Seduta n.150 del 14/12/2005
CL SEDUTA
Mercoledì 14 dicembre 2005
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente Paolo FADDA
La seduta è aperta alle ore 16 e 30.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 29 novembre 2005 (145), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Corrias e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta del 14 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 4 e 9 novembre 2005.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Tutela, conservazione e valorizzazione dell'agrobiodiversità e della biodiversità vegetale della Sardegna". (191)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura 'Laore' ". (192)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna 'Agris' ". (193)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione del Parco naturale regionale del Monte Arci". (194)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu". (195)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU sulle nuove regole introdotte nel bando 2005 della legge regionale n. 15 del 1994 che introducono una palese ingiustizia ai danni delle imprese operanti nelle province di Cagliari, Sassari e Olbia". (297)
(Risposta scritta in data 9 dicembre 2005.)
"Interrogazione PORCU - CERINA - GESSA sull'installazione a Cagliari di stazioni radio base per telefonia mobile". (353)
(Risposta scritta in data 9 dicembre 2005.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Interrogazione SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sulle tre selezioni pubbliche per titoli e colloquio di tipo motivazionale, indette dall'Agenzia del lavoro il 28 ottobre 2005 e pubblicate on line il 19 novembre 2005". (394)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sul canale tematico Film Commission presente sul sito web della Regione Sardegna". (395)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione finanziaria e sul funzionamento del CRS4". (396)
"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso di gara bandito dall'Istituto di incremento ippico per la dismissione di alcuni soggetti equini ed asinini di cui alle delibere commissariali 32/05 e 38/05, sul futuro dell'Ippodromo di Chilivani e sulla campagna di fecondazione per il cavallo anglo-arabo sardo per l'anno 2006". (397)
"Interrogazione MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sull'emissione di cartelle di pagamento utenze irrigue da parte del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale". (398)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulle autorizzazioni ai parchi eolici in Sardegna". (399)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sui criteri per le concessioni dei contributi in conto interessi alle imprese artigiane". (400)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Interpellanza CALIGARIS - IBBA sulla sperimentazione del digitale terrestre, sullo slittamento della data di spegnimento dell'analogico, sulle iniziative e sui tempi per il superamento del 'digital divide' ". (138)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Mozione LADU - GALLUS - MURGIONI sul Parco del Gennargentu". (60)
"Mozione FLORIS Mario - CHERCHI Oscar - SCARPA - ATZERI - LADU sulle dichiarazioni circa la concessione a pagamento del riconoscimento del "canto a tenore" quale patrimonio dell'umanità" (61)
"Mozione SANCIU - LA SPISA - DIANA - OPPI - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANJUST - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - CASSANO - DEDONI - PISANO - MURGIONI - GALLUS sui ritardi nella predisposizione del Piano paesaggistico regionale, di cui alla legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (62)
"Mozione LADU - MURGIONI - GALLUS sul piano per la gestione dei rifiuti in Sardegna". (63)
PRESIDENTE. Il punto all'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del Presidente, prevede l'elezione del Difensore civico. Poiché si tratta di una votazione, sospendo la seduta per quindici minuti per consentire il decorso dei termini previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento. Chiediamo naturalmente scusa se siamo arrivati prima di tutti i colleghi, se li abbiamo preceduti in Aula presentandoci puntualmente.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 35, viene ripresa alle ore 16 e 56.)
PRESIDENTE. Rinnovando le scuse per essere arrivati puntuali a coloro i quali sono appena arrivati, ricordiamo che noi siamo qui dalle ore 16 che aspettiamo. Bisogna abituarsi alla puntualità!
Procediamo quindi all'elezione.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Frau e Vincenzo Floris hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione del Difensore civico. Ricordo che, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 12 della legge regionale 17 gennaio 1989, numero 4, come modificato dalla legge regionale 13 ottobre 2005, numero 14, il Difensore civico deve essere scelto tra i cittadini che, per preparazione ed esperienza, diano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, serenità di giudizio e competenza giuridico-amministrativa.
Per quanto concerne le modalità di votazione, ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale numero 4 del 1989, il Difensore civico risulta eletto se ottiene il voto dei due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione, cioè 57 voti. Prego pertanto i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
Onorevole Caligaris, siamo in sede di votazione non è previsto… Su che cosa intende intervenire?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per dichiarare la mia astensione, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo ancora una volta lamentando l'assoluta mancanza di informazioni in merito a eventuali accordi e ai nominativi che il Consiglio regionale intende portare all'attenzione dei consiglieri per la nomina del Difensore civico. Si tratta di una situazione che si ripete. Il Difensore civico deve essere eletto, secondo il mio punto di vista, al di là di qualunque schieramento. Sarebbe il caso di pensare veramente all'interesse dei cittadini.
PRESIDENTE. E' quello che i consiglieri regionali devono fare votando in 57 una persona che viene ritenuta valida.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Quando hanno le informazioni, Presidente!
PRESIDENTE. L'informazione è in capo ai consiglieri, ai Gruppi. Onorevole Caligaris, posso solo dire che lei ha ragione.
Prima votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
Invito i consiglieri Segretari Cherchi Oscar e Corda a procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 35
Schede nulle 4
Hanno ottenuto voti: CONTU, 17; BALLETTO, 1; COGODI, 1; LOI, 1; CASELLI, 1; OPPI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - GALLUS - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Poiché nessuno ha ottenuto la maggioranza richiesta dalla legge, si deve procedere alla seconda votazione.
Seconda votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
Invito i consiglieri Segretari Cherchi Oscar e Corda a procedere ad un'altra chiama. Prego i colleghi di consentire che le votazioni si svolgano con un po' di ordine e di silenzio, altrimenti c'è difficoltà a lavorare e a seguire la votazione.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 60
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 26
Schede nulle 5
Hanno ottenuto voti: CONTU, 24; OPPI, 1; RASSU, 1; CASELLI, 1; SORU, 1; CAPPAI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Non è stata raggiunta da nessuno la prescritta maggioranza per l'elezione del Difensore civico.
Colleghi, se non ci sono le opportune intese, è evidente che noi potremo ripetere per dieci volte questo genere di elezioni utilizzando male il nostro tempo. Io propongo di sospendere questo punto all'ordine del giorno, di riprenderlo eventualmente domani, se i Gruppi trovano un'intesa su una persona che può svolgere questo incarico e quindi una persona che raggiunga il quoziente richiesto, altrimenti ci esponiamo ad una inutile ripetizione di votazioni poco fruttuose.
(Interruzioni)
"Almeno tre", perché? Perché tre è meglio di due ed è minore di quattro? Solo per questo. Non c'è una prassi consolidata, onorevole Diana e onorevoli colleghi, la prassi è che bisognerebbe andare avanti fino a che non si elegge con 57 voti un Difensore civico, questo dice la legge che il Consiglio ha approvato. Non ci sono poteri sostitutivi, non ci sono termini, quindi il Consiglio è sovrano e chi viene eletto ha bisogno di 57 voti. Abbiamo verificato che il Regolamento non ci assiste da questo punto di vista, procediamo se siete d'accordo con la discussione del Testo Unificato dei progetti di legge 98, 76 e 86.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
Su che cosa chiede la parola, onorevole Caligaris? Scusi, onorevole Caligaris, non so se lei vuole intervenire sull'ordine dei lavori, io non attendo risposta sulle domande nel senso che ho invitato i Gruppi a trovare un'intesa in modo da produrre un'elezione valida.
Quindi, su che cosa intende intervenire? Vuole che continuiamo le votazioni?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ritengo che occorra rimuovere tutte le questioni attinenti alla figura del Difensore civico, Presidente, perché ci stiamo aggrovigliando su questa nomina in modo tale che alla fine sta diventando un'impresa ardua. Intanto mi preoccupa questo fatto di rimandare perché non vorrei che lo slittamento diventi poi una questione storica. Abbiamo impiegato molto tempo per approvare la legge, quando la si voleva abrogare. Oggi ci troviamo nella condizione di un'elezione e la stiamo rimandando. Spero che queste intese non vadano alle calende greche, anche perché mi risulta che si stiano allungando moltissimo le richieste dei cittadini che aspirano ad avere un difensore civico in tempi brevi.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, io posso solo continuare a indire votazioni che producono il risultato che lei ha appena visto. Non è nella mia facoltà modificare la legge; le intese vengono raggiunte da chi le deve raggiungere tra i consiglieri, almeno 57 consiglieri. Confermo quindi la proposta di rinviare l'elezione e di procedere con la discussione del punto successivo all'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io rimango del parere che almeno un'altra votazione sarebbe necessaria, non ho capito per quale motivo se ne fanno due piuttosto che tre o una piuttosto che due. Io credo che sia necessario procedere ad una terza votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, non c'è una regola.
DIANA (A.N.). Però non c'era neanche la regola delle due votazioni.
PRESIDENTE. Non c'è la regola del due né la regola del tre né la regola dell'uno, ci sarebbe la regola che, dopo una votazione, si elegge, così non è, come abbiamo visto. Se lei pensa che la terza votazione risolva meglio la questione, io sono in Aula per lavorare.
DIANA (A.N.). Se io lo sto chiedendo, evidentemente ci può essere qualche variazione.
PRESIDENTE. Allora procediamo ad una terza votazione.
Terza votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la terza votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 23
Schede nulle 12
Hanno ottenuto voti: CONTU, 16; LENZOTTI, 4; LOMBARDO, 1; OPPI, 1; LICANDRO, 1; CAPPAI, 1; CASELLI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - GESSA - GIORICO - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Esaurita la terza votazione, poiché non ha ottenuto alcuno il quoziente necessario per eleggere il Difensore civico, confermo la proposta di cui sopra e rinvio le ulteriori votazioni ad altra data.
Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Cerina - Gessa - Pinna - Marrocu - Licheri - Cachia - Frau - Corda - Bruno - Porcu - Maninchedda - Davoli - Salis - Serra - Pisu - Barracciu - Caligaris - Sanna Franco - Floris Vincenzo - Marracini - Pacifico: "Interventi regionali per il cinema" (98/A), Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo: "Regolamento dell'attività cinematografica in Sardegna. Istituzione dell'Agenzia del cinema" (76/A), Onida - Ladu - Murgioni: "Disciplina regionale delle attività cinematografiche" (86/A), Manca - Biancu - Sanna Simonetta - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Sabatini - Sanna Francesco - Secci:"Fondo regionale d'investimento per l'audiovisivo in Sardegna: 'Sardegna Film Fund Spa'" (111/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge 98-76-86-111/A, relatore l'onorevole Giovanna Cerina. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatore.
CERINA (Progetto Sardegna), relatore. Come si richiede ritualmente, saluto il Presidente, gli Assessori e gli onorevoli colleghe e colleghi. Permettetemi in apertura di fare una breve considerazione. Sono note a tutti le difficoltà, soprattutto economiche, in cui si trova la Sardegna, eppure oggi si presenta in quest'Aula una legge che si assume la responsabilità di un'iniziativa contro corrente finanziando, anche se in termini ridotti, il cinema. Dunque, rispetto a leggi nazionali che operano tagli alla cultura, forse possiamo essere fieri di fare un intervento che, invece, alla cultura vuol dare un suo sostegno. Mi pare che sia urgente colmare un vuoto normativo in un settore, quello del cinema, che ha avuto un notevole sviluppo negli ultimi anni.
L'obiettivo che ci proponiamo è quello di incentivare e consolidare un fenomeno culturale in crescita e, nello stesso tempo, favorire lo sviluppo di un settore inedito nell'industria isolana. L'esigenza, avvertita fin dagli anni Novanta, è documentata da una serie di proposte di legge depositate e che hanno visto anche la Giunta precedente interessata a far passare una legge sul cinema. I consiglieri Onida, Pinna, Selis avevano già avanzato proposte interessanti di cui noi abbiamo tenuto conto. Nell'attuale legislatura, questo interesse ha avuto nuovo slancio, lo dimostra il fatto che sono state presentate ben quattro proposte di legge (98, 76, 86, 111) che sono confluite nel testo unificato che costituisce la base della proposte che noi oggi avanziamo.
Perché questa breve cronistoria? Per delineare l'iter di questo testo elaborato a partire dalla valutazione del mondo del cinema nella sua duplice dimensione, da una parte un aspetto fondamentale di tipo culturale, da un'altra parte invece il carattere economico industriale. Abbiamo tenuto altresì presenti le normative di carattere nazionale ed europeo (il decreto legislativo del 22 gennaio 2004, numero 28, soprattutto la comunicazione della Commissione Europea del 16 febbraio 2002 e la successiva comunicazione del 30 aprile 2004 numero 171), senza trascurare le altre esperienze fiorenti in Italia, che vanno dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, all'Emilia Romagna, alle Puglie e così via discorrendo.
Soprattutto i servizi di Film commission in zone come il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia hanno incrementato notevolmente le attività produttive e culturali. All'elaborazione del testo unificato e della proposta precedente numero 98 ha lavorato, mi corre l'obbligo di citarla, una Commissione altamente qualificata presieduta da me e coordinata dal professor Antioco Floris, docente di storia e critica del cinema dell'università di Cagliari. La Commissione era così composta: Gabor Pinna, dirigente della SFIRS ed esperto in normativa comunitaria; Franco Sardi, dirigente del servizio cultura e spettacolo della Regione; Marco Benoni, portavoce del coordinamento cinema e imprenditore nel settore cinematografico e televisivo; i registri Salvatore Mereu ed Enrico Pitzianti e, per gli aspetti giuridici, Gianmario Demuro, ordinario di diritto costituzionale dell'università di Cagliari.
Consentitemi di ringraziarli pubblicamente non solo per il lavoro svolto e la sua qualità, ma soprattutto per la generosità con cui hanno lavorato per un anno senza percepire un euro, se volete una linea contro corrente visto che si criticano sempre le consulenze generosamente pagate. Devo ringraziare i dottori Marsella, Loi e Di Giovanni per la preziosissima collaborazione alla stesura del testo e ancora il mio ringraziamento va alla dottoressa Manis, dell'Ufficio di programmazione, per la consulenza della norma finanziaria.
Questa legge, che consta di cinque Titoli e venti articoli sarà ora da me brevemente illustrata. Il Titolo I definisce gli obiettivi generali e le finalità della legge, si riconosce al cinema una funzione fondamentale per la crescita sociale, culturale ed economica della Sardegna e perciò se ne promuove lo sviluppo e le attività connesse. Il Titolo II prevede che la Regione, attraverso lo sportello Film commission, possa promuovere e favorire le produzioni audiovisive e cinematografiche in Sardegna erogando servizi e facilitazioni logistiche, allo scopo di promuovere il territorio in collaborazione con gli enti locali e con soggetti e organismi di produzione e di servizi operanti in Sardegna, nonché con altri organismi nazionali e internazionali. Inoltre, al fine di permettere e stimolare la creazione di centri di produzione cinematografica audiovisiva si favorisce l'accesso a programmi regionali, statali e comunitari destinati allo sviluppo industriale.
Modalità di intervento a sostegno della produzione determina il Titolo III. Gli interventi sono destinati esclusivamente ad opere di interesse generale, a film cioè che, per motivi culturali o economici, possono avere una ricaduta per la nostra Regione. In tal senso, si fa proprio il concetto di territorializzazione elaborato in Francia e riconosciuto legittimo dalla normativa comunitaria, secondo il quale le opere sostenute dalla legge devono essere realizzate prevalentemente nel territorio regionale. Le modalità di intervento considerano diverse tipologie, sceneggiatura, produzione e distribuzione.
Si prevede un adeguato supporto alla sceneggiatura, che è il primo passo per la preparazione delle opere e per sostenerne la qualità. Perché la scrittura del testo non rimanga fine a se stessa è previsto che, qualora dal testo non si giunga al film, gli importi concessi debbano essere restituiti alla Regione, questo a scanso di interpretazioni assistenzialistiche della legge. Gli interventi per corti e mediometraggi, fondamentali per sostenere un genere che va affermandosi sempre più e che permette l'emergere di nuove personalità, sono distinti dagli interventi per i lungometraggi, perché economicamente meno gravosi. In questo settore sarà compito della Regione favorire le esigenze che emergono soprattutto dai giovani e che sono documentate in vari centri dell'isola. La legge, individuando nella figura del produttore il soggetto destinatario di incentivi ed interventi, garantisce la preselezione dei progetti ed evita i rischi di un mero assistenzialismo culturale. Un produttore pronto ad investire in un progetto è ulteriore garanzia per la Regione, per i fondi che mette a disposizione.
Punto qualificante della legge è l'istituzione di un fondo per sostenere i progetti di lungometraggio con incentivi economici concessi a società di produzione che dovranno garantire un ritorno attraverso utili o quote di diritto d'uso del film, fino a prevedere anche una co-produzione. La selezione dei progetti è affidata alla Commissione tecnico-artistica composta da figure di documentata competenza professionale in campo cinematografico, individuate e nominate secondo criteri rigorosamente predeterminati, in modo da assicurare una valutazione e un giudizio qualificati. I criteri sono fissati in modo preciso per garantire un'applicazione in sintonia con lo spirito del testo.
Il Titolo IV definisce i criteri di intervento per lo sviluppo della cultura cinematografia ed audiovisiva, a tal fine è prevista un'azione di salvaguardia e quindi di raccolta, catalogazione, conservazione e restauro del patrimonio cinematografico, inteso come espressione artistica e documento storico, testi che conservano la nostra memoria, in modo che possiamo trasmetterla alle generazioni future e renderla accessibile a fini educativi di ricerca e culturale. A questo scopo si promuove la costituzione della Fondazione Cineteca Regionale Sarda, persona giuridica di diritto privato, su modelli ampiamente sperimentati con successo in altre Regioni.
La diffusione della cultura cinematografica viene promossa da rassegne, festival, premi, con interventi economici adeguati; si favoriscono inoltre progetti di recupero e riqualificazione di strutture idonee (con questo termine intendiamo sale) per la diffusione di attività inerenti al cinema con attenzione ai centri che ne siano sprovvisti, cioè i piccoli paesi. L'educazione al cinema e la ricerca sono promossi a ogni livello di istruzione, così come è prevista l'attivazione di corsi per maestranze da attivare nel Piano regionale della formazione professionale. Per le professionalità più qualificate, invece, sono previste borse di studio per la frequenza di scuole riconosciute ad alto livello internazionale.
Nel Titolo V è istituito un organo permanente di consulenza tecnica della Regione, di cui fanno parte operatori qualificati del settore ai quali spetta il compito di supportare l'Assessorato in particolari questioni attinenti l'applicazione della legge. Seguono disposizioni procedurali e la norma finanziaria in cui si stabilisce che le risorse siano destinate prioritariamente per una quota fino al 70 per cento agli interventi relativi ai Titoli II e III. Questo per garantire certezza di risorse a quanto previsto dalla legge e per indicare nel contempo la centralità dell'intervento a sostegno della produzione.
Fare una legge per il cinema ha, fra gli altri, il significato di riconoscere un legame antico che la nostra isola ha con questa attività dell'era moderna. Forse molti di noi non lo sanno, ma la Sardegna ha richiamato l'attenzione persino dei Fratelli Lumière, tant'è che la prima documentazione cinematografica risale al 1898, quando alcuni operatori della Casa di produzione Lumière sono venuti in Sardegna. Questo risulta dal catalogo delle produzioni dei Fratelli Lumière. I filmati sono cinque, che cosa è stato ripreso? Intanto, le miniere di Monteponi e poi, questo lo dico per i sassaresi, ben due filmati riguardano Sassari, la Cavalcata e la visita dei reali Umberto I e Margherita per l'inaugurazione del monumento dedicato a Vittorio Emanuele. Ma ancora la Sardegna è in prima fila nello sviluppo di questa industria e cultura cinematografica, quando nel 1916 Febo Mari pensa di mettere in produzione un film tratto da un romanzo di Grazia Deledda, "Cenere",film che fa parte della storia del cinema perché la grande attrice drammatica Eleonora Duse vi interpreta la figura della madre. A partire da questo, molti altri film sono stati recuperati con grande tempestività dalla Cineteca Sarda, mentre l'ultimo è stato recuperato con una grande operazione da "L'Unione Sarda", lo richiamo, è "La Grazia",musicato da Romeo Scaccia con un'elaborazione dal vivo della colonna sonora.
Specialmente negli anni Sessanta l'attività cinematografica in Sardegna ebbe un boom significativo, naturalmente erano soprattutto autori che venivano da fuori e scoprivano nella Sardegna un luogo ideale per girare i film, molti dei quali tratti da libri di Grazia Deledda, per esempio "La Madre", o il film di Genina, che risalgono appunti agli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche altri film come "Deserto Rosso", in cui magari la Sardegna non si riconosce pienamente o perlomeno non è sottolineata.
Di recente dobbiamo segnalare una esplosione sia nell'attività culturale, sia nell'attività di raccolta e di restauro di opere che sono disperse in Europa, spesse volte dimenticate in fondi di magazzino; pensiamo soltanto al recupero, di "Sonos e Memoria" da parte di Cabiddu che, con uno straordinario montaggio di una filmografia che risale agli anni Quaranta e Cinquanta, ci offre un film sulla nostra memoria, di grande successo.
Così come, lo richiamo alla vostra attenzione, "L'ultimo pugno di terra" di Fiorenzo Serra è un film a rischio che andrebbe recuperato. Ed ancora, è a rischio, perchè in pellicola infiammabile, un patrimonio cinematografico che è conservato e riguarda lo sviluppo dell'allora Mussolinia. C'è tutto un lavoro di investigazione, di catalogazione e di recupero da fare che è la nostra storia. Ecco perchè credo che forse stiamo arrivando a tempo, se riusciamo ad approvare questa legge, anche per portare in porto tutte queste attività.
Ma se noi ci guardiamo attorno, che cosa sta succedendo oggi in Sardegna? L'ultimo spot girato è dello yogurt Muller nella spiaggia di Chia da un regista sardo-inglese. Sono poi in produzione, o in pre-produzione, "Sonetàula" di Salvatore Mereu, "Jimmy della collina", di Enrico Pau, "Eleonora d'Arborea" di Salizzato, non vorrei dimenticarne qualcuno, naturalmente gli altri registri, come Pitzianti e Mereu, sono ancora in giro per i festival a raccogliere premi. Senza dimenticare "Su Re", di Giovanni Columbu, anch'esso in pre-produzione.
Credo che la politica ora debba fare la sua parte, perchè se è vero che dobbiamo interpretare i bisogni e le attese che vengono dal territorio, tutto quanto sta accadendo, non più autori stranieri ma autori sardi stanno venendo alla ribalta non sarda ma nazionale e internazionale, questo anche con la presenza di autori non sardi come Salizzato che sta girando ad Oristano "Eleonora d'Arborea".
Dunque la politica deve, senza ulteriori temporeggiamenti (oltre che i costi della politica, ci sono i tempi della politica troppo lunghi), colmare un vuoto legislativo che, se protratto, rischia di essere imperdonabile. E' urgente una risposta alle attese provenienti dall'Isola e non solo. La aspettano autori, professionisti, operatori, imprenditori e soprattutto i tanti giovani che guardano con interesse e speranza a nuove professionalità, a nuovi spazi occupativi legati al mondo del cinema, maestranze, autori eccetera.
Una classe politica intelligente e responsabile deve saper cogliere i segnali che vengono da questa nostra società, certamente in risveglio, in fermento, ma anche in difficoltà, in modo da poter rispondere adeguatamente per dare slancio alle nuove energie in campo attraverso un sistema di regole e diritti accessibili a tutti, pensati per lo sviluppo di un'attività moderna e, soprattutto, per elevare il livello culturale e la crescita economica della nostra comunità, accentando nuove sfide.
