Seduta n.7 del 15/09/1999 

Seduta VII

Mercoledì 15 Settembre 1999

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Carloni

La seduta è aperta alle ore 10 e 15.

FLORIS EMILIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 14 settembre 1999 (6), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Si comunica che il consigliere Velio Ortu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 15 settembre 1999. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

A questo punto, stante l'assenza del Presidente della Giunta, ritengo opportuno sospendere la seduta per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 16 riprende alle ore 10 e 33.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiedo scusa a lei, Presidente e chiedo scusa ai colleghi, non avrei chiesto la parola, in apertura di questa seduta, se non si fossero verificati fatti gravissimi, dopo le dichiarazioni programmatiche rese in Aula dal Presidente incaricato, relativi al dibattito in corso.

Soprattutto per disciplinare il confronto tra le forze politiche chiedo una breve Conferenza dei Capigruppo in modo tale che, alla sua presenza e alla presenza degli altri colleghi Capigruppo, si possa verificare rapidamente il problema che è insorto.

Abbiamo in effetti dei suggerimenti da dare all'Assemblea, in particolare a Lei che presiede, e credo anche, se parteciperà alla riunione dei Capigruppo, al Presidente Pili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Vorrei dire al collega Cugini che le Conferenze dei Capigruppo servono per organizzare i lavori, mentre è meglio lasciare all'Aula il dibattito politico. Evitiamo quindi le strumentalizzazioni di qualsiasi natura, perché se si vuole organizzare una Conferenza dei Capigruppo sulla base di dichiarazioni apparse oggi sul giornale, noi abbiamo tutti gli argomenti per confutarle e respingerle sulla base di un confronto democratico, svolto alla luce del sole e non nelle segrete stanze, collega Cugini.

Mi oppongo quindi fermamente alla richiesta di sospendere, in questo modo, i lavori. Se avete argomenti tirateli fuori e confrontiamoci in Aula, ma ribadisco che ritengo assolutamente inutile la convocazione di una Conferenza dei Capigruppo, perché ciò che c'era da organizzare è stato già organizzato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, ritengo che sia abbastanza saggia la richiesta avanzata dal collega Cugini. La Conferenza dei Capigruppo, appunto, serve per organizzare e quindi agevolare lo svolgimento dei lavori del Consiglio. Si può anche non tenere la Conferenza dei Capigruppo ma, allora, come dice Pittalis, discutiamo in Aula alla luce del sole, si apra comunque una discussione sul fatto nuovo che si è verificato, che non è una illazione giornalistica, lasciamo stare il giornale!

Questo Consiglio, signor Presidente del Consiglio, si trova nella condizione di avere ricevuto una proposta programmatica che non in minima parte, ma in larghissima parte, per parti rilevanti e decisive per la politica della Regione, per il governo della Regione, è non riferita, ma trasposta, cioè materialmente consegnata al Consiglio regionale della Sardegna, si tratta infatti delle dichiarazioni programmatiche rese quattro anni fa dal Presidente della Giunta della Lombardia.

Non è un titolo, non è una riga, sono pagine, pagine e pagine relative alla politica sanitaria e sociale, alle politiche del lavoro della Lombardia, regione a piena occupazione, proposte in questo Consiglio regionale. Questi sono gli atti ufficiali, formali di cui dispone questo Consiglio regionale a supporto delle dichiarazioni programmatiche! Tutto il Consiglio, non l'opposizione si trova in una condizione di improcedibilità.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi lei insiste perché si chieda la convocazione della Conferenza dei Capigruppo?

COGODI (P.R.C.). No, io non insisto più di tanto, sto dicendo che il Consiglio regionale si trova in una condizione di improcedibilità.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sta entrando già nel merito di una discussione, mentre siamo in una fase pregiudiziale. Le chiedo se lei insiste sulla richiesta dell'onorevole Cugini di convocazione della Conferenza dei Capigruppo.

COGODI (P.R.C.). Ho detto che non insisto più di tanto, delle due l'una, o si riconosce l'esigenza di una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori del Consiglio, oppure si apre in Consiglio il dibattito su questo punto, cioè se stiamo discutendo le dichiarazioni della Sardegna o della Lombardia.

PRESIDENTE. Benissimo, l'onorevole Cogodi non insiste più di tanto. Convoco allora una brevissima Conferenza dei Capigruppo che, secondo una prassi finora seguita, ad oggi non è mai stata negata.

Hadomandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

FLORIS MARIO (U.D.R.). Presidente, io sono nettamente contrario alla sospensione dei lavori del Consiglio, alla non continuazione del dibattito e alla convocazione della Conferenza dei Capigruppo. Per il rispetto della solennità dell'Assemblea non possiamo continuare a seguire queste Conferenze dei Capigruppo, che si susseguono l'una dopo l'altra e che non hanno nessun potere nei confronti della globalità del Consiglio.

