliamo, da un lato, a dare risposta e risposta integrale, intera non a metà, ai buoni diritti di chi ha presentato domanda entro il 31 21 1999- diritti nel senso di diritti sociali non in senso giuridico, perché il diritto, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, nascerà appena il Consiglio avrà approvato la legge, perché è questa legge che crea il diritto in senso formale; prima c'era una rivendicazione, una aspettativa, che essendo motivata sul piano sociale deve essere ascoltata e per quanto possibile soddisfatta - e dall'altro consentire anche agli altri giovani di presentare richieste di finanziamento entro i limiti previsti dal nuovo regime. Infatti abbiamo sostenuto la necessità di non porre in competizione buoni diritti di giovani e di soci dei giovani che hanno contato su una legge della Regione che esisteva da più di quindici anni (quella legge esisteva da più di quindici anni, una legge che avevamo pensato noi, difeso noi in questi quindici anni), con altri buoni diritti ma di mettere in cammino insieme tutti i buoni diritti di prima e di dopo e ottenere risultai migliori.
Abbiamo ottenuto qualche risultato: la legge è entrata in aula che aveva solo i suoi 560 miliardi, che è una dotazione finanziaria pluriennale, che però con un meccanismo può essere anticipata quando serve. Attualmente già con gli emendamenti che la Giunta, che affermava che noi non avevamo ragione, che era tutto perfetto e completo, noi abbiamo ottenuto nel sessennio, una disponibilità, mi pare, di 430 miliardi in più, i trenta che derivano dal piccolo aggiustamento dei 7 miliardi annui di cui diceva l'Assessore e i 200 miliardi a far carico sulle due annualità del 2005, 2006. Quindi c'è già un risultato, che è insufficiente, per cui ancora vi invitiamo a raggiungere un risultato migliore trovando modo di creare le condizioni per una buona, ordinaria gestione della nuova legge, che non incida e non confligga con il recupero, chiamiamolo così, delle buone ragioni di chi per anni ha aspettato una risposta e forse speriamo da domani in poi la possa avere, ma ha aspettato per anni.
Il lavoro che abbiamo fatto in questi giorni non è stato un lavoro vano, inutile però il risultato è ancora insufficiente. So che molti esponenti della maggioranza, compresi diversi Assessori, hanno manifestato questa disponibilità. Il presidente Floris, che è, sì, un consigliere regionale, ma è anche un esponente politico che ha un peso notevole nella maggioranza, nel suo intervento, ma non solo oggi, anche nei giorni scorsi, durante il dibattito, in due circostanze, ha rappresentato l'esigenza di una combinazione virtuosa, di una soluzione anche compromissoria, ma positiva. E non credo che il presidente Floris, solo perché non è in questa fase Presidente della Regione, per la maggioranza non conti nulla. Penso che sia un componente importante della maggioranza e che non abbiate nessun interesse a farvi dispetti tra voi; ma anche diversi Assessori, ma anche diversi esponenti dei Gruppi consiliari sono del medesimo avviso.
Devo dire, e questo mi dispiace, un po' per mia conoscenza diretta, un po' per cose che mi erano state benevolmente riferite, che l'Assessore Masala, non sta facendo tutto quello che può fare per aiutare la soluzione, non lo sta facendo. L'Assessore si è ritratto, si è rifugiato nella grotta, pare che debba difendere il fortino. Non serve a nulla un atteggiamento del genere, molto meglio sarebbe un atteggiamento di apertura, di disponibilità ad soluzione positiva di questa questione. L'assessore Masala, però, non so a quale rito o codice debba fare onore e rispondere, vuol fare la parte del duro. In questo mondo si può essere duri in tanti modi: duri nei propri convincimenti, duri nella propria azione politica e di lotta, se si è duri puramente e semplicemente il risultato è di rimanere fermi come un sasso e noi invece vorremmo andare avanti.
Ha detto da ultimo il collega Floris: "Pensiamo all'insieme alle politiche per le imprese e per il lavoro", giusto! Ma noi non lo stiamo sempre a dire questo, Presidente Floris? lei è buon testimone Ma chi più di noi propone una legge, riesce ad ottenerla dopo un anno, due anni, tre anni e poi appena l'ha ottenuta se è una legge per il lavoro e per l'impresa da subito la deve difendere, perché chi arriva dopo la prima cosa che pensa di fare è distruggere le cose buone. Il piano per il lavoro, le leggi per il lavoro, la 36, la 37, le abbiamo proposte ed approvate, non con l'assenso vostro, la sinistra le ha proposte nei programmi politici, nella società e nel Governo della Regione. E la legge 37...
PRESIDENTE. Qualche secondo ancora, onorevole Cogodi, per concludere.
COGODI (R.C.). Ho concluso. La legge 37 sul lavoro, e la legge 28, e il piano straordinario per il lavoro e la legge 33 sull'agenzia del lavoro, almeno tre volte all'anno le dobbiamo difendere perché ogni volta che fate una finanziaria o un assestamento di bilancio o una legge di settore, chi non sa cosa fare, chi è annoiato, aggredisce queste leggi, aggredisce le leggi per il lavoro e noi le dobbiamo difendere, le abbiamo salvate, se non tutte in parte, quindi possiamo coordinarle, siamo d'accordo, coordiniamo quel che resta delle leggi per il lavoro, miglioriamole, ma meno male che possiamo coordinare qualcosa perché le abbiamo salvate, sennò coordineremmo che cosa? Macerie coordineremmo! Possiamo coordinarle perché le abbiamo salvate.
L'agenzia per lavoro sta presentando un'ottima iniziativa in questi giorni - so che è andata in televisione, giustamente l'Assessore del lavoro Luridiana ha fatto la sua bella parte - un opuscolo illustrativo delle leggi sulle politiche attive del lavoro di questa Regione sarà diffuso domenica, ho sentito, con tutti i giornali isolani. Ma per due anni avete tenuto decapitata l'agenzia del lavoro, morta. E noi per due anni e più abbiamo detto: perché decapitate l'agenzia? Ecco coordiniamo le cose vive però, coordiniamo anche le buone intenzioni e le buone idee e a partire da questa normativa che abbiamo in discussione, cominciamo a coordinare la fase conclusiva, tutte le buone intenzioni che qui si stanno annunciando e concludiamo degnamente, positivamente, anche questa fatica.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo al voto.
Su cosa vuole intervenire onorevole Fadda? Sulle modalità di voto?
FADDA (Popolari - P.S.). Sì. Ma prima annunci che cosa pone in votazione.
PRESIDENTE. Stiamo per votare l'emendamento numero 15, che è un emendamento all'emendamento numero 4. Va bene?
Vi dirò volta per volta che cosa stiamo votando. Vi prego di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Gli emendamenti da votare, se ho capito bene, sono quello della Giunta, adesso non ho presenti i numeri, io mi occupo di quello che è a firma del Gruppo di Rifondazione, poi lei spiegherà l'ordine delle votazioni e l'interconnessione tra i diversi emendamenti, perché mi pare di capire che alcuni emendamenti sono fra di loro concorrenti e quindi potrebbero essere alternativi ed altri invece non sono alternativi e quindi comunque permangono. Il nostro è di quel tipo perché è aggiuntivo; però per quanto riguarda l'emendamento numero 13, il nostro, noi avevamo ipotizzato, perché, insomma, qualche volta ci applichiamo diligentemente anche a fare cose a tempo e seriamente, noi abbiamo predisposto gli emendamenti prima che iniziasse questa discussione, quindi prima che in Aula avessimo altre proposte di modifica della legge. Quindi noi, sapendo in partenza che la dotazione della legge era quella prevista dal testo approvato dalla Commissione, abbiamo presentato un emendamento che propone un incremento di 100 milioni di euro, cioè di 200 miliardi l'anno per garantire a regime il nuovo sistema.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi io prima le ho dato la parola per parlare sugli emendamenti e sull'articolo.
COGODI (R.C). Presidente, le sto formulando una domanda. Ho richiamato il tenore dell'emendamento per dire che siccome noi abbiamo proposto una entità di 200 miliardi l'anno prima che ci fossero gli altri emendamenti, per l'ipotesi che venisse approvato l'emendamento della Giunta regionale che già stanzia 400 miliardi nel sessennio, noi proponiamo che l'entità, quindi è una correzione verbale che deriva dalle altre modifiche proposte nel corso dei lavori consiliari, si intenda diminuita a cinquanta milioni di euro, cioè cento miliardi l'anno. Se invece l'emendamento della Giunta o l'altro emendamento che è del centrosinistra venissero approvati, poi vedremo che farne dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ricapitolando: gli emendamenti della Giunta sono il 15 e il 4; il 15 è un emendamento all'emendamento 4; se i due emendamenti fossero approvati, automaticamente decadrebbero il numero 16, e il numero 14; il 16 è un emendamento all'emendamento numero 14. Rimarrebbe da votare invece l'emendamento numero 13 di cui l'onorevole Cogodi ha appena parlato, dicendo che, se venissero approvati gli emendamenti numero 15 e 14, l'emendamento numero 13 rimarrebbe con un importo dimezzato a 50 milioni di euro, questo è l'importo, cento milioni di lire.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-p.s.). Presidente, ritengo che l'emendamento numero 4, essendo tecnico, non possa determinare, qualora approvato, la decadenza degli altri perché si parla del 2006 anziché del 2007. Cioè non riesco a comprendere come facciano a decadere poi gli altri essendo questo un emendamento semplicemente tecnico.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, si sostiene di sì, però le propongo una cosa, poi do la parola anche all'onorevole Cugini, intanto votiamo gli emendamenti 15 il 4 e poi ci fermiamo un momentino a verificare quanto da lei sostenuto.
Votiamo il 15 che è l'emendamento all'emendamento numero 4.
FADDA (Popolari-P.S.). Ma non decade nulla.
PRESIDENTE. Adesso votiamo questo.
