Seduta n.45 del 07/03/2000 

XLV SEDUTA

MARTEDI' 7 MARZO 2000 Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

La seduta è aperta alle ore 10 e 08.

CAPPAI, Segretario, dà lettura dell'estratto del processo verbale della seduta del 29 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Amadu, Nuvoli, e Loddo hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 7 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono concessi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo brevemente facendo seguito a una richiesta che abbiamo fatto ieri per iscritto, sia a lei che al Presidente della Giunta, riferita ai commissariamenti che sono stati deliberati nella giornata di ieri.E' urgente che il Presidente della Giunta riferisca al Consiglio sulla scelta fatta e ne spieghi i motivi, perché ho appreso dai giornali che è stato commissariato anche l'ARST, il cui Presidente è stato eletto dal Consiglio la scorsa settimana. Le chiedo perciò di convocare la Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori del Consiglio e per sentire l'opinione del presidente Floris.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 15.)

Congedo

PRESIDENTE. E' appena arrivata una richiesta del collega Bruno Dettori che chiede di poter usufruire di un giorno di congedo per motivi di salute, a far data dal 7 marzo 2000. Se non ci sono opposizioni il congedo è accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 59, comma 4, del Regolamento, comunico che l'onorevole Grauso risulta assente da otto sedute consecutive.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo appena finita ha deciso, in merito alla richiesta presentata dall'onorevole Cugini, a nome della Coalizione autonomista, che le dichiarazioni richieste verranno rese dal Presidente della Giunta in apertura dei lavori del pomeriggio, alle ore 15. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 21 della Giunta regionale "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)".

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho appreso ora, dalla sua comunicazione, che la Conferenza dei Capigruppo si è accordata con la Giunta perché riferisca in aula in merito al problema dei commissariamenti.

Io chiedo alla Giunta, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento (lo dico in aula perché li ho richiesti per iscritto e non li ho ricevuti), i decreti di nomina dei Commissari e i decreti di nomina dei dirigenti che sono stati chiamati a far parte dello staff del Presidente. Inoltre chiedo che la Presidenza del Consiglio si esprima sulla legittimità della decisione della Giunta di commissariare un ente il cui presidente del consiglio di amministrazione è stato eletto dal Consiglio. Mi riferisco all'ARST.

Che senso ha aver fatto in quest'aula le nomine di una serie di consiglieri di amministrazione e l'elezione del presidente di un ente se poi la Giunta esautora l'Aula?

C'è un problema di legittimità perché non viene rispettata la gerarchia degli organi e questo è gravissimo. Credo che la Presidenza del Consiglio, nonostante le valutazioni che diamo su di essa, non possa tacere e debba difendere le prerogative del Consiglio.

Chiedo - lo chiederemo anche per iscritto - un risposta scritta della Presidenza del Consiglio sia su questo punto, sia sulla motivazione che ha indotto la Presidenza a esercitare il potere di surroga di due componenti dimissionari, la cui sostituzione dovrebbe essere fatta dal Consiglio. Ci è stata consegnata una lettera che io ritengo del tutto insoddisfacente. Riteniamo che in occasione delle dimissioni dei due componenti eletti dall'Aula, si dovesse tornare in Aula per le nuove nomine. Il Presidente del Consiglio può esercitare il potere di surroga solo nel caso in cui l'Aula non sia in grado di fare le nomine, ma l'Aula deve essere messa nelle condizioni di farle.

Su queste questioni chiediamo che la Giunta, nella mattinata di oggi, ci dia i provvedimenti e gli atti preparatori relativi, per poter valutare le dichiarazioni che farà nel pomeriggio e chiediamo che la Presidenza del Consiglio, preferibilmente per iscritto, ci dia il suo parere sulla legittimità del commissariamento da parte della Giunta di un ente, il cui presidente è stato eletto dal Consiglio, e sull'esercizio inappropriato del potere di surroga.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non ho nessun problema a rispondere alla parte della sua domanda che riguarda le nomine che io ho fatto, e le risponderò.

Per ciò che riguarda l'esercizio dei poteri della Giunta, io non ho le informazioni, così come non le ha lei, perché ho appreso anch'io soltanto oggi che il Presidente della Giunta ha proceduto a commissariare l'ARST. Suppongo che l'abbia fatto nell'esercizio dei poteri della Giunta. Quando conosceremo le motivazioni autentiche per le quali il Presidente della Giunta e la Giunta hanno proceduto a questo commissariamento, le risponderò per iscritto, dopo aver consultato anche gli uffici, per verificare se ci sono conflitti di potere.

Le assicuro che le prerogative del Consiglio saranno salvaguardate sempre e comunque, perché il Consiglio esercita anche una funzione di controllo sull'organo esecutivo.

Per quanto riguarda la prima parte della sua domanda, io ho esercitato i poteri sostitutivi perché eravamo alla scadenza del termine utile per l'esercizio dei poteri sostitutivi. Ho ricevuto le dimissioni il giorno dopo la seduta del Consiglio. L'onorevole Palomba me le ha presentate personalmente e le altre dimissioni le ho ricevute per iscritto la mattina. Dovendo trasmettere la documentazione alla Giunta entro la sera, ho proceduto a fare le due sostituzioni, utilizzando, così com'è previsto dalla legge, i miei poteri e servendomi per questo dell'ausilio degli uffici.

Successivamente, quando ormai avevo già mandato la documentazione alla Presidenza della Giunta ed ormai nei miei uffici non c'erano più i funzionari, ho ricevuto altre tre dimissioni, e ho ritenuto di non poter più esercitare i poteri sostitutivi non perché non potessi ancora farlo, perché il termine utile scadeva a mezzanotte, ma perché non era presente nessun funzionario. Ho preferito, così come ho creduto fosse giusto fare, restituire i poteri al Consiglio che li eserciterà nei modi che, nella propria sovranità, riterrà opportuni. Questo è tutto, onorevole Selis.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Procediamo ora alla discussione degli articoli del disegno di legge numero 21. Nella precedente seduta abbiamo approvato i primi due articoli.

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Art. 3

Determinazione di spese

1. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera f) della legge regionale 11 del 1983, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella C), allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.

2. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera d) della legge regionale n. 11 del 1983 gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 2000 e per il triennio 2000/2002, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella D), allegata alla presente legge.

3. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2000 e per il triennio 2000/2002, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E), allegata alla presente legge.

Presidente. All'articolo 3 sono stati presentati trentasei emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 3

Il comma 1 dell'art. 3 è soppresso. (84)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Balia - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Calledda - Pirisi - Spissu - Masia - Cogodi - Vassallo - Pinna

Con riferimento a quanto disposto all'art. 3, comma 1, del Disegno di legge n. 21, ed in particolare a quanto contenuto nella Tabella C allegata, alla Voce 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B) - Centri storici, la voce di riduzione di lire "50.000" prevista alla colonna 2000 è soppressa, così come viene soppresso il differimento al 2010 nella colonna dell'anno di differimento.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (71)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Balia - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Calledda - Pirisi - Spissu - Masia

Con riferimento a quanto disposto all'art. 3, comma 1, del Disegno di legge n. 21, ed in particolare a quanto contenuto nella Tabella C allegata, alla Voce 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B) - Centri storici, la voce di riduzione di lire "50.000" prevista alla colonna 2000 è soppressa, così come viene soppresso il differimento al 2010 nella colonna dell'anno di differimento.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (191)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Giagu

Nella Tabella C, pag. 24, intervento 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B - Centri storici, la misura di riduzione di lire 50.000 (in milioni) prevista e differita al 2010, è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (164)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Pinna

Nella Tabella C, pag. 24, intervento 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B - Centri storici, la misura di riduzione di lire 50.000 (in milioni) prevista e differita al 2010, è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (190)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Giagu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94 - progetti comunali per l'occupazione, la misura di riduzione di 40 miliardi è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10136-00 - (Progetti comunali per l'occupazione)

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000 (193)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Nella tabella C. pag. 24, intervento 04 Enti locali L.R. 1/99, Art. 8, comma 2, lettera B - Centri storici.

La misura di riduzione di £. 50.000.000 prevista e differita al 2010: è soppressa. (237)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Cogodi - Ortu - Pinna

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94 - progetti comunali per l'occupazione, la misura di riduzione di 40 miliardi è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10136-00 - (Progetti comunali per l'occupazione)

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000 (72)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu

Nella tabella C. pag. 27

Intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94.

Progetti comunali per l'occupazione.

La misura di riduzione di £. 40.000.000 è soppressa. (236)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 08 - LAVORI PUBBLICI - L.R. 33/86, e successive modificazioni ed integrazioni - Agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali, la riduzione di lire 2 miliardi prevista per l'annualità 2000 e di lire 2 miliardi per l'annualità 2001 è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 (165)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 08 - LAVORI PUBBLICI - L.R. 33/86, e successive modificazioni ed integrazioni - Agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali, la riduzione di lire 2 miliardi prevista per l'annualità 2000 e di lire 2 miliardi per l'annualità 2001 è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 (192)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Nella tabella C di cui all'articolo 3, comma 1, l'importo del capitolo 03056 per l'anno 2000 è ridotto di lire 18.000.000.000.

In aumento

Cap. 01001 - Consiglio regionale

Anno 2000 lire 18.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - P.I.A.

Anno 2000 lire 18.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'articolo 8, comma 2 lett. a) L.R. 1/99 ed adeguamento normativo) (270)

Emendamento modificativo Fois - Capelli - Biggio - Frau

Nella tabella C di cui all'articolo 3, comma 1, è soppressa la riduzione di lire 2.000.000.000 per l'anno 2000 del capitolo 03056.

Copertura finanziaria

In aumento

Cap. 08056 anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - P.I.A. anno 2000 lire 2.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1, della legge finanziaria (cap. 03056). (35)

Emendamento modificativo Calledda - Morittu - Pirisi - Fadda - Lai - Spissu - Pinna - Dettori Ivana

Alla tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8 Recupero centri storici - cap. 04157 - anno 2000 - 50.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (201)

Emendamento modificativo Calledda - Morittu - Pirisi - Fadda - Lai - Spissu - Pinna - Dettori Ivana

Alla tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8 Recupero centri storici - cap. 04157 - anno 2000 - 50.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (172)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pirisi

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 33/86, e successive modificazioni - Agevolazione per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli Enti Locali - cap. 08056

Anno 2000 5.000 milioni

Anno 2001 5.000 milioni

Anno 2002 5.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00 (Contributi per mutui EE.LL. per OO.PP.)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (166)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pirisi

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 33/86, e successive modificazioni - Agevolazione per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli Enti Locali - cap. 08056

Anno 2000 5.000 milioni

Anno 2001 5.000 milioni

Anno 2002 5.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00 (Contributi per mutui EE.LL. per OO.PP.)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (194)

Emendamento modificativo Calledda -Morittu - Pirisi - Fadda - Sanna Salvatore

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 26/84 - art. 15 e successive modificazioni - Programma straordinario di edilizia agevolata - Cap. 08109

Anno 2000 10.000 milioni

Anno 2001 10.000 milioni

Anno 2002 10.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109 (Prog. Straord. Edilizia agevolata)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (167)

Emendamento modificativo Calledda -Morittu - Pirisi - Fadda - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 26/84 - art. 15 e successive modificazioni - Programma straordinario di edilizia agevolata - Cap. 08109

Anno 2000 10.000 milioni

Anno 2001 10.000 milioni

Anno 2002 10.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109 (Prog. Straord. Edilizia agevolata)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (195)

Emendamento modificativo Calledda -Pusceddu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 9/96 - Cap. 04159-08

Anno 2000 2.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04159-08 (Contributi Province per pianific. Prov. le)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per fitti e locazioni)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000 (170)

Emendamento modificativo Calledda -Pusceddu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 9/96 - Cap. 04159-08

Anno 2000 2.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04159-08 (Contributi Province per pianific. Prov. le)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per fitti e locazioni)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000 (198)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 6/95 - legge finanziaria 1995 - art. 50, comma 5 - Funzionamento Istituto Storico Arborense - Cap. 11088-02

Anno 2001 in aumento 50 milioni

Anno 2002 in aumento 50 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11088-02 (Istituto Storico Arborense)

Competenza anno 2001 lire 50.000.000

Competenza anno 2002 lire 50.000.000

In diminuzione

Cap. 11130 - (Studi e ricerche)

Competenza anno 2001 lire 50.000.000

Competenza anno 2002 lire 50.000.000 (176)

Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Dettori Ivana - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 1/99 - art. 28 - ERSU - Case dello Studente - Cap. 11078-02

Anno 2000 in aumento 2.500 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11078-02 (ERSU - Case dello Studente)

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000

In diminuzione

Cap. 03009-00 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000 (174)

Emendamento modificativo Calledda - Spissu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 2/94 - Legge finanziaria 1994 - art. 13 - Mattatoi - Cap. 08073-01

Anno 2000 4.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08073-01 (Progr. Str. Mattatoi)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08001-00 - (Manutenz. Straord, patrimonio reg.le)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000 (168)

Emendamento modificativo Calledda - Spissu - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 2/94 - Legge finanziaria 1994 - art. 13 - Mattatoi - Cap. 08073-01

Anno 2000 4.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08073-01 (Progr. Str. Mattatoi)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08001-00 - (Manutenz. Straord, patrimonio reg.le)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000 (196)

Emendamento modificativo Lai - Calledda - Pinna - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

10 - LAVORO - L.R. 8/87, ART. 32 - Finanziamenti ad enti ed organismi operanti nel settore della sicurezza sociale

Anno 2001 1.380 milioni

Anno 2002 1.380 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10025-00 (Finanziamenti Organismi operanti nella sicurezza sociale, L.R. n. 8/87, art. 32)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000 (171)

Emendamento modificativo Lai - Calledda - Pinna - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

10 - LAVORO - L.R. 8/87, ART. 32 - Finanziamenti ad enti ed organismi operanti nel settore della sicurezza sociale

Anno 2001 1.380 milioni

Anno 2002 1.380 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10025-00 (Finanziamenti Organismi operanti nella sicurezza sociale, L.R. n. 8/87, art. 32)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000 (199)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 28/72 - Cap. 04006

Anno 2001 400 milioni anziché 100

Anno 2002 400 milioni anziché 100

Anni successivi 400 milioni anziché 100

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04006-00 (Contributi Assoc. EE.LL., L.R. 28/72)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000

In diminuzione

Cap. 04001-00 - (Indennità componenti Comitati di Controllo)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000 (169)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 28/72 - Cap. 04006

Anno 2001 400 milioni anziché 100

Anno 2002 400 milioni anziché 100

Anni successivi 400 milioni anziché 100

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04006-00 (Contributi Assoc. EE.LL., L.R. 28/72)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000

In diminuzione

Cap. 04001-00 - (Indennità componenti Comitati di Controllo)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000 (197)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pinna

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 45/78 - Cap. 08015-03

Anno 2000 40.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08015-03 (L.R. 45/78 OO.PP. DI INTERESSE LOCALE)

Competenza anno 2000 lire 18.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08002-00 - (Miglioramenti patrimonio regionale)

Competenza anno 2000 lire 3.000.000.000

Cap. 08029-05 - (Fondo OO.PP. di interesse reg.le - art. 9, comma 1, DL 21)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000 (200)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda - Pusceddu - Sanna Salvatore

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 11/98, art. 39, comma 1 - Finanziamento alle Università - Cap. 11065

Anno 2002 6.140 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11065 - (L.R. 11/98, art. 39, comma 1)

Competenza anno 2002 lire 1.000.000.000

In diminuzione

Cap. 12001 - 02 (Quota regionale progetti obiettivo sanità)

Competenza anno 2002 lire 1.000.000.000 (175)

Emendamento modificativo Spissu - Pusceddu - Pirisi - Morittu

Nella Tabella D, art. 3, comma 2, 11 - legge reg. 33/96, art. 4 - Istituto Sordomuti di Sassari - cap. 11085-02, le somme relative agli anni 2000, 2001, 2002 sono aumentate rispettivamente di lire 200.000.000, 200.000.000, 200.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11085-02 (L.R. 33/96, art. 4, Ist. Sordomuti Sassari)

Competenza anno 2000 lire 80.000.000

Competenza anno 2001 lire 110.000.000

Competenza anno 2002 lire 130.000.000

In diminuzione

Cap. 11130-00 - (Studi e ricerche)

Competenza anno 2000 lire 80.000.000

Competenza anno 2001 lire 110.000.000

Competenza anno 2002 lire 130.000.000 (177)

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Pirisi - Orrù - Dettori Ivana - Lai - Sanna Gian Valerio - Morittu - Demuru

Nella Tabella D, art. 3, comma 2, gli importi da iscrivere in bilancio sono sostituiti dai seguenti:

L.R. n. 35/89:

1) CAP. 11087:

Competenza anno 2001 lire 140.000.000

Competenza anno 2002 lire 140.000.000

2) CAP. 11088:

Competenza anno 2000 lire 110.000.000

Competenza anno 2001 lire 70.000.000

Competenza anno 2002 lire 80.000.000

IN DIMINUZIONE

CAP. 03017 - Fondo per nuovi oneri legislativi - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 110.000.000

Competenza anno 2001 lire 210.000.000

Competenza anno 2002 lire 220.000.000 (173)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Nella tabella E di cui all'articolo 3, comma 3, l'importo del capitolo 11102-03 per l'anno 2000 è rideterminato in lire 11.000.000.000.

Copertura finanziaria

In aumento

Cap. 11102-03 anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 anno 2000 lire 2.000.000.000 (256)

Emendamento modificativo Tunis Marco - Floris Emilio - Granara

Nella tabella E di cui al comma 3 dell'articolo 3 il capitolo 11104/01 (L.R. 28/97 Scuole Civiche di Musica) è incrementato di lire 300.000.000 per l'anno 2000.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

03 - Bilancio

cap. 03009 anno 2000 lire 300.000.000 (22)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente

Art. 3 bis

Soppressione della destinazione dei proventi derivanti dalla vendita di beni regionali - L.R. 35/1995

1. Il comma 3 bis dell'articolo 3 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, istituito dall'articolo 43 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 e sostituito dall'articolo 12 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è soppresso. (268)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ritiro, col consenso dei proponenti, gli emendamenti numero191, 201, 172, 195, 196 e 169.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, gli uffici mi comunicano anche il ritiro degli emendamenti numero 164, 190, 237, 72, 236, 194 e 198 che lei non ha citato.

SELIS (Popolari-P.S.). Non li ho citati perché il primo firmatario di questi emendamenti è il consigliere Vassallo. Se i colleghi Vassallo, Cogodi, Ortu e gli altri che hanno firmato gli emendamenti intendono ritirarli lo diranno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R:C.). Ci sono 36 emendamenti all'articolo 3, e noi non abbiamo gli uffici che ci assistono, però si intende che gli emendamenti, identici o anche sostanzialmente analoghi, si intendono ritirati eccezion fatta per uno, altrimenti qui si rischia, con un'operazione a valanga, di ritirarli tutti senza che rimanga almeno l'emendamento principale su ogni questione.

PRESIDENTE. Noi non sappiamo quale sia l'emendamento principale. Decidete voi quale viene mantenuto; gli emendamenti sono vostri.

COGODI (R.C.). Sì, gli emendamenti sono nostri ma la gestione di tutti questi emendamenti richiede tempo. Tutti gli emendamenti che sono uguali ad un emendamento precedente, si intendono ritirati, o vengono unificati, oppure, quando il Consiglio ne approva o ne respinge uno, ovviamente decadono tutti quelli che sono sostanzialmente simili.

Non vorremmo cioè correre il rischio, ritirando gli emendamenti, di ritirare anche quello principale.

Ci sono due gruppi di emendamenti all'articolo 3: uno è relativo alla conservazione dei 50 miliardi per l'anno 2000 per la legge sui centri storici; ci sono una decina di emendamenti presentati da più gruppi, che riguardano questo punto. Se ne mantenga uno e si ritirino tutti gli altri.

PRESIDENTE. Lei ci ha dato l'indicazione di mantenere il primo.

COGODI (R.C.). Sì, si mantenga il primo. Non possiamo discutere due volte in Consiglio lo stesso emendamento.

L'altro gruppo di emendamenti si riferisce al recupero dei 40 miliardi dell'articolo 94 della legge numero 11 del 1988. Siccome questa esigenza è stata recepita in emendamenti successivi, presentati sia da noi dell'opposizione che dalla Giunta, anche questi emendamenti si intendono ritirati. Ciò detto, gli uffici indichino i numeri degli emendamenti riguardanti queste due questioni.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 84 ha facoltà di parlare l'onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 84 è a firma Vassallo-Cogodi.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 84 e' ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 71.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 71 prevede il ripristino dello stanziamento per i centri storici, ne abbiamo discusso tanto in Commissione, e l'Assessore Milia ci ha detto che sono ancora disponibili due annualità. Abbiamo discusso se fosse opportuno mantenere o ritirare questo emendamento, a noi sembra utile mantenerlo perché se possiamo incrementare gli stanziamenti - mi pare che siano disponibili novanta miliardi - della terza annualità di cinquanta miliardi, avremo a disposizione una quantità di risorse tale da consentire alla Giunta un dialogo più costruttivo con gli enti interessati ed una programmazione più proficua. E` evidente che se con 100 miliardi si possono realizzare alcuni interventi, con 150 miliardi il numero degli interventi possibili è molto maggiore. A noi sembra che, lasciando questi fondi, e quindi non eliminando lo stanziamento di questa annualità, si metta a disposizione del Governo regionale una quantità di risorse molto più significativa che può permettere di attivare un rapporto più costruttivo con il sistema degli enti locali interessati, dando la dimostrazione che le leggi regionali, anche quando ci sono delle difficoltà di attuazione iniziali, non vengono sospese. Questo è un principio che deve valere non solo per la legge sui centri storici, ma per tutte le leggi. Sappiamo che, quando si approva una legge, l'avvio dell'attuazione sconta sempre un momento di lentezza e di vischiosità, però se non si deroga e se si mantiene il ritmo degli stanziamenti, si dà un segnale ai destinatari, che in questo caso sono gli enti locali, che la Regione su quella legge scommette e insiste sul suo intervento e lo fa in maniera costante. A noi sembra essenziale che per questa legge che ha destato tanto interesse e sulla quale c'è stato un confronto importante in quest'Aula, venga confermato lo stanziamento e che questo consenta alla Giunta una maggiore entità di interventi e un più costruttivo rapporto con gli enti locali per dare un segnale forte a sostegno della ristrutturazione, del recupero e della valorizzazione dei centri storici.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 191, 164 e 190 sono ritirati. Il 237 tratta lo stesso argomento, ma è leggermente diverso.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, gli emendamenti numero164 e 190 devono essere ritirati dai colleghi firmatari, io non sono firmatario, chiedo a loro…

PRESIDENTE. Sto adottando il criterio suggerito dall'onorevole Cogodi, si lascia il primo e tutti gli altri emendamenti analoghi vengono soppressi.

Quindi, se lei è d'accordo, sono ritirati gli emendamenti numero 191, 164 e il 190. Ditemi cosa intendete fare per il numero 237 che è un po' diverso.

COGODI (R.C.). Io ho suggerito un metodo che mi pare sia quello che risponde all'esigenza di snellire i lavori del Consiglio, senza però togliere ai presentatori la facoltà di illustrare i propri emendamenti, nel senso che per gli emendamenti simili si farà una discussione unica e non si farà una discussione dei singoli emendamenti, però i firmatari hanno diritto di illustrarli. Io potrei decidere di mantenere tutti gli emendamenti. Così facendo, nel momento in cui viene approvato o respinto il primo, decadono gli altri. Stiamo andando un po' oltre, chiedendo che la Presidenza del Consiglio, servendosi dell'ausilio degli uffici, censisca gli emendamenti consimili, per poi ritirarli, ma non vogliamo ritirarli preventivamente, perché vogliamo avere la possibilità di illustrarli.

PRESIDENTE. Non c'è problema, onorevole Cogodi, dica su quali intende intervenire.

COGODI (R.C.). Abbiamo diritto di intervenire su tutti gli emendamenti che abbiamo presentato. Se non si riesce a spiegarsi…

PRESIDENTE. Sto cercando di trovare con lei un accordo. L'emendamento numero 71 è stato illustrato dall'onorevole Selis, tuttavia lei ha ragione, se vuole intervenire, lo faccia, non c'è nessun problema. Le chiedo di nuovo se gli emendamenti numero 191, 164 e 190 sono ritirati.

COGODI (R.C.). No.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 191 era stato ritirato dall'onorevole Selis. Per illustrare l'emendamento numero 164, che è uguale al numero 71, ha facoltà di parlare uno dei presentatori.

COGODI (R.C.). Preferirei illustrarlo brevemente, anche se poi, insieme agli emendamenti consimili, verrà ritirato. Sentiamo infatti l'esigenza di fare alcune considerazioni sulla sostanza di questa serie di emendamenti, l'ha già fatto il collega Selis e immagino che lo faranno anche altri colleghi. .

La Giunta regionale propone che i 50 miliardi all'anno che erano previsti nella programmazione decennale, per l'intervento della Regione a sostegno del risanamento e della riqualificazione dei centri storici, nell'anno 2000, non debbano essere stanziati, con una argomentazione che non regge.

Sostiene la Giunta, e con essa la "ritenuta", "ipotetica" maggioranza, che si dovrebbe operare uno scivolamento dal 2000 al 2010 o al 2011, in coda cioè alla programmazione decennale, perché nel corso dell'anno 1999 non sono stati ancora utilizzati i 50 miliardi previsti, per cui utilizzandosi a scivolo quelli del 1999 nel 2000 e via via discorrendo, rimarrebbe la cadenza dei 50 miliardi all'anno nel decennio e quindi non accadrebbe nulla. Libere la Giunta e la maggioranza di pensare ciò, però non si può dire che non accade nulla. Accade che una programmazione regionale di intervento sui centri storici che aveva inizialmente, per deliberato del Consiglio, una certa cadenza, in realtà viene dilazionata di un anno e invece di aggiungere altre risorse per sostenere una delle più grandi opere pubbliche, e uno dei più importanti interventi civili, culturali, economici, che la Regione possa accingersi a compiere, di fatto questa grande idea che ha dato origine alla legge regionale sui centri storici, viene in qualche modo affievolita e indebolita.

Il fatto che una legge della Regione che ha una proiezione di spesa decennale abbia una fase di avvio difficoltosa è da mettere nel conto. Tutte le leggi che hanno l'ambizione di intervenire sulle grandi questioni dell'economia, della società, dell'assetto del territorio, devono scontare come tutte le macchine, come tutti gli strumenti, la difficoltà della fase dell'avvio e del rodaggio, cioè dell'iniziare a camminare ma con prudenza, proprio perché non si sbagli strada. Questo è accaduto alla Regione anche nella fase di avvio della legge "29" sui centri storici, perché la Regione aveva previsto addirittura un primo finanziamento di 50 miliardi nell'anno 1998, avendo il legislatore ipotizzato che si potesse già nei circa tre mesi di vigenza della legge in coda al 1998 utilizzare 50 miliardi. Però, il meccanismo che era previsto in legge, proprio per consentire un uso saggio delle risorse, perché governare non è semplicemente distribuire danari, ma distribuirli in modo saggio, equo e produttivo, se si fossero dovuti distribuire i 50 miliardi nei pochi mesi restanti del 1998, ciò avrebbe avuto come conseguenza che questi 50 miliardi sarebbero andati ad esclusivo beneficio di pochissimi piccoli comuni che casualmente si ritrovavano ad avere quella strumentazione urbanistica per i centri storici, le ex zona A, assimilabile ai piani particolareggiati. Quindi, non alcuni comuni, seppure piccoli, che erano stati più pronti, più attenti, più diligenti, ma quelli che, per pura combinazione, si ritrovavano strumentazioni urbanistiche assimilabili al piano particolareggiato per il centro storico. Quindi spendere 50 miliardi in quella situazione avrebbe significato non applicare bene la legge, che ipotizza invece una programmazione e una distribuzione equilibrata nel territorio. E' solo nel corso dell'anno 1999 che i comuni della Sardegna conoscendo la legge, hanno iniziato, in una progressione davvero encomiabile, a dotarsi della strumentazione urbanistica necessaria prevista dalla legge, e quindi ad addivenire, nel corso del 1998 a poter presentare non solo la domanda, ma la strumentazione idonea perché si potesse concretamente intervenire in modo utile nel risanamento e nella riqualificazione dei centri storici.

La legge prevedeva che il primo programma triennale fosse redatto sulla base delle domande pervenute entro il 30 settembre. Non voglio qui ricordare che il 30 settembre ancora perdurava la lunga crisi regionale, ma in ogni caso, al di là del perdurare della crisi regionale, non sarebbe successo esattamente nulla, perché nel frattempo è stato istituito un ufficio specifico presso l'Assessorato dell'urbanistica, che ha elaborato metodologie e criteri e ha predisposto il primo piano triennale, e i comuni hanno adottato non solo le metodologie ma anche le strumentazioni corrispondenti alle prescrizioni di legge. Rimaneva aperto un problema che è tuttora aperto e che dovrà essere comunque sanato: la legge della Regione non aveva preso in considerazione la nuova strumentazione urbanistica che oggi è in parte, non del tutto, ritenuta assimilabile ai piani particolareggiati; nuove strumentazioni, tipo i piani quadro del centro storico che possono essere generali, ma possono essere anche specifici, particolareggiati, che non in tutto ma in parte possono coincidere, sotto il profilo contenutistico, con i piani particolareggiati, e in questa fattispecie ricadono esattamente le due prime città della Sardegna, Cagliari e Sassari, e nessuno in questo Consiglio regionale credo vorrà negare che queste città hanno i principali centri storici della Sardegna, per estensione, per incidenza nell'assetto complessivo della città, non necessariamente per qualità. E' chiaro che il centro storico della città di Cagliari, il quartiere medioevale, o il centro storico della città di Sassari non possono essere esclusi solo perché quei comuni hanno adottato strumentazioni urbanistiche che non hanno definito piani particolareggiati, ma piani quadro con specificazione in parte coincidente per ambiti di territorio con il piano particolareggiato. Però gli uffici non possono sostituire le istituzioni, e quindi nessun ufficio assume la responsabilità di fare una tabella di equiparazione tra quello che è contenuto in modo specificato in un piano quadro e quello che dovrebbe essere contenuto in un piano particolareggiato. Ecco perché il criterio complessivo che è stato seguito è stato quello di consentire anche a questi comuni di rientrare nella programmazione successiva, e sia la precedente Giunta che l'attuale hanno proposto un correttivo alla legge perché i centri storici dei comuni di Cagliari e di Sassari, ma anche altri, possano rientrare nella programmazione poliennale e rimettersi alla pari.

Ecco perché oggi, la Regione è nella condizione di attuare il primo intervento triennale, perché nel frattempo si è lavorato, ed è stato saggio non distribuire male i primi 50 miliardi, infatti ne sono stati distribuiti soltanto sette o otto, perché non era giusto distribuirne 50 ad alcuni piccoli comuni, e se ne sono conservati 41 o 42. Sono stati utilmente conservati per il primo intervento graduato e ordinato sul territorio della regione i 50 miliardi del 1999, e i 50 miliardi del 2000 devono restare nel bilancio della Regione, perché oggi la Regione è in condizioni di mettere a frutto subito non dico i 140 miliardi che ci sarebbero, se vengono restituiti questi 50, ma anche 200 o 300 miliardi, perché il lavoro compiuto e la programmazione che è intervenuta sotto il profilo degli strumenti gestionali consentono questo intervento. Ecco perché ritardare questo intervento, prendere i 50 miliardi del 2000 e trasportarli al 2010, cioè dalla testa alla coda, si può fare, perché è chiaro che il Consiglio è sovrano, però è una scelta politica, e nessuno deve dire che lo si fa perché è indispensabile o perché non ha nessuna conseguenza. Infatti dei 100 miliardi che la legge prevede, che oggi potrebbero essere spesi, proprio grazie al lavoro fatto, rimarranno solo 50 miliardi perché la Giunta e la maggioranza vogliono toglierne 50.

Questi emendamenti sono tutti finalizzati a ricostituire la dotazione finanziaria a suo tempo programmata, niente di più e niente di meno. Per affrontare i problemi degli interventi nei centri storici in tutta la Sardegna ci vogliono ben altro che 50 o 100 miliardi all'anno, però si era detto a suo tempo che questi 50 miliardi all'anno con una proiezione decennale avrebbero potuto costituire un volano, un coefficiente di moltiplicazione perché, in materia di centri storici, operano diversi interventi anche dello Stato e dell'Unione Europea. Quindi dare certezza a chi ha pensato di poter attingere una prima quota in sede comunale per attivare questi programmi è una cosa che ha la sua utilità e validità.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha già superato di due minuti il tempo a sua disposizione per illustrare questo emendamento, se procediamo così, il tempo necessario sarà molto.

COGODI (R.C.). Però se io dovessi illustrare i quattordici emendamenti andrei non di due minuti ma di due ore fuori tempo. Quindi non li illustro ovviamente, ho solo ripreso il tema, poi recupereremo tutto il tempo necessario. E` importante però che la Giunta si esprima quanto prima su questo argomento, perché se la Giunta o la maggioranza accedono all'ipotesi di trovare una soluzione al problema che stiamo ponendo, non è questione di due minuti, è questione di ore, Presidente, perché è una questione di contenuti. La Giunta ha rimandato il problema alla fase del confronto consiliare, questo è il momento del confronto consiliare, la Giunta trovi una soluzione a questa questione, perché sarebbe importantissimo restituire ai comuni della Sardegna la loro possibilità di riqualificazione e di crescita, lasciando intatta non solo l'entità degli stanziamenti nei dieci anni, ma anche quella cadenza e quel ritmo che erano stati previsti dal Consiglio regionale. .

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 190 e 237 sono simili, quindi si intendono ritirati. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 193.

COGODI (R.C.). L'illustrazione di questo emendamento è abbastanza rapida perché rimando alla fase della discussione l'eventuale approfondimento del tema, in esito alla dichiarazione della Giunta, che non avrà difficoltà alcuna a confermare che la proposta contenuta in questo emendamento è ripresa in emendamenti successivi. La Giunta ha affermato che questi 40 miliardi vengono non solo reintegrati ma diversamente normati e riferiti alla legge regionale numero 25, all'interno di una riorganizzazione degli interventi regionali per il lavoro che è contenuta in emendamenti successivi. Quando la Giunta ci darà conferma di questo ritireremo immediatamente questo emendamento.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero "72" e "236" che trattano lo stesso argomento sono ritirati.

Passiamo all'emendamento numero 165. L'emendamento numero"166" tratta lo stesso argomento, ma gli importi sono diversi, , chiedo quindi ai presentatori quale dei due emendamenti viene mantenuto. Il primo è a firma Vassallo, Cogodi e Ortu; il secondo è stato presentato dai consiglieri Selis, Scano e Balia.

Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 165.

VASSALLO (R.C.). E' un emendamento molto semplice, che è stato ripreso dal Gruppo di Alleanza Nazionale e probabilmente anche dal Gruppo del Partito Popolare Sardo.

Si tratta delle agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali. Noi abbiamo visto che, così come era previsto per i centri storici, anche i fondi destinati a questo scopo sono stati ridotti dei due miliardi previsti per il 2000. In considerazione del fatto che la stabilità e la crescita derivano dal livello degli investimenti qualificati che gli enti locali riescono ad attivare nella nostra fragile economia, noi consideriamo assai grave ridurre uno stanziamento che riteniamo fondamentale se non per l'aumento almeno per il mantenimento dello standard degli investimenti per opere pubbliche da parte degli enti locali. Per altro se non si fa questo non si capisce come si possa andare avanti, ed anche da questo deriva il nostro giudizio molto critico su questa manovra finanziaria, che, anche con questi piccoli interventi, dà il segno del livello di recessione della nostra economia.

Poiché questo emendamento è simile a quello presentato da alcuni colleghi della maggioranza, sono convinto che la Giunta non avrà difficoltà ad accoglierlo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 192 che tratta lo stesso argomento si intende ritirato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 270.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 35 ha facoltà di parlare il consigliere Fois.

FOIS (P.P.S.). Questo emendamento risponde all'esigenza di una variazione in aumento di due miliardi sul capitolo 08056/00 affinché l'Assessorato possa far fronte agli impegni presi precedentemente. Tenete conto del fatto che la previsione in bilancio è di due miliardi ed è giusto quanto serve per garantire una risposta a tutte le domande che sono state fatte precedentemente.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 201 e 172 sono ritirati. Abbiamo detto prima che il numero 166, a firma Selis- Scano- Balia, è simile al 165, ma l'importo è diverso, e vorrei sapere quale dei due deve essere mantenuto.

SELIS (Popolari-P.S.). Lasciamoli entrambi, poi in sede di discussione decideremo, perché sono simili ma l'importo è diverso. Voglio sottolineare che c'è una linea comune di sostegno a favore degli enti locali che ci auguriamo che venga recepita e condivisa da maggioranza e opposizione, Giunta e Consiglio, perché il sostegno agli enti locali è una delle linee fondanti che tutti abbiamo sostenuto. Quindi per ora manteniamo l'emendamento, poi decideremo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 194 è uguale e si intende ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 167

BIGGIO (A.N.). E il 201?

PRESIDENTE. E' stato ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 167, ha facoltà di parlare l'onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 195 è ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 170.

CALLEDDA (D.S.-F.D.).. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 198 è ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 176.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scano per illustrare l'emendamento numero 174.

SCANO (D.S.-F.D.). Voglio ricordare che, nella precedente sessione di bilancio, ci fu una discussione molto approfondita, che coinvolse la Giunta, la maggioranza e l'opposizione, sul tema del diritto allo studio e si arrivò alla fine a una scelta molto significativa che ebbe il sostegno di tutto il Consiglio; e cioè lo stanziamento di una somma ragguardevole in una proiezione pluriennale per la realizzazione di strutture e servizi di supporto allo studio universitario, in particolare questo stanziamento era finalizzato alla costruzione di mense e di case dello studente.

Nella proposta della Giunta c'è stata una rimodulazione di quell'impegno finanziario che non demolisce la scelta fatta l'anno scorso, però ne attenua la misura se ricordo bene e la prolunga nel tempo. Mi pare che ci sia stato - poi l'Assessore me lo confermerà, perché non ho avuto tempo di controllare - un emendamento della Giunta in Commissione che ha modificato, migliorandola, la proposta originaria. Tuttavia noi teniamo a mantenere l'entità dell'intervento annuale nella misura prevista lo scorso anno senza alcun ridimensionamento. Poi, nel corso della discussione, vedremo i dati finanziari di cui io in questo momento onestamente non dispongo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 168.

CUGINI (D.S.-F.D.) Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 196 è ritirato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento numero 171.

LAI (D.S.-F.D.). Si tratta solo di fare memoria non tanto per il finanziamento del 2000, quanto per il fatto che le modifiche sulle modalità di costruire il bilancio, con la possibilità quindi di impegnare le somme per tutto il triennio, potrebbero consentire agli enti che operano nell'ambito del sociale, e qui sto parlando specificatamente dell'Ente mutilati invalidi civili, dell'Ente nazionale sordomuti, dell'Ente mutilati per servizio della Sardegna e della Gesù Nazareno di Sassari, di poter contare nel triennio su fondi stabili.

I normali ritardi non consentono a queste organizzazioni di contare nei tempi adeguati su quella base solida di finanziamento - si tratta tra l'altro di finanziamenti simbolici perché si tratta di 100 o 70 milioni a testa non di più - che consenta di programmare nel tempo un'attività della quale nessun altro si fa carico, perché l'intervento pubblico non riesce a farlo.

In questo capitolo di bilancio ci sono questi quattro Enti. Nei capitoli di bilancio precedenti che non sono oggetto di emendamenti ma che volevo ricordare all'Assessore al lavoro, si tratta comunque di garantire nel triennio dei fondi costanti nel tempo per la programmazione dell'attività.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 199.

LAI (D.S.-F.D.). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 169 a firma Selis, Scano e Balia è ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 197 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Lo stanziamento ha due valenze, la prima è che rappresenta un aumento dei contributi alle associazioni degli enti locali e si collega con la politica a sostegno degli enti locali che stiamo portando avanti, e soprattutto nella seconda parte, si prevede la riduzione dello stanziamento per le indennità dei componenti dei comitati di controllo, questo perché noi riteniamo che i comitati circoscrizionali di controllo abbiano una funzione superata. Ho presentato con alcuni colleghi una proposta di legge per la soppressione dei comitati circoscrizionali di controllo, su questo argomento torneremo, per dimostrare che la copertura proposta è una copertura stabile e fondata, mi pare che anche in quest'Aula ci sia un ampio consenso sulla soppressione dei CO.CI.CO, quindi le risorse sono disponibili e, a nostro avviso, possono essere destinate al sostegno delle associazioni degli enti locali che svolgono una funzione preziosa, soprattutto in una realtà regionale come la nostra in cui i comuni in gran parte sono piccoli e piccolissimi, e hanno necessità spesso di un sostegno che talvolta la Regione non riesce a dare e le associazioni danno sopperendo anche a carenze dell'amministrazione regionale. La cifra è modesta, ma il significato politico è importante. Mi auguro che la Giunta e il Consiglio possano accoglierlo e sostenerlo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 200 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Anche questo emendamento, in linea con le cose che abbiamo detto, propone uno stanziamento significativo a favore delle opere pubbliche locali nelle quali i comuni hanno dato prova di grande efficienza, e questa è una delle leggi ormai storiche che ha funzionato e funziona stabilmente in maniera soddisfacente. E` una delle leggi sulle quali i comuni hanno più volte espresso un consenso significativo, a noi sembra che il sostegno, in questo momento, per l'attuazione di questa legge sia importante.

Anche per questo intervento non ci sono problemi di copertura, perché si tratta di rinviare ad un momento successivo il miglioramento del patrimonio regionale, e di ridurre i fondi che sono assegnati, con l'articolo 9 della finanziaria, all'Assessore dei lavori pubblici.

A noi sembra che il centralismo della regione che spesso tutti critichiamo nei dibattiti, poi riemerga nella finanziaria. Se invece di un centralismo regionale in materia di opere pubbliche facessimo prevalere il decentramento agli enti locali, come la legge numero 45 prevede e come questo emendamento prevede, saremmo tutti più coerenti e più efficienti e forse limiteremmo anche il problema dei residui che, come emerge dal conto dei residui, interessa essenzialmente l'Assessorato dei lavori pubblici.

Non è colpa dell'assessore attuale, il conto dei residui è relativo a cinque anni, quindi per una volta non me la prendo con il collega Ladu, che non c'entra nulla con i residui presenti in questo momento, che riguardano i cinque anni precedenti, però, sicuramente, gran parte dei residui sono concentrati nel settore dei lavori pubblici. Comprendiamo la ragione di questo, perché è il settore nel quale la spesa è più lenta, perché una volta fatto lo stanziamento bisogna fare la progettazione e seguire tutta la procedura per l'appalto.

A noi sembra che, limitando la centralizzazione degli stanziamenti e decentrando, si compia una duplice operazione: si sostiene l'attività degli enti locali, si accelera la spesa e si evita di concentrare le risorse nella Regione, facendo sì che questa sia davvero un ente di programmazione, di indirizzo e di controllo e non un ente di appalto, come invece ancora una volta la Giunta ci propone con l'articolo 9. Ne parleremo quando discuteremo di questo articolo..

Mi auguro che ci sia una diffusa sensibilità nei confronti delle esigenze dei comuni e una diffusa coerenza che faccia diventare davvero la Regione un ente di programmazione e non di spesa, non di amministrazione, non di appalto e non di progettazione.

PRESIDENTE. L'emendamento numero175 viene dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento numero 177.

LAI (D.S.-F.D.). Questo emendamento è sempre nella linea dell'attenzione verso chi svolge una attività di assistenza. L'istituto sordomuti di Sassari ha quasi un secolo di vita; nella proposta di bilancio della Giunta c'è un taglio, a partire dal 2000, di 30 milioni rispetto all'anno precedente dei finanziamenti destinati a questo istituto. Noi proponiamo non solo il ripristino di questa somma ma l'aumento, in ragione dell'attività assolutamente insostituibile che l'Istituto sordomuti svolge a Sassari, sia fornendo a coloro che sono portatori di handicap quell'assistenza che nessun garantisce loro, sia aiutandoli nell'inserimento scolastico e lavorativo. Anche in questo caso, sarebbe importante che la Giunta tenesse conto della necessità di dare certezza, di una quantità analoga di finanziamenti, nel triennio, per l'attività ordinaria dell'istituto. Quindi la nostra proposta è quella di ripristinare lo stanziamento, di aumentarlo di 50 milioni e di mantenere il finanziamento costante nel triennio. Confidiamo che la Giunta possa accogliere questa proposta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero173

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento riguarda il premio letterario Giuseppe Dessì. Nella proposta della finanziaria venivano tagliati i finanziamenti sia alla fondazione Dessì che al premio letterario. In commissione si è già recuperato - penso che questo sia un errore - ripristinando per il 2000 il finanziamento di 140 milioni per la fondazione, non si è fatto altrettanto per il premio letterario Dessì che per sette - otto anni ha avuto un contributo annuale di 110 milioni e che, se passasse la proposta e non venisse accolto l'emendamento, si troverebbe con 50 milioni in meno di contributo.

Quindi si chiede che per il 2000 venga ripristinato il contributo degli anni precedenti, che ammontava a 110 milioni. Spero che la Giunta accolga l'emendamento, si tratta di 50 milioni per ripristinare il contributo regionale al premio Giuseppe Dessì.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 256.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è da fare una correzione. E' stato erroneamente riportato l'importo di 11 miliardi in luogo di 14 miliardi; quindi se è possibile si deve operare questa correzione, perché si tratta di un mero errore materiale. L'emendamento riguarda i fondi per lo spettacolo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 viene dato per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 268 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo insieme di emendamenti, il parere della Commissione è favorevole per l'emendamento numero 270.

SELIS (Popolari-P.S.). Ma per quanto riguarda gli 11 miliardi a noi non risulta che si tratti di un errore materiale.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si, interveniamo anche su quello.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Non è possibile procedere così. Se vuole, onorevole la Spisa, le cito gli emendamenti che sono rimasti e lei esprimerà il suo parere su ciascuno.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Credo di fare prima dicendo che il parere della Commissione è favorevole solo su tre emendamenti. Sugli altri la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ci dica su quali emendamenti la Commissione esprime parere favorevole.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 270 e 256. Quest'ultimo è l'emendamento appena illustrato dall'Assessore e riguarda i contributi per lo spettacolo.

Confermo quanto ha detto l'Assessore e cerco di spiegare anche il perché di questo errore materiale: questo emendamento interviene su un capitolo di bilancio che era già stato modificato in Commissione. In Commissione sono stati aggiunti, con un emendamento, 3 miliardi, e si è arrivati alla quota di 12. Per cui questo emendamento porta da 12 a 14 la dotazione del capitolo di bilancio.

Erroneamente è stato scritto 11 miliardi perché probabilmente si faceva riferimento ancora allo stanziamento indicato nella proposta iniziale della Giunta. Credo che sia abbastanza chiaro. In questo modo lo stanziamento viene riportato allo stesso livello dell'esercizio precedente.

La Commissione esprime inoltre parere favorevole sull'emendamento numero 268.

Su tutti gli altri emendamenti la Commissione si rimette all'Aula. Per quanto riguarda l'emendamento numero 177 c'è da notare che lo stanziamento per l'esercizio 2000 è stato già incrementato per arrivare a 200 milioni - si tratta degli interventi a favore dell'Istituto sordomuti di Sassari - per cui parzialmente era già stato accolto in Commissione e quindi anche dalla Giunta garantendo la copertura finanziaria necessaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io lascio la parola al collega assessore Sergio Milia, perché dia il parere sull'emendamento che riguarda i centri storici, e poi chiederò io la parola e la chiederà eventualmente anche il collega Silvestro Ladu, Assessore dei lavori pubblici, per esprimere il parere sugli emendamenti che riguardano specificatamente la sua competenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta ritiene che la materia della legge numero 29 del 1998, riguardante i centri storici sia fondamentale. Allo stesso tempo, concordando con quanto esposto da chi ha illustrato gli emendamenti, cioè gli onorevoli Selis e Cogodi, la Giunta intende ribadire che la scelta fatta per l'anno 2000, in relazione al finanziamento della legge numero 29 del 1998 , è dovuta al fatto che nel dicembre 1999 per il primo intervento attuativo di questa legge sono stati spesi 6 miliardi, restano quindi 44 miliardi che praticamente dovranno essere riprogrammati alla luce di quanto esposto dall'onorevole Cogodi e alla luce di quanto, spero, verrà approvato dall'Aula con il collegato alla finanziaria, insieme all'annualità del 1999, cioè degli altri 50 miliardi.

Quindi, per l'anno 2000, ad oggi, possiamo programmare e impegnare - penso già nel mese di luglio, se i tempi tecnici ci soccorreranno -94 miliardi. A questisi aggiungeranno certamente altri miliardi, e spero anche parecchi, a seguito della concertazione con l'Assessore della programmazione, derivanti dal Quadro comunitario di sostegno e quindi da uno degli assi principali identificati dal Programma operativo regionale e dalla Commissione europea.

Quindi, questo primo intervento per il 2000, per quanto riguarda la legge numero 29 del 1998, sarà un intervento massivo perché ai 98 miliardi già disponibili ad oggi, si aggiungeranno altri miliardi di risorse ordinarie derivanti dall'assestamento del bilancio, e di risorse comunitarie derivanti dal Quadro comunitario di sostegno.

Quindi, non credo che, per l'anno 2000, tenendo presente che saremo operativi, compatibilmente, come ho già detto, con i tempi tecnici, dal luglio prossimo venturo, supereremo i 100 miliardi, io mi azzardo a dire anche i 140 miliardi, perché questo è quello che è stato concordato con l'Assessore della programmazione, e quindi, non credo che portare i 50 miliardi dell'annualità del 2000 al 2010 (ricordo che il finanziamento della legge 29/98 è ripartito in 11 anni) comporterà alcun problema.

E' chiaro che la disponibilità di altri miliardi sarebbe importante - e questo cercheremo di ottenere perché una delle priorità dell'Assessorato degli enti locali è quella di finanziare e di trovare altri finanziamenti per questa legge - e penso che, dal prossimo anno, eliminando spese correnti ed abbattendo alcune discrasie di questo bilancio degli enti locali, a seguito di nuove gare d'appalto, in modo che si possa risparmiare sulle spese correnti e sulle spese ordinarie, tutti i proventi verranno indirizzati nel capitolo riguardante la legge 29/98. Quindi, chiedo ai presentatori dell'emendamento di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 71, vero?

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, onorevole Presidente. Parlo anche dell'emendamento numero 170, di cui sono presentatori i consiglieri Calledda, Pusceddu e Cugini, che riguarda i contributi a favore delle province per la pianificazione provinciale. E' un capitolo che è stato rifinanziato quest'anno, nel 1999 mi pare che non ci fosse copertura. Questo Assessorato aveva previsto il finanziamento di 1 miliardo e 700 milioni. Dico subito che la richiesta di 300 milioni contenuta in questo emendamento si può accogliere, però non può gravare sul capitolo 04023 (spese per fitti e locazioni), perché altrimenti non potremmo onorare i contratti. Questo capitolo 04023 è completamente assorbito dai contratti in essere.

Quindi, chiedo che i 300 milioni possano essere trasferiti sul capitolo 04026, che è quello relativo alle spese telefoniche, anche se so che emendamenti di questo genere gravano già sulla tabella relativa al bilancio degli enti locali, ma su questo torneremo più avanti.

Quindi il parere sull'emendamento è favorevole a condizione che la copertura finanziaria gravi sul capitolo 04026, anziché 04023.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento 193, l'onorevole Cogodi nell'illustrazione ha richiamato quanto già è stato concordato dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione in Commissione, tant'è che è stato già presentato l'emendamento che ripristina lo stanziamento originario dei progetti comunali per l'occupazione, riportandolo all'originaria previsione di 100 miliardi.

Questa, è la conferma che l'onorevole Cogodi ha sollecitato alla Giunta, e quindi mi pare che questo emendamento possa essere ritirato.

La Giunta esprime parere favorevole su due emendamenti che sono sostanzialmente identici, uno è il numero 35 a firma dei consiglieri Fois, Cappelli, Biggio e Frau, l'altro è il numero 165 che ha come firmatari i consiglieri Vassallo, Cogodi e Ortu. Per quanto riguarda la copertura finanziaria chiederei ai colleghi di consentire di operare una variazione sul capitolo 36103 delle entrate.

L'emendamento numero 270 è stato presentato dalla Giunta per ricostituire il fondo originario per il Consiglio regionale. Sugli altri emendamenti che riguardano specificatamente la materia dei lavori pubblici esprimerà il parere il collega Silvestro Ladu.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per quanto riguarda gli emendamenti testé ricordati, devo dire chepossono avere delle valide motivazioni, compreso quello che riguarda la legge numero 45.

Quello che invece credo che non possa essere accolto è il fatto che la copertura finanziaria gravi su capitoli che sono assolutamente indispensabili per l'Assessorato dei lavori pubblici e, in modo particolare, sullo 08029.05. Si tratta di capitoli che sono già andati in diminuzione quest'anno sulla base degli impegni presi dalla Giunta e dal Consiglio regionale negli anni scorsi.

Devo dire che da parte nostra, c'è anzi la volontà di rimpinguare questi capitoli proprio perché la Regione Sardegna ha assunto degli impegni precisi nei confronti degli enti locali, finanziando delle opere già autorizzate col relativo decreto.

Ebbene, oggi noi non siamo, sulla base del bilancio che stiamo approvando, proprio a causa delle restrizioni che ci sono state, neanche in condizioni di poter garantire il rispetto degli impegni che abbiamo assunto nei confronti degli enti locali. E` chiaro che un'ulteriore riduzione di questi capitoli significherebbe non rispettare gli impegni che la Regione ha assunto nei confronti degli enti locali.

Mi sorprende molto che vengano presentati emendamenti che eliminano proprio i fondi destinati a onorare impegni già presi dalla Regione Sardegna.

Pertanto, credo che questi emendamenti non possano essere accolti, anzi, credo che il Consiglio regionale farebbe bene a ripristinare almeno le somme che erano previste negli anni passati, considerato che questi sono interventi che si fanno sul triennale, e la Regione Sardegna ha già impegnato dei fondi e quindi non si riesco a comprendere come noi possiamo dire oggi ai comuni, ai quali abbiamo promesso, dei finanziamenti, facendo i relativi decreti, che non ci sono più soldi.

Per questo motivo, pur condividendo lo sforzo che è stato fatto per aumentare certi capitoli, credo che la copertura finanziaria non possa gravare su questi capitoli, non fosse per altro perché la Regione ha già programmato le relative risorse con il triennale e ha già emesso i decreti di impegno e quindi, non può assolutamente essere privata di questi fondi, che ha già impegnato. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi, la Giunta propone di accorpare gli emendamenti numero 166 e 165 al numero 35. La Giunta propone che il capitolo su cui grava la copertura finanziaria sia il 36103 anziché lo 03056. Chiedo ai proponenti degli emendamenti numero 166 e 165 se accettano la proposta.

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene.

PRESIDENTE Quindi gli emendamenti numero 166 e 165 vengono assorbiti dall'emendamento della Giunta numero 35, con la modifica che è stata appena indicata.

SELIS (Popolari-P.S.). Perché vengono assorbiti? Si coordinano.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, si coordinano..

PRESIDENTE. Si coordinano. Però si mette in votazione l'emendamento numero 35. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Intervengo per una questione di igiene politica. Se vi sono degli emendamenti che sono consimili e si trova un modo di raccordarli, anche mediando e accogliendo istanze parziali, l'emendamento che viene mantenuto è il primo.

Non capisco perché noi dobbiamo ritirare il primo emendamento , che è simile a quello di Fois, e debba rimanere quello presentato da Fois. Sono operazioni di bassa macelleria che proprio non vanno bene.

Allora, quando si raggiunge un accordo, o ci si ferma un attimo (e il Regolamento lo consente) per redigere un nuovo e diverso emendamento la cui paternità è di chiunque abbia dato il contributo al nascituro, oppure, non è serio e non è neppure simpatico che debba sparire il primo emendamento e che si mantenga il secondo. Il primo di questo gruppo di emendamenti, verso cui convergono gli aggiustamenti è il numero 165.

PRESIDENTE. Il primo è il "166".

Cogodi (r.C.). Credo che il 165 venga prima del 166, a meno non abbiano cambiato anche l'ordine.

PRESIDENTE. Sì, però nell'ordine di presentazione io ho prima il 166.

COGODI.(R.C.). Ma scusi, i numeri vengono dati in ordine di presentazione?

PRESIDENTE. Sì.

Cogodi.(R.C.). E se i numeri vengono dati in ordine di presentazione....

PRESIDENTE. No, onorevole Cogodi, se l'ordine è questo il primo è il 35 e non c'è dubbio, però, se noi prendiamo l'ordine stabilito dagli uffici, il 166 è stato messo prima perché è comprensivo degli altri.

Cogodi (R.C.). Rimane la considerazione fatta: quando ci sono possibilità di convergenza, di assestamento e di aggiustamento conviene redigere un testo concordato.

PRESIDENTE. Prendiamo quindi il numero più piccolo perché corrisponde all'ordine cronologico di presentazione. Se è così, il numero con il quale coordinare questi due emendamenti è il "35". Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 176, che prevede il ripristino di 50 milioni per l'Istituto Storico Arborense, viene accolto purché gravi sul capitolo 04019. La Giunta non accoglie invece l'emendamento numero 174 per le considerazioni che richiamava lo stesso collega Pier Sandro Scano. E` stata operata una rimodulazione in considerazione del fatto che, per quanto riguarda l'ERSU di Sassari, i mutui non sono stati accesi, e quindi, siamo in grave ritardo e non ci pare utile immobilizzare delle risorse in questo momento. Una parte dell'annualità del 2000, cioè 2 miliardi e mezzo sui 3 miliardi previsti, è stata messa in coda all'ultima annualità. Quindi, il fondo di 55 miliardi rimane integro nei dieci anni, ma in considerazione del fatto che l'ERSU di Sassari non è in condizione di far partire i mutui, si è ritenuto di operare questa scelta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue PITTALIS.) La Giunta non accoglie l'emendamento numero 168, trattandosi di materia che va vista nel suo complesso.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 171, credo che possa essere rimesso ad una valutazione da fare nell'esercizio finanziario 2001 e in quello successivo, pertanto la Giunta non lo accoglie.

L'emendamento 197, non è accolto, così come non si accolgono l'emendamento 200 e l'emendamento 175. L'emendamento numero 177 ha già trovato accoglimento in Commissione, sia pure limitatamente all'annualità del 2000, e quindi invito i presentatori a ritirarlo.

L'emendamento 22 è accolto.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 173 , è stato già ricostituito il fondo in Commissione, e gli uffici stanno accertando la questione del premio letterario Dessì di Villacidro, e quindi, su questo emendamento sospendo il parere della Giunta.

L'emendamento numero268 è un emendamento della Giunta, quindi ovviamente il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. È aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non ho compreso quali sono gli emendamenti che l'Assessore Ladu accoglie, perché ha fatto un intervento che può essere anche condivisibile, ma dovrebbe dirci i numeri degli emendamenti che accoglie o non accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore Ladu. Ne ha facoltà.

Ladu (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Abbiamo detto che praticamente tutti gli emendamenti che sono stati presentati, dal 166 in poi praticamente gravano sul capitolo 08029-05.

Voglio ricordare all'ex assessore Fadda che questo capitolo è stato già abbondantemente ridotto, nel senso che nella manovra finanziaria del 1999, erano previsti per il 2000 trenta miliardi, invece quest'anno ce ne sono 15 e 651 milioni, mentre per il 2001, erano previsti 38 miliardi e adesso ce ne sono 19 e 500 milioni.

E` chiaro che noi in queste condizioni non saremo in grado di rispettare gli impegni che abbiamo preso nei confronti degli enti locali.

Sinceramente io non comprendo come si faccia, tant'è vero che sono stati presentati degli emendamenti per riportare tali stanziamenti almeno al livello previsto negli anni scorsi, proprio perché credo che l'impegno che la Regione ha assunto nei confronti dei comuni, debba essere mantenuto.

Gli emendamenti in discussione svuotano questo capitolo, nonostante la Regione, quando lo stesso assessore Fadda era in Giunta, abbia assunto degli impegni nei confronti dei comuni. Non capisco perché adesso questi impegni non debbano essere più mantenuti dalla Regione. Il fatto che cambino la Giunta e gli Assessori, non significa che la Regione non debba mantenere gli impegni che ha assunto nei confronti dei comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

Fadda (Popolari-P.S.). Io non volevo entrare nel dibattito. Non so se il Presidente abbia compreso la mia domanda, volevo sapere soltanto quali emendamenti sono accolti e quali non accolti. Abbiamo compreso il parere sull'emendamento numero 166, se, anche per gli altri emendamenti, l'assessore Ladu ci dice quelli che accoglie e quelli che non accoglie, possiamo aprire il dibattito.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 166, che va coordinato con il 35 e con il 165, è accolto. Onorevole Fadda è probabile che, siccome sono stati presentati 40 emendamenti, possa confondermi.

Allora, riassumiamo: il 166 viene coordinato con il 165 e il 35, con la precisazione che muta il capitolo che ho già indicato agli uffici; il 194 è ritirato; per quanto riguarda l'emendamento numero 167, invitiamo i presentatori a ritirarlo ed a rivedere la materia in un secondo momento nell'ottica di una ridefinizione del quadro normativo delle competenze regionali e del trasferimento agli enti locali di poteri e di funzioni anche su questa materia. Pertanto il parere su questo emendamento è negativo.

Il 195 è già ritirato. Questi sono gli emendamenti che riguardavano specificatamente la materia dei lavori pubblici.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCCU (D.S.-F.D.). L'Assessore aveva sospeso il parere sul 173.

Vorrei chiedere se la Giunta ha deciso.

PRESIDENTE. Prego Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, abbiamo verificato e, preso atto del parere dell'Assessore della pubblica istruzione, l'emendamento è accoglibile, sia pure facendo gravare il finanziamento anziché sul capitolo 03017 sul capitolo 36103 e, limitatamente all'annualità 2000; poi si vedrà per i successivi esercizi. Se il presentatore è d'accordo su questa impostazione, la Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ovviamente non è possibile riprendere i troppi aspetti delle questioni che, seppure sfoltiti, i molti emendamenti rimasti pongono. Quindi, in una selezione di temi io vorrei riferirmi ancora per un attimo ad una delle questioni che abbiamo ritenuto essenziali riferite a questo articolo della finanziaria, che è quella dei finanziamenti ai comuni per i centri storici.

La Giunta, facendo un singolare ragionamento, dice: "Va bene l'emendamento, va bene la motivazione che lo accompagna, va bene la sua finalità però manteniamo la proposta di tagliare di 50 miliardi i finanziamenti ai comuni per il programma di risanamento dei centri storici". Non è ammissibile che non ci si assuma interamente la responsabilità degli atti che si compiono.

Io ho detto più volte che è nostra convinzione, che chi comanda fa legge, chi comanda ha il potere di fare le leggi e quindi anche di disfarle. Però, se c'è una legge della Regione che ha detto agli enti locali della Sardegna, alle comunità locali: "Dal 1998 al 2008, per 10 anni, voi pensate, programmate, questo è il primo intervento che fa la Regione con una cadenza di finanziamento di 50 miliardi all'anno", le difficoltà iniziali di applicazione della legge che ci sono sempre state e sempre ci saranno, non debbono indurre il governo della Regione a togliere quello che era stato deciso di dare. Non basta dire che nel 2000 ci sono da utilizzare 94 miliardi. Ce ne debbono essere 144, revocando quel taglio di 50 miliardi che è stato fatto, oppure motivandolo!

La Giunta dica "Voglio non dico eliminare ma ritardare questo intervento". La Giunta dica "Voglio indebolire questo intervento" ma nel momento nel quale apprendiamo che tutta la metodologia è stata elaborata, che i comuni, la Regione ed i suoi uffici hanno lavorato perché la legge oggi possa entrare a regime, ma voi pensate che nei comuni della Sardegna, per i centri storici, per il loro valore culturale, sociale ed economico, non sia possibile impegnare 144 anziché 94 miliardi?

Siete in grado di affermare questo nel Consiglio regionale, allo stato attuale delle cose, non a quello di quando fu fatta la legge con le imperfezioni che si dovettero correggere in Commissione, interpretandola ed elaborando i criteri e quindi mettendo in moto tutta la strumentazione necessaria a farla funzionare? Ma, oggi che può funzionare, come fate a dire che la Regione non può immettere nel circuito degli enti locali questo stanziamento, per intervenire nella parte più pregiata del tessuto edificato, nei centri storici, centri antichi (chiamiamoli come vogliamo), per il valore che hanno di salvaguardia, per il valore che hanno, non solo sotto il profilo culturale di conservazione, ma anche di riattivazione delle comunità e dei luoghi dove la gente abita, per, opporsi almeno un poco alla tendenza allo spopolamento delle aree interne? Perché mai oggi la gente dovrebbe continuare ad abitare nei paesi dell'interno se non ha una condizione migliore di vita, o meglio, una compensazione di tante cose che mancano in quei luoghi: meno sicurezza, meno vita di relazione, meno dotazione di servizi di carattere generale. Si è detto da parte di tutti che, se vogliamo in qualche modo contrastare il fenomeno nefasto dello spopolamento delle aree interne, bisogna intervenire anche attraverso delle operazioni qualificate di miglioramento dell'habitat, di creazione, come dire, di differenziali in positivo, che inducano le persone a starvi, o altri a tornare o altri ancora per la prima volta a voler vivere in quelle zone.

