Seduta n.454 del 28/10/2008
CDLIV Seduta
(POMERIDIANA)
Martedi' 28 ottobre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
Del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 50.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 8 ottobre 2008 (445), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Giuseppe Balia, Alessandro Frau, Giovanni Giagu, Raimondo Ibba, Pierangelo Masia, Matteo Sanna e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 346.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, l'alluvione del 22 di ottobre, che ha colpito alcuni comuni del meridione della Sardegna e in particolare i Comuni di Capoterra, Decimomannu, Sestu e Cagliari, ha causato danni ingenti, anche perché l'intensità è stata di una violenza mai registrata in precedenza. Questo Consiglio regionale oggi è chiamato a esprimersi per assumere decisioni e per vedere cosa fare nell'immediato e anche nel futuro, considerato che si tratta di un'emergenza che in questo territorio pare avere ormai natura ciclica.
Io credo che la prima cosa che bisognerà fare sia quella di intervenire per uscire da questa situazione di emergenza e ritornare alla normalità, quindi tutti gli sforzi del Governo della Regione, del Governo nazionale, degli enti locali devono essere orientati in questa direzione.
Successivamente bisognerà quantificare i danni che sono stati causati dall'alluvione, e su questo io credo che, come Governo della Regione, bisognerà offrire tutto il supporto necessario ai comuni e agli enti locali interessati.
Il terzo punto che ritengo debba essere affrontato in modo efficace da questo Consiglio regionale è quello della necessaria celerità degli interventi e dei finanziamenti, perché è vero che questo Consiglio regionale sta approvando una legge che prevede lo stanziamento di determinate risorse, ma è altrettanto vero che è assolutamente indispensabile che queste risorse vengano erogate in tempi rapidi ai destinatari finali. Io credo che ci siano alcune misure che possono essere adottate affinché queste risorse arrivino immediatamente nella disponibilità dei cittadini danneggiati. Ad esempio, ci può essere la possibilità - adesso lo vedremo anche in legge - di utilizzare una misura che noi abbiamo previsto anche nella legge regionale numero 26 del 1999: l'istituzione di un fondo per i comuni per operazioni di emergenza.
E' chiaro - mi pare sia stato sottolineato anche da qualche altro collega questa mattina - che ci sono situazioni che richiedono interventi che non possono aspettare neanche un giorno, probabilmente neanche ore. I comuni devono pertanto avere la possibilità di disporre di somme immediate, magari presentando documentazione adeguata oppure sospendendo alcuni provvedimenti relativi a scadenze che riguardano le famiglie in queste situazioni. Però la cosa importante è che i comuni, i sindaci abbiano immediatamente la disponibilità per poter erogare queste risorse.
La legge numero 26 del 1999, quella che è stata approvata dopo l'alluvione nel '99, a parer mio ha prodotto risultati importanti; è stata una legge efficace. Io ho visto che anche alcune parti di quella legge sono state inserite all'interno di questo disegno di legge e, considerato che il lavoro di allora si è rivelato molto efficace, credo che quella legge possa risultare molto utile anche in questa fase, anche perché non ritengo che bisogni iniziare tutto daccapo.
Assessore, credo che dovremmo ragionare anche sulle risorse che dobbiamo mettere a disposizione, perché mi pare che queste, visti i danni ingenti causati da quest'alluvione, non siano adeguate. Le ricordo, che nel '99, quando si è verificato un evento simile in alcuni comuni di quel territorio, noi abbiamo stanziato, come primo atto, 265 miliardi di vecchie lire, che sono sicuramente una cifra di gran lunga più alta di quella che stiamo prevedendo oggi. Peraltro quello è stato un intervento iniziale, però poi sono stati posti in essere ulteriori importanti interventi da parte del Governo regionale proprio per fare in modo che le popolazioni non patissero eccessivamente i danni di quell'alluvione. Allora, io credo che proprio quella legge che individuava alcuni criteri nell'erogazione delle risorse e che, come dicevo, ha sortito risultati importanti possa essere, almeno come impalcatura (chiaramente dopo otto, nove anni, qualche parte deve essere cambiata) presa in considerazione.
Ritengo che questo Consiglio debba effettuare anche una riflessione sulle cause che hanno determinato questo evento. Comincio col dire che queste sono determinate sia da errori umani (pur nel rispetto delle disposizioni delle leggi di allora probabilmente qualcosa non ha funzionato) sia soprattutto dall'eccezionalità di alcuni eventi calamitosi, perché di fronte a certi uragani veri e propri, anche situazioni regolari dal punto di vista urbanistico rischiano di patire danni enormi. Si tratta di eventi fuori dal comune, fuori dal normale e non siamo preparati ad affrontare queste situazioni.
Se è vero, però, che non è possibile prevenire qualsiasi evento, è anche vero che noi, come Consiglio regionale, possiamo intervenire per fare in modo che i danni cagionati da questi eventi siano i minori possibili. Del resto noi, come Regione, siamo chiamati a convivere sia con questi eventi alluvionali sia con la siccità, quindi abbiamo una doppia realtà da fronteggiare in Sardegna, oggi, che ci obbliga a effettuare scelte importanti nel territorio per limitare il più possibile i danni.
PRESIDENTE. Concluda.
LADU (Fortza Paris). Ho venti minuti di tempo.
CUGINI (Sinistra Autonomista). No, dieci minuti.
PRESIDENTE. Sì, concluda prego.
LADU (Fortza Paris). Fino adesso hanno parlato per venti minuti, comunque tenterò di chiudere e non ci sono problemi. Dicevo, siccome si tratta di una situazione che interessa diverse migliaia di persone, e siccome la situazione è quella che è, io credo che noi abbiamo il dovere, come Consiglio regionale, di tutelare queste comunità, dobbiamo effettuare interventi che tentino di salvare il più possibile la situazione e nel contempo dobbiamo fare in modo che, praticamente, nel prossimo futuro queste situazioni non si verifichino, o se si verificano che causino il minor danno possibile.
Devo ricordare che non in proposito siamo all'anno zero; questo Consiglio regionale e questa Regione ha un Piano di Assetto Idrogeologico approvato, che riguarda tutto il territorio della Sardegna, fin dal mese di agosto del 2003, e da quella data sono iniziate le conferenze programmatiche che hanno interessato e coinvolto tutti i Comuni della Sardegna, offrendo un contributo importante. Quel Piano poi è stato approvato definitivamente nel dicembre del 2004. Ecco, Assessore - e chiudo davvero - io credo che noi, partendo da questo studio importante, che è stato avviato nella passata legislatura e completato in questa attuale, possiamo cominciare ad effettuare interventi importanti. Noi dobbiamo evitare di intervenire soltanto quando capitano queste calamità…
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, la prego, concluda.
LADU (Fortza Paris). …noi, ho finito, dobbiamo intervenire partendo dalle zone più a rischio, dalle zone R4, noi dobbiamo iniziare a programmare interventi annuali in questi territori, perché un anno dopo l'altro sicuramente riusciremo a mettere in sicurezza il territorio della nostra Isola! La ringrazio anche per avermi concesso questo mezzo minuto in più.
PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Ladu. Avevamo deciso, questa mattina, di autoridurre gli interventi a dieci minuti essendoci numerosissimi colleghi che intendono prendere la parola in discussione generale.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi, l'esame di questo disegno di legge ci offre la possibilità di riflettere ancora su un tema doloroso: in queste ore volontari, Protezione civile, forestali, cittadini stanno ancora operando nelle zone colpite dai nubifragi per ripristinare un minimo di vivibilità, ma le condizioni sono difficili e i rischi sono ancora alti. Il problema dell'acqua non potabile mi pare che la dica tutta sulle difficoltà; molti anziani hanno avuto per fortuna l'aiuto dei vicini di casa, proprio in località non direttamente coinvolte nelle tragedie. La Giunta avrà il delicato compito di individuare i comuni dove dovranno essere effettuati gli interventi. E' infatti fondamentale delimitare le zone colpite nel dettaglio.
Quanto riferisce il Presidente della Circoscrizione di San Michele di Cagliari a proposito dei danni in quell'area (la disperazione che si registra in alcune zone di Monserrato, piuttosto che di Assemini, o di Sestu o addirittura di Selargius dove ci sono persone anziane con pensioni di 432 euro al mese che vivono momenti di gravissima difficoltà) è un indizio chiaro e certo che c'è bisogno di chiarezza, oltre che di rapidità. Qui ora non si tratta di caricare il provvedimento di significato politico, né si può ragionare in termini di responsabilità. La magistratura ovviamente farà gli accertamenti necessari. Si tratta però di procedere rapidamente ma con razionalità organizzativa, tenendo presente che, come purtroppo dimostrano anche i recenti eventi analoghi verificatisi, è indispensabile evitare i ritardi nell'erogazione degli aiuti. Chi si trova in difficoltà non può adesso subire lungaggini burocratiche. Soprattutto per chi non ha strumenti culturali occorre evitare che debba presentare domande su domande, perizie e controperizie; gli accertamenti possono essere fatti successivamente.
Per rendermi conto di persona di ciò che è accaduto nei comuni dell'hinterland mi sono recata a Monserrato. Assessore, il fango è penetrato sotto il pavimento, dentro i mobili, ha reso inutilizzabili macchine da lavoro o ha reso non più vendibili capi di abbigliamento. Andate in via del Redentore per rendervi conto di quello che realmente c'è e potrete verificare ciò che affermo. L'emendamento che velocizza l'erogazione dei fondi ha questa sostanziale motivazione: non possono evidentemente trascorrere anni per ottenere una solidarietà che è dovuta.
E' evidente che le tragedie sono tali solo quando le condizioni oggettivamente non lasciano dubbi sulla straordinarietà degli eventi, ma quando si palesa una responsabilità umana si configura un disastro colposo, se non addirittura una tentata strage. A questo proposito ha fatto molto bene, assessore Mannoni, a chiedere che si proceda all'affidamento dei lavori della nuova "195", ma anche su questa strada penso si debba procedere al più presto alla messa in sicurezza. E' evidente che l'erosione sulla "195", dovuta alla vicinanza del mare, sta creando una condizione di pericolosità quotidiana.
Non è pertanto peregrino pensare che nell'arco di un breve periodo si possano registrare danni ingenti, soprattutto se dovessero manifestarsi altri eventi meteorologici gravi. Quindi, la certezza dei tempi e la precisione degli interventi sono determinanti. Ecco perché insieme all'auspicio di una rapida approvazione della legge, ritengo indispensabile una struttura burocratica snella, in modo da poterla rendere davvero efficace. Per esempio, non ritengo sia questo il momento di attivare una direzione generale regionale della Protezione civile, sottraendo compiti, funzioni, personale e mezzi a quella del corpo forestale, così come non reputo che la responsabilità, che è già nelle mani del Presidente della Regione, debba essere ulteriormente confermata. Credo che tutt'al più si possa costituire un pool di tecnici di riferimento degli Assessorati che possano lavorare con maggiore coerenza.
Concludo anche sottolineando un aspetto, diciamo così, tecnico, all'articolo 1. C'è una lettera d) che veramente non si capisce. E' opportuno chiarire meglio che cosa si intende fare, perché qui si parla di studi per quanto riguarda l'assetto idrogeologico, però poi non si capisce bene se questi studi debbano essere fatti o se si debba intervenire sui bacini idrografici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che di fronte a questo disegno di legge non stupisca il numero delle persone che ha chiesto di intervenire, non fosse altro per il coinvolgimento emotivo che in ciascuno di noi ha determinato la tragedia che ha colpito le aree dell'hinterland cagliaritano, in particolare il Comune di Capoterra. Un coinvolgimento emotivo che ovviamente ci porta a pensare che ci possano essere anche delle responsabilità (sicuramente che ci sono state delle responsabilità) sulle quali sarà utile successivamente indagare.
Quando, infatti, si sente il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione dichiarare in maniera nitida e chiara che una parte delle colpe del disastro è senz'altro da attribuire alla mancanza di una pianificazione urbanistica, alla mancanza di rispetto del territorio durante le fasi di edificazione, beh insomma allora è evidente che è utile un supplemento di indagini, è utile un approfondimento, è utile che ciascuno di noi capisca meglio (considerato soprattutto che stiamo all'interno di quest'Assemblea in funzione di legislatori) non tanto quali sono le responsabilità individuali (perché non credo nelle responsabilità individuali in casi come questo) ma quali sono i motivi per cui l'intera classe dirigente sarda e di quelle aree geografiche non ha prestato attenzione al ragionamento sulle ipotesi di disastri legati ad una urbanizzazione senza pianificazione.
La situazione di Capoterra, del resto, non è differente dalla situazione di altri comuni della Sardegna in cui abbiamo pagato già un prezzo alto di vite umane per eventi meteorologici che sicuramente non potevano essere previsti, mentre poteva essere previsto il contesto urbanistico di riferimento nel quale gli eventi meteorologici si sono scatenati, comportando danni immensi alle cose, ma soprattutto la perdita di vite umane.
Però credo che il ragionamento sulla responsabilità, che è un ragionamento che questo Consiglio regionale ha il dovere di approfondire, sia senz'altro un ragionamento di domani, di dopodomani, nel senso che oggi questo Consiglio regionale è invece chiamato ad un altro ragionamento, che è giusto che facciamo tutti insieme, senza dividerci tra maggioranza e opposizione, senza minimamente discutere di differenze legate all'appartenenza politica, per dare il senso della solidarietà, della partecipazione, della presenza dell'intervento di coloro, che avendo una responsabilità specifica in questo momento in quest'Aula nei confronti dei sardi, devono inviare un segnale.
L'assenza di un segnale non verrebbe infatti tollerata da chi ha oggi tutti i propri beni sommersi nel fango, da chi ha perso familiari, da chi oggi da questo palazzo non si aspetta che ci sia la solita distanza, che sempre si registra, tra la politica e la gente, ma si aspetta di vederci, con le maniche rimboccate e anche coi calzoni rimboccati (se non fisicamente almeno idealmente) lavorare al loro fianco.
Ecco perché noi Riformatori cercheremo di usare il buon senso nella discussione di questa legge e soprattutto cercheremo di essere ispirati da questo senso di solidarietà che vuole l'intero Consiglio regionale stretto intorno a queste popolazioni. Però proprio perché questo è il ragionamento che ci ispira, signor Presidente del Consiglio, io non credo che oggi a Capoterra e nelle altre zone dell'hinterland cagliaritano serva una legge subito, cioè non credo che serva una legge che venga approvata dal Consiglio regionale stasera, credo che serva una buona legge, credo che serva una legge che riesca poi a dispiegare i propri effetti positivi nelle zone che sappiamo trovarsi in gravissima sofferenza, nei tempi e con le certezze del diritto che sono compatibili con le esigenze della gente che ha subito perdite.
Ecco perché credo che sia estremamente positivo il richiamo che è stato fatto in questa Aula ad una tempistica ferma. Esistono alluvionati del 2004, o forse anche di anni precedenti che stanno aspettando il ristoro dei danni subiti. Non vorremmo che gli alluvionati di Capoterra, non vorremmo che le famiglie che subiranno danni ingenti a Capoterra e nelle altre aree colpite dall'alluvione, nel 2014, quando ci sarà, speriamo di no, un altro evento alluvionale, dovessero tornare in questa Aula o al microfono delle televisioni a dire: stiamo ancora aspettando il risarcimento dei danni del 2008.
Quindi io credo che sia importante ridurre al massimo la burocrazia, che la Giunta regionale nelle sue direttiva, che il Consiglio nelle cose che fa, infileranno dentro questa legge e dentro le sue direttive di attuazione, perché ci sia un'azione celere di valutazione dei danni, perché ci siano organismi tecnici che immediatamente esaminino le domande che verranno presentate per i risarcimento e perché il primo ristoro (in attesa che arrivi anche quello dello Stato, che è una parte importante del risarcimento danni che noi attendiamo) arrivi immediatamente. E' necessario che la gente si renda conto che la Regione è una istituzione vicina a chi ha subito i danni e non un posto lontano dove i consiglieri regionali (che tanto hanno la casa calda, quasi tutti, nonché un discreto stipendio mensile) possono permettersi, in assoluta serenità, di pianificare con lentezza e con mille cavilli burocratici l'aiuto che oggi invece occorre che sia immediato nei territori che hanno subito il disastro dell'alluvione.
Ecco perché noi chiediamo che, anche dal punto di vista economico, siccome l'aiuto regionale probabilmente sarà il primo ad arrivare, sia un aiuto più forte rispetto a quello previsto nella legge e che anche il ristoro - ho letto l'emendamento della Giunta che stabilisce una sorta di tetto per il ristoro - sia dimensionato al danno subito. Mi rendo conto che se i soldi sono pochi bisogna dire che per le attività imprenditoriali, per quelle artigianali, per quelle commerciali non si può andare sopra le 30 mila euro, mi rendo conto che è difficile prevedere aiuti mirati alle famiglie sopra i 10 mila euro, che è difficile prevedere che per un'automobile danneggiata si possano stanziare più di 2000 euro, ma 2000 euro non sono sufficienti a far camminare un'auto che è destinata alla rottamazione; chi abita a Capoterra ne ha bisogno per motivi di lavoro, e spesso non ha la possibilità di procurarsi immediatamente una nuova auto.
Quindi noi chiediamo all'intero Consiglio (lo chiediamo senza sollevare le polemiche a cui siamo stati abituati in passato perché non vorremmo assolutamente che si ripetessero in occasione di eventi del genere) che venga anticipata anche quella parte degli aiuti statali che è comunque prevista, in modo da ottenere un'immediata erogazione dei fondi; fondi che sicuramente saranno utili anche fra un anno, fra un anno e mezzo, fra sei mesi, quando saranno disponibili quelli dello Stato, ma sicuramente servono di più oggi.
Chi ha visto le immagini televisive, come le abbiamo viste tutti, o si è recato fisicamente nei posti che sono stati soggetti all'evento, sa perfettamente che le risorse servono oggi, che la solidarietà serve oggi, che la sensazione di essere protetti in qualche maniera anche dalla solidarietà che deriva dal senso pubblico di questa Aula serve oggi. E' un messaggio che deve essere dato immediatamente alle persone che hanno subito danni e che in questo momento si chiedono se esista qualcuno al loro fianco, al di là del volontariato, al di là di ciò che noi abbiamo visto essere messo a disposizione nell'immediato da parte della buona volontà dei singoli, dei privati o delle istituzioni preposte al primo soccorso.
Io credo che questa sia l'occasione buona per dimostrare che i sardi, che sono sempre divisi su tutto e che su ogni tema trovano comunque elementi di dissenso, di diversificazione, di divisione, su una vicenda come quella che ci ha angosciato tutti quanti per gli eventi accaduti nell'hinterland cagliaritano non intendano dividersi e soprattutto non intenda dividersi l'organismo, il Consiglio regionale, che li rappresenta. Quindi l'organismo che li rappresenta con la massima sensibilità, con la massima disponibilità e forse anche anticipando risorse di cui in questo momento non dispone, ma che sa che arriveranno dallo Stato, è unito nell'inviare un segnale: quello della disponibilità della solidarietà, della presenza forte della Regione a fianco di chi oggi soffre per errori che, nella maggior parte dei casi, non sono da attribuire a chi ha subìto danni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.
MATTANA (P.D.). Signor Presidente, anch'io ritengo che questo disegno di legge che il Consiglio sta discutendo costituisca, nonostante la sua brevità, un momento importante, molto atteso dalle popolazioni che hanno subito i danni di questo evento calamitoso. Il nubifragio che ha colpito l'area del cagliaritano, in particolare il Comune di Capoterra, ha infatti determinato lutti in quelle popolazioni e danni gravissimi alle abitazioni, alle infrastrutture e al territorio. E bisogna sottolineare, ma è stato già fatto, che ha colpito un'area che era già stata scenario di altri tragici eventi negli ultimi anni, sempre con dei bilanci drammatici. Quindi, anche il carattere di eccezionalità che noi attribuiamo a questo evento forse va meglio precisato.
Io, anche nella mia esperienza di amministratore di quel territorio, ho visto, negli ultimi dieci anni, tre eventi calamitosi che hanno determinato, oltre che lutti, gravissimi danni per quelle popolazioni che, ormai, vivono anche nell'ansia e nel timore che possano ripetersi. Certi eventi, ormai, si ripetono ciclicamente. Pur riconoscendo, infatti, come rivelano anche i dati delle relazioni allegate, l'eccezionalità di un evento che ha determinato (rilievi pluviometrici alla mano) 370 millilitri di pioggia in poche ore, in un'area molto circoscritta, è innegabile sia l'esistenza di un cambiamento climatico, sia la circostanza che in quelle zone, come in altre della nostra Regione, l'intervento dell'uomo, cioè l'antropizzazione del territorio ha determinato, con il taglio di boschi, di macchia mediterranea, il dilavamento delle pendici delle montagne. Infatti, la massa d'acqua che ha travolto tutti, era in gran parte aumentata di volume per la presenza di fango che ha sommerso le abitazioni. Quindi, non è più un fatto che ha un carattere di eccezionalità, ma è un fatto che è stato determinato anche in gran parte da scelte urbanistiche sbagliate che hanno compromesso gli assetti idrogeologici.
C'è stata quindi un'edificazione sregolata in quei territori, cioè una edificazione che, pur nel rispetto anche dalla normativa vigente all'epoca (perché, in particolare con riferimento al territorio di Capoterra, le lottizzazioni risalgono alla fine degli anni 70, primi anni 80, quando esisteva una normativa differente) e ha dato luogo - e non solo lì, ma in gran parte della nostra Regione - a uno sviluppo urbanistico che, sicuramente, non ha tenuto conto delle condizioni dei territori e non ha valutato la pericolosità di certi interventi. Io credo che debbano essere accertate le responsabilità; c'è chi deve accertarle, però non credo che questo sia il momento nel quale noi dobbiamo procedere ad un accertamento delle stesse.
Io nutro qualche riserva anche sulle Commissioni d'inchiesta, di accertamento, perché ci sono altri organi preposti a effettuare questo tipo di accertamenti, ad individuare responsabilità e a valutare quali siano, poi, anche le cause. Credo che il Consiglio abbia un altro ruolo; intanto quello di provvedere alla approvazione di una legge che cerchi di quantificare i danni, di circoscrivere l'ambito dell'evento calamitoso e fare in modo che si ottenga un ristoro dei danni nel più breve tempo possibile e con le procedure più snelle e semplificate, e poi anche di individuare quali possano essere gli interventi atti a prevenire che questi eventi si verifichino nuovamente.
Sono state effettuate opere di carattere idraulico, ad esempio sul Rio Santa Lucia e anche su altre parti del territorio, che hanno evitato i danni, ma sicuramente non sono interventi sufficienti, e il Piano idrogeologico non ha ancora trovato attuazione. Poi, sono stati richiamati, qui, anche interventi più radicali e scelte sicuramente difficili e coraggiose, come quelle di delocalizzare anche alcuni insediamenti urbanistici. Io, ormai da dieci anni assisto al ripetersi di questi eventi; ci sono alcune aree urbane che presentano una pericolosità intrinseca, e che sono frequentemente soggette a questi eventi. Naturalmente sono valutazioni difficili e scelte che comportano anche assunzione di responsabilità, però credo che debbano essere effettuate e debbano essere anche coraggiose.
La Regione è intervenuta prontamente, devo darne atto, perché ho visto sia in sede di sopralluogo della Commissione urbanistica, sia personalmente, che è stato profuso un grande impegno da parte dell'Esecutivo (in particolare degli Assessorati dei lavori pubblici e dell'ambiente) che ha dimostrato, con i mezzi e le risorse messe a disposizione, la vicinanza agli enti locali e alle persone che sono state colpite da questo evento calamitoso. Moltissimi sono stati i disagi, in particolare alla viabilità, soprattutto se si considera che un territorio è rimasto isolato - e non è la prima volta che accade, l'Assessore lo sa - per circa 48 ore. Nel 2005 era rimasto isolato per oltre 24 ore. Quindi, considerata la situazione viaria totalmente precaria, è assolutamente necessario che si proceda all'aggiudicazione dei lavori per la nuova Strada Statale 195. Del resto, tutto il territorio presenta una viabilità adesso inadeguata, e sono, ad oggi, ancora a rischio le vie di comunicazione con il Capoluogo, nonostante gli interventi.
C'è stata comunque una grande solidarietà che è stata dimostrata da tutti, una solidarietà istituzionale, come veniva anche richiamata dal collega Cugini, che è stata dimostrata con l'impiego di uomini e di mezzi. Sono intervenute, tra l'altro, squadre messe a disposizione dalle imprese delle aree industriali di un centinaio di persone che hanno lavorato per giorni per cercare di dare un aiuto a quelle popolazioni e a quelle persone che hanno subito, oltre a un danno fisico, anche un danno morale, che non si può di certo ristorare così facilmente.
Certo, questo non è il momento di fare osservazioni o polemiche, ma, forse, un miglior coordinamento, anche di alcuni interventi, avrebbe consentito di utilizzare meglio anche questi contributi. In particolare, ve lo dico senza polemica, un maggior coordinamento sarebbe stato opportuno nello smaltimento dei rifiuti. Credo inoltre che sia utile e necessario che l'Assessore precisi quali sono, allo stato, i Comuni che sono stati oggetto di questo evento calamitoso, rispetto anche a quanto indicato nella relazione, e che si proceda ad adeguare la valutazione dei danni, per meglio calibrare sia i fondi regionali, sui quali, comunque, c'è un grosso impegno, sia, soprattutto, i fondi statali, che sono assolutamente insufficienti e che necessiteranno di essere decisamente rimpinguati.
Qualche parola vorrei poi spendere in ordine al testo e, in particolare, ai contributi destinati ai privati che, oltre al danno alle abitazioni, hanno subito danni a beni mobili e ad arredi, e che quindi necessitano di un intervento e di un indennizzo immediato.
Infine, per quanto riguarda le anticipazioni, queste potrebbero aiutare anche coloro che, cinque anni fa hanno subito un danno e che ancora non sono stati indennizzati. La mia speranza è che si riesca a riportare un po' di serenità in quei territori dove ci sono dalle 600 alle 2000 persone senza casa, senza fogne, senza energia elettrica e senz'acqua, che quindi hanno dovuto contare sull'ospitalità di amici e sulla solidarietà delle istituzioni e del territorio. Concludo auspicando che fatti di questo genere possano rappresentare solo un ricordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, stamattina in Commissione noi abbiamo espresso un voto favorevole a questo disegno di legge ancorché avremmo voluto apportarvi delle modifiche. Abbiamo presentato alcuni emendamenti, però abbiamo anche potuto constatare che alcune riflessioni espresse stamattina in Commissione sono state già accolte dall'Assessore. Quindi questa è una nota positiva che può favorire sicuramente un dialogo costruttivo per approvare una legge che non sia una semplice "leggina", ma una legge importante.
Questa è una legge che non riguarda solo gli interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali, ma tratta anche di dissesto idrogeologico, e di questo parleremo dopo in maniera più approfondita. E' una legge che riguarda un evento calamitoso straordinario (straordinario in senso negativo) che ha provocato numerose vittime. Vittime innocenti, persone che si recavano al lavoro o in ospedale, vittime quindi che ci chiedono attenzione, coraggio e determinazione nelle scelte che effettueremo.
Il sopralluogo che abbiamo compiuto con la Commissione ci ha messo di fronte ad una realtà che non possiamo ignorare, una realtà fatta di necessità di interventi sicuramente contingenti, ma soprattutto di prese d'atto della grave situazione relativa all'assetto idrogeologico del territorio interessato. Dall'incontro che abbiamo avuto anche con il sindaco di Capoterra è emerso che, appunto, si è trattato di un evento straordinario: in pochissime ore si sono riversati oltre 300 millimetri di pioggia, contro i 600 che annualmente si verificano; ci sono stati danni ingenti alle infrastrutture, grossissimi problemi al sistema di depurazione, tant'è vero che metà della popolazione - nel giorno in cui abbiamo effettuato il sopralluogo come Commissione - quindi circa 10 mila abitanti, era priva di sistema di depurazione, con tutte le immaginabili conseguenze di carattere igienico-sanitario.
Il sindaco, ma anche alcuni consiglieri regionali stamattina hanno evidenziato che la maggior parte delle abitazioni colpite ricadono in ambiti lottizzati e quindi erano state regolarmente autorizzate. Prima ho parlato di vittime innocenti proprio perché non hanno avuto alcuna responsabilità nell'aver acquistato o costruito la casa in quegli ambiti. Quindi, chi ha subito il danno perdendo la vita (o quando è andata bene i propri beni, o la propria azienda) non è da ritenersi responsabile.
E' necessario allora aprire una riflessione profonda per arrivare a una puntuale analisi di quanto è successo, di quanto si poteva o doveva fare, ma soprattutto di quanto oggi bisogna fare. Per deformazione tecnica, dopo il sopralluogo, ho provato ad approfondire, a capire meglio quello che era successo. Ho provato a esaminare, da alcune foto aeree, quell'area sotto il profilo dell'assetto idrogeologico. E' un'area dalla quale si evince immediatamente una gravissima situazione di assetto idrogeologico, perché soprattutto nel Rio San Girolamo si riversa un quantitativo d'acqua che proviene da un bacino imbrifero enorme. Forse quella diga che era vuota e che poi ha tracimato, potrebbe avere anche evitato danni maggiori, pertanto bisogna aprire una riflessione su ciò che bisognerà fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni anche a livello infrastrutturale.
