Seduta n.277 del 06/08/2002 

CCLXXVII SEDUTA

Martedì 6 agosto 2002

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 17 e 15.

Biancu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 26 luglio 2002 (271), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Sono pervenute le seguenti richieste di congedo: il consigliere regionale Alberto Randazzo ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 6 agosto 2002; i consiglieri regionali Pierluigi Carloni e Salvatore Granella hanno chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 6 agosto 2002; i consiglieri regionali Gerolamo Licandro e Luigi Biggio hanno chiesto di poter usufruire di tre giorni di congedo a far data dal 6 agosto 2002. Se non vi sono opposizione i congedi si intendono accordati.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le richieste sono state avanzate per motivi di famiglia e personali.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

BIANCU, Segretario:

"Interrogazione PILO, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi dell'Alitalia". (517)

"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla previsione di ridimensionamento dell'ufficio locale dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore". (518)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione degli operai ex Crai impiegati nella Provincia di Sassari". (519)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

BIANCU, Segretario:

"Interpellanza SPISSU - FALCONI - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PSUCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sul ruolo della società finanziaria regionale SFIRS nell'operazione di acquisto da parte di una cordata sardo-veneta degli hotel Starwood e dei terreni del Master Plan". (266)

"Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sul ruolo della società finanziaria regionale SFIRS nell'operazione di acquisto da parte di una cordata sardo-veneta del c.d. 'pacchetto Costa Smeralda' (Hotels Starwood e terreni del Master Plan)". (267)

"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sul piano di sorveglianza dell'encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie)". (268)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

BIANCU, Segretario:

"Mozione ONIDA sulla soggettività internazionale della Sardegna nell'ambito dell'Unione Europea". (280)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Siamo all'esame del disegno di legge numero 324/A della Giunta regionale che prosegue con la discussione sull'articolo 3 e relativi emendamenti. Ricordo che, in sede di discussione, sono già intervenuti i colleghi Cogodi, Sanna Giacomo, Balia, Vassallo, Pinna, Morittu e Oppi. Allora, invito i colleghi che intendessero intervenire ancora ad iscriversi a parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, intendo prendere la parola sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Va bene.

PINNA (Gruppo Misto). Io gradirei conoscere, se possibile, Presidente, se a questo punto dei lavori siamo in grado di farlo, altrimenti chiederei che si verificasse questo e comunque se ne potesse dare comunicazione all'Aula, gli orari dei lavori del Consiglio sia oggi che nei giorni successivi, in modo tale che ognuno di noi possa organizzare il proprio tempo in funzione delle necessità e degli impegni dell'Aula.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di esaurire i punti 2, 3, 4, 5 e 6 dell'ordine del giorno lavorando normalmente dalle 10 del mattino alle 13 e 30 - 14 e dalle 16 e 30 alle 21. Questo è il normale orario di lavoro dell'Aula, quindi noi proseguiremo con questi orari, stasera presumibilmente concluderemo intorno alle 21, sempre che non vi siano altre determinazioni da parte dell'Aula.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Integrazioni e modifiche alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (Legge finanziaria 2002) e modifiche alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 8 (Legge di bilancio)" (324/A)

PRESIDENTE. Quindi, siamo nella fase, lo ripeto, della discussione relativa all'articolo 3 e ai relativi emendamenti, del disegno di legge numero 324/A della Giunta regionale.

FADDA (Popolari-P.S.). Se non ricordo male, noi abbiamo interrotto i lavori del Consiglio con tutta una serie di colleghi che erano stati iscritti a parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io non mi ritrovo qui nessuna lista di iscritti a parlare e quindi ho chiesto e chiedo all'Aula se vi siano colleghi che intendano prendere la parola sull'articolo 3 e sugli emendamenti. Peraltro, se c'è qualche collega che non ha ancora parlato e che ricorda di essersi iscritto può farlo adesso e gli diamo la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Grazie. Purtroppo devo dire che quanto è accaduto al termine della precedente tornata di lavori la settimana scorsa ha creato chiaramente un po' di confusione, scoordinamento e via dicendo, non tanto per l'interruzione che c'è stata o la sospensione, quanto per il fatto che, a causa della prepotenza di alcuni ben individuati soggetti, si è perso un pomeriggio tra l'altro caratterizzato da polemiche spiacevoli, da accuse, contro accuse, ripicche, frasi antipatiche e quindi completamente fuori da un corretto dialogo o da un corretto contraddittorio, quale quello che dovrebbe animare i lavori di un'assemblea legislativa; certamente tutto ciò ha determinato una deconcentrazione profonda e il clima con cui si stanno riprendendo i lavori, se ce ne fosse ancora bisogno, lo conferma.

Quel che c'è da sottolineare, con riferimento a questo punto specifico oggetto di esame, l'articolo 3 e relativi emendamenti, è ancora una volta qualcosa che dovrebbe in un certo senso costituire motivo di autocritica e di vergogna per chi ha impedito che queste disposizioni di legge, che non sono da quattro soldi ma che riguardano somme per qualche centinaio di miliardi, venissero approfondite ed esaminate nella loro sede naturale, cioè la Commissione, che soprattutto venisse consentito un dialogo, ci fossero delle consultazioni, si sentissero le parti sociali e via discorrendo. Invece questo ritmo esasperato che è stato imposto dal Presidente della Commissione, certamente non di sua iniziativa ma perché qualcuno lo ha forzato in questa direzione, con tutto quello che ne è seguito, ha determinato poi il fatto che nessun serio approfondimento su cose di grande importanza ha potuto aver luogo.

E allora, io mi domando come si fa, di fronte a cifre di questo genere, e in particolare mi riferisco alla lettera c) dell'articolo 3, a parlare di rettifiche accompagnandole nella relazione con la laconica frase "nel comma 1 si provvede ad eliminare alcuni errori materiali contenuti nel testo della legge finanziaria". Immaginate: "alcuni errori materiali". Quindi, in sostanza, sempre stando alla lettera c) del primo comma, questo stanziamento di 7 milioni di euro, vale a dire, così, tanto perché ci abituiamo a una cifra, corrispondente a circa 14 miliardi di vecchie lire, costituisce un errore materiale.

Io credo che un po' di pudore non avrebbe consentito questa espressione, ma soprattutto non è un modo corretto di atteggiarsi nei confronti dell'Assemblea legislativa alla quale si fa riferimento, non è un modo corretto e non è soprattutto un modo trasparente quello di pretendere di sottoporre ad un'assemblea legislativa un passaggio di questo genere con una frase laconica costituita da mezza riga. Parlare di errore materiale di fronte a una cosa di questo genere è veramente, io credo, un pessimo modo, un modo scorrettissimo di svolgere l'opera di presentazione di questo disegno di legge.

Io non so se qualcuno ha osservato, la miriade di proposte di legge che ci sono, la maggior parte delle quali, purtroppo, pur essendo serie, pur essendo ben fatte, pur essendo concrete, giacciono nei cassetti delle Commissioni a prendere polvere, perché altro non prendono, non sono nemmeno state portate in Commissione, ebbene io credo che nelle proposte che sono state presentate da tutti i rappresentanti del centrosinistra, da tutti i consiglieri, singoli e associati eccetera, mai si sia visto uno sconcio di questo genere, cioè che uno stanziamento di spesa di 14 miliardi di vecchie lire venga liquidato in una sola riga.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

DORE (I DEMOCRATICI). Chiaramente, in modo reticente, in modo assolutamente scorretto devo dire. Bene, io credo che questo sia veramente, lo ripeto ancora una volta, a costo di apparire pedante, un pessimo modo, un modo vergognoso di esercitare l'attività di iniziativa legislativa. E questo tanto più quando non si tratta di proposta di legge, ma si tratta di disegno di legge, cioè di un atto proveniente dalla Giunta, da una Giunta che ha tutti gli strumenti, ha gli uffici, ha i consulenti, ha le strutture, ha tutto quello che è possibile avere per fare le cose come si deve.

Naturalmente poi questa è la premessa, ma quello che è successo lo sappiamo tutti; qualcuno si è accorto ben presto di che cosa si trattava, si trattava del famoso finanziamento atto a consentire l'aumento di capitale della SFIRS che poi doveva procedere a quella famosa operazione che vorremmo finalmente sapere come si è svolta, chi lo sapeva, chi non lo sapeva - perché chi non lo sapeva non lo sapeva - e via dicendo, chi l'ha organizzata, chi l'ha architettata, perché qui c'è evidentemente un ispiratore, c'è un regista e c'è anche un esecutore. E qualcuno magari può anche essere che abbia fatto la figura dell'ingenuo o del gonzo.

In ogni caso, chi non deve fare la figura dell'ingenuo o del gonzo è il Consiglio regionale, il quale ha diritto di sapere. E io spero che, non dico questo pomeriggio, ma prestissimo, qualcuno, il Presidente Pili, ci vorrà informare in maniera finalmente esauriente e concreta su quello che è successo, perché è un suo preciso, specifico, sacrosanto dovere.

Per il resto non aggiungo parole se non che ritengo che questo tipo di rettifica, chiamiamola pure così, in modo ironico, correzione di errore materiale perché altro non ci può essere che una definizione in termini ironici, vada ovviamente respinta, perché si tratta di un qualcosa di scorretto dal punto di vista formale e di scorretto credo anche da un punto di vista sostanziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Mi rivolgo a lei, signor Presidente, come prescrive il Regolamento in ogni caso, ma in modo specifico per porre un quesito che attiene all'ordinato svolgimento dei lavori del Consiglio.

Noi riceviamo ora ulteriori emendamenti, sempre all'articolo 3 che, sotto la forma di emendamento agli emendamenti, di fatto costituiscono proposte nuove e diverse, sostanzialmente diverse, alternative addirittura, rispetto al testo e rispetto agli emendamenti che sono stati discussi. Io mi permetto, signor Presidente, di rappresentare alla sua attenzione intanto una questione fondamentale di ammissibilità, perché l'emendamento all'emendamento non può che essere, essendo consegnato dopo la fine della discussione generale, che un aggiustamento di quello che è già all'attenzione dell'Aula e che è sottoposto alla valutazione generale nella discussione generale. Se sotto forma, ma solo forma e non sostanza, di aggiustamento e correzione di quel che già è in discussione, si avanzano proposte diverse e alternative, nella migliore delle ipotesi si dovrebbe riaprire la discussione generale, perché non stiamo parlando di cosette né di formalismi. Se noi abbiamo discusso se 14 miliardi della Regione dovevano andare o no al settore turistico, e poi sotto forma di emendamento all'emendamento ci si propone che vadano al settore lapideo - è solo un esempio - questo emendamento contiene una proposta nuova. Secondo me non è neppure ammissibile perché è una proposta nuova e gli emendamenti al testo si presentano prima della conclusione della discussione generale proprio perché almeno nella discussione dell'articolo chi interviene abbia chiare le proposte in discussione che sono poste a confronto. Se invece la Giunta regionale in ogni momento, anche a discussione avvenuta, presenta proposte alternative non rientrano nel novero dell'emendamento all'emendamento pertanto non dovrebbero essere ammissibili.

In ogni caso, noi avevamo già sollevato - ho finito - preliminarmente una questione attinente a questo articolo 3 chiedendo...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Cogodi. Per cortesia colleghi, vorrei che il collega Cogodi potesse svolgere il suo intervento in tutta tranquillità. Collega Rassu, per cortesia faccia silenzio! Se dovete chiarire delle questioni potete uscire fuori dall'Aula.

COGODI (R.C.). Il collega Cogodi ha finito. Noi avevamo chiesto la cosa più semplice del mondo, però le cose semplici evidentemente non sono di questo Consiglio. Questo articolo porta un titolo che è denominato "Rettifiche" e porta una relazione, questo articolo 3, che illumina il senso della rettifica dicendo che il contenuto dell'articolo 3 attiene alla correzione di errori materiali della finanziaria. Siccome questo non è vero, ma non è che è diversamente interpretabile, non è vero, io ho parlato - mi direte - per foga polemica, no, io ho parlato, sapendo cosa dico, di falso materiale. Nella discussione generale ho detto: "Questo è un falso materiale". Il falso materiale è un reato. Se io accuso qualcuno di un reato, delle due l'una, o è così o commetto io un reato. Mi sono assunto e mi assumo la responsabilità di quello che dico.

Allora, signori della Giunta e della maggioranza, volete almeno correggere, perché non vi sia una cosa non vera, cioè falsa, l'indicazione che il contenuto dell'articolo 3 non è una rettifica, che quello che dite in relazione, che si tratta di correzione di errore materiale, non è vero perché non c'è nessun errore materiale in finanziaria che attenga al finanziamento della SFIRS? Vi ho fatto una domanda semplice, facciamola alla Giunta se vuole ascoltare, l'abbiamo fatta alla maggioranza e al Consiglio se vuole ascoltare, ma scusate, a chi la dobbiamo fare? Ai barracelli? Agli uffici? Ai funzionari? I funzionari che hanno preso parte all'elaborazione di questo disegno di legge o hanno capito quello che facevano, e hanno fatto male a scrivere e a certificare, perché tra l'illustrazione e il contenuto passa la stessa differenza che c'è tra il giorno e la notte, oppure non hanno capito e per favore dicano, i funzionari della Giunta e anche quelli del Consiglio, alla Giunta: "Bada che tu stai portando il Consiglio a deliberare falsamente". Volete scherzare ancora? Nel titolo dell'articolo 3 c'è scritto "Rettifiche", nella relazione lo stesso, per rettifica intendiamo la correzione degli errori materiali compiuti nella finanziaria. Qui c'è un elenco di nuove disposizioni, di nuovi stanziamenti, di nuove normative; dov'è la rettifica e dov'è la correzione dell'errore materiale? Volete insistere? Badate, in tal caso non è che questo sarebbe un Consiglio regionale che perde prestigio, sarebbe un assembramento di persone che non tengono conto della ragione.

Noi riproponiamo la questione anche come pregiudiziale, il Presidente approfondisca la questione, per noi il Presidente deve porre la questione almeno della correzione formale, perché nessun Consiglio può essere chiamato a deliberare su articoli in cui manca la corrispondenza fra titolo e contenuto, ponga la questione all'Aula, poi così scientemente l'Aula potrà pronunciarsi, come dice il Regolamento, quando si pone una questione pregiudiziale. Allora, nominativamente per favore, ognuno qui si pronunci se si possono discutere e approvare leggi nelle quali si enuncia una cosa e dentro ci si mette l'esatto contrario. Quindi noi poniamo formalmente una questione pregiudiziale sulla non rispondenza tra titolo, relazione e contenuto dell'articolo 3 in prima istanza.

In seconda istanza riteniamo non ammissibili gli emendamenti agli emendamenti che cambiano la natura della proposta originaria, perché allora nella migliore o, se volete, nella peggiore delle ipotesi, secondo i punti di vista, si riapre la discussione generale, perché sulla destinazione di 14 miliardi al settore lapideo, magari c'è qualche Gruppo politico che è già intervenuto, ma non conosceva ancora questa proposta sulla quale magari avrebbe anche una parola da dire; perché deve essere privato della possibilità di farlo? Noi possiamo prendere visione oggi di questo emendamento che destina uno stanziamento di 14 miliardi al settore lapideo anziché al turismo, è valido, non è valido, SFIRS non SFIRS, è un altro discorso, però non si possono cambiare le carte in tavola, addirittura cambiare gioco mentre si gioca, perché è un gioco un po' pericoloso, tra l'altro.

PRESIDENTE. Allora chiariamo subito questo aspetto. Per quanto attiene l'emendamenti numero 32, a firma Rassu, è inammissibile perché è stato presentato stamattina, quindi fuori tempo massimo. L'emendamento numero 31 è anch'esso inammissibile perché non è stato presentato entro i termini previsti dall'articolo 84, comma 7 del Regolamento, che prescrive che gli emendamenti all'emendamento possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono. Invece, è ammesso naturalmente il numero 30 che è stato presentato prima dell'inizio della seduta del 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Resta l'emendamento numero 30, onorevole Cogodi, perché è stato presentato entro i termini. Onorevole Sanna Gian Valerio, prego.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, anch'io intervengo sull'articolo e sugli emendamenti. Mi ritengo in parte sollevato dalla precisazione del Presidente. Sarei voluto intervenire anche nel merito, lo invito a considerare più attentamente, al di là della forma, il contenuto di merito dell'emendamento numero 30.

Badate, in questo emendamento della Giunta, che tra l'altro dà conto della serietà, dell'acume legislativo col quale la Giunta ci presenta gli emendamenti, si dovrebbe dire: "In conseguenza della soppressione del comma 2 dell'articolo 1", che sarebbe l'ammissione che stiamo reintroducendo sotto le voci "studi e ricerche" anziché "progettazioni" una norma che il Consiglio ha già bocciato.

Io vi invito a considerare se al di là della forma questo può essere un emendamento ammissibile, in quanto si riferisce a una norma bocciata.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, di quale emendamento sta parlando?

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Del numero 30, l'unico dichiarato ammissibile, che però a mio avviso no lo è perché fa capo a una norma bocciata dal Consiglio, e quindi io la invito a considerare, sempre che sia fatto richiamo alla Giunta di voler indicare anche a quale articolo si riferisce indipendentemente dall'emendamento numero 23.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le preciso che l'emendamento numero 30, essendo stato presentato all'emendamento numero 23, riguarda l'articolo successivo, Quindi ne discuteremo quando arriveremo a quell'articolo.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). E` un invito a un approfondimento.

FADDA (Popolari-P.S.). Riguarda l'articolo 3.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). No, il 3 bis.

COGODI (R.C.). Sul falso materiale non si pronuncia nessuno?

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Io apprezzo la determinazione degli uffici circa l'emendamento numero 31, però non posso esimermi dal fare una considerazione di carattere politico sul fatto che, come noi abbiamo sostenuto, la Giunta, più o meno inconsapevolmente, questo non lo so, aveva proposto come rettifica la modifica di cui alla lettera c) con riguardo alla polemica sulla partecipazione della SFIRS alla vendita della Costa Smeralda; la presentazione di questo emendamento un po' salvafaccia, è una riprova del fatto che la Giunta è stata indotta a puntualizzare il significato di una norma che evidentemente lasciava intendere quello che noi abbiamo sostenuto in quest'Aula. Questo è un fatto politico grave, è una scappatoia che non vi è riuscita e che mantiene inalterato il profilo di dubbio e anche di sconcerto che il Consiglio regionale dovrebbe avere di fronte a questi comportamenti stanti le polemiche che ci sono state.

Io credo che su questo argomento sia bene che il Consiglio si pronunci; preannuncio che il nostro Capogruppo chiederà la votazione separata delle singole lettere dell'articolo 3, per consentirci poi di verificare punto per punto il contenuto di questo famigerato articolo di rettifica che in maniera surrettizia modifica diverse norme e ne aggiunge delle altre.

Dico due parole soltanto sugli emendamenti numero 1, 2 e 3 in materia di cave. Io ritengo che sia opportuno su questa materia che facciamo, al di là delle pressioni che spesso siamo costretti a subire, una riflessione un po' più puntuale e meno frettolosa. Io credo che sia bene che noi consideriamo che ci troviamo a trattare, attraverso un emendamento presentato in un contesto completamente estraneo alla materia, una questione che riguarda il ruolo importante, il rilievo economico che riveste il settore estrattivo in Sardegna, per certi versi secondo solo alla Cina; è importante sia per il numero di imprese che vi lavorano che per il numero di addetti che trovano occupazione. Stiamo parlando di 1200 imprese e di oltre 8 mila addetti.

