Seduta n.465 del 28/04/2004 

CDLXV Seduta

Mercoledì, 28 Aprile 2004

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 11 e 20.

randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 31 Marzo 2004 (459), che è approvato.

Congedo per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico ai sensi del comma cinque dell'articolo 58 del Regolamento che il vicepresidente Luigi Biggio è assente dalla seduta del 28 aprile 2004 per motivi istituzionali.

Sulla celebrazione di Sa die de sa Sardinia

PRESIDENTE. Colleghi, sono state svolte le relazioni di maggioranza e le due di minoranza sulla finanziaria e sul bilancio 2004; a questo punto dobbiamo aprire la discussione generale. Onorevole Secci, su che cosa vuole intervenire? Sulla discussione generale? Primo intervento. Allora, diamo la parola all'onorevole Secci per il primo intervento in sede di discussione generale sulla manovra finanziaria. Ricordo a tutti i colleghi che le iscrizioni a parlare devono pervenire a questa Presidenza entro i termini dello svolgimento dell'intervento dell'onorevole Secci. Prego onorevole Secci. Scusi, onorevole Secci. Onorevole Cogodi, sul Regolamento?

COGODI (R.C.). Presidente, chiedo scusa, rivolgo a lei come rappresentante dell'intero Consiglio regionale una domanda ed una petizione perché voglia ragguagliare il Consiglio regionale sulla questione che le sottopongo.

Una legge di questa Regione, votata da questo Consiglio regionale nella sua interezza, quindi raccogliendo tutte le opinioni e tutte le sensibilità, ha ritenuto che il giorno 28 di aprile fosse, in questa nostra Regione, il giorno della autonomia e dei suoi sentimenti, dei suoi valori generali d'insieme del popolo sardo. Ed è stata perciò istituita Sa die de sa Sardinia, con questi sentimenti e con questi intendimenti. Chiedo di conoscere due cose, per quanto è di sua competenza e di sua scienza, perché mai il Consiglio regionale della Sardegna oggi non si è interessato ad alcuna iniziativa relativa alla festa del popolo sardo a Sa die de sa Sardinia. Due, ancora più pressantemente e in modo preoccupato le chiedo chi, in quale sede, con quale autorità abbia potuto decidere che Sa die de sa Sardinia quest'anno coincidesse, corrispondesse, si ragguagliasse alla celebrazione di un comparto militare qual è e rimane la Brigata Sassari. Chi, dove, con quale autorità abbia deciso che Sa die de sa Sardinia venisse militarizzata.

La domanda è semplice ed è chiara, non c'entra nulla, lo voglio dire, il giudizio che ognuno ha su ogni comparto, su ogni aspetto della vita civile, politica, istituzionale e financo militare del nostro paese. Ognuno rappresenta di questi comparti parte considerevole, legittima, talora persino gloriosa, ma anche la gloria va distinta nei luoghi, nei modi, nelle finalità, nei significati che deve assumere in ragione della crescita civile, culturale, sociale di un popolo.

Onore a tutti quindi, ma quando diciamo "a tutti" intendiamo a chi consente, a chi dissente, a chi ha sentimenti più vicini a certo uso delle Forze Armate e chi ha altri sentimenti parimenti e dal mio e ritengo di molti, moltissimi sardi, ritengo la stragrande maggioranza, sentimenti di pace che talora confliggono con le modalità d'uso delle stesse Forze Armate come ben si sa. E siccome Sa die de sa Sardinia è il giorno di tutti e deriva da questi sentimenti e da questi intendimenti di unità del popolo sardo, dei suoi sentimenti migliori e delle sue aspettative di crescita e di vita civile, per queste ragioni io le chiedo di rendere al Consiglio una informazione in qualità di Presidente di questa Assemblea sui quesiti che le ho testè posto.

PRESIDENTE. Rispondo all'onorevole Cogodi dicendo che io mi riservo di darle una risposta approfondita dopo aver sentito anche il Presidente che, per doveri istituzionali, in questo momento è assente; quindi penso che nel pomeriggio, appena avremo acquisito le informazioni relative alle domande che lei ha posto, saremo in grado di dare queste risposte. Non dubiti, onorevole Cogodi, che personalmente cercherò appunto di fornirle queste doverose informazioni.

Continuazione della discussione generale congiunta dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2004)" (540/A), "Bilancio per gli anni 2004-2005-2006" (541/A) e del programma: "Note di programma 2004" (Progr. n. 53/A)

PRESIDENTE. Detto questo do la parola all'onorevole Secci perché possa svolgere il primo intervento in discussione generale sulla manovra finanziaria ricordando ai colleghi di iscriversi entro i termini dell'intervento dell'onorevole Secci. È iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (LA MARGHERITA - D.L.). signor Presidente, è imbarazzante...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Secci, colleghi, come tutti voi sapete dentro quest'Aula vi è la possibilità di attivare un congegno che isola i telefonini; allora, o i colleghi responsabilmente attivano i silenziatori dei telefonini, o se continua questo chiacchiericcio al telefono che disturba tutti quanti e continuano i trilli del telefono io darò disposizioni perché venga attivato l'esclusore di linea. Quindi vi prego di aiutarmi a lavorare in serenità. Prego onorevole Secci.

SECCI (LA MARGHERITA - D.L.). Grazie Presidente, dicevo che è abbastanza imbarazzante cominciare la discussione generale sulla manovra finanziaria in presenza di così tante sedie vuote, in presenza di una irresponsabilità da parte della maggioranza, o presunta tale, nell'affrontare un sistema, una legge, una serie di provvedimenti che come sappiamo riguardano la maggior parte delle categorie della nostra gente e riguardano comunque una massa di finanza, una quantità di risorse tale che incide in modo determinante sull'economia della nostra Isola. Però il dovere di continuare a credere che le istituzioni siano una cosa seria ci porta responsabilmente a prendere la parola e a fare le nostre modeste considerazioni.

Siamo al 28 di aprile, a due giorni dalla scadenza di quel tempo che la legge dà alla Regione e agli altri organismi per fare il bilancio e la legge finanziaria. Siamo a tre giorni dal baratro ed a un mese e mezzo dalle elezioni; ed è impensabile che in questo quadro ci sia questo tipo di comportamento. Ma, tant'è, la gente giudicherà i comportamenti di ciascuno. Una manovra finanziaria che arriva alla discussione in Aula... Se disturbo l'onorevole Frau sto zitto Presidente.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa onorevole Secci, prego.

SECCI (LA MARGHERITA - D.L.). Una manovra finanziaria che arriva dopo sette mesi dal tempo ordinario o se si vuole dopo sei mesi e mezzo, considerato che circa quindici giorni li usa la Commissione per istruire la manovra finanziaria. Quindi arriviamo con un ritardo mai visto a questo appuntamento, in un momento drammatico per la nostra economia e in un momento di credibilità abbastanza carente delle istituzioni regionali che purtroppo coinvolgono tutti, anche se non tutti hanno la stessa responsabilità.

Abbiamo provato in Commissione, e dobbiamo rilevarlo, dirlo chiaramente a tutti perché si senta, perché rimanga agli atti, abbiamo provato in Commissione a dire che questa manovra finanziaria, nei termini in cui è stata proposta, non va bene. Abbiamo provato a chiedere uno sforzo a chi ha il dovere di governare la Sardegna di farci una proposta diversa. Ci siamo sentiti dire in Commissione e sulla stampa che non abbiamo fatto nessuna proposta perché siamo incapaci di valutare nel merito la manovra finanziaria e il bilancio della Regione, perché non abbiamo evidentemente la competenza per fare proposte, rispondendoci chiaramente quindi che non c'era nessuna volontà da parte della maggioranza di modificare nessuna parte della manovra medesima.

Abbiamo detto quali erano e quali sono i nodi insuperabili che ci portano a dare un giudizio negativo di questa manovra. Abbiamo detto che non è tollerabile proporre un ulteriore indebitamento per 1 miliardo e 143 milioni di euro. Abbiamo detto che il sistema delle entrate, per far fronte al pareggio del bilancio, è un sistema non corretto, e ci limitiamo naturalmente ad un giudizio politico, non spetta a noi in questa fase dare giudizi di altro genere, sto parlando naturalmente del miliardo e 700 milioni di euro che si recuperano dai residui formali di stanziamento.

Abbiamo provato a dire che questo ricorso all'ingegneria finanziaria, fatto in quel modo, dove si usa un termine che la dice tutta "presumibilmente", cioè "presumibilmente" sono disponibili 1 miliardo e 700 milioni di euro di residui per poter chiudere a pareggio la manovra finanziaria di quest'anno. Io non mi ricordo che in nessuna manovra finanziaria, su elementi fondamentali come questo, sia stato utilizzato un termine così, generico; significa praticamente che tutto il lavoro di verifica sulla sussistenza o meno della disponibilità dei residui è da fare ancora, quando ci sarebbe voluto invece che la Giunta regionale si fosse presentata con una manovra che diceva che erano accertate le condizioni di utilizzo di residui così importanti.

Abbiamo detto che la manovra finanziaria, la legge finanziaria è piena di una serie di proposte che riguardano articoli interi e quando non riguardano articoli riguardano commi importanti per numero e per qualità di tutta una serie di oggetti che nulla hanno a che vedere con la programmazione del corretto sviluppo e con la corretta risposta ai bisogni della nostra gente, ma che sono chiaramente inseriti qualche volta per accontentare parti, qualche volta soltanto per crearsi le condizioni di utilizzo delle risorse a fini non dico clientelari, ma sicuramente sospetti ad un mese e mezzo dalle elezioni.

Abbiamo detto che non c'è nessuno sforzo in presenza di una situazione finanziaria gravissima, di difficoltà enorme, non c'è stato nessuno sforzo perché, lo ha detto il Presidente Balletto, nella sua relazione, facendo riferimento continuamente al fatto che la manovra finanziaria di quest'anno in pratica ripete quella dell'anno passato. Se andiamo a vedere la relazione del collega Balletto in tre o quattro passaggi fa riferimento al non specificare meglio, perché comunque è materia quella che è stata già trattata alla stessa maniera nella finanziaria del 2003. Quindi diciamo, Assessore, Presidente della Giunta, colleghi dei partiti che sostengono la Giunta, perché non si può più parlare di maggioranza e lo sappiamo, e l'altra considerazione è questa, assessore Cappellacci, manca totalmente il senso di responsabilità di comprendere che in quest'Aula oggi non c'è la possibilità di utilizzare i termini arroganti che spesso sono stati utilizzati, non più tardi di qualche giorno fa, come se la responsabilità di questi ritardi, come se la responsabilità dei contenuti di questa manovra, che nessuno condivide, come se la responsabilità di tutta la situazione fosse addebitabile all'opposizione e non invece a chi, anziché venire in Consiglio, preferisce passeggiare per la Sardegna, a chi invece preferisce, alle liti interne e ai dissidi interni, sedersi in quest'Aula e affrontare in maniera corretta i problemi che dobbiamo affrontare.

