Seduta n.444 del 07/10/2008
CDXLIV Seduta
(POMERIDIANA)
Martedì 7 ottobre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 30 luglio 2008 (435), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Cerina, Giuseppe Fadda, Giorico, Mattana, Pittalis, Rassu e Serra hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 7 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
(Comm. di inchiesta n. 3)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, così come comunicato questa stamattina, la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, numero 3, ai sensi degli articoli 124 e 125 del Regolamento interno.
Ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento, la richiesta deve essere iscritta all'ordine del giorno del Consiglio, che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio. La richiesta, di cui è primo firmatario l'onorevole Floris, è stata presentata il 31 luglio 2008 e il termine previsto per la nomina è scaduto.
Ricordo altresì che, ai sensi del comma 1 dell'articolo 125 del Regolamento, la Commissione deve essere composta in modo da rispecchiare la proporzionalità tra i Gruppi consiliari e che la nomina dei suoi componenti può essere delegata al Presidente del Consiglio.
(Si riporta di seguito il testo della richiesta:
Richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Pittalis - Diana - Pisano - Cassano - Rassu - Contu - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Pileri - Dedoni - Cappai - Liori - Milia - Gallus - Sanjust - Lombardo - Cherchi Oscar - Maninchedda - Farigu - Murgioni - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Marracini - Lai Renato - Cuccu Franco Ignazio per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna. (ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale)
I sottoscritti consiglieri regionali, ai sensi degli art. 124 e 125, del Regolamento del Consiglio Regionale.
Premesso che:
sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari, sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna,
richiedono
in applicazione del comma 4 dell'art. 125, su richiamato, l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta Consiliare per valutare gli atti compiuti dalla Regione. (Commissione di inchiesta n. 3).)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1, di cui prego i colleghi di prendere visione, perché il procedimento ne prevede la votazione.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu sulla nomina della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del documento relativo alla richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna (Commissione di inchiesta n. 3), presentata ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento interno;
PRESO ATTO del dibattito,
delega
il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna, ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento interno. (1).)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti, perché dovremo procedere a una votazione.
(La seduta, sospesa alle 16 e 44, viene ripresa alle 16 e 59.)
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 1. Sono consentite dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto).Signor Presidente, intanto noi stiamo votando l'ordine del giorno ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento. Il Consiglio non è chiamato a esprimersi sulla Commissione d'inchiesta, è chiamato a esprimersi sulla possibilità di delegare al Presidente del Consiglio l'eventuale nomina dei componenti della Commissione.
Ora, noi abbiamo già avuto, durante la discussione della mozione, motivo e tempo per spiegare le ragioni per cui stiamo chiedendo questa Commissione d'inchiesta. Sono emerse, come sappiamo, molte reticenze, molte negligenze che vanno colmate e chiarite. E' stato rilevato dal TAR e dal Consiglio di Stato, che hanno sentenziato in merito, un palese tentativo della Regione di voler sostituire un progetto di valorizzazione del colle di Tuvixeddu con quello di un certo architetto Clément. Per accertare la veridicità di questa vicenda ed eventuali responsabilità, ovviamente politiche e amministrative, l'unica strada - visto che tutte le altre strade che abbiamo esperito non hanno dato risultati - è quella dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta.
Qui non si vuole accusare nessuno, è compito di altri organi di indagine. A noi preme che sia chiarita la trasparenza e la correttezza dell'azione politica, per sgombrare il campo da illazioni e chiacchiere, che pure ci sono in tutti gli angoli della Sardegna. Dopo aver acquisito le conclusioni a cui perverrà la Commissione d'inchiesta, potremo tornare al dibattito e al confronto e misurarci a tutto campo su una tematica che è importante, perché va a toccare diritti soggettivi, diritti individuali, diritti collettivi e, più in generale, lo sviluppo socioeconomico della nostra Isola.
Non si capisce che cosa sia il piano che la Regione ha presentato al Comune su una presunta valorizzazione di Tuvixeddu. Non si è intervenuti con gli strumenti normali per l'utilizzo ai fini pubblici, violando diritti tutelati da principi costituzionali e da leggi speciali. Non si conoscono le modalità e i costi di affidamento degli studi preliminari e delle progettazioni. Non sono state rispettate le procedure e le competenze della legislazione urbanistica e paesaggistica vigente. Non sono noti gli accordi intercorsi col Comune di Cagliari, che ha competenza diretta e primaria nella pianificazione e valorizzazione del territorio. Esistono le sentenze del TAR Sardegna che hanno annullato i provvedimenti regionali nei confronti di Tuvixeddu, Tuvumannu e Is Mirrionis, con censure gravissime e severissime dei componenti della Giunta sotto il profilo politico, amministrativo e giuridico, che lasciano intravedere interessi preoccupanti.
E' stata messa in discussione, da parte del TAR, la correttezza della pubblica amministrazione, con eventuali danni che, allo stato attuale, sono incalcolabili e imprevedibili, ma si parla già di 70-80 milioni di euro. Lo stesso TAR parla di sviamento di potere nell'attività dell'Amministrazione regionale. C'è, mi pare, un evidente contrasto tra i soggetti istituzionali, Comune di Cagliari e Regione; c'è un grande bisticcio all'interno della Sovrintendenza: alcuni appoggiano l'operato della Giunta, altri dicono che non esiste nessun ritrovamento di nessun genere. C'è uno scontro di competenze e oggi c'è stato anche l'incontro col Ministro, che credo si sia concluso col fatto che il Ministro non pone altri vincoli, non ne vuole neanche sentir parlare, e se la Regione trova l'accordo col Comune e con le imprese allora ci sarà la disponibilità a operare insieme.
Questo lascia intravedere che nel prosieguo di questa trattativa, che certamente non si chiuderà così facilmente, noi saremo soggetti chiamati a risponderne anche sotto il profilo istituzionale. Ecco perché noi chiediamo la Commissione d'inchiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, credo che sia molto opportuna la richiesta contenuta in quest'ordine del giorno, perché, al di là della valutazione che ciascuno di noi fa su ciò che è successo in questi anni per quanto riguarda il compendio di Tuvumannu e Tuvixeddu, ci sono reali perplessità sul comportamento della Giunta regionale. Perplessità che, evidentemente, non sono soltanto di questo Consiglio regionale, se addirittura sono state menzionate in documenti ufficiali del Tribunale amministrativo regionale.
Devo dire che, come altre volte ho avuto occasione di esporre in Aula, da cagliaritano, cinquantunenne, a me non è mai capitato di poter visitare il parco di Tuvixeddu, di cui si disserta e si discetta tanto in quest'Aula. O meglio, una volta, quando avevo quattordici o quindici anni, scavalcai la recinzione di filo spinato che lo cingeva per fare, con alcuni amici, un raid intorno alle tombe, ma Tuvixeddu è una di quelle aree che non sono mai state fruibili ai cagliaritani o almeno ai cagliaritani della generazione a cui io appartengo. Potrei ricordare altre aree di Cagliari: per esempio, la cosiddetta Casa di Tigellio, che credo pochi cagliaritani abbiano avuto modo di visitare, se non con lo sguardo oltre la cancellata della via Tigellio, e l'anfiteatro romano. Oggi si discute tanto sull'opportunità delle tribune in legno che hanno consentito la riabilitazione di questo monumento ai fini dello spettacolo, ma la mia generazione l'ha conosciuto per anni, direi per lustri o decenni, impegnato soltanto dai ratti e dalle immondizie.
Quindi, nel momento in cui si chiede la fruibilità di un bene, ci si deve anche confrontare con quella che è la fruibilità attuale di quel bene. Forse, però, nel caso di Tuvixeddu, al di là di quello che gli esperti ci hanno fatto vedere, sia attraverso i sogni progettuali evocati dall'architetto Clément, sia attraverso quello che la stessa impresa che stava lavorando alla realizzazione del parco ci ha mostrato quando siamo andati a visitare il cantiere, quindi al di là del giudizio tecnico che purtroppo è difficile dare, perché - lo ricordava l'onorevole Floris - esiste una contraddizione anche su eventuali nuovi ritrovamenti (ci sono fonti, su Internet, che riferiscono di numerosi nuovi ritrovamenti durante l'attività di cantiere e altre che li negano, tra cui quelle della Sovrintendenza), e al di là di una valutazione di merito specifica sull'argomento, una valutazione di tipo giuridico va fatta.
Qualunque cagliaritano sa bene, ma credo che ormai lo sappiano tutti in Sardegna, qual è stato il lungo iter attraverso il quale si è arrivati alla definizione di un accordo tra ex proprietari dell'area e imprese che sono subentrate nei diritti agli ex proprietari, Comune di Cagliari, Regione e Sovrintendenza. C'è stato un lungo percorso giuridico, un lungo percorso di conferenze di servizi, di accordi di programma, che ha portato, attraverso strade sempre più strette, alla definizione di un accordo che fosse valido per tutti e rispettato da tutti.
Non sta a me, che non rappresento alcuna istituzione, dire se quell'accordo fosse il migliore degli accordi possibili, sta di fatto che c'era un accordo giuridicamente stabilito che, quindi, doveva essere rispettato dalle parti. Ecco, questo è il problema fondamentale. Se una delle parti ritiene di non rispettare la continuità amministrativa e legislativa a cui comunque è tenuta, e quindi ritiene di fare qualcosa di nuovo rispetto al passato, lo può fare. E lo può fare non attraverso elementi di blocco che mettono in discussione la certezza del diritto, ma attraverso accordi rinnovati con le parti, che consentano di modificare eventualmente quelli che sono gli accordi presi in precedenza. Pacta sunt servanda e sono il nocciolo della certezza del diritto. Se la certezza del diritto non viene garantita proprio da chi ha il dovere di far rispettare le leggi agli altri, cioè dalla Regione, non va più bene. E questo è il caso in cui ci troviamo. Ci troviamo, cioè, in uno di quei casi in cui la fattispecie delle cose non va bene e in cui la Regione sta dando l'esempio dell'esatto contrario di quello che dovrebbe fare qualora fosse dall'altra parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Io volevo ricordare ai colleghi che in questa vicenda, che ha visto coinvolta non solo la Regione, ma anche numerosi enti locali, e faccio soprattutto cenno al Comune di Cagliari, non è una vicenda per la quale possiamo emettere delle sentenze, diciamo, chiare rispetto alle stesse decisioni della magistratura avverse alla Giunta regionale. Ricordo solamente che le sentenze che hanno confermato l'annullamento del provvedimento di vincolo paesaggistico imposto dalla Regione Sardegna hanno solo affermato una verità processuale, cioè una verità obbligata dal rispetto di tempi e procedure e necessariamente limitata dalla rigida osservanza del principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Che non si tratti di una verità definitiva assoluta emerge dalle stesse sentenze, laddove si afferma che qualora la Regione intenda riavviare una procedura volta all'estensione del vincolo lo può fare, tenendo conto delle notazioni e indicazioni di carattere essenzialmente formale prescritte dallo stesso organo giudicante, rinnovando integralmente ab origine la necessaria attività istruttoria.
Premesso questo, poiché chi come noi fa politica cerca di capire qual è l'interesse generale, devo dire che più volte noi abbiamo fatto delle denunce e siamo rimasti stupefatti davanti a una situazione che pare vedere la difesa di Tuvixeddu come una prerogativa della sinistra o del centrosinistra. Io questa cosa non riesco a capirla; non la capisco al Comune di Cagliari come non la capisco qui dentro. Domando: Tuvixeddu è o non è un bene, un patrimonio dell'umanità, al quale tutti noi dobbiamo guardare con una sensibilità nuova, che non c'era dieci o vent'anni fa? Se no dovremmo chiedere a tutti coloro che hanno amministrato la Sardegna perché non si siano fatti in quattro per difenderlo.
Allora, io dico, c'è una nuova sensibilità. Tuvixeddu è della Sardegna? No, è di tutta l'umanità. Allora, da questo punto di vista io sono stupefatto da battaglie che, secondo me, sono soprattutto di carattere politico ed elettorale, visto che stiamo andando a elezioni. Quando vediamo che autorevoli esponenti del centrodestra fanno conferenze stampa insieme ai privati che sono in contenzioso con la Regione, ci rendiamo conto che si è perso il senso dell'istituzione. Quando mai un sindaco fa conferenze stampa col titolare di una ditta privata, seppure ci sia tra loro stima reciproca? Questo è successo in questa vicenda ed è ciò che sorprende, perché io ritengo che il buon senso induca tutti a pensare che Tuvixeddu è un patrimonio comune che non ha colori.
In questo senso, le affermazioni dell'ordine del giorno io non le condivido, ma vorrei capire il perché di questa sorta di tifoseria che si manifesta quando la Regione non riesce a concludere un accordo con i privati: "Vittoria, non si è concluso un accordo con i privati!". Stendo un velo pietoso sulla posizione attuale del Ministero, perché poco tempo fa ad alcuni parlamentari del P.D. è stata data risposta a un'interrogazione sostenendo esattamente il contrario, e cioè che il Ministero era totalmente disponibile a entrare in campo per una nuova salvaguardia, per una nuova protezione. Lascio perdere questa vicenda, perché da questo punto di vista la strumentalizzazione ormai sta diventando quotidiana. Ripeto, però, sul fatto che Tuvixeddu è di origine cartaginese, che è un sito archeologico di grande valore, che i privati hanno il diritto di difendere i loro legittimi interessi e che la politica può dare risposte, ma non può dire: "No, ormai le cose sono fatte devono rimanere così", io concordo. Faccio il tifo perché la Giunta attui la salvaguardia di quel bene soddisfacendo nel contempo le giuste esigenze dei privati, ma sono assolutamente perplesso rispetto a un approccio politico che ci veda, come dire, difensori non so bene di che cosa e contrari a priori a un'attività, a mio avviso, meritoria, quella di fare in modo che Tuvixeddu diventi veramente la perla del Mediterraneo, un bene di tutti, dal Comune di Cagliari alla Provincia, alla Regione e a tutta l'umanità, perché anche l'UNESCO vuole procedere in questa direzione, a quanto pare, di modo che il colle di Tuvixeddu diventi veramente un bene dell'umanità.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
ESPA (P.D.). Spero che da questo punto di vista, prima dell'analisi anche meramente tecnica del documento, che io non condivido, ci sia un senso di responsabilità da parte di tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi siamo d'accordo sulla istituzione della Commissione d'inchiesta sui fatti di Tuvixeddu, non per un capriccio di parte, ma perché abbiamo sempre contestato l'atteggiamento di questa Giunta regionale, che di fatto non rispetta i diritti acquisiti, non rispetta la certezza del diritto dei cittadini e tanto meno rispetta la continuità amministrativa, che è stata una di quelle cose che noi abbiamo sempre rispettato come amministratori.
Questa Giunta regionale, però, talvolta con articoli ad hoc, riesce a fare interventi contro qualsiasi norma. Abbiamo visto che in nome di un ambientalismo che probabilmente non è mai nato in Sardegna, sicuramente non con questa Giunta regionale, in certe zone si possono edificare centinaia di migliaia di metri cubi a due passi dal mare, pur in assenza di strumenti urbanistici vigenti, invece in altre zone, che potrebbero avere più titolo per l'edificazione di strutture ricettive, non c'è la stessa possibilità. Questo significa che siamo in una situazione in cui vengono fatte delle norme tali per cui chi è favorito dall'amministrazione regionale può fare tutto, invece chi non lo è non può fare assolutamente nulla.
