Seduta n.234 del 15/09/2006
CCXXXIV SEDUTA
VENERDI' 15 SETTEMBRE 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Vicepresidente SECCI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 21.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 8 settembre 2006 (228), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Licandro, Francesco Sanna e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 settembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sulle possibilità di sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'IGEA e del Parco geominerario". (606)
"Interrogazione Masia - Balia, con richiesta di risposta scritta, sull'eccezionale gravità in cui versa il comparto agro-zootecnico conseguente alla siccità e alle alte temperature che hanno interessato il territorio nord occidentale della Sardegna nell'annata agraria 2005-2006". (607)
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di espletamento del bando di gara per l'affidamento della realizzazione di una rete del Sistema informativo sanitario regionale (SISAR)". (608)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dell'Azienda ospedaliera Brotzu". (609)
"Interrogazione Caligaris - Ibba, con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara comunitaria a procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione". (610)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interpellanza Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu sugli aiuti per gli investimenti nelle aziende agricole (annualità 2006) previsti dal bando POR - Misura 4.9." (188)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Mozione La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Rassu - Sanciu - Sanjust - Dedoni - Ladu - Murgioni - Gallus - Amadu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Artizzu - Pisano - Farigu - Liori - Biancareddu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Vargiu - Cassano - Capelli - Cuccu Franco Ignazio sulla politica regionale della pesca, problematiche e prospettive, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (91)
"Mozione Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Farigu - Amadu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Pisano - Sanciu - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (92)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 238/A. Poiché il relatore è assente, sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24 , viene ripresa alle ore 10 e 36.)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi le determinazioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Nella mattinata odierna si concluderà l'esame della proposta di legge numero 238/A, concernente "Norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna". Non verrà convocata per l'espressione del parere la Commissione competente, che si rimetterà all'Aula su tutti gli emendamenti. Il Consiglio è riconvocato per martedì mattina per l'esame di due mozioni all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Davoli, Giorico e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Gallus - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo Alberto - Rassu - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Dedoni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 56
astenuti 3
maggioranza 29
favorevoli 42
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Sospendo lavorala seduta per cinque minuti, per consentire agli Uffici di riordinare gli emendamenti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 40 , viene ripresa alle ore 10 e 49.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1
Finalità e obiettivi
1. La Regione autonoma della Sardegna riconosce il cinema quale mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale, di comunicazione e di crescita sociale ed economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse.
2. Nell'ambito delle competenze ad essa attribuite la Regione persegue i seguenti obiettivi:
a) incentivare la produzione in Sardegna di opere cinematografiche al fine di rafforzare e qualificare le imprese locali, attrarre le produzioni nazionali e internazionali, favorire la crescita professionale degli operatori del settore, diffondere la conoscenza dell'Isola;
b) sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche riguardanti la Sardegna mediante l'accesso ai circuiti di programmazione e la partecipazione a rassegne, festival e altre iniziative rivolte alla promozione e alla diffusione;
c) promuovere le attività culturali inerenti il cinema secondo criteri di valorizzazione della qualità;
d) incentivare l'attività di associazioni e circoli del cinema, l'esercizio cinematografico e l'incremento di spazi idonei alla fruizione in tutto il territorio regionale;
e) favorire la formazione alle professioni del cinema e l'educazione all'immagine;
f) assicurare l'acquisizione, la conservazione, la fruizione e la diffusione per fini culturali ed educativi, del patrimonio cinematografico e audiovisivo, con particolare riferimento a quello relativo alla Sardegna;
g) dare impulso allo studio, alla ricerca e alla sperimentazione nell'ambito del cinema e degli audiovisivi.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 14
Al comma 1 dopo le parole "di formazione culturale" sono aggiunte le parole "di valorizzazione della lingua sarda". (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo
Articolo 1
Alla lettera f del comma 2 dell'articolo 1 si aggiungono le seguenti parole "con la collaborazione dell'Ente pubblico radiotelevisivo e con le emittenti private". (3)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 1
Al comma 2 dopo la lettera g) è aggiunta la seguente lettera:
"g bis) valorizzare produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda". (15).)
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa per illustrare gli emendamenti numero 5 e 15. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per illustrare il senso di una serie di emendamenti che abbiamo presentato a questo progetto di legge.
Segnatamente è subito in votazione l'emendamento numero 5, che propone l'inserimento, nella prima parte dell'articolo 1, dove si parla di finalità e obiettivi, dopo le parole "riconosce il cinema quale mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale" delle parole "di valorizzazione della lingua sarda". Questo perché con gli altri emendamenti proponiamo una serie di modalità, legate sia alla spesa sia all'azione della Regione, che tendono a fare in modo che la lingua sarda, in questo settore specifico, abbia un ruolo certo e non lasciato alla discrezionalità nella fase applicativa.
Quindi anche tutti gli altri emendamenti che vedete, che poi magari illustrerò meglio, sono tesi esplicitamente in questa direzione. L'emendamento numero 5 riveste il ruolo particolare di inserire fra le finalità della legge questo aspetto che noi riteniamo veramente importante e fondamentale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, in questo primo articolo delle norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna, che precisa in maniera essenziale le finalità e gli obiettivi di questa importante legge, finalmente, dopo anni di ritardo e di discussioni appassionate e anche vivaci, il Consiglio regionale della Sardegna affronta anche questo tema, che non solo contribuisce in modo efficace a potenziare la normativa sullo sviluppo culturale di un popolo, della sua storia, dei suoi drammi e sofferenze, ma può concretamente contribuire anche alla crescita sociale ed economica della nostra Isola.
La Commissione tutta ha svolto un lavoro pregevole e la collega Cerina ha brillantemente sintetizzato il percorso non semplice che ha avuto il testo proposto, ma anche la passione che attorno a questo problema si è riusciti a suscitare, fino ad arrivare alla proposta di legge presentata a quest'Aula. Di questo dobbiamo esserne tutti orgogliosi, io credo, perché ci sprona a operare sempre al meglio e con quel buon senso che a volte ci anima e che produce un consenso ampio nell'Aula. Poi, c'è sempre la possibilità di ascoltarci reciprocamente per migliorare il testo ed esitare una buona legge, come già si sta cercando di fare.
Non ripeterò le argomentazioni addotte nella discussione generale, perché ritengo che siano di grande spessore culturale e denotino una conoscenza e una maturità che non possono che far piacere a tutti noi. Vorrei, invece, soffermarmi per qualche minuto su un aspetto dei ragionamenti svolti finora, il fatto cioè che dobbiamo operare su tante leggi sempre in ritardo e ispirandoci a ciò che si è fatto in altre regioni o a livello europeo. Certo, è sempre utile e auspicabile lo scambio di conoscenze e di esperienze, il confronto con tutti coloro che possono arricchirci per ciò che sono riusciti a fare, però non vi nascondo che il mio sogno è quello di riuscire, come classe politica sarda, come Consiglio regionale, a produrre delle proposte originali e innovative, tali da rappresentare il nostro peculiare contributo a ciò che si fa in Italia, in Europa e nel mondo. Mi si dirà che in tanti casi lo abbiamo già fatto o comunque stiamo tentando di farlo, ma io penso che dobbiamo assumere questo obiettivo in modo più determinato di quanto non abbiamo fatto finora. Ne va della nostra nuova mentalità e dignità che stiamo contribuendo a creare per affermare la nostra nuova collocazione tra i popoli d'Europa e del mondo.
La Commissione Europea, come si dice anche nella relazione della proposta di legge, intervenendo su alcuni aspetti culturali e giuridici ha precisato che "l'attività degli Stati membri volta a promuovere la produzione audiovisiva è quindi di importanza fondamentale per consentire alla cultura e alla capacità creativa locale di esprimersi rispecchiando la varietà e la ricchezza della cultura europea". Si tratta di affermazioni importanti che non possono essere da noi sottovalutate - e non lo sono state -, di atti politici di grande rilevanza per la cultura in Europa, che aprono prospettive di estremo interesse anche per la Sardegna e che noi stiamo realizzando con questa bellissima legge.
Secondo me sta qui l'essenza di tutto il nostro ragionamento. Registro con piacere, dunque, che un altro capitolo della lunga attività di riscoperta e svelamento della nostra identità etnostorica si sta aprendo, mentre importanti passi in avanti si stanno facendo nel campo storico, archeologico, musicale e così via. Questo non lo dico perché penso che il cinema serva solo a esaltare la nostra identità o serva solo ed esclusivamente a uso e consumo dei sardi, ma perché sicuramente anche ciò che questa legge contiene ci consente di valorizzarci e di valorizzare la nostra storia, la nostra cultura, le persone che si occupano di questo settore, per presentarci con una nostra personalità specifica al confronto, allo scambio e all'arricchimento con il resto dei popoli dell'Europa e del mondo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, intendo illustrare il senso di due emendamenti presentati dal nostro Gruppo, che spero la maggioranza vorrà accogliere, indirizzati a valorizzare e comprendere nel testo di legge l'importanza, stranamente dimenticata in questo testo, dell'archivio della sede regionale della RAI Sardegna, che non è nemmeno menzionato.
Ora, io ricordo che, tra l'altro, nel 1943 proprio in Sardegna nacque quella che fu la prima radio libera italiana e una delle prime radio libere d'Europa. Nel 1943, all'indomani della firma dell'armistizio, nacque a Bortigali, in uno scantinato, utilizzando apparecchiature di fortuna abbandonate o regalate dai militari, e nacque a opera sia di militari stessi sia di civili che collaborarono con questa impresa avendo un'intuizione veramente lungimirante e felice, Radio Brada. Radio Brada fu radio Sardegna, la quale faceva un'informazione, anche a supporto dei militari, destinata ai civili unendo le notizie di cronaca della guerra, di ciò che andava succedendo in Sardegna, in tutta Italia e anche in Europa, perché era ascoltata, anche fuori dell'Italia, mediamente ogni giorno da centinaia di migliaia di militari e di civili. Fu la radio privata che diede per prima, venti minuti prima di Radio Londra, la notizia della fine della guerra, prima di Radio Londra e prima di Radio Roma! Ma Radio Brada non fece soltanto questo genere di informazione, per altro di valore storico importantissimo, fece anche intrattenimento e produzione, produzione radiofonica si intende.
Da quel patrimonio iniziale, da quel momento iniziale nacque quello che fu il centro di produzione RAI in Sardegna, che continuò per tutti gli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta e Ottanta e fino all'infelice, a mio avviso, decisione della RAI di sopprimere il centro di produzione regionale, agli inizi degli anni Novanta. Ma fino alla chiusura del centro di produzione RAI della Sardegna, la RAI produsse un grande quantitativo di opere cinematografiche, lungometraggi e cortometraggi. E' una produzione immensa, di altissimo valore e cito soltanto alcuni degli autori che lavorarono per la RAI: Giuseppe Mantovani, Giuseppe Lisi, Giuseppe Dessì, col suo famoso "La Sardegna un itinerario nel tempo", del 1963, Marcello Serra, che tradusse cinematograficamente il suo "Sardegna quasi un continente", ed erano gli anni Sessanta. Tutto questo è riconosciuto, tra l'altro, dalla stessa Regione sarda che nel suo sito ha dei link che portano proprio ad alcune opere cinematografiche realizzate in Sardegna da autori sardi e anche non sardi, guarda caso facendo riferimento proprio all'archivio storico della sede regionale della RAI.
Ora, io ripeto ciò che ieri anche i colleghi Moro e il collega Diana dicevano in proposito: questa legge non può parlare soltanto di un altro archivio che esiste in Sardegna, che sicuramente è importante e degno di considerazione, che è quello della Società Umanitaria, trascurando l'archivio della RAI. E dirò di più, in questo emendamento noi abbiamo aggiunto anche un cenno alle emittenti private, che hanno ormai quasi trent'anni di vita, in Sardegna, e che hanno prodotto alcune significative opere di lungometraggio, se non di cinema in senso stretto. Quindi mi meraviglia davvero che in questa legge non si faccia un riferimento alla valorizzazione da parte della Regione di questo patrimonio, che è un patrimonio veramente di tutti, da salvaguardare, da considerare e assolutamente da acquisire e conservare, perché è un patrimonio davvero profondamente legato alla nostra storia degli ultimi decenni, nella quale la Sardegna non ha avuto un ruolo, probabilmente, di primo piano a livello internazionale, ma ha la sua storia, ha prodotto il suo patrimonio cinematografico che, quindi, tramite questo emendamento e anche un altro emendamento che noi abbiamo presentato, relativo all'articolo 14, chiediamo che venga preso in adeguata considerazione.
Crediamo che questo sia almeno un primo passo verso il riconoscimento di questo patrimonio dei sardi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ho chiesto di parlare in ragione di alcune considerazioni che faccio sul testo, ed esattamente collegando l'articolo 1 a ciò che segue, perché questo articolo è quello delle finalità, in cui cioè stabiliamo che cosa dobbiamo fare, essendo noi una delle prime Regioni, se non la prima, ad approvare - speriamo - una legge quadro sul cinema.
E' una cosa importante, tutti noi lo riconosciamo ed è già stato sottolineato in modo particolare nella discussione generale da parte di tutti gli intervenuti. Il cinema in Sardegna: a me piacerebbe dedicare questa legge a due personaggi che secondo me sintetizzano abbastanza ciò che è stato il cinema in Sardegna, sia sul piano della produzione sia sul piano della distribuzione, o meglio della formazione di una cultura al cinema. Uno di questi personaggi è morto, a 84 anni, di recente a Sassari. Parlo di Fiorenzo Serra, di cui a tutti ricordo "L'ultimo pugno di terra", che è stato una bella sintesi da parte di intellettuali, che oggi sarebbero schierati probabilmente su due fronti diversi: da Antonio Pigliaru a Emilio Lussu, da Manlio Brigaglia a Giuseppe Fiori, dall'ex Ministro dell'interno, Giuseppe Pisanu, a Michelangelo Pira, Salvatore Mannuzzu, Luca Pinna, per la supervisione di Cesare Zavattini. Un documentario, un film verità sul primo Piano di rinascita molto duro, molto crudo, tanto crudo da recuperare l'apprezzamento, alla prima proiezione, dell'allora Presidente della Regione, Efisio Corrias, per la qualità tecnica e artistica delle riprese, anche se non per il contenuto.
L'altro personaggio che mi va di ricordare, e che purtroppo non è più tra noi, essendo scomparso in età abbastanza giovane, è Fabio Masala, il direttore della sede sarda della Società Umanitaria, animatore sociale e culturale di prima grandezza, colui che ha allevato un'intera generazione al gusto del cinema, alla sua visione ma anche alla discussione attorno al documento cinematografico audiovisivo. Questi due personaggi sarebbero stati molto contenti di sapere che in Consiglio regionale si discute di un'ipotesi normativa che tratta di cinema e sarebbero stati molto contenti di vedere che alcune loro ambizioni, intese come esigenze, problemi avanzati, venivano raccolte dall'organo legislativo e organizzate meglio. Ora, lo sforzo c'è nel testo, che non è un testo per l'impresa, cioè questa non è una legge per un'altra tipologia di impresa che deve nascere, non è un altro sistema per fare profitti, perché tutto qua si riduce a questo. Ogni volta che dobbiamo parlare di qualcosa, tutto si riduce a questo: chi fa profitti, chi vende e chi compra. Sembriamo un'agenzia immobiliare! Non siamo questo, la Regione è altro, la Regione sta attenta alle questioni che attengono alla sua comunità. La Regione deve fare questo, non deve comprare, vendere e sostenere imprese; ci sta anche quello se è funzionale alle esigenze di crescita e di sviluppo dell'economia e della società sarda, ma non è il suo primo compito.
Questa legge è importante, ha dei contenuti sicuramente validi e ne avrebbe avuto anche di più validi. E lo dico perché - prima lo citava il collega Artizzu - noi abbiamo un archivio imponente alla RAI e un altrettanto imponente archivio è quello della cineteca sarda, che è stato gestito, in questi anni e anche bene, in funzione della conoscenza, dalla Società umanitaria. La Società umanitaria è una società di mutuo soccorso che nasce a Milano attorno ai bisogni dei lavoratori e ha una sede in Sardegna. Noi continuiamo a versare fondi di sostegno regionali, a Milano, per mantenere in piedi la sezione sarda di questa società, che svolge un'attività culturale importantissima dappertutto, nelle scuole, nei quartieri, nelle università, nelle città e nelle campagne, e avvicina il popolo sardo al cinema, che non avrebbe avuto quell'attenzione che ha se non ci fosse stato questo impegno, se non ci fossero state organizzazioni importanti, come l'Associazione dei circoli del cinema, che hanno svolto la loro opera presso le nostre università.
Chi ha frequentato l'Università negli anni Settanta ricorderà il CUC e prima ancora il Centro universitario cinematografico, gestito da molti che ancora si occupano di politica e di cultura nella città di Cagliari. Noi traduciamo l'attenzione verso questo patrimonio filmico e verso l'opera svolta dalla Società umanitaria in un comma che dice: "La Regione riconosce il valore e l'importanza dell'attività svolta dal centro per i servizi culturali della Società umanitaria, … con sede in Cagliari, e promuove l'integrazione del suo patrimonio all'interno della Fondazione" che dovrebbe recuperare la cineteca sarda. Mi sembra poco, lo devo dire, anche a malincuore. Mi sembra poco! Da qui all'articolo 14, che tratta questa materia e che tratta il problema della cineteca sarda, che è una cosa viva, e viva deve rimanere, cioè non è solo recupero di patrimonio filmico, è anche organizzazione, manutenzione, distribuzione, organizzazione di attività, di ascolto, di visione, di discussione, è cioè animazione culturale e crescita e sviluppo di questa comunità. Forse non ci saranno molti soldi da spendere, forse non ci saranno soldi da guadagnare per alcuni, forse non ci saranno profitti d'impresa, però è una cosa importante.
Allora, da qui all'articolo 14, lo dico all'Assessore, alla relatrice, ai colleghi tutti di maggioranza e minoranza, c'è il tempo di meglio precisare questa norma e di stabilire un percorso attraverso il quale si può meglio valorizzare il corpo delle professionalità, delle attività, del patrimonio di esperienza, prima di tutto, che la Società umanitaria ha rappresentato in Sardegna e nella città di Cagliari in particolare. Lo chiedo perché è importante, e mi viene da fare un collegamento tra Fiorenzo Serra, che si apprestava, poco prima di morire, al restauro del suo importantissimo documentario "L'ultimo pugno di terra", e coloro che attorno al restauro e al rilancio dei temi della rinascita attraverso la cinematografia si erano impegnati, cioè la Società umanitaria e il suo personale.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo anch'io per sottolineare l'importanza di questo provvedimento e la cura e la passione che l'onorevole Cerina ha posto proprio nella relazione introduttiva, che rendono palese il senso e la validità dell'iniziativa.
Una brevissima osservazione relativamente al testo che, mi pare nell'articolo 1, estenda l'aggettivo "fondamentale" anche alla crescita sociale ed economica della Regione. Ecco, per quanto attiene proprio a questa espressione, ritengo che l'uso del termine "fondamentale" se si può sposare con termini come espressione artistica, formazione culturale, comunicazione, non si sposi, invece, in modo adeguato con l'espressione "crescita sociale ed economica". Proporrei all'Assessore e alla relatrice di valutare la possibilità di introdurre l'espressione: "rilevante strumento di crescita sociale ed economica".
Come socialista de La Rosa nel Pugno affermo anche di condividere con i colleghi sardisti l'attenzione nei confronti della lingua sarda, quindi ritengo senz'altro che gli emendamenti numero 5 e 15 all'articolo 1 siano da sostenere entrambi per quella qualità caratteristica della nostra realtà, ne abbiamo parlato molto a proposito del Piano paesaggistico. Se il territorio esprime cultura, formazione, dà senso alla nostra vita, figuriamoci la lingua che ne è l'espressione più diretta, immediata e più fortemente identitaria.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 3, credo che sia proprio nell'ottica dell'azione dell'assessore Pilia. Desidero, intanto ricordare che il centro di produzione della RAI era stato sostenuto a suo tempo dalla Regione con ben 500 milioni, rifiutati dalla RAI, per trasferirlo in altra sede. Si tratta, quindi, di porre l'accento su una questione di notevole importanza sollevata dall'onorevole Artizzu in Aula ed oggetto di interesse dell'assessore Pilia. L'attuale direttore della RAI sta inoltre operando in questa direzione per salvare il patrimonio esistente. Del resto, proprio il centro di produzione RAI è stato una palestra importante per registi, programmatori e tecnici. Per fare un nome, ricordo il regista Giovanni Columbu che proprio attraverso il lavoro svolto nel centro di produzione ha acquisito importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Il centro è stato, insomma, una palestra importante per tanti lavoratori, quindi è opportuno che anche su questo piano la legge incida. Oggi ci troviamo dinnanzi a situazioni paradossali. Ricordo all'Aula la situazione che si sta creando con il bando di gara per il rinnovo dell'appalto alle imprese di pulizia, che compromette le condizioni retributive di seicentocinquanta lavoratori, che percepiscono uno stipendio di 500 euro al mese. Ebbene, se le leggi approvate dal Consiglio salvaguardano i lavoratori e mettono in primo piano anche l'esigenza di creare nuove professionalità, non è male, quindi, tutelare il lavoro che c'è, dare la possibilità a chi si trova in condizioni di precariato di migliorare la propria situazione, evitare di creare emorragie in un settore dove è difficile recuperare posti di lavoro per le difficoltà in cui si trova la Sardegna. Le imprese di pulizia non fanno eccezione da questo punto di vista.
All'articolo 1 di questa proposta di legge occorre, quindi, introdurre le modifiche migliorative proposte con gli emendamenti che sono attualmente all'attenzione dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, mi sembra di capire che lei propone un emendamento orale.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Lo può ripetere, per cortesia?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Alla quarta riga del comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole "di comunicazione e" aggiungere le parole "rilevante strumento", facendo cioè un distinguo sulla parola "fondamentale", mi sembra che la formulazione sia più rispondente, poi l'Aula decida.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni l'emendamento è ammissibile. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. E sugli altri emendamenti?
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Devo comunicare che, poiché non si è riunita la Commissione, mi rimetto all'Aula sugli altri emendamenti presentati. Tuttavia, se mi consentite a livello personale, voglio esprimere la mia opinione.
PRESIDENTE. No, onorevole Cerina, non può esprimere un parere personale sugli emendamenti, si sarebbe dovuta iscrivere a parlare nella discussione.
CERINA (Progetto Sardegna). Voglio solo dire che c'è stato un apporto assolutamente positivo da parte di tutti i Gruppi nella presentazione degli emendamenti. Non sto dando nessun parere, comunque li ringrazio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 5 il parere è contrario, nel senso che ritengo sia implicita la tutela e valorizzazione anche dell'aspetto linguistico. Sull'emendamento numero 3 la Giunta esprime parere assolutamente favorevole. Suggerisco un piccolo aggiustamento formale, per cui l'emendamento è così riformulato: "anche con la collaborazione dell'ente pubblico radiotelevisivo e delle emittenti private". Sull'emendamento numero 15 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1, così come emendato.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non sono intervenuto nella discussione e mi limiterò a un suggerimento che, se possibile, chiedo venga accolto magari modificando qualche emendamento.
Mi ricollego agli interventi degli onorevoli Artizzu e Caligaris, che hanno ripreso, insieme all'onorevole Uras, a dire il vero, quello che io avevo dichiarato ieri relativamente ai fondi artistici della RAI e della Società umanitaria. E' vero che la legge all'articolo 1, comma 2, lettera f) parla di "assicurare l'acquisizione", ma questa è un'espressione molto generica. Vorrei che si specificasse il rapporto diretto e importante con la Società umanitaria e RAI Tre, che possiedono un patrimonio artistico e culturale relativo alla Sardegna che non può essere disperso in nessuna misura.
Approfitto della circostanza per dire che nessuno vuole trasformare un aspetto culturale in una macchina di mero profitto, però non può non riconoscersi che una buona organizzazione, un buon utilizzo della cultura e del sistema cinematografico, con tutta la sua strutturazione, può portare sviluppo economico e occupazione. E credo che questo non guasti assolutamente, perché sono diverse le figure professionali, lo ripeto ancora una volta, che possono essere utilizzate nella produzione e nella cura di fondi artistici, ma anche nella diffusione della cinematografia. Non va, poi, dimenticata la digitalizzazione, che è anch'essa una forma di salvaguardia dei prodotti artistici della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che con l'articolo 1 entriamo già nel merito della parte fondamentale di questa proposta di legge. Mi dispiace che l'Assessore abbia espresso parere contrario sui due emendamenti proposti dai colleghi Sardisti, perché non credo che inserire anche la valorizzazione della lingua sarda all'interno della produzione cinematografica in Sardegna possa creare difficoltà o magari un difficile ascolto della lingua sarda stessa. Spiegare che, comunque, cerchiamo di valorizzare anche la lingua sarda direttamente e in modo più esplicito…
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ma è implicito!
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). E' già scritto nella legge, è vero, lo stiamo soltanto esplicitando in modo più chiaro e più diretto.
Io credo che si debba accogliere questa richiesta, contenuta nell'emendamento numero 5, così come giustamente accoglieremo l'emendamento orale della collega Caligaris, che in effetti non dice niente di più, ma serve a esplicitare meglio un aspetto tecnico. Infatti, parlare di "rilevante strumento di crescita sociale" anziché di "mezzo fondamentale di crescita sociale" significa dire praticamente la stessa cosa, chiarendo però meglio ciò che il legislatore intende attraverso questa proposta.
Non credo che ci sia niente di strano, anche perché, molto spesso, un messaggio di collaborazione all'Aula può servire anche per chiarire, diciamo così, le posizioni magari troppo rigide a volte assunte da una parte politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.Scusate, ma avevo dimenticato di esprimermi circa la proposta dell'onorevole Caligaris, che mi sembra assolutamente accoglibile, perché migliorativa della forma in cui è scritto il comma 1 dell'articolo 1.
Circa i due emendamenti presentati dagli onorevoli Scarpa e Atzeri, ho espresso un'opinione personale, perché mi sembra implicito che l'attenzione sarà massima anche nei confronti di tutto ciò che è l'espressione della lingua sarda nelle produzioni cinematografiche. Pertanto sugli emendamenti numero 5 e 15 mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Assessore Pilia, quando lei esprime un parere lo fa a nome della Giunta. Il relatore di maggioranza si è rimesso all'Aula. Credo che sia difficile sostenere che la nostra proposta possa essere considerata implicita nel contenuto del comma 1 dell'articolo 1.
Ieri, la Giunta ha sostenuto che la legge che stavamo approvando era piena di definizioni di principio. Scusate, colleghi, mi rivolgo a voi perché questa legge la deve fare l'Aula, non la Giunta o la Commissione, quindi vi chiederei, per cortesia, un attimo di attenzione. Ieri, dicevo, abbiamo approvato una legge piena di definizioni di principio e la Giunta ha detto: "Lo riteniamo doveroso, in virtù di tutte le tendenze, le normative…". Va bene, allora noi oggi stiamo dicendo che la valorizzazione della lingua sarda non può essere implicita. La Regione ha approvato nel 1997 la legge numero 26, sulla valorizzazione della lingua sarda, per la quale sono previsti stanziamenti in appositi capitoli di bilancio. Da tutti i monitoraggi che sono stati fatti si è evidenziato che la stortura della legge numero 26 consiste nel fatto che le somme vengono destinate a interventi per la cultura in generale e non specificamente per la valorizzazione della lingua sarda.
Noi chiediamo che nel fare questa legge sul cinema, che condividiamo, si tenga presente - e i nostri emendamenti mirano a questo - l'esigenza che la tutela della lingua sarda avvenga attraverso disposizioni di legge e non dichiarazioni generiche! La norma dice che il cinema è un mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale, di comunicazione, di crescita sociale ed economica. In nessuna di queste espressioni io trovo un implicito riconoscimento del ruolo della lingua sarda. Per questa ragione, colleghi, noi chiediamo che la legge si faccia carico della necessità che una parte della dotazione finanziaria sia destinata a fare in modo che nelle nostre produzioni cinematografiche ci sia anche un po' di lingua sarda.
In alcuni degli emendamenti presentati ad articoli successivi diamo un'indicazione quantitativa. Abbiamo fatto questo con assoluto spirito costruttivo, però non si può sempre dire che vada tutto bene! Il nostro contributo su questa legge, che per quanto riguarda l'aspetto organizzativo in linea generale condividiamo, è proprio quello di dire: guardate che vi siete dimenticati della lingua sarda. Alcuni dei film che avete citato nella relazione sono in sardo e hanno avuto un grande successo anche sul piano della valorizzazione della lingua. Quando ho visto "Gli arcipelaghi" mi sono commosso! Ma cosa ci vuole a dire che deve essere previsto in legge anche questo aspetto, che non voglio collegare al fatto che ieri vi siete rifiutati di specificare che gli artisti d'arte contemporanea non devono essere sardi. Ma che cosa dobbiamo fare, i collezionisti d'arte moderna?
Dobbiamo puntare su quello che ci interessa, per cui non ci si può rifiutare di introdurre questo inciso in questa legge, perché altrimenti si crea un serio problema proprio di carattere culturale e noi, come Partito sardo, ne dobbiamo prendere atto, perché nel nostro statuto è scritto che dobbiamo difendere la nostra lingua.
Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere ATZERI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1, nel testo modificato dalla consigliera Caligaris.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Artizzu e Liori hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Farigu - Ladu - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Dedoni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 35
contrari 15
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale, con il sostegno del mio Capogruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Io voto contro l'emendamento numero 5, in accordo con la Commissione che l'aveva preso in esame informalmente, perché ritengo che affiancare tutte le volte al termine cultura le parole lingua sarda significhi distinguere la cultura sarda dalla cultura. La cultura sarda è cultura tout court, quindi non credo che debba essere reiterata tutte le volte la richiesta di lingua sarda.
