Seduta n.147 del 30/11/2005 

CXLVII

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 30 Novembre 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

della Vicepresidente LOMBARDO

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 30.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 23 novembre 2005, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giommaria Uggias ha chiesto congedo per il 30 novembre 2005. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sul trasferimento dei crediti da Banca CIS ad altre società". (135)

"Interpellanza BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sulla utilità per la Regione autonoma della Sardegna di prevedere nei propri organici la figura del laureato in gestione e protezione della fauna selvatica". (136)

"Interpellanza BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sulla ventilata chiusura di alcune sedi del Banco di Sardegna". (137)

PRESIDENTE. Colleghi, procediamo secondo l'ordine del giorno. Come comunicato nella seduta di ieri, dobbiamo procedere alla elezione di venti componenti della Commissione per le pari opportunità e di un componente del CORERAT. Ieri abbiamo anche concordato di discutere la proposta di legge numero 62/A sui pericoli derivanti dall'amianto.

Poiché dobbiamo procedere a votazioni, propongo dieci minuti di sospensione, secondo il disposto dell'articolo 91, comma 3, del Regolamento, di modo che possiamo essere tutti in aula alla ripresa dei lavori. La seduta è sospesa sino alle ore 10 e 43,

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 33, viene ripresa alle ore 10 e 43.)

Elezione di un componente del CORERAT

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un componente del Comitato Regionale per il servizio radio televisivo previsto dalla legge regionale 24 febbraio 1994, numero 7, in sostituzione di Alessandro Aramu, dimissionario.

Il componente da eleggere dovrà essere scelto fra esperti di comunicazione, informazione e produzione radiotelevisiva. Il curriculum presentato dall'unico candidato è stato distribuito ai singoli consiglieri.

Ogni consigliere dovrà scrivere sulla scheda un nome, risulterà eletto chi al primo scrutinio conseguirà il maggior numero di voti.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta per schede per l'elezione di un componente del CORERAT. Prego i Segretari Manca e Murgioni di procedere all'appello.

MANCA e MURGIONI, Segretari, procedono all'appello.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 73

Votanti 72

Astenuti 1

Schede bianche 29

Schede nulle 4

Ha ottenuto voti: MADEDDU Davide, 39.

Viene proclamato eletto: MADEDDU Davide.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SECCI - SERRA - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Approvazioni di estratti di processi verbali

PRESIDENTE. Prima di procedere all'elezione dei componenti della Commissione per le pari opportunità, dobbiamo approvare gli estratti dei verbali delle sedute nelle quali è stata approvata la mozione numero 57 per la richiesta del referendum sulla "legge di devolution". Si tratta degli estratti del processo verbale 144 della seduta pomeridiana del 24 novembre 2005 e del processo verbale 146 della seduta pomeridiana del 29 novembre 2005.

(Segue lettura degli estratti dei processi verbali)

PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, gli estratti dei processi verbali si intendono approvati.

Elezione di venti donne nella Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne.

PRESIDENTE. Il Consiglio deve procedere, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 13 giugno 1989, numero 39, all'elezione di venti donne quali componenti della Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne.

Tale norma prevede che l'elezione avvenga con voto limitato fra coloro che abbiano maturato riconosciute esperienze di carattere scientifico, culturale, professionale, economico e politico sulla condizione femminile nei suoi vari aspetti. Ciascun consigliere potrà pertanto esprimere una sola preferenza e risulteranno eletti i venti nominativi più votati. A parità di voti risulterà eletto il più anziano di età.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta per l'elezione di venti componenti della Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne.

Prego i Segretari Manca e Murgioni di procedere all'appello.

MANCA e MURGIONI, Segretari, procedono all'appello.

(Segue la votazione)

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

Presenti 77

Votanti 77

Hanno ottenuto voti: DELOGU Maria, 4; LOI Loredana, 4; MURRU Rosaria, 4; CANU Daniela, 4; LAI Valeria, 4; CARDIA Daniela, 4; CANCELLIERI Carla, 4; VENTRONI Vania, 4; CANU Verdiana, 4; SANTANDREA Giulia, 4; VACCA Laura, 4; COSSU Antonietta, 4; PINTUS Giuliana, 4; PORTOGHESE Maria Teresa, 3; FENU Maria Francesca, 3; SOI Virginia, 3; PILI Elisabetta, 3; SALIS Rina, 3; MORO Laura, 3; CHESSA Pierina, 3; CASULA Silvana, 3; CONGIU Silvana, 1.

