Seduta n.326 del 18/03/2003
CCCXXVI SEDUTA
Martedì 18 Marzo 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'11 marzo 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Capelli, Nazareno Pacifico e Pier Sandro Scano hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 18 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposte di leggePRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dal consigliere ONIDA:
"Disciplina regionale delle attività cinematografiche". (425)
(Pervenuta l'11 marzo 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri FANTOLA - VARGIU - CASSANO - PISANO:
"Intervento a sostegno degli orti botanici". (426)
(Pervenuta il 12 marzo 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione delle tenute agricole di Surigheddu-Alghero. (602)
Interrogazione CORDA - LIORI - LOCCI - PILO - LICANDRO - CARLONI - MILIA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari. (603)
Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata ripresa dell'attività produttiva delle aziende agrarie di Surigheddu e Mamuntanas, in agro di Alghero, dovuta ai gravissimi ritardi e all'immobilismo dell'Amministrazione regionale. (604)
Interrogazione GIAGU - GRANELLA - FADDA - BIANCU - DORE - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di assegnazione dei fondi aggiuntivi ai PIA del Meilogu. (605)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della Legge 11 gennaio 1996, n. 23, "Norme per l'edilizia scolastica", in favore del Convitto nazionale "Canopoleno" Sassari. (606)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interpellanza PACIFICO - DETTORI sulla gravissima situazione in cui si trova la clinica di neurologia dell'Ospedale San Giovanni di Dio a Cagliari. (336)
Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS sul provvedimento arbitrario e intimidatorio del Governo a seguito dell'esposizione della bandiera della pace nei pubblici edifici. (337)
Interpellanza DORE - GRANELLA sulla vicenda delle nomine alla presidenza del CASIC e dell'Autorità portuale di Cagliari. (338)
Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sugli aborti e sulle nati mortalità negli ovini in Sardegna. (339)
Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sul rischio di un disastro ecologico in conseguenza del progetto di realizzazione di un grande dissalatore nell'area del parco naturale regionale Molentargius-saline. (340)
Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sulla manipolazione del virus della "blue tongue". (341)
Interpellanza SANNA Alberto - SANNA Emanuele - DEMURU - MARROCU sugli effetti collaterali e sui danni economici causati alle aziende zootecniche dalla vaccinazione dei bovini, bufalini, ovini e caprini per combattere il virus della "blue tongue" in Sardegna. (342)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Siamo all'articolo 7 ed esattamente all'emendamento 116, in merito al quale è stato presentato l'emendamento numero 727, riassuntivo degli emendamenti 116 e 548. E' un emendamento all'articolo 10, che discuteremo più avanti, e poiché è firmato da maggioranza e opposizione ritengo, mi pare naturale, che ci sia un accordo, quindi in tal senso ne faccio dare lettura perché si conosca e verrà distribuita la copia. Quindi al posto degli emendamenti 116 e 548 voteremo questo nuovo emendamento.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo di sintesi degli emendamenti numero 116 e 548 Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Dore - Biancu - Granella - Giagu - Capelli - Cappai - Randazzo
Dopo l'articolo 7 è inserito il seguente articolo:
7 bis
1. L'amministrazione regionale provvede annualmente ad effettuare una revisione della consistenza dei residui attivi e passivi del Bilancio.
I residui passivi che, a seguito della revisione, vengono eliminati per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i quali furono assunti i relativi impegni, sono disimpegnati e le somme così rese disponibili, costituiscono economie di bilancio e non possono essere riutilizzate.
2. I residui di stanziamento, la cui conservazione discenda da norme emanate in deroga al disposto di cui all'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003, costituiscono economie di bilancio.
3. Le disposizioni di cui sopra non si applicano alle economie accertate alla chiusura dell'esercizio 2002 sullo stato di previsione dell'Assessorato dell'Agricoltura, anche a seguito dell'attuazione delle procedure di revisione di cui all'articolo 10, comma 4, della L.R. 7/2002. Dette economie vengono riprogrammate nello stesso stato di previsione e per gli interventi previsti dalla legge regionale n. 21 del 14.11.2000. (727)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, riprendere a parlare come primo oratore non è facile, non è facile mai parlare in Consiglio per chi ha responsabilità, però riprendere come primo oratore il martedì mattina è cosa abbastanza complicata.
SANNA EMANUELE (D.S.). Dipende da quello che si dice!
SECCI (La Margherita-D.L.). Quello è anche peggio! Io mi ero iscritto a parlare alla fine dei lavori della settimana scorsa perché, trattando la materia dell'articolo 7 e degli emendamenti ad esso collegati, mi sembra doveroso ricordare alla Giunta e alla maggioranza che ancora una volta si presenta al Consiglio, con la manovra finanziaria, una serie di modifiche all'articolo 11, che peraltro non sono contenute soltanto in questo articolo, ma anche in qualcun altro. E si presentano delle modifiche all'articolo 11 abbastanza sostanziali, abbastanza importanti mancando di tener conto che la legge 11, la legge sulla contabilità della Regione, è una legge articolata, complessa, che ha avuto varie modifiche e che è stata modificata alla fine degli anni novanta con un testo organico presentato dall'allora Assessore della programmazione, onorevole Scano, e che teneva conto di tutta una serie di esigenze della legislazione rinnovata. Nel 2000 si è presentato un articolo di variazione alla legge 11; nel 2001, dove c'era il testo con i maxicommi, insomma, si sono presentati emendamenti, correzioni alla legge 11 su tre commi dell'articolo 1; nella finanziaria del 2002 si sono presentate variazioni alla 11 nell'articolo 5 e nell'articolo 10. Ci siamo chiesti in Commissione, l'abbiamo anche detto all'Assessore, è stato sostenuto nelle discussioni che sono state fatte la settimana scorsa qua dentro, se non sia più opportuno che modifiche così sostanziali, come per esempio l'eliminazione del bilancio di cassa, che è stato introdotto, tra l'altro, pochi anni fa, non siano da inquadrare in una revisione complessiva della materia di contabilità e di norme che regolano la stessa per la Regione e non sia, quindi, opportuno che questi aspetti trattati vengano stralciati dalla legge finanziaria e riportati più ordinatamente all'interno di un disegno di legge che la Giunta possa predisporre e presentare alla Commissione bilancio perché lo esamini e lo discuta in un contesto più ordinato.
Però, assieme a queste considerazioni, mi piace anche inquadrare l'articolo 7 e le norme che vi sono contenute nel quadro più generale della manovra finanziaria che è sconnessa, che è disarticolata, che sembra occasionale. Cioè, si pone un problema, si pone al sistema burocratico, si pone al sistema di governo un problema e questo problema viene collocato all'interno della legge finanziaria senza tener conto di nulla. In questo articolo ci sono esempi, per esempio per quanto riguarda il comma primo, dove si parla di cosa compete alla ragioneria sulla verifica dell'impegno e della legittimità dello stesso. Se vi ricordate, ci fu su questa materia una lunga discussione in Consiglio regionale all'atto della modifica della legge 11 del [S1] 1997, forse 1998, perché appunto c'era un problema che era stato evidenziato in più di una occasione, e cioè che nonostante il sistema regionale procedesse con velocità nei pagamenti, poi una serie di adempimenti che rendevano farraginosa la procedura per la Ragioneria impediva in pratica, o riduceva la velocità della spesa. E la formulazione che fu trovata fu trovata appunto per consentire alla Ragioneria di avere la responsabilità di non commettere atti illegittimi, ma neppure la responsabilità di atti i cui contenuti erano nella responsabilità di altri rami dell'amministrazione.
Dicevo, quindi, che mi sembra di poter affermare che questo articolo si inserisce organicamente nella sconnessione della manovra finanziaria. E allora, così come è stato fatto da molti colleghi della opposizione, e così come mi sembra non si voglia sentire da parte della maggioranza, che continua a tenere invece, soprattutto attraverso il presidente Balletto, ma mi sembra anche il Presidente della Giunta, una linea di mantenimento della impostazione della legge finanziaria. Mi sembra invece importante e fondamentale che si prenda atto finalmente, Presidente, assessore Masala, collega Balletto, che la legge finanziaria, così come è impostata non si regge; non si regge perché ha una serie di norme intruse che non c'entrano nulla con la materia che si deve trattare; non si regge perché è piena di particolarismi che non possono, messi assieme, rendere compatta una maggioranza perché si vede che continuamente sfarfalla, si sfilaccia, non risponde e quant'altro. E allora perché non dare risposta a quella domanda insistente che stiamo facendo tutti, che si pulisca la finanziaria, che la si renda snella, che si introduca al suo interno soltanto quello che di essa deve far parte, che si dia risposta a quei tre o quattro punti fondamentali che non sono esigenza soltanto della opposizione, perché parlare di ristorare le amministrazioni locali dei fondi che sono stati ridotti, o incrementare i fondi per gli enti locali, perché è necessario, perché lo richiede la gente, lo richiedono i sindaci, non di centrosinistra, ma anche di centrodestra, tutti i sindaci della Sardegna hanno chiesto unanimemente, per non parlare dell'ANCI, che sembra governata dal centrosinistra. Io mi ricordo una riunione convocata dal sindaco di Cagliari, con trenta, quaranta sindaci del territorio, che chiedeva esattamente le stesse cose. Non ho mai capito perché il sindaco di Cagliari si sia servito di quello strumento per parlare della finanziaria e non si sia invece collegato con gli organi istituzionali dell'ANCI, ma tanto vale. Comunque questo diceva. Non ho capito perché non si voglia dare risposta, e lo stiamo chiedendo noi, ma lo stanno chiedendo tutti i settori importanti e fondamentali dell'economia della Sardegna, dalla Confindustria alle associazioni degli artigiani, alle associazioni dei commercianti. Perché non si danno risposte nel sistema di sostegno alle imprese? Perché non si dà risposta - e l'abbiamo sostenuto in Commissione, con mille argomentazioni, condivise peraltro, anche in questo caso, da moltissimi amministratori del centrodestra - al problema del rifinanziamento del piano straordinario per il lavoro? Perché permangono le condizioni di gravità che richiedono interventi aggiuntivi rispetto a quelle che sono le risorse ordinarie assegnate.
Ecco, mi sembra, per concludere, presidente Pili, assessore Masala, che se ci fosse la disponibilità a perseguire questi obiettivi, che sono obiettivi di tutti, di certo noi li stiamo ponendo in maniera più sostenuta, più vivace probabilmente, più argomentata, almeno per numero ma anche per contenuti visto che i nostri colleghi della maggioranza all'esercizio della parola in dialettica democratica sono poco abituati e quando ci degnano della loro eloquenza ci dicono che siamo incapaci di fare proposte. Il collega Balletto, tutte le volte che apre i suoi interventi dice che negli emendamenti presentati dall'opposizione non ci sono proposte. Anche quando l'emendamento ha una sola riga, perché dice che l'articolo o il comma è abrogato, mi sembra che colleghi esimi abbiano rappresentato qui le ragioni per cui queste cose vengono rappresentate e sostenute. E allora se non si condivide che si argomenti con altrettante parole, con altrettanti ragionamenti, per convincerci magari che stiamo sbagliando, ed è anche possibile, però non è possibile dirci continuamente, e potrebbe qualche volta anche sembrare un insulto, che non abbiamo argomenti da trattare. Ripeto, l'ho detto mi sembra in un'altra circostanza in Consiglio, che in Commissione abbiamo parlato noi per il 95 per cento del tempo e la Commissione bilancio non ci ha messo poco a esaminare la manovra finanziaria. Abbiamo visto le relazioni presentate nelle Commissioni di merito da tutti i commissari dove alle parole "si approva la manovra finanziaria" poi seguivano pagine e pagine di argomenti che in qualche maniera criticavano la manovra stessa. E allora, se ci sono queste condizioni di criticità della manovra, perché non accettare un dialogo in quest'aula, non da chissà quale parte, in quest'aula, un dialogo che consenta di portare la manovra finanziaria veramente snella per il bene della Sardegna e di correggere quegli errori macroscopici che sono stati da tutti denunciati e che solo il Presidente della Giunta, l'Assessore della programmazione, la Giunta e la maggioranza non vogliono invece vedere?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, il collega Secci giustamente ha aperto i lavori di questa settimana con delle considerazioni di natura tecnica e anche di natura politica che dovrebbero essere utili per l'insieme dell'Assemblea e per aprire un confronto in aula, che la settimana passata è stato più volte proposto e che non è stato invece accolto dai colleghi della maggioranza. Ed essendo oggi la prima giornata della settimana è giusto, come ha fatto il collega Secci, richiamarli per cercare di riproporre un metodo che - per dire la verità - era stato inizialmente indicato dal collega Floris, però non ha avuto buon fine perché all'interno della maggioranza, con le indicazioni che noi abbiamo considerato costruttive, non hanno trovato riferimento. Però, il fatto che al momento non abbiano trovato riferimento, non vuol dire che non fossero giuste, perché proprio adesso è stata sottolineata l'esigenza di correggere la finanziaria, di correggerla nel segno che viene proposto da chi poi sarà chiamato ad utilizzare lo strumento finanziario nel governo dell'economia della nostra Regione e nel governo degli enti locali, e non si comprende perché ad una proposta articolata per punti che vuole caratterizzare l'uso della risorsa pubblica a sostegno del sistema Sardegna, da parte della maggioranza si fa qualche dichiarazione di disponibilità e non si va oltre la semplice disponibilità.
Addirittura, il collega Murgia di Alleanza Nazionale ha sostenuto la tesi, venerdì, che il centrosinistra vuole snaturare la finanziaria. Io penso che si possa dire, anche per il collega Corda, che non si tratta qui di snaturare, ma di dare una natura alla finanziaria; perché questa è una finanziaria che non ha natura, non perché lo diciamo noi, ma perché è stato sostenuto, si fa un esempio per sfottere il collega Balletto, per sfotterlo, poi si capisce che il collega Balletto non accoglie la sottolineatura e lascia cadere, ma si fa un esempio in Sardegna, che è quello del Presidente della Provincia di Cagliari, che è parente stretto del collega Balletto, che ha espresso lo stesso giudizio che esprimiamo noi, per quanto riguarda l'attenzione, da parte di questa finanziaria, al sistema degli enti locali, alla richiesta che c'è da parte delle province di maggiori interventi.
Quindi si tratta qui di dare una natura e di caratterizzare questa finanziaria, nel senso che è stato dal centrosinistra richiamato, ma aggiungo non solo dal centrosinistra perché se c'è questa preoccupazione, siamo qui per accogliere le indicazioni che vengono proposte in Sardegna, lo diceva il collega Secci, dal mondo del lavoro, dal sistema delle imprese, dagli enti locali, dal terzo settore e dal volontariato.
Se c'è una disponibilità a dare una natura alla finanziaria, si ragioni in Aula, come abbiamo detto la settimana passata. Io ho cercato di correggere - chiedo scusa, forse ho sbagliato - il Presidente della Provincia di Oristano che diceva: "Facciamo il confronto in Aula e non mettiamo in capo a quattro o cinque persone la costruzione di una sintesi". E dicevo: "Va bene discutere in Aula, ma c'è bisogno di una sintesi". Ora siamo ancora in Aula, non siamo in presenza di trattative o di sintesi, ma una dichiarazione di disponibilità vera ad una discussione in Aula che metta avanti quei quattro problemi che noi abbiamo indicato, chi di voi la deve rappresentare?
Il collega Pittalis polemizzando diceva: "Voi nel centrosinistra avete tante posizioni.". No. Noi abbiamo la posizione che abbiamo stamattina ripresentato con il primo intervento del collega Secci, con il mio secondo intervento che conferma l'impostazione che abbiamo dato la settimana passata; non si comprende perché voi chiudete all'esigenza che c'è in Sardegna di modificare la finanziaria.
Confronto trasparente. Noi siamo per il confronto trasparente, però quando usiamo il termine "trasparenza" non ci deve essere da parte vostra una lettura forzata di questo termine, per dire "Ma quando mai voi - riferito al centrosinistra - siete stati trasparenti nel passato per quanto riguarda le consulenze!". Se non siamo stati trasparenti, se Onida non è stato trasparente quando era Assessore, se Floris non è stato trasparente quando era Assessore, se tutti quelli che erano Assessori nel centrosinistra non sono stati trasparenti, insomma rendiamolo trasparente almeno adesso. Io ero consigliere regionale semplice, poi sono diventato Capogruppo, mai sono stato richiamato nella mia funzione per un atto dei colleghi che prima richiamavo per iniziative non trasparenti. Ma se ci sono, lo dico al Presidente Pili, che ha sollevato un polverone l'altro giorno perché aveva mal di denti dice, e io che l'avevo un po' prima capisco che quando si ha mal di denti il cervello non funzione bene bene, ma se lo dobbiamo attribuire al mal di denti, benissimo, attribuiamolo pure al mal di denti. Ci sono medici qui che possono dare anche una spiegazione scientifica delle reazioni, ma non facciamo diventare questa una linea, se un semplice mal di denti fa saltare per aria un'esigenza politica che c'è in Sardegna!
AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Anche Bush avrà mal di denti?
CUGINI (D.S.). Bush avrà anche mal di testa, speriamo che abbia almeno questo problema.
Allora la trasparenza che viene richiamata è uno degli elementi della possibilità di costruire in Aula una finanziaria che risponda alle esigenze che abbiamo manifestato. L'altro giorno il Capogruppo dei D.S. Spissu, il mio Capogruppo, ha dato un'indicazione precisa per quanto riguarda le possibili trasformazioni del documento. Non c'è stata una risposta, aggiungo, e non c'è stata una risposta neanche nelle riflessioni che sono state fatte successivamente al nostro dibattito, nelle dichiarazioni che ho letto nei giornali. Allora è possibile riprendere il confronto in Aula, il confronto trasparente, per produrre le correzioni essenziali su quel documento? Noi lo stiamo proponendo in apertura dei lavori. Se c'è qualcuno di voi che vuole rispondere non ad una parte, ma all'insieme del centrosinistra, è chiamato, per cortesia, a farlo. Anche qui, evitiamo di dividerci fra falchi e colombe, perché è difficile individuare il senso degli uccelli quando volano, ci vuole impegno, competenza e non siamo tutti competenti per fare questa operazione. Tra di noi ce ne sono competenti, ma non siamo tutti competenti allo stesso modo, io sono cacciatore e so distinguere, non il maschio dalla femmina, ma il corvo dalla colomba sì.
Ed allora siccome non è una disputa a quel livello e invece viene proposta a quel livello, noi come centrosinistra stiamo avanzando una proposta di lavoro, non di merito. Una proposta di lavoro che deve correggere la finanziaria. Se c'è qualcuno tra di voi che vuole assumersi la responsabilità di tener presente questo ragionamento, lo faccia. Perché stiamo rischiando, quelli che sostengono l'esigenza della correzione della finanziaria in Aula, di trattare gli argomenti che vengono sostenuti dal sistema delle autonomie locali, ma di non ottenere risposte. E allora siccome a voto segreto la settimana passata si sono registrate due maggioranze: una maggioranza che ha colpito nel merito la finanziaria e nelle parti peggiori la finanziaria; e poi c'è stata un'altra maggioranza che invece è servita per dare dei messaggi trasversali. Io rimango alla prima considerazione che è stata fatta, correggere la finanziaria in Aula, correggerla nel segno che viene proposto dagli enti locali, dalle organizzazioni sindacali, dal terzo settore e dal sistema delle imprese. Se la proposta che ha fatto il collega Floris, al quale momentaneamente mi richiamo chiedendo a Contu di non disturbarlo avendo avuto un lungo trascorso, mi pare che siete qui 25 anni in Consiglio, avete avuto occasione di trattarlo altrettante volte, ma avendolo proposto l'altro giorno in apertura come metodo, io sono perché ci si richiami al metodo Floris, in modo tale che si faccia il confronto e anche quando c'è il voto, e anche quando il voto è segreto, frutto di un confronto e di una vostra chiusura, vuol dire che c'è nell'Aula una partecipazione che si esprime, appunto, nei modi che il Regolamento prevede, a voto palese e a voto segreto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Io intervengo sull'articolo 7, in particolare per dare una risposta che mi viene sollecitata da più parti, ma segnatamente dall'onorevole Scano, ed è la risposta con riferimento all'argomento: "Bilancio di cassa".
Il bilancio di cassa è presente nello scenario contabile dello Stato e dalle Regioni a statuto ordinario, a seguito dalla sua introduzione con il decreto legislativo numero 76 del 2000, mentre è stato eliminato in quello degli enti locali (non esiste), né esiste nelle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione della Sardegna. Tale bilancio che si affianca a quello di competenza, dovrebbe avere una funzione regolatoria dei flussi di spesa. L'autorizzazione di cassa definisce un limite alla facoltà di eseguire pagamenti sia in conto competenze che in conto residui. Col bilancio di cassa è stato introdotto un doppio vincolo. Nelle competenze dove lo stanziamento rappresenta il limite massimo per l'assunzione dell'impegno di spesa, alla cassa dove lo stanziamento rappresenta il limite massimo per l'effettuazione dei pagamenti. Tale doppio vincolo, alla luce dei fatti, non sembra abbia favorito il governo della finanza pubblica, né si dimostra uno strumento utile per il rispetto del patto di stabilità. Le entrate della Regione derivano infatti quasi unicamente, da trasferimenti dello Stato e quindi queste entrate sono regolamentate già a monte in quanto è lo stesso Stato, tenuto al rispetto di stabilità, che eroga le somme.
La Regione quindi spende, o dovrebbe spendere, quanto riceve, fatta eccezione delle anticipazioni di cassa. La limitazione posta a livello di U.P.B. e per ciascuna di esse, non è inoltre in grado di regolamentare i pagamenti rispetto alle effettive dotazioni di cassa; si è infatti verificato in questi ultimi anni un andamento dei pagamenti che ha comportato il ricorso ad anticipazioni di tesoreria per importi assai più rilevanti rispetto al limite previsto nella convenzione, senza poter effettuare una cernita degli stessi.
Infatti, fatto salvo il pagamento delle rate di ammortamento dei mutui che hanno priorità, tutti i pagamenti vengono effettuati in ordine cronologico, con ovvie conseguenze di ostacolo all'efficienza e all'efficacia della gestione finanziaria. E` da dire inoltre che il vincolo posto agli stanziamenti di cassa può essere in via amministrativa superato con prelevamento dal fondo di cassa, ma non sono consentiti storni tra U.P.B. che possono, quindi, mostrare una cassa eccedente in alcune e deficitarie in altre U.P.B. Tale squilibrio può essere risolto solo dal legislatore con apposita legge di variazioni alle dotazioni di cassa, il che comporterebbe un rallentamento dei pagamenti per i tempi necessari all'approvazione della legge. Il bilancio di cassa, quindi, risulta ancora una volta un fattore negativo per il conseguimento dell'efficienza della gestione amministrativa.
In conclusione, l'unica funzione del bilancio di cassa, che è quella del controllo dei pagamenti, può essere più efficacemente perseguita con altri strumenti che sono quelli che si propongono nell'articolo in esame, ed esattamente quelli dei commi 4 e 6. Il comma 4, per il rispetto del patto di stabilità, prevede l'utilizzo di un preventivo di cassa trimestrale e articolato per stato di previsione e di spesa, preventivo che viene comunicato al Consiglio regionale per la sua attività di controllo; è stato mutuato, in sostanza, un principio già affermato nella finanziaria nazionale. Il comma 6 introduce un sistema di controllo dell'andamento dei pagamenti rispetto alla liquidità presente in tesoreria, alla pari di quello introdotto dallo Stato con il decreto legislativo di contenimento della spesa pubblica numero 246 del 2002. Aggiungo, per chi volesse essere informato della questione, che gli atti che sono stati trasmessi dall'amministrazione regionale alla Ragioneria generale presso il Ministero dell'economia ai fini del patto di stabilità che, come è noto, per le Regioni a statuto speciale deve essere stipulato entro il 31 di marzo del 2003, hanno trovato pieno accoglimento in sede istruttoria da parte dei funzionari competenti dell'amministrazione centrale dell'economia.
Questo è il primo punto di cui volevo parlare, ed è l'atto dovuto - diciamo così - pertinente all'articolo 7. Ma poiché ancora oggi si parla di correzione di errori, io mi sono preoccupato di andare a verificare in che cosa consistano questi errori e si citano tra gli errori quelli riguardanti gli enti locali.
Benissimo. Allora, se una finanziaria ha - diciamo così - una sua natura, se i finanziamenti a favore degli enti locali sono in aumento rispetto all'anno scorso, oppure in diminuzione, bisogna capire in quale momento e con quale euro la natura della finanziaria si acquisisce oppure si perde, posto che dalle tabelle tematiche - basta guardare gli atti - risulta chiaramente che il sistema degli enti locali tra assegnazioni statali, regionali ed europee riceve nel 2003 più risorse rispetto al 2002, e ci sono i dettagli. Se poi andiamo a guardare la questione riguardante le categorie produttive, benissimo. Io vorrei sapere quand'è che la finanziaria ha la sua natura, se cioè ce l'ha quando gli artigiani invece di avere 80 milioni di euro, ne hanno per esempio 100 mila, perché bisogna stabilire quand'è che si diventa naturali, quand'è che l'errore viene considerato corretto; oppure quando l'industria riceve 5 milioni di euro in più rispetto all'anno scorso? Oppure quando il commercio ne riceve 8 mila in più?
Cioè non ho ancora capito dove sia l'errore, perché gli errori, se sono errori materiali, siamo qui per correggerli, non esiste il problema, ma quando si parla di errori bisogna che vengano individuati con nome, cognome ed indirizzo gli errori ai quali ci si riferisce. Cioè deve essere indicata la tabella, l'articolo, lo stanziamento al quale si fa riferimento quando si parla di errori e di correzione di errori. Diversamente stiamo dicendo parole e basta.
E` chiaro che da parte della Giunta c'è tutta la disponibilità a verificare all'interno della maggioranza, con l'opposizione eccetera quelli di cui si parla in termini di errore. Però bisogna che la Giunta abbia elementi per poter valutare più compiutamente gli errori ai quali ci si riferisce.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 412. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore del 412 perché le motivazioni che, con i tempi della dovuta preparazione, l'Assessore ci ha portato stamane, non ci soddisfano affatto perché intanto il ragionamento sul bilancio di cassa non si può svolgere, per la sua abolizione ovviamente, con riguardo all'andamento della legislazione nazionale, disconoscendo le dinamiche legislative che questo provvedimento genera nel contesto regionale e alla trasparenza che noi reclamiamo rispetto alla legislazione sulla contabilità regionale. Io mi sarei aspettato semmai un intervento volto a dimostrare all'Aula che le modifiche legislative vanno nella direzione non solo e non soltanto di realizzare maggiore efficienza - cosa che ci mantiene del tutto insoddisfatti per le cose dette - ma soprattutto tende a recuperare un livello di trasparenza e di funzione nei confronti del Consiglio, che invece attraverso questi dispositivi si tende a eliminare, e pertanto le valutazioni che facciamo in ordine a queste modifiche, rimangono negative e quindi sosteniamo la soppressione.
Poi, quest'ultima affermazione sugli errori e sugli equilibri; assessore Masala, guardi gliel'abbiamo detto credo con chiarezza e ripetutamente. Se si vuole sostenere che gli enti locali in Sardegna nel 2003 prenderanno più risorse degli anni passati, non ci sono (se questa è la vostra posizione) le condizioni elementari per intraprendere un dialogo, perché se lei confonde, come le abbiamo sottolineato, la presenza dei fondi del POR come entità che lavora alla quantificazione dei trasferimenti ordinari agli enti locali, noi le diciamo che su questo non siamo d'accordo né potremo trovare nessun tipo di accordo. I fondi del POR non possono essere utilizzati per indicare un equilibrio che non esiste...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Sanna io non riesco a seguirla. Chiedo ai colleghi di tornare al proprio posto e di fare un po' di silenzio. Onorevole Tunis sto parlando anche a lei. Capisco sta arrivando la primavera!
