Seduta n.298 del 26/11/2002
CCXCVIII SEDUTA
26 Novembre 2002
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 10 e 44.
Masia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 novembre 2002 (292), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Nazareno Pacifico ha chiesto di usufruire di quattro giorni di congedo, per motivi familiari, a far data dal 26 novembre 2002.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale in applicazione dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 26 e 30 settembre 2002.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2001". (366)
(Pervenuto il 18 novembre 2002 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
ONIDA - CAPELLI - PILO - MURGIA: "Fondazione cinema in Sardegna". (364)
(Pervenuta il 7 novembre 2002 ed assegnata alla ottava Commissione.)
RASSU - GRANARA - ONIDA - CORONA - LICANDRO - PITTALIS: "Istituzione di un centro multidisciplinare per il monitoraggio dei tumori e per la prevenzione oncologica in Sardegna". (365)
(Pervenuta il 14 novembre 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)
SANNA Giacomo - MANCA: "Istituzione dell'Assemblea Costituente del popolo sardo". (367)
(Pervenuta il 20 novembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
MARROCU - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - ORTU - DEMURU - GIAGU - GRANELLA - MANCA - MASIA - SANNA Alberto - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DETORI Ivana - DORE - FALCONI - IBBA - LAI - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS: "Integrazioni all'articolo 11 della legge regionale n. 24 del 1999 (Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione".) (368)
(Pervenuta il 20 novembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
Masia, Segretario:
Interrogazione MASIA - BALIA - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi problemi derivanti agli allevatori ed alle imprese agricole sarde per l'interruzione del Piano per l'eradicazione della peste suina". (563)
Interrogazione ORTU - ORRU' - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinatasi nei cantieri forestali del Comune di Guspini a seguito della comunicazione di preavviso di licenziamento per i 16 addetti al cantiere di "Gentilis". (564)
Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'esecuzione dei lavori di ricostruzione del ponte "Su Flumini Durci" in località Murtas nel Comune di Villaputzu. (565)
Interrogazione GRANELLA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un più agevole reperimento dei presidi sanitari (siringhe e test diagnostici) da parte dei malati diabetici nel territorio della Provincia di Sassari. (566)
Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione di opere connesse ad attività estrattiva in località La Corte- Sassari. (567)
Interrogazione SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - VASASLLO sulle cause del gravissimo ritardo della spesa dei fondi in capo all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio. (568)
Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui concorsi banditi dal Comitato di gestione provvisoria del Parco dell'Asinara. (569)
Interrogazione BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato degli edifici scolastici della Sardegna e di quelli di Iglesias in particolare. (570)
Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di applicazione della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17, concernente "Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna". (571)
Interrogazione SANNA Gian Valerio - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU -GRANELLA - SECCI - SELIS sulle rettifiche di bandi di concorso per l'assunzione di personale dell'Amministrazione regionale. (572)
Interrogazine DETTORI - BALIA - LAI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - SCANO, con richiesta di risposta scritta, sulla ristrutturazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. (573)
Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione delle agevolazioni in favore degli ufficiali e sottuficiali di polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria) e sulla revoca del decreto assessoriale n. 439/6663 del 5 ottobre 1998. (574)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
Masia, Segretario:
Interpellanza SANNA Alberto - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - ORTU sui gravi danni provocati alle marinerie di Santa Teresa di Gallura, l'Asinara, Castelsardo, Alghero, Bosa, San Vero Milis, Cabras, Santa Giusta, Marceddì e Sant'Antioco dalla presenza massiccia dei delfini. (287)
Interpellanza SECCI - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA SANNA Gian Valerio - SELIS sul pericolo che la Regione Sardegna perda i finanziamenti destinati al doppio binario Decimomannu-San Gavino delle Ferrovie dello Stato. (288)
Interpellanza BALIA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - MANCA - PIRISI -sulla carenza di personale ATA (assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici) nelle scuole della Sardegna ed in particolare nel Nuorese e negli istituti comprensivi del Mandrolisai. (289)
Interpellanza BALIA - IBBA - MASIA sulla necessità di realizzare a Cagliari il "Centro di riferimento internazionale per la cura e la prevenzione della talassemia". (290)
Interpellanza PACIFICO - DETTORI sulla insicurezza delle strutture edilizie sarde. (291)
Interpellanza PINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU -ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulla mancata erogazione ai pescatori degli indennizzi previsti dal protocollo con il Ministero della difesa e sulla interdizione alla pesca nel mare prospiciente il poligono di Capo Teulada. (292)
PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il disegno di legge numero 229/A. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e della assistenza sociale. Ne ha facoltà.
(L'Assessore Oppi interviene dai banchi dei consiglieri)
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e della assistenza sociale. Signor Presidente, intervengo per porre, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento, una questione pregiudiziale. Vorrei evidenziare in Aula, perché rimanga a verbale, che ai sensi della legge numero 45/89 e successive modificazioni l'accordo di programma, come disciplinato dall'articolo 28 della legge regionale citata, è uno strumento attuativo della pianificazione urbanistica territoriale.
Lo stesso dicasi per l'accordo di programma di cui all'articolo 28 bis, che costituisce una specie particolare degli accordi di programma, che non può essere approvato se previamente non si approva il PUC. L'approvazione del PUC è resa necessaria pure dalle previsioni contenute nelle norme di attuazione del piano territoriale paesistico numero 1, approvato con il D.P.G.R. 6.8.1993, numero 266.
Nel caso in specie nel comune di Palau il PUC non può essere approvato in quanto non è possibile raggiungere in Consiglio comunale la maggioranza necessaria per la validità della seduta, stante la situazione di conflitto di interessi in cui versa la gran parte dei consiglieri del comune medesimo. Pertanto si rende necessario che l'Assessore degli enti locali provveda alla nomina di un commissario ad acta che approvi il PUC.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi abbiamo come primo punto all'ordine del giorno la discussione del disegno di legge numero 229/A. La discussione del provvedimento era stata già avviata alla fine della precedente tornata consiliare, e proprio per questo motivo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, aveva aggiornato i lavori a martedì, cioè oggi.
Sempre nel corso di quella Conferenza dei Presidenti di Gruppo venne chiesto che la Commissione lavori pubblici tenesse un'apposita seduta per consentire ai consiglieri interessati di approfondire la materia e conoscere meglio aspetti portati all'attenzione dell'Aula in modo non sufficiente.
Io faccio presente che questa riunione c'è stata, è durata per tutta la giornata, e quindi vorrei relazionare all'Aula in merito. Penso infatti che la seduta non possa continuare senza che il Presidente della Commissione illustri all'Aula quanto è avvenuto in Commissione stessa.
Soltanto dopo il mio intervento l'Aula potrà decidere che cosa fare, se e quali eventuali provvedimenti adottare, come quelli richiesti dal collega Oppi.
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, data la delicatezza della materia in discussione, io la pregherei - e non sto interpretando alcun Regolamento, ma sto soltanto cercando di agevolare i lavori in corso - che lei ci consegnasse un documento scritto che potremmo distribuire a tutti i consiglieri al fine di consentirgli di meglio valutare la situazione. Se lei lo ritiene necessario possiamo anche sospendere per un quarto d'ora la seduta. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, le chiedo cinque minuti per riordinare le mie carte e consegnarle.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Premesso, signor Presidente, che io ho chiesto la parola alla pari di tutti gli altri sull'ordine del giorno, e ne ho diritto alla pari di tutti gli altri in base al Regolamento, chiarisco anche per chi vuole ascoltare, poi per chi vuole fare altro non c'è problema, che....
(Brusio in Aula)
spissu (d.s.). Presidente!
PRESIDENTE. Per cortesia, un attimo onorevole Cogodi. Chiedo a tutti i consiglieri del centro, della destra e della sinistra, di prendere posto e ascoltare gli interventi. Le discussioni in Aula, onorevole Spissu, coinvolgono tutte le forze politiche,. Per cortesia, colleghi, prendete posto e ascoltate gli interventi, in caso contrario potete accomodarvi fuori dall'Aula.
COGODI (R.C.). Premesso, signor Presidente, che non sono affetto da nessuna forma di ansia, né per questa, né per altre questioni, ma sono puramente e semplicemente toccato da una preoccupazione vera e profonda, intervenendo sull'ordine del giorno, sulla scia del collega Oppi e non del collega Tunis, preciso che noi prendiamo atto con una qualche soddisfazione del fatto che il collega Oppi, come espressione non secondaria per altro della maggioranza di governo della Regione, ha sottolineato, riprendendolo, uno dei diversi, e tutti concorrenti e decisivi, punti che noi abbiamo già rappresentato in più circostanze come elementi di improcedibilità in questa vicenda.
Così come sono le cose, così come sono le carte, abbiamo chiarito dal primo momento che noi non davamo ancora un giudizio di merito sulla bontà o meno dell'intervento o degli interventi, o su uno dei due interventi che vengono proposti in quella parte di territorio della regione, ma questi giudizi li avremmo dati sicuramente e distintamente quando fossimo passati a discutere il provvedimento nel merito.
Abbiamo posto, invece, alcuni punti pregiudiziali di non procedibilità dei quali, come ho già detto, uno viene ripreso in modo puntuale, preciso, utile, anche del collega Giorgio Oppi stamani, immagino a nome di una parte politica.
Io ho il dovere di richiamare, nei pochi minuti che mi sono concessi dal Regolamento, solo i titoli di alcuni altri punti di non procedibilità, non in luogo di questo, insieme a questo, cioè della difficoltà oggettiva in cui si trova un'istituzione locale, che è parte decidente in questo procedimento, di poter decidere per le ragioni che sono state esposte dallo stesso rappresentante di quell'ente locale nell'audizione in Commissione; perché la maggior parte dei componenti quel consiglio comunale versano in situazioni di incompatibilità giuridica rispetto alle determinazioni in materia di regolazione di quel territorio. E un intervento di questo genere, non piccolo, sicuramente attiene all'equilibrio complessivo della regolazione di quel territorio.
Quindi non si comprende, essendo quell'ente locale una parte necessaria in un accordo di programma, in un accordo istituzionale, chi in definitiva potrebbe decidere, legittimamente decidere.
Questo è un punto, ma ve ne sono altri, e io questo lo dico responsabilmente. E vorrei dirlo anche in modo discorsivo, se è consentito, anche colloquiale, nel senso che la discussione, il confronto devono essere tali da aiutarci a capire; e io dagli interventi dei colleghi cerco sempre di "cavare qualche succo", di comprendere, di migliorare anche le mie conoscenze. E credo che la regola valga reciprocamente per tutti.
Allora questo Consiglio regionale sta correndo il grave rischio di inciampare o di cozzare, se vogliamo, in una delle cause previste dallo Statuto per il suo scioglimento, che è la grave violazione di legge. Se si vuole prendere in considerazione questo evento, lo si prenda in considerazione.
L'articolo 50 prevede, fra le poche cause di scioglimento del Consiglio, la violazione di legge, e qui ci sono almeno dodici gravi violazioni di legge. Una è quella che è stata anche poc'anzi richiamata; le altre consistono nel voler attuare una legge, quindi tenendola all'interno del sistema giuridico, senza rispettarla. Perché quella legge parla di accordo di programma e qui c'è una bozza di accordo, un'ipotesi di accordo, un protocollo d'intesa, ma non c'è l'accordo, quello appunto che prevede la legge. Sempre leggi della Regione, leggi dello Stato obbligano ad adempimenti che in questo caso non ci sono.
Non posso elencare tutte le ragioni, ma troveremo modo poi ancora di comunicarle; abbiamo comunque formulato una nota scritta con queste valutazioni, per renderle disponibili non solo all'opinione pubblica, ma anche ai colleghi consiglieri, anche al Consiglio, nella quale elenchiamo ben dodici ragioni di irregolarità formale e quindi di illegittimità grave, di violazione di legge. E nel momento nel quale il Consiglio regionale è edotto e sa che sta violando leggi perché viene detto, e non ne tiene conto, incorre sicuramente in una delle cause di scioglimento che sono previste dallo Statuto di autonomia; Statuto di autonomia che è a garanzia non solo del Consiglio regionale, ma è a garanzia dei diritti dei cittadini e delle comunità in questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Satta. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Credo che quanto affermato dall'onorevole Oppi sia frutto di un abbaglio, in quanto da nessuna parte è scritto che per poter approvare un accordo di programma occorre che prima sia approvato il Piano urbanistico comunale. La legge parla di strumento urbanistico vigente, lo strumento urbanistico vigente nel comune di Palau è il piano di fabbricazione di Palau, per cui si può passare alla discussione e all'approvazione dell'accordo di programma.
Io non sono un esperto in materie giuridiche, per cui devo per forza di cose rifarmi a un'esperienza che ho vissuto; e cioè l'esperienza, avvenuta prima che diventassi consigliere regionale, dell'approvazione del così detto Master Plan. Per circa diciotto anni si è trattato, con la Regione Sardegna, sulla base dello strumento urbanistico vigente nel Comune di Arzachena che era il piano di fabbricazione. Questo anche dopo il 1989 e soprattutto anche dopo il 1993, ossia dopo l'entrata in vigore dei Piani territoriali paesistici.
Tre Presidenti di Giunta, tre Giunte con numerosi Assessori competenti, quindi parlo della prima Giunta Floris poi della Giunta Cabras e infine delle varie Giunte guidate dal Presidente Palomba, hanno consentito al Comune di Arzachena e all'imprenditore privato di portare avanti il discorso dell'accordo di programma senza mai mettere in discussione la possibilità che, pur non avendo il Comune di Arzachena il Piano urbanistico comunale, non si potesse arrivare all'approvazione dell'accordo di programma, all'approvazione cioè del così detto Master Plan.
Quindi è molto strano che tre Presidenti di Giunta, e i numerosissimi Assessori succedutisi, non abbiano mai eccepito nulla su questo fronte e oggi improvvisamente, dopo nove anni, da quando sono in vigore i Piani territoriali paesistici, si alza un consigliere regionale e scopre che si è scherzato, che Palomba ha scherzato, che Floris ha scherzato, che Cabras ha scherzato e una dozzina di Assessori hanno scherzato.
Questo è veramente, assolutamente inaccettabile, incomprensibile! Per cui io chiedo che, come era stato deciso, si riprenda la discussione dell'articolo unico riguardante l'accordo di programma della Palau Golf e dei fratelli Filigheddu, come deciso in occasione della precedente seduta. Si era detto infatti che si sarebbe ripreso esattamente da dove si era rimasti, per cui chiedo che questo avvenga.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Voglio innanzitutto rassicurare il collega Satta che è sempre così inglese ma che oggi ha, invece, qualche accento scozzese. Gli scozzesi sono un po' più ruvidi, meno polite degli inglesi. Non stiamo scherzando, onorevole Satta, stiamo cercando di fare un ragionamento che vorremmo serio, e siamo anche certi che sia tale, su un punto delicato del governo della Regione.
Il rinvio di una settimana che abbiamo strappato con i denti in Aula, si sta rivelando fruttuoso, si sta rivelando utile perché ha aumentato, diciamo, i margini, gli spazi di riflessione, e anche di informazione.
Esempio, le audizioni in Commissione hanno fornito degli elementi utili. Io ho sentito con molto interesse in particolare l'audizione del Sindaco che non solo ha sostenuto con intelligenza, con passione la sua tesi, com'era suo dovere, ma ha anche dato alla Commissione e al Consiglio elementi importanti di informazione e di valutazione. Noi avevamo già detto che questo provvedimento non può avere ulteriore corso. L'avevamo detto, e io in Aula l'altra settimana ho avuto la sensazione che alcuni di noi fossero nella condizione del famoso soldato giapponese, cioè che fossimo fuori dal mondo, che stessimo combattendo una guerra già finita o discutendo una discussione già esaurita; invece non è così perché abbiamo posto delle questioni serie, delle questioni vere.
Ora l'onorevole Oppi, che evidentemente ha usato questo lasso di tempo per riflettere, ha detto una cosa che coincide con ciò che noi abbiamo detto otto o dieci giorni fa, e cioè che ci sono gli elementi per una fondata, fondatissima questione pregiudiziale a seguito della quale l'argomento torni in Commissione, e venga riesaminato dal principio per un motivo molto semplice.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Scano...
SCANO (Gruppo Misto). Sono pazientissimo.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia un po' di silenzio. Vi assicuro che, nonostante io sia di fronte all'onorevole Scano, non riesco a seguire l'intervento. Prego, onorevole Scano.
SCANO (Gruppo Misto). Dicevo che il 2D asteriscato non è legge, non è sopra le leggi, io non so quanti di noi, ottanta consiglieri regionali conoscano con esattezza il punto di diritto su questa questione. Il 2D asteriscato è inserito nelle norme di attuazione di un PTP, è un atto amministrativo, ha valenza amministrativa e non può contraddire quindi ciò che le leggi dicono, a proposito sia dell'articolo 28 che dell'articolo 28 bis. Poi se avremo tempo, se ci sarà la discussione, esamineremo in modo più approfondito questa materia.
Il 2D asteriscato, come ho già detto, non è legge; io ho sentito, lo voglio dire perché altrimenti mi viene il mal di testa, nel corso delle audizioni in Commissione - mi dispiace dirlo - dei valenti funzionari della Regione dire su questo punto, scusate la durezza dell'espressione ma quando ci vuole ci vuole, delle autentiche bestialità, come quando hanno sostenuto che il 2D asteriscato avrebbe precluso ai titolari del diritto-dovere di pianificare - Comune, Regione - l'esercizio di quanto prescritto dalle leggi. Ma non scherziamo nemmeno! Ma quando mai!
Quindi il 2D asteriscato deve rispondere alle leggi perché così è, e il 28 bis non è applicabile in questa materia; non è applicabile perché il 2D asteriscato non può modificare i requisiti che il testo del 28 bis richiede perché un accordo di programma possa essere stipulato con quella procedura. La procedura applicabile in questo caso allora è esclusivamente quella definita dall'articolo 28 della legge 45, quindi la questione pregiudiziale è assolutamente fondata, e io credo che bene farebbe il Consiglio ad approvarla.
PRESIDENTE. L'onorevole Corona mi comunica di rinunciare all'intervento. E' iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, non intervengo nel merito delle questioni che i colleghi stanno affrontando in questo inizio di seduta. Intervengo soltanto sull'ordine dei lavori per sottoporre alla sua attenzione che alcune delle questioni sollevate necessitano di una maggiore conoscenza e di una valutazione approfondita prima di procedere oltre nel dibattito.
L'onorevole Oppi ha sollevato in apertura di seduta una questione pregiudiziale sull'improcedibilità nella discussione in Aula di questa pratica. Abbiamo bisogno di capire in quale modo il Presidente della Commissione intende proporre all'Aula la discussione che è avvenuta in Commissione che, sebbene non avesse in carico il riesame della pratica, tuttavia ha, attraverso le audizioni, acquisito importanti elementi di informazione dalle parti audite.
Credo che non potremo continuare questa discussione in assenza sia del principale interlocutore, che è l'Assessore degli enti locali, sia dello stesso Presidente Pili che sono parti contraenti fondamentali di questa ipotesi di accordo di programma. Credo quindi che bene faremmo ad interrompere i lavori e a fare una pausa di riflessione di mezz'ora, tre quarti d'ora per consentire a ciascun Gruppo di esaminare le questioni che sono state sottoposte alla nostra attenzione, altrimenti continueremo a trascorrere il nostro tempo a ragionare, così come stiamo facendo, su questioni pregiudiziali e su come organizzare il nostro lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, anche io intendevo procedere nel senso che ella ha appena indicato. In attesa infatti della documentazione relativa al lavoro svolto dalla Commissione quarta, e quindi di poter fornire a ogni consigliere il rapporto gentilmente redatto dal Presidente, pensavo di proseguire la discussione anche perché dall'Aula potessero cominciare a venire alcune prime indicazioni.
Dopodiché, vuoi per la difficoltà dell'assessore Biancareddu ad arrivare a cagione del cattivo tempo che ha ostruito anche qualche strada pare, nel percorso dal nord al sud della Sardegna, e qualche altro problema che si è verificato in itinere, avrei sospeso.
E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intanto voglio premettere che è molto grave che si sia arrivati a questo punto seguendo - mi riferisco alla Regione - un percorso che non esito a definire da incoscienti. Il mio pensiero va agli amministratori di Palau che, da un certo punto di vista, possono lamentare di essere stati - tra virgolette - tratti in inganno da tutto ciò che la Regione ha fatto fino a questo momento. Premesso quanto sopra, ed è doveroso riconoscerlo da parte di un consigliere regionale che sta cercando di svolgere seriamente il proprio dovere, io non posso fare a meno di fare due osservazioni.
Primo, il disposto dall'articolo 28 bis non è applicabile a questa ipotesi, basta leggere i presupposti che lo informano per arrivare a questa conclusione. Quello in esame è un investimento che non ha i requisiti indicati dal 28 bis. Secondo, l'onorevole Oppi non ha inventato l'acqua calda. Gli va dato atto del coraggio manifestato, però questo problema era già emerso, ed era già emerso in modo piuttosto evidente; cioè in sostanza l'articolo 28 bis non è un corpo estraneo che sta per conto proprio. E' un corpo discutibile finché si vuole, per conto mio non è inopportuno, può anche avere una sua utilità se modulato meglio, perché il dettato legislativo è espresso in termini disastrosi, però quel che è indiscutibile è che fa riferimento all'articolo 28, diciamo che costituisce un'ipotesi di applicazione, di fronte a certe situazioni eccezionali, dell'articolo 28 e quindi non può prescindere dalle caratteristiche dell'articolo 28 che è definito come strumento attuativo che ha come presupposto la pianificazione urbanistica e via dicendo. Quindi basta attenersi alla lettera della legge sia pure espressa in malo modo perché non possano esserci dubbi.
