Seduta n.477 del 22/12/2008 

CDLXXVII Seduta

Lunedì 22 dicembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente GIAGU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 16.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 13 novembre 2008 (468), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Simonetta Sanna ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 22 dicembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi urgenti necessari per il ripristino delle linee telefoniche in Gallura". (1465)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alla situazione sulla Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe". (1466)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione di alcuni comuni dell'alta Marmilla del risarcimento dei danni causati dal nubifragio del 27 e 28 novembre 2008". (1467)

"Interrogazione Agus, con richiesta di risposta scritta, in merito al personale ATI-IFRAS in distacco presso il Servizio beni culturali dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport". (1468)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui costi per la collettività della grande festa finale della ASL n. 8". (1469)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione ai comuni del nord Sardegna del risarcimento dei danni causati dall'alluvione del 12 settembre 2008". (1470)

Discussione e approvazione del testo unificato numero 357-358-359/A: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009 e disposizioni varie" delle proposte di legge Floris Mario: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009" (357); Diana: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009" e del disegno di legge: "Autorizzazione

all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009" (359)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 357-358-359/A.

Facciamo cinque minuti di sospensione prima di dare la parola ai relatori. In Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 17 e 30.)

PRESIDENTE. Bene, prego i colleghi di prendere posto. Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

Prego i colleghi di prendere posto e di fare un po' di silenzio. Prego.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Secondo la consuetudine che ormai si è sempre seguita in quest'Aula, mi riporto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca. C'è una relazione di minoranza, come sapete, e come ho spiegato stamattina, relatore è l'onorevole Diana, al quale do la parola.

Ha facoltà di parlare il consigliere Diana, relatore di minoranza.

DIANA (A.N.), relatore di minoranza. Sì, grazie, Presidente. Io, contrariamente al collega Cucca, non mi atterrò alla consuetudine, nel senso che vorrei svolgere dal punto di vista esclusivamente tecnico e non politico il mio intervento relativo alla posizione della minoranza sull'esercizio provvisorio. Per evitare fraintendimenti e per cercare di non uscire dal tema, così come spesso e volentieri il Presidente ci ha ricordato, mi atterrò solo ed esclusivamente agli aspetti che riguardano appunto l'esercizio provvisorio. Il disegno di legge appare condivisibile unicamente nella sua più basilare motivazione, vale a dire la necessità di provvedere con rapidità all'autorizzazione dell'esercizio provvisorio di bilancio per i primi mesi dell'anno 2009. La crisi politica aperta dalle dimissioni del Presidente della Regione rende infatti impossibile l'approvazione della manovra finanziaria entro il termine massimo del 31 dicembre, fissato dalla legislazione vigente. Non appare invece condivisibile la scelta di adeguarsi al dettato della legge regionale 2 agosto 2006 numero 11, norme in materia di programmazione di bilancio e di contabilità, e seguenti, ci si ritrova infatti in un caso limite. Presidente, io posso anche…

PRESIDENTE. No, onorevole Diana, lei ha ragione… Prego i colleghi di prendere posto e di lasciare svolgere l'intervento dell'onorevole Diana. Prego

DIANA (A.N.), relatore di minoranza. Ci si trova difatti in un caso limite, che la legge regionale di cui sopra, certamente a causa di una carenza normativa cui si dovrà porre rimedio in termini ragionevolmente brevi, non contempla. La legge prevede che qualora si giunga alla scadenza del 31 dicembre senza che la manovra di bilancio sia stata approvata, ma con il relativo disegno di legge già presentato, così come accaduto, l'esercizio provvisorio venga autorizzato sulla base dei dodicesimi della spesa stanziata nel disegno di legge stesso, anziché dei dodicesimi della spesa stanziata nel bilancio vigente, come avveniva nella precedente legge di contabilità. Tale norma, per quanto discutibile, mantiene un senso logico quando viene applicata in un contesto di continuità amministrativa tra le due annualità di bilancio. Essa perde invece senso in due casi particolari: in presenza delle dimissioni volontarie del Presidente della Regione, e all'inizio dell'ultima annualità di bilancio della legislatura. La situazione attuale è caratterizzata dal verificarsi di entrambe queste eventualità. Le dimissioni rassegnate dal Presidente il 25 scorso, qualora dovessero essere confermate, comporterebbero la fine della legislatura prima dell'approvazione del disegno di legge di bilancio. Quest'ultimo sarebbe pertanto destinato a decadere. La possibilità che nella prossima legislatura sia modificato l'orientamento politico della Regione non consente di adottare il presupposto che il disegno di legge venga presentato nuovamente senza alcuna modifica dalla prossima Giunta regionale. Pertanto non appare di buon senso autorizzare l'esercizio provvisorio sulla base di un disegno di legge le cui previsioni di spesa difficilmente andranno a coincidere con quelle del bilancio che sarà approvato dal Consiglio regionale. Allo stesso modo, l'autorizzazione richiesta nel presente testo unificato appare poco prudente alla luce di quanto accaduto in Consiglio regionale il 25 novembre scorso, quando nel corso delle votazioni sul testo unificato "Disciplina per il governo del territorio regionale", e sui relativi emendamenti, è venuta meno la maggioranza politica a sostegno della Giunta regionale, fatto che ha determinato la presentazione delle dimissioni da parte del Presidente della Regione. In assenza di notizie su una mutata composizione della coalizione che sostiene la Giunta regionale, si deve ritenere che la sua consistenza numerica attuale sia la medesima registrata nelle più recenti votazioni tenutesi in Consiglio e che pertanto il disegno di legge di bilancio per il 2009, se venisse messo ai voti, verrebbe probabilmente respinto dall'Aula.

Tutto ciò premesso, si ritiene oltremodo negativa la decisione, maturata presso la Terza Commissione, di non prendere in considerazione la proposta di legge per l'autorizzazione dell'esercizio provvisorio in deroga presentata da me. Detta proposta era mossa dalle medesime considerazioni di prudenza e buon senso che portano a rigettare il presente testo unificato. Allo stesso modo è da valutare negativamente la mancanza, nel testo in discussione, di misure finalizzate a limitare l'accesso ai residui da parte della Giunta regionale durante l'esercizio provvisorio. Tali misure si ritengono necessarie a causa dell'imminenza della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Limitare l'accesso ai residui da parte dell'organo esecutivo servirebbe a garantire parità di accesso alle consultazioni a tutte le forze politiche, evitando che quelle rappresentate nella Giunta possano trarre indebito vantaggio, durante la campagna elettorale, dall'enorme disponibilità di risorse accumulata nei residui di bilancio.

Per le ragioni esposte, la minoranza ritiene, al di là dell'ovvia ed inderogabile necessità di autorizzare il ricorso all'esercizio provvisorio di bilancio, di rigettare totalmente il testo in esame qualora esso non dovesse essere modificato nei termini espressi nella presente relazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, avremo modo di parlare delle dimissioni del Presidente e della profonda, inarrestabile crisi economica e sociale prodotta negli ultimi cinque anni di governo della Regione, crisi che ha assunto dimensioni esponenziali per le dimissioni tardive, capziose e pretestuose. Avrebbero avuto senso quattro anni fa, quando si manifestò interamente il progetto prevaricatore dell'autonomia, della politica, della concertazione e della condivisione delle regole, della democrazia, della correttezza e della legalità amministrativa e contabile, dell'affermazione del potere fine a se stesso, della cultura dell'individualismo, dell'accentramento dei poteri, dell'io come unico depositario delle scelte e delle decisioni.

Cinque anni fa, colleghi del Consiglio, la Sardegna era viva, organizzata, ricca di capacità progettuali e professionali, con progetti di crescita civile di sviluppo socio-economico di primo piano, moderni, d'avanguardia e fra questi Tiscali, che oggi è nell'area della crisi come la totalità delle aziende sarde. Aveva a sua totale disposizione, per la prima volta nella nostra storia, attraverso l'elezione diretta del Presidente, la macchina della Regione, che andava ammodernata e non rottamata, mentre se ne voleva progettare un'altra nuova della quale non è stato dato conoscere nemmeno il prototipo.

In questi cinque anni si è preferita la linea della diversità e della creatività, dello spettacolo e della personalizzazione. Ha sempre voluto stupirci. Ha iniziato la legislatura con non voler fare il giuramento di rito nella solennità di questa Assemblea, come segno di rottura con questa Assemblea e come segno di rottura nei confronti dell'ordinamento costituito; lo conclude con le dimissioni, che rappresentano non solo una sfida alla sua stessa maggioranza, ma una ribellione alle regole della democrazia, quasi un dispetto, il dispetto del bambino riottoso che si ribella e strilla perché gli è stato tolto il ciuccio.

Ma cosa lascia? Lascia macerie, disastri sociali ed economici, disoccupazione, l'apparato industriale dissolto, l'agricoltura fallimentare, il sistema dei servizi, della salute, dei trasporti allo sbando, i rapporti istituzionali politici e sociali in preda a una diffusa e inaccettabile conflittualità, l'apparato burocratico amministrativo della Regione, degli enti e dell'organizzazione pubblica e locale sconvolta nelle strutture, nelle funzioni e nelle competenze, tale da essere classificata come una barca alla deriva. Tutto ciò con l'ambizione di una riforma e di un cambio di direzione di prospettiva di cui non si è riuscito nei cinque anni di governo a capire la logica, i presupposti, le finalità, gli obiettivi. In più si è creata, diffusa e radicata una questione morale, che potremmo più correttamente definire, come è stato scritto l'altro ieri nel fondo de "L'unione sarda", una questione legale, che questa Giunta regionale si porta appresso sin dal suo nascere e dal suo primo vagito. Questione legale è, per esempio - e non di poco conto -, che la nomina del Vicepresidente della Giunta, avvenuta con colpevole ritardo solo l'altro ieri, in attuazione della legge statutaria, sarebbe dovuta avvenire da tempo, esattamente entro dieci giorni dalla proclamazione del Presidente della Regione come impone l'articolo 5, comma 2, lettera a) della legge costituzionale 22 novembre 1999, numero 1.

Questione morale è anche il frenetico movimentismo di questi giorni e di questi tempi della Giunta regionale. La Regione ha invaso la carta stampata e la televisione con messaggi propagandistici oltre ogni limite, soprattutto quelli multimediali, che destano non solo notevoli perplessità, ma anche preoccupazioni, come il caso della società Sardegna.it, messa all'indice con l'interpellanza dei giorni scorsi, o quello del portale Sardegnadigitallibrary.it, definito "la memoria digitale della Sardegna". La pubblicità sui giornali della Sardegna annuncia che nel sito ci sono: "20.000 immagini, 1200 video, 2000 file audio, 1700 pubblicazioni, collezioni fotografiche, reportage, interviste, rari documenti filmati, programmi tv, sceneggiati, sport, intere serie radiofoniche, musica, romanzi, voci, volti, parole, storie e online il grande archivio digitale della Sardegna completamente gratuito e continuamente aggiornato". Tutto questo ci dà una preoccupazione e vorremmo che qualcuno ce ne sollevasse con atti concreti e non con dichiarazioni di comodo, rispondendo a una domanda: i cittadini sardi per poter fruire, direi l'universo mondo dei visitatori di Internet, di tutti i prodotti dei vari programmi multimediali regionali, di Digital Library in particolare, la Regione paga come e quanto i diritti d'autore? Sicuramente l'Assessore della programmazione mi potrà rispondere. Non vorremmo, infatti, che la Regione Sardegna incappasse nelle disavventure nelle quali è incappata Tiscali, che non avendo pagato, o meglio avendo evaso i diritti SIAE, è stata condannata con sentenza numero 8481/08 della IX Sezione civile del Tribunale di Roma, il 28 febbraio scorso, al risarcimento dei danni patrimoniali e non nella misura di 40.000 euro più interessi dall'aprile 2004 in poi e una penale di 516,45 euro al giorno per illecito utilizzo di opere dell'arte figurativa attraverso la loro riproduzione nella sezione dell'arte, sito Internet Tiscali. Tale sentenza è stata pubblicata integralmente il 4 settembre scorso dal "Corriere della Sera" e da "Repubblica" su disposizione del Tribunale di Roma con caratteri doppi per dargli un significato di rilevanza sociale e morale.

Presidente, credo che della pubblicazione di queste disavventure, direi giustamente, riguardano la sua società, se ne deve assicurare personalmente, ma deve assicurare che anche noi e tutti i sardi che analoga disavventura non tocchi al sito Internet della Regione, come altrettanto giustamente deve preoccuparsi del destino incerto dei dipendenti Tiscali, al di là del reale e mai il rimosso conflitto di interessi tra la sua carica istituzionale e il suo essere azionista di una società per azioni. Ma su questo ritorneremo con dovizia di particolari. La verità vera, comunque, è che il conflitto di interessi al momento della elezione è continuato a sussistere per tutti i cinque anni della sua Presidenza, sussiste tuttora in vigenza della legge statutaria, generando non pochi dubbi sulla legittimità dei rapporti posti in essere dalla Regione con Tiscali, ma ne vedremo - e mi riservo di farlo quando ci sarà il Presidente della Giunta - direttamente o indirettamente in materia di società dell'informazione e quindi sull'utilizzo delle risorse del bilancio della Regione. Ne parliamo, appunto, perché stiamo discutendo di bilancio, anche se solo di esercizio finanziario. Ne avremo parlato e ne parleremo, se ci è dato di farlo, più diffusamente in sede di legge finanziaria. Non ce n'è stata la possibilità perché abbiamo ritenuto, invece di affrontare la legge finanziaria, di affrontare una legge urbanistica confusa e confusionaria.

D'altra parte il fallimento è certificato anche da questo bilancio provvisorio che viene sottoposto all'esame dell'Assemblea per il quinto anno consecutivo a testimoniare non solo e non tanto la debolezza e l'insussistenza di una vera alleanza politica, nonostante la consistenza numerica della maggioranza, quanto l'incapacità del Presidente di proporre un progetto credibile di sviluppo per il futuro della Sardegna e di governare il contingente e l'emergenza che ha visto l'economia e l'occupazione decrescere drammaticamente nella scala dei valori degli ultimi cinque anni. E non ci si venga a fare raffronti con il passato perché anche in passato, molte volte, i bilanci della Regione sono stati approvati entro la data canonica del 31 dicembre. Oggi, in questa tredicesima legislatura, la prima con l'elezione diretta del Presidente, con il supporto di una maggioranza bulgara, quindi nelle condizioni di approvare qualsiasi provvedimento, non si è stati capaci mai in cinque anni, una volta, i bilanci nei termini di legge compreso l'ultimo esercizio provvisorio di questa legislatura nella quale si è preferita la strada della solitudine e della sistematica trasgressione delle regole. Però, signori e colleghi del Consiglio, la strada della creatività, della solitudine e della sistematica trasgressione delle regole, degli annunci ad effetto spettacolari come i fuochi pirotecnici, ma dopo i fuochi pirotecnici che illuminano la notte con effetti che durano lo spazio di un attimo, tornano le tenebre, il buio della notte, la notte della politica, la notte della strada percorsa da questa Giunta e da questo Presidente. Le tenebre ci dicono che non c'è consapevolezza della crisi, che la politica accumula ritardi, che i comuni dell'interno sono sempre più poveri e spopolati, che crescono gli iscritti ai Centri servizi per il lavoro, che nella sola Provincia di Cagliari ci sono oggi 150 mila iscritti disoccupati, ben 12 mila in più rispetto al 2007! Cifre allarmanti ma sottostimate perché sono decine di migliaia quelli che manco più si presentano negli uffici di collocamento, specie le donne e gli over 45; che nei consumi i sardi sono gli ultimi in Italia e che la Sardegna è l'unica regione a crescita zero nel 2007, con un prodotto interno lordo che è dello 0,7 per cento! Questi sono dati dell'economia e dell'occupazione in Sardegna, una situazione drammatica, con i poli industriali che vanno dal Nord, al Sud, al centro, che vede le fabbriche chiuse o in procinto di chiudere senza prospettive, senza alternative credibili e certe, mentre i giorni passano ci fanno conoscere una profonda crisi nella quale le dimissioni del Presidente appaiono quello che sono: cioè il frutto di un disegno cinico di autoconservazione, giocato sulla pelle dei sardi che presenteranno il conto, sanzionando la chiusura di un'esperienza aperta e di una speranza disattesa.

Ma c'è, signor Presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei, un altro fatto grave che voglio sottolineare in questa sede perché stiamo parlando del bilancio e dell'esercizio provvisorio. Voglio precisare che la decisione della Corte dei Conti dell'11 dicembre scorso, dà atto che la Regione ha provveduto a rettificare il rendiconto generale dell'esercizio 2006 in ottemperanza alla sentenza 213 del 2008 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 7, della legge finanziaria 2006, mediante l'invio alla stessa Corte dei Conti di un nuovo, nuovo, Conto del bilancio e un nuovo Conto del patrimonio dai quali risulta completamente espunto l'accertamento d'entrata sul capitolo contestato 1210601, ovvero l'accertamento delle cosiddette entrate future. L'articolo 62 della legge numero 11/2006, cioè la nostra legge di contabilità, impone alla Giunta regionale di presentare il Conto del bilancio esclusivamente con apposito disegno di legge predisposto dall'Assessore regionale alla programmazione. Ebbene, la rettifica del Conto 2006 andava approvata dal Consiglio regionale! Avervi provveduto autonomamente con un proprio disegno, con una propria delibera sembra essere, come è, una palese violazione non soltanto delle prerogative dell'Assemblea regionale che non ha potuto esprimere le proprie valutazioni e le proprie necessarie e irrinunciabili determinazioni e questo è un fatto politicamente intollerabile, oltreché giuridicamente illegittimo e ci riserviamo di intervenire in tutte le sedi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, molto brevemente - chiedo scusa, mi stavo avvicinando da lei - la discussione che ha preceduto l'esame dell'esercizio provvisorio tra le forze politiche anche in Commissione ha avuto come oggetto, lo dico soprattutto con riferimento alle osservazioni che faceva l'onorevole Diana, ha avuto come oggetto il riferimento normativo che consente alla Regione di funzionare anche nella fase di esercizio provvisorio. La discussione cioè è se fosse più opportuno o meno opportuno intervenire anche con la norma ad individuare il disegno di legge della Giunta oppure il bilancio del 2008. Questa era la materia del contendere. Io penso, dico così, onorevole Diana, con grande rispetto anche per l'opinione che lei esprimeva, che il disegno di legge della Giunta ha un vantaggio in più, cioè quello di avere una manovra finanziaria attualizzata in ragione di tutte le modifiche, anche normative, intervenute nel corso dell'esercizio 2008, delle strutture costituite, delle linee di attività dell'Amministrazione regionale, anche nuove, che discendono magari da disposizioni anche dello Stato che trasferisce competenze o della Regione che, a sua volta, può attribuire nuove competenze al sistema delle autonomie locali. Cioè, prende come punto di riferimento uno scenario che è quello attualizzato al giorno d'oggi, alle date in cui si discute l'esercizio provvisorio. Però, qualunque scelta faccia il Consiglio, per quanto mi riguarda, sarà una scelta giusta, anche se dovesse decidere di riferirsi al bilancio 2008.