La Conferenza si riunisce una volta ogni tre mesi, non si riunisce tutti i momenti sospendendo i lavori del Consiglio. Noi dobbiamo proseguire il dibattito politico in quest'Aula, dopo che il Presidente pronuncerà la sua replica ognuno si assumerà le proprie responsabilità, verificherà l'accaduto anche se non mi pare un fatto - lo vedremo meglio quando entreremo nel merito - così eclatante.

Le dichiarazioni programmatiche le abbiamo fatte in tanti, e in tanti abbiamo visto come si fanno. E teniamo conto che nelle dichiarazioni c'è una parte più propriamente politica, di responsabilità della maggioranza che forma il governo della Regione, e ci sono gli allegati alle dichiarazioni programmatiche, che sono due cose nettamente distinte.

Quindi, io non mi muovo da qui e noi, come U.D.R., non parteciperemo a nessuna Conferenza. Così come invito il Presidente del Consiglio al rispetto degli orari; quando il Consiglio si convoca alle dieci, il Consiglio inizia alle dieci. La puntualità non è un fatto personale tra tizio e caio, è un dovere morale e politico che ha questa Assemblea . Se non ci diamo delle regole finiremo, e come è avvenuto purtroppo anche nella scorsa legislatura, per non combinare nulla.

Noi siamo stati convocati qui per discutere le dichiarazioni programmatiche, intendo quindi intervenire nel dibattito ed esprimere compiutamente la posizione del mio partito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà

GIAGU (P.P.I.). Signor Presidente, dichiaro che ci associamo alla richiesta del collega Cugini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, credo che la situazione, così come si è sviluppata, richieda la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, al di là di quello che può pensare l'onorevole Floris. Infatti, proprio all'interno della Conferenza credo si possa stabilire quella organizzazione dei lavori che consenta a tutta l'Aula di dare il proprio apporto nei confronti di questa nuova situazione.

Sono favorevole quindi alla convocazione di una brevissima Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Signor Presidente, mi risulta che ieri sera siano stati stabiliti orari e tempi per proseguire i lavori di questa Assemblea. Non vedo perché stamattina si voglia invertire l'ordine dei lavori.

Se si vuole fare ostruzionismo lo si dica subito, ma il Gruppo del C.C.D. non si muoverà da qui perché vuole che i lavori continuino, e che quindi si dibatte sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente Pili.

Concordo perfettamente con quanto ha detto l'onorevole Floris; noi stiamo stati convocati con un ordine del giorno preciso "Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta", ma ho l'impressione che si voglia modificare l'ordine del giorno convocando solo Conferenze dei Capigruppo, seppur brevissime (tali perlomeno vengono definite), non discutendo invece le dichiarazioni programmatiche. Dichiarazioni programmatiche che, comunque, invito tutta la Coalizione autonomistica a rileggersi perché la prima parte delle stesse, ed è una parte importante, è solo frutto della bravura del candidato alla Presidenza del centro destra, e non solo del centro destra. La Conferenza dei Capigruppo, semmai, potrebbe essere convocata a fine giornata, qualora se ne ravvisasse la necessità.

Quindi noi resteremo in Aula per proseguire con l'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (P.P.I.). Signor Presidente, stiamo vivendo una situazione abbastanza delicata, incresciosa, che noi non avremmo voluto si verificasse in Aula. Purtroppo, pur nei tempi ristretti che ci sono stati dati per esaminare le dichiarazioni programmatiche, abbiamo percepito che parti intere e non marginali delle stesse sono riprese da altre fonti. E sottolineo che si tratta delle dichiarazioni programmatiche, perché queste a cui ci stiamo riferendo non sono dei testi illustrativi, non sono allegati, ma fanno parte integrale delle dichiarazioni rese. Vorremmo appunto verificare questo fatto con discrezione, anche in Conferenza dei Capigruppo, ecco perché è stato sollevato il problema della convocazione.

Infatti se ciò fosse vero, come sembra, , sarebbe un nocumento non tanto per una maggioranza o per un Presidente, ma a mio avviso nuocerebbe all'intera Assemblea regionale.