Si può notare, anche dalle foto aeree, come alcuni insediamenti che si sono sviluppati in maniera regolare vanno però a interferire in maniera chiara su quello che era il corso naturale del Rio San Girolamo, così come si vede chiaramente che le ultime opere sulle quali sono stati effettuati interventi vicino al mare praticamente non hanno funzionato, perché quando l'onda è arrivata in quel punto non è entrata in quel canale ma ha spazzato via tutto quello che c'era nella piana di Frutti d'oro.
Il sindaco ha parlato anche di un piano di assetto idrogeologico, un piano che deve essere rispettato, ma ha anche detto che forse questo piano deve essere più rigido, e su questo io aprirei una verifica per capire se quel piano di assetto idrogeologico sia veramente idoneo. Ha ragione il sindaco quando dice: "Quando mi chiedono la concessione e ci sono tutti i pareri io la devo rilasciare, o meglio, il dirigente preposto deve rilasciarla".
Qualcuno ha parlato di delocalizzazione, e qua mi rivolgo all'Assessore: ci sono atti coraggiosi che si possono e si devono fare; si parla di delocalizzazione - e con questo non voglio strumentalizzare - ad esempio per il G8 di La Maddalena, dove si stanno per demolire decine di case per ricostruirle da un'altra parte. Io credo che forse, forse ancora di più in questo caso, bisogna valutare questa opportunità, dando sicuramente garanzie ai cittadini che hanno la casa che però devono sapere, devono capire che si trovano in una costante condizione di pericolo che forse fino a oggi ignoravano.
Quindi, la legge dovrebbe prevedere tre fasi: una prima fase volta a fronteggiare l'emergenza, che dovrebbe contemplare, appunto, gli interventi immediati per gli aspetti igienico sanitari, il ripristino delle condizioni di vita dignitosa per i cittadini colpiti dalla calamità e il risarcimento dei danni provocati ai beni mobili e immobili. Questi interventi servono per far ripartire le comunità che sono state colpite. Una seconda fase volta ad intervenire su opere pubbliche per il ripristino delle condizioni di normalità relativamente alla viabilità, al servizio idrico, fognario, agli edifici e alle strutture pubbliche danneggiate. E la terza fase - l'ultima ma forse quella che poi diventerà più importante - volta a realizzare un importante studio per il riassetto idrogeologico dell'area e conseguenti interventi urbanistici.
Quindi, questa legge deve dare l'input a una politica di scelte coraggiose, che scandisca i tempi di intervento per fronteggiare le prime necessità, individuando misure che tutelino i cittadini e gli imprenditori danneggiati. Questo emendamento della Giunta, che apporta in qualche modo delle correzioni al testo di legge, va nella direzione giusta, anche se è necessario, come ha detto qualcuno, apportare alcune modifiche.
E poi, Assessore, considerato che il danno è molto più grande di quello che è stato valutato, è necessario assolutamente, in prima battuta, aumentare le disponibilità finanziarie. Noi abbiamo proposto un emendamento che prevede un incremento dello stanziamento dai 20 ai 50 milioni di euro, che forse non sarà neppure sufficiente perché servirà per le opere pubbliche, per gli studi sull'assetto idrogeologico e per l'individuazione di misure anche straordinarie di intervento su quel territorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, come tutti noi sappiamo il 22 ottobre scorso parte della Provincia di Cagliari è stata interessata da eccezionali eventi meteorologici caratterizzati da precipitazioni intense e persistenti, che hanno determinato l'innalzamento straordinario del livello idrometrico di fiumi e torrenti provocando inondazioni, allagamenti, distruzione e morte.
A causa delle onde di piena dei bacini che hanno colpito una vasta area del cagliaritano, compresa fra il Rio San Girolamo, Capoterra, Santa Lucia di Capoterra, Sestu, cinque persone sono decedute. La Giunta regionale è opportunamente intervenuta con 6,5 milioni di euro ai quali si aggiungono questi 20 milioni di cui stiamo discutendo, e quelli che verranno stanziati dallo Stato. Ricordo questo perché ci sono indubbiamente interventi importanti delle massime istituzioni anche se ancora del tutto insufficienti rispetto alla gravità dei danni che tutti abbiamo purtroppo visto attraverso i media.
La mia preoccupazione è che dopo questi fatti non si ricada nell'oblio senza che quanto accaduto serva di monito e di lezione concreta a tutti noi per assumere decisioni tali da scongiurare che fatti così drammatici abbiano a ripetersi. Dico questo perché a noi tutti è noto che il giorno prima dell'evento il Dipartimento della protezione nazionale aveva segnalato la situazione di possibile criticità indicando uno stato di allarme per il rischio di quantitativi elevati di precipitazioni. La situazione quindi si annunciava molto seria ed è stata gestita in tutta la sua drammaticità e in modo congiunto dal servizio della protezione civile e dal Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna. E' stato subito chiaro che era necessario costituire un centro operativo misto - locale di livello superiore rispetto a quello comunale di Capoterra, che se ci fosse stato, Assessore, avrebbe consentito un intervento più immediato ed efficace.
Il Comune di Capoterra ha fatto tutto ciò che si poteva fare (su questo non ho dubbi) ma da solo non poteva e non può rispondere a tutte le problematiche: previsioni, prevenzioni, interventi urgenti sia per la ricostruzione sia riguardo alle garanzie per il futuro. Possiamo dire, senza strumentalizzazioni ma con chiarezza, che ci sono tante inadeguatezze che questo Consiglio regionale deve individuare ed indicare. La prima è di carattere politico - culturale e ci deve rendere consapevoli che il clima sta mutando. C'è quella fase di "tropicalizzazione" di cui parlano gli esperti; questo significa che alla eccezionalità di questi eventi deve corrispondere un adeguamento dei progetti, delle norme, dell'organizzazione del coordinamento degli enti e istituzioni deputati ad intervenire in questi territori.
Una seconda questione riguarda le cause e concause che hanno favorito il disastro, che mi pare si vogliano coprire o in parte coprire per dire che le colpe sono di tutti e dunque di nessuno. Non è così: spero tanto che la magistratura individui le responsabilità. Ma noi dobbiamo dare risposte politiche non solo per il presente, ma soprattutto per il futuro. Per questo l'istituzione di una Commissione consiliare speciale che indaghi sullo stato del territorio regionale, non sulle responsabilità (lo farà la magistratura, lo starà già facendo la magistratura) non è fuori luogo, ma risponde all'esigenza di conoscere meglio la nostra realtà per poter intervenire in modo serio ed appropriato. Solo questo deve fare la Commissione, non certo sostituirsi alla magistratura, collega Mattana.
Da parte dei proponenti, quindi, non c'è alcuna confusione; per noi la distinzione dei ruoli è netta e chiara. Questo è fondamentale, badate, perché c'è ormai anche un profondo mutamento sia quantitativo sia qualitativo della domanda di protezione che ci viene rivolta dalla collettività, non solo da quella colpita in questi giorni, e questa domanda viene rivolta alle istituzioni regionali complessivamente, ma in particolare a noi che rappresentiamo tutto il popolo sardo.
Non deve essere certo sottovalutato ciò che ha scritto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Guido Bertolaso; egli infatti - leggo testualmente alcune righe della sua relazione al Consiglio dei ministri- afferma: "Per il futuro è indispensabile sviluppare strategie integrate, strategie integrate di gestione del rischio all'interno delle quali le diverse azioni strutturali, cioè le opere pubbliche, e non strutturali come il sistema di allertamento, ad esempio, nonché gli interventi di delocalizzazione e di governo del territorio possono svolgere un ruolo attivo e incisivo". Il messaggio credo sia chiarissimo, e credo possa essere non solo condiviso ma tempestivamente, Assessore, praticato.
In altri termini, decentramento e strategie integrate devono essere i due elementi più importanti sui quali costruire le norme e gli assetti organizzativi per avviare una buona politica all'altezza di questa drammatica e straordinaria vicenda.
Per concludere, signor Presidente, è necessario approvare provvedimenti urgenti con norme chiare e facili da applicare, come ci ricordava il collega e compagno Cugini. Io condivido questo concetto: chiare e facili da applicare. E' evidente che non si può prescindere dai comuni (come si potrebbe?) che nell'immediato però, Assessore, vanno supportati nel rafforzamento dei loro uffici, soprattutto degli uffici tecnici.
E' chiaro che l'ufficio tecnico del Comune di Capoterra, già sottostimato, diciamo, o con personale inadeguato, in condizioni normali, in questa fase, in questi giorni, in queste settimane ha bisogno di un potenziamento straordinario per supportare e per intervenire in condizioni di straordinarietà. Dunque io chiedo che si intervenga su questo problema, anche sotto il profilo normativo, immediatamente.
Gli emendamenti presentati, Assessore, vanno in questa direzione; si pensi solo all'emendamento numero 1 che anch'io, come altri colleghi ho sottoscritto: per l'erogazione dei finanziamenti e dei contributi si propone un termine di 90 giorni perché c'è l'urgenza di dare risposte immediate, fatti i dovuti accertamenti, e detta erogazione dovrà avvenire tramite anticipazione almeno nella misura del 60 per cento. Ecco, ci sono alcune proposte chiare che possono migliorare il testo, io chiedo che se ne tenga conto in questo dibattito per pervenire ad una decisione giusta e largamente condivisa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.
MURGIONI (Fortza Paris). Signor Assessore, colleghe e colleghi, il testo in esame chiamato stamattina dal presidente Pinna, "leggina", ma non certamente per le sue finalità, si può tranquillamente configurare nell'alveo dell'attività legislativa deputata a quest'Assemblea come atto dovuto. E infatti ci troviamo di fronte ad un provvedimento che muove dall'esigenza di portare ristoro finanziario a quanti sono stati colpiti duramente nei loro affetti e nei loro averi, e mi riferisco in particolare alle case di abitazione che si trovano in uno stato di degrado importante e ai danni subìti dalle aziende agricole, dalle attività artigianali e commerciali, dalla tragica inondazione avvenuta nella mattina maledetta del 22 ottobre.
Si tratta dunque di un provvedimento che dev'essere approvato con la dovuta tempestività ed urgenza, per dotare gli enti pubblici locali dell'area vasta cagliaritana di mezzi e strumenti idonei a riparare e rimuovere i danni causati dalla calamità naturale. Va messo in evidenza più opportunamente che il provvedimento non si occupa esclusivamente di prevedere indennizzi a quanti hanno subito danni, privati ed imprese produttive, ma prevede interventi per opere di ripristino della viabilità, per il recupero di edifici pubblici e delle infrastrutture (quali reti fognarie e idriche ed impianti di illuminazione) interventi atti a porre in sicurezza le zone a maggior rischio di inondazione, in particolare quelle limitrofe ai corsi d'acqua, che appaiono maggiormente sottoposte a rischi futuri.
E' su questo punto, non potendo ovviamente modificare gli avvenimenti passati, che bisogna puntare nel futuro per programmare un'efficace, pronta ed efficiente opera di tutela, prevenzione e messa in sicurezza di tutti i siti che rientrano fra quelli a maggiore rischio idrogeologico. Se pure vi sia la consapevolezza che non si possano in assoluto prevenire certi fenomeni naturali, dovuti al fatto che in Sardegna i piovaschi assumono la caratteristica di grande intensità in un breve spazio temporale, dobbiamo comunque lavorare per migliorare la prevenzione, la manutenzione e la sistemazione di tutte quelle opere realizzate nel passato per la difesa idrogeologica, che in Sardegna evidentemente non eccellono.
Anche se non è questo il momento per ricercare colpe e deficienze del sistema, o insufficienze nella tempestività degli interventi, è certo che se si fosse effettuata un'adeguata opera di prevenzione, anche la macchina dei soccorsi avrebbe quasi certamente operato in migliori condizioni. Forse è opportuno mettere in evidenza il fatto che da noi non è ancora alto il livello di sensibilità verso la cosiddetta protezione civile, infatti se ne parla sempre solo a seguito di avvenimenti come quelli di cui stiamo discutendo. Mi pare necessario, invece, che la Regione si interessi maggiormente di questo importante strumento di sicurezza e prevenzione, mettendosi alla pari delle Regioni più avanzate in Italia. Così come appare opportuno che la Regione adotti strumenti legislativi più stringenti e severi per quanto attiene la necessità di dotare tutti gli enti locali interessati (e in particolare quelli che ricadono in zone particolarmente a rischio) di figure scientifiche idonee allo studio, ricerca e analisi delle opere, per il rilascio delle concessioni edilizie e di tutte le altre certificazioni legate alla difesa idrogeologica.
L'attuale legislazione nel prevedere il Piano per il riassetto idrogeologico (PAI) ha compiuto un significativo passo in avanti; restano tuttavia indefiniti ed inapplicati alcuni contorni in merito alla effettiva aderenza degli enti comunali a questo innovativo strumento di pianificazione. Bisogna perciò intervenire con gli strumenti politici e persuasivi, per far sì che da una più puntuale applicazione del PAI nasca una cultura geologica che porti tutti i Comuni sardi, oltre che ad uno strumento di pianificazione locale più attento ed efficace, a dotarsi di un piano vero per la protezione civile. Ciò si rende necessario per evitare in futuro di parlare di sciagure naturali, rese disastrose anche a causa del concorso di colpa imputabile alle insufficienze del sistema e umane.
Se è vero, com'è vero, che la Sardegna meridionale ancora una volta paga un prezzo altissimo in termini di vite umane, a causa di tali eventi calamitosi (cinque, quindi molte di più delle tre vittime dell'alluvione del Sarrabus) vi è in tutti noi la convinzione che le cause purtroppo non risiedono solo in incontrollabili fenomeni naturali. Tutto il mondo politico deve interrogarsi sulle ragioni che hanno determinato risvolti così drammatici. E' evidente che ci sono indebite carenze infrastrutturali e che le opere di manutenzione e prevenzione, delle quali facevo cenno precedentemente, non sono adeguate, o sufficienti, o talvolta addirittura inesistenti.
La questione allora non è quella solo di valutare i danni postumi, ma di domandarsi per quali motivi i disastri naturali presentano risvolti così pesanti, e agire di conseguenza con un'efficace attività di prevenzione. E' chiaro che per intervenire sulla prevenzione occorre avere le risorse; risorse che attualmente non ci sono (io mi auguro che il Consiglio abbia il buon senso, durante l'approvazione della finanziaria prossima, di prestare la dovuta attenzione in tal senso) come non è sufficiente la somma prevista per ristorare i danni subiti in quest'alluvione dalla popolazione, perché 20 milioni di euro, sinceramente, sono nulla rispetto a ciò che è successo a Capoterra, e su tutto l'hinterland cagliaritano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi consenta preliminarmente di rivolgere a lei una sorta d'interrogazione orale, per sapere, suo tramite, quali interventi siano stati predisposti per assicurare i pasti alle numerose famiglie, centinaia di famiglie, che si sono d'improvviso viste senza la disponibilità della propria casa, senza gli arredi, senza gli strumenti per accudire alle esigenze della quotidianità. Mi risulta che stiano provvedendo spontaneamente la generalità dei cittadini (gesto apprezzabile s'intende) e la Caritas, ma credo che anche assicurare un pasto caldo a quelle centinaia, o qualche migliaia, di persone che si trovano senza la possibilità di assicurarsi i mezzi della sopravvivenza quotidiana possa rientrare tra i compiti della popolazione civile.
Mi consenta altresì, Presidente, di rivolgerle una preghiera, di verificare la possibilità di portare all'esame dell'Aula l'interpellanza che ho presentato insieme a numerosi altri colleghi, e che è stata annunciata questa mattina. Perché, veda, la mia esperienza di cittadino di quella terra, di Capoterra, la mia esperienza personale ha fatto di me uno che indulge poco alla retorica, ed è portato ad affrontare i problemi nella loro nuda e cruda realtà. Queste tragiche occasioni non debbono semplicemente offrirci l'occasione di esternare dolore, di esternare solidarietà, ma di verificare, al di là delle parti, se gli strumenti che abbiamo a disposizione siano idonei ad evitare ciò che è accaduto. E siccome sono state stanziate anche molte risorse, in passato in questa direzione; vogliamo verificare se le risorse che sono state stanziate nel passato, per le stesse ragioni, per le stesse motivazioni, hanno poi, oltre che dato risposta all'urgente bisogno conseguente del momento, prodotto efficaci interventi, preventivi, di sistemazione idrogeologica.
Io ho letto e riletto, anche stamattina, la relazione che ha fatto il sottosegretario Bertolaso al Senato. Ebbene, nonostante la straordinaria esperienza dell'uomo, e il grande rispetto che porta per le istituzioni, si legge con molta chiarezza, che in tutta questa vicenda sono intervenuti scoordinamenti, carenze piuttosto serie e gravi. La prima carenza grave è che la Regione sarda non ha ancora perfezionato il centro di protezione civile di nostra competenza, per cui la protezione civile in Sardegna funziona ancora come dipartimento dello Stato. Allora, la prima domanda la dovremmo fare a Bertolaso: il dipartimento dello Stato, operante in Sardegna in attesa che quello totalmente regionale sia perfezionato e attivato, come ha funzionato?
Questa domanda non è oziosa, perché le vittime di questo uragano non sono le persone che stavano nella propria casa di abitazione, ma le persone che si trovavano nelle proprie macchine nel tentativo di trasferirsi da una parte all'altra, perché disinformate, non avvisate della pericolosità. E la possibilità di farlo c'era perché questo uragano, questo evento straordinario di precipitazioni, era stato annunciato 48 ore prima. Ebbene, delle cinque vittime solo una persona di 85 anni è morta nel suo scantinato perché impossibilitata ad abbandonare la propria sede di abitazione. Le altre persone, le altre vittime sono vittime della mancata informazione, travolte dall'onda impetuosa lungo la strada a bordo delle proprie vetture; e questo deve farci interrogare se il centro di protezione civile abbia efficacemente funzionato. A me sembrerebbe di no.
L'altra questione, Presidente e colleghi, che vorrei esaminare (perché ben conosco quel territorio, e di inondazioni nella mia non più giovane età ne ho vissute tantissime fin dalla prima infanzia, e ne ho sempre viva la memoria) è quella relativa al ruolo dell'ANAS. L'ANAS che con la "195" che attraversa numerosi percorsi d'acqua a carattere torrentizio, che cosa ha mai fatto realmente per non costituire uno sbarramento, una diga a quei corsi d'acqua a carattere torrentizio talvolta violenti? L'ANAS che ha fatto per poter costruire opere che consentissero il deflusso delle acque di quei torrenti? Ne attraversano ben tre sul territorio di Capoterra!
L'altra questione riguarda - ed ecco perché sono d'accordo per l'istituzione della Commissione di indagine, perché non dobbiamo mica sostituirci ai magistrati - la necessità di verificare, per esempio, se il PAI è veramente rappresentativo dei siti da sottoporre a vincolo idrogeologico; perché se i siti sono sottoposti a vincolo idrogeologico, non sono nella disponibilità totale né del privato né della pubblica amministrazione.
Ho fatto un brevissimo accertamento: nell'agro di Capoterra non mi risulta che lungo quei percorsi vi siano siti a vincolo idrogeologico. Ha ragione il Sindaco di Capoterra, ma non ha ragione soltanto quando parla di se stesso, ha ragione anche quando parla dei suoi predecessori, che se un'iniziativa privata gli presenta un progetto di lottizzazione totalmente conforme alle leggi, lui non può rifiutarne l'approvazione. Dice di averne, negli ultimi anni, bocciato undici e, io spero, se è coerente con se stesso, che li avrà bocciati perché non conformi alle disposizioni di legge, non conformi agli strumenti urbanistici, altrimenti avrebbe compiuto un abuso di potere.
Allora, ecco un'altra carenza. Nell'agro di Capoterra non c'è stata - e credo in tutta la Sardegna, - un'adeguata mappatura dei siti da sottoporre a vincolo idrogeologico. Eppure la Sardegna ha competenza in materia sin dal 1989. Allora - e chiuderei qui questo dibattito - non c'è problema di delottizzazione, gli insediamenti là dove sono stanno bene, purché si realizzino le opere necessarie per la sistemazione idrogeologica.
Raccomanderei che questa legge fosse davvero efficace, adeguata e trasparente perché, non solo in Sardegna ma altrove, occasioni come queste danno adito a grandi speculazioni. Del resto l'edificazione selvaggia che si lamenta nel Comune di Capoterra non è opera dei capoterresi. Voglio ricordare ai colleghi e a lei signor Presidente, un dato: nel 1968 entra in vigore la "legge ponte", il piano di fabbricazione ancora in vigore a Capoterra è del 1969, Capoterra allora aveva 7 mila abitanti; i cosiddetti tecnici che hanno la parola "divina" dell'urbanizzazione hanno predisposto un piano di fabbricazione per 272 mila abitanti. Il territorio di Capoterra per il 75 per cento non è dei capoterresi residenti, ma di proprietari esterni al Comune di Capoterra che hanno sicuramente guidato quel piano di fabbricazione, portandolo allora a 272 mila abitanti a fronte di una popolazione originaria di 7 mila abitanti.
Eccoti qua: altro che potenti famiglie di Capoterra, i Farigu e i Baire! I Farigu e i Baire a Capoterra rappresentano il proletariato, non le potenti famiglie che sono state sempre estranee al Comune di Capoterra e che hanno posseduto e dominato il Comune di Capoterra sotto profilo economico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Signor Presidente, colleghi, prima dell'intervento dell'onorevole Farigu io avevo qualche dubbio sull'opportunità di istituire una Commissione speciale, ma l'eloquio del collega mi ha convinto. Io credo che sia assolutamente utile capire: chi fossero gli amministratori comunali che nel 1977 siglarono l'accordo con la società Selene Agricola immobiliare; se in quel momento, nel '77, ci fossero già dei vincoli idrogeologici conosciuti; se è vero che la carenza di controllo fu solo a livello regionale allora (e non ho dubbio che ci potesse essere una carenza di controllo) o se in qualche modo ci fossero anche responsabilità dell'amministrazione comunale.
Credo che sia anche importante capire chi fu e quale profilo ebbe il professionista a cui, nel '69, l'Amministrazione di Capoterra affidò quel piano di fabbricazione e se è vero che quel professionista era legato lui stesso alle aziende immobiliari che poi svilupparono i progetti per Capoterra. Mi sembra di capire, dalle parole del collega Farigu, che la colpa è sempre di qualcun altro, che gli amministratori di allora non hanno alcuna responsabilità e che oggi, anche se la Regione non è la stessa Regione di ieri, quando approvava le leggi ponte, quegli accadimenti e quei piani di fabbricazione che hanno portato il centro di Capoterra da 9 mila a 27 mila abitanti, con le regole che ha messo in campo questa maggioranza, questo Consiglio regionale, questo Governo regionale non sarebbero assolutamente possibili.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue PORCU.) Quindi siamo in un mondo diverso. Allora siccome forse è necessario ricordarsi che siamo in un mondo diverso e che finalmente le regole sono state fatte e che oggi la Regione non si è sottratta al proprio ruolo di indirizzo, di porre le regole, di fare ordine, di indirizzare la pianificazione urbanistica, di impedire la cementificazione selvaggia, allora forse oggi, proprio oggi, che questo Consiglio regionale si è dato delle regole, forse è utile andare a vedere chi governava in quegli anni a tutti i livelli e chiarire finalmente di chi sono le responsabilità e quali responsabilità, innanzitutto politiche (oltre quelle penali, su cui indagherà la magistratura), siano da mettere in evidenza.
Quindi io sono convinto, mi ha convinto l'onorevole Farigu che sia assolutamente necessario. Però devo anche dire che qui ho sentito richiami continui, ho sentito...
FARIGU (Gruppo Misto). Collega Porcu, mi permetta una battuta: il genio civile chiese il parere...
PORCU (P.D.). Presidente... vorrei proseguire, se fosse possibile, il mio intervento. L'onorevole Farigu ci ha ricordato anche di essere tra gli artifici della società Hydrocontrol. La società Hydrocontrol (come dire: il destino di un nome) si trova nel pieno di una zona alluvionale ed essa stessa si è trovata a svolgere la funzione di essere Hydrocontrol, nel senso che ha fatto da diga, proprio in senso fisico, agli smottamenti di questi giorni, ed è stata travolta essa stessa da episodi alluvionali. Quindi probabilmente fu progettata non soltanto come società che doveva in qualche modo indagare sull'assetto idrogeologico ma quasi come società che, trovandosi essa stessa in situazione di rischio, doveva in qualche modo verificarlo con la presenza dell'edificio.
Comunque, al di là di questa Commissione che a questo punto credo che sia non solo utile ma necessaria, io penso che i richiami oggi fatti alla Protezione civile, a quello che ha detto Bertolaso, ai coordinamenti, ci portino a un'altra riflessione. Quelli di noi - e so che molti colleghi si sono recati nella zona del disastro, del lutto, si sono recati nelle zone più colpite, San Girolamo, Frutti d'oro due, a Poggio dei pini - quelli che sono stati più volte in questi giorni in quelle zone saranno concordi con me di non essersi accorti della presenza di questa gioiosa macchina dei soccorsi della Protezione civile nazionale; io non l'ho vista; io ho trovato l'assessore Mannoni, ho trovato il corpo forestale, ho trovato i volontari, ho trovato l'amministrazione comunale ma non ho visto questa gioiosa macchina dei soccorsi della Protezione civile.
Quindi credo, Assessore, che se abbiamo una riflessione da fare è forse quella di avere troppo contato sulla presenza della Protezione civile nazionale e quindi forse è il momento di pensare che deve essere la Regione a prendere in mano la situazione, ed è per questo che uno dei punti che dovrebbe affrontare la Commissione speciale, è quello di capire come la Regione possa meglio organizzarsi e coordinare l'intervento, in questi casi. Con questo ringrazio chi, a cominciare dall'assessore Mannoni, è stato in prima fila in questi giorni, in queste ore, nel cercare di portare i primi soccorsi, di prendere le prime importanti decisioni.
Però siccome oggi stiamo discutendo di questa legge, non è il momento della mozione - ce ne saranno altri di momenti, tanto più se andiamo ad approvare una Commissione speciale - io credo che oggi sia il momento di analizzare questa legge. Allora io credo che nell'analizzare questa legge non dobbiamo commettere lo stesso errore che hanno commesso negli ultimi vent'anni, che la Regione ha commesso negli ultimi vent'anni, se è vero che lo ha commesso la Regione, che è quello magari di essere stata a volte lontana dalle amministrazioni comunali non dettando regole, non dando indirizzi, non affiancando gli amministratori comunali anche in quell'opera difficile che è quella, a volte, di dire di no attraverso delle norme, delle regole, degli indirizzi.
Chi si è recato nelle zone colpite in questi giorni non si è trovato sindaci e amministratori locali che gli dicevano "lavatevene le mani", che dicevano "facciamo tutto noi", ma si è trovato sindaci che hanno chiesto l'opposto della deregulation, ci hanno chiesto regole certe, regole più chiare, ci hanno chiesto regole per dire no alle ulteriori pressioni speculative, e ci hanno anche chiesto di non lasciarli soli nel decidere l'entità dei ristori, di non lasciarli soli nel gestire i pagamenti per paura e preoccupazione anche di subire pressioni pesanti, ci hanno chiesto di esserci, ci hanno chiesto di intervenire, di stabilire delle regole, di svolgere un ruolo; un ruolo importante.
Ecco, credo che se è vero che in questi anni siamo riusciti a fare ciò a livello di strumentazione urbanistica, perché oggi gli indirizzi e le regole il Consiglio regionale li ha impartiti in maniera chiara ai comuni e i comuni non sono lasciati più soli nel decidere se una zona è a rischio di dissesto idrologico o meno (perché c'è un PAI recente, c'è un Piano paesaggistico che detta norme per i nuovi PUC, c'è una legge urbanistica in discussione che renderà forse più agevole anche il cammino per approvare quei PUC) se è vero che anche la cornice delle norme approvate in questi anni assume un nuovo significato anche alla luce degli accadimenti tragici di questi giorni e dà un significato profondo alle cose che abbiamo avuto il coraggio di fare, perché sono nella direzione di far sì che non solo queste tragedie non accadano più perché vogliamo intervenire prima, ma non accadranno più perché non esisteranno più quelle lottizzazioni caotiche (ce ne sono almeno quattro costruite sotto la diga alla confluenza di due torrenti, l'Ollastu e il Rio San Girolamo) è vero anche che dobbiamo in qualche modo, anche in questa legge, forse con gli emendamenti che presenteremo, dare il senso di una maggiore presenza, dare il senso anche di una maggiore capacità di coordinare gli interventi a livello regionale.
