Seduta n.358 del 02/08/2007 

CCCLVIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 2 agosto 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 06.

CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 25 luglio 2007 (351), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pittalis, Salis e Scarpa, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 2 agosto 2007.

Se non ci sono osservazioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Sanna Francesco - Cocco - Pinna - Porcu - Giagu - Maninchedda: "Norme a favore della famiglia". (293)

(Pervenuta il 31 luglio 2007 e assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Amadu sulla necessità di un adeguamento della convenzione che regola il servizio 118". (473)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di sbloccare le concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda (Sassari)". (558)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Caligaris - Ibba sul bando di gara comunitaria a procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione". (610)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra sulla costruzione ed ampliamento del campo da golf a Villasimius in località Campulongu". (718)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Pileri - La Spisa - Petrini - Contu - Licandro - Rassu - Sanjust - Lombardo sull'attuazione del Piano paesaggistico regionale". (754)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Scarpa sulla mancata divulgazione da parte della Regione del diritto alla riduzione, in sede di rilascio di concessione edilizia da parte dei comuni, del 30 per cento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria quando si usano sistemi costruttivi ed impianti ad energia solare negli edifici". (765)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

"Interrogazione Diana - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Gallus - Biancu - Pisu - Pinna - Licandro - Sanna Alberto - Cherchi Oscar sull'imminente riduzione dei servizi dell'Enel nella Provincia di Oristano". (902)

(Risposta scritta in data 31 luglio 2007.)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CALLEDDA Segretario:

"Mozione Diana - Liori - Artizzu sull'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale". (136)

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (D.S.). Sì Presidente, la Commissione Settima è riunita e avrebbe bisogno di altri 10 minuti per arrivare ad una risoluzione, quindi chiedo una sospensione di altri 10 minuti.

PRESIDENTE. Va bene, la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 10, viene ripresa alle ore 11 e 34.)

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Gessa - Barracciu - Bruno - Cerina - Davoli - Dedoni - Cherchi Oscar - Corda - Fadda Paolo - Frau - Lombardo - Marracini - Pinna - Porcu - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta: "Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna" (220/A)

PRESIDENTE. Bene colleghi, l'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero "220/A." Abbiamo sospeso ieri l'articolo 6 per intero, l'emendamento aggiuntivo numero 18 all'articolo 9 bis, e tutto l'articolo 12.

Quindi riprendiamo dall'articolo 6. All'articolo 6, ricordo, sono stati presentati gli emendamenti: sostitutivo parziale numero 4, il numero 16 e l'aggiuntivo numero 15.

Bene colleghi… se abbiamo un'attenzione sufficiente possiamo lavorare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io volevo richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che l'articolo 6 con gli emendamenti 15 e 16 in buona sostanza…tra l'altro volevo anche capire, Presidente, se si vota prima il 16, giusto? Essendo un sostitutivo parziale e poi il 15 che è un aggiuntivo?

Allora…io credo che mentre ha senso…Presidente posso?

PRESIDENTE. Aspetti un attimo, ci sono problemi sulla praticabilità della discussione sull'articolo 6.

Noi stiamo iniziando i lavori alle 11 e 40, per consentire che si risolvessero tutti i problemi irrisolti. Adesso l'Assessore mi dice che forse c'è qualche problema sull'articolo 6. Chiedo scusa, onorevole Caligaris.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì Presidente. Per chiedere che, siccome ieri nella riunione informale della Commissione, si era trovato l'accordo affinché si iniziasse direttamente dall'articolo 12, ed eventualmente si continuasse poi successivamente con gli articoli seguenti, sui quali c'era la possibilità di trovare un'intesa anche sugli emendamenti. E invece poi ritornare successivamente all'articolo 6. Quindi iniziare dal 12 e dai relativi emendamenti e poi continuare con gli articoli seguenti e poi ritornare successivamente all'articolo sei.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Oscar. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente. Io vorrei ricordare che ieri abbiamo interrotto durante la discussione dell'articolo 16, la norma finanziaria, quindi dovremmo proseguire con l'articolo 16 perché era stata chiesta la discussione sia del 6 che del 12 successiva all'approvazione comunque dell'articolo 16. Quindi chiedo all'Aula di riprendere esattamente il punto dove ci siamo fermati ieri sera, cioè la discussione dell'articolo 16, quindi la norma finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Cerchi, riprendiamo dall'articolo 12. Ieri ci siamo interrotti sul 16 perché discutevamo l'emendamento numero 18 che avevamo trasferito dal 9 bis. Siamo all'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, per dire che sulla proposta della Giunta, affinché rimanga agli atti insomma almeno questo, noi non siamo d'accordo, cioè noi, per le stesse motivazioni che ho addotto ieri quando è stata richiesta una sospensione, a maggior ragione la chiedo per la ripresa dei lavori. Noi non possiamo continuamente rimandare gli articoli! Su questo articolo ci sono due emendamenti, si discuta tranquillamente sulla posizione dell'Aula, delle parti politiche dell'Aula, sugli emendamenti proposti e sull'articolato che, invece, è stato approvato all'unanimità dalla Commissione e si prendano le dovute decisioni.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Su quale?

CAPELLI (U.D.C.). Sul "6"! Perché continuare a rimandare sempre? Noi da ieri abbiamo tenuto sospesa l'Aula per ore, abbiamo discusso nell'incontro a latere delle problematiche varie, su alcune cose l'accordo non c'è, si voti! Comunque ci tengo a dire che noi non siamo d'accordo, poi gli altri Gruppi…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, è solo un modo di procedere per non restare fermi. Tanto comunque ci arriviamo, il nodo si sposta solo di qualche minuto, poi arriviamo a discutere dell'articolo 6.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Gessa - Barracciu - Bruno - Cerina - Davoli - Dedoni - Cherchi Oscar - Corda - Fadda Paolo - Frau - Lombardo - Marracini - Pinna - Porcu - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta: "Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna" (220/A)

PRESIDENTE. Sull'articolo 12 c'è un emendamento di sintesi, il numero 19, che sostituisce gli emendamenti numero 11 e 12. Allora, siamo all'articolo 12, all'articolo 12 sono stati presentati due emendamenti, il numero 11 e 12, questi due emendamenti sono stati sostituiti da un emendamento sostitutivo totale all'articolo, che è il numero 19. Va bene? L'emendamento numero 19 sostituisce praticamente l'intero l'articolo.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento sostitutivo totale Gessa - Sanna Simonetta - Sanna Franco - Davoli - Cerina

Articolo 12

Il testo dell'articolo 12 è così sostituito:

"1. il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva gli indirizzi strategici del Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in armonia con gli indirizzi della programmazione regionale e coerentemente col Piano regionale di sviluppo e con gli indirizzi del Piano nazionale per la ricerca e con gli orientamenti comunitari in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

2. il Piano è approvato dalla Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione competente che si esprime entro trenta giorni. Il Piano individua per ogni annualità:

a. i settori di interesse prioritario verso i quali indirizzare i progetti e, per ciascun settore, gli obiettivi, le strategie e le linee di intervento;

b. i soggetti ammissibili;

c. il sistema di monitoraggio;

d. l'insieme delle risorse di carattere tecnico, organizzativo e finanziario da impiegare nel triennio e le modalità di gestione di tali risorse;

e. la ripartizione annuale delle risorse finanziarie;

f. le fonti finanziarie.

1. In sede di prima attuazione gli indirizzi strategici del Piano sono presentati dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente lette.". (19).)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chiedo scusa, i pareri erano già stati dati, questo è un emendamento di sintesi, il presentatore è il relatore quindi possiamo anche richiedere il parere al relatore, ma…

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.

GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Positivo.

PRESIDENTE. Va bene. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quella del relatore.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica palese. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Dedoni?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Amadu, Oscar Cherchi, Contu, Petrini, Rassu, Murgioni.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 19.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 66

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 è stato presentato l'emendamento numero 20, che sostituisce l'emendamento numero 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti:

Art. 16

Norma finanziaria

1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono determinate in euro 75.000.000 annui a decorrere dall'anno 2007; alle stesse si fa fronte con quota parte delle entrate proprie della Regione di cui all'articolo 8, lettera a) dello Statuto speciale della Sardegna.

Emendamento sostitutivo totale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu

Articolo 16

L'emendamento n. 13 è sostituito dal seguente:

1. La legge finanziaria relativa all'anno 2008, a decorrere dallo stesso anno, determina le risorse sulla base degli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2007-2010, finalizzati alla ricerca scientifica e tecnologica. Con la legge di approvazione del bilancio pluriennale della Regione per l'anno 2008 gli stanziamenti previsti a favore della ricerca scientifica e tecnologica comprensivi dei fondi regionali, delle assegnazioni statali e dei fondi comunitari sono stanziati nello stato della spesa, nella Strategia 02-Funzione Obiettivo 04 in due distinte UPB ove sono iscritte rispettivamente le risorse regionali e di provenienza statale o comunitaria.

2. Con la legge finanziaria relativa all'anno 2008 è determinato l'importo da destinare alla ricerca di base o fondamentale di cui all'articolo 3 della presente legge in misura non inferiore all'1% delle compartecipazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche così come determinate annualmente nel bilancio di previsione della Regione.

3. Con la stessa legge finanziaria relativa all'anno 2008, in coerenza con quanto previsto dal comma 8 dell'articolo 24 della legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) lo stanziamento annuale complessivo per la ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille dello stanziamento previsto per il sistema sanitario regionale. I commi 3 e 7 del suddetto articolo 24 della Legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 e gli altri commi eventualmente in contrasto con la presente legge sono abrogati.(20).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Solo per una precisazione, Presidente e colleghi. Anche l'emendamento numero 20 è un emendamento di sintesi che ovviamente condividiamo. Vorrei soltanto sottolineare che il finanziamento annuale complessivo per la ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al 2 per mille ed è molto poco, equivale, come discutevamo ieri, a 3.200.000 euro circa. Questa potrebbe essere l'occasione per modificare ulteriormente quanto previsto già nell'articolo 24 della legge numero 10, che abbiamo esitato alcuni mesi fa, e destinare quantomeno una quota significativa alla ricerca biomedica e sanitaria, che può essere identificata nell'1 per cento. L'1 per cento è già una quota significativa non sufficiente, ma significativa, perciò, se il relatore è d'accordo e se l'Aula è d'accordo, proporrei un emendamento orale al numero 20, per proporre uno stanziamento annuale complessivo per la ricerca biomedica e sanitaria, non inferiore all'1 per cento dello stanziamento previsto dal sistema regionale sanitario. Che, a quanto pare, ha ritrovato anche risorse, ma adesso non vorrei polemizzare su questo, aggiuntive in qualche modo, è stato comunicato questo. Perciò i denari ci sono; in ogni caso daremmo una risposta significativa di interesse e di sostegno alla ricerca biomedica. Tre milioni e due potrebbero sostenere sì e no cinque o sei progetti significativi e non sarebbero neanche coperti per un triennio. Perciò propongo l'1 per cento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Per fare una domanda agli estensori dell'emendamento. Ricordo che ieri, nella riunione, si era rimasti d'accordo che al comma terzo venisse previsto che i soggetti che accedono al fondo del 2 per mille del Piano sanitario regionale, non potessero accedere al fondo della ricerca, cioè che le ricerche in campo biomedico, non avessero due fondi di finanziamento. Perché sarebbe un privilegio che allora dovremmo accordare anche agli ambienti della cultura e degli altri settori della ricerca. Eravamo rimasti d'accordo che questa incompatibilità sarebbe stata prevista, ma non la vedo nell'articolo. Se è una svista propongo, se posso, un emendamento orale per cui si dice che: "i soggetti che accedono all'utilizzo del fondo disciplinato dal presente comma, non possono accedere al fondo della ricerca disciplinato dalla presente legge". Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.

E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (D.S.). Sì, Presidente. Io sarei istintivamente del parere dell'onorevole Capelli, la verità è che la riflessione che è stata fatta, quando fu fatto l'articolo 24 e anche ieri, ci porta a ragionare sul fatto che stiamo parlando di una misura non inferiore, quindi un elemento di garanzia, cosa che può essere ovviamente superiore; sono fondi che vengono in qualche modo dotati da un quantum unico che è quello del Sistema sanitario regionale e quindi dobbiamo essere prudenti. Mi connetto alle cose che stava dicendo il collega Maninchedda; io sono anche lì istintivamente orientato a pensare che ciò che dice il collega Maninchedda sia da accogliere, però mi chiedo se dobbiamo irrigidirlo in legge oppure non sia una cosa che fa parte di normativa da bando, perché in molti casi le ricerche, richiamando quello che diceva l'onorevole Capelli, possono essere ricerche da 20 mila euro da 25 mila euro, ma possono essere ricerche molto più complesse da 500 mila euro, che richiedono il cofinanziamento da diverse fonti. Allora, noi potremmo impedire che una ricerca finanziata in parte dal fondo sociale europeo, dall'Europa, dall'Unione Europea, possa non essere, diciamo completata in termini di finanziamento da una quota, che invece serve e costringe magari a passare da norme straordinarie. Allora per l'incompatibilità, io penso che possa essere raccolta come indirizzo. Poi, circa gli indirizzi strategici, qualora nell'andamento, nel prosieguo della sperimentazione e nell'applicazione completa di questa legge, constatiamo che esiste un problema di questo genere. Altrimenti rischiamo di irrigidirla assolutamente in partenza. Stiamo parlando effettivamente di una quota, che sotto il profilo della ricerca non è enorme, 3.200 mila euro non è una quota enorme, e implicare in qualche modo l'impossibilità di aiutare grosse ricerche con fondi provenienti dall'Europa o dalla Regione, può essere, diciamo, un limite forte. Cioè, poniamolo come elemento da mettere nelle raccomandazioni tecniche, questo può essere il dato. Io tenderei a dire, non irrigidirla; è una riflessione successiva all'elaborazione di ieri, ammetto che ieri c'era un'elaborazione, un'attenzione sotto questo aspetto. Però mi chiedo, onorevole Maninchedda, se sia il caso di irrigidire in legge, proprio sulla base dell'osservazione dell'onorevole Capelli, una norma così vincolante, ponendola addirittura per legge.