Allora, noi non condividiamo nella maniera più assoluta questo modo di procedere, perché abbiamo visto che anche per quanto riguarda i lavori pubblici - vedo che c'è l'Assessore dei lavori pubblici - ci sono altri accordi di programma, non c'è soltanto quello su Tuvixeddu, sottoscritto da Regione, Comune di Cagliari e privato, in cui fra l'altro il privato si impegna a realizzare opere pubbliche, e ha già dato inizio ai lavori, mentre in altri casi abbiamo visto che questo non si è verificato. Mi riferisco, in modo particolare, all'accordo di programma su Sa Illetta, perché si sono costruiti i locali, le strutture che dovevano essere utilizzate dalla proprietà, e le opere pubbliche abbiamo visto dove sono andate a finire: non ce ne sono!
Voglio dire, anche per quanto riguarda altri accordi, come l'APQ per una viabilità importante in alcune zone della Sardegna, praticamente determinate opere sono state cancellate dalla Giunta regionale e non sono state riviste nell'accordo di programma quadro, come invece dovrebbe essere.
Questo per dire che c'è un continuo tentativo di fare delle cose contro la programmazione, contro le regole, insomma contro tutto quello che non è in linea con gli obiettivi di questo Governo regionale. Allora io credo sia giusto che venga nominata questa Commissione d'inchiesta, perché abbiamo visto che la Commissione d'inchiesta sul caso Saatchi & Saatchi ha fatto luce, finalmente, su determinati abusi che ci sono stati da parte di questa Giunta regionale. E io sono convinto che un'altra Commissione d'inchiesta dimostrerà gli abusi che sono stati compiuti e che si stanno compiendo da parte di questo Governo regionale, in nome di questa situazione… Prego?
BIANCU (P.D.). Chissà che non si scoprano altri abusi!
LADU (Fortza Paris). Speriamo! Se si andrà avanti si scopriranno sicuramente altri abusi, ma certamente non attribuibili alle passate amministrazioni. Ti ricordo, caro Biancu, che io sono stato per quattro anni Assessore dei lavori pubblici e i Carabinieri e la Finanza non sono mai venuti a sequestrare documenti nel mio Assessorato, mentre vedo che in altre situazioni lo fanno tutti i giorni!
Allora, io credo che gli abusi siano quelli che stiamo vedendo, poi può darsi che se si fanno indagini serie ne vengano fuori degli altri, però, fino a prova contraria, pare che le indagini stiano andando in una determinata direzione e non in un'altra. Grazie.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Non se n'è accorto nessuno che sei stato Assessore tu!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, adesso do la parola a lei, ma vorrei ricordare ai colleghi che siamo in fase di dichiarazioni di voto su un ordine del giorno che delega il Presidente del Consiglio regionale a nominare, con criteri proporzionali, i componenti di una Commissione d'inchiesta, istituita ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento. La discussione sulla mozione numero 169 è già avvenuta e quindi non rifacciamo il dibattito su quell'argomento. Ognuno ha già detto quello che doveva dire, ora si deve istituire una Commissione d'inchiesta che valuterà quali sono gli atti amministrativi che, eventualmente, non fossero corretti o coerenti.
Lo dico perché vedo molti colleghi iscritti parlare. Ripeto, non è riaperto il dibattito che abbiamo già fatto in occasione della discussione della mozione numero 169.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, io intendo proprio intervenire…
PRESIDENTE. Tra l'altro, chiedo scusa, onorevole Uras, mi ricorda il dottor Collari, che è addetto alla registrazione dei vostri pareri, che non si sta dichiarando il voto, nonostante si stia intervenendo per dichiarazione di voto.
L'onorevole Ladu magari poi ci dice come voterà. Grazie.
URAS (R.C.). Quando mi dà la parola, Presidente, io…
PRESIDENTE. Ce l'ha, onorevole Uras.
URAS (R.C.). No, ce l'hanno gli altri! Chiedo scusa, onorevole Pirisi.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego.
URAS (R.C.). Io vorrei attenermi esattamente alla domanda. Intanto la modalità prevista, ovviamente, è quella del voto da parte del Consiglio sulla delega al Presidente. Noi, non per mancanza di fiducia, Presidente, ne abbiamo tantissima in lei, però per questioni attinenti a questo argomento non siamo favorevoli alla delega. Siamo contrari, vogliamo votare la composizione in Aula, anche per capire come andrà votata, quali sono le proporzioni. Il P.D. ha 35 consiglieri, noi ne abbiamo 3, ci siamo, non ci siamo, chi lo sa! Se no il P.D. ne deve avere 11, la proporzione sarebbe questa.
La seconda questione, Presidente, riguarda la motivazione della richiesta che, a nostro avviso, non è soddisfatta ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento. Qua non si tratta di aprire un'inchiesta su presunte responsabilità politico-giuridiche che sarebbero state sanzionate dal Tribunale amministrativo regionale. Il TAR ha competenze specifiche che riguardano gli atti nella forma più che nella sostanza, in molti casi. Allora, quale atto è sottoposto a inchiesta? Io lo vorrei sapere. Qua c'è una carenza di motivazione.
Io chiedo che gli Uffici, insieme al Presidente, diano un'interpretazione corretta della norma regolamentare. Quali sono gli atti? Le responsabilità politiche? Ma le responsabilità politiche attengono alla funzione di governo e non sono sanzionabili da nessun TAR, e tanto meno possono essere oggetto di un'indagine, di un'inchiesta da parte del Consiglio regionale. Se no ha ragione l'onorevole Ladu, si può dire di tutto e di più. Questo Consiglio regionale si può trasformare, all'occasione, di volta in volta, fuori dalla prassi e fuori anche dalla lettera, in tutto e il contrario di tutto: in tribunale, che può essere di condanna o di assoluzione, in soggetto di investigazione ispettiva, nonché in una specie di correttore degli atti amministrativi che produce la Giunta.
Io credo che la Giunta debba assumersi integralmente le responsabilità di ciò che compie. Non voglio neppure intervenire sul merito, perché sul merito è già nota la nostra posizione. Noi pensiamo che un compendio di beni culturali di quella natura vada difeso e che tale difesa debba riguardare tutti. Riguarda anche il centrodestra perché sono convinto che nessuno in questo Consiglio - me lo auguro, ma ne sono anche convinto - voglia cementificare, distruggere, far soccombere un patrimonio culturale, storico e archeologico di quella qualità. Nessuno!
Qua si vuole intervenire per dire se la Giunta regionale ha fatto bene o ha fatto male, se il suo comportamento è condivisibile o non è condivisibile, se in qualche atto da lei compiuto si può ravvisare un qualche profilo d'illegittimità che, peraltro, è esaminato dagli organi di giustizia che ne hanno la competenza. Ma non può succedere, io glielo dico con franchezza, Presidente, perché su questo noi faremo una battaglia politica che non fa sconti a nessuno, che questa Commissione possa essere istituita con la motivazione di indagare su responsabilità eventuali, e anche gravi, di natura politica e giuridica che non sono mai state oggetto di sanzioni da parte del Tribunale amministrativo regionale.
PRESIDENTE. Poi io dirò delle cose sulla formulazione dell'ordine del giorno. Ricordo che la mozione numero 169, che recava lo stesso titolo peraltro, è stata discussa e bocciata dall'Aula il 31 luglio di quest'anno. Quindi alcune affermazioni contenute nell'ordine del giorno sono, secondo me, incongrue e non utili alla discussione della mozione su Tuvixeddu, presentata dall'onorevole Floris.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che il rischio che il Consiglio regionale della Sardegna si trasformi in un organo inquirente sia evidente. Credo che il Consiglio abbia il dovere di legiferare su quelle materie su cui i sardi ci chiedono di legiferare. Ma non voglio dire che noi ci sottraiamo alla costituzione della Commissione d'inchiesta, anche perché questa occasione può risultare importante anche per evidenziare la responsabilità di chi ha sottoscritto l'accordo di programma del 2000 e, perché no, delle autorità regionali e statali che hanno espresso i loro pareri.
Io credo che anche la valutazione dell'attuale sovrintendente sulle autorizzazioni del suo predecessore non siano materia da poco, non siano argomento da trascurare e che questa sia proprio l'occasione per fare luce sulle responsabilità di chi ha rilasciato le autorizzazioni e vedere se sono in linea con la normativa regionale e statale vigente.
Il collega Vargiu diceva di non aver mai potuto visitare il sito di Tuvixeddu, che non è stato mai fruibile. Io credo che questo fatto, quindi la responsabilità di chi ha amministrato il Comune di Cagliari e di chi ha amministrato la Regione nel tempo, non possa far venir meno l'importanza del sito di Tuvixeddu. E l'importanza del sito di Tuvixeddu risulta anche dall'incontro di oggi tra il ministro Bondi, il Presidente della Regione e il Sindaco di Cagliari, riportato da una nota stampa dell'AGI che dice: "Nel corso del colloquio, che si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione, si è concordato sulla necessità di prestare la massima tutela all'area e il Presidente della Regione è stato invitato a trovare un'intesa con le imprese private già interessate all'accordo di programma del 2000", ricerca di accordo che, peraltro, il Presidente della Regione e la Regione hanno già messo in campo da tempo. Quindi anche da parte del ministro Bondi, che non mi pare faccia parte del centrosinistra, viene ribadita la necessità della massima tutela del sito. E' pertanto evidente l'importanza della conservazione e della valorizzazione di quel sito, che non deve essere oggetto di speculazioni edilizie.
Come ricordava il Presidente poc'anzi, la mozione numero 169 è stata oggetto di dibattito e ha registrato il voto contrario di questa Assemblea. Per cui l'ordine del giorno di delega al Presidente della nomina della Commissione d'inchiesta può essere votato unicamente nella misura in cui dalla premessa e dal dispositivo vengano tolti tutti i riferimenti specifici alle responsabilità. Il giudizio l'abbiamo già espresso quando abbiamo votato la mozione, oggi, ripeto, si tratta soltanto di dare mandato al Presidente sulla nomina della Commissione. Quindi l'ordine del giorno può essere votato soltanto con l'eliminazione dei giudizi e nella fattispecie, per quanto riguarda la premessa, delle parole "sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione". La Regione non c'entra niente con le iniziative urbanistiche ed edilizie. Le iniziative edilizie sono del Comune di Cagliari e del privato, non certamente della Regione. Quindi l'ordine del giorno può essere votato depurato da questi aspetti.
PRESIDENTE. Vi ricordo di dichiarare il voto sull'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, io dichiaro il mio voto favorevole, non foss'altro perché ho firmato la mozione e soprattutto volevo attirare l'attenzione dei cari colleghi sul fatto che il nostro compito primario istituzionale è quello della valutazione.
Certo nessuno di noi, pur con difficoltà tricologiche, si mette il parruccone per fare il giudice saccente. Vorremmo soltanto valutare l'atto politico, così come avevamo ragione di farlo per la vicenda Saatchi & Saatchi, dalla quale è emerso un marcio insormontabile. Oggi chiediamo una banale e semplice valutazione dell'operato perché, lasciando le disquisizioni tecnico-giuridiche ai magistrati, noi cerchiamo di fare politica.
Allora, se le sentenze del TAR, che non è un club di Forza Italia o di Alleanza Nazionale, e del Consiglio di Stato (anche alla luce delle dichiarazioni inquietanti rilasciate dall'assessore Mongiu, che rasentavano profili di eversione quando ci invitava candidamente a ribellarci alle sentenze puntualmente e saggiamente richiamate dal nostro Presidente del Consiglio) ci richiamano al rispetto delle leggi, questo la dice lunga sulla fibrillazione in atto. Se c'è stato sviamento o abuso di potere siamo di fronte a un personaggio che ha una visione personalistica dell'istituzione, perché a lui solo era noto quel progetto dell'architetto amico Gilles Clément - non so chi sia -, che voleva trasformare Tuvixeddu in una Disneyland sanlurese, con papaveri rossi e altre cose che mettevano in crisi anche i veri concetti dell'identità ambientale e che nulla hanno a che fare con la nostra identità campidanese. Quindi noi valutiamo serenamente l'operato politico di ciò che è successo ed emerge da sentenze autorevoli che garantiscono i diritti fondamentali, ripeto quelle del TAR e del Consiglio di Stato. Poi non credo che il Ministero sia formato da bricconcelli, il TAR da rancorosi, il Consiglio di Stato da persone che fanno politica avversa. Noi siamo abituati a rispettare le leggi e soprattutto questi organi, e anche quando le loro sentenze dovessero andare contro gli interessi del nostro Partito le accetteremmo con grande senso democratico. Quindi la credibilità di questa istituzione passa attraverso il rispetto delle regole, senza scadere nella filosofia demagogica dei cementificatori da una parte e degli pseudo-ambientalisti dall'altra, perché ci sono contraddizioni anche tra chi si strappa le vesti per Tuvixeddu e chi invece per il Pincio, che credo sia qualcosa di importanza internazionale. Magari fanno degli sconti gratuiti, perché assumono più l'atteggiamento da ultrà che da amministratori o legislatori seri che devono valutare, ripeto, come uomini liberi, l'operato di una Giunta che dimostra sempre più la sua specializzazione nell'attirare, per ogni azione di governo effettuata, l'attenzione di tutta la magistratura, penale, amministrativa e contabile. Questo è un triste primato di questa Giunta. A noi spetta una serena valutazione e per questo sono favorevole all'istituzione di questa Commissione d'inchiesta. E se non emergeranno sciatterie dal punto di vista amministrativo e politico da parte di questa Giunta, tutto tornerà nella normalità, massimo rispetto e andremo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, io mi dichiaro d'accordo sull'istituzione della Commissione d'inchiesta. Penso che non sia opportuno fare un raffronto tra la Commissione che dobbiamo istituire per ragionare di questo fatto e le Commissioni precedenti.
L'incontro che è stato fatto con il ministro Bondi impegna il Presente della Regione a trovare un'intesa con le imprese private già interessate dall'accordo di programma del 2000. L'accordo può essere: intervenire a Tuvixeddu oppure trovare soluzioni alternative. Io credo che nessuno di quelli che sono qua dentro sull'ipotesi di un sito alternativo a Tuvixeddu possa dire: "No, interveniamo a Tuvixeddu". Questo sarebbe già un fatto politicamente importante e rilevante per la nostra Regione.
Noi non possiamo dare un indirizzo ai lavori della Commissione, però possiamo politicamente esprimere delle considerazioni. Io sono per il rispetto delle sentenze, però chi ha fatto attività politica, chi ha sostenuto certe posizioni sa che tante volte e in tante occasioni ci siamo anche opposti a delle sentenze, abbiamo combattuto leggi e provvedimenti, abbiamo mobilitato cittadini italiani contro cose che non abbiamo condiviso. E questo non ha fatto gridare allo scandalo. Io credo che se la Giunta Soru, il Consiglio regionale, per tenerci più larghi, dovesse riuscire, in una trattativa con l'impresa, a evitare che Tuvixeddu venga cancellato come sito di interesse internazionale, tutti dovremmo apprezzarlo.