FADDA (Popolari-P.S.). E' importante saperlo.
PRESIDENTE. Ascolti, il numero 15 è legato al numero 4 perché è un emendamento all'emendamento. Può passare o non passare, non cambia nulla, poi voteremo il numero 4, poi esaminiamo quali effetti l'esito della votazione produce sugli emendamenti numero 16 e 14, se ne stanno occupando gli uffici.
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Voglio ricordare a tutti che l'emendamento numero 15 che abbiamo appena votato e quello che stiamo per votare sono emendamenti della Giunta.
Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 4.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 73
Astenuti 1
Maggioranza 37
Favorevoli 38
Contrari 35
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
A questo punto gli emendamenti numero 16 e 14 sono superati, dobbiamo votare il numero 13 con l'importo come è stato proposto dall'onorevole Cogodi, lo ricordo, di 50.000 euro. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto. Presidente, lei ha già chiarito l'entità, questa entità non è risorsa aggiuntiva in ogni caso, lo è solo parzialmente perché intende garantire la continuità di circa 100 miliardi annui di finanziamento per il nuovo regime, quindi non è interamente una nuova dotazione finanziaria. In ogni caso chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 13, con gli importi che sono testé stati rettificati verbalmente, portandoli a 50.000 euro.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 71
Astenuti 2
Maggioranza 36
Favorevoli 34
Contrari 37
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI.)
Sono stati presentati tre ordini del giorno. Il terzo ordine del giorno, che è stato appena presentato, è in riproduzione. Verrà distribuito ai colleghi appena pronto. Si dia lettura degli ordini del giorno numero 1 e numero 2.
MANCA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO COGODI - ORTU - VASSALO sul monitoraggio della legge regionale n. 28 del 1984.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sul testo unificato delle proposte di legge nn. 59/A - 168/A - 192/A e del disegno di legge n. 201/A concernente "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione";
impegna la Giunta regionale
1) a promuovere una azione puntuale di monitoraggio e verifica dell'attuazione della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, al fine precipuo di accertare:
a) la rispondenza fra i contenuti dei progetti approvati e finanziati e la concreta attività posta in essere;
b) il rispetto in ogni situazione dei livelli occupazionali previsti;
c) il rispetto dei diritti del lavoro, sotto il profilo retributivo, previdenziale e della sicurezza;
2) a riferire il merito con specifica relazione da inviare al Consiglio, entro i prossimi sei mesi;
3) a destinare comunque le risorse che si dovessero recuperare per effetto di eventuali sostanziali infrazioni al fondo per la nuova imprenditoria giovanile. (1)
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - CAPPAI - ONIDA - CAPELLI - CUGINI - VARGIU - SCANO - BIANCU - SANNA Giacomo - SPISSU - DETTORI - BALIA - FADDA sugli interventi previsti negli accordi di programma.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sul testo unificato delle proposte di legge nn. 59/A - 168/A - 192/A e del disegno di legge n. 201/A concernente "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione";
PRESO ATTO dei chiarimenti forniti dalla Giunta regionale nel corso della discussione sugli articoli del testo unificato, in relazione all'applicazione dell'articolo 12 del medesimo testo
impegna la Giunta regionale
affinché gli interventi, proposti da soggetti pubblici e privati, previsti negli accordi di programma formalmente approvati dalla Giunta regionale, ai sensi della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, entro il 31 dicembre 1999 siano equiparati alle domande di cui al comma 2 del medesimo articolo 12. (2)
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - VARGIU - CAPPAI - CAPELLI - RANDAZZO - ONIDA - FLORIS sull'imprenditoria giovanile.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sul testo unificato delle proposte di legge nn. 59/A - 168/A - 192/A e del disegno di legge n. 201/A concernente "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione";
PREMESSO CHE:
- le disposizioni previste dal disegno di legge medesimo recano un nuovo regime di aiuto di Stato alle imprese giovanili applicabile sino al 31.12.2006, unitamente all'autorizzazione ad esitare le domande presentate ai sensi della legge regionale n. 28 del 1984 entro il 31 dicembre 1999, ed istruite, nei settori di cui all'art. 1 del disegno di legge stesso;
- il nuovo regime di aiuto e la predetta autorizzazione relativa al pregresso della legge regionale n. 28 del 1984 ha formato oggetto, nella veste di progetto di legge regionale, di provvedimento positivo da parte della Commissione Europea ai sensi dell'art. 88, §3, del trattato CE;
- a seguito dell'approvazione del disegno di legge in parola deve essere garantito, contestualmente, l'avvio dell'applicazione del nuovo regime di aiuto alle imprese giovanili e la chiusura del pregresso relativo alla legge regionale n. 28 del 1984;
CONSIDERATO CHE:
- in sede di dibattito è stata da più parti espressa la necessità, ai fini di un'efficace azione di promozione delle nuove imprese giovanili nel periodo di vigenza del nuovo regime di aiuto, di destinare ad esso uno stanziamento annuale, a partire dall'anno 2002;
- i fabbisogni finanziari relativi al nuovo regime di aiuto ed alla definizione del pregresso faranno capo al fondo unico previsto dal disegno di legge in parola da cui potranno essere attinte le risorse necessarie con atti di programmazione inerenti al fondo stesso;
- la Giunta regionale ha espresso, al riguardo, piena condivisione esprimendo l'avviso che la dotazione finanziaria del disegno di legge possa garantire, nel periodo considerato, la copertura dei fabbisogni predetti ed esprimendo il fermo intendimento di adeguare debitamente la dotazione stessa in caso di insufficienza;
- al fine di garantire l'avvio del primo bando in attuazione del nuovo regime di aiuto occorre disporre in sede di manovra finanziaria 2002-2004 l'implementazione dello stanziamento del fondo unico di cui all'articolo 13 del disegno di legge predetto, a partire dall'anno 2002;
impegna la Giunta regionale
ad implementare, ove occorrente, il fondo unico di cui all'articolo 13 del disegno di legge predetto, a partire dallo stanziamento relativo all'anno 2002, da destinare alla prima applicazione del nuovo regime di aiuto di Stato alle imprese giovanili di cui al disegno di legge medesimo. (3)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 1, presentato da Cogodi, Ortu, Vassallo può essere illustrato. Gli altri due ordini del giorno non possono essere illustrati perché sono stati presentati dopo la chiusura della discussione generale. Per cui l'unico illustrabile è il numero 1.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno.
COGODI (R.C.). Presidente, anche ai fini dell'illustrazione del primo ordine del giorno, gradiremmo conoscere il tenore degli altri per tenerne conto; noi siamo rispettosi anche delle cose che fanno gli altri, non solo delle cose che facciamo noi. Il 2 è stato letto ma non è stato distribuito, il terzo non è neppure stato fotocopiato!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I Democratici). Ci sono tre postazioni di voto difettose.
PRESIDENTE. Onorevole Dore, ho chiamato il tecnico, non più tardi di 15-20 giorni fa, che ha verificato l'impianto e ci ha presentato una relazione scritta nella quale attesta che l'impianto funziona perfettamente.
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno numero 1.
COGODI (R.C.). L'ordine del giorno numero 1 potremo anche darlo per illustrato perché è solare nella sua chiarezza, ci pare. Chiediamo puramente e semplicemente che dopo 15 anni di vigenza della legge regionale 28, due anni di moratoria, sei anni prossimi di nuova esperienza di una legge regionale di sostegno all'imprenditoria giovanile, la Regione faccia quello che in questi anni non ha fatto: un'azione di monitoraggio ed anche di verifica dell'attuazione del legge, che sia puntuale, precisa, utile ai fini del miglior funzionamento della legge, perché in ragione di questi progetti massimamente sostenuti dalle risorse finanziarie pubbliche, sia attuato quello che è previsto nel progetto, soprattutto i livelli occupazionali che vengono indicati e il rispetto puntuale delle condizioni del lavoro, sia sotto il profilo retributivo sia sotto il profilo assicurativo e previdenziale e della sicurezza, e che la Giunta compia questo lavoro e riferisca con una relazione specifica al Consiglio, entro i prossimi sei mesi, in modo che possiamo avere una rappresentazione che se ci fosse già stata sarebbe stata utile anche per la migliore valutazione di questa legge, del suo impatto ed anche dell'efficacia dei nuovi strumenti legislativi che in parte abbiamo approvato ed ancora dovremo predisporre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
Rassu (F.I. - Sardegna), relatore. Il parere è contrario, signor Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Sono stati presentati altri due ordini del giorno che non sono illustrabili, sui quali però è necessario esprimere il parere. Per esprimere il parere sugli ordini del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I. - Sardegna), relatore. Il parere è favorevole sia sul due sia sul tre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole sul 3, e rettifico parzialmente il parere espresso sul primo rimettendomi all'Aula.
PRESIDENTE. Sul numero 1 la Giunta si rimette all'Aula. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-p.s.). Vorrei segnalare che l'ordine del giorno numero 2 per errore non reca il mio nome tra i firmatari nonostante sia dal mio precedente intervento sia da quello del collega Sanna risulti chiaro che eravamo tra i promotori di quest'iniziativa. Quindi credo sia doveroso inserire tra i firmatari, visto che ci sono gli altri Capigruppo, il Capogruppo del Partito popolare.
BIGGIO (A.N.). E' una richiesta di adesione?
FADDA (Popolari-p.s.). Certo, all'ordine del giorno numero 2.
BIGGIO (A.N.). Se è una richiesta di adesione ne prendiamo atto.
FADDA (Popolari-P.S.). Non è una richiesta di adesione, quest'ordine del giorno è il frutto di una proposta che abbiamo fatto in aula nel corso dei nostri interventi, quando abbiamo acconsentito al ritiro di un emendamento presentato e ci stiamo dichiarati pubblicamente d'accordo sulla sua sostituzione con l'ordine del giorno. Mi è stata chiesta la firma per questo ordine del giorno, onorevole Dettori, non è così?