Prego consigliere Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, non accettiamo questa semplificazione. Noi abbiamo sempre sostenuto che i fondi del POR devono poter operare in termini aggiuntivi nella direzione del riequilibrio e del recupero dei ritardi, e per altro un loro uso demagogico fatto in questo modo, è oltremodo dannoso nei confronti della dignità e delle funzioni che gli enti locali, invece, devono assumere.
Come si faccia a dire che le politiche degli enti locali in Sardegna hanno quest'anno lo stesso gettito è paradossale se osserviamo che l'articolo 19 era a zero ed è stato finanziato per la metà, i cantieri comunali per l'occupazione flettono di 20 miliardi, la legge 32 è stata diminuita e poi ha ripreso la sua funzione, l'articolo 51 della legge regionale numero 6/95 è stata diminuita di un miliardo, di tre miliardi i fondi per le province, lo sportello unico per l'edilizia era stato eliminato, quello per le espropriazioni è stato eliminato. Insomma, mi dovete dimostrare come si può parlare di identico trasferimento agli enti locali, in presenza di tagli che a grandi spanne si aggirano sui 200 miliardi in meno di trasferimenti ordinari.
Per cui, se vogliamo ragionare seriamente di questo problema ci vengano evitate le relazioni preconfezionate e si ci confronti sul merito dalle questioni, capitolo per capitolo, e verifichiamo (tolte le risorse aggiuntive del POR) che cosa si sta facendo nella prospettiva per gli enti locali.
Io non ho avvertito, non lo so se lo ha avvertito l'assessore Masala, un particolare nuovo gradimento degli enti locali alle correzioni che sono state apportate; anzi, devo dire che abbiamo avvertito, semmai, il mantenimento di alcune preoccupazioni riguardo ai correttivi introdotti che, in alcuni casi, sono peggiorativi. Ho fatto già l'esempio come, attraverso un emendamento della Giunta, si prendono 4 miliardi dai fondi per gli enti locali per poter gestire le spese sui referendum, che è la prova provata di come laddove c'è bisogno di andare a recuperare qualche risorsa, non si lesina alcunché per mettere mano ai fondi degli enti locali. Questo avrà un peso politico e delle ripercussioni notevoli sul contesto regionale.
Io credo che si sia anche fuori dalle opportunità che la Giunta si sarebbe dovuta creare in questa congiuntura politica di fine legislatura, quella di dare un segno di ostilità nei confronti degli enti locali. Ostilità un po' camuffata fra coloro che sono chiamati a fare difese d'ufficio, coloro che sono chiamati a mostrare tabelle che non dimostrano nulla perché noi fino a quando..
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Continuerà ad usare i fondi del quadro comunitario di sostegno come surrogato all'incapacità di esercitare politiche di entrata e politiche per gli enti locali, la nostra opposizione a questa impostazione sarà unitaria, intransigente e senza flessioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento 412, perché non abbiamo condiviso l'intero articolo e quindi con questo emendamento appunto proponiamo la sua soppressione.
Il perché l'hanno già detto i colleghi in discussione generale; lo voglio brevemente ribadire io in questa dichiarazione di voto. Noi non condividiamo il modo di fare generale di questa finanziaria che, ormai si sta via via manifestando per quella che è, via via che si discutono gli articoli; e adesso questo articolo 7 dimostra palesemente un modo di fare raffazzonato di questa Giunta regionale che propone in diversi articoli modifiche alla legge 11 e alle leggi di contabilità.
Noi abbiamo proposto, non adesso, ma all'articolo 1, abbiamo proposto all'Assessore una legge organica che peraltro è un collegato alla finanziaria, e quindi il rinvio di tutti questi argomenti a quel collegato alla finanziaria. Non è stato accolto questo modo di fare normale, non abbiamo scoperto nulla di eccezionale, è un modo di fare normale. E noi questa normalità la vorremmo applicare soprattutto in questa materia, in materia di finanziaria e in materia di bilancio.
Ciò nonostante si è andati avanti, o meglio la maggioranza è voluta andare avanti, con questo spezzatino che non ha nessuna congruenza, dove un articolo con l'altro non ha nessuna congruenza. L'aspetto più pericoloso e inquietante di questo articolo 7 è la soppressione del bilancio di cassa; non che di per sé la soppressione del bilancio di cassa stravolge chissà quali impianti; però, in questo contesto dove mancano griglie di controllo, dove mancano elementi conoscitivi in particolare del Consiglio regionale e della Commissione terza, io penso che il bilancio di cassa in questa condizione, deve continuare ad esistere.
In ultimo (lo ricordavano poc'anzi i colleghi), i trasferimenti agli enti locali e il rapporto con gli enti locali. Avremo occasione di riparlarne nel successivo articolo 8 per approfondire questo tema, Assessore e Presidente Pili, qui si manifesta davvero lo spirito di questa Giunta, di questa maggioranza nei confronti del mondo delle autonomie locali. Non è certamente in linea con le modifiche al Titolo V° della Costituzione, il nuovo andamento della gestione della cosa pubblica, della gestione della cosa pubblica.
Il ruolo, il nuovo ruolo che deve avere la Regione, che è di programmazione e di controllo anche sugli atti delle autonomie locali (ma un controllo di collaborazione, non un controllo soffocante) sta riportando invece, il vostro modo di fare, indietro di anni, indietro di qualche decennio, una elaborazione che era ed è, molto avanti.
Noi andiamo indietro. Non ci arrendiamo comunque come centrosinistra, ci batteremo in questo articolo per sopprimere questi modi di fare, ma soprattutto nell'articolo 8, dove maggiormente si manifesta una volontà accentratrice che è fuori dal tempo e fuori dalla logica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare il voto favorevole e per dire che non si comprende perché favorevole all'eliminazione di questo articolo 7 non debba essere almeno la gran parte del Consiglio, proprio sull'assunto che ha esposto anche poc'anzi l'Assessore del bilancio. Leggendo un atto scritto poc'anzi nelle prime righe l'Assessore del bilancio riportava nella lezione sul tema "La definizione di bilancio di cassa", testuale: "Il bilancio di cassa ha una funzione regolatrice, o regolatoria, nel flusso di spesa", e se ha una funzione regolatoria del flusso di spesa perché lo volete abolire? Volete abolire la funzione regolatoria del flusso di spesa. Quella funzione regolatoria che è nel sistema statale, quella funzione regolatoria che è nel sistema di pressoché tutte le Regioni.
Si adduce alla specialità, perché la specialità, come talvolta purtroppo spesso accade, viene assunta non per migliorare il sistema delle regole e delle garanzie, la specialità viene assunta per derogare, per fare di testa propria, per fare peggio; e quella non è autonomia. La buona autonomia è quella che migliora il sistema delle garanzie per la spesa pubblica e, soprattutto, per i diritti dei cittadini. Un'autonomia che voglia dire fare di testa propria per peggiorare il sistema, non è un'autonomia, è un arbitrio, che è cosa diversa dalla buona autonomia; e quindi alla funzione regolatrice si vuole sostituire la funzione sregolatrice, perché questa è una maggioranza tendenzialmente sregolata ed una Giunta tendenzialmente anarcoide sul piano della buona gestione politica.
Ciò detto potremmo andare avanti anche speditamente se ci fosse ragionevolezza, ma siccome ragionevolezza non è che ce n'è tanta, la maggioranza riterrà di vincere questo tipo di partite, semplicemente alzando la mano e votando. Ed andremo avanti così, e non si capisce fino a quando e fin dove ogni - ormai abbiamo misurato - mediamente ogni cinque, sei giorni, il Presidente della Giunta, che sta zitto per un lasso di tempo sufficiente, lancia una bomba preventiva sulla sua maggioranza, e a quel punto tutti applaudono e vanno avanti.
Ma, invece di lanciare bombe preventive sul Consiglio, non sarebbe meglio "avere consiglio"? Cioè avere capacità critica, riflessiva, intelligente per davvero, e quindi fare il punto della situazione e decidere la maggioranza e la Giunta che cosa conviene della vostra finanziaria, non della nostra, che siamo l'opposizione e per fare la nostra finanziaria aspetteremo il turno di poter essere maggioranza, democraticamente.
Ma della vostra finanziaria cosa volete farne? Vi è o no la possibilità, come da più parti si è detto, di correggere, di modificare tenendo conto di domande forti che ha avanzato, non solo l'opposizione in quest'Aula, ma che ha avanzato il mondo produttivo e sociale della Sardegna. E qui devo dire, per quanto ci riguarda, non è neppure sufficiente che noi invochiamo un metodo. Noi invochiamo correzioni di merito e riproponiamo le questioni, in materia di lavoro mancano all'appello più di duecento miliardi. Bisogna trovare il modo di reperire i duecento miliardi che mancano all'appello per mantenere almeno aperta la possibilità che le attuali leggi per il lavoro, utilizzate bene e migliorate, la nostra parola d'ordine l'abbiamo enunciata fin dall'inizio, per noi in materia di lavoro si tratta di salvare e migliorare l'intervento regionale, quindi non solo salvare, mantenere com'è, salvare e migliorare l'intervento regionale.
Così come in materia di enti locali non basta dire: "Danari ai comuni" noi vogliamo dire "Danari ai comuni per fare certe cose, non per farne altre". Danari ai comuni, per esempio, non per fare i cosiddetti grandi eventi, non per sprecare miliardi per le Luisa Corna di turno, ma insomma, in una città come Cagliari, dove per cantare in piazza le ballerine si spendono miliardi, leggiamo i giornali, ma leggiamoli insieme, quelli di oggi! La Caritas denuncia a Cagliari oggi più di diecimila nuovi poveri in questa città che si ritiene ricca, opulenta e privilegiata rispetto a chissà quali altre parti della Sardegna.
In quei diecimila poveri ci sono diecimila famiglie, diecimila cittadini, c'è la città intera che in qualche modo ne è coinvolta! Vogliamo dire che i danari ai Comuni devono essere conservati e incrementati perché siano tenuti i servizi sociali, perché funzionino le normative per il lavoro, perché migliori la qualità della vita?!
Allora, se vogliamo appena appena ragionare su queste cose, noi non pretendiamo che l'intera nostra proposta venga accolta dalla maggioranza, ma almeno una parte, e quindi su questo e nel merito, se volete, si può discutere e confrontarsi. Al di fuori di questo, continueremo così, di articolo in articolo, di emendamento in emendamento, però non si dica che gli emendamenti sono troppi.
Quella che è troppa è la vostra prepotenza!
PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, due brevi considerazioni. La prima è che continuiamo a dire - nel sentire alcuni, e noi siamo tra questi che si lamentano della lunghezza delle procedure della discussione di bilancio in Aula - che occorre snellire, e per snellire occorre eliminare una serie di emendamenti. Ma anche qua, se non prende la decisione, se non prende le mosse, se non prende l'iniziativa la Giunta che ha avuto mesi per predisporre la propria finanziaria, se non prende l'iniziativa la maggioranza che sostiene la Giunta mi pare che se siete voi stessi che continuate a ritenere che la finanziaria vada manipolata, integrata, rettificata, poi come si fa a lamentarsi che i tempi sono lunghi!
Chi si lamenta che i tempi sono lunghi, siamo noi. Voi state facendo un ostruzionismo incredibile a voi stessi, a voi stessi che avete avuto mesi per preparare una finanziaria a vostra immagine e somiglianza, ed ora in maniera schizofrenica la smentite.
Cominciate a dire come volete procedere - lo diceva prima l'onorevole Cugini - cominciate a dire quali sono gli emendamenti inutili, quali sono le cose che si possono rinviare ai collegati, quali sono le cose che possono essere messe in secondo piano. Perché questa è la strada per fare un passo avanti.
La seconda considerazione, sempre su questa lunghezza d'onda; la finanziaria sta andando lentissimamente perché non è più una finanziaria, perché diventa - certo, altre volte è successo, ma sta sempre peggiorando la situazione - una legge omnibus, che è il treno dove tutto si carica, dove tutto trasporta. Ora, continuare ad operare sulla finanziaria per fare modifiche sulla legge di contabilità è una procedura in gran parte irresponsabile; e qua si fanno modifiche sulla legge di contabilità, che sono incomprensibili. L'abolizione del bilancio di cassa non un ha nessun significato, è un elemento di rigore, di razionalità; perché volete abolirlo?
E poi che qualità è la vostra attività legislativa quando al comma 5 si dice: "Sono abrogate tutte le norme regionali della legge 11 in contrasto col comma 4?". Ma ce lo volete dire quali sono le leggi, o lo lasciamo dire al funzionario?!
Le leggi che sono abrogate vanno abrogate con legge! Questo è un eccesso di delega! Cosa vuol dire tutte le leggi? Chi lo sa quali sono le norme in contrasto col comma 4? Chi lo sa?
Io credo che non si possa legiferare così. E questa non è una critica di destra, di sinistra, non stiamo facendo una polemica politica, stiamo cercando di interrogarci come il legislatore deve fare il suo dovere! E' un fatto di rigore, di correttezza. Quindi io chiedo all'Assessore quantomeno di specificarle, perché su una quantità di articoli, di commi, di legge, non dice: "Sono abrogate tutte le norme solamente della legge di contabilità", tutte le norme della legge numero 11. Cioè quali sono quelle che sono in contrasto?
Perché se non sappiamo questo domani ci possiamo trovare una legge numero 11, fortemente manipolata perché la Giunta (ma io non credo neanche la Giunta), il funzionario di turno si è messo a dire "Questa norma è in contrasto" arbitrariamente. Non si possono fare leggi così! Il Consiglio deve legiferare sapendo cosa sta deliberando! E quindi, se volete abrogare delle leggi in contrasto col comma 4, dovete scriverle. Cosa ci vuole a dire: l'articolo x, il comma y sono in contrasto? Ma rinviare così, oltre che un eccesso di delega all'Esecutivo, è un eccesso di delega alla struttura, che non si può assumere questo compito.
Quindi, da questo punto di vista io chiedo all'Assessore e non dall'opposizione, non come opposizione ma come consigliere, come Assemblea, che voglia specificare quanto meno le norme che si intendono abrogate, posto che ribadisco, il mio voto contrario a questo articolo, favorevole all'emendamento, perché non si può lavorare in questo modo, e questa è una delle cause di perdita di tempo, ma una delle cause con cui stiamo continuando a pasticciare e ad inquinare la nostra legislazione, che diventa sempre più inapplicabile!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, intanto per dichiarare il voto favorevole del Gruppo agli emendamenti che tendono a sopprimere l'articolo 7 che, a nostro avviso, è assolutamente incongruente e sul quale, presumibilmente, la stessa Giunta regionale non ha riflettuto a sufficienza. Ci meraviglia che da un lato la Giunta regionale, mi pare all'articolo 2 della finanziaria, introducesse criteri aggiuntivi rispetto al sistema contabile tradizionale, e cioè che introducesse la contabilità economico-patrimoniale, partendo dal presupposto che allargando i sistemi contabili, prevedendo anche nelle pubbliche istituzioni la contabilità economico-patrimoniale, evidentemente il controllo dovrebbe risultare (questo dicevano sia l'Assessore che il relatore onorevole Balletto) dovrebbe risultare più efficace, più congruo, dare maggiori certezze ed essere meglio rispondente ad un'analisi di quelli che sono i costi ed i ricavi.
Mentre da un lato - e a noi già quella posizione pareva poco riflettuta, abbastanza incerta e direi lanciata con un eccessivo entusiasmo - senza fermarsi sufficientemente, per esempio per prevedere una legge organica che pure potesse viaggiare in quella direzione, ma che desse certezza sui risultati che si intendevano perseguire, ecco, già, dicevamo, quegli obiettivi a cui accennava l'Assessore, l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale fatta a quel modo e con le risorse che erano previste, smodate, esagerate in un triennio pari a 15 miliardi e adesso, invece di colpo, improvvisamente, vediamo che la Giunta regionale introduce un altro criterio: quello dell'abolizione della contabilità di cassa. Ma perché? Quali obiettivi si perseguono a questo modo? Al massimo la contabilità di cassa dà maggiori garanzie, certamente non riduce le garanzie e si presenta sicuramente con una maggiore efficacia ed efficienza nel controllo della gestione e nella verifica dei pagamenti.
La stessa relazione recita che è finalizzata al controllo dell'azione amministrativa per ciò che concerne i pagamenti. Bene. Vi pare questo un elemento di poco conto, eliminare uno strumento che è finalizzato al controllo dell'azione amministrativa relativamente ai pagamenti?
E poi aggiunge: "Beh, va bene, ma siccome non possono superare gli stanziamenti autorizzati dal legislatore in termini di cassa per ciascuna UPB, tale controllo troverebbe senso soltanto per le spese di investimento e non invece per le spese correnti, perché vi sono altre eventuali metodiche di verifica".
Ma, intanto si ammette che per le spese d'investimento tale controllo resta in ogni caso utile, ma in ogni caso resta incomprensibile il perché dell'adozione di uno strumento che mira ridurre, che mira a contenere anziché ad allargare, le garanzie che la contabilità solitamente deve offrire. Io credo che sarebbe utile se l'Assessore, la Giunta regionale ritirassero questo articolo, perché riteniamo che sia incongruente e che lasci aperti gli spazi e gli ambiti anche ad una qual certa inquietudine per ciò che un domani può ingenerarsi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Prego due segretari, anche uno dell'opposizione di venire qui.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 412, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 411, presentato dai colleghi Falconi, Spissu ed altri.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare ugualmente il voto favorevole e per richiamare le ragioni che consigliano o dovrebbero consigliare il Consiglio, che invece non si lascia consigliare, ad approvare questi emendamenti (questo adesso e gli altri successivamente) che in buona sostanza vogliono solo liberare il campo di una serie di complicazioni, che voi chiamate "semplificazioni", perché abbassano il livello di controllo nell'uso delle risorse pubbliche. E per richiamare ancora la necessità che il Consiglio regionale vada al dunque, se vuole discutere davvero e per bene questa finanziaria, e si applichi a pensare quali debbano essere i punti di caduta o i punti d'incontro che migliorino la proposta di spesa pubblica in questa Regione.
Noi non ci lasceremo in nessun modo condizionare dal vostro modo di procedere. Voi avete ritardato 4 - 5 mesi la presentazione del bilancio, e ben sapevate - e ben sapete - che ogni giorno che passa griderete "Al lupo, al lupo!" e direte "Ma è tardi". Ma è tardi proprio perché voi avete ritardato di tanti mesi. Quindi non avremo nessun turbamento psicologico dal fatto che voi direte "E` tardi e la Sardegna perde". La Sardegna sta perdendo molto, troppo, per cui sarebbe saggio - ripeto - se anche la maggioranza o chi nella maggioranza vuole essere pensoso, perché pensi per davvero a come venire a capo di questa situazione.
Sono alcuni i punti sui quali tutti, ivi compresi voi, o chi vorrà di voi, dovrà riflettere. E cioè, l'abbiamo detto, lo ridiciamo, lo ridiremo: principalmente sono i temi del lavoro, della spesa sociale, del sostegno all'economia a partire da quella modifica e da quella dotazione che tutti, incontrando le associazioni agricole, avete detto essere disposti a reintegrare per l'agricoltura, e cioè alcuni punti fondamentali che migliorino questa manovra finanziaria. E ad alcuni di questi temi bisogna dare svolgimento.
Voi non potete pensare che ogni giorno attorno ai cosiddetti molti, troppi emendamenti, il tempo passerà inutilmente. Vi invito ancora: leggete i giornali, quelli che tutti i cittadini in Sardegna leggono, e leggete il giornale di oggi, ma anche quelli dei giorni scorsi, almeno quegli elementi fondamentali che vengono sottoposti all'attenzione pubblica, la quale si chiede "Ma quelli nel Consiglio regionale che fanno?".
Immagino che tanta gente oggi in Sardegna, ogni giorno, si domandi: "Ma quelli ci pensano o no? O la Regione non può fare nulla rispetto ai diecimila poveri censiti nella città di Cagliari, capoluogo di Regione, capitale del Mediterraneo?". E per quei diecimila poveri censiti nel capoluogo della regione, quanti altri migliaia e migliaia di poveri in questa regione sono censiti nelle altre città e negli altri paesi?! O tutto questo non vale? Se vi si dice che una volta al mese presso l'ex mercato di via Pola, una volta al mese, a ritirare un po' di pasta, un po' di olio, un po' di zucchero si presenta l'extracomunitario, il nomade, ma anche il maestro che ha perso la cattedra e l'impiegato che con la sua pensione non può vivere e tenere la famiglia! Vengono censite queste figure sociali!
E se l'amministratore locale, interpellato dal giornalista, dall'operatore della pubblica informazione: "Ma che fa il Comune, capoluogo di Regione, che fa l'amministratore del capoluogo della Regione di fronte a questo dramma della povertà di massa?" risponde: "Io ho a cuore il sociale. Noi stiamo intervenendo. Abbiamo monitorato". Il Comune ha monitorato, mentre migliaia di volontari raccolgono pasta, olio, zucchero, biscotti, pannolini per i bambini, per migliaia e migliaia di persone, il Comune, l'amministratore ha monitorato! E la Regione che fa? Forse non ha neppure monitorato!
Allora, di fronte a queste questioni, per la spesa sociale negli enti locali, quando noi diciamo enti locali non diciamo più muraglioni negli enti locali, noi diciamo servizi sociali fondamentali negli enti locali ed attraverso gli enti locali. Vogliamo o no introdurre alcune varianti in questo bilancio che rispondano a questi bisogni sociali fondamentali?
Vogliamo o no porci il problema del lavoro? Perché quando in una famiglia c'è solo un reddito, è chiaro che quel reddito diviso per sette o otto e talvolta per più persone non è più un reddito!
PRESIDENTE. Consigliere Cogodi, se io le do altro tempo è per arrivare alla conclusione... se lei continua ad argomentare comprenda che è difficile poi arrivare alla conclusione.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa Presidente. Questa è la conclusione: un invito a voler cagliare attorno ad alcune questioni le varianti e le variazioni necessarie a questo bilancio, perché lì sulla sostanza, sul merito e non sull'invocato metodo del confronto tutto astratto e tutto teorico, si gioca la sorte di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO. (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento 411. L'introduzione di questo primo comma dell'articolo 7 è abbastanza significativo, perché mentre tutte le argomentazioni che sono state fatte finora dall'Assessore volgono a teorizzare o a sostenere un'ipotetica tesi di semplificazione e di efficienza della macchina amministrativa, con questo comma si reintroduce in capo alla tesoreria il potere del controllo di legittimità. Cioè mentre fino ad oggi la ragioneria doveva solo rispondere ad un'evidente corrispondenza contabile, con questo emendamento la ragioneria viene caricata della verifica di legittimità dell'atto d'impegno, come se in questo decennio (per non andare oltre) non siano intervenuto nella legislazione nazionale e anche regionale alcuni principi che non solo separavano i poteri ma ripartivano i poteri.
Da questo elemento noi traiamo:
- punto primo: la volontà della Giunta di mettere in capo alla tesoreria un altro sistema di filtro che rallenterà enormemente i processi di spesa.
- Punto secondo: si vuole sostenere che qualunque soggetto emittente un atto d'impegno in questa Regione, è privo di responsabilità; cioè non può essere demandato al soggetto emittente nessun tipo di responsabilità, perché se c'è il controllo di legittimità è chiaro che si riconosce che il soggetto emittente non ha nessuna responsabilità di verificare ex ante l'emissione dell'atto, la legittimità e la correttezza dell'atto di impegno.
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIAN VALERIO.) E' l'esempio di un passo indietro, della negazione del principio e dei principi che sono stati introdotti con la legge 31 e col decreto legislativo 29. Io voglio solo dire che questo tipo di controllo tutto sommato era stato già eliminato in passato dalla legge numero 11 e adesso, per semplificare le procedure ed accelerare i processi di spesa, viene reintrodotto con dubbia legittimità sul fatto che la tesoreria regionale possa caricarsi della verifica della legittimità di un atto, salvo quella di verificare la compatibilità con i documenti contabili, quindi la corrispondenza contabile dell'atto.
E` una proposta che si potrebbe dire indecente dal punto di vista generale, ma queste parole ormai non fanno più effetto ad una Giunta che cerca di entrare nei sistemi legislativi prescindendo dalla loro organicità, prescindendo anche dai principi di legge quadro che, come Regione abbiamo l'obbligo di adottare, che già con ritardo adottiamo, ed è un comma che introduce nell'Amministrazione nuovamente la cognizione che in questa straordinaria Amministrazione regionale più si confondono le competenze, più nessuno avrà responsabilità; mentre invece tutto il sistema legislativo deve andare a confermare i livelli di responsabilità. Io mi sarei atteso, Assessore, che lei ci proponesse un articolo nel quale imponesse al soggetto emittente l'atto, la verifica preventiva della legittimità, senza introdurre in capo alla Tesoreria competenze che sono di dubbia pertinenza e sicuramente atte a rallentare i processi di spesa. Ma se leggo in maniera sinottica l'articolo 7 non mi meraviglia: togliete gli elementi della trasparenza, ci eliminate le possibilità di verifica, ve la prendete poi con comodo a complicare il sistema legislativo peraltro con una carenza molto grave, Assessore, perché lei in quest'aula dovrebbe essere il primo a darci ragione funzionale, tecnica, espositiva delle ragioni di questi emendamenti piuttosto che leggere a posteriori, dopo che sono stati sollevati i problemi, delle giustificazioni scritte che non danno conto della filosofia complessiva di questo articolo 7, che innesca un sistema di ritorno al passato e di arretramento rispetto anche ai principi che siamo obbligati come Regione. Perché lei può invocare i patti di stabilità, tutte queste balle qua, che condiscono e fioriscono gli argomenti, poi nel concreto non li rispettate mai. La stessa cosa avviene nel processo di delegificazione quando introducete delle norme che hanno il sapore dell'occultamento dei processi funzionali della Regione, togliendo anche al Consiglio la possibilità di intervenire in via legislativa per semplificare e rendere ottimali i processi di funzionamento e l'accelerazione dell'attività amministrativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Questo emendamento, che prevede la soppressione del comma 1 dell'articolo 7, è quanto mai opportuno e riteniamo, anche in questo caso, che la Giunta intervenga in un punto delicato sempre della legge numero 11/83, che tratta sempre materia di bilancio, e qui in particolare modifica l'articolo 37 sulle competenze della Ragioneria generale della Regione Sardegna.
E' un modo di fare che non condividiamo, e non condividiamo il vostro modo di fare generale, ma questo lo abbiamo già detto, perché pare quasi evidente, a questo punto, che per voi togliere i controlli dà efficienza a tutto il sistema. Così non è e così non è mai. L'efficienza, o meglio la vostra inefficienza è data dai ritardi, è data da quattro mesi di esercizio provvisorio, dai ritardi dei successivi programmi, dai ritardi nei trasferimenti agli enti locali, dai ritardi che gli Assessorati maturano ulteriormente nel fare i decreti, queste sono le inefficienze, che non sono da oggi, ma che oggi si stanno ulteriormente dilatando. E allora voi pensate di dare una risposta a tutte queste problematiche togliendo appunto i freni, i controlli. Badate, è un modo di fare pericoloso, soprattutto per il Consiglio regionale che è chiamato adesso a legiferare, ma sta appunto togliendo quelle maglie, quelle griglie che ci consentono poi di riverificare il buon andamento o il cattivo andamento di una amministrazione.
