Seduta n.431 del 23/07/2008
CDXXXI Seduta
Mercoledì 23 luglio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
Indi
Del Vicepresidente RASSU
Indi
Del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 37.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 10 luglio 2008 (422), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gessa, Ladu e Murgioni hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 23 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento del ticket sanitario in materia di prevenzione oncologica presso la ASL n. 1 di Sassari". (1302)
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli del provvedimento sull'istituzione dei CORECOM. Sospendiamo la seduta per dieci minuti, fra dieci minuti si vota. Prego i Gruppi di assicurare la presenza dei consiglieri in Aula fra dieci minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 38, viene ripresa alle ore 10 e 55.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, dichiaro aperta la seduta. Siamo in fase di votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, Assessore, colleghe e colleghi. Dopo undici anni, francamente, ritengo non si possa proporre una norma superata dalla stessa evoluzione del sistema a cui pretende di riferirsi. Evitando di discettare su autonomia, identità e democrazia, mi sembra però davvero assurdo che si possa condividere un emendamento in cui si fissa una data perentoria, quella del 30 agosto, per l'elezione del Presidente dei componenti del CORECOM, che peraltro dovranno operare nella quattordicesima legislatura. Vede, Assessore Mongiu, può non esserci una legge ottima, ma è evidente che ci possano essere condizioni di pratica della democrazia più o meno garantiste. Allora, uno sforzo in tal senso - almeno per me, convintamente Socialista - è un dovere. Annuncio quindi, Presidente, il voto di astensione sul passaggio all'esame degli articoli perché ritengo che la proposta, così come è attualmente, non sia in grado di rispondere alle reali esigenze del sistema delle comunicazioni in Sardegna. Il testo, inoltre, mortifica le istanze autonomistiche ed è in contraddizione con le ripetute affermazioni e prese di posizione del Presidente della Regione. Ritengo infine che non possa esercitare alcun controllo o fornire alcuna garanzia se non quella che esercita l'autorità di cui si configura esclusivamente quale organo esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie, Presidente. Come ho avuto modo di dire, questa proposta di legge è pessima, ed è un'altra cosa rispetto alla legge Arcos, che voleva un'autorità indipendente, imparziale e trasparente. Questa proposta di legge rende subalterno questo comitato all'Esecutivo di turno. Si dice che siamo in ritardo e dobbiamo rispondere alle esigenze dei cittadini, e questo è vero, ma se fosse vera e onesta questa osservazione, Presidente Frau, le chiedo perché non si è consentito che questa legge fosse approvata negli scorsi anni. Invece, la si è voluta sabotare, ed era una legge buona quella dell'Arcos, proposta da tutta la Commissione all'unanimità, e poi, successivamente, con un colpo di mano, invece riportata in Aula. E' un vecchio trucco questo. Si dice che una legge votata all'unanimità non è adeguata, la si ripropone per andare in Commissione, per aggiustarla. Invece no, questa legge è un'altra cosa. Noi, onorevole Frau, siamo sensibili ai diritti dei cittadini, lo abbiamo dimostrato non a parole, ma nei nostri atti. Lo dimostri lei, onorevole Frau, svolgendo la funzione di Presidente da diritti civili. In questo momento, mentre stiamo parlando, si stanno sgombrando i Rom da Arborea, e c'è Don Giovanni Usai che sta cercando di bloccare questa situazione per convincerli di lasciarli portare al "Samaritano". Lei, onorevole Frau, tanto sensibile ai problemi dei diritti civili, e anche per onorare il suo ruolo, ha detto una parola su questo? La Commissione, "lei", avete gridato per il silenzio, c'è il silenzio assoluto verso queste persone, sono persone! E la Commissione "diritti civili" del Consiglio regionale, e il Consiglio regionale della Sardegna dovrebbero impedire questo atto di inciviltà. Ci saranno emendamenti a questa legge. Questa proposta che è stata fatta non mi convince, per cui, nel voto per il passaggio agli articoli mi asterrò.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono un po' in imbarazzo perché, francamente, si ha notizia di alcuni emendamenti presentati o in preparazione, e si va a fare un voto al passaggio degli articoli un po' alla cieca...
BIANCU (P.D.). Come sempre!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Come sempre, onorevole Biancu, il problema è... se vogliamo continuare in questo modo non c'è problema. Il volto che si dà sul testo presentato avrebbe un significato, il voto che si darebbe su ciò che si sente, potrebbe essere un altro. Allora, se la maggioranza deve presentare degli articoli, degli emendamenti sostanziali, noi siamo disponibili a valutarli, se invece questo non accade, noi dovremmo giudicare alla luce del testo presentato, e francamente ci troviamo in imbarazzo nei giudizi. Tutto qua.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Maninchedda, le chiedo scusa, abbiamo capito il senso delle cose che ha detto, ma non emerge una dichiarazione di voto.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, in sostanza ho fatto un intervento sull'ordine dei lavori, nel senso che vorrei fare un intervento pertinente sul merito, se il merito non è discutibile in sede di discussione generale e prima del passaggio agli articoli, il mio voleva essere un intervento, vogliamo rubricarlo sull'ordine dei lavori, per capire se questi emendamenti vengono presentati adesso, prima del voto, in maniera tale che li si possa vedere, oppure no. Chiedo scusa per non averlo esplicitato.
PRESIDENTE. Sì, grazie. Insomma, colleghi, non è la prima volta che affrontiamo discussioni su testi legislativi. Il passaggio all'esame del voto consente di presentare gli emendamenti, quali emendamenti si conoscono quando vengono presentati e si fa la discussione nel merito degli emendamenti presentati da tutti i consiglieri o da gruppi di essi, o dai Gruppi politici. Quindi, fermarsi adesso per discutere di emendamenti che eventualmente venissero presentati, probabilmente è una cosa che non serve, serve passare all'esame degli articoli e poi, se ci sono discussioni da fare sui singoli articoli e sui singoli emendamenti, quello è il momento in cui si sa quanti emendamenti ci sono e di quale qualità sono gli emendamenti stessi. Quindi, la discussione generale è finita, siamo in sede di dichiarazione di voto per il passaggio all'esame degli articoli, io proseguirei così, poi valutiamo insieme, alla luce anche della quantità degli emendamenti presentati, se c'è necessità di fermarsi un attimo per valutare gli emendamenti.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Grazie Presidente, intanto per esprimere chiaramente il voto favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, cambi microfono.
FRAU (P.D.). Ecco, per esprimere il voto favorevole al passaggio agli articoli...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente..., sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto, onorevole Capelli, vi prego di...
FRAU (P.D.). ... e anche per rassicurare, naturalmente. Quindi voto favorevole, naturalmente al...
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni!
PRESIDENTE. Scusate colleghi, mi scusi onorevole Frau, tanto non perde il filo, siamo già alla terza dichiarazione di voto...
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni, chiedo di intervenire sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Sì, sì, colleghi, ho capito cosa vorreste chiedere, però siamo già alla terza dichiarazione di voto.
FRAU (P.D.). L'ho già dichiarato il voto favorevole.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo di intervenire sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Sulle modalità di voto si interviene prima, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni.
PRESIDENTE. Sì, ma non è che a seconda di come sono le dichiarazioni... Onorevole Capelli, chiamiamo il notaio?... comunque ho registrato la sua richiesta.
CAPELLI (U.D.C.). La dovrei fare prima della dichiarazione di voto.
FRAU (P.D.). L'ho già fatta, onorevole Capelli.
ARTIZZU (A.N.). No!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, si accomodi un secondo. Va bene, onorevole Capelli, andava fatta prima, non alla terza dichiarazione. Abbiate pazienza, colleghi. Onorevole Frau, prego.
FRAU (P.D.). Ribadisco, ancora una volta, il voto favorevole per il passaggio agli articoli cercando anche di rassicurare quelli che hanno interesse anche a fare di questa legge una buona legge, e non invece a cercare sotterfugi o altri sistemi per cercare di affossarla, perché negli emendamenti che sono stati presentati a norma di regolamento, molte delle cose che sono venute fuori dal dibattito generale di ieri sono state anche recepite. In questo senso, volevo anche rassicurare alcuni consiglieri che sono già intervenuti, e, parzialmente, anche i Gruppi di minoranza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente, colleghi, io credo che non è la prima volta che in Aula ci siano questioni importanti legate anche al contenuto della legge. Non a caso esso non va considerato un dogma, come dire, prendere o lasciare, è una legge che si sforza di far sì che anche in Sardegna ci siano tutte quelle condizioni per avere e per dare diritti ai cittadini. Lo sforzo che ha fatto la Commissione io credo sia esclusivamente questo, al di là dell'evoluzione che ha avuto la legislazione in merito negli ultimi tempi. A maggior ragione credo che bisogna riportare anche un clima di serenità, perché nessuno di noi ha pensato, in nessun momento, di fare qualche dispetto a questo o quell'altro collega, e credo anche che il metodo che si sta insinuando nella discussione di questa legge, non possa essere assolutamente accettato, perché sarebbe un principio che anche per le prossime leggi che entreranno in Aula, ognuno di noi potrebbe, in qualche misura, utilizzare la stessa tecnica, lo stesso metodo. Allora, il Presidente è stato esplicito, ha detto che gli emendamenti si presentano dopo il passaggio agli articoli, allora, da questo punto di vista io credo che il metodo che è stato utilizzato, e emendamenti ce ne sono tanti, e io spero che questi emendamenti corrispondano anche a tutte quelle esigenze che vari gruppi, ieri, per esempio hanno sollevato nella discussione generale, e se questi emendamenti verranno tenuti in considerazione e approvati, credo che il contributo della legge che sarà approvata non sarà solo ed esclusivo della Commissione, ma sarà, come è avvenuto in altre circostanze, in altre occasioni, il contributo di tutta l'Aula. Con questo spirito io credo sia utile dare un contributo, e per queste considerazioni e per questo motivo io voterò a favore del passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intanto è dichiarazione di voto e come tale ovviamente inizio con la dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli dichiarando il voto favorevole del partito della Rifondazione Comunista in Consiglio regionale. Noi siamo un partito che ha imparato, anche nella dialettica interna, ad esercitare il rispetto delle posizioni, anche diverse, che abbiano degna motivazione e anche il senso di una differenziazione di ordine personale. Ciò detto, proprio perché noi siamo una forza democratica impegnata in questo Consiglio fino in fondo a svolgere la propria funzione di legislatori, abbiamo presentato una serie di emendamenti - e lo dico per gli oppositori di questa e di altre leggi, di questa e di altre maggioranze -, una delle quali, per esempio, riconosce alle minoranze del Consiglio regionale la titolarità ad avanzare la proposta di Presidenza del CORERAT; una delle quali, per esempio, impegna la Giunta regionale a predisporre, entro 90 giorni, un disegno di legge in cui venga regolata tutta la materia, così come è consentito in legislazione concorrente alla Regione ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, ivi compreso, per esempio, il sistema delle ineleggibilità e delle incompatibilità, garantendo a questo organismo il massimo della trasparenza e della funzionalità. Insomma, ci sono elementi di discussione che possono essere accolti e poi c'è un'alternativa: torniamo a casa dopo questa legislatura con un'altra riforma mancata. Io non voglio essere complice di questo percorso.
CAPPAI (U.D.C.). Ieri ha detto una cosa diversa però!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, colleghi, in parte quello che debbo dire è stato forse vanificato dall'intervento del collega Uras. Io volevo fare un intervento legato alla logica di questa legge che prevede la nomina del presidente di questo organismo che è slegato alla durata della legislatura. Palesemente una legge come questa, su un qualcosa che anche il relatore avrebbe definito, così mi dicono, una legge priva di contenuti, anche se poi la sostiene in Aula, però istituire un presidente di un organismo che si può interessare di tutto e di nulla proprio perché la legge non mette limiti e non mette indicazioni, praticamente non dà un campo d'azione ben definito, su un argomento poi così importante come tutto il sistema delle comunicazioni, dalla stampa a Internet, dalle televisioni, dai telegiornali ai fumetti e quant'altro, non è una cosa di poco conto, visto anche che poi l'anno prossimo ci avvieremo a una campagna elettorale, visto che il Presidente della Giunta regionale ha qualche interesse in materia, sia in materia elettorale che in materia di comunicazione e di quant'altro, sia le proposte che ci sono, anche che ci sia la possibilità che la Regione assorba dei canali di telecomunicazione, insomma un potere non indifferente, e poi slegare questa nomina dalla legislatura è qualcosa che a mio parere appare grave, fatto anche in questo contesto, e poi contemporaneamente questa Giunta in materia mi sembra un po' schizofrenica. E' capitato da poco che all'Ente Foreste della Sardegna un sindaco, nominato regolarmente, che sia stato indicato regolarmente dalle opposizioni, è stato manu militari estromesso dall'incarico da questa Giunta perché non è più sindaco, perché secondo voi non avrebbe più i requisiti. Non costringete l'opposizione attuale, qualora dovesse vincere le elezioni, a fare in cinque minuti quello in cui siete stati bravi in questa legislatura, a estromettere, con mezzi simili, il presidente di quest'organismo all'inizio della prossima legislatura perché non sarebbe dignitoso per nessuno, però se ci costringerete, perché penso che vinceremo le elezioni, siamo in grado di farlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Per annunciare che Sinistra Autonomista, a differenza del collega Pisu, vota a favore per il passaggio agli articoli e lo facciamo avendo chiaro, però, che sono stati predisposti degli emendamenti che correggono il testo che è stato licenziato dalla Commissione. Quando li discuteremo valuteremo, lo correggono positivamente perché si può correggere anche negativamente - se avessimo lasciato il testo a Liori l'avrebbe corretto negativamente -, però il fatto che da una parte della maggioranza si tiene conto che stiamo facendo una legge con grande ritardo e che si vuole dare al Consiglio regionale, ed in particolare a chi al momento è minoranza, una funzione importante di garanzia e di controllo, credo che questo debba essere apprezzato dall'Aula. Credo che questo debba essere apprezzato dall'aula! E lo sto dicendo per dire che se il testo è così carente come il collega Pisu, che ci ha lavorato, dice, vuol dire che da parte del Consiglio bisognerà fare uno sforzo per migliorarlo e lo sforzo per migliorarlo lo fa l'Aula, perché in Commissione il testo c'è stato molto tempo e invece di migliorare l'abbiamo fatto marcire e l'abbiamo fatto marcire anche per responsabilità della maggioranza, di alcuni colleghi della maggioranza che, interpretando male la funzione parlamentare, in qualche occasione hanno fatto mancare il numero legale. Allora, siccome qui siamo in presenza di un'esigenza generale penso che l'Aula, con senso di responsabilità, lo possa migliorare e anche approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi votiamo contro il passaggio agli articoli ed è chiaro che questa legge non andrebbe approvata. Questa legge non sarebbe dovuta arrivare in Aula. Il Presidente della Commissione ha dichiarato - e lo invito a confermare in Aula ciò che ha dichiarato in Commissione - che questa legge sarebbe una scatola vuota, così l'ha definita. Ora io mi chiedo come si possa portare in Aula una legge che già in partenza, al termine di lunghi lavori in Commissione, viene definita dal Presidente della Commissione stessa una scatola vuota. Ci sono quelle scatole vuote che si possono riempire di contenuti, ma io ho l'impressione che questa scatola vuota sia stata confezionata e sigillata in modo da renderla assolutamente impermeabile, da rendere impossibile il riempimento con i contenuti perché deve rimanere una scatola vuota. Perché in realtà abbiamo l'impressione che il vostro intendimento sia quello di lasciare questo organismo come quell'organismo, semplicemente asservito alla maggioranza di questo momento, che in fondo non avrà quelle competenze che non può avere, essendo uno strumento già superato dai tempi. In quasi undici anni di ritardo è mutato lo scenario nazionale e internazionale delle comunicazioni delle quali va ad occuparsi, è un testo che andava completamente rifatto in chiave regionalista, che doveva tener conto di una situazione mutata negli anni e anche di una situazione specifica della Sardegna che è, in alcune sue parti, diversa da quella delle altre Regioni italiane. Per quello credo che effettivamente Frau abbia ragione: è una scatola vuota ed è stata concepita affinché rimanga una scatola vuota. E' una legge assolutamente carente, è una legge carente per competenze, per un'individuazione di poteri che rende l'organismo stesso inadeguato e anche rende all'organismo impossibile intervenire sulle problematiche che possono verificarsi ed è una legge anche, consentitemelo, colleghi, palesemente sospetta per i tempi con i quali la state approvando, sospetta per le vostre finalità reali che sono quelle di crearvi, alla vigilia delle elezioni, un nuovo organismo totalmente al vostro servizio che però non sarà al servizio della collettività perché anche volendo, anche se fosse animato dai principi migliori e dalle personalità più competenti, questi non avrebbero la possibilità di incidere sul sistema delle comunicazioni in Sardegna perché non avranno le competenze e quelle poche che avranno saranno totalmente inadeguate al quadro attuale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, nel leggere alcuni giorni fa la relazione del 2008 sulla situazione delle comunicazioni in Italia, quindi stampa e televisioni, dell'Autorità garante delle telecomunicazioni, sapendo che era in discussione questa legge in Consiglio regionale e che la Sardegna, buona ultima, si allinea alle altre Regioni italiane nell'approvare una legge di importanza fondamentale, visto il rilievo che il settore delle comunicazioni ha nella vita dei cittadini, delle Istituzioni e l'importanza che, voglio aggiungerlo, ha per la democrazia, anche in un Paese, in una Nazione, come in una Regione. Quindi, io sono convinto pur se il lavoro della Commissione, come è stato detto, può avere avuto alcune carenze, sono convinto che il lavoro in Aula, con alcune proposte che sono state portate avanti e la riflessione che l'Aula può fare, può sicuramente migliorare il testo. Tutti i testi di legge che arrivano dalle Commissioni sono migliorabili, come questo, non ci scandalizziamo per il fatto che c'è la possibilità di migliorarli, anche tutte le altre leggi abbiamo, per quel che riguarda il Consiglio, cercato di migliorarle. Faremo questo anche con questa legge che, ripeto, vede la Sardegna buona ultima approvare una legge così importante, la miglioreremo, per cui Italia dei Valori è favorevole al passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo. Certo, è vero, la legge deve essere discussa in Aula e l'Aula ne apporta le modifiche e la migliora, ma quando alla legge, da parte della maggioranza, vengono presentati degli emendamenti che, di fatto, modificano proprio l'essenza stessa e l'indirizzo della legge, quasi, beh allora è necessario - se si vuole essere seri - riflettere, ridiscuterla in Commissione perché non è possibile portare la legge poi in Aula, certamente è nella sua facoltà e nei suoi compiti intervenire e modificarla, ma è chiaro anche che in questi casi molte volte si lavora e si lavora male perché in Aula succede quello che non deve succedere. Se è necessario riflettere io credo non costi niente riportare la legge due o tre giorni in Commissione, rivederla e riportarla in Aula con un consenso, da parte e della maggioranza e dei consiglieri che compongono la Commissione stessa, più omogeneo affinché in Aula si discuta questa legge importantissima che, con enorme ritardo, arriva a vedere la luce nella Regione autonoma della Sardegna e per dare uno strumento adeguato, consono e condiviso dal Consiglio, appunto, alla Sardegna stessa. Per cui, nel caso in cui la legge resti in Aula, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che oggi stiamo in qualche modo ripercorrendo un percorso che abbiamo già visto per quanto riguarda la legge sui Consorzi industriali e credo che il percorso che abbiamo portato avanti in Aula, appropriandoci di quella che è la nostra funzione, abbia dato non solo a giudizio della maggioranza, ma anche a giudizio delle stesse minoranze, un giudizio positivo su quella legge.
Io credo che oggi ci troviamo sostanzialmente di fronte a un percorso simile e credo che il testo che viene dalla Commissione, che è un testo che è suscettibile di miglioramento, che è un testo che può accogliere quelle che sono le osservazioni che sono pervenute dai diversi settori della maggioranza, ma io dico anche da eventuali contributi che potranno venire dalla minoranza, è una legge che può - valutando quelli che sono i contributi che vengono in particolar modo dai settori della maggioranza - che può avere una migliore definizione e avere alla fine un giudizio positivo, condiviso, io mi auguro non solo nei banchi della maggioranza, ma anche nei banchi della opposizione.
Io credo che l'esigenza della tutela dei cittadini, della definizione delle garanzie a favore dei cittadini, credo che debba essere una preoccupazione che deve riguardare tutti noi, non soltanto una parte di questa Assemblea e pertanto io credo che ancorché con notevole ritardo stiamo andando ad approvare questo strumento, io credo che sarebbe grave che noi dovessimo dilatare ulteriormente i tempi dell'approvazione di questo strumento, come dicevo, appunto, a tutela dei cittadini e credo che anche i tempi sospetti... io non credo che se il collega Rassu avesse fatto un excursus breve di quello che è stato il percorso di questa legge, si sarebbe reso conto che è già la seconda volta che arriviamo in Aula, quindi già a partire dal 2005 abbiamo discusso di quest'argomento, quindi noi ce ne facciamo colpa di non essere arrivati fino a questo momento, ma non si può dire certamente che la maggioranza abbia aspettato a questo momento per affrontare il tema che abbiamo in discussione.
Pertanto, il nostro giudizio è un giudizio favorevole al passaggio agli articoli con un invito ai colleghi della maggioranza ad avere fiducia in quello che è lo sforzo che siamo disponibili a compiere per migliorare questo testo che è in Aula con il contributo di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto di astensione e cercherò di motivarlo. Quello delle comunicazioni è un sistema che più di tutti gli altri rappresenta lo specchio fedele della democrazia, della rappresentatività e del pluralismo; è quindi diritto di tutti i sardi essere informati in modo obiettivo e senza distorsioni. Una riforma così importante in una materia che deve essere sottratta, questa, a qualsiasi condizionamento della politica. Occorre dare un segno di autonomia, non mostrandosi accondiscendenti ancora una volta a idee e pregiudizi che hanno condizionato talvolta l'attività di questa Assemblea. Si darebbe davvero una pessima impressione a tutti i sardi se venisse meno il rispetto della collegialità su materie che riguardano la vita e i diritti di tutti i cittadini e non solo di una maggioranza politica che ha vinto le elezioni.
Se è vero che appare quanto mai necessario dare risposte concrete alla specificità della nostra Isola in materia di comunicazione, è questo il momento affinché il Consiglio operi in modo più unitario possibile a garanzia e difesa della democrazia e rappresentatività pluralistica in materia di editoria, radiofonia e trasmissione televisiva. Quindi, le procedure e la composizione del CORECOM devono dimostrare in modo cristallino l'indipendenza sia dal potere politico che da quello economico.
Due domande importanti sorgono spontanee: in che modo realmente la seconda Commissione ritiene che sia stato rispettato l'autonomismo dello Statuto regionale e, inoltre, quale origine e motivazione hanno le pesanti critiche giunte da parte dei rappresentanti del CORERAT al testo licenziato dalla seconda Commissione. Come mai l'autonomismo deve valere per la cultura, l'urbanistica e i tributi e non invece per il sistema delle comunicazioni? Io ritengo che questo sia un concetto fondamentale e quindi non è giustificata la fretta per arrivare a una buona riforma in un settore che è fermo dagli anni '80, penso che ci siano elementi perché possa essere migliorata nel proseguo dell'attenzione in quest'Aula questa legge, ma naturalmente deve avvenire con il pieno coinvolgimento di tutte le voci rappresentate. In un settore come questo...
PRESIDENTE. Prego.
LAI RENATO (U.D.C.). ... con impegno a realizzare un vero federalismo in un'Europa delle regioni multietniche che cambiano e richiedono sempre la massima correttezza e obiettività di tutti i media. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io intervengo perché ho ricevuto testé un plico di emendamenti, sono più di cinquanta mi pare, e vedo le firme, non ce n'è una se non mi sbaglio delle opposizioni, sono tutti emendamenti firmati da esponenti della maggioranza, la maggior parte addirittura dal Presidente della Commissione. Questo sta a significare intanto un uso distorto dei lavori dell'Aula che viene trasformata impropriamente in un consesso istruttorio, mentre questo lavoro, l'onorevole Frau l'avrebbe dovuto fare in Commissione, ma c'è un dato politico secondo me che non va sottovalutato: "Onorevole Frau, qui la maggioranza le sta dicendo che il lavoro che lei ha diretto in quella Commissione è assolutamente inconsistente e inadeguato, è un lavoro che non serve e non è servito a nulla!" E allora sul piano politico noi poniamo un problema e lei ne deve prendere atto. Lei dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni perché glielo sta chiedendo la sua maggioranza, perché non è corretto venire qui in Aula dopo le cose che abbiamo sentito ieri da parte dell'onorevole Uras, dopo le cose che abbiamo sentito oggi dall'onorevole Pisu, dopo quello che vediamo dagli emendamenti che sono stati prodotti che ridisegnano completamente una nuova legge, e lei come se niente fosse ci viene a dire stamattina: "Signori, va bene non c'è niente di che, piccoli aggiustamenti, le cose qui in Aula si aggiustano." No, non è così. E allora lei ne deve, secondo noi, prenderne atto o altrimenti lei avrebbe dovuto chiedere stamattina in apertura dei lavori - signor Presidente, visto che c'è un grosso problema in maggioranza, visto che le cose non sono andate come avrebbero dovuto -, chiedo che la legge torni in Commissione.
Questo era l'unico modo per salvare la sua faccia e la faccia della sua maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (P.D.). Io invece ritengo che si tratti di una legge necessaria soprattutto per garantire i diritti dei cittadini sardi, dell'utenza che si potrà ad esempio rivolgere al comitato per problemi importanti come l'eccessiva incidenza dell'elettrosmog ed altri problemi. Non si tratta di una scatola vuota, invece è una legge di garanzia attorno alla quale potrà essere costruita col tempo, meditatamente, una legge sull'informazione all'altezza dei tempi e all'altezza delle esigenze di autonomia della popolazione della Sardegna, e proprio perché siamo in fine legislatura abbiamo rinviato questo importante problema a tempi, appunto più adatti, migliori. Il mio voto è ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io credo che il giudizio su questa proposta-disegno di legge sia nelle pagine dei giornali di oggi. Vorrei riprendere il filo di quanto sostenuto correttamente dal collega Pittalis e ricordarvi e segnalarvi che questa legge importante, così come qualcuno l'ha definita, non merita un rigo sulle pagine dei giornali odierni. Questo la dice lunga su quanto gli addetti ai lavori considerino importante, opportuna, buona, questa legge. Sicuramente un ritorno in Commissione della legge sarebbe stato sì quello opportuno, perché la stesura degli emendamenti, di chi crede ancora che questa legge possa essere cambiata, di chi ha avuto paura di affrontare il passaggio agli articoli col voto segreto, la dice lunga sullo stato di salute di questa maggioranza, la dice lunghissima. La verità è nella giornata di ieri, io apprezzo gli sforzi del Presidente del Consiglio di tenere il ritmo dell'Aula, di imporre un ritmo all'Aula, consiglierei umilmente al Presidente del Consiglio di tenere sempre anche lo stesso metro e la stessa misura perché l'Aula non funziona, Presidente, perché la maggioranza non funziona. Non si può dire che è un buon lavoro di Commissione quando l'Aula viene sospesa per un'intera giornata per un chiarimento di maggioranza, i commissari di quella Commissione sono stati delegittimati da questi emendamenti, sono stati delegittimati dalla maggioranza, e questa legge, da alcuni giudicata importante, mentre le industrie chiudono, mentre la crisi economica sociale e culturale della Sardegna tocca gli apici della negatività, si continua a menar il can per l'aia con una legge che non dà le risposte volute, che non rimedia agli anni di mancanza della legge stessa e che probabilmente nasconde anche qui dei giochi di potere, delle prove di forza all'interno della stessa maggioranza. Io annuncio il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questa legge che andrà sicuramente, se dovesse passare, perché tutti voi sapete, non è sicuro che questa legge venga approvata da questo Consiglio regionale, se dovesse passare sarà una delle prime leggi che andrà rivista, che andrà concertata, che andrà fatta con senso di autonomia e di reale...
PRESIDENTE. Prego concluda.