DETTORI (D.S.). Sì.
FADDA (Popolari-P.S.). Ecco, allora, per quanto ci riguarda questo problema è risolto, mentre per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 3, io vorrei far rilevare una cosa: mi dispiace che i colleghi della maggioranza continuino a parlare di disegno di legge sia nella premessa sia nel dispositivo, non tenendo conto che il testo in esame è frutto della unificazione di diverse proposte e questo dimostra...
BIGGIO (A.N.). E' una distrazione.
FADDA (Popolari-P.S.). No, no, è una distrazione che si è gia verificata nel corso dell'esame del provvedimento, si verifica nuovamente adesso nell'ordine del giorno, io credo che quando si dice "disegno di legge" dopo il dibattito che c'è stato sia chiaro che cosa si intende dire.
(Interruzioni.)
FADDA (Popolari-P.S.). Scusate, sto dicendo delle cose evidenti, non stiamo parlando di un disegno di legge.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Fadda, posso chiedere ai colleghi che mi danno le spalle di accomodarsi e di non sostare presso i banchi della Giunta. Io capisco che siamo tutti un po' stanchi, però se proseguiamo con ordine concludiamo prima e meglio. Prego, onorevole Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Si tratta di un errore, io non sto dicendo che è stato fatto in mala fede, io sto chiedendo solo di correggerlo usando la dizione "testo unificato", altrimenti non stiamo dicendo quanto in quest'Aula e nelle Commissioni è avvenuto, semplicemente questo.
Per quanto concerne il merito dell'ordine del giorno, a me dispiace ma non credo che questa per la Giunta regionale, e non mi riferisco ai voti che sono mancati alla maggioranza, possa essere considerata una giornata trionfale. Noi abbiamo cercato di spiegare le ragioni delle battaglie che abbiamo condotto in questi due giorni; abbiamo ancora una volta riscontrato da parte della Giunta regionale e di questa maggioranza, nonostante ci sia stato assicurato da più parti, nei pour parler, che avevamo ragione da vendere, che si è voluto, grazie anche alla intransigenza dell'assessore Masala, mostrare i muscoli.
Guardate, non abbiamo perso noi, noi non abbiamo perso, e la dimostrazione che non abbiamo perso voi la state dando presentando questo ordine del giorno, nel quale state dicendo le stesse identiche cose da noi sostenute. Quindi noi siamo favorevoli, non chiederemo, per quanto mi riguarda, la controprova, perché vi talloneremo da questo punto di vista, perché sono convinto che una legge come la 28 non possa non avere adeguate risorse per finanziare le richieste dei futuri giovani imprenditori. Ed allora, volete approvare un ordine del giorno con il quale impegnate la Giunta a stanziare tali fondi nella prossima manovra finanziaria? Noi vigileremo sull'adempimento di tale impegno; in questo modo avete soltanto fatto perdere diversi mesi, ne riparleremo di questo, ne riparleremo quando andremo in Commissione tra una settimana, tra dieci giorni, per vedere se, in base agli impegni che state prendendo, nella prossima finanziaria saranno inserite le risorse necessarie e ricorderemo questo impegno all'assessore Masala, all'assessore Frongia, a chi attivamente ha partecipato a questa battaglia, io dico contro la Sardegna, perché noi avremmo dovuto permettere che i giovani imprenditori potessero concorrere da subito alla richiesta dei finanziamenti; sono fermi dal gennaio del 2000, lo abbiamo detto tante volte,. Quindi, auguri! Avete vinto, avete vinto una grande battaglia, io vi faccio i migliori auguri, credo che anche oggi col vostro...
(Interruzione)
Ha perso la Sardegna, hanno vinto loro, e sto chiudendo. Auguri! Voi credete di aver vinto, ma credo che in questo caso abbia perso la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Bisogna riconoscere che il contenuto dell'ordine del giorno riprende la discussione che abbiamo fatto in aula e che i colleghi Corona, Murgia, Vargiu, Cappai, Capelli, Randazzo, Onida, non tutti, ma alcuni di questi avrebbero fatto bene a esprimere i concetti contenuti in questo documento nel corso della discussione.
CAPPAI (C.C.D.). Volevamo accelerare i tempi.
CUGINI (D.S.). E non affaticarvi! Qui ci sono degli impegni che l'assessore Masala non ha voluto fare propri, che i colleghi Capigruppo della maggioranza propongono all'attenzione dell'Aula; sono impegni che noi avremmo preferito mettere nel testo, nei termini che abbiamo sempre detto, abbiamo votato a favore di tutti gli articoli della legge, voteremo anche a favore della legge, chiaramente, quindi voteremo anche a favore degli ordini del giorno. Noi non l'abbiamo sottoscritto, lo dico al collega Corona, per cui l'elenco dei firmatari va integrato nei termini che stava dicendo il collega Fadda, perché volevamo verificare se i Capigruppo della maggioranza fossero disponibili a impegnarsi nei confronti del Consiglio ed insieme a impegnare la Giunta a stanziare ulteriori risorse, qualora quelle già previste non fossero sufficienti, per finanziare le domande che sono state presentate.
Voglio dare fiducia ai colleghi Capigruppo, non la do, chiaramente, alla Giunta, perché la Giunta non ha seguito le indicazioni che le abbiamo dato, però devo dire che i colleghi Capigruppo, invece, quelli con i quali abbiamo parlato, hanno mantenuto l'impegno che noi avevamo proposto. La Giunta non merita fiducia; non la merita perché non ha dimostrato sensibilità. Vi aspettiamo alla finanziaria, ma non vorrei sentire Corona - Corona non parla quasi mai, quindi non è un problema -, non vorrei sentire i Capigruppo che interverranno in aula rimangiarsi quello che hanno oggi proposto riprendendo gli argomenti che noi abbiamo evidenziato, quindi voteremo a favore dell'impegno che i Capigruppo stanno assumendo nei confronti del Consiglio. E` chiaro che non si può modificare, lo dico per chi ci crede, e voi ci credete, il contenuto riferito alla provvista che sarà necessaria, qualora dovesse essere necessaria per fare fronte agli impegni, quindi possiamo concludere, ribadendo il rapporto unitario che si era costruito nella Commissione su questo tema, con una valutazione positiva e condivisa da tutti circa il ragionamento che fin qui abbiamo svolto. Non vorrei essere nei panni dell'assessore Masala se non dovesse mantenere, nella manovra finanziaria, gli impegni assunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una rapida dichiarazione di voto. Ovviamente nel votare a favore dell'ordine del giorno numero 1, prendiamo anche atto del chiarimento che nel frattempo è intercorso col collega Rassu, che è incorso in un'incomprensione per cui il parere contrario da lui formulato è da ritenersi superato dalla dichiarazione della Giunta che si è rimessa all'Aula. Sull'ordine del giorno numero 3, concordo abbastanza con le cose già dette da Cugini, noi voteremo a favore perché contiene le indicazioni che noi in questi giorni stiamo dando. Abbiamo detto: sosteniamo la nuova legge con adeguate risorse finanziarie perché possa essere espletato il bando, bando che abbiamo introdotto migliorando la legge, per le nuove iniziative a partire dal 2002. Siccome non vogliamo creare condizioni di disagio, di difficoltà, di competizione negativa, di divisione sociale utilizzando lo stanziamento del fondo che potrebbe essere invece essere assorbito per dare risposta alle richieste pregresse, garantiamo, garantisca il Consiglio, garantisca la maggioranza, garantisca la Giunta, che c'è la provvista finanziaria perché la nuova legge sia applicata a regime. Avete detto: no, no, no. Avete preso la nostra proposta, l'avete scritta in un ordine del giorno con cui impegnate la Giunta a stanziare i soldi nella manovra finanziaria, che dovrebbe essere già stata trasmessa al Consiglio perché sono ampiamente scaduti i termini, sarà presentata tra qualche settimana, va bene, e allora perché dicevate di essere contrari?
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Lo votiamo.
COGODI (R.C.). Va bene. Cioè dovreste in qualche modo rispondere perché si usano questi trucchi un po' dialettici, a fin di bene però, per una sorta di primazia alla quale in questa materia, parliamo di nuova impresa e di lavoro, tutti abbiamo detto di voler rinunciare se ricerchiamo una finalità positiva perché si è, come dire, in sintonia, in sinergie convergenti verso la soluzione del problema, e quindi prendiamo atto che comunque voi assumete l'impegno che noi in questi giorni abbiamo detto che andava assunto. Voi della nostra idea fate una cosa che si può chiamare, è un'ipotesi attenuata di reato quando anche fosse un reato in altri campi, furto d'uso, cioè rubate la nostra idea, la nostra proposta non con l'intenzione di appropriarvene, la prendete senza autorizzazione per usarla temporaneamente. Bene, l'idea era nostra, l'avete presa voi, l'avete usata temporaneamente per trascriverla in questo ordine del giorno, restituitecela perché l'abbiamo proposta noi, tenete anche voi la parte che vi spetta se la condividete e noi daremo voto a favorevole alla proposta che abbiamo avanzato e che voi ci avete trascritto. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, se facciamo un po' di silenzio possiamo procedere più celermente e capire anche cosa dicono i colleghi. Ha domandato di parlare il consigliere Corona per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Presidente, solo per ringraziare l'Aula che ha lavorato fino ad ora e vorrei chiedere poi ai Capigruppo ed all'Aula, dopo che abbiamo esitato questo provvedimento, di poter esaminare anche altri due provvedimenti.
FADDA (Popolari-P.S.). Vista la collaborazione!
COGODI (R.C.). Perché due e non quattro?
PRESIDENTE. Faccia la dichiarazione di voto, onorevole Corona, prego.
(Interruzioni)
Onorevole Cogodi, lasci svolgere l'intervento all'onorevole Corona! Prego onorevole Corona.
