Seduta n.370 del 17/01/2008
CCCLXX Seduta
Pomeridiana
Giovedì 17 Gennaio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 25.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 24 ottobre 2007 (363), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cachia, Cugini, Mario Floris, Silvio Lai, Frau hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 17 gennaio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Continuazione della discussione unificata delle mozioni Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (161); Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (162) e Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta delle mozioni numero 161, 162 e 163.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, signori Assessori presenti. Avremmo avuto bisogno, Presidente, che l'Aula o in Aula fosse presente non dico molto, ma almeno il numero legale per poter procedere con i lavori, però prendiamo atto dell'attenzione che sul tema si sta ponendo, da parte soprattutto di chi non è presente ai lavori. Credo, che i fatti di stamattina siano e abbiano avuto bisogno di molta riflessione da parte di tanti colleghi, e spero che siano assenti dall'Aula perché davvero colpiti da quanto in Aula oggi è avvenuto. Io credo che sia necessario ricondurre a questa istituzione tutta la disciplina che regolamenta il tema oggetto di discussione, oggetto delle mozioni e non credo assolutamente che alcuno dei consiglieri regionali, degli Assessori, ma alcuno degli amministratori regionali abbia mai pensato che su un tema quale quello dell'emergenza rifiuti, che oggi ha messo in crisi un'intera Regione, per non dire un'intera nazione possa essere un tema gestito da pochi, gestito da uno che si assume e si arroga il diritto di pensare che la Sardegna è una cosa propria, che i problemi della gestione della Sardegna siano un fatto privato, che è la gestione del tema dei rifiuti siano un fatto personale da andare a trattare a livello personale senza neanche dare le informazioni che sul tema eventualmente avrebbero potuto coinvolgere, non solo il Consiglio regionale, ma le realtà locali, le autonomie locali e quant'altri interessati ad un processo che poteva davvero attivare quella solidarietà che mai la Sardegna ha negato, in nessun momento di crisi della nazione, quando la nazione era solo regno sardo piemontese, come pure a seguire quando la nazione si è trovata ad affrontare terremoti, alluvioni e tutte quelle difficoltà di cui purtroppo il Paese periodicamente soffre. Non credo che neanche su questo tema i sardi non avessero potuto esprimere la loro solidarietà, peccato abbiamo perso un'altra occasione, abbiamo perso l'occasione soprattutto perché il Presidente non sa interpretare il suo ruolo, il Presidente interpreta il suo ruolo per risolvere i problemi prima personali e poi quelli della Sardegna il Presidente che ci ha proposto il "Progetto Sardegna fatti bella", e che si arroga il diritto di pensare che la Sardegna possa risolvere i suoi problemi accollandosi responsabilità che non abbiamo, responsabilità politiche, non responsabilità di altro genere. Certo che avremmo avuto bisogno di attivare le autostrade del mare, ma anche in questo caso autostrade dei rifiuti, autostrada del mare dei rifiuti va in un unico senso, vengono percorse per portarci rifiuti e nello stesso tempo con le stesse imbarcazioni si imbarcano gli alimenti per i sardi. Mi auguro, mi auguro che la stessa intensità di controllo che è stata esercitata in altre sedi venga esercitata anche nel controllo, non solo sui rifiuti, ma anche sullo stato igienico delle navi. Sappiamo che cosa ci ha delegato la nazione sui trasporti, sappiamo benissimo come per decenni i nostri conterranei, e noi stessi, abbiamo trovato quelle navi che ci consentivano di spostarci nella penisola, in che condizioni igieniche, in che condizioni di gestione. Come bestiame, carri bestiame e di questo siamo testimoni tutti. Ma mai e poi mai, comunque sia, i sardi hanno esercitato nessun ruolo di intolleranza rispetto a questo atteggiamento della nazione, né tanto meno, credo oggi, noi possiamo tollerare di attivare un percorso a senso unico con il resto della nazione. Neanche in questo caso. Perché, caro Assessore Morittu, lei che è stato investito della responsabilità di gestione di alcuni processi interessati allo smaltimento in Sardegna dei rifiuti trasportati alla rinfusa, non catalogati non esaminati, cose che normalmente non avvengono neanche negli spostamenti dai nostri centri verso le discariche autorizzate e quant'altro. Che lei si sia fatto carico di chiedere chi è stato il responsabile del primo, chi è che ha firmato, chi è che ha dato l'autorizzazione per l'avvio del processo di trasferimento dei rifiuti dalla Campania in Sardegna. Vorremmo sapere da lei, e questa è una domanda precisa, chi era incaricato responsabile a dare le autorizzazioni in Campania, e chi era autorizzato e chi aveva l'autorizzazione qui, e vogliamo i documenti, per ricevere rifiuti, per catalogarli, e per definirne la destinazione. Vorremmo saperlo. Questo, da un punto di vista tecnico, perché noi oggi siamo capaci di attivare i controlli dello smaltimento verso il singolo imprenditore, verso il singolo produttore, ma non siamo in grado di controllare 6 cento tonnellate che ti arrivano senza sapere neanche chi te le manda. Queste cose vogliamo sapere. Certo, e voglio in questo associarmi per solidarietà a quanto ha espresso il mio collega Sanjust all'inizio della discussione, è chiaro che noi siamo un partito per la tolleranza. Voltaire ci ha lasciato un messaggio profondo sull'espressione della libertà, non ve lo sto a ripetere, lo conoscete già: "Darò la vita per difendere le tue idee, darò la vita perché tu possa esprimere il tuo pensiero". Non credo che per recepire un messaggio così profondo, che ha illuminato l'Europa dal '700 in poi, ci sia bisogno di fare lezioni di illuminismo in quest'Aula; però, di sicuro, c'è un fatto: il fatto è che la possibilità che questo Consiglio doveva avere di esprimere la solidarietà dell'intera Sardegna è stata negata. La solidarietà del presidente Soru è una solidarietà personale, che nessuno gli ha delegato; la solidarietà si esprime non a Roma, ma si va a Napoli a dare il contributo per risolvere i problemi, mentre invece sappiamo che a Napoli possiamo anche caricarci tutti i rifiuti che si producono quotidianamente; a Napoli, la situazione rifiuti, com'era venti giorni fa, è oggi, uguale, precisa e identica. E la responsabilità è politica, e la vostra parte politica che amministra la Regione Campania è la prima responsabile di questi fatti. Mai i problemi personali vostri, i problemi del vostro partito, i problemi della vostra coalizione a Napoli e in Sardegna sono gli stessi, secondo voi, quelli di fare da sgabelli e da zerbini al signor Prodi a Roma, che si può permettere tranquillamente di scaricare in Sardegna, per mano del vostro Presidente, i rifiuti che nessuno vuole in Sardegna. Noi non vogliamo i rifiuti in Sardegna, noi possiamo esprimere solidarietà anche accettando i rifiuti della Campania, ma di sicuro non vogliamo la solidarietà che è stata espressa da Soru. La solidarietà la esprimiamo noi, se la sentiamo, non la esprime nessuno al posto mio. Credo poi, Assessore, di ricordarci una cosa, che i rifiuti, è vero, inquinano…
PRESIDENTE. Grazie, finisca.
CONTU (F.I.). I rifiuti inquinando a Napoli, come inquinano in Sardegna, ma ricordi, Assessore, che si previene l'inquinamento con tutta una serie di atti che, al momento, non ci risultano, tant'è che sembra che il Tecnocasic abbia rifiutato l'ultimo trasporto programmato e previsto di ecoballe. Questa la dice lunga sul fatto che non avete ancora un'idea su come, effettivamente, poi, va espressa e manifestata la solidarietà nell'accogliere 6 mila, 7 mila, 8 mila tonnellate di rifiuti campani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà. Decade.
E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà. Decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà. Decade.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori.
Io ho compreso stamattina e comprendo anche adesso che, nell'immediatezza della ripresa dei lavori, non sia presente il presidente della Giunta, senza nulla togliere agli Assessori presenti, ma vengo dal vedere e ascoltare il dibattito alla Camera dei Deputati sui fatti politici dell'ultima ora, sulle dimissioni del ministro Mastella, e ho notato, con grande apprezzamento, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, che sicuramente ha un'agenda molto più intensa del Presidente della Giunta, è presente al dibattito, assiste costantemente, e ha scelto di rinviare altri impegni, pur importanti quanti quelli del nostro Presidente della Giunta, per dare dignità e rispetto al dibattito consiliare. Perciò le chiedo con molta cortesia che, se non è sentito da parte del Presidente questo rispetto nei confronti dell'Aula, sia quanto meno invitato, anche formalmente, a presenziare ai lavori dell'Aula. Credo che sia anche un passo per recuperare quel senso istituzionale che, per azioni, glielo passo, reciproche, probabilmente sta venendo meno, comprendendo gli impegni di tutti, ma soprattutto richiamando che quelli della Presidenza del Consiglio sono sicuramente superiori a quelli del nostro Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ho chiesto agli Assessori di avvertire il presidente Soru perché venga in Aula, e sta arrivando. Confermiamo naturalmente l'invito ad essere presente.
Continuazione della discussione unificata delle mozioni Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (161); Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (162) e Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie, Presidente. Io ho avuto modo, già in un'altra occasione, di affermare che il rischio di questo dibattito potesse essere quello di concentrare la nostra attenzione non più sul vero problema del trasferimento dei rifiuti dalla Campania alla Regione Sardegna, ma su altre argomentazioni, e la mia preoccupazione era riferita soprattutto a quell'avvenimento, condannato da tutti i partiti e condannato da qualunque persona di buon senso, relativo alla manifestazione organizzata nella scalinata di Bonaria e, ovviamente…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Se c'è qualche problema, Presidente…
PRESIDENTE. Nessuno, le assicuro.
PISANO (Riformatori Sardi). …perché i due Assessori si sono alzati preoccupati. Quindi, dicevo, è evidente che questa gazzarra organizzata da qualche centinaio di imbecilli potesse attirare e strumentalmente sfruttare da parte di altri l'attenzione, spostando il dibattito. Quindi, non più una solidarietà che potesse essere discussa nei termini e nella sostanza, ma la sostanza diventava altro. E così è avvenuto. Tant'è che anche stamattina, nell'intervento sicuramente inopportuno del consigliere Frau, del collega, il tema dominante del suo intervento era ben altro. Lui, tra l'altro, aveva premesso, in maniera quasi cieca, da un punto di vista politico, ma quando mai si è visto che potesse essere spostata l'attenzione di una protesta, pur legittima da un punto di vista della protesta, nel senso del diritto, di fronte alla casa, quindi ad un bene personale, proprio, e quindi privato, di chi ha un'autorità politica. Al consigliere Frau bisogna ricordare che, purtroppo, tristemente, questo avviene spesso, spessissimo nella nostra Regione, e non c'è sindaco, io sono uno di quelli, che non abbia subito degli attentati nella propria abitazione, per ben due volte nel mio caso, con una bomba che...
Prego? Non la sento.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Li sta giustificando?
PISANO (Riformatori Sardi). No, no, no!
CHERCHI SILVIO (D.S.). E allora che cosa sta facendo?
PISANO (Riformatori Sardi). Io sto dicendo una cosa che forse lei non ha potuto seguire fin dall'inizio, nel senso che se lei avesse seguito il ragionamento, consigliere, non mi avrebbe interrotto in questo modo. Voglio dire che, purtroppo, è un tema quasi dominante e che però non dobbiamo assolutamente pensare che questo possa spostare il dibattito verso un argomento che poco c'entra.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Li sta giustificando, gli dà ragione.
PISANO (Riformatori Sardi). Ma io la capisco perfettamente e so bene quanto lei sia sensibile a queste cose, quindi, non si preoccupi.
Quindi, io dicevo che quello è un evento che è stato condannato, ampiamente condannato, se ne occuperà qualcun altro, naturalmente, per quelle che possono essere le responsabilità, ma noi dobbiamo parlare di ben altro. E allora voglio ripetere qui, perché sono state riproposte dal Corriere della Sera, alcune delle parole che il Presidente ha riferito relativamente all'incontro del 10 di settembre con il Governo. "C'era Prodi, i ministri Parisi, Amato, Pecoraro, Lanzillotta, il sottosegretario Letta; l'Emilia-Romagna era disponibile, poi gli altri, uno per uno, solidali, ma cauti e prudenti. Insomma, ho detto subito sì mentre gli altri tergiversavano. Se tutti facciamo la parte nostra subito - ho detto - risolveremo il problema urgente di liberare le strade dai rifiuti. La Sardegna è pronta." E' sicuramente, anche nei termini, una cosa apprezzabile, nel senso che subito viene manifestata l'espressione della solidarietà di una Regione verso un'altra Regione che in quel momento ha grosse difficoltà. Ovviamente lo ha fatto con quella, forse, ingenuità ma forse spinto anche dalla emozione di voler dare risposte subito, non confrontandosi probabilmente, il Presidente, con i suoi stessi consulenti, e pensando che il trasporto dei cosiddetti rifiuti ordinari potesse essere ammissibile nella regione sarda. Di contrapposto, infatti, si era argomentato in maniera precisa e dettagliata: attenzione, badate che non stiamo importando rifiuti speciali, si tratta soltanto dell'immondizia ordinaria che si trova nelle strade. Si trova immondizia, ovviamente, indifferenziata così come tutti i cittadini del napoletano e dell'hinterland di Napoli buttano.
Poi andiamo a scoprire - probabilmente lo ha scoperto in quelle ore di insonnia che purtroppo il Presidente ha avuto proprio per quei problemi che noi condanniamo - che di fatto era l'opposto, che, in funzione della legge 6, e soprattutto di quanto ha disposto l'affermazione della Corte Costituzionale, ciò che non poteva essere trasportato in Sardegna è il rifiuto ordinario mentre può essere trasportato in Sardegna il rifiuto speciale, solo questo. Perché la Corte Costituzionale ha detto: attenzione, l'autosufficienza delle Regioni è limitata al rifiuto ordinario e non già al rifiuto speciale, proprio perché è speciale non doveva esistere un limite di tipo regionale. E allora ci si è arrabbattati, io mi immagino, naturalmente (me ne scuso anche se faccio immaginazioni di questo genere), che il Presidente abbia subito consultato il suo Assessore all'ambiente e l'Assessore all'ambiente per questo ha detto: attenzione, noi non vogliamo più il rifiuto ordinario, noi preferiamo che ci portiate le ecoballe. Le ecoballe, in quella misura che è stata descritta stamattina, sono rifiuti speciali e quindi, come tali, noi non commetteremmo alcuna infrazione alla legge vigente.
Perché, certo, la solidarietà è una cosa bella, la solidarietà è una cosa che è un principio ancor prima che costituzionale, così come afferma naturalmente il nostro Presidente, anche morale e anche religioso per chi nella religione crede, però deve essere esercitato, questo principio, ovviamente dentro le regole; e dentro le regole non ci stava questo tipo di solidarietà, altre ne avremmo potuto pensare e altre ne avremmo potuto definire. E allora, le ecoballe, che sono rifiuti speciali, da oggi noi siamo disponibili ad incenerirle qui. Rifiuti speciali che però non dimentichiamo che in una trasmissione televisiva importantissima abbiamo scoperto contengono delle tossicità tali che è in impossibile poterle distruggere: c'è una elevatissima concentrazione di arsenico e c'è soprattutto una concentrazione, che viene sprigionata, di diossina. Ma non lo stiamo dicendo noi, lo hanno affermato scienziati che sono stati intervistati in questa trasmissione televisiva. Non dimenticando che l'incenerimento produce il 60 per cento delle ceneri e che ciò che viene portato in immissione atmosferica non sappiamo che cosa combinerebbe.
Quindi, ecco che la nostra preoccupazione, al di là di tutto, è come voler interpretare questa solidarietà; questa solidarietà, io dico, e lo dico anche da persona religiosa, va espressa soprattutto come Paolo VI diceva: non esiste una forma di solidarietà che non sia effettiva, che non produca effetti (perché questa non produce alcun effetto), ma deve essere tale, la solidarietà, che il giorno dopo che viene esercitata non debba essere più necessaria, quindi ben diversamente si sarebbe dovuta esercitare. Noi dovremmo organizzare una task force, un qualche cosa perché, attraverso un progetto nazionale, si possa dare un contributo perché il problema venga risolto.
PRESIDENTE. Grazie. Prego i colleghi di chiudere nei dieci minuti perché, come sapete, abbiamo numerosissimi interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, la vicenda dei rifiuti campani ha avuto tante e tali implicazioni da essere oggetto di discussione politica prioritaria in questo Consiglio regionale; inoltre tutto questo è stato reso più complicato e drammatico da episodi di violenza che si sono verificati, in particolare nel sagrato della chiesa di Bonaria e di fronte alla casa del presidente Soru.
Non è superfluo ribadire anche qui, nel Parlamento sardo, non solo la doverosa solidarietà al Presidente della Regione, ma dare un segnale forte di cultura politica alta dove sia concepibile il confronto anche aspro, espungendo però dai ragionamenti e dalle pratiche politiche logiche del tipo amico-nemico, che tanti danni ha creato al tessuto democratico e alla convivenza civile del nostro Paese. Questo, io penso, dobbiamo trasmettere ai cittadini e soprattutto ai giovani, se abbiamo scelto, come è giusto e irrinunciabile che sia, il metodo della non violenza e del rispetto dell'avversario.
Se sottolineo tutto ciò con forza non è per sottovalutare gli altri importanti aspetti della vicenda, citati nella mozione che ho sottoscritto e che sono stati illustrati da altri colleghi; lo faccio perché penso sia sempre un male dividerci su questioni che attengono all'etica politica o agli interessi generali del popolo sardo, ma anche perché spesso lo scontro politico, in troppi paesi della Sardegna, degenera proprio perché ci sono alcuni che puntano il dito, e lo fanno in maniera irresponsabile, contro sindaci o amministratori, indicando ai più scalmanati e ai meno politicizzati il nemico da colpire. E purtroppo questo metodo sbagliato funziona e produce danni, come ciclicamente la cronaca giornalistica puntualmente registra. Io credo che noi dobbiamo lanciare da questa autorevole istituzione un segnale di serenità e maturità politica, che stemperi un brutto clima che c'è, che non ci fa onore, a nessuno, che ci impedisce di ragionare sulle questioni vere e difficili che attanagliano al nostro Popolo. Lasciamo alla Magistratura il compito di verificare se ci sono state azioni preordinate, magari con elementi prezzolati e provocatori di vario tipo che si sono infiltrati in una manifestazione per strumentalizzarla. Attenzione, dico anche, a non commettere l'errore di criminalizzare tutti i partecipanti a quella manifestazione o peggio coloro che dissentono dalla scelta fatta.
Non voglio fare come altri hanno fatto in passato, di criminalizzare le manifestazioni sindacali e politiche in cui sono avvenuti spiacevoli e gratuiti atti teppistici da parte di alcuni partecipanti appunto a quelle manifestazioni. In questa manifestazione di Cagliari c'erano aree diverse, lo abbiamo visto tutti, non accomuniamole. Distinguiamo innanzitutto i violenti dai non violenti, la Casa delle libertà, dove qualche esponente ha alzato troppo i toni, io lo dico in maniera serena, dagli estremisti fascisti e dai teppisti. Per questo, mi permetto di dirle, Onorevole Sanjust, questo, come vede io non confondo i vari partecipanti a quelle manifestazioni, che poi sono avvenute in posti diversi e anche in momenti diversi, per cercare di pescare nel torbido, in un momento delicato come questo, a me hanno insegnato di tenere i nervi saldi e la mente lucida, proprio in questi momenti, per questo non posso condividere le sue pesanti affermazioni che accomunano i pacifisti ai black bloc. Mi sembra una forzatura anzi, una caricatura del movimento pacifista, che non fa onore alla sua intelligenza. Certo a questa manifestazione di Cagliari hanno partecipato anche cittadini democratici, eco-pacifisti, indipendentisti sardi, che hanno una storia e una pratica politica, come ben tutti sappiamo, basata sulla non violenza. Questi hanno criticato duramente la scelta fatta, ma non una parola di violenza è stata detta. Loro non lo possono dire quest'Aula perché non ci sono, lo hanno detto sulla stampa, io mi assumo la responsabilità di farlo, per onestà intellettuale, e contribuire alla verità dei fatti, così come essi si sono effettivamente svolti. Così come non è corretto, come ha fatto certa stampa, mettere alla gogna e indicare tra i teppisti la tifoseria organizzata del Cagliari Calcio, in particolare gli Sconvolts. Credete che facciamo un bel servizio alla democrazia? Al dialogo tra generazioni? Con i nostri giovani e giovanissimi ragazzi, diciamo che sono tutti teppisti e violenti solo perché alcuni di loro indossavano sciarpe di quella tifoseria e si sono lasciati coinvolgere negli scontri.
Mi ha fatto piacere leggere il comunicato degli Sconvolts dove si rifiuta questa infamante etichetta e si dissociano totalmente dagli episodi di violenza accaduti.
Come dicevo, ho voluto dare questo taglio al mio intervento perché la mozione e gli interventi dei compagni, del mio stesso Gruppo, e in particolare del Capogruppo, conterranno gli elementi complessivi di valutazione politica sull'intera vicenda. Non volevo con il mio intervento, né ripetere, né anticipare. Per cui, io ritengo di dover dire che sul metodo utilizzato dal Presidente Soru non posso concordare, sarebbe stato, secondo me, più opportuno dare una corretta informazione sulla solidarietà richiesta e dovuta, sentita la quantità di rifiuti che sarebbero arrivati, coinvolgendo le istituzioni democratiche della Sardegna. Mi si può obiettare che se tutto questo fosse stato fatto ci sarebbero state lo stesso le manifestazioni, è vero! Ma io penso che tanti cittadini non si sarebbero lasciati coinvolgere emotivamente dagli ambigui messaggi telefonici inviati, forse in forma organizzata. Badate, l'elemento della mancata conoscenza ha giocato un ruolo importante in tutta questa vicenda, così come lo specificare che la solidarietà era verso i cittadini della Campania e soprattutto verso le fasce più deboli, si pensi ai bambini delle scuole, e non certo per salvare e condividere le gravi responsabilità politiche di chi governa da tempo quella Regione. Nessuno mette in discussione le prerogative e i poteri del Presidente, attribuita dalle leggi vigenti, che io possono non condividere perché presidenzialiste, ma che rispetto, ma su questa questione si potevano coinvolgere e potevano coniugare l'informazione, la scelta condivisa, l'esigenza di una scelta d'assumere tempestivamente, queste questioni del resto sono tutte di fronte a noi e necessitano di essere ulteriormente valutate anche alla luce di ciò che purtroppo è accaduto. Il mio voto alla mozione che ho sottoscritto sarà ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, onorevoli colleghi, non si possono spendere parole banali dinanzi ai fatti dei nostri giorni scorsi e forse bisogna parlarne brevemente secondo la gerarchia di gravità. A mio avviso i gravissimi episodi di violenza accaduti sotto l'abitazione del Presidente della Regione non sono stati né occasionali né dovuti ad una degenerazione di una protesta pacifica. Nascono dall'idea sbagliata che si possa dare una spallata ai governi con la piazza e nascono dall'idea sbagliata di poter governare la piazza dopo averne svegliato gli istinti più bassi. Noi siamo lontanissimi da tutto questo, siamo pacifici, riteniamo che i governi si debbano battere o sostenere alle elezioni, riteniamo sbagliato, ingiusto, grave, convocare riunioni di protesta sotto l'abitazione privata del Presidente della Regione, come sotto la casa di qualsiasi sindaco. Quando si va sotto le finestre delle case private, che lo si voglia o non lo si voglia, si educa all'odio personale, e credo ci sia da ragionare seriamente su una brutta piega che sta prendendo il bipolarismo italiano e sardo. Sembra quasi che sia nata una guerra fredda civile, ma pur sempre una guerra civile, hanno di che ragionare i dirigenti dei due schieramenti. Il secondo tema, dell'uso e delle forze di polizia: al porto di Cagliari si è protestato civilmente, politicamente, e francamente i manganelli, le botte e le spinte erano a dir poco fuori luogo, come lo sono state anche in occasione della protesta degli addetti alle pulizie. A mio avviso, il confine tra la protesta e l'eversione è un confine netto, non si presta ad equivoci, invece, in questi ultimi tempi sia una ricorrente tentazione di fare appello alla polizia, che ha queste debolezze culturali, e ha queste tentazioni, sappia che l'abuso di polizia ha sempre portato a delle gravi violazioni del diritto. Noi siamo contro la repressione violenta delle forme legittime di protesta. Non abbiamo la certezza che le stesse convinzioni siano diffuse in tutti i settori del territorio nazionale e di quello regionale, specie quando si nota che a risolvere il problema campano si nomina un ex capo della polizia e un generale dell'esercito. Il terzo tema è quello dei rifiuti, il Presidente della Regione ha fatto riferimento alla Costituzione e al vincolo di solidarietà che dovrebbe legare i popoli d'Italia e d'Europa. Questo appello è per noi importante ma non abbiamo fiducia che sia un ragionamento strutturale e non episodico e occasionale, è costume infatti di questo Governo regionale agire spesso o secondo la logica del volta per volta. Io penso che prima o poi così facendo arriva la volta che si danneggia seriamente sistema. Il problema della Campania è un pezzo del problema più ampio del rapporto fra lo Stato e le regioni, lo sappiamo tutti, io ho ancora nelle orecchie la discussione tenuta da questo Consiglio sulla riforma dell'articolo 13 dello Statuto, nella quale si esprime la filosofia per cui ogni Regione fa da se in base al proprio gettito fiscale. La Sardegna, in una trattativa senza popolo, ve lo ricorderete, si è interamente accollata Sanità e Trasporti. Il federalismo fondato sulle tasse è il federalismo degli egoisti e la Sardegna lo ha accettato, ha accettato una formula che libera lo Stato dalla solidarietà verso di noi in settori strategici e nel campo dei diritti, un errore su cui ancora non si è ragionato a sufficienza. Bene, oggi lo Stato scopre che ha bisogno della solidarietà dei poteri locali, oggi scopre che il federalismo egoista non risolve i problemi perché i problemi non hanno confini e agiscono dentro tutti i confini. La Sardegna ha una strategia attiva perché questa scoperta della solidarietà trasformi in profondità lo Stato o pensiamo di usare il credito maturato col Governo per una trattativa su qualcosa, ma lasciando il sistema com'è. La Sardegna ha un'idea di come indurre lo Stato a un cambio di sistema, noi siamo per i sistemi solidali strutturati, non episodici, non siamo per le solidarietà occasionali negoziate volta per volta anche perché a nostro avviso questa episodicità ci danneggia. Se si è voluto valorizzare il gesto d'aiuto alla Campania per vantaggi futuri per la Sardegna, si deve essere consapevoli che nell'immediato vi si è procurato un grave danno perché si è distrutto un simbolo faticosamente costruito che è quello rappresentato dalla legge numero 6 del 2001 che impedisce l'importazione dei rifiuti solidi urbani e impediva anche quella dei rifiuti speciali fino alla sentenza della Corte costituzionale come ha ricordato anche il collega Pisano. Allora, questa legge nasceva dalla volontà di costituire una difesa alla tentazione di utilizzare ampi settori del territorio disabitato della Sardegna per risolvere le emergenze nazionali tra cui proprio quella dei rifiuti radioattivi che nella scorsa legislatura suscitò una grande mobilitazione. Era animata dalla volontà di dire, di affermare che c'era e c'è un popolo con cui chiunque abbia intenzione di utilizzare questo territorio deve fare i conti. Oggi tra la Corte costituzionale che ci impedisce di difendere il territorio dalle scorie nucleari e le nostre scelte dinanzi all'emergenza campana, scelte che hanno tolto la difesa di popolo dalla Sardegna e l'hanno sostituita con un'autorizzazione amministrativa da parte del Presidente, noi oggi dinanzi ad un'eventuale futura emergenza nazionale di rifiuti radioattivi non abbiamo più una norma a difenderci, ma abbiamo sul collo un precedente appunto generato da un'emergenza nazionale non negoziata. Si deve e si può aiutare la Campania, ma si deve pretendere di farlo in un sistema chiaro di poteri di garanzie, di sovranità e di solidarietà. Solo in questo quadro la Sardegna potrà essere felicemente una Regione di diritti e di doveri come è stato ricordato. Fuori da questo quadro nella logica di una strategia per ciascuna battaglia, la Sardegna si indebolisce. Noi siamo per risolvere subito le emergenze, ciò che non ci convince è il discorso politico in cui sono inserite. Infine non ci convince chi da una parte garantisce l'aiuto e dall'altra tace sul sistema politico che ha generato l'emergenza. La Campania dimostra che concentrare il potere nelle mani di una persona, centralizzarlo, personalizzarlo, selezionare la classe dirigente in base alla prossimità al leader non ha migliorato l'efficienza dell'istituzione, non ha elevato il tasso di legalità, non ha risolto strutturalmente i problemi, la modernità richiede partecipazione per risolvere i problemi. Non un sistema centralistico e verticistico, tacere su questo sistema e non ricordarsi che questo era lo stesso sistema che si voleva per la Sardegna con la legge statutaria, significa non avere capacità autocritica, significa non avere lungimiranza, significa non avere capacità di correzione che noi vorremmo vedere in atto qualche volta, invece proprio la mancanza di coinvolgimento dei poteri della Sardegna in una decisione così complessa sembra confermare che nonostante la Campania certifichi che gli autoritarismi moderni non risolvono i problemi e li complicano, in Sardegna si continua a pensare che il mandato elettorale sia una sostanziale delega totalizzante quinquennale comprensiva di tutti i poteri di sovranità delle comunità. Noi siamo contrari a questa concezione, siamo disponibili a vederne correzioni, ma nella sua formula più pura quale viene ripetuta costantemente in questi mesi, la combattiamo oggi e la combatteremo domani perché siamo convinti sia anacronistica e dannosa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Credo che la pacatezza dell'onorevole Diana e dell'onorevole Marrocu nel presentare le due mozioni, permettano di ridare a questo Consiglio il ruolo che deve avere, quello cioè di palestra democratica e di luogo di eccellenza dove confrontarsi e trovare la sintesi delle varie questioni che interessano la nostra terra e il nostro popolo. Però ritengo altresì importante che quest'aula se vuole riprendersi l'autorevolezza che merita oltre a prendere le distanze dai gravi atti di teppismo, debba discutere oltre i rifiuti campani di quella griglia di valori costituzionali su cui deve attestarsi e saldarsi il confronto politico nella nostra Isola.
Badate, tutto questo va al di là della speculazione di questi giorni basata sulla solita caricatura del Presidente che viene raffigurato come uomo unico al comando, che decide in solitudine e sulla testa di tutti. Io mi chiedo che cosa doveva fare il Presidente della nostra Regione una volta chiamato dal governo per fronteggiare insieme alle altre Regioni una grave emergenza nazionale, doveva prendere tempo e fare come quel capo condomino che di fronte all'incendio che gli devastava il palazzo, decideva prima di chiamare i vigili del fuoco di convocare i condomini per vedere il da farsi! L'Italia in queste settimane sta apparendo agli occhi dell'opinione pubblica mondiale come un Paese alla deriva, immiserito da eterne polemiche senza fine, una Nazione che rischia se continua così di spogliarsi dei suoi valori più importanti. Non è possibile che un problema come quello dei rifiuti in una Regione importante del Paese duri 14 anni, come rimane per me per lo meno incomprensibile dopo la spesa di miliardi di euro, che la situazione sia ancora ferma al punto di partenza. Io credo che con onestà intellettuale bisogna ribadire che, insomma, vi sono degli obblighi per tutti di fronte a questo scenario e credo che bisogna assumersi il pezzo di responsabilità per quanto è avvenuto e chi ha appunto responsabilità deve saper trarre anche le giuste conclusioni. Io credo che le popolazioni campane e sarebbe bene che la si smettesse con i sentimenti razzisti nei confronti dei napoletani che si sentono un po' in giro, hanno ragione di protestare e richiedere che venga sanata quella enorme pattumiera che è diventata la loro Regione perché è necessario partire da quello che è successo in tutti questi anni in Campania dove gran parte dei rifiuti speciali del nord delle isole è finito nelle discariche abusive gestite dalla camorra. Che colpa ne hanno gli operai, gli impiegati, i pubblici dipendenti campani di questo scempio? Va apprezzata la solidarietà del nostro Presidente, una solidarietà non penosa, senza se e senza ma perché dicono da noi: "Se mi dai un aiuto non dev'essere mai murrunzau", perché se è così, se tu lo fai pesare quell'aiuto è meglio non darlo. Io sono quindi perfettamente d'accordo con la scelta del Presidente perché si richiama ai valori costituzionali, cioè a quella carta fondamentale che rappresenta il collante vero della nostra Nazione, in questo senso la nostra autonomia che è il soggetto principale della nostra storia e che sostiene la nostra essenza di popolo deve farsi portatrice dei valori di giustizia, equità, equilibrio, rispetto e solidarietà, valori incorporati nel nostro codice che vanno sempre difesi da tutte le possibili cause di distruzione. Questo è quindi il carattere fondante e vero su cui deve basarsi oggi la specificità della questione sarda. Allora, discutiamo nel merito della scelta fatta perché, ripeto, in una fase di emergenza tutti devono iniziare ad assumersi le proprie responsabilità, il danno che ne sta venendo fuori per il nostro Paese, come dicevo prima, è enorme e sta avendo ripercussioni pesanti anche dal punto di vista economico. Per questo era necessario dimostrare che in questo Paese vi è un governo in grado di assumere decisioni coraggiose che partono dalla tutela della difesa degli interessi della Nazione. Questa è la sostanza, tutto l'altro è contorno, apparenza, puro distinguo, perché di fronte ad una scelta che rientrava all'interno dei poteri del Presidente, che non usurava la capacità di smaltimento che abbiamo nell'isola, che con la raccolta differenziata ha ridotto di 200 mila tonnellate i rifiuti in discarica, che non metteva minimamente a rischio la salute dei sardi e che dimostrava che anche una Regione distante come la Sardegna era disponibile a fare fino in fondo la propria parte in maniera solidale; era secondo me obbligatorio fare questa scelta, fare la scelta che è stata fatta. Oggi la Giunta deve secondo me fugare tutti i dubbi, ad iniziare dai problemi che ponevano i dirigenti del TECNOCASIC stamattina, sul fatto che non siamo tecnicamente attrezzati a smaltire l'Ecoballel, per pretendere dal Commissario Governativo quelle garanzie riguardo alla rimanente quantità di rifiuti che devono essere portati nell'isola. Questi devono essere rifiuti solidi urbani, cioè quei rifiuti prodotti giornalmente dalle famiglie e buttati oggi sulle strade campane. Questo è il ruolo di garanzia, questo è il ruolo di garanzia, onorevole Maninchedda, che può svolgere concretamente oggi la Regione. Detto questo, e con queste garanzie, non bisogna mai dimenticarsi tra l'altro che anche noi esportiamo rifiuti, soprattutto speciali, per 500 mila tonnellate, questi sono rifiuti composti da oli esausti, batterie esauste, gomme, accumulatori elettrici, acido solforico, scorie di alluminio e chi più ne ha più ne metta. Io sono più che convinto che il compito della politica non sia quello di sollecitare gli spiriti animali delle persone, perché questo può creare situazioni di non ritorno e generare mostri, ma è quello invece di discutere, confrontarsi, così come stiamo facendo in quest'aula e trovare le giuste mediazioni, salvaguardando i nostri valori comuni e i nostri interessi comuni. Io provengo dal vecchio PCI, quel partito evitò all'Italia, durante la strategia della tensione e delle brigate rosse, di precipitare nel baratro. Questo avvenne perché quel partito aveva un forte senso dello Stato, che lo portava a mettere avanti prima di ogni altra cosa il bene comune della nazione. Per tutto questo e ribadendo l'esigenza di avere la massima trasparenza sulle restanti tonnellate di rifiuti che arriveranno nell'isola, mi riconosco appieno nella mozione del centrosinistra, perché vi è la necessità che questo Consiglio, oltre a ribadire la piena solidarietà al Presidente della Giunta, prenda con nettezza le distanze dagli episodi di teppismo che sono successi in Sardegna e difenda con vigore quei valori fondamentali che sono alla base della convivenza civile del nostro Popolo, dando prova innanzitutto di civiltà e di solidarietà verso le popolazioni campane che oggi vivono in una condizione di indecenza. Con questa impostazione possiamo provare a fare un passo in avanti, dimostrando l'autorevolezza e la responsabilità di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Grazie Presidente. Presidente del Consiglio, presidente Soru, colleghi. È mio dovere in premessa, al fine di evitare qualsiasi polemica sterile e maleodorante, tanto per restare in tema visto che stiamo parlando di rifiuti, dichiarare in quest'aula tutto il mio sdegno per il modo in cui alcuni facinorosi hanno inteso manifestare il proprio dissenso nei confronti di scelte politiche del governatore Soru, che è stato vilmente minacciato tra le mura domestiche. Son successe cose gravi che feriscono tutti, sono successe cose che dobbiamo condannare e tutti dobbiamo sentire la responsabilità di evitare. E dobbiamo evitare che quanto è accaduto possa ripetersi. Fatto salvo il sacrosanto diritto di ciascuno di manifestare il proprio dissenso verso la classe politica e soprattutto verso chi comanda e che ha responsabilità decisionali, non possiamo negare che forme e modi che taluni sconsiderati hanno scelto per rendere pubblica la propria opposizione meritano più che l'attenzione di piazze mediatiche quella ben più sobria di aule giudiziarie. Voglio però sottolineare che se fuor di misura si è agito nelle piazze, è altrettanto vero che la stessa misura è stata colmata nel modo in cui tali fatti sono stati commentati e riportati da parte di molti organi di informazione e di stampa, e nella stessa mozione discussa oggi e presentata dalla maggioranza. Si è arrivati a scomodare il paragone illustre con l'avvocato Emilio Lussu , che nel 1926 fu vittima nella sua abitazione cagliaritana di una spedizione punitiva fascista, e nel tentativo di sfuggirsi colpì a morte uno degli assalitori, un giovane di 19 anni che si è arrampicato fino alla balconata centrale dell'abitazione di Lussu. Mi permetto di dire che il paragone è totalmente fuori luogo, non mi risulta che in Italia ci sia un governo fascista, e per quanto io sia oppositore di Prodi non lo vedo né in fetz, né in orbace, né mi risulta che il governatore Soru, con tutto il rispetto, possa essere equiparato ad uno dei padri della patria sarda e della patria, quale fu il leader azionista sardo, con buona pace anche dei partigiani del governatore Soru, che anche oggi in quest'aula hanno usato parole assolutamente fuori luogo. Quindi, ancora una volta, a tutti un invito alla moderazione, anche nell'uso delle parole, per evitare di avvelenare un dibattito che è stato forte ed è stato già acceso in maniera pericolosa. Nell'affrontare il tema dei rifiuti sbarcati in Sardegna non possiamo prescindere da alcune considerazioni che si fondano su due fatti incontestabili. L'esistenza di un'emergenza rifiuti in Campania e la reazione del popolo sardo dinanzi all'iniziativa autonoma del presidente Soru. Se è vero com'è vero che la situazione campana è giunta, nonostante gli allarmi provengano da lontano, e si parlasse della sua criticità da mesi se non da anni, è altrettanto vero che nessuno, e parlo del governo nazionale, ha provveduto a fare l'unica cosa che tutti i cittadini italiani si aspettassero che facesse; ovvero prendere drastici provvedimenti che potessero impedire questo sconcio a cui è stato dato ampio risalto da parte di tutte le televisioni del mondo e ci ha portato a prendere l'ennesima scudisciata in faccia da parte dell'Unione Europea. E il governo nazionale che si è limitato a nominare nel giro di pochi mesi numero spropositato di commissari più o meno straordinari, al fine di nascondere le responsabilità proprie politiche, e anche di mettere al riparo l'indifendibile poltrona del governatore della Campania, Antonio Bassolino, un sepolcro imbiancato della politica nazionale, che ha merito di avere una moglie senatrice della Repubblica e quindi forse non era il caso di irritare, perché il traballante governo di queste ultime ore avrebbe potuto avere ulteriori ripercussioni. Questo è il motivo unico e autentico di qualcosa che nessuno ha capito e condiviso: coprire responsabilità; e le responsabilità sono di colui che è stato per due volte Sindaco di Napoli, due volte Presidente della Regione, Commissario straordinario per i rifiuti, e che certamente non ha tutelato il bene della Campania. Io credo che nel mondo occidentale un caso analogo non possa esistere e non ci possa essere equiparazione in nessuno stato civile. Per non parlare del comportamento censurabile del Ministro Pecoraro Scanio, che per fortuna in queste ore è sparito un po' dalla cronaca di tutti i giorni, che con il suo gran partito si è posto a capo di quella loggia ambientalista che per anni ha contrastato termovalorizzatori, discariche e quindi ha sparso i semi di quelle guerriglie urbane, propagandate per manifestazioni ecologiste, che nei giorni scorsi hanno messo a ferro e fuoco, quelle sì, il territorio campano. Allora, davanti a noi vi è un'emergenza nazionale e grazie al tempismo dell'onorevole Soru, noi ci siamo offerti di accogliere parte di quello che ci veniva richiesto. È certamente giusto esprimere fattivamente la propria solidarietà ad una terra da troppo tempo offesa dai miasmi della criminalità organizzata, ma anche in questa partita si vede che non si può far niente, e quindi chiudere il cancello del proprio orticello, dicendo che la campagna è lontana, non è possibile farlo. Però, noi non siamo un'associazione di volontariato con scopi solidaristici, siamo degli amministratori, siamo eletti dal Popolo, dobbiamo rendere conto del nostro operato, che grazie al suffragio universale ci ha permesso di essere qua, a color che sono gli unici padroni della Sardegna, e cioè il Popolo sardo, i cittadini, i quali sull'argomento non sono stati avvisati né informati correttamente, tanto meno interpellati. Quindi, le cose, così come chi vi parla e che siede in quest'aula, così come i cittadini sardi le hanno apprese attraverso i terreni di stampa. Quindi, è corretto interrogarsi sul metodo col quale ancora una volta la Regione ha affrontato questo problema, abbassando la testa davanti a una decisione già assunta. Lei onorevole Soru interpreta il suo ruolo sempre coerentemente, come le viene riconosciuto, ma certamente come un uomo solo al comando, le regole che disciplinano il dibattito democratico e gli assetti parlamentari, ancora una volta, sono state infrante. Lei in qualche maniera ha indotto i mass media a tacciare di fascismo chi non la pensa come lei e si sono trasformati purtroppo, dico purtroppo, i vessilli delle forze democraticamente elette e votate dai sardi in uno sventolio di labari e gagliardetti. Si dirà da parte di qualcuno che il Presidente non ha considerazione per le forze politiche che lo sostengono e il corso di questa legislatura, la defenestrazione degli Assessori ne costituisce valida testimonianza, quindi perché consultarsi con i segretari, perché confrontarsi con l'opposizione. Queste sono le domande che noi ci facciamo, certo non lo fa Chavez, non lo fa un dittatorello sudamericano, noi crediamo che lei Presidente l'avrebbe dovuto fare preventivamente così com'è successo in altre Regioni, che hanno poi intrapreso la stessa strada che la regione Sardegna ha intrapreso. Se questo fosse avvenuto, non ci saremmo dovuti e non ci saremmo potuti trovare dinanzi a una decisione traumatica, ma certamente avremmo potuto condividere un percorso se pur nelle differenziazioni dei ruoli. Le domande che avremmo voluto fare prima e che oggi noi stiamo facendo, con gli interventi che si susseguono, sono quelle che avrebbero in ogni caso ricondotto il dialogo, il dibattito su questo grave argomento ad una sintesi certamente comprensibile a tutti, e cioè se la Sardegna era in grado di potersi accollare questo onere, se esiste un piano adeguato per il futuro, in modo che non si debbano verificare emergenze analoghe a quelle che oggi ci occupano; domande che certamente non erano impossibili e potevano tranquillizzare i cittadini che ogni giorno ce le rivolgono. Questo è quanto un Consiglio regionale responsabile avrebbe dovuto fare. Fare e chiedere. E invece siamo arrivati alla presentazione delle solite mozioni per venire in quest'aula molte volte a continuare un dibattito per lo più sterile.
Quindi, mi preme di sottolineare che se gli scontri sono stati degli scontri vergognosi, quelli del 12 davanti alla casa del Governatore, davanti alla Basilica di Bonaria, devono essere condannati senza riserve, però è vero che quanto è successo al porto di Cagliari poche ore prima non ha avuto la stessa risonanza e comprensione. Tutti grazie alle telecamere delle televisioni private…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Milia.
MILIA (U.D.C.). Concludo rimettendomi allo zelo del questore, del super commissario De Gennaro che è inquisito per i fatti del G8, evidentemente gli ordini in materia sono stati eseguiti alla lettera. Concludo, Presidente, dicendo che la solidarietà alberga nei nostri cuori, chiedo la solidarietà, la stessa solidarietà per la Campania anche per gli abitanti del Nord-ovest del Sulcis e di Sarroch che indagini mediche e sanitarie hanno accertato che sono certamente, in qualche maniera, toccati da un'emergenza ambientale e sanitaria che fino adesso non ha avuto risposte solidali da parte del Governo nazionale con la questione "bonifiche".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Grazie, Presidente. Cari colleghi, noi ieri abbiamo fatto l'audizione con l'assessore Morittu in quinta Commissione, e credo che nella nostra Commissione ci sia stato un dibattito vero, dove ogni singolo commissario ha potuto esprimere il proprio parere e, ad onor del vero, devo dire che tra i consiglieri di maggioranza e di minoranza c'è stata, dal punto di vista dei principi, un'intesa concettuale che non era né scontata e né ovvia. Sarà la mia vecchia vocazione alla mediazione, io vorrei che quest'Aula fosse in grado e capace di trovare serenamente un'intesa che in qualche modo, sulla base delle considerazioni e delle cose che ci ha detto l'Assessore, possa mettere la Sardegna come una Regione che è in grado, sulla base di una programmazione seria delle cose che sono avvenute in questi anni, essere in grado appunto di esprimere questa solidarietà e badate che non è una solidarietà così solo per dire, è una solidarietà che deriva da fatti concreti, perché nessuno di noi… Presidente, chiedo scusa… nessuno di noi può essere, come dire, soddisfatto e contento al di là delle responsabilità, è stato detto molto bene da diversi interventi stamattina, di quanto vediamo ormai da anni in Campania. Io oserei fare una battuta: se la Campania piange, sicuramente la Sardegna non ride. La solidarietà, signor Presidente della Regione e signor Presidente del Consiglio, è un fatto serio, un fatto serissimo al quale il sottoscritto, provenendo da un territorio che è stato prima devastato dall'attività mineraria, successivamente devastato dalle partecipazioni statali, sempre con lo Stato in mezzo, vorrei che lo Stato italiano rispetto all'autonomia sarda, rispetto a queste questioni ci fosse una risposta definitiva. Prendo atto positivamente, dopo anni, che è stato nominato il commissario straordinario per le bonifiche, e mi attendo e aspetto che si inizi a intervenire in maniera seria e puntuale, così come lo Stato, signor Presidente, sulla base delle battaglie comuni che abbiamo fatto, perché non dobbiamo discutere delle cose che sentiamo nei telegiornali giornalieri, deve intervenire in maniera efficace e coerente per determinare, per esempio, la bonifica della base militare di Capo Teulada. Queste sono le cose sulle quali si esprime la solidarietà, la solidarietà è dare ma la solidarietà è anche avere e io credo che su questo noi, così come siamo stati capaci in altri momenti e in altre situazioni, dobbiamo come Consiglio regionale, come Governo regionale continuare quella battaglia che abbiamo fatto e se è possibile, chiedo, così com'è stato possibile all'inizio di questa legislatura, la battaglia unitaria che abbiamo fatto sulla questione delle entrate, su questi temi deve essere tutto il Consiglio capace di intraprendere e perseguire una battaglia di questo genere.
Allora, signor Presidente, io sono preoccupato perché su queste questioni so che c'è una filosofia devastante, la filosofia dei no. Ho avuto modo di confrontarmi in diverse assemblee, di confrontarmi nella passata legislatura relativamente al cosiddetto emendamento Vassallo. Noi Sulcitani in quella legislatura, relativamente ai cosiddetti "fumi di acciaieria", ci siamo trovati in un momento, attraverso quell'emendamento, a stabilire che circa 1000 dipendenti di una fabbrica che opera nel nostro territorio potessero perdere il posto di lavoro, perché molti parlano senza sapere di che cosa parlano, anche lì ci sono state le manifestazioni, anche lì ci sono stati gli ambientalisti che sono intervenuti, il consiglio di fabbrica, i lavoratori, li hanno accompagnati, gli hanno fatto vedere i materiali, gli hanno fatto vedere di che cosa si trattava. Allora io credo che il confronto, il misurarsi sulle cose, il misurarsi sui problemi che assillano i nostri territori anche rispetto a coloro i quali sono sempre propensi a dire no, noi, con la ragione, con la pacatezza, con l'autorevolezza di chi vive nel territorio, siamo nelle condizioni, in grado di dire che le cose non sono così come alcuni hanno voluto in qualche misura strumentalizzare o far apparire. Ultima considerazione. Attenzione! Ho sentito solo l'onorevole Pisu citare questi ragazzi, questi giovani che sono stati, non so come, e non interessa a me sapere come sono stati coinvolti, però quando io vedo giovani che possono essere più o meno strumentalizzati, sulla base del mio impegno quotidiano a me viene la pelle d'oca, perché molti giovani che provengono dal sottoproletariato possono essere in un baleno strumentalizzati da una parte e strumentalizzati dall'altra. A me pare che ci sia una cosa giusta nell'ordinanza fatta da quel Giudice; affidando quei giovani ai servizi sociali dice e afferma un principio che io considero un monito anche per noi, che questi giovani debbano studiare la Costituzione italiana. Allora io mi interrogo come componente di questa Assemblea, come legislatore; se ognuno di noi, rispetto a queste fasce emarginate, sulle quali poche volte abbiamo possibilità di interloquire, se non abbiamo il tempo, la volontà di coinvolgerli per far sì che situazioni che sono accadute in questi giorni di fronte alla casa del Presidente, ma io dico anche al Porto Canale, non siano quelle cose che possono sfuggire di mano. Signor Presidente, io questo lo dico perché so che noi abbiamo un appuntamento alla Maddalena, tra qualche mese, che è quello del G8, e allora non vorrei che le strumentalizzazioni rispetto a questi problemi possano essere già da domani legate a fatti che sfuggono alla politica regionale. Io mi voglio interrogare adesso e voglio sapere se noi, come maggioranza, come Consiglio regionale siamo nelle condizioni, in grado sì di esprimere solidarietà verso i napoletani, verso la Campania, ma nello stesso tempo anche di guardare in casa nostra e, per esempio, di finanziare bene quelle leggi di carattere ambientalista che abbiamo fatto, e mi riferisco in modo particolare alla legge sull'amianto, che per avere i finanziamenti abbiamo dovuto fare una discussione, una battaglia che secondo me non era il caso di fare, perché su quelle questioni di principio noi dobbiamo essere all'avanguardia e siamo nelle condizioni di poterlo essere se c'è ascolto e se c'è reciproca attenzione sulle cose che ognuno di noi dice e sulle cose che ognuno di noi vuole. Allora, signor Presidente, solidarietà piena alla Campania, e la scelta che è stata fatta io la condivido. Vorrei però, e concludo, vorrei però che si affermasse un principio, lei è stato eletto direttamente dal popolo, anche tutti i consiglieri regionali sono stati eletti direttamente dal popolo, quasi tutti, meno 15 perché c'è la questione del listino, vorrei, ma non lo dico per… perché questo è un ritornello che gira da sempre, a noi non sfugge il fatto che la Costituzione è cambiata e ai Presidenti di Regione ha attribuito certi poteri, non è questo in discussione, perlomeno io mi sento rappresentato, ma talvolta, quando una parte del Consiglio chiede di essere sentita, di essere informata, cosa costa essere disponibili ad un rapporto di questo genere? Questo è il caso che ci ha visto in Commissione a discutere del sesso degli angeli… sto concludendo Presidente.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Calledda.
CALLEDDA (D.S.). Chiudo. Nel senso che ognuno poteva affermare il principio rispetto al quale la cosa è stata fatta in maniera improvvisata. Allora, siccome talvolta c'è anche il tempo per discutere e affrontare le questioni, per cortesia, questione così serie, dove ci possono vedere uniti tutti quanti assieme, io credo che ognuno di noi debba fare uno sforzo per comunicare e per ragionare assieme. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calledda.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie Presidente. Proverò ad essere brevissimo, a risparmiare qualche minuto per precisare alcune cose. Questa discussione arriva in aula, quando l'argomento è già stato ampiamente discusso, come tutte le cose soprattutto nella politica di oggi, tutti gli argomenti consumati in fretta e portati allo smaltimento, e ho l'impressione che anche questo argomento rischia di essere una questione che si porti velocemente ad essere smaltita. Ma alcune precisazioni davvero vanno fatte. La prima è quella che è venuta in mente a tanti nel momento stesso in cui è stato chiesto l'intervento delle Regioni e della nostra che ha risposto immediatamente riguardo all'emergenza in Campania. La precisazione fatta anche da alcuni colleghi, ma va rimarcata, è che, rispetto a quanto detto anche dall'onorevole Marrocu, quella campana non è una calamità naturale. In altri casi di vera calamità la causa di forza maggiore ha spinto i sardi sempre a mobilitarsi in tutta Italia per aiutare le popolazioni disastrate, lo hanno fatto, credo che lo faranno ancora se ci saranno altre occasioni, ma una calamità è dettata davvero da eventi che non hanno l'origine principale nell'opera o nelle omissioni degli uomini, degli amministratori, si tratta invece di una crisi politica, amministrativa, quella della Campania, una crisi politica, amministrativa che ha generato un danno incalcolabile, veramente incalcolabile, sia al territorio e alla popolazione campana, ma anche un danno all'immagine di tutta l'Italia. Ora, definire questa situazione come una calamità è scorretto, si avvicina alla mistificazione se poi alla definizione di calamità si aggiunge la risposta immediata data dalla Regione Sardegna come un atto di solidarietà alla popolazione. Fin dal primo momento, prima ancora di sapere quale fosse l'orientamento preciso, definito e ufficiale del Presidente della Regione Sardegna su questa richiesta, noi abbiamo detto: "Non è in discussione la solidarietà nei confronti del popolo campano, i sardi sono solidali, vogliono esserlo, lo saranno necessariamente, lo vogliono essere, e nella nostra natura, ma non si deve confondere la solidarietà con la mistificazione, e soprattutto non si deve confondere la solidarietà al popolo con la copertura di responsabilità politiche, di quei governi locali, regionali, e di quello nazionale che hanno generato quell'emergenza. Di fronte alla necessità di smaltimento di centinaia di tonnellate di rifiuti, si doveva certamente decidere una strategia per una soluzione rapida. La nostra mozione, se considerate bene il testo, fatta nel momento in cui ancora non si era entrati nella fase calda della questione, non escludeva assolutamente la possibilità che la Sardegna potesse smaltire una certa quota di rifiuti provenienti dall'esterno se si doveva prendere atto di una vera e propria necessità, non escludeva questa possibilità, responsabilmente. Ma la cosa strana è che la solidarietà, la disponibilità della Regione è scattata da parte della nostra Regione immediatamente, in tutta fretta, mentre la dichiarazione di solidarietà, la disponibilità è scattata da parte di tante regioni ma con alcune richieste, innanzitutto di un chiarimento su che cosa si dovesse fare, e anche con la richiesta che derivava semplicemente dal buon senso di coinvolgere le istituzioni locali, il sistema politico, la stessa popolazione per capire che cosa si potesse essere in grado di smaltire in Sardegna, e così nelle altre Regioni, di sapere quanti rifiuti sarebbero arrivati di quale natura, lo avete detto in tanti, dove e come smaltirli e con quali effetti sull'ambiente, evidentemente, ma soprattutto sulla capienza, sulla potenzialità del nostro sistema di smaltimento di compiere questo atto senza mettere in crisi i nostri sistemi. E' inevitabile cioè che un popolo che voglia essere solidale, un'istituzione e un insieme di istituzioni che vogliano essere solidale abbiano almeno gli stessi diritti delle popolazioni campane che non vogliono uno smaltimento selvaggio, puro buon senso, credo. Ora la polemica scatenata in Sardegna, e direi anche le degenerazioni di piazza, hanno, incontrano, non sono generate da una responsabilità politica, credo, così come incautamente si è detto anche stamattina; incontrano, però una responsabilità politica la intercettano necessariamente perché questo Governo regionale ha voluto immediatamente dichiarare la disponibilità allo smaltimento e la fretta è mostrata dal fatto che alcuni incidenti di percorso, diciamo così, nell'attuazione del piano di salvataggio sono di questi giorni, di queste ore. L'Assessore riceve la richiesta di smaltire un certo quantitativo di rifiuto di un certo tipo, dichiara la disponibilità e il responsabile dell'impianto di smaltimento destinatario di questi rifiuti dichiara immediatamente dopo di non poterlo fare per una non compatibilità con quell'impianto. E' evidente che se si ha la fretta di dichiarare una posizione, di sventolare un'immagine e di avere, quindi, anche necessariamente, perché questi sono i fatti, un credito politico immediato, un credito di immagine dinnanzi al Governo nazionale, addirittura di fronte all'opinione pubblica nazionale. La Sardegna la Regione più solidale di tutti, più pronta. Ma la fretta ha generato allarme nella popolazione, ed è stato un allarme spontaneo e direi legittimo, una protesta inizialmente pacifica assolutamente inerme. Però una protesta pacifica, fino alla giornata di giovedì, del tutto pacifica, io sono testimone personale di questo, a cui però ha risposto una incredibile, inusitata fermezza, credo, necessariamente originata dalla posizione del Governo nazionale, che ha dato evidentemente direttive forti alla polizia nella serata di giovedì. Tutti si sono preoccupati per quello che poteva capitare giovedì sera, per i manifestanti davanti al porto, tutti si sono preoccupati per gli incidenti poi di venerdì sera davanti alla casa del Presidente.
Io non sono andato lì, ho dissuaso chiunque mi chiedesse che cosa ne pensassi già prima, ho dissuaso dal rispondere all'appello di quei pazzi, pazzi e stupidi, che hanno incitato ad andare in piazza Bonaria, davanti ad una casa, che giustamente, come tutte le abitazioni, come tutte le dimore è, e deve rimanere, sacra, e in una piazza che è simbolo di ben altro per la nostra Regione, di ben altro. Di ben altra solidarietà, di ben altra radice di valori, di ben altra storia. Ma se tutti siamo senza riserve, ci pronunciamo contro questa pazzia e questa stupidità di questo tipo di violenza, quanti però hanno valutato seriamente l'assurda veemenza con cui le forze di polizia sono state costrette a manganellare manifestanti con le braccia alzate, era letteralmente così, manifestanti con le braccia alzate.
Ora noi crediamo, per chiudere, abbiamo voluto anche noi questo dibattito per riportare nelle sedi opportune e in un tono opportuno il confronto su questo tema, però sono davvero ore tristi, ore in cui la politica italiana vive situazioni veramente incredibili, un Ministro della giustizia inquisito insieme al suo partito e a gran parte della sua famiglia per illeciti compiuti in una Regione il cui Presidente rimane al suo posto…
PRESIDENTE. Si chiuda, onorevole.
LA SPISA (F.I.). Un Ministro della Regione, un Ministro che si dimette in una Regione in cui il Presidente che ha generato, che è responsabile in prima persona di questa emergenza rimane al suo posto, con un Governo nazionale in cui il Ministro dell'ambiente, collega del Ministro della giustizia dimissionaria, rimane al suo posto è un assurdo. E' una situazione anormale in uno stato anormale, in una Regione anormale. Noi vorremmo invece una Regione normale, finalmente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Mi corre l'obbligo di fare il punto della situazione alle 17 e 50. Ci sono 32 colleghi iscritti a parlare, io rinnovo l'invito ad autolimitare gli interventi a cinque minuti, e i colleghi che volessero farlo naturalmente a comunicare l'eventuale cancellazione dell'iscrizione. In questo modo riusciamo a concludere la discussione con una presenza adeguata entro la giornata di oggi, così come avevamo previsto. Quindi non voglio penalizzare chi interviene adesso, però penso che essendo intervenuti i rappresentanti di tutti, se riusciamo a contenere nei cinque minuti gli interventi, questo ci consenta di dire ciò che è necessario dire senza privare chi vuole farlo di parlare. Io vi faccio un segnale ai cinque minuti. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente io parlo con fatica perché sono in debito di voce e quindi sono anche costretto ad andare più lento. Tenterò di fare il più in fretta possibile, ma ci terrei ad esprimere il mio pensiero su questo argomento. Voleva intanto dire che nel prendere la parola in questa Assemblea sento il bisogno innanzitutto di esprimere un giudizio di ferma condanna per gli atti di violenza compiuti nei giorni scorsi da un pugno di agitati individui davanti all'abitazione dell'onorevole Soru, Presidente della Regione autonoma della Sardegna. Una condanna che non vuole essere di maniera, che è una condanna convinta che mi coinvolge intimamente e profondamente prima di tutto come componente del Parlamento dei sardi, poi come dirigente di partito e, infine, ma non per importanza orgogliosamente come figlio di una terra notoriamente generosa ed ospitale come nessun altra. Ed è però con questa stessa convinzione che sento il bisogno di stigmatizzare l'atteggiamento del questore Deiana che ha avanzato sui media l'ipotesi generica e indefinita, che quei fatti siano stati compiuti da individui prezzolati, al soldo di qualcuno o di qualcosa, rinunciando ad andare oltre per il riserbo dovuto alle indagini in corso.
Ebbene io sono convinto che il questore Deiana proprio perché è responsabile dell'ordine pubblico, abbia il dovere morale di rendere noto se questa ipotesi sia frutto di supposizioni personali o piuttosto derivi da informazioni sicure e puntuali delle quali sia venuto ad oggi in possesso e in questa secondo caso credo che il questore, proprio per la tutela dell'ordine pubblico abbia il dovere morale di fare i nomi dei mandanti, se ci sono, chiunque essi siano, sia che si tratti di mandanti politici, sia che si tratti di mandanti appartenenti a quelle organizzazioni camorristiche interessate a mantenere, oggi, la Campania nell'inferno in cui è precipitata.
Ed ancora, sui fatti della notte di Bonaria: io credo che ognuno di noi non dovrebbe consentire a chicchessia di strumentalizzarli con il solo scopo di nascondere il vero problema di tutta questa questione, e cioè i comportamenti del Governatore, le responsabilità che si è assunto indebitamente da solo sul ruolo eventuale della Sardegna nella gestione della crisi dei rifiuti campani. Questo è il punto centrale del problema. Sarebbe davvero troppo comodo, colleghi. E se mi è concesso, in un discorso così serio, mutuare una colorita battuta di un grande attore siciliano, sarebbe troppo comodo, troppo facile e troppo semplice. La verità, la semplice verità che tutti conosciamo, maggioranza e minoranza, è che il presidente Soru, come sempre, come ha fatto in tutti questi tre anni e mezzo, quando riteneva di particolare interesse per una qualche ragione uno specifico argomento, ha valutato da solo, ha deciso da solo cosa andava fatto, come andava fatto, dove andava fatto, e sulle spalle di chi andava fatto, infischiandosene del resto del mondo. Nel suo messaggio ai sardi, pubblicato nei giorni scorsi sui quotidiani, il Governatore afferma di dover sempre rappresentare una Sardegna dei diritti e dei doveri, lo dice spesso. Quello che non riesce a capire è che non può farlo contro il volere dei sardi, quello che non riesce a capire è che in nessun caso può decidere da solo quali siano i diritti e i doveri dei sardi, e dove finiscano gli uni e dove comincino gli altri, non da solo. E allora, senza offendere l'intelligenza di nessuno, cominciamo a puntualizzare quali siano stati e quali siano ancora, invece, i punti nodali della questione. Il primo: bisogna avere il coraggio di dire che il presidente Soru non si è fatto carico di alcun soccorso al popolo campano, ma piuttosto che ha risposto alla chiamata di soccorso del Governo Prodi, e non lo dice Cuccu. Sono andato a rivedermi la rassegna stampa vecchia, del 9 gennaio, e ho scelto i giornali che non sono antigovernativi. La Nuova Sardegna scrive, Augusto Ditel scrive: "Soru oggi dirà di sì, quando Prodi, nel vertice dei Governatori d'Italia, gli chiederà di ospitare la quota (quante tonnellate) di rifiuti napoletani che spetterà alla Sardegna nella ripartizione solidale ipotizzata dal Premier e dal Ministro Pecorario Scanio. Queste sono le parti con le quali il presidente Soru, prima del vertice coi Governatori, ha stabilito le quote della Sardegna. "Dirà di sì perché non può dire di no" - scrive Ditel - "le navi sulla Napoli-Cagliari sono già pronte, l'Autorità portuale di Napoli è stata già allertata da Palazzo Chigi". Questo è del 9 gennaio, e i giornali sono all'alba, in edicola, e l'incontro era il 9 gennaio. Il Corriere della Sera, sempre il 9 gennaio, Massimo Franco, il titolo è "La mossa del Premier per salvare consensi e immagini dell'Unione". Per questo, da Palazzo Chigi, si lascia capire che, alla fine, saranno soprattutto le regioni guidate dall'Unione a smaltire quei rifiuti, e sarà una solidarietà ben remunerata, affermazioni che nessuno ha smentito. Allora, non prendiamoci in giro, quale slancio di solidarietà natalizia! Ancora, ieri, in un altro giornale che non è antigovernativo, il Giornale di Sardegna, Mostallino dice: "Il sì di Soru, comunicato già prima della nomina di De Gennaro - De Gennaro è nominato l'otto -, nella speranza di Palazzo Chigi, doveva essere un passepartout politico, un gesto simbolico che si sperava smuovesse le altre regioni". Ma non è andata così. E allora basta con le commedie lacrimevoli sulla solidarietà al popolo campano; quello che ha messo in moto questo processo è un'altra cosa. La seconda questione è l'emergenza. Bene, il primo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dichiara l'emergenza dei rifiuti a Napoli è datato 11 febbraio 1994. Colleghi, siamo nella Prima Repubblica, e firmato da Amato. Qual è l'emergenza? E c'è una relazione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, del 14 maggio '98, presidente Massimo Scalia, Governo Prodi, che dice, ho estrapolato alcune frasi: "La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di danaro" - e ancora, più avanti - "La criminalità organizzata si pone come terminale del traffico, nel senso che assicura il territorio ove smaltire illecitamente i rifiuti. Può fare ciò perché è la camorra stessa a controllare e gestire ogni metro quadro di ampie aree del territorio campano. In particolare, la Provincia di Caserta presenta zone controllate mano militari dalla criminalità organizzata, eccetera, eccetera, eccetera". Questo è di 10 anni fa. Perché tutto a un tratto è scattata la solidarietà del popolo campano? Sarà perché tutta la piramide verticale del potere, dall'Assessore del Comune di Napoli, all'Assessore della Provincia di Napoli, all'assessore regionale, al Ministro dell'ambiente, sono del partito dei Verdi e sono amici di Pecoraro Scanio? E Pecoraro Scanio fa parte del Governo Prodi? Sarà perché Bassolino, quello riconfermato a furor di popolo, quello delle nuove speranze…
PRESIDENTE. Siamo ai 10. Va bene contenersi o non riuscire a contenersi nei cinque, ci sforziamo di stare almeno nei dieci? Grazie. Ai cinque minuti vi faccio un segnale, perché altrimenti è inutile che diciamo che ci proviamo. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi…
PRESIDENTE. Stiamo andando in ordine di votazione. Lei è sicuramente dopo, onorevole Moro, tranquillo.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, i socialisti non hanno parlato, però.
PRESIDENTE. Li faremo parlare, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Speriamo.
PRESIDENTE. Non c'è nessuna discriminazione verso i socialisti, le assicuro, e mi sono anche simpatici, ma non si può dire.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. La prego di far partire il tempo da ora. Le decisioni che investono materie come quella dello smaltimento dei rifiuti sono complesse e delicate, poiché comportano rilevanza sull'ambiente e sulla salute, e creano quindi sensibilità, attenzione, esigenza di informazione e di condivisione. Per questo, non possono essere assunte da una sola figura istituzionale, per quanto questa figura possa essere espressione della volontà popolare. La tesi del presidente Soru sulla solidarietà, anche e soprattutto in riferimento alla Costituzione, è assolutamente accettabile e condivisibile. Tuttavia, la solidarietà scatta automaticamente quando avvengono fenomeni negativi rilevanti, non controllabili, come sono gli eventi di calamità. Nel caso dei rifiuti della Campania, il discorso, invece, è specificatamente politico, non deriva da un evento straordinario incontrollabile ma è il risultato di una politica dissennata che dura da almeno quindici anni. La Regione Campania, in tutto questo lungo periodo di tempo, non è riuscita ad elaborare e ad attuare un piano efficace di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonostante le varie gestioni commissariali ad hoc succedutesi. Di questo andazzo c'era consapevolezza e si sapeva che sarebbe andata a finire così; ora emerge il problema nella sua gravità, nella sua drammaticità e si fa fronte ad una situazione di vera e propria emergenza da parte del Governo con un piano straordinario per lo smaltimento dei rifiuti solidi.
Data l'emergenza obiettiva si può anche accettare lo smaltimento in Sardegna di una quantità limitata di rifiuti, ma a precise condizioni che vanno rese note, e questa è una delle occasioni: controllo dei rifiuti inviati, che si dice o si teme non siano adeguatamente controllati, e che noi comunque dobbiamo verificare in tutto il loro percorso; rifiuto ad accogliere le cosiddette ecoballe stoccate, di cui non si conosce la composizione; tempi; quantità; siti di destinazione. Le domande devono essere poste certamente con senso di responsabilità per non alimentare preoccupazioni immotivate, ma c'è il diritto di sapere che tipo di controlli sono stati adottati ed essere rassicurati sull'esistenza di verbali che attestino un'analisi approfondita fatta da personale specializzato. Queste esigenze, che si sono tradotte in altrettante paure per i possibili risvolti sulla salute, hanno dato un connotato di impopolarità a quelle decisioni che non si è potuto prendere in Campania, con la condivisione della gente, e che invece agevolmente sono state prese nella nostra Regione. Si tratta però di questioni complesse che riguardano tutti i sardi e soprattutto la salute dei cittadini, e proprio per questo c'era e c'è l'obbligo di informare dettagliatamente i sardi, non dopo la decisione, ma prima di assumere questo impegno. Quella del Consiglio regionale è la sede più opportuna per affrontare le problematiche in questione, non lo sono certamente gli spazi antistanti la casa privata del Presidente, al quale, oggetto di irresponsabili e teppistiche azioni di violenza, non è mancata e non deve mancare la giusta solidarietà di noi consiglieri, perché nessuna forma di violenza può ostacolare o sostituirsi al dialogo democratico. Questo vale per tutti coloro che sanno improntarsi a questi principi, solo le persone che esprimono il loro dissenso civilmente e senza violenza devono essere tutelate nel loro diritto di protestare. Noi siamo comunque qui a rappresentare i cittadini e abbiamo il dovere di registrarne il disappunto, le preoccupazioni, quelle dei cittadini e di tanti sindaci. Il principio di sussidiarietà non vale solo quando gli enti locali nelle loro proposte avanzano richieste alla Regione ma quest'ultimo si dovrebbe attuare anche nella direzione opposta. Se valeva giustamente la campagna contro le scorie nucleari, in altrettanta considerazione si deve tenere il sentimento popolare che si è manifestato in questi ultimi giorni.
Dal punto di vista sanitario recentemente gli Ordini dei medici, soprattutto quello della provincia di Sassari, le hanno sollevate per auspicare una politica severa e un orientamento verso le procedure più ecocompatibili, con un richiamo costante e severo ai risvolti di salute.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai, grazie anche per aver contenuto il suo intervento al di sotto dei dieci minuti.
E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà. Cinque minuti.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io credo che la discussione ci aiuti a capire meglio diversi aspetti della questione.
Io parto dalla conclusione del mio pensiero, io credo che su questa questione il Consiglio regionale deve concludere i suoi lavori approvando un ordine del giorno unitario che sia sintesi positiva di una volontà condivisa che mi pare che anche da questa discussione in Aula sia emersa in modo evidente, al di là poi delle posizioni anche diverse sul metodo, sulle procedure e quant'altro. Però penso che sulla decisione, sul fatto, ci sia una sostanziale condivisione.
L'altra questione che voglio sottolineare è questa: come mai, visto che sulla questione c'è una sostanziale condivisione, non dico generale però mi pare che sia così, perché c'è stata una reazione così forte alla decisione presa dal Presidente? E perché poi quella reazione ha, di fatto, indotto anche a comportamenti che tutti noi abbiamo avuto modo di vedere e anche di condannare? Ecco, questa è la domanda che io mi pongo.
Io credo che ci sia stata, da parte di una parte della stampa e di una parte dell'opposizione, la volontà di cogliere un'occasione ghiotta per muovere un attacco forte al Presidente della Regione, cioè questa è sembrata, a certi settori dell'opposizione e a certi settori della stampa, un'occasione da non perdere per muovere questo attacco molto pesante, però poi, quando ci si muove in modo strumentale, si rischia anche di innescare fatti e vicende che poi vanno fuori controllo, e questo è avvenuto.
Io non dimentico alcune dichiarazioni, penso ad esempio alla dichiarazione dell'onorevole Gasparri che, a proposito del presidente Soru, ha affermato che era un pericolo per il popolo sardo e che tutte le iniziative finalizzate a rimuovere questo Presidente erano giustificate. Penso che una dichiarazione di questo genere non abbia bisogno di commento perché più che dichiarazioni sanno molto di istigazione.
Io penso che sia emersa anche in questi giorni una questione che c'è costantemente tutti i giorni in Sardegna: il problema del diritto all'informazione della libera stampa; problema serissimo che in questa occasione è emerso con maggiore forza. Io penso che i tempi siano maturi perché in Sardegna, anche in quest'Aula, si affronti il problema del diritto all'informazione, perché mai come in questa occasione la disinformazione di una parte molto influente della stampa, sia della carta stampata che di quella radiotelevisiva, ha influito su determinati comportamenti, anche sui fatti che tutti noi abbiamo avuto modo, anche nella discussione di oggi, di condannare e che si sono svolti davanti alla casa del Presidente.
Ecco, io volevo dire queste cose perché, se è vero come è vero che la Sardegna ha fatto bene ad assumersi la sua quota di responsabilità... perché poi, quando si parla dello Stato che deve fare, ma, insomma, il Presidente della Regione che rappresenta il popolo sardo non è parte dello Stato? E non ha fatto la sua parte, non si è assunto la sua quota di responsabilità, e ha contribuito a risolvere un problema che speriamo si risolva davvero? Insomma, riportare le questioni al di fuori delle strumentalizzazioni e al di fuori delle polemiche fuori luogo, riportare le questioni nel loro giusto alveo che è quello della realtà dei fatti. Io penso che se la nostra discussione, come mi pare che stia avvenendo in quest'Aula, si concluderà in modo pacato e sereno, sulla scelta che è stata fatta dal Presidente... poi io sono anche d'accordo che il Consiglio regionale vada coinvolto però io credo che lui avesse, ed abbia, tutti i poteri in quella situazione, per assumere una decisione. Penso che quella decisione abbia dato lustro al popolo sardo e abbia posto la Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie.
SANNA ALBERTO (D.S.). Ne ho altri 5 ma penso che…
PRESIDENTE. No, abbiamo detto che ci autoregolamentiamo, grazie.
SANNA ALBERTO (D.S.). Lei è molto severo Presidente.
PRESIDENTE. Se vogliamo concludere onorevole Sanna…io non sono severo, lei stava concludendo, le avevo già dato i secondi per concludere.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, mi attengo al Regolamento dei 10 minuti. Io credo che questa discussione, come al solito, avvenga quando i buoi sono già scappati, e mi rivolgo ai colleghi, come sempre abitudinariamente faccio nei miei interventi, ai colleghi della maggioranza. Voglio riferire di questi fatti: ho sentito, non più tardi di stamani, tra ieri sera e stamani, da alcuni miei amici di Bologna, di Firenze, di Modena, che mi dicevano: "che bella immagine che avete dato della Sardegna! Avete un Presidente che possiamo quasi definire un eroe", io lo propongo per "Santo subito!", "è un Presidente determinato, è un Presidente che assume decisioni, invece l'immagine che si ha qui in Emilia-Romagna e in Toscana è l'immagine di un popolo sardo gretto, egoista, indifferente, inospitale". Di chi è la responsabilità di questa immagine? E' nostra? E' la responsabilità di quella gente che finalmente si riappropria dei propri diritti e manifesta pacificamente in piazza il suo dissenso? O è di chi, in maniera inopportuna, ha frapposto la sua immagine, il suo decisionismo, l'esercizio del suo legittimo potere, perché il potere, vedete, si possono avere i poteri ma l'importante è come li si esercita. E allora, di chi è la responsabilità di questa brutta, bruttissima immagine del popolo sardo che ha chiesto in piazza, pacificamente, che non venisse calpestata la propria autonomia, la propria libertà di decidere, il suo storico esempio di solidarietà che è sempre stato dato dal popolo sardo. Le pagine di storia, del passato e del recente passato, sono piene della solidarietà dei sardi, non sto qui ad elencare gli atti di solidarietà dei sardi, chi ha calpestato questa immagine di solidarietà dei sardi? Perché, vedete, io non voglio cadere nel tranello del "parlare di solidarietà", è una cosa talmente scontata, che viene usata ad arte dal Presidente, per l'ennesima volta, per mascherare le sue manchevolezze. Quando lui cerca lo spot, per coprire altro, per mettere tutto sotto il tappeto, per coprire le disavventure a cui ci ha portato in questi anni, per coprire le manchevolezze della maggioranza e della sua azioni nei confronti della maggioranza, esce fuori con uno spot. Non c'era tempo, era un'emergenza, inappropriati i paragoni degli incendi e delle alluvioni, quelle sono vere emergenze! E anche in quelle emergenze chi ha il potere legislativo non può dimenticare che ha il primo dovere di rispettare le norme e le regole quando troppo spesso si fa richiamo all'emergenza per superare le norme e le regole è un problema di democrazia, è un problema in cui lo Stato democratico è messo in discussione, e da tempo, io denuncio in quest'aula il fatto che lo Stato democratico è messo in discussione. Siamo in una fase di emergenza democratica. Perciò non parlerò di quella solidarietà, vedete quei giovani e meno giovani che erano lì al Porto canale non manifestavano contro la Campania, non manifestavano contro un atto di solidarietà che non è mai dovuta, io non conosco la solidarietà dovuta, io conosco la solidarietà e basta. Non quella dovuta. Non quella imposta per legge. E quei giovani e meno giovani che erano al Porto canale, che si erano autoconvocati al Porto canale, non manifestavano per i rifiuti contro la Campania. Manifestavano contro il Presidente Soru, il suo metodo e il vostro metodo, che state legittimando in questi anni, assunto dal Presidente Soru per governare. Manifestavano contro il rispetto, il mancato rispetto delle autonomie, della sovranità popolare, dell'autonomia, contro la mancata informazione, contro gli editti monarchici. L'informazione, collega Sanna, certo, c'è una carenza di informazione, dite voi, tanto è vero questo che la Regione paga le pagine sui giornali perché il Presidente possa…
PRESIDENTE. Prego prosegua onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). … perché il Presidente possa, con i soldi dei sardi, comprare le pagine sui giornali e dare le sue risposte. Ma ve ne dico un'altra: qui siamo in presenza di una comunicazione di regime, in cui il Presidente e la Giunta regionale hanno fondato il periodico della Giunta regionale della Sardegna: Novas, con spese a carico della Regione sarda, con una impostazione senza contraddittorio, distribuita in tutte le case della Sardegna, e non m'interessa quanto, mi interessa chi è il direttore responsabile, chi sono i collaboratori, che cosa si dice, perché non c'è contraddittorio. Questa si chiama:"comunicazione di regime". Ecco come sana l'informazione e il vostro Presidente da voi legittimato, che richiama la Costituzione continuamente. Io non esprimo, ho già espresso i miei atti di solidarietà, l'ho fatto perché lo sentivo, ma la solidarietà è un atto a doppia mandata, la stessa solidarietà il Presidente Soru non ha espresso ai nostri sindaci, che sono in prima linea e che sono stati fatti oggetto di violenza. Allora il Presidente Soru non si può dimenticare di essere solidale con chi è in prima linea, e voi lo coprite! E voi lo legittimate! Perché la Costituzione non è da oggi che qualcuno dovrebbe averla presente, la doveva aver presente, la Costituzione, il nostro caro Presidente quando si sono iscritti a bilancio i futuri trasferimenti, calpestando e violando l'articolo 81 della Costituzione, che ha portato la Corte dei conti a sospendere il giudizio, quando ha violato l'articolo 75 della Costituzione, voi l'avete legittimato, si creano i precedenti e quindi la violazione della Costituzione è un atto normale in quest'Aula nell'attività legislativa di questa Giunta; con l'articolo 75, violato per quanto riguarda il PPR; con l'articolo 120 della Costituzione, con l'introduzione della tassa sul lusso; con i continui richiami e rimandi alla Corte costituzionale per la Statutaria, per il rimando della Giunta alla Corte costituzionale sulla statutaria e sul diritto referendario, all'articolo 97, sul buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa e così via..... ma non mi basterebbe il tempo per indicare tutti gli articoli della Costituzione che costantemente sono stati violati e da voi avvallate queste violazioni, e voi siete i maggiori responsabili rispetto ad un uomo solo al comando a cui è da voi consentito di essere uomo solo al comando! Non mi basterebbe il tempo ad elencarli tutti, ma io dico: i fatti di violenza, a chi hanno giovato? Caro questore di Cagliari, che inopportunamente, dimostrandosi non all'altezza del compito, esprime dei giudizi o semina il sospetto del suo ruolo, sarebbe stato molto più opportuno il silenzio, semina il sospetto, allora chiedo al questore di Cagliari: a chi ha giovato quell'azione? A chi ha giovato tutto il caos che è stato montato in Viale bonaria? Non si va a manifestare davanti a casa di nessuno, e sono d'accordo, anche se però la violenza non è solo quella che si esprime con le Molotov non è solo quella che si esprime portando sacchetti di spazzatura. La violenza è anche quella di chi amministratore va a violare i diritti degli altri. Caro questore di Cagliari, perché ha consentito che un'ordinanza ancora inesistente quale quella del commissario all'emergenza campana prevalesse, badate, ancora inesistente quando la nave era in porto, al porto canale di Cagliari sopraffacesse l'ordinanza del Comune di Cagliari stesso, dell'autonomia locale. Quella è violenza, violenza è prevaricare i diritti dei lavoratori, violenza è portare in quest'Aula l'arroganza, violenza è portare in quest'Aula l'esercizio del potere fine a se stesso. La solidarietà, ripeto, si esprime a doppia mandata, se noi fossimo stati qui in quest'Aula a discutere prima forse avremmo salvato la Regione che annega non con un bicchierino d'acqua cercando di svuotare il mare, ma forse insieme avremmo trovato soluzioni condivise così come oggi non troveremo soluzioni condivise se non quelle della censura, la stessa censura che noi abbiamo espresso nei confronti del ministro Giovanardi...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, concluda prego...