Nel film che è stato appena proiettato, fatto da un regista continentale, le espressioni in sardo c'erano e non hanno turbato nessuno. Semmai dico all'onorevole Scarpa: riprendiamo la legge numero 26, che è la legge ad hoc, e facciamo una campagna perché in Sardegna la lingua sarda, che è stata anche valorizzata di recente con un disegno di legge della Giunta, diventi davvero uno strumento di promozione culturale e di presa di coscienza, ma non accontentiamoci di mettere tutte le volte lo zafferano o sa trazzea sopra leggi che sono già palesemente e con forza caratterizzate da una valorizzazione della nostra cultura. E allora per piacere non sviliamola: la cultura è cultura, che sia italiana, internazionale o sarda.
Abbiamo accolto altri emendamenti che ci sembrano più significativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Io rispetto tutte le posizioni, naturalmente, e ho sentito con piacere l'intervento della relatrice, che quanto meno entra nel merito ed esprime una posizione chiara. Voglio precisare, però, che nel nostro ordinamento giuridico regionale esiste una legge, la numero 26, che è nata dopo trent'anni di battaglie politiche in Consiglio e che parla di lingua e cultura sarda. Nell'Osservatorio regionale, tanto per fare riferimento a un organismo istituito dalla legge numero 26, ci sono linguisti, storici e antropologi, ma se in questa legge, su cui canalizziamo milioni di euro, c'è il riferimento anche alla lingua sarda ci sarà una ragione ben precisa.
Ora noi riteniamo, dal nostro punto di vista, che porre ancora l'accento sulla necessità di riconoscere il ruolo della lingua sarda sia essenziale. Abbiamo anche fatto riferimento a una percentuale di spesa, riteniamo essenziale anche questo. Se culturalmente la maggioranza, invece, ha un altro punto di vista vogliamo che questo emerga, che sia molto chiaro, per tutte le valutazioni che chiunque in questa società può fare liberamente.
La ringrazio, professoressa Cerina, per aver palesato la sua posizione sul piano culturale, ma credo che la questione della lingua sarda vada ben al di dà dell'affermazione che la cultura è un insieme, che comprende la cultura sarda, quella internazionale e così via. La lingua sarda deve essere protetta, perché si sta estinguendo. Per questa ragione la Regione deve porre in campo degli strumenti operativi e questa legge potrebbe essere uno di questi, però noi vogliamo e chiediamo che essa sia dedicata in parte, in piccola parte, anche a questo fine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per rimarcare, invece, che dal mio punto di vista porre l'accento, in questa legge, in questo articolo, sulla lingua sarda non rappresenta una diminuzione, ma un accrescimento. Quando si parla di cinema e quando si rappresenta una realtà è opportuno che non soltanto gli aspetti esterni, cioè quelli dell'ospitalità e dell'abito, possano essere valutati come sardi. L'uso della lingua non può essere una diminuzione di valore, ma anzi deve essere un elemento di accrescimento. Pertanto confermo quello che dicevo prima. Sosterrò l'emendamento numero 5 perché lo trovo corretto nel tratto identitario della nostra realtà regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi stiamo approvando una legge della Regione autonoma della Sardegna, della nazione sarda, del parlamento sardo, che concerne il cinema, il cinema a tutto campo, ma in Sardegna.
E' stato ricordato, ieri, che un film che ha fatto anche scalpore è stato realizzato in aramaico, una lingua che non esiste più. Esiste la legge nazionale numero 482 sulla valorizzazione delle lingue minoritarie, esiste la dichiarazione dell'Unione Europea sulla tutela di queste lingue e la legge numero 482 è arrivata anni dopo! Così come anni dopo e in ritardo arriva la volontà del Consiglio regionale di tutelare appieno la lingua sarda, che è un momento d'identità, e l'identità, come sostiene qualche uomo veramente di cultura, è anche fattore economico e di propulsione allo sviluppo sociale e civile.
Allora, se queste cose esistono, prego l'onorevole Cerina di considerare l'opportunità di inserire non una diminutio della cultura, ma un arricchimento, nel senso che la lingua sarda non va solo tutelata e protetta, ma va anche praticata e possibilmente fatta conoscere. Spesso e volentieri ci dimentichiamo che il sardo, nelle sue diverse varianti dialettali, è la lingua romanza più affine al latino e che oggi si sta facendo una ricerca - tratterò questo tema in altra circostanza - sulle lingue maggiormente da tutelare in campo internazionale. Per considerare una lingua parlata poi si parla anche di grammatica.
Sarebbe lungo affrontare queste tematiche oggi, ma noi che abbiamo l'opportunità di avere la lingua sarda e di poterla tutelare, tuteliamola iniziando da dove è possibile, anche dagli aspetti di diversificazione culturale che riscontriamo oggi nell'approvazione di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). La discussione di questo primo emendamento che ci apprestiamo a votare mi dà assolutamente ragione sulla linea che, ieri, ho dichiarato che avrei intrapreso, e cioè quella di non presentare emendamenti. Perché se questo è il modo di venire incontro a una legittima e penso politicamente corretta richiesta dei colleghi della minoranza, onorevole Cerina, glielo dico con estrema sincerità e per il bene che le voglio, non mi pare che sia un modo corretto, soprattutto da parte di chi appartiene a un movimento che, durante la campagna elettorale, ha fatto del panino sardo in vendita negli aeroporti uno dei suoi punti più importanti di comunicazione verso l'esterno!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). E' indubbio che la lingua è fondamento dell'identità ed essa è non solo implicita nel concetto di cultura, ma è anche elemento portante, insieme alle immagini, dell'opera d'arte, sua parte integrante, e come tale è intrinseca all'opera d'arte, al suo spirito o alla sua ispirazione. Farne un elemento estrinseco, tramite il quale, per esempio, poter avere un accesso privilegiato ai fondi regionali, rischia di trasformarla in un elemento inautentico e come tale anche inefficace. Non per altro è stato chiamato in causa l'aramaico, che immagino sia stato scelto appunto perché organico all'estetica del film.
Lasciamo, quindi, alla cultura la parte linguistica e lasciamo all'arte la libertà di scelta dei propri strumenti, tra cui quelli linguistici. Credo che sia il miglior modo di difendere la lingua e insieme lo spirito dell'arte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che si continui a proseguire il cammino su un piano completamente diverso rispetto a quella che è la collaborazione all'interno di quest'aula consiliare.
Credo che per una semplice lettura dell'articolo 1, quindi della premessa del comma 1, aggiungere dopo le parole "di formazione culturale" le parole "di valorizzazione della lingua sarda" non crei nessuna difficoltà in termini linguistici, in termini di chiarimento del testo di questa proposta di legge. Spesso ci facciamo delle convinzioni che ci portano a essere un po' testardi, ed essere troppo testardi ci fa entrare in una contrapposizione che non dà, molto spesso, nessun frutto.
I colleghi Scarpa e Atzeri chiedono soltanto e semplicemente, con l'emendamento numero 5, l'inserimento di queste cinque parole, che non entrano in contrasto con il concetto di cultura. E' soltanto un'aggiunta, per chiarire un concetto in modo ancora più esplicito. Poi è vero che nel concetto di cultura è già compreso il chiarimento che la lingua sarda è comunque cultura della Sardegna, non c'è dubbio! Stiamo chiedendo un segnale, se non l'avete capito, ma siete testardi, continuate a camminare solo nella vostra strada. E allora continuate così!
Se questo emendamento non verrà approvato abbandonerò l'aula consiliare per protesta e non parteciperò all'approvazione di questa legge, che mi ha trovato favorevole, tanto che in Commissione sono stato uno di quelli che hanno contribuito a portarla avanti. Per una fesseria - passatemi il termine - del genere non credo che si debba arrivare a una contrapposizione così estrema. Raccomando, pertanto, l'approvazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Il collega Oscar Cherchi ha testé usato il termine fesseria. Io concordo con le affermazioni fatte sia dalla collega Sanna sia dalla collega Cerina e credo che sia un errore dividere l'Aula tra chi vuole e chi non vuole difendere la lingua sarda.
Le argomentazioni che sono state portate dalle colleghe sono accoglibili e siccome non credo che il collega Scarpa presenti emendamenti per metterci ogni volta il bollino sopra, per poter dire che i sardisti sono sempre impegnati su qualsiasi legge, penso che sarebbe opportuno ritirare l'emendamento numero 5. Faccio questa proposta accogliendo l'indicazione che è stata data dalla relatrice e anche dalla collega Sanna.
Sarebbe sciocco dividere l'Aula tra chi è contro e chi è a favore della lingua sarda, perché mi pare che siamo tutti dell'idea che la lingua sarda vada difesa. Accolgo la proposta di procedere rapidamente, se ce n'è bisogno, alla revisione della legge numero 26, verificando se è adeguatamente rispettata ed eventualmente intervenendo affinché possa esplicarsi in tutte le sue potenzialità, che è poi la proposta avanzata dall'onorevole Cerina.
Invito quindi i colleghi sardisti a ritirare l'emendamento numero 5. Non mi pare giusto che un collega abbandoni l'aula, perché c'è anche chi ritiene molto valide le argomentazioni addotte dalle colleghe Cerina e Sanna, né io dovrei, se votassi contro, essere per questo individuato come oppositore della lingua sarda.
C'è una legge specifica sulla valorizzazione della lingua sarda e non c'è bisogno di richiamare questa finalità sempre e comunque. Possiamo, semmai, riesaminare la legge numero 26, discutere su come viene applicata ed apportare le necessarie modifiche in Aula
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, lei è già intervenuto.
SCARPA (Gruppo Misto). Posso rispondere?
PRESIDENTE. No, non si può assolutamente interloquire, onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Posso rispondere all'invito? Mi è stato rivolto l'invito a ritirare l'emendamento e vorrei rispondere!
PRESIDENTE. Solo se intende ritirare l'emendamento.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo la parola per rispondere all'invito del collega Marrocu!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Mi sembra che sia la prassi in quest'Aula, non mi sembra di chiedere niente che sia al di fuori della prassi che ho visto in questi anni.
Caro collega Marrocu, nello statuto del Partito Sardo d'Azione, di cui le farò omaggio, è scritto che i sardisti adottano la lingua sarda come lingua della propria azione politica e fanno tutto quello che è necessario per difenderla. Allora, qui nessuno sta mettendo bollini, qui c'è qualcuno che sta cercando di fare il consigliere regionale, se a lei non dispiace e se è consentito dalle regole di questa Assemblea!
Io ho trovato profondamente offensive le cose che lei ha detto prima. Non ci sono bollini! Qui ci sono consiglieri regionali che non partecipano ai lavori dell'ottava Commissione perché non ne fanno parte e stanno cercando di dare un contributo e di rispondere alle direttive del proprio partito. Quindi la pregherei, per il futuro, di stare attento ai termini che usa!
E' evidente che noi non ritiriamo l'emendamento numero 5 e attendiamo l'esito del voto per fare un'ulteriore valutazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere ARTIZZU ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Caligaris - Cappai - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Lombardo - Sanciu - Sanjust - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Si sono astenuti i consiglieri: Marracini - Pisano - Pittalis - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 46
astenuti 4
maggioranza 24
favorevoli 17
contrari 29
(Il Consiglio non approva).
(Il consigliere Oscar CHERCHI abbandona l'aula in segno di protesta.)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 15.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 15, perché sono convinta che non si corra il rischio di porre limiti alla cultura e alla creatività artistica se si valorizzano le produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda.
Volevo sottolineare che, se poteva in qualche modo esserci un dubbio relativamente al precedente emendamento, con questo non si corre proprio alcun rischio, perché si sta dicendo soltanto che, nell'ambito delle competenze a essa attribuite, la Regione persegue, tra gli altri, anche l'obiettivo di valorizzare le produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda. E questo mi sembra un obiettivo non esclusivo, non assoluto, non determinante e che non può in nessun modo incidere al punto da condizionare la creatività artistica di chicchessia. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, posso sostenere che è caduta la maschera sul sardismo di facciata, sulla difesa dell'identità! In quest'Aula si sono sentite le cose più amene: si vuole annacquare la lingua con la cultura, e il confronto è impari fra accademici universitari che appartengono proprio a quella rancorosa e ostile università italiana che da centocinquant'anni, con grandi finanziamenti, tutela l'italiano a discapito di tutte le minoranze: occitana, valdostana, ladina e sarda. E non c'è da stupirsi se oggi emerge la faccia dell'Università rancorosa verso questi grandi valori.
Quando noi parliamo di incentivazione e della necessità di individuare le risorse per favorire opere in lingua sarda, colleghi, non vogliamo attribuirci dei bollini o dei galloni, ma vogliamo semplicemente far capire, sperando di riuscirci, l'importanza di questa specialità. Ma, Pasolini non utilizzava per le sue opere il friulano? Eppure non aveva questi complessi di inferiorità e non faceva disquisizioni teoriche che non stanno né in cielo né in terra.
MARROCU (D.S.). E non c'era l'obbligo di legge!
ATZERI (Gruppo Misto). E non c'era l'obbligo di legge. Allora, noi con i finanziamenti preserviamo questa ricchezza, perché la ricchezza semantica della nostra lingua non ha pari. Il sardo riesce a esprimere.
E' stata ricordata, ieri, dal sottoscritto l'importanza del capolavoro "Gli arcipelaghi", per il quale furono impiegati, all'ultimo momento, attori locali non professionisti. Gli stessi attori, poi, sono stati scritturati da altri registi che hanno riservato loro migliori attenzioni rispetto a quanto non avessero fatto i salotti buoni della sinistra.
Ci sono delle contraddizioni, oltre che delle offese. A noi serve questo principio, ma saremo costretti purtroppo a ritirare tutti gli emendamenti. Non è un fatto di poco conto e ci servirà per far capire ai sardisti il tasso di pseudosardismo presente in queste Giunte di sinistra e soprattutto per un appuntamento molto importante, il nostro congresso che si terrà il 2 e 3 dicembre.
Quindi vi ringraziamo per la sensibilità politica, che non voleva certamente portare la Sardegna a su connottu, ma fare prodotti e progetti di qualità in lingua, per farci conoscere e apprezzare nel mondo, al di là delle disquisizioni italianiste che lasciano, con amarezza, il tempo che trovano. Ritireremo tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, ritiriamo gli emendamenti numero 15, 6, 7, 21, 8, 9, 16, 17, 18, 10, 11, 12, 13, 19, 20 e 14.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento...
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, è stato ritirato!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Scarpa.
(I consiglieri Atzeri e Scarpa abbandonano l'au[s1] la in segno di protesta, seguiti da quasi tutti i consiglieri della minoranza.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, credo che di fronte a una presa di posizione così drastica da parte di un Gruppo importante del Consiglio regionale sia opportuno sospendere i lavori per qualche minuto e aprire un'interlocuzione con i rappresentanti del Partito sardo, per far sì che quello che può essere un aspetto di ordine tecnico non si trasformi in una questione di carattere politico. Il fatto che i colleghi del Partito sardo stiano abbandonando l'aula può certamente pregiudicare l'importanza di questa legge. Quindi, Presidente, la pregherei di concedere cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Credo che alla luce delle cose che stanno accadendo in quest'Aula, ma soprattutto alla luce delle cose che sono accadute fuori dell'Aula, visto che sono state annunciate le dimissioni dell'assessore Dessì, sia quanto meno opportuna una sospensione. Forse anche i Gruppi del centrosinistra avrebbero necessità di cominciare a confrontarsi.
L'assessore Dessì si è dimesso e sappiamo che nelle sue considerazioni ci sono aspetti anche importanti. E qui sta succedendo un fatto straordinariamente importante: una legge sulla quale non c'erano grandi ostacoli, se non le considerazioni fatte dall'opposizione...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Manca, onorevole Meloni, onorevole Secci, grazie.
Prego, onorevole Diana, prosegua.
DIANA (A.N.). Dicevo semplicemente che portare l'opposizione ad assumere un atteggiamento certamente non consueto su una legge che, come ho detto, aveva ormai superato tutti gli ostacoli anche all'interno della stessa maggioranza - perché gli ostacoli sono soprattutto all'interno della maggioranza -, o irretire la maggioranza o l'opposizione mi pare quanto meno un fatto inconsueto.
Quindi la richiesta di una sospensione di cinque minuti, che io ritengo comunque insufficienti per risolvere il problema, è da accogliere. Soprattutto per la motivazione precedentemente addotta, credo che le interlocuzioni politiche in questo momento siano ben più importanti. Grazie.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 12 e 06.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 01, viene ripresa alle ore 12 e 06.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, la proposta di legge all'esame del Consiglio è sicuramente di grande rilievo, anche se accompagnata, mi pare, da un finanziamento non esattamente corrispondente all'importanza del provvedimento stesso.
Ci troviamo di fronte ad avvenimenti di straordinaria rilevanza politica, come le dimissioni dell'assessore Dessì o la protesta nei confronti dell'assessore della sanità Nerina Dirindin, che non solo vede coinvolte rilevanti espressioni dell'ambito sanitario, professionisti altamente qualificati, ma vede un diffuso e crescente malessere nei rappresentanti istituzionali. Vedasi la questione sul Presidente della Provincia di Nuoro, ma questo è altro.
Di fronte a questi avvenimenti, pur non togliendo nulla all'importanza del provvedimento di legge in esame, mi sembrerebbe utile per il Consiglio, per le istituzioni, per gli interessi della Sardegna…
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per gentilezza. Onorevole Farigu, la prego di concludere.
FARIGU (Gruppo Misto). Chiudo invitando la Presidenza del Consiglio a chiedere al Presidente della Regione di riferire immediatamente su tutta questa vicenda. Chiedo che siano conseguentemente sospesi i lavori perché questo avvenga con priorità assoluta.
PRESIDENTE. Onorevole Farigu, le forme regolamentari per chiedere dichiarazioni da parte del Presidente della Regione sono a lei note. Non penso che possiamo adesso modificare l'ordine dei nostri lavori per queste ragioni. Si provveda come si ritiene, nel rispetto del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e del relativo emendamento:
Capo IIInterventi a favore della produzione Art. 2
Servizi alla produzione -
Sardegna film commission
1. La Regione, attraverso lo sportello Film commission, operante presso l'Assessorato regionale competente, che con la presente legge assume la nuova denominazione di "Sardegna film commission", promuove e valorizza il patrimonio artistico ed ambientale, le risorse professionali e tecniche e crea le condizioni per attrarre in Sardegna produzioni cinematografiche, audiovisive e televisive mediante:
a) 1'informazione e la divulgazione delle opportunità e dei servizi offerti alle produzioni nel territorio regionale;
b) l'erogazione di servizi, informazioni, facilitazioni logistiche e organizzative;
c) la promozione di opere cinematografiche ed audiovise che valorizzano l'immagine e la conoscenza della Sardegna;
d) la collaborazione con enti locali, soggetti pubblici e privati, organismi di produzione e di servizi operanti in Sardegna nonché con altri organismi nazionali e internazionali.
2. La Sardegna film commission è gestita da un organismo associativo senza fini di lucro cui partecipano la Regione, come socio di maggioranza, gli enti locali ed altri soggetti pubblici e privati.
3. La direzione della Sardegna film commission è affidata, mediante pubblica selezione, ad una figura di ampia e documentata esperienza nel campo cinematografico che non abbia interessi diretti o concorrenziali nei confronti dell'attività dello stesso organismo.
4. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva lo statuto della Sardegna film commission, previo parere della competente Commissione consiliare da esprimersi entro trenta giorni.
EMENDAMENTO sostitutivo totale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 2
L'Articolo 2 è così sostituito:
"Art. 2
1. La direzione della Sardegna film commission è affidata, con procedura ad evidenza pubblica, ad una figura di ampia e documentata esperienza nel campo cinematografico che non abbia interessi diretti o concorrenziali nei confronti dell'attività dello stesso organismo. Il rapporto di lavoro del direttore della Sardegna film commission è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore a quella della legislatura e si conclude al massimo entro i novanta giorni successivi al termine della medesima." (30).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Spero che si possa mantenere un livello di concentrazione sull'esame della legge in discussione; una legge, come è stato detto, importante e sotto i riflettori, devo dire, nazionali perché la Regione sarda è la prima che si dota di una legge quadro di questa dimensione, mentre altre Regioni hanno legiferato su aspetti specifici.
Un'ambizione così alta e così fondata, perché il lavoro svolto è davvero apprezzabile, anche, devo dire, dal mio punto di vista per la democrazia che l'ha caratterizzato, non deve esporsi a debolezze. E, a mio avviso, una debolezza istituzionale della norma si annida nel comma 2 dell'articolo 2. Segnalo la cosa ai colleghi della Commissione, se avranno piacere di verificarla.
Il comma 2 dell'articolo 2 prevede che la Sardegna film commission sia gestita da un organo associativo senza fini di lucro, cui partecipano la Regione, come socio di maggioranza, gli enti locali e altri soggetti pubblici e privati. Il problema si pone sulla indeterminatezza del soggetto privato, perché non è una questione di lana caprina, si capisce qual è lo spirito dell'articolo. Lo spirito dell'articolo è quello di inserire la freschezza, il dinamismo dell'azienda in un lavoro istituzionale, però in tutte le sedi in cui questo è stato proposto lo si è fatto con gli strumenti del partenariato. Io non sono a conoscenza del fatto che in un organo di gestione di una funzione istituzionale di questo tipo si parli genericamente di privati. I privati non vengono precisati né rispetto alla loro residenza, sardi o non sardi, né rispetto all'oggetto della loro attività, e soprattutto non è indicato se abbiano fini di lucro o no, e infine nemmeno rispetto alla loro dimensione finanziaria. Un soggetto privato che abbia una grossa dimensione finanziaria di fatto subordina le istituzioni. Qui non è escluso che possa entrare a far parte della gestione della Sardegna film commission una grande casa di distribuzione cinematografica. Allora, noi dobbiamo avere questa consapevolezza. I privati sono in competizione tra loro, Assessore, come si fa a scegliere tra privati, alcuni sì altri no? Chi entra e chi rimane fuori? Perché entrano alcuni e non altri?
E poi c'è un elemento centrale del dibattito politico del centrosinistra, che si chiama conflitto di interessi. Come si può, alterando le regole della concorrenza, prevedere la presenza di privati che possono avere scopo di lucro, che decidono, almeno in termini di indirizzi, anche su ciò che loro stessi producono? E' necessario normare la presenza del privato nel pubblico e stabilire dei livelli di incompatibilità.
Noi dobbiamo tener conto che la Sardegna film commission deve essere terza rispetto al mercato. Questa terzietà non è garantita dal comma 2, che apre una finestra speculativa enorme nell'attività dell'associazione.
Se si dovesse ritenere che sono questioni di lana caprina, allora faccio presente un caso testé accaduto. Intanto tutta la discussione svoltasi in Italia sul caso Berlusconi dimostra che un privato con dimensioni finanziarie rilevanti è in grado di condizionare la vita di uno Stato. E quindi ci deve essere un limite di dimensione, perché non contano maggioranza o minoranza, conta cosa si è nel mondo, per i privati che si coinvolgono. Secondo elemento: io sono, per esempio, dell'avviso che chi ha una certa dimensione finanziaria non debba avere accesso alle cariche pubbliche se non vende. Ne sono convintissimo, se ne parlerà al momento dell'incompatibilità. Ma abbiamo un esempio recente di cosa vuol dire lasciare finestra speculative aperte, che non disciplinino i conflitti di interesse: recentemente la SFIRS ha nominato nell'assemblea del Consorzio industriale di Tortolì un signore che è socio di un consigliere di amministrazione della SFIRS e che ha una società che presta consulenza al Consorzio industriale di Tortolì. Questo signore è anche consulente della Presidenza del Consiglio regionale. Un intreccio di interesse pubblico e privato che se lo statuto del Consorzio industriale di Tortolì e lo statuto della SFIRS avessero previsto bene i rapporti di incompatibilità non sarebbe mai potuto accadere.
Guardate che non stiamo parlando di bruscolini! Il Consorzio industriale di Tortolì ha acquistato per 6 milioni di euro, dal Gruppo Mazzella, l'aeroporto, valutato 3 miliardi dalla Provincia di Nuoro, e ha un indebitamento legato a questa operazione. E' un episodio marginale, potrei citarne di più grossi.
Se, parlando di privati, non si disciplina esattamente di quali privati si tratta, se non si scrive esplicitamente in legge che essi non debbono avere scopo di lucro, come minimo, perché è un requisito previsto per la Sardegna film commission ma non per i privati, andiamo incontro a una finestra speculativa.
Avantieri, ricevo sulla mia posta elettronica la notizia del costituendo Consorzio dei produttori sardi di audiovisivi, cinema e così via. Guarda caso, appena si sta discutendo una legge è già pronto lo strumento perché possa essere incluso un privato - e non si capisce perché lui e non altri - in un ruolo istituzionale.
Io invito i colleghi della Commissione a valutare come, eventualmente, possa essere chiusa questa finestra, che io trovo l'unica pecca di questa legge; l'unica pecca perché è una finestra speculativa aperta, che apre tanti problemi, perché non capisco come selezionerete i privati. Non lo capisco, e non parlatemi dello statuto che verrà realizzato, perché lo statuto non può derogare alla legge. E avendo visto, una settimana fa, un consiglio di amministrazione di una società regionale nominare al suo interno un socio di un consigliere di amministrazione di un ente, come vi dicevo prima, che con la società di consulenza di questi signori condivide un tripudio di cose discutibilissime, credo che sia opportuno che in questa legge ci siano dei filtri ben chiari rispetto all'ingresso dei privati in un ruolo istituzionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, siamo arrivati, probabilmente, al nodo della questione. E' proprio su questa materia che nel precedente esame della proposta di legge, sette o otto mesi fa, ci fu certamente molto da dire e non si arrivò neanche a un accordo tra la proposta de La Margherita e le altre proposte. Fa specie che la proposta di legge sia tornata in Aula, esitata all'unanimità, mi pare, dalla Commissione, guarda caso composta anche da onorevoli consiglieri de La Margherita, dei D.S., di Progetto Sardegna oltre che dell'opposizione. Non si capisce per quale motivo si sia aspettato l'intervento dell'onorevole Maninchedda, peraltro preannunciato, ma avevamo detto, nel corso della discussione generale, che uno dei nodi cruciali di questa legge era proprio l'articolo 2.
Ora, io riconosco il grande sforzo compiuto dall'Assessore e dai colleghi della maggioranza, che attraverso degli emendamenti, di cui è primo firmatario l'onorevole Gessa, hanno recepito alcuni problemi che sono stati sollevati anche da me. Ho letto gli emendamenti e ho avvertito l'interesse a trovare una soluzione. Su questo particolare aspetto, peraltro preannunciato, cioè sul fatto che sia previsto un organismo non definito, senza scopo di lucro, a cui partecipano enti pubblici locali e privati, tutte le considerazioni fatte dall'onorevole Maninchedda sono ovviamente da condividere! Ma io dico che in questa materia noi avevamo proposto, a suo tempo, un'agenzia, una società per azioni, un organismo molto più leggero che si occupasse di tutto, che forse andava incontro anche al pensiero del presidente Soru. Mi pare che La Margherita, a suo tempo, l'avesse definito film found, lo spirito era lo stesso. Tra noi e quella proposta avremmo potuto trovare una convergenza. Oggi, ci troviamo con un organismo non definito, che certamente complica le cose.
Qui c'è necessità di un organismo agile, leggero, veloce, che prenda le decisioni. Poi metteteci chi volete, scegliete le persone che meglio vi aggradano, non è questo il problema, ma almeno dal punto di vista dell'organizzazione forse risolveremo tutti i problemi.
E' chiaro che si poteva recepire un suggerimento sulla nomina del direttore generale, una figura che non si capiva neanche come dovesse essere scelta. Ho letto l'emendamento che, quantomeno, dà un indirizzo su come deve essere scelto questo signore e per quanto tempo egli deve rimanere in carica, per tutto il resto il nodo cruciale di questa legge rimane il comma 2. Avete avuto la forza di sopprimere altri commi, e ve ne rendo merito, per cui o sopprimete anche questo, cosa che farebbe cadere tutto l'articolato, o altrimenti è proprio il caso di approfittare del terremoto politico che ci ha colpiti in questi minuti per sospendere i lavori e rimandare in Commissione il testo di legge. E vi assicuro che con un'adeguata modifica del comma 2 si risolvono molti problemi relativi a questa legge. Non so come potrete risolvere i problemi che invece arrivano dall'esterno, che ci hanno sopraggiunto, appunto, in questi momenti.
Credo che andare avanti comprometterebbe molto questa legge e probabilmente non sareste soddisfatti neanche voi al vostro interno, perché, come ho detto, il comma 2 non è condiviso e non lo si può far passare a colpi di maggioranza. Pertanto, l'invito a sospendere i lavori, che è già stato formulato dall'onorevole Farigu, credo debba essere reiterato e quantomeno occorrerà riunire la Conferenza dei Capigruppo per capire se sia opportuno andare avanti in una situazione in cui ormai la minoranza è praticamente assente, perché ha abbandonato i banchi del Consiglio e tra voi ci sono molte perplessità. Forse sarebbe meglio tornare in Commissione, chiedere un ulteriore sacrificio al Presidente della Commissione e alla professoressa Cerina perché riprendano in mano questo testo di legge e ce ne diano una versione ancora più aggiornata e conseguente alle critiche che sono pervenute.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Ovviamente, mi dichiaro contrario alla richiesta del collega Diana. A me dispiace che neanche i colleghi del Partito Sardo d'Azione siano presenti e che abbiano ritirato i loro emendamenti. Il fatto che l'Aula non accolga, tra l'altro con una votazione, un emendamento non può essere utilizzato come elemento giustificativo per ritirare gli altri emendamenti e abbandonare la riunione.
Quindi, anche da qui rivolgo l'invito ai colleghi a rientrare in aula e a continuare a dare il proprio contributo alla discussione. Vorrei, anche a nome degli altri colleghi della maggioranza, fare nostri gli emendamenti che sono stati ritirati, in modo che l'Assemblea, di volta in volta, visto che il relatore si rimetterà all'Aula, possa valutare se sono migliorativi del testo e quindi accoglierli.
