Seduta n.91 del 04/10/2000 

XCISeduta

(POMERIDIANA)

Mercoledì 4 Ottobre 2000

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 14.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 19 settembre 2000, che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli e approvazione del disegno di legge: "Recepimento e utilizzo delle risorse finanziarie assegnate dallo Stato alla Regione Sardegna in attuazione dell'art. 7, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59, in relazione alla dismissione dell'applicazione, ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, di norme statali prevedenti incentivi alle imprese, prima di competenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del Ministero per il commercio estero e del Dipartimento del tesoro del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica" (69/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 69/A. Ricordo che nella precedente seduta è stato iniziato l'esame dell'articolo 1 e del relativo emendamento numero 1.

Deve fornire dei chiarimenti sull'emendamento l'Assessore della programmazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori, data l'assenza dei diretti interessati.

PRESIDENTE. Poiché l'Assessore è adesso presente in Aula possiamo continuare.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 1 è stato presentato dalla Giunta regionale, su opportuna segnalazione degli uffici, che hanno rilevato alcuni errori; errori che abbiamo verificato con alcuni colleghi, anche della opposizione, in chiusura del dibattito della mattinata e che quindi vanno emendati.

Sostanzialmente era stato commesso un errore nell'indicazione della banca presso cui sono allocati i fondi, indicati nella lettera a) della legge modificata, per la concessione dei mutui ai consorzi industriali.

Si tratta di errori materiali inseriti in provvedimenti già approvati con l'assestamento di bilancio.

Questo è il primo provvedimento utile per inserire la correzione e quindi rendere possibile la spendita di queste risorse. PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approvi alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approvi alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Art. 2

1. Nel bilancio della Regione per l'anno 2000 ed in quello pluriennale per gli anni 2000 2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

Entrata

Cap. 23229 - (N.I.) 2.3.2.0.0.0.00.00 (00.00) - AS

Assegnazioni statali per la concessione di incentivi alle imprese (art. 7, comma 1, L. 15 marzo 1997, n. 59, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 e art. 1 della presente legge)

2000 P.M.

2001 P.M.

2002 P.M.

Spesa

07 - TURISMO

Cap. 07020/01 - (N.I.) 2.1.2.4.3.3.10.24 (02.04) -AS

Incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistiche (art. 1 della presente legge)

2000 P.M.

2001 P.M.

2002 P.M.

Cap. 07026/07 - (N.I.) 2.1.4.3.3.10.24 (02.03) -AS

Versamenti a fondi contributivi per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (art. 1 della presente legge)

2000 P.M.

2001 P.M.

2002 P.M.

Cap. 07047/01 - (N.I.) 2.1.2.6.3.3.10.25 (02.05) -AS

Incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese commerciali (art. 1 della presente legge)

2000 P.M.

2001 P.M.

2002 P.M.

09 - INDUSTRIA

Cap. 09042/05 - (N.I.) 2.1.2.4.3.6.10.28 (02.02)

Incentivi finanziari e contributivi a favore delle piccole e medie imprese per la costruzione, ammodernamento, ampliamento, riattivazione, riconversione e ristrutturazione di impianti produttivi (art. 1 della presente legge)

2000 P.M.

2001 P.M.

2002 P.M.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi lo mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Adesso dovremmo passare alla votazione finale del provvedimento, ma chiedo se sia possibile rinviarla a fine seduta, e passare al punto successivo dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, io ho alzato la mano per chiedere di fare una dichiarazione di voto prima che lei proponesse di rinviare la votazione finale. Vorrei sapere a questo punto se mi dà la parola per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Quando verrà indetta la votazione lei potrà chiedere la parola per dichiarazione di voto.

VASSALLO (R.C.). Presidente, ma lei ha messo in votazione, o stava procedendo a mettere in votazione, quando io ho alzato la mano per fare la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Non l'ho vista, onorevole Vassallo, ma debbo precisare che non ho ancora indetto la votazione finale. Inoltre il Presidente, in base all'articolo 90, comma due, può rinviare la votazione finale. Poiché io cerco, per quanto è possibile, di lavorare in sintonia con i colleghi, chiedo all'Aula se si è d'accordo sul rinvio della votazione..

CUGINI (D.S.). Lei è in sintonia con i colleghi assenti, mentre dovrebbe esserlo con quelli presenti.

PRESIDENTE. Io voglio essere in sintonia con tutti i colleghi, comunque l'articolo 90, comma due, del Regolamento consente al Presidente di rinviare la votazione finale su tutti gli atti sottoposti all'esame dell'Assemblea. In alcune Assemblee legislative è prassi, addirittura, procedere alla discussione dei provvedimenti, e rinviare le relative votazioni finali a fine serata.

CUGINI (D.S.). In Islanda!

PRESIDENTE. Siccome l'ordine del giorno reca la discussione di altri provvedimenti, il mio suggerimento è quellodi procederecon il successivo punto all'ordine del giorno.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Il Regolamento dice che il provvedimento può essere rinviato ad altra sessione, non ad oggi.

PRESIDENTE. Il testo dell'articolo 90, comma due, recita: "Il Presidente può rinviare la votazione finale su tutti gli atti sottoposti all'esame dell'Assemblea, ad una seduta successiva della medesima tornata consiliare". Se vogliamo rinviare a domani rinviamo pure, non c'è nessun problema. Io credevo che per economia di tempo avremmo potuto votare anche fra mezzora, o fra un'ora. Allora applichiamo il Regolamento e votiamo domani, come mi sembra richiedano le opposizioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Si voti adesso. Se il Presidente vuole rinviare la votazione allora applichi il Regolamento correttamente, si assuma la responsabilità della decisione.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Il collega Fadda aveva chiesto di sospendere la seduta per dieci minuti. A questa richiesta noi non ci siamo assolutamente opposti, anzi siamo favorevoli. Io appoggio quindi la proposta dell'onorevole Fadda di sospendere la seduta per dieci minuti, così da consentire ai colleghi di arrivare in aula.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, ha chiesto lei di sospendere per dieci minuti?

FADDA (Popolari-P.S.). Io avevo chiesto di sospendere per dieci minuti, mentre il Presidente ha sospeso, informalmente, per due minuti. Il dibattito è continuato, siamo giunti alla votazione finale. Noi adesso chiediamo di votare. Il Presidente del Consiglio, applicando il Regolamento, vuole rinviare a domani la votazione. Allora, due sono le cose: o si vota subito o si vota domani. Ma questo lo decide, come ha detto il Presidente, lui stesso. Se poi, si vuole sospendere per dieci minuti noi non ci opponiamo neanche a questo, si sospenda per altri dieci minuti, ma io li avevo già chiesti e non mi erano stati accordati. Se il Presidente, invece, adesso ritiene opportuno sospendere per altri dieci minuti, un quarto d'ora, per consentire di raggiungere il numero legale, decida il Presidente, è sua la responsabilità.

PRESIDENTE. Io ho concesso qualche minuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io, chiaramente, non concordo con la proposta del Presidente Serrenti di rinviare a domani. E' giusta e corretta la posizione del collega Fadda che vuole procedere alla votazione, perché mancando il numero legale si aggiornerebbe di un'ora; questa decisione rientra nelle competenze del Presidente del Consiglio. Nel frattempo i colleghi della maggioranza recupereranno le presenze e quindi si voterà di nuovo; dopo si passerà all'altro punto all'ordine del giorno. La soluzione migliore è quella che ha proposto il collega Fadda. Dieci minuti non sono sufficienti, si vota adesso, e se non c'è il numero legale si prosegue tra un'ora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, premesso che noi siamo fa vorevoli all'approvazione del provvedimento, come si evince anche dalla relazione, intervengo brevissimamente soltanto per sottolineare che non ci sta bene che la Giunta, nella persona dell'Assessore dell'industria, addebiti i ritardi dell'approvazione di questi provvedimenti al Consiglio in generale, in modo particolare a questa parte politica. Se c'è una responsabilità per cui il provvedimento non è stato approvato ad aprile, a giugno o quant'altro e si è arrivati ai primi di ottobre, non è certamente addebitabile a questa parte politica. Volevo precisare soltanto questo. Peraltro la situazione in cui ci troviamo dimostra esattamente come stanno le cose.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento presentato dalla Giunta, che viene definito un emendamento tecnico, l'assessore Pittalis ha parlato di Banca Nazionale di Sassari. Io ritegno che sia stato un lapsus, verosimilmente si tratta della Banca Popolare di Sassari.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'istituto bancario è la Banca Nazionale del Lavoro di Sassari.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Banca Nazionale del Lavoro di Sassari, equesta precisazione è per gli Uffici che l'avevano richiesta .

Noi riteniamo che questo, come ha detto l'assessore Pirastu, sia un provvedimento che permette una spenditaimmediata delle risorse non indifferenti di cui è dotata, per cui sicuramente il mio Gruppo voterà a favore. Un altro provvedimento, la cui dotazione finanziaria giace nelle casse della Regione, è quello sui centri storici; io,, Presidente, le chiedo di convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, al termine di questa votazione, per verificare la disponibilità dei Gruppi a chiamare in Aula il provvedimento sui centri storici in questa tornata di lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S). Presidente, stiamo scadendo nel ridicolo.

USAI (A.N.). Ivana, non dire queste cose.

PRESIDENTE. Consigliera Dettori, perché stiamo scadendo nel ridicolo? Lei ha chiesto la parola e gliela darò quando sarà il suo turno. Abbia pazienza e sia rispettosa di tutti, l'onorevole Usai ha chiesto la parola prima di lei.

DETTORI IVANA (D.S). Non è questo il problema, e lo sa bene.

USAI (A.N.). Se intendi parlare prima tu ti cedo volentieri la parola.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, svolga il suo intervento. Chi dà la parola è il Presidente.

USAI (A.N.). Mi sono illuso per un attimo, Presidente. A me dispiace che una collega, che io stimo, quando chiede di intervenire un suo collega dica che stiamo scadendo nel ridicolo. Non credo che né io, personalmente, né il mio Gruppo meritiamo un giudizio di questo genere da parte dei colleghi, tanto meno da parte della collega, che io stimo, e lo ripeto, Ivana Dettori.

Detto questo, devo dire la verità, e cioè che ero assente nel momento in cui è stato posto in discussione il disegno di legge numero 69, quindi non ho effettivamente seguito il problema con l'attenzione dovuta da parte di un consigliere, nonchè Capogruppo, di un partito di maggioranza.

Però, leggendo la relazione della Giunta, e leggendo soprattutto la relazione della Commissione industria (Commissione industria presieduta dalla presidente Pilo), del 27 luglio 2000, quindi parliamo di qualche mese fa, vedo che in Commissione erano presenti gli onorevoli Vassallo, Capelli, Pinna, Biancareddu, Biggio, Falconi, Granara, Orrù, Rassu, Gianfranco Tunis.

FADDA (Popolari-P.S.). Adesso interveniamo anche tutti noi per dichiarazione di voto!

USAI (A.N.). No, onorevole Fadda, scusatemi un secondo, io vorrei capire una cosa, e chiedo agli amici, ai colleghi della opposizione se questa norma, se questo disegno di legge è stato approvato dalla Commissione all'unanimità ( io non ho seguito quello che è accaduto prima, ho visto soltanto quello che è accaduto adesso in Aula), non capisco la ragione per la quale, lo dico sinceramente, non sia possibile (forse sto facendo una gaffe e voi mi perdonerete) votare all'unanimità inAula, quello che è stato votato all'unanimità in Commissione.

Io annuncio quindi il voto favorevole di Alleanza Nazionale, e mi scuserete amici miei della Giunta e della maggioranza se sto commettendo in questo momento una gaffe a causa della mia precedente assenza, nel contempo chiedo anche, se nulla osta, che si proceda alla votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana per dichiarazione di voto.

DETTORI IVANA (D.S.). Aiuto la maggioranza a perder tempo, così si raggiunge il numero legale, anzi il numero della maggioranza, e si può votare. Al fine di evitare che in questo Consiglio si creino dei precedenti, io dico che il Regolamento o si applica o non si applica.Nel caso in specie è stato chiesto di procedere alla votazione, dopo aver avanzato la richiesta ci siamo resi conto che non si raggiungeva il numero legale; a quel punto abbiamo chiesto di sospendere i lavori e di espletare la votazione alla ripresa degli stessi. Il Presidente si era dimenticato nel frattempo che, avendo modificato il Regolamento, la votazione finale di un provvedimento può essere rinviata solo ad una seduta successiva non più a fine seduta. L'opposizione ha rilevato questo fatto e pertanto il Presidente della Giunta giustamente ha chiesto una sospensione di dieci minuti che gli viene accordata, mentre era stata negata all'opposizione. Questo non è un comportamento serio (non mi sto rivolgendo al collega Usai, che stimo altrettanto), nè tanto meno consono alla funzione che dovremmo svolgere.

Pertanto, essendo adesso presente anche la maggioranza, e potendo quindi votare, io chiederei sommessamente che ci vengano risparmiate ulteriori dichiarazioni di voto come quelle ascoltate finora.

PRESIDENTE. Vorrei far notare alla collega Dettori che io non ho accordato nessuna sospensione dei lavori al Presidente Floris. Il collega Fadda ha chiesto dieci minuti di sospensione e io hoaccordato qualche minuto di tempo perché, obiettivamente, non c'era nessuno presente. Quando ho visto che i colleghi entravano in Aula abbiamo ripreso i lavori, ma senza alcun intento polemico.

Proseguiamo quindi i lavori e cerchiamo di concludere l'iter di questo documento.

Il consigliere Cugini ha rinunciato al suo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, amici consiglieri, vorrei fare la mia dichiarazione di voto, se mi è consentito, senza accenti polemici..