Quindi ben venga - e credo che alcuni emendamenti presentati dalla Giunta vadano in questo senso -, ben venga un coordinamento operativo al livello regionale, ben venga un ruolo forte di coordinamento della presenza della Regione, ben vengano procedure snelle di immediato sostegno gestite dal corpo forestale per poter ripristinare almeno i servizi di prima necessità. Abbiamo visto tutti che ci sono carenze, non ci sono elettrodomestici, ci sono da mettere a norma i primi impianti, e quindi credo che questi emendamenti vadano nella direzione giusta. Però credo anche che per il futuro oltre l'aiuto immediato - e l'ha ricordato bene il collega Espa - le popolazioni colpite ci chiedono maggiore sicurezza per il futuro, e penso che da questo punto di vista forse dobbiamo tornare sulla legge per avere il coraggio di prevedere - dove le misure che pure la legge prevede di riassetto del territorio, di limitazione del rischio idrogeologico non fossero tali da scongiurare rischi futuri - anche una delocalizzazione delle urbanizzazioni, se non è possibile azzerare il rischio idrogeologico con interventi che riguardano il sistema alluvionale dei comuni.
Proprio perché oggi ci siamo dati delle regole, oggi possiamo farci carico delle conseguenze delle decisioni scellerate del passato e far sì che con il nostro intervento anche di riassetto idrogeologico possiamo coltivare la speranza che questi accadimenti non si verifichino più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, colleghi, a questo disegno di legge sono stati presentati al momento una ventina di emendamenti; una gran parte di questi emendamenti sono presentati da gruppi della sinistra, alcuni dalla Giunta regionale. Questo è un primo dato che fa ritenere, probabilmente, o che la Giunta, quando ha presentato il provvedimento, non aveva le idee chiare, o che esiste un evidente scollamento all'interno della maggioranza. E' sintomatico, infatti, che anche con riferimento ad un provvedimento di questa portata si ricorra sempre ad una sorta di contrattazione sotterranea evidenziando così un disaccordo totale.
Su questo dovrebbe interrogarsi l'onorevole Porcu, non sul passato, che oggi non serve richiamare, ma sul presente tormentato che egli e la sua maggioranza stanno attraversando. Sarebbe stato davvero facile per l'opposizione, volendo assumere una posizione meramente strumentale, volendo assumere una posizione finalizzata soltanto a contrastare quello che fa la maggioranza e ciò che ha presentato la Giunta, sarebbe stato facile fare come siete avvezzi a fare voi, di fronte a situazioni come quella che stiamo discutendo. Se si guarda infatti ad episodi del passato, come l'alluvione del '99, si ricorderà che con la Giunta in carica da appena una settimana, l'allora opposizione di sinistra scatenò un finimondo su questioni di lana caprina, solo ed esclusivamente per dire che loro c'erano, per dire che loro potevano affrontare e risolvere la questione meglio di chi in quel momento aveva la responsabilità di Governo.
E allora, onorevole Porcu, per cortesia, smettetela di salire in cattedra a impartire lezioni di perbenismo che non potete assolutamente permettervi! Smettetela! Perché non avete le carte in regola per dare lezioni all'opposizione. L'opposizione si sta comportando con senso di responsabilità, lo sta dimostrando, l'ha dimostrato anche con gli interventi che si sono succeduti, di grande spessore e di grande contributo, rifuggendo da posizioni pregiudiziali e preconcette.
Ma, che cosa sarebbe successo se, a parti invertite, fosse stato un Governo di centrodestra e un Presidente di centrodestra a presentare le proposte assolutamente inadeguate che ha presentato questa Giunta e questa maggioranza? Assolutamente inadeguate di fronte a quella emergenza che è stata tanto decantata, tanto enfatizzata richiamando la solidarietà verso gli amministratori che non devono essere lasciati soli, la solidarietà verso il sistema produttivo che non deve essere lasciato solo, verso i privati che hanno perso case, arredi, mezzi di lavoro e quant'altro. E qual è la risposta che questo Governo sta dando? Poi, potrà essere messo anche sul banco degli accusati il sistema della Protezione Civile Nazionale, ma interroghiamoci su quello che stiamo facendo noi, oggi, che è molto più importante.
E allora, il provvedimento - e lo dimostrano gli emendamenti che voi stessi vi siete premurati intanto di presentare - entra in Aula con una totale inadeguatezza a far fronte alla situazione che si è determinata negli scorsi giorni. Ed ecco allora che a noi non interessa, in questa sede, oggi, soffermarci sui livelli di responsabilità, ma non consentiamo neanche che vengano criminalizzati Amministratori locali, Sindaci di quei territori oggi penalizzati; non è giusto! Non è corretto! Non è giusto e non è corretto e, soprattutto, è ipocrita il gesto che si va a fare con le Commissioni o con gli elicotteri recatisi in pompa magna per dare le solidarietà.
Signor Assessore, noi poniamo un problema che è, intanto, quello di rendere credibile questo provvedimento, e questo provvedimento diventa credibile intanto se si dota di risorse finanziarie adeguate; non diciamo che dobbiamo coprire tutto il danno, ma, almeno, dobbiamo fare uno sforzo, perché quei 20 milioni rappresentano una somma, rispetto a quello che abbiamo visto in questi giorni, davvero insignificante! Ma ci siamo posti il problema; nel 1999 destinammo 125 milioni di euro, con un'integrazione che portò lo stanziamento complessivo a 265 milioni di euro, e i soldi si trovarono, non abbiamo aspettato lo Stato, non abbiamo aspettato chissà quale manna da chissà quale cielo. E allora, se si vuole approvare un provvedimento serio, l'opposizione è qui per offrire un contributo costruttivo, ma non per supportare azioni che sanno, davvero, di palliativo.
Il primo problema è dare adeguata copertura agli interventi, perché anche sulla copertura avremmo qualcosa da dire. Siamo sicuri, infatti, che anche quei 20 milioni siano nella nostra disponibilità? Siamo certi? Mi pare che facciano parte di un fondo per somme per ente, siamo a fine anno, mi sarei preoccupato, semmai, di andare a creare la provvista dal fondo "nuovi oneri legislativi", o da altre voci di bilancio. Ci sono anche i 65 milioni della Saatchi & Saatchi che ancora sono fermi, fortunatamente, perché non sono ancora stati spesi, potremmo utilizzare quei 65 milioni e faremmo tutti una bellissima figura; altro che pubblicizzare l'immagine della Sardegna: diamo risposta ai comuni, agli amministratori, ai privati, al sistema produttivo delle zone colpite dalle alluvioni!
E c'è un aspetto anche di merito, signor Assessore. L'aspetto di merito è che - ha ragione su questo l'onorevole Uras; io, di fronte a posizioni intelligenti e anche chiare, non ho nessuna difficoltà a dare ragione - questo provvedimento crea un sistema di tale complessità che si verificherà, ancora una volta, quello che è successo, non, onorevole Porcu, vent'anni fa, ma nel 2004, quando la responsabilità di governo era in capo a lei. Abbiamo dovuto pagare il saldo delle alluvioni verificatesi nella Baronia, a Galtellì, con la finanziaria di quest'anno, ed è una vergogna! E bisogna evitare queste vergogne.
E allora ha ragione l'onorevole Petrini, il mio amico Onorio, quando dice: ma perché non si fa una cosa molto più semplice, si individuano direttamente i comuni nei cui territori si sono verificati i fatti calamitosi, alluvionali, e si responsabilizzano direttamente le amministrazioni comunali, anziché continuare in questa logica centralista di una Regione che deve gestire anche il contributo di 2 mila euro per pagare un'autovettura distrutta a seguito dell'alluvione? Questi sono alcuni punti, su altri torneremo perché c'è un problema di delega in bianco all'Assessore della programmazione. La delega in bilancio è inammissibile e noi la contestiamo perché non si può individuare a posteriori dove saranno allocate le somme! Questo non lo consentiremo a nessuno perché il Consiglio deve essere sovrano nell'individuare e scrivere nero su bianco dove, come e quando quelle somme dovranno essere impegnate e spese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Onestamente rimango un po' anche sbalordito per alcuni tipi di interventi che si sono succeduti all'interno di quest'Aula, anche perché stiamo andando ad affrontare un problema che non dipende naturalmente né da quest'Aula parlamentare, né dalla Giunta in carica, né dal Presidente della Regione, ma francamente da un evento calamitoso che va in qualche modo affrontato e col quale bisogna cercare di confrontarci.
Mi sembra assurdo che qualcuno in quest'Aula venga qui a proporre Commissioni di inchiesta per verificare se i lavori eseguiti dal 1969, 74, 80 e 90 siano lavori coerenti con lo stato dei luoghi, con lo stato di fatto di quell'area rispetto al sistema idrogeologico che esiste su quell'area, senza pensare che noi oggi siamo chiamati qua per approvare una legge che deve necessariamente risolvere nei tempi più brevi il problema che si è verificato nei giorni scorsi. Abbiamo cinque morti, abbiamo case che sono inagibili, abbiamo ponti che sono crollati, abbiamo fango praticamente dappertutto e arrivano qua i nostri colleghi a raccontare che è necessario istituire una Commissione di inchiesta perché dobbiamo trovare i responsabili di lavori eseguiti vent'anni fa, trent'anni fa! Mi sembra veramente assurdo, mi sembra, oserei dire, veramente ridicolo! Allora, troviamo una soluzione, troviamo un modo, un metodo per poter andare avanti, troviamo un sistema che porti realmente in tempi brevi alla soluzione dei problemi.
Il collega che mi ha preceduto, l'onorevole Pittalis, è stato chiarissimo nell'individuare i punti dolenti di questo provvedimento che, in qualche modo, deve diventare credibile, non a noi, non a quest'Aula, ma all'esterno, a chi oggi è colpito da questi eventi. Assessore, lei è - onestamente lo dobbiamo dire tutti, ed è riconosciuto da tutti - uno dei più bravi Assessori della Giunta Soru, lo sappiamo benissimo, ha anche le competenze tecniche oggi per poter affrontare questo genere di problema e noi le riconosciamo che è stato bravissimo ad essere uno dei primi ad andare sul posto e ad individuare le primarie necessità da risolvere da parte della Giunta, ma è il suo dovere, era naturale, era normale che facesse questo. Oggi a noi interessa altro, oggi a noi interessa un provvedimento di legge che permetta in tempi brevissimi di intervenire e che eviti in tutti i modi i sistemi burocratici che allungano i tempi nella risoluzione dei problemi. Troviamo il sistema, avanziamo le nostre proposte per questa "leggina", come è stata definita dal Presidente della Commissione quando ha introdotto i lavori di quest'Aula, che ha necessità di maggiori fondi e di uno stanziamento economico decisamente superiore a quello che si sta proponendo oggi; su questo ci dobbiamo mettere d'accordo, non possiamo non metterci d'accordo.
Noi come opposizione abbiamo la voglia, la necessità di portare avanti questo provvedimento e di essere protagonisti di questo momento difficilissimo che deve affrontare la Sardegna, ma soprattutto che devono affrontare gli enti locali, quindi i Comuni che sono stati colpiti e che sono preposti a risolvere il problema. Quando si interviene forse molto spesso si ha la necessità di essere a conoscenza dei sistemi amministrativi. Chi non è stato amministratore di un ente locale - e qui di amministratori di enti locali ce ne sono stati tanti - probabilmente non si rende conto delle difficoltà che bisogna affrontare all'interno dell'ente locale per risolvere questi problemi. Vi racconterò, allora, un piccolo episodio che mi capitò quando fui Assessore dei Lavori Pubblici al Comune di Oristano.
In quel periodo, a seguito di un avviso di garanzia, venni rinviato a giudizio perché ritenuto responsabile dei danni subiti da alcune abitazioni a causa di un'alluvione. Si riteneva, infatti, che il dimensionamento delle fogne di quel tratto di città non fosse idoneo e soprattutto che la mancata esecuzione di opere di manutenzione ne avesse determinato, a causa dei fanghi, la loro ostruzione. Beh, sono stato ampiamente assolto perché dimostrammo in quella circostanza, non soltanto sotto il profilo politico, ma soprattutto sotto il profilo tecnico, che non ci può essere responsabilità per i danni causati da una precipitazione temporalesca di carattere straordinario quando le opere pubbliche sono state realizzate vent'anni prima o trent'anni prima. Lo sappiamo tutti benissimo che non si può calcolare un evento straordinario, non è materialmente possibile!
Quello che noi possiamo fare è, nella realizzazione delle opere pubbliche, solo ed esclusivamente utilizzare il buonsenso, cioè stabilire che probabilmente, com'è stato dichiarato da tanti geologi, a ridosso di un corso d'acqua non è molto prudente costruire. Su questo possiamo discuterne quanto volete, cari colleghi, ma non significa che tutte le opere e tutto ciò che è avvenuto prima sia da buttare via e sia comunque da condannare.
Allora, ritorniamo al tema della legge. Io ho sentito parlare addirittura di tropicalizzazione del clima regionale; il collega Pisu ha pronunciato un ragionamento più di carattere scientifico che tecnico, quindi slegato dall'argomento oggi in discussione. Assessore, abbiamo due aspetti da esaminare: uno è l'aumento della copertura finanziaria (perché non possono bastare 20 milioni di euro) e sono convinto che lei si farà carico di questo problema, e sono certo e ancora più convinto che in qualche modo troverete i finanziamenti. Il collega Pittalis ha citato i fondi per la pubblicità istituzionale; ecco, credo che questo sia uno dei modi più chiari per dimostrare la disponibilità e la garanzia per risolvere in tempi brevi lo stesso problema. Ma l'altro aspetto, quello che più ci preoccupa, effettivamente, è quello relativo alla gestione.
E' vero che dietro una situazione di calamità, una situazione difficile come quella che si dovrà affrontare adesso, dietro si nascondono sempre speculazioni, tentativi di speculazioni, tentativi di aiutare magari qualche amicizia più vicina, però non possiamo fermarci di fronte a ciò quando dobbiamo risolvere in tempi brevi i problemi. Allora, deleghiamo le Amministrazioni, deleghiamo gli enti locali, i Comuni, scriviamolo in legge, deleghiamo gli enti locali e trasferiamo loro le somme necessarie per risolvere nei tempi più brevi i problemi. Credo che sia solo questa la strada per attuare l'accordo tra maggioranza e opposizione, e credo che su questo noi siamo disponibili a dialogare e a trovare una soluzione. Non abbiamo nessuna necessità di fare né demagogia né tanto meno di essere ipocriti. Quando si vuole risolvere un problema ci si siede intorno a un tavolo e lo si risolve. Questa è l'Aula parlamentare della Regione Sardegna e questo la Regione deve fare, questo la Sardegna deve fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, colleghi, questo è uno di quei momenti in cui la gente, colpita o meno che sia dagli eventi catastrofici dei giorni scorsi, si aspetta segnali forti, ma soprattutto immediati e concreti dalla nostra azione politica. E' uno di quei momenti in cui ci si aspetta che la politica esca dal palazzo e vada a rendersi conto personalmente di ciò che accade, ma soprattutto è uno tra quei momenti dove ognuno di noi, tornando a casa propria la sera, deve sentirsi a posto con la propria coscienza, ben sapendo di aver fatto tutto ciò che era possibile fare.
Riconosco, Assessore, la tempestività dimostrata dalla Giunta nel mettere in campo risorse e nel predisporre un disegno di legge per gli interventi urgenti e l'autorizzazione della spesa, ma mi permetta di non potermi sentire completamente a mio agio nel tornare a casa questa sera a fine seduta e a legge votata, qualora dovessero restare inalterate le cifre indicate in legge. Chi tra di noi ha sentito la necessità di recarsi nelle zone colpite dagli eventi alluvionali della scorsa settimana non può non essersi reso conto della disperazione che si leggeva negli occhi della gente, non può non aver visto la devastazione all'interno delle abitazioni, l'accatastamento nelle strade, fuori dalle case, di mobili, materassi, elettrodomestici di assoluta necessità, per non parlare delle montagne di ricordi di vita pronti ad essere buttati nei sacchi dell'immondezza.
Rispetto ad altri eventi calamitosi, questa volta le aree interessate son ben delineate e le famiglie, per fortuna nella grande sfortuna, poche centinaia e tutte ben riscontrabili. Tutte e tutti aspettano un giusto intervento da parte di quest'Aula ben sapendo che mai e poi mai riusciranno ad avere ripagati in toto i danni subìti e ad ottenere la restituzione dei ricordi perduti. Ma certamente ciò che ci si aspetta è un livello di stanziamenti commisurato alla eccezionalità degli eventi. Non voglio parlare di cifre, Assessore, per non cadere nell'errore della rincorsa tra di noi a chi richiede di più, ma non posso esimermi dal far notare all'aula che i 12.000 euro proposti per il ripristino della situazione normale all'interno delle abitazioni siano una offesa ed una mortificazione. Si può e si deve fare di più, molto di più. Si deve sapere fin da subito quanto tra ciò che la Regione metterà in campo debba essere utilizzato per gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, compresi gli studi di settore da sempre forieri di laute parcelle, e quanto invece dovrà essere destinato al recupero della normalità della vita delle famiglie colpite.
Un'attenzione particolare inoltre merita la non cumulabilità degli interventi finanziari con i benefici derivanti da garanzia assicurativa, una norma troppo generica che rischia di procurare ulteriori danni. Sarebbe il caso di entrare più nel particolare e nel merito delle varie clausole assicurative. Un ultimo appunto va mosso sui finanziamenti per favorire la ripresa delle attività produttive: le somme indicate non possono essere definite congrue se non nel caso delle piccole imprese artigiane. Ci sono aziende, Assessore, che hanno subìto centinaia di migliaia di euro di danni, tutti documentabili attraverso fatture. Una delle cose che si potrebbe fare e che noi proporremo, nella speranza che venga accolto l'emendamento, è la non riscossione dell'IRAP per almeno qualche anno; questa è una cosa immediata che la Regione potrebbe fare direttamente o anche attraverso lo Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io cercherò di essere coerente con l'intervento che feci quando discutemmo, così a caldo, dell'evento alluvionale. Faccio solo una considerazione: la seconda ondata è molto più pericolosa della prima, e in questo caso la seconda ondata sono i fiumi di parole. I fiumi di parole sono molto più pericolosi dell'acqua che ha devastato la zona dell'hinterland cagliaritano. Nel corso di nove anni trascorsi in questo Consiglio sono stato chiamato a discutere tre interventi emergenziali per un totale di 250 milioni di euro e per la terza volta mi ritrovo a discutere di questi eventi, dell'emergenza. Forse è il caso che fin dalla prossima legislatura si pensi ad un testo unico per le calamità naturali, immediato, che possa essere immediatamente applicato in casi di questo genere.
Voglio comunque dare un mio personale contributo a quelle persone che oggi si trovano in uno stato veramente di difficoltà estrema, rinunciando al mio intervento e auspicando che si faccia in fretta e bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, così come i colleghi che mi hanno preceduto, anch'io vorrei intervenire brevissimamente per consentire poi l'esame degli articoli e degli emendamenti. Sottolineo ancora però che, complessivamente, dobbiamo dirlo alla fine di questa discussione generale, questo provvedimento, anche se tempestivo, presenta notevoli margini di miglioramento, e quindi evidentemente anche notevoli zone di assoluta incapacità a soddisfare i bisogni, le necessità che sono emerse in questo gravissimo evento.
Insisto ancora, così come ho fatto subito dopo le comunicazioni della Giunta, rese il giorno dopo l'alluvione, insisto ancora sul fatto che noi abbiamo di fronte diverse direzioni su cui lavorare. La prima è certamente quella del ristoro dei danni, che deve avvenire nella misura più congrua possibile, perché siamo tutti testimoni di danni gravissimi, consistenti, che se per alcuni incidono poco rispetto al loro reddito e alle capacità di ripresa della loro attività familiare o imprenditoriale, per altri invece l'incidenza è veramente enorme e con i massimali inseriti nella legge crediamo che difficilmente potranno trovare giovamento dall'intervento regionale a loro favore.
D'altro canto - è stato detto, ma bisogna veramente sottolinearlo pressantemente - noi dobbiamo far fronte, a seguito di questo evento, sia alle necessità immediate, sia soprattutto ad una necessità che guardi lontano, cioè che porti ad una vita il più possibile serena almeno riguardo alla possibilità del ripetersi di queste calamità con un intervento sistematico, ben studiato, circostanziato che possa realmente conferire un equilibrio al nostro sistema idrogeologico, soprattutto in quelle zone particolarmente a rischio.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LA SPISA.) E da questo punto di vista non si può non sottolineare che le risorse stanziate in questa legge sono veramente, a prima vista, con un primo calcolo anche approssimativo, assolutamente insufficienti. Assessore, io ho visitato ieri - e non era il primo punto che ho visto - la zona del Rio Fangario, zona di Cagliari che è stata colpita, marginalmente rispetto agli eventi alluvionali che hanno colpito il Comune di Capoterra, ma in quella zona insistono numerose attività produttive che hanno subìto danni gravissimi, che non sappiamo se verranno ristorati, e che si trovano a pochissimi metri da un canale che non è più un canale, che è una piccola traccia ricoperta di canne, fango, detriti di ogni tipo, su cui insistono opere che ne hanno modificato l'assetto con sbarramenti forse abusivi, con innalzamenti degli argini da una parte che poi fanno defluire l'acqua totalmente dall'altra parte.
Si tratta di una situazione assolutamente ingestibile nei tempi in cui viviamo, e le stime che mi dicono ha fatto il Comune di Cagliari prevedono soltanto per l'intervento su quel canale una spesa che si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Io non so se questo sia corretto oppure no, mi baso solo su dichiarazioni in qualche modo estemporanee, ma non credo siamo lontani dalla realtà. Se questo fosse vero, se cioè questi interventi importanti, strutturali fossero realmente indispensabili per dare certezza di vivibilità alle famiglie e alle imprese, facciamoli! Si tratta di un intervento che avrebbe un'importanza e anche una permanenza nel nostro sistema sociale ed economico ben più grande, ben più incisiva di qualunque altro intervento emergenziale.
In conclusione voglio aggiungere che ho notato che è stato presentato un emendamento della Giunta per istituire la direzione generale della Protezione civile della Regione Sardegna. Benissimo, può essere un primo segnale, mi sembra ancora poco però. Io non credo che per avere un moderno sistema di protezione civile basti istituire una nuova direzione generale. Questa direzione generale può servire per istruire le pratiche, anche per il ristoro dei danni, come voi avete scritto, però non vorrei che l'istituzione del servizio fosse finalizzata più a questo che all'organizzazione di un moderno, efficiente corpo di protezione civile. Perché noi abbiamo bisogno di questo, non abbiamo bisogno dell'ennesima struttura burocratica che si occupi, appunto, soltanto dal punto di vista amministrativo, di questi problemi, ma di un vero e proprio corpo di protezione civile che sappia coordinare le risorse, impartire indirizzi, predisporre un sistema sempre pronto ad intervenire nell'emergenza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intanto è la prima volta che parlo di questo evento, quindi devo esprimere il cordoglio mio personale e della Giunta, lo ripeto, per le vittime, perché ci sono state delle perdite di vite umane, e questo ci colpisce come ci colpì l'evento di Villagrande.
Ci ritroviamo dentro una grande emozione e partecipazione personale al lutto di famiglie che per una situazione climatica incredibile, rara direi, sono state strappate alla vita. Farò una premessa che un po' tutti avete fatto, e cioè che questo evento è un evento climatico così detto millenario, cioè un evento straordinario, perché, lo ripeto, nella sola Santa Lucia di Capoterra sono caduti in poche ore 276 millimetri di pioggia a fronte di una media di 400, 500 millimetri all'anno. Ma quello che colpisce è che gli strumenti della Regione hanno registrato, in un quarto d'ora, solo in un quarto d'ora, tra le sette e le otto, in quel sito 60 millimetri di pioggia; pensate, in un solo quarto d'ora! In un bacino di 12 chilometri quadrati vuol dire che in quel lasso di tempo si è verificato un deflusso di 4 milioni e mezzo di metri cubi di acqua; una quantità incredibile che non trova riscontro in tutta la storia della strumentazione pluviometrica della Sardegna.
Per offrirvi un dato di raffronto posso portarvi il caso di Villagrande che segnò in un'ora 120 millimetri di pioggia. A Santa Lucia di Capoterra, ma soprattutto a Capoterra, a Poggio dei Pini, tra le 7, 8 e le 22 sono caduti 148 millimetri di pioggia. Questo evento, come tutti sapete, come è stato già detto, ha creato una disastrosa conseguenza sul territorio: smottamenti, allagamenti delle case, perdite di vite umane. Un fatto estremo, un fatto inaspettato.
Si è detto in questa sede: la Protezione civile, l'allerta, i ritardi della Regione… francamente quando si citano le parole del sottosegretario Bertolaso occorre leggerle bene perché Bertolaso si è riferito, nella sua relazione in Parlamento, a un'allerta che la sera prima del 21 ottobre è stata diffusa, e riguardava tutto il territorio regionale, e in parte anche con una attenzione alla parte orientale e meridionale della Sardegna. Però, ci dimentichiamo di ricordare una cosa: io ho avuto conferma poc'anzi che questa allerta indicava una criticità moderata su tutto il territorio regionale, ma non c'erano in quel momento elementi di attenzione particolare, di allerta particolare. Anche l'altra sera sotto la diga ci si aspettava una grande pioggia, una grande precipitazione, e non c'è stata, la previsione meteorologica della Protezione civile è stata non adeguata alla realtà, non è stata effettuata una previsione puntuale.
Il professor Bertolaso ci ricorda che in Sardegna abbiamo un radar meteorologico importante e che se ne sta realizzando un altro che consentirà di ottenere una previsione in tempo reale con una precisione in termini di previsione molto più accentuata. Quello che questo evento ci porta a considerare è che senz'altro la prevenzione, l'allertamento e tutto il sistema di protezione civile deve rinforzarsi, irrobustirsi, perché questi eventi, che sono eventi millenari, come dicevo, ma tuttavia in gravità diversa si ripetono, devono avere, a livello regionale, a livello nazionale, una struttura integrata che garantisca la popolazione.
Devo dire che la sera stessa dell'evento la Giunta e l'Assessore dei lavori pubblici, oltre aver preso atto del grave danno nelle zone di Frutti d'Oro e di San Girolamo, hanno affrontato immediatamente - qui oggi non se n'è parlato ma è un'emergenza che ci ha impegnato e ci impegna ancora in queste ore - la situazione della diga di Poggio dei Pini (300 mila metri cubi di capacità di invaso) che per la forza dell'acqua che l'ha sormontata ha subìto dei danni nella parte del versante esterno tanto da renderla insicura. Insicura vuol dire che tutta la popolazione sottostante era a rischio di morte, nel caso in cui la diga collassasse. L'abbiamo quindi monitorata immediatamente e abbiamo chiesto al Comune che ordinasse lo sfollamento delle popolazioni sottostanti, e abbiamo attivato immediatamente, anche con l'aiuto della Protezione civile nazionale, ma soprattutto con l'aiuto della Regione Piemonte, un sistema di pompaggio attraverso potentissime idrovore per svuotare la diga. In queste ore, nel momento in cui parlo la diga è in fase di prosciugamento; oggi siamo scesi di altri due metri, credo che domani la diga sarà in condizioni di sicurezza. Questa è una operazione molto importante perché da alle popolazioni sottostanti una certezza nel dolore, nel bisogno e nelle gravi difficoltà in cui oggi si trovano le famiglie nella parte sottostante del versante a mare della zona di Poggio dei Pini, di poter operare con una maggiore serenità e sicurezza.
Dicevo che la Giunta ha operato immediatamente, dopo poche ore, approvando una delibera con cui stanziava le prime somme, 6 milioni e mezzo di euro, e varando il disegno di legge che poi è stato approvato dalla Commissione, ed è qui all'esame dell'Aula. Parimenti, la Giunta ha chiesto immediatamente al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di calamità naturale e la specifica ordinanza per stanzaire somme urgenti, attribuendo anche poteri straordinari al Presidente della Giunta come commissario straordinario. Sappiamo che l'ordinanza è in fase di predisposizione da parte del dottor Bertolaso, ne aspettiamo lo schema per poter accordare l'intesa prevista dalle leggi; con quell'ordinanza verranno stanziati 7 milioni.
E' precisato nell'intervento del sottosegretario Bertolaso in Parlamento che questo è un primo intervento finanziario, ma ne seguiranno altri. Io credo che il Governo nazionale debba farsi carico di un evento straordinario, di grandissimo impatto anche a livello nazionale, stanziando risorse maggiori di quelle che ha stanziato finora. Devo dire anche che nella serata di venerdì - perché questo non è conosciuto - il presidente Soru ha inviato al Governo nazionale e al presidente Berlusconi una richiesta formale di dichiarazione dello stato di emergenza. Lo ricordo perché nella lettura della relazione e della delibera di Giunta probabilmente ci sono state incomprensioni, forse anche per colpa dell'Assessore che di persona ha scritto quella delibera molto in fretta, quindi riconosco anche forse qualche imprecisione, ma ho citato alcuni comuni per dare le coordinate territoriali.
Non si intendeva in quella delibera esaurire l'elenco dei comuni colpiti. L'elenco dei comuni colpiti viene comunicato formalmente, ufficialmente al Governo dal Presidente della Regione la sera dello scorso venerdì e comprende: Cagliari, Capoterra, Assemini, Uta, Elmas, Sestu, Monserrato, Quartu Sant'Elena, Quartucciu e Selargius. Quindi abbiamo una serie di comuni ufficialmente riconosciuti, nei confronti dei quali l'Assessorato dei lavori pubblici, attraverso i suoi uffici tecnici, sta operando in questi giorni, dialogando con le Amministrazioni locali in contraddittorio e in collaborazione, devo dire, per l'accertamento dei danni subiti.