Chiederei al Presidente, se è possibile, che anche l'emendamento numero 15 all'articolo 1, essendo aggiuntivo, sia recuperato. Quindi tutti gli emendamenti ritirati dai colleghi sardisti sono fatti propri dal sottoscritto, che sta facendo questo anche a nome degli altri colleghi della maggioranza e dei Capigruppo di maggioranza. Il recupero dell'emendamento aggiuntivo numero 15 non ci riporta indietro su una votazione, magari lo si può votare per ultimo.
Un'ultima considerazione, Presidente. Un collega ha sollevato, anche se questo fatto non ha nulla a che vedere col provvedimento in discussione, un problema relativo al Consorzio industriale di Tortolì. Credo che il collega in questione abbia il dovere di fornire all'Aula, e quindi anche al sottoscritto, la documentazione che provi che il soggetto che è stato nominato nel Consorzio di Tortolì è socio dell'amministratore della SFIRS e che la società di cui si è detto ha un contratto di consulenza con tale Consorzio. Credo che sia un atto doveroso nei confronti del collega che ha sollevato questo caso, perché sia provato ciò che ha affermato, altrimenti è chiaro che noi faremo su questo fatto una valutazione differente rispetto alle conclusioni da lui tratte.
A me risulta, invece, che ci sia già una querela contro organi di stampa che hanno dichiarato le stesse cose che ha dichiarato qui il suddetto collega.
PRESIDENTE. Onorevole Maninchedda, su che cosa vorrebbe intervenire?
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Se posso, vorrei intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Penso di no. Intanto vorrei dire ai colleghi che, ragionando sugli argomenti all'ordine del giorno, si può anche, e lo si è sempre fatto, esemplificare riferendosi ad altre materie per specificare meglio il proprio pensiero, ma non è certamente consentito introdurre argomenti che non sono in discussione. Per cui invito i colleghi a limitarsi in tal sento. E' successo, ma non doveva succedere, non ho fermato in tempo chi stava parlando, però limitiamoci a discutere gli argomenti all'ordine del giorno e i problemi ad essi connessi, che mi sembra siano già sufficienti a ingarbugliare i lavori di quest'Aula.
Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole Marrocu, devo dire che la presidente Lombardo aveva chiesto ripetutamente se poteva mettere in votazione l'emendamento numero 15, e l'onorevole Scarpa, in modo anche abbastanza stizzito, le ha risposto che l'emendamento era ritirato e che quindi non poteva essere messo in votazione. Siamo in una fase successiva, per cui o si trovano strumenti diversi per introdurre questo argomento, altrimenti l'emendamento numero 15 non può essere ammesso alla votazione.
E' finita la discussione dell'articolo 2 e dell'emendamento numero 30. Chiedo scusa ancora, gli Uffici mi suggeriscono doverosamente, l'avevano già fatto, me n'ero dimenticato, che l'emendamento numero 30, qualificato come sostitutivo totale dai proponenti in realtà è sostitutivo soltanto del comma 3 dell'articolo 2. Chiedo ai proponenti se l'interpretazione che sto dando è corretta.
CERINA (Progetto Sardegna). Sì.
PRESIDENTE. Grazie. Il Presidente ha detto, all'inizio della seduta, che la Commissione si rimette all'Aula su tutti gli emendamenti.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole. Io vorrei anche segnalare la disponibilità, se l'Aula lo consente, ad accogliere il suggerimento dell'onorevole Maninchedda, aggiungendo al comma 2 dell'articolo 2, dopo le parole "e privati", le parole "senza fini di lucro".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Onorevole Diana, voleva parlare sull'emendamento?
DIANA (A.N.). Sì.
PRESIDENTE. Le assicuro di aver controllato e di non aver visto iscrizioni a parlare. Le chiedo scusa se sono stato distratto, starò più attento in futuro.
Se non ci sono opposizioni l'emendamento orale proposto dall'assessore Pilia è ammissibile, quindi si vota l'articolo 2 così come modificato.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, avrei votato a favore di questo articolo se l'emendamento non fosse stato ulteriormente modificato, nel senso che, se fosse stato sostitutivo dell'articolo 2, questo emendamento sarebbe stato veramente la panacea di molti mali di questa legge, quanto meno avremmo rinviato il problema. "La direzione della Sardegna film commission è affidata a…", poi che cosa sarebbe stato affidato al direttore della Film commission lo avrebbe stabilito la Giunta, non avremmo deciso qua se si tratta di un organismo, così com'è definito, associativo, non ben definito, con o senza fini di lucro. Poi l'onorevole Maninchedda ha fatto tutto un excursus per accontentarsi di scrivere che i privati non debbono avere scopo di lucro.
Onorevole Maninchedda, lei ha piegato il capo, ha piegato il capo anche lei! Le chiedo scusa, però, veramente, dal suo intervento si erano capite altre cose. Se lei ha voluto utilizzare questa legge per veicolare altre notizie, che peraltro sono conosciutissime nel mondo politico sardo, lo poteva anche fare, però mi sarei aspettato da lei un contributo maggiore, onestamente. Perché, sì, lei ha dato una notizia, l'ha voluta utilizzare in quest'Aula, come altre volte è accaduto per strutture turistiche, per altre questioni, però noi stavamo cercando di trovare una soluzione a un inghippo che c'è in questa legge e che non viene eliminato. Anziché aggiungere semplicemente le parole "senza scopo di lucro" riferite ai privati, ma, scusi, perché non facciamo una fondazione e finisce lì la storia? Perché dovete fare tutte queste differenze? Perché volete scrivere in legge cose che non hanno senso? A parte il fatto che essere partecipi di un organismo associativo "senza fini di lucro" è ovvio che non può procurare lucro. E' ovvio!
Quindi non stiamo aggiungendo niente, è il meccanismo che è sbagliato. Se volevate un organismo con quelle finalità, l'ideale sarebbe stata la fondazione, non c'era altro modo ed era così semplice! Ma perché avete paura delle fondazioni? Non lo capisco!
Ripeto, se l'emendamento numero 30, erroneamente caricato come modificativo totale dell'articolo 2, fosse rimasto tale avrebbe dato la possibilità alla Giunta, in una fase successiva, di individuare quale tipo di organismo avrebbe dovuto….
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, il tempo è scaduto, vuole concludere?
DIANA (A.N.). No.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà, con preghiera di attenersi alle cose che ho appena detto.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Intanto, onorevole Diana, io non parlo per dare notizie o altro. Io sono convinto di ciò che ho detto e avevo proposto una griglia selettiva dell'accesso dei privati.
DIANA (A.N.). E' obbligatoria, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Diana, lei ci deve permettere, ci deve consentire di dire che non è assolutamente obbligatoria!
DIANA (A.N.). E' obbligatorio un bando pubblico per individuare il soggetto privato.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Diana, non ho l'obbligo di replicare su ogni cosa che lei dice.
Mettere dei filtri che impediscano l'accesso di chi svolge attività commerciali è già un punto considerevole di selezione e pone un vincolo sulle dimensioni, perché chi non ha scopo di lucro si trova in una dimensione compatibile con le nostre istituzioni. Questo non è per niente, per me, un chinare il capo. Espressioni di questo genere forse appartengono alla sua cultura, ma non alla mia.
Per il resto, credo che si debba comprendere che quando cito delle circostanze e parlo di statuti, cioè di finestre normative - non vedo l'onorevole Marrocu, eccolo - intendo esattamente dire che nelle finestre aperte è legittimo infilarcisi. Non sto contestando, a me non interessa quella vicenda in quanto tale, a me interessa dire all'Aula che le leggi che non filtrano esattamente il rapporto tra istituzioni e privati, consentono che si sviluppi quel tipo di rapporto. Non sono minimamente interessato né a colpire la credibilità di qualcuno, né a fare di questo un caso. Sto dicendo e dicevo che c'è la dimostrazione che laddove gli statuti - li stiamo vedendo gli statuti dei Consorzi industriali - non sono molto selettivi consentono l'inserimento di cose non gradite. Il mio parere sull'articolo 2 ovviamente è favorevole.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3Centri di produzione
1. La Regione promuove la realizzazione e l'allestimento, da parte di soggetti pubblici e privati, di strutture, spazi e centri dedicati alla produzione cinematografica e audiovisiva e favorisce l'accesso alle risorse previste nei programmi regionali per i settori produttivi ed a quelle previste dallo Stato e dall'Unione europea. )
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4Opere di interesse regionale
1. Gli interventi previsti dal presente capo riguardano opere cinematografiche realizzate o girate prevalentemente in Sardegna o aventi un diretto legame con la cultura e l'identità regionale e sono riservati alla:
a) sceneggiatura;
b) produzione di lungometraggi, di cortometraggi e di mediometraggi, così come definiti dai commi 2 e 3 dell'articolo 2 del decreto legislativo 22 gennaio del 2004, n. 28;
c) distribuzione.
2. Le opere devono essere prioritariamente destinate alla circolazione nei circuiti delle sale cinematografiche, anche qualora se ne preveda la successiva diffusione televisiva, mediante i circuiti home video, ovvero via internet o editoriale.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 4
Dal comma 3 dell'articolo 4 sono eliminate le parole "tutte" e "sceneggiati". (27)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 4
Al comma 1, dopo la parola "cultura" sono aggiunte le parole "la lingua". (6)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 4
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Almeno il 30 per cento delle risorse finanziarie annualmente stanziate per sostenere gli interventi di cui al presente articolo viene destinato ad opere in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda.". (7) .)
PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti aggiuntivi numero 6 e 7, che erano stati ritirati, sono stati fatti propri dall'onorevole Marrocu.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Accogliamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, in Consiglio si parla in piedi, per gentilezza.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Non ho capito, mi scusi.
PRESIDENTE. Prego, non ho capito io!
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Allora non ci siamo capiti a vicenda!
Per quanto riguarda l'emendamento numero 27 accogliamo l'inserimento, all'articolo 4, delle parole "la lingua" dopo "cultura".
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, non ci siamo. L'emendamento numero 27 non parla di queste cose.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Sull'emendamento numero 6, che chiede che al comma 1, dopo la parola "cultura", siano aggiunte le parole "la lingua", il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 7 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 27 il parere è favorevole. Circa l'emendamento numero 6, proposto e ritirato dagli onorevoli Scarpa e Atzeri, propongo l'introduzione al comma 1 della parola "lingua" dopo "cultura", quindi la Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Sta accogliendo l'emendamento numero 6, Assessore?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sì, la Giunta lo fa proprio.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, qual è il parere sull'emendamento numero 7?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5Sviluppo della sceneggiatura
1. La Regione, ai sensi dell'articolo 4, concede contributi ai progetti di sceneggiatura finalizzati alla produzione di lungometraggi di interesse regionale.
2. Ogni anno possono essere selezionate fino ad un massimo di cinque opere scelte sulla base dei criteri previsti dall'articolo 11. Il contributo, limitatamente ad un'opera, è concesso a favore di imprese individuali e società di produzione. Fatto salvo quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 11, almeno uno degli interventi deve essere destinato ad un giovane esordiente.
3. Il contributo deve tener conto delle spese sostenute per lo sviluppo della sceneggiatura, per l'acquisizione di eventuali diritti letterari, per i sopralluoghi e per tutte le attività di preproduzione; esso è concesso nella misura massima del 60 per cento delle stesse, fino all'ammontare massimo di 50.000 euro per sceneggiatura, aumentabili a 80.000 euro per l'acquisizione dei diritti d'autore nel caso di sceneggiature tratte da opere letterarie.
4. In caso di mancata realizzazione del film entro tre anni dalla completa erogazione del contributo di cui al presente articolo, il beneficiario è tenuto alla sua restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino ad un massimo del 20 per cento.
5. In caso di mancata restituzione del contributo, il beneficiario non è più ammesso a beneficiare delle provvidenze della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 5
I commi 4 e 5 sono soppressi. (31)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 5
Nel comma 4 sono soppresse le parole da "sino" a "cento". (22)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 5
Al comma 4, in luogo dell'espressione che va da "è tenuto alla sua restituzione" a "sostenute e documentate sino a un massimo del 10 per cento", sostituire con "decade dal beneficio e deve restituire il contributo erogato aumentato degli interessi correnti". (21)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 5
Al comma 2, dopo le parole "giovane esordiente" sono aggiunte le parole: "ed almeno uno degli interventi deve essere destinato ad un'opera in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). La ringrazio, signor Presidente, sarò velocissimo nella mia esposizione. Ieri, intervenendo nella discussione generale, mi sono permesso di portare l'attenzione dell'Aula e dell'Assessore sui commi 4 e 5 dell'articolo 5 che, a mio parere, sono illegittimi in quanto consentono, praticamente, ai soggetti che beneficiano dei contributi in conto capitale, in questo caso, se non dimostrano di averli spesi totalmente per la realizzazione dell'opera, di restituirne il 20 per cento. Io credo che questa norma non possa essere assolutamente accettata né da quest'Aula né tanto meno dagli organi preposti al controllo dei conti pubblici. Dico anche che se un privato non realizza completamente il progetto è chiaro che le spese sostenute restano tali, per cui quanto è stato realizzato deve per forza diventare di proprietà dell'ente erogatore, ma le quote di contributo non utilizzate per la realizzazione del progetto finanziato devono essere interamente restituite, gravate degli interessi di tesoreria. Questo è legge, cioè questo è nella prassi. Noi non possiamo dare soldi a chicchessia gratis dicendogli: "Guarda che se non realizzi l'opera, anziché darmi indietro totalmente ciò che non spendi, me ne restituisci solo il 20 per cento". Questo, in parole povere, è invogliare la gente a rubare!
C'è da dire anche un'altra cosa: questa non è una norma che possa essere prevista in legge, secondo me, perché non ho capito quale sia il senso della precisazione contenuta nel comma 4, che dice testualmente: "In caso di mancata realizzazione del film entro tre anni dalla completa erogazione del contributo di cui al presente articolo, il beneficiario è tenuto alla sua restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino a un massimo del 20 per cento". Pare, in questo caso, che le quote di contributo non spese anziché essere restituite gravate degli interessi di tesoreria, come dice giustamente la legge quadro, possano essere rese in misura pari al 20 per cento. E' una norma che così come è formulata non va bene. Mi sono permesso, quindi, di emendare questa disposizione solo per questo motivo, che ritengo ampiamente accoglibile. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Su tutti gli emendamenti, Assessore?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è favorevole sull'emendamento numero 31. Sull'emendamento numero 22 il parere è contrario in quanto è già contenuto nell'emendamento numero 31. Analogamente il parere è contrario sugli emendamenti numero 21 e 8.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, la dichiarazione di voto è favorevole all'emendamento numero 31. Immagino che se viene accolto questo emendamento decade il successivo, giusto?
PRESIDENTE. Sì.
PORCU (Progetto Sardegna). Grazie, era solo per questo.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Porcu.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Si è astenuto il consigliere: Capelli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 37
Astenuto 1
Maggioranza 19
Favorevoli 37
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo l'elenco dei votanti, Presidente.
PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri, non siamo in numero legale. I lavori sono aggiornati alle ore 13 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 47 , viene ripresa alle ore 13 e 18 .)
PRESIDENTE. Se i colleghi gentilmente prendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori. Prego, colleghi, accomodiamoci.
Avevamo sospeso i nostri lavori in fase di votazione dell'emendamento numero 31. Poiché non viene reiterata la richiesta di votazione nominale, possiamo procedere per alzata di mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli emendamenti numero 22 e 21 sono decaduti.
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6Produzione di cortometraggi e mediometraggi
1. La Regione eroga contributi per la produzione di cortometraggi e mediometraggi di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4.
2. Il contributo è concesso nella misura massima del 60 per cento delle spese, rispettivamente fino ad un massimo di 5.000 euro per i cortometraggi e di 40.000 euro per i mediometraggi.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 6
L'Articolo 6 è sostituito dal seguente:
"Art. 6
Produzione di cortometraggi
1. La Regione eroga contributi per la produzione di cortometraggi di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4.
2. Il contributo è concesso nella misura massima del 60 per cento delle spese, fino a un massimo di 40.000 euro.
3. Il contributo è concesso a favore di persone fisiche o giuridiche, con un adeguato riconoscimento dei progetti che vedano coinvolti i giovani.". (28)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 6
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Almeno il 30 per cento delle risorse finanziarie annualmente stanziate per sostenere gli interventi di cui al presente articolo è destinato ad opere in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda." (9).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 28, contrario sul 9.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Produzione di lungometraggi
1. Per la produzione di opere cinematografiche di lungometraggio di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4 la Regione concede prestiti a tasso agevolato.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis e dei relativi emendamenti:
Art. 7 bisFondo di rotazione
per la produzione di lungometraggi
1. Per le finalità di cui all'articolo 7 è istituito un Fondo di rotazione la cui dotazione è determinata in euro 1.000.000 per l'anno 2006 e in euro 1.300.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008.
2. La gestione del Fondo è affidata a intermediari finanziari operanti nel territorio regionale, da individuarsi mediante procedimento a evidenza pubblica.
3. I prestiti, di durata quinquennale, sono concessi, previa fideiussione bancaria o assicurativa, per un importo non superiore al 40 per cento del costo del film, elevato al 50 per cento per le opere prime e seconde, fino a un ammontare massimo di euro 400.000 per ogni progetto, elevabili ad euro 500.000 in caso di coproduzione internazionale. Possono accedere ai benefici di cui al presente comma esclusivamente società di produzione, anche per più progetti purché presentati in anni differenti, fatto salvo il rispetto dei massimali d'aiuto stabiliti in sede comunitaria.
4. Per l'effettiva erogazione, il beneficiario deve dimostrare, entro un anno dalla concessione del prestito, la disponibilità delle risorse necessarie all'intera copertura dei costi di produzione.
5. La mancata restituzione del prestito comporta l'acquisizione da parte della Regione di una quota dei diritti di utilizzazione e lo sfruttamento dell'opera fino alla corrispondenza della parte del prestito non restituita, fino al recupero degli importi dovuti; i soggetti inadempienti sono esclusi da ulteriori finanziamenti.
6. Nel caso di una nuova domanda presentata a norma del presente articolo, chi abbia già in corso un finanziamento può chiedere di reinvestire le somme ancora dovute nella produzione di un nuovo film che deve essere realizzato entro i successivi due anni.
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 7 bis
Il comma 6 dell'art. 7 bis è soppresso. (23)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 7 bis
Nel testo del comma 1 dell'articolo 7 bis la cifra "1.000.000" è sostituita dalla cifra "1.200.000". (26).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò velocissimo. Poc'anzi, in un confronto con l'Assessore e con alcuni colleghi, dal momento che le cifre indicate rientrano nel massimale degli aiuti de minimis, ho suggerito di aggiungere un articolo o un comma affinché non si superino determinate quote. Questo eviterebbe che la legge andasse in Comunità Europea, primo punto.
All'articolo 7 ho presentato, insieme ad altri colleghi, un emendamento che prevede la soppressione del comma 6. Perché? Perché questo comma è viziato da illegittimità, in quanto se si dà, giustamente, un contributo per la realizzazione di un progetto non è che a metà strada il beneficiario del contributo stesso ci ripensa e decide di fare un'altra cosa! Potrebbe farlo secondo questo comma, che quindi potrebbe essere formulato diversamente. Per esempio, se si riesce a completare il progetto finanziato utilizzando solo una parte del contributo concesso la restante parte può essere utilizzata per un altro progetto. Il comma 6, però, dice: "Nel caso di una nuova domanda presentata a norma del presente articolo, chi abbia già in corso un finanziamento può chiedere di reinvestire le somme ancora dovute nella produzione di un nuovo film", cioè non è chiaro se ci si riferisce a un progetto già completato o meno, perché se il progetto non è completato le somme non utilizzate non possono essere reinvestite in un altro progetto, pena la restituzione delle stesse.
Per cui se questo comma non viene soppresso è necessario riformularlo meglio, perché parrebbe che qui si diano soldi a chi non realizza il progetto finanziato per realizzarne un altro. E' necessario precisare che questo può essere fatto solo nel caso il primo progetto sia stato completato e collaudato, dopodiché le somme residue, anziché essere restituite alla Regione, possono essere riutilizzate per un altro progetto funzionale e completo. Per come è formulato non ritengo, quindi, legittimamente sostenibile questo comma. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 23 la Giunta si rimette all'Aula, esprime parere favorevole sull'emendamento numero 26.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8Diffusione e distribuzione
1. La Regione eroga contributi per il lancio pubblicitario e per campagne promozionali e di marketing, sia in Italia che all'estero, tesi ad agevolare la distribuzione e la diffusione di opere cinematografiche di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4 nei circuiti, nei festival, nelle rassegne e nei premi di cinema.
2. Il contributo è concesso esclusivamente a favore di società di produzione o distribuzione operanti a livello nazionale o internazionale da almeno un triennio, nella misura massima del 50 per cento delle spese; l'ammontare non può essere superiore al 10 per cento del costo di produzione del film.
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 8
Al comma 2 sopprimere la seguente frase "esclusivamente a favore di società di produzione o distribuzione operanti a livello nazionale e internazionale da almeno un triennio,". (16)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 8
Dopo il comma 2, aggiungere il comma: "2 bis) La Regione favorisce con appositi contributi la creazione di società di produzione e di distribuzione aventi sede nell'Isola." (17).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, sull'emendamento numero 16 il parere della Giunta è contrario, sull'emendamento numero 17 è favorevole.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9Cumulo degli interventi
1. I benefici di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 sono cumulabili, salvo diverse disposizioni, con analoghi interventi dello Stato e dell'Unione europea.
2. Gli interventi di cui alla presente legge, fatti salvi ulteriori limiti posti dalla normativa comunitaria e nazionale, non possono in alcun caso superare per ogni singolo film il 50 per cento del costo con riferimento al bilancio consuntivo, indipendentemente dalla natura delle singole voci di spesa che esso contiene, ivi comprese la realizzazione della sceneggiatura, della promozione e della distribuzione.
3. Nei piani di intervento per le agevolazioni tariffarie nei collegamenti aerei e marittimi nazionali sono compresi i viaggi e i trasporti attinenti a produzioni cinematografiche e audiovisive da effettuarsi in Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10Commissione tecnico-artistica
1. Per la valutazione e la selezione delle richieste di cui al presente capo, l'Assessorato regionale competente si avvale di una Commissione tecnico-artistica composta da:
a) un regista;
b) uno sceneggiatore;
c) un produttore o direttore di produzione;
d) un esperto in materia di cinema scelto tra docenti universitari di ruolo in discipline cinematografiche o critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di categoria;
e) un esperto di cultura, arte e letteratura della Sardegna scelto tra docenti universitari di ruolo o personalità di chiara fama.
2. I componenti della Commissione, scelti fra personalità di riconosciuta e documentata competenza, sono nominati con decreto dell'Assessore regionale competente, sentito il parere della competente Commissione consiliare, da rendersi entro trenta giorni.
3. I componenti della Commissione di cui al comma 1 durano in carica tre anni, decadono allo scadere del terzo anno dalla nomina e non possono essere immediatamente riconfermati.
4. La Commissione alla sua prima riunione elegge il presidente; funge da segretario un dipendente dell'Assessorato regionale competente.
5. La Commissione si riunisce su convocazione del suo presidente ed è validamente costituita con la maggioranza dei componenti.
6. Ai componenti della Commissione, che per la durata del loro mandato non possono fruire di alcun beneficio previsto dal presente capo, sono attribuiti i gettoni di presenza e le indennità ai sensi della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - PITTALIS - ATZERI
Articolo 10
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Per la valutazione e la selezione delle richieste di cui al presente titolo l'Assessorato competente si avvale di una Commissione tecnico-artistica composta da:
a) un regista che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di regista in ambito nazionale e/o internazionale;
b) uno sceneggiatore che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di sceneggiatore in ambito nazionale e/o internazionale;
c) un produttore o direttore di produzione che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di produttore e/o direttore di produzione in ambito nazionale e/o internazionale;
d) un esperto di riconosciuta competenza nell'ambito della cultura, arte, teatro, cinema e letteratura della Sardegna scelto tra docenti universitari di ruolo o critici iscritti alle organizzazioni di categoria o personalità di chiara fama;
e) un esperto di riconosciuta competenza in materia di valutazione economica di progetti culturali." (1)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 10
Al comma 6, in luogo dell'espressione "capo" sostituire con "legge". (18)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 10
Al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera:
"c bis) il presidente dell'Osservatorio regionale sulla lingua e sulla cultura sarda istituito ai sensi della L.R. 26/97". (10).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 1 il parere è favorevole, sugli emendamenti numero 18 e 10 è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:
Art. 11Selezione delle opere
1. Annualmente l'Assessorato regionale competente dà avviso in forma pubblica dei tempi e delle modalità per la presentazione delle domande per accedere ai benefici previsti dal presente capo.
2. La Commissione tecnico-artistica provvede alla valutazione delle opere ammesse secondo quanto disposto dall'articolo 4 e, con parere motivato, redige una graduatoria per ciascuno degli interventi previsti dagli articoli 6, 7 e 8 sulla base dei seguenti requisiti:
a) valore artistico e tecnico;
b) valorizzazione dell'identità regionale con riferimento al patrimonio storico-culturale, paesaggistico-ambientale, socio-economico, linguistico-letterario e antropologico della Sardegna;
c) curriculum degli autori;
d) validità economico-finanziaria del progetto e del piano di diffusione commerciale; devono essere privilegiati quei progetti che possono avvalersi di un contratto o di un'opzione di distribuzione con una delle società tra quelle riconosciute e titolate operanti sul mercato;
e) ricadute economiche sul territorio regionale in termini di servizi, impiego di maestranze e professionalità locali, in misura non inferiore al 120 per cento dell'importo del contributo richiesto;
f) curriculum del produttore e del distributore;
g) risultati di precedenti progetti, anche di corto o mediometraggio, cui abbiano partecipato il produttore o gli autori, valutato sulla base del successo di critica e/o di pubblico, dei premi e delle segnalazioni conseguiti.
3. La Commissione tecnico-artistica adotta la medesima procedura di cui al comma 2 per gli interventi di cui all'articolo 5, tenuto conto dei requisiti indicati alle lettere a), b), c), f) e g) del comma 2.
4. La Commissione tecnico-artistica, nel rispetto della graduatoria dei progetti di lungometraggio ammessi ai benefici di cui all'articolo 7, indica quelli di rilevante interesse regionale da co-produrre tramite l'intervento diretto della Regione che partecipa con una quota non superiore al 35 per cento del costo complessivo, fino a un ammontare massimo di euro 400.000 per progetto, elevabili ad euro 500.000 in caso di coproduzione internazionale. Dai costi sono esclusi i benefici di cui agli articoli 5 e 8. Le opere in coproduzione con la Regione non possono accedere ai benefici previsti dall'articolo 7. La Giunta regionale, nel rispetto di detta graduatoria, delibera sui progetti di lungometraggio proposti dall'Assessore regionale competente.
5. All'attribuzione dei benefici si provvede con le procedure previste dall'articolo 19.
6. In assenza di progetti ritenuti idonei sotto il profilo tecnico e artistico dalla Commissione, le risorse di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 possono non essere assegnate. Le somme non spese sono destinate al fondo di rotazione di cui all'articolo 7 bis.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 11
Al comma 2, dopo la parola "motivato", sono aggiunte le parole: "nel rispetto dell'art. 4 punto 5 e dell'art. 6 punto 3 della presente legge,". (11)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 11
Al comma 2, dopo la parola "articoli" è aggiunta la parola "5,". (12).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sugli emendamenti numero 11 e 12 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12Anticipazioni finanziarie da parte della Regione
1. Ai beneficiari dei contributi, di cui agli articoli 6, 7 e 8, la Regione concede, su richiesta degli interessati, un'anticipazione sino al 70 per cento degli importi assegnati. La rimanente parte è erogata a conclusione dei lavori, dietro presentazione del rendiconto delle spese e dietro consegna dei materiali da destinarsi all'archivio della Cineteca regionale sarda come previsto dal comma 9 dell'articolo 14.
2. Le opere di cui agli articoli 5 e 6 devono essere completate entro un anno dalla data di comunicazione dell'ottenimento dei benefici; quelle di cui all'articolo 7 entro tre anni. In mancanza, i beneficiari sono tenuti alla restituzione delle somme percepite con le seguenti modalità:
a) i beneficiari del contributo di cui all'articolo 5 sono tenuti alla restituzione detratte le spese sostenute e documentate fino ad un massimo del 20 per cento;
b) i beneficiari degli interventi di cui agli articoli 6 e 7 sono tenuti alla restituzione delle anticipazioni percepite aumentate degli interessi correnti.
3. In caso di mancata restituzione, il beneficiario è definitivamente escluso dalle provvidenze della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 12
Dal comma 2 sono eliminate le parole da "In mancanza" fino alla fine dell'articolo. (29)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 12
Al comma 2 lettera a) sono soppresse le parole da "fino" a "cento". (25).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 25. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). La lettera a) del comma 2 dell'articolo 12 dice testualmente che "i beneficiari del contributo di cui all'articolo 5 sono tenuti alla restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino ad un massimo del 20 per cento". Parrebbe, cioè, che si debba restituire il 20 per cento delle somme residue, cioè non utilizzate, del contributo che il soggetto destinatario ha ricevuto. E' poco chiaro.
Io ho proposto la soppressione di questo comma perché sinceramente parrebbe che chi non ha sostenuto spese per non aver realizzato il progetto che gli è stato finanziato si possa trattenere l'80 per cento delle somme che non ha utilizzato, o almeno così si legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta è favorevole all'emendamento numero 29, che ritiene accolga sostanzialmente il contenuto dell'emendamento numero 25, motivo per cui esprime parere contrario su quest'ultimo emendamento.
PRESIDENTE. Se dovesse essere approvato l'emendamento numero 29, il 25 decade, onorevole Rassu, ma è ricompreso nel 29.
RASSU (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 25 è stato ritirato, ma non ce n'era bisogno.