A me pare abbastanza superficiale che si possa affrontare in questo contesto una problematica delicata, ma allo stesso tempo ricca di risvolti che possono essere assai pericolosi per quanto riguarda l'economia e l'occupazione nel momento in cui una Regione tenta di darsi norme per produrre sviluppo, alleviare le condizioni di grave crisi occupazionale; mi sembra pericoloso procedere con leggerezza su una materia che è già all'esame della Commissione, e che è bene che trovi un suo approfondimento e un confronto di merito nelle sedi opportune, senza fretta e nella certezza della tutela, della massima tutela di quello che è il patrimonio economico e di lavoro che questo settore ha.

Quindi l'invito che faccio ai presentatori è quello di soprassedere rispetto a questo argomento, come già abbiamo deciso in sede di discussione della legge finanziaria, in maniera unitaria tra opposizione e maggioranza, considerando appunto la complessità di questo argomento, e vorrei richiamare il fatto che una legge così importante che riforma radicalmente le regole nel campo estrattivo, e incide notevolmente anche sulla capacità di questo settore economico di ritrovare sbocchi e prospettive, non solo economiche ma anche occupazionali, deve tenere conto del giusto rapporto col sistema delle imprese sui livelli di concertazione che è necessario realizzare perchè non stiamo parlando di possibili intraprese da porre in essere, stiamo parlando di un numero incredibilmente alto di intraprese che operano in questo settore e dei possibili pregiudizi che potrebbero rischiare.

Quindi io credo che l'impegno della Commissione e del suo Presidente debba essere maggiormente rivolto all'accelerazione dell'iter di questo provvedimento, perché si possa avere in quest'Aula un confronto complessivo che tenga conto anche delle emergenze che sono state sottoposte da diverse comunità locali al Consiglio regionale affinché provveda rapidamente; io credo che sia interesse di tutti, non solo delle comunità locali, ma del Consiglio regionale e anche del sistema delle imprese, che su questa materia si faccia chiarezza, ma avendo tutti la possibilità di approfondire nel merito le questioni essendo sicuri e dando a tutti le necessarie garanzie, che l'intervento legislativo posto in essere valorizzi potenzi, tuteli il sistema ambientale e occupativo e non lasci un profilo di dubbio e di incertezza su un settore che nella nostra economia non è di spessore irrilevante.

Quindi io credo che sia opportuno un atto di buona volontà da parte di tutti, soprassedendo su questi emendamenti e semmai trasformando questo impegno in una raccomandazione al Presidente della Commissione, che è molto prolifico nel presentare emendamenti, ad esitare rapidissimamente il disegno di legge già in carico alla Commissione, che è urgente, ma deve essere esaminato con un campo di conoscenze anche da parte nostra, perchè noi, in questi giorni di sospensione, abbiamo dovuto documentarci in ordine a questo e abbiamo compreso l'entità della problematica, e quindi intendiamo poter dare risposta a coloro che hanno posto il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Io volevo intervenire appunto sul rigetto dell'emendamento numero 32, in quanto avendo riaperto la discussione sull'articolo 3, che di fatto può considerarsi iniziata oggi, però mi rifaccio...

PRESIDENTE. No, onorevole Rassu, mi scusi, è iniziata nella seduta scorsa. Abbiamo letto anche il processo verbale, quindi non dica inesattezze per cortesia.

RASSU (F.I. - Sardegna). Io vedo che lei l'ha riaperta. Comunque, voglio collegarmi all'intervento del collega Sanna. Io ho precisato già la settimana scorsa, quando ho presentato l'emendamento, che si trattava di un atto di provocazione, poiché ritenevo e ritengo tutt'oggi che la materia è talmente delicata, talmente complessa che non può e non deve assolutamente essere oggetto di emendamenti che possono normare per uno o due mesi, forse anche per un anno, o per un tempo superiore, una materia che per anni ha interessato larghi settori della nostra produzione e che conta 1200 cave in Sardegna, con qualche migliaio di dipendenti. Quindi, per quanto mi riguarda, ripeto quello che ho detto giovedì scorso e venerdì scorso, nel caso in cui ci sia un atto di buona volontà da parte degli altri colleghi e credo che sia necessario farlo, questi emendamenti debbono essere ritirati.

Poiché io mi sono impegnato, e la Commissione è d'accordo, affinché non appena si riprendono i lavori il disegno di legge che ha presentato la Giunta venga discusso con priorità assoluta, ed è giusto che il disegno di legge venga istruito in Commissione con la dovuta serenità, sentite tutte le parti in causa, amministratori in primis, imprenditori, cittadini e quant'altro, affinché ne possa scaturire una legge equilibrata, una legge che dia giustamente risposte ai cittadini e alle autonomie locali, come è giusto che le dia, ma che possa anche dare certezza per il futuro agli imprenditori e ai lavoratori di quel settore, perché oggi potremmo rischiare, malgrado l'atto di buona volontà per poter risolvere questo benedetto o maledetto problema della cittadinanza di Muros, di procurare nocumento grave a tutta la Sardegna e per salvare una persona potremmo ucciderne mille.

Allora io, sinceramente, concordo con quanto il collega Sanna ha proposto, e per quanto mi riguarda, essendo il primo firmatario del primo emendamento, dichiaro la mia disponibilità al ritiro se gli altri colleghi faranno altrettanto. In tal caso si vedrà con la Giunta, con l'assessore all'industria e col Presidente Pili, che tra l'altro ha preso un impegno formale in tal senso, in che maniera tentare di risolvere, nel contempo che viene approvata la legge, il problema di Muros, che è un caso eccezionale, è un caso a sé stante, perché vi è una cava che di fatto arriva sino all'estrema periferia del paese, si tratta di un caso eclatante, mi spiego, di prevaricazione ambientale, di prevaricazione sull'autonomia, e pertanto è necessario discuterlo separatamente dagli altri. Però per un caso non possiamo generalizzare e determinare un nocumento a tutto un settore economico che dà occupazione e ricchezza a tutta l'Isola.

Quindi confermo la mia disponibilità al ritiro dell'emendamento, confidando comunque che anche gli altri colleghi ritirino i loro.

PRESIDENTE. Naturalmente spetterà ai presentatori degli altri emendamenti, eventualmente, dichiarare la loro disponibilità.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Io brevemente intervengo sull'articolo 3 e, naturalmente, intervengo sulla norma di cui alla lettera c), argomento che i colleghi hanno già trattato, e sugli emendamenti che hanno presentato i colleghi, sia della maggioranza sia dell'opposizione.

Sulla lettera c) avremo modo di parlare successivamente, quando verrà posta in discussione la mozione già presentata dal centro sinistra, quindi non mi dilungo molto su questo argomento. Voglio solo, in questa fase, ricordare perché stiamo intervenendo su un assestamento di bilancio, di cui avremo modo di parlare e di sottolineare molti aspetti che non solo presentano ombre, ma sono cose assolutamente misteriose, che fanno cadere anche delle certezze che avevamo e che io personalmente avevo.

Quando qualche giorno fa abbiamo interrogato l'assessore Masala sui fondi che appunto erano destinati alla SFIRS dalla norma di cui alla lettera c), il quale ci assicurava che tali stanziamenti non riguardavano assolutamente la SFIRS ed in particolare che non riguardavano l'operazione Master Plan. Ma torneremo su questi argomenti.

La cosa che adesso a me preme sottolineare, è un aspetto che è sfuggito finora ai colleghi che sono già intervenuti: da dove queste somme sono state distolte; ciò si evince dall'emendamento che la Giunta regionale, sottolineo la Giunta regionale, ha presentato in Commissione. Quindi è una cosa abbastanza recente, non c'era nel testo del disegno di legge dalla Giunta, all'esame della Commissione. E` una cosa di qualche settimana fa. Bene, quei 14 miliardi o se preferite 7 milioni di Euro, sono stati prelevati da somme accantonate per il pagamento di interessi su rate di ammortamento di mutui che sicuramente non saranno contratti, e fin qui la scelta non sarebbe giustificabile, ma comunque si tratta di somme disponibili. Ma, udite udite, il resto cioè la maggior parte di questi fondi, è stato distratto da finanziamenti straordinari a favore degli enti locali e degli IACP. Badate, sono somme sottratte ai Comuni, soprattutto a quelli che hanno maggiore sofferenze e maggiore difficoltà.

Torneremo su questo, assessore Masala, anche se lei sta dicendo di no, ma io ho il suo emendamento qui davanti e sto leggendo dal suo emendamento, come torneremo sull'aiuto che la SFIRS sta dando senza nessuna autorizzazione da parte della CEE, senza rispettare il Trattato di Roma, senza rispettare gli articoli 87 e 88 del Trattato CEE. Io penso che vi sarà parecchio materiale da vedere, e responsabilità in quella operazione da ricercare. All'interno della Giunta ve la dovete vedere, soprattutto; noi siamo qui per fare chiarezza e chiarezza vogliamo su questa operazione che riguarda un settore così importante e sensibile che riguarda tutti i sardi.

Sull'altra parte controversa di questo articolo 3, o meglio sugli emendamenti che adesso sono stati presentati in materia di cave, badate, prima che fossero presentati, io non li conoscevo, avevo già espresso un mio parere, e non cambio opinione adesso, a seguito della loro presentazione da parte del collega Rassu, Presidente della Commissione - sottolineo Presidente della Commissione, poi tornerò su questo - ed anche dei colleghi del mio Gruppo.

Io penso che sia un modo di fare sbagliato. E` un modo di fare sbagliato! E' una risposta che poteva essere data e dev'essere giustamente data, ma non in forma sbagliata. Perché abbiamo un disegno di legge presentato dalla Giunta all'esame della Commissione. Abbiamo una proposta di legge presentata dagli stessi colleghi di Gruppo firmatari degli emendamenti che è all'esame della Commissione. Quello che si deve richiedere in questa fase - l'ha fatto, mi pare, già il collega Sanna Gian Valerio - è un esame immediato di quei testi di legge, una risposta che è tardiva, ma che dev'essere data immediatamente alla ripresa dei lavori. Questo sì che dev'essere un impegno fermo, da imporre sotto forma di ordine del giorno, di patto tra galantuomini, sotto qualsiasi forma, per dare una risposta a Muros, ma non solo a Muros, ad un settore così sensibile, così particolare in Sardegna, che, come già ricordava sempre Gian Valerio Sanna, ci vede collocati al secondo posto, superati solamente dalla Cina. Ma ai dati che ha portato lui, io ne posso aggiungere qualche altro e vi assicuro che non sono dati della lobby dei lapidei o dei cavatori. Sono dati dell'Osservatorio Industriale della Sardegna, dai quali risulta che non solo ci sono 8.334 addetti e 1.192 imprese, ma vi è un indotto stimato di 10.000 addetti, e comunque vi è un fatturato complessivo di diecimila miliardi. Di questa entità stiamo parlando. Ed allora colleghi stiamo attenti a non intervenire con la clava in un settore particolarmente sensibile, per giunta di questi tempi.

Poi, la soluzione nel merito la troviamo, se vogliamo trovarla. La dobbiamo trovare senza danneggiare ulteriormente quel settore. La dobbiamo trovare, appunto, esaminando la legge immediatamente alla ripresa dei lavori. Ma intanto l'Aula può o non può impegnare un Assessore, in questo caso l'assessore dell'Industria La Spisa, a bloccare le concessioni di cava? Io penso che l'Aula lo possa e lo debba fare. Io penso che l'Assessore possa bloccare le concessioni che adesso stanno fioccando fino a quando la Commissione di merito esiterà questa legge.

Collega Rassu, lei ha accennato al ritiro dell'emendamento e ha fatto molto bene, anche perché le ricordo che lei, soprattutto lei, collega Rassu, deve difendere le prerogative della Commissione che presiede, perché se viene svuotata da questi blitz, dalla presentazione di questi emendamenti un mese prima della discussione della legge, cosa andiamo a fare in Commissione? Ma questo è un ragionamento che vale sempre, anche quando riguarda i rispettivi collegi elettorali. Allora bisogna essere coerenti, bisogna essere coerenti fino in fondo. Allora rinviamo la discussione, la rinviamo alla Commissione di merito, la rinviamo a settembre, ma nel frattempo blocchiamo tutto e diamo una risposta là dove ci sono i maggiori punti di sofferenza.

Quindi riepilogando sui due principali punti, sulla questione Master Plan ho già accennato qualcosa, ma torneremo su questo problema con una discussione più articolata, sulla questione dei lapidei io penso sia davvero opportuno ritirare tutti gli emendamenti e semmai impegnarci, se si vuole con un ordine del giorno, ma basterebbe l'impegno dell'Aula ad un'immediata approvazione della legge alla ripresa dei lavori a settembre. Io penso che sia una strada ragionevole e ragionata che evita di intervenire a colpi di blitz.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vi chiedo scusa se ritorniamo un attimo a venerdì scorso, quando il collega Oppi, anzi l'Assessore Oppi che appartiene al Gruppo di cui è Capogruppo il collega Capelli che adesso è leggermente distratto, chiese l'interruzione della seduta, in contrasto con quanto già deliberato dal Consiglio regionale su proposta del Presidente della Giunta regionale. Nel motivare la richiesta, l'Assessore Oppi disse: "Non è assolutamente pensabile che mentre io non riesco ad ottenere nessuna somma aggiuntiva, nessun finanziamento per il settore della sanità e sono costretto a imporre ticket, a fare cinquantamila salti mortali per cercare di dare una risposta agli innumerevoli problemi che sta attraversando la sanità, trovo proposti in questa leggina, di nascosto, senza che si sia discusso in Giunta,finanziamenti per operazioni come l'acquisto di alberghi". Lo stesso giorno, senza che noi lo sapessimo - se il collega Rassu qualche volta ascoltasse non farebbe male; anche il collega Spissu - il collega Oppi ha dichiarato sulla stampa che i due partiti maggiori della coalizione, cioè Forza Italia ed Alleanza Nazionale, non avevano cultura di governo. Io credo che quanto detto dall'Assessore Oppi sia confermato dal contenuto di questo articolo 3 e degli emendamenti che la Giunta regionale ha presentato.

Vorrei ricordare a tutti i colleghi che la Giunta regionale, insieme al Presidente Balletto, approvò con un blitz in Commissione questa legge, con 20 emendamenti presentati dalla Giunta regionale; vorrei ricordare tutte le polemiche, ma ne discuteremo durante il dibattito sulla mozione che è stata presentata da tutta l'opposizione, sulla norma che destinava 14 miliardi a queste operazioni. In questa situazione che cosa ha fatto la Giunta? Improvvisamente - ringrazio il Presidente del Consiglio e gli uffici che hanno ritenuto non ammissibile l'emendamento numero 31 della Giunta regionale - presenta un emendamento che, anziché destinare finanziamenti al settore, per esempio, della sanità che, come l'Assessore Oppi ha denunciato, ormai credo che sia noto a tutti, attraversa notevoli difficoltà, stanzia 14 miliardi per il settore lapideo. Io quando ho visto l'emendamento mi sono avvicinato all'Assessore dell'industria e gli ho detto: "Ma caro Assessore tu ne sai qualcosa di questo emendamento?" L'Assessore mi ha detto: "Non ne so nulla". Questo è il modo, come l'Assessore Oppi ha dichiarato, con il quale la Giunta procede: improvvisando. Non solo, ma mi ha detto che la legge finanziaria ha già stanziato 15 miliardi per il settore lapideo, caro Assessore Oppi. E ha aggiunto: "Non riesco a comprendere, noi abbiamo altri settori che sono in crisi, potremo utilizzare diversamente questi fondi. Per quale ragione noi dobbiamo stanziare altri 14 miliardi per il settore lapideo?". Io credo, assessore La Spisa, che questo stia a dimostrare quanto ha dichiarato il collega Oppi, che non avete una cultura di governo, che improvvisate! Improvvisate anche quando volete apportare delle correzioni a degli errori che avete fatto. Non riuscite neanche a discutere tra di voi, non si riesce neanche ad informare l'Assessore competente che sta per ricevere 15 miliardi in più per un determinato settore.

Allora io mi chiedo, Assessore Masala, come lei abbia presentato questi emendamenti; perché il Presidente Pili non è stato avvisato che si stavano destinando 14 miliardi a questo settore? Può rispondere lui. Ma quello che dirà comunque contrasterà con quanto riservatamente, in quella stanza, il Presidente Pili ha detto a me, cioè che non ne sapeva nulla di questi 14 miliardi. Poi non so se si procederà in questo modo, per quanto riguarda gli emendamenti potrà rispondere come sa fare lui, come ha fatto l'altro giorno, quando ha chiesto che si lavorasse ad oltranza dopo che la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso comunque di andare a martedì.

Assessore Masala, le norme contenute nell'articolo 3 non sono rettifiche, sono variazioni di bilancio; sono chiaramente delle variazioni di Bilancio. Quello che noi chiediamo è trasparenza nel modo di agire, ed anche a proposito di questo articolo voi avete dimostrato che non c'è trasparenza, che non c'è collegialità, che non c'è cultura di governo, come ha detto l'Assessore Oppi, nel vostro modo di procedere. Quindi per quanto ci riguarda, Assessore Masala, non improvvisi, non cerchi di fare i blitz nelle Commissioni, noi abbiamo cercato sempre di trovare il modo per dialogare con voi, per cercare di migliorare le norme che avete presentato e credo che se anziché procedere con un blitz ci aveste ascoltato, ci aveste permesso di esaminare gli emendamenti che la Giunta regionale ha presentato, anche queste figuracce che state facendo in Aula, non le avreste fatte.

Quindi il nostro modo di procedere, il nostro modo di agire, il nostro modo di dialogare anche con voi dipende da quello che voi sapete fare. E io credo che non sia inutile richiamare ancora una volta quanto detto dall'assessore Oppi: vi manca la cultura di governo, cercate di improvvisare, cercate di penalizzare - queste sono state le parole dell'assessore Oppi in Aula - i settori più deboli della nostra società. Ecco, io mi auguro che nel predisporre la nuova finanziaria che voi avete dichiarato che sarà presentata entro il 30 di settembre, non facciate le stesse cose che avete fatto con questa norma, che è un vero e proprio assestamento di bilancio deciso senza collegialità della Giunta.

PRESIDENTE. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, prima di entrare nel merito dell'articolo 3, o se il Consiglio preferisce della lettera c) del comma 1 dell'articolo 3, debbo precisare che per quanto mi riguarda valgono solo ed esclusivamente le dichiarazioni che io faccio in quest'Aula. Nessuno può affermare, né nei corridoi, né nelle conversazioni tra persone, né leggendo le dichiarazioni alla stampa quello che io non ho detto. Quello che io devo dire lo dico nella sede istituzionale, che è questa.

