Seduta n.343 del 01/04/2003
CCCXLIII Seduta
(Antimeridiana)
Martedì 1 Aprile 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 26 marzo 2003 (337), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Diana e Bruno Murgia hanno chiesto congedo per la giornata del 1° aprile 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
COGODI (R.C.). Quali sono le motivazioni dei congedi?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, dai documenti che sono stati presentati non risulta nessuna giustificazione sulle motivazioni. Nessuno dei due dice le ragioni del perché è assente. Hanno chiesto congedo, punto e basta!
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 15 del quale dovremo dare lettura.
Si dia lettura dell'articolo 15.
licandro, Segretario:
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità
e assistenza sociale
1. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento complessivo di euro 604.471.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento del fondo sanitario nazionale (UPB S12.024 - Cap. 12076, UPB S12.027 - Cap. 12097, UPB S12.028 - Cap. 12118).
2. Ai sensi del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con modificazioni dalla Legge 16 novembre 2001, n. 405, in attuazione dei punti 2 e 15 dell'Accordo tra Governo e Regioni dell'8 agosto 2001 in materia sanitaria che impegna le Regioni a dare copertura finanziaria al disavanzo delle aziende sanitarie dell'anno 2001 è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 130.000.000 per tale finalità (UPB S12.028 - Cap. 12111).
3. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 1.500.000 per il finanziamento di progetti relativi ad attività di prevenzione sanitaria (UPB S12.006 - Cap. 12012).
4. È autorizzata, nell'anno 2003, l'ulteriore spesa di euro 191.000 per il finanziamento del progetto di ricerca Regione sarda - AKEA, relativo ai marcatori della salute e longevità dei sardi, di cui all'articolo 5, comma 36, lett. b), della legge regionale n. 6 del 2001 (UPB S12.006 - Cap. 12015).
5. Per il completamento del sistema informatico sanitario, di cui all'articolo 27, comma 13, della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.250.000 (UPB S12.010 - Cap. 12039).
6. È autorizzata, nell'anno 2003, la concessione dei seguenti contributi:
a) euro 200.000 a favore dell'Università degli studi di Cagliari - Dipartimento di scienze biomediche, servizio malattie metaboliche del bambino, per lo studio delle malattie ereditarie del metabolismo (UPB S12.025 - Cap. 12083);
b) euro 250.000 a favore dell'Università di Cagliari per il Centro trapianti di midollo (UPB S12.025 - Cap. 12086);
c) euro 2.500.000 a favore delle Aziende sanitarie della Sardegna per l'acquisto di sangue ed emoderivati (UPB S12.039 - Cap. 12163);
d) euro 200.000 all'Università degli studi di Cagliari per l'acquisto di una upgranding per g-camera a doppia testata con sistema CT-SPECT da destinare al policlinico universitario dipartimento di diagnostica per immagini medicina nucleare (UPB S12.025).
7. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 2.000.000 per l'attivazione e la gestione di consultori familiari; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche ed integrazioni (UPB S12.059 - Cap. 12238).
8. A decorrere dall'anno 2004, una quota pari ad euro 7.000.000, del fondo di cui all'articolo 1, comma 1, lett. b), della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modifiche e integrazioni, è destinata alla realizzazione di strutture da adibire a servizi socio-assistenziali e al finanziamento di progetti obiettivo nel settore socio assistenziale; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità, di concerto con l'Assessore degli enti locali, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S04.017 - Cap. 04046).
9. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 1.095.000 quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per il finanziamento delle attività istituzionali (UPB S12.076 - Cap. 12314) e di euro 516.000 per ciascuno degli anni 2003-2005 a favore dello stesso istituto per il finanziamento della spesa in conto capitale (UPB S12.077 - Cap. 12319).
10. Per le finalità di cui all'articolo 27, comma 12, della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 5.165.000 (UPB S12.078 - Cap. 12329).
11. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore dell'Associazione "Cooperazione e Confronto" di Serdiana per le attività di istituto (UPB S12.066 - Cap. 12262).
12. I termini per l'assunzione di operatori sociali da parte dei comuni, di cui all'articolo 6, della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8, sono prorogati al 1° gennaio 2004.
13. Il comma 1, dell'articolo 21, della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4 (Riordino delle funzioni socioassistenziali), così come modificato dal comma 1, dell'articolo 2, della legge regionale n. 8 del 1999, è sostituito dal seguente:
"1. Il programma triennale d'intervento deve essere verificato e aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno, al fine di adeguarlo alle eventuali nuove esigenze e di ricostituirne l'estensione temporale.".
14. Sino all'adeguamento della legge regionale n. 4 del 1988 alle indicazioni della Legge 8 novembre 2000, n. 328, e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, è prorogata la vigenza del II Piano regionale socio-assistenziale.
15. I termini di scadenza delle autorizzazioni provvisorie delle strutture socio-assistenziali, residenziali, semiresidenziali e aperte di cui all'articolo 41 della legge regionale n. 4 del 1988, già prorogati dall'articolo 5, comma 40, della legge regionale n. 6 del 2001, sono ulteriormente prorogati fino alla data del 31 dicembre 2004; tale proroga riguarda esclusivamente le autorizzazioni provvisorie concesse per carenza o assenza degli standard architettonici e strutturali fissati dal Piano regionale e dal Regolamento dell'assistenza.
16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di un programma di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo. I criteri e le modalità di attuazione del programma sono definiti dalla Giunta regionale con propria direttiva; agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (UPB S12.066 - Cap. 12273).
PRESIDENTE. All'articolo 15 sono stati presentati gli emendamenti 445, 452, 191 e 621 che sono uguali; 196 e 197; gli emendamenti che ho citato sono soppressivi parziali. I seguenti, sostitutivi parziali: l'emendamento 13, emendato a sua volta dal 734, l'emendamento 193, 545 e 622 i primi due sono uguali e il terzo quasi uguale; il 308 e il 540 sono quasi uguali; gli aggiuntivi 30, 190, 487, 526, 666 sono uguali; 488, 527, 667 sono uguali; 490, 529, 669 sono uguali; 584, 585, 586, 192, 355, 77, al quale è stato presentato un emendamento di sintesi, il 765, anche il 581 che è sintesi del 67; all'emendamento 14 è stato presentato un emendamento soppressivo totale, il 699; l'emendamento 316, 317, 568, 569; i seguenti aggiuntivi 570, 680, 58, 489, 528, 668, e 73 a loro volta sono stati sintetizzati nel 764; il 35, l'88, il 315, 541, 542 emendato col 567; 543, 544, 556, 601, 682, 194 che ha un emendamento aggiuntivo al 725; 195, 486, 525, 670 sono uguali, e il 654.
Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 15
Il comma 1 dell'articolo 15 è soppresso. (455)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 15
Il comma 3 dell'articolo 15 è soppresso. (452)
Emendamento soppressivo parziale Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 8 dell'articolo 15 è soppresso. (191)
Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 15
Il comma 8 dell'articolo 15 è soppresso. (621)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 9 è soppresso. (196)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 16 è soppresso. (196)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 13
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Nell'emendamento n. 13 l'importo di euro 144.000.000 è sostituito con quello di ?euro 159.000.000?.
Nella copertura finanziaria le variazioni in aumento di euro 14.000.000 sono modificate col seguente importo: ?euro 29.000.000?. (734)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità
Nel comma 2 le parole ?dell'anno 2001? sono sostituite con le seguenti: ?degli anni dal 2001 al 2004? e l'importo di euro 130.000.000 è sostituito con quello di ?euro 144.000.000?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.028 Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
2003 € 14.000.000
In diminuzione
UPB E06.024 - N.I. - Dir.01 - Serv. 02
Rimborsi Stato per eventi calamitosi
2003 € 14.000.000
(13)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Art. 15
Il comma 16 dell'art. 15 è sostituito dal seguente:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo; i criteri e le modalità di attuazione sono quelli previsti dall'art. 28 comma 2 della Legge Regionale 22 aprile 2002, n. 7 (U.P.B. S12.066 - Cap. 12264). A valere sulla predetta spesa una quota pari a euro 7.800.000 è destinata al finanziamento dei progetti approvati per l'anno 2002.
N.B.: nell'ambito della UPB S12.066, in relazione al comma 16, lo stanziamento del Cap. 12164 è incrementato di euro 10.000.000 ed il Cap. 12273 è soppresso. ? (193)
Emendamento sostitutivo parziale Lai - Demuru - Spissu - Orrù - Morittu
Art. 15
Il comma 16 è sostituito dal seguente:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo; i criteri e le modalità di attuazione sono quelli previsti dall'art. 28 comma 2 della Legge Regionale 22 aprile 2002, n. 7 (U.P.B. S12.066 - Cap. 12264). A valere sulla predetta spesa una quota pari a euro 7.800.000 è destinata al finanziamento dei progetti approvati per l'anno 2002.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 - Spese per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente
Competenza anno 2003 euro10.000.000=
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro10.000.000=
(545)
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 15
Il comma 16 dell'art. 15 è riformulato come segue:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di € 10.000.000 per la realizzazione di programmi comunali di intervento a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo. I criteri e le modalità di attuazione del programma sono definiti dalla Giunta regionale con propria direttiva. La ripartizione a favore dei Comuni è disposta secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla L.R. 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni e integrazioni. Agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (UPB S12.066 - Cap. 12273).
(622)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Spissu - Falconi - Demuru - Morittu
Al comma 16, dopo le parole "nucleo medesimo." Sono aggiunte le seguenti:
"L'attuazione del programma è affidata ai Comuni, sulla base di apposite direttive emanate dall'Assessorato ai Servizi Sociali, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente". (UPB S12.066 - Cap. 12264)
Conseguentemente è soppressa l'ultima frase del comma.
(308)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Lai -Demuru - Spissu
Al comma 16, dopo le parole "nucleo medesimo." l'ultima frase è sostituita dalla seguente:
"L'attuazione del programma relativamente all'annualità 2003, è affidata ai Comuni, sulla base di apposite direttive emanate dall'Assessorato ai Servizi Sociali, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente". (UPB S12.066 - Cap. 12264).
(540)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità e assistenza sociale
Nel comma 2 prima delle parole "è autorizzata" inserire le seguenti:
"e per gli anni per i quali risultano estese le disposizioni richiamate dall'art. 4 - comma 1 - del Decreto Legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni nella Legge 15 giugno 2002, n. 112". (UPB S12.066 - Cap. 12264).
(30)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Biancu - Sanna Alberto - Fadda
Art. 15
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
?3 bis. È autorizzata nel 2003 la spesa di 70.000 euro a favore dell'Associazione Italiana malati di Alzheimer di Oristano, per l'attivazione sperimentale di un anno del centro di ascolto, accoglienza e consulenza per i malati di Alzheimer della Sardegna centrale.?
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.016
Anno 2003 euro70.000
In aumento
UPB S12.006
Anno 2003 euro70.000
(190)
Emendamento aggiuntivo Lai - Deiana - Dettori - Ibba - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto - Falconi - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(487)
Emendamento aggiuntivo Lai - Deiana - Dettori - Ibba - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto - Falconi - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(526)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(666)
Emendamento aggiuntivo Dettori - Ibba - Lai - Deiana - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(488)
Emendamento aggiuntivo Dettori - Ibba - Lai - Deiana - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(427)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(667)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Demuru - Dettori - Deiana - Lai - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro300.000
(490)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Demuru - Dettori - Deiana - Lai - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 300.000
(529)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro300.000
(669)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 150.000 a favore del Coordinamento regionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori per il funzionamento e per l'assolvimento dei compiti istitutivi, nonché per lo svolgimento di un programma di educazione sanitaria? (UPB S12.025).
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.008 - Cap. 03040 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro250.000
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro250.000
(584)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Lai - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. Il compenso per ogni soggetto visitato, da corrispondere al Presidente ed ai componenti delle Commissioni mediche istituite presso le Aziende ASL, a' termini della legge 15 ottobre 1990, n. 295, è rideterminato a decorrere dal 1° gennaio 2003 in euro 600.000 annui, si fa fronte con le disponibilità recate dal capitolo 12116 della UPB S12.028.?
(585)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata la spesa annua di euro 2.000.000 per l'attuazione di un programma di somministrazione del farmaco "aTNF", da attuarsi attraverso i centri regionali riconosciuti dal Ministero della Sanità, a favore di soggetti affetti da artrite reumatoide, insensibili ad altri protocolli terapeutici? (UPB S12.025).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro 2.000.000
Anno 2004 euro 2.000.000
Anno 2005 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 2.000.000
Anno 2004 euro 2.000.000
Anno 2005 euro 2.000.000
(586)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Biancu - Sanna Alberto - Fadda
Art. 15
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. È finanziato per l'anno 2003 l'importo di euro 2.000.000 a favore della ASL n. 5 di Oristano per l'attivazione presso l'U.O. Cardiologia - UTIC dell'Ospedale San Martino di Oristano, della diagnostica invasiva ed interventistica cardiovascolare.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.008 - Cap. 03040
Anno 2003 euro 2.000.000
In aumento
UPB S12.044 - Cap. 12192 (N.I.)
Anno 2003 euro 2.000.000
(192)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai
Art. 15
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
?4 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la spesa di euro 500.000,00 per la ricognizione ed il monitoraggio degli effetti collaterali della vaccinazione contro l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue) e dei danni causati alle aziende zootecniche.? (UPB S12.078 - Cap. 12336-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.078 - Cap. 12336-00 (N.I.) - Spese per la ricognizione ed il monitoraggio degli effetti collaterali della vaccinazione contro l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue) e dei danni causati alle aziende zootecniche.
Competenza anno 2003 euro 500.000,00=
Competenza anno 2004 euro 500.000,00=
Competenza anno 2005 euro 500.000,00=
In diminuzione
03 - BILANCIO
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 euro 500.000,00=
Competenza anno 2004 euro 500.000,00=
Competenza anno 2005 euro 500.000,00=
(355)
Emendamento sostitutivo totale agli emendamenti numeri 77 e 581 Pilo - Pusceddu - Licandro - Corda - Corona - Demuru - Onida - Frau - Milia - Granara - Deiana - Manca - Pacifico - Pirastu
Art. 15
Gli emendamenti n. 77 e 581 sono sostituiti dal seguente:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma:
?Nell'ambito dei programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria, l'amministrazione regionale è autorizzata a finanziare attività realizzate dai competenti istituti universitari della Sardegna in materia di disturbi pervasivi dello sviluppo e di diagnosi e recupero dei minori maltrattati o abusati. I relativi oneri, pari a euro 470.000 per l'anno 2003, gravano sulla UPB S12.006 dello stato di previsione dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 470.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si provvede mediante la legge finanziaria annuale.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria
Anno 2003 euro 470.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione e bilancio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 470.000
(765)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Pirastu - Licandro - Corda - Corona
Art. 15
Nell'articolo 15 nel comma 6, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
?d bis) È autorizzata nell'anno 2003 la spesa complessiva di euro 350.000 in ragione di euro 250.000 all'Università di Cagliari e di euro 150.000 all'Università di Sassari per l'espletamento di una indagine epidemiologica sui disturbi pervasivi dello sviluppo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria
Anno 2003 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 350.000
(77)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella
Emendamento all'emendamento n. 14 (Art. 15)
L'emendamento n. 14 è soppresso. (699)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Dopo comma 6 è inserito il seguente comma:
?6 bis. Le somme assegnate ai sensi dell'articolo 27, comma 4, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, e non impegnate dalle Aziende Sanitarie per la tutela sanitaria degli sportivi nel corso dell'anno 2002, possono essere utilizzate anche nell'esercizio finanziario 2003?. (14)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Dettori - Falconi - Pacifico
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
?6 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003 e 2004, la spesa di euro 200.000,00 per il completamento del programma di screening dei tumori femminili attivato nel 2001 dall'Università di Sassari in collaborazione con la ASL n. 1. (UPB S12.025 - Cap. 12088-00 (N.I.))?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 - Cap. 12336-00 (N.I.) - Finanziamento per il completamento del programma di screening dei tumori femminili attivato nel 2001 dall'Università di Sassari in collaborazione con la ASL n. 1.
Competenza anno 2003 euro 200.000,00=
Competenza anno 2004 euro 200.000,00=
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - FNOL
Competenza anno 2003 euro 200.000,00=
Competenza anno 2004 euro 200.000,00=
(316)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Pacifico - Falconi
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
?6 bis. All'articolo 1 della legge regionale 20 dicembre 2000, n. 25, le parole "il cui reddito complessivo lordo del nucleo familiare di appartenenza è compreso tra 0 e 25.000 euro" sono sostituite dalle seguenti:
"che non superino per il proprio nucleo familiare gli indicatori dell'ISEE e dell'ISPE (ai sensi del DL 109 e successive modificazioni e integrazioni) stabiliti annualmente come limiti per accedere ai benefici degli ERSU di Cagliari e Sassari".? (317)
Emendamento aggiuntivo Corona - Rassu - Milia - Cassano
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
?6 bis. È autorizzata la concessione di un contributo all'Università degli Studi di Sassari di euro 500.000 per il rifinanziamento del Progetto genetica e tumori.? (568)
Emendamento aggiuntivo Corona - Milia - Rassu - Cassano
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
?6 bis. È autorizzata la concessione di un contributo di euro 250.000 a favore del Servizio di Prevenzione oncologica della ASL n. 1 di Sassari.? (569)
Emendamento aggiuntivo Corona - Rassu - Milia - Cassano
Art. 15
Al comma 6 è aggiunto il seguente:
?È autorizzata la concessione di un contributo all'Università di Sassari di euro 500.000 per il finanziamento del Progetto screening citologico nella lotta contro i tumori del collo dell'utero.? (570)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Art. 15
Al comma 6 dell'art. 15 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
?e) euro 520.000 all'Università di Sassari, Oncologia medica, per l'acquisto e il potenziamento delle attrezzature scietifiche. (UPB S12.026)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.026 - Investimenti per la lotta contro le malattie sociali
Anno 2003 euro 520.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 520.000 (680)
Emendamento aggiuntivo Manca - Sanna Giacomo
Art. 15
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
?9 bis. È autorizzato, per ciascuno degli anni 2003,2004 e 2005, lo stanziamento annuo di 1.500.000 euro quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per la realizzazione di un programma straordinario di controllo ed eradicazione della Ipodermosi Bovina. (UPB S12.076)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
SANITA'
UPB S12.076 - Istituto Zooprofilattico - Parte corrente
Competenza anno 2003 euro 1.500.000
Competenza anno 2004 euro 1.500.000
Competenza anno 2005 euro 1.500.000
Cassa anno 2003 euro 1.500.000
In diminuzione
Spesa
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro 1.500.000
Competenza anno 2004 euro 1.500.000
Competenza anno 2005 euro 1.500.000
UPB S0.003 - Fondo di cassa
Cassa anno 2003 euro 1.500.000
(58)
Emendamento sostitutivo totale agli emendamenti numeri 73, 489, 528, 668 Pilo - Pusceddu - Corda - Dore - Pacifico - Pirastu - Randazzo - Sanna Alberto - Deiana - Licandro
Art. 15
Gli emendamenti n. 73, 489, 528, 668 sono sostituiti dal seguente:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?L'amministrazione regionale è autorizzata a finanziare un programma di attività finalizzate al recupero dei detenuti e dei soggetti sottoposti a esecuzione penale esterna e gestite da organismi di volontariato o da associazioni onlus. I relativi oneri, pari a euro 600.000 per l'anno 2003, gravano sulla UPB S12.066 dello stato di previsione dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 600.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si provvede mediante la legge finanziaria annuale.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.066 Servizi socio assistenziali
Anno 2003 euro 600.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione e bilancio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 600.000
(764)
Emendamento aggiuntivo Deiana - Demuru - Lai - Dettori - Ibba - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(489)
Emendamento aggiuntivo Deiana - Demuru - Lai - Dettori - Ibba - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(528)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(668)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Onida - Frau - Corona - Milia - Granara - Deiana - Demuru - Manca - Pacifico
Art. 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 15 bis:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?È autorizzato lo stanziamento di euro 120.000 a favore della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Cagliari quale contributo per l'istituzione, presso la Sezione di Pediatria del Dipartimento di Scienze Pediatriche e di Medicina Clinica, di un Centro interdipartimentale per la prevenzione, la diagnosi ed il recupero del minore maltrattato o abusato (UPB S12.025).?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 2003 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene, sanità e assistenza sociale
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro 120.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 120.000
(581)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Comma aggiuntivo:
?16 bis. Il comma 1 dell'articolo 19 ed il comma 5 dell'articolo 22 della Legge Regionale 24 marzo 1997, n. 10 (Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle Aziende Sanitarie Regionali) sono abrogati.? (35)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Corda - Dore - Pacifico - Pirastu - Randazzo - Sanna Alberto
Art. 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?17. Al fine di favorire il recupero e il reinserimento di detenuti ed ex detenuti è autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la concessione di un contributo annuo di 200.000 euro a favore della Cooperativa Sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto della "Casa di Accoglienza N.S: di Bonacatu" e di un contributo annuo di 50.000 euro a favore della Associazione Onlus "I talenti" per le attività di istituto della "Comunità di recupero di Vallermosa". I relativi oneri per l'anno 2003 gravano sulla UPB S12.066 dello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 250.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si fa fronte mediante la legge finanziaria.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.066 Servizi socio-assistenziali
Anno 2003 euro 250.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 250.000
(73)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente comma 16 bis:
?La Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a concedere ai cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia antitumorale i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno nel caso in cui il trattamento venga effettuato presso i presidi sanitari diversi da quello di residenza. Le provvidenze verranno corrisposte con le modalità già previste dalla Legge Regionale 25 novembre 1983 n. 27 e successive modificazioni e integrazioni. Le spese previste per l'attuazione del presente articolo sono valutate in euro 500.000 annue. (UPB S12.066)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 Servizi socio-assistenziali
Anno 2003 euro 500.000
Anno 2004 euro 500.000
Anno 2005 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 500.000
Anno 2004 euro 500.000
Anno 2005 euro 500.000
(88)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Falconi - Pacifico
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?17. È autorizzata per l'anno 2003 la spesa di euro 7.800.000,00 per la copertura finanziaria dei progetti approvati nell'anno 2002, ai sensi dell'articolo 28, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2002. (UPB S12.066 - Cap. 12264-00)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 - Cap. 12264-00 - Spese per la copertura finanziaria dei progetti approvati nell'anno 2002, ai sensi dell'articolo 28, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2002.
Competenza anno 2003 euro 7.800.000,00=
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro 7.800.000,00=
(315)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Morittu - Falconi - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16 bis. È autorizzata l'attribuzione dei finanziamenti di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 39/93 per i piani di aggiornamento dei volontari in ragione della programmazione dell'Osservatorio regionale del volontariato, al centro servizi del volontariato della Sardegna, già istituito ai sensi della legge nazionale n. 266/91.? (541)
Emendamento sostitutivo totale Spissu - Lai - Secci - Falconi - Dettori
Art. 15
Emendamento sostitutivo al 542
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
A tal fine la Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a destinare nel 2003, 2004 e 2005 la somma di € 1.500.000 annui per la costituzione e la gestione di un consorzio fidi del terzo settore. (767)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
(542)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
(543)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci - Sanna Gian Valerio
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. E' costituito presso la Presidenza della Giunta un fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della legge regionale n. 39/1991 (UPB S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.)).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.)
Competenza anno 2003 euro 516.000
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 euro 516.000 (544)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo
Art. 15
All'art. 15 dopo il comma 16 è aggiunto il seguente comma:
"17. A seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 maggio 2001, n. 207: "Riordino del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e beneficenza a norma dell'articolo 10 della Legge 8 novembre 2001 n. 328" e per garantire omogeneità con le IPAB operanti nelle altre regioni, si rende necessaria una riorganizzazione delle IPAB operanti in Sardegna:
a) le IPAB che operano prevalentemente nel campo dell'Istruzione scolare e pre-scolare confermate tali dal DPCM emesso in applicazione dell'art. 17 del DPR 348/79, possono assumere la personalità di ente morale di diritto privato purchè dimostrino la capacità finanziaria di proseguire nell'attuazione degli scopi statutari;
b) le IPAB che, per difficoltà economiche e di gestione, non sono più in grado di funzionare o comunque esprimono la volontà di non sussistere più ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del Decreto n. 207, sono soppresse e, secondo il dettato della Legge regionale n. 31/1985, beni, funzioni e personale sono trasferiti al Comune, sede legale delle stesse.
(556)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia
Art. 15
Al comma 16 è aggiunto il seguente:
16 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere ai Comuni un finanziamento annuale quale quota regionale, per gli interventi di sostegno, inserimento e integrazione sociale di soggetti in situazione di handicap grave, allo scopo di dare piena realizzazione a quanto stabilito dall'art. 8 e dall'art. 39, comma 2, lettera l-bis, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, così come modificata e integrata dalla Legge 21 maggio 1998, n. 162. A tal fine è autorizzato lo stanziamento di € 7.708.265, cap. N.I.
(601)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Art. 15
All'art. 15 dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
16bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di un programma di riqualificazione delle strutture storiche dell'assistenza sanitaria nei centri urbani, a partire dall'area dell'ex Ospedale Psichiatrico di Sassari (UPB S12.027).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.027 - Strutture sanitarie
Anno 2003 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 10.000.000 (682)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Emendamento 194 (art. 15)
All'emendamento n. 194 sono aggiunti i seguenti commi:
"5. Il contributo per interventi di trapianto renale previsto all'articolo 9 è incrementato di euro 500.
6. Il rimborso delle spese di soggiorno per la tipizzazione, l'intervento di trapianto renale e i controlli ritenuti necessari in centri fuori dalla Sardegna, previsti all'articolo 11 per il trapiantato e l'accompagnatore, è incrementato di euro 20 per ognuno dei giorni ritenuti strettamente necessari.
7. Il contributo per dialisi domiciliare, previsto all'articolo 13, per le spese di consumo telefonico, di acqua e di energia elettrica e il contributo per l'assistenza di emodialisi e dialisi peritoneale sono incrementati rispettivamente di euro 125 e di euro 150. (725)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
Articolo 15/bis
Modifiche alla legge regionale 1985, n. 11 "Nuove norme per le provvidenze a favore dei neuropatici"
1. Per adeguare i limiti di reddito che danno titolo a godere dei benefici previsti dalla legge regionale 8 maggio 1985, n. 11, i punti a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:
a) sino a euro 23.000 per nuclei familiari fino a 2 persone;
b) sino a euro 25.000 per nuclei familiari fino a 4 persone;
c) sino a euro 30.000 per nuclei familiari fino a 6 persone;
d) sino a euro 35.000 per nuclei familiari oltre 6 persone;
2. La misura dell'assegno mensile è così determinato:
a) Euro 500 ai neuropatici privi di reddito;
b) Euro 400 ai neuropatici con reddito netto effettivo annuo fino a euro 8000;
c) Euro 300 ai neuropatici compresi nelle fasce di reddito a), b), c), e d) di cui al comma 1 del presente articolo.
3. L'ultimo alinea del comma 2 dell'articolo 6, aggiunto all'articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 43 del 14 settembre 1993, è sostituito dai seguenti:
"- nella misura di euro 77 mensili ai neuropatici residenti dove ha sede il servizio dialisi;
- nella misura di euro 130 ai neuropatici che risiedono in Comuni diversi dalla sede del Servizio dialisi entro il raggio dei 15 km."
4. Il quarto comma del medesimo articolo 6 è così sostituito:
"4. Il rimborso delle spese di soggiorno è corrisposto:
a) nella misura di euro 25, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che si recano presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti almeno 15 km dal Comune o frazione di residenza;
b) nella misura di euro 35, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che necessitano di recarsi presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti da 30 a 90 km dal Comune o frazione di residenza;
c) nella misura di euro 45, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che necessitano di recarsi presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti oltre 90 km dal Comune o frazione di residenza;
d) nella misura di euro 55, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che si recano presso i presidi di trattamento dialitico ubicati fuori della Sardegna.
Copertura finanziaria
IN AUMENTO
UPB S12.066
Cap. 12271-00
Anno 2003 euro 3.500.000
Anno 2004 euro 3.500.000
Anno 2005 euro 3.500.000
IN DIMINUZIONE
UPB S03.008
Anno 2003 euro 3.500.000
Anno 2004 euro 3.500.000
Anno 2005 euro 3.500.000 (194)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15bis"
1. Per adeguare i limiti di reddito che danno titolo a godere dei benefici previsti dalla legge regionale 25 novembre 1983, n. 27, i punti a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:
a) sino a euro 23.000 per nuclei familiari fino a 2 persone;
b) sino a euro 25.000 per nuclei familiari fino a 4 persone;
c) sino a euro 30.000 per nuclei familiari fino a 6 persone;
d) sino a euro 35.000 per nuclei familiari oltre 6 persone.
I limiti di reddito così indicati possono essere rideterminati periodicamente con la legge finanziaria in adeguamento dell'aumento del costo della vita.
2. Il terzo comma dell'articolo 3 della legge regionale n. 27 del 1983 è così modificato:
"la misura dell'assegno mensile è così determinato:
- Euro 500 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici sprovvisti di qualsiasi reddito;
- Euro 400 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici con reddito netto effettivo annuo fino a euro 8000;
- Euro 300 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici compresi nelle fasce di reddito a), b), c), e d) di cui al primo comma".
3. Il secondo comma dell'articolo 4 è così modificato:
"I rimborsi per le spese di viaggio sono corrisposti in misura completa per coprire il costo del biglietto ovvero in misura di 22 cent. Di Euro a km per l'uso di mezzi privati. Detto costo può essere rideterminato annualmente con la legge finanziaria."
4. I rimborsi per le spese di soggiorno sono determinati nella misura di euro 20 per i talassemici, gli emofilici e gli emolinfopatici che si recano in Comuni della Sardegna distanti oltre 30 km da quello di residenza per l'effettuazione delle terapie o esami connessi allo specifico status morboso purchè il trattamento sanitario non venga effettuato in regime di ricovero.
Copertura finanziaria
IN AUMENTO
UPB S12.066
Cap. 12271-00
Anno 2003 euro 3.000.000
Anno 2004 euro 3.000.000
Anno 2005 euro 3.000.000
IN DIMINUZIONE
UPB S03.008
Anno 2003 euro 3.000.000
Anno 2004 euro 3.000.000
Anno 2005 euro 3.000.000 (195)
Emendamento aggiuntivo Demuru - Dettori - Ibba - Deiana - Lai - Balia - Ortu - Sanna Salvatore - Pirisi - Sanna Alberto - Falconi - Orrù - Pacifico
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1. Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
2. L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (486)
Emendamento aggiuntivo Demuru - Dettori - Ibba - Deiana - Lai - Balia - Ortu - Sanna Salvatore - Pirisi - Sanna Alberto - Falconi - Orrù - Pacifico
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
3. Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
4. L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (525)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1.Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
2.L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (670)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1) I contratti di fornitura di beni e servizi in materia sanitaria debbono prevedere un termine di pagamento non superiore a sessanta giorni decorrente dalla data di ricevimento della fattura fiscalmente regolare.
2) La fattura potrà essere emessa dal fornitore solo successivamente alla prestazione del bene o servizio, una volta accertata la conformità delle merci o servizi alle previsioni contrattuali. L'accertamento che precede dovrà essere eseguito entro trenta giorni dalla consegna o dalla effettuazione del servizio.
3) Dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento di cui al primo comma, sono dovuti gli interessi al saggio legale per i primi novanta giorni. Decorso tale termine, salvo diverso accordo tra le parti, sono dovuti gli interessi nella misura prevista dall'art. 5 del D.lgs 9.10.2002, n. 231;
4) Nel caso di contratti d'opera intellettuale è ammesso il pagamento in acconto delle spese e competenze inerenti le prestazioni.
5) Nelle more della stipula dei contratti definitivi di cui all'art. 8 quinquies D.lgs 30.12.1992, n. 502, e successive modifiche ed integrazioni, la disciplina che precede trova applicazione in relazione ai compensi dovuti dai soggetti transitoriamente accreditati che erogano prestazioni con oneri a carico del S.S.R..
6) Nell'ambito di ciascuna Azienda U.S.L. è costituita una unità di valutazione riabilitativa (U.V.R.) costituita da personale dipendente del S.S.N. o dell'Università che esplichi attività assistenziale col compito di verificare:
- l'appropriatezza dell'inserimento degli utenti nei centri di riabilitazione accreditati ovvero transitoriamente accreditati per l'erogazione delle prestazioni di cui all'art. 26 della L. 833/1978;
- la congruità dei programmi riabilitativi predisposti dalle strutture erogataci;
- la qualità delle prestazioni erogate;
- il raggiungimento degli obbiettivi terapeutici in conformità ai programmi
riabilitativi.
7) Fermo restando il diritto di libera scelta degli utenti, l'accesso alle prestazioni riabilitative previste dall'art. 26 della L. 23 dicembre 1978, n. 833, è subordinato all'autorizzazione dell'U.R.V. costituito presso ogni Azienda U.S.L..
8) Con direttive dell'A.R.I.S. sono determinati i criteri di organizzazione e funzionamento delle UU.V.R. (654)
PRESIDENTE. L'emendamento 455 è stato presentato dai colleghi Falconi, Spissu, Demuru, può essere illustrato.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Qui la Giunta è presentata ai massimi vertici, c'è il Presidente, c'è l'Assessore alla programmazione, se c'è bisogno di sospendere, i colleghi lo chiedano; credo che ci siano le condizioni per andare avanti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Che formalmente ci siano le condizioni per andare avanti non c'è dubbio, ovviamente non sfugge a nessuno la consistenza della presenza in Aula, la finanziaria sicuramente merita, per quanto possa essere criticata, qualcosa di più, ma soprattutto l'assenza dell'Assessore alla sanità. Si potrà dire certo che formalmente la Giunta è rappresentata al massimo livello: il Presidente, l'Assessore al bilancio, ma trattiamo una materia che non sfugge a nessuno, che richiede la diretta interlocuzione anche dell'Assessore alla sanità, data anche la caratura dell'Assessore alla sanità. Non ci vuole molto a comprendere che l'assenza momentanea dell'Assessore alla sanità poi riproporrà tutte le questioni che nel frattempo si dovessero esaminare, per cui noi vogliamo conoscere dalla Giunta se è casuale l'assenza dell'Assessore alla sanità, quanto è necessario attendere perché si abbia la sua utile presenza per poter procedere - appunto - con l'interlocuzione che sia tale da potersi svolgere compiutamente.
PRESIDENTE. Allora do la parola all'onorevole Cappai, che essendo nello stesso Gruppo dell'Assessore forse ci può dire qualcosa. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). In effetti condivido le affermazioni dell'onorevole Cogodi, sarebbe opportuno che l'Assessore fosse qui, purtroppo è in viaggio, in mezzo al traffico, quindi propongo che si sospenda per 10 minuti in attesa che l'Assessore sia in Aula e si possa iniziare la materia in presenza dell'Assessore.
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni - credo di no - sospendiamo fino alle 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 13, viene ripresa alle ore10 e 30.)
Richiesta di procedura abbreviataPRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Poiché sabato è stato approvato il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio al mese di aprile e sono stati chiesti i termini, chiedo che venga autorizzata la riduzione dei termini ai sensi del 101 del Regolamento.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, i termini si intendono accolti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 455.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato, come pure l'emendamento numero 452.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 191.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 191 si pone l'obiettivo di sopprimere il comma 8 dell'articolo 15 che si riferisce ad un tentativo di sottrazione dal fondo investimenti della 25 di ben 14 miliardi a partire dal 2004. Tra l'altro questo va collegato all'ulteriore riduzione, al momento esistente - ma noi riteniamo che da qui all'esame dell'articolo 18 ci sia un ripensamento da parte della Giunta - di 4 milioni e 400 mila Euro che sono stati ridotti già quest'anno nel fondo investimenti. Credo che ripercorrendo quella che è la storia della legge 25, che è in vigore dal 1993, i diversi passaggi che ci sono stati in questo Consiglio sulla intangibilità del fondo della 25 agli enti locali, sia per quanto riguarda il fondo ordinario per il funzionamento degli enti locali, sia il fondo investimenti in particolare, che il più delle volte le amministrazioni locali hanno utilizzato per contrarre i mutui a carico dei rispettivi comuni, dicevo che è stato più volte ribadito da questo Consiglio l'intangibilità di questo fondo.
Credo che il tentativo dell'avvio di uno smantellamento della 25 da parte della Giunta che in qualche modo viene operato attraverso questi due tentativi, quello della riduzione già da quest'anno di oltre 8 miliardi di vecchie lire e di ulteriori 14 miliardi dall'esercizio successivo, vada bloccato, vada impedito perché ritengo che i Comuni abbiano dimostrato abbondantemente di saper programmare le proprie risorse. Vorrei ricordare che i Comuni, a questo momento, hanno già programmato le loro risorse perché i bilanci nella gran parte degli stessi enti locali risultano approvati e risultano approvati per quanto riguarda il fondo ordinario e il fondo investimenti sulla base di quelle che sono le risorse dell'esercizio precedente. Quindi, i Comuni sono già nelle condizioni di poter operare, di poter spendere perché hanno già programmato a partire dal mese di settembre. Devo dire che anche su questo versante la posizione della Giunta non è altrettanto in ordine rispetto a quella che è la programmazione dei Comuni. Vorrei ricordare soltanto, a questo Consiglio, che le risorse relative alle strutture socio - assistenziali sono state programmate, relativamente al 2000 al 2001 e al 2002, nell'agosto del 2002. Quindi vediamo che neanche da questo punto di vista la celerità nella programmazione e nella spendita del risorse la Regione si trova nella stessa linea, con la stessa accelerazione nella quale si trovano gli enti locali.
Quindi ritengo che il comma 8 vada abrogato così come chiede l'emendamento 191.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 621, che è uguale al 191, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 196.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). La soppressione del comma 9 è motivo di approfondimento e di richiesta come si concilia lo stanziamento straordinario a fronte di finanziamenti per attività istituzionali.
Le attività istituzionali sarebbero di per sé attività ordinarie. Noi vogliamo capire che relazione intercorre tra le attività istituzionali dell'Istituto Zooprofilattico e il finanziamento in contributo straordinario. Ci pare una discrasia che va comunque chiarita, a fronte del fatto che lo stesso comma prevede un altro miliardo per gli anni successivi a fronte di spese in conto capitale. Noi crediamo che bisogna prestare attenzione anche al finanziamento degli enti e che gli stessi enti debbano in qualche modo concorrere con l'amministrazione regionale a procedure di razionalizzazione della spesa e non di ulteriore incremento e dilatazione della spesa pubblica, soprattutto quando queste spese non vengono documentate ed opportunamente dichiarate.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 734, sostitutivo parziale dell'emendamento 13, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato, come pure l'emendamento numero 13.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 193.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Con l'emendamento 193 noi intendiamo modificare l'utilizzo dei 10 milioni di Euro che sono stati previsti nel comma 16, infatti l'emendamento 193 non comporta alcun aumento di spesa e prevede la finalizzazione dei 10 milioni di Euro previsti dall'articolo 15, comma 16, che servirebbero, a nostro avviso, per poter finanziare gli oltre 1.300 progetti che sono stati presentati a valere sulla 162. Ricordiamo che non si tratta di erogazioni di danaro alle famiglie, ad associazioni o ad imprese, ma risorse esclusivamente destinate a tutti i comuni della nostra Isola per servizi personalizzati e reali alle famiglie, e non erogazione di assegni.
