Seduta n.325 del 10/05/2007 

CCCXXV Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 10 maggio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 51.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 3 maggio 2007 (318), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Silvio Lai, Licheri e Masia hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 10 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi di direzione di struttura semplice dell'Unità operativa dei consultori e di direzione di struttura complessa dell'Ufficio di direzione presso la ASL n. 6 di Sanluri". (796/A)

(Risposta pervenuta l'8 maggio 2007.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Credo che sia opportuna una sospensione.

PRESIDENTE. E' passata un'ora dal previsto inizio dei lavori, onorevole Artizzu.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, prendo la parola per chiedere scusa agli onorevoli Balia e Masia per il fatto che nella seduta di ieri, nella concitazione del confronto, il mio comportamento non è stato propriamente parlamentare. Mi dispiace che l'onorevole Masia non sia in aula, ma chiedo scusa formalmente.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, siccome è in corso un'iniziativa, nel palazzo, da parte dei Gruppi di opposizione, penso che sia opportuna una sospensione di trenta minuti.

PRESIDENTE. L'iniziativa in corso più importante, in questo palazzo, è la riunione del Consiglio regionale e, quindi, tutto doveva essere orientato a consentirne lo svolgimento. Però, se lei propone una sospensione dei lavori per mezzora, non ho nessuna difficoltà a sottoporla all'attenzione dell'Aula.

Se non ci sono opposizioni, la richiesta è accolta. La seduta è sospesa per trenta minuti, riprenderà alle ore 11 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 54, viene ripresa alle ore 11 e 33.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE Passiamo all'esame dell'articolo 6, a cui sono stati presentati novantasette emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6
Norme sugli organici e sulla spesa

per il personale

1. Per favorire il riordino dell'organico dell'Amministrazione regionale reso necessario dai processi di riforma in corso e dall'attuazione della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali), nonché la ridefinizione degli organici delle agenzie regionali istituite con legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (Riforma degli enti agricoli e riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna), le rispettive dotazioni organiche del personale, già rideterminate in riduzione ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005, sono ulteriormente ridotte in misura corrispondente al numero delle cessazioni dal servizio intervenute in applicazione del comma 2.

2. Per le finalità del comma 1, l'Amministrazione regionale e le agenzie sono tenute:

a) a collocare a riposo, nell'anno 2007, i dipendenti, compresi quelli di qualifica dirigenziale, che abbiano maturato o maturino nel corso del quadriennio i quaranta anni di anzianità contributiva, anche se non abbiano raggiunto il limite massimo di età;

b) a collocare a riposo, soltanto nell'anno 2007, i dipendenti, compresi quelli di qualifica dirigenziale, che abbiano compiuto o compiano nel corso dell'anno il sessantesimo anno di età e abbiano maturato l'anzianità contributiva utile per la pensione;

c) ad incentivare la risoluzione volontaria del rapporto di lavoro dei dipendenti che maturino entro il 31 dicembre 2007 i requisiti di legge per ottenere la pensione di anzianità, nonché i dirigenti che abbiano maturato i medesimi requisiti e compiuto cinquantasette anni d'età entro la stessa data, e chiedano la risoluzione del rapporto di lavoro nel corso dello stesso anno. Nella domanda da presentare entro il 31 dicembre 2007 deve essere indicata la data di maturazione dei requisiti predetti e la data scelta per l'estinzione del rapporto di lavoro che non può essere successiva al 30 giugno 2008.

3. L'estinzione del rapporto di lavoro di cui al comma 2, lettere a) e b), è disposta con effetto dal primo giorno utile per il trattamento di pensione, ma non prima di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge per chi ha già maturato i requisiti ivi previsti.

4. A favore dei dipendenti di cui al comma 2, lettere b) e c), è corrisposta un'indennità o un incentivo all'esodo pari a tre mensilità della retribuzione in godimento alla data di estinzione del rapporto di lavoro per ogni anno di differenza tra sessantaquattro anni e l'età anagrafica, ma per non più di quattro anni; la frazione di anno superiore a sei mesi è approssimata per eccesso; le indennità sono corrisposte entro novanta giorni dalla cessazione del servizio e comunque non oltre il 30 aprile 2008 per il personale che cessi nel corso del 2007 e il 30 settembre 2008 per il restante personale. Per la determinazione dell'indennità e dell'incentivo si considerano esclusivamente le voci retributive utili ai fini dell'indennità di anzianità. Alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate in conto della UPB S01.02.001. Si applica l'articolo 20, comma 1, terzo periodo, della legge regionale n. 4 del 2006. Per evitare squilibri finanziari nella gestione del fondo di cui alla legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzione di un fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'amministrazione regionale), per effetto delle disposizioni del comma 2, e a parziale copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 20, comma 35, della legge regionale n. 4 del 2006, sono versate al fondo medesimo le somme ancora sussistenti sul conto dei residui della UPB S02.045 e non utilizzate per l'applicazione del citato articolo 20, comma 1.

5. Per le finalità del comma 1 e nel quadro degli obiettivi generali di contenimento della spesa, nel triennio 2007-2009 non sono consentite assunzioni di personale nelle categorie A, B e C, salvo quanto previsto dalle disposizioni seguenti:

a) nella categoria D sono consentite le assunzioni per pubblico concorso, entro il limite dei posti vacanti accertati nel corso dell'anno e delle risorse che risultino disponibili, delle particolari figure previste nel programma di reclutamento in atto;

b) nella categoria C, ai fini del riequilibrio del rapporto tra le consistenze numeriche delle diverse categorie, sono consentiti inquadramenti mediante l'utilizzo, nel triennio della graduatoria della selezione interna, di cui alla legge regionale 8 luglio 2002, n. 11 (Norme varie in materia di personale regionale), approvata il 24 marzo 2005, sino al limite del 50 per cento delle vacanze accertate, nella relativa dotazione organica, alla data della presente legge e del 31 dicembre di ciascun anno; la dotazione organica della categoria B è ridotta in misura corrispondente ai predetti inquadramenti;

c) dopo l'attuazione della norma di cui alla lettera b), i posti che risultino disponibili nella categoria B sono coperti sino al 40 per cento dei posti mediante selezione del personale della categoria A; la dotazione organica è ridotta in misura corrispondente ai predetti inquadramenti;

d) per assicurare continuità alle attività di tutela e restauro dei beni librari, possono essere indette procedure selettive di reclutamento di specifiche figure professionali delle categorie B e C, nel numero complessivo di sei unità, applicando le speciali modalità di selezione previste dall'articolo 52, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 31 del 1998;

e) la validità della graduatoria del concorso relativo all'assunzione di 104 agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, indetto con decreto dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione n. 1141/P del 6 novembre 2003, è prorogata per tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge; per permettere l'espletamento del corso di formazione previsto dall'articolo 13 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 (Istituzione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda), da parte degli idonei al concorso e per l'assunzione di un ulteriore contingente di personale è autorizzata la spesa di euro 3.000.000 nell'anno 2007 (UPB S01.02.001).

6. È autorizzato l'inquadramento del personale del Corpo forestale dello Stato, operante in Sardegna in attività proprie del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, che ne faccia richiesta, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 4, comma 7, della legge 6 febbraio 2004, n. 36 (Nuovo ordinamento del Corpo forestale dello Stato). L'inquadramento è disposto, nei limiti dei posti vacanti nelle dotazioni organiche del personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, nelle aree e nei livelli retributivi equivalenti a quelli posseduti dal personale medesimo. Nel caso in cui il trattamento economico goduto presso lo Stato sia superiore a quello derivante dal nuovo inquadramento, la differenza è attribuita a titolo di assegno personale riassorbibile con futuri miglioramenti economici. Il personale inquadrato può chiedere, entro sessanta giorni dalla data d'inquadramento, di essere iscritto al Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale regionale di cui alla legge regionale n. 15 del 1965; gli effetti dell'iscrizione al Fondo decorrono dal primo giorno del mese successivo alla data della domanda d'iscrizione. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma trovano copertura mediante le risorse trasferite dallo Stato alla Regione, ai sensi dell'articolo 4, commi 8 e 9, della legge n. 36 del 2004, alle quali l'applicazione della presente disposizione resta subordinata.

7. Per l'esercizio delle funzioni di cui alle leggi regionali 6 dicembre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici) e 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna - Arpas), il personale dipendente a tempo indeterminato, alla data del 28 settembre 2006, del centro di ricerca e formazione per il controllo dei sistemi idrici - Hydrocontrol - società consortile a responsabilità limitata può chiedere l'assegnazione all'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna o all'Arpas, che provvedono, nel rispetto delle norme vigenti in materia e compatibilmente con le disponibilità di bilancio e di dotazione organica, previo espletamento di apposite procedure concorsuali.

8. Gli enti soggetti all'applicazione della legge regionale n. 31 del 1998 ridefiniscono in riduzione le loro dotazioni organiche in relazione ai posti vacanti alla data di entrata in vigore della presente legge. Il programma di reclutamento 2007 e 2008 è definito, nell'ambito delle risorse assegnate per il loro funzionamento, per l'esclusiva esigenza di garantire i servizi essenziali prioritariamente ricorrendo a procedure di mobilità intercomparto; il programma è approvato dalla Giunta regionale.

9. All'articolo 27 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 (Disciplina delle attribuzioni dei coordinatori generali, di servizio e di settore dell'Amministrazione regionale), sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. L'Ufficio di gabinetto del Presidente è costituito da:

a) un capo di gabinetto;

b) un segretario particolare;

c) due consulenti;

d) dodici addetti;

e) tre addetti al servizio di cerimoniale;

f) tre commessi;

g) un autista.";

b) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Il personale degli uffici di gabinetto è scelto tra i dipendenti dell'Amministrazione regionale o tra il personale degli enti e delle agenzie regionali o degli enti pubblici posto a disposizione dell'Amministrazione regionale, limitatamente alla durata dell'incarico presso l'ufficio di gabinetto, in posizione di comando o di aspettativa o con altra analoga formula secondo i rispettivi ordinamenti.".

10. L'indennità di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale n. 32 del 1988 è fissata nella misura determinata al 31 dicembre 2005.

11. Sono soppressi gli uffici ausiliari di direzione politica comunque istituiti ad eccezione dell'Ufficio stampa del Presidente della Regione; il comma 5 dell'articolo 30 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) è abrogato.

12. L'indennità prevista dal comma 2 dell'articolo 4 dalla legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12 (Istituzione di un ufficio speciale di informazione e di collegamento, con sede a Bruxelles), così come sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 12 agosto 1997, n. 22 (Modifiche ed integrazioni alla L.R. 15 febbraio 1996, n. 12 - Istituzione di un Ufficio speciale di informazione e di collegamento, con sede in Bruxelles), è corrisposta, con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, nella misura del 90 per cento dell'importo determinato secondo i criteri indicati nella medesima norma e, con effetto dal 1° gennaio 2008, nella misura dell'80 per cento.

13. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 sono estese al personale dell'Ente foreste della Sardegna. Le risorse finanziarie derivanti dal contenimento della spesa nel quadriennio 2007-2010 devono essere utilizzate, previa deliberazione della Giunta regionale, per la stabilizzazione del personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato e per l'attuazione di ogni altro piano o programma regionale coerente con le finalità istituzionali dell'Ente.

14. L'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva relativa al biennio economico 2006-2007, comprensivo degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni relative al periodo di vacanza contrattuale, già definito dall'articolo 11 della legge regionale n. 1 del 2006 è rideterminato in euro 20.909.000, con il limite di spesa a regime di euro 13.888.000. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003.

15. È istituito presso la Presidenza della Giunta un ufficio temporaneo per la realizzazione del programma comunitario ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, cui sono attribuite le funzioni e i compiti di Autorità unica di gestione del programma in corso di approvazione. L'ufficio di livello dirigenziale, dotato di autonomia gestionale, dispone di un proprio contingente organico approvato con deliberazione della Giunta regionale, in modo da assicurare al suo interno, come previsto dalla normativa comunitaria per i Programmi ENPI CBC, oltre alla funzione di autorità unica di gestione, le funzioni delle autorità di pagamento e di certificazione, di autorità di audit e l'attività di supporto del segretariato tecnico congiunto composto da personale proveniente da paesi partecipanti al programma.

16. Agli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento dell'ufficio dell'autorità di gestione ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, valutati in euro 1.728.000 per ciascuno degli anni dal 2007 al 2017, si fa fronte:

a) per l'anno 2007 mediante anticipazione delle risorse comunitarie previste per l'assistenza tecnica del programma a valere sulle disponibilità del fondo di cui alla UPB S01.03.010 - cap. SC01.0628;

b) per gli anni successivi mediante le risorse previste per l'assistenza tecnica del citato programma, pari ad euro 1.578.000 e di un cofinanziamento regionale pari ad euro 150.000;

17. Alle conseguenti variazioni di bilancio provvede con proprio decreto l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Emendamento soppressivo totale Atzeri.

Articolo 6

L'art. 6 è soppresso. (169)

Emendamento soppressivo parziale Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

I commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 sono soppressi. (107)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato.

Articolo 6

All'art. 6 comma 2 sono soppresse le lettere a e b. (30)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera a) dopo la parola: "i dipendenti," le parole "compresi quelli di qualifica dirigenziale" sono soppresse. (555)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera a) dopo le parole: "che abbiano maturato.." le parole "o maturino" sono soppresse. (556)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera b) le parole "compresi quelli di qualifica dirigenziale" sono soppresse. (559)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera e) dopo le parole " per ottenere la pensione d'anzianità," le parole "nonché i dirigenti che abbiano maturato i medesimi requisiti " sono soppresse. (561)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato.

Articolo 6

Il comma 3 dell'art. 6 è soppresso. (31)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Il comma 3 è soppresso. (836)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Il comma 3 è soppresso. (837)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Marracini - Lai Renato.

Articolo 6

Al comma 4 dell'art. 6 è soppressa la lettera b). (32)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Licheri - Pisu - Fadda - Lanzi.

Articolo 6

La lett. a) del comma 5 dell'art. 6 è soppressa. (911)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 5 la lettera d) è soppressa. (567)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Il comma 7 è soppresso. (569)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Il comma 8 è soppresso. (571)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 8 il testo compreso dalle parole "Il programma di reclutamento.." alle parole "è approvato dalla Giunta regionale ." è soppresso. (572)

Emendamento soppressivo parziale Orrù - Bruno - Cugini - Masia - Sanna Francesco - Secci - Pisu - Pittalis.

Articolo 6

Nel comma 9 è soppressa la lettera a). (78)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 9 lettera b) le parole "o degli enti pubblici posto a disposizione dell'Amministrazione regionale." sono soppresse. (536)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 nel comma 2 della novella la lettera c) è soppressa. (573)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 il punto b) è soppresso. (576)

Emendamento soppressivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 il punto b) il testo compreso dalle parole "dell'Amministrazione regionale " alle parole "..i rispettivi ordinamenti." è soppresso. (578)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Il comma 10 è soppresso. (537)

Emendamento soppressivo parziale Orrù - Bruno - Cugini - Masia - Sanna Francesco - Secci - Pisu - Pittalis.

Articolo 6

Il comma 11 è soppresso. (79)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Il comma 11 è soppresso. (538)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 11 il testo compreso dalle parole "ad eccezione" alle parole "della Regione" è soppresso. (539)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 13 il testo compreso dalle parole "e per l'attuazione." alle parole " istituzionali dell'Ente" è soppresso. (540)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Per le finalità del comma 1, l'Amministrazione regionale e le agenzie sono tenute ad incentivare la risoluzione volontaria del rapporto di lavoro dei dipendenti che maturino entro il 31 dicembre 2007 i requisiti di legge per ottenere la pensione di anzianità, nonché i dirigenti che abbiano: maturato i medesimi requisiti e compiuto cinquantasette anni d'età entro la stessa data, e chiedano la risoluzione del rapporto di lavoro nel corso dello stesso anno. Nella domanda, da presentare entro il 31 dicembre 2007, deve essere indicata la data di maturazione dei requisiti predetti e la data scelta per l'estinzione del rapporto di lavoro che non può essere successiva al 30 giugno 2008.". (400)

EMENDAMENTO aggiuntivo dell'EMENDAMENTO n. 400 RASSU - PETRINI - LA SPISA.