CAPELLI (U.D.C.). Reale regolamentazione del settore che più volte, soprattutto nell'ultimo periodo, è stato calpestato dalle azioni demagogiche e di propaganda del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io annuncio il voto contrario al passaggio agli articoli da parte del Gruppo dei Riformatori, e vorrei nell'intervento ricollegarmi al tentativo di intervento che ha fatto il collega Maninchedda nella fase preliminare di questa discussione sul passaggio agli articoli, quando ancora non avevamo in mano il testo, gli emendamenti che sono stati presentati. Noi abbiamo, Presidente del Consiglio, cinquanta emendamenti, di questi cinquanta emendamenti quarantadue risultano presentati dalla maggioranza, quarantadue su cinquanta. Cioè dalla stessa maggioranza che ha fatto la legge, sostanzialmente. E di questi ben ventisette emendamenti su cinquanta cioè più del 50 per cento, portano la firma del Presidente della Commissione dove la legge è stata discussa. Io le pongo, Presidente, un problema di carattere sostanziale perché non ha più senso che questo Consiglio discuta sulle prerogative del Consiglio, cioè sul ruolo del Consiglio quando anche su una legge che non è come hanno detto altri colleghi, la legge su cui si incentrano fondamentalmente le attenzioni della Sardegna in questo momento, la Commissione sostanzialmente non fa nessun tipo di lavoro perché è una legge che arriva in Aula, istruita, e che poi vede su cinquanta emendamenti, ventisette emendamenti che sono presentati dal Presidente della Commissione, come è avvenuta l'istruzione di questa legge? A cosa serve il lavoro delle Commissioni in questo Consiglio regionale? E' meglio che noi andiamo in ferie, Presidente, quando non è riunito il Consiglio, visto che poi il Consiglio deve rifare da capo il lavoro che dovrebbe essere fatto virtuosamente all'interno delle Commissioni perché la Commissione è la sede dell'approfondimento legislativo, delle tematiche che poi devono arrivare in Consiglio. Non è possibile che si lavori in questo modo, non è possibile che si voti il passaggio agli articoli senza avere la più pallida idea di quale sarà la legge in discussione, perché questo sta avvenendo ormai costantemente, la legge sui consorzi industriali è stata sostanzialmente rifatta dopo il passaggio agli articoli, interi articoli sono stati sostituiti. Non è questo il modo corretto di legiferare e soprattutto non è questo il modo per dare al Consiglio regionale un ruolo, perché se il Consiglio regionale non ha più neppure il ruolo legislativo che è quello che gli compete, non ha senso che si paghino gli stipendi a ottantacinque consiglieri regionali, perché non è per discutere tra di noi che siamo pagati, ma per fare buone leggi per la Sardegna, e allora lei, Presidente del Consiglio, deve mettere in condizioni questo Consiglio di lavorare e di lavorare correttamente anche prendendosi la responsabilità, quando occorre, di chiedere alla Commissione competente che competente non è stata, un supplemento di analisi e di approfondimento sui temi che sono in discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Essendo stati presentati gli emendamenti, possiamo parlare a ragion veduta. Vorrei, se possibile, godere dell'attenzione… visto che l'onorevole Uras è stato l'unico in precedenza a farci la cortesia di illustrarle, di poter ragionare sulla legge in ragione della legge e non degli schieramenti pregiudiziali. La legge e gli emendamenti presentati presentano delle cose interessanti. Per esempio noi voteremo a favore degli emendamenti che riducono le indennità, ma vi inviterei e inviterei i colleghi a valutare, in ragione dello smantellamento di tutta la burocrazia del CORECOM che avete predisposto, se non serva pensare ai gettoni di presenza, piuttosto che ad una indennità stabile. Come pure voteremo l'emendamento che mette in capo alla minoranza il Presidente del CORECOM. Vi pongo un problema serio però: la legge ha un difetto di cuore, di sostanza, di funzione, di vocazione, al punto che viene rinviata ad una legge futura. Però, c'è un dato sostanziale, qui ritorna una questione che era stata sollevata durante la legge statutaria, e cioè: qual è la libertà di accesso reale dei gruppi politici rappresentati alla comunicazione istituzionale? Tra le funzioni proprie e le funzioni delegate non discutiamo, ma certamente tra le funzioni proprie di un organo consiliare c'è una valutazione e una funzione di garanzia sull'accesso ai fondi della comunicazione istituzionale. La comunicazione istituzionale non è solo del Governo, perché il Governo è anche la maggioranza, ed è soprattutto espressione della maggioranza. Se noi stanziamo risorse così ingenti, quali quelle che si stanno spendendo in questi giorni, e non ci preoccupiamo dell'equilibrio dell'informazione politica, - perché l'informazione di governo è informazione politica, non è solo informazione civile, è informazione politica -, e non garantiamo a chi dissente di poter accedere a quelle risorse per certificare le ragioni del dissenso, e non le mettiamo in una legge che si occupa di un organo di garanzia, mi spiegate perché c'è questa forte rinuncia a disciplinare le questioni della comunicazione istituzionale? Se questa legge riprende un minimo di vocazione, e dice che sui fondi per la comunicazione istituzionale e sulla garanzia dà l'accesso agli organi d'informazione dei cittadini e dei gruppi politici, e noi ci mettiamo mano…
PRESIDENTE. Concluda!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Concludo Presidente. …noi ci mettiamo mano per fare una legge che divenga una legge di equilibrio, allora anche il dialogo richiesto ha un senso, viceversa se questa preoccupazione non c'è, mentre c'è in atto una fortissima operazione politica di comunicazione istituzionale di parte, io comincio ad aver dubbi che si voglia creare davvero un organo di garanzia!
PRESIDENTE. Va bene colleghi, votiamo il passaggio all'esame degli articoli. Modalità di voto? Elettronico palese!
Un attimo colleghi, non dà l'apertura. Un attimo solo, c'è un problema al sistema!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Caligaris - Cassano - Giorico - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pisu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 61
astenuti 9
maggioranza 31
favorevoli 38
contrari 23
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Pirisi ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 23 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Qualche minuto di sospensione in Aula, colleghi.
(La seduta sospesa alle ore 11 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 54.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi riprendiamo il lavoro.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Come dicevo nella dichiarazione di voto, il nostro obiettivo non è di approvare in fretta le leggi, e quindi di approvare in fretta questa legge, ma è di approvare, anche in questo caso, una buona legge. Per cui, anche alla luce dei molti emendamenti presentati e delle considerazioni che si sono sviluppate, anche durante il dibattito e durante le dichiarazioni di voto, io propongo che si possa interrompere qui e riprendere i lavori alle ore 17 in modo da dare la possibilità alle diverse parti politiche di poter interloquire anche attraverso un eventuale coordinamento di questo lavoro da parte del Presidente della commissione che ha avuto più possibilità di noi di conoscere quali sono le diverse posizioni, quindi, la proposta è di interrompere qui e di riprendere alle ore 17, per dare la possibilità ai gruppi politici di poter interloquire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Se questo è uno spunto per migliorare la legge ed inserire delle disposizioni che rendano più trasparente il sistema della comunicazione, anche in coincidenza con l'esigenza, sollevata in quest'Aula poco fa, di una possibilità reale di incidere anche sul sistema della comunicazione istituzionale della Regione, noi crediamo che si possa accedere per verificare questa possibilità.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo i lavori qui, riprendiamo in prosecuzione alle 16 e 30, rendiamo utili queste pause che stiamo facendo perché io concordo con chi ha detto che questo non è un buon modo di far lavorare l'Aula né è un buon modo di legiferare, facciamo in Aula ciò che si fa male in Commissione, trasferendo all'Aula e ai gruppi politici i problemi che non vengono risolti in Commissione.
La seduta riprende alle ore 16 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 57, viene ripresa alle ore 16 e 43.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Bene colleghi, iniziamo i lavori di stasera. I lavori sono stati sospesi stamattina e siamo in prosecuzione di seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, per chiedere una sospensione perché la Commissione è ancora riunita, così come da accordi da stamattina, sino alle 17 - 17 e 10.
PRESIDENTE. Va bene, è stata chiesta una sospensione, proprio perché siamo in impossibilità di proseguire, stanti i lavori della Commissione, i lavori sono sospesi e riprenderanno alle ore 17 e 10. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 44, viene ripresa alle ore 17 e 10.)
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il collega Gessa, che era in congedo stamattina, è rientrato in aula.
Come tutti sappiamo, dobbiamo proseguire i lavori sulla discussione della proposta di legge numero 54/B. Abbiamo votato il passaggio all'esame degli articoli, passiamo ora all'esame del titolo. Al titolo è stato presentato un emendamento aggiuntivo, l'emendamento numero 35.
(Si riporta di seguito il testo del titolo e del relativo emendamento:
Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) della Regione Sardegna.
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu
Titolo
Nel titolo sono aggiunte "dopo della Regione" le parole "Autonoma della". (35).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Per chiedere la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. E' necessario sia richiesta da due Capigruppo, onorevole Cappai.
CAPPAI (U.D.C.). Assolutamente.
PITTALIS (F.I.). Siamo cinque.
CAPPAI (U.D.C.). In ogni caso siamo in due, non essendoci il mio Capogruppo ed essendo a conoscenza della Presidenza che sono il vice… ecco, c'è un altro Capogruppo.
PRESIDENTE. Se la richiesta viene fatta da due Capigruppo, io non ho difficoltà.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri La Spisa e Atzeri)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, è stata chiesta la verifica del numero legale
PINNA (P.D.). Tra 10 minuti.
PRESIDENTE. No, no, abbiamo già sospeso, onorevole Pinna. Siamo in prosecuzione di seduta, onorevole Pinna.
Prima verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri La Spisa, Milia, Rassu e Uggias sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 30 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: Agus - Atzeri - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Manca - Maninchedda - Milia - Pinna - Pisu - Porcu - Rassu - Salis - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Constato l'assenza del numero legale. I lavori sono sospesi e riprenderanno alle ore 17 e 45. Prego i colleghi di avvisare, ognuno per il suo Gruppo, i colleghi affinchè siano presenti in aula e possiamo così proseguire i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 13, viene ripresa alle ore 17 e 45.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori sospesi mezz'ora fa.
Mi chiedono gli Uffici di attendere qualche secondo perché stanno portando in aula degli emendamenti che sono stati presentati nel frattempo.
(Proteste dei consiglieri Sanjust, Randazzo Alberto, Randazzo Vittorio e Cappai)
Per cortesia, quando lei dovrà presiedere l'Aula verrà qui e dirigerà i lavori, faccia la cortesia, onorevole Sanjust.
Siamo in prosecuzione, come detto, dei lavori; è stata chiesta, prima della sospensione, la verifica del numero legale, voglio chiedere se la richiesta è ancora valida o meno.
CAPPAI (U.D.C.). Sì.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri La Spisa e Vargiu)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Cucca, La Spisa, Pisu e Vargiu sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 35 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Vargiu.
Constato l'assenza del numero legale. I lavori sono sospesi e riprenderanno tra mezz'ora, dopodiché se non siamo presenti in aula decideremo il da farsi. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 48, viene ripresa alle ore 18 e 14.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo il lavoro. Titolo del provvedimento...
SANJUST (F.I.). ...Presidente!
PRESIDENTE. Colleghi, ci si iscrive, altrimenti fra poco fischiamo...
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì pensavo fosse scontato, reiteriamo la richiesta di verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Un altro Capogruppo? Va bene, verifica del numero legale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Se siete d'accordo possiamo fare la verifica del numero legale votando il titolo. Come no, non è la stessa cosa, scusate.
SANJUST (F.I.). No!
PRESIDENTE. Come no, siccome è stato richiesto il numero legale, verifichiamo il numero legale attraverso la votazione del Titolo, se c'è si approva anche il titolo... non mi sembra... Che cosa?
SANJUST (F.I.). Dove c'è scritto? Se ci dice dov'è scritto nel Regolamento...
MORO (A.N.). Perché io il Titolo lo voglio votare.
PRESIDENTE. Ecco, io ho capito, lei vuole votare il titolo e non vuole votare il numero legale... ho capito... ho capito la finezza.
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 43 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: AGUS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - URAS.
Constato la presenza del numero legale.
Votazione elettronica sul titolo, se siete d'accordo siccome c'è un emendamento aggiuntivo numero 35 che aggiunge "autonoma" Regione autonoma della Sardegna, votiamo il titolo già emendato, è una cosa che avremo fatto in sede di stesura finale del testo. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Titolo.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pileri - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 53
astenuti 9
maggioranza 27
favorevoli 41
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali e parziali, il numero 30 e il numero 36, il sostitutivo totale numero 31 all'1, più gli emendamenti aggiuntivi numero 35, numero 13, numero 14 numero 15, numero 24 e il soppressivo parziale dell'emendamento numero 14 l'emendamento numero 27. E' stato presentato un emendamento di sintesi, l'emendamento numero 53 che in realtà unifica di fatto gli articoli 1 e l'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1
Oggetto
1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 1, comma 13, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), istituisce, presso il Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione Sardegna e ne disciplina l'organizzazione e il funzionamento al fine di assicurare a livello territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni.
Emendamento sostitutivo totale Uras - Davoli - Pisu
Articolo 1
L'articolo è sostituito come segue:
"È istituito, presso il Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM). La presente legge ne disciplina l'organizzazione e il funzionamento al fine di assicurare a livello regionale e territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni, in funzione dell'integrale esercizio delle potestà legislative ed amministrative che competono alla Regione secondo le norme dello Statuto Speciale e della Costituzione della Repubblica." (30)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu
Articolo 1
Nell'articolo 1, comma 1, terz'ultima riga, la parola "necessarie" è soppressa. (36)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 bis:
"Principi
1. La Regione Autonoma della Sardegna promuove e sostiene, nel proprio ambito territoriale, un sistema della comunicazione e dell'informazione che valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo.
2. La Regione favorisce il pluralismo del sistema della comunicazione e dell'informazione per garantire a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
3. La Regione sostiene e favorisce il diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento del sistema delle Autonomie locali." (13)
Emendamento aggiuntivo La Spisa
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente articolo:
"1. La Regione Autonoma della Sardegna promuove e sostiene, nel proprio ambito territoriale, un sistema della comunicazione e dell'informazione che valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo.
2. La Regione favorisce il pluralismo del sistema della comunicazione e dell'informazione per garantire a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
3. La Regione sostiene e favorisce il diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento del sistema delle Autonomie locali." (24)
Emendamento all'emendamento 14 soppressivo parziale Caligaris - Atzeri
Articolo 1
È soppressa la lettera f). (27)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 ter.
"Finalità
1. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, del Testo Unico della radiotelevisione di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e dello Statuto sardo, promuove e sostiene:
a) la valorizzazione dell'identità e dell'autonomia nel sistema regionale della comunicazione e dell'informazione;
b) la tutela del pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi con particolare riguardo ai nuovi media;
c) lo sviluppo imprenditoriale e tecnico del settore;
d) la garanzia del più ampio diritto di accesso dei cittadini al sistema della comunicazione;
e) la garanzia del diritto all'informazione sulle attività politiche, sociali e culturali della Sardegna anche alle comunità dei sardi fuori dal territorio regionale;
f) la verifica di eventuali posizioni dominanti;
g) il monitoraggio quanti-qualitativo dell'intero sistema;
h) la definizione e la regolamentazione delle modalità delle concessioni e delle autorizzazioni alle trasmissioni radiotelevisive e dei fornitori di contenuti per la TV digitale in ambito regionale o subregionale;
i) l'istituzione di organismi di controllo e di amministrazione dell'intero sistema." (14)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 quater.
"Funzioni della Regione
1. Nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalità e pluralismo, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, sentita la Commissione consiliare, in attesa di una legge organica in materia di informazione e di pubblicità istituzionale avvalendosi del Corecom:
a) rilascia le concessioni per le trasmissioni radiotelevisive in ambito regionale e rinnova, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, quelle esistenti e definisce gli oneri a carico dei beneficiari;
b) rilascia i provvedimenti abilitatitivi, autorizzatori e concessori per l'accesso ai siti trasmessivi previsti dal piano nazionale e regionale di assegnazione delle frequenze per l'installazione di reti e impianti; tali provvedimenti sono rilasciati, sentiti gli enti locali interessati, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela della salute, del territorio, dell'ambiente e del paesaggio;
c) rilascia le autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito rispettivamente regionale e/o provinciale;
d) esprime pareri per la definizione del piano nazionale delle frequenze trasmissive per le comunicazioni radiotelevisive; definisce e approva il piano regionale, acquisendo al proprio patrimonio anche le frequenze pubbliche dismesse, comprese quelle militari, e le mette a gara attraverso bandi pubblici vietando la compravendita tra privati delle licenze trasmissive;
e) verifica che la trasmissione di programmi per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale in ambito regionale o provinciale avvenga nelle bande di frequenza previste per detti servizi dalle norme nazionali e nel rispetto degli accordi internazionali;
f) stipula accordi e convenzioni con il servizio radiotelevisivo pubblico nell'ambito regionale o con altri soggetti del settore;
g) organizza un periodico monitoraggio del sistema (registro dei siti, delle emettenti radio televisive, dei fornitori di contenuti) e ne rende annualmente pubbliche le risultanze;
h) definisce le modalità di conciliazione delle controversie tra i cittadini e gli erogatori di servizi delle telecomunicazione in ambito regionale;
i) promuove la diffusione delle nuove tecnologie e dei nuovi servizi di comunicazione in tutti gli ambiti territoriali con particolare attenzione alle zone non urbane." (15)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 30 e 31 Frau - Uras
Art. 1
Testo dell'emendamento:
L'articolo 1 è sostituito dal presente:
"1. e' istituito, presso IL Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM). La presente legge ne disciplina l'organizzazione ed il funzionamento al fine di assicurare a livello regionale e territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni, in funzione dell'integrale esercizio delle potestà legislative ed amministrative che competono alla Regione, ivi comprese quelle di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, secondo le norme dello Statuto speciale e della Costituzione della Repubblica.
2. Il CORECOM è organo di consulenza, supporto, garanzia e gestione della Regione per l'elaborazione e attuazione delle politiche regionali nel settore delle comunicazioni."(53).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi. Ma, intanto questi nuovi emendamenti, li vedremo successivamente, anche perché sono stati presentati solo adesso. Niente, Presidente, intanto affrontare il dibattito sulla legge istitutiva del CORECOM mentre in queste ore si sta consumando una pagina penosa per la Sardegna e la sua economia mi sembra veramente di dover esprimere questa considerazione. C'è una decisa ferita aperta all'autonomia speciale di cui dovrebbe essere permeata anche questa proposta di legge sia, appunto, come ha affermato chiaramente l'assessora Mongiu non si deve più parlare né agire e mi riferisco alla definitiva cessazione del traffico merci su rotaia, gestito dalle ferrovie dello Stato con i soldi dei contribuenti e senza contare i danni ai cittadini, all'ambiente e alla sicurezza sulle strade, mi sembra che si debbano anche considerare tutti i posti di lavoro che verranno persi per gli operatori del settore e ovviamente anche per quelli che da molti anni esercitano quest'attività. Comunque stiamo affrontando un argomento delicato e complesso che investe direttamente i cittadini nei loro diritti, nella loro crescita sociale culturale, un tema che interessa ampi settori e che riguarda l'economia, le professioni e quindi richiede attenzione e cura. Ci tengo però a precisare anche, Presidente, che ho sempre garantito la presenza in Commissione, e che sarebbe opportuno quando si fanno riferimenti alle attività svolte in Commissione, fare nome e cognome, a meno che, parlando, appunto, con riferimento anche alle considerazioni svolte da qualche onorevole collega, non mi debba ormai considerare all'opposizione, in quanto i socialisti sono da un po' di tempo poco graditi al Partito Democratico, che invece ha avuto un ruolo determinante nell'approvazione della legge in Commissione. E voglio anche sottolineare che ho garantito il numero legale, benché abbia dato le dimissioni da segretaria della Commissione per una volontà espressa dal partito in merito proprio alla nostra presa di posizione precedente. Per tutte queste ragioni tengo a sottolineare che le numerose pressioni che sono state fatte a fare in fretta, e anche quella per me tutto inaccettabile dell'agenzia delle comunicazioni, relativamente a questa legge. Il trasferimento delle deleghe ai CORECOM è infatti soltanto una motivazione accessoria in quanto la legge numero 249 del '97 sancisce che possono istituirsi collegi regionali CORECOM ai quali recita: sono altresì attribuite le competenze svolte dai comitati regionali radiotelevisivi. Nello stesso comma 13 viene poi precisato che in caso di inadempienza alle funzioni dei CORECOM sono assicurate CORERAT. Ritengo quindi di dover sgombrare il campo dell'idea della Sardegna è una Regione Canaglia, perché non ha istituito il CORECOM, e ciò in anzitutto per tre ragioni fondamentali: intanto perché la legge afferma che le regioni possono, e quindi non hanno nessun dovere, se non di scegliere quello che è più utile per il sistema esistente nel proprio territorio e per i cittadini che vi risiedono, l'AGICOM non può né dire, né suggerire, né tanto meno imporre al Consiglio ciò che il Consiglio deve fare, in secondo luogo il CORERAT ha tutte le condizioni, le ha avute finora, per svolgere il suo compito, e per accogliere le deleghe dell'autorità. Infine, non c'è nessuna norma nazionale di difesa dei cittadini che non possa essere attuata senza il CORECOM, piuttosto è vero che l'autorità vuole avere a disposizione nei territori, e quindi anche in Sardegna, strumenti attuatori delle sue scelte e determinazioni, in modo tale da essere sempre più forte e senza controllo. Vi sono anche, però, pressioni tendenti a non fare approvare una legge capace di garantire una maggiore autonomia e quindi un controllo sul sistema delle telecomunicazioni. Una legge, per intenderci, che eviti lo shopping delle frequenze e tutte quelle condizioni che danneggiano e depauperano il patrimonio delle frequenze radio e televisive della Sardegna. Una legge che impedisca incursioni piratesche, come attualmente sta avvenendo con Radio Padania, una Radio comunitaria, cioè senza scopo di lucro, che invece invade l'etere, disturba il segnale delle radio locali e fa mercato delle frequenze speculando sulla normativa vigente. Perché l'autorità non interviene su Radio Padania? Dal 2005 due Radio comunitarie, Radio Padania da un lato e Radio Maria dall'altro, le uniche in Italia, godono di 1 milioni di euro all'anno oltre a tutti i vantaggi di muoversi nell'etere senza regole. Io ho fatto un'interrogazione specifica, mi dispiace che adesso non sia in aula l'assessore Mongiu, che però non ha ancora avuto risposta, e questo è un problema per le emittenti locali. E' evidente che gli interessi sulle frequenze, sul digitale terrestre e sulle nuove tecnologie sono molto forti. Per quanto mi riguarda, ho respinto sia le sollecitazioni a concludere in fretta, sia quelle tendenti a non fare nulla. Sono però fermamente convinta che il testo possa e debba essere migliorato. In Commissione, purtroppo, non è stato possibile, perché ha prevalso la logica della "Regione canaglia" che voleva riscattarsi con una legge che soddisfacesse le richieste dell'autorità; in aula spero davvero che le cose procedano in modo diverso. E' indispensabile, infatti, dare un'anima a una legge che altrimenti è soltanto una mera trasposizione di provvedimenti emanati dall'alto, e che non tengono conto degli interessi reali dei cittadini e della specificità territoriale, geografica e identitaria. Ho presentato alcuni emendamenti, Presidente, tre all'articolo 1, con la sola motivazione di assegnare un ruolo propositivo e di indirizzo alla Regione che, ripeto, non può accettare lo strapotere di un'autorità nata per svolgere un compito al servizio del Parlamento e ormai divenuta un'altra cosa. In nessuna delle proposte di modifica del testo sono presenti elementi di presunta incostituzionalità. Il primo stabilisce alcuni principi ponendo in evidenza quei tratti della specificità culturale, linguistica e sociale che non possono essere ignorati da una norma relativa alla Sardegna. Contiene, inoltre, in positivo, il valore del pluralismo e del diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento delle autonomie locali. Nel secondo si definiscono le finalità, richiamando tra gli altri l'articolo 117 della Costituzione, e proprio per evitare qualunque conflitto con la norma nazionale, è stato predisposto anche un emendamento all'emendamento numero 14 che sopprime la verifica di eventuali posizioni dominanti. Anche se il problema esiste, la sede appropriata è quella di una specifica legge sull'informazione che organicamente riveda e aggiorni quanto prevede la pur utile, per quanto negli ultimi anni disattesa, legge numero 22, e se ne fa esplicito riferimento nell'emendamento aggiuntivo numero 1 quater; possono apparire ripetitivi, relativamente, ma non lo sono, perché uno attiene ai principi ispiratori, l'altro riguarda invece le finalità della legge. Nel terzo, infine, si definiscono le funzioni della Regione. Quanto si è verificato in queste ore, in questi giorni, confermano le perplessità e la preoccupazione di perdere un'altra occasione per contrastare il centralismo e ritagliare per la Sardegna spazi reali di autonomia in un settore che davvero è strategico. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La discussione su questo articolo e sugli emendamenti, in realtà, a seguito anche degli emendamenti che sono stati presentati e della discussione informale che è avvenuta nella Commissione durante la pausa determinata dalla sospensione dei lavori, ci porta a considerare che in realtà, adesso, la discussione sull'articolo 1, sostanzialmente, è una seconda discussione generale, capita spesso quando ci sono corpi di emendamenti significativi, e, in questo caso, noi abbiamo degli emendamenti significativi. Non sappiamo tuttora, questo è importante premetterlo, quale sarà l'esito definitivo di questo testo, perché, anche dalla discussione di stamattina, in particolare discutendo sull'emendamento numero 51 presentato dall'onorevole Pisu, che è un emendamento molto illuminante e utile anche per capire, anche per gli ignoranti della materia, io sono tra quelli, per capire effettivamente quale è la portata di questa legge, quale potrebbe essere il contenuto innovativo di una legge di questo genere, che si articola soprattutto su due punti. In effetti noi la discussione generale, e anche in seguito sugli emendamenti, la stiamo discutendo su due livelli: uno è quello del contenuto della legge, cioè sulla funzione del CORECOM. Questo comitato, questo organismo che è concepito come una struttura collegata all'Assemblea legislativa, quindi come organo di garanzia, deve limitarsi soltanto ad essere un organismo di controllo su tutta la complessa problematica delle comunicazioni, o come dice l'emendamento numero 51 di Pisu e forse anche come diceva il testo che era arrivato in Aula e poi ritornato in Commissione, che tendeva verso questa direzione, il CORECOM deve essere, oltre che un organismo di controllo, anche un organismo che ha funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal Piano nazionale di assegnazione delle frequenze? Quindi, problema frequenze. Le funzioni relative alle autorizzazioni per forniture di contenuto e per fornitore di servizi interattivi associati a ... eccetera. Cioè, tutte funzioni molto importanti, spesso non adeguatamente considerate nella loro effettiva consistenza né dall'opinione pubblica generale e né, dobbiamo ammetterlo, neanche dall'Assemblea legislativa regionale che, su queste tematiche, è molto distratta, talmente distratta che discutiamo di pubblicità istituzionale, critichiamo aspramente tanto da istituire una Commissione d'indagine per un caso particolare di un provvedimento e procedimento amministrativo relativo alla pubblicità istituzionale, sappiamo bene di cosa stiamo parlando, ma non sanziona mai decisamente, non assume decisamente tutte le sue competenze con la sua autorevolezza in considerazione del fatto, ad esempio, che i Piani di pubblicità istituzionale fatti dalla giunta non sono mai stati visti dal CORERAT, non hanno mai avuto un parere del CORERAT, non sono mai stati neanche inviati, credo, al CORERAT, forse non solo in questa legislatura, ma anche nelle precedenti; siamo distratti su questo problema che è fondamentale, che ha un'incidenza decisiva sulla vita politica. Allora, io credo sia importante che una legge si faccia, che il CORECOM venga istituito, si può discutere se dargli soltanto un compito di controllo o addirittura fargli assumere funzioni amministrative. Io qualche dubbio ce l'ho, ho il dubbio cioè che Pisu non abbia tutti i torti, e che in assenza di una legislazione e di procedimenti amministrativi chiari sull'esercizio delle funzioni amministrative, ci sia un vuoto che verrà colmato da altre autorità, che calano le loro decisioni dall'alto e ce le fanno digerire. Potrebbe anche essere utile, quindi, che il CORECOM assumesse anche queste funzioni. So che esistono molti dubbi su questo, in ogni caso noi non possiamo ignorare che questo problema esiste, non possiamo cioè non cercare di dare al CORECOM il massimo delle funzioni possibile, sicuramente per incrementare al massimo possibile le sue funzioni, almeno di controllo. Non so se sia chiaro questo concetto.
L'altra questione su cui abbiamo discusso è anche collegata al fatto che si voglia arrivare al più presto all'approvazione di questa legge, anche con una certa fretta. Noi abbiamo affacciato dei dubbi, credo non pensati soltanto da noi maliziosamente, ma anche condivisi, almeno così è apparso da alcuni interventi anche all'interno della maggioranza, e cioè che si voglia fare di questo CORECOM un CORECOM governato, presieduto, controllato dall'attuale maggioranza. Noi abbiamo chiesto quindi che si fosse disponibili, e c'è anche una proposta da parte di una parte della maggioranza in questa direzione, a fare in modo che il CORECOM sia presieduto da una persona indicata, comunque di riferimento della minoranza, questo nella logica dell'alternanza e che - ci sono emendamenti anche in questa direzione -, almeno nella fase transitoria, la durata di vigenza della gestione che si va a nominare alla fine di questa legislatura non coincida con l'intero percorso della prossima legislatura, ma che venga interrotto a metà legislatura, permettendo quindi una continua alternanza rispetto a chi governa alternativamente (speriamo che questa alternanza si realizzi al più presto, naturalmente).
Terzo punto: è stata posta da alcuni colleghi, e noi l'abbiamo anche fatta nostra in un emendamento, l'esigenza di costringere il piano annuale per la pubblicità istituzionale a contenere una parte significativa di risorse, e quindi di contenuti, che sia gestita non soltanto dalla Giunta regionale - stiamo vedendo in questi giorni come è gestito -, e che invece una parte di risorse e di contenuti venga assegnata al Consiglio regionale perché la pubblicità istituzionale riguardi anche l'attività del Consiglio, ivi compresa quella che fa la maggioranza e che fa l'opposizione, dando la possibilità quindi di incidere maggiormente all'esterno. Su questo punto informalmente ci sembra che ci siano delle disponibilità ad affrontare positivamente queste richieste, dipende molto da quello che si vedrà nell'esame degli emendamenti da parte della maggioranza e anche della Giunta, evidentemente, per il parere che le compete, e dipenderà da questo anche l'atteggiamento, l'orientamento che noi possiamo avere rispetto a questa stessa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. La settimana scorsa mi è capitato di dover usare un termine poco appropriato, però ho detto che bisogna ripristinare un po' di legalità nell'Aula. Oggi dico, invece, va ripristinata la consuetudine, Presidente, cioè io ho notato che l'assessore Mongiu è stata presente in aula finché c'era la spaccatura all'interno della maggioranza. Adesso che sembra che la maggioranza si sia ricompattata, senza nulla voler togliere all'assessore Dadea, ma mi sembra giusto e doveroso richiamare l'Assessore in aula perché segua con attenzione i lavori, ma soprattutto le lamentele che sono venute anche stasera da una parte della maggioranza.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Cappai, io la ringrazio. In realtà questa legge, essendo una legge di istituzione di un comitato che deriva dalla legislazione regionale, non ha una titolarità, la titolarità è della Giunta. L'assessore Mongiu era stata incaricata dalla Giunta di seguire in Commissione i lavori della legge, ma ovviamente in rappresentanza dell'intera Giunta, non essendo né istruzione pubblica, né altro, insomma, è materia, appunto, come stiamo dicendo, trasversale e di interesse un po' più complesso e più in generale. Ad ogni buon conto l'assessore Mongiu ha avvertito stamattina di dover partire e per la Giunta è presente l'assessore Dadea.
L'onorevole Murgioni, che era in congedo, è rientrato dal congedo.
Colleghi, non ho iscritti a parlare, quindi… sì, onorevole Cappai, io le do la parola sull'ordine dei lavori, mi dica qual è il nuovo problema.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vede, Presidente, allora dico che deve essere riportata la legalità, perché la settimana scorsa il mio Capogruppo è intervenuto sulla sua proposta di inversione dell'ordine del giorno e si sarebbe dovuto parlare del riordino dell'Istituto zooprofilattico. Lei ha giustificato il rinvio della discussione sull'Istituto zooprofilattico dicendo che l'assessora Dirindin non avrebbe potuto garantire la presenza in aula. Lei sa che lo zooprofilattico non ha niente a che vedere con l'assessore Dirindin perché è di emanazione nazionale, è stata fatta con un decreto del Consiglio dei Ministri…
PRESIDENTE. Su, non è così, onorevole Cappai, io l'ascolto…
CAPPAI (U.D.C.). …per cui prendo atto della conduzione dell'Aula a seconda della convenienza del momento e d'ora in avanti vuol dire che anche ogni consigliere presente in quest'Aula potrà comportarsi conseguentemente, perché non mi venga a dire adesso che non è competente l'assessore Mongiu…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, io le ho spiegato che l'assessore Mongiu non può essere presente. All'obiezione che è una sua competenza penso di averle dato una risposta. Io non voglio polemizzare, onorevole Cappai, ma i termini vanno pesati, quindi quando lei dice che in Aula non c'è la legalità ovviamente è una sua opinione, sulla quale non sono assolutamente d'accordo.