Poi ci sono altre considerazioni da fare sullo svolgimento della procedura, a cominciare dal discorso della valutazione di impatto ambientale, delle conferenze di servizio omesse, della pubblicità elusa, che ci portano a dire che la procedura non si è svolta legittimamente. Questo, ripeto, pur considerando il legittimo malumore, il legittimo disappunto che gli amministratori del Comune giustamente manifestano. Hanno ragione da questo punto di vista, però io credo che non sia da persone responsabili procedere su un cammino che presenta una serie di ostacoli insormontabili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, molto brevemente sulla questione pregiudiziale che è stata posta dal collega Oppi, e che mi sorprende perché di questo argomento, in questa settimana che abbiamo voluto utilizzare per entrare nel merito del problema, se n'è parlato. Io leggo al collega Oppi alcune delle domande che sono state poste proprio all'Assessore e ai funzionari che sono intervenuti, nell'incontro che si è tenuto mercoledì scorso.
Le domande sono state numerose e a tutte io credo sia stata data una regolare risposta, ma alcune erano proprio su questo argomento. Chiedevano chiarimenti su questa questione alcune domande poste dall'onorevole Cogodi, che io ho voluto meglio specificare quando sono intervenuto. Le domande principali erano tre.
In primo luogo è stato chiesto se può il 28 bis superare le previsioni del PUC di qualunque realtà territoriale. Allora il 28 bis, voi sapete, è un preciso articolo della legge 45, legge della Regione, alla quale naturalmente può ricorrere chiunque la voglia utilizzare. Naturalmente, poiché l'articolo 28 bis prevede il passaggio della proposta in Consiglio regionale, questa proposta può essere o meno approvata.
Deve quel Comune adeguare prima o dopo, questa è una seconda domanda che credo possa essere una risposta alla pregiudiziale posta dal collega Oppi, che vorrei che mi ascoltasse, il proprio piano urbanistico all'accordo di programma? Il terzo quesito, che poi attiene ad una delle pregiudiziali poste dal collega Cogodi e da qualche altro, è se il Piano territoriale paesistico numero uno, nell'indicare 2D con asterisco quella zona del Comune di Palau, non dia già valenza di intervento straordinario e tale da incidere sulle linee di sviluppo regionale.
Il piano paesistico numero uno è approvato. E' approvato in tutti i sensi, anche i ricorsi che sono stati fatti sono stati rigettati ed è uno dei piani che ancora rimane in vigore.
Allora io credo che in risposta a queste tre domande, risposte che si intersecano tra di loro pur se derivanti da ambiti diversi, è stato detto chiaramente che se il 28 bis che propone con quell'accordo di programma non passa, ma per quale motivo quel Comune deve adeguarlo, che cosa succede se quel Comune prima fa la previsione e poi non passa l'accordo di programma? Succede che, e la risposta mi pare giusta, legittima, si adegua dopo, e si adegua in forza di una legge. E dopodiché il 2D con asterisco, perché credo che questi siano in sostanza gli elementi dello scontro, è un qualcosa che è stato previsto in un piano paesistico, è presente e ha sicuramente la valenza che qualcuno cerca e che dentro il piano sicuramente è stata già studiata e trovata.
Io sono entrato in merito anche ad alcune altre irregolarità. Io credo che non ci sia da spaventarsi quando ci viene rimproverato il fatto che stiamo discutendo e approvando leggi che potrebbero anche far cadere, diciamo, questo Consiglio.
Sono molte le domande che ritengo estremamente gratuite e che, comunque, trovano facilmente risposta per il semplice fatto che per iniziative di questo genere la VIA è prevista solo ed esclusivamente per le aree "PARC" e per le aree "SIC"; non è prevista invece in quella zona né nessuno ha trovato diciamo argomenti per cui si possano ritenere necessari questi ulteriori studi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Signor Presidente, la mia valutazione è la seguente. Mi pare che con questa discussione siamo tornati indietro di circa una settimana. Era stato detto, soprattutto dai banchi della sinistra, che sarebbe stato utile un supplemento d'indagine in Commissione.
Ora, in Aula non ci sono né il Presidente della Regione né l'Assessore competente. Per cui io sospenderei solamente per queste due assenze; ascolterei al loro ritorno la relazione della Commissione dato che vorrei capire, poiché la Commissione si è riunita, quali sono gli atti e le proposte che emergono dalla giornata di lavori. Solamente a quel punto, sulla traccia del lavoro proposto della Commissione, prenderei una decisione che per quanto mi riguarda comunque è già presa ed è quella di proseguire con l'esame del provvedimento.
PRESIDENTE. I lavori sono sospesi fino alle ore 12.15.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 28.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Riassumendo, è stata posta una questione pregiudiziale, per cui è previsto un intervento di un consigliere per Gruppo, alcuni interventi si sono già avuti, tuttavia devo applicare in toto il Regolamento, se qualche Gruppo ancora chiede di intervenire, può farlo, dopodiché è previsto l'intervento della Giunta e si passa alla votazione per l'accoglimento o meno della pregiudiziale.
Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Per chiedere alla cortesia del Presidente e dei colleghi una ulteriore sospensione dei lavori, essendo ancora in corso una riunione del nostro Gruppo.
PRESIDENTE. Noi non possiamo che avere rispetto per le riunioni dei Gruppi ma, poiché avevamo concordato, voglio ricordarlo, che avremmo ripreso i lavori alle 12 e 15, questa ulteriore sospensione poteva anche essere richiesta prima di riaprire i lavori.
Sospendo la seduta per sette minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 30, viene ripresa alle ore 12 e 41.)
PRESIDENTE. Vorrei sapere se qualche Gruppo intende ancora intervenire prima della replica della Giunta. Dopo l'intervento della Giunta si procederà infatti al voto sulla questione pregiudiziale, come da Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi prenoto chiedendo la parola sul Regolamento, ovviamente una volta che sarà esaurito l'argomento in discussione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro Gruppo domanda di intervenire, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna) Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, colleghi, chiedo scusa innanzitutto per il ritardo causato da un imprevisto occorso lungo la strada. Entro subito nel merito dell'argomento sottolineando che non c'è cosa migliore, per chiarire le questioni pregiudiziali, che attenersi al tenore letterale della legge e, in particolare, nel caso in questione, al comma 3 dell'articolo 28. Infatti, chi ha masticato un po' di diritto sa bene che il primo canone interpretativo è quello letterale, qualora l'interpretazione letterale non sia sufficiente si ricorre a tutte le altre interpretazioni ad essa subordinate. In particolare c'è una massima latina che così recita: ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit. Quindi vorrei capire in quale punto di questa legge si dice che la pianificazione urbanistica comunale sia pregiudiziale rispetto all'accordo di programma. Infatti il comma 3 dell'articolo 28 recita che l'accordo di programma è uno strumento attuativo della pianificazione urbanistica territoriale vigente.
Per "pianificazione urbanistica territoriale" si intende la pianificazione regionale e quindi i PTP, la pianificazione provinciale e, qualora l'abbiano attuata, la pianificazione svolta dalle Comunità Montane. La pianificazione comunale, a cui si faceva riferimento in Consiglio, è una pianificazione attuativa di quella territoriale; in questo caso il legislatore è stato molto preciso nel dire che noi, con l'accordo di programma, attuiamo solo la pianificazione urbanistica territoriale, quella vigente in particolare (se non fosse vigente non potremmo attuarla), e siccome il PTP numero 1 è tra quelli rimasti in vita - perché sapete bene che 7 su 14 sono stati dichiarati nulli - quindi noi siamo nella perfetta legittimità perché la pianificazione urbanistica comunale è, e non può essere che successiva.
Voi pensate a un comune che si prende la briga di pianificare le zone 2D asteriscate, subordinando poi anche la cubatura di queste zone al fatto che il Consiglio approvi l'accordo di programma. Sarebbe un comune folle perché condizionerebbe l'efficacia della propria pianificazione agli umori, alla volontà di tutto il Consiglio regionale. Quindi, bene ha fatto il comune a non pianificare questa zona - in ogni caso esiste il piano di fabbricazione che è vigente nel comune di Palau (non è che il comune di Palau non sia pianificato) - non c'é nessun obbligo per noi di aspettare che il comune pianifichi, perché sarebbe un controsenso!
La volontà del legislatore nel '93 era ben altra, era addirittura quella di far fare pianificazione comunale nelle zone 2D asteriscate dal Consiglio regionale, quindi siamo in totale coerenza con lo spirito della legge.
PRESIDENTE. E' prevista la votazione per alzata di mano. Ho bisogno di due segretari, per cortesia, uno di maggioranza e uno di opposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Non per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Ho chiesto di parlare solo per capire, perché c'era un attimo di confusione o comunque c'era una confusione mia, a che punto della procedura siamo esattamente. Su che cosa stiamo votando?
PRESIDENTE. Stiamo votando in base all'articolo 86 del Regolamento sulla pregiudiziale posta dall'onorevole Oppi.
SCANO (Gruppo Misto). Quindi stiamo votando la pregiudiziale?
PRESIDENTE. Sì.
SCANO (Gruppo Misto). Il dibattito prevede che parli uno a favore e uno contro?
PRESIDENTE. Hanno già parlato tutti, onorevole Scano. Se qualcuno intendeva ancora intervenire, e io ho posto una domanda in tal senso, avrebbe dovuto farlo prima dell'intervento conclusivo della Giunta.
Non ci sono state richieste di intervento, pertanto ho proceduto a dare la parola all'assessore Biancareddu, dopo di che sono chiusi gli interventi e si vota per l'accettazione o meno della pregiudiziale. Se è accettata si rivoterà per stabilire la durata della pregiudiziale.
SCANO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, adesso è chiaro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Non per dichiarazione di voto consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Perchè no? Non si può dichiarare il voto?!
PRESIDENTE. Non per dichiarazione di voto, non è previsto dal Regolamento. Siamo in fase di votazione.
COGODI (R.C.). E' in sede di votazione che si può dichiarare il proprio voto!
PRESIDENTE. Ma non su questioni procedurali. Potrà intervenire dopo.
COGODI (R.C.). Perchè no?!
PRESIDENTE. Io sto applicando l'articolo 86 e stiamo votando per alzata di mano.
COGODI (R.C.). C'è una proposta, sulla proposta si è discusso...
PRESIDENTE. Lei sta interrompendo, non è rispetto del Regolamento questo. In via eccezionale, quindi si prenda atto che non può diventare prassi, consentiamo di intervenire all'onorevole Cogodi. Dopo non ci si appelli alla consuetudine, perché non è consuetudine!
COGODI (R.C.). Tolgo subito il sasso dai binari! Se la sua interpretazione del Regolamento, assistito dalla saggezza e dalla dottrina degli uffici, è che non si possano dichiarare le ragioni del proprio voto, io rinuncio a dichiarare le ragioni del mio voto, anche se io ritengo che il voto, in base al nostro Regolamento, che garantisce le libertà di espressione e di confronto, possa essere sempre motivato.
Non accetto eccezioni e deroghe; stiamo contestando già una deroga, stiamo contestando eccezioni e irregolarità. Se questa è l'interpretazione che lei dà io rinuncio alla dichiarazione di voto anche per essere ligio all'interpretazione - che non condivido - delle regole, quando lei con la sua autorità garantisce che in questa fase quella è l'interpretazione.
PRESIDENTE. Consigliere Cogodi, lei ricorderà che cosa successe tempo fa - a me in particolare - per aver consentito durante la fase di voto in corso un'interruzione dei lavori. Non è che non si possa manifestare, si può e si è manifestata la volontà e l'intenzione delle parti in merito a questo problema. Siamo in una fase che è conclusiva e, come tale, non avendo i Gruppi manifestato più alcuna volontà di intervento, siamo alla fase di voto già definita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Per chiedere una sospensione della seduta di mezz'ora.
PRESIDENTE. Non se ne parla nemmeno, si vota prima! Scusi, onorevole Corona, ma stavo giusto ricordando che cosa successe in un'altra seduta in cui consentii che si interrompesse un'operazione di voto; non vorrei che si ripetesse, a mio danno tra l'altro, e in un'Aula qualificata come questa e attenta ai regolamenti gradirei non derogare. Non mi metta in condizioni di difficoltà, per cortesia.
Procediamo al voto per alzata di mano, può essere anche chiesto l'appello nominale se qualcuno lo richiede.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Sulle modalità di voto. Se si può votare con la scheda.
PRESIDENTE. No, il Regolamento prevede che si voti per alzata di mano.
Metto in votazione la pregiudiziale posta dall'onorevole Oppi. Chi la approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Sospendo la seduta per un paio di minuti.
(La seduta sospesa alle ore 12 e 55, viene ripresa alle ore 12 e 57.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, chiedo brevemente la parola sul Regolamento per tentare, se è possibile, di capire com'è che vengono garantite le regole - e non è un lapsus - che dovrebbero garantire la prosecuzione ordinata dei lavori in una Assemblea parlamentare. Noi siamo arrivati al punto che anziché avere regole che garantiscono, dobbiamo appellarci ad elementi che consentano di capire com'è che si garantiscono le regole.
Ora, noi siamo a un certo punto di un procedimento di esame, prescindiamo ancora dal merito, di un disegno di legge. Nel mezzo della discussione dell'articolato di questa legge, possono intervenire una o anche più - come dice il Regolamento - proposte di sospensiva o anche pregiudiziali, una pregiudiziale è stata testè apparentemente respinta. Nessun punto del Regolamento però prevede, né potrebbe prevedere un Regolamento che volesse regolare, che a questo punto intervenga una relazione, relazione che è stata depositata in Aula e quindi è nella disponibilità dei consiglieri, perché tutto quello che ha ingresso in Aula e viene consegnato ai consiglieri vuol dire che ha un rilievo tecnico-giuridico o istituzionale, una relazione informativa del Presidente della quarta Commissione, il quale conclude, scritto a penna di suo pugno "tutto ciò premesso, questa presidenza di Commissione", eccetera. Cioè la presidenza diventa un organo, la presidenza coincide col Presidente il quale emana un editto.
Adesso noi abbiamo in quest'Aula, oltre a tutto il resto, come argomento di discussione, di valutazione anche un "editto Tunis" che deve essere valutato, posto che...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Scusi onorevole Cogodi, qui non si riesce a seguire più un intervento. Colleghi, vorrei capire, è un momento delicato, per cortesia. Ci sono dei salotti appositi intorno all'Aula per poter conversare.
COGODI (R.C.). E' il grande convincimento sulla bontà dell'opera che stanno compiendo da quella parte che li porta a disinteressarsi, così platealmente, e a disturbare persino chi volesse esercitare la sua funzione. Il che non vuol dire che chi svolge la sua funzione abbia sempre ragione, può avere anche torto, ma sicuramente chi disturba sempre ha torto!
Dicevo che noi poc'anzi abbiamo assistito ad un'apparente repulsione della proposta di pregiudiziale su un punto, poi ci sono tante altre pregiudiziali che andranno pure prese in debita considerazione. Dico apparente perché tutti i colleghi che erano presenti e sanno contare fino a 32 - e siamo tutti noi - hanno contato che i voti a favore erano o 32 o più di 32, per cui, in ogni caso, quella votazione precedente, proprio per questo modo di procedere confusionario, porta anche a delle apparenti risultanze che poi non riflettono la realtà.
In conclusione io vorrei chiedere se questo è un Consiglio regionale o un salotto? Se è salotto "salottiamo" tutti! E' un salotto? Presidente, veda lei!
PRESIDENTE. Colleghi, io non so se dobbiamo proseguire o se qui dobbiamo anche stabilire delle giornate di mercato e quindi riunirci per questo scopo!
Stamattina ho insistito più volte sulla necessità di una maggiore compostezza in Aula, non so se dovrò applicare veramente in toto il Regolamento, e non sarebbe una cosa simpatica. E' noto che dopo alcuni avvisi intervengono gli uffici coi Questori per allontanare chi disturba i lavori di quest'Aula che, al di là di quanto si dice, comunque, talvolta sono anche una cosa seria.
Io intenderei proseguire, però devo anche avvertirvi che occorre un comportamento diverso; altrimenti possiamo anche interrompere i lavori e vederci quando questo Consiglio, quando i colleghi avranno voglia di lavorare in Aula.
Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Pili (F.I. - Sardegna) Presidente della Giunta. Signor Presidente, effettivamente l'articolo 86 tratta la questione pregiudiziale e la questione sospensiva. Io chiederei, una sospensione del provvedimento e non un rinvio per definire con i Capigruppo e il Consiglio, , in fase preliminare, la procedura da adottare per l'approvazione dell'accordo di programma. Come sapete nel testo del disegno di legge in esame si prevede l'approvazione dello schema di accordo di programma, mentre la legge invece parla espressamente di approvazione dell'accordo di programma.
Non è un fatto secondario questa distinzione, ma costituisce un elemento preponderante nella valutazione che il Consiglio dovrà proporre. E' evidente che se si tratta dell'approvazione di un accordo di programma, questo deve essere definito e sottoscritto sia dal Presidente della Regione che dalle parti interessate. Se questa fosse la corretta interpretazione da darsi all'atto che arriva in Consiglio regionale, occorre che il Consiglio dia un'interpretazione autentica del provvedimento; a questo scopo io mi farò carico di proporre a tutti i Capigruppo la sottoscrizione di un ordine del giorno chiarificatore dell'articolo 28 bis. Io chiedo quindi una sospensione e non un rinvio affinchè si possa dirimere la questione nel pomeriggio, per poter procedere, nelle prossime ore, a convocare le parti per la sottoscrizione dell'accordo di programma che verrà trasmesso al Consiglio regionale per l'approvazione.
Io non entro nel merito delle potenzialità insite nell'accordo di programma rispetto alla pianificazione territoriale; è stato già detto che i piani territoriali paesistici hanno previsto, in questo tipo di aree, soltanto una possibilità di modifica come disciplinata dal 28 bis che stiamo esaminando.
Ribadisco quindi la mia richiesta di una sospensione del Consiglio per poter presentare formalmente questo ordine del giorno chiarificatore e, di conseguenza, chiedo ai Capigruppo di poterlo esaminare prima del provvedimento in discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). La questione pregiudiziale che è stata posta, viene logicamente prima della questione sospensiva, perché come è noto a tutti sono due questioni diverse. Ponendo la questione pregiudiziale si chiede che un dato argomento non si abbia a discutere; ponendo la questione sospensiva si chiede invece che la data della discussione debba rinviarsi ad altra data o che il provvedimento debba essere rinviato in Commissione.
Io ho chiesto la parola, Presidente, per dire, come è stato già fatto, che sull'esito del voto precedente, non per volontà di nessuno, per una confusione che c'era in Aula, è legittimo avere qualche dubbio. Quindi, ci sarebbero forse anche gli elementi per chiedere l'annullamento e la ripetizione del voto.
Non voglio però mettere in nessun imbarazzo né noi stessi né il Presidente, perché ritengo che il Regolamento ci dia gli strumenti per raggiungere lo stesso risultato senza gli inconvenienti dell'annullamento e della ripetizione del voto. E cioè, come è stata presentata una pregiudiziale ne può essere presentata un'altra, sempre ai sensi dell'articolo 86 motivata naturalmente diversamente.
Per cui io chiedo formalmente, a nome del Gruppo Misto, o se fosse necessario chiedo l'appoggio di cinque consiglieri, come indicato dall'articolo 86, che venga sottoposta al Consiglio una questione pregiudiziale, basata non sull'argomentazione precedente che aveva naturalmente la sua validità, ma su un'argomentazione diversa, e cioè che l'oggetto in esame, l'accordo di programma riguardante Palau, non rientra nella fattispecie prevista dall'articolo 28 bis e come tale, il Consiglio, prendendo atto della mancanza di requisiti, debba decidere di non discutere l'argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Piano piano, signor Presidente, con molta fatica si compie qualche piccolo passo in avanti. Noi avevamo, all'inizio della trattazione di questo argomento, elencato e sottoposto all'attenzione del Consiglio ben dodici ragioni di irregolarità, di improcedibilità, di contrasto del provvedimento in esame col sistema legislativo vigente della Regione, dello Stato e dell'Unione Europea (per l'Unione Europea non sistema legislativo, ma normativo).
Di questi dodici punti, piano piano, alcuni consiglieri ne stanno condividendo uno. Stamattina l'onorevole Oppi ha riconosciuto che avevamo ragione sul punto di procedibilità relativo alla natura attuativa dell'accordo di programma. Il Consiglio, infatti, quando ha votato non si è espresso contro la pregiudiziale; formalmente noi diamo per buona la votazione però, siccome tutti abbiamo contato, quel voto non ha dato l'esito che è stato conteggiato. Era una delle nostre dodici obiezioni e già sostanzialmente il Consiglio l'ha fatta sua. In ogni caso è all'attenzione del Consiglio, in ogni caso mezzo Consiglio già la condivide.
Adesso il Presidente della Giunta ci dà ragione su un altro punto, ed è un altro dei nostri dodici punti, poi a uno a uno li rivisiteremo e a uno a uno ci darete ragione e ci darete ragione voi della maggioranza. Noi aspettiamo che ci diano ragione anche alcuni della minoranza, che sono particolarmente refrattari in questa fase a ragionare.
SECCI (Popolari-P.S.). Anche per noi, ragiona anche per noi.