Sono risultate elette: DELOGU Maria, LOI Loredana, MURRU Rosaria, CANU Daniela, LAI Valeria, CARDIA Daniela, CANCELLIERI Carla, VENTRONI Vania, CANU Verdiana, SANTANDREA Giulia, VACCA Laura, COSSU Antonietta, PINTUS Giuliana, PORTOGHESE Maria Teresa, FENU Maria Francesca, SOI Virginia, SALIS Rina, MORO Laura, CHESSA Pierina, CASULA Silvana.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.

Discussione generale della proposta di legge Sanna Alberto - Marrocu - Biancu - Pinna - Licheri - Cachia - Balia - Addis - Calledda - Corda - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Barracciu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras: "Norme per l'approvazione del Piano regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" (62/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 62/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.

SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, arriva in Aula un provvedimento importante perché riguarda la salute di tutti noi. Si tratta di una proposta di legge, esitata dalla Quinta Commissione, col parere delle altre Commissioni consiliari, che recepisce le disposizioni comunitarie del 1990 - stiamo parlando cioè di quindici anni fa - che avevano vietato la produzione e commercializzazione di manufatti contenenti amianto. Il Parlamento italiano, nel 1992, ha varato la legge numero 257, che recepiva quelle disposizioni comunitarie, cui ha fatto seguito il D.P.R. 8 agosto 1994, che assegnava alle Regioni competenze specifiche in materia di bonifica e risanamento dei propri territori da materiali contenenti amianto. Praticamente tutte le Regioni italiane hanno provveduto a recepire le disposizioni comunitarie e nazionali.

Anche in questa materia noi, come Regione Sardegna, siamo buoni ultimi, insomma interveniamo con un forte ritardo. La disposizione ultima cui facciamo riferimento è il D.P.R. 8 agosto 1994, quindi rispetto a questo abbiamo circa undici anni di ritardo. Con questo intervento legislativo ci poniamo l'obiettivo di colmare un vuoto grave nella difesa della salute dei nostri concittadini sardi, un obiettivo ambizioso, importante, al quale non possiamo certamente rinunciare.

Voglio fare riferimento a una patologia ampiamente conosciuta dovuta, come è stato scientificamente provato, alla inalazione di polveri contenenti amianto, perché l'amianto è pericoloso quando si presenta allo stato friabile, sotto forma di piccolissime particelle che poi respiriamo. La patologia di cui sto parlando è il mesotelioma pleurico, che è praticamente il tumore della pleura, purtroppo diffuso e conosciuto... Scusatemi, con questo chiacchiericcio non riesco a svolgere l'intervento.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, l'onorevole Sanna ha ragione, questo brusio è veramente fastidioso. Chi vuole conversare è pregato di uscire dall'aula, grazie. Prego, onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Voglio richiamare, a mo' di esempio, questa patologia che è emblematica ed è tra l'altro la più conosciuta e scientificamente definita, perché è quella che ci dà maggiormente la misura dell'impatto che ha l'amianto sulla salute di tutti noi. L'Istituto Superiore di Sanità ha diffuso dei dati sulla mortalità da mesotelioma estremamente significativi: nel 1988, in Italia, sono stati accertati 375 decessi, ma c'è da dire che non tutti i decessi dovuti a questa patologia vengono accertati; dal 1988 al 1994 c'è stata una crescita esponenziale di questo fenomeno, in particolare nel 1994 si sono registrati 998 decessi, praticamente a distanza di sei anni il numero dei decessi è triplicato. Dal 1988 al 1994 complessivamente in Italia ci sono stati 6.000 decessi e purtroppo la Sardegna è in linea con questo dato sia in termini assoluti, sia in percentuale: 120 decessi nello stesso arco temporale, con un tasso annuo di mortalità di 1,23 decessi per ogni 100 mila abitanti.

Ho richiamato la patologia del mesotelioma perché è la più significativa, però ci sono diverse altre patologie, direi non tutte accertate e definite, anch'esse estremamente preoccupanti. Perché vi è una crescita esponenziale dei casi di mesotelioma? Perché questa malattia ha un lunghissimo periodo di incubazione, che va dai venti ai trent'anni, quindi vi sono seri motivi, e i dati che ho citato lo stanno a testimoniare, per ritenere che negli anni a venire per un certo lasso di tempo i casi di mesotelioma tenderanno ad aumentare in misura estremamente preoccupante. E' chiaro che noi abbiamo la responsabilità politica e morale di intervenire perché questo pericolo per la salute di tutti noi sia adeguatamente combattuto e superato.