E' rientrato anche l'onorevole Ladu dal congedo.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Colleghi, siamo all'emendamento di sintesi numero 53 che sostituisce gli emendamenti numero 30 e 31 agli articoli 1 e 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata richiesta la votazione a scrutinio segreto quindi i colleghi che intendessero intervenire per dichiarazione di voto possono farlo dichiarando l'astensione. Va bene, poiché nessuno domanda di parlare per dichiarazione di voto, metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 53.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi numero 53.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 35
contrari 32
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.)
Chiedo ai colleghi che avevano presentato gli emendamenti aggiuntivi se gli emendamenti aggiuntivi intendono mantenerli in un quadro di articolo 1 e 2 che è modificato per effetto della votazione dell'emendamento numero 53.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intanto io volevo chiedere questo, c'è stata la discussione sull'articolo e gli emendamenti, però non è stato espresso il parere della Commissione sugli emendamenti e neanche quello della Giunta...
PRESIDENTE. Ha ragione, ha ragione.
CALIGARIS (Gruppo Misto). In primo luogo, e poi volevo dire che anche se è stato presentato un emendamento di sintesi, l'emendamento di sintesi non integra né modifica gli emendamenti aggiuntivi, quindi gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 1 restano, quelli che riguardano me.
PRESIDENTE. E'esattamente ciò che ho chiesto ai presentatori, se non vengono ritirati naturalmente sono in votazione. L'onorevole Caligaris ha invece ragione per quanto riguarda i pareri della Commissione, l'emendamento numero 53 era firmato dal relatore, ecco perché forse... Chiediamo il parere su tutti gli emendamenti, sugli aggiuntivi.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. L'emendamento numero 36...
PRESIDENTE Scusi onorevole Frau, abbiamo votato l'emendamento numero 53 firmato da lei, quindi evidentemente lei è d'accordo su questo emendamento.
FRAU (P.D.). Sì, certamente sì, infatti non davo il parere perché l'abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Fa decadere gli emendamenti soppressivi numero 30, 36, il 16 e il 17 all'articolo 2. Restano in piedi gli emendamenti aggiuntivi numero 35, 13 14, chiedo scusa 35 era al titolo, il 13, il 14, il 15, il 24 e il 27 che è un emendamento all'emendamento numero 14. Quindi su questi deve esprimere il parere.
Emendamento aggiuntivo numero 13.
FRAU (P.D.). L'emendamento aggiuntivo numero 13 è uguale all'emendamento numero 24 a firma dell'onorevole La Spisa e l'emendamento numero 24 è parzialmente accolto nell'emendamento numero 37 per cui si fa riferimento all'emendamento numero 37 che va riformulato e per cui si chiede il ritiro di questi due emendamenti.
PRESIDENTE. Il numero 14?
FRAU (P.D.). L'emendamento numero 14, se ne chiede il ritiro perché i punti a) e b) sono stati accolti nell'emendamento di sintesi, gli altri punti rappresentano delle funzioni che saranno disciplinate nella legge di sistema di cui al primo comma dell'articolo 3 e quindi se ne chiede il ritiro. L'emendamento numero 15 mi sembra aggiuntivo, anche dell'emendamento numero 15 si chiede il ritiro perché si tratta di competenze già in capo alla Regione sulla base del testo unico numero 177 del 2005 il cui esercizio verrà disciplinato appunto dalla legge di sistema che è prevista dal comma 1 dell'articolo 3, in particolare se andiamo ad esaminarli punto per punto: il punto a) - le concessioni per le trasmissioni radiotelevisive sono una competenza dello Stato, i provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori sono già della Regione e dell'articolo 12 del testo unico, il punto c) - fornitori di servizi integrativi e associati è già competenza della Regione sulla base dell'articolo 12 del testo unico, al punto d) - le frequenze trasmissive già previste dalla legge 249 del '97 e dall'articolo 42 del testo unico, il punto f) - è già previsto dall'articolo 46 del testo unico, al punto g) - il monitoraggio è previsto nelle funzioni delegate dall'AGICOM, il punto h) - le modalità di conciliazione delle controversie è una funzione delegata dell'AGICOM al CORECOM, infine il punto i) - nuove tecnologie è una funzione generica che non rientra certamente nei compiti del CORECOM, per cui se ne chiede il ritiro. Basta, credo che abbiamo finito. Poi siamo all'articolo 2.
PRESIDENTE. Dunque ha chiesto il ritiro, e qualora non venissero ritirati, onorevole Frau?
FRAU (P.D.). Parere negativo.
PRESIDENTE. Parere negativo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
E' conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Colleghi, io propongo di discutere, quindi di spostare gli emendamenti numero 13, 14, 15 e 24 all'articolo 3 perché in realtà sono attinenti alla materia che trattiamo all'articolo 3. Per quale motivo dico questo? Perché qualora li bocciassimo, poi questo ci impedirebbe di discuterli più propriamente nell'ambito dell'articolo 3. Quindi invito i presentatori ad accogliere questa proposta. Gli emendamenti aggiuntivi numero 13, 14, 15 e 24 li spostiamo tutti all'articolo 3 che è l'articolo che parla appunto delle funzioni del CORECOM su tutte le materie attinenti. Onorevole Pittalis io ho una prenotazione a parlare, o è la domanda che mi ha formulato?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ma, io non lo ritengo però perché per esempio l'emendamento numero 13 non è che si soffermi sulle funzioni proprie del CORECOM, ma è proprio una formulazione di principi sul ruolo della Regione autonoma Sardegna che quindi è cosa ben diversa, e mi pare quindi che da questo punto di vista semmai vanno ricompresi nell'articolo che stiamo esaminando come emendamenti aggiuntivi, quindi non si tratta di funzioni proprie del CORECOM, perché laddove si recitasse che il CORECOM esercita le funzioni, allora sì, qui siamo nell'ambito dei principi, quindi anche per buona tecnica legislativa mi pare che vadano ricompresi nell'articolo 1. Questo è il mio parere perché il contenuto mi pare che non si presti ad essere inserito addirittura all'articolo 3 quindi nel corpo proprio della legge.
PRESIDENTE. Dunque, le funzioni sono funzioni che stanno in capo alla Regione, e che la Regione può eventualmente attribuire al CORECOM che diventa a questo punto uno strumento operativo della Regione nelle materie che definiremo.
Quindi l'articolo 3 al comma 1 stabilisce la titolarità della Regione su una serie di materie, su cui fra l'altro esiste legislazione concorrente e nel quale comma 1 si dice anche quali materie possono essere dalla Regione delegate eventualmente al CORECOM. C'è un emendamento di sintesi dell'articolo 3 onorevole Pittalis, se lei ha la cortesia di guardarlo, che contiene anche appunto alcuni di questi principi che sono contenuti in maniera meno organica negli emendamenti che sono stati presentati dalla collega Caligaris, dal collega La Spisa eccetera. Ecco perché io vi proponevo di affrontare l'intera materia nell'articolo 3. Va bene, onorevole Caligaris, lei si era già espressa a favore dello spostamento nell'articolo 3, quindi se andiamo all'articolo 3 affrontiamo il merito di ciascun emendamento. Onorevole Caligaris di che cosa intende parlare?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio molto. Io volevo sottolineare un aspetto, Presidente, che non è secondario. Vede, apprendere che si è tenuta una riunione di Commissione, anche se informale, della quale io non sono stata assolutamente informata, e poi trovarmi degli emendamenti di sintesi che assorbono in parte e che modificano il testo, francamente non mi sembra un atto cortese nei confronti dei componenti della Commissione che può generare delle situazioni imbarazzanti come in questo caso, per cui è vero, ringrazio l'onorevole Pittalis del suggerimento, nel senso che, Presidente, quando si parla dei principi… Io capisco anche la difficoltà a seguire il lavoro in questa maniera, ma non ne sono francamente causa, perché i lavori sono stati sospesi più volte e non c'è stata però poi la reale possibilità di interloquire. Non le portò via molto tempo!
PRESIDENTE. Dica, onorevole Caligaris, siccome..
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, ascolti Presidente, io dico questo: se è possibile porre dei principi fondanti di una legge, questi devono stare prima dell'articolato, perché non stiamo parlando dell'attribuzione delle funzioni, che pure ci sono in questo articolo 3, ma stiamo semplicemente richiamando dei valori, dei principi, anche per dare corpo e senso ad una norma.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, lei prima mi ha detto che era disponibile a trasferirli all'articolo 3, adesso mi sta dicendo una cosa diversa.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Diversa, perché ci ho riflettuto Presidente.
PRESIDENTE. Eh, vabbè, però, insomma, scegliamone una! Io le propongo di metterli all'articolo 3, perché l'articolo 3 conterrà principi sui quali…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Accondiscendano alla sua richiesta Presidente!
PRESIDENTE. … sui quali la Regione può delegare il CORECOM, fermo restando che sono principi della Regione, su cui forse sarebbe bene che la Regione facesse una legge specifica, per evitare confusioni tra il CORECOM e una legge che si occupa di comunicazione, di frequenze e di tutto quanto attiene questo mondo, che non può essere regolato, né affidato al CORECOM, con tutto il rispetto che io posso avere per il CORECOM d'Italia e per quello sardo, che stiamo per istituire. Insomma, non carichiamo il CORECOM di funzioni improprie, o non prima di aver visto l'intera materia in un testo organico. Quindi, se lei è d'accordo, affrontiamo il merito delle questioni, che lei stessa pone, negli emendamenti aggiuntivi, nell'articolo 3. Quindi, gli emendamenti non sono stati ritirati, restano in piedi, c'è la possibilità per lei e per tutti i presentatori di sostenere le buone ragioni che ne stanno alla base.
Articolo 3, quindi. All'articolo 3 ci sono due emendamenti soppressivi parziali, il 33 e il 38 che sono uguali…
CAPELLI (U.D.C.). Gli articoli non si votano?
PRESIDENTE. Colleghi, con l'emendamento numero 53 abbiamo di fatto sostituito gli articoli 1 e 2. Va bene? Prego? Non si vota perché l'emendamento era sostitutivo totale dell'articolo, quindi nella votazione dell'emendamento abbiamo sostituito l'articolo, ed è quello l'articolo. L'articolo 2 non esiste più…
CAPPAI (U.D.C.). E perché?
PRESIDENTE. … io mi sforzo di dare spiegazioni. Sforziamoci tutti di seguire il lavoro, perché è complicato anche per me. Il 2 è caduto, perché il 53 era un emendamento di sintesi di alcuni emendamenti sostitutivi totali all'1 e al 2. Quindi, l'emendamento numero 53 comprendere l'articolo 1 e l'articolo 2.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 33 e 38, che sono uguali e quindi verranno votati insieme; poi ci sono gli emendamenti sostitutivi totali numero 51, 29 e 37, e l'aggiuntivo numero 52, che sono stati sintetizzati in un nuovo emendamento che è il numero 54. Più abbiamo gli aggiuntivi che ci siamo trascinati dall'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3 Funzioni proprie
1. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione, dello Statuto regionale, delle norme nazionali e comunitarie in materia di informazione e comunicazione, con legge regionale, attribuisce al CORECOM compiti e funzioni proprie.
2. Il CORECOM esercita inoltre come funzioni proprie quelle attribuitegli direttamente dalla legislazione statale oltreché quelle già spettanti, per disposizioni statali o regionali, al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi (CORERAT).
3. La Giunta regionale è tenuta a consultare il CORECOM:
a) ai fini della formazione dei pareri che la Regione deve esprimere sui piani nazionali di assegnazione delle radiofrequenze;
b) sui contenuti delle convenzioni e delle intese che la Regione stipula con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e con altri soggetti operanti nel campo della comunicazione.
4. I pareri di cui al precedente comma si intendono acquisiti qualora non vengano espressi entro quindici giorni dalla richiesta.
5. Il CORECOM svolge, per conto dei competenti organi ed uffici regionali, funzioni di supporto tecnico, proposta, studio e analisi del sistema dell'informazione e della comunicazione in ambito regionale.
6. Gli organi regionali possono delegare al CORECOM, in via permanente o transitoria, eventualmente con prefissione di principi e di criteri, l'adozione e la gestione di provvedimenti di loro competenza in materie interessanti le comunicazioni.
Emendamento soppressivo parziale Pisu - Uras - Davoli
Articolo 3
Il comma 6 è soppresso. (33)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu
Articolo 3
All'articolo 3 il comma 6 è soppresso. (38)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli
Articolo 3
All'articolo 3 il comma 1 è sostituito come segue:
"1. La Giunta regionale entro novanta giorni dalla approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge per la individuazione ed organizzazione delle competenze regionali in materia di comunicazione e informazione, avuto riguardo all'articolo 117, comma 3, della Costituzione della Repubblica.
Nel predetto provvedimento sono disciplinate anche le fruizioni attribuite, nell'ambito delle individuate competenze regionali, al CORECOM che le esercita in forma collegiale, secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità della sua attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
Nel medesimo provvedimento sono, altresì, regolate:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze, e quelle relative al rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale, secondo quanto disposto dal Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177);
b) le funzioni in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione per la diffusione di contenuti in ambito regionale secondo quanto disposto dal Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177);" (29)
Emendamento all'emendamento 29 sostitutivo totale Pisu
L'emendamento n. 29 è sostituito dal seguente:
"Il comma 1 dell'articolo 3 è così sostituito".
"1. Il CORECOM esercita:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico della radiotelevisione);
b) le funzioni amministrative in materia di rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuto o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 12, comma 1, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005;
c) le funzioni amministrative in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione destinati alla diffusione di contenuti in ambito regionale, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 46 del medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005;
d) le funzioni amministrative già attribuite al Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo dagli articoli 25, 26, 27 e 29 della legge regionale 3 luglio 1998, n. 22 (Interventi della Regione a sostegno dell'editoria locale, dell'informazione e disciplina della pubblicità istituzionale e abrogazione della legge regionale n. 35 del 1952 e della legge regionale n. 11 del 1953).". (51)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu
Articolo 3
Al comma 1 dell'articolo 3 le parole "con legge regionale attribuisce al CORECOM compiti e funzione propri" sono sostituite da "può attribuire al CORECOM ulteriori compiti e funzione proprie tutelando il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi e valorizzando le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo". (37)
Emendamento all'emendamento 37 aggiuntivo La Spisa
Articolo 3
La Giunta regionale invia annualmente al CORECOM, entro 30 giorni dall'approvazione del Bilancio, il piano per la comunicazione istituzionale, precisando gli importi e i contenuti.
Il piano deve prevedere che una quota significativa delle risorse stanziate sia riservato ad azioni di comunicazione proposte dalle forze politiche di opposizione rappresentate nel Consiglio regionale.
Il CORECOM relaziona al Consiglio sulla adeguatezza del Piano rispetto agli obiettivi indicati dal presente articolo." (52)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 29 e 37 Frau - Uras
All'articolo 3, il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. "La Regione tutela il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi, valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo garantendo a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
1 bis. A tal fine la Giunta regionale entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge per l'individuazione ed organizzazione delle competenze regionale in materia di informazione e comunicazione, avuto riguardo all'articolo 117, comma 3, della Costituzione.
1 ter. Nel predetto provvedimento sono disciplinate anche le funzioni attribuite, nell'ambito delle individuate competenze regionali, al CORECOM che le esercita in forma collegiale, secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità della sua attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
1 quater Nel medesimo provvedimento sono, altresì, regolate:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze e quelle relative rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale secondo quanto disposto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico della radiotelevisione);
b) le funzioni in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione per la diffusione di contenuti in ambito regionale, secondo quanto disposto dal medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005. (54) .)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ma, io intervengo in modo particolare sull'emendamento di sintesi, che raccoglie in gran parte i contenuti dell'emendamento numero 29. E tenterò di spiegare perché, a mio avviso, in quest'emendamento si costruisce una ragione rilevante dell'esistenza di questo provvedimento legislativo. E mi sforzerò anche di spiegare perché, a mio avviso, in quest'Aula si determinerebbero le condizioni possibili non solo per adempiere, cosa che mai e poi mai è rimasta per me, per quanto sia stata contenuta anche nel testo originario della proposta di legge, la ragione principale di questo provvedimento, cioè adempiere, per intenderci, a compiti che sono demandati a questo organismo dalla legislazione nazionale, che pure sono importanti e che vengono trattati nell'articolo 4. Ma la ragione di questa legge è soprattutto intervenire a definire ambiti di operatività della Regione e anche una modalità attraverso il quale arrivare a disciplinare questi ambiti di operatività, che è necessario disciplinare, e che è necessario disciplinare anche con la riflessione che ci obbliga una materia come questa, che è una materia delicata. Insomma, tutti dicono e rivendicano anche una sorta di competenza, costruita in questi mesi di discussione, alcuni dicono anche in questi anni di discussione, attorno a questo testo. Ma di che cosa si tratta? E qui è iscritto nell'emendamento numero 54, in modo particolare i punti a) e b): "le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze", per esempio. Ma, anche il rilascio delle autorizzazioni per i fornitori di contenuti, o per fornitore di servizi interattivi, cioè, in queste formulazioni c'è molto di telecomunicazioni che non riguarda solo l'informazione, riguarda anche l'informazione, ma riguarda anche la possibilità del cittadino di comunicare ad altri cittadini, fuori dai canali dell'informazione, e soprattutto fuori dai canali della propaganda. Di relazionare, se stesso, come cittadino, ma non solo come cittadino, ma anche come soggetto economico, non necessariamente dell'informazione dell'editoria, ma oltre, diverso.
E noi ci dobbiamo preoccupare, ha ragione il collega La Spisa, io condivido, noi ci distraiamo rispetto a molti argomenti, che hanno significato profondo nella vita dei cittadini e del nostro sistema economico, e del nostro sistema sociale. Ci distraiamo perché, in genere, chi fa politica ama essere generalista, così almeno nessuno si accorge, eh, si parla di tutto e di più e nessuno si accorge che qualcuno non capisce niente di quel di tutto e di più di cui parla, perché è più facile. E la politica purtroppo ha perso credibilità nel momento in cui ha rinunciato ad essere anche "competenza". E noi ce lo dobbiamo rivendicare questa cosa, puntualmente. Io in queste ore ho polemizzato, anche con i miei compagni, sulla necessità della produzione di una disciplina specifica, che introduca elementi di garanzia oggettiva. Le procedure sono percorsi, i passi vanno stabiliti, ragionati, e ci devono essere possibilità anche di ricorrere nei confronti di chi assolve a questi compiti e può, anche inavvertitamente, ledere diritti. Allora bisogna stare attenti, è necessaria una riflessione e qualche volta le leggi bisogna farle per passi e bisogna verificarle nel concreto! Questo è il percorso, ed ecco perché con l'emendamento numero 54 si assolve a questo compito introducendo elementi… sicuramente il "54", parlo dell'emendamento di sintesi, ma l'articolo tre nel suo complesso ha questo spirito, quando parla di una Regione che tutela il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi, valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociale del popolo sardo, garantendo a tutti i cittadini il pieno diritto di partecipazione consapevole alle attività politiche, ve lo diceva anche prima quando individuava nel CORECOM funzioni ampie al servizio delle politiche della comunicazione e dell'informazione che la Regione deve necessariamente esercitare, si fa un passo in avanti rispetto al testo originale e si definisce un percorso da conseguire insieme. Ed è per questo che io, per esempio, sono convinto che chi presiede quest'organismo, siccome si vota in un Consiglio regionale, un Consiglio regionale articolato politicamente, debba essere espressione della minoranza! Per questo ho presentato un emendamento, e non mi pento di quell'emendamento ma, siccome mi si dice, ed è anche vero, che si può arrivare attraverso una prassi, un accordo, una buona educazione e qua si instaura, non sono contrario neppure a questo percorso, se è questa la convinzione di tutti, se ciascuno di noi , almeno uno di noi, per ciascun gruppo, si alza e dice: "io sono d'accordo per questo percorso". Sono assolutamente convinto delle soluzioni che abbiamo individuato nei prossimi emendamenti, quelli relativi per esempio alla scadenza di primo mandato, ma anche sulle indennità, ma anche…, e qui una moralizzazione di questo processo, cioè… ci sono in queste norme, in quelle che sono state scritte, anche in queste ore, i tratti di una buona legge! Anche sulla pubblicità istituzionale abbiamo lavorato per trovare una posizione comune. Allora, le buone occasioni secondo me vanno colte, ed ecco perché io sono convinto e voterò in questa direzione anche per questo emendamento numero 54.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Mi pare che stiamo arrivando a discutere di argomenti ricorrenti in quest'Aula e anche di grande rilevanza, prendendo spunto da ciò che diceva l'onorevole Uras, testè, dividerei le brevi considerazioni in due parti: la prima è se questa legge possa essere di vantaggio per tutti i cittadini, non una legge che disciplina soltanto aspetti amministrativi tra gli organi della Regione ma anche… io penso che sia giusto ciò che è stato detto e ciò anche che prevede l'emendamento numero 54, perché quando si disciplina l'accesso alle telecomunicazioni e la libertà di comunicazione dei cittadini lo si deve fare pensandoci, di conseguenza attraverso una legge, ma, nell'emendamento numero 54 che stabilisce 90 giorni per presentare la legge, noi sappiamo bene che siccome non prevede una sanzione, nel caso in cui questo non accada, determina un procedimento di questo le genere che tutto ciò che era autorizzativo e che poteva andare in capo al CORECOM che era prima nel CORERAT, rimane affidato alla "emananda" legge.
Allora, vorrei chiedere agli estensori dell'emendamento numero 54, di sintesi, l'onorevole Frau, di prevedere che qualora nei 90 giorni il disegno di legge non venisse presentato la procedura autorizzativa, prevista dall'emendamento 51 dell'onorevole Pisu, vada in campo al CORECOM, cioè noi abbiamo fatto la legge sui Consorzi industriali, io ne sono convinto, perché c'era il gendarme che diceva che sennò arrivavano i liquidatori, se voi nella legge scrivete che dopo 90 giorni la Giunta non lo presenta non succede nulla, dal punto di vista del cittadino, è vero, non succede nulla ma viene fuori una situazione bloccata! Allora, se la scadenza non viene rispettata ciò che dice l'onorevole Pisu dell'emendamento 51 va in capo al CORECOM e noi abbiamo un interlocutore, per il cittadino rispetto a queste procedure autorizzative, a meno che non valga che non si decide comunque ci vado in automatico, io questo non lo so valutare. Secondo aspetto invece delle cose che discutiamo nell'articolo 3: io apprezzo molto, alla luce dei testi che ho visto degli emendamenti, che si stia ragionando sulla comunicazione istituzionale. Questo tema è emerso già durante la statutaria, la statutaria l'ha ricordato già l'onorevole Pinna, prevede che il Regolamento del Consiglio garantisca l'accesso a queste risorse, questa legge potrebbe essere la legge che dice che, quota parte delle risorse, vanno a una comunicazione diversa rispetto a quella del Governo e che viene disciplinata dal Regolamento ora, questo, come spesso accade per leggi di poco conto o considerate di poco conto, poi diventa una legge fondamentale per la nostra democrazia, perché la comunicazione fa l'opinione pubblica! La comunicazione fa largamente l'opinione pubblica, se noi in questa legge diciamo che la comunicazione istituzionale non è la comunicazione della maggioranza, ma è la comunicazione del Governo e la comunicazione della comunità politica facciamo una legge molto avanzata. Io mi auguro che i testi degli emendamenti che ho visto rimangano e su quegli emendamenti, perché garantiscono in questo modo l'accesso ad importanti risorse, non mancherà il mio voto favorevole. Ne consegue che si dovrà modificare anche il disegno di legge numero 261 presentato dalla Giunta, nella parte che parla della comunicazione istituzionale, che è orientata ancora a disciplinare la parte pubblicitaria, sostanzialmente, a comunicarla al Consiglio, e invece dovrà essere corretta alla luce di una coerenza tra quello che avete previsto in statutaria e ciò che stiamo decidendo oggi e ciò che si disciplinerà con quella norma. Ma allora vien fuori un disegno legislativo che mi pare di tutta coerenza e di grande qualità e che probabilmente non immaginavamo di fare iniziando questo percorso.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio Presidente, intanto occorre fare una considerazione generale perché noi non abbiamo affrontato il dibattito sull'emendamento numero 53, con questo emendamento in realtà noi siamo andati oltre la norma del CORECOM, vale a dire che questo passaggio determina una maggiore assunzione di peso e di responsabilità da parte di questo organismo tanto è vero che quando si è discusso in Commissione si pose l'accento sul fatto che andava cambiato il nome proprio per evitare che ci fosse confusione tra l'essere un organo esecutivo della GICOM ma piuttosto che non un organismo dotato di un'autonomia propria. Quindi, la motivazione che aveva indotto a modificare il nome non era formale, non era un aspetto nominalistico, ma sostanziale: dare un peso maggiore. Ora, noi siamo entrati in una logica per la quale io credo che ci sia la consapevolezza di tutti, abbiamo superato i limiti della norma nazionale e siamo anche all'interno di un rischio di impugnativa da parte del Governo e dell'autorità, nel senso che, questo aspetto che è stato messo in evidenza, in qualche misura, allarga le maglie del CORECOM. Ciò detto però, mi preme anche evidenziare un aspetto, e cioè che l'emendamento numero 15 e mi riferisco in particolare all'onorevole Maninchedda, si pone proprio il problema di evitare che si crei un vuoto durante il periodo in attesa della legge; perché anch'io sono d'accordo che ci siano delle norme precise e che sia necessaria una legge, però faccio presente che nel comma 1 l'emendamento 15 - ecco perché ha senso che rimanga e invito il Presidente della Commissione e anche l'Assessore a rivalutare - recita esattamente che "nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalità e pluralismo, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, sentita la Commissione consiliare, in attesa di una legge organica in materia di informazione e di pubblicità istituzionale, avvalendosi del CORECOM rilascia le concessioni", quindi noi stiamo, con questo emendamento, non forzando niente, stiamo semplicemente cercando di colmare quella fase che i 90 giorni di tempo previsti non garantiscono. Ecco perché io ritengo che questo emendamento 15, non solo non deve essere ritirato ma ritengo che debba essere seriamente accolto perché dà un contributo proprio di chiarezza, in attesa della legge: se noi facciamo un vuoto, nonostante ci siano dei riferimenti legislativi, noi non creiamo le condizioni per far sì che in quel frangente si garantisca l'attività; ecco perché a me sembra che questo aspetto non sia stato valutato nella sua portata pratica, reale.
Per quanto riguarda poi i principi, io posso accogliere quanto stabilito dall'emendamento 54, faccio notare però - ancora una volta - che, relativamente alle finalità, il fatto che si ripristini e si definisca in termini più ampi e più articolati quanto viene ripreso nei commi 1,1 bis e 1 ter dell'emendamento 54 di sintesi, non tiene però conto di alcuni aspetti che invece secondo me sono importanti; perché ridefinire le finalità intanto non è una ripetizione, non lo è per i contenuti che propone, non lo è per l'articolazione con cui è stato previsto e poi perché introduce anche qua proprio quella legge regionale a cui fa riferimento l'emendamento 54. Quindi io posso considerare di prendere in considerazione la possibilità che l'emendamento sui principi possa essere riassorbito, anche se qui manca anche il rapporto paritario con gli enti locali, con le autonomie locali nella loro complessità e forse andrebbe ricompreso, perché altrimenti manca questo rapporto di continuità e di parità con tutte le autonomie locali con le quali ci dev'essere sempre questo rapporto a mio avviso di integrazione, proprio a vantaggio del cittadino che deve essere informato sulle attività di tutte le autonomie locali. E in più, ripeto, ci sono questi aspetti temporali dei 90 giorni che chiaramente si accolgono, perché non è in contraddizione, non si pone neanche una questione di pertinenza o di sottolineatura, si tratta soltanto di capire nell'arco di questi 90 giorni, in attesa che venga fatta questa legge, che cosa accade praticamente. E c'è il rischio che, se non si tiene conto di questo aspetto, francamente ci sia un vuoto che può determinare una condizione inadeguata per quanto riguarda una materia così delicata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Non entrando nel merito della legge, ho dato uno sguardo al sostitutivo parziale dell'articolo 3, a firma dei colleghi Uras e Davoli, e questo emendamento 29 mi dà la sensazione - per essere leali e corretti, anche con i sardi - se non sia il caso che i colleghi nell'affermare che il CORECOM "esercita in forma collegiale secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità delle sue attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati", non sia il caso di toglierlo, di elidedere questa parte qui perché è pleonastica; e sembra tanto pleonastica che sono convinto che non verrà osservata nella pratica, in concreto, per il semplice motivo che l'indipendenza non potrà essere assunta dal CORECOM, perché è di nomina politica, l'imparzialità lasciamola perdere perché non è di questo mondo e la trasparenza io dico che ci sono tutte le esperienze che abbiamo vissuto sino ad oggi di questi enti, di queste formazioni, che appunto, ripeto, non è di questo organismo. L'unica cosa che possiamo chiedere è che possa essere attuata la più ampia pubblicità, di modo che il cittadino, il sardo possa capire e conoscere quelli che sono tutti gli atti di questo organismo. Basta vedere in tutti gli articoli che seguono che c'è il riferimento al Presidente del Consiglio, basta vedere addirittura quando vi è l'incompatibilità: mi dà la sensazione che la Commissione, o chi l'ha proposta, vi manchino soltanto i coltivatori diretti, perché sembra addirittura che ci sia il nome, il cognome e l'indirizzo della persona che dovrà andare a presiedere questo organismo.
Io vorrei che fossimo più onesti dal punto di vista intellettuale, piuttosto che affermare alcune cose che poi non avranno nessun riscontro nella realtà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, cari colleghi, questa sera ho un problema di interlocuzione, per cui chiedo al collega Maninchedda - se è in aula - e al collega La Spisa, suscitando sicuramente scandalo, di stare un attimo attenti ad un ragionamento che cerco in modo schematico di proporvi, per capire - voglio sapere da voi in modo particolare - se ha un senso, sulla base del tema che stiamo discutendo e della legge che è sotto esame.
Vedete, l'articolo 3 è un articolo molto importante perché - anche per i colleghi che non hanno avuto la possibilità di approfondire l'argomento - ci dà il senso che ci sono sul tema concezioni abbastanza diverse: non sfumature, concezioni diverse; e le concezioni sono essenzialmente due. Io penso - e la Commissione pensava e in tanti pensiamo - che un organo di questo tipo doveva essere una autorità che rispondeva a criteri di terzietà; per chi sa cosa vuol dire, si sa che nei Paesi più civili, prevalentemente nei Paesi anglosassoni, il concetto della terzietà di questi organi che operano in settori delicati come la comunicazione e l'informazione è essenziale, perché la comunicazione e l'informazione non possono, in una società democratica, dipendere dal potere politico di turno. Questo è il primo dato.