CORONA (F.I.-Sardegna). Il mio voto naturalmente sarà favorevole sull'ordine del giorno numero 2 e l'ordine del giorno numero 3 che ricalcano esattamente la disponibilità dell'assessore Masala che è stata più di una volta affermata nelle interlocuzioni.
PRESIDENTE. Mi pare che non ci siano altri iscritti a parlare per dichiarazione di voto.
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Al numero 2 abbiamo aggiunto le firme dei consiglieri Fadda e Gian Valerio Sanna, che non c'erano per un errore, e nell'ordine del giorno numero 3 è stata omessa la firma del consigliere Floris che invece va inserita.
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Siamo in fase di votazione finale dell'insieme dell'articolato. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo il dovere di rendere una dichiarazione di voto, quella che è consentita per pochi minuti dal nostro Regolamento e prima di passare all'esame delle altre leggi che sono all'ordine del giorno, che proponiamo si esamino e che possibilmente si approvino tutte, quelle buone naturalmente, si respingano quelle che non valgono.
Noi, il Gruppo della Rifondazione Comunista, dichiariamo il voto favorevole sulla legge che il Consiglio ha discusso perché nel corso del dibattito lo abbiamo in ogni momento, prima annunciato, e poi ribadito e poi motivato, e anche perché questo testo è stato notevolmente migliorato, migliorato nella parte normativa e anche nella dotazione finanziaria, quella che direttamente ha avuto ingresso nell'articolo finanziario della legge e quella che, attraverso l'ordine del giorno, politicamente la Giunta regionale è impegnata a iscrivere nella prossima manovra finanziaria e di bilancio della Regione, perché si dia integrale soddisfazione e copertura anche alla nuova domanda, ai nuovi progetti e al bando che ne regolerà l'ammissione e l'approvazione.
Però per riflettere un pochino, per dire dello stato d'animo che ci accompagna in questo momento nella fase conclusiva di questa discussione, vorrei riferirmi, per non farla lunga, ad una condizione che esiste in natura nel mondo animale. E penso che questo riferimento faccia particolarmente piacere al collega ed amico Sergio Pisano, e anche all'amico Balletto che me l'ha chiesto esplicitamente, perché lui non conosce la storiella; in realtà non è una storiella, è un riferimento a una condizione di vita animale.
Esiste un uccellino, piccolo piccolo che dalle nostre parti un tempo era molto frequente vedere, si chiama "cerri cerri" o lo chiamano anche da qualche parte "ziri ziri". E' un uccellino piccolo piccolo e grazioso, non sta mai fermo, salta da un rametto all'altro, anzi lo sostiene una foglia, è piccolissimo ed è diffusissimo, o almeno lo era. Questo uccellino piccolo piccolo, proprio perché è piccolo e ha bisogno di difendersi, è molto prolifico e fa un nido che molte volte è più grande di lui perché depone molte piccole uova - evidentemente ha bisogno di compagnia - in genere nella stessa zona o presso lo stesso cespuglio, solitamente il lentischio, che protegge bene questi nidi di uccellini piccoli; si presenta un altro uccello che si chiama il cucco, quello che fa "cucù", il quale, vedendo un nido grande di un uccellino piccolo, prima mangia parte di quelle uova, poi depone il suo uovo e costringe l'uccellino piccolo, perché gli lascia anche uno o due delle sue uova, prima a covarle e poi quando nasce il cuchetto, che è più grande dei ziri ziri o cerri cerri, a dare da mangiare anche a lui altrimenti il cucco si mangia gli uccellini. Quindi il cucco costringe l'uccellino piccolo prima ad alimentarlo, poi a covare il suo uovo, e poi ad alimentare anche il figlio e quant'altro.
Ecco, la storia della legge 28 non vorremmo che fosse questa. Noi difendiamo la legge 28, quella prima in vigore, e ciò che si è potuto fare per dare una soddisfazione a quanti aspettavano, difendiamo anche la nuova legge che penserà ad altri giovani, pensando ai piccoli, tanti, graziosi uccellini che vivono del proprio e non sono costretti ad alimentare il cucco. I cucchi esistono nella "28", speriamo che non esistano più in questo Consiglio regionale; chi vuole faccia pure "cucù" ed auguri a tutti.
PRESIDENTE. Ognuno tragga la morale.
Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (I DEMOCRATICI). Presidente, colleghi del Consiglio, la stanchezza di queste giornate di grande intensità di lavoro mi porta a dire subito che da noi la storia dello zizì e del cuculo è diversa, perché il cuculo non è un rapace, quindi non mangia uccellini, ma benissimo, è una bella storia e la accettiamo.
Noi abbiamo assistito ad un grande dibattito in questi giorni, un dibattito molto vivo, che prendendo in considerazione il testo unificato del disegno di legge e delle tre proposte di legge, ha introdotto poche modifiche, ma sostanziali, tipo il bando e le risorse finanziarie. Ma a proposito delle risorse finanziarie in noi, nel Gruppo de I Democratici, ma penso in tutto il Consiglio io credo, sia nella maggioranza che nell'opposizione, resta un'insoddisfazione di fondo per non aver trovato risorse aggiuntive rispetto a quelle che sono state previste in legge, ma vi è comunque l'intento, con gli ordini del giorno, di aumentare in futuro le risorse che serviranno per la nuova legge sulla 28.
La legge 28 in Sardegna ha avuto un grande ruolo e ha fatto crescere molta imprenditorialità giovanile. In una terra in cui si diceva che l'imprenditorialità era scarsamente presente, questa legge ha contribuito enormemente a far crescere nuovi imprenditori, e non sono dati che riferisco casualmente, sono dati che provengono da uno studio che è stato fatto nel 1997; l'Assessore del lavoro attuale mi ha consegnato una copia di quello studio che fu fatto da ventotto laureati, assunti attraverso un progetto di lavoro socialmente utile, andando nelle aziende e verificando personalmente il loro andamento; da quello studio si evince un dato interessantissimo: il costo dell'unità lavorativa della società o della cooperativa era al di sotto dei cento milioni. Se lo confrontiamo con il costo per posto di lavoro nelle industrie e in altri settori, vediamo che è di gran lunga inferiore; l'altro dato di interesse di questa ricerca - io mi riferisco naturalmente all'articolo 10 che è di competenza o era di competenza dell'Assessorato del lavoro nel decennio che va dall'86 al '96 - è che le società e le cooperative in quei dieci anni avevano raddoppiato gli addetti, quindi la legge 28 aveva prodotto un incremento dell'occupazione. Ma è da registrare anche un'altra novità - io vedo tra il pubblico anche delle donne, penso che siano tra coloro che aspirano ad ottenere il finanziamento dei progetti che hanno presentato - la composizione delle società e delle cooperative per il 40 per cento e oltre era femminile. Il che vuol dire che la legge 28 non ha prodotto soltanto una classe imprenditoriale maschile ma anche una classe imprenditoriale femminile.Io penso che questi siano dati che devono essere presi in grandissima considerazione perché l'aver prodotto una classe dirigente nuova nel settore imprenditoriale, penso che sia un grande merito.
La nuova legge nasce nel modo migliore, si tratterà di vedere l'applicazione; molte delle cose ritenute negative, di cui si chiedeva la modifica, io penso che possano essere verificate quando verrà attuata la legge. Questo fa ben sperare e fa superare l'insoddisfazione per le risorse a nostro avviso insufficienti, che potranno essere incrementate con la manovra finanziaria di quest'anno e dell'anno prossimo, augurando a tutti noi che quel risultato positivo che ha dato la vecchia legge 28 lo si possa raddoppiare, quadruplicare e forse decuplicare con la nuova legge. Noi ce lo auguriamo tutti e con questo dichiaro che il Gruppo de I Democratici in Consiglio regionale voterà a favore della legge.
PRESIDENTE. Hanno facoltà di parlare il consigliere Rassu, prima, e poi l'onorevole Murgia per dichiarazioni di voto.
RASSU (F.I.-Sardegna). Rinuncio.
MURGIA (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ringrazio gli onorevoli Rassu e Murgia per la comprensione.
Non ci sono altri iscritti a parlare per dichiarazioni di voto. Prego i colleghi di prepararsi alla votazione nominale col sistema elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del testo unificato delle proposte di legge numero 59/A, 168/A, 192/A e del disegno di legge numero 201/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 66
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 204, che riveste carattere di urgenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo ai colleghi della maggioranza che si stanno apprestando ad andare via di chiarire cosa intendono fare. Noi dobbiamo lavorare fino a domani mattina, così abbiamo previsto nella Conferenza dei Capigruppo; non è che adesso rimaniamo noi e i colleghi della maggioranza se ne vanno; non è corretto.
Allora Presidente decidiamo cosa fare perché ci sono argomenti all'ordine del giorno che sono considerati da tutti prioritari e tali rimangono per quanto ci riguarda, per cui noi li vogliamo approvare. E i colleghi della maggioranza non ci devono costringere ad un braccio di ferro andandosene perché adesso sono le dieci e venti e pensando di costringerci a rimanere per senso di responsabilità. Rimaniamo tutti qui ed approviamo tutti i provvedimenti.
PRESIDENTE. Credo che sia giusto, poiché in Conferenza di Capigruppo si era deciso di lavorare fino a tardi per esitare sia la legge che abbiamo appena approvato sia questa leggina che riveste carattere di particolare urgenza e che l'Assessore Amadu, insieme al Presidente della Giunta hanno chiesto che venisse esaminata in questa tornata consiliare. Ovviamente l'intesa era che tutti partecipassimo alla sua discussione ed approvazione. Credo che sia corretto quello che faceva rilevare l'onorevole Cugini, che è necessario che tutti stiamo in Aula fino alla conclusione del nostro lavoro, nonostante sia faticoso e siamo tutti un po' stanchi. Facciamo un ulteriore sforzo, altrimenti saremo costretti ad aggiornare il Consiglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, volevo dire che io ho parlato circa un'ora fa col Presidente Serrenti dicendogli che era opportuno che nella seduta odierna si discutesse anche la proposta di legge 239/A, che comporta modifiche all'articolo 6 della scorsa legge finanziaria.
