Seduta n.424 del 17/12/2003
CDXXIV SEDUTA
Mercoledì 17 dicembre 2003
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
DemurU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 10 dicembre 2003 (418), che è approvato.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che da questo momento scattano i dieci minuti previsti per procedere alle votazioni che abbiamo in corso. Siccome i lavori devono iniziare con una votazione sull'emendamento numero 30, interrompo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 16.50. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 39, viene ripresa alle ore 16 e 50)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ricordo che siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 30, primo firmatario l'onorevole Piana. L'emendamento numero 29 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Vorrei chiedere la votazione per parti, perché io non condivido una frase presente nell'emendamento numero 30, dopo le parole nell'anno 2002:"a favore degli organismi organizzatori di festival musicali internazionali per l'espletamento delle manifestazioni". Sono soltanto quattro i festival internazionali che si svolgono in Sardegna. Così com'è scritto - vorrei che il collega Piana mi ascoltasse - sembrerebbe che solo per chi organizza festival internazionali si integrino i contributi sino a quelli erogati nel 2002. Poiché le risorse sono sufficienti per integrare tutte le attività di cui all'articolo 56 della legge regionale n. 1 del 1990, se si sopprimono solo queste parole dell'emendamento, si consente a tutti di avere l'integrazione col limite massimo di duecentomila euro a manifestazione. Se rimane quella frase, a mio parere, così com'è scritta, sembrerebbe che l'integrazione avvenga solo per quelli che hanno organizzato i festival internazionali che, ripeto, in Sardegna sono solo quattro.
Proporrei, quindi se possibile, di sopprimere dall'emendamento la frase "a favore degli organismi organizzatori di festival musicali internazionali per l'espletamento delle manifestazioni", mantenendo invece la frase "la misura massima complessiva del contributo che non deve essere superiore a euro 200 mila".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Raccolgo l'osservazione del collega Marrocu perché l'intendimento dell'emendamento è quello di estendere il contributo a tutte le manifestazioni comprese nell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Piana, quindi lei è disponibile a cancellare quella frase?
PIANA (U.D.C.). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.)., Presidente della Regione. Sull'emendamento numero 30, qualora venga approvato, la copertura va in entrata, sulla UPB 03.017.
PRESIDENTE. D'accordo. Metto in votazione l'emendamento senza la frase "a favore degli organismi organizzatori di festival musicali internazionali per l'espletamento delle manifestazioni".
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo per dire che la motivazione di quanto testé proposto dal collega Marrocu, ed accettato dal primo proponente Piana, rimanga come interpretazione autentica del reale intendimento che assume la norma con questa modifica, perché si è detto - e c'è da condividere l'indicazione data - che, con riferimento a tutte le istituzioni culturali che hanno dovuto sopportare una spesa e non hanno avuto nel bilancio precedente possibilità di copertura in base al cosiddetto consolidato, cioè all'affidamento usuale che le organizzazioni hanno nel predisporre i loro programmi culturali, se vi fosse capienza, la Regione tendenzialmente deve estenderla a tutte le associazioni culturali. E' stato detto, però, se vi è sufficiente capienza; perché se così non fosse, posto che ciò è stato detto, dovrebbe rimanere come interpretazione autentica della volontà del Consiglio che prioritariamente, innanzitutto, tiene conto delle associazioni culturali e delle istituzioni che organizzano i festival internazionali che in Sardegna, come ben si sa, sono di grande livello internazionale, da Berchidda agli altri. Perché è per queste organizzazioni che principalmente nasce il problema; perché? Perché quando il bilancio della Regione entra in vigore, ad aprile-maggio, i contratti internazionali sono già stati stipulati; per avere buone occasioni e buone chances contrattuali i grandi gruppi internazionali non vengono chiamati per telefono, come per la sagra paesana, due giorni prima, ma neanche due settimane prima. Queste associazioni vanno a New Orleans, vanno dove i contratti si stipulano anche un anno prima, requisito necessario per poter portare in Sardegna i grandi artisti a condizioni di vantaggio. Se il bilancio della Regione entrasse in vigore il primo di gennaio come dovrebbe essere, ognuno saprebbe fino a quale limite può spingersi per stipulare i contratti, se invece il bilancio entra in vigore cinque mesi dopo, è chiaro ed evidente che nasce uno sbilancio che deriva dal fatto che negli anni la Regione ha fatto comprendere che queste associazioni potevano contare su un determinato budget.
Perciò, il mio dire vale solo in via di eventuale interpretazione successiva, partendo dall'affermazione del collega Marrocu e dalla proposta di eliminare la limitazione ai soli festival musicali internazionali perché vi sarebbe capienza per tutte le associazioni, intendendo che il Consiglio comunque ritiene che nella gestione di questo fondo si parta dalle organizzazioni che hanno predisposto e svolto i festival musicali e internazionali e via via le altre, proprio perché non si apra un'altra situazione di generalità per cui, alla fine, non si è risolto il problema per nessuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Selis, Gian Valerio Sanna, Secci, Giagu, Manca, Granella, Dore.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Corda e Liori hanno votato a favore.
Rispondono si i consiglieri: Balletto - Biancareddu - Biancu - Biggio - Businco - Capelli - Cappai - Cassano - Cogodi - Contu - Corda - Corona - Deiana - Demuru - Dettori - Fadda - Falconi - Fantola - Floris - Frau - Giagu - Giovannelli - Granella - La Spisa - Lai - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Murgia - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Petrini - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pisano - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Nivoli - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Scarpa - Secci - Selis - Spissu - Usai - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 59
votanti 59
maggioranza 30
favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 33.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'onorevole Tunis, primo firmatario dell'emendamento numero 33 mi aveva comunicato la sua intenzione di ritirarlo, perché con questa norma si tratterebbe di approvare il contenuto di una delibera di Giunta, il che evidentemente non è possibile; ma la Giunta intende tenere conto delle indicazioni formulate nell'emendamento e riesaminerà, eventualmente, la delibera numero 3351 del 14 luglio del 1993 ai fini di un'eventuale integrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. Centro). Sentite le dichiarazioni del Presidente della Regione, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 33 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 34.
Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. Centro). Mi sembra che l'intenzione del Presidente anche su questo emendamento fosse della stessa natura delle dichiarazioni fatte poc'anzi; vorrei conferma che la posizione della Giunta sia sempre in senso positivo, perché se il Presidente comferma...
PRESIDENTE. E' confermato onorevole Deiana. L'emendamento numero 34 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 35.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, colleghi, la Giunta è favorevole a questo emendamento perché non stanzia alcuna somma, ma chiarisce solamente che lo stanziamento, previsto nella finanziaria del 2002, si riferisce alla festa della vendemmia che si è svolta nell'anno 2000.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 92.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Dal momento che si tratta di un emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento numero 89, volevo proporre ai colleghi presentatori di quest'ultimo se fosse possibile predisporre un emendamento di sintesi, in quanto all'emendamento 89 sono riportate le parole "a maggioranza dei componenti dei consigli comunali" mentre io ho proposto "a maggioranza semplice", cioè a maggioranza dei presenti nella seduta del consiglio comunale. Io vorrei proporre un emendamento di sintesi, se loro sono d'accordo, oppure procediamo alla votazione.
PRESIDENTE. Non c'è bisogno, onorevole Rassu, si procede con le due votazioni. Il coordinamento è automatico.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Vorrei capire cosa s'intende fare. L'emendamento numero 37 è chiaro; dice che va soppresso l'articolo 8 della legge regionale n. 15 del 2002, il che sarebbe già discutibile; se poi si vuole introdurre anche un'ulteriore semplificazione tenendo presente come oggi sono costituite le assemblee comunali, discutiamone seriamente, perché le assemblee comunali sono costituite, nella stragrande maggioranza, sulla base di una legge che consente il sistema maggioritario; quindi le maggioranze assolute coincidono con le maggioranze che vengono poi elette. Allora se un consiglio comunale non è in grado nemmeno di raggranellare la propria maggioranza, vogliamo introdurre ulteriori semplificazioni come indica il consigliere Rassu? La maggioranza dei presenti significherebbe la minoranza del consiglio comunale; questa è la ragione per introdurre un provvedimento che non ha nulla a che fare, tra l'altro, con la crisi del settore lapideo.
Badate, il problema è ben diverso e non ha nulla a che fare, ripeto, con la situazione che sta attraversando questo settore, che va affrontata con grande serietà perché sta subendo una concorrenza incredibile da parte del mercato internazionale; invece qui noi stiamo autorizzando, con una maggioranza costituita sulla base di una minoranza presente in consiglio comunale, che il territorio venga depredato poiché, badate, si stanno fondamentalmente autorizzando cave per il prelievo di sabbia. Questo è il nodo! Sabbia che, tra l'altro, non viene né lavorata né trasformata in Sardegna, non rimanendo pertanto valore aggiunto nella nostra isola.
Noi dovremmo consentire che si assumano deliberazioni sulla base di una maggioranza semplice dei presenti in consiglio comunale; parliamo di comuni eletti col sistema maggioritario, che non sono in grado di confermare nemmeno il consenso della maggioranza che hanno ricevuto con il mandato degli elettori. Ma questo è accettabile? Io ritengo che un barlume di coscienza dovrebbe insegnarci che il territorio va tutelato e le risorse utilizzate, si, ma anche, possibilmente, valorizzate in Sardegna. Quindi, cosa vogliamo fare? Discutiamone in modo ragionevole e tentiamo di trovare una seria soluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Grazie, Presidente. Riguardo a quest' argomento credo che vadano di sicuro spese alcune parole, dopo un anno e mezzo nel corso del quale gli effetti di quest'articolo 8 hanno consentito in qualche modo di salvaguardare l'autonomia degli enti locali che, sull'argomento, avevano fatto capire il loro grande disagio; io credo che il problema non sia soltanto di Muros, ma lo è sicuramente anche dei tanti paesi che si sono visti cadere sulla testa, senza poter incidere minimamente, tante autorizzazioni, tante concessioni di cava. A me fa meraviglia che la Commissione industria, che ha in carico diverse proposte di legge e un disegno di legge della Giunta in questa materia, non abbia ancora avuto la possibilità di esaminarle e sicuramente non è colpa di questo Consiglio. Io credo che sia opportuno riflettere un attimo prima di sopprimere l'articolo 8.
Ha ragione il collega Ortu quando dice che non c'entra niente la crisi che sta investendo in questo momento il settore lapideo; non è possibile pensare che si possa cancellare quest'articolo che, così com'è stato inserito, è solo ed esclusivamente di salvaguardia, pensando in tal modo di restituire vitalità a questo settore. Come è possibile pensare che un settore in crisi possa avere nuova energia con il rilascio di autorizzazioni e concessioni? E' una contraddizione. Molti sindaci hanno accettato quell'articolo come possibilità per avere in qualche modo voce in capitolo.
Oggi noi del centrosinistra abbiamo presentato un emendamento che in qualche modo cerca di mitigare gli effetti dell'articolo 8, nella parte in cui si dice che il parere relativamente alle nuove autorizzazioni deve essere dato dai due terzi del consiglio comunale. Bene, noi prevediamo una maggioranza dei componenti del consiglio, il che sta a significare che se una maggioranza elegge quel sindaco, governa quel paese, ha anche la possibilità di esprimere il proprio parere. Quindi io credo che già questo sia uno dei motivi per cui è meglio il nostro emendamento e non quello che sopprime l'articolo 8.
Io credo che questo Consiglio debba riflettere sui ritardi di questo settore; così come è stato detto in un incontro con la Confindustria sarda e con gli operatori e imprenditori del settore lapideo; la crisi può essere combattuta con le infrastrutture, con le risposte da un punto di vista energetico, con il confronto con i paesi che stanno invadendo anche la nostra Regione, togliendoci fette importanti di mercato; non rilasciando ulteriori concessioni, bensì cercando di migliorare la situazione attuale in questo tipo di attività.
Pertanto la risposta giusta non è sicuramente quella di azzerare tutto e ritornare a un anno e mezzo fa, quando con grande sacrificio siamo riusciti, tutti quelli che credono naturalmente nella salvaguardia dell'ambiente e nell'autonomia degli enti locali, a ridare un minimo di chiarezza ad un settore che, se mi consentite, se soffre non è sicuramente per gli aspetti che oggi si vogliono in qualche modo contrabbandare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, c'è una richiesta...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, naturalmente questa Presidenza interpreta come dichiarazioni di voto contrarie quelle che si sono svolte sinora, cioè quelle dell'onorevole Ortu e dell'onorevole Masia sull'emendamento numero 92.
Ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto.
SPISSU (D.S.). Presidente non ho capito bene quale emendamento stiamo discutendo.
PRESIDENTE. L'ho specificato con chiarezza in apertura. Dobbiamo votare l'emendamento numero 92, che è un emendamento all'emendamento numero 89, che a sua volta è un emendamento all'emendamento numero 37.
SPISSU (D.S.). Presidente, mi pare che il presentatore di questo emendamento abbia chiesto un attimo di sospensione per coordinarlo con l'emendamento numero 89.
RASSU (F.I.-Sardegna). Il Presidente ha detto no.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Spissu, ho ritenuto che il coordinamento non fosse necessario perché se vi è una volontà esplicita dell'Aula, a seconda dell'esito delle votazioni così come sono ordinate, vi è un coordinamento automatico; se invece si ha necessità di fermarsi un attimo per delle interlocuzioni che devono avvenire tra i diversi presentatori, è un altro discorso. Io naturalmente sono pronto ad accordare una sospensione.
SPISSU (D.S.). Questo era il senso, Presidente, almeno io così ho colto.
PRESIDENTE: Io avevo colto diversamente; ritenevo che il coordinamento fosse già automaticamente previsto nell'ordine delle votazioni.
Allora, se lei ha concluso, onorevole Spissu darei la parola all'onorevole Sanna Gian Valerio.
SPISSU (D.S.). Non ho concluso, quindi lei praticamente dice che andiamo avanti...