Secondo. Anche se questi organi sono di nomina del Consiglio regionale, come in questo caso, è possibile che siano veramente imparziali? E' possibile che questi organi siano, come dire, meno dipendenti daagli Esecutivi? Certo che è possibile, non possiamo, onorevole Moro, raggiungere probabilmente l'imparzialità assoluta. Però, se mettiamo, come abbiamo messo, dei pesi e dei contro pesi forse, forse riduciamo al minimo la possibilità di essere meno imparziali di quanto non si possa essere umanamente, politicamente essere. Scusi, scusi onorevole Moro, mi ascolti per favore, che sulla materia come dire abbiamo speso qualche mezz'ora alcuni di noi almeno per il rispetto del lavoro che è stato svolto dello studio che è stato fatto, poi siamo tutti stanchi in questi giorni a quest'ora. Non siamo molto lucidi, però è questa la sostanza, va bene? Siamo meno imparziali, quando noi diciamo che ci devono essere criteri di indipendenza, di imparzialità, trasparenza, non facciamo un'affermazione generica, ci mettiamo anche nel sistema, per esempio, dell'ineleggibilità e nel sistema delle incompatibilità dei contrappesi che ci aiutano a rendere quell'organismo meno imparziale, e questo … più dipendente dal Consiglio perché lo nomina e poi fa le leggi, attribuisce delle funzioni e dei compiti a quell'organismo e dunque il potere resta al Consiglio, non alla Giunta. Io credo che questo sia chiaro. Un'altra cosa che volevo far presente a tutti voi è questo: il programma nell'affrontare questo delicato problema era, fase uno legge ARCOS o CORECOM legge regionale numero 22 sull'editoria, vero onorevole Caligaris? Terzo, onorevole La Spisa, legge sulle comunicazioni e sull'informazione nell'arco di una legislatura, per quanto attiene a questo delicato tema, dovevamo passare attraverso queste fasi. Negli emendamenti, che io ho proposto al Gruppo, che discuta la maggioranza e soprattutto in quello su cui pare che sia isolato, io cosa ho tentato di fare? Non solo le operazioni che dicevo prima, ma ho cercato di dire: la legge CORECOM, se non vuole essere una scatola vuota, deve innanzitutto contenere delle attribuzioni di compiti spendibili nell'immediato che possa concretizzare questa discussione che stiamo facendo sull'argomento, ci ho messo anche articoli specifici della legge numero 22, per semplificare le leggi, e mi rendo conto che ci sarebbe voluta una conferenza regionale sull'informazione, che non c'è mai stata, che fosse utile a tutti noi per comprendere bene, in maniera approfondita la materia, per poi arrivare a formulare una legge organica su quello, in maniera condivisa, approfondita, seria. Adesso cosa mi si viene dire? Che siamo al quarto anno di questa legislatura e abbiamo invece da fare una legge che costruisce un CORECOM, una cosa come dire minima che è anche una scatola vuota che alla fine che cosa produrrà, onorevoli colleghi, onorevole La Spisa, questa legge produrrà semplicemente cinque posti, cinque posti e produrrà soltanto delle deleghe, vi invito a verificare, fate una telefonata ai vostri amici degli altri CORECOM regionali e capite che cosa sono le deleghe, sono rogne! Sono spese, sono funzionari, sono cose che forse noi non conosciamo, ma che appesantiranno il nostro bilancio. E cosa andremo a dire nella prossima finanziaria, andremo a dire che abbiamo risparmiato licenziando la povera gente delle pulizie, riducendo la vigilanza e così via di altra povera genere 200 posti di lavoro, 300 qui, e poi per dire che però abbiamo preso con questa legge noi 85 in maniera così leggera delle deleghe rogne, spese che ci produrranno soltanto delle uscite del bilancio, vero, onorevole Caligaris, che è così? Allora concludo dicendo questo: in questo emendamento proposto c'è una cosa, come dire, la classica spalmata di miele sempre utile poi a far digerire la pillola amara. La Regione tutela il pluralismo dei contenuti dei mezzi informativi valorizza le specificità culturali, metteteci anche nazione sarda che a me piacerebbe, lo do per scontato sono d'accordo è come dire che ci serve l'aria pulita, e ci serve l'aria condizionata, siamo d'accordo, ma per dire dopo che entro 90 giorni, entro 90 giorni! Figuratevi nelle leggi che abbiamo approvato quante volte abbiamo messo entro 90 giorni sono passati anni, quante? Si rinvia a domani alla legge sull'informazione sulla comunicazione di fare quello che noi possiamo fare oggi. Sapete, onorevoli colleghi, che noi queste attribuzioni previste dal mio emendamento le abbiamo in carico dal 2005 e la Regione non li ha mai esercitati questi poteri. Io dico che siamo in ritardo e nell'arco c'erano queste cose, le abbiamo discusse per anni, in pochi forse, non siamo stati capaci di socializzare, però lo abbiamo fatto e abbiamo detto quello deve andare in capo ad un'autorità che veramente abbia la possibilità di fare, di che cosa stiamo parlando, onorevoli colleghi? Stiamo parlando di funzioni amministrative per il rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari eccetera eccetera nel piano di assegnazione delle frequenze, stiamo parlando di funzioni amministrative in materia di rilascio di autorizzazioni per fornitore di contenuto e per fornitore di servizi operativi associati, stiamo parlando delle funzioni amministrative in materia di stipula di contratti eccetera. Ritenete voi che queste persone sono più tutelate da un organo che noi stessi nella legge definiamo di garanzia o dalla Giunta regionale di turno? Io mi fido di più dell'organo di garanzia, però qualcuno anche del centro sinistra mi obietta che questi diritti possono essere lesi, e a chi si rivolge la gente? All'organo che gli ha reso l'ingiustizia, no! Siamo in Italia e dunque quando il diritto viene leso ci si affida alla magistratura ordinaria, queste argomentazioni, cari colleghi, scusate per la passione, ma che non vuole essere irrispettoso nei confronti di nessuno, questo tono, voglio dire riflettiamoci bene, perché adesso abbiamo a che fare una legge, se non volete che sia una scatola vuota, ma almeno piena di qualche cosa di sostanza, accogliete quest'emendamento che ho proposto che è di garanzia per tutti, in tutti i tempi, oggi, domani e dopodomani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo di intervenire non sull'articolo, perché non mi sono iscritto al momento, ma sull'ordine dei lavori per chiedere al limite anche qualche minuto di pausa, facendo una proposta, anche di contenuto, perché anche le ultime argomentazioni sottolineate dall'onorevole Pisu sulle funzioni del CORECOM e sulla possibilità che cioè noi istituiamo un comitato, scusate un minuto ma devo spiegare, istituiamo un comitato che però non ha funzioni, oppure che deve controllare atti amministrativi, che in realtà difficilmente potranno essere compiuti da organi regionali in tempi rapidi se occorrerà fare un'altra legge su proposta della Giunta che quindi disciplini, individui gli organi è così via. Se noi cioè, chiedo quindi ai presentatori dell'emendamento numero 54, se si può valutare una modifica, che cioè attribuisca, non alla Giunta regionale, ma allo stesso CORECOM l'incarico di approvare, sto proponendo di modificare l'emendamento individuando lo stesso CORECOM come il soggetto che propone al Consiglio regionale la disciplina, il testo base su cui il Consiglio regionale poi scriva le norme su questa materia. Una cosa cioè che potrebbe velocizzare tempi e dare in qualche modo al CORECOM una funzione molto più ampia e significativa di quella che verrebbe individuata con l'emendamento numero 54.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il CORECOM produce la proposta? Il contenuto...
LA SPISA (F.I.). No, la proposta, è un organo consultivo. Il CORECOM è organo consultivo, può anche fare una proposta.
PRESIDENTE. Onorevole, io capisco il senso, può essere la Commissione, sentito anche il CORECOM, se non è la Giunta regionale, ma, dunque, onorevole La Spisa, lei ha proposto qualche minuto di sospensione per valutare questo, quindi, se c'è bisogno di valutare facciamo qualche minuto di sospensione, riprendiamo alle 19 e 45. Sospensione in aula, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 36, viene ripresa alle ore 19 e 50.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo come avevamo stabilito, ha chiesto di parlare sull'articolo 3 e sugli emendamenti l'assessore Dadea... onorevole Biancu, c'è una proposta nuova, diversa, avanzata dall'onorevole La Spisa?
BIANCU (P.D.). Sì, credo che verrà annunciata. Nel dare il parere agli emendamenti verrà proposta questa integrazione.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, quindi abbiamo concluso la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti. Colleghi, prego di prestare un po' di attenzione perché ci sono molti emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Sì, ci sono gli emendamenti che ci siamo portati anche dall'articolo 1. Credo che dobbiamo iniziare proprio da questi...
PRESIDENTE. Su questi, però, aveva già dato il parere, onorevole, chiedendone il ritiro per alcuni. Quindi il parere è dato.
FRAU (P.D.), relatore. Allora, il parere sull'emendamento numero 51 è un parere negativo, perché queste funzione vanno disciplinate con legge, l'abbiamo già detto, e non si possono trasferire tout court al CORECOM. Il parere invece sull'emendamento di sintesi, così è stato chiamato, il numero 54... intanto per questo emendamento accogliamo alcune proposte che ci sono state fatte, e io avanzo la proposta di modificare il punto 1 bis dell'emendamento numero 54 in questo modo: "A tal fine, la Commissione consiliare competente entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge presenta al Consiglio regionale una proposta di legge per l'individuazione ed organizzazione delle competenze regionali in materia di informazione e comunicazione avuto riguardo all'articolo 117, comma 3 della Costituzione".
PRESIDENTE. Quello resta uguale.
FRAU (P.D.). Resta uguale.
PRESIDENTE. Sostituiamo a "La Giunta regionale", "la Commissione consiliare competente entro 120 giorni".
FRAU (P.D.). Certo, e poi: "Presenta una proposta di legge" e non "un disegno di legge".
PRESIDENTE. Sì. Emendamenti numero 38 e numero 33.
FRAU (P.D.). Sull'emendamento numero 38 si esprime parere favorevole, l'emendamento 33 è uguale, quindi chiaramente non c'è problema. L'emendamento numero 29 è decaduto perché sostituito dal emendamento numero 54.
PRESIDENTE. Adesso dia il parere, perché non è detto che approviamo l'emendamento numero 54.
FRAU (P.D.). Beh, se non approviamo l'emendamento numero 54 il parere è favorevole chiaramente al numero 29.
PRESIDENTE. Emendamenti numero 37 e numero 52?
FRAU (P.D.). Lo stesso. Se non viene approvato l'emendamento numero 54, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Resta l'aggiuntivo, il numero 52.
FRAU (P.D.). L'emendamento aggiuntivo numero 52 è modificato. Chiedo ai presentatori infatti se accettano la nuova formulazione che sarebbe questa: "il Piano annuale per la comunicazione istituzionale previsto dall'articolo 29 della legge regionale numero 22 del 1998, prevede una quota di risorse riservata ad azioni di comunicazione proposte dal Consiglio regionale".
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 52 lei sta proponendo una nuova scrittura?
FRAU (P.D.). Esatto.
PRESIDENTE. Magari ce la fate avere. Il presentatore è l'onorevole La Spisa, quindi la deve proporre l'onorevole La Spisa che la dovrebbe accettare. Grazie comunque, onorevole Frau.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, la Giunta esprime parere favorevole ed è sostanzialmente conforme a quello che è stato enunciato dal relatore, ma coglie anche l'occasione per dire che, per quanto riguarda le modifiche che sono state proposte all'emendamento di sintesi numero 54, e che poi si saldano anche alle proposte di modifiche sull'emendamento all'emendamento numero 52 presentato dall'onorevole La Spisa, la Giunta è favorevole a queste modifiche che esaltano il ruolo del Consiglio regionale in una materia che deve essere posta in capo all'iniziativa legislativa da parte del Consiglio regionale. Su questo la Giunta è assolutamente d'accordo, e non mancherà di far avere alla Commissione, nella predisposizione della proposta di legge tutto il supporto e tutti i suggerimenti e le indicazioni che sono necessarie a predisporre una proposta di legge di questa importanza. Così come è d'accordo, e va nello stesso senso, alle modifiche proposte all'emendamento numero 52, nel senso che una parte delle risorse destinate alla comunicazione istituzionale devono essere destinate al Consiglio che liberamente e autonomamente può gestirle per la propria comunicazione. Devo dire a questo riguardo che la posizione della Giunta naturalmente non è una posizione nuova rispetto al passato. La Giunta ha provato ad esercitarsi nell'elaborare una legislazione su questa materia già da diverso tempo. E' stato fatto riferimento al disegno di legge numero 261, che è stato presentato e approvato dalla Giunta nel novembre del 2006, che contiene una parte abbastanza significativa in materia di informazione e comunicazione. Questo disegno di legge è all'attenzione della prima Commissione. Noi pensiamo che si possa raggiungere un obiettivo ambizioso se questa proposta di legge che stiamo affrontando oggi venga vista insieme anche al disegno di legge numero 261 per quanto riguarda, appunto, la parte della comunicazione e dell'informazione. Cioè si può creare veramente un percorso positivo ed ambizioso che possa definire la posizione di questo Consiglio regionale e anche del Governo regionale in una materia così delicata e così complessa che riguarda diritti fondamentali dei cittadini in materia di comunicazione e di informazione, che sono parte integrante dei principi di democrazia. Ecco perché la Giunta regionale è d'accordo alle proposte di modifica che esaltano il ruolo del Consiglio regionale in una materia come questa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima della dichiarazione di voto, Presidente, vorrei dichiarare la disponibilità a ritirare l'emendamento numero 24, perché in qualche modo ripreso dall'emendamento numero 54, e per quanto riguarda l'emendamento all'emendamento aggiuntivo riguardante la pubblicità istituzionale, dichiaro di essere d'accordo sull'ipotesi formulata dall'onorevole Frau con la sostituzione però della parola "proposte" con "deliberate" dal Consiglio regionale, cioè "una quota di risorse riservata ad azioni di comunicazione deliberate dal Consiglio regionale".
PRESIDENTE. Sì, onorevole La Spisa, lei sa che le proposte del Consiglio regionale possono essere formulate in una sola sede se sono del Consiglio, non della Commissione, che è l'Aula. "Approvate" dal Consiglio regionale, va bene?
LA SPISA (F.I.). "Approvate" va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, credo che la decisione a cui stiamo pervenendo sia la dimostrazione palese che la discussione, anche appassionata, che abbiamo fatto attorno a questo tema non è stata inutile. Credo che questo dibattito sia servito un po' a tutti noi, devo dire modestamente anche a me, a chiarirmi ulteriormente le idee, per cercare per quanto possibile di migliorare questa legge. Io credo che facciamo anche un buon servizio alla Giunta e al suo Presidente - l'ho detto nell'intervento sulla discussione generale -, così viene fugato ogni dubbio e scompare ogni possibile strumentalizzazione elettorale che la Giunta e il suo Presidente possano agire, su un tema così delicato, a loro piacimento perché poi la sostanza a volte è altra, ma quello che in politica appare poi risulta essere ed è bene sgombrare tutti i campi.
Allora manifesto intanto apprezzamento per i colleghi più sensibili che hanno voluto ascoltare, spero spogliandosi definitivamente di certi pregiudizi e comportamenti personali inaccettabili, alcune sollecitazioni ad approfondire e mi ritengo pertanto soddisfatto. Concludendo voglio dire che auspico che la seconda Commissione possa, nei 120 giorni, proporre al Consiglio una proposta sull'argomento che sia stata veramente discussa approfonditamente e spero che anche i colleghi che fanno parte di questa Commissione partecipino attivamente a questi lavori non facendo mancare il numero legale, come spesso è accaduto in passato, e mi affido a questo, per cui mi dichiaro soddisfatto e ritiro l'emendamento numero 51 che ho presentato. Grazie.
PRESIDENTE. Possiamo allora votare iniziando dagli emendamenti numero 38 e 33 che sono soppressivi parziali, uno firmato dagli onorevoli Pisu, Uras e Davoli, l'altro dagli onorevoli Biancu e Frau.
Metto in votazione gli emendamenti numero 33 e 38, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
L'emendamento sostitutivo totale numero 51 è stato ritirato.
L'emendamento aggiuntivo numero 52 è stato riformulato e accolto dall'onorevole La Spisa con la variazione della parola "proposte" con "approvate", quindi "azioni di comunicazione approvate dal Consiglio regionale".
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 54.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, la ringrazio. Io voterò a favore dell'emendamento numero 54 facendo però notare che resta fuori dall'emendamento la questione del diritto dei cittadini ad essere informati sul funzionamento del sistema delle autonomie locali che avevo chiesto venisse integrato, quindi, nonostante anche la grande disponibilità manifestata dall'onorevole La Spisa, chiedo all'Aula quando si arriverà all'emendamento numero 13 che si voti per parti, lasciando il punto 3, che potrebbe essere tranquillamente inserito nell'emendamento numero 54 là dove nel comma 1 si potrebbe integrare affermando "e del sistema delle autonomie locali", "alle attività politiche, sociali e culturali della comunità e del sistema delle autonomie locali". Chiedo se è possibile fare questa piccolissima integrazione, Presidente, e se non crea problemi io do l'assenso al voto e chiaramente ritiro l'emendamento numero 13. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Caligaris propone, in buona sostanza, di integrare l'emendamento numero 54 con un'aggiunta: dopo "politiche, sociali e culturali della comunità" inserire "e del sistema delle autonomie locali", quindi estendendo anche alle autonomie locali il comma 1. Se il relatore e l'Aula, naturalmente, sono d'accordo possiamo mettere in votazione l'emendamento numero 54 con questa integrazione con questa integrazione e con quella proposta dall'onorevole Frau che affida alla Commissione consiliare competente l'approvazione entro 120 giorni di una proposta di legge organica.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Noi non lo abbiamo messo questo punto 3 perché intanto non credo che sia competenza della Regione e poi la comunicazione istituzionale fa parte di un altro, lo ricordava prima l'Assessore, di un altro disegno di legge che è all'esame della prima Commissione, che è il "261" e quindi non l'abbiamo messo volutamente perché, ripeto, non c'entra nulla con questa legge di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Sì, non so se abbia colto il senso della proposta, onorevole Frau. Cioè, si aggiunge anche il concetto che "il cittadino ha diritto a una partecipazione consapevole alle attività politiche culturali e sociali della comunità e delle autonomie locali."
FRAU (P.D.). Ho capito benissimo, infatti io non ho nessun problema che l'Aula lo approvi.
PRESIDENTE. Estende e precisa il concetto degli enti-comunità, ma non mi pare che intacchiamo quell'altra sfera della comunicazione istituzionale, non mi pare. Poi insomma, naturalmente è l'Aula che valuta e decide.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il lavoro paziente che lei sta profondendo, però non vorrei che si risolvesse tutto in un minuetto rispetto al quale io inizio a non capire nulla di cosa si sta facendo, ma non perché sono distratto, perché si sta andando da modifica in modifica, quindi pregherei, Presidente, che le modifiche risultassero per iscritto in modo da renderci conto esattamente di cosa stiamo votando, perché anche data l'ora, non so se sia il caso, forse di aggiornare i lavori perché lavorare in questo modo mi pare che non sia consono.
PRESIDENTE. In realtà non stiamo facendo molte modifiche, onorevole Pittalis, nell'emendamento numero 54 che stiamo discutendo, al comma 1 bis laddove si diceva che "a tal fine la Giunta regionale entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge."
Su questa è stata richiesta un'interruzione dall'onorevole La Spisa ed è stata sostituita questa facoltà che la legge affiderebbe alla Giunta regionale, affidando alla Commissione competente del Consiglio regionale un termine entro il quale avanza una proposta di legge. Quindi una garanzia, un po' la discussione che veniva fatta su chi ci garantisce che entro 90 giorni la Giunta presenterà. A questo punto la garanzia ce l'abbiamo da noi stessi, entro 120 giorni dobbiamo... e questa è l'unica modifica che stiamo facendo. Chiedo scusa, poi l'onorevole Caligaris per includere un suo emendamento nel numero 54, propone di aggiungere nel primo comma che si conclude con "politiche sociali e culturali delle comunità", propone di aggiungere "e delle autonomie locali" che è un'estensione del concetto di comunità e quindi chiedevo al relatore e alla Giunta se questo possa essere accoglibile.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto mi riguarda, penso che non ci sia niente in contrario ad allargare anche "ad autonomie locali."
PRESIDENTE. Va bene onorevole Frau, procediamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, il problema non è di concedere l'aggiunta di qualcosa, io credo che nel fare le leggi dobbiamo essere anche coerenti, qui dicevo alla collega Caligaris che il soggetto è la Regione che tutela il pluralismo, quindi la Regione deve tutelare il pluralismo e quant'altro delle autonomie locali, cioè io credo che non c'entri assolutamente niente e io credo che il problema della garanzia per quanto riguarda l'informazione, la partecipazione consapevole del sistema delle autonomie locali è qualcosa che fa carico alle autonomie locali, non è la Regione che dispone o tutela quant'altro. Per cui il non accoglimento non è per non accogliere la proposta della collega Caligaris, che assolutamente io credo che i contributi che sta dando anche stasera sono estremamente interessanti, però io credo che in questo caso mi sembra che non sia opportuno che ci sia questa aggiunta al comma 1.
PRESIDENTE. Sì, però colleghi...
CALIGARIS (Gruppo Misto). Visto l'imbarazzo, Presidente, lo ritiro così approviamo quest'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. Va bene colleghi, votiamo l'emendamento numero 54 con l'unica integrazione che "è la Commissione consiliare competente che entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge presenta al Consiglio".
BIANCU (P.D.). Presenta.
PRESIDENTE. Presenta al Consiglio.
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 27, è un emendamento all'emendamento numero 14, all'aggiuntivo numero 14. Quindi torniamo indietro, è uno degli emendamenti del primo articolo, dell'onorevole Caligaris, è soppressa la lettera f) dell'emendamento numero 14 dell'onorevole Caligaris stessa.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Brevissimamente per dare la ratio, la lettera f) potrebbe determinare un' impugnativa da parte del governo e delle autorità, per questa semplice ragione è stata soppressa. Quindi si è trattato di una svista anche perché lavorando con la fretta con cui abbiamo iniziato ieri, perché c'è stato anche quel cambio dell'ordine del giorno all'ultimo momento, quindi gli emendamenti sono stati... quindi si tratta di questo. Io sono stata invitata al ritiro di questo emendamento e al ritiro anche dell'emendamento numero 15, io però, Presidente, in questo caso ritengo di doverli mantenere entrambi, lo dico fin d'ora per evitare anche che ci siano poi situazioni così di fraintendimento. Io ritengo che siano opportuni, che abbiano un senso, abbiano una logica anche con l'approvazione dell'emendamento numero 54 e a maggior ragione perché l'onorevole Pisu ha ritirato l'emendamento numero 51. Mi rimetto alla considerazione dell'Aula, ovviamente che è sovrana e saprà bene cosa fare.
PRESIDENTE. L'Aula vota, onorevole Caligaris. Votiamo l'emendamento, prima l'emendamento soppressivo parziale numero 27 e poi l'emendamento aggiuntivo numero 14. Il parere del relatore e della Giunta era negativo.
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chiedo scusa onorevole Amadu.
AMADU (F.I.). Voto elettronico palese, signor Presidente.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Amadu?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 27.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Giorico ha votato contro.
Risponde sì la consigliera Caligaris.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Maninchedda.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 62
astenuti 3
maggioranza 32
favorevoli 1
contrari 61
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Emendamento numero 15, è in votazione. L'emendamento numero 15 è sempre dell'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, per capire, siccome abbiamo votato l'emendamento numero 54, ma c'è una correlazione con questo? Nel senso che alcune parti, probabilmente, sono già ricomprese nell'articolo 3.
PRESIDENTE. E' una sorta di norma transitoria questa che l'onorevole Caligaris propone nei suoi emendamenti.
PITTALIS (F.I.). Ah, ho capito, sì!
PRESIDENTE. In attesa che venga predisposta quella legge che abbiamo votato con l'emendamento numero 54.
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 15, su cui c'è il parere sfavorevole del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Voto elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Bene. Sull'emendamento numero 15 votazione elettronica palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. No, c'era un invito al ritiro dell'emendamento numero 15, non era parere favorevole!
PRESIDENTE. E' parere sfavorevole, siccome non è stato ritirato, resta il parere sfavorevole.
FRAU (P.D.), relatore. Ah, sfavorevole, abbiamo capito favorevole.
PRESIDENTE. Il suo invito al ritiro non è stato accolto, onorevole Frau, e quindi votiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Voto segreto, grazie!
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 23
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto Il Presidente Spissu.)
Metto ora in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato un emendamento soppressivo parziale: l'emendamento numero 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e del relativo emendamento:
Art. 4 Funzioni delegate1. Il CORECOM esercita per la Sardegna le funzioni in materia di comunicazioni delegate dall'Autorità nazionale per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi dell'articolo 1, comma 13, della legge n. 249 del 1997, dei regolamenti adottati dall'Autorità stessa in applicazione della medesima norma e di ogni ulteriore atto dell'Autorità.
2. Il CORECOM esercita le funzioni delegate, nell'ambito e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dall'Autorità al fine di assicurare il necessario coordinamento dei compiti ad essa affidati sull'intero territorio nazionale.
3. Nell'esercizio delle deleghe attribuite dall'Autorità, il CORECOM può ricorrere a tutti gli organi periferici dell'amministrazione statale di cui può avvalersi l'Autorità ai sensi della normativa vigente.
4. L'esercizio delle funzioni delegate è subordinato alla stipulazione di apposite convenzioni sottoscritte dal presidente dell'Autorità, dal Presidente della Regione, d'intesa con il Presidente del Consiglio regionale, e dal presidente del CORECOM Nella convenzione sono specificate le singole funzioni delegate nonché le risorse finanziarie assegnate dall'Autorità per provvedere al loro esercizio.
Emendamento soppressivo parziale Caligaris - Atzeri
Articolo 4
Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (18).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori. Per intenderci fino a che ora vogliamo andare avanti. Siccome dobbiamo iniziare la discussione sull'articolo, quindi mi pare che ci siano appena dieci minuti alle 20 e 30, forse una discussione ordinata e razionale può avvenire nella giornata di domani, in relazione all'articolo 4 e a quelli che seguono. Quindi, io proporrei a questo punto di sospendere, anche perché è stato davvero faticoso, oggi, dover attendere che la maggioranza fosse presente per raggiungere il numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io comprendo naturalmente tutte le ragioni della nostra fatica odierna, perché insomma abbiamo faticato insieme, quindi non posso non essere comprensivo. Io, onorevole Pittalis, siccome l'articolo 4 mi sembra, tutto sommato, un articolo su cui non c'è grande discussione, anche alla luce dell'unico emendamento che è stato presentato, io propongo di chiudere stasera con l'approvazione dell'articolo 4, e poi di riprendere domani.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 4 e sull'emendamento. L'onorevole Caligaris ha chiesto di parlare. Se anche lei ci assiste e ci dà una mano nella…
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Prego? Presidente, io do una mano essendo quasi sempre presente e intervenendo sempre nei termini.
PRESIDENTE. No, però, non la prenda sempre in polemica, onorevole Caligaris, voleva essere solo una battuta… non volevo essere polemico!
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, non me la prendo. No, ma io parlo poco in genere. Sono efficace quando parlo. No, allora Presidente, solo per sottolineare… Io ho presentato l'emendamento numero 18 all'articolo 4 perché mi sembra, e invito per questo alla considerazione, che sottolineare, nel comma 2, che: "Il CORECOM esercita le funzioni delegate nell'ambito e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dall'autorità, al fine di assicurare il necessario coordinamento dei compiti ad essa affidati nell'intero territorio nazionale", mi sembra che sia una sottolineatura che peraltro contraddice quanto abbiamo approvato con l'emendamento numero 53. Nel senso che con l'emendamento numero 53 abbiamo tentato di allargare le maglie e, coerentemente con quello che abbiamo approvato, qui dovremmo evitare di sottolineare che il CORECOM fa esclusivamente quello che dice l'autorità, anche perché è previsto già dalla "249" del 1997, quindi mi sembra una sottolineatura che, proprio in questo particolare caso, appare di ossequio nei confronti dell'autorità, piuttosto che di rispetto di una norma. Visto che la norma vige, e visto che l'autorità determina e assegna le deleghe… Io ringrazio moltissimo per l'attenzione dei colleghi! …mi sembra opportuno abrogare questo comma. E' solo per questa ragione che stato presentato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente era solo, poi ho verificato che non è possibile comunque andare ad un protrarsi dei lavori stasera, chiedere la cortesia ai colleghi, abbiamo già affrontato buona parte di questo provvedimento, se domani mattina riusciamo a chiuderlo, perché come è noto il nostro Gruppo è integralmente impegnato nel Congresso nazionale del partito, che inizia domani sera. Quindi, la cortesia magari di procedere celermente domani alla conclusione del provvedimento.
PRESIDENTE. Va bene, poi affrontiamo questo, io penso che possiamo domani lavorare…
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Dunque, il parere del relatore è questo, che ovviamente siamo nell'ambito delle funzioni delegate ed è normale che l'organo delegante, che è titolare della funzione, dia delle direttive sulle modalità di esercizio delle funzioni delegate. Detto questo, io posso anche essere d'accordo ad abrogare il comma 2 perché già nel comma 1 c'è scritto che il CORECOM esercita, per la Sardegna le funzioni in materia di comunicazione delegate dall'autorità nazionale, per cui, probabilmente, il comma 2 è ridondante anche rispetto al comma 1. Per cui il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme a quello del relatore.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Va bene colleghi, chiudiamo il lavoro di questa giornata, riprendiamo domani alle ore 10 con l'articolo numero 5. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 26.