Nell'emendamento n. 400 dopo le parole "L'Amministrazione Regionale" è aggiunta la parola "Enti Regionali". (951)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Per le finalità del comma 1, l'Amministrazione regionale e le agenzie sono tenute ad incentivare la risoluzione volontaria del rapporto di lavoro dei dipendenti che maturino entro il 31 dicembre 2007 i requisiti di legge per ottenere la pensione di anzianità, nonché i dirigenti che abbiano: maturato i medesimi requisiti e compiuto cinquantasette anni d'età entro la stessa data, e chiedano la risoluzione del rapporto dì lavoro nel corso dello stesso anno. Nella domanda, da presentare entro il 31 dicembre 2007, deve essere indicata la data di maturazione dei requisiti predetti e la data scelta per l'estinzione del rapporto di lavoro che non può essere successiva al 30 giugno 2008.". (541)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera b) le parole "soltanto nell'anno 2007" sono sostituite con le parole "soltanto nell'anno 2010". (558)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 2 lettera b) la parole " il sessantesimo " è sostituita con la parola " il sessantatreesimo". (560)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 2 lettera c) dopo le parole "requisiti e compiuto" la parola "cinquantasette" è sostituita con la parola " sessanta". (562)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Il comma 4, è sostituito dal seguente:

"4. A favore dei dipendenti di cui al comma 2, è corrisposta un'indennità o un incentivo all'esodo pari a tre mensilità della retribuzione in godimento alla data di estinzione del rapporto di lavoro per ogni mano di differenza tra sessantaquattro anni e l'età anagrafica, ma per non più di quattro anni; la frazione di anno superiore a sei mesi è approssimata par eccesso; lo indennità, sano corrisposte entro novanta giorni dalla cessazione dei servizio e comunque non oltre il 30 aprile 2008 per il personale che cessi nel corso del 2007 e il 30 settembre 2008 per il restante personale. Per la determinazione dell'indennità e dell'incentivo si considerano esclusivamente le voci retributive utili ai fini all'indennità di anzianità. Alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate in conto della UPB SOL02.001. Si applica l'articolo 20, comma 1, terzo periodo, della legge regionale n. 4 del 2006. Per evitare squilibri finanziari nella gestione del fondo di cui alla legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzione di un fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione regionale), per effetto delle disposizioni del comma 2, e a parziale copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 20, comma 35, della legge regionale n. 4 del 2006, sono versate al fondo medesimo le somme ancora sussistenti sul conto dei residui della UPB S02.045 e non utilizzate per l'applicazione del citato articolo 20, comma 1.". (835)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Il comma 4, è sostituito dal seguente:

"4. A favore dei dipendenti di cui al comma 2, e corrisposta un'indennità o un incentivo all'esodo pari a tre mensilità della retribuzione in godimento alla data di estinzione del rapporto di lavoro per ogni mano di differenza tra sessantaquattro anni e l'età anagrafica, ma per non più di quattro anni; la frazione di anno superiore a sei mesi è approssimata par eccesso; lo indennità, sano corrisposte entro novanta giorni dalla cessazione del servizio e comunque non oltre il 30 aprile 2008 per il personale che cessi nel corso del 2007 e il 30 settembre 2008 per il restante personale. Per la determinazione dell'indennità e dell'incentivo si considerano esclusivamente le voci retributive utili ai fini all'indennità di anzianità. Alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate in conto della UPB SOI.02.001. Si applica l'articolo 20, comma 1, terzo periodo, della legge regionale n. 4 del 2006. Per evitare squilibri finanziari nella gestione del fondo di cui alla legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzione di un fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione regionale), per effetto delle disposizioni del comma 2, e a parziale copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 20, comma 35, della legge regionale n. 4 del 2006, sono versate al fondo medesimo le somme ancora sussistenti sul conto dei residui della UPB S02.045 e non utilizzate per l'applicazione del citato articolo 20, comma 1.". (838)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 4 dopo le parole ".. .un incentivo all'esodo pari.." le parole "a tre mensilità" sono sostituite con le parole " a nove mensilità ". (564)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Al comma 4 dopo le parole "...un incentivo all'esodo pari.." le parole "a tre mensilità" sono sostituite con le parole " a sei mensilità ". (563)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 4 dopo le parole "le indennità sono corrisposte "le parole" entro novanta giorni dalla cessazione del servizio e comunque non oltre il 30 aprile 2008 per il personale che cessi nel corso del 2007 e il 30 settembre 2008 per il restante personale.," sono sostituite dalle parole "entro 30 giorni dalla cessazione del servizio". (565)

Emendamento sostitutivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Nel comma 5 dell'art. 6 a), b) e c) sono sostituiti nel modo seguente:

a) nella categoria D, oltre alle assunzioni per pubblico concorso, sono consentiti inquadramenti mediante l'utilizzo, nel quadriennio delle graduatorie delle selezioni interne svolte entro il dicembre 2006, nell'Amministrazione Regionale, negli Enti e nelle Agenzie, sino al limite del 50 per cento delle vacanze accertate nelle relative dotazioni organiche e aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno;

b) nella categoria C, ai fini del riequilibrio del rapporto tra le consistenze numeriche delle diverse categorie, sono consentiti inquadramenti mediante l'utilizzo, nel quadriennio delle graduatorie delle selezioni interne svolte entro il dicembre 2006, neh" Amministrazione Regionale, negli Enti e nelle Agenzie, della selezione interna sino al limite del 50 per cento delle vacanze accertate, nella relativa dotazione organica e aggiornate entro il 31 dicembre di ciascun anno;

c) dopo l'attuazione della norma del punto b), i posti che risultino disponibili nella categoria B sono coperti sino al 40 per cento dei posti mediante selezione del personale della categoria A appartenente all' Amministrazione Regionale, agli Enti e alle Agenzie; la dotazione organica è ridotta in misura corrispondente ai predetti inquadramenti. (872)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Nel comma 5, la lett. b), è sostituita dalla seguente:

"nella categoria C, ai fini del riequilibrio del rapporto tra le consistenze numeriche delle diverse categorie, sono consentiti inquadramenti mediante l'utilizzo, nel quadriennio delle graduatorie delle selezioni interne svolte entro il dicembre 2006, nell'Amministrazione Regionale, negli Enti e nelle Agenzie, della selezione interna sino al limite del 50 per cento delle vacanze accertate, nella relativa dotazione organica e aggiornate entro il 31 dicembre di ciascun anno;". (552)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Nella lett. b) del comma 5 le parole: "sono consentiti inquadramenti", sono sostituite dalle seguenti: "è consentito l'inquadramento di tutto il personale che ha conseguito lo stesso punteggio dell'ultimo avente diritto ....". (550)

Emendamento sostitutivo Parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.

Articolo 6

Nel comma 5, la lett. e), è sostituita dalla seguente:

"dopo l'attuazione della norma del punto b), i posti che risultino disponibili nella categoria B sono coperti sino al 40 per cento dei posti mediante selezione del personale della categoria A appartenente all'Amministrazione Regionale, agli Enti e alle Agenzie; la dotazione organica è ridotta in misura corrispondente ai predetti inquadramenti''. (579)

EMENDAMENTO sostitutivo totale dell'EMENDAMENTO n. 184 GIUNTA REGIONALE.

Il testo dell'emendamento n. 184 è sostituito dal seguente:

"Nel comma 5 lettera d) le parole "restauro dei beni librari" sono sostituite dalle seguenti: "valorizzazione dei beni culturali e librari"; le parole "sei unità" sono sostituite da "ventiquattro unità". (949)

Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia.

Articolo 6

All'art. 6 comma 5 lettera d) le parole "sei unità" sono sostituite dalle parole "tredici unità". (184)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale.

Articolo 6

Nei comma 5 lettera e) il riferimento all'U.P.B. S01.02.001 ò sostituito da: "U.P.B. S01.02.001, U.P.B. S01.02.002 e U.P.B. S01.02.004".

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione


U.P.B.S01.02.001


2007


€ 1.400.000



In aumento U.P.B.S01.02.002 U.P.B. S01.02.004


2007

2007


€ 1.100.000

€ 300.000


(922)

Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 6 dopo le parole "che ne faccia richiesta " le parole "entro trenta giorni" sono sostituite con le parole "entro sessanta giorni". (568)

Emendamento sostitutivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Il comma 7 è sostituito dal seguente:

"7. Per l'esercizio delle funzioni di cui alle leggi regionali 6 dicembre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici) e 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna - Arpas), il personale dipendente a tempo indeterminato, alla data del 28 settembre 2006, del centro di ricerca e formazione per il controllo dei sistemi idrici - Hydrocontrol -società consortile a responsabilità limitata ed il personale della Sigma - Invest in servizio alla data di messa in liquidazione della società stessa può chiedere l'assegnazione all'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna o all'Arpas, che provvedono, nel rispetto delle norme vigenti in materia e compatibilmente con le disponibilità di bilancio e di dotazione organica, previo espletamento di apposite procedure concorsuali.".(853)

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Il comma 7 dell'art. 6 è sostituito nel modo seguente:

7. Per l'esercizio delle funzioni di cui alle leggi regionali 6 dicembre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici) e 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna - Arpas), il personale del centro di ricerca e formazione per il controllo dei sistemi idrici - Hydrocontrol - società consortile a responsabilità limitata, ferme restando le disposizioni dell'art. 2, comma 3, della L.R. n. 10 del 12 luglio 2005 e degli articoli 28 e 29 della L.R. n. 19 del 06 dicembre 2006, può chiedere l'assegnazione all'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna o all'Arpas, che provvedono, nel rispetto delle norme vigenti in materia e compatibilmente con le disponibilità di bilancio e di dotazione organica, previo espletamento di apposite procedure concorsuali. (903)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 punto a) alla lettera c) le parole "due consulenti" sono sostituite con le parole "un consulente". (574)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 punto a) alla lettera d) le parole "dodici addetti" sono sostituite con le parole "sei addetti". (575)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 9 punto a) alla lettera e) le parole "tre addetti" sono sostituite con le parole "due addetti". (577)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

Il comma 11 è così sostituito:

"11. L'Ufficio stampa del Presidente della Regione è soppresso". (109)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis:

"L'Agenzia AGRIS è autorizzata a rinnovare o prorogare, sino all'espletamento dei primi concorsi pubblici, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa del personale in servizio, col medesimo rapporto di lavoro, presso i soppressi ERA e Consorzi per la Frutticoltura alla data del 1° maggio 2006, a condizione che gli stessi rapporti di lavoro siano stati instaurati tramite selezioni con procedure di evidenza pubblica conformi ai principi della legge regionale n. 31 del 1998.". (546)

Emendamento aggiuntivo Balia - Maninchedda - Masia.

Articolo 6

Al comma 2, lettera a) dopo le parole "nell'anno 2007", sono aggiunte le parole: "esclusivamente su richiesta degli interessati". (179)

Emendamento aggiuntivo Balia - Maninchedda - Masia.

Articolo 6

Al comma 2, lettera b) dopo le parole "compresi quelli di qualifica dirigenziale", sono aggiunte le parole: "su esclusiva richiesta degli interessati". (180)

Emendamento aggiuntivo Sanjust - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Liori - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Pileri - Rassu - Murgioni - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Alla lettera b) del comma 2 dopo le parole "…..soltanto nell'anno 2007, i dipendenti…." sono aggiunte le parole: "iscritti al FITQ". (557)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Maninchedda.

Articolo 6

A conclusione del comma 3, dopo le parole "i requisiti ivi previsti sono aggiunte le parole: "ed abbia prodotto domanda per essere collocati a riposo". (181)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 4 dopo le parole " ..dell'indennità di anzianità." sono aggiunte le parole "al netto della cifra pari alla metà dell'imposta applicata per la tassazione separata del tfr" (566)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma 4 bis:

"Ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale n. 15 del 1965, l'indennità dirigenziale e quella per il coordinamento di strutture organizzative e/o per incarichi di alta professionalità o similari, sono liquidate per un numero di anni pari a quelli di fruizione della stessa, calcolando per anno intero eventuali frazioni.". (544)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma 4 bis:

"In attesa della nuova disciplina di revisione della legge regionale n. 15 del 1965, il personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale, nei confronti del quale non ha avuto luogo l'iscrizione al predetto Fondo per effetto di specifiche disposizioni di legge. È iscritto al Fondo medesimo a domanda, ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale n. 33 del 1984 e successive modificazioni ed integrazioni.". (545)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente 4 bis: "analogamente a quanto previsto nel precedente comma, è attribuito, con la stessa decorrenza, il trattamento economico di cui ai contratti di lavoro sopraindicati anche al personale regionale cui, con formale provvedimento, è stato conferito l'incarico di responsabile P.I.A. (Piani Integrati d'Area) ai sensi della Legge regionale 26 febbraio 1996 n. 14 e successive modificazioni ed integrazioni e cessato dal servizio in costanza dell'incarico di cui trattasi.". (553)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: "al personale cessato dal servizio - cui, con provvedimento consolidato ed emesso successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, è stata attribuita la qualifica di "dirigente" ai soli fini giuridici, con effetto dal 2 dicembre 1998, ai sensi del II comma dell'art 77 della L.R. 13 gennaio 1998, n. 31 e successive modificazioni ed integrazioni - compete il trattamento economico previsto dai CC.CC.RR.LL. per il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale e degli Enti strumentali, con effetto dal 1° giorno del mese precedente la data di cessazione dal servizio. Tale trattamento è comprensivo della retribuzione di posizione nella misura prevista per i dirigenti con compiti di studio, ricerca e consulenza (STAFF)". (554)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 6

Dopo il comma 4 è aggiunto H seguente:

"4 bis - Per garantire le esigenze connesse ai compiti in materia di Difesa del Suolo e dell'Ambiente, in particolare le esigenze connesse all'avanzamento nella pianificazione di settore, nonché per garantire la completa attuazione dei programmi Comunitari in materia di Difesa del suolo, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad assumere a tempo indeterminato il personale, già dipendente a tempo determinato del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio in conseguenza di procedure concorsuali pubbliche conformi ai principi della L.R. 31/98 e il cui rapporto di lavoro sia stato rinnovato o prorogato, messo a disposizione dell'Amministrazione regionale nell'ambito dell'Assistenza Tecnica del PON-ATAS Difesa del Suolo e, successivamente, assegnato all'ARPAS a termini della L.R. 6/2006. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel primo livello retributivo della categoria medesima.". (936)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Licheri - Pisu - Fadda - Lanzi.

Articolo 6

Dopo le parole "in atto" sono introdotte le seguenti parole "previo verifica e conseguente successivo inquadramento di personale regionale risultante idoneo alle procedure concorsuali interne di cui alla L.R. 11/2002 per le medesime figure".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB

In diminuzione

UPB . (912)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Nel comma 5, dopo la lettera a) è aggiunta la seguente lettera a)-bis:

a)-bis nella medesima categoria D e nella categoria C, è autorizzato l'inquadramento del personale dei contingenti del Ministero dell'Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture, preposti rispettivamente al Progetto operativo Difesa del Suolo (PODIS), al Progetto operativo Ambiente - Autorità ambientale ed al Progetto operativo Risorse Idriche - II stralcio, nell'ambito del PON-ATAS 2000-2006, in servizio presso gli Assessorati degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, dei Lavori Pubblici e della Difesa dell' Ambiente, e selezionato attraverso procedure concorsuali pubbliche conformi ai principi della legge regionale n. 31 del 1998. L'inquadramento è disposto nel primo livello retributivo della categoria corrispondente a quella della qualifica professionale per la quale sono state espletate le selezioni, con il riconoscimento ai fini giuridici dell'anzianità di servizio maturata nei Progetti operativi citati. L'amministrazione regionale è autorizzata ad ampliare la propria dotazione organica per il numero di posti necessario. (543)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Nel comma 5, dopo la lett. a), è aggiunta la seguente lett. a) bis: "nella categoria D, oltre alle assunzioni per pubblico concorso, sono consentiti inquadramenti mediante l'utilizzo, nel quadriennio delle graduatorie delle selezioni interne svolte entro il dicembre 2006, nell'Amministrazione Regionale, negli Enti e nelle Agenzie, sino al limite del 50 per cento delle vacanze accertate nelle relative dotazioni organiche e aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno". (551)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Nel comma 5, dopo la lettera a) è aggiunta la seguente lettera a)-bis :

a)-bis nella medesima categoria D e nella categoria C, è autorizzato l'inquadramento del personale dei contingenti del Ministero dell'Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture, preposti rispettivamente al Progetto operativo Difesa del Suolo (PODIS), al Progetto operativo Ambiente - Autorità ambientale ed al Progetto operativo Risorse Idriche - II stralcio, nell'ambito del PON-ATAS 2000-2006, in servizio presso gli Assessorati degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, dei Lavori Pubblici e della Difesa dell'Ambiente, e selezionato attraverso procedure concorsuali pubbliche conformi ai principi della legge regionale n. 31 del 1998. L'inquadramento è disposto nel primo livello retributivo della categoria corrispondente a quella della qualifica professionale per la quale sono state espletate le selezioni, con il riconoscimento ai fini giuridici dell'anzianità dì servizio maturata nei Progetti operativi citati. L'amministrazione regionale è autorizzata ad ampliare la propria dotazione organica per il numero di posti necessario. (860)

Emendamento aggiuntivo Maninchedda - Balia - Masia - Serra Salvatore - Atzeri - Marracini - Pittalis - Lai Renato.

Articolo 6

Nel comma 5 lettera b) dopo le parole "delle vacanze accertate" sono aggiunte le seguenti:

"e comunque garantendo l'inquadramento di tutto il personale che ha conseguita lo stesso punteggio dell'ultimo avente diritto". (76)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia.

Articolo 6

All'art. 6 comma 5 lettera d) dopo le parole "dei beni librari" sono aggiunte le parole "e del Centro Catalogo dei Beni Culturali". (183)

Emendamento aggiuntivo Caligaris - Ibba - Atzeri.

Articolo 6

All'articolo 6 comma 5 dopo la lettera d) inserire la lettera:

d-bis) - per assicurare continuità alle attività del Centro del Catalogo dei Beni culturali possono essere indette procedure selettive di reclutamento di specifiche figure professionali delle categorie B e C, nel numero complessivo di sette unità, applicando le speciali modalità di selezione previste dall'articolo 52, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 31 del 1998. (89)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.

Articolo 6

Alla lett. e) del comma S, dopo le parole "Euro 3.000.000" sono aggiunte le parole: "per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009".

Copertura finanziaria

Aumento

'B SOI.02.001

Anno 2008

Euro 3.000.000

Anno 2009

Euro 3.000.000

Diminuzione

»B S08.01.002-Cap. 08.0024

Anno 2008

Euro 3.000.000

Anno 2009

Euro 3.000.000

Mediante riduzione delle voci della Tabella A) della legge finanziaria - FNOL . (549)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu.