Mentre i colleghi discutevano io ho avuto modo di approfondire la questione e debbo dire che questa diatriba non ha nessun senso. Infatti, con grande meraviglia e con stupore, ho visto relazionare a nome della Commissione il collega Vassallo; e leggo in questo il segno di un ritrovato spirito unitario sia qui in Aula che nelle Commissioni. Eppure, in entrambe queste sedi, solitamente C ci siamo distinti per aver adottato un atteggiamento di contrapposizionei, per aver cercato di far prevalere le logiche della maggioranza su quelle dell'opposizione.

Moltissime volte il collega Vassallo si è adoperato qui in Aula nel presentare degli emendamenti, che avevano anche un loro fondamento, ma purtroppo il più delle volte ha dovuto soccombere di fronte a queste logiche di cui parlavo. . Oggi, il collega Vassallo è il relatore di un provvedimento; di fronte a questo fatto, significativo di una ritrovata unità, mi sembra illogico consentireche venga eventualmente bocciato un provvedimento la cui votazione è statarinviata di un'ora perché non si è raggiunto il numero legale.

La logica vuole, in ossequio a questa unità che si sta ricercando, che laddove vi siano provvedimenti utili e nell'interesse dei Sardi, che tutti noi ci si spogli un po' delle nostre ideologie e si vada nella direzione dovuta.

Ora, con questo provvedimento si dovrebbero iscrivere in un capitolo di bilancio apposito dotazioni finanziarie relative a beni o servizi oggetto di dismissione da parte dei Ministeri e da trasferire alla Regione Sardegna. Si tratta di un provvedimento di grande importanza, che dota la Sardegna di ulteriori risorse, e mi sembra illogico da parte nostra assumere degli atteggiamenti sterili e puerili che recano un danno alla collettività.

Io invito quindi a perseguire questo spirito unitario, seguendo il quale il collega Vassallo ha abbandonato le barricate e si è mosso in un'altra direzione. Ribadisco quini il voto favorevole del nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Io farò perdere solamente due minuti al Consiglio per fare una considerazione. La Commissione industria nella seduta di giovedì 27 luglio 2000 ha approvato all'unanimità il disegno di legge numero 69, avendo condiviso la necessità e l'urgenza dell'intervento proposto che consentirà alla Regione di poter disporre di ulteriori risorse finanziarie a sostegno delle imprese. E sempre la Commissione, considerata l'importanza e l'urgenza del provvedimento, ne raccomanda una rapida approvazione da parte dell'Assemblea. La Commissione all'unanimità.

Allora, poiché si tratta di un provvedimento condiviso da tutti, io vi chiedo se avreste bocciato il provvedimento nel caso si fosse votato mentre non era presente in Aula la maggioranza. Se avessimo aderito alla vostra richiesta di votare quando voi eravate presenti in Aula in numero forse maggiore,, avreste votato contro? Questo era il vostro intendimento? Allora, sareste qui per lavorare e per produrre?

FADDA (Popolari-P.S.). La smetti? Fai la tua dichiarazione di voto!

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Dobbiamo garantire noi il numero legale?

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di stare un po' calmi, l'onorevole Corda di fatto condivide quanto ha già detto il suo Capogruppo e lo sta ribadendo, lo fa con il suo stile. I colleghi abbiano pazienza. Onorevole Corda, prego.

CORDA (A.N.). Onorevole Fadda, proprio da lei io mi aspetterei la cristiana tolleranza, invece vedo che è intollerante e nervoso, e francamente non ne capisco la ragione.

GIAGU (Popolari-P.S.). Presidente, ma queste parole sono offensive, il consigliere Corda fa ogni volta il processo alle intenzioni!

CORDA (A.N.). Allora, ripeto, poiché l'intendimento di tutti, perché io credo che voi siate persone coerenti...

GIAGU (Popolari-P.S.). Se è così va bene.

PRESIDENTE. Onorevole Giagu, lei mi deve aiutare a mantenere l'ordine, non deve creare ulteriore disordine. Quindi la prego, intervenga sui colleghi ed aiuti il collega che sta parlando a concludere il suo intervento. In una parola faccia il Questore!

GIAGU (Popolari-P.S.). Io lo butto fuori per mantenere l'ordine.

CORDA (A.N.). Naturalmente io chiedo di recuperare il tempo che ho perso a causa delle interruzioni.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Dicevo, io credo che i colleghi della opposizione siano coerenti con quanto all'unanimità era stato deciso in Commissione, cioè di far fare a questa proposta di legge un iter il più veloce possibile. Ed allora mi domando perché, magari anche con la nostra collaborazione involontaria, tendere imboscate, perché minacciare di voler bocciare questo provvedimento; quale significato dare a tutto questo disquisire sul fatto che ci fosse o meno il numero legale, e che fosse necessario rimandare a domani la votazione finale. Voi dovete prendere una decisione. Io mi rendo conto che questi discorsi non vi fanno piacere.

GIAGU (Popolari-P.S.). Adesso intervengono i Questori!

PRESIDENTE. Onorevole Giagu, la prego intervenga per consentire al collega di continuare il suo intervento. Tenga a bada i colleghi.

GIAGU (Popolari-P.S.). Se intervengo, come Questore, è per buttarlo fuori!

CORDA (A.N.). Presidente, io non capisco perché in quest'Aula un consigliere non possa esprimere quello che pensa. Francamente ho difficoltà a capire questa manifestazione di assoluta intolleranza, da parte dell'opposizione, all'ascolto delle ragioni altrui. Però, posso comprendere che se dicessi cose più accomodanti e più consone al vostro modo di pensare sareste tutti plaudenti e contenti.

Io, siccome faccio parte della maggioranza e alla maggioranza sono fedele, seguo coerentemente quanto è stato deciso dai consiglieri regionali, membri di una Commissione, che hanno deliberato all'unanimità di far fare a questo provvedimento un iter velocissimo. Io mi domando perchè, fino adesso, avete fatto di tutto per rallentare questo iter, minacciando addirittura di bocciare queste norme.

Io dichiaro quindi il mio voto favorevole e concludo augurando che ci sia, da parte vostra, in seguito, coerenza di comportamenti in Commissione e in Aula, PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intervengo innanzitutto per dichiarare il nostro voto favorevole ma, soprattutto, per richiedere a tutti i colleghi di questo Consiglio quella che definirei una normale comprensione per le difficoltà che tutti possiamo incontrare. Vorrei anche sottolineare il fatto che ritengo opportuno , al di là del clima di difficoltà, portare avanti questo provvedimento. Francamente, i nostri comportamenti odierni mi fanno pensare a quel parroco che, quando mancano i suoi parrocchiani, fa la predica per gli assenti alle poche vecchiette presenti in chiesa.

FADDA (Popolari-P.S.). Se me lo consenti, direi che tu la stai facendo a noi!

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Oggi siamo qui, siamo venuti tutti più o meno puntuali per cercare di far proseguire questa giornata di lavoro; stiamo esaminando un provvedimento che può sembraremarginale ma che, in termini finanziari, apporta al nostro bilancio ben sessantacinque miliardi (ricordo questo dato non per perdere tempo, ma come un monito per tutti) , che costituivano risorse utilizzate dallo Stato e trasmesse alla Regione, destinate a incentivi per le imprese industriali, per l'acquisto di macchine ed attrezzature varie. E` una partita che riguarda, a livello nazionale, circa mille miliardi, alla Sardegna ne spettano sessantacinque che è opportuno inserire fin d'ora nel bilancio 2000.

Poiché questo provvedimento, così come hanno detto anche altri colleghi, è stato già approvato all'unanimità in Commissione, potremmo tranquillamente approvarlo negli stessi termini qui in Aula, badando veramente al sodo, e cioè all'utilità che deriverebbe dall'iscrivere questi soldi nel nostro bilancio.

CUGINI (D.S.). E' stato il Presidente Serrenti che ha proposto di spostare a domani. Perché ti rivolgi a noi? Noi siamo qui.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto.

CONTU (C.C.D.). Desidero anch'io fare una dichiarazione di voto; e lo dico con sincerità, con molta franchezza, senza infingimenti, la faccio esclusivamente per prendere tempo.

ORTU (R.C.). Che un consigliere chieda di parlare per perdere tempo è una cosa assurda!

CONTU (C.C.D.). Però fatemi finire il concetto. Io ho preso la parola e desidero completare la mia dichiarazione. Io dichiaro di votare a favore.

Se la mia dichiarazione di voto serve anche per prendere tempo non mi dispiace, perchè io sostengo la tesi che se il filibustering è ammesso per una parte politica, deve essere ammesso anche per l'altra parte. Il filibustering è ammesso in tutte le Assemblee; certo, è ammesso in condizioni che non sono mai esilaranti o condivisibili.

Però, se questa è la situazione, neanche voi dovete meravigliarvi se la maggioranza usa questo strumento del filibustering, come voi, giustamente, usate lo strumento di far mancare il numero legale. Non ci trovo nulla di male, anzi, ho l'impressione che sia persino giusto che l'opposizione lo faccia. Però, consentite anche alla maggioranza di usare altri strumenti ugualmente regolamentari, che possono, anche questi, essere considerati filibustering.

Di tutto questo, a mio giudizio, non ce ne sarebbe stato bisogno se tutti noi fossimo convinti, come dovremmo essere convinti, che questo provvedimento, approvato all'unanimità in Commissione, potrebbe essere approvato con le stesse modalità in Aula.

PRESIDENTE. Io, francamente, non capisco i tatticismi. Si sta cercando di perdere tempo per consentire alla maggioranza di raggiungere il quoziente richiesto per l'approvazione di questo progetto di legge che la maggioranza ha già da due ore. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, può ripetere quello che ha detto?

PRESIDENTE. Dicevo che se davvero -così come ha dichiarato l'onorevole Contu - si sta cercando di perdere tempo, stiamo perdendo tutti tempo prezioso che potremmo dedicare al provvedimento successivo perchè la maggioranza ha i numeri per votare già da due ore.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Io sono un po' meravigliato per l'ostruzionismo che la maggioranza sta ponendo in essere. Abbiamo suggerito alla maggioranza di sospendere per chiamare i consiglieri regionali, perchè siamo convinti che i provvedimenti comunque devono essere approvati innanzitutto dalla maggioranza che deve garantire il numero legale in Aula. Ho chiesto io al Presidente del Consiglio, con molta serietà, di sospendere anche per cinque, dieci minuti, al fine di consentire la presenza di quarantuno consiglieri. Non era necessario perdere mezz'ora. L'onorevole Contu parla invece di filibustering, mentre sarebbe dovuto essere presente quando l'opposizione ha collaborato con la maggioranza. Quindi, in conclusione, se avete i numeri noi siamo disponibili a votare adesso, se non li avete siamo disponibili a sospendere per cinque - dieci minuti, ma non la mezz'ora prevista dal Regolamento.

Credo che questo sia il massimo della collaborazione; e chiedo chiaramente di non sentire in quest'Aula dichiarazioni di voto che tali non sono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Noi siamo qui dalle ore 16 e abbiamo tentato, con la nostra presenza, di portare questo provvedimento a compimento. Pertanto siamo disponibili a votarlo, ma non siamo disponibili ad essere presi in giro.

Non siamo disponibili ad essere presi in giro né attraverso la filibusta né attraverso altre argomentazioni, per cui se i numeri ci sono si voti, se no si sospenda, perché la situazione è veramente ridicola. E consentitemi di ricordare che questo Consiglio non è un fatto privato. Anche se domani sui giornali, naturalmente, non comparirà niente di tutto ciò, vediamo ugualmente di esercitare la nostra funzione non come se si trattasse di un fatto privato.

PRESIDENTE. Non ho sentito la sua dichiarazione di voto.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Siamo disponibili a votare il provvedimento, ma lo siamo dalle ore 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Chiedo la votazione per appello nominale

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LIORI, CORDA, BIANCAREDDU, CARLONI, MURGIA, LA SPISA, CORONA, LICANDRO).

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 69A.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il numero del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E' estratto il numero 63, corrispondente al nome del consigliere Pusceddu).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello nominale iniziando dal consigliere Pusceddu.

CAPPAI, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO - AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA ? CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 68

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del testo unificato delle proposte di legge NUVOLI: "Riduzione dei componenti delle Giunte delle Comunità montane" (68/A) e SANNA Salvatore - PIRISI - DEMURU - LODDO - SANNA Gian Valerio: "Norme urgenti sulle Comunità montane (94/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 68 e 94. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Signori Presidenti, onorevoli colleghe e colleghi, la proposta di legge che mi accingo a illustrare, avente per titolo "Norme urgenti sull'ordinamento delle Comunità montane" è il testo esitato a maggioranza dalla prima Commissione permanente. E' questo il testo unificato della proposta di legge numero 68, presentata dall'onorevole Nuvoli, e della proposta di legge numero 94 presentata dai componenti del centrosinistra della prima Commissione, il cui primo firmatario è l'onorevole Salvatore Sanna.

La proposta di legge trae origine dalla consapevolezza delle numerose difficoltà che incontra un intervento di riordino complessivo delle Comunità montane. Questo è comunque un argomento che dovrà essere affrontato da quest'Aula, e la cui discussione è ormai improcrastinabile. In materia di ordinamento delle Comunità montane si continua ad applicare la legge regionale numero 26 del 3 giugno 1975, all'interno della quale è prevista la pletorica composizione degli organi esecutivi.

"La giunta esecutiva", recita infatti l'articolo 9, comma 2, della predetta legge, "è composta dal presidente, da due vicepresidenti, di cui uno in rappresentanza della minoranza, e dai membri eletti dal consiglio in numero da determinarsi con norma statutaria e comunque non inferiore a tre e non superiore a nove, da eleggersi con voto limitato a due terzi, in modo da favorire la rappresentanza delle minoranze ". In totale, quindi, i componenti la Giunta delle Comunità montane sono dodici, di cui un terzo è appannaggio della minoranza.

Mi pare, signor Presidente, colleghi, che non possa sfuggire a nessuno come una tale norma appartenga a un'altra epoca storica, direi a una differente era politica.