L'emendamento si rende necessario in quanto il dispositivo inserito nel decreto legislativo 383/A non specifica come le risorse debbano essere utilizzate dalla Giunta, e quindi anche da questo punto di vista, noi riteniamo che in questo momento e in questo contesto ci debba essere una previsione specifica della loro utilizzazione. Secondo noi l'utilizzazione deve essere, con identica finalità, volta a vedere la famiglia come soggetto sociale, risorsa anche nelle situazioni più estreme, contro ogni istituzione …(?) delle persone non autosufficienti di tutte le età. Infatti da oltre due anni in Sardegna è operante la legge 162, con pieno successo e gradimento da parte delle famiglie sarde, che tra l'altro ci vede all'avanguardia rispetto ad altre regioni, come evidenziato nella seconda Conferenza nazionale delle politiche sulla disabilità, svoltasi a Bari il 14 febbraio scorso, in occasione dell'apertura dell'anno europeo delle persone con disabilità.
Le risorse finanziarie attualmente disponibili, che sono previste nel bilancio, permetterebbero di attivare soltanto 337 progetti a fronte dei 1.500 presentati dai comuni e istruiti positivamente da parte dall'Assessorato della sanità, lasciando nella disperazione e nell'assenza di servizi personalizzati tutte le altre famiglie sarde che richiedono, appunto, l'avvio di questi interventi personalizzati. In pratica sarebbero 1.187 famiglie che rimarrebbero prive del sostegno che noi riteniamo di dover loro dare. Anche alla luce, io credo, di quanto abbiamo riflettuto in quest'aula nella giornata di venerdì, allorquando è stato discusso l'emendamento 184 che riguardava la maggiore dotazione di risorse al fondo diretto al lavoro per i disabili, e nel quale abbiamo visto in quest'Aula una convergenza pressoché totale da parte dei consiglieri non solo dell'opposizione, sull'emendamento 184 presentato dell'opposizione, ma anche da parte della maggioranza, quindi fa onore a quest'Aula l'attenzione che è stata dimostrata in quella occasione, che ritengo debba essere altrettanto dimostrata proprio per onorare al meglio quest'anno della disabilità anche attraverso l'accoglimento dell'emendamento 193, che va nella stessa direzione, quella di una grande attenzione verso l'assistenza ai disabili attraverso l'erogazione di servizi diretti alle famiglie e non attraverso l'erogazione di risorse che sembrerebbe concepire il comma in oggetto, il comma 16 dell'articolo 15.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 622 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Con l'emendamento 622 noi riconosciamo l'utilità del provvedimento che è contenuto nel comma 16 dell'articolo 17, però proponiamo che sia meglio definita la natura e meglio definita l'utilizzazione di questo fondo. Si tratta di 20 miliardi che la Regione mette a disposizione perché sia alleviata, non certamente del tutto soddisfatta, quella necessità che è in capo alle famiglie presso le quali è inserita una persona non autosufficiente, che ha bisogno di un'assistenza e di una presenza continua di altre persone e si ritiene che l'ambito familiare sia tendenzialmente quella condizione che può meglio soddisfare queste esigenze primarie. Quindi, salva la bontà del fine, noi proponiamo che sia meglio definito l'intervento e cioè che si chiarisca che questo intervento avviene attraverso programmi comunali, perché è in sede locale, dove vi è la diretta conoscenza, dove vi è la cognizione, dove vi è la possibilità di tenere in conto diverse e purtroppo anche molteplici esigenze, è in quella sede che può operarsi anche quell'intervento selettivo, quell'intervento che meglio risponda al principale bisogno che nella comunità si rappresenta. Diversamente anche un fondo di 20 miliardi di lire, un fondo centrale, un fondo regionale che non passi attraverso l'articolazione e la diffusione non tanto del cosiddetto territorio, quanto dell'articolazione sociale di cui si compone la comunità della Sardegna, rischia di essere gestito male, oggettivamente gestito male, perché sicuramente l'insieme dei bisogni sociali che si rappresenteranno, e che purtroppo si rappresentano perché esistono, saranno di gran lunga superiori alla disponibilità di un fondo che pure ha una sua consistenza.
La dizione così com'è del comma 16 è estremamente generica, perché parla di un programma di interventi. Questo programma di interventi a chi fa capo? La norma non lo dice. Quando si è fatta un'obiezione in senso anche diretto, informale, la risposta è stata: "Ma è chiaro che lo fanno i comuni"! Allora bisogna dirlo, perché se non è scritto che questo programma è un programma comunale, non è che poi domani chi deve applicare la norma, il funzionario, l'ufficio, saprà che è un programma comunale. Può essere un programma comunale, può essere anche un programma regionale, può essere un programma, potrebbe intendere la Giunta, che deleghi ad altre dimensioni, anche provinciale, ma la cosa più probabile è che in assenza di specificazione si intenda che è un programma regionale, cioè a titolarità regionale, il programma rimane regionale perché è la Regione che dovrà dare criteri, dovrà dare direttive, però nella sua specifica attuazione dovrà essere un programma che si attua attraverso la dimensione locale e quindi la dimensione comunale.
Peraltro non sfugge a nessuno che vi sono anche altre forme di genericità in questa norma, di pericolosa genericità. Anche la categoria del non autosufficiente è una categoria ampia, amplissima. Bisognerà pure, nell'adozione dei criteri, individuare delle priorità, perché la stessa dizione di "non autosufficiente" può intendere una parte consistente delle persone. Gli anziani, dopo una certa età, sono di sicuro pressoché tutti non autosufficienti. Siccome la Regione ha già fatto esperienze, anche amare, volendo largheggiare senza disporre dei mezzi sufficienti per largheggiare, farebbe bene a definire meglio gli interventi che vuole promuovere.
Penso che nessuno abbia dimenticato l'esperienza - chiamiamola pure amara, perché ha lasciato strascichi di incomprensione anche fra cittadini e istituzioni - della legge 44 sui malati di mente, una legge che era nata con i migliori propositi, con una convinzione sincera da parte dell'istituzione pubblica di assistere principalmente le famiglie presso le quali potevano esprimere la loro vita nel modo migliore gli ex manicomiali, principalmente, poi però siccome la legge parlava semplicemente di malati di mente, la Sardegna si stava trasformando in un'isola di pazzi, perché la cosa che di più si andava a ricercare presso il medico era una dichiarazione di turba psichica. Si erano enumerati e si erano fatti anche esempi, non proprio lodevoli, di piccoli comuni dove risiedevano tre, quattro ex manicomiali o malati di mente in senso proprio, che erano arrivati a censire 70, 80, 100 malati di mente in piccolissime comunità, giusto perché questo dava adito all'assegno aggiuntivo. Tant'è che quella legge dovette essere corretta e poi quasi eliminata, perché aveva dato adito, non dico solo sul piano finanziario, ma sul piano dell'equità sociale, dell'intervento che le istituzioni pubbliche devono operare, anche a delle disparità enormi. Una legge che, ricordo, inizialmente aveva una copertura finanziaria, perché aveva censito i casi ai quali bisognava guardare che era di 7 - 8 miliardi, poi arrivò a richiedere al bilancio regionale 70 - 80 miliardi all'anno, si dovettero sanare i pregressi per centinaia di miliardi e intervenne una condizione non più gestibile.
Quando intervengono condizioni non più gestibili è chiaro che a un certo punto bisogna tagliare, come si dice, eliminare, togliere e allora si torna al punto che si toglie anche a chi ha davvero bisogno. Allora, tanto vale essere più precisi nella definizione normativa e dire quali sono principalmente i soggetti. Io non sono particolarmente esperto in questa materia, ma so che esistono delle classificazioni, delle configurazioni che possono rendere più puntuale anche l'area dei possibili beneficiari. Dire puramente e semplicemente persone non autosufficienti può aprire anche questa volta la strada a un'enormità di richieste che non potranno essere soddisfatte. Non viene detto null'altro, questo è un requisito puramente soggettivo, non ha nulla a che vedere comunque col reddito proprio e col reddito familiare; credo che i criteri dovranno tener conto di tutte queste cose.
Ci sono famiglie per le quali, insieme all'affetto e all'amore per il proprio caro che è portatore di un handicap vi è il dramma aggiuntivo anche dell'impossibilità economica di provvedervi, perché persone che non hanno un reddito sufficiente devono sacrificarsi anche nell'esplicazione di un proprio lavoro retribuito. Bisognerà tener conto anche di criteri selettivi, penso che saranno le direttive che le definiranno, però non è che c'è una garanzia che ciò accadrà se non c'è un richiamo a qualche sistema che già funzioni, almeno per analogia. Tuttavia il nostro emendamento pone questa questione, che almeno si chiarisca che questi sono programmi comunali, perché forse all'interno dei programmi comunali sarà più facile gestire in modo efficiente e sobrio, quindi rispondente al fine che si vuole raggiungere, questa norma che diversamente può aprire la strada ad altre forme di solidarietà, sì, ma anche ad altre forme di distorsione che purtroppo in questa materia non mancano e purtroppo vediamo che ogni giorno si moltiplicano.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 308 e 540 sono praticamente uguali; il primo firmatario di tutti e due è l'onorevole Orrù, gli altri che seguono sono diversi. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.
LAI (D.S.). Presidente, fermo restando che il 545 differisce dal 193, perché mentre il 193 prevede una definizione della quota da destinare...
PRESIDENTE. Mi scusi, sta tornando indietro.
LAI (D.S.). Sì sto tornando indietro, perché in qualche modo mi sembra che ci sia stata una resa di analogia tra il 193 e il 545, che invece volevo sottolineare come differenti, perché nel primo caso...
PRESIDENTE. Questo lo farà eventualmente nella discussione generale, adesso siamo all'illustrazione dell'emendamento 308 che è simile, non esattamente uguale al 540, la invitavo a illustrarli tutti e due.
LAI (D.S.). Io illustro tutti e due gli emendamenti, volevo soltanto sottolineare che il 545 non mi è stato consentito illustrarlo perché pensato come analogo. Comunque non c'è problema, illustro questi.
Presidente, volevo un attimino fare la memoria su questi emendamenti perché sono tutti collegati tra di loro, nel senso che il comma 16 dell'articolo 15 nasce in un modo e rischia di finire in un altro modo ed è bene che ne prendiamo atto, nel senso che nasce per una vertenza lanciata dal sindacato, esattamente a novembre del 2002, nel quale si poneva come esigenza quella di contribuire in Sardegna al sostegno delle famiglie che tengono nelle loro case, all'interno delle loro famiglie, persone non autosufficienti. Per persone non autosufficienti c'è un elemento di analisi, che sostanzialmente è condiviso a livello nazionale, che riguarda coloro che dovrebbero stare dentro le residenze sanitarie assistite, per esempio, e che invece stanno in famiglia e che costituiscono il 47 per cento della popolazione al di sopra dei 65 anni o il 52 per cento delle persone al di sopra degli 80 anni. Adesso l'indicazione in qualche modo accettata dalla Giunta regionale in sede di trattativa con i sindacati era quella di raccogliere questo fondo per le 2.000 famiglie che hanno in casa degli anziani non autosufficienti, in modo da poter dare sostanzialmente una sorta di assegno da 250 euro che garantisse un contributo reale di tipo economico a queste famiglie.
Adesso si introduce un secondo problema all'interno di questi emendamenti, nel senso che giustamente si dice: "Non può essere la Giunta a fare un Regolamento senza che questo passi attraverso regole definite, che possono essere i comuni che conoscono le famiglie con non autosufficienti, e comunque attraverso un passaggio nella Commissione". La verità che è c'è un secondo problema, che è emerso per la prima volta lo scorso anno, e che riguarda le famiglie che hanno persone con handicap grave, che sono diverse dalle famiglie che hanno persone, soggetti non autosufficienti, perché nei soggetti non autosufficienti vengono compresi anziani e soggetti con handicap grave, quelle con persone con handicap grave sono famiglie che hanno una caratteristica e una difficoltà anche maggiore, anche più delicata sotto questo aspetto.
Allora, le famiglie con handicap grave sono quelle finanziate dalla legge 162 nazionale e dalla norma che è stata messa in finanziaria lo scorso anno. Queste famiglie hanno presentato, sulla base della 162, 600 progetti nel 2001 e 1600 richieste nel 2002. Ci sono necessità per 10 miliardi e finanziamenti per 2 miliardi e 200 milioni. Adesso noi abbiamo un problema: non è che possiamo pensare con gli stessi soldi di soddisfare entrambe le categorie, non possiamo farlo. O decidiamo che il comma 16 va nella direzione delle famiglie non autosufficienti e si stanziano i soldi necessari per completare il piano della 162, oppure dobbiamo sapere che i soldi del comma 16 vanno sulla 162 e non andranno a fare certamente il piano per le famiglie con i soggetti non autosufficienti. Non possiamo usare gli stessi soldi per due cose e pretendere di soddisfare tutti!
In questo ambito bisogna che l'interlocuzione con la Giunta vada in una direzione del distinguere questi due problemi, che sono entrambi di estrema importanza, perché non ci possiamo trovare nella condizione di soddisfare la 162 e di non rispettare in qualche modo un'iniziativa che ha il suo valore e che è concordata con quelli che sono i rappresentanti di forze sociali, come i sindacati, e va stabilito che entrambi i problemi hanno dignità e che entrambe le attività vanno e hanno dignità tali da essere finanziate, eventualmente facendo una selezione di quelle che sono effettivamente le necessità.
Io sono dell'idea che vadano finanziate entrambe, cioè che bisogna trovare in questo bilancio altri 7 miliardi e 800 milioni per completare il piano del 2002, messi 5 miliardi nel 2003, perché non sono sufficienti i fondi che sono presenti del 2003, e fare un piano per le famiglie con anziani non autosufficienti con i 10 miliardi del comma 16, sulla base di indicazioni date di un piano dato dai Comuni, perché entrambe le esigenze hanno pari dignità, entrambe le esigenze devono essere soddisfatte, bisogna trovare risorse perché vorrei capire cos'altro è da privilegiare di fronte ad esigenze come queste. Quindi nell'ambito di questi emendamenti ci sono norme che sono in contrasto tra di loro, in effetti vanno semplicemente a mettere all'attenzione dell'Aula, a sottoporre all'attenzione dell'Aula l'esigenza di dare dignità ad entrambe le esigenze e perlomeno non pensare che con gli stessi soldi si possano soddisfare esigenze che invece purtroppo sono in concorrenza. Penso che quest'Aula abbia l'interesse a fare regole, ma anche a non attivare guerre tra poveri che non fanno bene a nessuno.
PRESIDENTE. L'emendamento 30 è della Giunta regionale, può essere illustrato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 190, Sanna Gian Valerio, Biancu e più, può essere illustrato. Ha facoltà di illustrarlo il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 190 come d'altronde qualche altro che vedremmo più avanti, pone un problema che la Giunta ha in parte allocato nel comma 3, attraverso il finanziamento di programmi di prevenzione sanitaria, noi rimaniamo concordi - credo - con l'Assessore che la prevenzione rappresenti comunque un grande investimento se non altro perché, se attuata con criterio, rappresenta una delle forme più importanti di razionalizzazione della spesa sanitaria nel medio e lungo periodo. Tuttavia spesso questa attività viene fatta non certo con il rigore di scelte scientifiche e tanto meno con l'attenzione alla gamma delle patologie che in questo settore aumentano e si diversificano con particolare riguardo anche alle realtà regionali. Con questo emendamento noi vogliamo sottoporre all'attenzione della Giunta un'attività che altre aziende sanitarie, altre Regioni - mi farò cura poi di consegnare all'Assessore l'esperienza che svolge la Regione Toscana, in questo campo - attivando quelli che noi abbiamo definito nell'emendamento il Centro d'ascolto per accoglienza e consulenza per i malati di Alzheimer. Questa è una patologia fortemente in crescita in questi anni, soprattutto in Sardegna, per quanto riguarda l'accoglienza credo ci sia necessità oggi, soprattutto per le famiglie, di orientamento, di assistenza psicologica ed anche orientamento per una consulenza con competenze specialistiche di medici, psicologi, assistenti sociali ed infermieri.
Noi proponiamo ma non vuole essere una questione locale, scelga poi la Giunta come rispondere a questo elemento. Noi abbiamo oggi in Sardegna la sezione di Oristano del Centro d'ascolto Alzheimer, è importante che questo tipo di sperimentazione attraverso dei centri che molto basano sul volontariato e che, come tali, devono essere sostenuti e assistiti, pensiamo che in Sardegna a livello sperimentale sia opportuno valutare, almeno nell'arco di un esercizio finanziario, i risultati e le opportunità che l'attivazione di un Centro d'ascolto per i malati di Alzheimer in Sardegna possa avere un'attività rivolta non solo al territorio della Sardegna centrale, ma all'intera Regione.
La spesa che indichiamo è una spesa esigua, solamente di carattere simbolico, siamo disposti in tal senso a ritirare l'emendamento laddove l'Assessore si impegnasse, nell'ambito dei finanziamenti del programma di cui al comma 3, di assumere l'impegno di dare un'attenzione e un riscontro particolare a questo tipo di patologia, a questo tipo di iniziativa all'interno dei finanziamenti che sono previsti al comma 3, diversamente chiederemo di mettere in votazione l'emendamento 190.
PRESIDENTE. L'emendamento 487 Lai, Deiana, Dettori e più. Può essere illustrato. Ha facoltà di illustrarlo il consigliere Lai.
LAI (D.S.). Lo illustrerò molto brevemente perché è un emendamento che fa parte della conclusione a cui è arrivata la Commissione sanità nell'esame dei documenti di bilancio tra le cinque iniziative che é considerato importante segnalare all'Aula e all'Assessore; questa è una delle cinque, si tratta di una richiesta che ha una certa delicatezza, in Sardegna c'è una popolazione molto ampia di pazienti che soffrono di malattie reumatiche, ma questo progetto è un progetto delicato perché riguarda la sperimentazione di farmaci che sono già sperimentati negli Stati Uniti, già utilizzati negli Stati Uniti su bambini - età 7, 8, 9 anni - affetti da artrite reumatoide e servono per evitare che l'artrite reumatoide abbia effetto nella fase di crescita di questi bambini. Questa somma serve per finanziarla su 200 bambini, perché è il protocollo minimale sul quale si può attivare questa sperimentazione, se la Regione non finanziaria questo progetto in Sardegna i bambini affetti da artrite reumatoide, che sono molto di più di 200 ma questo servirebbe per i 200 che possono inseriti dentro, non avrebbero cure che in altri paesi del mondo invece sono garantite. Si tratta di evitare a 200 bambini che deformazioni permanenti delle loro ossa, delle loro articolazioni possano permanere e tentare così di limitarne i danni permanenti e la loro possibilità di avere una vita di relazione normale o forse addirittura di non essere messi in pericolo di vita.
Non è stato firmato dall'intera Commissione soltanto per una questione organizzativa, per quanto ho visto che poi è stato presentato anche da altri colleghi, quindi viene sottoposto in qualche modo all'Aula con il consenso della Commissione, riteniamo anche con un consenso da parte dell'Assessore. Si tratta di un problema delicato sul quale forse converrà fare una sintesi dell'intero Consiglio perché venga sostenuto ed approvato dall'intera Aula.
PRESIDENTE. Il 526 e il 666 sono uguali, onorevole Liori, vuole aggiungere lei qualcosa sul 666 che è uguale agli emendamenti che abbiamo già illustrato?
LIORI (A.N.). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 488, Dettori Ibba e più, si dà per illustrato.
L'emendamento 527, Dettori Ibba e più, si dà per illustrato. L'emendamento 667, Liori e Murgia, si dà per illustrato.
Emendamento numero 490. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba per illustrarlo.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, quando questo emendamento è stato depositato non si poteva prevedere l'importanza particolare che avrebbe avuto, soprattutto nella ricorrenza di questi giorni, perché questo è un emendamento che si propone di perpetuare una iniziativa di screening a favore della lotta contro la beta-talassemia con particolare riferimento alla possibilità di creare una cultura e una sensibilizzazione su questo problema negli alunni della scuola dell'obbligo.
Quando è stato depositato non si riteneva che potesse avere l'importanza che ha oggi, intendo riferirmi al fatto che alcuni giorni fa è stato costituito a Roma un centro di riferimento per tutto il bacino del mediterraneo dell'Istituto Mediterraneo di Emopatie per quanto attiene in maniera specifica la beta-talassemia che, come è noto, è una malattia che nella nostra Regione era particolarmente grave, che noi siamo riusciti a combattere azzerando, si può dire, i casi nuovi di pazienti talassemici che nascono ogni anno nella nostra Regione, ma che è una realtà presente ancora in maniera drammatica in molte aree del Mediterraneo.
Questo, evidentemente, ha fatto sì che anche il titolo di riconoscimento internazionale della scuola cagliaritana sulle beta-talassemie non sia stato sufficiente a riconoscere, da parte del Ministero della salute, del Ministero degli Esteri e del Ministero del Tesoro questa funzione. E` evidente che in questa iniziativa c'è un tentativo e un progetto di spegnere l'importanza della nostra Regione, della nostra cultura sanitaria su un tema importante come quello della beta-talassemia che, ancora oggi, raccogliere 1300 persone che hanno questo problema in Sardegna, che sono persone che, fortunatamente, sono diventate adulte, e che pertanto è necessario che questa iniziativa di sensibilizzazione e di informazione debba continuare. La sede più naturale dove questo possa accadere per far crescere una coscienza è la scuola dell'obbligo che, attualmente, è abbastanza estranea a queste problematiche perchè si dà per scontato che la beta-talassemia sia ormai una patologia nei confronti della quale non esiste più pericolo e sulla quale si può anche pensare di abbassare la guardia. Io credo che questo sarebbe un fatto estremamente grave se così dovesse accadere, perchè esistono ancora un'alta percentuale di soggetti portatori sani nella nostra Regione, che le visite e i controlli prematrimoniali vanno ormai progressivamente in disuso a causa di questa sorta di convincimento che ormai il problema è definitivamente risolto, si corre il rischio, se si abbassa la guardia, di avere una riaccensione della beta-talassemia.
A questo punto si propone una spesa di 300 mila euro, affinché si possa addivenire ad un'opera di educazione e informazione sanitaria nelle scuole, affinché da subito possono comprendere gli alunni e le giovane generazioni qual è la gravità e la dimensione del problema, affinché si possa in tal modo instaurare un'opera di prevenzione che possa servire a dare coscienza di questa che era una grande piaga sociale ma che oggi è stata fortunatamente superata. Stiamo cercando, con questo emendamento, di evitare che ci sia una riaccensione e una riacutizzazione, perchè se così dovesse accadere sarebbe un danno di enorme gravità non solo per la salute dei sardi ma anche per le economie di questa Regione, giacché stiamo parlando di una patologia che è invalidante per tutta la vita, che sottrae forze lavoro, che impegna risorse economiche non solo nel momento della diagnosi ma anche in tutto il momento della terapia che è abbastanza costosa perchè si fa con farmaci che hanno un alto costo farmacologico e commerciale e che pertanto, questi 300 mila euro che si propone all'Assessore regionale della sanità e all'Assessore della programmazione, sono soldi che possiamo ipotizzare di spendere oggi, ma che sicuramente per dieci, venti volte superiori risparmieremo nel futuro.
La capacità di comunicazione diventa essenziale perchè il progetto al quale facciamo riferimento si propone una serie di interventi educativi attraverso i mass media e anche attraverso però la presenza diretta nelle scuole, il coinvolgimento dei professori, degli insegnanti e degli educatori alla salute che sono anche gli educatori alla cultura, insieme alla possibilità di continuare a ricercare tutte quelle cause prevalentemente di natura genetica, che fanno sì che il patrimonio genetico dei sardi sia un patrimonio con delle caratteristiche particolari tali per cui le motivazioni che determinano questa ed altre malattie del sangue altrettanto gravi come per esempio l'anemia falciforme, anch'essa sufficientemente in fase di caduta in questi ultimi anni, possono trovare spiegazione e giustificazione.
Credo che se la ricerca dovesse essere orientata verso questa finalizzazione proprio nello studio, nella conoscenza delle caratteristiche geniche dei sardi, anche per quanto attiene la beta-talassemia, possiamo avere possibilità di mantenere alta la guardia ed evitare occasioni di recrudescenza. Ripeto che così facendo spenderemo adesso 300 mila euro, ma sicuramente ne risparmieremo 10 o 20 volte di più negli anni successivi. Per questo mi permetto di chiedere anche a nome degli altri colleghi che hanno firmato questo emendamento, all'Assessore della sanità e all'Assessore della programmazione, l'accoglimento della proposta essendo stata questa oggetto anche di interventi, nelle ultime settimanale, di iniziative esterne che sono state molte apprezzate, molto partecipate e, mi è sembrato di capire, condivise dai partecipanti.
PRESIDENTE. Il 529 tratta lo stesso argomento, lo diamo per illustrato con le cose che ha già detto?
IBBA (S.D.I.-S.U.). Sì.
PRESIDENTE. Bene. L'emendamento 669, ha facoltà di illustrarlo il consigliere Liori.
LIORI (A.N.). si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Emendamento 584. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba per illustrare l'emendamento 584.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Anche questo è un emendamento che ha una finalità prevalentemente di natura preventiva, o meglio, si rivolge...
PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Ibba, se crede, sono suoi o del suo Gruppo, o comunque hanno le stesse firme il 585 e 586, li illustri tutti e due per gentilezza.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Va bene. Anche questo emendamento si propone di destinare una somma del bilancio della Regione ad esercitare delle iniziative di carattere preventivo, il 584 con il riferimento ad una iniziativa di prevenzione in generale nella grande battaglia che la Sardegna sta combattendo contro i tumori. Nel caso specifico il 584 propone di destinare un contributo di 150 mila euro al coordinamento regionale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori che, come è noto, è un ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica con alte benemerenze e alti riconoscimenti in questo ambito, che nella nostra Regione svolge una funzione molto importante sia perchè si propone iniziative di informazione in tutti gli ambiti della patologia tumorale, sia perchè è un ente che esercita una attività di screening di massa senza richiesta di particolari introiti o di particolari benefici, e pertanto rappresenta un punto di riferimento importante che ha sviluppato, nell'arco di questi anni, una intensa campagna di prevenzione, soprattutto nei confronti dei tumori cosiddetti più esterni, in particolare il tumore per la mammella, il melanoma e il tumore del colon retto.
La Lega Italiana per la lotta contro i tumori soffre di difficoltà economiche consistenti perché, essendo basata soltanto sui contributi volontari, ha una difficoltà non indifferente a cercare di realizzare un po' i suoi compiti e i suoi obiettivi istituzionali. Per altro nella nostra Regione le iniziative di prevenzione e di informazione sono abbastanza carenti, nel senso che non esiste una organica rete di progetti e di strutture del servizio sanitario regionale che siano destinate a questa funzione. In tal senso, in qualche modo, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori vicaria queste carenze del sistema, e pertanto essa stessa rappresenta uno strumento utile del servizio sanitario regionale a creare un'opera di prevenzione e una campagna di sensibilizzazione.
Per quanto riguarda invece il 586 (il quale mi pare il Presidente mi abbia richiesto di illustrare di seguito) è riferito alla possibilità di dare attuazione a un programma che riguarda la possibilità di utilizzare un farmaco particolarmente costoso, ma anche particolarmente delicato nel suo uso da parte delle strutture specialistiche, farmaco che si chiama ATNF Alfa che vuol dire Anti Tumor Necrosis Factor Alfa, che è in pratica una sostanza particolarmente adatta al trattamento di tutte quelle malattie di natura auto immunitaria, tra cui in maniera preponderante nella nostra regione vi è l'artrite reumatoide, che va applicata a tutti quei pazienti, oltre 400 nella nostra regione, che sono insensibili a tutti gli altri protocolli terapeutici.
L'ATNF non è allo stato attuale un farmaco che viene dispensato dal servizio sanitario nazionale ed è riconosciuto, nella sua destinazione farmaceutica da parte del Ministero, come un farmaco altamente specialistico che può essere usato soltanto da centri all'uopo appositamente riconosciuti; in Sardegna questi centri sono quattro, due presso l'università di Cagliari e due presso l'università di Sassari, ai quali il Ministero della salute addebita la possibilità e la responsabilità di selezionare i pazienti che hanno necessità di questo tipo di terapia, che sono 400 circa in Sardegna e il cui costo per persona è di circa venti milioni all'anno. Dal che si comprende bene che è un costo talmente oneroso che è difficile pensare che possa essere posto a carico degli assistiti, ed è anche comprensibile che essendo i destinatari un target di riferimento molto circoscritto, questo rappresenta una necessità più per l'assistenza sanitaria in generale, che per i casi specifici delle 400 persone.
Con questo emendamento si intende sensibilizzare ed invitare l'Assessorato regionale della sanità a stanziare la somma di due milioni di euro per questi pazienti che sono affetti da artrite reumatoide, che sono insensibili agli altri protocolli terapeutici, con un farmaco particolarmente costoso e particolarmente delicato il cui accesso al protocollo viene definito dalle quattro strutture regionali che sono state individuate dal Ministero della salute.
Se il Presidente mi consente vedo che c'è anche il 585 prima, per cui se lei ritiene io farei anche questo così chiudo questo blocco.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Ibba.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Questo emendamento si propone di creare una situazione nuova all'interno del grande capitolo delle commissioni di invalidità civile perchè, come i colleghi sanno, l'invalidità civile è un diritto riconosciuto ai cittadini che abbiano subito, per qualunque motivo, delle menomazioni della loro attività fisica tali per cui subiscono a causa di questo una ridotta capacità lavorativa e una ridotta capacità di produzione e di guadagno.
Le commissioni di invalidità civili sono delle commissioni che hanno una funzione di natura puramente medico-legale, e sono costituite da medici specialisti in igiene e medicina preventiva, e da medici specialisti nel settore specifico di volta in volta interessato per la patologia di riferimento. Allo stato attuale della normativa, le commissioni di invalidità civile funzionano attribuendo ai componenti della commissione un rimborso individuale per ogni prestazione che attualmente è di sei mila lire, cioè circa tre euro, che è oggettivamente un fatto abbastanza modesto dal punto di vista del riconoscimento della professionalità e della responsabilità medico-legale alla quale sono chiamati i professionisti che fanno parte delle commissioni, tenuto anche conto che i componenti delle commissioni, una volta conclusa l'istruttoria delle loro pratiche, devono intercorrelarsi con un organismo superiore di controllo dello loro stesse decisioni, per cui c'è davvero un lavoro enormemente più complesso, e che sicuramente non trova riscontro e non trova riconoscimento nella monetizzazione, o comunque nell'onore di quella prestazione professionale, che oggi è fissata in tre euro.
Questo emendamento non si propone di risolvere la piccolezza del problema, però si propone soltanto di dare un segnale di interesse da questo punto di vista, e propone che il corrispettivo economico che viene attribuito a ogni medico per le visite non sia di tre euro ma di sette euro, il che significa una spesa molto relativa e molto contenuta perchè viene calcolata in 600 mila euro all'anno, che sono affidati alle unità sanitarie locali attraverso un normale sistema di trasferimento delle competenze dall'Assessorato regionale della sanità. Questo significa in pratica mettere i componenti delle commissioni di invalidità civile in condizione di poter essere più facilmente disponibili e resa più facilmente gradevole la loro partecipazione perchè, allo stato attuale, la retribuzione effettivamente di tre euro è davvero misera e mortificante e disincentiva e disinnesca la volontà di partecipazione alle Commissioni.
La cifra complessiva di 600 mila euro annui è effettivamente una goccia nel mare rispetto al valore complessivo di tutto il grande settore della invalidità civile e anche per questo, non solo a nome dei colleghi firmatari, ma anche di tutti gli altri colleghi del Consiglio con i quali ho avuto occasione di parlare perchè non ho avuto il tempo materiale per far sottoscrivere l'emendamento a ognuno di loro, mi permetto di sollecitarne l'approvazione all'Assessore della Sanità e all'Assessore del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per l'illustrare l'emendamento 192.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, si tratta anche qui di una questione che l'Assessore conosce già e che attiene a delle attività di istituzione presso l'ospedale di Oristano della diagnostica invasiva interventistica cardiovascolare.
Come l'Assessore sa il servizio di emodinamica attualmente è presente solo a Cagliari e Sassari, tutto il resto della Sardegna è privo di questa metodica che oggi è ritenuta fondamentale per la diagnosi e il trattamento delle cardiopatie, in particolare delle sindromi coronariche acute, che rappresentano, come l'Assessore ben sa, una delle principali cause di morte nella nostra società, e nelle quali i tempi di intervento sono fondamentali per il successo.
Io credo che non sfugga all'Assessore come dal centro Sardegna, intendendo per centro Sardegna sostanzialmente le province di Oristano e di Nuoro, per questo tipo di metodica vengano trasferiti settimanalmente su Cagliari e Sassari non meno di 12-15 pazienti a settimana con evidenti costi per quanto riguarda trasferimenti, ambulanze, autisti, medici e infermieri, con oneri notevolmente superiori a quelli che invece si potrebbero ottenere dislocando in centro Sardegna una unità che sia in grado di operare questa metodica.
La stessa comunità cardiologica della Sardegna ritiene che una unità operativa di emodinamica nel centro Sardegna, possa essere una soluzione importante per fronteggiare con successo, e riducendo i livelli di mortalità, questa patologia. Si tratta in qualche modo, Assessore, di intervenire anche qui sulla colpevole sordità di alcuni manager, perchè questa richiesta è una richiesta che giace sul tavolo del manager di Oristano da oltre un anno, questo programma aveva la possibilità di essere finanziato direttamente dall'azienda sanitaria, ha avuto già l'ok per la dislocazione logistica nei locali a suo tempo individuati presso l'ospedale San Martino, è stato fatto al manager un quadro delle economie che l'attivazione di questo servizio produrrebbe a carico dello stesso bilancio dell'azienda sanitaria, ma ha dei riflessi anche per quanto riguarda l'azienda sanitaria di Nuoro, vorremmo capire, siamo qui per cercare di capire se per le aziende sanitarie è più importante assumere a dieci a dieci gli autisti, o è più importante salvare le persone affette da questo male che, come lei sa, sta aumentando di anno in anno, e che deve garantire a tutti i cittadini della Sardegna una pari dignità rispetto anche alle condizioni di pronto intervento.
Lei sa benissimo che queste patologie hanno margine di successo se l'operatività avviene nell'arco di poche ore, e la dislocazione geografica di questi servizi è estremamente importante non solo per dare a tutti i cittadini i medesimi servizi, ma anche per realizzare, nell'ambito della Regione sarda, una articolazione dei servizi essenziali cosiddetti anche salvavita, lo possiamo dire anche tranquillamente, opportuni.
Ci sono le professionalità, ci sono i locali, forse c'erano anche le risorse, abbiamo sollecitato l'Assessore perchè si facesse parte diligente presso il manager ma, a questo punto, ci poniamo il problema se non sia opportuno che vi si provveda con un'iniziativa diretta e mirata che abbia il valore di un servizio non specificatamente allocabile negli interessi della sanità oristanese, ma che esplichi il suo servizio nell'ambito del territorio della Sardegna centrale.
In questa direzione è per noi assolutamente ininfluente l'allocazione a Oristano o in un altro luogo, si scelga quello che si vuole, quello che per noi è importante è, che rispetto a questo problema, si prenda un provvedimento e si adottino tutti gli atti necessari a finanziare una somma che mi sembra, rispetto al valore della vita, assolutamente esigua.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 355 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Pilo per illustrare l'emendamento 765.
PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, questo emendamento che reca la firma dei commissari della seconda Commissione, è uno dei numerosi emendamenti sul piano della prevenzione sanitaria, in particolare questo si riferisce alla necessità di un'indagine epidemiologica sui disturbi pervasivi dello sviluppo. E' finalizzato alla conoscenza anche quantitativa delle persone affette da questa patologia allo scopo poi di poter programmare degli interventi pubblici non soltanto sul piano sanitario, altrimenti impensabili e comunque molto costosi per la Regione.
La considerazione che volevo comunque fare è relativa non tanto a questo emendamento, quanto alla possibilità di fare una riflessione globale sul piano della prevenzione, nel senso che moltissimi emendamenti, ho visto l'articolo 15, si riferiscono proprio a questo ambito e pertanto, probabilmente, sarebbe opportuno insieme all'assessore Oppi vedere se sia fattibile il ripinguamento dei capitoli relativi perchè poi, senza entrare nel merito in finanziaria, si possa avviare sui programmi un'attività e una riflessione sulla prevenzione.
In ogni caso volevo segnalare che con un piccolo tentativo per quanto riguarda i componenti della seconda commissione e alcuni altri colleghi, noi abbiamo già presentato due emendamenti che sintetizzano alcuni degli emendamenti che sono contenuti sull'articolo 15 che potrebbero essere su una strada di unificazione.
PRESIDENTE. Suppongo che l'illustrazione riguardasse anche il 77, vero, perchè questo è un emendamento al 77, ed anche il 581.
Uno dei presentatori dell'emendamento 699 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento 14.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, devo anche cogliere l'occasione per chiedere la rettifica del comma, è stato indicato per errore il comma quattro, mentre invece il riferimento esatto è il comma tre dell'articolo 27 della legge regionale 22 aprile 2002, numero 7, che parla proprio della tutela sanitaria degli sportivi, è proprio specifico.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti 316 e 317 ha facoltà di illustrarli.
LAI (D.S.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare gli emendamenti 568, 569 e 570.
Rassu (F.I.-Sardegna). Tralascio il 570 perchè ritengo esaustivo e tecnicamente completo l'intervento che ha fatto il collega Ibba presentatore di un emendamento similare.
Voglio illustrare il 568 con il quale si chiede un intervento finanziario da parte della Giunta regionale presso l'università di Sassari pari a 500 mila euro per il rifinanziamento del progetto "Genetica e Tumori".
Questo progetto di ricerca, che presumo sia presente nella mente dell'Assessore, è stato finanziato dalla Regione Sardegna con delibera dell'11 aprile 2000 17/10 avente per oggetto "Direttive per la formulazione di un programma regionale di ricerca nel settore delle biotecnologie applicate alla medicina". Successivamente a questa delibera l'Assessorato della programmazione ha adottato la determinazione 18 del 9 febbraio 2001, con la quale veniva poi erogato il finanziamento all'università di Sassari, finanziamento che di fatto si è esaurito lo scorso febbraio. Ecco la motivazione di questo richiamo, perchè gli studi sinora eseguiti e condotti da parte dell'università, hanno prodotto risultati importantissimi sia dal punto di vista scientifico, basti pensare che molti di questi studi sono già stati pubblicati in prestigiosissime riviste scientifiche internazionali, nonché presentati ai più importanti convegni internazionali in campo oncologico, patologico ed epidemiologico, sia per quanto riguarda la visibilità sulla stampa non specialistica, avendo contributo alla scoperta di un nuovo gene, questo è apparso su tutte le riviste del settore e non solo, ma anche sulla stampa giornaliera, in quanto all'università di Sassari con questo progetto hanno lavoravo due studiosi che in tandem con altri studiosi americani hanno contribuito alla scoperta di un nuovo gene correlato al melanoma maligno, che è un temibile tumore della pelle. Quindi questo dice l'importanza dell'intervento che la Giunta ha fatto con il suo finanziamento. In tutte queste iniziative è sempre stato sottolineato il fondamentale supporto fornito dalla Regione autonoma della Sardegna.