PRESIDENTE. Onorevole Spissu se c'è la necessità dell'Aula di sospendere cinque minuti per consentire ai diversi presentatori di interloquire per concordare il voto, va bene, non c'è naturalmente nulla in contrario. D'accordo?
SPISSU (D.S.). Sì.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, posso darle la parola successivamente? La vuole adesso? Prego. Su questa sospensione?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Su quest'argomento, Presidente, io non ho nessuna obiezione a che si facciano tutti gli incontri necessari per trovare una sintesi; richiamo solamente all'attenzione sua e dei colleghi che, ancora una volta, in maniera del tutto non canonica rispetto alla legge vigente, una legge di assestamento del bilancio affronta problemi di materie intruse che non hanno niente a che vedere con la materia finanziaria e contabile. Lo faccio con riferimento a questo argomento.
Questo Consiglio regionale piuttosto che avviare i confronti, le verifiche e le riflessioni necessarie su argomenti di questa delicatezza nelle sedi preposte, cioè le Commissioni, affronta in maniera episodica, sbrigativa, spesse volte anche concertativa a modo nostro, materie che meriterebbero altra e diversa considerazione. Non a caso noi rincorriamo, legge per legge, precedenti atti di questo Consiglio che evidentemente non trovano poi nella realtà un oggettivo riscontro. Capita per questa materia, ma ci sono altri emendamenti di stessa natura.
Io richiamo la sua attenzione per quanto riguarda la nostra posizione; noi riteniamo di non dover aderire all'approvazione di nessun argomento, seppur concertato, che riguardi materia normativa attinente a discipline diverse da quella finanziaria e contabile che stiamo affrontando in questa sede.
PRESIDENTE. Con questa precisazione, sospendiamo la seduta per cinque minuti; i lavori riprenderanno alle ore 17.25.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 18 , viene ripresa alle ore 17 e 27.)
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei è già intervenuto sull'argomento.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Io non ho fatto la mia dichiarazione di voto, ho chiesto a' termine di regolamento se era possibile fare un coordinamento degli emendamenti, poi mi sono tacitato. Ho lasciato a lei la parola, sono intervenuti i colleghi per dichiarazione di voto, ma io vorrei intervenire sul mio emendamento, se mi è consentito.
PRESIDENTE. Intanto, una precisazione prima; la richiesta di sospensione per un coordinamento la fa lei o l'onorevole Spissu? Sarebbe opportuno che riferiste sull'esito di questa interlocuzione, se è stato raggiunto un accordo, se occorre un'altra mezz'ora; l'importante è che lo comunichiate alla Presidenza.
RASSU (F.I. - Sardegna). Volevo dire questo: lasciamo terminare le dichiarazioni di voto e poi, se c'è l'intendimento di coordinarci, ci coordiniamo; dalle dichiarazioni di voto si evincerà se c'è la volontà di una confluenza. Questo è il problema perché io non ho sentito niente in merito; quindi resto fermo sulla mia posizione, per essere chiari. Poi si vedrà, se dalle dichiarazioni dei colleghi può scaturire un accordo, ben venga, perché abbiamo una posizione molto simile che ha, però, una distinzione essenziale che io vorrei spiegare. Può darsi che mi sbagli.
PRESIDENTE. Mi pare che tutto sommato fosse corretta la mia interpretazione iniziale. Seguiamo l'ordine degli emendamenti così come sono stati presentati. Svolga la sua dichiarazione di voto onorevole Rassu.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). La ringrazio Presidente. Credo che il collega Masia abbia preso un abbaglio perché io non ho e non mi sono sognato di firmare nessun emendamento soppressivo dell'articolo 8, né da consigliere regionale né tanto meno da Presidente della sesta Commissione. Tanto meno mi sogno di essere un depredatore dell'ambiente perché ho fortemente sostenuto coerentemente, ma con equilibrio, assieme a tantissimi colleghi della maggioranza e della minoranza, che era necessario in qualche maniera bloccare lo scempio del territorio. Per quanto riguarda la giusta osservazione che ha fatto il collega Gian Valerio Sanna, noi in Commissione abbiamo una legge che è presente da novembre del 2002; abbiamo iniziato le audizioni, ma non abbiamo ancora potuto esitarla. Certamente se ce la facessimo sarebbe una grande cosa. Comunque voglio precisare la motivazione del mio emendamento.
La differenza tra "maggioranza dei componenti" e "maggioranza dei presenti" in un'Aula è essenziale, perché nei comuni in cui esiste il sistema maggioritario, rispondo al collega Ortu, i presenti fanno maggioranza ed è democrazia; democrazia assoluta non vuol dire scempiare il territorio.Io credo che nei consigli comunali, se veramente c'è interesse per l'argomento in discussione, i consiglieri devono presenziare; se in un consiglio comunale ci sono quindici componenti e dieci presenti, maggioranza vuol dire che devo raggiungere sempre il numero di otto su quindici e quindi non è mai una maggioranza democratica, è una maggioranza degli assenti e gli assenti - a detta anche della minoranza - non si contano. Allora il consiglio comunale è composto da un certo numero di componenti, ma nella seduta ci sono i presenti che sono quelli che democraticamente, giuridicamente e nel rispetto completo delle leggi e dell'autonomia comunale deliberano. Per cui qui bisogna essere chiari e non equivoci. Se si vuole cambiare la norma, la si cambi dicendo che i consigli comunali, nella loro autonomia, deliberano a maggioranza, ma non con la maggioranza dei componenti. In qualsiasi contesto democratico e assembleare, a partire dalla Camera e a finire nei consigli comunali, o in qualsiasi associazione, chi delibera sono i presenti. Ci siamo? Per questo se si vuole cambiare la norma, io sono perfettamente d'accordo. E allora i presentatori dell'emendamento devono avere il coraggio di dire "a maggioranza semplice del consiglio comunale"; se vogliono deliberare l'apertura o meno di una cava la deliberino oppure diciamo: "Lasciamo le cose come stanno". Quindi non bisogna essere double face, il mio emendamento ha questo scopo; che deliberi il consiglio comunale, ma che deliberi chi è presente in Aula, non chi è assente. Poi sul fatto che siano norme intruse.... sono perfettamente d'accordo col collega Sanna. Questo è il senso delle mie parole. Dire la maggioranza dei componenti non vuol dire niente, vuol dire lasciare le cose come stanno. Io questo l'ho fatto per chiarezza. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, riassumiamo per fare un po' d'ordine. Sì, onorevole Cogodi le do subito la parola per la sua dichiarazione di voto.
Siamo in fase di dichiarazione di voto dell'emendamento numero 92, Rassu e più, che dice: le parole "assunte con la maggioranza dei componenti" sono sostituite da "assunte a maggioranza semplice".
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ricordo bene, come ricordano bene tutti i colleghi, che questa norma fu introdotta nella legislazione regionale nel momento in cui, in alcuni contesti territoriali, si erano costituiti dei comitati di protesta che in determinate situazioni hanno coinvolto anche l'intera popolazione che, giustamente, lamentavano e contestavano che un sistema del rilascio di autorizzazione di cava che non tenesse conto non del parere formale, ma dell'interesse reale corposo, vero, delle comunità locali, le quali comunità locali hanno forma espressiva nel potere locale e quindi anche nel consiglio comunale, nella Giunta e nel Sindaco, portava ad aberrazioni per cui alcune cave, scavando scavando, arrivavano a scavare sotto le fondamenta del centro abitato.
Di questo ci si lamentava ed intere popolazioni chiesero ed ottennero di essere ascoltate e il Consiglio regionale intervenne con una norma saggia, con la quale si responsabilizzava l'autorità locale, il consiglio comunale, ad esprimere un parere nell'ambito di un procedimento la cui titolarità era sempre della Regione. Era la Regione che accettava l'idea che il procedimento di cui era titolare conoscesse un passaggio di parere consapevole e qualificato dell'ente locale in termini tali per cui non fosse una qualsiasi maggioranza di colore, chiamiamola di colore politico o di colore anche impolitico, non una qualsiasi maggioranza che formalmente poteva deliberare nel consiglio comunale, ma che fosse una maggioranza tale per cui quella comunità fosse comunque rappresentata. Anche le elezioni comunali si svolgono da tempo in base al principio della prevalenza maggioritaria, per cui chi prende un voto di più si prende il sessanta per cento della rappresentanza nel comune; questo è ai fini dell'amministrazione, ma ai fini della rappresentanza degli interessi reali e degli umori di una comunità, dire due terzi voleva dire che qualsiasi maggioranza doveva tener conto, in consiglio comunale, che poteva non essere maggioranza dell'opinione di una comunità, perché laddove ci sono tre liste, quattro liste, anche nei piccoli comuni prevale quella che prende un voto di più. Dire i due terzi significava in qualche modo andare oltre il sessanta per cento, dare rappresentanza alta rispetto a quella formale del consiglio comunale e dare, come dire, consistenza ed anche continuità e certezza a un parere, perché trattandosi di parere in materia economica, di intrapresa economica destinata a durare nel tempo, perché un'intrapresa economica non si esaurisce in tre mesi, ma può sviluppare la sua azione negli anni, non fosse soggetto, come dire, a contestazioni o addirittura a tentativi di revoca o di modificazione nel tempo immediatamente successivo. Quindi un principio di rappresentanza reale degli interessi locali, un principio anche di continuità, di certezza. Perché oggi si pone il problema? Si pone il problema perché c'è una protesta dell'associazione dei cavatori i quali lamentano varie difficoltà, per cui tutto adesso si scarica su questo principio, che non è poi quello. Io vorrei sapere, lo so già, però sarebbe opportuno che la Giunta comunicasse al Consiglio quante sono le domande ferme nei Comuni, o meglio nella Regione, per mancanza del parere autorizzatorio in base ai due terzi.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Credo che si contino sulle punte delle dita di una mano. Quindi cosa c'entrano i novemila addetti e la crisi delle cave, del settore lapideo e tutto questo? E' tutt'altro argomento! Insomma, una buona norma in questa Regione è possibile che non resista mai più di otto mesi? E' possibile?
Allora dire maggioranza semplice vuol dire, in determinati consigli comunali, tre - quattro persone, perché in seconda convocazione è così; lei non lo sa, ma vedrà i bilanci approvati in seconda convocazione anche da tre - quattro persone nei consigli comunali; io non dico che formalmente non sia legittimo, è legittimo perché titolare di questo procedimento, ripeto, è la Regione e rimane la Regione.
Allora, la comunità locale o la si vuole coinvolgere o no. Se la si vuole coinvolgere, si faccia in modo che l'interesse non sia occasionale e fuggevole, ma che sia reale e che poggi sul consenso più esteso possibile della popolazione e questa non può che essere rappresentata se non da una maggioranza qualificata nel consiglio comunale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovannelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Onorevole Rassu, per cortesia, lei è già intervenuto due volte, vuole intervenire la terza? Al prossimo giro.
GIOVANNELLI (F.I. - Sardegna). Volevo precisare all'onorevole Gian Valerio Sanna, che è sempre molto attento nel far rilevare le norme intruse, che la norma della quale noi chiediamo l'abrogazione nell'emendamento 37, era di fatto essa stessa una norma intrusa, perché era una norma inserita nella legge finanziaria del 2002 che ha indubbiamente risolto i problemi di grande emozione dati anche dalle proteste legittime, come abbiamo già avuto modo di specificare relativamente al caso di Muros e ad altri casi, però di fatto era una norma intrusa, ma noi avevamo preso l'impegno, in sede di audizione con le associazioni e con gli operatori, che alla prima occasione utile, cioè questa, ci saremmo attivati per dare risposte al comparto e abbiamo ritenuto di farlo attraverso la presentazione di emendamenti. Per l'emendamento numero 37 soppressivo dell'articolo 8, da me proposto insieme agli altri colleghi, avevo già preannunciato il fatto che avrei sicuramente ritirato questo emendamento - forse l'onorevole Cappai non era attento quando ha fatto il suo intervento ieri - o che, avrei votato a favore di emendamenti modificativi, ma che andassero comunque incontro alle esigenze del comparto.
Ora, insieme all'onorevole Rassu abbiamo sottoscritto e presentato un emendamento modificativo dell'emendamento numero 37, il numero 92 per il quale preannuncio il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, la ringrazio. Su quest'argomento sono intervenuto nella discussione generale, ricordando tutte le diatribe che ci sono state un anno e mezzo fa a proposito delle autorizzazioni di cava. Siamo arrivati, durante la discussione di una proposta di legge, a pensare l'articolo 8 della legge regionale numero 15 del 2002. Ho già detto - e lo ripeto - che a mio avviso la crisi del comparto non è assolutamente dovuta a quest'articolo di legge; la crisi ha altre cause, per cui se noi dovessimo togliere tutto, non succederebbe assolutamente niente. Questo come prima cosa! A mio avviso, tutte queste cose bisognava dirle agli imprenditori che sono venuti in audizione: la crisi viene da lontano, probabilmente altri paesi possono produrre ed esportare parte di questo materiale, non tutto, e venderlo a prezzi sicuramente più competitivi. Ma il problema grosso, onorevole Presidente, non è solamente dovuto alle cave di granito o di marmo, ma alle cave di sabbie silicee. Questo è il problema grosso, perché non rendono nulla, non danno lavoro e fanno solamente scempio del nostro territorio. Non solo, ma io vi invito a leggere la convenzione che a suo tempo fu fatta con la Caolino Pancera a proposito del comune di Muros. Lo sapete quanto la Caolino Pancera avrebbe dovuto pagare alla Regione Sardegna per ogni ettaro? La bellezza, se non vado errato, di cinquanta mila di vecchie lire; dando che cosa al comune di Muros? Niente, se non la distruzione del territorio che ricade in buona parte all'interno dello stesso comune. Allora, ci siamo dati questa norma, non per le vecchie autorizzazioni, ma per le nuove e, a mio avviso, credo che così debba restare. Se la maggioranza dei due terzi sembrano troppi, mi sembra che sia troppo poca la maggioranza semplice. E' stato detto, e bisogna ricordarlo, che nei nostri comuni il consiglio comunale viene convocato in prima e in seconda convocazione e la seconda convocazione è valida anche quando sono presenti due, tre o quattro consiglieri comunali. Non mi sembra molto democratico dare la possibilità di decidere a quattro consiglieri comunali, anche se possono decidere legittimamente. E' vero che è colpa degli assenti, ma non va bene!