E allora occorre tenere presente: primo punto, in fase di predisposizione del disegno di legge per la finanziaria 2002 viene avanzata la richiesta di prevedere fondi in favore della SFIRS, la richiesta è del dicembre 2000. Secondo punto: nella predisposizione del testo del disegno di legge si utilizza come base di partenza il disegno di legge di assestamento di bilancio 2001, predisposto dall'allora assessore Pittalis è già oggetto di esame da parte della Giunta regionale dell'epoca. Terzo punto: in tale disegno di legge era previsto il ripristino dell'intervento di cui al punto 3 - e prego il Consiglio di annotare le citazioni, perché sono citazioni esatte che hanno un senso - del titolo di spesa 12.3 01 del programma 1994/1995 della legge 402 del '94. Quarto punto: alla richiesta di chiarimenti da parte dell'Assessore che parla in questo momento circa il contenuto di tale intervento, gli uffici riferiscono trattarsi di intervento in favore della SFIRS, conseguentemente la richiesta di finanziamento della SFIRS viene ritenuta soddisfatta da chi vi parla. Tanto ciò è vero che la richiesta di finanziamento per il settore lapidei fatta da settori di destra, di centro e di sinistra, da tutto il Consiglio, nella misura di 30 miliardi di vecchie lire italiane, fu accolta dall'Assessore scrivente soltanto per lire 15 miliardi in quanto sempre dall'Assessore fu detto nella circostanza, che alla SFIRS già la finanziaria destinava un'ulteriore somma di 15 miliardi, sia pure a titolo diverso; questo a me risultava. Quinto punto: in sede di predisposizione dei decreti di trasferimento dei fondi dal bilancio ai titoli di spesa della contabilità speciale viene presentato all'Assessore un decreto di trasferimento in favore dell'INSAR. Questo avviene a metà maggio 2002. Da approfondimenti resisi necessari, perché io non sapevo di questo pagamento, è emerso che per l'attuazione della legge 402/94 è stato previsto un primo programma stralcio '94-'95 approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 17 febbraio 1995. Il titolo di spesa 12.3 01, riguardante SFIRS ed INSAR, prevede l'articolazione in tre interventi individuati dalle lettere a) b) e c): lettera a), incremento fondi legge regionale 15/94; lettera b), SFIRS, l'intervento si articola nei punti 1, 2, 3, 4; lettera c), finanziamento INSAR. Sesto punto: nel titolo di spesa 12.3 01 il solo punto 3 si riferisce ad uno degli interventi SFIRS; ciò avrebbe consentito in via interpretativa di procedere comunque all'attribuzione dei fondi in favore della SFIRS. Peraltro, poiché nella norma della finanziaria si parla di ripristino dell'intervento, e con la finanziaria 2000 era stato soppresso l'intervento INSAR, la norma poteva ingenerare equivoci, e quindi nel disegno di legge 324/A all'articolo 3 si è proceduto: primo, a correggere la dicitura con lettera c); secondo, per ripristinare l'intervento INSAR, si è previsto nuovamente il finanziamento che si riteneva di aver stanziato con la legge finanziaria.

Detto questo, che è la cronistoria di ciò che è accaduto, è di tutta evidenza che se io fossi stato in questi banchi anziché seduto qua, avrei fatto le medesime e identiche illazioni che sono state fatte dai consiglieri regionali, e cioè che questo finanziamento richiesto dall'Assessorato dell'industria era o sarebbe stato in stretta connessione con l'operazione di cui si è parlato e si parlerà in sede di discussione delle mozioni. Lo capisco, però questa è la verità dei fatti così come sono accaduti. Le illazioni sono ammesse e ammissibili, fatele pure, però i dati che io ho comunicato trovano il riscontro in un insieme di circostanze che possono essere appurate in qualunque momento nelle sedi che io ho indicato, cioè le strutture dell'amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C). Stiamo votando l'articolo 3?

PRESIDENTE. Stiamo votando gli emendamenti.

CAPELLI (U.D.C). Allora interverrò quando metterà in votazione l'articolo 3.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione degli emendamenti, a partire dall'emendamento numero 14, soppressivo parziale del comma 1 dell'articolo 3, presentatori Spissu, Fadda, Dore. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per cortesia c'è in Aula anche un Segretario della maggioranza? Onorevole Cappai, per cortesia si vuole accomodare?

Allora è stata preannunciata, ma poi non è stata formalizzata una richiesta di votazione per parti. Ora noi abbiamo una serie di emendamenti che sopprimono le singole lettere del comma 1. Si può votare indipendentemente dall'emendamento anche la singola lettera e, naturalmente, il risultato è lo stesso. Quindi chiedo se la richiesta per votazione per parti è mantenuta e in che termini.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Lettera per lettera e comma per comma.

PRESIDENTE. Lettera per lettera e comma per comma, naturalmente. Quindi possiamo direttamente votare la lettera e l'esito della votazione naturalmente influisce anche sull'emendamento.

Ripeto: noi adesso mettiamo in votazione la lettera a) del comma 1 dell'articolo 3. A questa lettera era stato presentato l'emendamento soppressivo numero 12. Allora se noi mettiamo in votazione la lettera a) l'emendamento decade.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una breve dichiarazione di voto su questa lettera a) che consente di riprendere - che dire? - purtroppo inutilmente, parrebbe, una questione che noi abbiamo posto all'attenzione del Consiglio ed anche della Presidenza del Consiglio fin dalla discussione generale e che non si comprende perché non venga presa in considerazione, almeno dicendo: "No, non è così! Voi avete torto e chi ha scritto questo articolo e lo propone al Consiglio per votarlo ha ragione". Noi accettiamo di avere torto, se qualcuno che ha il potere di dirlo; almeno formalmente lo accettiamo, poi sostanzialmente se siamo convinti di aver ragione ci teniamo le nostre ragioni!

L'assessore Masala interloquendo poc'anzi ha elencato sei, sette punti di una teoria o teorema che voleva arrivare a una conclusione. Della teoria-teorema non si è capito niente, perché ha parlato in algebra di punto, comma 1, dell'articolo 3, della lettera c), cose di cui non si è capito niente. Sfido chiunque a fare una sintesi in lettere, in belle lettere o brutte lettere, in italiano, di quello che ha detto. Tutto un alfabeto numerico e cifrato, e non è questo il modo in cui si interloquisce in politica. Si può parlare la lingua che si vuole, italiano, sardo, inglese, come ogni tanto fa qualche collega, noi ci attrezziamo, se si parla una lingua può essere che si riesca a capirsi.

La conclusione di tutto l'artifizio numerico dell'assessore Masala è stata una conclusione politica che si riassume così: 1) l'articolo 3 in alcuni suoi punti consente in via interpretativa di attribuire i fondi alla SFIRS, posto che la SFIRS li aveva chiesti, l'INSAR li aveva domandati, ed anche l'Assessore dell'industria, il quale Assessore ora non li vuole più, ma che c'entra tutto questo? Il Consiglio regionale sta votando una legge e si viene a una conclusione politica del tipo: questo articolo in via interpretativa consentirà di attribuire i fondi alla SFIRS. In via interpretativa! Ma se il Consiglio sta deliberando ditelo chiaro e il Consiglio approva o non approva. Perché sempre avete bisogno di rifugiarvi nella "via interpretativa"? E lo si dice pure!

Secondo assunto conclusivo dell'intervento dell'Assessore, ancora più grave, è che si riteneva - cito testualmente - di aver assolto alla domanda formulata dalla SFIRS, dall'Assessorato dell'industria, eccetera, con la legge finanziaria. Un impersonale: "si riteneva", chi riteneva? La Giunta riteneva che cosa? La finanziaria è o non è una legge? E' composta di articoli, di norme, di numeri e di cifre interpretabili? Che cosa vuol dire: "Si riteneva"? O era o non era, peraltro parliamo di miliardi, non di noccioline! "Si riteneva di aver assolto", e siccome si riteneva di aver assolto adesso assolviamo, e assolviamo con una dizione vagabonda che consenta in via interpretativa di dare comunque soldi alla SFIRS, per che cosa? Per il turismo? Va bene, e se il turismo è l'operazione Costa Smeralda? "E' un'illazione" - dice Masala - "ma se io fossi al vostro posto farei la stessa illazione." Ma se tutti fanno la stessa illazione vuol dire che non è un'illazione, vuol dire che è una deduzione logica. Accidenti! Ma se poi volevate dare soldi alla SFIRS per il turismo - è così, questa vince e questa perde - presentate un emendamento che invece li destina al settore lapidei. Poi però quell'emendamento - siete stati pizzicati - è stato dichiarato inammissibile, e voi dite: "Ma non cambia nulla, l'importante che di qui o di lì vada alla SFIRS che in via interpretativa poi..." Ma vi sembra questo un modo di fare bilanci e di comporre bilanci?

In ogni caso, Presidente, io con questa dichiarazione di voto su questo emendamento richiamo la pregiudiziale. Io ho posto una pregiudiziale su cui il Consiglio si deve pronunciare. Noi abbiamo un articolo nel quale manca la corrispondenza tra titolo e contenuto, come si evince anche dalla relazione, non solo non vi è corrispondenza ma il titolo fa a pugni con il contenuto dell'articolo! Io ho posto la pregiudiziale: o si corregge il contenuto o si correggono il titolo e la relazione. Sulla pregiudiziale o il Presidente decide o si rimetta al Consiglio. L'abbiamo posta fin dalla discussione generale questa questione. Non si può intitolare "Rettifica" quello che non è una rettifica; non si può dire "correzione di un errore materiale" dove errore materiale non ce n'è. Ma c'è una presunzione, l'ha confermato l'Assessore, si riteneva di aver assolto...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Quindi ho richiamato intanto, proprio perché conferma la dichiarazione dell'Assessore, il fatto che qui si sta approvando una norma clandestina. Bisogna prendere le impronte digitali per sapere dove andranno a finire questi soldi, altro che extracomunitari! Qui ci sono i "comunitari" che incanalano miliardi verso certe direzioni e il Consiglio regionale che deve decidere non è in oggettiva condizione di sapere. Qui non è questione di essere, come dire, maggioranza o opposizione, o minoranza. Qui c'è un punto di ragionevolezza elementare: non si capisce, soprattutto non si capisce perché enunciate una cosa per farne un'altra. Chi comanda fa legge?

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, per cortesia!

COGODI (R.C.). Ho concluso. Voi comandate, fate la legge, ma fate la legge che si comprenda, fate la legge che si capisca.

PRESIDENTE. Le ricordo che lei interviene per dichiarazione di voto, quindi dichiari il suo voto e concluda per cortesia.

COGODI (R.C.). Il mio voto è chiaramente contrario e attraverso la dichiarazione di voto, non avendo altri strumenti e non volendoci sempre richiamare all'ordine del giorno e al Regolamento, ho ricordato che abbiamo posto una questione pregiudiziale che attende di essere presa in considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io farò anche la mia dichiarazione da voto, ma vorrei prima fare un rilievo sul Regolamento.

Lei poc'anzi ha detto che votare gli emendamenti, posto che ciascuno di essi prevede la soppressione delle lettere così come sono indicate negli emendamenti stessi, dalla lettera a) fino alla lettera h) o i), quella che è, e votare la lettera è equivalente perché la votazione caduca l'emendamento, io dico che trattandosi di emendamenti soppressivi per poter votare la lettera bisogna che vengano ritirati, perché noi sappiamo che se si vota l'emendamento, perché questo venga approvato, ha necessità di un voto favorevole in più rispetto ai voti contrari. Perché in caso di parità, permane l'articolo...

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, le chiedo scusa se la interrompo. Nella fattispecie stiamo applicando il comma 3, dell'articolo 85 che recita: "Nel caso della presentazione di un solo emendamento soppressivo, si pone ai voti il mantenimento del testo".

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, però questo non è un emendamento soppressivo all'articolo. Sono emendamenti soppressivi...

PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione per parti, glielo ricordo.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io ho fatto rilevare una differenza, poi la Presidenza interpreta come ritiene opportuno. Comunque, per quanto mi riguarda, se stiamo votando la lettera a) dell'articolo il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni di voto? Per quanto riguarda la pregiudiziale sollevata dall'onorevole Cogodi, relativamente al titolo dell'articolo 3, è chiaro che laddove fossero state ravvisate delle incongruenze, c'era la possibilità di presentare degli emendamenti che non sono stati presentati. Quindi io devo mettere in votazione il testo così come è stato presentato.

Poiché nessun altro domanda di parlare sulla lettera a) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Naturalmente decade l'emendamento soppressivo parziale numero 12.

Metto in votazione la lettera b) del comma 1 dell'articolo 3. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Metto in votazione la lettera c) del comma 1 dell'articolo 3. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Noi abbiamo assistito ad un lungo dibattito sulla lettera c) dell'articolo 3. Noi riteniamo che l'intervento qui previsto di capitalizzazione e dotazione dei fondi a favore della SFIRS sia un intervento opportuno, perché fondamentalmente noi, Gruppo dell'U.D.C., siamo favorevoli a che l'imprenditoria privata, i nostri imprenditori, tutti i nostri settori abbiano, attraverso la SFIRS, il sostegno opportuno e necessario per consentire lo sviluppo economico della nostra Regione. Tra l'altro siamo favorevoli, avendo sentito le opportune precisazioni portate dall'assessore Masala sulla rettifica di quanto previsto nella finanziaria ultima, e condividendo anche le scelte dell'Assessore dell'industria circa l'utilità e la necessità di dotare la SFIRS di questi fondi per dare un forte impulso all'imprenditoria locale che - ripetiamo - in qualsiasi caso e in qualsiasi evenienza deve essere affiancata e sostenuta dall'istituzione regionale.

Perciò condividiamo nel merito l'intervento, ma riteniamo che, stante la situazione, essendo in presenza anche di una mozione che attendiamo di discutere e preannunciando che in tale occasione esprimeremo i nostri convincimenti sull'argomento, che comunque sono in linea con quanto ho detto precedentemente, in questo momento sia decisamente inopportuno; inopportuno perché tanti chiarimenti vanno fatti, ma non nel merito di quanto proposto alla lettera c) dell'articolo 3 perché già in parte essi sono stati dati dall'assessore Masala. E` vero, Assessore, che se fosse stato da questa parte avrebbe anche lei sollevato delle illazioni, ed è vero anche però, come dice il nostro collega assessore Oppi, che fossimo stati dall'altra parte, avremmo considerato inopportuno da parte del Governo regionale proporre in questa fase, in questo momento, in questo disegno di legge, questa norma di capitalizzazione e di dotazione di fondi alla SFIRS.

Questo dico non per consentire al collega Fadda di polemizzare ulteriormente o per aprire ancora in questo momento un dibattito su una diversità di visione politica e di cultura politica. Ma semplicemente perché riteniamo di essere più lineari, più coerenti nell'affrontare il tema della mozione proposta dai colleghi del centrosinistra senza eventuali puntelli che potrebbero essere rappresentati dall'approvazione della lettera c) dell'articolo 3. Noi vogliamo essere liberi di discutere la mozione e nello stesso tempo noi riteniamo che niente abbia a che vedere la lettera c) dell'articolo 3 con la discussione o l'acquisizione di beni o partecipazioni da parte della SFIRS in altre operazioni, che noi valutiamo comunque operazioni imprenditoriali che stanno nell'oggetto sociale della stessa SFIRS, ma per prudenza, per libertà, per coerenza e soprattutto per opportunità, dichiariamo il nostro voto contrario alla lettera c) dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, questa lettera c) dell'articolo 3, non ha provocato illazioni da parte nostra. Ha semplicemente provocato, così come è giusto che avvenga in politica, una serie di considerazioni che derivano dalla straordinaria coincidenza di questa norma con una discussione che in questi giorni si è aperta sul ruolo della finanziaria regionale in un'operazione immobiliare, corretta o non corretta lo diremo quando affronteremo la discussione di merito nella mozione; tuttavia in politica si fa semplicemente quello che è necessario fare; si mettono in collegamento le informazioni che si hanno. Ed è sulla base di questo che noi ci siamo mossi ritenendo questa capitalizzazione della SFIRS utile o propedeutica all'operazione che la SFIRS stessa sta sostenendo su un altro versante.

Del resto non erano in nostro possesso informazioni tali da portarci a fare riflessioni diverse da quella che abbiamo fatto. Come i colleghi infatti possono notare, la lettera c) di questo articolo 3 non è nel testo originario che è stato presentato dalla Giunta in Commissione, è frutto di un emendamento che la Giunta ha presentato durante la discussione in Commissione di questo provvedimento, ed è parte di quegli emendamenti numerosissimi che hanno provocato lo snaturamento del provvedimento stesso facendolo diventare, così come abbiamo ripetutamente detto, un vero e proprio assestamento di bilancio piuttosto che una manovra relativa al settore dei lavori pubblici, così come inizialmente era nata.

Ed è per questo che le opposizioni in Commissione Terza hanno abbandonato i lavori ritenendo che modificandosi la natura del provvedimento avesse bisogno di essere inviato alle Commissioni di merito perché gli aspetti in esso contenuti venissero trattati anche nelle Commissioni di merito, così come previsto per le manovre di bilancio. Sulla base quindi di tutte queste considerazioni, noi ci siamo mossi per chiedere spiegazioni su questa lettera c), spiegazioni che non sono state fornite, assessore Masala, né assessore La Spisa, neanche nel corso della discussione, per cui si continua ad affermare una generica necessità di ricapitalizzazione della SFIRS non precisata, non spiegata e comunque da noi non condivisa in questa fase.

Sulla base di queste cose noi voteremo contro la lettera c) non ritenendola essenziale ai fini del provvedimento, ritenendo insufficienti le spiegazioni che sono state date, ritenendo gli aggiustamenti successivi assolutamente inopportuni allo stato della discussione. Quindi, noi voteremo, e chiediamo anche ai colleghi della maggioranza di votare sulla base di queste motivazioni, contro la lettera c), apprezzando anche l'intervento dell'onorevole Capelli che ha motivato il suo voto contrario alla lettera c).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Sì, signor Presidente, molto brevemente, io vorrei prima di tutto far presente che non sono d'accordo con chi ha detto che questa lettera c) era una lettera che copriva in maniera occulta un finanziamento, perché chi ha minima dimestichezza con gli strumenti normativi, sa che la legge 402 in riferimento al Piano di rinascita è ben chiara, quindi nessun sotterfugio.

Ciò premesso, io credo prima di tutto, ed anche in occasione del dibattito sul Dpef ho evidenziato la mia posizione personale, peraltro condivisa ampiamente all'interno della maggioranza, che la SFIRS debba avere un ruolo strategico e fondamentale come regista del futuro sviluppo economico della Sardegna, tant'è vero che in una mozione che mi apprestavo a presentare, che poi non ho presentato, considerati tutti i nuovi fatti che sono avvenuti negli ultimi quindici giorni, parlavo di dismissioni dei due istituti di credito con una ricapitalizzazione fino a cento miliardi della SFIRS, ma non una ricapitalizzazione al buio, una ricapitalizzazione programmata prevedendo che la SFIRS svolga un ruolo di merchant bank e quindi con un disegno nuovo anche di management aziendale. Ciò premesso, è successo quello che è successo in questi ultimi dieci giorni, da cui è emersa una mancanza totale di comunicazione tra l'organo esecutivo e la finanziaria regionale.

Questo l'ha detto giustamente il Presidente Pili, senza assolutamente volere iniziare, come ovviamente qualcuno può strumentalmente dire, una guerra tra finanziaria regionale e Presidenza della Giunta. Non ci può essere una guerra tra finanziaria regionale e Presidenza della Giunta in quanto la SFIRS ha come quasi unico azionista la Giunta regionale. Sarebbe una guerra incomprensibile e lo sconfitto sarebbe facilmente individuabile.