Io intervengo solo per esprimere non una preoccupazione, ma l'esigenza di dare all'Amministrazione regionale, poi vediamo perché la formulazione dell'emendamento che ho proposto, l'ho proposto anche in Commissione e l'ho ritirato, l'ho depositato adesso perché sia valutato, noi abbiamo due istituti, lo dico perché la crisi, la cosiddetta crisi economica non è una crisi che ha origine nell'attività della Giunta regionale, neppure nell'attività di questa maggioranza e neppure nell'attività delle istituzioni pubbliche locali e neppure di questo Consiglio. La crisi economica che noi abbiamo di fronte è una crisi che ha radici lontane, ha radici lontane e una dimensione che non è quella locale regionale, ha una dimensione nazionale ed internazionale e conseguentemente noi paghiamo un prezzo per cose che non abbiamo voluto, se uno volesse fare un ragionamento sui dati dell'occupazione che sono stati diffusi dall'ISTAT pochi giorni fa vedrebbe che la Sardegna è in contro tendenza, ha qualche cosa di meglio di altre regioni d'Italia, per esempio incrementa gli occupati, per esempio incrementa la popolazione attiva, cioè coloro che si rendono disponibili a lavorare, quindi questo è un segnale di fiducia e incrementa anche le persone in cerca di occupazione che non è un dato di per sé negativo, ma al contrario uno cerca lavoro se è in condizione non solo di averne bisogno ma anche di poterne trovare perché se no scatta il sistema, scatta la condizione di rassegnazione. Per chi li ha letti questi dati per anni anche sotto il profilo dell'analisi statistica per funzioni professionali sa bene che il dato dell'ultimo trimestre non è un dato disastroso, che si perdano posti nel settore industriale è un dato comune alla economia occidentale, dappertutto, addirittura noi abbiamo un crollo dell'occupazione dell'industria più alto di quello che ebbe l'agricoltura quando incominciò il processo di meccanizzazione. Quindi, immaginiamo un po' tant'è che gli interventi che sono stati fatti in funzione per l'occupazione sono tutti interventi che sperimentano altri ambiti di analisi, per esempio i nuovi bacini occupazionali, quelli cioè legati più allo sviluppo locale, quindi alla cultura dell'ambiente, alla cura, salvaguardia, valorizzazione del patrimonio e beni culturali, alla socialità diffusa quindi al sostegno alla persona, alla famiglia, alla comunità, sono altri ambiti di intervento che riguardano prevalentemente servizi. Detto questo, che cosa proponiamo? Che due istituti, lo dico perché l'ho detto anche l'altra volta, non pensavo di suscitare scandalo, anzi pensavo che fosse un terreno come si suol dire oggi bipartisan, cioè un terreno su cui al limite anche convergere tutte le forze politiche di questo Consiglio. Noi abbiamo due istituti che abbiamo votato con l'ultima finanziaria nell'articolo 6. Uno è il fondo per l'anticipazione dei benefici di cassa integrazione e mobilità che riguarda i lavoratori che si dovessero trovare in questa condizione per non farli attendere mesi prima di ricevere quel beneficio. C'è un fondo che è di 3 milioni, potrebbe essere utilmente raddoppiato per assicurare anche nel periodo di esercizio provvisorio, la possibilità di intervento per lenire una condizione di difficoltà che questi lavoratori possono trovarsi. E' uno strumento che era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali, che le organizzazioni sindacali sostengono e che noi riteniamo possa essere utilmente rifinanziato e finanziato in modo tale da poter funzionare anche nel periodo di esercizio provvisorio. Il secondo strumento riguarda un fondo che era stato commisurato in circa 500 mila euro e che invece andrebbe anch'esso migliorato nella sua consistenza e che riguarda la possibilità di intervenire nel caso in cui i lavoratori perdano il posto di lavoro senza paracadute, cioè senza poter accedere ai benefici di legge che sono previsti per quanto riguarda l'istituto degli ammortizzatori sociali.

Questo è nella lettera g) dell'articolo 6 della legge finanziaria, quindi è tutto in riferimento alla normativa preesistente, non è normativa nuova. Io, Presidente, lo dico anche alla Giunta, questi sono emendamenti, potrebbero anche funzionare con un intervento diretto della Giunta regionale, con una deliberazione della Giunta regionale con variazione di bilancio all'interno del fondo regionale per l'occupazione, possiamo fare sia l'una cosa, possiamo fare una cosa, possiamo fare l'altra indifferentemente, nel caso in cui si decida di impegnare la Giunta proporrei la trasformazione di quell'emendamento in un ordine del giorno. Cioè, la cosa che non può succedere è che anche nella polemica politica dura, che pure in alcune circostanze ha una motivazione, noi ci si dimentichi delle situazioni più estreme di difficoltà, almeno quelle che intaccano la condizione di vita delle persone più deboli, noi le dovremmo sempre considerare. Lo dico nella speranza, signor Presidente, onorevoli colleghi, che questa ipotesi di lavoro venga condivisa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). La proposta di legge che stiamo esaminando purtroppo è derivata da quella che qualche collega che mi ha preceduto, collega Floris, collega Diana, hanno definito una carenza nella programmazione regionale che ormai si ripete per la quinta volta durante questa legislatura. Un ritardo che si è accumulato anche quest'anno perché, comunque sia, credo che la cosa più importante che è mancata a questa maggioranza è stata quella della capacità di una proposta chiara e netta, rispettosa soprattutto di quella norma che questa stessa maggioranza ha voluto, ovvero della legge regionale numero 11 del 2006 notoriamente chiamata "legge di contabilità". Credo che, Assessore, lei in quel momento presiedeva la Commissione bilancio e in quel momento lei si faceva testimone di una volontà che era quella di garantire certezza, soprattutto quando andavano ad essere predisposti i programmi, ma andavano ad essere predisposti la legge finanziaria ed il bilancio. Bene, ancora quest'anno, noi nonostante i richiami, abbiamo dovuto assistere ad un'incoerenza rispetto alla norma che voi stessi avete voluto, un'incoerenza che porta oggi il collega Uras a dirci che noi dovremo nella votazione dell'esercizio provvisorio tener conto di aspetti che condividiamo con lui che sono quelli che caratterizzano le gravi difficoltà economiche, non solo mondiali, ma della nostra Isola rispetto ad una situazione economica complessiva di recessione che attanaglia tutti i Paesi occidentali e oltre.

Allora, tornando sul tema che abbiamo in discussione mi preme soprattutto far capire a voi colleghi della maggioranza che oggi noi ci troviamo di fronte a delle scelte, le scelte sugli uomini, siamo lì ad attendere se il Presidente che ha rassegnato le sue dimissioni il 25 di novembre reitererà questa sua volontà e allora bisognerà dire se quest'uomo è davvero come si dice nel nuorese est homine oppure b'est s'homine oppure b'est homine e homine, e in questo caso non vorrei ripetere, qui, la frase passata alla storia, riportata in diversi film, diversi programmi televisivi, da Totò, che diceva: "Uomini o caporali", oppure come si dice in Sicilia: "Uomini, uominchi e quaquaraquà". Allora qui, molto probabilmente, ci troveremo ad esaminare appunto dei quaquaraquà, che ripetono in questi giorni volontà di rassegnare dimissioni, ma nello stesso tempo di assicurare agli amici, ai nuovi amici, che sono stati dipinti come nuovi immobiliaristi per la Regione Sardegna che, nella votazione del 25 di novembre, hanno detto no ad una proposta che il Presidente riteneva importante per la nostra Isola. Caro collega Uras, è vero, per la nostra Isola è importante garantire a chi si trova in difficoltà di avere la sussistenza dei mezzi, e per la sussistenza, perché davvero a questo abbiamo ridotto circa 150 mila sardi. Noi abbiamo necessità, bisogni, che non trovano ascolto, dove avrebbero dovuto avere ascolto, nel corso di questi ultimi anni soprattutto, quando periodicamente, trimestralmente, i sindacati ci facevano evidenti i gravi segnali di disagio per molti nostri concittadini, che passavano in quella fascia delle nuove povertà. Bene, non ultimo l'esame sul lavoro dell'ultimo trimestre, di cui abbiamo avuto i dati soltanto dall'ISTAT, ma mai dal Governo regionale, abbiamo avuto questi dati, anzi abbiamo avuto di recente la fornitura, l'invio a domicilio di ognuno di noi dei dati riferiti addirittura al 2007, quando sappiamo benissimo che, una volta, l'osservatorio industriale ci produceva trimestralmente questi dati, possibilmente nella giornata della pubblicazione. Si è voluto cancellare anche quell'esperienza, che era uno strumento perché noi amministratori, noi legittimati da un'elezione da parte della nostra cittadinanza, avevamo diritto a sapere quali erano le condizioni del lavoro. Quali erano le condizioni che avevamo dell'economia sarda, quali sono, comunque sia, oggi le difficoltà che i nostri settori produttivi stanno affrontando. E non ultimo vengono i dati dell'ISTAT, che ci dicono che nell'ultimo trimestre noi in Sardegna abbiamo perso complessivamente 17 mila posti di lavoro, di cui 10 mila soltanto nel settore dell'edilizia.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIAGU

(Segue CONTU.) Allora, queste cose devono preoccuparvi, cari colleghi, devono preoccuparvi perché davvero non siete stati in grado di gestire, non soltanto le risorse di un'annata finanziaria, ma di gestire, e pertanto c'è nella proposta della Giunta, la possibilità e la richiesta di utilizzare tutti i residui. Bene, in tre mesi, come nella vostra proposta, vorreste utilizzare tutti i residui dell'annata finanziaria del 2008. Ma almeno fosse, purtroppo la situazione che stiamo vivendo, di quella proposta, molto probabilmente, si dovrà discutere, si dovrà discutere soprattutto l'aspetto che una volta che il Presidente si dimette, se noi davvero possiamo attivare un esercizio provvisorio su un bilancio che decade, come decade il Presidente, e come nello stesso tempo dovrebbe decadere lo stesso Consiglio. Allora, dico, e in questo vorrei appellarmi a voi e alla vostra sensibilità, colleghi tutti del Consiglio, molto probabilmente noi abbiamo bisogno di cimentarci su questa proposta della Giunta, modificandola, ma modificandola in quello che è ancora uno strumentale ricorso alle acrobazie finanziarie, che non hanno di sicuro avuto grande successo, viste le sentenze che continuano ad arrivare sugli esercizi finanziari 2006, 2007 e 2008, e tante altre dovremo attenderne. Devo dire, Assessore, devo dire che molto probabilmente la sensibilità avrebbe voluto, ma soprattutto la prudenza avrebbe voluto che noi andassimo ad avere una proposta su un esercizio provvisorio basato su che cosa? Basato su un bilancio, quello vigente, quello del 2008, dove davvero molto probabilmente avevamo la certezza anche della possibilità della spesa. Allora, dette queste cose, io credo che non avanzi altro da dire, perché davvero sarebbe troppo lunga, e sinceramente non ho nessun interesse, non abbiamo nessun interesse a che la discussione vada, comunque sia, fino ai limiti, perché davvero i limiti li avete superati e di questo ve ne sarà un giudizio alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Grazie Presidente. Ma, ad ascoltare alcuni colleghi nell'Aula, questo pomeriggio, a cominciare dall'onorevole Floris, ho avuto il dubbio che si stesse parlando della Sardegna trovata alla fine del 2004, piuttosto che la Sardegna di questi giorni. Ha parlato, l'onorevole Floris, di un apparato amministrativo allo sbando, di una deriva, di uno stato di crisi, ha parlato di una questione morale. Ma, io vorrei dire, da quale pulpito viene la predica? Perché se questione morale c'è stata in questi anni è la questione morale di chi, avendo un ruolo da protagonista nella vita pubblica, ha fatto sì che in questa Regione proliferassero oltre 100 enti di pararegionali, che hanno alimentato per anni un sistema politico e parapolitico che ha costituito il vero cancro di questa Regione. Un sistema fatto di consorzi di bonifica, che assumevano gli amici e gli amici degli amici, di consorzi industriali fasulli e fatiscenti, che costituivano il 25 per cento dei consorzi industriali della Sardegna, ma producevano soltanto il 2 per cento dei consorzi industriali, di 25 Comunità montane, a loro volta con Assessori retribuiti, per sovrapporsi nel governo del territorio a 8 Province, di oltre 7 enti nell'agricoltura, di 13 enti nel turismo, e di altri svariati enti minori nel settore delle acque e delle case popolari.

E' questa la vera questione morale, di chi aveva gli elenchi degli assunti nell'Ente foreste, e grazie a questi elenchi degli assunti dall'Ente foreste ha alimentato la propria attività politica. Questa è la vera questione morale. Io vorrei sapere, in quegli anni, chi ha gestito quegli Assessorati, chi ha alimentato quelle clientele, chi ha controllato quelle assunzioni? Questa è la vera questione morale, e io credo che chi è stato protagonista in quegli anni, e ha avuto più responsabilità di altri, dovrebbe avere il buon gusto di tacere, prima di parlare di questione morale. Qual è la questione morale? Di chi ha chiuso quegli enti? Di chi ha evitato che fossero assunti gli amici degli amici? Qual è la vera questione morale in questa regione? Questa è la domanda che ci dobbiamo fare. La questione morale qual è? Quella di chi ha cercato di risanare il bilancio? La questione morale è di chi invece di andare ad indebitare la Regione, a fare mutui su mutui, a decuplicare il debito della Regione, ha cercato di far sì che lo Stato facesse fede ai propri impegni verso la Regione Sarda? Qual è la vera questione morale? Qual è la questione morale, quella di una generazione politica che ha fallito nel suo compito, e ci ha consegnato nel 2004 una Regione fortemente indebitata, fortemente in crisi, senza una prospettiva, senza una direzione, con investimenti che non erano investimenti ma erano solo indebitamento, senza un futuro, senza una direzione chiara? Una Regione che era indietro in tutti i suoi atti programmatori, che da vent'anni non faceva un Piano sanitario; e quel piano sanitario valeva il 40 per cento del budget regionale. Un Piano sanitario che faceva comodo non fare, perché se non si pongono gli obiettivi, non è possibile richiamare i direttori generali al compito. Se non si pongono gli obiettivi, non è possibile indicare le responsabilità di qualcuno. E in quella mancata indicazione di responsabilità si alimentava, ancora una volta, la casta, la casta di una politica che è venuta meno al suo compito, che non si preoccupava neanche di dare un indirizzo, perché non dando un indirizzo faceva salvi tutti, e nessuno era responsabile. E io mi stupisco come queste persone, ancora, che sono state protagoniste di quel periodo nefasto della storia dell'autonomia sarda, oggi, abbiano il coraggio di dire queste cose! Quale questione morale? Quella di chi assumeva come direttore generale gli amici degli amici, di chi ha controllato la sanità, di chi non faceva il Piano sanitario, di chi non faceva il Piano dei trasporti, di chi non faceva il Piano del commercio, di chi non faceva il Piano dei servizi sanitari, di chi non faceva la riforma della Regione? Qual è la questione morale? Vergognatevi, colleghi, vergognatevi! Allora, in questa questione morale, vogliamo parlare di che cosa, della "Digital Library"? Vogliamo parlare di quello che ha cercato di fare questa Regione per rendere accessibile il patrimonio culturale di questa Regione? Parliamone! Vogliamo parlare di Saatchi & Saatchi? Benissimo, parliamo di Saatchi & Saatchi! Allora, c'è un'indagine io ricordo che su Saatchi & Saatchi questo Consiglio…

PRESIDENTE. Colleghi vi prego di mantenere un certo contegno.

Chi volesse prendere la parola la prenderà dopo.

PORCU (P.D.). Io ricordo che su Saatchi & Saatchi …….. che invece ha sovrapposto il suo compito a quello di altri organi si è rifiutato su Saatchi & Saatchi…

DEDONI (Riformatori Sardi). No, questo non lo tollero!

PORCU (P.D.). E' agli atti….è agli atti… non ha consentito al Presidente della Regione…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, non mi costringete ad interrompere la Seduta, per cortesia.

Facciamo intervenire l'onorevole Porcu. Facciamo esporre le sue ragioni, chi interverrà dopo esporrà le proprie.

Prego onorevole Porcu.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, che si attenga all'ordine del giorno!

PRESIDENTE. Onorevole Cappai per cortesia, si calmi, è iscritto a parlare no?

Prego onorevole Porcu

PORCU (P.D.). Ho temuto per un attimo che i colleghi avessero lo spinotto del mio microfono.

E' agli atti, il Presidente della Regione ha chiesto di essere ascoltato in una Commissione d'inchiesta che doveva essere politica ma si è limitata a fare il doppione di quello che stanno facendo i giudici, con le loro indagini, e io credo che nel momento in cui…

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, mi iscrivo a parlare per fatto personale!

PORCU (P.D.). …che quella Commissione non ha dato questa possibilità credo che sia stata un'occasione mancata e credo che sarebbe stato importante per quella Commissione e per questo Consiglio avere l'opinione del Presidente, che non mi risulta sia stato sottoposto a null'altro che ad una indagine conoscitiva in merito a degli atti amministrativi, non degli atti che presuppongono un dolo di qualsiasi genere, quindi se noi esaminiamo la questione Saatchi, la questione Saatchi sono degli atti amministrativi dove la giustizia sta seguendo il suo corso e dove siamo molto lontani dall'arrivare alla parola fine. Sul caso Saatchi io ricordo ai colleghi che tre mesi prima dell'inizio della Commissione che doveva giudicare c'è stato un collega, l'onorevole Pili, che aveva già preannunciato quello che sarebbe successo, molto prima che la Commissione si riunisse, ed è indubbio che il caso Saatchi sia un caso tutto politico, è l'ennesimo polverone che ha sollevato il centrodestra per venir meno alla sua responsabilità di entrare nel merito delle riforme portate avanti in questi anni e quando il collega…

PRESIDENTE. Se abbiamo voglia di lavorare continuiamo se no interrompiamo la Seduta.