Però relativamente alla norma predisposta dal collega Morittu, a proposito degli assenteisti nei consigli comunali, se noi diamo qualcosa agli enti locali questi devono funzionare. Se un consigliere comunale non partecipa alla riunione perché se ne frega, dev'essere dichiarato decaduto, perché così è nei regolamenti e negli statuti. Nell'emendamento numero 89 c'è una norma che mi sembra buona; si dice che l'intesa dev'essere espressa dal consiglio comunale entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza. Trascorso tale termine il procedimento prescinde dall'intesa. Pertanto, se il consiglio comunale non fa nulla, peggio per lui! Si dirà che il consiglio comunale non ha funzionato; però passare automaticamente dai due terzi a maggioranza semplice, a mio avviso, non va bene.
Pertanto, a titolo del tutto personale, per le battaglie che ho fatto e che continuerò a fare, e alle quali credo, io voterò - e me ne dispiace molto - contro l'emendamento numero 92, se dovesse restare così.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei è già intervenuto.
ORTU (R.C.). Io ho parlato sulla proposta di coordinamento, non sull'emendamento numero 92.
PRESIDENTE. Non ho nessuna intenzione di discutere su questo punto. Svolga la sua dichiarazione di voto in relazione all'emendamento numero 92, onorevole Ortu. Evitiamo di giocare sull'equivoco per un migliore svolgimento dei nostri lavori, solo per questo. Non c'è nessuna polemica, onorevole Ortu, per carità.
ORTU (R.C.). Io non voglio giocare su nessun equivoco. C'era stata una proposta da parte dell'onorevole Rassu di tentare di coordinare i tre emendamenti, che non sono tra l'altro coordinabili, ed io sono intervenuto su quella proposta dicendo che non era accettabile, non era proponibile, e lo dimostra la discussione che stiamo svolgendo sotto forma di dichiarazione di voto.
Io mi rivolgo ad alcuni componenti della maggioranza, compreso l'onorevole Rassu, che so persona ragionevole, perché in qualche modo riflettano sull'emendamento numero 92. E mi rivolgo anche all'onorevole Satta, che so tra l'altro essere un urbanista che ha a cuore i problemi di assetto del territorio; allora mi chiedo come possa essere concepibile un emendamento come il 92. Nei comuni - e i nostri sono comuni piccoli - i cui consigli comunali vengono eletti con il sistema maggioritario, un sindaco che non riesce a portare in aula il suo consenso, come fa a prendere una decisione di questa portata? Non solo, ma la maggioranza vuole tener conto della dichiarazione e dell'intervento dell'onorevole Frau, che è Presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale nominato da questa stessa maggioranza? Oppure qui le cose si fanno solo... non so bene per che cosa!
Io mi rivolgo al vostro senso di responsabilità. C'è l'emendamento numero 89 che consente una mediazione rispetto all'articolo 8, una mediazione che sarebbe perfino discutibile. Ma, come diceva l'onorevole Frau, è mai possibile che con un sindaco che ha avuto la maggioranza del 60 per cento - e faccio presente che, se va bene, nei nostri comuni va a votare per le elezioni comunali il 70, 80 per cento degli elettori - quindi è la maggioranza già di una minoranza di elettori che vanno a votare, allora è giustificabile che la metà di questa maggioranza poi determini una decisione così importante? Per una questione, badate, così come ha rilevato l'onorevole Frau, che non ha nulla a che fare con il settore lapideo, ma con il problema, presente nel nostro territorio, di devastazione che viene condotta spesso con spregio delle comunità locali e senza valutarne le conseguenze. L'ha detto l'onorevole Frau, ma questa maggioranza ha un minimo di buon senso e in qualche modo si può perfino fidare di un Presidente di Commissione cui ha affidato una responsabilità così importante? Possibile che si debba arrivare fino a questo punto? Mi rivolgo agli onorevoli Rassu e Satta e anche agli altri colleghi della maggioranza, per dire: ritirate l'emendamento numero 92 e consentite di votare l'89, affinché se un sindaco ha il consenso dei suoi, dovrà almeno raccattare questa maggioranza qualificata, il che non è così difficile visto che ha il 60 per cento del mandato dei consiglieri, e dovrà pure raccattarla per portarla in Consiglio per votare un atto che ritiene fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del suo comune.
Io voterò contro l'emendamento 92, ma evitiamo che il Consiglio si pronunci su questa questione e chiedo alla maggioranza di ritirarlo.
PRESIDENTE. Non ho capito la sua dichiarazione di voto, mentre l'avevo capita precedentemente, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Presidente, se lei avesse ascoltato, io ho detto che voterò contro il 92, invitando il presentatore al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, noi stiamo facendo una discussione sull'articolo 8 della legge numero 15 del 2002 e ognuno di noi si esercita a fare dei ragionamenti, per esempio sulle norme intruse. Ben vengano le norme intruse quando affrontano problemi reali; non è uno scandalo se una norma intrusa affronta un problema che riguarda i comuni e le popolazioni verso le quali questo Consiglio regionale dovrebbe essere in qualche misura più attento e rispondente alle esigenze da esse poste.
Questo ragionamento, signor Presidente, lo faccio in virtù anche delle iniziative intraprese in questi ultimi mesi dalla sesta Commissione che si occupa nel merito di queste tematiche e di questi problemi. Abbiamo avuto qualche giorno fa la manifestazione straordinaria di imprenditori e lavoratori che si è conclusa sotto il palazzo del Consiglio regionale e che ha posto tutta una serie di problemi relativi agli effetti causati dall'articolo 8 della legge regionale numero 15. Presidente Rassu, qui non si possono fare due parti in commedia, perché i ragionamenti che facciamo in Commissione devono essere coerenti a quelli che poi si svolgono in Aula.
Personalmente, in Commissione, chiesi di avere, da parte dell'Assessorato e delle associazioni dei datori di lavoro operanti nel settore, un quadro della situazione nella quale venissero evidenziati gli effetti causati dall'articolo 8 nel settore. Due giorni fa ci è arrivato un prospetto sul quale francamente non mi sento di esprimere nessun giudizio, perché l'articolo 8, con quel prospetto, non c'entra assolutamente nulla. Per carità, io non sono uno che non sostiene l'industria o che è contro l'attività di cava, però dico: patti chiari e amicizia lunga. Se abbiamo dato la possibilità ai comuni di intervenire e di intraprendere iniziative di merito, io credo che non possiamo sottrarre loro questa prerogativa. Se lei mi dice che oggi dev'essere ristabilita la maggioranza semplice dei componenti, io credo che sia un errore, perché vi posso dire con assoluta certezza, per esempio, che nel comune di Carbonia, un anno fa, è stata concessa una licenza di cava sotto uno dei più importanti siti archeologici punico-fenici; mi riferisco al Monte Sirai, sul quale l'amministrazione comunale non ha potuto dire assolutamente nulla. Io credo, pertanto, che la mediazione proposta nell'emendamento numero 89 sia una mediazione valida, perché concordo con l'onorevole Frau, il problema non è l'articolo 8, i problemi del settore sono strutturali, sono di altra natura; pertanto io credo, collega Rassu, che questo emendamento numero 92, anche sulla base delle discussioni che abbiamo fatto in Commissione, sia da ritirare facendo in modo che l'emendamento numero 89 sia l'elemento di mediazione che possa consentire alla Commissione, alla luce delle proposte e dei disegni di legge in essa giacenti, di portare avanti una riforma strutturale del settore tenendo presente che la legge regionale di riferimento, ahimè ancora in vigore, è dell'anno 1989.
Credo che voterò contro questo emendamento, perché ritengo che la mediazione debba essere alta e noi non possiamo, nella maniera più assoluta, essere tirati per la giacca dai soggetti interessati, ma dobbiamo fare cose razionali che consentano di affrontare i problemi del settore.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova)
DETTORI (D.S.). Voto elettronico.
PRESIDENTE. Non è stato chiesto nessun voto elettronico! Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
RASSU (F.I.-Sardegna). Presidente, ma chi ha votato?
PRESIDENTE. E' stata chiesta la controprova e la controprova l'abbiamo fatta, ci sono state la votazione e la rivotazione, per cortesia!
(Interruzione del consigliere Rassu)
PRESIDENTE. I Segretari sono qui. Chieda ai Segretari.
RASSU (F.I.-Sardegna). Perché non se ne va? Si vergogni! Chieda al Segretario, sta scherzando? Questa è un'assemblea democratica!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, io la faccio allontanare dall'Aula, lei non si permetta di rivolgersi così alla Presidenza! Per cortesia, la seduta è sospesa e il consigliere Rassu non è ammesso ai lavori dell'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 59, viene ripresa alle ore 18 e 09.)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, io non procedo alle votazioni se non ci sono due Segretari seduti al banco della Presidenza e se tutti i colleghi, durante la votazione, non stanno seduti al loro posto. Vi chiedo, quindi, la cortesia di aiutarmi a fare in modo che i lavori si possano svolgere con tranquillità e serenità.
Chiedo ai colleghi la cortesia di stare seduti al loro posto, soprattutto nelle fasi delle votazioni; peraltro io ripeto più di una volta che cosa stiamo votando, l'argomento e l'oggetto del voto, quindi basta stare un po' attenti; e, soprattutto, invito i colleghi Segretari a svolgere diligentemente il loro lavoro, perché è un lavoro delicato, che può essere soggetto, giustamente, a delle contestazioni ed io vorrei che i colleghi Segretari mi dessero una mano in questo senso.
Siamo all'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Vorrei che il Presidente comunicasse all'Aula qual è il risultato della precedente votazione, perché a me non risulta che si sia votato e che si siano contati i voti favorevoli e contrari; non è tanto per l'emendamento in sé, ma credo che sia corretto saperlo per la regolarità delle votazioni successive e anche per non costituire precedenti pericolosi.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, i precedenti pericolosi, e lei lo dovrebbe sapere molto bene, non esistono in questo senso; lei sa benissimo che quando si vota per alzata di mano non c'è ogni volta un conteggio preciso del voto. Se lei sta chiedendo il risultato del voto, io le dico che il voto c'è stato, è stato un voto regolare e le mani alzate in controprova, contrarie all'emendamento, erano in numero superiore rispetto a quelle sollevate a favore dello stesso. Questo è l'esito della votazione. Se lei mi sta chiedendo che ogni volta che si vota per alzata di mano, i Segretari certifichino il voto, non ho problemi a farlo fare, mi creda. Io le dico che l'esito del voto è stato questo, quindi andiamo avanti.
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, noi potremmo anche essere favorevoli a questo emendamento, anzi dichiaro il mio voto favorevole, però anche qui non c'è chiarezza perché quando si dice che la frase "Assunta con i due terzi dei componenti", è sostituita con "Assunta con la maggioranza dei componenti" si deve intendere: Presenti in Aula, oppure no? Allora, per maggior chiarezza, io aggiungerei in questo emendamento la frase "Dei componenti assegnati", così forse si capisce meglio il significato, altrimenti ha ragione il collega Rassu, questo emendamento vale quanto il suo.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, mi sembra di capire che anche se non è esplicitato il termine "assegnati" sia da intendere in questo modo; se però si ritiene, per maggiore chiarezza, di voler aggiungere questa precisazione... Dunque, c'è stata la proposta integrativa dell'onorevole Cappai di specificare che si tratti dei componenti assegnati; se non vi sono opposizioni, mi pare che possa andare bene. Metto in votazione l'emendamento numero 89.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo non tanto per dichiarazione di voto, quanto sulle modalità di voto. Non mi ritrovo l'emendamento, ma mi pare di ricordare che si componga di due parti, una relativa al quorum richiesto, la maggioranza dei componenti perché il parere espresso dal comune sia valido, e una seconda parte che prevede che trascorso tale termine, il procedimento prescinde dall'intesa.
Non è tecnicamente e formalmente la stessa cosa, ma la sostanza che si espone nella seconda parte di questo emendamento è assimilabile all'istituto del silenzio-assenso. Il comune deve esprimere un parere d'intesa, o lo esprime entro 60 giorni o si prescinde dal parere, il che vorrebbe dire che equivale ad averlo espresso, nel senso che il procedimento, che è in mano alla Regione, va avanti. Allora, qui siamo in una materia estremamente delicata; il principio del silenzio-assenso nella pubblica amministrazione può valere per alcuni atti, nelle relazioni e nei rapporti privatistici, ma non può valere nella pubblica amministrazione, perché se un'amministrazione comunale è chiamata a esprimere un parere in una materia così rilevante, tanto che si richiede prima una maggioranza qualificata, adesso una maggioranza che sia almeno la metà dei componenti l'assemblea rappresentativa, non può essere che un'amministrazione possa far finta di non aver capito; chi deve convocare la riunione, può avere mille ragioni per non convocarla e quindi non va bene che per alcuni atti ci sia il passaggio della valutazione in consiglio comunale, per altri per decorrenza dei termini non ci sia.