Dette queste premesse io dico che sembrerebbe non esserci spazio perché questa manovra finanziaria possa essere degnamente corretta in quest'Aula, non sembra esserci spazio perché si prenda responsabilmente atto che occorre un intervento corposo di bisturi che la modifichi perché altrimenti Assessore io ho la preoccupazione che questa manovra in quest'Aula possa non vedere la luce. E siccome questo sarebbe gravissimo, e siccome questo segnerebbe un'ulteriore pagina bruttissima della storia della nostra autonomia io chiedo a lei, chiedo a chi la sostiene, chiedo a chi ha qui il senso di responsabilità che si adoperi perché si facciano le cose che si è cercato di dire, che responsabilmente l'opposizione ha cercato di dire.

Noi non vogliamo che questa manovra finanziaria sia bocciata, noi non vogliamo che la manovra finanziaria sia bocciata, noi vogliamo che sia modificata questa manovra finanziaria. Noi riteniamo che questa manovra finanziaria nel suo complesso abbia un giudizio nostro, delle parti sociali, di tutto il sistema che in Commissione abbiamo sentito e udito o che pure incontriamo e con il quale ci confrontiamo tutti i giorni abbia un giudizio negativo, da tutti però è arrivato l'invito a fare in fretta e approvare la manovra finanziaria nei tempi dovuti.

Questa responsabilità, Assessore, Presidente, amici della presunta maggioranza, non sta da questa parte. Noi abbiamo detto che siamo disponibili a concorrere nelle forme possibili, e secondo le richieste che abbiamo fatto, a modifiche della manovra. Abbiamo trovato ancora una volta un muro invalicabile.

Io non so se ci sia ancora tempo, Assessore, però dico che è importante, che si prenda atto responsabilmente delle necessità che ci sono, che la manovra venga modificata radicalmente, che si dia risposta a tutti i problemi che abbiamo posto e noi siamo a disposizione perché si possa andare avanti, procedere e in fretta fare tutti il nostro dovere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, il principio dell'alternanza?

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Rinuncio.

PRESIDENTE. L'onorevole Pilo ha rinunciato. Prego, onorevole Marrocu. Nel frattempo si prepari qualche altro.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, nella precedente legislatura il Governo del centrosinistra fu caratterizzato da molta litigiosità e da ripetute crisi, e questa litigiosità e queste crisi sono state utilizzate come il cavallo di battaglia dal centrodestra nelle elezioni del 1999 che hanno poi portato, seppure non a una vittoria del centrodestra, ma attraverso un'operazione di trasferimento di consensi espressi per il centrosinistra verso il centrodestra, ad un Governo di centrodestra.

In verità abbiamo sempre detto che quelle crisi erano anche frutto di un rispetto che c'era da parte dell'allora Presidente Palomba e anche da parte del centrosinistra, di un rispetto delle istituzioni, nel senso che quando si prendeva atto che non c'era una maggioranza il mandato veniva rimesso nelle mani del Consiglio. In questi anni la litigiosità non è certamente diminuita, la maggioranza non è esistita, è caduta più volte e ripetutamente, ma non c'è stato lo stesso garbo istituzionale di prendere atto che non c'era una maggioranza e di rimettere nelle mani del Consiglio i poteri.

Sempre nella precedente legislatura, l'ultimo anno di legislatura, fu un anno però di intenso e straordinario lavoro. Si disse allora: "L'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale ha creato delle preoccupazioni nel centrosinistra, hanno tra di loro preso atto delle difficoltà, hanno chiuso le file" e ci fu, credo riconosciuta da tutti, una straordinaria iniziativa sia legislativa in quest'Aula, sia di iniziativa politica da parte della Giunta regionale. Anche qui un paragone rispetto a quello che sta avvenendo adesso, noi veniamo da una legislatura dove la litigiosità non è stata inferiore, dove non c'è stato quel garbo istituzionale di prendere atto di volta in volta che una maggioranza non c'era e di rimettere il mandato nelle mani del Consiglio, ed anche l'arrivo dell'appuntamento elettorale, invece di aver favorito nel centrodestra che viene da un fallimento dell'intera legislatura, un chiudere le file intorno ad una possibile maggioranza, intorno alla Giunta, ha portato all'esplosione del centrodestra. Un'esplosione che si è vista nel non partecipare al voto per le dimissioni del Presidente Pili, un'esplosione che mette i vari consiglieri uno contro l'altro, un'esplosione che mette i gruppi uno contro l'altro perché l'avvicinarsi delle elezioni crea quella situazione di panico nei colleghi e nei Gruppi politici del centrodestra per cui ognuno pensa a salvare se stesso non cercando di trovare sintesi né nel Gruppo, né nella maggioranza per arrivare a dare alla Sardegna, almeno nel finale, ritrovando un po' di dignità, una finanziaria che non consenta comunque di bloccare l'attività economica e sociale della nostra Sardegna.

Anche questa differenza tra la precedente legislatura e questa, sintetizza la differenza che c'è tra i due schieramenti. Noi comunque prendemmo atto delle nostre difficoltà e l'ultimo anno tentammo, attraverso un accordo forte tra tutti i gruppi politici e attraverso una incessante attività legislativa e di governo, di recuperare un rapporto con i cittadini sardi che si erano un po' allontanati dal nostro schieramento a causa delle ripetute crisi. Qui il centrodestra, invece di prendere atto che l'avvicinarsi delle elezioni dovrebbe spingerli a chiudere le fila, a trovare sintesi ed equilibrio anche nell'affrontare questi problemi, ha portato ad una esplosione dell'intero centrodestra, dei Gruppi uno contro l'altro, dei consiglieri uno contro l'altro, perché ci si preoccupa di più di non far fare bella figura al collega che sarà concorrente nella prossima scadenza elettorale, o a quell'altro Gruppo o a quell'altro Assessore o quell'altro Presidente che nel momento opera, che invece trovare una proposta che ridia dignità forse anche a questa legislatura. Credo che sia uno degli elementi che caratterizzano proprio questa fase politica.

Personalmente auspico che anche in queste ore prevalga invece il buon senso, prevalgano gli interessi generali, perché noi non vorremmo vincere le prossime elezioni per le stesse motivazioni con le quali le ha vinte il centrodestra. Il centrodestra non vinse tra l'altro le elezioni, ma ha prevalso in virtù di limiti dell'azione politica del centrosinistra nella precedente legislatura. Noi non vorremmo dover vincere perché siamo di fronte ad un centrodestra che esplode e che ha fallito in questa legislatura, noi vorremmo vincere le prossime elezioni perché abbiamo un programma che parla ai sardi, perché abbiamo un leader che sa entrare in sintonia con quelli che sono i sentimenti dei sardi e perché abbiamo una coalizione unita che sa parlare ai sardi, non certamente perché questa legislatura si chiuda con il fallimento totale, senza neppure dare un bilancio ed una legge finanziaria alla Regione. Quindi credo che possa prevalere anche in queste ore, perché basta poco per trovare un momento di sintesi. Vedete, quando ci siamo incontrati in Commissione alcuni colleghi del centrodestra dicevano: "Bisogna fare un bilancio che prenda atto che fra un mese ci sono le elezioni, quindi un bilancio snello, che abbia soltanto la spesa obbligatoria e necessitata e non invece un bilancio che risponda a tutte le tirature delle giacche delle varie associazioni, i vari movimenti, i vari interessi economici" e questa sarebbe stata, credo, la logica che avrebbe dovuto seguire il centrodestra. Invece poi ci siamo trovati con una finanziaria proposta che andava in direzione completamente diversa e con un'azione in Commissione che è riuscita a peggiorare quello che noi pensavamo non potesse essere peggiorato, la proposta, ed invece siete riusciti anche a peggiorarla.

Inizialmente era strano veramente un atteggiamento come questo, poi ho capito che in fin dei conti vi siete messi d'accordo; ognuno metteva quello che voleva, l'importante è dire a quell'associazione che si rivolge a quel consigliere: "Io ho fatto, poi se non passa non è colpa mia, non c'è maggioranza, non c'è Consiglio, però io intanto ti ho messo quello che tu mi hai chiesto. L'ho messa la modifica di quella legge, l'ho messo il contributo di quell'associazione, l'ho messa la proposta che va bene". Ci si sta preoccupando esclusivamente di poter dire a tutti i clienti che in questi giorni un po' di qua e un po' di là hanno chiesto di intervenire su questa finanziaria, di buttare dentro tutto ciò che si poteva buttare dentro. Non ha importanza se poi la rana diventa bue e scoppia; non ha importanza se poi, proprio perché questa manovra raccoglie tutto, e raccoglie anche spazzatura, non è accoglibile da quest'Aula. Non ha importanza che poi la manovra non passi, l'importante è che io intanto a quel cittadino che è venuto e mi ha chiesto la cortesia o a quel movimento che mi ha chiesto quell'emendamento abbia provveduto a dire: "Io l'ho fatto e quindi mi raccomando, ricordati di me il 12 e il 13 giugno." Non hanno importanza gli interessi generali, interessa il poter dire: "Io ho fatto la cortesia, io ho fatto il favore" e poi il risultato è che stiamo arrivando al 30 aprile e che la Sardegna non avrà una sua legge finanziaria e un suo bilancio.

Spero che anche in queste ore, così come noi stiamo proponendo, l'abbiamo fatto in Commissione, l'hanno fatto i relatori, l'ha fatto adesso il collega Secci, prevalga il buon senso, si ritiri questa proposta oscena a fine legislatura, proponga un emendamento la Giunta, la maggioranza o la presunta tale maggioranza che abbia come finalità solo quello di garantire le spese obbligatorie e quelle necessitate, che non blocchino i servizi, che non blocchino l'attivazione di leggi importanti, che non impediscano ai comuni di poter mantenere i servizi che i comuni hanno; si faccia un emendamento che garantisca questo e si chiuda rapidamente, nell'interesse della Sardegna e anche nell'interesse di questo Consiglio che in questi anni per responsabilità vostra, seppur con il tentativo di scaricare su tutti, non ha certamente dato una buona immagine di sé all'opinione pubblica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Premesso che il giudizio generale su questa manovra finanziaria è stato dato attraverso la relazione di minoranza svolta dall'onorevole Cogodi, penso che sia utile rimarcare che noi abbiamo perso almeno due - tre giorni in attesa e in virtù di una proposta che il Presidente della Giunta ha articolato in quest'Aula, una proposta che in maniera succinta diceva questo: "Ho dato incarico - e a chi può aver dato incarico se non all'Assessore della Programmazione della sua Giunta - di limare questa manovra, di renderla più snella, di farla diventare un testo esclusivamente tecnico", per cui eliminando tutte quelle parti che potevano avere una valenza politica e una scelta discrezionale, e io dirò di più, eliminando tutte quelle parti che erano chiaramente parti con una grande valenza clientelare, per cui in virtù di questo, l'Assessore della Programmazione avrebbe dovuto provvedere a ripulire questo testo. Attraverso cosa? O attraverso una nuova proposta o attraverso emendamenti che eliminavano parte del testo, comunque attraverso una serie di strumenti che - le norme lo prevedono - poteva permettere a tutta l'aula di fare quel passo avanti che adesso mi sembra non abbiamo fatto, anzi, leggendo gli emendamenti forse vi è qualche emendamento ulteriore della Giunta che incrementa ulteriormente le spese riferite ad alcune leggi, per cui, invece di asciugare vedo che si allunga il brodo. È chiaro che così non si può andare avanti, che anche a distanza, nonostante siamo ormai a pochi giorni dalla scadenza del quarto mese di esercizio provvisorio, per cui anche nell'impossibilità di operare ulteriori dilazioni, disposizioni per operare anche senza una finanziaria completa, la Giunta si dimostra completamente inoperosa e assente.