COGODI (R.C.). Io ragiono per me quando mi basta e manco mi è sufficiente; vorrei riuscire a ragionare di più, ma ragionando nessuno mi vieterà mai, in nessun modo, di esprimere l'opinione, quella che appartiene alla mia convinzione e, rispettosamente, anche di esprimere giudizi. Per cui sto richiamando il fatto - ed è un fatto, non è un'opinione - che su una molteplicità di obiezioni da noi presentate, su cui all'inizio pressoché tutti ci hanno detto "non sono fondate", prima si è verificato che una era fondata o comunque già raccoglie l'opinione favorevole di mezzo Consiglio regionale; la seconda era ugualmente fondata, poi arriviamo a dodici, via via, sono sicuro che ci arriveremo, anzi forse ci fermeremo prima, a dodici non ci arriveremo, basterebbero già queste.
Adesso il Presidente della Giunta ci dà ragione su un altro punto, quando ricorda che qualora ricorressero i presupposti e i requisiti previsti nell'articolo 28, cioè nella legge della Regione (e anche su questo ha ragione Scano che coglie un altro dei punti che inizialmente sono stati da noi e da altri esposti e proposti alla discussione),ma non ricorrono, e questo è un altro argomento, dovrebbe essere proposto all'approvazione del Consiglio un accordo di programma, perché quello dice la legge.
Noi l'abbiamo detto prima e voi avete detto di no, l'Assessore ha detto di no; Tunis, il Presidente della Commissione - l'ultimo documento fresco di maggioranza è l'editto Tunis, che ci è stato distribuito poc'anzi - dedica mezza pagina a dire che l'atto obbligatoriamente si deve intendere schema di accordo e non accordo. Mettetevi d'accordo voi, usando lo schema che volete, ma mettetevi d'accordo, usando il programma che vi pare!
Il Presidente della Commissione dice l'esatto contrario adesso, in questi istanti, di quello che dice il Presidente della Giunta, e il Presidente della Giunta dà ragione a una delle altre obiezioni da noi sollevate: si deve approvare un accordo di programma, se ricorressero i presupposti. In ogni caso, siccome il Presidente della Giunta ci dà ragione su questo punto, in ogni caso i lavori del Consiglio debbono essere sospesi, perché in ogni caso, posto che questa è l'interpretazione che dà il Presidente della Regione, faccia bene o faccia male, in ogni caso lui stesso dice: "Devo andare a firmare l'accordo e poi eventualmente portarlo al Consiglio". Noi diciamo: "Prego, signor Presidente della Giunta, proceda". Lei ha dichiarato che in questo modo non si può procedere qui, il Presidente del Consiglio è chiaro che prenderà atto che, sulla base della dichiarazione del Presidente della Giunta, in ogni caso i lavori del Consiglio non possono procedere oltre.
Poi quando ci saranno atti e fatti nuovi e la Giunta proporrà al Consiglio non uno schema di accordo ma un accordo di programma, come dice di dover fare, e quindi avrebbe già dovuto fare perché la legge nel frattempo non è cambiata, il Consiglio lo prenderà in considerazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io volevo intervenire sulla proposta del Presidente della Giunta, ma è stata presentata una pregiudiziale che ha naturalmente, anche a termini di Regolamento, la precedenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, secondo noi il Consiglio si è già pronunciato sull'ammissibilità dell'accordo di programma secondo quanto è previsto nell'articolo 28 bis. Si è già pronunciato perché votando contro la pregiudiziale, che chiedeva di sospendere l'accordo perché vincolato ad un PUC, quello di Palau, che allo stato è impossibile varare, si è dato un parere negativo anche su un aspetto generale, che è quello dell'ammissibilità come è stata chiesta poco fa dall'onorevole Scano.
Devo anche dire che nel momento in cui noi abbiamo approvato qualche giorno fa il passaggio all'esame degli articoli, abbiamo dato una risposta esplicita sull'ammissibilità di questo provvedimento secondo le norme della legge numero 45 dell'89, poi emendata nel '93, in particolare in riferimento all'articolo 28 bis.
Quindi chiedo che non si proceda alla votazione sulla questione pregiudiziale posta dall'onorevole Scano; e, in subordine, noi naturalmente siamo contrari. PRESIDENTE. Onorevole Corona, a termini dell'articolo 86 del Regolamento, quando la discussione è iniziata le questioni pregiudiziale o sospensiva possono essere presentate e devono essere accolte, io credo, qualora cinque consiglieri ne facciano richiesta. Chiedo quindi che altri quattro consiglieri, oltre il consigliere Scano, appoggino la pregiudiziale.
(I consiglieri Manca, Dore, Spissu, Dettori appoggiano la pregiudiziale).
Oltretutto, essendo questa pregiudiziale diversamente motivata rispetto a quella bocciata, precede la sospensiva ed è ammissibile.
Votiamo quindi la pregiudiziale, dopo di che, come per l'altra votazione, se approvata si stabilirà l'eventuale tempo della sospensiva. Quindi, se non ci sono altri interventi procediamo al voto sulla pregiudiziale posta dall'onorevole Pier Sandro Scano.
FADDA (La Margherita-D.L.). Cosa dice?
PRESIDENTE. Dice non essere l'accordo di programma recepibile nel contenuto del 28 bis.
spissu (d.s.). Non c'è un accordo di programma, è uno schema.
PRESIDENTE. Lo schema di accordo di programma o l'accordo di programma che dir si voglia. L'indicazione è abbastanza precisa. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Intervengo per comprendere meglio la pregiudiziale dell'onorevole Scano, perché se l'onorevole sostiene che l'articolo 28 bis non è applicabile, vuol dire che è applicabile il 28 secondo la sua interpretazione.
SCANO (Gruppo Misto). No.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Perché il 28 bis, oltre che essere letto nella sua interezza, deve essere interrelato con le norme di attuazione della legge numero 45, e in particolare con l'articolo 17, comma 2, il quale articolo prevede che siano contrassegnati come 2D* - e sono le aree sulle quali si sta facendo l'accordo di programma di Palau - gli specifici areali nei quali gli interventi sono consentiti solo previo accordo di programma di cui all'articolo 28 bis.
Quindi essendo questi areali contrassegnati con 2D* ed essendo consentito l'intervento solo mediante approvazione dell'accordo di programma ex articolo 28, credo che la pregiudiziale dell'onorevole Scano non possa essere accolta. E' un'opinione mia, ma suffragata dalla lettura di questa norma di attuazione che forse era sfuggita all'attenzione dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, le ricordo che eravamo già in fase di votazione e che in questo modo riapriamo il dibattito! Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.
FADDA (La Margherita -D.L.). Presidente, per cercare di capire come stiamo procedendo, in base al Regolamento, nella giornata odierna.
Io ritengo che la pregiudiziale posta dal collega Oppi, per cui questo argomento non si doveva discutere, in base al Regolamento non potesse essere messa in votazione dato che noi avevamo già votato il passaggio all'esame degli articoli. Questo per quanto riguarda la pregiudiziale posta dal collega Oppi.
Adesso non riesco a comprendere in base a quale comma, di quale articolo noi stiamo votando un'altra pregiudiziale. Lei cioè mi deve dire, se il riferimento è all'articolo 86, quale comma dell'articolo 86 stiamo prendendo in considerazione; e se stiamo soltanto sospendendo il provvedimento in base al Regolamento, articolo 86, secondo comma, poiché abbiamo già votato il passaggio all'esame degli articoli, la discussione del medesimo deve riprendere comunque entro la tornata dei lavori.
Quindi, per gentilezza, anche da un punto di vista regolamentare, chiedo che il Consiglio venga informato, perché noi abbiamo creato un precedente votando la pregiudiziale chiesta dall'onorevole Oppi, che non poteva essere messa neanche in discussione. Quindi, prima che qualcuno accusi altre parti politiche che si sono astenute da quella votazione perché volevano almeno il rispetto del Regolamento, io direi che occorrerebbe pensarci due volte su questa nuova richiesta.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, è stata posta una pregiudiziale, mi vuole chiarire la sua interpretazione, perché non ho ben capito quale sia.
FADDA (La Margherita-D.L.). Lo chiede a me? E' lei che deve mettere in votazione.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Fadda, le leggo io l'articolo 86 del Regolamento che recita: "La questione pregiudiziale, cioè quella che un dato argomento non si abbia a discutere, e la questione sospensiva, cioè quella che la discussione debba rinviarsi, o che il provvedimento debba essere rinviato in Commissione, possono essere proposte da un singolo consigliere prima che si entri nella discussione stessa". Punto, onorevole Fadda, dopo di che prosegue: "Quando però questa sia già iniziata", per "questa" si intende la discussione, come è il nostro caso.
FADDA (La Margherita-D.L.). E qui siamo ai voti!
PRESIDENTE. No, onorevole, mi segua per cortesia! No, no, lei ha posto un problema serio e preciso all'Aula e l'Aula deve rispondere.
La discussione è già iniziata, quindi siamo nel caso di specie. Io l'ho ascoltata e lei mi deve ascoltare. Oppure non siamo nel caso di specie? Adesso mi può rispondere. Siamo nel caso in discussione?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.
PRESIDENTE. Allora è stata posta una questione sospensiva; prima era stata posta una questione pregiudiziale,dall'onorevole Oppi, che è stata chiusa. Siamo ancora in fase di discussione e un consigliere, con altri quattro consiglieri che hanno supportato la sua richiesta, ha posto un'altra questione pregiudiziale. Siamo o non siamo in questa fattispecie? Credo che possiamo dire di sì, oppure lei dice di no? Siamo o non siamo nella circostanza prevista da questo comma regolamentare? Per cortesia, , lei ha posto un problema io vorrei che rispondesse adesso alla mia domanda. Siamo in questa fase?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.
PRESIDENTE. Allora io pongo in votazione - e adesso non le do più la parola - la pregiudiziale che ha posto l'onorevole Pier Sandro Scano.
Lei è già intervenuto, onorevole Cogodi. Di cosa vuole parlare?
COGODI (R.C.). A favore della proposta.
PRESIDENTE. Due minuti, prego.
COGODI (R.C.). Il Regolamento concede cinque minuti (può essere che io parli per due minuti), può parlare un consigliere a favore e uno contro, io parlo a favore, ovviamente, della pregiudiziale, posto che è una delle dodici tavole che avevamo presentato all'inizio di questa discussione. E poi mancano altre dieci tavole, quindi c'è il tempo anche per porre le ulteriori pregiudiziali.
Io intervengo a favore, per richiamare il fatto che l'atto che sta compiendo il Consiglio può apparire sotto alcuni profili - come dire? - di appesantimento, però credo che solo così si possa procedere su questa materia, trattandosi di materia nuova, non regolata e quindi affidata all'interpretazione, secondo noi, disinvolta che ne ha fatto prima la Giunta regionale e abbastanza leggera che parti del Consiglio per una fase hanno ritenuto ugualmente di adottare, quando la questione è stata rimessa alla loro attenzione e valutazione.
Per tutte queste ragioni noi riteniamo che tutte le questioni già poste, o che si porranno, dovranno essere esplicitamente, non chiederemo voto segreto alcuno, alla luce del sole, coram populo, delibate dal Consiglio e dai singoli consiglieri che assumono precisa responsabilità in ordine ai voti che esprimono. Perché qui non si stanno esprimendo opinioni, qui si sta intervenendo a conclusione di un procedimento amministrativo rispetto al quale il voto del singolo consigliere fornisce, in conclusione, legalità formale, anche laddove fossero stati violati leggi e procedimenti. Siccome, però, le leggi e i provvedimenti violati eventualmente hanno creato o avrebbero creato danno a qualcuno, se il qualcuno danneggiato vorrà, come avviene in un sistema di diritto, chiedere che quel danno venga eliminato, è chiaro ed evidente che lo chiederà a chi glielo ha procurato.
Questo per la certezza del diritto, perché qui tutti dicono "certezza del diritto", anche quando c'è una cosa storta per garantire lo storto si invoca il diritto! Ma non è più semplice che una cosa storta prima si renda diritta? E' lì la certezza del diritto!
Allora noi siamo adesso di fronte a due questioni: una l'ha posta il Presidente della Giunta, ed è posposta, viene dopo, perché il Presidente della Giunta ha posto al Consiglio un'altra questione, ha detto: "Abbiamo sbagliato". In buona sostanza ha detto "Abbiamo sbagliato. Abbiamo proposto al Consiglio un disegno di legge dove c'è scritto "Schema di accordo", dovevamo dire "Accordo", ma per dire "Accordo" dobbiamo stipulare l'accordo. Quindi dateci il tempo di stipularlo e poi eventualmente ve lo ripresentiamo", eventualmente lo sto dicendo io, lui pensa "Poi di sicuro ve lo ripresentiamo", però ha detto di poter fare l'accordo, ha detto di poter rispettare almeno un aspetto della legge, però su questo il Consiglio si pronuncerà dopo, perché nel frattempo è intervenuto un fatto a norma di Regolamento, collega Fadda; e qui non ci sono giudizi sommari, rampogne, ma ci mancherebbe! Prendere atto non vuol dire dare lezioni.
Se nella precedente espressione di voto in Consiglio la maggioranza prevalente di destra ha potuto, non c'era lo stesso nei numeri, ma lasciamo perdere la conta, passare perché tu ti sei astenuto, ma è nel suo diritto. Ma ci mancherebbe! Ma se uno fa una cosa e ritiene quella cosa ben fatta, perché si dovrebbe offendere se viene, come dire, dialetticamente ripreso. Il modo è la parola, io non ho sciabole, non ho spade, non ho armi, non ho i bombardieri, come gli amici di qualcuno. Io ho la parola, e la mia unica arma è la parola ed è un avvio di ragionamento. Non è che qui c'è altro. Se la parola, se il ragionamento fossero un'arma, questa è l'arma, cioè dire "Ragioniamo". Quindi…
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. La pregiudiziale, correttamente il Presidente l'ha richiamato, è proponibile in base al comma 1 dell'articolo 86 del Regolamento. E' proponibile la e le pregiudiziali, e quindi via via si porranno. E poi, in esito ad una assunzione di responsabilità sui punti ritenuti validi e importanti di chiarimento preliminare, eventualmente si potrà entrare nel merito del provvedimento.
Ecco perché riteniamo che la pregiudiziale, posta formalmente dall'onorevole Scano, che corrisponde alla nostra proposta iniziale, sicuramente è fondata, e per questo noi la sosteniamo. Dopo questa pregiudiziale può venire la giudiziale, cioè il giudizio di inopportunità che ha dato il Presidente Pili, cioè il riconosciuto errore di aver portato in Aula non l'accordo ma uno schema di accordo, e quello sarà il passaggio successivo che affronterà il Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Soltanto per capire che cosa stiamo votando. Presidente, stiamo votando in base al comma 2 dell'articolo 86? A mio avviso non sarebbe possibile; quindi vorrei che il Presidente chiarisse se noi stiamo votando in base al comma 1 o al comma 2, e perché si sta votando in base al comma 1 e non al comma 2.
Perchè io dico che non possiamo mettere ai voti questa pregiudiziale in base al comma 1. Non sto entrando nel merito del problema, sto cercando soltanto di capire che cosa stiamo votando e se stiamo rispettando il Regolamento, perché non si può chiedere di rispettare il Regolamento quando fa comodo e quando non fa comodo dire che non lo vogliamo rispettare.
Presidente, le sto chiedendo qual è l'interpretazione che lei come Presidente sta dando a questo voto e se può essere ammesso il voto in base al comma 1, o se invece bisogna mettere in votazione in base al comma 2.
PRESIDENTE. Lei, onorevole Fadda, deve essere un po' confuso. Gliel'ho già letto rigo per rigo, quindi non ripeto neanche.
Pongo in votazione la pregiudiziale posta dall'onorevole Scano. Si vota per alzata di mano. Chi l'approva, alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Passiamo ora alla questione sospensiva richiesta dal Presidente della Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, noi abbiamo ascoltato la richiesta del Presidente Pili che propone una sospensione dei lavori del Consiglio per sottoporci una interpretazione autentica di tipo procedurale e comunque un cambiamento della pratica in discussione sostituendo lo schema di accordo di programma con un accordo di programma, se non ho capito male quanto detto dal Presidente. Quindi, di fatto, comunicando al Consiglio che la stessa Giunta è convinta che ci sia un vizio di procedura nella discussione che noi abbiamo in corso, non rispondendo lo schema di accordo di programma, nonostante le cose che dice l'onorevole Tunis, al dettato degli articoli 28 e 28 bis, a cui ci richiamiamo nell'approvare questo provvedimento.
Noi siamo d'accordo per la sospensione, poi valuteremo come proseguire nel corso della Conferenza dei Capigruppo che chiediamo si svolga questo pomeriggio.
PRESIDENTE. Colleghi, io proporrei di fare subito una breve riunione dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La ringrazio. Dirò poche parole, ma ho diritto di intervento perché sono intervenuto sul Regolamento inizialmente e sulla proposta di pregiudiziale del collega Scano, parlando a favore, quindi su altra questione, su altra materia e in altra fase.
Sulla proposta avanzata dal Presidente della Giunta vorrei dire velocissimamente due cose. Presidente, a me pare che intanto su questa proposta del Presidente della Giunta non debba pronunciarsi il Consiglio, ma debba invece essere assunta una posizione e regolato il lavoro dell'Aula dal Presidente del Consiglio per una semplice ragione; perché, pur ricorrendo alla categoria della sospensione, in realtà il Presidente della Giunta ha proposto un ritiro del provvedimento, temporaneo, ma un ritiro. Il Presidente della Giunta ha detto infatti che, essendo indubitabile che la legge vigente tratti di accordo di programma, così come è altrettanto indubitabile che il testo proposto all'Aula propone invece, ma non è un errore di definizione, è la sostanza delle cose, l'esame di uno schema di accordo di programma, quindi, siccome bisogna far coincidere la proposta al Consiglio con il dettato della legge, chiede una sospensione per poter raggiungere questo obiettivo.
In realtà il Presidente del Consiglio non può fare altro, secondo noi, che prendere atto della sostanza di questo riconoscimento e quindi consentire alla richiesta della Giunta.
Quindi ribadisco che su questa domanda del Presidente della Giunta non deve pronunciarsi il Consiglio, ma deve essere una pura e semplice presa d'atto ad opera del Presidente del Consiglio stesso perché questa è la domanda che è stata fatta per poter rendere al Consiglio un atto, una proposta conforme al dettato di legge. Se il Presidente del Consiglio, dovendo dipanare una questione che può essere anche delicata, ritiene di dover avere il conforto degli uffici, il conforto del parere politico dei Gruppi ed anche una sua migliore possibilità di riflessione, può anche riservarsi di rendere al Consiglio, alla ripresa dei lavori, la sua opinione in merito e il suo provvedimento conseguente.
Veniamo alla seconda questione alla quale vorrei appena accennare. Il Presidente della Giunta ha avanzato al Consiglio quella che definirei una domanda relativa, perché non è una domanda che attende una risposta, è una dichiarazione che già contiene in sé la risposta; nel momento in cui il Presidente della Giunta chiede di poter definire il contrasto esistente fra la norma che dice che il Consiglio, eventualmente, se vorrà e se potrà, dovrebbe approvare un accordo di programma, quindi un atto definito, e l'atto che invece è pervenuto, che è uno schema, un atto non del tutto definito, è chiaro ed evidente che il ragionamento è chiuso, il Consiglio non deve dare nessun parere. Però questo non è un vizio di procedura, questo è un vizio che attiene alla sostanza.
Ammettiamo che non sia un vizio, ma è una cosa che attiene alla sostanza; può essere anche una virtù quindi.
Però, vizio o virtù che sia, non attiene al disposto della legge, e quindi in ogni caso deve essere ricondotto al disposto legislativo e al Consiglio, sempre che possa pervenire, dovrebbe pervenire non uno schema di accordo ma un accordo definito, così come ha chiesto il Presidente della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non attiene alle nostre possibilità intervenire nel senso che lei graziosamente stava indicando. Noi ne abbiamo preso atto e, dati la situazione e anche il clima determinatisi in occasione di questo delicato argomento, non potevamo fare diversamente che procedere col Regolamento alla mano, salvo che non intervengano altri fatti e decisioni o posizioni che solo dai proponenti possono derivare.
Certo, anche io ho inteso che la proposta della Giunta tendeva più che alla richiesta di una vera e propria sospensiva ad una sorta di accordo tra maggioranza ed opposizione, tra Giunta e Aula per stabilire dei canali più precisi sui quali fosse meglio navigare relativamente agli accordi di programma tipo quelli in discussione. Tuttavia io non potevo che interpretarla come una richiesta di sospensiva, al punto a cui siamo arrivati, perché l'Aula stessa diversamente avrebbe avuto chissà quali riserve sulla conduzione dei lavori della Presidenza.
Per cui ora non decidiamo niente e sospendiamo i lavori, così ci sarà il tempo per una consultazione più precisa. Mi pare di capire che da parte dell'Aula non ci siano obiezioni. Sospendiamo quindi i lavori, che riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 49, viene ripresa alle ore 16 e 43.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta che era stata sospesa stamattina a seguito anche della proposta del Presidente della Giunta che ancora non è in Aula. Vi era anche l'ipotesi di una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ma molti Capigruppo non sono presenti in Aula, quindi sospendo ulteriormente la seduta che riprenderà alla ore 17 con la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 43, viene ripresa alle ore 18 e 14.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dando la parola all'Assessore Biancareddu per illustrare la posizione della Giunta. Invito i colleghi per cortesia a prendere posto e ad osservare il massimo dell'attenzione possibile. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, colleghi consiglieri, a nome della Giunta pongo la questione sospensiva in base al comma 2 dell'articolo 86 del Regolamento. Dalla discussione è emerso che è necessario presentare, insieme agli allegati dall'accordo di programma, l'accordo di programma stesso che ancora non è stato sottoscritto. Quindi, chiedo che il provvedimento venga sospeso finché il Presidente della Giunta non sottoscriverà l'accordo di programma vero e proprio che poi verrà immediatamente trasmesso al Consiglio.