CAPELLI (U.D.C.). Al nostro Ministro che in quest'Aula abbiamo censurato per l'azione sulle scorie da destinare in Sardegna, l'abbiamo fatto perché crediamo che il nostro primo dovere ancor prima della solidarietà agli altri, sia rappresentare i nostri concittadini, il popolo sardo, salvaguardare la loro salute e i loro diritti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
L'invito è sempre quello a contenere se ci riusciamo...
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, però io mi richiamo al Regolamento e parlerò per 10 minuti.
PRESIDENTE. Sì, lo so, lo conosciamo, lo conosciamo il Regolamento. Vi invito ad autogestire il tempo, grazie onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì ma parlerò per 10 minuti. Onorevole Presidente della Regione, Assessori, colleghe e colleghi, il tema dello smaltimento dei rifiuti dalla Campania, 14 anni e nove commissari con costi stratosferici, giunge in Aula sull'onda delle giuste reazioni di condanna all'assurda inaccettabile violenta manifestazione davanti all'abitazione del Presidente della Regione. Ho sottoscritto la mozione perché fortemente convinta che le violenze, le minacce e le intimidazioni sono sempre da condannare, in particolare quando sono rivolte contro le istituzioni democratiche e i loro rappresentanti. Non è sfuggita però ad alcuno la contraddittorietà del comportamento delle forze dell'ordine in occasione dell'arrivo della nave proveniente da Napoli, le cariche effettuate nei confronti dei manifestanti militanti attivisti di partiti e movimenti politici erano, chiedo proprio necessarie?
Perché tanta enfasi repressiva, quando non c'è stato alcun atto di violenza da parte dei manifestanti, non si può infatti non evidenziare che in quella circostanza è stata soltanto opposta resistenza passiva, invece in occasione dell'assalto all'abitazione del Presidente della Regione annunciato attraverso sms la presenza delle forze dell'ordine è risultata insufficiente e priva dei mezzi di dissuasione per isolare e contrastare e rendere inoffensivi i facinorosi. Gli agenti esposti alla sassaiola dei teppisti in questo secondo caso, sì, determinati all'aggressione, erano infatti pochi e privi di scudi protettivi al punto da dover chiedere rinforzi per evitare conseguenze ancora più gravi e solo fortunatamente non si sono registrati feriti nella fitta sassaiola che li ha investiti. Per quanto riguarda la vicenda dei rifiuti della Campania la solidarietà dei sardi verso i cittadini che stanno vivendo una condizione di disagio, di negazione dei diritti civili e che sono a rischio di epidemia è scontata.
La Sardegna del resto lo ha sempre dimostrato in occasione delle tante reali emergenze, non solo italiane, sarebbe stato però opportuno il coinvolgimento della comunità isolana proprio perché, onorevole Presidente della Regione, il mancato smaltimento dei rifiuti a Napoli e nella Regione campana, si trascina da 14 anni proprio perché ci sono responsabilità precise anche degli amministratori comunali, provinciali e regionali, proprio perché non può essere considerata un'emergenza imprevista e imprevedibile, non è un improvviso cambiamento climatico, non è il cedimento di una diga, non è un evento eccezionale. Se accettiamo questa logica dobbiamo anche acconsentire ad attribuire responsabilità a tutti quelli che hanno svolto compiti istituzionali, dobbiamo dire che ci sono state inadempienze e che ciascuno non ha svolto il suo ruolo senza assumere le necessarie decisioni e se questo è, occorre rimarcare che chi ha sbagliato e non ha operato con senso di responsabilità, deve trarne le doverose conseguenze. Ha ragione l'onorevole Licheri e mi associo alla sua richiesta, questo secondo me doveva essere il messaggio da trasmettere ai sardi ponendo l'accento sul necessario sacrificio per aiutare altri cittadini i cui amministratori avevano fallito. Un aspetto che non è sfuggito al Parlamento di Strasburgo, né al commissario europeo. Si profilano multe salate per l'Italia e non sarà accettata alcuna deroga e nessun alibi, neppure quello dei clan della camorra. La causa più diretta, ha detto il commissario europeo, è la mancanza di azione e di volontà politica di risolvere il problema, le autorità italiane devono porre in essere iniziative in linea con la legislazione europea e cioè in primo luogo la raccolta differenziata e il riciclaggio. Ecco perché sono convinta che con una corretta, tempestiva e preventiva informazione, anche questa volta la solidarietà da parte della Sardegna non sarebbe mancata e non avrebbe avuto nessun seguito, alcun sms.
Il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli avrebbe evitato che una decisione oggettivamente impopolare venisse assunta in solitudine dal Presidente della Regione, eppure l'ufficio stampa della Regione è molto attento a fornire notizie relative all'attività della Giunta e del Presidente, basta vedere il numero zero di "Novas" che proprio oggi ho trovato nella cassetta condominiale della pubblicità del palazzo dove abito. Quindi, quando si richiamano valori radicati come la solidarietà, non si può evitare di coinvolgere le istituzioni rappresentative, le forze sociali e i cittadini. Così del resto è stato ogni qual volta si è fatto riferimento al popolo, ha registrato risultati estremamente positivi con il coinvolgimento delle diverse istituzioni, delle forze sociali e dei cittadini, compresi i sardi emigrati, la battaglia nei confronti del governo per il giusto riconoscimento del rispetto di quanto previsto dallo Statuto sulle entrate finanziarie della Regione. Era anche quella solidarietà, una troppo ampia fetta dei nostri conterranei è stata invece esclusa dall'informazione, non è riuscita a comprendere perché dinanzi a Prodi il Presidente della Regione abbia assunto immediatamente la decisione di accogliere i rifiuti da smaltire nell'Isola.
Perfino il premier che avrebbe potuto individuare i siti facendovi trasferire i rifiuti in nome dell'emergenza nazionale, ha ritenuto prima di decidere sulla destinazione di convocare i Presidenti delle Regioni per un confronto. E' evidente che la scelta del presidente Soru ha colto di sorpresa gli enti locali interessati allo smaltimento e le popolazioni dell'isola preoccupate per le conseguenze di una decisione non supportata dalla conoscenza della quantità, della tipologia e delle modalità di smaltimento, è stata quindi alimentata la protesta generalizzata e l'iniziativa di opporsi all'arrivo dei rifiuti campani così come era avvenuto in passato nell'occasione del tentativo di smaltire rifiuti speciali e pericolosi nell'isola. In questa circostanza è poi apparsa ancora più incomprensibile la decisione di riaprire la questione del termovalorizzatore di Ottana che dopo il no del Consiglio regionale e la ferma opposizione degli enti locali e delle popolazioni interne della Sardegna sembrava definitivamente accantonata. Una decisione in contrasto con le attuali capacità di smaltimento dei rifiuti prodotti nell'isola e con le positive notizie sulla raccolta differenziata che vede la Sardegna tra le Regioni più virtuose e nonostante ci siano sacche di ingiustificata resistenza, una delle più avanti nel realizzarla. Rimane la profonda amarezza per quanto accaduto che mette ancora più in difficoltà la coalizione di Sardegna Insieme e per un'occasione sprecata in quanto l'adesione al piano nazionale di smaltimento dei rifiuti avrebbe potuto essere una scelta partecipata e condivisa. Anche il richiamo all'articolo 2 della Costituzione, con l'acquisto di una pagina di un quotidiano a spese della Regione non ha ottenuto l'effetto voluto e può addirittura risultare controproducente. Il Governo potrebbe facilmente appellarsi alla solidarietà per altre iniziative non gradite dal Popolo sardo, come quelle per esempio sulle servitù militari, che da parte sua, il Popolo della Sardegna, nonostante l'articolo 13 dello Statuto speciale, attende ancora l'intervento dello Stato per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola. I socialisti, Presidente, hanno assunto posizioni chiare, anche a livello nazionale. Il nostro parlamentare Roberto Barbieri Presidente della Commissione ecomafie ha detto: "Non è più tempo di chiedere alle altre regioni solidarietà senza se e senza ma, occorre che le istituzioni della Campania in attesa dell'avvio di un ciclo industriale dei rifiuti indichino dei siti da adibire a discariche provvisorie". L'obiettivo è restituire alle comunità campane condizioni di vita vicine alla normalità, prevedere l'impiego di poteri sostitutivi fino allo scioglimento delle istituzioni incapaci di indicare soluzioni. E insomma, io credo che nella stagione delle primarie, quando 4 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per indicare il leader del centrosinistra, quando il partito democratico a livello regionale propone ben tre candidati per la segreteria, coinvolgendo decine di migliaia di persone, non ci si può più permettere di agire prima di comunicare e correttamente informare tutti i componenti di questa società. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
Andiamo avanti ad esaurimento, colleghi, stanotte, non è possibile rinviare a domani.
FARIGU (Gruppo Misto). Accolgo subito l'appello della compagna Caligaris, che si lamentava che i socialisti erano stati fino ad allora esclusi. Per la verità mi va di fare una battuta immediata. Io condivido totalmente l'intervento della compagna Caligaris, ad una condizione, che ritiri la firma da quella mozione, perché è pienamente contraddittoria. Preliminarmente, signor Presidente, per meglio affrontare il merito della questione desidero affrontare la questione della violenza. Non ci sono mezzi termini né tentennamenti per una condanna incondizionata verso tutti gli atti di violenza nel confronto democratico. Quindi ciò che è accaduto nella piazza presso la villa del presidente Soru è sicuramente da tutti noi condannabile in maniera decisa, totale. Mi ha irritato però il richiamo, presente nella mozione della maggioranza, all'episodio di uno dei padri, il padre fondamentale della nostra autonomia.
PIRISI (D.S.). L'ha citato Mauro Pili, figurati!
FARIGU (Gruppo Misto). Se l'ha citato Mauro Pili, ne avrà avuto ben ragione, in ogni modo certo non hai ragione tu di richiamarlo a me in questo momento. Ora il richiamo mi ha irritato, perché mi è sembrato irriverente. Un richiamo irriverente, offensivo per la storia del nostro Popolo, della storia della nostra autonomia. Perché, davvero, diventa difficile, per tutta la stima personale che chiunque di voi porti verso il Presidente, ecco, poterlo collocare sullo stesso piano, credo che davvero sia un fatto offensivo. Credo che peraltro lo stesso Presidente alla fine si sentirebbe, se è davvero si insiste su questo paragone, si senta ridicolizzato. Ma quel richiamo agli atti degli squadristi fascisti mi ha anche richiamato una ricca storia di provocazioni delle squadre fasciste, che servivano a rafforzare la regia politica. E allora viene spontanea la domanda: perché fare un richiamo solo parziale? Se quel richiamo è valido, va inteso nella sua interezza, perché dentro quegli atti di violenza degli squadristi fascisti c'erano anche gli atti di provocazione. Io credo che il Questore di Cagliari…
PIRISI (D.S.). Siamo al delirio!
FARIGU (Gruppo Misto). … io credo, per chiudere questa questione sugli atti di violenza, che il Questore si sia comportato in maniera, voglio usare un'espressione gentile, inadeguata, inadeguata nella organizzazione del tutto - e l'ha detto molto efficacemente la compagna Caligaris - quando ha descritto nel dettaglio il comportamento della polizia al porto canale e l'organizzazione di polizia nella piazza vicina alla casa del presidente Soru. Ma non a quello, a quell'inadeguatezza mi riferisco, alla insipienza politica, il massimo responsabile… sono passati dieci minuti Presidente?
PRESIDENTE. Cinque onorevole Farigu!
FARIGU (Gruppo Misto). Ah, ma io lo sa che leggo in braille; è più lenta la lettura braille di quella in nero.
PRESIDENTE. Ma tanto stiamo qua fino a quando non terminiamo stanotte. Prego, prosegua.
FARIGU (Gruppo Misto). … quando va affermando che c'erano dei gruppi, dei giovani prezzolati, pagati. Questa affermazione risulta gratuita, fino a quando non è completata dall'indicazione dei responsabili, dei mandanti. Ma è gravissima sul piano della responsabilità dell'ordine pubblico, quando va facendo questa affermazione in un contesto di forte conflittualità tra le forze politiche. Perché andava individuando in una parte politica, quella della minoranza, la eventuale responsabilità di quegli atti di corruzione o di prezzolamento. Gravissimo! E io spero che il Ministro degli Interni acquisisca questi fatti e queste affermazioni, e adotti i provvedimenti conseguenti, perché questi elementi non sono degni di ricoprire il ruolo che ricoprono per il rispetto dell'ordine pubblico. Sono pericolosi! Chiusa questa storia passiamo nel merito. Il Presidente invoca la solidarietà e impara a memoria l'articolo 2 della Costituzione. Sembrerebbe davvero il capo del catechismo politico a cui si devono riferire tutti quelli che credono in quell'ordine suo. E davvero, infatti, l'intervento del collega Marroccu mi è sembrato che l'abbia davvero imparato a memoria. Perché il suo intervento mi sembrerebbe conseguente ad un fatto che quei rifiuti, che hanno creato l'emergenza in Campania, fossero stati d'improvviso erutati dal Vesuvio. Per cui la calamità!
Terremoto, il Vesuvio che esplode e che invade di rifiuti la Campania, e da lì… Ma come si fa? Come si fa a invocare l'assimilazione alle calamità naturali fatti che sono frutto del malgoverno politico e della gestione che è un vero e proprio cancro della nostra società meridionale, ed in particolare quella camorrista nella Campania? Io dico proviamo ad invertire le parti, se tutto quello che è accaduto lì avesse avuto come responsabile del Governo regionale uno dalla parte politica opposta, se il Sindaco di Napoli fosse un'espressione di una parte politica opposta, posto che il tutto è ben commissionato, con le attività ben note, conosciute, consolidate della camorra, cosa avreste detto? Che c'era una collusione tra potere politico e l'attività della criminalità organizzata. L'avreste inevitabilmente detto! E io per la verità faccio fatica a dirlo, ma qualche fastidio dentro ce l'ho, perché non è pensabile che uno che è stato due volte Sindaco di Napoli, due volte Presidente della Regione, Ministro della Repubblica, addirittura in deroga perché era responsabile di istituzioni incompatibili e gli fu concessa la deroga; come si può com'è che all'improvviso Prodi, il Governo Prodi, dichiara che la situazione della Campania costituisce un'emergenza nazionale e chiama tutti i rappresentanti istituzionali delle Regioni ad affrontarla in nome della solidarietà costituzionalmente sancita. Ma davvero ci vuole coraggio! Ci vuole coraggio! Che un Consiglio dei Ministri dica questo e non rimuova un governatore della Regione Campania…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Morittu. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, ma non parla la fine l'Assessore?
PRESIDENTE. L'Assessore parla quando decide di parlare, come prevede il Regolamento.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Grazie, Presidente e consiglieri. A me pare di condividere l'opinione che tanti consiglieri hanno espresso circa un dibattito che, al di là di qualche eccesso verbale che lo stesso Presidente comunque ha doverosamente richiamato, e che al quale eccesso sono anche seguite scuse sentite e doverose naturalmente, io credo che stia affrontando, diciamo così, sia pure da posizioni diverse anche molto diverse in alcuni interventi, stia affrontando un tema complesso e anche difficile. Le illustrazioni delle due mozioni fondamentali e anche della terza illustrata dall'esponente dell'UDEUR, hanno messo in campo le diverse posizioni politiche. Io naturalmente mi sento di condividere molto la posizione assunta nella sua illustrazione dall'onorevole Marrocu, che condivide, come condivido, la scelta fatta dal Presidente che non è solo una scelta di diritto ad esercitare la responsabilità del Governo, avendone lui la massima carica, ma è anche un dovere, come lui stesso poi ha ribadito richiamando all'articolo 2 della Costituzione. Però mi chiedo, onorevole La Spisa, quando lei dice la nostra mozione contiene un'apertura concreta nei confronti della solidarietà alla Campania e cioè la disponibilità ad accogliere rifiuti, che cos'è che impedisce di esercitare fino in fondo questa volontà di solidarietà? Lo impedisce il problema del metodo, cioè il problema della scelta cosiddetta solitaria del Presidente? E all'onorevole Licheri, lo impedisce la nomina di De Gennaro l'esercizio di una responsabilità e di una scelta di solidarietà nei confronti della Regione Campania? Non del mondo politico campano, ma dei ragazzi che ancora non vanno a scuola, impediti da una presenza inondante e pericolosa dei rifiuti lungo le strade. Allora, io credo che bisogna andare un po' al merito delle questioni.
Sul metodo, si dice che il presidente Soru ha esercitato in maniera solitaria, io che sono come dire testimone vicino al Presidente e alla Giunta, in questa fase di grande emergenza non della Campania soltanto, ma è un'emergenza nazionale, posto che davvero l'Italia è sotto il fuoco incrociato di giudizi negativi nei suoi confronti, e non ci possiamo permettere davvero di rimanere infangati in Campania, dobbiamo assolutamente risolvere con grande tempestività, questo è il senso della coesione nazionale che ha espresso il presidente Soru con un atto subitaneo e responsabile. Ma era un atto solo di generosità e non era dettato da consapevolezza, aveva la grande consapevolezza che la Sardegna poteva esercitare quella solidarietà perché era nelle condizioni di poterlo fare, e tutto questo è stato rappresentato dal Presidente, prima ancora di andare alla riunione a Palazzo Chigi, alla Giunta regionale convocata la mattina di mercoledì 9, la Giunta regionale ha condiviso la posizione e la scelta determinata del Presidente. Io stesso da lui sono stato delegato a chiamare i Sindaci, soprattutto quelli che potevano essere interessati, essendo Sindaci di territori dove erano allocate discariche, per chiedere loro una disponibilità a ragionare sulle modalità e i tempi necessari per esercitare concretamente quest'atto di solidarietà. Ho sentito anche, oltre al Sindaco di Sassari che lo ha anche ammesso a mezzo stampa di questa mia telefonata tempestiva, quando il presidente Soru era da Prodi, io ho contattato molti dei Sindaci e dei Presidenti della Province della Sardegna e tra la serata e l'indomani mattina poi, seppure anche qui in termini di urgenza, sono stati convocati, su delega del Presidente, ho chiesto la loro presenza per decidere come affrontare l'impegno che il Presidente della Giunta regionale aveva assunto a Palazzo Chigi. Quindi, anche da questo punto di vista certo non c'era il tempo di dispiegare le mille consultazioni, ma è stato portato avanti un processo seppure veloce, un processo veloce d'urgenza per consultare soprattutto tutti i Presidenti delle Province che, come ben sapete voi sulla base della legge numero 9, sono ancor più delegati all'esercizio di funzioni in materia ambientale, e molti dei Sindaci interessati compreso il Sindaco di Cagliari col quale ho parlato la notte del 9 e anche l'indomani mattina a più riprese.
Quindi, sul metodo mi pare che sia stato, seppure con l'urgenza che la condizione imponeva, credo che l'abbia esercitato. Domanda: ma la Sardegna se lo poteva permettere? La Sardegna se lo può permettere, perché ha una situazione nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti buona, non eccellente, l'eccellenza la raggiungeremo mettendo in campo il Piano regionale dei rifiuti. Piano regionale dei rifiuti che vi ricordo è stato adottato dalla Giunta regionale a dicembre dello scorso anno, ho chiesto più volte, il Presidente della Commissione me ne può dare atto, di poterlo illustrare alla Commissione stessa per partecipare alla Commissione le decisioni assunte dalla Giunta regionale, decisioni che non sono ovviamente definitive, un piano adottato deve andare in procedura di valutazione di impatto ambientale e quindi alla consultazione di tutti i territori e di tutti i cittadini della Sardegna e solo dopo la procedura di valutazione ambientale strategica, va alla Commissione, formalmente ero disposto ad andarci anche prima alla Commissione consiliare competente per il suo parere di merito e poi alla Giunta regionale per l'approvazione definitiva. Quindi, quanto contenuto anche con la dicitura "piano straordinario" nella mozione presentata dall'opposizione è, come dire, in cammino, e sarà portato avanti con la necessaria celerità. Il presidente Soru si è occupato personalmente insieme a me dell'esame della situazione anche a seguito delle nuove disposizioni normative che fissano, per esempio al 2012 una percentuale di differenziata del 65 per cento, la Giunta regionale ha voluto dare un maggiore impulso fissando il 70 per cento al 2012 della raccolta differenziata, quindi, ci poniamo l'obiettivo di andare all'avanguardia rispetto allo scenario nazionale. Ma la differenziata in Sardegna sta andando bene, siamo oggi al 30 per cento, oggi siamo al 30 per cento! Siamo partiti con il 4 per cento nel 31 dicembre del 2004, ha fatto passi in avanti giganteschi la Sardegna, ce li riconoscono tutti. Naturalmente non basta, perché bisogna comunque andare avanti in questa direzione di virtuosità che sta producendo lavoro, che sta producendo impresa grazie alla partecipazione dei cittadini e dei comuni della Sardegna. Qualcuno è in ritardo, ma noi speriamo di poter raggiungere l'obiettivo al 2008 del 40 per cento che ci colloca davvero nella parte alta delle Regioni più virtuose d'Italia. Quindi ce lo possiamo permettere di essere solidali, non abbiamo necessità di fare grandi sacrifici. Ringrazio il Presidente, anche se, poi, il presidente Soru credo sarà molto più esaustivo e puntuale di me. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Io vorrei iniziare questo mio intervento nel comunicare al collega Marrocu che ha parlato di emergenza, che c'è una differenza nella sua premessa; ha sbagliato! Perché ha detto che era una emergenza, e come tutti hanno fatto rimarcare nei loro interventi, quando un problema si protrae per 14 anni non è più emergenza, emergenza poteva essere l'alluvione del Sulcis, l'alluvione che ha colpito Villanova Strisaili, lo straripamento del Cixerri, ci possono essere altre situazioni che si possono definire emergenze, questa è una cronicità. Se fosse emergenza, l'emergenza lei sa che è un avvenimento non prevedibile, ma quando qualche cosa è così… telefonata di 14 anni che sta per arrivare e si sapeva che sarebbero arrivati a questo punto, io non capisco come mai si è, questa azione, come dicevano molti, solitaria del presidente Soru, si sia trasformata per darne un principio valido come se fosse emergenza. Emergenza non lo è, e se vogliamo anche dirla tutta sono convinto che quando un giornalista ha detto che "è stato un errore di comunicazione", qui abbiamo la massima espressione della comunicazione, il presidente Soru è uno che sa comunicare, sa comunicare molto bene anche le cose che fa male, le comunica facendole passare come atti edulcorati alla popolazione. Il problema è che il presidente Soru, per il quale la sinistra fino a ieri non ha mai dimostrato di nutrire, almeno in questi ultimi tempi, alcuna simpatia, ha voluto essere il primo della classe, credo che anche qualche giornale, qualche testata nazionale l'abbia detto, per ricevere il plauso dei massimi vertici nazionali, e io dico alla sinistra sarda: "Attenti! Qui c'è il tranello che il vostro Presidente vi ha cucito". E' un problema, io dico bravo al presidente Soru, ma questa sua performance sono convinto che la paghino i sardi, e poi dico anche: "quale solidarietà?" ad un amministratore che se voi avete visto la trasmissione di striscia la notizia, Rosa Russo Iervolino, il Sindaco di Napoli, era venuta fuori con una frase che effettivamente ha lasciato di stucco, dice: "non è morto nessuno, prima o poi ne usciremo". Io sono convinto che nell'indigenza sia della Iervolino che del presidente Bassolino sia racchiusa tutta la loro azione politica, e qualche collega ha detto veramente che noi avremmo potuto portare solidarietà perché i sardi, anche dal punto di vista storico, hanno sempre esportato solidarietà nazionale e non da oggi, la storia passata e presente, se voi ricordate della Brigata Sassari, né è un esempio illuminante. Quindi non è che noi non abbiamo dato solidarietà, solidarietà si da quando vi è l'emergenza. Ecco per quale motivo viene da essere condannata l'azione del Presidente che agisce in solitudine, e lui, se non vado errato, dovrebbe anche poterlo dire in Aula, è rientrato, gia la nave era partita e i sardi non sapevano nulla, quando ha ricevuto, non capisco per quale motivo per un altro punto bisogna essere molto chiari, e se si agisce in nome della solidarietà e della Costituzione, e se si opera in condizioni di assoluta sicurezza come adesso, non più tardi di cinque minuti fa ha declarato l'Assessore, se si dimostra che l'arrivo dei rifiuti è del tutto sostenibile dal punto di vista tecnico e ambientale, allora perché si è fatto tutto di nascosto, perché non si parla con i sindaci e si parla già a fatti avvenuti, e con gli amministratori, perché li si convoca ad horas, e molti, anche del centrosinistra, come tutti sanno, non si sono voluti presentare, mentre sulle banchine del Porto Canale c'è già grande tensione. Ma perché si dice che prima arriva solo una nave e poi forse altre? Prima rifiuti solidi urbani e poi ecoballe?
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Io non utilizzerò tutti i 10 minuti, ma non resterò nei cinque, anche perché non vedo perché dovrei fare una dichiarazione di voto quando a molti colleghi non sono bastati i 10 minuti, e del resto ho ascoltato con attenzione tanti, troppi che si sono certamente iscritti a parlare ben dopo di me. Voglio poter esprimere la mia opinione anche se questo dibattito postumo non sortirà certamente alcun risultato al di là di quello che sarà poi il voto finale, perché tanto, alla conclusione, arriveremo ciascuno di noi con la propria certezza; noi con le nostre sul merito e anche sul metodo. Partiamo dal metodo. Assessore Morittu, io forse ho capito male, ma mi è sembrato di sentire in televisione, nei giorni scorsi, il Presidente della Provincia di Cagliari, quindi un alto esponente del Partito Democratico, contestare il decisionismo del Presidente. Una contestazione quindi completamente e totalmente istituzionale, non interna alla logica delle correnti di pensiero del Partito Democratico. Ebbene, Milia ha detto, e come lui la pensano tanti altri rappresentanti delle istituzioni e anche moltissimi cittadini, che in questa occasione, ma ha lasciato intendere anche in molte altre occasioni, il presidente Soru abbia deciso da solo e non abbia nemmeno rispettato la forma esteriore di una consultazione. Vedete, siamo davanti ad una contraddizione che forse Freud potrebbe spiegare, ma nell'attesa della spiegazione i sardi, cioè i vostri stessi elettori, non capiscono, e il fatto che vigliaccamente e incivilmente alcune centinaia di teppisti, con o senza sciarpetta rossoblu, con o senza mandanti abbiano inscenato la gazzarra di bonaria è un fatto certamente riprovevole, che non sposta però di un millimetro il discorso. Io esprimo tutta la mia solidarietà al cittadino Soru, alle forze dell'ordine, alla polizia municipale di Cagliari per quei fatti che non possono esserci ascritti in nessuna misura. Ma d'altra parte non accetto, né posso accettare, che si ribalti il piano delle considerazioni. Il Presidente ha sbagliato a non ascoltare, per quanto in emergenza, i rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte e travolte senza poter dire né a né ba dal suo decisionismo, dalla sua levata di mano da primo della classe, o da aspirante tale, davanti al professor Prodi. E sempre sul metodo abbiamo qualcosa da dire, si accusano i mezzi di informazione di aver raccontato male i fatti, e in qualche caso ai confini della malafede, naturalmente preordinata da posizioni politiche, ma si dimentica di dire che nelle ore calde della decisione solitaria del Presidente la Regione ha taciuto anche con la stampa le modalità dell'intervento che la Regione stessa per ordine del Presidente stava approntando; si è taciuto sulle quantità in arrivo, sulla qualità e sul tipo di rifiuti in arrivo, si è taciuto su tutto e quando avete parlato avete diffuso informazioni assolutamente contraddittorie.
Ecco da dove deriva la sollevazione amplificata da quegli stessi organi di informazione che si sollevarono anni fa con enorme veemenza davanti all'ipotesi, allora remota e mai percorsa, però, di smaltire in Sardegna una piccola parte di scorie nucleari. Ma non vi viene in mente che l'enorme confusione nella quale è precipitato il popolo sardo, la confusione che poi è anche purtroppo degenerata in fatti di ordine pubblico sia in qualche modo riducibile alla vostra condotta? Non vi viene in mente che il no ai rifiuti gridato dal centrodestra e da gran parte del mondo autonomista e indipendentista, ma sorretto da decine di migliaia di sardi non sia un no di egoismo e di pancia, ma un no secco a Soru e al suo modello verticistico? Altro che democrazia partecipata, altro che palazzo di vetro. Noi oggi, nonostante l'Assessore all'ambiente distribuisca tranquillanti via etere nel corso delle interviste, noi ancora non sappiamo che tipo di rifiuti campani si stanno smaltendo in Sardegna. E il collega Licheri chiede: fanno male le eco balle? Attenti, fanno molto più male le balle ecologiche. E' la nostra preoccupazione su questo, è la stessa di gran parte del popolo sardo, ecco perché ribadiamo quanto abbiamo già detto. La Sardegna non può diventare, nemmeno in un suo angolo, una pattumiera indistinta di rifiuti altrui. C'è poi anche un altro aspetto che viene a rischio che gli impianti sardi di smaltimento superino la loro potenzialità e quindi si finisca per trasportare i rifiuti dei sardi in impianti diversi dove attualmente vengono conferiti, e ci chiediamo allora chi pagherà i maggiori eventuali oneri di quel trasporto? Il Governo amico? La Regione? O i cittadini? Anche su questo siete debitori di grandi e preziose informazioni a questa Aula e al popolo sardo, nel nome del quale il presidente Soru parla. Ma deve essere un caso perché anche noi parliamo ad una parte consistente del popolo sardo che non si sente minimamente rappresentata dalle vostre decisioni e che magari hanno anche votato il Presidente, ma non ha mai inteso di conferirgli il diritto di decidere per tutti, su tutto come in questo caso. La spazzatura è ricchezza, dice il Presidente con il sorriso di chi ha capito l'equazione, ma se la spazzatura può essere pure quella una fonte di ricchezza, dove sono allora tutti quegli investimenti e gli incentivi della Regione a favore degli imprenditori che hanno intenzione di lavorare nella filiera del riciclo? Nulla, non c'è traccia nella vostra azione di governo di provvedimenti simili, diciamo che oggi vi fa comodo parlare che la spazzatura è ricchezza, così ce lo potete portare a casa in nome della solidarietà nazionale, della Costituzione e di tutti i buoni sentimenti di cui voi siete portatori a differenza nostra, che invece proviamo solo bassi istinti e ragioniamo di pancia.
La solidarietà, arriviamo a quella, l'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sete, dice che la sua città è sommersa da una maschera di rifiuti che le deturpa il voto e che davanti ad una città, mai così umiliata come in questi giorni la Chiesa non può tacere. Sono parole certamente molto sentite da parte di chi si sente impotente di fronte a questo dramma sociale e noi certamente non possiamo non condividerla. Ma perché nessuno mai parla delle umiliazioni che continuamente subisce la nostra Isola? Se un'emergenza simile l'avesse vissuto la Sardegna e non una Regione amministrata, quanto meno da incapaci, e governata dalla criminalità organizzata, ci sarebbe piaciuto vedere l'atteggiamento del Governo Prodi, l'atteggiamento riservato alla Sardegna in un'occasione così. Ma noi lo conosciamo già, del resto sarebbe stato lo stesso che il Governo Prodi sta usando per le servitù militari come Quirra dove si muore e ancora non si sa perché, dove un controllo scientifico serio ed una bonifica sono urgentissime, ma il Governo continua a tacere. Certo la solidarietà a noi non ci avrebbe aiutato nessuno, a noi non ci aiuta nessuno, e questa solidarietà a senso unico dove i poveri danno e il Governo si salva, ma tutto resta come prima sino naturalmente alla prossima emergenza, a noi questa solidarietà ci fa venire in mente un'enorme foglia di fico, usata nel tentativo maldestro di coprire tutto, anche le vergogne più grandi. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.
SERRA (Sinistra Autonomista). Rinuncio per solidarietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Cinque minuti ma vorrei parlare. Vorrei dire alcune cose perché io davvero non riesco a capire quello che sta accadendo anche in quest'aula, perché si confonde il momento, la contingenza con la prospettiva e davvero mi riesce difficile continuare a sentire discorsi che dicono, sì va bene la solidarietà però… io in questi giorni ho osservato la televisione e la prima cosa che ho visto, e che mi ha impressionato, sono state le scuole chiuse, forse a qualcuno questo importa poco, perché l'istruzione è un elemento secondario della vita quotidiana e sociale, però decine e decine e decine di scuole chiuse, con immagini che "zoommavano" su i materiali che venivano accumulati davanti alle scuole con i topi eccetera eccetera. Immediatamente una persona civile, una persona di buon senso, una persona che ha a cuore le popolazioni più diseredate, visto che siamo comunisti usiamo questo termine, immediatamente non può che pensare che la prima cosa da fare è quello di rimuovere quella discarica perenne. Poi siamo d'accordo sulle responsabilità politiche, sul connubio tra politica e camorra e criminalità organizzata, solo che lo dite qualche volta, lo state dicendo oggi in altre situazioni non lo dite.
Così come oggi vi schierate contro le forze dell'ordine, ma a Genova non vi siete schierati contro le forze dell'ordine…
LIORI (A.N.). Mai!
DEDONI (Riformatori Sardi). Non si è schierato nessuno, neanche oggi!
MARROCU (D.S.). Hanno picchiato con le mani alzate!
DAVOLI (R.C.). Per cui, il problema esiste e a volte i problemi si risolvono con la tempestività, Presidente, voglio recuperare il tempo, voglio recuperare il tempo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi! Vada avanti, onorevole Ladu.
DAVOLI (R.C.). Sì, questo è il primo problema, naturalmente l'aspetto, diciamo così, che viene dopo è quello di come porre rimedio a questa situazione comunque emergenziale, è certo che non è da paragonare ai terremoti, alle alluvioni, però di fatto è un'emergenza, il problema è come risolverla, poi. Vedete, quando noi parliamo di raccolta differenziata, e noi della sinistra, di Rifondazione Comunista, e della Sinistra Sarda, non ci nascondiamo, continueremo a dire il primo articolo, quando c'è stata una campagna mediatica non sarda, ma nazionale, sul discorso dei rifiuti, e sono venuti fuori di nuovo, alla luce, per farsi conoscere meglio, le lobby degli inceneritori, a me, sinceramente, è dispiaciuto molto quell'articolo, perché qualcuno voleva riproporre la politica dell'incenerimento dei rifiuti, quando oggi il vero problema, caro Assessore, è il discorso della crescita, è il discorso della riduzione, riutilizzo, riciclaggio. Se una città come Bruxelles, che è similare a quella napoletana, ha il 74 per cento di raccolta differenziata, all'incenerimento va il 10 per cento. Bisogna mettere in pratica questo, altrimenti non avremo alternative, altrimenti continueremo ad avere questo tipo di problemi. Non è pensabile che l'unico problema, l'unico elemento, o il primo elemento nella piramide, sia l'incenerimento e la termovalorizzazione. E' fallimentare. Poi non mi si venga a fare gli esempi di Brescia, gli esempi di Vienna, perché li conosciamo tutti. Ci sono da prima quegli inceneritori. Oggi, però, anche con la tecnologia nuova, non è pensabile non discutere e non parlare di questo. Con questo si può risolvere il problema del riutilizzo e della diminuzione. Ma, pensate, ci sono alcune cifre qua, in questo pezzo sulla Nuova Sardegna, nel giornale di oggi. In Sardegna c'è il 27 per cento di raccolta differenziata. Ma sapete qual è la percentuale, in base a questi dati, della raccolta della carta? Qui parla del 4,5 per cento, quando sappiamo che la carta, con il solo imballaggio dei prodotti, arriva al 30 e al 40 per cento. Non è pensabile che in Sardegna si raccolga solo il 4 per cento di carta. Allora, questi sono i problemi che bisogna affrontare d'ora in avanti, perché noi, oggi, tutti abbiamo espresso la nostra solidarietà. Non discuto assolutamente dei problemi di venerdì e di sabato, perché mi pare che anche il Consiglio abbia iniziato ad assumere una posizione in qualche modo similare; però, attenzione ad interpretare questi fenomeni. A me ha spaventato la giornata davanti alla Basilica di Bonaria.
CAPELLI (U.D.C.). Esagerato!
DAVOLI (R.C.). Sì, va bene, tu sei superficiale, pensala come vuoi, però, a me ha spaventato, ha spaventato perché non è pensabile che in un paio d'ore si raccolgano mille persone e costruiscano strategicamente un attacco militarizzato. Questo è accaduto. Qualcuno stava per dire che quasi quasi lo ha organizzato il presidente Soru. A chi giova? A chi giova? Ma vogliamo scherzare? Vogliamo sminuire e banalizzare quello che è successo davanti alla Basilica di Bonaria? E concordo, per l'altro verso, con la Caligaris, che al Porto Canale comunque c'erano dei manifestanti pacifisti che sono stati trascinati dalla polizia in maniera poco gentile. Ma questo è un altro discorso, con quelle persone io ho un totale dissenso nel ragionamento sui rifiuti in Sardegna, perché pare che qualcuno voglia definire questo problema come un problema di politica estera; qualcuno ha detto che questo problema se lo deve vedere Napoli con Roma. Folle! Quando il problema è globalizzato. Ma, comunque, tornando a noi, certo che la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riuso, non sono un problema che possiamo in qualche modo risolvere oggi. Però, attenzione, in un problema così emergenziale, c'è una cosa, e finisco con una frase, detta da uno studioso di questi problemi: "Quando la casa è allagata, la prima cosa che bisogna fare non è quella di prendere gli stracci e asciugare la casa. No, è quella di chiudere i rubinetti, perché altrimenti tu puoi togliere l'acqua con gli stracci, il rubinetto è aperto e continua ad allargarsi". Allora, è in questa prospettiva che ci dobbiamo mettere noi, altrimenti il problema non lo risolveremo. Se la Cina, la nuova potenza economica che ha percentuali di crescita del 10-11 per cento all'anno insieme all'India, sono miliardi di persone, ha deciso di eliminare le buste di plastica - è una notizia che è apparsa sui giornali in questi giorni - ha deciso con un decreto di eliminare le buste di plastica, perché? Perché per fare le buste di plastica bisogna utilizzare energia, e l'energia utilizzata è il petrolio. E allora bisogna chiuderlo il cerchio, non si può andare a tentoni, non si può andare a vista. E' un problema serio di organizzazione di questo tipo di percorso, altrimenti il problema non lo risolveremo. Troveremo, di solito, questi problemi che sono capitati in altre… Probabilmente bisognerebbe pensare a fare impianti di compostaggio in Sardegna, forse non è una cattiva idea, visto che buona parte, da questi dati, mi pare che ci raccolga già il 13-14 per cento di compost. Abbiamo impianti di compostaggio in Sardegna? Ce ne sarà qualcuno, ma credo che non sia sufficiente. Questo è un problema, secondo me, che si può risolvere non dico immediatamente, però è un problema di prospettiva corretto, altrimenti, ripeto, non risolveremo il problema, andremo alla rincorsa e saremo travolti da burocrazie, travolti da incomprensioni, e non avremo chiara l'idea di come possiamo farlo. Finisco, ricordando al Presidente che la cosa che ha subito è stata terrificante, e quando si è contro la violenza lo si è sempre contro la violenza, non ad occasioni che possono costruire consenso letterale, o lo si è sempre o non lo si è. Noi siamo contro la violenza, per cui stigmatizziamo il comportamento della polizia che ha portato via di peso Gavino Sale, dal quale sono lontanissimo dal punto di vista ideologico, ma bisogna anche avere il coraggio di dire e di pensare che quello che è successo davanti alla casa del Presidente è inaccettabile, e bisognava dirlo subito. Non tutti l'hanno detto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, l'emergenza dei rifiuti campani ormai è diventata un problema non solo campano, ma è diventato un problema sardo, un problema nazionale, perché credo che abbia, comunque, avuto una risonanza e un coinvolgimento veramente ampi a livello nazionale. E io credo che i veri livelli di coinvolgimento di questo problema siano due: uno riguarda il coinvolgimento politico, dove ci sono delle precise responsabilità da parte di chi governa la Regione Campania e di tutti i rappresentanti istituzionali della Campania che, in qualche modo, hanno competenze in questa materia, e devo dire che, però, su questo si registra un silenzio strano da parte del Governo nazionale, ma anche da parte del Governo regionale; e poi c'è un problema che è determinato dalla realtà oggettiva, che è determinata dall'accumulo di rifiuti che sta causando danni ambientali e sanitari in questa Regione. Io parto dal primo punto, e dico subito che il Governo nazionale per primo deve dare l'esempio con atti concreti. E, a parer mio, la prima cosa che avrebbe dovuto fare il Governo nazionale era quella di rimuovere le cause politiche che hanno creato questa situazione, e andava comunque commissariato il Governo della Campania, il Governo della Provincia di Napoli e il Comune di Napoli, se si voleva effettivamente dare un segnale concreto. Invece, questo non è stato fatto, non si commissaria la Regione Campania, perché la moglie del presidente Bassolino è un senatore che potrebbe servire per chiudere il cerchio al Senato, non si commissaria la Provincia di Napoli perché il presidente Di Palma è un uomo di Pecoraro Scanio, quindi un ministro che anche lui serve per chiudere il cerchio, e non si commissaria il Comune di Napoli perché sicuramente anche Rosa Russo Iervolino avrà i suoi addentellati a livello nazionale. Quindi praticamente non si fa nulla, cioè si sta difendendo una casta e il Governo non è riuscito a dare un segnale veramente forte in questa direzione. E soprattutto noi vediamo che questi signori sono arroccati al potere però si guardano bene dall'indicare delle soluzioni per risolvere la crisi: loro dicono che rimangono al loro posto però non indicano soluzioni, chissà chi dovrebbe trovare le soluzioni per risolvere il problema che parte dalla Campania. E allora io dico che bisogna stroncare subito quel filo che lega il governo dei rifiuti alle azioni malavitose della camorra, questo è il punto che bisognerebbe individuare e risolvere subito; e da parte del Governo nazionale e regionale però vediamo che sempre più spesso si ricorre alla parola magica che si chiama "solidarietà". E allora io credo che questa parola oggi sia un po' abusata da parte del Governo regionale e nazionale e che comunque non può essere questa a senso unico; perché il Governo regionale ha fatto riferimento all'articolo 2 della Costituzione, che parla appunto di solidarietà, però si è guardato bene dal parlare dell'articolo 32 della Costituzione che riguarda il diritto alla salute, in questo caso il diritto alla salute dei sardi, e della legge regionale numero 6 del 2001 che dà indicazioni precise per quanto riguarda il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti solidi urbani prodotti fuori dalla Sardegna. E quindi io credo che noi dobbiamo dire che noi, per quanto ci riguarda, siamo portatori di una doppia solidarietà, Presidente, perché siamo sardi, prima di tutto, e i sardi sono un popolo di persone solidali, e poi anche perché siamo cristiani, credo che la solidarietà sia dentro il patrimonio genetico dei cristiani stessi. Quindi voi che con il popolo campano siete solidali, soprattutto invece lo siete per quanto riguarda il Governo della Regione Campania e il Governo nazionale perché sapete benissimo che, se non si fosse aperto questo spiraglio, sicuramente sarebbe caduto sia il Governo regionale che il Governo nazionale. E allora, a noi pare che a voi prema soprattutto questo, cioè di non creare problemi a livello nazionale, però io credo che la Sardegna non può pagare un prezzo così alto, la Sardegna non può accettare in modo passivo l'arrivo dei rifiuti della Campania e non può neanche diventare la pattumiera dell'Italia. Quindi, io credo che l'atteggiamento in questo frangente del presidente Soru sia un atteggiamento sospetto perché io non so cosa è stato trattato in quell'occasione con il presidente Prodi; e io credo che bisogna dire con maggior chiarezza che l'emergenza non è causata da fatti calamitosi di forza maggiore, perché sarebbe stato sicuramente diverso. Io non condivido ciò che dice il collega Marrocu che, siccome si tratta di una situazione di emergenza, indipendentemente dalle cause che l'hanno determinata, noi comunque dobbiamo intervenire. Sono cose diverse, soprattutto quando queste situazioni calamitose sono determinate dal malgoverno della Regione Campania e dal malgoverno del Comune e della Provincia. Quindi, oggi, signor Presidente, Assessore, noi ci troviamo in una situazione in Sardegna di totale incertezza, in quanto non sappiamo quali e quanti sono i rifiuti che verranno in Sardegna e dove sono destinati e per quanto tempo arriveranno questi rifiuti. L'Assessore è intervenuto ma non ha chiarito nessun punto di quelli che noi volevamo capire questa sera, perché ad esempio si parla di smaltimento di rifiuti della Campania ma non si dice se la regione veramente è in grado di smaltire questi rifiuti e soprattutto non si dice cosa succederà dopo che il CASIC, anche voi lo avrete letto sugli organi di stampa in questi giorni, ha detto che non può smaltire le ecoballe. Quindi io mi sarei aspettato questa sera che l'Assessore, considerato che il CASIC non è in grado di smaltire questi rifiuti, avesse indicato qual è l'altro sito che smaltirà i rifiuti. Allora, io credo che questa è la sede dove bisogna chiarire le cose e bisogna dire cosa vuole fare questo Governo della Regione, anche per venire incontro a questa situazione e per vedere come noi possiamo affrontare questa situazione di emergenza. Allora, mi preoccupa questo fatto perché in tutta la vostra politica io vedo che c'è un ambientalismo veramente di facciata in quello che state portando avanti, e mi pare anche che voi più che l'ambiente state difendendo le lobby ambientalistiche, e lo dimostra il fatto di quella messinscena che è stata fatta nella spiaggia del Poetto qualche giorno fa da parte di associazioni ambientaliste. Non è così che si fa la lotta favore dell'ambiente, io credo che ci sono altre possibilità per fare interventi concreti sull'ambiente.
Così come io non ho mai condiviso e non ho compreso perché voi abbiate fatto come Governo della Regione una crociata contro l'energia eolica in Sardegna, quando si sa benissimo che anche l'Unione Europea e orientata nella direzione di un aumento dell'energia eolica a livello europeo, voi invece avete fatto una battaglia e non si capisce perché. Non si capisce, ad esempio, mi riferisco ad alcune cose che sono state fatte dalla Giunta regionale, e in particolare dall'Assessore dell'ambiente. Tempo fa lui ha fatto bloccare i lavori di una strada di una zona all'interno che sarebbe servita togliere dall'isolamento tutta una serie di comuni dell'interno, perché parlava dei problemi di danno ambientale che avrebbe determinato questa strada e perché per fare questa strada si dovevano abbattere due querce in quel territorio...
PRESIDENTE. Grazie.
LADU (Fortza Paris). No, dieci minuti.
PRESIDENTE. Sì, dieci minuti, sono trascorsi. Finisca, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Due cose soltanto. Devo dire che bisogna pensare a quale è la vera differenza perché, Assessore, io credo che lei non può confondere i danni che può causare una bomba atonica dallo scoppio di un petardo: lei ha paragonato l'abbattimento di due piante con i danni che avrebbero potuto creare gli interventi che voi state facendo in Sardegna. E comunque, finisco, dicendo che c'è un doppio paradosso in questo momento in Sardegna, perché non si capisce perché, ad esempio, la regione Campania che rifiuta di accogliere i propri rifiuti e la popolazione invece...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Insomma, concluda, non è che può continuare l'intervento.
LADU (Fortza Paris). Comunque, volevo dire. Mi interessa dirlo che.... praticamente.... lo dico, che noi non condividiamo ciò che è successo da parte di alcuni manifestanti intorno alla casa del presidente Soru perché riteniamo effettivamente che questi siano fatti incresciosi che non dovrebbero veramente verificarsi e vanno condannati senza condizionamenti, però devo dire anche che noi non capiamo l'atteggiamento del Questore di Cagliari che parla di mandanti quando...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.
Le ho tolto la parola, onorevole Ladu. Non ha più il microfono.
E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
Si contiene nei cinque minuti onorevole Pirisi?
PIRISI (D.S.). Ma l'onorevole Ladu…
PRESIDENTE. E' un Capogruppo onorevole Pirisi. Faccio appello alla sua…
PIRISI (D.S.). D'accordo, cercherò di contenermi. Chiedo scusa al Capogruppo, i miei omaggi. Presidente, io parlo in una Regione che ritengo normale, al contrario dell'onorevole La Spisa, una Regione che ha tanti problemi, ma credo che sia una Regione nella quale, tutto sommato, qualche problema stiamo cercando anche di risolverlo, e dove ogni tanto scoppia qualche bomba, questa volta il casus belli è il problema dei rifiuti. In più, abbiamo un Presidente eletto che non è eletto secondo le leggi, non è un uomo solo al comando, ma qualche volta deve ricorrere a delle decisioni in tempi giusti, evitando che davvero la casa si incendi tutta quanta. E credo anche che sia stato corretto, come molti hanno fatto, di recuperare un tono un po' pacato nella discussione, perché io credo che le parole vadano sempre misurate, sia com'è successo stamattina, quando è stato commesso un errore nell'aver… e ha chiesto scusa pubblicamente il collega Frau, e credo che sia giusto anche dire che affermazioni che sono state fatte anche stasera del tipo: a chi giova lo squadrismo che è stato messo in atto davanti alla casa del Presidente Soru? Bene, io a questo proposito vorrei essere chiarissimo, la manifestazione, che è stata chiamata pacifica, all'interno della quale si sarebbero introdotti dei facinorosi, è stato detto prezzolati e, non lo so, ho sentito questa cosa, chi l'ha affermato è persona nella quale io ho stima e fiducia e in cui, ci ritorno, e ha detto l'onorevole La Spisa che sono dei provocatori imbecilli, li ha chiamati, io voglio dire che l'attacco squadristico non è avvenuto nel momento in cui sono iniziati i disordini, ma l'azione squadristica è partita con la convocazione e con gli sms, che sono stati lanciati nella città e che, irresponsabilmente, una televisione sarda faceva scorrere durante due ore abbondanti di dibattito, quella è azione squadristica, e non c'è nessun paragone fuori luogo quando si dice che nel momento in cui viene violata la casa di un cittadino che ricopre la carica di Presidente della Regione Sardegna, quella è un'azione squadristica e va condannata a prescindere a priori, non si può andare a dire, è vero certo, che in qualsiasi caso, perché se noi, e io sono d'accordo con l'onorevole Capelli quando ha detto che siamo nelle zone interne della Sardegna, più che nelle altre parti, poi è uno sport abbastanza diffuso, in Sardegna, vengono attaccate le case dei sindaci, la casa privata, non il Comune, che è già un atto barbarico, ma quello è squadrismo, sono azioni scellerate e criminali, che vanno condannate in tutti i modi, e in tutte le maniere. E lo dico anche perché, l'azione squadristica è partita da un altro luogo che è il sagrato di nostra Signora di Bonaria che è un luogo sacro, è un luogo sacro sempre, perché il sagrato è luogo nel quale venivano avviati i presbiteri alla religione cristiana, e quindi come tale ha un significato profondo e importante, all'interno della Chiesa cattolica e chi è cattolico deve essere rispettato sempre. Ma lì si è dato l'appuntamento per un attacco nei confronti della casa del Presidente della Regione, che ha affetti, ha parenti, ha amici e non è pensabile che ci possa essere stato un assalto così come c'è stato, c'è stata gente strattonata, a qualcuno è stato portato via uno striscione di solidarietà nei confronti del Presidente della Regione. Questo è l'attacco squadristico! Il questore di Cagliari, che io conosco, da tempo, perché ha combattuto la criminalità in provincia di Nuoro, prima da capo della mobile e poi da questore, ha fatto azioni brillantissime, nella liberazione dei sequestrati di questa piaga che grazie al cielo, con il concorso di tutti, oggi non c'è più, salvo l'ultimo episodio terrificante che c'è stato di Bonorva, ebbene, questo funzionario è un servitore dello Stato ed è stato attaccato anche, tempo fa, quando qualcuno, direttore di un giornale, dalla colonna della prima pagina, chiamava i poliziotti "Zeraccus", in senso dispregiativo, li chiamava servi e lui era uno che tutelava, quelle forze dell'ordine, ieri è anche oggi, cari colleghi, non possiamo usare due pesi e due misure, sono servitori dello Stato, che devono far rispettare le leggi, e non credo che sia impazzito…
PRESIDENTE. Prego onorevole Pirisi, concluda...
PIRISI (D.S.). Sì onorevole Ladu, lasci perdere le altre cose e le altre storie, lì si è trattato di un attacco proditorio, e si è trattato di un'azione che tendeva a stendersi davanti ai camion, è un'azione non violenta, d'accordo, però si stava ostacolando una decisione che è stata assunta responsabilmente da chi sta cercando di eliminare una piaga enorme che oggi noi abbiamo per la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, ha detto: "dobbiamo mettere mano", il Presidente della Regione ha detto: "concordiamo", non le storie che si sentono: "noi siamo preoccupati di sostenere Bassolino, saremo preoccupati che il Presidente Soru sia andato lì a contrattare delle contropartite per il futuro", questa non è solidarietà, questo è mercanteggiamento, questo do ut des, questo è dare - avere, ma che c'entra la solidarietà! E mi si viene a dire che dovremo avere una solidarietà… noi abbiamo azioni leghistiche, azioni che si stanno portando avanti, che sono delle azioni inaccettabili, benissimo, allora io voglio dire, Presidente, qui si sta dicendo che ci sarebbe la moglie di Bassolino senatrice ed è traballante il Governo…per questo si sarebbe detto: "Diamole una mano, non si sa mai". Ma scusate colleghi, ma l'avete visto il pattume che c'è in quelle strade? L'immondizia che quando piove… i topi che girano, ma di che cosa state parlando? Si tratta di un'azione che è tesa a liberare, è vero che non si tratta, com'è stato detto, di una calamità naturale, però qualcuno non può negare che si tratta di un'emergenza igienico sanitaria. Ed è una emergenza che sta mettendo nel ridicolo la nazione italiana. Ci stanno additando come un paese, non del G8, ma quasi come una sorta di paese sottosviluppato. Io mi sono sentito orgogliosamente consenziente con la scelta che ha fatto il Presidente della Regione, e nessuno qui dentro, nessuno, mi può accusare, di piaggeria o di azioni servili come abbiamo sentito all'inizio di questa legislatura, e che sono state cambiate adesso. Se non sono d'accordo lo dico in maniera chiara, senza stare lì a pormi molti problemi, ebbene, io credo che sia un'azione giusta e corretta, un'azione giusta e corretta quella che è stata fatta, e quindi ritengo Presidente che vada spiegata perché toccare gli istinti più bassi da parte di tutti…. Io devo parlare 10 minuti onorevole Moro…
MORO (A.N.). Da quando sono passati!
PIRISI (D.S.). Ma stia buono e tranquillo…Presidente, cerco di sarebbero mentre perché qualche minuto se lo risparmia utile per tutti, però io vorrei dire che è necessario che le spiegazioni vengano date, perché toccare gli istinti più bassi che noi abbiamo è facilissimo, andare a dire: "badate che ci stanno riempendo di immondezza" dire che ci porteranno tanta di quella immondezza che riempirà la Sardegna è una sciocchezza. A chi oggi ha alimentato questa barzelletta, perché sa benissimo che non è vero e non è così, non è vero e non è così… Perché il CASIC, in sette ore, ha smaltito quella nave di pattume che è arrivata qua, e sono i rifiuti solidi urbani che vengono abbandonati dai cittadini a Napoli.
Bene, Signor Presidente, io credo però che sia giusto che il problema dei rifiuti, come diceva l'assessore Morittu, venga affrontato in Commissione quanto prima, e poi magari ne discutiamo tutti quanti assieme perché troppa demagogia si sta facendo su questo argomento, e troppe paure si stanno suscitando. Io credo invece che la cosa giusta che dovremmo fare, reciprocamente, perché domani, cari colleghi, avremo noi questo problema. Perché così come Berlusconi non ha risolto il problema di Napoli, negli anni passati, così come non l'ha risolto il Commissario, è stata commissariata la Campania onorevole Ladu, è stata commissariata ed è stato messo anche un commissario di Alleanza nazionale che per 5 anni ha cercato di risolvere questo problema senza riuscirci, quindi il problema non può essere soltanto messo in capo ad una forza politica o ad una coalizione semplicemente. Credo che sia un problema grave che dev'essere risolto e noi, noi tutti quanti assieme dobbiamo svolgere il nostro ruolo e la nostra funzione per dare una mano affinché degli altri italiani come noi possono avere un momento, come dire, possono respirare un pochettino di aria pura e di aria libera.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi, ci ha risparmiato un minuto. Grazie per questo.
E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, innanzitutto vorrei rinnovare al presidente Soru la mia personale solidarietà per i recenti fatti accaduti davanti alla sua abitazione e soprattutto condannare quei teppisti, che io li chiamo criminali, se mi consente l'onorevole Pirisi che ha criticato tutti i termini usati, sperando sempre che si faccia giustizia e che vengano dalle forze dell'ordine e dalla magistratura puniti per ciò che hanno fatto. Detto ciò mi sento in dovere di dire che, e ci tengo a puntualizzare che in alcuni fatti mi hanno visto pienamente partecipe. Non ho nulla da nascondere e sono fiero di aver preso parte ad una protesta di popolo contro le modalità dell'arrivo dei rifiuti dalla Campania. La solidarietà non è mai stata messa in dubbio né in discussione come più volte abbiamo detto in diverse sedi e ci appartiene pienamente.
E' vero, io ero presente, vi confesso in quest'Aula parlamentare, non ho caricato nessuno, anzi, bugia, ho caricato grazie a un giornalista della "Nuova Sardegna" una ragazza che si è ferita alla testa negli scontri che stava passando in macchina perché io non ho seguito tutte le faccende tranne al momento sono arrivato e mi stavano intervistando, al momento che partivano le cariche da parte dei ragazzi verso le forze dell'ordine, è arrivata una pietra non so da dove è partita verso una ragazza che era seduta in una macchina col fidanzato che penso non avesse niente a che fare con la manifestazione, ho trascorso cinque minuti proprio lì di fronte con testimone la Stampa, la polizia che era vicino a noi quando ci stavano facendo le interviste, e mi sento di condannare a pieno quei cento teppisti che citava l'amico Davoli, che io chiamo criminali che è diverso dal teppista perché quando uno commette un crimine, cioè lanciare qualsiasi oggetto, le manifestazioni pacifiche vanno sempre bene quando sono pacifiche, quando spuntano pietre, quando spuntano pezzi di vaso, caro collega Pirisi, lei mi sembra che ha parlato e non l'ho interrotta, io ho precisato che a titolo personale mi trovavo lì, non mi nascondo onorevole Pirisi non ho il vizio di nascondermi. Ho visto cosa è successo al porto canale dove si è consumato un atto arrogante, riconosciuto dalla gran parte di questo Consiglio regionale, una imposizione autorizzata, non si sa da chi, ordine di attaccare, benissimo! Non condanno le forze dell'ordine che obbediscono agli ordini, è giusto che le forze dell'ordine quando subiscono l'ordine devono metterlo in pratica, ci sono interrogazioni parlamentari, non sta a me dire chi ha dato l'ordine, non me la prendo né col ministro Amato perché il giorno circolava il nome del ministro Amato che ha dato l'ok, Di Gennaro che si dice che è stato nominato dopo, mi va benissimo, sarà chi di competenza giudicare questi provvedimenti. Ho visto e partecipato, sottolineo, a livello personale, alla manifestazione che c'era sotto casa del Presidente dove c'erano migliaia di manifestanti tranquilli, intere famiglie che hanno manifestato il loro disappunto con decisione in modo assolutamente tranquillo e civile sin che quelle frange di persone poco serie hanno creato e provocato lo scontro fisico veramente fisico con le forze dell'ordine. Di una cosa mi sono lamentato, ma mi sono lamentato lì quando c'erano le forze dell'ordine che quando abbiamo tolto quella ragazza dalla macchina non c'era un ambulanza nel momento del disagio e poi leggiamo la stampa che c'era un'ambulanza che suonava da tutte le parti e quando ho chiesto aiuto per togliere quella ragazza che penso che non c'entrasse niente seduta in un'autovettura lì di fronte perché stava passando, se avete visto le immagini passavano macchine durante gli scontri. Il minimo era chiudere le strade. Non sono io che faccio queste cose, collega Pirisi, non valuto io queste cose, però bisogna citare tutto quel che si conosce, io non cito cose che non conosco. Quando diciamo che la solidarietà è solo di una parte, io ho visto quelle immagini bruttissime che sono lo specchio d'Italia perché...
PRESIDENTE. Prego onorevole Randazzo.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Anch'io ho visto quelle immagini, mi preoccupa che la gente non vada a scuola, ma mi preoccupa anche l'aria che respira, mi preoccupa prima di chi va a scuola perché con l'ambiente che c'è quei topi che citava il collega Pirisi li abbiamo visti tutti, ma lei ha provato a vivere con rifiuti che giacciono lì da mesi di fronte alle proprie abitazioni, di come può essere garantita l'incolumità della salute? Questi problemi però sono citati anche dalla relazione del dottor Guido Bertolaso che mi sembra che è una persona stimata, riconosciuta da tutti, ma sono citati in relazioni depositate presso il Parlamento della Repubblica che è il luogo che deve occuparsi di queste emergenze, non calamità e dove dice: "I primi fondi dell'emergenza, decreto fatto nel '93 per evitare che si concentrino i rifiuti lungo le strade della Campania, assunti in blocco 2300 operatori per far sì che parta la raccolta differenziata e prevediamo che nei prossimi cinque anni si arrivi al 50 per cento della raccolta differenziata. Benissimo. Non è stato fatto. Collega Pirisi, io non cito chi c'era di A.N. perché c'erano tanti amministratori, non sta a me giudicare, conferma? Come non sta a lei giudicare, ma, un dubbio viene, ci sono problemi, che giudichi qualcuno. Oggi mi preoccupa come vengono smaltite le giacenze che hanno uno i 4 milioni, i 5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani dichiarati dalla relazione di marzo 2007 alla Commissione d'inchiesta della Camera dei Deputati dal dottor Bertolaso mi preoccupano gli 8 milioni e mezzo di ecoballe storiche, non parliamo dei rifiuti ad oggi lungo strada, stiamo parlando dello storico che purtroppo fa del danno non solo agli animali perché quando ho visto decreti di sequestro di capi e messo a rischio la produzione della mozzarella campana, la famosa mozzarella di bufala, mi preoccupo perché è tutto l'insieme, quando si blocca l'economia di una Regione dovuta a tutte queste problematiche, perché le diossine nel territorio si spargono quando il rifiuto viene bruciato. Parliamo tanto di ambiente il protocollo di Kyoto e mi dispiace che non ci sia l'Assessore, prevede una riduzione dell'emissione nell'atmosfera di micro polveri e mi sembra che però col sovraccarico dei rifiuti e il 20 per cento di polveri che producono la... chiedo scusa, la termovalorizzazione produce il 20 per cento di ceneri che vengono compattate, collega Pirisi, poi le cito chi ha fatto queste dichiarazioni come esperto a livello internazionale, chiedo scusa io purtroppo come tutte le notizie che ho appreso su questa faccenda le ho apprese dalla Stampa, io non ho avuto la fortuna di avere i dati prima come non ha avuto la fortuna di averli chi è stato dichiarato in quest'aula, mi smentirà chi di dovere Presidente. Una precisazione, l'assessore Morittu ha dichiarato in quest'Aula che il giorno che è stato firmato l'accordo col Governo Prodi cioè il 9 sono stati avvisati i sindaci e i Presidenti della Provincia, io chiedo al assessore Morittu di raccordarsi almeno con il Presidente… all'Assessore scusate, all'assessore Morittu, era onorevole, diritto acquisito non si perde quindi, l'onorevole Morittu che si metta d'accordo almeno con il Presidente della Provincia che ha sentito. Perché quando il Presidente della Provincia di Cagliari dichiara in Consiglio provinciale, in un contesto istituzionale, che ad esempio, ha concluso Milia: "Se avessi saputo sin dall'inizio che il quantitativo di rifiuti era quello che poi è stato, probabilmente sarebbe bastato un comunicato del TECNOCASIC per fare chiarezza sulla reale portata del loro impatto ambientale". E non lo sapeva il Presidente della Provincia, questo l'ha dichiarato in un'Aula parlamentare. Suppongo che lui non abbia dato notizie false, come il suo Assessore, Rosalba Congiu.
PRESIDENTE. Sono scaduti anche i dieci, onorevole Randazzo.
E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente. Salto tutte le premesse, cercherò di stare nei cinque minuti che lei ci ha richiesto Presidente. Devo confessare però che in questo dibattito ho avuto la sensazione che anche colleghi che hanno avuto lunga esperienza di amministratore comunale non abbiano coscienza e conoscenza dei problemi che comporta avere i rifiuti solidi urbani per strada per molti giorni. Io non ho capito come si possa negare che la situazione campana, non solo di Napoli, sia una situazione di emergenza. Ho sentito numerosi colleghi del centrodestra negare questo evidenza, che è solare. Napoli e la Campania vivono una situazione di emergenza sociale e sanitaria drammatica. D'altronde, badate bene, non capisco questa acrimonia di molti interventi dei colleghi del centrodestra su questo elemento fondamentale, quando io sono costretto a leggerlo, lo stesso Silvio Berlusconi, il 12 di gennaio, insieme allo stesso Casini, insieme alle dichiarazioni di Fini, non certo di Gasparri, lo stesso Berlusconi dice: "Non è possibile non risolvere l'emergenza rifiuti e la solidarietà deve esserci, e tutti finiranno per darla anche se deve essere come fatto transitorio e di emergenza". E continua: "La situazione è talmente grave, che dobbiamo tutti collaborare per superarla". Voglio dire, queste sono affermazioni fatte da un leader politico nazionale che, ancorché non sia tra i leader che mi stanno più simpatici, ha rappresentato con queste parole l'assunzione di responsabilità di un leader nazionale, che non si lascia e non si è lasciato, in questo frangente, non si è lasciato obnubilare da quelli che sono gli interessi di bottega, i bassi interessi di bottega elettorale. Cercare di strappare qualche voto, cavalcando l'ondata del millenarismo o dei rifiuti che sommergono la Sardegna, la Sardegna che diventa pattumiera d'Italia, l'ambiente che viene degradato da 6 mila tonnellate di rifiuti, che dovrebbero essere la quota parte della Sardegna. Ma via colleghi! Com'è possibile che in una situazione di questo genere si arrivi ad esasperazioni di carattere elettoralistico di questa natura? Scusate ma io m'indigno, io non sono abituato a fare polemiche e non la voglio fare la polemica, ma com'è possibile non pensare… e io ho vissuto quattro giorni, da sindaco, con l'esperienza dei rifiuti nel mio comune, per un guasto all'autocompattatore, sto parlando dei primi anni 80, e vi posso assicurare che quattro o cinque giorni di rifiuti nelle strade e nelle case sono un problema di emergenza. Ma non siamo neanche lontanamente vicini ai livelli di emergenza che abbiamo visto in televisione e che stanno vivendo i nostri concittadini napoletani e campani. I nostri concittadini! Mi sorprende che partiti, onorevole Artizzu, partiti che si chiamano Alleanza Nazionale e che danno quindi il senso di un interesse per l'unitarietà della nazione, o come Forza Italia, o come si chiamava, Forza Italia, e quindi anche qui il senso dell'interesse nazionale che cerca di abbattere i confini regionali, abbiano in questa situazione, in questo frangente, utilizzato quasi le stesse parole e lo stesso atteggiamento della Lega di Bossi. C'è pochissima differenza tra "La Padania" e qualche giornale meridionale, anche sardo. E quando andiamo a guardare con preoccupazione la fotografia che per esempio il CENSIS…
Presidente per cortesia!
PRESIDENTE. Onorevole Salis, prego!
SALIS (Gruppo Misto). Grazie. La fotografia che fa dell'Italia il CENSIS nell'ultimo rapporto, e definisce l'Italia, l'Italia fotografata come una nazione "mucillaggine sociale", viene utilizzato questo termine per definire lo stato dell'unità d'Italia, dei sentimenti… la mucillaggine sociale, cioè una nazione senz'anima, senza nerbo, impaurita, sempre più egoista e divisa. Questo elemento dovrebbe far preoccupare tutti, al di là delle contingenze politiche, al di là dell'astio, spesso dell'odio, che si ha nei confronti del presidente Soru, a cui io e il mio partito abbiamo manifestato solidarietà, nonostante in alcuni frangenti e per alcuni temi possiamo anche essere stati, abbiamo avuto opinioni diverse dal Presidente, in questa situazione noi lo ringraziamo, perché ha dato l'idea e la visibilità alla Sardegna di una leader, in questo caso di un leader che sa decidere e che sa qual è il bene e che sa come utilizzare i propri poteri. Cosa ha fatto l'onorevole Formigoni? Il Presidente della Regione lombarda, che ha convocato le province, che ha convocato i comuni, che ha convocato i consorzi, non è partita una busta da Napoli verso la Lombardia. Non è partita una busta! Bene, voi tenetevi il vostro Formigoni, noi preferiamo avere un presidente della Regione che pensa ad un'Italia unita, e che pensa che i campani fanno ancora parte dell'Italia, onorevole Artizzu. Perché la solidarietà, Cuccu, mi ha sorpreso anche il suo intervento, anche un po' carico, un po' astioso stasera, la solidarietà è facile da dare a gratis. L'unica solidarietà che si può manifestare nei confronti dei campani, ma varrebbe per i toscani, per i lombardi e per i siciliani, o per i sardi nell'identica situazione campana, è quella di eliminare i rifiuti dalle loro case, dei loro posti di lavoro e dalle loro scuole. Questo va fatto, senza le tonnellate di se e i metri cubi di ma che ognuno di voi, o molti, in questa sede hanno portato. E soprattutto, è l'ultima cosa che voglio dire, che come la solidarietà va data con atteggiamenti e atti concreti, anche la solidarietà al presidente Soru, o gli atti di violenza, non solo vanno condannati a posteriori, ma vanno anticipati, bisogna fare opera di sensibilizzazione, evitare che anche qualche isolata testa calda possa emulare gli atti dei rappresentanti del popolo. Così come successo, onorevole Artizzu, poi a quattrocchi le farò vedere come anche i suoi atteggiamenti sono stati emulati da qualche testa calda, che non mi interessa dirlo qui pubblicamente, ma glielo faccio vedere a quattrocchi. Quindi un rappresentante del popolo è un rappresentante politico, che ha una sua responsabilità nei comportamenti, deve evitare di innescare… Non ho ancora finito i miei 10 minuti, Artizzu la prego, se non mi interrompi è meglio. Quindi, voglio dire che il fatto che un rappresentante politico dia esempi da cattivo maestro, in questo caso sì, e porta agli esempi che abbiamo visto, agli atti che abbiamo visto, non solo alle questioni del porto, ma alle manifestazioni sotto casa degli avversari politici, non dei nemici, degli avversari politici, e poi porta alle situazioni che abbiamo vissuto a Bonaria. Ecco perché a questo punto bisogna cercare l'unico modo di uscire da questa mucillaggine, che fotografa il Censis e cercare di riprendere una visione etica e solidale della nostra attività politica, e tutti partiti lo devono fare. Per questo l'Italia dei valori vota la mozione che abbiamo presentato, sostiene la Regione, l'Assessore e il presidente Soru nell'attività di solidarietà nella Regione campana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente del Consiglio, Assessori, colleghi, mi sarebbe piaciuto anche che ci fosse, per dare un senso anche di rispetto rivolgendomi verso di loro, ci fosse stata la presenza dell'Assessore competente e del Presidente della Giunta. Ma siccome soprattutto il Presidente non usa rispettare l'Aula, anche se poi chiede spesso rispetto personale e politico, sottolineo la sua continua mancanza di rispetto istituzionale verso l'Aula.
Io sono uno non pentito delle azioni di protesta nei confronti dell'arrivo dell'immondezza dalla Campania, se fosse stata da una qualunque altra regione, fosse stata anche la Corsica, per me sarebbe stato lo stesso, perché mi sono convinto che la Regione Sardegna non sia certamente una Regione priva di una politica nei confronti del problema dei rifiuti solidi urbani e del loro bruciamento nei termovalorizzatori e nella messa in discarica, o comunque noi siamo la Regione che si è data una politica. Parto dalla politica che si è dato il Partito di Governo del Presidente della Giunta, che nel proprio programma elettorale si è presentato ai cittadini sardi dicendo che la Sardegna aveva una politica, e lui intendeva ribadirlo, di incompatibilità totale contro l'arrivo di qualunque tipo di rifiuto, nucleare, e non è improbabile che vi siano arrivati con queste ecoballe famose di cui si parla, che sono arrivate con la nave l'altro giorno, con quelli tossici, sicuramente ne sono arrivati, e con qualunque altro tipo di rifiuto. Del resto lo dice la parola, si tratta di rifiuti, non vedo perché noi dovremmo accettare ciò che gli altri rifiutano, i rifiuti. La Sardegna si è data una politica di rifiuto nei confronti dell'arrivo di questi prodotti da oltre Tirreno e si è data una politica talmente forte che ha costretto imprese a chiudere, che ha costretto centinaia di padri di famiglia a starsene a casa disoccupati, ha costretto opere pubbliche importanti come quella della diga di Monte Nieddu a rimanere un'incompiuta, con contenziosi terribili tra la ditta appaltatrice e la Regione sarda e gli enti locali, che dovrebbero gestire la costruzione di questa importante opera pubblica per lo sviluppo civile del territorio del sud est dalla costa della Provincia di Cagliari, per lo sviluppo agricolo, per lo sviluppo turistico di una zona dove c'è una delle resort più importanti dal mondo, noi per impedire l'arrivo delle polveri anche secondo una norma di legge che nessuno ci ha obbligato a darci, che noi ci siamo dati, abbiamo impedito la costruzione di quest'opera pubblica, per dare alla Sardegna uno sviluppo di un certo tipo sul quale possiamo essere o non essere d'accordo, però accettiamo rifiuti degli altri. Sul tema dei rifiuti non mi meraviglierebbe se qualunque ragione, la Sardegna compresa del resto, si fosse data una politica diversa, la Germania accetta rifiuti da mezza Europa, ne ha fatto un business, ha fatto una propria scelta, discutibile, una scelta che può essere criticabile per chi non è d'accordo, la Sardegna ha fatto una scelta politica, con le leggi che il popolo sardo si è dato attraverso i suoi rappresentanti, una politica diametralmente opposta. Il Presidente della Giunta Soru in barba a tutte le leggi che noi ci siamo dati, in perfetta solitudine, non mi risulta che abbia consultato neanche i rappresentanti della propria maggioranza, ha deciso di prevaricare le leggi dello Stato oltre che quelle della Regione, perché questo tipo di rifiuti non possono neanche essere trasportati, anche in base alle norme dello Stato; sono stati bruciati dal Casic, e non potevano essere bruciati perché era contro le leggi, tant'è che il Casic sul giornale di oggi ha dichiarato che non continuerà questa attività. Su questa politica noi abbiamo speso un mare di quattrini con il progetto di Sardegna fatti bella, io non riesco a capire perché all'improvviso il presidente Soru abbia deciso, secondo, le cito una frase di Montanaru, sono stati citati tanti politici io le cito una frase di Montanaru: "S'aliga anzena bale sempere de prusu". Non ho capito perché? Lei c'ha dato anche degli esempi precedenti portando da fuori di tutto consulenti, Assessori forestieri adesso anche l'immondezza. Non riesco a capirlo, non c'è una logica in questo, c'è una schizofrenia… scusi mi sembra che non siano passati…
PRESIDENTE. Sono passati cinque, prego, onorevole Liori.