Allegati seduta
CDXXXI Seduta
Mercoledì 23 luglio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
Indi
Del Vicepresidente RASSU
Indi
Del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 37.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 10 luglio 2008 (422), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gessa, Ladu e Murgioni hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 23 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento del ticket sanitario in materia di prevenzione oncologica presso la ASL n. 1 di Sassari". (1302)
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli del provvedimento sull'istituzione dei CORECOM. Sospendiamo la seduta per dieci minuti, fra dieci minuti si vota. Prego i Gruppi di assicurare la presenza dei consiglieri in Aula fra dieci minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 38, viene ripresa alle ore 10 e 55.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, dichiaro aperta la seduta. Siamo in fase di votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, Assessore, colleghe e colleghi. Dopo undici anni, francamente, ritengo non si possa proporre una norma superata dalla stessa evoluzione del sistema a cui pretende di riferirsi. Evitando di discettare su autonomia, identità e democrazia, mi sembra però davvero assurdo che si possa condividere un emendamento in cui si fissa una data perentoria, quella del 30 agosto, per l'elezione del Presidente dei componenti del CORECOM, che peraltro dovranno operare nella quattordicesima legislatura. Vede, Assessore Mongiu, può non esserci una legge ottima, ma è evidente che ci possano essere condizioni di pratica della democrazia più o meno garantiste. Allora, uno sforzo in tal senso - almeno per me, convintamente Socialista - è un dovere. Annuncio quindi, Presidente, il voto di astensione sul passaggio all'esame degli articoli perché ritengo che la proposta, così come è attualmente, non sia in grado di rispondere alle reali esigenze del sistema delle comunicazioni in Sardegna. Il testo, inoltre, mortifica le istanze autonomistiche ed è in contraddizione con le ripetute affermazioni e prese di posizione del Presidente della Regione. Ritengo infine che non possa esercitare alcun controllo o fornire alcuna garanzia se non quella che esercita l'autorità di cui si configura esclusivamente quale organo esecutivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie, Presidente. Come ho avuto modo di dire, questa proposta di legge è pessima, ed è un'altra cosa rispetto alla legge Arcos, che voleva un'autorità indipendente, imparziale e trasparente. Questa proposta di legge rende subalterno questo comitato all'Esecutivo di turno. Si dice che siamo in ritardo e dobbiamo rispondere alle esigenze dei cittadini, e questo è vero, ma se fosse vera e onesta questa osservazione, Presidente Frau, le chiedo perché non si è consentito che questa legge fosse approvata negli scorsi anni. Invece, la si è voluta sabotare, ed era una legge buona quella dell'Arcos, proposta da tutta la Commissione all'unanimità, e poi, successivamente, con un colpo di mano, invece riportata in Aula. E' un vecchio trucco questo. Si dice che una legge votata all'unanimità non è adeguata, la si ripropone per andare in Commissione, per aggiustarla. Invece no, questa legge è un'altra cosa. Noi, onorevole Frau, siamo sensibili ai diritti dei cittadini, lo abbiamo dimostrato non a parole, ma nei nostri atti. Lo dimostri lei, onorevole Frau, svolgendo la funzione di Presidente da diritti civili. In questo momento, mentre stiamo parlando, si stanno sgombrando i Rom da Arborea, e c'è Don Giovanni Usai che sta cercando di bloccare questa situazione per convincerli di lasciarli portare al "Samaritano". Lei, onorevole Frau, tanto sensibile ai problemi dei diritti civili, e anche per onorare il suo ruolo, ha detto una parola su questo? La Commissione, "lei", avete gridato per il silenzio, c'è il silenzio assoluto verso queste persone, sono persone! E la Commissione "diritti civili" del Consiglio regionale, e il Consiglio regionale della Sardegna dovrebbero impedire questo atto di inciviltà. Ci saranno emendamenti a questa legge. Questa proposta che è stata fatta non mi convince, per cui, nel voto per il passaggio agli articoli mi asterrò.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono un po' in imbarazzo perché, francamente, si ha notizia di alcuni emendamenti presentati o in preparazione, e si va a fare un voto al passaggio degli articoli un po' alla cieca...
BIANCU (P.D.). Come sempre!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Come sempre, onorevole Biancu, il problema è... se vogliamo continuare in questo modo non c'è problema. Il volto che si dà sul testo presentato avrebbe un significato, il voto che si darebbe su ciò che si sente, potrebbe essere un altro. Allora, se la maggioranza deve presentare degli articoli, degli emendamenti sostanziali, noi siamo disponibili a valutarli, se invece questo non accade, noi dovremmo giudicare alla luce del testo presentato, e francamente ci troviamo in imbarazzo nei giudizi. Tutto qua.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Maninchedda, le chiedo scusa, abbiamo capito il senso delle cose che ha detto, ma non emerge una dichiarazione di voto.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, in sostanza ho fatto un intervento sull'ordine dei lavori, nel senso che vorrei fare un intervento pertinente sul merito, se il merito non è discutibile in sede di discussione generale e prima del passaggio agli articoli, il mio voleva essere un intervento, vogliamo rubricarlo sull'ordine dei lavori, per capire se questi emendamenti vengono presentati adesso, prima del voto, in maniera tale che li si possa vedere, oppure no. Chiedo scusa per non averlo esplicitato.
PRESIDENTE. Sì, grazie. Insomma, colleghi, non è la prima volta che affrontiamo discussioni su testi legislativi. Il passaggio all'esame del voto consente di presentare gli emendamenti, quali emendamenti si conoscono quando vengono presentati e si fa la discussione nel merito degli emendamenti presentati da tutti i consiglieri o da gruppi di essi, o dai Gruppi politici. Quindi, fermarsi adesso per discutere di emendamenti che eventualmente venissero presentati, probabilmente è una cosa che non serve, serve passare all'esame degli articoli e poi, se ci sono discussioni da fare sui singoli articoli e sui singoli emendamenti, quello è il momento in cui si sa quanti emendamenti ci sono e di quale qualità sono gli emendamenti stessi. Quindi, la discussione generale è finita, siamo in sede di dichiarazione di voto per il passaggio all'esame degli articoli, io proseguirei così, poi valutiamo insieme, alla luce anche della quantità degli emendamenti presentati, se c'è necessità di fermarsi un attimo per valutare gli emendamenti.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Grazie Presidente, intanto per esprimere chiaramente il voto favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, cambi microfono.
FRAU (P.D.). Ecco, per esprimere il voto favorevole al passaggio agli articoli...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente..., sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto, onorevole Capelli, vi prego di...
FRAU (P.D.). ... e anche per rassicurare, naturalmente. Quindi voto favorevole, naturalmente al...
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni!
PRESIDENTE. Scusate colleghi, mi scusi onorevole Frau, tanto non perde il filo, siamo già alla terza dichiarazione di voto...
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni, chiedo di intervenire sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Sì, sì, colleghi, ho capito cosa vorreste chiedere, però siamo già alla terza dichiarazione di voto.
FRAU (P.D.). L'ho già dichiarato il voto favorevole.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo di intervenire sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Sulle modalità di voto si interviene prima, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Sono due astensioni.
PRESIDENTE. Sì, ma non è che a seconda di come sono le dichiarazioni... Onorevole Capelli, chiamiamo il notaio?... comunque ho registrato la sua richiesta.
CAPELLI (U.D.C.). La dovrei fare prima della dichiarazione di voto.
FRAU (P.D.). L'ho già fatta, onorevole Capelli.
ARTIZZU (A.N.). No!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, si accomodi un secondo. Va bene, onorevole Capelli, andava fatta prima, non alla terza dichiarazione. Abbiate pazienza, colleghi. Onorevole Frau, prego.
FRAU (P.D.). Ribadisco, ancora una volta, il voto favorevole per il passaggio agli articoli cercando anche di rassicurare quelli che hanno interesse anche a fare di questa legge una buona legge, e non invece a cercare sotterfugi o altri sistemi per cercare di affossarla, perché negli emendamenti che sono stati presentati a norma di regolamento, molte delle cose che sono venute fuori dal dibattito generale di ieri sono state anche recepite. In questo senso, volevo anche rassicurare alcuni consiglieri che sono già intervenuti, e, parzialmente, anche i Gruppi di minoranza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente, colleghi, io credo che non è la prima volta che in Aula ci siano questioni importanti legate anche al contenuto della legge. Non a caso esso non va considerato un dogma, come dire, prendere o lasciare, è una legge che si sforza di far sì che anche in Sardegna ci siano tutte quelle condizioni per avere e per dare diritti ai cittadini. Lo sforzo che ha fatto la Commissione io credo sia esclusivamente questo, al di là dell'evoluzione che ha avuto la legislazione in merito negli ultimi tempi. A maggior ragione credo che bisogna riportare anche un clima di serenità, perché nessuno di noi ha pensato, in nessun momento, di fare qualche dispetto a questo o quell'altro collega, e credo anche che il metodo che si sta insinuando nella discussione di questa legge, non possa essere assolutamente accettato, perché sarebbe un principio che anche per le prossime leggi che entreranno in Aula, ognuno di noi potrebbe, in qualche misura, utilizzare la stessa tecnica, lo stesso metodo. Allora, il Presidente è stato esplicito, ha detto che gli emendamenti si presentano dopo il passaggio agli articoli, allora, da questo punto di vista io credo che il metodo che è stato utilizzato, e emendamenti ce ne sono tanti, e io spero che questi emendamenti corrispondano anche a tutte quelle esigenze che vari gruppi, ieri, per esempio hanno sollevato nella discussione generale, e se questi emendamenti verranno tenuti in considerazione e approvati, credo che il contributo della legge che sarà approvata non sarà solo ed esclusivo della Commissione, ma sarà, come è avvenuto in altre circostanze, in altre occasioni, il contributo di tutta l'Aula. Con questo spirito io credo sia utile dare un contributo, e per queste considerazioni e per questo motivo io voterò a favore del passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intanto è dichiarazione di voto e come tale ovviamente inizio con la dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli dichiarando il voto favorevole del partito della Rifondazione Comunista in Consiglio regionale. Noi siamo un partito che ha imparato, anche nella dialettica interna, ad esercitare il rispetto delle posizioni, anche diverse, che abbiano degna motivazione e anche il senso di una differenziazione di ordine personale. Ciò detto, proprio perché noi siamo una forza democratica impegnata in questo Consiglio fino in fondo a svolgere la propria funzione di legislatori, abbiamo presentato una serie di emendamenti - e lo dico per gli oppositori di questa e di altre leggi, di questa e di altre maggioranze -, una delle quali, per esempio, riconosce alle minoranze del Consiglio regionale la titolarità ad avanzare la proposta di Presidenza del CORERAT; una delle quali, per esempio, impegna la Giunta regionale a predisporre, entro 90 giorni, un disegno di legge in cui venga regolata tutta la materia, così come è consentito in legislazione concorrente alla Regione ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, ivi compreso, per esempio, il sistema delle ineleggibilità e delle incompatibilità, garantendo a questo organismo il massimo della trasparenza e della funzionalità. Insomma, ci sono elementi di discussione che possono essere accolti e poi c'è un'alternativa: torniamo a casa dopo questa legislatura con un'altra riforma mancata. Io non voglio essere complice di questo percorso.
CAPPAI (U.D.C.). Ieri ha detto una cosa diversa però!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, colleghi, in parte quello che debbo dire è stato forse vanificato dall'intervento del collega Uras. Io volevo fare un intervento legato alla logica di questa legge che prevede la nomina del presidente di questo organismo che è slegato alla durata della legislatura. Palesemente una legge come questa, su un qualcosa che anche il relatore avrebbe definito, così mi dicono, una legge priva di contenuti, anche se poi la sostiene in Aula, però istituire un presidente di un organismo che si può interessare di tutto e di nulla proprio perché la legge non mette limiti e non mette indicazioni, praticamente non dà un campo d'azione ben definito, su un argomento poi così importante come tutto il sistema delle comunicazioni, dalla stampa a Internet, dalle televisioni, dai telegiornali ai fumetti e quant'altro, non è una cosa di poco conto, visto anche che poi l'anno prossimo ci avvieremo a una campagna elettorale, visto che il Presidente della Giunta regionale ha qualche interesse in materia, sia in materia elettorale che in materia di comunicazione e di quant'altro, sia le proposte che ci sono, anche che ci sia la possibilità che la Regione assorba dei canali di telecomunicazione, insomma un potere non indifferente, e poi slegare questa nomina dalla legislatura è qualcosa che a mio parere appare grave, fatto anche in questo contesto, e poi contemporaneamente questa Giunta in materia mi sembra un po' schizofrenica. E' capitato da poco che all'Ente Foreste della Sardegna un sindaco, nominato regolarmente, che sia stato indicato regolarmente dalle opposizioni, è stato manu militari estromesso dall'incarico da questa Giunta perché non è più sindaco, perché secondo voi non avrebbe più i requisiti. Non costringete l'opposizione attuale, qualora dovesse vincere le elezioni, a fare in cinque minuti quello in cui siete stati bravi in questa legislatura, a estromettere, con mezzi simili, il presidente di quest'organismo all'inizio della prossima legislatura perché non sarebbe dignitoso per nessuno, però se ci costringerete, perché penso che vinceremo le elezioni, siamo in grado di farlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Per annunciare che Sinistra Autonomista, a differenza del collega Pisu, vota a favore per il passaggio agli articoli e lo facciamo avendo chiaro, però, che sono stati predisposti degli emendamenti che correggono il testo che è stato licenziato dalla Commissione. Quando li discuteremo valuteremo, lo correggono positivamente perché si può correggere anche negativamente - se avessimo lasciato il testo a Liori l'avrebbe corretto negativamente -, però il fatto che da una parte della maggioranza si tiene conto che stiamo facendo una legge con grande ritardo e che si vuole dare al Consiglio regionale, ed in particolare a chi al momento è minoranza, una funzione importante di garanzia e di controllo, credo che questo debba essere apprezzato dall'Aula. Credo che questo debba essere apprezzato dall'aula! E lo sto dicendo per dire che se il testo è così carente come il collega Pisu, che ci ha lavorato, dice, vuol dire che da parte del Consiglio bisognerà fare uno sforzo per migliorarlo e lo sforzo per migliorarlo lo fa l'Aula, perché in Commissione il testo c'è stato molto tempo e invece di migliorare l'abbiamo fatto marcire e l'abbiamo fatto marcire anche per responsabilità della maggioranza, di alcuni colleghi della maggioranza che, interpretando male la funzione parlamentare, in qualche occasione hanno fatto mancare il numero legale. Allora, siccome qui siamo in presenza di un'esigenza generale penso che l'Aula, con senso di responsabilità, lo possa migliorare e anche approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi votiamo contro il passaggio agli articoli ed è chiaro che questa legge non andrebbe approvata. Questa legge non sarebbe dovuta arrivare in Aula. Il Presidente della Commissione ha dichiarato - e lo invito a confermare in Aula ciò che ha dichiarato in Commissione - che questa legge sarebbe una scatola vuota, così l'ha definita. Ora io mi chiedo come si possa portare in Aula una legge che già in partenza, al termine di lunghi lavori in Commissione, viene definita dal Presidente della Commissione stessa una scatola vuota. Ci sono quelle scatole vuote che si possono riempire di contenuti, ma io ho l'impressione che questa scatola vuota sia stata confezionata e sigillata in modo da renderla assolutamente impermeabile, da rendere impossibile il riempimento con i contenuti perché deve rimanere una scatola vuota. Perché in realtà abbiamo l'impressione che il vostro intendimento sia quello di lasciare questo organismo come quell'organismo, semplicemente asservito alla maggioranza di questo momento, che in fondo non avrà quelle competenze che non può avere, essendo uno strumento già superato dai tempi. In quasi undici anni di ritardo è mutato lo scenario nazionale e internazionale delle comunicazioni delle quali va ad occuparsi, è un testo che andava completamente rifatto in chiave regionalista, che doveva tener conto di una situazione mutata negli anni e anche di una situazione specifica della Sardegna che è, in alcune sue parti, diversa da quella delle altre Regioni italiane. Per quello credo che effettivamente Frau abbia ragione: è una scatola vuota ed è stata concepita affinché rimanga una scatola vuota. E' una legge assolutamente carente, è una legge carente per competenze, per un'individuazione di poteri che rende l'organismo stesso inadeguato e anche rende all'organismo impossibile intervenire sulle problematiche che possono verificarsi ed è una legge anche, consentitemelo, colleghi, palesemente sospetta per i tempi con i quali la state approvando, sospetta per le vostre finalità reali che sono quelle di crearvi, alla vigilia delle elezioni, un nuovo organismo totalmente al vostro servizio che però non sarà al servizio della collettività perché anche volendo, anche se fosse animato dai principi migliori e dalle personalità più competenti, questi non avrebbero la possibilità di incidere sul sistema delle comunicazioni in Sardegna perché non avranno le competenze e quelle poche che avranno saranno totalmente inadeguate al quadro attuale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, nel leggere alcuni giorni fa la relazione del 2008 sulla situazione delle comunicazioni in Italia, quindi stampa e televisioni, dell'Autorità garante delle telecomunicazioni, sapendo che era in discussione questa legge in Consiglio regionale e che la Sardegna, buona ultima, si allinea alle altre Regioni italiane nell'approvare una legge di importanza fondamentale, visto il rilievo che il settore delle comunicazioni ha nella vita dei cittadini, delle Istituzioni e l'importanza che, voglio aggiungerlo, ha per la democrazia, anche in un Paese, in una Nazione, come in una Regione. Quindi, io sono convinto pur se il lavoro della Commissione, come è stato detto, può avere avuto alcune carenze, sono convinto che il lavoro in Aula, con alcune proposte che sono state portate avanti e la riflessione che l'Aula può fare, può sicuramente migliorare il testo. Tutti i testi di legge che arrivano dalle Commissioni sono migliorabili, come questo, non ci scandalizziamo per il fatto che c'è la possibilità di migliorarli, anche tutte le altre leggi abbiamo, per quel che riguarda il Consiglio, cercato di migliorarle. Faremo questo anche con questa legge che, ripeto, vede la Sardegna buona ultima approvare una legge così importante, la miglioreremo, per cui Italia dei Valori è favorevole al passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo. Certo, è vero, la legge deve essere discussa in Aula e l'Aula ne apporta le modifiche e la migliora, ma quando alla legge, da parte della maggioranza, vengono presentati degli emendamenti che, di fatto, modificano proprio l'essenza stessa e l'indirizzo della legge, quasi, beh allora è necessario - se si vuole essere seri - riflettere, ridiscuterla in Commissione perché non è possibile portare la legge poi in Aula, certamente è nella sua facoltà e nei suoi compiti intervenire e modificarla, ma è chiaro anche che in questi casi molte volte si lavora e si lavora male perché in Aula succede quello che non deve succedere. Se è necessario riflettere io credo non costi niente riportare la legge due o tre giorni in Commissione, rivederla e riportarla in Aula con un consenso, da parte e della maggioranza e dei consiglieri che compongono la Commissione stessa, più omogeneo affinché in Aula si discuta questa legge importantissima che, con enorme ritardo, arriva a vedere la luce nella Regione autonoma della Sardegna e per dare uno strumento adeguato, consono e condiviso dal Consiglio, appunto, alla Sardegna stessa. Per cui, nel caso in cui la legge resti in Aula, il nostro voto sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che oggi stiamo in qualche modo ripercorrendo un percorso che abbiamo già visto per quanto riguarda la legge sui Consorzi industriali e credo che il percorso che abbiamo portato avanti in Aula, appropriandoci di quella che è la nostra funzione, abbia dato non solo a giudizio della maggioranza, ma anche a giudizio delle stesse minoranze, un giudizio positivo su quella legge.
Io credo che oggi ci troviamo sostanzialmente di fronte a un percorso simile e credo che il testo che viene dalla Commissione, che è un testo che è suscettibile di miglioramento, che è un testo che può accogliere quelle che sono le osservazioni che sono pervenute dai diversi settori della maggioranza, ma io dico anche da eventuali contributi che potranno venire dalla minoranza, è una legge che può - valutando quelli che sono i contributi che vengono in particolar modo dai settori della maggioranza - che può avere una migliore definizione e avere alla fine un giudizio positivo, condiviso, io mi auguro non solo nei banchi della maggioranza, ma anche nei banchi della opposizione.
Io credo che l'esigenza della tutela dei cittadini, della definizione delle garanzie a favore dei cittadini, credo che debba essere una preoccupazione che deve riguardare tutti noi, non soltanto una parte di questa Assemblea e pertanto io credo che ancorché con notevole ritardo stiamo andando ad approvare questo strumento, io credo che sarebbe grave che noi dovessimo dilatare ulteriormente i tempi dell'approvazione di questo strumento, come dicevo, appunto, a tutela dei cittadini e credo che anche i tempi sospetti... io non credo che se il collega Rassu avesse fatto un excursus breve di quello che è stato il percorso di questa legge, si sarebbe reso conto che è già la seconda volta che arriviamo in Aula, quindi già a partire dal 2005 abbiamo discusso di quest'argomento, quindi noi ce ne facciamo colpa di non essere arrivati fino a questo momento, ma non si può dire certamente che la maggioranza abbia aspettato a questo momento per affrontare il tema che abbiamo in discussione.
Pertanto, il nostro giudizio è un giudizio favorevole al passaggio agli articoli con un invito ai colleghi della maggioranza ad avere fiducia in quello che è lo sforzo che siamo disponibili a compiere per migliorare questo testo che è in Aula con il contributo di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto di astensione e cercherò di motivarlo. Quello delle comunicazioni è un sistema che più di tutti gli altri rappresenta lo specchio fedele della democrazia, della rappresentatività e del pluralismo; è quindi diritto di tutti i sardi essere informati in modo obiettivo e senza distorsioni. Una riforma così importante in una materia che deve essere sottratta, questa, a qualsiasi condizionamento della politica. Occorre dare un segno di autonomia, non mostrandosi accondiscendenti ancora una volta a idee e pregiudizi che hanno condizionato talvolta l'attività di questa Assemblea. Si darebbe davvero una pessima impressione a tutti i sardi se venisse meno il rispetto della collegialità su materie che riguardano la vita e i diritti di tutti i cittadini e non solo di una maggioranza politica che ha vinto le elezioni.
Se è vero che appare quanto mai necessario dare risposte concrete alla specificità della nostra Isola in materia di comunicazione, è questo il momento affinché il Consiglio operi in modo più unitario possibile a garanzia e difesa della democrazia e rappresentatività pluralistica in materia di editoria, radiofonia e trasmissione televisiva. Quindi, le procedure e la composizione del CORECOM devono dimostrare in modo cristallino l'indipendenza sia dal potere politico che da quello economico.
Due domande importanti sorgono spontanee: in che modo realmente la seconda Commissione ritiene che sia stato rispettato l'autonomismo dello Statuto regionale e, inoltre, quale origine e motivazione hanno le pesanti critiche giunte da parte dei rappresentanti del CORERAT al testo licenziato dalla seconda Commissione. Come mai l'autonomismo deve valere per la cultura, l'urbanistica e i tributi e non invece per il sistema delle comunicazioni? Io ritengo che questo sia un concetto fondamentale e quindi non è giustificata la fretta per arrivare a una buona riforma in un settore che è fermo dagli anni '80, penso che ci siano elementi perché possa essere migliorata nel proseguo dell'attenzione in quest'Aula questa legge, ma naturalmente deve avvenire con il pieno coinvolgimento di tutte le voci rappresentate. In un settore come questo...
PRESIDENTE. Prego.
LAI RENATO (U.D.C.). ... con impegno a realizzare un vero federalismo in un'Europa delle regioni multietniche che cambiano e richiedono sempre la massima correttezza e obiettività di tutti i media. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io intervengo perché ho ricevuto testé un plico di emendamenti, sono più di cinquanta mi pare, e vedo le firme, non ce n'è una se non mi sbaglio delle opposizioni, sono tutti emendamenti firmati da esponenti della maggioranza, la maggior parte addirittura dal Presidente della Commissione. Questo sta a significare intanto un uso distorto dei lavori dell'Aula che viene trasformata impropriamente in un consesso istruttorio, mentre questo lavoro, l'onorevole Frau l'avrebbe dovuto fare in Commissione, ma c'è un dato politico secondo me che non va sottovalutato: "Onorevole Frau, qui la maggioranza le sta dicendo che il lavoro che lei ha diretto in quella Commissione è assolutamente inconsistente e inadeguato, è un lavoro che non serve e non è servito a nulla!" E allora sul piano politico noi poniamo un problema e lei ne deve prendere atto. Lei dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni perché glielo sta chiedendo la sua maggioranza, perché non è corretto venire qui in Aula dopo le cose che abbiamo sentito ieri da parte dell'onorevole Uras, dopo le cose che abbiamo sentito oggi dall'onorevole Pisu, dopo quello che vediamo dagli emendamenti che sono stati prodotti che ridisegnano completamente una nuova legge, e lei come se niente fosse ci viene a dire stamattina: "Signori, va bene non c'è niente di che, piccoli aggiustamenti, le cose qui in Aula si aggiustano." No, non è così. E allora lei ne deve, secondo noi, prenderne atto o altrimenti lei avrebbe dovuto chiedere stamattina in apertura dei lavori - signor Presidente, visto che c'è un grosso problema in maggioranza, visto che le cose non sono andate come avrebbero dovuto -, chiedo che la legge torni in Commissione.
Questo era l'unico modo per salvare la sua faccia e la faccia della sua maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (P.D.). Io invece ritengo che si tratti di una legge necessaria soprattutto per garantire i diritti dei cittadini sardi, dell'utenza che si potrà ad esempio rivolgere al comitato per problemi importanti come l'eccessiva incidenza dell'elettrosmog ed altri problemi. Non si tratta di una scatola vuota, invece è una legge di garanzia attorno alla quale potrà essere costruita col tempo, meditatamente, una legge sull'informazione all'altezza dei tempi e all'altezza delle esigenze di autonomia della popolazione della Sardegna, e proprio perché siamo in fine legislatura abbiamo rinviato questo importante problema a tempi, appunto più adatti, migliori. Il mio voto è ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io credo che il giudizio su questa proposta-disegno di legge sia nelle pagine dei giornali di oggi. Vorrei riprendere il filo di quanto sostenuto correttamente dal collega Pittalis e ricordarvi e segnalarvi che questa legge importante, così come qualcuno l'ha definita, non merita un rigo sulle pagine dei giornali odierni. Questo la dice lunga su quanto gli addetti ai lavori considerino importante, opportuna, buona, questa legge. Sicuramente un ritorno in Commissione della legge sarebbe stato sì quello opportuno, perché la stesura degli emendamenti, di chi crede ancora che questa legge possa essere cambiata, di chi ha avuto paura di affrontare il passaggio agli articoli col voto segreto, la dice lunga sullo stato di salute di questa maggioranza, la dice lunghissima. La verità è nella giornata di ieri, io apprezzo gli sforzi del Presidente del Consiglio di tenere il ritmo dell'Aula, di imporre un ritmo all'Aula, consiglierei umilmente al Presidente del Consiglio di tenere sempre anche lo stesso metro e la stessa misura perché l'Aula non funziona, Presidente, perché la maggioranza non funziona. Non si può dire che è un buon lavoro di Commissione quando l'Aula viene sospesa per un'intera giornata per un chiarimento di maggioranza, i commissari di quella Commissione sono stati delegittimati da questi emendamenti, sono stati delegittimati dalla maggioranza, e questa legge, da alcuni giudicata importante, mentre le industrie chiudono, mentre la crisi economica sociale e culturale della Sardegna tocca gli apici della negatività, si continua a menar il can per l'aia con una legge che non dà le risposte volute, che non rimedia agli anni di mancanza della legge stessa e che probabilmente nasconde anche qui dei giochi di potere, delle prove di forza all'interno della stessa maggioranza. Io annuncio il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questa legge che andrà sicuramente, se dovesse passare, perché tutti voi sapete, non è sicuro che questa legge venga approvata da questo Consiglio regionale, se dovesse passare sarà una delle prime leggi che andrà rivista, che andrà concertata, che andrà fatta con senso di autonomia e di reale...
PRESIDENTE. Prego concluda.
CAPELLI (U.D.C.). Reale regolamentazione del settore che più volte, soprattutto nell'ultimo periodo, è stato calpestato dalle azioni demagogiche e di propaganda del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io annuncio il voto contrario al passaggio agli articoli da parte del Gruppo dei Riformatori, e vorrei nell'intervento ricollegarmi al tentativo di intervento che ha fatto il collega Maninchedda nella fase preliminare di questa discussione sul passaggio agli articoli, quando ancora non avevamo in mano il testo, gli emendamenti che sono stati presentati. Noi abbiamo, Presidente del Consiglio, cinquanta emendamenti, di questi cinquanta emendamenti quarantadue risultano presentati dalla maggioranza, quarantadue su cinquanta. Cioè dalla stessa maggioranza che ha fatto la legge, sostanzialmente. E di questi ben ventisette emendamenti su cinquanta cioè più del 50 per cento, portano la firma del Presidente della Commissione dove la legge è stata discussa. Io le pongo, Presidente, un problema di carattere sostanziale perché non ha più senso che questo Consiglio discuta sulle prerogative del Consiglio, cioè sul ruolo del Consiglio quando anche su una legge che non è come hanno detto altri colleghi, la legge su cui si incentrano fondamentalmente le attenzioni della Sardegna in questo momento, la Commissione sostanzialmente non fa nessun tipo di lavoro perché è una legge che arriva in Aula, istruita, e che poi vede su cinquanta emendamenti, ventisette emendamenti che sono presentati dal Presidente della Commissione, come è avvenuta l'istruzione di questa legge? A cosa serve il lavoro delle Commissioni in questo Consiglio regionale? E' meglio che noi andiamo in ferie, Presidente, quando non è riunito il Consiglio, visto che poi il Consiglio deve rifare da capo il lavoro che dovrebbe essere fatto virtuosamente all'interno delle Commissioni perché la Commissione è la sede dell'approfondimento legislativo, delle tematiche che poi devono arrivare in Consiglio. Non è possibile che si lavori in questo modo, non è possibile che si voti il passaggio agli articoli senza avere la più pallida idea di quale sarà la legge in discussione, perché questo sta avvenendo ormai costantemente, la legge sui consorzi industriali è stata sostanzialmente rifatta dopo il passaggio agli articoli, interi articoli sono stati sostituiti. Non è questo il modo corretto di legiferare e soprattutto non è questo il modo per dare al Consiglio regionale un ruolo, perché se il Consiglio regionale non ha più neppure il ruolo legislativo che è quello che gli compete, non ha senso che si paghino gli stipendi a ottantacinque consiglieri regionali, perché non è per discutere tra di noi che siamo pagati, ma per fare buone leggi per la Sardegna, e allora lei, Presidente del Consiglio, deve mettere in condizioni questo Consiglio di lavorare e di lavorare correttamente anche prendendosi la responsabilità, quando occorre, di chiedere alla Commissione competente che competente non è stata, un supplemento di analisi e di approfondimento sui temi che sono in discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Essendo stati presentati gli emendamenti, possiamo parlare a ragion veduta. Vorrei, se possibile, godere dell'attenzione… visto che l'onorevole Uras è stato l'unico in precedenza a farci la cortesia di illustrarle, di poter ragionare sulla legge in ragione della legge e non degli schieramenti pregiudiziali. La legge e gli emendamenti presentati presentano delle cose interessanti. Per esempio noi voteremo a favore degli emendamenti che riducono le indennità, ma vi inviterei e inviterei i colleghi a valutare, in ragione dello smantellamento di tutta la burocrazia del CORECOM che avete predisposto, se non serva pensare ai gettoni di presenza, piuttosto che ad una indennità stabile. Come pure voteremo l'emendamento che mette in capo alla minoranza il Presidente del CORECOM. Vi pongo un problema serio però: la legge ha un difetto di cuore, di sostanza, di funzione, di vocazione, al punto che viene rinviata ad una legge futura. Però, c'è un dato sostanziale, qui ritorna una questione che era stata sollevata durante la legge statutaria, e cioè: qual è la libertà di accesso reale dei gruppi politici rappresentati alla comunicazione istituzionale? Tra le funzioni proprie e le funzioni delegate non discutiamo, ma certamente tra le funzioni proprie di un organo consiliare c'è una valutazione e una funzione di garanzia sull'accesso ai fondi della comunicazione istituzionale. La comunicazione istituzionale non è solo del Governo, perché il Governo è anche la maggioranza, ed è soprattutto espressione della maggioranza. Se noi stanziamo risorse così ingenti, quali quelle che si stanno spendendo in questi giorni, e non ci preoccupiamo dell'equilibrio dell'informazione politica, - perché l'informazione di governo è informazione politica, non è solo informazione civile, è informazione politica -, e non garantiamo a chi dissente di poter accedere a quelle risorse per certificare le ragioni del dissenso, e non le mettiamo in una legge che si occupa di un organo di garanzia, mi spiegate perché c'è questa forte rinuncia a disciplinare le questioni della comunicazione istituzionale? Se questa legge riprende un minimo di vocazione, e dice che sui fondi per la comunicazione istituzionale e sulla garanzia dà l'accesso agli organi d'informazione dei cittadini e dei gruppi politici, e noi ci mettiamo mano…
PRESIDENTE. Concluda!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Concludo Presidente. …noi ci mettiamo mano per fare una legge che divenga una legge di equilibrio, allora anche il dialogo richiesto ha un senso, viceversa se questa preoccupazione non c'è, mentre c'è in atto una fortissima operazione politica di comunicazione istituzionale di parte, io comincio ad aver dubbi che si voglia creare davvero un organo di garanzia!