PRESIDENTE. E'stata posta la questione sospensiva. Ricordo ai colleghi consiglieri che relativamente all'articolo 86, questione sospensiva, può parlare un consigliere per ogni Gruppo e ciascun intervento non può superiore i cinque minuti. Alla conclusione si vota subito per alzata di mano senza dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Dico subito, signor Presidente, che ai sensi del citato articolo 86, secondo comma, del Regolamento la Giunta può chiedere la sospensiva dell'esame del provvedimento e il provvedimento dovrebbe tornare all'esame dell'Aula nel corso della tornata, questo lo può fare e il Consiglio lo può assentire. Quello che la Giunta non può fare, e che il Consiglio non può assentire, è la motivazione che testè ha addotto l'assessore Biancareddu a nome della Giunta, e che contrasta per altro con la dichiarazione, che è agli atti del Consiglio, resa dal Presidente della Giunta nella seduta antimeridiana, e cioè che re melius perpensa. La Giunta, essendosi resa conto che l'atto che è stato inviato al Consiglio non è quello che la legge prevede in astratto, cioè un accordo di programma, bensì un'altra cosa, cioè uno schema di accordo, un preliminare di accordo, i intenderebbe perfezionare l'accordo, stipulare l'accordo. Lo stipuli, e se riterrà di dare sanzione di legge ad un accordo lo porti in Consiglio, lo invii alla Presidenza del Consiglio e il provvedimento percorrerà il suo itinerario, se è un disegno di legge, come tutti i disegni di legge.
Quello che non può essere fatto è chiedere la sospensiva di un provvedimento, in base al comma 2 dell'articolo 86 del Regolamento, per cambiare nel frattempo natura al provvedimento medesimo. Questo il Consiglio non lo può assentire, né la Giunta lo può chiedere.
Chi è garante del Regolamento dia un chiarimento sul Regolamento, in sede di Conferenza il Presidente molto opportunamente l'ha già dato, quindi renda al Consiglio un chiarimento, una lettura e una interpretazione del Regolamento dalla quale si evinca che noi possiamo fare quello che vogliamo nell'ambito delle regole, e le regole comunque dicono che la sospensiva si può chiedere e la sospensiva si può ottenere.
Però, la sospensiva è relativa allo stesso provvedimento che può essere modificato nei modi nei quali se rimane in Aula si modificano in Aula i provvedimenti, non si modifica fuori dall'Aula e poi si porta un altro contenuto nello stesso contenitore, questo non è ammesso dalle regole, e questo deve essere chiarito responsabilmente e autorevolmente al Consiglio prima che si proceda nella discussione e soprattutto prima che si proceda al voto.
La Giunta si è resa conto di aver fatto una cosa che la regola non prevedeva. Si è resa conto grazie alla discussione che c'è stata, perché serve a questo il dibattito, servono a questo il confronto e la discussione nel Parlamento. Nel Parlamento si parla per essere ascoltati e si parla esprimendo attraverso la parola dei concetti; non è un salotto il Parlamento, la parola è lo strumento della comunicazione dei concetti. Comunicando e comunicandoci questi concetti anche la Giunta è arrivata alla determinazione di comprendere che il provvedimento presentato non era quello idoneo, intende quindi presentare il provvedimento idoneo, lo presenti se ritiene nei modi che le regole prevedono.
Nei modi che le regole prevedono significa previo ritiro del provvedimento presentato e presentazione del nuovo provvedimento secondo le regole e i contenuti ammessi dalle regole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
Scano (Gruppo Misto). Molto rapidamente, signor Presidente, per dire che la proposta espressa dall'assessore Biancareddu non è molto chiara né nei termini, né nella motivazione. Quale tipo di sospensiva delle due fattispecie previste dal comma 1 dell'articolo 86 sta chiedendo? Sembrerebbe di capire, ma non è stato detto in modo chiaro ed incontrovertibile, che si tratti di rinvio ad altra data e non di rinvio in commissione, e qual è la motivazione? L'assessore Biancareddu ha parlato di allegati. Ma davvero qui non è un problema di allegati.
L'articolo 28 bis della legge numero 45 è molto chiaro; dice infatti (l'avevamo già detto, l'abbiamo ripetuto, si è fatto un po' orecchie da mercante) che "qualora l'accordo di programma come definito…", eccetera, eccetera, "è approvato con apposito provvedimento di legge". Il fatto che un atto abbia natura di schema di accordo di programma, e il fatto che invece debba avere natura di accordo di programma non è, assessore Biancareddu, un problema di allegati, è un problema di natura dell'atto sottoposto all'esame del Consiglio. E'chiaro questo concetto? Ma possibile che ci voglia tanto a comprenderlo?
A me sembra una cosa elementare! E' talmente elementare che, nonostante non si volesse accedere a questa conclusione, siccome le cose sono più forti talvolta dei pregiudizi e delle intenzioni...
PRESIDENTE. Onorevole Scano, le chiedo scusa, siccome non è presente in Aula l'assessore Biancareddu che sta seguendo, credo, per la Giunta questo problema, siccome lei sta ponendo delle questioni in relazione alle dichiarazioni rese dall'assessore Biancareddu, la pregherei di interrompere qualche minuto il suo intervento aspettando che rientri l'assessore. Prego.
Scano (Gruppo Misto). Dicevo che non è, assessore Biancareddu, un problema di allegati, non è che intervenendo sugli allegati cambia la natura dell'atto. Qui stiamo parlando se si tratta di uno schema di accordo o se si tratta di un accordo, gli allegati non c'entrano nulla. Questa cosa è talmente chiara che se anche non si voleva comprenderla alla fine, portati dalla forza delle cose, ci si sta arrivando; tant'è che non l'opposizione, ma il Presidente della Giunta stamattina di fatto questo ha detto, così io l'ho inteso.
L'atto che è all'esame del Consiglio non ha tutti i requisiti necessari. Allora come si affronta questo problema? Questo fatto pone problemi al proponente, alla Giunta, che ha proposto un atto che ha una natura diversa da quella prevista dalla legge; pone un problema al Presidente del Consiglio, perché il Consiglio sta esaminando un atto che ha natura diversa da quella prevista dalla legge, pone un problema ai noi consiglieri che, di maggioranza o di opposizione, favorevoli, contrari o neutrali sul merito del provvedimento, questo non c'entra, stiamo esaminando un atto che ha una natura diversa di quella prevista dalla legge, cioè dall'articolo 28 bis. Questi sono i termini del problema, semplici ed elementari, ed è inutile girarci attorno.
L'iter corretto, e ho concluso, sarebbe da parte della Giunta il ritiro del provvedimento che non ha i requisiti previsti dalla legge, la sostituzione con un atto che sia perfetto dal punto di vista della procedura; l'unica forma di sospensiva, torno al comma 1 dell'articolo 86, compatibile con questo problema è non il rinvio ad altro giorno nella stessa tornata, ma è il rinvio in commissione perché deve ripartire un atto che è diverso da quello che oggi stiamo esaminando.
Concludo dicendo che questo sarebbe nell'interesse non solo del proponente, che deve fare cose serie e rispettare la legge, non solo del Consiglio, che non deve finire con l'essere un piccolo Consiglio di periferia ma dovrebbe essere una Assemblea legislativa, è anche nell'interesse dei contraenti dell'accordo di programma che non devono essere "buggerati", intenzionalmente o no, con l'approvazione di un atto che sarà esposto ad ogni e qualsiasi intemperie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Il Presidente della Giunta questa mattina in Aula, e l'ha fatto da Presidente della Giunta ma anche da titolare del procedimento che arriva in Consiglio regionale per l'approvazione con l'articolo 1 del disegno di legge 229/A, ha proposto alla nostra attenzione due questioni. Una relativa alle procedure di applicazione dell'articolo 28 bis per rendere certo il percorso che per la prima volta si attua con l'accordo di programma di Palau, e ha inoltre preso atto di una questione che per la verità era stata sollevata più volte in quest'Aula anche dall'onorevole Morittu che ha preso la parola per conto del nostro Gruppo nella discussione generale, e cioè quella relativa al fatto che alla nostra attenzione, e anche nell'articolo 1, veniva sottoposto uno schema di accordo di programma e non l'accordo di programma come il 28 bis invece richiede.
Per questo motivo credo sia giusto che il provvedimento venga sospeso e che la Giunta compia tutti quegli atti necessari per rendere legittimo il provvedimento stesso che, altrimenti, verrebbe esposto a serissimi rischi. Noi stiamo compiendo in Aula un lavoro di istruttoria, di conoscenza piena dei documenti che si sarebbe dovuto compiere in Commissione ma che, come si vede, non è stato compiuto fino in fondo, esponendo il comune di Palau e i privati contraenti dell'accordo di programma al rischio di impugnazione del provvedimento, provvedimento che allo stato sarebbe assolutamente illegittimo.
Noi crediamo che il provvedimento debba essere sospeso e che quella parte di documentazione allegata, che verrà riproposta a seguito della firma dell'accordo di programma, e non dello schema di accordo di programma, debba essere, secondo noi, riesaminata dalla Commissione. Però questa è una partita per la quale ci rimettiamo alla Presidenza del Consiglio che deve decidere. E' quanto avviene per tutti i provvedimenti legislativi che vengono sospesi nel corso della trattazione in Aula nel caso si debbano sostituire integralmente parti fondamentali (è il caso del provvedimento in questione), non diversamente per altro da quanto accade persino per emendamenti di fondamentale importanza.
Quindi noi siamo d'accordo per sospendere il provvedimento affinchè torni in Aula regolarizzato in ogni sua parte, e quindi comprensivo dell'accordo di programma.
Per la verità noi abbiamo sottoposto all'attenzione della Giunta anche altre due questioni che vorremmo che venissero valutate durante questa sospensione, e cioè la questione relativa alla valutazione di impatto ambientale e la questione relativa alla partecipazione dei cittadini al procedimento, così come previsto dalla legge numero 45.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Presidente, colleghi, anch'io ritengo che si debba utilizzare questa sospensione per un approfondimento delle problematiche emerse e soprattutto per cercare di raddrizzare, per quanto è possibile, l'iter di questo procedimento che presenta, come è già stato detto, diverse lacune. Naturalmente questo non risolve il problema preliminare, che è quello della applicabilità dell'articolo 28 bis alla fattispecie in esame; comunque, ammesso e non concesso che sia applicabile, l'iter va corretto.
A questo proposito anche noi siamo d'accordo su quanto è stato detto, io in particolare mi permetto di sottoporre al Consiglio alcune riflessioni scritte che avevo preparato già in precedenza e che deposito per chi voglia esaminarle.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Noi, come Gruppo di Forza Italia, siamo favorevoli alla questione sospensiva, richiesta dalla Giunta regionale in applicazione dell'articolo 86 del Regolamento, secondo comma. Concordiamo sulla necessità di mandare avanti, all'interno di questa tornata dei lavori, l'accordo di programma di Palau. Mi pare infatti che le questioni sollevate dai consiglieri che mi hanno preceduto non siano questioni di merito, ma siano semplicemente delle questioni di procedura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I. - S.U). Signor Presidente, io sono particolarmente perplesso; è la prima volta che approda in Aula il dibattito su un caso chiaro, concreto, specifico di accordo di programma, per cui è abbastanza comprensibile che il percorso del provvedimento possa subire modifiche, che siano opportune riflessioni maggiori di quante non ne siano state necessarie in occasioni diverse, quando si sono presi in esame casi consolidati., Su questo argomento, Presidente, l'Aula già nel dibattito generale si è espressa con tendenze diverse, in maniera variegata, con filosofie differenti che hanno talvolta attraversato la maggioranza, tal altra l'opposizione. Per esempio, per parte nostra, e ci teniamo a ribadirlo, non abbiamo preclusioni di natura ideologica per esaminare, nel concreto, ipotesi di accordo di programma.
Ciò detto, Presidente, non può sfuggire a nessuno, e credo sia opportuno che in quest'Aula venga rimarcato, che a dibattito non solo avviato, ma conclusa la discussione generale e votato il passaggio all'esame degli articoli, quindi si sta per entrare nel merito del problema, arriva una dichiarazione in Aula del Presidente della Giunta regionale il quale, sostanzialmente, dichiara, scusandosi con l'Assemblea, di aver presentato un provvedimento non corretto sotto il profilo della rispondenza alla legge, per cui chiede di poterlo ritirare per riaggiornarlo e modificarne la natura stessa.
Questa richiesta che è venuta dal Presidente della Giunta regionale, viene poi sostanziata con argomentazioni similari dall'assessore Biancareddu, che pure è consapevole dell'errore nel quale la Giunta regionale è caduta, però introduce una nota di ulteriore semplificazione chiedendo di sospendere il provvedimento ma asserendo di volerlo riprendere esattamente dal punto nel quale è stato lasciato - in ciò sostenuto dall'onorevole Corona - senza preoccuparsi, neanche in questo caso, del fatto che si stia esponendo il provvedimento stesso al rischio dei ricorsi.
Le parti interessate, soprattutto le amministrazioni locali interessate e gli imprenditori interessati se sono in Aula, sappiano che la procedura che la Giunta regionale sta decidendo di intraprendere, è una procedura notevolmente pericolosa e che potrebbe esporre tutto questo percorso ad ulteriori lungaggini e rinvii sino all'annullamento del provvedimento stesso. Il rischio dei ricorsi nasce dal fatto che non si può cambiare la natura ad un provvedimento e chiedere poi che si riprenda il dibattito come se nulla fosse avvenuto.
Dobbiamo rimarcare, una volta di più, che quand'anche la Giunta regionale decide di procedere operativamente verso l'approvazione di qualcosa, incappa in una serie di errori procedurali che rischiano di fare inficiare il provvedimento, dimostrando una volta di più la propria incapacità politica a ben decidere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, colleghi, debbo confessarvi che avrei gradito la presenza in Aula del Presidente della Giunta regionale...
PRESIDENTE. Mi hanno fatto notare gli uffici che a nome del Gruppo era già intervenuto l'onorevole Dore. Naturalmente è una mia svista, starò più attento la prossima volta. Prego concluda, onorevole Fadda.
FADDA (La Margherita - D.L.). Dicevo che avrei gradito, questo pomeriggio, la presenza in Aula del Presidente della Giunta che stamattina ha chiesto che il provvedimento venisse sospeso per poterlo aggiornare.
La domanda che rivolgo, innanzitutto alla Giunta regionale e poi alla maggioranza, è se si ascoltano gli interventi che si fanno quando si portano provvedimenti in Giunta e quando si cerca anche di trovare una soluzione per l'approvazione degli stessi. Assessore Biancareddu, lei ha ascoltato quello che il Presidente del Consiglio ha detto nella riunione dei Capigruppo, e cioè che difficilmente il provvedimento pur con le correzioni che si intendono apportare, potrà essere discusso tra una settimana, o tra 15 giorni. Il collega Scano vi ha fatto una proposta, voi avete avanzato una richiesta in base al secondo comma dell'articolo 86, invece io chiedo alla Giunta per accelerare i tempi, per non riprendere la discussione da capo, perché non perfezionare, con il rinvio in Commissione, il provvedimento stesso? Credo che sia indispensabile nella sostanza, Assessore, perché avete sbagliato voi nel presentare questo provvedimento. Non gliene faccio una colpa, Assessore, perché è la prima volta che un provvedimento che dovrebbe recare un accordo di programma giunge al vaglio dell'Aula.
Quindi io suggerisco alla Giunta di appellarsi sia al primo che al secondo comma dell'articolo 86, chiedendo che il provvedimento ritorni in Commissione.
PRESIDENTE. Era mia intenzione chiedere all'onorevole Scano se intendesse formalizzare la proposta della applicazione del comma 1 dell'articolo 86 nella parte che prevede l'ipotesi del rinvio in Commissione, perché in tal caso ci troveremmo di fronte due proposte sulle quali si deve pronunciare l'Aula. Da un lato vi è la proposta di un rinvio in Commissione così come proposto dall'onorevole Scano, proposta ripresa adesso dall'onorevole Fadda; dall'altro lato vi è la proposta iniziale dell'Assessore che invece prevedeva il rinvio ad altra data, sempre all'interno della stessa tornata. Quindi chiedo all'onorevole Scano se ha formalizzato la sua proposta.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente, stavolta in via del tutto eccezionale sono d'accordo con l'onorevole Fadda.
PRESIDENTE. Quindi vi è richiesta formale di una sospensiva con il rinvio in Commissione della proposta. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente e colleghi, la Giunta è favorevole alla soluzione che consenta di approvare il provvedimento di legge finale con maggiore celerità, e ritiene che la via più breve, naturalmente nel rispetto della legittimità, lo ribadisco, sia quella della sospensiva ex comma 2 dell'articolo 86 senza il ritorno in Commissione. La "pecca" presente nel disegno di legge può essere emendata in Aula secondo il Regolamento del Consiglio.
Quindi la Giunta è per la sospensiva ex articolo 86 comma 2.
PRESIDENTE. Si è esaurita la fase degli interventi previsti dall'articolo 86.
Metto in votazione la proposta di sospensiva richiesta dalla Giunta in applicazione del comma 2 dell'articolo 86, quindi stiamo votando sulla richiesta di sospensiva con rinvio ad altra data entro la stessa tornata. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
L'Aula accoglie la richiesta di sospensiva con rinvio ad altra data con 39 voti a favore e con 26 astenuti. Il provvedimento all'esame è sospeso e ritornerà in Aula entro l'attuale tornata. Decade quindi la richiesta di sospensiva con rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 384/A.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirastu, relatore.
PIRASTU (F.I. - Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sarà una relazione molto breve, così come è breve il contenuto della proposta di legge presentata nel dicembre...
(Brusio inAula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, onorevole Pirastu, la prego di attendere per qualche secondo. Colleghi, per cortesia, consentiamo all'onorevole Pirastu di svolgere la sua relazione. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 49, viene ripresa alle ore 19 e 01.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirastu, relatore.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), relatore. Dicevo prima che sarà una relazione molto veloce, così come è sintetico il contenuto della proposta di legge presentata il 21 dicembre 2001 e approvata dalla seconda Commissione all'unanimità nel febbraio 2002.
Questa proposta riveste una particolare importanza in quanto colma una lacuna che impedisce, parzialmente, l'attuazione di una serie di misure previste dal POR 2000/2006. Il complemento di programmazione del por Sardegna, infatti, approvato dalla Commissione UE, prevede che alcune misure dell'Asse IV, sviluppo locale, possano essere direttamente attuate dalle agenzie governative regionali e detta i requisiti che devono sussistere affinché l'Esecutivo regionale possa attestare tale status con propria deliberazione.
Peraltro, l'Esecutivo regionale, anche in seguito ad una diversa interpretazione degli uffici dei vari Assessorati su questo punto, ha individuato la necessità di una legge di riferimento che codifichi quanto già stabilito nei complementi di programmazione. La proposta va proprio in questa direzione, individuando i requisiti delle costituende agenzie governative, che devono avere uno stretto rapporto organico con la Regione, considerato che la stessa potrà affidare direttamente alle agenzie medesime l'attuazione di programmi regionali, nazionali e comunitari, evitando, quando lo riterrà opportuno, il ricorso ai bandi pubblici che, oltre a prolungare i tempi dell'affidamento, possono in alcune occasioni vedere organismi privati, non sardi, aggiudicarsi la possibilità di gestire risorse comunitarie destinate all'attuazione di politiche regionali per lo sviluppo socioeconomico della Sardegna.
La normativa europea individua chiaramente tale categoria di enti e organismi di diritto pubblico e consente che essi possano attuare direttamente le misure e i programmi che le amministrazioni pubbliche territoriali decidano di affidargli nelle materie di specifica competenza. Le Agenzie governative devono tuttavia essere distintamente individuate e riconosciute sulla base dei requisiti dettati dalle direttive comunitarie. A questo proposito vorrei sottolineare che ci siamo limitati a riportare i requisiti previsti nel complemento di programma, quindi non abbiamo inventato l'acqua calda, ma il contenuto dell'articolo 2 non è altro che la riproposizione organica dei requisiti individuati a suo tempo nel complemento di programmazione del POR Sardegna approvato dalla Commissione UE, che appunto prevede che alcune misure, come dicevo prima, all'interno dell'asse IV siano attuate direttamente dalle agenzie governative.
Inizialmente, precisamente il 4 settembre 2001, vi era stata una delibera della Giunta, su proposta del sottoscritto nella sua qualità, allora, di Assessore dell'industria, in accordo con l'allora Assessore della programmazione, il collega Pittalis, delibera che fu trasmessa anche alla Commissione UE per verificarne la compatibilità con le norme comunitarie. La risposta di Bruxelles rinviava all'autonomia e potestà della Regione la verifica di tale compatibilità.
Peraltro, la necessità di una regolamentazione normativa emergeva chiaramente dal contenuto del documento. Si è quindi ritenuto, per uscire dall'impasse e anche dalle conseguenze negative che essa ha creato e può creare per il rischio di perdere risorse assegnate, che l'unica soluzione fosse l'emanazione di una legge che definisca chiaramente le Agenzie governative, i requisiti che le caratterizzano, le procedure per attestare tale status.