CAPELLI (U.D.C.). Ma ieri si era raggiunto l'accordo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cherchi Oscar. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io credo che la sintesi dell'emendamento numero 20 sia alla fine quella del dibattito che noi ieri sera, a chiusura dei lavori del Consiglio, si è chiaramente raggiunta. Io vorrei ricordare due elementi fondamentali e due aspetti fondamentali che sono la ragione, la ratio di questa legge. Uno di questi è chiaramente unificare i fondi della ricerca scientifica in Sardegna; il secondo aspetto, ancora più importante, è quello di stabilire il quantum ogni anno deve essere indirizzato e deve essere attribuito alla ricerca scientifica. Cosa succede? Succede che in questo emendamento, in effetti, si è cercato in tutti i modi di trovare un modo e un sistema per raggiungere quella che era la richiesta, l'obiettivo iniziale della Commissione, cioè un'idea di base di circa 75 milioni di euro. Ora io chiedo questo, mi rendo perfettamente conto che probabilmente, sicuramente voterò a favore di quest'emendamento numero 20, però mi rendo perfettamente conto che quella cifra, probabilmente, con questo sistema non la raggiungeremo. Comunque, un impegno nell'esercizio 2008 di verificare eventualmente, durante la stesura della legge finanziaria e quindi del bilancio della Regione, di verificare queste cifre in modo da individuare un quantum, che possa perlomeno avvicinarsi a quella che è la proposta iniziale, nel momento in cui abbiamo esitato la legge in Commissione. Credo comunque che l'emendamento, per l'approvazione di questa legge, può essere accolto e in questo modo, eventualmente, se vogliamo comunque trovare un aumento, così come ha suggerito il collega Capelli, anziché il 2 per mille, portarlo all'1 per cento, che pare un po' troppo esagerato, ma lo si può portare anche eventualmente al 5 per mille. Questa credo che sia una decisione libera del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Relativamente alla proposta di emendamento orale fatta dal collega Maninchedda, per lamentare che ieri davvero eravamo rimasti convinti dell'opportunità di integrazione, poi siccome è stato abbondantemente riscritto il testo, è un aspetto che si è dimenticato e che non abbiamo completato per iscritto. Però ritengo che vada rispettata quella decisione, l'Aula naturalmente è sovrana, ma non solo perché vi era già un accordo, ma perché ritengo che sarebbe assolutamente opportuna. E' vero che, come diceva l'onorevole Lai, metterlo in legge può anche rappresentare un appesantimento, però è l'unica forma per avere garanzie, perché solo le leggi sono cogenti, ed è giusto, quindi, che lo si contenga, mentre affidarlo a procedure relative a bandi, che sono procedure invece di natura amministrativa, se non specificato in legge, lasciano poi una discrezionalità operativa eccessivamente ampia. Quindi propongo che sia inserita. Poi se l'onorevole Maninchedda l'ha scritta, credo che possa essere depositata; chiedo che sia inserita al terzo comma la prescrizione che vieta la partecipazione, la possibilità di accedere ad entrambe le opportunità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Presidente, vorrei rispondere sia all'onorevole Capelli che all'onorevole Maninchedda. In pratica noi abbiamo stabilito per la ricerca medica un minimo di finanziamenti, al di sopra dei quali ci sono, con la legge, tutte le possibilità di accedere, tant'è vero che abbiamo approvato l'articolo 3 dove abbiamo detto che i ricercatori, ovviamente anche quelli medici, hanno dei finanziamenti se hanno accesso a programmi di ricerca internazionali, comunitari, presentati da Università, oppure da ospedali. Quindi la possibilità di salire è nella legge. Oggi i soldi, e quindi costringerli ad avere solo quei soldi, che mettiamo lì, mi sembra addirittura penalizzante, ovviamente, come ha detto l'onorevole Capelli, 3 milioni sono insufficienti, ma per chi, tutto considerato approfitta di questa legge, il settimo programma quadro, per esempio, e l'ottavo quando verrà, daranno delle possibilità immense. Cioè, oggi alla ricerca scientifica si sta dando, finalmente, tanto ossigeno di cui non abbiamo avuto mai la possibilità prima d'ora di elargire. Quindi a un certo punto anche restringere la possibilità se: prendi da a non puoi avere da b. Fortunatamente abbiamo la possibilità di complementare con i cofinanziamenti, appunto, la possibilità delle ricerche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intanto la sintesi che è stata individuata, è una sintesi frutto di una discussione approfondita, per alcuni momenti anche animata, ma che ha portato ad una conclusione positiva, perché la finalità di quella discussione è stata quella di individuare una soluzione che aiutasse la ricerca, non che la contrastasse. Che aiutasse la ricerca, non che perseguisse interessi specifici, parziali, fatta non a dispetto di qualcuno, ma a favore di qualcuno, e questo è il modo in cui questo Consiglio regionale deve veramente qualificarsi nella produzione normativa, cioè deve avere un atteggiamento nel quale le cose che si fanno sono le cose che si fanno per risolvere i problemi, non per aggiungere problemi. E quindi questa sintesi è una sintesi positiva, lo facciamo sempre? Continueremo a farlo? Anche oggi? Non lo so! Perché dipende dalla trasparenza d'animo, non dalle parole dei proclami, dipende da come siamo effettivamente, dall'interesse che vogliamo perseguire. Per esempio, di recente abbiamo messo 20 milioni di euro sull'istruzione, per fare di questa Regione una Regione in grado di affrontare i problemi della scuola, e partiamo da una considerazione che i problemi della scuola questa Regione li ha sempre affrontati, in modo molto scarso, molto poco significativo. E partiamo dal presupposto che abbiamo bisogno di energie, di risorse anche professionali e anche culturali nuove per fare questo. Come abbiamo bisogno di metodologie diverse, come abbiamo bisogno di integrare all'Università anche la medicina ospedaliera, come abbiamo bisogno di coinvolgimenti più ampi anche in altre materie, e anche in questa materia della ricerca. Allora sarà importante, e qui misureremo veramente se ciò che conta è il dispetto, è la malevolenza, è l'atteggiamento strumentale, oppure la vera funzione del legislatore, quella cioè di affrontare le questioni, di trovare le migliori soluzioni, di proporle all'attenzione di quest'Aula e di farle votare con un consenso convinto che non sia quindi quello pernicioso dell'atteggiamento politicista e poco comprensibile.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Sì, grazie, Presidente. Vorrei rimarcare anche io che, dal confronto che si è sviluppato ieri sera nella riunione informale della Commissione, penso siano emersi degli aspetti molto positivi, nel senso che dal confronto, da questo confronto è nata e si è ulteriormente rafforzata un'unità di intenti all'interno del Consiglio regionale nella sua interezza, che ha come finalità quella di promuovere la ricerca scientifica in tutti i suoi aspetti. E' evidente, onorevole Capelli, che tutti quanti noi vorremmo dedicare maggiori risorse sia alla ricerca scientifica, in termini generali, sia alla ricerca biomedica. Però, abbiamo approvato una legge di recente, la legge numero 10 del luglio dell'anno scorso, penso che possiamo verificare la congruità delle risorse che sono state destinate alla ricerca biomedica, che sicuramente sono poche rispetto alle esigenze e, eventualmente, potremmo, con la prossima manovra finanziaria, modificare quegli stanziamenti e quindi, eventualmente, anche potenziare le risorse. Quindi io raccoglierei, mi pare, l'indicazione che veniva dall'onorevole Cherchi, che appunto ci invitava a verificare la disponibilità finanziaria e la congruità di quelle risorse, mi pare che questo fosse l'intendimento dall'onorevole Cherchi, e quindi, eventualmente, modificarle con la prossima legge finanziaria. Devo dare atto all'onorevole Maninchedda che ieri sera, nel corso di quel confronto che ha portato ad una sintesi unitaria su questi emendamenti, era stata sottolineata la necessità di scindere la possibilità di accedere ad entrambe le opportunità, e quindi mi sembra corretto, eventualmente, introdurre nel corpo del comma 3 l'impossibilità di accedere ad entrambe le opportunità. Quindi, mi pare che su questi aspetti la Giunta sia sostanzialmente d'accordo, e condivide l'emendamento numero 20, con le integrazioni che potranno essere inserite all'interno del comma 3.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Maninchedda, lei aveva già parlato?

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Per dare una lettura dell'emendamento orale che tenga conto di ciò che è stato detto.

PRESIDENTE. Va bene, le do la parola alla fine degli interventi. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Intanto mi sento soddisfatto della sintesi fatta dall'Assessore, che, in qualche modo, evidenzia che quel fondo, così come è previsto in questo emendamento, e che in qualche modo viene bloccato con l'impossibilità di poter accedere a ulteriori risorse, possa essere invece rivisto nella finanziaria, perché davvero quelle risorse sono molto limitate; e io voglio anche ricordare che erano limitate proprio per riuscire ad inserire all'interno della legge un articolo fortemente contrastato da alcuni che riguardava proprio la ricerca, in attesa di avere questa legge che invece oggi noi stiamo approvando. Ecco, il dubbio che rimaneva, almeno, era quello delle risorse molto limitate, e per di più anche capaci di poter essere attinte soltanto da una parte. Nel momento in cui, invece, esiste questa volontà, e credo che sia necessaria, e che allo stesso tempo sono sicuro troverà delle risposte, per me va bene così, anche perché in questa direzione si era discusso ieri con grande difficoltà per arrivare a una sintesi e non mi sembra il caso, adesso, di modificarla.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Intervengo brevissimamente per dire che anche io sono soddisfatto della sintesi che è stata così effettuata sull'emendamento numero 20. Però, ritengo opportuna una precisazione, e in questo senso mi rivolgo all'assessore Dadea, relativamente ad una questione abbastanza rilevante che era stata inserita nell'interlocuzione di ieri sera, relativamente ai commi 1 e 2 dell'articolo 24, della legge numero 10, in merito al fatto che questi commi contengono delle enunciazioni di garanzia per quegli elementi di specificità che sono insiti nella ricerca sanitaria e biomedica, elementi di specificità che si configurano fondamentalmente in quelli che sono i soggetti coinvolti nella ricerca stessa, in particolar modo gli operatori delle strutture sanitarie e pubbliche, e in particolare delle strutture ospedaliere. Questo era il senso e il valore di questi due commi, e la formulazione, la frase finale richiede da parte sua una precisazione sul valore residuo di questi due commi e una chiara enunciazione sul fatto che non sono in contrasto con la presente legge. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessore, onorevoli colleghi. Io vorrei proporre all'Aula, all'attenzione dei colleghi, un emendamento orale, nel quale si fa la richiesta di un fondo speciale per il finanziamento della ricerca di alcuni piani di cui tanto si parla in questi giorni in sanità. Oggi, sulla Nuova Sardegna, mi dicono ci sia un articolo trionfalistico dell'assessore Dirindin per quanto riguarda la sua capacità di risparmio in sanità, e io invece vorrei cercare un fantomatico piano, del quale ho chiesto notizia stamattina in Commissione al Presidente della Commissione stessa, e di cui non sa niente, piano di cui parlerò adesso, e del piano di stabilizzazione dei precari di cui si parla sempre nei giornali e di cui l'Aula non sa un "tubo", scusate l'aggettivo. Io, soprattutto, vorrei che venisse portata a conoscenza dell'Aula il piano di rientro della spesa di sanità, perché pare che nel 2006 la Regione Sardegna, udite udite, avrebbe sforato il 7 per cento di spesa sanitaria, e quindi, da una normativa nazionale, la nostra Regione è costretta a rientrare con un piano che sarebbe stato mandato - cosa della quale io ho notizia certa - un piano di rientro al Ministero, un piano che ha valore programmatorio, che comporta scelte politiche, il 10 per cento della spesa sanitaria non è una spesa da poco, e quindi credo che se non il Consiglio, che avrebbe dovuto correttamente essere informato, almeno la Commissione avrebbe dovuto prendere conoscenza di questo piano, nel quale, tra l'altro, mi si dice che siano contenute affermazioni gravemente lesive della dignità del popolo sardo. Quindi, vorrei che questo piano venisse ricercato, venisse portato a conoscenza dell'Aula e della Commissione, e vorrei che venisse stanziato un fondo a parte per la ricerca di questo piano, al quale associo anche un fondo speciale per la ricerca del piano di stabilizzazione dei precari in sanità, di cui ci si fa tanto belli e del quale vorremmo conoscere i contenuti, possibilmente per concordali, possibilmente per migliorarli, possibilmente anche per accettarli in toto e dire "siete stati bravissimi", però, vorremmo saperne i contenuti. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Io intervengo per richiamare i colleghi, senza nessuna pretesa di avere titolo specifico, all'importanza della norma che stiamo discutendo in questo momento, e non farla cadere nell'ambito della polemica. Io capisco le legittime ragioni dei colleghi che avanzano problemi, ma che niente hanno a che fare con questa disposizione, perché la disposizione relativa allo stanziamento che la Regione Sardegna fa a valere sulla ricerca, in particolare sulla ricerca biomedica, rappresenta per tutta l'Aula, a prescindere dalle connotazioni di opposizione o di maggioranza di Governo, un passo avanti significativo, molto significativo che fa la Regione Sardegna. Ho apprezzato l'intervento che è stato fatto inizialmente per elevare il contributo in termini economici, e penso che questa possa essere una raccomandazione, un ordine del giorno che possiamo anche applicare in coda all'approvazione della legge, è un impegno che tutti quanti possiamo assumere, affinché in sede di approvazione della legge finanziaria lo stanziamento possa essere effettivamente superiore rispetto alla quota del 2 per mille che è prevista nella spesa sanitaria. A questo proposito vorrei dire, giusto per non far scattare eventuali ipotesi di concorrenza tra le diverse forme di ricerca e di sostegno economico della ricerca, che le somme, così come abbiamo visto in sede di approvazione della legge numero 10, destinate a favore della ricerca biomedica, sono sottratte al sistema sanitario regionale. Cioè, il modello che viene introdotto nella legge numero 10 è un modello virtuoso, cioè meno spese per l'assistenza, che non deve significare taglio alla sanità, ma più risorse destinate alla ricerca per far venire meno l'ipotesi di malattia e l'ipotesi quindi di cura. Quindi la sua specificità consiste in questo e consiste nell'esigenza di dare quella attenzione particolare che tutti insieme, vorrei ricordare, quando abbiamo approvato la legge 10, abbiamo concordato e portato avanti. Quindi cerchiamo di fare uno sforzo per non entrare in polemica su questo aspetto e concentrarci, invece, sugli aspetti che sono positivi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Proporrei la formulazione dell'emendamento orale in questi termini… se c'è anche l'onorevole Lai… l'onorevole Gessa mi sta ascoltando, e cioè: "i soggetti che accedono all'utilizzo del fondo stabilito dal presente comma, di norma non possono accedere ad altri fondi di provenienza regionale". In questo modo non si inibisce ciò che chiedeva l'onorevole Lai, cioè che il fondo possa essere utilizzato in compartecipazione con altri fondi, però si determina un'equità, nel senso che chi utilizza questa parte di fondi di risorsa regionale, non ne possa utilizzare degli altri. "Di norma", che può sembrare una furberia, nasce dal fatto che, trattandosi di ricerca biomedica, può accadere che ci siano problemi specifici di tale rilevanza e di tale gravità per cui è necessario sostenerli, e allora è chiaro che si apre una finestra che va disciplinata con gli indirizzi. Per cui se gli uffici hanno bisogno, rileggerei il testo. Comunque è: "I soggetti che accedono all'utilizzo del fondo stabilito dal presente comma, di norma non possono accedere ad altri fondi di provenienza regionale".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, per rispondere alla sollecitazione che è venuta dall'onorevole Lai, riguardo la necessità che nell'ultima parte del comma 3 dell'emendamento, dove si fa riferimento che vengono sostanzialmente abrogati il comma 3 e il comma 7, per quanto riguarda il comma 1 e il comma 2, mi pare, cui faceva riferimento, della legge numero 24 del 2006, non c'è incompatibilità, quindi non rientra tra quelli che si trovano in una condizione antitetica rispetto ai contenuti della legge che stiamo approvando. Quindi, da questo punto di vista mi sentirei di rassicurarlo, nel senso che non sono dei commi che si pongono in una condizione antitetica rispetto ai contenuti della legge che noi stiamo approvando. Per quanto riguarda poi la sollecitazione che veniva dall'onorevole Uggias, penso che naturalmente possiamo anche approvare un ordine del giorno che vada in quel senso. Io penso che sia comunque compito della Giunta regionale e comunque del Consiglio, verificare attentamente se quelle risorse che noi abbiamo stanziato e che sono parte integrante del Fondo sanitario regionale, sono sufficienti o meno, e una volta fatta questa verifica, qualora non fossero, come anch'io suppongo, sufficienti, anche se si dice che non devono essere comunque inferiori al 2 per 1000, allora, in quel caso lì, sicuramente sarà necessario rimpinguare le risorse per quanto riguarda la ricerca biomedica. Onorevole Liori, io ho capito il senso del suo intervento, penso che non esista in se un piano di rientro del deficit in sanità, si tratta di una serie di interventi che sono stati portati avanti, che hanno portato, anche alla luce delle dichiarazioni dell'Assessore nella conferenza stampa di ieri, a pensare che ci sia stato un ripiano del deficit della sanità, e che, sempre alla luce della conferenza stampa di ieri, anche la spesa farmaceutica sia stata riportata all'interno di quel 13 percento che è il parametro che viene considerato a livello nazionale. Ma sono sicuro che il Consiglio, su questi aspetti, naturalmente avrà occasione di discutere direttamente ed approfondire con l'Assessore competente.