PORCU (P.D.). Quando il collega si dice che non è stato rimosso il conflitto di interessi io credo che faccia torto a questo Consiglio e a quest'Aula, perché si dimentica che nei giorni scorsi il Presidente della Regione seguendo i dettami della legge statutaria della Regione Sarda, legge assolutamente innovativa in tema di conflitto di interessi, una delle norme più innovative in campo europeo, ha deposto le sue proprietà in una gestione fiduciaria cieca e io credo che bisognerebbe dar atto al Presidente della Regione di essere stato coerente con una legge sul conflitto di interessi che egli stesso ha fortemente voluto, a differenza del Presidente del Consiglio Berlusconi che non solo non ha mai voluto una legge sul conflitto di interessi ma quella legge sul conflitto di interessi limita ad una sorveglianza dell'autorità garante per la concorrenza quindi queste differenze vanno chiarite perché altrimenti non diamo ai sardi le informazioni dovute. Tornando anche al merito di questo esercizio provvisorio, la Corte dei conti, per quanto riguarda il Rendiconto 2006, ha corretto che cosa? Il modo in cui i debiti che abbiamo trovato degli anni precedenti vengono coperti dalle entrate future. Quindi ci ha detto che non puoi, per quanto riguarda i debiti accumulati nel passato, cancellare i mutui, li devi lasciare e non li puoi cancellare con le entrate future questa è l'operazione che è stata sanzionata e che è stata corretta. Cioè una operazione che era assolutamente prudente e coerente con una sana gestione che voleva dire cancelliamo mutui perché chi verrà poi dopo di noi non abbia la tentazione non solo di spendere le risorse che verranno, ma anche di accendere nuovi mutui. Mentre per quanto riguarda le entrate anticipate nell'ambito del bilancio pluriennale nulla è stato detto, anzi la sentenza che dà il via libera ai 500 milioni di recupero dell'Iva pregressa fanno presagire che da questo punto di vista il bilancio 2007-2008 è assolutamente legittimo. Quindi io chiedo e credo che, a meno che non vogliamo anticipare un dibattito dai contenuti diversi su questi temi dobbiamo dare le informazioni corrette, non c'è un pericolo per il bilancio, il bilancio è legittimo anzi la recente sentenza che ricordava l'onorevole Floris ci fa capire che è assolutamente legittimo il comportamento della Regione. Per quello che diceva l'onorevole Contu sulle statistiche Istat… le statistiche Istat sono classifiche Istat - l'Istat ha un sito le può scaricare - e le statistiche Istat, guardate bene, come i dati sul lavoro, come i dati sull'economia, come i dati sull'andamento in generale del turismo, come i dati sul settore delle costruzioni, se noi vogliamo essere onesti intellettualmente, non li possiamo prendere in assoluto ma li dobbiamo prendere a partire dal 2004, e se li prendiamo facendo fermo il 2004 ci accorgiamo che questa Regione nonostante abbia appena messo le mani nella macchina amministrativa, ha appena avviato un ciclo di riforme che dovrà portare risultati nel tempo, perché quando faccio un'operazione come quella di master and back o un'operazione come quella degli assegni di merito, con cui investo su migliaia di giovani, e sull'istruzione di migliaia di giovani, è un investimento per il futuro che porta risultati nel tempo, ma se prendiamo i dati sul turismo, e qui c'è l'Assessore al turismo, ci accorgeremo che le presenze in Sardegna sono cresciute del 15 per cento e che l'andamento degli occupati in questa Regione oscilla ciclicamente intorno alle 610 mila unità, per cui se non c'era emergenza ieri non c'è emergenza oggi e se c'era emergenza oggi c'era emergenza anche ieri, perché abbiamo appena messo le mani al sistema delle riforme, ci siamo appena messi a sbloccare investimenti anche sulle infrastrutture, come abbiamo fatto per il G8, sbloccando un miliardo di investimenti quindi dobbiamo partire e guardare a quello che è successo in questi anni a partire dal 2004 per concludere, io credo, che l'esercizio provvisorio presentato sia conforme anche per quanto riguarda la previsione di dodicesimi che riguarda l'articolo 2009 ai dettati dalla nostra legge di contabilità segnatamente all'articolo 29. Però ci rendiamo perfettamente conto che in una fase finale di legislatura e anche nell'incertezza della giusta competizione elettorale che porterà i sardi a decidere chi guiderà la Sardegna nei prossimi cinque anni, e noi siamo fiduciosi di guidarla ancora nei prossimi cinque anni, possa essere accolto, come mi sembra sia accolto nella sostanza, l'emendamento presentato dal nostro Capogruppo, che la spesa in dodicesimi faccia riferimento all'esercizio passato piuttosto che al bilancio 2009 che è ancora in discussione perché e in discussione, anche chi guiderà la Sardegna nel prossimo anno e nei prossimi cinque anni. Quindi io credo che anche in questo, stando nel merito, ci sia stato un accoglimento di un'obiezione sollevata dai colleghi del centrodestra in Commissione e credo che se in questa discussione ci limitassimo invece che a fare propaganda come ha fatto qualche collega al merito di questo esercizio provvisorio, eviteremo di anticipare il dibattito di domani e faremo cosa più chiara e gradita a chi ci ascolta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Si dice che quando una legislatura inizia male, difficilmente finisce meglio, e io credo che questa legislatura, che è iniziata malissimo, non poteva finire se non in questo modo. Perché noi abbiamo iniziato questa legislatura con un Presidente che si rifiutava di giurare di fronte all'Assemblea dei sardi, che ha già manifestato la sua insofferenza nei confronti di questa Assemblea, e poi, per la prima volta dopo sessant'anni di autonomia, questo Presidente, che era insofferente da subito nei confronti dell'Assemblea e nei confronti dei sardi, ci porta ad elezioni anticipate. Credo che, sotto un certo profilo, sia un bene nel senso che sono quattro o cinque mesi di governo che vengono tolti a questo Governo regionale, e su questo io credo che la Sardegna abbia tutto da guadagnarci; però io credo che partendo proprio da questo dato, dallo strumento che oggi stiamo discutendo che è l'approvazione dell'esercito provvisorio, noi sappiamo che comunque i bilanci devono essere approvati a tempo debito e, tutte le volte che si ricorre all'esercizio provvisorio, si dimostra che c'è un fallimento del Governo e che comunque non si è riusciti ad approvare in tempo la manovra finanziaria in modo da dare la possibilità ai sardi di spendere le risorse disponibili nel bilancio. Quindi io credo che, già il fatto che si arrivi all'approvazione di tre mesi di esercizio provvisorio (che sicuramente non basteranno), questo dimostri già qual è stata l'efficienza della Giunta nella predisposizione del bilancio. Ma quello che ha sorpreso più di tutto è che io ho sentito dalla maggioranza e dal Presidente che il fatto che si approvasse l'esercito provvisorio, quindi la spendita in dodicesimi, non era una limitazione per il governo della Regione, ma questo poteva andare bene lo stesso. Io non ho mai sentito in vita mia una dichiarazione del genere! L'esercizio provvisorio è sempre limitante, perché appunto si spende in dodicesimi il bilancio, quindi non si possono programmare appieno le risorse presenti nel bilancio proprio perché si tratta di esercizio provvisorio. E devo dire che da subito, nei confronti di questo esercizio provvisorio, si è animata una discussione, perché questo Governo regionale voleva approvare l'esercizio provvisorio facendo riferimento al bilancio del 2009. Allora, il bilancio 2009 sa, questa Giunta regionale, che non può essere approvato da questo Governo regionale e che non può essere approvato da questa maggioranza, perché il bilancio 2009 verrà approvato dal prossimo Governo regionale, non certo da questo! Allora mi dovete spiegare perché l'esercizio provvisorio doveva far riferimento al bilancio del 2009 quando sapete benissimo che non sarete voi ad approvarlo, ma semmai sarebbe stato più giusto, come sarà giusto, fare riferimento al 2008, perché il 2009 non lo dovete neanche trattare, perché io mi auguro che un Governo più autorevole e più capace sia in grado di predisporre un bilancio per il 2009 e quindi approvarlo, ma non certamente questa Giunta regionale che ormai è totalmente allo sfascio e che non deve sicuramente mettere mano sul bilancio del 2009.

Ma io credo che soprattutto questa maggioranza non ha la consapevolezza della crisi che sta vivendo oggi la Sardegna; il fatto che dica che non è indispensabile spendere le risorse come avrebbe dovuto spenderle, questo dimostra che c'è un distacco, c'è un distacco, Assessore, tra quello che sta pensando la Giunta e quello che stanno vivendo i cittadini! Perché non vi rendete conto della povertà che si è accumulata in questi ultimi anni, della situazione drammatica che si vive nel territorio. E il fatto che voi diciate queste cose dimostra esattamente questo.

Allora, io ho sentito delle dichiarazioni mi pare da aperta campagna elettorale. L'onorevole Porcu dice "basta leggere i dati Istat", ma i dati Istat noi li abbiamo letti tutti, e i dati Istat dicono che i disoccupati stanno aumentando in Sardegna, che i cassintegrati stanno aumentando, questo stanno dicendo i dati Istat, che i comuni delle zone interne si stanno spopolando, che c'è una fuga generale, che ormai i comuni delle zone interne sono diventati cumuli di case vuote: questa è la realtà e queste sono le cose contenute anche all'interno di questi dati. Io credo che, se ancora ce ne fosse bisogno, bisognerebbe capire cosa sta succedendo nei settori portanti dell'economia della Sardegna, cos'è successo nell'agricoltura in questi anni che è stata completamente distrutta da questo Governo della Regione, era già in crisi per dire la verità ma questo Governo ha contribuito alla fine, alla morte dell'agricoltura in Sardegna, che è uno degli elementi portanti dell'economia della Sardegna.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue LADU.) Così come il settore industriale è morto, sta morendo adesso con gli ultimi pezzi importanti che sono soprattutto il settore tessile del Nuorese dove non mi pare che questo Governo della Regione abbia fatto politiche in grado di rivitalizzare l'industria e di fare in modo che questa industria diventasse un settore portante dell'economia della Sardegna come lo è stato in passato. Allora bisogna dire invece che questo Governo della Regione in questi anni è stato capace di cancellare le leggi di settore e di ammazzare i settori produttivi, perché ormai le leggi di settore - la numero 9, la numero 11, la numero 51, la numero 15, la numero 17 - non esistono più, le avete cancellate! Perché avete fatto tutta una serie di politiche che non hanno guardato alla crescita vera dei settori produttivi.

Allora, io sono sorpreso da certe dichiarazioni che ho sentito questa sera; da certe dichiarazioni che ha fatto in particolare l'onorevole Uras il quale ha tentato di difendere l'indifendibile: lui stasera ci ha detto "alcune cose sono state fatte", e quindi praticamente questo Governo, secondo le dichiarazioni dell'onorevole Uras, ha operato bene. Forse lui sarà contento, perché questo Governo ha fatto aumentare i poveri in Sardegna che sono molti ma molti di più di quelli che sono stati trovati nel 2004, e probabilmente, per la politica che vuole portare avanti lui e il suo partito, si vuole alimentare e si vuole, diciamo, incrementare una certa situazione. E io, quando si dice che l'impegno di questo Governo deve essere soprattutto incentrato per fare interventi assistenziali, non sono assolutamente d'accordo, Uras, perché non è elemosine che chiedono le persone che sono in difficoltà: io credo che i cittadini hanno bisogno di un lavoro sicuro, hanno bisogno di certezze perché con le elemosine non si risolvono i problemi, non si risolvono i problemi! Io credo che invece noi avremmo dovuto fare una politica incentrata veramente sulla crescita vera della Sardegna, non certo alimentare illusioni e fare interventi che rinviano la soluzione del problema e che non vanno a risolvere i veri problemi oggi dell'occupazione in Sardegna. Ma io credo che anche su un altro punto, che mi pare che è stato in qualche modo toccato anche dall'ultimo intervento di Porcu il quale parla di Regione efficiente che ha fatto delle cose importanti per la Sardegna, io credo che bisognerebbe dire e spiegare qual è questo efficientismo che è stato dimostrato dalla Giunta regionale, perché io sinceramente non l'ho visto; perché se andiamo a vedere l'ultimo bilancio della Regione noi vediamo che i fondi residui sono bellamente aumentati, che sono sicuramente più cospicui di prima, che molte spese non sono arrivate a destinazione e che questo Governo regionale è stato capace di creare lacci e lacciuoli che hanno impedito la spendita delle risorse. Quindi io credo che si può dire che un Governo efficiente è un Governo che spende le risorse che ha a disposizione, non certo che le accumula come ha fatto questo Governo della Regione. Ma anche per quanto riguarda le riforme, bisogna capire che cosa significa essere riformisti e quali sono le riforme che ha fatto questo Governo della Regione, perché se noi confondiamo questo aspetto vuol dire che non abbiamo capito il problema. Perché quando noi diciamo che abbiamo fatto la riforma degli enti agricoli e quindi abbiamo risolto i problemi dell'agricoltura, noi stiamo dicendo una grande balla ai sardi! Perché noi sappiamo che la riforma degli enti agricoli non è servita minimamente per risolvere i problemi dell'agricoltura ma non è soprattutto servita a ridurre le spese degli enti agricoli, perché noi abbiamo visto che c'è stato uno spostamento del personale degli enti agricoli e il risultato è che l'agricoltura è morta e soprattutto i servizi in agricoltura si sono ridotti dopo la riforma degli enti agricoli, che è stata fatta da questo Governo della Regione. Così come la riforma dei consorzi di bonifica, io credo che alla fine poi vedremo quali saranno i risultati della riforma dei consorzi di bonifica, noi vediamo che il personale… i consorzi di bonifica che hanno comunque svolto un ruolo importante nel passato, certo c'erano alcune situazioni che andavano riviste, questo ne siamo consapevoli perfettamente, ma oggi i consorzi di bonifica sono stati cancellati letteralmente con questa riforma e comunque il personale sta andando ad occupare altri enti e non credo che, insomma, la Regione spende di meno dopo la riforma degli enti agricoli. Così come un altro errore pacchiano è stato quello di pensare che praticamente i problemi dell'industria si risolvevano con la riforma dei consorzi industriali. L'abbiamo visto, lo stiamo vedendo; la riforma dei consorzi industriali non risolve minimamente i problemi dell'industria e tant'è vero insomma che la situazione che c'è oggi in Sardegna dimostra che è una situazione devastante per quanto riguarda lo sviluppo dell'agricoltura in Sardegna.

Io chiudo dicendo un'ultima cosa e mi riferisco alla questione morale, che riguarda comunque anche questo Consiglio regionale, che riguarda questo Governo della Regione. Io mi auguro che venga fatta chiarezza nel breve tempo, che venga fatta chiarezza, insomma, perché io credo che mai una Giunta è stata, diciamo, messa sotto l'attenzione degli organi di controllo, degli organi giudiziari, diciamo, per il suo operare, per come ha amministrato la cosa pubblica. Ecco…

CALLEDDA (P.D.). Vi basta guardare la Giunta precedente! Sii serio! Ma di quale questione morale vuoi parlare, della Fideuram vogliamo parlare.

LADU (Fortza Paris). Ecco, io credo…, ma la vuoi smettere, fai finire… io credo… cosa, Fideuram? La Fideuram non è certamente un discorso che riguarda me, tu devi parlare di me e non della Fideuram.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, vada avanti nel suo intervento.

LADU (Fortza Paris). Io non so manco cos'è, io ti ripeto, l'ho già detto che io ci sono tanti anni né la finanza né carabinieri non sono mai venuti a prelevare documenti, quindi, io ti posso dire il mio passato come amministratore è limpido… però quello che voglio dire…

CALLEDDA (P.D.). Non lo faccio mai e lo sai.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, non è che lei deve parlare con Calledda abbia pazienza, abbia pazienza parli al Consiglio, onorevole Ladu, e possibilmente a questa Presidenza, come prevede il Regolamento poi magari tra di voi vi vedete e chiarite. Prego.

LADU (Fortza Paris). No io, comunque… mi ha interrotto non doveva fare interrompere a lui

PRESIDENTE. Infatti l'ho richiamato prego.

LADU (Fortza Paris). Per dire, insomma che l'onorevole Porcu si lamenta che il presidente Soru non è stato sentito dalla Commissione, io credo gli atti erano talmente chiari in merito a questa vicenda, che per quanto ci riguarda noi conosciamo molto bene la situazione, però io credo che il presidente Soru verrà ascoltato, ma verrà ascoltato nelle sedi opportune, e io spero tra non molto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, colleghi dobbiamo sospendere cinque minuti in Aula, perché abbiamo un problema all'impianto quindi il tempo di resettare e di riavviare l'impianto, cinque minuti di sospensione in Aula.

(La seduta, sospesa alle 18 e 39, viene ripresa alle 18 e 46.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, abbiamo risolto il problema tecnico, possiamo proseguire nella nostra discussione, se i colleghi riprendono…

DEDONI (Riformatori Sardi). Mi ha dato la parola, Presidente?

PRESIDENTE. Prego? No, no, non le ho dato la parola, anche perché lei si è iscritto fuori termini.

DEDONI (Riformatori Sardi). Per fatto personale.

PRESIDENTE. Alla fine, onorevole Dedoni, mi sono perso il fatto personale e anche la sua richiesta, le chiedo scusa. Ha chiesto la parola l'onorevole Vargiu, prego onorevole Vargiu, prego i colleghi di stare al loro posto per consentire a chi interviene di svolgere l'intervento, possibilmente col massimo silenzio.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, il sistema non funziona ancora. Presidente, continua a non funzionare.

PRESIDENTE. Mi dicono di sì, io ho dato la parola all'onorevole Vargiu che ha il microfono acceso e quindi. Non lo so, onorevole Vargiu io le do la parola, poi vediamo insomma se c'è ancora qualche altro problema residuo.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Posso, Presidente. La ringrazio Presidente, colleghi del Consiglio, signori rappresentanti della Giunta. Io cercherò di attenermi nel mio intervento al ragionamento che riguarda esclusivamente l'esercizio provvisorio, mi rendo conto, però, che è difficile farlo e mi rendo conto che ragionando sull'esercizio provvisorio è inevitabile allargare la riflessione, anche se più appropriatamente la riflessione sulle questioni specifiche che vanno di corollario all'esercizio provvisorio andrà riservata senz'altro al ragionamento che noi faremo nella giornata di domani nel corso del dibattito sulle dimissioni del Presidente della Giunta. E riservarsi di non fare un intervento che entri in polemica e sulle cose concrete che riguardano l'intero corso della legislatura, significa non fare un comizio di campagna elettorale, io non credo che sia utile, collega Porcu, fare un comizio stasera in Aula; non credo che sia utile perché gli 85 consiglieri che siedono in questa Aula hanno comunque tutti una valutazione politica abbastanza precisa sulle cose che sono successe in questo quinquennio e difficilmente con un'operazione di carattere mediatico o con una operazione di comunicazione, nella quale peraltro lei è sicuramente bravo, anche perché fa parte della sua professione, riusciamo a spostare equilibri all'interno di quest'Aula. Credo che invece questa Aula possa fare una riflessione relativamente serena, relativamente rispetto al periodo in cui la discussione stessa va ad incastrarsi, su che cosa significa avere un esercizio provvisorio il 22 di dicembre dell'ultimo anno dell'esercizio dell'attività della Giunta. Perché veda, collega Porcu, vedano gli altri colleghi del centrosinistra, non siamo al primo esercizio provvisorio di questa Amministrazione regionale, siamo al quinto esercizio provvisorio su cinque annualità, e allora da una Giunta che aveva promesso che anche per quanto riguardava l'esercizio delle operazioni contabili saremmo arrivati ad un cambiamento radicale delle abitudini, che si erano verificate in questa Aula, beh si tratta di una delusione, collega Porcu, probabilmente per voi è una delusione quanto per noi, nel senso che anche voi avreste voluto mantenere la promessa data a quest'Aula quando avete detto che le manovre finanziarie di bilancio sarebbero arrivate puntualmente in quest'Aula, perché io sono convinto che, quando voi avete detto questo all'Aula del Consiglio regionale, nelle vostre tensioni c'era questo. E quindi, dopo cinque anni, rilevare il quinto esercizio provvisorio di una legislatura, significa quello che noi rileviamo in tanti altri settori dell'amministrazione di questi cinque anni, e cioè un fallimento, o comunque buone intenzioni che non sono state seguite da risultati. E il ragionamento viene con maggior forza per una Giunta regionale che ha raggiunto il record di ritardo nella presentazione e nell'approvazione della finanziaria, perché, nell'anno 2007, questa Giunta regionale ha ricevuto la palma, l'Oscar per essere stata la Giunta che ha approvato la manovra finanziaria col maggior ritardo della storia della Regione Sardegna. Tutto questo qualche cosa dovrà pur significare, perché vero è che sulle questioni di bilancio ci sono delle cose che rimangono ancora aperte, vero è che sulle anticipazioni ci sono stati dei problemi metodologici, dei problemi di sostanza sui quali quest'Aula ha discusso molto, e sui quali le nostre convinzioni sono totalmente differenti rispetto alle vostre, e le nostre convinzioni sono state supportate a lungo e in maniera forte da pronunciamenti della Magistratura contabile. Ma altrettanto vero è che, al di là delle cose su cui si rimane divisi, perché non sembrerebbero oggettive, ce ne sono altre che sono oggettive, e che testimoniano in maniera inequivocabile il fallimento di un'amministrazione che neanche dal punto di vista della programmazione economico-finanziaria è riuscita ad ottenere qualcosa. Allora, di fronte a questo fallimento, io mi sarei aspettato che oggi in aula ci fosse il Presidente Soru, che si fosse alzato dal suo scranno da Presidente della Regione, e avesse detto: "Badate, io vi chiedo scusa, vi chiedo scusa perché nonostante le mie buone intenzioni, nonostante il mio impegno, nonostante la mia volontà di cambiare questa Regione, per una serie di motivi che io Presidente Soru giudico indipendenti dalla mia volontà, non ci sono riuscito, e vi chiedo scusa perché per la quinta volta in cinque anni presento una manovra finanziaria in ritardo, e sono costretto nel mese di dicembre a chiedere l'autorizzazione all'esercizio provvisorio". Allora, se il Presidente Soru venisse in quest'aula a chiedere scusa, probabilmente anche la campagna elettorale inizierebbe in modo diverso, perché ci sono delle cose che si volevano fare e non si è riusciti a fare, e ci sono delle operazioni mediatiche che non ha senso portare avanti. Cioè, se oggi, invece che chiedere scusa, il Presidente Soru, come mi sembra che abbia fatto, dipinge l'esercizio provvisorio come una cosa virtuosa, perché spiega: "Guardate, non c'è problema, l'esercizio provvisorio ci aiuta a spendere meglio i soldi, perché così siamo obbligati a spenderli in dodicesimi e non li spendiamo tutti in una volta, e come in una buona famiglia, come in una famiglia di buoni principi economici, riusciamo a spendere i soldi con una gradualità nell'anno e non li spendiamo tutti in una volta". Se il ragionamento è questo, colleghi del centrosinistra, voi siete in grado di spiegarci che ciascuna delle cose che si è sempre ritenuta meno virtuosa diventa virtuosa improvvisamente quando la fate voi. Sono questi il problema e la sofferenza forti che abbiamo avuto in questa legislatura, cioè il ricorrere di cose che non andavano bene, ma siccome le faceva il centrosinistra e le faceva il suo Presidente automaticamente diventano virtuose, diventavano etiche, diventavano morali, diventavano una forte connotazione innovativa anche quando non lo erano, e non lo erano mai state in precedenza nel giudizio di nessuno. Ecco, se anche nelle ultime sedute di questo Consiglio regionale, se come sembra sono le ultime, noi continuiamo con questa logica di tipo mistificatorio, per cui tutto ciò che viene fatto da una parte politica è comunque ben fatto, perché le sue finalità sono nobili, quindi automaticamente tutti gli strumenti, anche i peggiori, i più spregevoli utilizzati per raggiungerla diventano nobili, questa è la giustificazione, è la legittimazione di uno stato etico, di un governo etico della Regione, che non è in nessuna maniera accettabile, e che è assai verosimile che anche gli elettori troveranno difficilmente accettabile. Ecco, io credo che forse noi avremmo potuto, anche nella difficoltà del momento, riuscire a fare un ragionamento all'interno di questo Consiglio che ponesse questo Consiglio in una posizione diversa rispetto alla politica dello scontro quotidiano, che qualche volta scivola nel dileggio, che qualche volta scivola nella mancanza di rispetto, che qualche volta scivola negli atteggiamenti intimidatori. Ma mi sembra che stasera non lo abbiamo voluto fare… La ringrazio, Presidente…