Attualmente ma il numero non è chiuso, è aperto, gli enti regionali che possono aspirare a richiedere il riconoscimento di questo status sono quattro, tre dei quali hanno già lo statuto, salvo qualche piccolo particolare, conforme ai requisiti previsti dall'articolo 2. Mi riferisco all'Osservatorio industriale, al BIC e al Consorzio 21; la sfirs è tra i soggetti che potenzialmente possono aspirare a vedersi riconosciuto lo status di Agenzia governativa, ma dovrà apportare quelle modifiche statutarie che sono indicate chiaramente nell'articolo 2, dove sono elencati appunto i requisiti delle Agenzie governative.
La proposta individua nell'articolo 2 i requisiti in coerenza con quanto contenuto sia nel complemento di programmazione citato che nelle direttive; queste ultime sono molto importanti, ma anche in questo caso è stato rispettato rigidamente il contenuto delle direttive europee in materia di appalti, mi riferisco precisamente alla direttiva 92/50 della CEE.
Gli articoli 3 o 4 definiscono invece una procedura snella per il riconoscimento dello status di Agenzia governativa della Regione. Una deliberazione della Giunta, su proposta del Presidente della Regione, attesta tale status a seguito di un'istanza, completa della documentazione comprovante la sussistenza dei requisiti elencati. E' chiaro che una volta che l'Esecutivo regionale ritiene di dover riconoscere la qualifica di Agenzia governativa a un determinato soggetto, questo soggetto, una volta che la Giunta delibererà, avrà quella qualifica, quello status, per altro la Giunta potrà valutare di continuare a fare anche i bandi, non c'è una procedura automatica, una cosa è il riconoscimento dello status di Agenzia governativa, altra cosa è la facoltà discrezionale che l'Esecutivo ha di attribuire direttamente senza bando quella misura a quel determinato soggetto.
Diciamo che è importante perché di Agenzie governative se ne parla anche in altre Regioni, perché ovviamente le misure relative all'attuazione dei programmi europei cambiano da Regione a Regione, a prescindere anche dall'appartenenza ad obiettivi diversi (obiettivo 1, obiettivo 2), ma a parte questo diciamo che, siccome questo concetto di Agenzia governativa ricorre anche in altri provvedimenti comunitari, questa potrebbe essere la prima legge istitutiva di questo istituto, perché mi risulta, almeno fino a due mesi fa questa era la situazione, che nessuna regione si sia data un assetto normativo che disciplini questa figura.
Inoltre, approvando questa legge, i funzionari regionali di turno saranno più tranquilli, perché potranno finalmente firmare determinazioni la cui copertura non sarà da ricercare nei complementi di programma e nel por, ma in una legge regionale; quindi si potrà tranquillamente velocizzare la spendita delle risorse europee utilizzando successivamente questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare in discussione generale devono avvenire entro l'intervento dell'onorevole Falconi.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, solo qualche minuto per riprendere le considerazioni che per altro ha già fatto il collega Pirastu con molta chiarezza, le riprendo e le rafforzo. Questa legge, che molti definiscono leggina, e così non è, io ritengo sia abbastanza importante perché finalmente anche in Sardegna si dà lo status di Agenzia governativa ad alcuni enti che sono sotto il totale controllo della Regione. L'Unione Europea sollecitava da tempo la nascita di questo strumento che risulterà particolarmente utile nella gestione dell'ultima parte del POR Sardegna.
Io posso aggiungere qualche altro esempio a quelli che ha già fatto il collega Pirastu; sarebbe stato molto utile se queste Agenzie governative fossero state già operative per esempio per la gestione dei PIT; è stato dato infatti un esempio negativo che ha evidenziato come non si sarebbero dovuti gestire quei fondi. Una serie di faccendieri ha imperversato tra comuni e province gestendo ciò che non potevano gestire in nome e per conto di alcuni Assessorati, in nome e per conto della Regione. Ebbene, adesso abbiamo uno strumento riconosciuto, uno strumento pubblico a servizio, mi auguro, dell'impresa, a servizio dei comuni.
I requisiti non li riprendo perché sono ben elencati all'articolo 2, gli enti che possono avere riconosciuto questo status sono stati già ricordati, i requisiti fondamentali li hanno già, e qualcuno può acquisirli con una semplice modifica statutaria; io penso che a questi enti - era questo quello che volevo dire - se ne possano aggiungere anche altri, sempre sotto il controllo regionale. Faccio l'esempio dell'ERSAT per quanto riguarda le materie agricole.
Permettetemi di sottolineare un ultimo dato che riguarda in generale le Commissioni e in particolare la Commissione seconda. Le Commissioni, molte volte noi dell'opposizione l'abbiamo sottolineato, lavorano a ranghi ridotti, soprattutto mancano i ranghi della maggioranza. Molte volte, il più delle volte, sempre, le leggi passano nelle Commissioni per la collaborazione, non dico commistione, ma la collaborazione costruttiva delle opposizioni. Bene, questa legge, che in Commissione seconda è passata non per la collaborazione, ma per la volontà delle opposizioni che in quella Commissione erano maggioranza, è l'unica legge, fatto questo davvero emblematico che la Commissione seconda ha esitato in questa legislatura. Questo dato la dice tutta sul lavoro che i commissari della maggioranza svolgono nelle Commissioni, in questa in modo particolare.
Questa legge, davvero, al di là dei colleghi firmatari che l'hanno proposta e che hanno avuto anche la tenacia non solo di seguirla in Commissione, ma di sollecitare l'attenzione di quella Commissione sul provvedimento, poi di arrivare fino in Aula, è stata votata all'unanimità soprattutto grazie all'impegno di chi l'ha voluta, e cioè grazie alle opposizioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Alcune considerazioni, Presidente e colleghi, su questa proposta di legge che il Consiglio può anche approvare se ritiene che abbia una qualche utilità, ma giusto per chiarire, dal nostro punto di vista, del come si fanno le leggi e del come non si dovrebbero fare le leggi. Sì è vero, c'è una tendenza ormai straripante verso la dequalificazione delle leggi. La legge dovrebbe essere lo strumento generale, supremo, attraverso cui vengono dettate le regole generali, poche ed essenziali.
E' in corso un dibattito nelle sedi politiche e anche istituzionali che attiene proprio al processo di delegificazione; e il processo di delegificazione non significa che la società organizzata, che la società pluralista, che la società democratica non abbia bisogno di leggi. Ha bisogno di leggi che regolino le grandi questioni, chiare e distinte queste grandi questioni, e poi di tante modalità di attuazione e di esplicazione che adattino i principi e le garanzie generali alle condizioni reali in cui quei principi, quegli obiettivi, quegli strumenti poi concretamente si calano.
Di fronte a questa tendenza di carattere generale, che è propria della cultura politica istituzionale più avanzata o innovativa, o moderna, o progressiva, questo Consiglio regionale si ritrova invece, di questi tempi, a prendere in considerazione una serie di strumenti normativi sotto forma di legge, in situazioni nelle quali la legge non ci dovrebbe entrare bellamente nulla!
Un esempio preclaro lo abbiamo appena lasciato alle spalle, quello del presunto accordo di programma, che non era manco accordo di programma, ma che era un fantasma di accordo di programma; infatti la Giunta, dopo alcuni giorni di confronto, essendosi resa conto di aver presentato al Consiglio non un corpo visibile ma un fantasma, ha chiesto una sospensiva per andare a recuperare il corpo che è sotto il lenzuolo, che appare come fantasma.
Va bene, aspettiamo di vedere come questo corpo verrà modellato e come verrà poi presentato, e siccome tutto sarà esattamente come prima, nella stessa tornata, come voi ritenete, ricominceremo a riproporre e si proporranno oggettivamente le stesse identiche questioni aggravate e complicate dalla pretesa assurda, che voi avete, di commettere errori e di non voler neppure riconoscerli , oppure di riconoscerli ma di pensare che l'errore commesso e pure riconosciuto non debba poi avere conseguenze. Come minimo la conseguenza sarebbe di ripercorrere la strada giusta, visto che avete riconosciuto che quella iniziale era una strada sbagliata.
Ma per voi tutto questo non vale. Perché non vale? Perché avete un'idea, come dire, non bizantina, cioè un pochino retorica, un pochino labile, artefatta delle questioni politiche e istituzionali? No, voi avete una visione molto libertina, non bizantina, e in questo libertinaggio politico applicato alle istituzioni voi ritenete che laddove c'è un problema e la capacità di governo non vi regge, perché siete incapaci di governare i processi, persino di governare gli uffici, la soluzione sia fare un articolo di legge! Così, attraverso un articolo di legge, abbiamo non garantito la regolarità dei procedimenti, no, così abbiamo dato copertura all'incapacità di governo.
Ma non eravate voi che parlavate di efficienza? Non eravate voi i propugnatori del decisionismo? Non eravate voi che lodavate la capacità "puntu, mortu e pappau"? Ma non se ne può più!
Voi, ancora una volta, dite che la legge è stata voluta all'unanimità; ma quanto sono belle le cose unanimi! Ma non ce n'è una che assomigli a qualcosa di presentabile. "E' bella perché è unanime", ma su che cosa in Commissione si esprime ancora una volta l'unanimità di vedute? Sul nulla! E allora, per farla breve, giusto perché si capisca quale tipo di leggi, quale "razza" di leggi questo Consiglio regionale è chiamato a discutere e ad approvare, peraltro nella presunzione (proprio ritenendo di fare una cosa che non sta facendo) di fare cose ben fatte, risolutive per la Sardegna, oltre che nella presunzione di saper fare cose che non sa fare, . ci chiediamo che cosa sono queste Agenzie governative. Si usano paroloni, un giornalista, un operatore dell'informazione sente questa parola e si convince che qui si stiano facendo belle Agenzie governative che risolveranno i problemi della programmazione, dello sviluppo, grandi e nuovi strumenti della Regione.
Allora che cosa vuol dire Agenzia? "Agenzia" è un organismo che agisce. Questo vuol dire Agenzia. Un organismo che ha, come sua natura specifica, quella di essere capace di agire prontamente. Sì, agisce, agisce e nell'agire, agirà e guiderà un processo. Questa è l'Agenzia. E' governativa perché? Perchè deriva da un atto di governo. Se fosse dei barracelli sarebbe un'agenzia barracellare. E' un'Agenzia governativa perché deriva da un atto del governo. Di quale Governo? Della Francia? No! Dell'Italia? Neppure! Della Sardegna e cioè della Giunta regionale. Ed allora se c'è uno strumento che deve agire e guidare, guidare il treno, guidare il pullman, guidare anche un progetto di sviluppo, il POR, non il POR, deve guidare! E deve farlo derivando il suo potere da un'investitura del governo, per questo si chiama governativa, posto che in questa Regione abbiamo già gli strumenti; infatti vengono anche implicitamente richiamati, enti pubblici ed economici.
La Regione ha diversi organismi ed enti creati per attuare politiche di sviluppo economico (credito, ricerca tecnologica incubazioni di impresa, osservazione statistica, assistenza all'impresa, formazione professionale, eccetera). Oltre quelle qui nominate per campo di attività, che se poi andiamo a nominarle, come dire, per nome e cognome o soprannome facciamo un elenco lunghissimo di questi enti e strumenti che possono fare queste cose, che dovrebbero fare queste cose. Quindi, gli strumenti ci sono già.
Il Governo della Regione ci dovrebbe essere. Vero è che noi dell'opposizione diciamo che non c'è, oppure c'è ed è come se non ci sia. Oppure c'è, ma è peggio che se non ci fosse, perché governa male, perché fa danni, ma questo non toglie che sul piano formale il Governo ci sia. Allora delle due una, se ho lo strumento e ho la fonte del potere che può riconoscere a questo strumento di fare una certa cosa, perché non si fa? Che bisogno c'è di una legge? Lo dite voi, lo dite in relazione, lo dice Pirastu nella relazione perché ci serve una legge, perché avete provato a dare questi poteri a questo o a quell'ente e la cosa non ha funzionato. Avete posto il quesito all'Unione Europea, se quell'ente aveva i requisiti e i titoli per svolgere queste funzioni, l'Unione Europea vi ha detto bellamente, dandovi una lezione di stile, che queste non sono cose che deve decidere l'Unione Europea.
A noi che ci lamentiamo sempre del centralismo prevaricatore, interstatuale o statuale, l'Unione Europea risponde che avendo noi, Regione, tutti i poteri, possiamo ricondurre all'ambito della nostra autonomia il riconoscere quali di questi enti abbiano i requisiti. Questo è quanto ha risposto l'Unione Europea invitando la Regione ad esercitare la sua autonomia. Ci si lamenta spesso, come dicevo, del centralismo, ma questa volta che l'Unione Europea ci dice che lei ha dato le direttive, e quelle direttive sono chiarissime, e che noi dobbiamo leggerle e, avendo il potere, riconoscere agli enti che hanno i requisiti prescritti queste prerogative; non si può fare.
Perché non si può fare? Perché nasce, dice la relazione, una impasse. Nasce una impasse non perché non ci siano gli strumenti, non perché non ci siano i poteri che sarebbero nella capacità di governo. No. Perché l'assessore Pirastu ci ha provato a fare proposte in Giunta e non ci è riuscito, quando era Assessore. E nasce una impasse perché gli uffici tra di loro o gli enti non si mettono d'accordo. Perché magari ognuno vuol fare di tutto. Ognuno vuol rubare il mestiere all'altro e non c'è una capacità di governo e, quindi, di regolazione e quindi di indirizzo e di rendere efficienti gli strumenti che ha, che ha chi? Il Governo della Regione.
Ecco, allora, che per uscire da questa impasse si propone un articolo di legge, in base al quale la Giunta regionale sarebbe incaricata di fare esattamente quello che può già fare, dare un incarico, riconoscere una condizione agli enti che hanno i requisiti di cui alle direttive comunitarie, oppure quegli enti conformarli in modo tale (quelli che ha già) affinché possano rispondere a questi requisiti.
La verità è, pare di capire, che sotto la specie della migliore garanzia della norma cogente, che sarebbe la legge, e la legge non "coge" nulla in questo caso, perché puramente e semplicemente attribuisce alla Giunta di fare quello che la Giunta, ripeto, già può fare, non fa altro! si introduce qualche altra variante sul tema, questo sì.
Parrebbe di comprendere che, oltre ai soggetti esistenti, ed allora per favore si presenti un elenco dei soggetti esistenti, un loro censimento, possano entrare in campo anche altri soggetti. Cioè, si sta aprendo la strada alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Non c'è dubbio. Altri soggetti rispetto a quelli esistenti sono soggetti aggiuntivi, è chiaro, se sono altri, se non sono aggiuntivi sono gli stessi, o articolazione degli stessi.
Perché l'articolo 2, poi torneremo quando si passerà all'articolato, in realtà richiama i requisiti che sono già quelli delle direttive comunitarie e fra i requisiti c'è che gli amministratori devono avere l'approvazione, almeno sotto forma di ratifica, da parte della Giunta regionale; quindi se devono avere la ratifica vuol dire che gli amministratori li propone qualcun altro , non li propone la Giunta perché, se la nomina degli amministratori è soggetta a ratifica, il potere di proposta degli amministratori sarà di un soggetto o di un centro propulsore esterno.
Io non voglio dire che sia il collega Pirastu che suggerisce gli amministratori di questa o quella società, potrebbe essere anche il collega Cogodi, cioè deve essere un soggetto esterno alla Giunta, se la Giunta deve ratificare; o potrebbe ratificare addirittura il Consiglio regionale. In questo caso non si capisce se è l'Assemblea, cioè il Consiglio in quanto tale, che ratifica questi amministratori; perché poi con i tempi che corrono il Consiglio è il Consiglio, come dovrebbe essere, vero!? Ma, c'è anche chi ritiene che il Consiglio sia qualche volta una Commissione, c'è chi ritiene che il Consiglio qualche volta sia il Presidente del Consiglio, c'è chi ritiene, come Tunis per esempio, qualche volta che il Consiglio sia lui, perché rende relazioni al Consiglio fuori dei Regolamenti e si firma "Presidenza di una Commissione" senza che la Presidenza ne sappia nulla. Eppure quegli atti bellamente vengono inviati al Consiglio, entrano qui, distribuiti ai consiglieri, sembrano atti del Consiglio ed invece sono, come dire, escogitazioni notturne del collega Tunis.
Quindi, cos'è il Consiglio? Chi è che deve dare questa ratifica? E poi, se qui venisse a ratifica in quest'Aula il nome dell'amministratore di una di queste Agenzie governative che ne sapremmo noi, effettivamente, per poter ratificare proposte di direzione di queste Agenzie medesime? L'altro requisito è che queste Agenzie comunque devono essere di proprietà della Regione. Qualcuno potrebbe ricordarci che noi siamo per le garanzie pubbliche, che noi per molti versi vochiamo anche, noi diciamo giustamente, non è che neghiamo o ci pentiamo di questo, in molti comparti di attività economica, in molti campi di intervento e di direzione dell'economia, nei settori primari dello sviluppo, la responsabilità e anche l'efficienza pubblica, quindi certo non ci opponiamo al fatto che queste società sotto forma di Agenzia debbano avere proprietà pubblica. Ma qui è detto che la proprietà pubblica, la proprietà della Regione, avviene in modo diretto o indiretto attraverso quote di maggioranza.
Intanto qui c'è una contraddizione che qualcuno dopo dovrà risolvere, perché se la proprietà è pubblica non può avvenire attraverso l'acquisto di quote di maggioranza, perché deve avvenire attraverso l'acquisto di tutte le quote, se è la proprietà. Se è a partecipazione pubblica allora si possono avere quote. Perchè questa cosa che si dice che la proprietà deve essere pubblica, se si dice che la proprietà deve essere pubblica, deve essere tutta la proprietà. Se si vuol dire invece che è a compartecipazione pubblica è un'altra cosa. Questo equivoco parrebbe rimanere, perché se si acquistano quote di maggioranza vuol dire che ci può essere una quota di minoranza che può essere privata.
In tutto questo turbinio che vorrebbe essere finalizzato al chiarimento e all'efficienza attraverso la norma legislativa invece potrebbe accadere che, nell'incertezza della norma, nell'equivoco, nella doppiezza, supplisca ancora una volta l'interpretazione ad libitum come è accaduto nell'altra legge che discutevamo prima e discuteremo ancora, e si dica che se si parla di quote di maggioranza vuol dire che ci possono essere anche quote di minoranza; ora, se la quota di maggioranza è pubblica ci può essere una quota di minoranza privata che detiene l'un per cento. E' già accaduto nella storia della Regione che il 99 per cento di una società sia di proprietà pubblica, per cui i denari li mette la Regione, però, altri possono avere l'iniziativa di nominare gli amministratori e la Giunta ha il potere, perché lo dà la legge, di ratificare, di ratificare non di nominare, gli amministratori che altri appunto propongono .
Io non dico "fatta la legge trovato l'inganno", qui mi parrebbe che ssi è trovato l'inganno prima ancora di fare la legge, o si è ipotizzato l'inganno prima ancora di fare la legge. Poi vedremo partitamente. Che cosa vuol dire proprietà pubblica attraverso acquisto, diretto o indiretto, di quote di maggioranza? Non potrebbero accadere, anche se l'acquisto fosse indiretto -e stanno già accadendo - cose per esempio tipo quelle che ha fatto la SFIRS, cioè di sostenere cordate per comprare i terreni del Master Plan, non potrebbe accadere che enti quali l'ERSAT, l'SBS, la SFIRS, che sono pubblici per "prendere gli stipendi" e privati per decidere quello che vogliono, per assumere chi gli pare e per usare i denari pubblici come ritengono, in modo indiretto, come dice questa legge, possano acquistare parti di società che si erigano ad Agenzie governative, che propongano gli amministratori e che la Giunta ratifichi le nomine e, quindi, si aggiungano ed invece di aiutare disturbino il processo della programmazione e dello sviluppo, che entrino in rotta di collisione, che la Regione si tenga tutti gli enti pubblici che ha e in più, attorno veda o lasci o voglia far crescere un sottobosco di altre agenzie, di altri enti, di altre società, altro che non fare entrare i non sardi, poi se un non sardo sa fare una cosa, perché mai da quella parte si dice che non deve entrare? Ed allora Comincioli perché lo fate entrare? Se un non sardo qui non deve entrare, perché vi comanda a bacchetta Berlusconi?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qualche secondo per concludere, perché il tempo concesso per intervenire nella discussione generale è di venti minuti. Qualche secondo per concludere.
COGODI (R.C.). Concludo, d'altronde si trattava di una leggina come avete detto, poi non era più una leggina ma una legge vera, adesso è anche una legge che è sottoposta a discussione e a confronto di merito; ma ci saranno altre possibilità anche nell'esame dell'articolato, perché io e i colleghi, quelli che lo riterranno, potremo esplicare le nostre valutazioni e ricevere anche dai proponenti e dalla stessa Giunta regionale, perché dice di condividerla, i chiarimenti sulle questioni che abbiamo posto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà. E' l'ultimo intervento prima dell'intervento della Giunta.
DORE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, il mio intervento sarà brevissimo. Non ho potuto studiare a fondo questo argomento perché è "piovuto" in Aula all'improvviso; ha avuto anche un iter piuttosto veloce in Commissione, a differenza di altri provvedimenti che attendono purtroppo da mesi e mesi, se non anni addirittura, di essere esaminati. Ma per questo poco male!