Se me lo permettete, vorrei chiudere con una considerazione (scritta di recente dal critico di Repubblica D'Agostino in un suo intervento) che guarda con grande interesse alla nuova primavera della Sardegna, lo sviluppo della musica, della letteratura, del cinema e del teatro, ed è interessante perchè è un punto di vista esterno, si dice: "Il processo che si è innescato in Sardegna, a partire dalla metà degli anni Ottanta, grazie al Premio Solinas, è un capitolo decisivo nel processo di risveglio del cinema italiano." - non del cinema sardo, dice del cinema italiano - "La rinascita sarda è sotto il doppio segno di fuoriuscita dal silenzio e dagli stereotipi nella ricerca di una nuova globalità non traditrice delle origini e delle identità, in una dialettica tra passato, presente e futuro". Sempre D'Agostino scrive: "Allo sguardo esterno mi pare questo il vero e più profondo tratto distintivo di questi films che, come una bandiera, stanno rappresentando un movimento di idee e di creatività molto promettente." Un giudizio, come vedete, senza riserve.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento dell'onorevole Davoli.
DAVOLI (R.C.). Certo che, dopo l'intervento di Giovanna Cerina, almeno a me capita spesso, ci si trova un po' a disagio, per cui provo a ragionare un po' e a descrivere qualche altro elemento sull'argomento.
Diceva l'onorevole Cerina che, se diamo uno sguardo attento e dettagliato al panorama sardo del settore cinematografico riferendoci, almeno così faccio io, a questi ultimi anni soprattutto, alla primavera cinematografica sarda, si capisce subito, ci si rende conto immediatamente che ci si trova davanti ad una situazione nuova, diversa, in movimento, dinamica, caratterizzata tra l'altro da innumerevoli e significative iniziative, festival, incontri, dibattiti sulla cultura cinematografica e sull'arte del fare cinema in Sardegna.
Alcuni mesi fa, due o tre mesi fa, diverse importanti e interessanti manifestazioni hanno destato l'attenzione dell'opinione pubblica, ne ricordo qualcuna, mi viene in mente ad esempio quella bellissima iniziativa tenutasi alla Casa dello studente che riguardava il ricordo di Nanni Loy, o il festival di Carloforte, oppure ancora l'interessantissimo festival nuorese del cinema indipendente sardo e tante altre. Come si fa a non ricordare questo straordinario periodo, questo momento particolare che attraversa il cinema sardo con i recenti successi di alcuni nostri registri; Salvatore Mereu con il suo ultimo "Ballo a tre passi", premiato a Venezia e non solo a Venezia, anche in America al Festival organizzato da Robert Redford . Ora Mereu è impegnato nel lavoro del suo nuovo film, "Sonetàula", tratto dal libro di Peppino Fiori che affronta le problematiche delle zone interne della Sardegna. Stanno sorgendo nuovi filoni della cinematografia.
Proprio ieri leggevo su "Il Manifesto" che si sta riscoprendo un filone locale. Qualche giorno fa è stato proiettato un film in televisione, un film sulle banlieues parigine, sulle contraddizioni che oggi i quartieri periferici parigini attraversano; c'è voluto questo film per ricordare a qualcuno che là c'è una situazione estremamente particolare.
Oltre a Mereu naturalmente abbiamo Giovanni Columbu, Piero Sanna, Antonello Grimaldi, Cabiddu, Pitzianti con il suo bellissimo documentario "Piccola pesca" che tratta appunto le questioni riguardanti i pescatori di Teulada. Però, attenzione, bisogna guardare oltre, secondo me, perchè non sono solo questi personaggi eccellenti del nostro cinema che fanno così interessante la situazione sarda. C'è, si percepisce, si nota,si vede che esiste una certa vivacità culturale, vi è già una realtà, un tessuto, una rete di esperienze di tanti tentativi riusciti che, pur se ancora confinati per buona parte nello sconosciuto, perchè non tutti li conoscono, o nel sommerso, questa realtà esiste e necessariamente, secondo me, bisogna tenerne conto, perchè può diventare una ricchezza ed una risorsa importante per la nostra Isola.
Ecco allora l'indispensabilità di una legge perchè credo innanzitutto che la capacità e la potenzialità artistica del cinema possano servire, servono secondo me, a costruire un percorso ed un progetto che abbia come obiettivo fondamentale la crescita culturale della nostra Isola. Ci sono giovani che si impegnano, giovani che studiano, che manifestano, che utilizzano questo strumento di comunicazione per fare ricerca, per fare inchiesta. Sì, si fa in Sardegna anche il cinema d'inchiesta, un cinema d'inchiesta che rappresenta e descrive realtà sociali, ne descrive il loro mutamento e le contraddizioni interne. Quindi, oltre a Mereu, a Sanna, a Cabiddu, a Pitzianti, c'è anche questa realtà e, secondo me, la legge deve assolutamente tenerne conto, come fa d'altronde in alcuni articoli.
In una Sardegna possibile, naturalmente, in una società sarda realmente democratica, la cultura, e quindi anche la cultura cinematografica, non può non essere un elemento strategico, non può non essere un pezzo importante di un progetto di riappropriazione e valorizzazione della nostra storia, soprattutto in questa fase della globalizzazione, pure in crisi, che tende a standardizzare e ad uniformare tutto semplicemente per motivi di mercato e di profitto. Lo ritengo un obiettivo fondamentale che facilita e contribuisce non poco alla formazione di una coscienza critica che inciderà positivamente nello sviluppo sociale della nostra Isola. Ma d'altronde una moderna comunità come la nostra deve difendere la propria cultura come ragione della propria esistenza, e a questo il cinema credo possa fornire idee, occasioni, esperienze, elaborazioni e progetti che si possono praticare.
Vedete, il cinema si caratterizza in sostanza e si distingue per la sua particolarità; è una forma di espressione artistica, ma al tempo stesso un'industria singolarissima. Perchè singolarissima? Non è una catena di montaggio; ogni suo prodotto è infatti unico, non ripetibile, ha un suo processo produttivo e distributivo, però vi ruotano attorno notevoli quantità di risorse economiche ed umane. E' un mondo complesso, comprende vari aspetti che solo apparentemente sembrano distaccati e molto diversi. Vi è l'elaborazione creativa, vi sono i finanziamenti, la produzione, la distribuzione, la circolazione nelle sale, tutto quello che voi potete immaginare. Sono tanti i momenti che contribuiscono a creare un'opera cinematografica. E' un mondo tutto da esplorare per noi.
Provate però a immaginare una cosa: provate a immaginare come può svilupparsi in Sardegna. Abbiamo una grandissima opportunità se consideriamo, ad esempio, le particolarità sociali e culturali ed ambientali della nostra Regione. La pluralità e la diversità dei nostri territori, sotto l'aspetto geografico ambientale, sono molto richieste dall'industria cinematografica; mare e terra al centro del Mediterraneo, non molto lontano dalle capitali europee, a due passi da Roma, lì, a due passi da Cinecittà. Clima, location, questo secondo me è la cosa più importante, location naturalistiche, cultura, tradizione, accoglienza, tutti valori aggiunti che sicuramente faciliteranno uno sviluppo in questo settore. Potrebbero nascere nuove opportunità per la Sardegna, la nostra Isola può diventare una forte attrazione per le produzioni esterne, considerate le crisi che attraversano alcune zone (penso a Malta, da quando è entrata nella Comunità) che finora hanno avuto un ruolo predominante. Quindi non solo cultura, come dicevamo prima, ma anche la grande opportunità di rafforzare le imprese locali con nuove figure professionali e attrarre produzioni nazionali ed internazionali. Dobbiamo essere in grado però di fornire servizi, avere capacità organizzative, ricercando e costruendo la collaborazione con gli enti locali e le società di produzione; credo che la legge descriva questo molto attentamente con assoluta precisione.
Ecco perchè ritengo che la Regione Sardegna deve svolgere il ruolo di sostenitrice dello sviluppo della cinematografia, attraverso forme di sostegno che assumano diverse ed articolate modalità. Mi preme però dire una cosa che ritengo molto importante: non bisogna mai perdere di vista la necessità che, a tali sostegni e a tali agevolazioni, debba accedere anche il nuovo, l'emergente, il giovane, il nascosto di cui si parlava prima. Voglio soffermarmi brevemente su quest'ultimo aspetto, perchè mi interessa particolarmente,: qualche settimana fa ho partecipato al Festival del cinema indipendente sardo, tenutosi a Nuoro alla fine di ottobre; era un festival del corto, organizzato da una giovane regista nuorese, P.J. Gambioli, che ha fatto la scelta coraggiosa di rientrare in Sardegna per fare del cinema. Si è potuto verificare lì, in quelle tre giornate, quanto sia efficace questo strumento espressivo, quello del corto, soprattutto perchè rivolto al mondo giovanile. Purtroppo si è potuto anche verificare come i supporti economici siano assolutamente insufficienti e come sia evidente l'assenza, permettetemi di dirlo, o perlomeno così è stato finora, la poca considerazione da parte delle istituzioni.
Forse per la prima volta con questa legge si inizia ad affrontare il problema. L'articolo 6, mi pare sia l'articolo 6, prevede appunto la possibilità di erogare contributi specifici per i cortometraggi e i mediometraggi. E' sicuramente un buon punto di partenza; bisogna però saperlo coltivare. Si può fare di più. Ne parlavamo in Commissione, se ne parla anche in questi luoghi abbastanza marginali, però se ne parla, si potrebbe favorire, lo fanno altre Regioni, altre regioni europee, si potrebbe favorire la proiezione dei corti prima dei lungometraggi di grande distribuzione, altrimenti non hanno altre possibilità. Le uniche possibilità dei corti per essere visti rimangono semplicemente i festival o qualche rara iniziativa di qualche associazione sconosciuta, o forse qualche scuola.
Come amministratore provinciale ho avuto la fortuna di conoscere quel mondo plurale e variegato che è il sommerso culturale nelle nostre piccole realtà. Con l'estro, la fantasia, la creatività si producono e si elaborano idee, progetti senza particolari mezzi o megastrutture. Molti di questi ragazzi lavorano nelle cantine o negli scantinati di qualche condominio di periferia. Così come è utile ricordare il fermento e l'attenzione che il cinema suscita nel mondo della scuola; forse molti di voi non sanno, ad esempio, che diversi istituti isolani, non pochi quelli in provincia di Nuoro, sono stati protagonisti in tantissime manifestazioni nazionali, vincendo anche premi abbastanza interessanti. Si fanno seminari, corsi di un certo livello. Sono sempre più richiesti da scuole ed associazioni a dimostrazione dell'interesse verso questo linguaggio e dell'utilità straordinaria sotto l'aspetto didattico - educativo.
Anche per questo credo che sia necessario, urgente e indispensabile avere una legge in Sardegna. Ripeto, forse ci sono state difficoltà, l'abbiamo affrontata in certi momenti con fatica e forse anche da inesperti, però in Commissione si è riusciti a lavorare e a produrre un testo, che può essere modificato. Indubbiamente qualche correzione deve essere fatta però, quando riuscirà ad avere una legge di settore così importante, credo che per la Sardegna sarà un bel giorno e anche un bel successo. Speriamo di non tradire le aspettative che molti finora hanno cercato di manifestare ripetute volte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il rispetto anagrafico, e non solo anagrafico, mi impone di mantenere un atteggiamento prudente su una irrituale relazione della professoressa Cerina. La professoressa Cerina ha cercato di far capire all'Aula che c'era stato un grande fermento legislativo, ed è vero, ci sono state moltissime iniziative, debbo anche ricordare all'Aula che la proposta presentata da Alleanza Nazionale è rimasta parcheggiata in attesa che la professoressa Cerina presentasse la sua proposta di legge. Allora, onorevole Cerina, perchè questo preambolo? Lei qui non è più la professoressa, deve fare gli interessi dei sardi e non quello delle università, non quello delle lobbies, non quello dei giochetti; qui bisogna fare gli interessi dei sardi!
Il fatto che lei abbia comunicato all'Aula nominativi di personaggi illustri che avrebbero partecipato attivamente senza compenso, senza retribuzione, allora? La proposta di legge di Alleanza Nazionale è una proposta di legge nata nel Gruppo di Alleanza Nazionale, col sostegno dei signori Crasta e Cubeddu, i quali non avranno avuto prebende prima e non le avranno adesso nè dopo. Questi due signori ci hanno dato un sostegno e probabilmente ce lo daranno anche nel futuro, anzi, io penso che, per quanto dura la democrazia in questo Paese, i signori Crasta e Cubeddu saranno sempre impegnati a sostenere il Gruppo di Alleanza Nazionale, non avranno mai la possibilità di avere incarichi nei prossimi giorni o non li hanno avuti già in corso d'opera. Quindi è stato abbastanza irrituale il preambolo che l'onorevole Cerina ha voluto portare a quest'Aula.
Questa legge è certamente una legge importante, ma il fatto che sia una legge nell'interesse del cinema, non è stato sufficiente l'intervento dell'onorevole Davoli a fugare tutti i dubbi che, anzi, sono manifesti ancora di più. Perchè vedete, signori, nel momento in cui si è pensato ad una legge sul cinema, si immaginava una legge che sostenesse l'attività cinematografica, che fosse un veicolo di pubblicità anche del nostro territorio, che fosse un modo per far conoscere a tutti le capacità, se esistono, e ne esistono, di registi, coreografi e quant'altro, e di tutta una serie di maestranze che non esistono, professoressa Cerina, perchè il problema della formazione in questa legge è marginale! Lei non può, con contributi o con voucher, di memoria abbastanza recente, inviare i nostri giovani dove? Altre Regioni hanno pensato di fare diversamente: hanno creato una scuola e si sono avvalsi di docenti importanti, ma nella loro Regione! In questo modo cosa facciamo? Corsi di formazione professionale per carpentieri? Quelle maestranze marginali che non hanno bisogno di far lavorare troppo il cervello? Vogliamo creare quelle e lasciare in mano agli altri tutto il resto?
Allora, noi siamo profondamente contrari a questa legge e cercherò di far capire il perché. Intanto ritenevamo e riteniamo che il punto fondamentale della legge, non di questa legge, fosse il coordinatore di tutti gli interventi. Questo credo che fosse evidente anche nella proposta formulata da altri Gruppi politici, per esempio quello de La Margherita. Hanno un nome diverso, noi l'abbiamo chiamata S.p.A., un'agenzia, La Margherita l'ha chiamata in un altro modo, però lo spirito era quello. Mi pare che tutte le Regioni, anche quelle che lei ha citato, professoressa Cerina, il Friuli e il Piemonte, hanno modificato in corso d'opera, proprio il Friuli nel 2003, memore dell'esperienza fatta negli anni precedenti, è andato in questa direzione, con un soggetto unico. In questo caso l'hanno chiamato Film Commission, ma è bene che sia chiara la distinzione di tutti i comparti cinematografici che la legge deve tutelare, servizi, Film Commission, finanziamenti alle produzioni sarde ed estere, promozione e conservazione. Questo è il ruolo. Credo che sul principio siamo tutti d'accordo. So benissimo l'onestà intellettuale che ispira l'onorevole Cerina; è sul metodo, sul sistema che non siamo d'accordo!
Il Film Fund di Salento, uno degli ultimi nati, segue la stessa strada. Ma, dico di più, lo stesso centrosinistra a livello nazionale ormai sta andando in questa direzione. Non ho capito per quale motivo invece noi ci ritroviamo con una legge, o ci dovremo trovare con una legge che non dà nessuna risposta, anzi qualche risposta la dà, ma a pochi intimi! Quando parlo di intimità, onorevole Cerina, mi perdonerà, lei ha capito di che cosa parlo.
Allora, questi registi, capacissimi alcuni, abili altri, improvvisati molti, sono già passati al vaglio della Giunta regionale in altri tempi e hanno già abbondantemente attinto alle casse regionali senza dare risposte, quelle risposte che io personalmente e il nostro Gruppo stiamo cercando, ma che sono le stesse risposte che probabilmente cerca lei, cerca il Gruppo de La Margherita e tutti coloro che si sono impegnati in una legge per il cinema.
Allora, io sono contrario ai finanziamenti a tasso agevolato, vedremo le modalità, possibilmente in questi venti minuti, altrimenti nella discussione sui singoli articoli. Io sono per una co-produzione,' la ritengo una scelta più facile e più semplice anziché quella in cui l'ente pubblico eroga i soldi in prestito a soggetti che forse non saranno mai in grado di restituirli, perché badate, colleghi, è previsto già nell'articolato. Io sono andato via dalla seduta della Commissione, non facendone parte, essendo un simpatizzante, come qualcuno osa definire coloro che non fanno parte della Commissione, proprio durante l'esame di questo punto: cosa succede nel momento in cui il soggetto beneficiario delle risorse non completa l'opera e non è in grado di restituire i soldi? Guarda un po', l'uovo di Colombo! Interviene la Regione e, come la storica sarda Cineservice, si riprende indietro il film, le maestranze e tutto quanto a carico della Regione; questo dice l'articolato. E' possibile un fatto di questo genere? Non si verificherà, ma noi non possiamo fare un processo a ciò che succede e a ciò che non succederà, noi lo dobbiamo dire adesso! Io, in Commissione, avevo detto che bisognava agire sulla falsariga dei finanziamenti europei, o anche dei finanziamenti del POR, garanzie, fideiussioni bancarie, fideiussioni assicurative, la Regione non può rischiare una lira, perché se deve rischiare una lira allora tanto vale prevedere che la Regione è co-produttrice: sceglie i registi, sceglie i soggetti, nomina una commissione, fa tutto quello che voi volete, ma sia responsabile e quindi abbia il controllo.
Invece come andiamo a vedere, all'articolo 7 si prevede un fondo di rotazione per la concessione di prestiti a tasso agevolato, la cui gestione è affidata a intermediari finanziari. Dunque si tratta di un fondo non nell'accezione corretta di organismo, ma nel senso improprio di fondo finanziato che la Regione distribuisce sotto forma di prestiti attraverso finanziarie. Al punto 6, però, ed è ciò che stavo dicendo precedentemente, la proposta prevede che la mancata restituzione del prestito comporti da parte della Regione l'acquisizione di una quota dei diritti del film, qualora completato, perché se il film non è completato, bei diritti! Diventeranno quei film del 1884 o del 1885, che sono certamente dei reperti importantissimi e sui quali dovremo veramente investire, ma credo che non sia questa la funzione della legge in esame. Dunque qui la Regione diventa produttrice.
Non solo, all'articolo 11, al punto 4, la proposta prevede che, alla Commissione che seleziona le opere, è riservata la facoltà di proporre la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna alla produzione per le opere di rilevante interesse per la Sardegna. Sentite, colleghi! "Sulla proposta delibera la Giunta regionale, sentito l'Assessore…". Io credo che questo sia veramente il colmo. Cioè, su film di particolare interesse coinvolgiamo la Giunta e l'Assessore! Su che cosa? Sulla partecipazione con un massimo del 30 per cento, dice l'articolato, quindi cominciamo a mettere un altro 30 per cento, si parte già col 30 per cento della Regione. Da un lato si rifiuta un organo ad hoc e soprattutto si rifiuta il concetto della co-produzione, dall'altro si indica la Regione come soggetto co-produttore solo in alcuni casi lasciati alla discrezionalità della Commissione e della Giunta!!! Ho messo tanti punti esclamativi, ovviamente.
Il mio parere è che, per tali favoritismi, non ci sia bisogno di usare questi stratagemmi, professoressa Cerina. So che non sono frutto della sua onestà intellettuale, ma non è assolutamente possibile esitare una legge di questo genere e soprattutto non ha ragione d'essere perché se si accetta il concetto di co-produzione lo si può accettare per tutti i film. Il soggetto co-produttore non deve essere la Regione ma un organo ad hoc, così come noi abbiamo detto. Allora sì che la Regione può essere co-produttore.
Una delle lacune gravi in questa legge è che non si prevedono limiti di percentuale nella partecipazione, in sostanza, un film potrebbe essere prodotto totalmente con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna. Correttamente, per esempio, nell'articolo 6 della proposta de La Margherita si prevedeva la fissazione di un tetto per il contributo pari al 40 per cento, è un limite sul quale si può discutere.
Non prevede, invece, fra i requisiti, la spendita da parte delle società di produzione di una percentuale del finanziamento regionale a favore dell'assunzione di operatori sardi e dell'utilizzo di strutture locali. In sostanza con questa legge si potrebbero concedere finanziamenti a società di produzione italiane ed estere che, come è già capitato, prendono i soldi, si avvalgono delle agevolazioni della Film Commission ma vengono in Sardegna con la troupe e persino con il catering. Non citi il film di "Eleonora", non lo citi, aspetti almeno che sia ultimato, e poi discutiamo.
Ci sono, invece, proposte molto più condivisibili,tra le altre, per esempio, una proposta sempre de La Margherita riguardo alla garanzia della programmazione dei film nelle sale almeno per sei mesi. Fissiamo anche questo. Questi film dove vanno? Fissiamo pure un termine di almeno sei mesi, ma in quei sei mesi quei film debbono essere proiettati! Accade infatti troppo spesso che i produttori prendano i finanziamenti pubblici e poi si disinteressino totalmente della distribuzione e della promozione, questo è l'altro grosso problema.
All'articolo 7, comma 4, c'è un'altra perla, io la definisco una sconsideratezza: è prevista la concessione di prestiti a favore solo di opere prime e seconde. Ma quando mai! Si dovrebbero finanziare solo i film degli esordienti tagliando fuori i veri registi sardi e tanti altri! Non so se sia vero che abbiate predisposto un emendamento su questo punto, forse, non l'ho ancora notato. Ritengo anche che il comma 8 dell'articolo 7 sia assurdo: uno non rende i soldi e viene premiato con la concessione di nuovi finanziamenti! Leggere per credere, colleghi! Leggere per credere! E' tutto nell'articolo 7, che è un condensato di... non so come esprimermi.
All'articolo 8 sono previsti i contributi per il lancio pubblicitario dei film. E' molto vaga la norma. La promozione dei film, così come di tutto il resto, è un'operazione molto delicata che richiede competenza e coordinamento. In che modo andranno erogati questi contributi? Ribadisco che, secondo me, ci vuole un organo ad hoc che abbia il quadro preciso di tutta la situazione. Non sono d'accordo ovviamente - articolo 10 - che la Commissione sia nominata dalla Giunta, ritengo che debba essere composta obbligatoriamente sia da sardi che da non sardi. Di nuovo la Giunta, all'articolo 10, nomina la Commissione!