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, a parte che non è simpatico vedere le vostre schiene, e poi davvero impedite a chi interviene di farlo con la calma e con il silenzio necessari. Grazie.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, probabilmente il lato b di tanti consiglieri regionali è meglio del lato a, e quindi questo è il motivo per cui lo stanno facendo vedere. Però, ecco, concludendo, io credo che una Giunta regionale, un Governo regionale che si è posto in competizione con costanza, con una frequenza davvero inquietante, con tutte le sedi di magistratura che esistano, dalla Magistratura contabile alla Corte costituzionale al TAR - e non ne cito altre perché non mi piace la politica che si svolge in altre aule di tribunale - dovrebbe avere la sensazione che anche il ragionamento sulla questione morale non possa essere utilizzato come una clava con cui massaggiare le schiene di una parte contro l'altra. Io credo che se noi facessimo questo, e oggi in Consiglio regionale come qualcuno ha tentato di fare, e domani durante la campagna elettorale, non staremmo facendo, collega Antioco Chicco Porcu, amico di sempre, non staremmo facendo una cosa ragionevole, perché io ti potrei dire, Chicco, e non parlo più all'onorevole, ma parlo alla persona di buon senso che ho sempre conosciuto e che sei sempre stato, e te lo ripeto in quest'aula - magari mi quereleranno, forse - che quando vedo il direttore generale dell'ASL 8 che in conclusione di mandato decide di fare una parata megagalattica convocando a spese dell'ASL settecento dipendenti che vengono pagati per 4 ore, dalle nove alle 13, per ascoltare la parata di regime trionfale, e vengono portati con le macchine dell'ASL sino all'ingresso della fiera campionaria della Sardegna…

(Interruzione del consigliere Dedoni)

No, scusami. Attilio, basta.

PRESIDENTE. Colleghi! Onorevole Dedoni, onorevole Frau.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'onorevole Dedoni è caliente di comportamento, è andaluso…

PRESIDENTE. E' amplificato, poi, lui.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che questo sia un problema che non riguarda la vostra parte politica che ha scelto male il direttore generale, credo che sia un problema che riguarda la Sardegna, che d'ora in avanti deve avere direttori generali che sia che vengano espressi dal centrodestra sia che vengano espressi dal centrosinistra devono avere l'idea della gestione del sistema sanitario e della qualità che viene prodotta dal sistema, non l'idea della pubblicità, non l'idea della comunicazione, non l'idea dei trionfalismi da spendere in campagna elettorale, magari alla presenza anche dell'Assessore e del Presidente della Regione, che invece che vergognarsi di questo sono presenti a manifestazioni che niente hanno a che vedere con la corretta amministrazione.

Ecco, questo credo che dovrebbe essere il senso di ciò che noi ci diciamo. Colleghi, se noi andremo, come sembra molto presto, a elezioni anticipate, ricordiamoci come centrodestra e come centrosinistra che l'onorevole Porcu ha ragione in una parte delle cose che dice, e cioè che nel 2004, quando il centrodestra ha lasciato la Regione Sardegna, di cose da cambiare ce n'erano tantissime, di cose che andavano male ce n'erano tantissime, e che chi oggi siede in questi banchi nel centrodestra ha delle responsabilità, se c'erano tante cose da cambiare che non sono state cambiate. Ma questi cinque anni, purtroppo, le clave agitate dei moralismi esasperati, delle contrapposizioni frontali, delle crociate dove i cristiani erano tutti da una parte e i musulmani tutti dall'altra, non hanno purtroppo consentito di realizzare alcun cambiamento. Allora, durante queste campagne elettorali, ricordiamocelo, ma ricordiamocelo anche quando la campagna elettorale sarà finita, e quindi usiamo durante la campagna elettorale dei toni che siano di costruzione e non di distruzione. Dopo questa campagna elettorale ci sarà da governare la Sardegna, e sarà una Sardegna carica di debiti, sarà una Sardegna dove la Caritas segnala centomila povertà, sarà una Sardegna piena di disoccupati, che cercano lavoro e vengono anche nelle nostre stanze di consiglieri regionali a chiedere il lavoro, senza che noi possiamo dare nessuna risposta. E questa Sardegna, quella di Olzai che si spopola o di Tuili che si spopola, ma anche di Cagliari che si spopola, perché quello che è successo cent'anni fa, quando si è spopolata Gergei, oggi sta succedendo a Cagliari. Allora, se noi avremo… Chicco avrai ragione tu, la colpa sarà mia, sarà anche mia, me ne prendo la quota parte di responsabilità che ho, ed è proprio per il futuro che vorrei ragionare con te, non contrappormi, non vorrei averti come nemico, vorrei averti come concorrente, e col dialogo e col confronto aiuta ad andare avanti, aiuta a migliorare, perché la Sardegna ha bisogno di tutti gli ottanta consiglieri regionali, non di quaranta armati contro quaranta. Chi viene eletto per fare la minoranza non è eletto per distruggere, è eletto per concorrere a migliorare ciò che fa la maggioranza. Questo è il ragionamento che noi dovremmo avere a mente oggi e nel prosieguo della campagna elettorale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Sono costretto a interrompere ancora per qualche minuto perché il sistema rappresenta ancora dei problemi. Qualche minuto di sospensione in aula perché ci risolvano il problema.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 19 e 14.)

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa per quest'andamento singhiozzante del nostro lavoro. Prego i colleghi di riprendere posto.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, ovviamente, come era risaputo e come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, di maggioranza e quindi anche di opposizione, discutere dell'esercizio provvisorio non è altro che l'occasione per anticipare alcuni degli argomenti che verranno discussi successivamente da questo Consiglio in sede di discussione delle dimissioni del Presidente della Giunta. Ma l'argomento ben si lega perché l'esercizio provvisorio viene presentato in quest'Aula e la minoranza ha sempre detto e sostenuto che è un atto dovuto perché la finanza e il bilancio della Regione basilare, fondamentale per l'economia purtroppo della Sardegna…

Presidente, non sento. Continuo?

PRESIDENTE. Sì, funziona. Prosegua.

CAPELLI (U.D.C.). Dicevo, l'esercizio provvisorio è un atto previsto dalla legge di contabilità che viene utilizzato nel momento in cui la Giunta, che è deputata a presentare il bilancio, non rispetta i termini canonici previsti per legge per la presentazione del bilancio annuale della Regione. Ma a questo ci ha abituato in questa legislatura, come già ricordato, questa Giunta, che doveva cambiare, doveva rinnovare, doveva porre un nuovo modo di governare; non ha fatto né più né meno di quello che negli anni e nelle legislature precedenti quest'Aula ha vissuto, cioè esercizi provvisori uno dietro l'altro, non riuscendo mai, quasi storicamente, ad approvare nei termini il bilancio. Questo sicuramente appartiene anche alla complessità della macchina regionale, non credo che ci sia cattiva volontà da parte degli amministratori che si sono succeduti nel non voler approvare nei termini il bilancio della Regione. E sul bilancio della Regione ci siamo soffermati e si soffermerà quest'Aula anche nel prossimo futuro, magari rinnovata, nel discutere i bilanci che verranno presentati e, come sempre succede, abbiamo avuto già sentore del bilancio che è stato presentato da questa Giunta e da questa maggioranza. Però è chiaro che questo dibattito, questo confronto è in qualche modo segnato dagli eventi degli ultimi giorni, dalle discussioni fuori e dentro il Consiglio, avvenute negli anditi, nelle riunioni che si ripetono all'interno della maggioranza, che ci ha abituato a essere in conclave ormai da circa un anno, tenendo in scacco un po' la politica regionale, e quindi anche dai dibattiti sulla stampa.

Come vede, Presidente, io sto parlando in maniera pacata, misurando i termini perché in qualche modo intimidito dalla denuncia di querela del presidente Soru che chiede danni per 5 milioni di euro, e mentre la prima parte, legittima presentazione di querela, non sa di atto intimidatorio, la richiesta di 5 milioni di euro sa di atto intimidatorio, aggiungo "politico" in modo tale che non diventino 10, e ovviamente ringrazio tutti quei colleghi che si sono precipitati nel dare la propria disponibilità per mettere su i banchetti di raccolta per l'eventuale rimborso da dare al povero Presidente della Regione. Ma questa seconda parte, per tornare all'aspetto serio della vicenda, è un reale atto intimidatorio di chi ha denaro, di chi ha potere e che crede di poter in qualche modo intimidire o quanto meno condizionare nel futuro dibattito perché abbassi i toni, perché non dica più la verità, cioè perché non riferisca degli atti a cui è soggetto e attenzionato il Presidente della Regione nello svolgimento delle sue funzioni e quindi, essendo lo stesso inquisito, o meglio pluri-inquisito dalla magistratura, arriveremo e vedremo - noi siamo garantisti fino in fondo - se questi atti poi produrranno rinvii a giudizio o eventuali condanne.

Però questo non si può dire. Questo non si può dire e perciò condizioniamo il dibattito e chiaramente io sono molto intimidito da queste parole, da queste minacce non più velate, sono molto intimidito dal fatto che attraverso l'esplicitazione del proprio pensiero qualcuno in quest'Aula possa mettere a repentaglio il futuro dei propri figli, della propria famiglia e quant'altro, perciò cerco di limitare il mio intervento usando toni pacati e limitando le accuse perché le accuse a poco servono se poi non hanno un risvolto politico in quest'Aula. E qual è il risvolto politico? Il risvolto politico è sì per certi versi la questione morale, che è all'attenzione di tutti e non è un'attenzione alla moralità della politica che viene fuori oggi soltanto per il Partito dei Democratici di sinistra, è un'attenzione alla moralità politica che in un qualche modo ha investito tutto l'arco costituzionale negli anni e sul quale, forse, è opportuno fare una riflessione. Ma chi ha la patente per fare questa riflessione? Chi ce l'ha? Ce l'hanno i colleghi che, in maniera a volte anche poco elegante, poco... non oserei dire dignitosa, ma che comunque sempre tendono a difendere il potere costituito, il potere del Presidente, della maggioranza, che molto spesso piegano la schiena, come avverrà, presumo, nelle prossime ore. Quindi si lascia spazio, come l'intervento del collega Porcu di qualche minuto fa, alla continua insinuazione del dubbio. Il collega Porcu ha parlato della scorsa legislatura, dei danni e del connubio affari-politica, del malaffare vigente nella sanità. Io gradirei che il collega Porcu - che tutti noi conosciamo per la sua precisione, per la sua moderazione, per la sua equità - dica e riferisca di fatti concreti. Per esempio, collega Porcu, vogliamo parlare, in ambito della sanità, della spesa che è stata fatta, dell'acquisto al supermercato di sanità privata da parte di amici dei direttori generali da voi nominati? Vogliamo parlare di questo negli ultimi anni? Vogliamo parlare degli appalti nella sanità negli ultimi anni? Vogliamo parlare delle strutture complesse inventate che sono state messe su negli ultimi anni, se non negli ultimi mesi? Vogliamo parlare del rinnovo dei direttori generali a tre anni, a due mesi, a 3 mesi, a quattro mesi dalla fine della legislatura? Questo come lo chiama lei? Io lo chiamo clientelismo politico. E se questa era la riforma che anche noi avevamo auspicato, beh, allora, io credo che qualche riflessione in più vada fatta. O vogliamo parlare del Piano sanitario regionale, collega Porcu? Vogliamo parlare dei posti letto? Vogliamo parlare, fra qualche mese, se questo Piano sanitario regionale sarà ancora in vigore, per l'ennesima volta, lo stesso sotto osservazione di un ramo della magistratura e vedremo quale sarà l'esito di questa osservazione di quei rami della magistratura. O vogliamo parlare delle consulenze, collega Porcu? Vogliamo parlare del marchio "Sardegna fatti bella" di cui lei è sicuramente molto più informato di me, ma molto più informato di me, dello svolgimento di tutta la selezione per l'assegnazione dell'incarico di quel marchio della Regione Sardegna? O vogliamo parlare delle consulenze 2007 che ho qui sotto gli occhi? Vogliamo parlare della consulenza della Presidenza tra le tante che sono costretto a sfogliare, e non tutte posso elencarle viste quante sono? E vogliamo allora soltanto indicare i 132 mila euro alla Enterprise Digital Architects rinnovo; oppure dei 12 mila 816 euro trimestrali alla Tiscali Italia, però non è conflitto di interessi questo! Questo non lo è perché è stato fatto attraverso una selezione, cosa si intenda selezione in un regime dove non esiste il conflitto di interessi che però viene sanato con il blind trust. A me piacerebbe davvero confrontarmi con i colleghi o con il collega che ha citato la soluzione del conflitto di interessi, ma confrontarmi tecnicamente su questo, ma purtroppo credo che non tutti conoscano che cosa sia il blind trust e soprattutto quando viene consegnato il mandato fiduciario al proprio avvocato. E' chiaro che il rapporto non può essere diretto, ma esiste sempre la possibilità di un rapporto indiretto. Fossi nel Presidente io sceglierei, per esempio, il collega Porcu per il rapporto indiretto perché ha mostrato fedeltà fino in fondo. Oppure vogliamo parlare della Domus, 150 mila euro, 150 mila euro! O ancora, della Conference Servizi, compagnia di Bologna, 101 mila euro e 562! Oppure alla partecipazione al convegno Mides Roma, 75 mila euro e 665! O all'allestimento dello stand della Fiera di Roma per 95 mila euro 660! E ancora, ancora, vogliamo parlare, per esempio, di Novas, quanto è costato Novas e quant'è costata la sua pubblicazione! Sono tutte qui e sono alla vostra attenzione e sono gli atti forniti dalla Presidenza della Regione. O ancora, direttori generali che siano, come dire, in linea con le indicazioni della maggioranza. Bene, per i direttori generali basterebbe citare gli atti, basterebbe citare gli atti che vengono trasmessi agli indagati per il "415 bis" e cioè dove c'è la chiusura delle indagini. Leggete quelli - se ne avete occasione, sono pubblicati nel sito di un nostro collega - e capirete se uno è pluri o mono inquisito e per che cosa si è pluri inquisiti, nell'esercizio delle funzioni di Presidente della Giunta regionale. Così ho già detto dei primari, e poi la bella novità: che il Presidente ha chiesto di essere sentito dalla Commissione Saatchi & Saatchi e la Commissione avrebbe rifiutato di sentirlo. Così come il Presidente in questi anni ha rifiutato di sentire i sindacati, ha rifiutato di sentire le parti sociali, ha rifiutato di sentire il Consiglio, ma avrà un'occasione, avrà l'occasione pubblica di farsi sentire dai magistrati e quindi di riportare quelle che sono le sue ragioni per evitare quello che normalmente avviene nel prosieguo e nella chiusura delle indagini stesse.

Delle consulenze ho già detto e nulla sembrerebbe avere a che fare con l'esercizio provvisorio e con le ore che stiamo vivendo, ma ascoltate, scusatemi, colleghi, noi nel 2004, a insediamento di questa legislatura, abbiamo voluto sollecitare l'attenzione del Consiglio perché il Consiglio potesse prendere in mano e affrontare la rivisitazione della legge elettorale, potesse riprendere in mano la rivisitazione del numero dei consiglieri, che con questa legge elettorale vigente ci potrebbe portare fino a 120, potesse rivedere i costi reali dell'Amministrazione pubblica e quindi, di conseguenza, anche della politica lì dove fosse stato necessario, vi abbiamo invitato a discutere, lo abbiamo proposto alla prima Commissione, però c'è stato silenzio assoluto e oggi mi sento dire da chi continua a insinuare il dubbio che questo Consiglio, togliendo la fiducia al Presidente, dice: "O si cercano le partecipazioni e il consenso sui programmi e i comportamenti", scandisce il Presidente, "o si baratta una spiaggia per 100 voti". Dica chi è che baratta la spiaggia per 100 voti, dov'è! Perché buttare fango sui colleghi della maggioranza? Presumo che l'indirizzo sia per voi quello che dice il Presidente della Regione Sardegna, facendo demagogia e populismo e cercando di iniziare una campagna elettorale oltre che con la carta bollata, anche con l'insinuazione della pochezza di voi rappresentanti del popolo sardo che non avete seguito le indicazioni dell'illuminato, che non vende una spiaggia per 100 voti, ma semmai la compra, semmai la compra! E Funtanazza è sotto gli occhi di tutti e forse torneremo a parlare anche del viaggio in elicottero se quell'avvocato che era su quell'elicottero si deciderà a dire: "Sì, c'ero io, ed ero lì in nome e per conto di una immobiliare milanese". Certo non sta a noi fare le indagini, certo non sta a noi fare atti di denuncia che nulla hanno a che vedere con la politica, però è arrivato il momento di smascherare chi si presenta in un modo e agisce in un altro. Molti possono essere affascinati da questa figura, molti possono essere affascinati dal fatto che si pensa a chi ha meno, alla salvaguardia dell'ambiente ed è facile salvaguardare l'ambiente dopo che l'ambiente dalle sue opere è stato devastato, o dimentichiamo che Tiscali nasce in un luogo protetto dall'UNESCO sulle rive di uno stagno dove si erano presi impegni in un accordo di programma per degli interventi a salvaguardia dell'ambiente, neanche uno di questi interventi è stato fatto, e quella società si chiama Tiscali. O ci dimentichiamo che il blocco della costruzione, ed è una banalità questa, a 300 metri dal mare viene portato avanti, giustamente io li condivido, e penso che si possa andare anche oltre i 300 metri nella salvaguardia delle coste, l'abbiamo sempre detto, però da chi quelle coste le ha deturpate costruendo a 50 metri dalla battigia. Ed è giusto, questo non gli evita di poter programmare il futuro meglio, assolutamente, per carità, ma può esso evitare invece di fare il don Chisciotte o di fare il paladino di situazioni invece che ha creato di sua sponte e di sua volontà. Oppure, possiamo ridiscutere della legge sul commercio che blocca e ha bloccato la costruzione, giustissimamente, dei centri commerciali che troppo si sono sviluppati in Sardegna, però tra quei troppi ce ne sono due di proprietà costruiti a Olbia e a Oristano contro le leggi di regolamentazione per il rilascio delle autorizzazioni amministrative, leggasi Terranova oppure chiudendo dei canali o non rispettando le zone di rispetto, leggasi Porta Nuova di Oristano, e poi vengo qui a dire: "Tutti questi hanno rovinato la Sardegna", avrei usato il plurale: "Tutti noi abbiamo rovinato la Sardegna". Ecco dov'è la demagogia e il populismo che non ci fa credere a chi invece ha proposto delle azioni reali, concrete, utili e necessarie per questa Regione. Perché io sono uno di quelli che ha creduto in un rinnovamento anche se portato avanti da una parte avversa, politicamente avversa ma non nemica.