Ebbene, noi con questo emendamento proponiamo la soppressione del comma 1 dell'articolo 7, non per ragioni né ostruzionistiche, né altro, perché siamo convinti che il tutto, lo ripetiamo e lo ripeteremo ancora nei successivi commi, debba essere rinviato a una legge organica che per altro voi avete presentato come collegato a questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 411 che mira alla soppressione del primo comma dell'articolo 7. Motivo il mio voto dicendo che non condivido il modo di procedere della Giunta regionale, che proprio in occasione di questa finanziaria ha evidenziato come non si dovrebbe procedere in materia di bilancio, cioè un modo di procedere all'insegna dell'episodicità, in termini molto frammentati, privo di un disegno strategico complessivo, che va a incidere rispetto a norme che dovrebbero rappresentare invece i punti cardine di una qualsiasi corretta e puntuale gestione economica e finanziaria.
La legge 11/83 dovrebbe rappresentare proprio uno dei capisaldi attorno a cui ispirare tutta l'attività in materia contabile e finanziaria e da cui trova ragion d'essere anche l'impostazione del bilancio e della programmazione finanziaria triennale. Con le modifiche che la maggioranza propone invece noi notiamo che vengono reintrodotte talvolta norme che in precedenza erano state abrogate e che soprattutto non si tiene conto di quanto è esplicitato all'interno della stessa legge regionale 11/83, che comunque fa riferimento specifico ad alcuni principi che sono condivisibili. Mi riferisco in particolare ai principi dello snellimento e della trasparenza dei procedimenti di spesa regionale. Io ritengo che questi obiettivi siano ancora lungi dall'essere raggiunti, però sarebbe opportuno, a mio parere, procedere a eventuali modifiche non in termini così frammentari ed episodici, ma dando proprio alla Ragioneria generale della Regione, così come previsto dall'articolo 57, quei compiti di carattere consultivo. E allora, se la Ragioneria generale deve avere questa competenza, sarebbe opportuno che presentasse un disegno organico, una proposta organica di modifica, mentre ritengo che continuando a procedere come si sta procedendo con ogni finanziaria, attraverso o la modifica o la reintroduzione di norme precedentemente abrogate, si va solo per tentativi e si avanza solo a tentoni.
Questo non è un corretto modo di procedere, è bene snellire le norme però all'insegna di un quadro e di un disegno compiuto e definito, ma soprattutto all'insegna della trasparenza. Per cui noi ci saremmo attesi che l'Assessore della programmazione, l'onorevole Masala, ci avesse presentato appunto quanto meno un disegno organico frutto di quella funzione consultiva che la Ragioneria generale della Regione deve avere senza andare a interporsi rispetto a competenze che invece devono essere proprie, per agevolare la snellezza della spesa, delle competenze dei singoli Assessorati, perché il disegno è anche quello di arrivare alle Ragionerie di Assessorato.
Io ritengo che in assenza proprio di questo disegno organico sia oltremodo opportuno l'emendamento presentato dai colleghi Falconi, Spissu, Demuru e Pirisi, che mira all'abrogazione del primo comma dell'articolo 7 della legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). L'emendamento di cui parliamo, che chiede di abrogare il comma primo dell'articolo 7, ha un significato che è stato ribadito dai colleghi, ma io voglio sottolineare solo un aspetto. Il primo comma dice: "Nell'articolo 57, comma 1, della legge regionale numero 11 dell'83, dopo il punto 2 è aggiunto il seguente: alla verifica..." sta parlando della Ragioneria che ha compiti di verifica e deve verificare che "l'atto d'impegno contenga tutti gli elementi di legittimità contabile, senza che questo comporti la presentazione di ulteriore documentazione, e in caso di insussistenza di tali elementi restituisce al soggetto emittente l'atto medesimo". Chi conosce l'amministrazione all'interno, sa che questo è un passaggio molto delicato. Ricollego la mia considerazione a quanto abbiamo detto nei giorni scorsi: siamo in una realtà di evoluzione del sistema dei controlli, è venuto meno il sistema, ed è stato giusto, del controllo del Governo sulle leggi, c'è stata un'abolizione del controllo della Corte dei Conti, è stato ridotto il controllo della Ragioneria, è stata mutata la struttura del bilancio che lo rende molto più flessibile, ora la Ragioneria deve verificare che i decreti di impegno abbiano tutti i requisiti. Questo comma dice che la Ragioneria verifica che i decreti abbiano tutti i requisiti senza chiedere ulteriori informazioni. Cosa vuol dire? Che se la Ragioneria ha dei dubbi che quei decreti... non può ulteriormente chiedere documentazione. Ma questo significa, per chi conosce dall'interno l'Amministrazione, impedire alla Ragioneria di fare il proprio lavoro. Allora, io non capisco il discorso, è una cosa interna, poi la Ragioneria prende ordini dall'Assessore e dal Presidente in particolare, ma che senso ha continuare a legiferare su gestioni interne, su compiti interni dell'Amministrazione, su quello che l'ufficio deve fare, posto che poi l'ufficio prende disposizioni dai dirigenti, in questo caso dai dirigenti politici.
Quindi questo comma da un lato non ha senso perché il Presidente può dare con direttive la sua linea di condotta, e da un altro lato la specificazione sta ulteriormente tendendo a ridurre la capacità di controllo anche interno della Ragioneria sugli atti amministrativi e quindi sta edificando un sistema di arbitrio e di mancanza di controlli.
Non è anche questo un giudizio politico, è un giudizio tecnico che spetterebbe all'Aula, e se ci fosse la discussione di queste leggi in sede competente, non come inciso sulla legge del bilancio, si potrebbe fare un lavoro fatto bene. Qua si continua ad andare avanti con leggi così improvvisate, con norme improvvisate, che non si sa poi dove porteranno. Ribadisco la mia preoccupazione, ripeto, non da un'ottica di sinistra, di destra, non c'entra niente, da un'ottica di buona amministrazione, che mi pare stia sempre di più venendo meno.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prenotarsi per tempo gli interventi, magari durante l'intervento del collega che sta parlando, in modo da evitare perdite di tempo. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento 411, che tende a sopprimere il comma 1 dell'articolo 7. Vogliamo richiamare il fatto che né gli emendamenti, né tanto meno gli interventi sono una scelta di perdita di tempo, una scelta di inutile contrapposizione, ma riteniamo che siano assolutamente necessari, perché ci pare che anche il comma 1 dell'articolo 7 sia improntato a improvvisazione e sia frutto di occasionalità. In ogni caso non appare come una decisione decisamente riflettuta, ma ci pare che rischi semmai, dall'altro lato, di compromettere i risultati che sino a questo momento sono stati considerati utili e validi e di rendere disomogeneo e disorganico ciò che invece, allo stato attuale delle cose, a noi appare omogeneo e organico.
Questo non significa naturalmente che riteniamo inutile intervenire in materia di contabilità, di controlli, di competenze della Ragioneria e quant'altro; non è questo, può essere utile farlo ma deve essere fatto in maniera compiuta e non in maniera occasionale, modificando ora questo articolo di legge ora quell'altro, ora questo comma ora quell'altro comma, in maniera estemporanea e non invece rivisitando in maniera più riflettuta, più organica, più compiuta eventualmente anche tutta la materia relativa alla contabilità. Questa sarebbe una metodica certamente più utile; è una metodica che consentirebbe alla Giunta regionale e all'intero Consiglio regionale, non di ragionare di volta in volta per singole parti, per singoli aspetti, per pezzi di cose, ma ci consentirebbe di ragionare in maniera logica, compiuta, organica sull'insieme di una proposta che mirasse, evidentemente, a introdurre modificazioni all'interno di questa materia. Per cui il nostro voto a favore dell'emendamento soppressivo del comma 1 è favorevole e chiedo, Presidente, che si possa procedere, quando sarà, al momento opportuno, alla votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Altre sette persone che appoggino la richiesta, basta sollevare la mano.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, FALCONI, ORRU', Alberto SANNA, CALLEDDA, CUGINI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 411.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU -VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 33
contrari 43
(Il Consiglio non approva)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 120. Ha domandato di parlare sulla modalità di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 42
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI -CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Emendamento numero 121. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, volevo chiedere se il comma 5 è decaduto.
PRESIDENTE. Certo. Il comma 4 dell'articolo 7 è soppresso, il 5 è collegato, è decaduto essendo decaduto il comma 4. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 121. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 121 propone la soppressione del comma 6; voteremo certamente a favore di questo emendamento perché riteniamo che proprio il comma 6, per le cose che ho ricordato anche in sede di discussione generale, su questo articolo ha una strana carica di ulteriore limitazione del funzionamento dell'Amministrazione regionale, ed un eccesso anche di poteri in capo all'Assessore riguardo alla limitazione dell'emissione dei pagamenti a carico del bilancio regionale. Credo che l'andamento della cassa rispetto all'andamento dei pagamenti deve essere un'attività di interfaccia permanente da parte del sistema regionale, senza arrivare a provvedimenti di questa natura, che in qualche modo fanno salva in maniera pletorica, forse anche inutile, l'obbligatorietà di alcune spese e danno invece all'Assessore competente un potere eccessivo rispetto alla limitazione di altri. E` un po' quello che è accaduto anche nel corso degli anni precedenti riguardo ad una serie di pagamenti, e mi riferisco alle numerose lamentele degli amministratori locali con riguardo all'emissione dei decreti per l'attuazione dei PIA e di altri provvedimenti che avevano conseguito tutte le autorizzazioni, i concerti e quant'altro, e che in qualche modo attraverso una limitazione indiretta che era apposta alla firma da parte dell'Assessore del decreto di liquidazione, hanno comportato una discrezionalità - a nostro giudizio - eccessiva ed ingiustificata e che noi riprenderemo, poi, nel seguito con un emendamento specifico che invece impone all'Assessore competente l'emissione dei titoli di spesa laddove siano raggiunti tutti i requisiti posti dalle leggi per l'emissione dei relativi titoli di pagamento, togliendo invece quella discrezionalità che in qualche modo è la causa, è una delle cause principali, anche nel corso dell'esercizio 2002, della paralisi che ha generato il rapporto fra cassa e pagamenti.
Ripeto che questo tipo di atteggiamento è un atteggiamento che incrementa i poteri discrezionali in capo all'Assessore; mi verrebbe da dire una cosa elementare, cioè c'è stata anche di recente una presa di posizione della Cassazione, in una vertenza che riguardava la separazione dei poteri, fra i poteri di indirizzo da parte delle autorità politiche e i poteri di gestione da parte delle autorità burocratiche, leggendo questo articolo verrebbe da sorridere, come dire, che la nostra Regione in barba a tutti gli orientamenti giurisprudenziali carica l'Assessore, cioè l'autorità politica, di una competenza che per legge non gli spetta più, mentre voi venite a predicare a noi atteggiamenti di snellimento, di accelerazione, di ammodernamento, quando in questo articolo la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore, limita una funzione amministrativa con un potere discrezionale che non gli compete e che viola le norme e i principi generali anche delle leggi di riforma economico-sociale della Repubblica che dava a noi il potere e l'obbligazione di recepire questi principi, che in parte sono stati recepiti nella 31 e che come vediamo nella legislazione corrente non vi dispiace disattendere sistematicamente e in maniera quasi continuativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Sempre sull'abrogazione del comma 6 dell'articolo 7 conseguente peraltro all'abrogazione definitiva, seppure a voto segreto, del comma precedente che sopprimeva a sua volta il bilancio di cassa; la considerazione, al di là dei risvolti scandalistici o propagandistici da una parte o dall'altra sulle modalità di voto e sull'esito del voto, io voglio fare solamente una considerazione su questo, diciamo una considerazione tecnica, oppure una constatazione se preferite, che i nostri argomenti che in questi giorni abbiamo portato in Aula non solo oggi sulla necessità di lasciare il bilancio di cassa, hanno convinto i colleghi, perché il voto era talmente ampio che non può considerarsi il semplice travaso di uno, due, tre, quattro, ma era una volontà esplicita e marcata del Consiglio regionale per lasciare il bilancio di cassa.
Gli stessi argomenti valgono per il comma 6 e queste nostre dichiarazioni di voto forse impediscono il voto segreto, ma noi confidiamo, non solo sui nostri argomenti, ma proprio sulla sensibilità dei colleghi di maggioranza e di opposizione sull'ascolto e recepimento dei nostri argomenti. Questo comma parla dei pagamenti che devono avvenire nella cosa normale, i pagamenti avvengono quando c'è cassa, quando non ce n'è si fa la fila; questo avviene - ahinoi - per molte cose ormai in questa Regione, perché il Governo amico non trasferisce l'IVA, la Regione non riesce ad avere una politica delle entrate, per cui la cassa la si fa con dei mutui, ormai con dei mutui. Per mettere in piedi questi mutui, se non ci sono i decreti che chiedono il pagamento alla cassa, non vengono presi temporaneamente in considerazione, e stanno in stand by. Ma c'è in questo articolo una cosa abbastanza pericolosa che voglio sottolineare in ultimo ai colleghi consiglieri; ci sono dei decreti che vanno comunque pagati, non è che possiamo esimerci dal pagare gli stipendi al personale, ma la cernita fra ciò che va pagato e ciò che non va pagato, udite udite, la fa la Giunta regionale su proposta dell'Assessore del bilancio. Anche qui stiamo togliendo controlli, dando un'ampia delega alla Giunta regionale e per essa all'Assessore competente, stiamo cioè assottigliando sempre di più le competenze di controllo del Consiglio regionale, mettendo in capo alla Giunta le operazioni che alla lunga possono rivelarsi per il Consiglio regionale un enorme boomerang.
Su questo volevo porre l'attenzione dei colleghi, soprattutto della maggioranza, per invitarli anche in questo caso a votare a favore dell'abrogazione del comma 6 dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che pezzo dopo pezzo si manifesta quale sia la vera natura, la vera impostazione di insieme di questa finanziaria. Fortunatamente si manifesta anche una prudenza e una saggezza sopravvenuta nel Consiglio ed anche in parti ovviamente della maggioranza, che pone rimedio almeno in alcune situazioni a questo tentativo di sregolatezza o sregolazione che precede la sregolatezza; è la risposta all'amico Capelli che insiste da qualche mese: "finanziaria senz'anima". No, l'anima c'è, la vedete? L'anima c'è in ogni articolo e in ogni comma. E` un anima autoritaria, burocratica, dirigistica, che pervade, che sostiene proprio una normativa d'insieme, qui abbiamo alcuni esempi, alcuni spaccati ma poi via via questa costante si manifesterà ancora, per cui forse varrebbe il tanto che voci o convinzioni sicuramente presenti anche dalle parti di chi compone la maggioranza, potessero esplicitamente anche dire una qualche parola di sostegno in questa direzione, risparmieremmo un sacco di tempo se noi della finanziaria decidessimo di espungere tutte queste norme che hanno questa caratteristica, di essere cioè di tipo autoritario e dirigistico, che consegnano poteri in mano non alla Giunta, apparentemente in mano alla Giunta, ma comunque alcuni poteri neppure in mano alla Giunta in via esclusiva dovrebbero essere consegnati, ma di fatto in mano a chi istruisce le proposte, cioè in mano all'Assessorato del Bilancio, in altre situazioni ad altri Assessorati; poi, l'Assessorato anche quello ha una dizione molto ampia, apparentemente oggettiva. Poi, è l'Assessore o chi sta vicino all'Assessore, il suo consigliere, il suo esperto, il suo staff, ma, dai, quando si dice l'Assessorato ben si sa che proposta puntale e precisa in materia di questo genere non è l'oggettività dell'ufficio, ma è la prossimità della valutazione politica vicino a chi ha la responsabilità di proposta politica. Allora, questo comma 6, è stato detto, ma si può ancora riprendere il concetto, come si fa a dire che, su proposta dell'Assessore, la Giunta definisce le limitazioni all'emissione dei titoli di pagamento in termini quantitativi e qualitativi. Ma in base a quale criterio oggettivo? In base a quale riferimento sostenibile? In base a quale ragionamento che si regga di fronte a tutti? Insomma, di fronte ad un fornitore o a diversi fornitori che dovrebbero essere pagati o di fronte alla riscossione dal bilancio pubblico, che debba fare un destinatario che, per legge della Regione, per regola data, uno si presenti a richiedere non c'è sufficiente disponibilità di cassa e la Giunta, ma in realtà l'Assessore, dice chi viene pagato e chi non viene pagato. Ma voi lo comprendete che molte volte la puntualità nel pagamento per un ente pubblico rispetto a soggetti destinatari può decidere non solo quando si mette in tasca quello che ho nella disponibilità, intendendo questo quello che è dovuto, ma può decidere del buon andamento di una piccola impresa, può decidere del buon andamento di un'attività e quant'altro.
Qualche volta un ritardo nel pagamento, se è di qualche giorno e se è di qualche stipendio alto, lo stipendio basso porta - come dire - anche difficoltà nella persona o nella famiglia se non è puntuale il pagamento, ma qualche stipendio alto, di giorni, non è che determini chissà quale sconquasso nel percettore dello stipendio, ma molte volte il ritardato pagamento di un fornitore o di una somma che serve ad introitare per far fronte ad altri impegni, possono portare sconquassi. Allora questa norma è una norma che annuncia bancarotta. Sono i paesi in via - come dire - di crisi profonda vicini al disastro economico che congelano nelle banche i depositi, i titoli, le disponibilità e le cose degli altri, anche dei cittadini oltre che degli operatori economici. Questa è una norma impossibile che vuole cancellare la responsabilità del ritardo, non si vuole porre il problema del perché accada che la Regione decida di fare certe cose e poi non abbia i denari per farlo che dovrebbe avere, perché sono quei danari che ha deciso di destinare, quindi vuol dire che aveva tenuto in conto che li aveva, e in questo modo si ritiene scusabile ed oggettivo quello che il più delle volte è invece un fatto colpevole. Per tutte queste ragioni io credo che anche tranquillamente a voto palese questo comma possa essere espunto dalla finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io capisco e cerco di capire la logica di questo articolo, ribadisco che le riflessioni che stiamo facendo sono orientate a cercare di evitare problemi di una legislazione un po' improvvisata, però, Assessore, scritta così questa norma mi sembra davvero una follia. Perché se noi abbiamo un bilancio di competenza, se le entrate e il bilancio è costruito sulla previsione delle entrate che sono di competenza, non si capisce la ragione di questa norma, se non quella di dire che ci sono dei momenti in cui il Governo non ci trasferisce le risorse di cui abbiamo diritto, per cui l'Assessore competente del bilancio gestisce i flussi di spesa. Allora, delle due l'una, o il Bilancio è sbagliato perché è costruito su previsioni non attendibili, ma allora no, fatelo giusto, fate le previsioni; o il Governo non ci dà i fondi che ci spettano per legge e per Statuto e quindi è inadempiente.
Ma se nel primo caso è inadempiente la Giunta e il Consiglio e nel secondo caso il Governo, perché queste inadempienze vanno messe a carico dei cittadini, degli utenti e delle imprese? Allora, torniamo alla ragione del bilancio di competenza. Il bilancio di competenza è fatto su una previsione più attendibile possibile delle risorse, la quale previsione delle risorse prevede (scusate il bisticcio) comporta che il Governo versi le quote con una regolarità. Perché dobbiamo mettere e creare una norma di questo genere che mette in capo all'Assessore un potere arbitrario enorme, senza una ragione plausibile? Perché, lasciamo perdere che oggi c'è l'assessore Masala che è una persona seria, competente, eccetera, ma se un giorno ci fosse l'assessore Selis potrebbe con questo articolo dire: "va bene le A.S.L. non si pagano" e tutti i fornitori delle A.S.L. vengono presi per la gola, oppure "i comuni non si pagano" e tutti i comuni vengono presi per la gola e vengono condizionati; con questa norma l'Assessore di domani, non quello di oggi, potrebbe avere un potere di condizionamento talmente pregnante e talmente arbitrario che io non credo che possa essere concepito.
Mi sembra più che altro che la norma, pur avendo un obiettivo che comprendo, è scritta male, è scritta non perfettamente; io suggerirei all'Assessore quanto meno di sospenderla questa norma e di provare a darne una riscrittura che ci faccia capire meglio qual è lo spirito e quali sono soprattutto i criteri che dovranno orientare, ripeto, l'Assessore di domani nel gestire i flussi di cassa. Messa così, un Assessore che gestisce i flussi di cassa senza criteri e con un potere totalmente arbitrario, mi sembra davvero incredibile.
Se un giorno vi capitasse Selis o Cugini, assessore, sareste disperati, la Sardegna sarebbe disperata perché l'Assessore potrebbe dire chi si paga e chi no, e lo farebbe - così come è scritto - senza dover rendere conto a nessuno con una totale arbitrarietà. E voi capite che in una Regione che dipende in gran parte dalla spesa pubblica questo potere non può essere concesso a nessuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Anch'io naturalmente intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento 121 che sopprime il comma 6 dell'articolo 7 che è in discussione. L'articolo 7 davvero che ha una ratio, come diceva poc'anzi il collega Cogodi, di tipo fortemente centralista e dirigista. E sembra anche un dirigismo e un centralismo di necessità, quasi a mettere al riparo le casse regionali da una loro ormai cronica insufficienza. Però io mi chiedo, ma com'è che queste casse regionali sono insufficienti? Ma perché noi continuiamo a chiedere anticipazioni di cassa a fronte di residui passivi che assommano a cifre esorbitanti mai iscritte in un bilancio regionale? Allora, che cosa c'è? Secondo me il rovescio della medaglia è che questa cronica deficienza di cassa, accompagnata da una somma di residui passivi esorbitanti, sono davvero l'unica faccia della medaglia che è quella del dissesto finanziario incombente sul bilancio regionale.
Io non trovo altre spiegazioni; queste norme, badate, sono tutte norme - quelle contenute sull'articolo 7 - di freno alla spesa regionale. Ma com'è? Parliamo e ci riempiamo la bocca continuamente dell'accelerazione della spesa pubblica, tutti - come dire - ci cospargiamo il capo di cenere "ahimè bisogna accelerare questa spesa pubblica" e poi con l'articolo 7 introduciamo una serie di norme che ne rendono assolutamente difficoltosa questa spesa, ed ancor di più la considerano o comunque la portano su un binario di spesa di tipo assolutamente discrezionale.
Meno male, io dico, che abbiamo presentato un po' di emendamenti soppressivi. Lo dico all'onorevole collega Balletto, che è relatore di maggioranza sulla finanziaria e che sempre, come dire, ci ha interrogato sulla ratio degli emendamenti soppressivi. La ratio degli emendamenti soppressivi, peraltro mi pare neanche ritenuti dannosi da parte di questa maggioranza, tant'è che qualcuno di questi emendamenti soppressivi viene approvato a larga maggioranza, meno male, da questo Consiglio. Insomma, la ratio mi sembra quella che snellisce l'appesantimento che richiamava l'onorevole Selis di questa finanziaria, di norme e normette di cui è infarcita questa finanziaria, la rende più snella da un punto di vista normativo, ma la rende anche più snella da un punto di vista degli impegni finanziari, tant'è che stiamo recuperando somme, forse già oltre i 16-17 miliardi di vecchie lire, che possono essere sicuramente utilizzati meglio nel proseguo di questi lavori.
Poi, sul comma sesto davvero qua arriviamo, al comma quattro ormai come dire cosa fatta capo ha, è stata eliminata la proposta di eliminare il bilancio di cassa e quindi dare, come dire, una maggiore discrezionalità alla Giunta regionale, ma al comma 6 davvero questa discrezionalità diventa inaccettabile, intollerabile davvero. Mi sembra di capire che poi alla fine la Giunta regionale e l'Assessore competente decideranno a quale fornitore o a quale imprenditore pagare la fattura e a chi invece forse, non amico, non pagargliela. Beh, insomma, davvero questo non può essere tollerato ed io credo che questo Consiglio, e mi rivolgo all'intero Consiglio naturalmente, non debba accettare il comma 6 dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Noi voteremo a favore dell'emendamento 121 per la soppressione del comma 6 dell'articolo 7 che quanto meno ci appare anacronistico, perché tende a sancire, a sigillare in maniera inequivocabile il disastro sulle capacità di liquidità della Regione sarda. Ma, io ricordo i tempi in cui, ed eravamo nella passata finanziaria, si era aperto un forte confronto dialettico tra maggioranza ed opposizione quando l'onorevole Pili aveva introdotto nella finanziaria norme che tendevano ad accelerare i lavori, naturalmente, attraverso sistemi premianti, quindi erogazioni di nuovi denari.
Stavolta invece non solo non si viaggia in quella direzione che voi allora auspicavate, e che peraltro non avete utilizzato, ma si introduce un criterio che non elimina a monte le cause del ritardo, ma sancisce con legge che il ritardo potrebbe essere la regola. E` stato già rilevato, ma qui pare evidente, che cosa potrebbe produrre una norma di questo tipo nell'ipotesi in cui un Assessore davvero potesse usare il potere discrezionale che da ciò gliene deriva e sarebbe un potere discrezionale terribilmente penalizzante nei confronti di alcuni e premiante nei confronti di altri; non dubitiamo ovviamente della serietà dell'onorevole Masala, ma pensate se una norma del genere ci fosse stata quando al Governo c'era il centrosinistra col Presidente Palomba, così tanto vituperato e da voi accusato di gestione clientelare; sarebbe stato un sistema questo per sancire giuridicamente la legittimità della gestione clientelare nei pagamenti e nei flussi di cassa. Ma tutto questo viaggia anche contro direttive comunitarie che non sono nello specifico riferite al bilancio della Regione, ma riferite ai bilanci delle A.S.L.; la direttiva Ue 2000/35 detta "legge payment" e recepita in Italia lo scorso ottobre, ha l'obiettivo di accorciare i tempi di pagamento tra le imprese e tra imprese e Pubblica Amministrazione; leggo testualmente: "per evitare che il cliente più forte possa impropriamente finanziarsi imponendo tempi eccessivi di pagamento e senza riconoscergli gli interessi di mora". Quindi, mentre la Comunità Europea viaggia in una certa direzione ed induce con legge, prevedendolo con legge, che i pagamenti devono essere effettuati il più rapidamente possibile, noi assumiamo una norma garantista che dà potere all'Assessore di scegliere in maniera discrezionale quali fatture pagare e quali non pagare e quali rinviare - non pagare - in ogni caso al futuro anziché incidere sul sistema, perché casi del genere naturalmente si determinano quando da parte dello Stato c'è un lento trasferimento di risorse.
Approfitto del fatto di aver citato la direttiva Ue rivolta alla Sanità per ricordare che in Sardegna, e su queste cose dovremo incidere, mentre i ritardi nei pagamenti nell'anno 2001 erano di 321 giorni, cioè aggiungiamo qualche mese e i pagamenti erano in ritardo di un anno, nel 2002 anziché avere un miglioramento nei ritmi degli esborsi e nell'effettuare i pagamenti, abbiamo un peggioramento e stavolta superiamo di un mese l'anno, perché i ritardi diventano di ben 384 giorni.
Bene, anziché viaggiare appunto nella direzione della semplificazione, noi stabiliamo con legge che il ritardo d'ora innanzi in questa Regione potrebbe diventare la regola!