Allora, se fosse vero che le intere politiche per il lavoro, le intere politiche sociali per la famiglia, le intere politiche per l'ambiente (per ora abbiamo verificato solamente queste), sono prese e trasposte letteralmente, parola per parola, con la stessa punteggiatura, con la stessa ortografia, con gli stessi riferimenti a casi specifici (vedi la famiglia sfrattata) di un'altra regione, se fosse vero questo noi riteniamo che non si possa procedere a discutere delle dichiarazioni programmatiche una parte significativa delle quali(politiche del lavoro, politiche sociali, politiche ambientali e verificheremo le altre) è ripresa testualmente, non stiamo parlando di citazioni che sono sempre possibili, dalle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione Lombardia, onorevole Formigoni. E dovrebbe essere l'onorevole Formigoni, in questo caso, a dover discutere le dichiarazioni programmatiche.

Questo fatto deve essere verificato e vogliamo verificarlo senza clamori; ecco perché abbiamo chiesto la convocazione della Conferenza dei Capigruppo: per un sentimento di pudore.

Abbiamo chiesto la convocazione della Conferenza dei Capigruppo perché se in quella sede questo fatto fosse accertato, , a noi sembrerebbe di tale rilevanza da non poter procedere a discutere le dichiarazioni programmatiche che in parti significative sono copiate o trasposte integralmente da quelle di un'altra regione.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, stiamo esprimendo pareri sulla richiesta dell'onorevole Cugini, pregiudiziale al prosieguo della discussione, se convocare o meno una Conferenza dei Capigruppo.

Esprima il suo parere sul punto in questione, perchè poi decideremo. La prego, onorevole Selis, sia sintetico perché stiamo dilatando i tempi dei lavori dell'Aula.

SELIS (P.P.I.). Signor Presidente, voglio ribadire solamente che noi abbiamo richiesto la Conferenza dei Capigruppo proprio perché questo è un fatto che non nuoce ad una persona o ad un gruppo, ma nuoce all'intero Consiglio. E forse verificarlo è compito della stessa Presidenza dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo di fronte ad una controversia di non semplice soluzione, controversia che era già stata affrontata, peraltro, sia nel Consiglio precedente che nelle battute preliminari di questo Consiglio, e che verteva sulla opportunità o meno di una convocazione così frequente, direi abnorme, come succedeva nella passata legislatura, della Conferenza dei Capigruppo certamente stravolgendo il dettato dell'articolo 22 del Regolamento.

Di fronte ad una questione pregiudiziale di natura controversa, e dal tono degli interventi direi non di facile soluzione, ritenendo che anche la vicepresidenza del Consiglio, oltre che la Presidenza, debba assumere una posizione super partes, dal momento che l'Assemblea è sovrana, chiedo che ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento l'Aula si pronunci per alzata di mano sulla richiesta dell'onorevole Cugini di convocare una Conferenza dei Capigruppo.

Metto in votazione la richiesta dell'onorevole Cugini di convocazione della Conferenza dei Capigruppo. Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione sulle dichiarazioni programmatiche

del Presidente della Giunta

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta. E` iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è noto a tutti, e qui ancora una volta intendo sottolinearlo, il Presidente Pili ci ha proposto un programma che ha costruito dal basso, percorrendo la Sardegna in lungo e in largo, ascoltando con attenzione e con una sensibilità nuova le molte voci.

Il Presidente Pili è stato anche duramente criticato per questa sua massima attenzione e disponibilità all'ascolto e , e per i tempi lunghi che le consultazioni hanno richiesto, ma questa sua scelta ha fatto sì che il programma di governo che oggi esaminiamo corrisponda alle attese dei sardi.

COGODI (P.R.C.). Io abbandono l'Aula.

LICANDRO (F.I.). Io rappresento, insieme soltanto a tre altri consiglieri, a causa di una legge elettorale che dovrà essere corretta, la provincia di Oristano e ho sentito le stesse voci cariche di attesa e di speranza che l'elezione di un Presidente giovane, fuori dagli schemi del solito teatrino della politica regionale, ha rinvigorito. Prima infatti che l'elezione di Mauro Pili riportasse nei sardi la fiducia nelle possibilità di un cambiamento, avevo registrato invece soltanto dubbi e forti riserve. Dubbi e riserve ben comprensibili in chi vive e lavora, anzi tenta di trovare lavoro, in una provincia dove sono state fatte molte promesse e suscitate molte illusioni senza che nulla si sia effettivamente mosso.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Invito i colleghi consiglieri ad e ascoltare l'intervento del collega Licandro ordinatamente seduti oppure a lasciare l'Aula.

LICANDRO (F.I.). Per cortesia, io chiedo un minimo di attenzione.

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, ho già sollecitato io in tal senso, per cortesia vada avanti. Per favore, colleghi, lo ripeto, chi intende ascoltare lo faccia cortesemente seduto e chi non intende ascoltare l'intervento del collega esca dall'Aula.

(I consiglieri dei Gruppi di centro sinistra e del Gruppo Misto abbandonano l'Aula in segno di protesta.)