Veniamo infine all'articolo 14, Cineteca regionale sarda. Da un lato, non si vogliono carrozzoni, dall'altro si crea un organo, una fondazione per la conservazione dei film. Un organo che diventerà molto potente giacché oltre al compito della conservazione gli viene attribuito anche quello della promozione, compito mai svolto in tanti anni! Come ho già riferito varie volte, anche con la professoressa Cerina, la Cineteca sarda è un organo privato, legato a una società non sarda! E' sempre stato un organismo mal gestito e chiuso, caratterizzato da un atteggiamento snob di sinistra, con rassegne molto politicizzate! Siccome noi non siamo di sinistra e non vogliamo che le cose siano politicizzate, le dobbiamo evidenziare! Ci sono tanti modi anche per aggirare questo! Oggi ci si sta aprendo leggermente perché altre associazioni iniziano a occuparsi delle stesse problematiche. Insomma, la Cineteca riceverà, articolo 14 comma 4, finanziamenti annuali dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Inoltre sempre all'articolo 14 è previsto che la Regione autonoma si attivi affinché il suo patrimonio di risorse umane e materiali sia integrato all'interno della Fondazione. In sostanza la Regione garantisce che il personale rimanga lo stesso e non prevede invece l'impegno ad acquisire tutto il patrimonio cinematografico della RAI, altro fatto importantissimo, e dell'Istituto Etnografico, dell'Istituto Luce, dell'Archivio Movimento Operaio! In questi archivi sono presenti materiali importantissimi… lo dico all'onorevole Davoli che, è un classico, ogni tanto si assenta! In questi archivi, dicevo, sono presenti materiali importantissimi per la Sardegna che dovrebbero essere messi a disposizione dei registi e di tutti gratuitamente tramite l'acquisizione pubblica. La verità vera è che questi della Fondazione vogliono i soldi pubblici, ma vogliono rimanere gli stessi e non vogliono neppure perdere il loro patrimonio confondendolo con altri.
Riguardo alla formazione, professoressa Cerina, l'articolo 16 è ambiguo, perché i contributi sono previsti per "università, scuole e istituti pubblici e privati…". Si deve lasciare la libertà a tutti di fare formazione, dunque è necessario sostituire almeno la parola "istituti" con "organismi".
Inoltre non capisco perché l'onorevole Cerina non abbia ancora accolto il nostro suggerimento circa la scuola di cinema, inserire cioè l'impegno della Regione Sardegna a costituire una scuola di cinema e non limitarsi solo alla formazione professionale di maestranze che, per quanto importanti, non sono determinanti. Come fanno le produzioni ad assumere personale sardo se non ci sono le maestranze? Come facciamo ad avere buoni e veri registi se non ci sono le scuole? La Sicilia, professoressa Cerina, è riuscita a ottenere dallo Stato l'istituzione di una scuola di cinema legata al Centro Sperimentale, noi perché non potremmo farlo? Perché non lo possiamo proporre? Perché rinunciamo a questa opportunità?
All'articolo 17, abbiamo la famosa Consulta, un organo ibrido di consulenza che contribuisce a formare il reticolato complesso di consulte, assessori e commissioni, organi e organetti che dovrebbero occuparsi di cinema! Fra i membri della Consulta, secondo il comma 4, è ovviamente presente un rappresentante della Cineteca, la ciliegina sulla torta! L'articolo 18 completa l'opera perché attribuisce all'Assessore (Assessore, stia a sentire, lei è coinvolta molto in questa legge) e di conseguenza a tutti gli organi burocratici il ruolo di coordinamento e di verifica delle attività! Il commento è consequenziale a tutto quello che ho ribadito: affidare alla burocrazia degli Assessorati, alla loro incompetenza, un compito così delicato è il corollario di una proposta di legge tanto illogica! Ovviamente quando dico "incompetenza", Assessore, la prego di credere che il riferimento si limita a questo aspetto e non certamente ad altri gradi di competenza. Ho terminato?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, chiuda velocemente.
DIANA (A.N.). Presidente, io credo, in chiusura del mio intervento, che sia necessario che io mi appelli fondamentalmente all'articolo 86 del Regolamento per chiedere, con la questione pregiudiziale e sospensiva, che questa legge venga riportata in Commissione e riesaminata da tutti i Gruppi politici, da coloro che vogliono intervenire, credo che ci sia anche da parte nostra la volontà di farlo. Ovviamente credo e chiedo che, su questa mia proposta, sia aperta una discussione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Franco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCO (D.S.). Nell'ultimo decennio, la cultura cinematografica in Sardegna è stata caratterizzata da una vitalità e da un impulso creativo straordinario che trovano conferma dall'apparire sulla scena di autori sardi di indubbio talento, riscontrato nella produzione di opere di qualità che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti artistici in campo nazionale e internazionale. Basta ricordare prima di tutto il recente film del 2003, "Ballo a tre passi", di Salvatore Mereu, a cui sono stati assegnati il Premio della Settimana della critica al Festival di Venezia, il David di Donatello al Ciak d'Oro per la migliore opera prima, ma soprattutto che è stato scelto per rappresentare l'Italia al Sunday's Film Festival di Robert Redford e alla Giornata del Cinema di Los Angeles; e poi il film del 2002, "La destinazione", di Piero Sanna, a cui è andato il Premio speciale della giuria al Festival del Cinema Italiano di Annecy ed il Premio del pubblico al Galileo Festival del Cinema Italiano opere prime; il film del 2001, "Gli Arcipelaghi", di Giovanni Columbu, ancora del 2001, "Pesi leggeri" di Enrico Pau, o del 2000, "Un delitto impossibile" di Antonello Grimaldi e, del 1977, "Il figlio di Bakunin" di Gianfranco Cabiddu, che hanno ottenuto ampi apprezzamenti nei festival e nei circuiti in cui sono stati presentati. Tutti questi riconoscimenti ben sopportano la tesi che le opere cinematografiche, anche se espressione di una locale e ben definita realtà quale quella sarda, con la peculiarità delle antiche tradizioni, dei costumi e delle usanze, se di qualità, possono ben collocarsi a livello nazionale ed internazionale.
Da tempo, da più parti, era sentita l'esigenza di una legge di tutela del settore per favorirne la crescita sia artistico-culturale sia economica, così da avere una importante ricaduta sul territorio. La Commissione cultura ha raccolto questa richiesta e ha elaborato il presente testo di legge, alla cui stesura è giunta tenendo presente il parere di vari esperti del settore, prendendo come quadro di riferimento la legge nazionale sul cinema, ma facendo proprie le esperienze sarde di questi ultimi anni anche in campo multimediale e i documenti del dibattito animato avutosi sulla materia.
Questa legge è, a mio parere, la sintesi del dibattito aperto e costruttivo, frutto del lavoro della maggior parte dei componenti che si è tenuto in Commissione, grazie al quale, pur avendo differenti posizioni di partenza riflettenti un'ottica diversa nell'inquadrare il problema, alla fine si è prodotto un unico documento condiviso dalla Commissione.
Il presente provvedimento di legge nasce dall'esigenza largamente diffusa di completare e consolidare le norme atte a promuovere e favorire lo sviluppo della cultura cinematografica e a sostenere la produzione di opere filmiche. Il cinema è una disciplina in cui coabitano interessi artistici ed economici interdipendenti fra loro che, anche se spesso in contrasto, si alimentano a vicenda. Pertanto una legge sul cinema deve tenere in considerazione l'intero sistema affinché si renda possibile lo sviluppo armonico delle differenti attività economiche e culturali. L'obiettivo che si pone questa legge è quello di stabilire regole e diritti fruibili da parte di tutti ed elaborati per lo sviluppo di tutto il settore.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO
(Segue SANNA FRANCO). La stesura del testo di legge ha subito l'influenza del cinema nei suoi momenti più creativi coincidenti con periodi di grande libertà di espressione. Produttori disposti ad investire e una critica cinematografica libera ed illuminata hanno sempre determinato la crescita e l'affermazione nel tempo di nuovi talenti permettendo il crearsi di una tradizione del cinema.
In Italia alcune Regioni, in particolare il Friuli e il Piemonte, come è già stato detto, sono un ottimo modello; in esse, agli incentivi alla produzione corrisponde una notevole diffusione della cultura cinematografica. Non a caso è in queste Regioni che si trovano i musei e le cineteche del cinema più importanti del mondo, si svolgono rassegne e festival di prestigio e si hanno le Film commission fra le più attive e funzionanti in Italia. Questa legge nasce dalla volontà di favorire e facilitare una crescita culturale ed economica equilibrata del settore, condizione indispensabile affinché si abbia uno sviluppo sociale ed economico con una positiva ricaduta sui territori.
La legge è così articolata: il Titolo I definisce gli obiettivi generali e le finalità della legge, il Titolo II stabilisce gli interventi atti a promuovere la produzione cinematografica come opportunità di sviluppo economico; sono previste agevolazioni ed incentivi per le imprese e le produzioni che vogliano investire in Sardegna. E' favorita la costituzione di organismi, attraverso lo sportello Film commission, con la funzione di facilitare le produzioni cinematografiche e televisive, di attrarre gli operatori del settore in Sardegna con la concessione di incentivi, facilitazioni logistiche e servizi. La Regione può essere socio in tali organismi.
Nel Titolo III vengono stabiliti gli interventi previsti per la produzione di opere di interesse regionale; sono valutate opere di interesse regionale quelle che contengono sia un legame culturale con la Sardegna sia una comprovata ricaduta economica sul territorio. Sono distinti gli interventi per i cortometraggi da quelli per i lungometraggi. Sono previsti incentivi per la sceneggiatura, la produzione e la distribuzione. Per i lungometraggi il finanziamento dei progetti è garantito dall'istituzione di un fondo di rotazione mediante la concessione di prestiti agevolati, essendo dei progetti ad alto tasso culturale si è considerato il rischio che alcuni possano non avere un riscontro economico, pertanto si è stabilita una soglia massima di rischio per la Regione sul finanziamento concesso. La soluzione dei progetti viene effettuata da una Commissione tecnico-artistica nominata secondo rigorosi e prestabiliti criteri di competenza. Vengono inoltre fissati i criteri nel cui ambito la Commissione dovrà operare per la selezione dei progetti.
Nel Titolo IV ci sono gli interventi indirizzati allo sviluppo e alla diffusione della cultura cinematografica ed audiovisiva. A tal fine viene istituita la Cineteca regionale come Fondazione con la funzione di punto di riferimento per lo sviluppo in ambito culturale e cinematografico. Compito principale della Fondazione è promuovere l'acquisizione, la catalogazione, lo studio e la ricerca, la fruizione e la diffusione, per fini culturali ed educativi, del patrimonio cinematografico ed audiovisivo, nonché il restauro, la conservazione e la diffusione delle opere cinematografiche di interesse regionale. Nel Titolo V viene costituita la Consulta regionale per il cinema; si tratta di un organo permanente di consulenza tecnica avente la funzione di vigilanza per una migliore applicazione della legge. La legge per agevolare la cultura cinematografica nel territorio sostiene gli organismi pubblici e privati che promuovano iniziative atte a migliorare la conoscenza e la capacità critica da parte del pubblico mediante l'erogazione di contributi per lo svolgimento nel territorio regionale di manifestazioni quali festival, premi, convegni, rassegne.
Per quanto riguarda la realizzazione di opere pubbliche a carattere locale, a valere sulle spese per essere previste nel bilancio regionale, vengono privilegiati gli interventi per l'acquisizione, la ristrutturazione, il recupero o la realizzazione di locali per la diffusione di attività cinematografiche nei centri urbani che ne siano privi. I progetti devono prevedere l'affidamento in gestione ad associazioni od imprese e verranno privilegiati quelli proposti da più comuni in forma associata fra loro. Ai fini della valutazione sarà fattore determinante il potenziale bacino di utenza.
Nei programmi regionali di interventi per la didattica e la sperimentazione scolastica sono previsti finanziamenti di progetti per sviluppare l'educazione al cinema e agli audiovisivi; sono previsti infatti dei contributi per le università, per le scuole, per gli istituti pubblici e privati che abbiano i requisiti necessari determinati dalla qualità e dalla quantità di esperienze nel settore per l'incremento e l'innovazione della didattica del cinema e per l'attivazione di master e corsi di specializzazione nell'ambito delle professioni del cinema. Nei programmi regionali per la formazione professionale sono previsti interventi per sviluppare le professionalità necessarie nel settore cinematografico favorendone l'inserimento nelle aziende sarde che operano nel settore cinematografico. Viene inoltre prevista la concessione di borse di studio per i giovani che siano stati ammessi alla frequenza di corsi in scuole di cinema di riconosciuta importanza.
Abbiamo elaborato in Commissione questa legge animati dalla convinzione che la cultura possa e debba essere motore di crescita non solo intellettuale e sociale ma anche economica. Sono convinto che il cinema sia una forma di espressione artistica avente una capacità di penetrazione come nessun altro genere di opera; pensiamo alla scrittura o alla pittura, quanti sono gli italiani o, nello specifico, i sardi che abitualmente leggono libri o visitano una mostra o un museo? Sicuramente una percentuale bassa. Ma quante sono le persone che vanno al cinema? Sicuramente meno di ieri ma ancora tante. Credo che il cinema, se di qualità, sia un mezzo di straordinaria efficacia e potenza da utilizzare per contribuire ad uno sviluppo economico compatibile e duraturo supportato dallo sviluppo sociale di cui abbiamo parlato abbondantemente nel nostro programma elettorale.
Ritengo che la produzione di opere che, per contenuto, siano espressione della cultura sarda (in quanto hanno in sé un filo conduttore con le nostre radici, con i nostri valori, la nostra storia e tradizioni) oppure contengano immagini espressione delle nostre tradizioni o siano ambientate, girate in Sardegna, sia un fattore di primaria importanza per la crescita della nostra Isola. Infatti con l'utilizzo del mezzo cinematografico è possibile sia svolgere una efficace opera di educazione sociale, sia avere un ritorno economico complessivo. La Sardegna, grazie al suo clima e al paesaggio, è un ottimo set naturale; è stato utilizzato in particolare dagli anni Novanta in poi in molteplici spot pubblicitari ma in poche occasioni per girare film. Gli operatori del settore hanno sempre lamentato lungaggini burocratiche dovute a carenze normative. Con questa legge si pone fine alle incertezze; a mio parere, si mettono a disposizione mezzi tecnici e finanziari per attirare gli operatori cinematografici nell'Isola. Infatti girare film in Sardegna non significa solo indotto economico ma anche avvicinare al cinema tante persone tra le quali si possono formare nuove figure professionali. E' in quest'ottica che abbiamo previsto lo sportello Film commission, con la funzione di facilitare il conseguimento di questi obiettivi fornendo un supporto sia tecnico che informativo atto a facilitare e promuovere la produzione cinematografica in Sardegna.
Per la realizzazione delle opere cinematografiche è necessario, oltre registi, scenografi, costumisti e vari addetti, anche altro personale, il che contribuisce ad alleviare il grande male della disoccupazione senza produrre gli effetti negativi creati da altri tipi di occupazione. Il problema che si pone sempre o, meglio, che ci si dovrebbe sempre porre allorquando si dà il via ad un'impresa è quanto questo ritorno economico incida complessivamente e venga a costare alla collettività sia in qualità della vita sia in impatto ambientale. Mi sembra che questo sia uno dei rari casi in cui si possa riuscire a creare occupazione non solo non arrecando alcun danno ambientale né sociale, ma anzi ottenendo uno sviluppo economico interamente a beneficio di tutti. Credo infatti che, attraverso le immagini proiettate sullo schermo, sia possibile diffondere, far conoscere le nostre tradizioni, i nostri costumi, la nostra storia e non ultima la bellezza dei nostri territori. A tale scopo, sono finalizzati i contributi a sostegno della campagna promozionale e del lancio pubblicitario volti a facilitare la distribuzione, la circuitazione e la partecipazione a festival e a rassegne di cinema sia in Italia sia all'estero.
Gli oneri tecnici ed economici, di cui la Regione si fa carico, verranno largamente ricompensati dal ritorno di immagine che produrrà, ne sono convinto, un incremento notevole di turismo nell'Isola, quel tipo di turismo che questa maggioranza vorrebbe incrementare, non solo quello costiero-balneare limitato al periodo estivo (fruibile, nella migliore delle ipotesi, tre mesi all'anno), bensì il turismo esteso all'intero territorio che duri tutto l'anno, contribuendo a incrementare le presenze turistiche in particolare di coloro che non amano il turismo balneare preferendo altri modelli non ancora sufficientemente conosciuti o apprezzati dalla maggioranza dei turisti.
PRESIDENTE. L'onorevole Diana ha posto una questione sospensiva. Quindi, se non ci sono interventi, procediamo alla votazione.
(Interruzione)
(Non è approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, dopo mesi di lavoro all'interno della Commissione, siamo riusciti a portare all'attenzione dell'Aula questa legge, così come illustrata dal relatore, onorevole Cerina, che dà comunque una base, un principio, una partenza per quelle che saranno le future regole e le future prospettive del cinema in Sardegna. Tra l'altro, credo che il dibattito avvenuto all'interno della Commissione abbia portato comunque ad individuare tutta una serie di linee, indirizzi e progetti attraverso il vaglio delle quattro proposte di legge presentate: la numero 98 dall'onorevole Cerina e più, quindi una dei massimi, chiamiamoli così, artefici di questo lavoro svolto anche dietro le quinte, la numero 111 de La Margherita, con primo firmatario l'onorevole Manca, e la numero 76 e la numero 86, due proposte dei colleghi dell'opposizione, del centrodestra. Chiaramente all'interno di ciascuna delle proposte era individuata una serie di linee, iniziative e progetti tendenti ad un fine e con una logica politica diversa, pertanto in qualche modo si doveva trovare una sintesi tra queste quattro linee diverse, anche se bene o male simili.
Questa legge, tra l'altro ben pubblicizzata in quanto molti organi di stampa hanno preso in considerazione e pubblicato il lavoro della nostra Commissione, proposto e presentato per l'opinione pubblica, credo che abbia raccolto comunque, da parte della maggioranza degli intervenuti, un parere positivo che vede ed individua un futuro per la cultura e il cinema all'interno del nostro territorio regionale.
In realtà questa legge, oggi all'attenzione dell'Aula, approvata all'unanimità da parte della Commissione cultura del Consiglio regionale, ha chiaramente una funzione fondamentale, di crescita sociale e culturale, ma ha anche una funzione economica per la Sardegna. Tra i vari obiettivi chiaramente esiste quello di incentivare la produzione di opere cinematografiche che devono essere realizzate in Sardegna formando (qui anticipo nel merito parte del mio intervento) professionisti che sono del settore, professionisti del cinema, per permettere loro di migliorare quei servizi di produzione collegati alla stessa produzione cinematografica per poi sostenere e distribuire film e documentari della Sardegna.
L'onorevole Diana giustamente solleva una serie di dubbi e di perplessità, perchè per alcuni versi effettivamente la legge all'attenzione di quest'Aula ha alcune lacune che, così come detto anche all'interno della nostra Commissione, possono essere però colmate, essendo aperta, agli apporti, alle idee, alle necessità che gli stessi colleghi all'interno di quest'Aula hanno la voglia di proporre. Fino adesso, la maggior parte degli emendamenti che sono stati presentati, perlomeno che ho potuto vedere io, in parte, è di tipo soppressivo. Spero e chiedo, a voce alta, che tutti i contributi che arriveranno siano contributi dell'Aula e non che ancora una volta, chiedo scusa all'Assessore che ho seduto di fronte, ci sia un'imposizione da parte della Giunta; deve essere una libera scelta, un'autonomia del Consiglio decidere tra gli eventuali emendamenti proposti. Io ne ho all'attenzione una serie, anche emendamenti orali, fatto sta che buona parte di essi per alcuni versi stravolgono anche un po' la ratio della legge, la linea generale che noi abbiamo scelto anche all'interno della stessa Commissione.
Io dico apertamente, non ho difficoltà a nasconderlo, che sostengo e sosterrò questa legge fino in fondo perchè credo che rappresenti un progetto e un obiettivo qualificato tendente in qualche modo a elevare il livello culturale della nostra terra, della nostra Sardegna, verso un qualcosa che è mancato fino ad oggi e che fino ad oggi non era stato comunque prodotto.
Si dice sempre, generalmente, che "da cosa nasce cosa", scusando per i termini di non eccessivo livello, però effettivamente da cosa generalmente nasce cosa. La nostra cosa (chiedendo scusa ancora) è la legge all'attenzione dell'Aula. Quello che nascerà è chiaramente all'interno della stessa Aula, eventualmente chiedo al Presidente della Commissione e al relatore onorevole Cerina che emendamenti che modificano sostanzialmente la linea generale della legge vengano comunque preventivamente riproposti in Commissione in modo che gli stessi componenti possano visionarli, vagliarli per valutare realmente - dopo il tanto lavoro che è stato svolto all'interno della Commissione stessa - se possano essere accolti o non accolti.
Credo che poco altro ci sia da dire, siamo in fase di discussione generale, ritengo che la linea principale sia stata già tracciata dall'intervento preliminare, anche se, onorevole Cerina, lei lo dice sempre, quindi mi permetta di ripeterlo davanti a quest'Aula, effettivamente il poco vezzo alla politica porta magari a volte a svelare dei piccoli segreti, come la famosa questione di chi ha dato una mano dietro le quinte. Magari lo si fa in buona fede ma molto spesso non è conveniente anche perchè ci si presta a critiche ed attacchi da parte di coloro che non hanno potuto partecipare; chiaramente la scelta è avvenuta solo tra voi, certamente nessuno di noi ha potuto suggerire il nome di eventuali grandi luminari per dare in qualche modo apporto alla realizzazione e alla stesura di questo provvedimento di legge.
Però credo che, nel mio piccolo, così come chiaramente la forza politica di Alleanza Nazionale ha i suoi uomini che lavorano dietro le quinte, anche il mio partito, l'U.D.S. logicamente ha coloro che non sono schierati direttamente in prima linea, che sono dell'U.D.S. e dell'U.D.S. rimangono quando ci danno dei consigli su come noi dobbiamo lavorare e stare all'interno di quest'Aula, tutti i consigli che ci vengono dati provengono chiaramente dal popolo, se possiamo sminuire ancora nei termini, scendere ad un livello ancora più basso; sono comunque suggerimenti che chiaramente tendono a creare in qualche modo un maggior sviluppo ed una maggiore attenzione verso i problemi della nostra terra. Quindi, ripeto, credo che sia necessario rivedere comunque in Commissione gli emendamenti che saranno portati alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei esordire complimentandomi con la relazione introduttiva e illustrativa della proposta di legge numero 98, soprattutto lo spirito - che condivido - di questa legge, ricordando che, nella scorsa legislatura, da Presidente dell'ottava Commissione, ho perorato le istanze del mondo cinematografico della Sardegna; non lo dico per esaltarmi ma semplicemente perchè in quel ruolo ho riscontrato la difficoltà a proporre a quest'Aula, a nome della Commissione, come Presidente della Commissione, un piccolo contributo per favorire la distribuzione dei film "Arcipelaghi" di Columbu o "Ballo a tre passi" di Mereu.
Mi ricordo che qualcuno dei colleghi, anche oggi presenti in questa Legislatura, in quel periodo non sospetto accusò noi della Commissione di essere presentatori di emendamenti clientelari, io non vedo sotto quale punto di vista lo potessero essere, ma dai banchi dell'allora minoranza venne questa accusa. Devo dire che, provenienti da chi non vede al di là del proprio naso, queste accuse sono cadute miseramente, visti gli esiti e i successi in particolare di queste due opere di artisti sardi, non c'è il tempo per citarne tante altre di nostri e non solo nostri artisti, che esaltano ed hanno esaltato la cultura della nostra Isola.
Da un lato, non condivido però certe affermazioni di alcuni colleghi in quest'Aula, durante il dibattito, che considerano in qualche modo l'arte cinematografica, ripeto testualmente, mezzo maggiore di espressione culturale. Non lo posso condividere e non lo condivido perchè credo che rappresenti uno dei mezzi, degli strumenti, delle espressioni culturali come altri; al di là del fatto che i Sardi leggano poco, al di là del fatto che i Sardi purtroppo sono portati a non seguire con molta attenzione lo sviluppo della cultura sarda, non tutti fortunatamente, ma non perchè sia più facile seguire un film del leggere un libro, l'arte cinematografica deve essere considerata unico mezzo o più alto mezzo di espressione culturale. Sicuramente, quando ben usato, è un mezzo di espressione culturale alla pari di altri, come il teatro che, per esempio, è una mia posizione personale, è sicuramente uno tra i più alti strumenti di promozione e di espressione culturale.