Può essere che ci sia stata una forzatura nelle posizioni che sono state assunte, però io sono portato a dire che, insomma, una forzatura a fin di bene non è un delitto; è una cosa che non si deve fare, ma non è un delitto, riferito al caso specifico e non in generale. Siccome io riconosco al presidente Floris prudenza, credo che questa prudenza ci debba guidare, perché se prudenza ci fosse stata, anche nelle settimane passate, forse avremmo dato un segnale positivo per quanto riguarda le leggi emanate dalla Regione sulla tutela del paesaggio. Poi i cittadini si sono pronunciati e anche quella è stata una sentenza di popolo.
Allora, lo dico al collega Floris, facciamo la Commissione d'inchiesta, ma prudentemente togliamo i giudizi negativi che ci sono nell'ordine del giorno, perché se la Commissione non deve essere guidata dalle considerazioni che faccio io, sempre improntate alla prudenza, non deve essere guidata neanche dal contenuto politico dell'ordine del giorno. Quindi si faccia pure la Commissione, ma lasciamola libera di maturare, nel corso del lavoro, un orientamento che poi tutti saremo chiamati a valutare e conseguentemente, dopo la discussione, a rispettare.
Presidente, prendiamola con serenità questa iniziativa, non con acrimonia. I giudizi su Soru, sulla Giunta e i suoi provvedimenti saranno espressi a maggio del prossimo anno. Evitiamo di dire, com'è stato detto anche recentemente: "Facciamo un referendum sulla legge salvacoste" e poi, nel corso del confronto, dire: "No, il referendum è contro Soru". La gente non è mica cretina e siccome Floris non è Pili penso che questa mia sollecitazione possa essere accolta. Togliamo, cioè, tutti quei passaggi che sono da togliere, formiamo la Commissione, ma, ripeto, con uno stile, una prudenza e un rapporto con i commissari, che poi sono nostri colleghi, che sia davvero di rispetto personale e anche del lavoro che essi faranno.
Io suggerisco una soluzione di questo tipo, se invece si vuole dare un giudizio in premessa, guardate, non è la legge sulla caccia, si può anche votare contro!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Ogniqualvolta si esalta la funzione democratica del Consiglio io non posso che essere d'accordo. Questa è una funzione sindacale stabilita dal Regolamento del Consiglio. La richiesta di costituzione della Commissione d'inchiesta credo obbedisca, primariamente, all'esigenza di questo Consiglio, massima espressione democratica del popolo sardo, di fare chiarezza, perché troppe discussioni, contrapposizioni, insinuazioni, sospetti hanno accompagnato l'azione giudiziaria e amministrativa su Tuvixeddu.
Quindi la Commissione d'inchiesta non nasce per esprimere giudizi che sono in capo ad altri organismi. Si è già pronunciata l'autorità amministrativa, il TAR, il Consiglio di Stato, si è ripronunciato il TAR, e se ci saranno altri tipi di responsabilità saranno altri ordini della magistratura a doversi pronunciare. Però noi, Consiglio regionale della Sardegna, abbiamo l'esigenza che la caduta di credibilità delle istituzioni presso l'opinione pubblica trovi un freno, un contenimento. Tutti i dibattiti, le discussioni, le dichiarazioni sulla stampa che hanno accompagnato la vicenda di Tuvixeddu hanno certamente sminuito il prestigio, l'autorevolezza della nostra Regione, che si è trovata a confliggere col Comune di Cagliari, oltre che col diritto, posto che un accordo di programma, legittimamente costituito, predetermina diritti obbligazioni per le parti contraenti, tra cui c'è appunto il Comune di Cagliari, che è uno dei tre soggetti costitutivi dell'accordo di programma. Quindi non un cittadino privato qualsiasi, ma l'amministrazione comunale di Cagliari. Un conflitto tra la Regione e il Comune di Cagliari è un fatto politicamente di grande rilievo, perché, se condotto com'è stato condotto, se accompagnato com'è stato accompagnato da dibattiti e articoli di stampa di opinionisti diversi, sminuisce l'immagine delle istituzioni, insinuando sospetti, fondati o no, questo lo vedrà la magistratura. Ma noi abbiamo bisogno che il Consiglio dica la sua e sgombri il terreno da queste ambiguità.
Io non mi lascio facilmente ingannare dall'uso e abuso che si fa del discorso sull'ambiente, così come non mi illudo quando si fa uso e abuso del discorso sui beni culturali, perché è difficile davvero riuscire a trovare soggetti politici travagliati da grande sofferenza per questi beni. Normalmente questi discorsi vengono invocati a copertura di altri obiettivi. Ebbene, il Consiglio ha bisogno di capire se vi sono o no altri obiettivi, se vi sono ragioni per calpestare un diritto definito in un accordo di programma. Esiste un problema di caduta della certezza del diritto e quando il cittadino si trova di fronte a una Regione che non gli garantisce la certezza del diritto è ovvio che viene meno il rispetto e la considerazione, la fiducia nelle istituzioni. E noi di questo ci dobbiamo preoccupare; ci dobbiamo preoccupare della caduta della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, perché significa crisi della politica. Noi dobbiamo cercare di restituire fiducia al cittadino, abbiamo bisogno di restituire al cittadino fiducia nella politica.
Ho concluso, Presidente, non credo di dover aggiungere nient'altro, ribadisco semplicemente il mio voto favorevole all'istituzione della Commissione d'inchiesta nell'interesse del Consiglio. Del resto non è una Commissione di parte, ma è una Commissione del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'ordine del giorno che porta anche la mia firma e credo che sia abbastanza evidente, anche dal dibattito che sta emergendo, che la funzione ispettiva, la funzione di controllo, che è riconosciuta a questo Consiglio e che trova la sua massima espressione sicuramente negli articoli 124 e 125 del Regolamento, attraverso l'ipotesi di istituzione di una Commissione d'inchiesta, non possa non essere accolta favorevolmente e unanimemente da questo Consiglio regionale. E' una funzione altamente democratica, lo hanno detto già i colleghi che sono intervenuti, e nessuno di noi può sottrarsi a questo compito democratico che appunto ci viene affidato.
Un collega è intervenuto dicendo che Tuvixeddu e Tuvumannu rappresentano un patrimonio dell'umanità e quindi ancora di più di questo intero Consiglio regionale. Io ho apprezzato molto l'intento contenuto negli interventi degli onorevoli Biancu e Cugini, i quali chiedono che si possa approvare unanimemente quest'ordine del giorno a condizione, naturalmente, che venga "prosciugato" da alcune indicazioni che possono apparire eccessivamente politiche e anche indicative di eventuali responsabilità.
Richiamo anche l'attenzione di tutto il Consiglio su un'appassionata discussione che si svolse durante l'approvazione della statutaria, quando si parlò appunto di Commissioni d'inchiesta nell'ambito del tema della tutela della minoranza. Una delle cose che si chiedeva in quell'occasione - voi tutti lo ricorderete - era che la presidenza delle Commissioni d'inchiesta fosse statutariamente affidata alla minoranza, perché questo avrebbe garantito il corretto svolgimento di questa funzione. Credo, quindi, che in questa direzione si debba andare e che la delega che il Consiglio vorrà dare al Presidente per la nomina di questa Commissione d'inchiesta, secondo criteri di proporzionalità, sia davvero ciò che noi tutti vogliamo.
Chiedo anche, Presidente, che si proceda con votazione nominale.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mattana è rientrato in aula e quindi non è più in congedo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io sono firmatario di quest'ordine del giorno, ma le conclusioni le trarrò alla fine di questo intervento.
Noi dobbiamo votare, oggi, con questo ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, se delegare il Presidente del Consiglio alla formazione della Commissione d'inchiesta oppure se procedere con votazione in Aula alla formazione della stessa Commissione. Non dobbiamo fare niente di più. Devo dire che, invece, gli interventi che hanno preceduto il mio mi hanno un po' disorientato, perché abbiamo iniziato a esprimere giudizi, su precedenti mozioni e su quello che deve essere, di tipo politico e giuridico. Credo che non sia questo il contenuto dell'ordine del giorno. L'ordine del giorno sostanzialmente pone una domanda: il Consiglio delega il Presidente o no? Punto. Dopodiché la Commissione è comunque insediata, perciò non è che noi possiamo decidere di non insediarla. Il Regolamento prevede, a torto o a ragione, che la Commissione sia comunque insediata, perciò dobbiamo soltanto discutere sulla formulazione dell'ordine del giorno nella concertazione con il Presidente del Consiglio, auspicando che tutti i Gruppi, proporzionalmente, così come lo stesso Regolamento prevede, siano rappresentati nella Commissione.
Ecco perché, sulla formulazione dell'ordine del giorno, io condivido alcune osservazioni che sono venute dai banchi della maggioranza, invitandoci a non esprimere giudizi preventivi. Ci vorrebbe una sospensione di qualche minuto per concordare la formulazione più dolce, diciamo, che non esprima giudizi sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche, che possa eliminare anche la premessa e addivenire subito quindi a: "Il Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, delega il Presidente del Consiglio…", saltando tutte le considerazioni politiche e giuridiche che troveranno modo di essere esplicitate in altra sede.
Una precisazione, però, mi sento in dovere di farla: correva l'anno 2007 quando, insieme ai colleghi dell'opposizione, presentai la mozione numero 119, con richiesta di discussione urgente. Presidente, lei mi dirà, giustamente, che in qualità di Capogruppo potevo richiamare in discussione la mozione. Il Regolamento prevede che, comunque, entro dieci giorni venga discussa, ma allora non potevo farlo perché non ricoprivo l'incarico di Capogruppo. Comunque è acqua passata, che torna però nella discussione odierna. In quella mozione erano esplicitati giudizi di tipo politico, oltre che raffigurati alcuni estremi di illegittimità, quale per esempio l'intervento del Presidente sull'assessore Mannoni, allora pro tempore, che invitava il dirigente a formulare l'atto di sospensiva. La legge numero 31 del 1998 prevede da tempo ormai una divisione netta tra potere politico e potere gestionale. Fu un'interferenza che discuteremo nella Commissione d'inchiesta, perché quello sì fu un grave atto di interferenza, per intenderci e per chi non avesse capito, al pari di quello che è emerso nella Commissione d'inchiesta sulla Saatchi & Saatchi, alla stessa stregua di quell'intervento di invadenza politica sugli atti dirigenziali. Non ci fu una discussione in Aula allora, ma, come vedete, c'è e ci sarà l'occasione per tornare sull'argomento.
Credo anche che noi non dobbiamo preventivamente esprimere giudizi giuridici, anche se c'è una sentenza del TAR che è esplicita, è chiara. Certo che ci dobbiamo chiedere come mai un accordo di programma del 2000, che è stato riapprovato dalla Giunta Soru, ma dal presidente Soru nella sua persona, nel 2005, abbia poi avuto altri indirizzi improvvisi. Fulminato sulla via di Damasco! Certo che ce lo dovremo chiedere e lì noi dovremo far emergere le contraddizioni e le responsabilità politiche del Presidente e della Giunta. E la sede opportuna è la Commissione d'inchiesta.
Il Gruppo dell'U.D.C. delega, con questo atto, il Presidente del Consiglio, che saprà fare sintesi delle richieste dei vari Gruppi e della rappresentanza politica che il nostro Gruppo richiederà all'interno della Commissione stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intervengo per prendere atto delle dichiarazioni che il Presidente del Consiglio e anche alcuni colleghi hanno fatto. Non era certamente nostra intenzione predeterminare un giudizio politico prima dei lavori della Commissione. Ci sembrava che le parole "sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR" esprimessero un giudizio del TAR più che nostro. Tuttavia, per evitare equivoci, noi ritiriamo questi giudizi, che lasciamo alla Commissione d'inchiesta, come ho detto durante questo dibattito e in altri dibattiti, senza pregiudiziali.
Noi non stiamo andando a fare indagini giudiziarie, stiamo esercitando il ruolo del Consiglio regionale, che è quello di controllare l'attività della Giunta quando ci sono determinati atti. E se qualcuno ne vuole, qui ce ne sono cinquantamila. Però, Presidente, ricordiamoci che il presidente Soru, oggi, si è recato dal Ministro, ha chiesto nuovi vincoli e il Ministro gli ha risposto picche. Dopodiché il Presidente ha detto che c'è una trattativa aperta con i privati. Se chiudi la trattativa coi privati, chiudi la trattativa coi privati, punto e stop. Non andiamo a leggere i documenti in modo distorto, perché questo è avvenuto nell'incontro con il Ministro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
Prego, Assessore, le ricordo che siamo in sede di dichiarazioni di voto e che l'argomento è stato trattato con una mozione.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.Signor Presidente, la Giunta, ovviamente, si rimette alle decisioni dell'Aula su questo punto, dichiarando peraltro la disponibilità a collaborare, soprattutto per il fatto che ritiene di aver agito nella pienezza di una prerogativa che risiede nelle sue responsabilità e anche in esecuzione delle sentenze che sono state emanate, che dicono quando si sbaglia e come si deve correggere. Però spiegano anche la natura di alcune attività che noi, prima ancora di avviare le procedure di dichiarazione di notevole interesse pubblico, abbiamo iniziato, ricevendo per altro un diniego. Le sentenze dicono anche che questi accordi di programma sono configurabili come gli accordi di cui alla legge numero 241 del 1990, e quindi, onorevole Ladu, poiché i diritti acquisiti valgono meno dei diritti universali, è consentito alla pubblica amministrazione, in ottemperanza di sopravvenuti evidenti interessi generali e pubblici, provvedere alla revisione o rescissione degli accordi. La Regione ha due strade: quella che persegue dall'inizio e continuerà a perseguire e quella di adeguare la sua partecipazione e le sue intese alle mutate condizioni legislative.
Io spero che la Commissione d'inchiesta cominci da vent'anni fa, indaghi prima di tutto sul perché si è realizzato quell'accordo e ci venga a spiegare apertamente da che cosa traeva origine. Dopodiché sia capace di confrontarlo con l'interesse generale che sottende l'attività della Regione su quel bene e via via vedremo quello che noi abbiamo fatto.
Certo, noi abbiamo già avviato le procedure, perché nessuno riconosce che vi sono due fattispecie diverse: un Programma integrato d'area, finanziato quasi integralmente dalla Regione e un accordo di programma che beneficia dei soldi del PIA. Per quanto riguarda il PIA il Comitato di sorveglianza è coordinato dalla Regione e ha già dato avvio alle procedure di rivisitazione dell'accordo. Credo che non si potrà fare a meno, in sede di accordo di programma, di prendere atto delle mutate condizioni. Pertanto si dia luogo a questa Commissione, noi collaboreremo con tutti i mezzi possibili e utili in questa direzione.