Ora, avendo ultimato i fondi a febbraio, una eventuale interruzione di tutto il lavoro sinora svolto in questi ultimi due anni potrebbe vanificare quanto è stato fatto fino ad oggi con i risultati che sono stati raggiunti, ma non solo, con il prestigio e con la valenza che è stata data a questi studiosi sardi. Ma, a parte questo, l'apporto positivo che è stato dato contro un determinato tipo di tumore. Ecco quindi che non intervenendo, almeno per ciò che sarà possibile, o non facendo proprie magari, l'assessore, questa istanza, verrebbero a cadere gli studi sinora fatti.
Per quanto riguarda l'emendamento 568, riguarda un intervento a favore della prevenzione oncologica presso la A.S.L. di Sassari. Il sottoscritto è primo firmatario di una legge che è stata presentata tre mesi fa sulla istituzione in Sardegna dei centri provinciali per la prevenzione dei tumori. Ma voglio rifarmi solo ad un dato: in Sardegna ogni anno vengono diagnosticati, lo sappiamo tutti, quasi 7000 casi di tumore maligno di nuova insorgenza, praticamente una media terribile di venti casi al giorno. Di questi, di fatto, in Sardegna purtroppo muoiono 3300 pazienti ogni anno, circa 10 casi, cioè il 10 per cento dei casi diagnosticati. Sono dei dati terrificanti al confronto dei quali, sinceramente, i decessi che attualmente riguardano un altro orrore che è la guerra in Iraq impallidiscono, stiamo parlando di un intero paese che annualmente scompare in Sardegna per malattia tumorale. Questo perchè? Perchè non esiste un servizio di prevenzione degno di questo nome, cioè razionale e funzionale, e non esiste una cultura anche a portata dei cittadini che possa determinare, così come succede in altre regioni, la Toscana ad esempio dalla quale io ho, e non mi vergogno a dirlo, preso spunto per la presentazione della legge, questi decessi sono abbattuti di una percentuale pari al 50 per cento, e cioè con un intervento mirato noi riusciremo a non far morire, perchè questa è la parola esatta, non far morire, circa 1700 persone l'anno, che invece attualmente purtroppo lasciano la vita in quanto non si interviene in tempi dovuti come prevenzione tumorale.
Oggi è possibile quindi questa prevenzione, ma il maggiore fattore che può interessare e che può salvare questa vita, come ho detto, è la possibilità di una diagnosi precoce. Questo può essere ottenuto solamente con la pianificazione di adeguate campagne di screening su pazienti a rischio per le principali neoplasie. Quindi ecco il richiamo all'attenzione della Giunta di un investimento in questo settore presso la A.S.L. numero 1 di Sassari, la quale giorni fa ha dato esempio pochi giorni fa con l'istituzione di un servizio per quanto riguarda il tumore della mammella femminile, affinché si dia un contributo volto a che cosa? Volto a salvare solo ed esclusivamente delle vite umane. Quindi richiamo la sensibilità dell'assessore Oppi su questa problematica e attendo nella risposta della Giunta una risposta in merito.
PRESIDENTE. Si danno per illustrati gli emendamenti 568, 569 e 570.
L'emendamento 680, Cassano, Vargiu, Pisano, si dà per illustrato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento 58.
MANCA (Gruppo Misto). Questo emendamento, che illustro brevemente, prevede uno stanziamento su base triennale di un contributo straordinario all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per realizzare un piano di controllo e di eradicazione della ipodermosi bovina.
Cosa è l'ipodermosi bovina. L'ipodermosi bovina, probabilmente conoscete tutti i sintomi della malattia, soprattutto le conseguenze che provoca nei bovini, praticamente, a secondo dei territori, viene contraddistinto con nominativi diversi. Si tratta in pratica di una malattia che durante il periodo primaverile dopo circa otto, dieci mesi di transito a livello interno nell'animale, costringe questi animali a correre disperatamente in cerca di ombra, dove non poter essere raggiunta da una mosca che praticamente spara, lancia delle uova sugli arti degli animali che poi con la lingua li porta all'interno e continuano progressivamente questa malattia. Quindi una malattia ben conosciuta, che purtroppo è tipica solo ed esclusivamente della nostra Isola. In quasi tutta l'Europa è stata debellata, addirittura in taluni stati è una malattia soggetta a denuncia obbligatoria che invece in Sardegna viene totalmente trascurata.
Praticamente gli effetti patogenetici più importanti sugli animali sono questo vagare che praticamente porta a una diminuzione non indifferente del peso degli animali che tendono a fuggire dagli ultrasuoni causati dal volo di questa mosca, poi soprattutto il deprezzamento del pellame, solitamente però viene visto come un danno intrinseco alla macellazione, poi le perdite causate dall'incremento ponderale, significa quella trasformazione che avviene all'interno dell'organismo dell'animale tra somministrazione di un alimento e trasformazione in peso, quindi in carne dell'animale, una perdita giornaliera che viene valutata durante questo periodo all'incirca due chili di carne al giorno. Inoltre abbiamo decrementi soprattutto per quanto riguarda la produzione lattea dal 15 al 20 per cento, un danno da immunodepressione e quindi una facilità di insorgenza di altre patologie e quanto altro. Un costo medio annuo non indifferente di milioni di Euro, che praticamente, come dicevo poc'anzi, residua solo ed esclusivamente in Sardegna.
Quindi questo emendamento che impegna la nostra Regione per un piano triennale, consente un piano di controllo da attuarsi su diversi punti, quindi una mappa epidemiologica sul nostro territorio, tenete conto che nelle province di Nuoro e Sassari addirittura raggiungiamo il 95,5 per cento della infestazione. Quindi una infestazione che da alcuni è definita catastrofica, è una malattia che va individuata soprattutto nel fatto che i nostri animali vagano o sono tenuti soprattutto al pascolo, quindi allo stato semi brado, inoltre ci sono questi parametri che vanno attentamente osservati e verificati, inoltre una informazione sanitaria che deve essere capillare, quindi diffusa in tutti gli operatori, ecco l'intendimento, perchè non si fa un piano individuale e quello regionale, perchè un piano regionale, quindi obbligatorio, renderebbe più efficace e raggiungerebbe in maniera molto più sicura e certa la malattia, e quindi maggiori probabilità della sua eradicazione. Quindi prevede inoltre un piano terapeutico con la somministrazione di farmaci particolari che non hanno tempi di sospensione particolare sia sul latte che sulle carni, e quindi una serie di operazioni …(?) controllo.
Pongo all'attenzione dell'Aula e dei colleghi questo fatto, se viene accolto positivamente consentirebbe di eradicare dal territorio della nostra Regione, che è l'unica forse in Europa che contiene ancora questa malattia, che è sintomo di carenza igienico sanitaria all'interno dei nostri allevamenti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 764 e 35 vengono dati per illustrati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 88.
CAPPAI (U.D.C.). Questo emendamento si è reso necessario presentarlo perchè, a nostro avviso, c'è da correggere una disposizione di legge regionale che risale all'83, la numero 27, che all'articolo 1 prevede la possibilità che la Regione sarda eroghi a favore di alcune categorie di malati dei sussidi straordinari, nonché il rimborso spese per recarsi fuori dal proprio luogo di residenza per curarsi. Fra questi pazienti potevano beneficiare in base alla 27 solo i talassemici, gli emofilici, e gli emolinfopatici. La carenza dove sta? Sta nel fatto che chi si sottopone a cura chemioterapica, non ha nessun tipo di contributo neanche a copertura delle spese di viaggio. Ed allora, con questo emendamento si chiede che venga concesso anche ai cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia anti tumorale il rimborso delle spese di viaggio. Va sottolineato che tutte queste categorie di pazienti spesso e volentieri non godono neanche della pensione sociale, per cui quelli che viaggiano soprattutto dalla provincia di Nuoro e dalla provincia di Oristano, oltre a non aver nessuna pensione, devono sostenere anche delle ingenti spese per venire a Cagliari a curarsi. E' stato impossibile conoscere il numero di questi pazienti, per cui la copertura finanziaria per questo emendamento è stata indicata provvisoriamente in 500 mila Euro. Ci sarebbe da approfondire questo aspetto, sta di fatto che questa è l'unica categoria, fra le categorie deboli della società, che non hanno il rimborso spese viaggio.
Cito un'altra legge che questo Consiglio ha approvato, la legge a favore dei dializzati ai quali rimborsa le spese di soggiorno e le spese di viaggio; ai chemioterapici anti tumorali niente. Quindi l'invito che faccio all'Assessore e alla Giunta nel suo insieme, è che possono esprimere parere favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 315; 541; 567; 542; 543; 544; 556; 601 vengono dati per illustrati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento 682.
CASSANO (RIF. Sardi - U.D.R.). Brevemente per ricordare all'Aula che questo emendamento scaturisce da un provvedimento della Commissione sanità con il quale chiede all'Assessore e alla Giunta, di tener conto per quest'anno di stanziare delle risorse in favore dell'ex area ospedale psichiatrico di Sassari, in analogia a quanto già è stato realizzato a Cagliari. Quindi noi vorremmo iniziare con questo emendamento, se eventualmente l'Assessore, la Giunta, venisse e prendesse eventualmente un provvedimento favorevole, perché si iniziasse a realizzare una cittadella sanitaria. Questo permetterebbe non solo in termini economici di risparmiare risorse all'A.S.L. numero 1, ma permetterebbe anche all'utenza, quindi ai cittadini di Sassari, non solo di Sassari ma anche dell'hinterland sassarese, di avere una struttura unificata che nascerebbe su una superficie di oltre dieci ettari. Quindi, credo che valga la pena investire, credo che l'A.S.L. di Sassari spende tantissimo per pagare fitti di locali, per fare un esempio addirittura dove c'è l'Azienda Sanitaria numero 1 in Via Monte Grappa la A.S.L. a Sassari, spende al mese oltre 500 mila Euro, quindi mi pare che sia necessario valutare questo aspetto e venire incontro a questa mia esigenza.
PRESIDENTE. All'emendamento 194 è stato presentato l'emendamento 725. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 194 e l'emendamento 725, che è un completamento dell'emendamento 194, tratta delle provvidenze a favore dei nefropatici che appunto sono state previste nella legge regionale numero 11 dell'85 e il cui adeguamento risale alla Legge 43/93, cioè a 10 anni fa.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue BIANCU.) L'emendamento 194 ed il 725 tende ad aggiornare i limiti di reddito dei nefropatici, la misura dell'assegno mensile, l'adeguamento del rimborso delle spese di viaggio, l'adeguamento del rimborso delle spese di soggiorno, il 725 è quello relativo all'adeguamento del contributo per interventi di trapianto renale, il rimborso delle spese di soggiorno per la tipizzazione, l'intervento di trapianto renale e i controlli ritenuti necessari in centri fuori dalla Regione Sardegna e, in ultimo, l'adeguamento del contributo della dialisi domiciliare.
Mi sembra che a distanza di dieci anni sia opportuno e sia corretto, tenuto conto anche di quello che è l'aumento del costo della vita intervenuto nell'arco di dieci anni, adeguare appunto queste provvidenze aggiornandole ed attualizzandole a quello che è il valore della moneta di oggi.
Potrei illustrare anche l'emendamento 195 che viene subito dopo che tratta dell'adeguamento delle provvidenze a favore dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici. Anche in questo caso l'ultimo adeguamento risale ad undici anni fa, cioè al 1992 e, come per quanto riguarda i nefropatici, sarebbe opportuno, corretto e doveroso da parte di questo Consiglio regionale, adeguare appunto le provvidenze previste nella legge 27 dell'83 che istituiva questi interventi a favore delle categorie sopracitate.
In particolare l'emendamento 195 prevede l'adeguamento dei limiti di reddito dei talassemici, l'adeguamento dell'assegno mensile, l'adeguamento dei rimborsi per le spese di viaggio e in ultimo l'adeguamento dei rimborsi per le spese di soggiorno.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 486, che è uguale al 525, al 670 e al 388, ha facoltà di illustrarlo.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, farò un'illustrazione molto breve. Questo emendamento, la sua presentazione, nasce dall'esigenza di portare all'interno di questo Consiglio la discussione sui piccoli ospedali che, ormai da tempo, interessa larghi strati della popolazione e che sta suscitando preoccupazione e allarme in molti cittadini e in numerosi comuni interessati.
Si vuole inoltre, in attesa di un riordino e di una programmazione generale con il piano sanitario regionale, proporre uno strumento per avviare a soluzione i problemi di gestione, di ammodernamento e di funzionalità, che da sempre affliggono questi presidi, prevedendo una dotazione finanziaria straordinaria ad essi riservata. A proposito di riserve, mi riservo di intervenire in discussione generale per sviluppare alcune questioni che riguardano anche questo emendamento.
Prima di chiudere questa illustrazione che mi sembra abbastanza chiara, e quindi non c'è bisogno di lunghe chiacchiere, mi rivolgo all'Assessore della programmazione per quanto riguarda la copertura finanziaria. Ora, nel testo i proponenti hanno presentato, è stata indicata una copertura finanziaria formale, è giusto che sia così diversamente non può essere accettato, però noi lasciamo all'esperienza e alla competenza dell'assessore Masala la scelta più idonea della copertura finanziaria e diamo un'altra indicazione eventuale, se l'assessore Masala vuole prendere nota, e cioè indichiamo la UPB S 10049, nei cui capitoli, come l'Assessore stesso ha affermato nei giorni scorsi, si sono liberate delle risorse.
PRESIDENTE. L'emendamento 670, primo firmatario l'onorevole Liori, può essere illustrato.
FRAU (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 654 ha facoltà di illustrarlo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.- Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 455 non si accoglie; 452 non si accoglie; 191 non si accoglie; 621 non si accoglie; 196 non si accoglie; 197 non si accoglie; 13 si accoglie; 193 non si accoglie; 545 non si accoglie; 622 non si accoglie; 308 non si accoglie; 540 non si accoglie; 30 si accoglie; 190 non si accoglie; 487 non si accoglie; 383 non si accoglie; 666 non si accoglie; 488 non si accoglie; 527 non si accoglie; 667 non si accoglie; 490 non si accoglie; 529 non si accoglie; 669 non si accoglie; 584 non si accoglie; 585 non si accoglie; 586 non si accoglie; 192 non si accoglie; 355 non si accoglie; 77 non si accoglie; 14 si accoglie; 316 non si accoglie; 317 non si accoglie; 568 non si accoglie; 669 non si accoglie; 570 non si accoglie; 680 non si accoglie; 58 non si accoglie; 489 non si accoglie; 528 non si accoglie; 668 non si accoglie; 581 non si accoglie; 35 si accoglie; 73 non si accoglie; 88 non si accoglie; 315 non si accoglie; 541 non si accoglie; 542 non si accoglie; 543 non si accoglie; 544 non si accoglie; 556 non si accoglie; 601 non si accoglie; 682 non si accoglie; 725, emendamento all'emendamento 194, non si accoglie; 194 non si accoglie; 195 non si accoglie; 486 non si accoglie; 525 non si accoglie; 670 non si accoglie; 654 si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 455, invito i proponenti a ritirarlo, perché diciamo che dovrebbe essere anche inammissibile, perché sappiamo che il finanziamento per la spesa sanitaria è obbligatorio, quindi dobbiamo per forza aderire, in ogni caso, se non fosse ritirato, il parere sarebbe negativo.
E' negativo pure sul 452 e sul 191, in relazione al quale mi pare doverosa una spiegazione, poi si vedrà. Non è stato questo un comma inserito per aggredire la legge 25 oppure per agevolare l'Assessorato della sanità. La programmazione, nel fare questa proposta, ha soltanto aderito a una richiesta formale dell'Assessorato degli enti locali il quale dice questo, che l'articolo 4 della legge regionale numero 8 del '99, che ha trasferito ai comuni le funzioni amministrative concernenti l'erogazione dei sussidi e servizi a favore di particolari categorie di cittadini, ha creato delle grosse disfunzioni e, in ogni caso, i comuni fanno questo lavoro sulla base di indirizzi e parametri determinati all'Assessorato dell'igiene e sanità e assistenza sociale, al quale devono dare conto degli obiettivi programmati, degli interventi realizzati, eccetera. Quindi per una sorta di semplificazione, perché dice che il meccanismo individuato dalla legge si è rivelato di non facile applicazione e fonte di ripetuti disguidi che hanno fortemente penalizzato gli utenti, quindi per evitare questo si era aderito a questa richiesta e si era trasferito su questa cosa.
Però non si fa una guerra di religione su questo punto, perché in realtà l'Assessorato della sanità non vuole, non è che gradisca questo servizio, vuol dire che se questo viene interpretato nel senso come ho sentito dalle dichiarazioni, la Giunta è disponibile a definire in modo differente la questione.
L'emendamento 621 non si accoglie; il 196 non si accoglie; 197 non si accoglie. Il 13 è integrato dal 734 e servono per dare la copertura a quel finanziamento, quindi sono della Giunta. Sul 193, come pure su tutte gli altri emendamenti che riguardano il comma 16, il parere della Giunta è negativo globalmente inteso, perché abbiamo inteso aderire a soddisfare un'esigenza diversa da quella indicata sia nella 192 che nella legge regionale 2002, numero 7. Però, a seguito della discussione che si svilupperà sull'argomento e nella esigenza di dover necessariamente presentare un emendamento di sintesi su questo argomento evidentemente il parere può essere naturalmente rivisto alla luce di quello che risulterà nel dibattito. Questo che ho detto adesso vale anche per altre questioni che dovessero intervenire sulle quali, diciamo così, si riconosce la fondatezza della richiesta, ma diciamo che ci si trova nella difficoltà di poter dare una risposta immediatamente positiva.
Quello che ho detto vale quindi anche per gli emendamenti 545, 622, 308 e 340. Il 30 è della Giunta; il 190, che attiene a un'attività di prevenzione, poi l'assessore Oppi riferirà puntualmente su questi aspetti tecnici della questione, però diciamo che potrà essere risolta in termini di prevenzione qualora fosse possibile, ma su questo ci riserviamo dopo la discussione.
Sul 487 il parere è negativo, come pure per il 526, il 666 e il 488, che mi pare poi siano raccolti tutti in un emendamento di sintesi, quindi anche su questo problema vale quanto ho detto per il comma 16, come pure per il 527 e il 667. Il 490, il 529 e il 669 che affrontano invece il problema della talassemia, questi, a mio giudizio, potrebbero entrare nel concetto di biotecnologia avanzata, per cui potrebbe entrare anche nel campo della ricerca, in ogni caso su questo bisogna vedere se sussisteranno le condizioni per emendamenti di sintesi, ma allo stato il parere è negativo. Sul 584 è ugualmente negativo, così pure per il 585, il 586, il 592 e il 192. Relativamente al 355 vedo che c'è un emendamento che introduce l'argomento della blue tongue, è stato bocciato un emendamento, un passaggio della Giunta che provvedeva la proroga al 2004, ma allo stato è negativo per quanto attiene soprattutto all'aspetto finanziario.
Relativamente agli emendamenti 77 e seguenti, singolarmente presi il parere è negativo, ma sono poi raggruppati nell'emendamento numero 765 di sintesi che verrà valutato separatamente a seguito del dibattito e a seguito delle precisazioni che, con il riferimento al dibattito, darà l'Assessore competente. Il 14 è della Giunta, sul 316 è negativo; sul 317 è negativo. A questo proposito valga tener presente che, sulla base degli accertamenti, soltanto la legge dell'anno scorso ha determinato un'esigenza di fabbisogno finanziario da parte dell'ERSU pari al doppio di quello previsto, quindi bisogna stare attenti quando si fanno queste leggi di esenzione senza riflessione, in ogni caso non è pertinente all'argomento.
Il 568, il 570 e il 569 certamente rientrano nelle competenze delle biotecnologie avanzate. Occorre ricordare al riguardo che la Regione Sardegna, tra le ragioni dell'Obiettivo 1, avrà il centro di competenze proprio in questo campo, e quindi sarà capofila nel campo delle biotecnologie avanzate tra tutte le Regioni dell'obiettivo 1, e conseguentemente saranno disciplinate in quella fase. Occorre qui dire, mi dispiace per i componenti, che, così come sono formulati, comunque gli emendamenti non sarebbero ammissibili perché mancano tutti e tre della copertura finanziaria, quindi diciamo che vengono considerati come segnalazione per il programma della ricerca in campo della biotecnologia avanzata.
Per quanto riguarda il 680 è negativo; per il 588, ha già previsto la Giunta con il suo emendamento a favore dello Zooprofilattico, quindi non c'è bisogno di ripetersi.
PRESIDENTE. Assessore, scusi, lei ha parlato del 588, in effetti è il 58.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, è il 58. Sul 58 che parla di un emendamento autorizzativo di uno stanziamento annuo di 1 milione e mezzo quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zootecnico Sperimentale il parere è negativo. La Giunta ha già provveduto nel testo dell'articolo 15 a prevedere un finanziamento straordinario come è stato fatto l'anno scorso anche per lo stesso istituto.
Sul 489 il parere è negativo perché pur essendo…, riconosciamo la cosa, eccetera, tra l'altro la copertura viene garantita sul capitolo dei mutui quindi non sarebbe neanche ammissibile. In ogni caso il parere è negativo, poi si vedrà.
Il 528 è come il 488 e il 668, il parere l'ho già detto è negativo.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, i tre emendamenti che adesso ha illustrato, e sui quali lei ha espresso il parere, recano un emendamento di sintesi che è il 764.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento di sintesi ci riserviamo successivamente perché, come ho detto per il 765, se comporteranno la sintesi e se ci sarà l'esatta copertura finanziaria ci riserveremo in seguito. Allo stato, sugli emendamenti singoli di origine il parere è questo. Per il 581 ho già detto?
PRESIDENTE. C'è nella sintesi 765.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie. L'emendamento numero 35 è della Giunta, però, non avendolo fatto prima, dico adesso che la norma consente di eliminare dalla determinazione dei costi di esercizio delle ASL la componente negativa che sono gli interessi di computo, che questa posta non è presente in nessun'altra contabilità del comparto sanitario. La sua eliminazione, pertanto, pone la Sardegna alla pari delle altre Regioni e rende il risultato dell'esercizio meno aspro e meno penalizzante, e questo indirettamente poi incide sul bilancio regionale.
Sul 73 il parere è negativo, però è riportato al 764 di sintesi. L'emendamento 88 contiene, a un'attenta valutazione, una norma, una proposta di razionalizzazione della legge regionale 27 dell'83, che attiene proprio al rimborso delle spese in caso di trasferimento per interventi chirurgici della Sardegna presso altre sedi, potrebbe, diciamo così, verificarsi a seguito del dibattito un'estensione di questa disciplina, di questa ipotesi nell'ambito della legge e dovrebbe essere a valere sul fondo perché poi nel campo di servizi sociali abbiamo già uno stanziamento di 27 milioni di euro nel 2003, quindi potrebbe essere da studiare meglio eventualmente con l'emendamento di sintesi su questo terreno, quindi ci riserviamo su questo.
Per quanto riguarda il 315 il parere allo stato è negativo. Il 541 è negativo; il 542 è negativo; il 543 è negativo; il 544 è negativo; il 546 è negativo; il 601 è negativo.
Il 682, che introduce un problema già avviato in Commissione, evidentemente non può essere che preso come raccomandazione perché possa essere valutato nelle sedi opportune ma, naturalmente, manca la copertura nei limiti e allo stato è negativo. Per il 194, che è legato al 725 che lo integra, il parere è negativo. Le modificazioni sia di questo argomento, che di quello di cui al 195, andrebbero fatte con legge ad hoc diciamo così. Da una valutazione che è stata fatta, per quanto riguarda l'emendamento 195 integrato al 725, occorrerebbe un finanziamento di circa 30 miliardi di lire, non di 3 milioni e mezzo come sono stati indicati. Quindi diciamo che gli argomenti meritano di essere approfonditi ma, certamente, non mi pare che sia questa la sede.
Per il 486 è negativo. L'indicazione del capitolo UPB 10049 non è che siano state liberate nel senso che sono disponibili, sono state utilizzate per soddisfare altre esigenze, in ogni caso a me pare che quella sia materia del piano sanitario piuttosto che della legge finanziaria. Altrettanto dicasi del 527 e del 670 che sono uguali. Il 654 è della Giunta. Non so se ho saltato qualche emendamento, nel caso poi integrerà sicuramente più compiutamente l'assessore Oppi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi limito a svolgere alcune considerazioni di carattere generale ritenendo che altri colleghi, molti altri colleghi e principalmente i colleghi più versati nella materia, quelli che hanno più conoscenza e più capacità di dare un contributo in questa materia specifica, la sanità, aiutino il Consiglio e tutti noi ad inquadrare meglio tutta questa questione e a provvedere, e quindi a redigere norme giuridiche, ed utilizzare i finanziamenti nel modo più appropriato.
Sanità, quindi dovremmo dire salute, salubrità, benessere ed invece dire sanità, il pensiero va immediatamente non solo a chi ha bisogno di una cura, agli utenti, ai cittadini che si rivolgono al sistema sanitario, una prima riflessione immediatamente si svolge sul sistema, sull'organizzazione che appare essere estremamente precaria, proprio in salute, e quindi da più parti si parla, anche da queste parti, di una sanità malata. Bisognerà pure curarla questa sanità malata, cioè questa organizzazione che appare essere a tutti quanti si intendono, o dicono di intendersi della materia, ma appare soprattutto ai cittadini che semplicemente misurano le cose della vita in base ai bisogni essenziali che hanno, che il sistema sanitario proprio funziona male. E non è possibile che il Consiglio regionale non si ponga alcune domande e, per quanto possibile, non fornisca in modo adeguato alcune risposte proprio quando deve decidere quali norme essenziali debbono soccorrere nel sistema e quanti finanziamenti debbono essere, e sono tanti e ingenti, più propriamente utilizzati.
Oggi parte e si svolge per diversi giorni in Sardegna la marcia della salute. E' un'iniziativa che hanno assunto unitariamente i sindacati dei lavoratori, i principali sindacati dei lavoratori, rappresentativi della quasi totalità appunto dei produttori nella nostra Regione, che hanno assunto per richiamare l'attenzione non solo dell'opinione pubblica che è già ben richiamata, ma io credo per richiamare l'attenzione dei pubblici poteri e principalmente della Regione su questo tema cruciale.
I sindacati confederali, che pure di questi tempi sono divisi su molte cose anche importanti, importantissime, sono uniti nel promuovere la marcia della salute, una marcia che toccherà decine e decine di comuni, che muove da più punti e parti della Sardegna, che ho appreso arriverà a Cagliari sotto il palazzo del Consiglio regionale, cioè alla nostra attenzione, fra qualche giorno. E noi che diciamo, che tutto va bene? E noi che diciamo, che queste proposte contenute nella finanziaria nella partita sanità, salvo alcuni aggiustamenti collaterali, è tutta una materia, è tutta una partita che può andare così? Io credo che se i sindacati dei lavoratori, ma l'opinione pubblica in generale, si pongono in modo così pressante ed acuto un problema, una questione, vuol dire che il Consiglio regionale deve fare un supplemento di indagine, deve fare un supplemento di riflessione e deve essere capace di fornire risposte adeguate. D'altronde, in quante circostanze ed occasioni la sanità non è al centro del dibattito politico? Lo è in moltissime vicende, lo è attraverso strumenti anche istituzionali, mozioni, ci sono richieste di commissioni di indagine per conoscere e per sapere come funziona il sistema, e perché mai adesso non dovremmo cogliere questa circostanza e questa occasione proprio perché questo confronto si svolga, si svolga in modo sereno, alla luce del sole, o della lampada grande che ci sovrasta, e però arrivi a delle conclusioni che sicuramente non possono essere quelle contenute nella finanziaria regionale.
Partiamo dal primo comma. Puramente e semplicemente la Regione, ad integrazione dei finanziamenti statali in materia sanitaria, deve soccorrere con 604 milioni di euro, 1200 miliardi di partecipazione regionale perché lo Stato, che è unitario ed autoritario in tante cose, e quindi il Governo che poi è la forma attraverso cui lo Stato esercita il potere, il Governo centrale, deciso, ha deciso via via, e decide sempre di più, che il decentramento e la partecipazione anche il federalismo in questa Regione, si dovrebbe realizzare attraverso lo smistamento delle responsabilità non solo come esercizio di competenze, ma della responsabilità come capacità contributiva o di pensare a se stessi nelle diverse parti del territorio. Il tema del riequilibro, il tema dello stato unitario, il tema del diritto del cittadino, del cittadino uno dello Stato italiano, pare non esista più. Questo non è centralismo, rivendicare il diritto del cittadino uno di fronte allo stato italiano, di fronte ai suoi diritti essenziali, che sono il diritto alla salute innanzitutto, che sono il diritto all'istruzione, innanzitutto, che dovrebbe essere il diritto al lavoro produttivo innanzitutto, di fronte ai diritti fondamentali lo Stato dovrebbe garantire, e deve garantire, uno standard minimo di funzione dei cittadini in ogni parte del suo territorio. Questo avviene sempre meno, ed anziché colmarsi il divario fra le due, le tre, le sette Italie, prima era solo fra nord e sud, questi divari ancora crescono, e questi divari e questi gap ancora creano discriminazioni e difficoltà.
Però dal punto di vista di chi è maltrattato, che vuol dire trattato male, ed è chiaro che lo Stato unitario, il Governo centrale sempre di più tratta male le parti più deboli del territorio suo nazionale, e soprattutto tratta male le parti sociali più deboli, qual è la reazione? Cosa si dice? Lo prevede la legge. E be'? Tutto quello che prevede una legge che mi crea un danno non può essere oggetto di considerazione? Non può essere più oggetto di contestazione? L'autonomia non è vissuta per decenni, pensando di elaborare, di progettare una sua linea di sviluppo e, nello stesso tempo, contestando le scelte sbagliate dei governi centrali ed anche rivendicando in modo forte i suoi diritti, o è finita la stagione o addirittura il bisogno essenziale di rivendicazione nei confronti del Governo centrale? Perché qui governa un centrodestra che ritiene e assume di avere a Roma un Governo amico, e se sono amici fra di loro cosa vuol dire, tutti insieme devono essere nemici dei cittadini in Sardegna? 1200 miliardi di contributo regionale, la gran parte delle entrate proprie della Regione sono immesse a sostenere il sistema sanitario. Fosse per garantire livelli accettabili comunque di organizzazione del sistema, ed invece sappiamo che proprio non è così. Inesorabile scorre il tempo, torneremo poi e cercheremo di interloquire e di intervenire ancora su questa materia attraverso la discussione generale, attraverso l'esame dei diversi emendamenti, però noi riteniamo che alcune varianti forti debbano essere introdotte in questa materia.
Leggiamo ogni giorno di quello che accade intorno, delle A.S.L. che continuano ad avere sbilanci, e soccorre il comma 2, perché poi servono ancora un'altra vagonata di molti miliardi, 130 milioni, altri 260 miliardi per assumere a carico della Regione il disavanzo delle A.S.L. perché lo prevede un'altra legge dello Stato. La A.S.L. provvede, procede, spende, la Regione deve assumere il disavanzo e cioè prima ognuno fa più o meno quello che intende, quello che riesce a fare e sa fare, e poi la Regione dopo deve pagare. E la programmazione dov'è? E la decisione preliminare su come spendere, dove spendere e in favore di chi, dov'è? Ripeto, io non sono esperto in modo specifico di questa materia, però mi adopererò pure perché il dibattito che io penso non manchi, perché qui gli esperti abbondano, perché qualche variante importante in questa materia delicatissima intervenga ed intervenga in modo puntuale e in modo adeguato.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'emendamento 317 a pagina 363 è stato spostato all'articolo 20 perché reca una materia non attinente alla sanità quindi i colleghi ne tengano conto.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ce ne sono un paio.
PRESIDENTE. Assessore Oppi, per adesso alla Presidenza risulta spostato ad altri articoli solo il 317, mano a mano che dovessero essercene altri, ne daremo informazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Il tempo non ci permette di fare un intervento articolato che giunga a delle conclusioni esaustive, però alcune considerazioni sono certamente d'obbligo. Io inizierò per finire con il tema del terzo settore che appare a prima vista intruso, mentre invece non è intruso dato il tipo di organizzazione che abbiamo in Sardegna degli Assessorati e la modalità organizzativa dello specifico Assessorato della sanità che discende dalla legge 1, ma partirò da alcune cose minori. Purtroppo anche l'articolo 15 della finanziaria non è diverso dagli altri articoli in termini di organizzazione e di proposta, nel senso che appare anch'esso colpito da quella sindrome o da quell'aspetto da mercatino delle pulci che va interpretato sui limiti della capacità legislativa di questa maggioranza e sulla necessità di attaccare alla finanziaria qualunque cosa appaia come necessaria all'ultimo arrivato, al primo arrivato, al singolo consigliere o all'ultimo amico del consigliere. Ne è un esempio, purtroppo visibile ma delicato perché spesso si tratta anche di esigenze importanti e che toccano il tema della salute, il comma 6, ma anche in altri commi sono visibili in qualche modo quelle che venivano chiamate nel precedente articolo "fotografia", con la differenza che trattandosi di elementi di salute li dobbiamo trattare con un approccio più delicato, più sensibile, più attento anche alle conseguenze.
Però c'è anche un altro elemento in questo tipo di articolo, molto spesso queste sono spese che possono e dovrebbero fare le A.S.L. e il fatto che siano estrapolate dalla spesa delle A.S.L. e messe nella finanziaria su richiesta anche come succede per molti emendamenti di molti di noi, è un segno di sfiducia del management delle A.S.L.. Noi l'abbiamo detto più di una volta insomma, che sul punto che riguarda la fiducia sui managers delle A.S.L. forse la linea di confine, la linea della sommatoria doveva essere tracciata già prima, ma non capiamo perché non dovremmo tracciarla adesso. Non capiamo sostanzialmente come un segno di sfiducia evidente come spese che dovrebbero essere fatte nell'ordinarietà delle A.S.L., non si trasformi in una decisione di valutazione delle prestazioni dei managers, ben pagati per svolgere funzioni che hanno a che fare con la nostra salute, e non si trasformino quindi in decisioni conseguenti da parte della Regione nei loro confronti.
Così come appare un segno in qualche modo che colleghiamo alla cultura sbagliata che i managers delle A.S.L. stanno ponendo in questo momento, il fatto che si finanzi separatamente il tema della prevenzione che dovrebbe essere una delle funzioni fondamentali delle A.S.L., le A.S.L. non si dovrebbero occupare di ospedali, si dovrebbero occupare di servizi territoriali di prevenzione. Il fatto che venga messo in legge, tra l'altro qui potremmo anche discutere sul fatto che i fondi siano assolutamente insufficienti, Assessore, rispetto a quello che è il valore della prevenzione, una lira spesa in prevenzione corrisponde a 70 lire risparmiate in terapia. Allora sono pochi e sono anche scritti in una maniera che andrebbe corretta perché riteniamo che debba far parte della volontà della Giunta, e quindi della volontà del Consiglio, il fatto che a spese di questo genere corrispondano dei programmi le cui regole, le cui modalità e i cui vincoli siano stabiliti in Commissione e poi riportati in Commissione, come più volte ci siamo detti anche in Commissione, ma il fatto che dobbiamo mettere fondi sulla prevenzione qui in finanziaria la dice lunga sul fatto che probabilmente le A.S.L., sulla prevenzione, poco fanno.
Poi c'è il tema del comma 8 sul quale l'assessore Masala ha detto delle cose che io giudico inesatte, nel senso che o c'è un difetto di comunicazione fra gli enti locali e la programmazione, oppure la programmazione non ha capito il problema. Esiste un problema vero ma non è quello che viene esplicitato nel comma 8, perché nel comma 8 viene proposto di eliminare soldi dalla 25 per fare progetti-obiettivo nel settore socio assistenziale sulla base di un programma della sanità. Mentre invece l'assessore Masala ci ha esplicitato l'esigenza che gli enti locali hanno posto di porre finanziamenti a destinazione vincolata che effettivamente hanno i problemi, sono quelli dei talassemici, degli emofilici, degli emolinfopatici, degli nefropatici, degli infermi di mente, che invece stanno venendo messi in discussione dalle modalità di applicazione della maggioranza del centrodestra nazionale sul patto di stabilità, proprio perché esistono dei ritardi e non sono stati fatti quelli che erano in qualche modo gli atti che dovevano essere fatti prima del 31 di marzo o dire la previsione trimestrale dei fondi necessari nei singoli comuni. Non mischiamo le cose, c'è un problema serio che riguarda i comuni ma non è certamente quel comma che doveva rispondere a quell'esigenza. E quando noi l'abbiamo interpretato, ed infatti in Commissione è stato immediatamente anche condiviso dall'Assessore in audizione che quello si trattava di sottrazione dei fondi dei comuni per metterli a fare delle cose che forse con i comuni, ovvero con la modalità di applicazione della "25" niente avevano a che fare, stiamo parlando di altre cose ed è inutile che l'assessore Masala le presenti come se fosse una risposta a una esigenza degli Enti Locali, dell'Assessorato agli Enti Locali per rispondere a problemi che derivano dall'applicazione sbagliata del patto di stabilità a livello nazionale o dai ritardi in sede locale sulla rappresentazione della spesa trimestrale.
C'è poi una serie di elementi che vanno in qualche modo messi in evidenza, e che sono quelli che riguardano il tema della prevenzione gratuita sul quale forse, per quanto riguarda la parte oncologica sulla quale si è scatenata tutta la polemica che riguarda i ticket, e la necessità che su questo campo ci sia la possibilità di accedere alla prevenzione oncologica gratuitamente, perché si tratta di un settore delicato e sul quale forse va rivista tutta quelle messe di emendamenti per arrivare ad una sintesi unica che porti a questo dato. In Sardegna c'è una delle due macchine nazionali che è in grado di fare 800 controlli di striscio, sostanzialmente, di esami oncologici e c'è un conflitto tra A.S.L., università, tra diverse A.S.L., tra prezzi e l'università che non permette di mettere a frutto la possibilità effettivamente di fare prevenzione in campo oncologico e di farla a largo spettro. E va fatto anche consentendo alle donne sarde di accedere alla prevenzione oncologica in maniera gratuita.