LICANDRO (F.I.). Dubbi e riserve, dicevo, ben comprensibili in chi vive e lavora, anzi tenta di trovare lavoro in una provincia dove sono state fatte molte promesse e suscitate molte illusioni, senza che nulla si sia effettivamente mosso. Viene da pensare ad una nuova "malaria" economica e sociale per la nostra provincia. Infatti il consenso del centro- sinistra si fondava non tanto sulla fiducia dei cittadini quanto sui frutti di un organizzato sistema di mutua assistenza; era a suo modo una combinazione tra i buoni pasto e la Croce Rossa. E ha così contribuito a creare un clima di fatalismo e rassegnazione che oggi è difficile da superare.

La nostra provincia è ultima in Sardegna e non solo in senso cronologico; a fronte dei buoni risultati sul piano della qualità della vita, che però sono determinati soprattutto dallo scarso numero di furti d'auto e dall'assenza di inquinamento, in tutte le statistiche economiche occupa costantemente i valori più bassi. E' una provincia che più delle altre chiede fatti concreti, chiede sviluppo ed occupazione; non bisogna farsi fuorviare dalla statistica recentemente pubblicata dal "Sole 24 Ore" del 6 settembre scorso, circa l'incremento della occupazione del 4,7 per cento registrato ad Oristano lo scorso anno. Tale dato di crescita pone Oristano in apparenza allo stesso livello di Bergamo, a ben vedere però anche sommando tali nuovi occupati la percentuale degli occupati rispetto alla popolazione complessiva è di appena il 28 per cento, e tale dato pone la provincia all'ultimo posto in Sardegna e al penultimo nel gruppo delle province italiane con circa 150 mila abitanti.

Questo risultato, non certo entusiasmante, si è verificato soprattutto a causa delle scelte fatte in quest'Aula nel passato, allorché è stato deciso il riparto delle risorse regionali, ossia delle maggiori opportunità di crescita economica e di sviluppo sociale, in base ad un parametro che non teneva conto di chi aveva e ha maggior bisogno, ma di chi aveva già avuto e doveva mantenere il proprio livello di privilegio.

Così è potuto accadere che alla provincia di Oristano per anni sia stato concesso soltanto il 10,7 per cento delle risorse disponibili mentre aree ben più forti, e capaci anche di attrarre opportunità di sviluppo grazie all'esistente, hanno ottenuto quote di trasferimenti che hanno fatto da amplificatore del divario preesistente. La linea di governo della Regione preannunciata dal Presidente Pili ha tenuto conto di questa realtà, ponendo attenzione all'esigenza di un coordinamento delle iniziative e dei programmi che renda più efficace la spendita delle risorse.

In sintesi, se la Regione diventerà veramente protagonista" della programmazione e saprà garantire migliori risultati dall'attuazione delle singole iniziative, sfruttando a pieno le risorse comunitarie e nazionali in un quadro complessivo atto a creare effetti moltiplicativi della spesa, anche i territori che finora sono stati meno avvantaggiati potranno confidare in una rinascita.

A tal fine però la Regione dovrà veramente insistere perché siano varati i piani territoriali di coordinamento sui quali le province sono in grave e colpevole ritardo. Le idee guida del progetto di sviluppo sono già presenti anche per quanto attiene il territorio della provincia di Oristano, si tratta ora di governare il cambiamento imponendo innanzitutto una nuova mentalità che faccia prevalere la prospettiva del bene comune sull'interesse di gruppi e di partiti che ha predominato finora.

Solo per brevi cenni affronterò alcuni degli argomenti sui quali annuncio finora che richiederò spesso l'attenzione di quest'Aula. Il turismo, ad esempio, è noto che il numero e la capacità delle strutture recettive della provincia di Oristano ne fanno la "Cenerentola sarda".

(Interruzioni)

Presidente. Colleghi vale l'ammonimento che ho rivolto prima, chi è in Aula per cortesia presti attenzione all'intervento del collega.

LICANDRO (F.I.). La provincia di Oristano è infatti sprovvista di infrastrutture di trasporto, porto passeggeri ed aeroporto, è stata trascurata dagli imprenditori del settore alberghiero ma possiede le potenzialità per lo sviluppo a condizione che si proceda ad una programmazione organica, di insieme, del territorio che ne valorizzi le bellezze naturali e ne riscopra le tradizioni.

Lungo le coste della provincia si trovano ancora oggi vaste aree di notevole bellezza ambientale e paesaggistica del tutto incontaminate, anche per effetto della scarsità delle iniziative.