Io non capisco come si possa continuare, se forse non si è arrivati al momento di dire che è ora veramente di finirla, di finirla con questa farsa e di finirla possibilmente in maniera anticipata, per cui di sancire, forse attraverso il non varo di questo provvedimento la fine di un'esperienza che a mio avviso non è mai iniziata, nel senso che questa legislatura, la maggioranza si è caratterizzata in cinque anni da una precarietà e un non governo continuo, con una serie di balletti che di sicuro non hanno dato lustro a questa nostra Regione.

Peraltro, la formulazione della stessa finanziaria, che noi dovremmo sottoporre alla discussione e al suo licenziamento è in parte una finanziaria chiaramente virtuale; di una grossa parte si prevede la copertura a pareggio attraverso gli impegni virtuali, attraverso gli impegni che il Ministero, il Governo, il Ministro Tremonti avrebbe garantito nell'intesa Stato - Regione in queste conferenze, in questi, chiamiamoli tavoli tecnici, istituiti presso il Ministero dove l'Assessore diceva: "Abbiamo avuto l'assicurazione che si dovrebbe concludere quell'incremento dei decimi di spettanza che derivano dalla ricontrattazione del titolo terzo del nostro Statuto". Ma siamo puramente alle dichiarazioni, siamo alle dichiarazioni di buona volontà di un Governo e di un Ministro che, noi lo vediamo tutti i giorni, invece che trasferire ulteriori risorse agli enti locali e alle regioni, invece di trasferire ha fatto una manovra nella finanziaria nazionale che provoca grossi tagli e grosse conseguenze nefaste nei bilanci dei comuni, delle province e anche della nostra Regione, per cui stiamo facendo una finanziaria virtuale, una finanziaria che sappiamo che se dovesse andare in porto, meno male che non va in porto, oppure se si dovessero spendere delle somme, quelle somme concretamente non potrebbero essere spese perché in cassa i soldi comunque non ci sono.

Peraltro, da una parte assistiamo ad un'ulteriore indebitamento, per cui la Regione che ha raggiunto già i suoi livelli massimi di indebitamento con questa manovra dice: "Continuiamo a indebitarci". Io penso che sia tutto un gioco delle tre carte, già lo dicevo nell'ultima finanziaria che si è discussa in quest'Aula, bisognerebbe fare il conto di tutti i soldi che ci sono in cassa, di tutti i soldi non spesi. In effetti è oltre un anno e mezzo che questo Consiglio, pur varando norme che stanziavano ingenti somme in favore di alcuni settori produttivi come quello del commercio, come quello dell'industria, come quello dell'artigianato, per via della vostra incapacità anche a saper spendere le somme che avete a disposizione, per cui quelle che avete già in cassa, nonostante sia passato oltre un anno e mezzo noi vediamo che tutte queste somme continuano a rimanere in cassa perché con i provvedimenti che avete attivato avete fatto in modo di far bisticciare l'insieme del sistema creditizio isolano che doveva gestire poi le leggi di settore. Per cui da una parte ulteriore indebitamento, dall'altra ulteriori somme ferme, messe a disposizione, che non sappiamo quando verranno praticamente spese. Nonostante questo penso che sia ancora possibile, se da parte della Giunta verrà o prevarrà quel senso di responsabilità, di presentare al Consiglio in questo breve tempo che ancora rimane, un testo alternativo a quello presentato, un testo veramente che riconduca questo strumento contabile come uno strumento esclusivamente tecnico, che garantisca tutte le spese obbligatorie, e non è detto che garantendo le spese obbligatorie non si possano anche fare quelle scelte che è doveroso fare, ma voi in questa finanziaria, pur avendo attuato ulteriore indebitamento non fate. Faccio un riferimento preciso, esempio quello dell'Ente Foreste: avete garantito soldi e stanziamenti esclusivamente per pagare gli stipendi; questo vorrà dire che avremo settemila persone in Sardegna che verranno pagate per fare quasi nulla, perché è chiaro che quando si gestisce un'azienda di quelle dimensioni non sono necessari solamente i soldi per pagare gli stipendi, ma sono necessari anche i soldi per far lavorare i lavoratori che comunque sono a propria disposizione, per cui tutte quelle spese di gestione di esercizio, che sono rilevanti e permettono la conduzione sana di un ente, anche quelle sono spese obbligatorie. Voi invece pensate di continuare a fare clientelismo e non garantite nemmeno quelle spese obbligatorie che la nostra Regione dovrebbe invece garantire. La stessa cosa quando si parla di finanziare la legge 1, la legge sull'imprenditoria giovanile. Io non so se attraverso quei soldi finanziate anche la pubblicità che l'Assessore regionale al turismo fa attraverso i finanziamenti erogati da questa legge. Guardando una serie di televisioni private, penso che anche i colleghi avranno avuto modo di vederlo, non perché non si possa fare pubblicità, ma perché la pubblicità si deve fare con il denaro privato e non con i soldi pubblici. I soldi devono servire per incentivare l'imprenditoria, per far andare avanti l'economia, non per farsi campagna elettorale, per cui è una brutta scena quella che stiamo vedendo, è un brutto passaggio.

Io sono uno di quei consiglieri che non si ricandiderà per le prossime elezioni regionali, di sicuro quelli che verranno eletti avranno un gravoso compito: recuperare cinque anni di una legislatura che ha lasciato il segno, ma un segno negativo, un segno nell'immagine di non governo, per cui un segno che potrebbe essere ancora, non so quanto, ma almeno dare una parvenza di recupero di dignità, incominciando dalla Giunta, se Giunta e governo ancora si può chiamare.

Noi come gruppo di Rifondazione siamo qua per fare il nostro dovere fino in fondo, abbiamo presentato una serie di emendamenti soppressivi dell'intera manovra, perché non si possa dire che questa è una manovra da approvare, è una manovra da affossare completamente. E ci siamo limitati a presentare alcuni emendamenti integrativi per dare alcuni segnali di indirizzo rispetto ad alcuni settori particolari, soprattutto rispetto a chi ne ha più bisogno marcando una precisa tendenza, dare risposte a quelli che in questi anni hanno avuto risposte zero, a quelli che ancora, nonostante siano stati dieci anni e più in posizione di precarietà, aspettano una risposta da questo Consiglio regionale e dalle istituzioni non soltanto sarde, a dire la verità, ma anche da quelle nazionali, che permetterebbero loro di avere una vita dignitosa.

Sono soltanto alcune indicazioni, brevi indicazioni, che noi riteniamo diano il segno di una impostazione politica che a nostro avviso non è stata mai ascoltata o è stata poco ascoltata in quest'Aula, che meriterebbe, a nostro avviso, maggiore attenzione.

L'ultima cosa, Assessore, la dico a lei perché vedo che è l'unico che ormai presidia i banchi di questa Giunta, mi dispiace che non ci sia il Presidente della Giunta regionale, che a lei però ha rivolto l'invito, io prima di concludere questo breve intervento le faccio un ulteriore appello, così come l'ha fatto il Presidente della Giunta regionale: vari questa manovra tecnica, la consegni, la depositi ai banchi di quest'Aula, dia la possibilità a questo Consiglio di fare quel passo avanti e non si preoccupi di fare quei tagli necessari rispetto alle indicazioni clientelari che voi stessi avete indicato. Ci sarà il tempo per dare quelle risposte se il prossimo Consiglio regionale, così come sarà formato, riterrà opportuno darle, però non pregiudichi, dia ancora un senso e un valore di dignità a quest'Aula, non pregiudichi questa possibilità, perché la questione è completamente nelle vostre mani, voi avete il dovere di fare questo primo passo. Per quanto ci riguarda gli emendamenti soppressivi dell'intera manovra sono lì depositati. Io penso però che non sia interesse di nessuno non avere il coraggio di promuovere l'abrogazione di quelle norme che sono incongruenti e che non fanno di sicuro l'interesse di questa nostra Isola. E' un appello che rivolgo, io mi auguro che questo appello venga accolto e se verrà accolto sono sicuro che anche da parte nostra, da parte dell'intera opposizione ci sarà quel senso di responsabilità che sempre ha caratterizzato il nostro agire e che sempre è stato caratterizzato negli interessi più generali e mai per gli interessi particolari di qualcuno. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Mi sembra che in queste ore veramente ci sia più una voglia di non approvare una finanziaria, un bilancio, ma di sciogliere il Consiglio regionale quindi conseguente alla non approvazione. Io invece continuo a dire a me stesso, ai colleghi anche del Consiglio regionale, a ogni singolo consigliere regionale, che la possibilità di poter approvare una finanziaria, anche ripulita, un bilancio esiste; abbiamo ancora delle ore di fronte a noi per poter veramente apportare quelle modifiche che mi sembra ormai tutto il Consiglio regionale chiede e si augura che avvenga, sapendo, come ho già detto in qualche altro mio intervento, che la responsabilità della non approvazione della finanziaria e del bilancio di questo Consiglio regionale non è e non ricadrà solamente sul Presidente della Giunta regionale, sull'Assessore del bilancio, sui consiglieri della cosiddetta maggioranza, ma ricadrà su tutte le forze politiche esistenti in questo Consiglio regionale e su tutti i singoli consiglieri, nessuno escluso. Ho già avuto modo di dire queste cose la settimana scorsa.

Allora io, da parte mia, dico che questo Consiglio regionale deve approvare un bilancio, deve approvare una finanziaria, perché il Consiglio regionale non deve essere sciolto. Dico anche al centrosinistra: quali sono le vostre proposte di bilancio e di finanziaria? Perché, vedete, qua in questi ultimi anni molte volte si è cercato di trovare anche degli accordi e si sono trovati degli accordi, e gli accordi si sono sempre trovati in riunioni in segrete stanze, dentro questo Consiglio e anche fuori di questo Consiglio e allora, in questo momento, anziché fare eventuali accordi in segrete stanze, la si faccia qua in Consiglio regionale, portando al voto questa proposta, che è una proposta e non ce ne sono altre di proposte, se non accuse, ma non c'è nessun altro controbilancio o controfinanziaria che il centrosinistra o una parte del Consiglio annuncia. Allora le cose facciamole qua alla luce del sole, tutti sappiano, tutti i singoli consiglieri, gli organi di stampa presenti, fra il pubblico chi vuole assistere sappia esattamente, si passi articolo per articolo, voce per voce, quello che non va bene si bocci, quello che va bene si porti avanti e si approvi alla luce del sole, non in segreto, come molte volte parti della maggioranza e parti del centrosinistra in questi anni hanno fatto e hanno chiuso accordi anche molte volte trasversali.