Articolo 6

Al termine del comma 5, è aggiunto il seguente:

lettera c bis)

"per assicurare le pari opportunità tra il personale regionale, possono essere indette procedure selettive per l'accesso al livello economico iniziale delle categorie C e D dell'amministrazione regionale, nel numero massimo di sei posti per la categoria C e di quattro posti per la categoria D, riservate al personale del soppresso Ente Sardo Industrie Turistiche (ESIT) transitato nei ruoli regionali per effetto della legge regionale 7/2005, che non abbia partecipato alle selezioni interne di cui all'articolo 77 del contratto collettivo regionale di lavoro 15 maggio 2001, applicando le modalità di selezione previste dal D.A. 17 giugno 2003, n.592/P, come modificato dal D.A. 25 gennaio 2005, n.74/P, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla norma contrattuale". (404)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato.

Articolo 6

Nell'art. 6, dopo il comma 5, è inserito il seguente:

"5 bis. Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, i dipendenti a tempo indeterminato, comandati presso l'Amministrazione, le agenzie e gli enti regionali da oltre 16 mesi, anche non continuativi, alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere inquadrati negli organici, rispettivamente, dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti medesimi. L'inquadramento è disposto a domanda secondo le modalità e i criteri previsti dall'art. 18 della L.R. 14 giugno 2000, n. 6, nella categoria professionalmente corrispondente a quella di appartenenza con il connesso trattamento retributivo e con la salvaguardia della retribuzione in godimento. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente legge ed è accolta nei limiti della dotazione organica e delle risorse disponibili nei bilanci. La presente norma non si applica al personale comandato presso uffici di gabinetto e ausiliari, non si trovasse già in comando da almeno 18 mesi presso le direzioni generali; non si applica inoltre ai dipendenti comandati che, nel corso del triennio decorrente dalla data della presente legge, si trovino nelle condizioni di cui al comma 2. (34)

Emendamento aggiuntivo Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

Al comma 6, subito dopo le parole "operante in Sardegna in attività proprie del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione", è aggiunto:

"od operanti fuori regione ma la cui famiglia di origine risieda stabilmente in Sardegna onde favorirne il ricongiungimento". (111)

Emendamento aggiuntivo Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

Al comma 6, subito dopo le parole "nelle dotazioni organiche del personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione", è aggiunto:

"con possibilità di scelta della sede di servizio". (110)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Sanjust.

Articolo 6

Dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:

6 bis. Per i fini di maggiore funzionalità ed efficacia in materia di vigilanza e prevenzione ambientale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nel comma 3 dell'articolo 5 della Legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, le parole "un terzo" sono sostituite con le parole "un mezzo".

6 ter. Per le finalità di cui al comma 6 bis, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali, così come stabilito dal comma 6 dell'articolo 20 della Legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con decreto assessoriale n. 256/P del 22 marzo 2005.

6 quater. Per far fronte alle nuove competenze istituzionali individuate in capo al Corpo forestale di V.A., nell'equilibrio di un giusto rapporto fra le dotazioni organiche delle tre aree del C.F.V.A., sono consentiti, all'interno dell'area "C" del Corpo forestale e di V.A., inquadramenti mediante l'utilizzo, nel corso dell'anno 2007, dalla graduatoria concernente la selezione interna di cui alla legge regionale n. 11 del 2002, approvata in data 1.06.2005.

Copertura Finanziaria

Le eventuali maggiori spese derivanti dall'applicazione del presente comma vanno a valere sulle relative UPB S del Bilancio pluriennale della Regione e mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Legge finanziaria - FNOL (535)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Diana - Artizzu - Farigu - Sanjust.

Articolo 6

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

6 bis. Nel contesto degli incentivi al pensionamento, nei confronti del personale appartenente al Corpo forestale e dì Vigilanza ambientale trova applicazione, in quanto compatibile, la disposizione di cui all'art. 3, comma 5 della L. n. 248/1977 e successive modificazioni ed integrazioni, che prevede la maggiorazione di 1/5 del servizio.

Copertura Finanziaria

Le eventuali maggiori spese derivanti dall'applicazione del presente comma vanno a valere sulle relative UPB S del Bilancio pluriennale della Regione e mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Legge finanziaria - FNOL -. (534)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.

Articolo 6

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma 6 bis:

"Nei confronti del personale appartenente al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, trova applicazione, in quanto compatibile con la percezione dell'analoga indennità regionale, la disposizione di cui all'articolo 3, comma 5 della legge 27 maggio 1977, n. 284 e successive modificazioni ed integrazioni. Il personale che si avvale della presente disposizione è escluso dall'incentivo previsto al successivo comma 4.". (547)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.

Articolo 6

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma 6 bis:

"Nella legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, all'articolo 20, comma 2, le parole "l'articolo 13 della legge regionale n. 15 del 1965" sono soppresse.". (548)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.

Articolo 6

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma 6 bis:

"all'articolo 32, punto 2 della legge regionale 13 novembre 1998 n. 31 dopo la lett. d) è aggiunta la seguente lett. e):

e) i dipendenti di ruolo dell'Amministrazione regionale e degli Enti in possesso dei diplomi di laurea così come individuati dall'art. 17, comma 95 della L 15 maggio 1997 n. 127.". (580)

Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.

Articolo 6

Al comma 7 dopo le parole " il personale" sono aggiunte le parole " ,esclusi i dirigenti, ". (570)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Nel comma 7 dell'articolo 6 dopo le parole "a responsabilità limitata" sono aggiunte le parole: "e il personale dipendente a tempo indeterminato, alla data di scioglimentodella Società SIGMA INVEST in liquidazione". (856)

Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Nel comma 7 dell'articolo 6 sono aggiunti i seguenti commi:

7 bis. Al personale di ruolo dell'ex Esaf, trasferito nei ruoli del gestore unico del S.I.I. ai sensi della L.R. n. 10 del 12 luglio 2005, nelle more della stipula dell'accordo quadro previsto dall'art. 2, comma 2, della predetta L.R. 10/05, continua ad applicarsi il contratto collettivo di provenienza, ovvero il CCRL 2002/05.

7 ter. Ai dipendenti dell'ex Esaf già iscritti al fondo integrativo pensioni (F.I.P.) dell'Esaf, è assicurata la continuità del trattamento previsto dalle norme istitutive del medesimo fondo. E' altresì assicurato il trattamento di fine servizio, compresa la quota I.N.P.D.A.P. (ex I.N.A.D.E.L.), con l'iscrizione dal 29 luglio 2005 del personale ex Esaf al F.I.T.Q. regionale.

Su richiesta dei dipendenti interessati è garantita la continuità previdenziale attraverso il trasferimento del TFS I.N.P.D.A.P. (ex I.N.A.D.E.L.) maturato alla data del 28 luglio 2005 al F.I.T.Q. regionale.

Il soggetto gestore del servizio idrico integrato è tenuto al versamento delle quote previste dal F.I.T.Q. per i dipendenti iscritti. (904)

Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Sabatini.

Articolo 6

Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

"7 bis. Per l'esercizio delle funzioni di cui alla legge regionale n. 6 del 2006 il di­spositivo di cui all'articolo 10, comma 9, lett. e) e all'articolo 17, comma 7 della medesima legge, è esteso al personale che, alla data del 31 dicembre 2004, risulta essere in posizione di comando presso la Progemisa da società con capitale azionario interamente detenuto dal­la Regione". (847)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Pinna - Mattana - Manca - Sabatini - Corda - Giorico - Fadda - Randazzo Alberto - Murgioni - Pileri - Rassu.

Articolo 6

All'articolo 6, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

"7 bis. Nella legge regionale 6 dicembre 2006, n. 19, capo III e capo V, la denominazione del soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale regionale: Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S.) è modificata nella seguente: "Ente Acque della Sardegna (EN.A.S.). (918)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Sanjust - Pileri - Rassu - Liori - Petrini - Randazzo Vittorio.

Articolo 6

Nel comma 8 dopo le parole "..della presente legge." sono aggiunte le parole ", ad eccezione degli Enti per il diritto allo studio universitario di Cagliari e Sassari, che sono autorizzati a reintegrare i dipendenti cessati dal servizio negli anni 2005, 2006 e 2007.". (542)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia.

Articolo 6

Al comma 8 dell'art. 6 dopo le parole "il programma è approvato dalla Giunta Regionale" sono aggiunte le parole "previo parere della competente commissione consiliare". (185)

Emendamento aggiuntivo Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

Al termine del comma 9, lettera a) nella novella, è aggiunta la seguente lettera:

g bis) "un addetto stampa, da individuarsi tra i giornalisti professionisti e pubblicisti presenti nell'organico della Regione". (108)

Emendamento aggiuntivo La Spisa - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Vargiu - Farigu - Rassu.

Articolo 6

Al comma 13 dell'art. 6 è aggiunto il seguente:

Comma 13 bis

Nell'ambito delle disponibilità finanziarie previste dall'attuale Legge di Bilancio, l'Ente Foreste è autorizzato, all'interno dell'attuale dotazione organica, e nell'ambito dei servizi territoriali interessati a ridistribuire l'orario di lavoro derivante da cessazioni ed abbandoni verificatisi per qualsiasi motivo, a partire dal Gennaio 2006, su lavoratori già dipendenti dell'ente a orario ridotto e/o a carattere stagionale.

Modalità e criteri saranno oggetto di contrattazione ed accordo con le OOSS firmatarie del CCNL. (533)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:

13 bis. Per le esigenze funzionali dell'Ente Foreste della Sardegna, gli idonei del concorso interno di cui al bando di selezione allegato alla deliberazione n. 1 dell'11 gennaio 2006, sono inquadrati nel quarto livello degli impiegati dello stesso Ente. (915)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Al termine del comma 15, è aggiunto il seguente:

L'organico dell'ufficio temporaneo per la realizzazione del programma comunitario ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, qualora non sia formato da professionalità già strutturate all'interno dell'Amministrazione Regionale, deve provenire dall'elenco dei vincitori del concorso pubblico già espletato dalla Regione per l'Area Comunitaria e/o dagli idonei allo stesso concorso o, comunque, da professionalità scelte tramite pubblica selezione. (848)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni.

Articolo 6

Al termine del comma 15, è aggiunto il seguente:

L'organico dell'ufficio temporaneo per la realizzazione del programma comunitario ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, qualora non sia formato da professionalità già strutturate all'interno dell'Amministrazione Regionale, deve provenire dall'elenco dei vincitori del concorso pubblico già espletato dalla Regione per l'Area Comunitaria e/o dagli idonei allo stesso concorso o, comunque, da professionalità scelte tramite pubblica selezione. (849)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato.

Articolo 6

dopo il comma 17 sono aggiunti i seguenti:

17 bis. Per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nella Amministrazione Regionale, nelle Agenzie e negli Enti Pubblici Regionali, è istituito un "Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici" finalizzato alla realizzazione di piani straordinari per l'assunzione a tempo indeterminato di personale già assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato.

17 ter. Per il finanziamento del Fondo è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per gli anni 2007, 2008, 2009 e 2010.

17 quater. Nelle procedure di assunzione si provvede, prioritariamente, alla stabilizzazione del personale precario, che sia in servizio da almeno 2 (due) anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2006.

Copertura finanziaria:

euro 5.000.000 anno 2007

euro 5.000.000 anno 2008

euro 5.000.000 anno 2009

euro 5.000.000 anno 2010

Riduzione tabella A FNOL (33)

Emendamento aggiuntivo Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo.

Articolo 6

Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente comma:

17 bis. Relativamente a tutte le disposizioni, contenute nella presente legge, che prevedono il trasferimento di personale della Regione verso altre pubbliche amministrazioni, detto trasferimento avviene nel rispetto delle norme legislative e contrattuali vigenti e previa concertazione con le organizzazioni sindacali.". (112)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 6

Dopo il 17 comma sono aggiunti i seguenti:

Al personale cessato dal servizio - cui, con provvedimento consolidato ed emesso successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, è stata attribuita la qualifica di "dirigente" ai soli fini giuridici, con effetto dal 2 dicembre 1998, ai sensi del secondo comma dell'Art. 77 della L.R. 13 gennaio 1998, n. 31 e successive modificazioni ed integrazioni - compete il trattamento economico previsto dai CC.CC.RR.LL. per il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale e degli Enti strumentali, con effetto dal primo giorno del mese precedente la data di cessazione dal servizio. Tale trattamento è comprensivo della retribuzione di posizione nella misura prevista per i dirigenti con compiti di studio, ricerca e consulenza (STAFF). (925)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Masia.

Articolo 6

Dopo l'articolo 6 è aggiunto il seguente:

- Art. 6 bis - Personale dei gruppi consiliari

1. Al fine di promuovere l'esodo del personale di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 37/95. ai dipendenti che maturino entro il 31 dicembre 2007 i requisiti di legge per ottenere la pensione di anzianità, è corrisposta a titolo di incentivazione una indennità supplementare pari a tre mensilità della retribuzione in godimento, per ogni anno derivante dalla differenza fra 64 anni e l'età anagrafica, espressa in anni, posseduta alla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma per un massimo di quattro anni.

2. Alla copertura dei relativi oneri si fa fronte con le procedure previste dall'articolo 8 della medesima legge regionale n. 37/95. (861)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Masia.

Articolo 6

Dopo l'articolo 6 è aggiunto il seguente:

- Art. 6 bis - Modifiche alla L.R. n. 37/95

1. Nel comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 18 dicembre 1995, n. 37 "Norme in materia di finanziamento e di assegnazione di personale ai gruppi consiliari", dopo le parole "30 per cento.", l'ultimo periodo è soppresso.

2. Nel comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale n. 37 del 1995, le parole "e qualora i dipendenti interessati vi consentano" sono soppresse. (862)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.

Articolo 6

Dopo l'art. 6 è aggiunto l'art. 6 bis:

L' amministrazione regionale e gli enti pubblici possono, nei limiti della propria dotazione organica e nel rispetto della programmazione dei fabbisogni di personale, utilizzare, per gli anni 2007-2009, le graduatorie concorsuali ancora valide. (926).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Prima di iniziare la discussione, Presidente, chiedo la parola sull'ordine dei lavori, perché mi risulta che non sia stato considerato un emendamento a mia firma. Mi riferisco all'emendamento sostitutivo dell'emendamento numero 862, che non mi pare sia compreso negli emendamenti da lei elencati.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, gli Uffici mi informano che l'emendamento non è stato accolto perché è stato presentato fuori tempo massimo.

DIANA (A.N.). Cosa vuol dire?

PRESIDENTE. Vuol dire che è stato presentato alle ore 10 anziché alle ore 9, per cui non è ammissibile, così come prevede il Regolamento.

DIANA (A.N.). Non lo abbiamo presentato alle ore 9 perché il Consiglio era convocato per le ore 10, poi la seduta è iniziata effettivamente alle ore 11 e 30.

PRESIDENTE. Gli emendamenti devono essere presentati sino a un'ora prima dell'ora stabilita per l'inizio dei lavori, non di quella effettiva. L'ora di effettivo inizio della seduta non la sappiamo in anticipo, onorevole Diana.

Comunque l'emendamento non è ammesso.

Ha la parola per svolgere il suo intervento, se vuole.

(Interruzioni)

DIANA (A.N.). Lo riproporremo in altra occasione. Non voglio entrare in polemica con il Presidente, questo è il suo parere, verificherò, comunque, se il Regolamento prevede una fattispecie di questo genere.

L'articolo 6 contiene tutta una serie di norme che riguardano il personale della Regione, non solo il personale del Consiglio regionale e della Giunta, ma anche il personale che comunque fa capo alla Regione Sardegna.

Questo articolo, che è stato oggetto di discussioni piuttosto lunghe.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Diana, l'inizio dei lavori appare faticoso stamattina, si fermi un secondo, vediamo se i colleghi riescono a prendere atto che la seduta è iniziata.

Prego i colleghi di prendere posto. Stiamo aspettando che i colleghi prendano posto, onorevole Cerchi. La ringrazio.

Prego, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Dicevo, Presidente, che sull'articolo 6 anche in Commissione c'è stata una lunga discussione, che fondamentalmente non ha chiarito la posizione della maggioranza. Credo che nella giornata odierna qualche interruzione sarà necessaria per cercare di capire se gli emendamenti che sono stati presentati non dalla opposizione, ma dalla maggioranza possono essere da tutti condivisi.

Ora io, per mia natura, avrei escluso - mi dispiace che non sia presente il Presidente del Consiglio - qualsiasi norma riguardante il personale, perché credo che non attengano a una materia da finanziaria, benché si possa pensare che quando si tratta di razionalizzare può essere ammesso anche un articolo che regola questioni riguardanti il personale. Da quando sono in questo Consiglio regionale, la legge numero 31 del 1998 è stata modificata non so quante volte attraverso la finanziaria, e fa specie che la maggioranza e il Presidente della Regione, che si è presentato con propositi importanti, anche bellicosi sotto certi punti di vista, non abbiano deciso di proporre all'Aula un progetto di legge per la modifica totale della legge numero 31. In questo articolo troviamo tutta una serie di modifiche e integrazioni che dovrebbero razionalizzare. Si inizia con l'esodo cosiddetto incentivato, che non è facoltativo, ma è un obbligo, perché, di fatto, chi la pensa come me è piuttosto portato a ritenere che, sia nel comma 1 sia nel comma 2, ci siano anche delle "fotografie", cioè pare quasi che si vogliano escludere dal comparto dei dipendenti regionali determinate figure.