Io però su questa lettera mi asterrò perchè, soprattutto alla luce di questi fatti, nei giorni scorsi, così come previsto dall'articolo 105 del Regolamento del Consiglio regionale, ho chiesto, per poter essere maggiormente edotto nel dibattito che ci vedrà impegnati nei prossimi giorni o a settembre, i verbali del Consiglio di amministrazione e soprattutto copia della corrispondenza intercorsa tra la Presidenza della Giunta e la SFIRS. Corrispondenza che peraltro sembrerebbe, da quanto è emerso anche dalle dichiarazioni iniziali del Presidente, non esistere. Ho ricevuto proprio oggi la risposta da parte della finanziaria regionale, e credo che sia anche corretto informare il Consiglio di alcune righe della lettera che vi leggo, che ci deve, a mio avviso, far riflettere sul fatto che se vogliamo scommettere sullo sviluppo della SFIRS, sul suo potenziamento, sulla ricapitalizzazione della SFIRS…

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Sicuramente prima bisognerà chiarire alla SFIRS qual è il ruolo dell'azionista nello svolgimento della sua attività, perchè diversamente qualsiasi ricapitalizzazione sarebbe una ricapitalizzazione al buio. "Egregio consigliere, scrivo con riferimento alla sua del 31 luglio, pervenuta il giorno successivo, per comunicarle che la richiesta da lei formulata non può, mio malgrado, essere soddisfatta. Osta al riguardo sia la normativa codicistica in materia di società per azioni, quale è la SFIRS, sia la disciplina in materia di vigilanza della Banca d'Italia, sia la riservatezza alla quale, contrattualmente, la SFIRS si obbliga verso tutti gli interessati, compresa la parte venditrice, all'operazione di compravendita degli asset da STARWOOD. Né può soccorrere in ausilio il Regolamento intero del Consiglio regionale che avendo, come è noto, natura di atto amministrativo, non consente di derogare ai più generali dettati normativi sopra richiamati. Fatta questa doverosa premessa, mi dichiaro pronto a rendere ogni utile ragguaglio al socio di maggioranza rappresentato dal signor Presidente della Giunta regionale, nelle forme e sedi di legge, fermo restando il principio secondo cui l'informativa al socio non deve riguardare notizie destinate a rimanere riservate e la cui diffusione possa recare pregiudizi alla società.". Ovviamente ogni commento è superfluo, voglio soltanto far presente che, sotto un profilo giuridico, questa posizione è molto debole perché forse l'unica risposta che avrebbero dovuto dare, trattandosi di finanziaria soggetta al controllo della Banca d'Italia, è che la mia richiesta sarebbe stata, per loro tranquillità, inoltrata alla Banca d'Italia. Per quanto riguarda invece la natura di società per azioni, probabilmente il Presidente della SFIRS ignora che ci sono già dei precedenti su cui si è pronunciato il Consiglio regionale che equiparano le società per azioni, controllate direttamente e indirettamente dalla Regione, agli enti strumentali; c'è sempre tempo per imparare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lettera che il Presidente della SFIRS ha inviato al collega Pirastu credo che meriti un minimo di riflessione. Siamo di fronte ad un Presidente che dichiara che gli atti compiuti dal Consiglio di Amministrazione non devono essere in possesso dei colleghi del Consiglio regionale, cioè degli azionisti, diciamo, dei maggiori azionisti di questo istituto di credito, di questo istituto finanziario. Credo che quando discuteremo della mozione parleremo anche di questo argomento, credo che gli atti pubblici della SFIRS debbano essere di dominio pubblico, tra l'altro vengono divulgati dagli organi di informazione, non riesco a comprendere come si possa accettare che un consigliere regionale, che il Consiglio regionale, non entri in possesso di questi documenti. Debbo dare atto, lo faccio pubblicamente, di coerenza al collega Roberto Capelli; l'assessore Oppi aveva chiesto di sospendere la seduta del Consiglio regionale venerdì scorso proprio in merito alla lettera c) dell'articolo 3, perchè non riusciva a comprendere come mai fosse stata proposta; non l'abbiamo chiesto noi, assessore Masala, quindi non può accusare l'opposizione di fare illazioni se un Assessore della Giunta regionale di cui lei fa parte, dice che non sapeva nulla; lei immagini se l'opposizione non poteva dire molto di più: le nostre erano giuste osservazioni, tra l'altro, assessore Masala, a me dispiace dirglielo, avallate dall'emendamento numero 31, con il quale lei cercava di depistare il Consiglio regionale anche su questo provvedimento, perchè se le nostre osservazioni, non illazioni, se le considerazioni fatte dal collega Cugini l'altro giorno non fossero state giuste, io sono convinto che lei non avrebbe presentato l'emendamento che ha presentato ed allora, siccome c'è tanta improvvisazione e non c'è cultura di governo, io mi immagino che cosa può succedere quando i colleghi della maggioranza voteranno; siccome non vorranno dimostrare la spaccatura all'interno della maggioranza può darsi anche che adesso la stessa maggioranza sia costretta a votare a favore dell'abolizione della lettera c). In questo modo non verrebbe in luce la spaccatura all'interno della maggioranza, si cercherebbe di salvare il salvabile da un punto di vista politico, ma io credo che se questo venisse fatto aggraverebbe maggiormente la situazione dimostrando che quanto dichiarato dall'assessore Masala che non c'erano altre finalità, non corrisponde al vero.

Io mi auguro che le indicazioni che il Presidente Pili darà alla sua maggioranza non siano di votare contro la lettera c) dell'articolo 3, perchè allora significherebbe davvero che tutte le osservazioni che noi abbiamo fatto in quest'Aula corrispondevano al vero. L'emendamento che è stato presentato è una dimostrazione di quanto noi abbiamo detto; do atto anche al collega Pirastu del coraggio che ha avuto nel dichiarare che si asterrà, ma sarebbe davvero assurdo in politica che tutta la maggioranza facesse altrettanto; in tal il giudizio sarebbe ben peggiore di quello che vi ha dato il collega Oppi quando ha affermato che non avete cultura di Governo, che improvvisate; credo pertanto che anche in quest'occasione non vi permettiate di dare disposizioni alla vostra maggioranza per abolire qualcosa che di nascosto, quando noi non c'eravamo, in Commissione l'Assessore Masala ha preteso che la sua maggioranza approvasse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, risulta abbastanza evidente dagli interventi dei colleghi di maggioranza che in qualche maniera si sta anticipando parzialmente il dibattito sulla mozione e mentre si fa questo, sempre per bocca dei colleghi della stessa maggioranza, si dice: "crediamo, riteniamo che connessioni ve ne siano ma non sono certamente connessioni dirette, quelle esistenti tra la lettera c) dell'articolo 3 e le operazioni nel mercato turistico che la SFIRS invece intende compiere". Ecco, il riaffermare più volte la mancanza di connessioni e l'anticipare, assessore Masala, questa parte di dibattito sulla mozione sta in maniera palese a significare che quei colleghi della maggioranza che si sono espressi hanno quasi la certezza, la piena consapevolezza che di fatto connessioni tra la lettera c) dell'articolo 3 e le operazioni ultime della SFIRS apprese dalla stampa esistono ed esistono in maniera evidente.

Adesso spendere parole per verificare se attraverso la lettera c) si introducesse un criterio di soccorso occulto o un atto di soccorso palese, visto che nella lettera c) vi è l'evidente richiamo alla legge del 23 giugno '94, numero 402, io credo che abbia a questo punto poca importanza; certo è che in ogni caso la concomitanza delle due operazioni porterebbe qualunque consigliere, poco poco attento a queste problematiche, a porsi la domanda se connessioni ne esistano e perché. Quindi non illazioni, assessore Masala, ma forti e notevoli preoccupazioni. Per altro, ho ascoltato con molta attenzione la replica dell'assessore Masala; mi è parsa una replica molto pignola, a tratti tagliente e in qualche fase persino risentita. Però l'assessore Masala, così come è stato già osservato da qualche altro collega, che è molto attento nell'uso della lingua italiana, ha dimenticato invece spesso, e io credo volutamente, l'uso del soggetto, per cui ha utilizzato la forma impersonale: "viene fatto" "viene detto" "all'Assessore è stato presentato" ma da chi, assessore Masala, viene fatto? Da chi viene detto? Chi ha presentato la proposta all'Assessore? Siccome noi la conosciamo come un buon utilizzatore della lingua italiana riteniamo che la dimenticanza dei soggetti non sia un fatto casuale ma invece un fatto voluto.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue BALIA.) Fatto voluto che ha di fatto impedito a noi di comprendere tutte le connessioni e il percorso logico dal quale la lettera c) dell'articolo 3 di fatto nasce.

Per altro, assessore Masala, è ben vero che contano le cose che vengono dette in Aula a voce alta, ma è altrettanto vero che a conclusione della seduta di venerdì scorso, il Presidente Pili, subito fuori dall'Aula, dichiarava di ignorare il contenuto della lettera c) dell'articolo 3 e dichiarava anche, se quella norma davvero tendeva al rifinanziamento della SFIRS, di essere fortemente preoccupato. Evidentemente lo stesso Presidente Pili in quella fase e in quell'occasione si poneva in maniera autonoma la domanda se, attraverso questa operazione di rifinanziamento, di fatto, non si stesse agevolando la conclusione dell'operazione della SFIRS nel settore turistico. E` evidente che noi, il Gruppo dei Socialisti, voteremo contro la lettera c) dell'articolo 3.

PRESIDENTE. La Giunta ha chiesto di fare una dichiarazione prima che proseguiamo nelle dichiarazioni di voto?

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Siamo in fase di dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. La Giunta quando deve fare dichiarazioni può farle.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Dobbiamo fare dichiarazioni di voto

PRESIDENTE. Se la Giunta chiede di intervenire non so se debba fare una dichiarazione di voto.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Non si può innovare come si vuole. Non esageriamo!

PRESIDENTE. Colleghi, cerchiamo di capirci, la Giunta può in qualunque momento intervenire, se ritiene, in base alla discussione che sta sviluppando, credo che voglia intervenire l'assessore Masala come rappresentate della Giunta. Va bene, l'onorevole Masala farà dopo le dichiarazioni della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Chiedo scusa, Presidente, siccome stiamo affrontando un argomento che forse il Consiglio sta sottovalutando e che è delicatissimo, non volevo che la Giunta adesso assumesse una posizione prima di aver sentito le posizioni politiche dei partiti e dei Gruppi.

PRESIDENTE. D'accordo, io sto arrivando adesso e chiedo agli uffici come stanno le cose, mi dicono che la Giunta ha chiesto di fare dichiarazioni, se qualcuno vuole fare le dichiarazioni di voto procediamo così e poi la Giunta dirà quello che deve dire. Si tratta semplicemente di organizzare bene la discussione.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Ma se la Giunta si alza e dice: "ritiro la mia proposta", a me non va bene perché questo non mi consente di esprimere la mia posizione politica; allora io credo che qui stia succedendo un pasticcio, che la gente stia parlando di cose che tra di loro sono contraddittorie, che non hanno niente a che vedere con l'ambiente, con l'urbanistica, col ruolo della SFIRS e che si stia anticipando un dibattito delicato, al quale io annetto una straordinaria importanza, che avverrà quando discuteremo della mozione presentata dalla minoranza. Cosa c'entra la SFIRS? Questo è uno degli atti più qualificanti di questa Giunta, perché il granito e tutti i lapidei sono in crisi e siccome la lettera c) è collegata con l'emendamento numero 31, la Giunta sta ricapitalizzando il CISI con fondi che hanno una destinazione precisa per intervenire in un settore che è in una situazione drammatica; cosa c'entrano le polemiche politiche? Non c'entrano nulla. Ed attenzione, se noi così dovessimo fare, staremo facendo una resa dei conti e anticipando un giudizio nei confronti della SFIRS che non abbiamo oggi diritto di esprimere perché è inutile. Se noi bocciamo la norma e togliamo i fondi alla SFIRS si dirà che hanno cassato la norma che attribuiva i fondi alla SFIRS per un settore così delicato, perché sul problema del Master Plan della Costa Smeralda, evidentemente, la SFIRS non si è comportata come si doveva comportare. Questo non credo che sia accettabile, noi stiamo discutendo di un'altra cosa. Ed ecco perché io volevo richiamare l'attenzione dei colleghi affinché non dicano: "ritiro o boccio il provvedimento", perché questo appare...

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'emendamento numero 31 è stato dichiarato inammissibile.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). No, io ce l'ho ancora. No, è un emendamento aggiuntivo parziale, quindi non lo so. Ad ogni modo questa è la mia posizione politica e credo che noi dovremmo affrontare il dibattito domani, sgombri da posizioni che abbiamo assunto stasera e che ci possono domani condizionare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale ha apprezzato le dichiarazioni precise e puntuali dell'Assessore della programmazione, Masala; le abbiamo apprezzate e abbiamo verificato, attraverso le sue parole, che non vi era nessuna ombra nella lettera c), che non vi era niente di nascosto. Per questo io dico che noi voteremo, in mancanza di altre determinazioni della Giunta, favorevolmente, ma anche per un aspetto politico che in questo caso ci piace sottolineare e cioè che la cultura di Governo, che qualcuno ha richiamato recentemente, significa anche una certa quale coerenza, una certa quale lealtà, una certa quale forza nel sostenere le ragioni della Giunta di centrodestra, centrodestra senza quel famoso trattino distintivo, tra il centro e la destra. Quindi, le ragioni di una coalizione, le ragioni dello stare insieme ci impongono questo, che noi riteniamo che non vi siano zone d'ombra e diciamo anche, su questo ha ragione il collega Floris, che la mozione sulle questioni SFIRS - Costa Smeralda, dovrà essere affrontata quando dovrà essere affrontata con la necessaria calma, con la necessaria serenità senza confondere i piani di discussione, senza frapporre ostacoli, senza che alcuni si inventino fatti, notizie, senza che vi siano interlocuzioni per lo più prive di senso, di significato, di prove concrete; ecco qual è la posizione del Gruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, annuncio il mio voto contrario alla lettera c), che non c'entra niente con il settore lapideo altrimenti avrei avuto qualche scrupolo, anche per i problemi collegati all'emendamento numero 3; il settore lapideo, infatti, sta attraversando una forte crisi e quindi credo che le osservazioni fatte dall'onorevole Floris siano opportune e se l'emendamento della Giunta fosse stato sottoposto all'Aula io avrei avuto qualche scrupolo a votare contro. Non ne ho invece a votare contro la lettera c) configurata in questo modo perché mi pare che la confusione sulla questione dell'intervento della SFIRS nel settore turistico sia totale e prima che si discuta la mozione presentata in materia in quest'Aula credo sia del tutto inopportuno che sia approvata questa norma.

Ma colgo questa occasione anche per intervenire in modo particolare sulle comunicazioni del collega Pirastu in relazione alla risposta che ha avuto dalla Presidenza della SFIRS. Dal momento che il collega Pirastu ha ritenuto opportuno comunicare all'Aula quella risposta, credo che quella risposta rappresenti davvero una mancanza totale di rispetto per tutto il Consiglio e non soltanto per il collega Pirastu, stante che l'articolo 105 dà facoltà al collega Pirastu di ottenere informazioni, non solo sui provvedimenti adottati dalle aziende, ma anche sugli atti preparatori infatti il comma 3 prescrive che ogni consigliere ha diritto di ottenere, dai predetti uffici, informazioni, comunicazioni e notizie relative a provvedimenti o operazioni amministrative, salvo che su proposta del responsabile di servizio il Presidente della Giunta regionale non apponga il segreto d'ufficio.

Io non so se a quegli atti il Presidente della Giunta regionale ha deciso di apporre il segreto d'ufficio, ma se ciò non si è verificato, Presidente, io credo che lei debba tutelare i diritti sanciti dal Regolamento, non solo per il collega Pirastu, ma per tutti i consiglieri, perché noi siamo privati della facoltà di conoscere gli atti delle società controllate e conseguentemente anche di intervenire e di farci un'idea e un convincimento nel momento in cui discutiamo di queste cose che sono importantissime per la nostra Regione.

Per cui mi rivolgo a tutta l'Aula, ma chiedo a lei in particolare che immediatamente si faccia interprete delle esigenze di quest'Aula e tuteli i diritti di ogni singolo consigliere; per cui le chiedo di fare sua, a nome di tutta l'Aula, la richiesta del consigliere Pirastu perché ci sia una pronta risposta della SFIRS che, se vorrà, il consigliere Pirastu renderà pubblica; peraltro dichiaro di volermi associare a quella richiesta, quindi gradirei conoscere anch'io quella risposta e quindi la prego, Presidente, di farsi tutore dei diritti di ogni singolo consigliere avanzando quanto prima una richiesta, credo anche un rilievo a chi ha dato la risposta al collega Pirastu, di immediato rispetto delle prerogative di ogni singolo consigliere previste dall'articolo 105.

PRESIDENTE. Come lei sa, onorevole Pinna, il diritto all'informazione è garantito a tutti i consiglieri, lo prevede l'articolo 105; naturalmente ogni consigliere che deve partecipare a una discussione si documenta nel modo che ritiene più opportuno, può attingere tutte le informazioni che vuole, così come pare abbiano fatto altri colleghi, non credo opportuno che io adesso interrompa la discussione perché c'è da parte sua e forse anche da parte di qualche altro, non lo so, vedremo nel proseguo, una carenza di informazione che non dipende né dal Presidente, evidentemente, né dalla Giunta. Ognuno si informa se lo ritiene opportuno. Non possiamo discutere dell'argomento io e lei.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, lei non era presente in Aula, io non le sto chiedendo di sospendere la seduta, certamente ognuno si informa ed ognuno, sulla base delle prerogative che derivano dal Regolamento, chiede l'acquisizione delle informazioni. Il collega Pirastu ha fatto correttamente ciò che lei sta dicendo, ha avanzato una richiesta sulla base dell'articolo 105 del Regolamento; qui in Aula poco fa, quando lei non era presente, ci ha letto la risposta della SFIRS che non so da chi sia stata firmata. Sto dicendo che di fronte a quella risposta lei deve intervenire immediatamente per far rispettare le prerogative del consigliere Pirastu.

PRESIDENTE. La risposta è stata data al consigliere Pirastu. Il consigliere Pirastu è libero di fare domande e ricevere risposte. E` un fatto privato, non so di che cosa stiamo parlando.

PINNA (Gruppo Misto). Il consigliere Pirastu l'ha resa pubblica in quest'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, cercherò di approfondire anche con la SFIRS, naturalmente proseguiamo nel confronto e nella discussione, non mi sta chiedendo di interrompere la discussione per questo. Va bene.