Questa finanziaria se si deve approvare la si faccia alla luce del sole, e allora il centrosinistra faccia anche le sue proposte, abbia il coraggio di portare avanti e di dire passo per passo, articolo per articolo: "Questo non ci va bene, valutiamo!" Faccia delle proposte, perché qua ci sono tanti annunci, ma controproposte, un controbilancio, una controfinanziaria non esiste ancora, perlomeno io non ne sono a conoscenza e quindi lo vorrei sapere alla luce del sole qua nel Consiglio regionale, di fronte a tutti. Quindi fate voi anche la vostra proposta, alla luce del sole, col senso di responsabilità che tutti quanti dichiariamo di avere, poi vedremo quali sono le parti che concorderemo anche da bocciare, quelle parti che si ritengono anche clientelari. Si faccia almeno per garantire stipendi, settori produttivi, leggi di settore, credo che quelli non possano avere padri di una parte o di un Assessore o di un consigliere, ma siano dell'intero Consiglio regionale, perché veramente con lo scioglimento si avrebbe un contraccolpo che investirebbe tutti, ma in modo particolare chi aspetta risposte dal Consiglio regionale.

Allora da quegli interventi che mi hanno preceduto, e anche del centrosinistra, a me pare che qua non ci sia veramente la volontà di trovare un accordo ed eventualmente di ripulire quel cosiddetto bilancio o finanziaria per lasciare le cosiddette poste e finanziamenti essenziali od obbligatori, ma mi sembra che si voglia speculare politicamente nel non approvare il bilancio e quindi, conseguentemente, arrivare allo scioglimento del Consiglio regionale per speculare politicamente: "Voi siete i cattivi, noi siamo i bravi". No, no, credo che queste responsabilità ricadano su tutto il Consiglio regionale, nessuno escluso, quindi su tutti i singoli consiglieri.

Noi siamo convinti che sciogliere il Consiglio regionale sia un fatto grave, sia un grossissimo errore e su questo, in queste ore, non vorremmo neanche che su questo si speculi elettoralmente. Ma se veramente ognuno, come negli interventi che mi hanno preceduto, veramente dichiara il senso di responsabilità, facciamo qui in Consiglio, alla luce del sole, voto per voto, articolo per articolo, la finanziaria ripulita, il bilancio ripulito e quindi venga approvato, chiamiamolo un bilancio tecnico, chiamiamola una finanziaria tecnica, ma col voto. Quindi procediamo anche subito al voto, le cose che non ci vanno bene… credo che anch'io quelle parti che sono contenute, e ce ne sono anche ritenute clientelari, possano avere il mio voto contrario, nonostante abbia il pieno appoggio e dia il pieno appoggio al Presidente, alla Giunta e agli Assessori del mio Gruppo, ma che si faccia alla luce del sole!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, non credo di scoprire nulla nel dire che questa finanziaria rappresenta la degna conclusione di uno sfacelo che dura da cinque anni, dello sfacelo della Sardegna, che è stato posto in essere da questa maggioranza scalcinata, abusiva, irresponsabile. Maggioranza che non vuole prendere atto di questa situazione, nemmeno in questo momento, nemmeno in un momento così drammatico in cui veramente si rischia di bruciare per grave irresponsabilità, per protervia, l'ultima occasione, se non altro per salvare il salvabile.

E qui veramente vorrei sapere con quale coraggio un esponente di questa maggioranza, cosiddetta maggioranza, l'onorevole Piana, che mi ha poc'anzi preceduto, pretende di fare una specie di chiamata di correo, di coinvolgere in tutti questi pasticci chi non c'entra assolutamente niente. Ha parlato di ripulitura, quando si parla di ripulitura evidentemente si fa riferimento a una cosa sporca, perché le cose pulite non hanno da essere ripulite! E già questo è, credo, il miglior commento che si possa fare senza scendere nei particolari, perché se scendessimo nei particolari ce ne sarebbe da parlare per un paio di giorni. Però maggioranza o cosiddetta maggioranza che continua imperterrita nel suo atteggiamento perverso. Qui abbiamo uno dei responsabili di questa vicenda, che non volendo prendere atto del suo fallimento, del fallimento del suo progetto, che poi progetto non era, ma comunque di quel cosiddetto disegno, ha ripreso - è stato già detto ripetutamente - già da qualche mese a percorrere la Sardegna con le scarpe da tennis, facendo così ridere parecchia gente. Questo forse può essere un lato positivo, perché se non altro provoca o potrebbe provocare un po' d'allegria, ma non è la parola giusta, ironia è quella giusta, allegria assolutamente no, perché un paese devastato come questo non ha motivo di essere allegro, nemmeno di fronte alle buffonate. Questo però è il candidato che si ripropone e se questa non è protervia io vorrei sapere cos'è la protervia. E dall'altra parte abbiamo un Presidente del Consiglio che finalmente, se ce ne fosse stato bisogno, ha gettato l'ultima maschera, ha formato un nuovo partito con persone che hanno certamente condiviso un disegno, quel disegno che poi ha determinato il fallimento di tutta la legislatura, disegno sciagurato. Adesso è nato un nuovo partito che mischia abusivamente, come è stato detto, i simboli del sardismo, che stravolge il significato della festa dei sardi, mischiandola con questo partito, coi simboli, con i mezzi finanziari, con tante cose, coinvolgendo anche una grande istituzione come la Brigata Sassari che, pur avendo nelle sue fila qualche soggetto irresponsabile, tuttavia è una grande istituzione, è un'istituzione di tutti sardi che però non c'entra nulla con questa circostanza. Quindi un modo perverso di mischiare le cose in vista di elezioni, quindi in modo scorretto, in modo offensivo per il Consiglio regionale, per le istituzioni e per tutta la Sardegna. Per tutta la Sardegna!

Tornando all'argomento principale, ma sono tutti collegati, questa manovra finanziaria è stato detto e ripetuto che è concreta. Ha voglia Piana di parlare di ripulitura, per ripulire bisognerebbe cancellare l'articolo 1, perché è quella la madre di tutti i mali che poi ne derivano, di tutte le norme successive. Questa è una norma che l'assessore Cappellacci, che si intende di questioni di diritto commerciale, dovrebbe sapere, e certamente lo sa che questo è un evidente falso, anzi un doppio falso in bilancio; soprattutto è un falso con riferimento alle norme finanziarie che devono essere seguite da una pubblica amministrazione.

Non voglio ripetere le cose già dette, qui c'è il comma 1 che è arbitrario, che è anticostituzionale. L'articolo 119 - l'abbiamo già detto cento volte - della Costituzione, che deve essere il punto di riferimento, il baluardo invalicabile, esclude che si possa ricorrere a mutui se non per investimenti, e qui veramente di investimenti pochi se ne vedono, si tratta di ben altre cose, e allora cosa ci sta a fare l'articolo 1? Si vuole forzare la macchina? Si parla, ancora una volta scimmiottando il ministro Tremonti, ormai gravemente squalificato davanti a tutti, si parla di finanza creativa, ma creativa di che cosa? Creativa di pasticci, in questo senso è creativa, certamente! Questo per quanto riguarda il comma 1.

Per quanto riguarda poi il comma 5: economia di impegni assunti al 31.12.2000, residui di stanziamenti al 31.12.2003. E allora qui i casi sono due: intanto vorremmo sapere con quali regole e con quali procedure sono stati annullati gli impegni già presi, non basta dire che le somme non sono state spese, le somme nella finanza pubblica sono impegnate e se sono impegnate non c'è niente da fare, prima le si disimpegna e poi eventualmente si può pensare di poterle riutilizzare. Questa è una regola, è una regola per la quale non c'è bisogno di essere molto preparati in questo campo; è una regola elementare che non fa altro che far parte del concetto della buona amministrazione e della correttezza nella gestione pubblica, articolo 97 della Costituzione. Chissà perché io sono costretto continuamente a citare i principi della Costituzione, che dovrebbero essere patrimonio di tutti e che, invece, a quanto pare sono sconosciuti e via discutendo. Allora, a questo punto veramente io mi domando come si possa pretendere di coinvolgere tutti, anche chi non c'entra nulla, in questo discorso.

Si è tentato, da parte di molte persone di buona volontà, di indurre alla ragione; a quanto pare si vogliono mostrare i muscoli a difesa, non si capisce di che cosa. A questo punto io dico ancora una volta: ciascuno si prenda le sue responsabilità.

PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Falconi. Onorevole Sanna, vuole intervenire al posto dell'onorevole Falconi che è uscito momentaneamente? L'onorevole Falconi interverrà dopo di lei.

È iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, stavo facendo un po' di contabilità per rendermi conto con quanta consistenza della maggioranza o della presunta tale maggioranza sto interloquendo, oltre che con lei. Io credo che noi abbiamo già fatto durante la scorsa manovra finanziaria, perchè avevamo già capito che molto probabilmente saremmo finiti a questo punto oggi con l'ultima finanziaria, abbiamo fatto nell'anno precedente un lavoro nel quale abbiamo utilizzato il dibattito sulla finanziaria anche per tirare un po' le somme, come si dovrebbe nell'ambito di una legislatura del complesso della ricaduta dell'importazione economica e finanziaria di una maggioranza nell'itinerario di una legislatura. Sostanzialmente ci saremmo attesi dopo quella verifica, a dire il vero non proprio esaltante, non proprio degna di nota, che potessimo arrivare oggi, Assessore, ad una sorta di ravvedimento di circostanza, che poteva riguardare sia l'approccio metodologico nella costruzione della manovra ultima, sia anche uno sforzo di ragionamento di merito che coinvolge anche non volendolo, mi consenta, un aspetto di stile politico. Lo stile politico di una Giunta che a quarantacinque giorni dalle elezioni in Aula tiene conto che fra due mesi c'è la possibilità che ci sia un'altra maggioranza e quindi, quel costume di rispetto politico istituzionale che si deve, a dare un'impostazione che non leda le legittime prerogative di chi governerà domani, ma che imposti un itinerario che consenta a chi governerà domani di poter improntare le proprie caratteristiche d'impostazione politica istituzionale - economico finanziaria, che le sono proprie e che saranno state l'esito di una verifica elettorale di fronte ai cittadini. Questo avviene quasi sempre.

Nei paesi un po' sottosviluppati, sotto il profilo culturale e direi anche della cultura democratica, si usa normalmente un altro atteggiamento, quello di correre tutti affaticandosi a portare a casa tutto quello che si può portare in una sorta di accaparramento dell'ultima ora per poter lucrare il più possibile. Questo è l'esatto contrario di quello che reclamerebbe una corretta matura cultura democratica istituzionale. Dobbiamo ascrivere anche questo ulteriore tassello alla vostra esperienza in questa legislatura.