Le notizie che mi pervengono - ma devo dire che non sono esaustive, mi riservo di fornire dati più precisi nei prossimi giorni, dato che c'è negli accertamenti una evoluzione e anche un avanzamento delle verifiche tecniche - confermano che la maggior parte dei comuni, non accuserebbe danni alle infrastrutture, o perlomeno danni di rilevante entità a livello di infrastrutture. Invece grandi danni li ha subìti ovviamente Capoterra che è l'epicentro dell'evento e registra una situazione infrastrutturale di servizi gravissima, perché l'alluvione ha portato via sette chilometri di rete fognaria e questo vuol dire, a detta del sindaco, dieci mila persone senza fognature. Quindi si è venuta a creare una situazione di grandissimo allarme igienico.
E' stata ripristinata l'acqua nella parte alta di Poggio dei pini, mentre in grave situazione si trovano le popolazioni della parte bassa, di Frutti d'oro, perché sono tutte abitazioni che si approvvigionavano attraverso i pozzi artesiani. Questi pozzi artesiani sono inquinati e quindi le famiglie possono utilizzare l'acqua solo per l'igiene personale e non per uso potabile. Stiamo valutando con Abbanoa - e stasera credo che sia in corso una riunione in Presidenza della Giunta con i vari soggetti che erogano servizi - di collegare il torrino piezometrico vicino al fiume parallelo al Rio San Girolamo, il Masone Ollastu, con l'acqua potabile, per poter fornire l'acqua alle famiglie. Siamo stati sul posto e abbiano verificato i danni, abbiamo dialogato con le persone, siamo stati anche presenti costantemente sulla diga finché i lavori di pompaggio non sono andati avanti. Abbiamo anche disposto sulla diga un monitoraggio, ventiquattr'ore su ventiquattro, per individuare eventuali dissesti, ma crediamo che il problema della diga sia oggi in fase risolutiva.
L'evento. L'evento oggi avviene in un momento in cui la Regione ha uno strumento formidabile e forte che è il Piano di Assetto Idrogeologico. Non lo dimentichiamo - lo ricordava l'onorevole Ladu, e io ne do atto e non posso che darne atto - che il Piano è iniziato prima che noi andassimo al governo. Devo anche dare atto però, a me stesso e a questa Giunta, di averlo comunque approvato, pubblicato e reso esecutivo ed è un fatto di alto valore politico. Il quadro del territorio regionale è oggi mappato e rappresenta il riferimento sovraordinato su tutta la pianificazione regionale. Quel Piano impedisce - laddove il PAI ha evidenziato le zone a maggior rischio - che si possano realizzare costruzioni, o interventi, o urbanizzazioni che possano in qualche modo danneggiare gli esseri umani. E quel PAI, per questa Giunta, è il punto di riferimento per ogni atto di programmazione.
Si è detto, qui da più parti, che ci vuole un'inversione di tendenza, un'inversione di tendenza l'abbiamo fatta approvando il Piano di Assetto, che è un documento fondamentale, ma l'abbiamo fatto programmando le risorse della difesa del suolo, esclusivamente sulle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico, condensando gli interventi per entità finanziaria e per importanza sui centri abitati sulla base della densità della popolazione a rischio degli eventi che il PAI ha evidenziato.
Quindi, c'è una scelta di campo (la pianificazione, il piano di riferimento) e c'è una scelta di campo di proteggere le nostre comunità da eventi più acuti. Devo anche dire, e questo vorrei che fosse recepito perché è importante, che il PAI non è una prerogativa della Giunta che lo ha approvato, il PAI non è uno strumento che la Giunta tiene e governa come una cosa propria, il PAI è di tutti, il PAI è della Regione, il PAI è dei Comuni. E i Comuni nel PAI, nel Piano di Assetto Idrogeologico, hanno un ruolo fondamentale, lo diceva stamattina l'assessore Sanna quando parlava dell'urbanistica. I Comuni sono i soggetti principali perché il PAI prevede che non ci saranno nuovi Piani Urbanistici Comunali, non ci saranno varianti ai Piani Urbanistici Comunali se i Comuni non adotteranno gli studi di dettaglio del Piano d'Assetto Idrogeologico, stabilendo le aree a rischio di frana e a rischio di inondazione, individuando con studi approfonditi in quali aree non si potrà più costruire. Cioè dovranno integrare un PAI regionale che può essere anche a maglie larghe e potrà contenere, lo dico con molta serenità, anche errori di previsione in più e in meno. I comuni sono gli attori principali, credo che questo sia un concetto che dobbiamo ricordare.
Un giorno qualcuno mi disse che bisognava stringere un patto coi geologi; ma il patto coi geologi è già in corso, è già fatto, occorre che i Comuni si rendano conto del ruolo che essi svolgono nella tutela delle comunità e delle nostre famiglie. Quindi, partiamo da un documento fondamentale che dovremo chiaramente ancora aggiornare, ma i Comuni hanno in quel Piano una presenza importante.
Il territorio regionale è con il PAI un territorio molto vincolato; vi citerò solo alcuni dati: 26 mila ettari della nostra terra presentano un rischio idraulico, 124 mila ettari presentano un rischio di frana. Ecco, di questi, 6 mila 500 ettari presentano un rischio di frana acuto, quindi un grave rischio, e 13 mila ettari presentano un grave rischio idraulico. Occorre, quindi, trovare le soluzioni e intervenire in queste aree. Noi siamo intervenuti con finanziamenti importanti, io ho fatto un calcolo di almeno 100 milioni di euro; bastano o non bastano? Occorre spendere bene. Io ho detto prima come abbiamo programmato, vi dirò solo che ho trovato, in termini di strategie sulla difesa del suolo, risorse importanti del POR gestite con un bando a offerta pubblica dei comuni, con i comuni, cioè, che presentavano le loro proposte. Abbiamo avuto comuni esclusi per carenza di documentazione, abbiamo avuto una gestione burocratica del bando. Ecco, credo che la difesa del suolo non si gestisca con bandi pubblici, mettendo i comuni uno contro l'altro, ma si gestisca con atti di responsabilità diretta da parte di chi governa.
Allora, la legge, per essere breve, è una legge semplice di pochi articoli, molto snella, ed è una legge che presenta alcune carenze dovute anche alla velocità di presentazione, ma questo credo che rientri anche nella tecnica legislativa dei governi, anche in campo nazionale; i governi presentano e poi integrano ed emendano.
La legge si pone uno scopo fondamentale: la snellezza. Qui abbiamo sentito varie posizioni che si contraddicono, anche degli stessi Gruppi politici. Si è detto: la Regione è centralista, deve far fare ai comuni, ma sulla questione di Villagrande hanno fatto tutto i comuni. Io in quell'occasione feci una scelta chiarissima in cui tutte le procedure di spesa venivano demandate ai comuni. Allora, quando sento l'onorevole Pittalis, che spero mi ascolti, che dice che siamo in grave ritardo col pagamento, voglio rispondergli che non è vero! Sa perché non è vero - e glielo dico con tutta serenità anche se mi sto alterando - perché Galtellì è stato un caso limite e lei lo sa che io stesso mi sono impegnato.
Galtellì aveva un debito che non gli era stato riconosciuto dall'ambiente; disfunzioni burocratiche. Ma guardate che i 10 milioni di euro alle imprese e ai privati sono stati tutti pagati e saldati; non ci sono crediti sospesi per l'Ogliastra. Quindi, attenzione. Noi nel disegno di legge prevediamo 20 milioni, ma i fondi che abbiamo oggi a disposizione ammontano a 40 milioni di euro: abbiamo questi 20 milioni, abbiamo 7 milioni che stanzia il Governo con l'ordinanza in corso di emanazione, altri 7 che il Governo ci sta assegnando per la difesa del suolo e che noi destiniamo all'evento; abbiamo i 6 milioni e mezzo che abbiamo già stanziato quindi siamo quasi a 40. Allora io dico: attenzione, per noi è importante valutare i danni, calcolare i danni in modo serio, la finanziaria è alle porte, valuteremo i danni in questi giorni e in finanziaria, se è il caso, aggiorneremo le previsioni di spesa.
Tenete però anche conto che nel disegno di legge, per le opere di mitigazione, che sono importanti (perché in quel posto il fiume oggi non ha più un letto proprio si è slabbrato, quindi va immediatamente riportato in un alveo sicuro) ci rifacciamo ai fondi FAS, che sono fondi importanti. Quindi io credo che quando si approva una legge del genere l'emotività, e forse anche il facile successo politico, può spingere a stanziare i soldi immediatamente per poi dire "li stiamo dando". Noi invece siamo disponibili a dare, stiamo programmando una quota di risorse importanti e ne metteremo altre, io questo lo dico e credo che la Giunta assicuri questa dotazione finanziaria.
La velocità della spesa. Abbiamo precisato nell'emendamento che vogliamo pagare a chi ha diritto e a chi ha perso i beni mobili essenziali di prima necessità in 5 giorni. Forse abbiamo esagerato? Non lo so. Perché usiamo il Corpo forestale e il servizio civile? Perché vogliamo che vadano casa per casa e attraverso una strumentazione semplice di accertamento visivo verbalizzato stabiliscano se uno ha diritto o meno al contributo forfetario e paghiamo. Per ogni comune ci sarà mandato unico, con l'elenco dei creditori. Quindi non vogliamo complicare, vogliamo semplificare. Crediamo che le risorse stanziate siano in questa fase adeguate, si tratta di spenderle bene, si tratta di ben organizzare la macchina pubblica. Non esistono ricette per far si che la macchina pubblica improvvisamente funzioni meglio. Esiste una attenzione a livello di pianificazione delle procedure che ci consentirà di spendere questi soldi in tempi velocissimi.
Ci vuole una grande solidarietà, lo diceva l'onorevole Cugini, anche fra i comuni; è necessario attivare tutte le possibili collaborazioni fra comune e comune e noi crediamo che si possa anche valutare, nelle delibere di Giunta che stabiliranno le procedure, come questa collaborazione potrà essere attuata. Da tutti i vostri interventi emerge l'esigenza di fare in fretta e bene. Ecco, io questo voglio assicurarlo come Giunta, cerchiamo di fare in fretta e bene. Siamo coinvolti nell'evento anche sul piano, come dire, della sensibilità personale oltre che della sensibilità istituzionale, e credo che saremo a disposizione, anche con gli emendamenti che presenteremo, per migliorare la legge e per renderla più efficiente possibile.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti per dare la possibilità agli Uffici di sistemare le proposte emendative.
(La seduta, sospesa alle 19 e 14, viene ripresa alle 20.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, intervengo solo per dire che il nostro voto sarà favorevole, ma attendiamo l'esito dell'analisi degli emendamenti per il voto definitivo. Chiedo la votazione nominale sul passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cassano.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 69
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 68
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1 Interventi urgenti e autorizzazione di spesa1. Per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di ottobre 2008, nei comuni individuati con deliberazione della Giunta regionale entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è autorizzato lo stanziamento di euro 20.000.000 a titolo di integrazione dei finanziamenti che verranno disposti dallo Stato per le medesime finalità, con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri relativa alla dichiarazione dello stato di emergenza assunta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile).
2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento:
a) finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985, n. 28 (Interventi urgenti per le spese di primo intervento sostenute dai comuni, province e Comunità montane in occasione di calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche), e successive modifiche ed integrazioni;
b) finanziamenti ai comuni, alle province ed agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi, per la riparazione dei danni alle infrastrutture destinate a pubblici servizi;
c) contributi per il ristoro dei danni subiti dai privati e dalle imprese produttive a seguito dei danni recati dalla calamità naturale alle abitazioni e dalle infrastrutture produttive;
d) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi, da attuarsi anche attraverso le risorse FAS per gli anni 2007-2013, per la definitiva messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione, soprattutto quelle limitrofe ai corsi d'acqua caratterizzate da diffuse e consistenti urbanizzazioni.
3. Gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa.
4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate
dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2 nei limiti disposti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri relativa alla dichiarazione dello stato di emergenza assunta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992.
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Al punto c) del comma 2 dell'articolo 1, dopo le parole "… e alle imprese" la parola "produttive" è soppressa. (6)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia.
Il punto d) del comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (10)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Petrini - Cherchi Oscar - Contu - Ladu - Murgioni - Licandro - Cappai - Liori - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Lai Renato
Nel comma 1 le parole "è autorizzato lo stanziamento di euro 20.000.000" sono sostituite con: "è autorizzato lo stanziamento di euro 50.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
30.000.000
mediante utilizzo riserva per 6.800.000 dalla voce 3 TAB A e per la parte residua dalla voce 1 TAB B - Fondo nuovi oneri legislativi. (4)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
L'importo indicato nella settima riga del comma 1 dell'articolo 1, di 20.000.000 è sostituito dal seguente: "50.000.000"
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004
anno 2008 euro 30.000.000
In aumento
anno 2008 euro 30.000.000 (12)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Floris Mario - La Spisa - Vargiu - Ladu - Farigu - Artizzu - Atzeri - Maninchedda
Nell'articolo 1, comma 1, l'importo di "20.000.000" è modificato in euro "50.000.000"
Nell'articolo 2, comma 1 l'importo di "20.000.000" è modificato in euro "50.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
euro 6.000.000 dalla voce 3 della tabella A del FNOL;
euro 14.000.000 UPB S01.03.002 - Pubblicità istituzionale
euro 10.000.000 dalla voce 1 della tabella B del FNOL. (26)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
All'articolo 1, al comma 2, lettera d) le parole "bacini idrografici" sono sostituite dalle seguenti: "delle aree dei bacini fluviali costieri con foce compresa tra i rii Masoni Ollastu - San Girolamo a ovest e il rio Is Cungiaus a est.". (15)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro le parole "fino al massimo di euro 30.000" sono soppresse. (22)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Murgioni - Ladu
Nel comma 4 dell'articolo 1 la lettera a) è sostituita dalla seguente:
"a) contributo a fondo perduto, ai privati per gli interventi di ripristino, manutenzione straordinaria, consolidamento delle unità immobiliari danneggiate sino al 90 per cento della spesa, calcolata sulla base del prezziario regionale, per un importo massimo non superiore a euro 30.000. (24)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Pileri - La Spisa - Pittalis - Petrini - Sanjust - Contu - Licandro - Cherchi Oscar
Nel comma 4 dell'articolo 1, nella lettera b), la frase: "contributo ai privati, a fondo perduto per il ristoro del danno subito dai beni immobili di prima necessità, sino all'importo di euro 12.000, di cui euro 2.000 per l'autovettura danneggiata" è così sostituito: "contributo a fondo perduto ai privati, per il ristoro del danno subito dei beni immobili di prima necessità comprese automobili e motocicli, sino all'importo di euro 20.000". (19)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro la cifra "20.000" è sostituita da "25.000". (21)
Emendamento all'emendamento numero 17 aggiuntivo Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro dopo la parola finanziamenti è aggiunta la parola "a fondo perduto". (20)
Emendamento all'emendamento numero 17 aggiuntivo Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Pileri - Pittalis - Petrini
Alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Alle imprese colpite dagli eventi alluvionali può essere concessa la sospensione dei pagamenti dell'IRAP per tre anni successivi alla data dell'evento calamitoso". (18)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Il comma 4 dell'articolo 1 è così sostituito:
"4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori regionali competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2, fatti salvi i parametri di aiuto stabiliti dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 dell'articolo 1, entro i seguenti limiti d'importo:
contributo ai privati, a fondo perduto, per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate, sino al settanta per cento della spesa e per un importo massimo non superiore a euro 20.000;
contributo ai privati, a fondo perduto, per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità, sino all'importo di euro 12.000, di cui euro 2.000 per l'autovettura danneggiata; tale contributo è forfetariamente determinato in base alle perdite subite classificate, per gravità, secondo tre livelli di valore. A tale classificazione provvede d'ufficio il Servizio della protezione civile della Regione, in base agli accertamenti d'ufficio disposti avvalendosi anche degli elenchi predisposti dai comuni interessati. La Regione provvede, per ciascun comune ed entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'erogazione cumulativa dei contributi con uno o più mandati di pagamento collettivi, intestati ai creditori presso l'istituto bancario della tesoreria regionale;
a) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive, commerciali, artigianali, professionali e di servizi e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture, macchinari e attrezzature, fino al massimo di euro 30.000, per un importo che non può superare, per il finanziamento per le strutture, macchinari ed attrezzature, il 70 per cento della spesa.". (17)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Dopo le parole indicate nel comma 2 "destinato alle seguenti tipologie di intervento" sono inserite, prima della lettera a) le seguenti parole: "nella misura del 20 per cento, 20 per cento, 40 per cento, 20 per cento per le lettere rispettivamente a), b), c), e d). (14)
Emendamento aggiuntivo Biancu
Alla lettera d) del comma 2 dopo le parole "a maggior rischio di inondazione" sono aggiunte le parole "anche valutando la possibilità di piani di delocalizzazione degli immobili a maggior rischio idrogeologico". (23)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Petrini - La Spisa
All'articolo 1, comma 2, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
"d bis) contributo ai familiari delle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 da attingere dai fondi previsti nella legge in esame, di euro 30.000. (27)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu - Serra - Salis - Caligaris - Pacifico
Dopo il comma 3 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. I finanziamenti ed i contributi di cui alle lettere b) e c) del comma 2, ovvero i finanziamenti per le infrastrutture civili ed i contributi di ristoro danni alle popolazioni, sono da effettuarsi entro il termine massimo di novanta giorni dalla data di approvazione della presente legge, secondo le modalità seguenti:
a) tramite anticipazione almeno nella misura minima del 60 per cento del dichiarato con specifica auto-certificazione dagli aventi titolo, previa verifica di massima sulla congruità della richiesta a cura delle strutture competenti nelle procedure di risarcimento;
b) con successivo eventuale saldo sulla base delle attestazioni prodotto della spesa effettivamente sostenuta. (1)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato
Dopo il comma 3 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente:
"3 bis. I finanziamenti ed i contributi di cui alle lettere b) e c) del comma 2, ovvero i finanziamenti per le infrastrutture civili ed i contributi di ristoro danni alle popolazioni, sono da effettuarsi entro il termine massimo di novanta giorni dalla data di approvazione della presente legge, secondo le modalità seguenti;
1) tramite anticipazione almeno nella misura minima del 60 per cento del dichiarato con specifica auto-certificazione degli aventi titolo, previa verifica di massima sulla congruità della richiesta a cura delle strutture competenti nelle procedure di risarcimento;
2) con successivo eventuale saldo sulla base delle attestazioni prodotte della spesa effettivamente sostenuta." (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa doveva essere una "leggina" che bisognava approvare in fretta e furia nel giro di alcune ore, invece ha dato vita a un dibattito approfondito che è stato, secondo me, utile, e, adesso, dobbiamo votare gli articoli e gli emendamenti, per vedere un po' se riusciamo ad essere coerenti rispetto a quello che abbiamo tutti quanti detto. Cioè, noi ci troviamo di fronte all'ennesimo evento calamitoso, che colpisce questa volta il territorio di Capoterra. E' successo in Italia tante volte, qualche volta si è anche individuata la responsabilità gravissima delle Amministrazioni pubbliche che erano preposte alla vigilanza delle azioni dell'uomo, qualche altra volta non è stato affatto individuata, e, quando si tratta di risarcire danni bisogna ricordarsi che la collettività è organizzata in Stato, anzi, ormai, con la nuova stesura del Titolo V della Costituzione, la Repubblica è organizzata in Stato-Regioni-Province-Comuni, e queste articolazioni hanno nella gestione, nel governo del territorio, altissime responsabilità. Se succede un danno, questo danno dev'essere risarcito.
A questo punto scatta il processo di moralizzazione dell'intervento pubblico, cioè, uno Stato, una Regione, un Comune che si è poco preoccupato se si costruiva nell'alveo di un fiume, determinando i danni, determinando i lutti, poi, si scopre moralizzatore. E dove si scopre moralizzatore? Nel risarcimento dei danni ai colpiti. E allora, lì bisogna stare attenti, lì bisogna individuare strutture, lì bisogna individuare procedure, lì bisogna individuare percorsi che non consentano frodi, che non consentono che si dichiari il falso, che si aveva un televisore al plasma o un frigorifero ultima versione, perché se no si possono percepire indebitamente 500 euro in più di risarcimento. Stiamo parlando di alcune migliaia di euro, inadeguate e insufficienti rispetto a chi ha ricevuto danni alle aziende, rispetto a chi ha ricevuto danni alla casa, rispetto a chi si è comprato con fatica gli arredi.
Ognuno di noi ha due mobili in casa e sa quanto costa un armadio. Se va in un negozio di mobili vedrà che un armadio quattro stagioni costa 5 mila euro, 4 mila euro, una cucina 10, 12 mila euro; questi sono i prezzi. E quando stimiamo la misura del danno, cosa scopriamo? Che vanno bene anche un massimo di 12 mila euro, però, con tre classificazioni, verificando che uno prenda 4 mila, se ha perso solo la camera da letto, se è andato distrutto anche un pezzo di cucina, 6 mila, e questo compito a chi lo assegnamo? Alla Protezione civile, quella che deve proteggere e che, invece, che cosa fa? Operazioni di "valutazione arredi", di persone che hanno subito danni tragici, che si sono ritrovate in mezzo alla strada, portate via dall'acqua, con tutti i loro affetti massacrati; beh, io, su questo terreno di moralizzazione, lo devo dire, non ci sto, fossi anche l'unico che si sollevi e dica che non ci sta.
Noi dobbiamo trovare una stesura che garantisca l'immediato contributo, in misura appena appena - perché sappiamo già che non riusciremo a coprire tutti i danni - appena appena accettabile, senza impastoiare le procedure di una macchina inefficiente, scadente, di cui io mi vergogno, come quella dell'Amministrazione pubblica, anche quella regionale. Una macchina inefficiente non perché ci siano i fannulloni che richiama Brunetta, ma perché ci sono i Brunetta che da decenni non sono in grado di organizzare la pubblica amministrazione. Io mi rifiuto di pensare che si possa fare moralizzazione attraverso un percorso ad ostacoli, nei confronti di chi ha subito quello che ha subito in questi giorni. Per cui, lo sforzo che chiedo - lo dico alla Giunta come lo dico ai colleghi, perché questa è una legge che dev'essere condivisa da tutta l'Aula - è quello di impegnarci a trovare una stesura di questi articoli, soprattutto quelli che intervengono sul danno, che sia fuori dalle procedure burocratiche farraginose, di cui solo noi siamo capaci quando si tratta di risarcire un danno, fuori dalle pretese di moralizzazione, che fanno si che trattiamo quelli che hanno bisogno sempre come ladroni, e quelli che non ne hanno, di bisogno, quelli che stanno con i piedi al caldo, sempre come grandi personaggi a cui bisogna affidarsi.
Noi chiediamo l'autocertificazione - lo dica l'assessore Mannoni, perché è componente della Giunta - noi chiediamo l'autocertificazione nella circolare sullo sportello unico per le attività produttive, anche per costruire palazzi di civile abitazione, sulla scorta di un'interpretazione tutta originale del consulente dell'Assessore dell'industria, e poi, al disperato che deve recuperare 10 mila euro di mobili distrutti, invece gli dobbiamo mandare i "carabinieri" della Protezione civile; questa impostazione è da rigettare, perché è moralmente inaccettabile! Contraddittoria e inaccettabile!
Quindi, vanno eliminate tutte queste pastoie, va ricondotta a semplicità la procedura, devono essere stabiliti massimali e trattati i privati come le aziende, perché privati sono gli uni e privati sono gli altri, alcuni titolari di attività produttive, altri titolari della propria esistenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo di potermi trovare pienamente d'accordo con quanto esposto dal collega Uras poc'anzi, e i nostri emendamenti, che riprendono un po' la proposta presentata dal collega Uras in Commissione e ripresentata in aula, per certi versi sono in linea. Vorrei soffermarmi poco, perché, ripeto, il nostro atteggiamento nell'esame di questo disegno di legge è orientato al massimo pragmatismo e, quindi, a dare il nostro contributo in maniera celere e chiara, anche se riteniamo, come già detto in precedenza, che sia opportuno soffermarsi più a lungo (o meglio: quanto necessario) per definire un testo di legge unico per fronteggiare tutte le emergenze, non solo la presente, e che rappresenti uno strumento da mettere subito a disposizione della Giunta per gli interventi di prima necessità e non solo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, viene proposta la cancellazione della parola "produttive" riferita alle imprese, perché lasciando questa parola, a nostro avviso, molte imprese potrebbero essere escluse dagli interventi.
Il secondo emendamento, invece, nasce da un nostro dubbio, nel senso che cancellare la lettera d) per gli "interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio", a nostro avviso, appesantisce la legge. Questo tipo di interventi, infatti, possono essere attivati e programmati dalla Giunta e dagli enti locali utilizzando altre disposizioni di legge - e purtroppo ne abbiamo approvate tante, alcune richiamate anche dalla Giunta poc'anzi - sull'assesto idrogeologico, senza che queste somme vadano a incidere sui 20 milioni destinati all'emergenza, perché se iniziamo a finanziare studi, iniziamo a finanziare interventi, per certi versi secondari rispetto all'emergenza, credo che rischiamo di appesantire la legge. Gli interventi previsti nella lettera d) possono essere effettuati con altre norme che sono già in essere, che sono già state approvate da questo Consiglio e quindi potremo alleggerire la spesa di 20 milioni da ulteriori interventi che non sono destinati a chi in questo momento ha più bisogno.
Come ho detto e ripetuto, riproponiamo gli emendamenti proposti dai colleghi della Rifondazione Comunista perché li condividiamo nella totalità, ad eccezione del richiamo alla nomina di un commissario straordinario. Noi ritroviamo, infatti, già nella norma della statutaria questa possibilità, pertanto richiamiamo nel nostro emendamento l'articolo della statutaria, riproponiamo la nomina di un delegato del Presidente della Regione come già previsto nella stessa legge numero 1 del 2008, dove si prevede che il Presidente possa nominare uno o due delegati, anche a tempo, e con incarichi particolari, per il tempo necessario per risolvere l'evento o per risolvere e per portare a termine l'incarico. Quindi, non c'è nessuna necessità di proporre nuovi commissari straordinari; c'è già, infatti, l'articolo 18 comma 2 della legge statutaria numero 1 del 10 luglio 2008.
Gli altri emendamenti, compreso quello che si propone di rimpinguare il fondo da 20 a 30 milioni di euro, richiamano l'attenzione di questo Consiglio - qualora questo Consiglio volesse essere attento - sulla necessità di ritrovare altri fondi. Per una parte noi indichiamo nel fondo nuovi oneri legislativi la dovuta copertura, ma per gli altri 14 milioni di euro indichiamo il fondo residui della pubblicità istituzionale. Credo che questa Regione, in questo momento, possa rinunciare a una parte cospicua dei fondi destinati alla pubblicità istituzionale per finanziare un'emergenza. Credo che possiamo fare a meno di qualche spot, possiamo fare a meno di qualche cartellone, possiamo fare a meno di qualche pubblicità che in questo momento sicuramente sarebbe come un pugno nell'occhio se noi andassimo a proporre, per esempio, l'immagine della regione Sardegna nei muri di Capoterra. Sarebbe più opportuno poter invece contribuire con quei fondi alla ricostruzione dei muri di Capoterra. Perciò, recuperiamo quantomeno 14 milioni di euro la copertura finanziaria dai fondi destinati alla pubblicità istituzionale.
Per concludere, diamo anche il nostro assenso alla proposta di Commissione di inchiesta, come abbiamo dato assenso alla proposta di Commissione di inchiesta in altri casi (leggasi Tuvixeddu, leggasi Saatchi & Saatchi) considerando la Commissione d'inchiesta non una Commissione giudiziaria. La Commissione di inchiesta deve sì eventualmente identificare le responsabilità del passato e del presente, ma deve anche contribuire con il suo lavoro a indicare al Consiglio e alla Giunta le storture che bisogna correggere anche dal punto di vista legislativo perché i nostri interventi raggiungano l'obiettivo nei tempi e nei modi che vengono indicati dalle leggi stesse. Questa è la funzione della Commissione d'inchiesta; è una Commissione ispettiva, certo, perché bisogna conoscere le motivazioni e bisogna proporre. Magari potrebbe essere la stessa Commissione di inchiesta ad arrivare alla conclusione di proporre un testo completo per dare risposte alle varie emergenze ormai calendarizzate nell'attività del Consiglio regionale della Sardegna.
Ma c'è un'altra risposta che può dare la Commissione di inchiesta e non è, continuo a dire, una risposta di tipo giudiziario, non dobbiamo sicuramente emettere delle sentenze, non dobbiamo proporre restrizioni carcerarie per nessuno, dobbiamo semplicemente cercare di ricostruire tutto ciò che è necessario perché quanto avvenuto nell'ultima occasione, ma anche nelle precedenti, non si ripeta. Magari arrivare anche a quelle conclusioni di coraggio che da alcuni sono state richiamate in quest'Aula, avere il coraggio di dire che nell'alveo del fiume non si può costruire, che non si possono costruire neanche gli asili come è successo, per esempio, in quel di Capoterra. Perciò la stessa Amministrazione comunale, Amministrazione pubblica ha costruito nell'alveo del fiume, non solo il privato! Allora, qual è la soluzione? Non costruire degli argini intorno all'asilo, non costruire degli argini intorno alla casa, non costruire degli argini intorno alle imprese o agli opifici delle imprese, ma - operazione coraggiosa - cancellare questi edifici e ricostruirli altrove.