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Dobbiamo votare l'emendamento numero 20. Non ho capito dal relatore e dall'Assessore se c'è accordo sull'emendamento proposto dall'onorevole Maninchedda.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.

GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, d'accordo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, naturalmente c'è l'accordo.

CAPELLI (U.D.C.). Il mio lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 20 con l'integrazione proposta dall'onorevole Maninchedda; al comma 3 c'è un'integrazione: "i soggetti che accedono all'utilizzo del fondo stabilito dal presente comma, di norma non possono accedere ad altri fondi di provenienza regionale".

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Norme finali

1. La Regione nell'ambito della presente legge disciplina tutti gli interventi inerenti il sostegno all'attività di ricerca scientifica, all'innovazione e al trasferimento tecnologico.

2. La Giunta regionale definisce con atti successivi forme, criteri e modalità dell'intervento della Regione a sostegno della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica.

3. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la presente legge.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Torniamo adesso all'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi numero 4, numero 16 e numero 15.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, Assessore, colleghi e colleghe. L'articolo 6 pone l'accento sulla necessità e quindi su una razionalizzazione degli interventi e sull'unificazione delle competenze in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Io credo che lo spirito che anima questo articolo che istituisce il Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e che istituisce la Consulta regionale, nel senso che ne utilizza il senso e la continuità rispetto a quello che intende portare avanti, istituisce i comitati tecnici consultivi, insomma, riassume l'articolo 6 questo quadro di riferimento per il quale esiste una regia. Io credo che abbia senso avere un'unica regia organizzativa e che vada piuttosto bene che questa regia resti in capo a un Assessorato, anche se sappiamo tutti, o perlomeno nella mia valutazione, l'attuale legge elettorale, l'attuale sistema e anche quelli che io definisco superpoteri che l'eventuale legge statutaria, se non verrà fermata prima, attribuisce al Presidente, rende molto difficile delimitare i poteri tra Presidente e Assessore, così come diventa anche molto difficile mantenere questo rapporto distinto per quanto riguarda l'organo collegiale. Ebbene, io ritengo che non possa essere assegnata alla Presidenza della Giunta questa competenza, intanto perché stiamo parlando e ipotizzando il riassetto della legge numero 1 e quindi tutto questo andrebbe rivisto nell'ambito del riassetto di quella legge, e poi reputo anche che debba essere preso in considerazione quanto l'onorevole Cherchi, Oscar Cherchi, diceva sin dal primo momento, e cioè valutare addirittura di trasferire alla cultura le competenze, perché mi sembra che sia l'Assessorato più idoneo avendo questa legge dei risvolti sia sul piano del lavoro, come diceva l'onorevole Silvio Cherchi, tenendo conto di tutte le relazioni che intercorrono con le piccole e medie aziende, in generale con la ricerca scientifica. Ma credo che la scuola, il riferimento fatto all'Università, investa principalmente l'Assessorato alla cultura. Inoltre, la Presidenza della Giunta, qualora dovesse essere preso in considerazione l'emendamento numero 15, mi sembra che abbia moltissime competenze già di per sé, perché si occupa di programmazione strategica, si occupa, per esempio, di promuovere i programmi comunitari, svolge una funzione di indirizzo per quanto riguarda la società dell'informazione, l'analisi della comunication tecnology, e non solo, verifica interventi relativamente a tanti altri aspetti legati a questo sistema. Quindi, io reputo, insomma, che la Presidenza della Giunta si debba anche, eventualmente, occupare di questioni attinenti, faccio per dire, il tema della ricerca nel campo della talassemia o di qualunque aspetto della ricerca mi sembra una cosa veramente esagerata e sono contraria a che avvenga questo concentramento eccessivo e ancora di poteri. Anche perché mi sembra che poi risulti in contraddizione con quanto testé abbiamo votato relativamente al ruolo che è stato riconsegnato al Consiglio regionale per quanto riguarda tutta la programmazione. Siccome programmare la ricerca e poi vederne gli aspetti è tipico di un rapporto che deve intercorrere e che si esprime meglio attraverso l'Assessorato, io ritengo che il testo, così come è stato formulato dalla Commissione, sia soddisfacente, fermo restando che questo unico Assessorato regionale magari potrebbe essere individuato nell'Assessorato alla cultura, alla pubblica istruzione, così come del resto avviene anche a livello nazionale quando erano collegati il Ministero dell'Università e della ricerca scientifica con il Ministero della pubblica istruzione, almeno quando l'istruzione era definita ancora pubblica e aveva un significato di scuola statale e non come è adesso, che tutto è pubblico e non ci sono più aspetti di differenziazione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo sull'articolo 6 per due ragioni fondamentali. Una per la materia che tratta. Il titolo stesso lo dice: "Razionalizzazione degli interventi e unificazione delle competenze in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica". Questa materia, proprio perché richiama all'unificazione, viene pertanto allocata, in ragione dell'emendamento numero 16, nell'ambito di uno dei rami dell'amministrazione, il ramo di amministrazione prevalente, quello dal quale vengono emanati prioritariamente gli indirizzi, il ramo di amministrazione che è governato dall'unico componente della Giunta regionale eletto direttamente dal popolo, ovverosia il Presidente della Regione. E' allocato lì proprio in ragione della razionalizzazione degli interventi, perché gli interventi sono razionali se sono coordinati, gli interventi sono razionali se sono coesi rispetto alle finalità della programmazione generale, perché la responsabilità di governo prescinde dalla miseria umana quando è ben esercitata e noi facciamo norme che hanno per definizione natura astratta, cioè non sono collegate a questioni specifiche particolari, perché se no non faremo il nostro dovere e qua non ci sarebbe nessuno che farebbe il proprio dovere. Per cui la funzione dell'articolo 6 è questa: razionalizzare gli interventi, procedere ad un accorpamento, individuare - e lo fa - i diversi strumenti nei quali si esplicita questo accorpamento, cioè ha una sua logica, una sua precisa struttura su cui la Commissione tutta ha concordato. Il fondo unico regionale, l'unificazione delle competenze per le attuazioni degli interventi in un unico ramo di amministrazione, l'istituzione di una consulta regionale, una, per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, l'istituzione di comitati tecnici consultivi regionali d'area per ambito di ricerca, l'istituzione di un'unica anagrafe regionale della ricerca scientifica, cioè stiamo procedendo razionalmente all'accorpamento delle funzioni negli strumenti di coordinamento in capo alla Presidenza della Regione.

L'emendamento numero 16 va in questa direzione, va in questa direzione anche l'emendamento numero 15. Che cosa fa di più l'emendamento numero 15? E così, vorrei, Presidente, un attimo di attenzione, perché a me va di denunciare, in questo caso, un falso, quindi state attenti perché noi siamo di fronte a realtà fasulle che accreditiamo come vere, che accreditiamo come vere! Questo emendamento ha una funzione: prende l'attuale direzione generale per l'innovazione tecnologica che sta presso la Presidenza e infila dentro, nella logica dell'articolo 6, anche la ricerca scientifica. A capo di una direzione di questo tipo si richiede, giustamente, lo dice l'articolo 15, che debba essere messa la migliore professionalità in questo campo, prescindendo dal fatto che il bacino dal quale si attinge sia quello della dirigenza regionale o di altre pubbliche amministrazioni regionali o di altri ambiti di attività professionale, perché l'obiettivo, la ricerca scientifica e l'innovazione - l'abbiamo detto tutti - è una cosa rilevante, cambia l'economia, rende competitivi i sistemi territoriali, se la facciamo bene otteniamo il risultato. Questo, stiamo parlando in astratto, cioè da legislatori veri, non da coloro che perseguono obiettivi altri. Che cosa aggiungiamo qua, in questo emendamento? Presidente, aggiungiamo una formulazione sulla legge 31, che è quella che stabilisce come si chiamano i dirigenti dall'esterno delle strutture, che a determinare il limite del 20 per cento dal quale si può attingere dall'esterno non siano le nomine conferite a personale interno, a personale interno dell'Amministrazione regionale, che sia in quiescenza o meno, o delle altre pubbliche amministrazioni della Regione, ivi compresi le AA.SS.LL., integralmente pagate col bilancio regionale e che operano nell'ambito di un ordinamento che è stabilito dalla Regione. Quindi, stiamo parlando di interni, non stiamo parlando di esterni, che oggi, invece, concorrono in una interpretazione fasulla, a fare quel 20 per cento, cioè quelle quattro direzioni generali che si possono attingere dall'esterno. Cosa significa questo? Che allo stato noi abbiamo due dirigenti esterni, sostenendo di averne quattro! Perché uno è il direttore generale dell'Assessorato degli enti locali, andato in quiescenza la mattina prima e tornato in servizio la mattina dopo, nell'ambito di quella direzione generale, senza nulla mutare sulla sua storia culturale e professionale che è una storia tutta da Amministrazione regionale; e un dirigente generale all'Assessorato della sanità che proviene dal sistema sanitario regionale. Cioè, con questo sistema noi diciamo che riportiamo la verità all'interno dell'ordinamento, che quelli esterni sono effettivamente esterni e che quelli interni non possono essere falsi interni, trasformati in esterni, o meglio, falsi esterni trasformati in interni. Cioè, stiamo mettendo ordine ad una volontà del legislatore che era una volontà perché chi ha votato la "31" - io non c'ero, ma l'ho interpretata per qualche anno - non voleva dire: "Prendetevi dipendenti interni che vanno in quiescenza e ve li trasformate come esterni per il prosieguo dell'attività", non volevano dire "Prendetevi dirigenti del sistema pubblico regionale e spacciateli per esterni in una funzione che, invece, è tutta interna e in una storia culturale e professionale che a loro appartiene e che è tutta interna", ma voleva dire "Scegliete, nell'ambito più ampio delle professionalità pubbliche e private, i dirigenti che servono per migliorare le strutture". Ebbene, la Regione ha bisogno di migliorare queste strutture, ha bisogno di migliorarle per quanto riguarda la ricerca scientifica, e ha bisogno di migliorarle anche per altre competenze, prima di ogni altra la pubblica istruzione, prima di ogni altra la pubblica istruzione, perché deve entrare nella Regione il mondo della scuola e non può entrare se non con una funzione di questo tipo, con una applicazione di questo tipo, permanente e costante, all'interno del ramo di amministrazione competente. Questa è la finalità del "15", eppure sappiamo che si sono scatenate tante cose, sappiamo che si sono scatenate all'insegna non di ciò che è nobile, ma di ciò che, invece, è utile e conveniente. Noi riteniamo che questo comma, che questo articolo e gli emendamenti, soprattutto il "15" e il "16", debbano essere sottoposti, Presidente, al voto con scrutinio palese e che chi deve esprimere la propria posizione la deve esprimere con trasparenza, di fronte all'Aula, con il coraggio che merita la discussione che abbiamo fatto su questa legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Questa è una legge che dimostra una grande fluidità, ha trovato anche il sottoscritto ben disposto, abbiamo votato, quindi desidererei allontanare atteggiamenti intimidatori e mantenere un clima così bello, tant'è che una parte dell'opposizione stava quasi allattando l'Assessore neofita, ed era molto commovente questo quadro.