Penso non vada altresì sottaciuto che la presente proposta di legge cerca di colmare un grave ritardo, anche se in modo assolutamente parziale, nell'attuazione delle disposizioni contenute nella legge numero 142 del giugno 1990 e della più recente legge numero 265 dell'agosto 1999, che contiene norme in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali e modifiche della stessa legge numero 142.

La necessità di una legge di riordino delle Comunità montane è stata da tempo sollecitata dalle Comunità montane stesse, dalla delegazione sarda dell'Uncem,dal cui Presidente abbiamo più volte ricevuto sollecitazioni e proposte e con il quale vi sono state frequenti interlocuzioni, l'ultima delle quali nella mattinata odierna.

La presente proposta di legge, lo ribadisco, è stata ampiamente discussa in prima Commissione, e approvata a maggioranza, ma contiene ancora alcuni punti controversi e alcuni aspetti problematici. Siamo convinti, tuttavia, che questa Assemblea legislativa saprà trovare il punto di sintesi più alto e qualificato, il più rispondente alle aspettative dell'Uncem e dei cittadini della Sardegna, il più appropriato alla stagione politico-amministrativa che stiamo vivendo.

Il provvedimento, che si compone di sei articoli, contiene due importanti novità sull'ordinamento delle Comunità montane. La prima è l'attribuzione alle Comunità dell'autonomia statutaria, la seconda consiste in una riduzione abbastanza ragguardevole del numero dei componenti delle giunte esecutive.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue PIRISI) Quest'ultimo aspetto era presente in entrambe le proposte di legge, ma con soluzioni differenziate. Si è trovato un punto di convergenza mantenendo, per legge, la determinazione del numero degli assessori, ma collegando tale numero alla dimensione demografica delle Comunità montane stesse. Si prevedeuna giunta composta da tre assessori più il presidente nelle Comunità montane con popolazione inferiore a 25 mila abitanti e una giunta composta invece da cinque assessori più il presidente per le rimanenti.

Il metodo di elezione della giunta rispecchia sostanzialmente quello contenuto nella proposta di legge numero 68, che assicura alla minoranza l'elezione del vicepresidente. Non è stata, infatti, condivisa la scelta avanzata nella proposta di legge numero 94, di garantire ad una maggioranza programmatica l'elezione dell'intero organo esecutivo della Comunità.

Altri due punti contenuti nella proposta di legge numero 94 non sono stati trasfusi nel testo unificato: l'eliminazione degli assessori esterni e l'esclusione dalle Comunità montane dei comuni capoluogo di provincia e di quelli che superano i 40 mila abitanti, così come previsto dal comma 5 dell'articolo 7 della legge numero 265. Una interlocuzione successiva, informale, tra i Gruppi consiliari rappresentanti delle diverse forze politiche ha fatto emergere una sostanzialevolontà di individuare i punti più alti di convergenza sulle questioni controverse.

Signor Presidente, è con questo auspicio che affidiamo alla valutazione dell'Aula il testo unificato della proposta di legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, vorrei sottolineare il fatto come altre volte è accaduto in questa legislatura, che quando tra maggioranza e opposizione si dialoga e si fa uno sforzo per cercare di capirsi e di trovare soluzioni a problemi che, da tempo, le aspettano, si fa un altro piccolo passo in avanti.

Dico questo per dare atto alla prima Commissione, naturalmente, a partire dal suo Presidente, di aver impostato il lavoro in maniera tale da consentire che si trovassero questi spazi, e se si continuerà su questa strada io credo che altre intese, seppure parziali, seppure apparentemente piccole, possano essere trovate e possano consentirci di spostare leggermente in avanti il punto della discussione.

Mi rendo conto che questo appello rischia di cadere nel vuoto, visto anche quello che è successo stasera, in Aula, alla ripresa dei lavori.

La mia opinione è che anche quello che è successo alla ripresa dei lavori sia esclusiva responsabilità di chi conduce i lavori dell'Aula, e cioè del Presidente che in quel momento presiedeva.

Naturalmente se si vuole aprire una discussione sulle modalità di conduzione dei lavori dell'Aula, io spero che il Presidente voglia, quando lo riterrà opportuno, aprire una discussione su questo punto,, e probabilmente riusciremo anche a trovare un'intesa. .

Tornando al ragionamento sulle Comunità montane, voglio solo ricordare che - lo diceva anche il relatore - questo è un piccolo passo in avanti che rischia di rimanere senza effetti positivi se la Giunta regionale, oppure se altri consiglieri regionali, ma io credo che l'onere spetti più alla Giunta regionale, non si faranno carico di presentare un disegno di legge organico sul riordino, anche territoriale, delle Comunità montane da un lato, e dall'altro un disegno di legge o lo stesso disegno di legge che contempli anche la possibilità di trovare forme associate di gestione di funzioni che, per esempio, possono essere date dalle unioni di comuni. Non dobbiamo dimenticare che in Sardegna, è vero che ci sono i territori delle zone interne e delle zone montane che più degli altri presentano situazioni di depressione, esistono intere parti che, pur non essendo montane, probabilmente sono ancora più depresse delle zone montane. E credo che sia doveroso che il Consiglio regionale, che il Governo regionale diano risposte anche a queste parti di territorio che oggi non hanno nessuno strumento a disposizione. (Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di consentire che l'oratore possa svolgere l'intervento serenamente. Chi non ha interesse per la discussione vada fuori ad interloquire.

Prego, onorevole Sanna, continui pure.

SANNA SALVATORE (D.S.). Grazie, signor Presidente. Mi rendo conto che diventa sempre più difficile in quest'Aula parlare su qualsiasi argomento. Dicevo, che occorre fornire a questi territori che, pur non essendo montani, presentano comunque caratteristiche di zone interne, di zone depresse, gli strumenti associativi che per esempio hanno i comuni montani. Perché questo consentirebbe tra l'altro, se riuscissimo a portare avanti questo disegno, alle Comunità montane di avere al proprio interno, all'interno delle proprie delimitazioni, comuni che siano effettivamente montani; ma nella certezza e nella consapevolezza che contemporaneamente stiamo offrendo appunto anche agli altri comuni che pure hanno caratteristiche di aree depresse, strumenti associativi che siano in un qualche modo riconosciuti a livello legislativo.

E'necessario che questo progetto vada avanti; lo dico alla Giunta perché io sono rimasto davvero sconcertato quando ho letto nel documento di programmazione economico-finanziaria una cosa che ormai neanche le associazioni delle Comunità montane chiedono più; e cioè che la risposta alle esigenze dei territori montani sarebbe l'elezione diretta dei Presidenti delle Comunità montane medesime. Credo che questa affermazione sia talmente ridicola, talmente fuori dal tempo, talmente inqualificabile, che pone dei problemi anche sul futuro di questi organismi.

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Testo Unico delle leggi sulle autonomie locali, che ridefinisce con chiarezza - e con esemplare chiarezza io aggiungo - l'ordinamento istituzionale e le funzioni, richiamandosi ai principi ispiratori della Bassanini, della famosa legge numero 59, e chiarisce dove debbano essere dislocate le funzioni, sia a livello comunale che di comunità montane, che di province che di regione.

Ecco, il Governo regionale di questo non sa nulla, non sa assolutamente niente; ma naturalmente parla, e spesso a sproposito, di devolution oppure di deleghe senza sapere neanche, forse, di che cosa si stia parlando. Ieri il Presidente della Giunta ha svolto un intervento estremamente interessante, nel quale sosteneva che in sostanza è giusto procedere con la devolution, ma è altrettanto giusto allertare i controlli perché noi dobbiamo verificare che i comuni assolvano alle funzioni trasferite e, naturalmente, spendano i quattrini che noi gli trasferiamo. La domanda che pongo è se il Presidente della Giunta si preoccupa di controllare i suoi uffici per vedere se la Regione, per esempio, assolve pienamente alle proprie funzioni. Io credo di no, altrimenti, forse, non avremmo registrato un meno 17 per cento nella spesa del Governo regionale, di questo Governo regionale.

Allora, noi dobbiamo con chiarezza cogliere i segni della modernità e possiamo farlo all'interno di un disegno organico che oggi è disponibile; basta leggere, basta informarsi, basta vedere che il Parlamento nazionale e il tanto vituperato Governo nazionale sono anni luce avanti a noi, e lo dimostrano con gli atti di governo, e lo dimostrano con gli atti legislativi. Invito tutti quelli che hanno un minimo di interesse a leggere il Testo Unico sulle autonomie locali; perché è un testo molto, molto chiaro, che potrebbe fornire interessanti spunti di riflessione anche per l'azione di questo Consiglio regionale, di questo Governo regionale.

Sui contenuti di questo testo unificato non mi soffermo; il relatore è stato molto preciso ed ha evidenziato i punti più importanti.

Io ne ricordo uno per tutti; dare alle Comunità montane lo statuto di autonomia è un atto che noi stiamo compiendo con molto ritardo; però lo stiamocompiendo; oggi infatti le Comunità montane possono elaborare degli statuti che propongonoi al Consiglio regionale che poi li deve approvare con una legge specifica. Ebbene, assistiamo a situazioni assolutamente paradossali come quella della Comunità montana XXIV; questa Comunità Montana ha costruito la propria sede non nel comune sede di Comunità montana, cioè Quartu, ma a Sinnai, abusivamente, perché la sede legale necessariamente ed obbligatoriamente è legata a Quartu, in quanto la legge istitutiva, quella che ha approvato lo Statuto, prevede che la sede legale della Comunità montana XXIV sia Quartu.

Io credo quindi che sia molto importante questo passo avanti che stiamocompiendo, come reputo sia un fatto importante la fuoriuscita dalle Comunità montane delle città che hanno superato i quarantamila abitanti e dei comuni capoluogo; la legge numero 142 questo lo prevedeva già dal 1990.

E` altresì importante la riduzionedel numero degli assessori; così come è altrettanto importante, nel segno della chiarezza e della distinzione di funzioni, che l'esecutivo delle Comunità montane sostanzialmente sia espressione della maggioranza.

Questi sono i punti fondamentali che ho voluto richiamare; ma mi sia consentita, concludendo, un'ultima considerazione. Io credo sia importante che noi ci soffermiamo a riflettere sul senso del termine "comunità", perché credo che ormai un po' tutti lo stiamo dimenticando, siamo tutti quanti presi da questa smania aziendalistica che ci porta a considerare le nostre istituzioni come società per azioni, come aziende dove occorre privilegiare non già il momento della rappresentanza delle popolazioni che vivono in quei territori, ma il momento aziendalistico del cosiddetto governo, dei sindaci o degli amministratori trasformati in manager, con i nostri consigli comunali che ormai non hanno più alcuna funzione, con le popolazioni che quindi si trovano prive di uno strumento di rappresentatività e di rappresentanza.

Io credo che noi dovremmo avviare all'interno di questo Consiglio una seria riflessione, soprattutto per la nostra tipologia istituzionale, per il numero di comuni piccoli che ci sono in Sardegna, che pone il problema appunto di dare voce, soprattutto, alle popolazioni delle zone più interne, delle zone più depresse.

Io sono convinto che noi non rispondiamo alle esigenze di quei territori e di quelle popolazioni accentuando una gestione di tipo aziendale di questi comuni.. Allora, stiamo attenti quando portiamo avanti certi ragionamenti; stiamo attenti quando sviluppiamo certe proposte, perché occorre sempre trovare dei contrappesi, altrimenti non sapremo davvero come dare voce alle comunità dei nostri territori.

Io concludo, signor Presidente, rivolgendo un appello, soprattutto al Presidente della prima Commissione, peraltro sindaco di un piccolo comune, come altri colleghi presenti in questo Consiglio, ad accelerare l'esame di proposte di legge che giacciono in Commissione, come quella relativa alla istituzione della Conferenza permanente Regione-autonomie locali.

Anche questo è un modo per rispondere concretamente all'esigenza che vi siano un confronto e una reale possibilità di concertazione tra il livello regionale e il sistema delle autonomie locali. La proposta c'è, può essere naturalmente modificata, può essere stravolta, può essere emendata come si riterrà opportuno. Ma, collega Nuvoli, andiamo avanti, diamole queste risposte!

Io credo ci sia la possibilità anche in questi momenti, anche in questo Consiglio regionale, di procedere in questa direzione, perché se ci affidiamo, per risolvere le questioni, allo scontro tra maggioranza-opposizione, giocato spesso su questioni che niente hanno a che vedere con i fatti concreti, ma molto di più attengono all'aspetto propagandistico, io credo che stiamo perdendo una opportunità di muovere dei passi in avanti.

Non credo che questo ragionamento sia valido per tutte le questioni, o per tutti i problemi più importanti che sono davanti a noi; ma almeno su queste proposte sulle quali c'è la possibilità di trovare una reale convergenza, io credo che dobbiamo imboccare questo percorso e concluderlo rapidamente.

L'ultima riflessione è più che altro una proposta; io credo vi sia la possibilità di arrivare, anche su questo testo unificato, in quest'Aula, stasera, ad un voto, spero unanime, di tutto il Consiglio. A mio avviso è necessario, ma credo lo chiederanno anche altri colleghi, forse lo stesso relatore, che prima di dichiarare chiusa la discussione generale, e votare il passaggio all'esame degli articoli, si sospenda brevemente per mettere a punto gli emendamenti presentati sino ad ora sui quali, mi pare, sostanzialmente concordiamo. Si tratterà caso mai di unificare questi emendamenti, se c'è questa volontà, in maniera tale da poter procedere, poi, in maniera più spedita.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, l'intervento del collega Tore Sanna ha ben fotografato l'iter seguitodal provvedimento che stiamo esaminando stasera in quest'Aula. E' un testo che scaturisce da due distinte proposte di legge il cui contenuto, comunque, è sostanzialmente identico; sostanzialmente perché entrambe le proposte puntano a una riqualificazione e ad un rilancio delle Comunità montane in Sardegna.