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13Garanzia sussidiaria
1. La Regione è autorizzata ad istituire, mediante convenzione con enti creditizi, un fondo per la concessione di garanzie sussidiarie per la contrazione di mutui relativi alla produzione e alla distribuzione di opere cinematografiche per le parti dei progetti presentati non coperte da contributi pubblici, previa valutazione della Commissione di cui all'articolo 10 e secondo i requisiti previsti all'articolo 11.
2. Le garanzie di cui al comma 1 sono concesse per le opere di interesse regionale di cui all'articolo 4 e limitatamente alle attività di cui agli articoli 6, 7 e 8.
3. La garanzia è concessa, con decreto dell'Assessore regionale competente, entro il limite massimo del 75 per cento del mutuo richiesto.
EMENDAMENTO soppressivo totale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 13
L'art. 13 è soppresso. (24)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 la cifra "75" è sostituita da "50". (32).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, su questo articolo e relativi emendamenti c'è stata una lunga discussione in Commissione e credo che alcune osservazioni che ha fatto anche l'onorevole Rassu ci portino a riflettere sul fatto che l'insieme delle provvidenze previste da questa legge possono, in alcuni casi, eccedere i limiti previsti dalla normativa europea.
Fatte queste considerazioni, che potrebbero anche mettere in discussione il fatto che la legge non venga poi impugnata dall'Unione Europea, personalmente ritengo che sia da accogliere l'emendamento numero 24 - sul quale quindi mi dichiaro favorevole - che prevede la soppressione dell'articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sono soddisfatto della precisazione fatta dall'onorevole Porcu.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 24, e ritiene implicito che quindi l'emendamento numero 32 decada.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 32 è decaduto e l'articolo 13 non viene messo in votazione perché è stato soppresso totalmente.
Passiamo all'esame dell'articolo 14, al quale è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e del relativo emendamento:
Capo IVInterventi per la conservazione, diffusione
nel territorio, formazione e ricerca Art. 14
Cineteca regionale sarda -
Centro di documentazione audiovisiva
1. La Regione promuove la costituzione della Fondazione "Cineteca regionale sarda" al fine di favorire l'acquisizione, la catalogazione, lo studio e la ricerca, la fruizione per fini culturali ed educativi del patrimonio cinematografico ed audiovisivo, nonché la conservazione e la diffusione delle opere cinematografiche di interesse regionale; ad essa partecipano la Regione, gli enti locali e soggetti pubblici e privati idonei a concorrere alle finalità di cui al presente comma.
2. Le quote della Fondazione, all'interno della quale la Regione mantiene una partecipazione maggioritaria, sono detenute da amministrazioni pubbliche in misura non inferiore al 70 per cento.
3. Lo statuto della Fondazione è approvato dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, entro sei mesi dall'entrata in vigore dalla presente legge.
4. Il direttore della Fondazione è scelto mediante pubblica selezione fra figure rappresentative e di documentata esperienza nel campo delle attività di competenza della Fondazione.
5. La Fondazione, per la gestione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, si attiene ai requisiti, alle metodologie e agli standard definiti a livello nazionale e internazionale, anche per quanto riguarda i profili professionali degli operatori.
6. La Regione, sulla base di specifici programmi di attività, concorre al fondo di dotazione iniziale e ai finanziamenti annuali per la gestione e le attività ordinarie della Fondazione, in modo da garantirne, unitamente ai contributi degli altri soci, il funzionamento; in caso di estinzione o trasformazione della Fondazione i beni conferiti in uso dalla Regione ritornano nella sua disponibilità.
7. La Fondazione per le attività di conservazione, restauro e digitalizzazione, ristampa e diffusione delle opere può avvalersi di altri organismi pubblici o privati, sulla base di accordi e nel rispetto della normativa in materia di protezione del patrimonio audiovisivo.
8. La Regione riconosce il valore e l'importanza dell'attività svolta dal centro per i servizi culturali "Società umanitaria", di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, con sede in Cagliari, e promuove l'integrazione del suo patrimonio all'interno della Fondazione.
9. Copia delle opere realizzate con gli interventi della presente legge, di qualità tale da permetterne la conservazione, la riproducibilità e l'utilizzo via internet, è depositata presso la Fondazione, con diritto d'uso per scopi non commerciali.
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo
Articolo 14
Dopo il comma 8 dell'articolo 14 si aggiunge il seguente comma 8 bis:
"La Regione riconosce il valore storico dell'archivio della sede regionale della RAI e ricerca con la stessa una fattiva collaborazione per la salvaguardia e la diffusione del patrimonio audiovisivo in tale archivio custodito.". (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). All'inizio della discussione, subito dopo il passaggio all'esame degli articoli, avevo suggerito che si tenesse in considerazione il fatto che la cineteca sarda, gestita meritoriamente dalla Società umanitaria, non fosse prelevata in funzione di indebolire l'attività di questa società, perché quel patrimonio è gestito da persone competenti che hanno maturato esperienze professionali per lungo, lunghissimo tempo. L'Umanitaria è stata una fucina, anche di competenze tecniche in materia di cinema e audiovisivi. Mi viene in mente un'altra persona cara scomparsa, Piera Mossa, una regista della RAI. La sua provenienza, la sua maturazione professionale, la sua iniziale affezione e passione a quella attività proveniva proprio dall'attività svolta volontaristicamente per tantissimi anni all'interno dell'Umanitaria e dell'Associazione dei circoli del cinema. A me sembrava quasi naturale che questa questione venisse risolta, mi pareva anche che se ne fosse discusso nella precedente occasione in cui si esaminò questa norma. Scopro invece che, disgraziatamente, non è stata valutata, anzi ne è stato valutato solamente un pezzo, quello che riguarda il patrimonio filmico. Fra l'altro l'Umanitaria, che ha sede principale a Milano, percepisce i fondi della Regione per mantenere aperte e funzionanti le sedi che ha in Sardegna, per cui noi diamo i soldi a Milano, ma non so se questi vengono trattenuti interamente a Milano o se una parte viene trasferita in Sardegna. Però noi interveniamo finanziariamente per sostenere l'Umanitaria di Milano, che si autosostiene benissimo, e che poi paga strutture e personale in Sardegna. Principalmente, l'Umanitaria in Sardegna svolge un'attività connessa alla gestione della cineteca sarda, l'ho detto anche in collegamento a quanto proponeva il collega Artizzu sulla RAI. La RAI ha un patrimonio enorme, perché è un'azienda pubblica assolutamente in salute, che gestisce anche altre innumerevoli attività.
Io mi sentirei di proporre un emendamento, in un'Aula che accetta emendamenti orali a raffica, probabilmente ne sarà presentato qualcun altro dopo, per cui io valuterò la possibilità di accogliere ulteriori emendamenti orali in ragione della possibilità concreta che sia accolto il mio emendamento, che mi pare che non ponga problemi di nessuna natura. Propongo, quindi, di aggiungere al comma 8, dopo le parole "in Cagliari" la frase "a tal fine la Giunta regionale predispone i necessari atti amministrativi e normativi per l'integrazione del suo patrimonio e delle sue competenze ed esperienze professionali all'interno della Fondazione". Questo mi sembrerebbe assolutamente in linea con il ragionamento che più volte è stato fatto e valorizzerebbe, in modo adeguato, il patrimonio e le competenze che l'Umanitaria ha saputo esprimere in questi decenni.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, ci faccia avere il testo scritto, gentilmente.
Ha domandato di parlare l'assessore Pilia. Ne ha facoltà.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Volevo esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Siamo ancora in fase di discussione dell'articolo, Assessore, quindi può esprimere tutti i concetti che vuole.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.Vorrei fare un'osservazione circa il comma 4 che riguarda la figura del direttore della Fondazione. Considerato che l'Assemblea si è già espressa per una modifica dell'articolo relativa al direttore della Film commission, con l'emendamento numero 30, credo che per analogia, con lo stesso spirito, dobbiamo modificare anche la modalità di selezione del direttore della Fondazione. Quindi riformulerei questo comma così: "Il direttore della Fondazione è scelto mediante procedura di evidenza pubblica fra persone di ampia e documentata esperienza nel campo delle attività di competenza della Fondazione e per un periodo corrispondente a quello della legislatura…", esattamente utilizzando la stessa dizione che abbiamo già approvato per il direttore della Film commission.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Favorevole.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'Assessore si deve anche esprimere sull'emendamento orale al comma 8 proposto dal collega Uras.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. E il Consiglio si deve esprimere sull'ammissibilità di tutti e due gli emendamenti orali. Se non ci sono opposizioni, questi emendamenti sono ammessi.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Sull'articolo 14, onorevole Artizzu?
ARTIZZU (A.N.). Sull'emendamento numero 4.
PRESIDENTE. Non siamo ancora all'emendamento numero 4. Prendo atto della richiesta.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: DIANA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 46
votanti 45
astenuto 1
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 15, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo15 e del relativo emendamento:
Art. 15Promozione della cultura cinematografica
1. La Regione, allo scopo di favorire lo sviluppo e la diffusione nel territorio della cultura cinematografica, sostiene gli organismi pubblici e privati che svolgano iniziative per accrescere e qualificare conoscenza e capacità critica da parte del pubblico.
2. La Regione eroga i contributi, di cui al comma 1, fino al 70 per cento delle spese, per la realizzazione nel territorio regionale di rassegne, circuiti, festival, premi, seminari, convegni, privilegiando la qualità, l'esperienza e il rilievo regionale, nazionale e internazionale.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 15
Al comma 2, dopo la parola "internazionale" sono aggiunte le parole "e la loro diffusione su tutto il territorio regionale". (13).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 13.
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16Educazione al cinema,
formazione professionale, ricerca
1. La Regione concede contributi a università, scuole e istituti pubblici e privati che abbiano significative e documentate esperienze di settore per l'incremento e l'innovazione della didattica del cinema.
2. La Regione, nell'ambito delle politiche per la formazione professionale e dei programmi per l'alta formazione, promuove lo sviluppo delle professionalità nel settore cinematografico e prevede borse di studio per la frequenza di corsi in scuole di cinema di riconosciuta importanza.
3. La Regione concede a soggetti qualificati operanti in Sardegna contributi per studi e ricerche sulle materie disciplinate dalla presente legge e per articolati progetti di ricerca e sperimentazione sui nuovi linguaggi e sulle nuove tecnologie audiovisive.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo16 bis:
Art. 16 bisDefinizioni
1. Ai fini della presente legge si intende:
a) per sala cinematografica, per cinema-teatro e per multisala quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 22 del decreto legislativo n. 28 del 2004;
b) per arena, il cinema all'aperto, funzionante esclusivamente nel periodo stagionale adeguato, allestito su un'area delimitata ed appositamente attrezzata per proiezioni cinematografiche;
c) per cinecircolo e cinestudio, uno spazio destinato a proiezioni per un'utenza a carattere associativo, conforme alle normative per la sicurezza.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 ter, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 ter e del relativo emendamento:
Art. 16 terSviluppo e qualificazione dell'esercizio
dell'attività cinematografica
1. La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione dell'esercizio dell'attività cinematografica sulla base dei seguenti principi:
a) favorire l'offerta in relazione alle esigenze dei cittadini, con particolare riguardo all'integrazione delle sale nel contesto sociale ed ambientale ed in relazione alle caratteristiche del sistema delle infrastrutture e della mobilità;
b) favorire la crescita di attività che valorizzino la qualità urbana e la riqualificazione, il riuso di aree urbane, la loro vivibilità e sicurezza;
c) salvaguardare i centri storici favorendo la presenza adeguata di esercizi;
d) salvaguardare e riqualificare il sistema dell'offerta nelle zone interne, nei comuni minori e in quelli particolarmente svantaggiati;
e) favorire un equilibrato sviluppo delle diverse tipologie di esercizio assicurando il rispetto del principio della libera concorrenza.
2. La Giunta regionale stabilisce i criteri per il rilascio, da parte dei comuni, delle autorizzazioni alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili e spazi da destinarsi all'attività cinematografica, nonché alla ristrutturazione o all'ampliamento degli esercizi già attivi alla data di entrata in vigore della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale BIANCU - SANNA Simonetta - MELONI - CACHIA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SECCI
Articolo 16 ter
Il comma 2 dell'articolo 16 ter è soppresso. (33).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 33 è stato ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 quater, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quater e del relativo emendamento:
Art. 16 quaterCriteri per il rilascio delle autorizzazioni
1. La Giunta regionale, previo parere del Nucleo tecnico regionale di cui all'articolo 16 quinquies, stabilisce i criteri per il rilascio delle autorizzazioni tenuto conto:
a) del rapporto tra popolazione e numero degli schermi presenti nel territorio sovracomunale, provinciale e interprovinciale;
b) della differenziazione fra le varie tipologie di sale ed arene cinematografiche;
c) dell'ubicazione delle sale e delle arene, anche in rapporto a quelle operanti nei comuni limitrofi;
d) dell'esigenza di assicurare la priorità ai trasferimenti di sale e di arene, nel rispetto dei parametri di cui alle lettere a) e b);
e) della dimensione, qualità e completezza dell'offerta nel bacino d'utenza;
f) delle caratteristiche della viabilità e del traffico per i percorsi di avvicinamento e accesso.
2. La Giunta regionale disciplina:
a) il livello qualitativo degli impianti, delle attrezzature e degli strumenti tecnologici necessari;
b) la semplificazione delle procedure di autorizzazione per le sale inferiori a cento posti e per i cinecircoli e cinestudi;
c) le modalità di presentazione delle istanze per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 3.
3. Le autorizzazioni alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili da destinare a sale ed arene cinematografiche, nonché alla ristrutturazione o ampliamento di sale e arene già in attività o autorizzate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, sono rilasciate dal comune competente per territorio, previo parere favorevole del Nucleo tecnico regionale di cui all'articolo 16 quinquies.
EMENDAMENTO soppressivo parziale BIANCU - SANNA Simonetta - MELONI - CACHIA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SECCI
Articolo 16 quater
L'articolo 16 quater è soppresso. (34).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Sanna Simonetta. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Pongo un emendamento orale in sostituzione dell'emendamento numero 34. Rimane in piedi, quindi, l'articolo 16 quater mentre si aggiunge al solo comma 3 la seguente formulazione: "Non sono soggette alle sopraindicate prescrizioni le autorizzazioni alle iniziative relative agli esercizi in corso di realizzazione per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge sia stata rilasciata almeno la concessione edilizia da cui risulti la destinazione d'uso o comunque per i quali le procedure autorizzative siano già state avviate".
PRESIDENTE. Rileggo il testo dell'emendamento orale, che diventa un emendamento aggiuntivo e che recita: "Non sono soggette alle sopraindicate prescrizioni le autorizzazioni alle iniziative relative agli esercizi in corso di realizzazione per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge sia stata rilasciata almeno la concessione edilizia da cui risulti la destinazione d'uso o comunque per i quali le procedure autorizzative siano già state avviate alla data del 15 settembre 2006".
L'emendamento numero 34 è stato ritirato, quindi dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo 16 quater.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Faccio mio l'emendamento numero 34, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Diana fa proprio l'emendamento numero 34.
DIANA (A.N.). E tutti quelli che sono stati ritirati dalla maggioranza.
PRESIDENTE. Che "saranno ritirati". Grazie, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere che l'articolo 16 quater venga votato in due parti, la prima sino al comma 2 compreso, e il comma 3 separatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, ci faccia capire meglio. Siccome al comma 3 si aggiungono le cose che sono state appena lette dall'onorevole Simonetta Sanna, ci spiega come intende che si voti?
BIANCU (La Margherita-D.L.). L'articolo 16 quater è formato da tre commi, chiedo che siano messi in votazione insieme i commi 1 e 2 e separatamente il comma 3, con le eventuali integrazioni.
PRESIDENTE. E' chiarissimo adesso, la ringrazio. Poi le spiegherò perché non era banale, per me.
PACIFICO (D.S.). Non era banale!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Propongo di aggiungere l'emendamento orale della collega Sanna al comma 2 e non al comma 3, perché il comma 3 probabilmente decade.
PRESIDENTE. Avevo ragione a dire che la mia osservazione non era banale.
MARROCU (D.S.). Infatti stiamo precisando che l'emendamento orale è al comma 2.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento orale dell'onorevole Sanna è aggiunto al comma 2.
Metto in votazione l'emendamento numero 34.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, sono assolutamente sorpreso da questo, non so come definirlo, colpo di mano? Veramente, se c'era una cosa che avevo apprezzato nella giornata odierna erano gli emendamenti soppressivi di quei commi e di quell'articolo. Vi rendete conto di quale sia la portata del comma 2 dell'articolo 16 ter, che avete già votato? "La Giunta regionale stabilisce i criteri", ma cosa vogliamo fare ai sindaci? C'è da stare veramente attenti a quello che si vuole fare! Questo sta diventando uno stato di polizia! La Giunta regionale deve dare gli indirizzi sulla ristrutturazione, sulle nuove esigenze di una popolazione o sulle sale cinematografiche? Ma veramente stiamo scherzando! C'è un mondo in evoluzione, un mondo che voi definite in crisi, che ha bisogno di essere sostenuto, e qua si dice che la Giunta regionale deve emanare delle direttive, che quindi diventano di tipo urbanistico, per la realizzazione, la ristrutturazione e l'adeguamento di edifici a sale cinematografiche! Ma, veramente, questo è un fatto gravissimo! Ecco perché mi sono permesso di fare mio l'emendamento numero 34.
Noi siamo assolutamente contrari e voteremo a favore di questo emendamento, perché ha un senso e mi meraviglia molto che i colleghi che hanno amministrato o sono attualmente amministratori locali non si rendano conto della gravità della portata di questo comma.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 34. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 34.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - DIANA - LIORI - PISANO - RANDAZZO Alberto - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 7
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione i commi 1 e 2, nel testo emendato dalla consigliera Simonetta Sanna. Chi li approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 quinquies, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quinquies e del relativo emendamento:
Art. 16 quinquiesNucleo tecnico regionale
1. La Regione istituisce il Nucleo tecnico regionale con funzioni consultive per la predisposizione dei criteri di cui al comma 2 dell'articolo 16 ter e per il rilascio dei pareri ai comuni per le autorizzazioni di cui al comma 3 dell'articolo 16 quater.
2. Il Nucleo tecnico è nominato con decreto del Presidente della Regione, resta in carica tre anni ed è composto da:
a) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di spettacolo, con funzioni di presidente;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di urbanistica;
c) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di commercio;
d) un rappresentante dell'Unione delle province sarde (UPS);
e) un rappresentante dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI);
f) un rappresentante della Delegazione regionale Sardegna dell'Associazione generale dello spettacolo (AGIS);
g) un rappresentante dell'Unione delle camere di commercio della Sardegna.
3. Svolge le funzioni di segretario del Nucleo un funzionario della Regione.
4. Ai componenti di cui alle lettere d), e), f) e g) sono riconosciuti i gettoni di presenza e le indennità ai sensi della legge regionale n. 27 del 1987.
5. Il Nucleo tecnico regionale adotta proprie norme di funzionamento.
EMENDAMENTO soppressivo totale SCARPA - ATZERI
Articolo 16 quinquies
L'art. 16 quinquies è soppresso. (19).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Per coerenza, con la votazione che abbiamo fatto precedentemente, propongo che siano abrogate le parole: "e per il rilascio dei pareri ai comuni per le autorizzazioni…".
PRESIDENTE. Questa modifica sarà apportata fatto in sede di coordinamento finale della legge.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Grazie.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 16 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 sexies.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 sexies:
Art. 16 sexiesMonitoraggio del sistema
dell'offerta cinematografica
1. La Regione, al fine di monitorare compiutamente il sistema dell'offerta cinematografica, provvede a realizzare un sistema informativo della rete distributiva, in raccordo con i comuni, le province e le camere di commercio, nonché con la collaborazione della Delegazione regionale Sardegna dell'Associazione generale dello spettacolo (AGIS).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Io avevo annunciato un emendamento orale aggiuntivo di un articolo dopo l'articolo 16 sexies. Se lei vuole lo illustro adesso .
PRESIDENTE. Se è aggiuntivo all'articolo 16 sexies deve essere illustrato adesso.
PORCU (Progetto Sardegna). Praticamente è un articolo, su cui però suggerisco una votazione separata, perché avrebbe anche un titolo diverso, ed è sempre legato all'abrogazione dell'articolo 13. Si tratta di specificare che l'insieme delle provvidenze di questa legge devono essere comunque all'interno della normativa sul de minimis.
Le ho consegnato il testo che direbbe: "Gli aiuti previsti dalla presente legge saranno erogati in conformità alla normativa sul de minimis prevista dai regolamenti comunitari vigenti".
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, l'emendamento orale dell'onorevole Porcu, aggiuntivo all'articolo che stiamo discutendo, è ammesso.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Non dubito che l'emendamento aggiuntivo proposto dal collega Porcu sia nell'interesse generale, devo però rilevare che, per l'ennesima volta, alle ore 14 di venerdì stiamo ancora discutendo leggi in Aula.
PORCU (Progetto Sardegna). Mi stupirebbe il contrario!
VARGIU (Riformatori Sardi). Nel senso che l'emendamento della collega Sanna, che è stato appena approvato e che sicuramente andava in direzione dell'interesse generale e della bontà di questa legge, è stato proposto e approvato senza che, sostanzialmente, sia stato possibile comprendere nel dettaglio cosa ci fosse scritto. Per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Porcu vale lo stesso identico discorso.
Siccome il Consiglio si è già trovato nelle condizioni di dover riesaminare una legge a distanza di due o tre mesi dalla sua approvazione, per l'estemporaneità che caratterizza l'attività legislativa di quest'Aula, credo che se abbiamo ancora la necessità di cambiare delle parti della proposta di legge in discussione, al punto da dover aggiungere nuovi articoli, dovremmo fermarci. Dovremmo fermarci perché non è un buon modo di legiferare protrarre la discussione oltre le ore 14 di venerdì, quando il collega Giagu e tutti gli altri colleghi, valigia in mano e macchina in moto, sono pronti per raggiungere le proprie famiglie e per di più vengono introdotti nuovi argomenti che la Commissione non ha potuto valutare e che nessuno di noi conosce, se non nel momento in cui vengono prospettati.
Credo, veramente, Presidente, che lei si debba fare carico della necessità di non consentire che in quest'Aula l'attività legislativa sia sottoposta alla estemporaneità più totale, come sta avvenendo anche questa mattina.
PRESIDENTE. Accolgo il suo richiamo, onorevole Vargiu, ma lei conosce perfettamente le regole che vigono nel presiedere questa Assemblea e sa che le forme per impedire che le cose non avvengano nella maniera che lei richiamava esistono e formalmente deve usarle il Consiglio.
Se il Consiglio accoglie la possibilità di introdurre qualsiasi emendamento orale, io non ho la facoltà di dire se questo va bene o non va bene. Posso solo, sul piano personale, e penso di interpretare le cose che lei ha detto in modo positivo, raccomandare a tutti i colleghi di fare un po' più di attenzione quando si esaminano i provvedimenti, per fare in modo che ciò che sta accadendo oggi, ma che è accaduto purtroppo in molte altre circostanze, accadano sempre di meno e in ogni caso soltanto per rimediare a errori che si possono comunque commettere, che sono umanamente possibili.
Possiamo procedere, mi sembra che non ci siano osservazioni rispetto alla proposta del collega Porcu.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Capo VDisposizioni procedurali e finanziarie Art. 17
Consulta regionale per il cinema
1. Presso l'Assessorato regionale competente è costituita la Consulta regionale per il cinema, quale organo di consulenza tecnica della Regione per le questioni attinenti al cinema.
2. Fanno parte della Consulta di cui al comma 1:
a) l'Assessore regionale competente o un suo delegato, che la presiede;
b) un componente scelto fra gli autori cinematografici;
c) un componente scelto fra produttori, distributori ed esercenti;
d) un componente scelto tra esponenti delle associazioni di cultura cinematografica operanti nel territorio che svolgono le attività di cui al comma 1 dell'articolo 15;
e) un esperto in materia di cinema scelto tra docenti universitari di ruolo in discipline cinematografiche o tra critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di categoria;
f) un rappresentante della Fondazione Cineteca regionale sarda di cui all'articolo 14.
3. I componenti della Consulta sono nominati dalla Giunta regionale tra persone di riconosciuta e documentata competenza, previo parere della competente Commissione consiliare, da rendersi entro trenta giorni.
4. La Consulta, nella prima seduta, nomina fra i suoi componenti un coordinatore; funge da segretario un dipendente dell'Assessorato competente.
5. In sede di prima applicazione, la Consulta è nominata entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e decade in concomitanza con la scadenza del Consiglio regionale in carica al momento della nomina. La Consulta resta in carica per la durata della legislatura.
6. La Consulta si riunisce almeno una volta l'anno su convocazione del suo presidente e delibera a maggioranza dei presenti.
7. Alle riunioni della Consulta possono partecipare, senza diritto di voto, altri rappresentanti di enti o di associazioni costituiti fra gli operatori del settore cinematografico.
8. I componenti della Consulta, per la durata del loro mandato, non possono fruire di alcun beneficio previsto dalla presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo totale SCARPA - ATZERI
Articolo 17
L'art. 17 è soppresso. (20)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 17
Al comma 2, dopo la lettera f), è aggiunta la seguente lettera:
"f bis) un esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti dell'Osservatorio regionale per la lingua e la cultura sarda istituito ai sensi della L.R. 26/97". (14).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Esprimo parere contrario sull'emendamento numero 20, favorevole sul 14, in cui propongo di sostituire le parole "esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti" con "rappresentante". La sostanza non cambia: al posto di un esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti dell'Osservatorio regionale per la lingua e la cultura sarda si parla di un rappresentante dell'Osservatorio regionale, decideranno loro chi.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 18Direttive di attuazione
1. Le direttive di attuazione della presente legge sono approvate dalla Giunta entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della stessa, previo parere della competente Commissione consiliare.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19Procedure
1. I programmi di spesa per gli interventi di cui alla presente legge sono adottati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente, sentito il parere della Consulta di cui all'articolo 17.
2. L'Assessorato regionale competente effettua il monitoraggio e la valutazione degli interventi previsti dalla presente legge e trasmette annualmente i dati relativi al Consiglio regionale allegando un'apposita relazione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20Notifica alla Commissione europea
1. I benefici previsti dalla presente legge sono applicati dopo essere stati approvati dalla Commissione dell'Unione europea o, una volta decorso il termine per il controllo, da parte della Commissione tecnico-artistica di cui all'articolo 10.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e del relativo emendamento:
Art. 21Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 1.200.000 per l'anno 2006 ed in euro 3.000.000 per l'anno 2007 e successivi.
2. Le risorse disposte a favore della presente legge sono destinate prioritariamente, per una quota fino al 70 per cento, agli interventi di cui ai capi II e III.
3. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e nel bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 1.200.000
2007 euro 3.000.000
2008 euro 3.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 9 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
in aumento
UPB S11.043 (NI)
Dir. 01 Serv. 06
Interventi a favore del cinema
2006 euro 1.200.000
2007 euro 3.000.000
2008 euro 3.000.000
4. Le spese previste per l'attuazione della presente legge gravano sulla suddetta UPB del bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 e su quella corrispondente per gli anni successivi.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - PITTALIS - ATZERI
Articolo 21
Nell'art. 21 (Norma finanziaria) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Le risorse disposte a favore della presente legge sono destinate prioritariamente, per una quota non inferiore al 70 per cento, agli interventi di cui ai titoli II e III. L'80 per cento della somma riservata ai titoli II e III della presente legge è destinato agli articoli 5, 6, 7 ed 8 titolo III della presente legge." (2).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 2 il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 238/A.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, annullo la votazione perché non mi ero reso conto che l'onorevole Cerina aveva chiesto la parola.
(Interruzioni)
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Cerina.
Onorevole Cerina, mi scusi un attimo. Prego i colleghi di prendere posto, per gentilezza, la seduta non è finita.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Non abbiamo finito di votare, la votazione era in corso. Ho fatto un errore io, ve ne chiedo perdono, ma non posso non consentire a un consigliere che lo ha chiesto per tempo di dichiarare il suo voto sulla legge.
Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Un minuto, semplicemente per esprimere naturalmente soddisfazione per l'approvazione della legge, ma soprattutto per comporre, per quanto mi riguarda, l'incomprensione di fondo che c'è stata con i colleghi Sardisti.
La lingua e la cultura sarda credo che stiano a cuore a tutti noi e se per caso si è letta la dichiarazione che io ho fatto come una diminutio di questo fatto dico che non è così. Anzi, mi preme, a conclusione di questo dibattito abbastanza sofferto, ma comunque interessante, raccomandare alla Giunta, se mai ci saranno norme attuative, che noi stiamo approvando una legge per il cinema in Sardegna e quindi per valorizzare la nostra cultura. Ribadisco, cultura e lingua.
Credo che questo sia il sentimento di gran parte di noi di tutti noi, perciò volevo dichiararlo pubblicamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Chiedo scusa, però le dichiarazioni dell'onorevole Cerina, persona che personalmente apprezzo tantissimo, non possono che portarmi a dire che forse d'ora in avanti sarebbe meglio rispondere con i fatti concreti alle richieste che molto spesso, legittimamente, la minoranza avanza in quest'Aula, e non solo e semplicemente a parole, come è successo anche oggi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 238/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Diana - Liori - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 43
Contrari 7
(Il Consiglio approva).
La seduta odierna si conclude qui. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 19 settembre, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 14 e 12.