(Interruzione del consigliere Pinna)

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, se si tratta di questo stia tranquillo che c'è una sua richiesta, il Presidente lo farà senz'altro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Qualche collega ha manifestato la paura che si stesse iniziando la discussione della mozione, e devo dire che ha ragione pienamente. La mozione è un'altra cosa anche se la previsione di uno stanziamento a favore della SFIRS nell'articolo 3 richiama l'attenzione, non tanto per la quantità delle risorse, ma per il suo significato, su ciò che è avvenuto nei giorni scorsi e che ha portato alla presentazione di una mozione che il Consiglio spero, al più presto, possa discutere. Allora, scindiamo le due cose, la mozione non c'entra niente, stiamo parlando della lettera c) dell'articolo 3, che è altra cosa. Il fatto stesso che l'emendamento della Giunta non si sia potuto discutere, essendo inammissibile, dimostra intanto che il settore lapideo non c'entra niente perché nella lettera c) non se ne parla, nonostante tutta la cronistoria fatta dall'Assessore Masala, ma anche questo lo lascio in secondo piano perché la cosa veramente grave è quella che richiamava il collega Pinna, ma soprattutto quella che ha evidenziato il collega Pirastu. Oggi è tocca a Pirastu, domani può toccare agli altri 79 consiglieri, nessuno escluso; su questo credo si debba fare una ragionevole attenzione.

La SFIRS, per il 92 per cento, è della Regione, non stiamo parlando di una partecipazione, tanto per esserci, stiamo parlando della Società finanziaria della Regione. Quando un consigliere regionale, su un argomento come quello che si è affacciato nei giorni scorsi, chiede per iscritto, richiamandosi all'articolo 105 del Regolamento, di conoscere gli atti, che poi servono a tutti noi perché forse quegli atti, posti conoscenza dell'intero Consiglio potrebbero essere utili a ciascuno di noi nel corso della discussione della mozione. Forse una parte dei colleghi ne è già a conoscenza, ma la maggior parte ne è privo. Non credo che sia il segreto di Pulcinella, vogliamo che quella discussione si possa svolgere nel migliore dei modi, arricchiamola di quelle informazioni necessarie ad ognuno di noi, diamo a tutti la possibilità di intervenire nella discussione della mozione con una conoscenza più ampia, questo dovremmo fare, non perché il torto è stato fato a Pirastu dobbiamo lasciamo perdere, di questo passo se domani lo subisse qualunque altro consigliere si continuerebbe a lasciar perdere fino a quando non toccherà direttamente ad ognuno di noi. La gravità è massima, l'atteggiamento arrogante è altrettanto grave. Ma questo vale per qualunque Presidente di società al cui capitale la Regione partecipa, fosse stata qualunque altra società sarebbe stato lo stesso. Pertanto credo che quegli elementi di conoscenza debbano saltare fuori, altro che segretari, altro che non consentire la conoscenza! E se questo dovesse dipendere dal Presidente Pili, io sto invitando, come hanno fatto altri colleghi, il Presidente Pili a fornire quella documentazione a tutto il Consiglio regionale, perché serve fare chiarezza. Allora, si lasci perdere la mozione e riprendiamo la discussione sulla lettera c); credo che l'Assessore Masala, pur provando a spiegare, aggiustare, migliorare, chiarire, non sia riuscito a fare chiarezza. Pertanto, nel dubbio che ancor oggi resta, siccome - queste sono le informazioni - la finanziaria è alle porte, fine settembre è molto vicino, e saremo in grado, nella prossima finanziaria, in modo corretto, preciso e puntuale, di stabilire risorse per la SFIRS da destinare al comparto lapideo, noi voteremo contro questa lettera c).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi - U.D.R.). Presidente, colleghi, noi capiamo perfettamente l'atteggiamento che in quest'Aula sta tenendo sull'argomento specifico il centro sinistra, nel senso che sta tenendo un atteggiamento assolutamente logico rispetto a come si è pervenuti all'attuale formulazione della lettera c) dell'articolo 3. Per me che faccio parte della Commissione bilancio, tale norma è stata inserita su iniziativa della Giunta regionale, nel senso che la Giunta regionale ha presentato un disegno di legge, e tutte le nuove disposizioni introdotte nel testo in sede di Commissione sono state proposte dalla Giunta regionale in assenza del centro sinistra che, essendo dell'avviso di non poterle discutere nel merito, aveva in quella fase abbandonato i lavori. Pertanto il testo che oggi noi abbiamo in Aula, è per noi Riformatori il frutto dell'iniziativa della Giunta regionale. E se qualche dubbio su questo avevamo, bene ha fatto l'Assessore Masala a chiarirci nel dettaglio di che cosa stavamo parlando, e cioè che si tratta di un intervento in un settore che è estremamente delicato oggi in Sardegna, è un nervo scoperto per le mille ricadute che esso ha sul territorio, di tipo occupazionale, di tipo ambientale; un settore che ha provocato l'arrivo a questo Consiglio regionale di parecchi sindaci che ci hanno segnalato la gravità e l'impellenza del problema. Su questo, noi Riformatori, stiamo andando a votare. Quindi non comprendiamo come poi la discussione in Aula sulla fattispecie sia stata stravolta e si cerchi, come giustamente ha detto il collega Sanna, di introdurre la discussione sulla mozione che concerne la SFIRS, andando addirittura a chiedere, come ha fatto il collega Pinna, la sospensione dei lavori per verificare se la SFIRS aveva o meno fatto bene a rispondere in una certa guisa a un consigliere regionale che aveva fatto delle domande sull'argomento. Io credo che questo non sia possibile, non perché noi abbiamo intenzione di sottrarci al dibattito in Aula sulla questione SFIRS - STARWOOD, siamo disponibilissimi a farlo, abbiamo idee precise in argomento, attendiamo con ansia di poterle esprimere nel momento in cui la mozione andrà in discussione, ma perché in questo momento siamo in fase di dichiarazione di voto sulla lettera c) dell'articolo 3, e su questo voteremo come Riformatori, conseguentemente a ciò che la Giunta ci ha chiesto di fare, quanto meno fino a quando staremo all'interno di questa maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Non mi pare intanto che nessuno abbia chiesto di sospendere i lavori del Consiglio; sono state sollevate diverse obiezioni alle quali si ritiene di non dover dare risposta, pazienza, andiamo avanti. Pazienza, fino a quando la pazienza supplirà, perché noi abbiamo sollevato a più riprese una pregiudiziale improntata a serietà politica, ad una ragionevolezza elementare. Ogni tanto il collega Floris prende cappello e sbaglia molto anche perché è molto sbadato, è molto disattento, molto distratto, non si è neppure reso conto, il collega Floris, che l'emendamento 31 è stato dichiarato inammissibile su nostra richiesta, perché è pervenuto stasera sui banchi del Consiglio, e presentato come emendamento all'emendamento, aveva la finalità di cambiare completamente il contenuto dell'articolo. Quindi, l'emendamento 31 non c'è più, se non c'è il 31 non ci sono i lapidei. Allora si possono tirare le pietre che si vogliono; l'Assessore Masala dice che le pietre sono di destra, sono di centro e ci sono anche le pietre di sinistra; sarà pure così, pietre sono! Se bisogna intervenire a favore del settore lapideo la Giunta presenti una proposta, e non solo Floris sarà attento a sostenere quella proposta, ma saremmo tutti attenti. Però armarsi di sacro furore, collega Floris, animarsi di sacro furore per sostenere che il Consiglio, cioè noi che siamo consiglieri, saremmo disattenti perché con la norma proposta si sta finanziando il settore lapideo quando non è affatto vero, non mi sembra corretto; perché quell'emendamento al quale si riferisce non c'è più, come vede, è una sortita, è un modo di dire, ogni tanto uno si alza, dice, pare che quello che dice perché viene detto in un certo modo sia vero, l'unica cosa vera è quella che noi abbiamo cercato di dire fin dall'inizio.

Cosa dice la Giunta, cari colleghi della maggioranza, almeno alcuni di voi, che vi richiamate all'atto di fede che sarebbe il vincolo di maggioranza? La Giunta, in relazione a questo articolo 3, dice e scrive nella relazione che contiene l'eliminazione di alcuni errori materiali contenuti nella legge finanziaria. Ma vi sembra un errore materiale stanziare 14 miliardi per una qualunque finalità? Sarà per la SFIRS turismo, per la SFIRS master plan, per la SFIRS lapidei, niente SFIRS; voglio dire, la rettifica di un errore materiale può consistere, volendo solo fare riferimento a questa lettera c), poi ce ne sono tante altre, nello stanziare 14 miliardi? Va bene l'atto di fede nella maggioranza, ma non bisogna rinunciare alla ragione. Questo vi abbiamo rappresentato fin dall'inizio, ponendo pure una pregiudiziale, almeno di rettifica dell'errore, cioè il titolo dell'articolo non può essere "Rettifica", la relazione non può dire una cosa non vera, tuttavia questo parrebbe essere detto tanto per dire.

Sulla lettera c) dell'articolo 3, a questo punto, non vogliamo maramaldeggiare oltre, perché appare di tutta evidenza che l'opinione del Consiglio in larga parte è quella di soprassedere su questo punto e di ragionare seriamente sulla destinazione ultima del finanziamento pubblico aggiuntivo della Regione alla SFIRS. Anche perché se la SFIRS nega alla Regione e ad un consigliere regionale, ad un componente dell'Assemblea elettiva che ha quei diritti che l'articolo 105 del Regolamento sancisce, i documenti che egli richiede, il Presidente del Consiglio, nel garantire il diritto all'informazione dei singoli consiglieri, garantisce anche l'intero Consiglio; l'articolo 105 ha una ratio che è intoccabile, cioè che ogni consigliere regionale per svolgere bene il suo mandato deve conoscere gli atti della Regione e gli atti della Regione sono, lo dice l'articolo 5, gli atti degli uffici della Regione, degli enti e delle aziende. Come fa un consigliere regionale a fare bene il suo lavoro, a svolgere il suo mandato, cioè la sua funzione se gli viene negata la conoscenza degli atti degli enti pubblici regionali? La Giunta non da gli atti, gli enti non li danno, l'articolo 105 del Regolamento pare ridotto ad un affare privato. Quante cose private ci sono qua dentro! Ma se diventano private e personali anche le regole di garanzia del lavoro parlamentare, veramente la cosa è triste.

La SFIRS rispondendo al collega Pirastu, un consigliere regionale, dice: a te consigliere regionale non debbo dare nessuna informazione, mi avvalgo della riservatezza perché sono una S.p.A.. Ma se l'azionista di quella società è la Regione e se Pirastu, come chiunque di noi, deve decidere, decidere quello che vuole, da destra, da centro, da sinistra, però conoscendo gli atti, e gli si negano gli atti e qui si accetta che gli si neghino gli atti, a questo ente in questo momento si vorrebbero anche dare 14 miliardi, 14 milioni, 14 lire? No, bisogna dargli 14 ammonimenti ad accettare le regole, a smetterla di voler essere amministratori pubblici con questo piglio ed atteggiamento padronale che non fa onore sicuramente alla Regione. Ecco perché il Consiglio farebbe bene a soprassedere su questo punto, che mi pare la cosa più saggia e più ragionevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). I componenti del Gruppo della Margherita, voteranno contro su questa lettera c) dell'articolo 3, comma primo.

L'onorevole Murgia si è offeso per il fatto che l'onorevole Oppi abbia detto che le forze del centro destra non hanno cultura di Governo. In parte ha ragione, io credo che non sia un problema di cultura di governo, è semplicemente un problema di cultura, e da questo punto di vista credo che i fatti che accadono continuamente lo dimostrino. Senza offesa per nessuno, è un problema di cultura.

L'onorevole Mario Floris ha detto che stiamo parlando di un'altra cosa, che la mozione sulla Costa Smeralda non c'entra nulla; forse ha ragione, è bene scindere le due cose. Però non stiamo neanche parlando di materiali lapidei, almeno allo stato degli atti non stiamo parlando di materiali lapidei, perché nessuno, se non con questo tardivo, onorevole Masala, estremamente tardivo tentativo di salvataggio in corner, ne ha parlato e non c'è nessuna ragione per dire che ci si stava riferendo a qualcosa di questo genere. Si stava parlando di quattordici miliardi che dovevano andare alla Sfirs a fronte di quella legge, e naturalmente, col solito sistema improntato alla poca trasparenza e ai sotterfugi, non si è detto, quando si doveva dire, assolutamente niente di quello che si doveva dire; d'altra parte non c'era bisogno di quella appassionata difesa che, peraltro, nella sua onestà intellettuale l'Assessore ha concluso dicendo che era plausibilissimo che l'opposizione contestasse questo fatto. Non c'era bisogno, era sufficiente, se davvero si voleva dare un chiarimento da questo punto di vista, che si producessero e si mettessero a disposizione dei consiglieri gli elementi documentali dai quali risultasse l'istruttoria della pratica, le ragioni della richiesta della Sfirs, perché certamente è la SFirs che ha richiesto questo finanziamento e via dicendo, perché l'incidente di percorso sarebbe, in qualche modo, stato superato. E invece non è assolutamente così e non basta una difesa orale per quanto appassionata ma devo dire francamente difficile da seguire in tutti i suoi passaggi, difficile da seguire, a fugare i nostri dubbi.

La verità, per concludere, è che l'articolo 13 bis introdotto con la lettera c) continua a rimanere un giallo. C'è una sorta di disconoscimento di paternità, siamo davanti ad un oggetto misterioso, siamo davanti ad un figlio di nessuno, ad un figlio illegittimo. Tutti, quasi, in qualche modo lo scaricano, il presidente Pili non ne sa niente, l'onorevole Masala ha tentato in tutti i modi di destreggiarsi con la sua abilità anche da avvocato, devo dire, però, insomma, di fatto l'oggetto misterioso rimane. Dico questo condividendo ciò che è stato detto da alcuni colleghi che mi hanno preceduto; nessuno vuol fare il processo alle intenzioni, non parliamo della mozione Costa Smeralda, ne parleremo quando sarà il momento, quando finalmente qualcuno ci darà gli elementi che abbiamo richiesto. Credo inoltre che i consiglieri debbano comunque essere rispettati, nel senso che quando nei modi dovuti fanno una richiesta legittima e plausibile, devono ottenere una risposta, anche se, da questo punto di vista, il problema della natura di questa società forse sarebbe meglio approfondirlo, ma comunque, con riferimento a ciò che è avvenuto fino a questo momento, credo che la figura del consigliere meriti un ben maggiore rispetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io prendo la parola brevissimamente per dichiarare il voto contrario sulla lettera c) dell'articolo 3, conformemente alle motivazioni già esposte da diversi colleghi dell'opposizione, ma voglio dire, non paradossalmente, che se sul merito invece di essere contrario fossi anche a favore, dopo la lettera che ho sentito leggere in aula io avrei comunque votato contro, perché non è un fatto di poco conto, non è una cosa da passare sotto gamba. Io ho già sentito e apprezzo il fatto che il Presidente del Consiglio abbia detto: "Interverrò". Voglio però sottolineare che in quella lettera c'è un fraintendimento grave della funzione della Regione, del Consiglio regionale e del rapporto tra la Sfirs e la Regione. E allora, siccome nel momento in cui in seduta viene letto il diniego del Presidente della Sfirs rispetto alla legittima richiesta di un consigliere regionale, questo diniego entra negli atti del Consiglio, e se noi non rispondessimo, se il Consiglio, attraverso il suo Presidente, non replicasse, potrebbe sembrare che quella risposta abbia una parvenza di fondatezza e di legittimità. Invece si tratta proprio del contrario, e io come tanti altri colleghi penso che il Presidente, come peraltro ha già preannunciato, debba, a nome del Consiglio, dare una precisa risposta a una posizione davvero molto discutibile del Presidente della Sfirs.

PRESIDENTE. Onorevole Scano, confermo quanto ho detto prima. Stia tranquillo che interverrò, anche perché ritengo, al di là di ogni fatto, che una società, seppure una SpA che sta nel mercato, che riceve 14 miliardi attraverso una legge il cui titolare è sempre il Consiglio, abbia il dovere di dare informazioni su che cosa farà di questi danari. Non c'è dubbio che quindi questo avverrà, naturalmente prego anche il collega Pirastu, che ha letto quella lettera, di depositarne una copia agli atti.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io credo che nel confermare il voto contrario noi dobbiamo cercare, su questa complessa vicenda che difficilmente si comprende all'esterno, di dare una sintesi possibile del significato che porta il dibattito che abbiamo svolto oggi e la scorsa settimana. Il quadro in cui ci troviamo è incredibilmente torbido e di profondo oscurantismo; questo diciamo pur cercando di capire dove sta la ragione delle incomprensioni che sono venute alla luce: la Spisa non sa di Masala, Masala non sa di La Spisa, Oppi scopre le cose in aula, Pili non sa né di Masala, né di La Spisa, né della Sfirs, e forse neppure di sé stesso; per di più la Sfirs se ne frega della Giunta, in quanto organo collegiale dell'amministrazione regionale, e del Consiglio, anzi si configura come controparte dell'azionista di riferimento di maggioranza. Ditemi voi se questa è una democrazia moderna, se questo è un sistema amministrativo evoluto e capace di dare risposte ai cittadini quando è in corto circuito con sé stesso.

Questa, collega Oppi, non è, come lei nobilmente l'ha chiamata, mancanza di cultura di governo. Fosse solo quella si potrebbe sempre intervenire. Questo è il germe malsano che la spartizione bulgara e personalistica che è stata fatta all'origine di questa legislatura produce, perché chi ha avuto ha avuto e non può che rispondere al mandato che ha avuto, ma non a chi gliel'ha dato, perché lo considera roba propria. Questa è la cultura nella quale siamo, e io mi pongo il problema. Certo, il Presidente del Consiglio deve tutelare Consiglio, ma il problema di come votare su questa lettera c) si configura per come è stato enunciato, in questi rapporti inconcludenti, come un giudizio sulla fiducia alla Giunta e al Presidente, perché in una Regione che si rispetti, una minima decenza imporrebbe che queste vicende non fossero neanche di dominio pubblico, tale è la vergogna che portiamo noi di essere rappresentanti di una Regione così involuta e così incapace di dare risposte non solo ai cittadini, ma neppure a sé stessa.

Il collega Bruno Murgia e il collega Vargiu credono ancora nel paese dei balocchi, rivangando lo spirito scellerato che ha dato origine alla vostra condizione. Questa è, colleghi, la sintesi della condizione nella quale state portando il Consiglio regionale e nella quale vi trovate. Non è la mancanza di cultura di governo; è un governo delegittimato, non democratico, perché non ha i numeri, che si trascina, con un Presidente che assomiglia sempre più, come noi diciamo dalle nostre parti, a un maestro di muro alle prese con il rinzaffo di un muro pieno di voragini e incapace di definire i suoi limiti e i suoi contorni. Questo è lei, Presidente, oggi, per noi ma anche per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Su questa lettera c) dell'articolo 3 effettivamente il dibattito assai articolato ha posto una serie di problemi, di dubbi che però mi pare siano stati chiariti dall'intervento dell'assessore Masala, il quale ci ha fatto notare che si tratta di una normale operazione di finanziamento. E allora lo dico subito, Forza Italia, che ha sicuramente nel suo DNA cultura di coerenza, si atterrà scrupolosamente - perché non mettiamo in dubbio le dichiarazioni dell'assessore Masala - alle dichiarazioni della Giunta regionale, salvo che vi sia da parte della Giunta regionale un ripensamento anche in seguito all'esito del dibattito che si è svolto in aula; ripensamento che dovrebbe dunque, semmai, far meditare sulla opportunità di insistere sul mantenimento di questa lettera c), ovvero sulla ipotesi di dare altra destinazione allo stanziamento previsto nella medesima lettera c).