Perciò, ritornando all'esposizione, apprezzo il fatto che la Commissione, con molta lungimiranza ed onestà intellettuale, si sia servita di consulenti esperti, mi sembra che tra l'altro fosse previsto fra le competenze della Commissione; sottolineo, onorevole collega Cerina, che altri in passato hanno così agito non solo nelle commissioni ma anche nei ruoli assessoriali, servendosi o, meglio, servendosi è un brutto termine, usufruendo della collaborazione di diversi consulenti i quali gratuitamente hanno offerto la loro opera. Ho riportato alcuni dati, purtroppo mi devo citare, ma per esempio il sottoscritto nella sua esperienza assessoriale ha utilizzato ventisette consulenti che gratuitamente hanno contribuito per la stesura di diverse delibere e testi di legge.
Lei ha fatto riferimento alle troppo citate consulenze dell'ultimo periodo, la pregherei di distinguere, perchè noi citiamo e non mi stancherò di citare le consulenze onerose (parlo di diverse centinaia di migliaia di euro, che superano abbondantemente e complessivamente qualche milione di euro) utilizzate da questa Giunta, nello specifico anche dall'Assessore competente in materia di cultura, sport e spettacolo, in particolare di altri Assessorati, come lei ha avuto modo di ascoltare a seguito delle interrogazioni, interpellanze, mozioni; approfitto per citare una di queste interrogazioni, visto che parliamo di cultura e di cultura sarda. L'Assessore qui presente evita di rispondere a un'interrogazione, riguardante l'Osservatorio sulla lingua e cultura sarda, da diversi mesi, oltre tre mesi, dico evita perchè presumo abbia ben poco da rispondere, perchè è uno strumento utilizzato impropriamente con una delibera di Giunta se non addirittura, mi permetto di dire, anche illegittimamente per alcune consulenze.
Tutto ciò per dire che probabilmente noi esaminiamo questa legge in un momento in cui la cultura è in letargo, è molto in letargo, soprattutto la politica culturale e sullo spettacolo è in letargo! Questo non dipende sicuramente dalle leggi regionali ma da chi ha il compito di redigerle, attuarlee farle rispettare. Ma se si è i primi a non rispettarle, difficilmente si riesce a farle rispettare agli altri.
Non voglio attardarmi su altre considerazioni di carattere culturale perchè gran parte anzi devo dire la quasi totalità degli intenti di questa legge è pienamente condivisibile, perciò non posso che plaudire all'iniziativa. Però, proprio perchè credo che una legge sul cinema debba essere fatta in Sardegna dalla nostra Regione e debba essere una legge di reale sostegno all'attività cinematografica, mi sembra che distrattamente l'Aula la stia valutando per certi versi, e che soprattutto sia giunta in Aula in un momento in cui è necessario dare uno zuccherino all'Aula, cioè mi sembra un po' la tavola imbandita da cui cade una briciola del presidente Soru e della sua Giunta e noi siamo qui a raccoglierla riempiendoci di tanti bei propositi e di tante belle parole mentre altrove si fanno ben altre delibere, ben altre leggi di interesse, meglio che non usi il termine, rischio l'ennesima querela.
Perciò distrattamente il Presidente ci concede di parlare di cultura e della legge sul cinema. Dico questo perchè la legge purtroppo non ha gambe, io ho già visto la legge in Commissione terza, ho avuto modo durante l'espressione del parere finanziario di dire come la pensavo, lo dico perchè ci tengo, non perchè la voglio sospendere come è stato proposto o perchè la voglio affossare, ma perchè realisticamente questa legge dà ben poco al cinema. Vorrei fare così tante osservazioni che mi permetterete anche di dirvi che non sono in grado di produrre emendamenti correttivi, non saprei cosa proporre in questo momento per formulare questa legge in modo tale che sia realmente operativa.
Perciò, essendo pragmatico, parto dal comma 2 dell'articolo 2. Anzi, prima di entrare nel merito, premetto che, stanziare un milione di euro per l'anno 2005 a favore di questa legge, dimenticando che oggi è il 14 dicembre 2005, perciò sicuramente non usufruibile per il 2005, non è assolutamente possibile, non è assolutamente possibile che questi denari vengano impegnati e spesi, direi che è meglio pensare già, andare con la mente al 2006.
Allora, dopo aver proposto una prima correzione, parliamo del 2006 e iniziamo ad analizzare la legge, riassumendo magari articolo per articolo. Articolo 2: costituzione e partecipazione di associazioni (comma 1 e 2) più contributi annuali per la gestione; vi prego di sommarli a quanto previsto all'articolo 3 per i centri di produzione. All'articolo 4, comma 3, non viene indicata l'UPB, cioè vengono stabiliti all'articolo 4 comma 3, "Ai fini degli interventi si distinguono opere di..."… scusate, è sbagliato il riferimento del comma. Cioè all'articolo 3 è previsto che "la Regione sostiene la realizzazione e l'allestimento da parte di soggetti privati di strutture, spazi e centri dedicati alla produzione cinematografica e audiovisiva". "Sostiene", cosa vuol dire? Che c'è un sostegno finanziario, perchè il comma 2 ribadisce "Per la realizzazione dei complessi di cui all'articolo 1, la Regione favorisce l'accesso alle risorse previste nei programmi regionali per i settori produttivi…". Quali sono? E' quanto di competenza della "488"? E' quanto previsto nella "51", settore artigiano, settori produttivi? E' quanto previsto nella "15", industria, o nella "172, industria? Sono tutti settori produttori. Quanto e su quale UPB scaricare queste somme? Lo dico perchè nel momento in cui andiamo ad applicare la norma realisticamente questo avviene. Sommiamo l'articolo 6.
Sono tutti articoli che prevedono impegni di spesa, l'articolo 3, l'articolo 4, l'articolo 6, l'articolo 7, che è da vedere attentamente anche se ne ha già fatto un'ampia illustrazione il collega Diana, l'articolo 8, l'articolo 13, l'articolo 14, l'articolo 15, l'articolo 16. Stiamo prevedendo un milione e 200 mila euro per il 2005, ma addirittura facendo dei conteggi e delle sommatorie tre milioni di euro anche per il 2006 con uno stanziamento probabile ma non definito, perchè va sui nuovi oneri legislativi, su una finanziaria che ancora non abbiamo visto, che non è approdata, che non è stata approvata dalla Giunta, che dovremo vedere in Commissione, che dovremo vedere in Consiglio. Noi ci stiamo distraendo con questa legge, nel mentre sta nascendo, spero, mi auguro, visto che siamo già al secondo mese di esercizio provvisorio, una finanziaria.
Non ci sono questi denari e non sono comunque sufficienti per dare risposta a tutte quelle azioni opportune che sono previste negli articoli che ho citato. Matematicamente non è possibile finanziare almeno cinque opere, così come previsto dalla legge stessa, perchè andiamo ben oltre! Con un limite massimo di 400 mila euro per opera, che possono essere portati a 500 mila euro nel caso in cui si tratti di rappresentazione di opere letterarie. Facciamo rapidamente i conti, non è possibile che tre milioni di euro siano sufficienti.
Nello stesso tempo è vero, come diceva la collega Cerina, è difficile in questo momento parlare alla gente e far capire che stiamo discutendo di una legge sul cinema, che dobbiamo dotare - se è legge in cui crediamo - dei fondi necessari perchè cammini e perchè possa essere utile al mondo cinematografico tutto, è difficile dire agli operai di Ottana di che cosa stiamo parlando, dirlo a Portotorres, dirlo a Portovesme, dirlo a Villacidro, dirlo agli agricoltori che stanno discutendo del prezzo del latte! E' difficile, ma è opportuno dirglielo e spiegarglielo!
Condivido il fatto che sia opportuno dire e spiegare loro che comunque stiamo discutendo di una cosa utile alla cultura, quindi anche ad una crescita di impresa, ad una crescita umana, ad una crescita culturale di cui la Sardegna ha bisogno. E' difficile spiegarlo; ma, a mio avviso, è compito di tutti sottolineare invece l'importanza di questo passaggio, perchè prima di fare impresa devono essere costruiti gli uomini!
Ecco perchè ritengo che sia opportuno non dico sospendere la legge ma effettuare una rivisitazione importante e precisa perchè questa legge sia produttiva per i nostri e gli altri registi, per chiunque voglia valorizzare la nostra cultura, e quando dico cultura parlo di ambiente, di tradizioni, di tutto ciò che può andare a favorire la crescita culturale dei sardi e una conoscenza interna ed esterna della cultura della Sardegna; così, come è stata rappresentata, sicuramente non lo è.
Così come non è possibile scrivere e non è utile che si preveda un finanziamento e che esso possa non essere reso.. E' meglio trasformare il finanziamento in contributo. Io, che sono contrario al contributo a favore delle imprese, sono favorevole al contributo per la cultura, perchè nelle imprese il contributo molto spesso ha portato ad una devianza sull'investimento, la cultura invece ha bisogno più di contribuzioni serie, mirate e controllate che di finanziamenti; sappiamo che non stiamo parlando di un circuito cinematografico remunerativo, del grande circuito cinematografico nel quale si entra non con i 400 mila euro che noi possiamo dare ma attraverso ben altre azioni, che sono compromesse o utilizzate da alcune lobbies della distribuzione cinematografica; stiamo parlando di quella cinematografia che in maniera semplicistica definisco da cineforum, quella nicchia culturale che molto spesso non assurge alle grandi sale, alle grandi masse perchè forse è troppo culturale e poco commerciale.
Stiamo parlando di quella cinematografia che non è remunerativa! Perciò, in quanto non remunerativa, i nostri registi, quelli che voi avete già citato per cui non sto a citarli nuovamente, non hanno grandi risorse finanziarie che possano consentire una restituzione dell'importo che la Sardegna investe insieme a loro. Noi dobbiamo investire insieme a loro in cultura. Allora, perchè prevedere un finanziamento senza pensare poi all'interno della legge stessa una sanzione se non viene reso? Mi sembra un po' il gioco delle tre carte!
Allora, valutiamo opportunamente, senza vergogna, di dare un contributo alla cultura. Il fondo di rotazione può essere utile, sicuramente. Allora colleghiamo il fondo di rotazione, per esempio, ai diritti, che devono essere totalmente o a maggioranza riservati alla Regione Sarda, che contribuisce alla creazione dell'opera. Così come prevedere che i 400 o 500 mila euro siano indistintamente dati (perciò ci esprimiamo in termini assoluti e non di percentuali) a chi mi propone all'attenzione un preventivo di spesa di tre milioni di euro per la realizzazione del film o un preventivo di spesa di 800 mila euro. Allora non sarebbe meglio percentualizzare, la Commissione, giustamente, deve decidere. Ma non è equo che io dia a tutti i 400 o i 500 mila euro davanti ad opere che richiedono un esborso finanziario di tre milioni o di un milione di euro! Allora, anziché in termini assoluti, che possono essere massimi e quantificabili, esprimiamoci in termini percentuali, che forse possono aiutare di più e leghiamoli alla contribuzione; contribuisco o partecipo insieme a te a creare l'opera in cui credo e non ti richiedo la restituzione, ti chiedo i diritti!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la invito a chiudere in quanto il tempo a sua disposizione è terminato.
CAPELLI (U.D.C.). Allora posso istituire il fondo di rotazione vincolato che da questa legge vada a finanziare altre. Purtroppo la legge non dice questo. Allora, se non dice questo e se ci sono questi vincoli finanziari, riflettiamo un attimo, perchè rischiamo di varare una legge che poi non riesca a dare il vero contributo che vogliamo dare a questo mondo culturale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare la consigliere Barracciu. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Perchè una legge sul cinema in Sardegna? Anzitutto perché, soprattutto a partire dalla metà degli anni Novanta, anche se con difficoltà, è significativamente mutato il panorama cinematografico sardo. Al riguardo i segnali sono stati e sono molteplici. In primo luogo è aumentata la domanda di cinema; dappertutto sono nate nell'Isola rassegne e festival, si pensi per esempio a ciò che è successo e succede ogni anno a Tavolara, alle iniziative che hanno luogo a Cagliari e a Sassari.
Hanno conosciuto nuova vita anche i cinema di provincia, talvolta con massicci interventi di ammodernamento tecnologico: si pensi ad Assemini, Samassi, Sanluri, Lumatrona ma anche le numerose multisale nate in città e contemporaneamente anche all'accrescersi continuo del numero delle sale del cinema d'essai. Un processo non dissimile è avvenuto anche in altre zone dell'Isola: Olbia, Tortolì. Inoltre, anche dal mondo della scuola, è sorta una richiesta sempre più frequente di corsi di grammatica delle immagini e su film come strumenti di conoscenza ed accrescimento culturale. In secondo luogo, a questa nuova domanda di cinema, anche due università sarde hanno risposto, alla fine degli anni Novanta, mettendosi al passo con altri atenei della Penisola ed attivando insegnamenti di discipline cinematografiche, spesso ricorrendo a dei contratti esterni ma anche mettendo a concorso dei posti di ricercatori.
C'è stato in questi anni un grande fermento. Tuttavia questa è anche l'occasione per ricordare che l'Università di Cagliari, seconda soltanto all'ateneo di Pisa, già a partire dagli anni Sessanta si era dotata di un insegnamento di storia e critica del cinema. In terzo luogo, in questo contesto, anche l'associazionismo ha giocato un ruolo rilevante sia nelle realtà cittadine sia in quelle nelle quali le iniziative pubbliche erano assenti o addirittura carenti. Tutti conoscono le iniziative sorte presso la Casa dello Studente di Cagliari, molti di noi hanno conosciuto l'infaticabile attivismo del compianto Padre Egidio Guidobaldi nelle scuole e fuori di esse, con i suoi cineforum e i suoi immancabili dibattiti.
Tanto meno in questa sede non può essere sottaciuto il ruolo rilevante svolto dalla cinetica sarda e dai centri di servizi culturali della società umanitaria nel territorio regionale. Come è stato evidenziato da più di uno studioso, con un lavoro certosino di molti anni, il Centro servizi culturale di Cagliari della Società Umanitaria, ha realizzato la Cineteca sarda, che costituisce ormai la memoria visiva dell'Isola e che, insieme agli altri centri distribuiti sul territorio, ha contribuito a diffondere in tutta la Sardegna la cultura del cinema impegnato, compito che, come detto, ha visto esporsi in prima fila anche il circuito dei circoli dei cinema.
Ancora, fra gli altri soggetti che hanno operato ben prima degli anni Novanta, non si può non menzionare anche il ruolo della sede regionale della RAI, almeno fino a quando non ne viene intempestivamente decretata la chiusura. Tra il '78 e il '93, pur non essendo un vero e proprio centro di distribuzione, attraverso la sede regionale della RAI vengono prodotti film, tra i quali "Ibris" di Gavino Ledda, e ben tre opere di Giovanni Columbu, oltre a documentari di varia natura. Soprattutto in quegli anni prende corpo una concreta attività di formazione nel settore audiovisivo, che poi costituirà successivamente il punto di partenza per la realizzazione di cortometraggi d'autore e creerà il presupposto per la nascita di aziende locali e per la produzione di audiovisivi.
Però è soprattutto attraverso l'Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro che, in Sardegna, nasce un polo produttivo pubblico. Come è stato osservato anche da alcuni studiosi, l'ISRE, oltre ad essere l'organizzatore di un'importante rassegna internazionale di cinema etnografico, ad oggi è in realtà l'unico vero produttore che abbiamo in Sardegna, che si muove con precisi programmi ed obiettivi definiti. Purtroppo la diffusione di prodotti dell'ISRE è inferiore al livello delle sue produzioni, ciò ha comportato sinora che molte delle opere realizzate siano praticamente sconosciute in Sardegna. In ogni caso si deve alla presenza istituzionale della RAI e dell'ISRE il riavvio di una vera e propria produzione audiovisiva, se non addirittura cinematografica nell'Isola.
Non ultimo anche il Premio Solinas, istituito in memoria del grande sceneggiatore sardo, pur tra luci ed ombre e in modo talvolta discontinuo, ha svolto il ruolo di fertilizzatore nel panorama cinematografico anche isolano, creando professionalità nel campo della sceneggiatura ed aprendo un dibattito politico con le istituzioni circa il fatto che, anche in Sardegna, potesse svilupparsi il cinema mediante registi, attori, tecnici, insomma, risorse umane altamente professionalizzate.
In questo contesto disperso e variegato certamente, di cui ho sinteticamente cercato di tratteggiare le principali coordinate, prende corpo e si definisce la realtà del cinema in Sardegna, una realtà in cui, lo ripeto, pur tra luci ed ombre, qualcosa è cambiato e che ha ridotto le distanze tra l'Isola e la settima arte. Una nuova generazione di registi sardi è scesa in campo e il cinema vero, quello fatto con la pellicola, è approdato in Sardegna con maggiore determinazione e qualità rispetto al passato. Certo, non è questo il momento dei bilanci, tantomeno dei panegirici, tuttavia, come è stato ricordato, a partire dal '97, con "Il figlio di Bakunin" di Gianfranco Cabiddu, si sono succedute nell'Isola opere di grande livello come i lungometraggi di Enrico Pau (è gia stato detto dai colleghi), di Giovanni Columbu, di Antonello Grimaldi, di Piero Sanna, di Piero Livi, non ultimo il recente lavoro di Salvatore Mereu che è assurto agli onori della cronaca internazionale per essere stato premiato al Festival del Cinema di Venezia ed aver conquistato l'attenzione della prima pagina del New York Times.
Più di recente altri autori sardi, come Enrico Pitzianti o Peter Marcias, solo per fare qualche nome, hanno conquistato l'attenzione del pubblico e della critica ben oltre i confini isolani e nazionali. Si tratta di un piccolo gruppo, quasi un drappello di cineasti ma, come ha efficacemente scritto Sergio Naitza, tutti autori di film sardi, legati visceralmente alla propria terra, che hanno avuto la capacità di raccontarla liberandosi dalle impostazioni di una iconografia tradizionale, creando le verità nascoste dagli stereotipi, rinunciando alla mitologia oppure accettandola ma non diventandone schiavi.
Si tratta di una significativa avanguardia di intellettuali che si esprime con i mezzi e i linguaggi della settima arte in grado, con il coraggio della sincerità, di indagare fra il vecchio e il nuovo, fra mito e leggenda e di abbandonare, quando occorre, le zone interne con il loro immaginario a senso unico, andando a scoprire gli squarci delle città come Cagliari e Sassari per cimentarsi anche con una tipologia cittadina più moderna, si pensi per esempio alle "Storie cagliaritane" di Enrico Pau.
In sintesi, mi pare di poter dire che, pur con esiti diversi e con poetiche differenti tra loro, se queste opere hanno un minimo di comune denominatore, esso è dato dalla consapevolezza che l'Isola ha una propria specificità culturale che possa connotare e connoti di fatto anche la specialità della nostra autonomia.
A questo punto direi che possiamo riprendere o vorrei riprendere l'interrogativo iniziale per chiedere: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Per dare una risposta politica concreta mediante un articolato normativo rigoroso e organico, così come è stato esposto dall'onorevole Cerina, alla potente domanda di cinema che ci viene dalla società, dalla scuola, dall'università, da un mondo associazionistico vitale e assai attivo che ha saputo caratterizzarsi in modo autonomo, supplendo spesso all'assenza delle istituzioni. Una domanda di cinema che ci viene in sintesi da quel contesto generale diffuso nell'isola, che prima richiamavo, dal quale prende corpo, acquista concretezza, produce risultati e assume realtà, un ruolo proprio del cinema in Sardegna.
Quindi, di nuovo: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Per dare una risposta politica alta ad una domanda di cinema, inteso come strumento di conoscenza, ma anche come strumento di sviluppo economico e promozionale adatto a far conoscere le ricchezze della nostra isola, del suo patrimonio ambientale, storico e culturale. Non si tratta, in altre parole, come qui è stato anche denunciato, in maniera secondo me ingiusta, di una sorta di legge ad personam, quanto piuttosto di un intervento normativo che ha l'ambizione, sempre secondo Naitza, di colmare un notevole ritardo fatto di ignoranza e di miopia culturale, rabberciato con elemosine fatte ai registi trasformatisi in questuanti costretti alle forze caudine del clientelismo, che affonda le sue radici in tempi antichi.
Per questo è assai importante e doveroso ricordare, in quest'Aula, che attribuiamo un alto valore politico e simbolico alla circostanza che noi oggi esaminiamo questo provvedimento, per questo motivo quanto meno sorprendono le dichiarazioni dell'onorevole Diana, perchè il provvedimento che esaminiamo è stato licenziato all'unanimità dalla Commissione cultura. Del resto, proprio perchè non siamo interessati a sterili rivendicazioni di primogenitura o inutili impuntature accademiche, o peggio ancora a personalismi, desideriamo ricordare che il testo alla nostra attenzione è frutto dell'unificazione di più proposte di legge e del lavoro congiunto di singoli consiglieri di diversa appartenenza politica, dei gruppi consiliari e del contributo di esperti e di studiosi del settore.
Quindi di nuovo: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Perchè fuori da questa Aula i mutamenti del panorama cinematografico sardo hanno indotto cambiamenti e determinato una grande attesa verso questo provvedimento legislativo. Non siamo più alla fine degli anni '70, all'epoca della trasposizione cinematografica di "Padre Padrone" di Gavino Ledda, allorché un intellettuale del calibro di Michelangelo Pira sosteneva che i film girati in Sardegna, o ad essa riferiti, con l'intento di rappresentarne la specificità, erano numerosi, ma i Sardi in essi non si sono riconosciuti e non si riconoscono. Ebbene, si può affermare che quel giudizio, pur così lucido allora, sicuramente non si attaglia più alla realtà attuale, per le molteplici ragioni che ho cercato di evidenziare più sopra e perchè è un fatto incontrovertibile che questa discussione avviene mentre nel territorio isolano sono in corso di lavorazione nuovi lungometraggi di registi sardi e non sardi, che si stanno girando corti e documentari in cui committenti sono case di produzione inglesi e giapponesi e che, più in generale, l'isola è legata da tempo alla pubblicità dei grandi brand internazionali e nazionali, si pensi alla Tim, alla FIAT, alla Porsche, all'Alitalia, non soltanto all'Ichnusa.
Infine: una legge sul cinema in Sardegna perchè? Perchè così come scritto e sottolineato in una comunicazione della Commissione Europea, al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale, al Comitato delle Regioni, le opere audiovisive, in particolare il cinema, svolgono un ruolo essenziale per formare le identità europee, sia per gli elementi che accomunano i vari paesi d'Europa, sia per la varietà di culture, che caratterizza le nostre diverse tradizioni e la nostra storia. Data l'ampia influenza che esercitano sulla società, si tratta di un fattore fondamentale per il buon funzionamento delle nostre democrazie.
L'auspicio e lo spirito di questa legge vanno in questo senso; pertanto,anche con il contributo che l'Aula, compresa naturalmente l'opposizione, vorrà dare, credo che si potrà esitare una legge effettivamente nell'interesse dei Sardi e per l'interesse anche della cultura.
PRESIDENTE. Con questo intervento, chiudiamo i lavori della giornata che riprenderanno domani mattina, 15 dicembre, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 18.