Francamente vorrei dire che anch'io nutro parecchie perplessità sulla necessità di questa norma e sul modo in cui è articolata. Non vorrei, visto che sembrerebbe che nel testo si faccia riferimento ad organismi esistenti (ma non è neanche chiarissimo questo concetto), che fosse una sorta di cristallizzazione o di legittimazione di noti carrozzoni che poi consentirebbe, ovviamente, di dar vita a tutte quelle manovre di cui ha parlato poco fa il collega Cogodi e che tutti noi abbiamo già avuto occasione di verificare.
Credo, quindi, che l'argomento vada approfondito, che vada valutata la reale necessità di questo provvedimento e verificati alcuni aspetti che destano, come dicevo, perplessità. Soprattutto mi lascia alquanto perplesso nel testo in esame la norma relativa alle nomine o quella sulla configurazione degli organi amministrativi,
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, nell'affrontare questa proposta di legge occorre innanzitutto richiamare all'attenzione dell'Assemblea i contenuti, almeno quelli che ci riguardano, del complemento di programmazione del POR Sardegna, approvati da questo Consiglio regionale e successivamente ratificati dal Comitato di sorveglianza e, quindi, dall'Unione Europea.
Quando si esamina l'elenco dei requisiti che sono richiesti dalla Giunta regionale per l'assunzione da parte di un ente della qualifica di Agenzia governativa, si può verificare che si tratta di una serie di requisiti al di fuori di ogni logica; e, come ha detto il relatore alla proposta di legge, si tratta evidentemente degli stessi requisiti che sono stati inclusi nei complementi di programmazione approvati da questo Consiglio regionale e che io mi permetto di richiamare all'attenzione dell'Assemblea proprio perché questi requisiti sono elencati a pagina 220 del complemento di programmazione del POR Sardegna che è stato poi, tra l'altro, ratificato dal Comitato di Sorveglianza in data 9 luglio 2002.
Dal secondo paragrafo si legge: "Tenuto conto del quadro regionale comunitario e dei presupposti giuridici applicabili, sono considerati governativi e strumentali gli organismi che soddisfino conseguentemente i seguenti requisiti", e lì li elenca. Li elenca tutti nello stesso identico ordine col quale vengono riportati nella proposta di legge. Quindi, diciamo che, sotto il profilo dei contenuti, non abbiamo nient'altro da dire se non affermare una coerenza puntuale e quasi sovrapponibile ai complementi di programmazione. Il problema che si pone all'attenzione di quest'Aula è quindi di natura diversa. Ci si chiede infatti se sia indispensabile ricorrere ad una proposta di legge oppure se sia sufficiente, dal punto di vista delle esigenze amministrative, l'applicazione di quanto contenuto nel complemento di programmazione.
E' chiaro che sul piano squisitamente, diciamo così, teorico potrebbe senz'altro essere affermato che i complementi di programmazione possono essere regolarmente e puntualmente applicati in via amministrativa dalla Giunta regionale.
Tuttavia, occorre tener presente che esistono dei fatti, delle situazioni in relazione alle quali il rafforzare, attraverso una proposta di legge o una legge, determinate situazioni è non solo utile, ma assolutamente indispensabile per almeno due ordini di motivi.
Il primo motivo è quello di rendere omogenea la materia perché attraverso l'approvazione della legge tutte le iniziative seguano la medesima procedura, le istanze vengano presentate alla stessa autorità governativa, la istruttoria venga affidata allo stesso ufficio istruttore, in parole povere tutto venga portato ad omogeneità.
Allo stato attuale, invece, si vive una situazione di incertezza perché gli enti regionali promuovono e portano a conoscenza della Giunta regionale iniziative diverse, slegate tra loro. Poiché gli enti fanno capo agli assessorati di competenza, avviene che le istruttorie e le impostazioni siano differenti, portate avanti evidentemente sulla base di ottiche e logiche completamente diverse.
Il provvedimento in discussione senz'altro offrirebbe maggiori certezze del quadro d'insieme, anche perché sotto il profilo procedurale viene individuato un percorso che è univoco per tutte le iniziative.
La Giunta esprime pertanto, un parere favorevole all'approvazione della proposta di legge da parte del Consiglio. La Giunta ritiene infatti che ne conseguirà sicuramente un notevole beneficio per l'attività amministrativa della Regione medesima.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del titolo.
MASIA, Segretario:
Titolo: Riconoscimento dello stato giuridico delle Agenzie governative regionali
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
MASIA, Segretario:
Art. 1
Riconoscimento delle Agenzie governative
regionali
1. Con la presente legge la Regione autonoma della Sardegna individua i requisiti che debbono possedere gli organismi che svolgono un ruolo di servizio per le politiche regionali e che, a tal fine, vengono riconosciuti quali Agenzie governative regionali.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MASIA, Segretario:
Art. 2
Requisiti delle Agenzie governative regionali
1. Per poter ottenere il riconoscimento dello status di Agenzia governativa regionale, così come previsto nell'articolo 4, gli organismi devono possedere i seguenti requisiti:
1) disporre di complessivi programmi di azione annuali che per statuto o regolamento sono approvati dal Governo regionale o dal Consiglio regionale;
2) essere condotti da organi di amministrazione soggetti a ratifica od accettazione da parte del Governo regionale o del Consiglio regionale, oppure da questi direttamente nominati;
3) essere di proprietà della Regione autonoma della Sardegna in modo diretto od indiretto attraverso quote di maggioranza;
4) non esercitare attività che possano configurarsi come concorrenziali rispetto alla ordinaria offerta privata di prestazioni, beni e servizi presente entro la regione, ivi inclusa la partecipazione a gare e trattative pubbliche o private, salvo quanto specificamente previsto dai programmi di attività approvati dalla Amministrazione regionale in relazione alle funzioni da esercitare quali agenzie di sviluppo, e pertanto con l'evidenza del particolare carattere di innovazione, impulso e promozione economico-sociale dei progetti. Resta fermo, in attuazione delle vigenti disposizioni (decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, "Attuazione della direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi"; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, "Disposizioni per la realizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese"), che il soggetto affidatario della progettazione di servizi non può esserne anche fornitore, o concorrere alla aggiudicazione dei medesimi, né possono concorrervi società e soggetti controllati (ai sensi dell'articolo 2359, comma primo, punto terzo, del codice civile) del predetto soggetto affidatario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene tutto. Anche iniziare a leggere l'articolo, leggere solo la prima riga e poi votarlo, quando io sento leggere la prima riga, come minimo so che sono cinque righe ho di fronte a me trenta secondi. Si saltano cinque righe e si è già votato. E non va bene chiunque presieda i lavori del Consiglio. Come minimo si aspetta di verificare se qualche consigliere chiede la parola. Non perché serva leggere tutte le righe, perché le abbiamo già lette visto che le stiamo discutendo, ma perché vengono fatte anche delle osservazioni sulle quali vi dovrebbe essere un briciolo di riscontro, o si può anche non essere d'accordo, e ci mancherebbe! Se fossimo tutti d'accordo su tutto faremmo il partito unico, e se facessimo nelle assemblee pubbliche un partito unico faremmo anche un governo unico. Non si capisce perché Masala sia assessore e perché Dore no! Evidentemente abbiamo idee, pensieri, propensioni e campi di riferimento e di interesse sociale, economico e culturale diversi, a cui guardiamo e che in qualche modo, chi bene e chi male, io ritengo per me sicuramente male, però tentiamo di rappresentare.
Un briciolo di riscontro alle questioni che si pongono, bisogna darlo! Se no si ripropongono. Non è che il gioco continua all'infinito, non è che giochiamo a "Luna Monta, saltami tu che ti salto io"! Si pone la questione una volta, non si ha nessun riscontro, né da parte della Giunta e neppure da nessuno della maggioranza, perché questa è una maggioranza che è tale solo per raccogliere la buccia della banana, la banana se la mangia qualche altro, o viene data da mangiare!
Caro Assessore, che replica per la Giunta e si suppone che la Giunta abbia anche la fiducia nella maggioranza e, quindi, lei la riassume, la compendia o anche la sussume, se vuole, la maggioranza, però, se abbiamo posto alcuni quesiti lei non può rispondere che tutto quello che è scritto in questo testo è già scritto anche nel complemento di programma approvato dal Consiglio, perché allora le chiedo a che cosa serve riapprovarlo. Evidentemente c'è qualche problema, che non è quello! Se è già tutto chiaro, è tutto approvato dallo stesso organismo, attui il complemento di programma, o non ha il potere di attuarlo? O non vi è accordo fra di voi su come leggerlo, su come interpretarlo e su come attuarlo?
Ed allora, rimane in piedi la domanda che abbiamo posto! Perché questa legge? Per aggiungere elementi di chiarimento e di snellezza e di efficienza o per introdurre in qualche modo altro, se non interamente la zampa, almeno l'unghia affilata dell'indice, da qualche parte? A noi pare così. A me pare così! Per introdurre l'unghia affilata del dito indice, no il medio parrebbe essere più lungo. Non lo so, quello che arriva prima all'obiettivo. Per che cosa? Per costituire altri enti ed entini. Altre società di cui non si comprende dove risieda l'utilità. Perché ha senso costituire altri organismi a titolarità pubblica? A capitale pubblico? E questi parrebbe che siano a capitale pubblico. E a parziale, che poi diventa anche prevalente, direzione privata?
Si vuole snellire il sistema, si vuole riordinare il sistema complessivo, ma se voi tenete sempre e comunque tutta la pletora degli enti economici, non economici, para economici ed ogni altra cosa che gli assomiglia, e tutte le derivazioni degli enti e degli entini e in più aggiungete altri strumenti, non è che avete fatto un grande passo in avanti o meglio lo avete fatto fare, questo passo in avanti alla Regione!
Tutti gli enti strumentali della Regione perché si chiamano strumentali? Perché dovrebbero essere strumenti per raggiungere i fini che le leggi e i provvedimenti dell'autorità politica determinano ed indicano. Ed allora quegli strumenti rendeteli efficienti perché rendano i servizi e l'obiettivo per cui esistono. Invece, l'attività principale a cui si dedicano gli enti regionali è quella di fare figli. Figliare!
Si può figliare in tanti modi. In qualche modo bisogna aspettare, per gli umani nove mesi, per gli asini dodici mesi, no tredici mi dice il veterinario al mio fianco, giustamente, grazie! Invece c'è un modo di figliare in politica o in sottobosco della politica, che è un sistema immediato. Basta il pensiero e a raffica nascono figli, figli, figli, figli e nipoti! Da enti nascono enti, da enti entini, ogni ente regionale attorno ne ha una pletora, una costellazione.
E se si facesse un censimento di tutte queste cose e si dicesse quanti di questi strumenti esistono già, se colgono l'obiettivo, se lavorano per lo scopo per cui sono stati costituiti, se si pagano il pane che si mangiano da più parti? O se si vuole riordinare, rendere più efficiente il sistema, aggiungere del nuovo, certo che si può fare, ma sempre e comunque aggiungendo, aggiungendo, aggiungendo! E' inutile che guardi, Fantola, tanto non ti cito! Perchè tu muori della voglia di essere citato quando parliamo di riforme Fantola dice "io voglio..."
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia.
FANTOLA (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, lo lasci parlare!
COGODI (R.C.). Presidente dicevo questo, caro Presidente mi rivolgo a lei; io non cito Fantola, perché quando cito Fantola lui... oppure se non lo citi, lui: "E beh! Non mi hai ancora citato" Quando si parla di riforme, "come vi permettete di parlare di riforme e non vi ricordate che esisto io!" Ed invece ci ricordiamo. Inutilmente esiste Fantola quando si parla di riforme, per altre cose è utilissimo. Perchè non si fa mai una riforma neppure minima in questa Regione, e quando arriva il momento, il turno, l'occasione di poterne parlare, e questo è uno di quelli, non solo il collega Fantola, ma tutti i "fantolisti" del mondo tacciono, tacciono perché le riforme annunciate e mai perseguite sono un grande investimento elettorale e un pessimo, però, investimento politico perché il risultato è questo: aggiungere, aggiungere, aggiungere.
Allora, il risultato è questo. Noi abbiamo posto dei quesiti; si vuol dare un briciolo di risposta al quesito in una corretta interlocuzione politica? Diglielo tu!
SANNA NIVOLI (A.N.). E comunque sei caduto nel tranello. L'hai citato venti volte!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego svolga il suo intervento.
COGODI (R.C.). La collega Noemi mi ha colto in fallo, ci sono cascato venti volte ,ma ci sono voluto cascare volontariamente nell'errore perché se no il collega Fantola non mi offre il caffè quando scendiamo giù al bar, mi dice: "non mi hai citato!" Ti ho citato, però, se per ogni citazione che ricevi e per la quale offri anche molto contento il caffè, tu compissi un passo anche piccolo piccolo verso una riforma anche piccola piccola, noi ti saremmo più grati.
Una riformina anche piccola, piccola, piccola, o una parola, un sussurro, un cenno quando si discute in concreto delle leggi che trattano di riordinare e di migliorare le cose, che tu dica: "Anch'io mi schiero della parte di chi vorrebbe migliorare le cose". Mai, sempre aggiungere, aggiungere, aggiungere! Enti ed entini, centri di potere, organizzazioni, cose, purché si aggiunga e questo è uno dei casi tipici.
PRESIDENTE Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Siccome gli enti esistenti, e le agenzie e le costellazioni che vi girano attorno, hanno tutti la potestà e la possibilità di fare queste cose, non le si vuole riordinare, non si vogliono fare i conti con quello che già esiste ed allora si aggiunge sostenendo che il nuovo sarà migliore di quello che esiste già. Può darsi che lo sia, ma ad una condizione: che nel frattempo si superi qualcosa di quello che esiste già, se no siamo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci! Ma quello era un miracolo, voi i miracoli non li sapete fare, non sapete fare neanche l'attività ordinaria di conservare quei pochi pani e quei pochi pesci che quelli che lavorano, e hanno lavorato, vi hanno lasciato in dote da gestire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Presidente, molto brevemente, anche perché io non voglio entrare nel merito delle ormai così regolari esibizioni dell'onorevole Cogodi che, quando è a corto di argomenti parla di Berlusconi, parla di Comincioli, parla di cose che non c'entrano niente. Anche perché noi siamo abituati a guardare dentro casa nostra e non abbiamo mai tentato di strumentalizzare episodi, quelli sì, ben gravi della scorsa legislatura, quando il segretario regionale di Rifondazione si prendeva a cazzotti con qualche consigliere regionale.
Riteniamo che ognuno abbia i suoi problemi, ma che non sia il caso di trasferirli nella istituzione consiliare; soprattutto in questo caso non ci sono inganni, c'è solo una Commissione consiliare, la seconda, che ha lavorato celermente su questo provvedimento, anche perché annovera tra i suoi componenti il collega Piersandro Scano, che ha contribuito alla formulazione dei complementi di programmazione.
Credo che in merito a questa normativa si stia facendo una grossa confusione, non si sta infatti costituendo nessun ente nuovo, nessun nuovo carrozzone, si sta soltanto dando una regolamentazione giuridica ad un qualcosa che, a livello di normativa regionale, è carente. I requisiti che abbiamo individuato discendono anche dalle direttive dell'Unione Europea; sicuramente c'è un linguaggio anche - tra virgolette - europeo, nel senso che è ovvio che quando si parla di un atto di ratifica o di accettazione da parte del Governo regionale o del Consiglio regionale di determinati requisiti, si capisce bene che la fonte da cui derivano deve prevedere sistemi normativi differenti che non si riferiscono specificatamente alla Sardegna, ma hanno come punto di riferimento il tipo di attività che deve svolgere l'Agenzia governativa.
Quindi, requisiti generali astratti che riguardano tutti quegli enti regionali esistenti, perché sembrerebbe quasi che ci sia una fila di enti nuovi che si stanno per costituire con nome Agenzia governativa. No, assolutamente, gli enti regionali, quelli che ci sono e quelli che svolgono quelle funzioni, con questa legge non sono né aumentati né diminuiti, ma viene soltanto regolamentato, in conformità alle direttive e alle leggi dell'Unione Europea, un certo tipo di attività che oggi non può essere espletato; gli enti non li costituisce Gesù Bambino, e l'Unione Europea ha inviato lettere e documenti nei quali segnala chiaramente la necessità di una normazione anche a livello di legislazione regionale. Questa normazione può essere condivisa o non condivisa, ma diventa indispensabile attuarla per poter poi procedere nell'attuazione dei programmi.
La UE, l'Unione Europea, ha definito, sintetizzato questi requisiti previsti nell'articolo 2 parlando di organismi da considerarsi in house, in casa, all'interno della Regione, quindi si impone la massima trasparenza. Vorrei tranquillizzare il collega Dore che ha detto appunto di non aver potuto approfondire l'argomento.
Però, collega Dore, a parte l'insieme dell'articolato, io inviterei a leggere attentamente le ultime cinque o sei righe dell'articolo 2 che fanno riferimento proprio a delle norme sulla concorrenza, e che ci fanno capire quale sia il tipo di attività svolta dall'ente una volta che ha il requisito di Agenzia governativa, e i controlli cui è sottoposto a cura dell'ente Regione.
Quindi massima trasparenza. Vorrei dire che l'unica cosa che ritengo non corretta è il pensare che la Commissione abbia svolto una attività frettolosa per licenziare l'ennesima legge in più. Questa non è una legge in più, è una legge, se vogliamo attuare i complementi di programma e quelle misure dell'Asse quattro, sviluppo locale, indispensabile. Diversamente l'alternativa è non normare, fare tutto mediante bando, escludere completamente gli enti regionali esistenti da un'attività di supporto che invece io ritengo sia molto importante, che soprattutto gratifica degli enti che negli anni, e qua non è un fatto di colori politici, parlo del BIC, del Consorzio 21, dell'Osservatorio Industriale, della SFIRS, hanno sicuramente svolto un ruolo importante che ha dato lustro anche alla nostra Regione, a prescindere che i Presidenti fossero di centrodestra o di centrosinistra.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Inserimento all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento, della mozione numero 93 che riguarda l'attuazione del decreto legislativo 368 del '99, sulla formazione dei medici specialistici.
PRESIDENTE. Per quando richiede l'inserimento, onorevole Deiana?
DEIANA (Gruppo Misto). Presidente, poiché la mozione è firmata da tutti i Gruppi politici, se l'Aula è d'accordo, chiederei l'inserimento all'ordine del giorno di domani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sempre ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento, vorremmo rammentare al Presidente di turno, che può anche non esserne a conoscenza diretta, che noi abbiamo rivolto in forma scritta ed urgente richiesta alla Presidenza del Consiglio di inserimento all'ordine del giorno di alcune mozioni, e principalmente di una mozione, quella relativa alla smilitarizzazione o all'alleggerimento del peso militare, dei vincoli militari in Sardegna. Per la discussione di questa mozione abbiamo chiesto anche la convocazione urgente della Conferenza dei Presidenti di Gruppo per valutare in quella sede quando discutere questa ed altre mozioni ed interpellanze sulla stessa materia. PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, nell'eventualità che si rinunciasse alla convocazione straordinaria del Consiglio, l'Assemblea potrebbe decidere di discutere la mozione 92, se non ricordo male, a seguire la mozione presentata dall'onorevole Deiana. Questa potrebbe essere una soluzione, quindi domani mattina potremmo riprendere i lavori con la prosecuzione del provvedimento che stavamo discutendo, il 284/A, sino alla sua approvazione, passare poi all'illustrazione e discussione della mozione presentata dall'onorevole Deiana, e a seguire la illustrazione e la discussione della mozione numero 92.
Ho chiesto naturalmente all'onorevole Cogodi perché questo comporta la necessità della sua rinuncia alla richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio formulata ai sensi dell'articolo 54, comma 2.
COGODI (R.C). Presidente, in questo spirito, diciamo così, di collaborazione, di efficienza anche, mi pare di poter intendere che unitamente alla mozione 92, che è quella che noi in modo specifico abbiamo richiamato, siano abbinate tutte le altre mozioni ed interpellanze sullo stesso argomento. Così si avrà, come dire, il concorso favorevole di tutti i colleghi.
PRESIDENTE. Naturalmente, sullo stesso argomento e se i presentatori, qualora non fossero gli stessi, fossero tutti quanti d'accordo.
COGODI (R.C). Va bene.
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 05.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA SANNA Alberto - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - ORTU sui gravi danni provocati alle marinerie di Santa Teresa di Gallura, l'Asinara, Castelsardo, Alghero, Bosa, San Vero Milis, Cabras, Santa Giusta, Marceddì e Sant'Antioco dalla presenza massiccia dei delfini.
I sottoscritti,
CONSTATATA la gravità della situazione che si è venuta a creare nella maggior parte delle marinerie della Sardegna a seguito dei danni provocati dalla presenza massiccia dei delfini e dalla loro azione predatoria;
RILEVATO che i delfini hanno sviluppato la capacità di sottrarre il pescato direttamente dalle reti arrecando alle stesse gravi danni;
RITENUTO non più rinviabile un intervento urgente da parte dell'Assessorato della difesa dell'ambiente finalizzato all'accertamento dei danni e alla realizzazione di sistemi di dissuasione che, nel rispetto dell'incolumità dei delfini, tutelino l'attività di pesca ed il reddito dei pescatori;
SOTTOLINEATO in particolare modo che non esiste a tutt'oggi una stima reale e completa del numero dei delfini e dei gravissimi danni da essi provocati;
CONSIDERATA, infine, la persistente situazione di crisi in cui versa il comparto della pesca in Sardegna, che necessita quanto prima di una legge quadro che ponga ordine finalmente alla materia,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali provvedimenti urgenti intendano assumere:
1) per monitorare la presenza dei delfini nei mari della Sardegna;
2) per accertare i danni subiti dai pescatori e provvedere rapidamente al loro indennizzo;
3) per mettere in atto sistemi e tecniche di dissuasione dei cetacei a tutela dell' attività di pesca;
4) perché la legge quadro sulla pesca venga approvata dal Consiglio regionale quanto più rapidamente possibile. (287)
INTERPELLANZASECCI - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS sul pericolo che la regione Sardegna perda i finanziamenti destinati al doppio binario Decimomannu-S.Gavino delle Ferrovie dello Stato.