In questo modo s'introduce un criterio di labilità, se non proprio di arbitrarietà nella pubblica amministrazione, pertanto io chiedo che l'emendamento sia votato in due parti, la prima parte quella relativa all'entità numerica necessaria perché la deliberazione sia valida; la seconda relativa al decorso del tempo che costituisce tutto un altro argomento che è estraneo alla discussione e alla riconsiderazione che in questa sede, per molte ragioni, si è voluta fare.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione per parti. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie, signor Presidente. Intanto premetto il mio voto favorevole all'emendamento nella sua interezza. Al collega Cogodi voglio chiarire il senso del comma aggiuntivo che prevede che l'intesa debba essere espressa dal comune entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza e trascorso tale termine il procedimento prescinde dall'intesa. Io non credo che questo possa essere interpretato come una procedura di silenzio-assenso, per questo semplice motivo: il comune non è detentore del potere autorizzativo, è detentore del solo potere di intesa e non è la stessa cosa, naturalmente. Qualora si verifichi, per esempio, nella normalità dei procedimenti amministrativi, che un consiglio comunale non si pronunci rispetto a un'istanza del cittadino, il cittadino può chiedere l'intervento sostitutivo di un commissario ad acta nominato dalla Regione. Che cosa vuol dire chiedere che un commissario ad acta intervenga per costringere o per esprimere un'intesa al posto del consiglio comunale quando il commissario ad acta è espressione comunque dell'amministrazione regionale? Mi sembra un non riconoscere una legittimità del procedimento legato ai tempi che devono essere tempi da tutti rispettati. Allora, io ricordo che l'articolo 8 è un articolo che nasce da un'esigenza e detta una norma di carattere transitorio e di salvaguardia; non è una norma definitiva; solitamente, nella situazione in cui la Regione, per esempio, si sia dotata di un piano per le attività estrattive, condiviso dalle amministrazioni comunali, il Comune non avrebbe potere di intervenire, perché è già intervenuto a monte. Oggi ci troviamo in una fattispecie nella quale questa programmazione non esiste e, dunque, la norma transitoria prevede che il comune, non essendosi espresso sul piano, si esprima sulla singola autorizzazione rilasciata dall'amministrazione regionale. Allora è evidente che per certificare la certezza del diritto il Comune ha un tempo per esprimere questa potestà e il tempo di 60 giorni mi pare congruo. In difetto non vi è dubbio che è l'amministrazione regionale che detiene il titolo di rilasciare l'autorizzazione che avoca a sé il diritto di esercitare quella potestà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Morittu. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I-Sardegna). La ringrazio Presidente, chiedo scusa per l'intemperanza di poc'anzi che non è propria del mio carattere, ma è probabile che ci sia stata poca serenità nel momento in cui mi sono spinto a fare delle cose che non è mio costume fare; me ne scuso con tutta l'Aula oltre che con lei, Presidente.
Io mi astengo dal votare questo emendamento benché in parte sia perfettamente d'accordo su di esso, perché anche le parole dell'onorevole Morittu non hanno fatto altro che inculcare ancor più il dubbio che l'emendamento apparentemente voglia risolvere una questione che comunque non sarà risolta. Faccio un esempio: nei comuni piccoli i componenti sono 15, ci siamo?, la maggioranza dei componenti vuol dire 8.Se sono presenti 12 persone, la maggioranza dei componenti è 7. Bene, 12 persone presenti, secondo questo emendamento, non potranno mai esprimere nessun parere, pur essendo la maggioranza relativa o quasi assoluta di tutto il consiglio comunale.
La mia non è una questione di cave sì o cave no, è una questione di principio. Allora, poc'anzi c'è stata una votazione, la votazione dei presenti ha determinato giustamente l'esito che io non ho contestato, assolutamente; io ho contestato il modo in cui è avvenuta la votazione, in quel momento contingente particolare, perché non c'era serenità nell'Aula e tanto meno attenzione. La colpa può essere da una parte o dall'altra, ho voluto solo contestare questo, dare la possibilità serena all'Aula di votare, di bocciare, di approvare, tutto qui! Poc'anzi però è avvenuta una votazione, la votazione ha determinato un risultato, hanno votato i presenti in Aula. E' una questione di principio: se questa norma era intrusa allora, è intrusa oggi, dev'essere cambiata, il collega Falconi l'ha chiamato uno svarione nella finanziaria, io e tutti stiamo ammettendo che è stato un danno enorme. Non bisogna essere estremisti, né da una parte, né dall'altra. Con questa norma probabilmente si vuole cercare una posizione di equilibrio, ma non c'è chiarezza neanche nella seconda parte dell'emendamento perché, da quanto ho capito dal collega Morittu, se il comune non si pronuncia, dovrebbe essere nominato un commissario ad acta. Io credo, e penso che siamo tutti d'accordo su questo, che in democrazia (non me ne voglia il collega Calledda, ho parlato sempre di principio) votano i presenti; chi non va, vuol dire che responsabilmente o irresponsabilmente, ben sapendo che c'è quell'argomento all'ordine del giorno, non vuole esprimersi ed è giusto, legittimo, democratico e naturale che i presenti votino, anche se questo, come ha detto il collega Cogodi, può comportare che nei piccoli comuni possa decidere una minoranza; ma d'altra parte, con questo emendamento, non si risolve il problema. Allora torno al principio: se si vuol cambiare la norma prendiamo il coraggio a due mani e diciamo le cose come devono essere dette. Io sto dicendo nel mio emendamento solo questo. Se il comune decide che in quel sito bisogna e si può aprire una cava, i presenti che sono in consiglio comunale votano perché l'autonomia non è lesa, è il comune che decide e dà il parere e dirà sì o no. Cosa c'entra la maggioranza dei componenti? C'entra il consiglio comunale che in quel momento è legittimato, è identificato nella sua forma giuridica, democratica e costituzionale dai consiglieri eletti dal popolo che in quel momento, legittimamente, democraticamente e costituzionalmente stanno deliberando.
E' questo che ho voluto dire, perché rispetto la democrazia, al cento per cento. Poc'anzi ho fatto un atto di intemperanza, me ne scuso ancora. Il mio emendamento voleva solo arrivare a questo; se si decide di cambiare, si cambi, ma i presentatori dell'emendamento devono dire che ieri hanno sbagliato e che oggi vogliono correggere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). La votazione di questo emendamento prevede, come dice qualcuno, un ripensamento; io credo che non sia da interpretare in questi termini per il semplice fatto che è trascorso un anno e mezzo da quando è stato votato quest'articolo 8 e si riteneva allora, giustamente, almeno da parte nostra, che era meglio inserirlo perché avevamo poca fiducia che, le due proposte e il disegno di legge di riordino del settore avessero la possibilità, come poi in effetti è stato, o meglio non è stato, di poter essere esitati da questo Consiglio. Non c'è un ripensamento, c'è soltanto per certi versi una presa di coscienza. Il fatto che oggi con questo emendamento stiamo puntualizzando come deve essere la maggioranza qualificata, non credo sia un fatto da contestare. Chi si assume la responsabilità di governo spesso si ritrova a dover affrontare problemi imprevisti e può succedere che pervenga un'istanza per poter iniziare in un territorio un'attività di cava che magari non era prevista nel programma che elegge quella maggioranza. Noi proponiamo la maggioranza qualificata, intendendo con ciò quella che esprime la maggioranza per quel sindaco e per il governo di quell'ente locale, quindi è giusto che la responsabilità in quel momento debba essere condivisa da tutti quelli che sostengono il sindaco e non una situazione come quella poc'anzi contestata dall'onorevole Rassu che critica il fatto che il voto sul suo emendamento sia avvenuto in una situazione caratterizzata da confusione e da una non precisa conoscenza di quello che si stava andando a fare.
Credetemi, quando si va in un consiglio comunale, dove possono bastare quattro o cinque consiglieri per assumere una decisione che coinvolge il futuro di un territorio, io ritengo che non sia giusto che quella responsabilità venga condivisa soltanto da una maggioranza che può essere fatta di soli tre consiglieri. Io credo che sia giusto che la responsabilità venga condivisa da chi sostiene quella maggioranza e cioè dalla maggioranza fatta dal numero di consiglieri che qualificano la possibilità di poter restare al governo. Io sono anche d'accordo sulla richiesta di dividere in due parti questo emendamento, così come ha chiesto l'onorevole Cogodi, perché assumersi una responsabilità nel momento in cui si sta votando e capire quello che stiamo facendo mi pare sia giusto, cioè capire che noi con quella seconda parte stiamo, per certi versi, inserendo - così come è stato definito - un qualche silenzio-assenso, sta a significare che stiamo cercando ancora una volta di avvicinarci un po' di più a quelle che sono le reali esigenze portate, perché negarlo, da tutti gli operatori durante quest'anno e mezzo, nel senso che ci sono stati alcuni comuni che probabilmente, non avendo la forza o la possibilità di entrare in merito all'argomento, hanno lasciato passare tanto tempo e, naturalmente, la non risposta non è sicuramente quella che noi vogliamo. Il silenzio-assenso sta a significare che qui ci esprimiamo per sapere se siamo d'accordo o meno e non farlo passare come un qualcosa che è ad integrazione di quella parte dell'emendamento presentato che noi abbiamo ritenuto sostanziale.
Credo di poter condividere entrambe le proposte, sia quella della maggioranza qualificata, sia il termine dei 60 giorni così come sono stati poste e credo che su questo ci dobbiamo muovere, naturalmente senza niente togliere al fatto che siamo in questa situazione per il semplice motivo che la legge tanto attesa per il riordino di questo settore è di là dall'essere presa in considerazione e chi ne ha la responsabilità naturalmente se la deve assumere interamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie, Presidente. Come diceva il collega Masia, questo non vuole essere un ripensamento, però se non lo è poco ci manca. E' sicuramente un modo sbagliato di agire, perché se un anno e mezzo fa gli argomenti che abbiamo toccato questo pomeriggio su questo settore e sull'articolo 8 del 2002 si fossero ascoltati con una maggiore attenzione, forse oggi avremmo risparmiato tutto il pomeriggio e avremmo creato meno disorientamento e maggiore certezza legislativa in un comparto che appare in una situazione delicata sia dal punto di vista ambientale che produttivo.
Io intervengo per dire che voterò a favore di questo emendamento che introduce la maggioranza qualificata che io ritengo una salvaguardia, come è una salvaguardia quando il comune si indebita e deve contrarre un mutuo con la maggioranza qualificata o quando approva il suo statuto. E quando tocca il suo territorio, è giusto che lo faccia con una maggioranza qualificata, come è altrettanto giusto introdurre il meccanismo del silenzio-assenso, che dà garanzie sui tempi all'impresa che ne fa richiesta.
Queste cose non dovevano essere introdotte nel 2002 con la finanziaria, né oggi con l'assestamento di bilancio, perché se erano norme intruse allora, lo sono anche oggi; il guaio, collega Rassu è che la sesta Commissione che poteva discutere i progetti di legge presentati sull'argomento non l'ha fatto.
Mi sia consentita qualche breve considerazione sul comparto, perché ne ho sentito diverse che non condivido. Questo è sicuramente un settore in crisi; io non imputo tutta la crisi del settore lapideo all'articolo 8 del 2002; sicuramente questo è stato un problema aggiuntivo, e prova ne è il fatto che, nello stesso provvedimento che stiamo per approvare, o state per approvare, si interviene con 14 miliardi per sostenere la contingenza negativa che questo comparto sta attraversando. Allora, non ci può essere con una mano una carezza e con l'altra uno sganassone, sarebbe necessario fermarsi e ragionare un po' più attentamente e questo lo si fa con una legge organica. Ebbene, io rinvio il ragionamento complessivo alla legge che saremmo ancora in grado di fare in questo scorcio di legislatura, per togliere sì l'articolo 8 della legge regionale numero 15 e per togliere questo ulteriore emendamento numero 89.
Io ritengo che questa sia la strada maestra, in questo caso e in tanti altri casi. Decidiamo una volta per tutte se in quest'Aula vanno rigettate da parte di tutti le norme intruse, ma non decidiamolo alla bisogna, non decidiamolo quando conviene ad alcuni e non è conveniente per altri; bisogna farlo all'inizio, bisogna assumerla all'inizio questa decisione e io mi trovo già da adesso d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Vorrei dire che, trattandosi di una norma transitoria e considerando il particolare momento di crisi del settore lapideo, sarebbe stato preferibile, per snellire le procedure di approvazione, approvare l'emendamento numero 92; io ne sono convinto. Ma tra la maggioranza dei due terzi e la maggioranza dei componenti preferisco, ovviamente, la seconda, per cui annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 89 con il principio del silenzio-assenso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Volevo capire come intendiamo articolare i lavori, perché da tre giorni stiamo girando intorno a tanti piccoli problemi e non ci rendiamo conto che ogni giorno che passa probabilmente non saremo nei tempi tecnici per fare i provvedimenti dello stesso assestamento! Ricordo che dopo il problema di Muros tutti erano diventati ecologisti qui dentro, quindi all'inizio grande valenza ai comuni, dopodiché si cambia.
A parte il fatto che in quella circostanza dicemmo a chiare lettere che molte norme erano intruse, ma non c'è nessuna norma più intrusa del fatto che stiamo parlando da due giorni di problemi che non c'entrano niente con l'assestamento e che, per un motivo o per l'altro, i colleghi, non se la prendano, hanno voluto inserire per creare problemi; l'ho detto stamattina, e lo ribadisco, che rideremo quando si presenterà il bilancio, perché ognuno dei consiglieri presenterà due-trecento emendamenti, io ne presenterò uno sulle voragini che ci sono ad Iglesias, ognuno vorrà farsi la campagna elettorale dimostrando che se anche viene bocciato il provvedimento, di fatto passeranno alla storia.
Allora cosa vuol dire maggioranza dell'attuale maggioranza? Lo chiedo al collega dello SDI; la maggioranza è quella qualificata all'interno del consiglio comunale. Se poi su questa scelta convergono una parte della maggioranza e una parte della minoranza e arrivano su venti a undici va bene lo stesso. Il termine qualificata dice tutto; avremmo dovuto smetterla mezz'ora fa e votare l'emendamento, invece continuiamo a perdere tempo.