Lasciatemi un'ultima considerazione: a nostro giudizio, a mio giudizio, sarebbe stato assai più lusinghiero per tutti noi che la Commissione la si fosse pensata e istituita per difendere un bene storico unico al mondo. Anche quello, tutto sommato, avrebbe rappresentato l'esercizio di una funzione altamente democratica, quando si riconosce di avere la potestà di difendere un bene che travalica il diritto non solo dei sardi, ma dell'intera mondialità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna, ma può essere che la Commissione giunga a questa conclusione, finiti i suoi lavori. Nel senso che la Commissione valuta gli atti, i documenti, approfondisce una discussione che si è fatta forse in maniera non congrua e senza gli approfondimenti necessari, e servirà anche a mettere in luce gli aspetti di tutela che pure sono emersi, anche quelli di rispetto degli interessi dei privati che devono stare all'interno delle linee generali della tutela.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Chiedo la convocazione della Conferenza dei Capigruppo al fine di valutare le eccezioni che sono state da me sollevate in ragione della natura della richiesta.
La richiesta, secondo me, non può essere oggetto di un ordine del giorno che delega il Presidente, perché è carente di motivazione. Quindi credo che sia utile fare una Conferenza dei Capigruppo per verificare, anche con gli Uffici, le condizioni di questa richiesta.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Uras, poi le dirò la mia opinione.
(Comm. di inchiesta n. 3)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Intervengo brevemente perché sono rimasto suggestionato dalle dichiarazioni dell'assessore Sanna e perché condivido ciò che chiede l'onorevole Cugini, cioè che l'ordine del giorno abbia una caratteristica meramente tecnica e non di pregiudizio rispetto agli esiti della Commissione.
Assessore Sanna, io concordo con lei che ci siano beni universali e che talvolta l'attività di trasformazione dell'uomo causa danni irreversibili. Allora le chiedo cortesemente: può la sua Giunta, visto che ha questo interesse per le necropoli, far sapere a questo Consiglio che fine ha fatto la necropoli di Villasimius? Io lo sto chiedendo dal primo anno che sono qua. E' possibile che ci siano necropoli interessanti se hanno vicino Cualbu e necropoli non interessanti se hanno vicino Ligresti?
Siccome so che lei non ha detto cose che non sente, le chiedo: si faccia, per cortesia, portavoce all'interno della sua Giunta per sapere dov'è finita la necropoli fantasma che ha avuto la sventura di essere interessata da un ampliamento di un campo da golf, l'unico ampliamento di un campo da golf che non sia stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale per decisione di un consiglio comunale. Questo accade in Sardegna! E quella necropoli era l'unica prova dell'insediamento punico a Villasimius.
Se lei vuole, così come credo, che su questi argomenti ci si confronti sulla base ciascuno delle proprie convinzioni culturali, inviti la Giunta a dare una prova di questo tipo, cioè a dimostrare che c'è un'attenzione per la verità a prescindere dai vicini. A prescindere dai vicini! Dica alla Giunta che ci sono cose che noi conosciamo, e chi ha studiato all'università lo sa! Noi sappiamo dove sono le tombe, non c'è bisogno di dire che ci sono tombe dove non ce ne sono. E' più facile dire: "Anche che se lì non ci sono tombe, non vorrei che vi si costruisse e apro una trattativa col privato". E' più onesto, perché accade che invece dove c'erano le tombe adesso ci sono le buche da golf, perché magari a difendere quelle buche c'è il "Corriere della Sera"!
Siccome so che lei non serve questi potenti, per cortesia, faccia in modo che la sua Giunta ci dica dov'è finito quel mondo.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, come lei sa, io non ho difficoltà a fare Conferenze dei Capigruppo, vengo accusato di farne fin troppe. Insomma, appena c'è una difficoltà si convoca la Conferenza dei Capigruppo, ma lei mi chiede di convocarla per valutare la carenza di motivazioni che sta dietro la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta. Adesso questo non è possibile, perché tale valutazione non è più affidata alla Conferenza dei Capigruppo, che ha già valutato le motivazioni congruenti con quanto disposto dal comma 5 e dall'intero articolo 125 del Regolamento, quando la richiesta è stata iscritta all'ordine del giorno della Conferenza dei Capigruppo. Quindi, eventualmente in quella sede si sarebbe dovuta sollevare una questione sulla carenza di motivazioni. Oggi istituiamo la Commissione o più semplicemente, sulla base del documento di richiesta di istituzione della Commissione, che è stata inserita all'ordine del giorno, il Consiglio decide se delegare o meno il Presidente per la nomina dei componenti sulla base dell'indicazione dei Gruppi e della proporzionalità della rappresentanza. Quindi penso che, a questo punto, sarebbe una discussione non utile ai fini che lei si propone.
Io sono favorevole a una diversa scrittura dell'ordine del giorno, che gli stessi presentatori hanno accettato di riformulare, depurandolo da tutti quegli elementi che attengono a un eventuale valutazione conclusiva, che è affidata, invece, ai lavori della Commissione. L'ho fatto riscrivere e, se siete d'accordo, verrà rapidamente distribuito per poi essere messo in votazione.
(Interruzione dell'onorevole Uras)
Sì, ho capito. L'ordine del giorno può essere votato per parti, onorevole Uras, o si può raggiungere, come abbiamo fatto tante volte, un'intesa in Aula che salvaguardi il diritto delle minoranze a istituire la Commissione d'inchiesta e il diritto di tutti gli altri a non vederne predefinito e precostituito l'esito.
URAS (R.C.). Se dobbiamo riscrivere un ordine del giorno...
PRESIDENTE. Non è stato riscritto, è stato depurato da tutti quegli elementi che non costituiscono oggetto della nostra discussione.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno 1 emendato:
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu sulla nomina della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti dalla Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari.
IL CONSIGLIO REGIONALEvisto il documento relativo alla richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti dalla Regione relativamente al compendio di Tuvixeddu in Cagliari presentato ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento interno,
delega
il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti dalla Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari.(1).)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto per consentire la distribuzione dell'ordine del giorno.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 11, viene ripresa alle ore 18 e 15.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
Onorevole Cugini, brevemente, perché le dichiarazioni di voto sono già state fatte.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, mi dica lei quanto devo parlare.
PRESIDENTE. Abbiamo accolto il suo invito a depurare l'ordine del giorno e l'abbiamo depurato.
URAS (R.C.). Presidente, le dichiarazioni di voto le abbiamo fatte sul testo precedente. Io non voterò quest'ordine del giorno, mi dissocio dal votare una cosa che non è stata sottoposta alla discussione!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, prego.
URAS (R.C.). Io ho il diritto di discutere sull'oggetto della votazione!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, facciamo ciò che abbiamo sempre fatto, né in più né in meno.
CUGINI (SSinistra Autonomista). Il collega Uras ed io abbiamo militato assieme nella "mozione Bassolino", quindi lui pensa che quando parlo io stia parlando lui! Prima parlo io, poi tu.
Io sono d'accordo con quest'ordine del giorno, perché mi pare che riassuma le considerazioni che sono state fatte. Presidente, siccome però a lei viene assegnato il compito di comporre mentre noi siamo chiamati a valutare - e giustamente, aggiungo - gli atti compiuti dalla Regione, di questi noi ci dobbiamo interessare. Ma vorrei ricordare, per i colleghi che assumeranno questa responsabilità, che non sono gli unici atti compiuti su Tuvixeddu e Tuvumannu, ce ne sono anche altri e per completezza di ragionamento, anche se non è giusto dire che dobbiamo verificare anche gli atti del Comune, e io non lo sto dicendo, facciamo un discorso a tutto tondo perché questo permette di comprendere quale ipotesi conclusive si possono trarre da un lavoro che deve essere fatto con competenza e anche imparzialità. Quindi mi dichiaro d'accordo su quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, qual è il problema? Io le sto dando la parola ripetutamente perché, come lei sa, sono un Presidente democratico, ma...
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori, sempre, Presidente, perché se qualcuno è abilitato a dichiararsi favorevole su un ordine del giorno nuovo, qualcun altro sarà pure abilitato a dichiararsi sfavorevole sullo stesso ordine del giorno nuovo, se no qua non si capisce bene come funziona il Consiglio. Cioè, a che titolo chiediamo e diamo la parola? Se il titolo è quello di alzarsi per sostenere una tesi, allora io sicuramente finirò per non parlare più in quest'Aula, perché la tesi io non la sostengo!
Io voglio solo capire. Questo è un ordine del giorno diverso da quello che è stato oggetto delle dichiarazioni di voto. Alcuni intervengono per dichiararsi comunque d'accordo, per cui io avrò almeno il diritto di dichiarare che non sono d'accordo nemmeno con quest'ordine del giorno?
PRESIDENTE. No, perché la discussione è stata già fatta. L'onorevole Cugini è intervenuto sull'ordine dei lavori per un altro problema.
L'ordine del giorno così come riformulato, poteva essere non scritto e saremmo, a questo punto, alla votazione per parti. Siccome c'era una larga convergenza su questa scrittura, lo abbiamo riscritto. In caso contrario, siccome le dichiarazioni di voto sono state tutte fatte, procederemo alla votazione per parti, emendando tutte le parti che devono essere emendate, ma altre volte abbiamo cercato in Aula l'intesa più larga possibile.
Naturalmente non è obbligatorio essere tutti d'accordo, soprattutto quando ci sono, come mi sembra nel suo caso, questioni pregiudiziali.
URAS (R.C.). Presidente, io chiedo scusa, poi mi toglierà la parola, se vuole mi mandi anche via, mi sospenda dai lavori del Consiglio...
PRESIDENTE. Onorevole Uras, sto cercando di convincerla che stiamo seguendo una strada ordinaria.
URAS (R.C.). …però non è indifferente il fatto che quest'ordine del giorno faccia riferimento agli atti compiuti dalla Regione, che è diverso dall'oggetto della richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta, che invece riguarda le gravi responsabilità politiche e giuridiche. Allora, questo è un modo per superare una rilevantissima questione regolamentare e per questa ragione io chiedo ancora una volta che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo, perché la questione regolamentare esiste e noi abbiamo necessità di avere davanti agli occhi un Regolamento che sia interpretato in maniera univoca da tutti!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, penso che non funzioni così, va bene? Lei aveva tutto il tempo, in un mese e mezzo di presenza all'ordine del giorno di questa materia, di formulare osservazioni e pregiudiziali, invitando anche il Presidente ad approfondire il tema. Penso che sia un modo sbagliato di procedere quello che lei oggi propone.
Siamo alla votazione di questo documento.
Onorevole Salis, su che cosa intende parlare?
SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori e basta. Quindi dica se dobbiamo votare o se vuole fare altro.
SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori e basta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sì, sull'ordine dei lavori e basta, altrimenti le tolgo la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). L'ordine dei lavori mi porta a dire che essendo stato modificato il precedente ordine del giorno...
PRESIDENTE. Ho già spiegato, onorevole Salis, la ringrazio del suo suggerimento.
SALIS (Gruppo Misto). Mi fa finire, per cortesia?
PRESIDENTE. No, non la faccio finire perché non è sull'ordine dei lavori che sta intervenendo.
SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei, se possibile, chiedere ai presentatori una leggerissima modifica al testo dell'ordine del giorno così come riformulato, senza la quale modifica sono costretto a votare contro. La spiego velocemente: dopo le parole "delega il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti dalla Regione" chiedo che siano inserite le parole "a partire dall'anno 2000". Chiedo solamente questo, perché ricordo che la Giunta Scano, a cui partecipava...
PRESIDENTE. Non c'è nessuna data, onorevole Salis.
SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei che ci fosse!
PRESIDENTE. La Commissione nella sua autonomia deciderà.
ARTIZZU (A.N.). Parte dagli anni '60!
SALIS (Gruppo Misto). No, parte dal 2000, e ti spiego anche il perché.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis.
SALIS (Gruppo Misto). Parte dal 2000 con l'approvazione di un PIA che era stato bocciato dalla Giunta Scano e che invece è stato riproposto nel 2000 dalle tre Giunte di centrodestra.
ARTIZZU (A.N.). Non ci sono limiti temporali!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, io capisco che possa essere irrituale in questo momento accedere alla richiesta del collega Uras, però, considerata l'obiezione da lui sollevata, e cioè che l'ordine del giorno che viene presentato è sostanzialmente diverso rispetto alla richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta, credo sia opportuno e utile che lei acceda, nonostante, ripeto, sia irrituale, alla convocazione della Conferenza dei Capigruppo per verificare questo aspetto.
PRESIDENTE. Colleghi, non funziona così. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 24 , viene ripresa alle ore 18 e 37.)
PRESIDENTE. Colleghi, proseguiamo il lavoro, che poi consiste nella votazione.
Ricordo, in particolare a tutti quelli che hanno sollevato obiezioni, che l'ordine del giorno, come riformulato sulla base della discussione avvenuta in Aula, tra le altre cose risponde al dettato letterale dell'articolo 125 del nostro Regolamento, che è quello che utilizziamo per l'istituzione delle Commissioni d'inchiesta. Quindi ha tutti i requisiti previsti dal nostro Regolamento e in quanto tale è stata accolta la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta e la si è resa compatibile con i commi 4 e 5 dell'articolo 125 del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, poiché l'ordine del giorno così riformulato risponde, come diceva correttamente lei, alle previsioni dell'articolo 125 del Regolamento interno, intendo aggiungervi la mia firma.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, propongo una precisazione della formulazione: in tutti i punti in cui si dice "nel compendio di Tuvixeddu" sostituire "nel" con "relativamente". Soltanto per una questione estetica.
L'onorevole Biancu ha chiesto che sia aggiunta la sua firma all'ordine del giorno così riformulato.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Per fare la stessa richiesta, Presidente, chiedo anch'io che sia aggiunta la mia firma.
PRESIDENTE. Onorevole Salis, le devo una risposta. Nell'ordine del giorno non c'è nessuna indicazione temporale, né al 2000 né al 1998, qualora fosse necessario valutare atti compiuti dalla Regione o dai suoi enti anche precedentemente. Questa è una valutazione affidata alla Commissione d'inchiesta, che ha ampia libertà nella valutazione degli atti necessari alla espressione di un'opinione.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Quindi posso pensare che la Commissione, visto che esamina gli atti su Tuvixeddu e Tuvumannu relativamente a questo progetto, abbia la sensibilità di verificare il progetto dal suo inizio.
PRESIDENTE. Da quando ritiene che abbia avuto origine il procedimento.
SALIS (Gruppo Misto). Onorevole Floris, siamo d'accordo? Perfetto, allora lo sostengo anch'io.
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Salis aggiunge la sua firma.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Chiedo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, procediamo alla votazione.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1 emendato.
(Segue la votazione)
Prendo atto che consigliere Murgioni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Davoli - Pisu - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 68
Contrari 3
(Il Consiglio approva).
Il Consiglio è riconvocato alle ore 10 di domani. E' all'ordine del giorno la mozione numero 192 di censura a un Assessore.
La seduta è tolta alle ore 18 e 43.