Questo lo dico perché dal centrosinistra, per la verità, mi pare che si voglia assolutamente montare, in maniera strumentale, un caso su un aspetto sul quale ci possono essere anche errori, ci possono essere anche valutazioni diverse. D'altra parte mi risulta che questo è un emendamento introdotto in sede di esame da parte della Commissione bilancio e quindi, in considerazione di ciò, la vicenda va limitata e ridimensionata. Ma noi che sicuramente abbiamo dimostrato serietà nel governare, ieri come oggi - forse non avremo cultura di governo, se per cultura di governo si intende stare nei posti di governo venti, venticinque anni, quindici anni o giù di lì - noi con la nostra partecipazione recente alla gestione e al governo di questa Regione stiamo dimostrando, però, sicuramente coerenza nel nostro operare, soprattutto adeguandoci alle indicazioni che vengono da parte della Giunta regionale, attenendoci a questo principio. Se l'assessore Masala dovesse invece, nella sua replica, perché mi pare che intenda intervenire, dare un diverso orientamento alla maggioranza, allora ne terremo conto e decideremo di conseguenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, colleghi, io avevo pensato di non fare dichiarazione di voto e di lasciare agli amici del Gruppo del Partito del Popolo Sardo presenti in Giunta, la libertà di votare secondo la linea che la Giunta si è data in ordine all'argomento che stiamo dibattendo.

Sul piano personale io mi asterrò, il dibattito di oggi non è stato sufficiente per chiarire a me le idee, però credo che anche al di fuori dell'ironia che un po' ha accompagnato la premessa di questo mio brevissimo ragionamento, ripeto, come supporto alla mia decisione, che certo non ho provato grande piacere ad avere tre volte, in Commissione prima, in Conferenza dei Capigruppo dopo, nel corso della discussione generale in Aula da ultimo, rappresentato l'opportunità che questa questione assieme ad altre contenute nell'articolo 3 venisse allontanata dal dibattito di questo momento. L'ho fatto con umiltà, con prudenza, l'ho fatto ritenendo che non è possibile, non è opportuno - ma questa non è una questione che riguarda la capacità di governare bene, poi tornerò su questo argomento - che si presenti un disegno di legge di pochissimi articoli e poi in sede di esame da parte della Commissione lo si modifichi in gran parte per poi ritrovarcelo in Aula organizzato attorno a una linea differente; comprendo che è della Giunta, e quindi probabilmente ha una sua grande dignità, ma quando arriva in Aula modificato a seguito di una proposta della Giunta e gli Assessori presenti in Commissione cascano dalle nuvole, oggi in Aula ancora appare questo aspetto fortemente sottolineato dagli interventi di tanti amici anche dei Gruppi di maggioranza, dico che questo non deve avvenire. Una maggioranza si salda se queste cose non avvengono. All'Aula devono arrivare le proposte dell'Esecutivo, ma maturate, digerite, confrontate prima, se no veramente i rischi che si corrono sono tanti.

Oltre a questo, però, e fuori quindi dal ragionamento che riguarda il voto sulla lettera c) dell'articolo 3, io credo, per essere chiari, che noi che apparteniamo al partito del P.P.S. e che siamo un po', a giudizio del centrosinistra, la malerba che ha determinato il disastro di questa legislatura, riteniamo, e oggi sottolineiamo agli amici del centrosinistra, che la decisione di quel momento per noi, pur con tutti i disagi, con tutte le difficoltà che proviamo, è una decisione assolutamente forte, certa, definitiva. E per quanto riguarda le difficoltà che stanno emergendo, vorrei dire che la cultura di governo è difficile da individuare come valore sul quale noi possiamo basare differenze all'interno del centrodestra, e certamente esistono disagi, e lo diciamo a Forza Italia e lo diciamo ad Alleanza Nazionale, però, per quanto ci riguarda, quella strada che noi abbiamo imboccato con loro noi la percorreremo e possiamo anche dire che le difficoltà vanno risolte, attraverso un'azione ad adiuvandum dal complesso della maggioranza di centrodestra...

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Nessun rinnegamento della scelta di campo che abbiamo fatto allora, che riteniamo oggi assolutamente ancora valida, anche nella interpretazione delle azioni di governo del presidente Pili qualche volta non comprese, che invece riteniamo assolutamente coerenti, innovative, diverse, alternative al passato. Bisogna consentire, questo è certamente un auspicio, che questa possibilità alternativa si possa dispiegare. Va data la possibilità e il rispetto a una maggioranza diversa di camminare su una strada alternativa al passato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non sarei intervenuto, perché mi riprometto di parlare quando parleremo del problema specifico della mozione, ma sono stato citato, credo a sproposito, alcune volte.

PRESIDENTE. Le ricordo, onorevole Oppi, che stiamo facendo dichiarazioni di voto.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io voterò contro la lettera c), però, così come gli altri, poiché qui si è parlato di mie dichiarazioni, si è detto praticamente che avrei tacciato qualcuno di non avere cultura di governo, vorrei spiegare a qualcuno che non vuole capire che cosa vuol dire cultura di governo. Vuol dire confronto, vuol dire collegialità, senza fughe in avanti, capacità di mediare e decidere. Siccome qui dentro non ho capito se siamo in un club di sordi e di muti per cui capita talvolta che alcune cose non vengano intese, vorrei dire che noi vogliamo interessarci dei problemi veri della società sarda: della disoccupazione, della legge elettorale, dell'emergenza idrica, dei problemi dello sviluppo, anziché dei piccoli problemi dei quali in questi giorni ci stiamo occupando.

Io penso che il mondo innanzitutto non si fermi a Lula, ci saranno tante Lula in Sardegna, ma credo che sia corretto dire una cosa: siccome da varie parti si è ventilato che la Giunta avrebbe deliberato, non è così, se no non ci saremmo differenziati. Io so, perché ho parlato con l'onorevole Masala, come si sono svolti i fatti: in assoluta buona fede, l'onorevole Masala ha interpretato un provvedimento, sulla base di pressioni, eccetera, che ci sono state, si parlava di Insar, poi si è parlato anche di altre pressioni, e ha ritenuto opportuno fare questo provvedimento che si riferisce a un assestamento di bilancio che non è passato. Ma la Giunta non ha trattato questo argomento, quindi siamo liberi di esprimere compiutamente il nostro voto, e credo che se in qualsiasi caso, anche con la modifica apportata successivamente, noi avessimo fatto un emendamento per esempio per il settore dei lapidei… io lo conosco molto bene, e so benissimo che una volta esistevano società quali l'ISGRA, la Granitsarda: oggi non ci sono più, sono fallite, le abbiamo vendute. Amici cari, in qualsiasi caso, dovremo certo adottare provvedimenti in favore degli operatori del settore, ma attraverso quale strumento? Ritengo che questo non sia lo strumento più idoneo, perché tra un mese o poco più dobbiamo presentare il disegno di legge della finanziaria 2003, nel quale potremo inserire questo intervento ed altri di cui parlerò dopo, con le innovazioni che riteniamo necessarie. Questo provvedimento è stato ritenuto impropriamente condiviso da tutti; certo, qualche illazione c'è stata, qualcuno ci ha fatto vedere i documenti, benissimo, ma non facciamo il gioco delle tre carte. C'è chi cinque minuti fa mi ha fatto un riferimento preciso al discorso relativo all'assestamento vecchio del bilancio, e poi pomposamente critica gli altri. Credo che bisogna cominciare a mettere i piedi per terra, fare le persone serie e non fare, qui dentro, sceneggiate napoletane che tanto la gente non apprezza. Quindi il mio voto sarà contrario, indipendentemente dal fatto che sia a favore della Sfirs, di cui non voglio parlare, lo farò al momento opportuno, perché l'inserimento di questa norma non è frutto di una decisione della Giunta, ma è stato chiesto sulla base di una valutazione certamente corretta in assoluto, che voleva fare l'assessore Masala, ma che non è praticamente frutto di una decisione collegiale assunta in sede di Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, io debbo chiedere scusa all'Aula, e soprattutto ai consiglieri di maggioranza, debbo chiedere scusa alla Giunta e soprattutto all'assessore dell'industria La Spisa, perché durante il mio intervento precedente non sono riuscito a far comprendere le ragioni tecnico giuridiche per le quali la richiesta a suo tempo avanzata dall'Assessorato dell'industria - prendo atto delle dichiarazioni che sono state svolte in quest'Aula - non ha potuto essere accolta, perché le scuse vanno anche in un'altra direzione, nel non essere riuscito io a tenere debitamente distinti due livelli di discussione, la norma contenuta nella lettera c) dell'articolo 3, e cioè quello tecnico giuridico al quale io ho fatto riferimento, e che parte da lontano, parte cioè dal disegno di legge di assestamento di bilancio approvato nel novembre del 2001 dalla Giunta Floris, che in fase attuativa ha trovato uno sbocco diverso come correttamente l'assessore Oppi ha ricordato, dall'incombenza del dibattito riguardante la vicenda della Costa Smeralda che ha un'altra dimensione, che è un'altra cosa, è un argomento diverso che nulla ha a che vedere col primo, non aveva a che vedere prima, non ha a che vedere ora, anche se noi li sovrapponiamo perché oggettivamente è così, e non avrà niente a che vedere domani, quando noi avremo eliminato questa sovrapposizione, e però il problema rimarrà ugualmente. Ecco perché venerdì, non oggi, prima che aliunde scoppiassero tutte queste polemiche su sospetti, illazioni - caro Giorgio, ne hanno detto di tutti i colori, tu l'hai visto, lo sai, l'hai toccato con mano - venerdì abbiamo cercato di indirizzare diversamente questo affare perché bene o male abbiamo cercato di dare una risposta concreta ad un settore, come è stato anche detto. La Presidenza ha dichiarato inammissibile l'emendamento numero 31, Presidente Floris, l'ha dichiarato inammissibile, debbo dire correttamente, perché io, pur avendolo annunciato in precedenza rispetto all'inizio della discussione sull'articolo 3, dovendo interloquire anche con consiglieri di maggioranza e di opposizione, materialmente l'ho potuto presentare soltanto a tempo scaduto, e quindi giustamente la Presidenza l'ha dichiarato, sia pure oggi e non venerdì, inammissibile. Ora è chiaro che in presenza di una situazione di questo genere, cioè in presenza del fatto che la Presidenza ha dichiarato l'inammissibilità dell'emendamento numero 31, e tenendo conto del fatto che c'è stata tutta questa confusione e della sovrapposizione che c'è stata nel dibattito tra problema Costa Smeralda e finanziamento alla Sfirs pur essendo diversi i due problemi, la Giunta, stando così le cose, non può fare altro che, avvalendosi delle sue potestà, ritirare la lettera c) dell'articolo 3 della legge in discussione.

FADDA (Popolari-P.S.). Che cosa ritira! Ma se non sa neanche questo, chieda spiegazioni. Si deve votare! Lei non ritira nulla!

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non giudichi troppo in fretta. Onorevole Fadda, ho parlato con cognizione di causa.

FADDA (Popolari-P.S.). Si vota!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Stia calmo, stia tranquillo!

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa un momento.

(Interruzioni)

Scusate, colleghi, scusate, i proponenti un provvedimento, qualsiasi provvedimento, possono ritirarlo sempre.

FADDA (Popolari-P.S.). Ritirano la legge, non il comma!

PRESIDENTE. Certo fino al momento in cui non è votato dall'Aula quel provvedimento è ancora di chi lo propone.

(Interruzioni)

FADDA (Popolari-P.S.). Il testo della Commissione ritira, ma stiamo scherzando?! E' del Consiglio, non è della Giunta!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, ho bisogno di qualche minuto, quindi vi chiedo cinque minuti di sospensione. I lavori sono sospesi per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 58, viene ripresa alle ore 20 e 14.)

PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo di prendere posto e di prestare un po' di attenzione. Sarò breve, ma ho bisogno di attenzione.

Colleghi, il Regolamento interno del Consiglio non è l'unico strumento che possa orientarci. Purtroppo, in questa materia bisogna far riferimento alla dottrina, alla prassi, eccetera e devo dire, anche con l'aiuto di chi ci sostiene, ci aiuta, ci dà una mano in queste circostanze, che non vi è dubbio che la dottrina dice che il titolare di un provvedimento, qualunque esso sia, lo può sempre ritirare.

Io credo che questa affermazione sul piano del principio sia assolutamente valida; tuttavia dobbiamo, credo, calarci un po' nella realtà, e tenere presente che ciò che facciamo poi costituisce prassi, cioè le decisioni che adottiamo oggi, possono essere considerate come precedenti in futuro. Allora, calandoci nella realtà, non c'è dubbio che ritirare in questo caso dall'articolo 3 la lettera c) rientrerebbe nel diritto più generale, e questo non stravolgerebbe nulla, perché, in effetti, da un documento come questo se viene cassato un punto, tutto l'impianto rimane identico. Però, attenzione, se passa questo principio in assoluto può capitare che si debba applicare ad altri provvedimenti di legge, il cui impianto complessivo può essere stravolto modificando anche una sola parola, voi comprendete che non si può applicare nei due casi la stessa regola.

Allora, proprio perché ciò che facciamo oggi costituisce prassi, e poi nel futuro dovremo senz'altro fare i conti con le decisioni che prendiamo, io credo di dover pregare la Giunta di sottoporre questa lettera a votazione, senza che questo smentisca sul piano politico niente e nessuno, ma voglio dire l'aspetto politico mi riguarda meno, ma io devo in questa fase...

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul piano della conoscenza.

PRESIDENTE. Sul piano anche della conoscenza, ma io credo di essere stato abbastanza chiaro, riaffermo il principio che il titolare di un provvedimento lo può sempre ritirare, però questa è un'affermazione in astratto, poi bisogna calarsi nelle cose e valutare che cosa accade.

Allora io propongo alla Giunta di sottoporre a votazione la lettera c) del primo comma dell'articolo 3 e se ritiene che debba essere cassata, lo strumento è quello della votazione. Si vota contro e viene assolutamente cassata, e questo non crea più problemi.

SANNA EMANUELE (D.S.). Come sempre è avvenuto!

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, c'è da discutere su questo, non mi pare...

SANNA EMANUELE (D.S.). Si prenda le sue responsabilità.

PRESIDENTE. Me le sto prendendo, come lei vede, le mie responsabilità, me le sto prendendo, però sa, ci sono delle cose sulle quali bisognerebbe discutere, questa è una di quelle. Io credo che proprio assumendomi le mie responsabilità, come lei dice, io debba fare ciò che sto facendo.

SANNA EMANUELE (D.S.). E apprezziamo che se le stia assumendo.

PRESIDENTE. Peraltro, ho spiegato anche all'assessore Masala quali sono i problemi...

SANNA EMANUELE (D.S.). Non ricorra più a parafulmini troppo cedevoli!

PRESIDENTE. Non si preoccupi, non è mia abitudine ricorrere a parafulmini cedevoli.

Ha domandato ddi parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

Poi vi prego votiamo perché le dichiarazioni di voto sono già state fatte.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Va bene. E` stata chiesta la votazione nominale. Chiedo ai sette colleghi che appoggiano la richiesta di alzare la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PUSCEDDU, DEMURU, DETTORI, BALIA, LAI, PIRISI, MORITTU, FALCONI.)

Votazione nominale elettronica

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera c) del primo comma dell'articolo 3.

LADU (P.P.S.-Sardistas) Io mi sono astenuto.

PRESIDENTE. Lo può dichiarare. Registreremo la sua astensione. L'onorevole Ladu si è astenuto. Si è astenuto anche l'onorevole Amadu.

Rispondono sì i consiglieri: BUSINCO - CASSANO - FANTOLA - FLORIS - FRAU - LIORI - PISANO - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele -SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FOIS - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 38

Astenuti 31

Maggioranza 20

Favorevoli 10

Contrari 28

(Il Consiglio non approva)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera d) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera e) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera f) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera g) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera h) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera i) del comma 1 dell'articolo 3, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Metto in votazione la lettera l).

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). La lettera l) sopporta un vizio che in realtà attiene a tutte le lettere di questo strano alfabeto, però almeno su una conviene ancora una volta ripeterlo, su una di queste situazioni, perché non sembri che il Consiglio regionale approvando leggi di tal fatta, sia interamente corresponsabile. Poi ognuno vota, approva le leggi, se le fa. Questa lettera l) dice, correggendo errori materiali della finanziaria - non dimenticate che la motivazione che dà la Giunta nella sua relazione è che tutto questo articolo 3 comma 1, quindi tutte queste lettere fino alla n), sono correzioni di errori materiali compiuti nella finanziaria; leggete tutte le lettere e ditemi se tutte le norme indicate sono correzioni di errori materiali compiuti nella finanziaria! Eppure voi li state votando! Basterebbe cancellare quella motivazione, e dire: "Sto facendo un'altra finanziaria, sto facendo un assestamento di bilancio, sto facendo una correzione alla finanziaria". Chi può negare al Consiglio il diritto di fare un'altra finanziaria, purché faccia salve le procedure che devono essere rispettate, i pareri delle Commissioni di merito e quant'altro - questa lettera l) dice che l'annualità indicata non è il '99 ma è il 2001, vi sembra una correzione, una rettifica di un errore materiale? Quello che era riferito al '99 è riferito al 2001. Ancora: le somme sussistenti nel conto dei residui, UPB S05046, capitolo e quant'altro, possono essere utilizzate ad integrazione delle annualità pregresse. Vi sembra una correzione di un errore materiale, o non è un'autorizzazione di spesa ex novo?

Come si fa a convincere qualcuno che non vuole ascoltare? Come si fa a dire che è una cosa ovvia solo perché questa è una legge e non può essere ovvia? Come si fa a pensare, a dire, a ripetere, a chiedere che chi deve garantire la regolarità in quest'Aula la garantisca! E che quando una norma ha un titolo che dice "bianco", non può avere un contenuto che dice "nero"! O si corregge il contenuto o si corregge il titolo, perché leggi fatte così, portano disdoro a tutti. Cosa cambia per voi della maggioranza? Se volete approvarvele queste norme approvatevele dicendo che volete esattamente quello che c'è scritto. Perché dovete dire nella relazione della Giunta che sono rettifiche di errori materiali quando non è vero? Perché lo stesso articolo continua a portare il titolo "Rettifiche" quando invece istituisce fondi nuovi, autorizzazioni di spesa, modificazioni ripetute di unità previsionali di base, il che vuol dire budget per spendere così anziché cosà? Valga questo ragionamento come dichiarazione di voto contrario ancora su questa lettera. Il ragionamento vale per tutte, anche le precedenti e successive lettere, non vogliamo annoiare nessuno, però sia chiaro che in questo Consiglio c'è chi non vuole assolutamente che si proceda in questo modo, queste sono le cose serie, collega Floris, io la ascolto con molta attenzione e apprezzo questa indignazione che lei manifesta, questa passione, questo richiamo alla funzione legislativa del Consiglio, alla funzione politica alta, ma perché non dice una parola che ci conforti su questo? Le sembrano correzioni di errori materiali queste? E allora lo dica, magari se parla lei l'ascoltano, noi poveri cristi, qui all'opposizione, in pochi, se lo diciamo noi non vale, ma è così! Glielo dica lei per favore, che o correggono la motivazione e il titolo oppure bocciate il contenuto perché è l'esatto contrario di quello che vi è stato detto. Vi hanno detto che state rettificando errori materiali e invece vi stanno portando ad approvare norme sostanziali.