Non abbiamo detto che l'intervento regionale sui centri storici aveva finalità di tipo culturale, di socialità ma anche di sviluppo per tutti i settori dell'economia che questo tipo d'intervento mette in moto: le professionalità, gli antichi mestieri, le nuove tecnologie, i materiali, la cura e il trattamento dei materiali che debbono essere utilizzati con questo tipo di intervento specifico?

Lo si è detto nel tempo tutto questo, c'è tutta una letteratura su questi temi. Perché colpire questo intervento e volerlo colpire con una motivazione del tipo: "Tanto non cambia nulla perché ci sono altri finanziamenti nel quadro comunitario di sostegno"? È ovvio che ci devono essere, ma abbiamo detto sempre che gli altri interventi non devono essere sostitutivi ma aggiuntivi. Abbiamo detto che questo intervento della legge regionale doveva costituire il volano, il coefficiente di moltiplicazione, il primo avvio, una prima certezza, e voi lo colpite.

E io dico che è un errore; ritengo che non si possano fare su ogni cosa delle barricate, ma è un errore grave che stanno compiendo l'attuale Giunta e l'attuale maggioranza, e questo errore grave si inserisce su quella linea, che noi abbiamo denunciato, dei tagli nei settori più qualificanti della socialità e dell'economia, delle politiche di carattere recessivo, perché i contributi alle imprese non si danno solo con i finanziamenti alla singola impresa previsti dalle leggi numero "15" e"21" e dalle altre leggi della Regione! I contributi alle imprese si danno anche attivando forme sane di economia e sostenendo il tessuto delle piccole e medie imprese artigiane sparse nel territorio. E tutti hanno sempre detto che l'intervento sui centri storici è uno dei fattori importanti di questa politica. Perché la volete indebolire?

A questa domanda non avete dato una risposta, se non quella di sottrarre 50 miliardi nell'annualità 2000, che voi ritenete di utilizzare evidentemente in altre direzioni. Io dico che state compiendo un errore grave. I comuni sono in grado oggi di gestire non solo 144 miliardi, quanti sarebbero i fondi disponibili con i 50 miliardi che avete sottratto, ma molti di più perché oggi hanno gli strumenti necessari per farlo.

Voglio dedicare un minuto all'emendamento numero174 che riguarda l'ERSU e il diritto allo studio. Noi non siamo firmatari di quell'emendamento, però lo condividiamo. Lo condividiamo però con un'annotazione: non basta continuare a dare solo finanziamenti agli enti regionali, chiamati a gestire settori importanti dell'economia e non solo dell'economia, ma della cultura e delle diverse attività che si svolgono nella nostra Regione, e quelle relative allo studio sono fra le più delicate e sicuramente tra le più importanti; bisogna che si eroghino i finanziamenti per attivare diverse iniziative, per adempiere ai propri fini e ai propri compiti, però la Regione ha il dovere di dare anche direttive precise e di esercitare il necessario coordinamento. In materia di diritto allo studio servono più risorse, ma serve anche gestirle meglio.

Gli ERSU devono avere maggiori finanziamenti dalla Regione perché sono ormai enti regionali, però devono anche fare un programma che in qualche luogo venga da qualcuno valutato. Non possono continuare a comprare alberghi dismessi nei centri delle città, creando posti letto per gli studenti, che costano l'equivalente di 5 posti letto.. Gli alberghi restino alberghi, chi vuole fare alberghi faccia alberghi, chi deve fare case dello studente, faccia case dello studente e risponda all'obiettivo di dare più servizi e migliori a un maggior numero di studenti!

Quindi, dobbiamo fare una riflessione anche sul potere e dovere di indirizzo e di coordinamento che deve svolgere la Regione. Non si può continuare a spendere i danari per costruire le università da una parte e mandare gli studenti dall'altra. Quindi, su questo emendamento io esprimo il mio parere favorevole, ma richiamo l'esigenza e la necessità, che è una necessità di governo in via generale, che agli enti regionali, e quindi anche agli ERSU, si diano indirizzi e si eserciti il potere regionale di coordinamento, perché alcune delle cose che si vedono sono sbagliate, perché non promuovono il diritto allo studio, ma il più delle volte sono di ostacolo alla diffusione di un diritto che potrebbe riguardare, invece, molti più studenti meritevoli e bisognosi. Grazie.

Presidenza del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, voglio intervenire in particolare sull'argomento che mi pare sia il più importante tra quelli affrontati dagli emendamenti presentati a questo articolo. Intendo parlare dell'emendamento che propone di ripristinare lo stanziamento di 50 miliardi per il recupero dei centri storici.

La legge numero 29 del 1998, come credo tutti i colleghi sappiano, è stata sempre ritenuta una legge estremamente valida che però, prima di divenire efficace, ha avuto ritardi che possiamo definire fisiologici e che hanno determinato, come è noto, il fatto, così come anche l'Assessore ha sottolineato, che si sono potuti spendere soltanto 6 miliardi e 800 milioni. Si sono potuti spendere esclusivamente per interventi di carattere primario, cioè per i contributi ai privati che intendono recuperare un immobile che si trovi all'interno di un centro storico che, naturalmente, deve essere un centro storico iscritto regolarmente nel repertorio dei centri storici di cui questa Regione si è dotata. Naturalmente per poter essere iscritti i comuni devono avere una serie di strumenti dei quali molti stanno cercando di dotarsi, ma per fare questo ci vuole il tempo e ci vogliono anche le risorse. E' successo che dei 93 miliardi per le annualità '98 e '99 non si è speso niente, neanche per i programmi integrati e per gli interventi di risanamento. Sono due voci importanti, e si riferiscono gli uni a interventi che coinvolgono in qualche modo anche il privato assieme al comune, e gli altri all'esigenza da parte delle amministrazioni di eseguire delle opere all'interno dei centri storici. Di queste somme non si è spesa una lira, perché non erano disponibili gli strumenti attuativi, né alcuno ha potuto fare domanda per la prima parte degli interventi che la legge privilegia riservando ad essi almeno il 50 per cento dei 50 miliardi, quindi queste risorse sono rimaste del tutto inutilizzate.

Queste risorse sono rimaste del tutto ferme né potrebbero essere spese se la legge non venisse modificata, ma nel momento in cui questa legge venisse modificata, credo che tutti ne siano a conoscenza, le possibilità di intervento con questa cifra resterebbero comunque limitate a quei comuni che rientrano nella precedente situazione. Tutti i comuni che stanno cercando di adeguarsi velocemente per poter accedere a queste risorse, se l'annualità del 2000 venisse meno, vedrebbero rinviata la possibilità di attuare gli interventi ad annualità successive, e quindi non potrebbero in alcun modo accedere alle risorse presenti. Quando si dice che ci sono 93 miliardi disponibili, si trascura il fatto che questi 93 miliardi non sono fruibili da quei comuni che stanno cercando di trovarsi nella situazione che la modifica della legge prevede e che naturalmente per la vecchia normativa sono tagliati fuori.

Un altro aspetto che mi pare vada sottolineato è che (qualcuno l'ha già detto) due importanti centri - Cagliari e Sassari - proprio per il fatto che si erano dotati di piani urbanistici per i centri storici molto ampi, prevedendo più che altro dei piani quadro e non dei piani particolareggiati, hanno altresì riscontrato nell'applicazione della legge che, per ciò che riguarda anche gli interventi primari, non c'è alcuna possibilità di poter avere accesso a questi contributi. Non c'è possibilità di avere accesso ai finanziamenti per i piani integrati, non c'è possibilità di finanziamento per ciò che riguarda i progetti di risanamento delle infrastrutture presenti all'interno del centro storico, ma non c'è nemmeno la possibilità di avere finanziamenti per i privati che intendono procedere. Anche correggendo la legge si verifica che, per la zona di Cagliari, soltanto alcune domande per il quartiere di Villanova trovano risposta, per Sassari invece, per quanto vi sia una quantità notevole di domande, non c'è alcuna possibilità di avere finanziamenti se non in due o tre casi, per cifre irrisorie. Detto questo, se dovessimo in qualche modo rinviare queste risorse al 2010, come si è proposto, disattenderemmo le aspettative, vanificheremmo la modifica della legge che stiamo predisponendo in Commissione, e ci ritroveremmo quindi nella situazione che a fronte di 93 miliardi disponibili sarebbero poche le risorse spendibili per il semplice fatto che la modifica della legge non può essere retroattiva. e, Inoltre se si considera che le richieste fatte fino a questo momento, per il 1998 e il 1999, e credo che stiano arrivando anche quelle del 2000, ammontano a oltre 400 miliardi, ci si rende conto di quale sia la risposta estremamente negativa che questa maggioranza sta cercando di dare a un problema che mi pare tutti quanti concordemente diciamo di sentire. Questo significa che non solo non avremmo dovuto togliere questi 50 miliardi, ma avremmo dovuto sicuramente integrarli, perché se è vero che ci sono domande inevase per oltre 400 miliardi, quest'anno avremmo dovuto stanziare non 50 miliardi ma 200 per cercare di dare una prima risposta esauriente a queste domande.

I centri storici - non credo che sia il caso di andare a spendere ulteriori affermazioni - sono per noi un'importante realtà. Abbiamo costruito intorno a questa importante realtà delle aspettative notevoli che hanno messo in movimento tutta una serie di progettualità e di iniziative che, sicuramente, se disattese con questa cancellazione dello stanziamento di 50 miliardi per i centri storici, non possono che creare disaffezione in una situazione che va sicuramente sempre più degradando. Centri storici che abbiamo voluto classificare in diversa maniera, centri storici che abbiamo in qualche modo voluto catalogare all'interno di quello che è il repertorio, che però se non sosteniamo ancora una volta credo che andremo a perdere, così come si sta verificando, in importanti realtà che non sono soltanto quelle delle zone interne, ma anche quelle delle cosiddette "città regie" perché i 50 miliardi probabilmente non basterebbero per recuperare ognuna di queste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

dettori ivana.(D.S.-F.D.). Voglio richiamare l'attenzione della Giunta e dell'Aula sull'emendamento numero 174, perché in un momento in cui tutti noi sottolineiamo la necessità di investire nella formazione, nella scuola e nel diritto alla studio, vorrei capire la ratio, e la chiedo all'Assessore della pubblica istruzione, del non mantenimento di un impegno importante che nella legislatura scorsa la Giunta aveva assunto.

C'è un ridimensionamento dell'importo, l'assessore Pittalis ci ha dato alcune spiegazioni e su queste tornerò dopo, ma voglio davvero capire il perché ad esempio rispetto a questi importanti investimenti, che in qualche modo mettevano la Regione Sardegna al primo posto fra le Regioni che intendono porre nell'agenda del proprio lavoro politico la centralità della scuola, ci sia stato questo ridimensionamento.

Rileviamo dai dati dell'istat che in continuazione ci vengono sottoposti, come la Regione Sardegna abbia il minor numero di laureati e di laureate rispetto alle altre Regioni, e come su questo influisca pesantemente l'onere che comporta alle famiglie mantenere i figli e le figlie agli studi. Credo che rispetto a questo ci debba essere da parte della Giunta un importante intervento non solo nell'erogazione e nel mantenimento stesso degli stanziamenti, ma soprattutto in quell'opera di indirizzo e di controllo che la Regione deve operare sugli ERSU. Mi sorprende e mi dispiace che abbiamo saputo solo stamane che ad esempio l'ersu di Sassari non ha acceso i mutui e ciò viene addotto come giustificazione al ridimensionamento degli interventi per gli ersu stessi. Se l'ersu di Sassari non ha acceso i mutui necessari per finanziare importanti strutture ed attività che l'ersu deve svolgere è un fatto gravissimo che la Giunta deve accertare e su cui deve intervenire.

Questo lo sottolineo con forza in quanto dall'ersu di Sassari, come sicuramente l'Assessore della programmazione e l'Assessore della pubblica istruzione sanno, dipende ad esempio l'Università di Nuoro che attende da anni interventi importanti per quanto concerne la Casa dello studente, con progetti già pronti al fine proprio di attivare questi strumenti. Credo che su questo non si possa dormire, perché non è pensabile che la Giunta affermi di dover intervenire e poi di fatto non sia conseguente.

Dall'assessore della pubblica istruzione mi piacerebbe sapere anche a che punto sono gli investimenti dell'ersu di Cagliari per l'Università di Oristano, e soprattutto notizie sulla non accensione dei mutui dell'ersu di Sassari che poi ha competenze anche per l'ersu di Nuoro e per una parte per l'ersu di Oristano. Forse è importante che quest'Aula sappia a che punto sono gli interventi di questi due enti e che cosa questa Regione intenda fare affinché le risorse che con fatica sono state stanziate per queste importanti strutture, siano utilizzate per la loro attivazione. Comunque, voglio dire che tutto questo non giustifica il fatto che gli stanziamenti destinati a queste due strutture vengano ridimensionati. Pertanto credo che questo emendamento, benché la Giunta non l'abbia accolto, debba essere rimesso all'Aula e debba soprattutto far riflettere anche i colleghi della maggioranza, perché queste questioni non possono essere poste al centro di tutti gli interventi politici per poi far finta che su questo, siccome non sono stati accesi i mutui, non si debba intervenire. È un errore grave da parte di questa Giunta che io credo che questo emendamento possa cancellare.

Voglio dire una sola battuta sui centri storici. Non riesco a capire, e lo dico all'Assessore degli enti locali che è intervenuto puntigliosamente sulla questione, come si possa disattendere una legge regionale, sulla quale sia il collega Cogodi che il collega Masia hanno giustamente posto l'accento per tutte le implicazioni che essa ha, sia sul piano sociale, sul piano della vivibilità dei nostri centri, anche di quelli più piccoli, sia per l'importanza che ha immettere in un circuito economico così povero ingenti risorse. Non riesco a capire come si possano tagliare queste risorse dicendo che comunque il quadro comunitario di sostegno interverrà anche su questo. Forse ho capito male, ma se è così chiedo scusa e vorrei che l'Assessore rispetto a questo facesse una precisazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

morittu.(D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, devo registrare con una certa sorpresa il rigetto di alcuni emendamenti da parte degli Assessori competenti e della Giunta, soprattutto di quelli che si riferiscono alle politiche di sostegno agli enti locali, dico sorpresa perché ricordo che la settimana scorsa in quest'Aula è stato approvato l'articolo 1 bis "Interventi prioritari in materia economico finanziaria" che recava alla lettera c) "Politiche degli enti locali". A me pare che con il non accoglimento sia dell'emendamento sui 50 miliardi per gli interventi sui centri storici, che sono sicuramente politiche di sostegno agli enti locali, sia degli emendamenti numero"165" e "166" che riguardano il ripristino del budget per i mutui a valere sulla legge regionale numero 33 del 1986, ci sia davvero un cambiamento di rotta rispetto all'accordo politico che è stato sostanziato nell'articolo 1 bis.

Tra l'altro ricordo anche che ai sindaci che sono venuti qua in delegazione a parlare con il Presidente della Giunta e con i Capigruppo consiliari di tutte le forze politiche è stata dichiarata in quelle interlocuzioni una disponibilità da parte della maggioranza ad accogliere l'emendamento teso a ripristinare la dotazione finanziaria prevista dalla legge regionale numero 29 del 1998. Ora io mi sorprendo di questa inversione di tendenza, e tra l'altro vi voglio anche ricordare che questa non è una posizione degli enti locali, dei sindaci, delle loro associazioni e della minoranza consiliare, ma è una posizione acclarata nella relazione collegata alla manovra finanziaria della maggioranza della Quarta commissione che dice testualmente: "Per gli stanziamenti previsti per la categoria dell'urbanistica appare del tutto sorprendente che lo stanziamento del capitolo 04157 sui centri storici non sia stato confermato per l'anno 2000. L'importanza strategica che la Regione ha assegnato alla legge regionale numero 29, impone una radicale inversione di tendenza e l'immediato ripristino del preesistente stanziamento".

Cari colleghi della maggioranza facenti parte della Commissione, onorevole Marco Tunis, Presidente, che ha sottoscritto e che ha accolto calorosamente questo indirizzo della Commissione facendolo proprio come Presidente, come la mettiamo con le argomentazioni qua addotte dall'Assessore dell'urbanistica che chiede il ritiro dell'emendamento? Io queste motivazioni, devo essere sincero, davvero non riesco a condividerle, né riesco a capirle fino in fondo. L'Assessore non ci ha detto per esempio qual è la motivazione; l'unica motivazione addotta è che ci saranno i fondi del Quadro comunitario di sostegno domani e quindi ci penseremo con tali fondi strutturali. Ma più volte tutti abbiamo concordato, e questo concetto è stato già ribadito, che tali finanziamenti devono essere aggiuntivi, devono essere fondi che aiutano a superare gap e posizioni di sottosviluppo, non possono essere sostitutivi perché altrimenti davvero il nostro intervento, anche quello legislativo, diventa qualcosa di molto aleatorio. Non ci ha detto per esempio quanto è l'ammontare delle richieste che gli enti locali in Sardegna hanno recapitato all'Assessorato all'urbanistica nel giro di un solo anno, perché nel 1998 non c'è stata una sola possibilità salvo per qualche "furbo", e su questo apro un inciso: non credo che l'articolo 1 che voi proponete nel collegato di modifica alla "29" sia davvero accoglibile, perché è un articolo che prevede una sanatoria per le furbizie del 1998 con una norma retroattiva, ma questo sarà un argomento che affronteremo in commissione e in aula quando entreremo nel merito delle modifiche che voi proponete alla legge regionale numero 29. L'Assessore non ci ha detto a quanto ammontano. Non ci ha fatto l'onore di partecipare ai lavori della Commissione, io ho fatto la domanda al funzionario, e mi ha detto che solo per i piani integrati l'ammontare è intorno ai 400 - 450 miliardi, non ricordo bene la cifra ma l'ordine di grandezza sicuramente è questo; senza contare poi che ai piani integrati, che non credo rappresentino la totalità delle richieste avanzate dai comuni, bisogna aggiungerei i piani di riqualificazione urbana, e credo che si tratti di richieste sostanziose e pesanti, gli interventi di recupero primario e così via. L'Assessore non ci ha detto: "Siccome le richieste ammontano a 120 miliardi e noi ne abbiamo 110, gli altri dieci li avremo con i fondi strutturali." Non è così, il panorama non è questo, in un anno ci sono state numerosissime richieste da parte degli enti locali, e ciò a dimostrazione che la legge è stata salutata positivamente non soltanto da quest'Aula che l'ha approvata all'unanimità, ma è stata accolta davvero positivamente dagli enti locali, dai cittadini, dalle imprese, che hanno compreso davvero le potenzialità che questa legge ha in sé. Ed è vero, perché questa legge ci consente di recuperare i centri storici, ci consente di sprecare minore territorio rispetto allo spreco al quale abbiamo assistito negli anni settanta ed ottanta col dilagare di periferie anonime e abnormi, delle villettopoli dei paesi che ci circondano con architetture, le più svariate ma anche le più brutte rispetto all'armonia e alla semplicità dei nostri centri storici che meritano davvero di essere recuperati. E il recupero non è soltanto un recupero di carattere architettonico e ambientale, è un recupero dell'umanità che vive dentro questo centri storici; è un recupero dei mestieri che dentro questi centri storici si esercitavano, per consentire ai nostri artigiani di recuperare arti e mestieri di un tempo.

Leggo continuamente sui giornali che i nostri centri storici sono ormai oggetto di studio e di proposta per il loro utilizzo non soltanto a fini abitativi, ma anche a fini ricettivi. C'è una legge regionale esitata qualche anno fa che inaugura un nuovo sistema ricettivo che è quello dell'albergo diffuso. Molti dei nostri piccoli centri stanno pensando di rianimare i centri storici utilizzandoli anche parzialmente per la ricettività diffusa. Non voglio adesso ripetere quanto ho letto sulle dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Floris, su questo tipo di ricettività, la ricettività modello scozzese del bed and breakfast. Queste cose le possiamo fare soltanto nei nostri centri storici. E come le possiamo fare se non abbiamo risorse, e le risorse previste dalla legge erano insufficienti secondo me, e ne sono una dimostrazione chiara le richieste che sono state avanzate in un solo anno? In un solo anno ci saranno, credo, non meno di cinque - seicento miliardi di richieste che equivalgono praticamente alla dotazione decennale prevista per la legge, ed allora come si può pensare di tagliare risorse nel 2000 pensando di trasferirle al 2007, al 2008, quando l'esigenza è fortissima oggi e a questa, secondo me, dobbiamo una risposta? Lo diceva il collega Masia, non c'è né Sassari né Cagliari in questo conteggio dei cinque - seicento miliardi, o ci sono in misura assai esigua, forse ci sono anche poco alcune altre città regie della Sardegna. Io ho chiesto al Presidente della quarta Commissione che ci faccia pervenire l'elenco delle richieste di contributo che sono state avanzate all'Assessorato all'urbanistica perché da questo vogliamo partire per fare anche le nostre osservazioni in commissione.

Chiudo rivolgendo un appello ai colleghi consiglieri della maggioranza perché su questo emendamento mantengano la coerenza necessaria con l'impegno da loro preso nella relazione di accompagnamento al bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S..-F.D.). Signor Presidente e colleghi, anch'io credo che la Giunta nel respingere questi importanti emendamenti, che sono stati proposti dall'opposizione, abbia commesso un grave errore che mi auguro che l'Aula potrà correggere.

Anch'io voglio soffermarmi su un tema che già è stato abbondantemente trattato dai colleghi che mi hanno preceduto e che riguarda in modo particolare le politiche di sostegno agli enti locali con una particolare attenzione verso il tema dei centri storici. Credo comunque che sia un gravissimo errore non accedere agli emendamenti che sono stati da noi proposti per quanto attiene la contrazione di mutui per le opere pubbliche da parte degli enti locali. E` un aspetto certamente grave e che non appartiene soltanto alle forze del centrosinistra, perché le difficoltà le troveranno tutti gli amministratori qualunque sia il colore dell'amministrazione che governa nei diversi comuni.

Per quanto riguarda il capitolo dei centri storici credo che qui si stia commettendo un grave errore che non è soltanto di tipo amministrativo, ma credo sia anche di carattere culturale. Abbiamo sentito in quest'Aula e fuori di quest'Aula che tutte le forze politiche stanno andando a caratterizzarsi in senso fortemente regionalista e sardista. La non accettazione dell'emendamento che noi abbiamo proposto, e cioè il non reinserimento dei 50 miliardi per l'annualità 2000 è un gravissimo errore che ha anche questa importante valenza.

La legislazione nazionale nel definire le zone omogenee, definiva i centri storici come le parti più vecchie della nostra città e con delle caratteristiche di storicità. La legge di recepimento della Regione Sardegna, parla per le zone A, per i centri storici, anche di zone di valenza tradizionale. E credo che non sia il caso che si vada a rispolverare quello che ha scritto Le Lannoux in "Pastori e contadini di Sardegna", quello che ha scritto l'architetto Aimonino per definire cosa è un centro storico, cosa sono le tipologie edilizie e la morfologia urbana, ed anche ciò che ha scritto il sardo Vico Mossa nel suo libro "Architettura domestica in Sardegna" descrivendo i nostri centri storici e le nostre tipologie edilizie.

Negli anni sessanta è stato fatto grande scempio dei nostri centri storici, uno scempio pesante, che ha lasciato tracce che credo comunque possano essere in qualche misura recuperate. Grandi studi e grandi ricerche sono stati fatti e continuano ad essere fatti ancora attorno a questi temi, io vedo una grande insensibilità da parte di questa maggioranza e di questa Giunta sulle problematiche dei centri storici.

Il recupero dei centri storici non significa soltanto accedere a delle richieste che vengono fatte dalle amministrazioni comunali, che è un fatto certamente importante, ma ha delle implicazioni enormi. Noi parliamo, e anche voi ne avete parlato nel vostro programma, di allargamento della stagione turistica, non riusciamo a capire in che modo si possa creare un allargamento della stagione turistica se non andiamo ad intervenire su quella che è la parte più autentica della Sardegna sotto il profilo architettonico ed urbanistico. C'è una contraddizione assolutamente palese da parte dell'Esecutivo che parla di allargamento della stagione turistica, però non mette in campo gli strumenti che possono consentire, anche in questo settore, un intervento adeguato.

Ma il restauro, come è stato già ricordato, e questa è stata una intuizione importante di questo Consiglio regionale che si è tradotta nell'approvazione della legge "29" del 1998, può essere un volano anche per l'economia, un volano per l'artigianato, una boccata d'ossigeno per i nostri artigiani per riportare le botteghe nei centri storici, ma anche per rianimare arti e mestieri che in qualche misura vanno sparendo.

Quindi le motivazioni per ripristinare lo stanziamento di 50 miliardi per l'annualità del 2000 sono tante, e il motivo che viene addotto per rifiutarlo è che sono stati spesi soltanto circa sei miliardi. I colleghi Morittu, Masia, ed altri hanno spiegato il perché di questi ritardi; noi sappiamo bene che non esistono soltanto le sette città regie in Sardegna, ma c'è la moltitudine dei centri storici dei nostri piccoli paesi che hanno necessità di interventi cospicui, e dobbiamo dare il tempo ai comuni perché gli studi vengano fatti. Gli studi si stanno facendo e molti comuni si stanno attrezzando. Io credo che questo sia veramente un atteggiamento di disprezzo nei confronti del lavoro che le amministrazioni comunali stanno facendo in questi mesi e che hanno cercato di fare dal momento dell'approvazione della legge ad oggi. Quindi, credo che i colleghi, soprattutto quelli che sono oggi amministratori comunali o che lo sono stati, abbiano un'adeguata e sufficiente sensibilità per approvare gli emendamenti che noi abbiamo proposto su questo tema.

Per quanto attiene alla connessione tra i problemi dei centri storici e le politiche ambientali, credo che ci sia una forte correlazione tra le due questioni e che si debba comunque trovare una serie di tasselli che si compongano in un quadro complessivo che dia delle risposte adeguate nei diversi settori dei quali stiamo parlando.

Per quanto riguarda le tematiche politiche e culturali, la collega Dettori ha appena parlato dell'emendamento relativo all'impinguamento del capitolo relativo agli ersu. Quello del diritto allo studio è un problema grosso, l'assessore Pittalis conosce bene anche la situazione della giovane università nuorese, che ha necessità, al pari di altre, di sostegno adeguato. Credo che rigettare questo emendamento sia un errore, che contraddice i principi che vengono enunciati dalla Giunta presieduta dall'onorevole Floris.

In conclusione credo che sulle questioni che stiamo discutendo, relative a questo articolo della finanziaria, l'opposizione abbia proposto degli emendamenti, che non hanno nessuna valenza di tipo strumentale, ma toccano problemi ed aspetti che possono essere condivisi da tutti. Va detto, tra l'altro, che il tema del recupero dei centri storici non può essere di competenza esclusiva dell'Assessore degli enti locali, ma che ha una valenza di carattere interassessoriale, perché interessa l'Assessore alla pubblica istruzione, interessa l'Assessore ai lavori pubblici, interessa l'assessorato agli enti locali. Penso quindi che questo tipo di intervento nei centri storici debba vedere anche, e mi meraviglio che non ci sia stata, una coralità di adesioni alla proposta da noi avanzata.

Concludo il mio intervento con l'auspicio che, da parte dei colleghi della maggioranza, ci sia un voto favorevole affinché possa essere realizzato questo importantissimo intervento sui centri storici, ripristinando lo stanziamento di 50 miliardi, così come previsto negli emendamenti da noi proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Mi sorprende che, dai banchi della maggioranza, non si partecipi a questo importante dibattito, che non attiene alla funzione consolidata che la Regione svolge aprendo e chiudendo i rubinetti, senza fare nessuna considerazione di merito e di valore sulle cose che facciamo.

Credo che il problema dei centri storici sia un problema molto serio, sul quale dobbiamo riflettere e che attiene a una conquista della Regione Sardegna dopo anni di attesa, una conquista neanche tanto scontata che fu accolta positivamente dalle amministrazioni locali, anche perché lo stanziamento di una cifra iniziale di 50 miliardi l'anno, fu giudicato unanimemente già allora, all'atto del varo della legge, insufficiente per corrispondere adeguatamente alle ambizioni di questa legge, ma doveva rappresentare un segnale per l'avvio di un processo mirato e globale in Sardegna. Ora si propone l'interruzione di questo flusso finanziario, affermando che ci sono 94 miliardi ancora da spendere. Questo ragionamento non è accettabile perché conferma la logica che la Regione apre e chiude i rubinetti senza nessun altro criterio.

Il Consiglio regionale ha bisogno di conoscere, rispetto a questa legge e alla filosofia che la ispira, quale è il fabbisogno reale per la sua attuazione, e questo non significa, Assessore, solo constatare il numero delle domande, ma verificare quali iniziative di promozione la Regione sta portando avanti per indurre le comunità ad avvalersi di questo strumento. Basterebbe citare, come hanno fatto i colleghi, le città di Cagliari e Sassari per dire che la cifra disponibile è largamente insufficiente a corrispondere a questa ambizione, anche perché l'entità dei finanziamenti necessari, quando si interviene nei centri storici, è molto elevata, per il tipo di interventi, che sono complessi e radicali, e che attengono ad un complesso di sottoservizi, di ristrutturazioni a favore dell'handicap, ai trasporti, per porre rimedio alle condizioni di sfascio che si sono verificate nel tempo all'interno dei centri storici, che ahimè ospitano grandi superfici lastricate di vetrocemento o cemento amianto, di cui conosciamo anche i pregi sotto il profilo della salute!

Dico di più, il problema dei centri storici va valutato all'interno di una considerazione più generale, perché se nel frattempo interrompiamo questo processo e si dilatano le aree di espansione urbana con un incremento dei costi delle opere di urbanizzazione e dei servizi, si annulla l'appetibilità dei centri storici perché, di fatto, le città offrono maggiori servizi, maggiore appetibilità sotto il profilo delle aree di espansione.

La legge è per altro ancora sbilanciata. Vorrei sollevare un problema, che ci riserviamo di riproporre nella sede della Commissione competente, perché osserviamo che ci sono oggi, alcuni ambiti urbani, pur non inclusi nelle zone A, ma ricompresi nelle zone B, che sono sottoposti a vincolo paesistico e hanno allo stato attuale un indice di trasformabilità edilizia che è pari a quello dei centri storici. Noi possiamo invece introdurre dei criteri di valutazione di merito, caso per caso, che permettano di attuare degli interventi anche in queste aree che, tutto sommato, hanno gli stessi vincoli e gli stessi limiti di trasformabilità delle aree cosiddette storiche.

C'è di più: bisogna che noi consideriamo anche alcuni altri aspetti di carattere più generale. E' stato detto che questa legge ha un suo valore solo se riconosciamo il valore dell'indotto che si può sviluppare con un intervento complessivo sui centri storici. E' stato detto più volte che il recupero di alcuni mestieri, e il concetto stesso dello sviluppo locale e della cultura del saper fare che si diffonde sempre più, finalmente potrebbe mettere molti centri della nostra regione in condizioni di poter competere, anche sotto il profilo dell'appetibilità turistica e dello sviluppo economico. C'è poi il problema dello spopolamento. L'incertezza di un processo avviato e interrotto, per l'assenza di finanziamenti, ha dei riflessi anche dal punto di vista demografico, perché i centri storici si spopolano, come si spopolano i piccoli centri, perché mancano i servizi e mancano le opere di urbanizzazione secondaria.

Ritorno al problema centrale: se non consideriamo che ogni legge induce un processo, che è un processo economico, sociale ed antropologico, noi non facciamo una riflessione attenta sulle leggi che mettiamo in campo e che costano anche un lungo periodo di lavoro e di mediazione. La continuità serve, e serve non tanto per dare un segnale in termini di quantità di risorse, ma un segnale di qualità della legislazione che è stata prodotta e di promozione dell'attività degli enti locali.

Voglio dire un'ultima cosa sulle università. Diceva bene la collega Dettori, e io lo ribadisco, che non si può accettare la logica e l'enfasi dialettica del concetto di università diffusa se non ci si rende conto che oggi assistiamo, soprattutto nelle zone interne, alla nascita di realtà nuove (si è parlato di Nuoro e Oristano), realtà che, se osservate con attenzione, mostrano una crescita progressiva e costante della popolazione universitaria. Questo fatto determina l'esigenza di parificare sul piano dei servizi gli studenti universitari a quelli delle grandi aree madri dell'università in Sardegna, con specifici interventi che guardino al consolidamento, perché il pericolo che noi corriamo nelle università all'interno della Sardegna è che prima o poi manchi il supporto per radicarle, perché già vivono in una condizione di convenzionamento con le università madri, se per di più saranno discriminati sotto il profilo dei servizi e delle infrastrutture universitarie si correrà il rischio che queste esperienze siano solo meteore e niente di più. Cito per esempio il caso di Oristano. Il comune di Oristano ha destinato nel suo puc aree specifiche all'insediamento di infrastrutture universitarie con deliberazione adottata all'unanimità dal consiglio comunale, questo è un dato che dovrebbe indurre il Governo regionale a riflettere su alcuni investimenti essenziali che noi riteniamo importanti, perché non basta comprare i computer, ma bisogna anche creare le condizioni perché dal computer si passi ad un livello di acculturazione superiore, a livelli che consentano di guardare, non solo per alcune parti della Sardegna, ma per tutta la nostra Isola, nella sua complessità e interezza, a una competizione che ormai travalica i confini regionali e nazionali.

PRESIDENTE. Sono le 14 e 5 minuti, ci sono ancora due iscritti a parlare più la Giunta. Si era concordato che avremmo interrotto alle 14. Se proseguiamo sino alla votazione dell'articolo e degli emendamenti non concluderemo prima delle 15. Io propongo all'onorevole Cugini, se è d'accordo, di svolgere il suo intervento, poi interromperemo i nostri lavori, per riprenderli con l'intervento dell'onorevole Selis.

CUGINI (D.S.-F.D.). Avevamo concordato di interrompere i nostri lavori alle 14. Sono le ore 14, interrompiamo e riprendiamo alle 15.

PRESIDENTE. Effettivamente questo era l'accordo. I lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 15.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 02, viene ripresa alle ore 15 e 23)

Congedo

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Comunico all'Aula che il consigliere Giovanni Giagu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo; se non ci sono osservazioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente della Giunta, ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento, sui provvedimenti adottati in ordine al commissariamento degli enti regionali

PRESIDENTE. Ricordo che, come concordato unanimemente dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, l'ordine del giorno reca le comunicazioni della Giunta sui provvedimenti adottati in ordine alla nomina dei commissari degli enti regionali e poiché il Presidente della Giunta aveva un precedente impegno ha chiesto di fare ora all'Aula le sue comunicazioni. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. La ringrazio Presidente, le chiedo scusa della distrazione. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi riteniamo la richiesta che il Presidente della Giunta riferisca all'Assemblea sulle ragioni per le quali si è proceduto a nominare i commissari degli enti, una richiesta legittima ed opportuna. Non condividiamo invece il giudizio di quanti hanno qualificato il legittimo comportamento della Giunta regionale come un atto prevaricatore nei confronti della volontà del Consiglio regionale. La Giunta ritiene di aver agito con la massima chiarezza e trasparenza, seguendo le procedure previste, con la consapevolezza di aver adottato i provvedimenti nel rispetto più assoluto delle norme vigenti. Se così non avesse fatto non avrebbe rispettato il dettato delle leggi che il Consiglio regionale ha approvato negli anni scorsi per disciplinare e regolamentare la costituzione e il funzionamento degli organi degli enti di competenza regionale.

Non si possono per altro addebitare a questa Giunta regionale comportamenti e provvedimenti del passato, ai quali invece si dovrebbero indirizzare le censure che oggi vengono formulate in quest'Aula e fuori di quest'Aula.

Faccio queste affermazioni senza alcuna vena polemica verso chicchessia, ma come conseguenza di considerazioni oggettive derivanti dall'esame degli atti politici, giuridici ed amministrativi che sono stati posti in essere dall'inizio della passata legislatura, nel momento in cui si tentò di porre mano alla riforma degli enti; una riforma sempre invocata, sempre proposta, mai attuata. Non si può parlare di questo argomento senza richiamarci alle disposizioni legislative che questo Consiglio ha approvato per preparare ed agevolare i processi di riforma degli enti regionali. La legge regionale numero 20, mentre provvedeva a semplificare l'ordinamento degli enti strumentali, con norma transitoria determinava la scadenza di tutti gli organi degli enti al 31.12.1995; ponendo con questo, per quanto attiene la scadenza, tutti gli enti sullo stesso piano. Il termine che ho richiamato fu prorogato fino al 31 marzo 1997 con la legge regionale numero 25 dell'8 luglio del 1996. La proroga era stata resa necessaria dal fatto che la Regione non aveva attuato la riforma degli enti entro la data programmata del 30 giugno del 1996. La Giunta allora in carica presentò un disegno di legge, il numero 328, con il quale proponeva al Consiglio una ulteriore proroga dei termini previsti, prorogando il tutto al 31 dicembre 1997. Il Consiglio regionale di allora bocciò il provvedimento presentato dalla Giunta regionale che ci ha preceduto e non diede l'approvazione per l'ulteriore proroga. Quella Giunta, nonostante il Consiglio avesse bocciato quel provvedimento, con una delibera del 24 aprile 1997, ha deciso di procedere ugualmente al rinnovo degli organi prorogandone la durata in carica fino all'approvazione di norme organiche di riforma e comunque non oltre il 180esimo giorno successivo all'insediamento del nuovo Consiglio. Ovverosia, in sostanza, la Giunta regionale, che si trovava di fronte ad un provvedimento di legge bocciato dal Consiglio regionale, ha prorogato con atto amministrativo i termini, avocando a sé tutti i poteri del Consiglio regionale. In ogni caso, così procedendo, la Giunta dell'epoca ha avviato la procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 11 anziché quella prevista dal comma 2 della medesima legge. Infatti tutti quanti noi siamo stati alquanto distratti, perché per la verità le cose che io sto dicendo oggi in quest'Aula sono state dette dall'ufficio assemblea del Consiglio regionale all'atto del nostro insediamento, con i verbali della deliberazione adottata dal Consiglio regionale, con un atto deliberativo assunto non in presenza degli organi formali della Giunta stessa e con tutte le nomine che dovevano essere portate avanti.

In quella deliberazione, con cui la Giunta regionale prorogava i termini di durata degli organi di amministrazione degli enti, veniva sottolineata la necessità di ricostituire gli organi, abolendo di fatto la disciplina prevista nella nuova legge che prevedeva invece la riforma degli enti e che ne quantificava il numero e ne indicava la data di scadenza.

Nonostante questa precisazione, della quale questa Giunta regionale ha tenuto conto, la precedente Giunta ha contraddetto questo principio prorogando il termine di durata degli organi di amministrazione degli enti al 180esimo giorno successivo all'insediamento del Consiglio, per tutti gli enti, a prescindere dalla durata degli organi prevista in ciascuna legge istitutiva. In sostanza la Giunta precedente ha detto: non esiste più la legge che prevede la riforma degli enti, non esistono più le norme transitorie, non esiste più una scadenza predisposta dal Consiglio regionale, dobbiamo ritornare alle leggi istitutive. Però, nonostante questo principio, non ha rispettato le stesse leggi istitutive, dando un termine uguale per tutti, mentre noi sappiamo che ci sono dei consigli di amministrazione di enti che hanno scadenza triennale, quadriennale e quinquennale.

Quel provvedimento, in assenza di una precisa disposizione legislativa di proroga dei termini di cui all'articolo 28 della legge 20, non poteva essere introdotto. Di ciò questa Giunta regionale ha avuto compiuta conoscenza e consapevolezza il giorno immediatamente precedente alla scadenza degli organi, quando il Presidente della Giunta avrebbe dovuto avere i poteri sostitutivi. Valutate tutte le circostanze, alla Giunta non rimaneva altro da fare che rimettere in movimento il processo riformatore avviato con la legge del 1995, bruscamente interrotto nel 1997. E a questo scopo l'unica strada percorribile a noi è apparsa la nomina dei commissari straordinari, nelle persone di funzionari regionali, per il tempo strettamente necessario per il ripristino dell'amministrazione ordinaria degli enti, che passa necessariamente attraverso il riavvio dei procedimenti introdotti dalla legge numero 20. Sul caso particolare dell'ARST e degli enti i cui consigli di amministrazione sono designati in tutto o in parte dal Consiglio, occorre dire che per essi, sotto il profilo giuridico, il problema è perfettamente identico a quello che ci siamo trovati di fronte per quanto riguarda gli altri enti. Ma mentre per gli enti i cui organi vengono nominati interamente dalla Giunta questa ha proceduto alla nomina dei commissari, per quanto riguarda l'ARST la Giunta si è trovata con un problema in più determinato dalla presentazione delle dimissioni da parte di alcuni amministratori e quindi si è vista impossibilitata a costituire l'organo di governo.

Conclusivamente, su questa vicenda la Giunta ritiene di aver operato nel rispetto della volontà del Consiglio - ed è questo che mi preme sottolineare.- espressa fin dalla scorsa legislatura; volontà alla quale ha inteso rimettersi con la presentazione contestuale di un apposito disegno di legge, per investire del problema l'Assemblea regionale, al fine di ristabilire termini di chiarezza in vista dell'avvio del processo di riforma degli enti. Non intendiamo aprire un contenzioso con il Consiglio regionale, né vogliamo sottrarci per nessuna ragione alle decisioni che lo stesso vorrà assumere, siamo convinti che con i provvedimenti adottati sia stato reso un contributo positivo all'esigenza di certezza istituzionale.

Vorrei chiudere dicendo che a chi dall'esterno denuncia l'insorgere di responsabilità amministrative, contabili, civili e perfino penali, facciamo osservare che la Giunta, anziché perpetuare una situazione che a quelle responsabilità avrebbe potuto portare e potrebbe portare, ha oculatamente operato rimuovendone le ipotetiche cause e riducendo all'essenziale la spesa pubblica.

PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che si apra il dibattito assegnando dieci minuti di tempo a ciascun Gruppo. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Voglio riprendere diverse considerazioni che il Presidente Floris ha sottoposto alla nostra attenzione e aggiungerne altre che sono comunque alla nostra attenzione e che non sono state richiamate dal Presidente Floris. E forse queste ultime sono quelle che hanno determinato la scelta finale del commissariamento degli enti. Il Presidente Floris richiama giustamente un processo riformatore che si è interrotto nel precedente mandato - non ho nessuna difficoltà a riconoscerlo - per difficoltà politiche a portarlo avanti. Però, detto questo, devo anche richiamare il fatto che proporre oggi, attraverso il commissariamento degli enti, l'argomento riforme mi sembra più una dichiarazione per giustificare il commissariamento che la dimostrazione di una volontà effettiva di procedere alla riforma degli stessi enti. Perché nascondere, che nelle settimane passate, tra le forze politiche della maggioranza si è aperto un feroce confronto sulle scelte da fare per quanto riguarda la composizione dei consigli di amministrazione? Sappiamo, non solo per quello che hanno scritto i giornali, ma per lo scambio di opinioni e di valutazioni che noi abbiamo avuto occasione di fare con diversi colleghi della maggioranza, che è presente, tra le forze politiche della maggioranza, uno scontro abbastanza violento sulla composizione dei consigli di amministrazione.

Questo avviene perché una parte dei colleghi della maggioranza propone la nomina di persone conosciute e fidate: fratelli, zii, nipoti, (non dico cugini perché potrebbe sembrare una richiesta di nomina). Parenti, fratelli, zii sono stati quindi oggetto di valutazione da parte delle forze politiche della maggioranza per comporre i consigli di amministrazione degli enti. E nonostante la riconosciuta competenza spartitoria che deriva da una esperienza politica antica, avete registrato una difficoltà a comporre i consigli di amministrazione, e questa difficoltà a trovare un punto di incontro ha determinato la scelta del Presidente della Giunta o della Giunta di procedere al commissariamento. Questa è la ragione vera, non c'entra niente il ragionamento sull'esigenza di riforme, che è reale, perché altrimenti nei giorni passati avremmo assistito a proposte dei singoli consiglieri, avremmo assistito a proposte dei Gruppi, avremmo assistito a proposte della Giunta per riformare gli enti stessi. Invece, di tutto questo non si è parlato, si è parlato della composizione dei consigli di amministrazione. E questa attività della maggioranza ha portato a serie divergenze. Io non so se quello che hanno scritto i giornali questi giorni, sul colloquio vivace tra la collega Pilo e il collega Pittalis, derivi tutto dai problemi relativi alla finanziaria, o se invece parta - come appare che parta - da valutazioni diverse sulle nomine da fare negli enti.

Da quello che risulta anche qui, per confidenze fatte da colleghi della maggioranza, le divergenze sono prevalentemente sulle nomine, quindi è bene dire le cose come stanno: ci sono difficoltà e la strada che la maggioranza ha imboccato è quella del commissariamento.

Quando le riforme saranno all'ordine del giorno ne discuteremo, però ho già potuto verificare che diversi colleghi della maggioranza non hanno accolto la nostra richiesta di firmare una nostra proposta per quanto riguarda l'abolizione dei CO.CI.CO., il che vuol dire che la volontà riformatrice si limita alle dichiarazioni. Però c'è un aspetto che è bene richiamare, ed è quello che ci ha visto partecipare tutti insieme alla votazione per la formazione dei consigli di amministrazione degli enti che abbiamo nominato la settimana passata. In quel momento, Presidente Floris, nessuno ha richiamato le questioni delle riforme, nessuno ha richiamato i ritardi della vecchia maggioranza, tutti abbiamo partecipato, ognuno per la propria competenza, al voto per nominare i consigli di amministrazione. Abbiamo votato tutti, ha votato anche il Presidente della Giunta regionale. Abbiamo votato tutti e sapevamo cosa stavamo facendo, sapevamo che si concorreva alla formazione dei consigli di amministrazione degli enti che poi, dopo due giorni, sono stati commissariati. Abbiamo nominato anche il presidente dell'ARST, l'abbiamo votato qui, ed abbiamo partecipato tutti alla votazione, e il presidente che è risultato eletto non è quello che voi avevate prima scelto come presidente, perché avevate deciso di nominare un presidente, non di commissariare l'ARST. A voto segreto, la persona che voi avete votato non è stato eletta, perché se fosse stata eletta la persona proposta da voi l'ARST non sarebbe stata commissariata. Siccome non è stato eletto il vostro candidato, ma è stato eletto un candidato diverso, un rappresentante del centro sinistra, anche l'ARST è rientrata nella logica della riforma, della moralizzazione degli enti pubblici, del risparmio che deve essere realizzato, ecc. ecc..

La verità anche qui è un'altra: le divisioni interne alla maggioranza hanno prodotto un presidente diverso da quello che voi avevate lottizzato (come dicevate a noi prima) e siccome la lottizzazione è andata male, avete cercato di rimediare attraverso il commissariamento. Però c'è un problema, e la risposta su questo non la deve dare solo il Presidente della Giunta regionale, che darà una risposta reticente, come reticente è stata l'introduzione, ma il Presidente del Consiglio che deve spiegare a tutti noi, a quelli che abbiamo ricevuto la lettera, cosa intende fare per quanto riguarda la ricomposizione del consiglio di amministrazione dell'ARST. Lei ci ha mandato una lettera dicendo che metterà all'ordine del giorno la rielezione dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST che si sono dimessi, e mette in capo al Consiglio l'elezione stessa non potendo, per questioni tecniche, nominare direttamente questi componenti, perché non in condizioni di farlo. C'è una contraddizione, quindi. Se noi dobbiamo eleggere i due o tre consiglieri di amministrazione dell'ARST, e abbiamo messo all'ordine del giorno l'argomento, come può il Presidente della Giunta o la Giunta contrapporsi al Consiglio? L' esecutivo si contrappone all'organo legislativo, ossia fa un golpe, un colpo di mano, notturno, non alla luce del sole, ma con le lampadine accese, a notte fonda, per cercare di trovare l'accordo, e commissaria anche l'ARST. Ossia si risponde al Consiglio regionale, che ha votato e ha eletto il Presidente dell'ARST, dicendo: "Voi non avete competenza, non siete nessuno, intervengo io e nomino uno diverso da quello che voi avete eletto".

Neanche il collega Contu, che normalmente tende a svolgere il ruolo di pacificatore, potrà spiegare questa divergenza tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta. Uno dei due cerca di creare una situazione che penalizza il Consiglio regionale; o è il Presidente Floris o è il Presidente Serrenti. Io personalmente sono portato a dire che sono tutti e due, che c'è convergenza su questo aspetto e che quindi il comportamento del Presidente Floris segue una "non scelta", spiegata dal collega Serrenti, con l'impossibilità a fare le nomine. La verità è che siamo di fronte allo stesso problema che abbiamo denunciato nei mesi passati: non c'è arbitro, c'è confusione in campo, c'è confusione e sovrapposizione dei ruoli, perché il Presidente Floris si è contrapposto al Consiglio regionale, che aveva nominato il presidente, e il Presidente Serrenti ha dato una spiegazione di tipo tecnico. Però noi ci aspettiamo una spiegazione di tipo politico e vogliamo sapere come il Presidente Serrenti - la chiamo Presidente - intenda procedere in difesa del Consiglio, cosa intenda fare perché questo golpe, voluto dalla maggioranza, venga impedito. E le chiedo se non sia il caso di intervenire perché il presidente dell'ARST eletto dal Consiglio svolga le proprie funzioni e si proceda poi alla ricomposizione del consiglio di amministrazione. Io mi aspetto un'iniziativa in questa direzione, perché credo che il voto del Consiglio venga prima della logica spartitoria che ha caratterizzato il comportamento dell'attuale maggioranza.

PRESIDENTE. Poi, onorevole Cugini, le darò una risposta. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo anch'io che avremo tempo e modo di orientarci tutti un po' meglio nel ginepraio dei commi, degli articoli, delle procedure, delle modalità attraverso cui la Regione deve procedere al rinnovo dei consigli di amministrazione, dei rappresentanti primi degli enti regionali. Credo, però, che in questo momento non dobbiamo perderci in questo ginepraio e che il Consiglio regionale abbia un dovere, quello di chiarire a sé stesso innanzitutto, e quindi all'opinione pubblica, come possa accadere che la volontà del Consiglio regionale possa essere vanificata e come possa accadere che si tenti di mettere nel nulla le leggi della Regione. Siccome i ragionamenti generali possono portarci lontano e farci anche perdere la chiarezza dei contorni, dei confini, volutamente io mi limito a richiamare il caso ARST, perché è quello che illumina meglio la situazione e che ci aiuta a comprendere di che cosa stiamo parlando. Una legge della Regione, che è chiarissima, prevede che il consiglio di amministrazione dell'ARST sia nominato con decreto del Presidente della Giunta e che i componenti del consiglio di amministrazione siano eletti dal Consiglio regionale. La Giunta non c'entra nulla. I soggetti sono, per la legge della Regione, il Consiglio che elegge i componenti del consiglio di amministrazione e il Presidente della Giunta che con decreto nomina questi componenti, cioè dà crisma formale all'elezione fatta dal Consiglio. La stessa norma, l'articolo 25 della legge numero 20, dice che il presidente dall'ARST è eletto dal Consiglio regionale tra i componenti del consiglio di amministrazione. E' eletto dal Consiglio regionale! La legge non aggiunge neppure, anche se io penso che sia così, che poi debba esserci un decreto di formale nomina anche del presidente. La legge non lo dice. Il presidente dell'ARST è eletto dal Consiglio regionale fra i cinque componenti che il Consiglio stesso ha eletto. Come può accadere che il Consiglio regionale pochi giorni fa abbia votato, rispettando i dettati di una legge che abbiamo votato tutti, che questo argomento sia stato iscritto all'ordine del giorno, con parere unanime della Conferenza dei Capigruppo, presieduta dal Presidente del Consiglio, presente il Presidente della Giunta, e poi si dica che ci si è accorti che forse c'erano questioni che dovevano essere riviste, in chissà quale altro contesto. Non c'è nulla di tutto ciò. Il Consiglio regionale ha espresso la sua volontà, l'ha espressa in termini validi, nitidi e chiari, e questa volontà deve essere rispettata. Quello che avete posto in essere per vanificare questa decisione del Consiglio regionale - dico "avete" posto in essere, i due presidenti - è qualcosa che questo Consiglio deve valutare, in termini politici e istituzionali, perché non c'è un potere del Presidente della Giunta di nominare commissari. La legge attribuisce al Presidente della Giunta solo il decreto di formalizzazione dell'elezione del consiglio di amministrazione fatta dal Consiglio.

Bisogna anche chiarire un altro aspetto, entro i termini nei quali la legge consentiva, secondo taluno, ivi compreso il Presidente, di esercitare i poteri surrogatori, cioè a mezzanotte dell'ultimo giorno utile (era il 3 o il 4) il Presidente del Consiglio avrebbe raccolto le dimissioni di alcuni dei componenti eletti nel consiglio di amministrazione. Ora fatidica, quella di Cenerentola, per stare nel morbido! Lasciano la scarpetta con dentro il messaggio: "Presidente, io mi dimetto". Il Presidente stava esercitando in quel momento i suoi poteri surrogatori, tant'è che sino a mezzanotte li ha esercitati per altri componenti dimissionari, però non ha potuto surrogare questi. E non li ha potuti surrogare perché, ci è stato detto in Conferenza, a mezzanotte gli uffici erano chiusi. Ma se a mezzanotte gli uffici erano chiusi per surrogare, perché erano aperti per ricevere le dimissioni? Chi ha ricevuto queste dimissioni a mezzanotte? Qual è l'ufficio aperto a mezzanotte dove si presentano dimissioni? A mezzanotte e un minuto! O non erano dimissioni, come dire, già...

(Interruzioni)

Io non so nulla, so solo che qui a mezzanotte non si possono presentare dimissioni. Io so solo che, in questo Consiglio, a mezzanotte non ci sono uffici aperti, neppure a mezzanotte meno un minuto, meno che mai a mezzanotte più un minuto! E se anche fosse accaduto che a mezzanotte più un minuto un Presidente del Consiglio così vigile e attento, che sta qui a mezzanotte ad aspettare chi porti eventualmente le dimissioni, abbia ricevuto personalmente quelle dimissioni, che cosa ne deriverebbe? Che deve chiamare l'aula a surrogare i componenti dimissionari, e restano comunque eletti quelli che sono nominati dal Consiglio e non hanno presentato le dimissioni, e resta comunque eletto il presidente dell'ARST, che è stato eletto da questo Consiglio, e la cui elezione non è travolta dalle dimissioni, non dico di uno, di due o di tre, ma neppure di tutti e quattro gli altri componenti del consiglio di amministrazione. Perché questo non è un consiglio d'amministrazione composto - dice il Presidente della Giunta - in tutto o in parte dal Consiglio. E' composto in tutto dal Consiglio! I cinque componenti li elegge tutti il Consiglio, la Giunta non c'entra niente! La Giunta non deve eleggere nessuno per integrare questo organismo! La legge riserva al Consiglio questo potere, forse è sbagliato che sia un potere del Consiglio, perché non deve essere il Consiglio a nominare i rappresentanti di enti, ma questa è la legge.

Lo dico in modo esplicito, il nostro obiettivo oggi non è solo di ricevere comunicazioni vaghe e vagabonde, il nostro obiettivo oggi è di invitare il Presidente della Giunta regionale a riunire la Giunta regionale o anche, essendo un suo potere, a revocare il commissariamento dell'ARST, prima che il Consiglio regionale prosegua nella sua attività ordinaria.

Dopo questo breve dibattito si riunisca il Presidente, con chi ritiene, con la Giunta innanzitutto, e revochi il commissariamento dell'ARST, perché è illegittimo, provocatorio e offensivo per questa Assemblea. E il Presidente del Consiglio regionale chiarisca, quando può e se vuole, quali sono le volte in cui a mezzanotte è qui presente a ricevere atti che attengono e interferiscono con la vita e l'attività istituzionale.

Ho concluso, volevo dire solo questo, e la maggioranza non si astenga dall'intervenire in questa discussione. Io non parlo in questo momento della guerra dei parenti e dei panni sporchi, di cui ha parlato qualche vostro rappresentante attraverso gli organi di informazione. Non ci interessa tutto questo, lavatevi i panni sporchi in casa o fuori di casa o al fiume; fate tutte le guerre dei parenti che ritenete opportuno fare, però non violate la legge, non umiliate o non tentate di umiliare questa Assemblea. Non ci tentate neppure, perché non ne avete nessun diritto e nessun vantaggio, perché sarebbero umiliati tutti coloro che hanno assunto una responsabilità e coloro che ancora credono in questa istituzione.

Quindi, infrangendo una regola aurea, anch'io per la prima volta, caro Efisio Serrenti, la chiamo Presidente. Signor Presidente del Consiglio - infrango anch'io la regola aurea e per la prima volta la chiamo signor Presidente del Consiglio -, faccia valere le prerogative di quest'Assemblea, dimostri di essere, almeno ora, Presidente del Consiglio, converga una volta tanto, non solo sui cartelli elettorali, converga con la legge, converga con il buon senso, converga con la dignità di questo Consiglio. Anche lei faccia la sua parte! Dovete eliminare subito questa lesione di carattere politico ed istituzionale che questo Consiglio non può subire, e se qualcuno pensasse di subirla, noi che pensiamo di non doverla subire, riprenderemo subito, da dove ora cessiamo, questo nostro confronto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, come ho detto prima all'onorevole Cugini, alla fine del dibattito esprimerò il mio pensiero, non potevo farlo prima perché non conoscevo le ragioni del commissariamento. Lei può crederci o no, ma è così. Adesso il Presidente della Giunta ha dato una spiegazione ed io, sulla base di questa, deciderò cosa fare per difendere le prerogative del Consiglio, se si può usare questa parola, poiché non credo che il Presidente della Giunta voglia attentare alle prerogative del Consiglio.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Deve credere alla legge, non deve credere alla sua fantasia!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, conoscendo il Presidente della Giunta come galantuomo, credo che l'abbia fatto con la convinzione di esercitare i poteri propri della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che sia inutile ripercorrere parte del discorso del Presidente Floris, in quanto bene avrebbe fatto a non guardarsi molto dietro, perché diversamente sarei costretto a guardare più indietro di lui, in quanto i suoi anni di permanenza in Consiglio regionale sono superiori di gran lunga ai miei, e questo mi darebbe la possibilità, forse, di trovare ulteriori elementi di discussione non positivi. Si può parlare di riforme, se n'è parlato nella passata legislatura, se ne parlerà anche in questa. Sono sicuro che se ne parlerà talmente tanto da non riuscire a farne neanche una. Si parla di risparmio e a me fa piacere che qualche collega del Consiglio sia preoccupato della necessità di risparmiare molto, perché le casse dell'amministrazione regionale iniziano ad essere in difficoltà. Il testo originale del disegno di legge finanziaria presentato dalla Giunta, dimostra che la grande preoccupazione continua, e quindi la parola d'ordine è risparmiare. In seguito elencheremo i settori nei quali il risparmio non c'è.

Si è parlato di ciò che rappresenta questo Consiglio. Noi, a questo punto, non ci dobbiamo preoccupare di ciò che rappresenta ma di ciò che non rappresenta più. Quest'Aula non è più in grado di esprimere la propria volontà, né ha possibilità di decidere e di adempiere ai propri compiti in piena autonomia, ma si ritrova, come in un gioco delle tre carte, a scrivere un romanzo che ha solo del patetico. Dico patetico, perché tutto questo è impensabile, e non mi riferisco a lei Presidente Floris, che ha fatto una scelta che io rispetto, come rispetto i problemi che la maggioranza ha attraversato e sta attraversando. Forse congelare per due mesi gli enti commissariandoli può avere anche un significato positivo, per quanto vi riguarda, e questo non mi meraviglia. Mi meraviglia invece che questo romanzo venga scritto in un modo così patetico da non essere, con tutta la buona volontà, credibile; perché è impensabile che a una cert'ora di quel fatidico giorno siano arrivate alcune dimissioni, e immediatamente si sia provveduto alla surroga, con i poteri sostitutivi. Casualmente poi il palazzo si svuota, ma prima o dopo mezzanotte - questo resta un segreto - arrivano tre lettere di dimissioni, una per l'ARST, una per l'ERSAT e una per l'Istituto Zooprofilattico. Casualmente, una per ciascuno di questi enti, quanto basta perché chi di dovere non faccia ricorso, come in precedenza, al potere di surroga, ma lasci andare il tutto, venendo meno al proprio compito, truccando le carte, tre carte. Io un mazzo di carte non glielo darei mai in mano, perché se riesce a barare con tre carte, con quaranta o con più carte credo che il discorso diventerebbe difficile per tutti noi. Quindi che cosa succede? Si lasciano scadere i termini, come se non fosse un compito di questa amministrazione, garantire sino alla mezzanotte questa possibilità, e si trovano tre stimatissime persone che dichiarano di non accettare l'incarico. Io non so come l'abbiano dichiarato, ma certamente a mezzanotte la gente non entra ed esce da questo edificio come da un mercato civico. Certamente se non c'era nessuno, le dimissioni non potevano essere protocollate, e io vorrei vedere il protocollo. Vorrei vedere una serie di atti che ci consentano di procedere non per sentito dire, ma tenendo conto della realtà delle cose, con atti formali che finalmente possano far venire alla luce questa triste storia, perché si tratta di una triste storia, amici. Alcuni di coloro che sono stati eletti dal Consiglio, dichiarano di non accettare l'incarico. Ancora non sappiamo a che ora, non sappiamo in che maniera, se prima di mezzanotte - e nessuno forse si è preoccupato di questo - , o dopo la mezzanotte.

Resta un fatto certo, che le tre persone si dimettono in modo che io ritengo strumentale perché è stato imposto loro di dimettersi- non ho mai trovato molta gente disponibile a dimettersi da cariche in enti regionali, forse la storia di questa autonomia bisognerebbe rileggerla - per non consentire l'insediamento dei consigli di amministrazione e, per quanto riguarda l'ARST, l'insediamento, nella pienezza delle sue funzioni, del consiglio di amministrazione con il Presidente eletto in quest'Aula, attraverso lo stesso decreto - perché la legge stabilisce che la nomina sia fatta con il decreto del Presidente della Giunta - cosa che non si è resa possibile in quanto gli organi sono incompleti. La parola d'ordine è dunque questa, si creano i presupposti perché gli organi siano incompleti, si commissaria anche la volontà del Consiglio regionale, si azzera una situazione, la si sospende per due mesi, dopo di che si vedrà di trovare la giusta serenità, per ritornare in quest'Aula e pretendere di fare quello che già si è fatto.

Io credo che questa vicenda sia una fra le più tristi e meno decorose che questo Consiglio regionale ha vissuto; perché è impensabile che si possa arrivare ad utilizzare questi strumenti per raggiungere i propri obiettivi, perché è questo che si sta tentando di fare; ciò che non si riesce a fare con la politica, con il confronto, lo si fa con gli artifizi, con i trucchi, con modi inqualificabili, con un comportamento che non è degno di quest'Aula, non è degno del ruolo che tutti noi ricopriamo, non è degno di chi dovrebbe garantire il buon funzionamento e il rispetto delle regole di questa Assemblea. Non si può arrivare a questo tipo di soluzioni.

Di Presidenti se ne faranno tanti, ma questo episodio credo debba restare nella storia di questa amministrazione, e questo Consiglio non può star zitto! Non può stare a guardare; perché stare zitti e stare a guardare significa autorizzare altri a fare domani peggio di quanto si sia fatto fino adesso. Non sempre si deve stare nella maggioranza! A volte si sta anche all'opposizione! E per gente che per decenni è stata all'opposizione questo deve servire come esempio dell'impossibilità di condividere comportamenti che noi riteniamo indecorosi. Invece di star zitti, quindi, ritengo che i colleghi Capigruppo della maggioranza debbano parlare, e che qualcuno debba dirci perché questo Consiglio viene trattato in questo modo. Se dignità è rimasta in ognuno di noi, se vogliamo che questo Consiglio recuperi tutta la sua autorevolezza, non facciamo finta di niente, non stiamo zitti, ma denunciamo una situazione ormai insopportabile, chiediamo che si ritorni alle regole che abbiamo conosciuto nel passato, che si ritorni a un confronto sereno che, se permanesse questo ulteriore elemento di disturbo, non potrebbe mai esistere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Onorevoli colleghi e colleghe, credo che forse il problema che stiamo discutendo , man mano che si susseguono gli interventi -da quello del Presidente della Giunta a quello degli altri colleghi -si rivela molto più delicato e molto più preoccupante di quanto noi stessi, quando abbiamo chiesto questo dibattito in Aula, pensassimo, perché questa vicenda non è solo un ennesimo pasticcio politico; ha risvolti istituzionali, ha risvolti giuridici e amministrativi. È in ballo non solamente il rapporto tra la maggioranza e l'opposizione, o all'interno della maggioranza, e i conflitti più o meno palesi, occulti, normali e non normali. Ma, è in gioco - come è stato detto - il ruolo del Consiglio regionale, che noi riteniamo che il Presidente sinora non abbia sufficientemente difeso, tutelato e rappresentato. E` in gioco l'esercizio dei poteri che la Giunta sta utilizzando da un lato andando oltre le proprie competenze, sino a configurare forme di abuso, e da un altro lato omettendo alcuni atti importanti, sino a configurare atti di omissione.