Allegati seduta
CDXLIV Seduta
(POMERIDIANA)
Martedì 7 ottobre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 30 luglio 2008 (435), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Cerina, Giuseppe Fadda, Giorico, Mattana, Pittalis, Rassu e Serra hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 7 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
(Comm. di inchiesta n. 3)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, così come comunicato questa stamattina, la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, numero 3, ai sensi degli articoli 124 e 125 del Regolamento interno.
Ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento, la richiesta deve essere iscritta all'ordine del giorno del Consiglio, che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio. La richiesta, di cui è primo firmatario l'onorevole Floris, è stata presentata il 31 luglio 2008 e il termine previsto per la nomina è scaduto.
Ricordo altresì che, ai sensi del comma 1 dell'articolo 125 del Regolamento, la Commissione deve essere composta in modo da rispecchiare la proporzionalità tra i Gruppi consiliari e che la nomina dei suoi componenti può essere delegata al Presidente del Consiglio.
(Si riporta di seguito il testo della richiesta:
Richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Pittalis - Diana - Pisano - Cassano - Rassu - Contu - Petrini - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Pileri - Dedoni - Cappai - Liori - Milia - Gallus - Sanjust - Lombardo - Cherchi Oscar - Maninchedda - Farigu - Murgioni - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Marracini - Lai Renato - Cuccu Franco Ignazio per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna. (ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale)
I sottoscritti consiglieri regionali, ai sensi degli art. 124 e 125, del Regolamento del Consiglio Regionale.
Premesso che:
sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari, sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna,
richiedono
in applicazione del comma 4 dell'art. 125, su richiamato, l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta Consiliare per valutare gli atti compiuti dalla Regione. (Commissione di inchiesta n. 3).)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1, di cui prego i colleghi di prendere visione, perché il procedimento ne prevede la votazione.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu sulla nomina della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del documento relativo alla richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna (Commissione di inchiesta n. 3), presentata ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento interno;
PRESO ATTO del dibattito,
delega
il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari e sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR Sardegna, ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento interno. (1).)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti, perché dovremo procedere a una votazione.
(La seduta, sospesa alle 16 e 44, viene ripresa alle 16 e 59.)
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 1. Sono consentite dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto).Signor Presidente, intanto noi stiamo votando l'ordine del giorno ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento. Il Consiglio non è chiamato a esprimersi sulla Commissione d'inchiesta, è chiamato a esprimersi sulla possibilità di delegare al Presidente del Consiglio l'eventuale nomina dei componenti della Commissione.
Ora, noi abbiamo già avuto, durante la discussione della mozione, motivo e tempo per spiegare le ragioni per cui stiamo chiedendo questa Commissione d'inchiesta. Sono emerse, come sappiamo, molte reticenze, molte negligenze che vanno colmate e chiarite. E' stato rilevato dal TAR e dal Consiglio di Stato, che hanno sentenziato in merito, un palese tentativo della Regione di voler sostituire un progetto di valorizzazione del colle di Tuvixeddu con quello di un certo architetto Clément. Per accertare la veridicità di questa vicenda ed eventuali responsabilità, ovviamente politiche e amministrative, l'unica strada - visto che tutte le altre strade che abbiamo esperito non hanno dato risultati - è quella dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta.
Qui non si vuole accusare nessuno, è compito di altri organi di indagine. A noi preme che sia chiarita la trasparenza e la correttezza dell'azione politica, per sgombrare il campo da illazioni e chiacchiere, che pure ci sono in tutti gli angoli della Sardegna. Dopo aver acquisito le conclusioni a cui perverrà la Commissione d'inchiesta, potremo tornare al dibattito e al confronto e misurarci a tutto campo su una tematica che è importante, perché va a toccare diritti soggettivi, diritti individuali, diritti collettivi e, più in generale, lo sviluppo socioeconomico della nostra Isola.
Non si capisce che cosa sia il piano che la Regione ha presentato al Comune su una presunta valorizzazione di Tuvixeddu. Non si è intervenuti con gli strumenti normali per l'utilizzo ai fini pubblici, violando diritti tutelati da principi costituzionali e da leggi speciali. Non si conoscono le modalità e i costi di affidamento degli studi preliminari e delle progettazioni. Non sono state rispettate le procedure e le competenze della legislazione urbanistica e paesaggistica vigente. Non sono noti gli accordi intercorsi col Comune di Cagliari, che ha competenza diretta e primaria nella pianificazione e valorizzazione del territorio. Esistono le sentenze del TAR Sardegna che hanno annullato i provvedimenti regionali nei confronti di Tuvixeddu, Tuvumannu e Is Mirrionis, con censure gravissime e severissime dei componenti della Giunta sotto il profilo politico, amministrativo e giuridico, che lasciano intravedere interessi preoccupanti.
E' stata messa in discussione, da parte del TAR, la correttezza della pubblica amministrazione, con eventuali danni che, allo stato attuale, sono incalcolabili e imprevedibili, ma si parla già di 70-80 milioni di euro. Lo stesso TAR parla di sviamento di potere nell'attività dell'Amministrazione regionale. C'è, mi pare, un evidente contrasto tra i soggetti istituzionali, Comune di Cagliari e Regione; c'è un grande bisticcio all'interno della Sovrintendenza: alcuni appoggiano l'operato della Giunta, altri dicono che non esiste nessun ritrovamento di nessun genere. C'è uno scontro di competenze e oggi c'è stato anche l'incontro col Ministro, che credo si sia concluso col fatto che il Ministro non pone altri vincoli, non ne vuole neanche sentir parlare, e se la Regione trova l'accordo col Comune e con le imprese allora ci sarà la disponibilità a operare insieme.
Questo lascia intravedere che nel prosieguo di questa trattativa, che certamente non si chiuderà così facilmente, noi saremo soggetti chiamati a risponderne anche sotto il profilo istituzionale. Ecco perché noi chiediamo la Commissione d'inchiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, credo che sia molto opportuna la richiesta contenuta in quest'ordine del giorno, perché, al di là della valutazione che ciascuno di noi fa su ciò che è successo in questi anni per quanto riguarda il compendio di Tuvumannu e Tuvixeddu, ci sono reali perplessità sul comportamento della Giunta regionale. Perplessità che, evidentemente, non sono soltanto di questo Consiglio regionale, se addirittura sono state menzionate in documenti ufficiali del Tribunale amministrativo regionale.
Devo dire che, come altre volte ho avuto occasione di esporre in Aula, da cagliaritano, cinquantunenne, a me non è mai capitato di poter visitare il parco di Tuvixeddu, di cui si disserta e si discetta tanto in quest'Aula. O meglio, una volta, quando avevo quattordici o quindici anni, scavalcai la recinzione di filo spinato che lo cingeva per fare, con alcuni amici, un raid intorno alle tombe, ma Tuvixeddu è una di quelle aree che non sono mai state fruibili ai cagliaritani o almeno ai cagliaritani della generazione a cui io appartengo. Potrei ricordare altre aree di Cagliari: per esempio, la cosiddetta Casa di Tigellio, che credo pochi cagliaritani abbiano avuto modo di visitare, se non con lo sguardo oltre la cancellata della via Tigellio, e l'anfiteatro romano. Oggi si discute tanto sull'opportunità delle tribune in legno che hanno consentito la riabilitazione di questo monumento ai fini dello spettacolo, ma la mia generazione l'ha conosciuto per anni, direi per lustri o decenni, impegnato soltanto dai ratti e dalle immondizie.
Quindi, nel momento in cui si chiede la fruibilità di un bene, ci si deve anche confrontare con quella che è la fruibilità attuale di quel bene. Forse, però, nel caso di Tuvixeddu, al di là di quello che gli esperti ci hanno fatto vedere, sia attraverso i sogni progettuali evocati dall'architetto Clément, sia attraverso quello che la stessa impresa che stava lavorando alla realizzazione del parco ci ha mostrato quando siamo andati a visitare il cantiere, quindi al di là del giudizio tecnico che purtroppo è difficile dare, perché - lo ricordava l'onorevole Floris - esiste una contraddizione anche su eventuali nuovi ritrovamenti (ci sono fonti, su Internet, che riferiscono di numerosi nuovi ritrovamenti durante l'attività di cantiere e altre che li negano, tra cui quelle della Sovrintendenza), e al di là di una valutazione di merito specifica sull'argomento, una valutazione di tipo giuridico va fatta.
Qualunque cagliaritano sa bene, ma credo che ormai lo sappiano tutti in Sardegna, qual è stato il lungo iter attraverso il quale si è arrivati alla definizione di un accordo tra ex proprietari dell'area e imprese che sono subentrate nei diritti agli ex proprietari, Comune di Cagliari, Regione e Sovrintendenza. C'è stato un lungo percorso giuridico, un lungo percorso di conferenze di servizi, di accordi di programma, che ha portato, attraverso strade sempre più strette, alla definizione di un accordo che fosse valido per tutti e rispettato da tutti.
Non sta a me, che non rappresento alcuna istituzione, dire se quell'accordo fosse il migliore degli accordi possibili, sta di fatto che c'era un accordo giuridicamente stabilito che, quindi, doveva essere rispettato dalle parti. Ecco, questo è il problema fondamentale. Se una delle parti ritiene di non rispettare la continuità amministrativa e legislativa a cui comunque è tenuta, e quindi ritiene di fare qualcosa di nuovo rispetto al passato, lo può fare. E lo può fare non attraverso elementi di blocco che mettono in discussione la certezza del diritto, ma attraverso accordi rinnovati con le parti, che consentano di modificare eventualmente quelli che sono gli accordi presi in precedenza. Pacta sunt servanda e sono il nocciolo della certezza del diritto. Se la certezza del diritto non viene garantita proprio da chi ha il dovere di far rispettare le leggi agli altri, cioè dalla Regione, non va più bene. E questo è il caso in cui ci troviamo. Ci troviamo, cioè, in uno di quei casi in cui la fattispecie delle cose non va bene e in cui la Regione sta dando l'esempio dell'esatto contrario di quello che dovrebbe fare qualora fosse dall'altra parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Io volevo ricordare ai colleghi che in questa vicenda, che ha visto coinvolta non solo la Regione, ma anche numerosi enti locali, e faccio soprattutto cenno al Comune di Cagliari, non è una vicenda per la quale possiamo emettere delle sentenze, diciamo, chiare rispetto alle stesse decisioni della magistratura avverse alla Giunta regionale. Ricordo solamente che le sentenze che hanno confermato l'annullamento del provvedimento di vincolo paesaggistico imposto dalla Regione Sardegna hanno solo affermato una verità processuale, cioè una verità obbligata dal rispetto di tempi e procedure e necessariamente limitata dalla rigida osservanza del principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Che non si tratti di una verità definitiva assoluta emerge dalle stesse sentenze, laddove si afferma che qualora la Regione intenda riavviare una procedura volta all'estensione del vincolo lo può fare, tenendo conto delle notazioni e indicazioni di carattere essenzialmente formale prescritte dallo stesso organo giudicante, rinnovando integralmente ab origine la necessaria attività istruttoria.
Premesso questo, poiché chi come noi fa politica cerca di capire qual è l'interesse generale, devo dire che più volte noi abbiamo fatto delle denunce e siamo rimasti stupefatti davanti a una situazione che pare vedere la difesa di Tuvixeddu come una prerogativa della sinistra o del centrosinistra. Io questa cosa non riesco a capirla; non la capisco al Comune di Cagliari come non la capisco qui dentro. Domando: Tuvixeddu è o non è un bene, un patrimonio dell'umanità, al quale tutti noi dobbiamo guardare con una sensibilità nuova, che non c'era dieci o vent'anni fa? Se no dovremmo chiedere a tutti coloro che hanno amministrato la Sardegna perché non si siano fatti in quattro per difenderlo.
Allora, io dico, c'è una nuova sensibilità. Tuvixeddu è della Sardegna? No, è di tutta l'umanità. Allora, da questo punto di vista io sono stupefatto da battaglie che, secondo me, sono soprattutto di carattere politico ed elettorale, visto che stiamo andando a elezioni. Quando vediamo che autorevoli esponenti del centrodestra fanno conferenze stampa insieme ai privati che sono in contenzioso con la Regione, ci rendiamo conto che si è perso il senso dell'istituzione. Quando mai un sindaco fa conferenze stampa col titolare di una ditta privata, seppure ci sia tra loro stima reciproca? Questo è successo in questa vicenda ed è ciò che sorprende, perché io ritengo che il buon senso induca tutti a pensare che Tuvixeddu è un patrimonio comune che non ha colori.
In questo senso, le affermazioni dell'ordine del giorno io non le condivido, ma vorrei capire il perché di questa sorta di tifoseria che si manifesta quando la Regione non riesce a concludere un accordo con i privati: "Vittoria, non si è concluso un accordo con i privati!". Stendo un velo pietoso sulla posizione attuale del Ministero, perché poco tempo fa ad alcuni parlamentari del P.D. è stata data risposta a un'interrogazione sostenendo esattamente il contrario, e cioè che il Ministero era totalmente disponibile a entrare in campo per una nuova salvaguardia, per una nuova protezione. Lascio perdere questa vicenda, perché da questo punto di vista la strumentalizzazione ormai sta diventando quotidiana. Ripeto, però, sul fatto che Tuvixeddu è di origine cartaginese, che è un sito archeologico di grande valore, che i privati hanno il diritto di difendere i loro legittimi interessi e che la politica può dare risposte, ma non può dire: "No, ormai le cose sono fatte devono rimanere così", io concordo. Faccio il tifo perché la Giunta attui la salvaguardia di quel bene soddisfacendo nel contempo le giuste esigenze dei privati, ma sono assolutamente perplesso rispetto a un approccio politico che ci veda, come dire, difensori non so bene di che cosa e contrari a priori a un'attività, a mio avviso, meritoria, quella di fare in modo che Tuvixeddu diventi veramente la perla del Mediterraneo, un bene di tutti, dal Comune di Cagliari alla Provincia, alla Regione e a tutta l'umanità, perché anche l'UNESCO vuole procedere in questa direzione, a quanto pare, di modo che il colle di Tuvixeddu diventi veramente un bene dell'umanità.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
ESPA (P.D.). Spero che da questo punto di vista, prima dell'analisi anche meramente tecnica del documento, che io non condivido, ci sia un senso di responsabilità da parte di tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi siamo d'accordo sulla istituzione della Commissione d'inchiesta sui fatti di Tuvixeddu, non per un capriccio di parte, ma perché abbiamo sempre contestato l'atteggiamento di questa Giunta regionale, che di fatto non rispetta i diritti acquisiti, non rispetta la certezza del diritto dei cittadini e tanto meno rispetta la continuità amministrativa, che è stata una di quelle cose che noi abbiamo sempre rispettato come amministratori.
Questa Giunta regionale, però, talvolta con articoli ad hoc, riesce a fare interventi contro qualsiasi norma. Abbiamo visto che in nome di un ambientalismo che probabilmente non è mai nato in Sardegna, sicuramente non con questa Giunta regionale, in certe zone si possono edificare centinaia di migliaia di metri cubi a due passi dal mare, pur in assenza di strumenti urbanistici vigenti, invece in altre zone, che potrebbero avere più titolo per l'edificazione di strutture ricettive, non c'è la stessa possibilità. Questo significa che siamo in una situazione in cui vengono fatte delle norme tali per cui chi è favorito dall'amministrazione regionale può fare tutto, invece chi non lo è non può fare assolutamente nulla.