Allegati seduta
CL SEDUTA
Mercoledì 14 dicembre 2005
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente Paolo FADDA
La seduta è aperta alle ore 16 e 30.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 29 novembre 2005 (145), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Corrias e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta del 14 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 4 e 9 novembre 2005.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Tutela, conservazione e valorizzazione dell'agrobiodiversità e della biodiversità vegetale della Sardegna". (191)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura 'Laore' ". (192)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna 'Agris' ". (193)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione del Parco naturale regionale del Monte Arci". (194)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu". (195)
(Pervenuto il 9 dicembre 2005 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU sulle nuove regole introdotte nel bando 2005 della legge regionale n. 15 del 1994 che introducono una palese ingiustizia ai danni delle imprese operanti nelle province di Cagliari, Sassari e Olbia". (297)
(Risposta scritta in data 9 dicembre 2005.)
"Interrogazione PORCU - CERINA - GESSA sull'installazione a Cagliari di stazioni radio base per telefonia mobile". (353)
(Risposta scritta in data 9 dicembre 2005.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Interrogazione SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sulle tre selezioni pubbliche per titoli e colloquio di tipo motivazionale, indette dall'Agenzia del lavoro il 28 ottobre 2005 e pubblicate on line il 19 novembre 2005". (394)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sul canale tematico Film Commission presente sul sito web della Regione Sardegna". (395)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione finanziaria e sul funzionamento del CRS4". (396)
"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso di gara bandito dall'Istituto di incremento ippico per la dismissione di alcuni soggetti equini ed asinini di cui alle delibere commissariali 32/05 e 38/05, sul futuro dell'Ippodromo di Chilivani e sulla campagna di fecondazione per il cavallo anglo-arabo sardo per l'anno 2006". (397)
"Interrogazione MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sull'emissione di cartelle di pagamento utenze irrigue da parte del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale". (398)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulle autorizzazioni ai parchi eolici in Sardegna". (399)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sui criteri per le concessioni dei contributi in conto interessi alle imprese artigiane". (400)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Interpellanza CALIGARIS - IBBA sulla sperimentazione del digitale terrestre, sullo slittamento della data di spegnimento dell'analogico, sulle iniziative e sui tempi per il superamento del 'digital divide' ". (138)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CHERCHI OSCAR, Segretario:
"Mozione LADU - GALLUS - MURGIONI sul Parco del Gennargentu". (60)
"Mozione FLORIS Mario - CHERCHI Oscar - SCARPA - ATZERI - LADU sulle dichiarazioni circa la concessione a pagamento del riconoscimento del "canto a tenore" quale patrimonio dell'umanità" (61)
"Mozione SANCIU - LA SPISA - DIANA - OPPI - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANJUST - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - CASSANO - DEDONI - PISANO - MURGIONI - GALLUS sui ritardi nella predisposizione del Piano paesaggistico regionale, di cui alla legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (62)
"Mozione LADU - MURGIONI - GALLUS sul piano per la gestione dei rifiuti in Sardegna". (63)
PRESIDENTE. Il punto all'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del Presidente, prevede l'elezione del Difensore civico. Poiché si tratta di una votazione, sospendo la seduta per quindici minuti per consentire il decorso dei termini previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento. Chiediamo naturalmente scusa se siamo arrivati prima di tutti i colleghi, se li abbiamo preceduti in Aula presentandoci puntualmente.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 35, viene ripresa alle ore 16 e 56.)
PRESIDENTE. Rinnovando le scuse per essere arrivati puntuali a coloro i quali sono appena arrivati, ricordiamo che noi siamo qui dalle ore 16 che aspettiamo. Bisogna abituarsi alla puntualità!
Procediamo quindi all'elezione.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Frau e Vincenzo Floris hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione del Difensore civico. Ricordo che, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 12 della legge regionale 17 gennaio 1989, numero 4, come modificato dalla legge regionale 13 ottobre 2005, numero 14, il Difensore civico deve essere scelto tra i cittadini che, per preparazione ed esperienza, diano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, serenità di giudizio e competenza giuridico-amministrativa.
Per quanto concerne le modalità di votazione, ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale numero 4 del 1989, il Difensore civico risulta eletto se ottiene il voto dei due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione, cioè 57 voti. Prego pertanto i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
Onorevole Caligaris, siamo in sede di votazione non è previsto… Su che cosa intende intervenire?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per dichiarare la mia astensione, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo ancora una volta lamentando l'assoluta mancanza di informazioni in merito a eventuali accordi e ai nominativi che il Consiglio regionale intende portare all'attenzione dei consiglieri per la nomina del Difensore civico. Si tratta di una situazione che si ripete. Il Difensore civico deve essere eletto, secondo il mio punto di vista, al di là di qualunque schieramento. Sarebbe il caso di pensare veramente all'interesse dei cittadini.
PRESIDENTE. E' quello che i consiglieri regionali devono fare votando in 57 una persona che viene ritenuta valida.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Quando hanno le informazioni, Presidente!
PRESIDENTE. L'informazione è in capo ai consiglieri, ai Gruppi. Onorevole Caligaris, posso solo dire che lei ha ragione.
Prima votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
Invito i consiglieri Segretari Cherchi Oscar e Corda a procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 35
Schede nulle 4
Hanno ottenuto voti: CONTU, 17; BALLETTO, 1; COGODI, 1; LOI, 1; CASELLI, 1; OPPI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - GALLUS - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Poiché nessuno ha ottenuto la maggioranza richiesta dalla legge, si deve procedere alla seconda votazione.
Seconda votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
Invito i consiglieri Segretari Cherchi Oscar e Corda a procedere ad un'altra chiama. Prego i colleghi di consentire che le votazioni si svolgano con un po' di ordine e di silenzio, altrimenti c'è difficoltà a lavorare e a seguire la votazione.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 60
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 26
Schede nulle 5
Hanno ottenuto voti: CONTU, 24; OPPI, 1; RASSU, 1; CASELLI, 1; SORU, 1; CAPPAI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Non è stata raggiunta da nessuno la prescritta maggioranza per l'elezione del Difensore civico.
Colleghi, se non ci sono le opportune intese, è evidente che noi potremo ripetere per dieci volte questo genere di elezioni utilizzando male il nostro tempo. Io propongo di sospendere questo punto all'ordine del giorno, di riprenderlo eventualmente domani, se i Gruppi trovano un'intesa su una persona che può svolgere questo incarico e quindi una persona che raggiunga il quoziente richiesto, altrimenti ci esponiamo ad una inutile ripetizione di votazioni poco fruttuose.
(Interruzioni)
"Almeno tre", perché? Perché tre è meglio di due ed è minore di quattro? Solo per questo. Non c'è una prassi consolidata, onorevole Diana e onorevoli colleghi, la prassi è che bisognerebbe andare avanti fino a che non si elegge con 57 voti un Difensore civico, questo dice la legge che il Consiglio ha approvato. Non ci sono poteri sostitutivi, non ci sono termini, quindi il Consiglio è sovrano e chi viene eletto ha bisogno di 57 voti. Abbiamo verificato che il Regolamento non ci assiste da questo punto di vista, procediamo se siete d'accordo con la discussione del Testo Unificato dei progetti di legge 98, 76 e 86.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
Su che cosa chiede la parola, onorevole Caligaris? Scusi, onorevole Caligaris, non so se lei vuole intervenire sull'ordine dei lavori, io non attendo risposta sulle domande nel senso che ho invitato i Gruppi a trovare un'intesa in modo da produrre un'elezione valida.
Quindi, su che cosa intende intervenire? Vuole che continuiamo le votazioni?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ritengo che occorra rimuovere tutte le questioni attinenti alla figura del Difensore civico, Presidente, perché ci stiamo aggrovigliando su questa nomina in modo tale che alla fine sta diventando un'impresa ardua. Intanto mi preoccupa questo fatto di rimandare perché non vorrei che lo slittamento diventi poi una questione storica. Abbiamo impiegato molto tempo per approvare la legge, quando la si voleva abrogare. Oggi ci troviamo nella condizione di un'elezione e la stiamo rimandando. Spero che queste intese non vadano alle calende greche, anche perché mi risulta che si stiano allungando moltissimo le richieste dei cittadini che aspirano ad avere un difensore civico in tempi brevi.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, io posso solo continuare a indire votazioni che producono il risultato che lei ha appena visto. Non è nella mia facoltà modificare la legge; le intese vengono raggiunte da chi le deve raggiungere tra i consiglieri, almeno 57 consiglieri. Confermo quindi la proposta di rinviare l'elezione e di procedere con la discussione del punto successivo all'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io rimango del parere che almeno un'altra votazione sarebbe necessaria, non ho capito per quale motivo se ne fanno due piuttosto che tre o una piuttosto che due. Io credo che sia necessario procedere ad una terza votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, non c'è una regola.
DIANA (A.N.). Però non c'era neanche la regola delle due votazioni.
PRESIDENTE. Non c'è la regola del due né la regola del tre né la regola dell'uno, ci sarebbe la regola che, dopo una votazione, si elegge, così non è, come abbiamo visto. Se lei pensa che la terza votazione risolva meglio la questione, io sono in Aula per lavorare.
DIANA (A.N.). Se io lo sto chiedendo, evidentemente ci può essere qualche variazione.
PRESIDENTE. Allora procediamo ad una terza votazione.
Terza votazione a scrutinio segreto per schede
PRESIDENTE. Indico la terza votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Difensore civico.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 61
Votanti 59
Astenuti 2
Maggioranza 57
Schede bianche 23
Schede nulle 12
Hanno ottenuto voti: CONTU, 16; LENZOTTI, 4; LOMBARDO, 1; OPPI, 1; LICANDRO, 1; CAPPAI, 1; CASELLI, 1.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - GESSA - GIORICO - LA SPISA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - URAS - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.)
Esaurita la terza votazione, poiché non ha ottenuto alcuno il quoziente necessario per eleggere il Difensore civico, confermo la proposta di cui sopra e rinvio le ulteriori votazioni ad altra data.
Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Cerina - Gessa - Pinna - Marrocu - Licheri - Cachia - Frau - Corda - Bruno - Porcu - Maninchedda - Davoli - Salis - Serra - Pisu - Barracciu - Caligaris - Sanna Franco - Floris Vincenzo - Marracini - Pacifico: "Interventi regionali per il cinema" (98/A), Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo: "Regolamento dell'attività cinematografica in Sardegna. Istituzione dell'Agenzia del cinema" (76/A), Onida - Ladu - Murgioni: "Disciplina regionale delle attività cinematografiche" (86/A), Manca - Biancu - Sanna Simonetta - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Sabatini - Sanna Francesco - Secci:"Fondo regionale d'investimento per l'audiovisivo in Sardegna: 'Sardegna Film Fund Spa'" (111/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge 98-76-86-111/A, relatore l'onorevole Giovanna Cerina. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatore.
CERINA (Progetto Sardegna), relatore. Come si richiede ritualmente, saluto il Presidente, gli Assessori e gli onorevoli colleghe e colleghi. Permettetemi in apertura di fare una breve considerazione. Sono note a tutti le difficoltà, soprattutto economiche, in cui si trova la Sardegna, eppure oggi si presenta in quest'Aula una legge che si assume la responsabilità di un'iniziativa contro corrente finanziando, anche se in termini ridotti, il cinema. Dunque, rispetto a leggi nazionali che operano tagli alla cultura, forse possiamo essere fieri di fare un intervento che, invece, alla cultura vuol dare un suo sostegno. Mi pare che sia urgente colmare un vuoto normativo in un settore, quello del cinema, che ha avuto un notevole sviluppo negli ultimi anni.
L'obiettivo che ci proponiamo è quello di incentivare e consolidare un fenomeno culturale in crescita e, nello stesso tempo, favorire lo sviluppo di un settore inedito nell'industria isolana. L'esigenza, avvertita fin dagli anni Novanta, è documentata da una serie di proposte di legge depositate e che hanno visto anche la Giunta precedente interessata a far passare una legge sul cinema. I consiglieri Onida, Pinna, Selis avevano già avanzato proposte interessanti di cui noi abbiamo tenuto conto. Nell'attuale legislatura, questo interesse ha avuto nuovo slancio, lo dimostra il fatto che sono state presentate ben quattro proposte di legge (98, 76, 86, 111) che sono confluite nel testo unificato che costituisce la base della proposte che noi oggi avanziamo.
Perché questa breve cronistoria? Per delineare l'iter di questo testo elaborato a partire dalla valutazione del mondo del cinema nella sua duplice dimensione, da una parte un aspetto fondamentale di tipo culturale, da un'altra parte invece il carattere economico industriale. Abbiamo tenuto altresì presenti le normative di carattere nazionale ed europeo (il decreto legislativo del 22 gennaio 2004, numero 28, soprattutto la comunicazione della Commissione Europea del 16 febbraio 2002 e la successiva comunicazione del 30 aprile 2004 numero 171), senza trascurare le altre esperienze fiorenti in Italia, che vanno dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, all'Emilia Romagna, alle Puglie e così via discorrendo.
Soprattutto i servizi di Film commission in zone come il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia hanno incrementato notevolmente le attività produttive e culturali. All'elaborazione del testo unificato e della proposta precedente numero 98 ha lavorato, mi corre l'obbligo di citarla, una Commissione altamente qualificata presieduta da me e coordinata dal professor Antioco Floris, docente di storia e critica del cinema dell'università di Cagliari. La Commissione era così composta: Gabor Pinna, dirigente della SFIRS ed esperto in normativa comunitaria; Franco Sardi, dirigente del servizio cultura e spettacolo della Regione; Marco Benoni, portavoce del coordinamento cinema e imprenditore nel settore cinematografico e televisivo; i registri Salvatore Mereu ed Enrico Pitzianti e, per gli aspetti giuridici, Gianmario Demuro, ordinario di diritto costituzionale dell'università di Cagliari.
Consentitemi di ringraziarli pubblicamente non solo per il lavoro svolto e la sua qualità, ma soprattutto per la generosità con cui hanno lavorato per un anno senza percepire un euro, se volete una linea contro corrente visto che si criticano sempre le consulenze generosamente pagate. Devo ringraziare i dottori Marsella, Loi e Di Giovanni per la preziosissima collaborazione alla stesura del testo e ancora il mio ringraziamento va alla dottoressa Manis, dell'Ufficio di programmazione, per la consulenza della norma finanziaria.
Questa legge, che consta di cinque Titoli e venti articoli sarà ora da me brevemente illustrata. Il Titolo I definisce gli obiettivi generali e le finalità della legge, si riconosce al cinema una funzione fondamentale per la crescita sociale, culturale ed economica della Sardegna e perciò se ne promuove lo sviluppo e le attività connesse. Il Titolo II prevede che la Regione, attraverso lo sportello Film commission, possa promuovere e favorire le produzioni audiovisive e cinematografiche in Sardegna erogando servizi e facilitazioni logistiche, allo scopo di promuovere il territorio in collaborazione con gli enti locali e con soggetti e organismi di produzione e di servizi operanti in Sardegna, nonché con altri organismi nazionali e internazionali. Inoltre, al fine di permettere e stimolare la creazione di centri di produzione cinematografica audiovisiva si favorisce l'accesso a programmi regionali, statali e comunitari destinati allo sviluppo industriale.
Modalità di intervento a sostegno della produzione determina il Titolo III. Gli interventi sono destinati esclusivamente ad opere di interesse generale, a film cioè che, per motivi culturali o economici, possono avere una ricaduta per la nostra Regione. In tal senso, si fa proprio il concetto di territorializzazione elaborato in Francia e riconosciuto legittimo dalla normativa comunitaria, secondo il quale le opere sostenute dalla legge devono essere realizzate prevalentemente nel territorio regionale. Le modalità di intervento considerano diverse tipologie, sceneggiatura, produzione e distribuzione.
Si prevede un adeguato supporto alla sceneggiatura, che è il primo passo per la preparazione delle opere e per sostenerne la qualità. Perché la scrittura del testo non rimanga fine a se stessa è previsto che, qualora dal testo non si giunga al film, gli importi concessi debbano essere restituiti alla Regione, questo a scanso di interpretazioni assistenzialistiche della legge. Gli interventi per corti e mediometraggi, fondamentali per sostenere un genere che va affermandosi sempre più e che permette l'emergere di nuove personalità, sono distinti dagli interventi per i lungometraggi, perché economicamente meno gravosi. In questo settore sarà compito della Regione favorire le esigenze che emergono soprattutto dai giovani e che sono documentate in vari centri dell'isola. La legge, individuando nella figura del produttore il soggetto destinatario di incentivi ed interventi, garantisce la preselezione dei progetti ed evita i rischi di un mero assistenzialismo culturale. Un produttore pronto ad investire in un progetto è ulteriore garanzia per la Regione, per i fondi che mette a disposizione.
Punto qualificante della legge è l'istituzione di un fondo per sostenere i progetti di lungometraggio con incentivi economici concessi a società di produzione che dovranno garantire un ritorno attraverso utili o quote di diritto d'uso del film, fino a prevedere anche una co-produzione. La selezione dei progetti è affidata alla Commissione tecnico-artistica composta da figure di documentata competenza professionale in campo cinematografico, individuate e nominate secondo criteri rigorosamente predeterminati, in modo da assicurare una valutazione e un giudizio qualificati. I criteri sono fissati in modo preciso per garantire un'applicazione in sintonia con lo spirito del testo.
Il Titolo IV definisce i criteri di intervento per lo sviluppo della cultura cinematografia ed audiovisiva, a tal fine è prevista un'azione di salvaguardia e quindi di raccolta, catalogazione, conservazione e restauro del patrimonio cinematografico, inteso come espressione artistica e documento storico, testi che conservano la nostra memoria, in modo che possiamo trasmetterla alle generazioni future e renderla accessibile a fini educativi di ricerca e culturale. A questo scopo si promuove la costituzione della Fondazione Cineteca Regionale Sarda, persona giuridica di diritto privato, su modelli ampiamente sperimentati con successo in altre Regioni.
La diffusione della cultura cinematografica viene promossa da rassegne, festival, premi, con interventi economici adeguati; si favoriscono inoltre progetti di recupero e riqualificazione di strutture idonee (con questo termine intendiamo sale) per la diffusione di attività inerenti al cinema con attenzione ai centri che ne siano sprovvisti, cioè i piccoli paesi. L'educazione al cinema e la ricerca sono promossi a ogni livello di istruzione, così come è prevista l'attivazione di corsi per maestranze da attivare nel Piano regionale della formazione professionale. Per le professionalità più qualificate, invece, sono previste borse di studio per la frequenza di scuole riconosciute ad alto livello internazionale.
Nel Titolo V è istituito un organo permanente di consulenza tecnica della Regione, di cui fanno parte operatori qualificati del settore ai quali spetta il compito di supportare l'Assessorato in particolari questioni attinenti l'applicazione della legge. Seguono disposizioni procedurali e la norma finanziaria in cui si stabilisce che le risorse siano destinate prioritariamente per una quota fino al 70 per cento agli interventi relativi ai Titoli II e III. Questo per garantire certezza di risorse a quanto previsto dalla legge e per indicare nel contempo la centralità dell'intervento a sostegno della produzione.
Fare una legge per il cinema ha, fra gli altri, il significato di riconoscere un legame antico che la nostra isola ha con questa attività dell'era moderna. Forse molti di noi non lo sanno, ma la Sardegna ha richiamato l'attenzione persino dei Fratelli Lumière, tant'è che la prima documentazione cinematografica risale al 1898, quando alcuni operatori della Casa di produzione Lumière sono venuti in Sardegna. Questo risulta dal catalogo delle produzioni dei Fratelli Lumière. I filmati sono cinque, che cosa è stato ripreso? Intanto, le miniere di Monteponi e poi, questo lo dico per i sassaresi, ben due filmati riguardano Sassari, la Cavalcata e la visita dei reali Umberto I e Margherita per l'inaugurazione del monumento dedicato a Vittorio Emanuele. Ma ancora la Sardegna è in prima fila nello sviluppo di questa industria e cultura cinematografica, quando nel 1916 Febo Mari pensa di mettere in produzione un film tratto da un romanzo di Grazia Deledda, "Cenere",film che fa parte della storia del cinema perché la grande attrice drammatica Eleonora Duse vi interpreta la figura della madre. A partire da questo, molti altri film sono stati recuperati con grande tempestività dalla Cineteca Sarda, mentre l'ultimo è stato recuperato con una grande operazione da "L'Unione Sarda", lo richiamo, è "La Grazia",musicato da Romeo Scaccia con un'elaborazione dal vivo della colonna sonora.
Specialmente negli anni Sessanta l'attività cinematografica in Sardegna ebbe un boom significativo, naturalmente erano soprattutto autori che venivano da fuori e scoprivano nella Sardegna un luogo ideale per girare i film, molti dei quali tratti da libri di Grazia Deledda, per esempio "La Madre", o il film di Genina, che risalgono appunti agli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche altri film come "Deserto Rosso", in cui magari la Sardegna non si riconosce pienamente o perlomeno non è sottolineata.
Di recente dobbiamo segnalare una esplosione sia nell'attività culturale, sia nell'attività di raccolta e di restauro di opere che sono disperse in Europa, spesse volte dimenticate in fondi di magazzino; pensiamo soltanto al recupero, di "Sonos e Memoria" da parte di Cabiddu che, con uno straordinario montaggio di una filmografia che risale agli anni Quaranta e Cinquanta, ci offre un film sulla nostra memoria, di grande successo.
Così come, lo richiamo alla vostra attenzione, "L'ultimo pugno di terra" di Fiorenzo Serra è un film a rischio che andrebbe recuperato. Ed ancora, è a rischio, perchè in pellicola infiammabile, un patrimonio cinematografico che è conservato e riguarda lo sviluppo dell'allora Mussolinia. C'è tutto un lavoro di investigazione, di catalogazione e di recupero da fare che è la nostra storia. Ecco perchè credo che forse stiamo arrivando a tempo, se riusciamo ad approvare questa legge, anche per portare in porto tutte queste attività.
Ma se noi ci guardiamo attorno, che cosa sta succedendo oggi in Sardegna? L'ultimo spot girato è dello yogurt Muller nella spiaggia di Chia da un regista sardo-inglese. Sono poi in produzione, o in pre-produzione, "Sonetàula" di Salvatore Mereu, "Jimmy della collina", di Enrico Pau, "Eleonora d'Arborea" di Salizzato, non vorrei dimenticarne qualcuno, naturalmente gli altri registri, come Pitzianti e Mereu, sono ancora in giro per i festival a raccogliere premi. Senza dimenticare "Su Re", di Giovanni Columbu, anch'esso in pre-produzione.
Credo che la politica ora debba fare la sua parte, perchè se è vero che dobbiamo interpretare i bisogni e le attese che vengono dal territorio, tutto quanto sta accadendo, non più autori stranieri ma autori sardi stanno venendo alla ribalta non sarda ma nazionale e internazionale, questo anche con la presenza di autori non sardi come Salizzato che sta girando ad Oristano "Eleonora d'Arborea".
Dunque la politica deve, senza ulteriori temporeggiamenti (oltre che i costi della politica, ci sono i tempi della politica troppo lunghi), colmare un vuoto legislativo che, se protratto, rischia di essere imperdonabile. E' urgente una risposta alle attese provenienti dall'Isola e non solo. La aspettano autori, professionisti, operatori, imprenditori e soprattutto i tanti giovani che guardano con interesse e speranza a nuove professionalità, a nuovi spazi occupativi legati al mondo del cinema, maestranze, autori eccetera.