Io mi sono appellato al Presidente per sapere se anche stasera dobbiamo fare orario per arrivare alle otto oppure riconvocarci per domani mattina, venerdì, e io credo a questo punto, per la rilevanza di alcuni argomenti, probabilmente anche il giorno di Natale. Chiederemo una Conferenza di Capigruppo perché si dimostri che si vuole lavorare anche nei giorni in cui, per motivi incomprensibili, non si lavora, con una critica dall'esterno che è davanti agli occhi di tutti. Però non bisogna fare due pesi e due misure, perché io quando mi siedo rimango seduto dall'inizio alla fine, ma c'è gente che esce, fuoriesce, fa tre giri di walzer, ritorna indietro, va, si fa le commissioni, si compra la cravatta e poi torna qui a discutere di cose che non stanno né in cielo, né in terra, distratto nelle votazioni; bene ha fatto il Presidente a riprendere i colleghi, perché se la gente rimane in Aula non si crea confusione.
Però vorrei appellarmi ai colleghi perché, una volta che si capisce che cosa vuol dire maggioranza qualificata, si vada al voto, si prosegua con i vari emendamenti e si chiuda in serata almeno quest'argomento, diversamente saremo costretti a lavorare anche i giorni in cui non vorremmo lavorare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, per dire che sarebbe stato molto più opportuno affrontare quest'argomento nell'ambito di una legge organica, anche perché noi stiamo parlando di un settore, quello lapideo, che è parte importante della nostra economia e sicuramente lo sarà nel prossimo futuro, visto che ha delle grandi prospettive. Oggi sappiamo che il settore è in crisi, non certo per quest'articolo di legge, ma diciamo che anche questo può aver contribuito; ci sono, peraltro, altre motivazioni che necessitano di un approfondimento diverso per quanto riguarda l'intero settore. Però devo anche dire che questo emendamento, benché non credo sia risolutivo, migliori un po' la situazione dell'articolo 8 della legge regionale numero 15 del 2002, anche se devo dire che mi è capitato di avere a che fare con amministrazioni comunali che hanno dovuto esprimere un parere senza il conforto di uno studio tecnico approfondito, perché spesso questi comuni - si tratta nella maggior parte dei casi di piccoli comuni - non hanno uffici tecnici adeguati e si trovano nell'impossibilità di trovare risorse economiche per richiedere degli studi e sono costretti, pertanto, ad esprimere pareri, spesso negativi.
Probabilmente bisognerebbe rivedere quest'aspetto dando la possibilità ai comuni di poter avere l'opportunità di richiedere studi approfonditi prima di esprimere dei pareri.
Pertanto, invitando naturalmente il Consiglio regionale a rivedere tutta la norma nell'ambito di una legge ad hoc, esprimo, per il miglioramento contenuto nell'emendamento, parere favorevole all'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ci sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto, Presidente, per chiedere la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri: BALLETTO, LOMBARDO, PITTALIS, PILO, PILI, MILIA, PETRINI.)
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Stiamo votando l'emendamento numero 89, è stata chiesta la votazione per parti. Onorevole Cogodi lei conferma la richiesta di votazione per parti? Sì, allora votiamo la prima parte sino alle parole "assunta con la maggioranza dei componenti assegnati" come proposto dal consigliere Cappai.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 89.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri:Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biancu - Biggio - Businco - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cogodi - Contu - Corona - Deiana - Demuru - Dettori - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giagu - Giovannelli - Granella - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Morittu - Murgia - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Petrini - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pisano - Pittalis - Pusceddu - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Secci - Spissu - Vargiu.
Si sono astenuti: Carloni - Corda - Locci - Rassu - Sanna Gian Valerio - Sanna Nivoli.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione
presenti 65
votanti 59
astenuti 6
maggioranza 30
favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
Prendo atto che i consiglieri Balia, Fadda, Giagu, Floris dichiarano di aver inteso votare a favore. Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 89, dalle parole "è aggiunto il comma 1 bis " sino alla fine.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri:Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biancu - Biggio - Businco - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Deiana - Demuru - Dettori - Diana - Fadda - Falconi - Fois - Frau - Giagu - Giovannelli - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Morittu - Murgia - Oppi - Orru' - Pacifico - Petrini - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Pusceddu - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Secci - Spissu - Tunis - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cogodi - Ortu.
Si sono astenuti: Fantola - Floris - Granella - Pirastu - Rassu - Sanna Gian Valerio - Sanna Nivoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 59
astenuti 7
maggioranza 30
favorevoli 57
contrari 2
(Il Consiglio approva).
In seguito all'approvazione dell'emendamento numero 89 decade l'emendamento numero 37.
Metto in votazione l'emendamento numero 38. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Poiché questo emendamento è stato accolto dalla Giunta, comunico la giusta copertura, che è la UPB 03031.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Per dichiarare il nostro voto a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Solo per chiedere se con il termine "l'università della terza età" ci si riferisce a tutte le università della terza età presenti in Sardegna.
(E' approvato)
L'emendamento numero 39 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 40 che abbiamo spostato dall'articolo 4. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Per chiedere lo scrutinio segreto sull'emendamento numero 40 a nome del Gruppo.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 64
maggioranza 33
favorevoli 29
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biancu - Biggio - Businco CalleddaCapelliCappai - Carloni - Cassano - Contu - Corona - Deiana - Demuru - Dettori - Diana - Dore - Fadda - Falconi - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giagu - Giovannelli - Granella - La Spisa - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Morittu - Murgia - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Petrini - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pisano - Pittalis - Pusceddu - Rassu - Sanna Gian Valerio - Sanna Nivoli - Sanna Salvatore - Satta - Scarpa - Secci - Spissu - Tunis - Vargiu.)
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 75. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La copertura finanziaria di questo emendamento è a valere sulla UPB S03.051.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale, con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Manca, Scarpa, Pusceddu, Demuru, Dettori, Pacifico, Scano.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Nell'emendamento numero 76 si parla di legge regionale 29 aprile 2003, n. 7 mentre, correttamente, è la n. 3.
PRESIDENTE. Con questa correzione introdotta dal Presidente Masala invito i colleghi a prendere posto.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 76.
(Segue la votazione)
(I consiglieri Biggio e Capelli, il cui voto risulta nullo, dichiarano il loro voto favorevole; il consigliere Scarpa il cui voto risulta nullo dichiara il proprio voto contrario. Il consigliere Manca, non essendo riuscito a votare, dichiara la sua astensione).
Rispondono sì i consiglieri:Amadu - Biancu - Biggio - Businco - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Fadda - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giagu - Granella - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Masala - Milia - Murgia - Oppi - Petrini - Piana - Pirastu - Pirisi - Pisano - Pusceddu - Rassu - Sanna Gian Valerio - Secci - Tunis - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri:Ortu - Sanna Giacomo - Scarpa.
Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Balletto - Calledda - Corona - Demuru - Dettori - Falconi - Giovannelli - La Spisa - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pili - Pilo - Pinna - Pittalis - Sanna Nivoli - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Spissu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 38
astenuti 24
maggioranza 20
favorevoli 35
contrari 3
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 78. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 80 è ritirato. L'emendamento numero 86 è privo di copertura. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Si era già discusso col Presidente che, secondo le disponibilità del bilancio …….. Presidente, mi dia un secondo.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, stiamo parlando dell'emendamento numero 86.
RASSU (F.I. - Sardegna). C'è stato un fraintendimento. Il problema di questo emendamento non è tanto quello di trovare una copertura, ma è il riferimento all'attività, poiché si precisa che per poter beneficiare delle provvidenze non è obbligatoria, perché la legge non lo chiede, l'iscrizione all'INPS; in proposito ci sono stati molti dubbi negli ispettorati ripartimentali per l'agricoltura.
La legge, per essere chiari, prevede solo ed esclusivamente di essere imprenditore agricolo a titolo principale iscritto alla camera di commercio e fiscalmente regolare. Poiché nelle norme di attuazione è stata inclusa l'espressione che è necessaria l'iscrizione all'INPS, io chiedo che venga fatto un atto normativo affinché questa frase "iscrizione all'INPS" che determina di fatto la cancellazione dalle provvidenze degli imprenditori agricoli, molti a titolo principale, venga tolta. E' questo lo scopo dell'emendamento; l'assessore ha detto di aver distribuito una circolare, ma gli ispettorati agrari, per quanto riguarda il 2002, continuano a non erogare le provvidenze agli imprenditori agricoli a titolo principale che non abbiano l'iscrizione all'INPS. Quindi poiché la legge regionale n. 13 del 2002 non prevede l'iscrizione all'INPS, ma dice solamente che per accedere alle provvidenze è necessario essere imprenditore a titolo principale iscritto alla camera di commercio e fiscalmente regolare, rispettiamo la legge..
PRESIDENTE. Prima di dare la parola a chi l'ha chiesta vi ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto. Ha domandato di parlare l'assessore Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Onorevole Rassu, mi perdoni se glielo dico, ma lei sta prendendo un abbaglio; quello di cui lei parla è già previsto nella legge; ciò che bisogna modificare non è la legge, ma è la circolare che va interpretata meglio. Le sto dicendo che ho già provveduto a trasmettere all'ispettorato agrario una circolare interpretativa esattamente della stessa natura di ciò che lei sta proponendo, ma non si possono in quest'Aula modificare circolari assessoriali con un provvedimento di legge. Tra l'altro, mi perdoni, lei sa molto bene che per la legislazione europea l'imprenditore agricolo a titolo principale è colui che dedica il 50 per cento della propria attività lavorativa all'attività agricola ricavandone il 50 per cento del proprio reddito, quindi anche la dizione che lei ha scritto nell'emendamento è totalmente contraria a quello che dice la CEE, caso mai avrebbe dovuto ripetere esattamente quello che dice la CEE, ma non ce n'è bisogno perché nella legge c'è già scritto, si tratta soltanto di una interpretazione sbagliata, data da alcuni ispettori, che io ho già fatto correggere, stia tranquillo. Il problema me lo sono posto anch'io, non se lo è posto solo lei; ritiri l'emendamento, per cortesia, diversamente devo dichiarare di essere contrario.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 86 è ritirato; di conseguenza decadono anche gli interventi dell'onorevole Ortu e dell'onorevole Piana. Metto in votazione l'emendamento numero 88. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento perché, per l'organizzazione del ventunesimo Rally Costa Smeralda, l'azienda di soggiorno e turismo di Arzachena ha presentato una regolare domanda ai sensi del bando POR 2002 misura 4.5. Questa domanda, per un importo di 300 mila euro, è stata approvata dalla apposita Commissione.
In sede di rendicontazione, l'azienda di soggiorno di Arzachena ha presentato una documentazione, come richiesta dal comitato di valutazione, che, in un secondo momento, è stata considerata irregolare. Quindi l'azienda di soggiorno si trova in una situazione di palese difficoltà essendoci il rischio che dopo aver organizzato il ventunesimo rally Costa Smeralda si ritrovi ad avere il 50 per cento del proprio bilancio assorbito dai 300 mila euro già impegnati. Pertanto si chiede di autorizzare questa spesa e, per questo, dichiaro il mio voto favorevole.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La copertura di questo emendamento è a valere sulla UPB S03.051.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, su che cosa vuole intervenire?
ORTU (R.C.). Naturalmente sul Regolamento, Presidente. Ma è possibile che, a posteriori, si indichino le coperture sugli emendamenti votati?
PRESIDENTE. No, onorevole Ortu, è soltanto la mia fretta di far votare l'emendamento, perché l'onorevole Masala aveva chiesto di precisarne la copertura prima che io lo mettessi in votazione, chiedo scusa.
ORTU (R.C.). Va bene, prendo atto Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 72. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sul Regolamento. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). La Commissione ha dichiarato l'inammissibilità di questo emendamento per due motivi: uno perché contiene chiaramente una norma intrusa, trattandosi di disciplina che riguarda l'aspetto ambientale paesistico quando, in questa sede, si tratta di assestamento del bilancio dell'esercizio finanziario 2003. Il secondo aspetto riguarda il fatto che l'argomento dell'emendamento è stato oggetto di una recente legge che il Consiglio regionale ha trattato qualche tempo fa, non più di uno, due mesi fa, e in quell'occasione non era stato recepito. Ricordo che il Regolamento interno del Consiglio regionale prevede il termine di sei mesi per la riproposizione di una proposta che è stata respinta. Quindi chiedo alla Presidenza che voglia pronunciarsi sulla questione di ammissibilità confermando il giudizio della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, non in applicazione della norma regolamentare che richiamava lei, ma in applicazione del comma 4 dell'articolo 84 lo dichiaro inammissibile in quanto giudicato non ammissibile già dalla Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 81. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Intanto Presidente per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 81, ma anche per dichiarare il mio disappunto per la non ammissibilità dell'emendamento numero 72. Io ho segnalato un problema, ho illustrato le motivazioni dell'urgenza dell'esame di un provvedimento in merito ai piani territoriali paesistici, la Giunta, in fase di replica, non ha battuto ciglio, né ha citato il problema, io ho anche argomentato in merito, mi aspetto dunque che il Presidente della Regione mi dica qualcosa sul contenuto dell'emendamento numero 72 e cioè su ciò che la Giunta intende fare per adempiere ad una diffida che è stata presentata da numerosi consiglieri del centrosinistra.
Sull'emendamento numero 81 pongo all'attenzione di questo Consiglio un problema che ritengo di particolare importanza. L'emendamento chiede che le delibere della Giunta regionale, adottate in attuazione di programmi e di interventi di obiettivi regionali contenuti nel documento di programmazione economica e finanziaria o esecutivi di accordi e intese siglate con il Governo nazionale, vengano sottoposte al parere della Commissione. La proposta nasce da una constatazione di fatto: la Giunta regionale approva programmi di rilevante interesse per l'economia della Sardegna in materia di lavori pubblici che non vengono assolutamente né sottoposti all'esame della Commissione, né la Commissione viene informata del merito di questi provvedimenti che riguardano diverse centinaia di miliardi di vecchie lire, cioè centinaia di milioni di euro; parlo del Programma Quadro sull'acqua, del Programma Quadro sulla viabilità, parlo di interventi sull'edilizia pubblica assommanti a 2 - 300 miliardi di vecchie lire, interventi che vengono approvati dalla Giunta nell'assoluta disconoscenza del merito da parte della Commissione, cioè sono atti rilevanti di programmazione regionale di cui il Consiglio non è assolutamente a conoscenza. Invece ci giungono spesso in Commissione, per il parere, provvedimenti della Giunta che sono, come dire, se posso usare un termine poco parlamentare "acqua fresca". Ultimamente è arrivata all'attenzione della Commissione, per un parere, una delibera della Giunta che tratta di programmi sulle progettazioni di opere idriche assommanti a qualche centinaia di milioni di euro; o qualche volta ci giungono in commissione richieste di parere, per esempio, sugli aggiornamenti ISTAT dei costi per l'edilizia economica e popolare, insomma dei provvedimenti assolutamente inessenziali mentre, invece, ci sfuggono atti di rilevanza enorme per la programmazione economica della Regione in materia di lavori pubblici.