LIORI (A.N.). Quindi assolutamente mi sento nel diritto, per difendere gli elettori che me l'hanno chiesto, di protestare civilmente. Certo, sono incivili coloro che hanno protestato di fronte alla casa del Presidente, anche io sono stato chiamato dai militanti di Alleanza Nazionale, dicendomi che c'erano disordini, mi sono precipitato, ho fatto avvolgere le bandiere e ho portato tutti a casa. Che Alleanza Nazionale fosse presente in quella manifestazione, non mi scandalizza più di tanto, abbiamo visto di molto peggio. Mi scandalizzano i teppisti che imperversano in una città con la polizia inerme, ecco questo mi scandalizza e sinceramente protesto vivamente e sono vicino al Presidente, perché una cosa è protestare e una cosa è dare l'assalto ad una casa con ogni tipo di mezzo contundente, che assolutamente non è degno della vita politica. Ma non ho sentito nessuna protesta perché un consigliere di questa Assemblea regionale, che rappresenta i sardi, è stato caricato di peso mentre a mani alzate civilmente si opponeva alla discesa di camion da una nave di carica di rifiuti che arrivavano qui, a mio modo di vedere, totalmente illegalmente sono stato portato in questura anche questo altrettanto illegalmente, i ragazzi del mio Partito che si spendevano all'uscita, perché dentro non sono potuti entrare, dentro il porto io ho dovuto scavalcare per esercitare il diritto di entrare in un luogo del demanio regionale, beh i ragazzi sono stati manganellati, nessuno ha protestato, sono stati anch'essi portati in questura, ci sono stati anche dei feriti, non abbiamo mai detto che si tratti di persone squallide dei poliziotti, non li abbiamo mai, i servitori dello Stato, mai definiti dei mercenari, come sono stati definiti anche qua dentro da illustri esponenti di questa Assemblea. Noi abbiamo il massimo rispetto dello Stato, ma la solidarietà non può essere in senso unico. Ditelo ai rappresentanti dell'Unilever che dobbiamo essere solidali con la Campania, la Campania che ha fatto chiudere l'Unilever col suo peso politico, la Sardegna di questo tipo di solidarietà non ne ha mai avuto. Tutte le aziende che si sono chiuse quando si è fatta la scelta se doveva chiudere Marghera o Ottana, ha chiuso Ottana; quando si è fatta la scelta per la Lombardia se doveva chiudere l'azienda la Legler, ha chiuso la Legler della Sardegna. Perché la solidarietà si esprime sulle emergenze, ma qui di emergenza non ce n'è, è la normalità. E' una scelta politica perché in questo territorio purtroppo, un pezzo della nazione vede lo Stato soccombere nei confronti della malavita e noi non possiamo essere vittime di questa malavita, di questa cosca di malavitosi che prevarica e che fa affari anche sui trasporti dell'immondezza verso la nostra Regione. Noi abbiamo scelto una politica diversa, abbiamo scelto una politica dell'ambiente, e poi non abbiamo neanche il coraggio di portarla fino in fondo. Credo che una buona dose di pulizia della Regione Campania si poteva fare se avessero caricato una nave di politici corrotti, come purtroppo ci sono e ce li avessero mandati nelle patrie galere dello Stato, non avrei certamente protestato. Perché questo avrebbe aiutato di più la Campania di quanto non l'aiuta questa piccola dose di rifiuti, piccola come quantità questa prima nave, poi quante saranno non si sa ma certamente dal punto di vista simbolico, propagandistico, di immagine nei confronti di un'isola che ha fatto di tutto per dare di sé al mondo un aspetto e anche un'immagine per lo sviluppo turistico, per lo sviluppo della propria agricoltura come l'Isola dei prodotti genuini, come l'isola delle spiagge incontaminate, come l'isola che rifiuta l'arrivo dei rifiuti, non vedo perché io avrei dovuto aderire a questo progetto del presidente Soru, e non vedo perché qualcuno si debba meravigliare. Io sono stato coerente con le scelte di questa Assemblea, e con me Alleanza Nazionale. Se vogliamo ridiscutere è legittimo, si ridiscuta in questa Aula, vogliamo darci un'altra politica? Diamocela tutta insieme, nessuno proibisce alla Giunta di fare un'altra proposta, di cambiare le leggi che esistono, e una volta che le leggi che esistono verranno modificate ci muoveremo in sintonia con le leggi che noi liberamente ci daremo, ma finché le leggi sono queste io ho il dovere di difendere la Sardegna, di difendere gli interessi morali, materiale, perché parlare di interessi materiali non è neanche una parolaccia. La solidarietà, i sardi, nei confronti della Campania l'hanno dimostrata quando serviva, quando c'è stato il terremoto i sardi sono stati tra i primi, tra i più attivi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, starò nei cinque minuti. Le immagini delle violenze dei giorni scorsi a Cagliari che ho visto sulla televisione mi hanno fatto provare una profonda tristezza, uno sconforto, anche un senso di estraneità proprio da quei fatti, ma non solo di estraneità mia personale che credo nell'affermazione pacifica delle proprie idee, ma forse anche di estraneità rispetto alla società sarda, proprio un fatto isolato, terribile, naturalmente da censurare. Avrei voluto parlare in questo intervento nel merito della questione, ma quello che ha detto la Giunta regionale prima, mi induce a parlare di un'altra questione, una questione che io ritengo preliminare, una questione generale, una questione sulle regole, e credetemi, non voglio parlare di persone in particolare, voglio parlare del nostro sistema istituzionale. E' stato detto dal presentatore della mozione di maggioranza e anche dall'Assessore, che il Presidente ha agito esercitando un potere che gli è proprio, lo ha affatto in un momento di emergenza per assenza di tempo e assumendosi una responsabilità. Noi abbiamo, è stato ricordato ripetutamente, una legge regionale che è stata approvata all'unanimità da questo Consiglio, è stata oggetto di vaglio della Corte costituzionale che l'ha confermata per la parte che riguarda i rifiuti solidi urbani, e credo che affermare, com'è stato fatto, che il capo di un Governo possa disapplicare una legge approvata dal Parlamento pacificamente, senza che questo venga considerato un problema di carattere istituzionale, ecco, penso che se questo fosse vero la discussione di oggi sarebbe inutile, se questo fosse vero dovremmo chiederci, interrogarci profondamente sulla natura del nostro sistema istituzionale. Io credo, sono certo che tutti siamo d'accordo sul fatto che questo non sia vero, non sia così, non sia possibile, una legge regionale una volta applicata è cogente per tutti i cittadini della Regione, segnatamente per il Governo regionale. E' stato detto che ci si è trovati di fronte un'emergenza. Ripeto, io non voglio polemizzare, però, effettivamente, le 200.000 tonnellate che sono ancora sulle strade dopo le 600 tonnellate che sono state portate in Sardegna, la lunghezza di questa crisi, il fatto che nei prossimi giorni arriveranno, scaglionati nel tempo, altri carichi di rifiuti, ci fanno capire, insieme al fatto che sostanzialmente sul piano istituzionale non sia successo nulla in quei luoghi, tutto è rimasto come era, ci fanno capire che, a mio modesto, sommesso parere c'era il tempo, Presidente, per confrontarci in quest'Aula, in questo Parlamento; è un mio parere personale, c'era il tempo per condividere la decisione, per parlare nel merito, per attivare una dinamica democratica, perché solo questo Parlamento avrebbe potuto derogare a quella legge che aveva approvato, con un ordine del giorno, oppure con una norma, o con un qualunque pronunciamento informato, motivato, e credo anche che un pronunciamento fatto tempestivamente dal Consiglio regionale avrebbe smorzato anche le polemiche di questi giorni, lo credo proprio sinceramente, nel senso che di fronte ad una pronuncia del Parlamento dei sardi ci sarebbe stata probabilmente qualche polemica, ma quei fatti, probabilmente, questo è un mio parere personale, non sarebbero accaduti come sono accaduti. Ecco, io credo che sia importante, sia necessario, Presidente, che nel gestire fatti che forse possono sembrare anche secondari rispetto alle cose che sono state dette, nel merito, ripeto, non voglio più entrare, ma è importante preservare una questione centrale che riguarda la cultura della legalità in questo nostro ordinamento, cioè, qual è l'esempio che scaturisce dal fatto che una norma viene violata dal capo dell'amministrazione senza che questo voglia dire nulla, questo noi non ce lo possiamo permettere, è un precedente assolutamente troppo pericoloso, e oggi, nel momento in cui noi avessimo fatto questo dibattito prima dell'assunzione della decisione, sarebbe stato un alto momento di democrazia, di condivisione, di partecipazione, di griglia dei valori, com'è stato detto, di ridefinizione di griglia dei valori, ma chiamarci oggi a ratificare una scelta già presa, che è già in esecuzione, significa, se noi dovessimo accettare questo concetto, ridurre quello che stiamo facendo ad un esercizio di stile, ad un rito vuoto, senza senso… ho finito Presidente.
PRESIDENTE. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Sto parlando del principio generale fuori dal merito della questione, se noi accettassimo questo principio non staremo facendo del bene al nostro sistema istituzionale, non staremo rafforzando il nostro sistema istituzionale. Per questa ragione mi sento veramente di chiedere una riflessione su questo, sui modi dell'agire e dell'operare che dobbiamo avere, che deve avere il Governo regionale e che deve avere l'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Signor Presidente, signori della Giunta, signori consiglieri. E' difficile parlare dopo che si è discusso tanto e affrontato questo aspetto così rilevante sotto tanti punti di vista. Per fare questo mi riferisco alle cose che immediatamente io ho detto e comunicato all'indomani della notizia relativa al sì immediato del Governatore Soru allo stoccaggio e smaltimento di masse di rifiuti nell'Isola provenienti dalla Campania. In quell'occasione, il giorno stesso, ho detto che nel dare un segnale forte di solidarietà nazionale, era però opportuno e doveroso coinvolgere tutte le realtà istituzionali rappresentanti la comunità sarda; dai Comuni, alle Province, al Consiglio regionale eletto democraticamente insieme al Presidente della Giunta e della Regione per decidere sul presente e sul futuro anche ambientale dei sardi, e lamentare che, se non a posteriori, non vi è stato questo coinvolgimento. In quel momento soltanto dalla stampa abbiamo avuto modo di apprendere alcuni dati sulle quantità, sulle caratteristiche che non ci sono stati forniti direttamente, che non sono stati forniti quasi a nessuno, e che questo comportava degli aspetti che, al di là del merito, proprio per queste caratteristiche, rappresenta una modalità tipica dell'uomo solo al comando che ingenera il distacco dalla politica e mostra i limiti della gestione personalistica. Davanti a dati che non possono riguardare maggioranze o minoranze, ma interessano tutta la collettività, le decisioni vanno spiegate, condivise, per evitare di scatenare la paura e la rabbia della gente, e quindi di conseguenza rischiare di dare, come comunità sarda, uno spettacolo di egoismo e di indisponibilità. A grandi linee questo è il contenuto della nota che ho diffuso il giorno stesso, come ho detto prima, quando ha avuto la notizia, non a cose fatte. A quei giorni sono purtroppo seguiti fatti teppistici nella zona di Bonaria, che senza riserve vanno condannati, come questa Aula ha condannato unanimemente, senza attendere che i servi sciocchi di turno dessero manifestazioni delle proprie doti di idiozia, e senza che chi ricopre un ruolo di pubblica responsabilità sia stato da nessuno legittimato a dare il via alla caccia alle streghe. Dico questo perché abbiamo tutti il dovere di avere consapevolezza del nostro ruolo, perché la nostra condotta ha effetti e lo dobbiamo fare tenendo presente un'ottica istituzionale che prescinde dalla conseguenza e della convenienza personale delle situazioni e ci impone fortemente di essere compatti nel rispetto della legalità e nello stesso tempo ci impone il dovere di discernimento della realtà quotidiana così come è variegata e così come la realtà ce lo propone. Abbiamo quindi il dovere morale di distinguere tra coloro che sono scesi in piazza nei giorni scorsi, ovvero tra coloro che sono pacificamente scesi in piazza perché hanno manifestato davanti alle banchine dei porti di Cagliari, di Olbia o di Arbatax rispetto a quei facinorosi a queste teppisti da condannare senza riserve che si sono ritrovati insieme alla gente comune davanti al piazzale della chiesa di Bonaria.
Perché considerare tutti pacifici manifestanti o tutti delinquenti, non è giusto, equivale a commettere un errore, grave errore di valutazione che comporta ugualmente conseguenze negative, ciò vale in assoluto almeno che l'errore di omettere le giuste distinzioni di merito venga compiuto scientemente per essere strumentalizzato. Non è certamente la prima volta che ciò accade nella storia e nella cronaca, lo ha fatto il Presidente degli Stati Uniti quando dopo il 2001 sul presupposto di salvare la democrazia dell'Occidente attraverso una serie di piccoli atti amministrativi e soprattutto attraverso il cosiddetto patriot act ha inciso sui diritti civili dei cittadini statunitensi, e ciò oggi a sette anni di distanza assistiamo alla violazione dei diritti umani nei carceri lager di Guantalamo. E' un fenomeno che ha riguardato la Gran Bretagna, che ha riguardato il mondo intero e che sta affermando un principio secondo cui la libertà non è più il diritto degli individui di definire il proprio modo di vivere bensì il diritto dello Stato di limitare le libertà individuali in nome di una sicurezza che lo stesso Stato e il solo a poter definire. Il reinizio di un nuovo autoritarismo come adatto Ralph Darendolf, ma senza guardare solo al contesto mondiale si può guardare che si è davanti all'inizio di un moderno autoritarismo e ciò si può dire, e ciò si afferma attraverso la creazione di una condizione psicologica di fondo, di massa per ingenerare una cultura della paura e quindi dell'accettare l'idea di un intervento risolutore come positivo qualunque esso sia. In altre parole si crea il mito dell'intervento risolutore necessario lo dico tra virgolette necessario, il resto è semplice conseguenza solo attesa del tempo giusto. Il mio ragionamento, signori, non sembri sproporzionato rispetto al tema delle 6000 tonnellate di rifiuti da smaltire in Sardegna, perché quando si discute di metodo di potere si affronta una questione che ha valore si ha quando si tratta di Governo nazionale che quando si tratta di Governo regionale o locale e ha valore quando si discute di entrate tributarie o di ambiente. Mai come in questi casi chi ricopre incarichi di governo e gestisce ruoli di potere ha il dovere di agire senza ingenerare reazioni inconsulte animate dall'ignoranza, in primo luogo ha il dovere di essere primo testimone del valore della legalità e del dovere di corretta informazione. In questi giorni, invece, non è successo questo, in questi giorni i riferimenti comportamentali di questo genere sono mancati sia perché il presidente Soru ha preso la sua decisione superando il valore che questa Assemblea nel 2001 ha dato alla legge numero 6, ed è mancata la corretta informazione a corollario della decisione stessa, informazione che è mancata ieri, assessore Morittu, anche in Commissione ambiente allorché lei, pur essendone perfettamente a conoscenza, ha omesso di riferire alla Commissione che il CASIC aveva comunicato la sua indisponibilità a smaltire le cosiddette eco balle; e ha omesso di coinvolgere l'Assemblea sulla decisione di che cosa fare di questi rifiuti che arriveranno ad essere smaltiti. Il dovere di corretta informazione ci impone anche di dire che sulla base dei dati forniti dall'Assessorato all'ambiente con l'ottavo rapporto sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, parlo l'anno 2006, in Sardegna si producono 860 mila tonnellate di rifiuti all'anno e che abbiamo meno di un milione e 800 mila metri cubi di discariche disponibile. Questo significa che nel giro di tre anni la Sardegna non avrà più discariche, che ci sono discariche che si esauriscono quest'anno, che ci sono discariche che si esauriscono il prossimo anno, che siamo già in una situazione noi di emergenza, perché manca in questo momento la programmazione. E allora, signori della Giunta come la facciamo questa programmazione, la facciamo tutti insieme, condividiamo la responsabilità, andiamo fra tre anni tutti insieme a dire alla gente che dovremo fare nuove discariche nei loro territori, nei nostri territori o lo faremo a colpi di ordinanze o a colpi di manganello? Io preferisco la prima strada, e allora il sonno della ragione genera mostri, ma anche l'ignoranza delle cose genera comportamenti mostruosi e riprovevoli, cerchiamo invece di porre in essere dei comportamenti virtuosi che siano rispettosi della legalità, rispettosi del dovere di informazione che ci impone, e penso che allora non ci sarà bisogno di manganelli, non ci sarà bisogno di condanne da esprimere nei confronti di chicchessia, ma avremo espresso un comportamento virtuoso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Grazie, Presidente. Signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi. Avrei preferito discutere questa mozione firmata dal collega Diana e dai consiglieri del centrodestra certamente prima dell'arrivo dei rifiuti in Sardegna. O meglio, avrei preferito discutere di questo argomento prima dei rifiuti, che i rifiuti arrivassero in Sardegna. Ma così non è, e ci accontentiamo di farlo oggi di farlo oggi in un'aula ormai semideserta a quest'ora in un'aula che oggi ha visto alternarsi quasi tutti i colleghi, quasi tutti i colleghi presenti su un argomento che evidentemente sta a cuore a tutti i presenti. Ed è un argomento che ha generato grande attenzione, forse come non mai in questi ultimi anni e nel condannare anche i fatti di violenza che sono avvenuti davanti alla casa del Presidente ai quali forse abbiamo dato anche troppo spazio nella seduta odierna, perché non meritano certamente questo spazio, e non meritano tutta questa importanza. Però finalmente tutti oggi fanno nascere e facciamo nascere questa tragedia, perché è una vera e propria tragedia, e non si parli di emergenza, e non si parli di calamità. Ma questa è una tragedia nazionale, la fanno nascere tutti 14 anni or sono, nessuno però, o meglio in pochi, si pongono la domanda su come, il perché e per quali interessi essa fu generata e chi furono i soggetti che volontariamente o meno la determinarono. Quindi fare piena luce sull'origine dell'attuale tragedia è di fondamentale importanza per la giustizia dei cittadini napoletani e campani, ma anche per tutti gli italiani. Per attivare, quindi, un reale percorso di inversione ed anche perché molti che oggi parlano, forze politiche, associazioni anche ambientaliste, tacciano o facciano profonda autocritica per tutto ciò che è successo. Nel '92, cari colleghi, vi era stata in Campania una fortissima azione della magistratura nel settore dei rifiuti in rapporto all'enorme bussines dello smaltimento delle discariche, del trasporto illecito di una quantità abnorme di materiale altamente tossico da altre Regioni italiane, che faceva della Campania la cosiddetta pattumiera d'Italia. Ebbene fortissima nell'opinione pubblica era l'attesa di una risposta forte e risolutiva delle istituzioni sulla forza decisiva di tale spinta e sulla determinata volontà di una parte del Consiglio regionale della Campania fu approvata allora una legge, la legge regionale numero 10 del 10 febbraio 1993, una legge, forse una delle prime in Italia, che regolava le norme e le procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania e con esso il relativo piano allegato. Una sconfitta totale allora per il partito delle discariche, delle eco mafie e di chi politicamente lo sosteneva e ne era parte integrante. I contenuti della legge e del piano stanno però ancora scritti lì e nessuno li può cancellare, sono le cose che dovevano essere fatte e che invece non sono state fatte. Naturalmente dovevano essere poi aggiornate alle nuove potenzialità oggi disponibili. Se la legge numero 10 fosse stata attuata la Campania non solo avrebbe avuto oggi nessuna emergenza, addirittura sarebbe all'avanguardia, ben oltre la Sardegna. Quindi, nel manifestare anche tutta la nostra solidarietà ai cittadini campani, ma non solo ai cittadini campani, mi sento di farlo anche a quei cittadini sardi che vivono a fianco a discariche malfunzionanti. Collega Uggias, ce n'è anche una ad Olbia malfunzionante; nelle giornate di scirocco i cittadini della frazione di Murta Maria sono lì ad assorbire tutti questi odori e tutti questi rumori che provengono da quella discarica, quella discarica ormai obsoleta che dista circa 2 chilometri, in linea d'area, da un ospedale che dovrà andare a realizzarsi, il San Raffaele, un ospedale di eccellenza, che ha come vista una discarica in località Spirito Santo. Ebbene, di fronte a tutto ciò, ritorniamo in Campania, a nulla sono valsi, poi, i falsi tentativi di parte dei consiglieri, di fronte soprattutto alla perdita dell'enorme affare del partito trasversale. In un primo momento, addirittura, si cercò di far approvare un piano straordinario delle discariche, con un Consiglio regionale convocato alla vigilia di Natale del '93, fallito, e poi con il commissariamento della Regione avvenuto l'11 febbraio 2004; a nulla tutto ciò… Grazie, Presidente. Il commissariato per i rifiuti è stato ed è un tumore maligno per la Campania; più ha prospettato e creato appetiti, più si è esteso ed ha portato i suoi tentacoli maligni in ogni parte della società italiana, della politica, del mondo associativo e culturale, con una montagna enorme di risorse. Paradossalmente, la non soluzione dei problemi è stata ed è la condizione necessaria e sufficiente per l'esistenza e la sua crescita. Ciò sicuramente è tra le cause primarie del perché nessuno di chi conta si sia realmente mosso, nè a livello locale né a livello nazionale, per la fine di quel commissariamento e il ripristino dell'ordinarietà. La domanda di fondo che va posta per un giudizio tutto politico ai Presidenti della Regione che si sono avvicendati è proprio questa: "Come si può pensare di governare sviluppo, ambiente, turismo, cultura, quando si rinuncia ad una scelta fondamentale come quella dei rifiuti". Sul piano politico è questa la ragione che ci porta, oggi, con questa mozione, per cui l'attuale Presidente della Regione Bassolino e il Sindaco attuale di Napoli dovrebbero ipotizzare di rassegnare le dimissioni. Con il commissariamento sono stati saltati innanzitutto i tre postulati fondamentali di questa legge e il relativo piano allegato, che sono le cause strutturali delle attuali, come le precedenti, drammatiche emergenze. Bassolino, nell'intervista di autodifesa al TG 24 di Sky TV, dell'11 gennaio, ha fatto un encomio solenne delle discariche: dovunque, comunque e quante più possibili, sicuramente sulle montagne della vergogna di spazzatura sparse nel territorio di tutta la Regione. Ebbene, tutto questo, comunque, era previsto nella legge numero 10, quindi vi sono grosse responsabilità da parte della Giunta regionale, da parte dei Consigli regionali, anche, che si sono avvicendati, e che non hanno mai e poi mai recepito questa legge e non hanno mai attuato il piano delle discariche. Questo, chiaramente, non può ricadere oggi sulla Sardegna, non può ricadere sulle altre regioni, ed è un soccorso rosso quello che è scattato, un soccorso rosso che ha visto magari Giunte ancora più rosse come quella dell'Umbria a dire no, vogliamo solo ecoballe. Il Presidente della Giunta umbra ha detto, in maniera molto esplicita: "Noi siamo pronti a ricevere solo ecoballe". Allora, mi dovete spiegare perché poi oggi, Assessore, ieri in Commissione ne ha dato la conferma, i suoi uffici hanno chiesto la disponibilità di ecoballe, ma tutti sanno che in Campania non si producono ecoballe. Con la nota poi del presidente Prodi sugli impianti di termovalorizzazione e discarica, che possono essere fatti in deroga ai vincoli e alle procedure ambientali, si esprime fino in fondo la degenerazione del sistema commissariale, con scelte che possono avere conseguenze gravissime sulla salute e sul territorio, e si comprende quanta valenza avessero allora le procedure previste da questa benedetta legge numero 10, che allora era una legge importante, poteva risolvere molti dei problemi che oggi ricadono su tutta la comunità nazionale. Purtroppo, caro Presidente, il commissariamento ha fatto sì che anche obiettivi non commissariali di grande importanza per tutto il territorio e, in modo particolare, la lotta alla cosiddetta ecomafia, non fossero attuati. Nella legge numero 10 erano previsti, ad esempio, altre al Catasto regionale dei rifiuti, o l'Osservatorio regionale di rifiuti, anche il censimento, la bonifica e il controllo delle aree regionali, degradate ed inquinate da scarichi abusivi. Allora, perché i Presidenti delle Province, delle Regioni, i Sindaci che si sono avvicendati alla guida di Napoli e dei paesi della Campania, in questi anni, non l'hanno fatto, creando, siamo certi, involontariamente, ma certamente condizioni favorevoli all'ecomafia. E' una domanda a cui non possiamo, certamente, noi dalla Sardegna dare una risposta, ma, nella nostra mozione, chiediamo che i responsabili di tutto ciò paghino e paghino con un commissariamento. Noi, Presidente, non siamo consiglieri senza cuore, senza un'anima solidale, senza un'identità nazionale, in modo particolare parlo del mio Gruppo, che fa della solidarietà nazionale uno dei punti di forza, e non accettiamo - mi dispiace che non ci sia il consigliere Salis - lezioni di solidarietà da chi, come poi il leader del partito che egli rappresenta in seno a questo Consiglio, è stato il primo a chiedere la testa di Bassolino, e a chiedere la testa dei veri responsabili di tutto ciò. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Era ora. Cercherò di prendere tutti i dieci minuti per cercare di spiegare perché ho firmato la mozione di sfiducia al presidente Soru. Non entrerò in merito al significato che molti colleghi, oggi, hanno dato alla cosiddetta solidarietà. Non entro in merito perché, per me, appartenente a un partito cristiano, il significato di solidarietà, sicuramente, è molto più grande di quello che molti, oggi, gli hanno voluto attribuire. Certo, quando si è in minoranza, si fa un gioco, quando si è in maggioranza, se ne fa un altro. Mi dispiace che non sia in Aula il capogruppo dei D.S.. Il presidente Soru, l'Assessore all'ambiente hanno violato la legge, perché non hanno rispettato una legge di questo Consiglio regionale, la numero 6 del 2001, che all'articolo 19 prevede che è fatto divieto di trasportare stoccare, conferire, trattare, o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale. La Corte costituzionale, nonostante l'impugnativa, ha tenuto in piedi l'articolo 19, che proveniva da un articolo 10 bis della finanziaria del 2001, Assessore, che recitava, oltre questo: "L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente provvede, anche tramite il corpo forestale di vigilanza ambientale, ad assicurare il rispetto integrale di tale divieto, nonché ad informare" - ecco perché mi dispiace che non ci sia il presidente Soru - "nonché ad informare tempestivamente il Consiglio regionale dei casi di accertata violazione". Non solo non avete rispettato la legge numero 6 del 2001, ma non avete rispettato neanche ciò che c'era dopo, nell'articolo 10 bis. E, a tal proposito, mi consenta Rifondazione Comunista, l'articolo 10 bis della finanziaria 2001 è frutto dell'emendamento numero 413, presentato dai colleghi Cogodi, Vassallo, Ortu. Questa legge, l'articolo 19 - 10 bis nella finanziaria - è il frutto di un emendamento di Rifondazione Comunista, che oggi si rimangia tutto quello che i precedenti rappresentanti hanno fatto, hanno proposto in quest'Aula. Ma non basta, il collega Marrocu, intervenendo in occasione della discussione sulla finanziaria 2001, recitava: "Voglio fare solo due brevi considerazioni. La prima considerazione riguarda l'emendamento numero 413, e la faccio perché il relatore si è rimesso all'Aula. Questo emendamento pone un problema reale che ha avuto un po' di attenzione da parte della stampa soprattutto per i fatti di Porto Torres". Non lo leggo tutto, aggiunge, il collega Capogruppo dei D.S. Marrocu, ritiene che non sia legittimo l'emendamento, ritiene però che noi possiamo far entrare rifiuti extraregionali del nostro territorio, salvo contraddirsi il 18 gennaio 2002 in occasione della discussione sulla modifica proposta alla legge 6 del 2001, quando lo stesso Marrocu recitava: "... all'articolo 6, inserito nella finanziaria su iniziativa consiliare, io riconosco validità, legittimità perché era una norma di autotutela della Sardegna rispetto ad una serie di manchevolezze, una norma - diceva allora l'onorevole Marrocu - di autotutela di fronte al caos che c'è sul problema della gestione dei rifiuti. Non si riesce né a far nascere discariche né ha partire impianti di smaltimento in nessuna parte del territorio regionale". Recitava sempre l'onorevole Marrocu: " Siamo in totale anarchia o condizionati comunque da lobby di potere che in questo settore operano anche in Sardegna, magari non malavitose come in tutto il resto del mondo, ma lobby che tutelano interessi economici forti, comprese le multinazionali, sia in relazione ai rifiuti solidi urbani, sia in relazione ai rifiuti speciali". Proseguiva lo stesso Marrocu... perché bisogna essere coerenti quando si viene ad amministrare qua dentro, non si può dire una cosa quando si è maggioranza e un'altra quando si è all'opposizione! "Tuttavia tale articolo era stato inserito nella legge finanziaria sulla base del presupposto che la Sardegna stava diventando realmente l'immondezzaio di alcune parti del territorio nazionale". Lo dichiarava l'onorevole Marrocu. "Quindi questo problema - ripete sempre l'onorevole Marrocu - nasce da una mancanza di iniziativa politica in questo settore e - state attenti alle parole usate - dalle scorribande di lobby di potere che forse operano anche adesso tentando di far approvare o non approvare questo provvedimento". Lascio a voi i commenti.
Come può un consigliere regionale che fa parte della Commissione ambiente, quale il sottoscritto, non lamentarsi per l'illegittimità commessa da un Presidente, da un Assessore, che, agendo in totale autonomia, violano le leggi che noi abbiamo approvato, all'unanimità, maggioranza e opposizione e che oggi, siccome siete in maggioranza, disconoscete! Bravo il presidente Soru, continui così, non rispetti le leggi che noi abbiamo fatto! Quanti di voi ho sentito lamentarsi perché il presidente Soru agisce in autonomia e non ha nessuna considerazione per questo Consiglio, quante volte ve l'ho sentito dire, questa era l'occasione per fare voi come ha fatto il collega Licheri, che ringrazio per il coraggio che ha avuto, ha posto una serie di domande, giuste, da consigliere regionale, dimenticando di far parte di una maggioranza. Non si può parlare solo di atti di facinorosi, di assalti, di non assalti, di teppisti, si deve parlare di quello che stiamo facendo anche, e il presidente Soru e l'assessore Morittu devono prendere atto che hanno sbagliato.
Al presidente Soru per gli atti teppistici, in chiusura, esprimo tutta la mia solidarietà però chiedo anche una cosa, che consigli ai rappresentanti del suo movimento di non permettersi più di dichiarare fascisti prima e mandanti dopo, i giovani che il venerdì notte erano vicino alla chiesa di Bonaria. Perché c'erano anche giovani onesti, che hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso.
PIRISI (D.S.). Davanti alla casa di un privato, ma va!
CAPPAI (U.D.C.). Hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso, hanno tutto il diritto, hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso.
PIRISI (D.S.). Davanti alla casa di un privato, ma cosa stai dicendo.
CAPPAI (U.D.C.). La polizia non ha consentito loro di esprimerlo in altro posto. E comunque gradirei di non essere interrotto.
Al presidente Soru dico di condannare il comportamento del suo rappresentante che non si può permettere di ripetere affermazioni tipo quelle che sono state fatte stamattina e di spiegare il significato che voleva attribuire quando è stato intervistato da Sky TG24 quando ha detto "c'erano anche bandiere dell' U.D.C.", vorrei sapere che significato voleva attribuire a quella frase.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). E' stato ribadito, sono pochi i socialisti che hanno preso la parola oggi, e anzi, Presidente e onorevoli colleghi, in premessa ma solo in premessa, me lo dovete consentire, io voglio ricordare al collega Farigu, all'amico Farigu, che i socialisti stanno a sinistra e quindi che la smetta di indurre in confusione chi l'ascolta e, se si sente un socialista come dice, che lasci quella postazione e venga con noi. Prima di tutto ne trarrà vantaggio sulla coerenza.
FARIGU (Gruppo Misto). Se la sinistra è Soru, stai pure tranquillo!
MASIA (Gruppo Misto). Abbiamo firmato la mozione su cui ha riferito l'onorevole Marrocu all'inizio di questa seduta, per esprimere tutta la nostra solidarietà, solidarietà a Soru e ai cittadini della Campania. Prima di tutto a Soru per i fatti che sono capitati a Cagliari davanti alla sua abitazione e nella piazza della chiesa di Bonaria, una piazza importante e a nessuno sfugge che è un simbolo per la Sardegna quella piazza.
Ho preso la parola, onorevoli colleghi, a nome dei socialisti per dichiarare che in quella mozione, che abbiamo subito sottoscritto, forse non è tutto condivisibile. Per noi in quella occasione ha prevalso prima di tutto l'esigenza di parlare di questi problemi in Aula, ne sentivamo il bisogno, l'esigenza di denunciare la nostra forte e decisa contrarietà alle strumentalizzazioni di questi fatti, agli attacchi personali, alla guerriglia urbana e alla violenza che abbiamo tutti potuto vedere in questa fase. Mai era capitato nella nostra regione di arrivare a simili eccessi, e pensavamo, pensavo, che fossero cose che accadono soltanto in città, come è capitato a Genova, a Napoli, ma non qui, non era mai successo che centinaia di dimostranti si trovassero a sfasciare ciò che si trova nelle strade, ad incendiare, a lanciare pietre e quant'altro, e agenti di polizia, schierati in tenuta antisommossa, obbligati agli scontri, con feriti, giovani arrestati e infine - proprio questo non ce lo aspettavamo e spero solo che sia un'ipotesi - l'organizzazione di un attentato verso il Presidente della nostra Regione.
Solidarietà quindi doverosa al presidente Soru, ma solidarietà però che non deve essere come un fatto scontato, qualcosa di dovuto che va superato velocemente per parlare subito di altro. Noi vorremmo che fatti come questi non capitassero mai più ed è per questo che noi socialisti vogliamo mettere in evidenza che la politica, in questa fase, ha ed ha avuto, responsabilità precise. Com'è stata presa la decisione da Soru? La decisione di aderire alla richiesta del Governo di smaltire anche su una piccola parte dei rifiuti della Campania così, assunta in autonomia e in quel modo, noi non l'abbiamo condivisa. La decisione tanto apprezzata dal capo del governo Prodi, dal governatore della Campania Bassolino, con responsabilità evidenti su ciò che sta capitando alla sua Regione, dal sindaco di Napoli Iervolino, che mentre ringrazia da una parte Soru, evidenzia anche che mai e poi mai Napoli potrà diventare la discarica della Campania, e naturalmente queste è un messaggio che la dice lunga sul modo di intendere la solidarietà da quelle parti e in quel gruppo dirigente. Infine, dal ministro Pecoraro Scanio, le cui responsabilità io credo che siano note, in particolare nell'affossare qualunque tipo di strumento in casi come questi si siano voluti proporre e cercare di realizzare per non trovarsi in questa situazione. Bene, dicevo, la decisione che ha preso Soru doveva, quanto meno, in quella fase, essere preceduta da una urgente convocazione di questo Consiglio e anche del sistema delle autonomie locali. Perché questi ultimi, e non credo che sia il caso che lo ribadisca, è noto, sono coloro che devono farsi carico dell'impatto di queste pesanti decisioni perché ricadono principalmente nei loro territori, perché sono quelli che a contatto diretto, ogni giorno, sono con i cittadini e sono i primi a dover dare delle risposte, che sono chiamati a spiegare. Data l'urgenza, questo Consiglio, questa maggioranza, io sono sicuro che avrebbe consentito al suo Presidente di mostrare una vera solidarietà. Per ciò che è capitato sia al Porto che di fronte alla casa di Soru, di sicuro, noi sardi non siamo credibili. Quella solidarietà che dice il Presidente, noi, mi pare, non siamo riusciti a dimostrarla. Solidarietà che deve provenire dai sindaci, dai presidenti di provincia, e tutta quella classe politica che sempre ha dimostrato responsabilità e maturità nell'amministrare. Io credo che contrariamente a quanto è emerso stamattina, sia il caso anche di ribadirlo, io credo che sia stato quanto meno sbadato, da parte del collega, di evidenziare che ci sono responsabilità dirette di amministratori anche se sono dall'altra parte. Era doverosa, colleghi, e obbligatoria una convocazione di questo Consiglio, o quanto meno, così come ha dichiarato il suo Presidente, anche della Commissione dell'ambiente. Una decisione assunta da questo Consiglio in questa direzione, forse, lo dico perché ci credo, questa brutta pagina non sarebbe stata scritta.
Non sono le decisioni prese in autonomia che con una strana sollecitudine che possono dare una buona immagine della nostra Regione, e in particolare un'immagine positiva della sua classe dirigente, ed è quello si sta denunciando qua. Una immagine positiva delle istituzioni, di coloro che hanno responsabilità amministrativa non può provenire quando le decisioni sono prese da altri e calate dall'alto, il coinvolgimento del Consiglio, non mi stancherò mai di dirlo, e del sistema dell'autonomia avrebbe isolato anche coloro che da queste situazione e nella strumentalizzazione traggono linfa e alimento per la loro politica, che è una politica pericolosa e sicuramente nefasta.
L'onorevole Marrocu, che non è qui e che non deve consentire, anche per la simpatia che ho nei suoi confronti, un assolo quando dichiara che se scoppia un incendio, se c'è una frana, quando arriva l'alluvione e quando sta per affogare qualcuno, quando afferma che prima si agisce e poi si pensa, noi diciamo che non ci sembra questo il caso. Urgente senz'altro ma non da considerare come una calamità improvvisa a cui far fronte senza pensare. Mi permetto di dire che la vera calamità, e non lo dico io solo, è probabilmente la classe politica che in quella Regione, da anni, non ha dato risposte. E' stato detto bene anche dalla collega Caligaris, che non ha trovato soluzioni. E' da 14 anni che esiste in Campania un'emergenza rifiuti, allora non deve andare sicuramente la nostra solidarietà, tutt'altro, non tocca a noi intervenire su questo però, sicuramente, chiedere con forza che assumano decisioni conseguenti, per quello che è la dignità che ogni politico deve avere quando le proprie azioni non producono effetti, mi pare sia il minimo.
Noi, al contrario, diamo tutta la nostra solidarietà ai cittadini della Campania, alle famiglie che hanno difficoltà a trovare generi alimentari, a coloro che perdono il lavoro in quella realtà, ai giovani, ai ragazzi che trovano le scuole chiuse, alle imprese che sono obbligate a licenziare, e a tutti coloro che hanno subito e stanno subendo danni per un'economia che vacilla. E' una situazione insostenibile, noi abbiamo il dovere di fare la nostra parte, anche perché Napoli è la rappresentazione dell'Italia, del nostro Paese. Questo è quello che avveniva e noi siamo sicuri che dal miglioramento di quella situazione noi possiamo trarne tutti i vantaggi. Per concludere, tutto ciò che è capitato in questi giorni ci deve far sentire coinvolti. Ci deve coinvolgere. Noi non ci stancheremo mai di dire però che si sente sempre di più l'esigenza e che è sempre più necessaria una valutazione attenta del processo democratico e delle decisioni che si assumono in questa Regione. Sui rifiuti campani, altri Presidenti di regione hanno preso alcuni giorni di tempo per aderire, le adesioni, quando sono arrivate dettavano condizioni precise, le stesse condizioni che stanno emergendo qui, onorevole Morittu non c'è ma dovrebbe sentirmi, anche lui sta ponendo condizioni, non le ha messe all'inizio, è obbligato a farlo, per essere credibile. E' giusto che siano poste anche dalla nostra Regione, in questa fase.
Per concludere veramente, sperando di essere stato dentro il tempo che mi era concesso, una domanda mi sembra legittima Presidente Soru: io lo dico da tempo, se avessi avuto un po' più di fiducia nei confronti di chi lo ha eletto e sostenuto quanta fatica ci saremmo risparmiati, quanto migliore sarebbe stata l'immagine di questo Consiglio e di coloro che si sono sentiti coinvolti in questa decisione autonoma e da solo assunta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia.
E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Grazie, pregherei Presidente dopo cinque minuti di staccare il microfono, anche perché stiamo sicuramente molto stanchi di ecoballe e quindi abbiamo anche una situazione abbastanza grave, io sto cercando di mantenere la rotta verso il porto, non il porto canale, verso il porto del discorso, ma confondo in questi giorni la Campania con l'inferno, e questo pomeriggio riposando ho sognato Bassolino che tirava l'immondezza nella casa del Presidente, ho sognato la Iervolino che usciva con Dott. Savio e Mastella, insomma un po' di confusione sulla Campania in questi giorni mi è consentita. Però, sicuramente, c'è la necessità che intervenga perché è doveroso e lo faccio con determinazione visto anche la mozione che abbiamo presentato.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue MARRACINI.) Noi, in questa commovente e unanime gara di generosità, non ci potevamo tirare indietro, per cui abbiamo voluto anche noi partecipare a questo dibattito con dei distinguo, non di minor generosità ma dei distinguo che sono stati ieri marcati anche da altri colleghi sul metodo, distinguo che sono arrivati anche dalla maggioranza, dal collega Masia che mi ha preceduto, dal collega Uggias e altri colleghi. Però alcune cose e alcune domande, qui non c'è l'Assessore non c'è neanche il Presidente, le domande finiranno nel vuoto, almeno le considerazioni rimarranno agli atti. Insomma, questa partita si è chiusa bene per tutti alla fine il Presidente del Consiglio dei ministri chiede e ottiene la disponibilità, il Presidente della Regione Campania trova una via di fuga e poi riesce a passare nei telegiornali con una abilissima mossa, forse non volontaria, in seconda e terza notizia, la camorra incassa tutto, sia l'ordinarietà che l'emergenza. Insomma, ha fatto bingo, la camorra. Il Presidente della Regione Sardegna che taglia il traguardo per primo, buon per lui, incassa sicuramente un vaucher che io non conosco, e cosa che non sarebbe potuta accadere se avesse coinvolto anche noi.
Quindi, nel suo ragionamento ha fatto la sua partita, benissimo, certamente noi non condividiamo il metodo, l'abbiamo detto nella nostra mozione, capiamo perfettamente la strategia. Le domande sono tecniche, e qui entro anche un po' in quello... insomma, credo di capirne un po' più di altri, insomma, intanto le ecoballe non sono smaltibili se non vengono aperte, quindi se è vero che devono arrivare ecoballe e che devono essere aperte, l'apertura determinerebbe una fuoriuscita di liquami che dovrebbero essere raccolti e trattati, nessun impianto in Sardegna può fare questo, quindi arriverebbe subito l'Ufficio di igiene pubblica a dire: "No, questo non lo potete fare". Per quanto poi abbiamo messo tutti i capodipartimento, direttori generali, però ha detto il dottor Salvi che questo non si può fare e quindi arriverebbe l'Igiene pubblica e li bastonerebbe. Anche a prescindere dal necessario onere finanziario, non è possibile nei tempi resi necessari dall'emergenza, provvedere alla realizzazione dell'impianto di stoccaggio e, checché ne dica Bassolino, nessuno al mondo è capace di costruire un termovalorizzatore in otto mesi. Quindi, questa è una situazione che sicuramente perdurerà chissà per quanto tempo e alla fine vorrei dire - visto che mi stanno scadendo i cinque minuti, e quindi come ho detto chiedo che mi si stacchi il microfono - anche se l'indicazione della qualità del rifiuto fosse conforme all'effettivo contenuto delle ecoballe, c'è una disposizione dell'Assessorato dell'ambiente che obbliga gli impianti a verificare il contenuto di ogni ecoballela, quindi, o ritirate questa disposizione - qui non c'è l'assessore Morittu - oppure le ecoballe, è stato imposto da voi stessi, non possono essere aperte. Mettiamoci d'accordo sulle ecoballe, altrimenti moriamo sicuramente di malattie più gravi che non possono essere da noi condivise.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' stato ricordato in Aula che Rifondazione Comunista è l'artefice della proposta della norma che impedisce l'arrivo in Sardegna di rifiuti, comunque classificati. Io personalmente ricordo l'evento perché insieme al compagno Vassallo, nottetempo - in una fase nella quale per difendere il Piano straordinario per il lavoro dagli attacchi proditori di una destra assolutamente poco responsabile sul piano sociale - preparavamo i mille emendamenti, cioè la barriera di difesa all'attacco del bisogno di lavoro delle popolazioni sarde, e insieme a molti emendamenti, diciamo con carattere ostruzionistico, ci fu anche questo, e lo scrissi mi pare tra le due e le tre del mattino e fu discusso anche in Aula in tarda ora e fu discusso in questi termini, cioè, l'onorevole Vassallo intervenne a sostegno dell'emendamento e tanto era certo della contrarietà di Alleanza Nazionale, in modo particolare dell'assessore Pani, che introdusse l'argomento insultando l'Assessore, definendolo assolutamente incapace di sensibilità di tipo ambientale, e tanto fu acceso il suo intervento che l'Assessore ritenne di dover intervenire e dire: "Ma io sono d'accordo, ma io sono d'accordo!", e tutti votarono e passò all'unanimità e l'indomani mattina si accorsero tutti che bisognava chiudere qualche falla e allora tutti a pensare come rimediare. Ma che sciocchezza! Abbiamo impedito l'arrivo dei rifiuti, rifiuti ne arrivano, rifiuti ne partono, quella legge è una bella barriera, io personalmente un anno fa sono intervenuto a dire che sarebbe stato gravissimo accogliere non solo scorie, anche quella fu una grande battaglia, quando l'allora Presidente della Regione voleva fare della Sardegna una grande piattaforma logistico-militare, pensavamo ai poligoni come sede dei rifiuti, come alle miniere, alle gallerie, alle gallerie delle miniere del Sulcis, con gli inertizzati di amianto e così via. Si pensava a questo, e il trattamento dei rifiuti è un grande business e in tante parti politiche ancora oggi c'è il pensiero di poter fare soldi, forse anche qualche occupato, utilizzando i rifiuti, non solo quelli che si producono in Sardegna, ma anche quelli che arrivano da fuori. Per cui intervenni anche l'altra volta contro questa ipotesi.
In questi giorni che cosa c'è di nuovo di cui bisognava tener conto? C'è di nuovo che la produzione di diossina da combustione di rifiuti che si è scatenata a Napoli nelle periferie urbane, nella provincia napoletana e nei piccoli centri, vicino alle scuole, bruciando cassonetti, in una situazione drammatica che è drammatica sempre a Napoli, da sempre, perché è mezzogiorno! Lo dice Luigi de Rosa - ha fatto un saggino interessante, un paio di centinaia di anni di storia, qualche cosa in meno, dall'unità d'Italia in poi - per dimostrare che cosa? Sostanzialmente che l'Italia è divisa, c'è una parte meridionale che subisce e c'è una parte settentrionale che gode! Gode anche grazie allo sforzo della parte meridionale e lo fa in tutto e per tutto, e ogni tanto si solleva qualcuno a dire che c'è una questione settentrionale che bisogna un po' bilanciare, che il Mezzogiorno d'Italia ha avuto l'intervento straordinario, che è colpa del fatto non che è subordinata a poteri economici più forti, ma che il Mezzogiorno, Napoli, queste tragedie, succedono perché siamo un po' minorati sul piano morale, sul piano culturale e anche sul piano economico, ma perché prima lo siamo sul piano morale e culturale! Noi siamo razza inferiore e i napoletani pure, per cui, ecco, questa è la ragione e mentre bruciavano i cassonetti e si sviluppava la diossina e si avvelenavano i bambini noi - un po' minorati sul piano culturale e sul piano anche morale - dovevamo guardare e dovevamo pensare, come in una sorta di interpretazione della xenofobia dei poveri, che non ci occupavamo degli altri disgraziati più o meno uguali e disgraziati come noi, invece, Presidente, la Regione di cui io molte volte condivido qualcosa e molte volte non condivido molte cose, ha fatto una cosa giusta, ha detto nell'emergenza, in una situazione nella quale anche il diritto, perché l'intervento dello Stato quando c'è l'interesse nazionale in gioco, e quello era un interesse nazionale, salvare popolazioni, si deroga anche a questo tipo di norme che devono comunque sempre, permanentemente funzionare nelle situazioni ordinarie, in quella situazione si dà un contributo, un piccolo contributo che serva ad esempio a dire a Formigoni, al grande Nord, a quello che ha sfruttato il Mezzogiorno, a quello che ci ha ridotto in miseria, che sono degli egoisti e che si fanno riconoscere sempre! E si fanno riconoscere sempre! Allora, questo è il ragionamento che è stato fatto. Io, sardo, mi sento orgoglioso di essere sardo perché anziché essere egoista sono altruista, perché pur essendo povero non sono minorato sul piano morale e non sono minorato neppure sul piano culturale. Il minorato è quello lì, quello che sta con i piedi al caldo, se li è riscaldati con il nostro lavoro e poi fa il grande gesto del grande egoismo. Questo è il ragionamento. Poi bisogna informare? Certo. Bisogna discutere? Certo. Bisogna attrezzare, coinvolgere la Commissione, attrezzare i sindaci? Certo. Si fa utilizzando gli strumenti che l'ordinamento ci dà, nelle situazioni in cui ci troviamo, con i tempi e con le modalità che sono stabilite dalla legge. E non si prende questo evento per fare una discussione oziosa, che ha come obiettivo, intanto la giustificazione di una linea politica sbagliata che il centrodestra sta portando avanti da tre anni, per cui pensando di colpire il Presidente tenta di accreditare se stessa, utilizzando anche, devo dire, linguaggi che sono violenti, che in qualche parte sono violenti, e che le differenze che quando non si fanno… Io lo dico anche a Pierpaolo, ai Riformatori, ci sono parti politiche che hanno questo tipo di radice, altre non c'è l'hannoa, non hanno questa radice, e si devono differenziare, possibilmente lo devono fare in queste circostanze e dire: "Noi non condividiamo questo modo". Ma come si fa ad andare da chi amministra la cosa pubblica, ha la responsabilità che esercita in forza del voto popolare, legittimamente acquisito, e mettersi sotto casa, organizzare una manifestazione violenta e non alzarsi tutti e dire, senza stare lì a distinguere sui metodi, che questa è una schifezza, e solo perché c'è questo fatto siamo tutti d'accordo con chi ha promosso questa iniziativa e l'ha portata avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io devo dire intanto che mi rammarico di una cosa, e cioè che il Presidente della Regione, anche l'Assessore all'ambiente, non trovino il tempo per stare in Aula. Me ne rammarico perché io credo che l'ascolto reciproco, ascoltare il collega Uras, sia una crescita e credo che rinunciare alle occasioni di crescita, quando ci si rinuncia troppo spesso, aiuti a consolidarsi nella convinzione che la verità sia una sola ed è quella di cui ciascuno di noi e portatore. Il confronto e il dialogo, soprattutto quando è dialogo tra diversi aiuta a crescere, mi sembra che si stia perdendo un'occasione per ascoltare e per crescere. E mi sembra che il fatto di perderla spesso, qui in Consiglio regionale, non sia un valore aggiunto di questa comunità consiliare. Vorrei seguire, ottando qualsiasi tipo di demagogia, se ci riesco, forse non ci riesco, nel mio intervento, vorrei seguire il ragionamento, il filo logico, che nella diversità il collega Uras propone. E cioè ci sono cose su cui siamo d'accordo e cose su cui non siamo d'accordo, se ne può ragionare e se ne può discutere. Io credo che uno dei grandi disvalori della contrapposizione in questa legislatura tra centrodestra e centrosinistra sia stato che non abbiamo mai ragionato se c'era una zona franca, se c'erano delle cose che erano patrimonio condiviso sia di chi governava e di chi faceva l'opposizione. Cioè quel sistema che non è solo di regole, ma è anche di valori generali, che possono essere condivisi e che possono essere una zona dove non ci si spara addosso, perché è la zona della Croce Rossa, che entrambi riteniamo che debba essere praticabili dalle forze in campo qualunque sia il ruolo, opposizione o governo, che esercita. Beh, allora, su cosa siamo d'accordo noi Riformatori? Sul no alla violenza, senza se e senza ma, senza aggiungere niente; sul no al fatto che una casa privata possa essere la sede di una manifestazione, anche qui senza se e senza ma, è così e basta. E anche su un'altra cosa siamo d'accordo, siamo d'accordo sul fatto che se c'è un problema nazionale, il problema nazionale vada affrontato da chiunque si senta all'interno della comunità nazionale e quindi vada affrontato da chiunque ritenga di far parte integrante di questa comunità, ognuno per la sua quota parte di responsabilità, ragionando poi su ogni distinguo possibile e immaginabile. Anche sulla continuità territoriale, collega Uras, dovremmo ragionare come se fosse un problema nazionale, non è un problema dei sardi. Il fatto che noi dobbiamo essere messi in pari condizioni rispetto agli altri cittadini italiani che non hanno la sfortuna di essere su un'isola, non è un problema dei sardi, è un problema nazionale. Dovremmo iniziare a ragionare così e il presidente Soru dovrebbe iniziare a proporre questo tipo di problemi, in questo modo, quando va nella comunità nazionale. Però, poi iniziano alcune differenze, e cioè non è detto che il problema nazionale sia per forza una calamità nazionale, o che sia un'emergenza nazionale. Se mi si deve chiedere cosa mi colpisce di più della calamità napoletana, campana, quello che mi colpisce di più è la calamità di amministratori che hanno avuto negli anni gli ultimi 14 anni, che non sono riusciti in 14 anni a risolvere un problema nonostante nove commissari, nonostante 200 milioni di euro siano stati spesi su questo argomento. E mi colpisce che l'ASIA, l'agenzia dei rifiuti campana, senza smaltire, costi quattro volte di più per quintale di rifiuti nello smaltimento di quanto costa la corrispettiva bresciana a cui chiede soccorso. Ecco, e mi colpisce un'altra cosa nel disaccordo, che è una questione su cui ci siamo divisi fin dall'inizio. Beh, voi avete rifiutato ciò che Soru ha fatto, avete cavalcato la tigre, vi siete esposti. Ma, era una questione di metodo? Cioè, quello che vi ha fatto irritare, quello che non avete accettato è che Soru non abbia parlato con le comunità locali, che non abbia cercato la condivisione, che non sappiamo quante tonnellate, che non sappiamo se il nostro sistema può smaltirle, che non si è discusso, che Soru se l'è vendute - qualcuno l'ha detto - in cambio di non si sa bene che cosa. È il metodo che ci ha fatto arrabbiare? Beh, insomma, non si può dire che il metodo sia stato neutro. Nel senso che io ho sentito autorevoli esponenti della maggioranza consiliare che si sono espressi in maniera molto critica sul metodo. Però, colleghi, non è solo il metodo, perché se fosse solo il metodo, comunque, bisognerebbe superare il problema del metodo di fronte alla sostanza della questione. Per noi non è solo un problema di metodo e vi dico perché. Io francamente mi sarei immaginato che il presidente Soru, messo di fronte ad un consesso di presidenti delle regioni e di ministri, di fronte all'opportunità che in Sardegna arrivassero i rifiuti prodotti in questo modo in Campania, dicesse: "No, noi sardi non li vogliamo i rifiuti. Non li vogliamo perché? Perché chiediamo a voi italiani, al resto dell'Italia, solidarietà per la Sardegna, perché la Sardegna ha oggi scelto una strada di sviluppo, che è quella della qualità, che è quella dell'ambiente, che è quella di mettere in evidenza il messaggio di pulizia che la Sardegna ha, di pulizia ambientale, di qualità dell'ambiente che la Sardegna ha, che è incompatibile con le immagini televisive che portano camion carichi di spazzatura in Sardegna". Che è incompatibile con questo. È difficile spiegare alla gente che la stessa nave che ha trasportato i rifiuti, forse chiusi all'interno dei camion certo, ma l'olezzo vi garantisco che si sentiva e come, due giorni dopo sia arrivata portando derrate alimentari. E' difficile promuovere l'immagine turistica di una terra, dicendo che sulle stesse rotte ci sono le navi dei turisti e le navi che portano la spazzatura dalla Campania o da qualunque altro posto del mondo. E allora, ha forse risolto la Campania la sua emergenza con il trasporto verso la Sardegna? Certo che no! E allora noi abbiamo la sensazione che ci sia l'abbonamento per la Sardegna in vista. E allora se c'è l'abbonamento per la Sardegna in vista, e se c'è una legge regionale che è quella del 2001, che abbiamo ricordato, che comunque è stata frutto di una sensibilità, forse sbagliata, ma diffusa in quest'Aula, come ha ricordato il collega Uras, beh, allora se tutto questo è, il presidente Soru non può dire oggi che l'immondezza può creare ricchezza e può creare posti di lavoro, perché su questo il Consiglio regionale della Sardegna non è d'accordo, sino a quando la legge del 2001 è vigente; e probabilmente non è d'accordo neanche la sensibilità che c'è nei sardi, quella stessa sensibilità ambientale, nei confronti del bene ambientale che il presidente Soru ha sicuramente, in modi che noi abbiamo contestato, contribuito a far crescere, perché questa è una sensibilità che esiste in Sardegna. E allora, colleghi, è indispensabile che se cambiamo rotta, se l'immondezza deve creare ricchezza e deve creare posti di lavoro, sulla sostanza ci confrontiamo, può darsi che voi ci convincete se questa è la vostra nuova bandiera, e può darsi che noi siamo anche d'accordo se ci garantite che tutto ciò che deve bruciare rifiuti in Sardegna ha una compatibilità ambientale totale. Ma ne dobbiamo discutere, perché oggi la legge che vige in Sardegna, fatta da questo Consiglio regionale, dice il contrario, è questo l'argomento di sostanza sul quale noi non siamo stati d'accordo con voi. Perché a oggi noi pensiamo che se l'immondezza è ricchezza, non è la nostra scelta di ricchezza; e che le politiche di sviluppo che ci auguriamo possano andare avanti in Sardegna e dare posti di lavoro in Sardegna, ci auguriamo che non siano basati sull'immondezza. A oggi noi pensiamo questo, siamo disponibili a confrontarci con voi, ma il confronto deve avvenire all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi, se qualcuno fosse stato a corto di argomenti per commentare negativamente la gestione del problema rifiuti da parte della Giunta regionale, un valido aiuto sarebbe venuto inavvertitamente, ne sono certo, da un autorevole esponente della maggioranza di governo, mi riferisco allo stimato collega Licheri, Presidente della Commissione ambiente, il quale ieri intervistato dalla Rai, si potrebbe dire "in video veritas", se mi consentite la battuta, ha affermato che il vero problema è quello della informazione e della conoscenza. "Non sappiamo ancora - ha detto Licheri ai microfoni della Rai - quanti rifiuti e di quale tipo arriveranno in Sardegna e per quanto tempo". Ringrazio il collega Licheri per la sua consueta onestà intellettuale, che peraltro ha largamente confermato anche nel suo intervento nel corso del dibattito in Aula, e non posso fare a meno di rimarcare che ha centrato il problema: la grande responsabilità del Presidente della Regione è quella di non aver informato i sardi, su quanto si apprestava a stabilire con il Presidente del Consiglio Prodi e di non averlo fatto nemmeno inseguito e a tutt'oggi. E quindi si chiede un facinoroso di destra, il professor Andrea Pubusa, c'è qualche collegamento tra le reazioni e la segretezza della decisione? E' ammissibile che il sistema istituzionale sardo conosca dell'arrivo della nave da Napoli dalla televisione? E' eccessivo lo sconcerto, non solo del Sindaco di Cagliari, che in quest'Aula è stato oltraggiato proprio oggi, ma anche da quelli di centrosinistra? E' ammissibile che siano in arrivo altre navi, una sta arrivando tra mezz'ora a Cagliari, e che i media ci informino che tutto avverrà nel più rigoroso segreto e con navi, probabilmente, anche camuffate per nasconderne il carico? E ancora, quale base giuridica ha il trasporto e lo smaltimento in Sardegna se una legge regionale lo vieta espressamente? Qualunque operazione dettata dalla politica, in presenza o meno di emergenze e i cui contorni sono tutti da decifrare, che susciti emozioni nella opinione pubblica, non può essere assunta se non in modo trasparente, attraverso l'informazione e il coinvolgimento dei soggetti istituzionali interessati e dei cittadini. In caso contrario, il rischio è che accada ciò che infatti purtroppo è accaduto, se volessimo potremmo fare nostre le parole di uno dei più autorevoli esponenti del centrosinistra italiano, Massimo Cacciari, il quale ha dichiarato: "Per i rifiuti ogni autonomia locale deve avere un sistema per fare da sé, Napoli è responsabile della eliminazione dei propri rifiuti, chi amministra quella città deve amministrarla". Chiamare la popolazione sarda alla solidarietà nascondendo molti dei contorni di una spericolata operazione politica, della quale si ignorano alcuni contenuti basilari, è segno di irresponsabilità non consona ai massimi ruoli istituzionali. Vi sono stati disgustosi eccessi, condanniamo, lo abbiamo già fatto e lo ribadiamo, in quest'Aula ogni forma di violenza e di inciviltà. Lo facciamo senza accettare lezioni da parte di chi ha preso come pretesto qualche bandiera per attribuire a forze politiche avversarie responsabilità che è assurdo attribuire. Tra chi lo ha fatto, vi sono anche quelli che vivono evidentemente senza alcun imbarazzo una coabitazione politica con formazioni alle quali vanno ascritte alcune delle più odiose manifestazioni di violenza viste in Italia negli ultimi anni, come l'incendio delle bandiere tricolori, delle divise dell'esercito italiano, la devastazione di città intere e l'aggressione di inermi cittadini e delle forze dell'ordine.
La violenza va comunque la condannata, ma in ogni forma, compresa quella più nascosta e vile insita in testi di assurda e colpevole e deliberata violenza pubblicati nel sito ufficiale della Regione sarda, testi nei quali i consiglieri regionali di opposizione vengono insultati e additati come i mandanti e i finanziatori detti acquisti. Sì, nel sito della Regione sono stati pubblicati testi, già oggetto di denuncia alla magistratura, nei quali si leggono deliranti accuse verso destinatari indicati con nome e cognome come mandanti di un presunto crimine. E' gravissimo che uno strumento di informazione, che essendo della Regione è di tutti i sardi, venga utilizzato per infangare gli oppositori del Presidente, il quale dovrebbe fare ammenda, come perfino il collega Frau ha fatto e gliene va dato atto, ha sbagliato gravemente e ha fatto chiaramente ammenda, e dovrebbe punire i responsabili il Presidente della Regione. Mediti anche lei sull'episodio che sto segnalando, signor Presidente del Consiglio regionale, e prenda i provvedimenti che il suo senso di responsabilità non mancherà di suggerirle. Utilizzare gli organi di informazione privati per offendere gli avversari politici è scorretto, utilizzare quelli pubblici lo è ancora di più. E neppure siamo disposti ad accettare lezioni da quell'alto funzionario in servizio presso l'Assessorato regionale all'ambiente, il quale col prezzo del ridicolo afferma che la vera emergenza non è quella dei rifiuti, ma quella degli organi di informazione. Gli inquinatori non sono coloro che hanno portato in Sardegna immondezza di dubbia composizione, ma i giornalisti che, a suo dire, hanno male informato. Recentemente, e questo è oggetto invece di un'indagine dell'ordine dei giornalisti su segnalazione del comitato di redazione e cioè l'organismo sindacale di base della Rai, una troupe della Rai è stata insultata e aggredita. I giornalisti che dicevo hanno male informato, secondo questo dirigente, degna epigono di Don Ferrante, secondo il quale la peste non esisteva, questo solerte dirigente regionale inginocchiato ha il coraggio di scrivere che l'emergenza non esiste. E chiarisce che la vera emergenza è quella della sistematica disinformazione e rappresentazione distorta della realtà, operata dai mezzi d'informazione regionali. Colui che sta al vertice di quella struttura amministrativa distintasi per il mancato invio nello Sri Lanka degli aiuti umanitari carpiti alla solidarietà, quella vera, dei sardi, aiuti che ancora giacciono nella polvere e tra le ragnatele in un capannone di Macchiareddu, di quella struttura amministrativa che ci deve spiegare perché 200 mila euro sono stati spesi per l'acquisto di imbarcazioni da destinare al soccorso a mare e che il mare non lo hanno mai visto, si permette di dare lezioni di moralità ai giornalisti sardi, ai consiglieri regionali sardi, pur di occupare un posto d'onore tra i caudatari del Presidente. Afferma questo indefesso produttore di ecoballe, che il Presidente della Regione prima di rappresentare la disponibilità della Sardegna ad accogliere i rifiuti dalla Campania, aveva un quadro certo della situazione regionale e la sua rassicurazione tecnica che il sistema di smaltimento regionale era ed è in grado di farvi fronte senza disagi per i cittadini sardi. Peccato che sia un'opinione isolata, perché pare proprio che il sistema rifiuti in Sardegna sia al limite del collasso, e peccato che queste certezze siano state discusse, conclamate e regolate nelle segrete stanze senza che i sardi fossero minimamente informati di quanto si stava decidendo. Per non parlare di quel povero Assessore costretto a proferire annunci destinati a rivelarsi falsi nel giro di pochi minuti o al massimo di poche ore.
Nella sostanza del problema, che i rifiuti campani rappresentino un pericolo per la salute dei cittadini non lo dicono le forze di opposizione, ma un rapporto della correlazione tra rischio ambientale da rifiuti, mortalità e malformazioni commissionato dalla Protezione civile a diversi organismi, tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Istituto superiore della sanità, il CNR, l'Arpa Campania, l'Osservatorio epidemiologico regionale e il registro campano delle malformazioni congenite. L'approfondimento ha confermato la correlazione statistica tra la presenza di siti di abbandono incontrollato, quali quelli dal quale provengono questi rifiuti, e gli effetti negativi sulla salute per molte patologie. L'allarme quindi non è affatto ingiustificato, e il Presidente della Regione, mi auguro che oggi chiarisca davanti al Consiglio e davanti a tutti i sardi ciò che né il Presidente Licheri, né molti altri, Presidente Licheri, hanno ancora capito: cosa sta succedendo? Quanti rifiuti dovremo ancora accogliere? E' per quanto tempo? E' veramente singolare che il Presidente della Regione non lo abbia ancora fatto, talmente assurdo che questo modo di condurre un'operazione così delicata sembrerebbe nasconderne altre di natura squisitamente politica che sarebbe interessante conoscere. Se qualche valido motivo, valido per i contraenti, si intende, non vi fosse, sarebbe davvero difficile capire il senso di un'operazione dannosa per l'immagine della Sardegna nel mondo. Ma come, siamo in una Regione nella quale si era dato all'ambiente un primato sacrale, nella quale un terzo del territorio sardo rischia di essere sottratto all'utilizzo degli esseri umani e trasformato in un museo naturale.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Una Regione nella quale in nome dell'ambiente si recepisce la Rete Natura 2000 in modo talmente rigido da sfiorare il ridicolo, vedi la delibera del 7 marzo del 2007 nella quale vengono vietate le macchine fotografiche e le scarpe da trekking; qui si parla di solidarietà, e concludo, signor Presidente, la solidarietà è una cosa molto buona, talmente buona che si avvicina alla carità evangelica, la quale però, dice il Vangelo stesso, deve iniziare verso quelli che sono più vicini per poi estendersi, se autentica, a quelli che sono più lontani. Ai campani vogliamo bene, non ci interessa tanto e non apprezziamo tanto la sua solidarietà verso Prodi e Bassolino.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.
E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). Sì, grazie Presidente. Nell'esprimere la piena solidarietà al Presidente della Regione per gli attacchi di cui è stato fatto oggetto per mano di teppisti prezzolati, non si può non condannare con forza l'atteggiamento assunto da questi manifestanti che hanno portato ai tristi episodi di venerdì. Il metodo utilizzato è sempre lo stesso; forzare la mano, tentare spallate, impedire spesso alla Regione, ma anche al Governo, ogni azione per fini certamente poco nobili. Ma quando le argomentazioni politiche a volte addotte sono scarse, come in questo caso, è sulle persone che si riversa la critica più dura e lo scontro diventa personale e non più politico. Ma i teppisti che l'altro giorno hanno devastato una parte di Cagliari, non rappresentano certo i cittadini sardi, e siamo ben lontani dalle manifestazioni di popolo invocate contro l'arrivo dei rifiuti, al contrario, gli attestati di solidarietà e di sostegno alle posizioni assunte dal Presidente della Regione che in questi giorni giungono dai sardi, e non solo, dimostrano che le posizioni estremiste e violente sono ormai isolate. Nel merito. L'emergenza rifiuti in Campania ha radici profonde, ce lo siamo detti in tutta la giornata, di sottomissione dell'ambiente alle logiche del profitto, dove le responsabilità politiche campane si intrecciano fin quasi purtroppo a mescolarsi con gli interessi affaristici di industriali del Nord e con l'impresa camorristica che hanno trasformato il territorio campano in una discarica. L'emergenza rifiuti in Campania deve trovare soluzioni definitive che devono passare, se si vuol essere credibili dopo 14 anni, attraverso un'assunzione di responsabilità piena da parte di quella classe politica che fino ad oggi, nonostante gli strumenti e gli interventi forti messi a disposizione dallo Stato alle Regioni e ai comuni, nulla ha fatto. Non sono stati predisposti gli strumenti necessari per avviare una corretta gestione dei rifiuti, e in conseguenza, non è stata fatta nessuna opera di sensibilizzazione e di educazione ambientale, fondamentale in una società. E in questo quadro si colloca la solidarietà espressa dalla Regione Sardegna, di intervento e urgente, perché si tratta di una situazione di pericolo per la salute dei cittadini campani, ma si giustifica solo se si configura di carattere eccezionale e quindi circoscritto nel tempo. Da qui la necessità di conoscere per l'intera Italia, ma anche per l'immagine che l'Italia da di se al mondo, quale piano il Governo ha messo in piedi per uscire dall'emergenza rifiuti in Campania, perché la gestione commissariale è stata finora un fallimento, e non è con l'ordine pubblico e con l'uso dell'esercito che si smaltiscono i rifiuti o si avvia una seria raccolta differenziata. Quello che si è verificato in Campania è uno scenario che potrebbe ripetersi anche in altre Regioni. Ecco che l'intelligenza politica potrebbe in questa fase cogliere l'occasione per aprire in Sardegna un grande dibattito sulla gestione dei rifiuti, sulle prospettive, sul riciclaggio, senza fughe in avanti. Il riciclaggio quasi completo di molti materiali è possibile, ed è possibile nella società del futuro, ma questo presuppone a monte un sistema industriale disposto a recepire e valorizzare rifiuti; senza una cartiera non è possibile riciclare la carta, senza una fonderia opportunamente trattata è impossibile riciclare l'alluminio, senza industrie elettroniche opportunamente specializzate non si possono riciclare i telefonini i televisori e così via. Quindi, perché non nel merito discutiamo. Sostenere in Sardegna la raccolta differenziata, intervenendo in maniera più decisiva nei confronti di quei comuni che ancora la raccolta differenziata non l'hanno attuata e premiando invece i comuni più virtuosi, perché non promuovere un sistema industriale che sia in grado di riutilizzare i materiali riciclati in maniera economicamente conveniente. Molto quindi discende dalle politiche che questa Regione saprà avviare anche per il futuro su un tema così delicato e che coinvolge la cultura del nostro Paese, ma anche della nostra Regione. Ma è vero Presidente, c'è anche una questione di metodo. Se l'urgenza impone la capacità decisionale che gli è riconosciuta di intervento della Regione, immediatamente dopo c'è un altro atto di responsabilità che è la condivisione, la corresponsabilità. Si sarebbe dovuto informare il Consiglio regionale, i rappresentanti degli Enti locali, la Commissione, per quella forma di rispetto delle istituzioni e di riconoscimento dei compiti che sono chiamati a svolgere. Ci sono scelte che devono richiamare i sardi culturalmente e politicamente ad una responsabilità che è collettiva, e in quanto tale è da condividere.
Ciò può rappresentare anche da un punto di vista positivo, così come io leggo tutta questa vicenda, anche un momento di grande crescita culturale per il nostro Paese, per la nostra Regione, ma anche per le nuove generazioni. Le argomentazioni pretestuose trovano terreno fertile nell'ignoranza, cioè intesa proprio come "non conoscenza". La trasparenza, la tempestività dell'informazione, la condivisione delle decisioni non possono essere considerate come facoltative, rappresentano un dovere istituzionale nei confronti dei cittadini che direttamente o indirettamente chiedono e hanno diritto di partecipare alle decisioni più importanti che riguardano la nostra Isola.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lanzi.
E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Ma, molte parole sono scorse in queste ore in quest'Aula, anche qualcuna fuori luogo come quella che ha pronunciato stamattina il mio collega Frau, un collega che non ha avuto difficoltà ad ammettere di aver sbagliato e di scusarsi anche con la persona interessata. Credo che il collega Frau però, involontariamente, ci abbia fatto un esempio, ha fornito un esempio di quello che dovremo fare, di quello che dovrebbe fare ognuno di noi, quando commette un errore e quando magari, preso dal clima esasperato, dal clima di questi giorni, magari dimentica di dover mantenere il confronto politico tra diverse posizioni e non rivolto invece all'attacco verso la persona, ed è per questo che nel mio intervento, alla luce di quanto è successo nei giorni scorsi e di quanto ancora continua a succedere, basta pensare alle minacce che ha ricevuto il collega Marrocu riportate dai giornali stamattina, che riguardano presunte adunate, che si sarebbero verificate e si potrebbero verificare vicino alla sua abitazione. Ecco credo che quanto avvenuto nei giorni scorsi nei confronti del presidente Soru non abbia niente a che fare con il confronto politico o con la problematica dei rifiuti. Io credo che non abbia niente a che fare. Il collega Maninchedda nel suo intervento ha ipotizzato che sia stata messa in campo una vera e propria strategia della spallata nei confronti del Presidente nella speranza che l'emergenza rifiuti e le scelte del Presidente al riguardo dell'emergenza rifiuti fosse una vera e propria buccia di banana politica che in qualche modo ne determinasse la definitiva caduta.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PORCU.) Io non so se di questo si tratta, ma credo che non ci sia alcun dubbio, che non ci possa essere atto politico che possa giustificare l'attacco ad una abitazione civile, assalto di ultras, episodi di guerriglia urbana che nelle pesantissime parole del questore di Cagliari sono state scatenati da teppisti a pagamento per scatenare il caos. Non credo che ci possano essere atti politici che possono giustificare gli attentati incendiari, né posso, collega Liori, immaginare che siano i semplici disordini che debbano portarci, se mi ascolta, sarei contento, collega Liori, così come lo dico al collega Randazzo…
PRESIDENTE. Collega Porcu, mi scusi, si rivolga alla Presidenza.
PORCU (Progetto Sardegna). Che siano i disordini che sono stati scatenati dai quali ci dobbiamo discostare. Io credo che dobbiamo tutti ricordarci che la politica si discute nei luoghi della politica e che non dobbiamo aspettare i tafferugli per ripiegare le bandiere e andare a casa. Gli attacchi alle abitazioni civili, gli attacchi punitivi, purtroppo, ci riportano ad una memoria triste di molto tempo fa e forse quelle bandiere non andavano mai portate nel piazzale di fronte alla casa del Presidente della Regione. E per questo sono rattristato da quanto è accaduto in questi giorni, ma quanto ho anche continua ad accadere perché questo clima, il clima che è stato scatenato continua ad avere delle conseguenze perché io credo che per il Presidente, per la sua famiglia non sia finito il momento della preoccupazione della paura, e credo anche che quando in concomitanza con le dichiarazioni del questore sui teppisti a pagamento e sui presunti attentati o le persone arrestate per presunto attentato incendiario il centrodestra arriva a pagare una pagina a pagamento la domenica, nel giorno immediatamente successivo che dice, chi ha sbagliato deve pagare e subito iniziamo da Soru. Io credo che nella politica regionale ci sia qualcosa che non va, ci sia una personalizzazione uno scontro, un attacco personale che non ha niente a che fare con il dibattito civile e politico e dal quale, purtroppo, non ho sentito i colleghi discostarsi. Quindi credo che quello che è successo può ancora succedere se non diventiamo pienamente consapevoli del clima che si è scatenato e di quanto ancora continua a succedere.
Sui rifiuti, dirò non molto; è stato rimproverato al presidente Soru di aver avuto fretta e di non aver informato, in questa Aula ho sentito dire più volte dovevamo essere informati, dovevamo essere coinvolti. Io credo che non sia stata la fretta che ha innescato la paura, io credo che sia stata la rinuncia a voler capire, a voler ascoltare le informazioni che erano già rintracciabili il mercoledì sera e io credo che se un autorevole giornale può sbagliare un titolo e dire le navi arriveranno tutto l'anno, se abbiamo una responsabilità politica e abbiamo un dubbio, non abbiamo solo la responsabilità di aspettare di essere chiamati, ma abbiamo anche responsabilità di informarci e magari prima di andare a fare una manifestazione sotto una nave, che può dare un segnale distorto di un pericolo che magari non c'è, ed in qualche modo procurare un allarme, abbiamo il dovere di capire di sapere; forse qualche esponente politico avrebbe fatto meglio giovedì sera invece di andare a manifestare sotto una nave andare ad una riunione che era stata regolarmente convocata per giovedì alle ore 19 e magari avrebbe saputo o avrebbe avuto qualche informazione utile che poteva avere l'effetto non di allarmare cittadini ma magari di tranquillizzarli per spiegare che stavamo parlando di una quantità di rifiuti che la Sardegna ogni giorno produce per una quantità quattro o cinque volte maggiore.
Quindi credo che quanto è avvenuto non ha veramente niente a che fare con il tema dei rifiuti, ma credo che sia un segno più generale di cui ha parlato anche il collega Salis un intervento che ho molto apprezzato del declino del nostro Paese. Io credo che riguardi un'intera classe dirigente politico, un sistema politico noi non abbiamo difficoltà ad ammettere che l'emergenza rifiuti in Campania dura dal 1994, in un periodo nel quale si sono alternati Governi di centrodestra e di centrosinistra, sono stati alternati sette commissari nominati dal centrodestra e dal centrosinistra e sono stati spesi oltre 900 milioni di euro. Questa emergenza, uno che ha fatto il commissario per 4-5 anni questa emergenza ha provocato a Napoli non soltanto delle foto sui giornali che recano danno all'immagine dell'Italia, ma hanno provocato a Napoli un aumento della mortalità del 10 percento e l'aumento di patologie polmonari e al fegato. Hanno un impatto sulla vita delle persone. Il nostro è un Paese che fatalmente in oltre 14 anni dibatte e non decide, che commissaria ma non risolve non controlla. E' un'immagine, è un Paese, come ricordava il collega Salis, immerso nella mucillaggine è immerso in un'inerzia, e una classe politica che non riconosce a nessuno la responsabilità di scegliere, ma che non si assuma a sua volta la responsabilità delle conseguenze di non aver scelto. Questo è il tema di oggi non i rifiuti, e come possibile che una classe politica a cui si affanni a dire se è un'emergenza bisognava convocare il Consiglio bisognava convocare il Consiglio dell'autonomia, come se non fosse nella nostra facoltà convocarlo, come se non potessimo ancora decidere in quella decisione, come se il Presidente non si fosse limitato a dare un sì , un sì che ha voluto dare un primo segnale di solidarietà e non fosse ancora nella nostra piena disponibilità dire se non siamo d'accordo perché non siamo d'accordo. Ma perché abbiamo questo interesse a dire che tutto è già scritto? E perché non dobbiamo capire il valore di quel gesto, che ha compiuto il Presidente a nome di tutti noi? In questo sistema, Presidente, chi è ammalato di tergiversismo che funziona semplicemente a spostare il cerino della decisione a qualcun altro a far sì che qualcun altro si scotti le dita lei è un vero alieno, lei è un vero alieno perché ha fatto quello che nessuno politico esperto avrebbe mai fatto, lei ha fatto quello che nessuno avrebbe fatto, ha pronunciato una frase impronunciabile: ho deciso da solo. Ma si rende conto lei si è esposto alle critiche non ha cercato riparo dietro la convocazione alla consultazione che pure è stata fatta ed è stata avviata perché le comunicazioni sono state date, non ha detto devo decidere con altri, ha detto non si può non rispondere no a nome di tutti. Il mio mandato è anche per poter decidere in nome della mia comunità.