Invece, cari colleghi, siamo diventati nemici, e siamo diventati nemici per il volere di una persona, che avendo lui dei problemi di comprensione della politica, ha sparato nel mucchio, così come spara nel mucchio anche oggi dicendovi, dicendovi che il vostro partito deve capire che non è più il tempo delle nomenclature, che deve essere un partito ben radicato nel territorio, aperto, che smette di dedicarsi alla perpetuazione eterna delle stesse dieci o venti persone che da troppo tempo incarnano tutti i ruoli e decidono per tutti. E' vero, è vero! E' vero in quel partito, è vero in altri partiti, è vero in tutti i partiti, e per questo, chi si propone come giovane proposta, il giovane non è legato necessariamente all'età, per cambiare il sistema e tante volte noi abbiamo denunciato che è necessario cambiare il sistema e non solo gli uomini, però lo dice chi? Chi ritiene che solo lui, e solo lui incarna la giustizia, l'equità, il metodo giusto, il riformismo giusto. Questo è sbagliato. Mi ricordo che anni fa, decenni fa, ormai cinquant'anni fa e più, sessant'anni fa e più c'era qualcun altro che diceva così, ovviamente non è proporzionale, non è corretto l'accostamento perché stiamo parlando di una regione, però il significato è lo stesso. Noi dobbiamo evitare questa deriva, e la dobbiamo evitare in quest'Aula, speriamo che venga vanificato tutto ciò e sia riproposta agli elettori l'azione di governo proposta da questo Presidente, siano gli elettori a decidere, siano gli elettori a legittimare queste azioni, e allora noi staremo in silenzio e accetteremo, non dimenticando che questo sistema che ci costringe a stare in due parti ben distinte...

PRESIDENTE. Concluda, prego.

CAPELLI (U.D.C.). In quel bipolarismo imperfetto che anche noi subiamo, ci sta portando a un biliderismo, ad una proposta di due uomini, uno contro l'altro, che niente hanno a che vedere con la democrazia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Io, debbo dire, stasera ho avuto l'impressione che per buona parte del dibattito che si è svolto in quest'Aula, che le Poste non avessero funzionato bene, che non sia stato comunicato alla gran parte dei consiglieri che l'ordine del giorno era stato invertito e che al primo punto si doveva parlare dell'esercizio provvisorio, perché in verità mi è parso che stasera si sia voluto anticipare come d'altro canto l'onorevole Capelli, pur pacatamente, come lui stesso ha sottolineato, si è voluto anticipare il dibattito che si dovrà svolgere domani sul secondo punto all'ordine del giorno. E il mio intervento sarà estremamente breve, ovviamente estremamente attinente al tema, non intendendo io neanche così com'è stato fatto in precedenza, assumere le vesti del difensore d'ufficio lasciando quel genere di difese alle sedi più competenti. Noi stasera discutiamo qui dell'esercizio provvisorio ed è significativo anche del momento particolare che stiamo attraversando, l'andamento del dibattito di stasera, io sono alla prima legislatura e ho assistito effettivamente in questi anni a numerose discussioni sull'approvazione dell'esercizio provvisorio e come tutti quanti noi sappiamo è un dibattito che si è svolto sempre con grande velocità, non senza dedicare il tempo che invece stasera stiamo dedicando, come dicevo, parlando ed anticipando temi che saranno verosimilmente affrontati al termine di questa discussione e anche domani, come dicevo. L'esercizio provvisorio, come bene è stato detto sempre dall'onorevole Capelli nella scorsa seduta, è un atto dovuto nelle condizioni nelle quali ci troviamo, siamo ormai a dicembre 2008 e quindi l'approvazione dell'esercizio provvisorio è sicuramente un atto dovuto.

E' anche vero peraltro che è una prassi che purtroppo si è andata ormai consolidando perché come sappiamo in questa legislatura, ma bisogna anche essere corretti e dire anche nelle precedenti legislature, si è fatto ricorso in maniera abbastanza sistematica all'esercizio provvisorio. Ciò che forse si potrebbe sottolineare quest'anno è che è stata perduta un'occasione, perché effettivamente avevamo forse le condizioni anche per l'approvazione della finanziaria, ma le vicende che conosciamo e che ci hanno visto impegnati in quest'Aula per lungo tempo non hanno consentito l'approvazione nei termini, dando atto comunque della predisposizione della legge, della predisposizione e approvazione da parte della Giunta della finanziaria in tempi abbastanza corretti che avrebbero, come dicevo, potuto anche consentire nel rispetto dei termini che sono dati dalla normativa vigente, anche l'approvazione entro quest'anno. Così non è stato e ci troviamo quindi in questo momento a dover approvare questo esercizio provvisorio. Quali sono stati i temi che hanno visto impegnata anche la Commissione nel dibattito sul disegno di legge che è stato proposto dalla Giunta? Ma, in effetti io qui ovviamente parlo a titolo personale, io ho condiviso i termini che sono stati proposti dalla Giunta perché sono quelli che di fatto sono dettati dall'articolo 29 della nostra legge di contabilità, la "11" del 2006 che impongono che l'esercizio provvisorio venga autorizzato con riferimento alla proposta che è stata presentata dalla Giunta e portata all'attenzione del Consiglio. E solo in caso di mancata presentazione del disegno di legge da parte della Giunta si può fare riferimento all'autorizzazione sulla base del bilancio dell'esercizio precedente. In questo caso di fatto il Consiglio era stato già investito di un disegno approvato dalla Giunta, e correttamente quindi si è fatto riferimento all'articolo 29 che così dispone, si è fatto quindi riferimento al disegno che era stato presentato. E debbo dire tra le altre cose che chi ha avuto modo di leggere, anche il disegno di legge della Giunta non può far a meno di osservare che, di fatto, si tratta di una prosecuzione del programma che era stato avviato con la finanziaria del 2008. Di fatto, come già ha detto il collega Uras in precedenza, viene attualizzato il progetto, il percorso avviato con la finanziaria del 2008, prestando ancora attenzione verso alcuni settori particolarmente sensibili. Quindi sono quei temi che erano stati già osservati con particolare attenzione in precedenza, quei temi stessi vengono ripresi anche dalla finanziaria 2009 e approfonditi, con l'introduzione anche di misure ulteriori verso quelle categorie particolarmente disagiate, con le misure per la famiglia, con le misure per la casa. In buona sostanza, quindi, non è altro che un seguire il percorso già tracciato e riportarlo all'attualità, portando anche, come dicevo, misure nuove; si pensi, una per tutte, al contributo per i nuovi nati, a favore appunto della famiglia, con la previsione di un contributo per ogni nuovo nato nelle famiglie sarde. Quindi, al di là dell'aspetto prettamente legale, e quindi dell'osservanza del disposto di cui all'articolo 29 della 11 del 2006, è per questo che io avevo condiviso, anche in questo quadro, l'approvazione della proposta formulata dalla Giunta. Peraltro, debbo dire che nel contesto che si è venuto a creare, io credo comunque che siano comunque accoglibili gli emendamenti che sono stati proposti, in particolare mi riferisco all'emendamento dell'onorevole Diana, che chiede, e credo anche che sia accoglibile proprio in considerazione del particolare momento che stiamo vivendo, che stiamo attraversando, credo sia accoglibile l'emendamento proposto dall'onorevole Diana, che riguarda due aspetti. Il primo è quello del riferimento, per quel che riguarda l'esercizio provvisorio, al bilancio approvato per l'esercizio precedente, cioè alla finanziaria del 2008, anziché al disegno di legge che è stato presentato, ma che di fatto non è passato neanche in Commissione, non è stato mai esaminato nemmeno in Commissione. Quindi in considerazione di questo fatto, in particolare del fatto che il Consiglio non ha potuto comunque, pur avendolo già a disposizione, non l'ha preso in esame neanche in Commissione, l'esercizio provvisorio, che verrà approvato oggi, può essere approvato facendo riferimento all'esercizio precedente, e quindi al bilancio per il 2008. E altrettanto credo si possa accogliere, perché di fatto non cambia nulla, l'emendamento che porta, sempre dell'onorevole Diana, che prevede anche che l'esercizio provvisorio venga approvato per quattro mesi, anziché per tre. Di fatto, in questa maniera, altro non facciamo che ampliare, accedendo al termine massimo previsto dalla legge, se poi la finanziaria verrà approvata in termini più brevi, è evidente che non sarà necessario far ricorso all'esercizio provvisorio per i mesi eccedenti il momento dell'approvazione. E quindi auspico comunque, ed è un parere assolutamente personale, ma credo che l'emendamento dell'onorevole Diana possa essere comunque accolto. Un ulteriore argomento, che credo sia - e mi avvio anche a concludere - opportuno evidenziare, è quello dell'incoerenza del richiamo, da parte dell'onorevole Floris, all'articolo 62 della legge di contabilità, perché nell'intervento dell'onorevole Floris si è messo in evidenza una presunta illegalità, che sarebbe stata compiuta nel percorso che è stato compiuto con l'approvazione del rendiconto e col giudizio di parificazione da parte della Corte dei Conti, nell'operato della Giunta. Di fatto così non è stato e credo che una corretta lettura del provvedimento, della decisione della Corte dei Conti dell'11 dicembre possa sgombrare il campo definitivamente da ogni equivoco. Perché, di fatto, l'ordinanza numero 3 del 2008 ha disposto, l'ordinanza delle sezioni unite della Corte dei Conti, ha disposto il rinvio del giudizio di parificazione, per consentire alla Regione di apportare al rendiconto le necessarie, leggo proprio dal provvedimento, le necessarie rettifiche contabili, secondo quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale. Approvato quindi, una volta che la Giunta, con l'ordinanza, e voglio anche leggere l'ordinanza della Corte, che assegnava al Presidente della Regione, e non ad altri organi, assegnava al Presidente della Regione il termine del 31 ottobre per consentire le rettifiche contabili, rettifiche che poi sono state attuate dalla Giunta regionale, pertanto il giudizio si è riaperto alla Corte dei Conti, che l'11 dicembre ha di fatto parificato il bilancio. E' quel provvedimento che è andato poi all'attenzione del Presidente del Consiglio, è quel provvedimento che assieme alla relazione della Corte dei conti dovrà essere sottoposto all'attenzione del Consiglio, è un iter che è ancora aperto, pertanto nessuna illegalità è stata compiuta. E mi permetto anche di sottolineare un altro elemento, e cioè quello del termine, dicevo, anche l'osservanza del termine, perché non esistono termini che siano previsti perentori dalla legge, sono termini meramente ordinatori, e sarà poi compito del Consiglio, una volta che il Presidente del Consiglio lo avrà investito, di approvare appunto, a norma dell'articolo 10 del d.p.r. 16 gennaio '78 numero 21, dovrà attuare la decisione e la relazione che saranno sottoposte, come dicevo, al Presidente del Consiglio. Dunque insisto, perché si è fatto un gran parlare di questa presunta illegalità, mi pare che una corretta lettura del provvedimento della Corte dei Conti sgombri definitivamente da ogni equivoco. L'ultimissima osservazione…

PRESIDENTE. Onorevole Pisu si sente molto. Onorevole Pisu, chiedo scusa, si sente molto la vostra discussione. Grazie a voi.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Un'ultimissima annotazione è quella del contenuto, come dicevo, del testo approvato dalla Commissione. In Commissione sono stati approvati due emendamenti, e noi auspichiamo che vengano approvati, che il testo venga approvato così, salvo come dicevo il problema del riferimento al bilancio 2008 anziché a quello del 2009, sono due emendamenti estremamente importanti, era contenuto anche nella relazione a cui ho fatto riferimento all'inizio, ed è quella dello stanziamento di 430 mila euro per le operazioni di chiusura e rendicontazione del programma leader plus, che altrimenti rimarrebbe monco e andrebbe a decadere, e alla proroga, poi, dei termini già previsti nella finanziaria del 2008, per i sistemi, per le cooperative che si occupano del sistema museale in Sardegna. C'è stato anche su questo del battito con l'opposizione, che non ha approvato, anzi ha proprio votato contro questi emendamenti, io credo che sia auspicabile invece, su questi temi almeno, auspico che ci sia una convergenza sia dell'opposizione, che della maggioranza, perché si tratta come dicevo di porre rimedio a delle situazioni che altrimenti rimarrebbero monche, e tra l'altro metterebbero anche un gran numero di lavoratori sulla strada. Con questo, ripeto, credo che, attenendoci all'argomento che è l'oggetto dell'ordine del giorno, credo che potremmo anche definire, in tempi decisamente più brevi, l'approvazione di questa proposta. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Stiamo discutendo, Presidente, colleghi, su un disegno di legge che ordinariamente viene esaminato e approvato in tempi molto rapidi. Un provvedimento legislativo che ha una semplice funzione, quella di porre rimedio all'inefficienza dell'apparato di governo e dell'apparato legislativo, che non riesce ad approvare il bilancio entro la fine dell'anno precedente l'esercizio per il quale si approva la manovra finanziaria. L'esercizio provvisorio, non dimentichiamolo, è una sconfitta! L'esercizio provvisorio, tanto più se è per più di 1 o 2 mesi, come in questo caso, è una bandiera bianca che si tira su nel palazzo del Consiglio regionale, è una dichiarazione di parziale fallimento, non conta il fatto che storicamente questo nella Regione sarda si è ripetuto per anni, anno dopo anno, non è importante questo perché questo anno è il quinto anno in cui si approva, si è costretti ad approvare un esercizio provvisorio, in questo caso di tre mesi, negli anni scorsi per quattro mesi, riuscendo addirittura due anni fa ad approvare il bilancio addirittura nel mese di maggio sfondando il limite materiale per l'utilizzo di questo strumento. Certo, la Regione Sardegna purtroppo è stata abituata a questo fallimento continuo, ma è stato detto che in alcuni casi questo non è accaduto, ma soprattutto è stato detto che all'inizio di questa legislatura è stata fatta una solenne promessa, solenne, una promessa, una parola d'onore onorevole Porcu, quella parola d'onore che tante volte voi avete utilizzato per contraddistinguere questa esperienza di governo e di legislatura, una parola d'onore che fin dal primo anno, fin dal 2004, quando abbiamo approvato l'esercizio provvisorio e poi la manovra finanziaria dopo mesi nel 2005 voi diceste: "è l'ultima volta che questo accade!", avevamo dei problemi, la legislatura è iniziata a luglio, abbiamo dovuto affrontare problemi gravi, è stata portata in Consiglio regionale una legge molto importante e qualificante per l'intera legislatura, la legge numero 8, quella per le procedure del Piano paesaggistico, ma d'ora in poi non sarà così. Poi cos'è accaduto? Poi è accaduto che, anno dopo anno, con 4 crisi di assessorati, dimessi, dimessi con polemiche - uno di questi è l'Assessore del bilancio - che hanno portato, anno dopo anno, a certificare questo stesso risultato! Non siete riusciti, con una maggioranza forte, schiacciante, derivante da un sistema elettorale che dà un premio al Presidente eletto direttamente dal popolo non siete riusciti neanche a presentare la manovra finanziaria in tempo utile, non solo ad approvarla entro i termini. Il primo anno perché si doveva affrontare la legge sulle coste; nel 2005 c'era la vertenza sulle entrate; il terzo anno c'è stata la legge statutaria e poi il Piano sanitario regionale; il quarto anno vuoti di Giunta, cambi di assessorato, problemi su problemi; il quinto anno la legge urbanistica, quest'anno, nel 2008, avete la scusa che non si è portata all'approvazione del Consiglio la manovra finanziaria perché c'era la legge urbanistica da esaminare, la realtà è che ogni anno il vostro ritardo è stato determinato da turbolenze interne alla maggioranza, turbolenze interne ai partiti della sinistra, nel principale partito che è appena nato e che fa pensare che non riesce assolutamente a decollare, appesantito da contraddizioni esterne ed interne, un partito dilaniato, un partito contro il quale il vostro Presidente oggi si sta scagliando, questo è il problema che stiamo affrontando. Voi state affrontando questa discussione soprattutto sulla base di alcuni interventi, quelli dei fedelissimi del Presidente in particolare, che hanno utilizzato, stranamente, per affrontare questo problema, apparentemente ordinario, dell'esercizio provvisorio utilizzando una grande questione: la questione morale, prendendo quasi in anticipo forse, cercando di contrattaccare anticipando su una questione che vi sta investendo drammaticamente, su una questione che non ha sollevato, né a Roma, né in Italia quindi, neanche in Sardegna, che non ha sollevato il centrodestra, così come non è il centrodestra che ha sollevato il problema del conflitto di interessi è un problema che avete sollevato voi, perché ne siete pieni evidentemente, che avete sollevato voi perché vi colpisce in quello che è, è stato, una caratteristica fondamentale della vostra storia cioè l'affermazione della vostra diversità morale, una diversità morale che oggi state facendo fatica, molta fatica a dimostrare che è vera, dov'è questa diversità? Dov'è la diversità nell'efficienza. Nell'intervista, citata poco fa anche dal collega Capelli, il vostro Presidente dice: non è solo questione di furti, pur deprecabili, ma dello spreco di risorse, di disinteresse per il bene comune. Spreco di risorse? Ma chi è che ha sprecato risorse in questa legislatura? Chi è che ha portato… allora volete metterla davvero sulla questione morale? Parliamo di bilancio, perché io non credo che sia interesse da parte nostra inseguirvi su questo livello, su questo piano, non è su questo terreno che possono essere fatte valere le ragioni di ciascuno, siete voi che avete scelto, state scegliendo questo terreno ma allora… se parliamo di questione morale, nella politica di bilancio è o non è questione morale la quantità di risorse buttate al vento? In agricoltura, nell'industria, nelle opere pubbliche che non si riesce a concludere perché avete costruito una gabbia tale che non si può costruire nulla, nell'avanzo di amministrazione che coprite con le entrate future, ricevendo bacchettate su bacchettate, nei giochi di prestigio, questa la questione morale? Nella quantità di residui passivi che sono aumentati a dismisura in questa legislatura? E' o non è questione morale questa? E' o non è questione morale anche la strozzatura di soggetti esterni all'amministrazione che voi non pagate alla fine di quest'anno perché la Regione ha problemi con il patto di stabilità? Questa non è questione morale? State sul livello che vi sta imponendo il vostro Presidente, la questione morale non è solo chi ruba è anche chi spreca le risorse e voi le avete utilizzate le risorse? O le state sprecando, le state buttando, le state tenendo in utilizzate? Costringendo i soggetti privati a diventare banca per la Regione! I mancati pagamenti stanno facendo in modo e che siano le imprese a fare da società finanziarie per voi. Questo è quello che sta accadendo, i comuni non ricevono i trasferimenti, fate delibere che cercano di aggiustare, ma intanto devono fare anticipazioni di cassa e devono diventare il vostro polmone finanziario? Questa è la questione morale in materia di politica di bilancio? E' o non è questione morale l'aver abbandonato al loro destino le imprese agricole che sono coperte di debiti fino al collo? Centinaia e centinaia di aziende gravate da debiti insostenibili, che vedono la propria terra, la serra, ma anche la casa, propria o di chi ha incautamente fatto un avallo, messa all'asta! E' questione morale non riuscire a chiudere con le banche questa questione che avrebbe potuto dare ossigeno alle aziende agricole: questa è la moralità di questa Giunta regionale e di questo Presidente, che mantengono famiglie intere alla disperazione? E' o non è questione morale - stiamo ancora nella politica finanziaria - avere sostanzialmente sfasciato senza ricostruire, inertizzato le leggi di settore, per costruire un complicatissimo sistema per utilizzare, non risorse aggiuntive, ma quelle europee, costruendo un sistema talmente complicato, talmente perfetto nella mente di qualcuno, che oggi sostanzialmente il sistema degli aiuti alle imprese è totalmente inesistente. Funziona soltanto la SFIRS, caspita se funziona, funziona e infatti proponete in questa manovra di spostare alcune parti delle risorse stanziate per gli incentivi a ricapitalizzare la SFIRS, per fare che cosa? Per consumare ancora risorse finanziarie regionali, pubbliche, dei sardi, in che cosa? In incaute operazioni immobiliari, previe modifiche di statuto della SFIRS, censurate perfino dalla Banca d'Italia, come voi sapete bene e come molto abilmente occultate, così come è capitato ad esempio nel caso della vicenda delle aree della cartiera di Arbatax. Piccole e grandi questioni, noi potremmo andare ancora molto oltre ma ci sarà ancora un po' di tempo, spero, per il dibattito.