[s1]Si abbandona il luogo non l'istituzione
Allegati seduta
CCXXXIV SEDUTA
VENERDI' 15 SETTEMBRE 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Vicepresidente SECCI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 21.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 8 settembre 2006 (228), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Licandro, Francesco Sanna e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 settembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle bonifiche nelle aree minerarie dismesse, sulle possibilità di sviluppo delle stesse e sul ruolo dell'IGEA e del Parco geominerario". (606)
"Interrogazione Masia - Balia, con richiesta di risposta scritta, sull'eccezionale gravità in cui versa il comparto agro-zootecnico conseguente alla siccità e alle alte temperature che hanno interessato il territorio nord occidentale della Sardegna nell'annata agraria 2005-2006". (607)
"Interrogazione Murgioni - Ladu - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di espletamento del bando di gara per l'affidamento della realizzazione di una rete del Sistema informativo sanitario regionale (SISAR)". (608)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dell'Azienda ospedaliera Brotzu". (609)
"Interrogazione Caligaris - Ibba, con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara comunitaria a procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione". (610)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interpellanza Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu sugli aiuti per gli investimenti nelle aziende agricole (annualità 2006) previsti dal bando POR - Misura 4.9." (188)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Mozione La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Rassu - Sanciu - Sanjust - Dedoni - Ladu - Murgioni - Gallus - Amadu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Artizzu - Pisano - Farigu - Liori - Biancareddu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Vargiu - Cassano - Capelli - Cuccu Franco Ignazio sulla politica regionale della pesca, problematiche e prospettive, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (91)
"Mozione Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Farigu - Amadu - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Pisano - Sanciu - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulla disastrosa situazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e il continente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (92)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 238/A. Poiché il relatore è assente, sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24 , viene ripresa alle ore 10 e 36.)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi le determinazioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Nella mattinata odierna si concluderà l'esame della proposta di legge numero 238/A, concernente "Norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna". Non verrà convocata per l'espressione del parere la Commissione competente, che si rimetterà all'Aula su tutti gli emendamenti. Il Consiglio è riconvocato per martedì mattina per l'esame di due mozioni all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Davoli, Giorico e Pisu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Gallus - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo Alberto - Rassu - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Dedoni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 56
astenuti 3
maggioranza 29
favorevoli 42
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Sospendo lavorala seduta per cinque minuti, per consentire agli Uffici di riordinare gli emendamenti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 40 , viene ripresa alle ore 10 e 49.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1
Finalità e obiettivi
1. La Regione autonoma della Sardegna riconosce il cinema quale mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale, di comunicazione e di crescita sociale ed economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse.
2. Nell'ambito delle competenze ad essa attribuite la Regione persegue i seguenti obiettivi:
a) incentivare la produzione in Sardegna di opere cinematografiche al fine di rafforzare e qualificare le imprese locali, attrarre le produzioni nazionali e internazionali, favorire la crescita professionale degli operatori del settore, diffondere la conoscenza dell'Isola;
b) sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche riguardanti la Sardegna mediante l'accesso ai circuiti di programmazione e la partecipazione a rassegne, festival e altre iniziative rivolte alla promozione e alla diffusione;
c) promuovere le attività culturali inerenti il cinema secondo criteri di valorizzazione della qualità;
d) incentivare l'attività di associazioni e circoli del cinema, l'esercizio cinematografico e l'incremento di spazi idonei alla fruizione in tutto il territorio regionale;
e) favorire la formazione alle professioni del cinema e l'educazione all'immagine;
f) assicurare l'acquisizione, la conservazione, la fruizione e la diffusione per fini culturali ed educativi, del patrimonio cinematografico e audiovisivo, con particolare riferimento a quello relativo alla Sardegna;
g) dare impulso allo studio, alla ricerca e alla sperimentazione nell'ambito del cinema e degli audiovisivi.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 14
Al comma 1 dopo le parole "di formazione culturale" sono aggiunte le parole "di valorizzazione della lingua sarda". (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo
Articolo 1
Alla lettera f del comma 2 dell'articolo 1 si aggiungono le seguenti parole "con la collaborazione dell'Ente pubblico radiotelevisivo e con le emittenti private". (3)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 1
Al comma 2 dopo la lettera g) è aggiunta la seguente lettera:
"g bis) valorizzare produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda". (15).)
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa per illustrare gli emendamenti numero 5 e 15. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per illustrare il senso di una serie di emendamenti che abbiamo presentato a questo progetto di legge.
Segnatamente è subito in votazione l'emendamento numero 5, che propone l'inserimento, nella prima parte dell'articolo 1, dove si parla di finalità e obiettivi, dopo le parole "riconosce il cinema quale mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale" delle parole "di valorizzazione della lingua sarda". Questo perché con gli altri emendamenti proponiamo una serie di modalità, legate sia alla spesa sia all'azione della Regione, che tendono a fare in modo che la lingua sarda, in questo settore specifico, abbia un ruolo certo e non lasciato alla discrezionalità nella fase applicativa.
Quindi anche tutti gli altri emendamenti che vedete, che poi magari illustrerò meglio, sono tesi esplicitamente in questa direzione. L'emendamento numero 5 riveste il ruolo particolare di inserire fra le finalità della legge questo aspetto che noi riteniamo veramente importante e fondamentale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, in questo primo articolo delle norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna, che precisa in maniera essenziale le finalità e gli obiettivi di questa importante legge, finalmente, dopo anni di ritardo e di discussioni appassionate e anche vivaci, il Consiglio regionale della Sardegna affronta anche questo tema, che non solo contribuisce in modo efficace a potenziare la normativa sullo sviluppo culturale di un popolo, della sua storia, dei suoi drammi e sofferenze, ma può concretamente contribuire anche alla crescita sociale ed economica della nostra Isola.
La Commissione tutta ha svolto un lavoro pregevole e la collega Cerina ha brillantemente sintetizzato il percorso non semplice che ha avuto il testo proposto, ma anche la passione che attorno a questo problema si è riusciti a suscitare, fino ad arrivare alla proposta di legge presentata a quest'Aula. Di questo dobbiamo esserne tutti orgogliosi, io credo, perché ci sprona a operare sempre al meglio e con quel buon senso che a volte ci anima e che produce un consenso ampio nell'Aula. Poi, c'è sempre la possibilità di ascoltarci reciprocamente per migliorare il testo ed esitare una buona legge, come già si sta cercando di fare.
Non ripeterò le argomentazioni addotte nella discussione generale, perché ritengo che siano di grande spessore culturale e denotino una conoscenza e una maturità che non possono che far piacere a tutti noi. Vorrei, invece, soffermarmi per qualche minuto su un aspetto dei ragionamenti svolti finora, il fatto cioè che dobbiamo operare su tante leggi sempre in ritardo e ispirandoci a ciò che si è fatto in altre regioni o a livello europeo. Certo, è sempre utile e auspicabile lo scambio di conoscenze e di esperienze, il confronto con tutti coloro che possono arricchirci per ciò che sono riusciti a fare, però non vi nascondo che il mio sogno è quello di riuscire, come classe politica sarda, come Consiglio regionale, a produrre delle proposte originali e innovative, tali da rappresentare il nostro peculiare contributo a ciò che si fa in Italia, in Europa e nel mondo. Mi si dirà che in tanti casi lo abbiamo già fatto o comunque stiamo tentando di farlo, ma io penso che dobbiamo assumere questo obiettivo in modo più determinato di quanto non abbiamo fatto finora. Ne va della nostra nuova mentalità e dignità che stiamo contribuendo a creare per affermare la nostra nuova collocazione tra i popoli d'Europa e del mondo.
La Commissione Europea, come si dice anche nella relazione della proposta di legge, intervenendo su alcuni aspetti culturali e giuridici ha precisato che "l'attività degli Stati membri volta a promuovere la produzione audiovisiva è quindi di importanza fondamentale per consentire alla cultura e alla capacità creativa locale di esprimersi rispecchiando la varietà e la ricchezza della cultura europea". Si tratta di affermazioni importanti che non possono essere da noi sottovalutate - e non lo sono state -, di atti politici di grande rilevanza per la cultura in Europa, che aprono prospettive di estremo interesse anche per la Sardegna e che noi stiamo realizzando con questa bellissima legge.
Secondo me sta qui l'essenza di tutto il nostro ragionamento. Registro con piacere, dunque, che un altro capitolo della lunga attività di riscoperta e svelamento della nostra identità etnostorica si sta aprendo, mentre importanti passi in avanti si stanno facendo nel campo storico, archeologico, musicale e così via. Questo non lo dico perché penso che il cinema serva solo a esaltare la nostra identità o serva solo ed esclusivamente a uso e consumo dei sardi, ma perché sicuramente anche ciò che questa legge contiene ci consente di valorizzarci e di valorizzare la nostra storia, la nostra cultura, le persone che si occupano di questo settore, per presentarci con una nostra personalità specifica al confronto, allo scambio e all'arricchimento con il resto dei popoli dell'Europa e del mondo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, intendo illustrare il senso di due emendamenti presentati dal nostro Gruppo, che spero la maggioranza vorrà accogliere, indirizzati a valorizzare e comprendere nel testo di legge l'importanza, stranamente dimenticata in questo testo, dell'archivio della sede regionale della RAI Sardegna, che non è nemmeno menzionato.
Ora, io ricordo che, tra l'altro, nel 1943 proprio in Sardegna nacque quella che fu la prima radio libera italiana e una delle prime radio libere d'Europa. Nel 1943, all'indomani della firma dell'armistizio, nacque a Bortigali, in uno scantinato, utilizzando apparecchiature di fortuna abbandonate o regalate dai militari, e nacque a opera sia di militari stessi sia di civili che collaborarono con questa impresa avendo un'intuizione veramente lungimirante e felice, Radio Brada. Radio Brada fu radio Sardegna, la quale faceva un'informazione, anche a supporto dei militari, destinata ai civili unendo le notizie di cronaca della guerra, di ciò che andava succedendo in Sardegna, in tutta Italia e anche in Europa, perché era ascoltata, anche fuori dell'Italia, mediamente ogni giorno da centinaia di migliaia di militari e di civili. Fu la radio privata che diede per prima, venti minuti prima di Radio Londra, la notizia della fine della guerra, prima di Radio Londra e prima di Radio Roma! Ma Radio Brada non fece soltanto questo genere di informazione, per altro di valore storico importantissimo, fece anche intrattenimento e produzione, produzione radiofonica si intende.
Da quel patrimonio iniziale, da quel momento iniziale nacque quello che fu il centro di produzione RAI in Sardegna, che continuò per tutti gli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta e Ottanta e fino all'infelice, a mio avviso, decisione della RAI di sopprimere il centro di produzione regionale, agli inizi degli anni Novanta. Ma fino alla chiusura del centro di produzione RAI della Sardegna, la RAI produsse un grande quantitativo di opere cinematografiche, lungometraggi e cortometraggi. E' una produzione immensa, di altissimo valore e cito soltanto alcuni degli autori che lavorarono per la RAI: Giuseppe Mantovani, Giuseppe Lisi, Giuseppe Dessì, col suo famoso "La Sardegna un itinerario nel tempo", del 1963, Marcello Serra, che tradusse cinematograficamente il suo "Sardegna quasi un continente", ed erano gli anni Sessanta. Tutto questo è riconosciuto, tra l'altro, dalla stessa Regione sarda che nel suo sito ha dei link che portano proprio ad alcune opere cinematografiche realizzate in Sardegna da autori sardi e anche non sardi, guarda caso facendo riferimento proprio all'archivio storico della sede regionale della RAI.
Ora, io ripeto ciò che ieri anche i colleghi Moro e il collega Diana dicevano in proposito: questa legge non può parlare soltanto di un altro archivio che esiste in Sardegna, che sicuramente è importante e degno di considerazione, che è quello della Società Umanitaria, trascurando l'archivio della RAI. E dirò di più, in questo emendamento noi abbiamo aggiunto anche un cenno alle emittenti private, che hanno ormai quasi trent'anni di vita, in Sardegna, e che hanno prodotto alcune significative opere di lungometraggio, se non di cinema in senso stretto. Quindi mi meraviglia davvero che in questa legge non si faccia un riferimento alla valorizzazione da parte della Regione di questo patrimonio, che è un patrimonio veramente di tutti, da salvaguardare, da considerare e assolutamente da acquisire e conservare, perché è un patrimonio davvero profondamente legato alla nostra storia degli ultimi decenni, nella quale la Sardegna non ha avuto un ruolo, probabilmente, di primo piano a livello internazionale, ma ha la sua storia, ha prodotto il suo patrimonio cinematografico che, quindi, tramite questo emendamento e anche un altro emendamento che noi abbiamo presentato, relativo all'articolo 14, chiediamo che venga preso in adeguata considerazione.
Crediamo che questo sia almeno un primo passo verso il riconoscimento di questo patrimonio dei sardi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ho chiesto di parlare in ragione di alcune considerazioni che faccio sul testo, ed esattamente collegando l'articolo 1 a ciò che segue, perché questo articolo è quello delle finalità, in cui cioè stabiliamo che cosa dobbiamo fare, essendo noi una delle prime Regioni, se non la prima, ad approvare - speriamo - una legge quadro sul cinema.
E' una cosa importante, tutti noi lo riconosciamo ed è già stato sottolineato in modo particolare nella discussione generale da parte di tutti gli intervenuti. Il cinema in Sardegna: a me piacerebbe dedicare questa legge a due personaggi che secondo me sintetizzano abbastanza ciò che è stato il cinema in Sardegna, sia sul piano della produzione sia sul piano della distribuzione, o meglio della formazione di una cultura al cinema. Uno di questi personaggi è morto, a 84 anni, di recente a Sassari. Parlo di Fiorenzo Serra, di cui a tutti ricordo "L'ultimo pugno di terra", che è stato una bella sintesi da parte di intellettuali, che oggi sarebbero schierati probabilmente su due fronti diversi: da Antonio Pigliaru a Emilio Lussu, da Manlio Brigaglia a Giuseppe Fiori, dall'ex Ministro dell'interno, Giuseppe Pisanu, a Michelangelo Pira, Salvatore Mannuzzu, Luca Pinna, per la supervisione di Cesare Zavattini. Un documentario, un film verità sul primo Piano di rinascita molto duro, molto crudo, tanto crudo da recuperare l'apprezzamento, alla prima proiezione, dell'allora Presidente della Regione, Efisio Corrias, per la qualità tecnica e artistica delle riprese, anche se non per il contenuto.
L'altro personaggio che mi va di ricordare, e che purtroppo non è più tra noi, essendo scomparso in età abbastanza giovane, è Fabio Masala, il direttore della sede sarda della Società Umanitaria, animatore sociale e culturale di prima grandezza, colui che ha allevato un'intera generazione al gusto del cinema, alla sua visione ma anche alla discussione attorno al documento cinematografico audiovisivo. Questi due personaggi sarebbero stati molto contenti di sapere che in Consiglio regionale si discute di un'ipotesi normativa che tratta di cinema e sarebbero stati molto contenti di vedere che alcune loro ambizioni, intese come esigenze, problemi avanzati, venivano raccolte dall'organo legislativo e organizzate meglio. Ora, lo sforzo c'è nel testo, che non è un testo per l'impresa, cioè questa non è una legge per un'altra tipologia di impresa che deve nascere, non è un altro sistema per fare profitti, perché tutto qua si riduce a questo. Ogni volta che dobbiamo parlare di qualcosa, tutto si riduce a questo: chi fa profitti, chi vende e chi compra. Sembriamo un'agenzia immobiliare! Non siamo questo, la Regione è altro, la Regione sta attenta alle questioni che attengono alla sua comunità. La Regione deve fare questo, non deve comprare, vendere e sostenere imprese; ci sta anche quello se è funzionale alle esigenze di crescita e di sviluppo dell'economia e della società sarda, ma non è il suo primo compito.
Questa legge è importante, ha dei contenuti sicuramente validi e ne avrebbe avuto anche di più validi. E lo dico perché - prima lo citava il collega Artizzu - noi abbiamo un archivio imponente alla RAI e un altrettanto imponente archivio è quello della cineteca sarda, che è stato gestito, in questi anni e anche bene, in funzione della conoscenza, dalla Società umanitaria. La Società umanitaria è una società di mutuo soccorso che nasce a Milano attorno ai bisogni dei lavoratori e ha una sede in Sardegna. Noi continuiamo a versare fondi di sostegno regionali, a Milano, per mantenere in piedi la sezione sarda di questa società, che svolge un'attività culturale importantissima dappertutto, nelle scuole, nei quartieri, nelle università, nelle città e nelle campagne, e avvicina il popolo sardo al cinema, che non avrebbe avuto quell'attenzione che ha se non ci fosse stato questo impegno, se non ci fossero state organizzazioni importanti, come l'Associazione dei circoli del cinema, che hanno svolto la loro opera presso le nostre università.
Chi ha frequentato l'Università negli anni Settanta ricorderà il CUC e prima ancora il Centro universitario cinematografico, gestito da molti che ancora si occupano di politica e di cultura nella città di Cagliari. Noi traduciamo l'attenzione verso questo patrimonio filmico e verso l'opera svolta dalla Società umanitaria in un comma che dice: "La Regione riconosce il valore e l'importanza dell'attività svolta dal centro per i servizi culturali della Società umanitaria, … con sede in Cagliari, e promuove l'integrazione del suo patrimonio all'interno della Fondazione" che dovrebbe recuperare la cineteca sarda. Mi sembra poco, lo devo dire, anche a malincuore. Mi sembra poco! Da qui all'articolo 14, che tratta questa materia e che tratta il problema della cineteca sarda, che è una cosa viva, e viva deve rimanere, cioè non è solo recupero di patrimonio filmico, è anche organizzazione, manutenzione, distribuzione, organizzazione di attività, di ascolto, di visione, di discussione, è cioè animazione culturale e crescita e sviluppo di questa comunità. Forse non ci saranno molti soldi da spendere, forse non ci saranno soldi da guadagnare per alcuni, forse non ci saranno profitti d'impresa, però è una cosa importante.
Allora, da qui all'articolo 14, lo dico all'Assessore, alla relatrice, ai colleghi tutti di maggioranza e minoranza, c'è il tempo di meglio precisare questa norma e di stabilire un percorso attraverso il quale si può meglio valorizzare il corpo delle professionalità, delle attività, del patrimonio di esperienza, prima di tutto, che la Società umanitaria ha rappresentato in Sardegna e nella città di Cagliari in particolare. Lo chiedo perché è importante, e mi viene da fare un collegamento tra Fiorenzo Serra, che si apprestava, poco prima di morire, al restauro del suo importantissimo documentario "L'ultimo pugno di terra", e coloro che attorno al restauro e al rilancio dei temi della rinascita attraverso la cinematografia si erano impegnati, cioè la Società umanitaria e il suo personale.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo anch'io per sottolineare l'importanza di questo provvedimento e la cura e la passione che l'onorevole Cerina ha posto proprio nella relazione introduttiva, che rendono palese il senso e la validità dell'iniziativa.
Una brevissima osservazione relativamente al testo che, mi pare nell'articolo 1, estenda l'aggettivo "fondamentale" anche alla crescita sociale ed economica della Regione. Ecco, per quanto attiene proprio a questa espressione, ritengo che l'uso del termine "fondamentale" se si può sposare con termini come espressione artistica, formazione culturale, comunicazione, non si sposi, invece, in modo adeguato con l'espressione "crescita sociale ed economica". Proporrei all'Assessore e alla relatrice di valutare la possibilità di introdurre l'espressione: "rilevante strumento di crescita sociale ed economica".
Come socialista de La Rosa nel Pugno affermo anche di condividere con i colleghi sardisti l'attenzione nei confronti della lingua sarda, quindi ritengo senz'altro che gli emendamenti numero 5 e 15 all'articolo 1 siano da sostenere entrambi per quella qualità caratteristica della nostra realtà, ne abbiamo parlato molto a proposito del Piano paesaggistico. Se il territorio esprime cultura, formazione, dà senso alla nostra vita, figuriamoci la lingua che ne è l'espressione più diretta, immediata e più fortemente identitaria.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 3, credo che sia proprio nell'ottica dell'azione dell'assessore Pilia. Desidero, intanto ricordare che il centro di produzione della RAI era stato sostenuto a suo tempo dalla Regione con ben 500 milioni, rifiutati dalla RAI, per trasferirlo in altra sede. Si tratta, quindi, di porre l'accento su una questione di notevole importanza sollevata dall'onorevole Artizzu in Aula ed oggetto di interesse dell'assessore Pilia. L'attuale direttore della RAI sta inoltre operando in questa direzione per salvare il patrimonio esistente. Del resto, proprio il centro di produzione RAI è stato una palestra importante per registi, programmatori e tecnici. Per fare un nome, ricordo il regista Giovanni Columbu che proprio attraverso il lavoro svolto nel centro di produzione ha acquisito importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Il centro è stato, insomma, una palestra importante per tanti lavoratori, quindi è opportuno che anche su questo piano la legge incida. Oggi ci troviamo dinnanzi a situazioni paradossali. Ricordo all'Aula la situazione che si sta creando con il bando di gara per il rinnovo dell'appalto alle imprese di pulizia, che compromette le condizioni retributive di seicentocinquanta lavoratori, che percepiscono uno stipendio di 500 euro al mese. Ebbene, se le leggi approvate dal Consiglio salvaguardano i lavoratori e mettono in primo piano anche l'esigenza di creare nuove professionalità, non è male, quindi, tutelare il lavoro che c'è, dare la possibilità a chi si trova in condizioni di precariato di migliorare la propria situazione, evitare di creare emorragie in un settore dove è difficile recuperare posti di lavoro per le difficoltà in cui si trova la Sardegna. Le imprese di pulizia non fanno eccezione da questo punto di vista.
All'articolo 1 di questa proposta di legge occorre, quindi, introdurre le modifiche migliorative proposte con gli emendamenti che sono attualmente all'attenzione dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, mi sembra di capire che lei propone un emendamento orale.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Lo può ripetere, per cortesia?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Alla quarta riga del comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole "di comunicazione e" aggiungere le parole "rilevante strumento", facendo cioè un distinguo sulla parola "fondamentale", mi sembra che la formulazione sia più rispondente, poi l'Aula decida.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni l'emendamento è ammissibile. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. E sugli altri emendamenti?
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Devo comunicare che, poiché non si è riunita la Commissione, mi rimetto all'Aula sugli altri emendamenti presentati. Tuttavia, se mi consentite a livello personale, voglio esprimere la mia opinione.
PRESIDENTE. No, onorevole Cerina, non può esprimere un parere personale sugli emendamenti, si sarebbe dovuta iscrivere a parlare nella discussione.
CERINA (Progetto Sardegna). Voglio solo dire che c'è stato un apporto assolutamente positivo da parte di tutti i Gruppi nella presentazione degli emendamenti. Non sto dando nessun parere, comunque li ringrazio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 5 il parere è contrario, nel senso che ritengo sia implicita la tutela e valorizzazione anche dell'aspetto linguistico. Sull'emendamento numero 3 la Giunta esprime parere assolutamente favorevole. Suggerisco un piccolo aggiustamento formale, per cui l'emendamento è così riformulato: "anche con la collaborazione dell'ente pubblico radiotelevisivo e delle emittenti private". Sull'emendamento numero 15 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1, così come emendato.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non sono intervenuto nella discussione e mi limiterò a un suggerimento che, se possibile, chiedo venga accolto magari modificando qualche emendamento.
Mi ricollego agli interventi degli onorevoli Artizzu e Caligaris, che hanno ripreso, insieme all'onorevole Uras, a dire il vero, quello che io avevo dichiarato ieri relativamente ai fondi artistici della RAI e della Società umanitaria. E' vero che la legge all'articolo 1, comma 2, lettera f) parla di "assicurare l'acquisizione", ma questa è un'espressione molto generica. Vorrei che si specificasse il rapporto diretto e importante con la Società umanitaria e RAI Tre, che possiedono un patrimonio artistico e culturale relativo alla Sardegna che non può essere disperso in nessuna misura.
Approfitto della circostanza per dire che nessuno vuole trasformare un aspetto culturale in una macchina di mero profitto, però non può non riconoscersi che una buona organizzazione, un buon utilizzo della cultura e del sistema cinematografico, con tutta la sua strutturazione, può portare sviluppo economico e occupazione. E credo che questo non guasti assolutamente, perché sono diverse le figure professionali, lo ripeto ancora una volta, che possono essere utilizzate nella produzione e nella cura di fondi artistici, ma anche nella diffusione della cinematografia. Non va, poi, dimenticata la digitalizzazione, che è anch'essa una forma di salvaguardia dei prodotti artistici della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che con l'articolo 1 entriamo già nel merito della parte fondamentale di questa proposta di legge. Mi dispiace che l'Assessore abbia espresso parere contrario sui due emendamenti proposti dai colleghi Sardisti, perché non credo che inserire anche la valorizzazione della lingua sarda all'interno della produzione cinematografica in Sardegna possa creare difficoltà o magari un difficile ascolto della lingua sarda stessa. Spiegare che, comunque, cerchiamo di valorizzare anche la lingua sarda direttamente e in modo più esplicito…
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ma è implicito!
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). E' già scritto nella legge, è vero, lo stiamo soltanto esplicitando in modo più chiaro e più diretto.
Io credo che si debba accogliere questa richiesta, contenuta nell'emendamento numero 5, così come giustamente accoglieremo l'emendamento orale della collega Caligaris, che in effetti non dice niente di più, ma serve a esplicitare meglio un aspetto tecnico. Infatti, parlare di "rilevante strumento di crescita sociale" anziché di "mezzo fondamentale di crescita sociale" significa dire praticamente la stessa cosa, chiarendo però meglio ciò che il legislatore intende attraverso questa proposta.
Non credo che ci sia niente di strano, anche perché, molto spesso, un messaggio di collaborazione all'Aula può servire anche per chiarire, diciamo così, le posizioni magari troppo rigide a volte assunte da una parte politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.Scusate, ma avevo dimenticato di esprimermi circa la proposta dell'onorevole Caligaris, che mi sembra assolutamente accoglibile, perché migliorativa della forma in cui è scritto il comma 1 dell'articolo 1.
Circa i due emendamenti presentati dagli onorevoli Scarpa e Atzeri, ho espresso un'opinione personale, perché mi sembra implicito che l'attenzione sarà massima anche nei confronti di tutto ciò che è l'espressione della lingua sarda nelle produzioni cinematografiche. Pertanto sugli emendamenti numero 5 e 15 mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Assessore Pilia, quando lei esprime un parere lo fa a nome della Giunta. Il relatore di maggioranza si è rimesso all'Aula. Credo che sia difficile sostenere che la nostra proposta possa essere considerata implicita nel contenuto del comma 1 dell'articolo 1.
Ieri, la Giunta ha sostenuto che la legge che stavamo approvando era piena di definizioni di principio. Scusate, colleghi, mi rivolgo a voi perché questa legge la deve fare l'Aula, non la Giunta o la Commissione, quindi vi chiederei, per cortesia, un attimo di attenzione. Ieri, dicevo, abbiamo approvato una legge piena di definizioni di principio e la Giunta ha detto: "Lo riteniamo doveroso, in virtù di tutte le tendenze, le normative…". Va bene, allora noi oggi stiamo dicendo che la valorizzazione della lingua sarda non può essere implicita. La Regione ha approvato nel 1997 la legge numero 26, sulla valorizzazione della lingua sarda, per la quale sono previsti stanziamenti in appositi capitoli di bilancio. Da tutti i monitoraggi che sono stati fatti si è evidenziato che la stortura della legge numero 26 consiste nel fatto che le somme vengono destinate a interventi per la cultura in generale e non specificamente per la valorizzazione della lingua sarda.
Noi chiediamo che nel fare questa legge sul cinema, che condividiamo, si tenga presente - e i nostri emendamenti mirano a questo - l'esigenza che la tutela della lingua sarda avvenga attraverso disposizioni di legge e non dichiarazioni generiche! La norma dice che il cinema è un mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale, di comunicazione, di crescita sociale ed economica. In nessuna di queste espressioni io trovo un implicito riconoscimento del ruolo della lingua sarda. Per questa ragione, colleghi, noi chiediamo che la legge si faccia carico della necessità che una parte della dotazione finanziaria sia destinata a fare in modo che nelle nostre produzioni cinematografiche ci sia anche un po' di lingua sarda.
In alcuni degli emendamenti presentati ad articoli successivi diamo un'indicazione quantitativa. Abbiamo fatto questo con assoluto spirito costruttivo, però non si può sempre dire che vada tutto bene! Il nostro contributo su questa legge, che per quanto riguarda l'aspetto organizzativo in linea generale condividiamo, è proprio quello di dire: guardate che vi siete dimenticati della lingua sarda. Alcuni dei film che avete citato nella relazione sono in sardo e hanno avuto un grande successo anche sul piano della valorizzazione della lingua. Quando ho visto "Gli arcipelaghi" mi sono commosso! Ma cosa ci vuole a dire che deve essere previsto in legge anche questo aspetto, che non voglio collegare al fatto che ieri vi siete rifiutati di specificare che gli artisti d'arte contemporanea non devono essere sardi. Ma che cosa dobbiamo fare, i collezionisti d'arte moderna?
Dobbiamo puntare su quello che ci interessa, per cui non ci si può rifiutare di introdurre questo inciso in questa legge, perché altrimenti si crea un serio problema proprio di carattere culturale e noi, come Partito sardo, ne dobbiamo prendere atto, perché nel nostro statuto è scritto che dobbiamo difendere la nostra lingua.
Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere ATZERI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1, nel testo modificato dalla consigliera Caligaris.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Artizzu e Liori hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Farigu - Ladu - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Dedoni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 35
contrari 15
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale, con il sostegno del mio Capogruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Io voto contro l'emendamento numero 5, in accordo con la Commissione che l'aveva preso in esame informalmente, perché ritengo che affiancare tutte le volte al termine cultura le parole lingua sarda significhi distinguere la cultura sarda dalla cultura. La cultura sarda è cultura tout court, quindi non credo che debba essere reiterata tutte le volte la richiesta di lingua sarda.
Nel film che è stato appena proiettato, fatto da un regista continentale, le espressioni in sardo c'erano e non hanno turbato nessuno. Semmai dico all'onorevole Scarpa: riprendiamo la legge numero 26, che è la legge ad hoc, e facciamo una campagna perché in Sardegna la lingua sarda, che è stata anche valorizzata di recente con un disegno di legge della Giunta, diventi davvero uno strumento di promozione culturale e di presa di coscienza, ma non accontentiamoci di mettere tutte le volte lo zafferano o sa trazzea sopra leggi che sono già palesemente e con forza caratterizzate da una valorizzazione della nostra cultura. E allora per piacere non sviliamola: la cultura è cultura, che sia italiana, internazionale o sarda.