E quindi si è trovato in questa mucillaggine di chi oggi dice solidarietà sì ma rifiuti no. Il nostro è il Paese della solidarietà che spesso è annunciata ma non è fattiva e concreta e non è una Sardegna remissiva la nostra, perché è una Sardegna che in questi anni si è battuta per i nostri diritti, pensiamo alle entrate, pensiamo alle servitù militari pensiamo ai trasporti, pensiamo ai beni culturali, ma è una Sardegna che vuole chiedere sapendo anche di poter dare. Io credo che il declino del nostro Paese non sia inesorabile, ma richiede un agire concreto, una solidarietà che sia fattiva, un senso di missione collettivo che abbiamo perduto, una rafforzata coesione nazionale forse per questo e non per simpatia politica o vicinanza politica il Presidente del Consiglio Prodi nei giorni scorsi ha detto che la Sardegna attraverso l'agire concreto del suo Presidente della Giunta è stato un esempio per l'Italia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Ho contestato in più occasioni, in sintonia con i miei amici sardi le scelte del presidente Soru e proprio per questo mi vergogno per quegli isolati che hanno voluto sporcare le bandiere del mio partito con le contestazioni violente sotto l'abitazione del Governatore. Un centrodestra serio e credibile non può avere niente a che fare con questi comportamenti. Bastava dire, ripetere in questa sede le parole di un uomo politico serio, come Pierferdinando Casini, per evitare la strana sensazione di dire o non dire, condannare, però, dare le attenuanti, accusare, ma assolvere, e alla fine provare a patteggiare. Io la direi così. Abbiamo, probabilmente, confuso un momento particolare della storia della Sardegna e della storia di questo Paese, dell'Italia, rispetto a un problema che è un problema che fa imbizzarrire le intelligenze del nostro Paese, sia quelle dei campani, ma sia anche quelle dei lombardi, dei sardi, eccetera, e non abbiamo saputo ritirarci al momento giusto, distinguendo il dovere e il diritto della critica politica rispetto all'alimentare questa reazione di pancia. E' un errore che abbiamo fatto, noi probabilmente l'abbiamo fatto in altri contesti, il centrodestra l'ha fatto in altri contesti, l'importante è che questo Consiglio regionale sappia recuperare una discussione sul merito e una razionalità, un'intelligenza degli avvenimenti che magari insegni qualcosa anche a noi, le cose da fare, le decisioni da prendere. Ci sono degli esempi che, essendo negativi, pur non arrivando alle richieste di dimissioni di altri organi, di altre regioni, e così via, probabilmente, ci indicano una strada su come non si deve muovere un popolo e un'amministrazione e le amministrazioni, una regione, i suoi legislatori per non far pagare alle generazioni future la propria mancanza di lungimiranza. Io voglio dire questo toccando poi, questo inizialmente, ma per dire due cose, un po' forse più noiose, circa un argomento che ha aleggiato in quest'Aula, e cioè che il presidente Soru avrebbe, con una sua decisione generosa, certamente, solidale, certamente, violato l'ordinamento legislativo regionale, avrebbe violato consapevolmente la norma che, alle tre del mattino, "il Vassallum sardo", diciamo così, con il contributo dell'onorevole Uras, il Consiglio regionale del 2001 scrisse norma che sappiamo essere già stata parzialmente demolita dalla Corte costituzionale. Io credo che lei non abbia violato la legge, Presidente. Un Presidente, un Governo di allora, febbraio 1992, Presidente che promulgò la legge, l'onorevole Giulio Andreotti, ha votato una legge che è ancora in vigore, che definisce quali sono i compiti e le responsabilità di protezione civile, di emergenza in questo Paese. Si dice, e questo è l'argomento: "Non è questa un'emergenza, perché non c'è una calamità naturale". Io leggo questa norma che è ancora in vigore, e viene applicata dal Governo in tanti casi, che definisce che cosa è lo stato di emergenza e il potere di ordinanza di un Governo nazionale. Nel '92 non c'era, non aleggiava il presidenzialismo, non c'erano i governatori, c'era un Governo che si assumeva responsabilità e scriveva che per l'attuazione dei poteri di emergenza il Governo provvede anche per mezzo di ordinanza in deroga ad ogni disposizione vigente. E quali sono questi eventi? Questi eventi sono, dice l'articolo 2 della stessa legge, sia gli eventi naturali sia quelli connessi all'attività dell'uomo, e si dividono in soccorso, quello che si fa all'inizio dell'evento, e nel superamento dell'emergenza. Poi c'è un'altro argomento che ha aleggiato, non è emergenza questa, ha sbagliato Soru, perché questa è un'emergenza che dura da quattordici anni. La risposta a questa obiezione, colleghi, per me è nell'immagine e nelle voci che tutto il mondo ha potuto vedere dalla Campania; sinceramente non riesco a capire la freddezza e quasi l'irrisione di colleghi che, dopo le formali solidarietà al popolo campano, esprimono concetti di un diverso tasso di crudeltà, permettetemi di dire, affermando, io lo capisco così, ma in definitiva si arrangino. Perché è un'emergenza, colleghi? Perché una cosa è aprire discariche oltre la loro portata, una cosa è forzare qualche limite di legge nelle emissioni, facendo funzionare degli inceneritori vecchi, e un'altra cosa è invece avere l'immondezza al secondo piano delle case, avere i propri figli che non possono andare a scuola, avere le ambulanze che non possono raggiungere gli ammalati e portarli agli ospedali. E io ricordo, visto che il problema è la durata dell'emergenza, che anche la Sardegna è stata commissariata sulla base della stessa legge, è stata commissariata a lungo, dal gennaio del 1995 al dicembre del 2005. L'emergenza idrica, chi se la ricorda? Mezza Sardegna, molti di noi, non lo so, io personalmente sì, sa che cosa vuol dire aspettare l'autobotte, l'acqua a giorni alterni. E credo che per molti dei sardi, di quei dieci anni, l'autobotte sia stata quello che per un campano, oggi, è il camion della spazzatura. E i commissari di allora, Palomba, Pili, Floris, Masala e Soru, per un anno, hanno disapplicato, per combattere l'emergenza idrica, leggi della Regione Sardegna e leggi dello Stato, perché l'ordinanza del Governo glielo consentiva. La sequenza normativa, colleghi, per una rassicurazione generale, è questa: c'è una legge dello stato che fa da cornice a una legge regionale, noi non possiamo violare quei principi della materia, perché anche la nostra legge, "il Vassallum sardo", è una legge che vede esercitata una competenza non di tipo primario, ma di tipo concorrente; e qual è questo principio? E' scritto anche che nel decreto Matteoli, cioè che è vietato smaltire rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionale, e poi continua con un'altra serie di deroghe. Ma questo principio è derogato da quell'emergenza stabilita e promulgata sulla base di una legge dello Stato italiano. L'ordinanza, non di Soru, ma di De Gennaro, e prima ancora di tutti gli altri commissari: non possono superare i principi generali dell'ordinamento giuridico, ma possono superare tutte le leggi della Repubblica, derogandole, comprese quelle regionali. Io potrei fermarmi qui, no, l'ordinanza prevede, ad adiuvandum, che c'è un'intesa, e quindi l'intesa è una facoltà che si rappresenta nell'ordinanza ultima come esercizio di quel principio di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni, che è il fondamento perché il Paese funzioni. Vorrei continuare col mio discorso, bloccandomi qui, e dicendo che noi stiamo facendo semplicemente quello che dovevamo fare, per essere un pezzo, una parte di questo Paese. Ci sono poi tecnicismi, tutto quello che volete, ma alla fine io credo che prevarrà l'informazione. Questo Consiglio, a differenza di altre regioni, si è riunito e sta discutendo sul procedimento che la Regione avrà cura, via via, come sosterremo, probabilmente, in un ordine del giorno finale, di tenerci informati circa i contenuti. Gli enti regionali preposti faranno quello che devono fare per verificare che cosa arriva; il Casic e il Tecnocasic cercheranno di attrezzarsi per fare quel che devono fare se le ecoballe bisogna aprirle, sversando, o piuttosto no. Ecco, non credo, onorevole Artizzu, che una struttura così brillantemente anche da lei amministrata si impaurisca davanti a un'ecoballa. Io la vedo idealmente con una spada di fuoco, aprendo l'ecoballa, e aiutando i poveri ragazzi e bambini campani a smaltire. Però, ecco, devo dire che, alla fine di questa seduta, è stato evocato ripetutamente il tema: qual è il livello della nostra solidarietà. Io ho detto la mia opinione: qual è il livello necessario e qual è il livello facoltativo. Il livello necessario è quello che stiamo facendo, per chi ci crede e per chi ha un'ispirazione politica fondata magari anche su valori diversi da quello che è scritto nelle nostre leggi, può darsi che ci sia anche il nostro prossimo, il nostro prossimo è anche quel brillante dileggiato, onorevole Artizzu, però c'è qualcuno che ci ha insegnato chi era il nostro prossimo. A una domanda precisa: "Chi è il nostro prossimo?", si rispose con una parabola: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò in briganti che lo spogliarono, lo percossero, e poi se ne andarono, la storia la sappiamo. Passò un sacerdote, e cambiò strada, passò un levita, fece finta di niente, poi passò uno che non centrava nulla, lo raccolse, lo lavò, gli pagò la locanda, e poi, alla domanda "Secondo te, chi è che ha fatto quello che doveva fare verso il suo prossimo?", è chi lo ha accolto. Io vorrei dire, ho veramente finito, che una Regione, una sua classe dirigente, un popolo non fu lungimirante, sbagliò la sua programmazione del ciclo dei rifiuti, incappò nella camorra. Tutto questo lo lasciò mezzo morto, e quando non riusciva più ad andare avanti, sommerso dalla sporcizia, senza scuole aperte, in gravissimo pericolo per la salute, il Paese, il Governo nazionale si chinò su di lui e si chinò su questa situazione, e alcune Regioni dissero "mi dispiace portali da un'altra parte perché ho le elezioni vicine", e alcune altre Regioni dissero "noi siamo bravi a smaltire rifiuti, ma così bravi che i vostri rifiuti sono troppo rifiuti, troppo sporchi per darvi una mano", e altre dissero "ci pensiamo qualche giorno". La Regione sarda ha detto: "Siamo molto lontani, non c'entriamo niente con voi, non abbiamo condiviso le vostre responsabilità politiche ma quello che possiamo fare lo faremo e ve lo dico subito questo, lo faremo, poi sentiamo i sindaci, le Province, ma lo faremo subito." Niente di più e niente di meno. Può darsi, colleghi, che pagheremo oggi qualcosa per non essere stati in sintonia con la pancia della gente, aiutata dalla cattiva informazione, ma sono certo che quando ci chiederanno: "Chi si è fatto prossimo, chi ha fatto una buona e bella politica?", credo che si potrà dire a testa alta: "La Sardegna".
ARTIZZU (A.N.). Santo subito!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Sabato 12 gennaio il sottoscritto veniva coccolato da trecento persone, insieme al collega Maninchedda, in un albergo cittadino che ci vedeva impegnati su un tema abbastanza ostico: una nuova sovranità per un grande popolo; e, a conclusione dei lavori, il nostro partito ha deliberato un ordine del giorno, votato all'unanimità, nel quale si è scritto che rifiutiamo gli episodi di teppismo messi in atto dinanzi all'abitazione privata del Presidente della Regione. Questo lo dico perché è stato un sentimento sincero e perchè non siamo abituati a mischiare il privato con il pubblico. Ecco perché la solidarietà ha attratto l'attenzione anche di docenti di diritto che in quest'aula, improvvisandola quasi come un'aula di tribunale, poc'anzi ci arricchivano distinguendo bene il concetto della solidarietà e dell'emergenza.
Il commissario europeo Stravas Dimas, il greco, ha posto l'attenzione su una regione italiana, la Campania, così anche altri personaggi che siedono a Bruxelles, ricordandoci che in questa regione c'è una collusione tra la politica e la camorra -anzi la camorra pare in maggioranza - quindi da diversi decenni non si riesce ad assicurare neanche l'amministrazione più blanda. Cosa c'entra la solidarietà con l'illegalità? Casomai possiamo parlare di emergenza di ordine pubblico. E allora, se questo concetto fosse stato chiarito, noi sardisti, che non abbiamo bisogno di professorini che ci insegnino i concetti di solidarietà, avremmo ben volentieri, come facciamo da 147 anni, dall'unità d'Italia, continuato in senso unilaterale a versare il sangue, il sudore nei confronti di uno Stato che spesso ho ritenuto truffaldino, vedasi lo scippo che ci ha fatto dei diecimila miliardi, uno Stato spesso disattento alle rivendicazioni di un popolo, non dei Sardisti, della dignità di un popolo! Anche la stessa proroga nei confronti della Tirrenia, che da mezzo secolo dissangua il popolo sardo, è l'ennesima dimostrazione di quanto contino le lobby politiche calabro-partenopee. E noi qui a dividerci, a cercare di spostare il problema soltanto su un manipolo di delinquenti che hanno violato la serenità del Presidente; ma questo lo dobbiamo liquidare e incoraggiare la magistratura perchè traduca in galera questi delinquenti. Qui dobbiamo parlare di un argomento che crea tensione sociale, quando si parla di rifiuti ormai c'è la psicosi e sappiamo bene quanto il bombardamento mediatico crei questa psicosi. Io vorrei ricordarvi quella muccarella tremolante che aveva la BSE e costringeva le massaie a puntare sulle carni bianche e per lunghi mesi non si è presa la fettina di vitello, pensando, terrorizzati, che tutta la carne fosse infetta e arrecasse danno alla salute umana.
Ma, tornando alla spazzatura campana, è evidente che, senza coinvolgimento, senza informazione, c'è stata anche l'isteria? Io non voglio giustificare gli atti delinquenziali, che ho già condannato, ma ci rendiamo conto che crea tensione sociale un argomento che ci è piovuto tra capo e collo? E' stato naturale, da parte di alcuni, protestare pacificamente al porto, parlo di coloro che si sono presi una randellata continua. E anche questo ci deve preoccupare, perché si sta instaurando una cultura muscolare, come quella che si è evidenziata nei confronti dei formatori che manifestavano sotto il palazzo di viale Trento. Io credo che chi ha informato la Questura certamente fosse allarmato dalla presenza di un noto facinoroso, Don Borrozzu, che aveva dormito in quelle tende; quindi, preoccupati per la presenza di questo sovversivo facinoroso, hanno pensato di mandare manganelli e muscoli ritirando e traumatizzato i poveri formatori che protestavano perché perdevano il loro posto. La stessa cultura poliziesca e muscolare si è scatenata contro le donne delle pulizie.
Io, in questi tre anni e mezzo (per l'esattezza il presidente Soru governa da 31.440 ore, in questa seduta defaticante mi sono messo a fare dei calcoli e ho visto che sta governando da 31.440 ore, perché ha iniziato il 14 giugno, un mese prima del Consiglio regionale), in tutto questo lasso di tempo non ho mai condiviso, ma non per ragioni pregiudiziali, la filosofia politica dell'amico e collega Chicco Porcu, però stasera, si crea un precedente per la parte che riguarda Frau. Io fino a stamattina lo stimavo perché è una persona corretta, seria, intelligente, stasera lo stimo ancora di più perché ha fatto una cosa che è difficile per tutti, ha ammesso il proprio errore e sappiamo quanto sia difficile ammettere i propri errori. Quindi io non vedo l'ora di riabbracciarlo perché mi ha sorpreso, una persona così educata, costruttiva, che si sia fatto travolgere da chissà che cosa. Per me quindi è un capitolo chiuso, Porcu.
Però, sul metodo e sul modo con cui si è gestito questo, è inquietante sentire... vi dico alcune perle, prese da questo mare agitato, pieno di veleni che vorrei contribuire a svelenire. Non ricordo chi ha detto queste cose: "Si interviene e basta, non si disquisisce su chi ha responsabilità di questo sfascio amministrativo e morale e non si devono fare sciocchi distinguo", poi stasera ho sentito, non ricordo chi lo abbia detto, che i consiglieri devono informarsi, che il Presidente è un alieno perché decide da solo. Ma questa sciagurata legislatura ci dovrà pur insegnare qualcosa: abbiamo visto che in mancanza di concertazione, di condivisione, viene a mancare la partecipazione, la democrazia. Non si può governare così, addirittura contro la stessa maggioranza che rimedia, credo, figuracce quando apprende solo dalla stampa o dalla televisione decisioni così importanti che non possono essere giustificate dall'emergenza falsa che io credo non esista, perché è endemica, è strutturale. Signori, la democrazia, la legalità sono valori sostanziali, non sono formalità, orpelli; la democrazia e la legalità sono valori sostanziali, non possiamo permettere, perché traiamo dei vantaggi personali in quanto c'è un alieno, così è stato definito, al governo, dei vantaggi immaginari. Qui l'Istituzione va tutelata da chicchessia. La sovranità, la specialità, l'autonomia di un popolo è stata miseramente vanificata; al di là del valore che può avere la legge del Parlamento regionale, la numero 6 del 2001, ricordiamoci che noi apparteniamo all'Europa. Il decreto legislativo 152 del 1991, dell'Europa, impregna con la sua filosofia, su un argomento così preoccupante, i rifiuti solidi urbani, impregna tutti gli Stati, anche Italia. L'Italia si è dotata con il decreto legislativo numero 152 del 2006, di questa parte dove sancisce, al comma cinque del decreto numero 152, che è vietato smaltire rifiuti solidi urbani pericolosi in regioni diverse da quella dove gli stessi sono prodotti.
Cosa c'entra l'illegalità, la camorra, la cultura sciatta di gente che ha portato alla disperazione una Regione, e ci a rimediare brutte figure. Allora facciamo chiarezza, il Presidente secondo il punto di vista sardista, avrebbe intanto dovuto coinvolgere l'ARPAS, l'agenzia regionale protezione ambiente, un'agenzia tanto desiderata, c'era un vuoto normativo perché è stata istituita nel '94, noi arriviamo col solito cronico ritardo, ci dotiamo di un'agenzia, coinvolge perché il Presidente come sappiamo può essere un alieno… però nel campo dell'igiene e della sicurezza, non ci garantisce la salubrità dell'ambiente e della salute pubblica, e quindi noi vogliamo e contrappesi che garantiscano questo valore che anche questo è presente nella costituzione, e l'articolo 32, cioè quel Magistrato che ha costretto i teppisti, giustamente, ad aggiornarsi e studiare la Costituzione lo dovrebbe fare anche con qualche politico, perché dell'articolo 32 c'è anche l'articolo che per fortuna garantisce l'istruzione a tutti, la costituzione è un groviglio di divieti, di inibizioni, di cose..ma mette al centro i diritti fondamentali e lo e ora a non i diritti fondamentali a dell'uomo che vengono violati da una persona che…
PRESIDENTE. Prego onorevole.
ATZERI (Gruppo Misto). Che non può averla, l'ha dimostrato sistematicamente, la violazione sistematica delle leggi e allora Lussu… imprudentemente, da un zelante scrittore, ossessionato da prebende e visibilità, ha scritto sbagliando che c'è un'analogia tra il Presidente Soru e il povero Emilio Lussu, ma Emilio Lussu diceva che anche la forma è sostanza, come possono entrare frettolosamente nella testa di una persona avulsa dai grandi valori della legalità della democrazia, ma qui veramente siamo alla frutta! Quindi secondo me, in Campania, noi dobbiamo mantenere e riperimetrare le nostre condizioni affinché ci dicano per quanto tempo questa falsa emergenza esiste, e soprattutto, che si impegnino per smaltire questi rifiuti che sono incontrollati, che sono pericolosi, perché hanno cercato di bruciarli e poi hanno cercato di diluire i fuochi in questi cumuli di immondezza fatti di oli esausti, quindi io non ho la serenità, la sicurezza, che è quello che è arrivato in Sardegna e così anche i sardi non possa arrecare danno alla salute del popolo sardo, queste sono le condizioni…
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri il suo tempo è scaduto.
ATZERI (Gruppo Misto). Allora termino educatamente e mi siedo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, parlo con qualche difficoltà in più oggi, perché è da diverso tempo che non mi capita, perché comunque ci torno dopo un fatto importante, anche dal punto di vista personale, parlo con difficoltà anche per via del dibattito a cui ho assistito. Devo dire che sono abbastanza sbigottito, per molte delle cose che ho sentito, e ringrazio tutti per la solidarietà espressa, vi ringrazio tutti per aver condannato, chi più chi meno, la violenza, chi in maniera netta, o con mille distinguo, mille se e mille ma…Ringrazio tutti per aver parlato degli episodi che si sono verificati a Cagliari nei giorni scorsi, e per aver, subito dopo, parlato del tema vero che è quello dei rifiuti. Mi scuserete ma io oggi pensavo che il tema vero fosse quello della violenza, pensavo che il tema oggi fosse unicamente relativo agli episodi che si sono verificati a Cagliari, magari subito dopo parlare, per tutto il tempo che occorre, dei rifiuti. Però, forse, una riflessione in più avrebbe meritato…
Siete giustamente dispiaciuti che a un consigliere regionale sia sfuggita una parola "non appropriata", in quel discorso che comunque cercava di portare avanti, la "non più appropriata", mentre cercava di fare un ragionamento, io le chiedo solo, per cortesia, di riuscire a fare un ragionamento. Vi ho ascoltato, in tanti, se mi permette, mi dà una mano, mi fa portare avanti la mia responsabilità…e vi dico qualcosa. Altrimenti, come voi, sono stanco. Alle 10 e 20 potevamo anche tornare a casa. Cerco di dirvi qualcosa, se può essere utile, vede consigliere Atzeri, non è della mia serenità che si parla, non è della mia serenità, io sono sereno e rimarrò sereno, le assicuro, però credo che sia un problema, per questa Regione che comunque ha un Presidente della Regione, spero che lo continui ad avere a lungo, altri presidenti della Regione, non io, presidenti della Regione che possano vivere un clima di agibilità politica, che possano svolgere la loro responsabilità nei luoghi istituzionalmente preposti, e poi, ad un certo punto, possano vedere non condiviso… possano avere un confronto aspro e polemico, ma, ad un certo punto della giornata, possano andarsene a casa e stare tranquilli. Io credo che sia un valore per questa Regione, non per la mia serenità che non vale nulla, un valore per questa Regione il fatto che la politica si faccia qui o si faccia nelle manifestazioni, fuori anche dai palazzi regiornali ma non si vada a prendere mai il Presidente della Regione a casa! Non lo si vada a prendere! Quello è squadrismo! Quello è fascismo! Andare a prendere chi fa politica a casa sua, nell'esperienza italiana l'hanno fatto i fascisti! Io sono stato zitto quando voi parlavate, se mi permettete di parlare parlerò, o altrimenti ce ne andiamo a casa.
PRESIDENTE. Prego Presidente, continui…
SORU, Presidente della Regione Sardegna. Vi tranquillizzo tutti, non c'è nessun paragone da fare con Emilio Lussu, sono indenne a qualsiasi paragone se non il fatto che dunque era da tanto tempo che una persona che ha una responsabilità istituzionale importante in questa Regione lo si andasse a prendere a casa. E per questo, se non con Emilio Lussu, certamente mi voglio paragonare a quel Sanlurese che un giorno, alcune persone vestite in modo strano, partendo da Cagliari e prendendo il treno, andarono a prenderlo a casa sua, per fargli violenza, per umiliarlo davanti alla sua famiglia, per umiliarlo davanti ai suoi vicini e ai suoi cari, spaventarlo ed eventualmente fargli cambiare idea. A lui mi sento idealmente e totalmente vicino, perché quello che è accaduto è pari pari la stessa cosa: andati a prenderlo a casa, nella sua famiglia, usata violenza contro di lui, per umiliarlo e per cercare di fargli cambiare idea.
Io credo che questo non sia buono per la nostra Regione, e credo che meriti un supplemento di riflessione.
Per quanto riguarda i rifiuti, l'ho già detto tante volte, perché ho agito in questo modo, ho agito davanti ad una emergenza. Oggi ho sentito da più parti che non c'era emergenza. Evidentemente non sapevano che c'era un commissariamento a Napoli, che era stato mandato il capo della protezione civile Bertolaso che ha avuto dei problemi, che l'emergenza è cresciuta ulteriormente, che da venti giorni i bambini non andavano a scuola come giustamente qualcuno ha richiamato, che la città è paralizzata, che si andava a rischio di malattie, che l'Italia, non Napoli, l'Italia era da una settimana, ogni giorno nei telegiornali di tutto il mondo, che l'Italia, non Napoli, era tutte le sere in qualsiasi telegiornale, in qualsiasi Paese europeo. Io credo che fosse un'emergenza e poiché voglio rappresentare una Regione che è fatta di diritti e di doveri e poiché i diritti penso di averli chiesti, fatti valere, qualche volta con successo, qualche volta meno a gran voce, ogni volta, allo stesso modo voglio rappresentare una Regione di doveri e quando il Paese chiama questa Regione ci deve essere, almeno io voglio rappresentare una Regione che c'è nel momento in cui è chiamata a fare il suo dovere, e l'ho voluta rappresentare, l'ho già detto, l'ho messo per iscritto perché mi ricordo anche di qual è il contratto che ci lega, il contratto sociale, qual è il patto che ci lega e che è ben scritto nell'articolo 2 della Costituzione e che non è semplicemente banale ricordare, non è una frase fatta, è quello che è sostanza il nostro stare assieme, è quello che è sostanza le nostre istituzioni ed è quello che deve guidare l'operato di tutti noi e sicuramente deve guidare il mio operato poiché ho giurato di volermi comportare rispettando quel testo. C'era emergenza e davanti all'emergenza bisogna agire ed esprimere immediatamente la piena solidarietà. Ora è stato detto: "Ma anche noi siamo solidali, anzi l'abbiamo detto anche prima di lei, anche noi vogliamo essere solidali" e allora va bene vogliamo essere tutti solidali, poi è stato anche detto: "Ma è un'inezia quello che sta arrivando, è lo 0,3 per cento del nostro spazio disponibile in discarica", qualcuno ha detto: "Ma è un'inezia, non è nulla, è una goccia nel mare", è vero, è una goccia nel mare, ma se siamo tutti solidali e se è una goccia nel mare, così come voi stesso avete richiamato, di cosa stiamo discutendo? Del metodo? Siamo tutti solidali, è una goccia nel mare, tutto questo per il metodo? E' evidente, allora io conosco il valore di una goccia nel mare e di una goccia contro gli incendi. No, io conosco il valore e certamente conosco il valore della testimonianza e per questo non sminuirei e non diminuirei. Detto tutto questo, per il metodo, la Sardegna in futuro avrà un Presidente migliore e un Presidente che capirà meglio il metodo, io capisco questo metodo, il metodo in cui non c'è un primo, ma ci sono persone in questo Consiglio regionale che hanno compiti diversi, siamo tutti eletti direttamente dal popolo è stato ricordato anche oggi con una differenza, qualcuno per il Consiglio regionale e quindi per fare le leggi, per controllare l'operato del Governo regionale, per indirizzarlo, per controllarlo, non per farlo assieme o per chiedere il permesso prima. Per controllarlo vuol dire dopo, per fare le leggi, per indirizzare, per controllare e poi c'è un mandato che è quello per governare...
LIORI (A.N.). Per applicare le leggi!
PRESIDENTE. Onorevole Liori mi sembra che lei abbia già parlato vero?
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Le ha risposto bene il consigliere Sanna. Quindi ci sono diversi mandati e sapendo anche che si trattava di una goccia nel mare ho assunto questa responsabilità, conosco il dovere anche della responsabilità e il valore di assumerla in proprio, che significa anche non scaricarla addosso agli altri. Ho assunto il dovere di una responsabilità impopolare e sapevo che sarebbe stata impopolare, però non di meno voglio rappresentare una Sardegna che se ne frega di essere impopolare, che però non molla davanti al dovere della solidarietà e al dovere dell'unità nazionale. E non molla quand'è il momento di chiedere il rispetto dei propri diritti, e non molla nemmeno quando è il momento di testimoniare il dovere. Tutto lì.
Circa i rifiuti ancora, ho sentito delle cose veramente, abbastanza terribili, la Sardegna trasformata in una pattumiera, questi anni terribili. Questi anni terribili hanno cancellato e stanno cancellando la pattumiera in Sardegna; questi anni terribili, 3 anni, hanno portato la raccolta differenziata da circa il 3 per cento a già il 30 per cento; questi anni terribili hanno fatto sì che mentre prima si conferivano in discarica oltre 700 mila tonnellate ora se ne conferiscono, già nel 2007 se ne sono conferite 200 mila in meno e nel 2008, rispetto al 2004 in questi anni terribili, nel 2008 rispetto al 2004 si conferiscono in discarica 300 mila tonnellate in meno, vuol dire che il conferimento in discarica è quasi dimezzato in pochi quattro anni terribili. Che significa non che la Sardegna sta diventando la pattumiera, che la Sardegna sta smettendo di essere la pattumiera, sta smettendo di avere la più grande discarica privata d'Europa e sta smettendo di aver bisogno di discariche all'infinito. Perché sta producendo meno rifiuti e perché dai rifiuti si sta recuperando quello che è valore: vetro, carta, plastica, la parte organica, che torna a diventare terra che viene utilizzata dall'Ente foreste. Per questo vi voglio dire che non stiamo cambiando direzione, non stiamo pensando di fare un business dei rifiuti degli altri, stiamo semplicemente dicendo che dei nostri rifiuti non tutto è da buttare, dei nostri rifiuti. Non tutto è da buttare e che dai nostri rifiuti si può recuperare vetro, carta, plastica; e che già oggi imprese che prima non c'erano ci sono in Sardegna e producono carta, producono lavorazioni secondarie sulla carta, producono lavorazioni primarie e secondarie dalla plastica, stanno costruendo, in questo momento, lo stabilimento per lo smaltimento delle gomme per produrre un prodotto di grande valore che serve per essere mischiato con l'asfalto in maniera da fare dei tappeti idrorepellenti, che permettono di viaggiare con maggior sicurezza. Questo è il valore che vogliamo estrarre dei rifiuti della Sardegna, e questo è quello che stiamo cercando di fare.
Circa i rifiuti ancora in Sardegna, ci siamo dimenticati di ricordare oggi che mentre stiamo importando circa 6 mila tonnellate di rifiuti, la Sardegna ogni anno ne esporta per 540 mila, quasi cento volte tanto, e dai porti della Sardegna, dove qualcuno qualche Sindaco si sveglia e dice: da qui i rifiuti non passeranno mai! Vorrei sapere se con la stessa solerzia Sindaci e quant'altro andranno a dire: da qui i rifiuti non passeranno mai, nemmeno per essere portati fuori dalla Sardegna e ce li terremo in casa, e non so dove. Noi ancora oggi non siamo capaci di smaltire gli acidi delle lavanderie, ogni volta che portiamo qualcosa a lavare, portiamo un po' di nostri rifiuti fuori, non siamo capaci di smaltire le batterie delle automobili, non siamo capaci di smaltire farmaci, non siamo capaci e non siamo ancora autonomi per smaltire computer, televisori. Ci stiamo attrezzando per questo, per fare in modo che nel futuro non dovremo più esportare 500 mila tonnellate e per fare in modo anche che lo smaltimento dei nostri televisori, dei nostri computer possa diventare lavoro nella nostra Regione. E vi dico anche che nella nostra Regione, nella vostra Regione, c'è un impianto di smaltimento ad esempio di amianto, è stato ricordato oggi, così come l'amianto può essere anche smaltito messo dentro le cosiddette caramelle nelle discariche. Nondimeno ci sono imprese sarde che smaltiscono l'amianto sardo in perfetta legalità fuori dalla Sardegna, lo esportano, perché costa di meno smaltirlo in altre regioni che smaltirlo in Sardegna. E dove pensate che lo esportino, in Lombardia o in Campania? Io penso che lo esportino al sud. E come mai costerà di meno lì? Non è probabile che vada, quello sì, ad essere di peso per quelle popolazioni, che magari sono anche più spaventate del dovuto, perché hanno dovuto smaltire in maniera illegale i rifiuti di mezza Italia, non noi che stiamo gestendo in maniera legale e in maniera controllata, e in maniera attenta quattro sacchetti di immondezza. E come sapete la prima nave è stata smaltita in sei ore e mezzo di lavoro dell'impianto del CASIC. E non è rimasto nulla in Sardegna, se non una piccola percentuale di ceneri, che se fossimo più bravi riusciremmo a mettere a posto quell'impianto e potrebbe essere utilizzato anche quello nei cementifici che lavorano in Sardegna. E' solo un 5 percento di tutto quello che è smaltito andrebbe in discarica. Questa è la situazione di questa Sardegna solidale, che importa per sei ed esporta per 100 volte tanto. È vero non abbiamo di che essere molto orgogliosi, perché noi stessi, forse anche in maniera illegale rimandiamo in Campania qualcosa che produciamo e che non verrà smaltito da impianti pubblici, verrà smaltito come non so, ma credo che anche noi in parte abbiamo contribuito a creare un problema in altre regioni. Detto tutto questo, la gestione dei rifiuti, qualcuno ha detto: ma stiamo programmando, stiamo facendo? L'ha ricordato l'Assessore, la Giunta regionale ha già adottato il piano regionale dei rifiuti, che non c'era, ma c'è. Ho già proposto alla Commissione, da qualche tempo, di presentarlo. Ma non solo, in questo momento è sottoposto al VAS, e sarà discusso in ogni paese della Sardegna. C'è il momento del confronto, della discussione, della compartecipazione, riguarda il piano, non è il momento di smaltire sei sacchetti di rifiuti, quella è una responsabilità del Governo. Voi dovete discutere, anche i prossimi giorni, dovete decidere se fare un'Autorità d'ambito per i rifiuti. Non abbiamo ancora attuato la legge Galli, siamo ancora senza l'autorità d'ambito. E in maniera abnorme, oggi, i rifiuti sono ancora gestiti da impianti in mano ai consorzi industriali, e dovrà essere superato rapidissimamente come sapete. Voi, e non io, dovrete decidere se fare un'Autorità d'ambito, se farne tre, se farne due, se farne otto, se mettere assieme lo smaltimento e mettere assieme la raccolta. Voi dovrete decidere, nella Commissione ambiente, sul piano regionale dei rifiuti, dovrete decidere se vi va bene che ci sia un inceneritore-termovalorizzatore a Ottana o meno, dovrete decidere se vogliamo andare fino al 70 percento di raccolta differenziata e magari termovalorizzare ancora di meno. Voi avrete un sacco da discutere sui rifiuti. Le azioni di governo sono azioni di governo e per questo ho ritenuto di poter decidere immediatamente e di rappresentare i sardi come ho ritenuto di doverli rappresentare. Detto tutto questo, gli ultimi 30 secondi, per ringraziare ancora una volta tutti quelli che hanno espresso solidarietà e tutti i sardi che hanno espresso solidarietà in maniera non formale. E credo che nei prossimi giorni, lentamente, piano, piano, riusciremo a informare e a spiegare, e piano piano le cose saranno maggiormente comprese da tutti quanti, e questo momento passerà; passerà e rimarrà un piccolo vulnus, dopo decenni siamo tornati a prendere le persone a casa, per cercare di umiliarle davanti ai loro familiari, e cercare di fargli cambiare idea in quel modo. Io lo voglio dimenticare subito e da domani l'avrò dimenticato.
PRESIDENTE. Grazie presidente Soru, i presentatori delle mozioni possono, se vogliono naturalmente, replicare.
Ha domandato di replicare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Ma, io ovviamente ho ascoltato con grande attenzione sia l'intervento del Presidente che gli interventi dei colleghi. Mi limito a dire che sono primo firmatario di una mozione, che immagino abbiano letto tutti, immagino che l'abbia letta anche il Presidente. Mi sono permesso in apertura di garantire quella solidarietà alla sua persona. Vede, presidente Soru, lei ha toccato con mano oggi una cosa che io posso raccontare, per caso, io ho avuto una bomba in casa per un motivo molto simile, da pubblico amministratore, Presidente della Provincia di Oristano. Quindi la capisco benissimo, forse la capisco molto più di quanto lei stesso non creda. Ma forse lei ci crede. Sono molti miei colleghi e nostri colleghi che probabilmente ritengono di essere gli unici depositari della solidarietà e del sostegno comunque che deve essere dato in questi momenti.
Perché il clima esasperato di cui ha parlato l'onorevole Porcu non l'ho inventato io stamattina nel mio intervento. Credo di essere stato assolutamente pacato e credo di non aver sollevato i toni, come forse non mi accadeva da molti anni. E le assicuro che ho purtroppo una capacità dialettica e oratoria che mi permetterebbe anche di essere molto pesante nei confronti di qualcuno, ma non era oggi la giornata, e volevo che non lo fosse, e per quanto mi riguarda rimane ancora così. Dicevo che io ho ascoltato con molta attenzione le cose che lei ci ha detto. Lei ha detto anche che, tra l'altro: "Mi aspettavo di parlare oggi di violenza o di non violenza". Vede, Presidente, io stamattina ho ricordato a tutti di aver presentato questa mozione quando ancora lei era fisicamente in Sardegna, o comunque si stava preparando per andare a Roma. Quindi io l'ho preparata e l'abbiamo presentata in conferenza stampa il giorno 9. In questa mozione non si chiedeva niente di straordinariamente importante. Ho ricordato stamattina che se erano le dimissioni o il commissariamento della regione Campania, beh, viva Dio, forse se lo facessero domani mattina non succederebbe assolutamente nulla, anzi forse migliorerebbero molte cose anche in quella regione. Dopodiché mi sono preoccupato di capire, dopo avere ascoltato l'Assessore ieri, il quale non ha dato peraltro, e mi dispiace che sia assente, le notizie che ci ha dato lei oggi. Perché non sono le 100 mila o 200 mila tonnellate in più o in meno che vagano nel territorio della Sardegna, se le discariche sarde possono o non possono contenere 1 milione e 800, piuttosto che 2 milioni di tonnellate, sono perfettamente d'accordo con lei, che il carico di rifiuti che vanno in discarica deve essere progressivamente diminuito. Sono perfettamente d'accordo. Che la raccolta differenziata sia un processo contro il quale non possiamo più andare, e meno male, siamo tutti d'accordo; ora se poi si prende il 2004 perché guarda caso nel 2005 è nata la Giunta Soru, per dire che è cambiato solo in quel momento, mi auguro che non sia solo per quello, perché il processo era già iniziato da ben altri anni. Se poi invece volete dire questo, beh, allora fate anche questo tipo di propaganda e pubblicità, siamo d'accordo anche su questo, ma nessuno ve l'ha toccato, e io meno che meno. Mi sono preoccupato solo di capire se la norma regionale rientrava tra i poteri del Commissario straordinario, mi è stato detto di sì, ma non ho capito per quale motivo nelle ordinanze non c'è scritto e non è citata la legge regionale. Sono citate tutte le norme, onorevole Francesco Sanna, tutte sono citate nelle ordinanze, perché io ce le ho, non è che non le ho, ma guarda caso questa non c'è. Allora, si dice che era l'emergenza? Allora siccome non ci siamo messi d'accordo sul termine emergenza, continuiamo a chiamarla emergenza, è una gravissima emergenza, più grave anche di quella che noi immaginiamo, sono d'accordo con lei presidente Soru, lei pensa che due navi che sono arrivate, una l'altro giorno e una sta sera che sta attraccando, possano aver risolto il benché minimo problema? Io credo di no. Io sono a conoscenza di quante tonnellate di rifiuti andranno via da Napoli per la disponibilità che è stata data dalle Regioni italiane, non cambieranno nulla neanche quelle. Allora mi chiedo: ma questo Piano straordinario per rifiuti in Campania, questi superpoteri che sono stati dati a questo commissario, come riescono a smaltire probabilmente 10 milioni di tonnellate o 10 milioni di metri cubi di rifiuti solidi urbani che giacciono nei territori della Campania? Questo è il grande dilemma, ecco perché ci siamo preoccupati. Lei c'ha rassicurato che sono 6 mila tonnellate, e sono 6 mila tonnellate, e io continuo a dire che sono una goccia. Ma non voglio guastare certamente la serenità di nessuno, ci mancherebbe altro. Ma, è legittimo o non è legittimo che un gruppo di minoranza, un consigliere regionale voglia sapere qualcosa in più di ciò che non è riuscito a sapere, onorevole Porcu da nessuna fonte di informazione, da nessuna fonte di informazione, mercoledì mattina ore 8 e 30 l'onorevole Diana era qui a scrivere la mozione, ha capito? Chi me le dava le informazioni? Me le ha date forse la Giunta regionale? Me le ha date l'Assessore? Me le ha date il Capogruppo che ancora non avete individuato del Partito Democratico? O mi sono dovuto arrampicare per cercare di capire qualcosa di più? Era mio dovere o non era mio dovere o non era nostro dovere saperne qualcosa in più?
Beh, certo che poi se assieme alla mozione che abbiamo presentato si presenta il giorno 15 la mozione sulla violenza ci mancherebbe altro, discutiamo anche quella. Ma, un conto sono i rifiuti che arrivano dalla Campania, un conto sono i problemi che abbiamo per la raccolta differenziata o indifferenziata, un conto è la violenza. Sono d'accordo con il Presidente che la violenza va affrontata e combattuta, ci mancherebbe altro, però non mischiamo le cose.
Abbiamo fatto due ragionamenti diversi, cari colleghi, c'è stata una parte del Consiglio che dei rifiuti non ha voluto parlare, ha voluto parlare della violenza con facili slogan che si sono… Tutto il giorno abbiamo parlato di fascismo, abbiamo parlato di squadrismo, abbiamo parlato di tutto e di più, è strano che qui non sia emerso per esempio che tra gli ultras del Napoli e gli ultras del Cagliari c'è un odio viscerale dall'anno della retrocessione. Non ne ha parlato nessuno, ma era argomento che forse poteva interessarci? Non ci interessava affatto, non è argomento che ci interessa. Ci interessano altre cose.
Allora, il presidente Soru ha detto che questo suo atto è il valore della testimonianza. Guardi, presidente Soru, detto in questi termini sarebbe bastato un telegramma a tutti i consiglieri regionali mercoledì mattina nel quale lei diceva: a nome vostro, nel valore della testimonianza autorizzo il trasferimento di 6 mila tonnellate di rifiuti in Sardegna. Questo è quello il minimo o forse al massimo, possibile che la Sardegna può fare per questa comunità che veramente non ne può più. Ma sa quanto sarà sarebbe stato utile? Lei non ha idea di quanto sarebbe stato utile. Vede, se c'è una cosa che non abbiamo capito presidente, o meglio l'abbiamo capita troppo bene, perché lei è stato certamente l'apripista in quella riunione, lei è stato certamente colui che ha dato la stura agli altri per non dire di no o quantomeno essere possibilista, sappiamo anche questo. Lei ha svolto certamente un ruolo importante in quella sede, però vivaddio lo ha svolto in nome e per conto di una popolazione che probabilmente qualche informazione in più l'avrebbe gradita. E questo non ce lo può negare. E non lo può negare a me. A me che, come accennavo stamattina, alle 20 e 40 di giovedì sera, ho avuto la possibilità di dialogare per quindici secondi con lei al telefono, ho capito che mi ha chiuso il telefono perché certamente non poteva stare lì a, ma io le volevo rappresentare solo una situazione che era una situazione che si stava verificando nel territorio sardo, che era quella delle forze dell'ordine che per ordini superiori, onorevole Porcu e non perché io vada contro le forze dell'ordine e lei sa benissimo lei e tutti gli altri qui dentro che io non posso e non potrei mai andare contro le forze dell'ordine. Però, ci sono degli ordini che probabilmente partono dall'alto e io credo che quegli ordini in Sardegna non sarebbero dovuti mai arrivare. Perché non si preleva un consigliere regionale seduto per terra e lo si mette dentro un cellulare, non si fa da nessuna parte del mondo, non lo hanno fatto da nessuna parte.
Il mio voto su questa mozione ovviamente sarà un voto favorevole, io avevo anche predisposto un ordine del giorno che pensavo potesse essere, come dire, condivisibile, ma siccome sono abituato a studiare la piazza, credo che non ci siano le condizioni perché si possa arrivare ad un ordine del giorno condiviso. Arriverei a dire anche che forse è meglio interrompere qui e riparlarne in un altro momento, a bocce ferme, rivedersi in Commissione, che si rivedano i Capigruppo, che troviamo una serie di suggerimenti, mi pare che anche l'onorevole Francesco Sanna era di questa intenzione. Per avere qualcosa di più, per dire qualcosa ai sardi, per dire qualcosa alla Sardegna, non è sufficiente Presidente che lei dica le cose che ha detto correttissime, certamente, ci crede molto, io un po' meno, però non è sufficiente per i sardi. Allora, decidete voi che cosa fare. Se dobbiamo votare, ovviamente noi voteremo la nostra mozione, se non dobbiamo votare probabilmente, dico probabilmente, c'è ancora modo per risolvere questo problema.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto un lunghissimo dibattito, sforziamoci di stare nei dieci minuti perché insomma.
Ha domandato di replicare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io credo di non utilizzarli. Anch'io spero che ci siano ancora gli spazi perché questo Consiglio si chiuda con un ordine del giorno unitario. Almeno su due punti mi pare che il dibattito fosse univoco, con qualche distinguo ma quello ci sta nella dialettica politica, sulla conferma, al di là delle modalità col quale questo si è concretizzato, della solidarietà da parte della Sardegna nei confronti della Campania per affrontare questa emergenza rifiuti e sulla ferma condanna dei fatti avvenuti che hanno comunque rappresentato un vulnus che noi vogliamo tutti insieme respingere, al di là delle strumentalizzazioni. Il dibattito, secondo me, è stato un dibattito molto equilibrato, c'è stato solo un incidente immediatamente recuperato dal pronto intervento del Presidente e perché l'interessato ha preso atto di aver sbagliato e ha chiesto scusa all'Assemblea e all'interessato.
L'ora è tarda però noi siamo pronti e abbiamo predisposto un ordine del giorno, come si diceva con qualche capogruppo che forse il clima non era quello giusto per arrivare a un ordine del giorno, ma io penso che almeno su questi due punti l'ordine del giorno possa essere condiviso, poi magari su altri ci possiamo anche dividere. Ma sull'esigenza di garantire continuità e quindi confermare l'impegno assunto dal Presidente della Regione, e quindi assunto dalla Sardegna, di garantire la solidarietà a questi nostri concittadini, che sono coinvolti in questa emergenza, e sull'esigenza di condannare e di prendere le distanze tutti insieme da quei fatti delinquenziali di teppismo che sono avvenuti in questi giorni, io penso che su questi due punti possiamo trovarci tutti.
Io voglio solo chiarire solo due cose, poi mi fermo. Cos'è avvenuto nel 2001, il collega Cappai, mi hanno detto che ha ricordato io non ero presente, il mio intervento del 2001, vorrei ricordare quei giorni, io ero qui presente, cosa era avvenuto in Sardegna. Dei vagoni pieni di rifiuti tossici e nocivi erano fermi a Porto Torres, dovevano andare in una discarica per rifiuti speciali, avevano nell'indicazione ecologica 2000 Villacidro. La Magistratura li bloccò. La Magistratura si chiedeva come era possibile che dei rifiuti speciali arrivassero dal Trentino sino a Sassari attraversando quasi tutta l'Italia settentrionale e andassero in una discarica nonostante lungo quel tragitto avessero trovato tante altre discariche, piattaforme di stoccaggio per rifiuti speciali, e scoprii che in verità c'era una truffa, perché quei rifiuti non erano speciali, erano rifiuti tossici e nocivi, non classificati quindi diversamente, non potevano essere accolti da quella discarica e in modo illegittimo veniva fatto risultare che quei rifiuti arrivassero da Villacidro, in un impianto di stoccaggio dell'Ecologica 2000, socio oggi del Tecnocasic, o ex socio del Tecnocasic, acquistate da un Gruppo francese, un Gruppo internazionale, il gruppo Tre D, veniva fatto risultare fittiziamente, perché arrivavano solo i documenti a Villacidro, che quei rifiuti venivano declassificati da tossici nocivi e pericolosi in rifiuti speciali e potevano essere accolti da quella discarica. Ci fu un intervento della Magistratura, fu uno scandalo, quella discarica fu messa sotto sequestro e ci fu un forte senso di opposizione a quel fenomeno che stava trasformando la Sardegna in quello che era ed è ancora la Campania per quanto riguarda i rifiuti tossici nocivi. E di fronte a quello, questo Consiglio reagì con una proposta, un emendamento, una legge proposta dal collega Vassallo, e questo Consiglio si spaccò, però quella proposta passò. Penso che lo scenario di cui sto parlando oggi sia completamente diverso rispetto a quell'episodio delinquenziale che la Magistratura ha perseguito, sta perseguendo, che mise sotto sequestro quei vagoni, quei rifiuti, quella discarica rispetto a quanto avvenuto oggi. Allora, io vorrei ancora una volta fare un appello a ricondurre il tutto. Quando ho parlato di calamità non ho detto che era una calamità naturale, ho detto che era un'emergenza e una calamità prodotta dall'uomo, dall'incuria e da gravi colpe. Personalmente, l'ho detto nel mio primo intervento e lo ribadisco adesso, chi ha responsabilità politiche in Campania avrebbe dovuto prendere atto di questo fallimento, e farebbe bene a prenderne atto magari avendo ancora una possibilità che è quella di dire: non abbandono adesso di fronte all'emergenza, ma mi dimetto subito dopo superata questa emergenza, e quindi subito dopo aver ripulito il mio territorio. Però, sempre e comunque di emergenza si tratta anche se prodotta dall'uomo, anche se ha responsabilità politiche chiare, e poi bisognerebbe approfondire e forse coinvolgere più schieramenti e più persone, sempre di una calamità si tratta, sempre e comunque di un'emergenza si tratta, sempre e comunque di una situazione grave che quelle popolazioni stanno vivendo. E allora, onestamente, parlare di 6000 tonnellate di rifiuti da smaltire in Sardegna, è parlare di nulla, nessuna conseguenza c'è per la Sardegna, non ce n'è né se quei rifiuti vengono trattati e bruciati, come penso che debbano essere bruciati dal Tecnocasic, perché si tratta di lavorare alcune ore per alcuni giorni al Tecnocasic, né se si dà un altro utilizzo. Allora, è una questione così piccola e ridicola da non giustificare tutta questa levata di scudi per un atto che invece poteva ed è sicuramente un atto di orgoglio di una Regione come la Sardegna che si è messa a disposizione per affrontare questo momento di emergenza ed offrire quella piccola solidarietà. Qualcuno diceva: "Ma non risolviamo il problema". Ognuno faccia il suo, è una piccola solidarietà che si dà alla Campania che magari può aprire le porte ad una solidarietà più diffusa e più ampia da parte di altre Regioni. Allora, ricondurre al fatto che si tratta di 6000 tonnellate, che si tratta di un segnale che la Sardegna da, che la Sardegna può smaltire perché ha conseguito risultati importanti attribuibili a tutti noi, attribuibili al comune, alle province, alla Regione nel ridurre il quantitativo di rifiuti che andavano in discariche per lo smaltimento. Dare questo segnale eliminando il momento della strumentalizzazione politica, lo scontro, tutte le altre cose che ci hanno diviso sino ad oggi, io penso che noi siamo, anche se sono le 23, ancora in grado di farlo, arrivando ad un ordine del giorno magari sospendendo per cinque minuti per vedere se il nostro ordine del giorno può essere condiviso anche da voi, e se si può anche modificare e correggere, e arrivare oggi ad un ordine del giorno che almeno su questi due punti possa comunque concludere questa giornata; la condanna ai fatti gravi che sono avvenuti che non rientrano nella dialettica democratica di questa Sardegna, e l'altro, un continuare a rafforzare quella solidarietà che è stata avviata dal Presidente e che noi oggi facciamo nostra con un documento di questo Consiglio regionale nei confronti delle popolazioni campane lasciando gli altri aspetti ad altri momenti di confronto e discussione, di battaglia politica del quale penso non ci mancheranno da martedì prossimo quando inizieremo un bel tour de force per affrontare il problema della finanziaria e avremo sicuramente motivo di continuare a discutere, di ritornare magari anche su questi aspetti che riguardano anche i temi di cui abbiamo discusso oggi.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di replicare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intanto noi esprimiamo soddisfazione per la qualità del dibattito in quest'Aula, pur con qualche scivolone, proprio perché l'intento e la premessa da cui siamo partiti, o almeno l'intento era tale, che evitassimo tutti gli eccessi ideologici, evitassimo gli eccessi anche verbali che non contribuiscono certo a dare soluzione che, per quanto possibile, si auspica su fatti di questa natura siano sempre soluzioni unitarie, perché non può non essere unitaria la condanna degli atti di teppismo di cui tutti abbiamo parlato, quindi io penso che nessuno, in questo Consiglio, possa alzarsi per dire un no, tutti siamo d'accordo sul punto, così come siamo stati e siamo tutti d'accordo nell'esprimere assoluta e incondizionata solidarietà alle popolazioni della Campania vittime, vittime loro, sì, di una situazione frutto di una mal gestione dei rifiuti e quindi frutto di un mal governo, diremo tout court, senza qui indagare sulle responsabilità politiche di questa o di quell'altra parte. Però, detto questo, su questi due aspetti saremo anche noi pronti stasera a sottoscrivere un Ordine del giorno unitario, mi pare talmente ovvio e talmente scontato, ma siccome questo è un dibattito franco, e siccome il Presidente della Giunta regionale ha giustamente detto: "Io sono il Presidente e le funzioni di governo le svolgo io, a voi fare le leggi e a voi esercitare il ruolo di controllo" sarebbe un dibattito ipocrita e mi sentirei in questa veste se non dicessi, signor Presidente, che non sono soddisfatto pienamente della sua replica, o del suo intervento, perché lo trovo, sul merito della questione dei rifiuti, carente di quelle informazioni che noi abbiamo sollecitato. E glielo dico serenamente e con il garbo, veramente senza mettere qui in discussione la necessità di intervenire e quant'altro, ma ci sono informazioni che il Consiglio regionale deve avere! Noi dobbiamo sapere, signor Presidente, e questo non c'è stato ancora detto, dove questi rifiuti dovranno essere destinati; tutti al Casic oppure è stata fatta la programmazione per altre realtà territoriali, altri comuni della Sardegna? E se questo fosse, i Sindaci, i Presidenti delle province e dei territori interessati sono state preventivamente informati e sono stati preventivamente informati e sono stati coinvolti? Ecco, noi chiediamo questi semplici chiarimenti che mi pare siano nella sua, questa sì, responsabilità di governo, che è tutta sua,, io penso, proprio perché ritengo che quello che lei ha fatto sia in assoluta buona fede non possa venir meno a questo dovere di informativa verso il Consiglio regionale. Così come per rimanere sulle questioni di merito, io questa mattina ho sottoposto alla sua attenzione una nota, che trovo davvero preoccupante, del CASIC la quale nota ancora ribadisco, chiedo scusa a qualche collega, ma… la quale nota metteva in evidenza che l'impianto di proprietà del TECNOCASIC non sarebbe nelle condizioni tecniche e giuridiche di ricevere le preannunciate 300 tonnellate di rifiuto del trattato, le cosiddette, appunto, eco balle spiegandone anche le ragioni.
Ecco io su questa mia sollecitazione, osservazione chiedevo e ancora insisto nel chiedere garbata risposta e delucidazione, perché o il problema non esiste e se l'è inventato il TECNOCASIC, e allora veramente bisogna prendere atto che c'è qualcosa che non va anche in quel consorzio, oppure se le cose stanno così vorremmo sapere quali sono le soluzioni alternative che la Regione Sardegna si appresta ad approntare perché la questione, appunto, non finisca da un gesto di grande solidarietà, io mi sono permesso di dire in una brutta figura che rischiamo di rimediare se non siamo attrezzati ad accogliere, appunto, questi rifiuti.
Quindi ecco perché dico che c'è l'auspicio di un ordine del giorno unitario e penso che ci possano essere le condizioni, ma pensare di farlo in questi cinque minuti realisticamente forse non mi pare il caso. Non mi pare il caso proprio perché per quanto ci riguarda avremo bisogno di queste informazioni prima di sottoscrivere qualunque documento. Altrimenti vorrà dire che in solitudine ci voteremo la nostra mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Dichiaro chiusa la discussione.
Comunico che l'onorevole Silvio Lai è rientrato dal congedo. Facciamo 10 minuti di sospensione per verificare se ci sono le condizioni per una conclusione su un ordine del giorno condiviso. 10 minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 23 e 06, viene ripresa alle ore 23 e 18.)
PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto, poiché non c'è un accordo sulla sottoscrizione di un ordine del giorno comune, procediamo, possiamo procedere intanto che si fotocopia l'ordine del giorno, che poi distribuiremo, possiamo procedere alla votazione delle mozioni e della mozione numero 161, certamente. Colleghi riprendiamo posto siamo in fase di votazione. Onorevole Marrocu, onorevole Corda ci viene ad assistere. Allora la mozione numero 161 primo firmatario l'onorevole Diana. Sono ammesse dichiarazioni di voto, per 3 minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Ne utilizzerò molto meno, Presidente, noi chiediamo la votazione per parti delle mozioni. Esprimeremo una valutazione è un voto favorevole per le parti relative alla solidarietà al Presidente e alla censura agli atti di violenza che sono accorsi, e lo facciamo con la convinzione che l'accento su questo argomento, richiamato dal Presidente della Giunta, nel suo intervento, sia condivisibile e condiviso. Per il resto invece abbiamo un'idea diversa. La funzione richiamata anche dall'intervento del Presidente della Giunta sul ruolo del Consiglio rispetto alle azioni di governo è manualistica. Noi abbiamo nella nostra memoria quella pratica, per esempio che questo Consiglio regionale non deve decidere sul termovalorizzatore di Ottana visto che sul termovalorizzatore di Ottana è stata già bandita una gara, che non si sa com'è andata a finire, ma se non si farà lo si deve no all'opposizione di questo Consiglio, ma alle opposizioni della popolazione. Questo Consiglio, per fare un altro esempio, ha licenziato il piano paesaggistico dalla Commissione urbanistica, il TAR ha detto che nella fase tra la delibera della Commissione urbanistica e l'adozione da parte della Giunta la norma ha assunto altre e nuove caratteristiche. Noi siamo, non siamo convinti, non abbiamo quel rapporto di fiducia sulla reale convinzione democratica e sul reale federalismo solidale della Giunta regionale e questo non ci consente, senza entrare adesso nel merito, di aderire al discorso pronunciato in Aula e alla proposta formulata dal collega Marrocu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Esprimo voto favorevole per la mozione e anche noi voteremo le parti che esprimono solidarietà al Presidente per gli atti di violenza che ha subito. Allo stesso modo colgo l'occasione per dire a questa Assemblea che nella replica del Presidente qualsiasi Assemblea democratica e cosciente del suo ruolo sarebbe rabbrividita per l'interpretazione che è stata data dal Presidente sul ruolo del Consiglio e sul ruolo dell'Esecutivo e sul ruolo del Presidente. Sull'azione di controllo che dovrebbe effettuare a posteriori questo Consiglio e sull'interpretazione del tutto personale che il Presidente dà al suo ruolo. Qualsiasi Assemblea democratica avrebbe reagito in maniera decisa, civile ma decisa a quelle affermazioni; per l'ennesima volta, con questo voto, voi state legittimando queste azioni. Colgo anche l'occasione per esprimere la solidarietà ai giovani e meno giovani che hanno partecipato alle manifestazioni del porto canale e non erano giovani dei centri sociali, erano giovani che si sono ritrovati in quella spontanea manifestazione dopo aver prestato il loro servizio presso la Caritas, e quindi esprimendo fattivamente la loro azione settimanale di solidarietà. Bene, sono usciti da quella manifestazione con la faccia pesta e con i colpi dei manganelli che portano tuttora riscontrabili presso i pronto soccorso della città di Cagliari. Perciò, è a loro che esprimo solidarietà, non esprimo solidarietà invece allo Stato, a quello Stato che sempre più fa mancare la solidarietà alla nostra Isola, alla nostra terra, a quello Stato che sta abbandonando alcuni territori della nostra Isola, a quello Stato che sta fuggendo, come avviene, per esempio, nel nostro territorio, in Barbagia, cioè nella città di Nuoro, che sta chiudendo i suoi posti avanzati, che è arrivata a prevedere anche lo smantellamento della Banca d'Italia, così come forse della Prefettura, così come altri uffici pubblici, contribuendo ad aumentare la disoccupazione e il disagio sociale in quell'area. Non esprimo solidarietà a chi con la violenza richiama violenza, e la violenza non è solo quella che materialmente alcuni facinorosi e delinquenti esprimono, ma è anche la violenza verbale, la violenza degli altri, calpestare le norme. Non accetto lezioni da chi richiama la Costituzione e l'ha già violata in questo corso di legislatura per ben otto volte, in otto articoli diversi della Costituzione. Le lezioni, se mi permettete, da queste persone non le accetto.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per quanto concerne la condanna degli atti di violenza come espressioni antidemocratiche, ho già detto e confermo, la replica del Presidente mi è sembrata reticente, ancora una volta manifestante il poco rispetto di questa nostra Assemblea, la massima espressione del nostro sistema democratico e autonomistico, in qualche momento mi è sembrata piuttosto votata all'autocommiserazione, mi è sembrata molto al servizio. Il mio voto è a favore della mozione numero 1, per dire no a questa operazione mistificatoria del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha inventato…
CAPELLI (U.D.C.). Se n'è andato mentre parlavi.
FARIGU (Gruppo Misto). Credo che abbia fatto bene a quest'Assemblea, meno c'è e più dignità avrà quest'Assemblea.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere.
FARIGU (Gruppo Misto). Se vi sforzaste ad essere dignitosi di quest'Assemblea, fareste bene a voi e alla Sardegna.
Presidente, se mi interrompono, io poi ho delle difficoltà.
PRESIDENTE. Ha ragione.
FARIGU (Gruppo Misto). Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha, con volontà mistificatoria, inventato l'emergenza e la solidarietà nazionale, per obbedire a un suo bisogno politico, in un momento di sua grande debolezza di Governo, per dare copertura a quel Governo della Regione e a quei Governi delle città della Campania. Badate bene, un voto che non tenesse conto di questo, la contrarietà a questa mistificazione, perché da questo episodio, da questi fatti dell'emergenza e della solidarietà nazionale io vi assicuro, sono certissimo, che ne trae vantaggio solo la camorra, che è padrona assoluta dei mezzi di trasporto. La volontà di esportare questi rifiuti, milioni e milioni di tonnellate di rifiuti dalla Campania, oggi, vuol dire dare fiato, dare respiro ai grandi interessi della camorra organizzata. E da quella attenuazione sperano, da una specie di pseudo pace, che si potrebbe realizzare dando respiro alla strategia della camorra, probabilmente, loro pensano di recuperare terreno sul piano politico. No, a qualunque accordo che possa attenuare la nostra ferma decisione di contrarietà a questa mistificazione della solidarietà nazionale, a questo concetto dell'emergenza, come se fosse una straordinaria calamità del Paese. Ci vuole volontà politica, la recuperi il Governo Prodi, se ne ha la capacità, e, attraverso quella volontà politica, risolva il problema della Campania, come deve risolvere il problema di tutte le nostre comunità. Ecco, sia al servizio del Governo Prodi per questioni che non ci riguardano.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Avrei preferito fare la dichiarazione di voto favorevole per la nostra mozione alla presenza del Presidente della Regione, che ha inforcato il cappotto e se n'è andato - comunque tornerà, prima o poi tornerà - per chiarire e fare alcune puntualizzazioni… se n'è andato, va bene, ma, tornerà un giorno o l'altro.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, non si lasci distogliere, prosegua.
ARTIZZU (A.N.). …Presidente, io vorrei parlare, ma lasciarsi condizionare dall'Aula è facile… e anche per dire al Presidente della Regione, veramente, tutto lo sconcerto per questa sua replica, nella quale, bisogna riconoscergli, è stato abile nel dire esclusivamente ciò che voleva dire, e nel tacere tutto ciò che voleva tacere. Ha concentrato buona parte del suo intervento su questi episodi di violenza che tutti avevamo già abbondantemente condannato, utilizzando una straordinaria violenza verbale…
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, tanto lei non perde il filo, stiamo facendo dichiarazioni di voto sulla mozione numero 161, e non sulla replica del Presidente della Regione, quindi se stiamo al tema. Prego, onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Se le dà fastidio quello che sto dicendo… mi pare che sia nel tema, Presidente. La ringrazio per la puntualizzazione, che non ho sentito in altre occasioni in cui si è divagato, mi pare, almeno altrettanto e forse anche di più.
Mentre si è prodotto il Presidente della Regione in una straordinaria azione di violenza verbale, nel definire le azioni, le parole del collega che oggi ha accusato di un crimine il Sindaco di Cagliari, parole forse non del tutto appropriate. E' vero quel che è stato detto, che talvolta la violenza chiama la violenza, e che soprattutto non sempre la violenza è solo quella dei teppisti che vanno sempre e comunque condannati, che danno l'assalto alle case private o a qualunque altro edificio. Rimarcare la sostanza delle parole gravissime del collega Frau, delle quali il collega Frau, con onestà, si è pubblicamente, largamente, chiaramente ed inequivocabilmente scusato, invece, rimarcarne la sostanza, è stato un atto veramente disgustoso, veramente disgustoso. Con l'aspetto dell'agnello, il Presidente della Regione ha voluto essere lupo, e cioè riconfermare la sostanza di un'azione verbale che ha disonorato il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie. Votiamo la mozione numero 161, onorevole Maninchedda, di cui ha chiesto la votazione per parti. Chiedo scusa, colleghi.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). L'ordine del giorno, per parti.
PRESIDENTE. Va bene. Stiamo invece votando sulla mozione numero 161, primo firmatario l'onorevole Diana, Artizzu, La Spisa, e via discorrendo.
Prego i colleghi di predisporsi per la votazione col sistema elettronico palese.
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 161.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Bruno, Soru e Uras hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri:Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si sono astenuti: il PresidenteSpissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato -Maninchedda - Marracini - Scarpa - Uggias.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 61
astenuti 8
maggioranza 31
favorevoli 22
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Comunico che è stato presentato un ordine del giorno.
( Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine Del Giorno Marrocu - Biancu - Porcu - Lanzi - Uras - Marracini - Masia - Salis - Serra sull'emergenza rifiuti in Campania.
IL CONSIGLIO REGIONALEa conclusione del dibattito sulle mozioni n. 161, n. 162 e n. 163 relative all'emergenza rifiuti in Campania;
PREMESSO che:
- in data 8 gennaio 2008 il Governo, vista la situazione di straordinaria necessità e urgenza, ha deciso di predisporre un piano operativo al fine di assicurare lo smaltimento dei rifiuti (normali e speciali) impiegando i siti immediatamente utilizzabili;
- in data 9 gennaio 2008 si è svolto un incontro tra il Governo e le regioni, nel corso del quale il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha rivolto un appello affinché fosse compiuto, su base del tutto volontaria, uno sforzo di solidarietà nazionale per affrontare e risolvere l'emergenza dei rifiuti in Campania, nel rispetto assoluto delle diverse capacità e condizioni di sicurezza di ciascuna regione;
- il Presidente della Regione sarda ha dato immediata disponibilità ad accogliere e smaltire nell'Isola una quantità di rifiuti provenienti dalla Campania nella convinzione che sia doveroso, in una situazione di tale drammaticità, praticare concretamente "la solidarietà politica, economica e sociale" prevista all'articolo 2 della Costituzione italiana;
- il Presidente Renato Soru ha fornito la propria disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum, pari a un massimo di 6 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, in condizioni di sicurezza e senza disagi o conseguenze per le popolazioni della Sardegna,
esprime
1) piena solidarietà alle popolazioni di Napoli e della Campania impegnate a fronteggiare l'emergenza rifiuti, con l'auspicio che le autorità preposte provvedano al rapido ripristino delle condizioni di sicurezza e di normale funzionamento dello smaltimento dei rifiuti in Campania;
2) piena e incondizionata solidarietà al Presidente della Regione, Renato Soru, e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie e teppistiche che sono state messe in atto nei giorni scorsi nei loro confronti,
impegna il Presidente della Regione
1) a fornire al Consiglio le informazioni necessarie a conoscere in modo dettagliato ed esaustivo la qualità complessiva dei rifiuti provenienti dalla Regione Campania che si intende smaltire in Sardegna;
2) ad attivarsi affinché venga garantita la massima partecipazione e raccordo dei diversi livelli istituzionali presenti nell'Isola;
3) a portare a conoscenza del Consiglio una sintesi che illustri la capacità del piano regionale per la gestione dei rifiuti a far fronte, in autosufficienza, alle future esigenze della Regione in materia di smaltimento dei rifiuti.(1))
Metto ora in votazione l'ordine del giorno numero 1, firmato dall'onorevole Marrocu e più. L'onorevole Maninchedda ha chiesto che venga votato per parti.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto di astensione relativamente alla parte dispositiva, mentre confermo per la prima parte, quella in cui si esprime sia la piena solidarietà alle popolazioni di Napoli e della Campania, sia la piena e incondizionata solidarietà al Presidente della Regione e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie. Io ritengo che nella premessa dell'ordine del giorno si sottolinea che il Presidente della Regione ha dato la disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum pari ad un massimo di seimila tonnellate di rifiuti e poi, negli impegni, gli si chiede di fornire al Consiglio le informazioni sulla quota complessiva che mi sembra che sia stata già dichiarata. Ma, a parte questo, non vi è alcun riferimento al fatto che è mancata l'informazione preventiva ed esaustiva dei cittadini e delle istituzioni territoriali e neppure l'indicazione delle responsabilità da parte di chi ha operato in questi anni avendo un incarico specifico. Ha ragione l'onorevole Calledda, non si riesce proprio a comprendere che comunicare e ascoltare tutti è fondamentale.
Volevo inoltre sottolineare che il ruolo del Consiglio non è esclusivamente quello di controllare dopo ma di concorrere, tenendo conto anche che gli accordi, le maggioranze, la disponibilità, viene fatta sulla base di un programma e quando si esce fuori da un programma concordato è bene richiamare le persone che stanno soprattutto in una maggioranza ad essere adeguatamente informate, anche perché ho colto dall'onorevole Porcu che si svolgono anche riunioni che evidentemente forniscono informazioni alle quali non tutti hanno diritto di accesso. Per queste ragioni, anche con un po' di dispiacere, mi asterrò. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor presidente. per dichiarare il mio voto di astensione sull'ordine del giorno, chiaramente esclusi i punti in cui esprimiamo solidarietà al Presidente e al popolo campano. Dopo un lungo e faticoso dibattito, la mia convinzione, cioè quella che ho espresso ieri mattina in Commissione e oggi in Aula, anche con qualche accento forte (e mi scuso perché non è mia abitudine) queste mie affermazioni si sono rafforzate. Io sono perché i problemi si risolvano con la buona politica e il commissariamento, l'ottavo in questi anni, rimarca l'incapacità della classe politica campana a risolvere il problema. E per me di sinistra, e comunista se si può ancora dire in quest'Aula, è difficile accettare la presenza di De Gennaro che non rappresenta la buona politica ma rappresenta Bolzaneto. e su un tema come questo, una emergenza che non è solo nazionale ma coinvolge tutta la comunità europea, non può essere risolta dai singoli, se pur bravi, ma necessita di un confronto serrato, coinvolgendo anche le competenze che in Sardegna esistono.
Il mio voto, quindi, sarà di astensione, consapevole che questo può creare anche qualche imbarazzo alla mia maggioranza cui sono saldamente legato, lo voglio rimarcare, ma se questa maggioranza dovesse ritenere che l'imbarazzo è tale da non poter essere sopportato sono disponibile a riprendere il mio ruolo di consigliere semplice, con la serenità e la serietà che penso di aver dimostrato in questi anni.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente. Noi votiamo naturalmente contro quest'ordine del giorno ma mi chiedo come lo si possa votare perché più che un ordine del giorno sembra un inno all'ambiguità. E giustamente la collega Caligaris faceva notare che al punto 4 si afferma: " Il presidente Renato Soru ha fornito la propria disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum pari ad un massimo di seimila tonnellate di rifiuti solidi urbani..., eccetera". Poi però nella parte dispositiva, al primo punto, lo stesso ordine del giorno - che evidentemente è stato scritto da una parte della maggioranza fino ad una determinata riga e dall'altra parte della maggioranza da quella riga in giù; e cioè la prima parte scritta da quella parte di maggioranza che partecipa alle riunioni con il Presidente e quindi sa le notizie, mentre viceversa l'altra parte dalla parte restante - c'è scritto che però si impegna il Presidente della Regione a fornire al Consiglio le informazioni necessarie e a conoscere in modo dettagliato ed esaustivo la quota complessiva dei rifiuti provenienti dalla regione Campania che si intende smaltire in Sardegna. Ma come fate a impegnare il Presidente a dirvi quanti rifiuti deve smaltire se voi stessi scrivete nel punto 4 della parte scritta da quell'altra parte della maggioranza che sapete che sono una tantum per un massimo di seimila tonnellate?
Certo che votiamo no, ma come fate voi a votarla una cosa così ridicola?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo per una precisazione che devo alla collega Caligaris e per proporre una piccola variazione che potrebbe anche chiarire quanto evidentemente per il collega Artizzu non è chiaro.
Io, collega Caligaris, mi riferivo ad una riunione istituzionale che è stata convocata presso i locali della Presidenza della Giunta giovedì scorso alle ore 19 e di cui hanno dato ampia notizia tutti i giornali.
PRESIDENTE. Stiamo alle dichiarazioni di voto, onorevole Porcu.
PORCU (Progetto Sardegna). Per la mozione è favorevole. Credo che sulla parte di impegno si potrebbe cambiare dicendo "qualità complessiva dei rifiuti", cioè, eventualmente, informazioni successive che possono derivare, che sono quelle che in parte sono state date ma che magari, e che in parte avevano chiesto anche i colleghi dell'UDEUR. Quindi parlare invece che di "quota" di "qualità complessiva", se queste dovessero cambiare.
Chiudo dicendo che le parole che purtroppo ho ancora ascoltato nelle dichiarazioni di voto della mozione precedente non mi hanno fatto sentire particolarmente a mio agio stasera, e mi sembra che continui ad affermarsi questo richiamo ad un'ideologia di un'apparente pericolo per la democrazia e di deriva antidemocratica che credo che non aiuti in quella direzione che abbiamo cercato di percorrere, alcuni di noi, nel dibattito, cioè di riportare il confronto nel merito e non sull'attacco personale o sul paventare pericoli che per la Sardegna, per fortuna, non ci sono.
Quindi la parola "qualità" invece che "quota".
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, brevemente per dire che, a titolo personale ma penso in questo di rappresentare anche tutto il partito di Alleanza Nazionale che si è tentato di coinvolgere in atteggiamenti di attività politica che assolutamente non abbiamo mai inteso condividere, esprimiamo la solidarietà al presidente Renato Soru e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie e teppistiche che sono state messe in atto nei giorni scorsi nei loro confronti. Ci dissociamo totalmente con questo perché siamo certi di essere estranei e di aver avuto sempre un comportamento corretto dal punto di vista politico, non è con la violenza che si impongono le idee, giuste o sbagliate che siano, quando uno combatte per le proprie idee deve combattere civilmente. Naturalmente non può mancare da parte nostra la solidarietà al popolo campano che deve comunque, per le scelte politiche che ci siamo dati, essere portata avanti non con l'arrivo dei rifiuti in Sardegna che sono, l'abbiamo detto, ben poca cosa e non aiutano certo a risolvere i problemi della Campania, dovranno trovare altri modi da parte del popolo sardo senz'altro compatibili con le scelte politiche che ci siamo dati e con le leggi che autonomamente ci siamo dati. Quindi, almeno su questo io voterò senz'altro a favore e ritengo in questo, lo ripeto, di rappresentare tutti i sentimenti del Partito al quale appartengo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Sono tra coloro che non hanno firmato nessuna delle mozioni presentate e oggetto di discussione stamattina. Nella mia dichiarazione di voto affermo in anticipo il mio voto favorevole sulla dichiarazione di solidarietà, senza riserva, al presidente Soru, come ho fatto già nel mio intervento, la dichiarazione di solidarietà alle popolazioni della Campania e la dichiarazione favorevole anche alla successiva parte dell'ordine del giorno, così come specificato credo opportunamente dal collega Porcu, in quanto non in contrasto con il mio intervento in fase di discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per annunciare il mio voto favorevole ai punti 1 e 2 della parte dell'ordine del giorno dove si esprime, quindi per confermare ogni solidarietà sia alle popolazioni di Napoli e della Campania che al Presidente e alla sua famiglia. Anche a me, Presidente, sarebbe piaciuto parlare di questi fatti, ma nei cinque minuti che ci sono stati dati purtroppo si sono dovute fare delle scelte, si è potuto approfondire soltanto una questione. Naturalmente il voto è favorevole anche sulla parte successiva dove c'è un impegno a fornire informazioni al Consiglio, mentre il voto è di astensione sull'altra parte dell'ordine del giorno, perché la visione mia personale dei rapporti istituzionali fra il Consiglio e la Presidenza della Regione differisce da quella che ha illustrato il Presidente e poi le ragioni che ho illustrato nel mio intervento... non ho trovato motivi per cambiare opinione né nell'intervento del Presidente né in alcuni interventi della maggioranza, in cui si è cercato di spiegare per quale ragione l'intervento non sarebbe contrario all'ordinamento regionale. Ecco, non mi hanno convinto questi interventi, rimango del parere di cui ero prima e quindi il mio voto di astensione sulla prima parte dell'ordine del giorno è dovuto a queste ragioni.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'ordine del giorno per parti.
Le parti le votiamo nel seguente modo perché poi le dichiarazioni di voto hanno articolato le posizioni, quindi votiamo prima... chiedo scusa ai colleghi, un po' di attenzione perché poi abbiamo difficoltà a conteggiare anche i voti se non capiamo cosa stiamo votando. Votiamo prima la premessa tutta intera.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della premessa dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il Presidente Soru ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Mario - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri:Artizzu - Cassano - Ladu - Liori - Pileri - Pisano - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Licheri - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 47
astenuti 7
maggioranza 24
favorevoli 40
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Votiamo adesso separatamente il primo e il secondo comma della parte del documento nella quale si esprime piena solidarietà sia alle popolazioni campane che al presidente Soru.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 1 dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Atzeri - Dedoni - Maninchedda - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 49
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 2 dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Soru.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
Votiamo adesso il dispositivo tutto insieme, con la sostituzione della parola "quota" con "qualità" complessiva dei rifiuti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del dispositivo dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri:Balia - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri:Artizzu - Gallus - Liori - Petrini - Pisano - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris - Giorico - Licheri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 48
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 42
contrari 6
(Il Consiglio approva).
Va bene colleghi, dichiaro chiusa la seduta, il Consiglio è convocato come sapete per martedì alle ore 10. Grazie e buonasera.
Chiedo scusa colleghi, chiedo scusa, ma non abbiamo votato la mozione, chiedo scusa è proprio la stanchezza. Chiedo scusa, riprendiamo posto colleghi, dobbiamo votare la mozione dell'onorevole Marracini e Pittalis. La dobbiamo mettere ai voti colleghi, dobbiamo metterla ai voti colleghi. Sì, i firmatari chiedono che venga messa ai voti, quindi vi prego di prendere posto. Siamo ancora in fase di votazione colleghi, la mozione numero 163, la mozione numero 163 degli onorevoli Marracini, Pittalis e Lai, vi prego di prendere posto siamo in fase di votazione.
Chiedo scusa colleghi, siccome io non capisco, i colleghi che hanno votato parti dell'ordine del giorno, che includono pezzi della mozione numero 163, si ritengono soddisfatti dalla votazione dell'ordine del giorno per le parti naturalmente che sono... altrimenti dobbiamo votare la mozione, ma ovviamente io ho il dovere di avvertire i colleghi che c'è un po' di contraddizione, cioè chi ha votato l'ordine del giorno ha difficoltà a votare la mozione tranne i firmatari, evidentemente. Quindi, se i firmatari vogliono registrare, come dire, il loro voto sulla mozione io non ho nessuna difficoltà dal punto di vista politico. Siccome siete esperti più di me, comprendete che il significato della cosa è quasi irrilevante. Quindi, naturalmente io mi attengo alla vostra volontà, però...
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Allora, non siete mai contenti... Allora, l'ordine del giorno contiene totalmente la mozione che abbiamo presentato, quindi era semplicissimo votarla, se non la vogliono votare è già contenuta.
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, se la contiene totalmente, abbiamo già votato, quindi va bene, ci dichiariamo soddisfatti. Grazie, buonasera.
La seduta è tolta alle ore 23 e 59.