Allora, noi non condividiamo nella maniera più assoluta questo modo di procedere, perché abbiamo visto che anche per quanto riguarda i lavori pubblici - vedo che c'è l'Assessore dei lavori pubblici - ci sono altri accordi di programma, non c'è soltanto quello su Tuvixeddu, sottoscritto da Regione, Comune di Cagliari e privato, in cui fra l'altro il privato si impegna a realizzare opere pubbliche, e ha già dato inizio ai lavori, mentre in altri casi abbiamo visto che questo non si è verificato. Mi riferisco, in modo particolare, all'accordo di programma su Sa Illetta, perché si sono costruiti i locali, le strutture che dovevano essere utilizzate dalla proprietà, e le opere pubbliche abbiamo visto dove sono andate a finire: non ce ne sono!
Voglio dire, anche per quanto riguarda altri accordi, come l'APQ per una viabilità importante in alcune zone della Sardegna, praticamente determinate opere sono state cancellate dalla Giunta regionale e non sono state riviste nell'accordo di programma quadro, come invece dovrebbe essere.
Questo per dire che c'è un continuo tentativo di fare delle cose contro la programmazione, contro le regole, insomma contro tutto quello che non è in linea con gli obiettivi di questo Governo regionale. Allora io credo sia giusto che venga nominata questa Commissione d'inchiesta, perché abbiamo visto che la Commissione d'inchiesta sul caso Saatchi & Saatchi ha fatto luce, finalmente, su determinati abusi che ci sono stati da parte di questa Giunta regionale. E io sono convinto che un'altra Commissione d'inchiesta dimostrerà gli abusi che sono stati compiuti e che si stanno compiendo da parte di questo Governo regionale, in nome di questa situazione… Prego?
BIANCU (P.D.). Chissà che non si scoprano altri abusi!
LADU (Fortza Paris). Speriamo! Se si andrà avanti si scopriranno sicuramente altri abusi, ma certamente non attribuibili alle passate amministrazioni. Ti ricordo, caro Biancu, che io sono stato per quattro anni Assessore dei lavori pubblici e i Carabinieri e la Finanza non sono mai venuti a sequestrare documenti nel mio Assessorato, mentre vedo che in altre situazioni lo fanno tutti i giorni!
Allora, io credo che gli abusi siano quelli che stiamo vedendo, poi può darsi che se si fanno indagini serie ne vengano fuori degli altri, però, fino a prova contraria, pare che le indagini stiano andando in una determinata direzione e non in un'altra. Grazie.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Non se n'è accorto nessuno che sei stato Assessore tu!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, adesso do la parola a lei, ma vorrei ricordare ai colleghi che siamo in fase di dichiarazioni di voto su un ordine del giorno che delega il Presidente del Consiglio regionale a nominare, con criteri proporzionali, i componenti di una Commissione d'inchiesta, istituita ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento. La discussione sulla mozione numero 169 è già avvenuta e quindi non rifacciamo il dibattito su quell'argomento. Ognuno ha già detto quello che doveva dire, ora si deve istituire una Commissione d'inchiesta che valuterà quali sono gli atti amministrativi che, eventualmente, non fossero corretti o coerenti.
Lo dico perché vedo molti colleghi iscritti parlare. Ripeto, non è riaperto il dibattito che abbiamo già fatto in occasione della discussione della mozione numero 169.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, io intendo proprio intervenire…
PRESIDENTE. Tra l'altro, chiedo scusa, onorevole Uras, mi ricorda il dottor Collari, che è addetto alla registrazione dei vostri pareri, che non si sta dichiarando il voto, nonostante si stia intervenendo per dichiarazione di voto.
L'onorevole Ladu magari poi ci dice come voterà. Grazie.
URAS (R.C.). Quando mi dà la parola, Presidente, io…
PRESIDENTE. Ce l'ha, onorevole Uras.
URAS (R.C.). No, ce l'hanno gli altri! Chiedo scusa, onorevole Pirisi.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego.
URAS (R.C.). Io vorrei attenermi esattamente alla domanda. Intanto la modalità prevista, ovviamente, è quella del voto da parte del Consiglio sulla delega al Presidente. Noi, non per mancanza di fiducia, Presidente, ne abbiamo tantissima in lei, però per questioni attinenti a questo argomento non siamo favorevoli alla delega. Siamo contrari, vogliamo votare la composizione in Aula, anche per capire come andrà votata, quali sono le proporzioni. Il P.D. ha 35 consiglieri, noi ne abbiamo 3, ci siamo, non ci siamo, chi lo sa! Se no il P.D. ne deve avere 11, la proporzione sarebbe questa.
La seconda questione, Presidente, riguarda la motivazione della richiesta che, a nostro avviso, non è soddisfatta ai sensi del comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento. Qua non si tratta di aprire un'inchiesta su presunte responsabilità politico-giuridiche che sarebbero state sanzionate dal Tribunale amministrativo regionale. Il TAR ha competenze specifiche che riguardano gli atti nella forma più che nella sostanza, in molti casi. Allora, quale atto è sottoposto a inchiesta? Io lo vorrei sapere. Qua c'è una carenza di motivazione.
Io chiedo che gli Uffici, insieme al Presidente, diano un'interpretazione corretta della norma regolamentare. Quali sono gli atti? Le responsabilità politiche? Ma le responsabilità politiche attengono alla funzione di governo e non sono sanzionabili da nessun TAR, e tanto meno possono essere oggetto di un'indagine, di un'inchiesta da parte del Consiglio regionale. Se no ha ragione l'onorevole Ladu, si può dire di tutto e di più. Questo Consiglio regionale si può trasformare, all'occasione, di volta in volta, fuori dalla prassi e fuori anche dalla lettera, in tutto e il contrario di tutto: in tribunale, che può essere di condanna o di assoluzione, in soggetto di investigazione ispettiva, nonché in una specie di correttore degli atti amministrativi che produce la Giunta.
Io credo che la Giunta debba assumersi integralmente le responsabilità di ciò che compie. Non voglio neppure intervenire sul merito, perché sul merito è già nota la nostra posizione. Noi pensiamo che un compendio di beni culturali di quella natura vada difeso e che tale difesa debba riguardare tutti. Riguarda anche il centrodestra perché sono convinto che nessuno in questo Consiglio - me lo auguro, ma ne sono anche convinto - voglia cementificare, distruggere, far soccombere un patrimonio culturale, storico e archeologico di quella qualità. Nessuno!
Qua si vuole intervenire per dire se la Giunta regionale ha fatto bene o ha fatto male, se il suo comportamento è condivisibile o non è condivisibile, se in qualche atto da lei compiuto si può ravvisare un qualche profilo d'illegittimità che, peraltro, è esaminato dagli organi di giustizia che ne hanno la competenza. Ma non può succedere, io glielo dico con franchezza, Presidente, perché su questo noi faremo una battaglia politica che non fa sconti a nessuno, che questa Commissione possa essere istituita con la motivazione di indagare su responsabilità eventuali, e anche gravi, di natura politica e giuridica che non sono mai state oggetto di sanzioni da parte del Tribunale amministrativo regionale.
PRESIDENTE. Poi io dirò delle cose sulla formulazione dell'ordine del giorno. Ricordo che la mozione numero 169, che recava lo stesso titolo peraltro, è stata discussa e bocciata dall'Aula il 31 luglio di quest'anno. Quindi alcune affermazioni contenute nell'ordine del giorno sono, secondo me, incongrue e non utili alla discussione della mozione su Tuvixeddu, presentata dall'onorevole Floris.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che il rischio che il Consiglio regionale della Sardegna si trasformi in un organo inquirente sia evidente. Credo che il Consiglio abbia il dovere di legiferare su quelle materie su cui i sardi ci chiedono di legiferare. Ma non voglio dire che noi ci sottraiamo alla costituzione della Commissione d'inchiesta, anche perché questa occasione può risultare importante anche per evidenziare la responsabilità di chi ha sottoscritto l'accordo di programma del 2000 e, perché no, delle autorità regionali e statali che hanno espresso i loro pareri.
Io credo che anche la valutazione dell'attuale sovrintendente sulle autorizzazioni del suo predecessore non siano materia da poco, non siano argomento da trascurare e che questa sia proprio l'occasione per fare luce sulle responsabilità di chi ha rilasciato le autorizzazioni e vedere se sono in linea con la normativa regionale e statale vigente.
Il collega Vargiu diceva di non aver mai potuto visitare il sito di Tuvixeddu, che non è stato mai fruibile. Io credo che questo fatto, quindi la responsabilità di chi ha amministrato il Comune di Cagliari e di chi ha amministrato la Regione nel tempo, non possa far venir meno l'importanza del sito di Tuvixeddu. E l'importanza del sito di Tuvixeddu risulta anche dall'incontro di oggi tra il ministro Bondi, il Presidente della Regione e il Sindaco di Cagliari, riportato da una nota stampa dell'AGI che dice: "Nel corso del colloquio, che si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione, si è concordato sulla necessità di prestare la massima tutela all'area e il Presidente della Regione è stato invitato a trovare un'intesa con le imprese private già interessate all'accordo di programma del 2000", ricerca di accordo che, peraltro, il Presidente della Regione e la Regione hanno già messo in campo da tempo. Quindi anche da parte del ministro Bondi, che non mi pare faccia parte del centrosinistra, viene ribadita la necessità della massima tutela del sito. E' pertanto evidente l'importanza della conservazione e della valorizzazione di quel sito, che non deve essere oggetto di speculazioni edilizie.
Come ricordava il Presidente poc'anzi, la mozione numero 169 è stata oggetto di dibattito e ha registrato il voto contrario di questa Assemblea. Per cui l'ordine del giorno di delega al Presidente della nomina della Commissione d'inchiesta può essere votato unicamente nella misura in cui dalla premessa e dal dispositivo vengano tolti tutti i riferimenti specifici alle responsabilità. Il giudizio l'abbiamo già espresso quando abbiamo votato la mozione, oggi, ripeto, si tratta soltanto di dare mandato al Presidente sulla nomina della Commissione. Quindi l'ordine del giorno può essere votato soltanto con l'eliminazione dei giudizi e nella fattispecie, per quanto riguarda la premessa, delle parole "sulle iniziative urbanistiche ed edilizie della Regione". La Regione non c'entra niente con le iniziative urbanistiche ed edilizie. Le iniziative edilizie sono del Comune di Cagliari e del privato, non certamente della Regione. Quindi l'ordine del giorno può essere votato depurato da questi aspetti.
PRESIDENTE. Vi ricordo di dichiarare il voto sull'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, io dichiaro il mio voto favorevole, non foss'altro perché ho firmato la mozione e soprattutto volevo attirare l'attenzione dei cari colleghi sul fatto che il nostro compito primario istituzionale è quello della valutazione.
Certo nessuno di noi, pur con difficoltà tricologiche, si mette il parruccone per fare il giudice saccente. Vorremmo soltanto valutare l'atto politico, così come avevamo ragione di farlo per la vicenda Saatchi & Saatchi, dalla quale è emerso un marcio insormontabile. Oggi chiediamo una banale e semplice valutazione dell'operato perché, lasciando le disquisizioni tecnico-giuridiche ai magistrati, noi cerchiamo di fare politica.
Allora, se le sentenze del TAR, che non è un club di Forza Italia o di Alleanza Nazionale, e del Consiglio di Stato (anche alla luce delle dichiarazioni inquietanti rilasciate dall'assessore Mongiu, che rasentavano profili di eversione quando ci invitava candidamente a ribellarci alle sentenze puntualmente e saggiamente richiamate dal nostro Presidente del Consiglio) ci richiamano al rispetto delle leggi, questo la dice lunga sulla fibrillazione in atto. Se c'è stato sviamento o abuso di potere siamo di fronte a un personaggio che ha una visione personalistica dell'istituzione, perché a lui solo era noto quel progetto dell'architetto amico Gilles Clément - non so chi sia -, che voleva trasformare Tuvixeddu in una Disneyland sanlurese, con papaveri rossi e altre cose che mettevano in crisi anche i veri concetti dell'identità ambientale e che nulla hanno a che fare con la nostra identità campidanese. Quindi noi valutiamo serenamente l'operato politico di ciò che è successo ed emerge da sentenze autorevoli che garantiscono i diritti fondamentali, ripeto quelle del TAR e del Consiglio di Stato. Poi non credo che il Ministero sia formato da bricconcelli, il TAR da rancorosi, il Consiglio di Stato da persone che fanno politica avversa. Noi siamo abituati a rispettare le leggi e soprattutto questi organi, e anche quando le loro sentenze dovessero andare contro gli interessi del nostro Partito le accetteremmo con grande senso democratico. Quindi la credibilità di questa istituzione passa attraverso il rispetto delle regole, senza scadere nella filosofia demagogica dei cementificatori da una parte e degli pseudo-ambientalisti dall'altra, perché ci sono contraddizioni anche tra chi si strappa le vesti per Tuvixeddu e chi invece per il Pincio, che credo sia qualcosa di importanza internazionale. Magari fanno degli sconti gratuiti, perché assumono più l'atteggiamento da ultrà che da amministratori o legislatori seri che devono valutare, ripeto, come uomini liberi, l'operato di una Giunta che dimostra sempre più la sua specializzazione nell'attirare, per ogni azione di governo effettuata, l'attenzione di tutta la magistratura, penale, amministrativa e contabile. Questo è un triste primato di questa Giunta. A noi spetta una serena valutazione e per questo sono favorevole all'istituzione di questa Commissione d'inchiesta. E se non emergeranno sciatterie dal punto di vista amministrativo e politico da parte di questa Giunta, tutto tornerà nella normalità, massimo rispetto e andremo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, io mi dichiaro d'accordo sull'istituzione della Commissione d'inchiesta. Penso che non sia opportuno fare un raffronto tra la Commissione che dobbiamo istituire per ragionare di questo fatto e le Commissioni precedenti.
L'incontro che è stato fatto con il ministro Bondi impegna il Presente della Regione a trovare un'intesa con le imprese private già interessate dall'accordo di programma del 2000. L'accordo può essere: intervenire a Tuvixeddu oppure trovare soluzioni alternative. Io credo che nessuno di quelli che sono qua dentro sull'ipotesi di un sito alternativo a Tuvixeddu possa dire: "No, interveniamo a Tuvixeddu". Questo sarebbe già un fatto politicamente importante e rilevante per la nostra Regione.
Noi non possiamo dare un indirizzo ai lavori della Commissione, però possiamo politicamente esprimere delle considerazioni. Io sono per il rispetto delle sentenze, però chi ha fatto attività politica, chi ha sostenuto certe posizioni sa che tante volte e in tante occasioni ci siamo anche opposti a delle sentenze, abbiamo combattuto leggi e provvedimenti, abbiamo mobilitato cittadini italiani contro cose che non abbiamo condiviso. E questo non ha fatto gridare allo scandalo. Io credo che se la Giunta Soru, il Consiglio regionale, per tenerci più larghi, dovesse riuscire, in una trattativa con l'impresa, a evitare che Tuvixeddu venga cancellato come sito di interesse internazionale, tutti dovremmo apprezzarlo.