Cosa prevede la proposta di legge numero 62/A? In attuazione degli obiettivi della legge quadro nazionale numero 257, prevede che la Regione si doti di un piano regionale per bonificare e risanare sia i siti privati sia i siti pubblici dove c'è presenza di amianto. Voglio ricordare che in quasi tutte le nostre abitazioni ci sono parti e materiali che contengono amianto: dai contenitori dell'acqua ai tetti in eternit, alle coibentazioni e così via. Anche nei treni vi sono parti importanti contenenti amianto, così pure nelle scuole, negli ospedali, in tantissimi luoghi di pubblico utilizzo vi è presenza di questo materiale. Il piano regionale prevede un censimento accurato, da parte dei Comuni, delle Unità sanitarie locali e delle Province, da cui scaturisca la reale entità del fenomeno e la sua pericolosità. Ripeto, la pericolosità nasce soprattutto dallo stato friabile dell'amianto. Quindi il piano regionale prevede prima di tutto un censimento, ed è chiaro che una volta che si conoscerà l'entità del fenomeno bisognerà predisporre le misure necessarie per intervenire nei tempi e nei modi dovuti. Voglio ricordare che la Commissione ha lavorato in un clima unitario estremamente costruttivo, in cui maggioranza e minoranza hanno dato il loro contributo fattivo.

La proposta di legge in discussione prevede la predisposizione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, articolato in otto piani provinciali, che coinvolgono i Comuni e le Aziende sanitarie locali. E' chiaro che il livello regionale del piano è il momento di sintesi delle articolazioni territoriali.

Cosa prevede ancora la proposta legge? Prevede sostanzialmente due azioni finalizzate alla bonifica e al risanamento del territorio, una delle quali è rivolta a enti pubblici, province, comuni, enti regionali, consorzi di bonifica. A proposito dei consorzi di bonifica, ricordo che le canalette che sono distribuite nei territori interessati dalle bonifiche e dai sistemi irrigui sono prevalentemente realizzate con materiali contenenti amianto e sono disperse nel territorio in modo indiscriminato.

La prima azione, dicevo, è rivolta agli enti pubblici o che svolgono funzioni pubbliche o di interesse generale, a cui assegna un contributo del 100 per cento della spesa ammessa a finanziamento per interventi di bonifica su tutti i siti di loro competenza. La seconda azione, molto importante, è rivolta ai privati. Attualmente i costi per bonificare le singole abitazioni dall'amianto sono piuttosto elevati, quindi prevediamo un'azione importante rivolta ai cittadini che sono interessati a rimuovere l'eternit o altro materiale contenente amianto presente nella loro abitazione, per la difesa della salute dei loro familiari e di tutti, perché poi le particelle di amianto si propagano nell'atmosfera e le respiriamo tutti. E' previsto un sostegno finanziario per gli interventi di bonifica che ciascun cittadino riterrà di effettuare nella propria abitazione, con un abbattimento fino al 60 per cento dei costi. Si tratta di una misura estremamente importante che non può non incentivare tutti i cittadini a intervenire in questo senso. Debbo dire che questa è una legge molto attesa, anche perché riguarda un problema di cui ci stiamo occupando sin dalla scorsa legislatura. E in tutti questi anni io ho riscontrato moltissimo interesse in tutti i territori della Sardegna, perché, ripeto, si tratta di un problema che riguarda l'intera comunità regionale.

La proposta di legge prevede anche una Conferenza regionale annuale per fare il punto sullo stato di attuazione della legge. In quel momento si stabilirà se la legge risponde alle esigenze o se va adeguata, aggiornata e modificata.

Concludo la mia breve relazione, perché penso che la questione sia abbastanza conosciuta da tutti noi. Mi interessava richiamare questi punti fondamentali. Faccio solo due ultime considerazioni, la prima sulle risorse. Questo provvedimento ha avuto un lungo iter, è stato approvato circa otto mesi fa in Commissione ed è arrivato in Aula solo adesso perché non c'erano e non ci sono risorse nel bilancio regionale. Dopo un passaggio in tutte le Commissioni, il provvedimento è ritornato nella Commissione ambiente, dove è stato definitivamente esitato, ed è poi approdato in Aula. Le risorse (1 milione di euro) per la predisposizione del piano erano previste nell'ultimo articolo, l'articolo 10, ma mi è stato comunicato stamattina che queste risorse non ci sono più. Sarebbe stato un primo passo nella direzione giusta.