Allegati seduta
CCCLXX Seduta
Pomeridiana
Giovedì 17 Gennaio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 25.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 24 ottobre 2007 (363), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cachia, Cugini, Mario Floris, Silvio Lai, Frau hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 17 gennaio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Continuazione della discussione unificata delle mozioni Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (161); Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (162) e Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta delle mozioni numero 161, 162 e 163.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, signori Assessori presenti. Avremmo avuto bisogno, Presidente, che l'Aula o in Aula fosse presente non dico molto, ma almeno il numero legale per poter procedere con i lavori, però prendiamo atto dell'attenzione che sul tema si sta ponendo, da parte soprattutto di chi non è presente ai lavori. Credo, che i fatti di stamattina siano e abbiano avuto bisogno di molta riflessione da parte di tanti colleghi, e spero che siano assenti dall'Aula perché davvero colpiti da quanto in Aula oggi è avvenuto. Io credo che sia necessario ricondurre a questa istituzione tutta la disciplina che regolamenta il tema oggetto di discussione, oggetto delle mozioni e non credo assolutamente che alcuno dei consiglieri regionali, degli Assessori, ma alcuno degli amministratori regionali abbia mai pensato che su un tema quale quello dell'emergenza rifiuti, che oggi ha messo in crisi un'intera Regione, per non dire un'intera nazione possa essere un tema gestito da pochi, gestito da uno che si assume e si arroga il diritto di pensare che la Sardegna è una cosa propria, che i problemi della gestione della Sardegna siano un fatto privato, che è la gestione del tema dei rifiuti siano un fatto personale da andare a trattare a livello personale senza neanche dare le informazioni che sul tema eventualmente avrebbero potuto coinvolgere, non solo il Consiglio regionale, ma le realtà locali, le autonomie locali e quant'altri interessati ad un processo che poteva davvero attivare quella solidarietà che mai la Sardegna ha negato, in nessun momento di crisi della nazione, quando la nazione era solo regno sardo piemontese, come pure a seguire quando la nazione si è trovata ad affrontare terremoti, alluvioni e tutte quelle difficoltà di cui purtroppo il Paese periodicamente soffre. Non credo che neanche su questo tema i sardi non avessero potuto esprimere la loro solidarietà, peccato abbiamo perso un'altra occasione, abbiamo perso l'occasione soprattutto perché il Presidente non sa interpretare il suo ruolo, il Presidente interpreta il suo ruolo per risolvere i problemi prima personali e poi quelli della Sardegna il Presidente che ci ha proposto il "Progetto Sardegna fatti bella", e che si arroga il diritto di pensare che la Sardegna possa risolvere i suoi problemi accollandosi responsabilità che non abbiamo, responsabilità politiche, non responsabilità di altro genere. Certo che avremmo avuto bisogno di attivare le autostrade del mare, ma anche in questo caso autostrade dei rifiuti, autostrada del mare dei rifiuti va in un unico senso, vengono percorse per portarci rifiuti e nello stesso tempo con le stesse imbarcazioni si imbarcano gli alimenti per i sardi. Mi auguro, mi auguro che la stessa intensità di controllo che è stata esercitata in altre sedi venga esercitata anche nel controllo, non solo sui rifiuti, ma anche sullo stato igienico delle navi. Sappiamo che cosa ci ha delegato la nazione sui trasporti, sappiamo benissimo come per decenni i nostri conterranei, e noi stessi, abbiamo trovato quelle navi che ci consentivano di spostarci nella penisola, in che condizioni igieniche, in che condizioni di gestione. Come bestiame, carri bestiame e di questo siamo testimoni tutti. Ma mai e poi mai, comunque sia, i sardi hanno esercitato nessun ruolo di intolleranza rispetto a questo atteggiamento della nazione, né tanto meno, credo oggi, noi possiamo tollerare di attivare un percorso a senso unico con il resto della nazione. Neanche in questo caso. Perché, caro Assessore Morittu, lei che è stato investito della responsabilità di gestione di alcuni processi interessati allo smaltimento in Sardegna dei rifiuti trasportati alla rinfusa, non catalogati non esaminati, cose che normalmente non avvengono neanche negli spostamenti dai nostri centri verso le discariche autorizzate e quant'altro. Che lei si sia fatto carico di chiedere chi è stato il responsabile del primo, chi è che ha firmato, chi è che ha dato l'autorizzazione per l'avvio del processo di trasferimento dei rifiuti dalla Campania in Sardegna. Vorremmo sapere da lei, e questa è una domanda precisa, chi era incaricato responsabile a dare le autorizzazioni in Campania, e chi era autorizzato e chi aveva l'autorizzazione qui, e vogliamo i documenti, per ricevere rifiuti, per catalogarli, e per definirne la destinazione. Vorremmo saperlo. Questo, da un punto di vista tecnico, perché noi oggi siamo capaci di attivare i controlli dello smaltimento verso il singolo imprenditore, verso il singolo produttore, ma non siamo in grado di controllare 6 cento tonnellate che ti arrivano senza sapere neanche chi te le manda. Queste cose vogliamo sapere. Certo, e voglio in questo associarmi per solidarietà a quanto ha espresso il mio collega Sanjust all'inizio della discussione, è chiaro che noi siamo un partito per la tolleranza. Voltaire ci ha lasciato un messaggio profondo sull'espressione della libertà, non ve lo sto a ripetere, lo conoscete già: "Darò la vita per difendere le tue idee, darò la vita perché tu possa esprimere il tuo pensiero". Non credo che per recepire un messaggio così profondo, che ha illuminato l'Europa dal '700 in poi, ci sia bisogno di fare lezioni di illuminismo in quest'Aula; però, di sicuro, c'è un fatto: il fatto è che la possibilità che questo Consiglio doveva avere di esprimere la solidarietà dell'intera Sardegna è stata negata. La solidarietà del presidente Soru è una solidarietà personale, che nessuno gli ha delegato; la solidarietà si esprime non a Roma, ma si va a Napoli a dare il contributo per risolvere i problemi, mentre invece sappiamo che a Napoli possiamo anche caricarci tutti i rifiuti che si producono quotidianamente; a Napoli, la situazione rifiuti, com'era venti giorni fa, è oggi, uguale, precisa e identica. E la responsabilità è politica, e la vostra parte politica che amministra la Regione Campania è la prima responsabile di questi fatti. Mai i problemi personali vostri, i problemi del vostro partito, i problemi della vostra coalizione a Napoli e in Sardegna sono gli stessi, secondo voi, quelli di fare da sgabelli e da zerbini al signor Prodi a Roma, che si può permettere tranquillamente di scaricare in Sardegna, per mano del vostro Presidente, i rifiuti che nessuno vuole in Sardegna. Noi non vogliamo i rifiuti in Sardegna, noi possiamo esprimere solidarietà anche accettando i rifiuti della Campania, ma di sicuro non vogliamo la solidarietà che è stata espressa da Soru. La solidarietà la esprimiamo noi, se la sentiamo, non la esprime nessuno al posto mio. Credo poi, Assessore, di ricordarci una cosa, che i rifiuti, è vero, inquinano…
PRESIDENTE. Grazie, finisca.
CONTU (F.I.). I rifiuti inquinando a Napoli, come inquinano in Sardegna, ma ricordi, Assessore, che si previene l'inquinamento con tutta una serie di atti che, al momento, non ci risultano, tant'è che sembra che il Tecnocasic abbia rifiutato l'ultimo trasporto programmato e previsto di ecoballe. Questa la dice lunga sul fatto che non avete ancora un'idea su come, effettivamente, poi, va espressa e manifestata la solidarietà nell'accogliere 6 mila, 7 mila, 8 mila tonnellate di rifiuti campani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà. Decade.
E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà. Decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà. Decade.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori.
Io ho compreso stamattina e comprendo anche adesso che, nell'immediatezza della ripresa dei lavori, non sia presente il presidente della Giunta, senza nulla togliere agli Assessori presenti, ma vengo dal vedere e ascoltare il dibattito alla Camera dei Deputati sui fatti politici dell'ultima ora, sulle dimissioni del ministro Mastella, e ho notato, con grande apprezzamento, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, che sicuramente ha un'agenda molto più intensa del Presidente della Giunta, è presente al dibattito, assiste costantemente, e ha scelto di rinviare altri impegni, pur importanti quanti quelli del nostro Presidente della Giunta, per dare dignità e rispetto al dibattito consiliare. Perciò le chiedo con molta cortesia che, se non è sentito da parte del Presidente questo rispetto nei confronti dell'Aula, sia quanto meno invitato, anche formalmente, a presenziare ai lavori dell'Aula. Credo che sia anche un passo per recuperare quel senso istituzionale che, per azioni, glielo passo, reciproche, probabilmente sta venendo meno, comprendendo gli impegni di tutti, ma soprattutto richiamando che quelli della Presidenza del Consiglio sono sicuramente superiori a quelli del nostro Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ho chiesto agli Assessori di avvertire il presidente Soru perché venga in Aula, e sta arrivando. Confermiamo naturalmente l'invito ad essere presente.
Continuazione della discussione unificata delle mozioni Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (161); Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (162) e Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie, Presidente. Io ho avuto modo, già in un'altra occasione, di affermare che il rischio di questo dibattito potesse essere quello di concentrare la nostra attenzione non più sul vero problema del trasferimento dei rifiuti dalla Campania alla Regione Sardegna, ma su altre argomentazioni, e la mia preoccupazione era riferita soprattutto a quell'avvenimento, condannato da tutti i partiti e condannato da qualunque persona di buon senso, relativo alla manifestazione organizzata nella scalinata di Bonaria e, ovviamente…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Se c'è qualche problema, Presidente…
PRESIDENTE. Nessuno, le assicuro.
PISANO (Riformatori Sardi). …perché i due Assessori si sono alzati preoccupati. Quindi, dicevo, è evidente che questa gazzarra organizzata da qualche centinaio di imbecilli potesse attirare e strumentalmente sfruttare da parte di altri l'attenzione, spostando il dibattito. Quindi, non più una solidarietà che potesse essere discussa nei termini e nella sostanza, ma la sostanza diventava altro. E così è avvenuto. Tant'è che anche stamattina, nell'intervento sicuramente inopportuno del consigliere Frau, del collega, il tema dominante del suo intervento era ben altro. Lui, tra l'altro, aveva premesso, in maniera quasi cieca, da un punto di vista politico, ma quando mai si è visto che potesse essere spostata l'attenzione di una protesta, pur legittima da un punto di vista della protesta, nel senso del diritto, di fronte alla casa, quindi ad un bene personale, proprio, e quindi privato, di chi ha un'autorità politica. Al consigliere Frau bisogna ricordare che, purtroppo, tristemente, questo avviene spesso, spessissimo nella nostra Regione, e non c'è sindaco, io sono uno di quelli, che non abbia subito degli attentati nella propria abitazione, per ben due volte nel mio caso, con una bomba che...
Prego? Non la sento.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Li sta giustificando?
PISANO (Riformatori Sardi). No, no, no!
CHERCHI SILVIO (D.S.). E allora che cosa sta facendo?
PISANO (Riformatori Sardi). Io sto dicendo una cosa che forse lei non ha potuto seguire fin dall'inizio, nel senso che se lei avesse seguito il ragionamento, consigliere, non mi avrebbe interrotto in questo modo. Voglio dire che, purtroppo, è un tema quasi dominante e che però non dobbiamo assolutamente pensare che questo possa spostare il dibattito verso un argomento che poco c'entra.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Li sta giustificando, gli dà ragione.
PISANO (Riformatori Sardi). Ma io la capisco perfettamente e so bene quanto lei sia sensibile a queste cose, quindi, non si preoccupi.
Quindi, io dicevo che quello è un evento che è stato condannato, ampiamente condannato, se ne occuperà qualcun altro, naturalmente, per quelle che possono essere le responsabilità, ma noi dobbiamo parlare di ben altro. E allora voglio ripetere qui, perché sono state riproposte dal Corriere della Sera, alcune delle parole che il Presidente ha riferito relativamente all'incontro del 10 di settembre con il Governo. "C'era Prodi, i ministri Parisi, Amato, Pecoraro, Lanzillotta, il sottosegretario Letta; l'Emilia-Romagna era disponibile, poi gli altri, uno per uno, solidali, ma cauti e prudenti. Insomma, ho detto subito sì mentre gli altri tergiversavano. Se tutti facciamo la parte nostra subito - ho detto - risolveremo il problema urgente di liberare le strade dai rifiuti. La Sardegna è pronta." E' sicuramente, anche nei termini, una cosa apprezzabile, nel senso che subito viene manifestata l'espressione della solidarietà di una Regione verso un'altra Regione che in quel momento ha grosse difficoltà. Ovviamente lo ha fatto con quella, forse, ingenuità ma forse spinto anche dalla emozione di voler dare risposte subito, non confrontandosi probabilmente, il Presidente, con i suoi stessi consulenti, e pensando che il trasporto dei cosiddetti rifiuti ordinari potesse essere ammissibile nella regione sarda. Di contrapposto, infatti, si era argomentato in maniera precisa e dettagliata: attenzione, badate che non stiamo importando rifiuti speciali, si tratta soltanto dell'immondizia ordinaria che si trova nelle strade. Si trova immondizia, ovviamente, indifferenziata così come tutti i cittadini del napoletano e dell'hinterland di Napoli buttano.
Poi andiamo a scoprire - probabilmente lo ha scoperto in quelle ore di insonnia che purtroppo il Presidente ha avuto proprio per quei problemi che noi condanniamo - che di fatto era l'opposto, che, in funzione della legge 6, e soprattutto di quanto ha disposto l'affermazione della Corte Costituzionale, ciò che non poteva essere trasportato in Sardegna è il rifiuto ordinario mentre può essere trasportato in Sardegna il rifiuto speciale, solo questo. Perché la Corte Costituzionale ha detto: attenzione, l'autosufficienza delle Regioni è limitata al rifiuto ordinario e non già al rifiuto speciale, proprio perché è speciale non doveva esistere un limite di tipo regionale. E allora ci si è arrabbattati, io mi immagino, naturalmente (me ne scuso anche se faccio immaginazioni di questo genere), che il Presidente abbia subito consultato il suo Assessore all'ambiente e l'Assessore all'ambiente per questo ha detto: attenzione, noi non vogliamo più il rifiuto ordinario, noi preferiamo che ci portiate le ecoballe. Le ecoballe, in quella misura che è stata descritta stamattina, sono rifiuti speciali e quindi, come tali, noi non commetteremmo alcuna infrazione alla legge vigente.
Perché, certo, la solidarietà è una cosa bella, la solidarietà è una cosa che è un principio ancor prima che costituzionale, così come afferma naturalmente il nostro Presidente, anche morale e anche religioso per chi nella religione crede, però deve essere esercitato, questo principio, ovviamente dentro le regole; e dentro le regole non ci stava questo tipo di solidarietà, altre ne avremmo potuto pensare e altre ne avremmo potuto definire. E allora, le ecoballe, che sono rifiuti speciali, da oggi noi siamo disponibili ad incenerirle qui. Rifiuti speciali che però non dimentichiamo che in una trasmissione televisiva importantissima abbiamo scoperto contengono delle tossicità tali che è in impossibile poterle distruggere: c'è una elevatissima concentrazione di arsenico e c'è soprattutto una concentrazione, che viene sprigionata, di diossina. Ma non lo stiamo dicendo noi, lo hanno affermato scienziati che sono stati intervistati in questa trasmissione televisiva. Non dimenticando che l'incenerimento produce il 60 per cento delle ceneri e che ciò che viene portato in immissione atmosferica non sappiamo che cosa combinerebbe.
Quindi, ecco che la nostra preoccupazione, al di là di tutto, è come voler interpretare questa solidarietà; questa solidarietà, io dico, e lo dico anche da persona religiosa, va espressa soprattutto come Paolo VI diceva: non esiste una forma di solidarietà che non sia effettiva, che non produca effetti (perché questa non produce alcun effetto), ma deve essere tale, la solidarietà, che il giorno dopo che viene esercitata non debba essere più necessaria, quindi ben diversamente si sarebbe dovuta esercitare. Noi dovremmo organizzare una task force, un qualche cosa perché, attraverso un progetto nazionale, si possa dare un contributo perché il problema venga risolto.
PRESIDENTE. Grazie. Prego i colleghi di chiudere nei dieci minuti perché, come sapete, abbiamo numerosissimi interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, la vicenda dei rifiuti campani ha avuto tante e tali implicazioni da essere oggetto di discussione politica prioritaria in questo Consiglio regionale; inoltre tutto questo è stato reso più complicato e drammatico da episodi di violenza che si sono verificati, in particolare nel sagrato della chiesa di Bonaria e di fronte alla casa del presidente Soru.
Non è superfluo ribadire anche qui, nel Parlamento sardo, non solo la doverosa solidarietà al Presidente della Regione, ma dare un segnale forte di cultura politica alta dove sia concepibile il confronto anche aspro, espungendo però dai ragionamenti e dalle pratiche politiche logiche del tipo amico-nemico, che tanti danni ha creato al tessuto democratico e alla convivenza civile del nostro Paese. Questo, io penso, dobbiamo trasmettere ai cittadini e soprattutto ai giovani, se abbiamo scelto, come è giusto e irrinunciabile che sia, il metodo della non violenza e del rispetto dell'avversario.
Se sottolineo tutto ciò con forza non è per sottovalutare gli altri importanti aspetti della vicenda, citati nella mozione che ho sottoscritto e che sono stati illustrati da altri colleghi; lo faccio perché penso sia sempre un male dividerci su questioni che attengono all'etica politica o agli interessi generali del popolo sardo, ma anche perché spesso lo scontro politico, in troppi paesi della Sardegna, degenera proprio perché ci sono alcuni che puntano il dito, e lo fanno in maniera irresponsabile, contro sindaci o amministratori, indicando ai più scalmanati e ai meno politicizzati il nemico da colpire. E purtroppo questo metodo sbagliato funziona e produce danni, come ciclicamente la cronaca giornalistica puntualmente registra. Io credo che noi dobbiamo lanciare da questa autorevole istituzione un segnale di serenità e maturità politica, che stemperi un brutto clima che c'è, che non ci fa onore, a nessuno, che ci impedisce di ragionare sulle questioni vere e difficili che attanagliano al nostro Popolo. Lasciamo alla Magistratura il compito di verificare se ci sono state azioni preordinate, magari con elementi prezzolati e provocatori di vario tipo che si sono infiltrati in una manifestazione per strumentalizzarla. Attenzione, dico anche, a non commettere l'errore di criminalizzare tutti i partecipanti a quella manifestazione o peggio coloro che dissentono dalla scelta fatta.
Non voglio fare come altri hanno fatto in passato, di criminalizzare le manifestazioni sindacali e politiche in cui sono avvenuti spiacevoli e gratuiti atti teppistici da parte di alcuni partecipanti appunto a quelle manifestazioni. In questa manifestazione di Cagliari c'erano aree diverse, lo abbiamo visto tutti, non accomuniamole. Distinguiamo innanzitutto i violenti dai non violenti, la Casa delle libertà, dove qualche esponente ha alzato troppo i toni, io lo dico in maniera serena, dagli estremisti fascisti e dai teppisti. Per questo, mi permetto di dirle, Onorevole Sanjust, questo, come vede io non confondo i vari partecipanti a quelle manifestazioni, che poi sono avvenute in posti diversi e anche in momenti diversi, per cercare di pescare nel torbido, in un momento delicato come questo, a me hanno insegnato di tenere i nervi saldi e la mente lucida, proprio in questi momenti, per questo non posso condividere le sue pesanti affermazioni che accomunano i pacifisti ai black bloc. Mi sembra una forzatura anzi, una caricatura del movimento pacifista, che non fa onore alla sua intelligenza. Certo a questa manifestazione di Cagliari hanno partecipato anche cittadini democratici, eco-pacifisti, indipendentisti sardi, che hanno una storia e una pratica politica, come ben tutti sappiamo, basata sulla non violenza. Questi hanno criticato duramente la scelta fatta, ma non una parola di violenza è stata detta. Loro non lo possono dire quest'Aula perché non ci sono, lo hanno detto sulla stampa, io mi assumo la responsabilità di farlo, per onestà intellettuale, e contribuire alla verità dei fatti, così come essi si sono effettivamente svolti. Così come non è corretto, come ha fatto certa stampa, mettere alla gogna e indicare tra i teppisti la tifoseria organizzata del Cagliari Calcio, in particolare gli Sconvolts. Credete che facciamo un bel servizio alla democrazia? Al dialogo tra generazioni? Con i nostri giovani e giovanissimi ragazzi, diciamo che sono tutti teppisti e violenti solo perché alcuni di loro indossavano sciarpe di quella tifoseria e si sono lasciati coinvolgere negli scontri.
Mi ha fatto piacere leggere il comunicato degli Sconvolts dove si rifiuta questa infamante etichetta e si dissociano totalmente dagli episodi di violenza accaduti.
Come dicevo, ho voluto dare questo taglio al mio intervento perché la mozione e gli interventi dei compagni, del mio stesso Gruppo, e in particolare del Capogruppo, conterranno gli elementi complessivi di valutazione politica sull'intera vicenda. Non volevo con il mio intervento, né ripetere, né anticipare. Per cui, io ritengo di dover dire che sul metodo utilizzato dal Presidente Soru non posso concordare, sarebbe stato, secondo me, più opportuno dare una corretta informazione sulla solidarietà richiesta e dovuta, sentita la quantità di rifiuti che sarebbero arrivati, coinvolgendo le istituzioni democratiche della Sardegna. Mi si può obiettare che se tutto questo fosse stato fatto ci sarebbero state lo stesso le manifestazioni, è vero! Ma io penso che tanti cittadini non si sarebbero lasciati coinvolgere emotivamente dagli ambigui messaggi telefonici inviati, forse in forma organizzata. Badate, l'elemento della mancata conoscenza ha giocato un ruolo importante in tutta questa vicenda, così come lo specificare che la solidarietà era verso i cittadini della Campania e soprattutto verso le fasce più deboli, si pensi ai bambini delle scuole, e non certo per salvare e condividere le gravi responsabilità politiche di chi governa da tempo quella Regione. Nessuno mette in discussione le prerogative e i poteri del Presidente, attribuita dalle leggi vigenti, che io possono non condividere perché presidenzialiste, ma che rispetto, ma su questa questione si potevano coinvolgere e potevano coniugare l'informazione, la scelta condivisa, l'esigenza di una scelta d'assumere tempestivamente, queste questioni del resto sono tutte di fronte a noi e necessitano di essere ulteriormente valutate anche alla luce di ciò che purtroppo è accaduto. Il mio voto alla mozione che ho sottoscritto sarà ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, onorevoli colleghi, non si possono spendere parole banali dinanzi ai fatti dei nostri giorni scorsi e forse bisogna parlarne brevemente secondo la gerarchia di gravità. A mio avviso i gravissimi episodi di violenza accaduti sotto l'abitazione del Presidente della Regione non sono stati né occasionali né dovuti ad una degenerazione di una protesta pacifica. Nascono dall'idea sbagliata che si possa dare una spallata ai governi con la piazza e nascono dall'idea sbagliata di poter governare la piazza dopo averne svegliato gli istinti più bassi. Noi siamo lontanissimi da tutto questo, siamo pacifici, riteniamo che i governi si debbano battere o sostenere alle elezioni, riteniamo sbagliato, ingiusto, grave, convocare riunioni di protesta sotto l'abitazione privata del Presidente della Regione, come sotto la casa di qualsiasi sindaco. Quando si va sotto le finestre delle case private, che lo si voglia o non lo si voglia, si educa all'odio personale, e credo ci sia da ragionare seriamente su una brutta piega che sta prendendo il bipolarismo italiano e sardo. Sembra quasi che sia nata una guerra fredda civile, ma pur sempre una guerra civile, hanno di che ragionare i dirigenti dei due schieramenti. Il secondo tema, dell'uso e delle forze di polizia: al porto di Cagliari si è protestato civilmente, politicamente, e francamente i manganelli, le botte e le spinte erano a dir poco fuori luogo, come lo sono state anche in occasione della protesta degli addetti alle pulizie. A mio avviso, il confine tra la protesta e l'eversione è un confine netto, non si presta ad equivoci, invece, in questi ultimi tempi sia una ricorrente tentazione di fare appello alla polizia, che ha queste debolezze culturali, e ha queste tentazioni, sappia che l'abuso di polizia ha sempre portato a delle gravi violazioni del diritto. Noi siamo contro la repressione violenta delle forme legittime di protesta. Non abbiamo la certezza che le stesse convinzioni siano diffuse in tutti i settori del territorio nazionale e di quello regionale, specie quando si nota che a risolvere il problema campano si nomina un ex capo della polizia e un generale dell'esercito. Il terzo tema è quello dei rifiuti, il Presidente della Regione ha fatto riferimento alla Costituzione e al vincolo di solidarietà che dovrebbe legare i popoli d'Italia e d'Europa. Questo appello è per noi importante ma non abbiamo fiducia che sia un ragionamento strutturale e non episodico e occasionale, è costume infatti di questo Governo regionale agire spesso o secondo la logica del volta per volta. Io penso che prima o poi così facendo arriva la volta che si danneggia seriamente sistema. Il problema della Campania è un pezzo del problema più ampio del rapporto fra lo Stato e le regioni, lo sappiamo tutti, io ho ancora nelle orecchie la discussione tenuta da questo Consiglio sulla riforma dell'articolo 13 dello Statuto, nella quale si esprime la filosofia per cui ogni Regione fa da se in base al proprio gettito fiscale. La Sardegna, in una trattativa senza popolo, ve lo ricorderete, si è interamente accollata Sanità e Trasporti. Il federalismo fondato sulle tasse è il federalismo degli egoisti e la Sardegna lo ha accettato, ha accettato una formula che libera lo Stato dalla solidarietà verso di noi in settori strategici e nel campo dei diritti, un errore su cui ancora non si è ragionato a sufficienza. Bene, oggi lo Stato scopre che ha bisogno della solidarietà dei poteri locali, oggi scopre che il federalismo egoista non risolve i problemi perché i problemi non hanno confini e agiscono dentro tutti i confini. La Sardegna ha una strategia attiva perché questa scoperta della solidarietà trasformi in profondità lo Stato o pensiamo di usare il credito maturato col Governo per una trattativa su qualcosa, ma lasciando il sistema com'è. La Sardegna ha un'idea di come indurre lo Stato a un cambio di sistema, noi siamo per i sistemi solidali strutturati, non episodici, non siamo per le solidarietà occasionali negoziate volta per volta anche perché a nostro avviso questa episodicità ci danneggia. Se si è voluto valorizzare il gesto d'aiuto alla Campania per vantaggi futuri per la Sardegna, si deve essere consapevoli che nell'immediato vi si è procurato un grave danno perché si è distrutto un simbolo faticosamente costruito che è quello rappresentato dalla legge numero 6 del 2001 che impedisce l'importazione dei rifiuti solidi urbani e impediva anche quella dei rifiuti speciali fino alla sentenza della Corte costituzionale come ha ricordato anche il collega Pisano. Allora, questa legge nasceva dalla volontà di costituire una difesa alla tentazione di utilizzare ampi settori del territorio disabitato della Sardegna per risolvere le emergenze nazionali tra cui proprio quella dei rifiuti radioattivi che nella scorsa legislatura suscitò una grande mobilitazione. Era animata dalla volontà di dire, di affermare che c'era e c'è un popolo con cui chiunque abbia intenzione di utilizzare questo territorio deve fare i conti. Oggi tra la Corte costituzionale che ci impedisce di difendere il territorio dalle scorie nucleari e le nostre scelte dinanzi all'emergenza campana, scelte che hanno tolto la difesa di popolo dalla Sardegna e l'hanno sostituita con un'autorizzazione amministrativa da parte del Presidente, noi oggi dinanzi ad un'eventuale futura emergenza nazionale di rifiuti radioattivi non abbiamo più una norma a difenderci, ma abbiamo sul collo un precedente appunto generato da un'emergenza nazionale non negoziata. Si deve e si può aiutare la Campania, ma si deve pretendere di farlo in un sistema chiaro di poteri di garanzie, di sovranità e di solidarietà. Solo in questo quadro la Sardegna potrà essere felicemente una Regione di diritti e di doveri come è stato ricordato. Fuori da questo quadro nella logica di una strategia per ciascuna battaglia, la Sardegna si indebolisce. Noi siamo per risolvere subito le emergenze, ciò che non ci convince è il discorso politico in cui sono inserite. Infine non ci convince chi da una parte garantisce l'aiuto e dall'altra tace sul sistema politico che ha generato l'emergenza. La Campania dimostra che concentrare il potere nelle mani di una persona, centralizzarlo, personalizzarlo, selezionare la classe dirigente in base alla prossimità al leader non ha migliorato l'efficienza dell'istituzione, non ha elevato il tasso di legalità, non ha risolto strutturalmente i problemi, la modernità richiede partecipazione per risolvere i problemi. Non un sistema centralistico e verticistico, tacere su questo sistema e non ricordarsi che questo era lo stesso sistema che si voleva per la Sardegna con la legge statutaria, significa non avere capacità autocritica, significa non avere lungimiranza, significa non avere capacità di correzione che noi vorremmo vedere in atto qualche volta, invece proprio la mancanza di coinvolgimento dei poteri della Sardegna in una decisione così complessa sembra confermare che nonostante la Campania certifichi che gli autoritarismi moderni non risolvono i problemi e li complicano, in Sardegna si continua a pensare che il mandato elettorale sia una sostanziale delega totalizzante quinquennale comprensiva di tutti i poteri di sovranità delle comunità. Noi siamo contrari a questa concezione, siamo disponibili a vederne correzioni, ma nella sua formula più pura quale viene ripetuta costantemente in questi mesi, la combattiamo oggi e la combatteremo domani perché siamo convinti sia anacronistica e dannosa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Credo che la pacatezza dell'onorevole Diana e dell'onorevole Marrocu nel presentare le due mozioni, permettano di ridare a questo Consiglio il ruolo che deve avere, quello cioè di palestra democratica e di luogo di eccellenza dove confrontarsi e trovare la sintesi delle varie questioni che interessano la nostra terra e il nostro popolo. Però ritengo altresì importante che quest'aula se vuole riprendersi l'autorevolezza che merita oltre a prendere le distanze dai gravi atti di teppismo, debba discutere oltre i rifiuti campani di quella griglia di valori costituzionali su cui deve attestarsi e saldarsi il confronto politico nella nostra Isola.
Badate, tutto questo va al di là della speculazione di questi giorni basata sulla solita caricatura del Presidente che viene raffigurato come uomo unico al comando, che decide in solitudine e sulla testa di tutti. Io mi chiedo che cosa doveva fare il Presidente della nostra Regione una volta chiamato dal governo per fronteggiare insieme alle altre Regioni una grave emergenza nazionale, doveva prendere tempo e fare come quel capo condomino che di fronte all'incendio che gli devastava il palazzo, decideva prima di chiamare i vigili del fuoco di convocare i condomini per vedere il da farsi! L'Italia in queste settimane sta apparendo agli occhi dell'opinione pubblica mondiale come un Paese alla deriva, immiserito da eterne polemiche senza fine, una Nazione che rischia se continua così di spogliarsi dei suoi valori più importanti. Non è possibile che un problema come quello dei rifiuti in una Regione importante del Paese duri 14 anni, come rimane per me per lo meno incomprensibile dopo la spesa di miliardi di euro, che la situazione sia ancora ferma al punto di partenza. Io credo che con onestà intellettuale bisogna ribadire che, insomma, vi sono degli obblighi per tutti di fronte a questo scenario e credo che bisogna assumersi il pezzo di responsabilità per quanto è avvenuto e chi ha appunto responsabilità deve saper trarre anche le giuste conclusioni. Io credo che le popolazioni campane e sarebbe bene che la si smettesse con i sentimenti razzisti nei confronti dei napoletani che si sentono un po' in giro, hanno ragione di protestare e richiedere che venga sanata quella enorme pattumiera che è diventata la loro Regione perché è necessario partire da quello che è successo in tutti questi anni in Campania dove gran parte dei rifiuti speciali del nord delle isole è finito nelle discariche abusive gestite dalla camorra. Che colpa ne hanno gli operai, gli impiegati, i pubblici dipendenti campani di questo scempio? Va apprezzata la solidarietà del nostro Presidente, una solidarietà non penosa, senza se e senza ma perché dicono da noi: "Se mi dai un aiuto non dev'essere mai murrunzau", perché se è così, se tu lo fai pesare quell'aiuto è meglio non darlo. Io sono quindi perfettamente d'accordo con la scelta del Presidente perché si richiama ai valori costituzionali, cioè a quella carta fondamentale che rappresenta il collante vero della nostra Nazione, in questo senso la nostra autonomia che è il soggetto principale della nostra storia e che sostiene la nostra essenza di popolo deve farsi portatrice dei valori di giustizia, equità, equilibrio, rispetto e solidarietà, valori incorporati nel nostro codice che vanno sempre difesi da tutte le possibili cause di distruzione. Questo è quindi il carattere fondante e vero su cui deve basarsi oggi la specificità della questione sarda. Allora, discutiamo nel merito della scelta fatta perché, ripeto, in una fase di emergenza tutti devono iniziare ad assumersi le proprie responsabilità, il danno che ne sta venendo fuori per il nostro Paese, come dicevo prima, è enorme e sta avendo ripercussioni pesanti anche dal punto di vista economico. Per questo era necessario dimostrare che in questo Paese vi è un governo in grado di assumere decisioni coraggiose che partono dalla tutela della difesa degli interessi della Nazione. Questa è la sostanza, tutto l'altro è contorno, apparenza, puro distinguo, perché di fronte ad una scelta che rientrava all'interno dei poteri del Presidente, che non usurava la capacità di smaltimento che abbiamo nell'isola, che con la raccolta differenziata ha ridotto di 200 mila tonnellate i rifiuti in discarica, che non metteva minimamente a rischio la salute dei sardi e che dimostrava che anche una Regione distante come la Sardegna era disponibile a fare fino in fondo la propria parte in maniera solidale; era secondo me obbligatorio fare questa scelta, fare la scelta che è stata fatta. Oggi la Giunta deve secondo me fugare tutti i dubbi, ad iniziare dai problemi che ponevano i dirigenti del TECNOCASIC stamattina, sul fatto che non siamo tecnicamente attrezzati a smaltire l'Ecoballel, per pretendere dal Commissario Governativo quelle garanzie riguardo alla rimanente quantità di rifiuti che devono essere portati nell'isola. Questi devono essere rifiuti solidi urbani, cioè quei rifiuti prodotti giornalmente dalle famiglie e buttati oggi sulle strade campane. Questo è il ruolo di garanzia, questo è il ruolo di garanzia, onorevole Maninchedda, che può svolgere concretamente oggi la Regione. Detto questo, e con queste garanzie, non bisogna mai dimenticarsi tra l'altro che anche noi esportiamo rifiuti, soprattutto speciali, per 500 mila tonnellate, questi sono rifiuti composti da oli esausti, batterie esauste, gomme, accumulatori elettrici, acido solforico, scorie di alluminio e chi più ne ha più ne metta. Io sono più che convinto che il compito della politica non sia quello di sollecitare gli spiriti animali delle persone, perché questo può creare situazioni di non ritorno e generare mostri, ma è quello invece di discutere, confrontarsi, così come stiamo facendo in quest'aula e trovare le giuste mediazioni, salvaguardando i nostri valori comuni e i nostri interessi comuni. Io provengo dal vecchio PCI, quel partito evitò all'Italia, durante la strategia della tensione e delle brigate rosse, di precipitare nel baratro. Questo avvenne perché quel partito aveva un forte senso dello Stato, che lo portava a mettere avanti prima di ogni altra cosa il bene comune della nazione. Per tutto questo e ribadendo l'esigenza di avere la massima trasparenza sulle restanti tonnellate di rifiuti che arriveranno nell'isola, mi riconosco appieno nella mozione del centrosinistra, perché vi è la necessità che questo Consiglio, oltre a ribadire la piena solidarietà al Presidente della Giunta, prenda con nettezza le distanze dagli episodi di teppismo che sono successi in Sardegna e difenda con vigore quei valori fondamentali che sono alla base della convivenza civile del nostro Popolo, dando prova innanzitutto di civiltà e di solidarietà verso le popolazioni campane che oggi vivono in una condizione di indecenza. Con questa impostazione possiamo provare a fare un passo in avanti, dimostrando l'autorevolezza e la responsabilità di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Grazie Presidente. Presidente del Consiglio, presidente Soru, colleghi. È mio dovere in premessa, al fine di evitare qualsiasi polemica sterile e maleodorante, tanto per restare in tema visto che stiamo parlando di rifiuti, dichiarare in quest'aula tutto il mio sdegno per il modo in cui alcuni facinorosi hanno inteso manifestare il proprio dissenso nei confronti di scelte politiche del governatore Soru, che è stato vilmente minacciato tra le mura domestiche. Son successe cose gravi che feriscono tutti, sono successe cose che dobbiamo condannare e tutti dobbiamo sentire la responsabilità di evitare. E dobbiamo evitare che quanto è accaduto possa ripetersi. Fatto salvo il sacrosanto diritto di ciascuno di manifestare il proprio dissenso verso la classe politica e soprattutto verso chi comanda e che ha responsabilità decisionali, non possiamo negare che forme e modi che taluni sconsiderati hanno scelto per rendere pubblica la propria opposizione meritano più che l'attenzione di piazze mediatiche quella ben più sobria di aule giudiziarie. Voglio però sottolineare che se fuor di misura si è agito nelle piazze, è altrettanto vero che la stessa misura è stata colmata nel modo in cui tali fatti sono stati commentati e riportati da parte di molti organi di informazione e di stampa, e nella stessa mozione discussa oggi e presentata dalla maggioranza. Si è arrivati a scomodare il paragone illustre con l'avvocato Emilio Lussu , che nel 1926 fu vittima nella sua abitazione cagliaritana di una spedizione punitiva fascista, e nel tentativo di sfuggirsi colpì a morte uno degli assalitori, un giovane di 19 anni che si è arrampicato fino alla balconata centrale dell'abitazione di Lussu. Mi permetto di dire che il paragone è totalmente fuori luogo, non mi risulta che in Italia ci sia un governo fascista, e per quanto io sia oppositore di Prodi non lo vedo né in fetz, né in orbace, né mi risulta che il governatore Soru, con tutto il rispetto, possa essere equiparato ad uno dei padri della patria sarda e della patria, quale fu il leader azionista sardo, con buona pace anche dei partigiani del governatore Soru, che anche oggi in quest'aula hanno usato parole assolutamente fuori luogo. Quindi, ancora una volta, a tutti un invito alla moderazione, anche nell'uso delle parole, per evitare di avvelenare un dibattito che è stato forte ed è stato già acceso in maniera pericolosa. Nell'affrontare il tema dei rifiuti sbarcati in Sardegna non possiamo prescindere da alcune considerazioni che si fondano su due fatti incontestabili. L'esistenza di un'emergenza rifiuti in Campania e la reazione del popolo sardo dinanzi all'iniziativa autonoma del presidente Soru. Se è vero com'è vero che la situazione campana è giunta, nonostante gli allarmi provengano da lontano, e si parlasse della sua criticità da mesi se non da anni, è altrettanto vero che nessuno, e parlo del governo nazionale, ha provveduto a fare l'unica cosa che tutti i cittadini italiani si aspettassero che facesse; ovvero prendere drastici provvedimenti che potessero impedire questo sconcio a cui è stato dato ampio risalto da parte di tutte le televisioni del mondo e ci ha portato a prendere l'ennesima scudisciata in faccia da parte dell'Unione Europea. E il governo nazionale che si è limitato a nominare nel giro di pochi mesi numero spropositato di commissari più o meno straordinari, al fine di nascondere le responsabilità proprie politiche, e anche di mettere al riparo l'indifendibile poltrona del governatore della Campania, Antonio Bassolino, un sepolcro imbiancato della politica nazionale, che ha merito di avere una moglie senatrice della Repubblica e quindi forse non era il caso di irritare, perché il traballante governo di queste ultime ore avrebbe potuto avere ulteriori ripercussioni. Questo è il motivo unico e autentico di qualcosa che nessuno ha capito e condiviso: coprire responsabilità; e le responsabilità sono di colui che è stato per due volte Sindaco di Napoli, due volte Presidente della Regione, Commissario straordinario per i rifiuti, e che certamente non ha tutelato il bene della Campania. Io credo che nel mondo occidentale un caso analogo non possa esistere e non ci possa essere equiparazione in nessuno stato civile. Per non parlare del comportamento censurabile del Ministro Pecoraro Scanio, che per fortuna in queste ore è sparito un po' dalla cronaca di tutti i giorni, che con il suo gran partito si è posto a capo di quella loggia ambientalista che per anni ha contrastato termovalorizzatori, discariche e quindi ha sparso i semi di quelle guerriglie urbane, propagandate per manifestazioni ecologiste, che nei giorni scorsi hanno messo a ferro e fuoco, quelle sì, il territorio campano. Allora, davanti a noi vi è un'emergenza nazionale e grazie al tempismo dell'onorevole Soru, noi ci siamo offerti di accogliere parte di quello che ci veniva richiesto. È certamente giusto esprimere fattivamente la propria solidarietà ad una terra da troppo tempo offesa dai miasmi della criminalità organizzata, ma anche in questa partita si vede che non si può far niente, e quindi chiudere il cancello del proprio orticello, dicendo che la campagna è lontana, non è possibile farlo. Però, noi non siamo un'associazione di volontariato con scopi solidaristici, siamo degli amministratori, siamo eletti dal Popolo, dobbiamo rendere conto del nostro operato, che grazie al suffragio universale ci ha permesso di essere qua, a color che sono gli unici padroni della Sardegna, e cioè il Popolo sardo, i cittadini, i quali sull'argomento non sono stati avvisati né informati correttamente, tanto meno interpellati. Quindi, le cose, così come chi vi parla e che siede in quest'aula, così come i cittadini sardi le hanno apprese attraverso i terreni di stampa. Quindi, è corretto interrogarsi sul metodo col quale ancora una volta la Regione ha affrontato questo problema, abbassando la testa davanti a una decisione già assunta. Lei onorevole Soru interpreta il suo ruolo sempre coerentemente, come le viene riconosciuto, ma certamente come un uomo solo al comando, le regole che disciplinano il dibattito democratico e gli assetti parlamentari, ancora una volta, sono state infrante. Lei in qualche maniera ha indotto i mass media a tacciare di fascismo chi non la pensa come lei e si sono trasformati purtroppo, dico purtroppo, i vessilli delle forze democraticamente elette e votate dai sardi in uno sventolio di labari e gagliardetti. Si dirà da parte di qualcuno che il Presidente non ha considerazione per le forze politiche che lo sostengono e il corso di questa legislatura, la defenestrazione degli Assessori ne costituisce valida testimonianza, quindi perché consultarsi con i segretari, perché confrontarsi con l'opposizione. Queste sono le domande che noi ci facciamo, certo non lo fa Chavez, non lo fa un dittatorello sudamericano, noi crediamo che lei Presidente l'avrebbe dovuto fare preventivamente così com'è successo in altre Regioni, che hanno poi intrapreso la stessa strada che la regione Sardegna ha intrapreso. Se questo fosse avvenuto, non ci saremmo dovuti e non ci saremmo potuti trovare dinanzi a una decisione traumatica, ma certamente avremmo potuto condividere un percorso se pur nelle differenziazioni dei ruoli. Le domande che avremmo voluto fare prima e che oggi noi stiamo facendo, con gli interventi che si susseguono, sono quelle che avrebbero in ogni caso ricondotto il dialogo, il dibattito su questo grave argomento ad una sintesi certamente comprensibile a tutti, e cioè se la Sardegna era in grado di potersi accollare questo onere, se esiste un piano adeguato per il futuro, in modo che non si debbano verificare emergenze analoghe a quelle che oggi ci occupano; domande che certamente non erano impossibili e potevano tranquillizzare i cittadini che ogni giorno ce le rivolgono. Questo è quanto un Consiglio regionale responsabile avrebbe dovuto fare. Fare e chiedere. E invece siamo arrivati alla presentazione delle solite mozioni per venire in quest'aula molte volte a continuare un dibattito per lo più sterile.
Quindi, mi preme di sottolineare che se gli scontri sono stati degli scontri vergognosi, quelli del 12 davanti alla casa del Governatore, davanti alla Basilica di Bonaria, devono essere condannati senza riserve, però è vero che quanto è successo al porto di Cagliari poche ore prima non ha avuto la stessa risonanza e comprensione. Tutti grazie alle telecamere delle televisioni private…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Milia.
MILIA (U.D.C.). Concludo rimettendomi allo zelo del questore, del super commissario De Gennaro che è inquisito per i fatti del G8, evidentemente gli ordini in materia sono stati eseguiti alla lettera. Concludo, Presidente, dicendo che la solidarietà alberga nei nostri cuori, chiedo la solidarietà, la stessa solidarietà per la Campania anche per gli abitanti del Nord-ovest del Sulcis e di Sarroch che indagini mediche e sanitarie hanno accertato che sono certamente, in qualche maniera, toccati da un'emergenza ambientale e sanitaria che fino adesso non ha avuto risposte solidali da parte del Governo nazionale con la questione "bonifiche".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Grazie, Presidente. Cari colleghi, noi ieri abbiamo fatto l'audizione con l'assessore Morittu in quinta Commissione, e credo che nella nostra Commissione ci sia stato un dibattito vero, dove ogni singolo commissario ha potuto esprimere il proprio parere e, ad onor del vero, devo dire che tra i consiglieri di maggioranza e di minoranza c'è stata, dal punto di vista dei principi, un'intesa concettuale che non era né scontata e né ovvia. Sarà la mia vecchia vocazione alla mediazione, io vorrei che quest'Aula fosse in grado e capace di trovare serenamente un'intesa che in qualche modo, sulla base delle considerazioni e delle cose che ci ha detto l'Assessore, possa mettere la Sardegna come una Regione che è in grado, sulla base di una programmazione seria delle cose che sono avvenute in questi anni, essere in grado appunto di esprimere questa solidarietà e badate che non è una solidarietà così solo per dire, è una solidarietà che deriva da fatti concreti, perché nessuno di noi… Presidente, chiedo scusa… nessuno di noi può essere, come dire, soddisfatto e contento al di là delle responsabilità, è stato detto molto bene da diversi interventi stamattina, di quanto vediamo ormai da anni in Campania. Io oserei fare una battuta: se la Campania piange, sicuramente la Sardegna non ride. La solidarietà, signor Presidente della Regione e signor Presidente del Consiglio, è un fatto serio, un fatto serissimo al quale il sottoscritto, provenendo da un territorio che è stato prima devastato dall'attività mineraria, successivamente devastato dalle partecipazioni statali, sempre con lo Stato in mezzo, vorrei che lo Stato italiano rispetto all'autonomia sarda, rispetto a queste questioni ci fosse una risposta definitiva. Prendo atto positivamente, dopo anni, che è stato nominato il commissario straordinario per le bonifiche, e mi attendo e aspetto che si inizi a intervenire in maniera seria e puntuale, così come lo Stato, signor Presidente, sulla base delle battaglie comuni che abbiamo fatto, perché non dobbiamo discutere delle cose che sentiamo nei telegiornali giornalieri, deve intervenire in maniera efficace e coerente per determinare, per esempio, la bonifica della base militare di Capo Teulada. Queste sono le cose sulle quali si esprime la solidarietà, la solidarietà è dare ma la solidarietà è anche avere e io credo che su questo noi, così come siamo stati capaci in altri momenti e in altre situazioni, dobbiamo come Consiglio regionale, come Governo regionale continuare quella battaglia che abbiamo fatto e se è possibile, chiedo, così com'è stato possibile all'inizio di questa legislatura, la battaglia unitaria che abbiamo fatto sulla questione delle entrate, su questi temi deve essere tutto il Consiglio capace di intraprendere e perseguire una battaglia di questo genere.
Allora, signor Presidente, io sono preoccupato perché su queste questioni so che c'è una filosofia devastante, la filosofia dei no. Ho avuto modo di confrontarmi in diverse assemblee, di confrontarmi nella passata legislatura relativamente al cosiddetto emendamento Vassallo. Noi Sulcitani in quella legislatura, relativamente ai cosiddetti "fumi di acciaieria", ci siamo trovati in un momento, attraverso quell'emendamento, a stabilire che circa 1000 dipendenti di una fabbrica che opera nel nostro territorio potessero perdere il posto di lavoro, perché molti parlano senza sapere di che cosa parlano, anche lì ci sono state le manifestazioni, anche lì ci sono stati gli ambientalisti che sono intervenuti, il consiglio di fabbrica, i lavoratori, li hanno accompagnati, gli hanno fatto vedere i materiali, gli hanno fatto vedere di che cosa si trattava. Allora io credo che il confronto, il misurarsi sulle cose, il misurarsi sui problemi che assillano i nostri territori anche rispetto a coloro i quali sono sempre propensi a dire no, noi, con la ragione, con la pacatezza, con l'autorevolezza di chi vive nel territorio, siamo nelle condizioni, in grado di dire che le cose non sono così come alcuni hanno voluto in qualche misura strumentalizzare o far apparire. Ultima considerazione. Attenzione! Ho sentito solo l'onorevole Pisu citare questi ragazzi, questi giovani che sono stati, non so come, e non interessa a me sapere come sono stati coinvolti, però quando io vedo giovani che possono essere più o meno strumentalizzati, sulla base del mio impegno quotidiano a me viene la pelle d'oca, perché molti giovani che provengono dal sottoproletariato possono essere in un baleno strumentalizzati da una parte e strumentalizzati dall'altra. A me pare che ci sia una cosa giusta nell'ordinanza fatta da quel Giudice; affidando quei giovani ai servizi sociali dice e afferma un principio che io considero un monito anche per noi, che questi giovani debbano studiare la Costituzione italiana. Allora io mi interrogo come componente di questa Assemblea, come legislatore; se ognuno di noi, rispetto a queste fasce emarginate, sulle quali poche volte abbiamo possibilità di interloquire, se non abbiamo il tempo, la volontà di coinvolgerli per far sì che situazioni che sono accadute in questi giorni di fronte alla casa del Presidente, ma io dico anche al Porto Canale, non siano quelle cose che possono sfuggire di mano. Signor Presidente, io questo lo dico perché so che noi abbiamo un appuntamento alla Maddalena, tra qualche mese, che è quello del G8, e allora non vorrei che le strumentalizzazioni rispetto a questi problemi possano essere già da domani legate a fatti che sfuggono alla politica regionale. Io mi voglio interrogare adesso e voglio sapere se noi, come maggioranza, come Consiglio regionale siamo nelle condizioni, in grado sì di esprimere solidarietà verso i napoletani, verso la Campania, ma nello stesso tempo anche di guardare in casa nostra e, per esempio, di finanziare bene quelle leggi di carattere ambientalista che abbiamo fatto, e mi riferisco in modo particolare alla legge sull'amianto, che per avere i finanziamenti abbiamo dovuto fare una discussione, una battaglia che secondo me non era il caso di fare, perché su quelle questioni di principio noi dobbiamo essere all'avanguardia e siamo nelle condizioni di poterlo essere se c'è ascolto e se c'è reciproca attenzione sulle cose che ognuno di noi dice e sulle cose che ognuno di noi vuole. Allora, signor Presidente, solidarietà piena alla Campania, e la scelta che è stata fatta io la condivido. Vorrei però, e concludo, vorrei però che si affermasse un principio, lei è stato eletto direttamente dal popolo, anche tutti i consiglieri regionali sono stati eletti direttamente dal popolo, quasi tutti, meno 15 perché c'è la questione del listino, vorrei, ma non lo dico per… perché questo è un ritornello che gira da sempre, a noi non sfugge il fatto che la Costituzione è cambiata e ai Presidenti di Regione ha attribuito certi poteri, non è questo in discussione, perlomeno io mi sento rappresentato, ma talvolta, quando una parte del Consiglio chiede di essere sentita, di essere informata, cosa costa essere disponibili ad un rapporto di questo genere? Questo è il caso che ci ha visto in Commissione a discutere del sesso degli angeli… sto concludendo Presidente.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Calledda.
CALLEDDA (D.S.). Chiudo. Nel senso che ognuno poteva affermare il principio rispetto al quale la cosa è stata fatta in maniera improvvisata. Allora, siccome talvolta c'è anche il tempo per discutere e affrontare le questioni, per cortesia, questione così serie, dove ci possono vedere uniti tutti quanti assieme, io credo che ognuno di noi debba fare uno sforzo per comunicare e per ragionare assieme. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calledda.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie Presidente. Proverò ad essere brevissimo, a risparmiare qualche minuto per precisare alcune cose. Questa discussione arriva in aula, quando l'argomento è già stato ampiamente discusso, come tutte le cose soprattutto nella politica di oggi, tutti gli argomenti consumati in fretta e portati allo smaltimento, e ho l'impressione che anche questo argomento rischia di essere una questione che si porti velocemente ad essere smaltita. Ma alcune precisazioni davvero vanno fatte. La prima è quella che è venuta in mente a tanti nel momento stesso in cui è stato chiesto l'intervento delle Regioni e della nostra che ha risposto immediatamente riguardo all'emergenza in Campania. La precisazione fatta anche da alcuni colleghi, ma va rimarcata, è che, rispetto a quanto detto anche dall'onorevole Marrocu, quella campana non è una calamità naturale. In altri casi di vera calamità la causa di forza maggiore ha spinto i sardi sempre a mobilitarsi in tutta Italia per aiutare le popolazioni disastrate, lo hanno fatto, credo che lo faranno ancora se ci saranno altre occasioni, ma una calamità è dettata davvero da eventi che non hanno l'origine principale nell'opera o nelle omissioni degli uomini, degli amministratori, si tratta invece di una crisi politica, amministrativa, quella della Campania, una crisi politica, amministrativa che ha generato un danno incalcolabile, veramente incalcolabile, sia al territorio e alla popolazione campana, ma anche un danno all'immagine di tutta l'Italia. Ora, definire questa situazione come una calamità è scorretto, si avvicina alla mistificazione se poi alla definizione di calamità si aggiunge la risposta immediata data dalla Regione Sardegna come un atto di solidarietà alla popolazione. Fin dal primo momento, prima ancora di sapere quale fosse l'orientamento preciso, definito e ufficiale del Presidente della Regione Sardegna su questa richiesta, noi abbiamo detto: "Non è in discussione la solidarietà nei confronti del popolo campano, i sardi sono solidali, vogliono esserlo, lo saranno necessariamente, lo vogliono essere, e nella nostra natura, ma non si deve confondere la solidarietà con la mistificazione, e soprattutto non si deve confondere la solidarietà al popolo con la copertura di responsabilità politiche, di quei governi locali, regionali, e di quello nazionale che hanno generato quell'emergenza. Di fronte alla necessità di smaltimento di centinaia di tonnellate di rifiuti, si doveva certamente decidere una strategia per una soluzione rapida. La nostra mozione, se considerate bene il testo, fatta nel momento in cui ancora non si era entrati nella fase calda della questione, non escludeva assolutamente la possibilità che la Sardegna potesse smaltire una certa quota di rifiuti provenienti dall'esterno se si doveva prendere atto di una vera e propria necessità, non escludeva questa possibilità, responsabilmente. Ma la cosa strana è che la solidarietà, la disponibilità della Regione è scattata da parte della nostra Regione immediatamente, in tutta fretta, mentre la dichiarazione di solidarietà, la disponibilità è scattata da parte di tante regioni ma con alcune richieste, innanzitutto di un chiarimento su che cosa si dovesse fare, e anche con la richiesta che derivava semplicemente dal buon senso di coinvolgere le istituzioni locali, il sistema politico, la stessa popolazione per capire che cosa si potesse essere in grado di smaltire in Sardegna, e così nelle altre Regioni, di sapere quanti rifiuti sarebbero arrivati di quale natura, lo avete detto in tanti, dove e come smaltirli e con quali effetti sull'ambiente, evidentemente, ma soprattutto sulla capienza, sulla potenzialità del nostro sistema di smaltimento di compiere questo atto senza mettere in crisi i nostri sistemi. E' inevitabile cioè che un popolo che voglia essere solidale, un'istituzione e un insieme di istituzioni che vogliano essere solidale abbiano almeno gli stessi diritti delle popolazioni campane che non vogliono uno smaltimento selvaggio, puro buon senso, credo. Ora la polemica scatenata in Sardegna, e direi anche le degenerazioni di piazza, hanno, incontrano, non sono generate da una responsabilità politica, credo, così come incautamente si è detto anche stamattina; incontrano, però una responsabilità politica la intercettano necessariamente perché questo Governo regionale ha voluto immediatamente dichiarare la disponibilità allo smaltimento e la fretta è mostrata dal fatto che alcuni incidenti di percorso, diciamo così, nell'attuazione del piano di salvataggio sono di questi giorni, di queste ore. L'Assessore riceve la richiesta di smaltire un certo quantitativo di rifiuto di un certo tipo, dichiara la disponibilità e il responsabile dell'impianto di smaltimento destinatario di questi rifiuti dichiara immediatamente dopo di non poterlo fare per una non compatibilità con quell'impianto. E' evidente che se si ha la fretta di dichiarare una posizione, di sventolare un'immagine e di avere, quindi, anche necessariamente, perché questi sono i fatti, un credito politico immediato, un credito di immagine dinnanzi al Governo nazionale, addirittura di fronte all'opinione pubblica nazionale. La Sardegna la Regione più solidale di tutti, più pronta. Ma la fretta ha generato allarme nella popolazione, ed è stato un allarme spontaneo e direi legittimo, una protesta inizialmente pacifica assolutamente inerme. Però una protesta pacifica, fino alla giornata di giovedì, del tutto pacifica, io sono testimone personale di questo, a cui però ha risposto una incredibile, inusitata fermezza, credo, necessariamente originata dalla posizione del Governo nazionale, che ha dato evidentemente direttive forti alla polizia nella serata di giovedì. Tutti si sono preoccupati per quello che poteva capitare giovedì sera, per i manifestanti davanti al porto, tutti si sono preoccupati per gli incidenti poi di venerdì sera davanti alla casa del Presidente.
Io non sono andato lì, ho dissuaso chiunque mi chiedesse che cosa ne pensassi già prima, ho dissuaso dal rispondere all'appello di quei pazzi, pazzi e stupidi, che hanno incitato ad andare in piazza Bonaria, davanti ad una casa, che giustamente, come tutte le abitazioni, come tutte le dimore è, e deve rimanere, sacra, e in una piazza che è simbolo di ben altro per la nostra Regione, di ben altro. Di ben altra solidarietà, di ben altra radice di valori, di ben altra storia. Ma se tutti siamo senza riserve, ci pronunciamo contro questa pazzia e questa stupidità di questo tipo di violenza, quanti però hanno valutato seriamente l'assurda veemenza con cui le forze di polizia sono state costrette a manganellare manifestanti con le braccia alzate, era letteralmente così, manifestanti con le braccia alzate.
Ora noi crediamo, per chiudere, abbiamo voluto anche noi questo dibattito per riportare nelle sedi opportune e in un tono opportuno il confronto su questo tema, però sono davvero ore tristi, ore in cui la politica italiana vive situazioni veramente incredibili, un Ministro della giustizia inquisito insieme al suo partito e a gran parte della sua famiglia per illeciti compiuti in una Regione il cui Presidente rimane al suo posto…
PRESIDENTE. Si chiuda, onorevole.
LA SPISA (F.I.). Un Ministro della Regione, un Ministro che si dimette in una Regione in cui il Presidente che ha generato, che è responsabile in prima persona di questa emergenza rimane al suo posto, con un Governo nazionale in cui il Ministro dell'ambiente, collega del Ministro della giustizia dimissionaria, rimane al suo posto è un assurdo. E' una situazione anormale in uno stato anormale, in una Regione anormale. Noi vorremmo invece una Regione normale, finalmente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Mi corre l'obbligo di fare il punto della situazione alle 17 e 50. Ci sono 32 colleghi iscritti a parlare, io rinnovo l'invito ad autolimitare gli interventi a cinque minuti, e i colleghi che volessero farlo naturalmente a comunicare l'eventuale cancellazione dell'iscrizione. In questo modo riusciamo a concludere la discussione con una presenza adeguata entro la giornata di oggi, così come avevamo previsto. Quindi non voglio penalizzare chi interviene adesso, però penso che essendo intervenuti i rappresentanti di tutti, se riusciamo a contenere nei cinque minuti gli interventi, questo ci consenta di dire ciò che è necessario dire senza privare chi vuole farlo di parlare. Io vi faccio un segnale ai cinque minuti. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente io parlo con fatica perché sono in debito di voce e quindi sono anche costretto ad andare più lento. Tenterò di fare il più in fretta possibile, ma ci terrei ad esprimere il mio pensiero su questo argomento. Voleva intanto dire che nel prendere la parola in questa Assemblea sento il bisogno innanzitutto di esprimere un giudizio di ferma condanna per gli atti di violenza compiuti nei giorni scorsi da un pugno di agitati individui davanti all'abitazione dell'onorevole Soru, Presidente della Regione autonoma della Sardegna. Una condanna che non vuole essere di maniera, che è una condanna convinta che mi coinvolge intimamente e profondamente prima di tutto come componente del Parlamento dei sardi, poi come dirigente di partito e, infine, ma non per importanza orgogliosamente come figlio di una terra notoriamente generosa ed ospitale come nessun altra. Ed è però con questa stessa convinzione che sento il bisogno di stigmatizzare l'atteggiamento del questore Deiana che ha avanzato sui media l'ipotesi generica e indefinita, che quei fatti siano stati compiuti da individui prezzolati, al soldo di qualcuno o di qualcosa, rinunciando ad andare oltre per il riserbo dovuto alle indagini in corso.
Ebbene io sono convinto che il questore Deiana proprio perché è responsabile dell'ordine pubblico, abbia il dovere morale di rendere noto se questa ipotesi sia frutto di supposizioni personali o piuttosto derivi da informazioni sicure e puntuali delle quali sia venuto ad oggi in possesso e in questa secondo caso credo che il questore, proprio per la tutela dell'ordine pubblico abbia il dovere morale di fare i nomi dei mandanti, se ci sono, chiunque essi siano, sia che si tratti di mandanti politici, sia che si tratti di mandanti appartenenti a quelle organizzazioni camorristiche interessate a mantenere, oggi, la Campania nell'inferno in cui è precipitata.
Ed ancora, sui fatti della notte di Bonaria: io credo che ognuno di noi non dovrebbe consentire a chicchessia di strumentalizzarli con il solo scopo di nascondere il vero problema di tutta questa questione, e cioè i comportamenti del Governatore, le responsabilità che si è assunto indebitamente da solo sul ruolo eventuale della Sardegna nella gestione della crisi dei rifiuti campani. Questo è il punto centrale del problema. Sarebbe davvero troppo comodo, colleghi. E se mi è concesso, in un discorso così serio, mutuare una colorita battuta di un grande attore siciliano, sarebbe troppo comodo, troppo facile e troppo semplice. La verità, la semplice verità che tutti conosciamo, maggioranza e minoranza, è che il presidente Soru, come sempre, come ha fatto in tutti questi tre anni e mezzo, quando riteneva di particolare interesse per una qualche ragione uno specifico argomento, ha valutato da solo, ha deciso da solo cosa andava fatto, come andava fatto, dove andava fatto, e sulle spalle di chi andava fatto, infischiandosene del resto del mondo. Nel suo messaggio ai sardi, pubblicato nei giorni scorsi sui quotidiani, il Governatore afferma di dover sempre rappresentare una Sardegna dei diritti e dei doveri, lo dice spesso. Quello che non riesce a capire è che non può farlo contro il volere dei sardi, quello che non riesce a capire è che in nessun caso può decidere da solo quali siano i diritti e i doveri dei sardi, e dove finiscano gli uni e dove comincino gli altri, non da solo. E allora, senza offendere l'intelligenza di nessuno, cominciamo a puntualizzare quali siano stati e quali siano ancora, invece, i punti nodali della questione. Il primo: bisogna avere il coraggio di dire che il presidente Soru non si è fatto carico di alcun soccorso al popolo campano, ma piuttosto che ha risposto alla chiamata di soccorso del Governo Prodi, e non lo dice Cuccu. Sono andato a rivedermi la rassegna stampa vecchia, del 9 gennaio, e ho scelto i giornali che non sono antigovernativi. La Nuova Sardegna scrive, Augusto Ditel scrive: "Soru oggi dirà di sì, quando Prodi, nel vertice dei Governatori d'Italia, gli chiederà di ospitare la quota (quante tonnellate) di rifiuti napoletani che spetterà alla Sardegna nella ripartizione solidale ipotizzata dal Premier e dal Ministro Pecorario Scanio. Queste sono le parti con le quali il presidente Soru, prima del vertice coi Governatori, ha stabilito le quote della Sardegna. "Dirà di sì perché non può dire di no" - scrive Ditel - "le navi sulla Napoli-Cagliari sono già pronte, l'Autorità portuale di Napoli è stata già allertata da Palazzo Chigi". Questo è del 9 gennaio, e i giornali sono all'alba, in edicola, e l'incontro era il 9 gennaio. Il Corriere della Sera, sempre il 9 gennaio, Massimo Franco, il titolo è "La mossa del Premier per salvare consensi e immagini dell'Unione". Per questo, da Palazzo Chigi, si lascia capire che, alla fine, saranno soprattutto le regioni guidate dall'Unione a smaltire quei rifiuti, e sarà una solidarietà ben remunerata, affermazioni che nessuno ha smentito. Allora, non prendiamoci in giro, quale slancio di solidarietà natalizia! Ancora, ieri, in un altro giornale che non è antigovernativo, il Giornale di Sardegna, Mostallino dice: "Il sì di Soru, comunicato già prima della nomina di De Gennaro - De Gennaro è nominato l'otto -, nella speranza di Palazzo Chigi, doveva essere un passepartout politico, un gesto simbolico che si sperava smuovesse le altre regioni". Ma non è andata così. E allora basta con le commedie lacrimevoli sulla solidarietà al popolo campano; quello che ha messo in moto questo processo è un'altra cosa. La seconda questione è l'emergenza. Bene, il primo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che dichiara l'emergenza dei rifiuti a Napoli è datato 11 febbraio 1994. Colleghi, siamo nella Prima Repubblica, e firmato da Amato. Qual è l'emergenza? E c'è una relazione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, del 14 maggio '98, presidente Massimo Scalia, Governo Prodi, che dice, ho estrapolato alcune frasi: "La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di danaro" - e ancora, più avanti - "La criminalità organizzata si pone come terminale del traffico, nel senso che assicura il territorio ove smaltire illecitamente i rifiuti. Può fare ciò perché è la camorra stessa a controllare e gestire ogni metro quadro di ampie aree del territorio campano. In particolare, la Provincia di Caserta presenta zone controllate mano militari dalla criminalità organizzata, eccetera, eccetera, eccetera". Questo è di 10 anni fa. Perché tutto a un tratto è scattata la solidarietà del popolo campano? Sarà perché tutta la piramide verticale del potere, dall'Assessore del Comune di Napoli, all'Assessore della Provincia di Napoli, all'assessore regionale, al Ministro dell'ambiente, sono del partito dei Verdi e sono amici di Pecoraro Scanio? E Pecoraro Scanio fa parte del Governo Prodi? Sarà perché Bassolino, quello riconfermato a furor di popolo, quello delle nuove speranze…
PRESIDENTE. Siamo ai 10. Va bene contenersi o non riuscire a contenersi nei cinque, ci sforziamo di stare almeno nei dieci? Grazie. Ai cinque minuti vi faccio un segnale, perché altrimenti è inutile che diciamo che ci proviamo. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi…
PRESIDENTE. Stiamo andando in ordine di votazione. Lei è sicuramente dopo, onorevole Moro, tranquillo.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, i socialisti non hanno parlato, però.
PRESIDENTE. Li faremo parlare, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Speriamo.
PRESIDENTE. Non c'è nessuna discriminazione verso i socialisti, le assicuro, e mi sono anche simpatici, ma non si può dire.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. La prego di far partire il tempo da ora. Le decisioni che investono materie come quella dello smaltimento dei rifiuti sono complesse e delicate, poiché comportano rilevanza sull'ambiente e sulla salute, e creano quindi sensibilità, attenzione, esigenza di informazione e di condivisione. Per questo, non possono essere assunte da una sola figura istituzionale, per quanto questa figura possa essere espressione della volontà popolare. La tesi del presidente Soru sulla solidarietà, anche e soprattutto in riferimento alla Costituzione, è assolutamente accettabile e condivisibile. Tuttavia, la solidarietà scatta automaticamente quando avvengono fenomeni negativi rilevanti, non controllabili, come sono gli eventi di calamità. Nel caso dei rifiuti della Campania, il discorso, invece, è specificatamente politico, non deriva da un evento straordinario incontrollabile ma è il risultato di una politica dissennata che dura da almeno quindici anni. La Regione Campania, in tutto questo lungo periodo di tempo, non è riuscita ad elaborare e ad attuare un piano efficace di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonostante le varie gestioni commissariali ad hoc succedutesi. Di questo andazzo c'era consapevolezza e si sapeva che sarebbe andata a finire così; ora emerge il problema nella sua gravità, nella sua drammaticità e si fa fronte ad una situazione di vera e propria emergenza da parte del Governo con un piano straordinario per lo smaltimento dei rifiuti solidi.
Data l'emergenza obiettiva si può anche accettare lo smaltimento in Sardegna di una quantità limitata di rifiuti, ma a precise condizioni che vanno rese note, e questa è una delle occasioni: controllo dei rifiuti inviati, che si dice o si teme non siano adeguatamente controllati, e che noi comunque dobbiamo verificare in tutto il loro percorso; rifiuto ad accogliere le cosiddette ecoballe stoccate, di cui non si conosce la composizione; tempi; quantità; siti di destinazione. Le domande devono essere poste certamente con senso di responsabilità per non alimentare preoccupazioni immotivate, ma c'è il diritto di sapere che tipo di controlli sono stati adottati ed essere rassicurati sull'esistenza di verbali che attestino un'analisi approfondita fatta da personale specializzato. Queste esigenze, che si sono tradotte in altrettante paure per i possibili risvolti sulla salute, hanno dato un connotato di impopolarità a quelle decisioni che non si è potuto prendere in Campania, con la condivisione della gente, e che invece agevolmente sono state prese nella nostra Regione. Si tratta però di questioni complesse che riguardano tutti i sardi e soprattutto la salute dei cittadini, e proprio per questo c'era e c'è l'obbligo di informare dettagliatamente i sardi, non dopo la decisione, ma prima di assumere questo impegno. Quella del Consiglio regionale è la sede più opportuna per affrontare le problematiche in questione, non lo sono certamente gli spazi antistanti la casa privata del Presidente, al quale, oggetto di irresponsabili e teppistiche azioni di violenza, non è mancata e non deve mancare la giusta solidarietà di noi consiglieri, perché nessuna forma di violenza può ostacolare o sostituirsi al dialogo democratico. Questo vale per tutti coloro che sanno improntarsi a questi principi, solo le persone che esprimono il loro dissenso civilmente e senza violenza devono essere tutelate nel loro diritto di protestare. Noi siamo comunque qui a rappresentare i cittadini e abbiamo il dovere di registrarne il disappunto, le preoccupazioni, quelle dei cittadini e di tanti sindaci. Il principio di sussidiarietà non vale solo quando gli enti locali nelle loro proposte avanzano richieste alla Regione ma quest'ultimo si dovrebbe attuare anche nella direzione opposta. Se valeva giustamente la campagna contro le scorie nucleari, in altrettanta considerazione si deve tenere il sentimento popolare che si è manifestato in questi ultimi giorni.
Dal punto di vista sanitario recentemente gli Ordini dei medici, soprattutto quello della provincia di Sassari, le hanno sollevate per auspicare una politica severa e un orientamento verso le procedure più ecocompatibili, con un richiamo costante e severo ai risvolti di salute.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai, grazie anche per aver contenuto il suo intervento al di sotto dei dieci minuti.
E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà. Cinque minuti.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io credo che la discussione ci aiuti a capire meglio diversi aspetti della questione.
Io parto dalla conclusione del mio pensiero, io credo che su questa questione il Consiglio regionale deve concludere i suoi lavori approvando un ordine del giorno unitario che sia sintesi positiva di una volontà condivisa che mi pare che anche da questa discussione in Aula sia emersa in modo evidente, al di là poi delle posizioni anche diverse sul metodo, sulle procedure e quant'altro. Però penso che sulla decisione, sul fatto, ci sia una sostanziale condivisione.
L'altra questione che voglio sottolineare è questa: come mai, visto che sulla questione c'è una sostanziale condivisione, non dico generale però mi pare che sia così, perché c'è stata una reazione così forte alla decisione presa dal Presidente? E perché poi quella reazione ha, di fatto, indotto anche a comportamenti che tutti noi abbiamo avuto modo di vedere e anche di condannare? Ecco, questa è la domanda che io mi pongo.
Io credo che ci sia stata, da parte di una parte della stampa e di una parte dell'opposizione, la volontà di cogliere un'occasione ghiotta per muovere un attacco forte al Presidente della Regione, cioè questa è sembrata, a certi settori dell'opposizione e a certi settori della stampa, un'occasione da non perdere per muovere questo attacco molto pesante, però poi, quando ci si muove in modo strumentale, si rischia anche di innescare fatti e vicende che poi vanno fuori controllo, e questo è avvenuto.
Io non dimentico alcune dichiarazioni, penso ad esempio alla dichiarazione dell'onorevole Gasparri che, a proposito del presidente Soru, ha affermato che era un pericolo per il popolo sardo e che tutte le iniziative finalizzate a rimuovere questo Presidente erano giustificate. Penso che una dichiarazione di questo genere non abbia bisogno di commento perché più che dichiarazioni sanno molto di istigazione.
Io penso che sia emersa anche in questi giorni una questione che c'è costantemente tutti i giorni in Sardegna: il problema del diritto all'informazione della libera stampa; problema serissimo che in questa occasione è emerso con maggiore forza. Io penso che i tempi siano maturi perché in Sardegna, anche in quest'Aula, si affronti il problema del diritto all'informazione, perché mai come in questa occasione la disinformazione di una parte molto influente della stampa, sia della carta stampata che di quella radiotelevisiva, ha influito su determinati comportamenti, anche sui fatti che tutti noi abbiamo avuto modo, anche nella discussione di oggi, di condannare e che si sono svolti davanti alla casa del Presidente.
Ecco, io volevo dire queste cose perché, se è vero come è vero che la Sardegna ha fatto bene ad assumersi la sua quota di responsabilità... perché poi, quando si parla dello Stato che deve fare, ma, insomma, il Presidente della Regione che rappresenta il popolo sardo non è parte dello Stato? E non ha fatto la sua parte, non si è assunto la sua quota di responsabilità, e ha contribuito a risolvere un problema che speriamo si risolva davvero? Insomma, riportare le questioni al di fuori delle strumentalizzazioni e al di fuori delle polemiche fuori luogo, riportare le questioni nel loro giusto alveo che è quello della realtà dei fatti. Io penso che se la nostra discussione, come mi pare che stia avvenendo in quest'Aula, si concluderà in modo pacato e sereno, sulla scelta che è stata fatta dal Presidente... poi io sono anche d'accordo che il Consiglio regionale vada coinvolto però io credo che lui avesse, ed abbia, tutti i poteri in quella situazione, per assumere una decisione. Penso che quella decisione abbia dato lustro al popolo sardo e abbia posto la Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie.
SANNA ALBERTO (D.S.). Ne ho altri 5 ma penso che…
PRESIDENTE. No, abbiamo detto che ci autoregolamentiamo, grazie.
SANNA ALBERTO (D.S.). Lei è molto severo Presidente.
PRESIDENTE. Se vogliamo concludere onorevole Sanna…io non sono severo, lei stava concludendo, le avevo già dato i secondi per concludere.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, mi attengo al Regolamento dei 10 minuti. Io credo che questa discussione, come al solito, avvenga quando i buoi sono già scappati, e mi rivolgo ai colleghi, come sempre abitudinariamente faccio nei miei interventi, ai colleghi della maggioranza. Voglio riferire di questi fatti: ho sentito, non più tardi di stamani, tra ieri sera e stamani, da alcuni miei amici di Bologna, di Firenze, di Modena, che mi dicevano: "che bella immagine che avete dato della Sardegna! Avete un Presidente che possiamo quasi definire un eroe", io lo propongo per "Santo subito!", "è un Presidente determinato, è un Presidente che assume decisioni, invece l'immagine che si ha qui in Emilia-Romagna e in Toscana è l'immagine di un popolo sardo gretto, egoista, indifferente, inospitale". Di chi è la responsabilità di questa immagine? E' nostra? E' la responsabilità di quella gente che finalmente si riappropria dei propri diritti e manifesta pacificamente in piazza il suo dissenso? O è di chi, in maniera inopportuna, ha frapposto la sua immagine, il suo decisionismo, l'esercizio del suo legittimo potere, perché il potere, vedete, si possono avere i poteri ma l'importante è come li si esercita. E allora, di chi è la responsabilità di questa brutta, bruttissima immagine del popolo sardo che ha chiesto in piazza, pacificamente, che non venisse calpestata la propria autonomia, la propria libertà di decidere, il suo storico esempio di solidarietà che è sempre stato dato dal popolo sardo. Le pagine di storia, del passato e del recente passato, sono piene della solidarietà dei sardi, non sto qui ad elencare gli atti di solidarietà dei sardi, chi ha calpestato questa immagine di solidarietà dei sardi? Perché, vedete, io non voglio cadere nel tranello del "parlare di solidarietà", è una cosa talmente scontata, che viene usata ad arte dal Presidente, per l'ennesima volta, per mascherare le sue manchevolezze. Quando lui cerca lo spot, per coprire altro, per mettere tutto sotto il tappeto, per coprire le disavventure a cui ci ha portato in questi anni, per coprire le manchevolezze della maggioranza e della sua azioni nei confronti della maggioranza, esce fuori con uno spot. Non c'era tempo, era un'emergenza, inappropriati i paragoni degli incendi e delle alluvioni, quelle sono vere emergenze! E anche in quelle emergenze chi ha il potere legislativo non può dimenticare che ha il primo dovere di rispettare le norme e le regole quando troppo spesso si fa richiamo all'emergenza per superare le norme e le regole è un problema di democrazia, è un problema in cui lo Stato democratico è messo in discussione, e da tempo, io denuncio in quest'aula il fatto che lo Stato democratico è messo in discussione. Siamo in una fase di emergenza democratica. Perciò non parlerò di quella solidarietà, vedete quei giovani e meno giovani che erano lì al Porto canale non manifestavano contro la Campania, non manifestavano contro un atto di solidarietà che non è mai dovuta, io non conosco la solidarietà dovuta, io conosco la solidarietà e basta. Non quella dovuta. Non quella imposta per legge. E quei giovani e meno giovani che erano al Porto canale, che si erano autoconvocati al Porto canale, non manifestavano per i rifiuti contro la Campania. Manifestavano contro il Presidente Soru, il suo metodo e il vostro metodo, che state legittimando in questi anni, assunto dal Presidente Soru per governare. Manifestavano contro il rispetto, il mancato rispetto delle autonomie, della sovranità popolare, dell'autonomia, contro la mancata informazione, contro gli editti monarchici. L'informazione, collega Sanna, certo, c'è una carenza di informazione, dite voi, tanto è vero questo che la Regione paga le pagine sui giornali perché il Presidente possa…
PRESIDENTE. Prego prosegua onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). … perché il Presidente possa, con i soldi dei sardi, comprare le pagine sui giornali e dare le sue risposte. Ma ve ne dico un'altra: qui siamo in presenza di una comunicazione di regime, in cui il Presidente e la Giunta regionale hanno fondato il periodico della Giunta regionale della Sardegna: Novas, con spese a carico della Regione sarda, con una impostazione senza contraddittorio, distribuita in tutte le case della Sardegna, e non m'interessa quanto, mi interessa chi è il direttore responsabile, chi sono i collaboratori, che cosa si dice, perché non c'è contraddittorio. Questa si chiama:"comunicazione di regime". Ecco come sana l'informazione e il vostro Presidente da voi legittimato, che richiama la Costituzione continuamente. Io non esprimo, ho già espresso i miei atti di solidarietà, l'ho fatto perché lo sentivo, ma la solidarietà è un atto a doppia mandata, la stessa solidarietà il Presidente Soru non ha espresso ai nostri sindaci, che sono in prima linea e che sono stati fatti oggetto di violenza. Allora il Presidente Soru non si può dimenticare di essere solidale con chi è in prima linea, e voi lo coprite! E voi lo legittimate! Perché la Costituzione non è da oggi che qualcuno dovrebbe averla presente, la doveva aver presente, la Costituzione, il nostro caro Presidente quando si sono iscritti a bilancio i futuri trasferimenti, calpestando e violando l'articolo 81 della Costituzione, che ha portato la Corte dei conti a sospendere il giudizio, quando ha violato l'articolo 75 della Costituzione, voi l'avete legittimato, si creano i precedenti e quindi la violazione della Costituzione è un atto normale in quest'Aula nell'attività legislativa di questa Giunta; con l'articolo 75, violato per quanto riguarda il PPR; con l'articolo 120 della Costituzione, con l'introduzione della tassa sul lusso; con i continui richiami e rimandi alla Corte costituzionale per la Statutaria, per il rimando della Giunta alla Corte costituzionale sulla statutaria e sul diritto referendario, all'articolo 97, sul buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa e così via..... ma non mi basterebbe il tempo per indicare tutti gli articoli della Costituzione che costantemente sono stati violati e da voi avvallate queste violazioni, e voi siete i maggiori responsabili rispetto ad un uomo solo al comando a cui è da voi consentito di essere uomo solo al comando! Non mi basterebbe il tempo ad elencarli tutti, ma io dico: i fatti di violenza, a chi hanno giovato? Caro questore di Cagliari, che inopportunamente, dimostrandosi non all'altezza del compito, esprime dei giudizi o semina il sospetto del suo ruolo, sarebbe stato molto più opportuno il silenzio, semina il sospetto, allora chiedo al questore di Cagliari: a chi ha giovato quell'azione? A chi ha giovato tutto il caos che è stato montato in Viale bonaria? Non si va a manifestare davanti a casa di nessuno, e sono d'accordo, anche se però la violenza non è solo quella che si esprime con le Molotov non è solo quella che si esprime portando sacchetti di spazzatura. La violenza è anche quella di chi amministratore va a violare i diritti degli altri. Caro questore di Cagliari, perché ha consentito che un'ordinanza ancora inesistente quale quella del commissario all'emergenza campana prevalesse, badate, ancora inesistente quando la nave era in porto, al porto canale di Cagliari sopraffacesse l'ordinanza del Comune di Cagliari stesso, dell'autonomia locale. Quella è violenza, violenza è prevaricare i diritti dei lavoratori, violenza è portare in quest'Aula l'arroganza, violenza è portare in quest'Aula l'esercizio del potere fine a se stesso. La solidarietà, ripeto, si esprime a doppia mandata, se noi fossimo stati qui in quest'Aula a discutere prima forse avremmo salvato la Regione che annega non con un bicchierino d'acqua cercando di svuotare il mare, ma forse insieme avremmo trovato soluzioni condivise così come oggi non troveremo soluzioni condivise se non quelle della censura, la stessa censura che noi abbiamo espresso nei confronti del ministro Giovanardi...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, concluda prego...