Ora, se ci fosse la possibilità di scegliere ancora ancora lo capirei, ma qui non esiste questa facoltà. Il comma 2, lettera a) dice: "a collocare a riposo, nell'anno 2007, i dipendenti, compresi quelli di qualifica dirigenziale". Intanto, già la specifica mi fa sorgere un sacco di dubbi: per quale motivo puntualizzare "compresi quelli di qualifica dirigenziale"? Questi dovrebbero essere collocati in quiescenza con un esodo che è inutile citare. Si fa riferimento a tutti i dipendenti della Regione, e quindi anche degli enti regionali e delle agenzie, ma non ho avuto modo di capire se tra le agenzie sia compresa anche l'AREA, la nuova agenzia che ha sostituito gli Istituti autonomi per le case popolari. Sarebbe importante saperlo, dal momento che non è menzionata. Sono propenso a credere che l'AREA non sia compresa, altrimenti non si capisce per quale motivo vengono menzionate le agenzie AGRIS, LAORE, ARGEA e non anche l'AREA, ma su questo mi potrà rispondere, ovviamente, l'Assessore.

Successivamente, in questo articolo, si fa grande riferimento agli uffici di gabinetto. Anche qui ci sono delle modifiche importanti che, fondamentalmente, Assessore, non razionalizzano proprio un bel niente. Forse c'è un solo caso di diminuzione di un componente del gabinetto del Presidente o degli Assessori, però, sinceramente, io non ho visto una grande volontà di ridurre quelli che voi avete individuato come costi della politica. Addirittura, noi abbiamo presentato un emendamento che chiede di abolire l'Ufficio stampa del Presidente della Regione; può essere un emendamento, come dire, pretestuoso, provocatorio, ma da cosa nasce, visto che il primo firmatario di quell'emendamento sono io? Nasce dal fatto che più volte ho chiesto al Presidente della Regione di farci conoscere le motivazioni che hanno portato a un incremento di oltre il 50 per cento dell'indennità spettante al Capo Ufficio stampa della Presidenza della Regione. Non mi è mai stata data risposta. Professionista serio e attento certamente, per il quale era già prevista un'indennità non di molto inferiore a quella di un direttore generale, ma con meno responsabilità, perché la responsabilità di ciò che scrive un addetto stampa è da imputare solo ed esclusivamente alla persona per la quale questo signore agisce, opera e scrive. Il Capo Ufficio stampa del Presidente della Regione percepisce, oggi, un'indennità superiore del 30 per cento a quella di un direttore generale. Non l'ho saputo dal Presidente della Regione, ovviamente, perché la risposta non è stata data, certo è, comunque, che nel momento in cui la Regione Sardegna si è dotata di tutta una serie importante di metodi e sistemi per veicolare la propria immagine, la presenza di un addetto stampa non è necessaria, ma se anche lo fosse non ho capito perché questa persona debba avere un trattamento economico diverso da quello riservato ad altri addetti stampa. Non riesco proprio a comprenderlo. Non è l'ex direttore di una testata giornalistica, quindi non ha neanche tutta questa capacità di veicolare l'immagine del Presidente della Regione o gli atti della Presidenza della Regione. Pertanto, credo che sarebbe meglio abolire la figura del Capo Ufficio stampa. Non stiamo dicendo che non vogliamo un Ufficio stampa, ma che non vogliamo un Capo Ufficio stampa. Probabilmente, se gli emolumenti che egli percepisce attualmente venissero dati a dei giovani collaboratori che conoscono molto più approfonditamente il mondo dell'informazione, non sarebbe cosa fatta male.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, mi sono distratto un attimo, ma presumo che sia finito il tempo. Concluda il suo intervento.

DIANA (A.N.). Non posso concluderlo, perché ho iniziato quattro minuti dopo. Mi rifarò intervenendo sui prossimi emendamenti, sempre che lei si ricordi che ho iniziato con quattro minuti di ritardo.

PRESIDENTE. Io ricordo che lei ha iniziato quando le ho dato la parola e il tempo della mia interruzione non è stato computato.

DIANA (A.N.). Lei può dire tutto quello che vuole, ma non questo! Lei mi ha interrotto…

PRESIDENTE. Onorevole Diana, le assicuro che quando l'ho interrotta ho fermato il conteggio del tempo.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io vorrei intervenire sull'articolo e anche sull'emendamento citato all'inizio della seduta. Chiedo, pertanto, un intervento da parte della Presidenza che consenta di esaminare questo emendamento.

Sul merito dell'articolo si deve dire necessariamente e preliminarmente che davvero, al di là di quello che prevede la legge di contabilità regionale sul contenuto della finanziaria, per quanto riguarda i riflessi che la politica del personale ha nella politica finanziaria si è andati molto oltre, come purtroppo accade da anni, ma in particolare in questa legislatura, in cui, cioè, la Giunta ha fatto una scelta chiarissima, sino a modificare la legge di contabilità. La Giunta ritiene che la legge finanziaria sia un'occasione da non perdere per inserire tutte le norme che la lentezza - fisiologica, però - della procedura parlamentare non consente di approvare in tempi rapidi, finendo per rallentare ulteriormente l'attività legislativa in diverse materie. Nel corso dell'anno non si riesce ad approvare un numero consistente di leggi organiche e, perciò, la finanziaria diventa il punto in cui introdurre modifiche molto consistenti di leggi organiche o, addirittura, interi corpi organici di materia. La stessa normativa sulla finanza regionale, sulle tasse, avrebbe potuto coerentemente essere oggetto di un disegno di legge ad hoc. Così non è stato e la conseguenza è un rallentamento dell'iter di approvazione della legge finanziaria.

Così è in materia di personale: gli articoli 6, 7 e 8 prevedono di fatto un intervento molto consistente, molto pesante sull'insieme delle norme sul personale e addirittura anche sul sistema della previdenza e della previdenza integrativa. L'articolo 6, evidentemente, riflette in termini negativi questo appesantimento e siamo costretti, quindi, durante la finanziaria, ad affrontare temi generali o specifici di politica del personale, tentando di trovare soluzione alle centinaia di problemi che vengono sollecitati dalla dinamica ordinaria anche dei rapporti fra il personale e l'amministrazione, tra il sindacato e il CORAN, cioè mischiando molto spesso norme di legge con disposizioni o comunque discipline che potrebbero, invece, coerentemente e correttamente, essere lasciate alla contrattazione collettiva.

Questo è il limite di fondo, però, su questo testo tutti ci confrontiamo accettando la sfida e di fatto presentando all'articolo 6 decine e decine di emendamenti. Valuteremo nel merito i singoli emendamenti, però una questione generale va sottolineata, preliminarmente, nella discussione, e cioè che anche se l'Assessore si impegna - bisogna dargliene atto - sul piano personale, però, non sul piano politico, purtroppo, non sul piano della responsabilità collegiale della Giunta, per tentare di ricucire un rapporto con il personale, con il sindacato, con le stesse parti politiche, ciò non toglie che ci sia una responsabilità politica collegiale della Giunta. Dobbiamo dare atto che anche in Commissione la discussione sugli emendamenti all'articolo 6 è stata molto lunga e articolata e vi è stata la disponibilità dell'Assessore a esaminare punto per punto ogni emendamento. L'esito non è certamente quello che l'opposizione e anche una parte della maggioranza avrebbero desiderato, nel metodo c'è stata almeno questa disponibilità, ma rimane un dato di fatto: c'è una responsabilità politica collegiale, sicuramente attribuibile al vertice della Giunta regionale, su una scelta ben chiara, quella di non considerare il personale, al di là delle parole che si dicono, come una risorsa strategica della Regione. Sono sicuro che l'Assessore, nella replica, dirà che questo non è vero, che la Giunta è convintissima che il personale della Regione sia una risorsa da valorizzare, ma alle parole devono corrispondere i fatti. Vengono, invece, incentivati gli esodi, addirittura con prepensionamenti forzati, in controtendenza rispetto alla normativa nazionale e alla dinamica dei rapporti tra la finanza pubblica, il sistema previdenziale e la dinamica sindacale. Esodi forzati, cioè un alleggerimento forzato della dotazione organica attuale, per poi moltiplicare gli accessi fuori dal sistema delle regole previste dalla Costituzione e dalle leggi in materia di personale, cioè fuori dal principio del concorso, della selezione pubblica come metodo ordinario, costante, obbligato di accesso alle funzioni di lavoro dipendente nel settore pubblico. Abbiamo, ormai, meccanismi perversi che generano precariato e mettono ogni volta il Consiglio regionale di fronte a situazioni che richiedono, evidentemente, una sanatoria. Mi riferisco, per esempio, alla stabilizzazione dei lavoratori precari, alcuni dei quali (il cosiddetto precariato tipico) hanno partecipato a delle selezioni, altri no, ma come minimo, giustamente, rivendicano anch'essi la condizione personale di collaborazione leale e costruttiva, utilissima per la pubblica amministrazione, svolta sino ai 30-35 anni d'età, quando ormai non si può cambiare percorso lavorativo.

L'Assemblea parlamentare è chiamata a sanare queste situazioni, che quindi tutti noi dobbiamo affrontare con senso di responsabilità e anche con un sia pur minimo atteggiamento di disponibilità a comprendere non solo le questioni dell'efficienza, ma anche le condizioni, diciamo, di disagio di tante persone che lealmente hanno collaborato con l'amministrazione regionale. Per cui siamo portati, giustamente, sul piano politico, a sanare il precariato e a stabilizzare questi lavoratori. Ed è questo l'intendimento che tutti vorremmo perseguire anche attraverso questi articoli. Noi siamo certamente disponibili a collaborare di fronte a questi casi, a condizione che non si innesti e non si favorisca un sistema che non avrà mai fine. Stabilizzare e sanare va bene se, oltre a combattere la febbre alta, si elimina la causa. In questi articoli sono presenti norme che, invece, non chiudono, non fermano l'origine del precariato; un'origine che questa legislatura ha visto amplificata, perché si è moltiplicato il numero delle convenzioni esterne, dei contratti di collaborazione, degli accessi dall'esterno di persone che sono entrate anche nel cuore del sistema per manovrare dati sensibili; persone estranee all'amministrazione, appartenenti ad aziende di cui tutti, tra l'altro, conosciamo il nome e che trattano questioni delicate e riservate, dati che possono riguardare i dipendenti, i fornitori, i clienti, i consiglieri regionali e così via. Si è creato un sistema che altri hanno definito della "porta girevole", per cui da un lato si riduce l'organico dell'ESAF, si stabiliscono gli esodi forzati e via dicendo, dall'altro si introducono nella pubblica amministrazione dipendenti di società esterne e si moltiplicano le agenzie prevedendo che alle stesse si acceda, di fatto, non attraverso selezioni pubbliche, procedure di evidenza pubblica, ma attraverso acquisizione diretta.

Allora, questa situazione va affrontata con serietà, se vogliamo davvero farlo, maggioranza e opposizione. Noi cercheremo di fare la nostra parte, ma la maggioranza deve essere disponibile a mettere il dito sulla piaga, a indicare le responsabilità e le correzioni giuste.

Signor Presidente, se posso proseguire sull'ordine dei lavori, vorrei chiedere la disponibilità da parte sua e dei colleghi Capigruppo a riesaminare l'ammissibilità dell'emendamento di cui dicevo all'inizio, perché se anche fosse accettabile la tesi, che pure a me sembra discutibile, che gli emendamenti vanno presentati un'ora prima dell'orario previsto e non dell'inizio effettivo della seduta, ricordo - e credo che i Capigruppo possano testimoniare che è vero - che questo emendamento nasce dall'esigenza di una sintesi di altri due emendamenti che riguardavano la questione del personale dei Gruppi, che è stata esaminata dalla Commissione, la quale ha indicato il Presidente della Commissione come possibile presentatore di un emendamento di sintesi. Vorrei che il Presidente della Commissione su questo dicesse la sua. Secondo questa interpretazione, la questione dell'ammissibilità dell'emendamento potrebbe essere riesaminata. Chiedo che vi sia, da parte di tutti, un'utile elasticità affinché questa soluzione, se è buona ed è condivisa, ovviamente, all'unanimità, possa essere ammessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Brevissimamente, Presidente, giusto il tempo di scrivere l'emendamento e fotocopiarlo.

PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa stava parlando di un emendamento presentato ad altro emendamento.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esattamente, ma siccome c'era l'impegno a presentare un emendamento di sintesi di due emendamenti che erano stati lasciati in sospeso, sto predisponendo un testo che sottoporremo all'attenzione dei Gruppi e presenteremo come emendamento di sintesi.

PRESIDENTE. Infatti l'emendamento di sintesi è presentabile durante la discussione, quello di cui si è parlato non era un emendamento di sintesi e come tale non poteva essere ammesso.

E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, ho presentato l'emendamento numero 169, che è sostitutivo totale dell'articolo 6, perché, come in altre occasioni ho avuto modo di chiarire, siamo di fronte a un'enorme norma intrusa. La legge numero 11 del 2006, la cosiddetta legge di contabilità, è precisissima a questo proposito. L'articolo 4, lettera i) dice con chiarezza che la finanziaria serve per "determinare l'importo complessivo massimo destinato, in ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, al rinnovo del contratto del personale", tutto il resto è demandato a una legge vigente che non può essere vulnerata, la legge numero 31 del 1998.

Ancora una volta siamo di fronte a uno sfregio e a una mortificazione del Consiglio. Ma perché non si rispettano le leggi vigenti? E se le riteniamo inadeguate, perché non ci dotiamo di nuove leggi? E' chiaro che, dietro questa ennesima vulnerazione c'è una strategia. Non dimentichiamoci che la legge numero 31 è stata sbrandellata e vulnerata in diverse finanziarie. Non è, infatti, la prima volta che si parla del personale, attraverso una norma intrusa, individuando incentivi, favorendo l'esodo. Siamo di fronte a una sciatteria legislativa preoccupante, però, colleghi consiglieri, non è un caso: dietro questa ennesima vulnerazione c'è, ripeto, una strategia. Intanto, il personale della Regione deve essere criminalizzato con la demagogia populista perché "è un ricettacolo di privilegiati, collusi e ignoranti", rispetto, magari, ad altri figli disoccupati. Questo permette al Presidente della Regione di giustificare la realizzazione, che ha da tempo a cuore, di un'amministrazione parallela a quella esistente. E negli articoli 6 e 7 è palese la regia di questo Presidente. E come si giustifica, in questa strategia, un'amministrazione parallela? Attuando il mobbing politico contro il personale, demotivandolo, intimidendolo, esautorandolo, perché spesso - è stato detto - i dipendenti regionali vengono fiancheggiati da estranei non si sa a quale titolo.

Allora, se il garante delle prerogative dei consiglieri, se il garante della trasparenza della finanziaria è il Presidente del Consiglio, il quale abdica a questo ruolo nobilissimo appiattendosi su questo desiderio di vulnerare la stessa finanziaria immettendo norme intruse, allora siamo di fronte a un'eversione presidenzialista dell'articolo 97 della Costituzione. Anche se il termine può essere impegnativo e fastidioso, siamo di fronte a un atto gravissimo, perché l'articolo 97 della Costituzione dice: "I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e la imparzialità dell'amministrazione". Ditemi voi dove sta la terzietà e l'imparzialità della pubblica amministrazione quando la stessa viene farcita di consulenti, più o meno prezzolati, che rispondono solo al Governatore e non alla Regione!

Vorrei che si riflettesse su questo, perché non è terrorismo gratuito, è una cosa intollerabile! Perché i sindacati, i rappresentanti delle categorie sociali e dei lavoratori non devono affrontare, con la Commissione competente, la rivisitazione e la riformulazione della legge numero 31 del 1998, se è inadeguata? Ma, ripeto, per ora vige questa legge e va rispettata.

L'articolo 6, comma 1, dice: "Per favorire il riordino dell'organico dell'Amministrazione regionale, reso necessario dai processi di riforma in corso…", dove sono questi processi? Giacciono in qualche cassetto della Commissione? A noi è vietato saperlo. Morale: quando i buoi saranno scappati certamente si metterà mano alla legge numero 31, che è stata spolpata, vulnerata e diverrà un moncherino plasmato per il tornaconto personale del regista palese.

Un direttore, un apicale che non accetti le imposizioni del Presidente può benissimo eccepire e non verrà mai licenziato, ma non è così, se c'è mancanza di terzietà, per chi, invece, è cooptato - per quella famosa quota del 25 per cento - e quindi risponde, ripeto, solamente al Presidente. E questo insospettisce, perché quando affronteremo l'articolo 7 vedremo che se si favorisce la giubilazione, l'esodo di coloro che hanno maturato, con i contributi previdenziali, il diritto alla pensione, anziché trattenerli, incoraggiarli o motivarli a restare, perché hanno una professionalità e un'esperienza acquisita in trentacinque o quarant'anni di vita lavorativa dignitosissima, si crea comunque un danno all'amministrazione. Allora, perché favorirne l'esodo? Certamente - e non è una malignità - per giustificare la presenza di persone estranee alla pubblica amministrazione. Non voglio malignare ulteriormente, ma devo dire che, visti gli ultimi tanfi emersi dalle inchieste giudiziarie, siamo proprio di fronte a un esempio classico, perché degli apicali operanti in un sistema di terzietà e imparzialità non avrebbero permesso lo scempio che tracima dalle pagine dei quotidiani ex fiancheggiatori dell'azione di governo, che ora, in modo neutro e nobile, prendono le distanze e riportano, scientificamente, le dichiarazioni di testimoni che parlano di condizionamenti e intromissioni intollerabili, che non fanno onore alla classe politica isolana.