Ci chiediamo, dopo aver sentito la relazione del Presidente e letto la lettera per la verità inadeguata che c'è stata recapitata, a quali leggi si fa riferimento, su quali basi giuridiche è stato proposto e realizzato il commissariamento. In terzo luogo, oltre il ruolo del Consiglio e l'esercizio dei poteri della Giunta, è in gioco il rapporto Giunta - Consiglio regionale. Sono in gioco un rapporto e un conflitto istituzionale che non giova a nessuno sottovalutare, e faremmo male, farebbe male anche la maggioranza a pensare che i nostri interventi di oggi siano una recita di una parte perché dobbiamo in ogni caso sviluppare una contestazione. Questa non è una contestazione; non ci interessa giocare a contestare la Giunta su questo terreno, ci interessa evidenziare che c'è un conflitto, un sovvertimento dei rapporti Giunta - Consiglio, del ruolo del Consiglio e del ruolo della Giunta. Si sta minando l'equilibrio istituzionale; si sta minando l'equilibrio tra i poteri.

Ecco perché dico, signor Presidente della Giunta, che attendiamo ancora (speravamo di averli stamattina ma li attendiamo al più presto e questo vale anche per la Presidenza del Consiglio) i dati, gli atti, le lettere e i protocolli che abbiamo chiesto. Quando si chiedono delle informazioni che sono già in possesso degli uffici della Presidenza del Consiglio, non si capisce perché si debba aspettare così tanto, abbiamo atteso e stiamo attendendo gli atti per avere un quadro complessivo. Il dibattito di oggi accelera ed attiva una procedura. Ma noi vogliamo vedere dentro questo problema! Non è una banalità, non è una sciocchezza, non è una contestazione alla Giunta di turno. Abbiamo chiesto questi atti ed attendiamo di vederli, perché sia rispettata una norma del Regolamento che rappresenta un patto solenne tra le forze di questo Consiglio, i consiglieri e gli organi di questo Consiglio. Ma, se voi non rispettate i patti, solenni, i regolamenti, perché noi dovremmo rispettare i patti normali, quotidiani che vogliamo rispettare e che rispetteremo, ma invitandovi a fare altrettanto. Ci chiediamo: "Ma la legge numero 20 e la legge numero 11 sono in vigore? E se sono in vigore in base a quali norme avete proceduto?"

Non basta, signor Presidente della Giunta dire che la precedente Giunta ha secondo la Giunta attuale commesso degli errori e delle irregolarità. Se la Giunta precedente ha commesso degli errori e delle irregolarità fatele emergere; si difenderà quella Giunta, io non ne facevo parte e non ne ho consapevolezza. Immagino che i provvedimenti di quella Giunta abbiano seguito un iter e siano stati verificati dagli organi di controllo e registrati. Ma se ci sono correzioni da fare o irregolarità da evidenziare, casuali o volontarie, è vostro dovere farle emergere. Così come oggi è nostro dovere esporre con chiarezza tutte queste motivazioni e tutti questi ragionamenti.

Abbiamo detto e ribadiamo che siamo davvero perplessi, che continuiamo a non capire quali siano le motivazioni, quali siano i riferimenti normativi e quali siano le condizioni che hanno suggerito questo provvedimento; continuiamo a non capire quale sia il motivo che ha portato al commissariamento dell'ARST. Dei cinque membri del consiglio di amministrazione dell'ARST uno soltanto si è dimesso, e gli altri, che erano espressione del Consiglio, sono stati liquidati. Con quale atto? Con quale potere? Con quale riferimento normativo? Con quale procedura? Con quale ricerca delle condizioni e delle professionalità di cui all'articolo 4 della legge 20? La Giunta non aveva il potere e non ha il potere di fare questo. Noi chiediamo di sapere cosa ne pensano anche i colleghi della maggioranza; la Giunta non ha il potere di esautorare il Consiglio e se un componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST si dimette, poiché è espressione del Consiglio, si deve interpellare il Consiglio perché lo surroghi. E se non si è verificata questa condizione vorrei sapere in base a quale legge, diritto, principio, procedura, precedente o prassi si è proceduto. Questo è secondo me un atto grave di abuso; parlo in termini politici, ma non escludo che ci possano essere anche delle conseguenze amministrative, vedetele, vediamole, sanatele e saniamole, non vogliamo sollevare polemiche e polveroni, ma se si può fare qualcosa per sanare questa situazione sanatela,, perché se continuate a perseverare in quello che a noi sembra un grave errore, la responsabilità sarà doppia e ricadrà su di voi.

Poiché la Giunta non riusciva a completare le nomine di propria competenza, il Presidente doveva esercitare il potere di surroga; non c'è un potere di commissariamento, c'è una facoltà, c'è un diritto e un dovere di surroga. Se questo non viene esercitato, così come nel caso dell'ARST, nel quale si è sovraordinato il potere della Giunta al potere del Consiglio, c'è una configurazione di abuso, e non essendo stato esercitato il potere di surroga da parte del Presidente della Giunta nei confronti di atti non compiuti dalla sua Giunta, si può configurare una fattispecie di omissione di atti che attengono al suo ufficio. Allora, c'è una configurazione di abuso? Lo chiedo a voi, verificatelo. C'è una configurazione di omissione di atti che attengono al vostro ufficio? Lo chiedo a voi, verificatelo. C'è una carenza di motivazioni sui provvedimenti che avete assunto? Qual è il riferimento legislativo, qual è la procedura?Ci consegnerete i provvedimenti, le lettere, le istruttorie, le comparazioni, spiegandoci cosa vi ha spinto a decidere in questo modo e quali atti avete compiuto?

Il nostro discorso, il discorso che hanno fatto soprattutto i miei colleghi, a cui mi sono poi associato, è un discorso vibrato, è un discorso non polemico, è un discorso non da opposizione nei confronti della maggioranza, è un discorso istituzionale che cerca di tutelare il potere l'autorevolezza del Consiglio,dicendovi: "Non vogliamo crearvi problemi ma se state commettendo errori, rimediate in tempo, perché gli errori non ricadono solamente su di voi, ma sul prestigio e sulla credibilità di questo Consiglio." Avremmo potuto anche noi soffermarci e fare un discorso su "parentopoli", sui parenti e sui cugini, non l'abbiamo fatto, non ci importa in questo momento; in questa sede alta, in questo momento alto lasciamo fuori queste beghe dalle nostre riflessioni, non perché non possiamo addivenire a parlarne, fa parte della dialettica politica ma il messaggio che vi stiamo mandando è più alto, è più delicato, è più sofisticato, è meno polemico, è meno strumentale, è davvero un messaggio accorato che vi chiediamo di prendere in considerazione.

Al Presidente del Consiglio dico che dopo le dimissioni di due componenti eletti da quest'Aula, doveva chiedere a quest'Aula di sostituirli.Lei non aveva il diritto di esercitare il potere di surroga perché mancano le condizioni; la condizione perché possa esercitare la surroga è che quest'Aula non abbia esercitato il proprio potere; se quest'Aula e elegge i componenti dei consigli di amministrazione e questi si dimettono, mancano i presupposti per l'esercizio del potere di surroga. Si deve tornare in quest'Aula e chiedere all'Aula di sostituire la persona che si è dimessa; se il Consiglio non fa la nomina, se noi non facciamo il nostro dovere, allora lei può esercitare il potere di surroga, ma noi dobbiamo prima essere messi in condizione di fare il nostro dovere. Ecco perché questo non è un dibattito strumentale o una polemica, è un appello accorato, affinché davvero la Giunta faccia il suo dovere non secondo le intuizioni, non secondo le convenienze di parte, non per la difficoltà di chiudere il cerchio su decisioni di una maggioranza rissosa, confusa e pasticciona, ma faccia il suo dovere secondo le leggi, secondo le procedure e secondo l'etica che in quest'Aula è sempre prevalsa.

Il nostro e` un appello - ho concluso signor Presidente - a che il Consiglio venga tutelato profondamente nelle sue prerogative. È un appello a tutti voi, ma anche a tutti noi, perché in questa tutela siamo tutti uniti e non ci siano differenze di schieramento, ma ci sia decisione per salvare il prestigio di questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, avrei anche potuto fare a meno di parlare perché credo che tutto ciò che c'era da dire sia stato abbondantemente detto; io non ho sentito le spiegazioni dell'onorevole Floris, però credo che ci fosse ben poco da spiegare. E` tanto evidente ciò che è avvenuto, è tanto evidente l'illegittimità di quello che si è verificato, che mi pare che - ripeto ancora una volta - ci sia ben poco da spiegare. I fatti parlano, questa lettera, che molti di noi hanno avuto solo in fotocopia e per caso, non spiega e non giustifica assolutamente niente, non so che cosa altro si sia potuto aggiungere a parole. Si era detto, in occasione della prima elezione, visto quello che era successo, che si stava aprendo una legislatura sciagurata, ebbene tutti i passaggi non fanno altro che confermarlo. Questa è una legislatura sciagurata! Questo episodio infatti non rappresenta solo una normale violazione di legge, il che sarebbe già abbastanza grave; questo è un comportamento sovversivo.

E` un comportamento sovversivo perché, con questo colpo di mano, si sono violate le prerogative di un organo costituzionale, ed io non vorrei richiamare il Codice Penale, però quando ci vuole, ci vuole! Voi sapete che esiste anche il reato di ostacolo al funzionamento degli organi costituzionali. Questo credo che sia ciò che è avvenuto in altre occasioni e che si è verificato anche in questa vicenda. C'è da chiedersi se si vuole continuare su questa strada oppure si vuole trovare un attimo di sosta e di riflessione per riportare le cose, almeno alcune, nei limiti della correttezza e delle decenza. Io me lo domando e vorrei una risposta. Credo che l'unica risposta sia quella di valutare con un po' più di calma la gravità di quanto è successo, quella gravità che forse non è stata tenuta presente adeguatamente al momento opportuno. Non so se le cose sono state fatte a mezzanotte, a mezzanotte e un quarto, a mezzanotte e mezza o alle due di domenica in vista della Sartiglia, o subito dopo; quello che è certo è che è stata commessa un'opera di sovversione. Di fronte ad un fatto come questo, io credo che ogni persona ragionevole e di buon senso, rendendosi conto di essersi spinta oltre certi limiti non abbia che una strada: quella di tornare indietro, di riconoscere che c'è stata una svista, che c'è stato un errore, che non si erano capite bene le cose, e di usare i poteri di autotutela che sono ben noti, e che consentono sia pure tardivamente, ma meglio tardi che mai, di ritornare indietro abbandonando la strada sciagurata che si è percorsa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Signori Presidenti, signori della Giunta, io credo che il problema del quale si sta dibattendo, così come peraltro da più parti è stato sottolineato, debba essere inquadrato da due punti di vista, con considerazioni di natura differente. Uno è un problema di ordine politico, l'altro io credo che sia un problema di natura squisitamente giuridica. Sono entrambi importanti e, nella specie, credo che siano l'uno complementare dell'altro, persino inscindibili.

Naturalmente, il problema di ordine politico merita valutazioni e considerazioni politiche, quello di ordine giuridico merita considerazioni e valutazioni che astraggono anche dalla volontà politica, ed astraggono dalla volontà dei singoli consiglieri, però hanno ricadute sul comportamento che viene tenuto.

Sotto il profilo giuridico io penso che questo sia un caso di assoluta, palese, evidente illegittimità per il modo col quale le procedure sono state adottate, perché sono state adottate contra legem, contro le disposizioni della legge numero 11, della legge numero 14 e della legge numero 20.

Vi sono due ordini di enti - le aziende di soggiorno e gli enti provinciali del turismo - per i quali vi è il riferimento esplicito alla nomina dei commissari; per gli altri enti strumentali questo non è previsto.

Il fatto che non sia previsto e che si commetta un atto che a nostro avviso è illegittimo ha, ovviamente, conseguenze di ordine giuridico che potrebbero un domani portare alla totale nullità degli atti eventualmente posti in essere nel frattempo, in questo periodo di tempo. Ma la totale nullità di quegli atti non sarebbe un fatto privo di ricadute, di significati di altro ordine, perché ove ciò dovesse avvenire, anche tutte le spese conseguenti, nel frattempo sostenute, non potrebbero essere fatte ricadere in capo alla gestione dell'ente, ma in capo ai singoli e a chi ne ha la responsabilità. Quindi, la responsabilità è da un lato di natura civile e amministrativa ma, anche se non è questa la sede per richiamarle, io ritengo che vi possano essere al riguardo anche responsabilità di natura penale. Peraltro, nel caso di specie, nel periodo di vacatio, ove non fosse stata immediatamente chiamata l'istituzione ad adottare i provvedimenti necessari alle sostituzioni e alla surroga, possono procedere i all'ordinaria amministrazione i direttori generali dei singoli Assessorati competenti per le materie per le quali sono competenti gli enti strumentali. Quindi, stiamo attenti, perché domani gli stessi direttori generali di quegli Assessorati potrebbero essere chiamati a rispondere in proprio e anche solidalmente, anche con esborsi finanziari, per non essersi attivati così come la legge prevede, e per non essersi sostituiti per l'ordinaria amministrazione a chi in quel momento ha lasciato la carica vacante. Quindi, la responsabilità contabile e anche le conseguenti responsabilità civile e penale, in questo caso, potrebbero ricadere anche sui direttori generali degli Assessorati di riferimento per le materie di competenza di quegli enti, per la loro inerzia, per la loro inattività, per non essersi sostituiti, così come avrebbero dovuto, per gli atti di ordinaria amministrazione. Queste sono considerazioni, io credo, anche abbastanza di buon senso. Invito il Presidente e la Giunta regionale a riflettere su queste considerazioni, perché i risultati di questo comportamento potrebbero essere oltremodo dannosi ed avere ricadute assolutamente spiacevoli. E ho concluso per quanto attiene alle considerazioni di ordine giuridico.

Voglio ora fare alcune considerazioni di ordine prettamente politico: si può cadere in un errore, ed è comprensibile; si può essere stati presi da una sorta di volontà di accelerazione nell'esercitare un potere di sostituzione, ma gli errori quando sono involontari, sono assolutamente sanabili. Quindi l'invito è a porre in essere nell'immediato gli atti per sanare l'errore nel quale si è incorso. Vi sono poi errori che erroneamente (scusate il bisticcio di termini) possono essere definiti tali, perché derivano invece da una precisa volontà di perseguire un particolare obiettivo. Questi errori possono essere sanati solo se ovviamente si modifica anche la volontà. Io credo che si debbano trovare modi e forme per modificare questa volontà immediatamente, oggi stesso. Mi chiedo che cosa è stato chiamato a fare il Consiglio regionale nella scorsa tornata dei lavori, quando abbiamo lavorato sino alle 4 o alle 5 della mattina. E' stata una buffonata, signori, che non ha riscontro! Siamo stati chiamati a compiere nomine probabilmente con la riserva mentale che quelle nomine erano assolutamente inutili ed inefficaci e che nulla avrebbero potuto produrre, né hanno prodotto.

Se vi sono state delle dimissioni si provveda a sostituire i dimissionari, si provveda con le forme e con le procedure corrette, soprattutto perché da atti e comportamenti di questo tipo esce lesa la dignità del Consiglio regionale. Non è più un problema di maggioranza e di minoranza; non è più un problema di contrapposizione fra maggioranza e forze dell'opposizione. Il problema è quello di ridare la giusta dignità al Consiglio regionale che ha tutti i titoli e le competenze per esprimersi; è quello di ridare la giusta dignità al Consiglio regionale, badate, non nell'interesse di una sola parte, ma nell'interesse comune, perché una volta che questa dignità viene lesa non resta lesa solo la dignità di una parte dei consiglieri, ma è lesa la dignità dell'interno Consiglio. Io credo che attraverso questi atti la dignità dell'intero Consiglio, se di errore non si è trattato, sia stata lesa. L'invito è a rimuovere questa lesione e a ripristinare dentro il Consiglio regionale condizioni di agibilità, condizioni di dignità, condizioni di rispetto.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola alla Giunta per la replica, vorrei precisare che tutti i documenti che riguardano le questioni che il Consiglio ha esaminato sono a disposizione dell'Aula. Vale la pena ricordare però che i poteri sostitutivi del Presidente del Consiglio potevano essere esercitati fino alla mezzanotte del giorno 2. Onorevole Cogodi, stia attento così non sbagliamo. Io in genere a mezzanotte mi dedico a fare altro e non sono presente in ufficio; qualche volta mi può capitare , ma in genere non ricevo pubblico. Va detto però che la sera del 2 avevamo il dovere di mandare alla Giunta regionale tutte le carte riguardanti le nomine. Abbiamo lavorato in Consiglio, fino a tardi; il Segretario Generale si è fermato con me fino alle ore 20 e la dottoressa Sedda fino alle 22 e 15, quando abbiamo finito abbiamo mandato tutto al Presidente della Giunta e si è chiusa la nostra giornata di lavoro. Successivamente sono arrivate altre dimissioni. Io ho ritenuto, così com'è stato da più parti richiesto stasera, di dover investire il Consiglio di questo argomento, tant'è vero che ho immediatamente inserito all'ordine del giorno le nomine perché il Consiglio vi provvedesse. Naturalmente, le ho iscritte dopo la discussione sulla finanziaria, così come deve essere. Il Consiglio è sovrano e può fare tutto quello che ritiene opportuno. Un ragionamento diverso credo meriti la questione dell'ARST rispetto alla quale, per sgombrare subito il campo da equivoci, voglio dire che è intenzione del Presidente del Consiglio difendere le prerogative del Consiglio; perché ritengo che le nomine che abbiamo fatto non rappresentino una semplice indicazione, ma abbiano valore formale. Sono state peraltro da me avallate, avvalendomi dei poteri sostitutivi, ho mandato al Presidente della Giunta tutti gli incartamenti con quelle indicazioni, successivamente uno degli eletti si è dimesso. Io manterrò ferme le mie posizioni e difenderò le prerogative del Consiglio. Mi consulterò stasera con gli uffici perché la questione è decisamente delicata, per vedere quale soluzione adottare, e per informare sul piano formale anche il Presidente della Giunta su questa intenzione e sulla necessità che su questa questione venga fatta maggiore chiarezza e si ponga rimedio a questa situazione. Non entro nel merito invece di prerogative che sono della Giunta, perché se chiediamo rispetto per le prerogative del Consiglio, dobbiamo allo stesso modo rispettare le prerogative della Giunta, tenendo conto che il Consiglio esercita una funzione di controllo su tutta l'attività della Giunta che non è da porre in discussione.

Detto questo, credo di aver chiarito la mia posizione e vorrei sgombrare il campo dalla preoccupazione che ci sia una sorta di connivenza tra me e il Presidente della Giunta e che siamo intenzionati a fare chissà quali operazioni! Abbiamo esercitato i poteri che ci derivano dalle leggi, dallo Statuto e dal Regolamento e naturalmente valuteremo se da questi si sia debordato in qualche maniera.

FADDA (Popolari-P.S.). Vorrei porle una domanda sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Fadda, deve parlare uno per Gruppo, se vuole porre una domanda a me, le do la parola limitatamente a questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Per non abusare, come dice l'onorevole Contu del Regolamento, noi abbiamo posto un altro problema che spetta alla Presidenza del Consiglio risolvere.

Noi riteniamo che non fosse nei poteri del Presidente del Consiglio esercitare il potere di surroga delle persone elette dal Consiglio regionale che si sono dimesse, ma che queste nomine dovessero ritornare al Consiglio regionale. Nella storia della nostra autonomia, tutte le volte che un componente dei consigli di amministrazione degli enti nominato dal Consiglio si è dimesso, il Presidente del Consiglio ha inserito all'ordine del giorno la votazione per la sostituzione del dimissionario e il Consiglio regionale ha votato. Noi riteniamo che i poteri sostitutivi del Presidente possano essere esercitati soltanto nell'eventualità che il Consiglio non proceda alla nomina. Io non so se il Segretario generale abbia dato un parere non conforme a quanto sostengo, però se l'ha dato, secondo me, ha dato un parere sbagliato. .

PRESIDENTE. Onorevole Fadda tutto ciò che ho fatto l'ho fatto, le assicuro, consultandomi con gli uffici; dissento da ciò che lei ha appena affermato, tuttavia, con molto rispetto, valuterò di nuovo il problema con gli uffici e le risponderò per iscritto così come ho promesso.

Ha facoltà di replicare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente del Consiglio ed onorevoli colleghi, io penso che in questa vicenda sia stato utile il dibattito ma che allo stesso tempo sia stato creato un polverone sull'intera vicenda perché evidentemente non sono stati esaminati con attenzione alcuni passaggi.

Occorre innanzitutto tener presente che la Giunta non si è limitata a nominare un insieme di commissari per gli enti strumentali, ma nel contempo ha anche approvato un disegno di legge per ripristinare alcune norme dell'articolo 28 della legge numero 20, che servivano e servono per rimettere in moto il processo di riforma degli enti medesimi che la legge numero 20 del 1995 aveva considerato non solo come norma programmatica ma addirittura come norma di attuazione. Perché è stato fatto questo? E` stato fatto, proprio alla luce della deliberazione dell'aprile del 1997, della precedente Giunta - e sottolineo il fatto che l'estensore di questa delibera, magari avvalendosi delle stesse parole che sono scritte qua, oggi afferma cose diverse - nella quale si afferma che la legge regionale numero 20 del 23 agosto del 1995 che ha disciplinato il periodo transitorio che avrebbe dovuto portare alla riforma organica degli enti, in presenza della non approvazione della proroga da parte del Consiglio, ha effetti riguardanti la nomina degli organi di amministrazione e di controllo che sono da ritenersi al momento esauriti e quindi si sostiene la tesi seconda la quale vengono rivivificate le leggi istitutive degli enti e in conseguenza di tutto questo - leggo dalla delibera, non sto inventando - viene a verificarsi dal punto di vista giuridico una situazione nella quale sussistono contraddizioni e difficoltà di interpretazione e dal punto di vista sostanziale deve emergere per prevalere la necessità che configura un interesse generale….. eccetera.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Una delibera non è una legge. Non sostituisce una legge.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ora, che cosa è accaduto? E` accaduto che, in questa situazione, ci siamo venuti a trovare di fronte ad una disarmonia nelle scadenze e conseguentemente di fronte alla rivivificazione delle leggi istitutive, e ci siamo trovati nella condizione di poter esercitare i poteri che le stesse leggi istitutive prevedono; perché i casi sono due: o le leggi istitutive sono state rimesse in vigore, consentendoci l'applicazione del secondo comma della legge numero 14, oppure non sono in vigore. Questa è la tesi che risulta nella delibera, che parzialmente può essere condivisa, ma che ha messo la Giunta nella condizione di fare un momento di riflessione e quindi di creare le condizioni perché si possa ritornare alla normalità nell'amministrazione degli enti.

Per quanto concerne in particolare l'ARST, si tratta di un ente che è indicato nell'elenco contenuto nella legge numero 20 del 1995, cioè sotto il profilo giuridico il problema dell'ARST è identico a quello degli altri enti, nel senso cioè che anche esso è incluso nella legge numero 20 e quindi, assoggettabile alla medesima disciplina degli altri enti. Per quanto concerne la nomina degli organi di amministrazione occorre tenere presente che ci troviamo di fronte ad un atto complesso. Ciò significa che il Consiglio elegge il Presidente e i Consigli di amministrazione, ma il Presidente con il decreto completa e rende perfetto l'atto di nomina, senza uno dei due provvedimenti non è possibile parlare di nomina o di elezione; occorrono entrambi i due provvedimenti e l'atto di nomina del Presidente deve essere rispettato quanto meno sotto il profilo dell'esigenza di verificare la sussistenza dei requisiti per procedere alla nomina medesima. Pertanto, di fronte ad un'incompletezza dell'organo, credo che il Presidente, anche alla luce delle considerazioni che sono state fatte con riferimento agli altri enti, avesse il diritto di ricorrere all'esercizio del potere di commissariamento previsto dalle leggi istitutive anche con riferimento all'ARST. In ogni caso il Consiglio è sovrano; si è parlato di modi e tempi di esecuzione, noi abbiamo presentato un disegno di legge che ha l'obiettivo di creare le condizioni per il ripristino della normalità in questa materia. Si deroghi alle norme……

SANNA SALVATORE (D.S-F.D.). Ma se c'è già una legge!

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si autorizzi la commissione a riunirsi in questo istante per l'approvazione del disegno di legge, lo si porti in Aula, lo si approvi in cinque minuti e lo si applichi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Questo è un Consiglio regionale nel quale non è assente il dibattito, perché si dibatte molto, ma purtroppo è carente il confronto.

Quando è carente il confronto anche il dibattito rischia di essere inefficace. Onestamente non è piacevole per nessuno tentare di contribuire, non dico contribuire necessariamente, ma tentare di contribuire alla soluzione di una questione, e poi dover prendere atto che non una voce, per quanto si vuole perplessa, per quanto si vuole flebile, pensosa, di tutto lo schieramento di maggioranza, abbia voluto esprimersi, non per dare ragione a quanti hanno sostenuto determinati argomenti, ma per dire che forse quando il Consiglio regionale si trova in certe situazioni è opportuno che si trovi o almeno si ipotizzi una qualche soluzione di sblocco. Ora, voi sapete che io ed altri come me non siamo iscritti all'albo dei mediatori, la mediazione quando serve è utile!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi glielo chiedo con molta cortesia, lei ha chiesto di intervenire sull'ordine del giorno, parli dell'ordine del giorno; mi pare che lei stia parlando di tutt'altra cosa!

COGODI (R.C.). Sto intervenendo sull'ordine del giorno, ho mi pare cinque minuti!

PRESIDENTE. Deve parlare sull'ordine del giorno, l'argomento di prima è chiuso, adesso devo dare la parola all'onorevole Cugini che è il primo iscritto a parlare sulla finanziaria.

COGODI (R.C.). Lei ha la particolare dote di interloquire proprio nell'attimo sbagliato. È chiaro che se ho chiesto di parlare sull'ordine del giorno sto parlando dell'ordine del giorno. Lei, per poter valutare se questa è la materia, dovrebbe avere la bontà di ascoltare almeno per il tempo che il Regolamento mi concede per argomentare, perché io leggo che la surroga, per esempio, del componente dimissionario del Consiglio di amministrazione dell'ARST è iscritta all'ordine del giorno. Quindi posso parlare dell'ordine del giorno?

Riferendomi ad un argomento che è iscritto all'ordine del giorno, intervengo per dire che io non sono iscritto all'albo dei mediatori, quelli di professione che pensano di mediare e non mediano mai nulla, perché non riescono neanche a mediare sé stessi. I mediatori di professione abbondano in quest'Aula, però tacciono quando servono le parole, non di mediazione, ma di autorità o di richiamo.

CONTU (C.C.D.) Io parlo quando devo parlare.

COGODI (R.C.). Non mi sto riferendo a lei che non media proprio nulla, lei è ben sdraiato sulla maggioranza di destra. Non mi sto riferendo a lei! Io ho nominato l'onorevole Contu? Ho parlato di albo dei mediatori e si leva una voce! Lei non è iscritto, è iscritto all'albo dei notai ed è anche molto più utile sotto molti profili.

CONTU (C.C.D.) E lo preferisco!

COGODI (R.C.). Io sono iscritto all'albo degli Avvocati, Balletto è commercialista però all'albo dei mediatori ambiscono ad iscriversi in molti. Io voglio avanzare una proposta, che non deriva dal titolo formale di una iscrizione ad un albo, una proposta che potrebbe tornare utile al Consiglio e alla soluzione dell'insieme dei problemi che stiamo discutendo. La maggioranza ha ritenuto di disertare questo confronto, ritenendo, non di coprire, perché non c'è da coprire nulla, ma forse di guadagnare tempo, cioè di non impegnare quei pochi minuti nei quali i colleghi Floris, Balletto, Corda - Tunis no, tu non c'entri niente - avrebbero potuto esprimere un'opinione a nome dei rispettivi Gruppi, o anche a titolo personale, utilizzando i 10 minuti assegnati a ciascun Gruppo. Non si è voluto fare, non lo avete voluto fare per guadagnare tempo, però impegnando ancora un po' di tempo - sto facendo una domanda, non sto chiedendo né la sospensione dei lavori e neppure la riunione della Conferenza dei Capigruppo, lo dico qui e si valuti qui, nell'aula - e` possibile fare almeno una nomina, quella di surroga del componente dimissionario del Consiglio di amministrazione dell'ARST, quella che potrebbe determinare, per chi volesse così valutare, quell'elemento nuovo, quel quid da tenere in conto da parte del Presidente della Giunta, della ricomposizione dell'organo in modo che il commissariamento possa essere non dico revocato, ma ritenersi superato o immediatamente superabile. Sto misurando le parole: ho detto non da revocare ma da ritenersi superato per via di un evento nuovo, di un quid che accade. Basterebbero 5 minuti per procedere alla surroga di quel componente del Consiglio di amministrazione, uno su cinque - prescindiamo dalla questione della mezzanotte meno un minuto o della mezzanotte più un minuto del 2 di marzo - , che si sarebbe dimesso. E poi attendiamo di vedere il protocollo, di sapere chi ha ricevuto le dimissioni e in che ora. Potrebbe essere però del tutto inutile e superfluo.

Io sto avanzando una proposta che richiede solo una disponibilità politica perché si tratta sostanzialmente di una lieve inversione dell'ordine del giorno e io la limito solo a una nomina per oggi. Poi valuteremo quando inserire le altre nomine, però questo sarebbe un gesto di buona volontà, di disponibilità, un elemento di novità che ci consentirebbe di proseguire poi nell'esame del bilancio in modo ordinato e normale e, subito dopo, di riprendere il capitolo nomine perché comunque vanno completate entro la presente tornata.

Però, anticipare questa nomina, secondo me, consentirebbe al Consiglio di recuperare il senso delle cose che fa. La maggioranza può anche non parlare, però i fatti restano. Il Consiglio è stato chiamato a fare delle nomine e non si sa perché le abbia fatte. Dovremo tornare su questo anche in connessione con l'esame dei diversi articoli della finanziaria.

Possiamo evitare tutto questo, se c'è questa piccola, circoscritta disponibilità, almeno a procedere alla surroga del componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST, con tutto quello che ne consegue sul piano operativo, istituzionale, giuridico e politico anche per la Giunta e per il Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo anch'io sull'ordine del giorno. Abbiamo detto prima che, a nostro giudizio, c'è un conflitto tra l'Esecutivo e il Consiglio. Questo conflitto viene confermato dall'ordine del giorno che è affisso in bacheca, e che al punto 5 reca: "Elezione di un rappresentante degli enti locali, in materia di trasporti dell'Azienda regionale sarda, trasporti (ARST), in sostituzione di Gianluca Grosso, dimissionario". Se, così come è stata auspicato adesso anche dal Presidente Serrenti, c'è la volontà di riparare all'errore, si può benissimo "gestire", come abbiano fatto la settimana passata, l'ordine del giorno, e procedere all'elezione del rappresentante in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST. In questo modo, l'organo viene interamente ricostituito, il Presidente della Giunta ritira il decreto di commissariamento e procede alla nomina del Presidente del consiglio di amministrazione, così come prevede la legge. Non si tratta di rispondere a una nostra sollecitazione, ma di applicare la legge. Presidente Floris, se c'è questa disponibilità...

BIGGIO (A.N.). No, non c'è.

CUGINI (D.S.-F.D.). Non c'è? Deve dirlo il Presidente Floris e non il collega Biggio. Se c'è questa disponibilità è chiaro che si ristabilisce tra la maggioranza e l'opposizione un rapporto di fiducia, perché in questo caso è venuta meno la fiducia da parte nostra, ed è venuta meno la fiducia e soprattutto l'applicazione della legge da parte del Presidente Floris. Se si ristabilisce la fiducia, questo lo dico assegnando anche al Presidente dell'Assemblea una funzione, si può procedere speditamente nel rispetto dell'ordine del giorno, che ha al primo e al secondo punto la discussione del disegno di legge finanziaria e del bilancio. Ma se viene meno la fiducia, e in questo caso la fiducia è venuta meno, è chiaro che noi abbiamo difficoltà a procedere nel rapporto con la Giunta e a procedere per quanto riguarda il punto uno e il punto due dell'ordine del giorno.

Io questo argomento stamattina non l'ho portato in discussione, collega Contu, mi sono sempre limitato al tema in discussione e ho detto: "Evitiamo di mettere assieme le due questioni", ma qui c'è da un lato a una iniziativa del Presidente del Consiglio che ritiene che si debba procedere all'elezione del rappresentante del Consiglio in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST, dall'altro la posizione Presidente della Giunta che non tiene conto dell'elezione che ha fatto il Consiglio. Occorre superare rapidamente questa difficoltà, perciò si proceda immediatamente alla sostituzione del componente del consiglio di amministrazione dimissionario; quello che si e dimesso non è un rappresentante della minoranza, è un rappresentante della maggioranza, ve lo votate voi, noi non partecipiamo neanche alla votazione ma restiamo in aula per garantire il numero legale, voi lo votate, si completa la composizione del consiglio di amministrazione e si procede poi alla nomina del suo presidente. Questo si può fare in 5 minuti per riprendere subito dopo la discussione della finanziaria. Se invece non si vuole accettare il consiglio del buon senso, collega Contu, è chiaro che riprendiamo un confronto tra maggioranza ed opposizione che parte dall'articolo 3 della finanziaria, e sono convinto che il chiarimento sarà più diffuso, più lungo, più articolato ed, aggiungo, meno produttivo per quanto riguarda i tempi di licenziamento del provvedimento. Io rimango dell'idea che ho espresso stamattina, lo dico al collega Contu, e vorrei sentire la sua opinione sull'argomento, perché noi non possiamo procedere continuando a tirare uno da una parte ed uno dall'altra. Mediatori non ce ne sono, l'unico mediatore che c'è, per fortuna, è assente da tanti giorni dal Consiglio regionale, e la mediazione non gli ha portato neanche fortuna, però lasciamo perdere questo aspetto. Io penso che noi dobbiamo comporre la situazione, e spetta al Presidente Serrenti farlo. Io non sono soddisfatto della risposta che ha dato. . La risposta deve essere il ritiro da parte del presidente Floris del decreto di commissariamento dell'ARST. Noi procediamo, con un'inversione dell'ordine del giorno, alla surroga, si nomina il nuovo Consiglio di amministrazione e si procede speditamente, recuperando perfino il tempo che abbiamo utilizzato per fare questa discussione sull'argomento, andando stasera oltre l'orario che avevamo stabilito, per rispettare l'impostazione che abbiamo dato e per confermare che noi siamo su una linea di confronto che non vuole determinare rotture sull'argomento. Ma è necessario che ci siano delle risposte positive; diversamente, il confronto si incamminerà su una strada che è difficile capire dove ci porterà, non porterà senz'altro bene.

Comunque, riassumo le nostre richieste: elezione del rappresentante in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST, ritiro del decreto del Presidente Floris, nuovo decreto per quanto riguarda il Consiglio di amministrazione e il Presidente dell'ARST, recupero delle ore che abbiamo impiegato adesso, per procedere sull'argomento all'ordine del giorno cioè sulla legge finanziaria e sul bilancio.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, le ricordo però che se c'è l'accordo per modificare l'ordine del giorno,posso accogliere la sua richiesta; se non c'è l'accordo io mi devo rimettere all'Aula ed occorre il voto favorevole di due terzi dei votanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.) Anche io intervengo, Presidente e colleghi, sull'ordine del giorno che ora prevederebbe il ritorno alla discussione del disegno di legge finanziaria. Io parlerò di una ripercussione che questa situazione non può non produrre; avrei parlato volentieri sulla questione delle nomine, un vincolo regolamentare non me lo ha permesso, non ne parlerò adesso di sotterfugio, mi limito ad accennare che si tratta, lo dico con molta tranquillità, di un enorme pasticcio di cui forse la Giunta e i colleghi della maggioranza non hanno ancora percepito le esatte dimensioni. Qui, da una parte, si cerca di costruire - non da una parte politica, ma da una parte - si cerca di costruire un clima diverso nel Consiglio, più sereno, più costruttivo, più produttivo, di creare i presupposti di intese, e dall'altra si disfa di notte quello che si fa di giorno. Caro Presidente Floris, cari colleghi, Penelope che tesseva di giorno e disfaceva di notte, di fronte a voi era una dilettante di primissimo pelo, era una educanda. E` un pasticcio enorme; è chiaro, lo diceva poc'anzi Gian Mario Selis, noi chiederemo traccia e documentazione di ogni passaggio procedurale: dimissioni, protocolli e così via; perché voi non potete coinvolgere le strutture amministrative in un uso disinvolto dei principi, delle regole e dell'ordinamento. In ogni caso, è del tutto evidente - vengo al punto e sarò brevissimo - che questa vicenda mette in questione il rapporto politico costruito faticosamente sulla finanziaria e sul bilancio.

C'era un'intesa parziale, ma seria, raggiunta faticosamente; io dico c'era perché non c'è più, allo stato non c'è più. O si sana il vulnus o non c'è. Qui non si tratta di uno scontro tra maggioranza e opposizione, tra partiti, tra schieramenti; si tratta di un conflitto istituzionale e, se vogliamo porci un po' al di sopra della mera contingenza, sarebbe buona regola, nei conflitti che chiamano in causa le istituzioni, non seguire in modo pedissequo una logica di schieramento politico. I conflitti istituzionali coinvolgono ragioni e principi che vanno al di là della parte e quindi, io non credo, è stato accennato poc'anzi, che nessuna intesa sia possibile fino a che la Giunta non avrà revocato la nomina del commissario per l'ARST. Io non ricordo né chi era designato alla presidenza, né chi è il commissario, non lo sapevo, non lo so, non mi interessa e non andrò a leggerlo; il nostro giudizio non riguarda le persone ma il significato istituzionale e politico. La Giunta non può, di fronte a presunte dimissioni - per quanto mi riguarda, finché non vediamo gli atti sono presunte - procedere a un commissariamento. L'organo che nomina o chi per esso, secondo le norme vigenti, procede alla sostituzione se ci sono dimissioni. Il commissariamento non c'entra assolutamente nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente Serrenti, lei ha annunciato all'Assemblea una risposta scritta sul conflitto istituzionale tra Giunta e Consiglio, o sul presunto conflitto, come giustamente suggerisce l'amico avvocato Usai, tra Giunta e Consiglio. Noi attendiamo che lei si esprima su questa questione, dopodiché adotteremo anche i provvedimenti che l'opposizione sta sollecitando. Siamo anche pronti a rieleggere il componente del consiglio di amministrazione dell'ARST dimissionario, così come a ridiscutere sulla presidenza dell'ARST, però solo al termine dell'esame della finanziaria, perché di questa legge stiamo parlando da 20 giorni, siamo arrivati all'articolo 2, non abbiamo ancora votato l'articolo 3. Se l'opposizione chiede alla maggioranza un momento di distensione, ricordo alla stessa opposizione che questo momento l'ha già chiesto la settimana scorsa e si è proceduto a tutte le nomine che l'opposizione stessa ha richiesto. Adesso chiediamo noi una verifica della vostra buona disponibilità nei confronti della finanziaria, nei confronti della popolazione che attende non la nomina dell'ARST, che è una questione importante dal punto di vista istituzionale, ma certamente non è importante dal punto di vista sociale ed economico per la Sardegna, attendiamo noi un vostro gesto di disponibilità nell'affrontare la finanziaria e al termine della discussione della legge finanziaria ci premureremo, avuta la risposta del presidente Serrenti, di esaminare tutta la vicenda. Siamo assolutamente contrari all'inversione dell'ordine del giorno.

CUGINI (D.S.-F.D.). Non credi neanche tu a quello che stai dicendo!

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Io credo a quello che dico. Probabilmente lei, onorevole Cugini, quando dice una cosa non crede a quello che dice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Veramente nel sentire il collega Floris accusare l'opposizione di ostruzionismo...

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Non ho accusato nessuno, ho chiesto un gesto di disponibilità.

FADDA (Popolari-P.S.). …dopo che il presidente della Commissione, io credo correttamente, ha riconosciuto il ruolo propositivo che abbiamo svolto nella Commissione competente, permettendo tra l'altro alla maggioranza di votare la finanziaria e il bilancio senza che noi partecipassimo al voto, facendo in modo di garantire il numero legale in tantissime riunioni...

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Da quando ti sta spuntando l'aureola?

FADDA (Popolari-P.S.). No, è spuntata a te da tanto!

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). A me sì!

FADDA (Popolari-P.S.). E infatti si vede!

Dicevo che abbiamo assistito in questi mesi a conferenze stampa convocate durante la riunione della Commissione da parte della Giunta e della maggioranza, abbiamo lavorato di notte, con la Giunta, per cercare di modificare, per quanto era possibile modificare, la manovra che non rispondeva a quelli che erano e che sono gli interessi della Sardegna, e oggi abbiamo fatto una proposta. Il conflitto istituzionale che si è creato è un vero conflitto. Il Presidente del Consiglio ha iscritto all'ordine del giorno la nomina del rappresentante nel Consiglio di amministrazione dell'ARST. Bastano pochi minuti per darci il segnale che chiediamo. Continueremo a discutere di questa vicenda in altre sedi dopo che il presidente Floris ci avrà consegnato i documenti, perché non riesco a comprendere come si faccia, a livello di segreteria o di direzione generale della presidenza della Giunta, a dare determinati pareri quando si procede in un modo, e a darne uno diverso quando si decide di procedere in un altro modo. Quindi tutte queste cose le valuteremo con molta attenzione perché io facevo parte di quella Giunta regionale. Siccome ho grande stima dei funzionari della Presidenza della Giunta, mi meraviglio che il presidente Floris, oggi, in quest'aula, abbia giustificato l'operato della sua Giunta con atti non rispondenti esattamente alle norme, che sarebbero stati compiuti dalla precedente Giunta. Su questo comunque torneremo. Ora noi chiediamo un atto di buona volontà perché il lavoro che abbiamo fatto, restando in quest'Aula fino alle 5 del mattino, il lavoro che ci avete costretto a fare, che il Presidente del Consiglio ci ha costretto a fare, inserendo quest'argomento all'ordine del giorno, per dire poi che non c'erano comunque i tempi per poter procedere, non vada perso. Noi chiediamo che l'ordine del giorno venga invertito e che si proceda immediatamente alla nomina del Consiglio di amministrazione dell'ARST.

E' un atto di buona volontà. Per quanto riguarda gli altri commissariamenti, li valuteremo perché mi sembra che ci sia anche un altro presidente che si è dimesso, la cui elezione è di competenza del Consiglio regionale. Però chiedo al Presidente del Consiglio che so adoperi affinché si faccia un'inversione dell'ordine del giorno, perché una delle motivazioni che sono state portate in quest'aula è che un componente del consiglio di amministrazione si è dimesso. Allora, Presidente, siccome è un problema urgente, è un problema che riguarda i rapporti tra il Consiglio e la Giunta, chiediamo che anche lei eserciti tutta la sua autorevolezza, perché questo punto venga inserito all'ordine del giorno immediatamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, io non sarei intervenuto nel dibattito perché ritengo questo dibattito irrituale, perché ho detto altre volte che il ricorso all'intervento sull'ordine del giorno è una cosa artificiosa inventata non so da chi, non sarei comunque intervenuto se l'onorevole Paolo Fadda non avesse fatto un riferimento che io ritengo delicato ed anche pericoloso. Siccome l'ha fatto, adesso io vi dico la verità.

I funzionari della Regione hanno espresso l'opinione, nel 2000, così come l'avevano espressa a suo tempo all'allora Presidente della Giunta. Tant'è vero che i funzionari diedero la stessa interpretazione che hanno dato oggi a questo Presidente. Tant'è vero che quella Giunta, quando si decisero le nomine, non si riunì formalmente alla presenza dei responsabili dell'ufficio legislativo, della Segreteria generale, dei funzionari, ma ain quella seduta dove si cucinò questa delibera in un certo modo per dare avallo a una cosa che gli uffici non volevano avallare, fu un assessore a verbalizzare.

Quindi, non c'è stata nessuna differenza di impostazione, ma gli uffici diedero allora la stessa interpretazione che sta dando oggi questa Giunta regionale. Tuttavia, io credo che quando si parla in quest'Aula, bisogna anche ascoltare gli interventi degli altri, perché se ci si comporta come l'onorevole Dore che arriva all'ultimo momento e dice: "Non ho sentito che cosa ha detto il Presidente della Giunta, ma tanto non può avere detto nulla di speciale, per cui ricorriamo alle manette….", mi pare che quest'Aula non stia facendo compiutamente il proprio dovere. Io ho detto che l'ARST ha per forza anche per la Giunta regionale una valenza politica diversa dagli altri enti, nonostante, in base alla legge numero 1, la Giunta regionale possa nominare i commissari. Ha una valenza diversa perché tutti i rappresentanti sono eletti dal Consiglio regionale ed è chiaro che, pur non trattandosi di conflitto di competenza, è evidente che una Giunta regionale che non nomina i rappresentanti che sono stati designati dal Consiglio, si pone in una situazione non dico anomala, ma scomoda che noi non vogliamo e l'abbiamo detto, tanto è vero che abbiamo accompagnato la nomina dei commissari con la richiesta di definire insieme anche alla Coalizione Autonomista, il processo di riforma degli enti e il ripristino dei Consigli di amministrazione.

Qui si è parlato delle dimissioni di un componente dell'ARST, io ho ricevuto due lettere di dimissioni.

(Interruzioni)

FADDA (Popolari-P.S.). Il Presidente del Consiglio doveva mandarle.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io ne ho due perché le lettere sono indirizzate al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta e sono state mandate anche a me. Io ne ho due, non so per quale motivo qui ce ne sia una, però io ne ho due.

Non solo, dirò di più, con una telefonata mi è stata preannunciata la dimissione di un terzo componente del consiglio di amministrazione dell'ARST.

CUGINI (D.S.-F.D.). Tutte spontanee.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Allora, io dico che siccome non mi pare che ci sia su questo problema una grande differenza, onorevole Cugini, di impostazione tra l'opposizione e la maggioranza, possiamo andare avanti nei lavori e vedere che cosa si può fare per venire incontro alla richiesta che è stata formulata, ripristinando l'organo che ad oggi non esiste perché non esistono i 5 componenti. Stiamo quindi parlando di un decreto che non è possibile fare perché l'organo deve essere completo; io non posso fare un decreto con tre nomine o due nomine o quattro nomine, devo fare un decreto di nomina dei cinque componenti del Consiglio di amministrazione e quindi, prima di tutto...

(Interruzione del consigliere Cogodi e del consigliere Cugini)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ma no, io non faccio dimettere nessuno, onorevole Cogodi; il fatto è che questi componenti si sono dimessi. Ma non è che ogni volta dobbiamo fare queste cose, in attesa di andare avanti con la finanziaria. Avete chiesto il dibattito, avete chiesto le comunicazioni del Presidente della Giunta, vi sto dicendo che la Giunta regionale non si opporrà certamente alle decisioni del Consiglio, mi pare che noi abbiamo fatto il nostro dovere e poi questi problemi li affronterà il Consiglio regionale, attraverso i Capigruppo, attraverso la normale dialettica tra forze politiche.

PRESIDENTE. Voglio chiarire al Consiglio che apprendo adesso che ci sono altre dimissioni; confermo che sono in nostro possesso le dimissioni di un rappresentante del Consiglio di amministrazione dell'ARST, se poi altri hanno mandato lettere di dimissioni per posta o hanno seguito altra strada, non lo so, non risultano ai nostri uffici. Naturalmente, se il Presidente ha una copia delle altre dimissioni, gli chiedo di mandarla anche a noi perché noi non ce l'abbiamo. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Bisogna riconoscere che è un dibattito molto anomalo. Tuttavia, sono abituato ormai a dibattiti anomali e non mi meraviglio più di tanto, ma mi ero ripromesso di non parlare sia perché sono convinto che di questo argomento dovremo probabilmente riparlare, sia perché avrei voluto prima capire fino in fondo le motivazioni che hanno spinto la Giunta a compiere determinati atti amministrativi. Non sarei intervenuto se gli amici dell'opposizione non avessero richiamato me non so se al diritto o al dovere di prendere la parola.

Non credo di dover prendere la parola solo perché sono stato invitato a farlo, tuttavia, anche se mi rendo conto che il cosiddetto spirito di mediazione viene molto spesso sarcasticamente ironizzato, e posso assicurarvi che non mi va neanche la taglia del cosiddetto mediatore, prendo la parola per esprimere la mia opinione. L'avrei espressa prima del Presidente, ma molte cose sono state da lui accennate. Sono d'accordo con l'amico socialista, Balia, il quale distingue tra aspetto giuridico ed aspetto politico, anche se poi i due aspetti finiscono per intersecarsi vicendevolmente. Ebbene, dal punto di vista giuridico, sono ben convinto di quanto ha detto il Presidente della Giunta, io ho letto quella famosa delibera che, come tutti sappiamo, il Segretario generale della Giunta non ha voluto firmare, e che è stata invece firmata da un Assessore. E' legittimo anche questo, la Giunta può avere come segretario anche un Assessore; non c'è nessun problema, però mi convincono le motivazioni per le quali quella delibera è stata in un certo senso valutata in una maniera non del tutto conforme. Ci siamo cioè dimenticati che il disegno di legge di proroga è stato respinto dal Consiglio. Io ho letto quella delibera, vorrei che la leggeste anche voi, è molto interessante.

FADDA (Popolari-P.S.). La stiamo chiedendo.

CONTU (C.C.D.). Potete averla, la delibera della Giunta Palomba dell'epoca è molto interessante. Non ho mai visto, in una delibera di Giunta, un cappello così contorto, un arrampicarsi sugli specchi da un punto di vista strettamente giuridico, come quello di quella delibera e io vi vorrei pregare di leggerla.

Quindi, diciamo pure che, a mio giudizio, la Giunta aveva il diritto di nominare i commissari degli altri enti. Non vi nascondo che ho qualche perplessità invece sull'ARST; e lo dico con molta franchezza e con molta onestà.

Ho delle perplessità non perché la Giunta, in base alla legge numero 1, non abbia anche questo potere; secondo me ce l'ha.

(Interruzioni)

CONTU (C.C.D.). Fammi parlare, tu sai che non interrompo mai nessuno, e sai anche che in questa materia tutte le opinioni sono opinabili. Lungi da me pensare che io sia depositario del Vangelo, ma credimi, non lo è nessuno dei presenti qui, anche se sembra quasi che ognuno di noi lo sia.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, si rivolga al Presidente del Consiglio non a chi la interrompe, altrimenti non la finiamo più.

CONTU (C.C.D.) Chiedo scusa, Presidente, ma così si vivacizza un po' l'Aula. In questa materia, dicevo, dove tutto è opinabile, io sono convinto che, per quanto concerne l'ARST, la Giunta abbia il potere di nominare un commissario, il problema è se poteva farlo in questo momento. È giusto che anche noi diciamo quello che pensiamo, e devo dire che io qualche perplessità ce l'ho. Posso giustificare l'azione della Giunta solo considerando che la presidenza della Giunta non può fare immediatamente il decreto di nomina del consiglio di amministrazione perché uno degli eletti si è dimesso e in più, non è un mistero, sono annunciate o sono già arrivate anche altre dimissioni, anche se ho sentito qualcuno dire che sono stati costretti, e può darsi che sia così. Non lo fate forse anche voi con i vostri, perché le persone che noi indichiamo non provengono dalla Papuasia, provengono dal nostro ambiente e sono tutte persone, quelle che avete nominato voi, lo stesso Presidente dell'ARST, non ditemi che proviene...

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, non colga le provocazioni.

Contu (C.C.D.). Mi perdoni, Presidente, ma una volta tanto, non voglio fare il moderato, mi consenta qualche volta di non essere moderato. Siccome le persone indicate dall'opposizione non sono certamente provenienti della Papuasia, ma si tratta probabilmente di amici, è chiaro che anche i nomi che sono stati fatti da noi sono quelli di amici nostri, può darsi che siano stati anche invitati a dimettersi o può darsi che in questa situazione abbiano avuto un sussulto anche di orgoglio e abbiano deciso di andarsene.

Allora, io mi domando, dal punto di vista strettamente giuridico, cosa accade se il Presidente della Giunta, il quale deve preoccuparsi anche dell' ordinaria amministrazione di un ente, non procede alla nomina di un commissario nelle more del completamento dell'iter della nomina. Io sono perfettamente d'accordo con l'opinione del collega Gian Mario Selis che il Presidente del Consiglio non possa esercitare il suo potere sostitutivo e che i nomi debbano essere indicati da quest'Aula e quindi, sia chi ha presentato le proprie dimissioni al Presidente del Consiglio, sia coloro che le hanno presentate al Presidente della Giunta, comunque devono essere sostituiti da quest'Aula. Però è anche evidente che un Presidente della Giunta che ha il potere di governo, deve preoccuparsi di che cosa accade all'ARST nelle more.

Deve preoccuparsene, perché purtroppo, secondo la normativa vigente, il Consiglio di amministrazione uscente dell'ARST non può fare né la straordinaria amministrazione, ma né l'ordinaria amministrazione. Anzi, dico di più, la legge dice che qualunque atto fatto dopo quella data, è nullo. Quindi io ho giustificato la decisione della Giunta anche se ho delle perplessità, dicendomi che un Presidente della Giunta che si preoccupa del buon governo della cosa pubblica, non può non preoccuparsi del fatto che gli atti eventualmente compiuti dall'ARST siano atti validi e, quindi, non nulli. Lo può fare in una sola maniera, nelle more della sostituzione, da parte del Consiglio regionale sardo che ha il diritto-dovere di sostituire i dimissionari, secondo me, il capo del governo regionale ha pienamente il diritto di nominare un commissario. E` chiaro che il commissario, Presidente della Giunta, a mio modesto avviso, decade, non appena quest'Aula ha completato la composizione del consiglio di amministrazione, perché in quel momento lei ha il dovere di suffragare con un suo decreto la scelta fatta da quest'Aula; ma nulla vieta, ripeto, che nelle more, potrebbe essere una settimana, potrebbero essere 10 giorni o 15, ci sia un commissario che eviti che gli atti adottati dall'ARST siano nulli. Questa è la mia interpretazione, può darsi che, come tutte le interpretazioni giuridiche, possa anche essere opinabile, però è rispettabile come sono rispettabili le opinioni degli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, concluda, la prego, il tempo a sua disposizione è terminato.

Contu (C.C.D.). Ha ragione Presidente, ma ormai qui è diventato tutto talmente anomalo che io mi permetto di concludere , anche se sono...

PRESIDENTE. Mi permetta, onorevole Contu, non alimenti comportamenti non conformi al Regolamento, si attenga anche lei al Regolamento.

CONTU (C.C.D.). D'accordo Presidente, chiudo subito; mi pare che, tutto sommato, la mia opinione sia abbastanza chiara e forse potrei aggiungere qualche altra cosa, ma preferisco per il momento stare zitto anche perché sono convinto che ci sarà il momento in cui di questo dovremo necessariamente riparlare.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, prima di darle la parola, voglio fare due comunicazioni che potranno servirle anche per l'intervento che dovrà fare. Io ho ricevuto pochi minuti fa, perché sono state presentate al segretario generale alle 17 e 29, le dimissioni dell'ingegner Marco Carboni. E` pervenuto anche il disegno di legge: "Norme per la nomina e la durata in carica degli organi degli enti regionali", che naturalmente verrà assegnato immediatamente alla prima Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo proprio sull'ordine dei lavori ed enuncio subito la mia proposta in modo tale che non ci siano fraintendimenti. Io credo che, alla fine di questo dibattito, noi possiamo riprendere la discussione sul disegno di legge finanziaria e continuare, come avevamo previsto, fino alle 20. Alle ore 20, invece di andar via, potremmo utilizzare il tempo che sarebbe stato dedicato alla vita privata, alla vita politica eccetera, per procedere al rinnovo delle nomine.

Questa proposta, secondo me, è percorribile, seria, così come serio è stato il nostro comportamento in tutta questa vicenda non solo oggi. Ribadiamo che non abbiamo intenzione di qualificare l'opposizione con un'azione tendente a perdere un'ora in più o un'ora in meno. Certo il dibattito sull'articolo 3 del disegno di legge finanziaria è stato ampio, c'erano una cinquantina di emendamenti, ne abbiamo ritirato la metà, ora li voteremo, ma una volta approvati i primi articoli della Finanziaria, poi, come sapete, la discussione sugli altri articoli sarà molto più rapida. Quindi, la mia proposta è che, appena finito questo dibattito, si riprenda la discussione sulla Finanziaria, e alle 20 si proceda almeno alla sostituzione dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST. Il problema del conflitto istituzionale, il Presidente del Consiglio l'ha già risolto nel momento in cui ha iscritto questo punto all'ordine del giorno. . Se il Presidente del Consiglio non avesse ancora assunto una decisione, non avrebbe inserito all'ordine del giorno queste nomine, dal momento che lo ha fatto il problema è risolto. E poiché il conflitto di competenza è risolto, si deve procedere all'elezione, perché, se noi non lo facessimo, il Presidente del Consiglio dovrebbe esercitare il potere di surroga, ma prima che il Presidente del Consiglio eserciti il potere di surroga, noi dobbiamo esigere il rispetto della nostra facoltà di esercitare il diritto-dovere di nominare il componente del consiglio di amministrazione dell'ARST. Io propongo quindi che si facciano le nomine dopo le 20, e che si continui ora la discussione del disegno di legge Finanziaria, perché questa soluzione è in armonia con la decisione già assunta dal Presidente del Consiglio in merito al conflitto di competenza.

Se la Giunta non è d'accordo, contesti la Presidenza del Consiglio e la induca a cambiare l'ordine del giorno, ma se quell'ordine del giorno rimane, noi abbiamo il diritto e il dovere di votare per evitare che il Presidente del Consiglio eserciti il potere di surroga. Secondo punto: il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta hanno parlato di atti e noi non stentiamo a credere a quello che ci dicono, ma da ieri abbiamo chiesto che questi atti ci vengano messi a disposizione. La presidenza del Consiglio ha già posto a disposizione una serie di atti, chiedo alla presidenza della Giunta di metterci a disposizione le lettere di dimissioni, comunicandoci i dati relativi al protocollo, le memorie degli uffici di oggi e di allora, le delibere della Giunta di oggi e di allora, il decreto o i decreti con cui il Presidente sta facendo le nomine, le comunicazioni intercorse tra il Consiglio e la Giunta regionale.

Il terzo punto che voglio sottolineare è che è evidente che noi su problemi di questa natura, sui conflitti di competenza Giunta - Consiglio, sui compiti della Giunta, sulle funzioni del Consiglio, sull'applicazione delle norme che non ci vedono concordi, abbiamo fatto un dibattito che non è strumentale. Se avessimo voluto perdere un'ora di più, avremmo parlato di più su un articolo qualunque o sugli emendamenti, ma i problemi che stiamo sollevando non riguardano la maggioranza o l'opposizione di oggi, riguardano gli assetti istituzionali, le regole, i rapporti. Su questo occorre fare chiarezza e noi, per fare chiarezza, andremo fino in fondo e se non saremo soddisfatti del dibattito e delle conclusioni di oggi, presenteremo una mozione e riporteremo il discorso in Consiglio, richiamandoci all'articolo 54 del Regolamento. Valuteremo le iniziative politiche ed anche giuridiche più opportune per sostenere le nostre ragioni.

Io credo che su queste questioni, se non riusciamo a trovare una ragione persuasiva dal punto di vista politico, è chiaro che dovremo trovare il modo di investire gli organi di controllo, per esempio la Corte dei Conti, perché credo che quello che si sta facendo sia un errore che mina la funzionalità degli enti e la legittimità degli atti, e, se è giusta la nostra interpretazione, e noi siamo convinti che sia giusta, questo ha un effetto grave sulla vita economica ed anche istituzionale della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, alcuni degli atti richiesti dall'onorevole Gian Mario Selis, sono qui depositati. La delibera precedente è stata consegnata il 20 ottobre del 1999 a tutti i consiglieri regionali. Io ho detto che la Giunta non si oppone assolutamente né all'inversione dell'ordine del giorno, né a niente. Se no non avrei detto che c'erano altre dimissioni, la Giunta avrebbe potuto sostituire il componente che ha presentato già le sue dimissioni al Consiglio e l'organo non sarebbe stato comunque completo. Ho detto che anche un altro componente si è dimesso perché si proceda eventualmente alla sostituzione di entrambi i componenti. Se si vogliono fare le nomine, io propongo che si vada avanti con la finanziaria per dare tempo ai Gruppi di scegliere i propri rappresentanti e procedere così all'elezione del consiglio di amministrazione dell'ARST. E` chiara adesso la proposta?

CUGINI (D.S.-F.D.). Non si sente.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Siccome ci sono due componenti dell'ARST che si sono dimessi, dobbiamo dare tempo ai Gruppi di operare le loro scelte per sostituirli. Quindi andiamo avanti nell'esame della finanziaria e poi procediamo alla votazione per eleggere i due componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST..

PRESIDENTE. Onorevole Floris, devo precisare che nessun argomento può essere discusso se non è all'ordine del giorno. Noi abbiamo all'ordine del giorno solo una surroga, quindi l'altra non la possiamo fare oggi. Io posso inserirla nell'ordine del giorno di domani, ma oggi non è possibile, non sarebbe conforme a quanto prescritto nel Regolamento .

Sospendo la seduta per dieci minuti per chiarire questa questione.

(La seduta, sospesa alle ore17 e 46, viene ripresa alle ore17 e 56.)

PRESIDENTE. Abbiamo sospeso per dieci minuti per cercare di raggiungere un accordo. Voglio dire all'onorevole Selis, che ha chiesto una serie di documenti, riguardanti il presente e il passato, che mentre tutti gli atti che riguardano la vicenda attuale sono disponibili anche immediatamente, per ciò che riguarda gli atti del passato dobbiamo dare agli uffici il tempo per cercarli. Per quanto riguarda gli atti richiesti alla Giunta, è quest'ultima che li deve fornire.

Detto questo, se non si raggiunge un accordo diverso, dobbiamo riprendere la discussione sul disegno di legge finanziaria e dare la parola all'onorevole Cugini, che aveva chiesto di intervenire sull'articolo 3 e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). C'è stata una breve sospensione in esito ad una dichiarazione chiara, inequivocabile resa al Consiglio dal Presidente della Giunta, che noi abbiamo preso nel frattempo in considerazione; per quanto ci concerne, condividiamo la proposta, che è stata avanzata dal Presidente della Giunta regionale, di procedere alla surroga dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST non in conclusione della seduta odierna, bensì, per consentirci anche di raccogliere elementi e vedere che non siano pervenute altre dimissioni, domani mattina. Quindi, condividiamo la proposta che il Presidente della Giunta ha avanzato al Consiglio. Crediamo che anche le altre parti politiche debbano dichiarare, ugualmente in trenta secondi, se accolgono la proposta del Presidente della Giunta, che parrebbe essere risolutiva di questa questione.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi ha dichiarato, per la sua parte politica, di accogliere la proposta del Presidente della Giunta. Non mi pare che ci siano opposizioni. Il Presidente della Giunta ha proposto di riprendere adesso il dibattito sulla finanziaria e di procedere domani mattina alla surroga dei due dimissionari. Se siamo d'accordo andiamo avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Presidente, io non sono intervenuto perché non ho capito le dotte argomentazioni giuridiche, però voglio dire che noi abbiamo un ordine del giorno da rispettare e siamo nella sessione di bilancio.

Chi ha un po' di esperienza in quest'Aula sa che, nel corso della sessione di bilancio, se non c'è un'emergenza forte, quale quella che abbiamo vissuto nei giorni scorsi, si deve procedere, speditamente o meno speditamente, a seconda dei pareri dei nostri colleghi, alla discussione e all'approvazione della manovra finanziaria.

La richiesta di invertire l'ordine del giorno - perché si tratta di una vera e propria inversione dell'ordine del giorno - non ci trova concordi. Proseguiamo con la discussione della legge finanziaria, approviamola rapidamente, e poi il Consiglio adotterà tutti i necessari adempimenti e tutte le necessarie determinazioni per sanare questa situazione, fermo restando che anche nel merito io concordo con le opinioni che sono state espresse dalla Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, c'è una proposta del Presidente della Giunta sulla quale lei non concorda. Lei ritiene che dobbiamo andare avanti con la finanziaria.