PRESIDENTE. Va bene colleghi, votiamo il passaggio all'esame degli articoli. Modalità di voto? Elettronico palese!
Un attimo colleghi, non dà l'apertura. Un attimo solo, c'è un problema al sistema!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Caligaris - Cassano - Giorico - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pisu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 61
astenuti 9
maggioranza 31
favorevoli 38
contrari 23
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Pirisi ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 23 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Qualche minuto di sospensione in Aula, colleghi.
(La seduta sospesa alle ore 11 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 54.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi riprendiamo il lavoro.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Come dicevo nella dichiarazione di voto, il nostro obiettivo non è di approvare in fretta le leggi, e quindi di approvare in fretta questa legge, ma è di approvare, anche in questo caso, una buona legge. Per cui, anche alla luce dei molti emendamenti presentati e delle considerazioni che si sono sviluppate, anche durante il dibattito e durante le dichiarazioni di voto, io propongo che si possa interrompere qui e riprendere i lavori alle ore 17 in modo da dare la possibilità alle diverse parti politiche di poter interloquire anche attraverso un eventuale coordinamento di questo lavoro da parte del Presidente della commissione che ha avuto più possibilità di noi di conoscere quali sono le diverse posizioni, quindi, la proposta è di interrompere qui e di riprendere alle ore 17, per dare la possibilità ai gruppi politici di poter interloquire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Se questo è uno spunto per migliorare la legge ed inserire delle disposizioni che rendano più trasparente il sistema della comunicazione, anche in coincidenza con l'esigenza, sollevata in quest'Aula poco fa, di una possibilità reale di incidere anche sul sistema della comunicazione istituzionale della Regione, noi crediamo che si possa accedere per verificare questa possibilità.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo i lavori qui, riprendiamo in prosecuzione alle 16 e 30, rendiamo utili queste pause che stiamo facendo perché io concordo con chi ha detto che questo non è un buon modo di far lavorare l'Aula né è un buon modo di legiferare, facciamo in Aula ciò che si fa male in Commissione, trasferendo all'Aula e ai gruppi politici i problemi che non vengono risolti in Commissione.
La seduta riprende alle ore 16 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 57, viene ripresa alle ore 16 e 43.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Bene colleghi, iniziamo i lavori di stasera. I lavori sono stati sospesi stamattina e siamo in prosecuzione di seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, per chiedere una sospensione perché la Commissione è ancora riunita, così come da accordi da stamattina, sino alle 17 - 17 e 10.
PRESIDENTE. Va bene, è stata chiesta una sospensione, proprio perché siamo in impossibilità di proseguire, stanti i lavori della Commissione, i lavori sono sospesi e riprenderanno alle ore 17 e 10. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 44, viene ripresa alle ore 17 e 10.)
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il collega Gessa, che era in congedo stamattina, è rientrato in aula.
Come tutti sappiamo, dobbiamo proseguire i lavori sulla discussione della proposta di legge numero 54/B. Abbiamo votato il passaggio all'esame degli articoli, passiamo ora all'esame del titolo. Al titolo è stato presentato un emendamento aggiuntivo, l'emendamento numero 35.
(Si riporta di seguito il testo del titolo e del relativo emendamento:
Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) della Regione Sardegna.
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu
Titolo
Nel titolo sono aggiunte "dopo della Regione" le parole "Autonoma della". (35).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Per chiedere la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. E' necessario sia richiesta da due Capigruppo, onorevole Cappai.
CAPPAI (U.D.C.). Assolutamente.
PITTALIS (F.I.). Siamo cinque.
CAPPAI (U.D.C.). In ogni caso siamo in due, non essendoci il mio Capogruppo ed essendo a conoscenza della Presidenza che sono il vice… ecco, c'è un altro Capogruppo.
PRESIDENTE. Se la richiesta viene fatta da due Capigruppo, io non ho difficoltà.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri La Spisa e Atzeri)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, è stata chiesta la verifica del numero legale
PINNA (P.D.). Tra 10 minuti.
PRESIDENTE. No, no, abbiamo già sospeso, onorevole Pinna. Siamo in prosecuzione di seduta, onorevole Pinna.
Prima verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri La Spisa, Milia, Rassu e Uggias sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 30 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: Agus - Atzeri - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Manca - Maninchedda - Milia - Pinna - Pisu - Porcu - Rassu - Salis - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Constato l'assenza del numero legale. I lavori sono sospesi e riprenderanno alle ore 17 e 45. Prego i colleghi di avvisare, ognuno per il suo Gruppo, i colleghi affinchè siano presenti in aula e possiamo così proseguire i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 13, viene ripresa alle ore 17 e 45.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori sospesi mezz'ora fa.
Mi chiedono gli Uffici di attendere qualche secondo perché stanno portando in aula degli emendamenti che sono stati presentati nel frattempo.
(Proteste dei consiglieri Sanjust, Randazzo Alberto, Randazzo Vittorio e Cappai)
Per cortesia, quando lei dovrà presiedere l'Aula verrà qui e dirigerà i lavori, faccia la cortesia, onorevole Sanjust.
Siamo in prosecuzione, come detto, dei lavori; è stata chiesta, prima della sospensione, la verifica del numero legale, voglio chiedere se la richiesta è ancora valida o meno.
CAPPAI (U.D.C.). Sì.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri La Spisa e Vargiu)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Cucca, La Spisa, Pisu e Vargiu sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 35 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Vargiu.
Constato l'assenza del numero legale. I lavori sono sospesi e riprenderanno tra mezz'ora, dopodiché se non siamo presenti in aula decideremo il da farsi. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 48, viene ripresa alle ore 18 e 14.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo il lavoro. Titolo del provvedimento...
SANJUST (F.I.). ...Presidente!
PRESIDENTE. Colleghi, ci si iscrive, altrimenti fra poco fischiamo...
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì pensavo fosse scontato, reiteriamo la richiesta di verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Un altro Capogruppo? Va bene, verifica del numero legale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Se siete d'accordo possiamo fare la verifica del numero legale votando il titolo. Come no, non è la stessa cosa, scusate.
SANJUST (F.I.). No!
PRESIDENTE. Come no, siccome è stato richiesto il numero legale, verifichiamo il numero legale attraverso la votazione del Titolo, se c'è si approva anche il titolo... non mi sembra... Che cosa?
SANJUST (F.I.). Dove c'è scritto? Se ci dice dov'è scritto nel Regolamento...
MORO (A.N.). Perché io il Titolo lo voglio votare.
PRESIDENTE. Ecco, io ho capito, lei vuole votare il titolo e non vuole votare il numero legale... ho capito... ho capito la finezza.
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 43 consiglieri.
Risultano presenti i consiglieri: AGUS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - ESPA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA - SPISSU - TOCCO - UGGIAS - URAS.
Constato la presenza del numero legale.
Votazione elettronica sul titolo, se siete d'accordo siccome c'è un emendamento aggiuntivo numero 35 che aggiunge "autonoma" Regione autonoma della Sardegna, votiamo il titolo già emendato, è una cosa che avremo fatto in sede di stesura finale del testo. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Titolo.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pileri - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 53
astenuti 9
maggioranza 27
favorevoli 41
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali e parziali, il numero 30 e il numero 36, il sostitutivo totale numero 31 all'1, più gli emendamenti aggiuntivi numero 35, numero 13, numero 14 numero 15, numero 24 e il soppressivo parziale dell'emendamento numero 14 l'emendamento numero 27. E' stato presentato un emendamento di sintesi, l'emendamento numero 53 che in realtà unifica di fatto gli articoli 1 e l'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1
Oggetto
1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 1, comma 13, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), istituisce, presso il Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione Sardegna e ne disciplina l'organizzazione e il funzionamento al fine di assicurare a livello territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni.
Emendamento sostitutivo totale Uras - Davoli - Pisu
Articolo 1
L'articolo è sostituito come segue:
"È istituito, presso il Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM). La presente legge ne disciplina l'organizzazione e il funzionamento al fine di assicurare a livello regionale e territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni, in funzione dell'integrale esercizio delle potestà legislative ed amministrative che competono alla Regione secondo le norme dello Statuto Speciale e della Costituzione della Repubblica." (30)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu
Articolo 1
Nell'articolo 1, comma 1, terz'ultima riga, la parola "necessarie" è soppressa. (36)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 bis:
"Principi
1. La Regione Autonoma della Sardegna promuove e sostiene, nel proprio ambito territoriale, un sistema della comunicazione e dell'informazione che valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo.
2. La Regione favorisce il pluralismo del sistema della comunicazione e dell'informazione per garantire a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
3. La Regione sostiene e favorisce il diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento del sistema delle Autonomie locali." (13)
Emendamento aggiuntivo La Spisa
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente articolo:
"1. La Regione Autonoma della Sardegna promuove e sostiene, nel proprio ambito territoriale, un sistema della comunicazione e dell'informazione che valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo.
2. La Regione favorisce il pluralismo del sistema della comunicazione e dell'informazione per garantire a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
3. La Regione sostiene e favorisce il diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento del sistema delle Autonomie locali." (24)
Emendamento all'emendamento 14 soppressivo parziale Caligaris - Atzeri
Articolo 1
È soppressa la lettera f). (27)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 ter.
"Finalità
1. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, del Testo Unico della radiotelevisione di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e dello Statuto sardo, promuove e sostiene:
a) la valorizzazione dell'identità e dell'autonomia nel sistema regionale della comunicazione e dell'informazione;
b) la tutela del pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi con particolare riguardo ai nuovi media;
c) lo sviluppo imprenditoriale e tecnico del settore;
d) la garanzia del più ampio diritto di accesso dei cittadini al sistema della comunicazione;
e) la garanzia del diritto all'informazione sulle attività politiche, sociali e culturali della Sardegna anche alle comunità dei sardi fuori dal territorio regionale;
f) la verifica di eventuali posizioni dominanti;
g) il monitoraggio quanti-qualitativo dell'intero sistema;
h) la definizione e la regolamentazione delle modalità delle concessioni e delle autorizzazioni alle trasmissioni radiotelevisive e dei fornitori di contenuti per la TV digitale in ambito regionale o subregionale;
i) l'istituzione di organismi di controllo e di amministrazione dell'intero sistema." (14)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Atzeri
Articolo 1
Dopo l'articolo 1 è inserito l'articolo 1 quater.
"Funzioni della Regione
1. Nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalità e pluralismo, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, sentita la Commissione consiliare, in attesa di una legge organica in materia di informazione e di pubblicità istituzionale avvalendosi del Corecom:
a) rilascia le concessioni per le trasmissioni radiotelevisive in ambito regionale e rinnova, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, quelle esistenti e definisce gli oneri a carico dei beneficiari;
b) rilascia i provvedimenti abilitatitivi, autorizzatori e concessori per l'accesso ai siti trasmessivi previsti dal piano nazionale e regionale di assegnazione delle frequenze per l'installazione di reti e impianti; tali provvedimenti sono rilasciati, sentiti gli enti locali interessati, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela della salute, del territorio, dell'ambiente e del paesaggio;
c) rilascia le autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito rispettivamente regionale e/o provinciale;
d) esprime pareri per la definizione del piano nazionale delle frequenze trasmissive per le comunicazioni radiotelevisive; definisce e approva il piano regionale, acquisendo al proprio patrimonio anche le frequenze pubbliche dismesse, comprese quelle militari, e le mette a gara attraverso bandi pubblici vietando la compravendita tra privati delle licenze trasmissive;
e) verifica che la trasmissione di programmi per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale in ambito regionale o provinciale avvenga nelle bande di frequenza previste per detti servizi dalle norme nazionali e nel rispetto degli accordi internazionali;
f) stipula accordi e convenzioni con il servizio radiotelevisivo pubblico nell'ambito regionale o con altri soggetti del settore;
g) organizza un periodico monitoraggio del sistema (registro dei siti, delle emettenti radio televisive, dei fornitori di contenuti) e ne rende annualmente pubbliche le risultanze;
h) definisce le modalità di conciliazione delle controversie tra i cittadini e gli erogatori di servizi delle telecomunicazione in ambito regionale;
i) promuove la diffusione delle nuove tecnologie e dei nuovi servizi di comunicazione in tutti gli ambiti territoriali con particolare attenzione alle zone non urbane." (15)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 30 e 31 Frau - Uras
Art. 1
Testo dell'emendamento:
L'articolo 1 è sostituito dal presente:
"1. e' istituito, presso IL Consiglio regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM). La presente legge ne disciplina l'organizzazione ed il funzionamento al fine di assicurare a livello regionale e territoriale le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni, in funzione dell'integrale esercizio delle potestà legislative ed amministrative che competono alla Regione, ivi comprese quelle di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, secondo le norme dello Statuto speciale e della Costituzione della Repubblica.
2. Il CORECOM è organo di consulenza, supporto, garanzia e gestione della Regione per l'elaborazione e attuazione delle politiche regionali nel settore delle comunicazioni."(53).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi. Ma, intanto questi nuovi emendamenti, li vedremo successivamente, anche perché sono stati presentati solo adesso. Niente, Presidente, intanto affrontare il dibattito sulla legge istitutiva del CORECOM mentre in queste ore si sta consumando una pagina penosa per la Sardegna e la sua economia mi sembra veramente di dover esprimere questa considerazione. C'è una decisa ferita aperta all'autonomia speciale di cui dovrebbe essere permeata anche questa proposta di legge sia, appunto, come ha affermato chiaramente l'assessora Mongiu non si deve più parlare né agire e mi riferisco alla definitiva cessazione del traffico merci su rotaia, gestito dalle ferrovie dello Stato con i soldi dei contribuenti e senza contare i danni ai cittadini, all'ambiente e alla sicurezza sulle strade, mi sembra che si debbano anche considerare tutti i posti di lavoro che verranno persi per gli operatori del settore e ovviamente anche per quelli che da molti anni esercitano quest'attività. Comunque stiamo affrontando un argomento delicato e complesso che investe direttamente i cittadini nei loro diritti, nella loro crescita sociale culturale, un tema che interessa ampi settori e che riguarda l'economia, le professioni e quindi richiede attenzione e cura. Ci tengo però a precisare anche, Presidente, che ho sempre garantito la presenza in Commissione, e che sarebbe opportuno quando si fanno riferimenti alle attività svolte in Commissione, fare nome e cognome, a meno che, parlando, appunto, con riferimento anche alle considerazioni svolte da qualche onorevole collega, non mi debba ormai considerare all'opposizione, in quanto i socialisti sono da un po' di tempo poco graditi al Partito Democratico, che invece ha avuto un ruolo determinante nell'approvazione della legge in Commissione. E voglio anche sottolineare che ho garantito il numero legale, benché abbia dato le dimissioni da segretaria della Commissione per una volontà espressa dal partito in merito proprio alla nostra presa di posizione precedente. Per tutte queste ragioni tengo a sottolineare che le numerose pressioni che sono state fatte a fare in fretta, e anche quella per me tutto inaccettabile dell'agenzia delle comunicazioni, relativamente a questa legge. Il trasferimento delle deleghe ai CORECOM è infatti soltanto una motivazione accessoria in quanto la legge numero 249 del '97 sancisce che possono istituirsi collegi regionali CORECOM ai quali recita: sono altresì attribuite le competenze svolte dai comitati regionali radiotelevisivi. Nello stesso comma 13 viene poi precisato che in caso di inadempienza alle funzioni dei CORECOM sono assicurate CORERAT. Ritengo quindi di dover sgombrare il campo dell'idea della Sardegna è una Regione Canaglia, perché non ha istituito il CORECOM, e ciò in anzitutto per tre ragioni fondamentali: intanto perché la legge afferma che le regioni possono, e quindi non hanno nessun dovere, se non di scegliere quello che è più utile per il sistema esistente nel proprio territorio e per i cittadini che vi risiedono, l'AGICOM non può né dire, né suggerire, né tanto meno imporre al Consiglio ciò che il Consiglio deve fare, in secondo luogo il CORERAT ha tutte le condizioni, le ha avute finora, per svolgere il suo compito, e per accogliere le deleghe dell'autorità. Infine, non c'è nessuna norma nazionale di difesa dei cittadini che non possa essere attuata senza il CORECOM, piuttosto è vero che l'autorità vuole avere a disposizione nei territori, e quindi anche in Sardegna, strumenti attuatori delle sue scelte e determinazioni, in modo tale da essere sempre più forte e senza controllo. Vi sono anche, però, pressioni tendenti a non fare approvare una legge capace di garantire una maggiore autonomia e quindi un controllo sul sistema delle telecomunicazioni. Una legge, per intenderci, che eviti lo shopping delle frequenze e tutte quelle condizioni che danneggiano e depauperano il patrimonio delle frequenze radio e televisive della Sardegna. Una legge che impedisca incursioni piratesche, come attualmente sta avvenendo con Radio Padania, una Radio comunitaria, cioè senza scopo di lucro, che invece invade l'etere, disturba il segnale delle radio locali e fa mercato delle frequenze speculando sulla normativa vigente. Perché l'autorità non interviene su Radio Padania? Dal 2005 due Radio comunitarie, Radio Padania da un lato e Radio Maria dall'altro, le uniche in Italia, godono di 1 milioni di euro all'anno oltre a tutti i vantaggi di muoversi nell'etere senza regole. Io ho fatto un'interrogazione specifica, mi dispiace che adesso non sia in aula l'assessore Mongiu, che però non ha ancora avuto risposta, e questo è un problema per le emittenti locali. E' evidente che gli interessi sulle frequenze, sul digitale terrestre e sulle nuove tecnologie sono molto forti. Per quanto mi riguarda, ho respinto sia le sollecitazioni a concludere in fretta, sia quelle tendenti a non fare nulla. Sono però fermamente convinta che il testo possa e debba essere migliorato. In Commissione, purtroppo, non è stato possibile, perché ha prevalso la logica della "Regione canaglia" che voleva riscattarsi con una legge che soddisfacesse le richieste dell'autorità; in aula spero davvero che le cose procedano in modo diverso. E' indispensabile, infatti, dare un'anima a una legge che altrimenti è soltanto una mera trasposizione di provvedimenti emanati dall'alto, e che non tengono conto degli interessi reali dei cittadini e della specificità territoriale, geografica e identitaria. Ho presentato alcuni emendamenti, Presidente, tre all'articolo 1, con la sola motivazione di assegnare un ruolo propositivo e di indirizzo alla Regione che, ripeto, non può accettare lo strapotere di un'autorità nata per svolgere un compito al servizio del Parlamento e ormai divenuta un'altra cosa. In nessuna delle proposte di modifica del testo sono presenti elementi di presunta incostituzionalità. Il primo stabilisce alcuni principi ponendo in evidenza quei tratti della specificità culturale, linguistica e sociale che non possono essere ignorati da una norma relativa alla Sardegna. Contiene, inoltre, in positivo, il valore del pluralismo e del diritto dei cittadini ad essere informati sull'attività e sul funzionamento delle autonomie locali. Nel secondo si definiscono le finalità, richiamando tra gli altri l'articolo 117 della Costituzione, e proprio per evitare qualunque conflitto con la norma nazionale, è stato predisposto anche un emendamento all'emendamento numero 14 che sopprime la verifica di eventuali posizioni dominanti. Anche se il problema esiste, la sede appropriata è quella di una specifica legge sull'informazione che organicamente riveda e aggiorni quanto prevede la pur utile, per quanto negli ultimi anni disattesa, legge numero 22, e se ne fa esplicito riferimento nell'emendamento aggiuntivo numero 1 quater; possono apparire ripetitivi, relativamente, ma non lo sono, perché uno attiene ai principi ispiratori, l'altro riguarda invece le finalità della legge. Nel terzo, infine, si definiscono le funzioni della Regione. Quanto si è verificato in queste ore, in questi giorni, confermano le perplessità e la preoccupazione di perdere un'altra occasione per contrastare il centralismo e ritagliare per la Sardegna spazi reali di autonomia in un settore che davvero è strategico. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La discussione su questo articolo e sugli emendamenti, in realtà, a seguito anche degli emendamenti che sono stati presentati e della discussione informale che è avvenuta nella Commissione durante la pausa determinata dalla sospensione dei lavori, ci porta a considerare che in realtà, adesso, la discussione sull'articolo 1, sostanzialmente, è una seconda discussione generale, capita spesso quando ci sono corpi di emendamenti significativi, e, in questo caso, noi abbiamo degli emendamenti significativi. Non sappiamo tuttora, questo è importante premetterlo, quale sarà l'esito definitivo di questo testo, perché, anche dalla discussione di stamattina, in particolare discutendo sull'emendamento numero 51 presentato dall'onorevole Pisu, che è un emendamento molto illuminante e utile anche per capire, anche per gli ignoranti della materia, io sono tra quelli, per capire effettivamente quale è la portata di questa legge, quale potrebbe essere il contenuto innovativo di una legge di questo genere, che si articola soprattutto su due punti. In effetti noi la discussione generale, e anche in seguito sugli emendamenti, la stiamo discutendo su due livelli: uno è quello del contenuto della legge, cioè sulla funzione del CORECOM. Questo comitato, questo organismo che è concepito come una struttura collegata all'Assemblea legislativa, quindi come organo di garanzia, deve limitarsi soltanto ad essere un organismo di controllo su tutta la complessa problematica delle comunicazioni, o come dice l'emendamento numero 51 di Pisu e forse anche come diceva il testo che era arrivato in Aula e poi ritornato in Commissione, che tendeva verso questa direzione, il CORECOM deve essere, oltre che un organismo di controllo, anche un organismo che ha funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal Piano nazionale di assegnazione delle frequenze? Quindi, problema frequenze. Le funzioni relative alle autorizzazioni per forniture di contenuto e per fornitore di servizi interattivi associati a ... eccetera. Cioè, tutte funzioni molto importanti, spesso non adeguatamente considerate nella loro effettiva consistenza né dall'opinione pubblica generale e né, dobbiamo ammetterlo, neanche dall'Assemblea legislativa regionale che, su queste tematiche, è molto distratta, talmente distratta che discutiamo di pubblicità istituzionale, critichiamo aspramente tanto da istituire una Commissione d'indagine per un caso particolare di un provvedimento e procedimento amministrativo relativo alla pubblicità istituzionale, sappiamo bene di cosa stiamo parlando, ma non sanziona mai decisamente, non assume decisamente tutte le sue competenze con la sua autorevolezza in considerazione del fatto, ad esempio, che i Piani di pubblicità istituzionale fatti dalla giunta non sono mai stati visti dal CORERAT, non hanno mai avuto un parere del CORERAT, non sono mai stati neanche inviati, credo, al CORERAT, forse non solo in questa legislatura, ma anche nelle precedenti; siamo distratti su questo problema che è fondamentale, che ha un'incidenza decisiva sulla vita politica. Allora, io credo sia importante che una legge si faccia, che il CORECOM venga istituito, si può discutere se dargli soltanto un compito di controllo o addirittura fargli assumere funzioni amministrative. Io qualche dubbio ce l'ho, ho il dubbio cioè che Pisu non abbia tutti i torti, e che in assenza di una legislazione e di procedimenti amministrativi chiari sull'esercizio delle funzioni amministrative, ci sia un vuoto che verrà colmato da altre autorità, che calano le loro decisioni dall'alto e ce le fanno digerire. Potrebbe anche essere utile, quindi, che il CORECOM assumesse anche queste funzioni. So che esistono molti dubbi su questo, in ogni caso noi non possiamo ignorare che questo problema esiste, non possiamo cioè non cercare di dare al CORECOM il massimo delle funzioni possibile, sicuramente per incrementare al massimo possibile le sue funzioni, almeno di controllo. Non so se sia chiaro questo concetto.
L'altra questione su cui abbiamo discusso è anche collegata al fatto che si voglia arrivare al più presto all'approvazione di questa legge, anche con una certa fretta. Noi abbiamo affacciato dei dubbi, credo non pensati soltanto da noi maliziosamente, ma anche condivisi, almeno così è apparso da alcuni interventi anche all'interno della maggioranza, e cioè che si voglia fare di questo CORECOM un CORECOM governato, presieduto, controllato dall'attuale maggioranza. Noi abbiamo chiesto quindi che si fosse disponibili, e c'è anche una proposta da parte di una parte della maggioranza in questa direzione, a fare in modo che il CORECOM sia presieduto da una persona indicata, comunque di riferimento della minoranza, questo nella logica dell'alternanza e che - ci sono emendamenti anche in questa direzione -, almeno nella fase transitoria, la durata di vigenza della gestione che si va a nominare alla fine di questa legislatura non coincida con l'intero percorso della prossima legislatura, ma che venga interrotto a metà legislatura, permettendo quindi una continua alternanza rispetto a chi governa alternativamente (speriamo che questa alternanza si realizzi al più presto, naturalmente).
Terzo punto: è stata posta da alcuni colleghi, e noi l'abbiamo anche fatta nostra in un emendamento, l'esigenza di costringere il piano annuale per la pubblicità istituzionale a contenere una parte significativa di risorse, e quindi di contenuti, che sia gestita non soltanto dalla Giunta regionale - stiamo vedendo in questi giorni come è gestito -, e che invece una parte di risorse e di contenuti venga assegnata al Consiglio regionale perché la pubblicità istituzionale riguardi anche l'attività del Consiglio, ivi compresa quella che fa la maggioranza e che fa l'opposizione, dando la possibilità quindi di incidere maggiormente all'esterno. Su questo punto informalmente ci sembra che ci siano delle disponibilità ad affrontare positivamente queste richieste, dipende molto da quello che si vedrà nell'esame degli emendamenti da parte della maggioranza e anche della Giunta, evidentemente, per il parere che le compete, e dipenderà da questo anche l'atteggiamento, l'orientamento che noi possiamo avere rispetto a questa stessa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. La settimana scorsa mi è capitato di dover usare un termine poco appropriato, però ho detto che bisogna ripristinare un po' di legalità nell'Aula. Oggi dico, invece, va ripristinata la consuetudine, Presidente, cioè io ho notato che l'assessore Mongiu è stata presente in aula finché c'era la spaccatura all'interno della maggioranza. Adesso che sembra che la maggioranza si sia ricompattata, senza nulla voler togliere all'assessore Dadea, ma mi sembra giusto e doveroso richiamare l'Assessore in aula perché segua con attenzione i lavori, ma soprattutto le lamentele che sono venute anche stasera da una parte della maggioranza.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Cappai, io la ringrazio. In realtà questa legge, essendo una legge di istituzione di un comitato che deriva dalla legislazione regionale, non ha una titolarità, la titolarità è della Giunta. L'assessore Mongiu era stata incaricata dalla Giunta di seguire in Commissione i lavori della legge, ma ovviamente in rappresentanza dell'intera Giunta, non essendo né istruzione pubblica, né altro, insomma, è materia, appunto, come stiamo dicendo, trasversale e di interesse un po' più complesso e più in generale. Ad ogni buon conto l'assessore Mongiu ha avvertito stamattina di dover partire e per la Giunta è presente l'assessore Dadea.
L'onorevole Murgioni, che era in congedo, è rientrato dal congedo.
Colleghi, non ho iscritti a parlare, quindi… sì, onorevole Cappai, io le do la parola sull'ordine dei lavori, mi dica qual è il nuovo problema.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vede, Presidente, allora dico che deve essere riportata la legalità, perché la settimana scorsa il mio Capogruppo è intervenuto sulla sua proposta di inversione dell'ordine del giorno e si sarebbe dovuto parlare del riordino dell'Istituto zooprofilattico. Lei ha giustificato il rinvio della discussione sull'Istituto zooprofilattico dicendo che l'assessora Dirindin non avrebbe potuto garantire la presenza in aula. Lei sa che lo zooprofilattico non ha niente a che vedere con l'assessore Dirindin perché è di emanazione nazionale, è stata fatta con un decreto del Consiglio dei Ministri…
PRESIDENTE. Su, non è così, onorevole Cappai, io l'ascolto…
CAPPAI (U.D.C.). …per cui prendo atto della conduzione dell'Aula a seconda della convenienza del momento e d'ora in avanti vuol dire che anche ogni consigliere presente in quest'Aula potrà comportarsi conseguentemente, perché non mi venga a dire adesso che non è competente l'assessore Mongiu…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, io le ho spiegato che l'assessore Mongiu non può essere presente. All'obiezione che è una sua competenza penso di averle dato una risposta. Io non voglio polemizzare, onorevole Cappai, ma i termini vanno pesati, quindi quando lei dice che in Aula non c'è la legalità ovviamente è una sua opinione, sulla quale non sono assolutamente d'accordo.