PRESIDENTE. Se nessun altro domanda di intervenire pongo in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico con scrutinio palese. Prima di procedere alla votazione diamo la parola alla Giunta, che chiede di intervenire.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Formalmente io intervengo in dichiarazione di voto per dire che il mio voto è contrario all'emendamento numero 121; la motivazione è abbastanza semplice. Se noi fossimo nel mese di dicembre ed avessimo le A.S.L. per esempio prive di risorse perché i mandati di pagamento non possono essere onorati in quanto la ragioneria liquida ed ammette al pagamento i mandati sulla base dell'ordine cronologico con il quale vengono mandati, forse il ragionamento sarebbe stato diverso. Se questa è una norma folle io, diciamo così, la riferisco alla norma nazionale che noi abbiamo mutuato perché in realtà questa nient'altro è che il decreto taglia spese del Ministro dell'Economia Tremonti che tutti conosco; è un sistema per consentire un controllo della spesa che si rende ancor più necessario oggi dopo che non è stato approvato l'emendamento o il comma numero 3 o 4 che prevedeva l'abrogazione del bilancio di cassa. Peraltro lo scorso anno l'abrogazione era stata proposta dal Presidente Floris, e quindi, la Giunta non aveva potuto accogliere quella proposta l'anno scorso, l'ha fatta propria quest'anno, ma ahimè evidentemente il sistema non è ancora maturo per recepire questo fatto.
In ogni caso non bisogna mai confondere gli impegni, gli stanziamenti con la cassa, gli stanziamenti con la liquidità, la cassa con la liquidità, sono concetti completamente diversi.
Quindi, questo serve esclusivamente per mettere ordine nel pagamento, d'altra parte il comma 6 elenca una serie di spese che sono prestabilite per legge, per cui non esiste nessuna possibilità di derogare questi principi. Pertanto il voto a questo emendamento è contrario.
??????
PRESIDENTE.? Otto consiglieri devono appoggiare la richiesta di votazione elettronica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FRAU, SANNA NIVOLI, SATTA, PILO, MILIA, RASSU, CORONA.)
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento 121.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo -SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 72
maggioranza 37
favorevoli 32
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Gli emendamenti 410 e 441, come si è detto poc'anzi, sono decaduti. Quindi, passiamo alla votazione sull'articolo, poi, passiamo naturalmente agli emendamenti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo lo scrutinio segreto sull'articolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 40
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VASSALLO.)
Passiamo all'emendamento 696 che è un emendamento all'emendamento numero 5 dell'articolo 7.
L'emendamento 5 apre la pagina 61, che dice "l'emendamento numero 5 è soppresso". Quindi, mettiamo in votazione l'emendamento 5 che è un emendamento della Giunta regionale che modificava la legge regionale 11 del 1983. Essendoci soltanto un emendamento soppressivo totale, si mette in votazione direttamente l'emendamento numero 5 che è della Giunta regionale, quindi, se passa decade l'emendamento soppressivo, se non passa si conferma l'emendamento soppressivo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 40
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VASSALLO.)
Adesso abbiamo l'emendamento 727, che è un emendamento di sintesi degli emendamenti 116 e 548. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 727 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta non si è ancora espressa sull'emendamento 727, che viene presentato come emendamento di sintesi agli emendamenti 116 e 548; per quanto non precisato o distinto in commi, io considero ai fini del ragionamento e dell'espressione del parere per comma il periodo, per cui il primo periodo che inizia con "l'Amministrazione regionale" e fino al "e non possono essere utilizzate" per quanto sia una norma già prevista dall'articolo 41 del Regolamento vigente, la Giunta non ha niente da dire, quindi, diciamo così, lo accoglie. Relativamente al secondo periodo "i residui di stanziamento la cui conservazione discende da norme" eccetera, fino a "costituiscono economia regionale" e quindi, nel secondo periodo il parere della Giunta è contrario. Contrario perché? Perché se passa questa quota di emendamento vengono eliminate "la conservazione permanenti (?) che sono state effettuate in materia di programmazione negoziale, fondo di solidarietà e fondi della ex legge 28". Relativamente all'ultima parte, all'ultimo periodo, che conclude con "le disposizioni", etc., i proponenti dovrebbero sapere, comunque sanno, che tecnicamente è non sostenibile, nel senso cioè che quando ci sono delle diminuzioni, le economie determinano una diminuzione del livello di indebitamento.
Però, siccome è una costante sollecitazione, soprattutto da parte dei componenti della Commissione agricoltura io, per quanto riguarda quest'ultima parte, pur con le riserve che ho detto prima, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Sull'ultima parte non si è capito bene, assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'ultimo periodo la conclusione è che mi rimetto all'Aula, per cui dovrebbe essere votato in tre parti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Conforme a quello espresso dall'assessore Masala.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, noi abbiamo, la settimana scorsa, interrotto l'esame di questi emendamenti perché si voleva cercare una sintesi, una sintesi che fosse efficace rispetto alle obiezioni sollevate dall'Assessore all'agricoltura, che mi sembra siano state accolte nell'ultima parte. Però, io credo che se la sintesi che vorrebbe essere sostenuta in questa sede è quella dell'assessore Masala, noi torniamo al 724 ritirato la settimana scorsa, o dichiarato inammissibile; cioè praticamente acqua calda, gazzosa, atto pletorico di una ripetizione di regolamenti già esistenti.
Quando l'assessore Masala dice che il secondo periodo non gli va bene, io lo so perché non gli va bene: perché il cuore vero del significato di quest'emendamento, sta proprio qua. Cioè quello di poter dire che questa Regione rinuncia ai residui di stanziamento per ristabilire un equilibrio di bilancio e una pulizia a favore della riprogrammazione, ed anche della riduzione del debito.
Non mi meraviglia, però, assessore Contu, che la vostra Giunta abbia questi pareri così difformi; perché, se questa è la sintesi che interpreta la Giunta, devo ritenere che l'espressione dell'assessore Masala sia espressione - mi dispiace - della Giunta, emendamento di sintesi non ce ne può essere, ed allora io credo che si debba andare votare gli emendamenti che erano stati proposti. Perché così evitiamo di prenderci in giro, di riscrivere cose già scritte nei regolamenti e, in ogni caso, a mio giudizio, è importante che su questo tipo di riforma, che va nella direzione seria di recuperare pulizia nel bilancio e riparare al dissesto che sta imperando, si debba esprimere in maniera compiuta l'Aula e si assumano le responsabilità chi se le deve assumere.
In poche parole il nostro Gruppo non intende annacquare, facendo finta di trovare un accordo con parte della maggioranza, una sua proposta che, invece, va in una direzione ben precisa che l'assessore Masala ha qui dichiarato di non voler assolutamente accogliere e che è di fatto l'elemento cruciale di questo emendamento. Per cui, io chiedo che venga messo in votazione il 116 e, per quello che ci riguarda, ritiriamo il 727.
PRESIDENTE. L'onorevole Contu chiede di intervenire. Prima di dare la parola volevo ricordare, onorevole Gian Valerio Sanna, che abbiamo 116 e poi il 548. Va bene, si mette in votazione comunque.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Signor Presidente, colleghi, prendo atto della dichiarazione del collega Gian Valerio Sanna, il quale ritiene che le osservazioni fatte dall'assessore Masala sul secondo periodo non siano pertinenti. Mi rendo conto che quando si fa un emendamento di sintesi, chiaramente si accettano due emendamenti. Tuttavia stando così le cose non posso che prendere atto che l'emendamento di sintesi, quindi, viene praticamente ritirato.
E` chiaro, però, che in tutti i casi, se l'emendamento di sintesi viene ritirato, rimangono in piedi sia l'emendamento presentato dall'onorevole Gian Valerio Sanna, sia anche dai colleghi Capelli, Cappai e Randazzo, esattamente l'emendamento numero 548, che però per essere stato presentato come aggiuntivo all'articolo 10, verrà esaminato ovviamente quando passeremo all'articolo 10.
PRESIDENTE. Lo votiamo adesso Assessore, perché questo emendamento 548, proposto dall'onorevole Capelli, è connesso, è collegato a questa materia; quindi probabilmente c'è un qualche discorso a monte, per cui è andato... si voterà in seguito con il 116. Prima uno e poi l'altro. Si vota prima uno poi l'altro, sono connessi sempre all'articolo in discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'ultima parte dell'emendamento di sintesi e sull'emendamento 548: nell'emendamento 548 c'era un comma finale che non vedo in quello di sintesi, che dice "Per le finalità di cui al comma precedente, la Giunta presenterà al Consiglio regionale entro il mese di giugno apposito disegno di legge". Perché c'era quella parte aggiuntiva?
Perché l'emendamento che viene presentato, del quale ero presentatore in commissione anch'io, è un emendamento che non dovrebbe essere considerato ammissibile, perché trasforma economie già accertate - e il 31 dicembre è già passato, siamo a marzo - in residui e le trasforma in residui spostandole anche da UPB e dal capitolo, perché sono economie accertate su altre leggi e quindi su altri UPB e su altri capitoli, e da economie li trasforma in residui e poi li utilizza anche in un capitolo e in un UPB differente. Quindi, è di fatto inammissibile, perché tra l'altro non dice neppure quali sono le economie accertate. Allora: l'emendamento io lo presentai anche insieme ad altri colleghi del centro sinistra in commissione, perché aveva una finalità politica, quella di dire alla Giunta regionale e all'assessore Masala: "Poiché si sono realizzate economie in agricoltura e abbiamo contemporaneamente una legge di spesa in agricoltura che è la 21, che è senza risorse, reperisci le risorse per la legge numero 21". E si è fatta una forzatura con l'emendamento per dire: "Guarda che le economie ci sono, per cui hai abbassato il tetto di indebitamento. Trova le risorse per la 21 visto che abbiamo abbassato il livello di indebitamento". Io credo ed aggiungo, che ancora oggi la strada maestra sia quella, ed all'articolo 10, perché non vorrei che si approvi un emendamento. Noi ci convinciamo che ci sono le risorse per la legge numero 21 e poi le risorse non ci sono, perché o si accertano concretamente, per cui di fatto si sta rinviando ad una legge successiva nella quale siano individuate e accertate le economie e nella quale si faccia un assestamento di bilancio spostandole alla legge 21.
Quindi, si sta rinviando il problema. Quindi io penso che l'emendamento, così come è scritto, era inammissibile in commissione e lo è adesso, aveva una valenza solo politica, di dire alla Giunta: "Trova le risorse per la legge numero 21", tant'è che rinviava ad un prossimo disegno di legge. Io dico alla Giunta: "Ma perché non trova le risorse per la legge numero 21, come richiesto da altri emendamenti presentati anche dal centro sinistra, che rimettersi all'Aula con un escamotage che sappiamo non risolve il problema, rende ammissibile un emendamento inammissibile e crea una situazione veramente inaccettabile".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io ringrazio la Presidenza e chiedo anche scusa alla Presidenza, ovviamente la stessa deciderà come meglio riterrà di dover decidere. Se l'emendamento 727 viene ritirato, e quindi non esiste più in campo, noi ci troviamo con l'emendamento 116 che è rimasto legato all'articolo 7 come aggiuntivo, pur provenendo dall'articolo 5 precedentemente, mentre il 548 è ancora - a mio giudizio - legittimamente legato all'articolo 10, anche perché, proprio per stare alle osservazioni e alle considerazioni fatto poc'anzi dall'onorevole... che cosa accade? Accade che se noi votassimo in questo momento il 548 così com'è, verrebbe sottratta ad ogni consigliere, comunque alla Giunta, la possibilità di presentare degli emendamenti agli emendamenti a precisazione dello stesso emendamento 548. Quindi è una facoltà che, per quanto riguarda la Giunta, non intenderebbe rinunciare, perché votare in questo momento significherebbe rinunciare alla facoltà di approfondire anche in termini di emendamento all'emendamento, questo emendamento 548. Quindi, la Giunta chiede che l'emendamento 548 venga riallocato nella sua sede naturale, cioè nell'articolo 10, che è l'articolo riguardante le provvidenze a favore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, più passa il tempo e più diventa difficile poi la mia proposta. Il collega Gian Valerio Sanna ha ritirato l'emendamento 727, quello di sintesi; io lo faccio mio l'emendamento 727.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In realtà avrei dovuto dire prima quello che dico adesso, avrebbe avuto anche lo stesso senso, ma una comprensione diversa, anche perché ero iscritto prima, lei si è dimenticato, ma poco importa.
Io ho già sollevato qualche giorno fa un'obiezione in materia regolamentare sulla gestione degli emendamenti, che voglio riproporre. Il caso è un po' diverso da quello di qualche giorno fa, però in parte è della stessa natura. Non vorremmo che ancora una volta questo evento costituisca un precedente procedimentale, perché parlo di questo emendamento chiamato sintesi. Siccome il cammino dell'esame della finanziaria sarà ancora non so se lungo, ma sicuramente impegnativo, spero che sia impegnativo e breve questo cammino e che l'impegno produca fatti nuovi rispetto a tutte queste cose e cosacce, io ripropongo la questione regolamentare. L'emendamento di sintesi vuol dire sintesi; cioè, vuol dire che di due proposte che inizialmente sono diverse, ma riguardano lo stesso tema, quindi la stessa questione, non che riprendono una parola qualsiasi contenuta nell'uno e nell'altro emendamento, si può fare sintesi, appunto, da parte di tutti coloro che inizialmente proponevano cose parziali. Sintesi non vuol dire affiancare, non vuol dire affastellare, e io qui non vedo nessuna sintesi. Cioè queste sono due cose diverse che vengono messe nello stesso testo. Ora, siccome questa procedura può dare adito per un verso a molti escamotage (chiamiamoli così con questa parola onnicomprensiva, così nessuno si offende, perché per un verso escamotage è onnicomprensiva, per altro verso da qualcuno è non compresa, quindi nessuno si offende), però per altro verso può dare adito, e qui do anche parzialmente ragione all'assessore Masala, è difficile dare ragione all'assessore Masala di questi tempi, però qualche volta in qualche cosa può aver ragione anche lui, e infatti in questa cosa e in questo momento, secondo me, ha ragione anche lui, perché ad anticipare poi sub specie di sintesi, che poi non è sintesi, ma è collazione, si priva anche di una potestà non solo la Giunta, ma ogni singolo consigliere e Gruppo, perché ognuno di noi prende in considerazione i testi, la materia prima che abbiamo davanti in ragione di come è presentata. Quindi se noi sappiamo che c'è un emendamento all'articolo 22, ce l'abbiamo presente in relazione alla materia dell'articolo 22. Se adesso un emendamento qui dell'articolo 10 viene anticipato, collazionato, affiancato, fascicolato, pinzato, insieme a un altro emendamento che invece è dell'articolo 7, noi ce lo ritroviamo anticipato e siamo stati privati della potestà, anche del diritto, in qualche modo, anche eventualmente di ipotizzare varianti, e ognuno quando vuole variare pensa di migliorare, e anche miglioramenti a quel testo.
Quindi noi riproponiamo, io ripropongo almeno anche la questione procedimentale e si sia poco poco più, uso la parola attenti, come dire precisi nel trattare questa questione. Non chiamano sintesi quello che non è sintesi, e a me pare che anche in questo caso quest'emendamento non rivesta quel carattere di sintesi, di comprendere cioè in modo ordinato e composto diversi modi di affrontare la stessa materia che prevede il Regolamento, mentre qui ho l'impressione che stanno affiancando istituti diversi, ancorché riferiti in parte, molto in parte, alla stessa vicenda delle...
PRESIDENTE. Grazie, avrebbe terminato, qualche secondo per la conclusione, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Le ultime due parole erano "dei residui e delle economie", se no non si comprende quello che ho detto prima. Forse è meglio far finire la frase prima di staccare l'aggeggio, perché molte volte per una sola parola poi si perde il senso di una frase.
PRESIDENTE. Infatti le abbiamo ridato la parola ed eravamo attenti alla conclusione, perché dobbiamo trarre anche qualche considerazione dalla sua filosofia del Regolamento e dalla sua filosofia degli emendamenti agli emendamenti, che è molto interessante. Però mi creda, onorevole Cogodi, credo di poter dire che fra i danni minori mai consumati in questo palazzo e in quest'aula possano considerarsi i documenti di sintesi, ancorché emendamenti di sintesi, perché se c'è un accordo, e quando si trovano gli accordi e quando vanno a buon fine, come spesso nel corso dei bilanci, non perché sia istituito o istituzionalizzato da qualche parte il principio o il sistema, ma perché si sono realizzate le condizioni e vanno a buon fine, creda, dipendesse da me, dovessi io valutare, ne sottoscriverei tantissimi. Magari, ben venissero documenti di sintesi condivisi e condivisibili, a norma di Regolamento, perché lei sa che l'Aula quando vota ed esprime la sua volontà può superare anche il Regolamento. Quindi non è questo il problema.
COGODI (R.C.). No, l'Aula non può superare il Regolamento, l'Aula può modificare il Regolamento.
PRESIDENTE. Può superare, quando ci sono gli accordi si possono superare. E un documento di sintesi è naturalmente un passaggio.
COGODI (R.C.). Non può farlo, l'Aula non può superare il Regolamento.
PRESIDENTE. Lei ha una parte di ragione, però io faccio la mia filosofia, è un pensiero, più libero del suo. Quando le conviene vuol liberare e quando non le conviene non vuol liberare, quando lei supera di qualche secondo - adesso sta superando il Regolamento - io dovrei applicare il Regolamento facendole due richiami, tre richiami e poi dire: "Lei non parla più." Vede? Allora il Regolamento va interpretato, e se l'Aula poi lo sopporta, va interpretato sotto un certo aspetto. Io ho parlato a titolo personale, non ho parlato come Presidente del Consiglio. E' il danno minore, onorevole Cogodi. Tuttavia, qui abbiamo chiesto un attimo di pausa perché stiamo vedendo la materia, gli uffici stanno vedendo la materia. E resto convinto che sia il danno minore.
COGODI (R.C.). Chiedo la parola sul Regolamento, per due secondi.
PRESIDENTE. Lei ha ragione, le ho già detto che ha ragione, quindi siamo in fase di altro argomento, poi dopo le darò la parola sul Regolamento. Adesso dobbiamo continuare il lavoro e c'è l'intervento dell'onorevole Giacomo Sanna. Dopo le darò la parola, onorevole Cogodi, sulla materia.
COGODI (R.C.). Perché dopo?
PRESIDENTE. Perché adesso dobbiamo andare avanti, c'è una richiesta dell'onorevole Sanna precedente alla sua richiesta di intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, così semplifichiamo il discorso sulle modalità di voto dell'emendamento 727 nel chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intanto mi sembra che il collega Cogodi poco fa sia intervenuto sul Regolamento, non è che sia intervenuto su altre cose, però ha chiesto di intervenire nuovamente sul Regolamento. Io chiedo di intervenire sul Regolamento.
Gli emendamenti all'emendamento possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono. Questo è un emendamento all'emendamento 116, che si riferisce all'articolo 5, perché l'emendamento 116 era all'articolo 5, mi sembra che siano abbondantemente scaduti i termini entro i quali fosse possibile presentare uun emendamento all'emendamento.
Come ha sollecitato e ha ricordato il Presidente, è possibile la presentazione di un emendamento all'emendamento quando sia o di sintesi, o lo si chiami come si vuole, ma che comunque prevede il coinvolgimento e la conferma da parte di tutta l'Aula. Nel momento in cui c'è un fatto che va al di là del Regolamento e non c'è la condivisione dell'intera Aula mi sembra che il discorso sia bello che finito, perché nel momento in cui l'emendamento 727, primo firmatario Sanna Gian Valerio, che si definisce emendamento di sintesi, ma sintesi non può essere dal momento in cui non fa la parte di emendamenti che si contrappongono sullo stesso argomento, mi sembra di poter dire che tutto quello che si sta dicendo sino adesso è tempo perso, perché a termini di Regolamento non è più possibile che si discuta perché manca proprio l'unanimità da parte dell'Aula.
Il collega Gian Valerio Sanna è stato chiaro quando l'ha ritirato, a nulla può valere la posizione del collega Giacomo Sanna di resuscitare un emendamento che può esistere solo se c'è la condivisione unanime dell'Aula. E sotto questo aspetto, Presidente, la prego di prendere una decisione e di mettere in votazione l'emendamento numero 116.
PRESIDENTE. Stiamo vedendo. Sul 116 e sul 548 si è discusso tutto lo scorso venerdì e si arrivò, con la condivisione, a quanto è avvenuto. Adesso sono venute fuori difficoltà, questa è la storia. Quindi se si fa un passo indietro si votano gli emendamenti cui si riferivano.
Sulla materia, però, voglio precisare, se riferirli all'articolo 5 o all'articolo 7 si era già discusso e l'Aula aveva attribuito entrambi, il 116 e il 548, all'articolo in discussione adesso, che è l'articolo 7. Questa è la vicenda. Adesso procederemo così perché non è andato in porto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sul merito mi pare che prima l'assessore Masala e poi anche il collega Balletto abbiano espresso un'opinione che converge verso quella che io stesso avevo manifestato. Quindi sul merito è così: l'emendamento a termini di Regolamento non potrebbe essere considerato di sintesi, ma la questione è superata dagli eventi, quindi non c'è bisogno effettivamente di riprendere l'argomento.
Io invece riprendo un attimo la parola perché rimanga chiarito, Presidente, quello che a me è parso che lei abbia già chiarito, però non so se il suo chiarimento è risultato chiaro a tutto il Consiglio. Lei ha affermato, e poi ha corretto questa sua affermazione, quindi ne prendo atto, che qualora il Consiglio si esprima ai voti, questo supera il Regolamento. Io ho obiettato che il Consiglio è sovrano quando modifica il Regolamento, finché c'è un Regolamento nessuna maggioranza, fosse anche quasi tutti, eccetto uno, può modificare il Regolamento. Quindi io su questo ho obiettato; lei di questo ha dato atto, ha riconosciuto che la sua parola forse andava oltre il suo pensiero in quel momento, però rimanga chiarito che il Regolamento, essendo garanzia di tutti e di ognuno, non è superabile mai da nessun voto del Consiglio che non sia quello, appunto, di cambiare il Regolamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi. Voglio dire, adesso non ritorniamo ad attribuire a questo o all'altro capitolo, la discussione sull'attribuzione degli emendamenti, sul riferimento, anche per l'emendamento Capelli resta all'articolo 7. E' stato discusso, deliberato e deciso lo scorso venerdì! Non è che ogni volta qui cambiamo riferimenti. Comunque è ininfluente, a parte la valutazione che è di un altro tipo, di imparzialità del provvedimento, perché i provvedimenti riguardanti un Assessorato vanno in un modo o la sistemazione delle poste di bilancio e (?)delle poste di bilancio di un altro Assessorato vanno in un altro modo. Le leggi, come voi sapete, devono essere generali e astratte, e queste cose è meglio farle per leggi di settore. Comunque questo è quello che abbiamo da esaminare, questo è in discussione, questo dobbiamo vedere. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 04, viene ripresa alle ore 13 e 18.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. L'onorevole Giacomo Sanna ha fatto suo l'emendamento numero 727 di sintesi, ed era tutto perfettamente regolare sotto un certo profilo. Il documento praticamente trasferisce in un solo emendamento gli emendamenti numero 548 e 116, una norma generale contenuta nel 116 e una norma particolare riferita all'Assessorato dell'agricoltura, l'emendamento 548. Essi sono riferiti, a seguito della discussione già avuta lo scorso venerdì come accennavo, all'articolo 7.
Ora, si è chiesto, tra l'altro, di votarli per parti. Procediamo a votare l'emendamento 727 per parti. E' stato chiesto il voto segreto, quindi la parte prima, poi da "amministrazione" a "riutilizzate", poi diamo la parola all'onorevole Vassallo, la parte centrale e la parte finale, chiarendo all'Aula che se passa l'emendamento o le parti passano e vanno avanti, in ogni caso non si torna indietro, non si riesumano gli altri emendamenti. Questo è quanto. Non è che se cade una parte e una no poi viene sostituita dal 116 o del 548. Ricordo che è stato chiesto il voto segreto elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, voglio parlare sull'ordine dei lavori perché mi sembrava che fosse stata fatta chiarezza, ma chiarezza evidentemente...
PRESIDENTE. Un attimo, per cortesia, siamo in fase di votazione.
VASSALLO (R.C.). Ho capito che siamo in fase di votazione.
PRESIDENTE. Lei ha la voce sempre molto squillante, ma a cagione del rumore che c'è in Aula ho difficoltà a seguirla.
VASSALLO (R.C.). Stavo dicendo che mi sembrava che prima di chiudere l'Assemblea per dieci minuti si fosse fatta chiarezza, invece mi sembra che, con la ripresa, chiarezza non si sia fatta; perché l'emendamento 727 non può essere considerato un emendamento di sintesi, Presidente! Così come non è potuto essere considerato l'emendamento di sintesi l'emendamento 724, perché la sintesi avviene su due testi omogenei. Nel senso che ci sono alcuni momenti che si può fare sintesi e altri momenti che sintesi non si può fare! Così come non è stata fatta con l'emendamento 727.
Per cui, io chiedo il rispetto del Regolamento e la non ammissibilità di questo emendamento; così come peraltro mi sembra che questa teoria e queste motivazioni siano state sostenute anche da autorevoli esponenti del centrodestra.
PRESIDENTE. Va bene la ringrazio, onorevole Vassallo. Credo di avere dato una spiegazione, poi semmai gliela faccio ripetere anche dagli uffici così si aggiorna meglio sulle motivazioni addotte. Se tutti hanno preso il loro posto, si passa alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La mia dichiarazione è la seguente, non è dichiarazione di voto ovviamente. La mia dichiarazione è la seguente: quando un consigliere regionale esprime una opinione, l'opinione può essere condivisa o meno anche dal Presidente pro tempore. Non c'è nessun consigliere regionale che debba andare a ripetizione, meno che mai i consiglieri regionali di questa parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Certo sono d'accordo anch'io; però io ho premesso che siamo in fase di votazione, dopodiché sono andate all'onorevole Vassallo tutte le spiegazioni, perché io già le ho date una volta e non posso ripetere, già si ripetono molte cose in quest'Aula tutti i giorni, non posso partire da capo a fare la storia di quanto è avvenuto. Siamo in fase di votazione a scrutinio segreto e si vota il primo comma dell'emendamento 727 dalla parola "amministrazione" fino alle parole "possono essere riutilizzate".
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento 727, dalla parola "amministrazione" fino alle parole "possono essere riutilizzate".
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 51
contrari 21
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MLIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuta la consigliera: SANNA NIVOLI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 727. Inizia con "I residui di stanziamento" e termina con "Costituiscono economie di bilancio"
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 31
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della terza parte dell'emendamento 727 da "le disposizioni di cui sopra" fino a "regionale 14.11.2000".
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 41
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA -DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU -MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Allora sono approvati il comma 1 e il comma 3 dell'emendamento 727 di sintesi agli emendamenti 116 e 548. Passiamo all'emendamento 122. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, siccome abbiamo un incontro, tutti i Capigruppo, alle ore 13.30 con le organizzazioni sindacali, così come concordato interromperei adesso alle 13 e 30 i lavori per riprendere nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Intervengo prima di tutto per significare che non c'è nessuna correlazione perché la parte del "727" che non è stata approvata, fa riferimento a un esito discendente dalla potenzialità di deroga che è consentito dall'articolo 62 della 11, e quindi è un atto consequenziale all'applicazione di una norma.
Il 122, invece, interviene a modifica della 11, cioè interviene a regime, introducendo una limitazione alla possibilità di deroga che l'articolo 62 consentiva. Quindi sono due nature completamente diverse. Una ha una fonte derivata dall'articolo 62, l'altra è una fonte diretta che ne modifica la portata, quindi sono due cose, a mio giudizio, differenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Va bene, allora onorevole Sanna adesso noi, gli uffici abbiamo bisogno di esaminare e vedere meglio. Sospendiamo i lavori. Chiudiamo la seduta e ci vediamo alle ore 16 e 30 questo pomeriggio, in Aula.
La seduta è tolta alle ore 13 e 32.
[S1] E' del 1998 la modifica o la legge?