Su questi problemi vi è stato un confronto abbastanza importante tra la Commissione ambiente e l'Assessore del bilancio, che ha dato la sua disponibilità, dichiarata in diverse occasioni, a intervenire con la finanziaria del 2006, perché le risorse per nuovi oneri legislativi nel bilancio di quest'anno erano davvero insignificanti. Purtroppo le ristrettezze finanziarie della Regione le conosciamo tutti. La Commissione ha unitariamente presentato un emendamento che prevede che la legge trovi copertura nella finanziaria 2006. E' un impegno che il Consiglio assume con l'approvazione di questa norma. Siamo alla fine del 2005, le risorse non ci sono, e non avrebbe senso approvare la legge senza un impegno di questo genere.

Quindi la legge viene approvata con questo impegno, perché, ripeto, c'è la necessità di realizzare subito il piano di bonifica e risanamento del territorio della nostra regione, contemporaneamente però - dico contemporaneamente perché non c'è bisogno di aspettare l'approvazione del piano regionale - occorre finanziare le due azioni fondamentali previste dalla legge, quella che prevede il sostegno agli enti pubblici per bonificare dall'amianto scuole, ospedali e quant'altro è di loro competenza e quella volta a finanziare i privati per la bonifica delle proprie case. Queste due azioni possono andare avanti contemporaneamente alla predisposizione del piano regionale. Naturalmente, perché ciò avvenga, sono necessarie adeguate risorse. Noi riteniamo - e anche di questo abbiamo parlato con l'assessore Pigliaru - che questa legge possa essere collegata in modo organico a una misura del POR che riguarda proprio la prevenzione e la tutela dell'ambiente da materiali speciali e pericolosi.

Ringrazio, infine, sentitamente il Coordinamento dei lavoratori ex esposti, quei lavoratori cioè che per decine di anni hanno prestato la loro opera in aziende che producevano materiali contenenti amianto. A causa della esposizione all'amianto molti lavoratori purtroppo si sono ammalati e sono morti, altri hanno continuato la battaglia per la loro salute e per quella di tutti noi, mantenendo viva l'attenzione anche del mondo politico su un problema di così rilevante importanza per tutti. Li voglio ringraziare perché il loro contributo ci ha consentito di lavorare alla predisposizione di questa legge che darà alla comunità regionale uno strumento in più per tutelare la salute dei cittadini. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, più che fare un intervento voglio sollevare una sorta di pregiudiziale, perché mi sembra che ci troviamo per la prima volta davanti a un'iniziativa legislativa creativa, ma la fantasia sta andando oltre i limiti del consentito, posto che si propone all'esame e soprattutto all'approvazione del Consiglio regionale una legge priva di copertura finanziaria.

Penso che dobbiamo stare attenti a non creare un precedente, perché se approviamo una qualsiasi legge lasciando ad atti finanziari futuri la definizione della posta in bilancio, quindi promettendo il reperimento delle risorse, poiché il Consiglio è sovrano nel momento in cui approva il bilancio, la legge finanziaria così come tutti gli altri provvedimenti legislativi, rischiamo di essere vincolati sul piano morale, ma non certamente sul piano formale né politico, e di ingenerare aspettative che sono infondate.

Temo che questa iniziativa legislativa, alla fin fine, altro non sia che una proposizione di principi pure importanti per certi versi, ma per i quali il legislatore non può prescindere da quella che è la disponibilità finanziaria. Se non sappiamo di quante risorse disponiamo è inutile che ci poniamo alla stessa stregua di chi propone un ordine del giorno. In effetti, una normativa di questo genere avrebbe l'efficacia di un ordine del giorno o di una mozione.