Una classe politica intelligente e responsabile deve saper cogliere i segnali che vengono da questa nostra società, certamente in risveglio, in fermento, ma anche in difficoltà, in modo da poter rispondere adeguatamente per dare slancio alle nuove energie in campo attraverso un sistema di regole e diritti accessibili a tutti, pensati per lo sviluppo di un'attività moderna e, soprattutto, per elevare il livello culturale e la crescita economica della nostra comunità, accentando nuove sfide.
Se me lo permettete, vorrei chiudere con una considerazione (scritta di recente dal critico di Repubblica D'Agostino in un suo intervento) che guarda con grande interesse alla nuova primavera della Sardegna, lo sviluppo della musica, della letteratura, del cinema e del teatro, ed è interessante perchè è un punto di vista esterno, si dice: "Il processo che si è innescato in Sardegna, a partire dalla metà degli anni Ottanta, grazie al Premio Solinas, è un capitolo decisivo nel processo di risveglio del cinema italiano." - non del cinema sardo, dice del cinema italiano - "La rinascita sarda è sotto il doppio segno di fuoriuscita dal silenzio e dagli stereotipi nella ricerca di una nuova globalità non traditrice delle origini e delle identità, in una dialettica tra passato, presente e futuro". Sempre D'Agostino scrive: "Allo sguardo esterno mi pare questo il vero e più profondo tratto distintivo di questi films che, come una bandiera, stanno rappresentando un movimento di idee e di creatività molto promettente." Un giudizio, come vedete, senza riserve.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento dell'onorevole Davoli.
DAVOLI (R.C.). Certo che, dopo l'intervento di Giovanna Cerina, almeno a me capita spesso, ci si trova un po' a disagio, per cui provo a ragionare un po' e a descrivere qualche altro elemento sull'argomento.
Diceva l'onorevole Cerina che, se diamo uno sguardo attento e dettagliato al panorama sardo del settore cinematografico riferendoci, almeno così faccio io, a questi ultimi anni soprattutto, alla primavera cinematografica sarda, si capisce subito, ci si rende conto immediatamente che ci si trova davanti ad una situazione nuova, diversa, in movimento, dinamica, caratterizzata tra l'altro da innumerevoli e significative iniziative, festival, incontri, dibattiti sulla cultura cinematografica e sull'arte del fare cinema in Sardegna.
Alcuni mesi fa, due o tre mesi fa, diverse importanti e interessanti manifestazioni hanno destato l'attenzione dell'opinione pubblica, ne ricordo qualcuna, mi viene in mente ad esempio quella bellissima iniziativa tenutasi alla Casa dello studente che riguardava il ricordo di Nanni Loy, o il festival di Carloforte, oppure ancora l'interessantissimo festival nuorese del cinema indipendente sardo e tante altre. Come si fa a non ricordare questo straordinario periodo, questo momento particolare che attraversa il cinema sardo con i recenti successi di alcuni nostri registri; Salvatore Mereu con il suo ultimo "Ballo a tre passi", premiato a Venezia e non solo a Venezia, anche in America al Festival organizzato da Robert Redford . Ora Mereu è impegnato nel lavoro del suo nuovo film, "Sonetàula", tratto dal libro di Peppino Fiori che affronta le problematiche delle zone interne della Sardegna. Stanno sorgendo nuovi filoni della cinematografia.
Proprio ieri leggevo su "Il Manifesto" che si sta riscoprendo un filone locale. Qualche giorno fa è stato proiettato un film in televisione, un film sulle banlieues parigine, sulle contraddizioni che oggi i quartieri periferici parigini attraversano; c'è voluto questo film per ricordare a qualcuno che là c'è una situazione estremamente particolare.
Oltre a Mereu naturalmente abbiamo Giovanni Columbu, Piero Sanna, Antonello Grimaldi, Cabiddu, Pitzianti con il suo bellissimo documentario "Piccola pesca" che tratta appunto le questioni riguardanti i pescatori di Teulada. Però, attenzione, bisogna guardare oltre, secondo me, perchè non sono solo questi personaggi eccellenti del nostro cinema che fanno così interessante la situazione sarda. C'è, si percepisce, si nota,si vede che esiste una certa vivacità culturale, vi è già una realtà, un tessuto, una rete di esperienze di tanti tentativi riusciti che, pur se ancora confinati per buona parte nello sconosciuto, perchè non tutti li conoscono, o nel sommerso, questa realtà esiste e necessariamente, secondo me, bisogna tenerne conto, perchè può diventare una ricchezza ed una risorsa importante per la nostra Isola.
Ecco allora l'indispensabilità di una legge perchè credo innanzitutto che la capacità e la potenzialità artistica del cinema possano servire, servono secondo me, a costruire un percorso ed un progetto che abbia come obiettivo fondamentale la crescita culturale della nostra Isola. Ci sono giovani che si impegnano, giovani che studiano, che manifestano, che utilizzano questo strumento di comunicazione per fare ricerca, per fare inchiesta. Sì, si fa in Sardegna anche il cinema d'inchiesta, un cinema d'inchiesta che rappresenta e descrive realtà sociali, ne descrive il loro mutamento e le contraddizioni interne. Quindi, oltre a Mereu, a Sanna, a Cabiddu, a Pitzianti, c'è anche questa realtà e, secondo me, la legge deve assolutamente tenerne conto, come fa d'altronde in alcuni articoli.
In una Sardegna possibile, naturalmente, in una società sarda realmente democratica, la cultura, e quindi anche la cultura cinematografica, non può non essere un elemento strategico, non può non essere un pezzo importante di un progetto di riappropriazione e valorizzazione della nostra storia, soprattutto in questa fase della globalizzazione, pure in crisi, che tende a standardizzare e ad uniformare tutto semplicemente per motivi di mercato e di profitto. Lo ritengo un obiettivo fondamentale che facilita e contribuisce non poco alla formazione di una coscienza critica che inciderà positivamente nello sviluppo sociale della nostra Isola. Ma d'altronde una moderna comunità come la nostra deve difendere la propria cultura come ragione della propria esistenza, e a questo il cinema credo possa fornire idee, occasioni, esperienze, elaborazioni e progetti che si possono praticare.
Vedete, il cinema si caratterizza in sostanza e si distingue per la sua particolarità; è una forma di espressione artistica, ma al tempo stesso un'industria singolarissima. Perchè singolarissima? Non è una catena di montaggio; ogni suo prodotto è infatti unico, non ripetibile, ha un suo processo produttivo e distributivo, però vi ruotano attorno notevoli quantità di risorse economiche ed umane. E' un mondo complesso, comprende vari aspetti che solo apparentemente sembrano distaccati e molto diversi. Vi è l'elaborazione creativa, vi sono i finanziamenti, la produzione, la distribuzione, la circolazione nelle sale, tutto quello che voi potete immaginare. Sono tanti i momenti che contribuiscono a creare un'opera cinematografica. E' un mondo tutto da esplorare per noi.
Provate però a immaginare una cosa: provate a immaginare come può svilupparsi in Sardegna. Abbiamo una grandissima opportunità se consideriamo, ad esempio, le particolarità sociali e culturali ed ambientali della nostra Regione. La pluralità e la diversità dei nostri territori, sotto l'aspetto geografico ambientale, sono molto richieste dall'industria cinematografica; mare e terra al centro del Mediterraneo, non molto lontano dalle capitali europee, a due passi da Roma, lì, a due passi da Cinecittà. Clima, location, questo secondo me è la cosa più importante, location naturalistiche, cultura, tradizione, accoglienza, tutti valori aggiunti che sicuramente faciliteranno uno sviluppo in questo settore. Potrebbero nascere nuove opportunità per la Sardegna, la nostra Isola può diventare una forte attrazione per le produzioni esterne, considerate le crisi che attraversano alcune zone (penso a Malta, da quando è entrata nella Comunità) che finora hanno avuto un ruolo predominante. Quindi non solo cultura, come dicevamo prima, ma anche la grande opportunità di rafforzare le imprese locali con nuove figure professionali e attrarre produzioni nazionali ed internazionali. Dobbiamo essere in grado però di fornire servizi, avere capacità organizzative, ricercando e costruendo la collaborazione con gli enti locali e le società di produzione; credo che la legge descriva questo molto attentamente con assoluta precisione.
Ecco perchè ritengo che la Regione Sardegna deve svolgere il ruolo di sostenitrice dello sviluppo della cinematografia, attraverso forme di sostegno che assumano diverse ed articolate modalità. Mi preme però dire una cosa che ritengo molto importante: non bisogna mai perdere di vista la necessità che, a tali sostegni e a tali agevolazioni, debba accedere anche il nuovo, l'emergente, il giovane, il nascosto di cui si parlava prima. Voglio soffermarmi brevemente su quest'ultimo aspetto, perchè mi interessa particolarmente,: qualche settimana fa ho partecipato al Festival del cinema indipendente sardo, tenutosi a Nuoro alla fine di ottobre; era un festival del corto, organizzato da una giovane regista nuorese, P.J. Gambioli, che ha fatto la scelta coraggiosa di rientrare in Sardegna per fare del cinema. Si è potuto verificare lì, in quelle tre giornate, quanto sia efficace questo strumento espressivo, quello del corto, soprattutto perchè rivolto al mondo giovanile. Purtroppo si è potuto anche verificare come i supporti economici siano assolutamente insufficienti e come sia evidente l'assenza, permettetemi di dirlo, o perlomeno così è stato finora, la poca considerazione da parte delle istituzioni.
Forse per la prima volta con questa legge si inizia ad affrontare il problema. L'articolo 6, mi pare sia l'articolo 6, prevede appunto la possibilità di erogare contributi specifici per i cortometraggi e i mediometraggi. E' sicuramente un buon punto di partenza; bisogna però saperlo coltivare. Si può fare di più. Ne parlavamo in Commissione, se ne parla anche in questi luoghi abbastanza marginali, però se ne parla, si potrebbe favorire, lo fanno altre Regioni, altre regioni europee, si potrebbe favorire la proiezione dei corti prima dei lungometraggi di grande distribuzione, altrimenti non hanno altre possibilità. Le uniche possibilità dei corti per essere visti rimangono semplicemente i festival o qualche rara iniziativa di qualche associazione sconosciuta, o forse qualche scuola.
Come amministratore provinciale ho avuto la fortuna di conoscere quel mondo plurale e variegato che è il sommerso culturale nelle nostre piccole realtà. Con l'estro, la fantasia, la creatività si producono e si elaborano idee, progetti senza particolari mezzi o megastrutture. Molti di questi ragazzi lavorano nelle cantine o negli scantinati di qualche condominio di periferia. Così come è utile ricordare il fermento e l'attenzione che il cinema suscita nel mondo della scuola; forse molti di voi non sanno, ad esempio, che diversi istituti isolani, non pochi quelli in provincia di Nuoro, sono stati protagonisti in tantissime manifestazioni nazionali, vincendo anche premi abbastanza interessanti. Si fanno seminari, corsi di un certo livello. Sono sempre più richiesti da scuole ed associazioni a dimostrazione dell'interesse verso questo linguaggio e dell'utilità straordinaria sotto l'aspetto didattico - educativo.
Anche per questo credo che sia necessario, urgente e indispensabile avere una legge in Sardegna. Ripeto, forse ci sono state difficoltà, l'abbiamo affrontata in certi momenti con fatica e forse anche da inesperti, però in Commissione si è riusciti a lavorare e a produrre un testo, che può essere modificato. Indubbiamente qualche correzione deve essere fatta però, quando riuscirà ad avere una legge di settore così importante, credo che per la Sardegna sarà un bel giorno e anche un bel successo. Speriamo di non tradire le aspettative che molti finora hanno cercato di manifestare ripetute volte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il rispetto anagrafico, e non solo anagrafico, mi impone di mantenere un atteggiamento prudente su una irrituale relazione della professoressa Cerina. La professoressa Cerina ha cercato di far capire all'Aula che c'era stato un grande fermento legislativo, ed è vero, ci sono state moltissime iniziative, debbo anche ricordare all'Aula che la proposta presentata da Alleanza Nazionale è rimasta parcheggiata in attesa che la professoressa Cerina presentasse la sua proposta di legge. Allora, onorevole Cerina, perchè questo preambolo? Lei qui non è più la professoressa, deve fare gli interessi dei sardi e non quello delle università, non quello delle lobbies, non quello dei giochetti; qui bisogna fare gli interessi dei sardi!
Il fatto che lei abbia comunicato all'Aula nominativi di personaggi illustri che avrebbero partecipato attivamente senza compenso, senza retribuzione, allora? La proposta di legge di Alleanza Nazionale è una proposta di legge nata nel Gruppo di Alleanza Nazionale, col sostegno dei signori Crasta e Cubeddu, i quali non avranno avuto prebende prima e non le avranno adesso nè dopo. Questi due signori ci hanno dato un sostegno e probabilmente ce lo daranno anche nel futuro, anzi, io penso che, per quanto dura la democrazia in questo Paese, i signori Crasta e Cubeddu saranno sempre impegnati a sostenere il Gruppo di Alleanza Nazionale, non avranno mai la possibilità di avere incarichi nei prossimi giorni o non li hanno avuti già in corso d'opera. Quindi è stato abbastanza irrituale il preambolo che l'onorevole Cerina ha voluto portare a quest'Aula.
Questa legge è certamente una legge importante, ma il fatto che sia una legge nell'interesse del cinema, non è stato sufficiente l'intervento dell'onorevole Davoli a fugare tutti i dubbi che, anzi, sono manifesti ancora di più. Perchè vedete, signori, nel momento in cui si è pensato ad una legge sul cinema, si immaginava una legge che sostenesse l'attività cinematografica, che fosse un veicolo di pubblicità anche del nostro territorio, che fosse un modo per far conoscere a tutti le capacità, se esistono, e ne esistono, di registi, coreografi e quant'altro, e di tutta una serie di maestranze che non esistono, professoressa Cerina, perchè il problema della formazione in questa legge è marginale! Lei non può, con contributi o con voucher, di memoria abbastanza recente, inviare i nostri giovani dove? Altre Regioni hanno pensato di fare diversamente: hanno creato una scuola e si sono avvalsi di docenti importanti, ma nella loro Regione! In questo modo cosa facciamo? Corsi di formazione professionale per carpentieri? Quelle maestranze marginali che non hanno bisogno di far lavorare troppo il cervello? Vogliamo creare quelle e lasciare in mano agli altri tutto il resto?
Allora, noi siamo profondamente contrari a questa legge e cercherò di far capire il perché. Intanto ritenevamo e riteniamo che il punto fondamentale della legge, non di questa legge, fosse il coordinatore di tutti gli interventi. Questo credo che fosse evidente anche nella proposta formulata da altri Gruppi politici, per esempio quello de La Margherita. Hanno un nome diverso, noi l'abbiamo chiamata S.p.A., un'agenzia, La Margherita l'ha chiamata in un altro modo, però lo spirito era quello. Mi pare che tutte le Regioni, anche quelle che lei ha citato, professoressa Cerina, il Friuli e il Piemonte, hanno modificato in corso d'opera, proprio il Friuli nel 2003, memore dell'esperienza fatta negli anni precedenti, è andato in questa direzione, con un soggetto unico. In questo caso l'hanno chiamato Film Commission, ma è bene che sia chiara la distinzione di tutti i comparti cinematografici che la legge deve tutelare, servizi, Film Commission, finanziamenti alle produzioni sarde ed estere, promozione e conservazione. Questo è il ruolo. Credo che sul principio siamo tutti d'accordo. So benissimo l'onestà intellettuale che ispira l'onorevole Cerina; è sul metodo, sul sistema che non siamo d'accordo!
Il Film Fund di Salento, uno degli ultimi nati, segue la stessa strada. Ma, dico di più, lo stesso centrosinistra a livello nazionale ormai sta andando in questa direzione. Non ho capito per quale motivo invece noi ci ritroviamo con una legge, o ci dovremo trovare con una legge che non dà nessuna risposta, anzi qualche risposta la dà, ma a pochi intimi! Quando parlo di intimità, onorevole Cerina, mi perdonerà, lei ha capito di che cosa parlo.
Allora, questi registi, capacissimi alcuni, abili altri, improvvisati molti, sono già passati al vaglio della Giunta regionale in altri tempi e hanno già abbondantemente attinto alle casse regionali senza dare risposte, quelle risposte che io personalmente e il nostro Gruppo stiamo cercando, ma che sono le stesse risposte che probabilmente cerca lei, cerca il Gruppo de La Margherita e tutti coloro che si sono impegnati in una legge per il cinema.
Allora, io sono contrario ai finanziamenti a tasso agevolato, vedremo le modalità, possibilmente in questi venti minuti, altrimenti nella discussione sui singoli articoli. Io sono per una co-produzione,' la ritengo una scelta più facile e più semplice anziché quella in cui l'ente pubblico eroga i soldi in prestito a soggetti che forse non saranno mai in grado di restituirli, perché badate, colleghi, è previsto già nell'articolato. Io sono andato via dalla seduta della Commissione, non facendone parte, essendo un simpatizzante, come qualcuno osa definire coloro che non fanno parte della Commissione, proprio durante l'esame di questo punto: cosa succede nel momento in cui il soggetto beneficiario delle risorse non completa l'opera e non è in grado di restituire i soldi? Guarda un po', l'uovo di Colombo! Interviene la Regione e, come la storica sarda Cineservice, si riprende indietro il film, le maestranze e tutto quanto a carico della Regione; questo dice l'articolato. E' possibile un fatto di questo genere? Non si verificherà, ma noi non possiamo fare un processo a ciò che succede e a ciò che non succederà, noi lo dobbiamo dire adesso! Io, in Commissione, avevo detto che bisognava agire sulla falsariga dei finanziamenti europei, o anche dei finanziamenti del POR, garanzie, fideiussioni bancarie, fideiussioni assicurative, la Regione non può rischiare una lira, perché se deve rischiare una lira allora tanto vale prevedere che la Regione è co-produttrice: sceglie i registi, sceglie i soggetti, nomina una commissione, fa tutto quello che voi volete, ma sia responsabile e quindi abbia il controllo.
Invece come andiamo a vedere, all'articolo 7 si prevede un fondo di rotazione per la concessione di prestiti a tasso agevolato, la cui gestione è affidata a intermediari finanziari. Dunque si tratta di un fondo non nell'accezione corretta di organismo, ma nel senso improprio di fondo finanziato che la Regione distribuisce sotto forma di prestiti attraverso finanziarie. Al punto 6, però, ed è ciò che stavo dicendo precedentemente, la proposta prevede che la mancata restituzione del prestito comporti da parte della Regione l'acquisizione di una quota dei diritti del film, qualora completato, perché se il film non è completato, bei diritti! Diventeranno quei film del 1884 o del 1885, che sono certamente dei reperti importantissimi e sui quali dovremo veramente investire, ma credo che non sia questa la funzione della legge in esame. Dunque qui la Regione diventa produttrice.
Non solo, all'articolo 11, al punto 4, la proposta prevede che, alla Commissione che seleziona le opere, è riservata la facoltà di proporre la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna alla produzione per le opere di rilevante interesse per la Sardegna. Sentite, colleghi! "Sulla proposta delibera la Giunta regionale, sentito l'Assessore…". Io credo che questo sia veramente il colmo. Cioè, su film di particolare interesse coinvolgiamo la Giunta e l'Assessore! Su che cosa? Sulla partecipazione con un massimo del 30 per cento, dice l'articolato, quindi cominciamo a mettere un altro 30 per cento, si parte già col 30 per cento della Regione. Da un lato si rifiuta un organo ad hoc e soprattutto si rifiuta il concetto della co-produzione, dall'altro si indica la Regione come soggetto co-produttore solo in alcuni casi lasciati alla discrezionalità della Commissione e della Giunta!!! Ho messo tanti punti esclamativi, ovviamente.
Il mio parere è che, per tali favoritismi, non ci sia bisogno di usare questi stratagemmi, professoressa Cerina. So che non sono frutto della sua onestà intellettuale, ma non è assolutamente possibile esitare una legge di questo genere e soprattutto non ha ragione d'essere perché se si accetta il concetto di co-produzione lo si può accettare per tutti i film. Il soggetto co-produttore non deve essere la Regione ma un organo ad hoc, così come noi abbiamo detto. Allora sì che la Regione può essere co-produttore.
Una delle lacune gravi in questa legge è che non si prevedono limiti di percentuale nella partecipazione, in sostanza, un film potrebbe essere prodotto totalmente con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna. Correttamente, per esempio, nell'articolo 6 della proposta de La Margherita si prevedeva la fissazione di un tetto per il contributo pari al 40 per cento, è un limite sul quale si può discutere.
Non prevede, invece, fra i requisiti, la spendita da parte delle società di produzione di una percentuale del finanziamento regionale a favore dell'assunzione di operatori sardi e dell'utilizzo di strutture locali. In sostanza con questa legge si potrebbero concedere finanziamenti a società di produzione italiane ed estere che, come è già capitato, prendono i soldi, si avvalgono delle agevolazioni della Film Commission ma vengono in Sardegna con la troupe e persino con il catering. Non citi il film di "Eleonora", non lo citi, aspetti almeno che sia ultimato, e poi discutiamo.
Ci sono, invece, proposte molto più condivisibili,tra le altre, per esempio, una proposta sempre de La Margherita riguardo alla garanzia della programmazione dei film nelle sale almeno per sei mesi. Fissiamo anche questo. Questi film dove vanno? Fissiamo pure un termine di almeno sei mesi, ma in quei sei mesi quei film debbono essere proiettati! Accade infatti troppo spesso che i produttori prendano i finanziamenti pubblici e poi si disinteressino totalmente della distribuzione e della promozione, questo è l'altro grosso problema.
All'articolo 7, comma 4, c'è un'altra perla, io la definisco una sconsideratezza: è prevista la concessione di prestiti a favore solo di opere prime e seconde. Ma quando mai! Si dovrebbero finanziare solo i film degli esordienti tagliando fuori i veri registi sardi e tanti altri! Non so se sia vero che abbiate predisposto un emendamento su questo punto, forse, non l'ho ancora notato. Ritengo anche che il comma 8 dell'articolo 7 sia assurdo: uno non rende i soldi e viene premiato con la concessione di nuovi finanziamenti! Leggere per credere, colleghi! Leggere per credere! E' tutto nell'articolo 7, che è un condensato di... non so come esprimermi.
All'articolo 8 sono previsti i contributi per il lancio pubblicitario dei film. E' molto vaga la norma. La promozione dei film, così come di tutto il resto, è un'operazione molto delicata che richiede competenza e coordinamento. In che modo andranno erogati questi contributi? Ribadisco che, secondo me, ci vuole un organo ad hoc che abbia il quadro preciso di tutta la situazione. Non sono d'accordo ovviamente - articolo 10 - che la Commissione sia nominata dalla Giunta, ritengo che debba essere composta obbligatoriamente sia da sardi che da non sardi. Di nuovo la Giunta, all'articolo 10, nomina la Commissione!