I sottoscritti premesso che:
- con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre è operativo il decreto legge n. 194 meglio conosciuto come "legge tagliadeficit";
- tale norma ha come obiettivo il dirottamento di "residui di stanziamenti non impegnati"- ovvero finanziamenti destinati alle regioni e agli enti locali non ancora spesi in quanto in attesa di progetti, nulla osta e autorizzazioni - verso opere pubbliche " in corso d'opera";
- tra questi residui di stanziamenti non impegnati figurano certamente gli oltre 300 miliardi di vecchie lire destinati alla realizzazione del doppio binario Decimomannu-San Gavino delle Ferrovie dello Stato;
- trattandosi di un'opera particolarmente impegnativa e costosa, si sono raddoppiati i tempi che intercorrono tra assegnazione dei fondi e l'appalto dei lavori ;
- l'opera fa parte dell'accordo di programma tra la Regione sarda, il Ministero dei trasporti e le Ferrovie dello Stato, ricompreso nell'Intesa istituzionale di programma Stato-Regione siglata il 21 aprile 1999;
- le preoccupazioni generate dal caso sono tali da giustificare ogni protesta volta a non perdere i finanziamenti su citati,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dei trasporti per conoscere:
- la reale situazione che si è determinata;
- quali atti urgenti si intendono porre in essere perché venga scongiurato il pericolo che la Sardegna perda queste importanti risorse finanziarie destinate al miglioramento e il potenziamento del sistema trasporti;
- quali iniziative sono state prese perché sia sancito il rispetto degli accordi contenuti nell'Intesa Stato Regione del 1999; lo stato di attuazione degli stessi. (288)
INTERPELLANZA BALIA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - MANCA - PIRISI sulla carenza di personale ATA (assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici) nelle scuole della Sardegna ed in particolare nel Nuorese e negli istituti comprensivi del Mandrolisai.
I sottoscritti,
PREMESSO che i criteri di attribuzione del personale ATA alla scuola sono regolamentati dal D.M. n. 201 del 10 agosto 2000 che prevede la composizione dell'organico soprattutto in relazione al numero degli alunni ed in misura quasi irrilevante considera il numero dei plessi e delle sezioni staccate ed il tempo scuola curricolare;
CONSIDERATO che poco o nulla contano nel dimensionamento dell'organico ATA le dimensioni ed il numero degli edifici scolastici, dei laboratori, delle aule speciali, dell'auditorium, della palestra, dei refettori, degli spazi scoperti;
RILEVATO che non incidono neanche lo svolgimento di attività extracurricolari, la presenza di corsi integrativi, l'attuazione di progetti finanziati dagli enti locali, dalla Unione Europea o altri enti, la presenza di alunni portatori di handicap o la sussistenza di personale ATA con invalidità gravi che lo rendono parzialmente inidoneo a svolgere le funzioni proprie; né la norma che impedisce di nominare supplenti nel caso di malattia per un periodo inferiore ai trenta giorni, né il carico di lavoro delle istituzioni scolastiche fortemente aumentato quale conseguenza del trasferimento di competenze dagli ex provveditorati;
VISTO che la realizzazione di attività extracurricolari, di corsi integrativi ed altri progetti, comporta carichi di lavoro aggiuntivi per cui le ore giornaliere lavorative salgono dalle sei contrattualmente previste sino a raggiungere le nove ed in alcuni casi le dodici, vietate persino dal contratto collettivo di lavoro;
EVIDENZIATO che negli istituti comprensivi del Mandrolisai, Atzara (che comprende anche Sorgono, Austis, Ortueri, Meanasardo), Desulo (che comprende anche Aritzo, Gadoni, Belvì), Tonara (che comprende anche Ovodda, Teti, Tiana) e gli istituti superiori di Aritzo (che comprende anche l' IPSCT di Desulo e l'ITI di Tonara) e di Sorgono (liceo scientifico e IPAAS) la situazione prima descritta è resa ancora più complessa dalla strutturazione delle istituzioni scolastiche articolate su un numero elevato di comuni e su una miriade di plessi e sezioni staccate, dalle dimensioni degli edifici, dal numero di laboratori particolarmente complessi ed anche dalla presenza di una azienda agraria di circa 13 ettari,
chiedono di interpellare l'Assessore della pubblica istruzione affinché intervenga sul Direttore regionale perché autorizzi con decorrenza immediata, come già avvenuto per l'anno scolastico 2001/2002, i dirigenti scolastici ad incrementare l'organico ATA sulla base delle reali ed accertate esigenze.
Chiedono inoltre che l'Assessore intervenga con i competenti livelli affinché nel futuro i parametri di attribuzione del personale tengano conto anche delle dimensioni degli edifici scolastici e relative pertinenze; delle attività extracurricolari, dei corsi integrativi, delle attività sportive; della presenza di alunni portatori di handicap; dei carichi di lavoro trasferiti dagli ex provveditorati; della presenza di personale ATA con invalidità gravi; della norma che impedisce di nominare supplenti per assenze inferiori ai trenta giorni. (289)
INTERPELLANZA BALIA - IBBA - MASIA sulla necessità di realizzare a Cagliari il "Centro di riferimento internazionale per la cura e la prevenzione della talassemia".
I sottoscritti,
PREMESSO che in occasione del G8 tenutosi a Genova nel giugno 2001, il governo ha manifestato la volontà di istituire in Italia una scuola internazionale di talassemia aperta agli stranieri, in particolare ai medici degli Stati che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente;
CONSIDERATO che successivamente il Ministro della sanità ha predisposto un disegno di legge che, nell'autorizzare la spesa per il triennio 2002/2004, istituisce un centro di alta specializzazione con annessa scuola di formazione per il trattamento e lo studio della talassemia;
RILEVATO che, nel maggio 2002, da un comunicato del governo si apprende che è stata approvata la legge per l'attivazione del centro di alta specializzazione, con lo stanziamento di 29 milioni di euro più i fondi per la ricerca;
EVIDENZIATO che il provvedimento è stato successivamente trasmesso alla conferenza Stato-Regioni per la definizione dell'ubicazione della struttura;
PRESO ATTO che la conferenza suddetta si è riunita nel giugno 2002 e che, nella totale assenza dei rappresentanti per la Sardegna, è stata individuata come sede per il centro internazionale per la talassemia la città di Pesaro;
SOTTOLINEATO che in Sardegna vivono 1.300 talassemici e 200.000 portatori sani della malattia, mentre nelle Marche ci sono 12 talassemici ed a Pesaro nessun caso;
TENUTO CONTO che il Ministro della sanità ha sollecitato il Presidente della Regione Marche affinché assumesse formalmente la decisione - assegnando il termine del 31 Agosto 2002 - di trasformare l'Ospedale San Salvatore di Pesaro in IRCCS (Istituto di ricovero con carattere scientifico), individuando in questa condizione un requisito indispensabile per ospitare il centro internazionale per la talassemia;
RILEVATO invece che la Regione Marche non ha adempiuto a questa prescrizione e che non ha assunto nessun atto utile e necessario per creare i presupposti per l'avvio dell'importantissimo progetto sanitario;
CONSTATATO che la sede naturale della suddetta scuola e del centro di specializzazione è sicuramente l'Ospedale regionale microcitemie di Cagliari che - considerata l'alta percentuale di talassemici presenti in Sardegna e l'altissimo livello di specializzazione raggiunto dagli operatori del settore anche grazie agli insegnamenti di personalità scientifiche di livello mondiale che hanno per lunghi anni guidato con sicura competenza ed elevata professionalità la struttura cagliaritana - subirebbe, in caso contrario,un gravissimo danno destinato a ripercuotersi anche sui pazienti isolani,
tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della sanità per sapere:
- se siano a conoscenza che è in corso una petizione popolare per parte dell'Associazione Talassemici Sardegna, con lo scopo di sensibilizzare il Consiglio Regionale e la Giunta, affinché si possano intraprendere le iniziative necessarie per la realizzazione del centro per la prevenzione e la cura della talassemia nella città di Cagliari e che l'iniziativa ha già raccolto oltre 5.000 adesioni;
- quali siano la circostanze che finora non hanno permesso di porre in essere tutte le azioni necessarie per impedire che il centro internazionale di ricerca e cura della talassemia venga ubicato fuori della Sardegna, regione che notoriamente è quella dove tuttora tale patologia è maggiormente diffusa;
- quali provvedimenti urgenti intendano adottare affinché l'Ospedale Regionale delle Microcitemie di Cagliari venga riproposto con forza quale sede del centro internazionale di ricerca e cura della talassemia;
- quali azioni intendano promuovere per garantire che comunque i 1300 talassemici e i 200.000 portatori sani della malattia che vivono in Sardegna possano usufruire, senza alcun aggravio, di tutti i benefici che deriveranno dall'attività del suddetto centro;
- se non ritengano che una scelta che escluda l'Ospedale regionale delle microcitemie di Cagliari rappresenti un "insulto" alla dignità dei nostri operatori sanitari e comporti un grave danno per i numerosi pazienti e quindi meriti un livello di confronto fra istituzioni il più adeguato ed alto possibile. (290)
INTERPELLANZA PACIFICO - DETTORI sulla insicurezza delle strutture edilizie sarde.
I sottoscritti,
PREMESSO che il 15% delle scuole italiane è ancora inadempiente rispetto alle procedure di prevenzione dei rischi;
PRESO ATTO che la Sardegna, secondo il quarto rapporto annuale della UIL sulle condizioni dell'edilizia scolastica, è la regione italiana con il più alto indice di inadempienza (il 22, 21 %), quasi il doppio della media nazionale del 14,31% e il triplo del livello di sicurezza presente in Emilia Romagna, in cui solo l'8% degli edifici è risultato fuorilegge;
CONSIDERATO che il rapporto mette in rilievo come a distanza di molti anni dall'entrata in vigore delle norme comunitarie sulla sicurezza, risalenti anche agli anni cinquanta, ci sia ancora molto da fare per mettere in regola le scuole sarde;
EVIDENZIATO che in materia di sicurezza vi è una suddivisione di responsabilità tra gli istituti e gli enti locali e alle scuole compete la predisposizione del documento sul rischio, del piano di evacuazione, la nomina del responsabile della sicurezza, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e la formazione delle figure sensibili;
OSSERVATO che è allarmante il fatto che in Sardegna ben il 27% degli istituti scolastici è privo del piano di evacuazione (la media nazionale è di 9 scuole su 100), un record negativo che preoccupa perché, in caso di necessità, gli abitanti degli edifici scolastici sardi si troverebbero ad effettuare l'evacuazione in modo del tutto improvvisato e, quindi, con livelli di rischio altissimi per l'incolumità degli stessi;
SOTTOLINEATO che gli enti locali hanno l'obbligo di effettuare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi strutturali (come la messa in opera di scale di sicurezza, di porte antipanico etc.), la certificazione degli immobili e di rilasciare i certificati di agibilità statica, di agibilità igienico-sanitaria e di prevenzione degli incendi;
CONSIDERATO che anche sotto il profilo delle certificazioni la Sardegna è in grave ritardo, visto che solo il 16% per cento delle scuole sarde è provvisto di un certificato di agibilità statica, mentre solo il 14% delle scuole dell'obbligo e il 27% delle superiori è in regola con la certificazione di agibilità igienico sanitaria;
TENUTO CONTO che dai dati emerge un quadro assai preoccupante e sono giunte sia da parte degli studenti che del corpo docente di tutta la Sardegna nuove e ulteriori denunce sulla poca sicurezza di numerosi edifici scolastici della nostra regione;
RICORDATO che gli studenti del liceo classico Dettori di Cagliari, in seguito al crollo di un cornicione su una protezione in eternit, hanno deciso di protestare, attraverso la forma dell'autogestione, perché da oltre due anni è stata chiusa un'ala dell'istituto in seguito agli scavi per la costruzione del vicino parcheggio sotterraneo della via Amat;
VISTO che tale situazione è simile a quella di altre scuole isolane e, già dalla prossima settimana, altre scuole cagliaritane hanno deciso di attuare analoghe forme di protesta,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere:
1) quali provvedimenti urgenti intendano assumere e quali azioni intendano intraprendere, anche nei confronti del Governo nazionale, per mettere in sicurezza le strutture edilizie sarde che, secondo il quarto rapporto annuale sulle condizioni dell'edilizia scolastica, sono le peggiori d'Italia;
2) se non ritengano opportuno richiamare gli enti locali competenti al rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di manutenzione e certificazione, visto che solo il 16% per cento delle scuole sarde è provvisto di un certificato di agibilità statica, mentre solo il 14% delle scuole dell'obbligo e il 27% delle superiori è in regola con la certificazione di agibilità igienico sanitaria;
3) se non ritengano opportuno adottare tutti gli strumenti a loro disposizione per istituire un Osservatorio regionale sulla sicurezza dell'edilizia scolastica sarda. (291)
INTERPELLANZAPINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulla mancata erogazione ai pescatori degli indennizzi previsti dal protocollo con il Ministero della difesa e sulla interdizione alla pesca nel mare prospiciente il poligono di Capo Teulada.
I sottoscritti,
PREMESSO che l'interdizione alla pesca nel mare prospiciente al poligono di Capo Teulada rappresenta un grave condizionamento per le attività economiche che penalizza pesantemente i quasi 800 pescatori delle marinerie del territorio del Sulcis-Iglesiente;
TENUTO CONTO che sulla base del protocollo di intesa sottoscritto tra il Ministero della difesa, la Regione Sarda e le organizzazioni sindacali è prevista l'erogazione di un indennizzo finalizzato a risarcire, se pure parzialmente, il mancato guadagno dei pescatori del territorio;
CONSTATATO che il Ministero della difesa, nonostante gli impegni assunti e le ripetute sollecitazioni dei pescatori e delle loro organizzazioni sindacali non ha ancora provveduto ad erogare il saldo degli indennizzi in favore dei pescatori per gli anni 1997 e 1998 e l'intera quota per l'anno 2001;
RILEVATO che dai benefici derivanti dal richiamato indennizzo sono state escluse le imprese titolari delle singole imbarcazioni che, oltre ai capi barca e ai marinai, subiscono le più pesanti penalizzazioni derivanti dal mancato reddito causato dall'interdizione dell'attività di pesca;
APPRESO che, con ordinanza della capitaneria del porto di Sant'Antioco del 6 agosto 2002, è stata notevolmente estesa, rispetto agli anni precedenti, l'area di mare interdetta alla pesca nei periodi in cui si tengono le esercitazioni militari nel poligono di Capo Teulada;
CONSIDERATO che il mancato accoglimento delle legittime rivendicazioni sopra richiamate ha costretto i pescatori interessati a mettere in atto, dopo varie sollecitazioni inascoltate, pesanti azioni di protesta con l'occupazione dell'accesso via terra e via mare al poligono militare di Capo Teulada che stanno generando preoccupanti tensioni sociali,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'ambiente per sapere quali azioni urgenti intendano mettere in atto nei confronti del Ministero della difesa al fine di ottenere:
- il pagamento immediato degli indennizzi in favore dei pescatori interessati del saldo per gli anni 1997 e 1998 e l'intera quota per l'anno 2001;
- il riconoscimento dell'indennizzo anche in favore delle imprese titolari delle imbarcazioni da pesca che, oltre ad essere colpite dal mancato reddito, sono comunque costrette a sostenere i costi fissi per il mantenimento delle imbarcazioni;
- l'attribuzione diretta alla Regione sarda dei fondi stanziati per gli indennizzi in favore dei pescatori e delle imprese titolari delle imbarcazioni da pesca al fine di assicurare una gestione diretta e puntuale delle istruttorie e delle conseguenti erogazioni monetarie in favore degli soggetti interessati;
- il contenimento delle aree di interdizione alla pesca nei limiti esistenti precedentemente all'ordinanza della capitaneria di porto di Sant'Antioco del 6 agosto 2002. (292)
INTERROGAZIONE MASIA - BALIA - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi problemi derivanti agli allevatori ed alle imprese agricole sarde per l'interruzione del Piano per l'eradicazione della peste suina.
I sottoscritti,
RILEVATO che con la determinazione n. 74 del 15 febbraio 2002 è stato approvato dalla Giunta regionale il Piano di attuazione per l'eradicazione della peste suina africana e della peste suina classica dalla Sardegna;
CONSTATATO che tale provvedimento ha come obbiettivo la lotta contro tali malattie e l'eradicazione delle stesse, oltre alla tutela del patrimonio suinicolo regionale e la tutela e la promozione del commercio delle carni suine e dei prodotti di salumeria;
CONSIDERATO che tale obbiettivo richiede innanzitutto un sistematico controllo sierologico degli allevamenti suinicoli esistenti nel territorio sardo;
PRESO ATTO che per tali operazioni ci si avvale degli agenti tecnici (reclutati dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna) dislocati presso le ASL e dei veterinari coadiutori, il cui reclutamento dipende dall'Assessorato regionale della sanità;
RITENUTO che per l'anno 2002 i veterinari coadiutori sono stati impegnati nel primo semestre nelle operazioni di profilassi contro la "febbre catarrale maligna" e solamente nel trimestre luglio - agosto - settembre - hanno potuto effettuare i controlli sierologici previsti dalla determinazione suddetta;
RITENUTO altresì che la perdita della qualifica di azienda accreditata comporta notevoli danni commerciali per le aziende suinicole;
CONSIDERATO inoltre che, mentre gli agenti tecnici sono assunti a tempo determinato (fino al 31 dicembre 2002), ai veterinari coadiutori non è stato rinnovato il contratto per cui è venuta meno l'equipe che consentiva il regolare svolgimento del piano con la conseguenza che, a tutt'oggi, meno del 50% degli allevamenti suinicoli della Sardegna risultano in regola con i controlli previsti per l'anno 2002, con i conseguenti danni commerciali per le aziende,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere quali misure urgenti intendano assumere per provvedere al rapido rinnovo delle convenzioni per i veterinari coadiutori onde poter completare le operazioni previste dal Piano di eradicazione della peste suina africana e della peste suina classica della Sardegna. (563)
INTERROGAZIONE ORTU - ORRU' - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione determinatasi nei cantieri forestali del Comune di Guspini a seguito della comunicazione di preavviso di licenziamento per i 16 addetti al cantiere di "Gentilis".
I sottoscritti,
CONSIDERATO che la lettera di preavviso di licenziamento inviata dall'Ente foreste demaniali ai 16 lavoratori occupati nel cantiere di "Gentilis" nel Comune di Guspini ha destato indignazione e preoccupazione non solo tra i lavoratori interessati ma nell'intera collettività, tanto da essere oggetto di una apposita discussione nel Consiglio Comunale, con l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno nel quale vengono respinti i provvedimenti e si esprime ampio sostegno ai lavoratori;
RILEVATO che il cantiere di "Gentilis" fu istituito a seguito di una lunga mobilitazione dei disoccupati del territorio, con una vertenza che poneva al centro l'esigenza della piena attuazione del Piano straordinario per il lavoro così come previsto dalla Legge regionale n. 37/98;
RILEVATO altresì che i cantieri forestali di Guspini vennero istituiti sulla base della cessione di circa 2.000 ettari di terreni comunali in cambio dell'attuazione di progetti di valorizzazione forestale finalizzati alla creazione di occupazione stabile, in un territorio ed in un Comune che, a seguito del processo di deindustrializzazione dei settori minerario e tessilchimico, ha ormai toccato livelli di disoccupazione insostenibili, con notevoli tensioni sociali che pongono preoccupazioni anche sul piano della tenuta dell'ordine pubblico;
CONSTATATO che il progetto di intervento nel cantiere di "Gentilis" prevedeva all'atto della sua approvazione l'assunzione di 22 lavoratori contro i 16 attualmente in forza, oggi destinatari della lettera di licenziamento;
CONSTATATO altresì che a più riprese ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali e di categoria è stato garantito non solo il mantenimento dei 16 posti di lavoro, ma la rapida assunzione delle 6 unità mancanti, per completare il piano di sistemazione idraulico-forestale previsto nel progetto;
PREOCCUPATI per le ripercussioni sul piano sociale e sul piano dell'ordine pubblico che si stanno determinando in tutto il territorio dell'Isola a causa del moltiplicarsi delle comunicazioni di licenziamento, che ormai coinvolgono diverse centinaia di operatori del settore,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se:
1) sono a conoscenza dell'azione intrapresa dall'Ente foreste demaniali di recedere dal contratto di assunzione a tempo indeterminato per i 16 lavoratori occupati nel cantiere di "Gentilis" di Guspini;
2) più in generale si intende attuare una politica di dismissioni e di licenziamento nei cantieri forestali, abbandonando qualsiasi politica di valorizzazione del territorio e delle risorse forestali in esso presenti;
3) non ritengano necessario impartire direttive precise all'Ente foreste demaniali per bloccare i licenziamenti preannunciati entro la fine dell'anno;
4) non ritengano necessario, visti gli allarmi ripetuti da più parti sul crescere dei processi di desertificazione, soprattutto nella nostra Isola, avviare un programma di recupero serio e duraturo nel tempo, di valorizzazione ed estensione delle superfici destinati alla forestazione, a partire dall'immenso patrimonio delle terre pubbliche messe a disposizione dai Comuni, che sarebbero in grado di dare sviluppo e occupazione ad interi territori, nonché di evitare i licenziamenti, oltreché consentire la stabilizzazione dei lavoratori precari o stagionali, oggi impiegati nei cantieri. (564)
INTERROGAZIONE PISANO, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'esecuzione dei lavori di ricostruzione del ponte "Su Flumini Durci" in località Murtas nel comune di Villaputzu.