Allegati seduta
CCCXXVI SEDUTA
Martedì 18 Marzo 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'11 marzo 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Capelli, Nazareno Pacifico e Pier Sandro Scano hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 18 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposte di leggePRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dal consigliere ONIDA:
"Disciplina regionale delle attività cinematografiche". (425)
(Pervenuta l'11 marzo 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri FANTOLA - VARGIU - CASSANO - PISANO:
"Intervento a sostegno degli orti botanici". (426)
(Pervenuta il 12 marzo 2003 ed assegnata alla ottava Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione delle tenute agricole di Surigheddu-Alghero. (602)
Interrogazione CORDA - LIORI - LOCCI - PILO - LICANDRO - CARLONI - MILIA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari. (603)
Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata ripresa dell'attività produttiva delle aziende agrarie di Surigheddu e Mamuntanas, in agro di Alghero, dovuta ai gravissimi ritardi e all'immobilismo dell'Amministrazione regionale. (604)
Interrogazione GIAGU - GRANELLA - FADDA - BIANCU - DORE - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di assegnazione dei fondi aggiuntivi ai PIA del Meilogu. (605)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione della Legge 11 gennaio 1996, n. 23, "Norme per l'edilizia scolastica", in favore del Convitto nazionale "Canopoleno" Sassari. (606)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interpellanza PACIFICO - DETTORI sulla gravissima situazione in cui si trova la clinica di neurologia dell'Ospedale San Giovanni di Dio a Cagliari. (336)
Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS sul provvedimento arbitrario e intimidatorio del Governo a seguito dell'esposizione della bandiera della pace nei pubblici edifici. (337)
Interpellanza DORE - GRANELLA sulla vicenda delle nomine alla presidenza del CASIC e dell'Autorità portuale di Cagliari. (338)
Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sugli aborti e sulle nati mortalità negli ovini in Sardegna. (339)
Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sul rischio di un disastro ecologico in conseguenza del progetto di realizzazione di un grande dissalatore nell'area del parco naturale regionale Molentargius-saline. (340)
Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sulla manipolazione del virus della "blue tongue". (341)
Interpellanza SANNA Alberto - SANNA Emanuele - DEMURU - MARROCU sugli effetti collaterali e sui danni economici causati alle aziende zootecniche dalla vaccinazione dei bovini, bufalini, ovini e caprini per combattere il virus della "blue tongue" in Sardegna. (342)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Siamo all'articolo 7 ed esattamente all'emendamento 116, in merito al quale è stato presentato l'emendamento numero 727, riassuntivo degli emendamenti 116 e 548. E' un emendamento all'articolo 10, che discuteremo più avanti, e poiché è firmato da maggioranza e opposizione ritengo, mi pare naturale, che ci sia un accordo, quindi in tal senso ne faccio dare lettura perché si conosca e verrà distribuita la copia. Quindi al posto degli emendamenti 116 e 548 voteremo questo nuovo emendamento.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo di sintesi degli emendamenti numero 116 e 548 Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Dore - Biancu - Granella - Giagu - Capelli - Cappai - Randazzo
Dopo l'articolo 7 è inserito il seguente articolo:
7 bis
1. L'amministrazione regionale provvede annualmente ad effettuare una revisione della consistenza dei residui attivi e passivi del Bilancio.
I residui passivi che, a seguito della revisione, vengono eliminati per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i quali furono assunti i relativi impegni, sono disimpegnati e le somme così rese disponibili, costituiscono economie di bilancio e non possono essere riutilizzate.
2. I residui di stanziamento, la cui conservazione discenda da norme emanate in deroga al disposto di cui all'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003, costituiscono economie di bilancio.
3. Le disposizioni di cui sopra non si applicano alle economie accertate alla chiusura dell'esercizio 2002 sullo stato di previsione dell'Assessorato dell'Agricoltura, anche a seguito dell'attuazione delle procedure di revisione di cui all'articolo 10, comma 4, della L.R. 7/2002. Dette economie vengono riprogrammate nello stesso stato di previsione e per gli interventi previsti dalla legge regionale n. 21 del 14.11.2000. (727)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, riprendere a parlare come primo oratore non è facile, non è facile mai parlare in Consiglio per chi ha responsabilità, però riprendere come primo oratore il martedì mattina è cosa abbastanza complicata.
SANNA EMANUELE (D.S.). Dipende da quello che si dice!
SECCI (La Margherita-D.L.). Quello è anche peggio! Io mi ero iscritto a parlare alla fine dei lavori della settimana scorsa perché, trattando la materia dell'articolo 7 e degli emendamenti ad esso collegati, mi sembra doveroso ricordare alla Giunta e alla maggioranza che ancora una volta si presenta al Consiglio, con la manovra finanziaria, una serie di modifiche all'articolo 11, che peraltro non sono contenute soltanto in questo articolo, ma anche in qualcun altro. E si presentano delle modifiche all'articolo 11 abbastanza sostanziali, abbastanza importanti mancando di tener conto che la legge 11, la legge sulla contabilità della Regione, è una legge articolata, complessa, che ha avuto varie modifiche e che è stata modificata alla fine degli anni novanta con un testo organico presentato dall'allora Assessore della programmazione, onorevole Scano, e che teneva conto di tutta una serie di esigenze della legislazione rinnovata. Nel 2000 si è presentato un articolo di variazione alla legge 11; nel 2001, dove c'era il testo con i maxicommi, insomma, si sono presentati emendamenti, correzioni alla legge 11 su tre commi dell'articolo 1; nella finanziaria del 2002 si sono presentate variazioni alla 11 nell'articolo 5 e nell'articolo 10. Ci siamo chiesti in Commissione, l'abbiamo anche detto all'Assessore, è stato sostenuto nelle discussioni che sono state fatte la settimana scorsa qua dentro, se non sia più opportuno che modifiche così sostanziali, come per esempio l'eliminazione del bilancio di cassa, che è stato introdotto, tra l'altro, pochi anni fa, non siano da inquadrare in una revisione complessiva della materia di contabilità e di norme che regolano la stessa per la Regione e non sia, quindi, opportuno che questi aspetti trattati vengano stralciati dalla legge finanziaria e riportati più ordinatamente all'interno di un disegno di legge che la Giunta possa predisporre e presentare alla Commissione bilancio perché lo esamini e lo discuta in un contesto più ordinato.
Però, assieme a queste considerazioni, mi piace anche inquadrare l'articolo 7 e le norme che vi sono contenute nel quadro più generale della manovra finanziaria che è sconnessa, che è disarticolata, che sembra occasionale. Cioè, si pone un problema, si pone al sistema burocratico, si pone al sistema di governo un problema e questo problema viene collocato all'interno della legge finanziaria senza tener conto di nulla. In questo articolo ci sono esempi, per esempio per quanto riguarda il comma primo, dove si parla di cosa compete alla ragioneria sulla verifica dell'impegno e della legittimità dello stesso. Se vi ricordate, ci fu su questa materia una lunga discussione in Consiglio regionale all'atto della modifica della legge 11 del [S1] 1997, forse 1998, perché appunto c'era un problema che era stato evidenziato in più di una occasione, e cioè che nonostante il sistema regionale procedesse con velocità nei pagamenti, poi una serie di adempimenti che rendevano farraginosa la procedura per la Ragioneria impediva in pratica, o riduceva la velocità della spesa. E la formulazione che fu trovata fu trovata appunto per consentire alla Ragioneria di avere la responsabilità di non commettere atti illegittimi, ma neppure la responsabilità di atti i cui contenuti erano nella responsabilità di altri rami dell'amministrazione.
Dicevo, quindi, che mi sembra di poter affermare che questo articolo si inserisce organicamente nella sconnessione della manovra finanziaria. E allora, così come è stato fatto da molti colleghi della opposizione, e così come mi sembra non si voglia sentire da parte della maggioranza, che continua a tenere invece, soprattutto attraverso il presidente Balletto, ma mi sembra anche il Presidente della Giunta, una linea di mantenimento della impostazione della legge finanziaria. Mi sembra invece importante e fondamentale che si prenda atto finalmente, Presidente, assessore Masala, collega Balletto, che la legge finanziaria, così come è impostata non si regge; non si regge perché ha una serie di norme intruse che non c'entrano nulla con la materia che si deve trattare; non si regge perché è piena di particolarismi che non possono, messi assieme, rendere compatta una maggioranza perché si vede che continuamente sfarfalla, si sfilaccia, non risponde e quant'altro. E allora perché non dare risposta a quella domanda insistente che stiamo facendo tutti, che si pulisca la finanziaria, che la si renda snella, che si introduca al suo interno soltanto quello che di essa deve far parte, che si dia risposta a quei tre o quattro punti fondamentali che non sono esigenza soltanto della opposizione, perché parlare di ristorare le amministrazioni locali dei fondi che sono stati ridotti, o incrementare i fondi per gli enti locali, perché è necessario, perché lo richiede la gente, lo richiedono i sindaci, non di centrosinistra, ma anche di centrodestra, tutti i sindaci della Sardegna hanno chiesto unanimemente, per non parlare dell'ANCI, che sembra governata dal centrosinistra. Io mi ricordo una riunione convocata dal sindaco di Cagliari, con trenta, quaranta sindaci del territorio, che chiedeva esattamente le stesse cose. Non ho mai capito perché il sindaco di Cagliari si sia servito di quello strumento per parlare della finanziaria e non si sia invece collegato con gli organi istituzionali dell'ANCI, ma tanto vale. Comunque questo diceva. Non ho capito perché non si voglia dare risposta, e lo stiamo chiedendo noi, ma lo stanno chiedendo tutti i settori importanti e fondamentali dell'economia della Sardegna, dalla Confindustria alle associazioni degli artigiani, alle associazioni dei commercianti. Perché non si danno risposte nel sistema di sostegno alle imprese? Perché non si dà risposta - e l'abbiamo sostenuto in Commissione, con mille argomentazioni, condivise peraltro, anche in questo caso, da moltissimi amministratori del centrodestra - al problema del rifinanziamento del piano straordinario per il lavoro? Perché permangono le condizioni di gravità che richiedono interventi aggiuntivi rispetto a quelle che sono le risorse ordinarie assegnate.
Ecco, mi sembra, per concludere, presidente Pili, assessore Masala, che se ci fosse la disponibilità a perseguire questi obiettivi, che sono obiettivi di tutti, di certo noi li stiamo ponendo in maniera più sostenuta, più vivace probabilmente, più argomentata, almeno per numero ma anche per contenuti visto che i nostri colleghi della maggioranza all'esercizio della parola in dialettica democratica sono poco abituati e quando ci degnano della loro eloquenza ci dicono che siamo incapaci di fare proposte. Il collega Balletto, tutte le volte che apre i suoi interventi dice che negli emendamenti presentati dall'opposizione non ci sono proposte. Anche quando l'emendamento ha una sola riga, perché dice che l'articolo o il comma è abrogato, mi sembra che colleghi esimi abbiano rappresentato qui le ragioni per cui queste cose vengono rappresentate e sostenute. E allora se non si condivide che si argomenti con altrettante parole, con altrettanti ragionamenti, per convincerci magari che stiamo sbagliando, ed è anche possibile, però non è possibile dirci continuamente, e potrebbe qualche volta anche sembrare un insulto, che non abbiamo argomenti da trattare. Ripeto, l'ho detto mi sembra in un'altra circostanza in Consiglio, che in Commissione abbiamo parlato noi per il 95 per cento del tempo e la Commissione bilancio non ci ha messo poco a esaminare la manovra finanziaria. Abbiamo visto le relazioni presentate nelle Commissioni di merito da tutti i commissari dove alle parole "si approva la manovra finanziaria" poi seguivano pagine e pagine di argomenti che in qualche maniera criticavano la manovra stessa. E allora, se ci sono queste condizioni di criticità della manovra, perché non accettare un dialogo in quest'aula, non da chissà quale parte, in quest'aula, un dialogo che consenta di portare la manovra finanziaria veramente snella per il bene della Sardegna e di correggere quegli errori macroscopici che sono stati da tutti denunciati e che solo il Presidente della Giunta, l'Assessore della programmazione, la Giunta e la maggioranza non vogliono invece vedere?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, il collega Secci giustamente ha aperto i lavori di questa settimana con delle considerazioni di natura tecnica e anche di natura politica che dovrebbero essere utili per l'insieme dell'Assemblea e per aprire un confronto in aula, che la settimana passata è stato più volte proposto e che non è stato invece accolto dai colleghi della maggioranza. Ed essendo oggi la prima giornata della settimana è giusto, come ha fatto il collega Secci, richiamarli per cercare di riproporre un metodo che - per dire la verità - era stato inizialmente indicato dal collega Floris, però non ha avuto buon fine perché all'interno della maggioranza, con le indicazioni che noi abbiamo considerato costruttive, non hanno trovato riferimento. Però, il fatto che al momento non abbiano trovato riferimento, non vuol dire che non fossero giuste, perché proprio adesso è stata sottolineata l'esigenza di correggere la finanziaria, di correggerla nel segno che viene proposto da chi poi sarà chiamato ad utilizzare lo strumento finanziario nel governo dell'economia della nostra Regione e nel governo degli enti locali, e non si comprende perché ad una proposta articolata per punti che vuole caratterizzare l'uso della risorsa pubblica a sostegno del sistema Sardegna, da parte della maggioranza si fa qualche dichiarazione di disponibilità e non si va oltre la semplice disponibilità.
Addirittura, il collega Murgia di Alleanza Nazionale ha sostenuto la tesi, venerdì, che il centrosinistra vuole snaturare la finanziaria. Io penso che si possa dire, anche per il collega Corda, che non si tratta qui di snaturare, ma di dare una natura alla finanziaria; perché questa è una finanziaria che non ha natura, non perché lo diciamo noi, ma perché è stato sostenuto, si fa un esempio per sfottere il collega Balletto, per sfotterlo, poi si capisce che il collega Balletto non accoglie la sottolineatura e lascia cadere, ma si fa un esempio in Sardegna, che è quello del Presidente della Provincia di Cagliari, che è parente stretto del collega Balletto, che ha espresso lo stesso giudizio che esprimiamo noi, per quanto riguarda l'attenzione, da parte di questa finanziaria, al sistema degli enti locali, alla richiesta che c'è da parte delle province di maggiori interventi.
Quindi si tratta qui di dare una natura e di caratterizzare questa finanziaria, nel senso che è stato dal centrosinistra richiamato, ma aggiungo non solo dal centrosinistra perché se c'è questa preoccupazione, siamo qui per accogliere le indicazioni che vengono proposte in Sardegna, lo diceva il collega Secci, dal mondo del lavoro, dal sistema delle imprese, dagli enti locali, dal terzo settore e dal volontariato.
Se c'è una disponibilità a dare una natura alla finanziaria, si ragioni in Aula, come abbiamo detto la settimana passata. Io ho cercato di correggere - chiedo scusa, forse ho sbagliato - il Presidente della Provincia di Oristano che diceva: "Facciamo il confronto in Aula e non mettiamo in capo a quattro o cinque persone la costruzione di una sintesi". E dicevo: "Va bene discutere in Aula, ma c'è bisogno di una sintesi". Ora siamo ancora in Aula, non siamo in presenza di trattative o di sintesi, ma una dichiarazione di disponibilità vera ad una discussione in Aula che metta avanti quei quattro problemi che noi abbiamo indicato, chi di voi la deve rappresentare?
Il collega Pittalis polemizzando diceva: "Voi nel centrosinistra avete tante posizioni.". No. Noi abbiamo la posizione che abbiamo stamattina ripresentato con il primo intervento del collega Secci, con il mio secondo intervento che conferma l'impostazione che abbiamo dato la settimana passata; non si comprende perché voi chiudete all'esigenza che c'è in Sardegna di modificare la finanziaria.
Confronto trasparente. Noi siamo per il confronto trasparente, però quando usiamo il termine "trasparenza" non ci deve essere da parte vostra una lettura forzata di questo termine, per dire "Ma quando mai voi - riferito al centrosinistra - siete stati trasparenti nel passato per quanto riguarda le consulenze!". Se non siamo stati trasparenti, se Onida non è stato trasparente quando era Assessore, se Floris non è stato trasparente quando era Assessore, se tutti quelli che erano Assessori nel centrosinistra non sono stati trasparenti, insomma rendiamolo trasparente almeno adesso. Io ero consigliere regionale semplice, poi sono diventato Capogruppo, mai sono stato richiamato nella mia funzione per un atto dei colleghi che prima richiamavo per iniziative non trasparenti. Ma se ci sono, lo dico al Presidente Pili, che ha sollevato un polverone l'altro giorno perché aveva mal di denti dice, e io che l'avevo un po' prima capisco che quando si ha mal di denti il cervello non funzione bene bene, ma se lo dobbiamo attribuire al mal di denti, benissimo, attribuiamolo pure al mal di denti. Ci sono medici qui che possono dare anche una spiegazione scientifica delle reazioni, ma non facciamo diventare questa una linea, se un semplice mal di denti fa saltare per aria un'esigenza politica che c'è in Sardegna!
AMADU (F.I.-Sardegna), Assessore dei trasporti. Anche Bush avrà mal di denti?
CUGINI (D.S.). Bush avrà anche mal di testa, speriamo che abbia almeno questo problema.
Allora la trasparenza che viene richiamata è uno degli elementi della possibilità di costruire in Aula una finanziaria che risponda alle esigenze che abbiamo manifestato. L'altro giorno il Capogruppo dei D.S. Spissu, il mio Capogruppo, ha dato un'indicazione precisa per quanto riguarda le possibili trasformazioni del documento. Non c'è stata una risposta, aggiungo, e non c'è stata una risposta neanche nelle riflessioni che sono state fatte successivamente al nostro dibattito, nelle dichiarazioni che ho letto nei giornali. Allora è possibile riprendere il confronto in Aula, il confronto trasparente, per produrre le correzioni essenziali su quel documento? Noi lo stiamo proponendo in apertura dei lavori. Se c'è qualcuno di voi che vuole rispondere non ad una parte, ma all'insieme del centrosinistra, è chiamato, per cortesia, a farlo. Anche qui, evitiamo di dividerci fra falchi e colombe, perché è difficile individuare il senso degli uccelli quando volano, ci vuole impegno, competenza e non siamo tutti competenti per fare questa operazione. Tra di noi ce ne sono competenti, ma non siamo tutti competenti allo stesso modo, io sono cacciatore e so distinguere, non il maschio dalla femmina, ma il corvo dalla colomba sì.
Ed allora siccome non è una disputa a quel livello e invece viene proposta a quel livello, noi come centrosinistra stiamo avanzando una proposta di lavoro, non di merito. Una proposta di lavoro che deve correggere la finanziaria. Se c'è qualcuno tra di voi che vuole assumersi la responsabilità di tener presente questo ragionamento, lo faccia. Perché stiamo rischiando, quelli che sostengono l'esigenza della correzione della finanziaria in Aula, di trattare gli argomenti che vengono sostenuti dal sistema delle autonomie locali, ma di non ottenere risposte. E allora siccome a voto segreto la settimana passata si sono registrate due maggioranze: una maggioranza che ha colpito nel merito la finanziaria e nelle parti peggiori la finanziaria; e poi c'è stata un'altra maggioranza che invece è servita per dare dei messaggi trasversali. Io rimango alla prima considerazione che è stata fatta, correggere la finanziaria in Aula, correggerla nel segno che viene proposto dagli enti locali, dalle organizzazioni sindacali, dal terzo settore e dal sistema delle imprese. Se la proposta che ha fatto il collega Floris, al quale momentaneamente mi richiamo chiedendo a Contu di non disturbarlo avendo avuto un lungo trascorso, mi pare che siete qui 25 anni in Consiglio, avete avuto occasione di trattarlo altrettante volte, ma avendolo proposto l'altro giorno in apertura come metodo, io sono perché ci si richiami al metodo Floris, in modo tale che si faccia il confronto e anche quando c'è il voto, e anche quando il voto è segreto, frutto di un confronto e di una vostra chiusura, vuol dire che c'è nell'Aula una partecipazione che si esprime, appunto, nei modi che il Regolamento prevede, a voto palese e a voto segreto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Io intervengo sull'articolo 7, in particolare per dare una risposta che mi viene sollecitata da più parti, ma segnatamente dall'onorevole Scano, ed è la risposta con riferimento all'argomento: "Bilancio di cassa".
Il bilancio di cassa è presente nello scenario contabile dello Stato e dalle Regioni a statuto ordinario, a seguito dalla sua introduzione con il decreto legislativo numero 76 del 2000, mentre è stato eliminato in quello degli enti locali (non esiste), né esiste nelle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione della Sardegna. Tale bilancio che si affianca a quello di competenza, dovrebbe avere una funzione regolatoria dei flussi di spesa. L'autorizzazione di cassa definisce un limite alla facoltà di eseguire pagamenti sia in conto competenze che in conto residui. Col bilancio di cassa è stato introdotto un doppio vincolo. Nelle competenze dove lo stanziamento rappresenta il limite massimo per l'assunzione dell'impegno di spesa, alla cassa dove lo stanziamento rappresenta il limite massimo per l'effettuazione dei pagamenti. Tale doppio vincolo, alla luce dei fatti, non sembra abbia favorito il governo della finanza pubblica, né si dimostra uno strumento utile per il rispetto del patto di stabilità. Le entrate della Regione derivano infatti quasi unicamente, da trasferimenti dello Stato e quindi queste entrate sono regolamentate già a monte in quanto è lo stesso Stato, tenuto al rispetto di stabilità, che eroga le somme.
La Regione quindi spende, o dovrebbe spendere, quanto riceve, fatta eccezione delle anticipazioni di cassa. La limitazione posta a livello di U.P.B. e per ciascuna di esse, non è inoltre in grado di regolamentare i pagamenti rispetto alle effettive dotazioni di cassa; si è infatti verificato in questi ultimi anni un andamento dei pagamenti che ha comportato il ricorso ad anticipazioni di tesoreria per importi assai più rilevanti rispetto al limite previsto nella convenzione, senza poter effettuare una cernita degli stessi.
Infatti, fatto salvo il pagamento delle rate di ammortamento dei mutui che hanno priorità, tutti i pagamenti vengono effettuati in ordine cronologico, con ovvie conseguenze di ostacolo all'efficienza e all'efficacia della gestione finanziaria. E` da dire inoltre che il vincolo posto agli stanziamenti di cassa può essere in via amministrativa superato con prelevamento dal fondo di cassa, ma non sono consentiti storni tra U.P.B. che possono, quindi, mostrare una cassa eccedente in alcune e deficitarie in altre U.P.B. Tale squilibrio può essere risolto solo dal legislatore con apposita legge di variazioni alle dotazioni di cassa, il che comporterebbe un rallentamento dei pagamenti per i tempi necessari all'approvazione della legge. Il bilancio di cassa, quindi, risulta ancora una volta un fattore negativo per il conseguimento dell'efficienza della gestione amministrativa.
In conclusione, l'unica funzione del bilancio di cassa, che è quella del controllo dei pagamenti, può essere più efficacemente perseguita con altri strumenti che sono quelli che si propongono nell'articolo in esame, ed esattamente quelli dei commi 4 e 6. Il comma 4, per il rispetto del patto di stabilità, prevede l'utilizzo di un preventivo di cassa trimestrale e articolato per stato di previsione e di spesa, preventivo che viene comunicato al Consiglio regionale per la sua attività di controllo; è stato mutuato, in sostanza, un principio già affermato nella finanziaria nazionale. Il comma 6 introduce un sistema di controllo dell'andamento dei pagamenti rispetto alla liquidità presente in tesoreria, alla pari di quello introdotto dallo Stato con il decreto legislativo di contenimento della spesa pubblica numero 246 del 2002. Aggiungo, per chi volesse essere informato della questione, che gli atti che sono stati trasmessi dall'amministrazione regionale alla Ragioneria generale presso il Ministero dell'economia ai fini del patto di stabilità che, come è noto, per le Regioni a statuto speciale deve essere stipulato entro il 31 di marzo del 2003, hanno trovato pieno accoglimento in sede istruttoria da parte dei funzionari competenti dell'amministrazione centrale dell'economia.
Questo è il primo punto di cui volevo parlare, ed è l'atto dovuto - diciamo così - pertinente all'articolo 7. Ma poiché ancora oggi si parla di correzione di errori, io mi sono preoccupato di andare a verificare in che cosa consistano questi errori e si citano tra gli errori quelli riguardanti gli enti locali.
Benissimo. Allora, se una finanziaria ha - diciamo così - una sua natura, se i finanziamenti a favore degli enti locali sono in aumento rispetto all'anno scorso, oppure in diminuzione, bisogna capire in quale momento e con quale euro la natura della finanziaria si acquisisce oppure si perde, posto che dalle tabelle tematiche - basta guardare gli atti - risulta chiaramente che il sistema degli enti locali tra assegnazioni statali, regionali ed europee riceve nel 2003 più risorse rispetto al 2002, e ci sono i dettagli. Se poi andiamo a guardare la questione riguardante le categorie produttive, benissimo. Io vorrei sapere quand'è che la finanziaria ha la sua natura, se cioè ce l'ha quando gli artigiani invece di avere 80 milioni di euro, ne hanno per esempio 100 mila, perché bisogna stabilire quand'è che si diventa naturali, quand'è che l'errore viene considerato corretto; oppure quando l'industria riceve 5 milioni di euro in più rispetto all'anno scorso? Oppure quando il commercio ne riceve 8 mila in più?
Cioè non ho ancora capito dove sia l'errore, perché gli errori, se sono errori materiali, siamo qui per correggerli, non esiste il problema, ma quando si parla di errori bisogna che vengano individuati con nome, cognome ed indirizzo gli errori ai quali ci si riferisce. Cioè deve essere indicata la tabella, l'articolo, lo stanziamento al quale si fa riferimento quando si parla di errori e di correzione di errori. Diversamente stiamo dicendo parole e basta.
E` chiaro che da parte della Giunta c'è tutta la disponibilità a verificare all'interno della maggioranza, con l'opposizione eccetera quelli di cui si parla in termini di errore. Però bisogna che la Giunta abbia elementi per poter valutare più compiutamente gli errori ai quali ci si riferisce.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 412. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo a favore del 412 perché le motivazioni che, con i tempi della dovuta preparazione, l'Assessore ci ha portato stamane, non ci soddisfano affatto perché intanto il ragionamento sul bilancio di cassa non si può svolgere, per la sua abolizione ovviamente, con riguardo all'andamento della legislazione nazionale, disconoscendo le dinamiche legislative che questo provvedimento genera nel contesto regionale e alla trasparenza che noi reclamiamo rispetto alla legislazione sulla contabilità regionale. Io mi sarei aspettato semmai un intervento volto a dimostrare all'Aula che le modifiche legislative vanno nella direzione non solo e non soltanto di realizzare maggiore efficienza - cosa che ci mantiene del tutto insoddisfatti per le cose dette - ma soprattutto tende a recuperare un livello di trasparenza e di funzione nei confronti del Consiglio, che invece attraverso questi dispositivi si tende a eliminare, e pertanto le valutazioni che facciamo in ordine a queste modifiche, rimangono negative e quindi sosteniamo la soppressione.
Poi, quest'ultima affermazione sugli errori e sugli equilibri; assessore Masala, guardi gliel'abbiamo detto credo con chiarezza e ripetutamente. Se si vuole sostenere che gli enti locali in Sardegna nel 2003 prenderanno più risorse degli anni passati, non ci sono (se questa è la vostra posizione) le condizioni elementari per intraprendere un dialogo, perché se lei confonde, come le abbiamo sottolineato, la presenza dei fondi del POR come entità che lavora alla quantificazione dei trasferimenti ordinari agli enti locali, noi le diciamo che su questo non siamo d'accordo né potremo trovare nessun tipo di accordo. I fondi del POR non possono essere utilizzati per indicare un equilibrio che non esiste...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Sanna io non riesco a seguirla. Chiedo ai colleghi di tornare al proprio posto e di fare un po' di silenzio. Onorevole Tunis sto parlando anche a lei. Capisco sta arrivando la primavera!