USAI (A.N.). Io obbedisco a quello che decide la Giunta, ma dico però che secondo la mia opinione questo modo di comportarsi che non dovrebbe avere ingresso in quest'aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). La proposta del Presidente della Giunta, di procedere alla elezione domani mattina, senza modificare l'orario di discussione della finanziaria, mi sembra in sintonia con le considerazioni del collega Usai, perché non stiamo dicendo che occorre interrompere l'esame della finanziaria per procedere alla elezione, stiamo dicendo che domani, prima delle 10, si può procedere alla elezione dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST, per continuare, a partire dalle ore 10, come previsto, la discussione della finanziaria. Mi pare che questo rientri nella logica di normali rapporti tra le forze politiche che trovano un punto d'incontro. Aggiungo, a conferma di questa nostra disponibilità, che siccome diversi colleghi sono iscritti a parlare sull'articolo 3 e sugli emendamenti, potrebbero anche decidere di rinunciare. Potremmo cioè limitarci a due interventi, se si trovasse questo punto d'incontro.

Se però la risposta è quella del collega Usai, cioè che non se ne fa nulla, rimaniamo tutti iscritti a parlare e succederà quello che non volevamo che succedesse.

Valutate le posizioni.

PRESIDENTE. Se non ho capito male, l'onorevole Usai ha espresso la sua opinione, però ha detto "Obbedisco".

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, intervengo per esprimere la mia opinione favorevole alla proposta del Presidente della Giunta, ma vorrei capirla un po' meglio. Desidero sapere, perché sono un po' confuso, se domani mattina voteremo solo la sostituzione della persona che ha presentato le dimissioni nelle mani del Presidente dell'Assemblea. Voglio sapere questo. Quale elezione è iscritta all'ordine del giorno di domani mattina? Voglio capire che cosa faremo domani mattina prima delle 10, perché anche la maggioranza deve prepararsi a queste nomine. Mi pare logico. Noi non siamo preparati, dovete darci un po' di tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, faremo tutte e due le nomine, perché oggi ne abbiamo all'ordine del giorno soltanto una, ma domani mattina sarà all'ordine del giorno anche l'altra, quindi procederemo ad ambedue le elezioni suppletive dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST.

CONTU (C.C.D.). Quindi, Presidente, lei ha già posto all'ordine del giorno di domani mattina anche la seconda nomina. Non ero a conoscenza di questa decisione. Poiché la richiesta di dimissioni è pervenuta al Presidente della Giunta e non al Presidente dell'Assemblea, e siccome qui è stato anche chiesto al Presidente dell'Assemblea di poter verificare i dati del protocollo, volevo sapere se all'ordine del giorno c'è solo una sostituzione o due sostituzioni.

PRESIDENTE. Lei ha perso un passaggio.

CONTU (C.C.D.). Scusi Presidente, mi faccia finire. La mia domanda e' rilevante perché io voglio sapere se domani mattina devo votare un solo nome o due nomi, perché altrimenti viene leso il mio diritto di consigliere della maggioranza, perché la legge, così come tutela la minoranza tutela anche la maggioranza.

Ora, poiché i dimissionari sono stati designate dalla maggioranza, voglio sapere se domani mattina sarà la maggioranza ad esprimere i due nomi. Mi pare ovvio, se no il diritto della maggioranza va a farsi friggere, scusate l'espressione non parlamentare. Io chiedo di avere dei chiarimenti su questo aspetto, anche perché, se dobbiamo sostituire due persone, devo prepararmi a indicare due nomi.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cugini, le do la parola subito, la prego di aspettare un momento, perché ha chiesto la parola l'onorevole Balletto. Ma voglio prima precisare all'onorevole Contu, che, circa tre quarti d'ora fa, io ho annunciato all'Aula di avere ricevuto in quel momento le dimissioni. Pertanto le inserirò all'ordine del giorno di domani mattina. Domani quindi noi provvederemo alla surroga dei due componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST dimissionari.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Il Regolamento consiliare è uno strumento a garanzia dei diritti della opposizione, ma certamente non può, a mio modo di vedere, essere utilizzato per ledere i diritti della maggioranza.

Questa è la sessione dedicata all'esame della manovra finanziaria nel suo complesso, quindi della legge finanziaria, del bilancio annuale, del bilancio triennale, e dei disegni di legge collegati che completano, appunto, il quadro della manovra finanziaria.

Sono passati più di 15 giorni dall'inizio dell'esame della manovra finanziaria da parte di quest'Assemblea, e il termine regolamentare previsto, entro il quale il Consiglio avrebbe dovuto esaminare i documenti e procedere all'approvazione o al rigetto, a seconda dei consensi o dissensi che su questa manovra si registrano, è di 10 giorni.

Per questa ragione, Presidente, invito lei e i Presidenti di turno a far sì che questa disposizione del comma 7 dell'articolo 34 del nostro Regolamento, che recita testualmente: "Il Consiglio esamina i documenti di bilancio entro i successivi dieci giorni" sia rispettata. Mi rendo conto che per un motivo o per l'altro, valido o non valido, giustificato o meno, i termini sono abbondantemente trascorsi. L'argomento fondamentale all'esame del Consiglio oggi è proprio la manovra finanziaria, e ricordo a me stesso, ai colleghi della maggioranza ed ai colleghi dell'opposizione che, senza l'approvazione di questa legge, non ci può essere attività politica, non ci può essere attività amministrativa. Quindi, questo è un richiamo a me stesso per primo, e ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione perché prendiamo coscienza e portiamo a termine questo compito principale e fondamentale che prima di tutto è dovuto ai sardi che noi rappresentiamo. Rivolgo un richiamo e una preghiera alla Presidenza, perché tutti gli argomenti, che sono certamente importanti, ma non quanto la manovra finanziaria, vengano esaminati dal Consiglio nei giusti modi, nei tempi dovuti e con la dovuta attenzione, ma solo ed esclusivamente quando queste norme fondamentali per l'amministrazione della Regione siano state esitate da questo Consiglio. Quindi, per quanto mi riguarda io richiamerò, lei e i Presidenti di turno, affinché il comma 7 dell'articolo 34, sia rispettato come esigenza fondamentale e prioritaria, mettendo in secondo piano tutte le altre questioni che pure sono importanti, e delle quali non voglio disconoscere il rilievo e l'importanza, ma che certamente sono secondarie rispetto a quelle che riguardano la manovra finanziaria.

Io mi richiamo a lei, ai Presidenti di turno, alla responsabilità di tutti i colleghi. Per quanto mi riguarda sarò contrario a tutte le iniziative, che tendano per un motivo o per un altro a far ritardare l'approvazione, o meglio l'esame della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Naturalmente quell'articolo del Regolamento è una raccomandazione…

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, sono tutte raccomandazioni.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio non può esautorare l'Aula.. Bisogna che tutti siamo consapevoli che la manovra finanziaria va fatta nel più breve tempo possibile; i tempi sono saltati, e lei ha fatto bene a ricordarcelo, è molto opportuno che tutti lo ricordiamo ed andiamo avanti cercando di fare prima possibile.

Se siamo tutti d'accordo, riprendiamo ora la discussione della legge finanziaria. Ricordo che sono iscritti a parlare i consiglieri Cugini, Selis, Sanna Alberto, Pacifico, Marrocu, Sanna Salvatore, Sanna Emanuele, Falconi, Scano, Dettori Ivana, Pusceddu, Vassallo, Ortu.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, mi sembra di ricordare che esiste una norma del Regolamento che prevede che tutti i colleghi debbano iscriversi prima della fine del primo intervento. Stamattina prima della sospensione, le ha annunciato che gli iscritti, se non ricordo male, erano l'onorevole Cugini e l'onorevole Selis.

Io non ho nulla contro i colleghi che si sono iscritti, ci mancherebbe altro, però la richiamo ancora all'esigenza di far rispettare Regolamento , chiedendo che i colleghi si iscrivano entro il primo intervento, quando si inizia la discussione di un articolo e dei relativi emendamenti. Non è possibile che lei sospenda i lavori dicendo che ci sono due oratori, e adesso ci dica che ce ne sono dieci.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, però, non si metta anche lei a contestare.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Il Regolamento vale per tutti.

PRESIDENTE. Vale per tutti, onorevole Balletto, però le ricordo che la norma dell'iscrizione prima della fine del primo intervento riguarda la discussione generale, non la discussione dell'articolato. Pertanto, per ciò che riguarda l'articolato i consiglieri si iscrivono a parlare quando vogliono. Io non posso impedire né all'opposizione, né alla maggioranza, di discutere. Darò la parola a tutti quelli che si iscriveranno, abbia pazienza onorevole Balletto.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). In risposta all'intervento del collega Balletto e mantenendo fede alla dichiarazione che abbiamo fatto prima, voglio dire che i colleghi si sono iscritti a parlare quando il Presidente Floris non aveva assunto l'iniziativa riferita al consiglio di amministrazione dell'ARST.

In presenza di un'iniziativa che noi abbiamo considerato positiva, parte dei colleghi rinunciano a svolgere l'intervento sull'articolo 3 e sugli emendamenti, proprio per confermare la nostra disponibilità. Certo, se avessimo seguito l'invito del collega Balletto, non solo avremmo continuato ad intervenire, così come era previsto, ma ci saremmo iscritti di nuovo.

Io, brevemente, voglio dire al collega Contu, che noi domani mattina saremo in Aula per partecipare alla votazione sul consiglio di amministrazione dell'ARST, ma non voteremo, perché i consiglieri che si sono dimessi erano stati espressi dalla maggioranza ed è giusto che la maggioranza scelga le persone che dovranno sostituirli.

Noi saremo in Aula per garantire la presenza del numero legale, ma non interverremo nella votazione, anche a conferma della nostra disponibilità ad agevolare la mediazione che il Presidente Floris ha proposto alla nostra attenzione.

Sull'argomento all'ordine del giorno, cioè sulla finanziaria, perché noi interveniamo con puntualità in particolare per la parte riferita ai centri storici? Lo facciamo perché la legge era stata approvata all'unanimità dei presenti con 63 voti a favore. Questo lo dico per il Presidente Floris, per l'Assessore degli Enti Locali, e per l'Assessore Pittalis. La legge sui centri storici è stata approvata all'unanimità. Aggiungo che il progetto di legge era giacente in Commissione da diverso tempo e riproponeva il testo di un provvedimento presentato nella precedente legislatura. Era una legge attesa, voluta fortemente dalle associazioni delle piccole imprese, e voluta fortemente dagli amministratori dei nostri comuni.

Ed è vero che la legge è partita con un po' di ritardo, perché molti comuni, esclusi quelli che usufruivano di risorse messe a disposizione dal Governo perché città "regie", non avevano la possibilità di intervenire per il recupero dei centri storici. Noi abbiamo previsto una dotazione finanziaria molto limitata, perché ritenevamo allora che fosse comunque giusto approvare la legge, anche con una dotazione finanziaria limitata, per impegnare la Giunta e, visto il voto, anche il Consiglio, nell'ampliamento della provvista e per far sì che la legge, dopo il primo momento di avvio, potesse entrare a regime e potesse avere risorse sufficienti per far fronte alle domande. E` vero che inizialmente i comuni iscritti al repertorio dei centri storici non erano molti, quelli pronti ad utilizzare la legge erano pochi e il ritardo iniziale è stato di fatto voluto per fare in modo che i comuni si mettessero in regola con gli strumenti urbanistici per poter dare a tutti una risposta positiva. Successivamente, l'allora Assessore della programmazione Scano aveva messo a disposizione cinquanta miliardi per anno, per dieci anni, proprio per incrementare le risorse finanziarie disponibili per rispondere alle domande che venivano avanzante dai comuni. Personalmente ho partecipato a decine di Assemblee nei comuni della provincia di Sassari. Ho incontrato anche tecnici, ingegneri ed architetti, e abbiamo anche incontrato come forza politica associazioni imprenditoriali, in particolare dell'a.p.i. sarda, per discutere la legge e per diffonderne il testo, perché si tratta di un provvedimento realmente atteso. Non è atteso solo dai comuni, ma è atteso soprattutto dalle piccole e medie imprese, perché il recupero nei centri storici non è un'attività che può essere svolta dalle grandi imprese, è un'attività che viene svolta prevalentemente da imprese artigianali, siano esse imprese edili, meccaniche, elettriche, di falegnameria eccetera. Non applicare immediatamente questa legge, differirne nel tempo l'entrata in vigore è un errore che noi siamo in grado di correggere. Siamo in grado di correggerlo confermando per quest'anno finanziario lo stanziamento che era stato stabilito e per rispondere alle aspettative di cui parlavo prima. Allora che cosa bisogna fare? Io penso che i colleghi della Giunta e la maggioranza debbano fare un ulteriore approfondimento su questa materia, visto che il provvedimento era stato licenziato all'unanimità e che la volontà della maggioranza è comunque quella di intervenire sulla materia. Quello che noi chiediamo è che ci sia una risposta immediata alle domande presentate dai comuni, chiaramente quelli che sono pronti ad attuare questi interventi. Questo provvedimento infatti può apparire limitato ai centri storici, ma interviene complessivamente anche nella stesura dei piani regolatori. Recuperare i centri storici all'attività naturale vuol dire fare in modo che i piani regolatori, in particolare quelli delle città medio-grandi, tengano conto della riattivazione della funzione abitativa dei centri storici, e quindi nel prevedere l'incremento abitativo mettano in conto, così come dicono ormai tutti gli esperti nazionali ed internazionali sulle questioni urbanistiche, il recupero della parte storica delle città o della parte compatta delle città, perché non tutto è centro storico, perché nei nostri paesi più che di centro storico si deve parlare di centro vecchio. Nella predisposizione degli strumenti urbanistici, si deve perciò tenere conto del fatto che buona parte delle abitazioni dei centri storici può essere agevolmente recuperata. Mi soffermo su questo perché noi tutti, qua dentro, vista l'età, siamo figli dei centri storici dei nostri paesi, noi non siamo nati nei quartieri satelliti delle città medio-grandi della Sardegna, siamo prevalentemente figli del centro vecchio dei nostri paesi, della città compatta dei nostri paesi. Sappiamo come erano organizzati i nostri paesi e pensare alla ricostruzione nel tempo di quella realtà è un aspetto estremamente positivo per chiunque amministri quelle comunità, ma soprattutto per noi che siamo chiamati a mettere a disposizione le risorse necessarie all'attuazione di una legge voluta dal Consiglio regionale, voluta dagli amministratori locali, voluta dal sistema delle imprese, voluta in modo diffuso anche dai professionisti.

Stiamo parlando di cinquanta miliardi e non so se, secondo i dati definitivi, dovremo confermare l'importo complessivo, però, se rispondiamo positivamente ai comuni che sono in regola con l'iscrizione, se rispondiamo positivamente a quelli che hanno gli strumenti urbanistici pronti, penso che diamo una risposta che va nella linea dei nostri emendamenti e quindi se c'è la disponibilità a cercare un punto di incontro e a rispondere positivamente alle realtà mature, si può anche rivedere la quantità delle risorse. I miliardi disponibili possono anche non essere cinquanta, però penso che se noi entriamo in questa logica possiamo partecipare alla ricostruzione di una provvista confermando la bontà della legge e rimettendo in moto un meccanismo che anche voi avete previsto che possa essere messo in moto nei prossimi anni, ma anticipando la disponibilità finanziaria possiamo, assessore Pittalis, muoverci nella direzione che in tante occasioni abbiamo dichiarato di volere seguire. So che anche voi, allora opposizione, avete realizzato delle iniziative nelle diverse realtà comunali della Sardegna, ed anche voi avete potuto apprezzare le aspettative che ci sono su questa legge, quindi confermare l'impostazione della legge ed anche intervenire, se c'è da intervenire, sulla provvista finanziaria, credo che sia un impegno positivo che ci evita - come hanno detto altri colleghi - di commettere un errore. Ho voluto parlare solo su questo punto, anche se all'articolo 3 sono stati presentati diversi emendamenti che sono stati illustrati e trattati anche da altri colleghi, ma ho voluto richiamare solo questo punto perché mi sembra che siamo di fronte ad un errore che può essere evitato se valutiamo la nostra proposta con un po' più di attenzione. Dico questo anche per il Presidente della Commissione. Si può dire che questa è una legge effettivamente del Consiglio essendo stata votata all'unanimità e, come tale, deve essere valutata, anche negli emendamenti, dal Consiglio, per evitare tutti insieme di commettere un errore.

Si tratta, e chiudo, di costruire un ragionamento positivo sulla nostra indicazione, per andare incontro alle amministrazioni comunali che si sono dotate degli strumenti urbanistici necessari per spendere immediatamente queste risorse che sono comunque disponibili nelle casse della Regione sarda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA Alberto (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. L'onorevole Pacifico è assente. E' iscritto a parlare l'Onorevole Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F-D-). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Salvatore. Ne ha facoltà

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA Emanuele (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Mi hanno comunicato la loro rinuncia a parlare anche gli onorevoli Falconi, Scano Pier Sandro, Dettori Ivana, Pusceddu, Vassallo, Ortu.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi siamo stati di parola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Stiamo concludendo la discussione su questo articolo, che però non è un articolo qualunque, perché è un articolo con una cinquantina di emendamenti! Lo dico perché nella prossima riforma della legge di contabilità dovremmo inserire una norma che stabilisca che gli articoli siano monotematici, perché se no ogni articolo diventa una legge. Questa volta lo dico io, le altre volte l'hanno detto i colleghi che oggi sono alla maggioranza, credo che siamo tutti d'accordo, ci vuole una riflessione su come fare le leggi finanziarie in futuro e è necessaria probabilmente una norma che imponga a tutti noi di fare articoli monotematici. Non si può dire che abbiamo discusso di un articolo per mezza giornata, perché questo articolo era corredato da una cinquantina di emendamenti riguardanti argomenti estremamente importanti, che adesso brevemente richiamo e riepilogo. I colleghi che hanno rinunciato ad intervenire dimostrano la nostra volontà di non allungare il dibattito, ma una cosa è non allungare il dibattito, una cosa è rinunciare ad esprimere le proprie idee. Abbiamo sempre detto tutti che il dibattito sulla finanziaria è uno dei momenti fondamentali della vita politica della Regione.

Faccio appello alla pazienza di tutti i colleghi della maggioranza e dell'opposizione se, per questo, riepilogo le nostre posizioni utilizzando pochissimi minuti. Il tempo che abbiamo impiegato non è stato inutile, anche quello sul dibattito sugli enti. Io ho chiesto alla Presidenza del Consiglio di farsi carico di ribadire, anche con una nota, alla Presidenza della Giunta, la richiesta delle informazioni che sul problema, in serata, o domani mattina, è utile avere. Tornando al discorso sulla finanziaria, credo invece che anche noi andremo molto più spediti se qualche collega della maggioranza smettesse di fare ostruzionismo e di far perdere tempo con delle provocazioni. Probabilmente qualche collega si sente orfano del ruolo dell'opposizione e deve comunque creare qualche tensione. Io non raccolgo le provocazioni, per evitare di perdere tempo, ma faccio appello alla maggioranza perché eviti questo tipo di interventi.

I temi che sono connessi a questo articolo 3 sono diversi. Sui centri storici non mi soffermo, voglio solo fare un ultimo appello alla maggioranza perché valuti davvero l'esigenza, trovando la copertura finanziaria, di concentrare le risorse sui centri storici. C'è una stasi dell'industria edilizia, c'è una stasi del mercato edilizio e c'è la possibilità di riattivare il mercato immobiliare, e un'iniezione di risorse sul mercato immobiliare nei centri storici e sul sistema imprenditoriale avrebbe una funzione di volano e metterebbe in moto - come tutti sappiamo - un sistema di industrie collegate all' attività edilizia che hanno una capacità di reazione immediata. Quindi questo stanziamento si concretizzerebbe in un'immediata ripresa economica, con un aumento della produzione e con un aumento del gettito fiscale e, quindi, delle entrate. Ho detto e ribadiremo che è necessario che facciamo uno sforzo per trovare le risorse e organizziamo il programma, ma siccome questo è un intervento straordinario mi sembra davvero che vada sostenuto con tutte le forze.

Il secondo emendamento riguarda il piano del lavoro. Mi è sfuggito e chiedo scusa all'assessore, perché la Giunta chiede il ritiro degli emendamenti, il parere espresso su questo emendamento; vorrei capire qual è la posizione esatta della Giunta sull'emendamento numero 193.

Il terzo punto riguarda - vedete che sono temi diversi, uno è quello dei centri storici, l'altro è quello del piano del lavoro - un emendamento della Giunta,che integra lo stanziamento di diciotto miliardi a favore del Consiglio. Siccome non abbiamo ancora il bilancio del Consiglio regionale, credo che, pur essendo tutti quanti rappresentati in ufficio di Presidenza, sia utile averlo, per valutare questo emendamento. Io chiedo perciò alla Presidenza del Consiglio di poter acquisire sin d'ora il bilancio del Consiglio regionale e lo stato di attuazione dello scorso esercizio perché questo ci consentirebbe di valutare la congruità di questo emendamento, se no anche su questo noi dobbiamo fare un atto di fiducia, come ci viene richiesto ripetutamente, però il compito dell'opposizione non è fare atti di fiducia nei confronti della Giunta ma verificare gli atti in discussione. Non abbiamo motivo di dubitare della fondatezza della richiesta, anche perché partecipiamo con componenti della nostra parte politica all'ufficio di Presidenza, però credo che questo non ci esima dal dovere di essere consapevoli di quello che votiamo.

Il quarto e il quinto punto, ma su questi non mi soffermo, li cito solamente per sottolineare quanti sono gli argomenti connessi a questo articolo, riguardano l'edilizia agevolata, l'ERSU, la sicurezza sociale; invece spendo una parola per quanto attiene i contributi alle associazioni degli enti locali. Francamente sono rimasto stupito che la Giunta non abbia accolto questo emendamento per la modica cifra di trecento milioni, anche se abbiamo indicato anche la copertura, proponendo l'utilizzo di risorse destinate ai CO.CI.CO. che tutti dicono di voler abrogare. La Giunta non dà parere favorevole sulla destinazione di trecento milioni per le associazioni degli enti locali, e dà parere favorevole, ed io sono d'accordo, ma avrei preferito un uguale atteggiamento ed attenzione per gli enti locali, sull'emendamento relativo al finanziamento per le scuole di musica.

Ripeto, sono d'accordo su questo emendamento ma non vedo perché uguale attenzione non venga rivolta alle associazioni degli enti locali, visto che trecento milioni non rappresentano una cifra straordinaria, ma possono essere un sostegno importante per queste associazioni che svolgono una preziosa azione di assistenza agli enti locali.

L'altro punto sul quale mi soffermo brevemente riguarda le opere pubbliche e, in particolare, la legge numero 45. I colleghi che erano in questo Consiglio quando fu approvata, (mi riferisco soprattutto al collega Floris che era in Consiglio regionale già allora), sanno che questa norma del 1978, è una norma che è stata graditissima agli enti locali ed ha rappresentato un'inversione di tendenza nella gestione del programma di opere pubbliche, trasferendo fondi sotto forma di aperture di credito agli enti locali, per il sostegno dei loro investimenti.

L'onorevole Silvestro Ladu ci ha ricordato questa mattina che lui sarebbe forse anche d'accordo su una norma di questo genere, a patto che - se ho capito bene - non si togliessero i fondi dai capitoli dell'assessorato perché abbiamo impegni con i comuni.

Voglio dire che noi non possiamo esprimere un'opinione su questa osservazione del collega Ladu, perché da tempo abbiamo chiesto alla Giunta di avere gli stati di attuazione della spesa degli assessorati che, normalmente, dovrebbero essere allegati al bilancio, invece quest'anno l'allegato al bilancio parla delle contabilità speciali ma non parla dello stato di attuazione dei singoli assessorati. Quindi, voi non potete chiederci di essere sensibili all'esigenza che l'assessore Ladu sostiene, di prorogare i programmi, perché non abbiamo consapevolezza di questa esigenza, non essendo in possesso dei dati relativi a questa questione.

Ecco perché abbiamo chiesto di poter esaminare gli stati di attuazione Se avessimo, come gli altri anni, gli stati di attuazione degli assessorati, potremmo apprezzare anche affermazioni dell'onorevole Ladu.

In assenza di questi dati, credo che dobbiamo pronunciarci sulla scelta di una gestione delle opere pubbliche centralizzata o decentrata, perché di questo si tratta, dobbiamo cioè dire se vogliamo che l'assessorato sia un organismo di gestione e non di programmazione e controllo, se vogliamo accentrare o decentrare.

Non mi soffermo sul fatto che la Giunta ha respinto l'emendamento a favore dell'università. Con questo ho concluso.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, voglio solo dirle che il documento contabile del Consiglio è pronto, pertanto il bilancio verrà distribuito adesso, così tutti i consiglieri potranno valutarlo.

Dobbiamo mettere in votazione l'emendamento numero 71, a firma Selis, Scano e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Con il consenso del presidente del Gruppo Giagu, chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 71.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prego l'onorevole Selis di specificare su quale voce della tabella B gravi la copertura in diminuzione. Voglio anche ricordare che questo non faceva parte degli accordi. Siccome abbiamo siglato un'intesa, abbiamo rimandato alla norma programmatica alcuni interventi in favore degli enti locali. La Giunta regionale prende atto di questo, onorevole Selis, e io la invito a riflettere su questo aspetto che fa saltare tutto il meccanismo dell'accordo, perché incide sulla tabella B, capitolo 03017, cioè su tutta una serie d'interventi che sono stati invece concordati, facendo saltare l'accordo su tutta una serie di altri emendamenti. Lo dico per dovere di correttezza. E' un problema che sottopongo all'attenzione dei proponenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). In sede di coordinamento, la copertura si può trovare, ma se è necessario possiamo indicare la voce 6 della tabella B, del capitolo 03017. Questo è un aspetto marginale, direi, dell'intervento dell'assessore Pittalis, invece, le cose su cui abbiamo concordato sono argomenti sui quali vi è una comune convergenza. Abbiamo concordato su alcuni interventi non perché sia l'opposizione ad avervi interesse, ma perché li riteniamo importanti, se la Giunta non li ritiene importanti ce lo dica.

Noi stiamo facendo una battaglia per trovare, d'intesa con la Giunta, le risorse necessarie, anche facendo dei sacrifici, se questo è necessario, per enfatizzare alcuni investimenti. L'assessore Pittalis sa perfettamente che ci sono alcuni punti su cui abbiamo discusso a lungo, e uno di questi è la legge sui centri storici, altrimenti non avremmo discusso così tanto anche oggi.

Noi abbiamo anche detto che l'accordo che abbiamo fatto è un accordo sull'impalcatura che è importante, però la manovra rimane vostra e ve la votate. Noi votiamo gli emendamenti che abbiamo concordato; sulle cose che non abbiamo concordato ci riserviamo libertà di condotta. Ribadisco la richiesta di voto segreto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, siete consapevoli che si mette a rischio la quota per la compartecipazione regionale agli interventi del Quadro comunitario di sostegno 2000-2006? Lo dico perché sento il dovere di informare l'Aula.

Votazione a scrutinio segreto

Presidente. Indico la votazione segreta col sistema elettronico dell'emendamento numero 71 all'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 67

Votanti 66

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 27

Contrari 39

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alle votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' ­- ORTU - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo adesso agli emendamenti numero 166, 165 e 35. Voglio ricordare che, sulla base di quanto è stato detto dall'onorevole Cogodi, se gli emendamenti sono simili votiamo l'emendamento che in ordine cronologico è stato presentato per primo, e poi si farà il coordinamento.

Votiamo ora l'emendamento numero 35.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Non è così, non possiamo votare solo il numero 35, perché non assorbe gli altri due emendamenti, perché nel "35" lo stanziamento è limitato all'anno 2000.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi dica qual è l'emendamento che devo mettere in votazione.

ORTU (R.C.). L'emendamento numero 166 assorbe gli altri due.

PRESIDENTE. Benissimo, allora mettiamo in votazione il numero 166.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ha accolto positivamente gli emendamenti numero 165, 166 e 35, però limitando la copertura al 2000, ed indicando il capitolo 36103, entrate, in luogo di quello indicato negli altri emendamenti. Quindi, mi pareva che con questo spirito stamattina, nel corso del dibattito, anche da parte dei presentatori Fois, Capelli e Biggio, per quanto riguarda l'emendamento "35" e Selis e più, e Vassallo e più per quanto riguarda gli altri emendamenti, si fosse convenuto su quanto già espresso in sede di dibattito con le precisazioni testé nuovamente chiarite in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La Giunta, così come tutti, può sempre cambiare opinione, o anche modificare parzialmente, o ritenere, esplicitandolo, di restringere il campo delle dichiarazioni che ha già reso al Consiglio, però è nei verbali dei lavori dell'Aula che la Giunta stamattina ha espresso parere positivo su una serie di emendamenti, ivi compreso il "166" indicando una diversa fonte a cui attingere le risorse.

Abbiamo detto fin da stamattina che l'emendamento numero 35 non è interamente comprensivo degli altri, per cui questi non devono automaticamente decadere, perché il numero "35" è l'emendamento più restrittivo, perché riduce l'intervento a favore degli enti locali per le agevolazioni per la contrazione di mutui alla sola annualità, mentre il "166" ed anche altri emendamenti di questa serie, prevedono la proiezione triennale.

Ora, sappiamo che la proiezione triennale può essere sempre rimodulata, assestata con i bilanci annuali, però è chiaro che se si deve votare un emendamento che assorba gli altri, si va a prendere in considerazione quello che è più rappresentativo.

Questo è accaduto stamattina; la Giunta può anche modificare la sua opinione, re melius perpensa, dal suo punto di vista può restringere l'ambito dell'accoglimento, se lo ritiene necessario, però trattandosi di due miliardi in favore degli enti locali in materia non solo delicata, ma importante per gli enti locali, ci parrebbe che mantenere la proiezione triennale sia una cosa che può essere compatibile con l'insieme della manovra finanziaria, ragione per la quale noi rivolgiamo ancora un invito alla Giunta perché mantenga la posizione che ha espresso stamane, o si rimetta all'Aula, e si trovi il modo, perché certamente non sarà questa proiezione triennale di due miliardi a sconvolgere il bilancio della Regione, di accogliere comunque l'emendamento che è comprensivo degli altri, anche di quelli presentati dalla maggioranza e che però è anche più rispondente a quel bisogno che gli enti locali hanno rappresentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, io sono molto paziente, ma comincio ad avvertire un po' di stanchezza per questo lavorio, questo scervellarsi a seguire gli interessantissimi ragionamenti dei nostri colleghi nell'esposizione delle loro istanze, nella loro puntualità nel cogliere tutti gli "atti di arroganza" come sono stati definiti ed ancora di più - gli aggettivi non si risparmiamo - di questa Giunta. Però riesco a mantenere il controllo e a verificare, a prendere appunti, cerco di essere attento e di seguire le cose.

Stamattina si è detto, a proposito degli emendamenti numero 35, 165 e 166, che si sarebbero accolti gli emendamenti numero 165 e 166, e la Giunta li avrebbe poi unificati col "35", recependoli nell'ambito di quanto recitava il "35" con la modifica relativa all'indicazione del capitolo. L'onorevole Cogodi, ha insistito, naturalmente poi con tutto il corollario di commento, quasi che solo lui e alcune parte politiche abbiano a cuore il rifacimento dei nostri centri storici. Devo ricordarvi, cari colleghi, che se voi avete voluto la legge sui centri storici, anche noi l'abbiamo voluta fortemente e ci siamo impegnati in Commissione.

CUGINI (D.S.-F.D.). L'avete votata.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, le voglio ricordare che la discussione su questo argomento è finita.

BIGGIO (A.N.). Io chiedo di parlare, ho sempre ascoltato.

L'abbiamo voluta fortemente e non credo che questo Governo priverà la Sardegna, i comuni, gli enti locali, delle risorse di cui necessitano. Caro Cogodi, conosciamo bene le esigenze degli enti locali che sono bisognosi di tutto, non c'è bisogno che ogni sera ce lo ricordi. Le conosciamo bene, si può andare anche per sintesi, anche per rispettare i tempi fissati dal Regolamento.

Ed allora torniamo agli emendamenti. Si era rimasti d'accordo, anche dopo le vostre insistenze, sul fatto che si sarebbe limitato l'intervento al 2000 e si sarebbe raccordato in sede di coordinamento col "35". Se non c'è più questo accordo, io chiedo che si voti ogni emendamento e poi il Consiglio deciderà.

Grazie Presidente e grazie cari colleghi.

PRESIDENTE. Grazie a lei. In mancanza di un accordo io devo mettere in votazione l'emendamento più ampio, cioè il "166" che prevede tre annualità. E` chiaro che se passasse questo, gli altri due sarebbero da considerare bocciati, se non fosse approvato procederemmo alla votazione del numero 165 e poi del "35".

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi, io per amore della verità, collega Biggio, ho preso gli appunti e l'assessore Pittalis ha detto che il "166"…..

(Interruzioni)

Prendiamoli tutti, per carità di Dio, anch'io ho preso gli appunti e i miei dicono una cosa diversa rispetto a quello che ha detto il collega Biggio. L'assessore Pittalis ha dichiarato di accogliere l'emendamento numero 166 aggiungendo che (mi faccia completare Assessore) era necessario che fosse coordinato con il "165" e con il "35". Questo è diverso da ciò che diceva poc'anzi il collega Biggio. Anche se possiamo essere d'accordo, più o meno, sulla sostanza, mi pare che da quanto ha detto l'Assessore stamattina, fosse chiaro che egli riteneva che l'emendamento numero 166 ricomprendesse anche gli altri due. Credo che questa fosse la posizione dell'Assessore e che quindi gli emendamenti numero 165 e 35, che trattavano la stessa questione, dovessero essere ricompresi nell'emendamento numero 166. Dico questo non per polemica, ma per amore della mia verità parziale, perché chiaramente non voglio avere la pretesa di interpretare le cose in maniera autentica, però io ho preso nota in maniera precisa di quanto ha detto stamattina l'Assessore Pittalis.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, pongo in votazione l'emendamento numero 166. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165.

FADDA (Popolari-P.S.). Questo era stato accolto.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, qual è il problema. Siamo in fase di votazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora posso fare una dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Sì, può farla. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto.

Cugini (D.S.-F.D.). Intervengo per dichiarare che voto a favore, ma anche per dire che l'emendamento numero 165 è un po' la mediazione tra quello che è stato respinto prima e l'emendamento del collega Biggio Se troviamo un punto d'incontro, votiamo tutti a favore dell'emendamento numero 165, e rispondiamo così positivamente alla richiesta dei presentatori dei tre emendamenti. C'è una differenza di due miliardi, Pietro!

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non riesco a comprendere. L'emendamento numero 165 è stato accolto dalla Giunta regionale, quindi desidero capire selo accoglie ancora oppure no. Questa è una mediazione, noi stiamo permettendo agli enti locali di poter contrarre dei mutui per opere pubbliche, che significa intervenire in termini anche occupativi e in termini di sviluppo. Si tratta di due miliardi per i quali la Giunta regionale ha già espresso parere favorevole, mi auguro che non si smentisca soltanto perché un collega ha sollevato un problema dicendo che è meglio prevedere l'intervento per una annualità anziché per due.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io mi riporto integralmente all'intervento puntualissimo del collega onorevole Luigi Biggio, che ha riassunto la posizione della Giunta e le dichiarazioni che l'Assessore del bilancio ha reso nel corso della discussione degli emendamenti ora all'esame.

Debbo precisare che, pur manifestando una volontà positiva nel senso già anche ora ricordato dai banchi dell'opposizione, la Giunta non può accogliere questo emendamento perché ha già indicato un diverso capitolo che è relativo al recupero di fondi di rotazione, che, quindi, non può che essere imputato all'annualità 2000, e per quel che riguarda la voce 7 del capitolo 03017, ricordo che a tale voce sono evidenziati importi per 80 milioni, e quindi l'emendamento non troverebbe neppure copertura. Sono queste ragioni di carattere anche tecnico e le risorse disponibili che non consentono l'accoglimento, così come formulato, dell'emendamento numero 165.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 270 . Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). A nome del Gruppo dei Democratici, chiedo, signor Presidente, la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo solo per chiedere se non sia il caso, visto che il Presidente del Consiglio ha accolto la nostra richiesta di metterci a disposizione il bilancio del Consiglio e lo stato di attuazione del bilancio 1999, di sospendere la votazione di questo emendamento, perché, alla luce anche di una analisi rapidissima del bilancio, potremmo anche decidere di votarlo. Non è una questione molto importante, ma si tratta di un problema di coerenza. Chiedo quindi la sospensione della votazione dell'emendamento numero 270. Appena avremo il bilancio lo voteremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), questore del Consiglio. Presidente e colleghi, voglio rassicurare l'onorevole Selis che questa somma è lo stretto necessario per poter garantire il funzionamento del Consiglio. Quindi non vedo perché debba essere rinviata la votazione. Il bilancio del Consiglio dell'anno scorso era di centoquindici miliardi, quest'anno è di centodiciotto, l'aumento è dovuto esclusivamente all'aumento dell'ICIAP, quindi non ci sono state variazioni notevoli, per cui credo che non ci siano grossi problemi che impediscano di votare questo emendamento. Se poi si vuole fare altro, siamo disponibili, ma non credo che sia il caso di rinviare la votazione di un emendamento del genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). Io ritengo che non vi sia nessuno, nel Consiglio regionale, che non abbia a cuore la migliore funzionalità del Consiglio, del Consiglio come istituzione, del Consiglio come uffici, del Consiglio come logistica, di tutto il sistema che regge questo edificio nuovo solo nell'apparenza ma vecchio nella funzionalità, sotto tutti i profili. Far funzionare meglio le cose richiede sicuramente capacità, ma anche risorse, però si era detto, anche da parte della Giunta regionale, che un incremento, con un emendamento, d'un colpo ed ora, di diciotto miliardi poteva essere un po' eccessivo, nel senso che è chiaro che le risorse necessarie e indispensabili per il funzionamento del Consiglio dovranno essere reperite, tenendo conto di molte esigenze che sono più pressanti e più attuali. La stessa Giunta - per Giunta qui intendo proprio il Presidente della Giunta - aveva ipotizzato che questa cifra - che è un preventivo - poteva essere anche meglio distribuita nell'arco dell'anno, cioè una parte, anche la metà in ipotesi, inserita nel bilancio ora, una parte nell'assestamento. Può infatti verificarsi che, nel corso dell'esame del bilancio, emerga la necessità di disporre di ulteriori risorse finanziarie, per qualche cosa davvero importante.

L'onorevole Biancareddu è un questore molto puntuale. Io in sei mesi non sono riuscito a farmi mettere in funzione un telefono, però il questore Biancareddu garantisce e assicura, insomma, dalla categoria dei mediatori adesso siamo passati alla categoria degli assicuratori. Per favore, qui nessuno può dire: "Io assicuro", qui non c'è da assicurare nessuno, e nessuno ha la dote per assicurare niente. Qui c'è solo da fare una considerazione: visto che la Giunta in partenza ha previsto la dotazione per le spese del Consiglio, aumentare, con un emendamento di diciotto miliardi, d'un colpo, oggi questa dotazione potrebbe anche essere indispensabile, ma potrebbe anche non esserlo. Noi non abbiamo ancora il bilancio del Consiglio. Biancareddu e gli altri questori dovevano consegnare il bilancio preventivo del Consiglio, perché noi lo conoscessimo, contestualmente all'ingresso in Aula del bilancio della Regione, per cui qui non stiamo andando ad assicurare, qui stiamo andando a credere sulla parola, quindi ha ragione il collega Selis quando dice: "Non respingiamo nulla. Soprassediamo su questo emendamento, tanto questo è un emendamento che si può benissimo riferire a qualsiasi articolo della finanziaria. Come altre volte è accaduto si soprassiede e si valuta meglio. Può anche essere che questi miliardi servano, però lo dobbiamo capire noi, non ce lo deve assicurare Biancareddu, perché, se Biancareddu fa l'assicuratore, assicura i propri clienti, non può assicurare il Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Trattandosi del bilancio del Consiglio, ed avendo alcuni colleghi chiesto copia del bilancio, che effettivamente non hanno potuto vedere, sono d'accordo anch'io, e chiedo anche agli altri colleghi, che questo emendamento venga valutato in seguito. Andiamo avanti, valuteremo questo emendamento, dopo che i colleghi avranno visto il bilancio del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, intanto io vorrei sapere, essendo in fase di votazione, se è stata riaperta la discussione generale, perché mi sembra che stiamo rientrando nel merito degli emendamenti. In secondo luogo, Presidente, questo non è un emendamento aggiuntivo che può essere votato a parte. Sospendere la votazione di questo emendamento adesso significa sospendere la votazione dell'articolo 3, e non credo che questo sia corretto.

PRESIDENTE. Io intendevo porlo in votazione alla fine, non sospendere.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Voglio fare una dichiarazione di voto. E` possibile?

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto, quindi non è possibile.

FADDA (Popolari-P.S.). Io voglio esprimere il mio voto palese.

PRESIDENTE. Il voto segreto e` stato chiesto dall'opposizione.

FADDA (Popolari-P.S.). Mi astengo. Posso astenermi?

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei, può dichiarare l'astensione. Quindi se lei si astiene, faccia la sua dichiarazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Chi ha chiesto il voto segreto?

PRESIDENTE. L'ha chiesto il Gruppo dei Democratici.

FADDA (Popolari-P.S.). La proposta che noi abbiamo fatto era di soprassedere in questo momento alla votazione dell'emendamento numero 270, anche per tutta una serie di considerazioni fatte negli incontri che si sono avuti in commissione…

(Interruzioni)

Dicevo che abbiamo chiesto di sospendere e di verificare se la somma di 18 miliardi fosse indispensabile in questa fase del bilancio, perché molto probabilmente 18 miliardi sono davvero utili, però c'era l'impegno della Giunta regionale, visto e considerato che non si voleva comunque...

(Interruzioni)

Però sto parlando alla Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, l'onorevole Fadda si lamenta perché sta parlando e vuole essere sentito dal Presidente della Giunta.

FADDA (Popolari-P.S.). No, dall'Assessore. Si era raggiunto un accordo, Assessore, perché in questa fase venisse inserita nella finanziaria soltanto una parte del finanziamento per poi, nell'assestamento, inserire semmai gli altri 8 miliardi, perché durante la fase di discussione del bilancio e della finanziaria, molto probabilmente, sarebbero servite delle somme per dare delle risposte a problemi più urgenti. Sono stati messi in coda altri problemi, non riusciamo a comprendere che cosa significhi questo accanirsi perché la maggioranza alla fine abbia a disposizione, in questa fase, altri 8 miliardi o altri 10 miliardi. Valutiamo qual è lo stanziamento realmente necessario.

Abbiamo chiesto il bilancio del Consiglio, proprio per valutare questo in termini costruttivi; nessuno vuole tagliare le somme che sono destinate al Consiglio regionale, vogliamo fare una semplice valutazione. Vogliamo cioè valutare se sia opportuno inserire questa cifra in questo momento all'interno della finanziaria, o se sarebbe più opportuno invece inserirne solo una parte e rinviare l'inserimento della parte restante all'assestamento. Però sembra che tutte le osservazioni che noi facciamo non siano accolte da parte dell'opposizione, e quindi, vi vuole votare questo emendamento ma io credo che la maggioranza stessa potrebbe avere la necessità, nel corso della discussione del bilancio, di avere a disposizione qualche miliardo, per dare risposte concrete a problemi urgenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cogodi, per dichiarazione di voto. Le ricordo che può parlare, solo se intende astenersi dal voto.

COGODI (R.C.). Io la ringrazio perché lei è così puntuale che ricorda il Regolamento a chi lo conosce; lo ricordi a chi non lo conosce, qualche volta anche a se stesso.

Essendo stata chiesta una votazione a scrutinio segreto, se chiedo la parola per dichiarazione di voto, è chiaro che io mi asterrò dalla votazione per due ragioni: una ragione è che, soprattutto per quanto attiene il bilancio del Consiglio regionale, sia ora, nella decisione sulla copertura globale, sia successivamente, quando si entrerà nel merito, io ritengo che gli atti debbano essere trasparenti, leggibili, e che ognuno di noi debba assumere intera, piena, integrale responsabilità.Il voto segreto è stato richiesto dal collega Dore, ma io non condivido il fatto che si votino a scrutinio segreto né la copertura complessiva del bilancio interno del consiglio né soprattutto i contenuti del bilancio, perché esso riguarda massimamente la vita interna del Consiglio.

In questa Regione tutto deve essere trasparente, ma che cosa deve essere più trasparente della spesa per la funzionalità della prima istituzione dell'autonomia?Per questa ragione sono contrario al voto segreto, perciò mi astengo. Dovevo dirlo, non avevo altro modo di poterlo dire, se non con una dichiarazione di voto che comporta l'astensione.

Inoltre ritengo l'emendamento inammissibile nell'attuale fase. Chiedo al Presidente del Consiglio di valutare meglio questo aspetto, perché in un momento in cui il Consiglio regionale non ha ancora ricevuto la proposta di bilancio interno, e quindi non ne conosciamo ancora i contenuti, il Consiglio non può votare una copertura globale, cioè immobilizzare risorse in funzione di esigenze che ancora non sono state neppure rappresentate. Io mi chiedo perché non si ascoltino mai le proposte che vengono fatte. L'onorevole Balletto, che diventa sempre più falchetto in questa fase, ha deciso che deve fare ostruzione immediata, non ascolta. Ma non serve non ascoltare, conviene ascoltare.

Il collega Selis, all'inizio, ha detto una cosa saggia: "Soprassediamo". Che cosa succede se si sospende la votazione di questo emendamento? Nulla. Si dice: "Ma allora si soprassiede anche sull'articolo?" E allora? La discussione è finita, le dichiarazioni sono fatte, anziché alzare la mano adesso si alza alla fine della seduta, che cosa succede? Quando c'è una cosa che deve essere raccordata con cose successive, anche se la discussione è fatta, le dichiarazioni sono fatte, si rimanda la votazione a un momento successivo. Non succederebbe nulla. In ogni caso, io dichiaro, perché rimanga almeno agli atti: primo, che reputo non corretto il voto segreto sul bilancio interno del Consiglio; secondo, che reputo inammissibile, allo stato, la proposta di una copertura in aumento rispetto alla spesa storica del Consiglio, prima di avere ricevuto gli atti da cui si desuma che questo è quanto serve, se serve davvero, ai fini dall'aumento della funzionalità interna del Consiglio.

PRESIDENTE. Voglio fare una brevissima considerazione. In effetti, non si capisce davvero perché occorrano tanti soldi, visto che c'è un referendum sulla proposta di dimezzare i compensi ai consiglieri regionali e quindi, probabilmente, non sarà necessario aumentare di tanto il bilancio.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Se la Giunta ritiene di soprassedere, io sono disposto a ritirare la richiesta di voto segreto, ammesso che la cosa sia possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. (prendendo la parola dai banchi dei Consiglieri)Intervengo per cercare di capire, come ha detto poc'anzi il collega Biggio. Qualcuno ha detto stasera che giochiamo con 40 carte: evidentemente non è bravo a giocare a carte, ci sono dei giochi in cui le carte sono 78, per esempio il gioco dei tarocchi.

Ma è tutto un gioco di carte per cercare di allungare i tempi, quando serve e quando non serve, e distorcere la verità. Io non ho capito qual è, in questo momento, il motivo per il quale si è assunto questo atteggiamento. E' una dichiarazione di sfiducia nei confronti dei vostri amici dell'Ufficio di Presidenza? Ne prendiamo atto.

Io ho fatto il Questore e so che l'Ufficio di Presidenza e prima ancora l'Ufficio dei Questori hanno la responsabilità di esaminare gli atti, c'è uno che firma, uno che si interessa del personale e, se volete, troverò occasioni in altra sede per spiegare forse anche a qualche altro consigliere i compiti del Questore.

Detto questo, questo provvedimento è stato approvato all'unanimità dai Questori e poi dall'Ufficio di Presidenza. Appena rientrato in questo Consiglio regionale ho trovato una marea di viandanti e mi sono meravigliato perché nei cinque anni precedenti c'è stato molto sperpero di denaro pubblico, basta guardare gli atti. Per esempio, sono aumentate le spese telefoniche! Non si negava a nessuno la possibilità di accesso a questi uffici per telefonare, non certamente per esigenze di istituto.

Ho visto raddoppiare la spesa per gli addetti alla guardiania, la cui cifra globale è certamente superiore ai 3 miliardi che sono la variazione tra l'anno precedente e quest'anno. Siccome devo ritenere che chi ha gestito il bilancio nell'anno precedente lo abbia fatto con senso di responsabilità, questa differenza non esiste, perché l'incremento di 2 miliardi e mezzo è dovuto all'aumento dell'ICIAP.

I vostri amici di partito hanno tutti quanti la documentazione necessaria per poter verificare, salvo che siano dei folli, che questo incremento era necessario ed era necessaria una somma di 3 miliardi. Quindi, se si vogliono trovare scuse ed attenuanti per arrivare ad approvare l'articolo 3 non nel 2000, ma nel 2001, lo possiamo fare. Però poiché credo che il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza abbiano esitato questo provvedimento con senso di responsabilità, non ci sono giustificazioni. Per questa ragione, Presidente, io mi astengo, ma chiedo che si voti e si lavori in modo serio e senza mistificazioni di ogni sorta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente e colleghi, io non credo che su una cosa così semplice occorra accalorarsi. Questo è un incremento rilevante, mi sembra che sia utile a tutti i colleghi esaminare il bilancio del Consiglio. Se nella scorsa legislatura ci sono state scorrettezze vengano messe in evidenza e vengano chiamati a risponderne i responsabili.

OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non l'ho detto.

SELIS (Popolari-P.S.). No, lo sto dicendo io! Se ci sono stati errori, come ce ne possono essere stati…..

(Interruzioni)

Non l'ha detto l'onorevole Oppi, anzi lui è sempre molto rispettoso nei confronti dell'Ufficio di Presidenza a cui istituzionalmente ha dato sempre grandi contributi. Non è questo, se ci sono stati errori si correggano. Credo che ci sia l'esigenza di vedere il bilancio, di dargli uno sguardo. Io,, prima di chiedere questo, avevo parlato anche con i colleghi che sono nell'Ufficio di Presidenza, non mi sembra una richiesta strana.

L'altra considerazione che mi sembra più pregnante, al di là dell'esigenza di esaminare il bilancio e di sospendere o meno la votazione di questo emendamento, è che, quando la Giunta ha manifestato l'esigenza di trovare dei fondi, rinviando alcuni stanziamenti all'assestamento di giugno, perché ci sono problemi di copertura in questa fase noi abbiamo suggerito di spostare le risorse destinate alle spese correnti che comunque sono obbligatorie. Questo è un caso tipico, il bilancio del Consiglio oggi è di 100 miliardi, con questi 18 miliardi arriviamo a centodiciotto, ma non succede nulla se questi 18 miliardi o 10 - decida la Giunta, a noi non importa - sono finanziati con l'assestamento del bilancio. Intanto i 100 miliardi sono comunque sufficienti per la copertura della spesa fino a novembre; e a giugno si farà l'assestamento di bilancio. L'altro giorno, negli incontri informali, quando io sostenevo l'esigenza di trovare la copertura di 20 miliardi per finanziare le spese correnti per gli enti locali ai sensi della legge numero 25, il collega Pittalis mi diceva "troviamo una copertura". Una copertura potrebbe essere questa, e si tratta di finanziamenti della cui necessità siamo tutti convinti, ma sappiamo anche che, se a maggio o a giugno si approverà l'assestamento, come ci siamo impegnati a fare, si ripristinerà la somma di 18 miliardi e intanto il bilancio del Consiglio va tranquillamente liscio, perché nessuno di noi si oppone. Le spese previste nel bilancio del Consiglio sono spese obbligatorie; non c'è un dibattito sulla facoltà o non facoltà. Sono spese obbligatorie per stipendi, luce, emolumenti. L'unica cosa che stiamo dicendo è che, se la Giunta ritiene di dover trovare una maggior provvista di fondi in questa fase, una posta - non solo questa, noi faremo anche qualche altro esempio - potrebbe essere spostata a giugno. Non succede nulla, il Consiglio va avanti tranquillamente, a giugno integriamo la somma e questi 18 miliardi potrebbero essere destinati ora alla copertura per il fondo per le spese correnti degli enti locali. Questa è la nostra proposta e per questo motivo, se questo emendamento viene mantenuto mi asterrò, se invece questo finanziamento dovesse essere spostato a giugno credo che sarebbe una cosa utile, in coerenza con le affermazioni della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo perché seguo attentamente tutti i dibattiti. Ancora non sono intervenuto, però a questo punto…

(Interruzione)

Sì, era ora, hai ragione. Io sono abituato a dare giudizi, voti e a prendere decisioni quando ho capito di che cosa si parla. La necessità di dare un voto su questo emendamento mi porta ad astenermi, in quanto non ho capito ancora perché io debba dare un voto su un qualcosa che va a modificare un bilancio che io non conosco. Io faccio atto di fiducia nei rappresentanti nostri e nei questori, anche se avrei qualche piccolo rimprovero da fare. Faccio solo l'esempio della situazione logistica, delle stanze nelle quali si dovrebbe lavorare con tranquillità e delle tante promesse fatte da settembre.E oggi ancora la situazione non è definita e definitiva. Questo è un piccolo appunto alla richiesta di fiducia nei confronti dei questori.

La fiducia, che comunque confermo, è stata inoltre in qualche maniera insultata, ed uso questo termine perché non ne trovo ora uno migliore. L'onorevole Biancareddu chiede questo atto di fiducia da parte nostra nei confronti di ciò che lui dichiara, e io non ho motivo di dubitare che i diciotto miliardi sicuramente servano. Però io condivido tante considerazioni che sono state fatte e penso che questa cifra potrebbe anche essere suddivisa in più tranche, stanziandone una parte adesso e l'altra nell'assestamento di bilancio, tenendo conto anche di quello che il Presidente del Consiglio ha detto testé facendo la considerazione sui referendum. Però, a giustificaazione di questa richiesta di fiducia e dei diciotto miliardi, l'onorevole Biancareddu ha citato l'ICIAP. Io non sono un esperto fiscalista, però mi è venuto un dubbio, non so se il Consiglio regionale abbia ...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e a ssetto del territorio. L'IRAP non l'ICIAP.

DEMURU (D.S.-F.D.). C'è una correzione, è strano che l'errore sia stato fatto due volte, perché anche l'assessore Oppi ha parlato di ICIAP. È sicuramente un errore, ma si sta creando confusione anche sulle tasse da pagare e voi ci chiedete di esprimere un voto in questa confusione. Ecco perché io mi astengo.

Penso sia stato un errore da parte dell'onorevole Dore aver chiesto il voto segreto e sono totalmente d'accordo con quello che diceva Cogodi prima, che sul bilancio del Consiglio non ci dovrebbero essere voti segreti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Masia. Le ricordo che, poiché è stato richiesto il voto segreto, lei può intervenire solo per dichiarare l'astensione.

MASIA (F.S.D.). Allora rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Se l'onorevole Dore non ritira la sua richiesta di voto segreto, indico la votazione a scrutinio segreto.TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Se l'onorevole Dore ritira la sua richiesta, lo richiedo io a nome del Gruppo dei Popolari.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, lei ha dichiarato che avrebbe ritirato la sua richiesta a condizione che si fosse sospesa la votazione dell'emendamento.

DORE (I DEMOCRATICI). Sì.

PRESIDENTE. Quella condizione non si è verificata, quindi suppongo che lei mantenga la richiesta di voto segreto.

DORE (I DEMOCRATICI). Ritiro la mia richiesta e chiedo che si proceda per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Io avevo chiesto il voto segreto, comunque siccome qui ci sono delle altre proposte, non intendo bisticciare assolutamente con nessuno.

CUGINI (D.S.-F.D.). Chiedo io il voto segreto.

PRESIDENTE. È stato chiesto da un altro Capogruppo il voto segreto, pertanto ogni discussione finisce e dobbiamo procedere alla votazione. Ricordo che chi ha fatto la dichiarazione di voto si deve astenere.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento della Giunta regionale numero 270.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 56

Astenuti 6

Maggioranza 29

Favorevoli 49

Contrari 6

Voti nulli 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alle votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS -DETTORI Ivana - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS -ORRU' ­ ORTU - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele -SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SCANO - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI e i consiglieri FADDA - LAI - PINNA - PIRISI - SELIS.)

Passiamo adesso all'emendamento numero 167..

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo adesso all'emendamento numero 170.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Questo emendamento è stato accolto della Giunta con la proposta di modificare l'indicazione del capitolo in diminuzione, indicando cioè il capitolo 04026, in luogo di quello citato nell'emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo all'emendamento numero 176, anch'esso accolto della Giunta con una modifica.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La modifica riguarda anche qui il capitolo; in luogo del capitolo 11130 si dovrebbe indicare lo 04019, e solo e limitatamente al 2001.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Emendamento numero 174. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 168.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 171.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 197.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 200.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 175.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 177. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 173, che è stato accolto dalla Giunta, che ha proposto una modifica.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 256, presentato dalla Giunta che lo ha successivamente modificato portando gli 11 miliardi a 14 miliardi.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 22.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione del testo dell'articolo 3.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, inserirsi non è facile Ci deve dare il tempo di specificare anche le modalità di votazione, perché se è troppo veloce non riusciamo ad inserirci.

PRESIDENTE. Adesso mettiamo in votazione l'ultimo emendamento, il numero 268.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, segretario:

Art. 4

Fondi speciali

1. Nelle tabelle A) e B), allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi di cui si prevede l'approvazione nel corso degli anni 2000, 2001 e 2002.

2. Gli importi relativi a detti fondi sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - cap. 03016)
anno 2000 lire 7.569.000.000
anno 2001 lire 700.000.000
anno 2002 lire 700.000.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - cap. 03017)
anno 2000 lire 246.155.000.000
anno 2001 lire 248.000.000.000
anno 2002 lire 209.700.000.000.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati quindici emendamenti.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Demuru - Marrocu - Ortu - Giagu - Manca - Spissu - Dettori Ivana

Art. 4

Nella tabella A, alla voce 1, "Ddl collegato alla manovra economico-finanziaria - Attuazione del decreto legislativo n. 152/99 e disposizioni varie", sono apportate le seguenti variazioni:

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 7.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

Con prelevamento delle relative somme dal capitolo 03017 - Fondo per nuovi oneri legislativi, Voce 7, "Interventi vari nei settori produttivi". (161)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Morittu - Calledda - Fadda -Giagu

Art. 4 (Tab. B)

Nella tabella B sono apportate le seguenti modifiche:

VOCE 3 - Interventi per il commercio

anno 2000 ……… 30.000.000.000

anno 2001 ……… 15.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

TAB. B - VOCE 3 - (DL collegato in materia di commercio)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000

In diminuzione

TAB. B - VOCE 7 - (Interventi vari nei settori produttivi)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000

(162)

Emendamento sostitutivo parziale Pusceddu - Spissu - Cugini

Art. 4 (Tab. B)

La voce 7 della Tabella B allegata all'articolo 4 è così modificata:

VOCE 7 - Interventi vari nei settori produttivi, sociali, culturali, del territorio:

anno 2000 lire 270.000.000.000

anno 2001 lire 163.000.000.000

(70)

Emendamento sostitutivo parziale Pusceddu - Lai - Pirisi - Spissu - Morittu - Giagu

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

Nella Tabella B allegata alla legge finanziaria la voce 7) è così modificata:

VOCE 7 - Interventi vari nei settori produttivi, sociali, culturali.

(163)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Scano - Selis - Balia -Sanna Gian Valerio

Art. 4 (Tab. B)

Nella tabella B dopo la voce 7 è aggiunta la seguente:

7 bis. Proposta di legge concernente "Incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde".

La relativa copertura finanziaria è determinata in lire 20.000.000.000 per ognuno degli anni 2000 e 2001.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 13060-00 - (N.I.)

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

(53)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Dettori Ivana - Balia - Falconi -Demuru - Sanna Alberto - Pinna

Art. 4 (Tab. B)

Alla tabella B dopo il punto 7) è aggiunto il seguente:

7 bis. Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

(76)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Dettori Ivana - Balia - Falconi -Demuru - Sanna Alberto - Pinna

Art. 4 (Tab. B)

Alla tabella B dopo il punto 7) è aggiunto il seguente:

7 bis. Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

(189)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

In aumento

Cap. 03016 Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 4 della legge finanziaria)

Tab. A: Voce 5 (N.I.) Modifiche alla disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione

2000 lire 300.000.000

2001 lire 380.000.000

2002 lire 380.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

ENTRATA

In aumento

Cap. 32401 Interessi attivi sulle giacenze del conto corrente di tesoreria e degli speciali conti fruttiferi aperti presso la Tesoreria regionale e presso altri istituti bancari operanti in Sardegna (art. 3, comma secondo, nn. 2 e 5, L.R. 7 luglio 1975, n. 27 e artt. 1, comma terzo, lett. a), 3, commi primo e secondo, e 17 del capitolato generale allegato alla legge stessa)

2000 lire 300.000.000

2001 lire 380.000.000

2002 lire 380.000.000

(272)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4bis (Rideterminazione importo PIA)

Nell'articolo 8, comma 2, lett. a) della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 - Programmi Integrati d'Area - l'ultima annualità, prevista nell'anno 2009, è fissata nell'anno 2012. (Cap. 03056)

All'onere conseguente si provvede attraverso la legge di bilancio dei medesimi anni. (273)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:

Art. 4 bis

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. Per l'attuazione dell'intervento previsto dai commi 4 e successivi dell'articolo 18 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 15.000.000.000 per l'anno 2000, di lire 10.000.000.000 per l'anno 2001 e di lire 6.500.000.000 per l'anno 2002 (cap. 01080).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01080 Fondo attuazione progetti nuova occupazione

2000 lire 15.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 6.500.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 15.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 6.500.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento normativa).

(274)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente:

Art. 4 bis

In aumento

07 - TURISMO

Cap. 07020 Incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico-alberghiere. (art. 2, L.R. 11 marzo 1998, n. 9)

2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 50.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(241)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:

Art. 4 bis

Fondo PIA

In aumento

Cap. 08112 Fondo regionale edilizia abitativa (L.R. 32/85)

2000 lire 20.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 20.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(244)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab B)

Fondi speciali

In aumento

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017 - F.N.O.L. Tabella B - Voce 7 bis - (N.I.) Incentivi per l'informatizzazione diffusa

2000 lire 13.000.000.000

2001 lire 20.000.000.000

In diminuzione

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04110 - Acquisto beni immobili per uffici regionali

2000 lire 13.000.000.000

2001 lire 20.000.000.000

(269)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

In aumento

Cap. 03017 Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 4 della legge finanziaria e artt. 31 e 32 della legge di bilancio)

Tab. B: Voce 7 bis (N.I.) Provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione

2000 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 3056 Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 21 e 22, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 3, comma 1, della legge finanziaria e art. 31, comma 2, della legge di bilancio)

2000 lire 30.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(271)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 4 è istituito il seguente:

Art. 4 bis

Integrazioni dell'articolo 19 della L.R. n° 37/98. Iniziative per lo sviluppo e l'occupazione.

1. Per effetto del ritardo dell'attivazione degli interventi previsti dall'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n° 37 ed al fine di confermare il piano finanziario connesso agli interventi medesimi e costituito da due anni di preammortamento e di quindici anni di ammortamento, è autorizzata un'ulteriore annualità per l'anno 2014 (Cap. 04019).

2. L'onere relativo alla restituzione dell'importo complessivo di lire 333.000.000.000 di cui al comma 2 del medesimo articolo 19 è valutato nella somma necessaria ad effettuare il preammortamento e l'ammortamento con applicazione dei tassi di interesse vigenti, per cui l'autorizzazione di spesa prevista dal comma 7 dello stesso articolo è da intendersi quale onere valutato.

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 04019 Fondo investimenti EE.LL. (Copertura nella legge di bilancio)

Anno 2014 33.000.000.000

(240)

PRESIDENTE. Secondo gli accordi stabiliti in precedenza, i lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 9, con all'ordine del giorno la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST.

La seduta è tolta alle ore 19 e 57.



Allegati seduta

XLV SEDUTA

MARTEDI' 7 MARZO 2000 Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

La seduta è aperta alle ore 10 e 08.

CAPPAI, Segretario, dà lettura dell'estratto del processo verbale della seduta del 29 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Amadu, Nuvoli, e Loddo hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 7 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono concessi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo brevemente facendo seguito a una richiesta che abbiamo fatto ieri per iscritto, sia a lei che al Presidente della Giunta, riferita ai commissariamenti che sono stati deliberati nella giornata di ieri.E' urgente che il Presidente della Giunta riferisca al Consiglio sulla scelta fatta e ne spieghi i motivi, perché ho appreso dai giornali che è stato commissariato anche l'ARST, il cui Presidente è stato eletto dal Consiglio la scorsa settimana. Le chiedo perciò di convocare la Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori del Consiglio e per sentire l'opinione del presidente Floris.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 15.)