Esistono quindi, le condizioni ottimali per lo studio e la realizzazione di un Masterplan dell'oristanese che potrà nascere col concerto degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni. Si impone però una concertazione che non ricalchi fallimentari schemi sperimentati nel recente passato, perché occorre evitare che dietro il paravento della formale e più ampia partecipazione delle forze sociali, sindacali e di categoria, si nasconda in realtà l'intento di riservare tutte le decisioni a pochi soggetti.

I trasporti; l'annoso problema delle infrastrutture di trasporto per la provincia di Oristano ha il suo perno nel porto industriale e nell'aeroporto di Fenosu. Il porto necessita di una sua classificazione, da anni, da molti anni inseguita ma oggi ancora non raggiunta. E' questa una fondamentale infrastruttura il cui ruolo e la cui funzione deve essere finalmente definita, per dare certezze in prospettiva alle aziende che a tutt'oggi vi operano, ma soprattutto per poter fungere da elemento di attrazione per nuovi insediamenti produttivi.

L'aeroporto di Fenosu, dalla sua nascita ad oggi, ha perso tutte le occasioni per un suo inserimento organico nel traffico aereo commerciale; la sua unica attività è da anni rappresentata dal locale aeroclub, che è diventato ora centro federale di paracadutismo, e svolge sì una intensa attività di volo - anche a livello internazionale - ma si limita alla sola attività sportiva. Occorre una svolta decisiva nei programmi di rilancio dell'aeroporto che, già da oggi, potrebbe operare nel settore del turismo aereo internazionale come scalo passeggeri e come scalo merci per il traffico aereo del terzo livello.

Il settore dell'agricoltura, per le enormi potenzialità della provincia di Oristano, necessita di una verifica e di un rilancio. La elevata estensione dei terreni irrigui, l'altissima specializzazione degli agricoltori nel settore risicolo, zootecnico ed ortivo sono la fondamentale base sulla quale si potrebbe finalmente costruire un sistema agricolo all'avanguardia, capace di sviluppare produzioni che soddisfino non solo il mercato isolano ma, per diversi prodotti, anche quello continentale ed europeo.

Ciò sarà possibile se si darà corso ad una riorganizzazione dei servizi tecnici in agricoltura, al rilancio della cooperazione, all'adeguamento del settore del credito , alla promozione, divulgazione e commercializzazione delle produzioni, alla pianificazione delle coltivazioni facendo assumere al Consorzio di Bonifica dell'oristanese, ormai unificato ma da troppo tempo commissariato, le funzioni statutarie di ente preposto allo sviluppo del settore.

E' ora infine di procedere alla riforma degli enti strumentali, accorpando e allo stesso tempo valorizzando e promuovendo gli enti che fanno ricerca e sperimentazione, ed intervenendo invece con decisione sugli enti che hanno fatto solo clientelismo e nepotismo. Maggiore chiarezza rispetto al precedente dovrà essere espressa dal nuovo esecutivo sulla individuazione e la creazione nell'oristanese di un polo agro-alimentare.

Voglio chiudere il mio intervento con un accenno alla diga sul Tirso. Questa diga è costata decine di miliardi, ha privato l'alto oristanese di terreni dai quali, sebbene a fatica, si traeva un reddito. Sappiamo che la diga è stata pomposamente inaugurata anni fa dal nostro ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ma ancora oggi non ha erogato un solo litro d'acqua per l'irrigazione del Campidano.

Occorre un segnale forte e chiaro da parte di questo nuovo esecutivo che attivando quanto necessita, ponga fine all'attesa del mondo agricolo del Campidano, e giustifichi lo scippo dei terreni ai danni dell'alto oristanese.

Concludo dicendo che oggi la diga rappresenta, e non solo per la provincia di Oristano, l'emblema della inconcludenza di chi ci ha amministrato; la grande diga sul Tirso è quella che meglio rappresenta ciò che è stata la politica dell'Ulivo negli ultimi cinque anni: un grande contenitore vuoto.

Abbiamo sentito rivolgere, ieri, delle aspre critiche al programma del Presidente Pili, critiche che riguardano come è ovvio solo le sue intenzioni, ma che provengono da chi invece ha avuto ripetutamente occasione di cimentarsi nella realizzazione di programmi ma non ha dimostrato adeguate capacità. Ci saremmo attesi da politici navigati, quali sono i colleghi della sinistra, anche qualche abile giustificazione dei loro insuccessi, invece neppure una sola parola è stata spesa per spiegare ai sardi perché le cose non hanno funzionato. Forse la nostra era una pretesa eccessiva, invero deve essere ben difficile per essi a voltarsi indietro e, guardando la propria azione politica, dichiararsi soddisfatti del fallimento.