Prego consigliere Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, non accettiamo questa semplificazione. Noi abbiamo sempre sostenuto che i fondi del POR devono poter operare in termini aggiuntivi nella direzione del riequilibrio e del recupero dei ritardi, e per altro un loro uso demagogico fatto in questo modo, è oltremodo dannoso nei confronti della dignità e delle funzioni che gli enti locali, invece, devono assumere.
Come si faccia a dire che le politiche degli enti locali in Sardegna hanno quest'anno lo stesso gettito è paradossale se osserviamo che l'articolo 19 era a zero ed è stato finanziato per la metà, i cantieri comunali per l'occupazione flettono di 20 miliardi, la legge 32 è stata diminuita e poi ha ripreso la sua funzione, l'articolo 51 della legge regionale numero 6/95 è stata diminuita di un miliardo, di tre miliardi i fondi per le province, lo sportello unico per l'edilizia era stato eliminato, quello per le espropriazioni è stato eliminato. Insomma, mi dovete dimostrare come si può parlare di identico trasferimento agli enti locali, in presenza di tagli che a grandi spanne si aggirano sui 200 miliardi in meno di trasferimenti ordinari.
Per cui, se vogliamo ragionare seriamente di questo problema ci vengano evitate le relazioni preconfezionate e si ci confronti sul merito dalle questioni, capitolo per capitolo, e verifichiamo (tolte le risorse aggiuntive del POR) che cosa si sta facendo nella prospettiva per gli enti locali.
Io non ho avvertito, non lo so se lo ha avvertito l'assessore Masala, un particolare nuovo gradimento degli enti locali alle correzioni che sono state apportate; anzi, devo dire che abbiamo avvertito, semmai, il mantenimento di alcune preoccupazioni riguardo ai correttivi introdotti che, in alcuni casi, sono peggiorativi. Ho fatto già l'esempio come, attraverso un emendamento della Giunta, si prendono 4 miliardi dai fondi per gli enti locali per poter gestire le spese sui referendum, che è la prova provata di come laddove c'è bisogno di andare a recuperare qualche risorsa, non si lesina alcunché per mettere mano ai fondi degli enti locali. Questo avrà un peso politico e delle ripercussioni notevoli sul contesto regionale.
Io credo che si sia anche fuori dalle opportunità che la Giunta si sarebbe dovuta creare in questa congiuntura politica di fine legislatura, quella di dare un segno di ostilità nei confronti degli enti locali. Ostilità un po' camuffata fra coloro che sono chiamati a fare difese d'ufficio, coloro che sono chiamati a mostrare tabelle che non dimostrano nulla perché noi fino a quando..
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Continuerà ad usare i fondi del quadro comunitario di sostegno come surrogato all'incapacità di esercitare politiche di entrata e politiche per gli enti locali, la nostra opposizione a questa impostazione sarà unitaria, intransigente e senza flessioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento 412, perché non abbiamo condiviso l'intero articolo e quindi con questo emendamento appunto proponiamo la sua soppressione.
Il perché l'hanno già detto i colleghi in discussione generale; lo voglio brevemente ribadire io in questa dichiarazione di voto. Noi non condividiamo il modo di fare generale di questa finanziaria che, ormai si sta via via manifestando per quella che è, via via che si discutono gli articoli; e adesso questo articolo 7 dimostra palesemente un modo di fare raffazzonato di questa Giunta regionale che propone in diversi articoli modifiche alla legge 11 e alle leggi di contabilità.
Noi abbiamo proposto, non adesso, ma all'articolo 1, abbiamo proposto all'Assessore una legge organica che peraltro è un collegato alla finanziaria, e quindi il rinvio di tutti questi argomenti a quel collegato alla finanziaria. Non è stato accolto questo modo di fare normale, non abbiamo scoperto nulla di eccezionale, è un modo di fare normale. E noi questa normalità la vorremmo applicare soprattutto in questa materia, in materia di finanziaria e in materia di bilancio.
Ciò nonostante si è andati avanti, o meglio la maggioranza è voluta andare avanti, con questo spezzatino che non ha nessuna congruenza, dove un articolo con l'altro non ha nessuna congruenza. L'aspetto più pericoloso e inquietante di questo articolo 7 è la soppressione del bilancio di cassa; non che di per sé la soppressione del bilancio di cassa stravolge chissà quali impianti; però, in questo contesto dove mancano griglie di controllo, dove mancano elementi conoscitivi in particolare del Consiglio regionale e della Commissione terza, io penso che il bilancio di cassa in questa condizione, deve continuare ad esistere.
In ultimo (lo ricordavano poc'anzi i colleghi), i trasferimenti agli enti locali e il rapporto con gli enti locali. Avremo occasione di riparlarne nel successivo articolo 8 per approfondire questo tema, Assessore e Presidente Pili, qui si manifesta davvero lo spirito di questa Giunta, di questa maggioranza nei confronti del mondo delle autonomie locali. Non è certamente in linea con le modifiche al Titolo V° della Costituzione, il nuovo andamento della gestione della cosa pubblica, della gestione della cosa pubblica.
Il ruolo, il nuovo ruolo che deve avere la Regione, che è di programmazione e di controllo anche sugli atti delle autonomie locali (ma un controllo di collaborazione, non un controllo soffocante) sta riportando invece, il vostro modo di fare, indietro di anni, indietro di qualche decennio, una elaborazione che era ed è, molto avanti.
Noi andiamo indietro. Non ci arrendiamo comunque come centrosinistra, ci batteremo in questo articolo per sopprimere questi modi di fare, ma soprattutto nell'articolo 8, dove maggiormente si manifesta una volontà accentratrice che è fuori dal tempo e fuori dalla logica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare il voto favorevole e per dire che non si comprende perché favorevole all'eliminazione di questo articolo 7 non debba essere almeno la gran parte del Consiglio, proprio sull'assunto che ha esposto anche poc'anzi l'Assessore del bilancio. Leggendo un atto scritto poc'anzi nelle prime righe l'Assessore del bilancio riportava nella lezione sul tema "La definizione di bilancio di cassa", testuale: "Il bilancio di cassa ha una funzione regolatrice, o regolatoria, nel flusso di spesa", e se ha una funzione regolatoria del flusso di spesa perché lo volete abolire? Volete abolire la funzione regolatoria del flusso di spesa. Quella funzione regolatoria che è nel sistema statale, quella funzione regolatoria che è nel sistema di pressoché tutte le Regioni.
Si adduce alla specialità, perché la specialità, come talvolta purtroppo spesso accade, viene assunta non per migliorare il sistema delle regole e delle garanzie, la specialità viene assunta per derogare, per fare di testa propria, per fare peggio; e quella non è autonomia. La buona autonomia è quella che migliora il sistema delle garanzie per la spesa pubblica e, soprattutto, per i diritti dei cittadini. Un'autonomia che voglia dire fare di testa propria per peggiorare il sistema, non è un'autonomia, è un arbitrio, che è cosa diversa dalla buona autonomia; e quindi alla funzione regolatrice si vuole sostituire la funzione sregolatrice, perché questa è una maggioranza tendenzialmente sregolata ed una Giunta tendenzialmente anarcoide sul piano della buona gestione politica.
Ciò detto potremmo andare avanti anche speditamente se ci fosse ragionevolezza, ma siccome ragionevolezza non è che ce n'è tanta, la maggioranza riterrà di vincere questo tipo di partite, semplicemente alzando la mano e votando. Ed andremo avanti così, e non si capisce fino a quando e fin dove ogni - ormai abbiamo misurato - mediamente ogni cinque, sei giorni, il Presidente della Giunta, che sta zitto per un lasso di tempo sufficiente, lancia una bomba preventiva sulla sua maggioranza, e a quel punto tutti applaudono e vanno avanti.
Ma, invece di lanciare bombe preventive sul Consiglio, non sarebbe meglio "avere consiglio"? Cioè avere capacità critica, riflessiva, intelligente per davvero, e quindi fare il punto della situazione e decidere la maggioranza e la Giunta che cosa conviene della vostra finanziaria, non della nostra, che siamo l'opposizione e per fare la nostra finanziaria aspetteremo il turno di poter essere maggioranza, democraticamente.
Ma della vostra finanziaria cosa volete farne? Vi è o no la possibilità, come da più parti si è detto, di correggere, di modificare tenendo conto di domande forti che ha avanzato, non solo l'opposizione in quest'Aula, ma che ha avanzato il mondo produttivo e sociale della Sardegna. E qui devo dire, per quanto ci riguarda, non è neppure sufficiente che noi invochiamo un metodo. Noi invochiamo correzioni di merito e riproponiamo le questioni, in materia di lavoro mancano all'appello più di duecento miliardi. Bisogna trovare il modo di reperire i duecento miliardi che mancano all'appello per mantenere almeno aperta la possibilità che le attuali leggi per il lavoro, utilizzate bene e migliorate, la nostra parola d'ordine l'abbiamo enunciata fin dall'inizio, per noi in materia di lavoro si tratta di salvare e migliorare l'intervento regionale, quindi non solo salvare, mantenere com'è, salvare e migliorare l'intervento regionale.
Così come in materia di enti locali non basta dire: "Danari ai comuni" noi vogliamo dire "Danari ai comuni per fare certe cose, non per farne altre". Danari ai comuni, per esempio, non per fare i cosiddetti grandi eventi, non per sprecare miliardi per le Luisa Corna di turno, ma insomma, in una città come Cagliari, dove per cantare in piazza le ballerine si spendono miliardi, leggiamo i giornali, ma leggiamoli insieme, quelli di oggi! La Caritas denuncia a Cagliari oggi più di diecimila nuovi poveri in questa città che si ritiene ricca, opulenta e privilegiata rispetto a chissà quali altre parti della Sardegna.
In quei diecimila poveri ci sono diecimila famiglie, diecimila cittadini, c'è la città intera che in qualche modo ne è coinvolta! Vogliamo dire che i danari ai Comuni devono essere conservati e incrementati perché siano tenuti i servizi sociali, perché funzionino le normative per il lavoro, perché migliori la qualità della vita?!
Allora, se vogliamo appena appena ragionare su queste cose, noi non pretendiamo che l'intera nostra proposta venga accolta dalla maggioranza, ma almeno una parte, e quindi su questo e nel merito, se volete, si può discutere e confrontarsi. Al di fuori di questo, continueremo così, di articolo in articolo, di emendamento in emendamento, però non si dica che gli emendamenti sono troppi.
Quella che è troppa è la vostra prepotenza!
PRESIDENTE.. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, due brevi considerazioni. La prima è che continuiamo a dire - nel sentire alcuni, e noi siamo tra questi che si lamentano della lunghezza delle procedure della discussione di bilancio in Aula - che occorre snellire, e per snellire occorre eliminare una serie di emendamenti. Ma anche qua, se non prende la decisione, se non prende le mosse, se non prende l'iniziativa la Giunta che ha avuto mesi per predisporre la propria finanziaria, se non prende l'iniziativa la maggioranza che sostiene la Giunta mi pare che se siete voi stessi che continuate a ritenere che la finanziaria vada manipolata, integrata, rettificata, poi come si fa a lamentarsi che i tempi sono lunghi!
Chi si lamenta che i tempi sono lunghi, siamo noi. Voi state facendo un ostruzionismo incredibile a voi stessi, a voi stessi che avete avuto mesi per preparare una finanziaria a vostra immagine e somiglianza, ed ora in maniera schizofrenica la smentite.
Cominciate a dire come volete procedere - lo diceva prima l'onorevole Cugini - cominciate a dire quali sono gli emendamenti inutili, quali sono le cose che si possono rinviare ai collegati, quali sono le cose che possono essere messe in secondo piano. Perché questa è la strada per fare un passo avanti.
La seconda considerazione, sempre su questa lunghezza d'onda; la finanziaria sta andando lentissimamente perché non è più una finanziaria, perché diventa - certo, altre volte è successo, ma sta sempre peggiorando la situazione - una legge omnibus, che è il treno dove tutto si carica, dove tutto trasporta. Ora, continuare ad operare sulla finanziaria per fare modifiche sulla legge di contabilità è una procedura in gran parte irresponsabile; e qua si fanno modifiche sulla legge di contabilità, che sono incomprensibili. L'abolizione del bilancio di cassa non un ha nessun significato, è un elemento di rigore, di razionalità; perché volete abolirlo?
E poi che qualità è la vostra attività legislativa quando al comma 5 si dice: "Sono abrogate tutte le norme regionali della legge 11 in contrasto col comma 4?". Ma ce lo volete dire quali sono le leggi, o lo lasciamo dire al funzionario?!
Le leggi che sono abrogate vanno abrogate con legge! Questo è un eccesso di delega! Cosa vuol dire tutte le leggi? Chi lo sa quali sono le norme in contrasto col comma 4? Chi lo sa?
Io credo che non si possa legiferare così. E questa non è una critica di destra, di sinistra, non stiamo facendo una polemica politica, stiamo cercando di interrogarci come il legislatore deve fare il suo dovere! E' un fatto di rigore, di correttezza. Quindi io chiedo all'Assessore quantomeno di specificarle, perché su una quantità di articoli, di commi, di legge, non dice: "Sono abrogate tutte le norme solamente della legge di contabilità", tutte le norme della legge numero 11. Cioè quali sono quelle che sono in contrasto?
Perché se non sappiamo questo domani ci possiamo trovare una legge numero 11, fortemente manipolata perché la Giunta (ma io non credo neanche la Giunta), il funzionario di turno si è messo a dire "Questa norma è in contrasto" arbitrariamente. Non si possono fare leggi così! Il Consiglio deve legiferare sapendo cosa sta deliberando! E quindi, se volete abrogare delle leggi in contrasto col comma 4, dovete scriverle. Cosa ci vuole a dire: l'articolo x, il comma y sono in contrasto? Ma rinviare così, oltre che un eccesso di delega all'Esecutivo, è un eccesso di delega alla struttura, che non si può assumere questo compito.
Quindi, da questo punto di vista io chiedo all'Assessore e non dall'opposizione, non come opposizione ma come consigliere, come Assemblea, che voglia specificare quanto meno le norme che si intendono abrogate, posto che ribadisco, il mio voto contrario a questo articolo, favorevole all'emendamento, perché non si può lavorare in questo modo, e questa è una delle cause di perdita di tempo, ma una delle cause con cui stiamo continuando a pasticciare e ad inquinare la nostra legislazione, che diventa sempre più inapplicabile!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, intanto per dichiarare il voto favorevole del Gruppo agli emendamenti che tendono a sopprimere l'articolo 7 che, a nostro avviso, è assolutamente incongruente e sul quale, presumibilmente, la stessa Giunta regionale non ha riflettuto a sufficienza. Ci meraviglia che da un lato la Giunta regionale, mi pare all'articolo 2 della finanziaria, introducesse criteri aggiuntivi rispetto al sistema contabile tradizionale, e cioè che introducesse la contabilità economico-patrimoniale, partendo dal presupposto che allargando i sistemi contabili, prevedendo anche nelle pubbliche istituzioni la contabilità economico-patrimoniale, evidentemente il controllo dovrebbe risultare (questo dicevano sia l'Assessore che il relatore onorevole Balletto) dovrebbe risultare più efficace, più congruo, dare maggiori certezze ed essere meglio rispondente ad un'analisi di quelli che sono i costi ed i ricavi.
Mentre da un lato - e a noi già quella posizione pareva poco riflettuta, abbastanza incerta e direi lanciata con un eccessivo entusiasmo - senza fermarsi sufficientemente, per esempio per prevedere una legge organica che pure potesse viaggiare in quella direzione, ma che desse certezza sui risultati che si intendevano perseguire, ecco, già, dicevamo, quegli obiettivi a cui accennava l'Assessore, l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale fatta a quel modo e con le risorse che erano previste, smodate, esagerate in un triennio pari a 15 miliardi e adesso, invece di colpo, improvvisamente, vediamo che la Giunta regionale introduce un altro criterio: quello dell'abolizione della contabilità di cassa. Ma perché? Quali obiettivi si perseguono a questo modo? Al massimo la contabilità di cassa dà maggiori garanzie, certamente non riduce le garanzie e si presenta sicuramente con una maggiore efficacia ed efficienza nel controllo della gestione e nella verifica dei pagamenti.
La stessa relazione recita che è finalizzata al controllo dell'azione amministrativa per ciò che concerne i pagamenti. Bene. Vi pare questo un elemento di poco conto, eliminare uno strumento che è finalizzato al controllo dell'azione amministrativa relativamente ai pagamenti?
E poi aggiunge: "Beh, va bene, ma siccome non possono superare gli stanziamenti autorizzati dal legislatore in termini di cassa per ciascuna UPB, tale controllo troverebbe senso soltanto per le spese di investimento e non invece per le spese correnti, perché vi sono altre eventuali metodiche di verifica".
Ma, intanto si ammette che per le spese d'investimento tale controllo resta in ogni caso utile, ma in ogni caso resta incomprensibile il perché dell'adozione di uno strumento che mira ridurre, che mira a contenere anziché ad allargare, le garanzie che la contabilità solitamente deve offrire. Io credo che sarebbe utile se l'Assessore, la Giunta regionale ritirassero questo articolo, perché riteniamo che sia incongruente e che lasci aperti gli spazi e gli ambiti anche ad una qual certa inquietudine per ciò che un domani può ingenerarsi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Prego due segretari, anche uno dell'opposizione di venire qui.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 412, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 411, presentato dai colleghi Falconi, Spissu ed altri.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare ugualmente il voto favorevole e per richiamare le ragioni che consigliano o dovrebbero consigliare il Consiglio, che invece non si lascia consigliare, ad approvare questi emendamenti (questo adesso e gli altri successivamente) che in buona sostanza vogliono solo liberare il campo di una serie di complicazioni, che voi chiamate "semplificazioni", perché abbassano il livello di controllo nell'uso delle risorse pubbliche. E per richiamare ancora la necessità che il Consiglio regionale vada al dunque, se vuole discutere davvero e per bene questa finanziaria, e si applichi a pensare quali debbano essere i punti di caduta o i punti d'incontro che migliorino la proposta di spesa pubblica in questa Regione.
Noi non ci lasceremo in nessun modo condizionare dal vostro modo di procedere. Voi avete ritardato 4 - 5 mesi la presentazione del bilancio, e ben sapevate - e ben sapete - che ogni giorno che passa griderete "Al lupo, al lupo!" e direte "Ma è tardi". Ma è tardi proprio perché voi avete ritardato di tanti mesi. Quindi non avremo nessun turbamento psicologico dal fatto che voi direte "E` tardi e la Sardegna perde". La Sardegna sta perdendo molto, troppo, per cui sarebbe saggio - ripeto - se anche la maggioranza o chi nella maggioranza vuole essere pensoso, perché pensi per davvero a come venire a capo di questa situazione.
Sono alcuni i punti sui quali tutti, ivi compresi voi, o chi vorrà di voi, dovrà riflettere. E cioè, l'abbiamo detto, lo ridiciamo, lo ridiremo: principalmente sono i temi del lavoro, della spesa sociale, del sostegno all'economia a partire da quella modifica e da quella dotazione che tutti, incontrando le associazioni agricole, avete detto essere disposti a reintegrare per l'agricoltura, e cioè alcuni punti fondamentali che migliorino questa manovra finanziaria. E ad alcuni di questi temi bisogna dare svolgimento.
Voi non potete pensare che ogni giorno attorno ai cosiddetti molti, troppi emendamenti, il tempo passerà inutilmente. Vi invito ancora: leggete i giornali, quelli che tutti i cittadini in Sardegna leggono, e leggete il giornale di oggi, ma anche quelli dei giorni scorsi, almeno quegli elementi fondamentali che vengono sottoposti all'attenzione pubblica, la quale si chiede "Ma quelli nel Consiglio regionale che fanno?".
Immagino che tanta gente oggi in Sardegna, ogni giorno, si domandi: "Ma quelli ci pensano o no? O la Regione non può fare nulla rispetto ai diecimila poveri censiti nella città di Cagliari, capoluogo di Regione, capitale del Mediterraneo?". E per quei diecimila poveri censiti nel capoluogo della regione, quanti altri migliaia e migliaia di poveri in questa regione sono censiti nelle altre città e negli altri paesi?! O tutto questo non vale? Se vi si dice che una volta al mese presso l'ex mercato di via Pola, una volta al mese, a ritirare un po' di pasta, un po' di olio, un po' di zucchero si presenta l'extracomunitario, il nomade, ma anche il maestro che ha perso la cattedra e l'impiegato che con la sua pensione non può vivere e tenere la famiglia! Vengono censite queste figure sociali!
E se l'amministratore locale, interpellato dal giornalista, dall'operatore della pubblica informazione: "Ma che fa il Comune, capoluogo di Regione, che fa l'amministratore del capoluogo della Regione di fronte a questo dramma della povertà di massa?" risponde: "Io ho a cuore il sociale. Noi stiamo intervenendo. Abbiamo monitorato". Il Comune ha monitorato, mentre migliaia di volontari raccolgono pasta, olio, zucchero, biscotti, pannolini per i bambini, per migliaia e migliaia di persone, il Comune, l'amministratore ha monitorato! E la Regione che fa? Forse non ha neppure monitorato!
Allora, di fronte a queste questioni, per la spesa sociale negli enti locali, quando noi diciamo enti locali non diciamo più muraglioni negli enti locali, noi diciamo servizi sociali fondamentali negli enti locali ed attraverso gli enti locali. Vogliamo o no introdurre alcune varianti in questo bilancio che rispondano a questi bisogni sociali fondamentali?
Vogliamo o no porci il problema del lavoro? Perché quando in una famiglia c'è solo un reddito, è chiaro che quel reddito diviso per sette o otto e talvolta per più persone non è più un reddito!
PRESIDENTE. Consigliere Cogodi, se io le do altro tempo è per arrivare alla conclusione... se lei continua ad argomentare comprenda che è difficile poi arrivare alla conclusione.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa Presidente. Questa è la conclusione: un invito a voler cagliare attorno ad alcune questioni le varianti e le variazioni necessarie a questo bilancio, perché lì sulla sostanza, sul merito e non sull'invocato metodo del confronto tutto astratto e tutto teorico, si gioca la sorte di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO. (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento 411. L'introduzione di questo primo comma dell'articolo 7 è abbastanza significativo, perché mentre tutte le argomentazioni che sono state fatte finora dall'Assessore volgono a teorizzare o a sostenere un'ipotetica tesi di semplificazione e di efficienza della macchina amministrativa, con questo comma si reintroduce in capo alla tesoreria il potere del controllo di legittimità. Cioè mentre fino ad oggi la ragioneria doveva solo rispondere ad un'evidente corrispondenza contabile, con questo emendamento la ragioneria viene caricata della verifica di legittimità dell'atto d'impegno, come se in questo decennio (per non andare oltre) non siano intervenuto nella legislazione nazionale e anche regionale alcuni principi che non solo separavano i poteri ma ripartivano i poteri.
Da questo elemento noi traiamo:
- punto primo: la volontà della Giunta di mettere in capo alla tesoreria un altro sistema di filtro che rallenterà enormemente i processi di spesa.
- Punto secondo: si vuole sostenere che qualunque soggetto emittente un atto d'impegno in questa Regione, è privo di responsabilità; cioè non può essere demandato al soggetto emittente nessun tipo di responsabilità, perché se c'è il controllo di legittimità è chiaro che si riconosce che il soggetto emittente non ha nessuna responsabilità di verificare ex ante l'emissione dell'atto, la legittimità e la correttezza dell'atto di impegno.
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GIAN VALERIO.) E' l'esempio di un passo indietro, della negazione del principio e dei principi che sono stati introdotti con la legge 31 e col decreto legislativo 29. Io voglio solo dire che questo tipo di controllo tutto sommato era stato già eliminato in passato dalla legge numero 11 e adesso, per semplificare le procedure ed accelerare i processi di spesa, viene reintrodotto con dubbia legittimità sul fatto che la tesoreria regionale possa caricarsi della verifica della legittimità di un atto, salvo quella di verificare la compatibilità con i documenti contabili, quindi la corrispondenza contabile dell'atto.
E` una proposta che si potrebbe dire indecente dal punto di vista generale, ma queste parole ormai non fanno più effetto ad una Giunta che cerca di entrare nei sistemi legislativi prescindendo dalla loro organicità, prescindendo anche dai principi di legge quadro che, come Regione abbiamo l'obbligo di adottare, che già con ritardo adottiamo, ed è un comma che introduce nell'Amministrazione nuovamente la cognizione che in questa straordinaria Amministrazione regionale più si confondono le competenze, più nessuno avrà responsabilità; mentre invece tutto il sistema legislativo deve andare a confermare i livelli di responsabilità. Io mi sarei atteso, Assessore, che lei ci proponesse un articolo nel quale imponesse al soggetto emittente l'atto, la verifica preventiva della legittimità, senza introdurre in capo alla Tesoreria competenze che sono di dubbia pertinenza e sicuramente atte a rallentare i processi di spesa. Ma se leggo in maniera sinottica l'articolo 7 non mi meraviglia: togliete gli elementi della trasparenza, ci eliminate le possibilità di verifica, ve la prendete poi con comodo a complicare il sistema legislativo peraltro con una carenza molto grave, Assessore, perché lei in quest'aula dovrebbe essere il primo a darci ragione funzionale, tecnica, espositiva delle ragioni di questi emendamenti piuttosto che leggere a posteriori, dopo che sono stati sollevati i problemi, delle giustificazioni scritte che non danno conto della filosofia complessiva di questo articolo 7, che innesca un sistema di ritorno al passato e di arretramento rispetto anche ai principi che siamo obbligati come Regione. Perché lei può invocare i patti di stabilità, tutte queste balle qua, che condiscono e fioriscono gli argomenti, poi nel concreto non li rispettate mai. La stessa cosa avviene nel processo di delegificazione quando introducete delle norme che hanno il sapore dell'occultamento dei processi funzionali della Regione, togliendo anche al Consiglio la possibilità di intervenire in via legislativa per semplificare e rendere ottimali i processi di funzionamento e l'accelerazione dell'attività amministrativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Questo emendamento, che prevede la soppressione del comma 1 dell'articolo 7, è quanto mai opportuno e riteniamo, anche in questo caso, che la Giunta intervenga in un punto delicato sempre della legge numero 11/83, che tratta sempre materia di bilancio, e qui in particolare modifica l'articolo 37 sulle competenze della Ragioneria generale della Regione Sardegna.
E' un modo di fare che non condividiamo, e non condividiamo il vostro modo di fare generale, ma questo lo abbiamo già detto, perché pare quasi evidente, a questo punto, che per voi togliere i controlli dà efficienza a tutto il sistema. Così non è e così non è mai. L'efficienza, o meglio la vostra inefficienza è data dai ritardi, è data da quattro mesi di esercizio provvisorio, dai ritardi dei successivi programmi, dai ritardi nei trasferimenti agli enti locali, dai ritardi che gli Assessorati maturano ulteriormente nel fare i decreti, queste sono le inefficienze, che non sono da oggi, ma che oggi si stanno ulteriormente dilatando. E allora voi pensate di dare una risposta a tutte queste problematiche togliendo appunto i freni, i controlli. Badate, è un modo di fare pericoloso, soprattutto per il Consiglio regionale che è chiamato adesso a legiferare, ma sta appunto togliendo quelle maglie, quelle griglie che ci consentono poi di riverificare il buon andamento o il cattivo andamento di una amministrazione.