Però, ho qualche perplessità riguardante gli emendamenti che parlano di razionalizzazione degli interventi. Questo articolo 6, che ha un'importanza strategica, in me genera perplessità, soprattutto per gli emendamenti numero 15 e 16. Per quanto riguarda l'emendamento numero 15, chiederei ai presentatori di fugare le perplessità perché, in effetti, vi è un ulteriore attentato a una legge di struttura, la "31", che spesso è stata sottoposta ad attacchi così drammatici nella finanziaria e ripetutamente. La legge 31, che disciplina lo stato giuridico del personale e dell'organizzazione, viene con questo emendamento vulnerata ulteriormente.

L'altra perplessità riguarda l'emendamento numero 16, perché trasferisce competenze dall'Assessorato alla Presidenza della Giunta regionale. Cioè, qui c'è il rischio di creare ulteriori poteri e, quindi, ulteriore discrezionalità - e non ne abbiamo bisogno, visto ciò che è successo in questi tre anni - nelle mani del Presidente. Perché poi, per quanto mi riguarda, vi sono atteggiamenti nei confronti del cinema, che definisco cinema di regime, e della ricerca scientifica, che deve mantenere la sua asetticità, che si basa su dati scientifici. Perché deve essere sottratta al controllo dell'Assessorato e attribuita ad un Presidente che non ha neanche il tempo per riposare? Troppi gravami, troppi problemi; vogliamo arrecargli un ulteriore danno? Ecco perché io credo che il Consiglio non si nasconda dietro il muretto a secco nel chiedere la votazione segreta su questi emendamenti, il "15" e il "16". Io anticipo l'esigenza di ricorrere alla votazione segreta per quanto riguarda gli emendamenti numero 15 e 16.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Io intervengo su questo articolo perché ritengo che sia necessario in Aula fare qualche, possibilmente pacata, considerazione e che anche la pacatezza possa essere considerata merito, perché aiuta la partecipazione e anche la riflessione dei colleghi su un aspetto di questa norma in discussione che viene negativamente caratterizzato da alcuni emendamenti che sono stati presentati. Mi preme ricordare che l'Aula ha votato all'unanimità il passaggio all'esame degli articoli e io questo aspetto l'ho considerato estremamente positivo, perché si è realizzato, in quel momento, un principio al quale io tante volte mi sono richiamato, nel dire che leggi importanti, riforme importanti come questa, devono essere fatte con il contributo di tutti, della maggioranza e della minoranza. Quando si è votato in quel modo ho visto che finalmente faceva strada quest'idea, che le grandi riforme vanno fatte tutti assieme, almeno come impostazione iniziale. Siccome si usa questa legge importante per fare una modifica di un'altra legge altrettanto importante, che è la Legge 31, che merita dopo tanti anni di essere rivisitata, io sono, come sanno i colleghi della Commissione autonomia, molto attento al lavoro che occorre fare, perché è una legge importante che va aggiornata, perché è figlia di una stagione politica realizzatasi in ritardo in Sardegna e quindi è bene che la riprendiamo. Ma, dobbiamo riprendere quella legge e, aggiungo, che quella Legge 31 venne approvata a larghissima maggioranza in quest'Aula con il centrodestra all'opposizione e che esprimeva il relatore della legge.

La Legge 31 è stata presentata in Aula da un relatore della minoranza e quindi questo sta a significare che quel lavoro era un lavoro unitario della Commissione, e se era un lavoro unitario della Commissione, anche le modifiche devono essere unitarie.

Si può cambiare opinione, chiaramente, la settimana passata si poteva dire che la legge sulla contabilità era un disastro per la Regione, si possono dire tante cose e, dopo una settimana, cambiare opinione. Ma stiamo parlando adesso di una cosa che per farla ci sono voluti anni e anche per cambiare opinione ci vuole tempo. Allora, io dico che l'emendamento numero 15 così come ha detto il collega Atzeri, mi ha fatto piacere, ma anche la collega Caligaris e anche il numero 16 andrebbero ritirati. Per creare quel clima al quale mi richiamavo prima, del quale c'è bisogno quando si tratta di argomenti di questo tipo, e io non parlo di bassa macelleria, non ne parlo perché sto parlando di altro, e pretendo però, caro Presidente, per chi è intervenuto e per chi deve intervenire, che si usino in Aula considerazioni che non siano preventivamente e volutamente offensive, non perché qualcuno si spaventa, ma perché non è giusto che trasformiamo l'Aula in una sezione di partito di paese.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io ho apprezzato molto l'ultimo intervento del collega Cugini, anche perché su alcuni aspetti mi ha un po' tolto quella che era la mia idea iniziale di intervento su questo importantissimo articolo 6. Io vorrei ricordare all'Aula che la Commissione su questo articolo ci ha praticamente speso un mese e mezzo di lavoro. Non è che siamo arrivati in Aula senza fare quelle considerazioni che magari l'onorevole Uras oggi ha voluto in modo estemporaneo, così, raccontare all'Aula. Sono considerazioni che noi abbiamo fatto in mesi e mesi di lavoro e lo può garantire il suo collega seduto a fianco l'onorevole Davoli, dove su certe cose abbiamo discusso in modo abbastanza, passatemi il termine, importante, col supporto anche degli uffici, per cercare di capire come arrivare ad una proposta di legge che avesse come ragione iniziale quella di avere un'unica ricerca scientifica gestita da un unico Assessorato, per lo meno da un unico, come l'abbiamo chiamato noi più di una volta, calderone che possa individuare e gestire quali sono le linee principali da portare avanti per la ricerca in Sardegna. E abbiamo anche pensato ad un unico Assessorato, non abbiamo pensato al Presidente della Regione o alla Presidenza della Regione. Addirittura abbiamo anche detto che forse la Presidenza della Regione non era più adatta alla gestione di questa delega e quindi della ricerca scientifica in Sardegna, della delega della ricerca scientifica. Abbiamo pensato, così come abbiamo scritto e abbiamo proposto all'Aula oggi, ad un unico Assessorato regionale. E' rimasto generico quest'aspetto, proprio perché si potesse aprire serenamente, così come abbiamo fatto dall'inizio dell'esamedi questa legge, un dibattito in Aula e avanzare proposte. Ognuno di noi avrebbe dovuto trovare alla fine una sintesi per individuare qual è l'Assessorato che deve assumere la delega della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna. Questa è la nostra posizione, questa era la posizione della Commissione e questo è quello che è stato chiesto e che si sta proponendo oggi all'Aula. Due emendamenti vengono presentati dalla maggioranza: l'emendamento numero 4 che prevede però prima invece l'individuazione di un Assessorato, cioè l'Assessorato della programmazione; l'emendamento numero 16 invece chiede che venga invece individuata la ricerca scientifica nella figura della Presidenza del Consiglio regionale. Noi invece, io così come la collega Caligaris, così come tanti altri colleghi, pensiamo che la delega della ricerca scientifica possa andare invece molto più facilmente all'Assessorato della cultura, proprio perché fa parte di un mondo, di una gestione assessoriale, che si avvicina moltissimo a quello che è la ricerca scientifica. In effetti è soltanto una delega, la delega per la ricerca scientifica, anzi addirittura avevamo anche pensato ad un Assessorato ad hoc, l'Assessorato della ricerca scientifica. Ora ci rendiamo conto che questo non è chiaramente possibile, e quindi dobbiamo andare a trovare l'Assessorato che più si avvicina per la gestione di quella delega, perché questo è l'elemento che noi abbiamo individuato all'interno della Commissione, questo è quello che noi vogliamo proporre all'Aula.

Dell'emendamento numero 15, io sinceramente non entro neanche nel merito.

L'emendamento numero 15 mi sembra un artifizio inventato non so per quale ragione e per quale motivo. Individuare il dirigente, la dirigenza che si ha in Presidenza per la gestione della pubblicità e dell'innovazione tecnologica relativa però al mondo della comunicazione, e metterci anche dentro la ricerca scientifica, a me onestamente, sembra una cosa assurda, ma è un mio personalissimo parere.

L'Aula è sovrana e l'Aula può decidere quello che vuole, i colleghi possono presentare tutti gli emendamenti che meglio preferiscono, ma credo che sia per una ragione importante, per quella che è l'importanza della legge che noi stiamo andando ad approvare oggi in questo Consiglio regionale, non fare, passatemi ancora una volta il termine, troppi pasticci. L'individuazione del dirigente e della dirigenza sarà fatta dalla Giunta regionale quando, così come previsto nell'articolo 6, unificherà le competenze, istituirà la Consulta regionale, istituirà i comitati tecnici, istituirà l'anagrafe regionale. Questo è quello che deve fare, senza che sia necessario che si scriva all'interno di questa legge, tanto meno per modificare la famosa Legge 31 che non ha, così come ha ricordato oggi il collega Cugini, nessun significato in questo momento. Tra l'altro necessiterebbe di un approfondimento tale che non può essere certo un emendamento a questa legge ad apportarvi modifiche. Quindi chiedo ai colleghi, ove fosse possibile, di rivedere, di capire innanzitutto perché si presenta prima l'emendamento numero 4, non si è capito se l'emendamento 4 viene ritirato, poi si presenta l'emendamento numero 16 cambiando idea, non si capisce neanche questa volta per quale motivo, e l'emendamento 15. Io chiedo che invece vengano ritirati il numero 4, il 16 e il 15, e con un emendamento orale all'Aula, chiedo che le competenze per quanto riguarda la ricerca scientifica e quindi la legge che noi stiamo andando ad approvare oggi in quest'Aula parlamentare, vengano assegnate come delega all'Assessorato della cultura, all'Assessorato della pubblica istruzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (D.S.). Non devo parlare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Un intervento credo molto in linea con le cose che sono state sostenute in modo particolare dai colleghi Cugini, Caligaris e Cherchi. Molto in linea intanto perché gli emendamenti così come sono presentati, oltre che molto estemporanei per alcuni versi, rischiano di pasticciare, tant'è che uno dice una cosa e l'altro dice il contrario, rischiano di pasticciare una legge che tutto sommato ha ottenuto qua in Aula un forte consenso e una forte adesione da larghissimi settori e quindi, in qualche modo, la mortificano. Alle considerazioni che sosteneva poco fa il collega Cugini io voglio aggiungere che non si può usare una legge, sulla quale stiamo discutendo, per modificare parzialmente, e viene il dubbio anche strumentalmente, parti fondamentali della legge 31. Io credo che non ci si debba servire di questi strumenti. C'è l'esigenza di rivisitare unitariamente, così come è stato proposto, la legge 31? Bene, colleghi, facciamolo, è giusto che il Consiglio regionale, se ritiene superata, così come probabilmente è, una normativa che oggi risulta essere datata, lo faccia, ma lo faccia nello specifico della legge 31 e non in maniera estemporanea. Poi, nascono anche tante altre perplessità, che comporterebbero altre considerazioni. Per esempio, lascia perplessi il fatto che da un lato si usino forme incentivanti per agevolare i prepensionamenti e dall'altro lato si usino metodiche, invece, che richiamano in servizio coloro i quali prima hanno fruito di quei benefici incentivanti. Comunque, Presidente, per concludere, anch'io, al pari dei colleghi ritengo che la legge sulla ricerca scientifica sia una legge compiuta, importante, soprattutto fortemente condivisa da larghi settori dell'Aula, maggioranza e opposizione, per cui ogni qualunque altra forma rischia di essere una forma inquinante. Per questo motivo anch'io rivolgo un appello ai colleghi perché quegli emendamenti, se possibile, vengano ritirati.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, quando dei colleghi della maggioranza, in questo caso di due Gruppi, chiedono che un emendamento della stessa maggioranza sia ritirato, è chiaro che dovrà essere fatta un'attenta valutazione sulla richiesta, per evitare una legge che può essere votata all'unanimità, invece poi rischia addirittura di creare problemi all'interno stesso della maggioranza. Però io vorrei comunque fare delle considerazioni che spero possano magari aiutarci a non ritirare l'emendamento. La prima considerazione è: dove va allocata la competenza. Io devo essere sincero, dalle cose che ho sentito ieri, dai colleghi che hanno lavorato alla legge, dai colleghi che hanno competenza in materia, ritengo che sia limitativo e forse errato pensare che le competenze debbano essere allocate in un Assessorato, e quindi in una competenza specifica, rispetto invece al fatto che le competenze siano allocate alla Presidenza, che comunque rappresenta il momento della collegialità e dell'insieme delle competenze, che nella ricerca intervengono. Ricordo molto bene l'intervento del collega Maninchedda e di altri colleghi, della polemica che si è aperta nella sanità e così via. E chi può garantire che ci sia un momento di maggior collegialità se non la Presidenza, proprio per le discussioni che abbiamo avuto tra un settore e l'altro? E quindi non riesco a capire come non possa essere allocata alla Presidenza la competenza in materia di ricerca. La seconda osservazione, molto pacata, uso termini molto pacati, e: sinceramente, non riesco a capire dove ci sia questo inquinamento, di cui parlava adesso il collega Balia, e dove si stia stravolgendo non so quale normativa concordata, frutto di grande lavoro; stiamo parlando semplicemente della possibilità, utilizzando magari impropriamente l'argomento delle quiescenze e così via, che la Regione si avvalga per ruoli importanti, come quello della direzione generale degli Assessorati, o del personale interno o anche di personale esterno, e che la limitazione del 20 percento di questa possibilità possa essere limitativo ad individuare la persona giusta al posto giusto. Ora, capisco che magari per l'opposizione ci possano essere dei dubbi, che magari questo strumento, della possibilità che noi offriamo alla Giunta di individuare per la Direzione generale all'Assessorato dei trasporti, faccio un esempio visto che è uno che va in cui quiescenza fra un po', se non trova all'interno dell'Amministrazione regionale, degli attuali dirigenti, una competenza adeguata per quell'Assessorato e per quella competenza, possa anche ricorrere ad una competenza esterna, di capacità, che dia impulso a quell'Assessorato.