Può essere che ci sia stata una forzatura nelle posizioni che sono state assunte, però io sono portato a dire che, insomma, una forzatura a fin di bene non è un delitto; è una cosa che non si deve fare, ma non è un delitto, riferito al caso specifico e non in generale. Siccome io riconosco al presidente Floris prudenza, credo che questa prudenza ci debba guidare, perché se prudenza ci fosse stata, anche nelle settimane passate, forse avremmo dato un segnale positivo per quanto riguarda le leggi emanate dalla Regione sulla tutela del paesaggio. Poi i cittadini si sono pronunciati e anche quella è stata una sentenza di popolo.
Allora, lo dico al collega Floris, facciamo la Commissione d'inchiesta, ma prudentemente togliamo i giudizi negativi che ci sono nell'ordine del giorno, perché se la Commissione non deve essere guidata dalle considerazioni che faccio io, sempre improntate alla prudenza, non deve essere guidata neanche dal contenuto politico dell'ordine del giorno. Quindi si faccia pure la Commissione, ma lasciamola libera di maturare, nel corso del lavoro, un orientamento che poi tutti saremo chiamati a valutare e conseguentemente, dopo la discussione, a rispettare.
Presidente, prendiamola con serenità questa iniziativa, non con acrimonia. I giudizi su Soru, sulla Giunta e i suoi provvedimenti saranno espressi a maggio del prossimo anno. Evitiamo di dire, com'è stato detto anche recentemente: "Facciamo un referendum sulla legge salvacoste" e poi, nel corso del confronto, dire: "No, il referendum è contro Soru". La gente non è mica cretina e siccome Floris non è Pili penso che questa mia sollecitazione possa essere accolta. Togliamo, cioè, tutti quei passaggi che sono da togliere, formiamo la Commissione, ma, ripeto, con uno stile, una prudenza e un rapporto con i commissari, che poi sono nostri colleghi, che sia davvero di rispetto personale e anche del lavoro che essi faranno.
Io suggerisco una soluzione di questo tipo, se invece si vuole dare un giudizio in premessa, guardate, non è la legge sulla caccia, si può anche votare contro!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Ogniqualvolta si esalta la funzione democratica del Consiglio io non posso che essere d'accordo. Questa è una funzione sindacale stabilita dal Regolamento del Consiglio. La richiesta di costituzione della Commissione d'inchiesta credo obbedisca, primariamente, all'esigenza di questo Consiglio, massima espressione democratica del popolo sardo, di fare chiarezza, perché troppe discussioni, contrapposizioni, insinuazioni, sospetti hanno accompagnato l'azione giudiziaria e amministrativa su Tuvixeddu.
Quindi la Commissione d'inchiesta non nasce per esprimere giudizi che sono in capo ad altri organismi. Si è già pronunciata l'autorità amministrativa, il TAR, il Consiglio di Stato, si è ripronunciato il TAR, e se ci saranno altri tipi di responsabilità saranno altri ordini della magistratura a doversi pronunciare. Però noi, Consiglio regionale della Sardegna, abbiamo l'esigenza che la caduta di credibilità delle istituzioni presso l'opinione pubblica trovi un freno, un contenimento. Tutti i dibattiti, le discussioni, le dichiarazioni sulla stampa che hanno accompagnato la vicenda di Tuvixeddu hanno certamente sminuito il prestigio, l'autorevolezza della nostra Regione, che si è trovata a confliggere col Comune di Cagliari, oltre che col diritto, posto che un accordo di programma, legittimamente costituito, predetermina diritti obbligazioni per le parti contraenti, tra cui c'è appunto il Comune di Cagliari, che è uno dei tre soggetti costitutivi dell'accordo di programma. Quindi non un cittadino privato qualsiasi, ma l'amministrazione comunale di Cagliari. Un conflitto tra la Regione e il Comune di Cagliari è un fatto politicamente di grande rilievo, perché, se condotto com'è stato condotto, se accompagnato com'è stato accompagnato da dibattiti e articoli di stampa di opinionisti diversi, sminuisce l'immagine delle istituzioni, insinuando sospetti, fondati o no, questo lo vedrà la magistratura. Ma noi abbiamo bisogno che il Consiglio dica la sua e sgombri il terreno da queste ambiguità.
Io non mi lascio facilmente ingannare dall'uso e abuso che si fa del discorso sull'ambiente, così come non mi illudo quando si fa uso e abuso del discorso sui beni culturali, perché è difficile davvero riuscire a trovare soggetti politici travagliati da grande sofferenza per questi beni. Normalmente questi discorsi vengono invocati a copertura di altri obiettivi. Ebbene, il Consiglio ha bisogno di capire se vi sono o no altri obiettivi, se vi sono ragioni per calpestare un diritto definito in un accordo di programma. Esiste un problema di caduta della certezza del diritto e quando il cittadino si trova di fronte a una Regione che non gli garantisce la certezza del diritto è ovvio che viene meno il rispetto e la considerazione, la fiducia nelle istituzioni. E noi di questo ci dobbiamo preoccupare; ci dobbiamo preoccupare della caduta della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, perché significa crisi della politica. Noi dobbiamo cercare di restituire fiducia al cittadino, abbiamo bisogno di restituire al cittadino fiducia nella politica.
Ho concluso, Presidente, non credo di dover aggiungere nient'altro, ribadisco semplicemente il mio voto favorevole all'istituzione della Commissione d'inchiesta nell'interesse del Consiglio. Del resto non è una Commissione di parte, ma è una Commissione del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'ordine del giorno che porta anche la mia firma e credo che sia abbastanza evidente, anche dal dibattito che sta emergendo, che la funzione ispettiva, la funzione di controllo, che è riconosciuta a questo Consiglio e che trova la sua massima espressione sicuramente negli articoli 124 e 125 del Regolamento, attraverso l'ipotesi di istituzione di una Commissione d'inchiesta, non possa non essere accolta favorevolmente e unanimemente da questo Consiglio regionale. E' una funzione altamente democratica, lo hanno detto già i colleghi che sono intervenuti, e nessuno di noi può sottrarsi a questo compito democratico che appunto ci viene affidato.
Un collega è intervenuto dicendo che Tuvixeddu e Tuvumannu rappresentano un patrimonio dell'umanità e quindi ancora di più di questo intero Consiglio regionale. Io ho apprezzato molto l'intento contenuto negli interventi degli onorevoli Biancu e Cugini, i quali chiedono che si possa approvare unanimemente quest'ordine del giorno a condizione, naturalmente, che venga "prosciugato" da alcune indicazioni che possono apparire eccessivamente politiche e anche indicative di eventuali responsabilità.
Richiamo anche l'attenzione di tutto il Consiglio su un'appassionata discussione che si svolse durante l'approvazione della statutaria, quando si parlò appunto di Commissioni d'inchiesta nell'ambito del tema della tutela della minoranza. Una delle cose che si chiedeva in quell'occasione - voi tutti lo ricorderete - era che la presidenza delle Commissioni d'inchiesta fosse statutariamente affidata alla minoranza, perché questo avrebbe garantito il corretto svolgimento di questa funzione. Credo, quindi, che in questa direzione si debba andare e che la delega che il Consiglio vorrà dare al Presidente per la nomina di questa Commissione d'inchiesta, secondo criteri di proporzionalità, sia davvero ciò che noi tutti vogliamo.
Chiedo anche, Presidente, che si proceda con votazione nominale.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mattana è rientrato in aula e quindi non è più in congedo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io sono firmatario di quest'ordine del giorno, ma le conclusioni le trarrò alla fine di questo intervento.
Noi dobbiamo votare, oggi, con questo ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, se delegare il Presidente del Consiglio alla formazione della Commissione d'inchiesta oppure se procedere con votazione in Aula alla formazione della stessa Commissione. Non dobbiamo fare niente di più. Devo dire che, invece, gli interventi che hanno preceduto il mio mi hanno un po' disorientato, perché abbiamo iniziato a esprimere giudizi, su precedenti mozioni e su quello che deve essere, di tipo politico e giuridico. Credo che non sia questo il contenuto dell'ordine del giorno. L'ordine del giorno sostanzialmente pone una domanda: il Consiglio delega il Presidente o no? Punto. Dopodiché la Commissione è comunque insediata, perciò non è che noi possiamo decidere di non insediarla. Il Regolamento prevede, a torto o a ragione, che la Commissione sia comunque insediata, perciò dobbiamo soltanto discutere sulla formulazione dell'ordine del giorno nella concertazione con il Presidente del Consiglio, auspicando che tutti i Gruppi, proporzionalmente, così come lo stesso Regolamento prevede, siano rappresentati nella Commissione.
Ecco perché, sulla formulazione dell'ordine del giorno, io condivido alcune osservazioni che sono venute dai banchi della maggioranza, invitandoci a non esprimere giudizi preventivi. Ci vorrebbe una sospensione di qualche minuto per concordare la formulazione più dolce, diciamo, che non esprima giudizi sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche, che possa eliminare anche la premessa e addivenire subito quindi a: "Il Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, delega il Presidente del Consiglio…", saltando tutte le considerazioni politiche e giuridiche che troveranno modo di essere esplicitate in altra sede.
Una precisazione, però, mi sento in dovere di farla: correva l'anno 2007 quando, insieme ai colleghi dell'opposizione, presentai la mozione numero 119, con richiesta di discussione urgente. Presidente, lei mi dirà, giustamente, che in qualità di Capogruppo potevo richiamare in discussione la mozione. Il Regolamento prevede che, comunque, entro dieci giorni venga discussa, ma allora non potevo farlo perché non ricoprivo l'incarico di Capogruppo. Comunque è acqua passata, che torna però nella discussione odierna. In quella mozione erano esplicitati giudizi di tipo politico, oltre che raffigurati alcuni estremi di illegittimità, quale per esempio l'intervento del Presidente sull'assessore Mannoni, allora pro tempore, che invitava il dirigente a formulare l'atto di sospensiva. La legge numero 31 del 1998 prevede da tempo ormai una divisione netta tra potere politico e potere gestionale. Fu un'interferenza che discuteremo nella Commissione d'inchiesta, perché quello sì fu un grave atto di interferenza, per intenderci e per chi non avesse capito, al pari di quello che è emerso nella Commissione d'inchiesta sulla Saatchi & Saatchi, alla stessa stregua di quell'intervento di invadenza politica sugli atti dirigenziali. Non ci fu una discussione in Aula allora, ma, come vedete, c'è e ci sarà l'occasione per tornare sull'argomento.
Credo anche che noi non dobbiamo preventivamente esprimere giudizi giuridici, anche se c'è una sentenza del TAR che è esplicita, è chiara. Certo che ci dobbiamo chiedere come mai un accordo di programma del 2000, che è stato riapprovato dalla Giunta Soru, ma dal presidente Soru nella sua persona, nel 2005, abbia poi avuto altri indirizzi improvvisi. Fulminato sulla via di Damasco! Certo che ce lo dovremo chiedere e lì noi dovremo far emergere le contraddizioni e le responsabilità politiche del Presidente e della Giunta. E la sede opportuna è la Commissione d'inchiesta.
Il Gruppo dell'U.D.C. delega, con questo atto, il Presidente del Consiglio, che saprà fare sintesi delle richieste dei vari Gruppi e della rappresentanza politica che il nostro Gruppo richiederà all'interno della Commissione stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intervengo per prendere atto delle dichiarazioni che il Presidente del Consiglio e anche alcuni colleghi hanno fatto. Non era certamente nostra intenzione predeterminare un giudizio politico prima dei lavori della Commissione. Ci sembrava che le parole "sulle gravi responsabilità politiche e giuridiche della Giunta regionale, sanzionate dal TAR" esprimessero un giudizio del TAR più che nostro. Tuttavia, per evitare equivoci, noi ritiriamo questi giudizi, che lasciamo alla Commissione d'inchiesta, come ho detto durante questo dibattito e in altri dibattiti, senza pregiudiziali.
Noi non stiamo andando a fare indagini giudiziarie, stiamo esercitando il ruolo del Consiglio regionale, che è quello di controllare l'attività della Giunta quando ci sono determinati atti. E se qualcuno ne vuole, qui ce ne sono cinquantamila. Però, Presidente, ricordiamoci che il presidente Soru, oggi, si è recato dal Ministro, ha chiesto nuovi vincoli e il Ministro gli ha risposto picche. Dopodiché il Presidente ha detto che c'è una trattativa aperta con i privati. Se chiudi la trattativa coi privati, chiudi la trattativa coi privati, punto e stop. Non andiamo a leggere i documenti in modo distorto, perché questo è avvenuto nell'incontro con il Ministro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
Prego, Assessore, le ricordo che siamo in sede di dichiarazioni di voto e che l'argomento è stato trattato con una mozione.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.Signor Presidente, la Giunta, ovviamente, si rimette alle decisioni dell'Aula su questo punto, dichiarando peraltro la disponibilità a collaborare, soprattutto per il fatto che ritiene di aver agito nella pienezza di una prerogativa che risiede nelle sue responsabilità e anche in esecuzione delle sentenze che sono state emanate, che dicono quando si sbaglia e come si deve correggere. Però spiegano anche la natura di alcune attività che noi, prima ancora di avviare le procedure di dichiarazione di notevole interesse pubblico, abbiamo iniziato, ricevendo per altro un diniego. Le sentenze dicono anche che questi accordi di programma sono configurabili come gli accordi di cui alla legge numero 241 del 1990, e quindi, onorevole Ladu, poiché i diritti acquisiti valgono meno dei diritti universali, è consentito alla pubblica amministrazione, in ottemperanza di sopravvenuti evidenti interessi generali e pubblici, provvedere alla revisione o rescissione degli accordi. La Regione ha due strade: quella che persegue dall'inizio e continuerà a perseguire e quella di adeguare la sua partecipazione e le sue intese alle mutate condizioni legislative.
Io spero che la Commissione d'inchiesta cominci da vent'anni fa, indaghi prima di tutto sul perché si è realizzato quell'accordo e ci venga a spiegare apertamente da che cosa traeva origine. Dopodiché sia capace di confrontarlo con l'interesse generale che sottende l'attività della Regione su quel bene e via via vedremo quello che noi abbiamo fatto.
Certo, noi abbiamo già avviato le procedure, perché nessuno riconosce che vi sono due fattispecie diverse: un Programma integrato d'area, finanziato quasi integralmente dalla Regione e un accordo di programma che beneficia dei soldi del PIA. Per quanto riguarda il PIA il Comitato di sorveglianza è coordinato dalla Regione e ha già dato avvio alle procedure di rivisitazione dell'accordo. Credo che non si potrà fare a meno, in sede di accordo di programma, di prendere atto delle mutate condizioni. Pertanto si dia luogo a questa Commissione, noi collaboreremo con tutti i mezzi possibili e utili in questa direzione.