Sono sicuramente situazioni difficili e decisioni difficili che chi è affettivamente legato al posto, al territorio, al paese non potrà prendere, ma sono anche decisioni di responsabilità che chi ha il compito di amministrare la cosa pubblica deve saper assumere. E' peraltro una posizione e decisione che può venir fuori come proposta unitaria dalla Commissione d'inchiesta, in modo che non ci siano strumentalizzazioni di sorta, in modo che il passato, che rappresenta un neo nella coscienza nell'applicazione delle stesse leggi da parte degli amministratori locali e non solo, venga cancellato per sempre e che non si continui, anche in futuro, a guardare il cielo per sapere se ci manderà quella goccia d'acqua in più che potrà riportarci in quest'Aula a discutere di nuove emergenze, di nuovi morti e di nuove aziende in crisi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto condivido le valutazioni che sono state espresse dall'onorevole Uras, ritengo però che sia particolarmente sorprendente che, dopo una giornata trascorsa in aula stamattina in attesa della conclusione dei lavori della Commissione, poi per l'elaborazione di questi emendamenti si arrivi a quest'ora a dover ancora approfondire. Credo, Presidente, sia opportuno - e lo dico veramente con una nota di buon senso - se è necessario verificare ancora qualcosa, farlo in termini oggettivamente condivisibili e eventualmente rimandare i lavori a domani mattina, perché si stanno creando le precondizioni per far sì che questa legge alla fine non si capisca bene dove voglia arrivare.
Abbiamo dichiarato tutti che è necessario sburocratizzare, che è necessario semplificare, che è necessario fornire delle garanzie. Se questi sono i presupposti allora bisogna che prevalga il buon senso e a questo punto non accettare sospensioni per dieci minuti, perché non aiutano, ma decidere serenamente di rivedere le questioni con un po' più di calma e licenziare il provvedimento domani mattina in serenità. Altrimenti l'approfondimento che è stato fatto e l'evidenziazione del dramma che stanno vivendo nei territori diventano un discorso senza fondamento.
Se necessario, Presidente, avanzo formalmente la proposta all'aula perché mi sembra che stasera non si possa procedere in modo da trovare tutti la condizione migliore perché questa legge diventi veramente un provvedimento ampiamente condiviso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io condivido le considerazioni che sono state espresse or ora dalla collega Caligaris, e credo che rappresentino un po' il sentire comune di tutto il Consiglio. Mi sembra, infatti, che nei ragionamenti dei colleghi sia emersa in maniera chiara una serie di "paletti" fondanti per andare a licenziare questa legge. E i paletti sono i seguenti: nessuno di noi vuol mettere il cappello su idee geniali da inserire all'interno della legge che nessuno di noi ha la pretesa di scavalcare, dimostrando di essere più bravo, qualche consigliere o qualche parte politica nell'avanzare una proposta che possa essere superiore rispetto a quella che l'intero Consiglio intende condividere per il risarcimento dei danni alle famiglie; tutti quanti riteniamo opportuno che l'azione di risarcimento sia quanto più rapida, quanto meno burocratica possibile e quanto più orientata a risarcire danni realmente verificatisi all'interno delle famiglie; tutti quanti riteniamo che tutto ciò che possa costituire un appesantimento della legge debba essere rinviato a un momento successivo.
Un appesantimento, io considero, per esempio, la lettera d) del comma 2 dell'articolo 1, per la quale se non ci fosse stato un emendamento ad hoc presentato dai colleghi dell'U.D.C. avrei chiesto la votazione separata. Gli interventi di sistemazione del riassetto idrogeologico, infatti, li possiamo prevedere anche tra quindici giorni con una legge autonoma che abbia finalità differenti rispetto a questa che ha - lo ripeto e lo ribadisco, e mi sembra che sia un'opinione condivisa dall'aula - la finalità di dimostrare alla gente che in questo momento è disperata, che il Consiglio regionale è disperato, nel senso che condivide la disperazione e che tutto quello che può fare per dare un senso alla disperazione che sia invece un senso di speranza e un senso di solidarietà, intende farlo. Poi, la verifica del perché si sia costruito sul greto del Rio San Girolamo la facciamo fra sei mesi; non è urgente.
La verifica degli interventi di sistemazione e di riassetto idrogeologico, insomma, la potevamo fare quando c'è stata l'alluvione di Villagrande. Allora avevamo deciso che avremmo dovuto effettuare una serie di interventi concreti; è passato qualche anno, probabilmente non sono interventi che debbono essere eseguiti nei prossimi sette giorni.
La costituzione di autorità che possano in qualche maniera vigilare oggi e in futuro attraverso l'istituzione di direzioni generali della protezione civile della Sardegna è sicuramente un'esigenza che gli eventi dei giorni scorsi hanno sottolineato essere urgente, ma non è detto che la dobbiamo "infilare" in questa legge, dove invece noi vogliamo dare un segnale univoco e immediato dell'intero Consiglio, che è quello del ristoro di un danno subìto dalle popolazioni e della vicinanza dell'Assemblea regionale alle popolazioni colpite. E' per questo, colleghi consiglieri, che io credo che lo spirito dell'emendamento della Rifondazione Comunista e di altri colleghi del centrosinistra, accolto integralmente dai colleghi dell'U.D.C. che hanno presentato un emendamento assolutamente analogo, cioè quello fondato sull'autocertificazione, sia sostanzialmente lo spirito su cui l'intero Consiglio converge. Se poi siano le parole contenute all'interno dell'emendamento quelle che rappresentano la maggior giustizia possibile, cioè quella che noi vorremmo, non lo so.
In altre parole, collega Uras, collega Capelli, colleghi del Consiglio, noi vorremmo che i danni subìti realmente dalle famiglie fossero risarciti subito nel modo più ampio possibile, senza discussioni e senza lungaggini. Vorremmo ovviamente che le somme fossero destinate a chi i danni li ha subìti sul serio, quindi vorremmo che ci fosse una vigilanza sulle autocertificazioni affinché non si verifichino quei fenomeni veramente vergognosi di sciacallaggio che altrimenti potrebbero verificarsi. Però il timore dello sciacallaggio non ci porterà certo ad individuare un meccanismo che ci consentirà di non rifondere, di non risarcire i danni a chi li ha subiti, per tre anni, per cinque anni, per dieci anni. Ci mancherebbe altro! Se noi non abbiamo una struttura di vigilanza che ci consenta di verificare le autocertificazioni, meglio che ci sia uno sciacallo ogni cento risarciti che non che ci siano novantanove persone che hanno subìto il danno e che non vengono risarcite.
Quindi, io non so se dal punto di vista tecnico - legislativo le cose che sono state scritte all'interno dell'emendamento sull'autocertificazione siano quelle che rendono più facile, più immediato, più pronto l'intervento di ristoro che il Consiglio regionale ha, in maniera forte, detto di voler approvare durante la discussione della legge in quest'Aula e durante la sua preparazione in Commissione, però sicuramente se non sono quelle le parole ne devono essere trovate altre che abbiano poi un riscontro di identica o migliore efficacia, perché le parole contenute nell'emendamento sono il riassunto dello spirito con cui il Consiglio regionale sta affrontando la discussione su questa legge. Non vorremmo approvare una legge che serva alle strutture burocratiche solo per impiegare personale a lavorare dal punto di vista burocratico su come si debba offrire ristoro alle popolazioni colpite dall'alluvione, ma vorremmo approvare una legge che dia immediato ristoro alle popolazioni che in questo momento stanno soffrendo per gli eventi alluvionali.
Io credo che le parole della collega Caligaris siano le parole di maggior saggezza oggi pronunciate; mi sembra che gli emendamenti tendano a scrivere una legge per parti importanti diversa da quella uscita dalla Commissione; credo che se ci fosse la volontà e la possibilità di ragionare sugli emendamenti per arrivare ad una condivisione generale del testo finale (condivisione generale nascente dalla consapevolezza di tutti i consiglieri che quel testo risponde meglio alle esigenze che vogliamo raggiungere) forse sarebbe la scelta migliore per arrivare ad approvare non una leggina, ma una buona legge sul tema specifico in discussione.
Quindi non una legge che pretenda di risolvere tutti i problemi dell'assetto idrogeologico sardo o di porne le condizioni per la soluzione, perché non è il momento e non c'è stato l'approfondimento necessario, ma una legge buona perché in questo momento le popolazioni chiedono di essere al loro fianco nel manifestare la solidarietà per quello che hanno perso, per quello che purtroppo lo stanziamento economico che stiamo approvando non potrà restituire loro, ma almeno potrà essere una goccia importante per ricreare un clima di speranza laddove oggi c'è soltanto disperazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, mi rivolgo direttamente a lei per esprimere una mia impressione, e premettendo che spero di sbagliare, questa impressione voglio portarla alla considerazione dei colleghi.
La mia impressione è che guardando i primi emendamenti all'articolo 1 il Consiglio regionale invece di convergere rischi di dividersi e di venir meno a quello spirito positivo che ha caratterizzato la discussione di questa mattina e anche della settimana passata. Il rischio è che vengano meno i riferimenti principali che abbiamo proposto all'attenzione del Consiglio. Ci sono emendamenti che - io uso un termine, per farmi capire, che è forte - hanno natura concorrenziale. Se io dico "10", l'altro dice "20". Così non si approva una legge importante e delicata come questa; non è il principio al quale ci siamo richiamati. C'è bisogno di una legge del Consiglio regionale, che determini convergenza tra i diversi gruppi del Consiglio regionale, non che determini concorrenza e divaricazione. Ci saranno altre occasioni, ma non diamo quest'idea.
Presidente, io credo che lei debba fare uno sforzo straordinario, aggiungo che forse neanche le compete, per la funzione terza che lei qui deve svolgere. Però, o i Capigruppo del Consiglio regionale trovano una forte convergenza sullo spirito di base di questa legge, oppure noi non riusciremo ad uscire dall'Aula con un provvedimento apprezzabile. Usciremo con un provvedimento non apprezzabile, non unitario, un provvedimento di divisione, e noi abbiamo detto tutti che non c'è bisogno di questo.
E allora, nessuno si deve innamorare dei propri emendamenti, e neanche la Giunta deve pensare di imporre, in questa fase, un'idea che non rispecchi la volontà del Consiglio. Io penso che non sia giusto, penso che ci sia un'altra strada da percorrere. Sarà pure per influenza di gli eventi internazionali, ma il collega Vargiu, che è un liberale, ha giustamente fatto proprie le considerazioni della collega Caligaris, che è una socialista, sulla funzione pubblica in situazioni drammatiche come queste. E allora, io credo che i Capigruppo, quelli della minoranza e quelli della maggioranza, debbano prendere gli emendamenti, le proposte della Giunta, e riscriverle insieme, non presentando singoli emendamenti in concorrenza tra loro. Ci sono colleghi che hanno firmato una cosa e l'opposto dell'atra, pur di mettere una firma. Poi, ognuno è libero di firmare quello che vuole chiaramente, per carità, ma io sto richiamando un'altra esigenza, collega Capelli, quella a cui anche lei ha fatto riferimento quando è intervenuto.
Perché dobbiamo dare questo segnale? Perché non dobbiamo essere coerenti con i ragionamenti che abbiamo fatto? Io sono per un'alta coerenza e una coerenza convergente. E non lo dico perché, insomma, nella discussione che stiamo facendo si rischia di bisticciare per chi vuole dare le mille lire e per chi le vuole togliere. Io, invece, penso che siccome siamo in presenza di un'emergenza, occorre dare una risposta unitaria. Poi capisco che ci sono famiglie benestanti e famiglie che benestanti non sono, ma questo è un aspetto che esamineremo nella seconda parte dell'intervento.
Io concludo presidente Spissu, dicendo che sono favorevole a che i Capigruppo, la Giunta, dietro sua iniziativa (pur comprendendo che non sia tenuto, che la sua funzione sia un'altra) si adoperino per trovare un punto di convergenza. Facciamo una legge di tutti, facciamo una legge del Consiglio, perché di questo c'è bisogno, gli altri aspetti avremo occasione di affrontarli successivamente.
Per quanto riguarda la Commissione speciale, che Uras propone con un emendamento, io mi sono dichiarato d'accordo, ma non perché voglio mettere insieme dieci ispettori di polizia del Consiglio regionale, per verificare chi sa che cosa, ma come strumento di aiuto, contributo, partecipazione, presenza, riferimento per quelle popolazioni. Una Commissione dove siano presenti tutti. Se invece dobbiamo istituire una Commissione per processare qualcuno, non rientra nella nostra competenza, non la voglio così e non la vorrei così.
Insomma, colleghi, facciamo uno sforzo unitario, facendo prevalere da parte di tutti quel riferimento al quali ci siamo richiamati in questi giorni. Può essere che la maggioranza, costretta, poi voti come deve votare la maggioranza, ma io vorrei che la maggioranza (che parte dalla collega Lanzi, al collega Cuccu in fondo) trovasse quel punto d'incontro, del quale c'è bisogno in questa situazione. Presidente, veda lei come può fare, io ho indicato una strada, che è quella che i Capigruppo diventino davvero un riferimento di tutta l'Aula, e si costruiscano le risposte e le soluzioni unitarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io interverrò molto brevemente, anche perché già da stamattina abbiamo detto che abbiamo l'onere di fare in fretta; di fare in fretta, però di fare anche bene. Mi sembra che tra gli emendamenti che sono stati presentati, soprattutto tra gli emendamenti che sono stati presentati dalla maggioranza, e in parte anche dai gruppi della minoranza, non ci siano contrapposizioni, divergenze insanabili. Io credo che ci sia possibilità di convergere tra le diverse proposte; anche ascoltando con attenzione l'intervento del collega Uras prima, e adesso del collega Cugini, credo che questa possibilità, se si ragiona soprattutto attorno al punto fondamentale, ci sia. Il punto fondamentale è il danno, fino a quanto si può intervenire, e soprattutto quali sono i tempi, quali sono le procedure accelerate per poter ristorare i cittadini danneggiati. Io credo che mettendo assieme gli emendamenti numero 1, 8, 17, 20 e 21 (a proposito di quest'ultimo vorrei far notare che per errore è stata indicata la lettera c) in luogo della lettera a)), assumendo come base l'emendamento numero 17, presentato dalla Giunta, e raccogliendo i contenuti degli emendamenti che ho citato prima (che provengono non solo dalla maggioranza, ma anche dal collega Uras, dall'opposizione, dal collega Capelli) si possa trovare una soluzione che soddisfi le diverse parti politiche.
In particolare portando da 20 a 25 mila l'importo del contributo massimo concedibile per quanto riguarda gli interventi alle unità immobiliari, portando da 12 mila a 15 mila i rimborsi per quanto riguarda i beni mobili indispensabili, comprese le autovetture, eliminando anche tutte le procedure e prevedendo soltanto un'autocertificazione da parte dei cittadini che sono stati danneggiati, e quindi attraverso una riscrittura del testo che tenga conto di tutti questi elementi, credo che si possa arrivare ad una soluzione rapida, che dia una risposta convergente a tutte le osservazioni contenute nei diversi emendamenti che sono stati presentati. Quindi, attraverso una riscrittura dell'emendamento numero 17, che tenga conto degli emendamenti 1, 8, 20 e 21, credo che si possa riuscire, anche molto velocemente, ad arrivare ad un testo condiviso.
PRESIDENTE. Concordo con l'esigenza di approvare una buona legge, di approvarla con la rapidità necessaria, perché i propositi che questa legge intende perseguire arrivino a destinazione, e non si perdano nelle procedure, rendendo vano nei fatti la buona volontà del Consiglio regionale. Per quanto riguarda la necessità di riscrivere gli emendamenti, di rivederli e di unificarli, se è un lavoro che si può fare rapidissimamente in Aula, come lei ha detto onorevole Biancu, procediamo, se non è possibile è meglio sospendere la seduta per evitare anche i numerosi interventi che si stanno ripetendo. Non ho capito come intende procedere, onorevole Biancu.
BIANCU (P.D.). Io credo che per riscrivere questo emendamento sia sufficiente la sospensione di un quarto d'ora.
PRESIDENTE. L'onorevole Biancu chiede una sospensione. Io chiedo ai colleghi se poi abbiamo la buona volontà di procedere fino all'approvazione della legge, di lasciare la mattinata di domani libera per quel lavoro di predisposizione degli emendamenti sulla legge urbanistica che non abbiamo potuto fare questa sera. Insomma, penso che dobbiamo, insieme, organizzare il lavoro. Io sono anche favorevole ad andare avanti fino alla conclusione di questa legge, penso che sia nell'interesse di tutti; senza che venga meno la qualità di ciò che stiamo facendo, penso che possiamo concludere stasera. Quindi, sospendo per dieci minuti la seduta e invito i Capigruppo a lavorare insieme alla Giunta per l'unificazione degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 45, viene ripresa alle ore 21 e 26.)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 28, che è un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 8, 17, 20, 21, 6, 24 e 19; emendamenti sia della maggioranza che dell'opposizione.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento di sintesi numero 28:
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 8, 17, 20, 21, 6, 24, 19 Biancu - Uras - Lanzi
Il comma 4 dell'articolo 1 è così sostituito:
"4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori regionali competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2, fatti salvi i parametri di aiuto stabiliti dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 dell'articolo 1, entro i seguenti limiti d'importo:
a) contributo ai privati, a fondo perduto, per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate, e per un importo massimo non superiore a euro 25.000;
b) contributo ai privati, a fondo perduto, per il ristoro del danno subito dai beni mobili indispensabili, compreso il danno alle autovetture sino all'importo di euro 15.000; tale contributo è determinato in base alle perdite subite, risultanti da specifica autocertificazione da produrre ai competenti uffici regionali. La Regione provvede, per ciascun comune ed entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'erogazione cumulativa dei contributi con uno o più mandati di pagamento collettivi, intestati ai creditori presso l'istituto bancario della tesoreria regionale;
c) finanziamenti a fondo perduto per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive, commerciali, artigianali, professionali e di servizi e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture, macchinari e attrezzature, fino al massimo di euro 30.000." (28).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, vorrei solo precisare, rispetto a quanto lei ha detto, quindi con tutto il rispetto per la sua funzione che è quella anche di riportare il contenuto di interlocuzioni che avvengono durante la sospensione, che probabilmente la notizia non è stata data correttamente. Cioè, questo è un emendamento che sintetizza solo la posizione di chi ha firmato questo emendamento, non rappresenta la volontà, le esigenze, le istanze che noi nella sospensione abbiamo cercato di porre all'attenzione dell'Aula. Per cui, non ci riconosciamo nella sintesi perché, pur facendo un passo avanti rispetto alle proposte fatte, crediamo non rispetti e non sia completamente attenta a quello che si potrebbe fare con un attimo di riflessione in più. Quindi non si può considerare un emendamento di sintesi.
PRESIDENTE. Sì, ho capito, infatti l'emendamento è firmato dagli onorevoli Biancu, Uras e Lanzi, a conferma di ciò che lei dice. Io pensavo che il tempo trascorso a parlarsi comprendesse anche una posizione più vasta.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Alla luce anche dell'intervento del collega La Spisa, propongo di considerare l'emendamento numero 28 come emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 17, 20 e 21.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo con ordine.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (P.D.), relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 6, 15, 23, 28. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 10, 4, 12, 26, 22 (del quale si chiede il ritiro), 18, 14 e 27. Gli emendamenti numero 24 e 19 sono parzialmente accolti attraverso l'emendamento di sintesi numero 28. Gli emendamenti numero 21, 20, 17 e 1 sono ricompresi nella sintesi, così come l'emendamento numero 8, che è uguale all'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 8 è sostanzialmente compreso nella sintesi, anche se formalmente rimane in piedi, se i proponenti non ritengano soddisfatte nella sintesi le condizioni previste in quell'emendamento.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, con questo emendamento, di fatto, viene praticamente vanificato il ruolo che avevano tutti gli emendamenti dell'articolo 1. Ora, se si sta cercando di trovare una unità di intenti, così come mi è sembrato di capire da alcuni interventi, di trovare l'unanimità o quasi del Consiglio regionale, beh, allora sarebbe necessario che prima di votare questo emendamento ci occupassimo anche di ciò che c'è dopo questo emendamento. Perché la volontà di votare a favore di questo emendamento fondamentalmente stabilisce solo una cosa: che tutti quanti siamo del parere che si debba dare immediatamente risposta alle popolazioni che hanno subito questi danni e che null'altro deve entrare in questa legge.
Faccio riferimento, colleghi, all'emendamento numero 11 della Giunta regionale che trovo quanto meno inopportuno (non lo definisco in maniera diversa) perché un emendamento che utilizza una legge su un'emergenza di questo genere per istituire una nuova direzione generale credo che non possa essere giudicato diversamente. Peraltro, in quest'emendamento, si fa riferimento al decreto legislativo numero 112 del 1998, che io vi invito a leggere, soprattutto per quanto riguarda il comma 1 e la lettera A, con tutte le questioni che vengono sollevate. Intanto un ruolo lo svolge il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, e non riesco pertanto a capire quale sia la necessità, oggi, in emergenza, di istituire una nuova direzione generale, diretta emanazione dell'Assessore dell'ambiente, che si stacchi completamente dal Corpo forestale di vigilanza ambientale.
Io non voglio porre il problema in termini di compensazioni, di ricatti, di quant'altro, dico solo che se si vuole trovare un accordo è meglio che si rinunci in questo momento all'istituzione di questa direzione generale, visto che il servizio è abbondantemente assicurato con i potenti mezzi che ci vengono messi a disposizione dal Corpo forestale di vigilanza ambientale mezzi, uomini e associazioni ad essi collegate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 6.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri di Artizzu, Calledda, Manca e Salis hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io avrei gradito una risposta un po' meno sintetica di un semplice no, credo di avere spiegato i motivi che ci hanno indotto a presentare l'emendamento soppressivo della lettera d). E' una legge di solidarietà, è una legge d'emergenza; abbiamo chiesto che questa legge venisse alleggerita dai corpi estranei da norme che si possono approvare con altre leggi, per destinare i fondi, l'intera disponibilità finanziaria all'emergenza reale, alle imprese, alle famiglie, alle infrastrutture. Abbiamo chiesto che si evitasse di inserire per l'ennesima volta in una legge occasionalmente nuove progettazioni, che si potesse destinare quanto previsto da altre leggi in aggiunta alle disponibilità finanziarie di questa legge, per altri interventi di carattere più generale. E invece vedo che non vi è alcuna apertura anzi, ricorda il collega Diana, si cerca per l'ennesima volta di inquinare una legge per raggiungere scopi non dichiarabili: i 12.500 euro del primo anno, i 100 mila euro inseriti per gli anni successivi per la retribuzione del direttore generale (che qualcuno probabilmente ha già in mente) della direzione della Protezione civile in sostituzione o affiancamento al direttore del Corpo forestale.
Questa, signori miei, non è la sede per le "marchette"; vi avevamo chiesto di approvare una legge buona e veloce e non siamo riusciti a convincervi. Di farla veloce non se ne parli nemmeno, stiamo cercando di convincervi a farla quanto meno buona, onesta, intellettualmente onesta, e voi presentate l'emendamento numero 11. E' scoraggiante parlare in questa Aula, è veramente scoraggiante!
Noi siamo disponibili anche a ritirare i successivi emendamenti, accedere all'emendamento di sintesi, ma voi fate un'azione onesta e di buon senso, fate ritirare l'emendamento numero 11, subito. Questo emendamento deve essere dichiarato inammissibile perché non rispettoso della legge numero 31, delle procedure che bisogna seguire per nominare i direttori generali.
Non avete voluto rispettare neanche il dettato della statutaria, che voi avete voluto, che voi avete difeso, e nonostante il Presidente abbia lo strumento per nominare un altro delegato per casi emergenziali, occasionali, per scopi specifici. Non difendente neanche la legge che avete voluto! Ritirate l'emendamento numero 11 e noi continueremo la nostra collaborazione per l'esame di questa legge e ritireremo gli emendamenti che insieme riterremo siano compresi nell'emendamento di sintesi. E' un'ulteriore offerta di collaborazione, dopodiché, probabilmente, vi approverete da soli anche questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, faccio mie l'esposizione del collega Diana, relativa al precedente emendamento, e Capelli, relativa all'emendamento numero 10. Rinnovo anch'io l'invito a ritirare l'emendamento numero 11, perché è una nomina intrusa e lei, Presidente, l'avrebbe dovuta dichiarare da subito inammissibile. Ma mi rivolgo all'Assessore che assieme alla Commissione, venerdì, ha visitato Capoterra e che a specifica domanda ha risposto che il servizio di Protezione civile funzionava benissimo così come era stato organizzato.
Mi sto rivolgendo all'Assessore, per cui, chiederei di essere ascoltato. Capisco adesso anche le preoccupazioni del Capogruppo Biancu, che forse non aveva letto attentamente gli emendamenti, oppure era a conoscenza di che cosa nasconde l'emendamento numero 11. Noi sappiamo che la persona che dovrebbe rivestire quell'incarico ha già nome e cognome. Però, ciò che mi meraviglia, Assessore, è quello che lei ha dichiarato, che non c'era bisogno di ulteriori accorgimenti, che il servizio di primo soccorso, di pronto intervento funzionava benissimo. E allora, che senso ha nominare un altro direttore generale? Le persone che erano a fianco suo, nell'aula consiliare del comune di Capoterra, venerdì mattina, erano validissimi collaboratori, riferivano tutto quello che stava succedendo; che bisogno c'era di nominare un altro coordinatore?
Veda, Assessore, le leggi fatte in fretta, sono sempre leggi fatte male, e questa è una legge fatta male. E' nata con un intento, per volontà unanime della Commissione e sta diventando un'altra cosa; ma voi ci siete abituati a correggere, cammin facendo, le norme, cercando sempre di inserire qualcosa che non va inserito. E ripeto anch'io: se viene ritirato questo emendamento, noi ritireremo tutti i nostri, se questo emendamento resterà, probabilmente questa legge ve la approverete da soli.
PRESIDENTE. La conferma e il ritiro dell'emendamento numero 11 - che non è adesso in discussione - è una questione di opportunità politica che deve essere valutata in quanto tale, perché il Presidente del Consiglio non può considerare inaccoglibile l'emendamento numero 11, perché l'articolo 13 della legge numero 31 prevede che si possano istituire, modificare o sopprimer edirezioni generali con legge, e già altre volte, in questa legislatura, con legge abbiamo istituito direzioni generali. Quindi esistono dei precedenti specifici.
Ora si può ragionare, così come stanno facendo alcuni colleghi, sull'opportunità o meno di inserire, in questa legge, fatta per fronteggiare un'emergenza, l'istituzione di una direzione generale. Però, questo fa parte naturalmente del dibattito politico e della comprensione delle ragioni che vengono portate a sostegno di questa tesi.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, io vorrei rassicurare l'onorevole Cappai che questa norma nasce senza pensare a chissà chi, a persone, a incarichi, a percorsi. Nasce da un semplicissimo ragionamento che ho fatto ieri con il Presidente della Regione, quando gli ho detto: le funzioni hanno un valore, un riconoscimento esterno, collettivo a seconda di come sono organizzate, a seconda di come si collocano nell'organizzazione dell'ente pubblico. Allora, pensare che la Protezione civile sarda possa essere validamente incardinata nel Corpo forestale, in un servizio, mi sembra francamente, alla luce anche di quello che è avvenuto e delle problematiche di coordinamento fra i vari soggetti verificatesi, decisamente assurdo.
Ricordo che il coordinamento non è solo un coordinamento orizzontale, ma è anche verticale (il rapporto con le province, con i comuni, con il volontariato) e non può essere svolto da un servizio che ha competenze (se vogliamo veramente una Protezione civile organizzata quindi il famoso centro funzionale) diverse. Questa è la proposta. Però, se può servire in questo momento a chiudere il percorso legislativo della legge che stiamo discutendo, la Giunta è disposta a ritirare la sua proposta, sperando che questa norma possa essere riproposta quanto prima, perché c'è veramente l'esigenza che la Protezione civile in Sardegna assurga a dignità di direzione generale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Quindi, mi sembra di capire che la Giunta è disposta, quando arriveremo al punto, perché l'emendamento numero 11 è aggiuntivo all'articolo 2, ad accogliere le ragioni di chi ritiene che non sia questo il veicolo sul quale incardinare questa proposta. Proseguiamo nell'esame dell'emendamento numero 10, che è quello che è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, noi non siamo aprioristicamente contrari alla lettera d), però, Assessore, per poter votare con più cognizione di causa questo emendamento, vorrei capire quanto, effettivamente, di questi 20 milioni di euro si pensa di stanziare per interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, compresi, presumo, gli studi di settore. Anche perché, da due rapidi calcoli fatti, abbiamo valutato che solo ed esclusivamente il 10 per cento di questi 20 milioni verrà destinato ai problemi reali delle famiglie. Ipotizzando infatti che le famiglie colpite siano circa 500, e considerato che nell'emendamento di sintesi si prevede di assegnare circa 40 mila euro a famiglia, il totale fa 2 milioni.