Allora, quale sia questa situazione così grave, di stravolgimento, io sinceramente non lo capisco, mi sembra che sia una cosa normale. Cioè, diamo la possibilità, per la scelta del Direttore generale degli Assessorati, allargando un po' rispetto al limite posto dalla legge 31 del 20 percento, e prevedendo la possibilità di poter accedere agli Assessorati ad altre personalità esterne. Io personalmente non voglio dare un giudizio sulle Direzioni generali, dico semplicemente che prendo atto comunque che in qualche Assessorato alcune difficoltà ci siano. Se noi stessi, spesso, abbiamo denunciato, anche qui: certo, c'è una responsabilità politica, ma spesso c'è anche la responsabilità dell'Amministrazione, che alle leggi che il Consiglio approva non sempre conseguono atti procedimentali che mettono in attuazione quelle leggi. E proprio in alcune materie importanti questo elemento è stato più volte rimarcato anche in Aula, come siano rimaste gravi situazioni di residui passivi, di risorse non spese, di una organizzazione non adeguata. C'è una responsabilità politica, non c'è dubbio, non lo potrei negare, c'è anche bisogno magari di rivedere l'organizzazione che renda più efficiente quest'Amministrazione, però può darsi anche, non lo escluderei, che dentro l'Amministrazione regionale non ci siano quelle professionalità e quelle competenze in grado di far funzionare meglio, stante l'attuale normativa, la macchina burocratica. E perché rinunziare, lo dico dal punto di vista della maggioranza, alla possibilità, non essendoci quella competenza dentro gli attuali gruppi dirigenti regionali, di attingere all'esterno? Magari aumentando quella quota, o utilizzando lo strumento indicato dall'emendamento numero 15, o addirittura modificando la percentuale dal 20, al 25, al 30 percento di attingere all'esterno? A me non pare, sinceramente, in modo molto pacato, al di là delle polemiche nostre, che sia una cosa di cui dovremmo vergognarci, né una cosa che sta inquinando la legge. E' una questione che, sinceramente, se discutessimo sgombri da altre questioni che non attengono all'emendamento 15, molto probabilmente l'Aula voterebbe anche questo all'unanimità, perché è comunque un'opportunità di dare un buon governo alla Regione e quindi anche una buona amministrazione. E credo che ogni azione che va in quella direzione sia una cosa positiva che facciamo per i Sardi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu.

E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Benvenuta Assessore! Perché ci siamo lasciati ieri nel salutare l'Assessore della pubblica istruzione, e dopo che tutti avevano elegantemente posto il saluto di benvenuto e la capacità con la quale si è inserita in quest'Aula e nel dibattito che era in atto io, aggiungendo la mia voce al coro di tutte le altre, dissi che ha fatto bene. Ma mi dispiace Assessore, perché questa legge non le appartiene come Assessorato. Non le appartiene perché una volontà più alta, una decisione diversa, fuori da quest'Aula, seppur suffragata in quest'Aula, chiedeva che da quell'Assessorato fosse fatto volare via il senso della ricerca verso la Presidenza, che tutto conosce, tutto può e tutto fa. E dissi anche malevolmente che, probabilmente, il Presidente qualche interesse nella ricerca ce l'ha, ed è un profondo conoscitore della materia e che quindi era bene che se lo portasse con sé.

Ora, in queste dichiarazioni io facevo presente che probabilmente il dibattito avvenuto in Commissione, la disponibilità data da tutti i commissari, l'accentuazione posta verso la ricerca, che è un bene comune che vuole significativamente dare una impronta diversa alla Sardegna per quello che è innovazione, capacità di adeguarsi a processi di sviluppo sinora bloccati, perché manca uno spiraglio nuovo, per i giovani che devono andar via, nella ricerca di un sistema diverso e, ripeto, nuovo del fare scienza. Noi abbiamo detto subito: bisogna bloccare questo processo! Lo lasciamo qui perché, come ha fatto testè il capogruppo dei D.S., bisogna parlare di come migliorare la burocrazia nei vari Assessorati della Regione sarda. Forse non connettendo che c'è modo, tempo e luogo per poter parlare di determinate situazioni, tra cui quella di come organizzare il sistema burocratico e l'organizzazione stessa del Governo della Regione. Ne abbiamo e ne avremo occasioni! E lì potremo, con sufficienza, con capacità, con l'intelligenza che tutti potranno mettervi, trovare le soluzioni più efficaci e più rispondenti a quelle che sono le necessità di un Governo che veda una Sardegna moderna affacciarsi nel Mediterraneo, all'apertura del 2010, e probabilmente competere con il resto del mondo. Ma fino ad oggi, qui, parlavamo di competere con il mondo a livello di intelligenza e di creare capacità e risorse intellettive per la nostra Isola e parlavamo di ricerca scientifica e di innovazione tecnologica. Mi pare invece, come si usa oggi, si stia usando un certo virus trojan, che poi richiama, guarda caso, i cavalli di Troia, che attraverso determinate argomentazioni si vuole poi riportare passo passo ad altre situazioni, ben diverse e abbastanza conosciute per vedere che non rispondono a quelle che sono le esigenze vere di dare una buona legge sulla ricerca alla Sardegna. Allora, qualcosa non va, qualcosa non funziona, qualcosa che probabilmente lo stesso presentatore delle proposte emendative diceva: "sono anche disposto a ritirare e riproporre un emendamento orale per togliere quelle cose che disturbano all'interno di queste dichiarazioni messe per iscritto e che intendevano innovare o cambiare l'articolo 6". Se questo è, perché il Capogruppo del partito di maggioranza relativa della maggioranza si fa alfiere di una situazione in cui vuole lasciare stagnante un discorso aperto! Io non lo capisco. O ci sono sudditanze assolute nei confronti di chi non c'è, oppure si vuole liquidare in maniera ancora diversa quella che è la capacità di dialogo, di dibattito, di dibattito democratico all'interno di quest'Aula. Non ci si offenda quando poi qualcuno dice che viene meno quello che è il ruolo di questa Aula, e non ci si dispiaccia quando si indicano determinati settori da dove non si ha la capacità di difendere il ruolo effettivo di questo consesso.

Se vogliamo per forza riportare, in ogni circostanza, quelle che sono volontà esterne e tra l'altro non rispondenti a quelle che sono le esigenze di legge, questa è una cosa da allocare, dicevamo, perlomeno questo è il mio pensiero, nella pubblica istruzione perché lì c'è il discorso culturale, lì c'era l'apertura totale, lì c'era la legge regionale numero 26 che aveva cercato di dare una risposta univoca ai vari rivoli, che vedeva percorrere verso le Università i finanziamenti della Regione. Voi ritenete che ancora una volta bisogna ricreare spazi diversi? Non è la allocazione nella programmazione, non esiste! Perché quelli sono momenti soltanto di creazione di centri di costo o di spesa, che dir si voglia. Ma c'è una necessità invece di interloquire con un mondo, un sistema, quello della cultura tout court, che vede Università, centri di ricerca, momenti di specializzazione alta, a meno che… non vi siano reconditi e secondi motivi che ne giustifichino determinate posizioni. Certamente sono quelle legate a creare una legge che dia una immagine di una Sardegna che vuole veramente crescere, progredire, dare un senso nuovo all'innovazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, brevemente Presidente. Nelle ultime 36 ore ero convinto che quest'Aula potesse esitare una legge al di fuori degli interessi. Io prego i colleghi di ritornare a quelle 36 ore, nel senso che io vedo in questi emendamenti, in alcuni di questi emendamenti, in particolare nel 15, il ritorno alla cura di interessi particolari. E questo macchia profondamente lo spirito della discussione e macchia profondamente il testo di legge. Così come la risposta, mi permetta assessore Dadea, a quanto lei ha precisato ieri sugli interventi della Giunta, più o meno opportuni, la trova in questi emendamenti, dove gli stessi firmatari del 4, del 16 e del 15, propongono cose diverse. E fuorché il 4, che propone l'accorpamento all'Assessorato della programmazione, riportano tutto alla Giunta. Io pregherei l'onorevole Gessa di ritirare la sua firma da questi emendamenti; non mi sta ascoltando, qualcuno glielo dirà, perché deve capire che cosa firma, perché ha firmato tre cose in netta contraddizione tra di loro. Sono tre emendamenti, firmati dall'onorevole Gessa e da altri, che dicono: va all'Assessorato della programmazione, va alla Presidenza della Giunta, va ad una fantomatica direzione. Questa è una contraddizione che un legislatore dovrebbe comprendere e non prestarsi a questi giochi, perché propone tre cose in netta contraddizione tra di loro.

Colleghi, ma avete letto il titolo dell'articolo 6: "Razionalizzazione degli interventi". La razionalizzazione degli interventi significa che bisogna razionalizzare la spesa, bisogna raccogliere le entrate in un fondo unico, e determinare i passaggi tecnici perché si realizzi quanto c'è in legge, cioè chi decide sulla bontà dei progetti, sui bandi, e quant'altro... la Consulta regionale, i comitati tecnici… perciò cosa c'entra la pubblica amministrazione? Non c'entra nulla! Perché non è un parere di merito, non è una impostazioni di merito che viene data invece dalla Giunta regionale, così come abbiamo previsto con l'emendamento numero 19.

Non stiamo parlando di merito, di ricerca scientifica, ma di metodo, di tecnica, e la tecnica per queste cose non può che essere l'allocazione all'Assessorato della programmazione, che deve dire e regolare l'uscita finanziaria, tutto qui. Il merito abbiamo già deciso che lo si rimanda ad altri, ad altre entità, ad altri comitati. Allora, se abbiamo letto bene l'articolo 6, mi spiegate che cosa ci stanno a fare l'emendamento numero 16 e l'emendamento numero 15? Non ci stanno a fare niente! E' naturale che vadano alla programmazione, così come è innaturale che in legge si dica: "andrà ad un Assessorato!".

Ma, facciamo le leggi in grazia di Dio! Dobbiamo decidere noi a quale Assessorato andrà… "la Regione decide a quale Assessorato dovrà andare"; ma insomma… stiamo facendo una buona legge, completiamo l'opera!

Lasciamo da parte gli interessi particolari. Onorevole Marrocu, io chiedo ai colleghi, anche a lei, di fare un esame: se noi, centrodestra, avessimo fatto una proposta di modifica della legge numero 31 per aumentare la quota del 20 percento dei dirigenti, in quest'Aula si sarebbe gridato allo scandalo! Lei ha fatto un ottimo e, per certi versi, condivisibile, non in questo caso, ragionamento aziendalistico che niente a che vedere con la sua linea politica, con quello che dice il suo partito, con quello che dice la sinistra.

Sono io che sto dicendo qualcosa di sinistra ora, non consentirei mai che i dirigenti della Regione Sardegna non vengano tutelati! Non consentirei mai che la politica getti fango sui dirigenti per salvare la propria inadeguatezza e la propria capacità di programmazione effettiva! Se il presidente Pili, o Floris, o Masala della scorsa legislatura vi avesse proposto di modificare la "31" per poter assumere dei dirigenti esterni all'organizzazione e all'amministratore regionale, avreste gridato allo scandalo! Avreste sollevato i banchi! Perché l'azienda, il concetto aziendalistico si stava impadronendo delle istituzioni, questo avreste detto! E questo dico io oggi a voi! Oggi…

PIRISI (D.S.). Ma dove l'ha letto?