Congedo

PRESIDENTE. E' appena arrivata una richiesta del collega Bruno Dettori che chiede di poter usufruire di un giorno di congedo per motivi di salute, a far data dal 7 marzo 2000. Se non ci sono opposizioni il congedo è accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 59, comma 4, del Regolamento, comunico che l'onorevole Grauso risulta assente da otto sedute consecutive.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo appena finita ha deciso, in merito alla richiesta presentata dall'onorevole Cugini, a nome della Coalizione autonomista, che le dichiarazioni richieste verranno rese dal Presidente della Giunta in apertura dei lavori del pomeriggio, alle ore 15. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 21 della Giunta regionale "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)".

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho appreso ora, dalla sua comunicazione, che la Conferenza dei Capigruppo si è accordata con la Giunta perché riferisca in aula in merito al problema dei commissariamenti.

Io chiedo alla Giunta, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento (lo dico in aula perché li ho richiesti per iscritto e non li ho ricevuti), i decreti di nomina dei Commissari e i decreti di nomina dei dirigenti che sono stati chiamati a far parte dello staff del Presidente. Inoltre chiedo che la Presidenza del Consiglio si esprima sulla legittimità della decisione della Giunta di commissariare un ente il cui presidente del consiglio di amministrazione è stato eletto dal Consiglio. Mi riferisco all'ARST.

Che senso ha aver fatto in quest'aula le nomine di una serie di consiglieri di amministrazione e l'elezione del presidente di un ente se poi la Giunta esautora l'Aula?

C'è un problema di legittimità perché non viene rispettata la gerarchia degli organi e questo è gravissimo. Credo che la Presidenza del Consiglio, nonostante le valutazioni che diamo su di essa, non possa tacere e debba difendere le prerogative del Consiglio.

Chiedo - lo chiederemo anche per iscritto - un risposta scritta della Presidenza del Consiglio sia su questo punto, sia sulla motivazione che ha indotto la Presidenza a esercitare il potere di surroga di due componenti dimissionari, la cui sostituzione dovrebbe essere fatta dal Consiglio. Ci è stata consegnata una lettera che io ritengo del tutto insoddisfacente. Riteniamo che in occasione delle dimissioni dei due componenti eletti dall'Aula, si dovesse tornare in Aula per le nuove nomine. Il Presidente del Consiglio può esercitare il potere di surroga solo nel caso in cui l'Aula non sia in grado di fare le nomine, ma l'Aula deve essere messa nelle condizioni di farle.

Su queste questioni chiediamo che la Giunta, nella mattinata di oggi, ci dia i provvedimenti e gli atti preparatori relativi, per poter valutare le dichiarazioni che farà nel pomeriggio e chiediamo che la Presidenza del Consiglio, preferibilmente per iscritto, ci dia il suo parere sulla legittimità del commissariamento da parte della Giunta di un ente, il cui presidente è stato eletto dal Consiglio, e sull'esercizio inappropriato del potere di surroga.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non ho nessun problema a rispondere alla parte della sua domanda che riguarda le nomine che io ho fatto, e le risponderò.

Per ciò che riguarda l'esercizio dei poteri della Giunta, io non ho le informazioni, così come non le ha lei, perché ho appreso anch'io soltanto oggi che il Presidente della Giunta ha proceduto a commissariare l'ARST. Suppongo che l'abbia fatto nell'esercizio dei poteri della Giunta. Quando conosceremo le motivazioni autentiche per le quali il Presidente della Giunta e la Giunta hanno proceduto a questo commissariamento, le risponderò per iscritto, dopo aver consultato anche gli uffici, per verificare se ci sono conflitti di potere.

Le assicuro che le prerogative del Consiglio saranno salvaguardate sempre e comunque, perché il Consiglio esercita anche una funzione di controllo sull'organo esecutivo.

Per quanto riguarda la prima parte della sua domanda, io ho esercitato i poteri sostitutivi perché eravamo alla scadenza del termine utile per l'esercizio dei poteri sostitutivi. Ho ricevuto le dimissioni il giorno dopo la seduta del Consiglio. L'onorevole Palomba me le ha presentate personalmente e le altre dimissioni le ho ricevute per iscritto la mattina. Dovendo trasmettere la documentazione alla Giunta entro la sera, ho proceduto a fare le due sostituzioni, utilizzando, così com'è previsto dalla legge, i miei poteri e servendomi per questo dell'ausilio degli uffici.

Successivamente, quando ormai avevo già mandato la documentazione alla Presidenza della Giunta ed ormai nei miei uffici non c'erano più i funzionari, ho ricevuto altre tre dimissioni, e ho ritenuto di non poter più esercitare i poteri sostitutivi non perché non potessi ancora farlo, perché il termine utile scadeva a mezzanotte, ma perché non era presente nessun funzionario. Ho preferito, così come ho creduto fosse giusto fare, restituire i poteri al Consiglio che li eserciterà nei modi che, nella propria sovranità, riterrà opportuni. Questo è tutto, onorevole Selis.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Procediamo ora alla discussione degli articoli del disegno di legge numero 21. Nella precedente seduta abbiamo approvato i primi due articoli.

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Art. 3

Determinazione di spese

1. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera f) della legge regionale 11 del 1983, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella C), allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.

2. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera d) della legge regionale n. 11 del 1983 gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 2000 e per il triennio 2000/2002, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella D), allegata alla presente legge.

3. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2000 e per il triennio 2000/2002, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E), allegata alla presente legge.

Presidente. All'articolo 3 sono stati presentati trentasei emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 3

Il comma 1 dell'art. 3 è soppresso. (84)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Balia - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Calledda - Pirisi - Spissu - Masia - Cogodi - Vassallo - Pinna

Con riferimento a quanto disposto all'art. 3, comma 1, del Disegno di legge n. 21, ed in particolare a quanto contenuto nella Tabella C allegata, alla Voce 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B) - Centri storici, la voce di riduzione di lire "50.000" prevista alla colonna 2000 è soppressa, così come viene soppresso il differimento al 2010 nella colonna dell'anno di differimento.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (71)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Balia - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Calledda - Pirisi - Spissu - Masia

Con riferimento a quanto disposto all'art. 3, comma 1, del Disegno di legge n. 21, ed in particolare a quanto contenuto nella Tabella C allegata, alla Voce 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B) - Centri storici, la voce di riduzione di lire "50.000" prevista alla colonna 2000 è soppressa, così come viene soppresso il differimento al 2010 nella colonna dell'anno di differimento.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (191)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Giagu

Nella Tabella C, pag. 24, intervento 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B - Centri storici, la misura di riduzione di lire 50.000 (in milioni) prevista e differita al 2010, è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (164)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Pinna

Nella Tabella C, pag. 24, intervento 04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8, comma 2, lett. B - Centri storici, la misura di riduzione di lire 50.000 (in milioni) prevista e differita al 2010, è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (190)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Giagu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94 - progetti comunali per l'occupazione, la misura di riduzione di 40 miliardi è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10136-00 - (Progetti comunali per l'occupazione)

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000 (193)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Nella tabella C. pag. 24, intervento 04 Enti locali L.R. 1/99, Art. 8, comma 2, lettera B - Centri storici.

La misura di riduzione di £. 50.000.000 prevista e differita al 2010: è soppressa. (237)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Morittu - Calledda - Fadda - Cogodi - Ortu - Pinna

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94 - progetti comunali per l'occupazione, la misura di riduzione di 40 miliardi è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10136-00 - (Progetti comunali per l'occupazione)

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000 (72)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu

Nella tabella C. pag. 27

Intervento 10 - LAVORO - L.R. 11/88, art. 94.

Progetti comunali per l'occupazione.

La misura di riduzione di £. 40.000.000 è soppressa. (236)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 08 - LAVORI PUBBLICI - L.R. 33/86, e successive modificazioni ed integrazioni - Agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali, la riduzione di lire 2 miliardi prevista per l'annualità 2000 e di lire 2 miliardi per l'annualità 2001 è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 (165)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nella Tabella C - ART. 3 COMMA 1, intervento 08 - LAVORI PUBBLICI - L.R. 33/86, e successive modificazioni ed integrazioni - Agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali, la riduzione di lire 2 miliardi prevista per l'annualità 2000 e di lire 2 miliardi per l'annualità 2001 è soppressa.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 (192)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Nella tabella C di cui all'articolo 3, comma 1, l'importo del capitolo 03056 per l'anno 2000 è ridotto di lire 18.000.000.000.

In aumento

Cap. 01001 - Consiglio regionale

Anno 2000 lire 18.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - P.I.A.

Anno 2000 lire 18.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'articolo 8, comma 2 lett. a) L.R. 1/99 ed adeguamento normativo) (270)

Emendamento modificativo Fois - Capelli - Biggio - Frau

Nella tabella C di cui all'articolo 3, comma 1, è soppressa la riduzione di lire 2.000.000.000 per l'anno 2000 del capitolo 03056.

Copertura finanziaria

In aumento

Cap. 08056 anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - P.I.A. anno 2000 lire 2.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1, della legge finanziaria (cap. 03056). (35)

Emendamento modificativo Calledda - Morittu - Pirisi - Fadda - Lai - Spissu - Pinna - Dettori Ivana

Alla tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8 Recupero centri storici - cap. 04157 - anno 2000 - 50.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (201)

Emendamento modificativo Calledda - Morittu - Pirisi - Fadda - Lai - Spissu - Pinna - Dettori Ivana

Alla tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali L.R. 1/99, art. 8 Recupero centri storici - cap. 04157 - anno 2000 - 50.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04157 - (Centri storici)

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - voce 7

Competenza anno 2000 lire 50.000.000.000 (172)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pirisi

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 33/86, e successive modificazioni - Agevolazione per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli Enti Locali - cap. 08056

Anno 2000 5.000 milioni

Anno 2001 5.000 milioni

Anno 2002 5.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00 (Contributi per mutui EE.LL. per OO.PP.)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (166)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pirisi

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 33/86, e successive modificazioni - Agevolazione per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli Enti Locali - cap. 08056

Anno 2000 5.000 milioni

Anno 2001 5.000 milioni

Anno 2002 5.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08056-00 (Contributi per mutui EE.LL. per OO.PP.)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (194)

Emendamento modificativo Calledda -Morittu - Pirisi - Fadda - Sanna Salvatore

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 26/84 - art. 15 e successive modificazioni - Programma straordinario di edilizia agevolata - Cap. 08109

Anno 2000 10.000 milioni

Anno 2001 10.000 milioni

Anno 2002 10.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109 (Prog. Straord. Edilizia agevolata)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (167)

Emendamento modificativo Calledda -Morittu - Pirisi - Fadda - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 26/84 - art. 15 e successive modificazioni - Programma straordinario di edilizia agevolata - Cap. 08109

Anno 2000 10.000 milioni

Anno 2001 10.000 milioni

Anno 2002 10.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109 (Prog. Straord. Edilizia agevolata)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Articolo 9, comma 1, DL n. 21 e Cap. 08029-05

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000 (195)

Emendamento modificativo Calledda -Pusceddu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 9/96 - Cap. 04159-08

Anno 2000 2.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04159-08 (Contributi Province per pianific. Prov. le)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per fitti e locazioni)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000 (170)

Emendamento modificativo Calledda -Pusceddu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 9/96 - Cap. 04159-08

Anno 2000 2.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04159-08 (Contributi Province per pianific. Prov. le)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per fitti e locazioni)

Competenza anno 2000 lire 300.000.000 (198)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 6/95 - legge finanziaria 1995 - art. 50, comma 5 - Funzionamento Istituto Storico Arborense - Cap. 11088-02

Anno 2001 in aumento 50 milioni

Anno 2002 in aumento 50 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11088-02 (Istituto Storico Arborense)

Competenza anno 2001 lire 50.000.000

Competenza anno 2002 lire 50.000.000

In diminuzione

Cap. 11130 - (Studi e ricerche)

Competenza anno 2001 lire 50.000.000

Competenza anno 2002 lire 50.000.000 (176)

Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Dettori Ivana - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 1/99 - art. 28 - ERSU - Case dello Studente - Cap. 11078-02

Anno 2000 in aumento 2.500 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11078-02 (ERSU - Case dello Studente)

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000

In diminuzione

Cap. 03009-00 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000 (174)

Emendamento modificativo Calledda - Spissu - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 2/94 - Legge finanziaria 1994 - art. 13 - Mattatoi - Cap. 08073-01

Anno 2000 4.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08073-01 (Progr. Str. Mattatoi)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08001-00 - (Manutenz. Straord, patrimonio reg.le)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000 (168)

Emendamento modificativo Calledda - Spissu - Giagu

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 2/94 - Legge finanziaria 1994 - art. 13 - Mattatoi - Cap. 08073-01

Anno 2000 4.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08073-01 (Progr. Str. Mattatoi)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08001-00 - (Manutenz. Straord, patrimonio reg.le)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000 (196)

Emendamento modificativo Lai - Calledda - Pinna - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

10 - LAVORO - L.R. 8/87, ART. 32 - Finanziamenti ad enti ed organismi operanti nel settore della sicurezza sociale

Anno 2001 1.380 milioni

Anno 2002 1.380 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10025-00 (Finanziamenti Organismi operanti nella sicurezza sociale, L.R. n. 8/87, art. 32)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000 (171)

Emendamento modificativo Lai - Calledda - Pinna - Cugini

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

10 - LAVORO - L.R. 8/87, ART. 32 - Finanziamenti ad enti ed organismi operanti nel settore della sicurezza sociale

Anno 2001 1.380 milioni

Anno 2002 1.380 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 10025-00 (Finanziamenti Organismi operanti nella sicurezza sociale, L.R. n. 8/87, art. 32)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 - (Fondo riserva spese obbligatorie)

Competenza anno 2001 lire 490.000.000

Competenza anno 2002 lire 670.000.000 (199)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 28/72 - Cap. 04006

Anno 2001 400 milioni anziché 100

Anno 2002 400 milioni anziché 100

Anni successivi 400 milioni anziché 100

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04006-00 (Contributi Assoc. EE.LL., L.R. 28/72)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000

In diminuzione

Cap. 04001-00 - (Indennità componenti Comitati di Controllo)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000 (169)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

04 - Enti Locali - L.R. 28/72 - Cap. 04006

Anno 2001 400 milioni anziché 100

Anno 2002 400 milioni anziché 100

Anni successivi 400 milioni anziché 100

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04006-00 (Contributi Assoc. EE.LL., L.R. 28/72)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000

In diminuzione

Cap. 04001-00 - (Indennità componenti Comitati di Controllo)

Competenza anno 2001 lire 300.000.000

Competenza anno 2002 lire 300.000.000

Competenza anni successivi lire 400.000.000 (197)

Emendamento modificativo Selis - Scano - Balia - Calledda - Pinna

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

08 - Lavori Pubblici - L.R. 45/78 - Cap. 08015-03

Anno 2000 40.000 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08015-03 (L.R. 45/78 OO.PP. DI INTERESSE LOCALE)

Competenza anno 2000 lire 18.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08002-00 - (Miglioramenti patrimonio regionale)

Competenza anno 2000 lire 3.000.000.000

Cap. 08029-05 - (Fondo OO.PP. di interesse reg.le - art. 9, comma 1, DL 21)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000 (200)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Fadda - Pusceddu - Sanna Salvatore

Alla Tabella D) allegata all'art. 3, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

11 - Pubblica Istruzione - L.R. 11/98, art. 39, comma 1 - Finanziamento alle Università - Cap. 11065

Anno 2002 6.140 milioni

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11065 - (L.R. 11/98, art. 39, comma 1)

Competenza anno 2002 lire 1.000.000.000

In diminuzione

Cap. 12001 - 02 (Quota regionale progetti obiettivo sanità)

Competenza anno 2002 lire 1.000.000.000 (175)

Emendamento modificativo Spissu - Pusceddu - Pirisi - Morittu

Nella Tabella D, art. 3, comma 2, 11 - legge reg. 33/96, art. 4 - Istituto Sordomuti di Sassari - cap. 11085-02, le somme relative agli anni 2000, 2001, 2002 sono aumentate rispettivamente di lire 200.000.000, 200.000.000, 200.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 11085-02 (L.R. 33/96, art. 4, Ist. Sordomuti Sassari)

Competenza anno 2000 lire 80.000.000

Competenza anno 2001 lire 110.000.000

Competenza anno 2002 lire 130.000.000

In diminuzione

Cap. 11130-00 - (Studi e ricerche)

Competenza anno 2000 lire 80.000.000

Competenza anno 2001 lire 110.000.000

Competenza anno 2002 lire 130.000.000 (177)

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Pirisi - Orrù - Dettori Ivana - Lai - Sanna Gian Valerio - Morittu - Demuru

Nella Tabella D, art. 3, comma 2, gli importi da iscrivere in bilancio sono sostituiti dai seguenti:

L.R. n. 35/89:

1) CAP. 11087:

Competenza anno 2001 lire 140.000.000

Competenza anno 2002 lire 140.000.000

2) CAP. 11088:

Competenza anno 2000 lire 110.000.000

Competenza anno 2001 lire 70.000.000

Competenza anno 2002 lire 80.000.000

IN DIMINUZIONE

CAP. 03017 - Fondo per nuovi oneri legislativi - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 110.000.000

Competenza anno 2001 lire 210.000.000

Competenza anno 2002 lire 220.000.000 (173)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Nella tabella E di cui all'articolo 3, comma 3, l'importo del capitolo 11102-03 per l'anno 2000 è rideterminato in lire 11.000.000.000.

Copertura finanziaria

In aumento

Cap. 11102-03 anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03009 anno 2000 lire 2.000.000.000 (256)

Emendamento modificativo Tunis Marco - Floris Emilio - Granara

Nella tabella E di cui al comma 3 dell'articolo 3 il capitolo 11104/01 (L.R. 28/97 Scuole Civiche di Musica) è incrementato di lire 300.000.000 per l'anno 2000.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

03 - Bilancio

cap. 03009 anno 2000 lire 300.000.000 (22)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente

Art. 3 bis

Soppressione della destinazione dei proventi derivanti dalla vendita di beni regionali - L.R. 35/1995

1. Il comma 3 bis dell'articolo 3 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, istituito dall'articolo 43 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 e sostituito dall'articolo 12 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è soppresso. (268)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ritiro, col consenso dei proponenti, gli emendamenti numero191, 201, 172, 195, 196 e 169.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, gli uffici mi comunicano anche il ritiro degli emendamenti numero 164, 190, 237, 72, 236, 194 e 198 che lei non ha citato.

SELIS (Popolari-P.S.). Non li ho citati perché il primo firmatario di questi emendamenti è il consigliere Vassallo. Se i colleghi Vassallo, Cogodi, Ortu e gli altri che hanno firmato gli emendamenti intendono ritirarli lo diranno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R:C.). Ci sono 36 emendamenti all'articolo 3, e noi non abbiamo gli uffici che ci assistono, però si intende che gli emendamenti, identici o anche sostanzialmente analoghi, si intendono ritirati eccezion fatta per uno, altrimenti qui si rischia, con un'operazione a valanga, di ritirarli tutti senza che rimanga almeno l'emendamento principale su ogni questione.

PRESIDENTE. Noi non sappiamo quale sia l'emendamento principale. Decidete voi quale viene mantenuto; gli emendamenti sono vostri.

COGODI (R.C.). Sì, gli emendamenti sono nostri ma la gestione di tutti questi emendamenti richiede tempo. Tutti gli emendamenti che sono uguali ad un emendamento precedente, si intendono ritirati, o vengono unificati, oppure, quando il Consiglio ne approva o ne respinge uno, ovviamente decadono tutti quelli che sono sostanzialmente simili.

Non vorremmo cioè correre il rischio, ritirando gli emendamenti, di ritirare anche quello principale.

Ci sono due gruppi di emendamenti all'articolo 3: uno è relativo alla conservazione dei 50 miliardi per l'anno 2000 per la legge sui centri storici; ci sono una decina di emendamenti presentati da più gruppi, che riguardano questo punto. Se ne mantenga uno e si ritirino tutti gli altri.

PRESIDENTE. Lei ci ha dato l'indicazione di mantenere il primo.

COGODI (R.C.). Sì, si mantenga il primo. Non possiamo discutere due volte in Consiglio lo stesso emendamento.

L'altro gruppo di emendamenti si riferisce al recupero dei 40 miliardi dell'articolo 94 della legge numero 11 del 1988. Siccome questa esigenza è stata recepita in emendamenti successivi, presentati sia da noi dell'opposizione che dalla Giunta, anche questi emendamenti si intendono ritirati. Ciò detto, gli uffici indichino i numeri degli emendamenti riguardanti queste due questioni.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 84 ha facoltà di parlare l'onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 84 è a firma Vassallo-Cogodi.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 84 e' ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 71.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 71 prevede il ripristino dello stanziamento per i centri storici, ne abbiamo discusso tanto in Commissione, e l'Assessore Milia ci ha detto che sono ancora disponibili due annualità. Abbiamo discusso se fosse opportuno mantenere o ritirare questo emendamento, a noi sembra utile mantenerlo perché se possiamo incrementare gli stanziamenti - mi pare che siano disponibili novanta miliardi - della terza annualità di cinquanta miliardi, avremo a disposizione una quantità di risorse tale da consentire alla Giunta un dialogo più costruttivo con gli enti interessati ed una programmazione più proficua. E` evidente che se con 100 miliardi si possono realizzare alcuni interventi, con 150 miliardi il numero degli interventi possibili è molto maggiore. A noi sembra che, lasciando questi fondi, e quindi non eliminando lo stanziamento di questa annualità, si metta a disposizione del Governo regionale una quantità di risorse molto più significativa che può permettere di attivare un rapporto più costruttivo con il sistema degli enti locali interessati, dando la dimostrazione che le leggi regionali, anche quando ci sono delle difficoltà di attuazione iniziali, non vengono sospese. Questo è un principio che deve valere non solo per la legge sui centri storici, ma per tutte le leggi. Sappiamo che, quando si approva una legge, l'avvio dell'attuazione sconta sempre un momento di lentezza e di vischiosità, però se non si deroga e se si mantiene il ritmo degli stanziamenti, si dà un segnale ai destinatari, che in questo caso sono gli enti locali, che la Regione su quella legge scommette e insiste sul suo intervento e lo fa in maniera costante. A noi sembra essenziale che per questa legge che ha destato tanto interesse e sulla quale c'è stato un confronto importante in quest'Aula, venga confermato lo stanziamento e che questo consenta alla Giunta una maggiore entità di interventi e un più costruttivo rapporto con gli enti locali per dare un segnale forte a sostegno della ristrutturazione, del recupero e della valorizzazione dei centri storici.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 191, 164 e 190 sono ritirati. Il 237 tratta lo stesso argomento, ma è leggermente diverso.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, gli emendamenti numero164 e 190 devono essere ritirati dai colleghi firmatari, io non sono firmatario, chiedo a loro…

PRESIDENTE. Sto adottando il criterio suggerito dall'onorevole Cogodi, si lascia il primo e tutti gli altri emendamenti analoghi vengono soppressi.

Quindi, se lei è d'accordo, sono ritirati gli emendamenti numero 191, 164 e il 190. Ditemi cosa intendete fare per il numero 237 che è un po' diverso.

COGODI (R.C.). Io ho suggerito un metodo che mi pare sia quello che risponde all'esigenza di snellire i lavori del Consiglio, senza però togliere ai presentatori la facoltà di illustrare i propri emendamenti, nel senso che per gli emendamenti simili si farà una discussione unica e non si farà una discussione dei singoli emendamenti, però i firmatari hanno diritto di illustrarli. Io potrei decidere di mantenere tutti gli emendamenti. Così facendo, nel momento in cui viene approvato o respinto il primo, decadono gli altri. Stiamo andando un po' oltre, chiedendo che la Presidenza del Consiglio, servendosi dell'ausilio degli uffici, censisca gli emendamenti consimili, per poi ritirarli, ma non vogliamo ritirarli preventivamente, perché vogliamo avere la possibilità di illustrarli.

PRESIDENTE. Non c'è problema, onorevole Cogodi, dica su quali intende intervenire.

COGODI (R.C.). Abbiamo diritto di intervenire su tutti gli emendamenti che abbiamo presentato. Se non si riesce a spiegarsi…

PRESIDENTE. Sto cercando di trovare con lei un accordo. L'emendamento numero 71 è stato illustrato dall'onorevole Selis, tuttavia lei ha ragione, se vuole intervenire, lo faccia, non c'è nessun problema. Le chiedo di nuovo se gli emendamenti numero 191, 164 e 190 sono ritirati.

COGODI (R.C.). No.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 191 era stato ritirato dall'onorevole Selis. Per illustrare l'emendamento numero 164, che è uguale al numero 71, ha facoltà di parlare uno dei presentatori.

COGODI (R.C.). Preferirei illustrarlo brevemente, anche se poi, insieme agli emendamenti consimili, verrà ritirato. Sentiamo infatti l'esigenza di fare alcune considerazioni sulla sostanza di questa serie di emendamenti, l'ha già fatto il collega Selis e immagino che lo faranno anche altri colleghi. .

La Giunta regionale propone che i 50 miliardi all'anno che erano previsti nella programmazione decennale, per l'intervento della Regione a sostegno del risanamento e della riqualificazione dei centri storici, nell'anno 2000, non debbano essere stanziati, con una argomentazione che non regge.

Sostiene la Giunta, e con essa la "ritenuta", "ipotetica" maggioranza, che si dovrebbe operare uno scivolamento dal 2000 al 2010 o al 2011, in coda cioè alla programmazione decennale, perché nel corso dell'anno 1999 non sono stati ancora utilizzati i 50 miliardi previsti, per cui utilizzandosi a scivolo quelli del 1999 nel 2000 e via via discorrendo, rimarrebbe la cadenza dei 50 miliardi all'anno nel decennio e quindi non accadrebbe nulla. Libere la Giunta e la maggioranza di pensare ciò, però non si può dire che non accade nulla. Accade che una programmazione regionale di intervento sui centri storici che aveva inizialmente, per deliberato del Consiglio, una certa cadenza, in realtà viene dilazionata di un anno e invece di aggiungere altre risorse per sostenere una delle più grandi opere pubbliche, e uno dei più importanti interventi civili, culturali, economici, che la Regione possa accingersi a compiere, di fatto questa grande idea che ha dato origine alla legge regionale sui centri storici, viene in qualche modo affievolita e indebolita.

Il fatto che una legge della Regione che ha una proiezione di spesa decennale abbia una fase di avvio difficoltosa è da mettere nel conto. Tutte le leggi che hanno l'ambizione di intervenire sulle grandi questioni dell'economia, della società, dell'assetto del territorio, devono scontare come tutte le macchine, come tutti gli strumenti, la difficoltà della fase dell'avvio e del rodaggio, cioè dell'iniziare a camminare ma con prudenza, proprio perché non si sbagli strada. Questo è accaduto alla Regione anche nella fase di avvio della legge "29" sui centri storici, perché la Regione aveva previsto addirittura un primo finanziamento di 50 miliardi nell'anno 1998, avendo il legislatore ipotizzato che si potesse già nei circa tre mesi di vigenza della legge in coda al 1998 utilizzare 50 miliardi. Però, il meccanismo che era previsto in legge, proprio per consentire un uso saggio delle risorse, perché governare non è semplicemente distribuire danari, ma distribuirli in modo saggio, equo e produttivo, se si fossero dovuti distribuire i 50 miliardi nei pochi mesi restanti del 1998, ciò avrebbe avuto come conseguenza che questi 50 miliardi sarebbero andati ad esclusivo beneficio di pochissimi piccoli comuni che casualmente si ritrovavano ad avere quella strumentazione urbanistica per i centri storici, le ex zona A, assimilabile ai piani particolareggiati. Quindi, non alcuni comuni, seppure piccoli, che erano stati più pronti, più attenti, più diligenti, ma quelli che, per pura combinazione, si ritrovavano strumentazioni urbanistiche assimilabili al piano particolareggiato per il centro storico. Quindi spendere 50 miliardi in quella situazione avrebbe significato non applicare bene la legge, che ipotizza invece una programmazione e una distribuzione equilibrata nel territorio. E' solo nel corso dell'anno 1999 che i comuni della Sardegna conoscendo la legge, hanno iniziato, in una progressione davvero encomiabile, a dotarsi della strumentazione urbanistica necessaria prevista dalla legge, e quindi ad addivenire, nel corso del 1998 a poter presentare non solo la domanda, ma la strumentazione idonea perché si potesse concretamente intervenire in modo utile nel risanamento e nella riqualificazione dei centri storici.

La legge prevedeva che il primo programma triennale fosse redatto sulla base delle domande pervenute entro il 30 settembre. Non voglio qui ricordare che il 30 settembre ancora perdurava la lunga crisi regionale, ma in ogni caso, al di là del perdurare della crisi regionale, non sarebbe successo esattamente nulla, perché nel frattempo è stato istituito un ufficio specifico presso l'Assessorato dell'urbanistica, che ha elaborato metodologie e criteri e ha predisposto il primo piano triennale, e i comuni hanno adottato non solo le metodologie ma anche le strumentazioni corrispondenti alle prescrizioni di legge. Rimaneva aperto un problema che è tuttora aperto e che dovrà essere comunque sanato: la legge della Regione non aveva preso in considerazione la nuova strumentazione urbanistica che oggi è in parte, non del tutto, ritenuta assimilabile ai piani particolareggiati; nuove strumentazioni, tipo i piani quadro del centro storico che possono essere generali, ma possono essere anche specifici, particolareggiati, che non in tutto ma in parte possono coincidere, sotto il profilo contenutistico, con i piani particolareggiati, e in questa fattispecie ricadono esattamente le due prime città della Sardegna, Cagliari e Sassari, e nessuno in questo Consiglio regionale credo vorrà negare che queste città hanno i principali centri storici della Sardegna, per estensione, per incidenza nell'assetto complessivo della città, non necessariamente per qualità. E' chiaro che il centro storico della città di Cagliari, il quartiere medioevale, o il centro storico della città di Sassari non possono essere esclusi solo perché quei comuni hanno adottato strumentazioni urbanistiche che non hanno definito piani particolareggiati, ma piani quadro con specificazione in parte coincidente per ambiti di territorio con il piano particolareggiato. Però gli uffici non possono sostituire le istituzioni, e quindi nessun ufficio assume la responsabilità di fare una tabella di equiparazione tra quello che è contenuto in modo specificato in un piano quadro e quello che dovrebbe essere contenuto in un piano particolareggiato. Ecco perché il criterio complessivo che è stato seguito è stato quello di consentire anche a questi comuni di rientrare nella programmazione successiva, e sia la precedente Giunta che l'attuale hanno proposto un correttivo alla legge perché i centri storici dei comuni di Cagliari e di Sassari, ma anche altri, possano rientrare nella programmazione poliennale e rimettersi alla pari.

Ecco perché oggi, la Regione è nella condizione di attuare il primo intervento triennale, perché nel frattempo si è lavorato, ed è stato saggio non distribuire male i primi 50 miliardi, infatti ne sono stati distribuiti soltanto sette o otto, perché non era giusto distribuirne 50 ad alcuni piccoli comuni, e se ne sono conservati 41 o 42. Sono stati utilmente conservati per il primo intervento graduato e ordinato sul territorio della regione i 50 miliardi del 1999, e i 50 miliardi del 2000 devono restare nel bilancio della Regione, perché oggi la Regione è in condizioni di mettere a frutto subito non dico i 140 miliardi che ci sarebbero, se vengono restituiti questi 50, ma anche 200 o 300 miliardi, perché il lavoro compiuto e la programmazione che è intervenuta sotto il profilo degli strumenti gestionali consentono questo intervento. Ecco perché ritardare questo intervento, prendere i 50 miliardi del 2000 e trasportarli al 2010, cioè dalla testa alla coda, si può fare, perché è chiaro che il Consiglio è sovrano, però è una scelta politica, e nessuno deve dire che lo si fa perché è indispensabile o perché non ha nessuna conseguenza. Infatti dei 100 miliardi che la legge prevede, che oggi potrebbero essere spesi, proprio grazie al lavoro fatto, rimarranno solo 50 miliardi perché la Giunta e la maggioranza vogliono toglierne 50.

Questi emendamenti sono tutti finalizzati a ricostituire la dotazione finanziaria a suo tempo programmata, niente di più e niente di meno. Per affrontare i problemi degli interventi nei centri storici in tutta la Sardegna ci vogliono ben altro che 50 o 100 miliardi all'anno, però si era detto a suo tempo che questi 50 miliardi all'anno con una proiezione decennale avrebbero potuto costituire un volano, un coefficiente di moltiplicazione perché, in materia di centri storici, operano diversi interventi anche dello Stato e dell'Unione Europea. Quindi dare certezza a chi ha pensato di poter attingere una prima quota in sede comunale per attivare questi programmi è una cosa che ha la sua utilità e validità.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha già superato di due minuti il tempo a sua disposizione per illustrare questo emendamento, se procediamo così, il tempo necessario sarà molto.

COGODI (R.C.). Però se io dovessi illustrare i quattordici emendamenti andrei non di due minuti ma di due ore fuori tempo. Quindi non li illustro ovviamente, ho solo ripreso il tema, poi recupereremo tutto il tempo necessario. E` importante però che la Giunta si esprima quanto prima su questo argomento, perché se la Giunta o la maggioranza accedono all'ipotesi di trovare una soluzione al problema che stiamo ponendo, non è questione di due minuti, è questione di ore, Presidente, perché è una questione di contenuti. La Giunta ha rimandato il problema alla fase del confronto consiliare, questo è il momento del confronto consiliare, la Giunta trovi una soluzione a questa questione, perché sarebbe importantissimo restituire ai comuni della Sardegna la loro possibilità di riqualificazione e di crescita, lasciando intatta non solo l'entità degli stanziamenti nei dieci anni, ma anche quella cadenza e quel ritmo che erano stati previsti dal Consiglio regionale. .

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 190 e 237 sono simili, quindi si intendono ritirati. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 193.

COGODI (R.C.). L'illustrazione di questo emendamento è abbastanza rapida perché rimando alla fase della discussione l'eventuale approfondimento del tema, in esito alla dichiarazione della Giunta, che non avrà difficoltà alcuna a confermare che la proposta contenuta in questo emendamento è ripresa in emendamenti successivi. La Giunta ha affermato che questi 40 miliardi vengono non solo reintegrati ma diversamente normati e riferiti alla legge regionale numero 25, all'interno di una riorganizzazione degli interventi regionali per il lavoro che è contenuta in emendamenti successivi. Quando la Giunta ci darà conferma di questo ritireremo immediatamente questo emendamento.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero "72" e "236" che trattano lo stesso argomento sono ritirati.

Passiamo all'emendamento numero 165. L'emendamento numero"166" tratta lo stesso argomento, ma gli importi sono diversi, , chiedo quindi ai presentatori quale dei due emendamenti viene mantenuto. Il primo è a firma Vassallo, Cogodi e Ortu; il secondo è stato presentato dai consiglieri Selis, Scano e Balia.

Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 165.

VASSALLO (R.C.). E' un emendamento molto semplice, che è stato ripreso dal Gruppo di Alleanza Nazionale e probabilmente anche dal Gruppo del Partito Popolare Sardo.

Si tratta delle agevolazioni per la contrazione di mutui per l'esecuzione di opere pubbliche da parte degli enti locali. Noi abbiamo visto che, così come era previsto per i centri storici, anche i fondi destinati a questo scopo sono stati ridotti dei due miliardi previsti per il 2000. In considerazione del fatto che la stabilità e la crescita derivano dal livello degli investimenti qualificati che gli enti locali riescono ad attivare nella nostra fragile economia, noi consideriamo assai grave ridurre uno stanziamento che riteniamo fondamentale se non per l'aumento almeno per il mantenimento dello standard degli investimenti per opere pubbliche da parte degli enti locali. Per altro se non si fa questo non si capisce come si possa andare avanti, ed anche da questo deriva il nostro giudizio molto critico su questa manovra finanziaria, che, anche con questi piccoli interventi, dà il segno del livello di recessione della nostra economia.

Poiché questo emendamento è simile a quello presentato da alcuni colleghi della maggioranza, sono convinto che la Giunta non avrà difficoltà ad accoglierlo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 192 che tratta lo stesso argomento si intende ritirato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 270.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 35 ha facoltà di parlare il consigliere Fois.

FOIS (P.P.S.). Questo emendamento risponde all'esigenza di una variazione in aumento di due miliardi sul capitolo 08056/00 affinché l'Assessorato possa far fronte agli impegni presi precedentemente. Tenete conto del fatto che la previsione in bilancio è di due miliardi ed è giusto quanto serve per garantire una risposta a tutte le domande che sono state fatte precedentemente.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 201 e 172 sono ritirati. Abbiamo detto prima che il numero 166, a firma Selis- Scano- Balia, è simile al 165, ma l'importo è diverso, e vorrei sapere quale dei due deve essere mantenuto.

SELIS (Popolari-P.S.). Lasciamoli entrambi, poi in sede di discussione decideremo, perché sono simili ma l'importo è diverso. Voglio sottolineare che c'è una linea comune di sostegno a favore degli enti locali che ci auguriamo che venga recepita e condivisa da maggioranza e opposizione, Giunta e Consiglio, perché il sostegno agli enti locali è una delle linee fondanti che tutti abbiamo sostenuto. Quindi per ora manteniamo l'emendamento, poi decideremo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 194 è uguale e si intende ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 167

BIGGIO (A.N.). E il 201?

PRESIDENTE. E' stato ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 167, ha facoltà di parlare l'onorevole Calledda.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 195 è ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 170.

CALLEDDA (D.S.-F.D.).. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 198 è ritirato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 176.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scano per illustrare l'emendamento numero 174.

SCANO (D.S.-F.D.). Voglio ricordare che, nella precedente sessione di bilancio, ci fu una discussione molto approfondita, che coinvolse la Giunta, la maggioranza e l'opposizione, sul tema del diritto allo studio e si arrivò alla fine a una scelta molto significativa che ebbe il sostegno di tutto il Consiglio; e cioè lo stanziamento di una somma ragguardevole in una proiezione pluriennale per la realizzazione di strutture e servizi di supporto allo studio universitario, in particolare questo stanziamento era finalizzato alla costruzione di mense e di case dello studente.

Nella proposta della Giunta c'è stata una rimodulazione di quell'impegno finanziario che non demolisce la scelta fatta l'anno scorso, però ne attenua la misura se ricordo bene e la prolunga nel tempo. Mi pare che ci sia stato - poi l'Assessore me lo confermerà, perché non ho avuto tempo di controllare - un emendamento della Giunta in Commissione che ha modificato, migliorandola, la proposta originaria. Tuttavia noi teniamo a mantenere l'entità dell'intervento annuale nella misura prevista lo scorso anno senza alcun ridimensionamento. Poi, nel corso della discussione, vedremo i dati finanziari di cui io in questo momento onestamente non dispongo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 168.

CUGINI (D.S.-F.D.) Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 196 è ritirato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento numero 171.

LAI (D.S.-F.D.). Si tratta solo di fare memoria non tanto per il finanziamento del 2000, quanto per il fatto che le modifiche sulle modalità di costruire il bilancio, con la possibilità quindi di impegnare le somme per tutto il triennio, potrebbero consentire agli enti che operano nell'ambito del sociale, e qui sto parlando specificatamente dell'Ente mutilati invalidi civili, dell'Ente nazionale sordomuti, dell'Ente mutilati per servizio della Sardegna e della Gesù Nazareno di Sassari, di poter contare nel triennio su fondi stabili.

I normali ritardi non consentono a queste organizzazioni di contare nei tempi adeguati su quella base solida di finanziamento - si tratta tra l'altro di finanziamenti simbolici perché si tratta di 100 o 70 milioni a testa non di più - che consenta di programmare nel tempo un'attività della quale nessun altro si fa carico, perché l'intervento pubblico non riesce a farlo.

In questo capitolo di bilancio ci sono questi quattro Enti. Nei capitoli di bilancio precedenti che non sono oggetto di emendamenti ma che volevo ricordare all'Assessore al lavoro, si tratta comunque di garantire nel triennio dei fondi costanti nel tempo per la programmazione dell'attività.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 199.

LAI (D.S.-F.D.). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 169 a firma Selis, Scano e Balia è ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 197 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Lo stanziamento ha due valenze, la prima è che rappresenta un aumento dei contributi alle associazioni degli enti locali e si collega con la politica a sostegno degli enti locali che stiamo portando avanti, e soprattutto nella seconda parte, si prevede la riduzione dello stanziamento per le indennità dei componenti dei comitati di controllo, questo perché noi riteniamo che i comitati circoscrizionali di controllo abbiano una funzione superata. Ho presentato con alcuni colleghi una proposta di legge per la soppressione dei comitati circoscrizionali di controllo, su questo argomento torneremo, per dimostrare che la copertura proposta è una copertura stabile e fondata, mi pare che anche in quest'Aula ci sia un ampio consenso sulla soppressione dei CO.CI.CO, quindi le risorse sono disponibili e, a nostro avviso, possono essere destinate al sostegno delle associazioni degli enti locali che svolgono una funzione preziosa, soprattutto in una realtà regionale come la nostra in cui i comuni in gran parte sono piccoli e piccolissimi, e hanno necessità spesso di un sostegno che talvolta la Regione non riesce a dare e le associazioni danno sopperendo anche a carenze dell'amministrazione regionale. La cifra è modesta, ma il significato politico è importante. Mi auguro che la Giunta e il Consiglio possano accoglierlo e sostenerlo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 200 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Anche questo emendamento, in linea con le cose che abbiamo detto, propone uno stanziamento significativo a favore delle opere pubbliche locali nelle quali i comuni hanno dato prova di grande efficienza, e questa è una delle leggi ormai storiche che ha funzionato e funziona stabilmente in maniera soddisfacente. E` una delle leggi sulle quali i comuni hanno più volte espresso un consenso significativo, a noi sembra che il sostegno, in questo momento, per l'attuazione di questa legge sia importante.

Anche per questo intervento non ci sono problemi di copertura, perché si tratta di rinviare ad un momento successivo il miglioramento del patrimonio regionale, e di ridurre i fondi che sono assegnati, con l'articolo 9 della finanziaria, all'Assessore dei lavori pubblici.

A noi sembra che il centralismo della regione che spesso tutti critichiamo nei dibattiti, poi riemerga nella finanziaria. Se invece di un centralismo regionale in materia di opere pubbliche facessimo prevalere il decentramento agli enti locali, come la legge numero 45 prevede e come questo emendamento prevede, saremmo tutti più coerenti e più efficienti e forse limiteremmo anche il problema dei residui che, come emerge dal conto dei residui, interessa essenzialmente l'Assessorato dei lavori pubblici.

Non è colpa dell'assessore attuale, il conto dei residui è relativo a cinque anni, quindi per una volta non me la prendo con il collega Ladu, che non c'entra nulla con i residui presenti in questo momento, che riguardano i cinque anni precedenti, però, sicuramente, gran parte dei residui sono concentrati nel settore dei lavori pubblici. Comprendiamo la ragione di questo, perché è il settore nel quale la spesa è più lenta, perché una volta fatto lo stanziamento bisogna fare la progettazione e seguire tutta la procedura per l'appalto.

A noi sembra che, limitando la centralizzazione degli stanziamenti e decentrando, si compia una duplice operazione: si sostiene l'attività degli enti locali, si accelera la spesa e si evita di concentrare le risorse nella Regione, facendo sì che questa sia davvero un ente di programmazione, di indirizzo e di controllo e non un ente di appalto, come invece ancora una volta la Giunta ci propone con l'articolo 9. Ne parleremo quando discuteremo di questo articolo..

Mi auguro che ci sia una diffusa sensibilità nei confronti delle esigenze dei comuni e una diffusa coerenza che faccia diventare davvero la Regione un ente di programmazione e non di spesa, non di amministrazione, non di appalto e non di progettazione.

PRESIDENTE. L'emendamento numero175 viene dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai per illustrare l'emendamento numero 177.

LAI (D.S.-F.D.). Questo emendamento è sempre nella linea dell'attenzione verso chi svolge una attività di assistenza. L'istituto sordomuti di Sassari ha quasi un secolo di vita; nella proposta di bilancio della Giunta c'è un taglio, a partire dal 2000, di 30 milioni rispetto all'anno precedente dei finanziamenti destinati a questo istituto. Noi proponiamo non solo il ripristino di questa somma ma l'aumento, in ragione dell'attività assolutamente insostituibile che l'Istituto sordomuti svolge a Sassari, sia fornendo a coloro che sono portatori di handicap quell'assistenza che nessun garantisce loro, sia aiutandoli nell'inserimento scolastico e lavorativo. Anche in questo caso, sarebbe importante che la Giunta tenesse conto della necessità di dare certezza, di una quantità analoga di finanziamenti, nel triennio, per l'attività ordinaria dell'istituto. Quindi la nostra proposta è quella di ripristinare lo stanziamento, di aumentarlo di 50 milioni e di mantenere il finanziamento costante nel triennio. Confidiamo che la Giunta possa accogliere questa proposta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero173

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento riguarda il premio letterario Giuseppe Dessì. Nella proposta della finanziaria venivano tagliati i finanziamenti sia alla fondazione Dessì che al premio letterario. In commissione si è già recuperato - penso che questo sia un errore - ripristinando per il 2000 il finanziamento di 140 milioni per la fondazione, non si è fatto altrettanto per il premio letterario Dessì che per sette - otto anni ha avuto un contributo annuale di 110 milioni e che, se passasse la proposta e non venisse accolto l'emendamento, si troverebbe con 50 milioni in meno di contributo.

Quindi si chiede che per il 2000 venga ripristinato il contributo degli anni precedenti, che ammontava a 110 milioni. Spero che la Giunta accolga l'emendamento, si tratta di 50 milioni per ripristinare il contributo regionale al premio Giuseppe Dessì.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 256.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è da fare una correzione. E' stato erroneamente riportato l'importo di 11 miliardi in luogo di 14 miliardi; quindi se è possibile si deve operare questa correzione, perché si tratta di un mero errore materiale. L'emendamento riguarda i fondi per lo spettacolo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 viene dato per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 268 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo insieme di emendamenti, il parere della Commissione è favorevole per l'emendamento numero 270.

SELIS (Popolari-P.S.). Ma per quanto riguarda gli 11 miliardi a noi non risulta che si tratti di un errore materiale.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si, interveniamo anche su quello.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Non è possibile procedere così. Se vuole, onorevole la Spisa, le cito gli emendamenti che sono rimasti e lei esprimerà il suo parere su ciascuno.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Credo di fare prima dicendo che il parere della Commissione è favorevole solo su tre emendamenti. Sugli altri la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ci dica su quali emendamenti la Commissione esprime parere favorevole.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 270 e 256. Quest'ultimo è l'emendamento appena illustrato dall'Assessore e riguarda i contributi per lo spettacolo.

Confermo quanto ha detto l'Assessore e cerco di spiegare anche il perché di questo errore materiale: questo emendamento interviene su un capitolo di bilancio che era già stato modificato in Commissione. In Commissione sono stati aggiunti, con un emendamento, 3 miliardi, e si è arrivati alla quota di 12. Per cui questo emendamento porta da 12 a 14 la dotazione del capitolo di bilancio.

Erroneamente è stato scritto 11 miliardi perché probabilmente si faceva riferimento ancora allo stanziamento indicato nella proposta iniziale della Giunta. Credo che sia abbastanza chiaro. In questo modo lo stanziamento viene riportato allo stesso livello dell'esercizio precedente.

La Commissione esprime inoltre parere favorevole sull'emendamento numero 268.

Su tutti gli altri emendamenti la Commissione si rimette all'Aula. Per quanto riguarda l'emendamento numero 177 c'è da notare che lo stanziamento per l'esercizio 2000 è stato già incrementato per arrivare a 200 milioni - si tratta degli interventi a favore dell'Istituto sordomuti di Sassari - per cui parzialmente era già stato accolto in Commissione e quindi anche dalla Giunta garantendo la copertura finanziaria necessaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io lascio la parola al collega assessore Sergio Milia, perché dia il parere sull'emendamento che riguarda i centri storici, e poi chiederò io la parola e la chiederà eventualmente anche il collega Silvestro Ladu, Assessore dei lavori pubblici, per esprimere il parere sugli emendamenti che riguardano specificatamente la sua competenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta ritiene che la materia della legge numero 29 del 1998, riguardante i centri storici sia fondamentale. Allo stesso tempo, concordando con quanto esposto da chi ha illustrato gli emendamenti, cioè gli onorevoli Selis e Cogodi, la Giunta intende ribadire che la scelta fatta per l'anno 2000, in relazione al finanziamento della legge numero 29 del 1998 , è dovuta al fatto che nel dicembre 1999 per il primo intervento attuativo di questa legge sono stati spesi 6 miliardi, restano quindi 44 miliardi che praticamente dovranno essere riprogrammati alla luce di quanto esposto dall'onorevole Cogodi e alla luce di quanto, spero, verrà approvato dall'Aula con il collegato alla finanziaria, insieme all'annualità del 1999, cioè degli altri 50 miliardi.

Quindi, per l'anno 2000, ad oggi, possiamo programmare e impegnare - penso già nel mese di luglio, se i tempi tecnici ci soccorreranno -94 miliardi. A questisi aggiungeranno certamente altri miliardi, e spero anche parecchi, a seguito della concertazione con l'Assessore della programmazione, derivanti dal Quadro comunitario di sostegno e quindi da uno degli assi principali identificati dal Programma operativo regionale e dalla Commissione europea.

Quindi, questo primo intervento per il 2000, per quanto riguarda la legge numero 29 del 1998, sarà un intervento massivo perché ai 98 miliardi già disponibili ad oggi, si aggiungeranno altri miliardi di risorse ordinarie derivanti dall'assestamento del bilancio, e di risorse comunitarie derivanti dal Quadro comunitario di sostegno.

Quindi, non credo che, per l'anno 2000, tenendo presente che saremo operativi, compatibilmente, come ho già detto, con i tempi tecnici, dal luglio prossimo venturo, supereremo i 100 miliardi, io mi azzardo a dire anche i 140 miliardi, perché questo è quello che è stato concordato con l'Assessore della programmazione, e quindi, non credo che portare i 50 miliardi dell'annualità del 2000 al 2010 (ricordo che il finanziamento della legge 29/98 è ripartito in 11 anni) comporterà alcun problema.

E' chiaro che la disponibilità di altri miliardi sarebbe importante - e questo cercheremo di ottenere perché una delle priorità dell'Assessorato degli enti locali è quella di finanziare e di trovare altri finanziamenti per questa legge - e penso che, dal prossimo anno, eliminando spese correnti ed abbattendo alcune discrasie di questo bilancio degli enti locali, a seguito di nuove gare d'appalto, in modo che si possa risparmiare sulle spese correnti e sulle spese ordinarie, tutti i proventi verranno indirizzati nel capitolo riguardante la legge 29/98. Quindi, chiedo ai presentatori dell'emendamento di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 71, vero?

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, onorevole Presidente. Parlo anche dell'emendamento numero 170, di cui sono presentatori i consiglieri Calledda, Pusceddu e Cugini, che riguarda i contributi a favore delle province per la pianificazione provinciale. E' un capitolo che è stato rifinanziato quest'anno, nel 1999 mi pare che non ci fosse copertura. Questo Assessorato aveva previsto il finanziamento di 1 miliardo e 700 milioni. Dico subito che la richiesta di 300 milioni contenuta in questo emendamento si può accogliere, però non può gravare sul capitolo 04023 (spese per fitti e locazioni), perché altrimenti non potremmo onorare i contratti. Questo capitolo 04023 è completamente assorbito dai contratti in essere.

Quindi, chiedo che i 300 milioni possano essere trasferiti sul capitolo 04026, che è quello relativo alle spese telefoniche, anche se so che emendamenti di questo genere gravano già sulla tabella relativa al bilancio degli enti locali, ma su questo torneremo più avanti.

Quindi il parere sull'emendamento è favorevole a condizione che la copertura finanziaria gravi sul capitolo 04026, anziché 04023.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento 193, l'onorevole Cogodi nell'illustrazione ha richiamato quanto già è stato concordato dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione in Commissione, tant'è che è stato già presentato l'emendamento che ripristina lo stanziamento originario dei progetti comunali per l'occupazione, riportandolo all'originaria previsione di 100 miliardi.

Questa, è la conferma che l'onorevole Cogodi ha sollecitato alla Giunta, e quindi mi pare che questo emendamento possa essere ritirato.

La Giunta esprime parere favorevole su due emendamenti che sono sostanzialmente identici, uno è il numero 35 a firma dei consiglieri Fois, Cappelli, Biggio e Frau, l'altro è il numero 165 che ha come firmatari i consiglieri Vassallo, Cogodi e Ortu. Per quanto riguarda la copertura finanziaria chiederei ai colleghi di consentire di operare una variazione sul capitolo 36103 delle entrate.

L'emendamento numero 270 è stato presentato dalla Giunta per ricostituire il fondo originario per il Consiglio regionale. Sugli altri emendamenti che riguardano specificatamente la materia dei lavori pubblici esprimerà il parere il collega Silvestro Ladu.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per quanto riguarda gli emendamenti testé ricordati, devo dire chepossono avere delle valide motivazioni, compreso quello che riguarda la legge numero 45.

Quello che invece credo che non possa essere accolto è il fatto che la copertura finanziaria gravi su capitoli che sono assolutamente indispensabili per l'Assessorato dei lavori pubblici e, in modo particolare, sullo 08029.05. Si tratta di capitoli che sono già andati in diminuzione quest'anno sulla base degli impegni presi dalla Giunta e dal Consiglio regionale negli anni scorsi.

Devo dire che da parte nostra, c'è anzi la volontà di rimpinguare questi capitoli proprio perché la Regione Sardegna ha assunto degli impegni precisi nei confronti degli enti locali, finanziando delle opere già autorizzate col relativo decreto.

Ebbene, oggi noi non siamo, sulla base del bilancio che stiamo approvando, proprio a causa delle restrizioni che ci sono state, neanche in condizioni di poter garantire il rispetto degli impegni che abbiamo assunto nei confronti degli enti locali. E` chiaro che un'ulteriore riduzione di questi capitoli significherebbe non rispettare gli impegni che la Regione ha assunto nei confronti degli enti locali.

Mi sorprende molto che vengano presentati emendamenti che eliminano proprio i fondi destinati a onorare impegni già presi dalla Regione Sardegna.

Pertanto, credo che questi emendamenti non possano essere accolti, anzi, credo che il Consiglio regionale farebbe bene a ripristinare almeno le somme che erano previste negli anni passati, considerato che questi sono interventi che si fanno sul triennale, e la Regione Sardegna ha già impegnato dei fondi e quindi non si riesco a comprendere come noi possiamo dire oggi ai comuni, ai quali abbiamo promesso, dei finanziamenti, facendo i relativi decreti, che non ci sono più soldi.

Per questo motivo, pur condividendo lo sforzo che è stato fatto per aumentare certi capitoli, credo che la copertura finanziaria non possa gravare su questi capitoli, non fosse per altro perché la Regione ha già programmato le relative risorse con il triennale e ha già emesso i decreti di impegno e quindi, non può assolutamente essere privata di questi fondi, che ha già impegnato. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi, la Giunta propone di accorpare gli emendamenti numero 166 e 165 al numero 35. La Giunta propone che il capitolo su cui grava la copertura finanziaria sia il 36103 anziché lo 03056. Chiedo ai proponenti degli emendamenti numero 166 e 165 se accettano la proposta.

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene.

PRESIDENTE Quindi gli emendamenti numero 166 e 165 vengono assorbiti dall'emendamento della Giunta numero 35, con la modifica che è stata appena indicata.

SELIS (Popolari-P.S.). Perché vengono assorbiti? Si coordinano.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, si coordinano..

PRESIDENTE. Si coordinano. Però si mette in votazione l'emendamento numero 35. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Intervengo per una questione di igiene politica. Se vi sono degli emendamenti che sono consimili e si trova un modo di raccordarli, anche mediando e accogliendo istanze parziali, l'emendamento che viene mantenuto è il primo.

Non capisco perché noi dobbiamo ritirare il primo emendamento , che è simile a quello di Fois, e debba rimanere quello presentato da Fois. Sono operazioni di bassa macelleria che proprio non vanno bene.

Allora, quando si raggiunge un accordo, o ci si ferma un attimo (e il Regolamento lo consente) per redigere un nuovo e diverso emendamento la cui paternità è di chiunque abbia dato il contributo al nascituro, oppure, non è serio e non è neppure simpatico che debba sparire il primo emendamento e che si mantenga il secondo. Il primo di questo gruppo di emendamenti, verso cui convergono gli aggiustamenti è il numero 165.

PRESIDENTE. Il primo è il "166".

Cogodi (r.C.). Credo che il 165 venga prima del 166, a meno non abbiano cambiato anche l'ordine.

PRESIDENTE. Sì, però nell'ordine di presentazione io ho prima il 166.

COGODI.(R.C.). Ma scusi, i numeri vengono dati in ordine di presentazione?

PRESIDENTE. Sì.

Cogodi.(R.C.). E se i numeri vengono dati in ordine di presentazione....

PRESIDENTE. No, onorevole Cogodi, se l'ordine è questo il primo è il 35 e non c'è dubbio, però, se noi prendiamo l'ordine stabilito dagli uffici, il 166 è stato messo prima perché è comprensivo degli altri.

Cogodi (R.C.). Rimane la considerazione fatta: quando ci sono possibilità di convergenza, di assestamento e di aggiustamento conviene redigere un testo concordato.

PRESIDENTE. Prendiamo quindi il numero più piccolo perché corrisponde all'ordine cronologico di presentazione. Se è così, il numero con il quale coordinare questi due emendamenti è il "35". Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 176, che prevede il ripristino di 50 milioni per l'Istituto Storico Arborense, viene accolto purché gravi sul capitolo 04019. La Giunta non accoglie invece l'emendamento numero 174 per le considerazioni che richiamava lo stesso collega Pier Sandro Scano. E` stata operata una rimodulazione in considerazione del fatto che, per quanto riguarda l'ERSU di Sassari, i mutui non sono stati accesi, e quindi, siamo in grave ritardo e non ci pare utile immobilizzare delle risorse in questo momento. Una parte dell'annualità del 2000, cioè 2 miliardi e mezzo sui 3 miliardi previsti, è stata messa in coda all'ultima annualità. Quindi, il fondo di 55 miliardi rimane integro nei dieci anni, ma in considerazione del fatto che l'ERSU di Sassari non è in condizione di far partire i mutui, si è ritenuto di operare questa scelta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue PITTALIS.) La Giunta non accoglie l'emendamento numero 168, trattandosi di materia che va vista nel suo complesso.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 171, credo che possa essere rimesso ad una valutazione da fare nell'esercizio finanziario 2001 e in quello successivo, pertanto la Giunta non lo accoglie.

L'emendamento 197, non è accolto, così come non si accolgono l'emendamento 200 e l'emendamento 175. L'emendamento numero 177 ha già trovato accoglimento in Commissione, sia pure limitatamente all'annualità del 2000, e quindi invito i presentatori a ritirarlo.

L'emendamento 22 è accolto.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 173 , è stato già ricostituito il fondo in Commissione, e gli uffici stanno accertando la questione del premio letterario Dessì di Villacidro, e quindi, su questo emendamento sospendo il parere della Giunta.

L'emendamento numero268 è un emendamento della Giunta, quindi ovviamente il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. È aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non ho compreso quali sono gli emendamenti che l'Assessore Ladu accoglie, perché ha fatto un intervento che può essere anche condivisibile, ma dovrebbe dirci i numeri degli emendamenti che accoglie o non accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore Ladu. Ne ha facoltà.

Ladu (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Abbiamo detto che praticamente tutti gli emendamenti che sono stati presentati, dal 166 in poi praticamente gravano sul capitolo 08029-05.

Voglio ricordare all'ex assessore Fadda che questo capitolo è stato già abbondantemente ridotto, nel senso che nella manovra finanziaria del 1999, erano previsti per il 2000 trenta miliardi, invece quest'anno ce ne sono 15 e 651 milioni, mentre per il 2001, erano previsti 38 miliardi e adesso ce ne sono 19 e 500 milioni.

E` chiaro che noi in queste condizioni non saremo in grado di rispettare gli impegni che abbiamo preso nei confronti degli enti locali.

Sinceramente io non comprendo come si faccia, tant'è vero che sono stati presentati degli emendamenti per riportare tali stanziamenti almeno al livello previsto negli anni scorsi, proprio perché credo che l'impegno che la Regione ha assunto nei confronti dei comuni, debba essere mantenuto.

Gli emendamenti in discussione svuotano questo capitolo, nonostante la Regione, quando lo stesso assessore Fadda era in Giunta, abbia assunto degli impegni nei confronti dei comuni. Non capisco perché adesso questi impegni non debbano essere più mantenuti dalla Regione. Il fatto che cambino la Giunta e gli Assessori, non significa che la Regione non debba mantenere gli impegni che ha assunto nei confronti dei comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

Fadda (Popolari-P.S.). Io non volevo entrare nel dibattito. Non so se il Presidente abbia compreso la mia domanda, volevo sapere soltanto quali emendamenti sono accolti e quali non accolti. Abbiamo compreso il parere sull'emendamento numero 166, se, anche per gli altri emendamenti, l'assessore Ladu ci dice quelli che accoglie e quelli che non accoglie, possiamo aprire il dibattito.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 166, che va coordinato con il 35 e con il 165, è accolto. Onorevole Fadda è probabile che, siccome sono stati presentati 40 emendamenti, possa confondermi.

Allora, riassumiamo: il 166 viene coordinato con il 165 e il 35, con la precisazione che muta il capitolo che ho già indicato agli uffici; il 194 è ritirato; per quanto riguarda l'emendamento numero 167, invitiamo i presentatori a ritirarlo ed a rivedere la materia in un secondo momento nell'ottica di una ridefinizione del quadro normativo delle competenze regionali e del trasferimento agli enti locali di poteri e di funzioni anche su questa materia. Pertanto il parere su questo emendamento è negativo.

Il 195 è già ritirato. Questi sono gli emendamenti che riguardavano specificatamente la materia dei lavori pubblici.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCCU (D.S.-F.D.). L'Assessore aveva sospeso il parere sul 173.

Vorrei chiedere se la Giunta ha deciso.

PRESIDENTE. Prego Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, abbiamo verificato e, preso atto del parere dell'Assessore della pubblica istruzione, l'emendamento è accoglibile, sia pure facendo gravare il finanziamento anziché sul capitolo 03017 sul capitolo 36103 e, limitatamente all'annualità 2000; poi si vedrà per i successivi esercizi. Se il presentatore è d'accordo su questa impostazione, la Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ovviamente non è possibile riprendere i troppi aspetti delle questioni che, seppure sfoltiti, i molti emendamenti rimasti pongono. Quindi, in una selezione di temi io vorrei riferirmi ancora per un attimo ad una delle questioni che abbiamo ritenuto essenziali riferite a questo articolo della finanziaria, che è quella dei finanziamenti ai comuni per i centri storici.

La Giunta, facendo un singolare ragionamento, dice: "Va bene l'emendamento, va bene la motivazione che lo accompagna, va bene la sua finalità però manteniamo la proposta di tagliare di 50 miliardi i finanziamenti ai comuni per il programma di risanamento dei centri storici". Non è ammissibile che non ci si assuma interamente la responsabilità degli atti che si compiono.

Io ho detto più volte che è nostra convinzione, che chi comanda fa legge, chi comanda ha il potere di fare le leggi e quindi anche di disfarle. Però, se c'è una legge della Regione che ha detto agli enti locali della Sardegna, alle comunità locali: "Dal 1998 al 2008, per 10 anni, voi pensate, programmate, questo è il primo intervento che fa la Regione con una cadenza di finanziamento di 50 miliardi all'anno", le difficoltà iniziali di applicazione della legge che ci sono sempre state e sempre ci saranno, non debbono indurre il governo della Regione a togliere quello che era stato deciso di dare. Non basta dire che nel 2000 ci sono da utilizzare 94 miliardi. Ce ne debbono essere 144, revocando quel taglio di 50 miliardi che è stato fatto, oppure motivandolo!

La Giunta dica "Voglio non dico eliminare ma ritardare questo intervento". La Giunta dica "Voglio indebolire questo intervento" ma nel momento nel quale apprendiamo che tutta la metodologia è stata elaborata, che i comuni, la Regione ed i suoi uffici hanno lavorato perché la legge oggi possa entrare a regime, ma voi pensate che nei comuni della Sardegna, per i centri storici, per il loro valore culturale, sociale ed economico, non sia possibile impegnare 144 anziché 94 miliardi?