Noi stiamo quindi destinando il 10 per cento della somma ai problemi reali delle famiglie, e vorrei capire, invece, quanto verrà assegnato per studi, progetti e così via.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanjust. Non ho capito se lei vota a favore o contro l'emendamento...
SANJUST (F.I.). Ho spiegato che per poter votare a favore o contro, ho bisogno di un chiarimento dell'Assessore.
PRESIDENTE. Sì, ma, l'emendamento propone la soppressione del comma d), poi vediamo se l'Assessore, su questo...
SANJUST (F.I.). Se l'Assessore mi dice che dei 20 milioni ne mette a disposizione 10, io voto contro.
PRESIDENTE. Va bene onorevole Sanjust, poi vediamo cosa risponde la Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io chiederei intanto, sull'emendamento numero 10, la votazione nominale, e vorrei, nel clima di comprensione delle reciproche ragioni che parrebbe farsi strada nell'Aula, chiedere ai colleghi della maggioranza di votare l'emendamento numero 10, di votarlo con lo spirito che mi sembra sia stato in quest'Aula ampiamente accettato da tutti.
Noi abbiamo infatti persone che hanno subito un danno grave, abbiamo dei cittadini che aspettano dal Consiglio regionale un segnale di ristoro del danno subito, allora, approviamo una legge di risarcimento e destiniamo i 20 milioni di euro che, in rapporto al numero delle famiglie che hanno subito danni (che sono ben oltre, purtroppo, le 500 che ha evocato il collega Sanjust) sono sicuramente pochi. Allora, i 20 milioni di euro che noi stiamo stanziando, e sui quali non condurremo battaglie di religione giocando al rilancio (come forse avete fatto voi qualche altra volta) e dicendo saliamo a 30, saliamo a 40 possono rimanere tali, però chiediamo che vadano tutti ai danneggiati, che vadano in fretta, come dice l'onorevole Uras.
Per quanto riguarda gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, ci penseremo successivamente, nel senso che decideremo quando ci occuperemo delle somme del POR, dei fondi europei, dei fondi che arriveranno dallo Stato, quando avremo capito, anche con le Commissioni d'inchiesta, cosa serve in Sardegna, quanto serve e dove serve, ma questi 20 milioni di euro, non destiniamoli in progettazioni, non destiniamoli ad interventi di sistemazione perché se dobbiamo rifare il letto di un fiume, i 20 milioni di euro verranno interamente assorbiti in quell'intervento e forse non basteranno neppure. Diamoli quindi a chi ha subito danni; il Consiglio regionale i soldi stanziati li dia alle famiglie, ai cittadini, alla gente che ha perso tutto, qualche volta anche gli affetti familiari!
Allora, diciamo che il Consiglio regionale è con questi, è con gli imprenditori che hanno avuto danneggiate le macchine, con le famiglie che si sono viste crollare i muri di cinta, le loro automobili accatastate le une sulle altre. Poi, per gli studi idrogeologici - per i quali siamo colpevoli perché non li abbiamo ancora fatti - approveremo una legge apposita, effettueremo uno studio apposito in un secondo momento in cui daremo altre risposte. Eliminiamo questo punto d) e i 20 milioni diamoli tutti a chi li sta aspettando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, colleghi, nel punto d) si fa riferimento alle risorse FAS per gli anni 2007-2013 mentre nel comma 2 dell'articolo 2 si fa riferimento a fondi costituiti da risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate. Ora, questo comma, secondo me, piuttosto che abrogato, va meglio precisato scrivendo: "da attuarsi attraverso le risorse FAS e altri fondi diversi da quelli assegnati da questa legge al ripristino e al risarcimento dei danni". Basta quindi una piccola modifica di questa natura che però consenta gli interventi di messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione. Poi l'Assessore meglio di me dirà, ma se (Dio non voglia) nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si verificasse nella stessa zona un evento, un fenomeno così estremo come quello che si è verificato in questi giorni senza che siano state effettuate le opere immediate di messa in sicurezza di quelle zone, ci ritroveremo ancora a parlare di danni.
Quindi va precisato da quali risorse devono attingere gli interventi ma questi non vanno cancellati, vanno fatti! Se no, veramente, rischiamo di entrare in contraddizione. Io voterei contro l'emendamento e a favore dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire che questa lettera d) rappresenta una dovuta previsione di intervento dopo un evento di questo tipo. Prevedere solo una legge di ristoro mi sembra infatti limitativo. A me pare che sia importante oggi offrire una risposta anche in termini qualitativi, nel senso di attenzione tecnica, altamente tecnica, alle problematiche del bacino fluviale (non idrografico, come chiariremo poi con l'emendamento) che riguarda un'area che va dalla zona della foce di Rio San Girolamo a Masoni Ollastu fino a Is Cungiaus e all'ultima foce verso il Bellarosa minore di Cagliari che è uno dei fiumi che ha creato danni nella zona di Monserrato e dintorni. E' necessario quindi uno studio di carattere idrogeologico.
Noi non abbiamo mai speso tanto per studi, non siamo un Assessorato che spende molto per studi, li abbiamo sempre spesi finalizzandoli alla difesa del suolo e alle migliori scelte che spesso sono scelte veramente difficili, veramente complesse. Quindi, ci pare importante che la lettera d) rimanga perché costituisce il riconoscimento di una problematica idrogeologica importante che va studiata, come vanno studiate subito le alternative e le soluzioni in modo che siano subito pronti gli studi propedeutici e le progettazioni per la spendita in tempi rapidi dei fondi FAS, rapidi nei termini in cui la burocrazia se lo può permettere.
Una delle problematiche forti e gravi della difesa del suolo è che si parte senza avere gli studi propedeutici, si tarda molto nel progettare, si tarda molto nel scegliere le soluzioni. La lettera d) ha questa funzione, di intervento rapido per ciò che possiamo fare subito anche con gli altri fondi che stanno arrivando dal Ministero e che noi destiniamo a questo bacino, perché quel fiume oggi è un fiume che non ha più un suo alveo, l'alveo è perso e va ricostituito immediatamente. E' un intervento di livello minimale perché l'inverno passi in modo più sereno e poi andranno fatti gli studi. Credo che sia una cosa normalissima per l'Amministrazione dotarsi degli approfondimenti dovuti ed effettuare le prime opere urgenti perché il fiume abbia il suo corso. Non prevederlo mi pare francamente una grave manchevolezza, sarebbe una legge veramente monca.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ero già intervenuta in sede di discussione generale per evidenziare come questo comma, in particolare questa lettera d), induca veramente a confusione. Intanto perché nel comma 2 si dice che "Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento: d) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi, da attuarsi anche attraverso le risorse FAS".
Presidente, ho ascoltato con molta attenzione l'assessore Mannoni nel quale ripongo molta fiducia, se però sono d'accordo con lui sulla necessità del ripristino immediato ambientale delle situazioni di emergenza, mi sembra che tutta la questione degli studi veri e propri da assegnare si possa in questo momento soprassedere. Quindi, mi asterrò su questo emendamento, ritenendo che una migliore formulazione e un'attenzione maggiore dedicata, appunto, alle condizioni di emergenza in cui ci troviamo, avrebbe giovato a far sì che venisse evitata anche la proposta di emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, questo emendamento ha a che fare anche con quello successivo, il numero 4 che abbiamo presentato chiedendo un'integrazione dei fondi. E' ovvio che se i fondi non dovessero essere creati, si dovrebbe tagliare gli interventi perché i 20 milioni di euro sarebbero appena sufficienti per rispondere alle famiglie. Sono infatti circa 1000 famiglie che hanno avuto problemi (l'Assessore parlava stamattina di circa 200 che hanno subito i danni più gravi che possiamo stimare intorno al tetto massimo di 40 mila euro e circa 600 che potrebbero essere stati soggetti a danni inferiori) ed è sufficiente un calcolo molto elementare per capire che si arriva agevolmente a superare i 20 milioni di euro.
Quindi questa dotazione prevista all'articolo 1, di 20 milioni di euro, probabilmente è appena sufficiente per dare risposta alla prima emergenza. Pertanto, è un gravissimo errore quello di non aumentare i fondi. Perciò, se volete lasciare la dicitura prevista dalla lettera d) sarebbe quantomeno opportuno incrementare i fondi come abbiamo chiesto con gli altri emendamenti che seguono.
PORCU (P.D.). Presidente!
PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazione di voto, onorevole Porcu!
PORCU (P.D.). Solo per offrire un contributo, non per pronunciare una dichiarazione di voto!
PRESIDENTE. Sì, ma i contributi si possono dare in sede di dichiarazione di voto; è una fase che non è interrompibile.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, io ho ascoltato attentamente le dichiarazioni che ha reso l'Assessore in merito all'emendamento numero 10 e devo dire che in un certo senso condivido la sua preoccupazione, sulla necessità di ricorrere a questo tipo di intervento. Però, credo anche che, considerata l'esiguità dei finanziamenti che stiamo prevedendo in legge, e che sappiamo per certo che non saranno sufficienti questi finanziamenti perché è impossibile che siano sufficienti perché è impossibile che lo siano, sarebbe meglio destinare almeno questa parte al pagamento dei danni, poi magari in una seconda fase si potrebbe vedere di approfondire anche altri aspetti, sperando in ogni caso che ci sia un aumento delle risorse a disposizione perché altrimenti non so come faremo. Io in questa fase, comunque, destinerei queste risorse solo al ristoro dei danni.
Conclusivamente volevo dire che, secondo me, andavano perlomeno quantificate le risorse a seconda dei vari tipi di intervento per evitare che vadano prevalentemente in una direzione piuttosto che in un'altra. Ecco, io credo che sarebbe opportuno che venisse precisata la destinazione delle risorse in base ai diversi danni che ha subìto l'economia del territorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Vorrei precisare, perché forse sono stato poco chiaro e mi sono soffermato solo sul significato della lettera d) e sulla necessità che permanga nel corpo della legge, che destineremo solo una minima parte dei 20 milioni alla difesa del suolo, perché possiamo contare su risorse che non sono citate nella legge, cioè circa 8 milioni di euro che il governo ci assegnerà nei prossimi giorni, più un milione e 600 mila di fondi regionali. Quindi quasi 10 milioni di euro che possiamo utilizzare per le opere di sistemazione idraulica urgente. Io parlavo di opere di sistemazione idraulica "urgenti". Di quei venti un milione al massimo andrà agli studi e alle opere di sistemazione idraulica perché abbiamo, ripeto, altri 10 milioni su un altro capitolo.
Quindi, a me interessa molto che ci sia l'impegno del Consiglio (prima della Giunta e poi del Consiglio) per effettuare gli studi e reperire le risorse sui fondi FAS per realizzare opere importanti di sistemazione idraulica e idrografica. Per cui assicuro il Consiglio che solo una minima parte dei 20 milioni sarà destinata alle opere di carattere ideologico, considerato che il Governo, con ordinanza della Protezione civile, ci assegna 10 milioni di euro.
Il primo pensiero è volto ovviamente al ristoro e alla sistemazione delle famiglie (non c'è dubbio, è il primo e unico pensiero di questa legge) non dimenticando che tutto il sistema però si consolida e si protegge con una sana gestione del territorio e con le misure di mitigazione che devono essere previste. Quindi assicuro il Consiglio che le risorse impegnate saranno molto, molto basse, non più di un milione di euro.
PORCU (P.D.). Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, bisogna che si iscriva a parlare per pronunciare una dichiarazione di voto, perché solo per questo motivo le posso dare la parola, capisce?
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, essendo presentatore dell'emendamento anticipo che naturalmente voterò a favore. Detto questo, mi pare che siano emerse dagli interventi dei colleghi sostanzialmente due posizioni. Una che dice: "i 20 milioni sono pochi, sicuramente i danni di prima stima saranno superati da stime più attente, destiniamoli nell'immediato al ristoro dalle persone che devono tornare alla normalità, devono riprendere a lavorare, devono riprendere ad abitare. In questo momento è sicuramente la priorità delle priorità". L'altra (in particolare l'onorevole Uras) molto saggiamente afferma: " E' giusto comunque indicare che si sono assunti degli impegni per le iniziative tendenti alla tutela idrogeologica di quei territori". Bene, le due posizioni non sono inconciliabili.
Il punto è - Assessore ci perdoni - che noi non riponiamo fiducia alcuna nelle promesse, nelle assicurazioni, nelle buone intenzioni, crediamo invece a ciò che è scritto all'interno della legge, perché promette chi la presenta la legge ma chi la attua la interpreta sulla base di quello che c'è scritto. Il punto è semplice: se si vogliono utilizzare quei milioni o parte di quei milioni, anche un milione soltanto, intanto va precisato in legge, per il resto la formulazione può restare quella che è. Se invece si vuole fare in modo che quei 20 milioni vadano tutti alle persone che hanno subìto questi gravissimi danni è sufficiente che la lettera d) diventi un comma bis dove si dica (anziché "da attuarsi anche attraverso le risorse FAS") "che saranno attuati attraverso le risorse FAS e gli stanziamenti aggiuntivi che l'amministrazione regionale riterrà successivamente di dover individuare".
Stiamo per andare ad approvare la finanziaria, per dirne una; tutto il resto è ambiguità alla quale noi non vogliamo nemmeno prestare ascolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Condividiamo queste osservazioni, onorevole Cuccu, quindi non è un problema di ambiguità, condividiamo che i 20 milioni previsti vadano nella totalità o nella quasi totalità (a parte quindi le risorse destinate ad eventuali studi di maggior dettaglio) a chi ha subìto danni. Quindi, io propongo una riscrittura di questo tipo, se il Presidente ne prende nota, cioè il punto d) dovrebbe cominciare così: "gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, da attuarsi attraverso le risorse FAS per gli anni 2007 - 2013 e da altre risorse allo scopo stanziate". Il resto rimane uguale.
In questo modo si chiarisce che col punto d) non stiamo sottraendo risorse per gli interventi, al più soltanto per i primi studi di carattere urgente, e che invece le risorse per gli interventi di sistemazione devono essere reperite con altri fondi. Questo mi sembra esattamente lo spirito di ciò che ha detto anche l'Assessore, se ho ben capito, e anche lo spirito degli interventi pronunciati in Aula. Se su questo fossimo tutti d'accordo potremmo proporre ai presentatori dell'emendamento numero 10 di ritirarlo. Presidente, mi dica se sono stato chiaro.
PRESIDENTE. Sì, per me sì. Propone di eliminare da "interventi" fino a "gli". Resta "studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi da attuarsi anche attraverso".
PORCU (P.D.). Sì, la specificazione sugli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico da attuarsi può andare successivamente. Cominciamo con "gli" comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro l'emendamento numero 10. Aggiungo che l'Assessore propone con l'emendamento numero 15, la modifica del punto d), l'integrazione e un chiarimento. A me è parsa più chiara la posizione che ha espresso l'assessore Mannoni dell'intervento che ha fatto adesso il collega Porcu. Mi sembra più pulita. Però, nell'apprezzare l'indicazione dell'Assessore, voglio dire che l'intervento del collega Cuccu era ancora più pulito.
L'assessore Mannoni infatti dice: "Di quella cifra utilizziamo una minima parte che è precisabile…", ma nel punto d) c'è un "anche" che se lo togliamo e riscriviamo detto punto nei termini limpidi suggeriti dal collega Cuccu, il tutto, con il chiarimento dell'assessore Mannoni, risponde, Presidente, all'esigenza che abbiamo, perché stiamo dicendo che quegli studi vanno fatti, e gli interventi vanno fatti con altre risorse, con risorse aggiuntive; e mi pare che questo sia proprio il pensiero chiaro, del quale abbiamo bisogno in questa occasione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore, ma nel senso della precisazione più volte ribadita dai colleghi. Io credo, cioè, che nessuno di noi possa pensare che non sia vero ciò che anche l'Assessore ha detto in questa sede, che uno degli interventi più urgenti riguardi il ripristino dell'alveo del fiume; e credo che non ci sia nessuno in quest'Aula che voglia sottrarre i soldi al ripristino dell'alveo del fiume, quindi l'obiettivo dell'emendamento non è questo.
Mi pare che anche la proposta avanzata dall'onorevole Cugini consenta di ripristinare l'alveo del fiume, che è questione essenziale, perché se noi rimettiamo a posto le case, e non ricostruiamo l'alveo del fiume, le case verranno nuovamente travolte. Il problema riguarda le risorse. Allora il dubbio sulle risorse nasce da un fatto, Assessore: che l'articolo 2, quello successivo, che parla della ripartizione, non ripartisce nulla, perché dice che 20 milioni sono istituiti in una UPB, ma non rispetta neanche l'elenco degli interventi previsti dall'articolo 1, e contempla, nel comma 2, la possibilità di interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza. Quindi non c'è il rinvio alle quattro voci di spesa che stiamo inserendo nell'articolo 1, ma si rimane in una dimensione indistinta.
Allora, se il gioco di chiarimento che si vuole fare è quello illustrato anche dall'Assessore, e cioè: "Badate, mi servono i progetti, non investiamo più di tanto", la proposta dell'onorevole Cugini che dice: "Lo si fa con una risorsa aggiuntiva, oppure se lei ritiene che non lo si possa fare, la quota con cui si incide con le progettazioni sullo stanziamento della legge sia una quota parte" mi sembra una proposta accettabile. Cioè se la progettazione costa 1 milione, questa legge se ne farà carico per 500 mila.
Gradirei inoltre che lei fosse, quando si discuterà l'articolo 2, in grado di dirci, almeno orientativamente, se le quattro voci di spesa che inseriamo all'articolo 1 sono determinanti per il programma della Giunta. Perché se qui si dice che si vuole che i 20 milioni vadano tutti alle famiglie, penso che si voglia fare riferimento alle quattro voci che abbiamo individuato, no? Ai Comuni per le operazioni di emergenza, per le infrastrutture, per i privati e per l'alveo del fiume. Ci dica allora anche approssimativamente quantitativamente come vengono ripartiti i fondi, perché altrimenti non è una ripartizione. Con questi chiarimenti siamo tutti pronti a votare, perché è chiaro che il ripristino dell'alveo del fiume è una necessità, abbiamo solamente bisogno di alcune certezze, posto che l'articolo 2 è una grande legge delega all'interno della leggina, e non chiarisce come vengono ripartiti i fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io ho già pronunciato la dichiarazione, Presidente, volevo soltanto intervenire sulla proposta di ritiro dell'emendamento, per dire che se c'è l'accettazione da parte della Giunta del ritiro della parola "anche", c'è la disponibilità al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, probabilmente potremmo chiedere all'onorevole Capelli, primo firmatario dell'emendamento numero 10, e agli altri firmatari di ritirare l'emendamento, cancellando, seguendo anche le indicazioni e le preoccupazioni importanti che sono venute dall'assessore Mannoni, la lettera d) dell'articolo 1, e creando un comma 2 bis.
In sostanza, al punto d) andrebbero cancellate le parole "interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi". Il comma 2 bis, pertanto, dovrebbe leggersi così: "Gli studi di maggior dettaglio dei sub-bacini idrografici…", poi c'è l'emendamento numero 15 che li precisa, ed è un elemento anche questo che definisce meglio l'intervento che dovrà essere fatto per sanare anche dal punto di vista idrografico queste zone.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Salis. Cerchiamo però di restare in tema, perché se ognuno di noi propone una scrittura diversa, tutto diventa più complicato.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che ci sia una proposta dell'onorevole Capelli, che dice di essere disponibile a ritirare l'emendamento numero 10, qualora venisse cassato dalla frase "da attuarsi anche attraverso", il termine "anche". Io credo che su questo possiamo intenderci, quindi ritirare l'emendamento numero 10, e quando andremo a votare l'articolo 1 votiamo il comma 2, lettera d) senza il termine "anche".
(Interruzione)
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Sospendiamo l'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima di sospendere, se concede nuovamente la parola a Salis, ci chiarirà tutto.
PRESIDENTE. Va bene, l'onorevole Salis l'ha fatto con spirito costruttivo ovviamente, quindi bisogna apprezzare questa volontà.
Colleghi, allora se decidiamo di procedere, bisogna farlo speditamente, senza pronunciare venticinque dichiarazioni di voto. Capisco l'esigenza, però o, si procede, altrimenti è bene che interrompiamo perché è faticoso lavorare nel modo in cui stiamo lavorando. Siccome mi pare che questo punto d) rappresenti uno scoglio, se è superato, come mi pare sia superato dal punto di vista della scrittura politica, vi chiedo di procedere, sforzandoci tutti di andare avanti con più rapidità e rinunciando agli interventi non essenziali. Quindi, diamo per acquisite tutte le opinioni che sono state espresse, stiamo al merito dei singoli emendamenti e possiamo procedere più speditamente.
L'emendamento numero 10, a questo punto, non viene messo in votazione perché, concludendo la votazione sull'articolo, faremo una diversa scrittura del punto d).
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io non sono d'accordo che non venga messo in votazione l'emendamento numero 10 perché l'eliminazione della parola "anche" non elimina il fatto che il punto d) sia retto da "lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento". Se si vuole eliminare il punto d) nel senso logico del termine, deve diventare un comma 2 bis in cui si dice che le risorse per il punto d) sono ricavate da altre fonti. Quindi, quello dev'essere chiarito, se rimane retto da "lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento" non abbiamo raggiunto il risultato che tutti quanti volevamo porci.
PRESIDENTE. E' chiaro a tutti che un comma 2 bis che fa riferimento a stanziamenti che non sono in questa legge, non si capisce a che titolo venga inserito in questa legge. Nel senso che la finanziaria può decidere di destinare risorse altrimenti reperite. A me sembrava d'aver capito che gli studi potevano essere, se non totalmente, almeno in parte posti a carico di questa legge, perché se non c'è un euro in questa legge da destinare a studi è evidente che il punto d) non c'è né trasformato in 2 bis, né come punto d) diversamente combinato.
Siccome siamo tutti un po' legislatori, anche nell'ora tarda, vediamo di fare leggi che non rinviino ad altre leggi, perché questa sarebbe una modalità assolutamente nuova di procedere. Le leggi hanno bisogno di coperture finanziarie. I buoni auspici in una legge non hanno nessun significato, insomma.
Per quanto riguarda la proposta di interruzione e di rinvio, questa ha senso se i Capigruppo, chi ha lavorato a questa legge, lavora per semplificare il lavoro dell'Aula domattina e domattina si vota. Senza riprendere da capo tutta la discussione. Perché questo non è un modo di approvare leggi con caratteristiche d'urgenza.
Quindi, insomma colleghi, vi chiedo scusa anche del tono, proviamo insieme a costruire un percorso che ci faccia concludere rapidamente e bene la legge. Perché di ripeterci tutto quanto già sentito, forse non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di chiudere su emendamenti e su un articolato legislativo che conclusivamente sia utile, ai fini che diciamo tutti di voler raggiungere.
Quindi, chiedo a tutti uno sforzo, un supplemento di fatica.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, scusi, mi può dare la parola?
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io non ho problemi a darle la parola, sto cercando di capire se possiamo procedere.
CAPELLI (U.D.C.). Guardi Presidente, io vorrei soltanto trovare una via d'uscita. Allora, a mio avviso, scusate…
PRESIDENTE. Possiamo, magari, sospendere i lavori per cinque minuti…
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, è utile un chiarimento. Un milione di euro su uno stanziamento di 20 milioni sono il 5 per cento, noi stiamo assegnando delle contribuzioni nell'ordine dei 2 mila euro proposti dalla Giunta, per alcune situazioni, dei 3 mila per altre. Cioè, stiamo parlando di una mancata erogazione a cento famiglie di 10 mila euro, o a mille famiglie di 1.000 euro, perciò ridimensioniamo il problema. Se l'Assessore vuole, con una sua indicazione, limitare l'intervento al 2,5 sull'importo, cioè un massimo di 500 cento mila euro per gli interventi che propone, credo che la proposta sia ragionevole. Ma siamo al 2,5 su 20 milioni di euro, non siamo al 5 per cento insomma. Se fosse così la soluzione è presto trovata.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, si può persino scrivere la cifra, se questo è il punto di incontro. Sono 500 mila euro da destinare a studi (l'emendamento numero 15 spiega anche a quale area si circoscrive lo studio) con i fondi per le infrastrutture da reperire attraverso altre fonti.
CAPELLI (U.D.C.). Esatto!
PRESIDENTE. Assessore, stiamo proponendo e sto proponendo, Assessore, di limitare la cifra da destinare a studi ai sensi del punto d) o del comma 2 bis a 500 mila euro. Se non sono sufficienti la Giunta provvederà a reperire altrove le risorse, e nella legge affermiamo il principio che comunque si fanno gli studi limitatamente a quelle aree e a quel bacino idrologico. Va bene?
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sì, va bene.
PRESIDENTE. Grazie per la collaborazione colleghi. Quindi, sul piano procedurale, in sede di votazione dell'articolo 1 chiederemo una votazione per parti: il punto d) viene sostituito dal comma 2 bis, riformulato così come abbiamo precisato. Perciò l'emendamento ha raggiunto il suo obiettivo. Il "10" è ritirato.
Gli emendamenti numero 4, 12 e 26 sono uguali. Cambia solo la copertura finanziaria. Cioè, si aumenta lo stanziamento da 20 milioni di euro a 50 e, ovviamente, bisogna reperire la copertura finanziaria altrove.
Allora, mi pare ci sia un'intesa generale perché il monte risorse da destinare a questa legge sia quello che in qualche misura è stato definito anche nelle interlocuzioni. Chiedo pertanto ai colleghi se intendono mantenere questi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sono "fuso"! Non sto seguendo.
LA SPISA (F.I.). Bisogna aggiornare la seduta a domani mattina.
PRESIDENTE. Insomma, colleghi, posso essermi sbagliato, ma quando abbiamo interrotto i lavori, mi sembrava che su questo punto ci fosse una condivisione.
CAPPAI (U.D.C.). Le stime che ha fatto ce le deve dare l'Assessore.
PRESIDENTE. Quindi come procediamo?
BIANCU (P.D.). Io credo dobbiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Io sarei d'accordo ad andare avanti se la metà dell'Aula che vuole che si vada a domani si fermasse e ci dicesse cosa intende fare di questi emendamenti e se chi propone una copertura che arriva a fino a 25 milioni di euro spiegasse che c'è una copertura oltre la quale è complicato andare, altrimenti ci inseguiamo in un gioco al rialzo contraddicendoci con l'obiettivo che intendiamo raggiungere. Quindi io chiedo ai colleghi di restare in Aula e chiedo ai presentatori degli emendamenti numero 4, 12 e 26 di dire che cosa intendono fare.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Scusate, io non sono esperto di questioni consiliari, non ho ancora imparato bene probabilmente, però credo ai patti tra gentiluomini. Prima, quando si è parlato della direzione generale della Protezione civile, ho ritirato l'emendamento perché credevo che la minoranza avrebbe ritirato i propri emendamenti; così non è stato. Probabilmente ho capito male, e allora sono veramente distratto, vorrei pertanto che qualcuno mi spiegasse (siccome questa è una legge importante e la direzione generale è un organismo importante) se ho fatto bene a ritirare l'emendamento o se devo riproporlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Confermo che l'Assessore era un po' distratto. Veda, Assessore, la differenza è questa: io ho dichiarato che tutti gli emendamenti compresi nell'emendamento di sintesi - e tengo fede alla parola - sarebbero stati ritirati, e li ritiro, a fronte della sua dichiarazione. Quando ho dichiarato poc'anzi che ero leggermente stanco, per usare il termine corretto, era perché non inquadravo l'emendamento numero 26 tra gli emendamenti di sintesi. Allora siccome è una legge seria, come lei ha ricordato, bisognerebbe lavorare in maniera seria. Non si fanno in fretta le cose! Ho chiesto semplicemente un attimo di riflessione, tengo fede al ritiro degli emendamenti compresi nell'emendamento di sintesi e credo di non esser venuto mai venuto meno alla parola data in questa Aula e neanche fuori.
PRESIDENTE. L'emendamento di sintesi non comprende il numero 26 essendo un emendamento che può comprendere soltanto gli emendamenti presentati dalla maggioranza perché la sintesi è una sintesi…
CAPELLI (U.D.C.). Non è così!
PRESIDENTE. Cosa vuol dire non è così? L'emendamento di sintesi è firmato dagli onorevoli Biancu, Uras e Lanzi. Precedentemente ho letto gli emendamenti che sintetizza, e, fra quelli non è compreso l'emendamento numero 26.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, io pensavo che questo emendamento potesse essere inserito in qualche modo nell'emendamento di sintesi, in quanto ritenevo che lo stanziamento previsto in 20 milioni di euro dall'articolo 1 fosse assolutamente insufficiente per garantire gli interventi previsti nel comma 2.
Nel comma 2 sono previsti i finanziamenti per le opere di emergenza, quindi di primo intervento, i fondi per i comuni e le province per la riparazione dei danni alle infrastrutture e i contributi per i danni subiti dai privati. Abbiamo visto che questi 20 milioni di euro sono a malapena sufficienti a dare questo tipo di risposta, e adesso addirittura con un'autolimitazione, stiamo eliminando la lettera D, inserendo questi 500 mila euro per gli studi. Avremmo voluto un atto sicuramente più importante, più coraggioso che non si occupasse solo ed esclusivamente della contingenza e che incrementasse questi fondi reperendo nel bilancio le somme che avrebbero consentito alla Giunta di operare con risorse più ingenti, offrendo anche risposte importanti al territorio, perché passata l'emergenza ho paura che sarà facile dimenticare.