E se questo obiettivo è stato perseguito in termini così costruttivi nella Commissione autonomia, io credo che questo lo si debba all'apporto costruttivo di tutti i colleghi della stessa Commissione, a partire dal Vicepresidente, per continuare con il collega Sanna e tutti gli altri.

Peraltro, questo lavoro è stato ottimamente supportato anche dai contributi forniti da tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.

Dato atto di questo, e mi pare che fosse un atto dovuto da parte del Presidente della Commissione, io credo sia opportuno sottolineare che siamo, certamente tutti, consapevoli della parzialità del lavoro svolto, e del fatto che debba essere migliorato.

Il relatore, l'onorevole Pirisi, ha opportunamente rilevato che questo lavoro deve essere emendato, che a questo lavoro è necessario apportare dei perfezionamenti che, io credo, siano già stati approntati attraverso un confronto proficuo con l'Uncem, che io ringrazio.

Stamattina abbiamo avuto un ulteriore incontro con una rappresentanza dell'Uncem Sardegna, e da questo incontro sono scaturiti un sostanziale accordo e una sostanziale identità di vedute che, naturalmente, devono essere tradotti in emendamenti che richiedono, per trovare una unità di azione anche in quest'Aula, come ha già prospettato il collega Tore Sanna, una breve sospensione dei lavori - e a questa richiesta mi associo - quando sarà esaurita la discussione generale per consentire a quest'Aula di trovare le opportune intese che possano sfociare in un pronunciamento unitario di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.

Che cosa c'è da dire sul lavoro che io ritengo prezioso, che io ritengo estremamente importante svolto finora? C'è da dire che questo è un lavoro che si inquadra, naturalmente, in un progetto più ampio, più articolato, più organico che questo Consiglio regionale è chiamato a realizzare rispetto al riordino complessivo delle funzioni e del carattere delle Comunità montane della Sardegna e rispetto chiaramente al discorso generale delle riforme che, ovviamente, tutte le forze politiche e quindi anche quest'Aula sono chiamate acompiere.

Le Comunità montane in Sardegna sono una realtà vasta, importante, significativa; rappresentano 800 mila abitanti e in esse è ricompreso il 74 per cento del territorio regionale.

Esse hanno svolto un compito particolarmente importante negli anni; hanno iniziato a funzionare nel 1980 e lo hanno fatto in modo egregio fino al 1994, quando praticamente le loro funzioni si sono esaurite, però non bisogna dimenticare che fino al 1994 le Comunità montane hanno svolto attività di programmazione e gestione della riforma agro-pastorale di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, numero 44; hanno svolto funzioni relativamente alla progettazione ed attuazione dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno, finanziato con la ormai famosa legge nazionale 1 marzo 1986, numero 64; hanno svolto funzioni relative alla gestione dei fondi europei di compensazione per le zone agricole svantaggiate. Quindi, non c'è dubbio che queste realtà abbiano avuto una funzione storicamente importante, però è doveroso riconoscere che dal 1994 queste realtà siano in decadenza; allora noi siamo chiamati a rilanciarle, avendo come punti di riferimento la legge numero 142 del '90 e la legge numero 265 del '99.

Debbo sottolineare che il legislatore regionale ha accusato fortissimi ritardi nel procedere alla riforma di queste Comunità montane che, in questi ultimi anni, dal 1994 ad oggi, spesso si sono trasformate in inutili carrozzoni che debbono essere assolutamente riformati. E su questo siamo tutti d'accordo. Gli stessi amministratori delle Comunità montane riconoscono questa esigenza, alla quale noi abbiamo il diritto e il dovere di dare risposte precise. La legge numero 142 impone, entro un anno dalla sua entrata in vigore, il riordino delle Comunità montane. Siamo nel 2000 e ancora questo non è avvenuto.

Noi stiamo affrontando ora alcune delle problematiche relative a questo riordino e al conseguente rilancio delle Comunità medesime. Io credo sia un fatto assai significativo che, finalmente, si operi nella direzione della tutela degli interessi della gente e dei territori amministrati da queste Comunità montane. Allora, se l'obiettivo è quello, che sono convinto il Consiglio regionale perseguirà, di più che dimezzare il numero dei componenti degli esecutivi delle Comunità montane, operando un risparmio di una decina di miliardi all'anno che non sarà incamerato né dalla Regione né dallo Stato - io credo che questo Consiglio regionale nella sua interezza, maggioranza ed opposizione, renderà un ottimo servizio alla collettività, perchè darà un forte segnale di cambiamento ai sardi e alla Sardegna.

Ed è con questo spirito che che tutti insieme dobbiamo impegnarciper realizzare questa parte significativa delle riforme che interessano la Regione Sardegna, una parte significativa che deve certamente rappresentare un volano e un viatico per realizzare anche le altre riforme sul tappeto.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anch'io mi associo a quanti mi hanno preceduto nel valutare favorevolmente il fatto che, finalmente, siamo arrivati, anche se fuori tempo massimo, a discutere il testo unificato sulla rideterminazione dei componenti l'esecutivo delle Comunità montane.

Io devo fare alcune considerazioni, perché questo testo unificato, a mio avviso, contiene sia degli elementi positivi che delle carenze, come anche delle incongruenze. Per quanto riguarda gli elementi positivi, io credo che il fatto più importante, più significativo, sia quello del riconoscimento della autonomia statutaria in capo alle Comunità montane, condizione necessaria a mio avviso per una libera autodeterminazione al proprio interno, nonché per il rilancio delle Comunità montane medesime.

Non mi dilungo, è già stato detto, sulla fase di stanca che da qualche anno hanno registrato le Comunità montane della Sardegna. Però io credo che l'autonomia statutaria possa essere il presupposto per liberare le intelligenze presenti in tutti i nostri territori e per predisporre gli strumenti al fine di gestire al meglio l'attività delle Comunità montane.

Ritengo altresì positiva la riduzione del numero degli assessori, riduzione che certamente garantisce snellezza di procedure e migliore operatività delle Comunità stesse. E` impensabile infatti che organismi pletorici come quelli che hanno la responsabilità di governo, oggi, nelle singole Comunità montane (abbiamo esecutivi composti da dodici assessori), possano garantire una gestione efficiente dei territori interessati.

Debbo dire tra l'altro che questa riduzione del numero degli assessori potrebbe essere anche un'occasione di maggiore selezione deglistessi; cioè a nessuno di noi sfuggono le logiche che hanno prevalso nella individuazione dei componenti le giunte. Oggi, ridurre sensibilmente il numero degli assessori può consentire di cercare di coinvolgere nei singoli territori gli amministratori più illuminati. L'altro aspetto, che salta immediatamente agli occhi, è quello del contenimento dei costi relativi alle indennità degli amministratori. Queste risorse che verranno liberate, che non so se siano nella misura a cui faceva riferimento l'onorevole Nuvoli, potranno essere utilizzate per erogare maggiori servizi ai cittadini e per varare iniziative atte a promuovere lo sviluppo nei singoli territori.

Ritengo altresì utile anche la fissazione di un termine entro il quale arrivare alla riduzione del numero dei componenti l'esecutivo, perché noi sappiamo quanto sia importante avere certezze anche sui tempi relativi agli adempimenti.

. In merito alle carenze, cui accennavo all'inizio del mio intervento, penso derivino dalla configurazione giuridica attribuita dal legislatore nazionale alle Comunità montane. Le Comunità montane sono uno strumento utile alla valorizzazione delle zone montane attraverso l'esercizio di funzioni proprie, delegate o associate dei singoli comuni ricadenti nell'ambito territoriale. A questo punto si dovrebbe aprire un dibattito su una rideterminazione degli ambiti territoriali alla quale non stiamo procedendo; e questa è una carenza.Non v'è dubbio che la sensibilità, l'attenzione, gli interessi delle singole amministrazioni hanno sfumature completamente diverse; l'interesse che può avere il comune di mille abitantinei confronti della Comunità montana, quale sede dove poter promuovere lo sviluppo del proprio territorio, è diverso da quello dei comuni capoluogo di provincia o dei comuni che hanno, in termini di abitanti, circa 40 mila unità.

Io credo che vada inserita all'ordine del giorno la necessità di ridefinire gli ambiti, ma credo anche che questa ridefinizione non dovrebbe avvenire solo attraverso un dibattito o un provvedimento legislativo da parte del Consiglio regionale. Ritengo che la chiave per il successo delle Comunità montane stia nella libera determinazione dei singoli territori. Noi dovremmo guardare con molta attenzione alla realtà estremamente positiva costituita dai consorzi di comuni; una positività che credo dipenda dal fatto che le amministrazioni non hanno dato vita a questo organismo perché imposto dall'alto, ma perché questa è stata lavolontà, la sfida, la scommessa che Comunità contigue hanno ritenuto di poter giocare insieme.

Nel contesto di questa riorganizzazione delle Comunità montane, che dovremmo realizzare io mi auguro nel più breve tempo possibile, anche in base al secondo comma dell'articolo 7 della legge numero 265, dovremmo procedere anche alla rideterminazione degli ambiti delle stesse. E spero che il metodo che si sceglierà, rispetti la libera determinazione dei singoli territori.

Se noi crediamo, come io credo, nella funzione delle Comunità montane, anche la Regione deve fornire una risposta diversa.. Non è pensabile che si continui a procedere con i tagli delle risorse continuando a mantenere in capo alle Comunità montane una serie di funzioni; io credo che possano essere anche estese le competenze delle Comunità montane, per promuovere lo sviluppo delle zone interne, per garantire servizi più efficienti alle popolazioni ivi insediate, che non si può pensare di poter risolvere il problema soltanto attraverso la riduzione dei costi conseguente al contenimento del numero degli assessori, però, a mio avviso, occorrerà trasferire risorse adeguate alle funzioni che le Comunità montane stesse debbono svolgere.

Ho accennato anche alle incongruenze; e l'incongruenza più evidente, a mio avviso, contenuta nel testo unificato, è il mantenimento della rappresentanza della minoranza nelle Giunte. Io credo che la scarsa efficienza registrata da diverse Comunità montane sia dipesa anche dal consociativismo presente nella legge vigente, e relativo alla composizione degli organi delle Comunità montane. A mio avviso, la rappresentanza della minoranza deresponsabilizza e ha deresponsabilizzato la maggioranza, ha diminuito e quasi annullato la funzione di stimolo e di controllo della minoranza. Sono certo che il Consiglio, sulla base degli emendamenti che sono stati presentati, vorrà correttamente modificare l'articolo 3 del testo unificato, per garantire anche alle Comunità montane un sistema di governo chiaro, dove chi governa ha la totale responsabilità di governo, e chi sta all'opposizione ha la totale responsabilità della funzione di controllo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, molti dei concetti che mi ero proposto di sviluppare sono stati dettagliatamente espressi nei loro interventi dai colleghi che mi hanno preceduto. Una riflessione comunque, da parte di chi ha amministrato enti locali, quali le Comunità montane, è doveroso farla.

Sono passati ormai trent'anni dall'istituzione delle Comunità montane e io ritengo che questo in atto sia il primo, vero, serio tentativo di riformulare e rimodellare questi enti territoriali che, in questo trentennio, hanno rappresentato un punto di riferimento per lo sviluppo socioeconomico delle zone amministrate. Certo, dall'entrata in vigore della legge numero 142, che dettava norme e indirizzi precisi sulla rideterminazione degli organi delle Comunità montane, il ritardo accumulato è grave. Io credo che questo provvedimento costituisca un primo passo di basilare e determinante importanza per una successiva riformulazione delle caratteristiche sia territoriali che morfologiche delle Comunità montane. Abbiamo assistito in questi trent'anni, specialmente nell'ultimo decennio, a una perdita di identità delle Comunità montane a favore degli enti intermedi, delle province e dei comuni, per via dei compiti ad essi attribuiti dalla legge numero 142; e, quindi, a un affievolirsi della stessa competenza territoriale che questi enti importantissimi avevano avuto, limitandosi, principalmente negli ultimi sei anni, a essere solo ed esclusivamente dei riferimenti politici dei partiti, quando non dei veri e propri carrozzoni lasciati in piedi per garantire, con una complicità, direi colpevole, del legislatore, determinate collocazioni e non più com'era inizialmente progetti di sviluppo socio-economico delle zone a cui erano preposti, come previsto nella legge istitutiva.

Mi auguro quindi che questo sia il primo passo rispetto ad un secondo passo, da compiersi a breve, che ritengo importantissimo, cioè la ricostituzione vera e propria delle Comunità montane. La maggior parte dei comuni della nostra Regione ormai sono riconosciuti per legge come zone disagiate, e specialmente quelli delle zone interne; ma molti di questi comuni nonostante avessero i requisiti previsti dalla legge numero 26 del 1975, per una non corretta lettura della stessa, non sono entrati a far parte delle Comunità montane. Si pensi, ad esempio, che fanno parte di Comunità montane comuni quali Palau e Olbia e ne sono esclusi comuni il cui territorio mediamente è situato a un'altitudine di 500 o 600 metri. Mi riferisco a comuni del Meilogu, del Goceano e dell'alto Logudoro, ad economia prettamente agropastorale e non turistica, che presentano tutte le peculiarità delle zone disagiate, delle zone interne. Il legislatore ha mostrato scarsa attenzione verso quelle comunità che invece aspiravano, giustamente, a entrare nelle Comunità montane per poter accedere ai relativi benefici.