Avete presentato una manovra finanziaria (dire in ritardo è un eufemismo, onestamente) in un tempo fuori da ogni logica storica dell'autonomia e di praticità, perchè staremo a discutere qua sostanzialmente di una finanziaria di mezzo anno, un esercizio finanziario dimezzato che sarebbe peraltro potuto essere un elemento interessante per aprire un dialogo con l'intero Consiglio per mettere a punto una manovra che rispondesse esattamente a questo profilo temporale che abbiamo davanti. Un ritardo enorme. Ci siamo interrogati: ci sono ragioni politiche o ci sono ragioni di opportunità su questo ritardo? La mia risposta è che ci siano tutti e due. Le ragioni politiche sono che in qualche modo attraverso questa - mi consenta Assessore, non la potrei chiamare altrimenti - pantomima del rapporto col Governo sulla capacità di indebitamento, che peraltro se andiamo al fondo dimostrerebbe vista l'omogeneità dell'impostazione politica di questa maggioranza e del Governo nazionale, mi sembrerebbe anche improduttivo richiamare perché denuncia il fallimento, la sordità del Governo nazionale rispetto alle posizioni dell'omologo Governo regionale e che non vi fa onore, perché se il richiamo a quest'interlocuzione, a questo faticoso scambio di valutazioni ed anche di aiuti, di solidarietà, tra un Governo dello Stato e il Governo regionale ha prodotto questi effetti, siamo di fronte al fallimento, quindi forse era meglio non invocarlo neppure. Oppure ho detto: potrebbero essere ragioni di opportunità, che sono anche queste possibili, cioè noi comprendiamo che l'utilizzo del condizionamento psicologico in un Consiglio che è sul filo di lana della sua conclusione della legislatura, poteva essere un elemento che avrebbe in qualche modo o fatto chiudere un paio di occhi, ed è anche vero che in quest'Aula ci sono molti consiglieri che sono preoccupati della gestione della campagna elettorale, è legittimo che questo vi sia, e non è improbabile che qualcuno abbia utilizzato anche questo profilo psicologico per trovare un terreno di maggiore agibilità. Nell'un caso e nell'altro la responsabilità di arrivare a questo punto in Aula con questo bilancio è solo vostra. A tutto questo si aggiunge il fatto che ci troviamo di fronte ad un bilancio da un profilo di legittimità pressoché inesistente, difficile da valutare.

Innanzitutto torno al discorso dello stile istituzionale, venite in Aula con una finanziaria che prevede di realizzare programmi di lavori pubblici, programmi di qua e programmi di là, come se nulla fosse, come se il tempo dovesse continuare per voi in maniera illimitata. Ma, scusate, ancora ancora se questi programmi fossero stati la doverosa conclusione di un'operazione strategica che avete fatto, ma per due anni, credo tre, i capitoli sui lavori pubblici è stata una materia inesistente nella vostra strategia perchè sistematicamente quel capitolo è stato cassato dalla finanziaria e quindi non capisco l'esigenza di produrre programmi in questo momento. Ma non vi sembra legittimo che chi domani viene eletto sia lui a fare i programmi, a non doverli modificare, perchè io avrei capito che voi a dicembre del 2003 in quest'Aula ci proponevate l'esercizio finanziario compiuto, ma siamo a maggio ormai, a maggio, e volete discutere per quarantacinque giorni che ci rimangono di programmi? Ma che senso ha? Oppure la dico ancora più grossa: badate, quest'Aula non si è interessata di riforme per cinque anni. In questa finanziaria c'è un articolo che si permette persino, a quarantacinque giorni dalle elezioni, di proporre una modifica della legge regionale numero 11 sulle competenze. Quando le dovreste gestire queste nuove competenze in riforma della legge numero 1? Ma vi pare una condizione accettabile? State rasentando il ridicolo! Una legge che andrebbe rivista dalle sue radici, dalle sue fondamenta. Vi accorgete per la prima volta in cinque anni di tirarla in ballo quarantacinque giorni prima delle elezioni. Ma vi sembra un'operazione seria? Per non parlare della legge numero 11; in questa legislatura la legge sulla contabilità della Regione - è bene che si sappiano queste cose - in nome delle vostre grandi vocazioni riformiste, è stata modificata in cinque anni almeno sessanta o settanta volte, cioè siete intervenuti compreso quest'anno sessanta o settanta volte sulla legge di contabilità per adattare questa norma generale alle vostre esigenze o a quelle esigenze che non hanno mai avuto la possibilità in quest'Aula di avere una valutazione e una visione organica coerente omogenea, perché una legge di quella delicatezza, che dovrebbe offrire presupposti di progressiva efficienza nella trasparenza, nella spesa, nella modalità di dimostrare ai cittadini che cosa si fa, l'avete ridotta ad un colabrodo di modifiche successive che oggi sono persino illeggibili in quel contesto normativo.

Poi, Assessore, con molta amicizia le voglio dire: dopo la presentazione di questa finanziaria lei, per quello che è contenuto in questa finanziaria, come fa a mantenere nell'articolato di questa legge il comma 15 dell'articolo 1? Lei dice: "Al fine di concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, il rispetto del patto di stabilità interna col Ministero della Finanza, l'Assessore della Programmazione Bilancio, su proposta dell'Assessore, si determinano i livelli degli impegni dei pagamenti entro i limiti previsti nell'accordo medesimo, anche ai sensi della legge". Cioè, lei presenta un bilancio che è fuori da ogni regola legislativa e poi ci propone un comma nel quale lei si impegnerebbe a rispettare quei vincoli che di fatto lei non ha rispettato. Cioè se lo poteva persino risparmiare questo passaggio, perchè è una contraddizione in termine, perchè il nostro mestiere qui è quello di andare a vedere queste contraddizioni.

Venendo a noi. Il bilancio seguente, noi abbiamo avuto per cinque anni bilanci in quest'Aula che non avevano nessuna minima rispondenza col Documento di Programmazione Economica Finanziaria, abbiamo avuto bilanci che non avevano a monte, e neanche a valle e neanche in mezzo, se mi consente, elementi di analisi e di organizzazione della strategia economica e di sviluppo. Le finanziarie nei paesi civili ed evoluti servono anche a dare gli strumenti di valutazione delle ricadute sui processi di crescita, cioè ogni finanziaria che viene presentata deve portare con sé la dichiarazione di chi la concepisce, del grado di ricaduta, cioè questa finanziaria sarà in grado di far crescere il prodotto interno lordo di x, sarà in grado di rispondere ai processi di disoccupazione in questa percentuale, cioè dovevate avere la capacità di dichiarare gli effetti che avrebbe potuto produrre, poi è chiaro che tra la proiezione e la realizzazione ci passano delle differenze, infatti in questa materia il Governo nazionale è bravissimo a dichiarare alto e poi ritornare sul basso, ma questo è un altro discorso, ma assolvere al compito di dichiarare qual è la funzione di una finanziaria regionale, di un bilancio, rispetto all'esigenza di capire come va la crescita non è una cosa che vi è minimamente passata per il cervello. Noi facciamo finanziarie, abbiamo fatto cinque finanziarie che assomigliano molto alle finanziarie che si fanno nei nostri comuni, cioè una finanziaria che ha più uno sguardo rivolto al particolare piuttosto che ai ragionamenti che riguardano le strategie, i processi di sviluppo, il rispetto del fatto che si deve programmare lo stanziamento e lasciare la programmazione a criteri che peraltro anche in questa legislatura non sono stati mai seguiti.

A questo punto lascio solo a voi la domanda: di che cosa vorrebbe andare a parlare Pili con i Sindaci della Sardegna di fronte a questo scenario? Forse di altre cose, ma non certo di quello che lui ha impostato in questa legislatura. Io voglio dire a Piana, perché Piana è secondo me uno di quelli che dovrebbe andare direttamente, saltando tutti i passaggi, alla beatificazione per lo spirito di solidarietà e di difesa che ha della sua maggioranza. Voglio dire: noi non vogliamo speculare assolutamente e neanche politicamente sulla non approvazione di questa finanziaria; nessuno venga qua a dirci e a farci la predica sui paventati scioglimenti. Minacciare a noi lo scioglimento quarantacinque giorni prima che finiamo tutti quanti quest'esperienza, mi sembra ridicolo ed anche improduttivo e per alcuni versi anche offensivo. Non scherziamo. Sappiamo tutti, siamo grandi e vaccinati, che queste battute servono per alimentare gli effetti mediatici ma non certo per cambiare la realtà delle cose. Noi vi abbiamo dato una disponibilità inedita nel corso di questa finanziaria rispetto alla legislatura, che si appella al senso di responsabilità e alla funzione che esercita un bilancio sui destini di tanta gente. Vi abbiamo detto che dovete rimuovere i falsi pilastri che avete costruito per tenere in piedi questo sistema finanziario nella consapevolezza che la rimozione può essere anche parziale. Ci rendiamo conto che probabilmente non è possibile risolvere compiutamente il problema, ma in tema di indebitamento e di residui vogliamo che vengano rimossi quei livelli. E poi, scusate, dobbiamo ragionare sulla questione del bilancio tecnico; io l'ho detto ieri e lo ripeto oggi: qui si sta facendo confusione su un aspetto. Voi siete consapevoli che non siete più maggioranza, però sulla carta siete la maggioranza perchè anche se non avete più i numeri come maggioranza ci avete portato la proposta di bilancio, però agite in quest'Aula come se le elezioni fossero già avvenute e le avete perse e chiedete a noi di fare le proposte su come dovremmo fare questo bilancio tecnico. Ma insomma rimettiamo le cose a posto, voi siete la maggioranza, siete all'epilogo di una legislatura, siete sfasciati, non avete più i numeri, però così come vi siete assunti la responsabilità di presentarcela questa manovra, dovete avere anche la responsabilità di intervenirci; perché, vedete, noi abbiamo intenzione di realizzare quell'obiettivo del bilancio tecnico, ma un conto è che lo realizziamo noi con gli strumenti che abbiamo molto parziali, molto politici e molto istituzionali che abbiamo adoperato anche nelle altre finanziarie, ma siccome il nostro intento è realizzare una tecnicità del bilancio molto seria e molto rispettosa dei bisogni e della continuità gestionale amministrativa funzionale della nostra Regione, sarebbe stato più serio se voi foste stati leali e sinceri nei confronti dei sardi, che quest'operazione la impostaste voi, e non a nascondersi per dire: "Assumetevi le responsabilità!". Badate che noi le responsabilità in questa legislatura ce le siamo sempre assunte, compresa quella che è molto difficile, peraltro, di sostituirci a voi nel fare proposte, nel dare impostazioni quando ci si rendeva conto che c'era davanti a noi una maggioranza che non aveva il senso della misura e il senso delle istituzioni. Abbiamo più di una volta sostituito la vostra funzione, ma ancora le elezioni non ci sono state, e vi dovete assumere questa responsabilità, assumendovela nella consapevolezza che questa nostra disponibilità a realizzare un bilancio tecnico è quella di dare una risposta di funzionalità e di continuità alla Regione. Non ci speculeremo, però vorremmo che si facessero meno errori possibili perché la tecnicità di questa finanziaria - e ho concluso - ha solo un aspetto, quello di garantire la continuità e la solidità dei processi gestionali della nostra Regione, Assessore, ma è anche è quella di realizzare quell'indispensabile profilo di equilibrio di una finanziaria che non fa favori a nessuno, che non genera aspettative ed illusioni che non si potranno avverare, che dà speranza e continuità a quelli che devono legittimamente contare sull'apparato legislativo, sulle impostazioni, sugli accordi di programma, sulle obbligazioni che questa Regione ha contratto nei confronti delle organizzazioni e dei mondi vitali. Questo noi intendiamo per tecnicità. Vorremmo sinceramente che voi vi assumiate con noi la responsabilità di fare questo lavoro al più alto livello tecnico e politico possibile. Questa è la nostra impostazione, diversamente noi andremo avanti e pazienza se la nostra tecnicità, nei limiti che dimostrerà, potrà fare anche qualche errore, ma è doveroso di fronte ai sardi che venga data una risposta puntuale e questa è la nostra impostazione che va spiegata, noi non vogliamo affossare la finanziaria, perché ci rendiamo conto che la finanziaria non è un oggetto della contesa politica. In questa legislatura non c'è stata la dialettica politica che dovrebbe essere il sale del sistema parlamentare. In questa legislatura c'è stata, a causa di chi ha voluto rappresentare dall'inizio, il Presidente Pili soprattutto, una condizione di frontismo politico che dimostra ancora una volta come siamo in una condizione di democrazia e di bipolarismo incompiuto, immaturo che qualche sanzione..., vedete quando la politica è immatura bisogna che qualche sanzione venga messa sul campo, perché le sanzioni servono a crescere, come servono le punizioni ai bambini a crescere e crearsi una personalità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). È possibile un'alternanza, Presidente?