E' rientrato anche l'onorevole Ladu dal congedo.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Colleghi, siamo all'emendamento di sintesi numero 53 che sostituisce gli emendamenti numero 30 e 31 agli articoli 1 e 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata richiesta la votazione a scrutinio segreto quindi i colleghi che intendessero intervenire per dichiarazione di voto possono farlo dichiarando l'astensione. Va bene, poiché nessuno domanda di parlare per dichiarazione di voto, metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 53.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi numero 53.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 35
contrari 32
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.)
Chiedo ai colleghi che avevano presentato gli emendamenti aggiuntivi se gli emendamenti aggiuntivi intendono mantenerli in un quadro di articolo 1 e 2 che è modificato per effetto della votazione dell'emendamento numero 53.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intanto io volevo chiedere questo, c'è stata la discussione sull'articolo e gli emendamenti, però non è stato espresso il parere della Commissione sugli emendamenti e neanche quello della Giunta...
PRESIDENTE. Ha ragione, ha ragione.
CALIGARIS (Gruppo Misto). In primo luogo, e poi volevo dire che anche se è stato presentato un emendamento di sintesi, l'emendamento di sintesi non integra né modifica gli emendamenti aggiuntivi, quindi gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 1 restano, quelli che riguardano me.
PRESIDENTE. E'esattamente ciò che ho chiesto ai presentatori, se non vengono ritirati naturalmente sono in votazione. L'onorevole Caligaris ha invece ragione per quanto riguarda i pareri della Commissione, l'emendamento numero 53 era firmato dal relatore, ecco perché forse... Chiediamo il parere su tutti gli emendamenti, sugli aggiuntivi.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. L'emendamento numero 36...
PRESIDENTE Scusi onorevole Frau, abbiamo votato l'emendamento numero 53 firmato da lei, quindi evidentemente lei è d'accordo su questo emendamento.
FRAU (P.D.). Sì, certamente sì, infatti non davo il parere perché l'abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Fa decadere gli emendamenti soppressivi numero 30, 36, il 16 e il 17 all'articolo 2. Restano in piedi gli emendamenti aggiuntivi numero 35, 13 14, chiedo scusa 35 era al titolo, il 13, il 14, il 15, il 24 e il 27 che è un emendamento all'emendamento numero 14. Quindi su questi deve esprimere il parere.
Emendamento aggiuntivo numero 13.
FRAU (P.D.). L'emendamento aggiuntivo numero 13 è uguale all'emendamento numero 24 a firma dell'onorevole La Spisa e l'emendamento numero 24 è parzialmente accolto nell'emendamento numero 37 per cui si fa riferimento all'emendamento numero 37 che va riformulato e per cui si chiede il ritiro di questi due emendamenti.
PRESIDENTE. Il numero 14?
FRAU (P.D.). L'emendamento numero 14, se ne chiede il ritiro perché i punti a) e b) sono stati accolti nell'emendamento di sintesi, gli altri punti rappresentano delle funzioni che saranno disciplinate nella legge di sistema di cui al primo comma dell'articolo 3 e quindi se ne chiede il ritiro. L'emendamento numero 15 mi sembra aggiuntivo, anche dell'emendamento numero 15 si chiede il ritiro perché si tratta di competenze già in capo alla Regione sulla base del testo unico numero 177 del 2005 il cui esercizio verrà disciplinato appunto dalla legge di sistema che è prevista dal comma 1 dell'articolo 3, in particolare se andiamo ad esaminarli punto per punto: il punto a) - le concessioni per le trasmissioni radiotelevisive sono una competenza dello Stato, i provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori sono già della Regione e dell'articolo 12 del testo unico, il punto c) - fornitori di servizi integrativi e associati è già competenza della Regione sulla base dell'articolo 12 del testo unico, al punto d) - le frequenze trasmissive già previste dalla legge 249 del '97 e dall'articolo 42 del testo unico, il punto f) - è già previsto dall'articolo 46 del testo unico, al punto g) - il monitoraggio è previsto nelle funzioni delegate dall'AGICOM, il punto h) - le modalità di conciliazione delle controversie è una funzione delegata dell'AGICOM al CORECOM, infine il punto i) - nuove tecnologie è una funzione generica che non rientra certamente nei compiti del CORECOM, per cui se ne chiede il ritiro. Basta, credo che abbiamo finito. Poi siamo all'articolo 2.
PRESIDENTE. Dunque ha chiesto il ritiro, e qualora non venissero ritirati, onorevole Frau?
FRAU (P.D.). Parere negativo.
PRESIDENTE. Parere negativo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
E' conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Colleghi, io propongo di discutere, quindi di spostare gli emendamenti numero 13, 14, 15 e 24 all'articolo 3 perché in realtà sono attinenti alla materia che trattiamo all'articolo 3. Per quale motivo dico questo? Perché qualora li bocciassimo, poi questo ci impedirebbe di discuterli più propriamente nell'ambito dell'articolo 3. Quindi invito i presentatori ad accogliere questa proposta. Gli emendamenti aggiuntivi numero 13, 14, 15 e 24 li spostiamo tutti all'articolo 3 che è l'articolo che parla appunto delle funzioni del CORECOM su tutte le materie attinenti. Onorevole Pittalis io ho una prenotazione a parlare, o è la domanda che mi ha formulato?
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ma, io non lo ritengo però perché per esempio l'emendamento numero 13 non è che si soffermi sulle funzioni proprie del CORECOM, ma è proprio una formulazione di principi sul ruolo della Regione autonoma Sardegna che quindi è cosa ben diversa, e mi pare quindi che da questo punto di vista semmai vanno ricompresi nell'articolo che stiamo esaminando come emendamenti aggiuntivi, quindi non si tratta di funzioni proprie del CORECOM, perché laddove si recitasse che il CORECOM esercita le funzioni, allora sì, qui siamo nell'ambito dei principi, quindi anche per buona tecnica legislativa mi pare che vadano ricompresi nell'articolo 1. Questo è il mio parere perché il contenuto mi pare che non si presti ad essere inserito addirittura all'articolo 3 quindi nel corpo proprio della legge.
PRESIDENTE. Dunque, le funzioni sono funzioni che stanno in capo alla Regione, e che la Regione può eventualmente attribuire al CORECOM che diventa a questo punto uno strumento operativo della Regione nelle materie che definiremo.
Quindi l'articolo 3 al comma 1 stabilisce la titolarità della Regione su una serie di materie, su cui fra l'altro esiste legislazione concorrente e nel quale comma 1 si dice anche quali materie possono essere dalla Regione delegate eventualmente al CORECOM. C'è un emendamento di sintesi dell'articolo 3 onorevole Pittalis, se lei ha la cortesia di guardarlo, che contiene anche appunto alcuni di questi principi che sono contenuti in maniera meno organica negli emendamenti che sono stati presentati dalla collega Caligaris, dal collega La Spisa eccetera. Ecco perché io vi proponevo di affrontare l'intera materia nell'articolo 3. Va bene, onorevole Caligaris, lei si era già espressa a favore dello spostamento nell'articolo 3, quindi se andiamo all'articolo 3 affrontiamo il merito di ciascun emendamento. Onorevole Caligaris di che cosa intende parlare?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio molto. Io volevo sottolineare un aspetto, Presidente, che non è secondario. Vede, apprendere che si è tenuta una riunione di Commissione, anche se informale, della quale io non sono stata assolutamente informata, e poi trovarmi degli emendamenti di sintesi che assorbono in parte e che modificano il testo, francamente non mi sembra un atto cortese nei confronti dei componenti della Commissione che può generare delle situazioni imbarazzanti come in questo caso, per cui è vero, ringrazio l'onorevole Pittalis del suggerimento, nel senso che, Presidente, quando si parla dei principi… Io capisco anche la difficoltà a seguire il lavoro in questa maniera, ma non ne sono francamente causa, perché i lavori sono stati sospesi più volte e non c'è stata però poi la reale possibilità di interloquire. Non le portò via molto tempo!
PRESIDENTE. Dica, onorevole Caligaris, siccome..
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, ascolti Presidente, io dico questo: se è possibile porre dei principi fondanti di una legge, questi devono stare prima dell'articolato, perché non stiamo parlando dell'attribuzione delle funzioni, che pure ci sono in questo articolo 3, ma stiamo semplicemente richiamando dei valori, dei principi, anche per dare corpo e senso ad una norma.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, lei prima mi ha detto che era disponibile a trasferirli all'articolo 3, adesso mi sta dicendo una cosa diversa.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Diversa, perché ci ho riflettuto Presidente.
PRESIDENTE. Eh, vabbè, però, insomma, scegliamone una! Io le propongo di metterli all'articolo 3, perché l'articolo 3 conterrà principi sui quali…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Accondiscendano alla sua richiesta Presidente!
PRESIDENTE. … sui quali la Regione può delegare il CORECOM, fermo restando che sono principi della Regione, su cui forse sarebbe bene che la Regione facesse una legge specifica, per evitare confusioni tra il CORECOM e una legge che si occupa di comunicazione, di frequenze e di tutto quanto attiene questo mondo, che non può essere regolato, né affidato al CORECOM, con tutto il rispetto che io posso avere per il CORECOM d'Italia e per quello sardo, che stiamo per istituire. Insomma, non carichiamo il CORECOM di funzioni improprie, o non prima di aver visto l'intera materia in un testo organico. Quindi, se lei è d'accordo, affrontiamo il merito delle questioni, che lei stessa pone, negli emendamenti aggiuntivi, nell'articolo 3. Quindi, gli emendamenti non sono stati ritirati, restano in piedi, c'è la possibilità per lei e per tutti i presentatori di sostenere le buone ragioni che ne stanno alla base.
Articolo 3, quindi. All'articolo 3 ci sono due emendamenti soppressivi parziali, il 33 e il 38 che sono uguali…
CAPELLI (U.D.C.). Gli articoli non si votano?
PRESIDENTE. Colleghi, con l'emendamento numero 53 abbiamo di fatto sostituito gli articoli 1 e 2. Va bene? Prego? Non si vota perché l'emendamento era sostitutivo totale dell'articolo, quindi nella votazione dell'emendamento abbiamo sostituito l'articolo, ed è quello l'articolo. L'articolo 2 non esiste più…
CAPPAI (U.D.C.). E perché?
PRESIDENTE. … io mi sforzo di dare spiegazioni. Sforziamoci tutti di seguire il lavoro, perché è complicato anche per me. Il 2 è caduto, perché il 53 era un emendamento di sintesi di alcuni emendamenti sostitutivi totali all'1 e al 2. Quindi, l'emendamento numero 53 comprendere l'articolo 1 e l'articolo 2.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 33 e 38, che sono uguali e quindi verranno votati insieme; poi ci sono gli emendamenti sostitutivi totali numero 51, 29 e 37, e l'aggiuntivo numero 52, che sono stati sintetizzati in un nuovo emendamento che è il numero 54. Più abbiamo gli aggiuntivi che ci siamo trascinati dall'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3 Funzioni proprie
1. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione, dello Statuto regionale, delle norme nazionali e comunitarie in materia di informazione e comunicazione, con legge regionale, attribuisce al CORECOM compiti e funzioni proprie.
2. Il CORECOM esercita inoltre come funzioni proprie quelle attribuitegli direttamente dalla legislazione statale oltreché quelle già spettanti, per disposizioni statali o regionali, al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi (CORERAT).
3. La Giunta regionale è tenuta a consultare il CORECOM:
a) ai fini della formazione dei pareri che la Regione deve esprimere sui piani nazionali di assegnazione delle radiofrequenze;
b) sui contenuti delle convenzioni e delle intese che la Regione stipula con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e con altri soggetti operanti nel campo della comunicazione.
4. I pareri di cui al precedente comma si intendono acquisiti qualora non vengano espressi entro quindici giorni dalla richiesta.
5. Il CORECOM svolge, per conto dei competenti organi ed uffici regionali, funzioni di supporto tecnico, proposta, studio e analisi del sistema dell'informazione e della comunicazione in ambito regionale.
6. Gli organi regionali possono delegare al CORECOM, in via permanente o transitoria, eventualmente con prefissione di principi e di criteri, l'adozione e la gestione di provvedimenti di loro competenza in materie interessanti le comunicazioni.
Emendamento soppressivo parziale Pisu - Uras - Davoli
Articolo 3
Il comma 6 è soppresso. (33)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu
Articolo 3
All'articolo 3 il comma 6 è soppresso. (38)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli
Articolo 3
All'articolo 3 il comma 1 è sostituito come segue:
"1. La Giunta regionale entro novanta giorni dalla approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge per la individuazione ed organizzazione delle competenze regionali in materia di comunicazione e informazione, avuto riguardo all'articolo 117, comma 3, della Costituzione della Repubblica.
Nel predetto provvedimento sono disciplinate anche le fruizioni attribuite, nell'ambito delle individuate competenze regionali, al CORECOM che le esercita in forma collegiale, secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità della sua attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
Nel medesimo provvedimento sono, altresì, regolate:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze, e quelle relative al rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale, secondo quanto disposto dal Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177);
b) le funzioni in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione per la diffusione di contenuti in ambito regionale secondo quanto disposto dal Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177);" (29)
Emendamento all'emendamento 29 sostitutivo totale Pisu
L'emendamento n. 29 è sostituito dal seguente:
"Il comma 1 dell'articolo 3 è così sostituito".
"1. Il CORECOM esercita:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico della radiotelevisione);
b) le funzioni amministrative in materia di rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuto o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 12, comma 1, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005;
c) le funzioni amministrative in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione destinati alla diffusione di contenuti in ambito regionale, secondo quanto disposto dalla legge regionale prevista dall'articolo 46 del medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005;
d) le funzioni amministrative già attribuite al Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo dagli articoli 25, 26, 27 e 29 della legge regionale 3 luglio 1998, n. 22 (Interventi della Regione a sostegno dell'editoria locale, dell'informazione e disciplina della pubblicità istituzionale e abrogazione della legge regionale n. 35 del 1952 e della legge regionale n. 11 del 1953).". (51)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu
Articolo 3
Al comma 1 dell'articolo 3 le parole "con legge regionale attribuisce al CORECOM compiti e funzione propri" sono sostituite da "può attribuire al CORECOM ulteriori compiti e funzione proprie tutelando il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi e valorizzando le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo". (37)
Emendamento all'emendamento 37 aggiuntivo La Spisa
Articolo 3
La Giunta regionale invia annualmente al CORECOM, entro 30 giorni dall'approvazione del Bilancio, il piano per la comunicazione istituzionale, precisando gli importi e i contenuti.
Il piano deve prevedere che una quota significativa delle risorse stanziate sia riservato ad azioni di comunicazione proposte dalle forze politiche di opposizione rappresentate nel Consiglio regionale.
Il CORECOM relaziona al Consiglio sulla adeguatezza del Piano rispetto agli obiettivi indicati dal presente articolo." (52)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 29 e 37 Frau - Uras
All'articolo 3, il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. "La Regione tutela il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi, valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociali del popolo sardo garantendo a tutti i cittadini il pieno diritto alla partecipazione consapevole alle attività politiche, sociali e culturali della comunità.
1 bis. A tal fine la Giunta regionale entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge per l'individuazione ed organizzazione delle competenze regionale in materia di informazione e comunicazione, avuto riguardo all'articolo 117, comma 3, della Costituzione.
1 ter. Nel predetto provvedimento sono disciplinate anche le funzioni attribuite, nell'ambito delle individuate competenze regionali, al CORECOM che le esercita in forma collegiale, secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità della sua attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
1 quater Nel medesimo provvedimento sono, altresì, regolate:
a) le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze e quelle relative rilascio delle autorizzazioni per fornitore di contenuti o per fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato destinati alla diffusione in ambito regionale secondo quanto disposto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico della radiotelevisione);
b) le funzioni in materia di stipula dei contratti per la definizione degli obblighi che la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione è tenuta ad adempiere nell'orario e nella rete di programmazione per la diffusione di contenuti in ambito regionale, secondo quanto disposto dal medesimo decreto legislativo n. 177 del 2005. (54) .)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ma, io intervengo in modo particolare sull'emendamento di sintesi, che raccoglie in gran parte i contenuti dell'emendamento numero 29. E tenterò di spiegare perché, a mio avviso, in quest'emendamento si costruisce una ragione rilevante dell'esistenza di questo provvedimento legislativo. E mi sforzerò anche di spiegare perché, a mio avviso, in quest'Aula si determinerebbero le condizioni possibili non solo per adempiere, cosa che mai e poi mai è rimasta per me, per quanto sia stata contenuta anche nel testo originario della proposta di legge, la ragione principale di questo provvedimento, cioè adempiere, per intenderci, a compiti che sono demandati a questo organismo dalla legislazione nazionale, che pure sono importanti e che vengono trattati nell'articolo 4. Ma la ragione di questa legge è soprattutto intervenire a definire ambiti di operatività della Regione e anche una modalità attraverso il quale arrivare a disciplinare questi ambiti di operatività, che è necessario disciplinare, e che è necessario disciplinare anche con la riflessione che ci obbliga una materia come questa, che è una materia delicata. Insomma, tutti dicono e rivendicano anche una sorta di competenza, costruita in questi mesi di discussione, alcuni dicono anche in questi anni di discussione, attorno a questo testo. Ma di che cosa si tratta? E qui è iscritto nell'emendamento numero 54, in modo particolare i punti a) e b): "le funzioni amministrative in materia di rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori per l'accesso ai siti previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze", per esempio. Ma, anche il rilascio delle autorizzazioni per i fornitori di contenuti, o per fornitore di servizi interattivi, cioè, in queste formulazioni c'è molto di telecomunicazioni che non riguarda solo l'informazione, riguarda anche l'informazione, ma riguarda anche la possibilità del cittadino di comunicare ad altri cittadini, fuori dai canali dell'informazione, e soprattutto fuori dai canali della propaganda. Di relazionare, se stesso, come cittadino, ma non solo come cittadino, ma anche come soggetto economico, non necessariamente dell'informazione dell'editoria, ma oltre, diverso.
E noi ci dobbiamo preoccupare, ha ragione il collega La Spisa, io condivido, noi ci distraiamo rispetto a molti argomenti, che hanno significato profondo nella vita dei cittadini e del nostro sistema economico, e del nostro sistema sociale. Ci distraiamo perché, in genere, chi fa politica ama essere generalista, così almeno nessuno si accorge, eh, si parla di tutto e di più e nessuno si accorge che qualcuno non capisce niente di quel di tutto e di più di cui parla, perché è più facile. E la politica purtroppo ha perso credibilità nel momento in cui ha rinunciato ad essere anche "competenza". E noi ce lo dobbiamo rivendicare questa cosa, puntualmente. Io in queste ore ho polemizzato, anche con i miei compagni, sulla necessità della produzione di una disciplina specifica, che introduca elementi di garanzia oggettiva. Le procedure sono percorsi, i passi vanno stabiliti, ragionati, e ci devono essere possibilità anche di ricorrere nei confronti di chi assolve a questi compiti e può, anche inavvertitamente, ledere diritti. Allora bisogna stare attenti, è necessaria una riflessione e qualche volta le leggi bisogna farle per passi e bisogna verificarle nel concreto! Questo è il percorso, ed ecco perché con l'emendamento numero 54 si assolve a questo compito introducendo elementi… sicuramente il "54", parlo dell'emendamento di sintesi, ma l'articolo tre nel suo complesso ha questo spirito, quando parla di una Regione che tutela il pluralismo dei contenuti e dei mezzi informativi, valorizza le specificità culturali, linguistiche e sociale del popolo sardo, garantendo a tutti i cittadini il pieno diritto di partecipazione consapevole alle attività politiche, ve lo diceva anche prima quando individuava nel CORECOM funzioni ampie al servizio delle politiche della comunicazione e dell'informazione che la Regione deve necessariamente esercitare, si fa un passo in avanti rispetto al testo originale e si definisce un percorso da conseguire insieme. Ed è per questo che io, per esempio, sono convinto che chi presiede quest'organismo, siccome si vota in un Consiglio regionale, un Consiglio regionale articolato politicamente, debba essere espressione della minoranza! Per questo ho presentato un emendamento, e non mi pento di quell'emendamento ma, siccome mi si dice, ed è anche vero, che si può arrivare attraverso una prassi, un accordo, una buona educazione e qua si instaura, non sono contrario neppure a questo percorso, se è questa la convinzione di tutti, se ciascuno di noi , almeno uno di noi, per ciascun gruppo, si alza e dice: "io sono d'accordo per questo percorso". Sono assolutamente convinto delle soluzioni che abbiamo individuato nei prossimi emendamenti, quelli relativi per esempio alla scadenza di primo mandato, ma anche sulle indennità, ma anche…, e qui una moralizzazione di questo processo, cioè… ci sono in queste norme, in quelle che sono state scritte, anche in queste ore, i tratti di una buona legge! Anche sulla pubblicità istituzionale abbiamo lavorato per trovare una posizione comune. Allora, le buone occasioni secondo me vanno colte, ed ecco perché io sono convinto e voterò in questa direzione anche per questo emendamento numero 54.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Mi pare che stiamo arrivando a discutere di argomenti ricorrenti in quest'Aula e anche di grande rilevanza, prendendo spunto da ciò che diceva l'onorevole Uras, testè, dividerei le brevi considerazioni in due parti: la prima è se questa legge possa essere di vantaggio per tutti i cittadini, non una legge che disciplina soltanto aspetti amministrativi tra gli organi della Regione ma anche… io penso che sia giusto ciò che è stato detto e ciò anche che prevede l'emendamento numero 54, perché quando si disciplina l'accesso alle telecomunicazioni e la libertà di comunicazione dei cittadini lo si deve fare pensandoci, di conseguenza attraverso una legge, ma, nell'emendamento numero 54 che stabilisce 90 giorni per presentare la legge, noi sappiamo bene che siccome non prevede una sanzione, nel caso in cui questo non accada, determina un procedimento di questo le genere che tutto ciò che era autorizzativo e che poteva andare in capo al CORECOM che era prima nel CORERAT, rimane affidato alla "emananda" legge.
Allora, vorrei chiedere agli estensori dell'emendamento numero 54, di sintesi, l'onorevole Frau, di prevedere che qualora nei 90 giorni il disegno di legge non venisse presentato la procedura autorizzativa, prevista dall'emendamento 51 dell'onorevole Pisu, vada in campo al CORECOM, cioè noi abbiamo fatto la legge sui Consorzi industriali, io ne sono convinto, perché c'era il gendarme che diceva che sennò arrivavano i liquidatori, se voi nella legge scrivete che dopo 90 giorni la Giunta non lo presenta non succede nulla, dal punto di vista del cittadino, è vero, non succede nulla ma viene fuori una situazione bloccata! Allora, se la scadenza non viene rispettata ciò che dice l'onorevole Pisu dell'emendamento 51 va in capo al CORECOM e noi abbiamo un interlocutore, per il cittadino rispetto a queste procedure autorizzative, a meno che non valga che non si decide comunque ci vado in automatico, io questo non lo so valutare. Secondo aspetto invece delle cose che discutiamo nell'articolo 3: io apprezzo molto, alla luce dei testi che ho visto degli emendamenti, che si stia ragionando sulla comunicazione istituzionale. Questo tema è emerso già durante la statutaria, la statutaria l'ha ricordato già l'onorevole Pinna, prevede che il Regolamento del Consiglio garantisca l'accesso a queste risorse, questa legge potrebbe essere la legge che dice che, quota parte delle risorse, vanno a una comunicazione diversa rispetto a quella del Governo e che viene disciplinata dal Regolamento ora, questo, come spesso accade per leggi di poco conto o considerate di poco conto, poi diventa una legge fondamentale per la nostra democrazia, perché la comunicazione fa l'opinione pubblica! La comunicazione fa largamente l'opinione pubblica, se noi in questa legge diciamo che la comunicazione istituzionale non è la comunicazione della maggioranza, ma è la comunicazione del Governo e la comunicazione della comunità politica facciamo una legge molto avanzata. Io mi auguro che i testi degli emendamenti che ho visto rimangano e su quegli emendamenti, perché garantiscono in questo modo l'accesso ad importanti risorse, non mancherà il mio voto favorevole. Ne consegue che si dovrà modificare anche il disegno di legge numero 261 presentato dalla Giunta, nella parte che parla della comunicazione istituzionale, che è orientata ancora a disciplinare la parte pubblicitaria, sostanzialmente, a comunicarla al Consiglio, e invece dovrà essere corretta alla luce di una coerenza tra quello che avete previsto in statutaria e ciò che stiamo decidendo oggi e ciò che si disciplinerà con quella norma. Ma allora vien fuori un disegno legislativo che mi pare di tutta coerenza e di grande qualità e che probabilmente non immaginavamo di fare iniziando questo percorso.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio Presidente, intanto occorre fare una considerazione generale perché noi non abbiamo affrontato il dibattito sull'emendamento numero 53, con questo emendamento in realtà noi siamo andati oltre la norma del CORECOM, vale a dire che questo passaggio determina una maggiore assunzione di peso e di responsabilità da parte di questo organismo tanto è vero che quando si è discusso in Commissione si pose l'accento sul fatto che andava cambiato il nome proprio per evitare che ci fosse confusione tra l'essere un organo esecutivo della GICOM ma piuttosto che non un organismo dotato di un'autonomia propria. Quindi, la motivazione che aveva indotto a modificare il nome non era formale, non era un aspetto nominalistico, ma sostanziale: dare un peso maggiore. Ora, noi siamo entrati in una logica per la quale io credo che ci sia la consapevolezza di tutti, abbiamo superato i limiti della norma nazionale e siamo anche all'interno di un rischio di impugnativa da parte del Governo e dell'autorità, nel senso che, questo aspetto che è stato messo in evidenza, in qualche misura, allarga le maglie del CORECOM. Ciò detto però, mi preme anche evidenziare un aspetto, e cioè che l'emendamento numero 15 e mi riferisco in particolare all'onorevole Maninchedda, si pone proprio il problema di evitare che si crei un vuoto durante il periodo in attesa della legge; perché anch'io sono d'accordo che ci siano delle norme precise e che sia necessaria una legge, però faccio presente che nel comma 1 l'emendamento 15 - ecco perché ha senso che rimanga e invito il Presidente della Commissione e anche l'Assessore a rivalutare - recita esattamente che "nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalità e pluralismo, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, sentita la Commissione consiliare, in attesa di una legge organica in materia di informazione e di pubblicità istituzionale, avvalendosi del CORECOM rilascia le concessioni", quindi noi stiamo, con questo emendamento, non forzando niente, stiamo semplicemente cercando di colmare quella fase che i 90 giorni di tempo previsti non garantiscono. Ecco perché io ritengo che questo emendamento 15, non solo non deve essere ritirato ma ritengo che debba essere seriamente accolto perché dà un contributo proprio di chiarezza, in attesa della legge: se noi facciamo un vuoto, nonostante ci siano dei riferimenti legislativi, noi non creiamo le condizioni per far sì che in quel frangente si garantisca l'attività; ecco perché a me sembra che questo aspetto non sia stato valutato nella sua portata pratica, reale.
Per quanto riguarda poi i principi, io posso accogliere quanto stabilito dall'emendamento 54, faccio notare però - ancora una volta - che, relativamente alle finalità, il fatto che si ripristini e si definisca in termini più ampi e più articolati quanto viene ripreso nei commi 1,1 bis e 1 ter dell'emendamento 54 di sintesi, non tiene però conto di alcuni aspetti che invece secondo me sono importanti; perché ridefinire le finalità intanto non è una ripetizione, non lo è per i contenuti che propone, non lo è per l'articolazione con cui è stato previsto e poi perché introduce anche qua proprio quella legge regionale a cui fa riferimento l'emendamento 54. Quindi io posso considerare di prendere in considerazione la possibilità che l'emendamento sui principi possa essere riassorbito, anche se qui manca anche il rapporto paritario con gli enti locali, con le autonomie locali nella loro complessità e forse andrebbe ricompreso, perché altrimenti manca questo rapporto di continuità e di parità con tutte le autonomie locali con le quali ci dev'essere sempre questo rapporto a mio avviso di integrazione, proprio a vantaggio del cittadino che deve essere informato sulle attività di tutte le autonomie locali. E in più, ripeto, ci sono questi aspetti temporali dei 90 giorni che chiaramente si accolgono, perché non è in contraddizione, non si pone neanche una questione di pertinenza o di sottolineatura, si tratta soltanto di capire nell'arco di questi 90 giorni, in attesa che venga fatta questa legge, che cosa accade praticamente. E c'è il rischio che, se non si tiene conto di questo aspetto, francamente ci sia un vuoto che può determinare una condizione inadeguata per quanto riguarda una materia così delicata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Non entrando nel merito della legge, ho dato uno sguardo al sostitutivo parziale dell'articolo 3, a firma dei colleghi Uras e Davoli, e questo emendamento 29 mi dà la sensazione - per essere leali e corretti, anche con i sardi - se non sia il caso che i colleghi nell'affermare che il CORECOM "esercita in forma collegiale secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza, assicurando la più ampia pubblicità delle sue attività e favorendo la partecipazione di tutti i soggetti interessati", non sia il caso di toglierlo, di elidedere questa parte qui perché è pleonastica; e sembra tanto pleonastica che sono convinto che non verrà osservata nella pratica, in concreto, per il semplice motivo che l'indipendenza non potrà essere assunta dal CORECOM, perché è di nomina politica, l'imparzialità lasciamola perdere perché non è di questo mondo e la trasparenza io dico che ci sono tutte le esperienze che abbiamo vissuto sino ad oggi di questi enti, di queste formazioni, che appunto, ripeto, non è di questo organismo. L'unica cosa che possiamo chiedere è che possa essere attuata la più ampia pubblicità, di modo che il cittadino, il sardo possa capire e conoscere quelli che sono tutti gli atti di questo organismo. Basta vedere in tutti gli articoli che seguono che c'è il riferimento al Presidente del Consiglio, basta vedere addirittura quando vi è l'incompatibilità: mi dà la sensazione che la Commissione, o chi l'ha proposta, vi manchino soltanto i coltivatori diretti, perché sembra addirittura che ci sia il nome, il cognome e l'indirizzo della persona che dovrà andare a presiedere questo organismo.
Io vorrei che fossimo più onesti dal punto di vista intellettuale, piuttosto che affermare alcune cose che poi non avranno nessun riscontro nella realtà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, cari colleghi, questa sera ho un problema di interlocuzione, per cui chiedo al collega Maninchedda - se è in aula - e al collega La Spisa, suscitando sicuramente scandalo, di stare un attimo attenti ad un ragionamento che cerco in modo schematico di proporvi, per capire - voglio sapere da voi in modo particolare - se ha un senso, sulla base del tema che stiamo discutendo e della legge che è sotto esame.