CAPELLI (U.D.C.). Al nostro Ministro che in quest'Aula abbiamo censurato per l'azione sulle scorie da destinare in Sardegna, l'abbiamo fatto perché crediamo che il nostro primo dovere ancor prima della solidarietà agli altri, sia rappresentare i nostri concittadini, il popolo sardo, salvaguardare la loro salute e i loro diritti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
L'invito è sempre quello a contenere se ci riusciamo...
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, però io mi richiamo al Regolamento e parlerò per 10 minuti.
PRESIDENTE. Sì, lo so, lo conosciamo, lo conosciamo il Regolamento. Vi invito ad autogestire il tempo, grazie onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì ma parlerò per 10 minuti. Onorevole Presidente della Regione, Assessori, colleghe e colleghi, il tema dello smaltimento dei rifiuti dalla Campania, 14 anni e nove commissari con costi stratosferici, giunge in Aula sull'onda delle giuste reazioni di condanna all'assurda inaccettabile violenta manifestazione davanti all'abitazione del Presidente della Regione. Ho sottoscritto la mozione perché fortemente convinta che le violenze, le minacce e le intimidazioni sono sempre da condannare, in particolare quando sono rivolte contro le istituzioni democratiche e i loro rappresentanti. Non è sfuggita però ad alcuno la contraddittorietà del comportamento delle forze dell'ordine in occasione dell'arrivo della nave proveniente da Napoli, le cariche effettuate nei confronti dei manifestanti militanti attivisti di partiti e movimenti politici erano, chiedo proprio necessarie?
Perché tanta enfasi repressiva, quando non c'è stato alcun atto di violenza da parte dei manifestanti, non si può infatti non evidenziare che in quella circostanza è stata soltanto opposta resistenza passiva, invece in occasione dell'assalto all'abitazione del Presidente della Regione annunciato attraverso sms la presenza delle forze dell'ordine è risultata insufficiente e priva dei mezzi di dissuasione per isolare e contrastare e rendere inoffensivi i facinorosi. Gli agenti esposti alla sassaiola dei teppisti in questo secondo caso, sì, determinati all'aggressione, erano infatti pochi e privi di scudi protettivi al punto da dover chiedere rinforzi per evitare conseguenze ancora più gravi e solo fortunatamente non si sono registrati feriti nella fitta sassaiola che li ha investiti. Per quanto riguarda la vicenda dei rifiuti della Campania la solidarietà dei sardi verso i cittadini che stanno vivendo una condizione di disagio, di negazione dei diritti civili e che sono a rischio di epidemia è scontata.
La Sardegna del resto lo ha sempre dimostrato in occasione delle tante reali emergenze, non solo italiane, sarebbe stato però opportuno il coinvolgimento della comunità isolana proprio perché, onorevole Presidente della Regione, il mancato smaltimento dei rifiuti a Napoli e nella Regione campana, si trascina da 14 anni proprio perché ci sono responsabilità precise anche degli amministratori comunali, provinciali e regionali, proprio perché non può essere considerata un'emergenza imprevista e imprevedibile, non è un improvviso cambiamento climatico, non è il cedimento di una diga, non è un evento eccezionale. Se accettiamo questa logica dobbiamo anche acconsentire ad attribuire responsabilità a tutti quelli che hanno svolto compiti istituzionali, dobbiamo dire che ci sono state inadempienze e che ciascuno non ha svolto il suo ruolo senza assumere le necessarie decisioni e se questo è, occorre rimarcare che chi ha sbagliato e non ha operato con senso di responsabilità, deve trarne le doverose conseguenze. Ha ragione l'onorevole Licheri e mi associo alla sua richiesta, questo secondo me doveva essere il messaggio da trasmettere ai sardi ponendo l'accento sul necessario sacrificio per aiutare altri cittadini i cui amministratori avevano fallito. Un aspetto che non è sfuggito al Parlamento di Strasburgo, né al commissario europeo. Si profilano multe salate per l'Italia e non sarà accettata alcuna deroga e nessun alibi, neppure quello dei clan della camorra. La causa più diretta, ha detto il commissario europeo, è la mancanza di azione e di volontà politica di risolvere il problema, le autorità italiane devono porre in essere iniziative in linea con la legislazione europea e cioè in primo luogo la raccolta differenziata e il riciclaggio. Ecco perché sono convinta che con una corretta, tempestiva e preventiva informazione, anche questa volta la solidarietà da parte della Sardegna non sarebbe mancata e non avrebbe avuto nessun seguito, alcun sms.
Il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli avrebbe evitato che una decisione oggettivamente impopolare venisse assunta in solitudine dal Presidente della Regione, eppure l'ufficio stampa della Regione è molto attento a fornire notizie relative all'attività della Giunta e del Presidente, basta vedere il numero zero di "Novas" che proprio oggi ho trovato nella cassetta condominiale della pubblicità del palazzo dove abito. Quindi, quando si richiamano valori radicati come la solidarietà, non si può evitare di coinvolgere le istituzioni rappresentative, le forze sociali e i cittadini. Così del resto è stato ogni qual volta si è fatto riferimento al popolo, ha registrato risultati estremamente positivi con il coinvolgimento delle diverse istituzioni, delle forze sociali e dei cittadini, compresi i sardi emigrati, la battaglia nei confronti del governo per il giusto riconoscimento del rispetto di quanto previsto dallo Statuto sulle entrate finanziarie della Regione. Era anche quella solidarietà, una troppo ampia fetta dei nostri conterranei è stata invece esclusa dall'informazione, non è riuscita a comprendere perché dinanzi a Prodi il Presidente della Regione abbia assunto immediatamente la decisione di accogliere i rifiuti da smaltire nell'Isola.
Perfino il premier che avrebbe potuto individuare i siti facendovi trasferire i rifiuti in nome dell'emergenza nazionale, ha ritenuto prima di decidere sulla destinazione di convocare i Presidenti delle Regioni per un confronto. E' evidente che la scelta del presidente Soru ha colto di sorpresa gli enti locali interessati allo smaltimento e le popolazioni dell'isola preoccupate per le conseguenze di una decisione non supportata dalla conoscenza della quantità, della tipologia e delle modalità di smaltimento, è stata quindi alimentata la protesta generalizzata e l'iniziativa di opporsi all'arrivo dei rifiuti campani così come era avvenuto in passato nell'occasione del tentativo di smaltire rifiuti speciali e pericolosi nell'isola. In questa circostanza è poi apparsa ancora più incomprensibile la decisione di riaprire la questione del termovalorizzatore di Ottana che dopo il no del Consiglio regionale e la ferma opposizione degli enti locali e delle popolazioni interne della Sardegna sembrava definitivamente accantonata. Una decisione in contrasto con le attuali capacità di smaltimento dei rifiuti prodotti nell'isola e con le positive notizie sulla raccolta differenziata che vede la Sardegna tra le Regioni più virtuose e nonostante ci siano sacche di ingiustificata resistenza, una delle più avanti nel realizzarla. Rimane la profonda amarezza per quanto accaduto che mette ancora più in difficoltà la coalizione di Sardegna Insieme e per un'occasione sprecata in quanto l'adesione al piano nazionale di smaltimento dei rifiuti avrebbe potuto essere una scelta partecipata e condivisa. Anche il richiamo all'articolo 2 della Costituzione, con l'acquisto di una pagina di un quotidiano a spese della Regione non ha ottenuto l'effetto voluto e può addirittura risultare controproducente. Il Governo potrebbe facilmente appellarsi alla solidarietà per altre iniziative non gradite dal Popolo sardo, come quelle per esempio sulle servitù militari, che da parte sua, il Popolo della Sardegna, nonostante l'articolo 13 dello Statuto speciale, attende ancora l'intervento dello Stato per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola. I socialisti, Presidente, hanno assunto posizioni chiare, anche a livello nazionale. Il nostro parlamentare Roberto Barbieri Presidente della Commissione ecomafie ha detto: "Non è più tempo di chiedere alle altre regioni solidarietà senza se e senza ma, occorre che le istituzioni della Campania in attesa dell'avvio di un ciclo industriale dei rifiuti indichino dei siti da adibire a discariche provvisorie". L'obiettivo è restituire alle comunità campane condizioni di vita vicine alla normalità, prevedere l'impiego di poteri sostitutivi fino allo scioglimento delle istituzioni incapaci di indicare soluzioni. E insomma, io credo che nella stagione delle primarie, quando 4 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per indicare il leader del centrosinistra, quando il partito democratico a livello regionale propone ben tre candidati per la segreteria, coinvolgendo decine di migliaia di persone, non ci si può più permettere di agire prima di comunicare e correttamente informare tutti i componenti di questa società. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
Andiamo avanti ad esaurimento, colleghi, stanotte, non è possibile rinviare a domani.
FARIGU (Gruppo Misto). Accolgo subito l'appello della compagna Caligaris, che si lamentava che i socialisti erano stati fino ad allora esclusi. Per la verità mi va di fare una battuta immediata. Io condivido totalmente l'intervento della compagna Caligaris, ad una condizione, che ritiri la firma da quella mozione, perché è pienamente contraddittoria. Preliminarmente, signor Presidente, per meglio affrontare il merito della questione desidero affrontare la questione della violenza. Non ci sono mezzi termini né tentennamenti per una condanna incondizionata verso tutti gli atti di violenza nel confronto democratico. Quindi ciò che è accaduto nella piazza presso la villa del presidente Soru è sicuramente da tutti noi condannabile in maniera decisa, totale. Mi ha irritato però il richiamo, presente nella mozione della maggioranza, all'episodio di uno dei padri, il padre fondamentale della nostra autonomia.
PIRISI (D.S.). L'ha citato Mauro Pili, figurati!
FARIGU (Gruppo Misto). Se l'ha citato Mauro Pili, ne avrà avuto ben ragione, in ogni modo certo non hai ragione tu di richiamarlo a me in questo momento. Ora il richiamo mi ha irritato, perché mi è sembrato irriverente. Un richiamo irriverente, offensivo per la storia del nostro Popolo, della storia della nostra autonomia. Perché, davvero, diventa difficile, per tutta la stima personale che chiunque di voi porti verso il Presidente, ecco, poterlo collocare sullo stesso piano, credo che davvero sia un fatto offensivo. Credo che peraltro lo stesso Presidente alla fine si sentirebbe, se è davvero si insiste su questo paragone, si senta ridicolizzato. Ma quel richiamo agli atti degli squadristi fascisti mi ha anche richiamato una ricca storia di provocazioni delle squadre fasciste, che servivano a rafforzare la regia politica. E allora viene spontanea la domanda: perché fare un richiamo solo parziale? Se quel richiamo è valido, va inteso nella sua interezza, perché dentro quegli atti di violenza degli squadristi fascisti c'erano anche gli atti di provocazione. Io credo che il Questore di Cagliari…
PIRISI (D.S.). Siamo al delirio!
FARIGU (Gruppo Misto). … io credo, per chiudere questa questione sugli atti di violenza, che il Questore si sia comportato in maniera, voglio usare un'espressione gentile, inadeguata, inadeguata nella organizzazione del tutto - e l'ha detto molto efficacemente la compagna Caligaris - quando ha descritto nel dettaglio il comportamento della polizia al porto canale e l'organizzazione di polizia nella piazza vicina alla casa del presidente Soru. Ma non a quello, a quell'inadeguatezza mi riferisco, alla insipienza politica, il massimo responsabile… sono passati dieci minuti Presidente?
PRESIDENTE. Cinque onorevole Farigu!
FARIGU (Gruppo Misto). Ah, ma io lo sa che leggo in braille; è più lenta la lettura braille di quella in nero.
PRESIDENTE. Ma tanto stiamo qua fino a quando non terminiamo stanotte. Prego, prosegua.
FARIGU (Gruppo Misto). … quando va affermando che c'erano dei gruppi, dei giovani prezzolati, pagati. Questa affermazione risulta gratuita, fino a quando non è completata dall'indicazione dei responsabili, dei mandanti. Ma è gravissima sul piano della responsabilità dell'ordine pubblico, quando va facendo questa affermazione in un contesto di forte conflittualità tra le forze politiche. Perché andava individuando in una parte politica, quella della minoranza, la eventuale responsabilità di quegli atti di corruzione o di prezzolamento. Gravissimo! E io spero che il Ministro degli Interni acquisisca questi fatti e queste affermazioni, e adotti i provvedimenti conseguenti, perché questi elementi non sono degni di ricoprire il ruolo che ricoprono per il rispetto dell'ordine pubblico. Sono pericolosi! Chiusa questa storia passiamo nel merito. Il Presidente invoca la solidarietà e impara a memoria l'articolo 2 della Costituzione. Sembrerebbe davvero il capo del catechismo politico a cui si devono riferire tutti quelli che credono in quell'ordine suo. E davvero, infatti, l'intervento del collega Marroccu mi è sembrato che l'abbia davvero imparato a memoria. Perché il suo intervento mi sembrerebbe conseguente ad un fatto che quei rifiuti, che hanno creato l'emergenza in Campania, fossero stati d'improvviso erutati dal Vesuvio. Per cui la calamità!
Terremoto, il Vesuvio che esplode e che invade di rifiuti la Campania, e da lì… Ma come si fa? Come si fa a invocare l'assimilazione alle calamità naturali fatti che sono frutto del malgoverno politico e della gestione che è un vero e proprio cancro della nostra società meridionale, ed in particolare quella camorrista nella Campania? Io dico proviamo ad invertire le parti, se tutto quello che è accaduto lì avesse avuto come responsabile del Governo regionale uno dalla parte politica opposta, se il Sindaco di Napoli fosse un'espressione di una parte politica opposta, posto che il tutto è ben commissionato, con le attività ben note, conosciute, consolidate della camorra, cosa avreste detto? Che c'era una collusione tra potere politico e l'attività della criminalità organizzata. L'avreste inevitabilmente detto! E io per la verità faccio fatica a dirlo, ma qualche fastidio dentro ce l'ho, perché non è pensabile che uno che è stato due volte Sindaco di Napoli, due volte Presidente della Regione, Ministro della Repubblica, addirittura in deroga perché era responsabile di istituzioni incompatibili e gli fu concessa la deroga; come si può com'è che all'improvviso Prodi, il Governo Prodi, dichiara che la situazione della Campania costituisce un'emergenza nazionale e chiama tutti i rappresentanti istituzionali delle Regioni ad affrontarla in nome della solidarietà costituzionalmente sancita. Ma davvero ci vuole coraggio! Ci vuole coraggio! Che un Consiglio dei Ministri dica questo e non rimuova un governatore della Regione Campania…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Morittu. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, ma non parla la fine l'Assessore?
PRESIDENTE. L'Assessore parla quando decide di parlare, come prevede il Regolamento.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Grazie, Presidente e consiglieri. A me pare di condividere l'opinione che tanti consiglieri hanno espresso circa un dibattito che, al di là di qualche eccesso verbale che lo stesso Presidente comunque ha doverosamente richiamato, e che al quale eccesso sono anche seguite scuse sentite e doverose naturalmente, io credo che stia affrontando, diciamo così, sia pure da posizioni diverse anche molto diverse in alcuni interventi, stia affrontando un tema complesso e anche difficile. Le illustrazioni delle due mozioni fondamentali e anche della terza illustrata dall'esponente dell'UDEUR, hanno messo in campo le diverse posizioni politiche. Io naturalmente mi sento di condividere molto la posizione assunta nella sua illustrazione dall'onorevole Marrocu, che condivide, come condivido, la scelta fatta dal Presidente che non è solo una scelta di diritto ad esercitare la responsabilità del Governo, avendone lui la massima carica, ma è anche un dovere, come lui stesso poi ha ribadito richiamando all'articolo 2 della Costituzione. Però mi chiedo, onorevole La Spisa, quando lei dice la nostra mozione contiene un'apertura concreta nei confronti della solidarietà alla Campania e cioè la disponibilità ad accogliere rifiuti, che cos'è che impedisce di esercitare fino in fondo questa volontà di solidarietà? Lo impedisce il problema del metodo, cioè il problema della scelta cosiddetta solitaria del Presidente? E all'onorevole Licheri, lo impedisce la nomina di De Gennaro l'esercizio di una responsabilità e di una scelta di solidarietà nei confronti della Regione Campania? Non del mondo politico campano, ma dei ragazzi che ancora non vanno a scuola, impediti da una presenza inondante e pericolosa dei rifiuti lungo le strade. Allora, io credo che bisogna andare un po' al merito delle questioni.
Sul metodo, si dice che il presidente Soru ha esercitato in maniera solitaria, io che sono come dire testimone vicino al Presidente e alla Giunta, in questa fase di grande emergenza non della Campania soltanto, ma è un'emergenza nazionale, posto che davvero l'Italia è sotto il fuoco incrociato di giudizi negativi nei suoi confronti, e non ci possiamo permettere davvero di rimanere infangati in Campania, dobbiamo assolutamente risolvere con grande tempestività, questo è il senso della coesione nazionale che ha espresso il presidente Soru con un atto subitaneo e responsabile. Ma era un atto solo di generosità e non era dettato da consapevolezza, aveva la grande consapevolezza che la Sardegna poteva esercitare quella solidarietà perché era nelle condizioni di poterlo fare, e tutto questo è stato rappresentato dal Presidente, prima ancora di andare alla riunione a Palazzo Chigi, alla Giunta regionale convocata la mattina di mercoledì 9, la Giunta regionale ha condiviso la posizione e la scelta determinata del Presidente. Io stesso da lui sono stato delegato a chiamare i Sindaci, soprattutto quelli che potevano essere interessati, essendo Sindaci di territori dove erano allocate discariche, per chiedere loro una disponibilità a ragionare sulle modalità e i tempi necessari per esercitare concretamente quest'atto di solidarietà. Ho sentito anche, oltre al Sindaco di Sassari che lo ha anche ammesso a mezzo stampa di questa mia telefonata tempestiva, quando il presidente Soru era da Prodi, io ho contattato molti dei Sindaci e dei Presidenti della Province della Sardegna e tra la serata e l'indomani mattina poi, seppure anche qui in termini di urgenza, sono stati convocati, su delega del Presidente, ho chiesto la loro presenza per decidere come affrontare l'impegno che il Presidente della Giunta regionale aveva assunto a Palazzo Chigi. Quindi, anche da questo punto di vista certo non c'era il tempo di dispiegare le mille consultazioni, ma è stato portato avanti un processo seppure veloce, un processo veloce d'urgenza per consultare soprattutto tutti i Presidenti delle Province che, come ben sapete voi sulla base della legge numero 9, sono ancor più delegati all'esercizio di funzioni in materia ambientale, e molti dei Sindaci interessati compreso il Sindaco di Cagliari col quale ho parlato la notte del 9 e anche l'indomani mattina a più riprese.
Quindi, sul metodo mi pare che sia stato, seppure con l'urgenza che la condizione imponeva, credo che l'abbia esercitato. Domanda: ma la Sardegna se lo poteva permettere? La Sardegna se lo può permettere, perché ha una situazione nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti buona, non eccellente, l'eccellenza la raggiungeremo mettendo in campo il Piano regionale dei rifiuti. Piano regionale dei rifiuti che vi ricordo è stato adottato dalla Giunta regionale a dicembre dello scorso anno, ho chiesto più volte, il Presidente della Commissione me ne può dare atto, di poterlo illustrare alla Commissione stessa per partecipare alla Commissione le decisioni assunte dalla Giunta regionale, decisioni che non sono ovviamente definitive, un piano adottato deve andare in procedura di valutazione di impatto ambientale e quindi alla consultazione di tutti i territori e di tutti i cittadini della Sardegna e solo dopo la procedura di valutazione ambientale strategica, va alla Commissione, formalmente ero disposto ad andarci anche prima alla Commissione consiliare competente per il suo parere di merito e poi alla Giunta regionale per l'approvazione definitiva. Quindi, quanto contenuto anche con la dicitura "piano straordinario" nella mozione presentata dall'opposizione è, come dire, in cammino, e sarà portato avanti con la necessaria celerità. Il presidente Soru si è occupato personalmente insieme a me dell'esame della situazione anche a seguito delle nuove disposizioni normative che fissano, per esempio al 2012 una percentuale di differenziata del 65 per cento, la Giunta regionale ha voluto dare un maggiore impulso fissando il 70 per cento al 2012 della raccolta differenziata, quindi, ci poniamo l'obiettivo di andare all'avanguardia rispetto allo scenario nazionale. Ma la differenziata in Sardegna sta andando bene, siamo oggi al 30 per cento, oggi siamo al 30 per cento! Siamo partiti con il 4 per cento nel 31 dicembre del 2004, ha fatto passi in avanti giganteschi la Sardegna, ce li riconoscono tutti. Naturalmente non basta, perché bisogna comunque andare avanti in questa direzione di virtuosità che sta producendo lavoro, che sta producendo impresa grazie alla partecipazione dei cittadini e dei comuni della Sardegna. Qualcuno è in ritardo, ma noi speriamo di poter raggiungere l'obiettivo al 2008 del 40 per cento che ci colloca davvero nella parte alta delle Regioni più virtuose d'Italia. Quindi ce lo possiamo permettere di essere solidali, non abbiamo necessità di fare grandi sacrifici. Ringrazio il Presidente, anche se, poi, il presidente Soru credo sarà molto più esaustivo e puntuale di me. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Io vorrei iniziare questo mio intervento nel comunicare al collega Marrocu che ha parlato di emergenza, che c'è una differenza nella sua premessa; ha sbagliato! Perché ha detto che era una emergenza, e come tutti hanno fatto rimarcare nei loro interventi, quando un problema si protrae per 14 anni non è più emergenza, emergenza poteva essere l'alluvione del Sulcis, l'alluvione che ha colpito Villanova Strisaili, lo straripamento del Cixerri, ci possono essere altre situazioni che si possono definire emergenze, questa è una cronicità. Se fosse emergenza, l'emergenza lei sa che è un avvenimento non prevedibile, ma quando qualche cosa è così… telefonata di 14 anni che sta per arrivare e si sapeva che sarebbero arrivati a questo punto, io non capisco come mai si è, questa azione, come dicevano molti, solitaria del presidente Soru, si sia trasformata per darne un principio valido come se fosse emergenza. Emergenza non lo è, e se vogliamo anche dirla tutta sono convinto che quando un giornalista ha detto che "è stato un errore di comunicazione", qui abbiamo la massima espressione della comunicazione, il presidente Soru è uno che sa comunicare, sa comunicare molto bene anche le cose che fa male, le comunica facendole passare come atti edulcorati alla popolazione. Il problema è che il presidente Soru, per il quale la sinistra fino a ieri non ha mai dimostrato di nutrire, almeno in questi ultimi tempi, alcuna simpatia, ha voluto essere il primo della classe, credo che anche qualche giornale, qualche testata nazionale l'abbia detto, per ricevere il plauso dei massimi vertici nazionali, e io dico alla sinistra sarda: "Attenti! Qui c'è il tranello che il vostro Presidente vi ha cucito". E' un problema, io dico bravo al presidente Soru, ma questa sua performance sono convinto che la paghino i sardi, e poi dico anche: "quale solidarietà?" ad un amministratore che se voi avete visto la trasmissione di striscia la notizia, Rosa Russo Iervolino, il Sindaco di Napoli, era venuta fuori con una frase che effettivamente ha lasciato di stucco, dice: "non è morto nessuno, prima o poi ne usciremo". Io sono convinto che nell'indigenza sia della Iervolino che del presidente Bassolino sia racchiusa tutta la loro azione politica, e qualche collega ha detto veramente che noi avremmo potuto portare solidarietà perché i sardi, anche dal punto di vista storico, hanno sempre esportato solidarietà nazionale e non da oggi, la storia passata e presente, se voi ricordate della Brigata Sassari, né è un esempio illuminante. Quindi non è che noi non abbiamo dato solidarietà, solidarietà si da quando vi è l'emergenza. Ecco per quale motivo viene da essere condannata l'azione del Presidente che agisce in solitudine, e lui, se non vado errato, dovrebbe anche poterlo dire in Aula, è rientrato, gia la nave era partita e i sardi non sapevano nulla, quando ha ricevuto, non capisco per quale motivo per un altro punto bisogna essere molto chiari, e se si agisce in nome della solidarietà e della Costituzione, e se si opera in condizioni di assoluta sicurezza come adesso, non più tardi di cinque minuti fa ha declarato l'Assessore, se si dimostra che l'arrivo dei rifiuti è del tutto sostenibile dal punto di vista tecnico e ambientale, allora perché si è fatto tutto di nascosto, perché non si parla con i sindaci e si parla già a fatti avvenuti, e con gli amministratori, perché li si convoca ad horas, e molti, anche del centrosinistra, come tutti sanno, non si sono voluti presentare, mentre sulle banchine del Porto Canale c'è già grande tensione. Ma perché si dice che prima arriva solo una nave e poi forse altre? Prima rifiuti solidi urbani e poi ecoballe?
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Io non utilizzerò tutti i 10 minuti, ma non resterò nei cinque, anche perché non vedo perché dovrei fare una dichiarazione di voto quando a molti colleghi non sono bastati i 10 minuti, e del resto ho ascoltato con attenzione tanti, troppi che si sono certamente iscritti a parlare ben dopo di me. Voglio poter esprimere la mia opinione anche se questo dibattito postumo non sortirà certamente alcun risultato al di là di quello che sarà poi il voto finale, perché tanto, alla conclusione, arriveremo ciascuno di noi con la propria certezza; noi con le nostre sul merito e anche sul metodo. Partiamo dal metodo. Assessore Morittu, io forse ho capito male, ma mi è sembrato di sentire in televisione, nei giorni scorsi, il Presidente della Provincia di Cagliari, quindi un alto esponente del Partito Democratico, contestare il decisionismo del Presidente. Una contestazione quindi completamente e totalmente istituzionale, non interna alla logica delle correnti di pensiero del Partito Democratico. Ebbene, Milia ha detto, e come lui la pensano tanti altri rappresentanti delle istituzioni e anche moltissimi cittadini, che in questa occasione, ma ha lasciato intendere anche in molte altre occasioni, il presidente Soru abbia deciso da solo e non abbia nemmeno rispettato la forma esteriore di una consultazione. Vedete, siamo davanti ad una contraddizione che forse Freud potrebbe spiegare, ma nell'attesa della spiegazione i sardi, cioè i vostri stessi elettori, non capiscono, e il fatto che vigliaccamente e incivilmente alcune centinaia di teppisti, con o senza sciarpetta rossoblu, con o senza mandanti abbiano inscenato la gazzarra di bonaria è un fatto certamente riprovevole, che non sposta però di un millimetro il discorso. Io esprimo tutta la mia solidarietà al cittadino Soru, alle forze dell'ordine, alla polizia municipale di Cagliari per quei fatti che non possono esserci ascritti in nessuna misura. Ma d'altra parte non accetto, né posso accettare, che si ribalti il piano delle considerazioni. Il Presidente ha sbagliato a non ascoltare, per quanto in emergenza, i rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte e travolte senza poter dire né a né ba dal suo decisionismo, dalla sua levata di mano da primo della classe, o da aspirante tale, davanti al professor Prodi. E sempre sul metodo abbiamo qualcosa da dire, si accusano i mezzi di informazione di aver raccontato male i fatti, e in qualche caso ai confini della malafede, naturalmente preordinata da posizioni politiche, ma si dimentica di dire che nelle ore calde della decisione solitaria del Presidente la Regione ha taciuto anche con la stampa le modalità dell'intervento che la Regione stessa per ordine del Presidente stava approntando; si è taciuto sulle quantità in arrivo, sulla qualità e sul tipo di rifiuti in arrivo, si è taciuto su tutto e quando avete parlato avete diffuso informazioni assolutamente contraddittorie.
Ecco da dove deriva la sollevazione amplificata da quegli stessi organi di informazione che si sollevarono anni fa con enorme veemenza davanti all'ipotesi, allora remota e mai percorsa, però, di smaltire in Sardegna una piccola parte di scorie nucleari. Ma non vi viene in mente che l'enorme confusione nella quale è precipitato il popolo sardo, la confusione che poi è anche purtroppo degenerata in fatti di ordine pubblico sia in qualche modo riducibile alla vostra condotta? Non vi viene in mente che il no ai rifiuti gridato dal centrodestra e da gran parte del mondo autonomista e indipendentista, ma sorretto da decine di migliaia di sardi non sia un no di egoismo e di pancia, ma un no secco a Soru e al suo modello verticistico? Altro che democrazia partecipata, altro che palazzo di vetro. Noi oggi, nonostante l'Assessore all'ambiente distribuisca tranquillanti via etere nel corso delle interviste, noi ancora non sappiamo che tipo di rifiuti campani si stanno smaltendo in Sardegna. E il collega Licheri chiede: fanno male le eco balle? Attenti, fanno molto più male le balle ecologiche. E' la nostra preoccupazione su questo, è la stessa di gran parte del popolo sardo, ecco perché ribadiamo quanto abbiamo già detto. La Sardegna non può diventare, nemmeno in un suo angolo, una pattumiera indistinta di rifiuti altrui. C'è poi anche un altro aspetto che viene a rischio che gli impianti sardi di smaltimento superino la loro potenzialità e quindi si finisca per trasportare i rifiuti dei sardi in impianti diversi dove attualmente vengono conferiti, e ci chiediamo allora chi pagherà i maggiori eventuali oneri di quel trasporto? Il Governo amico? La Regione? O i cittadini? Anche su questo siete debitori di grandi e preziose informazioni a questa Aula e al popolo sardo, nel nome del quale il presidente Soru parla. Ma deve essere un caso perché anche noi parliamo ad una parte consistente del popolo sardo che non si sente minimamente rappresentata dalle vostre decisioni e che magari hanno anche votato il Presidente, ma non ha mai inteso di conferirgli il diritto di decidere per tutti, su tutto come in questo caso. La spazzatura è ricchezza, dice il Presidente con il sorriso di chi ha capito l'equazione, ma se la spazzatura può essere pure quella una fonte di ricchezza, dove sono allora tutti quegli investimenti e gli incentivi della Regione a favore degli imprenditori che hanno intenzione di lavorare nella filiera del riciclo? Nulla, non c'è traccia nella vostra azione di governo di provvedimenti simili, diciamo che oggi vi fa comodo parlare che la spazzatura è ricchezza, così ce lo potete portare a casa in nome della solidarietà nazionale, della Costituzione e di tutti i buoni sentimenti di cui voi siete portatori a differenza nostra, che invece proviamo solo bassi istinti e ragioniamo di pancia.
La solidarietà, arriviamo a quella, l'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sete, dice che la sua città è sommersa da una maschera di rifiuti che le deturpa il voto e che davanti ad una città, mai così umiliata come in questi giorni la Chiesa non può tacere. Sono parole certamente molto sentite da parte di chi si sente impotente di fronte a questo dramma sociale e noi certamente non possiamo non condividerla. Ma perché nessuno mai parla delle umiliazioni che continuamente subisce la nostra Isola? Se un'emergenza simile l'avesse vissuto la Sardegna e non una Regione amministrata, quanto meno da incapaci, e governata dalla criminalità organizzata, ci sarebbe piaciuto vedere l'atteggiamento del Governo Prodi, l'atteggiamento riservato alla Sardegna in un'occasione così. Ma noi lo conosciamo già, del resto sarebbe stato lo stesso che il Governo Prodi sta usando per le servitù militari come Quirra dove si muore e ancora non si sa perché, dove un controllo scientifico serio ed una bonifica sono urgentissime, ma il Governo continua a tacere. Certo la solidarietà a noi non ci avrebbe aiutato nessuno, a noi non ci aiuta nessuno, e questa solidarietà a senso unico dove i poveri danno e il Governo si salva, ma tutto resta come prima sino naturalmente alla prossima emergenza, a noi questa solidarietà ci fa venire in mente un'enorme foglia di fico, usata nel tentativo maldestro di coprire tutto, anche le vergogne più grandi. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.
SERRA (Sinistra Autonomista). Rinuncio per solidarietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Cinque minuti ma vorrei parlare. Vorrei dire alcune cose perché io davvero non riesco a capire quello che sta accadendo anche in quest'aula, perché si confonde il momento, la contingenza con la prospettiva e davvero mi riesce difficile continuare a sentire discorsi che dicono, sì va bene la solidarietà però… io in questi giorni ho osservato la televisione e la prima cosa che ho visto, e che mi ha impressionato, sono state le scuole chiuse, forse a qualcuno questo importa poco, perché l'istruzione è un elemento secondario della vita quotidiana e sociale, però decine e decine e decine di scuole chiuse, con immagini che "zoommavano" su i materiali che venivano accumulati davanti alle scuole con i topi eccetera eccetera. Immediatamente una persona civile, una persona di buon senso, una persona che ha a cuore le popolazioni più diseredate, visto che siamo comunisti usiamo questo termine, immediatamente non può che pensare che la prima cosa da fare è quello di rimuovere quella discarica perenne. Poi siamo d'accordo sulle responsabilità politiche, sul connubio tra politica e camorra e criminalità organizzata, solo che lo dite qualche volta, lo state dicendo oggi in altre situazioni non lo dite.
Così come oggi vi schierate contro le forze dell'ordine, ma a Genova non vi siete schierati contro le forze dell'ordine…
LIORI (A.N.). Mai!
DEDONI (Riformatori Sardi). Non si è schierato nessuno, neanche oggi!
MARROCU (D.S.). Hanno picchiato con le mani alzate!
DAVOLI (R.C.). Per cui, il problema esiste e a volte i problemi si risolvono con la tempestività, Presidente, voglio recuperare il tempo, voglio recuperare il tempo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi! Vada avanti, onorevole Ladu.
DAVOLI (R.C.). Sì, questo è il primo problema, naturalmente l'aspetto, diciamo così, che viene dopo è quello di come porre rimedio a questa situazione comunque emergenziale, è certo che non è da paragonare ai terremoti, alle alluvioni, però di fatto è un'emergenza, il problema è come risolverla, poi. Vedete, quando noi parliamo di raccolta differenziata, e noi della sinistra, di Rifondazione Comunista, e della Sinistra Sarda, non ci nascondiamo, continueremo a dire il primo articolo, quando c'è stata una campagna mediatica non sarda, ma nazionale, sul discorso dei rifiuti, e sono venuti fuori di nuovo, alla luce, per farsi conoscere meglio, le lobby degli inceneritori, a me, sinceramente, è dispiaciuto molto quell'articolo, perché qualcuno voleva riproporre la politica dell'incenerimento dei rifiuti, quando oggi il vero problema, caro Assessore, è il discorso della crescita, è il discorso della riduzione, riutilizzo, riciclaggio. Se una città come Bruxelles, che è similare a quella napoletana, ha il 74 per cento di raccolta differenziata, all'incenerimento va il 10 per cento. Bisogna mettere in pratica questo, altrimenti non avremo alternative, altrimenti continueremo ad avere questo tipo di problemi. Non è pensabile che l'unico problema, l'unico elemento, o il primo elemento nella piramide, sia l'incenerimento e la termovalorizzazione. E' fallimentare. Poi non mi si venga a fare gli esempi di Brescia, gli esempi di Vienna, perché li conosciamo tutti. Ci sono da prima quegli inceneritori. Oggi, però, anche con la tecnologia nuova, non è pensabile non discutere e non parlare di questo. Con questo si può risolvere il problema del riutilizzo e della diminuzione. Ma, pensate, ci sono alcune cifre qua, in questo pezzo sulla Nuova Sardegna, nel giornale di oggi. In Sardegna c'è il 27 per cento di raccolta differenziata. Ma sapete qual è la percentuale, in base a questi dati, della raccolta della carta? Qui parla del 4,5 per cento, quando sappiamo che la carta, con il solo imballaggio dei prodotti, arriva al 30 e al 40 per cento. Non è pensabile che in Sardegna si raccolga solo il 4 per cento di carta. Allora, questi sono i problemi che bisogna affrontare d'ora in avanti, perché noi, oggi, tutti abbiamo espresso la nostra solidarietà. Non discuto assolutamente dei problemi di venerdì e di sabato, perché mi pare che anche il Consiglio abbia iniziato ad assumere una posizione in qualche modo similare; però, attenzione ad interpretare questi fenomeni. A me ha spaventato la giornata davanti alla Basilica di Bonaria.
CAPELLI (U.D.C.). Esagerato!
DAVOLI (R.C.). Sì, va bene, tu sei superficiale, pensala come vuoi, però, a me ha spaventato, ha spaventato perché non è pensabile che in un paio d'ore si raccolgano mille persone e costruiscano strategicamente un attacco militarizzato. Questo è accaduto. Qualcuno stava per dire che quasi quasi lo ha organizzato il presidente Soru. A chi giova? A chi giova? Ma vogliamo scherzare? Vogliamo sminuire e banalizzare quello che è successo davanti alla Basilica di Bonaria? E concordo, per l'altro verso, con la Caligaris, che al Porto Canale comunque c'erano dei manifestanti pacifisti che sono stati trascinati dalla polizia in maniera poco gentile. Ma questo è un altro discorso, con quelle persone io ho un totale dissenso nel ragionamento sui rifiuti in Sardegna, perché pare che qualcuno voglia definire questo problema come un problema di politica estera; qualcuno ha detto che questo problema se lo deve vedere Napoli con Roma. Folle! Quando il problema è globalizzato. Ma, comunque, tornando a noi, certo che la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riuso, non sono un problema che possiamo in qualche modo risolvere oggi. Però, attenzione, in un problema così emergenziale, c'è una cosa, e finisco con una frase, detta da uno studioso di questi problemi: "Quando la casa è allagata, la prima cosa che bisogna fare non è quella di prendere gli stracci e asciugare la casa. No, è quella di chiudere i rubinetti, perché altrimenti tu puoi togliere l'acqua con gli stracci, il rubinetto è aperto e continua ad allargarsi". Allora, è in questa prospettiva che ci dobbiamo mettere noi, altrimenti il problema non lo risolveremo. Se la Cina, la nuova potenza economica che ha percentuali di crescita del 10-11 per cento all'anno insieme all'India, sono miliardi di persone, ha deciso di eliminare le buste di plastica - è una notizia che è apparsa sui giornali in questi giorni - ha deciso con un decreto di eliminare le buste di plastica, perché? Perché per fare le buste di plastica bisogna utilizzare energia, e l'energia utilizzata è il petrolio. E allora bisogna chiuderlo il cerchio, non si può andare a tentoni, non si può andare a vista. E' un problema serio di organizzazione di questo tipo di percorso, altrimenti il problema non lo risolveremo. Troveremo, di solito, questi problemi che sono capitati in altre… Probabilmente bisognerebbe pensare a fare impianti di compostaggio in Sardegna, forse non è una cattiva idea, visto che buona parte, da questi dati, mi pare che ci raccolga già il 13-14 per cento di compost. Abbiamo impianti di compostaggio in Sardegna? Ce ne sarà qualcuno, ma credo che non sia sufficiente. Questo è un problema, secondo me, che si può risolvere non dico immediatamente, però è un problema di prospettiva corretto, altrimenti, ripeto, non risolveremo il problema, andremo alla rincorsa e saremo travolti da burocrazie, travolti da incomprensioni, e non avremo chiara l'idea di come possiamo farlo. Finisco, ricordando al Presidente che la cosa che ha subito è stata terrificante, e quando si è contro la violenza lo si è sempre contro la violenza, non ad occasioni che possono costruire consenso letterale, o lo si è sempre o non lo si è. Noi siamo contro la violenza, per cui stigmatizziamo il comportamento della polizia che ha portato via di peso Gavino Sale, dal quale sono lontanissimo dal punto di vista ideologico, ma bisogna anche avere il coraggio di dire e di pensare che quello che è successo davanti alla casa del Presidente è inaccettabile, e bisognava dirlo subito. Non tutti l'hanno detto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, l'emergenza dei rifiuti campani ormai è diventata un problema non solo campano, ma è diventato un problema sardo, un problema nazionale, perché credo che abbia, comunque, avuto una risonanza e un coinvolgimento veramente ampi a livello nazionale. E io credo che i veri livelli di coinvolgimento di questo problema siano due: uno riguarda il coinvolgimento politico, dove ci sono delle precise responsabilità da parte di chi governa la Regione Campania e di tutti i rappresentanti istituzionali della Campania che, in qualche modo, hanno competenze in questa materia, e devo dire che, però, su questo si registra un silenzio strano da parte del Governo nazionale, ma anche da parte del Governo regionale; e poi c'è un problema che è determinato dalla realtà oggettiva, che è determinata dall'accumulo di rifiuti che sta causando danni ambientali e sanitari in questa Regione. Io parto dal primo punto, e dico subito che il Governo nazionale per primo deve dare l'esempio con atti concreti. E, a parer mio, la prima cosa che avrebbe dovuto fare il Governo nazionale era quella di rimuovere le cause politiche che hanno creato questa situazione, e andava comunque commissariato il Governo della Campania, il Governo della Provincia di Napoli e il Comune di Napoli, se si voleva effettivamente dare un segnale concreto. Invece, questo non è stato fatto, non si commissaria la Regione Campania, perché la moglie del presidente Bassolino è un senatore che potrebbe servire per chiudere il cerchio al Senato, non si commissaria la Provincia di Napoli perché il presidente Di Palma è un uomo di Pecoraro Scanio, quindi un ministro che anche lui serve per chiudere il cerchio, e non si commissaria il Comune di Napoli perché sicuramente anche Rosa Russo Iervolino avrà i suoi addentellati a livello nazionale. Quindi praticamente non si fa nulla, cioè si sta difendendo una casta e il Governo non è riuscito a dare un segnale veramente forte in questa direzione. E soprattutto noi vediamo che questi signori sono arroccati al potere però si guardano bene dall'indicare delle soluzioni per risolvere la crisi: loro dicono che rimangono al loro posto però non indicano soluzioni, chissà chi dovrebbe trovare le soluzioni per risolvere il problema che parte dalla Campania. E allora io dico che bisogna stroncare subito quel filo che lega il governo dei rifiuti alle azioni malavitose della camorra, questo è il punto che bisognerebbe individuare e risolvere subito; e da parte del Governo nazionale e regionale però vediamo che sempre più spesso si ricorre alla parola magica che si chiama "solidarietà". E allora io credo che questa parola oggi sia un po' abusata da parte del Governo regionale e nazionale e che comunque non può essere questa a senso unico; perché il Governo regionale ha fatto riferimento all'articolo 2 della Costituzione, che parla appunto di solidarietà, però si è guardato bene dal parlare dell'articolo 32 della Costituzione che riguarda il diritto alla salute, in questo caso il diritto alla salute dei sardi, e della legge regionale numero 6 del 2001 che dà indicazioni precise per quanto riguarda il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti solidi urbani prodotti fuori dalla Sardegna. E quindi io credo che noi dobbiamo dire che noi, per quanto ci riguarda, siamo portatori di una doppia solidarietà, Presidente, perché siamo sardi, prima di tutto, e i sardi sono un popolo di persone solidali, e poi anche perché siamo cristiani, credo che la solidarietà sia dentro il patrimonio genetico dei cristiani stessi. Quindi voi che con il popolo campano siete solidali, soprattutto invece lo siete per quanto riguarda il Governo della Regione Campania e il Governo nazionale perché sapete benissimo che, se non si fosse aperto questo spiraglio, sicuramente sarebbe caduto sia il Governo regionale che il Governo nazionale. E allora, a noi pare che a voi prema soprattutto questo, cioè di non creare problemi a livello nazionale, però io credo che la Sardegna non può pagare un prezzo così alto, la Sardegna non può accettare in modo passivo l'arrivo dei rifiuti della Campania e non può neanche diventare la pattumiera dell'Italia. Quindi, io credo che l'atteggiamento in questo frangente del presidente Soru sia un atteggiamento sospetto perché io non so cosa è stato trattato in quell'occasione con il presidente Prodi; e io credo che bisogna dire con maggior chiarezza che l'emergenza non è causata da fatti calamitosi di forza maggiore, perché sarebbe stato sicuramente diverso. Io non condivido ciò che dice il collega Marrocu che, siccome si tratta di una situazione di emergenza, indipendentemente dalle cause che l'hanno determinata, noi comunque dobbiamo intervenire. Sono cose diverse, soprattutto quando queste situazioni calamitose sono determinate dal malgoverno della Regione Campania e dal malgoverno del Comune e della Provincia. Quindi, oggi, signor Presidente, Assessore, noi ci troviamo in una situazione in Sardegna di totale incertezza, in quanto non sappiamo quali e quanti sono i rifiuti che verranno in Sardegna e dove sono destinati e per quanto tempo arriveranno questi rifiuti. L'Assessore è intervenuto ma non ha chiarito nessun punto di quelli che noi volevamo capire questa sera, perché ad esempio si parla di smaltimento di rifiuti della Campania ma non si dice se la regione veramente è in grado di smaltire questi rifiuti e soprattutto non si dice cosa succederà dopo che il CASIC, anche voi lo avrete letto sugli organi di stampa in questi giorni, ha detto che non può smaltire le ecoballe. Quindi io mi sarei aspettato questa sera che l'Assessore, considerato che il CASIC non è in grado di smaltire questi rifiuti, avesse indicato qual è l'altro sito che smaltirà i rifiuti. Allora, io credo che questa è la sede dove bisogna chiarire le cose e bisogna dire cosa vuole fare questo Governo della Regione, anche per venire incontro a questa situazione e per vedere come noi possiamo affrontare questa situazione di emergenza. Allora, mi preoccupa questo fatto perché in tutta la vostra politica io vedo che c'è un ambientalismo veramente di facciata in quello che state portando avanti, e mi pare anche che voi più che l'ambiente state difendendo le lobby ambientalistiche, e lo dimostra il fatto di quella messinscena che è stata fatta nella spiaggia del Poetto qualche giorno fa da parte di associazioni ambientaliste. Non è così che si fa la lotta favore dell'ambiente, io credo che ci sono altre possibilità per fare interventi concreti sull'ambiente.
Così come io non ho mai condiviso e non ho compreso perché voi abbiate fatto come Governo della Regione una crociata contro l'energia eolica in Sardegna, quando si sa benissimo che anche l'Unione Europea e orientata nella direzione di un aumento dell'energia eolica a livello europeo, voi invece avete fatto una battaglia e non si capisce perché. Non si capisce, ad esempio, mi riferisco ad alcune cose che sono state fatte dalla Giunta regionale, e in particolare dall'Assessore dell'ambiente. Tempo fa lui ha fatto bloccare i lavori di una strada di una zona all'interno che sarebbe servita togliere dall'isolamento tutta una serie di comuni dell'interno, perché parlava dei problemi di danno ambientale che avrebbe determinato questa strada e perché per fare questa strada si dovevano abbattere due querce in quel territorio...
PRESIDENTE. Grazie.
LADU (Fortza Paris). No, dieci minuti.
PRESIDENTE. Sì, dieci minuti, sono trascorsi. Finisca, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Due cose soltanto. Devo dire che bisogna pensare a quale è la vera differenza perché, Assessore, io credo che lei non può confondere i danni che può causare una bomba atonica dallo scoppio di un petardo: lei ha paragonato l'abbattimento di due piante con i danni che avrebbero potuto creare gli interventi che voi state facendo in Sardegna. E comunque, finisco, dicendo che c'è un doppio paradosso in questo momento in Sardegna, perché non si capisce perché, ad esempio, la regione Campania che rifiuta di accogliere i propri rifiuti e la popolazione invece...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Insomma, concluda, non è che può continuare l'intervento.
LADU (Fortza Paris). Comunque, volevo dire. Mi interessa dirlo che.... praticamente.... lo dico, che noi non condividiamo ciò che è successo da parte di alcuni manifestanti intorno alla casa del presidente Soru perché riteniamo effettivamente che questi siano fatti incresciosi che non dovrebbero veramente verificarsi e vanno condannati senza condizionamenti, però devo dire anche che noi non capiamo l'atteggiamento del Questore di Cagliari che parla di mandanti quando...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.
Le ho tolto la parola, onorevole Ladu. Non ha più il microfono.
E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
Si contiene nei cinque minuti onorevole Pirisi?
PIRISI (D.S.). Ma l'onorevole Ladu…
PRESIDENTE. E' un Capogruppo onorevole Pirisi. Faccio appello alla sua…
PIRISI (D.S.). D'accordo, cercherò di contenermi. Chiedo scusa al Capogruppo, i miei omaggi. Presidente, io parlo in una Regione che ritengo normale, al contrario dell'onorevole La Spisa, una Regione che ha tanti problemi, ma credo che sia una Regione nella quale, tutto sommato, qualche problema stiamo cercando anche di risolverlo, e dove ogni tanto scoppia qualche bomba, questa volta il casus belli è il problema dei rifiuti. In più, abbiamo un Presidente eletto che non è eletto secondo le leggi, non è un uomo solo al comando, ma qualche volta deve ricorrere a delle decisioni in tempi giusti, evitando che davvero la casa si incendi tutta quanta. E credo anche che sia stato corretto, come molti hanno fatto, di recuperare un tono un po' pacato nella discussione, perché io credo che le parole vadano sempre misurate, sia com'è successo stamattina, quando è stato commesso un errore nell'aver… e ha chiesto scusa pubblicamente il collega Frau, e credo che sia giusto anche dire che affermazioni che sono state fatte anche stasera del tipo: a chi giova lo squadrismo che è stato messo in atto davanti alla casa del Presidente Soru? Bene, io a questo proposito vorrei essere chiarissimo, la manifestazione, che è stata chiamata pacifica, all'interno della quale si sarebbero introdotti dei facinorosi, è stato detto prezzolati e, non lo so, ho sentito questa cosa, chi l'ha affermato è persona nella quale io ho stima e fiducia e in cui, ci ritorno, e ha detto l'onorevole La Spisa che sono dei provocatori imbecilli, li ha chiamati, io voglio dire che l'attacco squadristico non è avvenuto nel momento in cui sono iniziati i disordini, ma l'azione squadristica è partita con la convocazione e con gli sms, che sono stati lanciati nella città e che, irresponsabilmente, una televisione sarda faceva scorrere durante due ore abbondanti di dibattito, quella è azione squadristica, e non c'è nessun paragone fuori luogo quando si dice che nel momento in cui viene violata la casa di un cittadino che ricopre la carica di Presidente della Regione Sardegna, quella è un'azione squadristica e va condannata a prescindere a priori, non si può andare a dire, è vero certo, che in qualsiasi caso, perché se noi, e io sono d'accordo con l'onorevole Capelli quando ha detto che siamo nelle zone interne della Sardegna, più che nelle altre parti, poi è uno sport abbastanza diffuso, in Sardegna, vengono attaccate le case dei sindaci, la casa privata, non il Comune, che è già un atto barbarico, ma quello è squadrismo, sono azioni scellerate e criminali, che vanno condannate in tutti i modi, e in tutte le maniere. E lo dico anche perché, l'azione squadristica è partita da un altro luogo che è il sagrato di nostra Signora di Bonaria che è un luogo sacro, è un luogo sacro sempre, perché il sagrato è luogo nel quale venivano avviati i presbiteri alla religione cristiana, e quindi come tale ha un significato profondo e importante, all'interno della Chiesa cattolica e chi è cattolico deve essere rispettato sempre. Ma lì si è dato l'appuntamento per un attacco nei confronti della casa del Presidente della Regione, che ha affetti, ha parenti, ha amici e non è pensabile che ci possa essere stato un assalto così come c'è stato, c'è stata gente strattonata, a qualcuno è stato portato via uno striscione di solidarietà nei confronti del Presidente della Regione. Questo è l'attacco squadristico! Il questore di Cagliari, che io conosco, da tempo, perché ha combattuto la criminalità in provincia di Nuoro, prima da capo della mobile e poi da questore, ha fatto azioni brillantissime, nella liberazione dei sequestrati di questa piaga che grazie al cielo, con il concorso di tutti, oggi non c'è più, salvo l'ultimo episodio terrificante che c'è stato di Bonorva, ebbene, questo funzionario è un servitore dello Stato ed è stato attaccato anche, tempo fa, quando qualcuno, direttore di un giornale, dalla colonna della prima pagina, chiamava i poliziotti "Zeraccus", in senso dispregiativo, li chiamava servi e lui era uno che tutelava, quelle forze dell'ordine, ieri è anche oggi, cari colleghi, non possiamo usare due pesi e due misure, sono servitori dello Stato, che devono far rispettare le leggi, e non credo che sia impazzito…
PRESIDENTE. Prego onorevole Pirisi, concluda...
PIRISI (D.S.). Sì onorevole Ladu, lasci perdere le altre cose e le altre storie, lì si è trattato di un attacco proditorio, e si è trattato di un'azione che tendeva a stendersi davanti ai camion, è un'azione non violenta, d'accordo, però si stava ostacolando una decisione che è stata assunta responsabilmente da chi sta cercando di eliminare una piaga enorme che oggi noi abbiamo per la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, ha detto: "dobbiamo mettere mano", il Presidente della Regione ha detto: "concordiamo", non le storie che si sentono: "noi siamo preoccupati di sostenere Bassolino, saremo preoccupati che il Presidente Soru sia andato lì a contrattare delle contropartite per il futuro", questa non è solidarietà, questo è mercanteggiamento, questo do ut des, questo è dare - avere, ma che c'entra la solidarietà! E mi si viene a dire che dovremo avere una solidarietà… noi abbiamo azioni leghistiche, azioni che si stanno portando avanti, che sono delle azioni inaccettabili, benissimo, allora io voglio dire, Presidente, qui si sta dicendo che ci sarebbe la moglie di Bassolino senatrice ed è traballante il Governo…per questo si sarebbe detto: "Diamole una mano, non si sa mai". Ma scusate colleghi, ma l'avete visto il pattume che c'è in quelle strade? L'immondizia che quando piove… i topi che girano, ma di che cosa state parlando? Si tratta di un'azione che è tesa a liberare, è vero che non si tratta, com'è stato detto, di una calamità naturale, però qualcuno non può negare che si tratta di un'emergenza igienico sanitaria. Ed è una emergenza che sta mettendo nel ridicolo la nazione italiana. Ci stanno additando come un paese, non del G8, ma quasi come una sorta di paese sottosviluppato. Io mi sono sentito orgogliosamente consenziente con la scelta che ha fatto il Presidente della Regione, e nessuno qui dentro, nessuno, mi può accusare, di piaggeria o di azioni servili come abbiamo sentito all'inizio di questa legislatura, e che sono state cambiate adesso. Se non sono d'accordo lo dico in maniera chiara, senza stare lì a pormi molti problemi, ebbene, io credo che sia un'azione giusta e corretta, un'azione giusta e corretta quella che è stata fatta, e quindi ritengo Presidente che vada spiegata perché toccare gli istinti più bassi da parte di tutti…. Io devo parlare 10 minuti onorevole Moro…
MORO (A.N.). Da quando sono passati!
PIRISI (D.S.). Ma stia buono e tranquillo…Presidente, cerco di sarebbero mentre perché qualche minuto se lo risparmia utile per tutti, però io vorrei dire che è necessario che le spiegazioni vengano date, perché toccare gli istinti più bassi che noi abbiamo è facilissimo, andare a dire: "badate che ci stanno riempendo di immondezza" dire che ci porteranno tanta di quella immondezza che riempirà la Sardegna è una sciocchezza. A chi oggi ha alimentato questa barzelletta, perché sa benissimo che non è vero e non è così, non è vero e non è così… Perché il CASIC, in sette ore, ha smaltito quella nave di pattume che è arrivata qua, e sono i rifiuti solidi urbani che vengono abbandonati dai cittadini a Napoli.
Bene, Signor Presidente, io credo però che sia giusto che il problema dei rifiuti, come diceva l'assessore Morittu, venga affrontato in Commissione quanto prima, e poi magari ne discutiamo tutti quanti assieme perché troppa demagogia si sta facendo su questo argomento, e troppe paure si stanno suscitando. Io credo invece che la cosa giusta che dovremmo fare, reciprocamente, perché domani, cari colleghi, avremo noi questo problema. Perché così come Berlusconi non ha risolto il problema di Napoli, negli anni passati, così come non l'ha risolto il Commissario, è stata commissariata la Campania onorevole Ladu, è stata commissariata ed è stato messo anche un commissario di Alleanza nazionale che per 5 anni ha cercato di risolvere questo problema senza riuscirci, quindi il problema non può essere soltanto messo in capo ad una forza politica o ad una coalizione semplicemente. Credo che sia un problema grave che dev'essere risolto e noi, noi tutti quanti assieme dobbiamo svolgere il nostro ruolo e la nostra funzione per dare una mano affinché degli altri italiani come noi possono avere un momento, come dire, possono respirare un pochettino di aria pura e di aria libera.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi, ci ha risparmiato un minuto. Grazie per questo.
E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, innanzitutto vorrei rinnovare al presidente Soru la mia personale solidarietà per i recenti fatti accaduti davanti alla sua abitazione e soprattutto condannare quei teppisti, che io li chiamo criminali, se mi consente l'onorevole Pirisi che ha criticato tutti i termini usati, sperando sempre che si faccia giustizia e che vengano dalle forze dell'ordine e dalla magistratura puniti per ciò che hanno fatto. Detto ciò mi sento in dovere di dire che, e ci tengo a puntualizzare che in alcuni fatti mi hanno visto pienamente partecipe. Non ho nulla da nascondere e sono fiero di aver preso parte ad una protesta di popolo contro le modalità dell'arrivo dei rifiuti dalla Campania. La solidarietà non è mai stata messa in dubbio né in discussione come più volte abbiamo detto in diverse sedi e ci appartiene pienamente.
E' vero, io ero presente, vi confesso in quest'Aula parlamentare, non ho caricato nessuno, anzi, bugia, ho caricato grazie a un giornalista della "Nuova Sardegna" una ragazza che si è ferita alla testa negli scontri che stava passando in macchina perché io non ho seguito tutte le faccende tranne al momento sono arrivato e mi stavano intervistando, al momento che partivano le cariche da parte dei ragazzi verso le forze dell'ordine, è arrivata una pietra non so da dove è partita verso una ragazza che era seduta in una macchina col fidanzato che penso non avesse niente a che fare con la manifestazione, ho trascorso cinque minuti proprio lì di fronte con testimone la Stampa, la polizia che era vicino a noi quando ci stavano facendo le interviste, e mi sento di condannare a pieno quei cento teppisti che citava l'amico Davoli, che io chiamo criminali che è diverso dal teppista perché quando uno commette un crimine, cioè lanciare qualsiasi oggetto, le manifestazioni pacifiche vanno sempre bene quando sono pacifiche, quando spuntano pietre, quando spuntano pezzi di vaso, caro collega Pirisi, lei mi sembra che ha parlato e non l'ho interrotta, io ho precisato che a titolo personale mi trovavo lì, non mi nascondo onorevole Pirisi non ho il vizio di nascondermi. Ho visto cosa è successo al porto canale dove si è consumato un atto arrogante, riconosciuto dalla gran parte di questo Consiglio regionale, una imposizione autorizzata, non si sa da chi, ordine di attaccare, benissimo! Non condanno le forze dell'ordine che obbediscono agli ordini, è giusto che le forze dell'ordine quando subiscono l'ordine devono metterlo in pratica, ci sono interrogazioni parlamentari, non sta a me dire chi ha dato l'ordine, non me la prendo né col ministro Amato perché il giorno circolava il nome del ministro Amato che ha dato l'ok, Di Gennaro che si dice che è stato nominato dopo, mi va benissimo, sarà chi di competenza giudicare questi provvedimenti. Ho visto e partecipato, sottolineo, a livello personale, alla manifestazione che c'era sotto casa del Presidente dove c'erano migliaia di manifestanti tranquilli, intere famiglie che hanno manifestato il loro disappunto con decisione in modo assolutamente tranquillo e civile sin che quelle frange di persone poco serie hanno creato e provocato lo scontro fisico veramente fisico con le forze dell'ordine. Di una cosa mi sono lamentato, ma mi sono lamentato lì quando c'erano le forze dell'ordine che quando abbiamo tolto quella ragazza dalla macchina non c'era un ambulanza nel momento del disagio e poi leggiamo la stampa che c'era un'ambulanza che suonava da tutte le parti e quando ho chiesto aiuto per togliere quella ragazza che penso che non c'entrasse niente seduta in un'autovettura lì di fronte perché stava passando, se avete visto le immagini passavano macchine durante gli scontri. Il minimo era chiudere le strade. Non sono io che faccio queste cose, collega Pirisi, non valuto io queste cose, però bisogna citare tutto quel che si conosce, io non cito cose che non conosco. Quando diciamo che la solidarietà è solo di una parte, io ho visto quelle immagini bruttissime che sono lo specchio d'Italia perché...
PRESIDENTE. Prego onorevole Randazzo.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Anch'io ho visto quelle immagini, mi preoccupa che la gente non vada a scuola, ma mi preoccupa anche l'aria che respira, mi preoccupa prima di chi va a scuola perché con l'ambiente che c'è quei topi che citava il collega Pirisi li abbiamo visti tutti, ma lei ha provato a vivere con rifiuti che giacciono lì da mesi di fronte alle proprie abitazioni, di come può essere garantita l'incolumità della salute? Questi problemi però sono citati anche dalla relazione del dottor Guido Bertolaso che mi sembra che è una persona stimata, riconosciuta da tutti, ma sono citati in relazioni depositate presso il Parlamento della Repubblica che è il luogo che deve occuparsi di queste emergenze, non calamità e dove dice: "I primi fondi dell'emergenza, decreto fatto nel '93 per evitare che si concentrino i rifiuti lungo le strade della Campania, assunti in blocco 2300 operatori per far sì che parta la raccolta differenziata e prevediamo che nei prossimi cinque anni si arrivi al 50 per cento della raccolta differenziata. Benissimo. Non è stato fatto. Collega Pirisi, io non cito chi c'era di A.N. perché c'erano tanti amministratori, non sta a me giudicare, conferma? Come non sta a lei giudicare, ma, un dubbio viene, ci sono problemi, che giudichi qualcuno. Oggi mi preoccupa come vengono smaltite le giacenze che hanno uno i 4 milioni, i 5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani dichiarati dalla relazione di marzo 2007 alla Commissione d'inchiesta della Camera dei Deputati dal dottor Bertolaso mi preoccupano gli 8 milioni e mezzo di ecoballe storiche, non parliamo dei rifiuti ad oggi lungo strada, stiamo parlando dello storico che purtroppo fa del danno non solo agli animali perché quando ho visto decreti di sequestro di capi e messo a rischio la produzione della mozzarella campana, la famosa mozzarella di bufala, mi preoccupo perché è tutto l'insieme, quando si blocca l'economia di una Regione dovuta a tutte queste problematiche, perché le diossine nel territorio si spargono quando il rifiuto viene bruciato. Parliamo tanto di ambiente il protocollo di Kyoto e mi dispiace che non ci sia l'Assessore, prevede una riduzione dell'emissione nell'atmosfera di micro polveri e mi sembra che però col sovraccarico dei rifiuti e il 20 per cento di polveri che producono la... chiedo scusa, la termovalorizzazione produce il 20 per cento di ceneri che vengono compattate, collega Pirisi, poi le cito chi ha fatto queste dichiarazioni come esperto a livello internazionale, chiedo scusa io purtroppo come tutte le notizie che ho appreso su questa faccenda le ho apprese dalla Stampa, io non ho avuto la fortuna di avere i dati prima come non ha avuto la fortuna di averli chi è stato dichiarato in quest'aula, mi smentirà chi di dovere Presidente. Una precisazione, l'assessore Morittu ha dichiarato in quest'Aula che il giorno che è stato firmato l'accordo col Governo Prodi cioè il 9 sono stati avvisati i sindaci e i Presidenti della Provincia, io chiedo al assessore Morittu di raccordarsi almeno con il Presidente… all'Assessore scusate, all'assessore Morittu, era onorevole, diritto acquisito non si perde quindi, l'onorevole Morittu che si metta d'accordo almeno con il Presidente della Provincia che ha sentito. Perché quando il Presidente della Provincia di Cagliari dichiara in Consiglio provinciale, in un contesto istituzionale, che ad esempio, ha concluso Milia: "Se avessi saputo sin dall'inizio che il quantitativo di rifiuti era quello che poi è stato, probabilmente sarebbe bastato un comunicato del TECNOCASIC per fare chiarezza sulla reale portata del loro impatto ambientale". E non lo sapeva il Presidente della Provincia, questo l'ha dichiarato in un'Aula parlamentare. Suppongo che lui non abbia dato notizie false, come il suo Assessore, Rosalba Congiu.
PRESIDENTE. Sono scaduti anche i dieci, onorevole Randazzo.
E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente. Salto tutte le premesse, cercherò di stare nei cinque minuti che lei ci ha richiesto Presidente. Devo confessare però che in questo dibattito ho avuto la sensazione che anche colleghi che hanno avuto lunga esperienza di amministratore comunale non abbiano coscienza e conoscenza dei problemi che comporta avere i rifiuti solidi urbani per strada per molti giorni. Io non ho capito come si possa negare che la situazione campana, non solo di Napoli, sia una situazione di emergenza. Ho sentito numerosi colleghi del centrodestra negare questo evidenza, che è solare. Napoli e la Campania vivono una situazione di emergenza sociale e sanitaria drammatica. D'altronde, badate bene, non capisco questa acrimonia di molti interventi dei colleghi del centrodestra su questo elemento fondamentale, quando io sono costretto a leggerlo, lo stesso Silvio Berlusconi, il 12 di gennaio, insieme allo stesso Casini, insieme alle dichiarazioni di Fini, non certo di Gasparri, lo stesso Berlusconi dice: "Non è possibile non risolvere l'emergenza rifiuti e la solidarietà deve esserci, e tutti finiranno per darla anche se deve essere come fatto transitorio e di emergenza". E continua: "La situazione è talmente grave, che dobbiamo tutti collaborare per superarla". Voglio dire, queste sono affermazioni fatte da un leader politico nazionale che, ancorché non sia tra i leader che mi stanno più simpatici, ha rappresentato con queste parole l'assunzione di responsabilità di un leader nazionale, che non si lascia e non si è lasciato, in questo frangente, non si è lasciato obnubilare da quelli che sono gli interessi di bottega, i bassi interessi di bottega elettorale. Cercare di strappare qualche voto, cavalcando l'ondata del millenarismo o dei rifiuti che sommergono la Sardegna, la Sardegna che diventa pattumiera d'Italia, l'ambiente che viene degradato da 6 mila tonnellate di rifiuti, che dovrebbero essere la quota parte della Sardegna. Ma via colleghi! Com'è possibile che in una situazione di questo genere si arrivi ad esasperazioni di carattere elettoralistico di questa natura? Scusate ma io m'indigno, io non sono abituato a fare polemiche e non la voglio fare la polemica, ma com'è possibile non pensare… e io ho vissuto quattro giorni, da sindaco, con l'esperienza dei rifiuti nel mio comune, per un guasto all'autocompattatore, sto parlando dei primi anni 80, e vi posso assicurare che quattro o cinque giorni di rifiuti nelle strade e nelle case sono un problema di emergenza. Ma non siamo neanche lontanamente vicini ai livelli di emergenza che abbiamo visto in televisione e che stanno vivendo i nostri concittadini napoletani e campani. I nostri concittadini! Mi sorprende che partiti, onorevole Artizzu, partiti che si chiamano Alleanza Nazionale e che danno quindi il senso di un interesse per l'unitarietà della nazione, o come Forza Italia, o come si chiamava, Forza Italia, e quindi anche qui il senso dell'interesse nazionale che cerca di abbattere i confini regionali, abbiano in questa situazione, in questo frangente, utilizzato quasi le stesse parole e lo stesso atteggiamento della Lega di Bossi. C'è pochissima differenza tra "La Padania" e qualche giornale meridionale, anche sardo. E quando andiamo a guardare con preoccupazione la fotografia che per esempio il CENSIS…
Presidente per cortesia!
PRESIDENTE. Onorevole Salis, prego!
SALIS (Gruppo Misto). Grazie. La fotografia che fa dell'Italia il CENSIS nell'ultimo rapporto, e definisce l'Italia, l'Italia fotografata come una nazione "mucillaggine sociale", viene utilizzato questo termine per definire lo stato dell'unità d'Italia, dei sentimenti… la mucillaggine sociale, cioè una nazione senz'anima, senza nerbo, impaurita, sempre più egoista e divisa. Questo elemento dovrebbe far preoccupare tutti, al di là delle contingenze politiche, al di là dell'astio, spesso dell'odio, che si ha nei confronti del presidente Soru, a cui io e il mio partito abbiamo manifestato solidarietà, nonostante in alcuni frangenti e per alcuni temi possiamo anche essere stati, abbiamo avuto opinioni diverse dal Presidente, in questa situazione noi lo ringraziamo, perché ha dato l'idea e la visibilità alla Sardegna di una leader, in questo caso di un leader che sa decidere e che sa qual è il bene e che sa come utilizzare i propri poteri. Cosa ha fatto l'onorevole Formigoni? Il Presidente della Regione lombarda, che ha convocato le province, che ha convocato i comuni, che ha convocato i consorzi, non è partita una busta da Napoli verso la Lombardia. Non è partita una busta! Bene, voi tenetevi il vostro Formigoni, noi preferiamo avere un presidente della Regione che pensa ad un'Italia unita, e che pensa che i campani fanno ancora parte dell'Italia, onorevole Artizzu. Perché la solidarietà, Cuccu, mi ha sorpreso anche il suo intervento, anche un po' carico, un po' astioso stasera, la solidarietà è facile da dare a gratis. L'unica solidarietà che si può manifestare nei confronti dei campani, ma varrebbe per i toscani, per i lombardi e per i siciliani, o per i sardi nell'identica situazione campana, è quella di eliminare i rifiuti dalle loro case, dei loro posti di lavoro e dalle loro scuole. Questo va fatto, senza le tonnellate di se e i metri cubi di ma che ognuno di voi, o molti, in questa sede hanno portato. E soprattutto, è l'ultima cosa che voglio dire, che come la solidarietà va data con atteggiamenti e atti concreti, anche la solidarietà al presidente Soru, o gli atti di violenza, non solo vanno condannati a posteriori, ma vanno anticipati, bisogna fare opera di sensibilizzazione, evitare che anche qualche isolata testa calda possa emulare gli atti dei rappresentanti del popolo. Così come successo, onorevole Artizzu, poi a quattrocchi le farò vedere come anche i suoi atteggiamenti sono stati emulati da qualche testa calda, che non mi interessa dirlo qui pubblicamente, ma glielo faccio vedere a quattrocchi. Quindi un rappresentante del popolo è un rappresentante politico, che ha una sua responsabilità nei comportamenti, deve evitare di innescare… Non ho ancora finito i miei 10 minuti, Artizzu la prego, se non mi interrompi è meglio. Quindi, voglio dire che il fatto che un rappresentante politico dia esempi da cattivo maestro, in questo caso sì, e porta agli esempi che abbiamo visto, agli atti che abbiamo visto, non solo alle questioni del porto, ma alle manifestazioni sotto casa degli avversari politici, non dei nemici, degli avversari politici, e poi porta alle situazioni che abbiamo vissuto a Bonaria. Ecco perché a questo punto bisogna cercare l'unico modo di uscire da questa mucillaggine, che fotografa il Censis e cercare di riprendere una visione etica e solidale della nostra attività politica, e tutti partiti lo devono fare. Per questo l'Italia dei valori vota la mozione che abbiamo presentato, sostiene la Regione, l'Assessore e il presidente Soru nell'attività di solidarietà nella Regione campana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente del Consiglio, Assessori, colleghi, mi sarebbe piaciuto anche che ci fosse, per dare un senso anche di rispetto rivolgendomi verso di loro, ci fosse stata la presenza dell'Assessore competente e del Presidente della Giunta. Ma siccome soprattutto il Presidente non usa rispettare l'Aula, anche se poi chiede spesso rispetto personale e politico, sottolineo la sua continua mancanza di rispetto istituzionale verso l'Aula.
Io sono uno non pentito delle azioni di protesta nei confronti dell'arrivo dell'immondezza dalla Campania, se fosse stata da una qualunque altra regione, fosse stata anche la Corsica, per me sarebbe stato lo stesso, perché mi sono convinto che la Regione Sardegna non sia certamente una Regione priva di una politica nei confronti del problema dei rifiuti solidi urbani e del loro bruciamento nei termovalorizzatori e nella messa in discarica, o comunque noi siamo la Regione che si è data una politica. Parto dalla politica che si è dato il Partito di Governo del Presidente della Giunta, che nel proprio programma elettorale si è presentato ai cittadini sardi dicendo che la Sardegna aveva una politica, e lui intendeva ribadirlo, di incompatibilità totale contro l'arrivo di qualunque tipo di rifiuto, nucleare, e non è improbabile che vi siano arrivati con queste ecoballe famose di cui si parla, che sono arrivate con la nave l'altro giorno, con quelli tossici, sicuramente ne sono arrivati, e con qualunque altro tipo di rifiuto. Del resto lo dice la parola, si tratta di rifiuti, non vedo perché noi dovremmo accettare ciò che gli altri rifiutano, i rifiuti. La Sardegna si è data una politica di rifiuto nei confronti dell'arrivo di questi prodotti da oltre Tirreno e si è data una politica talmente forte che ha costretto imprese a chiudere, che ha costretto centinaia di padri di famiglia a starsene a casa disoccupati, ha costretto opere pubbliche importanti come quella della diga di Monte Nieddu a rimanere un'incompiuta, con contenziosi terribili tra la ditta appaltatrice e la Regione sarda e gli enti locali, che dovrebbero gestire la costruzione di questa importante opera pubblica per lo sviluppo civile del territorio del sud est dalla costa della Provincia di Cagliari, per lo sviluppo agricolo, per lo sviluppo turistico di una zona dove c'è una delle resort più importanti dal mondo, noi per impedire l'arrivo delle polveri anche secondo una norma di legge che nessuno ci ha obbligato a darci, che noi ci siamo dati, abbiamo impedito la costruzione di quest'opera pubblica, per dare alla Sardegna uno sviluppo di un certo tipo sul quale possiamo essere o non essere d'accordo, però accettiamo rifiuti degli altri. Sul tema dei rifiuti non mi meraviglierebbe se qualunque ragione, la Sardegna compresa del resto, si fosse data una politica diversa, la Germania accetta rifiuti da mezza Europa, ne ha fatto un business, ha fatto una propria scelta, discutibile, una scelta che può essere criticabile per chi non è d'accordo, la Sardegna ha fatto una scelta politica, con le leggi che il popolo sardo si è dato attraverso i suoi rappresentanti, una politica diametralmente opposta. Il Presidente della Giunta Soru in barba a tutte le leggi che noi ci siamo dati, in perfetta solitudine, non mi risulta che abbia consultato neanche i rappresentanti della propria maggioranza, ha deciso di prevaricare le leggi dello Stato oltre che quelle della Regione, perché questo tipo di rifiuti non possono neanche essere trasportati, anche in base alle norme dello Stato; sono stati bruciati dal Casic, e non potevano essere bruciati perché era contro le leggi, tant'è che il Casic sul giornale di oggi ha dichiarato che non continuerà questa attività. Su questa politica noi abbiamo speso un mare di quattrini con il progetto di Sardegna fatti bella, io non riesco a capire perché all'improvviso il presidente Soru abbia deciso, secondo, le cito una frase di Montanaru, sono stati citati tanti politici io le cito una frase di Montanaru: "S'aliga anzena bale sempere de prusu". Non ho capito perché? Lei c'ha dato anche degli esempi precedenti portando da fuori di tutto consulenti, Assessori forestieri adesso anche l'immondezza. Non riesco a capirlo, non c'è una logica in questo, c'è una schizofrenia… scusi mi sembra che non siano passati…
PRESIDENTE. Sono passati cinque, prego, onorevole Liori.