Chiedo pertanto ai proponenti - umilmente, per carità, poi chi ha altre tesi le esponga pure - se non ritengano di sospendere l'esame di questa proposta di legge e di rinviare la stessa in Commissione per capire se ci sono le condizioni per indicare già da subito la copertura o per valutare esattamente che cosa si può promettere all'esterno. Non possiamo vendere tutto in previsione di scadenze elettorali. Sappiamo che questa normativa verrà attuata se saranno stanziate le necessarie risorse nella prossima finanziaria, che tra l'altro non è ancora arrivata in Consiglio, per cui non sappiamo con certezza che cosa possiamo fare. E' inutile invocare, coinvolgere l'universo mondo chiamandolo a responsabilità su un'iniziativa sicuramente importante, ma che non può essere, proprio perché l'argomento è troppo serio, oggetto di promesse senza sapere se le stesse potranno essere mantenute.

Pongo questa questione in termini pregiudiziali, e mi riservo di reintervenire.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, vorrei sapere se lei sta ponendo una questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 86 o se sta ponendo un quesito alla Presidenza. Se sta ponendo un quesito, le rispondo che la norma finanziaria c'è, così come il parere della Commissione finanze, se invece sta ponendo una questione pregiudiziale, ai sensi dell'articolo 86, comma 4, del Regolamento, si apre la discussione, in cui può intervenire un consigliere per Gruppo, per cinque minuti, dopo di che l'Assemblea si esprime con una votazione.

AMADU (U.D.C.). Presidente, non mi voglio attardare su questioni pregiudiziali o strettamente regolamentari. Sto ponendo una questione politica seria, chiedo cioè se ci sono le condizioni per approvare una legge che non ha copertura finanziaria. I colleghi, che sono legislatori seri e capaci, si pronuncino in merito.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 12 e 16.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 58.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'eccezione sollevata dall'onorevole Amadu è in corso di predisposizione un emendamento sulla copertura finanziaria. Nel frattempo, abbiamo trascorso una parte della mattinata, che avremmo dovuto dedicare alla discussione, che si riteneva rapida, di questo provvedimento, nel tentativo di risolvere una questione pregiudiziale.

Poiché vi sono otto iscritti a parlare, penso che non sia utile iniziare adesso la discussione generale, lasciando qualche preoccupazione per quanto attiene alla copertura finanziaria. A questo punto ritengo più conveniente sospendere la discussione di questa proposta di legge e riconvocare il Consiglio per martedì alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 13.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sul trasferimento dei crediti da Banca CIS ad altre società.

I sottoscritti,

premesso che:

- nel 1998 viene costituita Intesa Gestioni Crediti Spa (IGC), società iscritta all'albo delle banche con capitale sociale interamente detenuto da Banca Intesa, con lo scopo di recuperare i crediti in sofferenza delle banche del gruppo (Cariplo, Carime, Comit, ecc.);

- per il raggiungimento dello scopo sociale Banca Intesa Spa acquisisce - e poi trasferisce a Intesa Gestioni Spa - circa seicento dipendenti volontariamente confluiti ed originariamente allocati nelle diverse banche del gruppo;

- nell'anno 2001 Banca CIS cede ad Intesa Gestioni Credito Spa, oltre a 14 dipendenti che operano nell'ufficio contenzioso, il ramo d'azienda che si occupa dell'attività di recupero crediti;

- la cessione del ramo d'azienda da parte di Banca CIS a favore di IGC comporta anche il trasferimento di crediti in sofferenza pari a circa 1.200 miliardi di vecchie lire, ed imputabili a circa 2000 aziende, principalmente sarde;

- il valore originario dei crediti ceduti da Banca CIS ed IGC viene svalutato di circa l'80%;

- Banca CIS, oltre alla cessione dei crediti sopra richiamati, affida in gestione ad IGC anche 170 milioni di euro di crediti della Regione autonoma della Sardegna, gestiti sulla base di leggi regionali e di convenzioni e per i quali mantiene la titolarità dei rapporti nei confronti della Regione;

- la Regione Sardegna, nonostante l'avvenuto passaggio di gestione, non può ovviamente riconoscere interlocutori diversi da Banca CIS in virtù di un rapporto di mandato contrattualizzato, strettamente fiduciario, legato ad una banca regionale della quale la stessa Regione detiene una quota azionaria consistente. La RAS paga il costo del servizio a Banca CIS che, a sua volta, trasferisce le commissioni ad IGC;

- nel mese di maggio del corrente anno Banca Intesa informa i sindacati che IGC trasferirà le attività di gestione delle sofferenze (l'81% dell'attività complessiva svolta da IGC) ad una nuova società, la Castello Gestione Crediti Srl;