A mio avviso quindi il legislatore deve compiere questo primo passo per dare veramente, dopo quasi trent'anni dalla loro costituzione, una nuova e moderna impronta a questi importantissimi enti territoriali, ridandogli il ruolo che avevano originariamente e che ancora debbono avere nel territorio; ma va anche sottolineato il fatto che l'amministrazione regionale, grazie alla riduzione del numero dei componenti la giunta delle Comunità montane, e quindi delle relative indennità di carica, opererà un notevole risparmio di risorse. Ma, principalmente, questo provvedimento reca norme moralizzatrici di questi enti. Quindi io credo che questo sia unottimotesto, per altro nato da un'intesa complessiva raggiunta tra le varie componenti politiche presenti nelle Commissioni del Consiglio regionale; e ciò denota la determinazione con cui il Consiglio regionale persegue il riordino di questa materia; un riordino diventato ormai non più procrastinabile nel tempo, ma che necessita di una immediata attuazione per ridare nuovamente dignità amministrativa e territoriale a questi importantissimi enti territoriali sulla base delle nuove esigenze.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, tanto è stato già detto, e quindi poco resta da dire a chi ora interviene. Si è parlato di piccoli passi compiuti in direzione del riordino delle autonomie locali e della riforma della Regione. Credo che questo sia un punto importante, anzi credo fosse uno dei pilastri basilari delle dichiarazioni programmatiche di questa maggioranza. Dico la verità, spessissimo io non ho visto di buon occhio questi organismi di secondo grado; non li ho visti di buon occhio principalmente per il metodo di selezione dei rappresentanti i cittadini appartenenti alle Comunità montane. Chi non ricorda la legge elettorale comunale in vigore tanti anni fa che prevedeva la partecipazione di due sole liste, per cui la lista vincente si accaparrava quasi tutti i seggi, mentre all'altra lista restava solo qualche briciolina; ma diverse forze politiche e tanti altri cittadini non erano assolutamente rappresentati. Quello è stato il momento, purtroppo, del consociativismo tra Democrazia Cristiana, P.S.I. e P.C.I.; quindi tutto andava bene, meno controlli c'erano meglio era.

CUGINI (D.S.). Parla bene!

FRAU (A.N.). Tant'è vero che questo consociativismo, onorevole Cugini, che cosa arrivò a produrre? Produsse degli esecutivi in cui sedevano i rappresentanti sia della maggioranza che dell'opposizione; si era determinata la situazione più ibrida nella quale i controllati fossero controllori e i controllori controllati, affinché non si controllasse assolutamente niente. Indubbiamente qualche cosa sta cambiando, qualche cosa si vuole cambiare con questo provvedimento.

Il provvedimento - dice la relazione del relatore - contiene due importanti novità relativamente all'ordinamento delle comunità montane: l'attribuzione dell'autonomia statutaria e la riduzione del numero dei componenti delle giunte. Indubbiamente, è vero, sono due importanti novità., Anche le Comunità montane, come ormai tutti i comuni, è opportuno che abbiano lo statuto di autonomia affinché possano autogovernarsi. Ugualmente è opportuno ridurre il numero dei componenti delle giunte; giunte pletoriche, come dicevo prima, nate per occupare e per controllare meglio il potere, per dare la possibilità a tutti i rappresentanti, o quasi, dei comuni presenti nella Comunità montana, di entrare in giunta. Quindi giunte con un numero elevato di assessori, spessissimo in numero di gran lunga superiore a quello dei componenti le giunte di grossi centri. Anche questo in nome del consociativismo, per non scontentare nessuno.

Giustamente si sta decidendo una riduzione del numero di questi assessori, che consentirà di risparmiare notevoli risorse che potranno essere utilizzate nell'ambito della stessa Comunità montana per offrire servizi migliori.

Ho detto all'inizio del mio intervento che erano due le novità introdotte da questo provvedimento, ma io vorrei che fossero tre. Indubbiamente, anche se nell'articolato questo non si vede, credo che da parte di tutti ci sia la consapevolezza (è stato scritto edetto dall'UNCEM) della necessità di porre termine al consociativismo e alla commistione, la maggioranza svolga il suo ruolo di maggioranza e la minoranza quello di minoranza. Quindi, le novità, a mio avviso, devono essere tre. Ben vengano pertanto quegli emendamenti, e mi auguro che vengano approvati, che prevedono che anche nella comunità montana chi governa abbia la responsabilità di governo e chi è all'opposizione abbia la possibilità di controllare, eventualmente di protestare e di proporre.

Detto questo, io ritengo che nel proseguo del tempo debbano essere apportate altre modifiche in materia di Comunità montane. Qui si è parlato di ambiti territoriali, si è parlato di funzioni da attribuire alle Comunità montane, ma io credo che un altro aspetto che noi dobbiamo tenere nella massima considerazione sia quello relativo al numero delle Comunità montane.

Il numero sicuramente è troppo elevato, probabilmente in nome di una migliore funzionalità il territorio è stato troppo spezzettato. Non dimentichiamo che qualcosa del genere fu fatta anche per le Unità sanitarie locali, ben ventidue in Sardegna, e dopo un po' di tempo ci si rese conto che questo numero era indubbiamente spropositato.

Io credo che questo discorso si debba fare anche per le Comunità montane che, sicuramente, in numero ridotto potranno operare meglio. Ma ciò che è importante è il buon funzionamento delle Comunità montane, buon funzionamento che consentirà a questi enti di ritornare ad essere veramente - probabilmente in questo periodo ciò non è avvenuto- il volano di sviluppo, principalmente, dei territori svantaggiati; e tali sono sicuramente tutte le nostre zone montane. Quindi il lavoro proficuo svolto da questi organismi può far sì che si arresti lo spopolamento dei nostri centri, principalmente dei centri più piccoli.

A mio avviso queste possono essere le funzioni di una Comunità montana moderna, di Comunità montana funzionanti nell'interesse di tutti, altrimenti non avrebbe alcun significato il loro permanere, ma verrebbero assimilate alle zone omogenee di altri tempi, ai comprensori di altri tempi, organismi che servivano solamente per distribuire indennità, gettoni di presenza e per dare appalti agli amici e agli amici degli amici.

La Comunità montana, per come originariamente venne intesa, dev'essere a disposizione di tutti quei territori svantaggiati per favorire lo sviluppo degli stessi e per salvaguardare le peculiarità delle zone della montagna..

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Io intervengo brevemente, signor Presidente, per esprimere la nostra posizione. Io dico che siamo d'accordo con le considerazioni che l'onorevole Pirisi, l'onorevole Sanna ed altri hanno svolto nei vari interventi; questo mi esime dal riprendere i temi che rientrano di fatto nell'ambito della discussione generale, consentendomi di concentrare alcune osservazioni sul testo che è stato proposto dalla Commissione.

Noi concordiamo sul ruolo e le funzioni della Comunità montana, sull'esigenza di rilanciare questo strumento al fine di utilizzarlo in funzione di un recupero in termini di sviluppo di quelle aree.

Siamo anche d'accordo che occorre procedere, e questo è un limite del provvedimento che stiamo per approvare, ad un riordino complessivo della Comunità montana, partendo da una ridefinizione degli ambiti territoriali, che vanno giustamente rivisti e rimodellati anche sulla base delle esigenze emerse nel territorio, per arrivare alla costruzione di un ente in grado di dare risposte anche ai problemi di sviluppo che si pongono nei territori che ne fanno parte, nell'interesse degli stessi e in quello più generale della Sardegna.

Nel merito del provvedimento, invece, a me preme dire con chiarezza che siamo d'accordo sull'esigenza, che qui è stata posta, di trovare una soluzione che veda il concorso di tutte le forze politiche e che si traduca nella discussione e nella votazione finale di un testo su cui vi sia l'accordo.

(Brusio in Aula)

Presidente, io ho difficoltà a parlare in questa sarabanda.

PRESIDENTE. Io capisco la sua difficoltà, ma non posso richiamare l'Aula più di tre o quattro volte. Mi appello alla sensibilità dei colleghi ai quali ricordo che ognuno di noi pretende l'attenzione quando interviene. Per cortesia, quindi lasciate che l'oratore svolga il suo intervento, ci sono gli anditi per chi vuole discutere di questo o di altro argomento. In Aula si disturba l'oratore.

ORTU (R.C.). Noi siamo disponibili quindi a trovare un'intesa, dicendo con chiarezza che il testo che è frutto del lavoro, apprezzabile e rispettabile, della Commissione, non ci trova d'accordo. Noi riteniamo che quel testo debba essere migliorato, in aula sono stati presentati degli emendamenti da ambo gli schieramenti, per valutare questi emendamenti e per tentare di raccordarli si ritiene necessaria, dopo la discussione generale, eventualmente, una breve sospensione

Noi siamo favorevoli a questa sospensione perché riteniamo che occorra superare i limiti dell'attuale testo unificato esitato dalla Commissionesul quale, ripeto, non concordiamo, perché in quel testo permangono alcuni degli equivoci che erano presenti nellanormativa vigente che stiamo tentando di modificare; in quel testo permane infatti una sorta di commistione dei ruoli tra maggioranza ed opposizione. Tutti si sono dichiarati disponibili a rivedere questa parte , e quindi occorre in questa direzione trovare il consenso ed eventualmente concordare un emendamento. Noi sriteniamo si debba perseguire la semplificazione dei ruoli di maggioranza ed opposizione affidando il governo delle Comunità montane, in modo chiaro e preciso, alle maggioranze che si determineranno nelle specifiche realtà. Siamo d'accordo e prospettiamo qui l'esigenza di modificare il sistema elettivo che è previsto nel testo unificato; è necessario anche in questo settore semplificare eleggendo direttamente e contestualmente alle dichiarazioni programmatiche il presidente e l'esecutivo, ripeto, con una maggioranza ben precisa, e quindi distinguendo i ruoli tra maggioranza ed opposizione.

Ribadiamo che in questa direzione debba essere compiuto un lavoro di semplificazione che sarebbe utile per tutti e contribuirebbe alla chiarezza della collocazione delle forze politiche. E il nostro augurio è che questo avvenga.

Concordiamo poi sul fatto che nel testo proposto dalla Commissione sia stato semplificato l'iter previsto per l'approvazione degli statuti, però la condizione che noi poniamo per dare il nostro voto favorevole al provvedimento, sia quella di fare un ulteriore passo in avanti in termini di chiarezza rispetto al testo della Commissione. E' necessario, questo ulteriore lavoro per contribuire a rilanciare il ruolo e la funzione delle Comunità montane.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). I colleghi del centrosinistra, ma anche diversi colleghi del centrodestra, hanno presentato degli emendamenti che, nella discussione generale, sono stati richiamati negli interventi, in particolare dall'intervento del collega Frau che lamentava una situazione, ancora oggi in essere, riferita al rapporto tra voto ed espressione di governo, ruolo delle maggioranze e delle minoranze, collocazione delle maggioranze e delle minoranze in seno agli esecutivi.

Noi abbiamo presentato, lo dico al collega Frau, un emendamento che corregge questa impostazione, e devo dire che ho apprezzato la sottolineatura, non tanto i riferimenti a quando la commistione è avvenuta, perchè quello era il clima, e devo dire che da allora ad oggi nessun esponente di Alleanza Nazionale, eletto negli esecutivi, nonostante le considerazioni del collega Frau, ha mai rinunciato a svolgere la funzione di assessore o di vice presidente.

Però, detto questo, giusto per ricordare che tutti hanno utilizzato le procedure esistenti, giustamente, ora siamo in presenza di un deliberato della Commissione che conferma ciò che il collega Frau critica.

Gli emendamenti, sia quello presentato dal centrosinistra, che quello presentato dal centrodestra, tendono a modificare questa situazione, per cui chi ha la maggioranza governa, chi non ha la maggioranza svolge una funzione di opposizione. Allora, molti dei colleghi che sono intervenuti hanno richiamato l'esigenza di coordinare gli emendamenti; noi l'abbiamo detto già con la relazione del collega Pirisi, che era una relazione della Commissione, ma abbiamo ripreso il concetto anche con l'intervento del collega Sanna. Occorrerà quindi una breve interruzione per procedere al coordinamento degli emendamenti. Siccome sono convinto che realizzeremo questo coordinamento, poiché molte Comunità montane stanno rinnovando gli esecutivi affrettando i tempi, sbagliando, per confermare l'alto numero di assessori attualmente previsto, e sappiamo che qualche Comunità montana non ha neanche le risorse per pagare le indennità, allora è bene precisare che intendiamo ridurreil numero degli assessorati, definire le funzioni della maggioranza e quelle della minoranza, rivedere i contenuti della legge nazionale relativamente alla presenza di realtà comunali e municipali con un certo numero di abitanti che la legge nazionale finora esclude. Anche su questi aspetti abbiamo presentato un emendamento.

Il principio che noi proponiamo va oltre e deve andare oltre lo schieramento di governo attuale, deve rispondere a logiche e ad esigenze diverse rispetto a quelle sin qui sostenute. Quindi io perché intervengo? Intervengo per dire che in Commissione non si è prodotto un lavoro sufficientemente corrispondente alle attese degli amministratori delle Comunità montane. Assessore Milia, sono stati presentati degli emendamenti, esaminiamoli, costruiamo una soluzione positiva e perveniamo a una conclusione, già da stasera.

Il fatto che si chieda di coordinare gli emendamenti non vuol dire che dobbiamo rinviare la discussione a chissà quale momento; entro stasera possiamo effettuare il coordinamentoo e poi discuterli e votarli rapidamente in Aula con lo spirito, collega Frau, che ha ispirato il suo intervento. Al di là della parte polemica, infatti, emergeva l'esigenza di far corrispondere correttamente gli esecutivi all'espressione del voto degli elettori e il numero dei componenti degli esecutivi alle realtà proprie delle diverse Comunità montane.