PRESIDENTE. Secondo gli accordi stabiliti ieri sera in Conferenza dei Capigruppo, a questo punto sarebbe dovuto intervenire un componente del Gruppo D.S.; siccome era stata indicata genericamente l'iscrizione a parlare di tutti i componenti del Gruppo D.S. senza specificare chi nell'ordine sarebbe dovuto intervenire, invito - se è presente - il Presidente del Gruppo D.S. ad indicare chi deve intervenire a nome del Gruppo medesimo.

Se non ricevo alcuna comunicazione, dichiaro decaduto chi sarebbe dovuto intervenire.

Pertanto è iscritto successivamente a parlare, sempre secondo gli accordi stabiliti in sede di Conferenza dei Capigruppo, l'onorevole Gian Valerio Sanna del Partito Popolare; poichè non lo vedo in Aula lo dichiaro decaduto

E` iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta ed onorevoli colleghi, indubbiamente a coloro i quali stanno per perdere il potere questo non piace, e quanto è accaduto qualche minuto fa sta a dimostrare veramente che a costoro i problemi cronici della Sardegna non interessano assolutamente. Sostengono a parole di aver vinto, ma sicuramente non è così, e queste prese di posizione la dicono lunga su quanto queste persone abbiano veramente a cuore i problemi della Sardegna.

Nel corso del mio intervento dirò poi alcune cose a questi signori. Inizio dicendo che il momento che stiamo vivendo credo sia importante per la vita politica, sociale ed economica della nostra terra. Per la prima volta in cinquant'anni di autonomia abbiamo ascoltato le dichiarazioni programmatiche di un Presidente che è espressione, in buona parte, di forze e personaggi politici che mai prima d'ora avevano avuto responsabilità diretta nella gestione della cosa pubblica. Ci accingiamo pertanto a dar vita, anche e principalmente per una precisa espressione di volontà della nostra gente, ad una maggioranza alternativa, differente e sicuramente discontinua rispetto al passato.

E` un momento importante, poi, perché con la costituzione di una maggioranza di centro-destra si pongono le basi finalmente per quella democrazia dell'alternanza in nome del bipolarismo perfetto che l'opinione pubblica italiana, e specificatamente sarda, chiede a grande voce.

Alternanza e bipolarismo che a voce tutti invocano, ma che nei fatti si cerca di bloccare e demonizzare. Chi non ricorda a questo proposito le dichiarazioni di alcuni importanti esponenti della Coalizione autonomista che, subito dopo il ballottaggio del 27 giugno, dopo la vittoria del Polo della Sardegna, parlarono testualmente di "emergenza democratica", quasi che avessero vinto forze eversive e non forze elette dal popolo sovrano.

Chi non ricorda poi, il solito appello dei soliti intellettuali, o intellettualoidi, che sono - è bene ricordarlo - recidivi. Perché ad ogni tornata elettorale intervengono invitando a votare per il centro-sinistra perché solo il centro-sinistra può governare Infatti la Coalizione autonomista di centro-sinistra promuove l'autonomia mentre il Polo che è centralista, ed è ispirato non dall'intelligenza politica ma da un partito azienda che si fonda sul danaro, gli slogan e l'arroganza del potere non va votato. Questi sono gli intellettuali i quali, per molto tempo, sicuramente hanno lucrato dalle casse della Regione .

Chi non ricorda poi le affermazioni gridate nella manifestazione del 21 giugno scorso al "Verdi" di Sassari, secondo le quali il Polo voleva far diventare la Sardegna una nuova Albania. Chi non ricorda, sempre prima del ballottaggio del 27 giugno, le affermazioni secondo le quali il Polo per le libertà, esprimendo una classe dirigente del tutto dipendente e rispondente alle centrali del potere politico- economico, vuole colonizzare l'isola.

Non credo che i sardi che hanno dato la maggioranza al Polo per le Libertà e ad altre forze chiedano di essere colonizzati, o chiedano di essere trattati da sudditi da alcuni.

Credo che i sardi col loro voto abbiano chiesto e chiedano di poter essere governati in modo diverso.

Chi non ricorda la solita storia, becera, dei poteri forti che influenzerebbero la vita e le azioni del centro-destra. Poteri forti che troppe volte sono stati evocati, sempre nei momenti di difficoltà del centro-sinistra. Ricordiamo le dichiarazioni dell'onorevole Palomba, nella passata legislatura, sui poteri forti, ma furono solo parole e non specificò fossero questi poteri forti.