- la Castello Gestione Crediti Srl, da informazioni fornite da Banca Intesa, detentrice sino a dicembre dell'intero pacchetto azionario che verrà poi trasferito ad una società terza, partecipata in consorzio da Merril Lynch e Fortress per l'81%, non è una azienda bancaria, ma una società veicolo a cui Banca Intesa ha ceduto un pacchetto di propri crediti in sofferenza per un valore lordo di 9 miliardi di euro;

- una ulteriore circostanza aggravante è costituita dal fatto che l'acquirente finale della Castello Gestione Crediti Srl non sarà neanche Merril Lynch o Fortress, ma una società terza della quale però si ignorano natura, progetti, piani industriali ed area contrattuale, e che dovrà provvedere alla cartolarizzazione dei crediti;

tutto ciò premesso, è necessario considerare, peraltro, come risulta da una interrogazione presentata alla Camera dall'On. Violante:

- una operazione con passaggi così complessi potrebbe dissimulare, a fronte della conclamata esigenza di "miglioramento della qualità dell'attivo", la volontà di escludere dal contratto del credito circa 600 lavoratori, 14 dei quali operavano, prima del passaggio ad IGC, nel vecchio ufficio contenzioso di Banca CIS;

- una tale procedura appare di dubbia legittimità alla luce della giurisprudenza comunitaria, vista anche la sentenza della Corte di Giustizia della Comunità europea (VI sezione, 24 gennaio 2002, C51/00) che ha affermato che, benché il trasferimento del contratto di lavoro si imponga sia per il datore di lavoro sia per il lavoratore, è in ogni caso fatta salva la facoltà per quest'ultimo di rifiutare che il suo contratto di lavoro sia trasferito al cessionario (vedi sentenza 16 dicembre 1992, cause riunite C132/91, C138/91, C139/91);

nello specifico, e per quanto specificatamente attiene all'interesse della Regione autonoma Sarda, ha rilevato:

- i crediti ceduti dal CIS si riferiscono a migliaia di aziende sarde che operano nel settore industriale, artigianale e commerciale che subiscono spesso una situazione di momentanea difficoltà e la cui esistenza rischia di essere definitivamente compromessa da questa operazione;

- la società alla quale vengono trasferiti i crediti in sofferenza da parte di Banca CIS ha come unico obbiettivo quello di massimizzare i profitti, e non certo quello di accompagnare le aziende sarde nel processo di crescita, alleviando e aiutandole a superare anche situazioni di momentanea difficoltà;

- la nuova società che acquisisce i crediti in sofferenza di Banca CIS non è oggetto di alcun tipo di controllo o indirizzo, decide modalità, tempi e le aziende nei confronti delle quali avviare le procedure esecutive, col rischio che consistenti patrimoni immobiliari, spesso sensibili perché interessano anche il comparto turistico, originariamente offerti dalle aziende ora in sofferenza a garanzia dei crediti ottenuti, anche per la prevista operazione di cartolarizzazione dei crediti, siano oggetto di una colossale operazione di redistribuzione;

verificato che già Intesa Gestione Crediti non ha svolto in forma pienamente "adeguata" il proprio compito, oltre che per la duplicazione dei passaggi autorizzativi, anche per le difficoltà ad assorbire le problematiche connesse per una società che nasce con una accentuata vocazione commerciale;

evidenziato che il successivo trasferimento dei crediti della Regione autonoma della Sardegna gestiti da Banca CIS ad altra società con sedi operative situate in continente e con vocazione aziendale difficilmente conciliabile con quella necessaria alla gestione di crediti collegati ad investimenti di aziende di medie e piccole dimensioni, sostenute da fondi pubblici, con vincoli di destinazioni d'uso, è quantomeno difficile da armonizzare con lo spirito che ha animato il legislatore regionale quando ha previsto modelli e forme di incentivazione per lo sviluppo dell'impresa e del lavoro in Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e l'Assessore dell'industria per sapere se:

1) ritengano opportuno ed utile avviare una riflessione che porti la Regione a farsi promotrice di un confronto con Banca Intesa e Banca CIS affinché quest'ultima gestisca direttamente i crediti regionali di sua competenza, evitando quelle forme di triangolazioni ostative per una gestione armonica e che introduce ulteriori elementi di caducità nel sistema economico isolano;

2) ritengano necessario avviare una riflessione sull'intera gestione delle "sofferenze" e sul ruolo complessivo di Banca CIS anche in vista di scelte strategiche future che comportano un ragionamento anche in relazione alla partecipazione della Regione al capitale di Banca CIS;

3) sia utile, infine, verificare, per quanto di pubblico interesse, al fine di tutelare i livelli occupazionali, la conformità delle operazioni di trasferimento o cessione d'azienda alla normativa comunitaria in materia. (135)

INTERPELLANZA BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sulla utilità per la Regione autonoma della Sardegna di prevedere nei propri organici la figura del laureato in gestione e protezione della fauna selvatica.