Quindi, su questo punto è una cosa seria e non è il caso di fare cose banali ma è il caso invece di intervenire seriamente senza spendere tanti soldi inutilmente, ma mirando i finanziamenti e facendo accedere i centri per la prevenzione oncologica alla prevenzione gratuita.
Però sono due gli elementi fondamentali sui quali vorrei richiamare l'attenzione; il primo è la questione del debito; qui c'è il comma 2 che parla inizialmente di un debito relativo al 2001 sostanzialmente autorizzando una richiesta per 130 milioni di euro, poi ci sono due emendamenti successivi che portano questa spesa a 144 mila e poi a 159 mila.
L'Assessore ammetterà che nell'arco dei tre mesi questa variazione di cifre è, come dire, per lo meno curiosa, nel senso che ci pone nelle condizioni di chiedergli spiegazioni; spiegazioni che ci devono dire in qualche modo se questa è una cifra che cresce perchè sono state percepite esigenze che prima non erano state percepite, che non erano state registrate, oppure se, come dire, arrivano nuovi indebitamenti e se a questi nuovi indebitamenti si sta facendo fronte con interventi adeguati a limitarli nel tempo, perchè poi c'è un altro emendamento della Giunta che pare in qualche modo estendere l'autorizzazione dal 2001 ad anni successivi. Come dire, prevediamo già da adesso il problema del debito. E qui ritorniamo al tema dei manager.
Allora, su questo punto io penso che vada tirata anche qui una linea orizzontale in cui sappiamo quali sono le condizioni debitorie A.S.L. per A.S.L., quelle che dipendono da questo management e quello che in qualche modo sappiamo già sarà il debito, e avere in qualche modo chiarimenti non tanto sulle azioni, perchè l'Assessore più volte le ha dette e noi abbiamo il dubbio sul fatto che siano tutte quelle necessarie per metterle in atto, perchè abbiamo il dubbio che il management sia all'altezza, soprattutto.
Ma ci deve dire, l'Assessore, punto per punto, A.S.L. per A.S.L. qual è la situazione debitoria e perchè la stiamo estendendo dal 2001 al 2002, al 2003 e perfino con un emendamento quasi al 2004 per già anticipare una sorta di situazione debitoria del 2004.
Questo è un punto esiziale perchè ci permetta di concedere in qualche modo, perlomeno il dubbio su questo comma e non avere una valutazione pregiudiziale assolutamente negativa in cui una sanità senza controllo, siccome la sanità è un problema di tutti, noi continuiamo a dare assensi all'aumento del debito senza che questo poi corrisponda al miglioramento della qualità nel servizio, poi nei territori, nei piccoli paesi, nei piccoli ospedali o nei grandi ospedali.
Infine, per passare dalla sanità a quella che nell'Assessorato viene definita assistenza, ci sono dentro questo articolo quattro emendamenti che richiamano il tema del volontariato e del terzo settore.
Il centrosinistra l'ha posto come un elemento essenziale al quale corrisponde anche un'azione legislativa, una proposizione legislativa da parte del centrodestra che in gran parte è anche condivisa e corrisponde alle nostre esigenze.
Gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono essenzialmente le richieste che ha fatto il forum del terzo settore del volontariato, e cioè interventi nel campo del volontariato che consentono di rispondere al tema della formazione dei volontari - soldi stanziati da quattro anni e non spesi - al tema della sicurezza, cioè il fatto di contribuire alle assicurazioni dei volontari abbattendone il costo, quelle che servono per quando i volontari svolgono le funzioni di protezione civile, oppure guidare ambulanze, cioè le tutte attività a rischio per le quali serve un'assicurazione. L'ultimo tema è quello dell'informazione; e poi per far fare una salto di qualità, e vado a concludere, all'area del terzo settore; cioè consentire finalmente che questo settore che è insieme un settore economico, dodicimila occupati in Sardegna, centomila persone coinvolte, ma insieme un settore che dà un valore e un contributo alla coesione sociale dell'Isola possa avere gli strumenti che sono dati largamente ad altri settori che sono anche economici, e che svolgono anch'essi una coesione sociale ma non nella misura che viene commisurata, identificata e riconosciuta a livello europeo al terzo settore, per poterlo far diventare adulto.
Insomma, in questo articolo che parla di sanità ma anche di assistenza ci sono le proposte che il terzo settore ha fatto e che ha richiesto alla Giunta, come ha richiesto alla Commissione, per farlo diventare adulto.
Noi chiediamo un'attenzione particolare dell'Assessore della programmazione e della Giunta perchè questo che è un settore di tutti, come dimostrano proposte di legge di entrambi gli schieramenti, possa in questa finanziaria ottenere quello che è già dato da molti anni e da qualche decina d'anni ad altri settori, ad altri ambiti e farlo diventare adulto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, una discussione sui capitoli della legge finanziaria e di bilancio riguardante il settore sanitario e socio-assistenziale non può iniziare senza richiamare e tenere sempre presente che il diritto alla salute rientra tra i diritti fondamentali delle persone, tutelato e garantito dalla Costituzione italiana. Se questo rimane un postulato da tutti condiviso ne deriva come corollario, per lo Stato italiano e per la Regione Sardegna, l'obbligo di prevedere nei loro bilanci risorse adeguate per rendere concreto questo diritto.
La storica sottostima delle risorse finanziarie per il settore sanitario e socio-assistenziale è una questione aperta e ancora non risolta. In questi ultimi anni ci sono stati vari provvedimenti che hanno determinato modifiche sostanziali nel sistema sanitario nazionale. Negli ultimi mesi il dibattito sulla sanità fa intravedere all'orizzonte ipotesi di cambiamento assai radicali e anche pericolose che obbligheranno questo Consiglio e la Giunta a prestare molta attenzione a questo settore.
Mi riferisco all'ipotesi di federalismo - cosiddetto alla Bossi - che non si fonda su una reale solidarietà fra regioni e quindi sul reale riequilibrio di risorse. Mi riferisco anche ai tentativi di demolizione del servizio pubblico universalistico per sostituirlo con un sistema privato e privatistico che sempre più configura e teorizza la sanità come un mercato e quindi soggetta alle sue regole basate sul profitto e non sulla solidarietà. E la soddisfazione delle necessità di salute dei cittadini legata non a un diritto inalienabile, ma al censo, creando disparità e diseguaglianze gravi.
La questione dalla sottostima delle risorse per la sanità è stata evidenziata nel parere della settima Commissione e appare ben evidente se si dà uno sguardo alle tabelle statistiche che vedono l'Italia con una percentuale sul PIL inferiore alla media dell'Unione europea e agli altri stati più virtuosi.
I dati del 1999 vedono l'Italia con un 5,8 per cento del PIL, la media UE è del 7,1; Francia e Germania hanno l'8 per cento.
In un momento non particolarmente brillante della congiuntura economica e con un governo nazionale che è più attento ai principi liberisti del mercato piuttosto che a garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini nel diritto alla salute, difficilmente possiamo sperare in un adeguamento delle risorse per metterci al pari con la media UE, anzi vi è un orientamento sempre più accentuato ai tagli e ai risparmi.
In questa situazione è ancora più pressante e urgente programmare un utilizzo sempre più razionale delle risorse a disposizione. Parlo quindi della necessità non più rinviabile dell'adozione del piano sanitario regionale. Questo si dovrà sviluppare attraverso progetti, obiettivo e obiettivi generali, armonizzandosi con la pianificazione nazionale; dovrà partire dall'analisi dei bisogni, dalle conoscenze aggiornate dei fenomeni epidemiologici, dalla situazione demografica determinata dall'allungamento della vita media e dalla bassa natalità.
Particolare impatto sull'organizzazione sanitaria hanno avuto e hanno le conquiste degli ultimi decenni nel campo delle innovazioni tecnologiche e scientifiche determinando una radicale riorganizzazione dei ricoveri con una drastica riduzione della degenza media, l'utilizzo di forme alternative di assistenza con l'attivazione di ricoveri di un giorno, l'ampliamento delle prestazioni ambulatoriali e il ricorso all'ospedalizzazione domiciliare.
I progressi e la migliorata efficienza ed efficacia dei sistemi di emergenza e delle terapie intensive e di rianimazione, da una parte salvano più vite e allungano la sopravvivenza, dall'altra contribuiscono ad aumentare le patologie croniche e l'esigenza di lunghe e complesse riabilitazioni.
Queste considerazioni mi portano a parlare del problema dei piccoli ospedali a cui prima ho accennato, soprattutto di quelli ubicati nei territori periferici. Il rendere questi presidi efficienti - che era l'argomento dell'emendamento - consente di attuare quelle nuove forme di assistenza di cui testè parlavo.
Voglio innanzitutto richiamare l'importante ruolo che hanno avuto e tuttora hanno queste strutture per garantire ai cittadini una qualificata assistenza sanitaria, e ai territori una indispensabile precondizione per una prospettiva del loro sviluppo.
Mi riferisco principalmente a due questioni - chiedo scusa - è necessario intanto far chiarezza su alcuni luoghi comuni che frequentemente vengono riportati nella discussione di questo argomento e mi riferisco principalmente a due questioni. La prima è che la chiusura dei piccoli ospedali risolverebbe il problema del disavanzo delle A.S.L.; la seconda, che gli ospedali al di sotto dei cento posti letto sarebbero poco efficienti ed antieconomici.
Per quanto riguarda la prima questione vorrei proporre questo breve ragionamento; in Sardegna ci sono circa dieci presidi ospedalieri al di sotto dei cento posti letto con un costo complessivo di circa 150 miliardi di vecchie lire che rappresenta meno del 4 per cento del bilancio di competenza dell'Assessorato sella sanità. Ipotizzando la contemporanea chiusura di tutti questi presidi, poiché comunque dovranno essere garantite le prestazioni sanitarie ai cittadini fin qui erogate da essi, e l'impossibilità di licenziare il personale che vi lavora, il risparmio teorico che potrebbe derivare da questa ipotesi non andrebbe oltre i 20 miliardi di vecchie lire che rappresenta, rispetto ai quattromila miliardi, meno dello 0,5 per cento.
Ben si comprende che la politica non potrà mai consentire di creare un disastro sociale e una desertificazione di presidio ospedaliero per quei territori, per un ipotetico risparmio di così poco conto rispetto alla spesa complessiva. E non stiamo richiamando tutti i proclami più volte gridati in difesa delle zone interne, delle strategie e delle linee programmatiche per arginare il fenomeno dello spopolamento dei paesi che, anche nella presenza ed efficienza di questi presidi, fondano le speranze di progresso e di sviluppo.
La seconda questione, e cioè che piccolo vuol dire più costoso e meno efficiente. Vi riporto uno studio basato su dati ufficiali di organismi statali americani in cui si legge che la dimensione media degli ospedali statunitensi che servono aree metropolitane è di 230 posti letto. Quella che serve aree rurali, cioè aree con popolazione inferiore ai cinquantamila abitanti lontane dai centri maggiori, è di sessantacinque posti letto. Certo non si potrà dubitare che gli americani non prestino attenzione al rapporto costi, beneficio e qualità.
Dette queste cose dobbiamo considerare, per quanto concerne i piccoli ospedali della Sardegna, che molti di essi sono ubicati in zone decisamente lontane dai centri maggiori con una viabilità inadeguata, che servono una popolazione sparsa con una densità abitativa bassissima, che insieme ai ritardi e alle lentezze con cui si procede all'adeguamento alberghiero e tecnologico e alla difficoltà di garantire una adeguata e costante presenza di alcune professionalità specialistiche rappresentano le cause del basso tasso di utilizzo di queste strutture.
Ecco, quindi, il motivo di quell'emendamento; motivo che mirava a soddisfare soprattutto le esigenze dell'aggiornamento tecnologico e della presenza degli ospedali.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Demuru.
DEMURU (D.S.). Concludo rapidamente e concludo con questa considerazione. Oggi i piccoli ospedali, soprattutto dei territori periferici, rappresentano una risorsa per la sanità sarda. Tutti quei nuovi strumenti che abbiamo per dare assistenza alla gente possono essere utilizzati solo ed esclusivamente se questi presidi funzionano e sono presenti nel territorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Signor Presidente, velocemente, nel prendere visione della proposta che la finanziaria fa della sanità, quindi di questo articolo 15, è una proposta che è uno spaccato, diciamo, una sintesi perfetta della confusione che regna in tutto questo fondamentale settore.
Quindi mi soffermerò solo su aspetti di carattere generale, sulla situazione quindi della sanità, sia essa umana che anche veterinaria.
Ecco quindi che la necessità appunto di dedicare a questo pianeta, al pianeta sanitario, a questo settore, qualche annotazione che per le sue implicazioni e per le implicazioni economiche penso si possa parlare benissimo di una zona grigia se non di un buco nero.
La gestione della sanità, sia essa pubblica che privata, sia umana che veterinaria, quindi la politica sanitaria nella nostra Isola ha forse rappresentato, ma ancora oggi rappresenta, uno degli aspetti più contrastanti.
Una gestione personalistica, una gestione personalizzata orientata ed indirizzata, ma soprattutto attuata, e con tecniche alquanto discutibili; quindi una politica sanitaria indirizzata in maniera talmente squilibrata da far sì che vi sia sempre più una marcata dicotomia, una separazione tra i due poli forti dove la fanno da padrone il nord e il sud della nostra Isola. Accanto a questo il centro e la periferia, come qualche collega poc'anzi accennava, la qualità delle postazioni è sempre più carente ed insufficiente. Non riusciamo a capire, non si riesce a capire ancora e soprattutto a rimuovere alcune differenze, soprattutto quelle tra le aliquote pro capite che esistono tra le varie province. E questa differenziazione non fa altro che aumentare questo divario.
Quindi non vi è una politica, una seria, organica politica, una strategia di valorizzazione delle risorse, delle strutture e delle professionalità sanitarie, non vi è una seria politica sul piano preventivo, siamo in ritardo quasi su tutto. Per avere una prestaazione decorosa i nostri malati sono ancora purtroppo costretti a viaggi e a spostamenti estenuanti.
Non riuscite a portare avanti tutte quelle riforme che dovrebbero dare al sistema sanitario una più adeguata organizzazione ed un più adeguato standard di prestazioni, per non parlare poi della gestione, della conduzione delle nostre più importanti strutture sanitarie.
Tutto è assegnato, tutto è distribuito, è spartito secondo logica della più perversa lottizzazione.
Per fare questo abbiamo notato non esistono ideologie, anzi è uno dei più criticati metodi, è uno dei più criticati mali del passato che però ancora oggi vige, prospera e si perpetua.
E capite bene, sapete bene che non dico cose nuove, dico solo ed esclusivamente cose ovvie. Vi avete spartito tutto, avete spartito i direttori generali, i direttori sanitari, neanche le Commissioni di invalidità sono sfuggite a questa logica! Anch'esse sono remunerative. Però se queste strutture, se queste importanti strutture, queste aziende producano e diano una sanità che non è certo ottimale, quindi che è dal punto di vista medico opinabile, dal punto di vista economico è ancor peggio.
Da questo punto di vista il fallimento è evidente, totale, uno sfacelo; poca sanità, molti, troppi debiti! E chi controlla se queste aziende rispondono ai requisiti previsti da tutti i protocolli sanitari, e chi paga se lo sforamento senza controllo è ormai sistematico; in termine medico si direbbe endemico.
Ma non dovevano i manager razionalizzare, superare i vecchi sistemi di conduzione che si diceva prima, con i famosi comitati di gestione, troppo politicizzati? I debiti sono ormai fuori controllo e fa da contraltare che ai manager viene aumentato il budget.
I loro già non bassi stipendi e che restano tranquillamente al loro posto.
Gli equilibri spartitori quindi non si possono rompere in corso d'opera, non si possono far fuori i manager che non rispettano i requisiti, quindi tutto resta come prima.
Quindi nonostante questo, nonostante ci rendiamo conto che poco vada per il verso giusto, si fa poco e niente, non si fanno le norme per il riordino della rete ospedaliera, non si fa il nuovo riordino del sistema sanitario regionale; tutto fermo, cinque anni trascorsi inutilmente.
Però mi vorrei velocemente soffermare anche su un altro aspetto della sanità che per affinità chiaramente mi appartiene e che mi sta particolarmente a cuore e questa è la sanità veterinaria. Sanità veterinaria che vive probabilmente uno dei momenti più bui della sua storia; sanità veterinaria considerata dai soliti soloni, la cenerentola del settore. All'interno della manovra, niente, nulla, neppure un accenno a sostegno di interventi di qualsiasi genere o di qualsiasi tipo. Non c'è nessuna previsione!
Assessore Masala, all'interno della manovra finanziaria, della legge finanziaria al comma 9, voi scrivete per rispondere a quella che è stata la sua interpretazione dell'emendamento numero 58, e ha utilizzato nell'anno 2003 lo stanziamento di Euro un milione e 95 mila, quale contributo straordinario a favore dell'Istituto zooprofilattico e sperimentale della Sardegna per il finanziamento delle attività istituzionali.
Io ho presentato un emendamento su progetto finalizzato e di Euro 516 mila per ciascuno degli anni 2003 e 2005 a favore dello stesso istituto per il finanziamento della spesa in conto capitale. Cosa c'entra con l'emendamento 58? Non lo so!
Quindi sanità veterinaria completamente abbandonata, gli ultimi drammatici avvenimenti che hanno colpito uno dei settori più importanti della nostra economia, hanno chiaramente messo in evidenza tutte le lacune in cui questo sistema, il sistema veterinario, vive; un servizio veterinario che ha la necessità, caro Assessore, di interventi urgenti in mancanza dei quali si rischia la totale paralisi; un servizio veterinario ridotto a semplice esecutore, validissimi professionisti ridotti a passacarte, privati dei più elementari strumenti che gli possano consentire un'operatività e una funzione degna di questo nome. Non sono mai coinvolti, mai investiti nelle strategie sanitarie, tutto arriva dell'alto: vaccinare, vaccinare e basta! Mai che in tempo reale sappiano quello che realmente succede sul campo, che vengano tempestivamente informati, correttamente ed esaurientemente su tutto ciò che direttamente sul campo avviene. Nulla!
Vivono quasi nell'oblio, nel dimenticatoio, non si riesce a creare i seppur minimi strumenti operativi; non esiste un osservatorio epidemiologico regionale. Credo non lo si voglia fare.
Questo strumento, caro, Assessore, è fondamentale per un serio agire medico veterinario. Da noi con una seria politica di controllo del territorio, con una seria politica di prevenzione difficilmente certe malattie potrebbero entrare, invece no. Da noi entra tutto e vi restano anche queste malattie. I nostri allevatori sono continuamente esposti ai più vari pericoli; ma nonostante questo, nonostante i più recenti e drammatici episodi ed esperienze, nessun cambiamento. Credo anzi che si stia peggiorando!
Alla mancata informazione o alla disorganizzazione, alla mancata mancanza di strumenti e attrezzature all'interno dei servizi si vive una sorta di paura. Paura di ritorsioni se qualcuno esce dai binari che con tanta solerzia i loro capi hanno posizionato.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Manca.
MANCA (Gruppo Misto). Manca per questo settore un serio disegno, una seria strategia, salvo poi periodicamente e imprecare se i nostri allevamenti sono colpiti dalle più varie epidemie. Si deve, dobbiamo uscire dall'ordinarietà. Bisogna maggiormente coinvolgere i nostri operatori, bisogna motivarli e renderli più partecipi, ma credo, così come d'altronde risulta da questo articolo, dall'articolo 15 di questa proposta, che questo non sia nella volontà di questo Assessore. Non è un settore che gli piace particolarmente, anzi, ecco, se questo è un segnale credo, come ho detto all'inizio, che si possa parlare di buco nero, di totale insensibilità.
Così non si va a parare da nessuna parte, assessore!
Credo che sia troppo tardi perchè lei qualifichi in maniera, diciamo, dignitosa i suoi quattro anni di governo di sanità in Sardegna. Abbiamo la necessità di nuove e più larghe vedute verso le tematiche sanitarie. Nessuna esclusa.
Ma questo penso possa avvenire solo e esclusivamente con un diverso interlocutore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, credo che la prima questione da mettere in evidenza e da sottolineare riguarda la sottostima della spesa sanitaria e non solo questo, ma anche l'uso che della spesa la Regione Sardegna fa.
E` vero, lo abbiamo ripetuto diverse volte, che c'è una sottostima del fondo sanitario nazionale, che questo è molto al di sotto dei livelli medi dei paesi dell'Europa e abbiamo anche detto che i trasferimenti delle risorse alla nostra Regione vanno ricontratte, e che soprattutto è necessario che si pensi a modi differenti e non solo a quello per quota capitaria nel trasferimento di risorse dal fondo sanitario nazionale al fondo sanitario regionale, e che si tengano conto delle peculiarità che la Regione Sardegna presenta.
Ma è anche necessario dire, con molta nettezza, che non ci convince e non convince l'andamento della spesa sanitaria che continua a non essere chiaro quale sia il livello di indebitamento reale della nostra Regione, quale sia il livello di indebitamento delle singole aziende sanitarie locali, e se noi mettiamo in correlazione - come già è stato fatto - il comma 2, l'emendamento 13 e l'emendamento 734, è chiaro ed evidente che l'assessore ci dovrà spiegare per quale motivo queste cifre si sono modificate nel giro di due mesi, probabilmente; quali siano le responsabilità dei singoli direttori generali sui livelli di indebitamento delle aziende, quali di altri, ed ancora quale rapporto esista sulla qualità dell'assistenza sanitaria in Sardegna, sull'erogazione dei livelli e delle prestazioni sanitarie, sulla qualità della prevenzione e quindi sulla qualità dei livelli di prestazioni per singole patologie.
Noi avevamo presentato nel giugno dell'anno scorso la richiesta dell'istituzione di una commissione di inchiesta per questi ed altri motivi, e avevamo chiesto di istituire, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, una commissione di inchiesta sulla reale situazione della spesa sanitaria in Sardegna, sul rapporto tra spese e livelli di quantità del sistema sanitario, sulla qualità delle prestazioni erogate in tutto il territorio regionale, sull'estensione dei servizi territoriali, sui motivi dell'incremento della spesa.
Vorrei ricordare che dopo qualche periodo di silenzio e di immotivate polemiche tutti si sono dichiarati concordi nel volerla istituire, compreso l'Assessore alla sanità.
Allora io credo, e non può essere la discussione della finanziaria che ci fa discutere dei contenuti della richiesta della sanità, credo che sia necessario discuterne in Aula e andare immediatamente all'istituzione di una commissione, perchè altrimenti non saremmo più credibili, perchè tra un anno siamo alle prossime elezioni regionali.
Il Senato, nel giro di tre giorni, ha deciso la necessità di istituire una Commissione di inchiesta, l'ha approvata e sta ormai funzionando esattamente da otto mesi.
E allora credo che non ci soddisfi pertanto l'articolazione dell'articolo 15 per quanto riguarda la programmazione sanitaria, perchè riteniamo che non risponda mai alle esigenze reali, ma che in assenza di una programmazione si fa - me ne scusi l'assessore - in qualche modo l'elenco della spesa, che è vero talvolta, ma che non può sempre essere vero. Ed è per questo che continuiamo a non capire il comma 3 sulla richiesta di stanziare un milione e cinquecentomila euro per il finanziamento di progetti relativi ad attività di prevenzione sanitaria.
Noi sappiamo bene che l'attività di prevenzione sanitaria è determinante per ridurre anche i livelli di spesa per la patologia in sanità. Non capiamo perchè ci sia uno stanziamento di una cifra siffatta, in base a quale attività di programmazione, per quale attività di prevenzione e perchè l'attività di prevenzione, che è statutariamente allocata in capo alle aziende, non venga da questa progettata, programmata e vengano anche naturalmente programmate le relative spese.
Naturalmente non vogliamo qui richiamare che nella spesa, sia sulla prevenzione che sull'altro, è carente anche il fatto che noi non sappiamo mai sui budget che vengono assegnati alle aziende e ai distretti, quale sia la qualità della spesa e anche la specificazione della spesa.
In realtà noi, assessore, non sappiamo qual è la percentuale di spesa sanitaria che venga messa in carico alla prevenzione, sapendo anche - come è già stato detto anche questo - che spendere più in prevenzione vuol significare spesso spendere meno in cura. E allora, forse anche su questo abbiamo necessità di capire, e non è come ha richiamato l'Assessore Masala, che ogni qualvolta noi non siamo in grado di dare spiegazioni programmatorie, siamo capaci di dire che tutto questo è perchè siamo in assenza di piano sanitario regionale. Non può essere l'unica e sola spiegazione plausibile. Che siamo senza un piano sanitario regionale lo sappiamo tutti, lo richiediamo in continuazione, abbiamo ormai - come dire - una solfa infinita su questo, significa probabilmente che la capacità programmatoria dell'Assessorato comunque su alcuni settori può anche essere fatta con razionalità, con efficienza e con efficacia, anche al di là del piano sanitario regionale, che continua a rimanere un neo terrificante per la Sardegna, oggi, prima, e nel futuro se non verrà fatto.
Ed è anche per questo che non capisco, Assessore, il comma 7. Può essere, lei mi ha anche già annunciato una spiegazione tecnica che vorremmo qua sentire.
Il comma 7, per i colleghi che non l'hanno letto, riguarda le spese per i consultori familiari.
Lei e noi sappiamo bene che la legge regionale numero 8 dell'8 marzo del 1979 istituiva dei consultori familiari, determina l'organizzazione dell'erogazione delle risorse per i consultori e per la rete dei consultori in Sardegna ancorché, così come si evince dal parere della Settima Commissione, l'intera Commissione si dice assolutamente contrariata del fatto che le risorse per la prevenzione per i consultori continuino nella sottostima generale ad essere ulteriormente sottostimate, chiediamo se questo comma 7 non possa essere integrato prevedendo che i programmi per i consultori seguano le norme previste dall'articolo 11 e dall'articolo 12 della legge 8 del 1979, dove è prevista che i programmi debbano essere naturalmente stilati con i criteri previsti dalla legge e che debbano essere sottoposti al parere della Commissione competente.
Vado naturalmente, schematicamente per commi.
Il comma 8, assessore Masala, non è convincente la sua spiegazione, anzi direi che non solo non è convincente, ma non è neanche corretta perchè, come si evince chiaramente, le risorse previste nel comma 8 sono indirizzate per progetti speciali a carico degli enti locali per i fini socio-assistenziali. E fin qua non avremmo problemi naturalmente, se riuscissimo a seguire i criteri del piano socio-assistenziale. I dubbi vengono quando vediamo che queste risorse vengono tolte dalla 25 e soprattutto che vengono tolte dalla 25 che ha vincoli specifici e che sono quelle risorse destinate all'ammortamento dei mutui per investimenti contratti dagli enti locali. E allora ci chiediamo se sia non solo corretto, ma se sia legittimo, se sia logico utilizzare risorse per progetti su cui noi saremmo assolutamente...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Toglierli a risorse che non sono mai state intaccate da nessuna legge finanziaria, quelle allocate lì. Allora forse è necessario aumentare certo le risorse, ma provare a ragionare da dove prenderle. E voglio infine, in un secondo, richiamare l'emendamento 16.
La Commissione Settima ha chiesto che l'emendamento 16 venga cassato dalla legge finanziaria così come è scritto, perchè io ritengo personalmente che non ha alcuna logica se non, come dire, gli obiettivi che vuol raggiungere, che queste risorse destinate a quei nuclei familiari in cui si è inserita la persona non autosufficiente, vengano destinati all'Assessorato e che l'Assessorato, a prescindere da qualsiasi normativa di legislazione regionale, possa erogarle ai nuclei familiari. Tenete conto che io personalmente, non solo io, con diversi colleghi abbiamo anche presentato un emendamento in tal senso, siamo assolutamente contrari che alle famiglie vengano erogate risorse, ma che è necessario - così come stiamo facendo in questi ultimi anni, anche con i nostri atti di programmazione - che queste risorse vengano assegnate a servizi alla persona per nuclei familiari all'interno dei quali sono inserite persone portatrici di handicap e diversamente abili.
Quindi io chiedo all'Assessore, in modo particolare, perché questo ci sta a cuore, che venga assolutamente modificata la dicitura perché altrimenti sarebbe meglio che queste risorse vadano sulla 4, ma che questo comma non possa assolutamente rimanere scritto così come si trova nella legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, affrontare la materia della sanità in Consiglio regionale è sempre stata, per come è stata presentata, una sorta di sottovalutazione della materia.
Io voglio ricordare e ci tengo a dire che io svolgo in questo momento il mio intervento cercando di portare la materia sanitaria, una volta tanto, fuori da un'inutile personalizzazione della sua gestione. Noi ne abbiamo le tasche piene di questa lettura, perché io posso dire di aver avuto amici lontani, amici recenti e amici attuali che possono gestire la sanità, ma questo non mi esime dall'affrontare i termini di questa materia con la consapevolezza che fino a qualche anno fa la sanità rappresentava il 50 per cento del bilancio regionale e oggi ne rappresenta poco meno di un terzo, perché ci sono i fondi comunitari, ma solo l'entità di questa partita sulla quale mai il Consiglio regionale ha la capacità di addentrarsi, di fare un check-up serio di quello che avviene. Io lo voglio fare uscendo della personalizzazione e dico subito due cose: parlerò del comma 16 e del comma 2.
Io sul comma 16 ho una posizione molto lineare, dico solo: non comprendo, e comprendono ancora meno i cittadini, per quale motivo una norma che ha dato dei risultati, che ha prodotto degli effetti tangibilmente utili, debba essere stravolta attraverso una concezione sibillina (perché nella lettura del comma 16 è ancora sibillina), affidata a direttive della Giunta, di cui non conosciamo nulla, a fronte di un'esperienza maturata, consolidata e positivamente sperimentata.
Badate, io dico poche cose. Si è detto molto su questo, ma se quello che noi facciamo è frutto di concertazioni che non hanno nulla a che vedere con la visione concreta dei problemi, perché ci sono due aspetti, Assessore, per noi che siamo persone...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' stato presentato un disegno di legge dai sindacati su questo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). I disegni di legge e i progetti di legge di iniziativa parlamentare li presentano gli eletti, poi per il resto io non ho nulla da dire, facciano quello che vogliono. Io sto a osservare, perché sto approvando la finanziaria 2003, cosa ha ottenuto la norma dell'articolo 28 della finanziaria del 2002 e giudico sulla base di riscontri. Non mi avventuro, quando i dati sono positivi, in innovazioni che non hanno senso. Le innovazioni vanno portate dove la nostra legislazione è tardiva, è inefficiente, è inefficace, non dove funziona. Questo è il mio principio.
Ma voglio dire un'altra cosa: a una Giunta che in gran parte si riferisce anche a valori comuni, ai quali noi ci ispiriamo, il nostro Gruppo si ispira, ai valori cattolici. Badate, la vita per noi è solo un'aspettativa più o meno rosea. Per alcune persone la vita è un'utopia e quando si discute di queste cose dobbiamo raccordarci e intenderci se qualcuno di noi ha solo il sospetto che oggi fare una sorta di elemosina rappresenti, per un'istituzione pubblica, un esercizio, come diceva Paolo VI, autorevole della carità. Io dico di no di fronte a questa esperienza.
Noi abbiamo bisogno, da un lato, di qualificare le persone che operano nel settore dell'handicap grave e, dall'altro, di realizzare attraverso progetti personalizzati, che percepiscono il significato della vita che questi malati gravi hanno e che è di difficilissima comprensione, attraverso dei progetti che possano far sembrare a queste persone, alle loro famiglie, la vita sempre meno un'utopia e guadagnare un terreno di aspettativa.
Su queste cose noi ci dobbiamo confrontare, non sulle concertazioni, perché le concertazioni si fanno su altre materie. La nostra posizione è molto chiara da questo punto di vista, lavoriamo a riformare dove le cose vanno male; ma dove le cose vanno bene rafforziamole, incentiviamole, aiutiamo ad arricchire le idee che portano in quella direzione, ed è per questo che noi sull'emendamento 193 manteniamo la nostra posizione, una posizione che credo vada anche a merito della stessa Giunta, perché la finanziaria dell'anno scorso l'avete fatta voi, con il nostro contributo, ma l'avete fatta voi, con il contributo del Consiglio, con il ruolo delle opposizioni, uno dei pochi punti nei quali il Consiglio ha trovato una sostanziale unitarietà. Perché dobbiamo cambiare strada? Riflettiamo su queste cose, riflettiamo perché se noi smobilitiamo le poche cose che danno dei segnali positivi, credo che sia inutile che ragioniamo di una volontà della politica di riaffidarsi a una credibilità. Badate, queste famiglie coinvolgono molto spesso nei centri il volontariato di tante altre famiglie, dei vicini, delle comunità cattoliche. Ma che senso ha che in qualche modo trasformiamo questo servizio qualificato, questo punto di qualificazione dell'autonomia regionale in una sorta di elemosina? Credo che non sia giusto e non sia onorevole per la Regione.
Sul comma 2, ho detto che non voglio fare polemiche e non voglio personalizzare le cose, ma la politica dei disavanzi in questa Regione sta rappresentando una sorta di anomalia insostenibile, da un lato perché la politica dei disavanzi, Assessore, configura il bilancio della sanità come un bilancio che è sempre consuntivo, mai preventivo. Noi non abbiamo mai approvato un bilancio preventivo della sanità, perché approvando i disavanzi approviamo i consuntivi, cioè quello che loro già spendono, e se è vero che questo avviene, intelligentemente la legislazione nazionale ha posto un limite, ha detto: "Basta, vi diamo i tempi per sanare la questione". Ma in questi giorni, in cui la finanziaria è nell'aula del Consiglio regionale, dall'emendamento numero 13 al 734 il disavanzo cammina. Mi verrebbe da dire: approviamolo subito, perché rischiamo, se ci mettiamo altre due settimane, di arrivare a 200 milioni di euro. Ma sto dicendo questo paradosso, Assessore, perché anche noi di fronte a questa esigenza vogliamo affrontare questo problema con la chiarezza che necessita. Chiaro che non possiamo chiedere di andare a determinare un preventivo sul pregresso in materia di disavanzo, ma vogliamo chiarezza sulla certificazione dei disavanzi, vogliamo sapere dove maturano, chi se ne grava percentualmente in più, a che cosa sono dovuti, perché, vede, anche qui, anche qui, e non è un addebito all'Assessore, io so che l'Assessore spesso si è lamentato di questo, forse siamo stati poco consequenziali, però quando il 347 del 2001 vi dice: "d), le Regioni provvedono con legge le sanzioni da applicare nei confronti degli amministratori che non perseguono il contenimento della spesa", avete proposto qualche sanzione? Esiste? Questi continuano a imperversare, ci facciamo umiliare anche dal Ministero che viene a fare le ispezioni e scopre che c'è una marea di residui passivi, perché non si paga per tempo, che ci sono consulenze in materia amministrativa, tecnica, sanitaria, legale e quant'altro, e nel frattempo però avvengono le assunzioni.
Bisogna capire, noi abbiamo necessità, Assessore, di capire attraverso la trasparenza di questi conti, di questi disavanzi, dove stiamo andando a parare, perché, vede, il problema dei disavanzi si pone in questi termini: bisogna avvertire l'opinione pubblica, il mondo sanitario, i manager, chi per loro, che a un certo punto, collocato nel tempo, finisce la pacchia e bisogna rientrare, bisogna smetterla di pubblicare calendari, bisogna smetterla di pubblicare centomila diari da dare a tutto il mondo, bisogna capire che ci sono dei servizi essenziali che meritano un'attenzione primaria e che non sono luoghi di sperpero, le aziende sanitarie.
Ed è per questo che noi su questo elemento abbiamo forti dubbi, il suo veloce incremento, la sua lievitazione, proprio momentanea da 130 milioni a 144, adesso 155, vorremmo...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non è finita.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Appunto, sono sicuro che non è finita, noi abbiamo bisogno di un punto di chiarezza: lo stato di attuazione, che ci dica da dove provengono questi disavanzi, che assuma le responsabilità...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Che assuma delle responsabilità che devono anche preludere alle sanzioni, perché, vede, anche i manager, Assessore, sembra una politica sbagliata, ma i manager, nelle aziende pubbliche, non solo se operano male li defenestrano, ma con questa logica operano una selezione del sistema manageriale regionale.
Se noi lasciamo inchiodate per cinque anni le persone che ne combinano una più di Bertoldo, lei viene qui a difendere l'indifendibile e noi continuiamo a dirle che non siamo disposto a mettere una pezza calda su ogni debito che ci viene presentato.
PRESIDENTE. Con questo intervento si concludono i lavori della mattinata.
I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Biancu.
La seduta è tolta alle ore 13 e 32.
Allegati seduta
CCCXLIII Seduta
(Antimeridiana)
Martedì 1 Aprile 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 26 marzo 2003 (337), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Diana e Bruno Murgia hanno chiesto congedo per la giornata del 1° aprile 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
COGODI (R.C.). Quali sono le motivazioni dei congedi?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, dai documenti che sono stati presentati non risulta nessuna giustificazione sulle motivazioni. Nessuno dei due dice le ragioni del perché è assente. Hanno chiesto congedo, punto e basta!
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383. Siamo all'articolo 15 del quale dovremo dare lettura.
Si dia lettura dell'articolo 15.
licandro, Segretario:
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità
e assistenza sociale
1. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento complessivo di euro 604.471.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento del fondo sanitario nazionale (UPB S12.024 - Cap. 12076, UPB S12.027 - Cap. 12097, UPB S12.028 - Cap. 12118).
2. Ai sensi del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con modificazioni dalla Legge 16 novembre 2001, n. 405, in attuazione dei punti 2 e 15 dell'Accordo tra Governo e Regioni dell'8 agosto 2001 in materia sanitaria che impegna le Regioni a dare copertura finanziaria al disavanzo delle aziende sanitarie dell'anno 2001 è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 130.000.000 per tale finalità (UPB S12.028 - Cap. 12111).
3. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 1.500.000 per il finanziamento di progetti relativi ad attività di prevenzione sanitaria (UPB S12.006 - Cap. 12012).
4. È autorizzata, nell'anno 2003, l'ulteriore spesa di euro 191.000 per il finanziamento del progetto di ricerca Regione sarda - AKEA, relativo ai marcatori della salute e longevità dei sardi, di cui all'articolo 5, comma 36, lett. b), della legge regionale n. 6 del 2001 (UPB S12.006 - Cap. 12015).
5. Per il completamento del sistema informatico sanitario, di cui all'articolo 27, comma 13, della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.250.000 (UPB S12.010 - Cap. 12039).
6. È autorizzata, nell'anno 2003, la concessione dei seguenti contributi:
a) euro 200.000 a favore dell'Università degli studi di Cagliari - Dipartimento di scienze biomediche, servizio malattie metaboliche del bambino, per lo studio delle malattie ereditarie del metabolismo (UPB S12.025 - Cap. 12083);
b) euro 250.000 a favore dell'Università di Cagliari per il Centro trapianti di midollo (UPB S12.025 - Cap. 12086);
c) euro 2.500.000 a favore delle Aziende sanitarie della Sardegna per l'acquisto di sangue ed emoderivati (UPB S12.039 - Cap. 12163);
d) euro 200.000 all'Università degli studi di Cagliari per l'acquisto di una upgranding per g-camera a doppia testata con sistema CT-SPECT da destinare al policlinico universitario dipartimento di diagnostica per immagini medicina nucleare (UPB S12.025).
7. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 2.000.000 per l'attivazione e la gestione di consultori familiari; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche ed integrazioni (UPB S12.059 - Cap. 12238).
8. A decorrere dall'anno 2004, una quota pari ad euro 7.000.000, del fondo di cui all'articolo 1, comma 1, lett. b), della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modifiche e integrazioni, è destinata alla realizzazione di strutture da adibire a servizi socio-assistenziali e al finanziamento di progetti obiettivo nel settore socio assistenziale; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità, di concerto con l'Assessore degli enti locali, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S04.017 - Cap. 04046).
9. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 1.095.000 quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per il finanziamento delle attività istituzionali (UPB S12.076 - Cap. 12314) e di euro 516.000 per ciascuno degli anni 2003-2005 a favore dello stesso istituto per il finanziamento della spesa in conto capitale (UPB S12.077 - Cap. 12319).
10. Per le finalità di cui all'articolo 27, comma 12, della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 5.165.000 (UPB S12.078 - Cap. 12329).
11. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore dell'Associazione "Cooperazione e Confronto" di Serdiana per le attività di istituto (UPB S12.066 - Cap. 12262).
12. I termini per l'assunzione di operatori sociali da parte dei comuni, di cui all'articolo 6, della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8, sono prorogati al 1° gennaio 2004.
13. Il comma 1, dell'articolo 21, della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4 (Riordino delle funzioni socioassistenziali), così come modificato dal comma 1, dell'articolo 2, della legge regionale n. 8 del 1999, è sostituito dal seguente:
"1. Il programma triennale d'intervento deve essere verificato e aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno, al fine di adeguarlo alle eventuali nuove esigenze e di ricostituirne l'estensione temporale.".
14. Sino all'adeguamento della legge regionale n. 4 del 1988 alle indicazioni della Legge 8 novembre 2000, n. 328, e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, è prorogata la vigenza del II Piano regionale socio-assistenziale.
15. I termini di scadenza delle autorizzazioni provvisorie delle strutture socio-assistenziali, residenziali, semiresidenziali e aperte di cui all'articolo 41 della legge regionale n. 4 del 1988, già prorogati dall'articolo 5, comma 40, della legge regionale n. 6 del 2001, sono ulteriormente prorogati fino alla data del 31 dicembre 2004; tale proroga riguarda esclusivamente le autorizzazioni provvisorie concesse per carenza o assenza degli standard architettonici e strutturali fissati dal Piano regionale e dal Regolamento dell'assistenza.
16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di un programma di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita la persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo. I criteri e le modalità di attuazione del programma sono definiti dalla Giunta regionale con propria direttiva; agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (UPB S12.066 - Cap. 12273).
PRESIDENTE. All'articolo 15 sono stati presentati gli emendamenti 445, 452, 191 e 621 che sono uguali; 196 e 197; gli emendamenti che ho citato sono soppressivi parziali. I seguenti, sostitutivi parziali: l'emendamento 13, emendato a sua volta dal 734, l'emendamento 193, 545 e 622 i primi due sono uguali e il terzo quasi uguale; il 308 e il 540 sono quasi uguali; gli aggiuntivi 30, 190, 487, 526, 666 sono uguali; 488, 527, 667 sono uguali; 490, 529, 669 sono uguali; 584, 585, 586, 192, 355, 77, al quale è stato presentato un emendamento di sintesi, il 765, anche il 581 che è sintesi del 67; all'emendamento 14 è stato presentato un emendamento soppressivo totale, il 699; l'emendamento 316, 317, 568, 569; i seguenti aggiuntivi 570, 680, 58, 489, 528, 668, e 73 a loro volta sono stati sintetizzati nel 764; il 35, l'88, il 315, 541, 542 emendato col 567; 543, 544, 556, 601, 682, 194 che ha un emendamento aggiuntivo al 725; 195, 486, 525, 670 sono uguali, e il 654.
Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 15
Il comma 1 dell'articolo 15 è soppresso. (455)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 15
Il comma 3 dell'articolo 15 è soppresso. (452)
Emendamento soppressivo parziale Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 8 dell'articolo 15 è soppresso. (191)
Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 15
Il comma 8 dell'articolo 15 è soppresso. (621)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 9 è soppresso. (196)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Il comma 16 è soppresso. (196)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 13
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Nell'emendamento n. 13 l'importo di euro 144.000.000 è sostituito con quello di ?euro 159.000.000?.
Nella copertura finanziaria le variazioni in aumento di euro 14.000.000 sono modificate col seguente importo: ?euro 29.000.000?. (734)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità
Nel comma 2 le parole ?dell'anno 2001? sono sostituite con le seguenti: ?degli anni dal 2001 al 2004? e l'importo di euro 130.000.000 è sostituito con quello di ?euro 144.000.000?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.028 Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
2003 € 14.000.000
In diminuzione
UPB E06.024 - N.I. - Dir.01 - Serv. 02
Rimborsi Stato per eventi calamitosi
2003 € 14.000.000
(13)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Art. 15
Il comma 16 dell'art. 15 è sostituito dal seguente:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo; i criteri e le modalità di attuazione sono quelli previsti dall'art. 28 comma 2 della Legge Regionale 22 aprile 2002, n. 7 (U.P.B. S12.066 - Cap. 12264). A valere sulla predetta spesa una quota pari a euro 7.800.000 è destinata al finanziamento dei progetti approvati per l'anno 2002.
N.B.: nell'ambito della UPB S12.066, in relazione al comma 16, lo stanziamento del Cap. 12164 è incrementato di euro 10.000.000 ed il Cap. 12273 è soppresso. ? (193)
Emendamento sostitutivo parziale Lai - Demuru - Spissu - Orrù - Morittu
Art. 15
Il comma 16 è sostituito dal seguente:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo; i criteri e le modalità di attuazione sono quelli previsti dall'art. 28 comma 2 della Legge Regionale 22 aprile 2002, n. 7 (U.P.B. S12.066 - Cap. 12264). A valere sulla predetta spesa una quota pari a euro 7.800.000 è destinata al finanziamento dei progetti approvati per l'anno 2002.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 - Spese per la realizzazione di interventi a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente
Competenza anno 2003 euro10.000.000=
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro10.000.000=
(545)
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 15
Il comma 16 dell'art. 15 è riformulato come segue:
?16. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di € 10.000.000 per la realizzazione di programmi comunali di intervento a sostegno dei nuclei familiari in cui è inserita una persona non autosufficiente, limitatamente al periodo di permanenza della stessa persona nel nucleo medesimo. I criteri e le modalità di attuazione del programma sono definiti dalla Giunta regionale con propria direttiva. La ripartizione a favore dei Comuni è disposta secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla L.R. 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni e integrazioni. Agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (UPB S12.066 - Cap. 12273).
(622)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Spissu - Falconi - Demuru - Morittu
Al comma 16, dopo le parole "nucleo medesimo." Sono aggiunte le seguenti:
"L'attuazione del programma è affidata ai Comuni, sulla base di apposite direttive emanate dall'Assessorato ai Servizi Sociali, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente". (UPB S12.066 - Cap. 12264)
Conseguentemente è soppressa l'ultima frase del comma.
(308)
Emendamento sostitutivo parziale Orrù - Lai -Demuru - Spissu
Al comma 16, dopo le parole "nucleo medesimo." l'ultima frase è sostituita dalla seguente:
"L'attuazione del programma relativamente all'annualità 2003, è affidata ai Comuni, sulla base di apposite direttive emanate dall'Assessorato ai Servizi Sociali, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente". (UPB S12.066 - Cap. 12264).
(540)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità e assistenza sociale
Nel comma 2 prima delle parole "è autorizzata" inserire le seguenti:
"e per gli anni per i quali risultano estese le disposizioni richiamate dall'art. 4 - comma 1 - del Decreto Legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni nella Legge 15 giugno 2002, n. 112". (UPB S12.066 - Cap. 12264).
(30)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Biancu - Sanna Alberto - Fadda
Art. 15
Dopo il comma 3 è inserito il seguente:
?3 bis. È autorizzata nel 2003 la spesa di 70.000 euro a favore dell'Associazione Italiana malati di Alzheimer di Oristano, per l'attivazione sperimentale di un anno del centro di ascolto, accoglienza e consulenza per i malati di Alzheimer della Sardegna centrale.?
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.016
Anno 2003 euro70.000
In aumento
UPB S12.006
Anno 2003 euro70.000
(190)
Emendamento aggiuntivo Lai - Deiana - Dettori - Ibba - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto - Falconi - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(487)
Emendamento aggiuntivo Lai - Deiana - Dettori - Ibba - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto - Falconi - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(526)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.100.000 per l'attuazione del progetto ANTARES relativo alla somministrazione di farmaci biologici ai pazienti affetti da artrite reumatoide per i quali sia stata richiesta tale terapia.?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro1.100.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.100.000
(666)
Emendamento aggiuntivo Dettori - Ibba - Lai - Deiana - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(488)
Emendamento aggiuntivo Dettori - Ibba - Lai - Deiana - Demuru - Pacifico - Sanna Alberto
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(427)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 1.500.000 per la concessione di un contributo di euro 500.000 a ciascuno dei centri antitumore delle città capoluogo di Sassari, Nuoro e Oristano, per la realizzazione di un programma pilota di screening dell'apparato genitale femminile (UPB S12.006) ?.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro1.500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro1.500.000
(667)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Demuru - Dettori - Deiana - Lai - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro300.000
(490)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Demuru - Dettori - Deiana - Lai - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù - Pirisi
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 300.000
(529)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 300.000 per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto di screening per la prevenzione della b-talassemia nella scuola dell'obbligo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria
Anno 2003 euro300.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro300.000
(669)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata, nell'anno 2003, la spesa complessiva di euro 150.000 a favore del Coordinamento regionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori per il funzionamento e per l'assolvimento dei compiti istitutivi, nonché per lo svolgimento di un programma di educazione sanitaria? (UPB S12.025).
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.008 - Cap. 03040 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro250.000
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro250.000
(584)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Lai - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. Il compenso per ogni soggetto visitato, da corrispondere al Presidente ed ai componenti delle Commissioni mediche istituite presso le Aziende ASL, a' termini della legge 15 ottobre 1990, n. 295, è rideterminato a decorrere dal 1° gennaio 2003 in euro 600.000 annui, si fa fronte con le disponibilità recate dal capitolo 12116 della UPB S12.028.?
(585)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia - Vargiu
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
?3 bis. È autorizzata la spesa annua di euro 2.000.000 per l'attuazione di un programma di somministrazione del farmaco "aTNF", da attuarsi attraverso i centri regionali riconosciuti dal Ministero della Sanità, a favore di soggetti affetti da artrite reumatoide, insensibili ad altri protocolli terapeutici? (UPB S12.025).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro 2.000.000
Anno 2004 euro 2.000.000
Anno 2005 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 2.000.000
Anno 2004 euro 2.000.000
Anno 2005 euro 2.000.000
(586)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Biancu - Sanna Alberto - Fadda
Art. 15
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. È finanziato per l'anno 2003 l'importo di euro 2.000.000 a favore della ASL n. 5 di Oristano per l'attivazione presso l'U.O. Cardiologia - UTIC dell'Ospedale San Martino di Oristano, della diagnostica invasiva ed interventistica cardiovascolare.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.008 - Cap. 03040
Anno 2003 euro 2.000.000
In aumento
UPB S12.044 - Cap. 12192 (N.I.)
Anno 2003 euro 2.000.000
(192)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Manca - Granella - Ortu - Demuru - Giagu - Marrocu - Falconi - Lai
Art. 15
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
?4 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la spesa di euro 500.000,00 per la ricognizione ed il monitoraggio degli effetti collaterali della vaccinazione contro l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue) e dei danni causati alle aziende zootecniche.? (UPB S12.078 - Cap. 12336-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.078 - Cap. 12336-00 (N.I.) - Spese per la ricognizione ed il monitoraggio degli effetti collaterali della vaccinazione contro l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue) e dei danni causati alle aziende zootecniche.
Competenza anno 2003 euro 500.000,00=
Competenza anno 2004 euro 500.000,00=
Competenza anno 2005 euro 500.000,00=
In diminuzione
03 - BILANCIO
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 euro 500.000,00=
Competenza anno 2004 euro 500.000,00=
Competenza anno 2005 euro 500.000,00=
(355)
Emendamento sostitutivo totale agli emendamenti numeri 77 e 581 Pilo - Pusceddu - Licandro - Corda - Corona - Demuru - Onida - Frau - Milia - Granara - Deiana - Manca - Pacifico - Pirastu
Art. 15
Gli emendamenti n. 77 e 581 sono sostituiti dal seguente:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma:
?Nell'ambito dei programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria, l'amministrazione regionale è autorizzata a finanziare attività realizzate dai competenti istituti universitari della Sardegna in materia di disturbi pervasivi dello sviluppo e di diagnosi e recupero dei minori maltrattati o abusati. I relativi oneri, pari a euro 470.000 per l'anno 2003, gravano sulla UPB S12.006 dello stato di previsione dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 470.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si provvede mediante la legge finanziaria annuale.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria
Anno 2003 euro 470.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione e bilancio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 470.000
(765)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Pirastu - Licandro - Corda - Corona
Art. 15
Nell'articolo 15 nel comma 6, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
?d bis) È autorizzata nell'anno 2003 la spesa complessiva di euro 350.000 in ragione di euro 250.000 all'Università di Cagliari e di euro 150.000 all'Università di Sassari per l'espletamento di una indagine epidemiologica sui disturbi pervasivi dello sviluppo? (UPB S12.006).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.006 Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione e educazione sanitaria
Anno 2003 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 350.000
(77)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Granella
Emendamento all'emendamento n. 14 (Art. 15)
L'emendamento n. 14 è soppresso. (699)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Dopo comma 6 è inserito il seguente comma:
?6 bis. Le somme assegnate ai sensi dell'articolo 27, comma 4, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, e non impegnate dalle Aziende Sanitarie per la tutela sanitaria degli sportivi nel corso dell'anno 2002, possono essere utilizzate anche nell'esercizio finanziario 2003?. (14)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Dettori - Falconi - Pacifico
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
?6 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003 e 2004, la spesa di euro 200.000,00 per il completamento del programma di screening dei tumori femminili attivato nel 2001 dall'Università di Sassari in collaborazione con la ASL n. 1. (UPB S12.025 - Cap. 12088-00 (N.I.))?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.025 - Cap. 12336-00 (N.I.) - Finanziamento per il completamento del programma di screening dei tumori femminili attivato nel 2001 dall'Università di Sassari in collaborazione con la ASL n. 1.
Competenza anno 2003 euro 200.000,00=
Competenza anno 2004 euro 200.000,00=
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030-00 - FNOL
Competenza anno 2003 euro 200.000,00=
Competenza anno 2004 euro 200.000,00=
(316)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Pacifico - Falconi
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
?6 bis. All'articolo 1 della legge regionale 20 dicembre 2000, n. 25, le parole "il cui reddito complessivo lordo del nucleo familiare di appartenenza è compreso tra 0 e 25.000 euro" sono sostituite dalle seguenti:
"che non superino per il proprio nucleo familiare gli indicatori dell'ISEE e dell'ISPE (ai sensi del DL 109 e successive modificazioni e integrazioni) stabiliti annualmente come limiti per accedere ai benefici degli ERSU di Cagliari e Sassari".? (317)
Emendamento aggiuntivo Corona - Rassu - Milia - Cassano
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
?6 bis. È autorizzata la concessione di un contributo all'Università degli Studi di Sassari di euro 500.000 per il rifinanziamento del Progetto genetica e tumori.? (568)
Emendamento aggiuntivo Corona - Milia - Rassu - Cassano
Art. 15
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
?6 bis. È autorizzata la concessione di un contributo di euro 250.000 a favore del Servizio di Prevenzione oncologica della ASL n. 1 di Sassari.? (569)
Emendamento aggiuntivo Corona - Rassu - Milia - Cassano
Art. 15
Al comma 6 è aggiunto il seguente:
?È autorizzata la concessione di un contributo all'Università di Sassari di euro 500.000 per il finanziamento del Progetto screening citologico nella lotta contro i tumori del collo dell'utero.? (570)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Art. 15
Al comma 6 dell'art. 15 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
?e) euro 520.000 all'Università di Sassari, Oncologia medica, per l'acquisto e il potenziamento delle attrezzature scietifiche. (UPB S12.026)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.026 - Investimenti per la lotta contro le malattie sociali
Anno 2003 euro 520.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 520.000 (680)
Emendamento aggiuntivo Manca - Sanna Giacomo
Art. 15
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
?9 bis. È autorizzato, per ciascuno degli anni 2003,2004 e 2005, lo stanziamento annuo di 1.500.000 euro quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per la realizzazione di un programma straordinario di controllo ed eradicazione della Ipodermosi Bovina. (UPB S12.076)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
SANITA'
UPB S12.076 - Istituto Zooprofilattico - Parte corrente
Competenza anno 2003 euro 1.500.000
Competenza anno 2004 euro 1.500.000
Competenza anno 2005 euro 1.500.000
Cassa anno 2003 euro 1.500.000
In diminuzione
Spesa
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro 1.500.000
Competenza anno 2004 euro 1.500.000
Competenza anno 2005 euro 1.500.000
UPB S0.003 - Fondo di cassa
Cassa anno 2003 euro 1.500.000
(58)
Emendamento sostitutivo totale agli emendamenti numeri 73, 489, 528, 668 Pilo - Pusceddu - Corda - Dore - Pacifico - Pirastu - Randazzo - Sanna Alberto - Deiana - Licandro
Art. 15
Gli emendamenti n. 73, 489, 528, 668 sono sostituiti dal seguente:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?L'amministrazione regionale è autorizzata a finanziare un programma di attività finalizzate al recupero dei detenuti e dei soggetti sottoposti a esecuzione penale esterna e gestite da organismi di volontariato o da associazioni onlus. I relativi oneri, pari a euro 600.000 per l'anno 2003, gravano sulla UPB S12.066 dello stato di previsione dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 600.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si provvede mediante la legge finanziaria annuale.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.066 Servizi socio assistenziali
Anno 2003 euro 600.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione e bilancio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 600.000
(764)
Emendamento aggiuntivo Deiana - Demuru - Lai - Dettori - Ibba - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(489)
Emendamento aggiuntivo Deiana - Demuru - Lai - Dettori - Ibba - Pacifico - Sanna Alberto - Orrù
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(528)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Nell'articolo 15, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
?14 bis. È autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, la concessione di un contributo di euro 200.000 a favore della cooperativa sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto (UPB S12.066). ?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066
Anno 2003 euro 200.000
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.050
Anno 2003 euro 200.000
UPB S12.028
Anno 2004 euro 200.000
Anno 2005 euro 200.000
(668)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Onida - Frau - Corona - Milia - Granara - Deiana - Demuru - Manca - Pacifico
Art. 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 15 bis:
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?È autorizzato lo stanziamento di euro 120.000 a favore della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Cagliari quale contributo per l'istituzione, presso la Sezione di Pediatria del Dipartimento di Scienze Pediatriche e di Medicina Clinica, di un Centro interdipartimentale per la prevenzione, la diagnosi ed il recupero del minore maltrattato o abusato (UPB S12.025).?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 2003 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene, sanità e assistenza sociale
UPB S12.025 Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2003 euro 120.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 120.000
(581)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Disposizioni in materia di sanità ed assistenza sociale
Comma aggiuntivo:
?16 bis. Il comma 1 dell'articolo 19 ed il comma 5 dell'articolo 22 della Legge Regionale 24 marzo 1997, n. 10 (Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle Aziende Sanitarie Regionali) sono abrogati.? (35)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Pusceddu - Corda - Dore - Pacifico - Pirastu - Randazzo - Sanna Alberto
Art. 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma 17:
?17. Al fine di favorire il recupero e il reinserimento di detenuti ed ex detenuti è autorizzata per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la concessione di un contributo annuo di 200.000 euro a favore della Cooperativa Sociale "Il Samaritano" di Arborea per le attività di istituto della "Casa di Accoglienza N.S: di Bonacatu" e di un contributo annuo di 50.000 euro a favore della Associazione Onlus "I talenti" per le attività di istituto della "Comunità di recupero di Vallermosa". I relativi oneri per l'anno 2003 gravano sulla UPB S12.066 dello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale; alla relativa copertura si provvede mediante storno della somma di euro 250.000 dalla UPB S03.004 dello stato di previsione della spesa dell'assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Alle spese per gli anni successivi si fa fronte mediante la legge finanziaria.?
COPERTURA FINANZIARIA
Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2003-2005 sono introdotte le seguenti variazioni:
In aumento
Stato di previsione 12 - Igiene e sanità e assistenza sociale
UPB S12.066 Servizi socio-assistenziali
Anno 2003 euro 250.000
In diminuzione
Stato di previsione 03 - Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
UPB S03.004 Fondi di riserva per revisione e oscillazione prezzi
Anno 2003 euro 250.000
(73)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente comma 16 bis:
?La Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a concedere ai cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia antitumorale i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno nel caso in cui il trattamento venga effettuato presso i presidi sanitari diversi da quello di residenza. Le provvidenze verranno corrisposte con le modalità già previste dalla Legge Regionale 25 novembre 1983 n. 27 e successive modificazioni e integrazioni. Le spese previste per l'attuazione del presente articolo sono valutate in euro 500.000 annue. (UPB S12.066)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 Servizi socio-assistenziali
Anno 2003 euro 500.000
Anno 2004 euro 500.000
Anno 2005 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.008 Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 500.000
Anno 2004 euro 500.000
Anno 2005 euro 500.000
(88)
Emendamento aggiuntivo Lai - Spissu - Morittu - Demuru - Falconi - Pacifico
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?17. È autorizzata per l'anno 2003 la spesa di euro 7.800.000,00 per la copertura finanziaria dei progetti approvati nell'anno 2002, ai sensi dell'articolo 28, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2002. (UPB S12.066 - Cap. 12264-00)?
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.066 - Cap. 12264-00 - Spese per la copertura finanziaria dei progetti approvati nell'anno 2002, ai sensi dell'articolo 28, comma 2, della legge regionale n. 7 del 2002.
Competenza anno 2003 euro 7.800.000,00=
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Competenza anno 2003 euro 7.800.000,00=
(315)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Morittu - Falconi - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16 bis. È autorizzata l'attribuzione dei finanziamenti di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 39/93 per i piani di aggiornamento dei volontari in ragione della programmazione dell'Osservatorio regionale del volontariato, al centro servizi del volontariato della Sardegna, già istituito ai sensi della legge nazionale n. 266/91.? (541)
Emendamento sostitutivo totale Spissu - Lai - Secci - Falconi - Dettori
Art. 15
Emendamento sostitutivo al 542
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
A tal fine la Regione Autonoma della Sardegna è autorizzata a destinare nel 2003, 2004 e 2005 la somma di € 1.500.000 annui per la costituzione e la gestione di un consorzio fidi del terzo settore. (767)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
(542)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. Sino alla definizione di una normativa specifica e al fine di favorire lo sviluppo dell'impresa sociale nell'Isola, la Regione Sardegna estende alle imprese non profit i benefici delle leggi di incentivazione della cooperazione.
(543)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Secci - Sanna Gian Valerio
Art. 15
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
?16/bis. E' costituito presso la Presidenza della Giunta un fondo per l'abbattimento dei costi di assicurazione dei volontari ai sensi della legge regionale n. 39/1991 (UPB S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.)).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.017 - Cap. 01045-00 (N.I.)
Competenza anno 2003 euro 516.000
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03030 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 euro 516.000 (544)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo
Art. 15
All'art. 15 dopo il comma 16 è aggiunto il seguente comma:
"17. A seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 maggio 2001, n. 207: "Riordino del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e beneficenza a norma dell'articolo 10 della Legge 8 novembre 2001 n. 328" e per garantire omogeneità con le IPAB operanti nelle altre regioni, si rende necessaria una riorganizzazione delle IPAB operanti in Sardegna:
a) le IPAB che operano prevalentemente nel campo dell'Istruzione scolare e pre-scolare confermate tali dal DPCM emesso in applicazione dell'art. 17 del DPR 348/79, possono assumere la personalità di ente morale di diritto privato purchè dimostrino la capacità finanziaria di proseguire nell'attuazione degli scopi statutari;
b) le IPAB che, per difficoltà economiche e di gestione, non sono più in grado di funzionare o comunque esprimono la volontà di non sussistere più ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del Decreto n. 207, sono soppresse e, secondo il dettato della Legge regionale n. 31/1985, beni, funzioni e personale sono trasferiti al Comune, sede legale delle stesse.
(556)
Emendamento aggiuntivo Ibba - Balia - Masia
Art. 15
Al comma 16 è aggiunto il seguente:
16 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere ai Comuni un finanziamento annuale quale quota regionale, per gli interventi di sostegno, inserimento e integrazione sociale di soggetti in situazione di handicap grave, allo scopo di dare piena realizzazione a quanto stabilito dall'art. 8 e dall'art. 39, comma 2, lettera l-bis, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, così come modificata e integrata dalla Legge 21 maggio 1998, n. 162. A tal fine è autorizzato lo stanziamento di € 7.708.265, cap. N.I.
(601)
Emendamento aggiuntivo Cassano - Vargiu - Pisano
Art. 15
All'art. 15 dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
16bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la realizzazione di un programma di riqualificazione delle strutture storiche dell'assistenza sanitaria nei centri urbani, a partire dall'area dell'ex Ospedale Psichiatrico di Sassari (UPB S12.027).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.027 - Strutture sanitarie
Anno 2003 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Anno 2003 euro 10.000.000 (682)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Emendamento 194 (art. 15)
All'emendamento n. 194 sono aggiunti i seguenti commi:
"5. Il contributo per interventi di trapianto renale previsto all'articolo 9 è incrementato di euro 500.
6. Il rimborso delle spese di soggiorno per la tipizzazione, l'intervento di trapianto renale e i controlli ritenuti necessari in centri fuori dalla Sardegna, previsti all'articolo 11 per il trapiantato e l'accompagnatore, è incrementato di euro 20 per ognuno dei giorni ritenuti strettamente necessari.
7. Il contributo per dialisi domiciliare, previsto all'articolo 13, per le spese di consumo telefonico, di acqua e di energia elettrica e il contributo per l'assistenza di emodialisi e dialisi peritoneale sono incrementati rispettivamente di euro 125 e di euro 150. (725)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
Articolo 15/bis
Modifiche alla legge regionale 1985, n. 11 "Nuove norme per le provvidenze a favore dei neuropatici"
1. Per adeguare i limiti di reddito che danno titolo a godere dei benefici previsti dalla legge regionale 8 maggio 1985, n. 11, i punti a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:
a) sino a euro 23.000 per nuclei familiari fino a 2 persone;
b) sino a euro 25.000 per nuclei familiari fino a 4 persone;
c) sino a euro 30.000 per nuclei familiari fino a 6 persone;
d) sino a euro 35.000 per nuclei familiari oltre 6 persone;
2. La misura dell'assegno mensile è così determinato:
a) Euro 500 ai neuropatici privi di reddito;
b) Euro 400 ai neuropatici con reddito netto effettivo annuo fino a euro 8000;
c) Euro 300 ai neuropatici compresi nelle fasce di reddito a), b), c), e d) di cui al comma 1 del presente articolo.
3. L'ultimo alinea del comma 2 dell'articolo 6, aggiunto all'articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 43 del 14 settembre 1993, è sostituito dai seguenti:
"- nella misura di euro 77 mensili ai neuropatici residenti dove ha sede il servizio dialisi;
- nella misura di euro 130 ai neuropatici che risiedono in Comuni diversi dalla sede del Servizio dialisi entro il raggio dei 15 km."
4. Il quarto comma del medesimo articolo 6 è così sostituito:
"4. Il rimborso delle spese di soggiorno è corrisposto:
a) nella misura di euro 25, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che si recano presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti almeno 15 km dal Comune o frazione di residenza;
b) nella misura di euro 35, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che necessitano di recarsi presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti da 30 a 90 km dal Comune o frazione di residenza;
c) nella misura di euro 45, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che necessitano di recarsi presso i presidi di trattamento dialitico ubicati in Sardegna, distanti oltre 90 km dal Comune o frazione di residenza;
d) nella misura di euro 55, per ogni giorno di dialisi, ai neuropatici che si recano presso i presidi di trattamento dialitico ubicati fuori della Sardegna.
Copertura finanziaria
IN AUMENTO
UPB S12.066
Cap. 12271-00
Anno 2003 euro 3.500.000
Anno 2004 euro 3.500.000
Anno 2005 euro 3.500.000
IN DIMINUZIONE
UPB S03.008
Anno 2003 euro 3.500.000
Anno 2004 euro 3.500.000
Anno 2005 euro 3.500.000 (194)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15bis"
1. Per adeguare i limiti di reddito che danno titolo a godere dei benefici previsti dalla legge regionale 25 novembre 1983, n. 27, i punti a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 3 sono sostituiti dai seguenti:
a) sino a euro 23.000 per nuclei familiari fino a 2 persone;
b) sino a euro 25.000 per nuclei familiari fino a 4 persone;
c) sino a euro 30.000 per nuclei familiari fino a 6 persone;
d) sino a euro 35.000 per nuclei familiari oltre 6 persone.
I limiti di reddito così indicati possono essere rideterminati periodicamente con la legge finanziaria in adeguamento dell'aumento del costo della vita.
2. Il terzo comma dell'articolo 3 della legge regionale n. 27 del 1983 è così modificato:
"la misura dell'assegno mensile è così determinato:
- Euro 500 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici sprovvisti di qualsiasi reddito;
- Euro 400 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici con reddito netto effettivo annuo fino a euro 8000;
- Euro 300 ai talassemici, emofilici ed emolinfopatici compresi nelle fasce di reddito a), b), c), e d) di cui al primo comma".
3. Il secondo comma dell'articolo 4 è così modificato:
"I rimborsi per le spese di viaggio sono corrisposti in misura completa per coprire il costo del biglietto ovvero in misura di 22 cent. Di Euro a km per l'uso di mezzi privati. Detto costo può essere rideterminato annualmente con la legge finanziaria."
4. I rimborsi per le spese di soggiorno sono determinati nella misura di euro 20 per i talassemici, gli emofilici e gli emolinfopatici che si recano in Comuni della Sardegna distanti oltre 30 km da quello di residenza per l'effettuazione delle terapie o esami connessi allo specifico status morboso purchè il trattamento sanitario non venga effettuato in regime di ricovero.
Copertura finanziaria
IN AUMENTO
UPB S12.066
Cap. 12271-00
Anno 2003 euro 3.000.000
Anno 2004 euro 3.000.000
Anno 2005 euro 3.000.000
IN DIMINUZIONE
UPB S03.008
Anno 2003 euro 3.000.000
Anno 2004 euro 3.000.000
Anno 2005 euro 3.000.000 (195)
Emendamento aggiuntivo Demuru - Dettori - Ibba - Deiana - Lai - Balia - Ortu - Sanna Salvatore - Pirisi - Sanna Alberto - Falconi - Orrù - Pacifico
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1. Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
2. L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (486)
Emendamento aggiuntivo Demuru - Dettori - Ibba - Deiana - Lai - Balia - Ortu - Sanna Salvatore - Pirisi - Sanna Alberto - Falconi - Orrù - Pacifico
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
3. Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
4. L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (525)
Emendamento aggiuntivo Liori - Murgia
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1.Nel rispetto del principio di solidarietà ed equità sociale, al fine di garantire livelli essenziali di assistenza ospedaliere ai cittadini della Sardegna residenti nelle zone che, per caratteristiche orografiche del territorio, per la carenza di strade e di sistemi di trasporto e per la condizione di scarsa densità demografica, soffrono di un reale isolamento, nelle more dell'approvazione del Piano Sanitario Regionale e della razionalizzazione complessiva dell'assistenza sanitaria, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 in favore dei piccoli ospedali ricadenti nei territori suddetti, la spesa di euro 10.000.000 al fine di soddisfare i maggiori oneri di gestione e la necessità di una adeguata dotazione tecnologica e delle figure specialistiche e professionali per garantire prestazioni puntuali e di qualità.
2.L'attribuzione delle risorse aggiuntive ai singoli presidi ospedalieri di cui al comma 1 è disposta con programma dell'Assessore all'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale che tenga conto del reale isolamento, della difficoltà dei collegamenti, della scarsa densità demografica e della rilevanza sociale del presidio nel territorio di riferimento" (UPB S12.028}
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S12.028 - Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Cap. N.I. Finanziamenti aggiuntivi per i piccoli ospedali situati in territori disagiati
In diminuzione
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
Competenza anno 2003 - € 10.000.000
Competenza anno 2004 - € 10.000.000
Competenza anno 2005 - € 10.000.000
Capitolo da stornare 03040 (670)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 15
Dopo l'articolo 1 5 è aggiunto il seguente:
"Articolo 15/bis
1) I contratti di fornitura di beni e servizi in materia sanitaria debbono prevedere un termine di pagamento non superiore a sessanta giorni decorrente dalla data di ricevimento della fattura fiscalmente regolare.
2) La fattura potrà essere emessa dal fornitore solo successivamente alla prestazione del bene o servizio, una volta accertata la conformità delle merci o servizi alle previsioni contrattuali. L'accertamento che precede dovrà essere eseguito entro trenta giorni dalla consegna o dalla effettuazione del servizio.
3) Dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento di cui al primo comma, sono dovuti gli interessi al saggio legale per i primi novanta giorni. Decorso tale termine, salvo diverso accordo tra le parti, sono dovuti gli interessi nella misura prevista dall'art. 5 del D.lgs 9.10.2002, n. 231;
4) Nel caso di contratti d'opera intellettuale è ammesso il pagamento in acconto delle spese e competenze inerenti le prestazioni.
5) Nelle more della stipula dei contratti definitivi di cui all'art. 8 quinquies D.lgs 30.12.1992, n. 502, e successive modifiche ed integrazioni, la disciplina che precede trova applicazione in relazione ai compensi dovuti dai soggetti transitoriamente accreditati che erogano prestazioni con oneri a carico del S.S.R..
6) Nell'ambito di ciascuna Azienda U.S.L. è costituita una unità di valutazione riabilitativa (U.V.R.) costituita da personale dipendente del S.S.N. o dell'Università che esplichi attività assistenziale col compito di verificare:
- l'appropriatezza dell'inserimento degli utenti nei centri di riabilitazione accreditati ovvero transitoriamente accreditati per l'erogazione delle prestazioni di cui all'art. 26 della L. 833/1978;
- la congruità dei programmi riabilitativi predisposti dalle strutture erogataci;
- la qualità delle prestazioni erogate;
- il raggiungimento degli obbiettivi terapeutici in conformità ai programmi
riabilitativi.
7) Fermo restando il diritto di libera scelta degli utenti, l'accesso alle prestazioni riabilitative previste dall'art. 26 della L. 23 dicembre 1978, n. 833, è subordinato all'autorizzazione dell'U.R.V. costituito presso ogni Azienda U.S.L..
8) Con direttive dell'A.R.I.S. sono determinati i criteri di organizzazione e funzionamento delle UU.V.R. (654)
PRESIDENTE. L'emendamento 455 è stato presentato dai colleghi Falconi, Spissu, Demuru, può essere illustrato.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Qui la Giunta è presentata ai massimi vertici, c'è il Presidente, c'è l'Assessore alla programmazione, se c'è bisogno di sospendere, i colleghi lo chiedano; credo che ci siano le condizioni per andare avanti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Che formalmente ci siano le condizioni per andare avanti non c'è dubbio, ovviamente non sfugge a nessuno la consistenza della presenza in Aula, la finanziaria sicuramente merita, per quanto possa essere criticata, qualcosa di più, ma soprattutto l'assenza dell'Assessore alla sanità. Si potrà dire certo che formalmente la Giunta è rappresentata al massimo livello: il Presidente, l'Assessore al bilancio, ma trattiamo una materia che non sfugge a nessuno, che richiede la diretta interlocuzione anche dell'Assessore alla sanità, data anche la caratura dell'Assessore alla sanità. Non ci vuole molto a comprendere che l'assenza momentanea dell'Assessore alla sanità poi riproporrà tutte le questioni che nel frattempo si dovessero esaminare, per cui noi vogliamo conoscere dalla Giunta se è casuale l'assenza dell'Assessore alla sanità, quanto è necessario attendere perché si abbia la sua utile presenza per poter procedere - appunto - con l'interlocuzione che sia tale da potersi svolgere compiutamente.
PRESIDENTE. Allora do la parola all'onorevole Cappai, che essendo nello stesso Gruppo dell'Assessore forse ci può dire qualcosa. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). In effetti condivido le affermazioni dell'onorevole Cogodi, sarebbe opportuno che l'Assessore fosse qui, purtroppo è in viaggio, in mezzo al traffico, quindi propongo che si sospenda per 10 minuti in attesa che l'Assessore sia in Aula e si possa iniziare la materia in presenza dell'Assessore.
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni - credo di no - sospendiamo fino alle 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 13, viene ripresa alle ore10 e 30.)
Richiesta di procedura abbreviataPRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Poiché sabato è stato approvato il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio al mese di aprile e sono stati chiesti i termini, chiedo che venga autorizzata la riduzione dei termini ai sensi del 101 del Regolamento.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, i termini si intendono accolti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 455.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato, come pure l'emendamento numero 452.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 191.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 191 si pone l'obiettivo di sopprimere il comma 8 dell'articolo 15 che si riferisce ad un tentativo di sottrazione dal fondo investimenti della 25 di ben 14 miliardi a partire dal 2004. Tra l'altro questo va collegato all'ulteriore riduzione, al momento esistente - ma noi riteniamo che da qui all'esame dell'articolo 18 ci sia un ripensamento da parte della Giunta - di 4 milioni e 400 mila Euro che sono stati ridotti già quest'anno nel fondo investimenti. Credo che ripercorrendo quella che è la storia della legge 25, che è in vigore dal 1993, i diversi passaggi che ci sono stati in questo Consiglio sulla intangibilità del fondo della 25 agli enti locali, sia per quanto riguarda il fondo ordinario per il funzionamento degli enti locali, sia il fondo investimenti in particolare, che il più delle volte le amministrazioni locali hanno utilizzato per contrarre i mutui a carico dei rispettivi comuni, dicevo che è stato più volte ribadito da questo Consiglio l'intangibilità di questo fondo.