E' per tutte queste cose che io dico: attenzione, l'articolo 6 va soppresso, perché è una grossissima norma intrusa. E non lo dice il sottoscritto, ma lo dice la finanziaria quando parla, con chiarezza, di individuazione delle somme per onorare solo i contratti collettivi. Tutto l'altro deve essere democraticamente affrontato dalla Commissione competente e dai sindacati.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signori assessori Dadea e Sanna, colleghe e colleghi, l'articolo 6 della finanziaria affronta un argomento molto importante. Tenta di sanare situazioni anomale che si sono instaurate nei confronti di diversi lavoratori che da molti anni sono alle dipendenze della Regione, con contratti atipici, che hanno creato e continuano a creare e a consolidare atteggiamenti discriminatori tra lavoratori che svolgono le stesse attività nell'amministrazione regionale. Mi riferisco, in particolare, alle figure professionali impegnate nel Centro regionale di tutela e restauro dei beni librari e nel Centro del catalogo dei beni culturali. Per entrambe le situazioni, che ho ritenuto e ritengo paradossali, ho presentato delle interrogazioni, anche se ormai sta diventando una prassi, e non voglio aggettivarla, quella di non rispondere con sollecitudine. Le risposte arrivano, talvolta, dopo un anno. Tuttavia devo dare atto, in questo caso specifico, all'assessore Dadea di aver inserito alla lettera d) del comma 5 dell'articolo 6 la norma che sana la situazione delle figure professionali che da decenni, con indiscusse capacità, assicurano continuità di tutela e di restauro dei beni librari. Credo che possa essere considerato un atto di giustizia verso lavoratori che sotto contratto annuale di diritto privato, a seguito di una selezione a evidenza pubblica, assicurano fin dal 1987, quindi da vent'anni, gli interventi di restauro e la consulenza per le attività di conservazione. Veramente è un atto di giustizia, il cui merito va riconosciuto a questa Giunta, che sana una situazione ignorata e trascurata dai precedenti Governi.

Vi è, poi, anche un'altra situazione anomala, che con l'emendamento numero 89, da me presentato, insieme ai colleghi Ibba e Atzeri, si intende riportare nell'alveo di un corretto rapporto di lavoro con gli operatori che hanno il compito di garantire la prosecuzione dell'attività del Centro del catalogo dei beni culturali. La Regione, infatti, intende ampliare le funzioni della struttura nel suo duplice ruolo di centro operativo e di archivio, con riferimento, appunto, alla banca dati cartacea ed elettronica di tutte le schede prodotte e con l'obiettivo di realizzare un servizio attivo nella raccolta e gestione delle informazioni, affinché possano essere correttamente utilizzate da operatori pubblici e privati di settore.

Non è mio costume, Presidente, lamentarmi per le condizioni che si creano in aula, però tra telefonini che squillano francamente non è facilissimo mantenere la concentrazione.

PRESIDENTE. Prego i colleghi almeno di silenziare i telefonini, se non di spegnerli. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Il servizio, mi sembra ovvio, non può essere svolto con lavoratori a contratto a tempo, anche in considerazione dell'investimento, sotto il profilo professionale, che l'amministrazione regionale ha sostenuto fin dal 1986. Ho visto che l'assessore Dadea, mostrando anche in questo caso una particolare sensibilità, si è fatto interprete delle esigenze dell'Assessorato della pubblica istruzione e ha presentato un emendamento all'emendamento numero 184, che reca il numero 949, che recepisce anche il mio suggerimento in modo da sanare questa situazione. Quindi lo voterò con particolare convinzione.

Peraltro la Regione, come amministrazione pubblica, non può dare il cattivo esempio nell'applicazione della legge sulla flessibilità, ma ne parlerò più dettagliatamente quando ci riferiremo all'articolo 8. Mi sembra tuttavia importante che la Giunta effettui un monitoraggio. Evidentemente è ormai un mio tratto costitutivo quello di avere l'esigenza di poter conoscere le situazioni, per meglio valutare gli interventi via via da attuare. Dicevo, è importante che la Giunta effettui un monitoraggio serio su tutti i contratti atipici esistenti nell'amministrazione, negli enti e nelle agenzie regionali e, ovviamente, nelle società controllate dalla Regione. Da questo discorso, evidentemente, non è esente il nostro Consiglio regionale, almeno per quanto concerne il personale dei Gruppi, sia relativamente all'organico, al ruolo e al trattamento dei dipendenti, sia anche alla funzionalità dell'attività che, come da tante parti è stato sottolineato, necessita di una riorganizzazione nell'ambito di quella più complessiva del Consiglio, nell'interesse dell'Assemblea legislativa e del lavoro dei singoli consiglieri. Sono stati presentati due emendamenti, richiamati anche poco fa, gli emendamenti numero 861 e 862, ma è opportuno trovare un'intesa generale tra tutti i Gruppi per risolvere un problema che non può essere ulteriormente ignorato. Sono, quindi, del parere che un emendamento di sintesi, così come annunciato dal Presidente della Commissione, sia non solo auspicabile, ma necessario.

Per concludere, voglio fare un riferimento generale all'esigenza di riordino dell'organico dell'amministrazione regionale.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CALIGARIS.) E' opportuno affrontare in maniera definitiva il problema degli organici e dei fabbisogni e dare vita a una chiara e concreta politica di riforma.

Approfitto della presenza dell'assessore Sanna anche per richiamare l'attenzione su una questione molto delicata, perché riguarda 350 persone su 600 impegnate nei servizi di pulizia degli uffici della Regione. E' stato ventilato il licenziamento di ben 350 persone, conseguente al bando per l'affidamento, appunto, del servizio di pulizia. Mi auguro che si possano avere notizie tranquillizzanti, perché c'è molta preoccupazione da parte di queste lavoratrici monoreddito, che nella maggior parte dei casi stanno ricevendo le lettere di licenziamento, e aggiungere condizioni di precarietà e di assoluta mancanza di reddito in una situazione come quella che stiamo vivendo in questo momento in Sardegna mi sembrerebbe proprio un atto irresponsabile. Quindi spero che nel caso si ventilino provvedimenti così drammatici, si sappia anche intervenire opportunamente sul bilancio. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, sull'articolo 6 vale, intanto, una considerazione preliminare, e cioè che anche quest'anno ci troviamo, come per le finanziarie degli anni passati, a discutere a spizzichi e bocconi di temi riguardanti il personale. Temi che la maggior parte di noi non conosce nel dettaglio, che creano una grande attesa nel personale della Regione e sui quali si ha talora la sensazione che la Giunta intervenga senza avere adeguatamente ponderato tutti i problemi che sono sul tappeto.

Vale la pena di fare una valutazione complessiva, dopo tre anni di amministrazione di questo centrosinistra, sul messaggio grossolano che sta passando in Consiglio regionale e fuori di qui. E' un messaggio distorcente, nel senso che, essendo il personale regionale inadeguato rispetto a quelli che sono i carichi di lavoro, gli impegni e gli obiettivi della Regione, tutto ciò che l'amministrazione regionale fa contro i propri dipendenti è cosa buona, proprio perché nasce dall'inadeguatezza dei dipendenti rispetto alla mission. Noi crediamo che questo sia un concetto che veramente non può passare, così come non può passare il concetto gemello, quello per cui vale lo spoil system non per le più alte cariche del ruolo regionale, ma per i dattilografi, per i ragionieri, per i dipendenti che non svolgono funzioni apicali. La Regione, infatti, tende a liberarsi dei propri dipendenti, magari facendoli transitare nelle province o in altri enti. Basti osservare l'evoluzione delle problematiche correlate ad Abbanoa. Vi sono enti che hanno subito un aggravio che non possono sopportare, pena la perdita complessiva della loro capacità di reggersi dal punto di vista finanziario. Per cui, quello che si ottiene alla fine è un messaggio demotivante nei confronti del personale regionale, per cui l'amministrazione tende a procurarsi, sottoforma di consulenze dall'esterno, tutte quelle professionalità che non ritiene di avere in alto grado al suo interno.

Allora, questo messaggio, oltre che distorcente, è anche autolesionista, perché, alla fine, la Regione rischia un decadimento sempre maggiore sia delle motivazioni sia della qualità delle professionalità che ha al proprio interno e rischia di investire molto poco nel miglioramento delle capacità professionali e delle motivazioni qualitative con cui i dipendenti regionali lavorano. Quindi il rischio per la Regione, alla fine, è di procurarsi un danno che, in qualche maniera, giustifica la richiesta di prestazioni esterne sempre maggiori, sempre più diffuse, riguardanti settori sempre più ampi.

Ecco, questo è un elemento che potrebbe indurre la maggioranza ad accantonare la discussione dell'articolo 6, perché, comunque, i provvedimenti che sono contenuti in questo articolo meritano un ragionamento di fondo che ci consenta di comprendere quali sono le motivazioni sulla base delle quali si sta svolgendo la politica sul personale, affinché il Consiglio regionale possa dare un indirizzo effettivo alla Giunta, le indicazioni di fondo per gestire, proporre, predisporre e portare a compimento la politica del personale. Invece, l'errore che stiamo facendo, il solito errore, quello cioè di interpolare una serie di norme che si sovrappongono, che spesso non hanno coerenza col rimanente testo della finanziaria, ci farà pagare a caro prezzo, anche quest'anno, gli interventi da sarto, ma da sarto sbadato, che noi realizziamo sul complesso delle norme sul personale.

Devo dire che alcune considerazioni specifiche, che stanno anche alla base degli emendamenti che sono stati presentati, vale forse la pena di svolgerle più nel dettaglio, perché il contenuto dell'articolo 6 è la dimostrazione delle considerazioni di fondo e di principio che informano la filosofia della politica della Regione. Perché? Perché il comma 2 introduce una serie di limitazioni della libertà di chi dipende dalla Regione che sono intollerabili e che, probabilmente, almeno in parte, lo stesso centrosinistra ritiene difficilmente proponibili e sostenibili dal punto di vista giuridico. Infatti, qualunque esodo volontario incentivato va bene se viene lasciata al dipendente la possibilità di andare via e se la Regione ha come obiettivo quello di sostituire chi è anagraficamente nelle fasce più elevate con persone più giovani, che ritiene più adeguate. L'esodo va benissimo, ma deve essere lasciato alla libera scelta del singolo. Quindi la Regione deve prevedere incentivazioni che possano consentire al singolo di fare una libera scelta in questa direzione, assecondando, quindi, gli obiettivi che essa stessa si pone. Ma non è possibile ritenere che questo possa essere fatto in maniera coattiva, sarebbe un messaggio di una sgradevolezza estrema, nel senso che un dipendente della Regione, qualunque ruolo eserciti da trentacinque o quarant'anni, delle due l'una: o è sempre stato un peso per la Regione, cioè non si è mai preoccupato di svolgere nel modo migliore le proprie funzioni, e quindi si intende farlo fuori, ma allora deve essere detto chiaramente, possibilmente facendo anche nomi e cognomi di chi per trentacinque o quarant'anni niente ha fatto per la mission della Regione, oppure ha effettivamente concorso alla realizzazione degli obiettivi prefissati. Queste persone sono state una risorsa a cui deve essere dimostrata gratitudine e riconoscenza. E la gratitudine e la riconoscenza non si dimostrano cacciandole via senza dar loro la possibilità di fare una scelta volontaria, il che è probabilmente illegittimo dal punto di vista giuridico e aprirà il solito contenzioso che l'erario regionale sarà chiamato a pagare, ma soprattutto lancia un messaggio a tutti i dipendenti regionali: la Regione dei propri dipendenti non sa cosa farsene e non solo li incentiva ad andar via, ma addirittura li caccia se soltanto ritiene di poterlo fare. Ecco, io credo che questo messaggio vada eliminato e che, quindi, le lettere a) e b) del comma 2 dell'articolo 6 vadano cassate senza che ci sia la possibilità di discuterle ulteriormente.

C'è un altro problema e noi lo abbiamo posto: i dipendenti del disciolto ESIT non hanno potuto partecipare - l'assessore Dadea conosce bene il problema perché gli è stato prospettato diverse volte - ai concorsi interni perché, in quel momento, l'ESIT era in liquidazione. Oggi, che questi dipendenti sono stati inseriti all'interno dell'assetto della Regione, chiedono di avere quella stessa riserva di posti che era stata concessa a tutti gli altri dipendenti degli enti regionali. Si tratta, anche qui, di un atto di giustizia che questo Consiglio può fare. Certo, non è la sede adatta, me ne rendo conto, nel senso che la finanziaria non è la sede adatta per fare sanatorie o atti di giustizia verso il personale. Ci vorrebbe una legge organica, ma siccome siete voi che state scegliendo questa sede per fare questo, è difficile che lasciamo passare l'occasione.

L'ultima questione su cui desidero soffermarmi riguarda l'emendamento presentato in Aula dal collega Diana e da altri colleghi sui funzionari dei Gruppi. Noi avevamo presentato due emendamenti in merito, in Commissione, che sono stati sospesi in attesa che il Presidente della Commissione bilancio scrivesse un emendamento condiviso da tutti che, finalmente, levasse ai Capigruppo l'onere di essere dei datori di lavoro, con tutto ciò che ne consegue, e consentisse ai funzionari dei Gruppi di avere una collocazione dignitosa non più in rapporto diretto con gli stessi Capigruppo. Questo è l'obiettivo del nuovo rapporto con i funzionari dei Gruppi. Che questo lo si realizzi attraverso un emendamento presentato, come stavamo facendo, dai colleghi della minoranza, e non solo, o attraverso l'emendamento di sintesi che il collega Cucca ha preso l'impegno di preparare è indifferente, nel senso che entrambe le cose vanno benissimo, l'importante è che non si arrivi alla discussione in Aula dei due emendamenti sospesi, in attesa dell'emendamento di sintesi, perché questa sarebbe una presa in giro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Il percorso di questa finanziaria affronta, oggi, un altro gran premio della montagna, nel senso che stiamo discutendo l'articolo 6, che sicuramente rappresenta uno dei punti nevralgici di questo disegno di legge finanziaria. Su questo articolo dobbiamo dire subito che in Commissione è stato svolto un lavoro intenso e approfondito da parte di tutti i commissari, che ha portato a qualche notevole miglioramento.

Certamente, dobbiamo sgombrare il campo da un concetto che sembrerebbe volersi radicare in quest'Aula, e cioè che il centrodestra tutela i lavoratori regionali e i cattivi sono nel centrosinistra. Questo è un concetto assolutamente non condivisibile, peraltro la dimostrazione sta in alcuni passaggi importanti che stiamo per affrontare, che l'assessore Dadea ha puntualmente seguito anche in Commissione e che riguardano, per esempio, quei soggetti che in tutti questi anni hanno mantenuto una condizione di precarietà lavorativa, pur avendo titoli di studio importanti. Sono persone diplomate e laureate che non hanno avuto una prospettiva di vita, nonostante si siano alternati Governi di centrosinistra e di centrodestra. L'emendamento che abbiamo presentato in Commissione, d'intesa con la Giunta, è finalizzato alla stabilizzazione di quelli che impropriamente abbiamo chiamato lavoratori precari, che comunque, per anni, hanno garantito la loro partecipazione lavorativa in enti e strutture regionali. Questo è uno dei passaggi più importanti che stanno a significare tutto il contrario rispetto al concetto che si vuole qui consolidare, quello cioè di un centrosinistra e di una maggioranza distratti nei confronti dei dipendenti regionali.

A questo va aggiunto un passaggio che non emerge nel testo della finanziaria, ma che deriva da un impegno preso in Commissione durante la discussione della finanziaria e che è passato un po' sottobanco in Aula, ma non sulla stampa. Mi riferisco al fatto che proprio l'altro ieri il Rettore dell'Università di Cagliari ha firmato, con l'assessore Salerno, quindi con la Regione, il protocollo d'intesa relativo ai primi cinquanta lavoratori precari del Policlinico universitario. Questa battaglia passa attraverso un impegno forte della maggioranza, dell'assessore Dadea e di tutti i Capigruppo del centrosinistra, che hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica e anche dell'Università una situazione sulla quale direttamente la Regione non poteva intervenire, se non attraverso la firma di un protocollo d'intesa che garantisce una disponibilità di risorse finanziarie tale da che consente di qualificare, quindi di rendere professionalmente più dignitosa la presenza di questi cinquanta lavoratori all'interno del Policlinico e successivamente di stabilizzarne il posto di lavoro. Questo è un altro grande risultato di cui bisogna dare atto.

L'articolo 6 presenta indubbiamente delle criticità, di cui nel dettaglio parlerà l'onorevole Pittalis e che riguardano anche aspetti di legittimità che approfondiremo successivamente. Ci rendiamo disponibili a migliorare il testo di questo articolo, perché superato lo scoglio dell'articolo 3, con danni anche abbastanza importanti alla "nave", dobbiamo dare atto che sui successivi articoli si sono fatti interventi, sia in Commissione che in Aula, che hanno sicuramente migliorato questa manovra finanziaria. E noi vogliamo continuare su questa strada, quella cioè di migliorare ulteriormente una proposta che era stata già perfezionata in Commissione e che in Aula, con la disponibilità dell'Assessore, del Presidente della Commissione e di tutti i colleghi, può sicuramente sciogliere gli ultimi nodi relativi soprattutto alle problematiche del personale della Regione.

L'ultima considerazione riguarda la possibilità che si possa intervenire su un emendamento che la Commissione ha rimandato all'Aula, per cui lo metto subito sul tavolo della discussione. E' l'emendamento relativo ai dipendenti regionali in fascia C3, che, in attesa che si esplichi un concorso per la fascia D, sperano di avere una giusta e dignitosa considerazione da parte della maggioranza. Questo credo sia un altro aspetto rispetto al quale ci può essere un ripensamento da parte della Giunta, che deve essere chiaramente condotto nei binari della legittimità e della trasparenza, ma che comunque non deve penalizzare chi, sino a oggi, ha fatto la sua parte con diligenza all'interno del comparto regionale.