Lasciatemi un'ultima considerazione: a nostro giudizio, a mio giudizio, sarebbe stato assai più lusinghiero per tutti noi che la Commissione la si fosse pensata e istituita per difendere un bene storico unico al mondo. Anche quello, tutto sommato, avrebbe rappresentato l'esercizio di una funzione altamente democratica, quando si riconosce di avere la potestà di difendere un bene che travalica il diritto non solo dei sardi, ma dell'intera mondialità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna, ma può essere che la Commissione giunga a questa conclusione, finiti i suoi lavori. Nel senso che la Commissione valuta gli atti, i documenti, approfondisce una discussione che si è fatta forse in maniera non congrua e senza gli approfondimenti necessari, e servirà anche a mettere in luce gli aspetti di tutela che pure sono emersi, anche quelli di rispetto degli interessi dei privati che devono stare all'interno delle linee generali della tutela.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Chiedo la convocazione della Conferenza dei Capigruppo al fine di valutare le eccezioni che sono state da me sollevate in ragione della natura della richiesta.
La richiesta, secondo me, non può essere oggetto di un ordine del giorno che delega il Presidente, perché è carente di motivazione. Quindi credo che sia utile fare una Conferenza dei Capigruppo per verificare, anche con gli Uffici, le condizioni di questa richiesta.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Uras, poi le dirò la mia opinione.
(Comm. di inchiesta n. 3)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Intervengo brevemente perché sono rimasto suggestionato dalle dichiarazioni dell'assessore Sanna e perché condivido ciò che chiede l'onorevole Cugini, cioè che l'ordine del giorno abbia una caratteristica meramente tecnica e non di pregiudizio rispetto agli esiti della Commissione.
Assessore Sanna, io concordo con lei che ci siano beni universali e che talvolta l'attività di trasformazione dell'uomo causa danni irreversibili. Allora le chiedo cortesemente: può la sua Giunta, visto che ha questo interesse per le necropoli, far sapere a questo Consiglio che fine ha fatto la necropoli di Villasimius? Io lo sto chiedendo dal primo anno che sono qua. E' possibile che ci siano necropoli interessanti se hanno vicino Cualbu e necropoli non interessanti se hanno vicino Ligresti?
Siccome so che lei non ha detto cose che non sente, le chiedo: si faccia, per cortesia, portavoce all'interno della sua Giunta per sapere dov'è finita la necropoli fantasma che ha avuto la sventura di essere interessata da un ampliamento di un campo da golf, l'unico ampliamento di un campo da golf che non sia stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale per decisione di un consiglio comunale. Questo accade in Sardegna! E quella necropoli era l'unica prova dell'insediamento punico a Villasimius.
Se lei vuole, così come credo, che su questi argomenti ci si confronti sulla base ciascuno delle proprie convinzioni culturali, inviti la Giunta a dare una prova di questo tipo, cioè a dimostrare che c'è un'attenzione per la verità a prescindere dai vicini. A prescindere dai vicini! Dica alla Giunta che ci sono cose che noi conosciamo, e chi ha studiato all'università lo sa! Noi sappiamo dove sono le tombe, non c'è bisogno di dire che ci sono tombe dove non ce ne sono. E' più facile dire: "Anche che se lì non ci sono tombe, non vorrei che vi si costruisse e apro una trattativa col privato". E' più onesto, perché accade che invece dove c'erano le tombe adesso ci sono le buche da golf, perché magari a difendere quelle buche c'è il "Corriere della Sera"!
Siccome so che lei non serve questi potenti, per cortesia, faccia in modo che la sua Giunta ci dica dov'è finito quel mondo.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, come lei sa, io non ho difficoltà a fare Conferenze dei Capigruppo, vengo accusato di farne fin troppe. Insomma, appena c'è una difficoltà si convoca la Conferenza dei Capigruppo, ma lei mi chiede di convocarla per valutare la carenza di motivazioni che sta dietro la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta. Adesso questo non è possibile, perché tale valutazione non è più affidata alla Conferenza dei Capigruppo, che ha già valutato le motivazioni congruenti con quanto disposto dal comma 5 e dall'intero articolo 125 del Regolamento, quando la richiesta è stata iscritta all'ordine del giorno della Conferenza dei Capigruppo. Quindi, eventualmente in quella sede si sarebbe dovuta sollevare una questione sulla carenza di motivazioni. Oggi istituiamo la Commissione o più semplicemente, sulla base del documento di richiesta di istituzione della Commissione, che è stata inserita all'ordine del giorno, il Consiglio decide se delegare o meno il Presidente per la nomina dei componenti sulla base dell'indicazione dei Gruppi e della proporzionalità della rappresentanza. Quindi penso che, a questo punto, sarebbe una discussione non utile ai fini che lei si propone.
Io sono favorevole a una diversa scrittura dell'ordine del giorno, che gli stessi presentatori hanno accettato di riformulare, depurandolo da tutti quegli elementi che attengono a un eventuale valutazione conclusiva, che è affidata, invece, ai lavori della Commissione. L'ho fatto riscrivere e, se siete d'accordo, verrà rapidamente distribuito per poi essere messo in votazione.
(Interruzione dell'onorevole Uras)
Sì, ho capito. L'ordine del giorno può essere votato per parti, onorevole Uras, o si può raggiungere, come abbiamo fatto tante volte, un'intesa in Aula che salvaguardi il diritto delle minoranze a istituire la Commissione d'inchiesta e il diritto di tutti gli altri a non vederne predefinito e precostituito l'esito.
URAS (R.C.). Se dobbiamo riscrivere un ordine del giorno...
PRESIDENTE. Non è stato riscritto, è stato depurato da tutti quegli elementi che non costituiscono oggetto della nostra discussione.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno 1 emendato:
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Atzeri - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu sulla nomina della Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti dalla Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari.
IL CONSIGLIO REGIONALEvisto il documento relativo alla richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta per la valutazione degli atti compiuti dalla Regione relativamente al compendio di Tuvixeddu in Cagliari presentato ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento interno,
delega
il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti dalla Regione nel compendio di Tuvixeddu in Cagliari.(1).)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto per consentire la distribuzione dell'ordine del giorno.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 11, viene ripresa alle ore 18 e 15.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
Onorevole Cugini, brevemente, perché le dichiarazioni di voto sono già state fatte.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, mi dica lei quanto devo parlare.
PRESIDENTE. Abbiamo accolto il suo invito a depurare l'ordine del giorno e l'abbiamo depurato.
URAS (R.C.). Presidente, le dichiarazioni di voto le abbiamo fatte sul testo precedente. Io non voterò quest'ordine del giorno, mi dissocio dal votare una cosa che non è stata sottoposta alla discussione!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, prego.
URAS (R.C.). Io ho il diritto di discutere sull'oggetto della votazione!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, facciamo ciò che abbiamo sempre fatto, né in più né in meno.
CUGINI (SSinistra Autonomista). Il collega Uras ed io abbiamo militato assieme nella "mozione Bassolino", quindi lui pensa che quando parlo io stia parlando lui! Prima parlo io, poi tu.
Io sono d'accordo con quest'ordine del giorno, perché mi pare che riassuma le considerazioni che sono state fatte. Presidente, siccome però a lei viene assegnato il compito di comporre mentre noi siamo chiamati a valutare - e giustamente, aggiungo - gli atti compiuti dalla Regione, di questi noi ci dobbiamo interessare. Ma vorrei ricordare, per i colleghi che assumeranno questa responsabilità, che non sono gli unici atti compiuti su Tuvixeddu e Tuvumannu, ce ne sono anche altri e per completezza di ragionamento, anche se non è giusto dire che dobbiamo verificare anche gli atti del Comune, e io non lo sto dicendo, facciamo un discorso a tutto tondo perché questo permette di comprendere quale ipotesi conclusive si possono trarre da un lavoro che deve essere fatto con competenza e anche imparzialità. Quindi mi dichiaro d'accordo su quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, qual è il problema? Io le sto dando la parola ripetutamente perché, come lei sa, sono un Presidente democratico, ma...
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori, sempre, Presidente, perché se qualcuno è abilitato a dichiararsi favorevole su un ordine del giorno nuovo, qualcun altro sarà pure abilitato a dichiararsi sfavorevole sullo stesso ordine del giorno nuovo, se no qua non si capisce bene come funziona il Consiglio. Cioè, a che titolo chiediamo e diamo la parola? Se il titolo è quello di alzarsi per sostenere una tesi, allora io sicuramente finirò per non parlare più in quest'Aula, perché la tesi io non la sostengo!
Io voglio solo capire. Questo è un ordine del giorno diverso da quello che è stato oggetto delle dichiarazioni di voto. Alcuni intervengono per dichiararsi comunque d'accordo, per cui io avrò almeno il diritto di dichiarare che non sono d'accordo nemmeno con quest'ordine del giorno?
PRESIDENTE. No, perché la discussione è stata già fatta. L'onorevole Cugini è intervenuto sull'ordine dei lavori per un altro problema.
L'ordine del giorno così come riformulato, poteva essere non scritto e saremmo, a questo punto, alla votazione per parti. Siccome c'era una larga convergenza su questa scrittura, lo abbiamo riscritto. In caso contrario, siccome le dichiarazioni di voto sono state tutte fatte, procederemo alla votazione per parti, emendando tutte le parti che devono essere emendate, ma altre volte abbiamo cercato in Aula l'intesa più larga possibile.
Naturalmente non è obbligatorio essere tutti d'accordo, soprattutto quando ci sono, come mi sembra nel suo caso, questioni pregiudiziali.
URAS (R.C.). Presidente, io chiedo scusa, poi mi toglierà la parola, se vuole mi mandi anche via, mi sospenda dai lavori del Consiglio...
PRESIDENTE. Onorevole Uras, sto cercando di convincerla che stiamo seguendo una strada ordinaria.
URAS (R.C.). …però non è indifferente il fatto che quest'ordine del giorno faccia riferimento agli atti compiuti dalla Regione, che è diverso dall'oggetto della richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta, che invece riguarda le gravi responsabilità politiche e giuridiche. Allora, questo è un modo per superare una rilevantissima questione regolamentare e per questa ragione io chiedo ancora una volta che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo, perché la questione regolamentare esiste e noi abbiamo necessità di avere davanti agli occhi un Regolamento che sia interpretato in maniera univoca da tutti!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, penso che non funzioni così, va bene? Lei aveva tutto il tempo, in un mese e mezzo di presenza all'ordine del giorno di questa materia, di formulare osservazioni e pregiudiziali, invitando anche il Presidente ad approfondire il tema. Penso che sia un modo sbagliato di procedere quello che lei oggi propone.
Siamo alla votazione di questo documento.
Onorevole Salis, su che cosa intende parlare?
SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori e basta. Quindi dica se dobbiamo votare o se vuole fare altro.
SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori e basta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sì, sull'ordine dei lavori e basta, altrimenti le tolgo la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). L'ordine dei lavori mi porta a dire che essendo stato modificato il precedente ordine del giorno...
PRESIDENTE. Ho già spiegato, onorevole Salis, la ringrazio del suo suggerimento.
SALIS (Gruppo Misto). Mi fa finire, per cortesia?
PRESIDENTE. No, non la faccio finire perché non è sull'ordine dei lavori che sta intervenendo.
SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei, se possibile, chiedere ai presentatori una leggerissima modifica al testo dell'ordine del giorno così come riformulato, senza la quale modifica sono costretto a votare contro. La spiego velocemente: dopo le parole "delega il Presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio sulla valutazione degli atti compiuti dalla Regione" chiedo che siano inserite le parole "a partire dall'anno 2000". Chiedo solamente questo, perché ricordo che la Giunta Scano, a cui partecipava...
PRESIDENTE. Non c'è nessuna data, onorevole Salis.
SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei che ci fosse!
PRESIDENTE. La Commissione nella sua autonomia deciderà.
ARTIZZU (A.N.). Parte dagli anni '60!
SALIS (Gruppo Misto). No, parte dal 2000, e ti spiego anche il perché.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis.
SALIS (Gruppo Misto). Parte dal 2000 con l'approvazione di un PIA che era stato bocciato dalla Giunta Scano e che invece è stato riproposto nel 2000 dalle tre Giunte di centrodestra.
ARTIZZU (A.N.). Non ci sono limiti temporali!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, io capisco che possa essere irrituale in questo momento accedere alla richiesta del collega Uras, però, considerata l'obiezione da lui sollevata, e cioè che l'ordine del giorno che viene presentato è sostanzialmente diverso rispetto alla richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta, credo sia opportuno e utile che lei acceda, nonostante, ripeto, sia irrituale, alla convocazione della Conferenza dei Capigruppo per verificare questo aspetto.
PRESIDENTE. Colleghi, non funziona così. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 24 , viene ripresa alle ore 18 e 37.)
PRESIDENTE. Colleghi, proseguiamo il lavoro, che poi consiste nella votazione.
Ricordo, in particolare a tutti quelli che hanno sollevato obiezioni, che l'ordine del giorno, come riformulato sulla base della discussione avvenuta in Aula, tra le altre cose risponde al dettato letterale dell'articolo 125 del nostro Regolamento, che è quello che utilizziamo per l'istituzione delle Commissioni d'inchiesta. Quindi ha tutti i requisiti previsti dal nostro Regolamento e in quanto tale è stata accolta la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta e la si è resa compatibile con i commi 4 e 5 dell'articolo 125 del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, poiché l'ordine del giorno così riformulato risponde, come diceva correttamente lei, alle previsioni dell'articolo 125 del Regolamento interno, intendo aggiungervi la mia firma.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, propongo una precisazione della formulazione: in tutti i punti in cui si dice "nel compendio di Tuvixeddu" sostituire "nel" con "relativamente". Soltanto per una questione estetica.
L'onorevole Biancu ha chiesto che sia aggiunta la sua firma all'ordine del giorno così riformulato.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Per fare la stessa richiesta, Presidente, chiedo anch'io che sia aggiunta la mia firma.
PRESIDENTE. Onorevole Salis, le devo una risposta. Nell'ordine del giorno non c'è nessuna indicazione temporale, né al 2000 né al 1998, qualora fosse necessario valutare atti compiuti dalla Regione o dai suoi enti anche precedentemente. Questa è una valutazione affidata alla Commissione d'inchiesta, che ha ampia libertà nella valutazione degli atti necessari alla espressione di un'opinione.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Quindi posso pensare che la Commissione, visto che esamina gli atti su Tuvixeddu e Tuvumannu relativamente a questo progetto, abbia la sensibilità di verificare il progetto dal suo inizio.
PRESIDENTE. Da quando ritiene che abbia avuto origine il procedimento.
SALIS (Gruppo Misto). Onorevole Floris, siamo d'accordo? Perfetto, allora lo sostengo anch'io.
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Salis aggiunge la sua firma.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Chiedo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, procediamo alla votazione.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1 emendato.
(Segue la votazione)
Prendo atto che consigliere Murgioni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Davoli - Pisu - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 68
Contrari 3
(Il Consiglio approva).
Il Consiglio è riconvocato alle ore 10 di domani. E' all'ordine del giorno la mozione numero 192 di censura a un Assessore.
La seduta è tolta alle ore 18 e 43.
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