Credo che il tentativo dell'avvio di uno smantellamento della 25 da parte della Giunta che in qualche modo viene operato attraverso questi due tentativi, quello della riduzione già da quest'anno di oltre 8 miliardi di vecchie lire e di ulteriori 14 miliardi dall'esercizio successivo, vada bloccato, vada impedito perché ritengo che i Comuni abbiano dimostrato abbondantemente di saper programmare le proprie risorse. Vorrei ricordare che i Comuni, a questo momento, hanno già programmato le loro risorse perché i bilanci nella gran parte degli stessi enti locali risultano approvati e risultano approvati per quanto riguarda il fondo ordinario e il fondo investimenti sulla base di quelle che sono le risorse dell'esercizio precedente. Quindi, i Comuni sono già nelle condizioni di poter operare, di poter spendere perché hanno già programmato a partire dal mese di settembre. Devo dire che anche su questo versante la posizione della Giunta non è altrettanto in ordine rispetto a quella che è la programmazione dei Comuni. Vorrei ricordare soltanto, a questo Consiglio, che le risorse relative alle strutture socio - assistenziali sono state programmate, relativamente al 2000 al 2001 e al 2002, nell'agosto del 2002. Quindi vediamo che neanche da questo punto di vista la celerità nella programmazione e nella spendita del risorse la Regione si trova nella stessa linea, con la stessa accelerazione nella quale si trovano gli enti locali.
Quindi ritengo che il comma 8 vada abrogato così come chiede l'emendamento 191.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 621, che è uguale al 191, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 196.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). La soppressione del comma 9 è motivo di approfondimento e di richiesta come si concilia lo stanziamento straordinario a fronte di finanziamenti per attività istituzionali.
Le attività istituzionali sarebbero di per sé attività ordinarie. Noi vogliamo capire che relazione intercorre tra le attività istituzionali dell'Istituto Zooprofilattico e il finanziamento in contributo straordinario. Ci pare una discrasia che va comunque chiarita, a fronte del fatto che lo stesso comma prevede un altro miliardo per gli anni successivi a fronte di spese in conto capitale. Noi crediamo che bisogna prestare attenzione anche al finanziamento degli enti e che gli stessi enti debbano in qualche modo concorrere con l'amministrazione regionale a procedure di razionalizzazione della spesa e non di ulteriore incremento e dilatazione della spesa pubblica, soprattutto quando queste spese non vengono documentate ed opportunamente dichiarate.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 734, sostitutivo parziale dell'emendamento 13, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato, come pure l'emendamento numero 13.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 193.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Con l'emendamento 193 noi intendiamo modificare l'utilizzo dei 10 milioni di Euro che sono stati previsti nel comma 16, infatti l'emendamento 193 non comporta alcun aumento di spesa e prevede la finalizzazione dei 10 milioni di Euro previsti dall'articolo 15, comma 16, che servirebbero, a nostro avviso, per poter finanziare gli oltre 1.300 progetti che sono stati presentati a valere sulla 162. Ricordiamo che non si tratta di erogazioni di danaro alle famiglie, ad associazioni o ad imprese, ma risorse esclusivamente destinate a tutti i comuni della nostra Isola per servizi personalizzati e reali alle famiglie, e non erogazione di assegni.
L'emendamento si rende necessario in quanto il dispositivo inserito nel decreto legislativo 383/A non specifica come le risorse debbano essere utilizzate dalla Giunta, e quindi anche da questo punto di vista, noi riteniamo che in questo momento e in questo contesto ci debba essere una previsione specifica della loro utilizzazione. Secondo noi l'utilizzazione deve essere, con identica finalità, volta a vedere la famiglia come soggetto sociale, risorsa anche nelle situazioni più estreme, contro ogni istituzione …(?) delle persone non autosufficienti di tutte le età. Infatti da oltre due anni in Sardegna è operante la legge 162, con pieno successo e gradimento da parte delle famiglie sarde, che tra l'altro ci vede all'avanguardia rispetto ad altre regioni, come evidenziato nella seconda Conferenza nazionale delle politiche sulla disabilità, svoltasi a Bari il 14 febbraio scorso, in occasione dell'apertura dell'anno europeo delle persone con disabilità.
Le risorse finanziarie attualmente disponibili, che sono previste nel bilancio, permetterebbero di attivare soltanto 337 progetti a fronte dei 1.500 presentati dai comuni e istruiti positivamente da parte dall'Assessorato della sanità, lasciando nella disperazione e nell'assenza di servizi personalizzati tutte le altre famiglie sarde che richiedono, appunto, l'avvio di questi interventi personalizzati. In pratica sarebbero 1.187 famiglie che rimarrebbero prive del sostegno che noi riteniamo di dover loro dare. Anche alla luce, io credo, di quanto abbiamo riflettuto in quest'aula nella giornata di venerdì, allorquando è stato discusso l'emendamento 184 che riguardava la maggiore dotazione di risorse al fondo diretto al lavoro per i disabili, e nel quale abbiamo visto in quest'Aula una convergenza pressoché totale da parte dei consiglieri non solo dell'opposizione, sull'emendamento 184 presentato dell'opposizione, ma anche da parte della maggioranza, quindi fa onore a quest'Aula l'attenzione che è stata dimostrata in quella occasione, che ritengo debba essere altrettanto dimostrata proprio per onorare al meglio quest'anno della disabilità anche attraverso l'accoglimento dell'emendamento 193, che va nella stessa direzione, quella di una grande attenzione verso l'assistenza ai disabili attraverso l'erogazione di servizi diretti alle famiglie e non attraverso l'erogazione di risorse che sembrerebbe concepire il comma in oggetto, il comma 16 dell'articolo 15.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 622 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Con l'emendamento 622 noi riconosciamo l'utilità del provvedimento che è contenuto nel comma 16 dell'articolo 17, però proponiamo che sia meglio definita la natura e meglio definita l'utilizzazione di questo fondo. Si tratta di 20 miliardi che la Regione mette a disposizione perché sia alleviata, non certamente del tutto soddisfatta, quella necessità che è in capo alle famiglie presso le quali è inserita una persona non autosufficiente, che ha bisogno di un'assistenza e di una presenza continua di altre persone e si ritiene che l'ambito familiare sia tendenzialmente quella condizione che può meglio soddisfare queste esigenze primarie. Quindi, salva la bontà del fine, noi proponiamo che sia meglio definito l'intervento e cioè che si chiarisca che questo intervento avviene attraverso programmi comunali, perché è in sede locale, dove vi è la diretta conoscenza, dove vi è la cognizione, dove vi è la possibilità di tenere in conto diverse e purtroppo anche molteplici esigenze, è in quella sede che può operarsi anche quell'intervento selettivo, quell'intervento che meglio risponda al principale bisogno che nella comunità si rappresenta. Diversamente anche un fondo di 20 miliardi di lire, un fondo centrale, un fondo regionale che non passi attraverso l'articolazione e la diffusione non tanto del cosiddetto territorio, quanto dell'articolazione sociale di cui si compone la comunità della Sardegna, rischia di essere gestito male, oggettivamente gestito male, perché sicuramente l'insieme dei bisogni sociali che si rappresenteranno, e che purtroppo si rappresentano perché esistono, saranno di gran lunga superiori alla disponibilità di un fondo che pure ha una sua consistenza.
La dizione così com'è del comma 16 è estremamente generica, perché parla di un programma di interventi. Questo programma di interventi a chi fa capo? La norma non lo dice. Quando si è fatta un'obiezione in senso anche diretto, informale, la risposta è stata: "Ma è chiaro che lo fanno i comuni"! Allora bisogna dirlo, perché se non è scritto che questo programma è un programma comunale, non è che poi domani chi deve applicare la norma, il funzionario, l'ufficio, saprà che è un programma comunale. Può essere un programma comunale, può essere anche un programma regionale, può essere un programma, potrebbe intendere la Giunta, che deleghi ad altre dimensioni, anche provinciale, ma la cosa più probabile è che in assenza di specificazione si intenda che è un programma regionale, cioè a titolarità regionale, il programma rimane regionale perché è la Regione che dovrà dare criteri, dovrà dare direttive, però nella sua specifica attuazione dovrà essere un programma che si attua attraverso la dimensione locale e quindi la dimensione comunale.
Peraltro non sfugge a nessuno che vi sono anche altre forme di genericità in questa norma, di pericolosa genericità. Anche la categoria del non autosufficiente è una categoria ampia, amplissima. Bisognerà pure, nell'adozione dei criteri, individuare delle priorità, perché la stessa dizione di "non autosufficiente" può intendere una parte consistente delle persone. Gli anziani, dopo una certa età, sono di sicuro pressoché tutti non autosufficienti. Siccome la Regione ha già fatto esperienze, anche amare, volendo largheggiare senza disporre dei mezzi sufficienti per largheggiare, farebbe bene a definire meglio gli interventi che vuole promuovere.
Penso che nessuno abbia dimenticato l'esperienza - chiamiamola pure amara, perché ha lasciato strascichi di incomprensione anche fra cittadini e istituzioni - della legge 44 sui malati di mente, una legge che era nata con i migliori propositi, con una convinzione sincera da parte dell'istituzione pubblica di assistere principalmente le famiglie presso le quali potevano esprimere la loro vita nel modo migliore gli ex manicomiali, principalmente, poi però siccome la legge parlava semplicemente di malati di mente, la Sardegna si stava trasformando in un'isola di pazzi, perché la cosa che di più si andava a ricercare presso il medico era una dichiarazione di turba psichica. Si erano enumerati e si erano fatti anche esempi, non proprio lodevoli, di piccoli comuni dove risiedevano tre, quattro ex manicomiali o malati di mente in senso proprio, che erano arrivati a censire 70, 80, 100 malati di mente in piccolissime comunità, giusto perché questo dava adito all'assegno aggiuntivo. Tant'è che quella legge dovette essere corretta e poi quasi eliminata, perché aveva dato adito, non dico solo sul piano finanziario, ma sul piano dell'equità sociale, dell'intervento che le istituzioni pubbliche devono operare, anche a delle disparità enormi. Una legge che, ricordo, inizialmente aveva una copertura finanziaria, perché aveva censito i casi ai quali bisognava guardare che era di 7 - 8 miliardi, poi arrivò a richiedere al bilancio regionale 70 - 80 miliardi all'anno, si dovettero sanare i pregressi per centinaia di miliardi e intervenne una condizione non più gestibile.
Quando intervengono condizioni non più gestibili è chiaro che a un certo punto bisogna tagliare, come si dice, eliminare, togliere e allora si torna al punto che si toglie anche a chi ha davvero bisogno. Allora, tanto vale essere più precisi nella definizione normativa e dire quali sono principalmente i soggetti. Io non sono particolarmente esperto in questa materia, ma so che esistono delle classificazioni, delle configurazioni che possono rendere più puntuale anche l'area dei possibili beneficiari. Dire puramente e semplicemente persone non autosufficienti può aprire anche questa volta la strada a un'enormità di richieste che non potranno essere soddisfatte. Non viene detto null'altro, questo è un requisito puramente soggettivo, non ha nulla a che vedere comunque col reddito proprio e col reddito familiare; credo che i criteri dovranno tener conto di tutte queste cose.
Ci sono famiglie per le quali, insieme all'affetto e all'amore per il proprio caro che è portatore di un handicap vi è il dramma aggiuntivo anche dell'impossibilità economica di provvedervi, perché persone che non hanno un reddito sufficiente devono sacrificarsi anche nell'esplicazione di un proprio lavoro retribuito. Bisognerà tener conto anche di criteri selettivi, penso che saranno le direttive che le definiranno, però non è che c'è una garanzia che ciò accadrà se non c'è un richiamo a qualche sistema che già funzioni, almeno per analogia. Tuttavia il nostro emendamento pone questa questione, che almeno si chiarisca che questi sono programmi comunali, perché forse all'interno dei programmi comunali sarà più facile gestire in modo efficiente e sobrio, quindi rispondente al fine che si vuole raggiungere, questa norma che diversamente può aprire la strada ad altre forme di solidarietà, sì, ma anche ad altre forme di distorsione che purtroppo in questa materia non mancano e purtroppo vediamo che ogni giorno si moltiplicano.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 308 e 540 sono praticamente uguali; il primo firmatario di tutti e due è l'onorevole Orrù, gli altri che seguono sono diversi. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.
LAI (D.S.). Presidente, fermo restando che il 545 differisce dal 193, perché mentre il 193 prevede una definizione della quota da destinare...
PRESIDENTE. Mi scusi, sta tornando indietro.
LAI (D.S.). Sì sto tornando indietro, perché in qualche modo mi sembra che ci sia stata una resa di analogia tra il 193 e il 545, che invece volevo sottolineare come differenti, perché nel primo caso...
PRESIDENTE. Questo lo farà eventualmente nella discussione generale, adesso siamo all'illustrazione dell'emendamento 308 che è simile, non esattamente uguale al 540, la invitavo a illustrarli tutti e due.
LAI (D.S.). Io illustro tutti e due gli emendamenti, volevo soltanto sottolineare che il 545 non mi è stato consentito illustrarlo perché pensato come analogo. Comunque non c'è problema, illustro questi.
Presidente, volevo un attimino fare la memoria su questi emendamenti perché sono tutti collegati tra di loro, nel senso che il comma 16 dell'articolo 15 nasce in un modo e rischia di finire in un altro modo ed è bene che ne prendiamo atto, nel senso che nasce per una vertenza lanciata dal sindacato, esattamente a novembre del 2002, nel quale si poneva come esigenza quella di contribuire in Sardegna al sostegno delle famiglie che tengono nelle loro case, all'interno delle loro famiglie, persone non autosufficienti. Per persone non autosufficienti c'è un elemento di analisi, che sostanzialmente è condiviso a livello nazionale, che riguarda coloro che dovrebbero stare dentro le residenze sanitarie assistite, per esempio, e che invece stanno in famiglia e che costituiscono il 47 per cento della popolazione al di sopra dei 65 anni o il 52 per cento delle persone al di sopra degli 80 anni. Adesso l'indicazione in qualche modo accettata dalla Giunta regionale in sede di trattativa con i sindacati era quella di raccogliere questo fondo per le 2.000 famiglie che hanno in casa degli anziani non autosufficienti, in modo da poter dare sostanzialmente una sorta di assegno da 250 euro che garantisse un contributo reale di tipo economico a queste famiglie.
Adesso si introduce un secondo problema all'interno di questi emendamenti, nel senso che giustamente si dice: "Non può essere la Giunta a fare un Regolamento senza che questo passi attraverso regole definite, che possono essere i comuni che conoscono le famiglie con non autosufficienti, e comunque attraverso un passaggio nella Commissione". La verità che è c'è un secondo problema, che è emerso per la prima volta lo scorso anno, e che riguarda le famiglie che hanno persone con handicap grave, che sono diverse dalle famiglie che hanno persone, soggetti non autosufficienti, perché nei soggetti non autosufficienti vengono compresi anziani e soggetti con handicap grave, quelle con persone con handicap grave sono famiglie che hanno una caratteristica e una difficoltà anche maggiore, anche più delicata sotto questo aspetto.
Allora, le famiglie con handicap grave sono quelle finanziate dalla legge 162 nazionale e dalla norma che è stata messa in finanziaria lo scorso anno. Queste famiglie hanno presentato, sulla base della 162, 600 progetti nel 2001 e 1600 richieste nel 2002. Ci sono necessità per 10 miliardi e finanziamenti per 2 miliardi e 200 milioni. Adesso noi abbiamo un problema: non è che possiamo pensare con gli stessi soldi di soddisfare entrambe le categorie, non possiamo farlo. O decidiamo che il comma 16 va nella direzione delle famiglie non autosufficienti e si stanziano i soldi necessari per completare il piano della 162, oppure dobbiamo sapere che i soldi del comma 16 vanno sulla 162 e non andranno a fare certamente il piano per le famiglie con i soggetti non autosufficienti. Non possiamo usare gli stessi soldi per due cose e pretendere di soddisfare tutti!
In questo ambito bisogna che l'interlocuzione con la Giunta vada in una direzione del distinguere questi due problemi, che sono entrambi di estrema importanza, perché non ci possiamo trovare nella condizione di soddisfare la 162 e di non rispettare in qualche modo un'iniziativa che ha il suo valore e che è concordata con quelli che sono i rappresentanti di forze sociali, come i sindacati, e va stabilito che entrambi i problemi hanno dignità e che entrambe le attività vanno e hanno dignità tali da essere finanziate, eventualmente facendo una selezione di quelle che sono effettivamente le necessità.
Io sono dell'idea che vadano finanziate entrambe, cioè che bisogna trovare in questo bilancio altri 7 miliardi e 800 milioni per completare il piano del 2002, messi 5 miliardi nel 2003, perché non sono sufficienti i fondi che sono presenti del 2003, e fare un piano per le famiglie con anziani non autosufficienti con i 10 miliardi del comma 16, sulla base di indicazioni date di un piano dato dai Comuni, perché entrambe le esigenze hanno pari dignità, entrambe le esigenze devono essere soddisfatte, bisogna trovare risorse perché vorrei capire cos'altro è da privilegiare di fronte ad esigenze come queste. Quindi nell'ambito di questi emendamenti ci sono norme che sono in contrasto tra di loro, in effetti vanno semplicemente a mettere all'attenzione dell'Aula, a sottoporre all'attenzione dell'Aula l'esigenza di dare dignità ad entrambe le esigenze e perlomeno non pensare che con gli stessi soldi si possano soddisfare esigenze che invece purtroppo sono in concorrenza. Penso che quest'Aula abbia l'interesse a fare regole, ma anche a non attivare guerre tra poveri che non fanno bene a nessuno.
PRESIDENTE. L'emendamento 30 è della Giunta regionale, può essere illustrato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 190, Sanna Gian Valerio, Biancu e più, può essere illustrato. Ha facoltà di illustrarlo il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 190 come d'altronde qualche altro che vedremmo più avanti, pone un problema che la Giunta ha in parte allocato nel comma 3, attraverso il finanziamento di programmi di prevenzione sanitaria, noi rimaniamo concordi - credo - con l'Assessore che la prevenzione rappresenti comunque un grande investimento se non altro perché, se attuata con criterio, rappresenta una delle forme più importanti di razionalizzazione della spesa sanitaria nel medio e lungo periodo. Tuttavia spesso questa attività viene fatta non certo con il rigore di scelte scientifiche e tanto meno con l'attenzione alla gamma delle patologie che in questo settore aumentano e si diversificano con particolare riguardo anche alle realtà regionali. Con questo emendamento noi vogliamo sottoporre all'attenzione della Giunta un'attività che altre aziende sanitarie, altre Regioni - mi farò cura poi di consegnare all'Assessore l'esperienza che svolge la Regione Toscana, in questo campo - attivando quelli che noi abbiamo definito nell'emendamento il Centro d'ascolto per accoglienza e consulenza per i malati di Alzheimer. Questa è una patologia fortemente in crescita in questi anni, soprattutto in Sardegna, per quanto riguarda l'accoglienza credo ci sia necessità oggi, soprattutto per le famiglie, di orientamento, di assistenza psicologica ed anche orientamento per una consulenza con competenze specialistiche di medici, psicologi, assistenti sociali ed infermieri.
Noi proponiamo ma non vuole essere una questione locale, scelga poi la Giunta come rispondere a questo elemento. Noi abbiamo oggi in Sardegna la sezione di Oristano del Centro d'ascolto Alzheimer, è importante che questo tipo di sperimentazione attraverso dei centri che molto basano sul volontariato e che, come tali, devono essere sostenuti e assistiti, pensiamo che in Sardegna a livello sperimentale sia opportuno valutare, almeno nell'arco di un esercizio finanziario, i risultati e le opportunità che l'attivazione di un Centro d'ascolto per i malati di Alzheimer in Sardegna possa avere un'attività rivolta non solo al territorio della Sardegna centrale, ma all'intera Regione.
La spesa che indichiamo è una spesa esigua, solamente di carattere simbolico, siamo disposti in tal senso a ritirare l'emendamento laddove l'Assessore si impegnasse, nell'ambito dei finanziamenti del programma di cui al comma 3, di assumere l'impegno di dare un'attenzione e un riscontro particolare a questo tipo di patologia, a questo tipo di iniziativa all'interno dei finanziamenti che sono previsti al comma 3, diversamente chiederemo di mettere in votazione l'emendamento 190.
PRESIDENTE. L'emendamento 487 Lai, Deiana, Dettori e più. Può essere illustrato. Ha facoltà di illustrarlo il consigliere Lai.
LAI (D.S.). Lo illustrerò molto brevemente perché è un emendamento che fa parte della conclusione a cui è arrivata la Commissione sanità nell'esame dei documenti di bilancio tra le cinque iniziative che é considerato importante segnalare all'Aula e all'Assessore; questa è una delle cinque, si tratta di una richiesta che ha una certa delicatezza, in Sardegna c'è una popolazione molto ampia di pazienti che soffrono di malattie reumatiche, ma questo progetto è un progetto delicato perché riguarda la sperimentazione di farmaci che sono già sperimentati negli Stati Uniti, già utilizzati negli Stati Uniti su bambini - età 7, 8, 9 anni - affetti da artrite reumatoide e servono per evitare che l'artrite reumatoide abbia effetto nella fase di crescita di questi bambini. Questa somma serve per finanziarla su 200 bambini, perché è il protocollo minimale sul quale si può attivare questa sperimentazione, se la Regione non finanziaria questo progetto in Sardegna i bambini affetti da artrite reumatoide, che sono molto di più di 200 ma questo servirebbe per i 200 che possono inseriti dentro, non avrebbero cure che in altri paesi del mondo invece sono garantite. Si tratta di evitare a 200 bambini che deformazioni permanenti delle loro ossa, delle loro articolazioni possano permanere e tentare così di limitarne i danni permanenti e la loro possibilità di avere una vita di relazione normale o forse addirittura di non essere messi in pericolo di vita.
Non è stato firmato dall'intera Commissione soltanto per una questione organizzativa, per quanto ho visto che poi è stato presentato anche da altri colleghi, quindi viene sottoposto in qualche modo all'Aula con il consenso della Commissione, riteniamo anche con un consenso da parte dell'Assessore. Si tratta di un problema delicato sul quale forse converrà fare una sintesi dell'intero Consiglio perché venga sostenuto ed approvato dall'intera Aula.
PRESIDENTE. Il 526 e il 666 sono uguali, onorevole Liori, vuole aggiungere lei qualcosa sul 666 che è uguale agli emendamenti che abbiamo già illustrato?
LIORI (A.N.). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 488, Dettori Ibba e più, si dà per illustrato.
L'emendamento 527, Dettori Ibba e più, si dà per illustrato. L'emendamento 667, Liori e Murgia, si dà per illustrato.
Emendamento numero 490. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba per illustrarlo.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Presidente, quando questo emendamento è stato depositato non si poteva prevedere l'importanza particolare che avrebbe avuto, soprattutto nella ricorrenza di questi giorni, perché questo è un emendamento che si propone di perpetuare una iniziativa di screening a favore della lotta contro la beta-talassemia con particolare riferimento alla possibilità di creare una cultura e una sensibilizzazione su questo problema negli alunni della scuola dell'obbligo.
Quando è stato depositato non si riteneva che potesse avere l'importanza che ha oggi, intendo riferirmi al fatto che alcuni giorni fa è stato costituito a Roma un centro di riferimento per tutto il bacino del mediterraneo dell'Istituto Mediterraneo di Emopatie per quanto attiene in maniera specifica la beta-talassemia che, come è noto, è una malattia che nella nostra Regione era particolarmente grave, che noi siamo riusciti a combattere azzerando, si può dire, i casi nuovi di pazienti talassemici che nascono ogni anno nella nostra Regione, ma che è una realtà presente ancora in maniera drammatica in molte aree del Mediterraneo.
Questo, evidentemente, ha fatto sì che anche il titolo di riconoscimento internazionale della scuola cagliaritana sulle beta-talassemie non sia stato sufficiente a riconoscere, da parte del Ministero della salute, del Ministero degli Esteri e del Ministero del Tesoro questa funzione. E` evidente che in questa iniziativa c'è un tentativo e un progetto di spegnere l'importanza della nostra Regione, della nostra cultura sanitaria su un tema importante come quello della beta-talassemia che, ancora oggi, raccogliere 1300 persone che hanno questo problema in Sardegna, che sono persone che, fortunatamente, sono diventate adulte, e che pertanto è necessario che questa iniziativa di sensibilizzazione e di informazione debba continuare. La sede più naturale dove questo possa accadere per far crescere una coscienza è la scuola dell'obbligo che, attualmente, è abbastanza estranea a queste problematiche perchè si dà per scontato che la beta-talassemia sia ormai una patologia nei confronti della quale non esiste più pericolo e sulla quale si può anche pensare di abbassare la guardia. Io credo che questo sarebbe un fatto estremamente grave se così dovesse accadere, perchè esistono ancora un'alta percentuale di soggetti portatori sani nella nostra Regione, che le visite e i controlli prematrimoniali vanno ormai progressivamente in disuso a causa di questa sorta di convincimento che ormai il problema è definitivamente risolto, si corre il rischio, se si abbassa la guardia, di avere una riaccensione della beta-talassemia.
A questo punto si propone una spesa di 300 mila euro, affinché si possa addivenire ad un'opera di educazione e informazione sanitaria nelle scuole, affinché da subito possono comprendere gli alunni e le giovane generazioni qual è la gravità e la dimensione del problema, affinché si possa in tal modo instaurare un'opera di prevenzione che possa servire a dare coscienza di questa che era una grande piaga sociale ma che oggi è stata fortunatamente superata. Stiamo cercando, con questo emendamento, di evitare che ci sia una riaccensione e una riacutizzazione, perchè se così dovesse accadere sarebbe un danno di enorme gravità non solo per la salute dei sardi ma anche per le economie di questa Regione, giacché stiamo parlando di una patologia che è invalidante per tutta la vita, che sottrae forze lavoro, che impegna risorse economiche non solo nel momento della diagnosi ma anche in tutto il momento della terapia che è abbastanza costosa perchè si fa con farmaci che hanno un alto costo farmacologico e commerciale e che pertanto, questi 300 mila euro che si propone all'Assessore regionale della sanità e all'Assessore della programmazione, sono soldi che possiamo ipotizzare di spendere oggi, ma che sicuramente per dieci, venti volte superiori risparmieremo nel futuro.
La capacità di comunicazione diventa essenziale perchè il progetto al quale facciamo riferimento si propone una serie di interventi educativi attraverso i mass media e anche attraverso però la presenza diretta nelle scuole, il coinvolgimento dei professori, degli insegnanti e degli educatori alla salute che sono anche gli educatori alla cultura, insieme alla possibilità di continuare a ricercare tutte quelle cause prevalentemente di natura genetica, che fanno sì che il patrimonio genetico dei sardi sia un patrimonio con delle caratteristiche particolari tali per cui le motivazioni che determinano questa ed altre malattie del sangue altrettanto gravi come per esempio l'anemia falciforme, anch'essa sufficientemente in fase di caduta in questi ultimi anni, possono trovare spiegazione e giustificazione.
Credo che se la ricerca dovesse essere orientata verso questa finalizzazione proprio nello studio, nella conoscenza delle caratteristiche geniche dei sardi, anche per quanto attiene la beta-talassemia, possiamo avere possibilità di mantenere alta la guardia ed evitare occasioni di recrudescenza. Ripeto che così facendo spenderemo adesso 300 mila euro, ma sicuramente ne risparmieremo 10 o 20 volte di più negli anni successivi. Per questo mi permetto di chiedere anche a nome degli altri colleghi che hanno firmato questo emendamento, all'Assessore della sanità e all'Assessore della programmazione, l'accoglimento della proposta essendo stata questa oggetto anche di interventi, nelle ultime settimanale, di iniziative esterne che sono state molte apprezzate, molto partecipate e, mi è sembrato di capire, condivise dai partecipanti.
PRESIDENTE. Il 529 tratta lo stesso argomento, lo diamo per illustrato con le cose che ha già detto?
IBBA (S.D.I.-S.U.). Sì.
PRESIDENTE. Bene. L'emendamento 669, ha facoltà di illustrarlo il consigliere Liori.
LIORI (A.N.). si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Emendamento 584. Ha facoltà di parlare il consigliere Ibba per illustrare l'emendamento 584.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Anche questo è un emendamento che ha una finalità prevalentemente di natura preventiva, o meglio, si rivolge...
PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Ibba, se crede, sono suoi o del suo Gruppo, o comunque hanno le stesse firme il 585 e 586, li illustri tutti e due per gentilezza.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Va bene. Anche questo emendamento si propone di destinare una somma del bilancio della Regione ad esercitare delle iniziative di carattere preventivo, il 584 con il riferimento ad una iniziativa di prevenzione in generale nella grande battaglia che la Sardegna sta combattendo contro i tumori. Nel caso specifico il 584 propone di destinare un contributo di 150 mila euro al coordinamento regionale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori che, come è noto, è un ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica con alte benemerenze e alti riconoscimenti in questo ambito, che nella nostra Regione svolge una funzione molto importante sia perchè si propone iniziative di informazione in tutti gli ambiti della patologia tumorale, sia perchè è un ente che esercita una attività di screening di massa senza richiesta di particolari introiti o di particolari benefici, e pertanto rappresenta un punto di riferimento importante che ha sviluppato, nell'arco di questi anni, una intensa campagna di prevenzione, soprattutto nei confronti dei tumori cosiddetti più esterni, in particolare il tumore per la mammella, il melanoma e il tumore del colon retto.
La Lega Italiana per la lotta contro i tumori soffre di difficoltà economiche consistenti perché, essendo basata soltanto sui contributi volontari, ha una difficoltà non indifferente a cercare di realizzare un po' i suoi compiti e i suoi obiettivi istituzionali. Per altro nella nostra Regione le iniziative di prevenzione e di informazione sono abbastanza carenti, nel senso che non esiste una organica rete di progetti e di strutture del servizio sanitario regionale che siano destinate a questa funzione. In tal senso, in qualche modo, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori vicaria queste carenze del sistema, e pertanto essa stessa rappresenta uno strumento utile del servizio sanitario regionale a creare un'opera di prevenzione e una campagna di sensibilizzazione.
Per quanto riguarda invece il 586 (il quale mi pare il Presidente mi abbia richiesto di illustrare di seguito) è riferito alla possibilità di dare attuazione a un programma che riguarda la possibilità di utilizzare un farmaco particolarmente costoso, ma anche particolarmente delicato nel suo uso da parte delle strutture specialistiche, farmaco che si chiama ATNF Alfa che vuol dire Anti Tumor Necrosis Factor Alfa, che è in pratica una sostanza particolarmente adatta al trattamento di tutte quelle malattie di natura auto immunitaria, tra cui in maniera preponderante nella nostra regione vi è l'artrite reumatoide, che va applicata a tutti quei pazienti, oltre 400 nella nostra regione, che sono insensibili a tutti gli altri protocolli terapeutici.
L'ATNF non è allo stato attuale un farmaco che viene dispensato dal servizio sanitario nazionale ed è riconosciuto, nella sua destinazione farmaceutica da parte del Ministero, come un farmaco altamente specialistico che può essere usato soltanto da centri all'uopo appositamente riconosciuti; in Sardegna questi centri sono quattro, due presso l'università di Cagliari e due presso l'università di Sassari, ai quali il Ministero della salute addebita la possibilità e la responsabilità di selezionare i pazienti che hanno necessità di questo tipo di terapia, che sono 400 circa in Sardegna e il cui costo per persona è di circa venti milioni all'anno. Dal che si comprende bene che è un costo talmente oneroso che è difficile pensare che possa essere posto a carico degli assistiti, ed è anche comprensibile che essendo i destinatari un target di riferimento molto circoscritto, questo rappresenta una necessità più per l'assistenza sanitaria in generale, che per i casi specifici delle 400 persone.
Con questo emendamento si intende sensibilizzare ed invitare l'Assessorato regionale della sanità a stanziare la somma di due milioni di euro per questi pazienti che sono affetti da artrite reumatoide, che sono insensibili agli altri protocolli terapeutici, con un farmaco particolarmente costoso e particolarmente delicato il cui accesso al protocollo viene definito dalle quattro strutture regionali che sono state individuate dal Ministero della salute.
Se il Presidente mi consente vedo che c'è anche il 585 prima, per cui se lei ritiene io farei anche questo così chiudo questo blocco.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Ibba.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Questo emendamento si propone di creare una situazione nuova all'interno del grande capitolo delle commissioni di invalidità civile perchè, come i colleghi sanno, l'invalidità civile è un diritto riconosciuto ai cittadini che abbiano subito, per qualunque motivo, delle menomazioni della loro attività fisica tali per cui subiscono a causa di questo una ridotta capacità lavorativa e una ridotta capacità di produzione e di guadagno.
Le commissioni di invalidità civili sono delle commissioni che hanno una funzione di natura puramente medico-legale, e sono costituite da medici specialisti in igiene e medicina preventiva, e da medici specialisti nel settore specifico di volta in volta interessato per la patologia di riferimento. Allo stato attuale della normativa, le commissioni di invalidità civile funzionano attribuendo ai componenti della commissione un rimborso individuale per ogni prestazione che attualmente è di sei mila lire, cioè circa tre euro, che è oggettivamente un fatto abbastanza modesto dal punto di vista del riconoscimento della professionalità e della responsabilità medico-legale alla quale sono chiamati i professionisti che fanno parte delle commissioni, tenuto anche conto che i componenti delle commissioni, una volta conclusa l'istruttoria delle loro pratiche, devono intercorrelarsi con un organismo superiore di controllo dello loro stesse decisioni, per cui c'è davvero un lavoro enormemente più complesso, e che sicuramente non trova riscontro e non trova riconoscimento nella monetizzazione, o comunque nell'onore di quella prestazione professionale, che oggi è fissata in tre euro.
Questo emendamento non si propone di risolvere la piccolezza del problema, però si propone soltanto di dare un segnale di interesse da questo punto di vista, e propone che il corrispettivo economico che viene attribuito a ogni medico per le visite non sia di tre euro ma di sette euro, il che significa una spesa molto relativa e molto contenuta perchè viene calcolata in 600 mila euro all'anno, che sono affidati alle unità sanitarie locali attraverso un normale sistema di trasferimento delle competenze dall'Assessorato regionale della sanità. Questo significa in pratica mettere i componenti delle commissioni di invalidità civile in condizione di poter essere più facilmente disponibili e resa più facilmente gradevole la loro partecipazione perchè, allo stato attuale, la retribuzione effettivamente di tre euro è davvero misera e mortificante e disincentiva e disinnesca la volontà di partecipazione alle Commissioni.
La cifra complessiva di 600 mila euro annui è effettivamente una goccia nel mare rispetto al valore complessivo di tutto il grande settore della invalidità civile e anche per questo, non solo a nome dei colleghi firmatari, ma anche di tutti gli altri colleghi del Consiglio con i quali ho avuto occasione di parlare perchè non ho avuto il tempo materiale per far sottoscrivere l'emendamento a ognuno di loro, mi permetto di sollecitarne l'approvazione all'Assessore della Sanità e all'Assessore del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per l'illustrare l'emendamento 192.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, si tratta anche qui di una questione che l'Assessore conosce già e che attiene a delle attività di istituzione presso l'ospedale di Oristano della diagnostica invasiva interventistica cardiovascolare.
Come l'Assessore sa il servizio di emodinamica attualmente è presente solo a Cagliari e Sassari, tutto il resto della Sardegna è privo di questa metodica che oggi è ritenuta fondamentale per la diagnosi e il trattamento delle cardiopatie, in particolare delle sindromi coronariche acute, che rappresentano, come l'Assessore ben sa, una delle principali cause di morte nella nostra società, e nelle quali i tempi di intervento sono fondamentali per il successo.
Io credo che non sfugga all'Assessore come dal centro Sardegna, intendendo per centro Sardegna sostanzialmente le province di Oristano e di Nuoro, per questo tipo di metodica vengano trasferiti settimanalmente su Cagliari e Sassari non meno di 12-15 pazienti a settimana con evidenti costi per quanto riguarda trasferimenti, ambulanze, autisti, medici e infermieri, con oneri notevolmente superiori a quelli che invece si potrebbero ottenere dislocando in centro Sardegna una unità che sia in grado di operare questa metodica.
La stessa comunità cardiologica della Sardegna ritiene che una unità operativa di emodinamica nel centro Sardegna, possa essere una soluzione importante per fronteggiare con successo, e riducendo i livelli di mortalità, questa patologia. Si tratta in qualche modo, Assessore, di intervenire anche qui sulla colpevole sordità di alcuni manager, perchè questa richiesta è una richiesta che giace sul tavolo del manager di Oristano da oltre un anno, questo programma aveva la possibilità di essere finanziato direttamente dall'azienda sanitaria, ha avuto già l'ok per la dislocazione logistica nei locali a suo tempo individuati presso l'ospedale San Martino, è stato fatto al manager un quadro delle economie che l'attivazione di questo servizio produrrebbe a carico dello stesso bilancio dell'azienda sanitaria, ma ha dei riflessi anche per quanto riguarda l'azienda sanitaria di Nuoro, vorremmo capire, siamo qui per cercare di capire se per le aziende sanitarie è più importante assumere a dieci a dieci gli autisti, o è più importante salvare le persone affette da questo male che, come lei sa, sta aumentando di anno in anno, e che deve garantire a tutti i cittadini della Sardegna una pari dignità rispetto anche alle condizioni di pronto intervento.
Lei sa benissimo che queste patologie hanno margine di successo se l'operatività avviene nell'arco di poche ore, e la dislocazione geografica di questi servizi è estremamente importante non solo per dare a tutti i cittadini i medesimi servizi, ma anche per realizzare, nell'ambito della Regione sarda, una articolazione dei servizi essenziali cosiddetti anche salvavita, lo possiamo dire anche tranquillamente, opportuni.
Ci sono le professionalità, ci sono i locali, forse c'erano anche le risorse, abbiamo sollecitato l'Assessore perchè si facesse parte diligente presso il manager ma, a questo punto, ci poniamo il problema se non sia opportuno che vi si provveda con un'iniziativa diretta e mirata che abbia il valore di un servizio non specificatamente allocabile negli interessi della sanità oristanese, ma che esplichi il suo servizio nell'ambito del territorio della Sardegna centrale.
In questa direzione è per noi assolutamente ininfluente l'allocazione a Oristano o in un altro luogo, si scelga quello che si vuole, quello che per noi è importante è, che rispetto a questo problema, si prenda un provvedimento e si adottino tutti gli atti necessari a finanziare una somma che mi sembra, rispetto al valore della vita, assolutamente esigua.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 355 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Pilo per illustrare l'emendamento 765.
PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, questo emendamento che reca la firma dei commissari della seconda Commissione, è uno dei numerosi emendamenti sul piano della prevenzione sanitaria, in particolare questo si riferisce alla necessità di un'indagine epidemiologica sui disturbi pervasivi dello sviluppo. E' finalizzato alla conoscenza anche quantitativa delle persone affette da questa patologia allo scopo poi di poter programmare degli interventi pubblici non soltanto sul piano sanitario, altrimenti impensabili e comunque molto costosi per la Regione.
La considerazione che volevo comunque fare è relativa non tanto a questo emendamento, quanto alla possibilità di fare una riflessione globale sul piano della prevenzione, nel senso che moltissimi emendamenti, ho visto l'articolo 15, si riferiscono proprio a questo ambito e pertanto, probabilmente, sarebbe opportuno insieme all'assessore Oppi vedere se sia fattibile il ripinguamento dei capitoli relativi perchè poi, senza entrare nel merito in finanziaria, si possa avviare sui programmi un'attività e una riflessione sulla prevenzione.