Noi chiediamo che la Commissione consiliare competente sia edotta e possa esprimere un parere entro un tempo contingentato. La Giunta non abbia timore, non perderà tempo in attesa del parere della Commissione perché la Commissione lo deve rendere nel tempo massimo di trenta giorni, ma almeno un consigliere regionale partecipa, per la sua competenza naturalmente, ad atti che sono di rilevante importanza ai fini della economia della nostra Isola e non è buon ultimo nel conoscere ciò che la Giunta fa in materia di propria competenza.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Sì, Presidente, perché siamo in dichiarazioni di voto e quindi, nell'esprimere il voto contrario all'emendamento numero 81, do anche la motivazione di questo mio voto contrario. Qui si chiede di interessare la Commissione su atti deliberativi che sono esecutivi di documenti già approvati dall'Assemblea, perché il documento di programmazione economica è approvato dall'Assemblea e, conseguentemente, è atto deliberativo.
Relativamente alle intese e agli atti deliberativi esecutivi di accordi di programma con il Governo, a titolo di ragionamento, proprio come si faceva in matematica ragionando a contraris, facciamo l'ipotesi che venga affidato un parere alla Commissione e che la Commissione si esprima negativamente, che cosa succede dell'atto esecutivo di quell'accordo, di quella intesa? Caso mai lei avrebbe dovuto proporre che il parere fosse richiesto prima dell'accordo di programma. Ecco le ragioni per le quali noi votiamo contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto. Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, PILO, PILI, PITTALIS, BALLETTO, MILIA, PETRINI.)
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 81.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Calledda - Cugini - Demuru - Dettori - Dore - Giagu - Granella - Manca - Marrocu - Masia - Morittu - Orru' - Ortu - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Scarpa - Spissu.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Balletto - Biancareddu - Biggio - Businco - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Corona - Diana - Floris - Frau - Giovannelli - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Masala - Milia - Murgia - Oppi - Petrini - Piana - Pili - Pilo - Pirastu - Pisano - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanna Nivoli - Satta - Tunis - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Serrenti.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 25
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Sull'articolo 7 erano rimasti in sospeso gli emendamenti numero 16 e numero 28. E' stato ora presentato un emendamento, il numero 93, di sintesi di questi due emendamenti riguardante i comuni che sono stati danneggiati.
Sia dia lettura dell'emendamento numero 93.
MASIA, Segretario f.f.:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
E' autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di 1.500.000 € per la concessione di contributi straordinari ai Comuni per la ristrutturazione e il risanamento delle sedi comunali danneggiate da eventi dolosi. Il relativo programma di interventi è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lett. i) della L.R. n. 1 del 1977 (UPB S04.017).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S04.017 - Cap. 04046
2003 € 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.051
2003 € 1.500.000 (93)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiararmi favorevole all'emendamento di sintesi, ma esprimo una preoccupazione. Mi auguro che la Giunta regionale sia stata attenta affinché, con questo emendamento, primo, non si indennizzino comuni che per gli stessi motivi abbiano ricevuto o stiano per ricevere indennizzi da parte di assicurazioni per gli stessi immobili, secondo, si indennizzino i comuni che siano stati danneggiati entro la data odierna e non da oggi in avanti. Con queste raccomandazioni io esprimo il mio voto favorevole.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
MASIA, Segretario:
Art. 8
Variazioni di bilancio
1. Nella legge regionale 29 aprile 2003, n. 4 (Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005) sono introdotte le seguenti modifiche:
a) nell'articolo 21 le parole "(UPB S03.042) - Cap. 03112" sono sostituite dalle seguenti: "(UPB S03.054) - Cap. 03216";
b) nell'articolo 24 le parole "capitoli 04186 e 04187" sono sostituite dalle seguenti: "capitoli 04186, 04187 e 04231".
2. Nelle tabelle che seguono del bilancio della Regione per l'anno 2003 e per gli anni 2003 - 2005, sono introdotte le sottoelencate variazioni:
ENTRATA
In aumento
04 - ENTI LOCALI
UPB E04.018 - (N.I.) - Dir. 01 Serv. 03 Tit. 3 Cat. 03 (Cap. 33001) - Proventi derivanti da utili
2003 comp. euro 3.942.000
cassa euro 3.942.000
UPB E04.039 - (Cap. 36213) - Recuperi piani risanamento urbanistico
2003 comp. euro 652.000
cassa euro 652.000
09 - INDUSTRIA
UPB E09.040 - (Cap. 36603) - Proventi da poste attive ex EMSA
2003 comp. euro 2.574.000
SPESA
In diminuzione
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.003 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili
2003 cassa euro 30.000
UPB S02.005 - Consiglio Regionale dell'Economia e del lavoro
2003 cassa euro 25.000
UPB S02.020 - Attività in materia di riforma della Regione di riordino e di revisione legislativa
2003 cassa euro 54.000
UPB S02.025 - RUPAR e Piano Telematico
2003 cassa euro 40.000
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata
2003 comp. euro 280.000
UPB S03.015 - Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
2003 comp. euro 11.378.000
UPB S03.050 - Interessi su rate d'ammortamento mutui c/o prestiti obbligazionari
2003 comp. euro 29.498.000
cassa euro 30.000.000
2004 comp. euro 100.000
2005 comp. euro 100.000
UPB S03.051 - Capitale su rate d'ammortamento mutui c/o prestiti obbligazionari
2003 comp. euro 4.650.000
cassa euro 25.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
UPB S05.029 - Investimenti nell'ambito della gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati
2003 cassa euro 500.000
UPB S05.035 - Interventi per la tutela dei parchi e per le aree protette - Spese correnti
2003 comp. euro 40.000
UPB S05.039 - Interventi a tutela della natura e degli habitat cofinanziati dall'UE
2003 cassa euro 3.558.000
UPB S05.041 - POR 2002-2006 - Asse I - Risorse naturali - Rete ecologica regionale
2003 cassa euro 3.000.000
UPB S05.048 - Interventi a tutela degli stagni, della pesca e acquacoltura e in applicazione della L.R. 28/84
2003 cassa euro 1.500.000
UPB S05.054 - Interventi a tutela del suolo - Investimenti
2003 cassa euro 2.000.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.045 - (Cap. 06175) - Finanziamento di interventi strutturali
2003 comp. euro 9.088.000
07 - TURISMO
UPB S07.020 - (Cap. 07052) - Promozione e propaganda turistica
2003 comp. euro 98.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.036 - (Cap. 11131) - Formazione universitaria
2003 comp. euro 150.000
In aumento
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.014 - (Capp. 02026 e 02027) - Quote associative e contributi una tantum
2003 comp. euro 121.000
cassa euro 121.000
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.003 - (Cap. 03013) - Fondo di cassa
2003 cassa euro 50.472.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.016 (Cap. 04031) - Trasferimento agli enti locali - Parte corrente
2003 comp. euro 1.088.000
cassa euro 267.000
UPB S04.026 - (Cap. 04079) - Gestione del patrimonio e del demanio
2003 comp. euro 500.000
UPB S04.033 (Capp. 04106, 04107 e 04115) - Acquisizione di beni e servizi
2003 comp. euro 1.500.000
cassa euro 800.000
UPB S04.036 - (Capp. 04130, 04131, 04132/01, 04133 e 04134) - Spese di funzionamento
2003 comp. euro 1.860.000
cassa euro 500.000
UPB S04.064 - (Cap. 04201) - Spese per la pianificazione urbanistica e per la gestione del sistema informatico e cartografico
2003 comp. euro 400.000
UPB S04.073 - (Cap. 04231) - Attuazione di piani di risanamento urbanistico
2003 comp. euro 652.000
cassa euro 652.000
05 - DIFESA AMBIENTE
UPB S05.028 - Finanziamenti di parte corrente per la gestione dei rifiuti
2003 cassa euro 500.000
UPB S05.038 - (Cap. 05123) - Investimenti a tutela della fauna
2003 comp. euro 40.000
UPB S05.046 - (Cap. 05146) - Spese varie in materia di pesca, di stagni e di acquicoltura
2003 comp. euro 4.400.000
cassa euro 1.500.000
UPB S05.058 - Contributo all'Ente Foreste
2003 comp. euro 7.000.000
cassa euro 8.707.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.022 - (Cap. 06057) - Finanziamento agli enti strumentali e Consorzi frutticoltura - Parte corrente
2003 comp. euro 418.000
cassa euro 213.000
UPB S06.023 - (Capp. 06063, 06065, 06066 e 06067) - Finanziamento agli enti strumentali e consorzi frutticoltura - Investimenti
2003 comp. euro 1.134.000
cassa euro 1.134.000
UPB S06.024 - (Cap. 06088) - Potenziamento delle imprese agricole
2003 comp. euro 2.000.000
UPB S06.031 - (Cap. N.I.) - Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - spese correnti
2003 comp. euro 150.000
UPB S06.062 - (Cap. 06317) - Investimenti per favorire la valorizzazione dei prodotti agricoli
2003 comp. euro 1.000.000
UPB S06.063 - (Cap. 06329, 06330, 06340, 06341) - Incentivi per la ricerca, la diffusione dell'innovazione ed il potenziamento dei servizi reali e di assistenza tecnica
2003 comp. euro 1.086.000
UPB S06.071 - (Cap. 06382) - Regolazione catastale dei terreni della provincia di Cagliari
2003 comp. euro 1.755.000
UPB S06.072 - (Capp. 06392, 06393, 06395, 06401) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella provincia di Cagliari
2003 comp. euro 2.860.000
UPB S06.078 - (Cap. 06417) - Regolazione catastale dei terreni dell'Iglesiente
2003 comp. euro 100.000
UPB S06.079 - (Capp. 06416, 06417, N.I., 06419) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nell'Iglesiente
2003 comp. euro 1.992.000
UPB S06.085 - (Cap. 06431) - Regolazione catastale dei terreni della provincia di Oristano
2003 comp. euro 900.000
UPB S06.086 - (Capp. 06441, 06442, 06450, 06444) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella provincia di Oristano
2003 comp. euro 1.000.000
UPB S06.092 - (Capp. 06460, 06463, 06469) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella provincia di Nuoro
2003 comp. euro 805.000
UPB S06.099 - (Capp. 06484, 06487, N.I.) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Lanusei
2003 comp. euro 545.000
UPB S06.100 - (Cap. 06495) - Regolazione catastale dei terreni della zona di Lanusei
2003 comp. euro 100.000
UPB S06.106 - (Cap. 06505) - Regolazione catastale dei terreni della provincia di Sassari
2003 comp. euro 280.000
UPB S06.107 - (Capp. 06517, 06518, 06520, 06524) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella provincia di Sassari
2003 comp. euro 2.673.000
UPB S06.114 - (Capp. 06541, 06544, N.I.) - Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Tempio
2003 comp. euro 637.000
07 - TURISMO
UPB S07.012 - (Cap. 07027) - Banche dati e acquisizione di materiale telematico
2003 comp. euro 98.000
UPB S07.028 - (Cap. 07084) - Incentivazioni alle attività turistico-ricettive
2003 comp. euro 1.950.000
UPB S07.029 - (Cap. N.I.) - Compensi agli enti creditizi istruttori (artigianato)
2003 comp. euro 2.600.000
UPB S07.035 - (Capp. 07109 e 07110) - Compensi agli enti istruttori (commercio)
2003 comp. euro 1.780.000
UPB S07.038 - (Cap. N.I. per saldo impegni) - Incentivazioni alle imprese artigiane
2003 comp. euro 4.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.009 - (N.I.) - Dir. 01 Serv. 00 Tit. 1 (01.09) - (Cap. N.I.) - Controllo delle derivazioni e delle utilizzazioni delle acque
2003 comp. euro 150.000
UPB S08.014 - (Cap. 08027) - Finanziamenti agli enti strumentali - Parte corrente
2003 comp. euro 6.250.000
UPB S08.038 - (Cap. 08119-AS) - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria - Parte corrente
2003 comp. euro 490.000
UPB S08.039 - (Capp. 08129, 08130, 08131, 08133, 08137 - AS 7.870.000) (Cap. 08145 - 207.000) - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria - Investimenti
2003 comp. euro 8.077.000
cassa euro 5.073.000
UPB S08.052 - (Cap. 08201) - Servizio idrografico
2003 comp. euro 100.000
2004 comp. euro 100.000
2005 comp. euro 100.000
09 - INDUSTRIA
UPB S09.014 - (Cap. 09046) - Finanziamenti agli enti strumentali - Investimenti
2003 comp. euro 334.000
cassa euro 334.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.038 - (Cap. 11162) - Diritto allo studio universitario - spese correnti
2003 comp. euro 500.000
UPB S11.041 - (Cap. 11184) - Formazione integrata
2003 comp. euro 250.000
UPB S11.050 - (Cap. 11205) - Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali
2003 comp. euro 750.000
UPB S11.064 - (Cap. 11275) - Manifestazioni ed iniziative di promozione nel settore dello sport
2003 comp. euro 250.000
UPB S11.069 - (Capp. 11334 e 11335) - Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2003 comp. euro 1.255.000
12 - SANITÀ
UPB S12.059 - (Cap. 12237 - AS) - Consultori familiari
2003 comp. euro 26.000
cassa euro 26.000
UPB S12.066 - (Cap. 12265 - AS) - Servizi socioassistenziali
2003 comp. euro 208.000
UPB S12.079 - (Cap. N.I. per costruzione canili privati) - Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche
2003 comp. euro 280.000
13 - TRASPORTI
UPB S13.001 - (Cap. N.I. - Saldo d'impegni) - Spese di rappresentanza
2003 comp. euro 2.000
cassa euro 2.000
PRESIDENTE. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 74, 3, 12, 13, 19, 73, 77, 79, 84. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento modificativo Floris
Art. 8
Nell'articolo 8, nella parte in aumento, nello Stato di previsione dell'agricoltura sono apportate le seguenti modifiche:
UPB S06.022 Finanziamenti agli enti strumentali e consorzi per la frutticoltura - parte corrente (cap. 06057)
In aumento
Anno 2003 € 190.000 (74)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 8
Variazioni di bilancio
Nelle variazioni in aumento sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato 2003 € 3.215.000
SPESA
04 - ENTI LOCALI
U.P.B. S04.033 Acquisizione di beni e servizi 2003 € 3.215.000
(Cap. 04106) (3)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 8
Variazioni di bilancio
Sono introdotte le seguenti variazioni:
SPESA
10 - LAVORO
In diminuzione
U.P.B. S10.051 POR 2000-2006 - Asse 3 - Risorse umane - Formazione
2003 CASSA € 7.000.000
In aumento
U.P.B. S10.049 programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
2003 CASSA € 7.000.000 (12)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 8
Variazioni di bilancio
Sono introdotte le seguenti variazioni in aumento:
SPESA
01 - PRESIDENZA
U.P.B. S01.042 Acquisizione di documentazione informatica
2003 € 12.000
ENTRATA
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 12.000 (13)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 8
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Le disponibilità sussistenti in conto del capitolo 11302-00 (UPB S11.067) alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003, possono essere impegnate entro il 31 marzo 2004. (19)
Emendamento aggiuntivo Floris
Art. 8
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
In aumento
U.P.B. S11.016
Cap. 11029 Tutela e valorizzazione della identità culturale all'estero (L.R.