CAPELLI (U.D.C.). Onorevole Pirisi, io non ho interrotto, lei non è molto pronto nel cogliere alcuni ragionamenti, continui a stare nel silenzio che è la posizione più giusta che lei può assumere. Allora, io mi chiedo se c'è una coerenza nel ragionamento. Cioè, quando vi va bene perché governate… a noi sta bene questa modifica. A noi va bene aumentare, perché tanto governeremo noi fra due anni, spero anche l'anno prossimo, me lo auguro se avrete un po' di dignità. Se aveste un po' di dignità. Ma io mi chiedo: a noi andrebbe bene il concetto aziendalistico che voi attribuite, strumentalmente, al centrodestra? Ci andrebbe benissimo! Nomineremo i direttori che vogliamo, scegliamo il meglio, ma scegliamo il meglio sulla base di che cosa? Di quello che oggettivamente pensate sia il meglio? Questo lo pensa già il Presidente! Non fatevi convincere da questi metodi e da questa interpretazione della gestione della cosa pubblica con la preferenza del singolo o dell'illuminato del momento. Ecco perché sarei contento se venissero ritirati gli emendamenti. Condivido anch'io la proposta dell'onorevole Cugini. E' un fatto interno alla maggioranza questo, è pubblico ormai, la visione diversa, il concetto diverso di democrazia, il concetto diverso di gestione della cosa pubblica che avete dentro la vostra maggioranza. E' una cosa nota. Non riuscite a risolverlo. Non riuscite a trovare il filo di Arianna che vi conduca ad unità! Questo è un problema, è un problema per la Sardegna. Ecco il mio richiamo alla dignità. La soluzione ci sarebbe: torniamo alle urne. Questa sarebbe una dignitosa soluzione. Però so che probabilmente sto lanciando un messaggio utopistico. Se gli emendamenti verranno ritirati bene, e non tutti, perché se l'emendamento numero 4 verrà ritirato annuncio sin da ora che lo faccio proprio, perché ritengo corretto che vada in capo all'Assessorato della programmazione e bilancio. Non è un emendamento del centrodestra è un emendamento che condivido e che voterei se portato al voto e, se venisse ritirato per i motivi che ho annunciato prima, per la competenza che dev'essere in capo all'Assessorato della programmazione, io lo voterò e se lo ritirerete, lo farò proprio.

PRESIDENTE. Onorevole Porcu, avevo una sua iscrizione che poi è sparita… no, non c'è adesso.

PORCU (Progetto Sardegna). A me risultava accesa la luce verde, Presidente. Se fosse così cortese…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io ho seguito attentamente gli interventi dell'Aula e mi sentirei, proprio alla luce dei ragionamenti che sono stati fatti dai colleghi sia della maggioranza sia dai colleghi del centrodestra, che ritengo nella loro generalità anche fondati, di provare a fare una proposta che possa anche andare incontro a quelle che sono le osservazioni che sono state fatte dei colleghi. Io parto da un presupposto: il fatto che questo Consiglio regionale e la Commissione competente hanno deciso, in considerazione che c'è un referendum sulla legge statutaria, di rinviare la discussione sulla legge di organizzazione. Vi sono tutta una serie di temi che sono stati sollevati, anche giusti. Io per esempio condivido e faccio una dichiarazione politica, che la ricerca scientifica e tecnologica vadano, insieme all'istruzione, in un apposito Assessorato, onorevole Cherchi, lo dico e lo metto agli atti. Credo che però in questa fase, in cui la riforma complessiva dell'organizzazione della Regione non è stata fatta, non sia, come dire, possibile o non sia auspicabile, che noi mettiamo mano a un pezzo della pubblica amministrazione se non facciamo un ripensamento generale. Quindi, la mia proposta è questa: tocchiamo il meno possibile. Tocchiamo il meno possibile affinché la direzione parta almeno, la funzione abbia un suo cammino in modo che questa legge possa avere gambe e rimandiamo le altre discussioni in merito a dove deve andare successivamente, le rimandiamo a dopo l'eventuale conferma o meno, da parte dei cittadini, della legge statutaria e quindi a dopo l'eventuale discussione sulla legge di organizzazione.

Allora, quale potrebbe essere la proposta, che io spero trovi l'accoglimento dell'Aula? La proposta potrebbe essere che ritiriamo gli emendamenti numero 4 e 16, dico anche il 16 perché la legge lascia un margine di ambiguità quando dice "in un unico Assessorato", per quello c'è la necessità del "4" e del "16", e lasciamo invece in campo il "15", perché il "15" dice il meno possibile, cioè cosa dice il "15"? Dice sostanzialmente: utilizzo la direzione generale, che c'è già, ed è presso la Presidenza, quindi è già presso la Presidenza una parte di quella competenza, cioè l'emendamento numero 15 non sta facendo una cosa nuova, sta confermando la cosa che c'è già, e togliendo l'emendamento numero 16 specifichiamo che è una cosa chiaramente transitoria, e arricchiamo quella direzione generale della ricerca scientifica. Aggiungerei però un'altra osservazione a questa, e lo dico in particolare al collega Cherchi che ha sottolineato l'importanza che si crei un luogo specifico per occuparsi di ricerca scientifica e di pubblica istruzione, e io condivido quella osservazione e mi impegno anche a farla mia in sede di discussione della legge di organizzazione. Ma aggiungerei anche un'altra osservazione. Io credo che questa legge non possa funzionare se non ha come contraltare… Io aggiungerei però, e proporrò un emendamento orale, che oltre alla direzione generale per l'innovazione tecnologica e le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, della ricerca scientifica, che sarebbero in deroga a quel limite, com'è giusto che siano in deroga perché sono competenze che nella Regione non c'erano, se vogliamo che questa legge funzioni occorre anche che ci sia un contraltare comunque nella pubblica istruzione, specializzato sull'Università, sulla scuola, su tutto quello che è cultura, un contraltare specializzato che possa anche questo dare gambe alla legge, proprio perché esiste un luogo nel quale quella ricerca può attuarsi e deve essere efficiente, deve funzionare bene nel suo insieme, che dia la possibilità di istituire una direzione per la pubblica istruzione all'interno dell'Assessorato della pubblica istruzione.

Quindi, io mi sentirei, conclusivamente Presidente, di fare all'Aula questa proposta: con l'impegno di ritirare gli emendamenti numero 4 e 16, quindi dando un chiaro carattere di provvisorietà a questa norma, per cui non stiamo andando a definire, stiamo andando a dire: c'è una direzione generale, è implicito che la competenza va alla Presidenza, ma non escludiamo che possa andare ad un Assessorato, in particolare quando affronteremo la legge di riorganizzazione. Mi sentirei di proporre il seguente emendamento orale: all'emendamento numero 15, dopo la frase che dice: "comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale del 13 novembre 1998, numero 31", cassare le ultime due righe e mezzo e scrivere, come emendamento, orale se potesse essere accolto dall'Aula: tale deroga si applica, inoltre, alla nomina della direzione generale della pubblica istruzione, istituita presso il competente Assessorato. Così il vantaggio che avremo è che non stiamo toccando argomenti altri, stiamo toccando strettamente le competenze e stiamo parlando strettamente delle direzioni regionali, che comunque sono coinvolte in questa ricerca. E rimandiamo a discussione successiva la decisione su dove dovrà andare la materia quando ci occuperemo della legge di organizzazione. Ecco, mi sembra che questa proposta accolga le osservazioni dell'onorevole Cherchi, accolga le osservazioni dell'onorevole Dedoni, che aveva dei dubbi che ci fosse un intento di accentrare; non c'è un intento di accentrare, c'è l'intento di fare il meno possibile in attesa che si faccia la legge di organizzazione, accoglie anche le parole e le richieste dell'onorevole Balia, quindi eliminiamo anche quel problema che diceva l'onorevole Balia della contraddizione tra i prepensionamenti e il richiamo. Quindi, eliminiamo le ultime due righe e mezzo, ritiriamo gli emendamenti numero 4 e 16 specificando che in questa fase preferiamo lasciare un ambito, come dire, un ambito di approfondimento rispetto a quello che andremo a fare, e in questo modo, secondo me, accogliamo tutte le richieste, che sono emerse dall'Aula. Chiudo dicendo, che se questo emendamento orale non potesse essere accolto, Presidente, le anticipo che chiederò il voto per parti dell'emendamento numero 15, chiedendo di votare la prima parte fino a legge 13 novembre 1998 numero 31, e separatamente l'ultimo comma. In modo da dare, anche in questa circostanza, la possibilità ad alcuni colleghi, che hanno posto un ragionamento di tipo più generale sulle opportunità di modificare la legge numero 31, di salvaguardare il fatto che è quanto mai opportuno che quella direzione generale per la ricerca scientifica, si avvalga di professionalità non facilmente reperibili all'interno della pubblica istruzione. Quindi, Presidente, credo di essere stato chiaro, la proposta è di ritirare gli emendamenti numero 4 e numero 16, perché il 16 è superfluo, cioè il 16 lo ritiriamo dopo l'emendamento numero 15, perché prima vediamo come va il 15, naturalmente. Se l'emendamento numero 15 fosse approvato il 16 diventa superfluo perché è chiaro che quella competenza va alla Presidenza, sul 15 chiedo se l'Aula è disposta ad accettare l'emendamento orale che è di cassare le ultime due righe e mezza e di inserire la frase che ho appena detto, se questo non fosse possibile, mi appello ai colleghi perché, se ho ben capito il senso dei loro interventi, questo emendamento potrebbe essere accoglibile, come proposta alternativa, se non fosse possibile l'emendamento orale, come auspico, chiedo il voto per parti dell'emendamento numero 15. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì grazie, Presidente. Io cercherò naturalmente di interpretare il contenuto dei due emendamenti che sono stati presentati dalla maggioranza della Commissione cultura, e cercare anche di sgombrare il terreno da alcune osservazioni che sono state fatte, neanche pure in maniera velata, si parla di cavalli di Troia, si parla di pensieri reconditi, di attacchi alla sacralità della legge numero 31 e cose di questo tipo qua. Io mi limiterò a fare due osservazioni.

La prima: la proposta che è contenuta nell'emendamento numero 16, per quanto riguarda la Giunta regionale esso ha una sua coerenza, ma è allo stesso tempo, e mi dispiace che questa non sia stata accolta da parte del Consiglio, è anche rispettosa delle prerogative del Consiglio, ed è anche rispettosa, soprattutto, delle iniziative che sono in corso in materia di referendum sulla statutaria. Perché è rispettosa delle iniziative anche in materia di referendum sulla statutaria? Perché è evidente che la proposta che è contenuta nell'emendamento numero 15, che colloca le competenze in materia di ricerca scientifica presso la Presidenza, è una soluzione temporanea. E' una soluzione temporanea in attesa di che cosa? In attesa che si svolga il referendum e che eventualmente, se il referendum consentisse la promulgazione della legge statutaria, come conseguenza si avrebbe la presentazione, comunque, e quindi il pronunciamento da parte del Consiglio sulla legge di organizzazione. Come voi sapete la proposta della Giunta regionale, sulla modifica della legge numero 1, prevede che le competenze in materia di ricerca scientifica vengano collocate all'interno di un Assessorato specifico, un Assessorato che è l'Assessorato della pubblica istruzione, dell'Università e della ricerca scientifica. Quindi da questo punto di vista, noi siamo assolutamente coerenti con una parte delle osservazioni che sono state fatte da parte dell'Aula, ma siccome c'è un referendum, siccome c'è una legge di organizzazione che dovrebbe modificare le competenze assessoriali, quindi modificare la legge numero 1, è evidente che nel frattempo noi riteniamo, quindi condividiamo la proposta fatta dalla maggioranza dalla Commissione, che le competenze possano essere allocate presso la Presidenza. Quindi penso che questa soluzione sia rispettosa del Consiglio regionale, sia rispettosa delle iniziative che sono in corso attraverso il referendum sulla statutaria.

Voglio anche dire e voglio prospettare al Consiglio una seconda motivazione: l'emendamento numero 16 cerca di dare una risposta ad un problema che è reale e mi pare che la specificazione e anche la proposta contenuta nell'intervento dell'onorevole Porcu serva a dare una risposta ad un problema reale, come voi sapete. Noi con la legge finanziaria abbiamo istituito una nuova direzione generale per la pubblica istruzione, perché mettiamo una grandissima importanza al problema della pubblica istruzione, al problema della scolarizzazione, noi abbiamo un tasso di scolarizzazione estremamente basso, abbiamo un deficit di competitività sul piano proprio della scolarizzazione, rispetto alle maggiori Regioni italiane e alle maggiori Regioni europee. Abbiamo necessità che la Regione finalmente si possa occupare a pieno, attraverso la direzione generale ad hoc, del problema della scolarizzazione e dell'abbandono scolastico, ed allora abbiamo la necessità che questa direzione generale sia in qualche modo gestita e governata da un direttore generale che abbia determinati requisiti, che sia all'altezza cioè di questo bisogno importante, fondamentale, che tutti quanti noi abbiamo riconosciuto e che anche voi avete riconosciuto, che è quello di finalmente avere una politica della scuola, una politica che aumenti il tasso di scolarizzazione e riduca il tasso di abbandono scolastico, attraverso un impegno preciso in questo settore. Allora, quello che mi sembra che sia contenuto all'interno dell'emendamento numero 16, onorevole Cugini, io sono d'accordo con lei che sarebbe sicuramente meglio, sarebbe più opportuno, se noi modificassimo la legge numero 31 attraverso un progetto di riforma che, appunto, coinvolga nella sua interezza la legge numero 31. Ma la modifica che viene proposta non è una modifica della percentuale, del 20 per cento, quello che viene proposto è che si possa fare una deroga rispetto alle professionalità esterne dei direttori generali esterni che concorrono a quel 20 percento. E questa deroga, però, viene fatta per un problema molto concreto, per un problema molto sentito, per un problema fondamentale, che è quello della direzione generale della pubblica istruzione.