Ebbene, noi con questo emendamento proponiamo la soppressione del comma 1 dell'articolo 7, non per ragioni né ostruzionistiche, né altro, perché siamo convinti che il tutto, lo ripetiamo e lo ripeteremo ancora nei successivi commi, debba essere rinviato a una legge organica che per altro voi avete presentato come collegato a questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 411 che mira alla soppressione del primo comma dell'articolo 7. Motivo il mio voto dicendo che non condivido il modo di procedere della Giunta regionale, che proprio in occasione di questa finanziaria ha evidenziato come non si dovrebbe procedere in materia di bilancio, cioè un modo di procedere all'insegna dell'episodicità, in termini molto frammentati, privo di un disegno strategico complessivo, che va a incidere rispetto a norme che dovrebbero rappresentare invece i punti cardine di una qualsiasi corretta e puntuale gestione economica e finanziaria.
La legge 11/83 dovrebbe rappresentare proprio uno dei capisaldi attorno a cui ispirare tutta l'attività in materia contabile e finanziaria e da cui trova ragion d'essere anche l'impostazione del bilancio e della programmazione finanziaria triennale. Con le modifiche che la maggioranza propone invece noi notiamo che vengono reintrodotte talvolta norme che in precedenza erano state abrogate e che soprattutto non si tiene conto di quanto è esplicitato all'interno della stessa legge regionale 11/83, che comunque fa riferimento specifico ad alcuni principi che sono condivisibili. Mi riferisco in particolare ai principi dello snellimento e della trasparenza dei procedimenti di spesa regionale. Io ritengo che questi obiettivi siano ancora lungi dall'essere raggiunti, però sarebbe opportuno, a mio parere, procedere a eventuali modifiche non in termini così frammentari ed episodici, ma dando proprio alla Ragioneria generale della Regione, così come previsto dall'articolo 57, quei compiti di carattere consultivo. E allora, se la Ragioneria generale deve avere questa competenza, sarebbe opportuno che presentasse un disegno organico, una proposta organica di modifica, mentre ritengo che continuando a procedere come si sta procedendo con ogni finanziaria, attraverso o la modifica o la reintroduzione di norme precedentemente abrogate, si va solo per tentativi e si avanza solo a tentoni.
Questo non è un corretto modo di procedere, è bene snellire le norme però all'insegna di un quadro e di un disegno compiuto e definito, ma soprattutto all'insegna della trasparenza. Per cui noi ci saremmo attesi che l'Assessore della programmazione, l'onorevole Masala, ci avesse presentato appunto quanto meno un disegno organico frutto di quella funzione consultiva che la Ragioneria generale della Regione deve avere senza andare a interporsi rispetto a competenze che invece devono essere proprie, per agevolare la snellezza della spesa, delle competenze dei singoli Assessorati, perché il disegno è anche quello di arrivare alle Ragionerie di Assessorato.
Io ritengo che in assenza proprio di questo disegno organico sia oltremodo opportuno l'emendamento presentato dai colleghi Falconi, Spissu, Demuru e Pirisi, che mira all'abrogazione del primo comma dell'articolo 7 della legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). L'emendamento di cui parliamo, che chiede di abrogare il comma primo dell'articolo 7, ha un significato che è stato ribadito dai colleghi, ma io voglio sottolineare solo un aspetto. Il primo comma dice: "Nell'articolo 57, comma 1, della legge regionale numero 11 dell'83, dopo il punto 2 è aggiunto il seguente: alla verifica..." sta parlando della Ragioneria che ha compiti di verifica e deve verificare che "l'atto d'impegno contenga tutti gli elementi di legittimità contabile, senza che questo comporti la presentazione di ulteriore documentazione, e in caso di insussistenza di tali elementi restituisce al soggetto emittente l'atto medesimo". Chi conosce l'amministrazione all'interno, sa che questo è un passaggio molto delicato. Ricollego la mia considerazione a quanto abbiamo detto nei giorni scorsi: siamo in una realtà di evoluzione del sistema dei controlli, è venuto meno il sistema, ed è stato giusto, del controllo del Governo sulle leggi, c'è stata un'abolizione del controllo della Corte dei Conti, è stato ridotto il controllo della Ragioneria, è stata mutata la struttura del bilancio che lo rende molto più flessibile, ora la Ragioneria deve verificare che i decreti di impegno abbiano tutti i requisiti. Questo comma dice che la Ragioneria verifica che i decreti abbiano tutti i requisiti senza chiedere ulteriori informazioni. Cosa vuol dire? Che se la Ragioneria ha dei dubbi che quei decreti... non può ulteriormente chiedere documentazione. Ma questo significa, per chi conosce dall'interno l'Amministrazione, impedire alla Ragioneria di fare il proprio lavoro. Allora, io non capisco il discorso, è una cosa interna, poi la Ragioneria prende ordini dall'Assessore e dal Presidente in particolare, ma che senso ha continuare a legiferare su gestioni interne, su compiti interni dell'Amministrazione, su quello che l'ufficio deve fare, posto che poi l'ufficio prende disposizioni dai dirigenti, in questo caso dai dirigenti politici.
Quindi questo comma da un lato non ha senso perché il Presidente può dare con direttive la sua linea di condotta, e da un altro lato la specificazione sta ulteriormente tendendo a ridurre la capacità di controllo anche interno della Ragioneria sugli atti amministrativi e quindi sta edificando un sistema di arbitrio e di mancanza di controlli.
Non è anche questo un giudizio politico, è un giudizio tecnico che spetterebbe all'Aula, e se ci fosse la discussione di queste leggi in sede competente, non come inciso sulla legge del bilancio, si potrebbe fare un lavoro fatto bene. Qua si continua ad andare avanti con leggi così improvvisate, con norme improvvisate, che non si sa poi dove porteranno. Ribadisco la mia preoccupazione, ripeto, non da un'ottica di sinistra, di destra, non c'entra niente, da un'ottica di buona amministrazione, che mi pare stia sempre di più venendo meno.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prenotarsi per tempo gli interventi, magari durante l'intervento del collega che sta parlando, in modo da evitare perdite di tempo. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento 411, che tende a sopprimere il comma 1 dell'articolo 7. Vogliamo richiamare il fatto che né gli emendamenti, né tanto meno gli interventi sono una scelta di perdita di tempo, una scelta di inutile contrapposizione, ma riteniamo che siano assolutamente necessari, perché ci pare che anche il comma 1 dell'articolo 7 sia improntato a improvvisazione e sia frutto di occasionalità. In ogni caso non appare come una decisione decisamente riflettuta, ma ci pare che rischi semmai, dall'altro lato, di compromettere i risultati che sino a questo momento sono stati considerati utili e validi e di rendere disomogeneo e disorganico ciò che invece, allo stato attuale delle cose, a noi appare omogeneo e organico.
Questo non significa naturalmente che riteniamo inutile intervenire in materia di contabilità, di controlli, di competenze della Ragioneria e quant'altro; non è questo, può essere utile farlo ma deve essere fatto in maniera compiuta e non in maniera occasionale, modificando ora questo articolo di legge ora quell'altro, ora questo comma ora quell'altro comma, in maniera estemporanea e non invece rivisitando in maniera più riflettuta, più organica, più compiuta eventualmente anche tutta la materia relativa alla contabilità. Questa sarebbe una metodica certamente più utile; è una metodica che consentirebbe alla Giunta regionale e all'intero Consiglio regionale, non di ragionare di volta in volta per singole parti, per singoli aspetti, per pezzi di cose, ma ci consentirebbe di ragionare in maniera logica, compiuta, organica sull'insieme di una proposta che mirasse, evidentemente, a introdurre modificazioni all'interno di questa materia. Per cui il nostro voto a favore dell'emendamento soppressivo del comma 1 è favorevole e chiedo, Presidente, che si possa procedere, quando sarà, al momento opportuno, alla votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Altre sette persone che appoggino la richiesta, basta sollevare la mano.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MASIA, IBBA, FALCONI, ORRU', Alberto SANNA, CALLEDDA, CUGINI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 411.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU -VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 33
contrari 43
(Il Consiglio non approva)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 120. Ha domandato di parlare sulla modalità di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 42
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI -CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Emendamento numero 121. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, volevo chiedere se il comma 5 è decaduto.
PRESIDENTE. Certo. Il comma 4 dell'articolo 7 è soppresso, il 5 è collegato, è decaduto essendo decaduto il comma 4. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 121. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 121 propone la soppressione del comma 6; voteremo certamente a favore di questo emendamento perché riteniamo che proprio il comma 6, per le cose che ho ricordato anche in sede di discussione generale, su questo articolo ha una strana carica di ulteriore limitazione del funzionamento dell'Amministrazione regionale, ed un eccesso anche di poteri in capo all'Assessore riguardo alla limitazione dell'emissione dei pagamenti a carico del bilancio regionale. Credo che l'andamento della cassa rispetto all'andamento dei pagamenti deve essere un'attività di interfaccia permanente da parte del sistema regionale, senza arrivare a provvedimenti di questa natura, che in qualche modo fanno salva in maniera pletorica, forse anche inutile, l'obbligatorietà di alcune spese e danno invece all'Assessore competente un potere eccessivo rispetto alla limitazione di altri. E` un po' quello che è accaduto anche nel corso degli anni precedenti riguardo ad una serie di pagamenti, e mi riferisco alle numerose lamentele degli amministratori locali con riguardo all'emissione dei decreti per l'attuazione dei PIA e di altri provvedimenti che avevano conseguito tutte le autorizzazioni, i concerti e quant'altro, e che in qualche modo attraverso una limitazione indiretta che era apposta alla firma da parte dell'Assessore del decreto di liquidazione, hanno comportato una discrezionalità - a nostro giudizio - eccessiva ed ingiustificata e che noi riprenderemo, poi, nel seguito con un emendamento specifico che invece impone all'Assessore competente l'emissione dei titoli di spesa laddove siano raggiunti tutti i requisiti posti dalle leggi per l'emissione dei relativi titoli di pagamento, togliendo invece quella discrezionalità che in qualche modo è la causa, è una delle cause principali, anche nel corso dell'esercizio 2002, della paralisi che ha generato il rapporto fra cassa e pagamenti.
Ripeto che questo tipo di atteggiamento è un atteggiamento che incrementa i poteri discrezionali in capo all'Assessore; mi verrebbe da dire una cosa elementare, cioè c'è stata anche di recente una presa di posizione della Cassazione, in una vertenza che riguardava la separazione dei poteri, fra i poteri di indirizzo da parte delle autorità politiche e i poteri di gestione da parte delle autorità burocratiche, leggendo questo articolo verrebbe da sorridere, come dire, che la nostra Regione in barba a tutti gli orientamenti giurisprudenziali carica l'Assessore, cioè l'autorità politica, di una competenza che per legge non gli spetta più, mentre voi venite a predicare a noi atteggiamenti di snellimento, di accelerazione, di ammodernamento, quando in questo articolo la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore, limita una funzione amministrativa con un potere discrezionale che non gli compete e che viola le norme e i principi generali anche delle leggi di riforma economico-sociale della Repubblica che dava a noi il potere e l'obbligazione di recepire questi principi, che in parte sono stati recepiti nella 31 e che come vediamo nella legislazione corrente non vi dispiace disattendere sistematicamente e in maniera quasi continuativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Sempre sull'abrogazione del comma 6 dell'articolo 7 conseguente peraltro all'abrogazione definitiva, seppure a voto segreto, del comma precedente che sopprimeva a sua volta il bilancio di cassa; la considerazione, al di là dei risvolti scandalistici o propagandistici da una parte o dall'altra sulle modalità di voto e sull'esito del voto, io voglio fare solamente una considerazione su questo, diciamo una considerazione tecnica, oppure una constatazione se preferite, che i nostri argomenti che in questi giorni abbiamo portato in Aula non solo oggi sulla necessità di lasciare il bilancio di cassa, hanno convinto i colleghi, perché il voto era talmente ampio che non può considerarsi il semplice travaso di uno, due, tre, quattro, ma era una volontà esplicita e marcata del Consiglio regionale per lasciare il bilancio di cassa.
Gli stessi argomenti valgono per il comma 6 e queste nostre dichiarazioni di voto forse impediscono il voto segreto, ma noi confidiamo, non solo sui nostri argomenti, ma proprio sulla sensibilità dei colleghi di maggioranza e di opposizione sull'ascolto e recepimento dei nostri argomenti. Questo comma parla dei pagamenti che devono avvenire nella cosa normale, i pagamenti avvengono quando c'è cassa, quando non ce n'è si fa la fila; questo avviene - ahinoi - per molte cose ormai in questa Regione, perché il Governo amico non trasferisce l'IVA, la Regione non riesce ad avere una politica delle entrate, per cui la cassa la si fa con dei mutui, ormai con dei mutui. Per mettere in piedi questi mutui, se non ci sono i decreti che chiedono il pagamento alla cassa, non vengono presi temporaneamente in considerazione, e stanno in stand by. Ma c'è in questo articolo una cosa abbastanza pericolosa che voglio sottolineare in ultimo ai colleghi consiglieri; ci sono dei decreti che vanno comunque pagati, non è che possiamo esimerci dal pagare gli stipendi al personale, ma la cernita fra ciò che va pagato e ciò che non va pagato, udite udite, la fa la Giunta regionale su proposta dell'Assessore del bilancio. Anche qui stiamo togliendo controlli, dando un'ampia delega alla Giunta regionale e per essa all'Assessore competente, stiamo cioè assottigliando sempre di più le competenze di controllo del Consiglio regionale, mettendo in capo alla Giunta le operazioni che alla lunga possono rivelarsi per il Consiglio regionale un enorme boomerang.
Su questo volevo porre l'attenzione dei colleghi, soprattutto della maggioranza, per invitarli anche in questo caso a votare a favore dell'abrogazione del comma 6 dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che pezzo dopo pezzo si manifesta quale sia la vera natura, la vera impostazione di insieme di questa finanziaria. Fortunatamente si manifesta anche una prudenza e una saggezza sopravvenuta nel Consiglio ed anche in parti ovviamente della maggioranza, che pone rimedio almeno in alcune situazioni a questo tentativo di sregolatezza o sregolazione che precede la sregolatezza; è la risposta all'amico Capelli che insiste da qualche mese: "finanziaria senz'anima". No, l'anima c'è, la vedete? L'anima c'è in ogni articolo e in ogni comma. E` un anima autoritaria, burocratica, dirigistica, che pervade, che sostiene proprio una normativa d'insieme, qui abbiamo alcuni esempi, alcuni spaccati ma poi via via questa costante si manifesterà ancora, per cui forse varrebbe il tanto che voci o convinzioni sicuramente presenti anche dalle parti di chi compone la maggioranza, potessero esplicitamente anche dire una qualche parola di sostegno in questa direzione, risparmieremmo un sacco di tempo se noi della finanziaria decidessimo di espungere tutte queste norme che hanno questa caratteristica, di essere cioè di tipo autoritario e dirigistico, che consegnano poteri in mano non alla Giunta, apparentemente in mano alla Giunta, ma comunque alcuni poteri neppure in mano alla Giunta in via esclusiva dovrebbero essere consegnati, ma di fatto in mano a chi istruisce le proposte, cioè in mano all'Assessorato del Bilancio, in altre situazioni ad altri Assessorati; poi, l'Assessorato anche quello ha una dizione molto ampia, apparentemente oggettiva. Poi, è l'Assessore o chi sta vicino all'Assessore, il suo consigliere, il suo esperto, il suo staff, ma, dai, quando si dice l'Assessorato ben si sa che proposta puntale e precisa in materia di questo genere non è l'oggettività dell'ufficio, ma è la prossimità della valutazione politica vicino a chi ha la responsabilità di proposta politica. Allora, questo comma 6, è stato detto, ma si può ancora riprendere il concetto, come si fa a dire che, su proposta dell'Assessore, la Giunta definisce le limitazioni all'emissione dei titoli di pagamento in termini quantitativi e qualitativi. Ma in base a quale criterio oggettivo? In base a quale riferimento sostenibile? In base a quale ragionamento che si regga di fronte a tutti? Insomma, di fronte ad un fornitore o a diversi fornitori che dovrebbero essere pagati o di fronte alla riscossione dal bilancio pubblico, che debba fare un destinatario che, per legge della Regione, per regola data, uno si presenti a richiedere non c'è sufficiente disponibilità di cassa e la Giunta, ma in realtà l'Assessore, dice chi viene pagato e chi non viene pagato. Ma voi lo comprendete che molte volte la puntualità nel pagamento per un ente pubblico rispetto a soggetti destinatari può decidere non solo quando si mette in tasca quello che ho nella disponibilità, intendendo questo quello che è dovuto, ma può decidere del buon andamento di una piccola impresa, può decidere del buon andamento di un'attività e quant'altro.
Qualche volta un ritardo nel pagamento, se è di qualche giorno e se è di qualche stipendio alto, lo stipendio basso porta - come dire - anche difficoltà nella persona o nella famiglia se non è puntuale il pagamento, ma qualche stipendio alto, di giorni, non è che determini chissà quale sconquasso nel percettore dello stipendio, ma molte volte il ritardato pagamento di un fornitore o di una somma che serve ad introitare per far fronte ad altri impegni, possono portare sconquassi. Allora questa norma è una norma che annuncia bancarotta. Sono i paesi in via - come dire - di crisi profonda vicini al disastro economico che congelano nelle banche i depositi, i titoli, le disponibilità e le cose degli altri, anche dei cittadini oltre che degli operatori economici. Questa è una norma impossibile che vuole cancellare la responsabilità del ritardo, non si vuole porre il problema del perché accada che la Regione decida di fare certe cose e poi non abbia i denari per farlo che dovrebbe avere, perché sono quei danari che ha deciso di destinare, quindi vuol dire che aveva tenuto in conto che li aveva, e in questo modo si ritiene scusabile ed oggettivo quello che il più delle volte è invece un fatto colpevole. Per tutte queste ragioni io credo che anche tranquillamente a voto palese questo comma possa essere espunto dalla finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io capisco e cerco di capire la logica di questo articolo, ribadisco che le riflessioni che stiamo facendo sono orientate a cercare di evitare problemi di una legislazione un po' improvvisata, però, Assessore, scritta così questa norma mi sembra davvero una follia. Perché se noi abbiamo un bilancio di competenza, se le entrate e il bilancio è costruito sulla previsione delle entrate che sono di competenza, non si capisce la ragione di questa norma, se non quella di dire che ci sono dei momenti in cui il Governo non ci trasferisce le risorse di cui abbiamo diritto, per cui l'Assessore competente del bilancio gestisce i flussi di spesa. Allora, delle due l'una, o il Bilancio è sbagliato perché è costruito su previsioni non attendibili, ma allora no, fatelo giusto, fate le previsioni; o il Governo non ci dà i fondi che ci spettano per legge e per Statuto e quindi è inadempiente.
Ma se nel primo caso è inadempiente la Giunta e il Consiglio e nel secondo caso il Governo, perché queste inadempienze vanno messe a carico dei cittadini, degli utenti e delle imprese? Allora, torniamo alla ragione del bilancio di competenza. Il bilancio di competenza è fatto su una previsione più attendibile possibile delle risorse, la quale previsione delle risorse prevede (scusate il bisticcio) comporta che il Governo versi le quote con una regolarità. Perché dobbiamo mettere e creare una norma di questo genere che mette in capo all'Assessore un potere arbitrario enorme, senza una ragione plausibile? Perché, lasciamo perdere che oggi c'è l'assessore Masala che è una persona seria, competente, eccetera, ma se un giorno ci fosse l'assessore Selis potrebbe con questo articolo dire: "va bene le A.S.L. non si pagano" e tutti i fornitori delle A.S.L. vengono presi per la gola, oppure "i comuni non si pagano" e tutti i comuni vengono presi per la gola e vengono condizionati; con questa norma l'Assessore di domani, non quello di oggi, potrebbe avere un potere di condizionamento talmente pregnante e talmente arbitrario che io non credo che possa essere concepito.
Mi sembra più che altro che la norma, pur avendo un obiettivo che comprendo, è scritta male, è scritta non perfettamente; io suggerirei all'Assessore quanto meno di sospenderla questa norma e di provare a darne una riscrittura che ci faccia capire meglio qual è lo spirito e quali sono soprattutto i criteri che dovranno orientare, ripeto, l'Assessore di domani nel gestire i flussi di cassa. Messa così, un Assessore che gestisce i flussi di cassa senza criteri e con un potere totalmente arbitrario, mi sembra davvero incredibile.
Se un giorno vi capitasse Selis o Cugini, assessore, sareste disperati, la Sardegna sarebbe disperata perché l'Assessore potrebbe dire chi si paga e chi no, e lo farebbe - così come è scritto - senza dover rendere conto a nessuno con una totale arbitrarietà. E voi capite che in una Regione che dipende in gran parte dalla spesa pubblica questo potere non può essere concesso a nessuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Anch'io naturalmente intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento 121 che sopprime il comma 6 dell'articolo 7 che è in discussione. L'articolo 7 davvero che ha una ratio, come diceva poc'anzi il collega Cogodi, di tipo fortemente centralista e dirigista. E sembra anche un dirigismo e un centralismo di necessità, quasi a mettere al riparo le casse regionali da una loro ormai cronica insufficienza. Però io mi chiedo, ma com'è che queste casse regionali sono insufficienti? Ma perché noi continuiamo a chiedere anticipazioni di cassa a fronte di residui passivi che assommano a cifre esorbitanti mai iscritte in un bilancio regionale? Allora, che cosa c'è? Secondo me il rovescio della medaglia è che questa cronica deficienza di cassa, accompagnata da una somma di residui passivi esorbitanti, sono davvero l'unica faccia della medaglia che è quella del dissesto finanziario incombente sul bilancio regionale.
Io non trovo altre spiegazioni; queste norme, badate, sono tutte norme - quelle contenute sull'articolo 7 - di freno alla spesa regionale. Ma com'è? Parliamo e ci riempiamo la bocca continuamente dell'accelerazione della spesa pubblica, tutti - come dire - ci cospargiamo il capo di cenere "ahimè bisogna accelerare questa spesa pubblica" e poi con l'articolo 7 introduciamo una serie di norme che ne rendono assolutamente difficoltosa questa spesa, ed ancor di più la considerano o comunque la portano su un binario di spesa di tipo assolutamente discrezionale.
Meno male, io dico, che abbiamo presentato un po' di emendamenti soppressivi. Lo dico all'onorevole collega Balletto, che è relatore di maggioranza sulla finanziaria e che sempre, come dire, ci ha interrogato sulla ratio degli emendamenti soppressivi. La ratio degli emendamenti soppressivi, peraltro mi pare neanche ritenuti dannosi da parte di questa maggioranza, tant'è che qualcuno di questi emendamenti soppressivi viene approvato a larga maggioranza, meno male, da questo Consiglio. Insomma, la ratio mi sembra quella che snellisce l'appesantimento che richiamava l'onorevole Selis di questa finanziaria, di norme e normette di cui è infarcita questa finanziaria, la rende più snella da un punto di vista normativo, ma la rende anche più snella da un punto di vista degli impegni finanziari, tant'è che stiamo recuperando somme, forse già oltre i 16-17 miliardi di vecchie lire, che possono essere sicuramente utilizzati meglio nel proseguo di questi lavori.
Poi, sul comma sesto davvero qua arriviamo, al comma quattro ormai come dire cosa fatta capo ha, è stata eliminata la proposta di eliminare il bilancio di cassa e quindi dare, come dire, una maggiore discrezionalità alla Giunta regionale, ma al comma 6 davvero questa discrezionalità diventa inaccettabile, intollerabile davvero. Mi sembra di capire che poi alla fine la Giunta regionale e l'Assessore competente decideranno a quale fornitore o a quale imprenditore pagare la fattura e a chi invece forse, non amico, non pagargliela. Beh, insomma, davvero questo non può essere tollerato ed io credo che questo Consiglio, e mi rivolgo all'intero Consiglio naturalmente, non debba accettare il comma 6 dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Noi voteremo a favore dell'emendamento 121 per la soppressione del comma 6 dell'articolo 7 che quanto meno ci appare anacronistico, perché tende a sancire, a sigillare in maniera inequivocabile il disastro sulle capacità di liquidità della Regione sarda. Ma, io ricordo i tempi in cui, ed eravamo nella passata finanziaria, si era aperto un forte confronto dialettico tra maggioranza ed opposizione quando l'onorevole Pili aveva introdotto nella finanziaria norme che tendevano ad accelerare i lavori, naturalmente, attraverso sistemi premianti, quindi erogazioni di nuovi denari.
Stavolta invece non solo non si viaggia in quella direzione che voi allora auspicavate, e che peraltro non avete utilizzato, ma si introduce un criterio che non elimina a monte le cause del ritardo, ma sancisce con legge che il ritardo potrebbe essere la regola. E` stato già rilevato, ma qui pare evidente, che cosa potrebbe produrre una norma di questo tipo nell'ipotesi in cui un Assessore davvero potesse usare il potere discrezionale che da ciò gliene deriva e sarebbe un potere discrezionale terribilmente penalizzante nei confronti di alcuni e premiante nei confronti di altri; non dubitiamo ovviamente della serietà dell'onorevole Masala, ma pensate se una norma del genere ci fosse stata quando al Governo c'era il centrosinistra col Presidente Palomba, così tanto vituperato e da voi accusato di gestione clientelare; sarebbe stato un sistema questo per sancire giuridicamente la legittimità della gestione clientelare nei pagamenti e nei flussi di cassa. Ma tutto questo viaggia anche contro direttive comunitarie che non sono nello specifico riferite al bilancio della Regione, ma riferite ai bilanci delle A.S.L.; la direttiva Ue 2000/35 detta "legge payment" e recepita in Italia lo scorso ottobre, ha l'obiettivo di accorciare i tempi di pagamento tra le imprese e tra imprese e Pubblica Amministrazione; leggo testualmente: "per evitare che il cliente più forte possa impropriamente finanziarsi imponendo tempi eccessivi di pagamento e senza riconoscergli gli interessi di mora". Quindi, mentre la Comunità Europea viaggia in una certa direzione ed induce con legge, prevedendolo con legge, che i pagamenti devono essere effettuati il più rapidamente possibile, noi assumiamo una norma garantista che dà potere all'Assessore di scegliere in maniera discrezionale quali fatture pagare e quali non pagare e quali rinviare - non pagare - in ogni caso al futuro anziché incidere sul sistema, perché casi del genere naturalmente si determinano quando da parte dello Stato c'è un lento trasferimento di risorse.
Approfitto del fatto di aver citato la direttiva Ue rivolta alla Sanità per ricordare che in Sardegna, e su queste cose dovremo incidere, mentre i ritardi nei pagamenti nell'anno 2001 erano di 321 giorni, cioè aggiungiamo qualche mese e i pagamenti erano in ritardo di un anno, nel 2002 anziché avere un miglioramento nei ritmi degli esborsi e nell'effettuare i pagamenti, abbiamo un peggioramento e stavolta superiamo di un mese l'anno, perché i ritardi diventano di ben 384 giorni.
Bene, anziché viaggiare appunto nella direzione della semplificazione, noi stabiliamo con legge che il ritardo d'ora innanzi in questa Regione potrebbe diventare la regola!