Siete in grado di affermare questo nel Consiglio regionale, allo stato attuale delle cose, non a quello di quando fu fatta la legge con le imperfezioni che si dovettero correggere in Commissione, interpretandola ed elaborando i criteri e quindi mettendo in moto tutta la strumentazione necessaria a farla funzionare? Ma, oggi che può funzionare, come fate a dire che la Regione non può immettere nel circuito degli enti locali questo stanziamento, per intervenire nella parte più pregiata del tessuto edificato, nei centri storici, centri antichi (chiamiamoli come vogliamo), per il valore che hanno di salvaguardia, per il valore che hanno, non solo sotto il profilo culturale di conservazione, ma anche di riattivazione delle comunità e dei luoghi dove la gente abita, per, opporsi almeno un poco alla tendenza allo spopolamento delle aree interne? Perché mai oggi la gente dovrebbe continuare ad abitare nei paesi dell'interno se non ha una condizione migliore di vita, o meglio, una compensazione di tante cose che mancano in quei luoghi: meno sicurezza, meno vita di relazione, meno dotazione di servizi di carattere generale. Si è detto da parte di tutti che, se vogliamo in qualche modo contrastare il fenomeno nefasto dello spopolamento delle aree interne, bisogna intervenire anche attraverso delle operazioni qualificate di miglioramento dell'habitat, di creazione, come dire, di differenziali in positivo, che inducano le persone a starvi, o altri a tornare o altri ancora per la prima volta a voler vivere in quelle zone.

Non abbiamo detto che l'intervento regionale sui centri storici aveva finalità di tipo culturale, di socialità ma anche di sviluppo per tutti i settori dell'economia che questo tipo d'intervento mette in moto: le professionalità, gli antichi mestieri, le nuove tecnologie, i materiali, la cura e il trattamento dei materiali che debbono essere utilizzati con questo tipo di intervento specifico?

Lo si è detto nel tempo tutto questo, c'è tutta una letteratura su questi temi. Perché colpire questo intervento e volerlo colpire con una motivazione del tipo: "Tanto non cambia nulla perché ci sono altri finanziamenti nel quadro comunitario di sostegno"? È ovvio che ci devono essere, ma abbiamo detto sempre che gli altri interventi non devono essere sostitutivi ma aggiuntivi. Abbiamo detto che questo intervento della legge regionale doveva costituire il volano, il coefficiente di moltiplicazione, il primo avvio, una prima certezza, e voi lo colpite.

E io dico che è un errore; ritengo che non si possano fare su ogni cosa delle barricate, ma è un errore grave che stanno compiendo l'attuale Giunta e l'attuale maggioranza, e questo errore grave si inserisce su quella linea, che noi abbiamo denunciato, dei tagli nei settori più qualificanti della socialità e dell'economia, delle politiche di carattere recessivo, perché i contributi alle imprese non si danno solo con i finanziamenti alla singola impresa previsti dalle leggi numero "15" e"21" e dalle altre leggi della Regione! I contributi alle imprese si danno anche attivando forme sane di economia e sostenendo il tessuto delle piccole e medie imprese artigiane sparse nel territorio. E tutti hanno sempre detto che l'intervento sui centri storici è uno dei fattori importanti di questa politica. Perché la volete indebolire?

A questa domanda non avete dato una risposta, se non quella di sottrarre 50 miliardi nell'annualità 2000, che voi ritenete di utilizzare evidentemente in altre direzioni. Io dico che state compiendo un errore grave. I comuni sono in grado oggi di gestire non solo 144 miliardi, quanti sarebbero i fondi disponibili con i 50 miliardi che avete sottratto, ma molti di più perché oggi hanno gli strumenti necessari per farlo.

Voglio dedicare un minuto all'emendamento numero174 che riguarda l'ERSU e il diritto allo studio. Noi non siamo firmatari di quell'emendamento, però lo condividiamo. Lo condividiamo però con un'annotazione: non basta continuare a dare solo finanziamenti agli enti regionali, chiamati a gestire settori importanti dell'economia e non solo dell'economia, ma della cultura e delle diverse attività che si svolgono nella nostra Regione, e quelle relative allo studio sono fra le più delicate e sicuramente tra le più importanti; bisogna che si eroghino i finanziamenti per attivare diverse iniziative, per adempiere ai propri fini e ai propri compiti, però la Regione ha il dovere di dare anche direttive precise e di esercitare il necessario coordinamento. In materia di diritto allo studio servono più risorse, ma serve anche gestirle meglio.

Gli ERSU devono avere maggiori finanziamenti dalla Regione perché sono ormai enti regionali, però devono anche fare un programma che in qualche luogo venga da qualcuno valutato. Non possono continuare a comprare alberghi dismessi nei centri delle città, creando posti letto per gli studenti, che costano l'equivalente di 5 posti letto.. Gli alberghi restino alberghi, chi vuole fare alberghi faccia alberghi, chi deve fare case dello studente, faccia case dello studente e risponda all'obiettivo di dare più servizi e migliori a un maggior numero di studenti!

Quindi, dobbiamo fare una riflessione anche sul potere e dovere di indirizzo e di coordinamento che deve svolgere la Regione. Non si può continuare a spendere i danari per costruire le università da una parte e mandare gli studenti dall'altra. Quindi, su questo emendamento io esprimo il mio parere favorevole, ma richiamo l'esigenza e la necessità, che è una necessità di governo in via generale, che agli enti regionali, e quindi anche agli ERSU, si diano indirizzi e si eserciti il potere regionale di coordinamento, perché alcune delle cose che si vedono sono sbagliate, perché non promuovono il diritto allo studio, ma il più delle volte sono di ostacolo alla diffusione di un diritto che potrebbe riguardare, invece, molti più studenti meritevoli e bisognosi. Grazie.

Presidenza del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, voglio intervenire in particolare sull'argomento che mi pare sia il più importante tra quelli affrontati dagli emendamenti presentati a questo articolo. Intendo parlare dell'emendamento che propone di ripristinare lo stanziamento di 50 miliardi per il recupero dei centri storici.

La legge numero 29 del 1998, come credo tutti i colleghi sappiano, è stata sempre ritenuta una legge estremamente valida che però, prima di divenire efficace, ha avuto ritardi che possiamo definire fisiologici e che hanno determinato, come è noto, il fatto, così come anche l'Assessore ha sottolineato, che si sono potuti spendere soltanto 6 miliardi e 800 milioni. Si sono potuti spendere esclusivamente per interventi di carattere primario, cioè per i contributi ai privati che intendono recuperare un immobile che si trovi all'interno di un centro storico che, naturalmente, deve essere un centro storico iscritto regolarmente nel repertorio dei centri storici di cui questa Regione si è dotata. Naturalmente per poter essere iscritti i comuni devono avere una serie di strumenti dei quali molti stanno cercando di dotarsi, ma per fare questo ci vuole il tempo e ci vogliono anche le risorse. E' successo che dei 93 miliardi per le annualità '98 e '99 non si è speso niente, neanche per i programmi integrati e per gli interventi di risanamento. Sono due voci importanti, e si riferiscono gli uni a interventi che coinvolgono in qualche modo anche il privato assieme al comune, e gli altri all'esigenza da parte delle amministrazioni di eseguire delle opere all'interno dei centri storici. Di queste somme non si è spesa una lira, perché non erano disponibili gli strumenti attuativi, né alcuno ha potuto fare domanda per la prima parte degli interventi che la legge privilegia riservando ad essi almeno il 50 per cento dei 50 miliardi, quindi queste risorse sono rimaste del tutto inutilizzate.

Queste risorse sono rimaste del tutto ferme né potrebbero essere spese se la legge non venisse modificata, ma nel momento in cui questa legge venisse modificata, credo che tutti ne siano a conoscenza, le possibilità di intervento con questa cifra resterebbero comunque limitate a quei comuni che rientrano nella precedente situazione. Tutti i comuni che stanno cercando di adeguarsi velocemente per poter accedere a queste risorse, se l'annualità del 2000 venisse meno, vedrebbero rinviata la possibilità di attuare gli interventi ad annualità successive, e quindi non potrebbero in alcun modo accedere alle risorse presenti. Quando si dice che ci sono 93 miliardi disponibili, si trascura il fatto che questi 93 miliardi non sono fruibili da quei comuni che stanno cercando di trovarsi nella situazione che la modifica della legge prevede e che naturalmente per la vecchia normativa sono tagliati fuori.

Un altro aspetto che mi pare vada sottolineato è che (qualcuno l'ha già detto) due importanti centri - Cagliari e Sassari - proprio per il fatto che si erano dotati di piani urbanistici per i centri storici molto ampi, prevedendo più che altro dei piani quadro e non dei piani particolareggiati, hanno altresì riscontrato nell'applicazione della legge che, per ciò che riguarda anche gli interventi primari, non c'è alcuna possibilità di poter avere accesso a questi contributi. Non c'è possibilità di avere accesso ai finanziamenti per i piani integrati, non c'è possibilità di finanziamento per ciò che riguarda i progetti di risanamento delle infrastrutture presenti all'interno del centro storico, ma non c'è nemmeno la possibilità di avere finanziamenti per i privati che intendono procedere. Anche correggendo la legge si verifica che, per la zona di Cagliari, soltanto alcune domande per il quartiere di Villanova trovano risposta, per Sassari invece, per quanto vi sia una quantità notevole di domande, non c'è alcuna possibilità di avere finanziamenti se non in due o tre casi, per cifre irrisorie. Detto questo, se dovessimo in qualche modo rinviare queste risorse al 2010, come si è proposto, disattenderemmo le aspettative, vanificheremmo la modifica della legge che stiamo predisponendo in Commissione, e ci ritroveremmo quindi nella situazione che a fronte di 93 miliardi disponibili sarebbero poche le risorse spendibili per il semplice fatto che la modifica della legge non può essere retroattiva. e, Inoltre se si considera che le richieste fatte fino a questo momento, per il 1998 e il 1999, e credo che stiano arrivando anche quelle del 2000, ammontano a oltre 400 miliardi, ci si rende conto di quale sia la risposta estremamente negativa che questa maggioranza sta cercando di dare a un problema che mi pare tutti quanti concordemente diciamo di sentire. Questo significa che non solo non avremmo dovuto togliere questi 50 miliardi, ma avremmo dovuto sicuramente integrarli, perché se è vero che ci sono domande inevase per oltre 400 miliardi, quest'anno avremmo dovuto stanziare non 50 miliardi ma 200 per cercare di dare una prima risposta esauriente a queste domande.

I centri storici - non credo che sia il caso di andare a spendere ulteriori affermazioni - sono per noi un'importante realtà. Abbiamo costruito intorno a questa importante realtà delle aspettative notevoli che hanno messo in movimento tutta una serie di progettualità e di iniziative che, sicuramente, se disattese con questa cancellazione dello stanziamento di 50 miliardi per i centri storici, non possono che creare disaffezione in una situazione che va sicuramente sempre più degradando. Centri storici che abbiamo voluto classificare in diversa maniera, centri storici che abbiamo in qualche modo voluto catalogare all'interno di quello che è il repertorio, che però se non sosteniamo ancora una volta credo che andremo a perdere, così come si sta verificando, in importanti realtà che non sono soltanto quelle delle zone interne, ma anche quelle delle cosiddette "città regie" perché i 50 miliardi probabilmente non basterebbero per recuperare ognuna di queste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

dettori ivana.(D.S.-F.D.). Voglio richiamare l'attenzione della Giunta e dell'Aula sull'emendamento numero 174, perché in un momento in cui tutti noi sottolineiamo la necessità di investire nella formazione, nella scuola e nel diritto alla studio, vorrei capire la ratio, e la chiedo all'Assessore della pubblica istruzione, del non mantenimento di un impegno importante che nella legislatura scorsa la Giunta aveva assunto.

C'è un ridimensionamento dell'importo, l'assessore Pittalis ci ha dato alcune spiegazioni e su queste tornerò dopo, ma voglio davvero capire il perché ad esempio rispetto a questi importanti investimenti, che in qualche modo mettevano la Regione Sardegna al primo posto fra le Regioni che intendono porre nell'agenda del proprio lavoro politico la centralità della scuola, ci sia stato questo ridimensionamento.

Rileviamo dai dati dell'istat che in continuazione ci vengono sottoposti, come la Regione Sardegna abbia il minor numero di laureati e di laureate rispetto alle altre Regioni, e come su questo influisca pesantemente l'onere che comporta alle famiglie mantenere i figli e le figlie agli studi. Credo che rispetto a questo ci debba essere da parte della Giunta un importante intervento non solo nell'erogazione e nel mantenimento stesso degli stanziamenti, ma soprattutto in quell'opera di indirizzo e di controllo che la Regione deve operare sugli ERSU. Mi sorprende e mi dispiace che abbiamo saputo solo stamane che ad esempio l'ersu di Sassari non ha acceso i mutui e ciò viene addotto come giustificazione al ridimensionamento degli interventi per gli ersu stessi. Se l'ersu di Sassari non ha acceso i mutui necessari per finanziare importanti strutture ed attività che l'ersu deve svolgere è un fatto gravissimo che la Giunta deve accertare e su cui deve intervenire.

Questo lo sottolineo con forza in quanto dall'ersu di Sassari, come sicuramente l'Assessore della programmazione e l'Assessore della pubblica istruzione sanno, dipende ad esempio l'Università di Nuoro che attende da anni interventi importanti per quanto concerne la Casa dello studente, con progetti già pronti al fine proprio di attivare questi strumenti. Credo che su questo non si possa dormire, perché non è pensabile che la Giunta affermi di dover intervenire e poi di fatto non sia conseguente.

Dall'assessore della pubblica istruzione mi piacerebbe sapere anche a che punto sono gli investimenti dell'ersu di Cagliari per l'Università di Oristano, e soprattutto notizie sulla non accensione dei mutui dell'ersu di Sassari che poi ha competenze anche per l'ersu di Nuoro e per una parte per l'ersu di Oristano. Forse è importante che quest'Aula sappia a che punto sono gli interventi di questi due enti e che cosa questa Regione intenda fare affinché le risorse che con fatica sono state stanziate per queste importanti strutture, siano utilizzate per la loro attivazione. Comunque, voglio dire che tutto questo non giustifica il fatto che gli stanziamenti destinati a queste due strutture vengano ridimensionati. Pertanto credo che questo emendamento, benché la Giunta non l'abbia accolto, debba essere rimesso all'Aula e debba soprattutto far riflettere anche i colleghi della maggioranza, perché queste questioni non possono essere poste al centro di tutti gli interventi politici per poi far finta che su questo, siccome non sono stati accesi i mutui, non si debba intervenire. È un errore grave da parte di questa Giunta che io credo che questo emendamento possa cancellare.

Voglio dire una sola battuta sui centri storici. Non riesco a capire, e lo dico all'Assessore degli enti locali che è intervenuto puntigliosamente sulla questione, come si possa disattendere una legge regionale, sulla quale sia il collega Cogodi che il collega Masia hanno giustamente posto l'accento per tutte le implicazioni che essa ha, sia sul piano sociale, sul piano della vivibilità dei nostri centri, anche di quelli più piccoli, sia per l'importanza che ha immettere in un circuito economico così povero ingenti risorse. Non riesco a capire come si possano tagliare queste risorse dicendo che comunque il quadro comunitario di sostegno interverrà anche su questo. Forse ho capito male, ma se è così chiedo scusa e vorrei che l'Assessore rispetto a questo facesse una precisazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

morittu.(D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, devo registrare con una certa sorpresa il rigetto di alcuni emendamenti da parte degli Assessori competenti e della Giunta, soprattutto di quelli che si riferiscono alle politiche di sostegno agli enti locali, dico sorpresa perché ricordo che la settimana scorsa in quest'Aula è stato approvato l'articolo 1 bis "Interventi prioritari in materia economico finanziaria" che recava alla lettera c) "Politiche degli enti locali". A me pare che con il non accoglimento sia dell'emendamento sui 50 miliardi per gli interventi sui centri storici, che sono sicuramente politiche di sostegno agli enti locali, sia degli emendamenti numero"165" e "166" che riguardano il ripristino del budget per i mutui a valere sulla legge regionale numero 33 del 1986, ci sia davvero un cambiamento di rotta rispetto all'accordo politico che è stato sostanziato nell'articolo 1 bis.

Tra l'altro ricordo anche che ai sindaci che sono venuti qua in delegazione a parlare con il Presidente della Giunta e con i Capigruppo consiliari di tutte le forze politiche è stata dichiarata in quelle interlocuzioni una disponibilità da parte della maggioranza ad accogliere l'emendamento teso a ripristinare la dotazione finanziaria prevista dalla legge regionale numero 29 del 1998. Ora io mi sorprendo di questa inversione di tendenza, e tra l'altro vi voglio anche ricordare che questa non è una posizione degli enti locali, dei sindaci, delle loro associazioni e della minoranza consiliare, ma è una posizione acclarata nella relazione collegata alla manovra finanziaria della maggioranza della Quarta commissione che dice testualmente: "Per gli stanziamenti previsti per la categoria dell'urbanistica appare del tutto sorprendente che lo stanziamento del capitolo 04157 sui centri storici non sia stato confermato per l'anno 2000. L'importanza strategica che la Regione ha assegnato alla legge regionale numero 29, impone una radicale inversione di tendenza e l'immediato ripristino del preesistente stanziamento".

Cari colleghi della maggioranza facenti parte della Commissione, onorevole Marco Tunis, Presidente, che ha sottoscritto e che ha accolto calorosamente questo indirizzo della Commissione facendolo proprio come Presidente, come la mettiamo con le argomentazioni qua addotte dall'Assessore dell'urbanistica che chiede il ritiro dell'emendamento? Io queste motivazioni, devo essere sincero, davvero non riesco a condividerle, né riesco a capirle fino in fondo. L'Assessore non ci ha detto per esempio qual è la motivazione; l'unica motivazione addotta è che ci saranno i fondi del Quadro comunitario di sostegno domani e quindi ci penseremo con tali fondi strutturali. Ma più volte tutti abbiamo concordato, e questo concetto è stato già ribadito, che tali finanziamenti devono essere aggiuntivi, devono essere fondi che aiutano a superare gap e posizioni di sottosviluppo, non possono essere sostitutivi perché altrimenti davvero il nostro intervento, anche quello legislativo, diventa qualcosa di molto aleatorio. Non ci ha detto per esempio quanto è l'ammontare delle richieste che gli enti locali in Sardegna hanno recapitato all'Assessorato all'urbanistica nel giro di un solo anno, perché nel 1998 non c'è stata una sola possibilità salvo per qualche "furbo", e su questo apro un inciso: non credo che l'articolo 1 che voi proponete nel collegato di modifica alla "29" sia davvero accoglibile, perché è un articolo che prevede una sanatoria per le furbizie del 1998 con una norma retroattiva, ma questo sarà un argomento che affronteremo in commissione e in aula quando entreremo nel merito delle modifiche che voi proponete alla legge regionale numero 29. L'Assessore non ci ha detto a quanto ammontano. Non ci ha fatto l'onore di partecipare ai lavori della Commissione, io ho fatto la domanda al funzionario, e mi ha detto che solo per i piani integrati l'ammontare è intorno ai 400 - 450 miliardi, non ricordo bene la cifra ma l'ordine di grandezza sicuramente è questo; senza contare poi che ai piani integrati, che non credo rappresentino la totalità delle richieste avanzate dai comuni, bisogna aggiungerei i piani di riqualificazione urbana, e credo che si tratti di richieste sostanziose e pesanti, gli interventi di recupero primario e così via. L'Assessore non ci ha detto: "Siccome le richieste ammontano a 120 miliardi e noi ne abbiamo 110, gli altri dieci li avremo con i fondi strutturali." Non è così, il panorama non è questo, in un anno ci sono state numerosissime richieste da parte degli enti locali, e ciò a dimostrazione che la legge è stata salutata positivamente non soltanto da quest'Aula che l'ha approvata all'unanimità, ma è stata accolta davvero positivamente dagli enti locali, dai cittadini, dalle imprese, che hanno compreso davvero le potenzialità che questa legge ha in sé. Ed è vero, perché questa legge ci consente di recuperare i centri storici, ci consente di sprecare minore territorio rispetto allo spreco al quale abbiamo assistito negli anni settanta ed ottanta col dilagare di periferie anonime e abnormi, delle villettopoli dei paesi che ci circondano con architetture, le più svariate ma anche le più brutte rispetto all'armonia e alla semplicità dei nostri centri storici che meritano davvero di essere recuperati. E il recupero non è soltanto un recupero di carattere architettonico e ambientale, è un recupero dell'umanità che vive dentro questo centri storici; è un recupero dei mestieri che dentro questi centri storici si esercitavano, per consentire ai nostri artigiani di recuperare arti e mestieri di un tempo.

Leggo continuamente sui giornali che i nostri centri storici sono ormai oggetto di studio e di proposta per il loro utilizzo non soltanto a fini abitativi, ma anche a fini ricettivi. C'è una legge regionale esitata qualche anno fa che inaugura un nuovo sistema ricettivo che è quello dell'albergo diffuso. Molti dei nostri piccoli centri stanno pensando di rianimare i centri storici utilizzandoli anche parzialmente per la ricettività diffusa. Non voglio adesso ripetere quanto ho letto sulle dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Floris, su questo tipo di ricettività, la ricettività modello scozzese del bed and breakfast. Queste cose le possiamo fare soltanto nei nostri centri storici. E come le possiamo fare se non abbiamo risorse, e le risorse previste dalla legge erano insufficienti secondo me, e ne sono una dimostrazione chiara le richieste che sono state avanzate in un solo anno? In un solo anno ci saranno, credo, non meno di cinque - seicento miliardi di richieste che equivalgono praticamente alla dotazione decennale prevista per la legge, ed allora come si può pensare di tagliare risorse nel 2000 pensando di trasferirle al 2007, al 2008, quando l'esigenza è fortissima oggi e a questa, secondo me, dobbiamo una risposta? Lo diceva il collega Masia, non c'è né Sassari né Cagliari in questo conteggio dei cinque - seicento miliardi, o ci sono in misura assai esigua, forse ci sono anche poco alcune altre città regie della Sardegna. Io ho chiesto al Presidente della quarta Commissione che ci faccia pervenire l'elenco delle richieste di contributo che sono state avanzate all'Assessorato all'urbanistica perché da questo vogliamo partire per fare anche le nostre osservazioni in commissione.

Chiudo rivolgendo un appello ai colleghi consiglieri della maggioranza perché su questo emendamento mantengano la coerenza necessaria con l'impegno da loro preso nella relazione di accompagnamento al bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S..-F.D.). Signor Presidente e colleghi, anch'io credo che la Giunta nel respingere questi importanti emendamenti, che sono stati proposti dall'opposizione, abbia commesso un grave errore che mi auguro che l'Aula potrà correggere.

Anch'io voglio soffermarmi su un tema che già è stato abbondantemente trattato dai colleghi che mi hanno preceduto e che riguarda in modo particolare le politiche di sostegno agli enti locali con una particolare attenzione verso il tema dei centri storici. Credo comunque che sia un gravissimo errore non accedere agli emendamenti che sono stati da noi proposti per quanto attiene la contrazione di mutui per le opere pubbliche da parte degli enti locali. E` un aspetto certamente grave e che non appartiene soltanto alle forze del centrosinistra, perché le difficoltà le troveranno tutti gli amministratori qualunque sia il colore dell'amministrazione che governa nei diversi comuni.

Per quanto riguarda il capitolo dei centri storici credo che qui si stia commettendo un grave errore che non è soltanto di tipo amministrativo, ma credo sia anche di carattere culturale. Abbiamo sentito in quest'Aula e fuori di quest'Aula che tutte le forze politiche stanno andando a caratterizzarsi in senso fortemente regionalista e sardista. La non accettazione dell'emendamento che noi abbiamo proposto, e cioè il non reinserimento dei 50 miliardi per l'annualità 2000 è un gravissimo errore che ha anche questa importante valenza.

La legislazione nazionale nel definire le zone omogenee, definiva i centri storici come le parti più vecchie della nostra città e con delle caratteristiche di storicità. La legge di recepimento della Regione Sardegna, parla per le zone A, per i centri storici, anche di zone di valenza tradizionale. E credo che non sia il caso che si vada a rispolverare quello che ha scritto Le Lannoux in "Pastori e contadini di Sardegna", quello che ha scritto l'architetto Aimonino per definire cosa è un centro storico, cosa sono le tipologie edilizie e la morfologia urbana, ed anche ciò che ha scritto il sardo Vico Mossa nel suo libro "Architettura domestica in Sardegna" descrivendo i nostri centri storici e le nostre tipologie edilizie.

Negli anni sessanta è stato fatto grande scempio dei nostri centri storici, uno scempio pesante, che ha lasciato tracce che credo comunque possano essere in qualche misura recuperate. Grandi studi e grandi ricerche sono stati fatti e continuano ad essere fatti ancora attorno a questi temi, io vedo una grande insensibilità da parte di questa maggioranza e di questa Giunta sulle problematiche dei centri storici.

Il recupero dei centri storici non significa soltanto accedere a delle richieste che vengono fatte dalle amministrazioni comunali, che è un fatto certamente importante, ma ha delle implicazioni enormi. Noi parliamo, e anche voi ne avete parlato nel vostro programma, di allargamento della stagione turistica, non riusciamo a capire in che modo si possa creare un allargamento della stagione turistica se non andiamo ad intervenire su quella che è la parte più autentica della Sardegna sotto il profilo architettonico ed urbanistico. C'è una contraddizione assolutamente palese da parte dell'Esecutivo che parla di allargamento della stagione turistica, però non mette in campo gli strumenti che possono consentire, anche in questo settore, un intervento adeguato.

Ma il restauro, come è stato già ricordato, e questa è stata una intuizione importante di questo Consiglio regionale che si è tradotta nell'approvazione della legge "29" del 1998, può essere un volano anche per l'economia, un volano per l'artigianato, una boccata d'ossigeno per i nostri artigiani per riportare le botteghe nei centri storici, ma anche per rianimare arti e mestieri che in qualche misura vanno sparendo.

Quindi le motivazioni per ripristinare lo stanziamento di 50 miliardi per l'annualità del 2000 sono tante, e il motivo che viene addotto per rifiutarlo è che sono stati spesi soltanto circa sei miliardi. I colleghi Morittu, Masia, ed altri hanno spiegato il perché di questi ritardi; noi sappiamo bene che non esistono soltanto le sette città regie in Sardegna, ma c'è la moltitudine dei centri storici dei nostri piccoli paesi che hanno necessità di interventi cospicui, e dobbiamo dare il tempo ai comuni perché gli studi vengano fatti. Gli studi si stanno facendo e molti comuni si stanno attrezzando. Io credo che questo sia veramente un atteggiamento di disprezzo nei confronti del lavoro che le amministrazioni comunali stanno facendo in questi mesi e che hanno cercato di fare dal momento dell'approvazione della legge ad oggi. Quindi, credo che i colleghi, soprattutto quelli che sono oggi amministratori comunali o che lo sono stati, abbiano un'adeguata e sufficiente sensibilità per approvare gli emendamenti che noi abbiamo proposto su questo tema.

Per quanto attiene alla connessione tra i problemi dei centri storici e le politiche ambientali, credo che ci sia una forte correlazione tra le due questioni e che si debba comunque trovare una serie di tasselli che si compongano in un quadro complessivo che dia delle risposte adeguate nei diversi settori dei quali stiamo parlando.

Per quanto riguarda le tematiche politiche e culturali, la collega Dettori ha appena parlato dell'emendamento relativo all'impinguamento del capitolo relativo agli ersu. Quello del diritto allo studio è un problema grosso, l'assessore Pittalis conosce bene anche la situazione della giovane università nuorese, che ha necessità, al pari di altre, di sostegno adeguato. Credo che rigettare questo emendamento sia un errore, che contraddice i principi che vengono enunciati dalla Giunta presieduta dall'onorevole Floris.

In conclusione credo che sulle questioni che stiamo discutendo, relative a questo articolo della finanziaria, l'opposizione abbia proposto degli emendamenti, che non hanno nessuna valenza di tipo strumentale, ma toccano problemi ed aspetti che possono essere condivisi da tutti. Va detto, tra l'altro, che il tema del recupero dei centri storici non può essere di competenza esclusiva dell'Assessore degli enti locali, ma che ha una valenza di carattere interassessoriale, perché interessa l'Assessore alla pubblica istruzione, interessa l'Assessore ai lavori pubblici, interessa l'assessorato agli enti locali. Penso quindi che questo tipo di intervento nei centri storici debba vedere anche, e mi meraviglio che non ci sia stata, una coralità di adesioni alla proposta da noi avanzata.

Concludo il mio intervento con l'auspicio che, da parte dei colleghi della maggioranza, ci sia un voto favorevole affinché possa essere realizzato questo importantissimo intervento sui centri storici, ripristinando lo stanziamento di 50 miliardi, così come previsto negli emendamenti da noi proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Mi sorprende che, dai banchi della maggioranza, non si partecipi a questo importante dibattito, che non attiene alla funzione consolidata che la Regione svolge aprendo e chiudendo i rubinetti, senza fare nessuna considerazione di merito e di valore sulle cose che facciamo.

Credo che il problema dei centri storici sia un problema molto serio, sul quale dobbiamo riflettere e che attiene a una conquista della Regione Sardegna dopo anni di attesa, una conquista neanche tanto scontata che fu accolta positivamente dalle amministrazioni locali, anche perché lo stanziamento di una cifra iniziale di 50 miliardi l'anno, fu giudicato unanimemente già allora, all'atto del varo della legge, insufficiente per corrispondere adeguatamente alle ambizioni di questa legge, ma doveva rappresentare un segnale per l'avvio di un processo mirato e globale in Sardegna. Ora si propone l'interruzione di questo flusso finanziario, affermando che ci sono 94 miliardi ancora da spendere. Questo ragionamento non è accettabile perché conferma la logica che la Regione apre e chiude i rubinetti senza nessun altro criterio.

Il Consiglio regionale ha bisogno di conoscere, rispetto a questa legge e alla filosofia che la ispira, quale è il fabbisogno reale per la sua attuazione, e questo non significa, Assessore, solo constatare il numero delle domande, ma verificare quali iniziative di promozione la Regione sta portando avanti per indurre le comunità ad avvalersi di questo strumento. Basterebbe citare, come hanno fatto i colleghi, le città di Cagliari e Sassari per dire che la cifra disponibile è largamente insufficiente a corrispondere a questa ambizione, anche perché l'entità dei finanziamenti necessari, quando si interviene nei centri storici, è molto elevata, per il tipo di interventi, che sono complessi e radicali, e che attengono ad un complesso di sottoservizi, di ristrutturazioni a favore dell'handicap, ai trasporti, per porre rimedio alle condizioni di sfascio che si sono verificate nel tempo all'interno dei centri storici, che ahimè ospitano grandi superfici lastricate di vetrocemento o cemento amianto, di cui conosciamo anche i pregi sotto il profilo della salute!

Dico di più, il problema dei centri storici va valutato all'interno di una considerazione più generale, perché se nel frattempo interrompiamo questo processo e si dilatano le aree di espansione urbana con un incremento dei costi delle opere di urbanizzazione e dei servizi, si annulla l'appetibilità dei centri storici perché, di fatto, le città offrono maggiori servizi, maggiore appetibilità sotto il profilo delle aree di espansione.

La legge è per altro ancora sbilanciata. Vorrei sollevare un problema, che ci riserviamo di riproporre nella sede della Commissione competente, perché osserviamo che ci sono oggi, alcuni ambiti urbani, pur non inclusi nelle zone A, ma ricompresi nelle zone B, che sono sottoposti a vincolo paesistico e hanno allo stato attuale un indice di trasformabilità edilizia che è pari a quello dei centri storici. Noi possiamo invece introdurre dei criteri di valutazione di merito, caso per caso, che permettano di attuare degli interventi anche in queste aree che, tutto sommato, hanno gli stessi vincoli e gli stessi limiti di trasformabilità delle aree cosiddette storiche.

C'è di più: bisogna che noi consideriamo anche alcuni altri aspetti di carattere più generale. E' stato detto che questa legge ha un suo valore solo se riconosciamo il valore dell'indotto che si può sviluppare con un intervento complessivo sui centri storici. E' stato detto più volte che il recupero di alcuni mestieri, e il concetto stesso dello sviluppo locale e della cultura del saper fare che si diffonde sempre più, finalmente potrebbe mettere molti centri della nostra regione in condizioni di poter competere, anche sotto il profilo dell'appetibilità turistica e dello sviluppo economico. C'è poi il problema dello spopolamento. L'incertezza di un processo avviato e interrotto, per l'assenza di finanziamenti, ha dei riflessi anche dal punto di vista demografico, perché i centri storici si spopolano, come si spopolano i piccoli centri, perché mancano i servizi e mancano le opere di urbanizzazione secondaria.

Ritorno al problema centrale: se non consideriamo che ogni legge induce un processo, che è un processo economico, sociale ed antropologico, noi non facciamo una riflessione attenta sulle leggi che mettiamo in campo e che costano anche un lungo periodo di lavoro e di mediazione. La continuità serve, e serve non tanto per dare un segnale in termini di quantità di risorse, ma un segnale di qualità della legislazione che è stata prodotta e di promozione dell'attività degli enti locali.

Voglio dire un'ultima cosa sulle università. Diceva bene la collega Dettori, e io lo ribadisco, che non si può accettare la logica e l'enfasi dialettica del concetto di università diffusa se non ci si rende conto che oggi assistiamo, soprattutto nelle zone interne, alla nascita di realtà nuove (si è parlato di Nuoro e Oristano), realtà che, se osservate con attenzione, mostrano una crescita progressiva e costante della popolazione universitaria. Questo fatto determina l'esigenza di parificare sul piano dei servizi gli studenti universitari a quelli delle grandi aree madri dell'università in Sardegna, con specifici interventi che guardino al consolidamento, perché il pericolo che noi corriamo nelle università all'interno della Sardegna è che prima o poi manchi il supporto per radicarle, perché già vivono in una condizione di convenzionamento con le università madri, se per di più saranno discriminati sotto il profilo dei servizi e delle infrastrutture universitarie si correrà il rischio che queste esperienze siano solo meteore e niente di più. Cito per esempio il caso di Oristano. Il comune di Oristano ha destinato nel suo puc aree specifiche all'insediamento di infrastrutture universitarie con deliberazione adottata all'unanimità dal consiglio comunale, questo è un dato che dovrebbe indurre il Governo regionale a riflettere su alcuni investimenti essenziali che noi riteniamo importanti, perché non basta comprare i computer, ma bisogna anche creare le condizioni perché dal computer si passi ad un livello di acculturazione superiore, a livelli che consentano di guardare, non solo per alcune parti della Sardegna, ma per tutta la nostra Isola, nella sua complessità e interezza, a una competizione che ormai travalica i confini regionali e nazionali.

PRESIDENTE. Sono le 14 e 5 minuti, ci sono ancora due iscritti a parlare più la Giunta. Si era concordato che avremmo interrotto alle 14. Se proseguiamo sino alla votazione dell'articolo e degli emendamenti non concluderemo prima delle 15. Io propongo all'onorevole Cugini, se è d'accordo, di svolgere il suo intervento, poi interromperemo i nostri lavori, per riprenderli con l'intervento dell'onorevole Selis.

CUGINI (D.S.-F.D.). Avevamo concordato di interrompere i nostri lavori alle 14. Sono le ore 14, interrompiamo e riprendiamo alle 15.

PRESIDENTE. Effettivamente questo era l'accordo. I lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 15.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 02, viene ripresa alle ore 15 e 23)

Congedo

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Comunico all'Aula che il consigliere Giovanni Giagu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo; se non ci sono osservazioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente della Giunta, ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento, sui provvedimenti adottati in ordine al commissariamento degli enti regionali

PRESIDENTE. Ricordo che, come concordato unanimemente dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, l'ordine del giorno reca le comunicazioni della Giunta sui provvedimenti adottati in ordine alla nomina dei commissari degli enti regionali e poiché il Presidente della Giunta aveva un precedente impegno ha chiesto di fare ora all'Aula le sue comunicazioni. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. La ringrazio Presidente, le chiedo scusa della distrazione. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi riteniamo la richiesta che il Presidente della Giunta riferisca all'Assemblea sulle ragioni per le quali si è proceduto a nominare i commissari degli enti, una richiesta legittima ed opportuna. Non condividiamo invece il giudizio di quanti hanno qualificato il legittimo comportamento della Giunta regionale come un atto prevaricatore nei confronti della volontà del Consiglio regionale. La Giunta ritiene di aver agito con la massima chiarezza e trasparenza, seguendo le procedure previste, con la consapevolezza di aver adottato i provvedimenti nel rispetto più assoluto delle norme vigenti. Se così non avesse fatto non avrebbe rispettato il dettato delle leggi che il Consiglio regionale ha approvato negli anni scorsi per disciplinare e regolamentare la costituzione e il funzionamento degli organi degli enti di competenza regionale.

Non si possono per altro addebitare a questa Giunta regionale comportamenti e provvedimenti del passato, ai quali invece si dovrebbero indirizzare le censure che oggi vengono formulate in quest'Aula e fuori di quest'Aula.

Faccio queste affermazioni senza alcuna vena polemica verso chicchessia, ma come conseguenza di considerazioni oggettive derivanti dall'esame degli atti politici, giuridici ed amministrativi che sono stati posti in essere dall'inizio della passata legislatura, nel momento in cui si tentò di porre mano alla riforma degli enti; una riforma sempre invocata, sempre proposta, mai attuata. Non si può parlare di questo argomento senza richiamarci alle disposizioni legislative che questo Consiglio ha approvato per preparare ed agevolare i processi di riforma degli enti regionali. La legge regionale numero 20, mentre provvedeva a semplificare l'ordinamento degli enti strumentali, con norma transitoria determinava la scadenza di tutti gli organi degli enti al 31.12.1995; ponendo con questo, per quanto attiene la scadenza, tutti gli enti sullo stesso piano. Il termine che ho richiamato fu prorogato fino al 31 marzo 1997 con la legge regionale numero 25 dell'8 luglio del 1996. La proroga era stata resa necessaria dal fatto che la Regione non aveva attuato la riforma degli enti entro la data programmata del 30 giugno del 1996. La Giunta allora in carica presentò un disegno di legge, il numero 328, con il quale proponeva al Consiglio una ulteriore proroga dei termini previsti, prorogando il tutto al 31 dicembre 1997. Il Consiglio regionale di allora bocciò il provvedimento presentato dalla Giunta regionale che ci ha preceduto e non diede l'approvazione per l'ulteriore proroga. Quella Giunta, nonostante il Consiglio avesse bocciato quel provvedimento, con una delibera del 24 aprile 1997, ha deciso di procedere ugualmente al rinnovo degli organi prorogandone la durata in carica fino all'approvazione di norme organiche di riforma e comunque non oltre il 180esimo giorno successivo all'insediamento del nuovo Consiglio. Ovverosia, in sostanza, la Giunta regionale, che si trovava di fronte ad un provvedimento di legge bocciato dal Consiglio regionale, ha prorogato con atto amministrativo i termini, avocando a sé tutti i poteri del Consiglio regionale. In ogni caso, così procedendo, la Giunta dell'epoca ha avviato la procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 11 anziché quella prevista dal comma 2 della medesima legge. Infatti tutti quanti noi siamo stati alquanto distratti, perché per la verità le cose che io sto dicendo oggi in quest'Aula sono state dette dall'ufficio assemblea del Consiglio regionale all'atto del nostro insediamento, con i verbali della deliberazione adottata dal Consiglio regionale, con un atto deliberativo assunto non in presenza degli organi formali della Giunta stessa e con tutte le nomine che dovevano essere portate avanti.

In quella deliberazione, con cui la Giunta regionale prorogava i termini di durata degli organi di amministrazione degli enti, veniva sottolineata la necessità di ricostituire gli organi, abolendo di fatto la disciplina prevista nella nuova legge che prevedeva invece la riforma degli enti e che ne quantificava il numero e ne indicava la data di scadenza.

Nonostante questa precisazione, della quale questa Giunta regionale ha tenuto conto, la precedente Giunta ha contraddetto questo principio prorogando il termine di durata degli organi di amministrazione degli enti al 180esimo giorno successivo all'insediamento del Consiglio, per tutti gli enti, a prescindere dalla durata degli organi prevista in ciascuna legge istitutiva. In sostanza la Giunta precedente ha detto: non esiste più la legge che prevede la riforma degli enti, non esistono più le norme transitorie, non esiste più una scadenza predisposta dal Consiglio regionale, dobbiamo ritornare alle leggi istitutive. Però, nonostante questo principio, non ha rispettato le stesse leggi istitutive, dando un termine uguale per tutti, mentre noi sappiamo che ci sono dei consigli di amministrazione di enti che hanno scadenza triennale, quadriennale e quinquennale.

Quel provvedimento, in assenza di una precisa disposizione legislativa di proroga dei termini di cui all'articolo 28 della legge 20, non poteva essere introdotto. Di ciò questa Giunta regionale ha avuto compiuta conoscenza e consapevolezza il giorno immediatamente precedente alla scadenza degli organi, quando il Presidente della Giunta avrebbe dovuto avere i poteri sostitutivi. Valutate tutte le circostanze, alla Giunta non rimaneva altro da fare che rimettere in movimento il processo riformatore avviato con la legge del 1995, bruscamente interrotto nel 1997. E a questo scopo l'unica strada percorribile a noi è apparsa la nomina dei commissari straordinari, nelle persone di funzionari regionali, per il tempo strettamente necessario per il ripristino dell'amministrazione ordinaria degli enti, che passa necessariamente attraverso il riavvio dei procedimenti introdotti dalla legge numero 20. Sul caso particolare dell'ARST e degli enti i cui consigli di amministrazione sono designati in tutto o in parte dal Consiglio, occorre dire che per essi, sotto il profilo giuridico, il problema è perfettamente identico a quello che ci siamo trovati di fronte per quanto riguarda gli altri enti. Ma mentre per gli enti i cui organi vengono nominati interamente dalla Giunta questa ha proceduto alla nomina dei commissari, per quanto riguarda l'ARST la Giunta si è trovata con un problema in più determinato dalla presentazione delle dimissioni da parte di alcuni amministratori e quindi si è vista impossibilitata a costituire l'organo di governo.

Conclusivamente, su questa vicenda la Giunta ritiene di aver operato nel rispetto della volontà del Consiglio - ed è questo che mi preme sottolineare.- espressa fin dalla scorsa legislatura; volontà alla quale ha inteso rimettersi con la presentazione contestuale di un apposito disegno di legge, per investire del problema l'Assemblea regionale, al fine di ristabilire termini di chiarezza in vista dell'avvio del processo di riforma degli enti. Non intendiamo aprire un contenzioso con il Consiglio regionale, né vogliamo sottrarci per nessuna ragione alle decisioni che lo stesso vorrà assumere, siamo convinti che con i provvedimenti adottati sia stato reso un contributo positivo all'esigenza di certezza istituzionale.

Vorrei chiudere dicendo che a chi dall'esterno denuncia l'insorgere di responsabilità amministrative, contabili, civili e perfino penali, facciamo osservare che la Giunta, anziché perpetuare una situazione che a quelle responsabilità avrebbe potuto portare e potrebbe portare, ha oculatamente operato rimuovendone le ipotetiche cause e riducendo all'essenziale la spesa pubblica.

PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che si apra il dibattito assegnando dieci minuti di tempo a ciascun Gruppo. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Voglio riprendere diverse considerazioni che il Presidente Floris ha sottoposto alla nostra attenzione e aggiungerne altre che sono comunque alla nostra attenzione e che non sono state richiamate dal Presidente Floris. E forse queste ultime sono quelle che hanno determinato la scelta finale del commissariamento degli enti. Il Presidente Floris richiama giustamente un processo riformatore che si è interrotto nel precedente mandato - non ho nessuna difficoltà a riconoscerlo - per difficoltà politiche a portarlo avanti. Però, detto questo, devo anche richiamare il fatto che proporre oggi, attraverso il commissariamento degli enti, l'argomento riforme mi sembra più una dichiarazione per giustificare il commissariamento che la dimostrazione di una volontà effettiva di procedere alla riforma degli stessi enti. Perché nascondere, che nelle settimane passate, tra le forze politiche della maggioranza si è aperto un feroce confronto sulle scelte da fare per quanto riguarda la composizione dei consigli di amministrazione? Sappiamo, non solo per quello che hanno scritto i giornali, ma per lo scambio di opinioni e di valutazioni che noi abbiamo avuto occasione di fare con diversi colleghi della maggioranza, che è presente, tra le forze politiche della maggioranza, uno scontro abbastanza violento sulla composizione dei consigli di amministrazione.

Questo avviene perché una parte dei colleghi della maggioranza propone la nomina di persone conosciute e fidate: fratelli, zii, nipoti, (non dico cugini perché potrebbe sembrare una richiesta di nomina). Parenti, fratelli, zii sono stati quindi oggetto di valutazione da parte delle forze politiche della maggioranza per comporre i consigli di amministrazione degli enti. E nonostante la riconosciuta competenza spartitoria che deriva da una esperienza politica antica, avete registrato una difficoltà a comporre i consigli di amministrazione, e questa difficoltà a trovare un punto di incontro ha determinato la scelta del Presidente della Giunta o della Giunta di procedere al commissariamento. Questa è la ragione vera, non c'entra niente il ragionamento sull'esigenza di riforme, che è reale, perché altrimenti nei giorni passati avremmo assistito a proposte dei singoli consiglieri, avremmo assistito a proposte dei Gruppi, avremmo assistito a proposte della Giunta per riformare gli enti stessi. Invece, di tutto questo non si è parlato, si è parlato della composizione dei consigli di amministrazione. E questa attività della maggioranza ha portato a serie divergenze. Io non so se quello che hanno scritto i giornali questi giorni, sul colloquio vivace tra la collega Pilo e il collega Pittalis, derivi tutto dai problemi relativi alla finanziaria, o se invece parta - come appare che parta - da valutazioni diverse sulle nomine da fare negli enti.

Da quello che risulta anche qui, per confidenze fatte da colleghi della maggioranza, le divergenze sono prevalentemente sulle nomine, quindi è bene dire le cose come stanno: ci sono difficoltà e la strada che la maggioranza ha imboccato è quella del commissariamento.

Quando le riforme saranno all'ordine del giorno ne discuteremo, però ho già potuto verificare che diversi colleghi della maggioranza non hanno accolto la nostra richiesta di firmare una nostra proposta per quanto riguarda l'abolizione dei CO.CI.CO., il che vuol dire che la volontà riformatrice si limita alle dichiarazioni. Però c'è un aspetto che è bene richiamare, ed è quello che ci ha visto partecipare tutti insieme alla votazione per la formazione dei consigli di amministrazione degli enti che abbiamo nominato la settimana passata. In quel momento, Presidente Floris, nessuno ha richiamato le questioni delle riforme, nessuno ha richiamato i ritardi della vecchia maggioranza, tutti abbiamo partecipato, ognuno per la propria competenza, al voto per nominare i consigli di amministrazione. Abbiamo votato tutti, ha votato anche il Presidente della Giunta regionale. Abbiamo votato tutti e sapevamo cosa stavamo facendo, sapevamo che si concorreva alla formazione dei consigli di amministrazione degli enti che poi, dopo due giorni, sono stati commissariati. Abbiamo nominato anche il presidente dell'ARST, l'abbiamo votato qui, ed abbiamo partecipato tutti alla votazione, e il presidente che è risultato eletto non è quello che voi avevate prima scelto come presidente, perché avevate deciso di nominare un presidente, non di commissariare l'ARST. A voto segreto, la persona che voi avete votato non è stato eletta, perché se fosse stata eletta la persona proposta da voi l'ARST non sarebbe stata commissariata. Siccome non è stato eletto il vostro candidato, ma è stato eletto un candidato diverso, un rappresentante del centro sinistra, anche l'ARST è rientrata nella logica della riforma, della moralizzazione degli enti pubblici, del risparmio che deve essere realizzato, ecc. ecc..

La verità anche qui è un'altra: le divisioni interne alla maggioranza hanno prodotto un presidente diverso da quello che voi avevate lottizzato (come dicevate a noi prima) e siccome la lottizzazione è andata male, avete cercato di rimediare attraverso il commissariamento. Però c'è un problema, e la risposta su questo non la deve dare solo il Presidente della Giunta regionale, che darà una risposta reticente, come reticente è stata l'introduzione, ma il Presidente del Consiglio che deve spiegare a tutti noi, a quelli che abbiamo ricevuto la lettera, cosa intende fare per quanto riguarda la ricomposizione del consiglio di amministrazione dell'ARST. Lei ci ha mandato una lettera dicendo che metterà all'ordine del giorno la rielezione dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST che si sono dimessi, e mette in capo al Consiglio l'elezione stessa non potendo, per questioni tecniche, nominare direttamente questi componenti, perché non in condizioni di farlo. C'è una contraddizione, quindi. Se noi dobbiamo eleggere i due o tre consiglieri di amministrazione dell'ARST, e abbiamo messo all'ordine del giorno l'argomento, come può il Presidente della Giunta o la Giunta contrapporsi al Consiglio? L' esecutivo si contrappone all'organo legislativo, ossia fa un golpe, un colpo di mano, notturno, non alla luce del sole, ma con le lampadine accese, a notte fonda, per cercare di trovare l'accordo, e commissaria anche l'ARST. Ossia si risponde al Consiglio regionale, che ha votato e ha eletto il Presidente dell'ARST, dicendo: "Voi non avete competenza, non siete nessuno, intervengo io e nomino uno diverso da quello che voi avete eletto".

Neanche il collega Contu, che normalmente tende a svolgere il ruolo di pacificatore, potrà spiegare questa divergenza tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta. Uno dei due cerca di creare una situazione che penalizza il Consiglio regionale; o è il Presidente Floris o è il Presidente Serrenti. Io personalmente sono portato a dire che sono tutti e due, che c'è convergenza su questo aspetto e che quindi il comportamento del Presidente Floris segue una "non scelta", spiegata dal collega Serrenti, con l'impossibilità a fare le nomine. La verità è che siamo di fronte allo stesso problema che abbiamo denunciato nei mesi passati: non c'è arbitro, c'è confusione in campo, c'è confusione e sovrapposizione dei ruoli, perché il Presidente Floris si è contrapposto al Consiglio regionale, che aveva nominato il presidente, e il Presidente Serrenti ha dato una spiegazione di tipo tecnico. Però noi ci aspettiamo una spiegazione di tipo politico e vogliamo sapere come il Presidente Serrenti - la chiamo Presidente - intenda procedere in difesa del Consiglio, cosa intenda fare perché questo golpe, voluto dalla maggioranza, venga impedito. E le chiedo se non sia il caso di intervenire perché il presidente dell'ARST eletto dal Consiglio svolga le proprie funzioni e si proceda poi alla ricomposizione del consiglio di amministrazione. Io mi aspetto un'iniziativa in questa direzione, perché credo che il voto del Consiglio venga prima della logica spartitoria che ha caratterizzato il comportamento dell'attuale maggioranza.

PRESIDENTE. Poi, onorevole Cugini, le darò una risposta. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo anch'io che avremo tempo e modo di orientarci tutti un po' meglio nel ginepraio dei commi, degli articoli, delle procedure, delle modalità attraverso cui la Regione deve procedere al rinnovo dei consigli di amministrazione, dei rappresentanti primi degli enti regionali. Credo, però, che in questo momento non dobbiamo perderci in questo ginepraio e che il Consiglio regionale abbia un dovere, quello di chiarire a sé stesso innanzitutto, e quindi all'opinione pubblica, come possa accadere che la volontà del Consiglio regionale possa essere vanificata e come possa accadere che si tenti di mettere nel nulla le leggi della Regione. Siccome i ragionamenti generali possono portarci lontano e farci anche perdere la chiarezza dei contorni, dei confini, volutamente io mi limito a richiamare il caso ARST, perché è quello che illumina meglio la situazione e che ci aiuta a comprendere di che cosa stiamo parlando. Una legge della Regione, che è chiarissima, prevede che il consiglio di amministrazione dell'ARST sia nominato con decreto del Presidente della Giunta e che i componenti del consiglio di amministrazione siano eletti dal Consiglio regionale. La Giunta non c'entra nulla. I soggetti sono, per la legge della Regione, il Consiglio che elegge i componenti del consiglio di amministrazione e il Presidente della Giunta che con decreto nomina questi componenti, cioè dà crisma formale all'elezione fatta dal Consiglio. La stessa norma, l'articolo 25 della legge numero 20, dice che il presidente dall'ARST è eletto dal Consiglio regionale tra i componenti del consiglio di amministrazione. E' eletto dal Consiglio regionale! La legge non aggiunge neppure, anche se io penso che sia così, che poi debba esserci un decreto di formale nomina anche del presidente. La legge non lo dice. Il presidente dell'ARST è eletto dal Consiglio regionale fra i cinque componenti che il Consiglio stesso ha eletto. Come può accadere che il Consiglio regionale pochi giorni fa abbia votato, rispettando i dettati di una legge che abbiamo votato tutti, che questo argomento sia stato iscritto all'ordine del giorno, con parere unanime della Conferenza dei Capigruppo, presieduta dal Presidente del Consiglio, presente il Presidente della Giunta, e poi si dica che ci si è accorti che forse c'erano questioni che dovevano essere riviste, in chissà quale altro contesto. Non c'è nulla di tutto ciò. Il Consiglio regionale ha espresso la sua volontà, l'ha espressa in termini validi, nitidi e chiari, e questa volontà deve essere rispettata. Quello che avete posto in essere per vanificare questa decisione del Consiglio regionale - dico "avete" posto in essere, i due presidenti - è qualcosa che questo Consiglio deve valutare, in termini politici e istituzionali, perché non c'è un potere del Presidente della Giunta di nominare commissari. La legge attribuisce al Presidente della Giunta solo il decreto di formalizzazione dell'elezione del consiglio di amministrazione fatta dal Consiglio.

Bisogna anche chiarire un altro aspetto, entro i termini nei quali la legge consentiva, secondo taluno, ivi compreso il Presidente, di esercitare i poteri surrogatori, cioè a mezzanotte dell'ultimo giorno utile (era il 3 o il 4) il Presidente del Consiglio avrebbe raccolto le dimissioni di alcuni dei componenti eletti nel consiglio di amministrazione. Ora fatidica, quella di Cenerentola, per stare nel morbido! Lasciano la scarpetta con dentro il messaggio: "Presidente, io mi dimetto". Il Presidente stava esercitando in quel momento i suoi poteri surrogatori, tant'è che sino a mezzanotte li ha esercitati per altri componenti dimissionari, però non ha potuto surrogare questi. E non li ha potuti surrogare perché, ci è stato detto in Conferenza, a mezzanotte gli uffici erano chiusi. Ma se a mezzanotte gli uffici erano chiusi per surrogare, perché erano aperti per ricevere le dimissioni? Chi ha ricevuto queste dimissioni a mezzanotte? Qual è l'ufficio aperto a mezzanotte dove si presentano dimissioni? A mezzanotte e un minuto! O non erano dimissioni, come dire, già...

(Interruzioni)

Io non so nulla, so solo che qui a mezzanotte non si possono presentare dimissioni. Io so solo che, in questo Consiglio, a mezzanotte non ci sono uffici aperti, neppure a mezzanotte meno un minuto, meno che mai a mezzanotte più un minuto! E se anche fosse accaduto che a mezzanotte più un minuto un Presidente del Consiglio così vigile e attento, che sta qui a mezzanotte ad aspettare chi porti eventualmente le dimissioni, abbia ricevuto personalmente quelle dimissioni, che cosa ne deriverebbe? Che deve chiamare l'aula a surrogare i componenti dimissionari, e restano comunque eletti quelli che sono nominati dal Consiglio e non hanno presentato le dimissioni, e resta comunque eletto il presidente dell'ARST, che è stato eletto da questo Consiglio, e la cui elezione non è travolta dalle dimissioni, non dico di uno, di due o di tre, ma neppure di tutti e quattro gli altri componenti del consiglio di amministrazione. Perché questo non è un consiglio d'amministrazione composto - dice il Presidente della Giunta - in tutto o in parte dal Consiglio. E' composto in tutto dal Consiglio! I cinque componenti li elegge tutti il Consiglio, la Giunta non c'entra niente! La Giunta non deve eleggere nessuno per integrare questo organismo! La legge riserva al Consiglio questo potere, forse è sbagliato che sia un potere del Consiglio, perché non deve essere il Consiglio a nominare i rappresentanti di enti, ma questa è la legge.

Lo dico in modo esplicito, il nostro obiettivo oggi non è solo di ricevere comunicazioni vaghe e vagabonde, il nostro obiettivo oggi è di invitare il Presidente della Giunta regionale a riunire la Giunta regionale o anche, essendo un suo potere, a revocare il commissariamento dell'ARST, prima che il Consiglio regionale prosegua nella sua attività ordinaria.

Dopo questo breve dibattito si riunisca il Presidente, con chi ritiene, con la Giunta innanzitutto, e revochi il commissariamento dell'ARST, perché è illegittimo, provocatorio e offensivo per questa Assemblea. E il Presidente del Consiglio regionale chiarisca, quando può e se vuole, quali sono le volte in cui a mezzanotte è qui presente a ricevere atti che attengono e interferiscono con la vita e l'attività istituzionale.

Ho concluso, volevo dire solo questo, e la maggioranza non si astenga dall'intervenire in questa discussione. Io non parlo in questo momento della guerra dei parenti e dei panni sporchi, di cui ha parlato qualche vostro rappresentante attraverso gli organi di informazione. Non ci interessa tutto questo, lavatevi i panni sporchi in casa o fuori di casa o al fiume; fate tutte le guerre dei parenti che ritenete opportuno fare, però non violate la legge, non umiliate o non tentate di umiliare questa Assemblea. Non ci tentate neppure, perché non ne avete nessun diritto e nessun vantaggio, perché sarebbero umiliati tutti coloro che hanno assunto una responsabilità e coloro che ancora credono in questa istituzione.

Quindi, infrangendo una regola aurea, anch'io per la prima volta, caro Efisio Serrenti, la chiamo Presidente. Signor Presidente del Consiglio - infrango anch'io la regola aurea e per la prima volta la chiamo signor Presidente del Consiglio -, faccia valere le prerogative di quest'Assemblea, dimostri di essere, almeno ora, Presidente del Consiglio, converga una volta tanto, non solo sui cartelli elettorali, converga con la legge, converga con il buon senso, converga con la dignità di questo Consiglio. Anche lei faccia la sua parte! Dovete eliminare subito questa lesione di carattere politico ed istituzionale che questo Consiglio non può subire, e se qualcuno pensasse di subirla, noi che pensiamo di non doverla subire, riprenderemo subito, da dove ora cessiamo, questo nostro confronto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, come ho detto prima all'onorevole Cugini, alla fine del dibattito esprimerò il mio pensiero, non potevo farlo prima perché non conoscevo le ragioni del commissariamento. Lei può crederci o no, ma è così. Adesso il Presidente della Giunta ha dato una spiegazione ed io, sulla base di questa, deciderò cosa fare per difendere le prerogative del Consiglio, se si può usare questa parola, poiché non credo che il Presidente della Giunta voglia attentare alle prerogative del Consiglio.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Deve credere alla legge, non deve credere alla sua fantasia!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, conoscendo il Presidente della Giunta come galantuomo, credo che l'abbia fatto con la convinzione di esercitare i poteri propri della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, credo che sia inutile ripercorrere parte del discorso del Presidente Floris, in quanto bene avrebbe fatto a non guardarsi molto dietro, perché diversamente sarei costretto a guardare più indietro di lui, in quanto i suoi anni di permanenza in Consiglio regionale sono superiori di gran lunga ai miei, e questo mi darebbe la possibilità, forse, di trovare ulteriori elementi di discussione non positivi. Si può parlare di riforme, se n'è parlato nella passata legislatura, se ne parlerà anche in questa. Sono sicuro che se ne parlerà talmente tanto da non riuscire a farne neanche una. Si parla di risparmio e a me fa piacere che qualche collega del Consiglio sia preoccupato della necessità di risparmiare molto, perché le casse dell'amministrazione regionale iniziano ad essere in difficoltà. Il testo originale del disegno di legge finanziaria presentato dalla Giunta, dimostra che la grande preoccupazione continua, e quindi la parola d'ordine è risparmiare. In seguito elencheremo i settori nei quali il risparmio non c'è.

Si è parlato di ciò che rappresenta questo Consiglio. Noi, a questo punto, non ci dobbiamo preoccupare di ciò che rappresenta ma di ciò che non rappresenta più. Quest'Aula non è più in grado di esprimere la propria volontà, né ha possibilità di decidere e di adempiere ai propri compiti in piena autonomia, ma si ritrova, come in un gioco delle tre carte, a scrivere un romanzo che ha solo del patetico. Dico patetico, perché tutto questo è impensabile, e non mi riferisco a lei Presidente Floris, che ha fatto una scelta che io rispetto, come rispetto i problemi che la maggioranza ha attraversato e sta attraversando. Forse congelare per due mesi gli enti commissariandoli può avere anche un significato positivo, per quanto vi riguarda, e questo non mi meraviglia. Mi meraviglia invece che questo romanzo venga scritto in un modo così patetico da non essere, con tutta la buona volontà, credibile; perché è impensabile che a una cert'ora di quel fatidico giorno siano arrivate alcune dimissioni, e immediatamente si sia provveduto alla surroga, con i poteri sostitutivi. Casualmente poi il palazzo si svuota, ma prima o dopo mezzanotte - questo resta un segreto - arrivano tre lettere di dimissioni, una per l'ARST, una per l'ERSAT e una per l'Istituto Zooprofilattico. Casualmente, una per ciascuno di questi enti, quanto basta perché chi di dovere non faccia ricorso, come in precedenza, al potere di surroga, ma lasci andare il tutto, venendo meno al proprio compito, truccando le carte, tre carte. Io un mazzo di carte non glielo darei mai in mano, perché se riesce a barare con tre carte, con quaranta o con più carte credo che il discorso diventerebbe difficile per tutti noi. Quindi che cosa succede? Si lasciano scadere i termini, come se non fosse un compito di questa amministrazione, garantire sino alla mezzanotte questa possibilità, e si trovano tre stimatissime persone che dichiarano di non accettare l'incarico. Io non so come l'abbiano dichiarato, ma certamente a mezzanotte la gente non entra ed esce da questo edificio come da un mercato civico. Certamente se non c'era nessuno, le dimissioni non potevano essere protocollate, e io vorrei vedere il protocollo. Vorrei vedere una serie di atti che ci consentano di procedere non per sentito dire, ma tenendo conto della realtà delle cose, con atti formali che finalmente possano far venire alla luce questa triste storia, perché si tratta di una triste storia, amici. Alcuni di coloro che sono stati eletti dal Consiglio, dichiarano di non accettare l'incarico. Ancora non sappiamo a che ora, non sappiamo in che maniera, se prima di mezzanotte - e nessuno forse si è preoccupato di questo - , o dopo la mezzanotte.

Resta un fatto certo, che le tre persone si dimettono in modo che io ritengo strumentale perché è stato imposto loro di dimettersi- non ho mai trovato molta gente disponibile a dimettersi da cariche in enti regionali, forse la storia di questa autonomia bisognerebbe rileggerla - per non consentire l'insediamento dei consigli di amministrazione e, per quanto riguarda l'ARST, l'insediamento, nella pienezza delle sue funzioni, del consiglio di amministrazione con il Presidente eletto in quest'Aula, attraverso lo stesso decreto - perché la legge stabilisce che la nomina sia fatta con il decreto del Presidente della Giunta - cosa che non si è resa possibile in quanto gli organi sono incompleti. La parola d'ordine è dunque questa, si creano i presupposti perché gli organi siano incompleti, si commissaria anche la volontà del Consiglio regionale, si azzera una situazione, la si sospende per due mesi, dopo di che si vedrà di trovare la giusta serenità, per ritornare in quest'Aula e pretendere di fare quello che già si è fatto.

Io credo che questa vicenda sia una fra le più tristi e meno decorose che questo Consiglio regionale ha vissuto; perché è impensabile che si possa arrivare ad utilizzare questi strumenti per raggiungere i propri obiettivi, perché è questo che si sta tentando di fare; ciò che non si riesce a fare con la politica, con il confronto, lo si fa con gli artifizi, con i trucchi, con modi inqualificabili, con un comportamento che non è degno di quest'Aula, non è degno del ruolo che tutti noi ricopriamo, non è degno di chi dovrebbe garantire il buon funzionamento e il rispetto delle regole di questa Assemblea. Non si può arrivare a questo tipo di soluzioni.