LIORI (A.N.). Quindi assolutamente mi sento nel diritto, per difendere gli elettori che me l'hanno chiesto, di protestare civilmente. Certo, sono incivili coloro che hanno protestato di fronte alla casa del Presidente, anche io sono stato chiamato dai militanti di Alleanza Nazionale, dicendomi che c'erano disordini, mi sono precipitato, ho fatto avvolgere le bandiere e ho portato tutti a casa. Che Alleanza Nazionale fosse presente in quella manifestazione, non mi scandalizza più di tanto, abbiamo visto di molto peggio. Mi scandalizzano i teppisti che imperversano in una città con la polizia inerme, ecco questo mi scandalizza e sinceramente protesto vivamente e sono vicino al Presidente, perché una cosa è protestare e una cosa è dare l'assalto ad una casa con ogni tipo di mezzo contundente, che assolutamente non è degno della vita politica. Ma non ho sentito nessuna protesta perché un consigliere di questa Assemblea regionale, che rappresenta i sardi, è stato caricato di peso mentre a mani alzate civilmente si opponeva alla discesa di camion da una nave di carica di rifiuti che arrivavano qui, a mio modo di vedere, totalmente illegalmente sono stato portato in questura anche questo altrettanto illegalmente, i ragazzi del mio Partito che si spendevano all'uscita, perché dentro non sono potuti entrare, dentro il porto io ho dovuto scavalcare per esercitare il diritto di entrare in un luogo del demanio regionale, beh i ragazzi sono stati manganellati, nessuno ha protestato, sono stati anch'essi portati in questura, ci sono stati anche dei feriti, non abbiamo mai detto che si tratti di persone squallide dei poliziotti, non li abbiamo mai, i servitori dello Stato, mai definiti dei mercenari, come sono stati definiti anche qua dentro da illustri esponenti di questa Assemblea. Noi abbiamo il massimo rispetto dello Stato, ma la solidarietà non può essere in senso unico. Ditelo ai rappresentanti dell'Unilever che dobbiamo essere solidali con la Campania, la Campania che ha fatto chiudere l'Unilever col suo peso politico, la Sardegna di questo tipo di solidarietà non ne ha mai avuto. Tutte le aziende che si sono chiuse quando si è fatta la scelta se doveva chiudere Marghera o Ottana, ha chiuso Ottana; quando si è fatta la scelta per la Lombardia se doveva chiudere l'azienda la Legler, ha chiuso la Legler della Sardegna. Perché la solidarietà si esprime sulle emergenze, ma qui di emergenza non ce n'è, è la normalità. E' una scelta politica perché in questo territorio purtroppo, un pezzo della nazione vede lo Stato soccombere nei confronti della malavita e noi non possiamo essere vittime di questa malavita, di questa cosca di malavitosi che prevarica e che fa affari anche sui trasporti dell'immondezza verso la nostra Regione. Noi abbiamo scelto una politica diversa, abbiamo scelto una politica dell'ambiente, e poi non abbiamo neanche il coraggio di portarla fino in fondo. Credo che una buona dose di pulizia della Regione Campania si poteva fare se avessero caricato una nave di politici corrotti, come purtroppo ci sono e ce li avessero mandati nelle patrie galere dello Stato, non avrei certamente protestato. Perché questo avrebbe aiutato di più la Campania di quanto non l'aiuta questa piccola dose di rifiuti, piccola come quantità questa prima nave, poi quante saranno non si sa ma certamente dal punto di vista simbolico, propagandistico, di immagine nei confronti di un'isola che ha fatto di tutto per dare di sé al mondo un aspetto e anche un'immagine per lo sviluppo turistico, per lo sviluppo della propria agricoltura come l'Isola dei prodotti genuini, come l'isola delle spiagge incontaminate, come l'isola che rifiuta l'arrivo dei rifiuti, non vedo perché io avrei dovuto aderire a questo progetto del presidente Soru, e non vedo perché qualcuno si debba meravigliare. Io sono stato coerente con le scelte di questa Assemblea, e con me Alleanza Nazionale. Se vogliamo ridiscutere è legittimo, si ridiscuta in questa Aula, vogliamo darci un'altra politica? Diamocela tutta insieme, nessuno proibisce alla Giunta di fare un'altra proposta, di cambiare le leggi che esistono, e una volta che le leggi che esistono verranno modificate ci muoveremo in sintonia con le leggi che noi liberamente ci daremo, ma finché le leggi sono queste io ho il dovere di difendere la Sardegna, di difendere gli interessi morali, materiale, perché parlare di interessi materiali non è neanche una parolaccia. La solidarietà, i sardi, nei confronti della Campania l'hanno dimostrata quando serviva, quando c'è stato il terremoto i sardi sono stati tra i primi, tra i più attivi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, starò nei cinque minuti. Le immagini delle violenze dei giorni scorsi a Cagliari che ho visto sulla televisione mi hanno fatto provare una profonda tristezza, uno sconforto, anche un senso di estraneità proprio da quei fatti, ma non solo di estraneità mia personale che credo nell'affermazione pacifica delle proprie idee, ma forse anche di estraneità rispetto alla società sarda, proprio un fatto isolato, terribile, naturalmente da censurare. Avrei voluto parlare in questo intervento nel merito della questione, ma quello che ha detto la Giunta regionale prima, mi induce a parlare di un'altra questione, una questione che io ritengo preliminare, una questione generale, una questione sulle regole, e credetemi, non voglio parlare di persone in particolare, voglio parlare del nostro sistema istituzionale. E' stato detto dal presentatore della mozione di maggioranza e anche dall'Assessore, che il Presidente ha agito esercitando un potere che gli è proprio, lo ha affatto in un momento di emergenza per assenza di tempo e assumendosi una responsabilità. Noi abbiamo, è stato ricordato ripetutamente, una legge regionale che è stata approvata all'unanimità da questo Consiglio, è stata oggetto di vaglio della Corte costituzionale che l'ha confermata per la parte che riguarda i rifiuti solidi urbani, e credo che affermare, com'è stato fatto, che il capo di un Governo possa disapplicare una legge approvata dal Parlamento pacificamente, senza che questo venga considerato un problema di carattere istituzionale, ecco, penso che se questo fosse vero la discussione di oggi sarebbe inutile, se questo fosse vero dovremmo chiederci, interrogarci profondamente sulla natura del nostro sistema istituzionale. Io credo, sono certo che tutti siamo d'accordo sul fatto che questo non sia vero, non sia così, non sia possibile, una legge regionale una volta applicata è cogente per tutti i cittadini della Regione, segnatamente per il Governo regionale. E' stato detto che ci si è trovati di fronte un'emergenza. Ripeto, io non voglio polemizzare, però, effettivamente, le 200.000 tonnellate che sono ancora sulle strade dopo le 600 tonnellate che sono state portate in Sardegna, la lunghezza di questa crisi, il fatto che nei prossimi giorni arriveranno, scaglionati nel tempo, altri carichi di rifiuti, ci fanno capire, insieme al fatto che sostanzialmente sul piano istituzionale non sia successo nulla in quei luoghi, tutto è rimasto come era, ci fanno capire che, a mio modesto, sommesso parere c'era il tempo, Presidente, per confrontarci in quest'Aula, in questo Parlamento; è un mio parere personale, c'era il tempo per condividere la decisione, per parlare nel merito, per attivare una dinamica democratica, perché solo questo Parlamento avrebbe potuto derogare a quella legge che aveva approvato, con un ordine del giorno, oppure con una norma, o con un qualunque pronunciamento informato, motivato, e credo anche che un pronunciamento fatto tempestivamente dal Consiglio regionale avrebbe smorzato anche le polemiche di questi giorni, lo credo proprio sinceramente, nel senso che di fronte ad una pronuncia del Parlamento dei sardi ci sarebbe stata probabilmente qualche polemica, ma quei fatti, probabilmente, questo è un mio parere personale, non sarebbero accaduti come sono accaduti. Ecco, io credo che sia importante, sia necessario, Presidente, che nel gestire fatti che forse possono sembrare anche secondari rispetto alle cose che sono state dette, nel merito, ripeto, non voglio più entrare, ma è importante preservare una questione centrale che riguarda la cultura della legalità in questo nostro ordinamento, cioè, qual è l'esempio che scaturisce dal fatto che una norma viene violata dal capo dell'amministrazione senza che questo voglia dire nulla, questo noi non ce lo possiamo permettere, è un precedente assolutamente troppo pericoloso, e oggi, nel momento in cui noi avessimo fatto questo dibattito prima dell'assunzione della decisione, sarebbe stato un alto momento di democrazia, di condivisione, di partecipazione, di griglia dei valori, com'è stato detto, di ridefinizione di griglia dei valori, ma chiamarci oggi a ratificare una scelta già presa, che è già in esecuzione, significa, se noi dovessimo accettare questo concetto, ridurre quello che stiamo facendo ad un esercizio di stile, ad un rito vuoto, senza senso… ho finito Presidente.
PRESIDENTE. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Sto parlando del principio generale fuori dal merito della questione, se noi accettassimo questo principio non staremo facendo del bene al nostro sistema istituzionale, non staremo rafforzando il nostro sistema istituzionale. Per questa ragione mi sento veramente di chiedere una riflessione su questo, sui modi dell'agire e dell'operare che dobbiamo avere, che deve avere il Governo regionale e che deve avere l'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Signor Presidente, signori della Giunta, signori consiglieri. E' difficile parlare dopo che si è discusso tanto e affrontato questo aspetto così rilevante sotto tanti punti di vista. Per fare questo mi riferisco alle cose che immediatamente io ho detto e comunicato all'indomani della notizia relativa al sì immediato del Governatore Soru allo stoccaggio e smaltimento di masse di rifiuti nell'Isola provenienti dalla Campania. In quell'occasione, il giorno stesso, ho detto che nel dare un segnale forte di solidarietà nazionale, era però opportuno e doveroso coinvolgere tutte le realtà istituzionali rappresentanti la comunità sarda; dai Comuni, alle Province, al Consiglio regionale eletto democraticamente insieme al Presidente della Giunta e della Regione per decidere sul presente e sul futuro anche ambientale dei sardi, e lamentare che, se non a posteriori, non vi è stato questo coinvolgimento. In quel momento soltanto dalla stampa abbiamo avuto modo di apprendere alcuni dati sulle quantità, sulle caratteristiche che non ci sono stati forniti direttamente, che non sono stati forniti quasi a nessuno, e che questo comportava degli aspetti che, al di là del merito, proprio per queste caratteristiche, rappresenta una modalità tipica dell'uomo solo al comando che ingenera il distacco dalla politica e mostra i limiti della gestione personalistica. Davanti a dati che non possono riguardare maggioranze o minoranze, ma interessano tutta la collettività, le decisioni vanno spiegate, condivise, per evitare di scatenare la paura e la rabbia della gente, e quindi di conseguenza rischiare di dare, come comunità sarda, uno spettacolo di egoismo e di indisponibilità. A grandi linee questo è il contenuto della nota che ho diffuso il giorno stesso, come ho detto prima, quando ha avuto la notizia, non a cose fatte. A quei giorni sono purtroppo seguiti fatti teppistici nella zona di Bonaria, che senza riserve vanno condannati, come questa Aula ha condannato unanimemente, senza attendere che i servi sciocchi di turno dessero manifestazioni delle proprie doti di idiozia, e senza che chi ricopre un ruolo di pubblica responsabilità sia stato da nessuno legittimato a dare il via alla caccia alle streghe. Dico questo perché abbiamo tutti il dovere di avere consapevolezza del nostro ruolo, perché la nostra condotta ha effetti e lo dobbiamo fare tenendo presente un'ottica istituzionale che prescinde dalla conseguenza e della convenienza personale delle situazioni e ci impone fortemente di essere compatti nel rispetto della legalità e nello stesso tempo ci impone il dovere di discernimento della realtà quotidiana così come è variegata e così come la realtà ce lo propone. Abbiamo quindi il dovere morale di distinguere tra coloro che sono scesi in piazza nei giorni scorsi, ovvero tra coloro che sono pacificamente scesi in piazza perché hanno manifestato davanti alle banchine dei porti di Cagliari, di Olbia o di Arbatax rispetto a quei facinorosi a queste teppisti da condannare senza riserve che si sono ritrovati insieme alla gente comune davanti al piazzale della chiesa di Bonaria.
Perché considerare tutti pacifici manifestanti o tutti delinquenti, non è giusto, equivale a commettere un errore, grave errore di valutazione che comporta ugualmente conseguenze negative, ciò vale in assoluto almeno che l'errore di omettere le giuste distinzioni di merito venga compiuto scientemente per essere strumentalizzato. Non è certamente la prima volta che ciò accade nella storia e nella cronaca, lo ha fatto il Presidente degli Stati Uniti quando dopo il 2001 sul presupposto di salvare la democrazia dell'Occidente attraverso una serie di piccoli atti amministrativi e soprattutto attraverso il cosiddetto patriot act ha inciso sui diritti civili dei cittadini statunitensi, e ciò oggi a sette anni di distanza assistiamo alla violazione dei diritti umani nei carceri lager di Guantalamo. E' un fenomeno che ha riguardato la Gran Bretagna, che ha riguardato il mondo intero e che sta affermando un principio secondo cui la libertà non è più il diritto degli individui di definire il proprio modo di vivere bensì il diritto dello Stato di limitare le libertà individuali in nome di una sicurezza che lo stesso Stato e il solo a poter definire. Il reinizio di un nuovo autoritarismo come adatto Ralph Darendolf, ma senza guardare solo al contesto mondiale si può guardare che si è davanti all'inizio di un moderno autoritarismo e ciò si può dire, e ciò si afferma attraverso la creazione di una condizione psicologica di fondo, di massa per ingenerare una cultura della paura e quindi dell'accettare l'idea di un intervento risolutore come positivo qualunque esso sia. In altre parole si crea il mito dell'intervento risolutore necessario lo dico tra virgolette necessario, il resto è semplice conseguenza solo attesa del tempo giusto. Il mio ragionamento, signori, non sembri sproporzionato rispetto al tema delle 6000 tonnellate di rifiuti da smaltire in Sardegna, perché quando si discute di metodo di potere si affronta una questione che ha valore si ha quando si tratta di Governo nazionale che quando si tratta di Governo regionale o locale e ha valore quando si discute di entrate tributarie o di ambiente. Mai come in questi casi chi ricopre incarichi di governo e gestisce ruoli di potere ha il dovere di agire senza ingenerare reazioni inconsulte animate dall'ignoranza, in primo luogo ha il dovere di essere primo testimone del valore della legalità e del dovere di corretta informazione. In questi giorni, invece, non è successo questo, in questi giorni i riferimenti comportamentali di questo genere sono mancati sia perché il presidente Soru ha preso la sua decisione superando il valore che questa Assemblea nel 2001 ha dato alla legge numero 6, ed è mancata la corretta informazione a corollario della decisione stessa, informazione che è mancata ieri, assessore Morittu, anche in Commissione ambiente allorché lei, pur essendone perfettamente a conoscenza, ha omesso di riferire alla Commissione che il CASIC aveva comunicato la sua indisponibilità a smaltire le cosiddette eco balle; e ha omesso di coinvolgere l'Assemblea sulla decisione di che cosa fare di questi rifiuti che arriveranno ad essere smaltiti. Il dovere di corretta informazione ci impone anche di dire che sulla base dei dati forniti dall'Assessorato all'ambiente con l'ottavo rapporto sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, parlo l'anno 2006, in Sardegna si producono 860 mila tonnellate di rifiuti all'anno e che abbiamo meno di un milione e 800 mila metri cubi di discariche disponibile. Questo significa che nel giro di tre anni la Sardegna non avrà più discariche, che ci sono discariche che si esauriscono quest'anno, che ci sono discariche che si esauriscono il prossimo anno, che siamo già in una situazione noi di emergenza, perché manca in questo momento la programmazione. E allora, signori della Giunta come la facciamo questa programmazione, la facciamo tutti insieme, condividiamo la responsabilità, andiamo fra tre anni tutti insieme a dire alla gente che dovremo fare nuove discariche nei loro territori, nei nostri territori o lo faremo a colpi di ordinanze o a colpi di manganello? Io preferisco la prima strada, e allora il sonno della ragione genera mostri, ma anche l'ignoranza delle cose genera comportamenti mostruosi e riprovevoli, cerchiamo invece di porre in essere dei comportamenti virtuosi che siano rispettosi della legalità, rispettosi del dovere di informazione che ci impone, e penso che allora non ci sarà bisogno di manganelli, non ci sarà bisogno di condanne da esprimere nei confronti di chicchessia, ma avremo espresso un comportamento virtuoso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Grazie, Presidente. Signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi. Avrei preferito discutere questa mozione firmata dal collega Diana e dai consiglieri del centrodestra certamente prima dell'arrivo dei rifiuti in Sardegna. O meglio, avrei preferito discutere di questo argomento prima dei rifiuti, che i rifiuti arrivassero in Sardegna. Ma così non è, e ci accontentiamo di farlo oggi di farlo oggi in un'aula ormai semideserta a quest'ora in un'aula che oggi ha visto alternarsi quasi tutti i colleghi, quasi tutti i colleghi presenti su un argomento che evidentemente sta a cuore a tutti i presenti. Ed è un argomento che ha generato grande attenzione, forse come non mai in questi ultimi anni e nel condannare anche i fatti di violenza che sono avvenuti davanti alla casa del Presidente ai quali forse abbiamo dato anche troppo spazio nella seduta odierna, perché non meritano certamente questo spazio, e non meritano tutta questa importanza. Però finalmente tutti oggi fanno nascere e facciamo nascere questa tragedia, perché è una vera e propria tragedia, e non si parli di emergenza, e non si parli di calamità. Ma questa è una tragedia nazionale, la fanno nascere tutti 14 anni or sono, nessuno però, o meglio in pochi, si pongono la domanda su come, il perché e per quali interessi essa fu generata e chi furono i soggetti che volontariamente o meno la determinarono. Quindi fare piena luce sull'origine dell'attuale tragedia è di fondamentale importanza per la giustizia dei cittadini napoletani e campani, ma anche per tutti gli italiani. Per attivare, quindi, un reale percorso di inversione ed anche perché molti che oggi parlano, forze politiche, associazioni anche ambientaliste, tacciano o facciano profonda autocritica per tutto ciò che è successo. Nel '92, cari colleghi, vi era stata in Campania una fortissima azione della magistratura nel settore dei rifiuti in rapporto all'enorme bussines dello smaltimento delle discariche, del trasporto illecito di una quantità abnorme di materiale altamente tossico da altre Regioni italiane, che faceva della Campania la cosiddetta pattumiera d'Italia. Ebbene fortissima nell'opinione pubblica era l'attesa di una risposta forte e risolutiva delle istituzioni sulla forza decisiva di tale spinta e sulla determinata volontà di una parte del Consiglio regionale della Campania fu approvata allora una legge, la legge regionale numero 10 del 10 febbraio 1993, una legge, forse una delle prime in Italia, che regolava le norme e le procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania e con esso il relativo piano allegato. Una sconfitta totale allora per il partito delle discariche, delle eco mafie e di chi politicamente lo sosteneva e ne era parte integrante. I contenuti della legge e del piano stanno però ancora scritti lì e nessuno li può cancellare, sono le cose che dovevano essere fatte e che invece non sono state fatte. Naturalmente dovevano essere poi aggiornate alle nuove potenzialità oggi disponibili. Se la legge numero 10 fosse stata attuata la Campania non solo avrebbe avuto oggi nessuna emergenza, addirittura sarebbe all'avanguardia, ben oltre la Sardegna. Quindi, nel manifestare anche tutta la nostra solidarietà ai cittadini campani, ma non solo ai cittadini campani, mi sento di farlo anche a quei cittadini sardi che vivono a fianco a discariche malfunzionanti. Collega Uggias, ce n'è anche una ad Olbia malfunzionante; nelle giornate di scirocco i cittadini della frazione di Murta Maria sono lì ad assorbire tutti questi odori e tutti questi rumori che provengono da quella discarica, quella discarica ormai obsoleta che dista circa 2 chilometri, in linea d'area, da un ospedale che dovrà andare a realizzarsi, il San Raffaele, un ospedale di eccellenza, che ha come vista una discarica in località Spirito Santo. Ebbene, di fronte a tutto ciò, ritorniamo in Campania, a nulla sono valsi, poi, i falsi tentativi di parte dei consiglieri, di fronte soprattutto alla perdita dell'enorme affare del partito trasversale. In un primo momento, addirittura, si cercò di far approvare un piano straordinario delle discariche, con un Consiglio regionale convocato alla vigilia di Natale del '93, fallito, e poi con il commissariamento della Regione avvenuto l'11 febbraio 2004; a nulla tutto ciò… Grazie, Presidente. Il commissariato per i rifiuti è stato ed è un tumore maligno per la Campania; più ha prospettato e creato appetiti, più si è esteso ed ha portato i suoi tentacoli maligni in ogni parte della società italiana, della politica, del mondo associativo e culturale, con una montagna enorme di risorse. Paradossalmente, la non soluzione dei problemi è stata ed è la condizione necessaria e sufficiente per l'esistenza e la sua crescita. Ciò sicuramente è tra le cause primarie del perché nessuno di chi conta si sia realmente mosso, nè a livello locale né a livello nazionale, per la fine di quel commissariamento e il ripristino dell'ordinarietà. La domanda di fondo che va posta per un giudizio tutto politico ai Presidenti della Regione che si sono avvicendati è proprio questa: "Come si può pensare di governare sviluppo, ambiente, turismo, cultura, quando si rinuncia ad una scelta fondamentale come quella dei rifiuti". Sul piano politico è questa la ragione che ci porta, oggi, con questa mozione, per cui l'attuale Presidente della Regione Bassolino e il Sindaco attuale di Napoli dovrebbero ipotizzare di rassegnare le dimissioni. Con il commissariamento sono stati saltati innanzitutto i tre postulati fondamentali di questa legge e il relativo piano allegato, che sono le cause strutturali delle attuali, come le precedenti, drammatiche emergenze. Bassolino, nell'intervista di autodifesa al TG 24 di Sky TV, dell'11 gennaio, ha fatto un encomio solenne delle discariche: dovunque, comunque e quante più possibili, sicuramente sulle montagne della vergogna di spazzatura sparse nel territorio di tutta la Regione. Ebbene, tutto questo, comunque, era previsto nella legge numero 10, quindi vi sono grosse responsabilità da parte della Giunta regionale, da parte dei Consigli regionali, anche, che si sono avvicendati, e che non hanno mai e poi mai recepito questa legge e non hanno mai attuato il piano delle discariche. Questo, chiaramente, non può ricadere oggi sulla Sardegna, non può ricadere sulle altre regioni, ed è un soccorso rosso quello che è scattato, un soccorso rosso che ha visto magari Giunte ancora più rosse come quella dell'Umbria a dire no, vogliamo solo ecoballe. Il Presidente della Giunta umbra ha detto, in maniera molto esplicita: "Noi siamo pronti a ricevere solo ecoballe". Allora, mi dovete spiegare perché poi oggi, Assessore, ieri in Commissione ne ha dato la conferma, i suoi uffici hanno chiesto la disponibilità di ecoballe, ma tutti sanno che in Campania non si producono ecoballe. Con la nota poi del presidente Prodi sugli impianti di termovalorizzazione e discarica, che possono essere fatti in deroga ai vincoli e alle procedure ambientali, si esprime fino in fondo la degenerazione del sistema commissariale, con scelte che possono avere conseguenze gravissime sulla salute e sul territorio, e si comprende quanta valenza avessero allora le procedure previste da questa benedetta legge numero 10, che allora era una legge importante, poteva risolvere molti dei problemi che oggi ricadono su tutta la comunità nazionale. Purtroppo, caro Presidente, il commissariamento ha fatto sì che anche obiettivi non commissariali di grande importanza per tutto il territorio e, in modo particolare, la lotta alla cosiddetta ecomafia, non fossero attuati. Nella legge numero 10 erano previsti, ad esempio, altre al Catasto regionale dei rifiuti, o l'Osservatorio regionale di rifiuti, anche il censimento, la bonifica e il controllo delle aree regionali, degradate ed inquinate da scarichi abusivi. Allora, perché i Presidenti delle Province, delle Regioni, i Sindaci che si sono avvicendati alla guida di Napoli e dei paesi della Campania, in questi anni, non l'hanno fatto, creando, siamo certi, involontariamente, ma certamente condizioni favorevoli all'ecomafia. E' una domanda a cui non possiamo, certamente, noi dalla Sardegna dare una risposta, ma, nella nostra mozione, chiediamo che i responsabili di tutto ciò paghino e paghino con un commissariamento. Noi, Presidente, non siamo consiglieri senza cuore, senza un'anima solidale, senza un'identità nazionale, in modo particolare parlo del mio Gruppo, che fa della solidarietà nazionale uno dei punti di forza, e non accettiamo - mi dispiace che non ci sia il consigliere Salis - lezioni di solidarietà da chi, come poi il leader del partito che egli rappresenta in seno a questo Consiglio, è stato il primo a chiedere la testa di Bassolino, e a chiedere la testa dei veri responsabili di tutto ciò. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Era ora. Cercherò di prendere tutti i dieci minuti per cercare di spiegare perché ho firmato la mozione di sfiducia al presidente Soru. Non entrerò in merito al significato che molti colleghi, oggi, hanno dato alla cosiddetta solidarietà. Non entro in merito perché, per me, appartenente a un partito cristiano, il significato di solidarietà, sicuramente, è molto più grande di quello che molti, oggi, gli hanno voluto attribuire. Certo, quando si è in minoranza, si fa un gioco, quando si è in maggioranza, se ne fa un altro. Mi dispiace che non sia in Aula il capogruppo dei D.S.. Il presidente Soru, l'Assessore all'ambiente hanno violato la legge, perché non hanno rispettato una legge di questo Consiglio regionale, la numero 6 del 2001, che all'articolo 19 prevede che è fatto divieto di trasportare stoccare, conferire, trattare, o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale. La Corte costituzionale, nonostante l'impugnativa, ha tenuto in piedi l'articolo 19, che proveniva da un articolo 10 bis della finanziaria del 2001, Assessore, che recitava, oltre questo: "L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente provvede, anche tramite il corpo forestale di vigilanza ambientale, ad assicurare il rispetto integrale di tale divieto, nonché ad informare" - ecco perché mi dispiace che non ci sia il presidente Soru - "nonché ad informare tempestivamente il Consiglio regionale dei casi di accertata violazione". Non solo non avete rispettato la legge numero 6 del 2001, ma non avete rispettato neanche ciò che c'era dopo, nell'articolo 10 bis. E, a tal proposito, mi consenta Rifondazione Comunista, l'articolo 10 bis della finanziaria 2001 è frutto dell'emendamento numero 413, presentato dai colleghi Cogodi, Vassallo, Ortu. Questa legge, l'articolo 19 - 10 bis nella finanziaria - è il frutto di un emendamento di Rifondazione Comunista, che oggi si rimangia tutto quello che i precedenti rappresentanti hanno fatto, hanno proposto in quest'Aula. Ma non basta, il collega Marrocu, intervenendo in occasione della discussione sulla finanziaria 2001, recitava: "Voglio fare solo due brevi considerazioni. La prima considerazione riguarda l'emendamento numero 413, e la faccio perché il relatore si è rimesso all'Aula. Questo emendamento pone un problema reale che ha avuto un po' di attenzione da parte della stampa soprattutto per i fatti di Porto Torres". Non lo leggo tutto, aggiunge, il collega Capogruppo dei D.S. Marrocu, ritiene che non sia legittimo l'emendamento, ritiene però che noi possiamo far entrare rifiuti extraregionali del nostro territorio, salvo contraddirsi il 18 gennaio 2002 in occasione della discussione sulla modifica proposta alla legge 6 del 2001, quando lo stesso Marrocu recitava: "... all'articolo 6, inserito nella finanziaria su iniziativa consiliare, io riconosco validità, legittimità perché era una norma di autotutela della Sardegna rispetto ad una serie di manchevolezze, una norma - diceva allora l'onorevole Marrocu - di autotutela di fronte al caos che c'è sul problema della gestione dei rifiuti. Non si riesce né a far nascere discariche né ha partire impianti di smaltimento in nessuna parte del territorio regionale". Recitava sempre l'onorevole Marrocu: " Siamo in totale anarchia o condizionati comunque da lobby di potere che in questo settore operano anche in Sardegna, magari non malavitose come in tutto il resto del mondo, ma lobby che tutelano interessi economici forti, comprese le multinazionali, sia in relazione ai rifiuti solidi urbani, sia in relazione ai rifiuti speciali". Proseguiva lo stesso Marrocu... perché bisogna essere coerenti quando si viene ad amministrare qua dentro, non si può dire una cosa quando si è maggioranza e un'altra quando si è all'opposizione! "Tuttavia tale articolo era stato inserito nella legge finanziaria sulla base del presupposto che la Sardegna stava diventando realmente l'immondezzaio di alcune parti del territorio nazionale". Lo dichiarava l'onorevole Marrocu. "Quindi questo problema - ripete sempre l'onorevole Marrocu - nasce da una mancanza di iniziativa politica in questo settore e - state attenti alle parole usate - dalle scorribande di lobby di potere che forse operano anche adesso tentando di far approvare o non approvare questo provvedimento". Lascio a voi i commenti.
Come può un consigliere regionale che fa parte della Commissione ambiente, quale il sottoscritto, non lamentarsi per l'illegittimità commessa da un Presidente, da un Assessore, che, agendo in totale autonomia, violano le leggi che noi abbiamo approvato, all'unanimità, maggioranza e opposizione e che oggi, siccome siete in maggioranza, disconoscete! Bravo il presidente Soru, continui così, non rispetti le leggi che noi abbiamo fatto! Quanti di voi ho sentito lamentarsi perché il presidente Soru agisce in autonomia e non ha nessuna considerazione per questo Consiglio, quante volte ve l'ho sentito dire, questa era l'occasione per fare voi come ha fatto il collega Licheri, che ringrazio per il coraggio che ha avuto, ha posto una serie di domande, giuste, da consigliere regionale, dimenticando di far parte di una maggioranza. Non si può parlare solo di atti di facinorosi, di assalti, di non assalti, di teppisti, si deve parlare di quello che stiamo facendo anche, e il presidente Soru e l'assessore Morittu devono prendere atto che hanno sbagliato.
Al presidente Soru per gli atti teppistici, in chiusura, esprimo tutta la mia solidarietà però chiedo anche una cosa, che consigli ai rappresentanti del suo movimento di non permettersi più di dichiarare fascisti prima e mandanti dopo, i giovani che il venerdì notte erano vicino alla chiesa di Bonaria. Perché c'erano anche giovani onesti, che hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso.
PIRISI (D.S.). Davanti alla casa di un privato, ma va!
CAPPAI (U.D.C.). Hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso, hanno tutto il diritto, hanno tutto il diritto di manifestare il loro dissenso.
PIRISI (D.S.). Davanti alla casa di un privato, ma cosa stai dicendo.
CAPPAI (U.D.C.). La polizia non ha consentito loro di esprimerlo in altro posto. E comunque gradirei di non essere interrotto.
Al presidente Soru dico di condannare il comportamento del suo rappresentante che non si può permettere di ripetere affermazioni tipo quelle che sono state fatte stamattina e di spiegare il significato che voleva attribuire quando è stato intervistato da Sky TG24 quando ha detto "c'erano anche bandiere dell' U.D.C.", vorrei sapere che significato voleva attribuire a quella frase.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). E' stato ribadito, sono pochi i socialisti che hanno preso la parola oggi, e anzi, Presidente e onorevoli colleghi, in premessa ma solo in premessa, me lo dovete consentire, io voglio ricordare al collega Farigu, all'amico Farigu, che i socialisti stanno a sinistra e quindi che la smetta di indurre in confusione chi l'ascolta e, se si sente un socialista come dice, che lasci quella postazione e venga con noi. Prima di tutto ne trarrà vantaggio sulla coerenza.
FARIGU (Gruppo Misto). Se la sinistra è Soru, stai pure tranquillo!
MASIA (Gruppo Misto). Abbiamo firmato la mozione su cui ha riferito l'onorevole Marrocu all'inizio di questa seduta, per esprimere tutta la nostra solidarietà, solidarietà a Soru e ai cittadini della Campania. Prima di tutto a Soru per i fatti che sono capitati a Cagliari davanti alla sua abitazione e nella piazza della chiesa di Bonaria, una piazza importante e a nessuno sfugge che è un simbolo per la Sardegna quella piazza.
Ho preso la parola, onorevoli colleghi, a nome dei socialisti per dichiarare che in quella mozione, che abbiamo subito sottoscritto, forse non è tutto condivisibile. Per noi in quella occasione ha prevalso prima di tutto l'esigenza di parlare di questi problemi in Aula, ne sentivamo il bisogno, l'esigenza di denunciare la nostra forte e decisa contrarietà alle strumentalizzazioni di questi fatti, agli attacchi personali, alla guerriglia urbana e alla violenza che abbiamo tutti potuto vedere in questa fase. Mai era capitato nella nostra regione di arrivare a simili eccessi, e pensavamo, pensavo, che fossero cose che accadono soltanto in città, come è capitato a Genova, a Napoli, ma non qui, non era mai successo che centinaia di dimostranti si trovassero a sfasciare ciò che si trova nelle strade, ad incendiare, a lanciare pietre e quant'altro, e agenti di polizia, schierati in tenuta antisommossa, obbligati agli scontri, con feriti, giovani arrestati e infine - proprio questo non ce lo aspettavamo e spero solo che sia un'ipotesi - l'organizzazione di un attentato verso il Presidente della nostra Regione.
Solidarietà quindi doverosa al presidente Soru, ma solidarietà però che non deve essere come un fatto scontato, qualcosa di dovuto che va superato velocemente per parlare subito di altro. Noi vorremmo che fatti come questi non capitassero mai più ed è per questo che noi socialisti vogliamo mettere in evidenza che la politica, in questa fase, ha ed ha avuto, responsabilità precise. Com'è stata presa la decisione da Soru? La decisione di aderire alla richiesta del Governo di smaltire anche su una piccola parte dei rifiuti della Campania così, assunta in autonomia e in quel modo, noi non l'abbiamo condivisa. La decisione tanto apprezzata dal capo del governo Prodi, dal governatore della Campania Bassolino, con responsabilità evidenti su ciò che sta capitando alla sua Regione, dal sindaco di Napoli Iervolino, che mentre ringrazia da una parte Soru, evidenzia anche che mai e poi mai Napoli potrà diventare la discarica della Campania, e naturalmente queste è un messaggio che la dice lunga sul modo di intendere la solidarietà da quelle parti e in quel gruppo dirigente. Infine, dal ministro Pecoraro Scanio, le cui responsabilità io credo che siano note, in particolare nell'affossare qualunque tipo di strumento in casi come questi si siano voluti proporre e cercare di realizzare per non trovarsi in questa situazione. Bene, dicevo, la decisione che ha preso Soru doveva, quanto meno, in quella fase, essere preceduta da una urgente convocazione di questo Consiglio e anche del sistema delle autonomie locali. Perché questi ultimi, e non credo che sia il caso che lo ribadisca, è noto, sono coloro che devono farsi carico dell'impatto di queste pesanti decisioni perché ricadono principalmente nei loro territori, perché sono quelli che a contatto diretto, ogni giorno, sono con i cittadini e sono i primi a dover dare delle risposte, che sono chiamati a spiegare. Data l'urgenza, questo Consiglio, questa maggioranza, io sono sicuro che avrebbe consentito al suo Presidente di mostrare una vera solidarietà. Per ciò che è capitato sia al Porto che di fronte alla casa di Soru, di sicuro, noi sardi non siamo credibili. Quella solidarietà che dice il Presidente, noi, mi pare, non siamo riusciti a dimostrarla. Solidarietà che deve provenire dai sindaci, dai presidenti di provincia, e tutta quella classe politica che sempre ha dimostrato responsabilità e maturità nell'amministrare. Io credo che contrariamente a quanto è emerso stamattina, sia il caso anche di ribadirlo, io credo che sia stato quanto meno sbadato, da parte del collega, di evidenziare che ci sono responsabilità dirette di amministratori anche se sono dall'altra parte. Era doverosa, colleghi, e obbligatoria una convocazione di questo Consiglio, o quanto meno, così come ha dichiarato il suo Presidente, anche della Commissione dell'ambiente. Una decisione assunta da questo Consiglio in questa direzione, forse, lo dico perché ci credo, questa brutta pagina non sarebbe stata scritta.
Non sono le decisioni prese in autonomia che con una strana sollecitudine che possono dare una buona immagine della nostra Regione, e in particolare un'immagine positiva della sua classe dirigente, ed è quello si sta denunciando qua. Una immagine positiva delle istituzioni, di coloro che hanno responsabilità amministrativa non può provenire quando le decisioni sono prese da altri e calate dall'alto, il coinvolgimento del Consiglio, non mi stancherò mai di dirlo, e del sistema dell'autonomia avrebbe isolato anche coloro che da queste situazione e nella strumentalizzazione traggono linfa e alimento per la loro politica, che è una politica pericolosa e sicuramente nefasta.
L'onorevole Marrocu, che non è qui e che non deve consentire, anche per la simpatia che ho nei suoi confronti, un assolo quando dichiara che se scoppia un incendio, se c'è una frana, quando arriva l'alluvione e quando sta per affogare qualcuno, quando afferma che prima si agisce e poi si pensa, noi diciamo che non ci sembra questo il caso. Urgente senz'altro ma non da considerare come una calamità improvvisa a cui far fronte senza pensare. Mi permetto di dire che la vera calamità, e non lo dico io solo, è probabilmente la classe politica che in quella Regione, da anni, non ha dato risposte. E' stato detto bene anche dalla collega Caligaris, che non ha trovato soluzioni. E' da 14 anni che esiste in Campania un'emergenza rifiuti, allora non deve andare sicuramente la nostra solidarietà, tutt'altro, non tocca a noi intervenire su questo però, sicuramente, chiedere con forza che assumano decisioni conseguenti, per quello che è la dignità che ogni politico deve avere quando le proprie azioni non producono effetti, mi pare sia il minimo.
Noi, al contrario, diamo tutta la nostra solidarietà ai cittadini della Campania, alle famiglie che hanno difficoltà a trovare generi alimentari, a coloro che perdono il lavoro in quella realtà, ai giovani, ai ragazzi che trovano le scuole chiuse, alle imprese che sono obbligate a licenziare, e a tutti coloro che hanno subito e stanno subendo danni per un'economia che vacilla. E' una situazione insostenibile, noi abbiamo il dovere di fare la nostra parte, anche perché Napoli è la rappresentazione dell'Italia, del nostro Paese. Questo è quello che avveniva e noi siamo sicuri che dal miglioramento di quella situazione noi possiamo trarne tutti i vantaggi. Per concludere, tutto ciò che è capitato in questi giorni ci deve far sentire coinvolti. Ci deve coinvolgere. Noi non ci stancheremo mai di dire però che si sente sempre di più l'esigenza e che è sempre più necessaria una valutazione attenta del processo democratico e delle decisioni che si assumono in questa Regione. Sui rifiuti campani, altri Presidenti di regione hanno preso alcuni giorni di tempo per aderire, le adesioni, quando sono arrivate dettavano condizioni precise, le stesse condizioni che stanno emergendo qui, onorevole Morittu non c'è ma dovrebbe sentirmi, anche lui sta ponendo condizioni, non le ha messe all'inizio, è obbligato a farlo, per essere credibile. E' giusto che siano poste anche dalla nostra Regione, in questa fase.
Per concludere veramente, sperando di essere stato dentro il tempo che mi era concesso, una domanda mi sembra legittima Presidente Soru: io lo dico da tempo, se avessi avuto un po' più di fiducia nei confronti di chi lo ha eletto e sostenuto quanta fatica ci saremmo risparmiati, quanto migliore sarebbe stata l'immagine di questo Consiglio e di coloro che si sono sentiti coinvolti in questa decisione autonoma e da solo assunta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia.
E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Grazie, pregherei Presidente dopo cinque minuti di staccare il microfono, anche perché stiamo sicuramente molto stanchi di ecoballe e quindi abbiamo anche una situazione abbastanza grave, io sto cercando di mantenere la rotta verso il porto, non il porto canale, verso il porto del discorso, ma confondo in questi giorni la Campania con l'inferno, e questo pomeriggio riposando ho sognato Bassolino che tirava l'immondezza nella casa del Presidente, ho sognato la Iervolino che usciva con Dott. Savio e Mastella, insomma un po' di confusione sulla Campania in questi giorni mi è consentita. Però, sicuramente, c'è la necessità che intervenga perché è doveroso e lo faccio con determinazione visto anche la mozione che abbiamo presentato.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue MARRACINI.) Noi, in questa commovente e unanime gara di generosità, non ci potevamo tirare indietro, per cui abbiamo voluto anche noi partecipare a questo dibattito con dei distinguo, non di minor generosità ma dei distinguo che sono stati ieri marcati anche da altri colleghi sul metodo, distinguo che sono arrivati anche dalla maggioranza, dal collega Masia che mi ha preceduto, dal collega Uggias e altri colleghi. Però alcune cose e alcune domande, qui non c'è l'Assessore non c'è neanche il Presidente, le domande finiranno nel vuoto, almeno le considerazioni rimarranno agli atti. Insomma, questa partita si è chiusa bene per tutti alla fine il Presidente del Consiglio dei ministri chiede e ottiene la disponibilità, il Presidente della Regione Campania trova una via di fuga e poi riesce a passare nei telegiornali con una abilissima mossa, forse non volontaria, in seconda e terza notizia, la camorra incassa tutto, sia l'ordinarietà che l'emergenza. Insomma, ha fatto bingo, la camorra. Il Presidente della Regione Sardegna che taglia il traguardo per primo, buon per lui, incassa sicuramente un vaucher che io non conosco, e cosa che non sarebbe potuta accadere se avesse coinvolto anche noi.
Quindi, nel suo ragionamento ha fatto la sua partita, benissimo, certamente noi non condividiamo il metodo, l'abbiamo detto nella nostra mozione, capiamo perfettamente la strategia. Le domande sono tecniche, e qui entro anche un po' in quello... insomma, credo di capirne un po' più di altri, insomma, intanto le ecoballe non sono smaltibili se non vengono aperte, quindi se è vero che devono arrivare ecoballe e che devono essere aperte, l'apertura determinerebbe una fuoriuscita di liquami che dovrebbero essere raccolti e trattati, nessun impianto in Sardegna può fare questo, quindi arriverebbe subito l'Ufficio di igiene pubblica a dire: "No, questo non lo potete fare". Per quanto poi abbiamo messo tutti i capodipartimento, direttori generali, però ha detto il dottor Salvi che questo non si può fare e quindi arriverebbe l'Igiene pubblica e li bastonerebbe. Anche a prescindere dal necessario onere finanziario, non è possibile nei tempi resi necessari dall'emergenza, provvedere alla realizzazione dell'impianto di stoccaggio e, checché ne dica Bassolino, nessuno al mondo è capace di costruire un termovalorizzatore in otto mesi. Quindi, questa è una situazione che sicuramente perdurerà chissà per quanto tempo e alla fine vorrei dire - visto che mi stanno scadendo i cinque minuti, e quindi come ho detto chiedo che mi si stacchi il microfono - anche se l'indicazione della qualità del rifiuto fosse conforme all'effettivo contenuto delle ecoballe, c'è una disposizione dell'Assessorato dell'ambiente che obbliga gli impianti a verificare il contenuto di ogni ecoballela, quindi, o ritirate questa disposizione - qui non c'è l'assessore Morittu - oppure le ecoballe, è stato imposto da voi stessi, non possono essere aperte. Mettiamoci d'accordo sulle ecoballe, altrimenti moriamo sicuramente di malattie più gravi che non possono essere da noi condivise.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' stato ricordato in Aula che Rifondazione Comunista è l'artefice della proposta della norma che impedisce l'arrivo in Sardegna di rifiuti, comunque classificati. Io personalmente ricordo l'evento perché insieme al compagno Vassallo, nottetempo - in una fase nella quale per difendere il Piano straordinario per il lavoro dagli attacchi proditori di una destra assolutamente poco responsabile sul piano sociale - preparavamo i mille emendamenti, cioè la barriera di difesa all'attacco del bisogno di lavoro delle popolazioni sarde, e insieme a molti emendamenti, diciamo con carattere ostruzionistico, ci fu anche questo, e lo scrissi mi pare tra le due e le tre del mattino e fu discusso anche in Aula in tarda ora e fu discusso in questi termini, cioè, l'onorevole Vassallo intervenne a sostegno dell'emendamento e tanto era certo della contrarietà di Alleanza Nazionale, in modo particolare dell'assessore Pani, che introdusse l'argomento insultando l'Assessore, definendolo assolutamente incapace di sensibilità di tipo ambientale, e tanto fu acceso il suo intervento che l'Assessore ritenne di dover intervenire e dire: "Ma io sono d'accordo, ma io sono d'accordo!", e tutti votarono e passò all'unanimità e l'indomani mattina si accorsero tutti che bisognava chiudere qualche falla e allora tutti a pensare come rimediare. Ma che sciocchezza! Abbiamo impedito l'arrivo dei rifiuti, rifiuti ne arrivano, rifiuti ne partono, quella legge è una bella barriera, io personalmente un anno fa sono intervenuto a dire che sarebbe stato gravissimo accogliere non solo scorie, anche quella fu una grande battaglia, quando l'allora Presidente della Regione voleva fare della Sardegna una grande piattaforma logistico-militare, pensavamo ai poligoni come sede dei rifiuti, come alle miniere, alle gallerie, alle gallerie delle miniere del Sulcis, con gli inertizzati di amianto e così via. Si pensava a questo, e il trattamento dei rifiuti è un grande business e in tante parti politiche ancora oggi c'è il pensiero di poter fare soldi, forse anche qualche occupato, utilizzando i rifiuti, non solo quelli che si producono in Sardegna, ma anche quelli che arrivano da fuori. Per cui intervenni anche l'altra volta contro questa ipotesi.
In questi giorni che cosa c'è di nuovo di cui bisognava tener conto? C'è di nuovo che la produzione di diossina da combustione di rifiuti che si è scatenata a Napoli nelle periferie urbane, nella provincia napoletana e nei piccoli centri, vicino alle scuole, bruciando cassonetti, in una situazione drammatica che è drammatica sempre a Napoli, da sempre, perché è mezzogiorno! Lo dice Luigi de Rosa - ha fatto un saggino interessante, un paio di centinaia di anni di storia, qualche cosa in meno, dall'unità d'Italia in poi - per dimostrare che cosa? Sostanzialmente che l'Italia è divisa, c'è una parte meridionale che subisce e c'è una parte settentrionale che gode! Gode anche grazie allo sforzo della parte meridionale e lo fa in tutto e per tutto, e ogni tanto si solleva qualcuno a dire che c'è una questione settentrionale che bisogna un po' bilanciare, che il Mezzogiorno d'Italia ha avuto l'intervento straordinario, che è colpa del fatto non che è subordinata a poteri economici più forti, ma che il Mezzogiorno, Napoli, queste tragedie, succedono perché siamo un po' minorati sul piano morale, sul piano culturale e anche sul piano economico, ma perché prima lo siamo sul piano morale e culturale! Noi siamo razza inferiore e i napoletani pure, per cui, ecco, questa è la ragione e mentre bruciavano i cassonetti e si sviluppava la diossina e si avvelenavano i bambini noi - un po' minorati sul piano culturale e sul piano anche morale - dovevamo guardare e dovevamo pensare, come in una sorta di interpretazione della xenofobia dei poveri, che non ci occupavamo degli altri disgraziati più o meno uguali e disgraziati come noi, invece, Presidente, la Regione di cui io molte volte condivido qualcosa e molte volte non condivido molte cose, ha fatto una cosa giusta, ha detto nell'emergenza, in una situazione nella quale anche il diritto, perché l'intervento dello Stato quando c'è l'interesse nazionale in gioco, e quello era un interesse nazionale, salvare popolazioni, si deroga anche a questo tipo di norme che devono comunque sempre, permanentemente funzionare nelle situazioni ordinarie, in quella situazione si dà un contributo, un piccolo contributo che serva ad esempio a dire a Formigoni, al grande Nord, a quello che ha sfruttato il Mezzogiorno, a quello che ci ha ridotto in miseria, che sono degli egoisti e che si fanno riconoscere sempre! E si fanno riconoscere sempre! Allora, questo è il ragionamento che è stato fatto. Io, sardo, mi sento orgoglioso di essere sardo perché anziché essere egoista sono altruista, perché pur essendo povero non sono minorato sul piano morale e non sono minorato neppure sul piano culturale. Il minorato è quello lì, quello che sta con i piedi al caldo, se li è riscaldati con il nostro lavoro e poi fa il grande gesto del grande egoismo. Questo è il ragionamento. Poi bisogna informare? Certo. Bisogna discutere? Certo. Bisogna attrezzare, coinvolgere la Commissione, attrezzare i sindaci? Certo. Si fa utilizzando gli strumenti che l'ordinamento ci dà, nelle situazioni in cui ci troviamo, con i tempi e con le modalità che sono stabilite dalla legge. E non si prende questo evento per fare una discussione oziosa, che ha come obiettivo, intanto la giustificazione di una linea politica sbagliata che il centrodestra sta portando avanti da tre anni, per cui pensando di colpire il Presidente tenta di accreditare se stessa, utilizzando anche, devo dire, linguaggi che sono violenti, che in qualche parte sono violenti, e che le differenze che quando non si fanno… Io lo dico anche a Pierpaolo, ai Riformatori, ci sono parti politiche che hanno questo tipo di radice, altre non c'è l'hannoa, non hanno questa radice, e si devono differenziare, possibilmente lo devono fare in queste circostanze e dire: "Noi non condividiamo questo modo". Ma come si fa ad andare da chi amministra la cosa pubblica, ha la responsabilità che esercita in forza del voto popolare, legittimamente acquisito, e mettersi sotto casa, organizzare una manifestazione violenta e non alzarsi tutti e dire, senza stare lì a distinguere sui metodi, che questa è una schifezza, e solo perché c'è questo fatto siamo tutti d'accordo con chi ha promosso questa iniziativa e l'ha portata avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io devo dire intanto che mi rammarico di una cosa, e cioè che il Presidente della Regione, anche l'Assessore all'ambiente, non trovino il tempo per stare in Aula. Me ne rammarico perché io credo che l'ascolto reciproco, ascoltare il collega Uras, sia una crescita e credo che rinunciare alle occasioni di crescita, quando ci si rinuncia troppo spesso, aiuti a consolidarsi nella convinzione che la verità sia una sola ed è quella di cui ciascuno di noi e portatore. Il confronto e il dialogo, soprattutto quando è dialogo tra diversi aiuta a crescere, mi sembra che si stia perdendo un'occasione per ascoltare e per crescere. E mi sembra che il fatto di perderla spesso, qui in Consiglio regionale, non sia un valore aggiunto di questa comunità consiliare. Vorrei seguire, ottando qualsiasi tipo di demagogia, se ci riesco, forse non ci riesco, nel mio intervento, vorrei seguire il ragionamento, il filo logico, che nella diversità il collega Uras propone. E cioè ci sono cose su cui siamo d'accordo e cose su cui non siamo d'accordo, se ne può ragionare e se ne può discutere. Io credo che uno dei grandi disvalori della contrapposizione in questa legislatura tra centrodestra e centrosinistra sia stato che non abbiamo mai ragionato se c'era una zona franca, se c'erano delle cose che erano patrimonio condiviso sia di chi governava e di chi faceva l'opposizione. Cioè quel sistema che non è solo di regole, ma è anche di valori generali, che possono essere condivisi e che possono essere una zona dove non ci si spara addosso, perché è la zona della Croce Rossa, che entrambi riteniamo che debba essere praticabili dalle forze in campo qualunque sia il ruolo, opposizione o governo, che esercita. Beh, allora, su cosa siamo d'accordo noi Riformatori? Sul no alla violenza, senza se e senza ma, senza aggiungere niente; sul no al fatto che una casa privata possa essere la sede di una manifestazione, anche qui senza se e senza ma, è così e basta. E anche su un'altra cosa siamo d'accordo, siamo d'accordo sul fatto che se c'è un problema nazionale, il problema nazionale vada affrontato da chiunque si senta all'interno della comunità nazionale e quindi vada affrontato da chiunque ritenga di far parte integrante di questa comunità, ognuno per la sua quota parte di responsabilità, ragionando poi su ogni distinguo possibile e immaginabile. Anche sulla continuità territoriale, collega Uras, dovremmo ragionare come se fosse un problema nazionale, non è un problema dei sardi. Il fatto che noi dobbiamo essere messi in pari condizioni rispetto agli altri cittadini italiani che non hanno la sfortuna di essere su un'isola, non è un problema dei sardi, è un problema nazionale. Dovremmo iniziare a ragionare così e il presidente Soru dovrebbe iniziare a proporre questo tipo di problemi, in questo modo, quando va nella comunità nazionale. Però, poi iniziano alcune differenze, e cioè non è detto che il problema nazionale sia per forza una calamità nazionale, o che sia un'emergenza nazionale. Se mi si deve chiedere cosa mi colpisce di più della calamità napoletana, campana, quello che mi colpisce di più è la calamità di amministratori che hanno avuto negli anni gli ultimi 14 anni, che non sono riusciti in 14 anni a risolvere un problema nonostante nove commissari, nonostante 200 milioni di euro siano stati spesi su questo argomento. E mi colpisce che l'ASIA, l'agenzia dei rifiuti campana, senza smaltire, costi quattro volte di più per quintale di rifiuti nello smaltimento di quanto costa la corrispettiva bresciana a cui chiede soccorso. Ecco, e mi colpisce un'altra cosa nel disaccordo, che è una questione su cui ci siamo divisi fin dall'inizio. Beh, voi avete rifiutato ciò che Soru ha fatto, avete cavalcato la tigre, vi siete esposti. Ma, era una questione di metodo? Cioè, quello che vi ha fatto irritare, quello che non avete accettato è che Soru non abbia parlato con le comunità locali, che non abbia cercato la condivisione, che non sappiamo quante tonnellate, che non sappiamo se il nostro sistema può smaltirle, che non si è discusso, che Soru se l'è vendute - qualcuno l'ha detto - in cambio di non si sa bene che cosa. È il metodo che ci ha fatto arrabbiare? Beh, insomma, non si può dire che il metodo sia stato neutro. Nel senso che io ho sentito autorevoli esponenti della maggioranza consiliare che si sono espressi in maniera molto critica sul metodo. Però, colleghi, non è solo il metodo, perché se fosse solo il metodo, comunque, bisognerebbe superare il problema del metodo di fronte alla sostanza della questione. Per noi non è solo un problema di metodo e vi dico perché. Io francamente mi sarei immaginato che il presidente Soru, messo di fronte ad un consesso di presidenti delle regioni e di ministri, di fronte all'opportunità che in Sardegna arrivassero i rifiuti prodotti in questo modo in Campania, dicesse: "No, noi sardi non li vogliamo i rifiuti. Non li vogliamo perché? Perché chiediamo a voi italiani, al resto dell'Italia, solidarietà per la Sardegna, perché la Sardegna ha oggi scelto una strada di sviluppo, che è quella della qualità, che è quella dell'ambiente, che è quella di mettere in evidenza il messaggio di pulizia che la Sardegna ha, di pulizia ambientale, di qualità dell'ambiente che la Sardegna ha, che è incompatibile con le immagini televisive che portano camion carichi di spazzatura in Sardegna". Che è incompatibile con questo. È difficile spiegare alla gente che la stessa nave che ha trasportato i rifiuti, forse chiusi all'interno dei camion certo, ma l'olezzo vi garantisco che si sentiva e come, due giorni dopo sia arrivata portando derrate alimentari. E' difficile promuovere l'immagine turistica di una terra, dicendo che sulle stesse rotte ci sono le navi dei turisti e le navi che portano la spazzatura dalla Campania o da qualunque altro posto del mondo. E allora, ha forse risolto la Campania la sua emergenza con il trasporto verso la Sardegna? Certo che no! E allora noi abbiamo la sensazione che ci sia l'abbonamento per la Sardegna in vista. E allora se c'è l'abbonamento per la Sardegna in vista, e se c'è una legge regionale che è quella del 2001, che abbiamo ricordato, che comunque è stata frutto di una sensibilità, forse sbagliata, ma diffusa in quest'Aula, come ha ricordato il collega Uras, beh, allora se tutto questo è, il presidente Soru non può dire oggi che l'immondezza può creare ricchezza e può creare posti di lavoro, perché su questo il Consiglio regionale della Sardegna non è d'accordo, sino a quando la legge del 2001 è vigente; e probabilmente non è d'accordo neanche la sensibilità che c'è nei sardi, quella stessa sensibilità ambientale, nei confronti del bene ambientale che il presidente Soru ha sicuramente, in modi che noi abbiamo contestato, contribuito a far crescere, perché questa è una sensibilità che esiste in Sardegna. E allora, colleghi, è indispensabile che se cambiamo rotta, se l'immondezza deve creare ricchezza e deve creare posti di lavoro, sulla sostanza ci confrontiamo, può darsi che voi ci convincete se questa è la vostra nuova bandiera, e può darsi che noi siamo anche d'accordo se ci garantite che tutto ciò che deve bruciare rifiuti in Sardegna ha una compatibilità ambientale totale. Ma ne dobbiamo discutere, perché oggi la legge che vige in Sardegna, fatta da questo Consiglio regionale, dice il contrario, è questo l'argomento di sostanza sul quale noi non siamo stati d'accordo con voi. Perché a oggi noi pensiamo che se l'immondezza è ricchezza, non è la nostra scelta di ricchezza; e che le politiche di sviluppo che ci auguriamo possano andare avanti in Sardegna e dare posti di lavoro in Sardegna, ci auguriamo che non siano basati sull'immondezza. A oggi noi pensiamo questo, siamo disponibili a confrontarci con voi, ma il confronto deve avvenire all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi, se qualcuno fosse stato a corto di argomenti per commentare negativamente la gestione del problema rifiuti da parte della Giunta regionale, un valido aiuto sarebbe venuto inavvertitamente, ne sono certo, da un autorevole esponente della maggioranza di governo, mi riferisco allo stimato collega Licheri, Presidente della Commissione ambiente, il quale ieri intervistato dalla Rai, si potrebbe dire "in video veritas", se mi consentite la battuta, ha affermato che il vero problema è quello della informazione e della conoscenza. "Non sappiamo ancora - ha detto Licheri ai microfoni della Rai - quanti rifiuti e di quale tipo arriveranno in Sardegna e per quanto tempo". Ringrazio il collega Licheri per la sua consueta onestà intellettuale, che peraltro ha largamente confermato anche nel suo intervento nel corso del dibattito in Aula, e non posso fare a meno di rimarcare che ha centrato il problema: la grande responsabilità del Presidente della Regione è quella di non aver informato i sardi, su quanto si apprestava a stabilire con il Presidente del Consiglio Prodi e di non averlo fatto nemmeno inseguito e a tutt'oggi. E quindi si chiede un facinoroso di destra, il professor Andrea Pubusa, c'è qualche collegamento tra le reazioni e la segretezza della decisione? E' ammissibile che il sistema istituzionale sardo conosca dell'arrivo della nave da Napoli dalla televisione? E' eccessivo lo sconcerto, non solo del Sindaco di Cagliari, che in quest'Aula è stato oltraggiato proprio oggi, ma anche da quelli di centrosinistra? E' ammissibile che siano in arrivo altre navi, una sta arrivando tra mezz'ora a Cagliari, e che i media ci informino che tutto avverrà nel più rigoroso segreto e con navi, probabilmente, anche camuffate per nasconderne il carico? E ancora, quale base giuridica ha il trasporto e lo smaltimento in Sardegna se una legge regionale lo vieta espressamente? Qualunque operazione dettata dalla politica, in presenza o meno di emergenze e i cui contorni sono tutti da decifrare, che susciti emozioni nella opinione pubblica, non può essere assunta se non in modo trasparente, attraverso l'informazione e il coinvolgimento dei soggetti istituzionali interessati e dei cittadini. In caso contrario, il rischio è che accada ciò che infatti purtroppo è accaduto, se volessimo potremmo fare nostre le parole di uno dei più autorevoli esponenti del centrosinistra italiano, Massimo Cacciari, il quale ha dichiarato: "Per i rifiuti ogni autonomia locale deve avere un sistema per fare da sé, Napoli è responsabile della eliminazione dei propri rifiuti, chi amministra quella città deve amministrarla". Chiamare la popolazione sarda alla solidarietà nascondendo molti dei contorni di una spericolata operazione politica, della quale si ignorano alcuni contenuti basilari, è segno di irresponsabilità non consona ai massimi ruoli istituzionali. Vi sono stati disgustosi eccessi, condanniamo, lo abbiamo già fatto e lo ribadiamo, in quest'Aula ogni forma di violenza e di inciviltà. Lo facciamo senza accettare lezioni da parte di chi ha preso come pretesto qualche bandiera per attribuire a forze politiche avversarie responsabilità che è assurdo attribuire. Tra chi lo ha fatto, vi sono anche quelli che vivono evidentemente senza alcun imbarazzo una coabitazione politica con formazioni alle quali vanno ascritte alcune delle più odiose manifestazioni di violenza viste in Italia negli ultimi anni, come l'incendio delle bandiere tricolori, delle divise dell'esercito italiano, la devastazione di città intere e l'aggressione di inermi cittadini e delle forze dell'ordine.
La violenza va comunque la condannata, ma in ogni forma, compresa quella più nascosta e vile insita in testi di assurda e colpevole e deliberata violenza pubblicati nel sito ufficiale della Regione sarda, testi nei quali i consiglieri regionali di opposizione vengono insultati e additati come i mandanti e i finanziatori detti acquisti. Sì, nel sito della Regione sono stati pubblicati testi, già oggetto di denuncia alla magistratura, nei quali si leggono deliranti accuse verso destinatari indicati con nome e cognome come mandanti di un presunto crimine. E' gravissimo che uno strumento di informazione, che essendo della Regione è di tutti i sardi, venga utilizzato per infangare gli oppositori del Presidente, il quale dovrebbe fare ammenda, come perfino il collega Frau ha fatto e gliene va dato atto, ha sbagliato gravemente e ha fatto chiaramente ammenda, e dovrebbe punire i responsabili il Presidente della Regione. Mediti anche lei sull'episodio che sto segnalando, signor Presidente del Consiglio regionale, e prenda i provvedimenti che il suo senso di responsabilità non mancherà di suggerirle. Utilizzare gli organi di informazione privati per offendere gli avversari politici è scorretto, utilizzare quelli pubblici lo è ancora di più. E neppure siamo disposti ad accettare lezioni da quell'alto funzionario in servizio presso l'Assessorato regionale all'ambiente, il quale col prezzo del ridicolo afferma che la vera emergenza non è quella dei rifiuti, ma quella degli organi di informazione. Gli inquinatori non sono coloro che hanno portato in Sardegna immondezza di dubbia composizione, ma i giornalisti che, a suo dire, hanno male informato. Recentemente, e questo è oggetto invece di un'indagine dell'ordine dei giornalisti su segnalazione del comitato di redazione e cioè l'organismo sindacale di base della Rai, una troupe della Rai è stata insultata e aggredita. I giornalisti che dicevo hanno male informato, secondo questo dirigente, degna epigono di Don Ferrante, secondo il quale la peste non esisteva, questo solerte dirigente regionale inginocchiato ha il coraggio di scrivere che l'emergenza non esiste. E chiarisce che la vera emergenza è quella della sistematica disinformazione e rappresentazione distorta della realtà, operata dai mezzi d'informazione regionali. Colui che sta al vertice di quella struttura amministrativa distintasi per il mancato invio nello Sri Lanka degli aiuti umanitari carpiti alla solidarietà, quella vera, dei sardi, aiuti che ancora giacciono nella polvere e tra le ragnatele in un capannone di Macchiareddu, di quella struttura amministrativa che ci deve spiegare perché 200 mila euro sono stati spesi per l'acquisto di imbarcazioni da destinare al soccorso a mare e che il mare non lo hanno mai visto, si permette di dare lezioni di moralità ai giornalisti sardi, ai consiglieri regionali sardi, pur di occupare un posto d'onore tra i caudatari del Presidente. Afferma questo indefesso produttore di ecoballe, che il Presidente della Regione prima di rappresentare la disponibilità della Sardegna ad accogliere i rifiuti dalla Campania, aveva un quadro certo della situazione regionale e la sua rassicurazione tecnica che il sistema di smaltimento regionale era ed è in grado di farvi fronte senza disagi per i cittadini sardi. Peccato che sia un'opinione isolata, perché pare proprio che il sistema rifiuti in Sardegna sia al limite del collasso, e peccato che queste certezze siano state discusse, conclamate e regolate nelle segrete stanze senza che i sardi fossero minimamente informati di quanto si stava decidendo. Per non parlare di quel povero Assessore costretto a proferire annunci destinati a rivelarsi falsi nel giro di pochi minuti o al massimo di poche ore.
Nella sostanza del problema, che i rifiuti campani rappresentino un pericolo per la salute dei cittadini non lo dicono le forze di opposizione, ma un rapporto della correlazione tra rischio ambientale da rifiuti, mortalità e malformazioni commissionato dalla Protezione civile a diversi organismi, tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Istituto superiore della sanità, il CNR, l'Arpa Campania, l'Osservatorio epidemiologico regionale e il registro campano delle malformazioni congenite. L'approfondimento ha confermato la correlazione statistica tra la presenza di siti di abbandono incontrollato, quali quelli dal quale provengono questi rifiuti, e gli effetti negativi sulla salute per molte patologie. L'allarme quindi non è affatto ingiustificato, e il Presidente della Regione, mi auguro che oggi chiarisca davanti al Consiglio e davanti a tutti i sardi ciò che né il Presidente Licheri, né molti altri, Presidente Licheri, hanno ancora capito: cosa sta succedendo? Quanti rifiuti dovremo ancora accogliere? E' per quanto tempo? E' veramente singolare che il Presidente della Regione non lo abbia ancora fatto, talmente assurdo che questo modo di condurre un'operazione così delicata sembrerebbe nasconderne altre di natura squisitamente politica che sarebbe interessante conoscere. Se qualche valido motivo, valido per i contraenti, si intende, non vi fosse, sarebbe davvero difficile capire il senso di un'operazione dannosa per l'immagine della Sardegna nel mondo. Ma come, siamo in una Regione nella quale si era dato all'ambiente un primato sacrale, nella quale un terzo del territorio sardo rischia di essere sottratto all'utilizzo degli esseri umani e trasformato in un museo naturale.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Una Regione nella quale in nome dell'ambiente si recepisce la Rete Natura 2000 in modo talmente rigido da sfiorare il ridicolo, vedi la delibera del 7 marzo del 2007 nella quale vengono vietate le macchine fotografiche e le scarpe da trekking; qui si parla di solidarietà, e concludo, signor Presidente, la solidarietà è una cosa molto buona, talmente buona che si avvicina alla carità evangelica, la quale però, dice il Vangelo stesso, deve iniziare verso quelli che sono più vicini per poi estendersi, se autentica, a quelli che sono più lontani. Ai campani vogliamo bene, non ci interessa tanto e non apprezziamo tanto la sua solidarietà verso Prodi e Bassolino.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.
E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). Sì, grazie Presidente. Nell'esprimere la piena solidarietà al Presidente della Regione per gli attacchi di cui è stato fatto oggetto per mano di teppisti prezzolati, non si può non condannare con forza l'atteggiamento assunto da questi manifestanti che hanno portato ai tristi episodi di venerdì. Il metodo utilizzato è sempre lo stesso; forzare la mano, tentare spallate, impedire spesso alla Regione, ma anche al Governo, ogni azione per fini certamente poco nobili. Ma quando le argomentazioni politiche a volte addotte sono scarse, come in questo caso, è sulle persone che si riversa la critica più dura e lo scontro diventa personale e non più politico. Ma i teppisti che l'altro giorno hanno devastato una parte di Cagliari, non rappresentano certo i cittadini sardi, e siamo ben lontani dalle manifestazioni di popolo invocate contro l'arrivo dei rifiuti, al contrario, gli attestati di solidarietà e di sostegno alle posizioni assunte dal Presidente della Regione che in questi giorni giungono dai sardi, e non solo, dimostrano che le posizioni estremiste e violente sono ormai isolate. Nel merito. L'emergenza rifiuti in Campania ha radici profonde, ce lo siamo detti in tutta la giornata, di sottomissione dell'ambiente alle logiche del profitto, dove le responsabilità politiche campane si intrecciano fin quasi purtroppo a mescolarsi con gli interessi affaristici di industriali del Nord e con l'impresa camorristica che hanno trasformato il territorio campano in una discarica. L'emergenza rifiuti in Campania deve trovare soluzioni definitive che devono passare, se si vuol essere credibili dopo 14 anni, attraverso un'assunzione di responsabilità piena da parte di quella classe politica che fino ad oggi, nonostante gli strumenti e gli interventi forti messi a disposizione dallo Stato alle Regioni e ai comuni, nulla ha fatto. Non sono stati predisposti gli strumenti necessari per avviare una corretta gestione dei rifiuti, e in conseguenza, non è stata fatta nessuna opera di sensibilizzazione e di educazione ambientale, fondamentale in una società. E in questo quadro si colloca la solidarietà espressa dalla Regione Sardegna, di intervento e urgente, perché si tratta di una situazione di pericolo per la salute dei cittadini campani, ma si giustifica solo se si configura di carattere eccezionale e quindi circoscritto nel tempo. Da qui la necessità di conoscere per l'intera Italia, ma anche per l'immagine che l'Italia da di se al mondo, quale piano il Governo ha messo in piedi per uscire dall'emergenza rifiuti in Campania, perché la gestione commissariale è stata finora un fallimento, e non è con l'ordine pubblico e con l'uso dell'esercito che si smaltiscono i rifiuti o si avvia una seria raccolta differenziata. Quello che si è verificato in Campania è uno scenario che potrebbe ripetersi anche in altre Regioni. Ecco che l'intelligenza politica potrebbe in questa fase cogliere l'occasione per aprire in Sardegna un grande dibattito sulla gestione dei rifiuti, sulle prospettive, sul riciclaggio, senza fughe in avanti. Il riciclaggio quasi completo di molti materiali è possibile, ed è possibile nella società del futuro, ma questo presuppone a monte un sistema industriale disposto a recepire e valorizzare rifiuti; senza una cartiera non è possibile riciclare la carta, senza una fonderia opportunamente trattata è impossibile riciclare l'alluminio, senza industrie elettroniche opportunamente specializzate non si possono riciclare i telefonini i televisori e così via. Quindi, perché non nel merito discutiamo. Sostenere in Sardegna la raccolta differenziata, intervenendo in maniera più decisiva nei confronti di quei comuni che ancora la raccolta differenziata non l'hanno attuata e premiando invece i comuni più virtuosi, perché non promuovere un sistema industriale che sia in grado di riutilizzare i materiali riciclati in maniera economicamente conveniente. Molto quindi discende dalle politiche che questa Regione saprà avviare anche per il futuro su un tema così delicato e che coinvolge la cultura del nostro Paese, ma anche della nostra Regione. Ma è vero Presidente, c'è anche una questione di metodo. Se l'urgenza impone la capacità decisionale che gli è riconosciuta di intervento della Regione, immediatamente dopo c'è un altro atto di responsabilità che è la condivisione, la corresponsabilità. Si sarebbe dovuto informare il Consiglio regionale, i rappresentanti degli Enti locali, la Commissione, per quella forma di rispetto delle istituzioni e di riconoscimento dei compiti che sono chiamati a svolgere. Ci sono scelte che devono richiamare i sardi culturalmente e politicamente ad una responsabilità che è collettiva, e in quanto tale è da condividere.
Ciò può rappresentare anche da un punto di vista positivo, così come io leggo tutta questa vicenda, anche un momento di grande crescita culturale per il nostro Paese, per la nostra Regione, ma anche per le nuove generazioni. Le argomentazioni pretestuose trovano terreno fertile nell'ignoranza, cioè intesa proprio come "non conoscenza". La trasparenza, la tempestività dell'informazione, la condivisione delle decisioni non possono essere considerate come facoltative, rappresentano un dovere istituzionale nei confronti dei cittadini che direttamente o indirettamente chiedono e hanno diritto di partecipare alle decisioni più importanti che riguardano la nostra Isola.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lanzi.
E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Ma, molte parole sono scorse in queste ore in quest'Aula, anche qualcuna fuori luogo come quella che ha pronunciato stamattina il mio collega Frau, un collega che non ha avuto difficoltà ad ammettere di aver sbagliato e di scusarsi anche con la persona interessata. Credo che il collega Frau però, involontariamente, ci abbia fatto un esempio, ha fornito un esempio di quello che dovremo fare, di quello che dovrebbe fare ognuno di noi, quando commette un errore e quando magari, preso dal clima esasperato, dal clima di questi giorni, magari dimentica di dover mantenere il confronto politico tra diverse posizioni e non rivolto invece all'attacco verso la persona, ed è per questo che nel mio intervento, alla luce di quanto è successo nei giorni scorsi e di quanto ancora continua a succedere, basta pensare alle minacce che ha ricevuto il collega Marrocu riportate dai giornali stamattina, che riguardano presunte adunate, che si sarebbero verificate e si potrebbero verificare vicino alla sua abitazione. Ecco credo che quanto avvenuto nei giorni scorsi nei confronti del presidente Soru non abbia niente a che fare con il confronto politico o con la problematica dei rifiuti. Io credo che non abbia niente a che fare. Il collega Maninchedda nel suo intervento ha ipotizzato che sia stata messa in campo una vera e propria strategia della spallata nei confronti del Presidente nella speranza che l'emergenza rifiuti e le scelte del Presidente al riguardo dell'emergenza rifiuti fosse una vera e propria buccia di banana politica che in qualche modo ne determinasse la definitiva caduta.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PORCU.) Io non so se di questo si tratta, ma credo che non ci sia alcun dubbio, che non ci possa essere atto politico che possa giustificare l'attacco ad una abitazione civile, assalto di ultras, episodi di guerriglia urbana che nelle pesantissime parole del questore di Cagliari sono state scatenati da teppisti a pagamento per scatenare il caos. Non credo che ci possano essere atti politici che possono giustificare gli attentati incendiari, né posso, collega Liori, immaginare che siano i semplici disordini che debbano portarci, se mi ascolta, sarei contento, collega Liori, così come lo dico al collega Randazzo…
PRESIDENTE. Collega Porcu, mi scusi, si rivolga alla Presidenza.
PORCU (Progetto Sardegna). Che siano i disordini che sono stati scatenati dai quali ci dobbiamo discostare. Io credo che dobbiamo tutti ricordarci che la politica si discute nei luoghi della politica e che non dobbiamo aspettare i tafferugli per ripiegare le bandiere e andare a casa. Gli attacchi alle abitazioni civili, gli attacchi punitivi, purtroppo, ci riportano ad una memoria triste di molto tempo fa e forse quelle bandiere non andavano mai portate nel piazzale di fronte alla casa del Presidente della Regione. E per questo sono rattristato da quanto è accaduto in questi giorni, ma quanto ho anche continua ad accadere perché questo clima, il clima che è stato scatenato continua ad avere delle conseguenze perché io credo che per il Presidente, per la sua famiglia non sia finito il momento della preoccupazione della paura, e credo anche che quando in concomitanza con le dichiarazioni del questore sui teppisti a pagamento e sui presunti attentati o le persone arrestate per presunto attentato incendiario il centrodestra arriva a pagare una pagina a pagamento la domenica, nel giorno immediatamente successivo che dice, chi ha sbagliato deve pagare e subito iniziamo da Soru. Io credo che nella politica regionale ci sia qualcosa che non va, ci sia una personalizzazione uno scontro, un attacco personale che non ha niente a che fare con il dibattito civile e politico e dal quale, purtroppo, non ho sentito i colleghi discostarsi. Quindi credo che quello che è successo può ancora succedere se non diventiamo pienamente consapevoli del clima che si è scatenato e di quanto ancora continua a succedere.
Sui rifiuti, dirò non molto; è stato rimproverato al presidente Soru di aver avuto fretta e di non aver informato, in questa Aula ho sentito dire più volte dovevamo essere informati, dovevamo essere coinvolti. Io credo che non sia stata la fretta che ha innescato la paura, io credo che sia stata la rinuncia a voler capire, a voler ascoltare le informazioni che erano già rintracciabili il mercoledì sera e io credo che se un autorevole giornale può sbagliare un titolo e dire le navi arriveranno tutto l'anno, se abbiamo una responsabilità politica e abbiamo un dubbio, non abbiamo solo la responsabilità di aspettare di essere chiamati, ma abbiamo anche responsabilità di informarci e magari prima di andare a fare una manifestazione sotto una nave, che può dare un segnale distorto di un pericolo che magari non c'è, ed in qualche modo procurare un allarme, abbiamo il dovere di capire di sapere; forse qualche esponente politico avrebbe fatto meglio giovedì sera invece di andare a manifestare sotto una nave andare ad una riunione che era stata regolarmente convocata per giovedì alle ore 19 e magari avrebbe saputo o avrebbe avuto qualche informazione utile che poteva avere l'effetto non di allarmare cittadini ma magari di tranquillizzarli per spiegare che stavamo parlando di una quantità di rifiuti che la Sardegna ogni giorno produce per una quantità quattro o cinque volte maggiore.
Quindi credo che quanto è avvenuto non ha veramente niente a che fare con il tema dei rifiuti, ma credo che sia un segno più generale di cui ha parlato anche il collega Salis un intervento che ho molto apprezzato del declino del nostro Paese. Io credo che riguardi un'intera classe dirigente politico, un sistema politico noi non abbiamo difficoltà ad ammettere che l'emergenza rifiuti in Campania dura dal 1994, in un periodo nel quale si sono alternati Governi di centrodestra e di centrosinistra, sono stati alternati sette commissari nominati dal centrodestra e dal centrosinistra e sono stati spesi oltre 900 milioni di euro. Questa emergenza, uno che ha fatto il commissario per 4-5 anni questa emergenza ha provocato a Napoli non soltanto delle foto sui giornali che recano danno all'immagine dell'Italia, ma hanno provocato a Napoli un aumento della mortalità del 10 percento e l'aumento di patologie polmonari e al fegato. Hanno un impatto sulla vita delle persone. Il nostro è un Paese che fatalmente in oltre 14 anni dibatte e non decide, che commissaria ma non risolve non controlla. E' un'immagine, è un Paese, come ricordava il collega Salis, immerso nella mucillaggine è immerso in un'inerzia, e una classe politica che non riconosce a nessuno la responsabilità di scegliere, ma che non si assuma a sua volta la responsabilità delle conseguenze di non aver scelto. Questo è il tema di oggi non i rifiuti, e come possibile che una classe politica a cui si affanni a dire se è un'emergenza bisognava convocare il Consiglio bisognava convocare il Consiglio dell'autonomia, come se non fosse nella nostra facoltà convocarlo, come se non potessimo ancora decidere in quella decisione, come se il Presidente non si fosse limitato a dare un sì , un sì che ha voluto dare un primo segnale di solidarietà e non fosse ancora nella nostra piena disponibilità dire se non siamo d'accordo perché non siamo d'accordo. Ma perché abbiamo questo interesse a dire che tutto è già scritto? E perché non dobbiamo capire il valore di quel gesto, che ha compiuto il Presidente a nome di tutti noi? In questo sistema, Presidente, chi è ammalato di tergiversismo che funziona semplicemente a spostare il cerino della decisione a qualcun altro a far sì che qualcun altro si scotti le dita lei è un vero alieno, lei è un vero alieno perché ha fatto quello che nessuno politico esperto avrebbe mai fatto, lei ha fatto quello che nessuno avrebbe fatto, ha pronunciato una frase impronunciabile: ho deciso da solo. Ma si rende conto lei si è esposto alle critiche non ha cercato riparo dietro la convocazione alla consultazione che pure è stata fatta ed è stata avviata perché le comunicazioni sono state date, non ha detto devo decidere con altri, ha detto non si può non rispondere no a nome di tutti. Il mio mandato è anche per poter decidere in nome della mia comunità.