Questo era il nostro obiettivo, questa è la nostra posizione. Se superiamo i toni di propaganda, sono convinto che potremmo rapidamente trovare un punto d'incontro ed anche la soluzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.), relatore. Signor Presidente, anch'io vorrei formalizzare la richiesta di una sospensione della seduta al fine di coordinare i diversi emendamenti che sono stati presentati. Una breve sospensione, anche perché abbiamo visto che, nella sostanza, gli emendamenti sono praticamente coincidenti, almeno quelli che entrano nel merito delle questioni importanti. Io credo che nel giro di venti minuti, al massimo, potremmo tornare in Aula. E, contemporaneamente, inviterei il presidente Nuvoli, con il quale chiaramente abbiamo già interloquito e siamo d'accordo, a convocare una riunione informale della prima Commissione nella sala adiacente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MILIA (F.I.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, il mio sarà un intervento telegrafico, oltre che per non allungare la discussione che è stata già esauriente, anche per dare la possibilità alla Commissione, così come hanno richiesto sia il relatore che il Presidente, di riunirsi e di esaminare gli emendamenti.

Brevi riflessioni, le mie, in ordine ai piccoli passi che queste riforme stanno compiendo in quest'Aula, grazie anche all'accordo, lodevole a mio parere, tra maggioranza ed opposizione.

Debbo però precisare che la Giunta regionale non solo, come ha invitato il collega Salvatore Sanna, si farà carico di presentare ulteriori proposte, ma su proposta dell'Assessore degli affari generali, il collega Masala, sin dal marzo del 2000, ha esitato un provvedimento di riforma completa delle Comunità montane.

Io nella mia qualità di Assessore degli enti locali, in collaborazione con gli Assessori della programmazione e dell'agricoltura, la prossima settimana presenterò invece il disegno di legge sulla montagna.

Questo significa che la Giunta regionale ha già dato e vuol continuare a dare il suo contributo alla discussione sulla riforma delle Comunità montane. Ha già dato e vuol continuare a dare un ulteriore contributo nella direzione di affidare ai comuni montani, nella piena autonomia statutaria e ordinamentale, la gestione dei settori, dei segmenti che per adesso gli sono preclusi.

Parlando di legge sulla montagna mi riferisco ai problemi relativi al patrimonio boschivo; allo spopolamento, e quindi alla necessità di concedere incentivi attraverso questo provvedimento sulla montagna a chi insedia la propria residenza e le proprie attività nei comuni veramente montani.

Questo non significa che non appoggiamo in toto questo progetto di legge in discussione, che certamente dà le prime risposte in termini di snellimento delle procedure e anche di risparmio in relazione ai bilanci perennemente in deficit delle attuali Comunità montane.

Crediamo che questa discussione sia il segnale di apertura di quella stagione di riforme che molti auspicano, e che oggi veramente sta iniziando in quest'Aula.

Quindi, do la parola all'Assessore Masala per la parte di sua competenza, ma contemporaneamente dichiaro la nostra disponibilità a continuare questo discorso in prima Commissione e in tutte le sedi opportune in collaborazione con le associazioni degli enti locali.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, concordo con quanto ha già detto l'onorevole Milia, Assessore degli enti locali, quindi competente nel merito in questa difficile materia del riordino delle Comunità montane, ma anche eventualmente della attuazione in Sardegna dei principi della legge numero 142, e di tutta una serie di norme che riguardano il riordino in generale di tutti gli enti locali, e confermo che la Giunta è, in questo momento, soltanto apparentemente assente, in riferimento alle iniziative legislative che sono oggi all'esame del Consiglio regionale.

In realtà le iniziative assunte in materia dalla Giunta regionale hanno trovato una prima fase di realizzazione fin dal 6 marzo del 2000, in attuazione di una delibera di Giunta del mese di febbraio. Con questa delibera veniva incaricato l'Assessore degli affari generali di approntare una serie di iniziative legislative su tutto il pacchetto delle riforme. Siccome è stato citato anche il tema relativo alla conferenza Regione - autonomie locali, sono qui per comunicare che una iniziativa legislativa è stata assunta anche in questa direzione, sempre nel mese di marzo, al fine di modificare i poteri dell'organismo in questione.

Che cosa debbo dire in relazione a questo? Debbo dire che purtroppo i tempi tecnici che occorrono alla Giunta per sviluppare le proprie iniziative, sono molto più lunghi di quelli che invece sono sufficienti per le iniziative del Consiglio; la Giunta deve verificare infatti prima al proprio interno la convergenza sulle proposte che vengono presentate dall'Assessore competente, deve avviare una serie di consultazioni sia con le forze sindacali che con tutte le forze sociali, ma per determinati argomenti anche con le forze politiche della opposizione. Come diceva stamattina il Presidente della Giunta, è arrivato il momento per approntare un tavolo politico di confronto tra maggioranza ed opposizione su questo, come su altri temi quali la legge elettorale, la riforma della legge numero 1 e la riforma generale sugli enti. Naturalmente i progetti di legge vengono trasmessi al Consiglio, ed è al Consiglio che viene demandata la facoltà di discutere, di approfondire, di emendare eccetera. La Giunta, di conseguenza non può che associarsi, diciamo così, alle iniziative che vengono assunte da parte del Consiglio, ivi comprese le richieste di sospensione per aggiornamenti, o per eventuale coordinamento degli emendamenti; richieste avanzate da numerosi consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Sulla richiesta di una sospensiva, sulla quale mi sembra siano d'accordo tutti i Gruppi, concretamente c'è soltanto la richiesta avanzata dall'onorevole Pirisi di una sospensione di venti minuti, un tempo che mi sembra poco adeguato rispetto alla corposità e alla delicatezza dell'argomento. Se il Consiglio è d'accordo io proporrei una sospensione di un'ora, durante la quale la Commissione avrà modo di riunirsi e di verificare le modifiche da apportare al testo.

Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Sentito informalmente anche il relatore, a me parrebbe sufficiente mezzora.

PRESIDENTE. Allora sospendo la seduta e riconvoco l'Assemblea per le ore 19, rimanendo intesi che qualora mezzora di sospensione non fosse sufficiente verrà concessa un'ulteriore mezzora.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 19 e 04.)

PRESIDENTE. Come era prevedibile è necessario prorogare la sospensione, quindi il Consiglio è riconvocato alle ore 19 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 05, viene ripresa alle ore 19 e 31.)

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, per riferire all'Aula che in Commissione, ai cui lavori hanno voluto dare il loro apporto anche colleghi esterni alla Commissione medesima, è stato raggiunto un accordo su cui riferirà il relatore, il collega Pirisi.

PRESIDENTE. Si dia lettura del titolo della legge.

CAPPAI, Segretario:

Titolo

Norme urgenti sull'ordinamento e gli organi delle comunità montane.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Statuti delle comunità montane

1. L'articolo 3 della legge regionale 3 giugno 1975, n. 26 (Costituzione, funzionamento e attività delle comunità montane - Esercizio delle competenze attribuite alla Regione dalla Legge 3 dicembre 1971, n. 1102), è sostituito dal seguente:

"Art. 3 -

1. Le comunità montane adottano il proprio statuto ai sensi dell'articolo 28 della legge 8 giugno 1990, n. 142.

2. Lo statuto, nell'ambito delle norme stabilite dalla legge, detta i principi fondamentali per l'organizzazione della comunità montana ed in particolare determina le attribuzioni degli organi, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme della collaborazione fra enti locali, la partecipazione popolare, il decentramento, l'accesso dei cittadini alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi.

3. Lo statuto è deliberato dal rispettivo Consiglio con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

4. Dopo l'espletamento del controllo da parte del competente organo regionale, lo statuto è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.

5. Nel silenzio dello statuto si applicano, in quanto compatibili, le norme di legge relative al funzionamento dei comuni con popolazione pari a quella della comunità montana.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Art. 2

Composizione e funzioni della Giunta

1. L'articolo 9 della legge regionale n. 26 del 1975 è sostituito dal seguente:

"Art. 9 -

1. La Giunta esecutiva è composta dal presidente e da tre assessori, ovvero cinque nelle comunità con popolazione superiore a 25.000 abitanti.

2. Gli assessori possono essere anche cittadini non facenti parte del Consiglio, che siano comunque in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere nei comuni facenti parte della comunità.

3. La Giunta è l'organo esecutivo della comunità montana ed esercita le funzioni ad essa attribuite dalle leggi e dallo statuto, ispirandosi ad una visione unitaria degli interessi dei comuni partecipanti.".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 4, 7 , 8 e 13. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Salvatore - Sanna G.V. - Biancu - Pirisi - Ortu - Demuru - Falconi - Dore - Manca - Morittu.

Art. 2

I commi 1 e 2 della novella sono sostituiti dal seguente:

"1. La Giunta esecutiva è composta dal presidente e da tre assessori, ovvero cinque nelle comunità con popolazione superiore a 25.000 abitanti, scelti fra i componenti del Consiglio." (4)

Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Contu - La Spisa - Scarpa - Murgia - Amadu - Piana.

Art. 2

I commi 1 e 2 della novella sono sostituiti dal seguente:

"1. La Giunta esecutiva è composta dal presidente e da tre assessori, ovvero cinque nelle comunità con popolazione superiore a 25.000 abitanti, scelti fra i componenti del Consiglio." (7)

Emendamento sostitutivo parziale Nuvoli - Floris Emilio

All'art. 2, al comma 1 punto 1 della novella al posto delle parole "ovvero cinque" si inseriscono "ovvero quattro". (8)

Emendamento aggiuntivo Demuru - Pirisi - Biancu - Cugini - Morittu - Giagu.

Nel comma 1 della novella sono aggiunte al termine le parole: "lo statuto può tuttavia stabilire un numero minore di assessori". (13)

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Presidente, in base a un'intesa raggiunta in Commissione, l'emendamento numero 8 modifica gli emendamenti 4 e 7 di contenuto identico. Sull'emendamento numero 8 vi è l'accordo unanime.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo. Questa illustrazione vale anche per l'emendamento numero 7.

FALCONI (D.S.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 8 ha facoltà di illustrarlo.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 13.

MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Per le motivazioni addotte precedentemente si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8 che incide sugli emendamenti 4 e 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8 all'articolo 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 61

astenuti 1

maggioranza 31

favorevoli 51

contrari 10

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto ora in votazione gli emendamenti numero 4 e numero 7 con la correzione apportata dall'emendamento testé votato.

Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Art. 3

Funzioni del presidente ed elezione della Giunta

1. L'articolo 10 della legge regionale n. 26 del 1975 è sostituito dal seguente:

"Art. 10 -

1. Il presidente rappresenta la comunità montana, convoca e presiede la Giunta e ne coordina le attività, esercita tutte le altre funzioni conferitegli dallo statuto e dalle altre norme.

2. Il Consiglio è convocato e presieduto dal presidente della comunità.

3. Il vicepresidentesostituisce il presidente in caso di assenza o di impedimento.

4. Il presidente e l'assessore che svolge le funzioni di vicepresidente sono eletti dal Consiglio a scrutinio segreto con unica votazione. Ciascun consigliere scrive nella scheda un solo nome ed è eletto presidente il consigliere che ha riportato la maggioranza assoluta dei voti. E' eletto vicepresidente chi segue nell'ordine dei voti; in caso di parità, risulta eletto il più anziano di età.

5. Successivamente il Consiglio elegge gli altri assessori a scrutinio segreto con unica votazione, nella quale ciascun consigliere può scrivere nella scheda tanti nomi quanti sono gli assessori da eleggere.".

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti 2 e 10 che sono identici nella sostanza, e gli emendamenti 1, 5, 6, 9, 11, 15, 16, 17 e 18.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Biancu - Ortu - Pirisi - Demuru - Falconi - Dore - Manca - Morittu.

L'articolo 3 è sostituito dal seguente:

Art. 3

Funzioni del presidente, nomina e cessazione del presidente e della Giunta

1. L'articolo 10 della legge regionale n. 26 del 1975 è sostituito dal seguente:

"Art. 10-

1. Il presidente rappresenta la comunità montana, convoca e presiede la Giunta e ne coordina le attività, esercita tutte le altre funzioni conferitegli dallo statuto e dalle altre norme.

2. Il Consiglio è convocato e presieduto dal presidente della comunità.

3. L'elezione del presidente e della Giunta avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei consiglieri, contenente la lista dei candidati alla carica di presidente e di assessore, a seguito di un dibattito sulle dichiarazioni rese dai candidati alla carica di presidente.

4. Il presidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di dimissioni del presidente o della maggioranza degli assessori, oppure in caso di approvazione da parte del Consiglio, con votazione per appello nominale, di una mozione di sfiducia costruttiva.

5. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri assegnati: deve contenere la proposta di nuove linee politico-amministrative, di un nuovo presidente e di nuovi assessori.

6. La mozione viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione.

7. Lo statuto regola la sostituzione del presidente in caso di assenza o impedimento e può anche diversamente disciplinare quanto previsto nei commi da 2 a 6 del presente articolo.". (2)

Emendamento sostitutivo totale Cossa - Floris - Usai - Fois - Amadu - Capelli - Cappai.

L'articolo 3 è sostituito dal seguente:

Art. 3

Funzioni del presidente, nomina e cessazione del presidente e della Giunta

1. L'articolo 10 della legge regionale n. 26 del 1975 è sostituito dal seguente:

"Art. 10-

1. Il presidente rappresenta la comunità montana, convoca e presiede la Giunta e ne coordina le attività, esercita tutte le altre funzioni conferitegli dallo statuto e dalle altre norme.

2. Il Consiglio è convocato e presieduto dal presidente della comunità.

3. L'elezione del presidente e della Giunta avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei consiglieri, contenente la lista dei candidati alla carica di presidente e di assessore.

4. Il presidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di dimissioni del presidente o della maggioranza degli assessori, oppure in caso di approvazione da parte del Consiglio, con votazione per appello nominale, di una mozione di sfiducia costruttiva.

5. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri assegnati: deve contenere la proposta di nuove linee politico-amministrative, di un nuovo presidente e di nuovi assessori.

6. La mozione viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre venti dalla sua presentazione.

7. Lo statuto regola la sostituzione del presidente in caso di assenza o impedimento.". (10)

Emendamento aggiuntivo Cassano - Cossa - Demontis.