In conclusione, credo che sarebbe estremamente dannoso eliminare l'articolo 6, come proponeva il collega Atzeri, anzi ritengo che questo articolo possa diventare una risorsa per il mondo del lavoro, per i dipendenti già strutturati, per il mondo del precariato e per una finanziaria improntata a giustizia ed equità e tesa a dare respiro anziché creare una chiusura rispetto alle speranze di tanti dipendenti e di tutti coloro che vogliono un'amministrazione regionale veramente attiva e produttiva. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa parte della finanziaria, quella del Capo II, che riguarda l'organizzazione istituzionale, ha rilievo non solo in funzione della risoluzione di alcuni problemi in materia di personale, ma anche per la salute organizzativa e operativa dell'amministrazione, in una fase nella quale forse sarebbe utile, e l'Assessore si è reso più volte disponibile in tal senso (tra gli allegati della manovra finanziaria c'è, da sempre, una relazione che attiene allo stato dell'organizzazione istituzionale, amministrativa e tecnico-operativa della Regione), aprire una riflessione di qualità, di respiro, piuttosto che esplorare alcuni temi e fare alcune considerazioni in un'Aula distratta, come lo è oggettivamente questa, mentre si discute una manovra finanziaria direi corposa, imponente per la dimensione delle risorse, ma anche per i contenuti innovativi e per le disponibilità importanti che si sono registrate anche nel corso dei lavori in Commissione. Andrebbe aperta questa riflessione, andrebbe fatta questa discussione e ci dobbiamo porre una domanda a cui dobbiamo saper dare una risposta. Tutte le disposizioni di legge approvate dal Consiglio regionale, tutte le opportunità che si aprono, in quanto le leggi sono il riferimento principale dell'azione di governo, tracciano in modo decisivo gli obiettivi, disegnano le possibilità di intervento, attribuiscono le risorse economiche necessarie all'attuazione di quegli obiettivi, fanno parte di una macchina amministrativa. E se la macchina non funziona? E se la macchina annaspa e ha il fiato corto? E se la macchina amministrativa e tecnico-operativa della Regione non è all'altezza dei compiti che questo Consiglio regionale, attraverso le leggi, le attribuisce? Può anche essere che tante risorse non vengano utilizzate e che tante opportunità di sviluppo non vengano accolte. Di là dal pensare che i gravi problemi di questa Regione dipendano dalle insufficienze dell'amministrazione, in quanto non adeguata al raggiungimento degli obiettivi, è indubbio che una parte dei fallimenti che si registrano, a prescindere dalle maggioranze o dalle minoranze di governo, lo dico anche per l'onorevole Diana, dipende dal fatto che siamo di fronte a un'alternanza continua, a un'implosione nella confusione delle maggioranze di governo che si succedono in Regione. Quando governiamo noi abbiamo difficoltà a realizzare le cose, quando governate voi avete le stesse difficoltà. Il giudizio che raccogliamo finisce per essere negativo da parte dell'elettore e io dubito che questo giudizio sia riferibile solo ed esclusivamente, in ogni circostanza, alle vicende politiche. Ritengo che qualche volta ci siano, ovviamente, delle oggettive difficoltà, dei problemi profondi di funzionamento della macchina amministrativa. Ecco perché questa parte dell'articolato, a cominciare dall'articolo 6, avrebbe meritato un'attenzione, una discussione, una qualità di confronto diversa da quella che si registra in un'Aula che è totalmente distratta.

E allora cerchiamo di risolvere alcuni problemi di pensionamento incentivato, giusto nella prospettiva di ringiovanire questa amministrazione, di darle la possibilità di adeguarsi ai tempi e anche di consentire a chi ha lavorato per quarant'anni, giustamente, di riposarsi. Fra l'altro, con le dinamiche che ci sono sotto il profilo previdenziale (mi riferisco al trattamento pensionistico calcolato totalmente con il sistema retributivo, anziché contributivo) e anche grazie ai fondi di integrazione del trattamento di quiescenza, il dipendente finisce per essere, in qualche misura, avvantaggiato sul piano economico, perché percepisce di più stando a casa che andando a lavorare! E forse, tutto sommato, questo apre prospettive di impiego più adeguato a personale appartenente a generazioni più giovani e quindi anche più motivate o tendenzialmente forse più motivate a esprimere professionalmente al meglio le proprie qualità.

E allora, noi ci limitiamo a intervenire per risolvere alcuni problemi di precariato - è stato prima evidenziato dal collega Marracini -, su cui noi abbiamo lavorato, abbiamo insistito e sui quali potremo trovare tutti insieme formulazioni che ci paiono soddisfare le esigenze assolutamente giuste derivanti da situazioni che si sono venute a creare soprattutto per le disposizioni di legge riguardanti il patto di stabilità, il contenimento della spesa pubblica, la possibilità di organizzare meglio le attuali dotazioni organiche, garantendo certezza di reddito, ma anche prospettive professionali ai dipendenti che ne sono interessati. Ci limitiamo, cioè, a intervenire in un'operazione di giusta e utile organizzazione, di miglioramento, ecco, dell'organizzazione, però non è esattamente quello che speriamo di trovare.

Io sono convinto che la sede più opportuna per fare questa operazione sia la legge di organizzazione, che, immediatamente dopo l'approvazione della finanziaria, deve essere l'oggetto principale di applicazione di questo Consiglio, delle forze politiche che lo costituiscono, dei Gruppi di maggioranza e minoranza. Penso anche che in quella sede dovremo fare il meglio possibile per tutti, perché se non funziona l'amministrazione regionale non ci sono obiettivi di governo, per quanto illuminati, che si possano realizzare nei tempi giusti e secondo le modalità di partecipazione democratica alle quali noi ci ispiriamo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Assessore, alcune annotazioni rispetto a un articolo complesso, sul quale mi concentrerò soltanto per alcuni aspetti su cui, già rispetto a un'altra questione relativa all'articolo 3, ho cercato di accendere l'attenzione della Giunta regionale. Cioè, intervengo per l'ennesimo conflitto che l'articolo determina in alcune sue parti - e limitatamente a queste parti - con la legislazione nazionale che attiene, però, a diritti soggettivi, altrimenti, non essendo una persona addentro a questi argomenti, non sarei intervenuto.

Già il parere della prima Commissione pone questo problema, perché dice: "Tuttavia riguardo all'articolo 6, comma 2, lettere a) e b)," - che sono esattamente quelle di cui io vorrei parlare - "ove viene proposto un sistema di pensionamenti obbligatori (anche se per quelli della lettera b) sono disposti incentivi compensativi), si rileva una contraddizione con gli indirizzi della normativa statale che, viceversa, tendono a protrarre il periodo di lavoro". La stessa Commissione ritiene opportuno un approfondimento. Io ho guardato gli emendamenti su questa parte dell'articolo e non mi pare di averne rilevati di correttivi in forma sostanziale, per cui ho ritenuto opportuno riprendere l'argomento in Aula.

Allora, lei sa benissimo, Assessore, che la disciplina pensionistica è regolata da una legge dello Stato. E' vero che un dipendente può andare in pensione quando ha conseguito il minimo per poterci andare, però questo non è un obbligo; il dipendente può tranquillamente rimanere in servizio sino a maturare la pensione di anzianità e il limite d'età è sessant'anni per le donne e sessantacinque per gli uomini. Questa soglia può diminuire qualora il dipendente abbia quaranta anni di contributi versati, cioè se a sessantadue anni di età ha quarant'anni di anzianità contributiva può essere collocato in pensione. Invece, la legge prevede un dispositivo che, tra l'altro, è uscito dalla Commissione in una forma - a mio avviso - ancora peggiorativa, perché mentre il disposto della Giunta, alla lettera a), diceva che si intendeva "collocare a riposo, nel quadriennio 2007-2010, i dipendenti, compresi quelli di qualifica dirigenziale, che abbiano maturato o maturino nel corso del quadriennio i quaranta anni di anzianità contributiva, anche se non abbiano raggiunto il limite massimo di età", e qui la violazione sta nella obbligatorietà, il testo uscito dalla Commissione dice invece che nel 2007 si collocano obbligatoriamente in pensione i dipendenti che nel quadriennio maturino i quarant'anni di anzianità contributiva. Cioè, non nel 2007-2010, alla scadenza dei quarant'anni, chiedo al dipendente di collocarsi in pensione, ma nel 2007 colloco in pensione quelli che matureranno il diritto entro il 2010. Quindi questo è un problema, è un problema serio!

La seconda formulazione è più netta, più chiara e ancora più esplicita in questa obbligatorietà del pensionamento. Allora, io chiedo all'Assessore, se è possibile, di dare un chiarimento, perché queste due lettere, così come sono formulate, io le ritengo lesive di un diritto soggettivo e non intendo votarle. Mi auguro che la Giunta trasformi una dimensione perentoria in una norma che incentivi l'esodo per quanti abbiano maturato alcuni requisiti. Diversamente la norma si espone al solito contenzioso con le leggi dello Stato e costringe i cittadini a rivolgersi alla magistratura in ragione di un conflitto determinato dal Consiglio regionale per far valere i propri diritti.

Seconda questione e termino, Assessore, se mi può prestare un attimo di attenzione.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi scusi, probabilmente c'è un errore.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Un errore, va bene, magari me lo farà notare in seguito. Resta il dato sostanziale, cioè che la lettera b) è ulteriormente restrittiva ed è coercitiva. Se la Giunta uniforma questa norma alla legislazione nazionale, trasformando un dato coercitivo in un dato diverso, non ho difficoltà a votarla. Se invece rimane così, sulla parte a cui ho fatto riferimento non mi sento di esprimere un consenso.

C'è un altro elemento che, però, vorrei portare all'attenzione della Giunta e che riguarda un fatto di giustizia. Cioè, alla lettera b) del comma 5 si fa riferimento a una graduatoria che è pubblicata e si dice che si attinge dagli idonei di quella graduatoria sino a un massimo del 50 per cento dei posti vacanti in pianta organica. Se andiamo a vedere quella graduatoria si nota una lunga sfilza di persone che hanno riportato lo stesso punteggio e quindi entrerebbero nell'amministrazione regionale persone che sono davanti ad altre solo perché hanno un'età superiore. Qui c'è un problema di equità. Noi abbiamo presentato un emendamento in questo senso, che prevede che entrino tutti quelli che hanno lo stesso punteggio. Questa sarebbe la soluzione più equa, perché risultare idonei, avere lo stesso punteggio e non poter lavorare perché si bandisce un altro concorso per il restante 50 per cento, lei capisce che viene letto come un'ingiustizia.

Sono tanti, me ne rendo conto, mi risponderà, Assessore, però è importante che non siano immesse nell'amministrazione regionale persone che hanno lo stesso punteggio di altre e che vengono prima in graduatoria soltanto per una differenza d'età. E' un principio un po' sperequativo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, signor Assessore, intanto devo dire che ho apprezzato il fair play istituzionale dell'assessore Dadea, che ringrazio. Peraltro non era il caso che si scusasse, avevo perfettamente compreso che si trattava di una reazione d'istinto, momentanea, assolutamente comprensibile. Non c'è alcun problema, Assessore.

L'articolo 6 tratta una materia molto delicata e complessa, direi, per certi versi. Quando si parla di personale tutti abbiamo, in qualche modo, la consapevolezza che stiamo parlando di un pezzo del patrimonio della Regione sarda, e non di un pezzo insignificante, ma forse della parte più significativa, proprio perché riguarda le risorse umane, chi è chiamato a svolgere funzioni, a collaborare, a profondere idee, a spendersi al meglio possibile, direi. Naturalmente, proprio perché si tratta del patrimonio umano della Regione, sono previste delle responsabilità, ma anche dei diritti, e quando si parla di responsabilità e diritti naturalmente si incide sulle singole sensibilità o, comunque, le sensibilità dei singoli sono assolutamente importanti per una collaborazione e un proficuo lavoro anche in futuro. Allora, proprio perché è un comparto delicato, complesso e sensibile, io, in linea generale, avrei preferito che molti argomenti fossero stati inseriti in un provvedimento ad hoc e non nella legge finanziaria. Mi rendo pure conto che alcuni aspetti possono assumere caratteristiche d'urgenza, che la Giunta tende a introdurre un criterio di razionalizzazione il più accelerato possibile, ciò nonostante serve molta attenzione da parte della Giunta regionale, ma anche dell'Aula. Credo anche che, nel prestare attenzione alle tematiche del personale, dobbiamo avere la capacità di coniugarle con un atteggiamento di disponibilità, a tutela, naturalmente, dell'interesse collettivo.

Prima di illustrare gli emendamenti che ho presentato, voglio soffermarmi su alcuni emendamenti che non ho firmato, ma che ritengo ugualmente importanti. Ne cito due per tutti: uno è firmato, mi pare, dai Capigruppo della maggioranza, ed è l'emendamento numero 78, con cui si chiede la soppressione della lettera a) del comma 9 dell'articolo 6, che tende a riregolamentare la dotazione di personale dell'Ufficio di gabinetto del Presidente. Ecco, io non sono firmatario di questo emendamento, ma ne condivido lo spirito, perché non mi pare che questo argomento sia così significativo, così importante da dover assumere determinazioni in merito all'interno della finanziaria.

Un altro emendamento che richiamo, pur essendo stato presentato dall'onorevole Vargiu e da altri, quindi dall'opposizione, è l'emendamento numero 404, che mi pare cerchi di riattribuire alcune garanzie al personale che è transitato dall'ex ESIT nei ruoli della Regione, In particolare, si riferisce alla possibilità di attivare, per quel personale che non ha potuto partecipare alle precedenti selezioni interne, procedure selettive per l'accesso alle categorie C e D. Ho citato questi due emendamenti firmati da altri proprio per far comprendere qual è il livello di sensibilità e di disponibilità che a tutti noi è naturalmente richiesto.

Nello specifico, invece, degli emendamenti presentati dal sottoscritto come primo firmatario, mi soffermo sugli emendamenti numero 183 e 184. All'articolo 6, comma 5, lettera d), è trattato un argomento a cui peraltro ha fatto riferimento anche la collega Caligaris e rispetto al quale esistono emendamenti che tentano di perseguire lo stesso obiettivo che perseguono i miei emendamenti. Io credo che si tratti, intanto, di dare alcune garanzie e di ripristinare criteri di giustizia confacenti con quelli che sono gli interessi dell'ente. Alla lettera d) del comma 5 è prevista una procedura particolare per coloro che sono addetti ai beni librari, che credo sia giusta, esprimo il mio apprezzamento, ma ritengo, ed è per questo che ho presentato un emendamento, che questa procedura debba parimenti essere allargata a coloro i quali sino a questo momento si sono occupati del Centro del catalogo dei beni culturali. Si tratta di sette unità che hanno svolto il servizio, a vario titolo, a partire dal 1996, ma che dal 2002 prestano il servizio direttamente a favore dell'Assessorato. Sono persone che hanno acquisito una notevole professionalità e, peraltro, l'Assessorato non dispone di personale che possa esercitare le stesse funzioni. Quindi c'è la necessità di garantire continuità all'attività di tutela e restauro di quei beni. L'emendamento tende a ristabilire equità nei comportamenti da tenersi rispetto a queste figure professionali.

Assessore, trascuro qualche emendamento meno significativo, per soffermarmi sugli emendamenti numero 179, 180 e 181, tutti relativi al prepensionamento, così com'è definito nella formulazione dell'articolato, del personale che si ritrova in particolari condizioni. Ecco, a me lasciano notevolmente perplesso le modalità che vengono introdotte. Stiamo rischiando di introdurre meccanismi che potranno, un domani, essere giudicati anticostituzionali e che, peraltro, comporterebbero in Sardegna un percorso, un itinerario diverso da quello che si sta seguendo a livello nazionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Con riferimento al tema delle tasse, Assessore, noi abbiamo perso una battaglia. Riteniamo che l'abbia persa questa maggioranza, probabilmente perché le correzioni che avevamo proposto miravano anche a evitare quello che, oggi, leggiamo sulla stampa nazionale, che forse è esagerato, però crea un gravissimo danno di immagine, alla nostra economia turistica in particolare.

Oggi, noi passiamo dal tema delle tasse a un altro tema non meno importante e non meno controverso, che può essere recuperato alla ragionevolezza. E qui, lo dico senza mezzi termini, ho apprezzato l'intervento del mio segretario regionale, che questa mattina ha offerto, con un ramoscello d'ulivo, la nostra disponibilità per la ripresa di un dialogo, se ci sono le condizioni, su un tema che è particolarmente sentito, stando agli interventi che abbiamo ascoltato da diversi settori di quest'Aula, ma rispetto al quale noi siamo vincolati da un deliberato congressuale. Mi riferisco al tema del precariato, sul quale, Assessore, io che la conosco e ho sempre apprezzato la sua serietà, coerenza e lealtà, noi vorremmo una parola chiara, per capire se da parte della Giunta regionale e di questa maggioranza c'è la disponibilità ad affrontare con serietà il tema del precariato nella pubblica amministrazione. Rifuggiamo da enfasi retoriche, ci togliamo le vesti dei capipopolo, non vogliamo sul tema fare demagogia, però non possiamo neppure metterci una benda sugli occhi e far finta che il problema non esista. Non mi interessa risalire ai decenni passati o anche agli anni più recenti, per stabilire di chi sia la responsabilità di un meccanismo che si è creato nel sistema pubblico, in cui persone con contratti a tempo determinato o comunque ricadenti in tipologie atipiche, prestano ormai da anni continuativamente o comunque per lunghi periodi nel corso dell'anno, attività lavorativa alle dipendenze dell'amministrazione regionale e degli enti regionali. Noi dobbiamo dare una risposta a queste persone, che ormai hanno un'età che difficilmente consente loro di inserirsi in altro ambito lavorativo, ma soprattutto, nella maggior parte dei casi, hanno una competenza professionale acquisita, a questo punto, al patrimonio dell'amministrazione regionale.