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, comprendo la sua richiesta; di norma, per quanto è possibile, in questo caso il Presidente della Commissione interviene verso la fine della mattinata, in questo caso siamo di mattina, anche per avere la possibilità di trarre alcune conclusioni, possibilmente. Quindi, se non le crea troppi problemi la pregherei di svolgere il suo intervento.

FALCONI (D.S.). A me personalmente non crea nessun problema, proprio alcuno, è per una procedura parlamentare consolidata che vede l'alternanza degli interventi fra maggioranza e opposizione. Capisco anche che in quest'Aula diventa sempre più difficile individuare qual è la maggioranza e qual è l'opposizione, come è difficile individuare il percorso per portare a buon fine una manovra economica finanziaria e di bilancio, come quella che ci propone la Giunta regionale. Abbiamo già detto ieri, e lo hanno ripreso i colleghi poc'anzi, del ritardo, dell'indebitamento, della politica delle entrate che si fonda su due pilastri assolutamente inconsistenti, e non voglio riprendere le cose dette ieri.

Voglio, sia pure brevemente, entrare nel merito di alcune cose che questa maggioranza, avendo sentito qualche timido consigliere della ex maggioranza, ci ha proposto soprattutto nella finanziaria e ce lo propone a fine aprile, o se preferite i primi di maggio, in discussione, quando sta per essere sciolto il Consiglio regionale, quando presumibilmente, se verrà alla luce questa manovra, verrà pubblicata a fine maggio, per cui tutti i programmi che dai diversi Assessorati ci vengono proposti risulteranno assolutamente aria fritta.

Questo è il modo di fare, è il nuovo modo di governare che il centrodestra ha instaurato in Sardegna. Che programmi si possono fare per il tempo che intercorre dal 30 maggio al 13 giugno? Che programmi si possono attuare? Noi abbiamo chiesto, ma su questo tornerò dopo, un bilancio cosiddetto tecnico, per altro concetto accolto da alcuni colleghi dell'ex maggioranza. Ma veniamo al merito delle questioni.

Si assiste in questa proposta ad un cambiamento di strategia, così come ho ricordato ieri, che va dal sostegno ai settori produttivi, al sostegno, alla nascita dell'impresa ad un cambio che punta alla mera assistenza, e questo lo si vuole fare garantendo il quindici per cento in meno delle risorse finanziarie rispetto agli anni precedenti o all'anno precedente. Questo quindici per cento, non lo sottolineo io, l'ha sottolineato la Confindustria, l'Api Sarda, tutte le organizzazioni di categoria che in Commissione sesta hanno fatto audizione e tutte si sono lamentate di questo dato generale.

Che strategia di sviluppo c'è in questo centrodestra quando vi è un calo delle risorse finanziarie proposte all'industria del venticinque per cento? C'è un aumento nel commercio che risulta, che riconosciamo, ma perchè nel commercio non si è spesa una lira negli ultimi cinque anni, per cui se una lira si mette è una lira di aumento. Ma negli altri settori produttivi la somma porta a questo risultato: meno quindici per cento. Complessivamente nell'industria risulta un leggero aumento, io ho dato quel dato deel meno venticinque per cento al netto dell'EMSA. Avrà modo il collega, Presidente Balletto, di parlare dell'EMSA, ne parlava tanto la precedente legislatura, quando voleva fare una commissione d'inchiesta, forse giusta, perché no! Si è battuto l'intera legislatura per quella partita; allora l'EMSA c'era, esisteva, era un ente regionale che dava lavoro a mille persone, che creava certamente anche problemi ma che produceva qualcosa con questi mille lavoratori.

Oggi l'EMSA non esiste più, non c'è, ma non c'è perché una legge, la legge 30 o 32 l'ha sciolta nella precedente legislatura, nel '99 è stato sciolto quell'ente. Oggi stiamo spendendo più di allora, questa è la vostra proposta di sviluppo, votata da lei, Presidente Balletto, in Commissione. Questa è la vostra proposta! Nel contempo, io non sono per non dare risposta ai territori deboli, anzi facciamo il ragionamento contrario, sono per dare risposte anche più massicce, ma per dare risposte giuste, per darle al Sulcis-Iglesiente, per darle al Nuorese.

Ma per il Nuorese cosa proponete, o se preferite per il centro Sardegna, cioè per l'alto Oristanese e per il Nuorese? Invece di anticipare delle somme con la "17", sto dicendo di anticipare delle somme che lo Stato ci deve rimborsare perchè ha firmato un accordo di programma col Governo della Regione di allora, del '93; voi togliete totalmente quelle somme disponibili, addirittura andate a raschiare i barili dei fondi di rotazione e togliete totalmente i fondi disponibili. Togliendo dai fondi di rotazione sedici miliardi di lire però fate finta di aggiungerne e aggiungete cinque milioni di euro.

Badate è un modo di fare che non riusciamo neanche a comprendere dove vuole andare a parare, che senso ha tutto questo. Collateralmente a queste operazioni diminuite i trasferimenti agli enti locali, rimpinguate quello dei lavori pubblici e ho già detto cosa significa questa operazione, l'ho già detto ieri, io non voglio neanche ripeterlo, significa mandare i sindaci a pietire presso l'Assessorato dei lavori pubblici, ma anche quelli del centrodestra faranno quella trafila e non garantite la chiusura dei bilanci delle Amministrazioni comunali.

Collateralmente a tutte queste cosette in grande stile fate anche delle piccole cose che sembrano piccole cose, sembrano piccole cose! Per esempio riproponete l'osservatorio agroalimentare e, collateralmente, stiamo liquidando la SIPAS e, all'interno della SIPAS, i decenni scorsi c'era l'osservatorio agroalimentare che costava cinque - sei - sette miliardi all'anno e non produceva alcunché, anche questo, nella precedente legislatura l'abbiamo abrogato all'unanimità, e c'è ancora un'ultima partita per la chiusura definitiva della SIPAS che noi condividiamo. Vogliamo quella posta per mandarla definitivamente in liquidazione.

Con l'altro braccio, con quello destro naturalmente, intervenite, ricreate e riproponete l'osservatorio agroalimentare. Ma che senso ha tutto questo a quaranta giorni dalla fine della legislatura, ma che senso ha? Ce lo dovete dire, collega Balletto visto che risponde a nome della Commissione o della maggioranza o dell'ex maggioranza in quest'Aula, ci dia qualche lume su queste esemplari operazioni di nuovismo sull'osservatorio agroalimentare.

Potrei continuare, ce ne sono altri. Inserite per la terza volta consecutiva, perché le prime due volte questa non nuova proposta ve l'abbiamo bocciata, quest'Aula ve l'ha bocciata, quindi con voti anche del centrodestra la proposta che la Regione può non rivendicare gli interessi di mora sui mutui in tutte le leggi. Badate, anche lì, detta come la proponete voi in legge, questo è di una pericolosità che sappiamo dove inizia e non sappiamo assolutamente che rubinetto apriamo di danaro pubblico che va disperso. E soprattutto creiamo una turbativa nel mercato premiando, non chi va male, chi non paga i suoi debiti, chi non onora le scadenze bancarie rispetto a chi le onora, questo stiamo facendo con quella norma.

Anche su questo esprimetevi, dite cosa ne pensate, perché le precedenti due finanziarie voi, assieme a noi, questo l'avete bocciato e ci state ritentando a quaranta giorni dal voto.

Queste cose sono contenute, collega Piana, che difendeva una finanziaria lineare, senza tentennamenti, andando a cancellare tutto ciò che poteva non essere chiaro; non lo so se lui per chiarezza intende solamente le cose catastali dell'agro di Sassari, oppure intende eliminare anche queste cose. Ce lo dica il collega Piana quando reinterviene come intende ripulire, se col catasto oppure con emendamenti soppressivi a tutte queste cose contenute nella vostra proposta.

In ultimo, perché devo avviarmi a concludere, vorrei riprendere un attimino le cose che hanno detto in particolare i colleghi della ex maggioranza, ciò che si stava facendo, ma non in forma oscura o chissà dove, si stava facendo negli uffici del Consiglio regionale, un'interlocuzione che poteva e non ha portato buon fine, che posso tranquillamente con assoluta trasparenza riportare in quest'Aula. Riportare il fatto che noi stiamo chiedendo una contrazione minore dei mutui perché l'abbiamo detto appena abbiamo visto la copia della finanziaria qualche mese fa, lo abbiamo reiterato in Commissione questo concetto, in conferenza stampa, in Aula n diversi interventi, perché ne siamo convinti, perché è così secondo noi.

Naturalmente resta da discutere l'entità di questa diminuzione della contrazione del mutuo perché si basa su una promessa verbale di un pur autorevole Ministro, ma nulla più.

Sui residui vorremmo passare da un tratto di penna indiscriminato, che cancella tutti i residui, ad una cosa un po' più ragionata che consenta anche una diminuzione di questa partita e che lasci anche a future generazioni la possibilità di attingere da quei fondi o di fare delle scelte di conferma o di recupero di quei residui E in ultimo un accantonamento nel NOL, nei nuovi oneri legislativi, che significa rinviare il tutto, ponendo una posta finanziaria consistente, ma rinviando il tutto, le scelte e quindi le leggi, questo gioco forza perché questa legislatura è finita, rinviando alla prossima legislatura.

Io penso che queste tre cose fondamentali, questi tre concetti possano essere detti con trasparenza assoluta in quest'Aula ma tanto più all'esterno di quest'Aula; e su queste tre cose ci state dicendo: "No, andiamo a testa bassa, se volete bocciare il bilancio lo bocciamo". Noi il bilancio non vogliamo bocciarlo. Vogliamo bocciare questo bilancio così come ce l'avete presentato voi. Noi vogliamo migliorarlo, vogliamo discuterlo. E a questo punto ci siamo, entreremo nel merito articolo per articolo, comma per comma per migliorarlo, naturalmente andando nella direzione poc'anzi indicata.

In tutto questo che ruolo ha, come sta giocando la Giunta regionale, se è una Giunta regionale? Doveva giocarlo la maggioranza, ma abbiamo già detto più volte, ma anche voi lo state ormai dicendo e riconoscendo, la maggioranza non c'è, è disgregata, e si presenta alle elezioni come ex maggioranza che nel frattempo si è dissolta. Però c'è una Giunta regionale, deve giocare un ruolo, chi fa le proposte operative sulle proposte del Consiglio? Le deve fare la Giunta, le deve fare se necessario con grande sforzo, assessore Cappellacci o presidente Masala, uno sforzo di sintesi di queste cose andando davvero ad un bilancio tecnico e cancellando tutto ciò che di "bottega" si è previsto con la vostra proposta, senza con questo umiliare nessuno. Noi non vogliamo l'umiliazione né del centrosinistra ma neanche del centrodestra.