Io credo che poteri forti ci siano stati durante questa campagna elettorale per il rinnovo del nostro Consiglio regionale, ma non nella direzione paventata dalla Coalizione autonomista. I poteri forti sono stati usati da chi deteneva al momento il potere, da chi poteva ricattare e minacciare, da chi poteva con tutti i mezzi promettere e ricordare i favoriti elargiti in modo subdolo. Certi personaggi infatti sono stati votati non perché hanno cercato di risolvere i problemi, ma perché hanno potuto controllare col loro potere certa gente, hanno potuto ricattare certa gente, affermando in modo subdolo che se avesse vinto le elezioni il Polo non ci sarebbe stato più lavoro per alcuni e neanche un fido in banca, e così via.

Queste cose purtroppo sono successe, queste cose ci siamo sentiti dire da amici nostri che erano stati avvicinati da costoro che si sono uniti, cari amici ed onorevoli colleghi, per bloccare il rinnovamento e mantenere lo status quo.

Un rinnovamento, però, che non può essere bloccato perché è nei fatti, è nella volontà della gente, è ormai finito il tempo delle giunte ingessate, sempre le stesse, delle maggioranze fotocopia, degli spostamenti dell'elettorato dello 0,1 - 2 per cento massimo; ormai tra una votazione e l'altra gli umori, le scelte degli elettori, gli spostamenti politici dell'elettorato sono considerevoli. Non esistono più, ed è giusto che sia così, rendite di posizione; i suffragi si conquistano sul campo, il consenso si ottiene in base ai programmi e a quanto si realizza.

I risultati, onorevoli colleghi, e mi vorrei rivolgere ai colleghi della Coalizione autonomista che non sono presenti, sono resi evidenti dalle scelte che l'elettorato sardo ha compiuto. Perché i sardi avrebbero dovuto dare fiducia a coloro i quali per cinque anni avevano mal governato la Sardegna? Forse perché contenti e soddisfatti delle, cinque crisi di giunta e delle conseguenti sei Giunte Palomba che sono costate solamente perdite di tempo e un peggioramento della situazione economico-sociale? Forse perché chi ci ha governato finora ha risolto il problema delle acque e delle dighe o ha fatto collaudare le dighe stesse, dando la possibilità alla Sardegna, a tutta la Sardegna di poter irrigare le campagne? Forse perché sono state portate a termine le incompiute; forse perché i trasporti interni ed esterni hanno funzionato ottimamente? Forse perché sono stati risolti i problemi della energia e della metanizzazione? .

E' vero, nell'intesa Stato-Regione si parla della metanizzazione, ma voi sapete che ultimamente, se ne parla nel decreto numero 79 di quest'anno, varato dal Governo dell'onorevole D'Alema, si vuole arrivare alla privatizzazione della termocentrale di Fiumesanto di Porto Torres, in Sassari, una termocentrale nella quale era previsto l'uso del metano. Si vuole privatizzare e, pertanto, il metano non arriverà mai, perchè anche quella intesa Stato - Regione predisposta in precampagna elettorale era una grossa bufala.

Chi ha vissuto qui per cinque anni intensamente sa quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto, principalmente quello che non è stato fatto.

I colleghi della Coalizione autonomista non sono stati credibili, non sono stati presi sul serio dalle nostre popolazioni, perché hanno promesso, loro sì, durante la campagna elettorale le stesse cose che avevano promesso già nel 1994.

Il voto dei sardi; nonostante i veri poteri forti di cui ho parlato prima, nonostante l'uso sfrenato del potere su cui gli amici del centro- sinistra potevano contare, nonostante la scelta di campo dei soliti intellettuali organici al potere, nonostante le prese di posizione in quei giorni di centinaia di sindaci, Presidenti di comunità montana e quant'altro, il voto dei sardi dicevo ha dato una indicazione ben precisa. Il 48,1 per cento degli elettori in prima battuta ha votato per il Polo della Sardegna quando in lizza - ed è bene ricordarlo - vi erano ben cinque raggruppamenti, cioè una sola coalizione ha avuto circa il 50 per cento dei voti validi. E in questo voto, cari amici, è insita la volontà di cambiamento e di rinnovamento della nostra gente.

E` pur vero che alla fine tutti questi voti non hanno portato un consistente numero di seggi, a causa di una dissennata legge elettorale concepita e partorita nel 1993, in piena stagione consociativa, quando serviva solamente per far fuori eventualmente alcune forze politiche che davano fastidio. Oggi si grida "vergogna" per questa anomalia tutta sarda, che non dà la possibilità ad un raggruppamento che ha conquistato circa il 50 per cento dei suffragi i di governare direttamente.

Pur con una volontà politica espressa così chiaramente, è trascorso del tempo per poter costituire una maggioranza e una Giunta; credo pertanto che sia opportuno che il tanto agognato bipolarismo: chi vince governa e chi perde sta all'opposizione, sia perseguito come condizione irrinunciabile, affinché in tempi brevissimi e senza alcun mercanteggiare si possa governare.