Vedete, l'articolo 3 è un articolo molto importante perché - anche per i colleghi che non hanno avuto la possibilità di approfondire l'argomento - ci dà il senso che ci sono sul tema concezioni abbastanza diverse: non sfumature, concezioni diverse; e le concezioni sono essenzialmente due. Io penso - e la Commissione pensava e in tanti pensiamo - che un organo di questo tipo doveva essere una autorità che rispondeva a criteri di terzietà; per chi sa cosa vuol dire, si sa che nei Paesi più civili, prevalentemente nei Paesi anglosassoni, il concetto della terzietà di questi organi che operano in settori delicati come la comunicazione e l'informazione è essenziale, perché la comunicazione e l'informazione non possono, in una società democratica, dipendere dal potere politico di turno. Questo è il primo dato.
Secondo. Anche se questi organi sono di nomina del Consiglio regionale, come in questo caso, è possibile che siano veramente imparziali? E' possibile che questi organi siano, come dire, meno dipendenti daagli Esecutivi? Certo che è possibile, non possiamo, onorevole Moro, raggiungere probabilmente l'imparzialità assoluta. Però, se mettiamo, come abbiamo messo, dei pesi e dei contro pesi forse, forse riduciamo al minimo la possibilità di essere meno imparziali di quanto non si possa essere umanamente, politicamente essere. Scusi, scusi onorevole Moro, mi ascolti per favore, che sulla materia come dire abbiamo speso qualche mezz'ora alcuni di noi almeno per il rispetto del lavoro che è stato svolto dello studio che è stato fatto, poi siamo tutti stanchi in questi giorni a quest'ora. Non siamo molto lucidi, però è questa la sostanza, va bene? Siamo meno imparziali, quando noi diciamo che ci devono essere criteri di indipendenza, di imparzialità, trasparenza, non facciamo un'affermazione generica, ci mettiamo anche nel sistema, per esempio, dell'ineleggibilità e nel sistema delle incompatibilità dei contrappesi che ci aiutano a rendere quell'organismo meno imparziale, e questo … più dipendente dal Consiglio perché lo nomina e poi fa le leggi, attribuisce delle funzioni e dei compiti a quell'organismo e dunque il potere resta al Consiglio, non alla Giunta. Io credo che questo sia chiaro. Un'altra cosa che volevo far presente a tutti voi è questo: il programma nell'affrontare questo delicato problema era, fase uno legge ARCOS o CORECOM legge regionale numero 22 sull'editoria, vero onorevole Caligaris? Terzo, onorevole La Spisa, legge sulle comunicazioni e sull'informazione nell'arco di una legislatura, per quanto attiene a questo delicato tema, dovevamo passare attraverso queste fasi. Negli emendamenti, che io ho proposto al Gruppo, che discuta la maggioranza e soprattutto in quello su cui pare che sia isolato, io cosa ho tentato di fare? Non solo le operazioni che dicevo prima, ma ho cercato di dire: la legge CORECOM, se non vuole essere una scatola vuota, deve innanzitutto contenere delle attribuzioni di compiti spendibili nell'immediato che possa concretizzare questa discussione che stiamo facendo sull'argomento, ci ho messo anche articoli specifici della legge numero 22, per semplificare le leggi, e mi rendo conto che ci sarebbe voluta una conferenza regionale sull'informazione, che non c'è mai stata, che fosse utile a tutti noi per comprendere bene, in maniera approfondita la materia, per poi arrivare a formulare una legge organica su quello, in maniera condivisa, approfondita, seria. Adesso cosa mi si viene dire? Che siamo al quarto anno di questa legislatura e abbiamo invece da fare una legge che costruisce un CORECOM, una cosa come dire minima che è anche una scatola vuota che alla fine che cosa produrrà, onorevoli colleghi, onorevole La Spisa, questa legge produrrà semplicemente cinque posti, cinque posti e produrrà soltanto delle deleghe, vi invito a verificare, fate una telefonata ai vostri amici degli altri CORECOM regionali e capite che cosa sono le deleghe, sono rogne! Sono spese, sono funzionari, sono cose che forse noi non conosciamo, ma che appesantiranno il nostro bilancio. E cosa andremo a dire nella prossima finanziaria, andremo a dire che abbiamo risparmiato licenziando la povera gente delle pulizie, riducendo la vigilanza e così via di altra povera genere 200 posti di lavoro, 300 qui, e poi per dire che però abbiamo preso con questa legge noi 85 in maniera così leggera delle deleghe rogne, spese che ci produrranno soltanto delle uscite del bilancio, vero, onorevole Caligaris, che è così? Allora concludo dicendo questo: in questo emendamento proposto c'è una cosa, come dire, la classica spalmata di miele sempre utile poi a far digerire la pillola amara. La Regione tutela il pluralismo dei contenuti dei mezzi informativi valorizza le specificità culturali, metteteci anche nazione sarda che a me piacerebbe, lo do per scontato sono d'accordo è come dire che ci serve l'aria pulita, e ci serve l'aria condizionata, siamo d'accordo, ma per dire dopo che entro 90 giorni, entro 90 giorni! Figuratevi nelle leggi che abbiamo approvato quante volte abbiamo messo entro 90 giorni sono passati anni, quante? Si rinvia a domani alla legge sull'informazione sulla comunicazione di fare quello che noi possiamo fare oggi. Sapete, onorevoli colleghi, che noi queste attribuzioni previste dal mio emendamento le abbiamo in carico dal 2005 e la Regione non li ha mai esercitati questi poteri. Io dico che siamo in ritardo e nell'arco c'erano queste cose, le abbiamo discusse per anni, in pochi forse, non siamo stati capaci di socializzare, però lo abbiamo fatto e abbiamo detto quello deve andare in capo ad un'autorità che veramente abbia la possibilità di fare, di che cosa stiamo parlando, onorevoli colleghi? Stiamo parlando di funzioni amministrative per il rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzatori e concessori necessari eccetera eccetera nel piano di assegnazione delle frequenze, stiamo parlando di funzioni amministrative in materia di rilascio di autorizzazioni per fornitore di contenuto e per fornitore di servizi operativi associati, stiamo parlando delle funzioni amministrative in materia di stipula di contratti eccetera. Ritenete voi che queste persone sono più tutelate da un organo che noi stessi nella legge definiamo di garanzia o dalla Giunta regionale di turno? Io mi fido di più dell'organo di garanzia, però qualcuno anche del centro sinistra mi obietta che questi diritti possono essere lesi, e a chi si rivolge la gente? All'organo che gli ha reso l'ingiustizia, no! Siamo in Italia e dunque quando il diritto viene leso ci si affida alla magistratura ordinaria, queste argomentazioni, cari colleghi, scusate per la passione, ma che non vuole essere irrispettoso nei confronti di nessuno, questo tono, voglio dire riflettiamoci bene, perché adesso abbiamo a che fare una legge, se non volete che sia una scatola vuota, ma almeno piena di qualche cosa di sostanza, accogliete quest'emendamento che ho proposto che è di garanzia per tutti, in tutti i tempi, oggi, domani e dopodomani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo di intervenire non sull'articolo, perché non mi sono iscritto al momento, ma sull'ordine dei lavori per chiedere al limite anche qualche minuto di pausa, facendo una proposta, anche di contenuto, perché anche le ultime argomentazioni sottolineate dall'onorevole Pisu sulle funzioni del CORECOM e sulla possibilità che cioè noi istituiamo un comitato, scusate un minuto ma devo spiegare, istituiamo un comitato che però non ha funzioni, oppure che deve controllare atti amministrativi, che in realtà difficilmente potranno essere compiuti da organi regionali in tempi rapidi se occorrerà fare un'altra legge su proposta della Giunta che quindi disciplini, individui gli organi è così via. Se noi cioè, chiedo quindi ai presentatori dell'emendamento numero 54, se si può valutare una modifica, che cioè attribuisca, non alla Giunta regionale, ma allo stesso CORECOM l'incarico di approvare, sto proponendo di modificare l'emendamento individuando lo stesso CORECOM come il soggetto che propone al Consiglio regionale la disciplina, il testo base su cui il Consiglio regionale poi scriva le norme su questa materia. Una cosa cioè che potrebbe velocizzare tempi e dare in qualche modo al CORECOM una funzione molto più ampia e significativa di quella che verrebbe individuata con l'emendamento numero 54.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il CORECOM produce la proposta? Il contenuto...
LA SPISA (F.I.). No, la proposta, è un organo consultivo. Il CORECOM è organo consultivo, può anche fare una proposta.
PRESIDENTE. Onorevole, io capisco il senso, può essere la Commissione, sentito anche il CORECOM, se non è la Giunta regionale, ma, dunque, onorevole La Spisa, lei ha proposto qualche minuto di sospensione per valutare questo, quindi, se c'è bisogno di valutare facciamo qualche minuto di sospensione, riprendiamo alle 19 e 45. Sospensione in aula, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 36, viene ripresa alle ore 19 e 50.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo come avevamo stabilito, ha chiesto di parlare sull'articolo 3 e sugli emendamenti l'assessore Dadea... onorevole Biancu, c'è una proposta nuova, diversa, avanzata dall'onorevole La Spisa?
BIANCU (P.D.). Sì, credo che verrà annunciata. Nel dare il parere agli emendamenti verrà proposta questa integrazione.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, quindi abbiamo concluso la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti. Colleghi, prego di prestare un po' di attenzione perché ci sono molti emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Sì, ci sono gli emendamenti che ci siamo portati anche dall'articolo 1. Credo che dobbiamo iniziare proprio da questi...
PRESIDENTE. Su questi, però, aveva già dato il parere, onorevole, chiedendone il ritiro per alcuni. Quindi il parere è dato.
FRAU (P.D.), relatore. Allora, il parere sull'emendamento numero 51 è un parere negativo, perché queste funzione vanno disciplinate con legge, l'abbiamo già detto, e non si possono trasferire tout court al CORECOM. Il parere invece sull'emendamento di sintesi, così è stato chiamato, il numero 54... intanto per questo emendamento accogliamo alcune proposte che ci sono state fatte, e io avanzo la proposta di modificare il punto 1 bis dell'emendamento numero 54 in questo modo: "A tal fine, la Commissione consiliare competente entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge presenta al Consiglio regionale una proposta di legge per l'individuazione ed organizzazione delle competenze regionali in materia di informazione e comunicazione avuto riguardo all'articolo 117, comma 3 della Costituzione".
PRESIDENTE. Quello resta uguale.
FRAU (P.D.). Resta uguale.
PRESIDENTE. Sostituiamo a "La Giunta regionale", "la Commissione consiliare competente entro 120 giorni".
FRAU (P.D.). Certo, e poi: "Presenta una proposta di legge" e non "un disegno di legge".
PRESIDENTE. Sì. Emendamenti numero 38 e numero 33.
FRAU (P.D.). Sull'emendamento numero 38 si esprime parere favorevole, l'emendamento 33 è uguale, quindi chiaramente non c'è problema. L'emendamento numero 29 è decaduto perché sostituito dal emendamento numero 54.
PRESIDENTE. Adesso dia il parere, perché non è detto che approviamo l'emendamento numero 54.
FRAU (P.D.). Beh, se non approviamo l'emendamento numero 54 il parere è favorevole chiaramente al numero 29.
PRESIDENTE. Emendamenti numero 37 e numero 52?
FRAU (P.D.). Lo stesso. Se non viene approvato l'emendamento numero 54, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Resta l'aggiuntivo, il numero 52.
FRAU (P.D.). L'emendamento aggiuntivo numero 52 è modificato. Chiedo ai presentatori infatti se accettano la nuova formulazione che sarebbe questa: "il Piano annuale per la comunicazione istituzionale previsto dall'articolo 29 della legge regionale numero 22 del 1998, prevede una quota di risorse riservata ad azioni di comunicazione proposte dal Consiglio regionale".
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 52 lei sta proponendo una nuova scrittura?
FRAU (P.D.). Esatto.
PRESIDENTE. Magari ce la fate avere. Il presentatore è l'onorevole La Spisa, quindi la deve proporre l'onorevole La Spisa che la dovrebbe accettare. Grazie comunque, onorevole Frau.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, la Giunta esprime parere favorevole ed è sostanzialmente conforme a quello che è stato enunciato dal relatore, ma coglie anche l'occasione per dire che, per quanto riguarda le modifiche che sono state proposte all'emendamento di sintesi numero 54, e che poi si saldano anche alle proposte di modifiche sull'emendamento all'emendamento numero 52 presentato dall'onorevole La Spisa, la Giunta è favorevole a queste modifiche che esaltano il ruolo del Consiglio regionale in una materia che deve essere posta in capo all'iniziativa legislativa da parte del Consiglio regionale. Su questo la Giunta è assolutamente d'accordo, e non mancherà di far avere alla Commissione, nella predisposizione della proposta di legge tutto il supporto e tutti i suggerimenti e le indicazioni che sono necessarie a predisporre una proposta di legge di questa importanza. Così come è d'accordo, e va nello stesso senso, alle modifiche proposte all'emendamento numero 52, nel senso che una parte delle risorse destinate alla comunicazione istituzionale devono essere destinate al Consiglio che liberamente e autonomamente può gestirle per la propria comunicazione. Devo dire a questo riguardo che la posizione della Giunta naturalmente non è una posizione nuova rispetto al passato. La Giunta ha provato ad esercitarsi nell'elaborare una legislazione su questa materia già da diverso tempo. E' stato fatto riferimento al disegno di legge numero 261, che è stato presentato e approvato dalla Giunta nel novembre del 2006, che contiene una parte abbastanza significativa in materia di informazione e comunicazione. Questo disegno di legge è all'attenzione della prima Commissione. Noi pensiamo che si possa raggiungere un obiettivo ambizioso se questa proposta di legge che stiamo affrontando oggi venga vista insieme anche al disegno di legge numero 261 per quanto riguarda, appunto, la parte della comunicazione e dell'informazione. Cioè si può creare veramente un percorso positivo ed ambizioso che possa definire la posizione di questo Consiglio regionale e anche del Governo regionale in una materia così delicata e così complessa che riguarda diritti fondamentali dei cittadini in materia di comunicazione e di informazione, che sono parte integrante dei principi di democrazia. Ecco perché la Giunta regionale è d'accordo alle proposte di modifica che esaltano il ruolo del Consiglio regionale in una materia come questa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima della dichiarazione di voto, Presidente, vorrei dichiarare la disponibilità a ritirare l'emendamento numero 24, perché in qualche modo ripreso dall'emendamento numero 54, e per quanto riguarda l'emendamento all'emendamento aggiuntivo riguardante la pubblicità istituzionale, dichiaro di essere d'accordo sull'ipotesi formulata dall'onorevole Frau con la sostituzione però della parola "proposte" con "deliberate" dal Consiglio regionale, cioè "una quota di risorse riservata ad azioni di comunicazione deliberate dal Consiglio regionale".
PRESIDENTE. Sì, onorevole La Spisa, lei sa che le proposte del Consiglio regionale possono essere formulate in una sola sede se sono del Consiglio, non della Commissione, che è l'Aula. "Approvate" dal Consiglio regionale, va bene?
LA SPISA (F.I.). "Approvate" va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, credo che la decisione a cui stiamo pervenendo sia la dimostrazione palese che la discussione, anche appassionata, che abbiamo fatto attorno a questo tema non è stata inutile. Credo che questo dibattito sia servito un po' a tutti noi, devo dire modestamente anche a me, a chiarirmi ulteriormente le idee, per cercare per quanto possibile di migliorare questa legge. Io credo che facciamo anche un buon servizio alla Giunta e al suo Presidente - l'ho detto nell'intervento sulla discussione generale -, così viene fugato ogni dubbio e scompare ogni possibile strumentalizzazione elettorale che la Giunta e il suo Presidente possano agire, su un tema così delicato, a loro piacimento perché poi la sostanza a volte è altra, ma quello che in politica appare poi risulta essere ed è bene sgombrare tutti i campi.
Allora manifesto intanto apprezzamento per i colleghi più sensibili che hanno voluto ascoltare, spero spogliandosi definitivamente di certi pregiudizi e comportamenti personali inaccettabili, alcune sollecitazioni ad approfondire e mi ritengo pertanto soddisfatto. Concludendo voglio dire che auspico che la seconda Commissione possa, nei 120 giorni, proporre al Consiglio una proposta sull'argomento che sia stata veramente discussa approfonditamente e spero che anche i colleghi che fanno parte di questa Commissione partecipino attivamente a questi lavori non facendo mancare il numero legale, come spesso è accaduto in passato, e mi affido a questo, per cui mi dichiaro soddisfatto e ritiro l'emendamento numero 51 che ho presentato. Grazie.
PRESIDENTE. Possiamo allora votare iniziando dagli emendamenti numero 38 e 33 che sono soppressivi parziali, uno firmato dagli onorevoli Pisu, Uras e Davoli, l'altro dagli onorevoli Biancu e Frau.
Metto in votazione gli emendamenti numero 33 e 38, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
L'emendamento sostitutivo totale numero 51 è stato ritirato.
L'emendamento aggiuntivo numero 52 è stato riformulato e accolto dall'onorevole La Spisa con la variazione della parola "proposte" con "approvate", quindi "azioni di comunicazione approvate dal Consiglio regionale".
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 54.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, la ringrazio. Io voterò a favore dell'emendamento numero 54 facendo però notare che resta fuori dall'emendamento la questione del diritto dei cittadini ad essere informati sul funzionamento del sistema delle autonomie locali che avevo chiesto venisse integrato, quindi, nonostante anche la grande disponibilità manifestata dall'onorevole La Spisa, chiedo all'Aula quando si arriverà all'emendamento numero 13 che si voti per parti, lasciando il punto 3, che potrebbe essere tranquillamente inserito nell'emendamento numero 54 là dove nel comma 1 si potrebbe integrare affermando "e del sistema delle autonomie locali", "alle attività politiche, sociali e culturali della comunità e del sistema delle autonomie locali". Chiedo se è possibile fare questa piccolissima integrazione, Presidente, e se non crea problemi io do l'assenso al voto e chiaramente ritiro l'emendamento numero 13. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Caligaris propone, in buona sostanza, di integrare l'emendamento numero 54 con un'aggiunta: dopo "politiche, sociali e culturali della comunità" inserire "e del sistema delle autonomie locali", quindi estendendo anche alle autonomie locali il comma 1. Se il relatore e l'Aula, naturalmente, sono d'accordo possiamo mettere in votazione l'emendamento numero 54 con questa integrazione con questa integrazione e con quella proposta dall'onorevole Frau che affida alla Commissione consiliare competente l'approvazione entro 120 giorni di una proposta di legge organica.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Noi non lo abbiamo messo questo punto 3 perché intanto non credo che sia competenza della Regione e poi la comunicazione istituzionale fa parte di un altro, lo ricordava prima l'Assessore, di un altro disegno di legge che è all'esame della prima Commissione, che è il "261" e quindi non l'abbiamo messo volutamente perché, ripeto, non c'entra nulla con questa legge di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Sì, non so se abbia colto il senso della proposta, onorevole Frau. Cioè, si aggiunge anche il concetto che "il cittadino ha diritto a una partecipazione consapevole alle attività politiche culturali e sociali della comunità e delle autonomie locali."
FRAU (P.D.). Ho capito benissimo, infatti io non ho nessun problema che l'Aula lo approvi.
PRESIDENTE. Estende e precisa il concetto degli enti-comunità, ma non mi pare che intacchiamo quell'altra sfera della comunicazione istituzionale, non mi pare. Poi insomma, naturalmente è l'Aula che valuta e decide.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il lavoro paziente che lei sta profondendo, però non vorrei che si risolvesse tutto in un minuetto rispetto al quale io inizio a non capire nulla di cosa si sta facendo, ma non perché sono distratto, perché si sta andando da modifica in modifica, quindi pregherei, Presidente, che le modifiche risultassero per iscritto in modo da renderci conto esattamente di cosa stiamo votando, perché anche data l'ora, non so se sia il caso, forse di aggiornare i lavori perché lavorare in questo modo mi pare che non sia consono.
PRESIDENTE. In realtà non stiamo facendo molte modifiche, onorevole Pittalis, nell'emendamento numero 54 che stiamo discutendo, al comma 1 bis laddove si diceva che "a tal fine la Giunta regionale entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge predispone uno specifico disegno di legge."
Su questa è stata richiesta un'interruzione dall'onorevole La Spisa ed è stata sostituita questa facoltà che la legge affiderebbe alla Giunta regionale, affidando alla Commissione competente del Consiglio regionale un termine entro il quale avanza una proposta di legge. Quindi una garanzia, un po' la discussione che veniva fatta su chi ci garantisce che entro 90 giorni la Giunta presenterà. A questo punto la garanzia ce l'abbiamo da noi stessi, entro 120 giorni dobbiamo... e questa è l'unica modifica che stiamo facendo. Chiedo scusa, poi l'onorevole Caligaris per includere un suo emendamento nel numero 54, propone di aggiungere nel primo comma che si conclude con "politiche sociali e culturali delle comunità", propone di aggiungere "e delle autonomie locali" che è un'estensione del concetto di comunità e quindi chiedevo al relatore e alla Giunta se questo possa essere accoglibile.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto mi riguarda, penso che non ci sia niente in contrario ad allargare anche "ad autonomie locali."
PRESIDENTE. Va bene onorevole Frau, procediamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, il problema non è di concedere l'aggiunta di qualcosa, io credo che nel fare le leggi dobbiamo essere anche coerenti, qui dicevo alla collega Caligaris che il soggetto è la Regione che tutela il pluralismo, quindi la Regione deve tutelare il pluralismo e quant'altro delle autonomie locali, cioè io credo che non c'entri assolutamente niente e io credo che il problema della garanzia per quanto riguarda l'informazione, la partecipazione consapevole del sistema delle autonomie locali è qualcosa che fa carico alle autonomie locali, non è la Regione che dispone o tutela quant'altro. Per cui il non accoglimento non è per non accogliere la proposta della collega Caligaris, che assolutamente io credo che i contributi che sta dando anche stasera sono estremamente interessanti, però io credo che in questo caso mi sembra che non sia opportuno che ci sia questa aggiunta al comma 1.
PRESIDENTE. Sì, però colleghi...
CALIGARIS (Gruppo Misto). Visto l'imbarazzo, Presidente, lo ritiro così approviamo quest'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. Va bene colleghi, votiamo l'emendamento numero 54 con l'unica integrazione che "è la Commissione consiliare competente che entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge presenta al Consiglio".
BIANCU (P.D.). Presenta.
PRESIDENTE. Presenta al Consiglio.
Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 27, è un emendamento all'emendamento numero 14, all'aggiuntivo numero 14. Quindi torniamo indietro, è uno degli emendamenti del primo articolo, dell'onorevole Caligaris, è soppressa la lettera f) dell'emendamento numero 14 dell'onorevole Caligaris stessa.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Brevissimamente per dare la ratio, la lettera f) potrebbe determinare un' impugnativa da parte del governo e delle autorità, per questa semplice ragione è stata soppressa. Quindi si è trattato di una svista anche perché lavorando con la fretta con cui abbiamo iniziato ieri, perché c'è stato anche quel cambio dell'ordine del giorno all'ultimo momento, quindi gli emendamenti sono stati... quindi si tratta di questo. Io sono stata invitata al ritiro di questo emendamento e al ritiro anche dell'emendamento numero 15, io però, Presidente, in questo caso ritengo di doverli mantenere entrambi, lo dico fin d'ora per evitare anche che ci siano poi situazioni così di fraintendimento. Io ritengo che siano opportuni, che abbiano un senso, abbiano una logica anche con l'approvazione dell'emendamento numero 54 e a maggior ragione perché l'onorevole Pisu ha ritirato l'emendamento numero 51. Mi rimetto alla considerazione dell'Aula, ovviamente che è sovrana e saprà bene cosa fare.
PRESIDENTE. L'Aula vota, onorevole Caligaris. Votiamo l'emendamento, prima l'emendamento soppressivo parziale numero 27 e poi l'emendamento aggiuntivo numero 14. Il parere del relatore e della Giunta era negativo.
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chiedo scusa onorevole Amadu.
AMADU (F.I.). Voto elettronico palese, signor Presidente.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Amadu?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 27.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Giorico ha votato contro.
Risponde sì la consigliera Caligaris.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Maninchedda.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 62
astenuti 3
maggioranza 32
favorevoli 1
contrari 61
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Emendamento numero 15, è in votazione. L'emendamento numero 15 è sempre dell'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, per capire, siccome abbiamo votato l'emendamento numero 54, ma c'è una correlazione con questo? Nel senso che alcune parti, probabilmente, sono già ricomprese nell'articolo 3.
PRESIDENTE. E' una sorta di norma transitoria questa che l'onorevole Caligaris propone nei suoi emendamenti.
PITTALIS (F.I.). Ah, ho capito, sì!
PRESIDENTE. In attesa che venga predisposta quella legge che abbiamo votato con l'emendamento numero 54.
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 15, su cui c'è il parere sfavorevole del relatore e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Voto elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Bene. Sull'emendamento numero 15 votazione elettronica palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. No, c'era un invito al ritiro dell'emendamento numero 15, non era parere favorevole!
PRESIDENTE. E' parere sfavorevole, siccome non è stato ritirato, resta il parere sfavorevole.
FRAU (P.D.), relatore. Ah, sfavorevole, abbiamo capito favorevole.
PRESIDENTE. Il suo invito al ritiro non è stato accolto, onorevole Frau, e quindi votiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Voto segreto, grazie!
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 23
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto Il Presidente Spissu.)
Metto ora in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato un emendamento soppressivo parziale: l'emendamento numero 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e del relativo emendamento:
Art. 4 Funzioni delegate1. Il CORECOM esercita per la Sardegna le funzioni in materia di comunicazioni delegate dall'Autorità nazionale per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi dell'articolo 1, comma 13, della legge n. 249 del 1997, dei regolamenti adottati dall'Autorità stessa in applicazione della medesima norma e di ogni ulteriore atto dell'Autorità.
2. Il CORECOM esercita le funzioni delegate, nell'ambito e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dall'Autorità al fine di assicurare il necessario coordinamento dei compiti ad essa affidati sull'intero territorio nazionale.
3. Nell'esercizio delle deleghe attribuite dall'Autorità, il CORECOM può ricorrere a tutti gli organi periferici dell'amministrazione statale di cui può avvalersi l'Autorità ai sensi della normativa vigente.
4. L'esercizio delle funzioni delegate è subordinato alla stipulazione di apposite convenzioni sottoscritte dal presidente dell'Autorità, dal Presidente della Regione, d'intesa con il Presidente del Consiglio regionale, e dal presidente del CORECOM Nella convenzione sono specificate le singole funzioni delegate nonché le risorse finanziarie assegnate dall'Autorità per provvedere al loro esercizio.
Emendamento soppressivo parziale Caligaris - Atzeri
Articolo 4
Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (18).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori. Per intenderci fino a che ora vogliamo andare avanti. Siccome dobbiamo iniziare la discussione sull'articolo, quindi mi pare che ci siano appena dieci minuti alle 20 e 30, forse una discussione ordinata e razionale può avvenire nella giornata di domani, in relazione all'articolo 4 e a quelli che seguono. Quindi, io proporrei a questo punto di sospendere, anche perché è stato davvero faticoso, oggi, dover attendere che la maggioranza fosse presente per raggiungere il numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io comprendo naturalmente tutte le ragioni della nostra fatica odierna, perché insomma abbiamo faticato insieme, quindi non posso non essere comprensivo. Io, onorevole Pittalis, siccome l'articolo 4 mi sembra, tutto sommato, un articolo su cui non c'è grande discussione, anche alla luce dell'unico emendamento che è stato presentato, io propongo di chiudere stasera con l'approvazione dell'articolo 4, e poi di riprendere domani.
comunicazioni della Sardegna (CORECOM)" (54/B)
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 4 e sull'emendamento. L'onorevole Caligaris ha chiesto di parlare. Se anche lei ci assiste e ci dà una mano nella…
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Prego? Presidente, io do una mano essendo quasi sempre presente e intervenendo sempre nei termini.
PRESIDENTE. No, però, non la prenda sempre in polemica, onorevole Caligaris, voleva essere solo una battuta… non volevo essere polemico!
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, non me la prendo. No, ma io parlo poco in genere. Sono efficace quando parlo. No, allora Presidente, solo per sottolineare… Io ho presentato l'emendamento numero 18 all'articolo 4 perché mi sembra, e invito per questo alla considerazione, che sottolineare, nel comma 2, che: "Il CORECOM esercita le funzioni delegate nell'ambito e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dall'autorità, al fine di assicurare il necessario coordinamento dei compiti ad essa affidati nell'intero territorio nazionale", mi sembra che sia una sottolineatura che peraltro contraddice quanto abbiamo approvato con l'emendamento numero 53. Nel senso che con l'emendamento numero 53 abbiamo tentato di allargare le maglie e, coerentemente con quello che abbiamo approvato, qui dovremmo evitare di sottolineare che il CORECOM fa esclusivamente quello che dice l'autorità, anche perché è previsto già dalla "249" del 1997, quindi mi sembra una sottolineatura che, proprio in questo particolare caso, appare di ossequio nei confronti dell'autorità, piuttosto che di rispetto di una norma. Visto che la norma vige, e visto che l'autorità determina e assegna le deleghe… Io ringrazio moltissimo per l'attenzione dei colleghi! …mi sembra opportuno abrogare questo comma. E' solo per questa ragione che stato presentato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Caligaris.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente era solo, poi ho verificato che non è possibile comunque andare ad un protrarsi dei lavori stasera, chiedere la cortesia ai colleghi, abbiamo già affrontato buona parte di questo provvedimento, se domani mattina riusciamo a chiuderlo, perché come è noto il nostro Gruppo è integralmente impegnato nel Congresso nazionale del partito, che inizia domani sera. Quindi, la cortesia magari di procedere celermente domani alla conclusione del provvedimento.
PRESIDENTE. Va bene, poi affrontiamo questo, io penso che possiamo domani lavorare…
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Dunque, il parere del relatore è questo, che ovviamente siamo nell'ambito delle funzioni delegate ed è normale che l'organo delegante, che è titolare della funzione, dia delle direttive sulle modalità di esercizio delle funzioni delegate. Detto questo, io posso anche essere d'accordo ad abrogare il comma 2 perché già nel comma 1 c'è scritto che il CORECOM esercita, per la Sardegna le funzioni in materia di comunicazione delegate dall'autorità nazionale, per cui, probabilmente, il comma 2 è ridondante anche rispetto al comma 1. Per cui il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme a quello del relatore.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Va bene colleghi, chiudiamo il lavoro di questa giornata, riprendiamo domani alle ore 10 con l'articolo numero 5. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 26.
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