E quindi si è trovato in questa mucillaggine di chi oggi dice solidarietà sì ma rifiuti no. Il nostro è il Paese della solidarietà che spesso è annunciata ma non è fattiva e concreta e non è una Sardegna remissiva la nostra, perché è una Sardegna che in questi anni si è battuta per i nostri diritti, pensiamo alle entrate, pensiamo alle servitù militari pensiamo ai trasporti, pensiamo ai beni culturali, ma è una Sardegna che vuole chiedere sapendo anche di poter dare. Io credo che il declino del nostro Paese non sia inesorabile, ma richiede un agire concreto, una solidarietà che sia fattiva, un senso di missione collettivo che abbiamo perduto, una rafforzata coesione nazionale forse per questo e non per simpatia politica o vicinanza politica il Presidente del Consiglio Prodi nei giorni scorsi ha detto che la Sardegna attraverso l'agire concreto del suo Presidente della Giunta è stato un esempio per l'Italia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Ho contestato in più occasioni, in sintonia con i miei amici sardi le scelte del presidente Soru e proprio per questo mi vergogno per quegli isolati che hanno voluto sporcare le bandiere del mio partito con le contestazioni violente sotto l'abitazione del Governatore. Un centrodestra serio e credibile non può avere niente a che fare con questi comportamenti. Bastava dire, ripetere in questa sede le parole di un uomo politico serio, come Pierferdinando Casini, per evitare la strana sensazione di dire o non dire, condannare, però, dare le attenuanti, accusare, ma assolvere, e alla fine provare a patteggiare. Io la direi così. Abbiamo, probabilmente, confuso un momento particolare della storia della Sardegna e della storia di questo Paese, dell'Italia, rispetto a un problema che è un problema che fa imbizzarrire le intelligenze del nostro Paese, sia quelle dei campani, ma sia anche quelle dei lombardi, dei sardi, eccetera, e non abbiamo saputo ritirarci al momento giusto, distinguendo il dovere e il diritto della critica politica rispetto all'alimentare questa reazione di pancia. E' un errore che abbiamo fatto, noi probabilmente l'abbiamo fatto in altri contesti, il centrodestra l'ha fatto in altri contesti, l'importante è che questo Consiglio regionale sappia recuperare una discussione sul merito e una razionalità, un'intelligenza degli avvenimenti che magari insegni qualcosa anche a noi, le cose da fare, le decisioni da prendere. Ci sono degli esempi che, essendo negativi, pur non arrivando alle richieste di dimissioni di altri organi, di altre regioni, e così via, probabilmente, ci indicano una strada su come non si deve muovere un popolo e un'amministrazione e le amministrazioni, una regione, i suoi legislatori per non far pagare alle generazioni future la propria mancanza di lungimiranza. Io voglio dire questo toccando poi, questo inizialmente, ma per dire due cose, un po' forse più noiose, circa un argomento che ha aleggiato in quest'Aula, e cioè che il presidente Soru avrebbe, con una sua decisione generosa, certamente, solidale, certamente, violato l'ordinamento legislativo regionale, avrebbe violato consapevolmente la norma che, alle tre del mattino, "il Vassallum sardo", diciamo così, con il contributo dell'onorevole Uras, il Consiglio regionale del 2001 scrisse norma che sappiamo essere già stata parzialmente demolita dalla Corte costituzionale. Io credo che lei non abbia violato la legge, Presidente. Un Presidente, un Governo di allora, febbraio 1992, Presidente che promulgò la legge, l'onorevole Giulio Andreotti, ha votato una legge che è ancora in vigore, che definisce quali sono i compiti e le responsabilità di protezione civile, di emergenza in questo Paese. Si dice, e questo è l'argomento: "Non è questa un'emergenza, perché non c'è una calamità naturale". Io leggo questa norma che è ancora in vigore, e viene applicata dal Governo in tanti casi, che definisce che cosa è lo stato di emergenza e il potere di ordinanza di un Governo nazionale. Nel '92 non c'era, non aleggiava il presidenzialismo, non c'erano i governatori, c'era un Governo che si assumeva responsabilità e scriveva che per l'attuazione dei poteri di emergenza il Governo provvede anche per mezzo di ordinanza in deroga ad ogni disposizione vigente. E quali sono questi eventi? Questi eventi sono, dice l'articolo 2 della stessa legge, sia gli eventi naturali sia quelli connessi all'attività dell'uomo, e si dividono in soccorso, quello che si fa all'inizio dell'evento, e nel superamento dell'emergenza. Poi c'è un'altro argomento che ha aleggiato, non è emergenza questa, ha sbagliato Soru, perché questa è un'emergenza che dura da quattordici anni. La risposta a questa obiezione, colleghi, per me è nell'immagine e nelle voci che tutto il mondo ha potuto vedere dalla Campania; sinceramente non riesco a capire la freddezza e quasi l'irrisione di colleghi che, dopo le formali solidarietà al popolo campano, esprimono concetti di un diverso tasso di crudeltà, permettetemi di dire, affermando, io lo capisco così, ma in definitiva si arrangino. Perché è un'emergenza, colleghi? Perché una cosa è aprire discariche oltre la loro portata, una cosa è forzare qualche limite di legge nelle emissioni, facendo funzionare degli inceneritori vecchi, e un'altra cosa è invece avere l'immondezza al secondo piano delle case, avere i propri figli che non possono andare a scuola, avere le ambulanze che non possono raggiungere gli ammalati e portarli agli ospedali. E io ricordo, visto che il problema è la durata dell'emergenza, che anche la Sardegna è stata commissariata sulla base della stessa legge, è stata commissariata a lungo, dal gennaio del 1995 al dicembre del 2005. L'emergenza idrica, chi se la ricorda? Mezza Sardegna, molti di noi, non lo so, io personalmente sì, sa che cosa vuol dire aspettare l'autobotte, l'acqua a giorni alterni. E credo che per molti dei sardi, di quei dieci anni, l'autobotte sia stata quello che per un campano, oggi, è il camion della spazzatura. E i commissari di allora, Palomba, Pili, Floris, Masala e Soru, per un anno, hanno disapplicato, per combattere l'emergenza idrica, leggi della Regione Sardegna e leggi dello Stato, perché l'ordinanza del Governo glielo consentiva. La sequenza normativa, colleghi, per una rassicurazione generale, è questa: c'è una legge dello stato che fa da cornice a una legge regionale, noi non possiamo violare quei principi della materia, perché anche la nostra legge, "il Vassallum sardo", è una legge che vede esercitata una competenza non di tipo primario, ma di tipo concorrente; e qual è questo principio? E' scritto anche che nel decreto Matteoli, cioè che è vietato smaltire rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionale, e poi continua con un'altra serie di deroghe. Ma questo principio è derogato da quell'emergenza stabilita e promulgata sulla base di una legge dello Stato italiano. L'ordinanza, non di Soru, ma di De Gennaro, e prima ancora di tutti gli altri commissari: non possono superare i principi generali dell'ordinamento giuridico, ma possono superare tutte le leggi della Repubblica, derogandole, comprese quelle regionali. Io potrei fermarmi qui, no, l'ordinanza prevede, ad adiuvandum, che c'è un'intesa, e quindi l'intesa è una facoltà che si rappresenta nell'ordinanza ultima come esercizio di quel principio di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni, che è il fondamento perché il Paese funzioni. Vorrei continuare col mio discorso, bloccandomi qui, e dicendo che noi stiamo facendo semplicemente quello che dovevamo fare, per essere un pezzo, una parte di questo Paese. Ci sono poi tecnicismi, tutto quello che volete, ma alla fine io credo che prevarrà l'informazione. Questo Consiglio, a differenza di altre regioni, si è riunito e sta discutendo sul procedimento che la Regione avrà cura, via via, come sosterremo, probabilmente, in un ordine del giorno finale, di tenerci informati circa i contenuti. Gli enti regionali preposti faranno quello che devono fare per verificare che cosa arriva; il Casic e il Tecnocasic cercheranno di attrezzarsi per fare quel che devono fare se le ecoballe bisogna aprirle, sversando, o piuttosto no. Ecco, non credo, onorevole Artizzu, che una struttura così brillantemente anche da lei amministrata si impaurisca davanti a un'ecoballa. Io la vedo idealmente con una spada di fuoco, aprendo l'ecoballa, e aiutando i poveri ragazzi e bambini campani a smaltire. Però, ecco, devo dire che, alla fine di questa seduta, è stato evocato ripetutamente il tema: qual è il livello della nostra solidarietà. Io ho detto la mia opinione: qual è il livello necessario e qual è il livello facoltativo. Il livello necessario è quello che stiamo facendo, per chi ci crede e per chi ha un'ispirazione politica fondata magari anche su valori diversi da quello che è scritto nelle nostre leggi, può darsi che ci sia anche il nostro prossimo, il nostro prossimo è anche quel brillante dileggiato, onorevole Artizzu, però c'è qualcuno che ci ha insegnato chi era il nostro prossimo. A una domanda precisa: "Chi è il nostro prossimo?", si rispose con una parabola: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò in briganti che lo spogliarono, lo percossero, e poi se ne andarono, la storia la sappiamo. Passò un sacerdote, e cambiò strada, passò un levita, fece finta di niente, poi passò uno che non centrava nulla, lo raccolse, lo lavò, gli pagò la locanda, e poi, alla domanda "Secondo te, chi è che ha fatto quello che doveva fare verso il suo prossimo?", è chi lo ha accolto. Io vorrei dire, ho veramente finito, che una Regione, una sua classe dirigente, un popolo non fu lungimirante, sbagliò la sua programmazione del ciclo dei rifiuti, incappò nella camorra. Tutto questo lo lasciò mezzo morto, e quando non riusciva più ad andare avanti, sommerso dalla sporcizia, senza scuole aperte, in gravissimo pericolo per la salute, il Paese, il Governo nazionale si chinò su di lui e si chinò su questa situazione, e alcune Regioni dissero "mi dispiace portali da un'altra parte perché ho le elezioni vicine", e alcune altre Regioni dissero "noi siamo bravi a smaltire rifiuti, ma così bravi che i vostri rifiuti sono troppo rifiuti, troppo sporchi per darvi una mano", e altre dissero "ci pensiamo qualche giorno". La Regione sarda ha detto: "Siamo molto lontani, non c'entriamo niente con voi, non abbiamo condiviso le vostre responsabilità politiche ma quello che possiamo fare lo faremo e ve lo dico subito questo, lo faremo, poi sentiamo i sindaci, le Province, ma lo faremo subito." Niente di più e niente di meno. Può darsi, colleghi, che pagheremo oggi qualcosa per non essere stati in sintonia con la pancia della gente, aiutata dalla cattiva informazione, ma sono certo che quando ci chiederanno: "Chi si è fatto prossimo, chi ha fatto una buona e bella politica?", credo che si potrà dire a testa alta: "La Sardegna".
ARTIZZU (A.N.). Santo subito!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Sabato 12 gennaio il sottoscritto veniva coccolato da trecento persone, insieme al collega Maninchedda, in un albergo cittadino che ci vedeva impegnati su un tema abbastanza ostico: una nuova sovranità per un grande popolo; e, a conclusione dei lavori, il nostro partito ha deliberato un ordine del giorno, votato all'unanimità, nel quale si è scritto che rifiutiamo gli episodi di teppismo messi in atto dinanzi all'abitazione privata del Presidente della Regione. Questo lo dico perché è stato un sentimento sincero e perchè non siamo abituati a mischiare il privato con il pubblico. Ecco perché la solidarietà ha attratto l'attenzione anche di docenti di diritto che in quest'aula, improvvisandola quasi come un'aula di tribunale, poc'anzi ci arricchivano distinguendo bene il concetto della solidarietà e dell'emergenza.
Il commissario europeo Stravas Dimas, il greco, ha posto l'attenzione su una regione italiana, la Campania, così anche altri personaggi che siedono a Bruxelles, ricordandoci che in questa regione c'è una collusione tra la politica e la camorra -anzi la camorra pare in maggioranza - quindi da diversi decenni non si riesce ad assicurare neanche l'amministrazione più blanda. Cosa c'entra la solidarietà con l'illegalità? Casomai possiamo parlare di emergenza di ordine pubblico. E allora, se questo concetto fosse stato chiarito, noi sardisti, che non abbiamo bisogno di professorini che ci insegnino i concetti di solidarietà, avremmo ben volentieri, come facciamo da 147 anni, dall'unità d'Italia, continuato in senso unilaterale a versare il sangue, il sudore nei confronti di uno Stato che spesso ho ritenuto truffaldino, vedasi lo scippo che ci ha fatto dei diecimila miliardi, uno Stato spesso disattento alle rivendicazioni di un popolo, non dei Sardisti, della dignità di un popolo! Anche la stessa proroga nei confronti della Tirrenia, che da mezzo secolo dissangua il popolo sardo, è l'ennesima dimostrazione di quanto contino le lobby politiche calabro-partenopee. E noi qui a dividerci, a cercare di spostare il problema soltanto su un manipolo di delinquenti che hanno violato la serenità del Presidente; ma questo lo dobbiamo liquidare e incoraggiare la magistratura perchè traduca in galera questi delinquenti. Qui dobbiamo parlare di un argomento che crea tensione sociale, quando si parla di rifiuti ormai c'è la psicosi e sappiamo bene quanto il bombardamento mediatico crei questa psicosi. Io vorrei ricordarvi quella muccarella tremolante che aveva la BSE e costringeva le massaie a puntare sulle carni bianche e per lunghi mesi non si è presa la fettina di vitello, pensando, terrorizzati, che tutta la carne fosse infetta e arrecasse danno alla salute umana.
Ma, tornando alla spazzatura campana, è evidente che, senza coinvolgimento, senza informazione, c'è stata anche l'isteria? Io non voglio giustificare gli atti delinquenziali, che ho già condannato, ma ci rendiamo conto che crea tensione sociale un argomento che ci è piovuto tra capo e collo? E' stato naturale, da parte di alcuni, protestare pacificamente al porto, parlo di coloro che si sono presi una randellata continua. E anche questo ci deve preoccupare, perché si sta instaurando una cultura muscolare, come quella che si è evidenziata nei confronti dei formatori che manifestavano sotto il palazzo di viale Trento. Io credo che chi ha informato la Questura certamente fosse allarmato dalla presenza di un noto facinoroso, Don Borrozzu, che aveva dormito in quelle tende; quindi, preoccupati per la presenza di questo sovversivo facinoroso, hanno pensato di mandare manganelli e muscoli ritirando e traumatizzato i poveri formatori che protestavano perché perdevano il loro posto. La stessa cultura poliziesca e muscolare si è scatenata contro le donne delle pulizie.
Io, in questi tre anni e mezzo (per l'esattezza il presidente Soru governa da 31.440 ore, in questa seduta defaticante mi sono messo a fare dei calcoli e ho visto che sta governando da 31.440 ore, perché ha iniziato il 14 giugno, un mese prima del Consiglio regionale), in tutto questo lasso di tempo non ho mai condiviso, ma non per ragioni pregiudiziali, la filosofia politica dell'amico e collega Chicco Porcu, però stasera, si crea un precedente per la parte che riguarda Frau. Io fino a stamattina lo stimavo perché è una persona corretta, seria, intelligente, stasera lo stimo ancora di più perché ha fatto una cosa che è difficile per tutti, ha ammesso il proprio errore e sappiamo quanto sia difficile ammettere i propri errori. Quindi io non vedo l'ora di riabbracciarlo perché mi ha sorpreso, una persona così educata, costruttiva, che si sia fatto travolgere da chissà che cosa. Per me quindi è un capitolo chiuso, Porcu.
Però, sul metodo e sul modo con cui si è gestito questo, è inquietante sentire... vi dico alcune perle, prese da questo mare agitato, pieno di veleni che vorrei contribuire a svelenire. Non ricordo chi ha detto queste cose: "Si interviene e basta, non si disquisisce su chi ha responsabilità di questo sfascio amministrativo e morale e non si devono fare sciocchi distinguo", poi stasera ho sentito, non ricordo chi lo abbia detto, che i consiglieri devono informarsi, che il Presidente è un alieno perché decide da solo. Ma questa sciagurata legislatura ci dovrà pur insegnare qualcosa: abbiamo visto che in mancanza di concertazione, di condivisione, viene a mancare la partecipazione, la democrazia. Non si può governare così, addirittura contro la stessa maggioranza che rimedia, credo, figuracce quando apprende solo dalla stampa o dalla televisione decisioni così importanti che non possono essere giustificate dall'emergenza falsa che io credo non esista, perché è endemica, è strutturale. Signori, la democrazia, la legalità sono valori sostanziali, non sono formalità, orpelli; la democrazia e la legalità sono valori sostanziali, non possiamo permettere, perché traiamo dei vantaggi personali in quanto c'è un alieno, così è stato definito, al governo, dei vantaggi immaginari. Qui l'Istituzione va tutelata da chicchessia. La sovranità, la specialità, l'autonomia di un popolo è stata miseramente vanificata; al di là del valore che può avere la legge del Parlamento regionale, la numero 6 del 2001, ricordiamoci che noi apparteniamo all'Europa. Il decreto legislativo 152 del 1991, dell'Europa, impregna con la sua filosofia, su un argomento così preoccupante, i rifiuti solidi urbani, impregna tutti gli Stati, anche Italia. L'Italia si è dotata con il decreto legislativo numero 152 del 2006, di questa parte dove sancisce, al comma cinque del decreto numero 152, che è vietato smaltire rifiuti solidi urbani pericolosi in regioni diverse da quella dove gli stessi sono prodotti.
Cosa c'entra l'illegalità, la camorra, la cultura sciatta di gente che ha portato alla disperazione una Regione, e ci a rimediare brutte figure. Allora facciamo chiarezza, il Presidente secondo il punto di vista sardista, avrebbe intanto dovuto coinvolgere l'ARPAS, l'agenzia regionale protezione ambiente, un'agenzia tanto desiderata, c'era un vuoto normativo perché è stata istituita nel '94, noi arriviamo col solito cronico ritardo, ci dotiamo di un'agenzia, coinvolge perché il Presidente come sappiamo può essere un alieno… però nel campo dell'igiene e della sicurezza, non ci garantisce la salubrità dell'ambiente e della salute pubblica, e quindi noi vogliamo e contrappesi che garantiscano questo valore che anche questo è presente nella costituzione, e l'articolo 32, cioè quel Magistrato che ha costretto i teppisti, giustamente, ad aggiornarsi e studiare la Costituzione lo dovrebbe fare anche con qualche politico, perché dell'articolo 32 c'è anche l'articolo che per fortuna garantisce l'istruzione a tutti, la costituzione è un groviglio di divieti, di inibizioni, di cose..ma mette al centro i diritti fondamentali e lo e ora a non i diritti fondamentali a dell'uomo che vengono violati da una persona che…
PRESIDENTE. Prego onorevole.
ATZERI (Gruppo Misto). Che non può averla, l'ha dimostrato sistematicamente, la violazione sistematica delle leggi e allora Lussu… imprudentemente, da un zelante scrittore, ossessionato da prebende e visibilità, ha scritto sbagliando che c'è un'analogia tra il Presidente Soru e il povero Emilio Lussu, ma Emilio Lussu diceva che anche la forma è sostanza, come possono entrare frettolosamente nella testa di una persona avulsa dai grandi valori della legalità della democrazia, ma qui veramente siamo alla frutta! Quindi secondo me, in Campania, noi dobbiamo mantenere e riperimetrare le nostre condizioni affinché ci dicano per quanto tempo questa falsa emergenza esiste, e soprattutto, che si impegnino per smaltire questi rifiuti che sono incontrollati, che sono pericolosi, perché hanno cercato di bruciarli e poi hanno cercato di diluire i fuochi in questi cumuli di immondezza fatti di oli esausti, quindi io non ho la serenità, la sicurezza, che è quello che è arrivato in Sardegna e così anche i sardi non possa arrecare danno alla salute del popolo sardo, queste sono le condizioni…
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri il suo tempo è scaduto.
ATZERI (Gruppo Misto). Allora termino educatamente e mi siedo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, parlo con qualche difficoltà in più oggi, perché è da diverso tempo che non mi capita, perché comunque ci torno dopo un fatto importante, anche dal punto di vista personale, parlo con difficoltà anche per via del dibattito a cui ho assistito. Devo dire che sono abbastanza sbigottito, per molte delle cose che ho sentito, e ringrazio tutti per la solidarietà espressa, vi ringrazio tutti per aver condannato, chi più chi meno, la violenza, chi in maniera netta, o con mille distinguo, mille se e mille ma…Ringrazio tutti per aver parlato degli episodi che si sono verificati a Cagliari nei giorni scorsi, e per aver, subito dopo, parlato del tema vero che è quello dei rifiuti. Mi scuserete ma io oggi pensavo che il tema vero fosse quello della violenza, pensavo che il tema oggi fosse unicamente relativo agli episodi che si sono verificati a Cagliari, magari subito dopo parlare, per tutto il tempo che occorre, dei rifiuti. Però, forse, una riflessione in più avrebbe meritato…
Siete giustamente dispiaciuti che a un consigliere regionale sia sfuggita una parola "non appropriata", in quel discorso che comunque cercava di portare avanti, la "non più appropriata", mentre cercava di fare un ragionamento, io le chiedo solo, per cortesia, di riuscire a fare un ragionamento. Vi ho ascoltato, in tanti, se mi permette, mi dà una mano, mi fa portare avanti la mia responsabilità…e vi dico qualcosa. Altrimenti, come voi, sono stanco. Alle 10 e 20 potevamo anche tornare a casa. Cerco di dirvi qualcosa, se può essere utile, vede consigliere Atzeri, non è della mia serenità che si parla, non è della mia serenità, io sono sereno e rimarrò sereno, le assicuro, però credo che sia un problema, per questa Regione che comunque ha un Presidente della Regione, spero che lo continui ad avere a lungo, altri presidenti della Regione, non io, presidenti della Regione che possano vivere un clima di agibilità politica, che possano svolgere la loro responsabilità nei luoghi istituzionalmente preposti, e poi, ad un certo punto, possano vedere non condiviso… possano avere un confronto aspro e polemico, ma, ad un certo punto della giornata, possano andarsene a casa e stare tranquilli. Io credo che sia un valore per questa Regione, non per la mia serenità che non vale nulla, un valore per questa Regione il fatto che la politica si faccia qui o si faccia nelle manifestazioni, fuori anche dai palazzi regiornali ma non si vada a prendere mai il Presidente della Regione a casa! Non lo si vada a prendere! Quello è squadrismo! Quello è fascismo! Andare a prendere chi fa politica a casa sua, nell'esperienza italiana l'hanno fatto i fascisti! Io sono stato zitto quando voi parlavate, se mi permettete di parlare parlerò, o altrimenti ce ne andiamo a casa.
PRESIDENTE. Prego Presidente, continui…
SORU, Presidente della Regione Sardegna. Vi tranquillizzo tutti, non c'è nessun paragone da fare con Emilio Lussu, sono indenne a qualsiasi paragone se non il fatto che dunque era da tanto tempo che una persona che ha una responsabilità istituzionale importante in questa Regione lo si andasse a prendere a casa. E per questo, se non con Emilio Lussu, certamente mi voglio paragonare a quel Sanlurese che un giorno, alcune persone vestite in modo strano, partendo da Cagliari e prendendo il treno, andarono a prenderlo a casa sua, per fargli violenza, per umiliarlo davanti alla sua famiglia, per umiliarlo davanti ai suoi vicini e ai suoi cari, spaventarlo ed eventualmente fargli cambiare idea. A lui mi sento idealmente e totalmente vicino, perché quello che è accaduto è pari pari la stessa cosa: andati a prenderlo a casa, nella sua famiglia, usata violenza contro di lui, per umiliarlo e per cercare di fargli cambiare idea.
Io credo che questo non sia buono per la nostra Regione, e credo che meriti un supplemento di riflessione.
Per quanto riguarda i rifiuti, l'ho già detto tante volte, perché ho agito in questo modo, ho agito davanti ad una emergenza. Oggi ho sentito da più parti che non c'era emergenza. Evidentemente non sapevano che c'era un commissariamento a Napoli, che era stato mandato il capo della protezione civile Bertolaso che ha avuto dei problemi, che l'emergenza è cresciuta ulteriormente, che da venti giorni i bambini non andavano a scuola come giustamente qualcuno ha richiamato, che la città è paralizzata, che si andava a rischio di malattie, che l'Italia, non Napoli, l'Italia era da una settimana, ogni giorno nei telegiornali di tutto il mondo, che l'Italia, non Napoli, era tutte le sere in qualsiasi telegiornale, in qualsiasi Paese europeo. Io credo che fosse un'emergenza e poiché voglio rappresentare una Regione che è fatta di diritti e di doveri e poiché i diritti penso di averli chiesti, fatti valere, qualche volta con successo, qualche volta meno a gran voce, ogni volta, allo stesso modo voglio rappresentare una Regione di doveri e quando il Paese chiama questa Regione ci deve essere, almeno io voglio rappresentare una Regione che c'è nel momento in cui è chiamata a fare il suo dovere, e l'ho voluta rappresentare, l'ho già detto, l'ho messo per iscritto perché mi ricordo anche di qual è il contratto che ci lega, il contratto sociale, qual è il patto che ci lega e che è ben scritto nell'articolo 2 della Costituzione e che non è semplicemente banale ricordare, non è una frase fatta, è quello che è sostanza il nostro stare assieme, è quello che è sostanza le nostre istituzioni ed è quello che deve guidare l'operato di tutti noi e sicuramente deve guidare il mio operato poiché ho giurato di volermi comportare rispettando quel testo. C'era emergenza e davanti all'emergenza bisogna agire ed esprimere immediatamente la piena solidarietà. Ora è stato detto: "Ma anche noi siamo solidali, anzi l'abbiamo detto anche prima di lei, anche noi vogliamo essere solidali" e allora va bene vogliamo essere tutti solidali, poi è stato anche detto: "Ma è un'inezia quello che sta arrivando, è lo 0,3 per cento del nostro spazio disponibile in discarica", qualcuno ha detto: "Ma è un'inezia, non è nulla, è una goccia nel mare", è vero, è una goccia nel mare, ma se siamo tutti solidali e se è una goccia nel mare, così come voi stesso avete richiamato, di cosa stiamo discutendo? Del metodo? Siamo tutti solidali, è una goccia nel mare, tutto questo per il metodo? E' evidente, allora io conosco il valore di una goccia nel mare e di una goccia contro gli incendi. No, io conosco il valore e certamente conosco il valore della testimonianza e per questo non sminuirei e non diminuirei. Detto tutto questo, per il metodo, la Sardegna in futuro avrà un Presidente migliore e un Presidente che capirà meglio il metodo, io capisco questo metodo, il metodo in cui non c'è un primo, ma ci sono persone in questo Consiglio regionale che hanno compiti diversi, siamo tutti eletti direttamente dal popolo è stato ricordato anche oggi con una differenza, qualcuno per il Consiglio regionale e quindi per fare le leggi, per controllare l'operato del Governo regionale, per indirizzarlo, per controllarlo, non per farlo assieme o per chiedere il permesso prima. Per controllarlo vuol dire dopo, per fare le leggi, per indirizzare, per controllare e poi c'è un mandato che è quello per governare...
LIORI (A.N.). Per applicare le leggi!
PRESIDENTE. Onorevole Liori mi sembra che lei abbia già parlato vero?
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Le ha risposto bene il consigliere Sanna. Quindi ci sono diversi mandati e sapendo anche che si trattava di una goccia nel mare ho assunto questa responsabilità, conosco il dovere anche della responsabilità e il valore di assumerla in proprio, che significa anche non scaricarla addosso agli altri. Ho assunto il dovere di una responsabilità impopolare e sapevo che sarebbe stata impopolare, però non di meno voglio rappresentare una Sardegna che se ne frega di essere impopolare, che però non molla davanti al dovere della solidarietà e al dovere dell'unità nazionale. E non molla quand'è il momento di chiedere il rispetto dei propri diritti, e non molla nemmeno quando è il momento di testimoniare il dovere. Tutto lì.
Circa i rifiuti ancora, ho sentito delle cose veramente, abbastanza terribili, la Sardegna trasformata in una pattumiera, questi anni terribili. Questi anni terribili hanno cancellato e stanno cancellando la pattumiera in Sardegna; questi anni terribili, 3 anni, hanno portato la raccolta differenziata da circa il 3 per cento a già il 30 per cento; questi anni terribili hanno fatto sì che mentre prima si conferivano in discarica oltre 700 mila tonnellate ora se ne conferiscono, già nel 2007 se ne sono conferite 200 mila in meno e nel 2008, rispetto al 2004 in questi anni terribili, nel 2008 rispetto al 2004 si conferiscono in discarica 300 mila tonnellate in meno, vuol dire che il conferimento in discarica è quasi dimezzato in pochi quattro anni terribili. Che significa non che la Sardegna sta diventando la pattumiera, che la Sardegna sta smettendo di essere la pattumiera, sta smettendo di avere la più grande discarica privata d'Europa e sta smettendo di aver bisogno di discariche all'infinito. Perché sta producendo meno rifiuti e perché dai rifiuti si sta recuperando quello che è valore: vetro, carta, plastica, la parte organica, che torna a diventare terra che viene utilizzata dall'Ente foreste. Per questo vi voglio dire che non stiamo cambiando direzione, non stiamo pensando di fare un business dei rifiuti degli altri, stiamo semplicemente dicendo che dei nostri rifiuti non tutto è da buttare, dei nostri rifiuti. Non tutto è da buttare e che dai nostri rifiuti si può recuperare vetro, carta, plastica; e che già oggi imprese che prima non c'erano ci sono in Sardegna e producono carta, producono lavorazioni secondarie sulla carta, producono lavorazioni primarie e secondarie dalla plastica, stanno costruendo, in questo momento, lo stabilimento per lo smaltimento delle gomme per produrre un prodotto di grande valore che serve per essere mischiato con l'asfalto in maniera da fare dei tappeti idrorepellenti, che permettono di viaggiare con maggior sicurezza. Questo è il valore che vogliamo estrarre dei rifiuti della Sardegna, e questo è quello che stiamo cercando di fare.
Circa i rifiuti ancora in Sardegna, ci siamo dimenticati di ricordare oggi che mentre stiamo importando circa 6 mila tonnellate di rifiuti, la Sardegna ogni anno ne esporta per 540 mila, quasi cento volte tanto, e dai porti della Sardegna, dove qualcuno qualche Sindaco si sveglia e dice: da qui i rifiuti non passeranno mai! Vorrei sapere se con la stessa solerzia Sindaci e quant'altro andranno a dire: da qui i rifiuti non passeranno mai, nemmeno per essere portati fuori dalla Sardegna e ce li terremo in casa, e non so dove. Noi ancora oggi non siamo capaci di smaltire gli acidi delle lavanderie, ogni volta che portiamo qualcosa a lavare, portiamo un po' di nostri rifiuti fuori, non siamo capaci di smaltire le batterie delle automobili, non siamo capaci di smaltire farmaci, non siamo capaci e non siamo ancora autonomi per smaltire computer, televisori. Ci stiamo attrezzando per questo, per fare in modo che nel futuro non dovremo più esportare 500 mila tonnellate e per fare in modo anche che lo smaltimento dei nostri televisori, dei nostri computer possa diventare lavoro nella nostra Regione. E vi dico anche che nella nostra Regione, nella vostra Regione, c'è un impianto di smaltimento ad esempio di amianto, è stato ricordato oggi, così come l'amianto può essere anche smaltito messo dentro le cosiddette caramelle nelle discariche. Nondimeno ci sono imprese sarde che smaltiscono l'amianto sardo in perfetta legalità fuori dalla Sardegna, lo esportano, perché costa di meno smaltirlo in altre regioni che smaltirlo in Sardegna. E dove pensate che lo esportino, in Lombardia o in Campania? Io penso che lo esportino al sud. E come mai costerà di meno lì? Non è probabile che vada, quello sì, ad essere di peso per quelle popolazioni, che magari sono anche più spaventate del dovuto, perché hanno dovuto smaltire in maniera illegale i rifiuti di mezza Italia, non noi che stiamo gestendo in maniera legale e in maniera controllata, e in maniera attenta quattro sacchetti di immondezza. E come sapete la prima nave è stata smaltita in sei ore e mezzo di lavoro dell'impianto del CASIC. E non è rimasto nulla in Sardegna, se non una piccola percentuale di ceneri, che se fossimo più bravi riusciremmo a mettere a posto quell'impianto e potrebbe essere utilizzato anche quello nei cementifici che lavorano in Sardegna. E' solo un 5 percento di tutto quello che è smaltito andrebbe in discarica. Questa è la situazione di questa Sardegna solidale, che importa per sei ed esporta per 100 volte tanto. È vero non abbiamo di che essere molto orgogliosi, perché noi stessi, forse anche in maniera illegale rimandiamo in Campania qualcosa che produciamo e che non verrà smaltito da impianti pubblici, verrà smaltito come non so, ma credo che anche noi in parte abbiamo contribuito a creare un problema in altre regioni. Detto tutto questo, la gestione dei rifiuti, qualcuno ha detto: ma stiamo programmando, stiamo facendo? L'ha ricordato l'Assessore, la Giunta regionale ha già adottato il piano regionale dei rifiuti, che non c'era, ma c'è. Ho già proposto alla Commissione, da qualche tempo, di presentarlo. Ma non solo, in questo momento è sottoposto al VAS, e sarà discusso in ogni paese della Sardegna. C'è il momento del confronto, della discussione, della compartecipazione, riguarda il piano, non è il momento di smaltire sei sacchetti di rifiuti, quella è una responsabilità del Governo. Voi dovete discutere, anche i prossimi giorni, dovete decidere se fare un'Autorità d'ambito per i rifiuti. Non abbiamo ancora attuato la legge Galli, siamo ancora senza l'autorità d'ambito. E in maniera abnorme, oggi, i rifiuti sono ancora gestiti da impianti in mano ai consorzi industriali, e dovrà essere superato rapidissimamente come sapete. Voi, e non io, dovrete decidere se fare un'Autorità d'ambito, se farne tre, se farne due, se farne otto, se mettere assieme lo smaltimento e mettere assieme la raccolta. Voi dovrete decidere, nella Commissione ambiente, sul piano regionale dei rifiuti, dovrete decidere se vi va bene che ci sia un inceneritore-termovalorizzatore a Ottana o meno, dovrete decidere se vogliamo andare fino al 70 percento di raccolta differenziata e magari termovalorizzare ancora di meno. Voi avrete un sacco da discutere sui rifiuti. Le azioni di governo sono azioni di governo e per questo ho ritenuto di poter decidere immediatamente e di rappresentare i sardi come ho ritenuto di doverli rappresentare. Detto tutto questo, gli ultimi 30 secondi, per ringraziare ancora una volta tutti quelli che hanno espresso solidarietà e tutti i sardi che hanno espresso solidarietà in maniera non formale. E credo che nei prossimi giorni, lentamente, piano, piano, riusciremo a informare e a spiegare, e piano piano le cose saranno maggiormente comprese da tutti quanti, e questo momento passerà; passerà e rimarrà un piccolo vulnus, dopo decenni siamo tornati a prendere le persone a casa, per cercare di umiliarle davanti ai loro familiari, e cercare di fargli cambiare idea in quel modo. Io lo voglio dimenticare subito e da domani l'avrò dimenticato.
PRESIDENTE. Grazie presidente Soru, i presentatori delle mozioni possono, se vogliono naturalmente, replicare.
Ha domandato di replicare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Ma, io ovviamente ho ascoltato con grande attenzione sia l'intervento del Presidente che gli interventi dei colleghi. Mi limito a dire che sono primo firmatario di una mozione, che immagino abbiano letto tutti, immagino che l'abbia letta anche il Presidente. Mi sono permesso in apertura di garantire quella solidarietà alla sua persona. Vede, presidente Soru, lei ha toccato con mano oggi una cosa che io posso raccontare, per caso, io ho avuto una bomba in casa per un motivo molto simile, da pubblico amministratore, Presidente della Provincia di Oristano. Quindi la capisco benissimo, forse la capisco molto più di quanto lei stesso non creda. Ma forse lei ci crede. Sono molti miei colleghi e nostri colleghi che probabilmente ritengono di essere gli unici depositari della solidarietà e del sostegno comunque che deve essere dato in questi momenti.
Perché il clima esasperato di cui ha parlato l'onorevole Porcu non l'ho inventato io stamattina nel mio intervento. Credo di essere stato assolutamente pacato e credo di non aver sollevato i toni, come forse non mi accadeva da molti anni. E le assicuro che ho purtroppo una capacità dialettica e oratoria che mi permetterebbe anche di essere molto pesante nei confronti di qualcuno, ma non era oggi la giornata, e volevo che non lo fosse, e per quanto mi riguarda rimane ancora così. Dicevo che io ho ascoltato con molta attenzione le cose che lei ci ha detto. Lei ha detto anche che, tra l'altro: "Mi aspettavo di parlare oggi di violenza o di non violenza". Vede, Presidente, io stamattina ho ricordato a tutti di aver presentato questa mozione quando ancora lei era fisicamente in Sardegna, o comunque si stava preparando per andare a Roma. Quindi io l'ho preparata e l'abbiamo presentata in conferenza stampa il giorno 9. In questa mozione non si chiedeva niente di straordinariamente importante. Ho ricordato stamattina che se erano le dimissioni o il commissariamento della regione Campania, beh, viva Dio, forse se lo facessero domani mattina non succederebbe assolutamente nulla, anzi forse migliorerebbero molte cose anche in quella regione. Dopodiché mi sono preoccupato di capire, dopo avere ascoltato l'Assessore ieri, il quale non ha dato peraltro, e mi dispiace che sia assente, le notizie che ci ha dato lei oggi. Perché non sono le 100 mila o 200 mila tonnellate in più o in meno che vagano nel territorio della Sardegna, se le discariche sarde possono o non possono contenere 1 milione e 800, piuttosto che 2 milioni di tonnellate, sono perfettamente d'accordo con lei, che il carico di rifiuti che vanno in discarica deve essere progressivamente diminuito. Sono perfettamente d'accordo. Che la raccolta differenziata sia un processo contro il quale non possiamo più andare, e meno male, siamo tutti d'accordo; ora se poi si prende il 2004 perché guarda caso nel 2005 è nata la Giunta Soru, per dire che è cambiato solo in quel momento, mi auguro che non sia solo per quello, perché il processo era già iniziato da ben altri anni. Se poi invece volete dire questo, beh, allora fate anche questo tipo di propaganda e pubblicità, siamo d'accordo anche su questo, ma nessuno ve l'ha toccato, e io meno che meno. Mi sono preoccupato solo di capire se la norma regionale rientrava tra i poteri del Commissario straordinario, mi è stato detto di sì, ma non ho capito per quale motivo nelle ordinanze non c'è scritto e non è citata la legge regionale. Sono citate tutte le norme, onorevole Francesco Sanna, tutte sono citate nelle ordinanze, perché io ce le ho, non è che non le ho, ma guarda caso questa non c'è. Allora, si dice che era l'emergenza? Allora siccome non ci siamo messi d'accordo sul termine emergenza, continuiamo a chiamarla emergenza, è una gravissima emergenza, più grave anche di quella che noi immaginiamo, sono d'accordo con lei presidente Soru, lei pensa che due navi che sono arrivate, una l'altro giorno e una sta sera che sta attraccando, possano aver risolto il benché minimo problema? Io credo di no. Io sono a conoscenza di quante tonnellate di rifiuti andranno via da Napoli per la disponibilità che è stata data dalle Regioni italiane, non cambieranno nulla neanche quelle. Allora mi chiedo: ma questo Piano straordinario per rifiuti in Campania, questi superpoteri che sono stati dati a questo commissario, come riescono a smaltire probabilmente 10 milioni di tonnellate o 10 milioni di metri cubi di rifiuti solidi urbani che giacciono nei territori della Campania? Questo è il grande dilemma, ecco perché ci siamo preoccupati. Lei c'ha rassicurato che sono 6 mila tonnellate, e sono 6 mila tonnellate, e io continuo a dire che sono una goccia. Ma non voglio guastare certamente la serenità di nessuno, ci mancherebbe altro. Ma, è legittimo o non è legittimo che un gruppo di minoranza, un consigliere regionale voglia sapere qualcosa in più di ciò che non è riuscito a sapere, onorevole Porcu da nessuna fonte di informazione, da nessuna fonte di informazione, mercoledì mattina ore 8 e 30 l'onorevole Diana era qui a scrivere la mozione, ha capito? Chi me le dava le informazioni? Me le ha date forse la Giunta regionale? Me le ha date l'Assessore? Me le ha date il Capogruppo che ancora non avete individuato del Partito Democratico? O mi sono dovuto arrampicare per cercare di capire qualcosa di più? Era mio dovere o non era mio dovere o non era nostro dovere saperne qualcosa in più?
Beh, certo che poi se assieme alla mozione che abbiamo presentato si presenta il giorno 15 la mozione sulla violenza ci mancherebbe altro, discutiamo anche quella. Ma, un conto sono i rifiuti che arrivano dalla Campania, un conto sono i problemi che abbiamo per la raccolta differenziata o indifferenziata, un conto è la violenza. Sono d'accordo con il Presidente che la violenza va affrontata e combattuta, ci mancherebbe altro, però non mischiamo le cose.
Abbiamo fatto due ragionamenti diversi, cari colleghi, c'è stata una parte del Consiglio che dei rifiuti non ha voluto parlare, ha voluto parlare della violenza con facili slogan che si sono… Tutto il giorno abbiamo parlato di fascismo, abbiamo parlato di squadrismo, abbiamo parlato di tutto e di più, è strano che qui non sia emerso per esempio che tra gli ultras del Napoli e gli ultras del Cagliari c'è un odio viscerale dall'anno della retrocessione. Non ne ha parlato nessuno, ma era argomento che forse poteva interessarci? Non ci interessava affatto, non è argomento che ci interessa. Ci interessano altre cose.
Allora, il presidente Soru ha detto che questo suo atto è il valore della testimonianza. Guardi, presidente Soru, detto in questi termini sarebbe bastato un telegramma a tutti i consiglieri regionali mercoledì mattina nel quale lei diceva: a nome vostro, nel valore della testimonianza autorizzo il trasferimento di 6 mila tonnellate di rifiuti in Sardegna. Questo è quello il minimo o forse al massimo, possibile che la Sardegna può fare per questa comunità che veramente non ne può più. Ma sa quanto sarà sarebbe stato utile? Lei non ha idea di quanto sarebbe stato utile. Vede, se c'è una cosa che non abbiamo capito presidente, o meglio l'abbiamo capita troppo bene, perché lei è stato certamente l'apripista in quella riunione, lei è stato certamente colui che ha dato la stura agli altri per non dire di no o quantomeno essere possibilista, sappiamo anche questo. Lei ha svolto certamente un ruolo importante in quella sede, però vivaddio lo ha svolto in nome e per conto di una popolazione che probabilmente qualche informazione in più l'avrebbe gradita. E questo non ce lo può negare. E non lo può negare a me. A me che, come accennavo stamattina, alle 20 e 40 di giovedì sera, ho avuto la possibilità di dialogare per quindici secondi con lei al telefono, ho capito che mi ha chiuso il telefono perché certamente non poteva stare lì a, ma io le volevo rappresentare solo una situazione che era una situazione che si stava verificando nel territorio sardo, che era quella delle forze dell'ordine che per ordini superiori, onorevole Porcu e non perché io vada contro le forze dell'ordine e lei sa benissimo lei e tutti gli altri qui dentro che io non posso e non potrei mai andare contro le forze dell'ordine. Però, ci sono degli ordini che probabilmente partono dall'alto e io credo che quegli ordini in Sardegna non sarebbero dovuti mai arrivare. Perché non si preleva un consigliere regionale seduto per terra e lo si mette dentro un cellulare, non si fa da nessuna parte del mondo, non lo hanno fatto da nessuna parte.
Il mio voto su questa mozione ovviamente sarà un voto favorevole, io avevo anche predisposto un ordine del giorno che pensavo potesse essere, come dire, condivisibile, ma siccome sono abituato a studiare la piazza, credo che non ci siano le condizioni perché si possa arrivare ad un ordine del giorno condiviso. Arriverei a dire anche che forse è meglio interrompere qui e riparlarne in un altro momento, a bocce ferme, rivedersi in Commissione, che si rivedano i Capigruppo, che troviamo una serie di suggerimenti, mi pare che anche l'onorevole Francesco Sanna era di questa intenzione. Per avere qualcosa di più, per dire qualcosa ai sardi, per dire qualcosa alla Sardegna, non è sufficiente Presidente che lei dica le cose che ha detto correttissime, certamente, ci crede molto, io un po' meno, però non è sufficiente per i sardi. Allora, decidete voi che cosa fare. Se dobbiamo votare, ovviamente noi voteremo la nostra mozione, se non dobbiamo votare probabilmente, dico probabilmente, c'è ancora modo per risolvere questo problema.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto un lunghissimo dibattito, sforziamoci di stare nei dieci minuti perché insomma.
Ha domandato di replicare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io credo di non utilizzarli. Anch'io spero che ci siano ancora gli spazi perché questo Consiglio si chiuda con un ordine del giorno unitario. Almeno su due punti mi pare che il dibattito fosse univoco, con qualche distinguo ma quello ci sta nella dialettica politica, sulla conferma, al di là delle modalità col quale questo si è concretizzato, della solidarietà da parte della Sardegna nei confronti della Campania per affrontare questa emergenza rifiuti e sulla ferma condanna dei fatti avvenuti che hanno comunque rappresentato un vulnus che noi vogliamo tutti insieme respingere, al di là delle strumentalizzazioni. Il dibattito, secondo me, è stato un dibattito molto equilibrato, c'è stato solo un incidente immediatamente recuperato dal pronto intervento del Presidente e perché l'interessato ha preso atto di aver sbagliato e ha chiesto scusa all'Assemblea e all'interessato.
L'ora è tarda però noi siamo pronti e abbiamo predisposto un ordine del giorno, come si diceva con qualche capogruppo che forse il clima non era quello giusto per arrivare a un ordine del giorno, ma io penso che almeno su questi due punti l'ordine del giorno possa essere condiviso, poi magari su altri ci possiamo anche dividere. Ma sull'esigenza di garantire continuità e quindi confermare l'impegno assunto dal Presidente della Regione, e quindi assunto dalla Sardegna, di garantire la solidarietà a questi nostri concittadini, che sono coinvolti in questa emergenza, e sull'esigenza di condannare e di prendere le distanze tutti insieme da quei fatti delinquenziali di teppismo che sono avvenuti in questi giorni, io penso che su questi due punti possiamo trovarci tutti.
Io voglio solo chiarire solo due cose, poi mi fermo. Cos'è avvenuto nel 2001, il collega Cappai, mi hanno detto che ha ricordato io non ero presente, il mio intervento del 2001, vorrei ricordare quei giorni, io ero qui presente, cosa era avvenuto in Sardegna. Dei vagoni pieni di rifiuti tossici e nocivi erano fermi a Porto Torres, dovevano andare in una discarica per rifiuti speciali, avevano nell'indicazione ecologica 2000 Villacidro. La Magistratura li bloccò. La Magistratura si chiedeva come era possibile che dei rifiuti speciali arrivassero dal Trentino sino a Sassari attraversando quasi tutta l'Italia settentrionale e andassero in una discarica nonostante lungo quel tragitto avessero trovato tante altre discariche, piattaforme di stoccaggio per rifiuti speciali, e scoprii che in verità c'era una truffa, perché quei rifiuti non erano speciali, erano rifiuti tossici e nocivi, non classificati quindi diversamente, non potevano essere accolti da quella discarica e in modo illegittimo veniva fatto risultare che quei rifiuti arrivassero da Villacidro, in un impianto di stoccaggio dell'Ecologica 2000, socio oggi del Tecnocasic, o ex socio del Tecnocasic, acquistate da un Gruppo francese, un Gruppo internazionale, il gruppo Tre D, veniva fatto risultare fittiziamente, perché arrivavano solo i documenti a Villacidro, che quei rifiuti venivano declassificati da tossici nocivi e pericolosi in rifiuti speciali e potevano essere accolti da quella discarica. Ci fu un intervento della Magistratura, fu uno scandalo, quella discarica fu messa sotto sequestro e ci fu un forte senso di opposizione a quel fenomeno che stava trasformando la Sardegna in quello che era ed è ancora la Campania per quanto riguarda i rifiuti tossici nocivi. E di fronte a quello, questo Consiglio reagì con una proposta, un emendamento, una legge proposta dal collega Vassallo, e questo Consiglio si spaccò, però quella proposta passò. Penso che lo scenario di cui sto parlando oggi sia completamente diverso rispetto a quell'episodio delinquenziale che la Magistratura ha perseguito, sta perseguendo, che mise sotto sequestro quei vagoni, quei rifiuti, quella discarica rispetto a quanto avvenuto oggi. Allora, io vorrei ancora una volta fare un appello a ricondurre il tutto. Quando ho parlato di calamità non ho detto che era una calamità naturale, ho detto che era un'emergenza e una calamità prodotta dall'uomo, dall'incuria e da gravi colpe. Personalmente, l'ho detto nel mio primo intervento e lo ribadisco adesso, chi ha responsabilità politiche in Campania avrebbe dovuto prendere atto di questo fallimento, e farebbe bene a prenderne atto magari avendo ancora una possibilità che è quella di dire: non abbandono adesso di fronte all'emergenza, ma mi dimetto subito dopo superata questa emergenza, e quindi subito dopo aver ripulito il mio territorio. Però, sempre e comunque di emergenza si tratta anche se prodotta dall'uomo, anche se ha responsabilità politiche chiare, e poi bisognerebbe approfondire e forse coinvolgere più schieramenti e più persone, sempre di una calamità si tratta, sempre e comunque di un'emergenza si tratta, sempre e comunque di una situazione grave che quelle popolazioni stanno vivendo. E allora, onestamente, parlare di 6000 tonnellate di rifiuti da smaltire in Sardegna, è parlare di nulla, nessuna conseguenza c'è per la Sardegna, non ce n'è né se quei rifiuti vengono trattati e bruciati, come penso che debbano essere bruciati dal Tecnocasic, perché si tratta di lavorare alcune ore per alcuni giorni al Tecnocasic, né se si dà un altro utilizzo. Allora, è una questione così piccola e ridicola da non giustificare tutta questa levata di scudi per un atto che invece poteva ed è sicuramente un atto di orgoglio di una Regione come la Sardegna che si è messa a disposizione per affrontare questo momento di emergenza ed offrire quella piccola solidarietà. Qualcuno diceva: "Ma non risolviamo il problema". Ognuno faccia il suo, è una piccola solidarietà che si dà alla Campania che magari può aprire le porte ad una solidarietà più diffusa e più ampia da parte di altre Regioni. Allora, ricondurre al fatto che si tratta di 6000 tonnellate, che si tratta di un segnale che la Sardegna da, che la Sardegna può smaltire perché ha conseguito risultati importanti attribuibili a tutti noi, attribuibili al comune, alle province, alla Regione nel ridurre il quantitativo di rifiuti che andavano in discariche per lo smaltimento. Dare questo segnale eliminando il momento della strumentalizzazione politica, lo scontro, tutte le altre cose che ci hanno diviso sino ad oggi, io penso che noi siamo, anche se sono le 23, ancora in grado di farlo, arrivando ad un ordine del giorno magari sospendendo per cinque minuti per vedere se il nostro ordine del giorno può essere condiviso anche da voi, e se si può anche modificare e correggere, e arrivare oggi ad un ordine del giorno che almeno su questi due punti possa comunque concludere questa giornata; la condanna ai fatti gravi che sono avvenuti che non rientrano nella dialettica democratica di questa Sardegna, e l'altro, un continuare a rafforzare quella solidarietà che è stata avviata dal Presidente e che noi oggi facciamo nostra con un documento di questo Consiglio regionale nei confronti delle popolazioni campane lasciando gli altri aspetti ad altri momenti di confronto e discussione, di battaglia politica del quale penso non ci mancheranno da martedì prossimo quando inizieremo un bel tour de force per affrontare il problema della finanziaria e avremo sicuramente motivo di continuare a discutere, di ritornare magari anche su questi aspetti che riguardano anche i temi di cui abbiamo discusso oggi.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di replicare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intanto noi esprimiamo soddisfazione per la qualità del dibattito in quest'Aula, pur con qualche scivolone, proprio perché l'intento e la premessa da cui siamo partiti, o almeno l'intento era tale, che evitassimo tutti gli eccessi ideologici, evitassimo gli eccessi anche verbali che non contribuiscono certo a dare soluzione che, per quanto possibile, si auspica su fatti di questa natura siano sempre soluzioni unitarie, perché non può non essere unitaria la condanna degli atti di teppismo di cui tutti abbiamo parlato, quindi io penso che nessuno, in questo Consiglio, possa alzarsi per dire un no, tutti siamo d'accordo sul punto, così come siamo stati e siamo tutti d'accordo nell'esprimere assoluta e incondizionata solidarietà alle popolazioni della Campania vittime, vittime loro, sì, di una situazione frutto di una mal gestione dei rifiuti e quindi frutto di un mal governo, diremo tout court, senza qui indagare sulle responsabilità politiche di questa o di quell'altra parte. Però, detto questo, su questi due aspetti saremo anche noi pronti stasera a sottoscrivere un Ordine del giorno unitario, mi pare talmente ovvio e talmente scontato, ma siccome questo è un dibattito franco, e siccome il Presidente della Giunta regionale ha giustamente detto: "Io sono il Presidente e le funzioni di governo le svolgo io, a voi fare le leggi e a voi esercitare il ruolo di controllo" sarebbe un dibattito ipocrita e mi sentirei in questa veste se non dicessi, signor Presidente, che non sono soddisfatto pienamente della sua replica, o del suo intervento, perché lo trovo, sul merito della questione dei rifiuti, carente di quelle informazioni che noi abbiamo sollecitato. E glielo dico serenamente e con il garbo, veramente senza mettere qui in discussione la necessità di intervenire e quant'altro, ma ci sono informazioni che il Consiglio regionale deve avere! Noi dobbiamo sapere, signor Presidente, e questo non c'è stato ancora detto, dove questi rifiuti dovranno essere destinati; tutti al Casic oppure è stata fatta la programmazione per altre realtà territoriali, altri comuni della Sardegna? E se questo fosse, i Sindaci, i Presidenti delle province e dei territori interessati sono state preventivamente informati e sono stati preventivamente informati e sono stati coinvolti? Ecco, noi chiediamo questi semplici chiarimenti che mi pare siano nella sua, questa sì, responsabilità di governo, che è tutta sua,, io penso, proprio perché ritengo che quello che lei ha fatto sia in assoluta buona fede non possa venir meno a questo dovere di informativa verso il Consiglio regionale. Così come per rimanere sulle questioni di merito, io questa mattina ho sottoposto alla sua attenzione una nota, che trovo davvero preoccupante, del CASIC la quale nota ancora ribadisco, chiedo scusa a qualche collega, ma… la quale nota metteva in evidenza che l'impianto di proprietà del TECNOCASIC non sarebbe nelle condizioni tecniche e giuridiche di ricevere le preannunciate 300 tonnellate di rifiuto del trattato, le cosiddette, appunto, eco balle spiegandone anche le ragioni.
Ecco io su questa mia sollecitazione, osservazione chiedevo e ancora insisto nel chiedere garbata risposta e delucidazione, perché o il problema non esiste e se l'è inventato il TECNOCASIC, e allora veramente bisogna prendere atto che c'è qualcosa che non va anche in quel consorzio, oppure se le cose stanno così vorremmo sapere quali sono le soluzioni alternative che la Regione Sardegna si appresta ad approntare perché la questione, appunto, non finisca da un gesto di grande solidarietà, io mi sono permesso di dire in una brutta figura che rischiamo di rimediare se non siamo attrezzati ad accogliere, appunto, questi rifiuti.
Quindi ecco perché dico che c'è l'auspicio di un ordine del giorno unitario e penso che ci possano essere le condizioni, ma pensare di farlo in questi cinque minuti realisticamente forse non mi pare il caso. Non mi pare il caso proprio perché per quanto ci riguarda avremo bisogno di queste informazioni prima di sottoscrivere qualunque documento. Altrimenti vorrà dire che in solitudine ci voteremo la nostra mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Dichiaro chiusa la discussione.
Comunico che l'onorevole Silvio Lai è rientrato dal congedo. Facciamo 10 minuti di sospensione per verificare se ci sono le condizioni per una conclusione su un ordine del giorno condiviso. 10 minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 23 e 06, viene ripresa alle ore 23 e 18.)
PRESIDENTE. Colleghi, se prendete posto, poiché non c'è un accordo sulla sottoscrizione di un ordine del giorno comune, procediamo, possiamo procedere intanto che si fotocopia l'ordine del giorno, che poi distribuiremo, possiamo procedere alla votazione delle mozioni e della mozione numero 161, certamente. Colleghi riprendiamo posto siamo in fase di votazione. Onorevole Marrocu, onorevole Corda ci viene ad assistere. Allora la mozione numero 161 primo firmatario l'onorevole Diana. Sono ammesse dichiarazioni di voto, per 3 minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Ne utilizzerò molto meno, Presidente, noi chiediamo la votazione per parti delle mozioni. Esprimeremo una valutazione è un voto favorevole per le parti relative alla solidarietà al Presidente e alla censura agli atti di violenza che sono accorsi, e lo facciamo con la convinzione che l'accento su questo argomento, richiamato dal Presidente della Giunta, nel suo intervento, sia condivisibile e condiviso. Per il resto invece abbiamo un'idea diversa. La funzione richiamata anche dall'intervento del Presidente della Giunta sul ruolo del Consiglio rispetto alle azioni di governo è manualistica. Noi abbiamo nella nostra memoria quella pratica, per esempio che questo Consiglio regionale non deve decidere sul termovalorizzatore di Ottana visto che sul termovalorizzatore di Ottana è stata già bandita una gara, che non si sa com'è andata a finire, ma se non si farà lo si deve no all'opposizione di questo Consiglio, ma alle opposizioni della popolazione. Questo Consiglio, per fare un altro esempio, ha licenziato il piano paesaggistico dalla Commissione urbanistica, il TAR ha detto che nella fase tra la delibera della Commissione urbanistica e l'adozione da parte della Giunta la norma ha assunto altre e nuove caratteristiche. Noi siamo, non siamo convinti, non abbiamo quel rapporto di fiducia sulla reale convinzione democratica e sul reale federalismo solidale della Giunta regionale e questo non ci consente, senza entrare adesso nel merito, di aderire al discorso pronunciato in Aula e alla proposta formulata dal collega Marrocu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Esprimo voto favorevole per la mozione e anche noi voteremo le parti che esprimono solidarietà al Presidente per gli atti di violenza che ha subito. Allo stesso modo colgo l'occasione per dire a questa Assemblea che nella replica del Presidente qualsiasi Assemblea democratica e cosciente del suo ruolo sarebbe rabbrividita per l'interpretazione che è stata data dal Presidente sul ruolo del Consiglio e sul ruolo dell'Esecutivo e sul ruolo del Presidente. Sull'azione di controllo che dovrebbe effettuare a posteriori questo Consiglio e sull'interpretazione del tutto personale che il Presidente dà al suo ruolo. Qualsiasi Assemblea democratica avrebbe reagito in maniera decisa, civile ma decisa a quelle affermazioni; per l'ennesima volta, con questo voto, voi state legittimando queste azioni. Colgo anche l'occasione per esprimere la solidarietà ai giovani e meno giovani che hanno partecipato alle manifestazioni del porto canale e non erano giovani dei centri sociali, erano giovani che si sono ritrovati in quella spontanea manifestazione dopo aver prestato il loro servizio presso la Caritas, e quindi esprimendo fattivamente la loro azione settimanale di solidarietà. Bene, sono usciti da quella manifestazione con la faccia pesta e con i colpi dei manganelli che portano tuttora riscontrabili presso i pronto soccorso della città di Cagliari. Perciò, è a loro che esprimo solidarietà, non esprimo solidarietà invece allo Stato, a quello Stato che sempre più fa mancare la solidarietà alla nostra Isola, alla nostra terra, a quello Stato che sta abbandonando alcuni territori della nostra Isola, a quello Stato che sta fuggendo, come avviene, per esempio, nel nostro territorio, in Barbagia, cioè nella città di Nuoro, che sta chiudendo i suoi posti avanzati, che è arrivata a prevedere anche lo smantellamento della Banca d'Italia, così come forse della Prefettura, così come altri uffici pubblici, contribuendo ad aumentare la disoccupazione e il disagio sociale in quell'area. Non esprimo solidarietà a chi con la violenza richiama violenza, e la violenza non è solo quella che materialmente alcuni facinorosi e delinquenti esprimono, ma è anche la violenza verbale, la violenza degli altri, calpestare le norme. Non accetto lezioni da chi richiama la Costituzione e l'ha già violata in questo corso di legislatura per ben otto volte, in otto articoli diversi della Costituzione. Le lezioni, se mi permettete, da queste persone non le accetto.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per quanto concerne la condanna degli atti di violenza come espressioni antidemocratiche, ho già detto e confermo, la replica del Presidente mi è sembrata reticente, ancora una volta manifestante il poco rispetto di questa nostra Assemblea, la massima espressione del nostro sistema democratico e autonomistico, in qualche momento mi è sembrata piuttosto votata all'autocommiserazione, mi è sembrata molto al servizio. Il mio voto è a favore della mozione numero 1, per dire no a questa operazione mistificatoria del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha inventato…
CAPELLI (U.D.C.). Se n'è andato mentre parlavi.
FARIGU (Gruppo Misto). Credo che abbia fatto bene a quest'Assemblea, meno c'è e più dignità avrà quest'Assemblea.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere.
FARIGU (Gruppo Misto). Se vi sforzaste ad essere dignitosi di quest'Assemblea, fareste bene a voi e alla Sardegna.
Presidente, se mi interrompono, io poi ho delle difficoltà.
PRESIDENTE. Ha ragione.
FARIGU (Gruppo Misto). Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha, con volontà mistificatoria, inventato l'emergenza e la solidarietà nazionale, per obbedire a un suo bisogno politico, in un momento di sua grande debolezza di Governo, per dare copertura a quel Governo della Regione e a quei Governi delle città della Campania. Badate bene, un voto che non tenesse conto di questo, la contrarietà a questa mistificazione, perché da questo episodio, da questi fatti dell'emergenza e della solidarietà nazionale io vi assicuro, sono certissimo, che ne trae vantaggio solo la camorra, che è padrona assoluta dei mezzi di trasporto. La volontà di esportare questi rifiuti, milioni e milioni di tonnellate di rifiuti dalla Campania, oggi, vuol dire dare fiato, dare respiro ai grandi interessi della camorra organizzata. E da quella attenuazione sperano, da una specie di pseudo pace, che si potrebbe realizzare dando respiro alla strategia della camorra, probabilmente, loro pensano di recuperare terreno sul piano politico. No, a qualunque accordo che possa attenuare la nostra ferma decisione di contrarietà a questa mistificazione della solidarietà nazionale, a questo concetto dell'emergenza, come se fosse una straordinaria calamità del Paese. Ci vuole volontà politica, la recuperi il Governo Prodi, se ne ha la capacità, e, attraverso quella volontà politica, risolva il problema della Campania, come deve risolvere il problema di tutte le nostre comunità. Ecco, sia al servizio del Governo Prodi per questioni che non ci riguardano.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Avrei preferito fare la dichiarazione di voto favorevole per la nostra mozione alla presenza del Presidente della Regione, che ha inforcato il cappotto e se n'è andato - comunque tornerà, prima o poi tornerà - per chiarire e fare alcune puntualizzazioni… se n'è andato, va bene, ma, tornerà un giorno o l'altro.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, non si lasci distogliere, prosegua.
ARTIZZU (A.N.). …Presidente, io vorrei parlare, ma lasciarsi condizionare dall'Aula è facile… e anche per dire al Presidente della Regione, veramente, tutto lo sconcerto per questa sua replica, nella quale, bisogna riconoscergli, è stato abile nel dire esclusivamente ciò che voleva dire, e nel tacere tutto ciò che voleva tacere. Ha concentrato buona parte del suo intervento su questi episodi di violenza che tutti avevamo già abbondantemente condannato, utilizzando una straordinaria violenza verbale…
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, tanto lei non perde il filo, stiamo facendo dichiarazioni di voto sulla mozione numero 161, e non sulla replica del Presidente della Regione, quindi se stiamo al tema. Prego, onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Se le dà fastidio quello che sto dicendo… mi pare che sia nel tema, Presidente. La ringrazio per la puntualizzazione, che non ho sentito in altre occasioni in cui si è divagato, mi pare, almeno altrettanto e forse anche di più.
Mentre si è prodotto il Presidente della Regione in una straordinaria azione di violenza verbale, nel definire le azioni, le parole del collega che oggi ha accusato di un crimine il Sindaco di Cagliari, parole forse non del tutto appropriate. E' vero quel che è stato detto, che talvolta la violenza chiama la violenza, e che soprattutto non sempre la violenza è solo quella dei teppisti che vanno sempre e comunque condannati, che danno l'assalto alle case private o a qualunque altro edificio. Rimarcare la sostanza delle parole gravissime del collega Frau, delle quali il collega Frau, con onestà, si è pubblicamente, largamente, chiaramente ed inequivocabilmente scusato, invece, rimarcarne la sostanza, è stato un atto veramente disgustoso, veramente disgustoso. Con l'aspetto dell'agnello, il Presidente della Regione ha voluto essere lupo, e cioè riconfermare la sostanza di un'azione verbale che ha disonorato il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie. Votiamo la mozione numero 161, onorevole Maninchedda, di cui ha chiesto la votazione per parti. Chiedo scusa, colleghi.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). L'ordine del giorno, per parti.
PRESIDENTE. Va bene. Stiamo invece votando sulla mozione numero 161, primo firmatario l'onorevole Diana, Artizzu, La Spisa, e via discorrendo.
Prego i colleghi di predisporsi per la votazione col sistema elettronico palese.
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 161.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Bruno, Soru e Uras hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri:Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si sono astenuti: il PresidenteSpissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato -Maninchedda - Marracini - Scarpa - Uggias.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 61
astenuti 8
maggioranza 31
favorevoli 22
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Comunico che è stato presentato un ordine del giorno.
( Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine Del Giorno Marrocu - Biancu - Porcu - Lanzi - Uras - Marracini - Masia - Salis - Serra sull'emergenza rifiuti in Campania.
IL CONSIGLIO REGIONALEa conclusione del dibattito sulle mozioni n. 161, n. 162 e n. 163 relative all'emergenza rifiuti in Campania;
PREMESSO che:
- in data 8 gennaio 2008 il Governo, vista la situazione di straordinaria necessità e urgenza, ha deciso di predisporre un piano operativo al fine di assicurare lo smaltimento dei rifiuti (normali e speciali) impiegando i siti immediatamente utilizzabili;
- in data 9 gennaio 2008 si è svolto un incontro tra il Governo e le regioni, nel corso del quale il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha rivolto un appello affinché fosse compiuto, su base del tutto volontaria, uno sforzo di solidarietà nazionale per affrontare e risolvere l'emergenza dei rifiuti in Campania, nel rispetto assoluto delle diverse capacità e condizioni di sicurezza di ciascuna regione;
- il Presidente della Regione sarda ha dato immediata disponibilità ad accogliere e smaltire nell'Isola una quantità di rifiuti provenienti dalla Campania nella convinzione che sia doveroso, in una situazione di tale drammaticità, praticare concretamente "la solidarietà politica, economica e sociale" prevista all'articolo 2 della Costituzione italiana;
- il Presidente Renato Soru ha fornito la propria disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum, pari a un massimo di 6 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, in condizioni di sicurezza e senza disagi o conseguenze per le popolazioni della Sardegna,
esprime
1) piena solidarietà alle popolazioni di Napoli e della Campania impegnate a fronteggiare l'emergenza rifiuti, con l'auspicio che le autorità preposte provvedano al rapido ripristino delle condizioni di sicurezza e di normale funzionamento dello smaltimento dei rifiuti in Campania;
2) piena e incondizionata solidarietà al Presidente della Regione, Renato Soru, e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie e teppistiche che sono state messe in atto nei giorni scorsi nei loro confronti,
impegna il Presidente della Regione
1) a fornire al Consiglio le informazioni necessarie a conoscere in modo dettagliato ed esaustivo la qualità complessiva dei rifiuti provenienti dalla Regione Campania che si intende smaltire in Sardegna;
2) ad attivarsi affinché venga garantita la massima partecipazione e raccordo dei diversi livelli istituzionali presenti nell'Isola;
3) a portare a conoscenza del Consiglio una sintesi che illustri la capacità del piano regionale per la gestione dei rifiuti a far fronte, in autosufficienza, alle future esigenze della Regione in materia di smaltimento dei rifiuti.(1))
Metto ora in votazione l'ordine del giorno numero 1, firmato dall'onorevole Marrocu e più. L'onorevole Maninchedda ha chiesto che venga votato per parti.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto di astensione relativamente alla parte dispositiva, mentre confermo per la prima parte, quella in cui si esprime sia la piena solidarietà alle popolazioni di Napoli e della Campania, sia la piena e incondizionata solidarietà al Presidente della Regione e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie. Io ritengo che nella premessa dell'ordine del giorno si sottolinea che il Presidente della Regione ha dato la disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum pari ad un massimo di seimila tonnellate di rifiuti e poi, negli impegni, gli si chiede di fornire al Consiglio le informazioni sulla quota complessiva che mi sembra che sia stata già dichiarata. Ma, a parte questo, non vi è alcun riferimento al fatto che è mancata l'informazione preventiva ed esaustiva dei cittadini e delle istituzioni territoriali e neppure l'indicazione delle responsabilità da parte di chi ha operato in questi anni avendo un incarico specifico. Ha ragione l'onorevole Calledda, non si riesce proprio a comprendere che comunicare e ascoltare tutti è fondamentale.
Volevo inoltre sottolineare che il ruolo del Consiglio non è esclusivamente quello di controllare dopo ma di concorrere, tenendo conto anche che gli accordi, le maggioranze, la disponibilità, viene fatta sulla base di un programma e quando si esce fuori da un programma concordato è bene richiamare le persone che stanno soprattutto in una maggioranza ad essere adeguatamente informate, anche perché ho colto dall'onorevole Porcu che si svolgono anche riunioni che evidentemente forniscono informazioni alle quali non tutti hanno diritto di accesso. Per queste ragioni, anche con un po' di dispiacere, mi asterrò. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor presidente. per dichiarare il mio voto di astensione sull'ordine del giorno, chiaramente esclusi i punti in cui esprimiamo solidarietà al Presidente e al popolo campano. Dopo un lungo e faticoso dibattito, la mia convinzione, cioè quella che ho espresso ieri mattina in Commissione e oggi in Aula, anche con qualche accento forte (e mi scuso perché non è mia abitudine) queste mie affermazioni si sono rafforzate. Io sono perché i problemi si risolvano con la buona politica e il commissariamento, l'ottavo in questi anni, rimarca l'incapacità della classe politica campana a risolvere il problema. E per me di sinistra, e comunista se si può ancora dire in quest'Aula, è difficile accettare la presenza di De Gennaro che non rappresenta la buona politica ma rappresenta Bolzaneto. e su un tema come questo, una emergenza che non è solo nazionale ma coinvolge tutta la comunità europea, non può essere risolta dai singoli, se pur bravi, ma necessita di un confronto serrato, coinvolgendo anche le competenze che in Sardegna esistono.
Il mio voto, quindi, sarà di astensione, consapevole che questo può creare anche qualche imbarazzo alla mia maggioranza cui sono saldamente legato, lo voglio rimarcare, ma se questa maggioranza dovesse ritenere che l'imbarazzo è tale da non poter essere sopportato sono disponibile a riprendere il mio ruolo di consigliere semplice, con la serenità e la serietà che penso di aver dimostrato in questi anni.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente. Noi votiamo naturalmente contro quest'ordine del giorno ma mi chiedo come lo si possa votare perché più che un ordine del giorno sembra un inno all'ambiguità. E giustamente la collega Caligaris faceva notare che al punto 4 si afferma: " Il presidente Renato Soru ha fornito la propria disponibilità allo smaltimento di un quantitativo una tantum pari ad un massimo di seimila tonnellate di rifiuti solidi urbani..., eccetera". Poi però nella parte dispositiva, al primo punto, lo stesso ordine del giorno - che evidentemente è stato scritto da una parte della maggioranza fino ad una determinata riga e dall'altra parte della maggioranza da quella riga in giù; e cioè la prima parte scritta da quella parte di maggioranza che partecipa alle riunioni con il Presidente e quindi sa le notizie, mentre viceversa l'altra parte dalla parte restante - c'è scritto che però si impegna il Presidente della Regione a fornire al Consiglio le informazioni necessarie e a conoscere in modo dettagliato ed esaustivo la quota complessiva dei rifiuti provenienti dalla regione Campania che si intende smaltire in Sardegna. Ma come fate a impegnare il Presidente a dirvi quanti rifiuti deve smaltire se voi stessi scrivete nel punto 4 della parte scritta da quell'altra parte della maggioranza che sapete che sono una tantum per un massimo di seimila tonnellate?
Certo che votiamo no, ma come fate voi a votarla una cosa così ridicola?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo per una precisazione che devo alla collega Caligaris e per proporre una piccola variazione che potrebbe anche chiarire quanto evidentemente per il collega Artizzu non è chiaro.
Io, collega Caligaris, mi riferivo ad una riunione istituzionale che è stata convocata presso i locali della Presidenza della Giunta giovedì scorso alle ore 19 e di cui hanno dato ampia notizia tutti i giornali.
PRESIDENTE. Stiamo alle dichiarazioni di voto, onorevole Porcu.
PORCU (Progetto Sardegna). Per la mozione è favorevole. Credo che sulla parte di impegno si potrebbe cambiare dicendo "qualità complessiva dei rifiuti", cioè, eventualmente, informazioni successive che possono derivare, che sono quelle che in parte sono state date ma che magari, e che in parte avevano chiesto anche i colleghi dell'UDEUR. Quindi parlare invece che di "quota" di "qualità complessiva", se queste dovessero cambiare.
Chiudo dicendo che le parole che purtroppo ho ancora ascoltato nelle dichiarazioni di voto della mozione precedente non mi hanno fatto sentire particolarmente a mio agio stasera, e mi sembra che continui ad affermarsi questo richiamo ad un'ideologia di un'apparente pericolo per la democrazia e di deriva antidemocratica che credo che non aiuti in quella direzione che abbiamo cercato di percorrere, alcuni di noi, nel dibattito, cioè di riportare il confronto nel merito e non sull'attacco personale o sul paventare pericoli che per la Sardegna, per fortuna, non ci sono.
Quindi la parola "qualità" invece che "quota".
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, brevemente per dire che, a titolo personale ma penso in questo di rappresentare anche tutto il partito di Alleanza Nazionale che si è tentato di coinvolgere in atteggiamenti di attività politica che assolutamente non abbiamo mai inteso condividere, esprimiamo la solidarietà al presidente Renato Soru e alla sua famiglia per le azioni intimidatorie e teppistiche che sono state messe in atto nei giorni scorsi nei loro confronti. Ci dissociamo totalmente con questo perché siamo certi di essere estranei e di aver avuto sempre un comportamento corretto dal punto di vista politico, non è con la violenza che si impongono le idee, giuste o sbagliate che siano, quando uno combatte per le proprie idee deve combattere civilmente. Naturalmente non può mancare da parte nostra la solidarietà al popolo campano che deve comunque, per le scelte politiche che ci siamo dati, essere portata avanti non con l'arrivo dei rifiuti in Sardegna che sono, l'abbiamo detto, ben poca cosa e non aiutano certo a risolvere i problemi della Campania, dovranno trovare altri modi da parte del popolo sardo senz'altro compatibili con le scelte politiche che ci siamo dati e con le leggi che autonomamente ci siamo dati. Quindi, almeno su questo io voterò senz'altro a favore e ritengo in questo, lo ripeto, di rappresentare tutti i sentimenti del Partito al quale appartengo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Sono tra coloro che non hanno firmato nessuna delle mozioni presentate e oggetto di discussione stamattina. Nella mia dichiarazione di voto affermo in anticipo il mio voto favorevole sulla dichiarazione di solidarietà, senza riserva, al presidente Soru, come ho fatto già nel mio intervento, la dichiarazione di solidarietà alle popolazioni della Campania e la dichiarazione favorevole anche alla successiva parte dell'ordine del giorno, così come specificato credo opportunamente dal collega Porcu, in quanto non in contrasto con il mio intervento in fase di discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per annunciare il mio voto favorevole ai punti 1 e 2 della parte dell'ordine del giorno dove si esprime, quindi per confermare ogni solidarietà sia alle popolazioni di Napoli e della Campania che al Presidente e alla sua famiglia. Anche a me, Presidente, sarebbe piaciuto parlare di questi fatti, ma nei cinque minuti che ci sono stati dati purtroppo si sono dovute fare delle scelte, si è potuto approfondire soltanto una questione. Naturalmente il voto è favorevole anche sulla parte successiva dove c'è un impegno a fornire informazioni al Consiglio, mentre il voto è di astensione sull'altra parte dell'ordine del giorno, perché la visione mia personale dei rapporti istituzionali fra il Consiglio e la Presidenza della Regione differisce da quella che ha illustrato il Presidente e poi le ragioni che ho illustrato nel mio intervento... non ho trovato motivi per cambiare opinione né nell'intervento del Presidente né in alcuni interventi della maggioranza, in cui si è cercato di spiegare per quale ragione l'intervento non sarebbe contrario all'ordinamento regionale. Ecco, non mi hanno convinto questi interventi, rimango del parere di cui ero prima e quindi il mio voto di astensione sulla prima parte dell'ordine del giorno è dovuto a queste ragioni.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'ordine del giorno per parti.
Le parti le votiamo nel seguente modo perché poi le dichiarazioni di voto hanno articolato le posizioni, quindi votiamo prima... chiedo scusa ai colleghi, un po' di attenzione perché poi abbiamo difficoltà a conteggiare anche i voti se non capiamo cosa stiamo votando. Votiamo prima la premessa tutta intera.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della premessa dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il Presidente Soru ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Mario - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri:Artizzu - Cassano - Ladu - Liori - Pileri - Pisano - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Licheri - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 47
astenuti 7
maggioranza 24
favorevoli 40
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Votiamo adesso separatamente il primo e il secondo comma della parte del documento nella quale si esprime piena solidarietà sia alle popolazioni campane che al presidente Soru.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 1 dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Atzeri - Dedoni - Maninchedda - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 49
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 2 dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Soru.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
Votiamo adesso il dispositivo tutto insieme, con la sostituzione della parola "quota" con "qualità" complessiva dei rifiuti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del dispositivo dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri:Balia - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri:Artizzu - Gallus - Liori - Petrini - Pisano - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris - Giorico - Licheri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 48
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 42
contrari 6
(Il Consiglio approva).
Va bene colleghi, dichiaro chiusa la seduta, il Consiglio è convocato come sapete per martedì alle ore 10. Grazie e buonasera.
Chiedo scusa colleghi, chiedo scusa, ma non abbiamo votato la mozione, chiedo scusa è proprio la stanchezza. Chiedo scusa, riprendiamo posto colleghi, dobbiamo votare la mozione dell'onorevole Marracini e Pittalis. La dobbiamo mettere ai voti colleghi, dobbiamo metterla ai voti colleghi. Sì, i firmatari chiedono che venga messa ai voti, quindi vi prego di prendere posto. Siamo ancora in fase di votazione colleghi, la mozione numero 163, la mozione numero 163 degli onorevoli Marracini, Pittalis e Lai, vi prego di prendere posto siamo in fase di votazione.
Chiedo scusa colleghi, siccome io non capisco, i colleghi che hanno votato parti dell'ordine del giorno, che includono pezzi della mozione numero 163, si ritengono soddisfatti dalla votazione dell'ordine del giorno per le parti naturalmente che sono... altrimenti dobbiamo votare la mozione, ma ovviamente io ho il dovere di avvertire i colleghi che c'è un po' di contraddizione, cioè chi ha votato l'ordine del giorno ha difficoltà a votare la mozione tranne i firmatari, evidentemente. Quindi, se i firmatari vogliono registrare, come dire, il loro voto sulla mozione io non ho nessuna difficoltà dal punto di vista politico. Siccome siete esperti più di me, comprendete che il significato della cosa è quasi irrilevante. Quindi, naturalmente io mi attengo alla vostra volontà, però...
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Allora, non siete mai contenti... Allora, l'ordine del giorno contiene totalmente la mozione che abbiamo presentato, quindi era semplicissimo votarla, se non la vogliono votare è già contenuta.
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, se la contiene totalmente, abbiamo già votato, quindi va bene, ci dichiariamo soddisfatti. Grazie, buonasera.
La seduta è tolta alle ore 23 e 59.
Versione per la stampa