Permettetemi adesso una riflessione. Nel tempo che è intercorso tra il momento del ballottaggio e quello della presentazione della Giunta, hanno preso corpo situazioni che in verità non mi sono piaciute, ma credo che non siano piaciute un po' a tutta Alleanza Nazionale, perchè speravamo che queste situazioni fossero retaggio di una politica lontana nel tempo. Ma nonostante, è bene ricordarlo, questo mio e questo nostro disagio derivante dal modo di interpretare la politica, da persone responsabili e consapevoli della necessità di una discontinuità col passato, sicuramente desiderose di dare alla nostra Isola una maggioranza in grado di fornire risposte, abbiamo - uso questo termine - tirato il freno alle nostre giuste reazioni. Ma il nostro silenzio, la nostra prudenza non devono essere intesi come accettazione passiva e supina di tutto quello che è successo, e come ho detto prima non sempre ben digerito.

Alleanza Nazionale nei suoi uomini e nelle sue strutture, con un atto di grande maturità politica, e consapevole perciò della necessità di dare alla Sardegna una maggioranza alternativa di rinnovamento, con comportamenti responsabili in tutte le occasioni e le situazioni, ha fatto più di un passo indietro, non ha fatto barricate per gli assessorati e per il loro numero o importanza, nonostante ognuno dei consiglieri, ben dieci ricordo, potesse avere giuste rivendicazioni e pretese di incarico.

L'obiettivo primario era ed è portare al governo della Sardegna forze ed uomini nuovi, energie fresche.

In prospettiva quella che oggi può apparire come una rinuncia, un governo che governi realmente, domani potrà essere un premio per tutti, ma principalmente per i sardi.

Onorevole Pili sto per concludere, lei ha dalla sua, checchè ne dicano i nostri avversari politici, ben 152 mila preferenze; il popolo è vero che non votava direttamente il Presidente della Giunta però con questo voto ha dato una indicazione precisa, pertanto lei ha dalla sua la gente che l'ha votata. Ha dalla sua tantissima gente che pur non avendola votata la guarda con simpatia, ha dalla sua l'approccio tutto nuovo con le categorie sociali, con gli enti locali, con le forze imprenditoriali e col mondo del credito, approccio che la gente ha sicuramente apprezzato.

Ha dalla sua un programma già valutato positivamente durante la campagna elettorale, ed affinato dagli incontri che lei ha avuto e che tutti, anche alcune forze politiche negli incontri che lei ha tenuto, hanno apprezzato e condiviso. E` un programma di ampio respiro che, al di là delle strumentali contestazioni che vengono fatte in queste ore dal centro-sinistra, credo che nel suo complesso possa costituire l'avvio di una reale rinascita dalla nostra Sardegna. Ora, a questo suo programma lei sta dando gambe, non è pensabile, lo ripeto quindi, che ci possano essere forze o singoli personaggi, che in nome di pretese non assecondate mettano"zeppe e freni; se qualcuno dovesse comportarsi in tal modo, sia oltremodo duro ed avrà il plauso dalla gente.

E` stato detto da più parti che questo è un momento storico, e proprio perché storico non deve essere sprecato. Ognuno di noi - lo dico con la massima tranquillità - deve mettere da parte le pretese personali, pur legittime, in funzione degli interessi generali, guai a coloro i quali pur dicendosi a parole per il rinnovamento della politica, e pur avendo intrapreso negli anni passati battaglie in direzione di tale rinnovamento, dovessero per ripicca dare una mano alle forze della conservazione.

Purtroppo, e l'ho accennato prima, almeno inizialmente c'è stata qualche smagliatura e non sempre si è dato uno spettacolo esaltante; lasciamo simili spettacoli alle spalle e rimbocchiamoci le maniche. Abbiamo fatto una scommessa con noi stessi e con tutti sardi e questa scommessa la dobbiamo vincere: abbiamo preso impegni che dobbiamo onorare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA ( Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, credo che la situazione in cui l'Aula sta lavorando meriti una breve sospensione per consentire di valutare la possibilità di riprendere con regolarità i lavori medesimi . Pertanto chiedo dieci minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Prima che la richiesta di sospensione venga da lei accolta, domanderei formalmente che i consiglieri che hanno perso la facoltà di intervento perché assenti, vengano espressamente reintegrati nell'esercizio di questa facoltà.

PRESIDENTE. Mi sembra che allo stato la richiesta del consigliere Onnis sia da accogliere. Accolgo anche la richiesta del consigliere Cossa e sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 30.

(La seduta sospesa alle ore 11 e 20 riprende alle ore 13 e 30.)

PRESIDENTE. Per favore, colleghi, un momento di attenzione. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di riprendere i lavori questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 31.