E` una legge che è pronta da sei mesi, interessa lo smaltimento di rifiuti pericolosi che provengono da altre regioni italiane e purtroppo ci sono almeno 270 lavoratori che aspettano che questa legge venga approvata,. Lei sa che se non viene modificato l'articolo 6 della scorsa legge finanziaria molti di questi lavoratori rischiano di andare a casa perché gli impianti non possono funzionare, e pertanto credo che sia opportuno che questa sera si discuta anche di questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, anch'io avevo inteso questo, poi mi hanno comunicato che la discussione e l'approvazione di questa legge che lei ha richiamato, che reca modifiche all'articolo 6 della legge 24 aprile 201 numero 6, non sarà semplice perché sono annunciati numerosi emendamenti. Se insieme decidiamo di procedere fino alla fine, anche fino ad ora tarda, per esaminare insieme questi provvedimenti, non ho nessun problema, mi rimetto all'Aula, altrimenti aggiorniamo il Consiglio a domani mattina. Se però decidiamo di andare avanti è necessario che in aula restiamo, maggioranza ed opposizione, fino al termine dei lavori su tutti e due i provvedimenti che sono stati ritenuti urgenti, altrimenti saremo costretti ad aggiornare il Consiglio a domani mattina.
Colleghi, proviamo a chiudere velocemente questa fase preliminare per organizzare i nostri lavori. Lo facciamo in Aula, però alla fine ci dobbiamo intendere.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Noi abbiamo, come sai, stabilito un ordine del giorno che contiene molti punti e abbiamo detto che ci sono delle priorità. La prima priorità era la modifica della legge 28 ed è stata esitata; c'è la seconda priorità che è il disegno di legge sulla continuità con le isole minori, c'è la terza priorità che è quella riferita alle norme sui rifiuti speciali, io la chiamo così ma non si chiama più così.
Sulla legge sulle isole minori mi pare che non ci siano grandi problemi, e quindi se non ci sono grandi questioni e se il relatore sarà breve e chiaro si può procedere alla votazione stasera; l'altra, invece, alla quale saranno presentati numerosi emendamenti, può essere discussa ed esitata domani mattina, sapendo che anche questa è una legga prioritaria giacché, Presidente Spissu, avevamo stabilito, nella Conferenza dei Capigruppo, che si dovesse lavorare sino a domani mattina.
Allora io sono dell'opinione di procedere subito all'esame della legge sulla continuità territoriale con le isole minori, e di aggiornare la seduta alle ore 10 di domani mattina lavorando al massimo fino alle due, in modo tale che i foranei possano ritornare nelle loro sedi e nel contempo si possa approvare anche la proposta di legge numero 239/A che è attesa ed è stata considerata urgente da tutti noi. Se siamo d'accordo si può procedere secondo me positivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (C.C.D.). Oltre a queste leggi che ha richiamato il collega Cugini, si era detto che era urgente anche quella sul consorzio fidi.
CUGINI (D.S.). Vediamo se sarà possibile approvarla domani mattina; prima di quella c'è la numero 239/A.
PRESIDENTE. Colleghi, se stiamo ancora a discutere su come organizzarci il tempo trascorre senza che noi produciamo il risultato che invece tutti vogliamo conseguire.
Mi pare che la cosa più semplice, stante anche l'ora, sia quella di discutere il provvedimento sui collegamenti con le isole minori e domani mattina alle 10 il Consiglio riprenderà i suoi lavori con l'esame del provvedimento che ha richiamato l'onorevole Frau, impegnandoci a concludere la seduta entro le 14 perché i singoli e i Gruppi possano adempiere agli impegni che hanno assunto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). Intervengo per ricordare che sono assolutamente concorde con l'ipotesi di lavoro che lei ha proposto, ma c'è un disegno di legge collegato alla finanziaria, il 144/A, la cui approvazione è utile e necessaria per l'intero territorio della Regione Sardegna. Visto che la Giunta e la maggioranza non pongono questi problemi fondamentali, fra l'altro sono questioni che avrebbero dovuto affrontare in finanziaria e non hanno fatto, vorrei avere la certezza che questo Consiglio regionale, non dico entro domani, ma la prossima settimana, possa esitare anche questo provvedimento.
PRESIDENTE. Onorevole Dettori, noi stiamo decidendo adesso di proseguire stanotte fino all'approvazione del disegno di legge 204/A, di proseguire domani dalle 10 con l'esame della proposta di legge 239/A e di quanto riusciamo ad esaminare entro le ore 14. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che probabilmente il Consiglio continuerà mercoledì per l'esame degli altri argomenti all'ordine del giorno che sono stati tutti ritenuti prioritari. Quindi, in questo modo possiamo riprendere il lavoro sul disegno di legge 204/A.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 204/A. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.
tunis (F.I.-Sardegna), relatore. Colleghi consiglieri, data l'ora tarda mi rimetto alla relazione scritta, ricordando che trattasi di un provvedimento urgente che ha trovato il consenso unanime di tutti i componenti della Commissione. Il relatore si augura che anche l'Aula lo approvi all'unanimità.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame agli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
MANCA, Segretario:
Art. 1
1. Nelle more del recepimento del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, nonché della promulgazione ed attuazione della legge regionale 10 luglio 2000, n, 8, ed allo scopo di assicurare la continuità dei servizi di collegamento marittimo tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare fino alla data di aggiudicazione del servizio e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2001, i contratti in essere per l'esercizio dei collegamenti marittimi.
2. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono quantificati in lire 3.500.000.000 (euro 1.808) per l'anno 2001. Ad essi si fa fronte con lo stanziamento sussistente nella UPB S13.017 "Continuità territoriale" del bilancio della Regione per l'anno 2001.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Calledda - Sanna Giacomo - Fadda - Granara - Biggio
Art. 1 - 1° comma
All'art. 1 - 1° comma eliminare le parole "e comunque non oltre il 31.12.2001". (1)
Emendamento sostitutivo totale Calledda - Granara - Giagu - Biggio - Sanna Giacomo - Masia - Randazzo
Art. 1
L'art. 1 è sostituito dal seguente:
"Art. 1
1. Nelle more del recepimento del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 allo scopo di assicurare la continuità dei servizi di collegamento marittimo tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare fino alla data di aggiudicazione dei servizi tramite gara ad evidenza pubblica, i contratti in essere per l'esercizio dei collegamenti marittimi notturni.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si fa fronte con gli stanziamenti sussistenti nel capitolo 13039.00 "Continuità territoriale" del bilancio della Regione per gli anni 2001-2003 e con le relative disponibilità allocate nel medesimo capitolo per gli anni successivi.". (2)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 1
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si fa fronte, per l'anno 2001, con le somme sussistenti nel conto residui della UPB S13.017 (cap. 13039) e, per gli anni successivi, valutati in euro 2.582.285,00 annui, con le risorse stanziate nel bilancio 2002-2004". (3)
Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo
Art. 1
Art. 1bis.
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione. (4)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.
CALLEDDA (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.
CALLEDDA (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 3, presentato dalla Giunta regionale, si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, su che cosa intende parlare?
BIGGIO (A.N.). Vorrei fare una precisazione sull'emendamento numero 2.
PRESIDENTE. Siamo in fase di illustrazione degli emendamenti, onorevole Biggio, poi le darò la parola. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il Consigliere Tunis, relatore.
tunis (F.I.-Sardegna), <relatore. Sul primo comma dell'emendamento numero 2 la Commissione esprime parere favorevole. Sul secondo comma esprimo parere negativo, in quanto il suo contenuto è espresso in maniera più precisa nell'emendamento numero 3, che si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, con l'aggiunta, al termine del primo comma dell'emendamento 2, della parola"notturni".
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Onorevole Bigio.
Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Intendevo dire ciò che ha detto adesso l'Assessore dei trasporti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
vassallo (R.C.). Intervengo solo per un velocissimo richiamo. Questo provvedimento non tiene conto di un'isola minore che invece fa parte della nostra Regione che è l'Asinara. Questo problema è già stato posto altre volte e l'Aula aveva anche respinto una serie di emendamenti presentati soprattutto dal centrosinistra, nella considerazione che si doveva inserire la relativa norma all'interno della legge di recepimento del decreto legislativo numero 422 del 1997 sul trasporto pubblico locale. Da quando ne abbiamo discusso è passato ormai un anno, non abbiamo ancora recepito il decreto numero 422 e questo problema è rimasto ancora aperto. Noi non abbiamo presentato emendamenti per non contrastare ulteriormente un provvedimento che probabilmente avrebbe bisogno di una maggiore valutazione d'insieme sul servizio che stiamo finanziando, che è un servizio di sicuro utile e necessario, per cui ci riserviamo di ritornare su questo argomento, perché comunque il problema posto è un problema urgente, indifferibile, che ritengo sia necessario che il Consiglio regionale prenda nella dovuta considerazione.
PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'intesa intercorsa, o quella comunque sulla quale possiamo convenire è che si proceda all'esame e all'approvazione di alcuni testi normativi di particolare urgenza, però a una condizione, perché la stanchezza c'è, l'ora è tarda e quant'altro: che non ci sia una modificazione consistente, sostanziale dei provvedimenti che conosciamo, non perché non si possano modificare ma perché nell'ipotesi che dobbiamo esaminare diversi e incidenti emendamenti chiediamo il tempo minimo per poterli prendere in considerazione, perché sono provvedimenti conosciuti in una certa formulazione e valutati così fino al loro arrivo in Aula, a quest'ora, quasi le 11 di notte, può essere che i riflessi non siano del tutto pronti e non vorremmo che emendamento tiri emendamento.