Delle due l'una: o vi stanno imbrogliando o siete complici.

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho concluso.

PRESIDENTE. Le do la parola, onorevole Cogodi, perché non ho sentito comunque.

COGODI (R.C.). Allora, la conclusione era, perché sia chiaro, se non è stato registrato, perché mi ha spento il microfono: delle due l'una nel rapporto tra la Giunta e la sua maggioranza, o vi stanno imbrogliando oppure siete complici.

PRESIDENTE. Lei è libero di pensare tutto quello che vuole, ma preciso che il microfono non lo spengo io. Si spegne da solo quando scade il tempo.

COGODI (R.C.). Certo che sono libero di pensare! Non deve darmi il permesso lei!

PRESIDENTE. Metto in votazione la lettera l). Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera m), la metto in votazione Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla lettera n), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Al comma 2 è stato presentato l'emendamento numero 17 a firma Spissu e più. E' un emendamento soppressivo parziale dice: "Il comma 2 dell'articolo 3: è soppresso". Lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Presidente, io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 17 perché ancora una volta, attraverso una legge apparentemente innocua, la Giunta regionale e la maggioranza introducono delle variazioni sostanziali a leggi importanti, che costituiscono un perno della nostra cultura legislativa, cioè la legge numero 11 dell'83 sulla contabilità regionale. Questo emendamento propone la soppressione del comma 2 perché esso contiene una modifica sostanziale delle caratteristiche a nostro giudizio fondamentali che deve avere la legge finanziaria della Regione, eliminando tre punti essenziali che la caratterizzano, o che perlomeno fino ad oggi l'hanno caratterizzata, producendo una modificazione che non ci è chiara, per cui ritengo opportuno che l'Assessore competente prima di passare ai voti chiarisca la portata di queste modifiche al Consiglio perché ne sia edotto; perché ho ragioni fondate di ritenere che la maggior parte del Consiglio non sia pienamente a conoscenza della portata di questa modifica che l'Assessore, in maniera un po' surrettizia, sta proponendo al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni?

SPISSU (D.S.). Ci associamo alla richiesta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io non ho alcuna difficoltà a spiegare le ragioni che hanno portato a fare questa proposta; in realtà viene richiesta con insistenza dalla struttura regionale perché determina una notevole semplificazione nella compilazione delle tabelle allegate alla legge finanziaria, cioè la tabella A che contiene il FNOL, la tabella B, la C, la E, eccetera, le autorizzazioni alle variazioni in corso; quindi c'è la possibilità di rendere molto più semplice la compilazione delle tabelle allegate al bilancio e alla legge finanziaria, non c'è nessuna diversa finalità. Le tabelle rimangono con gli stessi contenuti, ma ne viene proposta la fusione. E' una richiesta che ci viene dalla struttura che la considera una grandissima semplificazione perché accelera di almeno una settimana la compilazione delle tabelle medesime.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io dichiaro il voto contrario per una questione di metodo ed una di sostanza. La questione di metodo è che mi sembra abbastanza singolare che si modifichi la legge di contabilità della Regione in un punto delicato, la struttura del bilancio, così, con una norma inserita en passant in un provvedimento in cui ci sono tante norme disparate. Se la Giunta ritiene assolutamente indispensabile adottare delle misure di semplificazione della struttura del bilancio, di miglioramento della legge di contabilità, presenti un piccolo provvedimento, davvero mi sembra sbagliato inserirlo in una legge di questo genere. Dal punto di vista della sostanza, io avrei bisogno di rifletterci un po' meglio. Non so se la sostituzione al sistema attuale delle tabelle di un'unica tabella che contenga quelle tre fattispecie indicate nel testo sia una misura positiva di semplificazione o se non possa comportare anche dei problemi sotto altri profili. Allora l'invito che io farei alla Giunta è su questo punto di soprassedere, non ritirando la norma, perché non lo può fare, ma trovando l'intesa perché si possa approvare l'emendamento presentato dall'opposizione. Non perché questo tema non possa essere proposto, ma perché sia proposto eventualmente in un provvedimento specifico. Il che andrebbe meglio sia sotto il profilo della sostanza, ma soprattutto sotto il profilo del metodo e del rapporto col Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Scano, mi permetta di precisare meglio il suo pensiero se posso. Lei ha esordito dicendo: "Voto contro", in realtà stiamo votando l'emendamento numero 17, e quindi voleva dire: "Voto a favore", mi sembrava fosse un lapsus.

Se non vi sono altre dichiarazioni.

FADDA (Popolari-P.S.). C'è un invito alla Giunta.

PRESIDENTE. La Giunta può cogliere o non cogliere l'invito.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3, commi 2 e 3.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto sui commi 2 e 3 dell'articolo 3.

PRESIDENTE. E` stato chiesto, su questi due commi, il voto segreto. Le dichiarazioni di voto sono avvenute sull'emendamento numero 17. Non c'è stata nessuna dichiarazione sui commi 2 e 3.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 2 e 3 dell'articolo 3 .

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 38

Contrari 28

Voti nulli 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Non abbiamo finito, adesso dobbiamo votare gli emendamenti aggiuntivi 1, 2, 3, 4 e 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto, ma è proponente e potrebbe anche ritirarlo.

RASSU (F.I. - Sardegna). No, non l'ho ritirato.

Poiché si tratta di quattro emendamenti molto simili, io proporrei una breve sospensione per raccordarci tra colleghi e se è possibile formulare un emendamento di sintesi.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, io non ho nulla in contrario, però devo farle osservare che noi lavoreremo fino alle ore 21, e manca un quarto d'ora alla conclusione dei lavori. Forse è preferibile, se lei ritiene, che ci fermiamo qui.

RASSU (F.I. - Sardegna). Presidente, questa esigenza scaturisce dal fatto della delicatezza dell'argomento trattato dagli stessi emendamenti, è un'esigenza che è condivisa dagli altri presentatori, per cui si ravvisa la necessità di discuterne prima di passare alla votazione.

PRESIDENTE. Di fatto l'onorevole Rassu, sta chiedendo di chiudere i lavori di stasera per andare a domani mattina. Se non ci sono osservazioni io posso chiedere ai colleghi di votare almeno l'emendamento numero 5, che non riguarda questo argomento Gli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 sono sospesi. Stiamo per votare l'emendamento numero 5.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per dichiarazione di voto.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Vorrei parlare sull'emendamento numero 5, non per dichiarazione di voto. E` aperta la discussione su questo emendamento?

PRESIDENTE. No, la discussione è già chiusa, stiamo votando. Quindi le chiedo, se vuole, di fare la dichiarazione di voto.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Presidente, vorrei ricordare che la legge impone che possano essere presentati in Aula emendamenti alle proposte in discussione solo limitatamente alla materia che il disegno di legge tratta. Non è che possiamo continuare a parlare e poi alla fine non seguiamo criteri di omogeneità e adottiamo provvedimenti omnibus.

Io voglio ricordare a me stesso, indipendentemente da chi ha presentato questo emendamento, che questa cooperativa ha avuto, nell'anno 1999, un contributo di tre miliardi. In questi giorni è stato presentato un provvedimento, su cui è stato dato parere favorevole, da cui risulta che l'opera non è completata. Nell'anno in corso è stato assegnato alla cooperativa Il Samaritano mezzo miliardo. Oggi si chiede di integrare questo finanziamento, che riguarda un settore che è diverso, ovviamente, da quello dei lavori pubblici di cui ci stiamo occupando, di cento milioni circa. Allora, siccome in tempi particolarmente difficili quali quelli attuali, sono stati assegnati tre miliardi e mezzo a questa cooperativa, siccome l'emendamento parla di attivazione della struttura, e non si tratta di attivazione della struttura, si tratta forse di un completamento - ho visto che la richiesta è dell'intera Commissione; su di essa si può essere d'accordo o meno; io non ne sono stato informato - per quanto mi concerne, io mi asterrò, cioè, non voterò a favore né contro, però debbo dire che ci sono tante altre realtà, che hanno bisogno come questa e più di questa di sostegni finanziari, delle quali non si è tenuto conto. Ne cito una come esempio: la Lega per la lotta contro i tumori, forse per una svista, ritengo, non ha avuto il contributo annuo, il collega Ibba mi ha chiesto di trovare gli spazi necessari, magari attraverso un provvedimento che può essere quello, per esempio, in materia di prevenzione. Si sarà trattato di una svista, siamo in un momento di particolare depressione, peraltro la Lega opera in un settore al quale noi abbiamo dato anche recentemente, con segnali forti, grande rilevanza.

Io auguro lunga vita alla cooperativa sociale Il Samaritano, però non potevo non dire che a suo favore, rispetto a tanti altri, grazie a un gioco trasversale, perché questo è un vero gioco trasversale, viene proposta nello stesso anno un'integrazione di finanziamento dopo il mezzo miliardo che di fatto è stato ad essa assegnato recentemente, con il bilancio attuale, oltre i tre miliardi che ancora non sono stati spesi. Andremo a verificare se quest'ultimo finanziamento richiesto sarà destinato all'attivazione o al completamento dell'opera. Probabilmente la dizione è sbagliata. Avevo il dovere di dirlo perché abbiamo tanti casi del genere, verso i quali non abbiamo mostrato la stessa sensibilità; abbiamo inserito questo finanziamento, attraverso un machiavellismo abbastanza discutibile, in un disegno relativo ai lavori pubblici. Ne prendiamo atto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (SDI - SU). Io voterò contro. Io non conosco che cosa sia il Samaritano né ho conoscenza dei nomi dei presentatori dell'emendamento, però ritengo che tutti oggi stiamo vivendo forse più che mai il dramma della necessità di dover spiegare all'opinione pubblica e alla cittadinanza come e perché si è dovuti ricorrere all'imposizione dei tiket nell'ambito della spesa farmaceutica e nell'ambito dell'assistenza d'urgenza e d'emergenza non garantita dal 118 ma svolta dalle strutture dei pronto soccorsi. Cioè, in un momento nel quale stiamo vivendo una situazione di profonda restrizione su elementi fondamentali che devono garantire la qualità della vita e la salute fisica dei cittadini, nella quale, responsabilmente, stiamo cercando ognuno di superare anche le posizioni politiche di appartenenza per cercare di addivenire ad un orientamento della gestione delle spese nell'ambito del settore della sanità e dell'assistenza, che abbia un minimo di coordinamento, pensare di realizzare una concentrazione di finanziamenti a favore di un'unica struttura che, peraltro, ne ha già beneficiato, e senza un riscontro degli investimenti fatti, mi sembra una cosa quanto meno inopportuna; così come inopportuno mi è sembrato, e lo cito perché l'ha richiamato l'assessore Oppi, l'errore, ritengo non voluto, ma comunque ciò è inefficace dal punto di vista della drammaticità degli effetti che comporta, di aver totalmente abbandonato a sé stessa la Lega Italiana per la lotta contro i tumori che, lo ripeto ancora una volta come ho già avuto occasione di dire in altri interventi in quest'Aula parlando di questo argomento, è un ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica, è l'unica organizzazione che volontariamente svolge capillarmente in tutta la nostra Regione un'attività di carattere preventivo, alla quale dobbiamo riconoscere la forza e la capacità di aver anticipato e realizzato interventi di prevenzione, e quindi di protezione e di tutela, soprattutto nell'ambito dei tumori femminili, e quindi a tutela delle donne, come nessun'altra organizzazione nella nostra Regione. Allora, a fronte di questo, io ripeto ancora una volta l'invito Presidente del Consiglio e all'assessore Oppi, che già a sua volta si era fatto carico di questo, di trovare lo spazio per portare alla discussione di quest'Aula, in un momento di serenità, di calma, di lucidità per tutti, l'argomento delle spese nel settore della sanità, perché con questa politica delle pezzette e dello scoprire i piedi per coprire il naso e viceversa, continua a non capirsi assolutamente nulla, continua ad essere un pantano per l'attività della Commissione sanità, che pure cerca di costruire con logica e con efficacia le sue iniziative, pur tuttavia senza riuscirci.

Allora, in questa situazione di disordine complessivo, personalmente non voterò a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole su questo emendamento e per precisare quel che è già chiaro peraltro, che si tratta di un emendamento che destina cinquantamila Euro, meno di cento milioni, non miliardi, milioni, meno di cento milioni per quale finalità? Il sostegno ai detenuti in via di recupero, cioè quei detenuti che, avendo la possibilità di avere una pena alternativa, hanno anche strutture collaterali che consentono anziché stare qualche giorno in più in carcere di stare qualche giorno in più presso tali strutture impegnandosi in qualche attività sociale, meno di cento milioni per questa finalità. Qualche anno fa la Regione aveva stanziato alcuni miliardi; da qualche anno a questa parte non stanzia niente, zero.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Quest'anno abbiamo stanziato cinquecento milioni.

COGODI (R.C.). Questo finanziamento è finalizzato all'avvio della struttura, all'avvio di un'attività. Perché scatenare, per meno di cento milioni per questa finalità tutte le ansie, le perplessità, i dubbi? Addirittura la correttezza formale. L'assessore Oppi, che ha molta cultura di governo, dice: "Ci sono tanti altri settori scoperti, perché non pensiamo a tutto?", meno di cento milioni per questa finalità, che è a zero. Dice l'assessore Oppi, che ha cultura di governo, rivolto alla maggioranza: "Siamo una congrega di sordi o una congrega di muti?", un po' di sordi, un po' di muti, un po' di insensibili. Ma se dobbiamo parlare di tutta la spesa per la sanità, caro amico, compagno, collega Ibba, parliamone pure, ma ora stiamo parlando di meno di cento milioni, di meno di cento miserabili milioni, a fronte dei mille e più miliardi di spesa per la sanità, a fronte delle centinaia di miliardi di buchi, di spareggi, di disavanzi, di passività della sanità, meno di cento milioni per questa finalità. Un obolo, un obolo! Come si fa? E` veramente una cosa che fa star male, e ci si appella alla categoria della trasversalità perché in ipotesi questo emendamento è firmato da Balletto, da Scano, da Secci, da Pilo, da Lombardo, da Gian Valerio Sanna, da Balia, da Lai, da Vassallo, da Biancu, da Vargiu, da Onida, da Sanna e da altri ancora. Che trasversalità? Una cosa così piccola nell'entità e così grande nella finalità, un lumicino, un lumicino piccolo piccolo che si accende di fronte ad un mare, ad un oceano di bisogni sociali, il Consiglio regionale vede l'assessore alla sanità dichiarare una contrarietà, e anche i medici miei amici, i compagni più sensibili su questi temi, perché non c'è stata un'esatta comprensione, per cui veramente io, se si dovesse dire: "Si pensi meglio questa cosa" direi: "Pensiamola meglio da oggi a domani perché i milioni anziché cento siano almeno trecento", ma siccome il rischio è che domani invece di trecento potrebbero essere zero, facciamo in modo che magari il Consiglio su cose di questa natura, per entità così minimali, accetti di non scomodare le grandi categorie, né della trasversalità, che quando imperversa, imperversa a ben altri e peggiori fini, né dell'incoerenza, né dell'intrusione. Come si fa a dire - mi riferisco sempre all'assessore Oppi, che ha cultura di governo - che questo emendamento farebbe diventare questo provvedimento, che riguarda i lavori pubblici una legge omnibus? Se siamo noi tre giorni a dire che in origine riguardava i lavori pubblici e che i 25 - 29 emendamenti della Giunta ne hanno fatto una variazione di bilancio. Se ci sono variazioni che riguardano otto - nove assessorati su dodici come si fa a dire che questo è un provvedimento sui lavori pubblici? Le cose di cui abbiamo discusso finora riguardano forse i lavori pubblici o non riguardavano tutto?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io debbo dire che condivido le argomentazioni che poc'anzi ha portato il collega Cogodi, non le ripeto e mi limito a dire questo: non è che non comprenda la natura delle obiezioni che ha fatto l'assessore Oppi, le comprendo e peraltro non ha nemmeno espresso una dichiarazione di voto contrario, ha dichiarato che si asterrà.

Io ho firmato questo emendamento perché da una parte mi sembra un atto umanitario, come talvolta ne facciamo, però soprattutto perché mi sembrerebbe, nonostante qualche apparenza, anche un atto di buona amministrazione, nel senso che questa struttura di cui si parla, se non ha questo modesto contributo per l'avvio dell'attività rischia di rimanere inutilizzata. Quindi in questo senso io credo, senza farne una grande questione politica perché non lo è, che faremo bene a dare un voto positivo, e credo che questo risponderebbe, ripeto, non solo ad un'istanza di tipo umanitario, ma anche ad una esigenza di ottimizzare un investimento che la Regione ha già fatto. Della trasversalità e del trasversalismo, assessore Oppi, parleremo un'altra volta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che rimangono sospesi gli emendamenti aggiuntivi numero 1, 2, 3 e 4. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21.



Allegati seduta


Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA SPISSU - FALCONI - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRÙ - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sul ruolo della società finanziaria regionale SFIRS nell'operazione di acquisto da parte di una cordata sardo-veneta degli hotel Starwood e dei terreni del Master Plan.

I sottoscritti,

premesso che una cordata di imprenditori sardo-veneta ha acquistato, per circa 360 milioni di euro, terreni e alberghi della Costa Smeralda, con un patrimonio immobiliare dislocato su tremila ettari (quattro hotel della catena Luxury collection), oltre a 2400 ettari di terreno tra Olbia e Arzachena con tutte le concessioni, il cantiere navale, il Cervo tennis Club, lo Sheraton conference center e quattro ristoranti;

evidenziato che con l'operazione la Starwood manterrebbe il controllo del 50 per cento della proprietà dei terreni e della eventuale volumetria da concedere, all'interno della quale ricade un'ipotesi di Masterplan nonché un progetto integrato di sviluppo turistico che prevede la costruzione di nuovi alberghi, ville in Costa Smeralda, mentre il restante 50 per cento resterebbe nelle mani della "Forma Urbis", una società costituita appositamente per partecipare all'asta;

rilevato che della Forma Urbis Spa risulta capofila di riferimento la SFIRS, società finanziaria industriale regionale sarda controllata per il 92 per cento dalla Regione Sarda, che nell'operazione partecipa al capitale di rischio con una quota del sette per cento, con un impegno finanziario di 30 milioni di euro;

evidenziato che unitamente alla banca Ambro-Veneta, che dovrebbe garantire la copertura finanziaria dei soci veneti, il Banco di Sardegna garantirebbe la restante quota;

sottolineata l'importanza che un gruppo di imprenditori sardi sia riuscito ad affermare esperienza e professionalità locali concretizzatesi con l'acquisto di una delle più preziose e importanti parti della costa nord orientale della nostra Isola e la necessità che sia garantita l'omogeneità e la continuità nell'alto target della società;

considerato che il Presidente della Regione sarda, Mauro Pili, dichiarando di essere stato tenuto all'oscuro, o quasi, della trattativa, ha espresso perplessità sostenendo che la "Giunta non ha mai dato alcun avvallo ad operazioni che riguardassero un impegno diretto della Regione nell'acquisto della Costa Smeralda" e affermando di essere in attesa di conoscere ufficialmente il ruolo della finanziaria regionale per le determinazioni del caso;

rilevato che i vertici della SFIRS nel corso di una conferenza stampa, hanno affermato, al contrario, di aver provveduto a dare al presidente dell'Esecutivo e a tre assessori regionali, informazioni puntuali e sistematiche sulla trattativa in corso;

sottolineato come desti perplessità e ponga inquietanti interrogativi il fatto che il Presidente della Regione sarda dichiari di non essere a conoscenza di un'operazione complessa e impegnativa assunta da una finanziaria controllata dalla stessa Regione e che venga smentito dai vertici di quest'ultima,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione:

- per sapere se corrisponda al vero la notizia dell'iniziativa finanziaria assunta dalla SFIRS senza l'avvallo della Regione sarda.