Quindi mi pare che non ci sia nessun cavallo di Troia, mi pare che non ci sia nessun pensiero recondito, mi pare che non ci sia nessun attacco alla democrazia, mi pare che non ci sia nessun attacco alla sacralità della legge numero 31. Viene invece prospettata al Consiglio l'esigenza di dare una risposta concreta, immeditata, tempestiva ad un problema che tutti voi avete individuato. Onorevole Caligaris, lei è intervenuta ripetutamente, sottolineando la necessità di costruire un collegamento stretto tra la ricerca scientifica e la scuola. Noi abbiamo approvato un emendamento che istituisce, mi pare, il premio per la scienza all'interno della scuola, ed allora mi pare che non sia assolutamente ardito né acrobatico pensare che, nel momento in cui ci occupiamo di ricerca scientifica, ci occupiamo della scuola, della direzione generale della pubblica istruzione. Non è un collocamento né ardito né acrobatico. Ripeto, quindi, che la Giunta condivide il contenuto degli emendamenti, ne condivide l'impostazione, ne condivide l'esigenza, e io penso che, se sgombriamo il terreno da tante considerazioni che sono assolutamente estranee ai problemi che stiamo affrontando, io penso che questo Consiglio possa esprimersi, ed esprimersi liberamente.

Onorevole Atzeri, poi, se lei chiederà il voto segreto, rientra nelle sue prerogative, ma io penso che il voto palese, con cui ciascuno esprime la propria volontà, sia la migliore manifestazione di democrazia.

PRESIDENTE. Grazie. E'iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Per ritenere del tutto infondate…

PRESIDENTE. Non deve replicare. Su che cosa intende intervenire?

ATZERI (Gruppo Misto). Per ribadire questa esigenza, che la paragono ad un'estrema ratio, del voto segreto. Rientra, me l'ha ricordato l'Assessore, nelle mie prerogative, quindi ribadisco la volontà di chiedere il voto segreto e mi permetto di dire che ci sono due proposto di legge e un disegno di legge sulla pubblica istruzione e formazione che, in totale autonomia, stiamo discutendo e metabolizzando. Quindi non vedo il nesso tra la mortalità scolastica, che interessa anche una proposta fatta dal sottoscritto e che discuteremo nelle opportune sedi, e la presente legge.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. Dobbiamo votare l'emendamento numero 4, se non viene ritirato.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.

Se viene ritirato, bisogna che noi lo sappiamo.

GESSA (Progetto Sardegna). Chiedo cinque minuti di interruzione per concludere questa incertezza.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. Senza spostarsi dall'Aula, colleghi.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 34, viene ripresa alle ore 13 e 45.)

Bene, colleghi, se prendete posto, proseguiamo il lavoro.

Professor Gessa, eravamo al parere del relatore.

Colleghi, stiamo a posto, così riusciamo a fare la votazione nel modo più ordinato possibile.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.

GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Noi ritiriamo l'emendamento numero 4 e l'emendamento numero 16, ed esprimiamo un parere positivo sull'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Dopo che sono stati ritirati il "4" e il "16", penso che l'onorevole Gessa abbia accolto la modifica orale proposta dall'onorevole Porcu. Per quanto riguarda la Giunta, qualora fosse accolta la proposta di modifica orale dell'onorevole Porcu, la accoglierebbe, altrimenti il parere è favorevole all'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi pare che il voto segreto, Presidente, sia stato chiesto per gli emendamenti numero 16 e 15, cioè per l'articolo non è stato chiesto il voto segreto.

PRESIDENTE. No, è stato chiesto per gli emendamenti.

URAS (R.C.). Il "16" e il "15". Per cui la dichiarazione di voto sull'articolo è possibile?

PRESIDENTE. La dichiarazione di voto sull'articolo è possibile quando arriviamo…

URAS (R.C.). Siamo tutti in grado di capire, non è che non siamo in grado di capire.

PRESIDENTE. Colleghi, se volete, facciamo una gestione collettiva, altrimenti consentite che facciamo il nostro lavoro.

Onorevole Uras, quando arriviamo all'articolo 6, alla votazione dell'articolo, lei potrà fare la sua dichiarazione di voto, altrimenti potrà farla ugualmente soltanto per l'astensione.

Allora, gli emendamenti numero 4 e numero 16 sono stati ritirati, gli emendamenti sostitutivi parziali.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Faccio mio l'emendamento numero 4 e chiedo il voto elettronico palese. Verde.

PRESIDENTE. Va bene, il "4" resta in campo, è stato fatto proprio dall'onorevole Capelli. Lo mettiamo ai voti col sistema elettronico. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Serra - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cassano.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 72

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 38

contrari 34

(Il Consiglio approva).

Il "16" è stato ritirato, e in ogni caso decade.

Siamo all'articolo 6.

CAPELLI (U.D.C.). L'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Colleghi, è aggiuntivo, quindi si vota dopo l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Dopo l'approvazione dell'emendamento numero 4, che non v'è dubbio incide sul valore dell'articolo, incide perché di fatto individua non l'Assessorato naturale, quello di cui parlava Cherchi. Cherchi parlava dell'Assessorato dell'università, della pubblica istruzione, mentre l'emendamento individua l'Assessorato della programmazione. Io colgo l'occasione per fare al collega Secci i migliori auguri, perché i prossimi 18 mesi saranno mesi complicati, però anche con grandi opportunità. Ci sarà da lavorare molto, e lui avrà da lavorare molto anche sotto questo profilo. Però non capisco più, e non capisco neppure i voti segreti, e non capisco perché autodanneggiare se non sulla base di valutazioni di natura politica, cioè di atteggiamenti che sono propri di questa maggioranza la quale si autodiscute, la quale si mette sotto processo, la quale decide di doversi esaminare. Perché, badate, la scelta fatta adesso non è coerente neppure con le dichiarazioni fatte fino ad oggi da coloro stessi che hanno votato in questa direzione. Per quanto ci riguarda, almeno per quanto riguarda me personalmente, io non parteciperò al voto segreto per principio, neppure dell'emendamento numero 15, perché per principio ritengo che ogni volta uno abbia da sollevare una questione, lo debba fare come è stato fatto adesso, cioè davanti a tutti senza alcuna preoccupazione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ho bisogno di qualche minuto di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 54, viene ripresa alle ore 13 e 59.)

Va bene colleghi, secondo la mia interpretazione l'emendamento numero 15 decade a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 4. Va bene?...

(Interruzioni)

Se la smettete di fare chiasso forse si sente.

(Interruzioni del consigliere Amadu)

Grazie onorevole Amadu, lei è addetto all'ordine, non al disordine, la pianti, su… Va bene, non devo fare una discussione. Onorevole Amadu, ogni cosa ha un limite, ha ragione. Va bene, l'emendamento numero 15 è decaduto… potete accomodarvi colleghi? Stiamo votando l'articolo 6. Onorevole Marrocu, ci accomodiamo? Chiamo lei per tutti.

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 15 è decaduto.

All'articolo 9 bis avevamo sospeso l'emendamento aggiuntivo numero 18. Onorevole…

(Interruzioni)

L'emendamento numero 18 era stato sospeso.

GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Ritirato.

PRESIDENTE. E' ritirato. Votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 220/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 71

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 71

(Il Consiglio approva).

Dimissioni di Vicepresidente del Consiglio

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che ci è pervenuta una lettera dall'onorevole Secci, di cui do lettura.

"Signor Presidente, il contesto politico e l'esigenza di assicurare governabilità alla Regione mi inducono ad accettare l'incarico di Assessore nella Giunta regionale. Mi sento dunque in dovere di presentare le mie dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio regionale. Ti sarò pertanto grato, onorevole Presidente, se vorrai rappresentare agli onorevoli colleghi il mio più cordiale saluto nel momento in cui presento le irrevocabili dimissioni. Vorrai certamente accogliere ed estendere agli onorevoli colleghi i sensi della mia gratitudine per la comprensione e collaborazione che mi avete manifestato nel corso dei lavori consiliari, durante i quali ho avuto l'onore di esercitare il ruolo di Vicepresidente dell'Assemblea.

Colgo inoltre l'occasione per ringraziare vivamente tutto il personale del Consiglio per la collaborazione, l'alta professionalità e il rispetto che mi hanno sempre dimostrato. A te e a tutti gli onorevoli colleghi, con l'assicurazione del mio grato ricordo per la fiducia manifestatami, il mio più cordiale saluto, Eliseo Secci".

Va bene, colleghi, la seduta è tolta.

Il Consiglio riprenderà questa sera alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 04.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Amadu sulla necessità di un adeguamento della convenzione che regola il servizio 118. (473)

In riferimento alla interrogazione m oggetto, si forniscono i seguenti elementi utili per la risposta.

Dalla documentazione fornita dalle Asl n. 1 di Sassari, n. 2 di Olbia e n. 3 di Nuoro si evince che nel corso del 2006 e, da ultimo, nel mese di luglio 2007, si è proceduto alla proroga delle convenzioni m essere con le associazioni di volontariato operanti nel sistema 118.

Si rende noto altresì che l'Assessorato, al fine del perseguimento degli obiettivi prefissati dal Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006/2008, ha in fase di avanzata elaborazione un apposto, provvedimento, da sottoporre all'approvazione della Giunta Regionale, teso a riqualificare il Sistema Emergenza Urgenza, nel cui ambito viene prevista anche la rivisitazione della misura dei rimborsi oggetto dell'interrogazione in commento.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Amadu sulla necessità di sbloccare le concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda (Sassari). (558)

In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si comunica, che attualmente le concessioni edilizie vengono rilasciate senza alcuna difficoltà da. parte del Comune. di Sassari, previo rilascio da parte dell'Ente Consortile (ZIR di Sassari-Predda Niedda) del nulla osta. A seguito della delibera della Giunta Regionale n. 22/3 del 24 maggio 2006 adozione del Piano Paesaggistico Regionale - Primo ambito omogeneo - Area Costiera, il Comune aveva temporaneamente sospeso il rilascio di nuove concessioni edilizie in attesa della verifica circa ('applicabilità delle nuove norme. Tale sospensione è stata rapidamente superata ed è ripresa regolarmente il rilascio delle concessione edilizie comunali nelle zone D dell'agglomerato industriale.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Amadu sulla necessità di sbloccare le concessioni edilizie nella zona di Predda Niedda (Sassari). (558)

In riferimento all'oggetto, si comunica che nelle more dell'adeguamento del PUC al PPR il Comune di Sassari può attivarsi secondo le disposizioni dell'art. 15 delle NdA del PPR ché fa salve numerose situazioni pianificatorie le quali possono trovare agevole attuazione anche nella fase transitoria.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Caligaris - Ibba sul bando di gara comunitaria a procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione. (610)

Con l'interrogazione in oggetto, concernente il bando di gara comunitaria per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione i consiglieri regionali Cahgaris e Ibba chiedono di interrogare il Prendente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere se non ritengano opportuno.

1. sospendere e/o modificare d bando al fine di introdurre clausole sociali al tutela dei lavoratori attualmente impegnati che garantiscano i livelli occupatori e retributivi in essere,

2. introdurre norme per assicurare standard dei servizi che evitino conseguenze di carattere igienico-sanitario tenendo conto dell'uso pubblico dei locali,

3. ridurre la sproporzione a favore del criterio economico m quanto le norme europee prevedono che l'offerta debba essere congrua m base alle tabelle ministeriali sul costo del lavoro,

4. favorire l'esodo incentivato per i lavoratori prossimi al pensionamento.

Ciò anche in considerazione della previsione di una sensibile riduzione del monte ore complessivo e della retribuzione oraria per lo svolgimento del lavori rispetto all'appalto m essere, nonché del scorso al subappalto senza alcuna regolamentazione.

In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di competenza giuridico-amministrativa di questa Direzione si scorda preliminarmente che

Con le determinazioni n. 1271/P e n. 1272/P, entrambe del 15 maggio 2007, il competente Direttore del Servizio Provveditorato ha approvato i verbali della Commissione di gara costituita con determinazione del medesimo Direttore del 27 settembre 2006 n. 1926/P ed ha aggiudicato definitivamente, con la prima determinazione, il lotto n. 5 alla costituenda A.T.I. CoLaCoop (mandataria) - CoLoCoop (mandante) e con la seconda determinazione, i lotti nn. 1, 2, 3, 4 alla costituenda A.T.I. Consorzio Nazionale Servizi (mandataria) - Fulgens Srl (mandante).

Nelle citate determinazioni si dà, altresì, conto dell'intervenuta verifica del possesso del requisiti prescritti dall'art. 11 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (nota: Art. 11 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 "L'aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti")

Il 12 luglio 2007 sono stati stipulati con la A.T.I. aggiudicataria i contratti relativi al lotti nn. 1, 2, 3, e 4, mentre e in fase di stipulazione il contratto relativo al lotto. n. 5.

La procedura di gara prescelta, deriva dai precisi indirizzi fomiti dal governo regionale in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa, cui ha fatto seguito da parte del Servizio Provveditorato un'attenta analisi sulle problematiche connesse all'esecuzione del nuovo appalto e sulle relative soluzioni, analisi e scelte condivise a suo tempo da questa Direzione generale e da codesto Assessore.

Le scelte operate in fase di predisposizione degli atti di gara sono state puntualmente confermate dai risultati conseguiti in ordine al contenimento della spesa, cosi come si evince agevolmente dalle allegate tabelle concernenti rispettivamente i principali elementi comparativi tra vecchio e nuovo contratto e i valori medi di aggiudicazione relativi ad appalti di analoghe dimensioni.

Sulla procedura seguita si ricorda che la materia della contrattualistica pubblica e attualmente disciplinata dal D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004117/CE e 2004118/CE) tra i cui principi cardine, contenuti nell'art. 2, sono da annoverare quelli della libera concorrenza, della parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza.

Detta normativa, impone, come noto, il ricorso a precise procedure per i contratti pubblici di rilevanza comunitaria secondo soglie prestabilite (cfr art. 28 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163).