Siccome risulta che è stato predisposto un buffet, la mia proposta è che si sospenda anche per dieci minuti, in modo che possiamo usufruire di tale servizio e che in questi dieci minuti abbiamo la possibilità di valutare gli emendamenti che sono stati presentati alla legge.
PRESIDENTE. Credo che sia giusto che noi facciamo un lavoro del quale tutti siamo convinti. Se un Gruppo chiede di vedere per dieci minuti gli emendamenti, credo che sia meglio accordare una sospensione di dieci minuti. Non per mangiare, per guardare gli emendamenti. Quindi, sospendo la seduta per dieci minuti, riprendiamo alle 22 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 22 e 35, viene ripresa alle ore 22 e 45.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo ribadire in quest'Aula che in questi ultimi tempi si va sempre più diffondendo nei sardi la presa di coscienza che la continuità territoriale non può essere una gentile elargizione del Governo nazionale, ma deve rappresentare il giusto riconoscimento dovuto a una comunità gravemente penalizzata dalla sua condizione di insularità. Se tale principio viene ormai riconosciuto dallo Stato nei confronti dell'isola Sardegna, e i primi significativi risultati - pur fra tante difficoltà - cominciano ad emergere, non si vede come lo stesso principio possa essere disconosciuto dall'isola madre nei confronti delle isole minori. E' del tutto evidente infatti che tutte le motivazioni che sono la base della affermazione del principio nel primo caso, lo sono, fatte salve le dovute proporzioni, anche nel secondo. Anzi, a ben guardare nel secondo assumono maggiore peso e importanza i risvolti socio-sanitari perché nelle isole minori non sono presenti gli importanti presidi per la salute, la cultura e le relazioni sociali che invece sono diffusi nell'isola madre. E' soprattutto per queste motivazioni che questa tipologia di interventi non viene sottoposta al parere di conformità da parte della Comunità, stante appunto l'evidente utilità sociale che indiscutibilmente la connota.
E` evidente che la presente proposta di legge non rappresenta la definitiva soluzione del problema. Il settore infatti dovrà trovare la opportuna collocazione e regolamentazione all'interno dell'articolata e complessa normativa sul trasporto pubblico locale, attualmente all'esame della competente Commissione che ha redatto un testo unificato. In questo testo, nel quale per la prima volta nella storia autonomistica della Regione si esamina in modo sistematico ed intermodale il problema della mobilità dei passeggeri e delle merci all'interno dell'isola e le sue interrelazioni con il territorio continentale, troverà la più razionale disciplina gestionale anche questo importantissimo comparto.
Poi sono entusiasta della "aggiunzione" proposta dall'assessore Amadu perché se non fosse stata aggiunta la parola "notturne" avremmo dovuto notificare la legge all'Unione europea in quanto tale disciplina sarebbe dovuta essere conforme al nuovo regime comunitario in materia di aiuti di stato. Preannuncio pertanto il mio voto favorevole perché non vorrei stare qua tutta la notte a far compagnia né a Cogodi né all'onorevole Cugini, che ringrazio per i suggerimenti che mi sta dando durante l'intervento, suggerimenti che sono valsi a migliorare la continuità territoriale notturna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Devo dire che avevo intenzione di esprimere qualche rapida valutazione ma il collega Randazzo mi ha preceduto, volevo anch'io complimentarmi con il collega Amadu, anche se non sono del tutto entusiasta per la "aggiunzione" che ha fatto.
Ho qualche area di incomprensione di questo provvedimento, soprattutto in relazione al fatto che la Sardegna è un'isola che rivendica la continuità territoriale, cioè il sistema di trasporti che in qualche modo unifichi, parifichi il movimento delle persone sul territorio nazionale in un'Italia che ha la sua conformazione fisica geografica specifica, ma ha comunque una Costituzione che è uguale per tutti; il primo elemento di incomprensione mi deriva dal fatto che nel territorio nazionale e nei diritti costituzionali rientrano anche le isole minori rispetto alla Sardegna, che sono ugualmente territori dello Stato italiano i cui abitanti sono anch'essi comunque cittadini dello Stato italiano. Pertanto non c'è un automatismo per cui se lo Stato dà una cosa alla Sardegna isola maggiore, l'isola maggiore deve a sua volta in esclusiva provvedere alle isole minori. Questa è una specie di catena di Sant'Antonio poco comprensibile.
Se la nostra Regione avesse fatto quello che doveva fare, cioè approvare la legge generale sul trasporto pubblico locale anche in attuazione di specifica normativa nazionale, forse avremmo anche in qualche modo agevolato la soluzione di questi problemi. Però questa è una Regione molto speciale non per la sua autonomia ma per i suoi comportamenti, non fa le cose importanti, non fa le cose principali e però poi ritiene di avere fatto il suo dovere facendo le cose secondarie, sempre correndo, sempre tappando buchi, per cui questo problema rimane; ma quando noi diciamo "la Regione", non è che ci riferiamo alla bandiera della Regione, ci riferiamo al Governo della Regione, e il Governo della Regione, di questi tempi e di questi anni, purtroppo, è la Giunta di centrodestra. Non è pensabile che non ci sia mai una qualche riflessione critica su come si stanno gestendo le cose grandi e le cose piccole in questa Regione. Il collega Randazzo è entusiasta e io vorrei essere entusiasta con lui, però lui ha ragione di essere entusiasta, noi ne abbiamo di meno, perché va proprio male.
Considerando ad esempio l'emendamento numero 3, posto che si discutono insieme articoli ed emendamenti, io ne vorrei avere una migliore comprensione. E' un emendamento della Giunta regionale che dice che per l'anno 2001, che è un anno che abbiamo alle spalle, per l'anno 2001, si fa fronte agli oneri derivanti dall'attuazione di questa legge. La stiamo approvando adesso e questa legge prevede spese per l'anno che è già passato, cioè chi ha speso nell'anno che è passato, poteva anche sperare che ci sarebbe stata una legge successiva, però la legge non c'era. In nome e per conto di chi e in base a quale criterio ha speso chi ha speso? "Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte per l'anno 2001 con le somme sussistenti nel conto residui dell'UPB S13.017 e quanto altro". A quanto ammontano queste somme residue? Come si fa a dire che si fa fronte alle spese che sono dell'anno passato? Che qualcuno ha fatto, e non era autorizzato a farle perché la legge non c'era ancora, in attuazione della presente legge. La presente legge, proprio perché è presente oggi allora era assente, l'anno scorso, si è speso non si sa quanto, e a quella spesa, che noi che stiamo approvando la presente legge non sappiamo a quanto ammonti, si fa fronte con i residui dell'UPB S13.017, ma a quanto ammonta e la spesa e il residuo dell'UPB? Assessore, sto parlando possibilmente anche con la Giunta, con l'Assessore del bilancio anche, lei è molto soddisfatto del grande successo che ha avuto in questi tre giorni con l'approvazione della sanatoria sul pregresso della legge 28, però la sua soddisfazione la mitighi un pochino ed ascolti perché ci deve rispondere.
A quanto ammonta il residuo dell'UPBS13017? Come si fa a dare copertura ad una legge senza dire in quanto consiste la copertura? Per la copertura se ha un letto a due piazze, metterà una coperta a due piazze; se ha un lettino metterà una coperta per un lettino. Qui si dà copertura in bianco.
Voi dite: "E` una leggina", e magari sono miliardi, anche perché costa miliardi anche quello che quatti quatti viene indicato nella riga successiva, perché anche 2.582.285,00 euro mi pare una cifra all'incirca di 5 miliardi di lire. Sarà anche per trasportare di notte, come dice il collega Randazzo, e meno male che si dice di notte, perché l'Unione europea non controlla quello che si fa di notte. Non ho capito perché, perché l'Unione europea non controlla quello che si fa di notte? Perché dormono quelli? Io penso che controllino di giorno, ma di giorno si possono controllare anche le cose che si fanno di notte. Non credo che sia così approssimativa l'attività di controllo, sto riprendendo questo aspetto per dire che non si capisce nulla di quello di cui stiamo effettivamente parlando.
Chiedo, allora, un chiarimento alla Giunta e all'assessore Masala che oggi,è molto contento e molto in forma. Chiedo che ci dia spiegazioni del perché si è speso l'anno scorso sulla base della legge che stiamo approvando quest'anno. A quanto ammonta questa spesa, come è possibile che sia autorizzata una spesa se non c'era ancora la legge, e se era autorizzata e legittima perché non si è pagato l'anno scorso, posto che c'è un residuo nel bilancio della Regione.
Qui si dice che si fa fronte alla spesa con un residuo con cui posso pagare quello che ho fatto l'anno scorso. Perché non l'hai pagato? Chi ti ha autorizzato a fare maturare interessi e magari diffide e contenziosi? Non sappiamo nulla. Questa è una Regione che di sanatoria in sanatoria finirà in sanatorio. Finirà in mano alla squadra dei veterinari ingaggiati da Giorgio Oppi per la lingua blu. Non è possibile! Non c'è nessun intento offensivo, si andrà in mano ai veterinari, non lo so. Qui si sana senza conoscere mai la causa della malattia. Allora, ho posto dei quesiti, se la Giunta è in grado di dare delle risposte noi le valuteremo per come meritano.
PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto.), Assessore dei trasporti. Grazie Presidente. Colleghi, molto brevemente intendo chiarire la materia oggetto di esame: intanto occorre dire che si tratta di un servizio notturno che ha soprattutto caratteristiche di servizio di protezione civile, che è indispensabile soprattutto perché in presenza di persone che possono sentirsi male, di situazioni di emergenza bisogna comunque assicurarlo. E su questo c'è anche giustamente la pressione dei prefetti e di quanti in qualche modo hanno la responsabilità di sovrintendere alle esigenza primarie della comunicazione, soprattutto con riferimento a residenti in territori che sono distanti dai centri di possibili interventi di emergenza.