- perché riferisca con urgenza in Consiglio regionale sui termini e le modalità delle trattative dell'intera operazione, chiarendo il ruolo della finanziaria regionale, del Banco di Sardegna e della cordata sardo-veneta, fornendo elementi sulle reali intenzioni e sui programmi dei nuovi proprietari della Costa Smeralda perché il patrimonio venga mantenuto unito e per allontanare il rischio di pericolose speculazioni immobiliari che comprometterebbero irrimediabilmente una preziosa risorsa ambientale ed economica della nostra Isola. (266)

INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sul ruolo della società finanziaria regionale SFIRS nell'operazione di acquisto da parte di una cordata sardo-veneta del c.d. "pacchetto Costa Smeralda" (Hotels Starwood e terreni del Master Plan).

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- gli organi di informazione hanno dato ampio risalto all'intervenuto acquisto da parte di una cordata di imprenditori sardo-veneta del c.d. "pacchetto Costa Smeralda" : Hotels Starwood e terreni del Master Plan per oltre 2.400 Ha;

- parte attiva nell'operazione immobiliare risulta essere la Finanziaria regionale SFIRS;

- il Presidente della SFIRS dichiara di aver agito in accordo col Governo regionale, mentre il Presidente della Giunta dichiara di non aver saputo nulla prima e di non sapere niente ancora adesso delle iniziative della Finanziaria regionale;

- il Presidente della Giunta dichiara altresì che l'operazione non rivestirebbe alcun rilievo di ordine politico-isituzionale trattandosi di "iniziative private";

tutto ciò appare quanto mai grave perché rivela ancora una volta la carica devastante di un uso arbitrario del potere pubblico che da una parte spende soldi pubblici, assume decisioni pubbliche e fornisce coperture istituzionali a colossali operazioni finanziarie, immobiliari e, per molti versi, speculative e dall'altra parte tenta di negare l'evidenza e di confondere la realtà dei fatti essendo chiarissima la mira speculativa della "cordata" mista che tende a legittimare e a rilanciare l'ipotesi assurda di un mega intervento finanziario-turistico-immobiliare in gran parte derogatorio del quadro giuridico sancito dalle leggi e dalla normativa di tutela paesistico-ambientale del sistema costiero della Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:

- quale sia il reale intendimento, la convenienza per la comunità sarda e la legittimità della iniziativa assunta dalla SFIRS;

- quale procedura di decisione abbia adottato la Finanziaria regionale in rapporto agli organi istituzionali di Governo della Regione;

- perché debba ritenersi esclusivamente "privata" una colossale operazione economica che coinvolge l'equilibrio dello sviluppo regionale e che vede partecipe una società pubblica che utilizza i soldi pubblici;

- quali atti concreti e urgenti intenda porre in essere il Governo della Regione per garantire gli interessi generali della comunità sarda, del suo ordinato sviluppo, della parità di condizioni di fronte alla legge di tutte le intraprese economiche, della assoluta salvaguardia dei valori ambientali del sistema costiero della Sardegna. (267)

INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sul piano di sorveglianza dell'encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie).

I sottoscritti,

premesso che:

- l'encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie) è stata diagnosticata per la prima volta in Italia nel 1976, in Sardegna, invece, nel 1995;

- in meno di 10 anni sono stati diagnosticati nell'isola circa 30 focolai con una media di 500 capi l'anno colpiti dalla malattia;

- la patologia è da considerarsi come il prototipo delle malattie da prioni, divenute emergenti a partire dall'ondata epidemica di BSE in Inghilterra ed in particolare dalla recente emergenza di casi della nuova variante umana della malattia di Creutzfeldt - Jakob, legata alla esposizione alimentare a prodotti bovini contaminati con la BSE;

- è verosimile che l'agente BSE sia derivato da quello della scrapie, passato al bovino attraverso il consumo di farine derivate da ovino infetto o contaminate, ed è probabile che possa ritornare alla pecora o alla capra in condizioni naturali, passaggio già ottenuto in condizioni sperimentali;

- la scrapie rappresenta dunque un potenziale problema per la sanità pubblica e sono facilmente immaginabili i riflessi negativi sul comparto ovicaprino sardo;

- è inderogabile garantire l'efficacia delle misure previste dal regolamento CEE 999/2001 e successive modifiche ed integrazioni, che, prevedendo un programma di sorveglianza attiva, consente di effettuare interventi concreti per l'eradicazione della malattia dall'isola;

- il campionamento, sia riguardo agli animali morti spontaneamente che a quelli macellati (con oltre 18 mesi di età), risulta insufficiente rispetto al numero di campionamenti previsti nel piano di sorveglianza 2002;

- nei primi sei mesi dell'anno in corso il campionamento ha riguardato un decimo dei 18000 campionamenti previsti per i capi macellati con oltre 18 mesi di età e un centesimo dei 2000 campionamenti previsti per i capi morti spontaneamente;

- tali numeri vanificano l'efficacia della cosiddetta sorveglianza "attiva" rispetto a quella "passiva", basata soltanto sulle segnalazioni dell'allevatore di capi morti con sintomatologia compatibile;

- presumibilmente, l'irrisorio campionamento negli animali morti spontaneamente in allevamento, deriva dall'obbligo di smaltimento "ufficiale" a carico dell'allevatore,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere:

- se vi siano stati errori di previsione dell'Assessorato regionale della sanità con conseguente input sbagliato ai servizi veterinari, tale da portare ad una campionatura largamente insufficiente per gli animali macellati ed, in caso di risposta affermativa, se siano stati apportati adeguati correttivi per la seconda parte dell'anno in corso;

- se, in considerazione dei ritardi e delle incongruenze sopra evidenziate, siano in fase di predisposizione programmi regionali di accreditamento sanitario e di controllo su base genetica, con il graduale passaggio ad allevamenti con genotipo resistente alla malattia, così come avviene in altre realtà europee, come la Francia, il cui allevamento ovino può essere considerato concorrente a quello dell'isola nel mercato internazionale;

- se, al fine di garantire la riuscita del piano di sorveglianza della scrapie, non ritenga opportuno, motivare gli allevatori sardi per una attiva collaborazione, attraverso apposite iniziative legislative che prevedano interventi adeguati per gli allevatori danneggiati dalla malattia e per diminuirne i disagi sopportati. (268)

INTERROGAZIONE PILO, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi dell'Alitalia.

La sottoscritta, premesso che:

1) il giorno 29 luglio 2002 la biglietteria Alitalia dell'aeroporto di Elmas mi comunicava la assoluta mancanza di posti sul volo Ro-Ca n. 1591 del 30 luglio 2002 delle ore 22;

2) il volo risultava chiuso da alcuni giorni e non era possibile l'accesso alla lista d'attesa a mezzo terminale;

3) tutti gli ulteriori tentativi, anche attraverso gli uffici del Consiglio regionale, avevano dato esito negativo con la motivazione che il volo era chiuso;

4) il posto occorreva ad una persona che doveva viaggiare insieme a me per motivi di famiglia;

considerato che:

- ho potuto verificare personalmente che nel volo n. 1591 del 30 luglio 2002 c'erano 15/20 posti liberi;

- nessun gruppo prenotato aveva rinunciato all'imbarco,

chiede di interrogare l'Assessore dei trasporti per sapere:

1) per quale motivo l'Alitalia abbia potuto rifiutare una prenotazione ad un residente;

2) se non ritiene che questo comportamento sia volto ad esercitare pressioni nei confronti della Regione autonoma della Sardegna per avvantaggiare la compagnia;

3) se non possa rilevarsi una violazione del contratto sulla continuità territoriale;

4) quali iniziative intenda assumere per evitare che il fatto si ripeta. (517)

INTERROGAZIONE VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla previsione di ridimensionamento dell'ufficio locale dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore.

I sottoscritti,

avendo appreso da una segnalazione dell'amministrazione comunale di Pozzomaggiore che l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale intenderebbe procedere al declassamento del locale ufficio dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore da settore a sub-unità operativa;

considerato che tale declassamento è visto con preoccupazione dall'amministrazione di Pozzomaggiore e dalla Comunità locale dell'intero Meilogu, che intravvede in tale ipotizzato provvedimento il primo passo verso la sua futura chiusura, mentre il carattere prettamente agro-pastorale dell'economia locale richiederebbe semmai il potenziamento dell'ufficio decentrato;

considerato altresì che tale previsione, se realizzata, contribuirebbe all'ulteriore depauperamento dei servizi in un territorio isolato e insufficientemente dotato di strutture, ciò che ne favorirebbe in prospettiva l'ulteriore desertificazione e spopolamemento;

considerato che l'istituzione, modificazione e soppressione delle articolazioni organizzative dei Servizi dell'Amministrazione regionale è attribuita, ai sensi della legge regionale 13 novembre 1998, n.31, e successive modificazioni, all'autonoma responsabilità organizzativa del competente ramo dell'Amministrazione, nel rispetto tuttavia delle più generali finalità di assicurare "l'economicità, la speditezza e la rispondenza dell'azione amministrativa al pubblico interesse";

ritenuto opportuno che l'eventuale diversa articolazione organizzativa non provochi un ridimensionamento delle competenze attibuite all'Ufficio periferico, peraltro già in precedenza insufficientemente dimensionato, con conseguenze negative nei rapporti con l'utenza;

chiede di interrogare l' Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) se quanto segnalato dall'Amministrazione comunale di Pozzomaggiore corrisponda effettivamente ad atti già assunti ovvero ad intendimenti formulati dagli uffici dell'Assessorato;

2) se non ritenga, nell'ambito delle competenze attribuite dalla legge, di dovere:

- fornire le opportune direttive e vigilare perché l'articolazione interna degli uffici risponda effettivamente alle finalità di legge;

- evitare il ridimensionamento delle competenze dell'ufficio staccato di Pozzomaggiore dell'Ispettorato ripartimentale per l'agricoltura di Sassari;

- prevedere il potenziamento degli Uffici periferici dell' Ispettorato nella Provincia di Sassari, al fine di rispondere più puntualmente alle esigenze dell'utenza del settore agricolo. (518)

-

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione degli operai ex Crai impiegati nella Provincia di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che la Provincia di Cagliari fin dal 1999 ha deliberato le procedure per la dotazione del personale da adibire in pianta stabile alle mansioni di disinfestatori e che, successivamente, anche la Provincia di Nuoro ha fatto altrettanto;

visto che l'amministrazione provinciale di Sassari non ha ancora adempiuto al dettato della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21;

considerato che il Consiglio regionale, nella legge finanziaria 2002, ha stanziato la somma di 7.744.000 euro (lire 15 miliardi) per l'anno 2002 e di 5.149.000 euro per gli anni 2003 e 2004;

preso atto che gli attuali addetti hanno maturato professionalità, capacità ed esperienza tali da consentire una loro assunzione in ruolo in forma stabile e definita;

visto che, ai sensi dell'art. 1 punto 2) della legge regionale n. 21 del 1999, "l'Assessore dell'ambiente deve convocare almeno una volta all'anno una conferenza programmatica per la formulazione degli indirizzi comuni e coordina le attività svolte dalle Province";

dato che, a tutt'oggi e anche per la delicatezza del momento per la recrudescenza di alcune epidemie animali verificatisi in questi ultimi mesi (Lingua blu, mucca pazza, peste suina, etc.) occorre una programmazione seria, definitiva e certa su tutto il territorio provinciale e non in maniera improvvisata, precaria e nebulosa;

constatato che una seria programmazione farebbe risparmiare risorse alla stessa Provincia, come ai Comuni, impossibilitati spesso a svolgere attività di igiene e profilassi nei rispettivi centri;

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere:

- per quali ragioni, motivi o interessi viene permesso alla Provincia di Sassari di violare la legge regionale n. 21 del 1999, nonostante il trasferimento di beni e di risorse finanziarie necessari ad attuare quanto le altre province hanno già fatto dal 1999;

- se siano a conoscenza che l'amministrazione provinciale di Sassari anziché creare condizioni occupazionali stabili per i lavoratori in oggetto, continua a preferire le assunzioni a tempo determinato;

- se non ritengano di promuovere tutte quelle iniziative, non ultime quelle di attuare i poteri sostitutivi, rispetto alla Provincia di Sassari che disattende leggi e norme per dare stabilità e futuro certo ai lavoratori attualmente impiegati. (519)

MOZIONE ONIDA sulla soggettività internazionale della Sardegna nell'ambito dell'Unione europea.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- la riforma del Titolo V della Costituzione repubblicana riconosce alle regioni potestà di legislazione concorrente in materia di "rapporti internazionali e con l'Unione europea";

- su questa base il ministro La Loggia ha proposto e il governo approvato un disegno di legge teso ad adeguare l'ordinamento repubblicano alla riforma costituzionale;

- quanto alla competenza concorrente delle regioni in materia di rapporti con l'Unione europea, il disegno di legge afferma che la partecipazione delle regioni agli atti comunitari avverrà "nell'ambito delle delegazioni del governo alle attività dei gruppi di lavoro e dei comitati del Consiglio e della Commissione […] che devono comunque garantire l'unitarietà della rappresentazione della posizioni italiana da parte del Capo delegazioni designato dal governo";

- l'articolo 116 della Costituzione continua a prevedere per le regioni a statuto speciale "forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale";

CONSIDERATOche:

- il disegno di legge La Loggia, pur approvato dalla Conferenza unificata Stato-regioni-autonomie locali, continua a suscitare rivendicazioni di più ampia soggettività delle regioni in Europa;

- in questo ambito sono da segnalare l'incontro tra la Regione toscana e la Generalitat catalana conclusosi con un documento che accampa diritti di rappresentatività diretta delle regioni e la riunione, promossa dal presidente della Lombardia, di 18 presidenti regionali della Mitteleuropa per chiedere che "le regioni possano partecipare al livello decisionale e strategico (anche autonomamente se necessario) sulle questioni rilevanti per lo sviluppo delle singole regioni";

- già nell'ottobre dello scorso anno, la "Dichiarazione di Madeira" della CALRE rivendicava per le regioni con potere legislativo "un trattamento specifico" da parte della Conferenza intergovernativa del 2004;

- fuori della Repubblica italiana, rivendicazioni di partecipazione istituzionale sono avanzate da regioni con poteri legislativi, nazionalità storiche e entità federate;

CONSIDERATO ancora che:

- il 28 febbraio 2002 si è aperta in Bruxelles la Convenzione incaricata di elaborare e proporre la Carta fondamentale dell'Unione europea;

- le scelte che in quella sede si faranno avranno riflessi sulla Sardegna per molti lustri a venire e ne condizioneranno prospettive politiche e sviluppo economico e sociale;

- secondo quanto risulta dal rapporto sullo stato dei lavori della Convenzione fatto dal suo presidente Valéry Giscard d'Estaigne in un suo articolo il rapporto Europa-regioni è posto sullo sfondo dei lavori;

- secondo quanto afferma il presidente della Commissione Romano Prodi, la tendenza è quella di relegare il ruolo delle regioni a quello di attuatrici di regole e programmi comunitari;

- le notizie disponibili sui lavori della Convenzione danno atto che il dibattito che lì si svolge è, in queste materie di ordine costituzionale e istituzionale, circoscritto alle quantità di competenze da ripartire fra Unione e stati membri;

ATTESO che:

- nel passato, trattati europei, che pure avevano gran rilievo per la società sarda, sono stati accolti senza che neppure a posteriori il Consiglio regionale sardo sia stato investito delle questione, malgrado l'impatto che tali trattati erano destinati ad avere sulla nostra economia e sulle nostre tradizioni;

- la normativa europea derivata da trattati, trasferimenti di competenze e autoreferenzialità della burocrazia comunitaria ha creato situazioni di incomunicabilità fra Unione europea e Sardegna;

ATTESOche:

- il tentativo dei governi dell'Unione di attribuirsi la rappresentanza di regioni, nazionalità e entità federate non sembra trovare resistenze significative all'interno della Convenzione;

- neppure il referendum europeo che potrebbe suggellare i lavori della Convenzione europea è tale da garantire il rispetto delle minoranze e delle nazionalità all'interno degli stati aderenti e di quelli candidati e ciò per due ordini di ragioni: vuoi perché le loro ragioni hanno un ovvio peso minoritario sia nei singoli stati membri sia nel complesso dell'Unione, vuoi perché, nella situazione data, partecipano alla elaborazione della Carta solo gli stati, le entità, insomma, che sono responsabili della condizione di subalternità delle minoranze e delle nazionalità;

RILEVATOche:

- esiste il rischio che le regioni economicamente più forti da sole o associate ottengano il riconoscimento di una titolarità privilegiata in materia di trattamento bilaterale o multilaterale di questioni economiche;

- è forte il pericolo che nel dibattito/scontro intorno al ruolo delle regioni europee siano ignorate le ragioni di quelle a intensa identità nazionale e culturale quali la Sardegna;

- proprio per questo la regione sarda e il suo sistema autonomistico non possono ancora a lungo essere assenti dalle discussioni internazionali e lontane dai luoghi in cui di ciò si discute;

- la specialità della Sardegna è riconosciuta dalla Costituzione italiana e da atti europei come la carta dei diritti delle minoranze linguistiche;

- il Consiglio regionale, con il suo documento del 24.2.1999, ha rafforzato una volontà condivisa di autonomia speciale, dichiarando solennemente "la sovranità del popolo sardo sulla Sardegna";

- il forum aperto alle proposte dei cittadini europei non è una misura sufficiente a far apprezzare ai convenzionalisti riuniti a Bruxelles il complesso dei diritti di una nazionalità storica qual è la sarda;

-

RITENUTOche:

- é indispensabile difendere gli interessi della nazione sarda nei processi decisionali delle comunità europee;

- a tal fine non è sufficiente la previsione contenuta nel disegno di legge La Loggia di adeguamento dell'ordinamento al nuovo Titolo V della Costituzione;

- é urgente determinare la presenza sarda nei forum e nelle riunioni specialmente dedicati alle nazionalità e alle regioni con poteri legislativi,

impegna la Giunta regionale

1) a predisporre e a presentare alla approvazione del Consiglio stesso, in attesa della elaborazione e approvazione del nuovo Statuto speciale, una dichiarazione di intenti circa la applicazione dell'articolo 116 della Costituzione in materia di "rapporti internazionali e con l'Unione europea";

2) a nominare alla ripresa autunnale e di concerto con il Consiglio una "Convenzione sarda per il dibattito sul futuro della Ue" che abbia il compito di partecipare insieme alla cittadinanza sarda alla definizione del ruolo che la Sardegna rivendica nell'ambito della prossima costituzione europea,

impegna il Presidente del Consiglio regionale

a convocare alla ripresa dei lavori autunnali una sessione dell'Assemblea per la discussione di una piattaforma di partecipazione istituzionale e presenza della Regione autonoma della Sardegna nella costruzione europea. (80)