Il sottoscritto,
PREMESSO che l'Amministrazione militare ha affidato da molti mesi ad una impresa specializzata la realizzazione del nuovo ponte denominato "Su Flumini Durci" nel comune di Villaputzu che serve a collegare tra loro le località di Gerea e Murtas, località quest'ultima nella quale sorgono importanti infrastrutture militari;
CONSIDERATO che la stessa impresa, dopo aver iniziato i lavori demolendo il vecchio ponte in ferro, ha sospeso, senza ultimare, la realizzazione del nuovo ponte e che attualmente tutti gli agricoltori e tutti i militari per poter raggiungere la località Murtas sono costretti a guadare il fiume con tutti i comprensibili disagi e le difficoltà che questo implica;
RILEVATO che con l'approssimarsi del periodo invernale e il presumibile ingrossarsi del fiume non sarà più possibile né per gli agricoltori e né per i militari raggiungere la località Murtas se non con i mezzi aerei,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se non ritengano di dover assumere tutte le iniziative necessarie nei confronti dell'Amministrazione militare perché si porti a rapida soluzione il problema segnalato in modo da poter assicurare alla popolazione civile e militare un regolare e agevole raggiungimento della località Murtas nel comune di Villaputzu. (565)
INTERROGAZIONE GRANELLA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un più agevole reperimento dei presidi sanitari (siringhe e test diagnostici) da parte dei malati diabetici nel territorio della Provincia di Sassari.
Il sottoscritto,
PREMESSO che i malati di diabete, la cui percentuale in Sardegna è la più alta al mondo, necessitano, com'è noto, dell'uso continuato di presidi sanitari quali siringhe e test diagnostici;
CONSIDERATO che, in Provincia di Sassari, si sono verificati ed ancora si verificano per i diabetici e per i loro familiari notevoli disagi nel ritiro dei suddetti presidi sanitari a causa dell'accentramento di tale servizio presso le farmacie locali della ASL n. 1;
APPRESO che, in particolare durante i mesi estivi, il ritiro di tale materiale sanitario è risultato ancor più difficoltoso a causa della riduzione degli orari e che ciò ha causato gravi difficoltà, specialmente ai familiari dei bambini e giovani diabetici e agli anziani non muniti di propri mezzi;
RILEVATO che presso alcune ASL della Sardegna, quale la n. 8 di Cagliari, tale dispensazione viene effettuata capillarmente presso tutte le farmacie del territorio in virtù di una convenzione regionale con la Federfarma;
RITENUTO che una simile convenzione potrebbe rappresentare una soluzione idonea al problema del disagio dei malati di diabete nella provincia di Sassari, certamente aggravato dall'attuazione incompleta e disomogenea della riforma federalista della sanità nell'intero territorio dell'Isola;
RITENUTO altresì che i malati di diabete, già penalizzati dalla gravità della patologia, non debbano essere ulteriormente emarginati rispetto alle altre categorie di malati cronici che possono prelevare i presidi sanitari necessari presso qualunque farmacia,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere se:
1) sia a conoscenza della situazione di disagio in cui versano i malati di diabete nella provincia di Sassari a causa della difficoltà di ritiro dei presidi sanitari ( siringhe e test diagnostici);
2) non ritenga di dover intervenire, convocando un tavolo di servizio con i direttori delle ASL interessate, al fine di risolvere il problema su esposto, auspicando una convenzione simile a quella già sottoscritta dalla Federfarma con la ASL n. 8 di Cagliari, che decentri il servizio di dispensazione dei presidi sanitari citati presso le farmacie del territorio della Provincia di Sassari. (566)
INTERROGAZIONE VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione di opere connesse ad attività estrattiva in località La Corte - Sassari.
I sottoscritti,
CONSIDERATO che le attività estrattive nell'Isola rappresentano una risorsa particolarmente importante e diffusa, meritevole pertanto di particolare attenzione in ordine all'esplicazione dei processi industriali ed alla valorizzazione delle produzioni;
ACCERTATO peraltro che tali attività sono talora svolte ed autorizzate in carenza di adeguati approfondimenti sulla opportunità dello sfruttamento, sull'impatto ambientale provocato e sulle reali ricadute sulla collettività locale;
verificato che:
- nell'area vasta della Nurra, e più precisamente all'interno del quadrilatero Porto Torres - Sassari - Alghero - Stintino, sono presenti diverse attività estrattive e che il prodotto estratto risulta superiore alla domanda;
- l'area in questione risulta interessata dalla presenza di diverse discariche che contribuiscono a determinare un livello elevatissimo di impatto sul territorio;
ACCERTATO che lungo la strada provinciale Porto Torres - Stintino in direzione La Corte sono in atto grandi opere di sbancamento con mezzi pesanti che configurano una non meglio identificata attività estrattiva, non essendo visibile alcuna indicazione scritta;
RITENUTA tale attività incompatibile con il necessario risanamento di un territorio già ampiamente martoriato dagli esiti di diverse attività industriali,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere:
1) se e quando detta attività sia stata autorizzata;
2) se le cennate opere siano consentite e quali strumenti di tutela ambientale siano stati prescritti;
3) se non ritenga opportuno disporre una urgente verifica su quanto segnalato al fine di accertare se non siano in atto abusi che potrebbero lasciare un segno indelebile nell'ambiente e nel territorio circostante. (567)
INTERROGAZIONE SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - VASSALLO sulle cause del gravissimo ritardo della spesa dei fondi in capo all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio.
I sottoscritti,
PREMESSO che dalle fonti ufficiali della Giunta regionale e del Consiglio regionale risulta che:
1) i residui (somme stanziate e non spese) dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio ammontano al 31 dicembre 2001 a 339.564.000 euro, pari a 657 miliardi di vecchie lire ( vedi: bilancio di previsione per l'anno 2002, pubblicato nel BURAS n. 12 del 22 aprile 2002, pag. 313 );
2) tali somme risultano superiori a quelle iscritte nel bilancio del 2001 che ammontavano a 248.059.000 euro, pari a 480 miliardi di lire, (vedi: BURAS n. 13 del 28 aprile 2001) e certificano quindi il rallentamento della spesa;
3) la situazione della spesa a fine ottobre 2002 parrebbe ulteriormente peggiorata giacché i fondi ancora da spendere superano i 427 milioni di euro, pari a 820 miliardi di lire (177 milioni di euro - 343 miliardi di lire - in conto competenze e 250 milioni di euro - 490 miliardi di lire - in conto residui);
4) la situazione della spesa dei fondi comunitari, certificata dal rapporto semestrale del Comitato di sorveglianza approvato l'8 luglio 2002, è preoccupante dal momento che, per esempio, per la Misura 4.5 " potenziare e qualificare l'industria turistica", dotata di euro 24.342.000 per il 2000, 24.940.000 per il 2001 e 25.556.000 per il 2002 ( circa 150 miliardi di lire ), al 31 marzo 2002 erano stati spesi 340.804 euro, cioè meno di 700 milioni di lire;
5) l'attività legislativa nei settori di competenza dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio in oltre tre anni si limita alla approvazione di due sole leggi : " Incentivi alle imprese artigiane" approvata il 2 agosto 2001 e " Agevolazioni contributive alle imprese del commercio" approvata il 9 maggio 2002;
6) la legge regionale "Incentivi alle imprese artigiane" é, ad oggi, inapplicata in quanto l'Assessore del turismo e la Giunta regionale dopo oltre 15 mesi non hanno ancora stipulato la convenzione con gli Istituti di Credito e di conseguenza gli stanziamenti ( 20 miliardi per il 2001 e 20 miliardi per il 2002) sono ancora inutilizzati;
7) in eguale modo la legge regionale "Agevolazioni contributive alle imprese del commercio" risulta inapplicata in quanto l'Assessore regionale competente per materia non é riuscito a utilizzare alcuna somma degli 8.264.000 euro per il 2002, più 2.065.000 euro per crediti di esercizio;
8) è assolutamente evidente l'inerzia dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio relativamente alla riforma degli enti di sua competenza quali l'ESIT di cui la parte politica che lo sostiene chiedeva l'abolizione prima di ottenerne la Presidenza;
9) le uniche leggi operative nei settori turismo, artigianato e commercio sono quelle approvate la scorsa legislatura e che consentono ancora oggi un concreto sostegno alle imprese,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per conoscere:
1) se i dati citati in premessa sono corretti;
2) i motivi che stanno determinando il ritardo nella spesa;
3) la stima della svalutazione dei residui e degli stanziamenti del bilancio 2002, posto che l'indice di inflazione è stimato intorno al 2,7%;
4) le giacenze di cassa nelle tesorerie sulle leggi di competenza dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio;
5) la data della stipula della convenzione con gli Istituti di credito per l'attuazione della legge regionale n. 12 del 13 agosto 2001 "Incentivi alle imprese artigiane";
6) la data prevista di attuazione della legge "Agevolazioni contributive alle imprese del commercio" approvata il 9 maggio 2002;
7) quali atti sono stati predisposti per l'accertamento delle responsabilità politiche e burocratiche;
8) quali iniziative intende assumere per risarcire l'Amministrazione e gli operatori del danno procurato;
9) quali riforme relative agli enti regionali operanti nei settori di sua competenza sono state realizzate in questi 3 anni e quali intende realizzare;
10) le iniziative legislative e amministrative da assumere per accelerare la spendita dei fondi comunitari.
I sottoscritti chiedono inoltre, ai sensi dell'articolo 47 del Regolamento del Consiglio regionale, che l'Assessore del turismo, artigianato e commercio faccia pervenire un rapporto di verifica sull'attività del suo Assessorato, dando atto dello stato di attuazione delle leggi regionali di relativa competenza e dei programmi finanziati con risorse ordinarie e straordinarie. (568)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui concorsi banditi dal Comitato di gestione provvisoria del Parco dell'Asinara.
Il sottoscritto, premesso che:
a) su deliberazione del Comitato di gestione provvisoria dell'Ente Parco nazionale dell'Asinara sono stati banditi molti concorsi, per titoli ed esami, per la copertura di diversi posti di lavoro;
b) dalla lettura dei bandi di concorso si evincono, però, molte stranezze che fanno pensare più ad una selezione per titoli per pochi fortunatissimi che a concorsi veri e propri;
c) per la sola ammissione ai concorsi vengono richieste - oltre al titolo di studio specifico - esperienze lavorative in parchi con periodi di tempo ben precisi e che variano, stranamente, da bando a bando, caratteristiche, queste, per cui sembra quasi che si possa ipotizzare il risultato;
d) oltre a questo, per i pochi fortunati partecipanti, si ipotizza la valutazione dei titoli di servizio, condizione già prevista per l'ammissione, e che ulteriormente lasciano prevedere il risultato finale;
e) questi bandi stanno provocando le giuste lamentele di tantissimi giovani che, pur in possesso del titolo di studio specifico, non hanno avuto la fortuna di lavorare in parchi e che si sentono pertanto doppiamente presi in giro,
chiede di interrogare gli Assessori della difesa dell'ambiente e degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) se siano a conoscenza che il Comitato di gestione provvisoria del Parco dell'Asinara ha bandito dei concorsi per la copertura di diversi posti di lavoro con alcuni dettagli che fanno pensare più che ad un concorso vero e proprio a delle selezioni per titoli preconfezionati per pochi intimi, che hanno avuto la fortuna di lavorare nello stesso parco dell'Asinara o in altri parchi, situazione che sta provocando dure reazioni di molti giovani che si sentono danneggiati e discriminati;
2) se non sia opportuno intervenire presso il Comitato di gestione provvisoria affinché - per eliminare ogni sospetto - vengano annullati i bandi di concorso e sostituiti da altri che garantiscano tutti coloro i quali hanno titolo di studio specifico per la partecipazione e non una sparuta pattuglia di fortunati due volte;
3) quale sia la posizione del Ministero dell'ambiente in tutta questa faccenda;
4) se non sia opportuno che finalmente si arrivi anche per il Parco dell'Asinara alla nomina del Comitato di gestione definitiva, poiché la provvisorietà è durata troppo a lungo. (569)
INTERROGAZIONE BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato degli edifici scolastici della Sardegna e di quelli di Iglesias in particolare.
I sottoscritti
PREMESSO che non si è ancora spenta l'eco per i tragici fatti sismici nel Comune di San Giuliano e in altri centri del Meridione italiano, che hanno provocato tra l'altro il crollo di una scuola e la morte di ventisei piccoli alunni;
CONSIDERATO che, da notizie di stampa, si apprende che più di un edificio scolastico sito nel Comune di Iglesias versa in condizioni precarie; in particolare, si segnala la recente chiusura di un asilo e la sospensione delle attività scolastiche in una scuola media, dove è stato necessario impermeabilizzare le coperture;
RILEVATO che, stando a notizie di stampa, anche altri edifici scolastici della Sardegna verserebbero nelle medesime e pericolose condizioni per la sicurezza degli alunni e del personale docente e non docente,
tutto ciò premesso e considerato chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere:
- se siano a conoscenza della predetta situazione e se sia in possesso della Regione una mappa sulla statica e sulle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici della Sardegna;
- quali provvedimenti, anche di carattere finanziario, intendano assumere per la tutela dell'incolumità degli alunni sardi e del personale docente e non docente. (570)
INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di applicazione della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17, concernente "Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna".
Il sottoscritto,
premesso che in data 17 maggio 1999 è stata approvata la legge n. 17 del 1999 concernente "Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna" e in particolare al titolo IV, articoli 31 e 32, si prevedono gli "Interventi per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed economico della Sardegna";
CONSIDERATO che, con la deliberazione della Giunta regionale 27/42 del 7 agosto 2001, sono stati definiti i criteri e le modalità di applicazione dell'articolo 31 della predetta legge nel quale si prevede la possibilità di stipulare contratti di sponsorizzazione con tutte le società sportive partecipanti a campionati di serie A, con l'estensione di tali sponsorizzazioni anche alle società sportive partecipanti ai campionati nazionali di serie B di calcio, pallacanestro e pallavolo, ma limitatamente al solo settore maschile;
VALUTATO altamente discriminatorio un simile criterio per l'intero movimento sportivo femminile e, in particolare, quello pallavolistico che rappresenta all'interno della sua federazione circa il 74% dell'intero movimento pallavolistico e, come riconosciuto anche nei succitati criteri di applicazione, è secondo solo al settore calcio maschile;
VISTO che questo criterio causa notevoli difficoltà di partecipazione ai rispettivi campionati alle società pallavolistiche femminili per quanto riguarda le società appartenenti ai campionati di serie B che si trovano ad essere discriminate rispetto alle società del settore maschile di pari livello nonostante rappresentino un movimento tre volte superiore, come anche riconosciuto dai punteggi stabiliti all'interno dei criteri stessi,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere quali iniziative intenda prendere al fine di porre rimedio alla situazione altamente discriminatoria descritta. (571)
INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SECCI - SELIS sulle rettifiche di bandi di concorso per l'assunzione di personale dell'Amministrazione regionale.
I sottoscritti, premesso che:
- nel BURAS n. 31 del 25 ottobre 2002 sono stati pubblicati i decreti dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione nn. 1160/P, 1161/P, 1162/P, 1163/P,1164/P, 1165/P, 1167/P, 1168/P, 1169/P, 1170/P, 1171/P, 1172/P, 1173/P, 1174/P, 1175/P, 1176/P, 1177/P, 1178/P, 1179/P;
- tali decreti rettificano le modalità concorsuali, previste in bandi già pubblicati, per l'assunzione a tempo indeterminato di personale nell'Amministrazione regionale;
- le motivazioni per le quali sono stati rettificati i precedenti decreti assessoriali e quindi modificate le procedure concorsuali sono: "l'elevato numero di posti scoperti nell'organico regionale, recentemente accentuatosi, coinvolge l'intera struttura regionale con ripercussioni negativi sull'efficienza dell'azione amministrativa" e "ritenuto opportuno introdurre nel bando di concorso disposizioni atte a semplificare e ad accelerare la procedura del concorso medesimo…";
- le modifiche contenute nei decreti assessoriali, intervenendo a modifica delle prove d'esame e dello svolgimento delle prove, non garantiscono pienamente i principi di imparzialità e le verifiche di professionalità che necessariamente devono contenere i concorsi pubblici;
- le prove orali vengono sostituite con il colloquio, introducendo una verifica di carattere informare, spesso indicata quale accertamento generale di conoscenze nelle materie oggetto del concorso per profili professionali di elevata professionalità per i quali è indispensabile una verifica puntuale e concreta delle conoscenze di merito;
- le modifiche introdotte nel corso di bando pubblicato stravolgono il contesto dei concorsi medesimi e introducono una non motivata semplificazione delle procedure selettive;
- i decreti in oggetto modificano sostanzialmente non solo le modalità procedurali ma anche la stessa natura dei concorsi, così come erano stati concepiti e programmati, e che gli stessi non risponderebbero ai dettati legislativi di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni ivi comprese le previsioni contrattuali,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:
1) le ragioni per le quali si sono modificate le regole concorsuali a bando pubblico aperto;
2) se la semplificazione delle procedure concorsuali può reggersi sul presupposto del grave coinvolgimento della struttura regionale o se questo sia motivo per una agevolazione e allentamento della griglia valutativa dei candidati;
3) quali siano gli interessi prevalenti della Regione in ordine al reclutamento di professionalità di alta specializzazione. (572)
INTERROGAZIONE DETTORI - BALIA - LAI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - SCANO, con richiesta di risposta scritta, sulla ristrutturazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO che il Consiglio di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, con la deliberazione n. 9.22 del 30 settembre 2002, ha approvato la nuova struttura organizzativa dell'ente;
RILEVATO CHE:
- tale nuova forma organizzativa prevede la istituzione di un numero rilevante di strutture complesse ad altro grado di retribuzione, oltre a innumerevoli unità operative, in specie se rapportato al totale complessivo dei dipendenti dell'ente;
- tale ristrutturazione comporterebbe la illogica attribuzione di incarichi di alta direzione e responsabilità, e conseguenti benefici economici, a titolari di uffici dotati di un numero limitatissimo di personale;
CONSIDERATO che l'approvazione della nuova struttura appare finalizzata anche, ma non solo, a consentire un aumento considerevole dell'organico dell'Istituto a prescindere da una reale analisi dei bisogni;
RITENUTO, inoltre, che la definizione della nuova struttura non appare sorretta da criteri di efficienza ed efficacia nonché di oculata gestione delle risorse pubbliche,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e assistenza sociale e l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se siano a conoscenza degli elementi richiamati in premessa e quali iniziative intendano assumere. (573)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione delle agevolazioni in favore degli ufficiali e sottufficiali di polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria) e sulla revoca del decreto assessoriale n. 439/6663 del 5 ottobre 1998.
Il sottoscritto,
PREMESSO che gli ufficiali e sottufficiali di polizia giudiziaria beneficiano di agevolazioni nei trasporti extraurbani sui mezzi pubblici ARST e Ferrovie dello Stato, come già sottolineato nell'interrogazione presentata in data 29 dicembre 2001;
CONSTATATO che l'Assessore regionale dei trasporti, in data 5 ottobre 1998, con decreto n. 439/6663 ha revocato le agevolazioni in questione;
PRESO ATTO che durante l'esame della legge finanziaria (marzo 2002), la Giunta regionale unitamente all'Assessore dei trasporti aveva assunto formale impegno su un emendamento presentato dal sottoscritto, che prevedeva uno stanziamento pari a 77,468 euro (circa 150 milioni di lire) da destinare alle agevolazioni in oggetto, che avrebbe affrontato e risolto il problema;
ESSENDO trascorsi oltre sei mesi ed essendosi persa ogni traccia di quell'impegno,
VENUTO a conoscenza che l'Assessore regionale dei trasporti ha proposto all'esame della Giunta regionale una delibera che, anziché venire incontro alle giuste esigenze delle forze dell'ordine, intende organizzare il primo convegno regionale sui trasporti per un esborso di 65.000 euro (circa 130 milioni di lire) per soli due giorni, affidando ad una società privata il compito di organizzare il relativo convegno;
CONSIDERATO che con la suddetta somma avremmo consentito alle forze dell'ordine della Sardegna di beneficiare, se applicate, delle agevolazioni previste per un intero anno solare, nonché di creare condizioni di sicurezza migliori ai passeggeri e al personale di sevizio prevenendo atti di vandalismo di ogni genere;
NEL DENUNCIARE il mancato rispetto dell'impegno preso in Aula dalla Giunta regionale,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
- se sia a conoscenza del provvedimento di cui all'oggetto;
- se non ritenga urgente impartire all'Assessore dei trasporti le indicazioni necessarie per ripristinare un beneficio conquistato fin dagli anni '60 e oggi venuto meno;
- se non ritenga giusto, alla luce degli impegni assunti, anziché spendere 130 milioni per un convegno di due giorni, utilizzare queste somme in favore degli ufficiali e sottufficiali di polizia giudiziaria per garantire ai passeggeri e al personale di servizio ordine, tranquillità e sicurezza venute meno, oggi, con il provvedimento di revoca del decreto assessoriale n. 439/6663 del 5 ottobre 1998. (574)
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