In ogni caso volevo segnalare che con un piccolo tentativo per quanto riguarda i componenti della seconda commissione e alcuni altri colleghi, noi abbiamo già presentato due emendamenti che sintetizzano alcuni degli emendamenti che sono contenuti sull'articolo 15 che potrebbero essere su una strada di unificazione.
PRESIDENTE. Suppongo che l'illustrazione riguardasse anche il 77, vero, perchè questo è un emendamento al 77, ed anche il 581.
Uno dei presentatori dell'emendamento 699 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento 14.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, devo anche cogliere l'occasione per chiedere la rettifica del comma, è stato indicato per errore il comma quattro, mentre invece il riferimento esatto è il comma tre dell'articolo 27 della legge regionale 22 aprile 2002, numero 7, che parla proprio della tutela sanitaria degli sportivi, è proprio specifico.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti 316 e 317 ha facoltà di illustrarli.
LAI (D.S.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare gli emendamenti 568, 569 e 570.
Rassu (F.I.-Sardegna). Tralascio il 570 perchè ritengo esaustivo e tecnicamente completo l'intervento che ha fatto il collega Ibba presentatore di un emendamento similare.
Voglio illustrare il 568 con il quale si chiede un intervento finanziario da parte della Giunta regionale presso l'università di Sassari pari a 500 mila euro per il rifinanziamento del progetto "Genetica e Tumori".
Questo progetto di ricerca, che presumo sia presente nella mente dell'Assessore, è stato finanziato dalla Regione Sardegna con delibera dell'11 aprile 2000 17/10 avente per oggetto "Direttive per la formulazione di un programma regionale di ricerca nel settore delle biotecnologie applicate alla medicina". Successivamente a questa delibera l'Assessorato della programmazione ha adottato la determinazione 18 del 9 febbraio 2001, con la quale veniva poi erogato il finanziamento all'università di Sassari, finanziamento che di fatto si è esaurito lo scorso febbraio. Ecco la motivazione di questo richiamo, perchè gli studi sinora eseguiti e condotti da parte dell'università, hanno prodotto risultati importantissimi sia dal punto di vista scientifico, basti pensare che molti di questi studi sono già stati pubblicati in prestigiosissime riviste scientifiche internazionali, nonché presentati ai più importanti convegni internazionali in campo oncologico, patologico ed epidemiologico, sia per quanto riguarda la visibilità sulla stampa non specialistica, avendo contributo alla scoperta di un nuovo gene, questo è apparso su tutte le riviste del settore e non solo, ma anche sulla stampa giornaliera, in quanto all'università di Sassari con questo progetto hanno lavoravo due studiosi che in tandem con altri studiosi americani hanno contribuito alla scoperta di un nuovo gene correlato al melanoma maligno, che è un temibile tumore della pelle. Quindi questo dice l'importanza dell'intervento che la Giunta ha fatto con il suo finanziamento. In tutte queste iniziative è sempre stato sottolineato il fondamentale supporto fornito dalla Regione autonoma della Sardegna.
Ora, avendo ultimato i fondi a febbraio, una eventuale interruzione di tutto il lavoro sinora svolto in questi ultimi due anni potrebbe vanificare quanto è stato fatto fino ad oggi con i risultati che sono stati raggiunti, ma non solo, con il prestigio e con la valenza che è stata data a questi studiosi sardi. Ma, a parte questo, l'apporto positivo che è stato dato contro un determinato tipo di tumore. Ecco quindi che non intervenendo, almeno per ciò che sarà possibile, o non facendo proprie magari, l'assessore, questa istanza, verrebbero a cadere gli studi sinora fatti.
Per quanto riguarda l'emendamento 568, riguarda un intervento a favore della prevenzione oncologica presso la A.S.L. di Sassari. Il sottoscritto è primo firmatario di una legge che è stata presentata tre mesi fa sulla istituzione in Sardegna dei centri provinciali per la prevenzione dei tumori. Ma voglio rifarmi solo ad un dato: in Sardegna ogni anno vengono diagnosticati, lo sappiamo tutti, quasi 7000 casi di tumore maligno di nuova insorgenza, praticamente una media terribile di venti casi al giorno. Di questi, di fatto, in Sardegna purtroppo muoiono 3300 pazienti ogni anno, circa 10 casi, cioè il 10 per cento dei casi diagnosticati. Sono dei dati terrificanti al confronto dei quali, sinceramente, i decessi che attualmente riguardano un altro orrore che è la guerra in Iraq impallidiscono, stiamo parlando di un intero paese che annualmente scompare in Sardegna per malattia tumorale. Questo perchè? Perchè non esiste un servizio di prevenzione degno di questo nome, cioè razionale e funzionale, e non esiste una cultura anche a portata dei cittadini che possa determinare, così come succede in altre regioni, la Toscana ad esempio dalla quale io ho, e non mi vergogno a dirlo, preso spunto per la presentazione della legge, questi decessi sono abbattuti di una percentuale pari al 50 per cento, e cioè con un intervento mirato noi riusciremo a non far morire, perchè questa è la parola esatta, non far morire, circa 1700 persone l'anno, che invece attualmente purtroppo lasciano la vita in quanto non si interviene in tempi dovuti come prevenzione tumorale.
Oggi è possibile quindi questa prevenzione, ma il maggiore fattore che può interessare e che può salvare questa vita, come ho detto, è la possibilità di una diagnosi precoce. Questo può essere ottenuto solamente con la pianificazione di adeguate campagne di screening su pazienti a rischio per le principali neoplasie. Quindi ecco il richiamo all'attenzione della Giunta di un investimento in questo settore presso la A.S.L. numero 1 di Sassari, la quale giorni fa ha dato esempio pochi giorni fa con l'istituzione di un servizio per quanto riguarda il tumore della mammella femminile, affinché si dia un contributo volto a che cosa? Volto a salvare solo ed esclusivamente delle vite umane. Quindi richiamo la sensibilità dell'assessore Oppi su questa problematica e attendo nella risposta della Giunta una risposta in merito.
PRESIDENTE. Si danno per illustrati gli emendamenti 568, 569 e 570.
L'emendamento 680, Cassano, Vargiu, Pisano, si dà per illustrato.
Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento 58.
MANCA (Gruppo Misto). Questo emendamento, che illustro brevemente, prevede uno stanziamento su base triennale di un contributo straordinario all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per realizzare un piano di controllo e di eradicazione della ipodermosi bovina.
Cosa è l'ipodermosi bovina. L'ipodermosi bovina, probabilmente conoscete tutti i sintomi della malattia, soprattutto le conseguenze che provoca nei bovini, praticamente, a secondo dei territori, viene contraddistinto con nominativi diversi. Si tratta in pratica di una malattia che durante il periodo primaverile dopo circa otto, dieci mesi di transito a livello interno nell'animale, costringe questi animali a correre disperatamente in cerca di ombra, dove non poter essere raggiunta da una mosca che praticamente spara, lancia delle uova sugli arti degli animali che poi con la lingua li porta all'interno e continuano progressivamente questa malattia. Quindi una malattia ben conosciuta, che purtroppo è tipica solo ed esclusivamente della nostra Isola. In quasi tutta l'Europa è stata debellata, addirittura in taluni stati è una malattia soggetta a denuncia obbligatoria che invece in Sardegna viene totalmente trascurata.
Praticamente gli effetti patogenetici più importanti sugli animali sono questo vagare che praticamente porta a una diminuzione non indifferente del peso degli animali che tendono a fuggire dagli ultrasuoni causati dal volo di questa mosca, poi soprattutto il deprezzamento del pellame, solitamente però viene visto come un danno intrinseco alla macellazione, poi le perdite causate dall'incremento ponderale, significa quella trasformazione che avviene all'interno dell'organismo dell'animale tra somministrazione di un alimento e trasformazione in peso, quindi in carne dell'animale, una perdita giornaliera che viene valutata durante questo periodo all'incirca due chili di carne al giorno. Inoltre abbiamo decrementi soprattutto per quanto riguarda la produzione lattea dal 15 al 20 per cento, un danno da immunodepressione e quindi una facilità di insorgenza di altre patologie e quanto altro. Un costo medio annuo non indifferente di milioni di Euro, che praticamente, come dicevo poc'anzi, residua solo ed esclusivamente in Sardegna.
Quindi questo emendamento che impegna la nostra Regione per un piano triennale, consente un piano di controllo da attuarsi su diversi punti, quindi una mappa epidemiologica sul nostro territorio, tenete conto che nelle province di Nuoro e Sassari addirittura raggiungiamo il 95,5 per cento della infestazione. Quindi una infestazione che da alcuni è definita catastrofica, è una malattia che va individuata soprattutto nel fatto che i nostri animali vagano o sono tenuti soprattutto al pascolo, quindi allo stato semi brado, inoltre ci sono questi parametri che vanno attentamente osservati e verificati, inoltre una informazione sanitaria che deve essere capillare, quindi diffusa in tutti gli operatori, ecco l'intendimento, perchè non si fa un piano individuale e quello regionale, perchè un piano regionale, quindi obbligatorio, renderebbe più efficace e raggiungerebbe in maniera molto più sicura e certa la malattia, e quindi maggiori probabilità della sua eradicazione. Quindi prevede inoltre un piano terapeutico con la somministrazione di farmaci particolari che non hanno tempi di sospensione particolare sia sul latte che sulle carni, e quindi una serie di operazioni …(?) controllo.
Pongo all'attenzione dell'Aula e dei colleghi questo fatto, se viene accolto positivamente consentirebbe di eradicare dal territorio della nostra Regione, che è l'unica forse in Europa che contiene ancora questa malattia, che è sintomo di carenza igienico sanitaria all'interno dei nostri allevamenti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 764 e 35 vengono dati per illustrati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 88.
CAPPAI (U.D.C.). Questo emendamento si è reso necessario presentarlo perchè, a nostro avviso, c'è da correggere una disposizione di legge regionale che risale all'83, la numero 27, che all'articolo 1 prevede la possibilità che la Regione sarda eroghi a favore di alcune categorie di malati dei sussidi straordinari, nonché il rimborso spese per recarsi fuori dal proprio luogo di residenza per curarsi. Fra questi pazienti potevano beneficiare in base alla 27 solo i talassemici, gli emofilici, e gli emolinfopatici. La carenza dove sta? Sta nel fatto che chi si sottopone a cura chemioterapica, non ha nessun tipo di contributo neanche a copertura delle spese di viaggio. Ed allora, con questo emendamento si chiede che venga concesso anche ai cittadini residenti in Sardegna che si sottopongono alla chemioterapia anti tumorale il rimborso delle spese di viaggio. Va sottolineato che tutte queste categorie di pazienti spesso e volentieri non godono neanche della pensione sociale, per cui quelli che viaggiano soprattutto dalla provincia di Nuoro e dalla provincia di Oristano, oltre a non aver nessuna pensione, devono sostenere anche delle ingenti spese per venire a Cagliari a curarsi. E' stato impossibile conoscere il numero di questi pazienti, per cui la copertura finanziaria per questo emendamento è stata indicata provvisoriamente in 500 mila Euro. Ci sarebbe da approfondire questo aspetto, sta di fatto che questa è l'unica categoria, fra le categorie deboli della società, che non hanno il rimborso spese viaggio.
Cito un'altra legge che questo Consiglio ha approvato, la legge a favore dei dializzati ai quali rimborsa le spese di soggiorno e le spese di viaggio; ai chemioterapici anti tumorali niente. Quindi l'invito che faccio all'Assessore e alla Giunta nel suo insieme, è che possono esprimere parere favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 315; 541; 567; 542; 543; 544; 556; 601 vengono dati per illustrati dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento 682.
CASSANO (RIF. Sardi - U.D.R.). Brevemente per ricordare all'Aula che questo emendamento scaturisce da un provvedimento della Commissione sanità con il quale chiede all'Assessore e alla Giunta, di tener conto per quest'anno di stanziare delle risorse in favore dell'ex area ospedale psichiatrico di Sassari, in analogia a quanto già è stato realizzato a Cagliari. Quindi noi vorremmo iniziare con questo emendamento, se eventualmente l'Assessore, la Giunta, venisse e prendesse eventualmente un provvedimento favorevole, perché si iniziasse a realizzare una cittadella sanitaria. Questo permetterebbe non solo in termini economici di risparmiare risorse all'A.S.L. numero 1, ma permetterebbe anche all'utenza, quindi ai cittadini di Sassari, non solo di Sassari ma anche dell'hinterland sassarese, di avere una struttura unificata che nascerebbe su una superficie di oltre dieci ettari. Quindi, credo che valga la pena investire, credo che l'A.S.L. di Sassari spende tantissimo per pagare fitti di locali, per fare un esempio addirittura dove c'è l'Azienda Sanitaria numero 1 in Via Monte Grappa la A.S.L. a Sassari, spende al mese oltre 500 mila Euro, quindi mi pare che sia necessario valutare questo aspetto e venire incontro a questa mia esigenza.
PRESIDENTE. All'emendamento 194 è stato presentato l'emendamento 725. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento.
BIANCU (La Margherita - D.L.). L'emendamento 194 e l'emendamento 725, che è un completamento dell'emendamento 194, tratta delle provvidenze a favore dei nefropatici che appunto sono state previste nella legge regionale numero 11 dell'85 e il cui adeguamento risale alla Legge 43/93, cioè a 10 anni fa.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue BIANCU.) L'emendamento 194 ed il 725 tende ad aggiornare i limiti di reddito dei nefropatici, la misura dell'assegno mensile, l'adeguamento del rimborso delle spese di viaggio, l'adeguamento del rimborso delle spese di soggiorno, il 725 è quello relativo all'adeguamento del contributo per interventi di trapianto renale, il rimborso delle spese di soggiorno per la tipizzazione, l'intervento di trapianto renale e i controlli ritenuti necessari in centri fuori dalla Regione Sardegna e, in ultimo, l'adeguamento del contributo della dialisi domiciliare.
Mi sembra che a distanza di dieci anni sia opportuno e sia corretto, tenuto conto anche di quello che è l'aumento del costo della vita intervenuto nell'arco di dieci anni, adeguare appunto queste provvidenze aggiornandole ed attualizzandole a quello che è il valore della moneta di oggi.
Potrei illustrare anche l'emendamento 195 che viene subito dopo che tratta dell'adeguamento delle provvidenze a favore dei talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici. Anche in questo caso l'ultimo adeguamento risale ad undici anni fa, cioè al 1992 e, come per quanto riguarda i nefropatici, sarebbe opportuno, corretto e doveroso da parte di questo Consiglio regionale, adeguare appunto le provvidenze previste nella legge 27 dell'83 che istituiva questi interventi a favore delle categorie sopracitate.
In particolare l'emendamento 195 prevede l'adeguamento dei limiti di reddito dei talassemici, l'adeguamento dell'assegno mensile, l'adeguamento dei rimborsi per le spese di viaggio e in ultimo l'adeguamento dei rimborsi per le spese di soggiorno.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 486, che è uguale al 525, al 670 e al 388, ha facoltà di illustrarlo.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, farò un'illustrazione molto breve. Questo emendamento, la sua presentazione, nasce dall'esigenza di portare all'interno di questo Consiglio la discussione sui piccoli ospedali che, ormai da tempo, interessa larghi strati della popolazione e che sta suscitando preoccupazione e allarme in molti cittadini e in numerosi comuni interessati.
Si vuole inoltre, in attesa di un riordino e di una programmazione generale con il piano sanitario regionale, proporre uno strumento per avviare a soluzione i problemi di gestione, di ammodernamento e di funzionalità, che da sempre affliggono questi presidi, prevedendo una dotazione finanziaria straordinaria ad essi riservata. A proposito di riserve, mi riservo di intervenire in discussione generale per sviluppare alcune questioni che riguardano anche questo emendamento.
Prima di chiudere questa illustrazione che mi sembra abbastanza chiara, e quindi non c'è bisogno di lunghe chiacchiere, mi rivolgo all'Assessore della programmazione per quanto riguarda la copertura finanziaria. Ora, nel testo i proponenti hanno presentato, è stata indicata una copertura finanziaria formale, è giusto che sia così diversamente non può essere accettato, però noi lasciamo all'esperienza e alla competenza dell'assessore Masala la scelta più idonea della copertura finanziaria e diamo un'altra indicazione eventuale, se l'assessore Masala vuole prendere nota, e cioè indichiamo la UPB S 10049, nei cui capitoli, come l'Assessore stesso ha affermato nei giorni scorsi, si sono liberate delle risorse.
PRESIDENTE. L'emendamento 670, primo firmatario l'onorevole Liori, può essere illustrato.
FRAU (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 654 ha facoltà di illustrarlo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.- Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 455 non si accoglie; 452 non si accoglie; 191 non si accoglie; 621 non si accoglie; 196 non si accoglie; 197 non si accoglie; 13 si accoglie; 193 non si accoglie; 545 non si accoglie; 622 non si accoglie; 308 non si accoglie; 540 non si accoglie; 30 si accoglie; 190 non si accoglie; 487 non si accoglie; 383 non si accoglie; 666 non si accoglie; 488 non si accoglie; 527 non si accoglie; 667 non si accoglie; 490 non si accoglie; 529 non si accoglie; 669 non si accoglie; 584 non si accoglie; 585 non si accoglie; 586 non si accoglie; 192 non si accoglie; 355 non si accoglie; 77 non si accoglie; 14 si accoglie; 316 non si accoglie; 317 non si accoglie; 568 non si accoglie; 669 non si accoglie; 570 non si accoglie; 680 non si accoglie; 58 non si accoglie; 489 non si accoglie; 528 non si accoglie; 668 non si accoglie; 581 non si accoglie; 35 si accoglie; 73 non si accoglie; 88 non si accoglie; 315 non si accoglie; 541 non si accoglie; 542 non si accoglie; 543 non si accoglie; 544 non si accoglie; 556 non si accoglie; 601 non si accoglie; 682 non si accoglie; 725, emendamento all'emendamento 194, non si accoglie; 194 non si accoglie; 195 non si accoglie; 486 non si accoglie; 525 non si accoglie; 670 non si accoglie; 654 si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul 455, invito i proponenti a ritirarlo, perché diciamo che dovrebbe essere anche inammissibile, perché sappiamo che il finanziamento per la spesa sanitaria è obbligatorio, quindi dobbiamo per forza aderire, in ogni caso, se non fosse ritirato, il parere sarebbe negativo.
E' negativo pure sul 452 e sul 191, in relazione al quale mi pare doverosa una spiegazione, poi si vedrà. Non è stato questo un comma inserito per aggredire la legge 25 oppure per agevolare l'Assessorato della sanità. La programmazione, nel fare questa proposta, ha soltanto aderito a una richiesta formale dell'Assessorato degli enti locali il quale dice questo, che l'articolo 4 della legge regionale numero 8 del '99, che ha trasferito ai comuni le funzioni amministrative concernenti l'erogazione dei sussidi e servizi a favore di particolari categorie di cittadini, ha creato delle grosse disfunzioni e, in ogni caso, i comuni fanno questo lavoro sulla base di indirizzi e parametri determinati all'Assessorato dell'igiene e sanità e assistenza sociale, al quale devono dare conto degli obiettivi programmati, degli interventi realizzati, eccetera. Quindi per una sorta di semplificazione, perché dice che il meccanismo individuato dalla legge si è rivelato di non facile applicazione e fonte di ripetuti disguidi che hanno fortemente penalizzato gli utenti, quindi per evitare questo si era aderito a questa richiesta e si era trasferito su questa cosa.
Però non si fa una guerra di religione su questo punto, perché in realtà l'Assessorato della sanità non vuole, non è che gradisca questo servizio, vuol dire che se questo viene interpretato nel senso come ho sentito dalle dichiarazioni, la Giunta è disponibile a definire in modo differente la questione.
L'emendamento 621 non si accoglie; il 196 non si accoglie; 197 non si accoglie. Il 13 è integrato dal 734 e servono per dare la copertura a quel finanziamento, quindi sono della Giunta. Sul 193, come pure su tutte gli altri emendamenti che riguardano il comma 16, il parere della Giunta è negativo globalmente inteso, perché abbiamo inteso aderire a soddisfare un'esigenza diversa da quella indicata sia nella 192 che nella legge regionale 2002, numero 7. Però, a seguito della discussione che si svilupperà sull'argomento e nella esigenza di dover necessariamente presentare un emendamento di sintesi su questo argomento evidentemente il parere può essere naturalmente rivisto alla luce di quello che risulterà nel dibattito. Questo che ho detto adesso vale anche per altre questioni che dovessero intervenire sulle quali, diciamo così, si riconosce la fondatezza della richiesta, ma diciamo che ci si trova nella difficoltà di poter dare una risposta immediatamente positiva.
Quello che ho detto vale quindi anche per gli emendamenti 545, 622, 308 e 340. Il 30 è della Giunta; il 190, che attiene a un'attività di prevenzione, poi l'assessore Oppi riferirà puntualmente su questi aspetti tecnici della questione, però diciamo che potrà essere risolta in termini di prevenzione qualora fosse possibile, ma su questo ci riserviamo dopo la discussione.
Sul 487 il parere è negativo, come pure per il 526, il 666 e il 488, che mi pare poi siano raccolti tutti in un emendamento di sintesi, quindi anche su questo problema vale quanto ho detto per il comma 16, come pure per il 527 e il 667. Il 490, il 529 e il 669 che affrontano invece il problema della talassemia, questi, a mio giudizio, potrebbero entrare nel concetto di biotecnologia avanzata, per cui potrebbe entrare anche nel campo della ricerca, in ogni caso su questo bisogna vedere se sussisteranno le condizioni per emendamenti di sintesi, ma allo stato il parere è negativo. Sul 584 è ugualmente negativo, così pure per il 585, il 586, il 592 e il 192. Relativamente al 355 vedo che c'è un emendamento che introduce l'argomento della blue tongue, è stato bocciato un emendamento, un passaggio della Giunta che provvedeva la proroga al 2004, ma allo stato è negativo per quanto attiene soprattutto all'aspetto finanziario.
Relativamente agli emendamenti 77 e seguenti, singolarmente presi il parere è negativo, ma sono poi raggruppati nell'emendamento numero 765 di sintesi che verrà valutato separatamente a seguito del dibattito e a seguito delle precisazioni che, con il riferimento al dibattito, darà l'Assessore competente. Il 14 è della Giunta, sul 316 è negativo; sul 317 è negativo. A questo proposito valga tener presente che, sulla base degli accertamenti, soltanto la legge dell'anno scorso ha determinato un'esigenza di fabbisogno finanziario da parte dell'ERSU pari al doppio di quello previsto, quindi bisogna stare attenti quando si fanno queste leggi di esenzione senza riflessione, in ogni caso non è pertinente all'argomento.
Il 568, il 570 e il 569 certamente rientrano nelle competenze delle biotecnologie avanzate. Occorre ricordare al riguardo che la Regione Sardegna, tra le ragioni dell'Obiettivo 1, avrà il centro di competenze proprio in questo campo, e quindi sarà capofila nel campo delle biotecnologie avanzate tra tutte le Regioni dell'obiettivo 1, e conseguentemente saranno disciplinate in quella fase. Occorre qui dire, mi dispiace per i componenti, che, così come sono formulati, comunque gli emendamenti non sarebbero ammissibili perché mancano tutti e tre della copertura finanziaria, quindi diciamo che vengono considerati come segnalazione per il programma della ricerca in campo della biotecnologia avanzata.
Per quanto riguarda il 680 è negativo; per il 588, ha già previsto la Giunta con il suo emendamento a favore dello Zooprofilattico, quindi non c'è bisogno di ripetersi.
PRESIDENTE. Assessore, scusi, lei ha parlato del 588, in effetti è il 58.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, è il 58. Sul 58 che parla di un emendamento autorizzativo di uno stanziamento annuo di 1 milione e mezzo quale contributo straordinario a favore dell'Istituto Zootecnico Sperimentale il parere è negativo. La Giunta ha già provveduto nel testo dell'articolo 15 a prevedere un finanziamento straordinario come è stato fatto l'anno scorso anche per lo stesso istituto.
Sul 489 il parere è negativo perché pur essendo…, riconosciamo la cosa, eccetera, tra l'altro la copertura viene garantita sul capitolo dei mutui quindi non sarebbe neanche ammissibile. In ogni caso il parere è negativo, poi si vedrà.
Il 528 è come il 488 e il 668, il parere l'ho già detto è negativo.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, i tre emendamenti che adesso ha illustrato, e sui quali lei ha espresso il parere, recano un emendamento di sintesi che è il 764.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento di sintesi ci riserviamo successivamente perché, come ho detto per il 765, se comporteranno la sintesi e se ci sarà l'esatta copertura finanziaria ci riserveremo in seguito. Allo stato, sugli emendamenti singoli di origine il parere è questo. Per il 581 ho già detto?
PRESIDENTE. C'è nella sintesi 765.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie. L'emendamento numero 35 è della Giunta, però, non avendolo fatto prima, dico adesso che la norma consente di eliminare dalla determinazione dei costi di esercizio delle ASL la componente negativa che sono gli interessi di computo, che questa posta non è presente in nessun'altra contabilità del comparto sanitario. La sua eliminazione, pertanto, pone la Sardegna alla pari delle altre Regioni e rende il risultato dell'esercizio meno aspro e meno penalizzante, e questo indirettamente poi incide sul bilancio regionale.
Sul 73 il parere è negativo, però è riportato al 764 di sintesi. L'emendamento 88 contiene, a un'attenta valutazione, una norma, una proposta di razionalizzazione della legge regionale 27 dell'83, che attiene proprio al rimborso delle spese in caso di trasferimento per interventi chirurgici della Sardegna presso altre sedi, potrebbe, diciamo così, verificarsi a seguito del dibattito un'estensione di questa disciplina, di questa ipotesi nell'ambito della legge e dovrebbe essere a valere sul fondo perché poi nel campo di servizi sociali abbiamo già uno stanziamento di 27 milioni di euro nel 2003, quindi potrebbe essere da studiare meglio eventualmente con l'emendamento di sintesi su questo terreno, quindi ci riserviamo su questo.
Per quanto riguarda il 315 il parere allo stato è negativo. Il 541 è negativo; il 542 è negativo; il 543 è negativo; il 544 è negativo; il 546 è negativo; il 601 è negativo.
Il 682, che introduce un problema già avviato in Commissione, evidentemente non può essere che preso come raccomandazione perché possa essere valutato nelle sedi opportune ma, naturalmente, manca la copertura nei limiti e allo stato è negativo. Per il 194, che è legato al 725 che lo integra, il parere è negativo. Le modificazioni sia di questo argomento, che di quello di cui al 195, andrebbero fatte con legge ad hoc diciamo così. Da una valutazione che è stata fatta, per quanto riguarda l'emendamento 195 integrato al 725, occorrerebbe un finanziamento di circa 30 miliardi di lire, non di 3 milioni e mezzo come sono stati indicati. Quindi diciamo che gli argomenti meritano di essere approfonditi ma, certamente, non mi pare che sia questa la sede.
Per il 486 è negativo. L'indicazione del capitolo UPB 10049 non è che siano state liberate nel senso che sono disponibili, sono state utilizzate per soddisfare altre esigenze, in ogni caso a me pare che quella sia materia del piano sanitario piuttosto che della legge finanziaria. Altrettanto dicasi del 527 e del 670 che sono uguali. Il 654 è della Giunta. Non so se ho saltato qualche emendamento, nel caso poi integrerà sicuramente più compiutamente l'assessore Oppi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi limito a svolgere alcune considerazioni di carattere generale ritenendo che altri colleghi, molti altri colleghi e principalmente i colleghi più versati nella materia, quelli che hanno più conoscenza e più capacità di dare un contributo in questa materia specifica, la sanità, aiutino il Consiglio e tutti noi ad inquadrare meglio tutta questa questione e a provvedere, e quindi a redigere norme giuridiche, ed utilizzare i finanziamenti nel modo più appropriato.
Sanità, quindi dovremmo dire salute, salubrità, benessere ed invece dire sanità, il pensiero va immediatamente non solo a chi ha bisogno di una cura, agli utenti, ai cittadini che si rivolgono al sistema sanitario, una prima riflessione immediatamente si svolge sul sistema, sull'organizzazione che appare essere estremamente precaria, proprio in salute, e quindi da più parti si parla, anche da queste parti, di una sanità malata. Bisognerà pure curarla questa sanità malata, cioè questa organizzazione che appare essere a tutti quanti si intendono, o dicono di intendersi della materia, ma appare soprattutto ai cittadini che semplicemente misurano le cose della vita in base ai bisogni essenziali che hanno, che il sistema sanitario proprio funziona male. E non è possibile che il Consiglio regionale non si ponga alcune domande e, per quanto possibile, non fornisca in modo adeguato alcune risposte proprio quando deve decidere quali norme essenziali debbono soccorrere nel sistema e quanti finanziamenti debbono essere, e sono tanti e ingenti, più propriamente utilizzati.
Oggi parte e si svolge per diversi giorni in Sardegna la marcia della salute. E' un'iniziativa che hanno assunto unitariamente i sindacati dei lavoratori, i principali sindacati dei lavoratori, rappresentativi della quasi totalità appunto dei produttori nella nostra Regione, che hanno assunto per richiamare l'attenzione non solo dell'opinione pubblica che è già ben richiamata, ma io credo per richiamare l'attenzione dei pubblici poteri e principalmente della Regione su questo tema cruciale.
I sindacati confederali, che pure di questi tempi sono divisi su molte cose anche importanti, importantissime, sono uniti nel promuovere la marcia della salute, una marcia che toccherà decine e decine di comuni, che muove da più punti e parti della Sardegna, che ho appreso arriverà a Cagliari sotto il palazzo del Consiglio regionale, cioè alla nostra attenzione, fra qualche giorno. E noi che diciamo, che tutto va bene? E noi che diciamo, che queste proposte contenute nella finanziaria nella partita sanità, salvo alcuni aggiustamenti collaterali, è tutta una materia, è tutta una partita che può andare così? Io credo che se i sindacati dei lavoratori, ma l'opinione pubblica in generale, si pongono in modo così pressante ed acuto un problema, una questione, vuol dire che il Consiglio regionale deve fare un supplemento di indagine, deve fare un supplemento di riflessione e deve essere capace di fornire risposte adeguate. D'altronde, in quante circostanze ed occasioni la sanità non è al centro del dibattito politico? Lo è in moltissime vicende, lo è attraverso strumenti anche istituzionali, mozioni, ci sono richieste di commissioni di indagine per conoscere e per sapere come funziona il sistema, e perché mai adesso non dovremmo cogliere questa circostanza e questa occasione proprio perché questo confronto si svolga, si svolga in modo sereno, alla luce del sole, o della lampada grande che ci sovrasta, e però arrivi a delle conclusioni che sicuramente non possono essere quelle contenute nella finanziaria regionale.
Partiamo dal primo comma. Puramente e semplicemente la Regione, ad integrazione dei finanziamenti statali in materia sanitaria, deve soccorrere con 604 milioni di euro, 1200 miliardi di partecipazione regionale perché lo Stato, che è unitario ed autoritario in tante cose, e quindi il Governo che poi è la forma attraverso cui lo Stato esercita il potere, il Governo centrale, deciso, ha deciso via via, e decide sempre di più, che il decentramento e la partecipazione anche il federalismo in questa Regione, si dovrebbe realizzare attraverso lo smistamento delle responsabilità non solo come esercizio di competenze, ma della responsabilità come capacità contributiva o di pensare a se stessi nelle diverse parti del territorio. Il tema del riequilibro, il tema dello stato unitario, il tema del diritto del cittadino, del cittadino uno dello Stato italiano, pare non esista più. Questo non è centralismo, rivendicare il diritto del cittadino uno di fronte allo stato italiano, di fronte ai suoi diritti essenziali, che sono il diritto alla salute innanzitutto, che sono il diritto all'istruzione, innanzitutto, che dovrebbe essere il diritto al lavoro produttivo innanzitutto, di fronte ai diritti fondamentali lo Stato dovrebbe garantire, e deve garantire, uno standard minimo di funzione dei cittadini in ogni parte del suo territorio. Questo avviene sempre meno, ed anziché colmarsi il divario fra le due, le tre, le sette Italie, prima era solo fra nord e sud, questi divari ancora crescono, e questi divari e questi gap ancora creano discriminazioni e difficoltà.
Però dal punto di vista di chi è maltrattato, che vuol dire trattato male, ed è chiaro che lo Stato unitario, il Governo centrale sempre di più tratta male le parti più deboli del territorio suo nazionale, e soprattutto tratta male le parti sociali più deboli, qual è la reazione? Cosa si dice? Lo prevede la legge. E be'? Tutto quello che prevede una legge che mi crea un danno non può essere oggetto di considerazione? Non può essere più oggetto di contestazione? L'autonomia non è vissuta per decenni, pensando di elaborare, di progettare una sua linea di sviluppo e, nello stesso tempo, contestando le scelte sbagliate dei governi centrali ed anche rivendicando in modo forte i suoi diritti, o è finita la stagione o addirittura il bisogno essenziale di rivendicazione nei confronti del Governo centrale? Perché qui governa un centrodestra che ritiene e assume di avere a Roma un Governo amico, e se sono amici fra di loro cosa vuol dire, tutti insieme devono essere nemici dei cittadini in Sardegna? 1200 miliardi di contributo regionale, la gran parte delle entrate proprie della Regione sono immesse a sostenere il sistema sanitario. Fosse per garantire livelli accettabili comunque di organizzazione del sistema, ed invece sappiamo che proprio non è così. Inesorabile scorre il tempo, torneremo poi e cercheremo di interloquire e di intervenire ancora su questa materia attraverso la discussione generale, attraverso l'esame dei diversi emendamenti, però noi riteniamo che alcune varianti forti debbano essere introdotte in questa materia.
Leggiamo ogni giorno di quello che accade intorno, delle A.S.L. che continuano ad avere sbilanci, e soccorre il comma 2, perché poi servono ancora un'altra vagonata di molti miliardi, 130 milioni, altri 260 miliardi per assumere a carico della Regione il disavanzo delle A.S.L. perché lo prevede un'altra legge dello Stato. La A.S.L. provvede, procede, spende, la Regione deve assumere il disavanzo e cioè prima ognuno fa più o meno quello che intende, quello che riesce a fare e sa fare, e poi la Regione dopo deve pagare. E la programmazione dov'è? E la decisione preliminare su come spendere, dove spendere e in favore di chi, dov'è? Ripeto, io non sono esperto in modo specifico di questa materia, però mi adopererò pure perché il dibattito che io penso non manchi, perché qui gli esperti abbondano, perché qualche variante importante in questa materia delicatissima intervenga ed intervenga in modo puntuale e in modo adeguato.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'emendamento 317 a pagina 363 è stato spostato all'articolo 20 perché reca una materia non attinente alla sanità quindi i colleghi ne tengano conto.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ce ne sono un paio.
PRESIDENTE. Assessore Oppi, per adesso alla Presidenza risulta spostato ad altri articoli solo il 317, mano a mano che dovessero essercene altri, ne daremo informazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Il tempo non ci permette di fare un intervento articolato che giunga a delle conclusioni esaustive, però alcune considerazioni sono certamente d'obbligo. Io inizierò per finire con il tema del terzo settore che appare a prima vista intruso, mentre invece non è intruso dato il tipo di organizzazione che abbiamo in Sardegna degli Assessorati e la modalità organizzativa dello specifico Assessorato della sanità che discende dalla legge 1, ma partirò da alcune cose minori. Purtroppo anche l'articolo 15 della finanziaria non è diverso dagli altri articoli in termini di organizzazione e di proposta, nel senso che appare anch'esso colpito da quella sindrome o da quell'aspetto da mercatino delle pulci che va interpretato sui limiti della capacità legislativa di questa maggioranza e sulla necessità di attaccare alla finanziaria qualunque cosa appaia come necessaria all'ultimo arrivato, al primo arrivato, al singolo consigliere o all'ultimo amico del consigliere. Ne è un esempio, purtroppo visibile ma delicato perché spesso si tratta anche di esigenze importanti e che toccano il tema della salute, il comma 6, ma anche in altri commi sono visibili in qualche modo quelle che venivano chiamate nel precedente articolo "fotografia", con la differenza che trattandosi di elementi di salute li dobbiamo trattare con un approccio più delicato, più sensibile, più attento anche alle conseguenze.
Però c'è anche un altro elemento in questo tipo di articolo, molto spesso queste sono spese che possono e dovrebbero fare le A.S.L. e il fatto che siano estrapolate dalla spesa delle A.S.L. e messe nella finanziaria su richiesta anche come succede per molti emendamenti di molti di noi, è un segno di sfiducia del management delle A.S.L.. Noi l'abbiamo detto più di una volta insomma, che sul punto che riguarda la fiducia sui managers delle A.S.L. forse la linea di confine, la linea della sommatoria doveva essere tracciata già prima, ma non capiamo perché non dovremmo tracciarla adesso. Non capiamo sostanzialmente come un segno di sfiducia evidente come spese che dovrebbero essere fatte nell'ordinarietà delle A.S.L., non si trasformi in una decisione di valutazione delle prestazioni dei managers, ben pagati per svolgere funzioni che hanno a che fare con la nostra salute, e non si trasformino quindi in decisioni conseguenti da parte della Regione nei loro confronti.
Così come appare un segno in qualche modo che colleghiamo alla cultura sbagliata che i managers delle A.S.L. stanno ponendo in questo momento, il fatto che si finanzi separatamente il tema della prevenzione che dovrebbe essere una delle funzioni fondamentali delle A.S.L., le A.S.L. non si dovrebbero occupare di ospedali, si dovrebbero occupare di servizi territoriali di prevenzione. Il fatto che venga messo in legge, tra l'altro qui potremmo anche discutere sul fatto che i fondi siano assolutamente insufficienti, Assessore, rispetto a quello che è il valore della prevenzione, una lira spesa in prevenzione corrisponde a 70 lire risparmiate in terapia. Allora sono pochi e sono anche scritti in una maniera che andrebbe corretta perché riteniamo che debba far parte della volontà della Giunta, e quindi della volontà del Consiglio, il fatto che a spese di questo genere corrispondano dei programmi le cui regole, le cui modalità e i cui vincoli siano stabiliti in Commissione e poi riportati in Commissione, come più volte ci siamo detti anche in Commissione, ma il fatto che dobbiamo mettere fondi sulla prevenzione qui in finanziaria la dice lunga sul fatto che probabilmente le A.S.L., sulla prevenzione, poco fanno.