Peraltro devo chiarire che questa materia sarà finalmente, io mi auguro al più presto, disciplinata in applicazione del decreto legislativo 422, una materia che è all'esame della Commissione competente che è allo studio dell'Assessorato, tenuto conto che la legge finanziaria approvata alla fine di dicembre ha comportato ulteriori motivi di riflessione perché ha modificato alcuni termini della materia. Proprio a questo fine abbiamo ritenuto opportuno istituire un tavolo tecnico di approfondimento per consentire al Consiglio regionale di avere elementi di valutazione e quindi di decisione, quando discuterà la normativa di recepimento del decreto legislativo 422.
In attesa di questo e tenuto conto che la precedente normativa che consentiva la disciplina della continuità territoriale con le isole minori è scaduta nel 2000, pur in presenza di una disponibilità finanziaria nel bilancio 2001, mancando la normativa che consentiva nel 2001 l'erogazione della somma prevista in bilancio, questa somma non si è potuta erogare. Per cui oggi, approvando ulteriori termini di intervento, è possibile erogare la somma a disposizione della UPB S13.017, capitolo 13039, stanziata per l'anno 2001, e riproposta dal Consiglio regionale, in sede di approvazione dell'esercizio provvisorio votato con legge numero 17 del 28 dicembre 2001; preciso che tale somma ammonta a 3 miliardi e mezzo. Lo stanziamento riferito agli anni successivi, da precisare ulteriormente nel bilancio 2002-2004, che il Consiglio esaminerà entro breve, è stato valutato in circa 5 miliardi; si tratta di una valutazione che potrà essere ulteriormente verificata in sede approvazione della legge di bilancio 2002-2004, per cui non stiamo precostituendo nulla ma stiamo semplicemente riaprendo i termini per consentire l'intervento già previsto, stiamo garantendo la continuità di un servizio essenziale, che ha soprattutto caratteristiche di protezione civile, e stiamo intervenendo con la massima cautela nella valutazione delle somme necessarie che si stanno verificando in sede tecnica, per cui il Consiglio regionale in sede di discussione del bilancio 2002-2004 potrà definire la cifra con cognizione di causa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. A integrazione di quanto ha detto l'assessore Amadu, voglio precisare e proporre un emendamento orale in ordine all'emendamento numero 3, nel senso che la somma indicata si intende valutata in euro 2.582.285,00 annui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (F.I - Sardegna). Ritengo esaurienti i chiarimenti forniti dagli assessori che mi hanno preceduto. Qualora fosse necessario farò una dichiarazione di voto successivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Volevo soltanto aggiungere un'informazione che probabilmente completa meglio l'esposizione dell'Assessore. Parliamo di diverse linee in collegamento con le isole, e non con una soltanto. Si tratta delle isole della Maddalena e di San Pietro, quindi la legge riguarda ambedue i collegamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari-P.S.). Presidente, sarò brevissimo. Premesso che non ho nulla in contrario sul provvedimento, volevo porre qualche domanda per capire quali sono gli elementi di novità che hanno determinato, nel passaggio tra l'approvazione del provvedimento in commissione e l'esame in Aula, la necessità di proporre le modifiche contenute negli emendamenti. Più precisamente l'elemento di sostanza che rendeva necessario questo provvedimento, partiva dal fatto che non si può concretamente attuare la legge regionale numero 8 del 2000 perché è stata notificata alla CEE e si sta aspettando che l'Unione europea dia il suo parere di conformità. Sulla scorta di questo dato, evidentemente, la Giunta ha assunto l'impegno, e lo dice nel comma primo del disegno di legge, di non prorogare questo intervento oltre il 31 dicembre 2001. La commissione di merito, nell'esame del provvedimento, ha introdotto piccole correzioni formali, ma ha mantenuto l'impegno di non andare oltre il 31 dicembre 2001. Per cui gli oneri che derivavano dall'attuazione della presente legge, così dice il comma secondo, erano stabiliti in 3 miliardi e 500 milioni di lire.
Gli emendamenti che vengono presentati oggi dalla Commissione e dalla Giunta, se non ho capito male dalla lettura delle firme dei presentatori, fanno scomparire il termine del 31 dicembre 2001 e rendono questa norma applicabile fino a quando non sarà recepito il decreto legislativo numero 422.
Mi piacerebbe capire, a parte il discorso della necessità del mantenimento del servizio, che penso non sia in discussione da parte di nessuno, per quale ragione scompaiono i termini che sembravano perentori del 31 dicembre 2001 e quali sono gli elementi di conoscenza che hanno determinato questo tipo di scelte, perché noi stiamo discutendo e approvando un provvedimento che non c'entra nulla con quello che era il disegno di legge presentato dalla Giunta ed esaminato dalla Commissione che l'ha approvato con modifiche di carattere non sostanziale. Stiamo esaminando in Aula un provvedimento diverso; mi chiedo se questa sia diventata ormai una prassi normale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Assessore dei trasporti. Grazie Presidente, grazie collega Secci. Vorrei solo chiarire che non c'è differenza sostanziale tra il testo della Commissione e quello risultante dagli emendamenti proposti; l'unica differenza che però va a vantaggio del Consiglio regionale, è che mentre prima veniva stabilito un termine, oggi termine non c'è, nel senso che se il Consiglio regionale approvasse la legge di riforma a giugno, quel termine sarebbe giugno. Allora, siccome è anche indispensabile chiarirci le idee, se siamo in grado di stabilire tale termine prevediamolo da subito; ma se noi lo stabiliamo e non riusciamo a rispettarlo ed approviamo la riforma a gennaio prossimo, rischiamo di trovarci a fine anno nella medesima situazione di quest'anno, nel senso che non saremo in grado di fare fronte agli oneri che assumiamo solo per un fatto tecnico, il termine quindi, è stato tolto nella evenienza che la riforma venga anticipata.
In secondo luogo, la questione finanziaria è stata già chiarita a sufficienza, anche sotto questo profilo è giusto che il Consiglio sappia che c'è una programmazione e che quel servizio va garantito con una copertura finanziaria specifica, per evitare ogni volta di ricorrere a leggine di sanatoria. Quindi ribadisco che la sede per disciplinare l'intera materia sarà quella della legge di riforma che recepirà il decreto legislativo 422 che consentirà di stabilire modalità, termini e congruità delle iniziative.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Brevemente, voglio dire che sinceramente il chiarimento dell'Assessore non chiarisce molto; ci lascia anche un po' esterrefatti, per essere chiari. Lui vuole una delega in bianco affermando che si farà subito la riforma sulla base non si sa bene di quale impegno, uno dei tanti impegni che qui vengono assunti pubblicamente da tutti, e nel frattempo si riserva di pagare a piè di lista, e quindi chiede al Consiglio che gli accordi la copertura, promettendo che quando si farà la riforma, quando si adotteranno nuovi provvedimenti, allora si metterà tutto a posto.
Io dico che questa è una cosa seria, cioè nel senso che o si stabilisce un termine entro il quale la Giunta fa quello che deve fare, compreso l'Assessore; altrimenti non è accettabile che si possa chiedere a quest'ora, tra l'altro, una delega in bianco al Consiglio senza capire bene nemmeno che cosa stiamo votando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Siccome sono stato un po' il portavoce dei colleghi che volevano giustamente licenziare questa legge stasera, perché tutti sapevamo che la Commissione si era pronunciata unanimemente, invece adesso ci sono letture diverse anche del contenuto degli emendamenti che la Commissione ha proposto, chiedo, signor Presidente, se non sia il caso, visto che siamo in presenza dell'esigenza di approfondire gli emendamenti, che si riuniscano domani mattina i colleghi che sono qui...
BIGGIO (A.N.). Che cosa vuoi approfondire? Chiariamo adesso i punti dubbi.
COGODI (R.C.). Va bene, chiariamoli adesso.
PRESIDENTE. Possiamo lasciare esprimere all'onorevole Cugini la sua opinione? Chi vuole intervenire potrà chiedere la parola successivamente.
CUGINI (D.S.). Luigi, la mia intenzione è chiaramente positiva per quanto riguarda l'esame di questa legge, però qui siamo in presenza di domande e di risposte che non chiariscono. Io stavo suggerendo che il provvedimento venisse rivisto dai colleghi della Commissione, unitamente all'Assessore, domani mattina alle 9 e alle 10, in apertura dei lavori, questa proposta di legge si può discutere e licenziare. Diversamente chiedo che i colleghi che hanno trattato la materia intervengano e chiariscano i problemi sollevati, perché se io rimango nel dubbio, anch'io interverrò, pur essendo tra quelli che volevano approvare la legge stasera.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (F.I.-Sardegna), relatore. Delle brevi considerazioni, in quanto relatore, erano dovute precedentemente. A volte si è, signori colleghi, trascinati dai vostri consigli, e allora il relatore si è rimesso alla relazione scritta e non ha potuto esporre compiutamente il proprio pensiero.
Siccome sono trascorsi sei mesi dal momento dell'approvazione del disegno di legge da parte della Commissione, anch'io potrei trovarmi in difficoltà; comunque la relazione della Commissione spiega i motivi per cui si è resa necessaria la proroga dei termini previsti dalla legge in esame. Cioè rispondendo ai dubbi esposti anche dal collega Cogodi, circa la previsione del finanziamento di un servizio erogato l'anno scorso, vorrei ricordare che nel 2000 è stata approvata una legge che disciplina la materia che non ha ottenuto ancora il visto di conformità da parte dell'Unione Europea. Nel frattempo, essendo scaduti i termini dell'affidamento del servizio il 30 giugno, giacché il contratto è semestrale, la Regione, avvalendosi di alcuni poteri riconosciuti, ha deciso la proroga, in attesa che venisse approvata questa legge.