Io ho visto che in alcuni casi sono stati spostati centinaia di milioni di euro (come per il G8 dove i fondi FAS, ad esempio nel 2006, sono stati impegnati) credo che anche in questo caso il reperimento di altri 30 milioni di euro costituirebbe un segnale importante da parte della Giunta o della maggioranza. Quindi credo che questo sia un emendamento importante e per il quale c'è una certa difficoltà al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, a un certo punto questo pomeriggio - lo dico per i colleghi che ancora hanno la forza di ascoltare - avevamo impostato un lavoro che impegnava (e penso che sia giusto impegnarli) tutti i Capigruppo della maggioranza e della minoranza. Nel dibattito che abbiamo fatto sin qui abbiamo trovato un buon punto d'incontro sul testo con le correzioni che abbiamo proposto e che domani metteremo nero su bianco. Io penso, Presidente, che si debba riprendere quella impostazione unitaria del Consiglio, che sia opportuno che i Capigruppo valutino gli emendamenti che ci sono anche fuori dalla sintesi e si dica onestamente: su questo si concorda, su questo non si concorda, in modo tale che sappiamo tutti dove dobbiamo "andare a parare" perché può essere che io sia contrario ad un incremento delle risorse senza sapere quanto dobbiamo spendere e altri invece siano, perché propositori, d'accordo.
Io penso che i Capigruppo debbano fare questo lavoro affinché la legge sia effettivamente la legge di tutto il Consiglio. Quindi, Presidente, le sto proponendo: rimettiamo in capo ai Presidenti di Gruppo l'esigenza di una costruzione del testo finale con il contributo del relatore e con il contributo importante dell'Assessore, e domani mattina all'ora che lei proporrà riprendiamo i lavori ma dopo che i Capigruppo avranno effettuato un lavoro di scrematura e di convergenza su un testo condiviso. Questa è la mia opinione e credo che una tale soluzione possa agevolare il cammino di questa importante legge.
PRESIDENTE. Insomma, colleghi, se non troviamo un modo per procedere rapidamente, i tempi si allungheranno a dismisura. Allora chiedo all'onorevole Biancu e all'onorevole Uras, che proponevano di proseguire, se non sia utile sospendere, convocare domani mattina fra di voi una riunione e tornare in aula dopo aver sciolto alcuni nodi, perché, altrimenti, procediamo come da Regolamento: sugli emendamenti si pronunciano le dichiarazioni di voto e, conclusivamente, si vota. Cioè, se ci sono delle convergenze, si converge, altrimenti si va avanti votando.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che qui ci sia un richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi. Abbiamo detto da subito, in Commissione venerdì, in Commissione stamattina, che c'era la volontà di rispondere a quel bisogno che c'è nella gente che è stata vittima di questa alluvione. Io credo che noi abbiamo il dovere di rispondere quanto prima. Credo, e rivolgo un appello ai colleghi, ai colleghi della maggioranza prima di tutto, ma anche ai colleghi dell'opposizione, perché si faccia uno sforzo ulteriore per approvare questa legge e dare la risposta che le popolazioni colpite da questa alluvione stanno aspettando.
Io ritengo che ci sia la possibilità, nella misura in cui ciascuno di noi farà un ulteriore sforzo, di arrivare a conclusione. Il risultato dell'approvazione di questa legge non è un risultato della maggioranza, è un risultato del Consiglio, e credo che i cittadini che hanno subito i danni dell'alluvione, aspettino questa risposta non dalla maggioranza né dall'opposizione, ma dal Consiglio regionale. Credo che potremo compiere questo sforzo e condurre in porto questo risultato a favore di questi cittadini che ne hanno veramente bisogno.
PRESIDENTE. Colleghi, insomma, non mi sembra il caso di aprire adesso un'altra discussione. C'è chi ha richiesto il rinvio e chi dice: andiamo avanti. Siccome mi sembra che sia difficile trovare una sintesi tra posizioni così estreme, mi rimetto all'Aula. Mi pare che l'intervento dell'onorevole Biancu sia un intervento contro l'ipotesi di sospensione, quindi, se c'è qualcuno che parla a favore, parli, e poi ci rimettiamo al voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io confermo che c'è tutta la volontà di fare in fretta e fare bene; le due cose devono andare insieme, non si può fare in fretta e non fare bene. Collega Biancu, mi scusi, le ricordo che le sue sollecitazioni a procedere celermente, a dare risposte eccetera eccetera, hanno segnato il percorso della legge urbanistica. Le ricordo solo questo: che il suo atteggiamento ha bloccato l'Aula, perché fin da prima delle vacanze estive, lei aveva garantito che la legge sarebbe stata pronta.
Qui si sta ragionando su questioni di merito, non c'è nessuna volontà di dilazionare i tempi e, glielo ripeto da sempre, stiamo cercando di dare un contributo perché la legge venga approvata nei tempi giusti, corretti e utili alle popolazioni che devono godere dei beneficii, ma vogliamo anche che sia una legge ben fatta. Se si ritiene che ci sia la lucidità dell'Aula per continuare i lavori col raggiungimento dell'unico obiettivo di approvare un buon testo di legge, andiamo pure avanti. Abbiamo raggiunto gli accordi di massima, siamo d'accordo sulla gran parte degli argomenti, c'è da stendere materialmente alcune modifiche, non stiamo più discutendo del merito, poi ci sono emendamenti che ovviamente devono essere posti in votazione; noi proponiamo una cifra, bocciatela! Ci sono emendamenti che devono seguire il loro percorso naturale, che non sono oggetto di trattativa. Tutto quello che dovevamo discutere l'abbiamo già discusso.
Allora, la nostra proposta era: chiariamoci le idee, qualche ora in più per chiarirci le idee non inficia l'obiettivo che vogliamo raggiungere. Con un po' di buon senso, onorevole Biancu, si guadagna del tempo, lo si guadagna sempre e comunque, con il buon senso.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 22 e 51, viene ripresa alle ore 23 e 01.)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 4, 12 e 26, di identico contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 15 è un emendamento che circoscrive gli studi (così come abbiamo detto nella riscrittura del punto d) che diventerà comma 2 bis) ai bacini fluviali costieri con foce compresa tra i Rii Masoni Ollastu, San Girolamo a Ovest e il Rio Is Cungiaus a Est. Per ora ci limitiamo ordinatamente ad aggiungere questa delimitazione, poi, quando arriveremo a votare il comma 2 bis, che comprenderà l'emendamento, se verrà approvato, preciseremo quanto ci siamo detti prima relativamente alle somme da destinare agli studi.
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Adesso c'è l'emendamento di sintesi che, onorevole Biancu, comprende...
BIANCU (P.D.). Comprende sicuramente gli emendamenti numero 1, 17, 20 e 21. Sulla base dell'interlocuzione che c'è stata, dovrebbe contenere anche il numero 8, il numero 6, il numero 24 e il numero 19.
PRESIDENTE. E il numero 22...
BIANCU (P.D.). Sì, anche il numero 22.
PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 22 c'era stato un invito al ritiro.
SANJUST (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 22.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 18, sul quale c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo. La votazione avviene per parti. Votiamo il comma 1 e il comma 2 fino alla lettera c) compresa. La lettera c) è scritta in maniera diversa perché con un emendamento è stata soppressa la parola "produttive", quindi si legge in questo modo: "contributi per il ristoro dei danni subiti dai privati e dalle imprese a seguito dei danni recati dalla calamità naturale alle abitazioni e alle infrastrutture". Sopprimiamo la parola "produttive" perché "infrastrutture produttive" non significa niente.
Metto in votazione l'articolo 1 sino al punto c) così modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il punto d) diventa comma 2 bis.
Occorre prestare attenzione nell'articolare la scrittura, perché se non lo scriviamo bene poi sorgono i problemi. Quindi, vediamo di comprendere sia l'esigenza che è stata proposta di non destinare una somma superiore ai 500 mila euro, sia di prevedere la possibilità che altre risorse vengano utilizzate per gli investimenti sul sistema idraulico. Altrimenti ci fermiamo solo agli studi; invece noi vogliamo dire che gli studi sono propedeutici agli investimenti per la sistemazione delle opere idrauliche. Deve essere chiaro l'intendimento di questa legge, altrimenti ci limitiamo agli studi e basta.
I fondi si evinceranno anche dagli studi che si faranno, onorevole Pileri, perché scrivere che destiniamo 5 milioni o 10 non significa niente, stiamo dicendo che si studia, si verifica e poi si destinano somme a valere sui fondi che abbiamo, FAS o ordinari.
Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). A me sembra che l'esigenza fondamentale che viene posta sia quella di "mettere in sicurezza" le somme che sono stanziate dalla Regione per soddisfare completamente le esigenze dei cittadini che hanno subito i danni, e che per quanto riguarda il resto, non vi siano obiezioni naturalmente alla ipotesi di effettuare degli studi per rimettere a posto quel territorio e ricercare anche gli altri soldi; l'importante è che non vi sia una confusione fra le due cose.
Allora, noi abbiamo approvato la lettera a), la lettera b) e la lettera c) mentre il 2 bis, di cui abbiamo parlato, potrebbe essere formulato nei seguenti termini: "fatta salva la priorità degli interventi del comma 2" - e quindi delle lettere a), b) e c) - "le somme previste dal comma 1" - che comprendono anche le risorse che vengono dal Governo nazionale - "possano essere destinate a interventi di sistemazione, riassetto idrologico".
Quindi, le risorse previste dalla Regione Sardegna devono essere destinate alla copertura delle esigenze delle famiglie colpite e agli altri interventi che abbiamo previsto nelle tre lettere mentre l'insieme della dotazione finanziaria che deriva dagli stanziamenti della Regione e dallo Stato centrale può essere destinato anche agli altri interventi previsti dalla lettera d). Questo mi sembra che consentirebbe di separare le due cose e di dare un'ulteriore, come dire, garanzia ai cittadini che quelle risorse andranno in quella direzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, noi abbiamo sentito sette o otto formulazioni diverse su cui abbiamo convenuto e anche informalmente abbiamo tenuto una Conferenza dei Capigruppo. Ora, non è che si può rimettere sempre tutto in discussione; si voti! Io che personalmente ero orientato a mantenere la lettera d), mi sto orientando sul contrario, sul contrario! Allora, si voti il testo che è stato letto cancellando la parola "anche", si era proposto di aggiungere "con ulteriori risorse allo scopo stanziate" e si lasci il comma 2 bis. Se la Giunta ha grandi risorse, se deve aggiungere soldi lo faccia con i provvedimenti successivi, questa è una legge urgente per soddisfare i bisogni relativi ai danni che hanno colpito le popolazioni.
PRESIDENTE. Sì, votiamo, votiamo onorevole Uras, non si preoccupi che votiamo. Io propongo, Assessore, questa formulazione: "una quota non superiore a euro 500 mila dello stanziamento del comma 1 è destinata alla realizzazione di studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi di risistemazione e riassetto idrogeologico, da attuarsi attraverso le risorse FAS, per gli anni 2007-2013, per la definitiva messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione, soprattutto quelle limitrofe ai corsi d'acqua, caratterizzate da diffuse e consistenti urbanizzazioni.
CAPELLI (U.D.C.). Va benissimo!
PORCU (P.D.).Va benissimo e votiamo!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo lavorando, non perdiamoci nell'ultimo miglio!
In questa parte che vi ho letto manca l'emendamento numero 15, che abbiamo appena votato, e in quanto già votato fa parte del testo.
Metto ora in votazione l'articolo 2 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per evidenziare all'Aula la lettura non chiara del testo della norma, cioè del comma 3 dell'articolo 1, laddove si dice: "gli interventi previsti dal comma 2" - cioè quelli di cui abbiamo discusso poc'anzi - "non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzie assicurative". La ratio, certamente, di coloro che hanno formulato la norma è quella di prevedere, nella parte eccedente il valore coperto da assicurazione, che giustamente non ci possa essere il risarcimento del danno, perché rappresenterebbe una duplicazione delle somme. Però ciò potrebbe essere anche interpretato nel senso che, laddove ci sia una copertura assicurativa comunque, anche se non copre l'intero valore del bene danneggiato, non si possa dare luogo a risarcimento, e quindi all'erogazione del contributo.
Poiché è facile che ci possa essere una copertura parziale di un determinato bene da parte dell'assicurazione, ciò impedirebbe alla Giunta, o a chi eroga dopo il contributo, di poter risarcire la parte non coperta da assicurazione. Quindi volevo proporre un emendamento orale, nell'ipotesi in cui ci fosse l'accoglimento unanime da parte dell'Assemblea, per modificare il comma terzo in questa maniera: "Gli interventi previsti dal comma 2 sono erogabili solamente per risarcire la parte eccedente il valore dei beni, eventualmente coperto da assicurazione".
DIANA (A.N.). Sembra che escluda quelli che assicurazione non hanno!
UGGIAS (Gruppo Misto). No, per quelli che non hanno assicurazioni, comunque non si pone il problema, se non nella parte eccedente.
PRESIDENTE. E quindi chi ha l'assicurazione prende l'assicurazione e anche il beneficio della Regione.
UGGIAS (Gruppo Misto). No, no, Presidente.
PRESIDENTE. Eh, per la parte non coperta!
UGGIAS (Gruppo Misto). Per la parte non coperta da assicurazione ha diritto a ricevere l'indennità!
PRESIDENTE. Sì, io ho capito il concetto. E' chiaro che interveniamo, che insomma…
UGGIAS (Gruppo Misto). A meno che non sia volontà dell'Aula - ma non mi sembrava orientata in questo senso - di escludere dal risarcimento coloro che comunque avessero stipulato una assicurazione, seppure parziale.
PRESIDENTE. Però, insomma, onorevole Uggias, il caso che lei propone mi sembra compreso nella formulazione che abbiamo scritto, nel senso che se uno ha un'assicurazione e ha assicurato alcuni beni, il risarcimento di quei beni assicurati non è cumulabile con i beni benefici successivi che gli dà la Regione, che è esattamente ciò che lei sta scrivendo. Insomma, fra l'altro mi facevano notare che questa formulazione è stata già utilizzata in altre occasioni, onorevole Uggias, perché l'abbiamo recepita identica dalla legge che avevamo approvato per Villagrande.
PILERI (F.I.). Però non c'è un tetto massimo!
PRESIDENTE. No, ma infatti, sono io che le sto fornendo un'informazione. Il testo è uguale, quindi la formulazione è identica, poi io non so se e quanto abbia funzionato nei casi che lei propone, nei casi di persone coperte da assicurazione, parzialmente. Prego Onorevole Uggias.
UGGIAS (Gruppo Misto). Il concetto è semplice: la lettura della norma esclude il risarcimento per coloro che abbiano avuto la precauzione di assicurare i beni; questa è la lettura della norma…
PRESIDENTE. La leggerei così: siccome non è cumulabile un beneficio con un altro beneficio sugli stessi beni, chi dichiarasse alla Regione, con l'autocertificazione, come abbiamo deciso, di aver subito un danno, è chiaro che non potrebbe rendere analoga dichiarazione di risarcimento all'assicurazione e ottenere due risarcimenti. Ma se uno ha assicurato alcuni beni, e quindi l'assicurazione risponderà dei beni assicurati, e ne ha altri non coperti da assicurazione, mi sembra che il testo consenta di cumulare.
UGGIAS (Gruppo Misto). Il punto è proprio questo, Presidente, poi non insisto vista e considerata l'ora: nell'ipotesi di uno stesso bene…
PRESIDENTE. No, neanche io, nel senso che mi sembra un'ipotesi scolastica.
UGGIAS (Gruppo Misto). No, no, non è scolastica, è l'ipotesi di uno stesso bene, nel quale l'assicurazione copra solo una parte del valore. Secondo questa norma non ha diritto ad avere un'integrazione, pur essendo… lasciatemi parlare!
PRESIDENTE. Possiamo scrivere sovrapponibili, anziché cumulabili.
UGGIAS (Gruppo Misto). Io credo di aver formulato correttamente la proposta emendativi, poi se l'Aula non la accetta il problema non si pone. Io ho formulato la proposta e la rilascio all'Aula, poi non devo insistere. Il mio concetto è questo: la garanzia assicurativa non esclude la possibilità di percepire il risarcimento, se non nella misura in cui il bene sia scoperto dall'assicurazione. E quindi la formula che ho letto prima è: "…solamente per risarcire la parte eccedente il valore dei beni, eventualmente coperto da assicurazione".
PRESIDENTE. Chiedo all'Aula di pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Uggias.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, mi pare che tutto sommato la stesura che è stata fatta del comma 3 sia adeguata, cioè gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con benefici identici, derivanti da garanzia assicurativa. Quindi se il danno riguarda beni che non sono sottoposti a garanzia assicurativa sicuramente scatta l'intervento della Regione. Dal canto nostro rivolgiamo una raccomandazione alla Giunta regionale che dà le direttive, di provvedere perché gli Uffici non diano un'interpretazione perniciosa di questo contenuto. Io mi fido abbastanza dall'assessore Mannoni sotto questo punto di vista.
PRESIDENTE. Sì ma, secondo molti di noi, e secondo l'onorevole Uras, questo caso specifico può essere precisato nelle direttive, e non è escluso dalla scrittura del comma 3, così come è.
(Interruzioni)
Guardate colleghi che se sono coperti da assicurazione non c'è discussione, se non sono coperti da assicurazione...
(Interruzioni)
Ho capito, sì, sì ma è chiaro che uno non chiede due volte il risarcimento, no, stiamo parlando di ciò che è in più, e che non è sotto copertura.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io accedo alla proposta del collega Uggias, portando un esempio semplicissimo: le assicurazioni prevedono dei massimali e sulla base dei massimali si paga il premio assicurativo. Se io ho una macchina del valore di 10 milioni, e ritengo di pagare il premio assicurativo per una eventuale copertura di 3 milioni, e invece noi con la legge gliene riconosciamo 5, secondo il collega Uggias potrebbe funzionare il seguente meccanismo: 3 milioni li puoi pretendere dall'assicurazione e i restanti 2 milioni te li do io, fino a raggiungere il massimale che io prevedo. Perciò c'è il caso in cui è cumulabile, ma è cumulabile per raggiungere il massimo del beneficio, perché io, con il mio premio assicurativo, ho assicurato la mia auto per 3 milioni e non per i 10 dell'effettivo valore. Perciò credo che la formulazione del collega Uggias, offra garanzie aggiuntive per questi casi.
PRESIDENTE. Si potrebbe arrivare ad una stesura del seguente tenore: gli interventi previsti dal comma 2 sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa per la parte eccedente il valore dei beni eventualmente coperti da assicurazione. Poi succede che chi è assicurato, naturalmente, copre in questo modo il 100 per cento del danno, ma questo è un "effetto collaterale".
Ha domandato di parlare il consigliere Espa. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Io, soprattutto al collega Uggias, chiederei una riflessione di questo tipo. Allora se io, per esempio, ho subito un danno, faccio un esempio, di 50 mila euro, la mia assicurazione mi dà 35 mila euro addirittura io potrei raggiungere il cento per cento di risarcimento, questo non è equo rispetto a chi, non essendo assicurato, ottiene un ristoro solo parziale.
(Interruzioni)
Come no, ma come non è equo, scusate? Io sto facendo un provvedimento che cerca di alleviare in maniera urgente, diciamo, la situazione, cerco di dare delle risposte concrete rispetto ad una situazione oggettivamente difficile. Per quanto condivida da un punto di vista tecnico la proposta del consigliere Uggias, devo dire che se ottengo un risarcimento di 35 mila euro dalla mia assicurazione, secondo questa versione io posso essere risarcito in toto, mentre gli altri no. E' questa la questione.
Secondo me la formulazione precedente era corretta. Le direttive dell'Assessore possono spiegare bene la portata della norma, cioè se il bene è coperto da assicurazione non può godere dell'intervento regionale, ma se ci sono beni non coperti da assicurazione i 15 mila verranno presi per quegli altri beni, perché comunque rispetto alle situazioni più difficili, i 15 mila non copriranno tutto il danno, lo sappiamo tutti. Mi sembra che le direttive - lo ha detto il collega Uras - forse possono approfondire bene questo argomento, senza stabilire adesso che l'intervento regionale può essere compatibile con il risarcimento assicurativo.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, siccome è un argomento molto specialistico per essere introdotto in una norma legislativa, ritengo che l'Assessore, nel formulare le direttive, possa tenere conto del dibattito in aula relativamente a questo aspetto. In quella sede ci sarebbe maggior possibilità di scrittura che non in un comma di una legge. Quindi io chiederei all'onorevole Uggias se questa sua osservazione, mi pare condivisa da molti nell'aula, possa essere affidata alle direttive che l'Assessore emanerà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Presidente, il mio è un emendamento orale, basta una qualsiasi opposizione che sono costretto a ritirarlo.
PRESIDENTE. C'è un precedente in alcune direttive che affrontano questo aspetto, quindi non dobbiamo neanche inventare troppo.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Leggo qui una direttiva relativa alla vecchia vicenda di Villagrande. Il contributo spetta solo se il valore del danno sofferto, ovvero delle spese sostenute, è di importo superiore all'indennizzo già decurtato del premio assicurativo versato nel 2004. In tal caso il soggetto danneggiato non può comunque percepire tra contributo e indennizzo più del valore del danno sofferto. E' di una chiarezza unica, insomma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, secondo me ogni volta che si compie un passo in avanti in questa legge viene il sospetto che qualcosa non sia stato pensato bene, perché il collega Uggias sta mettendo il dito nella piaga di una questione che, quando ci sono eventi tragici, ritorna. Questa legge non prevede in nessuna sua parte un indennizzo a chi subisca la distruzione totale della casa, per esempio. L'onorevole Uggias dice: se io ho la casa assicurata fino a 60 mila euro, ma ho avuto danni non coperti dalla polizza assicurativa, non c'è ragione per cui la Regione non integri. Ma in realtà la nostra legge non contempla un caso di questo tipo, perché da una parte parla di danni e dall'altra con la riscrittura del comma quarto diciamo che il massimale di contributi erogabile al nucleo familiare è di 25 mila euro; cioè di più non si può dare, comunque. Qualunque cosa sia accaduta la legge non contempla che la Regione dia più di 25 mila euro.
Allora, se noi dobbiamo entrare nell'ordine di idee che chi ha perso realmente tutto venga indennizzato di tutto, come è ragionevole che sia in una logica solidaristica, la legge deve essere riscritta. Se invece manteniamo lo spirito della legge il caso dell'onorevole Uggias non è contemplato perché non è contemplato neanche il caso di uno che possa aver subito danni per più di 25 mila euro, perché la Regione concede al massimo 25 mila euro; non c'è bisogno di dire altro. Questa è la ratio della legge.
PRESIDENTE. Questa legge affronta in maniera generica un problema che presenta una casistica molto varia e complessa. Ci rendiamo conto che comunque chi subisce un danno di 100 mila euro avrà un risarcimento di 25 mila come quello che ha subito un danno di 50 mila euro. Però un intervento emergenziale è un intervento emergenziale che comunque offre una prima risposta. Con queste raccomandazioni all'Assessore per le direttive metto in votazione il comma 3, nel testo vigente.
(E' approvato)
L'emendamento numero 14 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti. L'emendamento numero 11 è stato ritirato.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2 Ripartizione dei finanziamenti1. Lo stanziamento di euro 20.000.000 è iscritto in un apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le UPB, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati, individuati con delibera della Giunta regionale da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, competenti all'attuazione degli interventi.
2. La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza.
3. Il Presidente della Regione verifica la congruità degli stanziamenti ed accerta lo stato di attuazione del programma. Nel caso di accertata carenza e di contestuale eccedenza di disponibilità finanziarie, relativamente agli interventi autorizzati dalla presente legge, l'Assessore competente in materia di bilancio, con proprio decreto, provvede, previa deliberazione della Giunta regionale, alle necessarie variazioni compensative tra gli stanziamenti iscritti nelle relative UPB.
4. Agli interventi di cui alla presente legge si applicano le deroghe eventualmente disposte dai provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile.
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Petrini - Cherchi Oscar - Contu - Ladu - Murgioni - Licandro - Cappai - Liori - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Lai Renato
Nel comma 1 "lo stanziamento di euro 20.000.000"è sostituito con: "lo stanziamento di euro 50.000.000". (5)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
L'importo indicato nella prima riga del comma 1 dell'articolo 2, di "20.000.000" è sostituito dal seguente: "50.000.000"
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004
Anno 2008 euro 30.000.000
In aumento
Anno 2008 euro 30.000.000. (13)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu - Serra - Salis - Frau
Il comma 2 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:
2. La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza, per la ricostruzione ed il risarcimento dei danni subiti dalle popolazioni per l'evento alluvionale di cui trattasi. All'attuazione del programma è preposto in qualità di Commissario straordinario e con tutti i poteri relativi a tutti i rami di amministrazione regionale, dei suoi Enti e delle sue Agenzie, il Presidente della Regione. Tali poteri possono essere integrati dallo Stato con gli eventuali necessari provvedimenti normativi, ai sensi del citato articolo 5 della legge n. 225 del 1992 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Il Presidente ha ampia facoltà di delega ad altro componente della Giunta regionale e di nomina di sub - commissari, con specifici compiti attuativi, tra gli amministratori locali delle zone interessate. (2)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Il comma 2 dell'articolo 2 è modificato come segue:
"La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui ala presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento d'emergenza, per la ricostruzione e il risarcimento dei danni subiti dalle popolazioni per l'evento alluvionale di cui trattasi. All'attuazione del programma è preposto in qualità di commissario straordinario e con tutti i poteri relativi a tutti i rami di amministrazione regionale, dei suoi Enti e delle sue agenzie, un delegato del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 18 comma 2 della legge statutaria n. 1 del 10 luglio 2008. Tali poteri possono essere integrati dallo Stato con gli eventuali necessari provvedimenti normativi, ai sensi del citato articolo 5 della legge n. 225 del 1992 e sue successive modificazioni ed integrazioni". (9)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Al comma 2 dell'articolo 2 le parole: "Giunta regionale" sono sostituite dalle seguenti: "Il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale,". (16)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu - Serra - Frau- Salis - Caligaris - Pacifico
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
Art. 2 bis
1. E' istituita una Commissione consiliare speciale, ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio, composta da undici consiglieri e nominata dal Presidente del Consiglio regionale, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
2. La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agi atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
3. Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
4. La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili e di elaborare studi nella materie di cui al presente articolo, promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca. (3)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
Art. 2
1. E' istituita una Commissione consiliare speciale, ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio, composta da undici consiglieri e nominata dal Presidente del Consiglio regionale, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
2. La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agli atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
3. Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
4. La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili e di elaborare studi nelle materie di cui al presente articolo, promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca. (7)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
"Art. 2 bis
Istituzione della Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna
1. Al fine di consentire una più efficace applicazione dei contenuti del comma 1, lettera a) dell'art. 108 del D.Lgs. 112/1998 (Competenza delle Regioni in ordine alle attività di predisposizione dei programmi di previsione, prevenzione ed attuazione degli interventi urgenti in caso di calamità e di quelli necessari a garantire il ritorno alle normali condizioni di vita, unitamente alla formulazione degli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza) è istituita la Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna presso l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente.
2. Alla Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna sono attribuiti i compiti, le funzioni, il personale, i mezzi, gli strumenti logistici e le strutture operative attualmente in capo al Servizio Protezione Civile della Direzione generale del CFVA.
3. La Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna indirizza e coordina le attività di Protezione Civile di tutte le strutture regionali, delle Province, dei Comuni e delle Associazioni di Volontariato.
4. Gli indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale dei programmi di previsione, prevenzione ed attuazione degli interventi urgenti in caso di calamità e di quelli necessari a garantire il ritorno alle normali condizioni di vita sono emanati con Direttiva dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente.
"gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in euro 12.500 per l'anno 2008 e in euro 100.000 per gli anni successivi (UPB S01.02.001)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.02.001
Oneri per il trattamento economico dei dipendenti ivi compreso il salario accessorio.
Anno 2008 euro 12.500
Anno 2009 euro 100.000
Anno 2010 euro 100.000
Anno 2011 euro 100.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Mediante utilizzo della riserva di cui alla voce 3 della Tab. A allegata alla legge finanziaria. (11)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Atzeri
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
"Art. 2 bis
Ai familiari delle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 è riconosciuto il contributo di solidarietà istituzionale previsto dall'articolo 3 della legge regionale n. 8 del 2008.
Ai relativi oneri si fa fronte con le dotazioni previste nella successiva norma finanziaria." (25).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 5 e 13 sono decaduti; l'emendamento numero 11 è ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (P.D.), relatore. L'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 9 sono parzialmente accolti dall'emendamento numero 16 per cui si esprime parere positivo sull'emendamento numero 16 e si chiede il ritiro degli emendamenti numero 9 e 2.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 9?