Poi c'è il tema del comma 8 sul quale l'assessore Masala ha detto delle cose che io giudico inesatte, nel senso che o c'è un difetto di comunicazione fra gli enti locali e la programmazione, oppure la programmazione non ha capito il problema. Esiste un problema vero ma non è quello che viene esplicitato nel comma 8, perché nel comma 8 viene proposto di eliminare soldi dalla 25 per fare progetti-obiettivo nel settore socio assistenziale sulla base di un programma della sanità. Mentre invece l'assessore Masala ci ha esplicitato l'esigenza che gli enti locali hanno posto di porre finanziamenti a destinazione vincolata che effettivamente hanno i problemi, sono quelli dei talassemici, degli emofilici, degli emolinfopatici, degli nefropatici, degli infermi di mente, che invece stanno venendo messi in discussione dalle modalità di applicazione della maggioranza del centrodestra nazionale sul patto di stabilità, proprio perché esistono dei ritardi e non sono stati fatti quelli che erano in qualche modo gli atti che dovevano essere fatti prima del 31 di marzo o dire la previsione trimestrale dei fondi necessari nei singoli comuni. Non mischiamo le cose, c'è un problema serio che riguarda i comuni ma non è certamente quel comma che doveva rispondere a quell'esigenza. E quando noi l'abbiamo interpretato, ed infatti in Commissione è stato immediatamente anche condiviso dall'Assessore in audizione che quello si trattava di sottrazione dei fondi dei comuni per metterli a fare delle cose che forse con i comuni, ovvero con la modalità di applicazione della "25" niente avevano a che fare, stiamo parlando di altre cose ed è inutile che l'assessore Masala le presenti come se fosse una risposta a una esigenza degli Enti Locali, dell'Assessorato agli Enti Locali per rispondere a problemi che derivano dall'applicazione sbagliata del patto di stabilità a livello nazionale o dai ritardi in sede locale sulla rappresentazione della spesa trimestrale.
C'è poi una serie di elementi che vanno in qualche modo messi in evidenza, e che sono quelli che riguardano il tema della prevenzione gratuita sul quale forse, per quanto riguarda la parte oncologica sulla quale si è scatenata tutta la polemica che riguarda i ticket, e la necessità che su questo campo ci sia la possibilità di accedere alla prevenzione oncologica gratuitamente, perché si tratta di un settore delicato e sul quale forse va rivista tutta quelle messe di emendamenti per arrivare ad una sintesi unica che porti a questo dato. In Sardegna c'è una delle due macchine nazionali che è in grado di fare 800 controlli di striscio, sostanzialmente, di esami oncologici e c'è un conflitto tra A.S.L., università, tra diverse A.S.L., tra prezzi e l'università che non permette di mettere a frutto la possibilità effettivamente di fare prevenzione in campo oncologico e di farla a largo spettro. E va fatto anche consentendo alle donne sarde di accedere alla prevenzione oncologica in maniera gratuita.
Quindi, su questo punto è una cosa seria e non è il caso di fare cose banali ma è il caso invece di intervenire seriamente senza spendere tanti soldi inutilmente, ma mirando i finanziamenti e facendo accedere i centri per la prevenzione oncologica alla prevenzione gratuita.
Però sono due gli elementi fondamentali sui quali vorrei richiamare l'attenzione; il primo è la questione del debito; qui c'è il comma 2 che parla inizialmente di un debito relativo al 2001 sostanzialmente autorizzando una richiesta per 130 milioni di euro, poi ci sono due emendamenti successivi che portano questa spesa a 144 mila e poi a 159 mila.
L'Assessore ammetterà che nell'arco dei tre mesi questa variazione di cifre è, come dire, per lo meno curiosa, nel senso che ci pone nelle condizioni di chiedergli spiegazioni; spiegazioni che ci devono dire in qualche modo se questa è una cifra che cresce perchè sono state percepite esigenze che prima non erano state percepite, che non erano state registrate, oppure se, come dire, arrivano nuovi indebitamenti e se a questi nuovi indebitamenti si sta facendo fronte con interventi adeguati a limitarli nel tempo, perchè poi c'è un altro emendamento della Giunta che pare in qualche modo estendere l'autorizzazione dal 2001 ad anni successivi. Come dire, prevediamo già da adesso il problema del debito. E qui ritorniamo al tema dei manager.
Allora, su questo punto io penso che vada tirata anche qui una linea orizzontale in cui sappiamo quali sono le condizioni debitorie A.S.L. per A.S.L., quelle che dipendono da questo management e quello che in qualche modo sappiamo già sarà il debito, e avere in qualche modo chiarimenti non tanto sulle azioni, perchè l'Assessore più volte le ha dette e noi abbiamo il dubbio sul fatto che siano tutte quelle necessarie per metterle in atto, perchè abbiamo il dubbio che il management sia all'altezza, soprattutto.
Ma ci deve dire, l'Assessore, punto per punto, A.S.L. per A.S.L. qual è la situazione debitoria e perchè la stiamo estendendo dal 2001 al 2002, al 2003 e perfino con un emendamento quasi al 2004 per già anticipare una sorta di situazione debitoria del 2004.
Questo è un punto esiziale perchè ci permetta di concedere in qualche modo, perlomeno il dubbio su questo comma e non avere una valutazione pregiudiziale assolutamente negativa in cui una sanità senza controllo, siccome la sanità è un problema di tutti, noi continuiamo a dare assensi all'aumento del debito senza che questo poi corrisponda al miglioramento della qualità nel servizio, poi nei territori, nei piccoli paesi, nei piccoli ospedali o nei grandi ospedali.
Infine, per passare dalla sanità a quella che nell'Assessorato viene definita assistenza, ci sono dentro questo articolo quattro emendamenti che richiamano il tema del volontariato e del terzo settore.
Il centrosinistra l'ha posto come un elemento essenziale al quale corrisponde anche un'azione legislativa, una proposizione legislativa da parte del centrodestra che in gran parte è anche condivisa e corrisponde alle nostre esigenze.
Gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono essenzialmente le richieste che ha fatto il forum del terzo settore del volontariato, e cioè interventi nel campo del volontariato che consentono di rispondere al tema della formazione dei volontari - soldi stanziati da quattro anni e non spesi - al tema della sicurezza, cioè il fatto di contribuire alle assicurazioni dei volontari abbattendone il costo, quelle che servono per quando i volontari svolgono le funzioni di protezione civile, oppure guidare ambulanze, cioè le tutte attività a rischio per le quali serve un'assicurazione. L'ultimo tema è quello dell'informazione; e poi per far fare una salto di qualità, e vado a concludere, all'area del terzo settore; cioè consentire finalmente che questo settore che è insieme un settore economico, dodicimila occupati in Sardegna, centomila persone coinvolte, ma insieme un settore che dà un valore e un contributo alla coesione sociale dell'Isola possa avere gli strumenti che sono dati largamente ad altri settori che sono anche economici, e che svolgono anch'essi una coesione sociale ma non nella misura che viene commisurata, identificata e riconosciuta a livello europeo al terzo settore, per poterlo far diventare adulto.
Insomma, in questo articolo che parla di sanità ma anche di assistenza ci sono le proposte che il terzo settore ha fatto e che ha richiesto alla Giunta, come ha richiesto alla Commissione, per farlo diventare adulto.
Noi chiediamo un'attenzione particolare dell'Assessore della programmazione e della Giunta perchè questo che è un settore di tutti, come dimostrano proposte di legge di entrambi gli schieramenti, possa in questa finanziaria ottenere quello che è già dato da molti anni e da qualche decina d'anni ad altri settori, ad altri ambiti e farlo diventare adulto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, una discussione sui capitoli della legge finanziaria e di bilancio riguardante il settore sanitario e socio-assistenziale non può iniziare senza richiamare e tenere sempre presente che il diritto alla salute rientra tra i diritti fondamentali delle persone, tutelato e garantito dalla Costituzione italiana. Se questo rimane un postulato da tutti condiviso ne deriva come corollario, per lo Stato italiano e per la Regione Sardegna, l'obbligo di prevedere nei loro bilanci risorse adeguate per rendere concreto questo diritto.
La storica sottostima delle risorse finanziarie per il settore sanitario e socio-assistenziale è una questione aperta e ancora non risolta. In questi ultimi anni ci sono stati vari provvedimenti che hanno determinato modifiche sostanziali nel sistema sanitario nazionale. Negli ultimi mesi il dibattito sulla sanità fa intravedere all'orizzonte ipotesi di cambiamento assai radicali e anche pericolose che obbligheranno questo Consiglio e la Giunta a prestare molta attenzione a questo settore.
Mi riferisco all'ipotesi di federalismo - cosiddetto alla Bossi - che non si fonda su una reale solidarietà fra regioni e quindi sul reale riequilibrio di risorse. Mi riferisco anche ai tentativi di demolizione del servizio pubblico universalistico per sostituirlo con un sistema privato e privatistico che sempre più configura e teorizza la sanità come un mercato e quindi soggetta alle sue regole basate sul profitto e non sulla solidarietà. E la soddisfazione delle necessità di salute dei cittadini legata non a un diritto inalienabile, ma al censo, creando disparità e diseguaglianze gravi.
La questione dalla sottostima delle risorse per la sanità è stata evidenziata nel parere della settima Commissione e appare ben evidente se si dà uno sguardo alle tabelle statistiche che vedono l'Italia con una percentuale sul PIL inferiore alla media dell'Unione europea e agli altri stati più virtuosi.
I dati del 1999 vedono l'Italia con un 5,8 per cento del PIL, la media UE è del 7,1; Francia e Germania hanno l'8 per cento.
In un momento non particolarmente brillante della congiuntura economica e con un governo nazionale che è più attento ai principi liberisti del mercato piuttosto che a garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini nel diritto alla salute, difficilmente possiamo sperare in un adeguamento delle risorse per metterci al pari con la media UE, anzi vi è un orientamento sempre più accentuato ai tagli e ai risparmi.
In questa situazione è ancora più pressante e urgente programmare un utilizzo sempre più razionale delle risorse a disposizione. Parlo quindi della necessità non più rinviabile dell'adozione del piano sanitario regionale. Questo si dovrà sviluppare attraverso progetti, obiettivo e obiettivi generali, armonizzandosi con la pianificazione nazionale; dovrà partire dall'analisi dei bisogni, dalle conoscenze aggiornate dei fenomeni epidemiologici, dalla situazione demografica determinata dall'allungamento della vita media e dalla bassa natalità.
Particolare impatto sull'organizzazione sanitaria hanno avuto e hanno le conquiste degli ultimi decenni nel campo delle innovazioni tecnologiche e scientifiche determinando una radicale riorganizzazione dei ricoveri con una drastica riduzione della degenza media, l'utilizzo di forme alternative di assistenza con l'attivazione di ricoveri di un giorno, l'ampliamento delle prestazioni ambulatoriali e il ricorso all'ospedalizzazione domiciliare.
I progressi e la migliorata efficienza ed efficacia dei sistemi di emergenza e delle terapie intensive e di rianimazione, da una parte salvano più vite e allungano la sopravvivenza, dall'altra contribuiscono ad aumentare le patologie croniche e l'esigenza di lunghe e complesse riabilitazioni.
Queste considerazioni mi portano a parlare del problema dei piccoli ospedali a cui prima ho accennato, soprattutto di quelli ubicati nei territori periferici. Il rendere questi presidi efficienti - che era l'argomento dell'emendamento - consente di attuare quelle nuove forme di assistenza di cui testè parlavo.
Voglio innanzitutto richiamare l'importante ruolo che hanno avuto e tuttora hanno queste strutture per garantire ai cittadini una qualificata assistenza sanitaria, e ai territori una indispensabile precondizione per una prospettiva del loro sviluppo.
Mi riferisco principalmente a due questioni - chiedo scusa - è necessario intanto far chiarezza su alcuni luoghi comuni che frequentemente vengono riportati nella discussione di questo argomento e mi riferisco principalmente a due questioni. La prima è che la chiusura dei piccoli ospedali risolverebbe il problema del disavanzo delle A.S.L.; la seconda, che gli ospedali al di sotto dei cento posti letto sarebbero poco efficienti ed antieconomici.
Per quanto riguarda la prima questione vorrei proporre questo breve ragionamento; in Sardegna ci sono circa dieci presidi ospedalieri al di sotto dei cento posti letto con un costo complessivo di circa 150 miliardi di vecchie lire che rappresenta meno del 4 per cento del bilancio di competenza dell'Assessorato sella sanità. Ipotizzando la contemporanea chiusura di tutti questi presidi, poiché comunque dovranno essere garantite le prestazioni sanitarie ai cittadini fin qui erogate da essi, e l'impossibilità di licenziare il personale che vi lavora, il risparmio teorico che potrebbe derivare da questa ipotesi non andrebbe oltre i 20 miliardi di vecchie lire che rappresenta, rispetto ai quattromila miliardi, meno dello 0,5 per cento.
Ben si comprende che la politica non potrà mai consentire di creare un disastro sociale e una desertificazione di presidio ospedaliero per quei territori, per un ipotetico risparmio di così poco conto rispetto alla spesa complessiva. E non stiamo richiamando tutti i proclami più volte gridati in difesa delle zone interne, delle strategie e delle linee programmatiche per arginare il fenomeno dello spopolamento dei paesi che, anche nella presenza ed efficienza di questi presidi, fondano le speranze di progresso e di sviluppo.
La seconda questione, e cioè che piccolo vuol dire più costoso e meno efficiente. Vi riporto uno studio basato su dati ufficiali di organismi statali americani in cui si legge che la dimensione media degli ospedali statunitensi che servono aree metropolitane è di 230 posti letto. Quella che serve aree rurali, cioè aree con popolazione inferiore ai cinquantamila abitanti lontane dai centri maggiori, è di sessantacinque posti letto. Certo non si potrà dubitare che gli americani non prestino attenzione al rapporto costi, beneficio e qualità.
Dette queste cose dobbiamo considerare, per quanto concerne i piccoli ospedali della Sardegna, che molti di essi sono ubicati in zone decisamente lontane dai centri maggiori con una viabilità inadeguata, che servono una popolazione sparsa con una densità abitativa bassissima, che insieme ai ritardi e alle lentezze con cui si procede all'adeguamento alberghiero e tecnologico e alla difficoltà di garantire una adeguata e costante presenza di alcune professionalità specialistiche rappresentano le cause del basso tasso di utilizzo di queste strutture.
Ecco, quindi, il motivo di quell'emendamento; motivo che mirava a soddisfare soprattutto le esigenze dell'aggiornamento tecnologico e della presenza degli ospedali.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Demuru.
DEMURU (D.S.). Concludo rapidamente e concludo con questa considerazione. Oggi i piccoli ospedali, soprattutto dei territori periferici, rappresentano una risorsa per la sanità sarda. Tutti quei nuovi strumenti che abbiamo per dare assistenza alla gente possono essere utilizzati solo ed esclusivamente se questi presidi funzionano e sono presenti nel territorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Signor Presidente, velocemente, nel prendere visione della proposta che la finanziaria fa della sanità, quindi di questo articolo 15, è una proposta che è uno spaccato, diciamo, una sintesi perfetta della confusione che regna in tutto questo fondamentale settore.
Quindi mi soffermerò solo su aspetti di carattere generale, sulla situazione quindi della sanità, sia essa umana che anche veterinaria.
Ecco quindi che la necessità appunto di dedicare a questo pianeta, al pianeta sanitario, a questo settore, qualche annotazione che per le sue implicazioni e per le implicazioni economiche penso si possa parlare benissimo di una zona grigia se non di un buco nero.
La gestione della sanità, sia essa pubblica che privata, sia umana che veterinaria, quindi la politica sanitaria nella nostra Isola ha forse rappresentato, ma ancora oggi rappresenta, uno degli aspetti più contrastanti.
Una gestione personalistica, una gestione personalizzata orientata ed indirizzata, ma soprattutto attuata, e con tecniche alquanto discutibili; quindi una politica sanitaria indirizzata in maniera talmente squilibrata da far sì che vi sia sempre più una marcata dicotomia, una separazione tra i due poli forti dove la fanno da padrone il nord e il sud della nostra Isola. Accanto a questo il centro e la periferia, come qualche collega poc'anzi accennava, la qualità delle postazioni è sempre più carente ed insufficiente. Non riusciamo a capire, non si riesce a capire ancora e soprattutto a rimuovere alcune differenze, soprattutto quelle tra le aliquote pro capite che esistono tra le varie province. E questa differenziazione non fa altro che aumentare questo divario.
Quindi non vi è una politica, una seria, organica politica, una strategia di valorizzazione delle risorse, delle strutture e delle professionalità sanitarie, non vi è una seria politica sul piano preventivo, siamo in ritardo quasi su tutto. Per avere una prestaazione decorosa i nostri malati sono ancora purtroppo costretti a viaggi e a spostamenti estenuanti.
Non riuscite a portare avanti tutte quelle riforme che dovrebbero dare al sistema sanitario una più adeguata organizzazione ed un più adeguato standard di prestazioni, per non parlare poi della gestione, della conduzione delle nostre più importanti strutture sanitarie.
Tutto è assegnato, tutto è distribuito, è spartito secondo logica della più perversa lottizzazione.
Per fare questo abbiamo notato non esistono ideologie, anzi è uno dei più criticati metodi, è uno dei più criticati mali del passato che però ancora oggi vige, prospera e si perpetua.
E capite bene, sapete bene che non dico cose nuove, dico solo ed esclusivamente cose ovvie. Vi avete spartito tutto, avete spartito i direttori generali, i direttori sanitari, neanche le Commissioni di invalidità sono sfuggite a questa logica! Anch'esse sono remunerative. Però se queste strutture, se queste importanti strutture, queste aziende producano e diano una sanità che non è certo ottimale, quindi che è dal punto di vista medico opinabile, dal punto di vista economico è ancor peggio.
Da questo punto di vista il fallimento è evidente, totale, uno sfacelo; poca sanità, molti, troppi debiti! E chi controlla se queste aziende rispondono ai requisiti previsti da tutti i protocolli sanitari, e chi paga se lo sforamento senza controllo è ormai sistematico; in termine medico si direbbe endemico.
Ma non dovevano i manager razionalizzare, superare i vecchi sistemi di conduzione che si diceva prima, con i famosi comitati di gestione, troppo politicizzati? I debiti sono ormai fuori controllo e fa da contraltare che ai manager viene aumentato il budget.
I loro già non bassi stipendi e che restano tranquillamente al loro posto.
Gli equilibri spartitori quindi non si possono rompere in corso d'opera, non si possono far fuori i manager che non rispettano i requisiti, quindi tutto resta come prima.
Quindi nonostante questo, nonostante ci rendiamo conto che poco vada per il verso giusto, si fa poco e niente, non si fanno le norme per il riordino della rete ospedaliera, non si fa il nuovo riordino del sistema sanitario regionale; tutto fermo, cinque anni trascorsi inutilmente.
Però mi vorrei velocemente soffermare anche su un altro aspetto della sanità che per affinità chiaramente mi appartiene e che mi sta particolarmente a cuore e questa è la sanità veterinaria. Sanità veterinaria che vive probabilmente uno dei momenti più bui della sua storia; sanità veterinaria considerata dai soliti soloni, la cenerentola del settore. All'interno della manovra, niente, nulla, neppure un accenno a sostegno di interventi di qualsiasi genere o di qualsiasi tipo. Non c'è nessuna previsione!
Assessore Masala, all'interno della manovra finanziaria, della legge finanziaria al comma 9, voi scrivete per rispondere a quella che è stata la sua interpretazione dell'emendamento numero 58, e ha utilizzato nell'anno 2003 lo stanziamento di Euro un milione e 95 mila, quale contributo straordinario a favore dell'Istituto zooprofilattico e sperimentale della Sardegna per il finanziamento delle attività istituzionali.
Io ho presentato un emendamento su progetto finalizzato e di Euro 516 mila per ciascuno degli anni 2003 e 2005 a favore dello stesso istituto per il finanziamento della spesa in conto capitale. Cosa c'entra con l'emendamento 58? Non lo so!
Quindi sanità veterinaria completamente abbandonata, gli ultimi drammatici avvenimenti che hanno colpito uno dei settori più importanti della nostra economia, hanno chiaramente messo in evidenza tutte le lacune in cui questo sistema, il sistema veterinario, vive; un servizio veterinario che ha la necessità, caro Assessore, di interventi urgenti in mancanza dei quali si rischia la totale paralisi; un servizio veterinario ridotto a semplice esecutore, validissimi professionisti ridotti a passacarte, privati dei più elementari strumenti che gli possano consentire un'operatività e una funzione degna di questo nome. Non sono mai coinvolti, mai investiti nelle strategie sanitarie, tutto arriva dell'alto: vaccinare, vaccinare e basta! Mai che in tempo reale sappiano quello che realmente succede sul campo, che vengano tempestivamente informati, correttamente ed esaurientemente su tutto ciò che direttamente sul campo avviene. Nulla!
Vivono quasi nell'oblio, nel dimenticatoio, non si riesce a creare i seppur minimi strumenti operativi; non esiste un osservatorio epidemiologico regionale. Credo non lo si voglia fare.
Questo strumento, caro, Assessore, è fondamentale per un serio agire medico veterinario. Da noi con una seria politica di controllo del territorio, con una seria politica di prevenzione difficilmente certe malattie potrebbero entrare, invece no. Da noi entra tutto e vi restano anche queste malattie. I nostri allevatori sono continuamente esposti ai più vari pericoli; ma nonostante questo, nonostante i più recenti e drammatici episodi ed esperienze, nessun cambiamento. Credo anzi che si stia peggiorando!
Alla mancata informazione o alla disorganizzazione, alla mancata mancanza di strumenti e attrezzature all'interno dei servizi si vive una sorta di paura. Paura di ritorsioni se qualcuno esce dai binari che con tanta solerzia i loro capi hanno posizionato.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Manca.
MANCA (Gruppo Misto). Manca per questo settore un serio disegno, una seria strategia, salvo poi periodicamente e imprecare se i nostri allevamenti sono colpiti dalle più varie epidemie. Si deve, dobbiamo uscire dall'ordinarietà. Bisogna maggiormente coinvolgere i nostri operatori, bisogna motivarli e renderli più partecipi, ma credo, così come d'altronde risulta da questo articolo, dall'articolo 15 di questa proposta, che questo non sia nella volontà di questo Assessore. Non è un settore che gli piace particolarmente, anzi, ecco, se questo è un segnale credo, come ho detto all'inizio, che si possa parlare di buco nero, di totale insensibilità.
Così non si va a parare da nessuna parte, assessore!
Credo che sia troppo tardi perchè lei qualifichi in maniera, diciamo, dignitosa i suoi quattro anni di governo di sanità in Sardegna. Abbiamo la necessità di nuove e più larghe vedute verso le tematiche sanitarie. Nessuna esclusa.
Ma questo penso possa avvenire solo e esclusivamente con un diverso interlocutore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, credo che la prima questione da mettere in evidenza e da sottolineare riguarda la sottostima della spesa sanitaria e non solo questo, ma anche l'uso che della spesa la Regione Sardegna fa.
E` vero, lo abbiamo ripetuto diverse volte, che c'è una sottostima del fondo sanitario nazionale, che questo è molto al di sotto dei livelli medi dei paesi dell'Europa e abbiamo anche detto che i trasferimenti delle risorse alla nostra Regione vanno ricontratte, e che soprattutto è necessario che si pensi a modi differenti e non solo a quello per quota capitaria nel trasferimento di risorse dal fondo sanitario nazionale al fondo sanitario regionale, e che si tengano conto delle peculiarità che la Regione Sardegna presenta.
Ma è anche necessario dire, con molta nettezza, che non ci convince e non convince l'andamento della spesa sanitaria che continua a non essere chiaro quale sia il livello di indebitamento reale della nostra Regione, quale sia il livello di indebitamento delle singole aziende sanitarie locali, e se noi mettiamo in correlazione - come già è stato fatto - il comma 2, l'emendamento 13 e l'emendamento 734, è chiaro ed evidente che l'assessore ci dovrà spiegare per quale motivo queste cifre si sono modificate nel giro di due mesi, probabilmente; quali siano le responsabilità dei singoli direttori generali sui livelli di indebitamento delle aziende, quali di altri, ed ancora quale rapporto esista sulla qualità dell'assistenza sanitaria in Sardegna, sull'erogazione dei livelli e delle prestazioni sanitarie, sulla qualità della prevenzione e quindi sulla qualità dei livelli di prestazioni per singole patologie.
Noi avevamo presentato nel giugno dell'anno scorso la richiesta dell'istituzione di una commissione di inchiesta per questi ed altri motivi, e avevamo chiesto di istituire, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, una commissione di inchiesta sulla reale situazione della spesa sanitaria in Sardegna, sul rapporto tra spese e livelli di quantità del sistema sanitario, sulla qualità delle prestazioni erogate in tutto il territorio regionale, sull'estensione dei servizi territoriali, sui motivi dell'incremento della spesa.
Vorrei ricordare che dopo qualche periodo di silenzio e di immotivate polemiche tutti si sono dichiarati concordi nel volerla istituire, compreso l'Assessore alla sanità.
Allora io credo, e non può essere la discussione della finanziaria che ci fa discutere dei contenuti della richiesta della sanità, credo che sia necessario discuterne in Aula e andare immediatamente all'istituzione di una commissione, perchè altrimenti non saremmo più credibili, perchè tra un anno siamo alle prossime elezioni regionali.
Il Senato, nel giro di tre giorni, ha deciso la necessità di istituire una Commissione di inchiesta, l'ha approvata e sta ormai funzionando esattamente da otto mesi.
E allora credo che non ci soddisfi pertanto l'articolazione dell'articolo 15 per quanto riguarda la programmazione sanitaria, perchè riteniamo che non risponda mai alle esigenze reali, ma che in assenza di una programmazione si fa - me ne scusi l'assessore - in qualche modo l'elenco della spesa, che è vero talvolta, ma che non può sempre essere vero. Ed è per questo che continuiamo a non capire il comma 3 sulla richiesta di stanziare un milione e cinquecentomila euro per il finanziamento di progetti relativi ad attività di prevenzione sanitaria.
Noi sappiamo bene che l'attività di prevenzione sanitaria è determinante per ridurre anche i livelli di spesa per la patologia in sanità. Non capiamo perchè ci sia uno stanziamento di una cifra siffatta, in base a quale attività di programmazione, per quale attività di prevenzione e perchè l'attività di prevenzione, che è statutariamente allocata in capo alle aziende, non venga da questa progettata, programmata e vengano anche naturalmente programmate le relative spese.
Naturalmente non vogliamo qui richiamare che nella spesa, sia sulla prevenzione che sull'altro, è carente anche il fatto che noi non sappiamo mai sui budget che vengono assegnati alle aziende e ai distretti, quale sia la qualità della spesa e anche la specificazione della spesa.
In realtà noi, assessore, non sappiamo qual è la percentuale di spesa sanitaria che venga messa in carico alla prevenzione, sapendo anche - come è già stato detto anche questo - che spendere più in prevenzione vuol significare spesso spendere meno in cura. E allora, forse anche su questo abbiamo necessità di capire, e non è come ha richiamato l'Assessore Masala, che ogni qualvolta noi non siamo in grado di dare spiegazioni programmatorie, siamo capaci di dire che tutto questo è perchè siamo in assenza di piano sanitario regionale. Non può essere l'unica e sola spiegazione plausibile. Che siamo senza un piano sanitario regionale lo sappiamo tutti, lo richiediamo in continuazione, abbiamo ormai - come dire - una solfa infinita su questo, significa probabilmente che la capacità programmatoria dell'Assessorato comunque su alcuni settori può anche essere fatta con razionalità, con efficienza e con efficacia, anche al di là del piano sanitario regionale, che continua a rimanere un neo terrificante per la Sardegna, oggi, prima, e nel futuro se non verrà fatto.
Ed è anche per questo che non capisco, Assessore, il comma 7. Può essere, lei mi ha anche già annunciato una spiegazione tecnica che vorremmo qua sentire.
Il comma 7, per i colleghi che non l'hanno letto, riguarda le spese per i consultori familiari.
Lei e noi sappiamo bene che la legge regionale numero 8 dell'8 marzo del 1979 istituiva dei consultori familiari, determina l'organizzazione dell'erogazione delle risorse per i consultori e per la rete dei consultori in Sardegna ancorché, così come si evince dal parere della Settima Commissione, l'intera Commissione si dice assolutamente contrariata del fatto che le risorse per la prevenzione per i consultori continuino nella sottostima generale ad essere ulteriormente sottostimate, chiediamo se questo comma 7 non possa essere integrato prevedendo che i programmi per i consultori seguano le norme previste dall'articolo 11 e dall'articolo 12 della legge 8 del 1979, dove è prevista che i programmi debbano essere naturalmente stilati con i criteri previsti dalla legge e che debbano essere sottoposti al parere della Commissione competente.
Vado naturalmente, schematicamente per commi.
Il comma 8, assessore Masala, non è convincente la sua spiegazione, anzi direi che non solo non è convincente, ma non è neanche corretta perchè, come si evince chiaramente, le risorse previste nel comma 8 sono indirizzate per progetti speciali a carico degli enti locali per i fini socio-assistenziali. E fin qua non avremmo problemi naturalmente, se riuscissimo a seguire i criteri del piano socio-assistenziale. I dubbi vengono quando vediamo che queste risorse vengono tolte dalla 25 e soprattutto che vengono tolte dalla 25 che ha vincoli specifici e che sono quelle risorse destinate all'ammortamento dei mutui per investimenti contratti dagli enti locali. E allora ci chiediamo se sia non solo corretto, ma se sia legittimo, se sia logico utilizzare risorse per progetti su cui noi saremmo assolutamente...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Toglierli a risorse che non sono mai state intaccate da nessuna legge finanziaria, quelle allocate lì. Allora forse è necessario aumentare certo le risorse, ma provare a ragionare da dove prenderle. E voglio infine, in un secondo, richiamare l'emendamento 16.
La Commissione Settima ha chiesto che l'emendamento 16 venga cassato dalla legge finanziaria così come è scritto, perchè io ritengo personalmente che non ha alcuna logica se non, come dire, gli obiettivi che vuol raggiungere, che queste risorse destinate a quei nuclei familiari in cui si è inserita la persona non autosufficiente, vengano destinati all'Assessorato e che l'Assessorato, a prescindere da qualsiasi normativa di legislazione regionale, possa erogarle ai nuclei familiari. Tenete conto che io personalmente, non solo io, con diversi colleghi abbiamo anche presentato un emendamento in tal senso, siamo assolutamente contrari che alle famiglie vengano erogate risorse, ma che è necessario - così come stiamo facendo in questi ultimi anni, anche con i nostri atti di programmazione - che queste risorse vengano assegnate a servizi alla persona per nuclei familiari all'interno dei quali sono inserite persone portatrici di handicap e diversamente abili.
Quindi io chiedo all'Assessore, in modo particolare, perché questo ci sta a cuore, che venga assolutamente modificata la dicitura perché altrimenti sarebbe meglio che queste risorse vadano sulla 4, ma che questo comma non possa assolutamente rimanere scritto così come si trova nella legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, affrontare la materia della sanità in Consiglio regionale è sempre stata, per come è stata presentata, una sorta di sottovalutazione della materia.
Io voglio ricordare e ci tengo a dire che io svolgo in questo momento il mio intervento cercando di portare la materia sanitaria, una volta tanto, fuori da un'inutile personalizzazione della sua gestione. Noi ne abbiamo le tasche piene di questa lettura, perché io posso dire di aver avuto amici lontani, amici recenti e amici attuali che possono gestire la sanità, ma questo non mi esime dall'affrontare i termini di questa materia con la consapevolezza che fino a qualche anno fa la sanità rappresentava il 50 per cento del bilancio regionale e oggi ne rappresenta poco meno di un terzo, perché ci sono i fondi comunitari, ma solo l'entità di questa partita sulla quale mai il Consiglio regionale ha la capacità di addentrarsi, di fare un check-up serio di quello che avviene. Io lo voglio fare uscendo della personalizzazione e dico subito due cose: parlerò del comma 16 e del comma 2.
Io sul comma 16 ho una posizione molto lineare, dico solo: non comprendo, e comprendono ancora meno i cittadini, per quale motivo una norma che ha dato dei risultati, che ha prodotto degli effetti tangibilmente utili, debba essere stravolta attraverso una concezione sibillina (perché nella lettura del comma 16 è ancora sibillina), affidata a direttive della Giunta, di cui non conosciamo nulla, a fronte di un'esperienza maturata, consolidata e positivamente sperimentata.
Badate, io dico poche cose. Si è detto molto su questo, ma se quello che noi facciamo è frutto di concertazioni che non hanno nulla a che vedere con la visione concreta dei problemi, perché ci sono due aspetti, Assessore, per noi che siamo persone...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' stato presentato un disegno di legge dai sindacati su questo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). I disegni di legge e i progetti di legge di iniziativa parlamentare li presentano gli eletti, poi per il resto io non ho nulla da dire, facciano quello che vogliono. Io sto a osservare, perché sto approvando la finanziaria 2003, cosa ha ottenuto la norma dell'articolo 28 della finanziaria del 2002 e giudico sulla base di riscontri. Non mi avventuro, quando i dati sono positivi, in innovazioni che non hanno senso. Le innovazioni vanno portate dove la nostra legislazione è tardiva, è inefficiente, è inefficace, non dove funziona. Questo è il mio principio.
Ma voglio dire un'altra cosa: a una Giunta che in gran parte si riferisce anche a valori comuni, ai quali noi ci ispiriamo, il nostro Gruppo si ispira, ai valori cattolici. Badate, la vita per noi è solo un'aspettativa più o meno rosea. Per alcune persone la vita è un'utopia e quando si discute di queste cose dobbiamo raccordarci e intenderci se qualcuno di noi ha solo il sospetto che oggi fare una sorta di elemosina rappresenti, per un'istituzione pubblica, un esercizio, come diceva Paolo VI, autorevole della carità. Io dico di no di fronte a questa esperienza.
Noi abbiamo bisogno, da un lato, di qualificare le persone che operano nel settore dell'handicap grave e, dall'altro, di realizzare attraverso progetti personalizzati, che percepiscono il significato della vita che questi malati gravi hanno e che è di difficilissima comprensione, attraverso dei progetti che possano far sembrare a queste persone, alle loro famiglie, la vita sempre meno un'utopia e guadagnare un terreno di aspettativa.
Su queste cose noi ci dobbiamo confrontare, non sulle concertazioni, perché le concertazioni si fanno su altre materie. La nostra posizione è molto chiara da questo punto di vista, lavoriamo a riformare dove le cose vanno male; ma dove le cose vanno bene rafforziamole, incentiviamole, aiutiamo ad arricchire le idee che portano in quella direzione, ed è per questo che noi sull'emendamento 193 manteniamo la nostra posizione, una posizione che credo vada anche a merito della stessa Giunta, perché la finanziaria dell'anno scorso l'avete fatta voi, con il nostro contributo, ma l'avete fatta voi, con il contributo del Consiglio, con il ruolo delle opposizioni, uno dei pochi punti nei quali il Consiglio ha trovato una sostanziale unitarietà. Perché dobbiamo cambiare strada? Riflettiamo su queste cose, riflettiamo perché se noi smobilitiamo le poche cose che danno dei segnali positivi, credo che sia inutile che ragioniamo di una volontà della politica di riaffidarsi a una credibilità. Badate, queste famiglie coinvolgono molto spesso nei centri il volontariato di tante altre famiglie, dei vicini, delle comunità cattoliche. Ma che senso ha che in qualche modo trasformiamo questo servizio qualificato, questo punto di qualificazione dell'autonomia regionale in una sorta di elemosina? Credo che non sia giusto e non sia onorevole per la Regione.
Sul comma 2, ho detto che non voglio fare polemiche e non voglio personalizzare le cose, ma la politica dei disavanzi in questa Regione sta rappresentando una sorta di anomalia insostenibile, da un lato perché la politica dei disavanzi, Assessore, configura il bilancio della sanità come un bilancio che è sempre consuntivo, mai preventivo. Noi non abbiamo mai approvato un bilancio preventivo della sanità, perché approvando i disavanzi approviamo i consuntivi, cioè quello che loro già spendono, e se è vero che questo avviene, intelligentemente la legislazione nazionale ha posto un limite, ha detto: "Basta, vi diamo i tempi per sanare la questione". Ma in questi giorni, in cui la finanziaria è nell'aula del Consiglio regionale, dall'emendamento numero 13 al 734 il disavanzo cammina. Mi verrebbe da dire: approviamolo subito, perché rischiamo, se ci mettiamo altre due settimane, di arrivare a 200 milioni di euro. Ma sto dicendo questo paradosso, Assessore, perché anche noi di fronte a questa esigenza vogliamo affrontare questo problema con la chiarezza che necessita. Chiaro che non possiamo chiedere di andare a determinare un preventivo sul pregresso in materia di disavanzo, ma vogliamo chiarezza sulla certificazione dei disavanzi, vogliamo sapere dove maturano, chi se ne grava percentualmente in più, a che cosa sono dovuti, perché, vede, anche qui, anche qui, e non è un addebito all'Assessore, io so che l'Assessore spesso si è lamentato di questo, forse siamo stati poco consequenziali, però quando il 347 del 2001 vi dice: "d), le Regioni provvedono con legge le sanzioni da applicare nei confronti degli amministratori che non perseguono il contenimento della spesa", avete proposto qualche sanzione? Esiste? Questi continuano a imperversare, ci facciamo umiliare anche dal Ministero che viene a fare le ispezioni e scopre che c'è una marea di residui passivi, perché non si paga per tempo, che ci sono consulenze in materia amministrativa, tecnica, sanitaria, legale e quant'altro, e nel frattempo però avvengono le assunzioni.
Bisogna capire, noi abbiamo necessità, Assessore, di capire attraverso la trasparenza di questi conti, di questi disavanzi, dove stiamo andando a parare, perché, vede, il problema dei disavanzi si pone in questi termini: bisogna avvertire l'opinione pubblica, il mondo sanitario, i manager, chi per loro, che a un certo punto, collocato nel tempo, finisce la pacchia e bisogna rientrare, bisogna smetterla di pubblicare calendari, bisogna smetterla di pubblicare centomila diari da dare a tutto il mondo, bisogna capire che ci sono dei servizi essenziali che meritano un'attenzione primaria e che non sono luoghi di sperpero, le aziende sanitarie.
Ed è per questo che noi su questo elemento abbiamo forti dubbi, il suo veloce incremento, la sua lievitazione, proprio momentanea da 130 milioni a 144, adesso 155, vorremmo...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non è finita.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Appunto, sono sicuro che non è finita, noi abbiamo bisogno di un punto di chiarezza: lo stato di attuazione, che ci dica da dove provengono questi disavanzi, che assuma le responsabilità...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Che assuma delle responsabilità che devono anche preludere alle sanzioni, perché, vede, anche i manager, Assessore, sembra una politica sbagliata, ma i manager, nelle aziende pubbliche, non solo se operano male li defenestrano, ma con questa logica operano una selezione del sistema manageriale regionale.
Se noi lasciamo inchiodate per cinque anni le persone che ne combinano una più di Bertoldo, lei viene qui a difendere l'indifendibile e noi continuiamo a dirle che non siamo disposto a mettere una pezza calda su ogni debito che ci viene presentato.
PRESIDENTE. Con questo intervento si concludono i lavori della mattinata.
I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Biancu.
La seduta è tolta alle ore 13 e 32.
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