Conseguentemente si è avuto un affidamento del servizio che andava ad essere coperto dal 1° luglio al 31 dicembre. E' chiaro che noi, il 19 giugno, quando abbiamo approvato in Commissione questo provvedimento dovevamo soltanto prevedere la copertura finanziaria relativa a sei mesi del 2001 e alle ulteriori spese per l'anno successivo. Ora, siccome la legge non l'abbiamo approvata entro il 31 dicembre, vi è stata la necessità di dover adattare velocemente una normativa in sostituzione di quella che era molto chiara al momento in cui l'abbiamo approvata. Però, se ci riflettiamo, la nuova formulazione semplifica le cose. Io penso che non dovrebbe nascere alcun problema facendo affidamento anche sul fatto che il dottor Cocco, funzionario del Consiglio addetto alla Commissione, ha preso visione degli emendamenti ed avendo un'ampia competenza in materia, avrebbe portato alla mia attenzione questi aspetti, ove la formulazione delle norme non fosse stata corretta. Ora però, siccome sono state fatte osservazioni, nulla osta a che questi aspetti vengano approfonditi domani mattina con il funzionario della Commissione, per poi riferire all'Aula le motivazioni delle proposte di modifica presentate. Io vi ho esposto le mie ragioni personali, però non posso chiedere a voi una approvazione in bianco. Domani mattina le esporrò in aula.
PRESIDENTE. Mi pare di capire, onorevole Tunis, che lei propone di fare questa discussione…
TUNIS (F.I.-Sardegna), relatore. Di aggiornare la discussione a domani mattina.
PRESIDENTE. Io ho altri quattro iscritti a parlare, quindi o accogliamo la proposta avanzata da Cugini o andiamo avanti all'infinito in questo modo.
Chiedo scusa, colleghi, c'è una proposta dell'onorevole Cugini, che o trova un accoglimento unanime o dobbiamo mettere in votazione.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto), Assessore dei trasporti. Presidente, solo se serve a risolvere i problemi, diciamo che per quanto riguarda il 2001 non ci sono difficoltà. Se il problema è rappresentato dalla mancata definizione dei termini, che appaiono illimitati, possiamo ridurre il periodo al 31 dicembre 2002, e poi vedremo se la legge di riforma verrà nel frattempo approvata; in caso contrario si ritornerà in Aula per risolvere la situazione. Quindi, in sede di coordinamento sia l'emendamento numero 3 che l'emendamento numero 2 devono essere corretti indicando comunque il termine del 31 dicembre 2002. Grazie.
PRESIDENTE. La proposta dell'Assessore chiarisce i dubbi, le perplessità sollevati? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Bisogna che ci intendiamo una volta per tutte così non ci ritorneremo, possibilmente, mai più. Noi siamo disponibili a lavorare quando voi decidete, anche oltre le 12 o 14 ore, se voi lo decidete e ce lo imponete anche la notte, tutta la notte, però mai, fino a quando reggiamo a stare in piedi, saremo disponibili a lavorare senza capire quello che si sta facendo. Chiaro?
Quando è stato chiesto se c'era la disponibilità ad approvare una legge non complicata, che si compone di un solo articolo di due commi, si è detto sì perché tutti avevamo conoscenza di quella legge che era di un articolo di due commi. Si comincia quella discussione e la Giunta presenta due emendamenti: un primo emendamento che sostituisce il primo comma, e il secondo che sostituisce il secondo comma. Siccome la legge si componeva di due commi qui si è proposta un'altra legge. Come vedete non è serio procedere così. Se la Giunta aveva intenzione di proporre un'altra legge l'avrebbe dovuta trasmettere prima, avrebbe potuto anche chiederne direttamente l'iscrizione all'ordine del giorno senza farla istruire dalla Commissione. Badate che con questa tecnica si può evitare sempre di andare in Commissione a istruire le leggi. Pongo una questione anche di procedibilità, signor Presidente del Consiglio, perché in questo modo posso sempre presentare una legge qualsiasi e poi in aula sostituire ciascun articolo con emendamenti fino a fare un'altra legge, quando voglio evitare l'istruttoria della Commissione, se io fossi maggioranza e volessi saltare l'istruttoria in Commissione, la legge me la comporrei pezzo a pezzo come un puzzle in Aula e …
(Interruzione)
Tu dici: "Certo", e bravo, sei molto bravo, quindi hai pensato di fare così. Ma se hai pensato di fare così, non lo puoi fare.
BIGGIO (A.N.). Tu lo pensi spesso.
COGODI (R.C.). Ma se hai pensato di fare così, non lo puoi fare, perché tu aggiri il Regolamento che impone l'istruttoria delle leggi in Commissione.
BIGGIO (A.N.). Stai calmo, leggi attentamente.
COGODI (R.C.). Io sono calmissimo. Ho letto attentamente il testo approvato dalla Commissione che prevedeva la proroga del contratto fino al 31 dicembre 2001. A parte il fatto che non capisco perché ci chiedete oggi di approvare una legge che proroga un contratto fino al 31 dicembre 2001 che era l'anno scorso.
BIGGIO (A.N.). E' stata esitata dalla Commissione dal maggio 2001.
COGODI (R.C.). Ma può essere stata anche approvata dal secolo scorso però se arriva in Aula oggi e tu me la proponi aggiornata ad oggi, la devi rimandare in Commissione e aggiornarla in quella sede. Però Amadu propone adesso con un emendamento orale, non potrebbe neanche farlo formalmente perché avrebbe dovuto presentare un emendamento quando si poteva presentare, di apporre un termine.
BIGGIO (A.N.). Ma cosa stiamo dicendo?
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, a parte ogni altra considerazione, non credo che si debba procedere in questo modo all'infinito.
COGODI (R.C.). Ma voi con l'emendamento avete... se vogliamo bisticciare, bisticciamo, io non voglio bisticciare con nessuno. Siccome è una cosetta questa, però è una cosetta che voi dite che vale 5 miliardi l'anno e inizialmente non avevate previsto alcun termine, cioè avete previsto una proroga fino a quando si farà la gara e se voi la gara non la farete mai, vuol dire che continueranno a rimanere in vigore i contratti in essere, senza regole perché lo dite voi che non ci sono direttive di programma, che non c'è bando di gara, che non c'è il capitolato d'oneri, che non ci sono le pubblicazioni, lo dite voi nella relazione.
Dite ed aggiungete che l'Unione Europea non ha ancora espresso il parere di conformità sulla legge approvata nel 2000 che regola la materia. Abbiamo discusso tre giorni sui vincoli, addirittura sulle virgole che l'Unione Europea impone su tutte le leggi regionali, e cosa è, quando parliamo di lavoro o di impresa non si può spostare una virgola, in questo caso l'Unione Europea non vi ha risposto, o voi non avete trattato con la Commissione la pratica relativa a quella legge, sono trascorsi due anni e non sapete dire a che punto è nella Commissione, e che cosa fate voi? Aggirate le leggi ed aggirate anche l'Unione Europea. Ma pensate di campare così governando la Regione? Proponendo con un comma una proroga e con un comma una deroga? E di proroga e deroga, e deroga e proroga, mai questa Regione deve fare una norma che valga? Che sia una regola? Che si capisca che se c'è da fare una gara per un servizio di 5 miliardi all'anno si faccia una gara? Io non ne ho barche, ma se avessi una barca vorrei partecipare a questa gara d'appalto, come prescrivono le regole, per trasportare anche di notte, quando l'Unione Europea non controlla, come dice Randazzo, anche in via di emergenza. Invece una situazione per cui i servizi affidati così, all'impresa che conosco, con un costo di 5 miliardi, può anche andar bene se si tratta di superare una emergenza per un anno, ma se poi gli anni diventano due, cinque, se la situazione viene prorogata a tempo indeterminato, va male. E le cose che vanno male non è che noi dell'opposizione non ve le dobbiamo dire. Non è che se approvate queste cose a mezzanotte, all'ora dei pipistrelli, noi sospendiamo ogni valutazione politica. La valutazione politica vale sempre e quindi questo articolato così come è formulato, noi riteniamo debba essere rinviato all'esame della Commissione che lo istruisca e lo riporti in Aula, ordinato, precisato e con le spiegazioni che a noi deve dare non Tunis, che non ci rappresenta nulla, i quesiti noi li abbiamo posti alla Giunta perché è la Giunta che ha presentato il disegno di legge, è la Giunta che ha presentato qui i due emendamenti che sostituiscono interamente il testo approvato dalla Commissione e Fabrizio Marco Tunis non c'entra proprio niente.
PRESIDENTE. Io ho ancora cinque iscritti a parlare.
SANNA EMANUELE (D.S.). C'era una proposta di andare a domani.
PRESIDENTE. Io chiedo scusa, colleghi; se la proposta dell'onorevole Cugini verrà respinta dall'Aula noi proseguiremo fino alle tre del mattino, e interverrete tutti nell'ordine nel quale vi siete iscritti a parlare.
DEIANA (I DEMOCRATICI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Deiana, mi scusi, dobbiamo decidere in ordine alla proposta avanzata dall'onorevole Cugini. L'onorevole Cugini ha proposto, riassumendo, di convocare la Commissione domani mattina per le ore 9.00 insieme all'Assessore per chiarire tutti quegli aspetti dei quali stiamo malamente discutendo in Aula, se c'è qualcuno che chiede di parlare contro questa proposta lo può fare. Onorevole Deiana, vuol parlare contro o a favore?
DEIANA (I DEMOCRATICI). A favore.
PRESIDENTE. A favore ha già parlato Cugini.
SANNA EMANUELE (D.S.). Anche il Presidente della Commissione ha parlato a favore.
PRESIDENTE. Anche il Presidente della Commissione. Qualcuno vuole parlare contro questa proposta? Nessuno.
Metto in votazione la proposta dell'onorevole Cugini. Chi l'approva alzi la mano.
(E` approvata)
L'Aula ha accolto la proposta dell'onorevole Cugini, la seduta di stasera è chiusa, la Commissione è convocata domani alle ore 9.00, il Consiglio alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 23 e 27.
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