Di Presidenti se ne faranno tanti, ma questo episodio credo debba restare nella storia di questa amministrazione, e questo Consiglio non può star zitto! Non può stare a guardare; perché stare zitti e stare a guardare significa autorizzare altri a fare domani peggio di quanto si sia fatto fino adesso. Non sempre si deve stare nella maggioranza! A volte si sta anche all'opposizione! E per gente che per decenni è stata all'opposizione questo deve servire come esempio dell'impossibilità di condividere comportamenti che noi riteniamo indecorosi. Invece di star zitti, quindi, ritengo che i colleghi Capigruppo della maggioranza debbano parlare, e che qualcuno debba dirci perché questo Consiglio viene trattato in questo modo. Se dignità è rimasta in ognuno di noi, se vogliamo che questo Consiglio recuperi tutta la sua autorevolezza, non facciamo finta di niente, non stiamo zitti, ma denunciamo una situazione ormai insopportabile, chiediamo che si ritorni alle regole che abbiamo conosciuto nel passato, che si ritorni a un confronto sereno che, se permanesse questo ulteriore elemento di disturbo, non potrebbe mai esistere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Onorevoli colleghi e colleghe, credo che forse il problema che stiamo discutendo , man mano che si susseguono gli interventi -da quello del Presidente della Giunta a quello degli altri colleghi -si rivela molto più delicato e molto più preoccupante di quanto noi stessi, quando abbiamo chiesto questo dibattito in Aula, pensassimo, perché questa vicenda non è solo un ennesimo pasticcio politico; ha risvolti istituzionali, ha risvolti giuridici e amministrativi. È in ballo non solamente il rapporto tra la maggioranza e l'opposizione, o all'interno della maggioranza, e i conflitti più o meno palesi, occulti, normali e non normali. Ma, è in gioco - come è stato detto - il ruolo del Consiglio regionale, che noi riteniamo che il Presidente sinora non abbia sufficientemente difeso, tutelato e rappresentato. E` in gioco l'esercizio dei poteri che la Giunta sta utilizzando da un lato andando oltre le proprie competenze, sino a configurare forme di abuso, e da un altro lato omettendo alcuni atti importanti, sino a configurare atti di omissione.

Ci chiediamo, dopo aver sentito la relazione del Presidente e letto la lettera per la verità inadeguata che c'è stata recapitata, a quali leggi si fa riferimento, su quali basi giuridiche è stato proposto e realizzato il commissariamento. In terzo luogo, oltre il ruolo del Consiglio e l'esercizio dei poteri della Giunta, è in gioco il rapporto Giunta - Consiglio regionale. Sono in gioco un rapporto e un conflitto istituzionale che non giova a nessuno sottovalutare, e faremmo male, farebbe male anche la maggioranza a pensare che i nostri interventi di oggi siano una recita di una parte perché dobbiamo in ogni caso sviluppare una contestazione. Questa non è una contestazione; non ci interessa giocare a contestare la Giunta su questo terreno, ci interessa evidenziare che c'è un conflitto, un sovvertimento dei rapporti Giunta - Consiglio, del ruolo del Consiglio e del ruolo della Giunta. Si sta minando l'equilibrio istituzionale; si sta minando l'equilibrio tra i poteri.

Ecco perché dico, signor Presidente della Giunta, che attendiamo ancora (speravamo di averli stamattina ma li attendiamo al più presto e questo vale anche per la Presidenza del Consiglio) i dati, gli atti, le lettere e i protocolli che abbiamo chiesto. Quando si chiedono delle informazioni che sono già in possesso degli uffici della Presidenza del Consiglio, non si capisce perché si debba aspettare così tanto, abbiamo atteso e stiamo attendendo gli atti per avere un quadro complessivo. Il dibattito di oggi accelera ed attiva una procedura. Ma noi vogliamo vedere dentro questo problema! Non è una banalità, non è una sciocchezza, non è una contestazione alla Giunta di turno. Abbiamo chiesto questi atti ed attendiamo di vederli, perché sia rispettata una norma del Regolamento che rappresenta un patto solenne tra le forze di questo Consiglio, i consiglieri e gli organi di questo Consiglio. Ma, se voi non rispettate i patti, solenni, i regolamenti, perché noi dovremmo rispettare i patti normali, quotidiani che vogliamo rispettare e che rispetteremo, ma invitandovi a fare altrettanto. Ci chiediamo: "Ma la legge numero 20 e la legge numero 11 sono in vigore? E se sono in vigore in base a quali norme avete proceduto?"

Non basta, signor Presidente della Giunta dire che la precedente Giunta ha secondo la Giunta attuale commesso degli errori e delle irregolarità. Se la Giunta precedente ha commesso degli errori e delle irregolarità fatele emergere; si difenderà quella Giunta, io non ne facevo parte e non ne ho consapevolezza. Immagino che i provvedimenti di quella Giunta abbiano seguito un iter e siano stati verificati dagli organi di controllo e registrati. Ma se ci sono correzioni da fare o irregolarità da evidenziare, casuali o volontarie, è vostro dovere farle emergere. Così come oggi è nostro dovere esporre con chiarezza tutte queste motivazioni e tutti questi ragionamenti.

Abbiamo detto e ribadiamo che siamo davvero perplessi, che continuiamo a non capire quali siano le motivazioni, quali siano i riferimenti normativi e quali siano le condizioni che hanno suggerito questo provvedimento; continuiamo a non capire quale sia il motivo che ha portato al commissariamento dell'ARST. Dei cinque membri del consiglio di amministrazione dell'ARST uno soltanto si è dimesso, e gli altri, che erano espressione del Consiglio, sono stati liquidati. Con quale atto? Con quale potere? Con quale riferimento normativo? Con quale procedura? Con quale ricerca delle condizioni e delle professionalità di cui all'articolo 4 della legge 20? La Giunta non aveva il potere e non ha il potere di fare questo. Noi chiediamo di sapere cosa ne pensano anche i colleghi della maggioranza; la Giunta non ha il potere di esautorare il Consiglio e se un componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST si dimette, poiché è espressione del Consiglio, si deve interpellare il Consiglio perché lo surroghi. E se non si è verificata questa condizione vorrei sapere in base a quale legge, diritto, principio, procedura, precedente o prassi si è proceduto. Questo è secondo me un atto grave di abuso; parlo in termini politici, ma non escludo che ci possano essere anche delle conseguenze amministrative, vedetele, vediamole, sanatele e saniamole, non vogliamo sollevare polemiche e polveroni, ma se si può fare qualcosa per sanare questa situazione sanatela,, perché se continuate a perseverare in quello che a noi sembra un grave errore, la responsabilità sarà doppia e ricadrà su di voi.

Poiché la Giunta non riusciva a completare le nomine di propria competenza, il Presidente doveva esercitare il potere di surroga; non c'è un potere di commissariamento, c'è una facoltà, c'è un diritto e un dovere di surroga. Se questo non viene esercitato, così come nel caso dell'ARST, nel quale si è sovraordinato il potere della Giunta al potere del Consiglio, c'è una configurazione di abuso, e non essendo stato esercitato il potere di surroga da parte del Presidente della Giunta nei confronti di atti non compiuti dalla sua Giunta, si può configurare una fattispecie di omissione di atti che attengono al suo ufficio. Allora, c'è una configurazione di abuso? Lo chiedo a voi, verificatelo. C'è una configurazione di omissione di atti che attengono al vostro ufficio? Lo chiedo a voi, verificatelo. C'è una carenza di motivazioni sui provvedimenti che avete assunto? Qual è il riferimento legislativo, qual è la procedura?Ci consegnerete i provvedimenti, le lettere, le istruttorie, le comparazioni, spiegandoci cosa vi ha spinto a decidere in questo modo e quali atti avete compiuto?

Il nostro discorso, il discorso che hanno fatto soprattutto i miei colleghi, a cui mi sono poi associato, è un discorso vibrato, è un discorso non polemico, è un discorso non da opposizione nei confronti della maggioranza, è un discorso istituzionale che cerca di tutelare il potere l'autorevolezza del Consiglio,dicendovi: "Non vogliamo crearvi problemi ma se state commettendo errori, rimediate in tempo, perché gli errori non ricadono solamente su di voi, ma sul prestigio e sulla credibilità di questo Consiglio." Avremmo potuto anche noi soffermarci e fare un discorso su "parentopoli", sui parenti e sui cugini, non l'abbiamo fatto, non ci importa in questo momento; in questa sede alta, in questo momento alto lasciamo fuori queste beghe dalle nostre riflessioni, non perché non possiamo addivenire a parlarne, fa parte della dialettica politica ma il messaggio che vi stiamo mandando è più alto, è più delicato, è più sofisticato, è meno polemico, è meno strumentale, è davvero un messaggio accorato che vi chiediamo di prendere in considerazione.

Al Presidente del Consiglio dico che dopo le dimissioni di due componenti eletti da quest'Aula, doveva chiedere a quest'Aula di sostituirli.Lei non aveva il diritto di esercitare il potere di surroga perché mancano le condizioni; la condizione perché possa esercitare la surroga è che quest'Aula non abbia esercitato il proprio potere; se quest'Aula e elegge i componenti dei consigli di amministrazione e questi si dimettono, mancano i presupposti per l'esercizio del potere di surroga. Si deve tornare in quest'Aula e chiedere all'Aula di sostituire la persona che si è dimessa; se il Consiglio non fa la nomina, se noi non facciamo il nostro dovere, allora lei può esercitare il potere di surroga, ma noi dobbiamo prima essere messi in condizione di fare il nostro dovere. Ecco perché questo non è un dibattito strumentale o una polemica, è un appello accorato, affinché davvero la Giunta faccia il suo dovere non secondo le intuizioni, non secondo le convenienze di parte, non per la difficoltà di chiudere il cerchio su decisioni di una maggioranza rissosa, confusa e pasticciona, ma faccia il suo dovere secondo le leggi, secondo le procedure e secondo l'etica che in quest'Aula è sempre prevalsa.

Il nostro e` un appello - ho concluso signor Presidente - a che il Consiglio venga tutelato profondamente nelle sue prerogative. È un appello a tutti voi, ma anche a tutti noi, perché in questa tutela siamo tutti uniti e non ci siano differenze di schieramento, ma ci sia decisione per salvare il prestigio di questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, avrei anche potuto fare a meno di parlare perché credo che tutto ciò che c'era da dire sia stato abbondantemente detto; io non ho sentito le spiegazioni dell'onorevole Floris, però credo che ci fosse ben poco da spiegare. E` tanto evidente ciò che è avvenuto, è tanto evidente l'illegittimità di quello che si è verificato, che mi pare che - ripeto ancora una volta - ci sia ben poco da spiegare. I fatti parlano, questa lettera, che molti di noi hanno avuto solo in fotocopia e per caso, non spiega e non giustifica assolutamente niente, non so che cosa altro si sia potuto aggiungere a parole. Si era detto, in occasione della prima elezione, visto quello che era successo, che si stava aprendo una legislatura sciagurata, ebbene tutti i passaggi non fanno altro che confermarlo. Questa è una legislatura sciagurata! Questo episodio infatti non rappresenta solo una normale violazione di legge, il che sarebbe già abbastanza grave; questo è un comportamento sovversivo.

E` un comportamento sovversivo perché, con questo colpo di mano, si sono violate le prerogative di un organo costituzionale, ed io non vorrei richiamare il Codice Penale, però quando ci vuole, ci vuole! Voi sapete che esiste anche il reato di ostacolo al funzionamento degli organi costituzionali. Questo credo che sia ciò che è avvenuto in altre occasioni e che si è verificato anche in questa vicenda. C'è da chiedersi se si vuole continuare su questa strada oppure si vuole trovare un attimo di sosta e di riflessione per riportare le cose, almeno alcune, nei limiti della correttezza e delle decenza. Io me lo domando e vorrei una risposta. Credo che l'unica risposta sia quella di valutare con un po' più di calma la gravità di quanto è successo, quella gravità che forse non è stata tenuta presente adeguatamente al momento opportuno. Non so se le cose sono state fatte a mezzanotte, a mezzanotte e un quarto, a mezzanotte e mezza o alle due di domenica in vista della Sartiglia, o subito dopo; quello che è certo è che è stata commessa un'opera di sovversione. Di fronte ad un fatto come questo, io credo che ogni persona ragionevole e di buon senso, rendendosi conto di essersi spinta oltre certi limiti non abbia che una strada: quella di tornare indietro, di riconoscere che c'è stata una svista, che c'è stato un errore, che non si erano capite bene le cose, e di usare i poteri di autotutela che sono ben noti, e che consentono sia pure tardivamente, ma meglio tardi che mai, di ritornare indietro abbandonando la strada sciagurata che si è percorsa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Signori Presidenti, signori della Giunta, io credo che il problema del quale si sta dibattendo, così come peraltro da più parti è stato sottolineato, debba essere inquadrato da due punti di vista, con considerazioni di natura differente. Uno è un problema di ordine politico, l'altro io credo che sia un problema di natura squisitamente giuridica. Sono entrambi importanti e, nella specie, credo che siano l'uno complementare dell'altro, persino inscindibili.

Naturalmente, il problema di ordine politico merita valutazioni e considerazioni politiche, quello di ordine giuridico merita considerazioni e valutazioni che astraggono anche dalla volontà politica, ed astraggono dalla volontà dei singoli consiglieri, però hanno ricadute sul comportamento che viene tenuto.

Sotto il profilo giuridico io penso che questo sia un caso di assoluta, palese, evidente illegittimità per il modo col quale le procedure sono state adottate, perché sono state adottate contra legem, contro le disposizioni della legge numero 11, della legge numero 14 e della legge numero 20.

Vi sono due ordini di enti - le aziende di soggiorno e gli enti provinciali del turismo - per i quali vi è il riferimento esplicito alla nomina dei commissari; per gli altri enti strumentali questo non è previsto.

Il fatto che non sia previsto e che si commetta un atto che a nostro avviso è illegittimo ha, ovviamente, conseguenze di ordine giuridico che potrebbero un domani portare alla totale nullità degli atti eventualmente posti in essere nel frattempo, in questo periodo di tempo. Ma la totale nullità di quegli atti non sarebbe un fatto privo di ricadute, di significati di altro ordine, perché ove ciò dovesse avvenire, anche tutte le spese conseguenti, nel frattempo sostenute, non potrebbero essere fatte ricadere in capo alla gestione dell'ente, ma in capo ai singoli e a chi ne ha la responsabilità. Quindi, la responsabilità è da un lato di natura civile e amministrativa ma, anche se non è questa la sede per richiamarle, io ritengo che vi possano essere al riguardo anche responsabilità di natura penale. Peraltro, nel caso di specie, nel periodo di vacatio, ove non fosse stata immediatamente chiamata l'istituzione ad adottare i provvedimenti necessari alle sostituzioni e alla surroga, possono procedere i all'ordinaria amministrazione i direttori generali dei singoli Assessorati competenti per le materie per le quali sono competenti gli enti strumentali. Quindi, stiamo attenti, perché domani gli stessi direttori generali di quegli Assessorati potrebbero essere chiamati a rispondere in proprio e anche solidalmente, anche con esborsi finanziari, per non essersi attivati così come la legge prevede, e per non essersi sostituiti per l'ordinaria amministrazione a chi in quel momento ha lasciato la carica vacante. Quindi, la responsabilità contabile e anche le conseguenti responsabilità civile e penale, in questo caso, potrebbero ricadere anche sui direttori generali degli Assessorati di riferimento per le materie di competenza di quegli enti, per la loro inerzia, per la loro inattività, per non essersi sostituiti, così come avrebbero dovuto, per gli atti di ordinaria amministrazione. Queste sono considerazioni, io credo, anche abbastanza di buon senso. Invito il Presidente e la Giunta regionale a riflettere su queste considerazioni, perché i risultati di questo comportamento potrebbero essere oltremodo dannosi ed avere ricadute assolutamente spiacevoli. E ho concluso per quanto attiene alle considerazioni di ordine giuridico.

Voglio ora fare alcune considerazioni di ordine prettamente politico: si può cadere in un errore, ed è comprensibile; si può essere stati presi da una sorta di volontà di accelerazione nell'esercitare un potere di sostituzione, ma gli errori quando sono involontari, sono assolutamente sanabili. Quindi l'invito è a porre in essere nell'immediato gli atti per sanare l'errore nel quale si è incorso. Vi sono poi errori che erroneamente (scusate il bisticcio di termini) possono essere definiti tali, perché derivano invece da una precisa volontà di perseguire un particolare obiettivo. Questi errori possono essere sanati solo se ovviamente si modifica anche la volontà. Io credo che si debbano trovare modi e forme per modificare questa volontà immediatamente, oggi stesso. Mi chiedo che cosa è stato chiamato a fare il Consiglio regionale nella scorsa tornata dei lavori, quando abbiamo lavorato sino alle 4 o alle 5 della mattina. E' stata una buffonata, signori, che non ha riscontro! Siamo stati chiamati a compiere nomine probabilmente con la riserva mentale che quelle nomine erano assolutamente inutili ed inefficaci e che nulla avrebbero potuto produrre, né hanno prodotto.

Se vi sono state delle dimissioni si provveda a sostituire i dimissionari, si provveda con le forme e con le procedure corrette, soprattutto perché da atti e comportamenti di questo tipo esce lesa la dignità del Consiglio regionale. Non è più un problema di maggioranza e di minoranza; non è più un problema di contrapposizione fra maggioranza e forze dell'opposizione. Il problema è quello di ridare la giusta dignità al Consiglio regionale che ha tutti i titoli e le competenze per esprimersi; è quello di ridare la giusta dignità al Consiglio regionale, badate, non nell'interesse di una sola parte, ma nell'interesse comune, perché una volta che questa dignità viene lesa non resta lesa solo la dignità di una parte dei consiglieri, ma è lesa la dignità dell'interno Consiglio. Io credo che attraverso questi atti la dignità dell'intero Consiglio, se di errore non si è trattato, sia stata lesa. L'invito è a rimuovere questa lesione e a ripristinare dentro il Consiglio regionale condizioni di agibilità, condizioni di dignità, condizioni di rispetto.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola alla Giunta per la replica, vorrei precisare che tutti i documenti che riguardano le questioni che il Consiglio ha esaminato sono a disposizione dell'Aula. Vale la pena ricordare però che i poteri sostitutivi del Presidente del Consiglio potevano essere esercitati fino alla mezzanotte del giorno 2. Onorevole Cogodi, stia attento così non sbagliamo. Io in genere a mezzanotte mi dedico a fare altro e non sono presente in ufficio; qualche volta mi può capitare , ma in genere non ricevo pubblico. Va detto però che la sera del 2 avevamo il dovere di mandare alla Giunta regionale tutte le carte riguardanti le nomine. Abbiamo lavorato in Consiglio, fino a tardi; il Segretario Generale si è fermato con me fino alle ore 20 e la dottoressa Sedda fino alle 22 e 15, quando abbiamo finito abbiamo mandato tutto al Presidente della Giunta e si è chiusa la nostra giornata di lavoro. Successivamente sono arrivate altre dimissioni. Io ho ritenuto, così com'è stato da più parti richiesto stasera, di dover investire il Consiglio di questo argomento, tant'è vero che ho immediatamente inserito all'ordine del giorno le nomine perché il Consiglio vi provvedesse. Naturalmente, le ho iscritte dopo la discussione sulla finanziaria, così come deve essere. Il Consiglio è sovrano e può fare tutto quello che ritiene opportuno. Un ragionamento diverso credo meriti la questione dell'ARST rispetto alla quale, per sgombrare subito il campo da equivoci, voglio dire che è intenzione del Presidente del Consiglio difendere le prerogative del Consiglio; perché ritengo che le nomine che abbiamo fatto non rappresentino una semplice indicazione, ma abbiano valore formale. Sono state peraltro da me avallate, avvalendomi dei poteri sostitutivi, ho mandato al Presidente della Giunta tutti gli incartamenti con quelle indicazioni, successivamente uno degli eletti si è dimesso. Io manterrò ferme le mie posizioni e difenderò le prerogative del Consiglio. Mi consulterò stasera con gli uffici perché la questione è decisamente delicata, per vedere quale soluzione adottare, e per informare sul piano formale anche il Presidente della Giunta su questa intenzione e sulla necessità che su questa questione venga fatta maggiore chiarezza e si ponga rimedio a questa situazione. Non entro nel merito invece di prerogative che sono della Giunta, perché se chiediamo rispetto per le prerogative del Consiglio, dobbiamo allo stesso modo rispettare le prerogative della Giunta, tenendo conto che il Consiglio esercita una funzione di controllo su tutta l'attività della Giunta che non è da porre in discussione.

Detto questo, credo di aver chiarito la mia posizione e vorrei sgombrare il campo dalla preoccupazione che ci sia una sorta di connivenza tra me e il Presidente della Giunta e che siamo intenzionati a fare chissà quali operazioni! Abbiamo esercitato i poteri che ci derivano dalle leggi, dallo Statuto e dal Regolamento e naturalmente valuteremo se da questi si sia debordato in qualche maniera.

FADDA (Popolari-P.S.). Vorrei porle una domanda sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Fadda, deve parlare uno per Gruppo, se vuole porre una domanda a me, le do la parola limitatamente a questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Per non abusare, come dice l'onorevole Contu del Regolamento, noi abbiamo posto un altro problema che spetta alla Presidenza del Consiglio risolvere.

Noi riteniamo che non fosse nei poteri del Presidente del Consiglio esercitare il potere di surroga delle persone elette dal Consiglio regionale che si sono dimesse, ma che queste nomine dovessero ritornare al Consiglio regionale. Nella storia della nostra autonomia, tutte le volte che un componente dei consigli di amministrazione degli enti nominato dal Consiglio si è dimesso, il Presidente del Consiglio ha inserito all'ordine del giorno la votazione per la sostituzione del dimissionario e il Consiglio regionale ha votato. Noi riteniamo che i poteri sostitutivi del Presidente possano essere esercitati soltanto nell'eventualità che il Consiglio non proceda alla nomina. Io non so se il Segretario generale abbia dato un parere non conforme a quanto sostengo, però se l'ha dato, secondo me, ha dato un parere sbagliato. .

PRESIDENTE. Onorevole Fadda tutto ciò che ho fatto l'ho fatto, le assicuro, consultandomi con gli uffici; dissento da ciò che lei ha appena affermato, tuttavia, con molto rispetto, valuterò di nuovo il problema con gli uffici e le risponderò per iscritto così come ho promesso.

Ha facoltà di replicare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente del Consiglio ed onorevoli colleghi, io penso che in questa vicenda sia stato utile il dibattito ma che allo stesso tempo sia stato creato un polverone sull'intera vicenda perché evidentemente non sono stati esaminati con attenzione alcuni passaggi.

Occorre innanzitutto tener presente che la Giunta non si è limitata a nominare un insieme di commissari per gli enti strumentali, ma nel contempo ha anche approvato un disegno di legge per ripristinare alcune norme dell'articolo 28 della legge numero 20, che servivano e servono per rimettere in moto il processo di riforma degli enti medesimi che la legge numero 20 del 1995 aveva considerato non solo come norma programmatica ma addirittura come norma di attuazione. Perché è stato fatto questo? E` stato fatto, proprio alla luce della deliberazione dell'aprile del 1997, della precedente Giunta - e sottolineo il fatto che l'estensore di questa delibera, magari avvalendosi delle stesse parole che sono scritte qua, oggi afferma cose diverse - nella quale si afferma che la legge regionale numero 20 del 23 agosto del 1995 che ha disciplinato il periodo transitorio che avrebbe dovuto portare alla riforma organica degli enti, in presenza della non approvazione della proroga da parte del Consiglio, ha effetti riguardanti la nomina degli organi di amministrazione e di controllo che sono da ritenersi al momento esauriti e quindi si sostiene la tesi seconda la quale vengono rivivificate le leggi istitutive degli enti e in conseguenza di tutto questo - leggo dalla delibera, non sto inventando - viene a verificarsi dal punto di vista giuridico una situazione nella quale sussistono contraddizioni e difficoltà di interpretazione e dal punto di vista sostanziale deve emergere per prevalere la necessità che configura un interesse generale….. eccetera.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Una delibera non è una legge. Non sostituisce una legge.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ora, che cosa è accaduto? E` accaduto che, in questa situazione, ci siamo venuti a trovare di fronte ad una disarmonia nelle scadenze e conseguentemente di fronte alla rivivificazione delle leggi istitutive, e ci siamo trovati nella condizione di poter esercitare i poteri che le stesse leggi istitutive prevedono; perché i casi sono due: o le leggi istitutive sono state rimesse in vigore, consentendoci l'applicazione del secondo comma della legge numero 14, oppure non sono in vigore. Questa è la tesi che risulta nella delibera, che parzialmente può essere condivisa, ma che ha messo la Giunta nella condizione di fare un momento di riflessione e quindi di creare le condizioni perché si possa ritornare alla normalità nell'amministrazione degli enti.

Per quanto concerne in particolare l'ARST, si tratta di un ente che è indicato nell'elenco contenuto nella legge numero 20 del 1995, cioè sotto il profilo giuridico il problema dell'ARST è identico a quello degli altri enti, nel senso cioè che anche esso è incluso nella legge numero 20 e quindi, assoggettabile alla medesima disciplina degli altri enti. Per quanto concerne la nomina degli organi di amministrazione occorre tenere presente che ci troviamo di fronte ad un atto complesso. Ciò significa che il Consiglio elegge il Presidente e i Consigli di amministrazione, ma il Presidente con il decreto completa e rende perfetto l'atto di nomina, senza uno dei due provvedimenti non è possibile parlare di nomina o di elezione; occorrono entrambi i due provvedimenti e l'atto di nomina del Presidente deve essere rispettato quanto meno sotto il profilo dell'esigenza di verificare la sussistenza dei requisiti per procedere alla nomina medesima. Pertanto, di fronte ad un'incompletezza dell'organo, credo che il Presidente, anche alla luce delle considerazioni che sono state fatte con riferimento agli altri enti, avesse il diritto di ricorrere all'esercizio del potere di commissariamento previsto dalle leggi istitutive anche con riferimento all'ARST. In ogni caso il Consiglio è sovrano; si è parlato di modi e tempi di esecuzione, noi abbiamo presentato un disegno di legge che ha l'obiettivo di creare le condizioni per il ripristino della normalità in questa materia. Si deroghi alle norme……

SANNA SALVATORE (D.S-F.D.). Ma se c'è già una legge!

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si autorizzi la commissione a riunirsi in questo istante per l'approvazione del disegno di legge, lo si porti in Aula, lo si approvi in cinque minuti e lo si applichi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Questo è un Consiglio regionale nel quale non è assente il dibattito, perché si dibatte molto, ma purtroppo è carente il confronto.

Quando è carente il confronto anche il dibattito rischia di essere inefficace. Onestamente non è piacevole per nessuno tentare di contribuire, non dico contribuire necessariamente, ma tentare di contribuire alla soluzione di una questione, e poi dover prendere atto che non una voce, per quanto si vuole perplessa, per quanto si vuole flebile, pensosa, di tutto lo schieramento di maggioranza, abbia voluto esprimersi, non per dare ragione a quanti hanno sostenuto determinati argomenti, ma per dire che forse quando il Consiglio regionale si trova in certe situazioni è opportuno che si trovi o almeno si ipotizzi una qualche soluzione di sblocco. Ora, voi sapete che io ed altri come me non siamo iscritti all'albo dei mediatori, la mediazione quando serve è utile!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi glielo chiedo con molta cortesia, lei ha chiesto di intervenire sull'ordine del giorno, parli dell'ordine del giorno; mi pare che lei stia parlando di tutt'altra cosa!

COGODI (R.C.). Sto intervenendo sull'ordine del giorno, ho mi pare cinque minuti!

PRESIDENTE. Deve parlare sull'ordine del giorno, l'argomento di prima è chiuso, adesso devo dare la parola all'onorevole Cugini che è il primo iscritto a parlare sulla finanziaria.

COGODI (R.C.). Lei ha la particolare dote di interloquire proprio nell'attimo sbagliato. È chiaro che se ho chiesto di parlare sull'ordine del giorno sto parlando dell'ordine del giorno. Lei, per poter valutare se questa è la materia, dovrebbe avere la bontà di ascoltare almeno per il tempo che il Regolamento mi concede per argomentare, perché io leggo che la surroga, per esempio, del componente dimissionario del Consiglio di amministrazione dell'ARST è iscritta all'ordine del giorno. Quindi posso parlare dell'ordine del giorno?

Riferendomi ad un argomento che è iscritto all'ordine del giorno, intervengo per dire che io non sono iscritto all'albo dei mediatori, quelli di professione che pensano di mediare e non mediano mai nulla, perché non riescono neanche a mediare sé stessi. I mediatori di professione abbondano in quest'Aula, però tacciono quando servono le parole, non di mediazione, ma di autorità o di richiamo.

CONTU (C.C.D.) Io parlo quando devo parlare.

COGODI (R.C.). Non mi sto riferendo a lei che non media proprio nulla, lei è ben sdraiato sulla maggioranza di destra. Non mi sto riferendo a lei! Io ho nominato l'onorevole Contu? Ho parlato di albo dei mediatori e si leva una voce! Lei non è iscritto, è iscritto all'albo dei notai ed è anche molto più utile sotto molti profili.

CONTU (C.C.D.) E lo preferisco!

COGODI (R.C.). Io sono iscritto all'albo degli Avvocati, Balletto è commercialista però all'albo dei mediatori ambiscono ad iscriversi in molti. Io voglio avanzare una proposta, che non deriva dal titolo formale di una iscrizione ad un albo, una proposta che potrebbe tornare utile al Consiglio e alla soluzione dell'insieme dei problemi che stiamo discutendo. La maggioranza ha ritenuto di disertare questo confronto, ritenendo, non di coprire, perché non c'è da coprire nulla, ma forse di guadagnare tempo, cioè di non impegnare quei pochi minuti nei quali i colleghi Floris, Balletto, Corda - Tunis no, tu non c'entri niente - avrebbero potuto esprimere un'opinione a nome dei rispettivi Gruppi, o anche a titolo personale, utilizzando i 10 minuti assegnati a ciascun Gruppo. Non si è voluto fare, non lo avete voluto fare per guadagnare tempo, però impegnando ancora un po' di tempo - sto facendo una domanda, non sto chiedendo né la sospensione dei lavori e neppure la riunione della Conferenza dei Capigruppo, lo dico qui e si valuti qui, nell'aula - e` possibile fare almeno una nomina, quella di surroga del componente dimissionario del Consiglio di amministrazione dell'ARST, quella che potrebbe determinare, per chi volesse così valutare, quell'elemento nuovo, quel quid da tenere in conto da parte del Presidente della Giunta, della ricomposizione dell'organo in modo che il commissariamento possa essere non dico revocato, ma ritenersi superato o immediatamente superabile. Sto misurando le parole: ho detto non da revocare ma da ritenersi superato per via di un evento nuovo, di un quid che accade. Basterebbero 5 minuti per procedere alla surroga di quel componente del Consiglio di amministrazione, uno su cinque - prescindiamo dalla questione della mezzanotte meno un minuto o della mezzanotte più un minuto del 2 di marzo - , che si sarebbe dimesso. E poi attendiamo di vedere il protocollo, di sapere chi ha ricevuto le dimissioni e in che ora. Potrebbe essere però del tutto inutile e superfluo.

Io sto avanzando una proposta che richiede solo una disponibilità politica perché si tratta sostanzialmente di una lieve inversione dell'ordine del giorno e io la limito solo a una nomina per oggi. Poi valuteremo quando inserire le altre nomine, però questo sarebbe un gesto di buona volontà, di disponibilità, un elemento di novità che ci consentirebbe di proseguire poi nell'esame del bilancio in modo ordinato e normale e, subito dopo, di riprendere il capitolo nomine perché comunque vanno completate entro la presente tornata.

Però, anticipare questa nomina, secondo me, consentirebbe al Consiglio di recuperare il senso delle cose che fa. La maggioranza può anche non parlare, però i fatti restano. Il Consiglio è stato chiamato a fare delle nomine e non si sa perché le abbia fatte. Dovremo tornare su questo anche in connessione con l'esame dei diversi articoli della finanziaria.

Possiamo evitare tutto questo, se c'è questa piccola, circoscritta disponibilità, almeno a procedere alla surroga del componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST, con tutto quello che ne consegue sul piano operativo, istituzionale, giuridico e politico anche per la Giunta e per il Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo anch'io sull'ordine del giorno. Abbiamo detto prima che, a nostro giudizio, c'è un conflitto tra l'Esecutivo e il Consiglio. Questo conflitto viene confermato dall'ordine del giorno che è affisso in bacheca, e che al punto 5 reca: "Elezione di un rappresentante degli enti locali, in materia di trasporti dell'Azienda regionale sarda, trasporti (ARST), in sostituzione di Gianluca Grosso, dimissionario". Se, così come è stata auspicato adesso anche dal Presidente Serrenti, c'è la volontà di riparare all'errore, si può benissimo "gestire", come abbiano fatto la settimana passata, l'ordine del giorno, e procedere all'elezione del rappresentante in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST. In questo modo, l'organo viene interamente ricostituito, il Presidente della Giunta ritira il decreto di commissariamento e procede alla nomina del Presidente del consiglio di amministrazione, così come prevede la legge. Non si tratta di rispondere a una nostra sollecitazione, ma di applicare la legge. Presidente Floris, se c'è questa disponibilità...

BIGGIO (A.N.). No, non c'è.

CUGINI (D.S.-F.D.). Non c'è? Deve dirlo il Presidente Floris e non il collega Biggio. Se c'è questa disponibilità è chiaro che si ristabilisce tra la maggioranza e l'opposizione un rapporto di fiducia, perché in questo caso è venuta meno la fiducia da parte nostra, ed è venuta meno la fiducia e soprattutto l'applicazione della legge da parte del Presidente Floris. Se si ristabilisce la fiducia, questo lo dico assegnando anche al Presidente dell'Assemblea una funzione, si può procedere speditamente nel rispetto dell'ordine del giorno, che ha al primo e al secondo punto la discussione del disegno di legge finanziaria e del bilancio. Ma se viene meno la fiducia, e in questo caso la fiducia è venuta meno, è chiaro che noi abbiamo difficoltà a procedere nel rapporto con la Giunta e a procedere per quanto riguarda il punto uno e il punto due dell'ordine del giorno.

Io questo argomento stamattina non l'ho portato in discussione, collega Contu, mi sono sempre limitato al tema in discussione e ho detto: "Evitiamo di mettere assieme le due questioni", ma qui c'è da un lato a una iniziativa del Presidente del Consiglio che ritiene che si debba procedere all'elezione del rappresentante del Consiglio in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST, dall'altro la posizione Presidente della Giunta che non tiene conto dell'elezione che ha fatto il Consiglio. Occorre superare rapidamente questa difficoltà, perciò si proceda immediatamente alla sostituzione del componente del consiglio di amministrazione dimissionario; quello che si e dimesso non è un rappresentante della minoranza, è un rappresentante della maggioranza, ve lo votate voi, noi non partecipiamo neanche alla votazione ma restiamo in aula per garantire il numero legale, voi lo votate, si completa la composizione del consiglio di amministrazione e si procede poi alla nomina del suo presidente. Questo si può fare in 5 minuti per riprendere subito dopo la discussione della finanziaria. Se invece non si vuole accettare il consiglio del buon senso, collega Contu, è chiaro che riprendiamo un confronto tra maggioranza ed opposizione che parte dall'articolo 3 della finanziaria, e sono convinto che il chiarimento sarà più diffuso, più lungo, più articolato ed, aggiungo, meno produttivo per quanto riguarda i tempi di licenziamento del provvedimento. Io rimango dell'idea che ho espresso stamattina, lo dico al collega Contu, e vorrei sentire la sua opinione sull'argomento, perché noi non possiamo procedere continuando a tirare uno da una parte ed uno dall'altra. Mediatori non ce ne sono, l'unico mediatore che c'è, per fortuna, è assente da tanti giorni dal Consiglio regionale, e la mediazione non gli ha portato neanche fortuna, però lasciamo perdere questo aspetto. Io penso che noi dobbiamo comporre la situazione, e spetta al Presidente Serrenti farlo. Io non sono soddisfatto della risposta che ha dato. . La risposta deve essere il ritiro da parte del presidente Floris del decreto di commissariamento dell'ARST. Noi procediamo, con un'inversione dell'ordine del giorno, alla surroga, si nomina il nuovo Consiglio di amministrazione e si procede speditamente, recuperando perfino il tempo che abbiamo utilizzato per fare questa discussione sull'argomento, andando stasera oltre l'orario che avevamo stabilito, per rispettare l'impostazione che abbiamo dato e per confermare che noi siamo su una linea di confronto che non vuole determinare rotture sull'argomento. Ma è necessario che ci siano delle risposte positive; diversamente, il confronto si incamminerà su una strada che è difficile capire dove ci porterà, non porterà senz'altro bene.

Comunque, riassumo le nostre richieste: elezione del rappresentante in seno al Consiglio di amministrazione dell'ARST, ritiro del decreto del Presidente Floris, nuovo decreto per quanto riguarda il Consiglio di amministrazione e il Presidente dell'ARST, recupero delle ore che abbiamo impiegato adesso, per procedere sull'argomento all'ordine del giorno cioè sulla legge finanziaria e sul bilancio.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, le ricordo però che se c'è l'accordo per modificare l'ordine del giorno,posso accogliere la sua richiesta; se non c'è l'accordo io mi devo rimettere all'Aula ed occorre il voto favorevole di due terzi dei votanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.) Anche io intervengo, Presidente e colleghi, sull'ordine del giorno che ora prevederebbe il ritorno alla discussione del disegno di legge finanziaria. Io parlerò di una ripercussione che questa situazione non può non produrre; avrei parlato volentieri sulla questione delle nomine, un vincolo regolamentare non me lo ha permesso, non ne parlerò adesso di sotterfugio, mi limito ad accennare che si tratta, lo dico con molta tranquillità, di un enorme pasticcio di cui forse la Giunta e i colleghi della maggioranza non hanno ancora percepito le esatte dimensioni. Qui, da una parte, si cerca di costruire - non da una parte politica, ma da una parte - si cerca di costruire un clima diverso nel Consiglio, più sereno, più costruttivo, più produttivo, di creare i presupposti di intese, e dall'altra si disfa di notte quello che si fa di giorno. Caro Presidente Floris, cari colleghi, Penelope che tesseva di giorno e disfaceva di notte, di fronte a voi era una dilettante di primissimo pelo, era una educanda. E` un pasticcio enorme; è chiaro, lo diceva poc'anzi Gian Mario Selis, noi chiederemo traccia e documentazione di ogni passaggio procedurale: dimissioni, protocolli e così via; perché voi non potete coinvolgere le strutture amministrative in un uso disinvolto dei principi, delle regole e dell'ordinamento. In ogni caso, è del tutto evidente - vengo al punto e sarò brevissimo - che questa vicenda mette in questione il rapporto politico costruito faticosamente sulla finanziaria e sul bilancio.

C'era un'intesa parziale, ma seria, raggiunta faticosamente; io dico c'era perché non c'è più, allo stato non c'è più. O si sana il vulnus o non c'è. Qui non si tratta di uno scontro tra maggioranza e opposizione, tra partiti, tra schieramenti; si tratta di un conflitto istituzionale e, se vogliamo porci un po' al di sopra della mera contingenza, sarebbe buona regola, nei conflitti che chiamano in causa le istituzioni, non seguire in modo pedissequo una logica di schieramento politico. I conflitti istituzionali coinvolgono ragioni e principi che vanno al di là della parte e quindi, io non credo, è stato accennato poc'anzi, che nessuna intesa sia possibile fino a che la Giunta non avrà revocato la nomina del commissario per l'ARST. Io non ricordo né chi era designato alla presidenza, né chi è il commissario, non lo sapevo, non lo so, non mi interessa e non andrò a leggerlo; il nostro giudizio non riguarda le persone ma il significato istituzionale e politico. La Giunta non può, di fronte a presunte dimissioni - per quanto mi riguarda, finché non vediamo gli atti sono presunte - procedere a un commissariamento. L'organo che nomina o chi per esso, secondo le norme vigenti, procede alla sostituzione se ci sono dimissioni. Il commissariamento non c'entra assolutamente nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente Serrenti, lei ha annunciato all'Assemblea una risposta scritta sul conflitto istituzionale tra Giunta e Consiglio, o sul presunto conflitto, come giustamente suggerisce l'amico avvocato Usai, tra Giunta e Consiglio. Noi attendiamo che lei si esprima su questa questione, dopodiché adotteremo anche i provvedimenti che l'opposizione sta sollecitando. Siamo anche pronti a rieleggere il componente del consiglio di amministrazione dell'ARST dimissionario, così come a ridiscutere sulla presidenza dell'ARST, però solo al termine dell'esame della finanziaria, perché di questa legge stiamo parlando da 20 giorni, siamo arrivati all'articolo 2, non abbiamo ancora votato l'articolo 3. Se l'opposizione chiede alla maggioranza un momento di distensione, ricordo alla stessa opposizione che questo momento l'ha già chiesto la settimana scorsa e si è proceduto a tutte le nomine che l'opposizione stessa ha richiesto. Adesso chiediamo noi una verifica della vostra buona disponibilità nei confronti della finanziaria, nei confronti della popolazione che attende non la nomina dell'ARST, che è una questione importante dal punto di vista istituzionale, ma certamente non è importante dal punto di vista sociale ed economico per la Sardegna, attendiamo noi un vostro gesto di disponibilità nell'affrontare la finanziaria e al termine della discussione della legge finanziaria ci premureremo, avuta la risposta del presidente Serrenti, di esaminare tutta la vicenda. Siamo assolutamente contrari all'inversione dell'ordine del giorno.

CUGINI (D.S.-F.D.). Non credi neanche tu a quello che stai dicendo!

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Io credo a quello che dico. Probabilmente lei, onorevole Cugini, quando dice una cosa non crede a quello che dice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Veramente nel sentire il collega Floris accusare l'opposizione di ostruzionismo...

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Non ho accusato nessuno, ho chiesto un gesto di disponibilità.

FADDA (Popolari-P.S.). …dopo che il presidente della Commissione, io credo correttamente, ha riconosciuto il ruolo propositivo che abbiamo svolto nella Commissione competente, permettendo tra l'altro alla maggioranza di votare la finanziaria e il bilancio senza che noi partecipassimo al voto, facendo in modo di garantire il numero legale in tantissime riunioni...

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Da quando ti sta spuntando l'aureola?

FADDA (Popolari-P.S.). No, è spuntata a te da tanto!

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). A me sì!

FADDA (Popolari-P.S.). E infatti si vede!

Dicevo che abbiamo assistito in questi mesi a conferenze stampa convocate durante la riunione della Commissione da parte della Giunta e della maggioranza, abbiamo lavorato di notte, con la Giunta, per cercare di modificare, per quanto era possibile modificare, la manovra che non rispondeva a quelli che erano e che sono gli interessi della Sardegna, e oggi abbiamo fatto una proposta. Il conflitto istituzionale che si è creato è un vero conflitto. Il Presidente del Consiglio ha iscritto all'ordine del giorno la nomina del rappresentante nel Consiglio di amministrazione dell'ARST. Bastano pochi minuti per darci il segnale che chiediamo. Continueremo a discutere di questa vicenda in altre sedi dopo che il presidente Floris ci avrà consegnato i documenti, perché non riesco a comprendere come si faccia, a livello di segreteria o di direzione generale della presidenza della Giunta, a dare determinati pareri quando si procede in un modo, e a darne uno diverso quando si decide di procedere in un altro modo. Quindi tutte queste cose le valuteremo con molta attenzione perché io facevo parte di quella Giunta regionale. Siccome ho grande stima dei funzionari della Presidenza della Giunta, mi meraviglio che il presidente Floris, oggi, in quest'aula, abbia giustificato l'operato della sua Giunta con atti non rispondenti esattamente alle norme, che sarebbero stati compiuti dalla precedente Giunta. Su questo comunque torneremo. Ora noi chiediamo un atto di buona volontà perché il lavoro che abbiamo fatto, restando in quest'Aula fino alle 5 del mattino, il lavoro che ci avete costretto a fare, che il Presidente del Consiglio ci ha costretto a fare, inserendo quest'argomento all'ordine del giorno, per dire poi che non c'erano comunque i tempi per poter procedere, non vada perso. Noi chiediamo che l'ordine del giorno venga invertito e che si proceda immediatamente alla nomina del Consiglio di amministrazione dell'ARST.

E' un atto di buona volontà. Per quanto riguarda gli altri commissariamenti, li valuteremo perché mi sembra che ci sia anche un altro presidente che si è dimesso, la cui elezione è di competenza del Consiglio regionale. Però chiedo al Presidente del Consiglio che so adoperi affinché si faccia un'inversione dell'ordine del giorno, perché una delle motivazioni che sono state portate in quest'aula è che un componente del consiglio di amministrazione si è dimesso. Allora, Presidente, siccome è un problema urgente, è un problema che riguarda i rapporti tra il Consiglio e la Giunta, chiediamo che anche lei eserciti tutta la sua autorevolezza, perché questo punto venga inserito all'ordine del giorno immediatamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, io non sarei intervenuto nel dibattito perché ritengo questo dibattito irrituale, perché ho detto altre volte che il ricorso all'intervento sull'ordine del giorno è una cosa artificiosa inventata non so da chi, non sarei comunque intervenuto se l'onorevole Paolo Fadda non avesse fatto un riferimento che io ritengo delicato ed anche pericoloso. Siccome l'ha fatto, adesso io vi dico la verità.

I funzionari della Regione hanno espresso l'opinione, nel 2000, così come l'avevano espressa a suo tempo all'allora Presidente della Giunta. Tant'è vero che i funzionari diedero la stessa interpretazione che hanno dato oggi a questo Presidente. Tant'è vero che quella Giunta, quando si decisero le nomine, non si riunì formalmente alla presenza dei responsabili dell'ufficio legislativo, della Segreteria generale, dei funzionari, ma ain quella seduta dove si cucinò questa delibera in un certo modo per dare avallo a una cosa che gli uffici non volevano avallare, fu un assessore a verbalizzare.

Quindi, non c'è stata nessuna differenza di impostazione, ma gli uffici diedero allora la stessa interpretazione che sta dando oggi questa Giunta regionale. Tuttavia, io credo che quando si parla in quest'Aula, bisogna anche ascoltare gli interventi degli altri, perché se ci si comporta come l'onorevole Dore che arriva all'ultimo momento e dice: "Non ho sentito che cosa ha detto il Presidente della Giunta, ma tanto non può avere detto nulla di speciale, per cui ricorriamo alle manette….", mi pare che quest'Aula non stia facendo compiutamente il proprio dovere. Io ho detto che l'ARST ha per forza anche per la Giunta regionale una valenza politica diversa dagli altri enti, nonostante, in base alla legge numero 1, la Giunta regionale possa nominare i commissari. Ha una valenza diversa perché tutti i rappresentanti sono eletti dal Consiglio regionale ed è chiaro che, pur non trattandosi di conflitto di competenza, è evidente che una Giunta regionale che non nomina i rappresentanti che sono stati designati dal Consiglio, si pone in una situazione non dico anomala, ma scomoda che noi non vogliamo e l'abbiamo detto, tanto è vero che abbiamo accompagnato la nomina dei commissari con la richiesta di definire insieme anche alla Coalizione Autonomista, il processo di riforma degli enti e il ripristino dei Consigli di amministrazione.

Qui si è parlato delle dimissioni di un componente dell'ARST, io ho ricevuto due lettere di dimissioni.

(Interruzioni)

FADDA (Popolari-P.S.). Il Presidente del Consiglio doveva mandarle.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io ne ho due perché le lettere sono indirizzate al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta e sono state mandate anche a me. Io ne ho due, non so per quale motivo qui ce ne sia una, però io ne ho due.

Non solo, dirò di più, con una telefonata mi è stata preannunciata la dimissione di un terzo componente del consiglio di amministrazione dell'ARST.

CUGINI (D.S.-F.D.). Tutte spontanee.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Allora, io dico che siccome non mi pare che ci sia su questo problema una grande differenza, onorevole Cugini, di impostazione tra l'opposizione e la maggioranza, possiamo andare avanti nei lavori e vedere che cosa si può fare per venire incontro alla richiesta che è stata formulata, ripristinando l'organo che ad oggi non esiste perché non esistono i 5 componenti. Stiamo quindi parlando di un decreto che non è possibile fare perché l'organo deve essere completo; io non posso fare un decreto con tre nomine o due nomine o quattro nomine, devo fare un decreto di nomina dei cinque componenti del Consiglio di amministrazione e quindi, prima di tutto...

(Interruzione del consigliere Cogodi e del consigliere Cugini)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ma no, io non faccio dimettere nessuno, onorevole Cogodi; il fatto è che questi componenti si sono dimessi. Ma non è che ogni volta dobbiamo fare queste cose, in attesa di andare avanti con la finanziaria. Avete chiesto il dibattito, avete chiesto le comunicazioni del Presidente della Giunta, vi sto dicendo che la Giunta regionale non si opporrà certamente alle decisioni del Consiglio, mi pare che noi abbiamo fatto il nostro dovere e poi questi problemi li affronterà il Consiglio regionale, attraverso i Capigruppo, attraverso la normale dialettica tra forze politiche.

PRESIDENTE. Voglio chiarire al Consiglio che apprendo adesso che ci sono altre dimissioni; confermo che sono in nostro possesso le dimissioni di un rappresentante del Consiglio di amministrazione dell'ARST, se poi altri hanno mandato lettere di dimissioni per posta o hanno seguito altra strada, non lo so, non risultano ai nostri uffici. Naturalmente, se il Presidente ha una copia delle altre dimissioni, gli chiedo di mandarla anche a noi perché noi non ce l'abbiamo. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Bisogna riconoscere che è un dibattito molto anomalo. Tuttavia, sono abituato ormai a dibattiti anomali e non mi meraviglio più di tanto, ma mi ero ripromesso di non parlare sia perché sono convinto che di questo argomento dovremo probabilmente riparlare, sia perché avrei voluto prima capire fino in fondo le motivazioni che hanno spinto la Giunta a compiere determinati atti amministrativi. Non sarei intervenuto se gli amici dell'opposizione non avessero richiamato me non so se al diritto o al dovere di prendere la parola.

Non credo di dover prendere la parola solo perché sono stato invitato a farlo, tuttavia, anche se mi rendo conto che il cosiddetto spirito di mediazione viene molto spesso sarcasticamente ironizzato, e posso assicurarvi che non mi va neanche la taglia del cosiddetto mediatore, prendo la parola per esprimere la mia opinione. L'avrei espressa prima del Presidente, ma molte cose sono state da lui accennate. Sono d'accordo con l'amico socialista, Balia, il quale distingue tra aspetto giuridico ed aspetto politico, anche se poi i due aspetti finiscono per intersecarsi vicendevolmente. Ebbene, dal punto di vista giuridico, sono ben convinto di quanto ha detto il Presidente della Giunta, io ho letto quella famosa delibera che, come tutti sappiamo, il Segretario generale della Giunta non ha voluto firmare, e che è stata invece firmata da un Assessore. E' legittimo anche questo, la Giunta può avere come segretario anche un Assessore; non c'è nessun problema, però mi convincono le motivazioni per le quali quella delibera è stata in un certo senso valutata in una maniera non del tutto conforme. Ci siamo cioè dimenticati che il disegno di legge di proroga è stato respinto dal Consiglio. Io ho letto quella delibera, vorrei che la leggeste anche voi, è molto interessante.

FADDA (Popolari-P.S.). La stiamo chiedendo.

CONTU (C.C.D.). Potete averla, la delibera della Giunta Palomba dell'epoca è molto interessante. Non ho mai visto, in una delibera di Giunta, un cappello così contorto, un arrampicarsi sugli specchi da un punto di vista strettamente giuridico, come quello di quella delibera e io vi vorrei pregare di leggerla.

Quindi, diciamo pure che, a mio giudizio, la Giunta aveva il diritto di nominare i commissari degli altri enti. Non vi nascondo che ho qualche perplessità invece sull'ARST; e lo dico con molta franchezza e con molta onestà.

Ho delle perplessità non perché la Giunta, in base alla legge numero 1, non abbia anche questo potere; secondo me ce l'ha.

(Interruzioni)

CONTU (C.C.D.). Fammi parlare, tu sai che non interrompo mai nessuno, e sai anche che in questa materia tutte le opinioni sono opinabili. Lungi da me pensare che io sia depositario del Vangelo, ma credimi, non lo è nessuno dei presenti qui, anche se sembra quasi che ognuno di noi lo sia.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, si rivolga al Presidente del Consiglio non a chi la interrompe, altrimenti non la finiamo più.

CONTU (C.C.D.) Chiedo scusa, Presidente, ma così si vivacizza un po' l'Aula. In questa materia, dicevo, dove tutto è opinabile, io sono convinto che, per quanto concerne l'ARST, la Giunta abbia il potere di nominare un commissario, il problema è se poteva farlo in questo momento. È giusto che anche noi diciamo quello che pensiamo, e devo dire che io qualche perplessità ce l'ho. Posso giustificare l'azione della Giunta solo considerando che la presidenza della Giunta non può fare immediatamente il decreto di nomina del consiglio di amministrazione perché uno degli eletti si è dimesso e in più, non è un mistero, sono annunciate o sono già arrivate anche altre dimissioni, anche se ho sentito qualcuno dire che sono stati costretti, e può darsi che sia così. Non lo fate forse anche voi con i vostri, perché le persone che noi indichiamo non provengono dalla Papuasia, provengono dal nostro ambiente e sono tutte persone, quelle che avete nominato voi, lo stesso Presidente dell'ARST, non ditemi che proviene...

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, non colga le provocazioni.

Contu (C.C.D.). Mi perdoni, Presidente, ma una volta tanto, non voglio fare il moderato, mi consenta qualche volta di non essere moderato. Siccome le persone indicate dall'opposizione non sono certamente provenienti della Papuasia, ma si tratta probabilmente di amici, è chiaro che anche i nomi che sono stati fatti da noi sono quelli di amici nostri, può darsi che siano stati anche invitati a dimettersi o può darsi che in questa situazione abbiano avuto un sussulto anche di orgoglio e abbiano deciso di andarsene.

Allora, io mi domando, dal punto di vista strettamente giuridico, cosa accade se il Presidente della Giunta, il quale deve preoccuparsi anche dell' ordinaria amministrazione di un ente, non procede alla nomina di un commissario nelle more del completamento dell'iter della nomina. Io sono perfettamente d'accordo con l'opinione del collega Gian Mario Selis che il Presidente del Consiglio non possa esercitare il suo potere sostitutivo e che i nomi debbano essere indicati da quest'Aula e quindi, sia chi ha presentato le proprie dimissioni al Presidente del Consiglio, sia coloro che le hanno presentate al Presidente della Giunta, comunque devono essere sostituiti da quest'Aula. Però è anche evidente che un Presidente della Giunta che ha il potere di governo, deve preoccuparsi di che cosa accade all'ARST nelle more.

Deve preoccuparsene, perché purtroppo, secondo la normativa vigente, il Consiglio di amministrazione uscente dell'ARST non può fare né la straordinaria amministrazione, ma né l'ordinaria amministrazione. Anzi, dico di più, la legge dice che qualunque atto fatto dopo quella data, è nullo. Quindi io ho giustificato la decisione della Giunta anche se ho delle perplessità, dicendomi che un Presidente della Giunta che si preoccupa del buon governo della cosa pubblica, non può non preoccuparsi del fatto che gli atti eventualmente compiuti dall'ARST siano atti validi e, quindi, non nulli. Lo può fare in una sola maniera, nelle more della sostituzione, da parte del Consiglio regionale sardo che ha il diritto-dovere di sostituire i dimissionari, secondo me, il capo del governo regionale ha pienamente il diritto di nominare un commissario. E` chiaro che il commissario, Presidente della Giunta, a mio modesto avviso, decade, non appena quest'Aula ha completato la composizione del consiglio di amministrazione, perché in quel momento lei ha il dovere di suffragare con un suo decreto la scelta fatta da quest'Aula; ma nulla vieta, ripeto, che nelle more, potrebbe essere una settimana, potrebbero essere 10 giorni o 15, ci sia un commissario che eviti che gli atti adottati dall'ARST siano nulli. Questa è la mia interpretazione, può darsi che, come tutte le interpretazioni giuridiche, possa anche essere opinabile, però è rispettabile come sono rispettabili le opinioni degli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, concluda, la prego, il tempo a sua disposizione è terminato.

Contu (C.C.D.). Ha ragione Presidente, ma ormai qui è diventato tutto talmente anomalo che io mi permetto di concludere , anche se sono...

PRESIDENTE. Mi permetta, onorevole Contu, non alimenti comportamenti non conformi al Regolamento, si attenga anche lei al Regolamento.

CONTU (C.C.D.). D'accordo Presidente, chiudo subito; mi pare che, tutto sommato, la mia opinione sia abbastanza chiara e forse potrei aggiungere qualche altra cosa, ma preferisco per il momento stare zitto anche perché sono convinto che ci sarà il momento in cui di questo dovremo necessariamente riparlare.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, prima di darle la parola, voglio fare due comunicazioni che potranno servirle anche per l'intervento che dovrà fare. Io ho ricevuto pochi minuti fa, perché sono state presentate al segretario generale alle 17 e 29, le dimissioni dell'ingegner Marco Carboni. E` pervenuto anche il disegno di legge: "Norme per la nomina e la durata in carica degli organi degli enti regionali", che naturalmente verrà assegnato immediatamente alla prima Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo proprio sull'ordine dei lavori ed enuncio subito la mia proposta in modo tale che non ci siano fraintendimenti. Io credo che, alla fine di questo dibattito, noi possiamo riprendere la discussione sul disegno di legge finanziaria e continuare, come avevamo previsto, fino alle 20. Alle ore 20, invece di andar via, potremmo utilizzare il tempo che sarebbe stato dedicato alla vita privata, alla vita politica eccetera, per procedere al rinnovo delle nomine.

Questa proposta, secondo me, è percorribile, seria, così come serio è stato il nostro comportamento in tutta questa vicenda non solo oggi. Ribadiamo che non abbiamo intenzione di qualificare l'opposizione con un'azione tendente a perdere un'ora in più o un'ora in meno. Certo il dibattito sull'articolo 3 del disegno di legge finanziaria è stato ampio, c'erano una cinquantina di emendamenti, ne abbiamo ritirato la metà, ora li voteremo, ma una volta approvati i primi articoli della Finanziaria, poi, come sapete, la discussione sugli altri articoli sarà molto più rapida. Quindi, la mia proposta è che, appena finito questo dibattito, si riprenda la discussione sulla Finanziaria, e alle 20 si proceda almeno alla sostituzione dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST. Il problema del conflitto istituzionale, il Presidente del Consiglio l'ha già risolto nel momento in cui ha iscritto questo punto all'ordine del giorno. . Se il Presidente del Consiglio non avesse ancora assunto una decisione, non avrebbe inserito all'ordine del giorno queste nomine, dal momento che lo ha fatto il problema è risolto. E poiché il conflitto di competenza è risolto, si deve procedere all'elezione, perché, se noi non lo facessimo, il Presidente del Consiglio dovrebbe esercitare il potere di surroga, ma prima che il Presidente del Consiglio eserciti il potere di surroga, noi dobbiamo esigere il rispetto della nostra facoltà di esercitare il diritto-dovere di nominare il componente del consiglio di amministrazione dell'ARST. Io propongo quindi che si facciano le nomine dopo le 20, e che si continui ora la discussione del disegno di legge Finanziaria, perché questa soluzione è in armonia con la decisione già assunta dal Presidente del Consiglio in merito al conflitto di competenza.

Se la Giunta non è d'accordo, contesti la Presidenza del Consiglio e la induca a cambiare l'ordine del giorno, ma se quell'ordine del giorno rimane, noi abbiamo il diritto e il dovere di votare per evitare che il Presidente del Consiglio eserciti il potere di surroga. Secondo punto: il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta hanno parlato di atti e noi non stentiamo a credere a quello che ci dicono, ma da ieri abbiamo chiesto che questi atti ci vengano messi a disposizione. La presidenza del Consiglio ha già posto a disposizione una serie di atti, chiedo alla presidenza della Giunta di metterci a disposizione le lettere di dimissioni, comunicandoci i dati relativi al protocollo, le memorie degli uffici di oggi e di allora, le delibere della Giunta di oggi e di allora, il decreto o i decreti con cui il Presidente sta facendo le nomine, le comunicazioni intercorse tra il Consiglio e la Giunta regionale.

Il terzo punto che voglio sottolineare è che è evidente che noi su problemi di questa natura, sui conflitti di competenza Giunta - Consiglio, sui compiti della Giunta, sulle funzioni del Consiglio, sull'applicazione delle norme che non ci vedono concordi, abbiamo fatto un dibattito che non è strumentale. Se avessimo voluto perdere un'ora di più, avremmo parlato di più su un articolo qualunque o sugli emendamenti, ma i problemi che stiamo sollevando non riguardano la maggioranza o l'opposizione di oggi, riguardano gli assetti istituzionali, le regole, i rapporti. Su questo occorre fare chiarezza e noi, per fare chiarezza, andremo fino in fondo e se non saremo soddisfatti del dibattito e delle conclusioni di oggi, presenteremo una mozione e riporteremo il discorso in Consiglio, richiamandoci all'articolo 54 del Regolamento. Valuteremo le iniziative politiche ed anche giuridiche più opportune per sostenere le nostre ragioni.

Io credo che su queste questioni, se non riusciamo a trovare una ragione persuasiva dal punto di vista politico, è chiaro che dovremo trovare il modo di investire gli organi di controllo, per esempio la Corte dei Conti, perché credo che quello che si sta facendo sia un errore che mina la funzionalità degli enti e la legittimità degli atti, e, se è giusta la nostra interpretazione, e noi siamo convinti che sia giusta, questo ha un effetto grave sulla vita economica ed anche istituzionale della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, alcuni degli atti richiesti dall'onorevole Gian Mario Selis, sono qui depositati. La delibera precedente è stata consegnata il 20 ottobre del 1999 a tutti i consiglieri regionali. Io ho detto che la Giunta non si oppone assolutamente né all'inversione dell'ordine del giorno, né a niente. Se no non avrei detto che c'erano altre dimissioni, la Giunta avrebbe potuto sostituire il componente che ha presentato già le sue dimissioni al Consiglio e l'organo non sarebbe stato comunque completo. Ho detto che anche un altro componente si è dimesso perché si proceda eventualmente alla sostituzione di entrambi i componenti. Se si vogliono fare le nomine, io propongo che si vada avanti con la finanziaria per dare tempo ai Gruppi di scegliere i propri rappresentanti e procedere così all'elezione del consiglio di amministrazione dell'ARST. E` chiara adesso la proposta?

CUGINI (D.S.-F.D.). Non si sente.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Siccome ci sono due componenti dell'ARST che si sono dimessi, dobbiamo dare tempo ai Gruppi di operare le loro scelte per sostituirli. Quindi andiamo avanti nell'esame della finanziaria e poi procediamo alla votazione per eleggere i due componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST..

PRESIDENTE. Onorevole Floris, devo precisare che nessun argomento può essere discusso se non è all'ordine del giorno. Noi abbiamo all'ordine del giorno solo una surroga, quindi l'altra non la possiamo fare oggi. Io posso inserirla nell'ordine del giorno di domani, ma oggi non è possibile, non sarebbe conforme a quanto prescritto nel Regolamento .

Sospendo la seduta per dieci minuti per chiarire questa questione.

(La seduta, sospesa alle ore17 e 46, viene ripresa alle ore17 e 56.)

PRESIDENTE. Abbiamo sospeso per dieci minuti per cercare di raggiungere un accordo. Voglio dire all'onorevole Selis, che ha chiesto una serie di documenti, riguardanti il presente e il passato, che mentre tutti gli atti che riguardano la vicenda attuale sono disponibili anche immediatamente, per ciò che riguarda gli atti del passato dobbiamo dare agli uffici il tempo per cercarli. Per quanto riguarda gli atti richiesti alla Giunta, è quest'ultima che li deve fornire.

Detto questo, se non si raggiunge un accordo diverso, dobbiamo riprendere la discussione sul disegno di legge finanziaria e dare la parola all'onorevole Cugini, che aveva chiesto di intervenire sull'articolo 3 e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). C'è stata una breve sospensione in esito ad una dichiarazione chiara, inequivocabile resa al Consiglio dal Presidente della Giunta, che noi abbiamo preso nel frattempo in considerazione; per quanto ci concerne, condividiamo la proposta, che è stata avanzata dal Presidente della Giunta regionale, di procedere alla surroga dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST non in conclusione della seduta odierna, bensì, per consentirci anche di raccogliere elementi e vedere che non siano pervenute altre dimissioni, domani mattina. Quindi, condividiamo la proposta che il Presidente della Giunta ha avanzato al Consiglio. Crediamo che anche le altre parti politiche debbano dichiarare, ugualmente in trenta secondi, se accolgono la proposta del Presidente della Giunta, che parrebbe essere risolutiva di questa questione.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi ha dichiarato, per la sua parte politica, di accogliere la proposta del Presidente della Giunta. Non mi pare che ci siano opposizioni. Il Presidente della Giunta ha proposto di riprendere adesso il dibattito sulla finanziaria e di procedere domani mattina alla surroga dei due dimissionari. Se siamo d'accordo andiamo avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Presidente, io non sono intervenuto perché non ho capito le dotte argomentazioni giuridiche, però voglio dire che noi abbiamo un ordine del giorno da rispettare e siamo nella sessione di bilancio.

Chi ha un po' di esperienza in quest'Aula sa che, nel corso della sessione di bilancio, se non c'è un'emergenza forte, quale quella che abbiamo vissuto nei giorni scorsi, si deve procedere, speditamente o meno speditamente, a seconda dei pareri dei nostri colleghi, alla discussione e all'approvazione della manovra finanziaria.