15/10/1997, n. 26, art. 25)
Competenza anno 2003 Euro 50.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2003 Euro 50.000 (73)
Emendamento aggiuntivo Floris
Art. 8
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
In aumento
U.P.B. S11.014
Cap. 11030 Spese per la celebrazione della Giornata del Popolo sardo "Sa
die de sa Sardinia" (L.R. 14/09/1993, n. 44)
Competenza anno 2003 Euro 250.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2003 Euro 250.000 (77)
Emendamento aggiuntivo Floris
Art. 8
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari L.R. 18/11/1986, n. 64, artt. 2 e 8.
In aumento
U.P.B. S11.069
Cap. 11316 (art. 2) Competenza anno 2003 Euro 100.000
Cap. 11317 (art. 8) Competenza anno 2003 Euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2003 Euro 300.000 (79)
Emendamento aggiuntivo Corona - Murgia - Vargiu - Ladu - Cappai
Art. 8
Nell'articolo 8 sono apportate le seguenti variazioni:
in aumento
UPB S04.026 Gestione del patrimonio e del demanio
Anno 2003 euro 6.000.000 per incrementare il cap. 04076
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 6.000.000 (84)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 74 ha facoltà di illustrarlo.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 12 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 13 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 19 ha facoltà di parlare il consigliere Piana.
PIANA (U.D.C.). Comunico il ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 73 ha facoltà di illustrarlo.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 77 ha facoltà di illustrarlo.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 79 ha facoltà di illustrarlo.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 84 ha facoltà di illustrarlo.
CORONA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per presentare un emendamento all'emendamento numero 13. In genere gli emendamenti orali non sono accettabili, se però è utile ai fini dell'impianto della legge, prego.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, volevo presentare un emendamento orale all'articolo 8, naturalmente come emendamento aggiuntivo all'emendamento numero 13.
L'emendamento numero 13 dice: "Sono introdotte le seguenti variazioni in aumento". L'emendamento che proponiamo è di aumentare il capitolo che riguarda i finanziamenti per interventi strutturali in agricoltura da 9 a 11 milioni di euro.
spissu (d.s.). Di quale emendamento stiamo parlando? Il 13 non c'entra niente!
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parliamo di un emendamento aggiuntivo all'emendamento numero 13.
PRESIDENTE. Colleghi, l'Assessore dell'agricoltura sta proponendo un emendamento orale all'emendamento numero 13. Io ho detto che non è accettabile, tuttavia, se l'Aula ritiene, possiamo valutarlo.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Certo, se l'Assemblea non fosse favorevole all'unanimità io lo ritiro.
L'UPB è già in bilancio, cambia solo l'importo da 9 milioni di euro viene portato a 11; avendo trovato 2 milioni non spesi, si può aumentare il famoso fondo della legge regionale n. 21 del 2001, di cui sempre ci riempiamo la bocca: "Bisogna dare qualcosa alla 21, dobbiamo dare qualcosa alla 21", poi, quando capita l'occasione non si dà un bel niente. Se non c'è l'unanimità il sottoscritto e la Giunta ritirano l'emendamento.
PRESIDENTE. Colleghi, l'Assessore propone un emendamento orale con una modifica dell'importo da 9 a 11 milioni di euro.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Sta sbagliando emendamento, Assessore Contu. Qual è l'emendamento?
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. E' l'emendamento numero 3, non 13.
PRESIDENTE. Allora all'emendamento numero 3.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Nel disegno di legge, nella voce 06, agricoltura, c'è la UPB S06.045, capitolo 06175, che dice: "Finanziamento di interventi strutturali 2003, competenze euro 9 milioni 88 mila", l'emendamento consiste nell'aumentare la quota da 9 milioni a 11 milioni 88 mila. Tutto qui.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Da dove li prende? Questo non si sa!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La copertura è sulla UPB E03.031.
PRESIDENTE. Non è un emendamento all'emendamento. Qui stiamo intervenendo nel testo della legge, Presidente. Non posso ammettere questo emendamento, così risolviamo il problema e andiamo avanti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Sugli emendamenti 74, 3, 12 e 13 il parere è favorevole. L'emendamento numero 19 è ritirato. Sugli emendamenti 73, 77, 79 e 84 la Commissione si rimette all'Aula.
FADDA (La Margherita-D.L.). La Commissione era contraria.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Chiedo scusa, sull'84 il parere della Commissione è favorevole, era la Giunta che si era rimessa all'Aula; ho equivocato, chiedo scusa.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, l'emendamento numero 74 è privo di copertura finanziaria, la vuole indicare per cortesia?
FLORIS (U.D.R.-Centro). La indica la Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Dunque sull'emendamento numero 74 la Giunta esprime parere favorevole, ma la copertura è sul capitolo 03017; gli emendamenti 3, 12 e 13 sono della Giunta, L'emendamento numero 19 è ritirato. Sugli emendamenti 73, 77, 79 e 84 la Giunta si rimette all'Aula, però qualora venissero approvati, tutti o parte di essi, la copertura è a valere sulla UPB S03.051.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, vorrei brevemente riprendere alcuni ragionamenti che abbiamo fatto nel corso della seduta che il Consiglio regionale ha dedicato ai problemi dell'agricoltura e poi vorrei entrare nel merito delle variazioni ai capitoli di bilancio contenute nell'articolo 8, per sottolineare con riferimento in modo particolare alle questioni di abbondanza di risorse disponibili nel comparto dell'agricoltura… Presidente, io chiederei di potere essere ascoltato, altrimenti rinuncio a parlare, anzi non rinuncio a parlare, chiedo di poter parlare quando qualcuno si degna ti tener presente che stiamo discutendo una legge importante.
PRESIDENTE. Colleghi, grazie. Prego, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Qualcuno, soprattutto l'onorevole Piana, ha parlato di abbondanza di risorse disponibili nel bilancio regionale da destinare all'agricoltura, che potevano essere distribuite a prescindere dai soggetti beneficiari, non introducendo distinzioni, che pure sono necessarie, e priorità come quando si tratta di amministrare risorse pubbliche. Ebbene, cosa avviene? Avviene che, con l'articolo 8, noi introduciamo una variazione di bilancio che porta delle diminuzioni; l'Assessore ne è a conoscenza perché questa questione l'ho richiamata anche nel corso della seduta che abbiamo dedicato alle questioni riguardanti il comparto dell'agricoltura. La Giunta con queste variazioni introduce nell'UPB S06.045, al capitolo 06175, di fatto non solo una diminuzione delle risorse, ma la loro totale cancellazione... chiedo scusa, anche ai colleghi della Commissione agricoltura che sarebbe utile che seguissero perché...
Allora dicevo che la Giunta chiede addirittura che vengano cancellate le poche risorse che la legge regionale n. 21 del 2000 destinava ai miglioramenti agrari e fondiari, così come recita il capitolo 06175. Le risorse, pari a 9 milioni 88 mila euro per essere precisi, risultano ripartite in aumento in una serie di capitoli, pure importanti e che non sto a richiamare, anche se potrei visto che ho fatto il lavoro di andare a rintracciarli nel bilancio regionale del 2003, nella parte relativa alla ripartizione in capitoli, destinate, dicevo, a interventi che possono essere considerati importanti, ma non rilevanti come ho avuto modo di sostenere in altra occasione per la soluzione dei problemi drammatici che registriamo nell'ambito di questo comparto. Allora io dico: ma si possono cancellare, mettendole in diminuzione, le pochissime risorse di una legge che esiste ormai da tre anni e che non è mai stata attuata, nonostante tutti abbiano riconosciuto la sua bontà e l'esigenza che per modernizzare questo comparto siano necessari investimenti infrastrutturali, sia per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche, sia per quanto riguarda le aziende? Ecco questa legge esiste ormai da tre o quattro anni, essendo stata approvata a fine del 2000, e non è stata mai attuata; di volta in volta, di anno in anno, i pochi stanziamenti destinati con il bilancio ordinario vengono cancellati e indirizzati ad altri interventi. Io ho avuto modo di sottolineare questa situazione, ma è possibile che rispetto ai miglioramenti fondiari a cui destiniamo, ripeto, somme non solo insufficienti, ma perfino insignificanti, possibile che noi preleviamo queste poche risorse per destinarle a finanziare capitoli come, per esempio, quello delle regolarizzazioni catastali, quando queste possono essere fatte normalmente con una pratica ordinaria, con una voltura catastale che un qualsiasi tecnico, purché iscritto all'albo professionale, può presentare chiaramente motivandole, giustificandole, addirittura, con una semplice dichiarazione delle parti interessate o una cosiddetta scrittura privata?
Ecco questa è l'aberrazione che secondo me deve essere modificata, tant'è che chiederò che l'articolo 8 venga votato per parti e vengano votate, in modo specifico, le variazioni in diminuzione e in aumento dello stato di previsione riguardanti l'agricoltura. Io ritengo che ci debba essere un ripensamento da parte dell'Aula, operato votando contro la parte in diminuzione e cancellando la parte in aumento degli stessi capitoli previsti nello stato di previsione dell'agricoltura, senza che questo comporti alcuna variazione di bilancio; ed è per questa ragione che io non ho presentato alcun emendamento pur ribadendo che, rispetto anche ad alcune previsioni qui previste e che riguardano l'aumento della dotazione delle risorse finanziarie, si potrebbe perfino discutere, ma ritengo che quelle priorità non possono andare a danno di un'esigenza rilevante,che è quella di intervenire una volta per sempre per dare risorse ad un settore nei confronti del quale l'amministrazione regionale dovrebbe prevedere progetti di crescita e di modernizzazione. Ecco se questa è l'esigenza mi chiedo come si possa cogliere questo obiettivo cancellando per l'ennesima volta... sì, Assessore, in diminuzione; in diminuzione l'UPB S06.045 che cancella le risorse che sono destinate alla legge regionale n. 21. Se poi andiamo a guardare la situazione aggiornata dello stato della spesa, Assessore, che avete distribuito voi, non parliamo dell'agricoltura, perché la metà del bilancio dell'agricoltura risulta a tutt'oggi non solo non speso, ma nemmeno impegnato.