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Inclusione di comuni nella Comunità Montana n. 1

  1. Sono inclusi nella Comunità Montana n. 1 i comuni di Ossi, Florinas e Codrongianus. (1)

Emendamento aggiuntivo Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Biancu - Ortu - Pirisi - Demuru - Falconi - Dore - Manca - Morittu.

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Esclusione dei comuni maggiori dalle comunità montane

  1. Sono esclusi dalle comunità montane delle quali fanno attualmente parte i comuni di Olbia, Nuoro e Quartu Sant'Elena. L'esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.
  2. Le sedi delle comunità montane della Riviera di Gallura, del Nuorese e del Serpeddì sono fissate rispettivamente nei comuni di Arzachena, Dorgali e Sinnai, salvo diversa determinazione da parte degli statuti comunitari approvati ai sensi dell'articolo 1. (5)

Emendamento aggiuntivo Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Biancu - Ortu - Pirisi - Demuru - Falconi - Dore - Morittu - Manca.

Dopo il comma 5 della novella è aggiunto il seguente comma:

"5 bis. Lo statuto può diversamente disciplinare quanto previsto nei commi da 2 a 5 del presente articolo". (6)

Emendamento aggiuntivo Sanna Salvatore - Ortu - Cugini.

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Inclusione di comuni nella Comunità Montana n. 24

  1. Sono inclusi nella Comunità Montana n. 24 i comuni di Soleminis, Donori, Settimo San Pietro. (9)

Emendamento aggiuntivo Cossa - Fois - Capelli - Amadu - Cappai.

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Esclusione dei comuni maggiori dalle Comunità Montane

  1. Sono esclusi dalle comunità montane delle quali fanno attualmente parte i comuni di Olbia, Nuoro e Quartu Sant'Elena. L'esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.
  2. Le sedi delle comunità montane verranno stabilite dai rispettivi Statuti, approvati ai sensi dell'articolo 1 della presente legge. (11)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Cassano - Floris.

Dopo l'art. 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

1. Sono inclusi nella Comunità Montana del Mulargia Flumendosa i comuni di Gesico, Guamaggiore e Suelli. (15)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Dettori Bruno

Dopo l'art. 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Inclusione di comuni nella Comunità Montana n. XVII

1. Sono inclusi nella Comunità Montana n. 17 i comuni di Masullas, Siris, Baressa, Baradili e Sini. (16)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Biancu - Dettori Bruno

Dopo l'art. 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Inclusione di comuni nella Comunità Montana n. XV

1. Sono inclusi nella Comunità Montana n. XV i comuni di Ghilarza, Boroneddu e Tadasuni. (17)

Emendamento aggiuntivo Nuvoli - Pirisi - Cossa - Floris - Amadu.

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Esclusione dei comuni maggiori dalle Comunità Montane

  1. Sono esclusi dalle comunità montane delle quali fanno attualmente parte i comuni di Olbia, Nuoro e Quartu Sant'Elena. L'esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.
  2. Le sedi delle comunità montane della Riviera di Gallura, del Nuorese e del Serpeddì sono provvisoriamente fissate nei comuni di Arzachena, Dorgali e Sinnai. Le sedi definitive saranno determinate da parte degli statuti comunitari, approvati ai sensi dell'articolo 1. (18)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 2.

SANNA SALVATORE (D.S.). In Commissione si è raggiunta un'intesa sugli emendamenti numeri 2 e 10in base alla quale al comma sette si sostituisce l'inciso "nei commi da 2 a 6 del presente articolo" con "nei commi 5 e 6 del presente articolo". Questo è l'accordo che è stato raggiunto unanimamente in Commissione per cui, in sostanza, i due emendamenti, con questa modifica, possono intendersi sostanzialmente unificati.

Presidente, se mi viene consentito intervengo sugli altri emendamenti in quanto sono presentatore anche dell'emendamento relativo alla inclusione nella XXIV Comunità montana dei comuni di Soleminis, Donori e Settimo San Pietro.

PRESIDENTE. Le dispiace ricordare il numero dell'emendamento al quale si riferisce?

sanna salvatore (D.S.). E' il numero 9 se non ricordo male. In Commissione abbiamo discusso del fatto che, a seguito della presentazione di questo emendamento, ne siano stati presentati tanti altri dello stesso tenore. Ora, effettivamente, se affrontassimo il tema del riordino territoriale delle Comunità montane con il sistema e le procedure in atto, credo che ne verrebbe fuori un disegno molto confuso.

Per quanto mi riguarda io sono disposto, lo dico e lo annuncio formalmente, a ritirare il mio emendamento, invitando però i colleghi che hanno presentato emendamenti uguali e simili a fare altrettanto. Naturalmente l'intesa in Commissione era anche quella di presentare al Consiglio regionale un ordine del giorno con il quale sostanzialmente si invita il Governo regionale, che per altro ha già annunciato di aver predisposto un disegno organico, a presentare rapidamente un provvedimento che però tenga conto di due aspetti. Presidente, io non ho fatto in tempo a scrivere materialmente l'ordine del giorno, ma possiamo riassumerlo per punti.

Il riordino è da intendersi da un lato come un riordino territoriale delle Comunità montane in senso stretto, lasciando all'interno di questi organismi i comuni veramente montani; però, nello stesso tempo, prevedere un sistema associativo (può essere una unione dei comuni) che dia risposte anche a quei territori che, pur non essendo preminentemente montani, presentano però le caratteristiche delle zone interne e delle zone depresse e hanno anch'essi la necessità di ritrovarsi in uno strumento associativo, per altro previsto dalle norme quadro nazionali e regionali.

Quindi l'ordine del giorno dovrebbe contenere questiprincipi; io non ho proceduto a stenderlo materialmente ma mi pare che ci fosse un accordo unanime tra colleghi, anche se il presupposto naturalmente perché questo possa avvenire è che tutti i colleghi che hanno presentato emendamenti per promuovere l'inclusione di comuni attualmente esclusi li ritirino. Ritiro inoltre gli emendamenti numero 5 e numero 6 perché con l'approvazione dell'emendamento numero 2 mi pare che si sia risolto il problema che ponevano.

Voglio fare un'altra precisazione invece sugli emendamenti che prevedono l'esclusione dalle Comunità montane, secondo il dettato della legge numero 142, e seguenti, dei comuni di Olbia, Quartu e Nuoro, quest'ultimo in quanto comune capoluogo. Rimane aperto il problema, in attesa che gli statuti fissino le sedi definitive, di definire con legge la sede provvisoria, perché attualmente è la legge regionale che definisce la sede delle Comunità montane. Quindi, nelle more della definizione del provvedimento, noi abbiamo proposto di fissare la sede provvisoria nel comune più popoloso della Comunità montana che, pur con il comuneche viene escluso mantiene la sua integrità territoriale. Così, nel caso specifico di riviera di Gallura esce Olbia e il comune più popoloso è Arzachena; perciò fino a quando quella Comunità montana, con proprio statuto, non fisserà la sede definitiva noi dobbiamo indicare con legge la sede provvisoria . Noi stiamo indicando un criterio che è quello del comune più popoloso, può essere un criterio condiviso, condivisibile o no, ma onestamente non ce n'è venuto in mente nessun altro perché, tra l'altro, non vogliamo in alcun modo conculcare le prerogative dei comuni che faranno parte di quella Comunità montana.

Questo è un criterio oggettivo, che non è definitivo, e lo si precisa meglio nell' l'ultimo emendamento presentato, a firma Nuvoli e più, sul quale si può trovare l'intesa..

PRESIDENTE. L'onorevole Sanna ha invitato i colleghi che avessero presentato emendamenti con lo stesso contenuto di quelli che lui ha ritirato a fare la stessa cosa. Adesso li leggerò uno per uno, chiederò l'illustrazione, chi intende raccogliere questo invito mi dica se l'emendamento è ritirato. Il 2 e il 10 che sono a firma di consiglieri diversi si intendono unificati, è un accordo raggiunto in Commissione e sono stati illustrati.

Emendamento 1, Cassano, Cossa e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento.

cassano(Patto Segni-Rif. Sardi). Io ho presentato il mio emendamento stamane, in tempi non sospetti, quando era stato presentato solo l'emendamento a firma di Salvatore Sanna e più; stranamente stasera ne sono stati presentati altri quattro o cinque sullo stesso tono. Allora io ho presentato l'emendamento alla luce del sole, interpretando le giuste esigenze delle comunità di Ossi, Codrongianus e Florinas, che sono comuni limitrofi a quelli inseriti nella Comunità montana numero 1. Riterrei quindi giusto portare avanti questa richiesta e chiedere all'aula di esprimersi.

Sarei eventualmente disponibile al ritiro dell'emendamento qualora la Giunta mi fornisse formale assicurazione di rivedere in tempi rapidissimi quanto a suo tempo stabilito con la legge numero 26 del 1975.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

milia(F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Vorrei assicurare all'onorevole Cassano che nel disegno organico che la Giunta presenterà, oltre quello già agli atti presentato dall'onorevole Masala, si terrà conto di tutte le indicazioni contenute negli emendamenti, di cui si chiede il ritiro, e nell'ordine del giorno annunciato dall'onorevole Sanna Salvatore. Vi sarà attenzione cioè verso quelle aree marginali, che possono anche non essere definite comuni montani ma che, per la loro ubicazione topografica e per il loro essere comunque aree depresse, hanno i requisiti per rientrare in quelle unioni di comuni, così daessere tutelate con altre forme di incentivi. Invitiamo quindi l'onorevole Cassano a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano ritiene soddisfacente l'impegno della Giunta?

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). L'emendamento numero 1 è ritirato.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per quanto riguarda gli altri suoi emendamenti?

SANNA SALVATORE (D.S.). Gli emendamenti 5, 6 e 9 sono ritirati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 11.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). L'emendamento è ritirato perché è ricompreso nell'emendamento a firma Nuvoli e più.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento numero 15.

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). L'emendamento numero 15 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 16.

BIANCU (I DEMOCRATICI). L'emendamento numero 16 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 17.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 17 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Nuvoli per illustrare l'emendamento numero 18.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti 2, 10 e 18 ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Io parlo per esprimere la mia contrarietà all'emendamento numero 18, in quanto ritengo che in questa materia forse è necessaria una riflessione più puntuale.

Proprio poc'anzi sono stati ritirati alcuni emendamenti che tendevano ad includere nuovi comuni nell'ambito dell'ordinamento delle Comunità montane, per cui portare avanti un emendamento che parzialmente ridetermina la composizione delle Comunità montane, escludendo i comuni con un maggior numero di abitanti, ritengo che non sia una procedura corretta, perché noi stiamo approvando un provvedimento che disciplina Comunità montane, vale a dire comuni che hanno territori montani. Noi non stiamo discutendo un progetto di legge per piccoli comuni, anche se, è vero, esiste una legge nazionale che prevede l'esclusione dei comuni con un certo numero di abitanti. Però, in materia di ordinamento di enti locali la Regione ha potestà primaria per cui può disciplinare autonomamente la materia.

In particolare i comuni di Nuoro e Quartu Sant'Elena sono comuni che hanno consistenti porzioni di territorio montano, migliaia di ettari destinati anche ad area parco; e infatti l'emendamento 18 dice che l'esclusione dalle Comunità montane di questi comuni non priva i rispettivi territori dei benefici derivanti dagli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.

Nella stessa stesura di questo emendamento rilevo una contraddizione, perché se viene riconosciuto che quei territori sono montani, per cui non devono essere esclusi dalle provvidenze, non vedo perché debbano essere altre amministrazioni comunali a decidere sull'utilizzo di territori appartenenti ad amministrazioni che vengono escluse dalla possibilità di gestire e pianificare gli interventi. Sono quindi nettamente contrario all'emendamento numero 18, e ritengo che sia più opportuno rimandare a una riflessione più approfondita la possibilità sia di inclusione che di esclusione di comuni nell'ordinamento delle Comunità montane.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna)). Intervengo, signor Presidente, nella mia qualità di consigliere regionale; ritengo però, anche come componente della Giunta, di essere consequenziale con il mio intervento all'iniziativa, promossa dall'onorevole Sanna, dall'onorevole Cassano, e sulla quale tutto il Consiglio concorda, di rimettere ad altro provvedimento il problema della rideterminazione delle circoscrizioni, e quindi anche della eventuale inclusione se hanno i requisiti, o di esclusione se non li hanno, di comuni nell'ambito delle Comunità montane. Ora, questo lo ricordo all'Aula, tenuto conto che siamo tutti convinti assertori del riconoscere maggiore autonomia al sistema delle autonomie locali, io vorrei sapere se sono stati interpellati i sindaci, le rappresentanze dei comuni di Olbia, di Nuoro e di Quartu Sant'Elena, e quale valutazione abbiano dato anche sul problema della sede provvisoria. Direi che questo, non voglio usare parole grosse, se non è un vero e proprio attentano all'autonomiadegli enti locali minori, mi pare comunque un segnale, da parte del Consiglio, non propriamente coerente.

Su questo emendamento, pertanto, lo dico a titolo personale, annuncio il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

pirisi(D.S.), relatore. Trovo innanzitutto singolare che un rappresentante del Governo della Regione dica quale tipo di procedura si sarebbe dovuta seguire per coinvolgere gli enti locali nella stesura di una legge di riordino, anche se parziale, delle Comunità montane. Assessore, non me ne voglia, non è una polemica rivolta alla persona, ma all'autorevole rappresentante della Giunta regionale. E' evidente che se una strada diversa poteva essere percorsa dall'Esecutivo avrebbe anche potuto promuoverla lei, coinvolgendo le comunità locali, i sindaci che ha citato.

Assessore, la Commissione, ha dovuto lavorare, evidentemente, in modo anche abbastanza affrettato, perché in qualche misura ci si doveva riappropriare delle prerogative della prima Commissione stessa, in quanto nell'assestamento di bilancio, quindi in un documento proposto e redatto in prima persona dall'Assessore del bilancio, vi era un articoletto che entrava nel merito delle questioni che oggi stiamo discutendo, cioè sul drastico ridimensionamento del numero dei componenti delle Comunità montane senza che nessuna interlocuzione ci fosse stata, Assessore, da parte della Giunta, né con le Comunità montane né con altri..