Noi vogliamo portare a casa una cosa seria, presentabile, stringata, indispensabile per questi mesi per poi andare ad un assestamento di bilancio che sarà la prima vera finanziaria della futura maggioranza che verrà dalle urne il 12 e il 13 di giugno.

PRESIDENTE. Colleghi, facciamo il punto della situazione. Io intenderei dare la parola all'onorevole Balletto per la conclusione dei lavori della mattinata o, se non ci sono problemi, per rispettare una metodologia di lavoro che abbiamo seguito sinora, potremmo interrompere i lavori adesso, alle 13.00, e riprendere nel pomeriggio. Ho ancora quattro iscritti a parlare: Pinna, Balletto, Scano, Oppi e poi ci sono gli interventi dei Capigruppo. Quindi, io adesso darei la parola all'onorevole Balletto per l'intervento conclusivo della mattinata. Il primo intervento del pomeriggio sarà quello dell'onorevole Pinna.

È iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, io capisco che nel confronto o, meglio, nella contrapposizione politica ci stia tutto e di più, capisco anche che le capacità dialettiche e oratorie dei miei illustri colleghi del centrosinistra hanno la capacità di rappresentare la situazione dal loro punto di vista in maniera tale che possa anche apparire veritiera e verosimile. Però, io non credo che questo modo di fare rappresenti la vera realtà della nostra Isola, né tanto meno vada nella auspicata direzione di dare risposte nell'interesse dei sardi.

Perchè molto spesso l'opposizione in questi banchi, quando si ricordava il passato, pur ammettendo le indubbie colpe che possono aver avuto nella precedente legislatura, invitavano tutti a essere più realistici e a guardare al futuro. Però, il passato ci insegna molte cose, il passato ci dice dove dobbiamo cambiare e la direzione nella quale dobbiamo andare. E si deve trarre insegnamento proprio quanto meno per non affermare determinate cose che rappresentano i limiti dell'azione politica di quella maggioranza.

Si parla tanto di bilancio tecnico, oggi, ma bilancio tecnico nel 1999 abbiamo avuto? La maggioranza uscente di allora, l'ex maggioranza, perché anche allora non ce n'era, fece forse un bilancio tecnico? Collega Falconi lei era in quest'Aula, il bilancio fu fatto nella totale continuità e incompetenza, dal nostro punto di vista, che era stato manifestato nei cinque anni sciagurati delle sei Giunte Palomba...

(Interruzioni)

Vede, Presidente, lo stile dell'opposizione, che è quello di parlare in religioso silenzio perché da questa parte li si ascolta...

PIRISI (D.S.). Non dite bugie però!

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Ma le bugie le dite voi, caro collega Pirisi. Lei è un intollerante, post comunista, è la sua caratteristica di post comunista intollerante.

PIRISI (D.S.). E lei non dica bugie.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, per cortesia!

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Le bugie le ha sempre dette lei! Le ha sempre dette lei!

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, prego.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sì, grazie Presidente, capisco che per lei sia molto difficile mantenere l'ordine quando parla un esponente dell'ex maggioranza, lo capisco perché la verità fa male! La verità fa male!

PIRISI (D.S.). E le bugie fanno ridere.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

BALLETTO (F.I. - Sardegna). E lei rida, rida! Ridete pure, tanto il giudizio non lo dà l'opposizione e neanche la maggioranza sul proprio lavoro, il giudizio lo danno i sardi, però è bene che ai sardi giungano voci che rappresentano, che cerchino di rappresentare la realtà dai punti di vista differenti, quindi bilancio tecnico. Ci sarebbe piaciuto che ci fosse stato un bilancio tecnico nel 1999, ma comunque noi abbiamo fatto un bilancio, nelle grandi difficoltà che si attraversano in questo momento, che vada in continuità nella direzione di dare risposte ai sardi.

I ritardi, certamente inescusabili ai quali si è pervenuti, se vengono visti sotto un altro aspetto sono quelli che hanno consentito di fare una manovra finanziaria con una dotazione di risorse, di quasi eguale ammontare rispetto a quelle dell'anno precedente. Noi non mettiamo in dubbio che questo possa non essere visto e condiviso dall'opposizione, e infatti le vostre posizioni, sotto questo aspetto, le avete manifestate liberamente e hanno avuto anche vasta eco nei mezzi pubblici di informazione. Noi gli diamo una lettura diversa, non sarete certamente voi a dire che avete ragione, e noi a dire che avete torto. Saranno gli elettori nel momento in cui dovranno dare il loro voto. Quindi chi avrà il piacere o la sfortuna, a seconda dei punti di vista, di essere qui potrà valutare. Quindi, detto questo, l'unica cosa che mi sembra di poter affermare che sia stata detta qui con ragione dai banchi dell'opposizione è quella che oggi non c'è una maggioranza in quest'Aula. Non c'è oggi e non c'è da diversi mesi. Ed una volta che si prende atto di questo, perché il ruolo comunque ha continuato ad esercitarlo l'ex maggioranza, e su questo si può discutere se sia giusto o se sia sbagliato, io credo che sia sbagliato per quanto mi riguarda, perché le mie posizioni personali sono state chiare anche un anno fa, ma comunque questa è la situazione ed oggi c'è da presentare una finanziaria ed una legge di bilancio. Questa legge finanziaria e questa legge di bilancio, l'ex maggioranza non è grado di poterle presentare, non in grado di poterle sostenere. Ed allora se si parte dal presupposto che la manovra finanziaria nel suo complesso, legge finanziaria e legge di bilancio, sono atti che comunque il Consiglio deve rendere, la manovra finanziaria deve essere approvata e per essere approvata in una forma diversa, dal momento che noi riteniamo che questa è la forma migliore, devono arrivare proposte.

Lei, collega Sanna Gian Valerio è molto bravo, gliela riconosciamo tutti la bravura, la capacità politica, le riconosciamo indubbie capacità dialettiche, però quello che io penso che a lei manchi, almeno in questo momento, sia quel pragmatismo che nella politica in certi momenti è necessario e indispensabile, che è quello di dare un bilancio. Ed allora, è vero che ci sono state aperture e condivisioni per un bilancio tecnico da parte di taluni esponenti della maggioranza, ma quando la proposta era già formata e quando la proposta era già in Commissione. In Commissione c'è stata la totale apertura da parte della Commissione, il collega Falconi a conclusione del suo intervento ha detto: "Oggi entreremo, come è giusto, nella finanziaria articolo per articolo, comma per comma", lo potevamo fare anche Commissione. In Commissione all'apertura della maggioranza questo esame non c'è stato, articolo per articolo, comma per comma, non c'è stato. Lo facciamo oggi, con dieci giorni di ritardo, quindici giorni di ritardo che è vero, sono una piccola cosa se si considerano aggiungere i ritardi di cui la responsabilità è della maggioranza, ma che diventano grande cosa dal momento in cui questa manovra finanziaria oggi sarebbe potuta essere licenziata solo che il lavoro che si fa e che si farà quest'oggi si fosse fatto solamente in Commissione.

A proposito delle interlocuzioni, ci sono state interlocuzioni, qui c'è un elenco che indica tutte le modifiche che si sarebbero dovute e potute apportare sulla base delle richieste che in questa interlocuzione sono state fatte. Sono stati toccati diciotto, sedici articoli su ventidue, taluni sono stati cassati, molti sono stati cassati, articoli in Commissione, venendo incontro alle richieste che erano state fatte e che rappresentavano l'impostazione dell'opposizione, come per esempio quella che riguarda la soppressione dell'articolo che prevedeva la rinuncia agli interessi per le liti esistenti, come quella che riguarda, che riguardava l'acquisizione al patrimonio regionale dei beni degli Enti, quindi non è vero che in Commissione non si è ascoltato, perché questo è stato fatto anche in assenza dell'opposizione, proprio recependo quelle istanze, nella consapevolezza che non c'è una maggioranza che é in grado di sostenere la sua proposta, che per noi è una proposta valida.

E poi, e poi, una volta che si decide questo ma che comunque cade, perché questa proposta deve comunque arrivare dalla maggioranza rinnegando se stessa, scusate, noi l'ex maggioranza non rinnega se stessa e quello che ha fatto, è proprio nel momento e in nome di quel pragmatismo che è necessitata la condivisione e l'apertura, quell'apertura che è stata messa su un piatto d'argento ma che è stata, a mio modo di vedere, rifiutata. Scusatemi, colleghi dell'opposizione, se io dico che è stata rifiutata perché la vittoria, l'avversario si può anche ammazzare, ma voi state infierendo sul cadavere, volete infierire sul cadavere e questo non torna a vostro merito, non torna a vostro vantaggio e sicuramente sarà oggetto di grande valutazione, attenta valutazione da parte dell'elettorato. E poi si era detto: "Non si presentano emendamenti". Per quanto riguarda gli emendamenti che invece sono presentati e sono più di ottanta, io rivolgo un invito a tutti quanti, a maggioranza, ex maggioranza ed opposizione, a ritirarli, perché per quanto riguarda la maggioranza ci sono emendamenti che riguardano norme intruse, ci sono emendamenti che riguardano aumenti di spesa. Ma colleghi dell'opposizione non pensate che le norme intruse negli emendamenti siano solo quelli dell'ex maggioranza. Andatevi a guardare i vostri ex emendamenti per vedere quante norme intruse ci sono e per vedere quante norme ci sono che hanno la caratteristica della bottega, come voi giustamente denunciate, e guardate nei vostri emendamenti quante norme ci siano che vanno della direzione della maggiore spesa piuttosto che quell'atteggiamento di rigore dei conti nella direzione che voi stessi auspicate. Quindi, colleghi, non si può parlare per rappresentare verità che vogliano essere, così come vengono rappresentate, assistite dal dogma della infallibilità, perché gli atti, gli atti, quelli che contano, vanno in direzione se non diametralmente opposta, sicuramente dalla linea maestra deviano notevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Presidente, volevo chiederle cortesemente se è possibile tenere l'intervento in mattinata perché considerato il numero degli iscritti, avevo previsto di tenere l'intervento in questo momento e alle quattro e mezzo ho qualche problema, insomma, quindi, se è possibile, se i colleghi sono d'accordo, avevo previsto che interrompessimo alle due.

PRESIDENTE. Va bene onorevole Pinna, può svolgere il suo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). La ringrazio Presidente. Prima di tutto i colleghi mi scuseranno, io in questa circostanza, visto che è il primo intervento che faccio dopo che si è verificato questo vile attentato nei confronti dell'Assessore Frongia, vorrei esprimere totale solidarietà a Frongia ed ai suoi colleghi perché l'attentato è stato rivolto alla sede, allo studio legale di Frongia e di altri colleghi e contemporaneamente esprimere una condanna totale, senza remore a quest'atto incivile e violento perpetrato in una città che non ha mai conosciuto questi atti e dove ha sempre prevalso il dialogo, seppure anche una dialettica politica accesa, e dunque credo che responsabilmente noi ci dovremmo unire a tutte le voci di condanna che sono arrivate per questo atto violento, incivile, che ha colpito non solo Frongia ma tutta quella comunità. Non mi voglio soffermare oltre in un'analisi particolare, dico soltanto che questo atto si è verificato in una situazione di forte disagio sociale e che sta, per certi versi, portando alla degenerazione della vita civile, e sulla quale tutti siamo chiamati a riflettere.