Assessore, questi atti non li produce né il Gruppo di Rifondazione Comunista né il consigliere regionale Velio Ortu, sono prodotti, dall'Amministrazione regionale, dall'Assessorato quindi anche dell'agricoltura, consegnati agli uffici del Consiglio e questo è lo stato della spesa. Tra l'altro rispetto a questa pubblicazione non c'è stato un ulteriore aggiornamento, se andiamo a guardare il capitolo relativo alla legge regionale n. 21, quindi ai finanziamenti per quanto riguarda i miglioramenti fondiari, effettivamente risultano quelle somme non spese così come è accaduto negli anni precedenti. Io ritengo, e ho concluso, che non sia accettabile che l'Assessore dell'agricoltura non riesca a spendere un euro per le esigenze pur riconosciute di crescita delle aziende agricole, per creare quel processo di modernizzazione che consentirebbe a queste aziende di stare sul mercato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu, ma credo che volesse parlare sulle modalità di voto, eventualmente parlerà dopo.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, ci sono alcuni emendamenti poco chiari. Ad esempio, se gli enti e i consorzi, per meglio dire, come quello della frutticoltura di Sassari, restano in prorogatio per ben quattro anni, perché la Provincia di Sassari non procede alla sua nomina? Questa situazione passa quasi inosservata da parte della Regione e mi ritrovo un finanziamento di 190 mila euro per questi signori che quando si tratta di politici tutto diventa difficile e tutto ha una morale e nulla si dice quando invece la prorogatio, come in questo caso, dura un'eternità e non si interviene per evitare che chi è inadempiente esca da questo modo di governare e consenta, a scadenza naturale, il rinnovo degli organi e dei consigli d'amministrazione i quali, guarda caso, dopo nove anni l'unica cosa che hanno deliberato ultimamente è l'aumento degli emolumenti. Allora se questi denari servono come appare anche per soddisfare l'aumento degli emolumenti di chi è scaduto da ben 4 anni, ciò è al di fuori del mio pensiero e, di conseguenza, non lo condivido assolutamente. Mi dispiace per i presentatori dell'emendamento, ma visto e considerato che demonizzare i consiglieri regionali è lo sport preferito, forse è bene iniziare a capire che la morale riguarda tutti e non solo una parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Solo per chiedere qualche chiarimento sugli emendamenti. Il collega Floris ha presentato l'emendamento numero 77 che stanzia 250 mila euro per la giornata di Sa die de sa Sardigna. Questa manifestazione si è già tenuta, non credo che ce ne sia un'altra da celebrare da adesso fino al 31 dicembre; occorre capire se è stato speso più della disponibilità iniziale, oppure com'è stato possibile approvare un programma se non c'erano le risorse, qual è il motivo di questo emendamento? Così pure per l'emendamento numero 84, Gestione e patrimonio del Demanio anno 2003, 12 miliardi circa di vecchie lire, sei milioni di euro, da adesso a pochi giorni cosa dobbiamo gestire del patrimonio regionale? Qual è la motivazione di un emendamento così ingente di risorse, 6 milioni di euro, per la gestione del patrimonio, cosa c'è dietro questo emendamento? Ora noi stiamo parlando di assestamento, pertanto credo: o c'è una giustificazione o è meglio che queste cose vengano inserite nel corso dell'esame della legge finanziaria dove si può discutere, verificare e capire che esigenze reali ci sono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Solo per chiedere un chiarimento sul contenuto del testo che andrà in votazione e, più precisamente, se a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 30 il testo dell'articolo 8, dove si fa riferimento all'UPB S11.069, debba essere riferito, con l'eliminazione del capitolo 11335 che non è citato nell'emendamento approvato poc'anzi, all'emendamento aggiuntivo all'articolo 7 dall'Aula, che fa riferimento solo all'11334.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, abbia pazienza, lei ha posto un problema e noi abbiamo bisogno di qualche secondo per controllare e darle una risposta precisa.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA, Presidente della Regione. Solo sul chiarimento chiesto dall'onorevole Scarpa, poi nel merito intervengo dopo. La UPB che è indicata nell'emendamento numero 30 va spostata al successivo articolo 9 e serve per le finalità di cui all'emendamento 30.
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di parlare, il Presidente della Regione vuole concludere la discussione, prego.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione.. Relativamente alle questioni sollevate in ordine agli emendamenti, e mi riferisco in particolare all'emendamento numero 74, io non so a che cosa serve praticamente questo finanziamento; sta di fatto che le questioni che sono state sollevate, sia pure in modo implicito, trovano soluzione nelle iniziative che la Giunta ha già assunto in ordine alla verifica di tutte le competenze che sono in godimento da parte degli amministratori degli enti. Quindi, non sono destinate a queste finalità.
Relativamente all'emendamento numero 77, effettivamente quando si approvano i programmi per Sa die de sa Sardigna ci sono sempre delle difficoltà perché con le risorse dell'anno corrente si saldano impegni dell'anno precedente. Io ricordo, così a mente, che c'erano degli impegni per 500 milioni, quindi grossomodo 250 mila euro, quindi dovrebbero riguardare, e senz'altro riguardano, una sorta di saldo di impegni comunque nel corso dell'anno corrente 2003.
Relativamente all'emendamento numero 84, va precisato che la risorsa serve per incrementare il capitolo 04076 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato degli enti locali e questo può essere fatto nel 2003 perché, in questo momento, esistono le risorse. Se non lo dovessimo fare in questo momento non lo potremmo fare certamente nel 2004 perché le risorse sarebbero deficitarie.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu su che cosa vuole intervenire?
ORTU (R.C.). Sulle modalità di votazione, per ricordare al Presidente che durante il mio intervento ho chiesto, al momento della votazione dell'articolo 8, che vengano votate in modo distinto le parti che riguardano gli interventi in agricoltura, sia nello stato di previsione della spesa che delle entrate.
PRESIDENTE. La votazione dell'articolo è successiva; adesso stiamo votando l'emendamento numero 74.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 74.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 66
astenuti 2
maggioranza 34
favorevoli 21
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biancu - Biggio - Businco - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Cugini - Demuru - Dettori - Diana - Dore - Fadda - Falconi - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giagu - Giovannelli - Ibba - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Morittu - Murgia - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Petrini - Piana - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pittalis - Pusceddu - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Scarpa - Secci - Spissu - Tunis - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Serrenti - Pili.)
Si è astenuto, oltre il Presidente, l'onorevole Mauro Pili.
Passiamo alla votazione dell'articolo 8, tenendo conto delle richieste fatte dall'onorevole Ortu. Credo che l'Assessore dell'agricoltura voglia fare qualche dichiarazione.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Signor Presidente e colleghi, prendo la parola sulla richiesta dell'onorevole Ortu per significare che probabilmente può rinunciarvi perché posso garantire all'onorevole Ortu che in diminuzione non c'è assolutamente niente. Io ho spalmato un capitolo che era nelle mani del mio direttore dei servizi, quello dei fondi strutturali, e ho distribuito la stessa somma presso tutti gli Ispettorati agrari, cioè ho fatto uno spostamento da una direzione di servizio ad altre direzioni di servizio che sono gli Ispettorati agrari. Posso garantirle che è così, glielo posso dimostrare quando e come vuole.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, io non posso, in questa fase, aprire un dibattito sulla sua richiesta, pertanto mi dica come dobbiamo votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io chiedo di votare per parti l'articolo 8, una prima parte fino allo stato di previsione 06 - Agricoltura escluso; poi la parte riguardante lo stato di previsione 06 - Agricoltura da votare separatamente e a scrutinio palese perché si vuole diminuire lo stanziamento destinato alla legge regionale n. 21; che poi venga spalmato in un intervento a pioggia è altra cosa.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Io sto pagando i debiti delle altre Giunte!
ORTU (R.C.). Lei può pagare i debiti di tutto questo mondo, ma non può pagarli togliendo risorse agli investimenti in agricoltura, perché, dica la verità, dica che li toglie dalla "21" e che li spalma dove vuole, dopodiché possiamo perfino discuterne! Ma qui non devono essere cambiate le carte in tavola.
PRESIDENTE. Poiché l'articolo 8 prevede varie cose e, fra queste, c'è una parte che riguarda l'agricoltura, adesso metterò in votazione, attenzione colleghi perché è un passaggio delicato e non vorrei che ci fossero incomprensioni, tutto l'articolo 8 ad esclusione della parte che riguarda l'agricoltura sulla quale c'è una richiesta specifica di votazione diversa da parte dell'onorevole Ortu che ha chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico.
(E' approvato)
Adesso passiamo alla seconda votazione per la sola parte che riguarda l'agricoltura. La richiesta deve essere appoggiata da sette richiedenti.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri Demuru, Pusceddu, Scarpa, Dettori, Pacifico, Scano, Pinna.)
(Interruzione dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale))
PRESIDENTE. Stiamo votando Assessore. Lei non può, in questa fase, fare dichiarazioni, abbia pazienza. Adesso stiamo votando tutta la parte che riguarda l'agricoltura.
Ricapitoliamo. Colleghi sono passaggi un po' complicati, se non c'è attenzione è difficile. Votiamo, a pagina 19, lo stato di previsione della spesa in diminuzione e poi, a pagina 21 e 22, lo stato di previsione della spesa in aumento il tutto relativo all'agricoltura. E' chiaro? Un'unica votazione, o favorevoli o contrari o astenuti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balletto - Biancareddu - Biggio - Businco - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Diana - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giovannelli - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Masala - Milia - Murgia - Oppi - Petrini - Piana - Pili - Pirastu - Pisano - Pittalis - Randazzo - Rassu - Satta - Tunis - Usai - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Demuru - Falconi - Ibba - Manca - Masia - Orru' - Ortu - Pacifico - Pinna - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Scarpa.
Si sono astenuti: il Presidente Serrenti - Biancu - Calledda - Cugini - Dettori - Fadda - Granella - Marrocu - Morittu - Pirisi - Sanna Emanuele - Scano - Secci - Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 55
astenuti 14
maggioranza 28
favorevoli 40
contrari 15
(Il Consiglio approva).
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 19 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 73.
Onorevole Sanna vuole intervenire, sulle modalità di voto suppongo. Prego.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Sì, Presidente.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Presidente, per evitare che l'onorevole Sanna chieda il voto segreto sui miei emendamenti su Sa die de sa Sardigna, li ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 73, 77 e 79 sono ritirati; rimane l'84. Metto in votazione l'emendamento numero 84.
Ha domandato di parlare l'onorevole Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Per chiedere il voto segreto, Presidente.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto segreto, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 84.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 68
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 25
contrari 42
voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biancu - Businco - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giagu - Giovannelli - Granella - Ibba - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Milia - Morittu - Murgia - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Petrini - Piana - Pili - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pisano - Pittalis - Pusceddu - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Satta - Scano - Scarpa - Secci - Spissu - Tunis - Usai - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Serrenti.)
Colleghi, gli articoli 9 e 10 non hanno emendamenti, si tratta di una semplice operazione di voto. Votiamoli ora così gli uffici, domani, possono procedere a fare il loro lavoro per la preparazione della legge.
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Infine dobbiamo votare un allegato; metto in votazione la tabella A. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Comunico che sono stati presentati due ordini del giorno. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO DEIANA - SPISSU - CORONA - FADDA - SANNA Giacomo - LADU - VARGIU - BALIA - MURGIA - FLORIS - SCANO - LOCCI - DORE - CAPPAI sulla presenza della Sardegna ai giochi olimpici di Atene 2004 con l'esposizione dei reperti monumentali del VII secolo A.C..
IL CONSIGLIO REGIONALE
ESSENDO VENUTO A CONOSCENZA che sono stati ritrovati in Sardegna reperti monumentali di importanza più che nazionale (figure umane scolpite a tutto tondo di grandezza superiore al naturale, databili al VII secolo A.C.);
CONSIDERATO che tali reperti, oggi in possesso delle autorità competenti (Soprintendenze alle antichità), vengono riportati al pristino stato presso il Centro di restauro e conservazione della Sardegna;
CONSTATATO che la rilevanza della collocazione di tali reperti nella storia dell'arte mondiale, tale da far riconsiderare le attuali cronologie, autorizza una loro presentazione a livello internazionale;
RITENUTO opportuno che tale occasione venga colta per promuovere l'immagine della Sardegna nell'ambito della cultura internazionale,
RITENUTO che la Regione non può e non deve trascurare l'occasione di legare tali fatti in modo indissolubile all'immagine culturale della Sardegna,
impegna la Giunta regionale
a mettere in essere tutte le iniziative e le risorse necessarie per un completo e rapido restauro, e per la esposizione di tali statue in Grecia in occasione dei giochi olimpici di Atene 2004. (1)
ORDINE DEL GIORNO MORITTU - SPISSU - CORONA - FADDA - MURGIA - CAPPAI sulla grave situazione determinatasi a seguito della rinuncia di ALITALIA al collegamento Cagliari - Roma per la salvaguardia dei livelli occupativi.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
- l'applicazione della legge nazionale n. 144 del 1999 sulla continuità territoriale aerea è stata una conquista positiva per i Sardi che ha fatto registrare, nei due anni di applicazione, una notevole crescita nell'utilizzo del trasporto aereo in Sardegna;
- sono emerse alcune criticità riconducibili soprattutto alla necessità di estendere le tratte onorate ad altri aeroporti della penisola e di migliorare le frequenze di volo e la capacità di offerta complessiva;
PRESO ATTO CHE, non essendo stata predisposta alcuna proposta migliorativa, ai fini dell'adozione di un nuovo bando di gara per il triennio 2004-2006, l'ENAC sta procedendo all'affidamento in proroga per il 2004 delle tratte già soggette ad oneri di servizio pubblico, con l'eccezione della tratta Cagliari - Roma per esplicita rinuncia della società ALITALIA;
CONSIDERATO CHE l'incomprensibile rinuncia di ALITALIA sta creando uno stato di grave incertezza per la continuità e qualità del servizio che rischia di ricadere negativamente sui lavoratori aeroportuali avviando così un grave processo di precarizzazione e di riduzione dei livelli occupativi esistenti,
esprime
solidarietà ai lavoratori in lotta,
manifesta
forte preoccupazione per le gravi conseguenze che possono condizionare negativamente lo sviluppo del trasporto aereo in Sardegna,
impegna la Giunta regionale
- ad intervenire nei confronti del Governo nazionale e del Ministro dei trasporti affinché adottino nei confronti di ALITALIA tutte le iniziative necessarie per risolvere positivamente la vertenza in atto accettando la prosecuzione del servizio in proroga per un anno nella tratta Cagliari - Roma;
- a chiedere impegni vincolanti per la salvaguardia dei livelli occupativi e per garantire i finanziamenti previsti per la Sardegna dalla legge nazionale n. 144 del 1999. (2)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sui due ordini del giorno ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sui due ordini del giorno ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La Giunta li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il testo finale del disegno di legge numero 475/A. Il voto è elettronico palese, prego di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 475/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balletto - Biancareddu - Biggio - Businco - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Diana - Fantola - Floris - Fois - Frau - Giovannelli - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Locci - Lombardo - Masala - Masia - Milia - Murgia - Oppi - Petrini - Piana - Pili - Pirastu - Pisano - Pittalis - Randazzo - Rassu - Satta - Tunis - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Manca - Sanna Alberto - Sanna Giacomo - Scarpa.
Si sono astenuti: il Presidente Serrenti - Balia - Biancu - Calledda - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Fadda - Falconi - Granella - Ibba - Marrocu - Morittu - Orru' - Ortu - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 44
astenuti 25
maggioranza 23
favorevoli 40
contrari 4
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Colleghi, i lavori del Consiglio finiscono qui, riprenderemo domani mattina, giovedì' 18 dicembre, alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 13.
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