Abbiamo accolto altri emendamenti che ci sembrano più significativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Io rispetto tutte le posizioni, naturalmente, e ho sentito con piacere l'intervento della relatrice, che quanto meno entra nel merito ed esprime una posizione chiara. Voglio precisare, però, che nel nostro ordinamento giuridico regionale esiste una legge, la numero 26, che è nata dopo trent'anni di battaglie politiche in Consiglio e che parla di lingua e cultura sarda. Nell'Osservatorio regionale, tanto per fare riferimento a un organismo istituito dalla legge numero 26, ci sono linguisti, storici e antropologi, ma se in questa legge, su cui canalizziamo milioni di euro, c'è il riferimento anche alla lingua sarda ci sarà una ragione ben precisa.
Ora noi riteniamo, dal nostro punto di vista, che porre ancora l'accento sulla necessità di riconoscere il ruolo della lingua sarda sia essenziale. Abbiamo anche fatto riferimento a una percentuale di spesa, riteniamo essenziale anche questo. Se culturalmente la maggioranza, invece, ha un altro punto di vista vogliamo che questo emerga, che sia molto chiaro, per tutte le valutazioni che chiunque in questa società può fare liberamente.
La ringrazio, professoressa Cerina, per aver palesato la sua posizione sul piano culturale, ma credo che la questione della lingua sarda vada ben al di dà dell'affermazione che la cultura è un insieme, che comprende la cultura sarda, quella internazionale e così via. La lingua sarda deve essere protetta, perché si sta estinguendo. Per questa ragione la Regione deve porre in campo degli strumenti operativi e questa legge potrebbe essere uno di questi, però noi vogliamo e chiediamo che essa sia dedicata in parte, in piccola parte, anche a questo fine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per rimarcare, invece, che dal mio punto di vista porre l'accento, in questa legge, in questo articolo, sulla lingua sarda non rappresenta una diminuzione, ma un accrescimento. Quando si parla di cinema e quando si rappresenta una realtà è opportuno che non soltanto gli aspetti esterni, cioè quelli dell'ospitalità e dell'abito, possano essere valutati come sardi. L'uso della lingua non può essere una diminuzione di valore, ma anzi deve essere un elemento di accrescimento. Pertanto confermo quello che dicevo prima. Sosterrò l'emendamento numero 5 perché lo trovo corretto nel tratto identitario della nostra realtà regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi stiamo approvando una legge della Regione autonoma della Sardegna, della nazione sarda, del parlamento sardo, che concerne il cinema, il cinema a tutto campo, ma in Sardegna.
E' stato ricordato, ieri, che un film che ha fatto anche scalpore è stato realizzato in aramaico, una lingua che non esiste più. Esiste la legge nazionale numero 482 sulla valorizzazione delle lingue minoritarie, esiste la dichiarazione dell'Unione Europea sulla tutela di queste lingue e la legge numero 482 è arrivata anni dopo! Così come anni dopo e in ritardo arriva la volontà del Consiglio regionale di tutelare appieno la lingua sarda, che è un momento d'identità, e l'identità, come sostiene qualche uomo veramente di cultura, è anche fattore economico e di propulsione allo sviluppo sociale e civile.
Allora, se queste cose esistono, prego l'onorevole Cerina di considerare l'opportunità di inserire non una diminutio della cultura, ma un arricchimento, nel senso che la lingua sarda non va solo tutelata e protetta, ma va anche praticata e possibilmente fatta conoscere. Spesso e volentieri ci dimentichiamo che il sardo, nelle sue diverse varianti dialettali, è la lingua romanza più affine al latino e che oggi si sta facendo una ricerca - tratterò questo tema in altra circostanza - sulle lingue maggiormente da tutelare in campo internazionale. Per considerare una lingua parlata poi si parla anche di grammatica.
Sarebbe lungo affrontare queste tematiche oggi, ma noi che abbiamo l'opportunità di avere la lingua sarda e di poterla tutelare, tuteliamola iniziando da dove è possibile, anche dagli aspetti di diversificazione culturale che riscontriamo oggi nell'approvazione di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). La discussione di questo primo emendamento che ci apprestiamo a votare mi dà assolutamente ragione sulla linea che, ieri, ho dichiarato che avrei intrapreso, e cioè quella di non presentare emendamenti. Perché se questo è il modo di venire incontro a una legittima e penso politicamente corretta richiesta dei colleghi della minoranza, onorevole Cerina, glielo dico con estrema sincerità e per il bene che le voglio, non mi pare che sia un modo corretto, soprattutto da parte di chi appartiene a un movimento che, durante la campagna elettorale, ha fatto del panino sardo in vendita negli aeroporti uno dei suoi punti più importanti di comunicazione verso l'esterno!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). E' indubbio che la lingua è fondamento dell'identità ed essa è non solo implicita nel concetto di cultura, ma è anche elemento portante, insieme alle immagini, dell'opera d'arte, sua parte integrante, e come tale è intrinseca all'opera d'arte, al suo spirito o alla sua ispirazione. Farne un elemento estrinseco, tramite il quale, per esempio, poter avere un accesso privilegiato ai fondi regionali, rischia di trasformarla in un elemento inautentico e come tale anche inefficace. Non per altro è stato chiamato in causa l'aramaico, che immagino sia stato scelto appunto perché organico all'estetica del film.
Lasciamo, quindi, alla cultura la parte linguistica e lasciamo all'arte la libertà di scelta dei propri strumenti, tra cui quelli linguistici. Credo che sia il miglior modo di difendere la lingua e insieme lo spirito dell'arte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che si continui a proseguire il cammino su un piano completamente diverso rispetto a quella che è la collaborazione all'interno di quest'aula consiliare.
Credo che per una semplice lettura dell'articolo 1, quindi della premessa del comma 1, aggiungere dopo le parole "di formazione culturale" le parole "di valorizzazione della lingua sarda" non crei nessuna difficoltà in termini linguistici, in termini di chiarimento del testo di questa proposta di legge. Spesso ci facciamo delle convinzioni che ci portano a essere un po' testardi, ed essere troppo testardi ci fa entrare in una contrapposizione che non dà, molto spesso, nessun frutto.
I colleghi Scarpa e Atzeri chiedono soltanto e semplicemente, con l'emendamento numero 5, l'inserimento di queste cinque parole, che non entrano in contrasto con il concetto di cultura. E' soltanto un'aggiunta, per chiarire un concetto in modo ancora più esplicito. Poi è vero che nel concetto di cultura è già compreso il chiarimento che la lingua sarda è comunque cultura della Sardegna, non c'è dubbio! Stiamo chiedendo un segnale, se non l'avete capito, ma siete testardi, continuate a camminare solo nella vostra strada. E allora continuate così!
Se questo emendamento non verrà approvato abbandonerò l'aula consiliare per protesta e non parteciperò all'approvazione di questa legge, che mi ha trovato favorevole, tanto che in Commissione sono stato uno di quelli che hanno contribuito a portarla avanti. Per una fesseria - passatemi il termine - del genere non credo che si debba arrivare a una contrapposizione così estrema. Raccomando, pertanto, l'approvazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Il collega Oscar Cherchi ha testé usato il termine fesseria. Io concordo con le affermazioni fatte sia dalla collega Sanna sia dalla collega Cerina e credo che sia un errore dividere l'Aula tra chi vuole e chi non vuole difendere la lingua sarda.
Le argomentazioni che sono state portate dalle colleghe sono accoglibili e siccome non credo che il collega Scarpa presenti emendamenti per metterci ogni volta il bollino sopra, per poter dire che i sardisti sono sempre impegnati su qualsiasi legge, penso che sarebbe opportuno ritirare l'emendamento numero 5. Faccio questa proposta accogliendo l'indicazione che è stata data dalla relatrice e anche dalla collega Sanna.
Sarebbe sciocco dividere l'Aula tra chi è contro e chi è a favore della lingua sarda, perché mi pare che siamo tutti dell'idea che la lingua sarda vada difesa. Accolgo la proposta di procedere rapidamente, se ce n'è bisogno, alla revisione della legge numero 26, verificando se è adeguatamente rispettata ed eventualmente intervenendo affinché possa esplicarsi in tutte le sue potenzialità, che è poi la proposta avanzata dall'onorevole Cerina.
Invito quindi i colleghi sardisti a ritirare l'emendamento numero 5. Non mi pare giusto che un collega abbandoni l'aula, perché c'è anche chi ritiene molto valide le argomentazioni addotte dalle colleghe Cerina e Sanna, né io dovrei, se votassi contro, essere per questo individuato come oppositore della lingua sarda.
C'è una legge specifica sulla valorizzazione della lingua sarda e non c'è bisogno di richiamare questa finalità sempre e comunque. Possiamo, semmai, riesaminare la legge numero 26, discutere su come viene applicata ed apportare le necessarie modifiche in Aula
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, lei è già intervenuto.
SCARPA (Gruppo Misto). Posso rispondere?
PRESIDENTE. No, non si può assolutamente interloquire, onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Posso rispondere all'invito? Mi è stato rivolto l'invito a ritirare l'emendamento e vorrei rispondere!
PRESIDENTE. Solo se intende ritirare l'emendamento.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo la parola per rispondere all'invito del collega Marrocu!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Mi sembra che sia la prassi in quest'Aula, non mi sembra di chiedere niente che sia al di fuori della prassi che ho visto in questi anni.
Caro collega Marrocu, nello statuto del Partito Sardo d'Azione, di cui le farò omaggio, è scritto che i sardisti adottano la lingua sarda come lingua della propria azione politica e fanno tutto quello che è necessario per difenderla. Allora, qui nessuno sta mettendo bollini, qui c'è qualcuno che sta cercando di fare il consigliere regionale, se a lei non dispiace e se è consentito dalle regole di questa Assemblea!
Io ho trovato profondamente offensive le cose che lei ha detto prima. Non ci sono bollini! Qui ci sono consiglieri regionali che non partecipano ai lavori dell'ottava Commissione perché non ne fanno parte e stanno cercando di dare un contributo e di rispondere alle direttive del proprio partito. Quindi la pregherei, per il futuro, di stare attento ai termini che usa!
E' evidente che noi non ritiriamo l'emendamento numero 5 e attendiamo l'esito del voto per fare un'ulteriore valutazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere ARTIZZU ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Caligaris - Cappai - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Lombardo - Sanciu - Sanjust - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Si sono astenuti i consiglieri: Marracini - Pisano - Pittalis - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 46
astenuti 4
maggioranza 24
favorevoli 17
contrari 29
(Il Consiglio non approva).
(Il consigliere Oscar CHERCHI abbandona l'aula in segno di protesta.)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 15.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 15, perché sono convinta che non si corra il rischio di porre limiti alla cultura e alla creatività artistica se si valorizzano le produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda.
Volevo sottolineare che, se poteva in qualche modo esserci un dubbio relativamente al precedente emendamento, con questo non si corre proprio alcun rischio, perché si sta dicendo soltanto che, nell'ambito delle competenze a essa attribuite, la Regione persegue, tra gli altri, anche l'obiettivo di valorizzare le produzioni cinematografiche di qualità in lingua sarda. E questo mi sembra un obiettivo non esclusivo, non assoluto, non determinante e che non può in nessun modo incidere al punto da condizionare la creatività artistica di chicchessia. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, posso sostenere che è caduta la maschera sul sardismo di facciata, sulla difesa dell'identità! In quest'Aula si sono sentite le cose più amene: si vuole annacquare la lingua con la cultura, e il confronto è impari fra accademici universitari che appartengono proprio a quella rancorosa e ostile università italiana che da centocinquant'anni, con grandi finanziamenti, tutela l'italiano a discapito di tutte le minoranze: occitana, valdostana, ladina e sarda. E non c'è da stupirsi se oggi emerge la faccia dell'Università rancorosa verso questi grandi valori.
Quando noi parliamo di incentivazione e della necessità di individuare le risorse per favorire opere in lingua sarda, colleghi, non vogliamo attribuirci dei bollini o dei galloni, ma vogliamo semplicemente far capire, sperando di riuscirci, l'importanza di questa specialità. Ma, Pasolini non utilizzava per le sue opere il friulano? Eppure non aveva questi complessi di inferiorità e non faceva disquisizioni teoriche che non stanno né in cielo né in terra.
MARROCU (D.S.). E non c'era l'obbligo di legge!
ATZERI (Gruppo Misto). E non c'era l'obbligo di legge. Allora, noi con i finanziamenti preserviamo questa ricchezza, perché la ricchezza semantica della nostra lingua non ha pari. Il sardo riesce a esprimere.
E' stata ricordata, ieri, dal sottoscritto l'importanza del capolavoro "Gli arcipelaghi", per il quale furono impiegati, all'ultimo momento, attori locali non professionisti. Gli stessi attori, poi, sono stati scritturati da altri registi che hanno riservato loro migliori attenzioni rispetto a quanto non avessero fatto i salotti buoni della sinistra.
Ci sono delle contraddizioni, oltre che delle offese. A noi serve questo principio, ma saremo costretti purtroppo a ritirare tutti gli emendamenti. Non è un fatto di poco conto e ci servirà per far capire ai sardisti il tasso di pseudosardismo presente in queste Giunte di sinistra e soprattutto per un appuntamento molto importante, il nostro congresso che si terrà il 2 e 3 dicembre.
Quindi vi ringraziamo per la sensibilità politica, che non voleva certamente portare la Sardegna a su connottu, ma fare prodotti e progetti di qualità in lingua, per farci conoscere e apprezzare nel mondo, al di là delle disquisizioni italianiste che lasciano, con amarezza, il tempo che trovano. Ritireremo tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, ritiriamo gli emendamenti numero 15, 6, 7, 21, 8, 9, 16, 17, 18, 10, 11, 12, 13, 19, 20 e 14.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento...
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, è stato ritirato!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Scarpa.
(I consiglieri Atzeri e Scarpa abbandonano l'au[s1] la in segno di protesta, seguiti da quasi tutti i consiglieri della minoranza.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, credo che di fronte a una presa di posizione così drastica da parte di un Gruppo importante del Consiglio regionale sia opportuno sospendere i lavori per qualche minuto e aprire un'interlocuzione con i rappresentanti del Partito sardo, per far sì che quello che può essere un aspetto di ordine tecnico non si trasformi in una questione di carattere politico. Il fatto che i colleghi del Partito sardo stiano abbandonando l'aula può certamente pregiudicare l'importanza di questa legge. Quindi, Presidente, la pregherei di concedere cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Credo che alla luce delle cose che stanno accadendo in quest'Aula, ma soprattutto alla luce delle cose che sono accadute fuori dell'Aula, visto che sono state annunciate le dimissioni dell'assessore Dessì, sia quanto meno opportuna una sospensione. Forse anche i Gruppi del centrosinistra avrebbero necessità di cominciare a confrontarsi.
L'assessore Dessì si è dimesso e sappiamo che nelle sue considerazioni ci sono aspetti anche importanti. E qui sta succedendo un fatto straordinariamente importante: una legge sulla quale non c'erano grandi ostacoli, se non le considerazioni fatte dall'opposizione...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Manca, onorevole Meloni, onorevole Secci, grazie.
Prego, onorevole Diana, prosegua.
DIANA (A.N.). Dicevo semplicemente che portare l'opposizione ad assumere un atteggiamento certamente non consueto su una legge che, come ho detto, aveva ormai superato tutti gli ostacoli anche all'interno della stessa maggioranza - perché gli ostacoli sono soprattutto all'interno della maggioranza -, o irretire la maggioranza o l'opposizione mi pare quanto meno un fatto inconsueto.
Quindi la richiesta di una sospensione di cinque minuti, che io ritengo comunque insufficienti per risolvere il problema, è da accogliere. Soprattutto per la motivazione precedentemente addotta, credo che le interlocuzioni politiche in questo momento siano ben più importanti. Grazie.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 12 e 06.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 01, viene ripresa alle ore 12 e 06.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, la proposta di legge all'esame del Consiglio è sicuramente di grande rilievo, anche se accompagnata, mi pare, da un finanziamento non esattamente corrispondente all'importanza del provvedimento stesso.
Ci troviamo di fronte ad avvenimenti di straordinaria rilevanza politica, come le dimissioni dell'assessore Dessì o la protesta nei confronti dell'assessore della sanità Nerina Dirindin, che non solo vede coinvolte rilevanti espressioni dell'ambito sanitario, professionisti altamente qualificati, ma vede un diffuso e crescente malessere nei rappresentanti istituzionali. Vedasi la questione sul Presidente della Provincia di Nuoro, ma questo è altro.
Di fronte a questi avvenimenti, pur non togliendo nulla all'importanza del provvedimento di legge in esame, mi sembrerebbe utile per il Consiglio, per le istituzioni, per gli interessi della Sardegna…
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per gentilezza. Onorevole Farigu, la prego di concludere.
FARIGU (Gruppo Misto). Chiudo invitando la Presidenza del Consiglio a chiedere al Presidente della Regione di riferire immediatamente su tutta questa vicenda. Chiedo che siano conseguentemente sospesi i lavori perché questo avvenga con priorità assoluta.
PRESIDENTE. Onorevole Farigu, le forme regolamentari per chiedere dichiarazioni da parte del Presidente della Regione sono a lei note. Non penso che possiamo adesso modificare l'ordine dei nostri lavori per queste ragioni. Si provveda come si ritiene, nel rispetto del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e del relativo emendamento:
Capo IIInterventi a favore della produzione Art. 2
Servizi alla produzione -
Sardegna film commission
1. La Regione, attraverso lo sportello Film commission, operante presso l'Assessorato regionale competente, che con la presente legge assume la nuova denominazione di "Sardegna film commission", promuove e valorizza il patrimonio artistico ed ambientale, le risorse professionali e tecniche e crea le condizioni per attrarre in Sardegna produzioni cinematografiche, audiovisive e televisive mediante:
a) 1'informazione e la divulgazione delle opportunità e dei servizi offerti alle produzioni nel territorio regionale;
b) l'erogazione di servizi, informazioni, facilitazioni logistiche e organizzative;
c) la promozione di opere cinematografiche ed audiovise che valorizzano l'immagine e la conoscenza della Sardegna;
d) la collaborazione con enti locali, soggetti pubblici e privati, organismi di produzione e di servizi operanti in Sardegna nonché con altri organismi nazionali e internazionali.
2. La Sardegna film commission è gestita da un organismo associativo senza fini di lucro cui partecipano la Regione, come socio di maggioranza, gli enti locali ed altri soggetti pubblici e privati.
3. La direzione della Sardegna film commission è affidata, mediante pubblica selezione, ad una figura di ampia e documentata esperienza nel campo cinematografico che non abbia interessi diretti o concorrenziali nei confronti dell'attività dello stesso organismo.
4. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva lo statuto della Sardegna film commission, previo parere della competente Commissione consiliare da esprimersi entro trenta giorni.
EMENDAMENTO sostitutivo totale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 2
L'Articolo 2 è così sostituito:
"Art. 2
1. La direzione della Sardegna film commission è affidata, con procedura ad evidenza pubblica, ad una figura di ampia e documentata esperienza nel campo cinematografico che non abbia interessi diretti o concorrenziali nei confronti dell'attività dello stesso organismo. Il rapporto di lavoro del direttore della Sardegna film commission è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore a quella della legislatura e si conclude al massimo entro i novanta giorni successivi al termine della medesima." (30).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Spero che si possa mantenere un livello di concentrazione sull'esame della legge in discussione; una legge, come è stato detto, importante e sotto i riflettori, devo dire, nazionali perché la Regione sarda è la prima che si dota di una legge quadro di questa dimensione, mentre altre Regioni hanno legiferato su aspetti specifici.
Un'ambizione così alta e così fondata, perché il lavoro svolto è davvero apprezzabile, anche, devo dire, dal mio punto di vista per la democrazia che l'ha caratterizzato, non deve esporsi a debolezze. E, a mio avviso, una debolezza istituzionale della norma si annida nel comma 2 dell'articolo 2. Segnalo la cosa ai colleghi della Commissione, se avranno piacere di verificarla.
Il comma 2 dell'articolo 2 prevede che la Sardegna film commission sia gestita da un organo associativo senza fini di lucro, cui partecipano la Regione, come socio di maggioranza, gli enti locali e altri soggetti pubblici e privati. Il problema si pone sulla indeterminatezza del soggetto privato, perché non è una questione di lana caprina, si capisce qual è lo spirito dell'articolo. Lo spirito dell'articolo è quello di inserire la freschezza, il dinamismo dell'azienda in un lavoro istituzionale, però in tutte le sedi in cui questo è stato proposto lo si è fatto con gli strumenti del partenariato. Io non sono a conoscenza del fatto che in un organo di gestione di una funzione istituzionale di questo tipo si parli genericamente di privati. I privati non vengono precisati né rispetto alla loro residenza, sardi o non sardi, né rispetto all'oggetto della loro attività, e soprattutto non è indicato se abbiano fini di lucro o no, e infine nemmeno rispetto alla loro dimensione finanziaria. Un soggetto privato che abbia una grossa dimensione finanziaria di fatto subordina le istituzioni. Qui non è escluso che possa entrare a far parte della gestione della Sardegna film commission una grande casa di distribuzione cinematografica. Allora, noi dobbiamo avere questa consapevolezza. I privati sono in competizione tra loro, Assessore, come si fa a scegliere tra privati, alcuni sì altri no? Chi entra e chi rimane fuori? Perché entrano alcuni e non altri?
E poi c'è un elemento centrale del dibattito politico del centrosinistra, che si chiama conflitto di interessi. Come si può, alterando le regole della concorrenza, prevedere la presenza di privati che possono avere scopo di lucro, che decidono, almeno in termini di indirizzi, anche su ciò che loro stessi producono? E' necessario normare la presenza del privato nel pubblico e stabilire dei livelli di incompatibilità.
Noi dobbiamo tener conto che la Sardegna film commission deve essere terza rispetto al mercato. Questa terzietà non è garantita dal comma 2, che apre una finestra speculativa enorme nell'attività dell'associazione.
Se si dovesse ritenere che sono questioni di lana caprina, allora faccio presente un caso testé accaduto. Intanto tutta la discussione svoltasi in Italia sul caso Berlusconi dimostra che un privato con dimensioni finanziarie rilevanti è in grado di condizionare la vita di uno Stato. E quindi ci deve essere un limite di dimensione, perché non contano maggioranza o minoranza, conta cosa si è nel mondo, per i privati che si coinvolgono. Secondo elemento: io sono, per esempio, dell'avviso che chi ha una certa dimensione finanziaria non debba avere accesso alle cariche pubbliche se non vende. Ne sono convintissimo, se ne parlerà al momento dell'incompatibilità. Ma abbiamo un esempio recente di cosa vuol dire lasciare finestra speculative aperte, che non disciplinino i conflitti di interesse: recentemente la SFIRS ha nominato nell'assemblea del Consorzio industriale di Tortolì un signore che è socio di un consigliere di amministrazione della SFIRS e che ha una società che presta consulenza al Consorzio industriale di Tortolì. Questo signore è anche consulente della Presidenza del Consiglio regionale. Un intreccio di interesse pubblico e privato che se lo statuto del Consorzio industriale di Tortolì e lo statuto della SFIRS avessero previsto bene i rapporti di incompatibilità non sarebbe mai potuto accadere.
Guardate che non stiamo parlando di bruscolini! Il Consorzio industriale di Tortolì ha acquistato per 6 milioni di euro, dal Gruppo Mazzella, l'aeroporto, valutato 3 miliardi dalla Provincia di Nuoro, e ha un indebitamento legato a questa operazione. E' un episodio marginale, potrei citarne di più grossi.
Se, parlando di privati, non si disciplina esattamente di quali privati si tratta, se non si scrive esplicitamente in legge che essi non debbono avere scopo di lucro, come minimo, perché è un requisito previsto per la Sardegna film commission ma non per i privati, andiamo incontro a una finestra speculativa.
Avantieri, ricevo sulla mia posta elettronica la notizia del costituendo Consorzio dei produttori sardi di audiovisivi, cinema e così via. Guarda caso, appena si sta discutendo una legge è già pronto lo strumento perché possa essere incluso un privato - e non si capisce perché lui e non altri - in un ruolo istituzionale.
Io invito i colleghi della Commissione a valutare come, eventualmente, possa essere chiusa questa finestra, che io trovo l'unica pecca di questa legge; l'unica pecca perché è una finestra speculativa aperta, che apre tanti problemi, perché non capisco come selezionerete i privati. Non lo capisco, e non parlatemi dello statuto che verrà realizzato, perché lo statuto non può derogare alla legge. E avendo visto, una settimana fa, un consiglio di amministrazione di una società regionale nominare al suo interno un socio di un consigliere di amministrazione di un ente, come vi dicevo prima, che con la società di consulenza di questi signori condivide un tripudio di cose discutibilissime, credo che sia opportuno che in questa legge ci siano dei filtri ben chiari rispetto all'ingresso dei privati in un ruolo istituzionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, siamo arrivati, probabilmente, al nodo della questione. E' proprio su questa materia che nel precedente esame della proposta di legge, sette o otto mesi fa, ci fu certamente molto da dire e non si arrivò neanche a un accordo tra la proposta de La Margherita e le altre proposte. Fa specie che la proposta di legge sia tornata in Aula, esitata all'unanimità, mi pare, dalla Commissione, guarda caso composta anche da onorevoli consiglieri de La Margherita, dei D.S., di Progetto Sardegna oltre che dell'opposizione. Non si capisce per quale motivo si sia aspettato l'intervento dell'onorevole Maninchedda, peraltro preannunciato, ma avevamo detto, nel corso della discussione generale, che uno dei nodi cruciali di questa legge era proprio l'articolo 2.
Ora, io riconosco il grande sforzo compiuto dall'Assessore e dai colleghi della maggioranza, che attraverso degli emendamenti, di cui è primo firmatario l'onorevole Gessa, hanno recepito alcuni problemi che sono stati sollevati anche da me. Ho letto gli emendamenti e ho avvertito l'interesse a trovare una soluzione. Su questo particolare aspetto, peraltro preannunciato, cioè sul fatto che sia previsto un organismo non definito, senza scopo di lucro, a cui partecipano enti pubblici locali e privati, tutte le considerazioni fatte dall'onorevole Maninchedda sono ovviamente da condividere! Ma io dico che in questa materia noi avevamo proposto, a suo tempo, un'agenzia, una società per azioni, un organismo molto più leggero che si occupasse di tutto, che forse andava incontro anche al pensiero del presidente Soru. Mi pare che La Margherita, a suo tempo, l'avesse definito film found, lo spirito era lo stesso. Tra noi e quella proposta avremmo potuto trovare una convergenza. Oggi, ci troviamo con un organismo non definito, che certamente complica le cose.
Qui c'è necessità di un organismo agile, leggero, veloce, che prenda le decisioni. Poi metteteci chi volete, scegliete le persone che meglio vi aggradano, non è questo il problema, ma almeno dal punto di vista dell'organizzazione forse risolveremo tutti i problemi.
E' chiaro che si poteva recepire un suggerimento sulla nomina del direttore generale, una figura che non si capiva neanche come dovesse essere scelta. Ho letto l'emendamento che, quantomeno, dà un indirizzo su come deve essere scelto questo signore e per quanto tempo egli deve rimanere in carica, per tutto il resto il nodo cruciale di questa legge rimane il comma 2. Avete avuto la forza di sopprimere altri commi, e ve ne rendo merito, per cui o sopprimete anche questo, cosa che farebbe cadere tutto l'articolato, o altrimenti è proprio il caso di approfittare del terremoto politico che ci ha colpiti in questi minuti per sospendere i lavori e rimandare in Commissione il testo di legge. E vi assicuro che con un'adeguata modifica del comma 2 si risolvono molti problemi relativi a questa legge. Non so come potrete risolvere i problemi che invece arrivano dall'esterno, che ci hanno sopraggiunto, appunto, in questi momenti.
Credo che andare avanti comprometterebbe molto questa legge e probabilmente non sareste soddisfatti neanche voi al vostro interno, perché, come ho detto, il comma 2 non è condiviso e non lo si può far passare a colpi di maggioranza. Pertanto, l'invito a sospendere i lavori, che è già stato formulato dall'onorevole Farigu, credo debba essere reiterato e quantomeno occorrerà riunire la Conferenza dei Capigruppo per capire se sia opportuno andare avanti in una situazione in cui ormai la minoranza è praticamente assente, perché ha abbandonato i banchi del Consiglio e tra voi ci sono molte perplessità. Forse sarebbe meglio tornare in Commissione, chiedere un ulteriore sacrificio al Presidente della Commissione e alla professoressa Cerina perché riprendano in mano questo testo di legge e ce ne diano una versione ancora più aggiornata e conseguente alle critiche che sono pervenute.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Ovviamente, mi dichiaro contrario alla richiesta del collega Diana. A me dispiace che neanche i colleghi del Partito Sardo d'Azione siano presenti e che abbiano ritirato i loro emendamenti. Il fatto che l'Aula non accolga, tra l'altro con una votazione, un emendamento non può essere utilizzato come elemento giustificativo per ritirare gli altri emendamenti e abbandonare la riunione.
Quindi, anche da qui rivolgo l'invito ai colleghi a rientrare in aula e a continuare a dare il proprio contributo alla discussione. Vorrei, anche a nome degli altri colleghi della maggioranza, fare nostri gli emendamenti che sono stati ritirati, in modo che l'Assemblea, di volta in volta, visto che il relatore si rimetterà all'Aula, possa valutare se sono migliorativi del testo e quindi accoglierli.
Chiederei al Presidente, se è possibile, che anche l'emendamento numero 15 all'articolo 1, essendo aggiuntivo, sia recuperato. Quindi tutti gli emendamenti ritirati dai colleghi sardisti sono fatti propri dal sottoscritto, che sta facendo questo anche a nome degli altri colleghi della maggioranza e dei Capigruppo di maggioranza. Il recupero dell'emendamento aggiuntivo numero 15 non ci riporta indietro su una votazione, magari lo si può votare per ultimo.