I sottoscritti,

premesso che la direttiva regionale sulla gestione delle oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura e delle zone di ripopolamento prevede le procedure per le attività di immissione e di cattura della fauna selvatica e che in un allegato alla deliberazione n. 21/61 del 16 luglio 2003 viene specificato che le attività suddette devono essere svolte sotto la direzione di un tecnico faunistico;

considerato che la normativa in vigore definisce tecnico faunistico il laureato in scienze naturali, scienze biologiche, scienze ambientali o laurea equipollente, con specifiche competenze in gestione della fauna selvatica acquisite nel corso della tesi di laurea e durante la frequenza di specifici corsi di master o di specializzazione organizzati a livello post universitario, dotato di esperienze professionali documentabili di almeno due anni nel settore;

verificato che, alla luce della richiamata direttiva, si ritiene utile l'impiego di queste nuove professionalità per garantire una seria gestione faunistica mirata alla conservazione della biodiversità animale e del loro habitat;

assunto che il futuro del nostro territorio si fonda prevalentemente sulla conservazione dell'ambiente e sullo sviluppo di attività ecosostenibili;

richiamata l'esigenza di garantire sul territorio la presenza di tecnici capaci di operare per il rispetto dell'equilibrio ambientale attraverso una seria gestione faunistica e lo sviluppo di una zootecnia di qualità,

chiedono di interpellare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma per sapere se ritenga opportuno, nei programmi di rinnovo degli organici e nella predisposizione dei progetti nell'ambito della gestione faunistica e nell'ottica di istituzione di una rete di aree protette, prevedere anche la figura professionale del laureato in gestione e protezione della fauna selvatica. (136)

INTERPELLANZA BALIA - MANINCHEDDA - MASIA - SALIS - SERRA, sulla ventilata chiusura di alcune sedi del Banco di Sardegna.

I sottoscritti,

premesso che gli amministratori del Banco di Sardegna paiono fortemente intenzionati a chiudere alcuni dei loro sportelli in funzione in piccoli paesi della Sardegna e che, nello specifico, sembra abbiano maturato la determinazione di una rapida "serrata" delle sedi di Talana ed Urzulei;

considerato che uno degli elementi d'orgoglio del Banco risiede nel fatto che "si pubblicizzava" come "la banca dei Sardi" anche e soprattutto in virtù della diffusione territoriale attraverso gli sportelli di credito agrario che, presenti in forma capillare, riuscivano ad intessere un dialogo costante con i singoli cittadini ed a costruire rapporti che superavano quelli meramente burocratici tipici delle strutture bancarie;

assunto che la presenza capillare del Banco ha certamente introdotto elementi di modernità in luoghi poco popolati e con sistemi di comunicazione inadeguati;

accertato che il Banco ha spesso rivendicato, anche a proprio merito, le migliorate condizioni economiche dei cittadini dei territori più disagiati;

verificato che in quasi tutti i piccoli centri il Banco di Sardegna, attraverso i suoi sportelli, è l'unica struttura di gestione del credito presente;

visto che i paesi dove il Banco di Sardegna minaccia la chiusura sono quasi sempre coincidenti con quelli dove altre amministrazioni pubbliche propendono per azioni analoghe, col rischio di incentivare la povertà e l'isolamento;

appurato che, nello specifico dei centri di Talana ed Urzulei, così come per quasi tutti i piccoli paesi, le rispettive amministrazioni comunali hanno come tesoriere di riferimento proprio il Banco di Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:

1) se siano a conoscenza del rischio di chiusura di alcuni sportelli del Banco di Sardegna dislocati nei centri spesso marginali dell'Isola e se abbiano valutato i conseguenti sacrifici a cui sarebbero sottoposti cittadini che hanno il coraggio di vivere in centri fortemente disagiati;

2) quali urgenti iniziative intendano assumere nei confronti della dirigenza del Banco onde scongiurare i rischi prima richiamati. (137)