E' o non è questione morale l'aver utilizzato l'autonomia finanziaria di questa Regione, non per alleggerire il sistema delle imprese o delle famiglie - come poteva e doveva essere e come deve essere nel futuro - ma aver utilizzato l'autonomia finanziaria per imporre tasse su chi non vi può giudicare, sui non residenti che non voteranno mai qui, che non potranno utilizzare nemmeno quella leva, quella del voto, per poter valutare se è giusto o no imporre delle tasse su un settore economico che noi crediamo invece debba essere sostenuto, nell'immagine e nel concreto delle aziende.

Mi fermo qui perché ci sarà un altro momento, e speriamo che sia un momento più ampio e più ampiamente rivelatore di quelle che sono le vere ragioni su cui dobbiamo discutere, le vere ragioni per cui oggi si discute dell'interruzione precoce della legislatura oppure di un suo protrarsi sulla base, comunque, di un calcolo: il bene della Sardegna a voi non interessa ed è assolutamente inutile che voi cerchiate, Giunta e Consiglio, Presidente e sua maggioranza, di distinguere le proprie responsabilità perché siete tutti dentro questa grande responsabilità, quella di aver regalato, per il quinto anno, un sistema che non riesce a spendere le risorse o che comunque che le spende male.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, mi rendo conto che il dibattito che è stato fatto nella seduta di oggi soltanto parzialmente attiene alle ragioni che derivano dall'esame del disegno di legge di esercizio provvisorio; e mi rendo anche conto che è difficile non dare alcune risposte, che però limiterò a quegli aspetti che sono stati richiamati e che riguardano il governo della finanza regionale.

Meraviglia - e dispiace che non siano in aula alcuni consiglieri che hanno fatto riferimento a questo - che si usi ancora, per buttare fango su questo Governo della Regione, la sentenza della Corte dei Conti dell'11 dicembre. Presumo che questo venga fatto con lo scopo preciso di alimentare una disinformazione, perché altrimenti verrebbe da pensare che c'è in quest'Aula chi gli atti li legge poco, e non voglio pensare a questo naturalmente, voglio pensare a chi gli atti li legge tutti. E allora, se gli atti della Corte dei Conti vengono letti, si vedrà che c'è un giudizio di plauso chiaro, esplicito, sia da parte del procuratore regionale della Corte dei Conti, sia del relatore delle sezioni riunite della Corte dei Conti, all'azione di risanamento finanziario che questo Governo della Regione fin dal primo momento sta portando avanti. E invito i colleghi, siccome i dati li abbiamo resi disponibili a tutti e sono pubblicati sul sito, di verificare le note di accompagnamento - informali per altro e quindi disponibili comunque - alla presentazione del bilancio e della manovra finanziaria 2009 che sono sul sito della Regione e che dicono con chiarezza… E se andate a guardare i grafici che ha prodotto la Corte dei Conti e li mettete a confronto vedrete che la Regione Sardegna, il Governo di questa Regione, gli uffici di questa Regione, non gli Assessori o il Presidente, hanno tirato fuori dei grafici che dicono esattamente quale era e qual è la situazione finanziaria della nostra Regione. Non aggiungo altro, io penso che la Sardegna e i sardi siano consapevoli e sapranno giudicare gli elementi che avranno a disposizione, e non è questo il momento per trarre le conclusioni.

Mi dispiace che componenti che io apprezzo molto di questo Consiglio continuino a fare affermazioni che non trovano riscontro nella realtà. Onorevole La Spisa, lei dice "la Regione non spende e spende male": la Regione quest'anno non ha potuto spendere di più perché non può superare, e sarebbe un dramma terribile per la nostra gente se si superasse, il patto di stabilità, e il patto di stabilità lei sa perfettamente, onorevole La Spisa, che non nasce per salvaguardare il bilancio della Sardegna ma che nasce per salvaguardare il terzo debito del mondo della nostra nazione, che non è più tollerato dal sistema di governo dell'Europa unita. E allora, se andiamo a guardare, probabilmente, il 106 o il 107 per cento del PIL del debito nazionale, rispetto ad un indebitamento della Regione che in questa legislatura, al netto di tutte le operazioni a cui fate riferimento, è migliorato di almeno il 30 per cento: in cinque anni abbiamo ridotto il debito della Regione del 30 per cento, senza considerare le risorse a cui facciamo riferimento che secondo noi abbiamo il diritto di utilizzare e che secondo voi non sono utilizzabili. Quando potessimo fare quelle operazioni così come le abbiamo previste nella finanziaria 2007-2008, noi avremmo recuperato oltre il 50 per cento del debito della Regione, in cinque anni! Questi sono i dati che io mi sento qui di rivendicare, poi è chiaro che il giudizio politico ciascuno ha la libertà di farlo, e siccome mi sto dilungando troppo voglio passare subito, per il rispetto che ho per questo Consiglio, al punto e al merito dell'esercizio provvisorio presentato. Io provo meraviglia che sia stato oggetto di critiche, che non siano quelle politiche, sulle quali mi soffermerò brevissimamente per dire che forse c'è stata qualche incomprensione: La Giunta regionale non aveva altra facoltà di presentazione di questo disegno di legge se non nelle forme in cui lo ha presentato, perché questa è l'unica forma che rispetta le leggi della Regione; se poi il Consiglio riterrà che invece siamo in una situazione straordinaria tale per cui probabilmente occorre procedere con deroga - e gli emendamenti presentati che modificano il disegno di legge parlano di deroga e quindi non di rispetto della legge - il Consiglio ha facoltà di derogare alle sue leggi facendo un'altra legge, ma sta chiedendo una deroga. Allora discutiamo della deroga per la straordinarietà, ma è un altro paio di maniche. E la Giunta regionale ha presentato un disegno di legge che ha validità di tre mesi perché, o il Consiglio regionale continua nella sua attività e nella sua operatività - e io me lo auguro - anche da dopodomani in poi, e allora abbiamo tutto il tempo per approvare il bilancio della Regione prima dei termini a cui facciamo riferimento, o, siccome è una delle ipotesi possibili, la legislatura si ferma e noi abbiamo messo una data che garantisce che il Consiglio regionale sia di nuovo in essere nella pienezza dei suoi poteri e può eventualmente ragionare di un tempo più lungo, rispetto a quello che la Giunta regionale ha indicato nell'esercizio provvisorio, ma anche quando questo fosse un problema, lo ha detto il Presidente della Commissione, e io mi associo alle sue osservazioni, se il Consiglio lo ritiene non c'è problema perché si approvi un esercizio provvisorio per quattro mesi, salvo che poi lo si possa ovviamente utilizzare soltanto per una parte. E' vero, onorevoli consiglieri, che l'approvazione dell'esercizio provvisorio è sempre una sconfitta per la politica, però se io ritengo che possa avere colpe la Giunta regionale, penso che in questo Consiglio occorrerebbe fare un esame un po' più approfondito e vedere le responsabilità di tutti, e mi fermo a questo. Lo ha ricordato l'onorevole La Spisa, lo ringrazio per questo, che non è che l'esercizio provvisorio in questi quattro anni sia stato approvato perché abbiamo poltrito perché abbiamo presentato in ritardo i provvedimenti, ma è perché nei momenti in cui si doveva parlare di bilancio, si stava parlando di altri argomenti molto importanti, e probabilmente quegli argomenti importanti potevano contemperare anche l'approvazione degli stessi e anche l'approvazione poi della manovra di bilancio in tempi più celeri. E quando qualcuno fa riferimento, in maniera che mi risulta incomprensibile, perché io ero presente alle dichiarazioni che il Presidente ha fatto durante una conferenza stampa sull'esercizio provvisorio, e conosco e penso di poter interpretare, senza essere accusato di quelle nefandezze a cui qualcuno fa riferimento, perché io mi ritengo rappresentante orgoglioso di questa Giunta e di questa maggioranza e non mi costa fatica dire quando le condivido, le cose che condivido, e non ci sarà nessuno che potrà infangare, nessuno che potrà infangare il ruolo e l'autonomia di ciascun componente di questa Giunta regionale. Perché è ora di smetterla con questa storia che ci sono succubi di padroni, che non esistono, noi siamo al servizio di un sistema politico che è cambiato, e che probabilmente non per tutti è consapevole che sia cambiato, allora il Presidente non ha detto che auspicava che ci sia sempre l'esercizio provvisorio che l'esercito provvisorio non cambia nulla, ha detto una cosa molto più semplice, molto più lineare: primo che purtroppo il nostro sistema è così lento che lo ha generato quasi sempre, e non ha creato sconquassi perché poi alla fine la programmazione degli interventi si fa sempre nella seconda metà dell'anno, perché anche quando noi approvassimo il bilancio della Regione nei termini, il primo periodo le prime spese che si fanno sono quelle che comunque sono le spese obbligatorie e le spese di programmazione si fanno sempre dopo. E siccome l'esercizio provvisorio consente comunque soltanto, o i primi periodi dell'anno, consentono comunque soltanto l'utilizzo della spesa di queste risorse mi sembra che questo fosse il senso, e quindi che non creerà un disastro aggiuntivo, non che non sia una cosa che non è giusta andare all'esercizio provvisorio andare a mesi dell'esercizio provvisorio.

E allora mi sembra anche poco naturale, se non utilizzato per ragioni dialettiche che sono evidentemente finalizzate ad altro, fare la confusione su quello che sarà l'apocalisse determinata dall'approvazione quest'anno, ancora una volta, dell'esercizio provvisorio la nostra Regione, non penso che questo abbia, onorevole Contu, tutto quel peso, tutta quella valenza su una crisi internazionale che ci sta cadendo addosso e della quale probabilmente abbiamo soltanto una dimensione molto marginale vissuta, e probabilmente sarà anche molto più grave. Perché la Sardegna avrà come tutte le altre Regioni d'Italia, come tutto il nostro Paese e come forse tutto il mondo delle ripercussioni da questa crisi internazionale drammatiche, probabilmente, e allora a poco vale che ci sia o non ci sia, ecco il senso delle cose che non portano modifiche, certo che è meglio, onorevoli colleghi, se possiamo utilizzare per l'esercizio provvisorio dei primi mesi del 2009 la finanziaria del 2009, perché per alcune cose che stanno in quella sofferenza, che rivendicate che deve essere all'attenzione primaria di tutti, ci sono risorse aggiuntive e allora se andassimo con l'esercizio provvisorio per la finanziaria del 2009 probabilmente per la povertà, per il disagio, per la sofferenza della gente, si potrebbe mettere assieme qualche euro in più perché comunque di poco si tratta rispetto a quello di cui ci sarebbe bisogno. E allora io penso che la crisi della Sardegna che ci accompagna da moltissimi anni sarà oggetto di un bilancio che si farà e si farà più avanti e non penso che il nostro concorso sarà per averla aggravata la crisi, io sono convinto che risulterà un bilancio in cui il nostro concorso sarà per questa crisi averla affrontata, averla avviata a soluzione, per molti aspetti, averla risolta per molti aspetti e avere ancora tanto cammino da fare perché per risolvere e per superare il gap di sviluppo della nostra Sardegna sappiamo tutti che occorre ben altro rispetto a quello di cui siamo stati capaci fino a questo momento.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore e che il consigliere La Spisa si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Marracini - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 61

astenuti 19

maggioranza 31

favorevoli 61

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del titolo.

(Si riporta di seguito il testo del titolo:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009 e disposizioni varie .)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 1 e l'aggiuntivo numero 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009 per un periodo non superiore a tre mesi, dal 1° gennaio al 31 marzo 2009.

2. Ai sensi del comma 2 del citato articolo 29, gli impegni e i pagamenti di spesa non possono superare i tre dodicesimi dello stanziamento previsto per ciascuna unità previsionale di base dello stato di previsione della spesa della proposta di bilancio per l'anno 2009 presentata al Consiglio regionale.

3. Gli impegni e i pagamenti di spesa disposti sul conto dei residui prescindono dalla limitazione di cui al comma 2 e dal periodo interessato all'esercizio provvisorio.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica, altresì, alle spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica, infine, ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale.

Emendamento sostitutivo totale Diana - Capelli - Farigu - Ladu - Sanjust - Vargiu

Articolo 1

L'articolo 1 è sostituito dal seguente:

Art. 1

Esercizio provvisorio

  1. Ai sensi dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), e in deroga al comma 2 del medesimo articolo, la Giunta regionale è autorizzata ad esercitare provvisoriamente, e fino a quando sia approvato con legge, e comunque non oltre il 30 aprile 2009, il bilancio della Regione per l'anno 2009, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nella legge regionale 5 marzo 2008, n. 4 (Bilancio di previsione per l'anno 2008 e bilancio pluriennale per gli anni 2008-2011), ad esclusione delle autorizzazioni di spesa una tantum o incrementative di stanziamenti determinati da apposite disposizioni normative.
  2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare i due dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascuna UPB degli stati di previisione di spesa.
  3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.
  4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.
  5. Il limite di cui al comma 2 non si applica, altresì, ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale. (1)

Emendamento aggiuntivo Uras

Articolo 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis

Misure urgenti di sostegno al reddito

1. Al fine di consentire l'adozione di misure urgenti di sostegno al reddito in relazione a stati di crisi occupazionale, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale n. 20 del 2005 e alle sue successive modificazioni e integrazioni, con provvedimento del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, si provvede:

a) ad incrementare la somma, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera g), della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - legge finanziaria 2008) per contributi di sostegno al reddito, di natura straordinaria, destinati ai medesimi soggetti una sola volta, in relazione a situazioni di crisi occupazionale acute, nei diversi settori della produzione e dei servizi, alla cui gestione non si può provvedere con gli strumenti disposti dalla vigente legislazione di ulteriori 5,5 milioni di euro. La Regione, in considerazione dell'urgenza degli interventi, ai fini dell'erogazione dei predetti contributi, sentite le organizzazioni sindacali territoriali e le amministrazioni provinciali, provvede alla individuazione dei criteri di attribuzione e del relativo programma di spesa entro il 31 dicembre del corrente anno;

b) ad incrementare, per l'anno 2008, di fino a 6 milioni di euro il fondo di cui all'articolo 6, comma 3, della citata legge regionale n. 3 del 2008, per far fronte alle esigenze dei lavoratori colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale. Al fine di rendere immediatamente disponibili alla SFIRS le nuove risorse finanziarie, la direttiva di attuazione prevista dal predetto comma è coerentemente modificata con deliberazione della Giunta regionale su proposta del Presidente della Regione;

2. La copertura finanziaria è assicurata tramite la necessaria variazione di bilancio a valere sul fondo regionale per l'occupazione con provvedimento dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, previa deliberazione della Giunta regionale.". (4).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, chiedo scusa, ma non ho preso visione dell'emendamento numero 4, perché fino a poco tempo fa non era presente.

PRESIDENTE. Sì è presente, adesso diamo la parola, prego onorevole Diana, glielo facciamo recuperare, onorevole Uras? Emendamento numero 4, è il suo onorevole Uras!

URAS (R.C.). Sto andando a recuperare gli emendamenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente, mi pare che il voto che abbiamo appena espresso dia una luce interessante al dibattito che l'ha preceduto, personalmente mi sono limitato a fare un ragionamento sull'esercizio provvisorio, mi sono limitato ad assentire l'opportunità di venire avanzata dall'onorevole Diana, con riferimento a quale documento di bilancio, cioè se quello del disegno di legge o quello del già approvato, della legge di bilancio già approvata del 2008… sull'opportunità, dicevo, che veniva sottolineata dall'onorevole Diana sul riferimento al documento di bilancio e poi mi sono attardato a chiedere un'attenzione utilizzando due strumenti che sono nell'articolo 6 della legge finanziaria 2008, e che hanno dotazioni finanziarie, a mio avviso, insufficienti rispetto al tema che trattano, e che quindi andrebbero integrate. Ho chiesto anche che le minoranze, non solo la maggioranza, anche la maggioranza, valutasse l'utilità di avere una disponibilità maggiore sul fondo per l'anticipazione della cassa integrazione degli ammortizzatori sociali, ivi compresa l'indennità di mobilità, e se fosse opportuno integrare la dotazione finanziaria che alla lettera g) dell'articolo 6 della legge finanziaria numero 3 del 2008 ha una dotazione di 500 mila euro per le situazioni più difficili, cioè quelle dei lavoratori che perdendo il loro posto di lavoro sono anche sprovvisti di ammortizzatori sociali, e di situazioni di questo genere ne abbiamo diverse. Quindi, mi sono limitato a parlare dell'esercizio provvisorio. Poi ho ascoltato un dibattito che ha affrontato temi che, secondo me, sarebbe stato più corretto affrontare domani, cioè affrontare quei temi attorno alle dimissioni presentate dal Presidente della Regione, perché, io lo farò domani, c'è un disagio, c'è un disagio che non è limitato a quello manifestato dal Presidente della Regione, che, io voglio ricordare, ha dato le dimissioni in relazione ad un voto contrario su un tema essenziale di questa legislatura, cioè il governo del territorio, e sugli strumenti approntati in questa legislatura per un governo del territorio, che fosse rispondente alla nuova cultura di attenzione all'ambiente. Quindi, non è stato un "o così, o pomì", un'affermazione del personaggio autoritario che pone condizioni, e cose di questo genere, no, c'è una visione che è stata contestata pubblicamente e formalmente nell'Aula. Rispetto a questo il Presidente della Regione si è dimesso. Cosa centri poi tutto il resto mi è molto difficile da capire, cosa centri che il fatto che il Presidente della Regione osserva - lo osservo anche io molto più modestamente - che il nostro sistema politico e istituzionale non funziona, e non funziona solo nella testa, cioè in chi ha il potere di esercitare le funzioni di governo, ma non funziona in modo diffuso, perché l'attenzione principale non …, e lo vediamo anche qua. Io prima ho presentato questi emendamenti. La prima cosa che mi hanno chiesto, non preoccupati delle categorie a cui erano riferiti questi emendamenti, ma preoccupati del fatto che li avessi presentati io, cioè che ancora una volta mi potessi mettere la medaglia dell'attenzione dei lavoratori, e siccome ho fatto questo allora bisogna ritirarli, allora bisogna depotenziarli, allora bisogna cancellarli, perché questa è la cosa, non centrano più i i lavoratori, centra la dinamica politico-partitica, la degenerazione della politica che perde la visione giusta, l'obiettivo, perché ci siamo. Questo è il tema, e non funziona questo sistema politico-istituzionale. La sua decomposizione sta in questo, in questa ragione, e non c'è chi è più democratico e meno democratico, c'è chi fa il suo dovere o chi non lo fa anche. Io credo che anche in quest'Aula ci sia chi si applica di più, che si applica di meno, chi non si applica affatto. Penso che sia così. Io gli emendamenti li tengo. Se la Giunta regionale chiede di trasformarli in un ordine del giorno perché comunque adempie ai contenuti che ci sono, bene, se la maggioranza ritiene di doverli condividere, perché c'è un'attenzione a categorie che sono colpite dalla crisi, bene, se la maggioranza dell'intero Consiglio regionale intende sostenerli, bene, sennò io li mantengo. Li boccino i colleghi di questo Consiglio. La mia preoccupazione non è di prendere medagliette. Sono dall'inizio, dai lavori in Commissione, me ne potrà dare anche pubblico riconoscimento l'onorevole Diana, che io richiedo di lavorare attorno a questi temi, tutti insieme, perché è l'istituzione che bisogna che si adoperi con la tensione dovuta verso quelle categorie, non il singolo consigliere regionale che poco può fare e poco conta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Io pensavo che lei ritirasse gli emendamenti, perché poi dobbiamo anche valutare se gli emendamenti sono ammissibili e se sono compatibili con un esercizio provvisorio, come vi avevo raccomandato prima che questa discussione iniziasse.