Un'ultima considerazione, Presidente. Un collega ha sollevato, anche se questo fatto non ha nulla a che vedere col provvedimento in discussione, un problema relativo al Consorzio industriale di Tortolì. Credo che il collega in questione abbia il dovere di fornire all'Aula, e quindi anche al sottoscritto, la documentazione che provi che il soggetto che è stato nominato nel Consorzio di Tortolì è socio dell'amministratore della SFIRS e che la società di cui si è detto ha un contratto di consulenza con tale Consorzio. Credo che sia un atto doveroso nei confronti del collega che ha sollevato questo caso, perché sia provato ciò che ha affermato, altrimenti è chiaro che noi faremo su questo fatto una valutazione differente rispetto alle conclusioni da lui tratte.
A me risulta, invece, che ci sia già una querela contro organi di stampa che hanno dichiarato le stesse cose che ha dichiarato qui il suddetto collega.
PRESIDENTE. Onorevole Maninchedda, su che cosa vorrebbe intervenire?
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Se posso, vorrei intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Penso di no. Intanto vorrei dire ai colleghi che, ragionando sugli argomenti all'ordine del giorno, si può anche, e lo si è sempre fatto, esemplificare riferendosi ad altre materie per specificare meglio il proprio pensiero, ma non è certamente consentito introdurre argomenti che non sono in discussione. Per cui invito i colleghi a limitarsi in tal sento. E' successo, ma non doveva succedere, non ho fermato in tempo chi stava parlando, però limitiamoci a discutere gli argomenti all'ordine del giorno e i problemi ad essi connessi, che mi sembra siano già sufficienti a ingarbugliare i lavori di quest'Aula.
Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole Marrocu, devo dire che la presidente Lombardo aveva chiesto ripetutamente se poteva mettere in votazione l'emendamento numero 15, e l'onorevole Scarpa, in modo anche abbastanza stizzito, le ha risposto che l'emendamento era ritirato e che quindi non poteva essere messo in votazione. Siamo in una fase successiva, per cui o si trovano strumenti diversi per introdurre questo argomento, altrimenti l'emendamento numero 15 non può essere ammesso alla votazione.
E' finita la discussione dell'articolo 2 e dell'emendamento numero 30. Chiedo scusa ancora, gli Uffici mi suggeriscono doverosamente, l'avevano già fatto, me n'ero dimenticato, che l'emendamento numero 30, qualificato come sostitutivo totale dai proponenti in realtà è sostitutivo soltanto del comma 3 dell'articolo 2. Chiedo ai proponenti se l'interpretazione che sto dando è corretta.
CERINA (Progetto Sardegna). Sì.
PRESIDENTE. Grazie. Il Presidente ha detto, all'inizio della seduta, che la Commissione si rimette all'Aula su tutti gli emendamenti.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole. Io vorrei anche segnalare la disponibilità, se l'Aula lo consente, ad accogliere il suggerimento dell'onorevole Maninchedda, aggiungendo al comma 2 dell'articolo 2, dopo le parole "e privati", le parole "senza fini di lucro".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Onorevole Diana, voleva parlare sull'emendamento?
DIANA (A.N.). Sì.
PRESIDENTE. Le assicuro di aver controllato e di non aver visto iscrizioni a parlare. Le chiedo scusa se sono stato distratto, starò più attento in futuro.
Se non ci sono opposizioni l'emendamento orale proposto dall'assessore Pilia è ammissibile, quindi si vota l'articolo 2 così come modificato.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, avrei votato a favore di questo articolo se l'emendamento non fosse stato ulteriormente modificato, nel senso che, se fosse stato sostitutivo dell'articolo 2, questo emendamento sarebbe stato veramente la panacea di molti mali di questa legge, quanto meno avremmo rinviato il problema. "La direzione della Sardegna film commission è affidata a…", poi che cosa sarebbe stato affidato al direttore della Film commission lo avrebbe stabilito la Giunta, non avremmo deciso qua se si tratta di un organismo, così com'è definito, associativo, non ben definito, con o senza fini di lucro. Poi l'onorevole Maninchedda ha fatto tutto un excursus per accontentarsi di scrivere che i privati non debbono avere scopo di lucro.
Onorevole Maninchedda, lei ha piegato il capo, ha piegato il capo anche lei! Le chiedo scusa, però, veramente, dal suo intervento si erano capite altre cose. Se lei ha voluto utilizzare questa legge per veicolare altre notizie, che peraltro sono conosciutissime nel mondo politico sardo, lo poteva anche fare, però mi sarei aspettato da lei un contributo maggiore, onestamente. Perché, sì, lei ha dato una notizia, l'ha voluta utilizzare in quest'Aula, come altre volte è accaduto per strutture turistiche, per altre questioni, però noi stavamo cercando di trovare una soluzione a un inghippo che c'è in questa legge e che non viene eliminato. Anziché aggiungere semplicemente le parole "senza scopo di lucro" riferite ai privati, ma, scusi, perché non facciamo una fondazione e finisce lì la storia? Perché dovete fare tutte queste differenze? Perché volete scrivere in legge cose che non hanno senso? A parte il fatto che essere partecipi di un organismo associativo "senza fini di lucro" è ovvio che non può procurare lucro. E' ovvio!
Quindi non stiamo aggiungendo niente, è il meccanismo che è sbagliato. Se volevate un organismo con quelle finalità, l'ideale sarebbe stata la fondazione, non c'era altro modo ed era così semplice! Ma perché avete paura delle fondazioni? Non lo capisco!
Ripeto, se l'emendamento numero 30, erroneamente caricato come modificativo totale dell'articolo 2, fosse rimasto tale avrebbe dato la possibilità alla Giunta, in una fase successiva, di individuare quale tipo di organismo avrebbe dovuto….
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, il tempo è scaduto, vuole concludere?
DIANA (A.N.). No.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà, con preghiera di attenersi alle cose che ho appena detto.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Intanto, onorevole Diana, io non parlo per dare notizie o altro. Io sono convinto di ciò che ho detto e avevo proposto una griglia selettiva dell'accesso dei privati.
DIANA (A.N.). E' obbligatoria, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Diana, lei ci deve permettere, ci deve consentire di dire che non è assolutamente obbligatoria!
DIANA (A.N.). E' obbligatorio un bando pubblico per individuare il soggetto privato.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevole Diana, non ho l'obbligo di replicare su ogni cosa che lei dice.
Mettere dei filtri che impediscano l'accesso di chi svolge attività commerciali è già un punto considerevole di selezione e pone un vincolo sulle dimensioni, perché chi non ha scopo di lucro si trova in una dimensione compatibile con le nostre istituzioni. Questo non è per niente, per me, un chinare il capo. Espressioni di questo genere forse appartengono alla sua cultura, ma non alla mia.
Per il resto, credo che si debba comprendere che quando cito delle circostanze e parlo di statuti, cioè di finestre normative - non vedo l'onorevole Marrocu, eccolo - intendo esattamente dire che nelle finestre aperte è legittimo infilarcisi. Non sto contestando, a me non interessa quella vicenda in quanto tale, a me interessa dire all'Aula che le leggi che non filtrano esattamente il rapporto tra istituzioni e privati, consentono che si sviluppi quel tipo di rapporto. Non sono minimamente interessato né a colpire la credibilità di qualcuno, né a fare di questo un caso. Sto dicendo e dicevo che c'è la dimostrazione che laddove gli statuti - li stiamo vedendo gli statuti dei Consorzi industriali - non sono molto selettivi consentono l'inserimento di cose non gradite. Il mio parere sull'articolo 2 ovviamente è favorevole.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3Centri di produzione
1. La Regione promuove la realizzazione e l'allestimento, da parte di soggetti pubblici e privati, di strutture, spazi e centri dedicati alla produzione cinematografica e audiovisiva e favorisce l'accesso alle risorse previste nei programmi regionali per i settori produttivi ed a quelle previste dallo Stato e dall'Unione europea. )
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4Opere di interesse regionale
1. Gli interventi previsti dal presente capo riguardano opere cinematografiche realizzate o girate prevalentemente in Sardegna o aventi un diretto legame con la cultura e l'identità regionale e sono riservati alla:
a) sceneggiatura;
b) produzione di lungometraggi, di cortometraggi e di mediometraggi, così come definiti dai commi 2 e 3 dell'articolo 2 del decreto legislativo 22 gennaio del 2004, n. 28;
c) distribuzione.
2. Le opere devono essere prioritariamente destinate alla circolazione nei circuiti delle sale cinematografiche, anche qualora se ne preveda la successiva diffusione televisiva, mediante i circuiti home video, ovvero via internet o editoriale.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 4
Dal comma 3 dell'articolo 4 sono eliminate le parole "tutte" e "sceneggiati". (27)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 4
Al comma 1, dopo la parola "cultura" sono aggiunte le parole "la lingua". (6)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 4
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Almeno il 30 per cento delle risorse finanziarie annualmente stanziate per sostenere gli interventi di cui al presente articolo viene destinato ad opere in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda.". (7) .)
PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti aggiuntivi numero 6 e 7, che erano stati ritirati, sono stati fatti propri dall'onorevole Marrocu.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Accogliamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, in Consiglio si parla in piedi, per gentilezza.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Non ho capito, mi scusi.
PRESIDENTE. Prego, non ho capito io!
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Allora non ci siamo capiti a vicenda!
Per quanto riguarda l'emendamento numero 27 accogliamo l'inserimento, all'articolo 4, delle parole "la lingua" dopo "cultura".
PRESIDENTE. Onorevole Cerina, non ci siamo. L'emendamento numero 27 non parla di queste cose.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Sull'emendamento numero 6, che chiede che al comma 1, dopo la parola "cultura", siano aggiunte le parole "la lingua", il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 7 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 27 il parere è favorevole. Circa l'emendamento numero 6, proposto e ritirato dagli onorevoli Scarpa e Atzeri, propongo l'introduzione al comma 1 della parola "lingua" dopo "cultura", quindi la Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Sta accogliendo l'emendamento numero 6, Assessore?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sì, la Giunta lo fa proprio.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, qual è il parere sull'emendamento numero 7?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5Sviluppo della sceneggiatura
1. La Regione, ai sensi dell'articolo 4, concede contributi ai progetti di sceneggiatura finalizzati alla produzione di lungometraggi di interesse regionale.
2. Ogni anno possono essere selezionate fino ad un massimo di cinque opere scelte sulla base dei criteri previsti dall'articolo 11. Il contributo, limitatamente ad un'opera, è concesso a favore di imprese individuali e società di produzione. Fatto salvo quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 11, almeno uno degli interventi deve essere destinato ad un giovane esordiente.
3. Il contributo deve tener conto delle spese sostenute per lo sviluppo della sceneggiatura, per l'acquisizione di eventuali diritti letterari, per i sopralluoghi e per tutte le attività di preproduzione; esso è concesso nella misura massima del 60 per cento delle stesse, fino all'ammontare massimo di 50.000 euro per sceneggiatura, aumentabili a 80.000 euro per l'acquisizione dei diritti d'autore nel caso di sceneggiature tratte da opere letterarie.
4. In caso di mancata realizzazione del film entro tre anni dalla completa erogazione del contributo di cui al presente articolo, il beneficiario è tenuto alla sua restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino ad un massimo del 20 per cento.
5. In caso di mancata restituzione del contributo, il beneficiario non è più ammesso a beneficiare delle provvidenze della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 5
I commi 4 e 5 sono soppressi. (31)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 5
Nel comma 4 sono soppresse le parole da "sino" a "cento". (22)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 5
Al comma 4, in luogo dell'espressione che va da "è tenuto alla sua restituzione" a "sostenute e documentate sino a un massimo del 10 per cento", sostituire con "decade dal beneficio e deve restituire il contributo erogato aumentato degli interessi correnti". (21)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 5
Al comma 2, dopo le parole "giovane esordiente" sono aggiunte le parole: "ed almeno uno degli interventi deve essere destinato ad un'opera in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). La ringrazio, signor Presidente, sarò velocissimo nella mia esposizione. Ieri, intervenendo nella discussione generale, mi sono permesso di portare l'attenzione dell'Aula e dell'Assessore sui commi 4 e 5 dell'articolo 5 che, a mio parere, sono illegittimi in quanto consentono, praticamente, ai soggetti che beneficiano dei contributi in conto capitale, in questo caso, se non dimostrano di averli spesi totalmente per la realizzazione dell'opera, di restituirne il 20 per cento. Io credo che questa norma non possa essere assolutamente accettata né da quest'Aula né tanto meno dagli organi preposti al controllo dei conti pubblici. Dico anche che se un privato non realizza completamente il progetto è chiaro che le spese sostenute restano tali, per cui quanto è stato realizzato deve per forza diventare di proprietà dell'ente erogatore, ma le quote di contributo non utilizzate per la realizzazione del progetto finanziato devono essere interamente restituite, gravate degli interessi di tesoreria. Questo è legge, cioè questo è nella prassi. Noi non possiamo dare soldi a chicchessia gratis dicendogli: "Guarda che se non realizzi l'opera, anziché darmi indietro totalmente ciò che non spendi, me ne restituisci solo il 20 per cento". Questo, in parole povere, è invogliare la gente a rubare!
C'è da dire anche un'altra cosa: questa non è una norma che possa essere prevista in legge, secondo me, perché non ho capito quale sia il senso della precisazione contenuta nel comma 4, che dice testualmente: "In caso di mancata realizzazione del film entro tre anni dalla completa erogazione del contributo di cui al presente articolo, il beneficiario è tenuto alla sua restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino a un massimo del 20 per cento". Pare, in questo caso, che le quote di contributo non spese anziché essere restituite gravate degli interessi di tesoreria, come dice giustamente la legge quadro, possano essere rese in misura pari al 20 per cento. E' una norma che così come è formulata non va bene. Mi sono permesso, quindi, di emendare questa disposizione solo per questo motivo, che ritengo ampiamente accoglibile. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Cerina, relatrice.
CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Su tutti gli emendamenti, Assessore?
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è favorevole sull'emendamento numero 31. Sull'emendamento numero 22 il parere è contrario in quanto è già contenuto nell'emendamento numero 31. Analogamente il parere è contrario sugli emendamenti numero 21 e 8.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, la dichiarazione di voto è favorevole all'emendamento numero 31. Immagino che se viene accolto questo emendamento decade il successivo, giusto?
PRESIDENTE. Sì.
PORCU (Progetto Sardegna). Grazie, era solo per questo.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Porcu.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra.
Si è astenuto il consigliere: Capelli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 37
Astenuto 1
Maggioranza 19
Favorevoli 37
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo l'elenco dei votanti, Presidente.
PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri, non siamo in numero legale. I lavori sono aggiornati alle ore 13 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 47 , viene ripresa alle ore 13 e 18 .)
PRESIDENTE. Se i colleghi gentilmente prendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori. Prego, colleghi, accomodiamoci.
Avevamo sospeso i nostri lavori in fase di votazione dell'emendamento numero 31. Poiché non viene reiterata la richiesta di votazione nominale, possiamo procedere per alzata di mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli emendamenti numero 22 e 21 sono decaduti.
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6Produzione di cortometraggi e mediometraggi
1. La Regione eroga contributi per la produzione di cortometraggi e mediometraggi di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4.
2. Il contributo è concesso nella misura massima del 60 per cento delle spese, rispettivamente fino ad un massimo di 5.000 euro per i cortometraggi e di 40.000 euro per i mediometraggi.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 6
L'Articolo 6 è sostituito dal seguente:
"Art. 6
Produzione di cortometraggi
1. La Regione eroga contributi per la produzione di cortometraggi di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4.
2. Il contributo è concesso nella misura massima del 60 per cento delle spese, fino a un massimo di 40.000 euro.
3. Il contributo è concesso a favore di persone fisiche o giuridiche, con un adeguato riconoscimento dei progetti che vedano coinvolti i giovani.". (28)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 6
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Almeno il 30 per cento delle risorse finanziarie annualmente stanziate per sostenere gli interventi di cui al presente articolo è destinato ad opere in cui viene fatto prevalente uso della lingua sarda." (9).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 28, contrario sul 9.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Produzione di lungometraggi
1. Per la produzione di opere cinematografiche di lungometraggio di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4 la Regione concede prestiti a tasso agevolato.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis e dei relativi emendamenti:
Art. 7 bisFondo di rotazione
per la produzione di lungometraggi
1. Per le finalità di cui all'articolo 7 è istituito un Fondo di rotazione la cui dotazione è determinata in euro 1.000.000 per l'anno 2006 e in euro 1.300.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008.
2. La gestione del Fondo è affidata a intermediari finanziari operanti nel territorio regionale, da individuarsi mediante procedimento a evidenza pubblica.
3. I prestiti, di durata quinquennale, sono concessi, previa fideiussione bancaria o assicurativa, per un importo non superiore al 40 per cento del costo del film, elevato al 50 per cento per le opere prime e seconde, fino a un ammontare massimo di euro 400.000 per ogni progetto, elevabili ad euro 500.000 in caso di coproduzione internazionale. Possono accedere ai benefici di cui al presente comma esclusivamente società di produzione, anche per più progetti purché presentati in anni differenti, fatto salvo il rispetto dei massimali d'aiuto stabiliti in sede comunitaria.
4. Per l'effettiva erogazione, il beneficiario deve dimostrare, entro un anno dalla concessione del prestito, la disponibilità delle risorse necessarie all'intera copertura dei costi di produzione.
5. La mancata restituzione del prestito comporta l'acquisizione da parte della Regione di una quota dei diritti di utilizzazione e lo sfruttamento dell'opera fino alla corrispondenza della parte del prestito non restituita, fino al recupero degli importi dovuti; i soggetti inadempienti sono esclusi da ulteriori finanziamenti.
6. Nel caso di una nuova domanda presentata a norma del presente articolo, chi abbia già in corso un finanziamento può chiedere di reinvestire le somme ancora dovute nella produzione di un nuovo film che deve essere realizzato entro i successivi due anni.
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 7 bis
Il comma 6 dell'art. 7 bis è soppresso. (23)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 7 bis
Nel testo del comma 1 dell'articolo 7 bis la cifra "1.000.000" è sostituita dalla cifra "1.200.000". (26).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò velocissimo. Poc'anzi, in un confronto con l'Assessore e con alcuni colleghi, dal momento che le cifre indicate rientrano nel massimale degli aiuti de minimis, ho suggerito di aggiungere un articolo o un comma affinché non si superino determinate quote. Questo eviterebbe che la legge andasse in Comunità Europea, primo punto.
All'articolo 7 ho presentato, insieme ad altri colleghi, un emendamento che prevede la soppressione del comma 6. Perché? Perché questo comma è viziato da illegittimità, in quanto se si dà, giustamente, un contributo per la realizzazione di un progetto non è che a metà strada il beneficiario del contributo stesso ci ripensa e decide di fare un'altra cosa! Potrebbe farlo secondo questo comma, che quindi potrebbe essere formulato diversamente. Per esempio, se si riesce a completare il progetto finanziato utilizzando solo una parte del contributo concesso la restante parte può essere utilizzata per un altro progetto. Il comma 6, però, dice: "Nel caso di una nuova domanda presentata a norma del presente articolo, chi abbia già in corso un finanziamento può chiedere di reinvestire le somme ancora dovute nella produzione di un nuovo film", cioè non è chiaro se ci si riferisce a un progetto già completato o meno, perché se il progetto non è completato le somme non utilizzate non possono essere reinvestite in un altro progetto, pena la restituzione delle stesse.
Per cui se questo comma non viene soppresso è necessario riformularlo meglio, perché parrebbe che qui si diano soldi a chi non realizza il progetto finanziato per realizzarne un altro. E' necessario precisare che questo può essere fatto solo nel caso il primo progetto sia stato completato e collaudato, dopodiché le somme residue, anziché essere restituite alla Regione, possono essere riutilizzate per un altro progetto funzionale e completo. Per come è formulato non ritengo, quindi, legittimamente sostenibile questo comma. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 23 la Giunta si rimette all'Aula, esprime parere favorevole sull'emendamento numero 26.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8Diffusione e distribuzione
1. La Regione eroga contributi per il lancio pubblicitario e per campagne promozionali e di marketing, sia in Italia che all'estero, tesi ad agevolare la distribuzione e la diffusione di opere cinematografiche di interesse regionale ai sensi dell'articolo 4 nei circuiti, nei festival, nelle rassegne e nei premi di cinema.
2. Il contributo è concesso esclusivamente a favore di società di produzione o distribuzione operanti a livello nazionale o internazionale da almeno un triennio, nella misura massima del 50 per cento delle spese; l'ammontare non può essere superiore al 10 per cento del costo di produzione del film.
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 8
Al comma 2 sopprimere la seguente frase "esclusivamente a favore di società di produzione o distribuzione operanti a livello nazionale e internazionale da almeno un triennio,". (16)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 8
Dopo il comma 2, aggiungere il comma: "2 bis) La Regione favorisce con appositi contributi la creazione di società di produzione e di distribuzione aventi sede nell'Isola." (17).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, sull'emendamento numero 16 il parere della Giunta è contrario, sull'emendamento numero 17 è favorevole.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9Cumulo degli interventi
1. I benefici di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 sono cumulabili, salvo diverse disposizioni, con analoghi interventi dello Stato e dell'Unione europea.
2. Gli interventi di cui alla presente legge, fatti salvi ulteriori limiti posti dalla normativa comunitaria e nazionale, non possono in alcun caso superare per ogni singolo film il 50 per cento del costo con riferimento al bilancio consuntivo, indipendentemente dalla natura delle singole voci di spesa che esso contiene, ivi comprese la realizzazione della sceneggiatura, della promozione e della distribuzione.
3. Nei piani di intervento per le agevolazioni tariffarie nei collegamenti aerei e marittimi nazionali sono compresi i viaggi e i trasporti attinenti a produzioni cinematografiche e audiovisive da effettuarsi in Sardegna.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10Commissione tecnico-artistica
1. Per la valutazione e la selezione delle richieste di cui al presente capo, l'Assessorato regionale competente si avvale di una Commissione tecnico-artistica composta da:
a) un regista;
b) uno sceneggiatore;
c) un produttore o direttore di produzione;
d) un esperto in materia di cinema scelto tra docenti universitari di ruolo in discipline cinematografiche o critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di categoria;
e) un esperto di cultura, arte e letteratura della Sardegna scelto tra docenti universitari di ruolo o personalità di chiara fama.
2. I componenti della Commissione, scelti fra personalità di riconosciuta e documentata competenza, sono nominati con decreto dell'Assessore regionale competente, sentito il parere della competente Commissione consiliare, da rendersi entro trenta giorni.
3. I componenti della Commissione di cui al comma 1 durano in carica tre anni, decadono allo scadere del terzo anno dalla nomina e non possono essere immediatamente riconfermati.
4. La Commissione alla sua prima riunione elegge il presidente; funge da segretario un dipendente dell'Assessorato regionale competente.
5. La Commissione si riunisce su convocazione del suo presidente ed è validamente costituita con la maggioranza dei componenti.
6. Ai componenti della Commissione, che per la durata del loro mandato non possono fruire di alcun beneficio previsto dal presente capo, sono attribuiti i gettoni di presenza e le indennità ai sensi della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - PITTALIS - ATZERI
Articolo 10
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Per la valutazione e la selezione delle richieste di cui al presente titolo l'Assessorato competente si avvale di una Commissione tecnico-artistica composta da:
a) un regista che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di regista in ambito nazionale e/o internazionale;
b) uno sceneggiatore che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di sceneggiatore in ambito nazionale e/o internazionale;
c) un produttore o direttore di produzione che abbia all'attivo almeno due film lungometraggio, iscritti al Pubblico registro cinematografico e regolarmente distribuiti nel circuito nazionale e/o internazionale e che svolga regolarmente attività di produttore e/o direttore di produzione in ambito nazionale e/o internazionale;
d) un esperto di riconosciuta competenza nell'ambito della cultura, arte, teatro, cinema e letteratura della Sardegna scelto tra docenti universitari di ruolo o critici iscritti alle organizzazioni di categoria o personalità di chiara fama;
e) un esperto di riconosciuta competenza in materia di valutazione economica di progetti culturali." (1)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SCARPA - ATZERI
Articolo 10
Al comma 6, in luogo dell'espressione "capo" sostituire con "legge". (18)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 10
Al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera:
"c bis) il presidente dell'Osservatorio regionale sulla lingua e sulla cultura sarda istituito ai sensi della L.R. 26/97". (10).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 1 il parere è favorevole, sugli emendamenti numero 18 e 10 è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:
Art. 11Selezione delle opere
1. Annualmente l'Assessorato regionale competente dà avviso in forma pubblica dei tempi e delle modalità per la presentazione delle domande per accedere ai benefici previsti dal presente capo.
2. La Commissione tecnico-artistica provvede alla valutazione delle opere ammesse secondo quanto disposto dall'articolo 4 e, con parere motivato, redige una graduatoria per ciascuno degli interventi previsti dagli articoli 6, 7 e 8 sulla base dei seguenti requisiti:
a) valore artistico e tecnico;
b) valorizzazione dell'identità regionale con riferimento al patrimonio storico-culturale, paesaggistico-ambientale, socio-economico, linguistico-letterario e antropologico della Sardegna;
c) curriculum degli autori;
d) validità economico-finanziaria del progetto e del piano di diffusione commerciale; devono essere privilegiati quei progetti che possono avvalersi di un contratto o di un'opzione di distribuzione con una delle società tra quelle riconosciute e titolate operanti sul mercato;
e) ricadute economiche sul territorio regionale in termini di servizi, impiego di maestranze e professionalità locali, in misura non inferiore al 120 per cento dell'importo del contributo richiesto;
f) curriculum del produttore e del distributore;
g) risultati di precedenti progetti, anche di corto o mediometraggio, cui abbiano partecipato il produttore o gli autori, valutato sulla base del successo di critica e/o di pubblico, dei premi e delle segnalazioni conseguiti.
3. La Commissione tecnico-artistica adotta la medesima procedura di cui al comma 2 per gli interventi di cui all'articolo 5, tenuto conto dei requisiti indicati alle lettere a), b), c), f) e g) del comma 2.
4. La Commissione tecnico-artistica, nel rispetto della graduatoria dei progetti di lungometraggio ammessi ai benefici di cui all'articolo 7, indica quelli di rilevante interesse regionale da co-produrre tramite l'intervento diretto della Regione che partecipa con una quota non superiore al 35 per cento del costo complessivo, fino a un ammontare massimo di euro 400.000 per progetto, elevabili ad euro 500.000 in caso di coproduzione internazionale. Dai costi sono esclusi i benefici di cui agli articoli 5 e 8. Le opere in coproduzione con la Regione non possono accedere ai benefici previsti dall'articolo 7. La Giunta regionale, nel rispetto di detta graduatoria, delibera sui progetti di lungometraggio proposti dall'Assessore regionale competente.
5. All'attribuzione dei benefici si provvede con le procedure previste dall'articolo 19.
6. In assenza di progetti ritenuti idonei sotto il profilo tecnico e artistico dalla Commissione, le risorse di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 possono non essere assegnate. Le somme non spese sono destinate al fondo di rotazione di cui all'articolo 7 bis.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 11
Al comma 2, dopo la parola "motivato", sono aggiunte le parole: "nel rispetto dell'art. 4 punto 5 e dell'art. 6 punto 3 della presente legge,". (11)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 11
Al comma 2, dopo la parola "articoli" è aggiunta la parola "5,". (12).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sugli emendamenti numero 11 e 12 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12Anticipazioni finanziarie da parte della Regione
1. Ai beneficiari dei contributi, di cui agli articoli 6, 7 e 8, la Regione concede, su richiesta degli interessati, un'anticipazione sino al 70 per cento degli importi assegnati. La rimanente parte è erogata a conclusione dei lavori, dietro presentazione del rendiconto delle spese e dietro consegna dei materiali da destinarsi all'archivio della Cineteca regionale sarda come previsto dal comma 9 dell'articolo 14.
2. Le opere di cui agli articoli 5 e 6 devono essere completate entro un anno dalla data di comunicazione dell'ottenimento dei benefici; quelle di cui all'articolo 7 entro tre anni. In mancanza, i beneficiari sono tenuti alla restituzione delle somme percepite con le seguenti modalità:
a) i beneficiari del contributo di cui all'articolo 5 sono tenuti alla restituzione detratte le spese sostenute e documentate fino ad un massimo del 20 per cento;
b) i beneficiari degli interventi di cui agli articoli 6 e 7 sono tenuti alla restituzione delle anticipazioni percepite aumentate degli interessi correnti.
3. In caso di mancata restituzione, il beneficiario è definitivamente escluso dalle provvidenze della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 12
Dal comma 2 sono eliminate le parole da "In mancanza" fino alla fine dell'articolo. (29)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 12
Al comma 2 lettera a) sono soppresse le parole da "fino" a "cento". (25).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 25. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). La lettera a) del comma 2 dell'articolo 12 dice testualmente che "i beneficiari del contributo di cui all'articolo 5 sono tenuti alla restituzione detratte le spese sostenute e documentate sino ad un massimo del 20 per cento". Parrebbe, cioè, che si debba restituire il 20 per cento delle somme residue, cioè non utilizzate, del contributo che il soggetto destinatario ha ricevuto. E' poco chiaro.
Io ho proposto la soppressione di questo comma perché sinceramente parrebbe che chi non ha sostenuto spese per non aver realizzato il progetto che gli è stato finanziato si possa trattenere l'80 per cento delle somme che non ha utilizzato, o almeno così si legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta è favorevole all'emendamento numero 29, che ritiene accolga sostanzialmente il contenuto dell'emendamento numero 25, motivo per cui esprime parere contrario su quest'ultimo emendamento.
PRESIDENTE. Se dovesse essere approvato l'emendamento numero 29, il 25 decade, onorevole Rassu, ma è ricompreso nel 29.
RASSU (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 25 è stato ritirato, ma non ce n'era bisogno.