Su questo aspetto, Assessore, usando meno diplomazia del mio segretario regionale, dico che se non c'è una risposta nella chiarezza, per quanto mi riguarda, ma penso di poter parlare, in maniera chiara, anche a nome dei colleghi Lai e Marracini, non sono più interessato a seguire il corso della discussione di questa finanziaria. Se non si danno risposte su alcuni temi che abbiamo posto significa che è assolutamente irrilevante il nostro apporto in questa maggioranza.

E allora, proprio perché esigiamo chiarezza, lo diciamo alla luce del sole e nella sede preposta. Non facciamo conferenze stampa e non seguiamo assolutamente vie tortuose, ma nella chiarezza, apprezziamo anche, Assessore, e gliene diamo atto, l'ulteriore tentativo che prosegue con questa manovra per cercare di razionalizzare e ridurre i costi, soprattutto quelli assolutamente non necessari, quei costi in una parola inutili.

Ecco, noi dobbiamo cercare di valorizzare al meglio il personale della pubblica amministrazione, anche attraverso l'esaltazione delle professionalità, attraverso maggiori risorse che vadano nell'ottica di un accrescimento professionale. Riteniamo, però, Assessore, e su questo sono d'accordo con i colleghi che mi hanno preceduto, che non si debbano assolutamente intaccare diritti soggettivi dei dipendenti regionali, che sono anche diritti dei lavoratori. Ma quando si interviene su aspetti sensibili, come alle lettere a) e b) del comma 2 dell'articolo 6, con le quali viene proposto un sistema di pensionamenti obbligatori, si incide su diritti soggettivi. Non si può, per legge, andando anche in controtendenza, come è stato rilevato, rispetto a quello che sta facendo il Governo nazionale, obbligare qualcuno a lasciare il proprio posto di lavoro. Bisogna capire, poi, se questo riguarda solo i dipendenti o anche tutte le persone in convenzione, perché il paradosso è che in qualche Assessorato qualcuno è stato richiamato come esterno, e io ne ho tutto il rispetto, perché si tratta di persone che hanno acquisito grande professionalità nel corso di questi decenni, ma che hanno ormai compiuto, vivaddio, i sessant'anni. Io vedo una contraddizione nella scelta operata e allora ritengo che si debba assolutamente rivedere questo meccanismo, che peraltro contrasta anche con qualche pronuncia di legittimità da parte dei giudici, che ci ricordano che è necessario distinguere fra età pensionabile ed età massima lavorativa. Proprio con riferimento a un contenzioso sul licenziamento di una donna al raggiungimento dell'età pensionabile, la Cassazione ha stabilito che questa persona dovesse essere reintegrata sostenendo: "…deve ritenersi estesa a tutte le lavoratrici che, pur avendo raggiunto l'età pensionabile, non hanno ancora conseguito l'età massima lavorativa, con la conseguenza che alle stesse compete il diritto di proseguire il rapporto di lavoro anche dopo il compimento dell'età pensionabile e fino al giorno del raggiungimento dell'età massima lavorativa, senza necessità di alcun onere di comunicazione al datore di lavoro e con l'ulteriore conseguenza che a quest'ultimo è fatto divieto di esercitare il recesso ad nutum nell'arco di tempo indicato".

Questi sono alcuni degli aspetti che abbiamo toccato. Interverrò nel corso della discussione dell'articolato sugli altri emendamenti che abbiamo presentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, vorrei prima fare una considerazione che riguarda il lavoro proficuo e positivo che è stato condotto dalla Commissione in generale sui provvedimenti di legge finanziaria e di bilancio, ma in particolar modo per quanto riguarda gli articoli sul personale. E questo non solo per l'apporto che è stato dato dalla maggioranza, ma anche per il contributo dato dalla minoranza.

Voglio soltanto fare alcune considerazioni di carattere generale, in riferimento a qualche intervento che ha messo in evidenza la mancanza di un disegno politico, di un disegno di carattere organizzativo che presiedesse ai contenuti degli articoli 6, 7 e 8. Lascerei, invece, le questioni più specifiche, che sono state sollevate sia dall'onorevole Pittalis sia dall'onorevole Balia, al momento in cui arriveremo a discutere i relativi articoli. Io penso che tutta la manovra di carattere organizzativo, che è contenuta negli articoli 6, 7 e 8, risponda a un'esigenza, che è quella di adeguare l'organizzazione della Regione e la dotazione organica ai processi di riforma che sono in atto. Questa è la prima esigenza a cui rispondono le norme che sono contenute in questi articoli. Cosa significa, onorevole Atzeri, "processi di riforma"? Significa adeguare l'organizzazione della Regione al processo di riforma che è stato avviato con la legge numero 9 in materia di federalismo interno, trasferimento di competenze e funzioni al sistema delle autonomie locali, e quindi un nuovo modello di Regione che non dovrebbe più occuparsi della gestione, ma dovrebbe, appunto, svolgere esclusivamente attività di programmazione, indirizzo e controllo. Ma anche i provvedimenti di riforma degli enti regionali in agenzie hanno modificato profondamente settori importanti dell'economia regionale. Ad esempio, nel settore dell'agricoltura, la trasformazione di una miriade di enti in tre agenzie ha comportato delle modifiche di carattere organizzativo che devono essere messe in atto. Attraverso questa legge finanziaria si cerca di dare, appunto, delle risposte positive in tal senso, anche per quanto riguarda la riforma di altri enti regionali.

La seconda esigenza a cui si tenta di rispondere, e capisco che non tutti possano essere d'accordo, è quella di produrre un ricambio generazionale all'interno dell'amministrazione regionale. Questa è un'esigenza molto sentita. Ricambio generazionale significa immettere, nella nostra organizzazione, delle professionalità nuove, giovani, e quindi dare risposte concrete al bisogno di lavoro che viene dalle giovani generazioni e soprattutto all'esigenza di dotare la Regione di tutte quelle competenze e professionalità di cui un'amministrazione moderna ed efficiente ha bisogno per poter rispondere a una società - quella sarda - che, volenti o nolenti, cambia con una certa rapidità. Badate bene che l'esodo incentivato, che è finalizzato a produrre questo ricambio generazionale, è stato copiato pari pari dalla legislazione nazionale. E' oggetto, per esempio, anche adesso, del rinnovo del contratto della pubblica amministrazione per favorire il ricambio generazionale all'interno dei ministeri, delle regioni, del sistema delle autonomie locali. Sarebbe, naturalmente, riduttivo e insufficiente se noi ci limitassimo a produrre soltanto un ricambio generazionale, cioè a favorire l'ingresso di giovani nell'amministrazione regionale. Il nostro obiettivo è anche quello di immettere competenze e professionalità nuove, che attualmente sono assenti nell'amministrazione regionale. E allora, perché non riconoscere che abbiamo agito bene? Sono in via di espletamento adesso i concorsi per cento nuove assunzioni nella categoria D, cento giovani laureati con specifiche competenze e professionalità che erano assolutamente assenti all'interno dell'amministrazione regionale, in materia di diritto comunitario, di webmaster, di ambiente, di cultura, storia e identità della nostra Regione. Quindi ricambio generazionale, ma anche immissione di nuove competenze e professionalità.

Voglio solo ricordare che per quanto riguarda la categoria D, dal 2004, dal momento dell'insediamento di questa Giunta, sono esattamente 241 i nuovi dipendenti regionali assunti in questa categoria, una parte dei quali, ne devo dare atto, proviene dalle graduatorie di concorsi che erano stati banditi dalla precedente Giunta regionale. Come vedete si tratta di una riorganizzazione che tiene conto di queste nuove esigenze.

L'altra questione su cui vorrei richiamare la vostra attenzione è la lotta al precariato. Gli onorevoli Pittalis e Uras ne ha fatto cenno, l'onorevole Marracini ha sottolineato questo aspetto non solo stamattina, ma anche durante i lavori in Commissione. Io voglio essere estremamente franco su questo punto, perché non ci devono essere fraintendimenti: se per precariato noi intendiamo tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato, allora posso dire che all'interno dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie non esiste più nessun rapporto di lavoro a tempo determinato, perché sono stati tutti trasformati in rapporti a tempo indeterminato. Se, invece, per precariato si intendono, e mi pare che a questo facessero riferimento gli onorevoli Pittalis, Uras, Marracini e altri, quei contratti atipici che sono caratterizzati da un rapporto di tipo libero professionale tra il datore di lavoro e il lavoratore, allora da questo punto di vista c'è molto da fare e noi dobbiamo fare sicuramente una ricognizione. Ma su questo ci viene in aiuto la Corte dei Conti, la quale, sulla base delle notizie e delle informazioni che le ha dato l'amministrazione regionale, ha fatto un'indagine che è stata pubblicata di recente, per cui abbiamo un quadro ben definito. Per stabilizzare questo tipo di lavoratori precari, cioè i lavoratori con contratto atipico, a mio modo di vedere, qualunque iniziativa questo Consiglio regionale prenda deve, però, rispondere a un prerequisito fondamentale, quello della legittimità costituzionale. C'è un limite costituzionale che dice che alle amministrazioni pubbliche, compresa quindi l'amministrazione regionale, si accedere attraverso un pubblico concorso, quindi attraverso delle selezioni concorsuali pubbliche. Noi ci stiamo esercitando ed è in corso un confronto, secondo me, abbastanza produttivo. Ciò che emergerà dovrà essere la risultanza anche del concorso della minoranza, e se ipotizziamo una risposta, sia termini programmatici sia in termini concreti, che risponda a questo prerequisito fondamentale, penso che potremo offrire una prospettiva positiva a chi si trova in questa condizione.

Voglio terminare il mio intervento facendo riferimento alle modifiche e integrazioni che sono state introdotte in Commissione e che hanno portato a un risultato positivo. Era stato indetto uno sciopero generale da parte delle organizzazioni sindacali, ma le risposte che sono contenute nella finanziaria e le risposte che il Governo regionale è stato in grado di dare alle organizzazioni sindacali hanno scongiurato la possibilità di sciopero. Mi pare che questo sia un riconoscimento non solo per quanto il Governo regionale sta facendo per il personale della Regione, ma anche per l'azione che il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, sta portando avanti in una materia così delicata.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 169, 107, 555, 556, 561, 836, 837, 567, 569, 571, 572, 536, 537, 540, 400 e 541 il parere è contrario; è favorevole sugli emendamenti numero 78, 79, 538 e anche sull'emendamento numero 30, a condizione che si preveda la soppressione della sola lettera b), lasciando quindi la lettera a). Sull'emendamento numero 31 il parere è contrario, ma va coordinato nell'ipotesi in cui venga accolta la proposta che era stata formulata riguardo l'emendamento numero 30; sull'emendamento numero 32 il parere è favorevole, ma anche questo va coordinato in relazione a quanto si è detto prima sull'emendamento numero 30; l'emendamento numero 911 è stato ritirato, mentre gli emendamenti numero 559, 573, 576, 578, 539, 558, 560 sono decaduti.

PRESIDENTE. E' la Presidenza che dichiara quali emendamenti sono decaduti, grazie.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Dell'emendamento numero 562 è stato chiesto il ritiro e mi pare che una disponibilità in questo senso sia stata manifestata in Commissione. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 835, 838, 564, 563, 565, 552, 550, 568, 574, 575, 577, 109, 179, 180, 557, 181, 566, 544, 545, 553, 554, 76, 89, 549, 111, 110, 535, 534, 547, 548, 580, 570, 904, 542, 185, 108, 915 e 112; sull'emendamento numero 872 mi rimetto all'Aula; esprimo parere favorevole sugli emendamenti numero 579, 184, 922, 853, 546, 183 e 34; l'emendamento numero 903 è ritirato, sugli emendamenti numero 936, 543 e 860 il parere è favorevole, ma essendo simili per contenuto il testo da considerare è quello dell'emendamento numero 860; sull'emendamento numero 912 mi rimetto all'Aula; gli emendamenti numero 551, 404 e 918 sono sospesi, in ogni caso mi rimetto all'Aula; gli emendamenti numero 856 e 847 sono ritirati; l'emendamento numero 533 dovrebbe essere spostato all'articolo 14; sull'emendamento numero 848, che è identico all'emendamento numero 849, il parere è favorevole, evidentemente è stato presentato per errore; l'emendamento numero 33 va spostato all'articolo 8; sugli emendamenti numero 925 e 926 esprimo parere contrario, ma invito i presentatori a ritirarli; sugli emendamenti numero 861 e 862 mi rimetto all'Aula, verrà però presentato un emendamento di sintesi che è già stato sottoposto all'attenzione dei consiglieri.

PRESIDENTE. Presidente Cucca, c'era un emendamento sostitutivo totale dell'emendamento numero 184, precisamente l'emendamento numero 949, su cui non abbiamo sentito il suo parere. E' un emendamento della Giunta.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Non ce l'ho, per cui mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. E' in distribuzione. Manca il parere anche sull'emendamento numero 951, che è aggiuntivo all'emendamento numero 400.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Mi rimetto su entrambi all'Aula, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. SignorPresidente, volevo sottoporre all'attenzione dell'Aula un problema che è stato sollevato dall'onorevole Maninchedda e che riguarda una modifica al comma 2 dell'articolo 6, sulla base di un emendamento erroneamente presentato proprio dalla Giunta regionale. Naturalmente, se ci fosse la disponibilità del Consiglio regionale, si potrebbe ripristinare la formulazione della lettera a) del comma 2 dell'articolo 6 del testo presentato dalla Giunta, appunto perché c'è stato un errore nella presentazione di un emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Cioè, resta il testo o che cosa?

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.La proposta, se fosse condivisa, è quella di ripristinare il testo inizialmente presentato dalla Giunta e poi modificato sulla base di un emendamento erroneamente presentato dalla Giunta stessa.

PRESIDENTE. Si chiede di ripristinare il testo precedente.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ripristinare la lettera a). Poi, naturalmente, si deciderà in merito al contenuto.

Sugli emendamenti il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Naturalmente, sugli emendamenti su cui il relatore si è rimesso all'Aula la Giunta si pronuncerà nel corso della discussione.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 169.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, esprimo parere favorevole alla soppressione totale dell'articolo 6, anche se, riflettendo meglio, probabilmente sarebbe opportuno sopprimere l'intero Capo II.

Dico questo adesso, non avendo potuto intervenire nella discussione generale, perché è stata poco rimarcata la mancata concertazione su questi articoli con le organizzazioni sindacali. In tutti gli interventi non ho avuto modo di sentire questo atto d'accusa nei confronti della Giunta che, unilateralmente, prende queste iniziative e va oltre la concertazione dovuta, al contrario di quanto è successo a livello nazionale, dove la concertazione ha dato spazio al confronto sindacale.

Perciò, più che in altri casi, mi trova concorde la proposta di soppressione di questo articolo, che definirei l'articolo della "rottamazione" del personale. E lo dico con maggiore convinzione soprattutto dopo i chiarimenti portati dall'assessore Dadea. Chi non vuole una politica di occupazione per i giovani? Credo che sia un impegno preciso di tutti, ma c'è anche una seconda disoccupazione, ed è quella dei quarantenni e dei cinquantenni espulsi dal ciclo lavorativo, dal mondo del lavoro. Ma, soprattutto, non accetto il concetto che per migliorare la qualità della pubblica amministrazione si debbano rottamare i dipendenti. Esistono tante forme - richieste tra l'altro dai lavoratori stessi - di incentivazione relative alla preparazione, all'aggiornamento e quant'altro, che niente hanno a che vedere con lo spoil system, soprattutto se questo sistema non viene concertato con le organizzazioni sindacali.

E' vero, era stato proclamato uno sciopero generale che, poi, in qualche modo, è rientrato; a mio avviso, è solo rimandato, comunque lo stato di agitazione è stato mantenuto. E' rientrato in seguito a un accordo dell'ultima ora, a un palliativo, così come è successo per la formazione professionale e in altri casi. Sono accordi che tendono soltanto a dilazionare nel tempo le decisioni già assunte dalla Giunta, ed è per questo che una legge come la finanziaria non può comprendere norme che necessitano di percorsi diversi e di concertazioni diverse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 169, con l'idea che se sopprimessimo l'intero articolo 6, probabilmente, questa legge finanziaria non ne soffrirebbe particolarmente. Nel senso che l'articolo 6 introduce una serie di norme che, unitamente a quelle degli articoli 7 e 8, come ci ha fatto notare l'assessore Dadea, hanno una ricaduta sul risanamento complessivo della Regione e sulla organizzazione del personale, non certo sugli aspetti di carattere più strettamente finanziario. E come sappiamo, le finanziarie che hanno preceduto questa ci hanno insegnato che quando si toccano, senza disporre di una valutazione organica complessiva, gli argomenti legati al personale, alla fine ci rendiamo conto di non aver fatto una serie di cose che sarebbe stato doveroso fare e di aver fatto, per contro, tante cose che forse era meglio non fare. Perché? Perché è evidente che la complessità dei problemi è tale per cui ci deve essere una valutazione complessiva e una presa in carico dell'intera problematica, perché il dubbio che hanno manifestato un po' tutti i colleghi della minoranza che sono intervenuti è che la filosofia ispiratrice della Giunta regionale di centrosinistra non tenga nella giusta considerazione il fatto che i dipendenti regionali rappresentano una risorsa. Perché non stiamo parlando di valorizzazione o di ulteriore professionalizzazione delle risorse umane della Regione, ma stiamo parlando di esodi che qualche volta sono volontari e qualche altra coatti; stiamo parlando di impedimento della progressione di carriera o comunque di mancato riconoscimento delle professionalità acquisite. Stiamo parlando, cioè, di una politica regionale che, a impronta, dà l'idea che la Regione non riponga fiducia sulle sue stesse risorse umane, il che fa il paio con le dichiarazioni che abbiamo sentito decine di volte dal presidente Soru, che non sembra soddisfatto delle risorse umane di cui dispone. Sarebbe come se un allenatore di calcio che ha a disposizione una squadra che non considera all'altezza, anziché motivare i giocatori il più possibile continuasse a dire loro che sono scarsi. Sarebbe il modo migliore per far finire la squadra in serie B o nelle categorie ancora inferiori.