PRESIDENTE. Se nessun altro domanda di intervenire pongo in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico con scrutinio palese. Prima di procedere alla votazione diamo la parola alla Giunta, che chiede di intervenire.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Formalmente io intervengo in dichiarazione di voto per dire che il mio voto è contrario all'emendamento numero 121; la motivazione è abbastanza semplice. Se noi fossimo nel mese di dicembre ed avessimo le A.S.L. per esempio prive di risorse perché i mandati di pagamento non possono essere onorati in quanto la ragioneria liquida ed ammette al pagamento i mandati sulla base dell'ordine cronologico con il quale vengono mandati, forse il ragionamento sarebbe stato diverso. Se questa è una norma folle io, diciamo così, la riferisco alla norma nazionale che noi abbiamo mutuato perché in realtà questa nient'altro è che il decreto taglia spese del Ministro dell'Economia Tremonti che tutti conosco; è un sistema per consentire un controllo della spesa che si rende ancor più necessario oggi dopo che non è stato approvato l'emendamento o il comma numero 3 o 4 che prevedeva l'abrogazione del bilancio di cassa. Peraltro lo scorso anno l'abrogazione era stata proposta dal Presidente Floris, e quindi, la Giunta non aveva potuto accogliere quella proposta l'anno scorso, l'ha fatta propria quest'anno, ma ahimè evidentemente il sistema non è ancora maturo per recepire questo fatto.
In ogni caso non bisogna mai confondere gli impegni, gli stanziamenti con la cassa, gli stanziamenti con la liquidità, la cassa con la liquidità, sono concetti completamente diversi.
Quindi, questo serve esclusivamente per mettere ordine nel pagamento, d'altra parte il comma 6 elenca una serie di spese che sono prestabilite per legge, per cui non esiste nessuna possibilità di derogare questi principi. Pertanto il voto a questo emendamento è contrario.
??????
PRESIDENTE.? Otto consiglieri devono appoggiare la richiesta di votazione elettronica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FRAU, SANNA NIVOLI, SATTA, PILO, MILIA, RASSU, CORONA.)
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento 121.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo -SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 72
maggioranza 37
favorevoli 32
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
Gli emendamenti 410 e 441, come si è detto poc'anzi, sono decaduti. Quindi, passiamo alla votazione sull'articolo, poi, passiamo naturalmente agli emendamenti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo lo scrutinio segreto sull'articolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 40
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VASSALLO.)
Passiamo all'emendamento 696 che è un emendamento all'emendamento numero 5 dell'articolo 7.
L'emendamento 5 apre la pagina 61, che dice "l'emendamento numero 5 è soppresso". Quindi, mettiamo in votazione l'emendamento 5 che è un emendamento della Giunta regionale che modificava la legge regionale 11 del 1983. Essendoci soltanto un emendamento soppressivo totale, si mette in votazione direttamente l'emendamento numero 5 che è della Giunta regionale, quindi, se passa decade l'emendamento soppressivo, se non passa si conferma l'emendamento soppressivo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 40
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VASSALLO.)
Adesso abbiamo l'emendamento 727, che è un emendamento di sintesi degli emendamenti 116 e 548. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 727 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta non si è ancora espressa sull'emendamento 727, che viene presentato come emendamento di sintesi agli emendamenti 116 e 548; per quanto non precisato o distinto in commi, io considero ai fini del ragionamento e dell'espressione del parere per comma il periodo, per cui il primo periodo che inizia con "l'Amministrazione regionale" e fino al "e non possono essere utilizzate" per quanto sia una norma già prevista dall'articolo 41 del Regolamento vigente, la Giunta non ha niente da dire, quindi, diciamo così, lo accoglie. Relativamente al secondo periodo "i residui di stanziamento la cui conservazione discende da norme" eccetera, fino a "costituiscono economia regionale" e quindi, nel secondo periodo il parere della Giunta è contrario. Contrario perché? Perché se passa questa quota di emendamento vengono eliminate "la conservazione permanenti (?) che sono state effettuate in materia di programmazione negoziale, fondo di solidarietà e fondi della ex legge 28". Relativamente all'ultima parte, all'ultimo periodo, che conclude con "le disposizioni", etc., i proponenti dovrebbero sapere, comunque sanno, che tecnicamente è non sostenibile, nel senso cioè che quando ci sono delle diminuzioni, le economie determinano una diminuzione del livello di indebitamento.
Però, siccome è una costante sollecitazione, soprattutto da parte dei componenti della Commissione agricoltura io, per quanto riguarda quest'ultima parte, pur con le riserve che ho detto prima, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Sull'ultima parte non si è capito bene, assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'ultimo periodo la conclusione è che mi rimetto all'Aula, per cui dovrebbe essere votato in tre parti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Conforme a quello espresso dall'assessore Masala.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, noi abbiamo, la settimana scorsa, interrotto l'esame di questi emendamenti perché si voleva cercare una sintesi, una sintesi che fosse efficace rispetto alle obiezioni sollevate dall'Assessore all'agricoltura, che mi sembra siano state accolte nell'ultima parte. Però, io credo che se la sintesi che vorrebbe essere sostenuta in questa sede è quella dell'assessore Masala, noi torniamo al 724 ritirato la settimana scorsa, o dichiarato inammissibile; cioè praticamente acqua calda, gazzosa, atto pletorico di una ripetizione di regolamenti già esistenti.
Quando l'assessore Masala dice che il secondo periodo non gli va bene, io lo so perché non gli va bene: perché il cuore vero del significato di quest'emendamento, sta proprio qua. Cioè quello di poter dire che questa Regione rinuncia ai residui di stanziamento per ristabilire un equilibrio di bilancio e una pulizia a favore della riprogrammazione, ed anche della riduzione del debito.
Non mi meraviglia, però, assessore Contu, che la vostra Giunta abbia questi pareri così difformi; perché, se questa è la sintesi che interpreta la Giunta, devo ritenere che l'espressione dell'assessore Masala sia espressione - mi dispiace - della Giunta, emendamento di sintesi non ce ne può essere, ed allora io credo che si debba andare votare gli emendamenti che erano stati proposti. Perché così evitiamo di prenderci in giro, di riscrivere cose già scritte nei regolamenti e, in ogni caso, a mio giudizio, è importante che su questo tipo di riforma, che va nella direzione seria di recuperare pulizia nel bilancio e riparare al dissesto che sta imperando, si debba esprimere in maniera compiuta l'Aula e si assumano le responsabilità chi se le deve assumere.
In poche parole il nostro Gruppo non intende annacquare, facendo finta di trovare un accordo con parte della maggioranza, una sua proposta che, invece, va in una direzione ben precisa che l'assessore Masala ha qui dichiarato di non voler assolutamente accogliere e che è di fatto l'elemento cruciale di questo emendamento. Per cui, io chiedo che venga messo in votazione il 116 e, per quello che ci riguarda, ritiriamo il 727.
PRESIDENTE. L'onorevole Contu chiede di intervenire. Prima di dare la parola volevo ricordare, onorevole Gian Valerio Sanna, che abbiamo 116 e poi il 548. Va bene, si mette in votazione comunque.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Signor Presidente, colleghi, prendo atto della dichiarazione del collega Gian Valerio Sanna, il quale ritiene che le osservazioni fatte dall'assessore Masala sul secondo periodo non siano pertinenti. Mi rendo conto che quando si fa un emendamento di sintesi, chiaramente si accettano due emendamenti. Tuttavia stando così le cose non posso che prendere atto che l'emendamento di sintesi, quindi, viene praticamente ritirato.
E` chiaro, però, che in tutti i casi, se l'emendamento di sintesi viene ritirato, rimangono in piedi sia l'emendamento presentato dall'onorevole Gian Valerio Sanna, sia anche dai colleghi Capelli, Cappai e Randazzo, esattamente l'emendamento numero 548, che però per essere stato presentato come aggiuntivo all'articolo 10, verrà esaminato ovviamente quando passeremo all'articolo 10.
PRESIDENTE. Lo votiamo adesso Assessore, perché questo emendamento 548, proposto dall'onorevole Capelli, è connesso, è collegato a questa materia; quindi probabilmente c'è un qualche discorso a monte, per cui è andato... si voterà in seguito con il 116. Prima uno e poi l'altro. Si vota prima uno poi l'altro, sono connessi sempre all'articolo in discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sull'ultima parte dell'emendamento di sintesi e sull'emendamento 548: nell'emendamento 548 c'era un comma finale che non vedo in quello di sintesi, che dice "Per le finalità di cui al comma precedente, la Giunta presenterà al Consiglio regionale entro il mese di giugno apposito disegno di legge". Perché c'era quella parte aggiuntiva?
Perché l'emendamento che viene presentato, del quale ero presentatore in commissione anch'io, è un emendamento che non dovrebbe essere considerato ammissibile, perché trasforma economie già accertate - e il 31 dicembre è già passato, siamo a marzo - in residui e le trasforma in residui spostandole anche da UPB e dal capitolo, perché sono economie accertate su altre leggi e quindi su altri UPB e su altri capitoli, e da economie li trasforma in residui e poi li utilizza anche in un capitolo e in un UPB differente. Quindi, è di fatto inammissibile, perché tra l'altro non dice neppure quali sono le economie accertate. Allora: l'emendamento io lo presentai anche insieme ad altri colleghi del centro sinistra in commissione, perché aveva una finalità politica, quella di dire alla Giunta regionale e all'assessore Masala: "Poiché si sono realizzate economie in agricoltura e abbiamo contemporaneamente una legge di spesa in agricoltura che è la 21, che è senza risorse, reperisci le risorse per la legge numero 21". E si è fatta una forzatura con l'emendamento per dire: "Guarda che le economie ci sono, per cui hai abbassato il tetto di indebitamento. Trova le risorse per la 21 visto che abbiamo abbassato il livello di indebitamento". Io credo ed aggiungo, che ancora oggi la strada maestra sia quella, ed all'articolo 10, perché non vorrei che si approvi un emendamento. Noi ci convinciamo che ci sono le risorse per la legge numero 21 e poi le risorse non ci sono, perché o si accertano concretamente, per cui di fatto si sta rinviando ad una legge successiva nella quale siano individuate e accertate le economie e nella quale si faccia un assestamento di bilancio spostandole alla legge 21.
Quindi, si sta rinviando il problema. Quindi io penso che l'emendamento, così come è scritto, era inammissibile in commissione e lo è adesso, aveva una valenza solo politica, di dire alla Giunta: "Trova le risorse per la legge numero 21", tant'è che rinviava ad un prossimo disegno di legge. Io dico alla Giunta: "Ma perché non trova le risorse per la legge numero 21, come richiesto da altri emendamenti presentati anche dal centro sinistra, che rimettersi all'Aula con un escamotage che sappiamo non risolve il problema, rende ammissibile un emendamento inammissibile e crea una situazione veramente inaccettabile".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io ringrazio la Presidenza e chiedo anche scusa alla Presidenza, ovviamente la stessa deciderà come meglio riterrà di dover decidere. Se l'emendamento 727 viene ritirato, e quindi non esiste più in campo, noi ci troviamo con l'emendamento 116 che è rimasto legato all'articolo 7 come aggiuntivo, pur provenendo dall'articolo 5 precedentemente, mentre il 548 è ancora - a mio giudizio - legittimamente legato all'articolo 10, anche perché, proprio per stare alle osservazioni e alle considerazioni fatto poc'anzi dall'onorevole... che cosa accade? Accade che se noi votassimo in questo momento il 548 così com'è, verrebbe sottratta ad ogni consigliere, comunque alla Giunta, la possibilità di presentare degli emendamenti agli emendamenti a precisazione dello stesso emendamento 548. Quindi è una facoltà che, per quanto riguarda la Giunta, non intenderebbe rinunciare, perché votare in questo momento significherebbe rinunciare alla facoltà di approfondire anche in termini di emendamento all'emendamento, questo emendamento 548. Quindi, la Giunta chiede che l'emendamento 548 venga riallocato nella sua sede naturale, cioè nell'articolo 10, che è l'articolo riguardante le provvidenze a favore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, più passa il tempo e più diventa difficile poi la mia proposta. Il collega Gian Valerio Sanna ha ritirato l'emendamento 727, quello di sintesi; io lo faccio mio l'emendamento 727.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In realtà avrei dovuto dire prima quello che dico adesso, avrebbe avuto anche lo stesso senso, ma una comprensione diversa, anche perché ero iscritto prima, lei si è dimenticato, ma poco importa.
Io ho già sollevato qualche giorno fa un'obiezione in materia regolamentare sulla gestione degli emendamenti, che voglio riproporre. Il caso è un po' diverso da quello di qualche giorno fa, però in parte è della stessa natura. Non vorremmo che ancora una volta questo evento costituisca un precedente procedimentale, perché parlo di questo emendamento chiamato sintesi. Siccome il cammino dell'esame della finanziaria sarà ancora non so se lungo, ma sicuramente impegnativo, spero che sia impegnativo e breve questo cammino e che l'impegno produca fatti nuovi rispetto a tutte queste cose e cosacce, io ripropongo la questione regolamentare. L'emendamento di sintesi vuol dire sintesi; cioè, vuol dire che di due proposte che inizialmente sono diverse, ma riguardano lo stesso tema, quindi la stessa questione, non che riprendono una parola qualsiasi contenuta nell'uno e nell'altro emendamento, si può fare sintesi, appunto, da parte di tutti coloro che inizialmente proponevano cose parziali. Sintesi non vuol dire affiancare, non vuol dire affastellare, e io qui non vedo nessuna sintesi. Cioè queste sono due cose diverse che vengono messe nello stesso testo. Ora, siccome questa procedura può dare adito per un verso a molti escamotage (chiamiamoli così con questa parola onnicomprensiva, così nessuno si offende, perché per un verso escamotage è onnicomprensiva, per altro verso da qualcuno è non compresa, quindi nessuno si offende), però per altro verso può dare adito, e qui do anche parzialmente ragione all'assessore Masala, è difficile dare ragione all'assessore Masala di questi tempi, però qualche volta in qualche cosa può aver ragione anche lui, e infatti in questa cosa e in questo momento, secondo me, ha ragione anche lui, perché ad anticipare poi sub specie di sintesi, che poi non è sintesi, ma è collazione, si priva anche di una potestà non solo la Giunta, ma ogni singolo consigliere e Gruppo, perché ognuno di noi prende in considerazione i testi, la materia prima che abbiamo davanti in ragione di come è presentata. Quindi se noi sappiamo che c'è un emendamento all'articolo 22, ce l'abbiamo presente in relazione alla materia dell'articolo 22. Se adesso un emendamento qui dell'articolo 10 viene anticipato, collazionato, affiancato, fascicolato, pinzato, insieme a un altro emendamento che invece è dell'articolo 7, noi ce lo ritroviamo anticipato e siamo stati privati della potestà, anche del diritto, in qualche modo, anche eventualmente di ipotizzare varianti, e ognuno quando vuole variare pensa di migliorare, e anche miglioramenti a quel testo.
Quindi noi riproponiamo, io ripropongo almeno anche la questione procedimentale e si sia poco poco più, uso la parola attenti, come dire precisi nel trattare questa questione. Non chiamano sintesi quello che non è sintesi, e a me pare che anche in questo caso quest'emendamento non rivesta quel carattere di sintesi, di comprendere cioè in modo ordinato e composto diversi modi di affrontare la stessa materia che prevede il Regolamento, mentre qui ho l'impressione che stanno affiancando istituti diversi, ancorché riferiti in parte, molto in parte, alla stessa vicenda delle...
PRESIDENTE. Grazie, avrebbe terminato, qualche secondo per la conclusione, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Le ultime due parole erano "dei residui e delle economie", se no non si comprende quello che ho detto prima. Forse è meglio far finire la frase prima di staccare l'aggeggio, perché molte volte per una sola parola poi si perde il senso di una frase.
PRESIDENTE. Infatti le abbiamo ridato la parola ed eravamo attenti alla conclusione, perché dobbiamo trarre anche qualche considerazione dalla sua filosofia del Regolamento e dalla sua filosofia degli emendamenti agli emendamenti, che è molto interessante. Però mi creda, onorevole Cogodi, credo di poter dire che fra i danni minori mai consumati in questo palazzo e in quest'aula possano considerarsi i documenti di sintesi, ancorché emendamenti di sintesi, perché se c'è un accordo, e quando si trovano gli accordi e quando vanno a buon fine, come spesso nel corso dei bilanci, non perché sia istituito o istituzionalizzato da qualche parte il principio o il sistema, ma perché si sono realizzate le condizioni e vanno a buon fine, creda, dipendesse da me, dovessi io valutare, ne sottoscriverei tantissimi. Magari, ben venissero documenti di sintesi condivisi e condivisibili, a norma di Regolamento, perché lei sa che l'Aula quando vota ed esprime la sua volontà può superare anche il Regolamento. Quindi non è questo il problema.
COGODI (R.C.). No, l'Aula non può superare il Regolamento, l'Aula può modificare il Regolamento.
PRESIDENTE. Può superare, quando ci sono gli accordi si possono superare. E un documento di sintesi è naturalmente un passaggio.
COGODI (R.C.). Non può farlo, l'Aula non può superare il Regolamento.
PRESIDENTE. Lei ha una parte di ragione, però io faccio la mia filosofia, è un pensiero, più libero del suo. Quando le conviene vuol liberare e quando non le conviene non vuol liberare, quando lei supera di qualche secondo - adesso sta superando il Regolamento - io dovrei applicare il Regolamento facendole due richiami, tre richiami e poi dire: "Lei non parla più." Vede? Allora il Regolamento va interpretato, e se l'Aula poi lo sopporta, va interpretato sotto un certo aspetto. Io ho parlato a titolo personale, non ho parlato come Presidente del Consiglio. E' il danno minore, onorevole Cogodi. Tuttavia, qui abbiamo chiesto un attimo di pausa perché stiamo vedendo la materia, gli uffici stanno vedendo la materia. E resto convinto che sia il danno minore.
COGODI (R.C.). Chiedo la parola sul Regolamento, per due secondi.
PRESIDENTE. Lei ha ragione, le ho già detto che ha ragione, quindi siamo in fase di altro argomento, poi dopo le darò la parola sul Regolamento. Adesso dobbiamo continuare il lavoro e c'è l'intervento dell'onorevole Giacomo Sanna. Dopo le darò la parola, onorevole Cogodi, sulla materia.
COGODI (R.C.). Perché dopo?
PRESIDENTE. Perché adesso dobbiamo andare avanti, c'è una richiesta dell'onorevole Sanna precedente alla sua richiesta di intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, così semplifichiamo il discorso sulle modalità di voto dell'emendamento 727 nel chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intanto mi sembra che il collega Cogodi poco fa sia intervenuto sul Regolamento, non è che sia intervenuto su altre cose, però ha chiesto di intervenire nuovamente sul Regolamento. Io chiedo di intervenire sul Regolamento.
Gli emendamenti all'emendamento possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono. Questo è un emendamento all'emendamento 116, che si riferisce all'articolo 5, perché l'emendamento 116 era all'articolo 5, mi sembra che siano abbondantemente scaduti i termini entro i quali fosse possibile presentare uun emendamento all'emendamento.
Come ha sollecitato e ha ricordato il Presidente, è possibile la presentazione di un emendamento all'emendamento quando sia o di sintesi, o lo si chiami come si vuole, ma che comunque prevede il coinvolgimento e la conferma da parte di tutta l'Aula. Nel momento in cui c'è un fatto che va al di là del Regolamento e non c'è la condivisione dell'intera Aula mi sembra che il discorso sia bello che finito, perché nel momento in cui l'emendamento 727, primo firmatario Sanna Gian Valerio, che si definisce emendamento di sintesi, ma sintesi non può essere dal momento in cui non fa la parte di emendamenti che si contrappongono sullo stesso argomento, mi sembra di poter dire che tutto quello che si sta dicendo sino adesso è tempo perso, perché a termini di Regolamento non è più possibile che si discuta perché manca proprio l'unanimità da parte dell'Aula.
Il collega Gian Valerio Sanna è stato chiaro quando l'ha ritirato, a nulla può valere la posizione del collega Giacomo Sanna di resuscitare un emendamento che può esistere solo se c'è la condivisione unanime dell'Aula. E sotto questo aspetto, Presidente, la prego di prendere una decisione e di mettere in votazione l'emendamento numero 116.
PRESIDENTE. Stiamo vedendo. Sul 116 e sul 548 si è discusso tutto lo scorso venerdì e si arrivò, con la condivisione, a quanto è avvenuto. Adesso sono venute fuori difficoltà, questa è la storia. Quindi se si fa un passo indietro si votano gli emendamenti cui si riferivano.
Sulla materia, però, voglio precisare, se riferirli all'articolo 5 o all'articolo 7 si era già discusso e l'Aula aveva attribuito entrambi, il 116 e il 548, all'articolo in discussione adesso, che è l'articolo 7. Questa è la vicenda. Adesso procederemo così perché non è andato in porto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sul merito mi pare che prima l'assessore Masala e poi anche il collega Balletto abbiano espresso un'opinione che converge verso quella che io stesso avevo manifestato. Quindi sul merito è così: l'emendamento a termini di Regolamento non potrebbe essere considerato di sintesi, ma la questione è superata dagli eventi, quindi non c'è bisogno effettivamente di riprendere l'argomento.
Io invece riprendo un attimo la parola perché rimanga chiarito, Presidente, quello che a me è parso che lei abbia già chiarito, però non so se il suo chiarimento è risultato chiaro a tutto il Consiglio. Lei ha affermato, e poi ha corretto questa sua affermazione, quindi ne prendo atto, che qualora il Consiglio si esprima ai voti, questo supera il Regolamento. Io ho obiettato che il Consiglio è sovrano quando modifica il Regolamento, finché c'è un Regolamento nessuna maggioranza, fosse anche quasi tutti, eccetto uno, può modificare il Regolamento. Quindi io su questo ho obiettato; lei di questo ha dato atto, ha riconosciuto che la sua parola forse andava oltre il suo pensiero in quel momento, però rimanga chiarito che il Regolamento, essendo garanzia di tutti e di ognuno, non è superabile mai da nessun voto del Consiglio che non sia quello, appunto, di cambiare il Regolamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi. Voglio dire, adesso non ritorniamo ad attribuire a questo o all'altro capitolo, la discussione sull'attribuzione degli emendamenti, sul riferimento, anche per l'emendamento Capelli resta all'articolo 7. E' stato discusso, deliberato e deciso lo scorso venerdì! Non è che ogni volta qui cambiamo riferimenti. Comunque è ininfluente, a parte la valutazione che è di un altro tipo, di imparzialità del provvedimento, perché i provvedimenti riguardanti un Assessorato vanno in un modo o la sistemazione delle poste di bilancio e (?)delle poste di bilancio di un altro Assessorato vanno in un altro modo. Le leggi, come voi sapete, devono essere generali e astratte, e queste cose è meglio farle per leggi di settore. Comunque questo è quello che abbiamo da esaminare, questo è in discussione, questo dobbiamo vedere. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 04, viene ripresa alle ore 13 e 18.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. L'onorevole Giacomo Sanna ha fatto suo l'emendamento numero 727 di sintesi, ed era tutto perfettamente regolare sotto un certo profilo. Il documento praticamente trasferisce in un solo emendamento gli emendamenti numero 548 e 116, una norma generale contenuta nel 116 e una norma particolare riferita all'Assessorato dell'agricoltura, l'emendamento 548. Essi sono riferiti, a seguito della discussione già avuta lo scorso venerdì come accennavo, all'articolo 7.
Ora, si è chiesto, tra l'altro, di votarli per parti. Procediamo a votare l'emendamento 727 per parti. E' stato chiesto il voto segreto, quindi la parte prima, poi da "amministrazione" a "riutilizzate", poi diamo la parola all'onorevole Vassallo, la parte centrale e la parte finale, chiarendo all'Aula che se passa l'emendamento o le parti passano e vanno avanti, in ogni caso non si torna indietro, non si riesumano gli altri emendamenti. Questo è quanto. Non è che se cade una parte e una no poi viene sostituita dal 116 o del 548. Ricordo che è stato chiesto il voto segreto elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, voglio parlare sull'ordine dei lavori perché mi sembrava che fosse stata fatta chiarezza, ma chiarezza evidentemente...
PRESIDENTE. Un attimo, per cortesia, siamo in fase di votazione.
VASSALLO (R.C.). Ho capito che siamo in fase di votazione.
PRESIDENTE. Lei ha la voce sempre molto squillante, ma a cagione del rumore che c'è in Aula ho difficoltà a seguirla.
VASSALLO (R.C.). Stavo dicendo che mi sembrava che prima di chiudere l'Assemblea per dieci minuti si fosse fatta chiarezza, invece mi sembra che, con la ripresa, chiarezza non si sia fatta; perché l'emendamento 727 non può essere considerato un emendamento di sintesi, Presidente! Così come non è potuto essere considerato l'emendamento di sintesi l'emendamento 724, perché la sintesi avviene su due testi omogenei. Nel senso che ci sono alcuni momenti che si può fare sintesi e altri momenti che sintesi non si può fare! Così come non è stata fatta con l'emendamento 727.
Per cui, io chiedo il rispetto del Regolamento e la non ammissibilità di questo emendamento; così come peraltro mi sembra che questa teoria e queste motivazioni siano state sostenute anche da autorevoli esponenti del centrodestra.
PRESIDENTE. Va bene la ringrazio, onorevole Vassallo. Credo di avere dato una spiegazione, poi semmai gliela faccio ripetere anche dagli uffici così si aggiorna meglio sulle motivazioni addotte. Se tutti hanno preso il loro posto, si passa alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La mia dichiarazione è la seguente, non è dichiarazione di voto ovviamente. La mia dichiarazione è la seguente: quando un consigliere regionale esprime una opinione, l'opinione può essere condivisa o meno anche dal Presidente pro tempore. Non c'è nessun consigliere regionale che debba andare a ripetizione, meno che mai i consiglieri regionali di questa parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Certo sono d'accordo anch'io; però io ho premesso che siamo in fase di votazione, dopodiché sono andate all'onorevole Vassallo tutte le spiegazioni, perché io già le ho date una volta e non posso ripetere, già si ripetono molte cose in quest'Aula tutti i giorni, non posso partire da capo a fare la storia di quanto è avvenuto. Siamo in fase di votazione a scrutinio segreto e si vota il primo comma dell'emendamento 727 dalla parola "amministrazione" fino alle parole "possono essere riutilizzate".
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento 727, dalla parola "amministrazione" fino alle parole "possono essere riutilizzate".
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 51
contrari 21
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MLIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuta la consigliera: SANNA NIVOLI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 727. Inizia con "I residui di stanziamento" e termina con "Costituiscono economie di bilancio"
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 31
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della terza parte dell'emendamento 727 da "le disposizioni di cui sopra" fino a "regionale 14.11.2000".
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 41
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA -DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU -MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Allora sono approvati il comma 1 e il comma 3 dell'emendamento 727 di sintesi agli emendamenti 116 e 548. Passiamo all'emendamento 122. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, siccome abbiamo un incontro, tutti i Capigruppo, alle ore 13.30 con le organizzazioni sindacali, così come concordato interromperei adesso alle 13 e 30 i lavori per riprendere nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Intervengo prima di tutto per significare che non c'è nessuna correlazione perché la parte del "727" che non è stata approvata, fa riferimento a un esito discendente dalla potenzialità di deroga che è consentito dall'articolo 62 della 11, e quindi è un atto consequenziale all'applicazione di una norma.
Il 122, invece, interviene a modifica della 11, cioè interviene a regime, introducendo una limitazione alla possibilità di deroga che l'articolo 62 consentiva. Quindi sono due nature completamente diverse. Una ha una fonte derivata dall'articolo 62, l'altra è una fonte diretta che ne modifica la portata, quindi sono due cose, a mio giudizio, differenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Va bene, allora onorevole Sanna adesso noi, gli uffici abbiamo bisogno di esaminare e vedere meglio. Sospendiamo i lavori. Chiudiamo la seduta e ci vediamo alle ore 16 e 30 questo pomeriggio, in Aula.
La seduta è tolta alle ore 13 e 32.
[S1] E' del 1998 la modifica o la legge?
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