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13Garanzia sussidiaria
1. La Regione è autorizzata ad istituire, mediante convenzione con enti creditizi, un fondo per la concessione di garanzie sussidiarie per la contrazione di mutui relativi alla produzione e alla distribuzione di opere cinematografiche per le parti dei progetti presentati non coperte da contributi pubblici, previa valutazione della Commissione di cui all'articolo 10 e secondo i requisiti previsti all'articolo 11.
2. Le garanzie di cui al comma 1 sono concesse per le opere di interesse regionale di cui all'articolo 4 e limitatamente alle attività di cui agli articoli 6, 7 e 8.
3. La garanzia è concessa, con decreto dell'Assessore regionale competente, entro il limite massimo del 75 per cento del mutuo richiesto.
EMENDAMENTO soppressivo totale RASSU - PETRINI - CONTU - LA SPISA
Articolo 13
L'art. 13 è soppresso. (24)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GESSA - CERINA - BARRACCIU - DAVOLI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - MARRACINI - MELONI
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 la cifra "75" è sostituita da "50". (32).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, su questo articolo e relativi emendamenti c'è stata una lunga discussione in Commissione e credo che alcune osservazioni che ha fatto anche l'onorevole Rassu ci portino a riflettere sul fatto che l'insieme delle provvidenze previste da questa legge possono, in alcuni casi, eccedere i limiti previsti dalla normativa europea.
Fatte queste considerazioni, che potrebbero anche mettere in discussione il fatto che la legge non venga poi impugnata dall'Unione Europea, personalmente ritengo che sia da accogliere l'emendamento numero 24 - sul quale quindi mi dichiaro favorevole - che prevede la soppressione dell'articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sono soddisfatto della precisazione fatta dall'onorevole Porcu.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 24, e ritiene implicito che quindi l'emendamento numero 32 decada.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 32 è decaduto e l'articolo 13 non viene messo in votazione perché è stato soppresso totalmente.
Passiamo all'esame dell'articolo 14, al quale è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e del relativo emendamento:
Capo IVInterventi per la conservazione, diffusione
nel territorio, formazione e ricerca Art. 14
Cineteca regionale sarda -
Centro di documentazione audiovisiva
1. La Regione promuove la costituzione della Fondazione "Cineteca regionale sarda" al fine di favorire l'acquisizione, la catalogazione, lo studio e la ricerca, la fruizione per fini culturali ed educativi del patrimonio cinematografico ed audiovisivo, nonché la conservazione e la diffusione delle opere cinematografiche di interesse regionale; ad essa partecipano la Regione, gli enti locali e soggetti pubblici e privati idonei a concorrere alle finalità di cui al presente comma.
2. Le quote della Fondazione, all'interno della quale la Regione mantiene una partecipazione maggioritaria, sono detenute da amministrazioni pubbliche in misura non inferiore al 70 per cento.
3. Lo statuto della Fondazione è approvato dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, entro sei mesi dall'entrata in vigore dalla presente legge.
4. Il direttore della Fondazione è scelto mediante pubblica selezione fra figure rappresentative e di documentata esperienza nel campo delle attività di competenza della Fondazione.
5. La Fondazione, per la gestione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, si attiene ai requisiti, alle metodologie e agli standard definiti a livello nazionale e internazionale, anche per quanto riguarda i profili professionali degli operatori.
6. La Regione, sulla base di specifici programmi di attività, concorre al fondo di dotazione iniziale e ai finanziamenti annuali per la gestione e le attività ordinarie della Fondazione, in modo da garantirne, unitamente ai contributi degli altri soci, il funzionamento; in caso di estinzione o trasformazione della Fondazione i beni conferiti in uso dalla Regione ritornano nella sua disponibilità.
7. La Fondazione per le attività di conservazione, restauro e digitalizzazione, ristampa e diffusione delle opere può avvalersi di altri organismi pubblici o privati, sulla base di accordi e nel rispetto della normativa in materia di protezione del patrimonio audiovisivo.
8. La Regione riconosce il valore e l'importanza dell'attività svolta dal centro per i servizi culturali "Società umanitaria", di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, con sede in Cagliari, e promuove l'integrazione del suo patrimonio all'interno della Fondazione.
9. Copia delle opere realizzate con gli interventi della presente legge, di qualità tale da permetterne la conservazione, la riproducibilità e l'utilizzo via internet, è depositata presso la Fondazione, con diritto d'uso per scopi non commerciali.
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo
Articolo 14
Dopo il comma 8 dell'articolo 14 si aggiunge il seguente comma 8 bis:
"La Regione riconosce il valore storico dell'archivio della sede regionale della RAI e ricerca con la stessa una fattiva collaborazione per la salvaguardia e la diffusione del patrimonio audiovisivo in tale archivio custodito.". (4).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). All'inizio della discussione, subito dopo il passaggio all'esame degli articoli, avevo suggerito che si tenesse in considerazione il fatto che la cineteca sarda, gestita meritoriamente dalla Società umanitaria, non fosse prelevata in funzione di indebolire l'attività di questa società, perché quel patrimonio è gestito da persone competenti che hanno maturato esperienze professionali per lungo, lunghissimo tempo. L'Umanitaria è stata una fucina, anche di competenze tecniche in materia di cinema e audiovisivi. Mi viene in mente un'altra persona cara scomparsa, Piera Mossa, una regista della RAI. La sua provenienza, la sua maturazione professionale, la sua iniziale affezione e passione a quella attività proveniva proprio dall'attività svolta volontaristicamente per tantissimi anni all'interno dell'Umanitaria e dell'Associazione dei circoli del cinema. A me sembrava quasi naturale che questa questione venisse risolta, mi pareva anche che se ne fosse discusso nella precedente occasione in cui si esaminò questa norma. Scopro invece che, disgraziatamente, non è stata valutata, anzi ne è stato valutato solamente un pezzo, quello che riguarda il patrimonio filmico. Fra l'altro l'Umanitaria, che ha sede principale a Milano, percepisce i fondi della Regione per mantenere aperte e funzionanti le sedi che ha in Sardegna, per cui noi diamo i soldi a Milano, ma non so se questi vengono trattenuti interamente a Milano o se una parte viene trasferita in Sardegna. Però noi interveniamo finanziariamente per sostenere l'Umanitaria di Milano, che si autosostiene benissimo, e che poi paga strutture e personale in Sardegna. Principalmente, l'Umanitaria in Sardegna svolge un'attività connessa alla gestione della cineteca sarda, l'ho detto anche in collegamento a quanto proponeva il collega Artizzu sulla RAI. La RAI ha un patrimonio enorme, perché è un'azienda pubblica assolutamente in salute, che gestisce anche altre innumerevoli attività.
Io mi sentirei di proporre un emendamento, in un'Aula che accetta emendamenti orali a raffica, probabilmente ne sarà presentato qualcun altro dopo, per cui io valuterò la possibilità di accogliere ulteriori emendamenti orali in ragione della possibilità concreta che sia accolto il mio emendamento, che mi pare che non ponga problemi di nessuna natura. Propongo, quindi, di aggiungere al comma 8, dopo le parole "in Cagliari" la frase "a tal fine la Giunta regionale predispone i necessari atti amministrativi e normativi per l'integrazione del suo patrimonio e delle sue competenze ed esperienze professionali all'interno della Fondazione". Questo mi sembrerebbe assolutamente in linea con il ragionamento che più volte è stato fatto e valorizzerebbe, in modo adeguato, il patrimonio e le competenze che l'Umanitaria ha saputo esprimere in questi decenni.
PRESIDENTE. Onorevole Uras, ci faccia avere il testo scritto, gentilmente.
Ha domandato di parlare l'assessore Pilia. Ne ha facoltà.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Volevo esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Siamo ancora in fase di discussione dell'articolo, Assessore, quindi può esprimere tutti i concetti che vuole.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.Vorrei fare un'osservazione circa il comma 4 che riguarda la figura del direttore della Fondazione. Considerato che l'Assemblea si è già espressa per una modifica dell'articolo relativa al direttore della Film commission, con l'emendamento numero 30, credo che per analogia, con lo stesso spirito, dobbiamo modificare anche la modalità di selezione del direttore della Fondazione. Quindi riformulerei questo comma così: "Il direttore della Fondazione è scelto mediante procedura di evidenza pubblica fra persone di ampia e documentata esperienza nel campo delle attività di competenza della Fondazione e per un periodo corrispondente a quello della legislatura…", esattamente utilizzando la stessa dizione che abbiamo già approvato per il direttore della Film commission.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Favorevole.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'Assessore si deve anche esprimere sull'emendamento orale al comma 8 proposto dal collega Uras.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. E il Consiglio si deve esprimere sull'ammissibilità di tutti e due gli emendamenti orali. Se non ci sono opposizioni, questi emendamenti sono ammessi.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Sull'articolo 14, onorevole Artizzu?
ARTIZZU (A.N.). Sull'emendamento numero 4.
PRESIDENTE. Non siamo ancora all'emendamento numero 4. Prendo atto della richiesta.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: DIANA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 46
votanti 45
astenuto 1
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 15, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo15 e del relativo emendamento:
Art. 15Promozione della cultura cinematografica
1. La Regione, allo scopo di favorire lo sviluppo e la diffusione nel territorio della cultura cinematografica, sostiene gli organismi pubblici e privati che svolgano iniziative per accrescere e qualificare conoscenza e capacità critica da parte del pubblico.
2. La Regione eroga i contributi, di cui al comma 1, fino al 70 per cento delle spese, per la realizzazione nel territorio regionale di rassegne, circuiti, festival, premi, seminari, convegni, privilegiando la qualità, l'esperienza e il rilievo regionale, nazionale e internazionale.
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 15
Al comma 2, dopo la parola "internazionale" sono aggiunte le parole "e la loro diffusione su tutto il territorio regionale". (13).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta esprime parere favorevole sull'emendamento numero 13.
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16Educazione al cinema,
formazione professionale, ricerca
1. La Regione concede contributi a università, scuole e istituti pubblici e privati che abbiano significative e documentate esperienze di settore per l'incremento e l'innovazione della didattica del cinema.
2. La Regione, nell'ambito delle politiche per la formazione professionale e dei programmi per l'alta formazione, promuove lo sviluppo delle professionalità nel settore cinematografico e prevede borse di studio per la frequenza di corsi in scuole di cinema di riconosciuta importanza.
3. La Regione concede a soggetti qualificati operanti in Sardegna contributi per studi e ricerche sulle materie disciplinate dalla presente legge e per articolati progetti di ricerca e sperimentazione sui nuovi linguaggi e sulle nuove tecnologie audiovisive.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo16 bis:
Art. 16 bisDefinizioni
1. Ai fini della presente legge si intende:
a) per sala cinematografica, per cinema-teatro e per multisala quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 22 del decreto legislativo n. 28 del 2004;
b) per arena, il cinema all'aperto, funzionante esclusivamente nel periodo stagionale adeguato, allestito su un'area delimitata ed appositamente attrezzata per proiezioni cinematografiche;
c) per cinecircolo e cinestudio, uno spazio destinato a proiezioni per un'utenza a carattere associativo, conforme alle normative per la sicurezza.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 ter, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 ter e del relativo emendamento:
Art. 16 terSviluppo e qualificazione dell'esercizio
dell'attività cinematografica
1. La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione dell'esercizio dell'attività cinematografica sulla base dei seguenti principi:
a) favorire l'offerta in relazione alle esigenze dei cittadini, con particolare riguardo all'integrazione delle sale nel contesto sociale ed ambientale ed in relazione alle caratteristiche del sistema delle infrastrutture e della mobilità;
b) favorire la crescita di attività che valorizzino la qualità urbana e la riqualificazione, il riuso di aree urbane, la loro vivibilità e sicurezza;
c) salvaguardare i centri storici favorendo la presenza adeguata di esercizi;
d) salvaguardare e riqualificare il sistema dell'offerta nelle zone interne, nei comuni minori e in quelli particolarmente svantaggiati;
e) favorire un equilibrato sviluppo delle diverse tipologie di esercizio assicurando il rispetto del principio della libera concorrenza.
2. La Giunta regionale stabilisce i criteri per il rilascio, da parte dei comuni, delle autorizzazioni alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili e spazi da destinarsi all'attività cinematografica, nonché alla ristrutturazione o all'ampliamento degli esercizi già attivi alla data di entrata in vigore della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale BIANCU - SANNA Simonetta - MELONI - CACHIA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SECCI
Articolo 16 ter
Il comma 2 dell'articolo 16 ter è soppresso. (33).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 33 è stato ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 quater, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quater e del relativo emendamento:
Art. 16 quaterCriteri per il rilascio delle autorizzazioni
1. La Giunta regionale, previo parere del Nucleo tecnico regionale di cui all'articolo 16 quinquies, stabilisce i criteri per il rilascio delle autorizzazioni tenuto conto:
a) del rapporto tra popolazione e numero degli schermi presenti nel territorio sovracomunale, provinciale e interprovinciale;
b) della differenziazione fra le varie tipologie di sale ed arene cinematografiche;
c) dell'ubicazione delle sale e delle arene, anche in rapporto a quelle operanti nei comuni limitrofi;
d) dell'esigenza di assicurare la priorità ai trasferimenti di sale e di arene, nel rispetto dei parametri di cui alle lettere a) e b);
e) della dimensione, qualità e completezza dell'offerta nel bacino d'utenza;
f) delle caratteristiche della viabilità e del traffico per i percorsi di avvicinamento e accesso.
2. La Giunta regionale disciplina:
a) il livello qualitativo degli impianti, delle attrezzature e degli strumenti tecnologici necessari;
b) la semplificazione delle procedure di autorizzazione per le sale inferiori a cento posti e per i cinecircoli e cinestudi;
c) le modalità di presentazione delle istanze per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 3.
3. Le autorizzazioni alla realizzazione, trasformazione ed adattamento di immobili da destinare a sale ed arene cinematografiche, nonché alla ristrutturazione o ampliamento di sale e arene già in attività o autorizzate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, sono rilasciate dal comune competente per territorio, previo parere favorevole del Nucleo tecnico regionale di cui all'articolo 16 quinquies.
EMENDAMENTO soppressivo parziale BIANCU - SANNA Simonetta - MELONI - CACHIA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SECCI
Articolo 16 quater
L'articolo 16 quater è soppresso. (34).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Sanna Simonetta. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Pongo un emendamento orale in sostituzione dell'emendamento numero 34. Rimane in piedi, quindi, l'articolo 16 quater mentre si aggiunge al solo comma 3 la seguente formulazione: "Non sono soggette alle sopraindicate prescrizioni le autorizzazioni alle iniziative relative agli esercizi in corso di realizzazione per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge sia stata rilasciata almeno la concessione edilizia da cui risulti la destinazione d'uso o comunque per i quali le procedure autorizzative siano già state avviate".
PRESIDENTE. Rileggo il testo dell'emendamento orale, che diventa un emendamento aggiuntivo e che recita: "Non sono soggette alle sopraindicate prescrizioni le autorizzazioni alle iniziative relative agli esercizi in corso di realizzazione per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge sia stata rilasciata almeno la concessione edilizia da cui risulti la destinazione d'uso o comunque per i quali le procedure autorizzative siano già state avviate alla data del 15 settembre 2006".
L'emendamento numero 34 è stato ritirato, quindi dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo 16 quater.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Faccio mio l'emendamento numero 34, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Diana fa proprio l'emendamento numero 34.
DIANA (A.N.). E tutti quelli che sono stati ritirati dalla maggioranza.
PRESIDENTE. Che "saranno ritirati". Grazie, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere che l'articolo 16 quater venga votato in due parti, la prima sino al comma 2 compreso, e il comma 3 separatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, ci faccia capire meglio. Siccome al comma 3 si aggiungono le cose che sono state appena lette dall'onorevole Simonetta Sanna, ci spiega come intende che si voti?
BIANCU (La Margherita-D.L.). L'articolo 16 quater è formato da tre commi, chiedo che siano messi in votazione insieme i commi 1 e 2 e separatamente il comma 3, con le eventuali integrazioni.
PRESIDENTE. E' chiarissimo adesso, la ringrazio. Poi le spiegherò perché non era banale, per me.
PACIFICO (D.S.). Non era banale!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Propongo di aggiungere l'emendamento orale della collega Sanna al comma 2 e non al comma 3, perché il comma 3 probabilmente decade.
PRESIDENTE. Avevo ragione a dire che la mia osservazione non era banale.
MARROCU (D.S.). Infatti stiamo precisando che l'emendamento orale è al comma 2.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento orale dell'onorevole Sanna è aggiunto al comma 2.
Metto in votazione l'emendamento numero 34.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, sono assolutamente sorpreso da questo, non so come definirlo, colpo di mano? Veramente, se c'era una cosa che avevo apprezzato nella giornata odierna erano gli emendamenti soppressivi di quei commi e di quell'articolo. Vi rendete conto di quale sia la portata del comma 2 dell'articolo 16 ter, che avete già votato? "La Giunta regionale stabilisce i criteri", ma cosa vogliamo fare ai sindaci? C'è da stare veramente attenti a quello che si vuole fare! Questo sta diventando uno stato di polizia! La Giunta regionale deve dare gli indirizzi sulla ristrutturazione, sulle nuove esigenze di una popolazione o sulle sale cinematografiche? Ma veramente stiamo scherzando! C'è un mondo in evoluzione, un mondo che voi definite in crisi, che ha bisogno di essere sostenuto, e qua si dice che la Giunta regionale deve emanare delle direttive, che quindi diventano di tipo urbanistico, per la realizzazione, la ristrutturazione e l'adeguamento di edifici a sale cinematografiche! Ma, veramente, questo è un fatto gravissimo! Ecco perché mi sono permesso di fare mio l'emendamento numero 34.
Noi siamo assolutamente contrari e voteremo a favore di questo emendamento, perché ha un senso e mi meraviglia molto che i colleghi che hanno amministrato o sono attualmente amministratori locali non si rendano conto della gravità della portata di questo comma.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 34. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 34.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - DIANA - LIORI - PISANO - RANDAZZO Alberto - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 7
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione i commi 1 e 2, nel testo emendato dalla consigliera Simonetta Sanna. Chi li approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 quinquies, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quinquies e del relativo emendamento:
Art. 16 quinquiesNucleo tecnico regionale
1. La Regione istituisce il Nucleo tecnico regionale con funzioni consultive per la predisposizione dei criteri di cui al comma 2 dell'articolo 16 ter e per il rilascio dei pareri ai comuni per le autorizzazioni di cui al comma 3 dell'articolo 16 quater.
2. Il Nucleo tecnico è nominato con decreto del Presidente della Regione, resta in carica tre anni ed è composto da:
a) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di spettacolo, con funzioni di presidente;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di urbanistica;
c) un rappresentante dell'Assessorato regionale competente in materia di commercio;
d) un rappresentante dell'Unione delle province sarde (UPS);
e) un rappresentante dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI);
f) un rappresentante della Delegazione regionale Sardegna dell'Associazione generale dello spettacolo (AGIS);
g) un rappresentante dell'Unione delle camere di commercio della Sardegna.
3. Svolge le funzioni di segretario del Nucleo un funzionario della Regione.
4. Ai componenti di cui alle lettere d), e), f) e g) sono riconosciuti i gettoni di presenza e le indennità ai sensi della legge regionale n. 27 del 1987.
5. Il Nucleo tecnico regionale adotta proprie norme di funzionamento.
EMENDAMENTO soppressivo totale SCARPA - ATZERI
Articolo 16 quinquies
L'art. 16 quinquies è soppresso. (19).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Per coerenza, con la votazione che abbiamo fatto precedentemente, propongo che siano abrogate le parole: "e per il rilascio dei pareri ai comuni per le autorizzazioni…".
PRESIDENTE. Questa modifica sarà apportata fatto in sede di coordinamento finale della legge.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Grazie.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 16 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 sexies.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 sexies:
Art. 16 sexiesMonitoraggio del sistema
dell'offerta cinematografica
1. La Regione, al fine di monitorare compiutamente il sistema dell'offerta cinematografica, provvede a realizzare un sistema informativo della rete distributiva, in raccordo con i comuni, le province e le camere di commercio, nonché con la collaborazione della Delegazione regionale Sardegna dell'Associazione generale dello spettacolo (AGIS).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Io avevo annunciato un emendamento orale aggiuntivo di un articolo dopo l'articolo 16 sexies. Se lei vuole lo illustro adesso .
PRESIDENTE. Se è aggiuntivo all'articolo 16 sexies deve essere illustrato adesso.
PORCU (Progetto Sardegna). Praticamente è un articolo, su cui però suggerisco una votazione separata, perché avrebbe anche un titolo diverso, ed è sempre legato all'abrogazione dell'articolo 13. Si tratta di specificare che l'insieme delle provvidenze di questa legge devono essere comunque all'interno della normativa sul de minimis.
Le ho consegnato il testo che direbbe: "Gli aiuti previsti dalla presente legge saranno erogati in conformità alla normativa sul de minimis prevista dai regolamenti comunitari vigenti".
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, l'emendamento orale dell'onorevole Porcu, aggiuntivo all'articolo che stiamo discutendo, è ammesso.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Non dubito che l'emendamento aggiuntivo proposto dal collega Porcu sia nell'interesse generale, devo però rilevare che, per l'ennesima volta, alle ore 14 di venerdì stiamo ancora discutendo leggi in Aula.
PORCU (Progetto Sardegna). Mi stupirebbe il contrario!
VARGIU (Riformatori Sardi). Nel senso che l'emendamento della collega Sanna, che è stato appena approvato e che sicuramente andava in direzione dell'interesse generale e della bontà di questa legge, è stato proposto e approvato senza che, sostanzialmente, sia stato possibile comprendere nel dettaglio cosa ci fosse scritto. Per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Porcu vale lo stesso identico discorso.
Siccome il Consiglio si è già trovato nelle condizioni di dover riesaminare una legge a distanza di due o tre mesi dalla sua approvazione, per l'estemporaneità che caratterizza l'attività legislativa di quest'Aula, credo che se abbiamo ancora la necessità di cambiare delle parti della proposta di legge in discussione, al punto da dover aggiungere nuovi articoli, dovremmo fermarci. Dovremmo fermarci perché non è un buon modo di legiferare protrarre la discussione oltre le ore 14 di venerdì, quando il collega Giagu e tutti gli altri colleghi, valigia in mano e macchina in moto, sono pronti per raggiungere le proprie famiglie e per di più vengono introdotti nuovi argomenti che la Commissione non ha potuto valutare e che nessuno di noi conosce, se non nel momento in cui vengono prospettati.
Credo, veramente, Presidente, che lei si debba fare carico della necessità di non consentire che in quest'Aula l'attività legislativa sia sottoposta alla estemporaneità più totale, come sta avvenendo anche questa mattina.
PRESIDENTE. Accolgo il suo richiamo, onorevole Vargiu, ma lei conosce perfettamente le regole che vigono nel presiedere questa Assemblea e sa che le forme per impedire che le cose non avvengano nella maniera che lei richiamava esistono e formalmente deve usarle il Consiglio.
Se il Consiglio accoglie la possibilità di introdurre qualsiasi emendamento orale, io non ho la facoltà di dire se questo va bene o non va bene. Posso solo, sul piano personale, e penso di interpretare le cose che lei ha detto in modo positivo, raccomandare a tutti i colleghi di fare un po' più di attenzione quando si esaminano i provvedimenti, per fare in modo che ciò che sta accadendo oggi, ma che è accaduto purtroppo in molte altre circostanze, accadano sempre di meno e in ogni caso soltanto per rimediare a errori che si possono comunque commettere, che sono umanamente possibili.
Possiamo procedere, mi sembra che non ci siano osservazioni rispetto alla proposta del collega Porcu.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17, a cui sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Capo VDisposizioni procedurali e finanziarie Art. 17
Consulta regionale per il cinema
1. Presso l'Assessorato regionale competente è costituita la Consulta regionale per il cinema, quale organo di consulenza tecnica della Regione per le questioni attinenti al cinema.
2. Fanno parte della Consulta di cui al comma 1:
a) l'Assessore regionale competente o un suo delegato, che la presiede;
b) un componente scelto fra gli autori cinematografici;
c) un componente scelto fra produttori, distributori ed esercenti;
d) un componente scelto tra esponenti delle associazioni di cultura cinematografica operanti nel territorio che svolgono le attività di cui al comma 1 dell'articolo 15;
e) un esperto in materia di cinema scelto tra docenti universitari di ruolo in discipline cinematografiche o tra critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di categoria;
f) un rappresentante della Fondazione Cineteca regionale sarda di cui all'articolo 14.
3. I componenti della Consulta sono nominati dalla Giunta regionale tra persone di riconosciuta e documentata competenza, previo parere della competente Commissione consiliare, da rendersi entro trenta giorni.
4. La Consulta, nella prima seduta, nomina fra i suoi componenti un coordinatore; funge da segretario un dipendente dell'Assessorato competente.
5. In sede di prima applicazione, la Consulta è nominata entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e decade in concomitanza con la scadenza del Consiglio regionale in carica al momento della nomina. La Consulta resta in carica per la durata della legislatura.
6. La Consulta si riunisce almeno una volta l'anno su convocazione del suo presidente e delibera a maggioranza dei presenti.
7. Alle riunioni della Consulta possono partecipare, senza diritto di voto, altri rappresentanti di enti o di associazioni costituiti fra gli operatori del settore cinematografico.
8. I componenti della Consulta, per la durata del loro mandato, non possono fruire di alcun beneficio previsto dalla presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo totale SCARPA - ATZERI
Articolo 17
L'art. 17 è soppresso. (20)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI
Articolo 17
Al comma 2, dopo la lettera f), è aggiunta la seguente lettera:
"f bis) un esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti dell'Osservatorio regionale per la lingua e la cultura sarda istituito ai sensi della L.R. 26/97". (14).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Esprimo parere contrario sull'emendamento numero 20, favorevole sul 14, in cui propongo di sostituire le parole "esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti" con "rappresentante". La sostanza non cambia: al posto di un esperto in materia di lingua sarda scelto tra i componenti dell'Osservatorio regionale per la lingua e la cultura sarda si parla di un rappresentante dell'Osservatorio regionale, decideranno loro chi.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 18Direttive di attuazione
1. Le direttive di attuazione della presente legge sono approvate dalla Giunta entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della stessa, previo parere della competente Commissione consiliare.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 19Procedure
1. I programmi di spesa per gli interventi di cui alla presente legge sono adottati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente, sentito il parere della Consulta di cui all'articolo 17.
2. L'Assessorato regionale competente effettua il monitoraggio e la valutazione degli interventi previsti dalla presente legge e trasmette annualmente i dati relativi al Consiglio regionale allegando un'apposita relazione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20Notifica alla Commissione europea
1. I benefici previsti dalla presente legge sono applicati dopo essere stati approvati dalla Commissione dell'Unione europea o, una volta decorso il termine per il controllo, da parte della Commissione tecnico-artistica di cui all'articolo 10.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e del relativo emendamento:
Art. 21Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 1.200.000 per l'anno 2006 ed in euro 3.000.000 per l'anno 2007 e successivi.
2. Le risorse disposte a favore della presente legge sono destinate prioritariamente, per una quota fino al 70 per cento, agli interventi di cui ai capi II e III.
3. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e nel bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 1.200.000
2007 euro 3.000.000
2008 euro 3.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 9 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
in aumento
UPB S11.043 (NI)
Dir. 01 Serv. 06
Interventi a favore del cinema
2006 euro 1.200.000
2007 euro 3.000.000
2008 euro 3.000.000
4. Le spese previste per l'attuazione della presente legge gravano sulla suddetta UPB del bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 e su quella corrispondente per gli anni successivi.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARRACINI - PITTALIS - ATZERI
Articolo 21
Nell'art. 21 (Norma finanziaria) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Le risorse disposte a favore della presente legge sono destinate prioritariamente, per una quota non inferiore al 70 per cento, agli interventi di cui ai titoli II e III. L'80 per cento della somma riservata ai titoli II e III della presente legge è destinato agli articoli 5, 6, 7 ed 8 titolo III della presente legge." (2).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PILIA, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sull'emendamento numero 2 il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 238/A.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, annullo la votazione perché non mi ero reso conto che l'onorevole Cerina aveva chiesto la parola.
(Interruzioni)
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Cerina.
Onorevole Cerina, mi scusi un attimo. Prego i colleghi di prendere posto, per gentilezza, la seduta non è finita.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Abbiamo già votato.
PRESIDENTE. Non abbiamo finito di votare, la votazione era in corso. Ho fatto un errore io, ve ne chiedo perdono, ma non posso non consentire a un consigliere che lo ha chiesto per tempo di dichiarare il suo voto sulla legge.
Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (Progetto Sardegna). Un minuto, semplicemente per esprimere naturalmente soddisfazione per l'approvazione della legge, ma soprattutto per comporre, per quanto mi riguarda, l'incomprensione di fondo che c'è stata con i colleghi Sardisti.
La lingua e la cultura sarda credo che stiano a cuore a tutti noi e se per caso si è letta la dichiarazione che io ho fatto come una diminutio di questo fatto dico che non è così. Anzi, mi preme, a conclusione di questo dibattito abbastanza sofferto, ma comunque interessante, raccomandare alla Giunta, se mai ci saranno norme attuative, che noi stiamo approvando una legge per il cinema in Sardegna e quindi per valorizzare la nostra cultura. Ribadisco, cultura e lingua.
Credo che questo sia il sentimento di gran parte di noi di tutti noi, perciò volevo dichiararlo pubblicamente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Chiedo scusa, però le dichiarazioni dell'onorevole Cerina, persona che personalmente apprezzo tantissimo, non possono che portarmi a dire che forse d'ora in avanti sarebbe meglio rispondere con i fatti concreti alle richieste che molto spesso, legittimamente, la minoranza avanza in quest'Aula, e non solo e semplicemente a parole, come è successo anche oggi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 238/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Diana - Liori - Pisano - Randazzo Alberto - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 43
Contrari 7
(Il Consiglio approva).
La seduta odierna si conclude qui. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 19 settembre, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 14 e 12.
[s1]Si abbandona il luogo non l'istituzione
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