Al fine di agevolare una partecipazione allargata alle imprese presenti sul mercato, lo stesso codice ammette la possibilità di concorrere agli appalti pubblici attraverso gli strumenti del raggruppamento temporaneo d'impresa (cfr art. 37 Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di concorrenti) e dell'avvalimento (cfr art. 49 Avvalimento).

Il bando di gara di cui qui si argomenta, inoltre, ha garantito la massima partecipazione alle imprese locali già operanti nel settore in quanto ha richiesto l'iscrizione ad una fascia specifica del Registro delle imprese o all'Albo delle imprese 'artigiane solamente alle imprese mandatane, mentre analoga richiesta non è stata prevista per le società mandanti.

La partecipazione delle imprese sarde è dimostrata dai risultati della procedura di gara, che ne ha visto diverse tra le partecipanti e una delle stesse aggiudicataria, in associazione al 50%, di quattro su cinque lotti per i servizi di pulizia.

Il 5° lotto, relativo ai servizi di facchinaggio, e stato invece aggiudicato alla società che ha gestito il servizio nel recente passato.

Ciò rappresentato, per quanto di competenza di questa Direzione generale, si ritiene dr fornire i seguenti chiarimenti.

In relazione ai punti 1 e 2 si fa presente che alla data di proposizione della interrogazione, il 13 settembre 2006, la procedura di gara era ormai avviata alla conclusione, considerato che l'apertura dei plichi era prevista e si e svolta d 28 settembre 2006; pertanto, a quella data, l'amministrazione non poteva più intervenire con modifiche dei bando di gara.

Per quanto concerne, invece, il punto 3, si fa notare come l'aver privilegiato 8 criterio economico rispetto a quello tecnico, pur, considerato, in linea con gli indirizzi impartiti dal governo regionale in ordine alla razionalizzazione ed al contenimento della spesa, è dipeso dalle caratteristiche dell'oggetto del contratto.

In relazione alla elevata riduzione del monte ore complessivo e della retribuzione oraria rispetto al capitolato in vigore, sr fa presente che l'organizzazione dell'orario di lavoro in un solo turno è conseguente alla finalità di evitare intralci allo svolgimento del servizio in presenza del personale dipendente negli uffici dell'amministrazione.

Per quanto riguarda il subappalto e doveroso ricordare che la disciplina del subappalto è puntualmente regolamentata dal codice dei contratti (art. 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163) al quale l'amministrazione regionale si è riferita.

(Tabella agli atti del Consiglio)

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport All'interrogazione Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra sulla costruzione ed ampliamento del campo da golf a Villasimius in località Campulongu. (718)

In relazione alla interrogazione di cui all'oggetto si comunica che l'Ufficio della Tutela del Paesaggio di Cagliari nel premettere che non ha riscontro di quali atti abilitativi vengano rilasciati dalle Amministrazioni Comunali, per quanto di competenza ha rilasciato per gli interventi in questione, antecedentemente all'entrata in vigore della legge 25 novembre 2004 n. 8, le seguenti autorizzazioni:

N.O. prot. 2511 del 03/03/1997_ rilasciato alla Soc. Sviluppo Simius per la realizzazione del campo da golf con laghetti, inerbimento, cabina elettrica e centrale di pompaggio acqua;

N.O. prot. 5977 del 23/07/1998, rilasciato alla Soc. Sviluppo Simius per la formazione di 14 buche del percorso golfistico;

N.O. prot. 7934 del 08/09/2003, rilasciato alla Soc. Progestim per la l'autorizzazione in proroga dei lavori di cui al N.O. n° 5977 del 23/07/1998.

Sempre in merito agli interventi in questione, l'ufficio, con determinazione n° 675 del 07/12/2005, ha rilasciato a favore della Soc. Progestim, per quanto previsto dal comma 1, lett. "d", dell'art. 4 della legge regionale n. 8, l'autorizzazione a realizzare opere di sistemazione idraulica dell'area interessata dal percorso golfistico.

Mentre, relativamente alla richiesta di autorizzazione ex art. 146 del Decreto Legislativo 42/04, presentata dall'immobiliare Lombarda s.p.a, per la realizzazione di una CLUB HOUSE annessa all'impianto del percorso golfistico, si precisa che l'ufficio, con nota n° 7952 del 15/11/2006, ha sospeso l'esame della pratica in quanto l'intervento non risulta fatto salvo dai disposti dell'art. 15 delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra sulla costruzione ed ampliamento del campo da golf a Villasimius in località Campulongu. (718)

In riferimento all'oggetto, si comunica che questa Direzione non era a conoscenza dei fatto segnalato né di quali procedure siano state avviate riguardo alla verifica di compatibilità ambientale in quanto trattasi di procedimento ascrivibile alla competenza di altro Assessorato.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Pileri - La Spisa - Petrini - Contu - Licandro - Rassu - Sanjust - Lombardo sull'attuazione del Piano paesaggistico regionale. (754)

In relazione alla interrogazione di cui all'oggetto si precisa quanto segue:

A) Intesa ex art. 11, 1°comma, lett. c) delle N.T.A. del P.P.R.
La circolare esplicativa del P.P.R. - Primo ambito omogeneo - dell'Assessore Regionale degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, prot. n. 550/Gab del 23/11/2006, considera il raggiungimento dell'intesa di cui all'art. 11 citato il necessario presupposto per il rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione degli interventi che lo stesso Piano sottopone all'istituto dell'intesa.
In particolare: "il raggiungimento dell'intesa è formalizzato con verbale della conferenza di servizio... sottoscritta da tutte le parti convocate impegnandole ad emanare coerentemente tutti gli atti autorizzativi o pareri necessari alla esecutività degli interventi. La Giunta prende atto del conseguimento dell'intesa con proprio atto deliberativo. La pubblicazione della delibera d'intesa comporta (automatica abilitazione degli organi preposti al rilascio dei titoli necessari all'avvio degli interventi".
Pertanto l'intesa, anche nei confronti dell'autorizzazione paesaggistica, si pone come una preliminare e necessaria condizione.

B) Art. 15, comma 7 N.T.A. del P.P.R. (Opere Pubbliche).
La disciplina transitoria nelle more di adeguamento dei P.U.C. al Piano Paesaggistico, dettata per gli ambiti costieri dall'art. 15 delle Norme tecniche di attuazione, prevede in tema di opere pubbliche la concessione di una deroga da parte della Giunta Regionale, escludendo in tal caso il raggiungimento dell'intesa di cui all'art. 11 delle medesime norme tecniche.
Peraltro alcuni tipi di interventi, che potrebbero configurarsi in alcuni casi, se proposti dall'ente pubblico, quali appunto opere pubbliche, per la loro realizzazione prevedono il raggiungimento dell'intesa ai sensi dell'ari. 11 ripetutamente citato (es. l'uso di asfalti su alcuni tipi di viabilità - art. 103, comma 5 N.T.A. -, opere ricadenti nella fascia costiera ai sensi dell'art. 20 comma 2 punto 3) lett. a e b delle N.T.A.).
Seppur necessitando di indicazioni puntuali, si è portati a ritenere, in tali ultimi casi, di soprassedere all'intesa ritenendo sufficiente la disposizione del regime transitorio che sottopone all'esame della Giunta gli interventi pubblici.
Infine si rileva che le citate N.T.A. non contengono indicazioni di carattere procedurale in merito alla relazione tra delibera di Giunta di deroga per la realizzazione dell'opera pubblica e rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

A titolo di informazione si segnala che in alcuni casi, al fine di velocizzare l'iter di autorizzazione paesaggistica, la dove non si rinvenivano profili negativi dal punto di vista paesaggistico, gli uffici provvedevano a rilasciare il titolo autorizzativo richiamando o condizionando la realizzazione dell'intervento alla delibera della giunta regionale ai sensi dell'art. 7 della L.R. n. 8/2004, oppure in vigenza di Piano paesaggistico ai sensi del già citato art: 15, comma 7 delle Norme di attuazione.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Pileri - La Spisa - Petrini - Contu - Licandro - Rassu - Sanjust - Lombardo sull'attuazione del Piano paesaggistico regionale. (754)

In riferimento all'oggetto, si comunica che l'istituto dell'intesa viene applicata nel casi previsti dall'art. 15 (disposizioni transitorie) del PPR, dell'art. 12, 2° comma, art. 20, 2° e 3° comma e art. 83, 1° comma, lett. a) delle stesse norme, con esclusione comunque, degli atti che hanno già conseguito (approvazione della Giunta Regionale.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Scarpa sulla mancata divulgazione da parte della Regione del diritto alla riduzione, in sede di rilascio di concessione edilizia da parte dei comuni, del 30 per cento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria quando si usano sistemi costruttivi ed impianti ad energia solare negli edifici. (765)

In riferimento all'oggetto, si comunica che il Decreto Ass EE.LL. n. 1012/1979 ha avuto a suo tempo la divulgazione, di legge a seguito di pubblicazione sul BURAS mentre non rientra nella competenza di questo assessorato la divulgazione delle misure di incentivazione per l'uso di energie rinnovabili, m particolare di quelle riferite ad un arco temporale di circa trenta anni.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Diana - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Gallus - Biancu - Pisu - Pinna - Licandro - Sanna Alberto - Cherchi Oscar sull'imminente riduzione dei servizi dell'Enel nella Provincia di Oristano. (902)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, lo scrivente Assessore, acquisite le necessarie informazioni dalla Società ENEL S p A fornisce i seguenti elementi di risposta.

Il riassetto organizzativo territoriale di ENEL Distribuzione nella Provincia di Oristano rientra in un progetto aziendale a rilevanza nazionale avviato da ENEL SpA.

Tale progetto e finalizzato al miglioramento della qualità del servizio della distribuzione elettrica mediante azioni di efficientamento dei processi, ottimizzazione della gestione delle risorse - favorendo sinergie e polarizzando professionalità e competenze specialistiche - razionalizzazione delle strutture.

Quanto sopra porta a rivedere, tra l'altro, i confini delle strutture operatore periferiche con conseguente accentramento delle responsabilità e del coordinamento delle stesse presso strutture territoriali di norma dislocate nei capoluoghi di provincia senza alterare il presidio delle specificità locali che saranno sempre curate da personale dedicato.

Ciò si rende possibile anche per i consistenti investimenti che ENEL Distribuzione ha effettuato nel corso degli ultimi anni in nuove tecnologie (telegestione, telecontrollo, automazione). Questi sistemi tecnologici consentono di realizzare - in tempo reale e a distanza - interventi e manovre sugli impianti e sui gruppi di misura ed attirata di gestione delle prestazioni alla clientela, anche in assenza di un operatore nel luogo dell'intervento.

Si conferma, pertanto, che il progetto di riorganizzazione territoriale della rete elettrica garantisce sia il mantenimento che il miglioramento degli attuati livelli di quanta del servizio elettrico nell'ambito del territorio della Provincia di Oristano e delle attuali Unità operative di Ghilarza e Ales, le strutture operative ivi dislocate, quelle ricadenti nel territori limitrofi ed il servizio di reperibilità continueranno ad assicurare il presidio tecnico e operativo. E' inoltre opportuno sottolineare che il suddetto progetto di riorganizzazione non comporta riflessi occupazionali per i lavoratori attualmente dedicali al suddetto territorio, né fenomeni di mobilita geografica di personale.

Testo della mozione annunziata in apertura di seduta

Mozione Diana - Liori - Artizzu sull'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, con delibera n. 22/3 del 24 maggio 2006, la Giunta regionale ha adottato il Piano paesaggistico regionale relativamente alla sola area costiera, identificata quale primo ambito territoriale omogeneo oggetto della pianificazione, e le relative norme tecniche di attuazione;

CONSIDERATO che l'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione detta le condizioni alle quali agli imprenditori agricoli è consentita la realizzazione di fabbricati nei terreni sede della loro attività;

VALUTATO che si ritiene necessario tenere nella giusta considerazione le esigenze di tutti coloro i quali traggono dall'agricoltura una fonte di reddito, evitando di creare ostacoli alla libertà di impresa;

VERIFICATO che i vincoli imposti dall'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione possono impedire l'attività agricola a soggetti destinatari di sostegno economico ai sensi dei regolamenti comunitari 1257/1999 e 1698/2005;

SOTTOLINEATO che l'articolo 2082 del Codice civile definisce imprenditore "chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi" e che l'articolo 2135 del medesimo Codice definisce imprenditore agricolo "chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse";

VISTA la situazione di potenziale contrasto tra le norme tecniche di attuazione e le norme sopra riportate;

RAMMENTATO che, per ragioni legate alla scarsa redditività dell'attività agricola in Sardegna, la maggior parte degli imprenditori agricoli sardi si trova costretta ad integrare il reddito proveniente dall'azienda agricola con attività di altro genere;

PRESO ATTO che le semplici modifiche all'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione che si rendono necessarie al fine di superare la situazione di contrasto testé descritta avrebbero quale ulteriore effetto quello di ridurre i vincoli che limitano la possibilità di avviare nuove aziende agricole e, conseguentemente, di combattere la piaga dello spopolamento delle campagne, con particolare riferimento alle zone interne dell'Isola e ai tragici fenomeni che ne conseguono, primo fra tutti quello degli incendi,

impegna la Giunta regionale

ad apportare le seguenti modifiche al testo dell'articolo 83, comma 1, lettera a), delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale:

1) nella frase "che svolgono effettiva e prevalente attività agricola", sopprimere la parola "prevalente";

2) al termine della lettera a), aggiungere il periodo: "Nel caso delle abitazioni, il richiedente deve possedere la qualifica di coltivatore diretto o di Iap ai sensi del decreto legislativo n. 99 del 2004 e del decreto legislativo n. 101 del 2005.".