E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io cercherò di attenermi all'ordine giorno, per cui risponderò al bellissimo intervento satirico dell'onorevole Porcu domani. Oggi stiamo sulle cose dette, soprattutto in Aula, dall'assessore Secci. Io penso che siano i fatti a dover parlare per noi, Assessore. Allora, la manovra di bilancio su cui si è pronunciata la Corte dei conti, inizio da lì, è stata parificata dalla Corte dei conti perché voi l'avete corretta alla luce della sentenza della Corte costituzionale. Quindi, il primo fatto su cui noi dobbiamo ragionare, se siamo persone onestamente impegnate a dirci le cose come stanno, è che il bilancio della regione 2006 è stato sanzionato da una sentenza della Corte costituzionale, che ha detto che la linea, la scelta di anticipare i soldi dal futuro è anticostituzionale. Allora, il primo problema che si pone nella valutazione delle manovre di bilancio, in un tempo quale quello che noi stiamo vivendo, è se il sistema modificato, come ha detto l'onorevole Uras, consente a un potere notevole, quale quello di chi riceve il mandato dal popolo, di stramare le regole del gioco. La Corte costituzionale ha detto: "Le regole del gioco, in questo caso, sono state stramate, una norma costituzionale è stata stramata". Dovete correggere. Il primo punto è perché in quest'Aula, quando dinanzi a quell'iniziativa, venne detto: "E' incostituzionale", non si riuscì a far prevalere la verità, e non ci si riuscì perché il potere in capo al Presidente della Giunta di dominare la sua maggioranza fa prevalere il potere sulla verità. Questo è il fatto. Che oggi la Corte dei conti parifichi un bilancio corretto alla luce di una sentenza della Corte costituzionale è motivo per me di plauso al lei, che, come Assessore, ha dato corso a una sentenza della Corte costituzionale. Non è poco di questi tempi, non è veramente poco, ma non può essere motivo di vanto avere una parificazione di un bilancio che era stato sanzionato dalla Corte costituzionale.

Secondo aspetto, Assessore. Lei richiama questo Consiglio a valutare la crisi economica che sta per rimbalzare sulla Sardegna. A me fa piacere che anche un giornale che sta collaborando molto a sostegno dell'attività della Giunta sia riuscito a scrivere oggi in prima pagina che la cassa integrazione ha ricevuto un aumento pauroso, che solo nella provincia di Nuoro si registra un'impennata del 62 per cento. Quella provincia di Nuoro, mi permetta, Assessore, da cui la Giunta, almeno per quel che riguarda le attività produttive, è letteralmente scappata.

Allora io le faccio una domanda: ma un Governo responsabile dovrebbe far prevalere le ragioni del bisogno sulle ragioni del calcolo politico o il contrario? Il Presidente della Regione si è dimesso durante questa crisi. Come ricordava l'onorevole Uras, si è dimesso su un voto contrario in un articolo che era in contraddizione con un precedente articolo che gli consentiva di fare le cose che lui riteneva che il voto invece contrario gli avrebbe impedito di fare. Non mi pare una ragione tale per cui si mette un Governo a gambe all'aria sapendo che arriva quella crisi. E allora la domanda è: ma se l'Assessore del bilancio sa che siamo in una situazione grave, a tal punto da far prevalere la gravità della situazione sopra ogni altro ragionamento, se parte della maggioranza, come Uras, dice: "Badate che ci sono intere categorie…", qual è la ragione per cui il Governo regionale è in crisi? Qual è? Qual è la ragione che fa prevalere una questione di puntiglio - perché è una questione di puntiglio! - sul bisogno? Io voglio sapere: se a gennaio sarà necessario un Governo regionale nella vertenza della chimica, chi va? Se a gennaio, come abbiamo letto ieri, l'imprenditore che vuole fare qualche offerta sulla riconversione della Legler scende in Sardegna, a chi presenta il piano industriale? A una Giunta dimissionaria? A chi? Io non lo capisco! Ma ancora, in tutto il mondo si sta dicendo: "Badate che le banche centrali abbattono i tassi di interesse e i tassi non scendono", cioè le banche non… perché non hanno fiducia. Chiedono ai governi regionali e ai governi nazionali di immettere denaro, di sostenere il lavoro, di sostenere l'impresa, qui andiamo ai dodicesimi. Qui andiamo ai dodicesimi! Eppure l'appello dell'Assessore del bilancio a dire "rendiamoci conto della crisi" non è tale da indurre a parlare della crisi il Presidente della Regione. Perché il Presidente della Regione non sta parlando della crisi, non sta parlando della fame, non sta parlando dei modi per rimediare, parla del ceto politico. Parla del ceto politico, da cui lui ovviamente si estrania, e di questo magari parliamo domani, però non vorrei, Assessore, chiedo la sua attenzione per un motivo. Una delle tecniche americane proprio dell'image building - e in Sardegna, a proposito di caste, c'è anche la casta dei pubblicitari, che è entrata potentemente in campo in questa legislatura - una delle tecniche è sviare il discorso. Io metto una scommessa con lei, che noi domani non discuteremo della fame, ma di qualche altra cosa, non so, della riduzione dei biglietti gratuiti ai consiglieri regionali oppure… non ne abbiamo più, vero? Li abbiamo tolti.

SANNA ALBERTO (P.D.). E' risolto il problema!

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Ecco, va bene. Oppure tiriamo fuori un'altra cosa: lo stipendio. Colgo l'occasione, Presidente, io, l'onorevole Balia primo firmatario e altri abbiamo firmato una legge per la riduzione dello stipendio. Chiedo i termini, se avremo futuro.

Perché poi ci sarà qualche altra cosa che abbia un impatto emotivo e non faccia pensare alla fame, perché occuparsi della fame è difficile, non è un messaggio. E' difficile! E poi come ci si occupa della fame, Assessore? Io mi sono scontrato diverse volte col suo Presidente della Giunta quando dicevo che stavano arrivando tempi per cui o la Regione sosteneva i consumi e i redditi con interventi straordinari sul lavoro oppure non se ne usciva. Il suo Presidente della Giunta ha sempre contestato quest'impostazione. Io ho sempre detto che o si fa fronte alla sottocapitalizzazione del sistema delle micro imprese sarde o il sistema sardo non si emancipa. Niente, anche questo no, questa non è una strada da percorrere. Ma poi la crisi, la crisi del puntiglio la chiamo io, prevale anche su un altro provvedimento urgente, che è quello sulla scuola. E' più importante il puntiglio del Presidente che non rifare il sistema educativo della Sardegna.

E allora, Assessore, io accetto il suo richiamo: io sono pronto a occuparmi della fame in Sardegna. Comunichi col suo Presidente e gli rifaccia l'agenda delle gerarchie per vedere se la fame della Sardegna viene prima del suo puntiglio o dopo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io non utilizzerò per intero il tempo a mia disposizione e voglio fare una considerazione che è relativa esattamente a quel che stiamo per approvare, cioè l'esercizio provvisorio. Se questa legislatura dovesse finire oggi oppure finirà alla sua scadenza naturale, noi in questi cinque anni avremmo 19 mesi di esercizio provvisorio su un rapporto di 60 mesi, cioè significa esattamente che un terzo dell'intera legislatura lo abbiamo utilizzato in esercizio provvisorio. Mai in nessuna legislatura - sono andato esattamente a verificare anche le date - è accaduto qualcosa di simile. Certo l'esercizio provvisorio è stato utilizzato in tante legislature, se ne è abusato, ma mai nella misura di un terzo dell'intera legislatura. Questo significa esattamente, ed è per questo che ho ascoltato con quasi religioso silenzio le affermazioni che ha fatto qui l'assessore Secci nella veste di Assessore della programmazione e bilancio, e tra le cose che ha detto l'assessore Secci, limitatamente sempre al problema dell'esercizio provvisorio, mi è parso di capire che abbia in sintesi detto due cose. La prima è che sarebbe più opportuno che questo esercizio provvisorio si basasse e si riferisse alle poste iscritte nello schema di bilancio approvato dalla Giunta, quindi bilancio 2009, e non già ovviamente al bilancio 2008. Seconda considerazione, strettamente sull'esercizio provvisorio, ha detto che la giustificazione del ritardo è un po' quella che aveva anticipato l'onorevole La Spisa, il fatto che questo Consiglio si sia occupato di altro. Insomma, mi sembra veramente poco. Quindi io vorrei rispondere all'assessore Eliseo Secci con queste parole: "L'esercizio provvisorio del bilancio regionale non può essere liquidato come un semplice fatto tecnico; costituisce, invece, un fatto politico di prima grandezza, di enorme responsabilità e di gravissimo danno per la comunità sarda. Tutto ciò per colpa esclusiva della Giunta e della maggioranza, tanto incapace nella prova di governo quanto arrogante e spregiudicata nell'uso del potere pubblico. L'enorme ritardo non è casuale né occasionale, ma lucidamente e cinicamente voluto. Abbiamo denunciato più volte questa riprovevole condotta politica come espressione di una vera e propria strategia del disordine. Più si ritarda la programmazione della spesa annuale e più si contrae lo spazio necessario per un'ordinata gestione annuale e così ancora di più si riduce lo spazio per un proficuo controllo politico e sociale della spesa, più si accumulano i residui, più si accentua l'arbitrarietà degli interventi particolaristici e clientelari. Purtroppo questa è la costante ormai consolidata di questa maggioranza, ossia dell'aziendalismo e dell'autoritarismo governante. Principalmente nell'anno in corso, in presenza della normativa di finanziaria", che sarebbe lo schema di bilancio, "che risultano in gran prevalenza già bocciate e stravolte, risulta quanto mai illogico e contraddittorio ipotizzare la spesa in via provvisoria di un terzo del bilancio annuale originariamente presentato e che oggi in grandissima parte non esiste. Risulta grandemente immorale la pretesa di esercizio provvisorio di un bilancio previsionale ancora non esistente, il profilo della nuova qualità dello sviluppo e miseramente rancoroso sul piano sociale" onorevole Uras, diceva proprio le stesse cose che dice lei oggi, "perché tutt'ora amputato della copertura finanziaria del Piano straordinario per il lavoro". E finisce: "Per tutto ciò, in attesa di una finanziaria almeno restituita alla soglia minima di decenza, l'esercizio provvisorio dovrà essere limitato alle sole partite di spesa obbligatoria derivanti dalle obbligazioni giuridiche in essere, a tutela dei diritti già costituiti e al riparo dei maggiori danni che possono derivare". Assessore Secci, queste cose che io le dico le ha dette lei, le ha sottoscritte lei come Vicepresidente della Commissione bilancio, correva l'anno 2003, quando lei fece una relazione di minoranza alla presentazione dell'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non voglio fare polemica con l'onorevole Uras perché è persona certamente seria, attenta e oltremodo competente. Non è presente in aula, però, il problema sollevato con l'emendamento numero 4 era stato già affrontato in Commissione. Non devo suggerire io la soluzione di questo problema, c'è una Giunta regionale, c'è ancora un Presidente, per qualche ora, spero, e comunque la Giunta è pienamente operativa, per cui io credo che questo problema che si vuole trasformare, mi è sembrato di capire, in ordine del giorno, credo che possa trovare soluzione senza che possa andare ad infilarsi nell'esercizio provvisorio. Ovviamente noi in Commissione abbiamo manifestato le nostre perplessità, tant'è che quell'emendamento venne ritirato. Ora, meraviglia che l'onorevole Uras lo abbia ripresentato, mah... capisco le ragioni politiche, non capisco le ragioni tecniche di poterlo fare in questo modo.

Relativamente all'emendamento numero 1, Presidente, sul quale vorrei portare all'attenzione un refuso, un errore che è previsto nel comma 2, dove si dice "non può superare i due dodicesimi", ovviamente sono "quattro dodicesimi".

Per il resto io credo che nella mia relazione ho evidenziato come in deroga, e l'ho detto, e non ho accusato la Giunta e l'assessore Secci di aver fatto col disegno di legge qualcosa di illegale o di illegittimo, assessore Secci, conosco benissimo la legge di contabilità per cui so benissimo che il disegno di legge doveva essere fatto sul 2009 piuttosto che sul 2008. Io mi sono limitato a suggerire che era più opportuno che si lavorasse in questo momento, perché se non avessimo avuto le dimissioni del Presidente probabilmente a quest'ora l'esercizio provvisorio era già approvato e non se ne sarebbe parlato più, ma in questo momento, con le dimissioni del Presidente e con la situazione politica - e non solo politica, ma anche economica - così grave, io credo che sia opportuno che si vada con un esercizio provvisorio che è basato sul bilancio del 2008 e non sul disegno di legge del 2009.

Per cui, io spero e credo che questo emendamento possa essere approvato dall'Aula e credo che non si debbano sollevare ulteriori polemiche per quanto riguarda l'esercizio provvisorio. Tutto il resto è stato detto da altri, io credo che la discussione più attenta dal punto di vista politico certamente verrà fatta nella giornata di domani e probabilmente potremo dirci anche le cose che forse non è opportuno che ci diciamo oggi nell'esercizio provvisorio. Ci sono ancora ventiquattro ore di tempo, può darsi anche che i sardi non debbano pagare per responsabilità che non hanno, che questa minoranza non debba pagare per responsabilità che non ha, questa minoranza che oggi è maggioranza del Paese e che certamente è molto attenta all'evoluzione politica di questa regione e per cui sarà domani il discorso clou, quello che dovrà dire esattamente se le vicissitudini politiche del centrosinistra oggi sono vicissitudini dovute ad una qualche responsabilità di questa parte politica. Io credo di no, avete suonato e avete cantato per intero, è una vostra responsabilità, domani dovrete portare anche giustificazioni ai sardi, non solo giustificare l'operato della Presidenza, della Regione, non solo scusarvi con lui per le marachelle che avete combinato, dovete portare altre giustificazioni. Io spero che siano giustificazioni spendibili e attendibili. Per il resto, lo lasciamo al giudizio degli elettori.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, molto brevemente, sull'articolo, sugli emendamenti e sulle considerazioni che sono state fatte. Volevo ricordarle, onorevole Maninchedda, che per tutti le gerarchie sono quelle che lei ha indicato. Il problema, probabilmente, è come applicarle queste gerarchie, però, ne discuteremo magari in una circostanza differente. Voglio solo ricordarle, non per ricordarlo a lei, ma per ricordarlo a me stesso e a chi ci ascolta forse fuori da qui, un'ultima considerazione sul discorso della sentenza della Corte Costituzionale, Maninchedda, e sull'utilizzo delle presunte risorse del futuro da usare impropriamente in anticipo. Non facciamo una disquisizione che ha riguardato personalità ben più importanti della mia modestissima persona e che hanno detto che la cosa era praticata e possibile e che questa faceva parte di un accordo con il Governo nazionale molto preciso, perché l'applicazione dei nostri diritti potesse decorrere non dal giorno prima o dagli anni prima a cui avevamo il diritto, ma dal 2010 perché le risorse finanziarie dello Stato non consentivano cose differenti. Facciamo abbuono anche di questo, ma voglio ricordare a lei e a me stesso, onorevole Maninchedda, che i soldi che il Governo della Regione utilizzava come anticipazione del futuro riguardavano la riduzione del disavanzo e non la nuova spesa. Giusto così, disavanzo che come lei sa perfettamente non è stato creato da questo Governo regionale e come lei sa perfettamente se nel 2005 non fosse stato fatto il bilancio in quella maniera la Regione Sardegna sarebbe stata al dissesto perché non poteva più reggere l'equilibrio finanziario, ma ne parliamo di questo la prossima volta.

Per quanto riguarda, invece, gli aspetti che sono stati posti all'attenzione dall'onorevole Uras e dall'onorevole Diana... onorevole Pisano, non è che non le voglia rispondere, insomma, lei mi ha fatto l'onore di ricordarmi, è la prima volta, forse, nella mia vita che vengo citato. La ringrazio di questo, però penso che vadano collocati gli argomenti trattati, forse, nelle occasioni in cui sono stati discussi e quindi, magari, probabilmente, ci saranno ragioni a cui lei ha fatto riferimento, ma sicuramente penso di ricordare anch'io che il contesto era di tipo ben differente. Rimane comunque il mio pensiero, il mio pensiero rimane, era e rimane, legato al fatto che l'esercizio provvisorio e la non approvazione della nuova finanziaria nei termini è comunque una cosa che non va bene, perché sia molto chiaro e molto preciso. Io ho sempre teorizzato, purtroppo senza riuscirci né da Presidente della Commissione prima, per il poco peso che avevo, né da Assessore poi, ho sempre teorizzato l'esercizio provvisorio da eliminare; purtroppo, ragioni politiche che potremo discutere a lungo e che magari hanno anche un senso non hanno consentito questo, però ciò non toglie che mi rimanga il giudizio che utilizzare 12 mesi per programmare la spesa regionale è cosa diversa da utilizzare meno mesi e non mi sembra comunque che ci sia un tempo di un terzo sprecato per l'esercizio provvisorio.

Onorevole Uras le ragioni che attengono all'emendamento numero 4, non entro veramente nelle parti tecniche che probabilmente hanno qualche aspetto di imperfezione, per cui ci potrebbero essere anche ragioni per cui l'emendamento ha qualche difficoltà ad essere accolto, ma mi limito alle valutazioni di natura politica per dire che le giuste osservazioni che sono contenute in questo emendamento possono trovare assolutamente nell'ambito dell'esercizio provvisorio l'accoglimento, perché il fondo unico è allocato in una sola UPB e quindi ci possono essere le compensazioni.

Io mi auguro che non ci siano i bisogni che sono richiamati dimensionalmente in questo emendamento, ma se ci fosse bisogno c'è la possibilità tranquillamente e serenamente come qualcun altro ha ricordato, di fare le operazioni che servono per superare l'emergenza, per cui la richiesta è quella che l'emendamento numero 4 venga ritirato, se poi l'onorevole Uras ritiene o richiede o il Consiglio regionale ritiene o richiede che sia da sottoporre ed approvare un ordine del giorno, noi non ci dichiareremo certamente contrari a questo. Per quanto riguarda invece la proposta dell'onorevole Diana sull'emendamento numero 1, Presidente, la Giunta regionale dà il parere che questo emendamento da sostitutivo totale venga trasformato in sostitutivo parziale e venga accolto al comma 1 il riferimento al bilancio 2008 e ai quattro mesi di esercizio provvisorio con le conseguenti variazioni che derivano da questo, e il resto invece rimanga nel testo che la Commissione ha approvato.