La richiesta di invertire l'ordine del giorno - perché si tratta di una vera e propria inversione dell'ordine del giorno - non ci trova concordi. Proseguiamo con la discussione della legge finanziaria, approviamola rapidamente, e poi il Consiglio adotterà tutti i necessari adempimenti e tutte le necessarie determinazioni per sanare questa situazione, fermo restando che anche nel merito io concordo con le opinioni che sono state espresse dalla Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, c'è una proposta del Presidente della Giunta sulla quale lei non concorda. Lei ritiene che dobbiamo andare avanti con la finanziaria.

USAI (A.N.). Io obbedisco a quello che decide la Giunta, ma dico però che secondo la mia opinione questo modo di comportarsi che non dovrebbe avere ingresso in quest'aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). La proposta del Presidente della Giunta, di procedere alla elezione domani mattina, senza modificare l'orario di discussione della finanziaria, mi sembra in sintonia con le considerazioni del collega Usai, perché non stiamo dicendo che occorre interrompere l'esame della finanziaria per procedere alla elezione, stiamo dicendo che domani, prima delle 10, si può procedere alla elezione dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST, per continuare, a partire dalle ore 10, come previsto, la discussione della finanziaria. Mi pare che questo rientri nella logica di normali rapporti tra le forze politiche che trovano un punto d'incontro. Aggiungo, a conferma di questa nostra disponibilità, che siccome diversi colleghi sono iscritti a parlare sull'articolo 3 e sugli emendamenti, potrebbero anche decidere di rinunciare. Potremmo cioè limitarci a due interventi, se si trovasse questo punto d'incontro.

Se però la risposta è quella del collega Usai, cioè che non se ne fa nulla, rimaniamo tutti iscritti a parlare e succederà quello che non volevamo che succedesse.

Valutate le posizioni.

PRESIDENTE. Se non ho capito male, l'onorevole Usai ha espresso la sua opinione, però ha detto "Obbedisco".

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, intervengo per esprimere la mia opinione favorevole alla proposta del Presidente della Giunta, ma vorrei capirla un po' meglio. Desidero sapere, perché sono un po' confuso, se domani mattina voteremo solo la sostituzione della persona che ha presentato le dimissioni nelle mani del Presidente dell'Assemblea. Voglio sapere questo. Quale elezione è iscritta all'ordine del giorno di domani mattina? Voglio capire che cosa faremo domani mattina prima delle 10, perché anche la maggioranza deve prepararsi a queste nomine. Mi pare logico. Noi non siamo preparati, dovete darci un po' di tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, faremo tutte e due le nomine, perché oggi ne abbiamo all'ordine del giorno soltanto una, ma domani mattina sarà all'ordine del giorno anche l'altra, quindi procederemo ad ambedue le elezioni suppletive dei componenti dimissionari del consiglio di amministrazione dell'ARST.

CONTU (C.C.D.). Quindi, Presidente, lei ha già posto all'ordine del giorno di domani mattina anche la seconda nomina. Non ero a conoscenza di questa decisione. Poiché la richiesta di dimissioni è pervenuta al Presidente della Giunta e non al Presidente dell'Assemblea, e siccome qui è stato anche chiesto al Presidente dell'Assemblea di poter verificare i dati del protocollo, volevo sapere se all'ordine del giorno c'è solo una sostituzione o due sostituzioni.

PRESIDENTE. Lei ha perso un passaggio.

CONTU (C.C.D.). Scusi Presidente, mi faccia finire. La mia domanda e' rilevante perché io voglio sapere se domani mattina devo votare un solo nome o due nomi, perché altrimenti viene leso il mio diritto di consigliere della maggioranza, perché la legge, così come tutela la minoranza tutela anche la maggioranza.

Ora, poiché i dimissionari sono stati designate dalla maggioranza, voglio sapere se domani mattina sarà la maggioranza ad esprimere i due nomi. Mi pare ovvio, se no il diritto della maggioranza va a farsi friggere, scusate l'espressione non parlamentare. Io chiedo di avere dei chiarimenti su questo aspetto, anche perché, se dobbiamo sostituire due persone, devo prepararmi a indicare due nomi.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cugini, le do la parola subito, la prego di aspettare un momento, perché ha chiesto la parola l'onorevole Balletto. Ma voglio prima precisare all'onorevole Contu, che, circa tre quarti d'ora fa, io ho annunciato all'Aula di avere ricevuto in quel momento le dimissioni. Pertanto le inserirò all'ordine del giorno di domani mattina. Domani quindi noi provvederemo alla surroga dei due componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST dimissionari.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Il Regolamento consiliare è uno strumento a garanzia dei diritti della opposizione, ma certamente non può, a mio modo di vedere, essere utilizzato per ledere i diritti della maggioranza.

Questa è la sessione dedicata all'esame della manovra finanziaria nel suo complesso, quindi della legge finanziaria, del bilancio annuale, del bilancio triennale, e dei disegni di legge collegati che completano, appunto, il quadro della manovra finanziaria.

Sono passati più di 15 giorni dall'inizio dell'esame della manovra finanziaria da parte di quest'Assemblea, e il termine regolamentare previsto, entro il quale il Consiglio avrebbe dovuto esaminare i documenti e procedere all'approvazione o al rigetto, a seconda dei consensi o dissensi che su questa manovra si registrano, è di 10 giorni.

Per questa ragione, Presidente, invito lei e i Presidenti di turno a far sì che questa disposizione del comma 7 dell'articolo 34 del nostro Regolamento, che recita testualmente: "Il Consiglio esamina i documenti di bilancio entro i successivi dieci giorni" sia rispettata. Mi rendo conto che per un motivo o per l'altro, valido o non valido, giustificato o meno, i termini sono abbondantemente trascorsi. L'argomento fondamentale all'esame del Consiglio oggi è proprio la manovra finanziaria, e ricordo a me stesso, ai colleghi della maggioranza ed ai colleghi dell'opposizione che, senza l'approvazione di questa legge, non ci può essere attività politica, non ci può essere attività amministrativa. Quindi, questo è un richiamo a me stesso per primo, e ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione perché prendiamo coscienza e portiamo a termine questo compito principale e fondamentale che prima di tutto è dovuto ai sardi che noi rappresentiamo. Rivolgo un richiamo e una preghiera alla Presidenza, perché tutti gli argomenti, che sono certamente importanti, ma non quanto la manovra finanziaria, vengano esaminati dal Consiglio nei giusti modi, nei tempi dovuti e con la dovuta attenzione, ma solo ed esclusivamente quando queste norme fondamentali per l'amministrazione della Regione siano state esitate da questo Consiglio. Quindi, per quanto mi riguarda io richiamerò, lei e i Presidenti di turno, affinché il comma 7 dell'articolo 34, sia rispettato come esigenza fondamentale e prioritaria, mettendo in secondo piano tutte le altre questioni che pure sono importanti, e delle quali non voglio disconoscere il rilievo e l'importanza, ma che certamente sono secondarie rispetto a quelle che riguardano la manovra finanziaria.

Io mi richiamo a lei, ai Presidenti di turno, alla responsabilità di tutti i colleghi. Per quanto mi riguarda sarò contrario a tutte le iniziative, che tendano per un motivo o per un altro a far ritardare l'approvazione, o meglio l'esame della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Naturalmente quell'articolo del Regolamento è una raccomandazione…

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, sono tutte raccomandazioni.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio non può esautorare l'Aula.. Bisogna che tutti siamo consapevoli che la manovra finanziaria va fatta nel più breve tempo possibile; i tempi sono saltati, e lei ha fatto bene a ricordarcelo, è molto opportuno che tutti lo ricordiamo ed andiamo avanti cercando di fare prima possibile.

Se siamo tutti d'accordo, riprendiamo ora la discussione della legge finanziaria. Ricordo che sono iscritti a parlare i consiglieri Cugini, Selis, Sanna Alberto, Pacifico, Marrocu, Sanna Salvatore, Sanna Emanuele, Falconi, Scano, Dettori Ivana, Pusceddu, Vassallo, Ortu.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, mi sembra di ricordare che esiste una norma del Regolamento che prevede che tutti i colleghi debbano iscriversi prima della fine del primo intervento. Stamattina prima della sospensione, le ha annunciato che gli iscritti, se non ricordo male, erano l'onorevole Cugini e l'onorevole Selis.

Io non ho nulla contro i colleghi che si sono iscritti, ci mancherebbe altro, però la richiamo ancora all'esigenza di far rispettare Regolamento , chiedendo che i colleghi si iscrivano entro il primo intervento, quando si inizia la discussione di un articolo e dei relativi emendamenti. Non è possibile che lei sospenda i lavori dicendo che ci sono due oratori, e adesso ci dica che ce ne sono dieci.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, però, non si metta anche lei a contestare.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Il Regolamento vale per tutti.

PRESIDENTE. Vale per tutti, onorevole Balletto, però le ricordo che la norma dell'iscrizione prima della fine del primo intervento riguarda la discussione generale, non la discussione dell'articolato. Pertanto, per ciò che riguarda l'articolato i consiglieri si iscrivono a parlare quando vogliono. Io non posso impedire né all'opposizione, né alla maggioranza, di discutere. Darò la parola a tutti quelli che si iscriveranno, abbia pazienza onorevole Balletto.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). In risposta all'intervento del collega Balletto e mantenendo fede alla dichiarazione che abbiamo fatto prima, voglio dire che i colleghi si sono iscritti a parlare quando il Presidente Floris non aveva assunto l'iniziativa riferita al consiglio di amministrazione dell'ARST.

In presenza di un'iniziativa che noi abbiamo considerato positiva, parte dei colleghi rinunciano a svolgere l'intervento sull'articolo 3 e sugli emendamenti, proprio per confermare la nostra disponibilità. Certo, se avessimo seguito l'invito del collega Balletto, non solo avremmo continuato ad intervenire, così come era previsto, ma ci saremmo iscritti di nuovo.

Io, brevemente, voglio dire al collega Contu, che noi domani mattina saremo in Aula per partecipare alla votazione sul consiglio di amministrazione dell'ARST, ma non voteremo, perché i consiglieri che si sono dimessi erano stati espressi dalla maggioranza ed è giusto che la maggioranza scelga le persone che dovranno sostituirli.

Noi saremo in Aula per garantire la presenza del numero legale, ma non interverremo nella votazione, anche a conferma della nostra disponibilità ad agevolare la mediazione che il Presidente Floris ha proposto alla nostra attenzione.

Sull'argomento all'ordine del giorno, cioè sulla finanziaria, perché noi interveniamo con puntualità in particolare per la parte riferita ai centri storici? Lo facciamo perché la legge era stata approvata all'unanimità dei presenti con 63 voti a favore. Questo lo dico per il Presidente Floris, per l'Assessore degli Enti Locali, e per l'Assessore Pittalis. La legge sui centri storici è stata approvata all'unanimità. Aggiungo che il progetto di legge era giacente in Commissione da diverso tempo e riproponeva il testo di un provvedimento presentato nella precedente legislatura. Era una legge attesa, voluta fortemente dalle associazioni delle piccole imprese, e voluta fortemente dagli amministratori dei nostri comuni.

Ed è vero che la legge è partita con un po' di ritardo, perché molti comuni, esclusi quelli che usufruivano di risorse messe a disposizione dal Governo perché città "regie", non avevano la possibilità di intervenire per il recupero dei centri storici. Noi abbiamo previsto una dotazione finanziaria molto limitata, perché ritenevamo allora che fosse comunque giusto approvare la legge, anche con una dotazione finanziaria limitata, per impegnare la Giunta e, visto il voto, anche il Consiglio, nell'ampliamento della provvista e per far sì che la legge, dopo il primo momento di avvio, potesse entrare a regime e potesse avere risorse sufficienti per far fronte alle domande. E` vero che inizialmente i comuni iscritti al repertorio dei centri storici non erano molti, quelli pronti ad utilizzare la legge erano pochi e il ritardo iniziale è stato di fatto voluto per fare in modo che i comuni si mettessero in regola con gli strumenti urbanistici per poter dare a tutti una risposta positiva. Successivamente, l'allora Assessore della programmazione Scano aveva messo a disposizione cinquanta miliardi per anno, per dieci anni, proprio per incrementare le risorse finanziarie disponibili per rispondere alle domande che venivano avanzante dai comuni. Personalmente ho partecipato a decine di Assemblee nei comuni della provincia di Sassari. Ho incontrato anche tecnici, ingegneri ed architetti, e abbiamo anche incontrato come forza politica associazioni imprenditoriali, in particolare dell'a.p.i. sarda, per discutere la legge e per diffonderne il testo, perché si tratta di un provvedimento realmente atteso. Non è atteso solo dai comuni, ma è atteso soprattutto dalle piccole e medie imprese, perché il recupero nei centri storici non è un'attività che può essere svolta dalle grandi imprese, è un'attività che viene svolta prevalentemente da imprese artigianali, siano esse imprese edili, meccaniche, elettriche, di falegnameria eccetera. Non applicare immediatamente questa legge, differirne nel tempo l'entrata in vigore è un errore che noi siamo in grado di correggere. Siamo in grado di correggerlo confermando per quest'anno finanziario lo stanziamento che era stato stabilito e per rispondere alle aspettative di cui parlavo prima. Allora che cosa bisogna fare? Io penso che i colleghi della Giunta e la maggioranza debbano fare un ulteriore approfondimento su questa materia, visto che il provvedimento era stato licenziato all'unanimità e che la volontà della maggioranza è comunque quella di intervenire sulla materia. Quello che noi chiediamo è che ci sia una risposta immediata alle domande presentate dai comuni, chiaramente quelli che sono pronti ad attuare questi interventi. Questo provvedimento infatti può apparire limitato ai centri storici, ma interviene complessivamente anche nella stesura dei piani regolatori. Recuperare i centri storici all'attività naturale vuol dire fare in modo che i piani regolatori, in particolare quelli delle città medio-grandi, tengano conto della riattivazione della funzione abitativa dei centri storici, e quindi nel prevedere l'incremento abitativo mettano in conto, così come dicono ormai tutti gli esperti nazionali ed internazionali sulle questioni urbanistiche, il recupero della parte storica delle città o della parte compatta delle città, perché non tutto è centro storico, perché nei nostri paesi più che di centro storico si deve parlare di centro vecchio. Nella predisposizione degli strumenti urbanistici, si deve perciò tenere conto del fatto che buona parte delle abitazioni dei centri storici può essere agevolmente recuperata. Mi soffermo su questo perché noi tutti, qua dentro, vista l'età, siamo figli dei centri storici dei nostri paesi, noi non siamo nati nei quartieri satelliti delle città medio-grandi della Sardegna, siamo prevalentemente figli del centro vecchio dei nostri paesi, della città compatta dei nostri paesi. Sappiamo come erano organizzati i nostri paesi e pensare alla ricostruzione nel tempo di quella realtà è un aspetto estremamente positivo per chiunque amministri quelle comunità, ma soprattutto per noi che siamo chiamati a mettere a disposizione le risorse necessarie all'attuazione di una legge voluta dal Consiglio regionale, voluta dagli amministratori locali, voluta dal sistema delle imprese, voluta in modo diffuso anche dai professionisti.

Stiamo parlando di cinquanta miliardi e non so se, secondo i dati definitivi, dovremo confermare l'importo complessivo, però, se rispondiamo positivamente ai comuni che sono in regola con l'iscrizione, se rispondiamo positivamente a quelli che hanno gli strumenti urbanistici pronti, penso che diamo una risposta che va nella linea dei nostri emendamenti e quindi se c'è la disponibilità a cercare un punto di incontro e a rispondere positivamente alle realtà mature, si può anche rivedere la quantità delle risorse. I miliardi disponibili possono anche non essere cinquanta, però penso che se noi entriamo in questa logica possiamo partecipare alla ricostruzione di una provvista confermando la bontà della legge e rimettendo in moto un meccanismo che anche voi avete previsto che possa essere messo in moto nei prossimi anni, ma anticipando la disponibilità finanziaria possiamo, assessore Pittalis, muoverci nella direzione che in tante occasioni abbiamo dichiarato di volere seguire. So che anche voi, allora opposizione, avete realizzato delle iniziative nelle diverse realtà comunali della Sardegna, ed anche voi avete potuto apprezzare le aspettative che ci sono su questa legge, quindi confermare l'impostazione della legge ed anche intervenire, se c'è da intervenire, sulla provvista finanziaria, credo che sia un impegno positivo che ci evita - come hanno detto altri colleghi - di commettere un errore. Ho voluto parlare solo su questo punto, anche se all'articolo 3 sono stati presentati diversi emendamenti che sono stati illustrati e trattati anche da altri colleghi, ma ho voluto richiamare solo questo punto perché mi sembra che siamo di fronte ad un errore che può essere evitato se valutiamo la nostra proposta con un po' più di attenzione. Dico questo anche per il Presidente della Commissione. Si può dire che questa è una legge effettivamente del Consiglio essendo stata votata all'unanimità e, come tale, deve essere valutata, anche negli emendamenti, dal Consiglio, per evitare tutti insieme di commettere un errore.

Si tratta, e chiudo, di costruire un ragionamento positivo sulla nostra indicazione, per andare incontro alle amministrazioni comunali che si sono dotate degli strumenti urbanistici necessari per spendere immediatamente queste risorse che sono comunque disponibili nelle casse della Regione sarda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA Alberto (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. L'onorevole Pacifico è assente. E' iscritto a parlare l'Onorevole Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F-D-). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Salvatore. Ne ha facoltà

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA Emanuele (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Mi hanno comunicato la loro rinuncia a parlare anche gli onorevoli Falconi, Scano Pier Sandro, Dettori Ivana, Pusceddu, Vassallo, Ortu.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi siamo stati di parola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Stiamo concludendo la discussione su questo articolo, che però non è un articolo qualunque, perché è un articolo con una cinquantina di emendamenti! Lo dico perché nella prossima riforma della legge di contabilità dovremmo inserire una norma che stabilisca che gli articoli siano monotematici, perché se no ogni articolo diventa una legge. Questa volta lo dico io, le altre volte l'hanno detto i colleghi che oggi sono alla maggioranza, credo che siamo tutti d'accordo, ci vuole una riflessione su come fare le leggi finanziarie in futuro e è necessaria probabilmente una norma che imponga a tutti noi di fare articoli monotematici. Non si può dire che abbiamo discusso di un articolo per mezza giornata, perché questo articolo era corredato da una cinquantina di emendamenti riguardanti argomenti estremamente importanti, che adesso brevemente richiamo e riepilogo. I colleghi che hanno rinunciato ad intervenire dimostrano la nostra volontà di non allungare il dibattito, ma una cosa è non allungare il dibattito, una cosa è rinunciare ad esprimere le proprie idee. Abbiamo sempre detto tutti che il dibattito sulla finanziaria è uno dei momenti fondamentali della vita politica della Regione.

Faccio appello alla pazienza di tutti i colleghi della maggioranza e dell'opposizione se, per questo, riepilogo le nostre posizioni utilizzando pochissimi minuti. Il tempo che abbiamo impiegato non è stato inutile, anche quello sul dibattito sugli enti. Io ho chiesto alla Presidenza del Consiglio di farsi carico di ribadire, anche con una nota, alla Presidenza della Giunta, la richiesta delle informazioni che sul problema, in serata, o domani mattina, è utile avere. Tornando al discorso sulla finanziaria, credo invece che anche noi andremo molto più spediti se qualche collega della maggioranza smettesse di fare ostruzionismo e di far perdere tempo con delle provocazioni. Probabilmente qualche collega si sente orfano del ruolo dell'opposizione e deve comunque creare qualche tensione. Io non raccolgo le provocazioni, per evitare di perdere tempo, ma faccio appello alla maggioranza perché eviti questo tipo di interventi.

I temi che sono connessi a questo articolo 3 sono diversi. Sui centri storici non mi soffermo, voglio solo fare un ultimo appello alla maggioranza perché valuti davvero l'esigenza, trovando la copertura finanziaria, di concentrare le risorse sui centri storici. C'è una stasi dell'industria edilizia, c'è una stasi del mercato edilizio e c'è la possibilità di riattivare il mercato immobiliare, e un'iniezione di risorse sul mercato immobiliare nei centri storici e sul sistema imprenditoriale avrebbe una funzione di volano e metterebbe in moto - come tutti sappiamo - un sistema di industrie collegate all' attività edilizia che hanno una capacità di reazione immediata. Quindi questo stanziamento si concretizzerebbe in un'immediata ripresa economica, con un aumento della produzione e con un aumento del gettito fiscale e, quindi, delle entrate. Ho detto e ribadiremo che è necessario che facciamo uno sforzo per trovare le risorse e organizziamo il programma, ma siccome questo è un intervento straordinario mi sembra davvero che vada sostenuto con tutte le forze.

Il secondo emendamento riguarda il piano del lavoro. Mi è sfuggito e chiedo scusa all'assessore, perché la Giunta chiede il ritiro degli emendamenti, il parere espresso su questo emendamento; vorrei capire qual è la posizione esatta della Giunta sull'emendamento numero 193.

Il terzo punto riguarda - vedete che sono temi diversi, uno è quello dei centri storici, l'altro è quello del piano del lavoro - un emendamento della Giunta,che integra lo stanziamento di diciotto miliardi a favore del Consiglio. Siccome non abbiamo ancora il bilancio del Consiglio regionale, credo che, pur essendo tutti quanti rappresentati in ufficio di Presidenza, sia utile averlo, per valutare questo emendamento. Io chiedo perciò alla Presidenza del Consiglio di poter acquisire sin d'ora il bilancio del Consiglio regionale e lo stato di attuazione dello scorso esercizio perché questo ci consentirebbe di valutare la congruità di questo emendamento, se no anche su questo noi dobbiamo fare un atto di fiducia, come ci viene richiesto ripetutamente, però il compito dell'opposizione non è fare atti di fiducia nei confronti della Giunta ma verificare gli atti in discussione. Non abbiamo motivo di dubitare della fondatezza della richiesta, anche perché partecipiamo con componenti della nostra parte politica all'ufficio di Presidenza, però credo che questo non ci esima dal dovere di essere consapevoli di quello che votiamo.

Il quarto e il quinto punto, ma su questi non mi soffermo, li cito solamente per sottolineare quanti sono gli argomenti connessi a questo articolo, riguardano l'edilizia agevolata, l'ERSU, la sicurezza sociale; invece spendo una parola per quanto attiene i contributi alle associazioni degli enti locali. Francamente sono rimasto stupito che la Giunta non abbia accolto questo emendamento per la modica cifra di trecento milioni, anche se abbiamo indicato anche la copertura, proponendo l'utilizzo di risorse destinate ai CO.CI.CO. che tutti dicono di voler abrogare. La Giunta non dà parere favorevole sulla destinazione di trecento milioni per le associazioni degli enti locali, e dà parere favorevole, ed io sono d'accordo, ma avrei preferito un uguale atteggiamento ed attenzione per gli enti locali, sull'emendamento relativo al finanziamento per le scuole di musica.

Ripeto, sono d'accordo su questo emendamento ma non vedo perché uguale attenzione non venga rivolta alle associazioni degli enti locali, visto che trecento milioni non rappresentano una cifra straordinaria, ma possono essere un sostegno importante per queste associazioni che svolgono una preziosa azione di assistenza agli enti locali.

L'altro punto sul quale mi soffermo brevemente riguarda le opere pubbliche e, in particolare, la legge numero 45. I colleghi che erano in questo Consiglio quando fu approvata, (mi riferisco soprattutto al collega Floris che era in Consiglio regionale già allora), sanno che questa norma del 1978, è una norma che è stata graditissima agli enti locali ed ha rappresentato un'inversione di tendenza nella gestione del programma di opere pubbliche, trasferendo fondi sotto forma di aperture di credito agli enti locali, per il sostegno dei loro investimenti.

L'onorevole Silvestro Ladu ci ha ricordato questa mattina che lui sarebbe forse anche d'accordo su una norma di questo genere, a patto che - se ho capito bene - non si togliessero i fondi dai capitoli dell'assessorato perché abbiamo impegni con i comuni.

Voglio dire che noi non possiamo esprimere un'opinione su questa osservazione del collega Ladu, perché da tempo abbiamo chiesto alla Giunta di avere gli stati di attuazione della spesa degli assessorati che, normalmente, dovrebbero essere allegati al bilancio, invece quest'anno l'allegato al bilancio parla delle contabilità speciali ma non parla dello stato di attuazione dei singoli assessorati. Quindi, voi non potete chiederci di essere sensibili all'esigenza che l'assessore Ladu sostiene, di prorogare i programmi, perché non abbiamo consapevolezza di questa esigenza, non essendo in possesso dei dati relativi a questa questione.

Ecco perché abbiamo chiesto di poter esaminare gli stati di attuazione Se avessimo, come gli altri anni, gli stati di attuazione degli assessorati, potremmo apprezzare anche affermazioni dell'onorevole Ladu.

In assenza di questi dati, credo che dobbiamo pronunciarci sulla scelta di una gestione delle opere pubbliche centralizzata o decentrata, perché di questo si tratta, dobbiamo cioè dire se vogliamo che l'assessorato sia un organismo di gestione e non di programmazione e controllo, se vogliamo accentrare o decentrare.

Non mi soffermo sul fatto che la Giunta ha respinto l'emendamento a favore dell'università. Con questo ho concluso.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, voglio solo dirle che il documento contabile del Consiglio è pronto, pertanto il bilancio verrà distribuito adesso, così tutti i consiglieri potranno valutarlo.

Dobbiamo mettere in votazione l'emendamento numero 71, a firma Selis, Scano e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Con il consenso del presidente del Gruppo Giagu, chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 71.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prego l'onorevole Selis di specificare su quale voce della tabella B gravi la copertura in diminuzione. Voglio anche ricordare che questo non faceva parte degli accordi. Siccome abbiamo siglato un'intesa, abbiamo rimandato alla norma programmatica alcuni interventi in favore degli enti locali. La Giunta regionale prende atto di questo, onorevole Selis, e io la invito a riflettere su questo aspetto che fa saltare tutto il meccanismo dell'accordo, perché incide sulla tabella B, capitolo 03017, cioè su tutta una serie d'interventi che sono stati invece concordati, facendo saltare l'accordo su tutta una serie di altri emendamenti. Lo dico per dovere di correttezza. E' un problema che sottopongo all'attenzione dei proponenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). In sede di coordinamento, la copertura si può trovare, ma se è necessario possiamo indicare la voce 6 della tabella B, del capitolo 03017. Questo è un aspetto marginale, direi, dell'intervento dell'assessore Pittalis, invece, le cose su cui abbiamo concordato sono argomenti sui quali vi è una comune convergenza. Abbiamo concordato su alcuni interventi non perché sia l'opposizione ad avervi interesse, ma perché li riteniamo importanti, se la Giunta non li ritiene importanti ce lo dica.

Noi stiamo facendo una battaglia per trovare, d'intesa con la Giunta, le risorse necessarie, anche facendo dei sacrifici, se questo è necessario, per enfatizzare alcuni investimenti. L'assessore Pittalis sa perfettamente che ci sono alcuni punti su cui abbiamo discusso a lungo, e uno di questi è la legge sui centri storici, altrimenti non avremmo discusso così tanto anche oggi.

Noi abbiamo anche detto che l'accordo che abbiamo fatto è un accordo sull'impalcatura che è importante, però la manovra rimane vostra e ve la votate. Noi votiamo gli emendamenti che abbiamo concordato; sulle cose che non abbiamo concordato ci riserviamo libertà di condotta. Ribadisco la richiesta di voto segreto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, siete consapevoli che si mette a rischio la quota per la compartecipazione regionale agli interventi del Quadro comunitario di sostegno 2000-2006? Lo dico perché sento il dovere di informare l'Aula.

Votazione a scrutinio segreto

Presidente. Indico la votazione segreta col sistema elettronico dell'emendamento numero 71 all'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 67

Votanti 66

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 27

Contrari 39

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alle votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' ­- ORTU - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo adesso agli emendamenti numero 166, 165 e 35. Voglio ricordare che, sulla base di quanto è stato detto dall'onorevole Cogodi, se gli emendamenti sono simili votiamo l'emendamento che in ordine cronologico è stato presentato per primo, e poi si farà il coordinamento.

Votiamo ora l'emendamento numero 35.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Non è così, non possiamo votare solo il numero 35, perché non assorbe gli altri due emendamenti, perché nel "35" lo stanziamento è limitato all'anno 2000.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi dica qual è l'emendamento che devo mettere in votazione.

ORTU (R.C.). L'emendamento numero 166 assorbe gli altri due.

PRESIDENTE. Benissimo, allora mettiamo in votazione il numero 166.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ha accolto positivamente gli emendamenti numero 165, 166 e 35, però limitando la copertura al 2000, ed indicando il capitolo 36103, entrate, in luogo di quello indicato negli altri emendamenti. Quindi, mi pareva che con questo spirito stamattina, nel corso del dibattito, anche da parte dei presentatori Fois, Capelli e Biggio, per quanto riguarda l'emendamento "35" e Selis e più, e Vassallo e più per quanto riguarda gli altri emendamenti, si fosse convenuto su quanto già espresso in sede di dibattito con le precisazioni testé nuovamente chiarite in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La Giunta, così come tutti, può sempre cambiare opinione, o anche modificare parzialmente, o ritenere, esplicitandolo, di restringere il campo delle dichiarazioni che ha già reso al Consiglio, però è nei verbali dei lavori dell'Aula che la Giunta stamattina ha espresso parere positivo su una serie di emendamenti, ivi compreso il "166" indicando una diversa fonte a cui attingere le risorse.

Abbiamo detto fin da stamattina che l'emendamento numero 35 non è interamente comprensivo degli altri, per cui questi non devono automaticamente decadere, perché il numero "35" è l'emendamento più restrittivo, perché riduce l'intervento a favore degli enti locali per le agevolazioni per la contrazione di mutui alla sola annualità, mentre il "166" ed anche altri emendamenti di questa serie, prevedono la proiezione triennale.

Ora, sappiamo che la proiezione triennale può essere sempre rimodulata, assestata con i bilanci annuali, però è chiaro che se si deve votare un emendamento che assorba gli altri, si va a prendere in considerazione quello che è più rappresentativo.

Questo è accaduto stamattina; la Giunta può anche modificare la sua opinione, re melius perpensa, dal suo punto di vista può restringere l'ambito dell'accoglimento, se lo ritiene necessario, però trattandosi di due miliardi in favore degli enti locali in materia non solo delicata, ma importante per gli enti locali, ci parrebbe che mantenere la proiezione triennale sia una cosa che può essere compatibile con l'insieme della manovra finanziaria, ragione per la quale noi rivolgiamo ancora un invito alla Giunta perché mantenga la posizione che ha espresso stamane, o si rimetta all'Aula, e si trovi il modo, perché certamente non sarà questa proiezione triennale di due miliardi a sconvolgere il bilancio della Regione, di accogliere comunque l'emendamento che è comprensivo degli altri, anche di quelli presentati dalla maggioranza e che però è anche più rispondente a quel bisogno che gli enti locali hanno rappresentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, io sono molto paziente, ma comincio ad avvertire un po' di stanchezza per questo lavorio, questo scervellarsi a seguire gli interessantissimi ragionamenti dei nostri colleghi nell'esposizione delle loro istanze, nella loro puntualità nel cogliere tutti gli "atti di arroganza" come sono stati definiti ed ancora di più - gli aggettivi non si risparmiamo - di questa Giunta. Però riesco a mantenere il controllo e a verificare, a prendere appunti, cerco di essere attento e di seguire le cose.

Stamattina si è detto, a proposito degli emendamenti numero 35, 165 e 166, che si sarebbero accolti gli emendamenti numero 165 e 166, e la Giunta li avrebbe poi unificati col "35", recependoli nell'ambito di quanto recitava il "35" con la modifica relativa all'indicazione del capitolo. L'onorevole Cogodi, ha insistito, naturalmente poi con tutto il corollario di commento, quasi che solo lui e alcune parte politiche abbiano a cuore il rifacimento dei nostri centri storici. Devo ricordarvi, cari colleghi, che se voi avete voluto la legge sui centri storici, anche noi l'abbiamo voluta fortemente e ci siamo impegnati in Commissione.

CUGINI (D.S.-F.D.). L'avete votata.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, le voglio ricordare che la discussione su questo argomento è finita.

BIGGIO (A.N.). Io chiedo di parlare, ho sempre ascoltato.

L'abbiamo voluta fortemente e non credo che questo Governo priverà la Sardegna, i comuni, gli enti locali, delle risorse di cui necessitano. Caro Cogodi, conosciamo bene le esigenze degli enti locali che sono bisognosi di tutto, non c'è bisogno che ogni sera ce lo ricordi. Le conosciamo bene, si può andare anche per sintesi, anche per rispettare i tempi fissati dal Regolamento.

Ed allora torniamo agli emendamenti. Si era rimasti d'accordo, anche dopo le vostre insistenze, sul fatto che si sarebbe limitato l'intervento al 2000 e si sarebbe raccordato in sede di coordinamento col "35". Se non c'è più questo accordo, io chiedo che si voti ogni emendamento e poi il Consiglio deciderà.

Grazie Presidente e grazie cari colleghi.

PRESIDENTE. Grazie a lei. In mancanza di un accordo io devo mettere in votazione l'emendamento più ampio, cioè il "166" che prevede tre annualità. E` chiaro che se passasse questo, gli altri due sarebbero da considerare bocciati, se non fosse approvato procederemmo alla votazione del numero 165 e poi del "35".

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi, io per amore della verità, collega Biggio, ho preso gli appunti e l'assessore Pittalis ha detto che il "166"…..

(Interruzioni)

Prendiamoli tutti, per carità di Dio, anch'io ho preso gli appunti e i miei dicono una cosa diversa rispetto a quello che ha detto il collega Biggio. L'assessore Pittalis ha dichiarato di accogliere l'emendamento numero 166 aggiungendo che (mi faccia completare Assessore) era necessario che fosse coordinato con il "165" e con il "35". Questo è diverso da ciò che diceva poc'anzi il collega Biggio. Anche se possiamo essere d'accordo, più o meno, sulla sostanza, mi pare che da quanto ha detto l'Assessore stamattina, fosse chiaro che egli riteneva che l'emendamento numero 166 ricomprendesse anche gli altri due. Credo che questa fosse la posizione dell'Assessore e che quindi gli emendamenti numero 165 e 35, che trattavano la stessa questione, dovessero essere ricompresi nell'emendamento numero 166. Dico questo non per polemica, ma per amore della mia verità parziale, perché chiaramente non voglio avere la pretesa di interpretare le cose in maniera autentica, però io ho preso nota in maniera precisa di quanto ha detto stamattina l'Assessore Pittalis.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, pongo in votazione l'emendamento numero 166. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165.

FADDA (Popolari-P.S.). Questo era stato accolto.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, qual è il problema. Siamo in fase di votazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora posso fare una dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Sì, può farla. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto.

Cugini (D.S.-F.D.). Intervengo per dichiarare che voto a favore, ma anche per dire che l'emendamento numero 165 è un po' la mediazione tra quello che è stato respinto prima e l'emendamento del collega Biggio Se troviamo un punto d'incontro, votiamo tutti a favore dell'emendamento numero 165, e rispondiamo così positivamente alla richiesta dei presentatori dei tre emendamenti. C'è una differenza di due miliardi, Pietro!

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non riesco a comprendere. L'emendamento numero 165 è stato accolto dalla Giunta regionale, quindi desidero capire selo accoglie ancora oppure no. Questa è una mediazione, noi stiamo permettendo agli enti locali di poter contrarre dei mutui per opere pubbliche, che significa intervenire in termini anche occupativi e in termini di sviluppo. Si tratta di due miliardi per i quali la Giunta regionale ha già espresso parere favorevole, mi auguro che non si smentisca soltanto perché un collega ha sollevato un problema dicendo che è meglio prevedere l'intervento per una annualità anziché per due.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io mi riporto integralmente all'intervento puntualissimo del collega onorevole Luigi Biggio, che ha riassunto la posizione della Giunta e le dichiarazioni che l'Assessore del bilancio ha reso nel corso della discussione degli emendamenti ora all'esame.

Debbo precisare che, pur manifestando una volontà positiva nel senso già anche ora ricordato dai banchi dell'opposizione, la Giunta non può accogliere questo emendamento perché ha già indicato un diverso capitolo che è relativo al recupero di fondi di rotazione, che, quindi, non può che essere imputato all'annualità 2000, e per quel che riguarda la voce 7 del capitolo 03017, ricordo che a tale voce sono evidenziati importi per 80 milioni, e quindi l'emendamento non troverebbe neppure copertura. Sono queste ragioni di carattere anche tecnico e le risorse disponibili che non consentono l'accoglimento, così come formulato, dell'emendamento numero 165.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 270 . Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). A nome del Gruppo dei Democratici, chiedo, signor Presidente, la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo solo per chiedere se non sia il caso, visto che il Presidente del Consiglio ha accolto la nostra richiesta di metterci a disposizione il bilancio del Consiglio e lo stato di attuazione del bilancio 1999, di sospendere la votazione di questo emendamento, perché, alla luce anche di una analisi rapidissima del bilancio, potremmo anche decidere di votarlo. Non è una questione molto importante, ma si tratta di un problema di coerenza. Chiedo quindi la sospensione della votazione dell'emendamento numero 270. Appena avremo il bilancio lo voteremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), questore del Consiglio. Presidente e colleghi, voglio rassicurare l'onorevole Selis che questa somma è lo stretto necessario per poter garantire il funzionamento del Consiglio. Quindi non vedo perché debba essere rinviata la votazione. Il bilancio del Consiglio dell'anno scorso era di centoquindici miliardi, quest'anno è di centodiciotto, l'aumento è dovuto esclusivamente all'aumento dell'ICIAP, quindi non ci sono state variazioni notevoli, per cui credo che non ci siano grossi problemi che impediscano di votare questo emendamento. Se poi si vuole fare altro, siamo disponibili, ma non credo che sia il caso di rinviare la votazione di un emendamento del genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). Io ritengo che non vi sia nessuno, nel Consiglio regionale, che non abbia a cuore la migliore funzionalità del Consiglio, del Consiglio come istituzione, del Consiglio come uffici, del Consiglio come logistica, di tutto il sistema che regge questo edificio nuovo solo nell'apparenza ma vecchio nella funzionalità, sotto tutti i profili. Far funzionare meglio le cose richiede sicuramente capacità, ma anche risorse, però si era detto, anche da parte della Giunta regionale, che un incremento, con un emendamento, d'un colpo ed ora, di diciotto miliardi poteva essere un po' eccessivo, nel senso che è chiaro che le risorse necessarie e indispensabili per il funzionamento del Consiglio dovranno essere reperite, tenendo conto di molte esigenze che sono più pressanti e più attuali. La stessa Giunta - per Giunta qui intendo proprio il Presidente della Giunta - aveva ipotizzato che questa cifra - che è un preventivo - poteva essere anche meglio distribuita nell'arco dell'anno, cioè una parte, anche la metà in ipotesi, inserita nel bilancio ora, una parte nell'assestamento. Può infatti verificarsi che, nel corso dell'esame del bilancio, emerga la necessità di disporre di ulteriori risorse finanziarie, per qualche cosa davvero importante.

L'onorevole Biancareddu è un questore molto puntuale. Io in sei mesi non sono riuscito a farmi mettere in funzione un telefono, però il questore Biancareddu garantisce e assicura, insomma, dalla categoria dei mediatori adesso siamo passati alla categoria degli assicuratori. Per favore, qui nessuno può dire: "Io assicuro", qui non c'è da assicurare nessuno, e nessuno ha la dote per assicurare niente. Qui c'è solo da fare una considerazione: visto che la Giunta in partenza ha previsto la dotazione per le spese del Consiglio, aumentare, con un emendamento di diciotto miliardi, d'un colpo, oggi questa dotazione potrebbe anche essere indispensabile, ma potrebbe anche non esserlo. Noi non abbiamo ancora il bilancio del Consiglio. Biancareddu e gli altri questori dovevano consegnare il bilancio preventivo del Consiglio, perché noi lo conoscessimo, contestualmente all'ingresso in Aula del bilancio della Regione, per cui qui non stiamo andando ad assicurare, qui stiamo andando a credere sulla parola, quindi ha ragione il collega Selis quando dice: "Non respingiamo nulla. Soprassediamo su questo emendamento, tanto questo è un emendamento che si può benissimo riferire a qualsiasi articolo della finanziaria. Come altre volte è accaduto si soprassiede e si valuta meglio. Può anche essere che questi miliardi servano, però lo dobbiamo capire noi, non ce lo deve assicurare Biancareddu, perché, se Biancareddu fa l'assicuratore, assicura i propri clienti, non può assicurare il Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Trattandosi del bilancio del Consiglio, ed avendo alcuni colleghi chiesto copia del bilancio, che effettivamente non hanno potuto vedere, sono d'accordo anch'io, e chiedo anche agli altri colleghi, che questo emendamento venga valutato in seguito. Andiamo avanti, valuteremo questo emendamento, dopo che i colleghi avranno visto il bilancio del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, intanto io vorrei sapere, essendo in fase di votazione, se è stata riaperta la discussione generale, perché mi sembra che stiamo rientrando nel merito degli emendamenti. In secondo luogo, Presidente, questo non è un emendamento aggiuntivo che può essere votato a parte. Sospendere la votazione di questo emendamento adesso significa sospendere la votazione dell'articolo 3, e non credo che questo sia corretto.

PRESIDENTE. Io intendevo porlo in votazione alla fine, non sospendere.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Voglio fare una dichiarazione di voto. E` possibile?

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto, quindi non è possibile.

FADDA (Popolari-P.S.). Io voglio esprimere il mio voto palese.

PRESIDENTE. Il voto segreto e` stato chiesto dall'opposizione.

FADDA (Popolari-P.S.). Mi astengo. Posso astenermi?

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei, può dichiarare l'astensione. Quindi se lei si astiene, faccia la sua dichiarazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Chi ha chiesto il voto segreto?

PRESIDENTE. L'ha chiesto il Gruppo dei Democratici.

FADDA (Popolari-P.S.). La proposta che noi abbiamo fatto era di soprassedere in questo momento alla votazione dell'emendamento numero 270, anche per tutta una serie di considerazioni fatte negli incontri che si sono avuti in commissione…

(Interruzioni)

Dicevo che abbiamo chiesto di sospendere e di verificare se la somma di 18 miliardi fosse indispensabile in questa fase del bilancio, perché molto probabilmente 18 miliardi sono davvero utili, però c'era l'impegno della Giunta regionale, visto e considerato che non si voleva comunque...

(Interruzioni)

Però sto parlando alla Giunta...

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, l'onorevole Fadda si lamenta perché sta parlando e vuole essere sentito dal Presidente della Giunta.

FADDA (Popolari-P.S.). No, dall'Assessore. Si era raggiunto un accordo, Assessore, perché in questa fase venisse inserita nella finanziaria soltanto una parte del finanziamento per poi, nell'assestamento, inserire semmai gli altri 8 miliardi, perché durante la fase di discussione del bilancio e della finanziaria, molto probabilmente, sarebbero servite delle somme per dare delle risposte a problemi più urgenti. Sono stati messi in coda altri problemi, non riusciamo a comprendere che cosa significhi questo accanirsi perché la maggioranza alla fine abbia a disposizione, in questa fase, altri 8 miliardi o altri 10 miliardi. Valutiamo qual è lo stanziamento realmente necessario.

Abbiamo chiesto il bilancio del Consiglio, proprio per valutare questo in termini costruttivi; nessuno vuole tagliare le somme che sono destinate al Consiglio regionale, vogliamo fare una semplice valutazione. Vogliamo cioè valutare se sia opportuno inserire questa cifra in questo momento all'interno della finanziaria, o se sarebbe più opportuno invece inserirne solo una parte e rinviare l'inserimento della parte restante all'assestamento. Però sembra che tutte le osservazioni che noi facciamo non siano accolte da parte dell'opposizione, e quindi, vi vuole votare questo emendamento ma io credo che la maggioranza stessa potrebbe avere la necessità, nel corso della discussione del bilancio, di avere a disposizione qualche miliardo, per dare risposte concrete a problemi urgenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cogodi, per dichiarazione di voto. Le ricordo che può parlare, solo se intende astenersi dal voto.

COGODI (R.C.). Io la ringrazio perché lei è così puntuale che ricorda il Regolamento a chi lo conosce; lo ricordi a chi non lo conosce, qualche volta anche a se stesso.

Essendo stata chiesta una votazione a scrutinio segreto, se chiedo la parola per dichiarazione di voto, è chiaro che io mi asterrò dalla votazione per due ragioni: una ragione è che, soprattutto per quanto attiene il bilancio del Consiglio regionale, sia ora, nella decisione sulla copertura globale, sia successivamente, quando si entrerà nel merito, io ritengo che gli atti debbano essere trasparenti, leggibili, e che ognuno di noi debba assumere intera, piena, integrale responsabilità.Il voto segreto è stato richiesto dal collega Dore, ma io non condivido il fatto che si votino a scrutinio segreto né la copertura complessiva del bilancio interno del consiglio né soprattutto i contenuti del bilancio, perché esso riguarda massimamente la vita interna del Consiglio.

In questa Regione tutto deve essere trasparente, ma che cosa deve essere più trasparente della spesa per la funzionalità della prima istituzione dell'autonomia?Per questa ragione sono contrario al voto segreto, perciò mi astengo. Dovevo dirlo, non avevo altro modo di poterlo dire, se non con una dichiarazione di voto che comporta l'astensione.

Inoltre ritengo l'emendamento inammissibile nell'attuale fase. Chiedo al Presidente del Consiglio di valutare meglio questo aspetto, perché in un momento in cui il Consiglio regionale non ha ancora ricevuto la proposta di bilancio interno, e quindi non ne conosciamo ancora i contenuti, il Consiglio non può votare una copertura globale, cioè immobilizzare risorse in funzione di esigenze che ancora non sono state neppure rappresentate. Io mi chiedo perché non si ascoltino mai le proposte che vengono fatte. L'onorevole Balletto, che diventa sempre più falchetto in questa fase, ha deciso che deve fare ostruzione immediata, non ascolta. Ma non serve non ascoltare, conviene ascoltare.

Il collega Selis, all'inizio, ha detto una cosa saggia: "Soprassediamo". Che cosa succede se si sospende la votazione di questo emendamento? Nulla. Si dice: "Ma allora si soprassiede anche sull'articolo?" E allora? La discussione è finita, le dichiarazioni sono fatte, anziché alzare la mano adesso si alza alla fine della seduta, che cosa succede? Quando c'è una cosa che deve essere raccordata con cose successive, anche se la discussione è fatta, le dichiarazioni sono fatte, si rimanda la votazione a un momento successivo. Non succederebbe nulla. In ogni caso, io dichiaro, perché rimanga almeno agli atti: primo, che reputo non corretto il voto segreto sul bilancio interno del Consiglio; secondo, che reputo inammissibile, allo stato, la proposta di una copertura in aumento rispetto alla spesa storica del Consiglio, prima di avere ricevuto gli atti da cui si desuma che questo è quanto serve, se serve davvero, ai fini dall'aumento della funzionalità interna del Consiglio.

PRESIDENTE. Voglio fare una brevissima considerazione. In effetti, non si capisce davvero perché occorrano tanti soldi, visto che c'è un referendum sulla proposta di dimezzare i compensi ai consiglieri regionali e quindi, probabilmente, non sarà necessario aumentare di tanto il bilancio.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Se la Giunta ritiene di soprassedere, io sono disposto a ritirare la richiesta di voto segreto, ammesso che la cosa sia possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. (prendendo la parola dai banchi dei Consiglieri)Intervengo per cercare di capire, come ha detto poc'anzi il collega Biggio. Qualcuno ha detto stasera che giochiamo con 40 carte: evidentemente non è bravo a giocare a carte, ci sono dei giochi in cui le carte sono 78, per esempio il gioco dei tarocchi.

Ma è tutto un gioco di carte per cercare di allungare i tempi, quando serve e quando non serve, e distorcere la verità. Io non ho capito qual è, in questo momento, il motivo per il quale si è assunto questo atteggiamento. E' una dichiarazione di sfiducia nei confronti dei vostri amici dell'Ufficio di Presidenza? Ne prendiamo atto.

Io ho fatto il Questore e so che l'Ufficio di Presidenza e prima ancora l'Ufficio dei Questori hanno la responsabilità di esaminare gli atti, c'è uno che firma, uno che si interessa del personale e, se volete, troverò occasioni in altra sede per spiegare forse anche a qualche altro consigliere i compiti del Questore.

Detto questo, questo provvedimento è stato approvato all'unanimità dai Questori e poi dall'Ufficio di Presidenza. Appena rientrato in questo Consiglio regionale ho trovato una marea di viandanti e mi sono meravigliato perché nei cinque anni precedenti c'è stato molto sperpero di denaro pubblico, basta guardare gli atti. Per esempio, sono aumentate le spese telefoniche! Non si negava a nessuno la possibilità di accesso a questi uffici per telefonare, non certamente per esigenze di istituto.

Ho visto raddoppiare la spesa per gli addetti alla guardiania, la cui cifra globale è certamente superiore ai 3 miliardi che sono la variazione tra l'anno precedente e quest'anno. Siccome devo ritenere che chi ha gestito il bilancio nell'anno precedente lo abbia fatto con senso di responsabilità, questa differenza non esiste, perché l'incremento di 2 miliardi e mezzo è dovuto all'aumento dell'ICIAP.

I vostri amici di partito hanno tutti quanti la documentazione necessaria per poter verificare, salvo che siano dei folli, che questo incremento era necessario ed era necessaria una somma di 3 miliardi. Quindi, se si vogliono trovare scuse ed attenuanti per arrivare ad approvare l'articolo 3 non nel 2000, ma nel 2001, lo possiamo fare. Però poiché credo che il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza abbiano esitato questo provvedimento con senso di responsabilità, non ci sono giustificazioni. Per questa ragione, Presidente, io mi astengo, ma chiedo che si voti e si lavori in modo serio e senza mistificazioni di ogni sorta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente e colleghi, io non credo che su una cosa così semplice occorra accalorarsi. Questo è un incremento rilevante, mi sembra che sia utile a tutti i colleghi esaminare il bilancio del Consiglio. Se nella scorsa legislatura ci sono state scorrettezze vengano messe in evidenza e vengano chiamati a risponderne i responsabili.

OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non l'ho detto.

SELIS (Popolari-P.S.). No, lo sto dicendo io! Se ci sono stati errori, come ce ne possono essere stati…..

(Interruzioni)

Non l'ha detto l'onorevole Oppi, anzi lui è sempre molto rispettoso nei confronti dell'Ufficio di Presidenza a cui istituzionalmente ha dato sempre grandi contributi. Non è questo, se ci sono stati errori si correggano. Credo che ci sia l'esigenza di vedere il bilancio, di dargli uno sguardo. Io,, prima di chiedere questo, avevo parlato anche con i colleghi che sono nell'Ufficio di Presidenza, non mi sembra una richiesta strana.

L'altra considerazione che mi sembra più pregnante, al di là dell'esigenza di esaminare il bilancio e di sospendere o meno la votazione di questo emendamento, è che, quando la Giunta ha manifestato l'esigenza di trovare dei fondi, rinviando alcuni stanziamenti all'assestamento di giugno, perché ci sono problemi di copertura in questa fase noi abbiamo suggerito di spostare le risorse destinate alle spese correnti che comunque sono obbligatorie. Questo è un caso tipico, il bilancio del Consiglio oggi è di 100 miliardi, con questi 18 miliardi arriviamo a centodiciotto, ma non succede nulla se questi 18 miliardi o 10 - decida la Giunta, a noi non importa - sono finanziati con l'assestamento del bilancio. Intanto i 100 miliardi sono comunque sufficienti per la copertura della spesa fino a novembre; e a giugno si farà l'assestamento di bilancio. L'altro giorno, negli incontri informali, quando io sostenevo l'esigenza di trovare la copertura di 20 miliardi per finanziare le spese correnti per gli enti locali ai sensi della legge numero 25, il collega Pittalis mi diceva "troviamo una copertura". Una copertura potrebbe essere questa, e si tratta di finanziamenti della cui necessità siamo tutti convinti, ma sappiamo anche che, se a maggio o a giugno si approverà l'assestamento, come ci siamo impegnati a fare, si ripristinerà la somma di 18 miliardi e intanto il bilancio del Consiglio va tranquillamente liscio, perché nessuno di noi si oppone. Le spese previste nel bilancio del Consiglio sono spese obbligatorie; non c'è un dibattito sulla facoltà o non facoltà. Sono spese obbligatorie per stipendi, luce, emolumenti. L'unica cosa che stiamo dicendo è che, se la Giunta ritiene di dover trovare una maggior provvista di fondi in questa fase, una posta - non solo questa, noi faremo anche qualche altro esempio - potrebbe essere spostata a giugno. Non succede nulla, il Consiglio va avanti tranquillamente, a giugno integriamo la somma e questi 18 miliardi potrebbero essere destinati ora alla copertura per il fondo per le spese correnti degli enti locali. Questa è la nostra proposta e per questo motivo, se questo emendamento viene mantenuto mi asterrò, se invece questo finanziamento dovesse essere spostato a giugno credo che sarebbe una cosa utile, in coerenza con le affermazioni della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo perché seguo attentamente tutti i dibattiti. Ancora non sono intervenuto, però a questo punto…

(Interruzione)

Sì, era ora, hai ragione. Io sono abituato a dare giudizi, voti e a prendere decisioni quando ho capito di che cosa si parla. La necessità di dare un voto su questo emendamento mi porta ad astenermi, in quanto non ho capito ancora perché io debba dare un voto su un qualcosa che va a modificare un bilancio che io non conosco. Io faccio atto di fiducia nei rappresentanti nostri e nei questori, anche se avrei qualche piccolo rimprovero da fare. Faccio solo l'esempio della situazione logistica, delle stanze nelle quali si dovrebbe lavorare con tranquillità e delle tante promesse fatte da settembre.E oggi ancora la situazione non è definita e definitiva. Questo è un piccolo appunto alla richiesta di fiducia nei confronti dei questori.

La fiducia, che comunque confermo, è stata inoltre in qualche maniera insultata, ed uso questo termine perché non ne trovo ora uno migliore. L'onorevole Biancareddu chiede questo atto di fiducia da parte nostra nei confronti di ciò che lui dichiara, e io non ho motivo di dubitare che i diciotto miliardi sicuramente servano. Però io condivido tante considerazioni che sono state fatte e penso che questa cifra potrebbe anche essere suddivisa in più tranche, stanziandone una parte adesso e l'altra nell'assestamento di bilancio, tenendo conto anche di quello che il Presidente del Consiglio ha detto testé facendo la considerazione sui referendum. Però, a giustificaazione di questa richiesta di fiducia e dei diciotto miliardi, l'onorevole Biancareddu ha citato l'ICIAP. Io non sono un esperto fiscalista, però mi è venuto un dubbio, non so se il Consiglio regionale abbia ...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e a ssetto del territorio. L'IRAP non l'ICIAP.

DEMURU (D.S.-F.D.). C'è una correzione, è strano che l'errore sia stato fatto due volte, perché anche l'assessore Oppi ha parlato di ICIAP. È sicuramente un errore, ma si sta creando confusione anche sulle tasse da pagare e voi ci chiedete di esprimere un voto in questa confusione. Ecco perché io mi astengo.

Penso sia stato un errore da parte dell'onorevole Dore aver chiesto il voto segreto e sono totalmente d'accordo con quello che diceva Cogodi prima, che sul bilancio del Consiglio non ci dovrebbero essere voti segreti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Masia. Le ricordo che, poiché è stato richiesto il voto segreto, lei può intervenire solo per dichiarare l'astensione.

MASIA (F.S.D.). Allora rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Se l'onorevole Dore non ritira la sua richiesta di voto segreto, indico la votazione a scrutinio segreto.TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Se l'onorevole Dore ritira la sua richiesta, lo richiedo io a nome del Gruppo dei Popolari.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, lei ha dichiarato che avrebbe ritirato la sua richiesta a condizione che si fosse sospesa la votazione dell'emendamento.

DORE (I DEMOCRATICI). Sì.

PRESIDENTE. Quella condizione non si è verificata, quindi suppongo che lei mantenga la richiesta di voto segreto.

DORE (I DEMOCRATICI). Ritiro la mia richiesta e chiedo che si proceda per appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Io avevo chiesto il voto segreto, comunque siccome qui ci sono delle altre proposte, non intendo bisticciare assolutamente con nessuno.

CUGINI (D.S.-F.D.). Chiedo io il voto segreto.

PRESIDENTE. È stato chiesto da un altro Capogruppo il voto segreto, pertanto ogni discussione finisce e dobbiamo procedere alla votazione. Ricordo che chi ha fatto la dichiarazione di voto si deve astenere.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento della Giunta regionale numero 270.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 56

Astenuti 6

Maggioranza 29

Favorevoli 49

Contrari 6

Voti nulli 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alle votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS -DETTORI Ivana - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS -ORRU' ­ ORTU - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele -SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SCANO - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI e i consiglieri FADDA - LAI - PINNA - PIRISI - SELIS.)

Passiamo adesso all'emendamento numero 167..

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo adesso all'emendamento numero 170.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Questo emendamento è stato accolto della Giunta con la proposta di modificare l'indicazione del capitolo in diminuzione, indicando cioè il capitolo 04026, in luogo di quello citato nell'emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo all'emendamento numero 176, anch'esso accolto della Giunta con una modifica.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La modifica riguarda anche qui il capitolo; in luogo del capitolo 11130 si dovrebbe indicare lo 04019, e solo e limitatamente al 2001.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Emendamento numero 174. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 168.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 171.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 197.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 200.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 175.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 177. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 173, che è stato accolto dalla Giunta, che ha proposto una modifica.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 256, presentato dalla Giunta che lo ha successivamente modificato portando gli 11 miliardi a 14 miliardi.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 22.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione del testo dell'articolo 3.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, inserirsi non è facile Ci deve dare il tempo di specificare anche le modalità di votazione, perché se è troppo veloce non riusciamo ad inserirci.

PRESIDENTE. Adesso mettiamo in votazione l'ultimo emendamento, il numero 268.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, segretario:

Art. 4

Fondi speciali

1. Nelle tabelle A) e B), allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi di cui si prevede l'approvazione nel corso degli anni 2000, 2001 e 2002.

2. Gli importi relativi a detti fondi sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - cap. 03016)
anno 2000 lire 7.569.000.000
anno 2001 lire 700.000.000
anno 2002 lire 700.000.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - cap. 03017)
anno 2000 lire 246.155.000.000
anno 2001 lire 248.000.000.000
anno 2002 lire 209.700.000.000.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati quindici emendamenti.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Demuru - Marrocu - Ortu - Giagu - Manca - Spissu - Dettori Ivana

Art. 4

Nella tabella A, alla voce 1, "Ddl collegato alla manovra economico-finanziaria - Attuazione del decreto legislativo n. 152/99 e disposizioni varie", sono apportate le seguenti variazioni:

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 7.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

Con prelevamento delle relative somme dal capitolo 03017 - Fondo per nuovi oneri legislativi, Voce 7, "Interventi vari nei settori produttivi". (161)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Morittu - Calledda - Fadda -Giagu

Art. 4 (Tab. B)

Nella tabella B sono apportate le seguenti modifiche:

VOCE 3 - Interventi per il commercio

anno 2000 ……… 30.000.000.000

anno 2001 ……… 15.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

TAB. B - VOCE 3 - (DL collegato in materia di commercio)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000

In diminuzione

TAB. B - VOCE 7 - (Interventi vari nei settori produttivi)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000

(162)

Emendamento sostitutivo parziale Pusceddu - Spissu - Cugini

Art. 4 (Tab. B)

La voce 7 della Tabella B allegata all'articolo 4 è così modificata:

VOCE 7 - Interventi vari nei settori produttivi, sociali, culturali, del territorio:

anno 2000 lire 270.000.000.000

anno 2001 lire 163.000.000.000

(70)

Emendamento sostitutivo parziale Pusceddu - Lai - Pirisi - Spissu - Morittu - Giagu

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

Nella Tabella B allegata alla legge finanziaria la voce 7) è così modificata:

VOCE 7 - Interventi vari nei settori produttivi, sociali, culturali.

(163)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Scano - Selis - Balia -Sanna Gian Valerio

Art. 4 (Tab. B)

Nella tabella B dopo la voce 7 è aggiunta la seguente:

7 bis. Proposta di legge concernente "Incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde".

La relativa copertura finanziaria è determinata in lire 20.000.000.000 per ognuno degli anni 2000 e 2001.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 13060-00 - (N.I.)

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

(53)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Dettori Ivana - Balia - Falconi -Demuru - Sanna Alberto - Pinna

Art. 4 (Tab. B)

Alla tabella B dopo il punto 7) è aggiunto il seguente:

7 bis. Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

(76)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Dettori Ivana - Balia - Falconi -Demuru - Sanna Alberto - Pinna

Art. 4 (Tab. B)

Alla tabella B dopo il punto 7) è aggiunto il seguente:

7 bis. Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 40.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 40.000.000.000

(189)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

In aumento

Cap. 03016 Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 4 della legge finanziaria)

Tab. A: Voce 5 (N.I.) Modifiche alla disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione

2000 lire 300.000.000

2001 lire 380.000.000

2002 lire 380.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

ENTRATA

In aumento

Cap. 32401 Interessi attivi sulle giacenze del conto corrente di tesoreria e degli speciali conti fruttiferi aperti presso la Tesoreria regionale e presso altri istituti bancari operanti in Sardegna (art. 3, comma secondo, nn. 2 e 5, L.R. 7 luglio 1975, n. 27 e artt. 1, comma terzo, lett. a), 3, commi primo e secondo, e 17 del capitolato generale allegato alla legge stessa)

2000 lire 300.000.000

2001 lire 380.000.000

2002 lire 380.000.000

(272)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4bis (Rideterminazione importo PIA)

Nell'articolo 8, comma 2, lett. a) della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 - Programmi Integrati d'Area - l'ultima annualità, prevista nell'anno 2009, è fissata nell'anno 2012. (Cap. 03056)

All'onere conseguente si provvede attraverso la legge di bilancio dei medesimi anni. (273)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:

Art. 4 bis

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. Per l'attuazione dell'intervento previsto dai commi 4 e successivi dell'articolo 18 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 15.000.000.000 per l'anno 2000, di lire 10.000.000.000 per l'anno 2001 e di lire 6.500.000.000 per l'anno 2002 (cap. 01080).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01080 Fondo attuazione progetti nuova occupazione

2000 lire 15.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 6.500.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 15.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 6.500.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento normativa).

(274)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente:

Art. 4 bis

In aumento

07 - TURISMO

Cap. 07020 Incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico-alberghiere. (art. 2, L.R. 11 marzo 1998, n. 9)

2000 lire 50.000.000.000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 50.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(241)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:

Art. 4 bis

Fondo PIA

In aumento

Cap. 08112 Fondo regionale edilizia abitativa (L.R. 32/85)

2000 lire 20.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 P.I.A.

2000 lire 20.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(244)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab B)

Fondi speciali

In aumento

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017 - F.N.O.L. Tabella B - Voce 7 bis - (N.I.) Incentivi per l'informatizzazione diffusa

2000 lire 13.000.000.000

2001 lire 20.000.000.000

In diminuzione

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04110 - Acquisto beni immobili per uffici regionali

2000 lire 13.000.000.000

2001 lire 20.000.000.000

(269)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4 (Tab. B)

Fondi speciali

In aumento

Cap. 03017 Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 4 della legge finanziaria e artt. 31 e 32 della legge di bilancio)

Tab. B: Voce 7 bis (N.I.) Provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione

2000 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 3056 Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 21 e 22, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 3, comma 1, della legge finanziaria e art. 31, comma 2, della legge di bilancio)

2000 lire 30.000.000.000

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e adeguamento della normativa).

(271)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 4 è istituito il seguente:

Art. 4 bis

Integrazioni dell'articolo 19 della L.R. n° 37/98. Iniziative per lo sviluppo e l'occupazione.

1. Per effetto del ritardo dell'attivazione degli interventi previsti dall'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n° 37 ed al fine di confermare il piano finanziario connesso agli interventi medesimi e costituito da due anni di preammortamento e di quindici anni di ammortamento, è autorizzata un'ulteriore annualità per l'anno 2014 (Cap. 04019).

2. L'onere relativo alla restituzione dell'importo complessivo di lire 333.000.000.000 di cui al comma 2 del medesimo articolo 19 è valutato nella somma necessaria ad effettuare il preammortamento e l'ammortamento con applicazione dei tassi di interesse vigenti, per cui l'autorizzazione di spesa prevista dal comma 7 dello stesso articolo è da intendersi quale onere valutato.

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 04019 Fondo investimenti EE.LL. (Copertura nella legge di bilancio)

Anno 2014 33.000.000.000

(240)

PRESIDENTE. Secondo gli accordi stabiliti in precedenza, i lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 9, con all'ordine del giorno la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione dell'ARST.

La seduta è tolta alle ore 19 e 57.