Entrando invece nel vivo della discussione di questa finanziaria e della situazione politica che caratterizza questo momento particolare, beh, insomma, quello che si può dire è che siamo alla fine di un'esperienza molto negativa, forse per tutti noi, sicuramente per tutti i sardi. È sicuramente la fine ingloriosa di una legislatura devastante, nata male e finita peggio. Nata dal trasformismo, dalla compravendita di voti, dal passaggio da un campo all'altro di consiglieri regionali eletti nel centrosinistra che hanno improvvisamente cambiato casacca, che hanno improvvisamente cambiato campo, e che dicevano, ahime! Compreso il Presidente del Consiglio, che facevano quell'atto nell'interesse dei sardi. Purtroppo i sardi, di questa loro decisione, ne hanno dovuto pagare le conseguenze tutte intere e le stanno pagando tutt'ora. Questa maggioranza, o presunta maggioranza ormai scomparsa, passerà alla storia non solo perché ha fatto il normale avvicendamento nella gestione del governo della Regione, ma perché ha messo in campo il più bieco clientelismo e i fenomeni di ?parentopoli? sono ormai diventati famosi e caratterizzeranno per sempre questa esperienza devastante di centrodestra.

Dello sperpero di risorse non se ne parli. Non volevo fare cenno alle esperienze della precedente legislatura, ma invece qualche riferimento bisogna farlo. Mi dispiace che Balletto sia uscito dall'Aula perché volevo anch'io ricordargli con qualche numero il disastro che hanno combinato nella gestione degli enti e in particolare quell'ente che era tanto discusso e contestato da Balletto stesso, l'Ente Minerario Sardo, che negli ultimi dieci anni fino al 1998 era costato circa trecentottanta miliardi e in quegli anni erano state realizzate occasioni di sviluppo e di lavoro oltre i problemi ovviamente che c'erano; sono bastati cinque anni non per spendere lo stesso tanto, per spendere più del doppio, quelle società e quelle realtà in questi anni voi avete buttato e sperperato circa settecento miliardi, cioè in cinque anni il doppio di quello che è costato quella struttura in tutti questi anni. E sono ancora vivi nella nostra mente i danni che avete realizzato, la gente senza far nulla, l'assistenzialismo, i commissari straordinari pagati due volte, e di questo ancora ne dovrete rispondere, un commissario cacciato perché nominato dal centrosinistra e siete stati costretti a pagarli come quello che avete messo in carica voi; ma è la storia di questi giorni, insomma, questi enti e non solo quello, messi in mano ai faccendieri; questo è quello che abbiamo poi dovuto apprendere dalla stampa, le promozioni fatte soltanto per amicizia, ed è quello che state facendo adesso, e chiedo che perlomeno questo buonsenso nella parte finale non vi abbandoni; i ritardi nelle adempienze, insomma un'incapacità e un'irresponsabilità in tutti i settori che voi avete dovuto gestire. Tutto questo mentre il settore industriale veniva smantellato in Sardegna e mentre il settore turistico conosceva e conosce in questi anni la più grande stagnazione mai conosciuta negli ultimi dieci anni prima del vostro governo. Avete iniziato la legislatura con lo slogan "raddoppieremo in dieci anni le presenze turistiche in Sardegna e le porteremo a venti milioni", il dato della fine del 2002 era che le presenze turistiche in Sardegna si sono ridotte; ormai viviamo nella stagnazione delle presenze turistiche. Siete stati capaci perfino di snaturare quella legge voluta, credo all'unanimità nella precedente legislatura, per celebrare la giornata dei sardi, "Sa Die de sa Sardinia". Noi l'abbiamo contestata in Commissione quella decisione e voi non vi siete fermati. Avete snaturato lo spirito di quella legge perché doveva essere un momento di unità, doveva essere un momento di rievocazione dell'unità dei sardi, un momento di rievocazione della liberazione dei sardi, un momento di pace e di rievocazione di benessere dei sardi; invece l'avete finita con le parate militari per ricordare, in un momento particolarmente difficile, un fatto che sta portando allo scontro nel nostro Paese, l'esempio tra l'altro di una presenza che non attribuiamo certamente ai soldati della Brigata Sassari ma a chi ce li ha mandati in Iraq, per una presenza che non è certamente di liberazione e di pace; sappiamo che quella guerra è stata una guerra di invasione, una guerra premeditata, una guerra fondata sulle bugie che voleva distruggere il terrorismo invece lo sta alimentando, lo sta creando.

Dunque, queste scenate di questi giorni potevate risparmiarvele, il Carso e lo spirito del Carso e di ?Un anno sull'altipiano? non c'entrano niente con le buffonate che avete messo in piedi in questa giornata e questo fa parte di tutto quello che siete riusciti a combinare in questa legislatura.

La finanziaria. Questa finanziaria disastrosa e irresponsabile. Se tutti siamo d'accordo che è priva di coperture, se tutti siamo d'accordo che è fondata su una promessa, anche questa elettorale, ma mica una promessa da niente, bisogna cambiare una legge, è una promessa di un miliardo di euro. Chissà quanto voi poi siete disposti a farne in questo periodo di campagna elettorale. E tutto questo l'avete sbloccato soltanto dopo sette mesi e dopo sette mesi di ritardo in Aula è arrivato un imbroglio e noi che ce lo siamo trovato alcune settimane fa, dovremmo non contestare questa vostra proposta indecente? Con gli indebitamenti tra l'altro che proponete, avete portato la Regione alla bancarotta definitiva e siamo davvero a ridosso del baratro perché mancano alcuni giorni e rischia questa Regione per la prima volta nella sua storia, di non approvare una finanziaria e di vedersi la massima istituzione regionale commissariata.

E' una finanziaria che è già stata respinta dai comuni per i tagli che avete fatto, che è stata respinta dalle parti sociali per la scarsa attenzione che avete rivolto voi al mondo dell'impresa e ai problemi sociali della nostra regione. Insomma la certificazione del vostro fallimento, se ce ne fosse ancora bisogno, di questa legislatura che non è stata capace di produrre una riforma, la certificazione della vostra incapacità e pretendere ancora di governare e di comandare in questa regione senza maggioranza e non avete il buon senso per lo meno di astenervi dalla gestione degli atti di potere e vi state ancora accapigliando sulle ultime briciole che sono rimaste sulle spoglie di questa regione che avete ridotto a un cadavere.

Un'incapacità avete dimostrato non solo a programmare, ma a spendere. Pensiamo alla legge 9, che abbiamo voluto tutti, votata all'unanimità, quella sul commercio, approvata due anni fa; non siete riusciti a sbloccare questa legge ed è la legge per i piccoli commercianti, e in due anni non siete stati capaci di mettere in moto questa legge. Tante cose e tante sceneggiate sono state fatte: il tubo per l'acqua, la soluzione del problema idrico della città di Cagliari, 19 miliardi buttati, non è arrivato un litro d'acqua e questo finalmente lo ha certificato il Presidente dell'Ente autonomo del Flumendosa, molti non ci credevano, sembrava che quel tubo portasse tanta acqua e invece ha portato solo ed esclusivamente sperpero di danaro pubblico; le bonifiche ambientali, i fondi ottenuti dallo Stato che non partono, e il fatto che non partono non significa soltanto lasciare i soldi in banca e l'inconcludenza, ma significa che non creiamo, che non avete creato nessuna condizione per lo sviluppo. E infine, permettetemi di ricordarvelo, quella grande battaglia che abbiamo fatto, che ha fatto l'opposizione, che hanno fatto i lavoratori, che vi ha messo in mano in un piatto d'argento i finanziamenti dello Stato per far partire un progetto strategico per far nascere le aree minerarie. Ebbene lì avete dimostrato la totale vostra incapacità, i soldi, avete deliberato in Giunta, un mese fa, il recepimento dei finanziamenti che regolarmente arrivano dallo Stato per la gestione di questo strumento e non siete stati capaci di mettere un solo atto in piedi. E questa è irresponsabilità perché con la nascita di quell'ente pubblico e di quel consorzio voluto dallo Stato, voluto dalla comunità internazionale potevate dare lavoro a tante persone e non siete stati capaci neanche di fare quello che l'opposizione, responsabile, vi ha messo in un piatto d'argento. Insomma un castigo per i sardi e i problemi si aggravano sempre di più. E mentre si aggravano i problemi voi siete latitanti; il vostro leader, che ha la pretesa di ricandidarsi, viaggia per la Sardegna, fa ancora sceneggiate e farse e i problemi non si risolvono, anzi si aggravano.

In questa finanziaria, che noi vi abbiamo chiesto responsabilmente di ridurre agli interventi essenziali, di sfrondare da tutte le norme che in questa condizione non eravate neanche in grado di difendere, e vi abbiamo chiesto di ritirarle, vi abbiamo chiesto di andare verso una finanziaria tecnica che consentisse per lo meno di fare fronte alle grandi emergenze, di soddisfare le esigenze degli enti locali, di far fronte alle emergenze che voi stessi avete creato, anche questo per vostra incapacità: mille LSU che ancora non trovano lavoro, la disperazione nella quale avete buttato i lavoratori della Palmas Cave, che avete lasciato inoperosi e in assistenza in questi anni, avete sperperato i soldi senza concludere nulla e finalmente vi rendete conto che la soluzione che vi avevamo prospettato tre anni fa era quella più logica e opportuna. Ecco, a queste norme è indispensabile ridurre la finanziaria per non far finire questo Consiglio regionale per colpa vostra nella vergogna.

Insomma io credo che, ci sono ancora due giorni di tempo, se dovessimo passare ad esaminare punto per punto, articolo per articolo, emendamento per emendamento questa finanziaria, sicuramente arriviamo fuori tempo massimo. Vi abbiamo proposto di fare un maxi emendamento che appunto riduca a questa logica la finanziaria e voi continuate a non voler sentire, scaricando le responsabilità, ma la gente ride di questo vostro scaricabarile sulla finanziaria. Io credo che questa sia l'azione che possiate fare nelle prossime ore per finire con un po' di decenza questa legislatura. Badate, a Pili diteglielo anche voi che non basta chiedere scusa ai sardi, bisogna venire qua e fare le cose che servono ai sardi. Ricordategli, insomma, che piuttosto che andare a fare promesse in giro ancora, chiedetegli un atto di responsabilità; lui è minestra riscaldata, lui è un albero che non ha portato frutti, anzi i frutti che ha portato sono stati tutti marci e allora gli alberi che non portano frutti o portano frutti marci o si innestano oppure si tagliano. Voi non avete voluto tagliare questo vostro futuro candidato Presidente, speriamo che ci pensino i sardi a tagliarlo alla radice per fare in modo che non conosciamo un'altra legislatura come questa.

PRESIDENTE. Si concludono qui i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30, il primo intervento è quello dell'onorevole Oppi, seguirà l'intervento dell'onorevole Scano e poi, a seguire ancora, gli interventi dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 27.