Veniamo infine all'articolo 14, Cineteca regionale sarda. Da un lato, non si vogliono carrozzoni, dall'altro si crea un organo, una fondazione per la conservazione dei film. Un organo che diventerà molto potente giacché oltre al compito della conservazione gli viene attribuito anche quello della promozione, compito mai svolto in tanti anni! Come ho già riferito varie volte, anche con la professoressa Cerina, la Cineteca sarda è un organo privato, legato a una società non sarda! E' sempre stato un organismo mal gestito e chiuso, caratterizzato da un atteggiamento snob di sinistra, con rassegne molto politicizzate! Siccome noi non siamo di sinistra e non vogliamo che le cose siano politicizzate, le dobbiamo evidenziare! Ci sono tanti modi anche per aggirare questo! Oggi ci si sta aprendo leggermente perché altre associazioni iniziano a occuparsi delle stesse problematiche. Insomma, la Cineteca riceverà, articolo 14 comma 4, finanziamenti annuali dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Inoltre sempre all'articolo 14 è previsto che la Regione autonoma si attivi affinché il suo patrimonio di risorse umane e materiali sia integrato all'interno della Fondazione. In sostanza la Regione garantisce che il personale rimanga lo stesso e non prevede invece l'impegno ad acquisire tutto il patrimonio cinematografico della RAI, altro fatto importantissimo, e dell'Istituto Etnografico, dell'Istituto Luce, dell'Archivio Movimento Operaio! In questi archivi sono presenti materiali importantissimi… lo dico all'onorevole Davoli che, è un classico, ogni tanto si assenta! In questi archivi, dicevo, sono presenti materiali importantissimi per la Sardegna che dovrebbero essere messi a disposizione dei registi e di tutti gratuitamente tramite l'acquisizione pubblica. La verità vera è che questi della Fondazione vogliono i soldi pubblici, ma vogliono rimanere gli stessi e non vogliono neppure perdere il loro patrimonio confondendolo con altri.
Riguardo alla formazione, professoressa Cerina, l'articolo 16 è ambiguo, perché i contributi sono previsti per "università, scuole e istituti pubblici e privati…". Si deve lasciare la libertà a tutti di fare formazione, dunque è necessario sostituire almeno la parola "istituti" con "organismi".
Inoltre non capisco perché l'onorevole Cerina non abbia ancora accolto il nostro suggerimento circa la scuola di cinema, inserire cioè l'impegno della Regione Sardegna a costituire una scuola di cinema e non limitarsi solo alla formazione professionale di maestranze che, per quanto importanti, non sono determinanti. Come fanno le produzioni ad assumere personale sardo se non ci sono le maestranze? Come facciamo ad avere buoni e veri registi se non ci sono le scuole? La Sicilia, professoressa Cerina, è riuscita a ottenere dallo Stato l'istituzione di una scuola di cinema legata al Centro Sperimentale, noi perché non potremmo farlo? Perché non lo possiamo proporre? Perché rinunciamo a questa opportunità?
All'articolo 17, abbiamo la famosa Consulta, un organo ibrido di consulenza che contribuisce a formare il reticolato complesso di consulte, assessori e commissioni, organi e organetti che dovrebbero occuparsi di cinema! Fra i membri della Consulta, secondo il comma 4, è ovviamente presente un rappresentante della Cineteca, la ciliegina sulla torta! L'articolo 18 completa l'opera perché attribuisce all'Assessore (Assessore, stia a sentire, lei è coinvolta molto in questa legge) e di conseguenza a tutti gli organi burocratici il ruolo di coordinamento e di verifica delle attività! Il commento è consequenziale a tutto quello che ho ribadito: affidare alla burocrazia degli Assessorati, alla loro incompetenza, un compito così delicato è il corollario di una proposta di legge tanto illogica! Ovviamente quando dico "incompetenza", Assessore, la prego di credere che il riferimento si limita a questo aspetto e non certamente ad altri gradi di competenza. Ho terminato?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, chiuda velocemente.
DIANA (A.N.). Presidente, io credo, in chiusura del mio intervento, che sia necessario che io mi appelli fondamentalmente all'articolo 86 del Regolamento per chiedere, con la questione pregiudiziale e sospensiva, che questa legge venga riportata in Commissione e riesaminata da tutti i Gruppi politici, da coloro che vogliono intervenire, credo che ci sia anche da parte nostra la volontà di farlo. Ovviamente credo e chiedo che, su questa mia proposta, sia aperta una discussione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Franco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCO (D.S.). Nell'ultimo decennio, la cultura cinematografica in Sardegna è stata caratterizzata da una vitalità e da un impulso creativo straordinario che trovano conferma dall'apparire sulla scena di autori sardi di indubbio talento, riscontrato nella produzione di opere di qualità che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti artistici in campo nazionale e internazionale. Basta ricordare prima di tutto il recente film del 2003, "Ballo a tre passi", di Salvatore Mereu, a cui sono stati assegnati il Premio della Settimana della critica al Festival di Venezia, il David di Donatello al Ciak d'Oro per la migliore opera prima, ma soprattutto che è stato scelto per rappresentare l'Italia al Sunday's Film Festival di Robert Redford e alla Giornata del Cinema di Los Angeles; e poi il film del 2002, "La destinazione", di Piero Sanna, a cui è andato il Premio speciale della giuria al Festival del Cinema Italiano di Annecy ed il Premio del pubblico al Galileo Festival del Cinema Italiano opere prime; il film del 2001, "Gli Arcipelaghi", di Giovanni Columbu, ancora del 2001, "Pesi leggeri" di Enrico Pau, o del 2000, "Un delitto impossibile" di Antonello Grimaldi e, del 1977, "Il figlio di Bakunin" di Gianfranco Cabiddu, che hanno ottenuto ampi apprezzamenti nei festival e nei circuiti in cui sono stati presentati. Tutti questi riconoscimenti ben sopportano la tesi che le opere cinematografiche, anche se espressione di una locale e ben definita realtà quale quella sarda, con la peculiarità delle antiche tradizioni, dei costumi e delle usanze, se di qualità, possono ben collocarsi a livello nazionale ed internazionale.
Da tempo, da più parti, era sentita l'esigenza di una legge di tutela del settore per favorirne la crescita sia artistico-culturale sia economica, così da avere una importante ricaduta sul territorio. La Commissione cultura ha raccolto questa richiesta e ha elaborato il presente testo di legge, alla cui stesura è giunta tenendo presente il parere di vari esperti del settore, prendendo come quadro di riferimento la legge nazionale sul cinema, ma facendo proprie le esperienze sarde di questi ultimi anni anche in campo multimediale e i documenti del dibattito animato avutosi sulla materia.
Questa legge è, a mio parere, la sintesi del dibattito aperto e costruttivo, frutto del lavoro della maggior parte dei componenti che si è tenuto in Commissione, grazie al quale, pur avendo differenti posizioni di partenza riflettenti un'ottica diversa nell'inquadrare il problema, alla fine si è prodotto un unico documento condiviso dalla Commissione.
Il presente provvedimento di legge nasce dall'esigenza largamente diffusa di completare e consolidare le norme atte a promuovere e favorire lo sviluppo della cultura cinematografica e a sostenere la produzione di opere filmiche. Il cinema è una disciplina in cui coabitano interessi artistici ed economici interdipendenti fra loro che, anche se spesso in contrasto, si alimentano a vicenda. Pertanto una legge sul cinema deve tenere in considerazione l'intero sistema affinché si renda possibile lo sviluppo armonico delle differenti attività economiche e culturali. L'obiettivo che si pone questa legge è quello di stabilire regole e diritti fruibili da parte di tutti ed elaborati per lo sviluppo di tutto il settore.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO
(Segue SANNA FRANCO). La stesura del testo di legge ha subito l'influenza del cinema nei suoi momenti più creativi coincidenti con periodi di grande libertà di espressione. Produttori disposti ad investire e una critica cinematografica libera ed illuminata hanno sempre determinato la crescita e l'affermazione nel tempo di nuovi talenti permettendo il crearsi di una tradizione del cinema.
In Italia alcune Regioni, in particolare il Friuli e il Piemonte, come è già stato detto, sono un ottimo modello; in esse, agli incentivi alla produzione corrisponde una notevole diffusione della cultura cinematografica. Non a caso è in queste Regioni che si trovano i musei e le cineteche del cinema più importanti del mondo, si svolgono rassegne e festival di prestigio e si hanno le Film commission fra le più attive e funzionanti in Italia. Questa legge nasce dalla volontà di favorire e facilitare una crescita culturale ed economica equilibrata del settore, condizione indispensabile affinché si abbia uno sviluppo sociale ed economico con una positiva ricaduta sui territori.
La legge è così articolata: il Titolo I definisce gli obiettivi generali e le finalità della legge, il Titolo II stabilisce gli interventi atti a promuovere la produzione cinematografica come opportunità di sviluppo economico; sono previste agevolazioni ed incentivi per le imprese e le produzioni che vogliano investire in Sardegna. E' favorita la costituzione di organismi, attraverso lo sportello Film commission, con la funzione di facilitare le produzioni cinematografiche e televisive, di attrarre gli operatori del settore in Sardegna con la concessione di incentivi, facilitazioni logistiche e servizi. La Regione può essere socio in tali organismi.
Nel Titolo III vengono stabiliti gli interventi previsti per la produzione di opere di interesse regionale; sono valutate opere di interesse regionale quelle che contengono sia un legame culturale con la Sardegna sia una comprovata ricaduta economica sul territorio. Sono distinti gli interventi per i cortometraggi da quelli per i lungometraggi. Sono previsti incentivi per la sceneggiatura, la produzione e la distribuzione. Per i lungometraggi il finanziamento dei progetti è garantito dall'istituzione di un fondo di rotazione mediante la concessione di prestiti agevolati, essendo dei progetti ad alto tasso culturale si è considerato il rischio che alcuni possano non avere un riscontro economico, pertanto si è stabilita una soglia massima di rischio per la Regione sul finanziamento concesso. La soluzione dei progetti viene effettuata da una Commissione tecnico-artistica nominata secondo rigorosi e prestabiliti criteri di competenza. Vengono inoltre fissati i criteri nel cui ambito la Commissione dovrà operare per la selezione dei progetti.
Nel Titolo IV ci sono gli interventi indirizzati allo sviluppo e alla diffusione della cultura cinematografica ed audiovisiva. A tal fine viene istituita la Cineteca regionale come Fondazione con la funzione di punto di riferimento per lo sviluppo in ambito culturale e cinematografico. Compito principale della Fondazione è promuovere l'acquisizione, la catalogazione, lo studio e la ricerca, la fruizione e la diffusione, per fini culturali ed educativi, del patrimonio cinematografico ed audiovisivo, nonché il restauro, la conservazione e la diffusione delle opere cinematografiche di interesse regionale. Nel Titolo V viene costituita la Consulta regionale per il cinema; si tratta di un organo permanente di consulenza tecnica avente la funzione di vigilanza per una migliore applicazione della legge. La legge per agevolare la cultura cinematografica nel territorio sostiene gli organismi pubblici e privati che promuovano iniziative atte a migliorare la conoscenza e la capacità critica da parte del pubblico mediante l'erogazione di contributi per lo svolgimento nel territorio regionale di manifestazioni quali festival, premi, convegni, rassegne.
Per quanto riguarda la realizzazione di opere pubbliche a carattere locale, a valere sulle spese per essere previste nel bilancio regionale, vengono privilegiati gli interventi per l'acquisizione, la ristrutturazione, il recupero o la realizzazione di locali per la diffusione di attività cinematografiche nei centri urbani che ne siano privi. I progetti devono prevedere l'affidamento in gestione ad associazioni od imprese e verranno privilegiati quelli proposti da più comuni in forma associata fra loro. Ai fini della valutazione sarà fattore determinante il potenziale bacino di utenza.
Nei programmi regionali di interventi per la didattica e la sperimentazione scolastica sono previsti finanziamenti di progetti per sviluppare l'educazione al cinema e agli audiovisivi; sono previsti infatti dei contributi per le università, per le scuole, per gli istituti pubblici e privati che abbiano i requisiti necessari determinati dalla qualità e dalla quantità di esperienze nel settore per l'incremento e l'innovazione della didattica del cinema e per l'attivazione di master e corsi di specializzazione nell'ambito delle professioni del cinema. Nei programmi regionali per la formazione professionale sono previsti interventi per sviluppare le professionalità necessarie nel settore cinematografico favorendone l'inserimento nelle aziende sarde che operano nel settore cinematografico. Viene inoltre prevista la concessione di borse di studio per i giovani che siano stati ammessi alla frequenza di corsi in scuole di cinema di riconosciuta importanza.
Abbiamo elaborato in Commissione questa legge animati dalla convinzione che la cultura possa e debba essere motore di crescita non solo intellettuale e sociale ma anche economica. Sono convinto che il cinema sia una forma di espressione artistica avente una capacità di penetrazione come nessun altro genere di opera; pensiamo alla scrittura o alla pittura, quanti sono gli italiani o, nello specifico, i sardi che abitualmente leggono libri o visitano una mostra o un museo? Sicuramente una percentuale bassa. Ma quante sono le persone che vanno al cinema? Sicuramente meno di ieri ma ancora tante. Credo che il cinema, se di qualità, sia un mezzo di straordinaria efficacia e potenza da utilizzare per contribuire ad uno sviluppo economico compatibile e duraturo supportato dallo sviluppo sociale di cui abbiamo parlato abbondantemente nel nostro programma elettorale.
Ritengo che la produzione di opere che, per contenuto, siano espressione della cultura sarda (in quanto hanno in sé un filo conduttore con le nostre radici, con i nostri valori, la nostra storia e tradizioni) oppure contengano immagini espressione delle nostre tradizioni o siano ambientate, girate in Sardegna, sia un fattore di primaria importanza per la crescita della nostra Isola. Infatti con l'utilizzo del mezzo cinematografico è possibile sia svolgere una efficace opera di educazione sociale, sia avere un ritorno economico complessivo. La Sardegna, grazie al suo clima e al paesaggio, è un ottimo set naturale; è stato utilizzato in particolare dagli anni Novanta in poi in molteplici spot pubblicitari ma in poche occasioni per girare film. Gli operatori del settore hanno sempre lamentato lungaggini burocratiche dovute a carenze normative. Con questa legge si pone fine alle incertezze; a mio parere, si mettono a disposizione mezzi tecnici e finanziari per attirare gli operatori cinematografici nell'Isola. Infatti girare film in Sardegna non significa solo indotto economico ma anche avvicinare al cinema tante persone tra le quali si possono formare nuove figure professionali. E' in quest'ottica che abbiamo previsto lo sportello Film commission, con la funzione di facilitare il conseguimento di questi obiettivi fornendo un supporto sia tecnico che informativo atto a facilitare e promuovere la produzione cinematografica in Sardegna.
Per la realizzazione delle opere cinematografiche è necessario, oltre registi, scenografi, costumisti e vari addetti, anche altro personale, il che contribuisce ad alleviare il grande male della disoccupazione senza produrre gli effetti negativi creati da altri tipi di occupazione. Il problema che si pone sempre o, meglio, che ci si dovrebbe sempre porre allorquando si dà il via ad un'impresa è quanto questo ritorno economico incida complessivamente e venga a costare alla collettività sia in qualità della vita sia in impatto ambientale. Mi sembra che questo sia uno dei rari casi in cui si possa riuscire a creare occupazione non solo non arrecando alcun danno ambientale né sociale, ma anzi ottenendo uno sviluppo economico interamente a beneficio di tutti. Credo infatti che, attraverso le immagini proiettate sullo schermo, sia possibile diffondere, far conoscere le nostre tradizioni, i nostri costumi, la nostra storia e non ultima la bellezza dei nostri territori. A tale scopo, sono finalizzati i contributi a sostegno della campagna promozionale e del lancio pubblicitario volti a facilitare la distribuzione, la circuitazione e la partecipazione a festival e a rassegne di cinema sia in Italia sia all'estero.
Gli oneri tecnici ed economici, di cui la Regione si fa carico, verranno largamente ricompensati dal ritorno di immagine che produrrà, ne sono convinto, un incremento notevole di turismo nell'Isola, quel tipo di turismo che questa maggioranza vorrebbe incrementare, non solo quello costiero-balneare limitato al periodo estivo (fruibile, nella migliore delle ipotesi, tre mesi all'anno), bensì il turismo esteso all'intero territorio che duri tutto l'anno, contribuendo a incrementare le presenze turistiche in particolare di coloro che non amano il turismo balneare preferendo altri modelli non ancora sufficientemente conosciuti o apprezzati dalla maggioranza dei turisti.
PRESIDENTE. L'onorevole Diana ha posto una questione sospensiva. Quindi, se non ci sono interventi, procediamo alla votazione.
(Interruzione)
(Non è approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, dopo mesi di lavoro all'interno della Commissione, siamo riusciti a portare all'attenzione dell'Aula questa legge, così come illustrata dal relatore, onorevole Cerina, che dà comunque una base, un principio, una partenza per quelle che saranno le future regole e le future prospettive del cinema in Sardegna. Tra l'altro, credo che il dibattito avvenuto all'interno della Commissione abbia portato comunque ad individuare tutta una serie di linee, indirizzi e progetti attraverso il vaglio delle quattro proposte di legge presentate: la numero 98 dall'onorevole Cerina e più, quindi una dei massimi, chiamiamoli così, artefici di questo lavoro svolto anche dietro le quinte, la numero 111 de La Margherita, con primo firmatario l'onorevole Manca, e la numero 76 e la numero 86, due proposte dei colleghi dell'opposizione, del centrodestra. Chiaramente all'interno di ciascuna delle proposte era individuata una serie di linee, iniziative e progetti tendenti ad un fine e con una logica politica diversa, pertanto in qualche modo si doveva trovare una sintesi tra queste quattro linee diverse, anche se bene o male simili.
Questa legge, tra l'altro ben pubblicizzata in quanto molti organi di stampa hanno preso in considerazione e pubblicato il lavoro della nostra Commissione, proposto e presentato per l'opinione pubblica, credo che abbia raccolto comunque, da parte della maggioranza degli intervenuti, un parere positivo che vede ed individua un futuro per la cultura e il cinema all'interno del nostro territorio regionale.
In realtà questa legge, oggi all'attenzione dell'Aula, approvata all'unanimità da parte della Commissione cultura del Consiglio regionale, ha chiaramente una funzione fondamentale, di crescita sociale e culturale, ma ha anche una funzione economica per la Sardegna. Tra i vari obiettivi chiaramente esiste quello di incentivare la produzione di opere cinematografiche che devono essere realizzate in Sardegna formando (qui anticipo nel merito parte del mio intervento) professionisti che sono del settore, professionisti del cinema, per permettere loro di migliorare quei servizi di produzione collegati alla stessa produzione cinematografica per poi sostenere e distribuire film e documentari della Sardegna.
L'onorevole Diana giustamente solleva una serie di dubbi e di perplessità, perchè per alcuni versi effettivamente la legge all'attenzione di quest'Aula ha alcune lacune che, così come detto anche all'interno della nostra Commissione, possono essere però colmate, essendo aperta, agli apporti, alle idee, alle necessità che gli stessi colleghi all'interno di quest'Aula hanno la voglia di proporre. Fino adesso, la maggior parte degli emendamenti che sono stati presentati, perlomeno che ho potuto vedere io, in parte, è di tipo soppressivo. Spero e chiedo, a voce alta, che tutti i contributi che arriveranno siano contributi dell'Aula e non che ancora una volta, chiedo scusa all'Assessore che ho seduto di fronte, ci sia un'imposizione da parte della Giunta; deve essere una libera scelta, un'autonomia del Consiglio decidere tra gli eventuali emendamenti proposti. Io ne ho all'attenzione una serie, anche emendamenti orali, fatto sta che buona parte di essi per alcuni versi stravolgono anche un po' la ratio della legge, la linea generale che noi abbiamo scelto anche all'interno della stessa Commissione.
Io dico apertamente, non ho difficoltà a nasconderlo, che sostengo e sosterrò questa legge fino in fondo perchè credo che rappresenti un progetto e un obiettivo qualificato tendente in qualche modo a elevare il livello culturale della nostra terra, della nostra Sardegna, verso un qualcosa che è mancato fino ad oggi e che fino ad oggi non era stato comunque prodotto.
Si dice sempre, generalmente, che "da cosa nasce cosa", scusando per i termini di non eccessivo livello, però effettivamente da cosa generalmente nasce cosa. La nostra cosa (chiedendo scusa ancora) è la legge all'attenzione dell'Aula. Quello che nascerà è chiaramente all'interno della stessa Aula, eventualmente chiedo al Presidente della Commissione e al relatore onorevole Cerina che emendamenti che modificano sostanzialmente la linea generale della legge vengano comunque preventivamente riproposti in Commissione in modo che gli stessi componenti possano visionarli, vagliarli per valutare realmente - dopo il tanto lavoro che è stato svolto all'interno della Commissione stessa - se possano essere accolti o non accolti.
Credo che poco altro ci sia da dire, siamo in fase di discussione generale, ritengo che la linea principale sia stata già tracciata dall'intervento preliminare, anche se, onorevole Cerina, lei lo dice sempre, quindi mi permetta di ripeterlo davanti a quest'Aula, effettivamente il poco vezzo alla politica porta magari a volte a svelare dei piccoli segreti, come la famosa questione di chi ha dato una mano dietro le quinte. Magari lo si fa in buona fede ma molto spesso non è conveniente anche perchè ci si presta a critiche ed attacchi da parte di coloro che non hanno potuto partecipare; chiaramente la scelta è avvenuta solo tra voi, certamente nessuno di noi ha potuto suggerire il nome di eventuali grandi luminari per dare in qualche modo apporto alla realizzazione e alla stesura di questo provvedimento di legge.
Però credo che, nel mio piccolo, così come chiaramente la forza politica di Alleanza Nazionale ha i suoi uomini che lavorano dietro le quinte, anche il mio partito, l'U.D.S. logicamente ha coloro che non sono schierati direttamente in prima linea, che sono dell'U.D.S. e dell'U.D.S. rimangono quando ci danno dei consigli su come noi dobbiamo lavorare e stare all'interno di quest'Aula, tutti i consigli che ci vengono dati provengono chiaramente dal popolo, se possiamo sminuire ancora nei termini, scendere ad un livello ancora più basso; sono comunque suggerimenti che chiaramente tendono a creare in qualche modo un maggior sviluppo ed una maggiore attenzione verso i problemi della nostra terra. Quindi, ripeto, credo che sia necessario rivedere comunque in Commissione gli emendamenti che saranno portati alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei esordire complimentandomi con la relazione introduttiva e illustrativa della proposta di legge numero 98, soprattutto lo spirito - che condivido - di questa legge, ricordando che, nella scorsa legislatura, da Presidente dell'ottava Commissione, ho perorato le istanze del mondo cinematografico della Sardegna; non lo dico per esaltarmi ma semplicemente perchè in quel ruolo ho riscontrato la difficoltà a proporre a quest'Aula, a nome della Commissione, come Presidente della Commissione, un piccolo contributo per favorire la distribuzione dei film "Arcipelaghi" di Columbu o "Ballo a tre passi" di Mereu.
Mi ricordo che qualcuno dei colleghi, anche oggi presenti in questa Legislatura, in quel periodo non sospetto accusò noi della Commissione di essere presentatori di emendamenti clientelari, io non vedo sotto quale punto di vista lo potessero essere, ma dai banchi dell'allora minoranza venne questa accusa. Devo dire che, provenienti da chi non vede al di là del proprio naso, queste accuse sono cadute miseramente, visti gli esiti e i successi in particolare di queste due opere di artisti sardi, non c'è il tempo per citarne tante altre di nostri e non solo nostri artisti, che esaltano ed hanno esaltato la cultura della nostra Isola.
Da un lato, non condivido però certe affermazioni di alcuni colleghi in quest'Aula, durante il dibattito, che considerano in qualche modo l'arte cinematografica, ripeto testualmente, mezzo maggiore di espressione culturale. Non lo posso condividere e non lo condivido perchè credo che rappresenti uno dei mezzi, degli strumenti, delle espressioni culturali come altri; al di là del fatto che i Sardi leggano poco, al di là del fatto che i Sardi purtroppo sono portati a non seguire con molta attenzione lo sviluppo della cultura sarda, non tutti fortunatamente, ma non perchè sia più facile seguire un film del leggere un libro, l'arte cinematografica deve essere considerata unico mezzo o più alto mezzo di espressione culturale. Sicuramente, quando ben usato, è un mezzo di espressione culturale alla pari di altri, come il teatro che, per esempio, è una mia posizione personale, è sicuramente uno tra i più alti strumenti di promozione e di espressione culturale.