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo non è vero.

PIRISI (D.S.), relatore. Io presumo, Assessore.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lei non deve presumere.

PIRISI (D.S.), relatore. Se lei aveva avuto precedentemente una interlocuzione con i soggetti che poc'anzi ha citato sarebbe stato doveroso da parte sua rappresentarlo anche alla prima Commissione. Comunque, nel merito delle cose che sono state dette, credo che oggi, anche alla luce della discussione e del confronto intercorsi, emerga con forza la necessità di una legge di riordino complessivo delle Comunità montane.

Va anche detto, però, che l'esclusione dei comuni con popolazione superiore a 40 mila abitanti e dei capoluoghi di provincia è sancita in maniera chiarissima dalla legge 3 agosto 1999 numero 265, quando dice: "Restando sempre esclusi i capoluoghi di provincia e i comuni con popolazione complessiva superiore ai 40 mila abitanti".

Devo dire per quanto riguarda la scelta anche provvisoria della sede che, a titolo personale avrei preferito altra soluzione, e cioè che rimanesse provvisoriamente la vecchia sede, oggi la Comunità montana ha sede a Nuoro, in attesa che lo statuto stabilisse i criteri per la scelta della sede definitiva della Comunità montana. Quando certe scelte nascono da una mediazione, si deve cercare di contemperare le diverse esigenze che sono rappresentate, per cui il Presidente della Commissione e il sottoscritto come relatore hanno apposto una firma tecnica sull'emendamento numero 18, e riteniamo che questo sia stato il punto di intesa più alto che si potesse raggiungere, e in quanto tale voglio sottolineare ancora una volta che la scelta della sede ha un carattere di provvisorietà assoluta. Mi rendo conto che probabilmente gli attuali amministratori delle Comunità montare troveranno qualche disagio in considerazione del fatto che è stata assegnata un'altra sede. Credo comunque che quanto prima i consigli delle Comunità montane dovranno approvare lo statuto e con esso stabilire la sede definitiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

selis(Popolari-P.S.). Signor Presidente, mi trovo in una posizione inusuale sentendo le cose che diceva l'assessore Pittalis sulle procedure; ma se la Giunta chiede di sospendere il provvedimento perché dobbiamo consultare gli amministratori locali noi siamo disponibili.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho posto un altro tipo di problema a titolo personale.

CUGINI (D.S.). Non può, Assessore, parlare a titolo personale. Non esiste!

SELIS (Popolari-P.S.). L'Assessore ha detto a titolo personale, però siccome il "titolo personale" appartiene ad un esponente di rilievo della Giunta, e siccome la Giunta non sarà insensibile alle proposte di un tale esponente, se la Giunta ci chiede di rivedere la procedura con cui stiamo approvando questa legge, di sospendere la legge per sentire i sindaci o gli amministratori locali, noi diciamo da subito che siamo disponibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, in questa legislatura ne stiamo vedendo un po' di tutti i colori.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche nella scorsa!

FADDA (Popolari-P.S.). No, no, credimi, in questa legislatura ne stiamo vedendo, diciamo, di più colori; però, assessore Pittalis, non è pensabile che un consigliere rivesta un ruolodi maggioranza e di opposizione insieme.

Tutti i consiglieri regionali hanno ricevuto delle pressioni, da parte degli amministratori locali, per apportare delle modifiche al provvedimento relativamente ad un possibile aumento del numero degli assessorati oppure per non diminuirlo. Qui le riforme si fanno anche avendo la capacità qualche volta, e mi riferisco in modo particolare a un autorevolissimo componente della Giunta regionale, di stare zitti, perché ciascuno di noi oggi avrebbe potuto portare delle rivendicazioni di carattere campanilistico. Ma la legge nazionale è abbastanza chiara per cui non si possono utilizzare strumentalmente le affermazioni di un Assessore che sostiene di non parlare nella sua qualità di Assessore.

Se la Giunta regionale intende sospendere il provvedimento lo sospenda, e promuova le consultazioni. Si è riunita la Commissione, tutti quanti hanno fatto dei sacrifici per resistere alle pressioni, perchè le riforme, Assessore, hanno un costo anche per l'opposizione. Non accettiamo lezioni da parte di nessuno, specialmente quando la legge nazionale prevede proprio per questi comuni, chiaramente, che non entrino a far parte delle Comunità montane. Quindi, se la Giunta regionale intende fare le consultazioni ospendiamo il provvedimento e, successivamente, riapriremo ex novo la discussione, però non è serio che la Giunta regionale, al di là del fatto che i suoi esponenti parlino o meno a titolo personale, cerchi strumentalmente di ottenere qualche consenso anche in tema di riforme.

PRESIDENTE. Presidente Floris, ci sono ancora quattro iscritti a parlare, vuole parlare subito o ritiene di doverli prima ascoltarei?

Floris Mario(C.S.), Presidente della Giunta. Voglio parlare subito per evitare che si apra una discussione su un problema che mi pare inesistente. La Giunta ha già espresso sull'emendamento il proprio parere positivo attraverso l'Assessore competente per materia.

Non mi pare che il problema di metodo sollevato dall'Assessore della programmazione, il quale ha ritenuto di dover esternare al Consiglio una propria posizione personale, influisca sul giudizio che la Giunta nel suo complesso ha espresso sull'emendamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis ha detto che parlava come consigliere regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

sanna salvatore (D.S.). Dopo l'intervento del Presidente Floris, io ho ben poco da aggiungere. Comprendo anche le perplessità espresse dal collega Pusceddu, così some comprendo benissimo le perplessità espresse dal collega - in questo caso lo chiamo ad hoc "collega" - Pittalis, perché non è una questione semplice. Può essere però uno stimolo, e io invito i colleghi del Governo regionale a prenderlo proprio come tale, a definire ancora più rapidamente il problema del riordino, perché questo ci consentirebbe anche di dare risposte un po' più compiute a tutta questa problematica.

Io non ho avuto modo di parlare con l'amico sindaco di Quartu, nonché mio compagno di partito, che sarà probabilmente irritato per questo, ma su queste questioni dobbiamo comunque andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

falconi(D.S.). Signor Presidente, abbrevio il mio intervento a seguito di quello del Presidente Floris. Anch'io comprendo le argomentazioni portate poc'anzi dai colleghi Pittalis e Pusceddu, ma voglio ricordare, e intervengo per questo, che nella precedente legislatura, al momento del voto venne chiesto il rinvio di una proposta di legge, da me presentata, con le stesse motivazioni addotte oggi. Quindi questa è una scena già vista cinque anni fa, e ne stiamo riparlando dopo cinque anni. Credo sia giunto il momento di concretizzare, perché altrimenti rischiamo di perderne altri quindici, di anni.

Quindi, chiedo che non si ipotizzino ulteriori rinvii ma si proceda spediti verso l'approvazione di questa che, già allora, come oggi, fu definita "leggina" o "coriandolo di riforma".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

nuvoli(F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo brevemente per sottolineare, in modo molto sereno, pur comprendendo le posizioni di tutti i colleghi, che su questo punto (poi poco importa francamente chi ha firmato l'emendamento), c'era un'intesa sostanziale tra tutte le forze politiche. Infatti si trattava di recepire semplicemente una norma di legge nazionale; esattamente una norma contenuta nella legge numero 265 del '99, solo e semplicemente questo. Il Consiglio regionale, quindi, si dovrebbe limitare esclusivamente a recepire questa normativa, nient'altro, perché a questo noi siamo tenuti. Io non entro infatti nel merito se questa legge sia giusta o no, perché potrebbe anche non esserlo, ma non è questo il punto.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 2 e 10. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 18.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 18 all'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 59

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 47

contrari 12

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, Segretario:

Art. 4

Rinnovo delle Giunte in carica

1. Il rinnovo delle Giunte delle comunità montane deve avvenire entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge.

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati gli emendamenti 3 e 12. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Biancu - Ortu - Demuru - Falconi - Dore - Manca - Morittu.

Art. 4

Al termine dell'articolo sono aggiunte le seguenti parole:

", trascorsi i quali il competente comitato di controllo, previa fissazione di un termine entro cui provvedere non superiore a sette giorni nomina un commissario incaricato di convocare il Consiglio per procedere all'elezione del Presidente e degli altri membri della Giunta esecutiva". (3)

Emendamento aggiuntivo Cossa - Floris - Usai - Floris - Amadu - Capelli - Cappai.

Art. 4

Al termine dell'articolo sono aggiunte le seguenti parole:

", trascorsi i quali il competente comitato di controllo, previa fissazione di un termine entro cui provvedere non superiore a venti giorni, nomina un commissario per la convocazione del Consiglio per l'elezione del Presidente e della Giunta esecutiva". (12)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare gli emendamenti.

SANNA SALVATORE (D.S.). Anche in questo caso, Presidente, è stata trovata un'intesa in Commissione. I due emendamenti, che recavano rispettivamente un termine di 7 e 20 giorni, vengono unificati e il termine viene fissato in 15 giorni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Presidente, Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MILIA, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione i due emendamenti con la correzione fatta dall'onorevole Sanna Salvatore. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5

Abrogazione di norme

1. E' abrogata la legge regionale 23 aprile 1994, n. 19 (Integrazione alla legge regionale 3 giugno 1975, n. 26 "Costituzione, funzionamento e attività delle comunità montane. Esercizio delle competenze attribuite alla Regione dalla Legge 3 dicembre 1971, n. 1102").

2. E' altresì abrogato il numero 1) del comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale n. 26 del 1975.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

Art. 6

Efficacia degli attuali statuti

1. Le disposizioni degli statuti delle comunità montane approvati con legge regionale, qualora siano in contrasto la presente legge, cessano di avere efficacia dalla sua entrata in vigore.

2. Le disposizioni degli statuti delle comunità montane approvati con legge regionale, qualora siano in contrasto con le nuove disposizioni statutarie approvate ai sensi dell'articolo 1, cessano di avere efficacia dal momento in cui queste ultime entrano in vigore.

PRESIDENTE. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento numero 14, se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Biancareddu - Frau - Piana - Rassu - Federici.

Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:

Art. 6 bis

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione. (14)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 14 è ritirato.

PRESIDENTE Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del testo unificato delle proposte di legge numeri 68/A e 94/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI ? ORTU - PACIFICO - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PUSCEDDU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione.

presenti 62

votanti 60

astenuti 2

maggioranza 31

favorevoli 60

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del Documento: "Proposta di modifica al Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna (10/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno al punto 5 reca: "Proposte di modifica al Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna". Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Demontis, relatore.

DEMONTIS (Patto Segni-Rif.Sardi), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo alla votazione del documento. Ricordo ai colleghi che è necessaria una maggioranza di 41 voti per l'approvazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io chiedo il voto segreto.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico del documento numero 10/A.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione.

presenti 61

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 41

favorevoli 52

contrari 6

nulli 1

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - LA SPISA - LAI - LICANDRO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PACIFICO.

Discussione e approvazione del "Programma di intervento per gli anni 1988-1990 Prelevamento dal Fondo di riserva per le spese impreviste" (Progr. N. 1/A)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di avere ancora un po' di pazienza. Il punto 6 dell'ordine del giorno reca la discussione dell'importante programma, 1/A, relativo alla legge 24 giugno 1974 numero 268: "Programma di intervento per gli anni '88-'90. Prelevamento dal fondo di riserva per le spese impreviste; relatore, il consigliere La Spisa. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I..-Sardegna), relatore. Il relatore si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.). Io credo che non si possa discutere questo programma perché non sappiamo di che si tratta e non ci sono, quindi, le condizioni oggettive per una discussione serena ed un voto consapevole. Pertanto, se non siamo in grado di proseguire i lavori con le opportune conoscenze decidiamo di passare ad altro.

PRESIDENTE. Onorevole Dettori, do subito la parola all'Assessore che fornirà i necessari chiarimenti. Voglio però ricordarle che questo provvedimento è all'ordine del giorno, come tutti gli altri, fin dall'inizio della tornata consiliare, quindi lei aveva il dovere, mi perdoni, di informarsi sugli altri e anche su questo. Non è una valida motivazione di rigetto la sua.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di un programma di intervento per gli anni 1988 e '90, sulla base di una deliberazione della Giunta regionale del 28 luglio 1999, assunta su proposta dell'allora Assessore della programmazione, onorevole Piersandro Scano, che aveva autorizzato il prelevamento di una somma da un titolo di spesa e il suo spostamento ad un altro titolo di spesa, come specificato appunto nel provvedimento, al fine di provvedere a delle esigenze che erano sorte nel corso della esecuzione dei lavori presso il centro congressi di Alghero.

Si tratta di reintegrare le disponibilità del titolo di spesa, precisamente il titolo 8.3.4 del programma di intervento per gli anni '82-'84, in conseguenza del pagamento effettuato per maggiori compensi a favore della impresa "Fratelli Olla s.n.c.", in esecuzione di una delibera della Giunta, la numero 6 del 19 febbraio 1997.

Ecco quindi oggi la ragione di sottoporre il provvedimento all'approvazione dell'Aula, così come meglio precisato nella relazione della Giunta.

PRESIDENTE. Ricordo che questo provvedimento è stato approvato dalla terza Commissione il 29 marzo del 2000, quindi è un documento ormai vecchio.

Poiché non vi sono iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame del contenuto del programma. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura del contenuto del programma.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare passiamo alla votazione finale del documento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col sistema elettronico del programma numero 1/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione.

Presenti 55

Votanti 54

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 54

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Sospendo i lavori del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 46, viene ripresa alle ore 21 e 09)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ha deciso di concludere i lavori del Consiglio. Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 21 e 10.