Quindi, se l'articolo 6 venisse totalmente eliminato dal contesto della finanziaria è assai probabile che non avremmo a pentircene successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, si parla dell'emendamento numero 169, da me presentato, e devo dire che sono stato travolto dalla raffica di numeri che ha dato poc'anzi l'Assessore. Ha dato i numeri: intanto, non c'è una mappatura analitica dei livelli professionali mancanti, intanto svecchiare non è un valore, perché la professionalità prescinde dall'età anagrafica. Insomma una raffica, una mitragliata di numeri con una gentile concessione attribuibile all'azione di governo della passata legislatura, vivaddio.

Ma perché si deve sopprimere l'articolo 6? Intanto perché non è stata data una risposta sulla legittimità: è vero o è falso che l'articolo 6 è una norma intrusa? E' vero o è falso che esiste la legge numero 31 e, quindi, bisogna lasciare alla Commissione competente e ai sindacati la gestione della materia riguardante il personale?

Sono queste le risposte che avrei gradito, ecco perché, drammaticamente, rimane in piedi l'esigenza di sopprimere questa grande norma intrusa che si è potuta infiltrare, per l'ennesima volta, in questa finanziaria, perché non ci sono gli adeguati controlli, perché non si ha il coraggio di dire che la legge di contabilità impedisce che siano trattate materie non organiche alla manovra finanziaria. Ancora una volta siamo di fronte a un abuso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 169, anche perché riteniamo che la Giunta e la maggioranza avrebbero sicuramente fatto bene a non inserire l'articolo 6 in questa finanziaria. Intanto perché queste, alla fin fine, sono norme, chiamiamole come vogliamo, attinenti a una materia che dovrebbe essere trattata a parte, e non certamente attraverso una legge così importante, come la finanziaria. Quindi noi diciamo che è stato scelto il momento meno opportuno per trattare una materia molto delicata e particolare. Considerato che il momento non è quello giusto, notiamo tutta una serie di contraddizioni all'interno dell'articolo 6, che dimostrano, effettivamente, che vi è stata fretta per quanto riguarda questa parte, che non c'è stata la giusta concertazione. Quindi capiamo quali sono i problemi che questo articolo sta creando.

Non condividiamo neanche l'atteggiamento della Giunta regionale, non capiamo il perché di questa sorta di prepensionamento, di esodo forzato che si vuole praticare, ma, soprattutto, a noi pare che ci sia poco rispetto e poca fiducia nei confronti del personale della Regione. Questa è una costante della Giunta regionale, che fa le riforme degli enti, però, poi, si dimentica che c'è anche il personale, e nessuno se ne occupa. E' di questi giorni il caso delle comunità montane, che praticamente sono già soppresse, però il personale è ancora negli uffici e non sa dove andare. Sarebbe buona usanza, quando si fanno le riforme, farle complessivamente, prendendo in considerazione anche le persone che hanno garantito il funzionamento di quegli uffici, cosa che fino adesso non è stata fatta. Ecco, non vorremmo che, alla fine, tutto il personale della Regione, che è stato assunto tramite regolare concorso, venisse sostituito con personale con caratteristiche diverse. Vorremmo che sul problema del personale, che è un problema molto ma molto delicato, ci fosse un'attenzione particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò contro l'emendamento numero 169, però voglio chiarire due aspetti. Che nel Consiglio regionale si abbia un occhio di riguardo nei confronti dei Capigruppo e dei segretari di partito è comprensibile, ma vorrei capire perché la Giunta ha espresso parere favorevole su un emendamento identico al mio mentre sul mio ha espresso parere contrario? Questo mi sembra assurdo.

L'altro aspetto che volevo sottolineare, assessore Dadea, è che nella sua proposta di modifica della lettera a) manca un elemento, perché un conto è proporre la collocazione a riposo, che è anche uno dei temi sollevati dall'onorevole Maninchedda, un conto è imporla. Forse sarebbe opportuno introdurre la libertà di scelta da parte del dirigente di tutto ciò che è compreso nella lettera a), di modo che non risulti una coercizione.

Comunque, confermo il mio voto contrario all'emendamento numero 169 e aspetto, magari, qualche delucidazione in merito a quello che il Presidente della Commissione ha detto sull'emendamento in questione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io esprimo il parere favorevole all'emendamento numero 169, per gli stessi motivi per cui nella discussione sull'articolo ho espresso forti perplessità sul metodo che è stato attuato, inserendo in finanziaria norme talmente incisive sull'assetto della politica del personale della Regione. Questo non significa che gli altri emendamenti presentati all'articolo 6, su cui è stato espresso parere favorevole e che risolvono almeno qualche problema particolare, non siano comunque degni di attenzione e sostegno. Qualora passasse questo emendamento, certamente, quegli emendamenti potrebbero essere recuperati in altro modo. Ma il problema è che queste norme, evidentemente, sono state inserite in legge finanziaria con una forzatura. La stessa confusione, la stessa tensione che si sta vivendo in queste ore su questi argomenti, in Aula e fuori di qui, testimonia il fatto che i problemi seri vanno affrontati, davvero, con norme organiche, con interventi concertati adeguatamente e con un confronto politico non soltanto e prevalentemente all'interno della Commissione bilancio, ma magari anche nella Commissione che si occupa proprio di politiche del personale, cioè la prima Commissione.

Noi crediamo davvero che sul personale debba prevalere un'altra logica. Tra l'altro, la serie di pareri dati dal Presidente della Commissione, che riflettono l'orientamento della Giunta sugli emendamenti proposti, certamente non ci soddisfa. Molte delle questioni, la stragrande maggioranza delle questioni che noi avevamo sollevato e che è contenuta negli emendamenti non è stata accolta; non è stata accolta perché c'era la disponibilità ad affrontare soltanto alcuni casi, degni sicuramente di attenzione, su cui noi concordiamo, ma la gran parte delle questioni poste non ha ottenuto una risposta. Quindi non credo che la disciplina contenuta in questo articolo risolverà davvero i problemi del personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 169. Intendo anch'io riferirmi a ciò che hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto. Molti degli intervenuti, compresi colleghi della maggioranza, hanno citato leggi dello Stato che prevedono agevolazioni e incentivi per chi rimane in servizio oltre l'età pensionabile e hanno posto l'accendo sul valore della professionalità acquisita nel corso degli anni. Ma acquisita come? Attraverso corsi di aggiornamento e formazione. Talvolta, però, si verifica un controsenso, perché la stessa Giunta che ora propone di mandare in pensione coloro che hanno maturato i requisiti o li stanno per maturare, molto spesso si avvale proprio di persone che sono andate in pensione richiamandole in veste di consulenti, come è giusto che sia, perché vuol dire che la loro professionalità è riconosciuta a prescindere dall'età.

Come al solito, la concertazione avviene "post", non "pre". Ci riempiamo la bocca parlando di concertazione con le organizzazioni sindacali, poi, per evitare uno sciopero contro le norme sul personale, troviamo piccoli accordi e barattiamo delle cose - mi riferisco alla Giunta, perché noi non abbiamo questo potere contrattuale - per ottenere lievi migliorie e fare una piccola sanatoria. Più che una normativa sul personale regionale, a me questa sembra una rottamazione del personale regionale. E se qualcuno non è in grado di fare il proprio lavoro, deve avere l'onestà intellettuale di dire che non è in grado.

Presidente, se non richiama l'Aula, per parlare con lei dovrò andare in altra sede istituzionale.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Randazzo.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Vogliamo davvero procedere a una rottamazione delle figure professionali che hanno messo sino a oggi la Regione in condizione di esercitare l'attività legislativa e di governo? La Giunta ha dichiarato che il personale non è in grado di seguire le procedure relative alle risorse comunitarie, ma mi sembra che i fondi POR e tutte le risorse possibili e immaginabili siano sempre arrivate proprio grazie all'operato dell'organico della Regione. Non possiamo, quindi, affermare che il personale non sia preparato. Sono d'accordo sulla immissione di nuove figure professionali nell'organico della Regione, però non possiamo dire che coloro che già vi lavorano non abbiano professionalità.

Dobbiamo essere seri in quest'Aula, e se ci sono dipendenti che non hanno la competenza per svolgere determinate mansioni, chiediamo che siano destinati ai servizi più vicini alla loro professionalità. Non si può sempre fare di tutta l'erba un fascio. Se dobbiamo rottamare i dipendenti regionali, i dirigenti…

PIRISI (D.S.). Rottamare?! Ma smettila di dire sciocchezze!

RANDAZZO (U.D.C.). Onorevole Pirisi, in questo caso io non ho conflitti di interessi, non ho parenti da rottamare!

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi!

Metto in votazione l'emendamento numero 169. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 107. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 30, sul quale è stato espresso parere favorevole limitatamente alla lettera a).

CAPELLI (U.D.C.). Non ci sono modifiche, noi non accettiamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Si può fare una votazione per parti.

CAPELLI (U.D.C.). No, no!

PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento è messo in votazione nel testo originario.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 36

contrari 31

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 58.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazione

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione PISANO sugli incarichi di direzione di struttura semplice dell'Unità operativa dei consultori e di direzione di struttura complessa dell'ufficio di direzione presso la ASL n. 6 di Sanluri. (796)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 713 del 18.04.2007 predisposta dalla Direzione generale dell'azienda USL n. 6 di Sanluri.

In relazione all'Interrogazione Consiliare n°796/A proposta dall'On le Pisano, relativa agli incarichi di direzione di struttura semplice dell'U O Consultori e di direzione della struttura complessa Ufficio di Direzione e supporto strategico alla Direzione Generale dell'ASL n. 6 di Sanluri attraverso il ricorso all'articolo 15 septies del d.lgs n. 502/1992, si comunica quanto segue

1) In relazione al primo punto dell'interrogazione

L'articolo 15 septies, primo comma, del D.Lvo 502/1992 prevede che i direttori generali delle Aziende Sanitarie possano "conferire incarichi per l'espletamento di funzioni di particolare rilevanza a di interesse strategico mediante stipula di contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo, entro il limite del due per cento della dotazione organica della dirigenza, a laureati di particolare e comprovata qualificazione professionale che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali apicali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post­universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro e che non godano del trattamento di quiescenza. I contratti hanno durata non inferiore a due anni e non superiore a cinque anni con facoltà di rinnovo ".

I Contratti collettivi nazionali di lavoro delle due aree della dirigenza del SSN hanno successivamente regolamentato (8 giugno 2000), agli articoli 62 e 63 delle rispettive aree dirigenziali, gli aspetti normo-economici delle assunzioni effettuate in base all'art 15 septies citato.

La scrivente Direzione ha ritenuto di utilizzare tale istituto, nel pieno ed assoluto rispetto delle norme legislative e contrattuali, per il conferimento di due incarichi di valenza strategica, uno relativo alla direzione dell'U O semplice "Consultori" e l'altra all'U O complessa "Ufficio di Direzione".

Sono state pedissequamente rispettate le procedure indicate dall'art 15 septies e dagli articoli contrattuali citati per il conferimento degli incarichi in argomento, che prevedono in particolare

- la vacanza dell'incarico nella rispettiva struttura semplice e complessa

- l'individuazione preventiva, con proprio atto, delle modalità per il conferimento di tale tipologia di incarichi ed i requisiti richiesti

- la consultazione preventiva e obbligatoria delle organizzazioni sindacali firmatane dei CC CC NN LL delle due aree dirigenziali del SSN

- la pubblicazione degli avvisi relativi agli incarichi da conferire

- la selezione e valutazione dei candidati attraverso disamina dei "curricula" e colloquio effettuate da apposita commissione

- il rispetto del limite del due per cento della dotazione organica della dirigenza per tali assunzioni

- l'assunzione a tempo determinato, attraverso contratto individuale di lavoro, del candidato ritenuto idoneo a ricoprire l'incarico e avente i requisiti richiesti dal citato art 15 septies

- il congelamento contestuale di altrettanti posti di organico della dirigenza.

In relazione alla tipologia di incarico che può essere contento attraverso il ricorso all'articolo 15 septies, in particolare alla possibilità di conferire incarichi di struttura complessa , si richiamano alcuni chiarimenti che l'ARAN (l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, abilitata alla sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro) ha diramato in materia

- In tema di sostituzione di un dirigente con incarico di struttura complessa "l'incarico di sostituzione a tempo determinato è conferito secondo le procedure di cui al DPR 484/1997 ovvero dell'art. 15 septies del dgs. 502 del 1992. La mancata citazione di tale ultima modalità di assunzione nell'art 18, comma 5 del CCNL 8 giugno 2000 non preclude alle aziende di utilizzarla in quanto comunque prevista dall'art 13, comma 2, del medesimo contratto "(ARAN Prot. 6464 del 19 07 2006)

- In tema di rapporto esclusivo del dirigente di struttura complessa "l'attribuzione dell'incarico di struttura complessa non può che avvenire nel rispetto del DPR 484/1997 o dell'art. 15 septies del d.lgs del 1992" (ARAN Prot. 6464 del 19 07 2006)

2-3) In relazione al secondo e terzo punto dell'interrogazione

Le procedure per l'attribuzione di incarichi attraverso l'istituto previsto dall'art. 15 septies non escludono la possibilità (ammessa tra l'altro anche in sede di reclutamento di personale a tempo determinato attraverso pubblica selezione per soli titoli) che alle stesse possano partecipare anche dipendenti appartenenti alla medesima amministrazione i quali, provvisti dei requisiti indicati dall'articolo m questione, possono partecipare alle procedure valutative e candidarsi per la copertura dell'incarico.

Più difficile appare la possibilità che l'amministrazione ritenga opportuno conferire un incarico di particolare rilevanza ed interesse strategico a propri dirigenti già titolari di incarico di struttura in aggiunta a tale incarico (doppio incarico o incarico a scavalco)

Circa la discrezionalità legittimamente riconosciuta al direttore generale sia nel l'individuare lo strumento contrattuale e legislativo da utilizzare per conseguire i propri risultati, sia, nello specifico, nell'individuare il candidato cui affidare l'incarico in argomento, si evidenzia che la procedura di selezione per l'assunzione a tempo determinato ex art 15 septies "è caratterizzata, in un quadro di regole certe, da una maggiore discrezionalità delle altre nelle modalità di reclutamento e nell'individuazione dei requisiti. II rapporto che si instaura ai sensi dell'art 15 septies è un rapporto di lavoro a tutti gli effetti, sia pure a tempo determinato e non un rapporto regolato dall'art 2222 ce" (ARAN Prot 1943 del 20 02 2002)

4) In relazione al quarto punto dell'interrogazione

L'articolo 15 septies non ha indicato, quale requisito per il conferimento dell'incarico, il possesso di una specifica laurea.Tale indicazione è omessa all'Azienda che conferisce l'incarico la quale, in relazione alla tipologia dello stesso, può specificare il titolo del diploma di laurea che ritiene più idoneo o confacente per le funzioni ed attività correlate all'incarico. Nello specifico la scrivente Direzione ha individuato, quale requisito per l'incarico di direzione dell'UO "Consultori", il possesso della laurea in medicina e chirurgia, mentre non ha specificato la tipologia di laurea relativamente all'incarico di direzione dell'Ufficio di Direzione". Tale scelta, oltre che coerente con le attribuzioni proprie dell'Ufficio di Direzione, struttura di staff alla direzione strategica aziendale, è la medesima che è stata individuata dallo stesso decreto legislativo 502/1992 relativamente al tipo di laurea richiesto quale requisito per poter essere individuati Direttori generali di una ASL nonché la stessa che, a suo tempo, la L R n. 5/1995 aveva individuato per il responsabile dell'ufficio di direzione generale (art 12 L R n. 5/95).

5) In relazione al quinto punto dell'interrogazione

La retribuzione dei dirigenti titolari di incarichi ex art. 15 septies d. lgs 50//1992 è regolamentata dai citati articoli 62 e 63 dei CC CC NN LL 1998/2001 delle due aree delle dirigenze del SSN i quali richiamano, rispettivamente, gli articoli 39 e 40 del medesimo CCNL in merito alla parte di retribuzione di posizione eccedente il minimo contrattuale, a carico del bilancio, che può essere riconosciuta al dirigente.

A tali disposizioni è stato fatto riferimento in relazione alla determinazione del trattamento economico riconosciuto ai due dirigenti incaricati a seguito delle procedure di cui all'art. 15 septies.

Si resta a disposizione per ulteriori eventuali chiarimenti e si inviano distinti saluti.