Perciò, ritornando all'esposizione, apprezzo il fatto che la Commissione, con molta lungimiranza ed onestà intellettuale, si sia servita di consulenti esperti, mi sembra che tra l'altro fosse previsto fra le competenze della Commissione; sottolineo, onorevole collega Cerina, che altri in passato hanno così agito non solo nelle commissioni ma anche nei ruoli assessoriali, servendosi o, meglio, servendosi è un brutto termine, usufruendo della collaborazione di diversi consulenti i quali gratuitamente hanno offerto la loro opera. Ho riportato alcuni dati, purtroppo mi devo citare, ma per esempio il sottoscritto nella sua esperienza assessoriale ha utilizzato ventisette consulenti che gratuitamente hanno contribuito per la stesura di diverse delibere e testi di legge.
Lei ha fatto riferimento alle troppo citate consulenze dell'ultimo periodo, la pregherei di distinguere, perchè noi citiamo e non mi stancherò di citare le consulenze onerose (parlo di diverse centinaia di migliaia di euro, che superano abbondantemente e complessivamente qualche milione di euro) utilizzate da questa Giunta, nello specifico anche dall'Assessore competente in materia di cultura, sport e spettacolo, in particolare di altri Assessorati, come lei ha avuto modo di ascoltare a seguito delle interrogazioni, interpellanze, mozioni; approfitto per citare una di queste interrogazioni, visto che parliamo di cultura e di cultura sarda. L'Assessore qui presente evita di rispondere a un'interrogazione, riguardante l'Osservatorio sulla lingua e cultura sarda, da diversi mesi, oltre tre mesi, dico evita perchè presumo abbia ben poco da rispondere, perchè è uno strumento utilizzato impropriamente con una delibera di Giunta se non addirittura, mi permetto di dire, anche illegittimamente per alcune consulenze.
Tutto ciò per dire che probabilmente noi esaminiamo questa legge in un momento in cui la cultura è in letargo, è molto in letargo, soprattutto la politica culturale e sullo spettacolo è in letargo! Questo non dipende sicuramente dalle leggi regionali ma da chi ha il compito di redigerle, attuarlee farle rispettare. Ma se si è i primi a non rispettarle, difficilmente si riesce a farle rispettare agli altri.
Non voglio attardarmi su altre considerazioni di carattere culturale perchè gran parte anzi devo dire la quasi totalità degli intenti di questa legge è pienamente condivisibile, perciò non posso che plaudire all'iniziativa. Però, proprio perchè credo che una legge sul cinema debba essere fatta in Sardegna dalla nostra Regione e debba essere una legge di reale sostegno all'attività cinematografica, mi sembra che distrattamente l'Aula la stia valutando per certi versi, e che soprattutto sia giunta in Aula in un momento in cui è necessario dare uno zuccherino all'Aula, cioè mi sembra un po' la tavola imbandita da cui cade una briciola del presidente Soru e della sua Giunta e noi siamo qui a raccoglierla riempiendoci di tanti bei propositi e di tante belle parole mentre altrove si fanno ben altre delibere, ben altre leggi di interesse, meglio che non usi il termine, rischio l'ennesima querela.
Perciò distrattamente il Presidente ci concede di parlare di cultura e della legge sul cinema. Dico questo perchè la legge purtroppo non ha gambe, io ho già visto la legge in Commissione terza, ho avuto modo durante l'espressione del parere finanziario di dire come la pensavo, lo dico perchè ci tengo, non perchè la voglio sospendere come è stato proposto o perchè la voglio affossare, ma perchè realisticamente questa legge dà ben poco al cinema. Vorrei fare così tante osservazioni che mi permetterete anche di dirvi che non sono in grado di produrre emendamenti correttivi, non saprei cosa proporre in questo momento per formulare questa legge in modo tale che sia realmente operativa.
Perciò, essendo pragmatico, parto dal comma 2 dell'articolo 2. Anzi, prima di entrare nel merito, premetto che, stanziare un milione di euro per l'anno 2005 a favore di questa legge, dimenticando che oggi è il 14 dicembre 2005, perciò sicuramente non usufruibile per il 2005, non è assolutamente possibile, non è assolutamente possibile che questi denari vengano impegnati e spesi, direi che è meglio pensare già, andare con la mente al 2006.
Allora, dopo aver proposto una prima correzione, parliamo del 2006 e iniziamo ad analizzare la legge, riassumendo magari articolo per articolo. Articolo 2: costituzione e partecipazione di associazioni (comma 1 e 2) più contributi annuali per la gestione; vi prego di sommarli a quanto previsto all'articolo 3 per i centri di produzione. All'articolo 4, comma 3, non viene indicata l'UPB, cioè vengono stabiliti all'articolo 4 comma 3, "Ai fini degli interventi si distinguono opere di..."… scusate, è sbagliato il riferimento del comma. Cioè all'articolo 3 è previsto che "la Regione sostiene la realizzazione e l'allestimento da parte di soggetti privati di strutture, spazi e centri dedicati alla produzione cinematografica e audiovisiva". "Sostiene", cosa vuol dire? Che c'è un sostegno finanziario, perchè il comma 2 ribadisce "Per la realizzazione dei complessi di cui all'articolo 1, la Regione favorisce l'accesso alle risorse previste nei programmi regionali per i settori produttivi…". Quali sono? E' quanto di competenza della "488"? E' quanto previsto nella "51", settore artigiano, settori produttivi? E' quanto previsto nella "15", industria, o nella "172, industria? Sono tutti settori produttori. Quanto e su quale UPB scaricare queste somme? Lo dico perchè nel momento in cui andiamo ad applicare la norma realisticamente questo avviene. Sommiamo l'articolo 6.
Sono tutti articoli che prevedono impegni di spesa, l'articolo 3, l'articolo 4, l'articolo 6, l'articolo 7, che è da vedere attentamente anche se ne ha già fatto un'ampia illustrazione il collega Diana, l'articolo 8, l'articolo 13, l'articolo 14, l'articolo 15, l'articolo 16. Stiamo prevedendo un milione e 200 mila euro per il 2005, ma addirittura facendo dei conteggi e delle sommatorie tre milioni di euro anche per il 2006 con uno stanziamento probabile ma non definito, perchè va sui nuovi oneri legislativi, su una finanziaria che ancora non abbiamo visto, che non è approdata, che non è stata approvata dalla Giunta, che dovremo vedere in Commissione, che dovremo vedere in Consiglio. Noi ci stiamo distraendo con questa legge, nel mentre sta nascendo, spero, mi auguro, visto che siamo già al secondo mese di esercizio provvisorio, una finanziaria.
Non ci sono questi denari e non sono comunque sufficienti per dare risposta a tutte quelle azioni opportune che sono previste negli articoli che ho citato. Matematicamente non è possibile finanziare almeno cinque opere, così come previsto dalla legge stessa, perchè andiamo ben oltre! Con un limite massimo di 400 mila euro per opera, che possono essere portati a 500 mila euro nel caso in cui si tratti di rappresentazione di opere letterarie. Facciamo rapidamente i conti, non è possibile che tre milioni di euro siano sufficienti.
Nello stesso tempo è vero, come diceva la collega Cerina, è difficile in questo momento parlare alla gente e far capire che stiamo discutendo di una legge sul cinema, che dobbiamo dotare - se è legge in cui crediamo - dei fondi necessari perchè cammini e perchè possa essere utile al mondo cinematografico tutto, è difficile dire agli operai di Ottana di che cosa stiamo parlando, dirlo a Portotorres, dirlo a Portovesme, dirlo a Villacidro, dirlo agli agricoltori che stanno discutendo del prezzo del latte! E' difficile, ma è opportuno dirglielo e spiegarglielo!
Condivido il fatto che sia opportuno dire e spiegare loro che comunque stiamo discutendo di una cosa utile alla cultura, quindi anche ad una crescita di impresa, ad una crescita umana, ad una crescita culturale di cui la Sardegna ha bisogno. E' difficile spiegarlo; ma, a mio avviso, è compito di tutti sottolineare invece l'importanza di questo passaggio, perchè prima di fare impresa devono essere costruiti gli uomini!
Ecco perchè ritengo che sia opportuno non dico sospendere la legge ma effettuare una rivisitazione importante e precisa perchè questa legge sia produttiva per i nostri e gli altri registi, per chiunque voglia valorizzare la nostra cultura, e quando dico cultura parlo di ambiente, di tradizioni, di tutto ciò che può andare a favorire la crescita culturale dei sardi e una conoscenza interna ed esterna della cultura della Sardegna; così, come è stata rappresentata, sicuramente non lo è.
Così come non è possibile scrivere e non è utile che si preveda un finanziamento e che esso possa non essere reso.. E' meglio trasformare il finanziamento in contributo. Io, che sono contrario al contributo a favore delle imprese, sono favorevole al contributo per la cultura, perchè nelle imprese il contributo molto spesso ha portato ad una devianza sull'investimento, la cultura invece ha bisogno più di contribuzioni serie, mirate e controllate che di finanziamenti; sappiamo che non stiamo parlando di un circuito cinematografico remunerativo, del grande circuito cinematografico nel quale si entra non con i 400 mila euro che noi possiamo dare ma attraverso ben altre azioni, che sono compromesse o utilizzate da alcune lobbies della distribuzione cinematografica; stiamo parlando di quella cinematografia che in maniera semplicistica definisco da cineforum, quella nicchia culturale che molto spesso non assurge alle grandi sale, alle grandi masse perchè forse è troppo culturale e poco commerciale.
Stiamo parlando di quella cinematografia che non è remunerativa! Perciò, in quanto non remunerativa, i nostri registi, quelli che voi avete già citato per cui non sto a citarli nuovamente, non hanno grandi risorse finanziarie che possano consentire una restituzione dell'importo che la Sardegna investe insieme a loro. Noi dobbiamo investire insieme a loro in cultura. Allora, perchè prevedere un finanziamento senza pensare poi all'interno della legge stessa una sanzione se non viene reso? Mi sembra un po' il gioco delle tre carte!
Allora, valutiamo opportunamente, senza vergogna, di dare un contributo alla cultura. Il fondo di rotazione può essere utile, sicuramente. Allora colleghiamo il fondo di rotazione, per esempio, ai diritti, che devono essere totalmente o a maggioranza riservati alla Regione Sarda, che contribuisce alla creazione dell'opera. Così come prevedere che i 400 o 500 mila euro siano indistintamente dati (perciò ci esprimiamo in termini assoluti e non di percentuali) a chi mi propone all'attenzione un preventivo di spesa di tre milioni di euro per la realizzazione del film o un preventivo di spesa di 800 mila euro. Allora non sarebbe meglio percentualizzare, la Commissione, giustamente, deve decidere. Ma non è equo che io dia a tutti i 400 o i 500 mila euro davanti ad opere che richiedono un esborso finanziario di tre milioni o di un milione di euro! Allora, anziché in termini assoluti, che possono essere massimi e quantificabili, esprimiamoci in termini percentuali, che forse possono aiutare di più e leghiamoli alla contribuzione; contribuisco o partecipo insieme a te a creare l'opera in cui credo e non ti richiedo la restituzione, ti chiedo i diritti!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la invito a chiudere in quanto il tempo a sua disposizione è terminato.
CAPELLI (U.D.C.). Allora posso istituire il fondo di rotazione vincolato che da questa legge vada a finanziare altre. Purtroppo la legge non dice questo. Allora, se non dice questo e se ci sono questi vincoli finanziari, riflettiamo un attimo, perchè rischiamo di varare una legge che poi non riesca a dare il vero contributo che vogliamo dare a questo mondo culturale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare la consigliere Barracciu. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Perchè una legge sul cinema in Sardegna? Anzitutto perché, soprattutto a partire dalla metà degli anni Novanta, anche se con difficoltà, è significativamente mutato il panorama cinematografico sardo. Al riguardo i segnali sono stati e sono molteplici. In primo luogo è aumentata la domanda di cinema; dappertutto sono nate nell'Isola rassegne e festival, si pensi per esempio a ciò che è successo e succede ogni anno a Tavolara, alle iniziative che hanno luogo a Cagliari e a Sassari.
Hanno conosciuto nuova vita anche i cinema di provincia, talvolta con massicci interventi di ammodernamento tecnologico: si pensi ad Assemini, Samassi, Sanluri, Lumatrona ma anche le numerose multisale nate in città e contemporaneamente anche all'accrescersi continuo del numero delle sale del cinema d'essai. Un processo non dissimile è avvenuto anche in altre zone dell'Isola: Olbia, Tortolì. Inoltre, anche dal mondo della scuola, è sorta una richiesta sempre più frequente di corsi di grammatica delle immagini e su film come strumenti di conoscenza ed accrescimento culturale. In secondo luogo, a questa nuova domanda di cinema, anche due università sarde hanno risposto, alla fine degli anni Novanta, mettendosi al passo con altri atenei della Penisola ed attivando insegnamenti di discipline cinematografiche, spesso ricorrendo a dei contratti esterni ma anche mettendo a concorso dei posti di ricercatori.
C'è stato in questi anni un grande fermento. Tuttavia questa è anche l'occasione per ricordare che l'Università di Cagliari, seconda soltanto all'ateneo di Pisa, già a partire dagli anni Sessanta si era dotata di un insegnamento di storia e critica del cinema. In terzo luogo, in questo contesto, anche l'associazionismo ha giocato un ruolo rilevante sia nelle realtà cittadine sia in quelle nelle quali le iniziative pubbliche erano assenti o addirittura carenti. Tutti conoscono le iniziative sorte presso la Casa dello Studente di Cagliari, molti di noi hanno conosciuto l'infaticabile attivismo del compianto Padre Egidio Guidobaldi nelle scuole e fuori di esse, con i suoi cineforum e i suoi immancabili dibattiti.
Tanto meno in questa sede non può essere sottaciuto il ruolo rilevante svolto dalla cinetica sarda e dai centri di servizi culturali della società umanitaria nel territorio regionale. Come è stato evidenziato da più di uno studioso, con un lavoro certosino di molti anni, il Centro servizi culturale di Cagliari della Società Umanitaria, ha realizzato la Cineteca sarda, che costituisce ormai la memoria visiva dell'Isola e che, insieme agli altri centri distribuiti sul territorio, ha contribuito a diffondere in tutta la Sardegna la cultura del cinema impegnato, compito che, come detto, ha visto esporsi in prima fila anche il circuito dei circoli dei cinema.
Ancora, fra gli altri soggetti che hanno operato ben prima degli anni Novanta, non si può non menzionare anche il ruolo della sede regionale della RAI, almeno fino a quando non ne viene intempestivamente decretata la chiusura. Tra il '78 e il '93, pur non essendo un vero e proprio centro di distribuzione, attraverso la sede regionale della RAI vengono prodotti film, tra i quali "Ibris" di Gavino Ledda, e ben tre opere di Giovanni Columbu, oltre a documentari di varia natura. Soprattutto in quegli anni prende corpo una concreta attività di formazione nel settore audiovisivo, che poi costituirà successivamente il punto di partenza per la realizzazione di cortometraggi d'autore e creerà il presupposto per la nascita di aziende locali e per la produzione di audiovisivi.
Però è soprattutto attraverso l'Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro che, in Sardegna, nasce un polo produttivo pubblico. Come è stato osservato anche da alcuni studiosi, l'ISRE, oltre ad essere l'organizzatore di un'importante rassegna internazionale di cinema etnografico, ad oggi è in realtà l'unico vero produttore che abbiamo in Sardegna, che si muove con precisi programmi ed obiettivi definiti. Purtroppo la diffusione di prodotti dell'ISRE è inferiore al livello delle sue produzioni, ciò ha comportato sinora che molte delle opere realizzate siano praticamente sconosciute in Sardegna. In ogni caso si deve alla presenza istituzionale della RAI e dell'ISRE il riavvio di una vera e propria produzione audiovisiva, se non addirittura cinematografica nell'Isola.
Non ultimo anche il Premio Solinas, istituito in memoria del grande sceneggiatore sardo, pur tra luci ed ombre e in modo talvolta discontinuo, ha svolto il ruolo di fertilizzatore nel panorama cinematografico anche isolano, creando professionalità nel campo della sceneggiatura ed aprendo un dibattito politico con le istituzioni circa il fatto che, anche in Sardegna, potesse svilupparsi il cinema mediante registi, attori, tecnici, insomma, risorse umane altamente professionalizzate.
In questo contesto disperso e variegato certamente, di cui ho sinteticamente cercato di tratteggiare le principali coordinate, prende corpo e si definisce la realtà del cinema in Sardegna, una realtà in cui, lo ripeto, pur tra luci ed ombre, qualcosa è cambiato e che ha ridotto le distanze tra l'Isola e la settima arte. Una nuova generazione di registi sardi è scesa in campo e il cinema vero, quello fatto con la pellicola, è approdato in Sardegna con maggiore determinazione e qualità rispetto al passato. Certo, non è questo il momento dei bilanci, tantomeno dei panegirici, tuttavia, come è stato ricordato, a partire dal '97, con "Il figlio di Bakunin" di Gianfranco Cabiddu, si sono succedute nell'Isola opere di grande livello come i lungometraggi di Enrico Pau (è gia stato detto dai colleghi), di Giovanni Columbu, di Antonello Grimaldi, di Piero Sanna, di Piero Livi, non ultimo il recente lavoro di Salvatore Mereu che è assurto agli onori della cronaca internazionale per essere stato premiato al Festival del Cinema di Venezia ed aver conquistato l'attenzione della prima pagina del New York Times.
Più di recente altri autori sardi, come Enrico Pitzianti o Peter Marcias, solo per fare qualche nome, hanno conquistato l'attenzione del pubblico e della critica ben oltre i confini isolani e nazionali. Si tratta di un piccolo gruppo, quasi un drappello di cineasti ma, come ha efficacemente scritto Sergio Naitza, tutti autori di film sardi, legati visceralmente alla propria terra, che hanno avuto la capacità di raccontarla liberandosi dalle impostazioni di una iconografia tradizionale, creando le verità nascoste dagli stereotipi, rinunciando alla mitologia oppure accettandola ma non diventandone schiavi.
Si tratta di una significativa avanguardia di intellettuali che si esprime con i mezzi e i linguaggi della settima arte in grado, con il coraggio della sincerità, di indagare fra il vecchio e il nuovo, fra mito e leggenda e di abbandonare, quando occorre, le zone interne con il loro immaginario a senso unico, andando a scoprire gli squarci delle città come Cagliari e Sassari per cimentarsi anche con una tipologia cittadina più moderna, si pensi per esempio alle "Storie cagliaritane" di Enrico Pau.
In sintesi, mi pare di poter dire che, pur con esiti diversi e con poetiche differenti tra loro, se queste opere hanno un minimo di comune denominatore, esso è dato dalla consapevolezza che l'Isola ha una propria specificità culturale che possa connotare e connoti di fatto anche la specialità della nostra autonomia.
A questo punto direi che possiamo riprendere o vorrei riprendere l'interrogativo iniziale per chiedere: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Per dare una risposta politica concreta mediante un articolato normativo rigoroso e organico, così come è stato esposto dall'onorevole Cerina, alla potente domanda di cinema che ci viene dalla società, dalla scuola, dall'università, da un mondo associazionistico vitale e assai attivo che ha saputo caratterizzarsi in modo autonomo, supplendo spesso all'assenza delle istituzioni. Una domanda di cinema che ci viene in sintesi da quel contesto generale diffuso nell'isola, che prima richiamavo, dal quale prende corpo, acquista concretezza, produce risultati e assume realtà, un ruolo proprio del cinema in Sardegna.
Quindi, di nuovo: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Per dare una risposta politica alta ad una domanda di cinema, inteso come strumento di conoscenza, ma anche come strumento di sviluppo economico e promozionale adatto a far conoscere le ricchezze della nostra isola, del suo patrimonio ambientale, storico e culturale. Non si tratta, in altre parole, come qui è stato anche denunciato, in maniera secondo me ingiusta, di una sorta di legge ad personam, quanto piuttosto di un intervento normativo che ha l'ambizione, sempre secondo Naitza, di colmare un notevole ritardo fatto di ignoranza e di miopia culturale, rabberciato con elemosine fatte ai registi trasformatisi in questuanti costretti alle forze caudine del clientelismo, che affonda le sue radici in tempi antichi.
Per questo è assai importante e doveroso ricordare, in quest'Aula, che attribuiamo un alto valore politico e simbolico alla circostanza che noi oggi esaminiamo questo provvedimento, per questo motivo quanto meno sorprendono le dichiarazioni dell'onorevole Diana, perchè il provvedimento che esaminiamo è stato licenziato all'unanimità dalla Commissione cultura. Del resto, proprio perchè non siamo interessati a sterili rivendicazioni di primogenitura o inutili impuntature accademiche, o peggio ancora a personalismi, desideriamo ricordare che il testo alla nostra attenzione è frutto dell'unificazione di più proposte di legge e del lavoro congiunto di singoli consiglieri di diversa appartenenza politica, dei gruppi consiliari e del contributo di esperti e di studiosi del settore.
Quindi di nuovo: perchè una legge sul cinema in Sardegna? Perchè fuori da questa Aula i mutamenti del panorama cinematografico sardo hanno indotto cambiamenti e determinato una grande attesa verso questo provvedimento legislativo. Non siamo più alla fine degli anni '70, all'epoca della trasposizione cinematografica di "Padre Padrone" di Gavino Ledda, allorché un intellettuale del calibro di Michelangelo Pira sosteneva che i film girati in Sardegna, o ad essa riferiti, con l'intento di rappresentarne la specificità, erano numerosi, ma i Sardi in essi non si sono riconosciuti e non si riconoscono. Ebbene, si può affermare che quel giudizio, pur così lucido allora, sicuramente non si attaglia più alla realtà attuale, per le molteplici ragioni che ho cercato di evidenziare più sopra e perchè è un fatto incontrovertibile che questa discussione avviene mentre nel territorio isolano sono in corso di lavorazione nuovi lungometraggi di registi sardi e non sardi, che si stanno girando corti e documentari in cui committenti sono case di produzione inglesi e giapponesi e che, più in generale, l'isola è legata da tempo alla pubblicità dei grandi brand internazionali e nazionali, si pensi alla Tim, alla FIAT, alla Porsche, all'Alitalia, non soltanto all'Ichnusa.
Infine: una legge sul cinema in Sardegna perchè? Perchè così come scritto e sottolineato in una comunicazione della Commissione Europea, al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale, al Comitato delle Regioni, le opere audiovisive, in particolare il cinema, svolgono un ruolo essenziale per formare le identità europee, sia per gli elementi che accomunano i vari paesi d'Europa, sia per la varietà di culture, che caratterizza le nostre diverse tradizioni e la nostra storia. Data l'ampia influenza che esercitano sulla società, si tratta di un fattore fondamentale per il buon funzionamento delle nostre democrazie.
L'auspicio e lo spirito di questa legge vanno in questo senso; pertanto,anche con il contributo che l'Aula, compresa naturalmente l'opposizione, vorrà dare, credo che si potrà esitare una legge effettivamente nell'interesse dei Sardi e per l'interesse anche della cultura.
PRESIDENTE. Con questo intervento, chiudiamo i lavori della giornata che riprenderanno domani mattina, 15 dicembre, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 18.
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