PRESIDENTE. Onorevole Farigu, io ho una sua prenotazione, ma è arrivata fuori termini, le posso dare la parola dopo per dichiarazione di voto.

FARIGU (Gruppo Misto). Sì.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Per quel che riguarda l'emendamento numero 1, come già avevo detto anche nel corso del mio intervento, il parere è conforme a quello che ha già espresso l'Assessore, cioè l'accoglimento del riferimento al bilancio del 2008 e poi per quel che riguarda la durata in quattro mesi anziché in tre come previsto nel testo approvato dalla Commissione, e per il resto invece il parere è negativo. Per quel che riguarda l'emendamento numero 4, anche alla luce di quanto ha esposto l'Assessore, c'è l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Il parere della Giunta è quello che ha appena... prego, lo dia però formalmente.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' conforme al Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Bisogna poi adeguare ovviamente anche il comma secondo, sui pagamenti di spesa non si possono superare i tre dodicesimi, va portato ovviamente, va adeguato alla durata e quindi non possono superare i quattro dodicesimi.

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Mettiamo in votazione a questo punto l'emendamento sostitutivo che attiene ad alcune correzioni da fare al comma 1 e al comma 2, proseguendo poi nell'andamento del testo che è stato approvato nella Commissione. Va bene colleghi, possiamo procedere. Dell'emendamento dell'onorevole Diana si accoglie con le integrazioni che sono state proposte anche dall'Assessore, il testo modificativo al comma 1 e la correzione al comma 2 per quanto riguarda i dodicesimi che si impegnano. Possiamo procedere colleghi?

Mettiamo in votazione questo testo di sintesi che risulta anche dalle interlocuzioni che abbiamo fatto, modificativo del comma 1. Stiamo votando l'emendamento sostitutivo per le parti relative al comma 1 e al comma 2 così come è proposto dall'onorevole Diana, e poi si prosegue per i commi successivi con l'andamento dell'articolato così com'è stato approvato in Commissione.

E' stato richiesto il voto elettronico sull'emendamento numero 1 così come detto. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Diana?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 62

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 62

(Il Consiglio approva.)

Mettiamo in votazione l'articolo. C'è una dichiarazione di voto dell'onorevole Farigu, onorevole Farigu se intende farla le do la parola, prego.

Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, no, io avevo chiesto di intervenire, ma in ritardo evidentemente, sulla discussione generale. Mi consenta comunque, Presidente, di manifestare una mia parziale soddisfazione di quanto sta accadendo negli ultimi tempi. Io ho apprezzato molto le dimissioni del Presidente Soru, che ho sempre criticato per la sua scarsa sensibilità politica e per il scarso rispetto anche del Consiglio. L'ho detto tante volte, quindi non dico nulla di nuovo. Le sue dimissioni, di fronte a un voto del Consiglio, sono state un atto di alta sensibilità democratica, e io questo glielo riconosco. Come ho apprezzato la disponibilità, in questo contesto di esame del disegno di legge per l'esercizio provvisorio, la disponibilità ad accogliere, in termini anche di opportunità politica, delle proposte del collega, relatore di minoranza, Diana. Sono segni questi positivi e distensivi. Ma la mia soddisfazione, va sottolineata senza enfasi, nasce da questo grande travaglio di riscossa democratica che in Sardegna è incominciata con le primarie del PD. E' stato all'interno di quel partito che è scattata una sorta di "residuiscienza democratica", che non ha trovato ancora il suo sbocco finale, che ha avuto momenti significativi, come il voto che ho richiamato prima in occasione della legge urbanistica, e un travaglio che si è manifestato attraverso la elezione della segreteria di quel partito, ma che non ha trovato ancora il suo sbocco. Il mio augurio è che quella crisi della sinistra e del centro-sinistra sardo dei D.S. e della Margherita… un attimo solo, Presidente, le chiedo la cortesia, vorrei concludere il pensiero.

La crisi dei D.S. o della Margherita del 2004, che hanno portato a questa Presidenza regionale, figlia come ho detto altre volte della crisi, ebbene questa "residuiscienza" rimedi a quell'errore e regali alla Sardegna, regali a questo Consiglio la liberazione da questo Presidente. Grazie ho finito.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu, io non ho voluto interromperla perché, insomma, per il rispetto che ho, ma non abbiamo capito come vota l'articolo 1, era una dichiarazione di voto.

FARIGU (Gruppo Misto). Mi astengo Presidente!

PRESIDENTE. Bene, grazie. Va bene colleghi, stiamo votando l'articolo 1.

Metto ora in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 4, c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, in ragione delle considerazioni fatte dalla Giunta, e con riferimento specifico all'articolo 6 della legge finanziaria, che consente le variazioni di bilancio interne alla dotazione per assicurare, attraverso il fondo della lettera g) del secondo comma dell'articolo 6, e attraverso il fondo del comma 3 dello stesso articolo della finanziaria, le necessarie, da una parte sostegni al reddito straordinari, e dall'altra le anticipazioni dei trattamenti di mobilità e di cassa integrazione, io ritirerò gli emendamenti. Ovviamente, questo lo dico anche perché mi è capitato in Commissione, l'onorevole Diana se ne ricorderà, di fare una discussione su che cosa succede in questo Consiglio regionale. Questo Consiglio regionale mantiene i propri poteri fino alla prima seduta del prossimo Consiglio regionale. Quindi, qualunque cosa succeda nei prossimi giorni, noi saremo in condizione di intervenire e di risolvere, anche in via straordinaria, con misure anticrisi, i problemi di questi lavoratori.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. L'emendamento numero 4 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Proroga dei termini

1. I termini di cui all'articolo 4, comma 10, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), sono prorogati al 31 dicembre 2009.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento modificativo numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e del relativo emendamento:

Art. 3

Programma Leader plus 2000-2006

1. E' autorizzata, nell'anno 2009, la spesa di euro 430.000 per le operazioni di chiusura e di rendicontazione del Programma Leader plus 2000-2006; alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dalla UPB S08.01.002 (Fondo nuovi oneri legislativi), mediante utilizzo della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge finanziaria 2008 per incrementare la UPB S01.04.002.

Emendamento modificativo Biancu - Cucca Giuseppe

Articolo 3

Programma Leader 2000-2006

Nell'articolo 3 sono apportate le seguenti modifiche:

a) le parole: "nell' anno 2009" sono sostituite dalle parole: "nell'anno 2008";

b) alla fine dell'articolo sono aggiunte le parole: " ; le somme non impegnate nel corso dell'esercizio sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo". (2).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 del relativo emendamento:

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore dal 1° gennaio 2009.

Emendamento sostitutivo totale Biancu - Cucca Giuseppe

Articolo 4

L'articolo 4 è sostituito dal seguente:

"Art. 4

Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna". (3).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 357-358-359/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Balia e Caligaris hanno votato a favore e che i consiglieri Amadu, Farigu, Ladu e Rassu si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Cappai - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Marracini - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 45

astenuti 20

maggioranza 23

favorevoli 45

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2009

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2009.

Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Va bene colleghi, in conseguenza della approvazione dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2009 anche il bilancio del Consiglio ha lo stesso andamento, devo dare la parola… insomma è un articolo unico, naturalmente l'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio subisce le variazioni in conseguenza della approvazione dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, per cui il termine per l'esercizio provvisorio si intende il 30 aprile, i dodicesimi sono 4/12. Mettiamo in votazione.

Poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La seduta è tolta ed è convocata per domani, con all'ordine del giorno l'esame e la discussione delle dimissione del Presidente della Giunta ai sensi del comma 5, articolo 22 della legge Statutaria, alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 13.



Allegati seduta


Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi urgenti necessari per il ripristino delle linee telefoniche in Gallura.

Il sottoscritto,

premesso che, il 4 novembre 2008, diversi comuni della Gallura sono stati colpiti da un'eccezionale ondata di maltempo, così come riconosciuto dalla Giunta regionale che, con delibera n. 67/2 del 28 novembre 2008, ha richiesto al Governo nazionale la proclamazione dello stato di emergenza;

considerato che il maltempo ha causato ingenti danni alle linee telefoniche: numerosi pali sono stati abbattuti e centinaia di famiglie sono rimaste prive del servizio telefonico;

sottolineato che, nonostante le ripetute proteste degli utenti, Telecom Italia Spa, soggetto gestore delle linee di telefonia fissa, non ha ancora provveduto a ripristinare il servizio;

valutato che tale situazione sta causando pesanti disagi ai cittadini e alle attività produttive della Gallura,

chiede di interrogare il Presidente della Regione affinché riferisca quali misure intende adottare, anche in qualità di commissario straordinario per l'emergenza nominato con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3711 del 31 ottobre 2008, presso Telecom Italia al fine di ottenere l'immediato ripristino del servizio di telefonia fissa su tutto il territorio della Provincia di Olbia e Tempio. (1465)

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, in ordine alla situazione sulla Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe.

Il sottoscritto,

premesso che, grazie all'operato del commissario, la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe avrà un futuro;

preso atto che il commissario ha comunicato all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di avere adempiuto a tutti i suoi compiti, per cui il suo mandato poteva ritenersi concluso;

constatato che a far data da tale comunicazione non si parla più della Fondazione San Giovanni Battista e tanto meno si conoscono le decisioni dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

dal momento che il personale e, soprattutto, i pazienti hanno il sacrosanto diritto di conoscere il futuro della Fondazione;

nel sottolineare che la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe possiede tutti i requisiti richiesti dalla legge regionale n. 23 del 2005, e quindi può essere trasformata da ente morale in azienda pubblica di servizi alla persona;

considerato che, in questo preciso momento, la Fondazione San Giovanni Battista non ha una guida legittimata ad esercitare le sue funzioni amministrative, organizzative e burocratiche in quanto l'incarico del commissario si è concluso con la pianificazione debitoria e dopo tale data non risulta che la Regione abbia assunto alcun provvedimento né di proroga né di incarico ad altro commissario,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se e quali provvedimenti abbiano preso o intendano adottare in favore della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe;

2) se siano a conoscenza di quanto richiamato e se non ritengano, con la massima urgenza, di promuovere un tavolo di concertazione coinvolgendo l'ex commissario, le organizzazioni sindacali e soprattutto i lavoratori per stabilire tutti insieme, tempi, modi, e quanto altro necessario perché alle parole seguano i fatti prima che sia troppo tardi. (1466)

Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione di alcuni comuni dell'alta Marmilla del risarcimento dei danni causati dal nubifragio del 27 e 28 novembre 2008.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che sono stati esclusi dai risarcimenti dei danni causati dal nubifragio del 27 e 28 novembre 2009 diversi comuni dell'alta Marmilla, tra i quali Masullas, Mogoro, Laconi, Gonnostramatza e Gonnoscodina;

preso atto che il nubifragio ha colpito molti comuni dell'intera area della Marmilla ed in modo particolare ha colpito quelli sopra citati;

considerato che l'evento calamitoso ha causato, in vaste aree dell'alta Marmilla, ingenti danni alle infrastrutture, alla viabilità urbana e rurale, alle abitazioni, alle colture ed alle aziende agricole;

accertato che i comuni evidenziati non sono presenti nell'elenco e nella cartografia allegati alla delibera di Giunta regionale n. 69/28 del 10 dicembre 2008, non si comprende se per un mero errore materiale o per volontà politica,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere se:

1) siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

2) non ritengano opportuno di dover provvedere con iniziative urgenti ed idonee finalizzate all'inserimento dei comuni di cui sopra tra i beneficiari dei crediti e degli aiuti previsti dalla delibera n. 69/28 del 10 dicembre 2008. (1467)

Interrogazione Agus, con richiesta di risposta scritta, in merito al personale ATI-IFRAS in distacco presso il Servizio beni culturali dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il sottoscritto,

premesso che:

- nel 2001 è stata siglata una convenzione tra la RAS e l'ATI-IFRAS per l'affidamento dei servizi ed attività necessari per la predisposizione e realizzazione di un piano pluriennale, finalizzato alla stabilizzazione occupazionale di soggetti impegnati in attività socialmente utili rinvenienti dal progetto "Parco geominerario" (decreto legislativo n. 81 del 2000);

- in attuazione della predetta convenzione, l'ATI-IFRAS, con la collaborazione dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, ha organizzato alcuni corsi di formazione nell'ambito dei beni culturali al fine di dare adeguata preparazione e specifica competenza a 10 lavoratori da impiegare, in distacco dall'ATI-IFRAS, nel Servizio beni culturali dell'Assessorato presso il quale la stessa collabora nelle seguenti attività:

- assistenza tecnica agli enti locali relativamente alla definizione del POR 2000-2006;

- attuazione delle nuove procedure e dei nuovi interventi attinenti alla realizzazione dei sistemi museali provinciali e territoriali e del sistema museale regionale di cui alla legge regionale n. 14 del 2006;

- attuazione degli interventi relativi alla realizzazione dei musei regionali previsti nell'APQ in materia di beni culturali e delle articolate e complesse procedure amministrative e giuridiche;

- predisposizione del quadro di riferimento relativo al PO 2007-2013 e attuazione dei successivi interventi;

- attuazione e completamento del progetto SICPAC (Sistema integrato per la gestione del patrimonio ambientale e culturale) - APQ Società dell'informazione - e attivazione a regime del Catalogo unico regionale;

considerato che, a tutt'oggi, il personale ha acquisito competenze ed esperienze basilari per il prosieguo delle attività citate e che:

- in data 26 aprile 2007, l'ATI-IFRAS ha firmato con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e il Presidente della Regione e con gli Assessori del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, dell'industria, della difesa dell'ambiente e della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, un verbale di incontro nel quale si concordava, tra le altre cose, la "stabilizzazione dei lavoratori attualmente impegnati presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione";

- nel mese di maggio 2007, la Giunta regionale, in sede di discussione della finanziaria 2008, ha proposto l'emendamento n. 949, volto all'attuazione della stabilizzazione di cui al punto precedente, e poi lo ha ritirato;

- in data 11 dicembre 2007, l'ATI-IFRAS ha firmato con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e gli Assessori del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, dell'industria e della difesa dell'ambiente, un verbale di accordo che, al punto d), confermava la stabilizzazione dei lavoratori impegnati presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport da effettuarsi nella finanziaria 2008; tale verbale di accordo è stato recepito nella delibera della Giunta regionale n. 51/63 del 20 dicembre 2007;

- in data 25 gennaio 2008, l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, con nota n. 147/GAB indirizzata al personale in argomento e alle segreterie regionali CISL-FISASCAT e funzione pubblica, hanno confermato la stabilizzazione dei 10 lavoratori ATI-IFRAS comunicando, inoltre, di avere provveduto alla predisposizione di uno specifico emendamento;

- in data 29 gennaio 2008, si propone l'emendamento n. 877 della Giunta regionale, dalla stessa, ancora una volta, ritirato,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere se, in occasione della discussione della finanziaria 2009, si intendono adottare i giusti provvedimenti, nel rispetto degli accordi presi; in considerazione anche del fatto che il percorso lavorativo finora seguito, gli impegni assunti e le ripetute assicurazioni fornite nelle diverse sedi istituzionali hanno inevitabilmente originato serie aspettative di stabilizzazione. (1468)

Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui costi per la collettività della grande festa finale della ASL n. 8.

Il sottoscritto,

considerato che:

- in data 15 dicembre 2008, la Giunta regionale ha assunto la delibera n. 70/3 di nomina del nuovo direttore generale della ASL n. 8 di Cagliari;

- in data 9 dicembre 2008, il direttore generale non riconfermato della ASL n. 8 ha, invece, diramato un invito alla partecipazione alla manifestazione di presentazione del bilancio triennale della ASL di Cagliari, programmata per giovedì 18 dicembre, dalle ore 9 alle ore 13, presso la Sala Pisolini della Fiera di Cagliari;

- a tale manifestazione sono stati invitati tutti i dipendenti e i collaboratori della ASL n. 8 di Cagliari, dai responsabili di struttura complessa, ai responsabili di struttura semplice, ai dirigenti medici, ai dirigenti sanitari, ai caposala, agli infermieri professionali, alle ostetriche, al personale tecnico, agli operatori socio-sanitari;

- è davvero sconcertante apprendere, direttamente dalla nota ufficiale della direzione generale della ASL n. 8, che tutti coloro che parteciperanno alle quattro ore di gran galà della ASL n. 8 alla Fiera campionaria potranno farlo sottraendo le ore da quelle di servizio;

- appare davvero dubbia l'opportunità organizzativa di tale gran parata finale della ASL n. 8 nell'attuale grave situazione di sofferenza dell'intera sanità sarda e, in particolare, in un momento politico di crisi e di incertezza, con il Presidente della Regione dimissionario;

- se appare dubbia l'opportunità stessa dell'organizzazione della parata, appare invece davvero sconcertante la scelta di garantirsi il successo di pubblico attraverso il pagamento delle ore dei dipendenti che interverranno alla manifestazione e scaricando, pertanto, sulla collettività il costo di una manifestazione di sapore autocelebrativo,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:

1) siano a conoscenza del fatto che la direzione generale non riconfermata della ASL n. 8 abbia organizzato una manifestazione di presentazione del proprio bilancio triennale alla Fiera di Cagliari;

2) nell'attuale e difficile congiuntura economica e politica che sta attraversando la Sardegna, ritengano opportuna l'organizzazione di una manifestazione che sembrerebbe francamente indirizzata all'autocelebrazione;

3) siano a conoscenza del fatto che tutto il personale della ASL n. 8 è stato invitato alla manifestazione e, in particolare, se siano a conoscenza del fatto che le quattro ore trascorse alla celebrazione potranno essere scontate dall'orario di servizio;

4) siano a conoscenza del fatto che la sala scelta per la manifestazione ha una capienza di quasi mille posti e che, di conseguenza, la ASL n. 8 preveda di pagare per quattro ore i circa mille dipendenti che potranno partecipare alla manifestazione;

5) alla luce di tali considerazioni- siano a conoscenza di quale sia il costo economico complessivo che la ASL n. 8 sopporterà per l'organizzazione della manifestazione (logistica più pagamento degli spettatori);

6) non ritengano che i soldi spesi per l'organizzazione della manifestazione sarebbero potuti essere meglio utilizzati per fornire prestazioni sanitarie reali, in una sanità sarda che soffoca tra liste d'attesa interminabili e progressivo scadimento della qualità dell'assistenza. (1469)

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione ai comuni del nord Sardegna del risarcimento dei danni causati dall'alluvione del 12 settembre 2008.

Il sottoscritto,

evidenziato che il Consiglio regionale ha approvato di estendere anche ai comuni del nord Sardegna il ristoro dei danni subiti dalle imprese e dai privati, a seguito dei danni arrecati dalle calamità naturali verificatesi nel settembre 2008;

considerato che, a tutt'oggi, i beneficiari non hanno ancora ricevuto quanto di competenza;

preso atto che il nubifragio ha colpito in modo particolare il territorio dei Comuni di Sassari, Alghero, Sorso, Olmedo, Santa Maria La Palma e Porto Torres e che gli stessi ancora aspettano di ricevere gli indennizzi previsti dalla legge regionale n. 16 del 2008;

visto che in altre zone ed in altri comuni, vedi quelli del Campidano e dell'Ogliastra, si è già provveduto a dare immediata attuazione al risarcimento, mentre per i comuni del nord Sardegna si è persa ogni traccia;

considerato che le famiglie e le aziende attraversano una crisi senza precedenti,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere quali:

1) motivi hanno impedito l'erogazione delle provvidenze in favore dei comuni del nord Sardegna colpiti dell'evento calamitoso nel mese di settembre ultimo scorso;

2) provvedimenti urgenti intendano adottare affinché anche i cittadini e le imprese del nord Sardegna ricevano entro l'anno i benefici previsti di cui alla legge regionale n. 16 del 2008. (1470)