PINNA (P.D.), relatore. Sì, se ne chiede il ritiro, anche se accolto nello spirito perché, per esempio, il riferimento alla statutaria è impreciso in quanto la legge statutaria non è ancora vigente.
CAPELLI (U.D.C.). Ritiro gli emendamenti numero 9 e 2.
PINNA (P.D.), relatore. Quindi sull'emendamento numero 16 il parere è favorevole mentre gli emendamenti numero 3 numero 7 mi sembra aver capito che sono stati ritirati.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 3 è stato trasformato in un ordine del giorno e comprende anche l'emendamento numero 7, nel senso che i firmatari, i presentatori degli emendamenti sono anche firmatari dell'ordine del giorno.
PINNA (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 25 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per spiegare perché ho presentato questo emendamento. Come diceva appunto l'onorevole Pirisi, si vuole solo riconoscere ai familiari delle vittime dell'alluvione il contributo di solidarietà previsto per i familiari dei morti sul lavoro, dalla legge regionale numero 8 del 2008. Non ritengo che l'occasionalità dell'evento alluvioni possa giustificare una mancata solidarietà istituzionale in questa direzione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli emendamenti aggiuntivi numero 3 numero 7 sono trasformati in un ordine del giorno. Metto in votazione l'emendamento numero 25.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'ora è tarda ma io invito ugualmente l'Aula ad un supplemento di attenzione sul contenuto dell'emendamento.
In sostanza, qua noi abbiamo cinque persone che sono decedute in occasione di questi eventi tragici, di queste cinque due stavano andando al lavoro e avranno l'opportunità di ottenere i benefici di quella legge che quest'Aula, pochi mesi fa, ha approvato. Tre, per loro sfortuna o meno, o per l'età, non stavano andando al lavoro e, con la stessa morte, non avranno lo stesso beneficio che invece chiede di dare questo emendamento. Io credo che tutte le parole che sono state pronunciate in quest'Aula, di cordoglio e di partecipazione, verrebbero contraddette dal respingimento di questo emendamento. Ecco perché voterò a favore, e invito l'Aula a fare altrettanto. Queste vite non potranno essere risarcite, ma almeno alla famiglia potrà andare un segno tangibile dell'impegno della Regione a loro favore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3 Norma finanziaria1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 20.000.000 per l'anno 2008, si fa fronte con la variazione di bilancio di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione
UPB S08.01.004
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
Anno 2008 euro 20.000.000
In aumento
UPB S04.03.002
Emergenza idrica ed eventi alluvionali -Investimenti
Anno 2008 euro 20.000.000.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, capisco che non è presente l'Assessore del bilancio e della programmazione, però, io sinceramente non sono riuscito a capire da dove arrivino queste risorse. La delibera numero 229 del 15 ottobre 2008 "patto di stabilità interno 2008", tra l'altro prevede l'approvazione della "rimodulazione dei limiti massimi degli impegni e dei pagamenti annuali di ogni direzione generale alla misura indicata nelle tabelle allegate, costituenti parte integrante del presente decreto, e di dare mandato alla ragioneria regionale di bloccare le richieste di impegno e pagamento risultanti in eccesso rispetto al plafond in oggetto. Questa cifra è certamente in eccesso su questo plafond. Sollevo solo ed esclusivamente questo problema.
PRESIDENTE. E' un problema, ma non è risolvibile... è un problema comune a molte regioni, c'è una discussione in tutta Europa sul Patto di stabilità e sulla possibilità che possa essere ritoccato in presenza di questa grave congiuntura economico-finanziaria, per tutti i paesi.
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4 Entrata in vigore1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.)
(E' approvato)
Gli emendamenti numero 3 e numero 7 sono stati trasformati in un ordine del giorno che delibera l'istituzione di una Commissione d'inchiesta nei termini in cui era stata proposta. Questa è la formula più adeguata, a termini di Regolamento, dato che c'è una riserva di regolamento su questo, che il Consiglio può utilizzare in ogni momento senza approvare una norma di legge.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine Del Giorno Biancu - Uras - Capelli - Artizzu - Lanzi - Atzeri - Ladu - Vargiu - Barracciu - Bruno - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Diana - Espa - Fadda - Floris Mario - Gessa - Lai Bachisio Silvio - Lai Vittorio Renato - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Uggias sulla nomina della Commissione d'inchiesta sullo stato del territorio regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALEa conclusione dell'esame del disegno di legge n. 346/A "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008",
delibera
di istituire una Commissione d'inchiesta, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno del Consiglio, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agli atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui sopra e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca.
Il Consiglio altresì delega
il Presidente a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 346/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 40
(Il Consiglio approva).
I lavori del Consiglio riprenderanno domani pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 0 e 01.
Allegati seduta
CDLIV Seduta
(POMERIDIANA)
Martedi' 28 ottobre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
Del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 50.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 8 ottobre 2008 (445), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Giuseppe Balia, Alessandro Frau, Giovanni Giagu, Raimondo Ibba, Pierangelo Masia, Matteo Sanna e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 346.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, l'alluvione del 22 di ottobre, che ha colpito alcuni comuni del meridione della Sardegna e in particolare i Comuni di Capoterra, Decimomannu, Sestu e Cagliari, ha causato danni ingenti, anche perché l'intensità è stata di una violenza mai registrata in precedenza. Questo Consiglio regionale oggi è chiamato a esprimersi per assumere decisioni e per vedere cosa fare nell'immediato e anche nel futuro, considerato che si tratta di un'emergenza che in questo territorio pare avere ormai natura ciclica.
Io credo che la prima cosa che bisognerà fare sia quella di intervenire per uscire da questa situazione di emergenza e ritornare alla normalità, quindi tutti gli sforzi del Governo della Regione, del Governo nazionale, degli enti locali devono essere orientati in questa direzione.
Successivamente bisognerà quantificare i danni che sono stati causati dall'alluvione, e su questo io credo che, come Governo della Regione, bisognerà offrire tutto il supporto necessario ai comuni e agli enti locali interessati.
Il terzo punto che ritengo debba essere affrontato in modo efficace da questo Consiglio regionale è quello della necessaria celerità degli interventi e dei finanziamenti, perché è vero che questo Consiglio regionale sta approvando una legge che prevede lo stanziamento di determinate risorse, ma è altrettanto vero che è assolutamente indispensabile che queste risorse vengano erogate in tempi rapidi ai destinatari finali. Io credo che ci siano alcune misure che possono essere adottate affinché queste risorse arrivino immediatamente nella disponibilità dei cittadini danneggiati. Ad esempio, ci può essere la possibilità - adesso lo vedremo anche in legge - di utilizzare una misura che noi abbiamo previsto anche nella legge regionale numero 26 del 1999: l'istituzione di un fondo per i comuni per operazioni di emergenza.
E' chiaro - mi pare sia stato sottolineato anche da qualche altro collega questa mattina - che ci sono situazioni che richiedono interventi che non possono aspettare neanche un giorno, probabilmente neanche ore. I comuni devono pertanto avere la possibilità di disporre di somme immediate, magari presentando documentazione adeguata oppure sospendendo alcuni provvedimenti relativi a scadenze che riguardano le famiglie in queste situazioni. Però la cosa importante è che i comuni, i sindaci abbiano immediatamente la disponibilità per poter erogare queste risorse.
La legge numero 26 del 1999, quella che è stata approvata dopo l'alluvione nel '99, a parer mio ha prodotto risultati importanti; è stata una legge efficace. Io ho visto che anche alcune parti di quella legge sono state inserite all'interno di questo disegno di legge e, considerato che il lavoro di allora si è rivelato molto efficace, credo che quella legge possa risultare molto utile anche in questa fase, anche perché non ritengo che bisogni iniziare tutto daccapo.
Assessore, credo che dovremmo ragionare anche sulle risorse che dobbiamo mettere a disposizione, perché mi pare che queste, visti i danni ingenti causati da quest'alluvione, non siano adeguate. Le ricordo, che nel '99, quando si è verificato un evento simile in alcuni comuni di quel territorio, noi abbiamo stanziato, come primo atto, 265 miliardi di vecchie lire, che sono sicuramente una cifra di gran lunga più alta di quella che stiamo prevedendo oggi. Peraltro quello è stato un intervento iniziale, però poi sono stati posti in essere ulteriori importanti interventi da parte del Governo regionale proprio per fare in modo che le popolazioni non patissero eccessivamente i danni di quell'alluvione. Allora, io credo che proprio quella legge che individuava alcuni criteri nell'erogazione delle risorse e che, come dicevo, ha sortito risultati importanti possa essere, almeno come impalcatura (chiaramente dopo otto, nove anni, qualche parte deve essere cambiata) presa in considerazione.
Ritengo che questo Consiglio debba effettuare anche una riflessione sulle cause che hanno determinato questo evento. Comincio col dire che queste sono determinate sia da errori umani (pur nel rispetto delle disposizioni delle leggi di allora probabilmente qualcosa non ha funzionato) sia soprattutto dall'eccezionalità di alcuni eventi calamitosi, perché di fronte a certi uragani veri e propri, anche situazioni regolari dal punto di vista urbanistico rischiano di patire danni enormi. Si tratta di eventi fuori dal comune, fuori dal normale e non siamo preparati ad affrontare queste situazioni.
Se è vero, però, che non è possibile prevenire qualsiasi evento, è anche vero che noi, come Consiglio regionale, possiamo intervenire per fare in modo che i danni cagionati da questi eventi siano i minori possibili. Del resto noi, come Regione, siamo chiamati a convivere sia con questi eventi alluvionali sia con la siccità, quindi abbiamo una doppia realtà da fronteggiare in Sardegna, oggi, che ci obbliga a effettuare scelte importanti nel territorio per limitare il più possibile i danni.
PRESIDENTE. Concluda.
LADU (Fortza Paris). Ho venti minuti di tempo.
CUGINI (Sinistra Autonomista). No, dieci minuti.
PRESIDENTE. Sì, concluda prego.
LADU (Fortza Paris). Fino adesso hanno parlato per venti minuti, comunque tenterò di chiudere e non ci sono problemi. Dicevo, siccome si tratta di una situazione che interessa diverse migliaia di persone, e siccome la situazione è quella che è, io credo che noi abbiamo il dovere, come Consiglio regionale, di tutelare queste comunità, dobbiamo effettuare interventi che tentino di salvare il più possibile la situazione e nel contempo dobbiamo fare in modo che, praticamente, nel prossimo futuro queste situazioni non si verifichino, o se si verificano che causino il minor danno possibile.
Devo ricordare che non in proposito siamo all'anno zero; questo Consiglio regionale e questa Regione ha un Piano di Assetto Idrogeologico approvato, che riguarda tutto il territorio della Sardegna, fin dal mese di agosto del 2003, e da quella data sono iniziate le conferenze programmatiche che hanno interessato e coinvolto tutti i Comuni della Sardegna, offrendo un contributo importante. Quel Piano poi è stato approvato definitivamente nel dicembre del 2004. Ecco, Assessore - e chiudo davvero - io credo che noi, partendo da questo studio importante, che è stato avviato nella passata legislatura e completato in questa attuale, possiamo cominciare ad effettuare interventi importanti. Noi dobbiamo evitare di intervenire soltanto quando capitano queste calamità…
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, la prego, concluda.
LADU (Fortza Paris). …noi, ho finito, dobbiamo intervenire partendo dalle zone più a rischio, dalle zone R4, noi dobbiamo iniziare a programmare interventi annuali in questi territori, perché un anno dopo l'altro sicuramente riusciremo a mettere in sicurezza il territorio della nostra Isola! La ringrazio anche per avermi concesso questo mezzo minuto in più.
PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Ladu. Avevamo deciso, questa mattina, di autoridurre gli interventi a dieci minuti essendoci numerosissimi colleghi che intendono prendere la parola in discussione generale.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi, l'esame di questo disegno di legge ci offre la possibilità di riflettere ancora su un tema doloroso: in queste ore volontari, Protezione civile, forestali, cittadini stanno ancora operando nelle zone colpite dai nubifragi per ripristinare un minimo di vivibilità, ma le condizioni sono difficili e i rischi sono ancora alti. Il problema dell'acqua non potabile mi pare che la dica tutta sulle difficoltà; molti anziani hanno avuto per fortuna l'aiuto dei vicini di casa, proprio in località non direttamente coinvolte nelle tragedie. La Giunta avrà il delicato compito di individuare i comuni dove dovranno essere effettuati gli interventi. E' infatti fondamentale delimitare le zone colpite nel dettaglio.
Quanto riferisce il Presidente della Circoscrizione di San Michele di Cagliari a proposito dei danni in quell'area (la disperazione che si registra in alcune zone di Monserrato, piuttosto che di Assemini, o di Sestu o addirittura di Selargius dove ci sono persone anziane con pensioni di 432 euro al mese che vivono momenti di gravissima difficoltà) è un indizio chiaro e certo che c'è bisogno di chiarezza, oltre che di rapidità. Qui ora non si tratta di caricare il provvedimento di significato politico, né si può ragionare in termini di responsabilità. La magistratura ovviamente farà gli accertamenti necessari. Si tratta però di procedere rapidamente ma con razionalità organizzativa, tenendo presente che, come purtroppo dimostrano anche i recenti eventi analoghi verificatisi, è indispensabile evitare i ritardi nell'erogazione degli aiuti. Chi si trova in difficoltà non può adesso subire lungaggini burocratiche. Soprattutto per chi non ha strumenti culturali occorre evitare che debba presentare domande su domande, perizie e controperizie; gli accertamenti possono essere fatti successivamente.
Per rendermi conto di persona di ciò che è accaduto nei comuni dell'hinterland mi sono recata a Monserrato. Assessore, il fango è penetrato sotto il pavimento, dentro i mobili, ha reso inutilizzabili macchine da lavoro o ha reso non più vendibili capi di abbigliamento. Andate in via del Redentore per rendervi conto di quello che realmente c'è e potrete verificare ciò che affermo. L'emendamento che velocizza l'erogazione dei fondi ha questa sostanziale motivazione: non possono evidentemente trascorrere anni per ottenere una solidarietà che è dovuta.
E' evidente che le tragedie sono tali solo quando le condizioni oggettivamente non lasciano dubbi sulla straordinarietà degli eventi, ma quando si palesa una responsabilità umana si configura un disastro colposo, se non addirittura una tentata strage. A questo proposito ha fatto molto bene, assessore Mannoni, a chiedere che si proceda all'affidamento dei lavori della nuova "195", ma anche su questa strada penso si debba procedere al più presto alla messa in sicurezza. E' evidente che l'erosione sulla "195", dovuta alla vicinanza del mare, sta creando una condizione di pericolosità quotidiana.
Non è pertanto peregrino pensare che nell'arco di un breve periodo si possano registrare danni ingenti, soprattutto se dovessero manifestarsi altri eventi meteorologici gravi. Quindi, la certezza dei tempi e la precisione degli interventi sono determinanti. Ecco perché insieme all'auspicio di una rapida approvazione della legge, ritengo indispensabile una struttura burocratica snella, in modo da poterla rendere davvero efficace. Per esempio, non ritengo sia questo il momento di attivare una direzione generale regionale della Protezione civile, sottraendo compiti, funzioni, personale e mezzi a quella del corpo forestale, così come non reputo che la responsabilità, che è già nelle mani del Presidente della Regione, debba essere ulteriormente confermata. Credo che tutt'al più si possa costituire un pool di tecnici di riferimento degli Assessorati che possano lavorare con maggiore coerenza.
Concludo anche sottolineando un aspetto, diciamo così, tecnico, all'articolo 1. C'è una lettera d) che veramente non si capisce. E' opportuno chiarire meglio che cosa si intende fare, perché qui si parla di studi per quanto riguarda l'assetto idrogeologico, però poi non si capisce bene se questi studi debbano essere fatti o se si debba intervenire sui bacini idrografici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che di fronte a questo disegno di legge non stupisca il numero delle persone che ha chiesto di intervenire, non fosse altro per il coinvolgimento emotivo che in ciascuno di noi ha determinato la tragedia che ha colpito le aree dell'hinterland cagliaritano, in particolare il Comune di Capoterra. Un coinvolgimento emotivo che ovviamente ci porta a pensare che ci possano essere anche delle responsabilità (sicuramente che ci sono state delle responsabilità) sulle quali sarà utile successivamente indagare.
Quando, infatti, si sente il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione dichiarare in maniera nitida e chiara che una parte delle colpe del disastro è senz'altro da attribuire alla mancanza di una pianificazione urbanistica, alla mancanza di rispetto del territorio durante le fasi di edificazione, beh insomma allora è evidente che è utile un supplemento di indagini, è utile un approfondimento, è utile che ciascuno di noi capisca meglio (considerato soprattutto che stiamo all'interno di quest'Assemblea in funzione di legislatori) non tanto quali sono le responsabilità individuali (perché non credo nelle responsabilità individuali in casi come questo) ma quali sono i motivi per cui l'intera classe dirigente sarda e di quelle aree geografiche non ha prestato attenzione al ragionamento sulle ipotesi di disastri legati ad una urbanizzazione senza pianificazione.
La situazione di Capoterra, del resto, non è differente dalla situazione di altri comuni della Sardegna in cui abbiamo pagato già un prezzo alto di vite umane per eventi meteorologici che sicuramente non potevano essere previsti, mentre poteva essere previsto il contesto urbanistico di riferimento nel quale gli eventi meteorologici si sono scatenati, comportando danni immensi alle cose, ma soprattutto la perdita di vite umane.
Però credo che il ragionamento sulla responsabilità, che è un ragionamento che questo Consiglio regionale ha il dovere di approfondire, sia senz'altro un ragionamento di domani, di dopodomani, nel senso che oggi questo Consiglio regionale è invece chiamato ad un altro ragionamento, che è giusto che facciamo tutti insieme, senza dividerci tra maggioranza e opposizione, senza minimamente discutere di differenze legate all'appartenenza politica, per dare il senso della solidarietà, della partecipazione, della presenza dell'intervento di coloro, che avendo una responsabilità specifica in questo momento in quest'Aula nei confronti dei sardi, devono inviare un segnale.
L'assenza di un segnale non verrebbe infatti tollerata da chi ha oggi tutti i propri beni sommersi nel fango, da chi ha perso familiari, da chi oggi da questo palazzo non si aspetta che ci sia la solita distanza, che sempre si registra, tra la politica e la gente, ma si aspetta di vederci, con le maniche rimboccate e anche coi calzoni rimboccati (se non fisicamente almeno idealmente) lavorare al loro fianco.
Ecco perché noi Riformatori cercheremo di usare il buon senso nella discussione di questa legge e soprattutto cercheremo di essere ispirati da questo senso di solidarietà che vuole l'intero Consiglio regionale stretto intorno a queste popolazioni. Però proprio perché questo è il ragionamento che ci ispira, signor Presidente del Consiglio, io non credo che oggi a Capoterra e nelle altre zone dell'hinterland cagliaritano serva una legge subito, cioè non credo che serva una legge che venga approvata dal Consiglio regionale stasera, credo che serva una buona legge, credo che serva una legge che riesca poi a dispiegare i propri effetti positivi nelle zone che sappiamo trovarsi in gravissima sofferenza, nei tempi e con le certezze del diritto che sono compatibili con le esigenze della gente che ha subito perdite.
Ecco perché credo che sia estremamente positivo il richiamo che è stato fatto in questa Aula ad una tempistica ferma. Esistono alluvionati del 2004, o forse anche di anni precedenti che stanno aspettando il ristoro dei danni subiti. Non vorremmo che gli alluvionati di Capoterra, non vorremmo che le famiglie che subiranno danni ingenti a Capoterra e nelle altre aree colpite dall'alluvione, nel 2014, quando ci sarà, speriamo di no, un altro evento alluvionale, dovessero tornare in questa Aula o al microfono delle televisioni a dire: stiamo ancora aspettando il risarcimento dei danni del 2008.
Quindi io credo che sia importante ridurre al massimo la burocrazia, che la Giunta regionale nelle sue direttiva, che il Consiglio nelle cose che fa, infileranno dentro questa legge e dentro le sue direttive di attuazione, perché ci sia un'azione celere di valutazione dei danni, perché ci siano organismi tecnici che immediatamente esaminino le domande che verranno presentate per i risarcimento e perché il primo ristoro (in attesa che arrivi anche quello dello Stato, che è una parte importante del risarcimento danni che noi attendiamo) arrivi immediatamente. E' necessario che la gente si renda conto che la Regione è una istituzione vicina a chi ha subito i danni e non un posto lontano dove i consiglieri regionali (che tanto hanno la casa calda, quasi tutti, nonché un discreto stipendio mensile) possono permettersi, in assoluta serenità, di pianificare con lentezza e con mille cavilli burocratici l'aiuto che oggi invece occorre che sia immediato nei territori che hanno subito il disastro dell'alluvione.
Ecco perché noi chiediamo che, anche dal punto di vista economico, siccome l'aiuto regionale probabilmente sarà il primo ad arrivare, sia un aiuto più forte rispetto a quello previsto nella legge e che anche il ristoro - ho letto l'emendamento della Giunta che stabilisce una sorta di tetto per il ristoro - sia dimensionato al danno subito. Mi rendo conto che se i soldi sono pochi bisogna dire che per le attività imprenditoriali, per quelle artigianali, per quelle commerciali non si può andare sopra le 30 mila euro, mi rendo conto che è difficile prevedere aiuti mirati alle famiglie sopra i 10 mila euro, che è difficile prevedere che per un'automobile danneggiata si possano stanziare più di 2000 euro, ma 2000 euro non sono sufficienti a far camminare un'auto che è destinata alla rottamazione; chi abita a Capoterra ne ha bisogno per motivi di lavoro, e spesso non ha la possibilità di procurarsi immediatamente una nuova auto.
Quindi noi chiediamo all'intero Consiglio (lo chiediamo senza sollevare le polemiche a cui siamo stati abituati in passato perché non vorremmo assolutamente che si ripetessero in occasione di eventi del genere) che venga anticipata anche quella parte degli aiuti statali che è comunque prevista, in modo da ottenere un'immediata erogazione dei fondi; fondi che sicuramente saranno utili anche fra un anno, fra un anno e mezzo, fra sei mesi, quando saranno disponibili quelli dello Stato, ma sicuramente servono di più oggi.
Chi ha visto le immagini televisive, come le abbiamo viste tutti, o si è recato fisicamente nei posti che sono stati soggetti all'evento, sa perfettamente che le risorse servono oggi, che la solidarietà serve oggi, che la sensazione di essere protetti in qualche maniera anche dalla solidarietà che deriva dal senso pubblico di questa Aula serve oggi. E' un messaggio che deve essere dato immediatamente alle persone che hanno subito danni e che in questo momento si chiedono se esista qualcuno al loro fianco, al di là del volontariato, al di là di ciò che noi abbiamo visto essere messo a disposizione nell'immediato da parte della buona volontà dei singoli, dei privati o delle istituzioni preposte al primo soccorso.
Io credo che questa sia l'occasione buona per dimostrare che i sardi, che sono sempre divisi su tutto e che su ogni tema trovano comunque elementi di dissenso, di diversificazione, di divisione, su una vicenda come quella che ci ha angosciato tutti quanti per gli eventi accaduti nell'hinterland cagliaritano non intendano dividersi e soprattutto non intenda dividersi l'organismo, il Consiglio regionale, che li rappresenta. Quindi l'organismo che li rappresenta con la massima sensibilità, con la massima disponibilità e forse anche anticipando risorse di cui in questo momento non dispone, ma che sa che arriveranno dallo Stato, è unito nell'inviare un segnale: quello della disponibilità della solidarietà, della presenza forte della Regione a fianco di chi oggi soffre per errori che, nella maggior parte dei casi, non sono da attribuire a chi ha subìto danni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mattana. Ne ha facoltà.
MATTANA (P.D.). Signor Presidente, anch'io ritengo che questo disegno di legge che il Consiglio sta discutendo costituisca, nonostante la sua brevità, un momento importante, molto atteso dalle popolazioni che hanno subito i danni di questo evento calamitoso. Il nubifragio che ha colpito l'area del cagliaritano, in particolare il Comune di Capoterra, ha infatti determinato lutti in quelle popolazioni e danni gravissimi alle abitazioni, alle infrastrutture e al territorio. E bisogna sottolineare, ma è stato già fatto, che ha colpito un'area che era già stata scenario di altri tragici eventi negli ultimi anni, sempre con dei bilanci drammatici. Quindi, anche il carattere di eccezionalità che noi attribuiamo a questo evento forse va meglio precisato.
Io, anche nella mia esperienza di amministratore di quel territorio, ho visto, negli ultimi dieci anni, tre eventi calamitosi che hanno determinato, oltre che lutti, gravissimi danni per quelle popolazioni che, ormai, vivono anche nell'ansia e nel timore che possano ripetersi. Certi eventi, ormai, si ripetono ciclicamente. Pur riconoscendo, infatti, come rivelano anche i dati delle relazioni allegate, l'eccezionalità di un evento che ha determinato (rilievi pluviometrici alla mano) 370 millilitri di pioggia in poche ore, in un'area molto circoscritta, è innegabile sia l'esistenza di un cambiamento climatico, sia la circostanza che in quelle zone, come in altre della nostra Regione, l'intervento dell'uomo, cioè l'antropizzazione del territorio ha determinato, con il taglio di boschi, di macchia mediterranea, il dilavamento delle pendici delle montagne. Infatti, la massa d'acqua che ha travolto tutti, era in gran parte aumentata di volume per la presenza di fango che ha sommerso le abitazioni. Quindi, non è più un fatto che ha un carattere di eccezionalità, ma è un fatto che è stato determinato anche in gran parte da scelte urbanistiche sbagliate che hanno compromesso gli assetti idrogeologici.
C'è stata quindi un'edificazione sregolata in quei territori, cioè una edificazione che, pur nel rispetto anche dalla normativa vigente all'epoca (perché, in particolare con riferimento al territorio di Capoterra, le lottizzazioni risalgono alla fine degli anni 70, primi anni 80, quando esisteva una normativa differente) e ha dato luogo - e non solo lì, ma in gran parte della nostra Regione - a uno sviluppo urbanistico che, sicuramente, non ha tenuto conto delle condizioni dei territori e non ha valutato la pericolosità di certi interventi. Io credo che debbano essere accertate le responsabilità; c'è chi deve accertarle, però non credo che questo sia il momento nel quale noi dobbiamo procedere ad un accertamento delle stesse.
Io nutro qualche riserva anche sulle Commissioni d'inchiesta, di accertamento, perché ci sono altri organi preposti a effettuare questo tipo di accertamenti, ad individuare responsabilità e a valutare quali siano, poi, anche le cause. Credo che il Consiglio abbia un altro ruolo; intanto quello di provvedere alla approvazione di una legge che cerchi di quantificare i danni, di circoscrivere l'ambito dell'evento calamitoso e fare in modo che si ottenga un ristoro dei danni nel più breve tempo possibile e con le procedure più snelle e semplificate, e poi anche di individuare quali possano essere gli interventi atti a prevenire che questi eventi si verifichino nuovamente.
Sono state effettuate opere di carattere idraulico, ad esempio sul Rio Santa Lucia e anche su altre parti del territorio, che hanno evitato i danni, ma sicuramente non sono interventi sufficienti, e il Piano idrogeologico non ha ancora trovato attuazione. Poi, sono stati richiamati, qui, anche interventi più radicali e scelte sicuramente difficili e coraggiose, come quelle di delocalizzare anche alcuni insediamenti urbanistici. Io, ormai da dieci anni assisto al ripetersi di questi eventi; ci sono alcune aree urbane che presentano una pericolosità intrinseca, e che sono frequentemente soggette a questi eventi. Naturalmente sono valutazioni difficili e scelte che comportano anche assunzione di responsabilità, però credo che debbano essere effettuate e debbano essere anche coraggiose.
La Regione è intervenuta prontamente, devo darne atto, perché ho visto sia in sede di sopralluogo della Commissione urbanistica, sia personalmente, che è stato profuso un grande impegno da parte dell'Esecutivo (in particolare degli Assessorati dei lavori pubblici e dell'ambiente) che ha dimostrato, con i mezzi e le risorse messe a disposizione, la vicinanza agli enti locali e alle persone che sono state colpite da questo evento calamitoso. Moltissimi sono stati i disagi, in particolare alla viabilità, soprattutto se si considera che un territorio è rimasto isolato - e non è la prima volta che accade, l'Assessore lo sa - per circa 48 ore. Nel 2005 era rimasto isolato per oltre 24 ore. Quindi, considerata la situazione viaria totalmente precaria, è assolutamente necessario che si proceda all'aggiudicazione dei lavori per la nuova Strada Statale 195. Del resto, tutto il territorio presenta una viabilità adesso inadeguata, e sono, ad oggi, ancora a rischio le vie di comunicazione con il Capoluogo, nonostante gli interventi.
C'è stata comunque una grande solidarietà che è stata dimostrata da tutti, una solidarietà istituzionale, come veniva anche richiamata dal collega Cugini, che è stata dimostrata con l'impiego di uomini e di mezzi. Sono intervenute, tra l'altro, squadre messe a disposizione dalle imprese delle aree industriali di un centinaio di persone che hanno lavorato per giorni per cercare di dare un aiuto a quelle popolazioni e a quelle persone che hanno subito, oltre a un danno fisico, anche un danno morale, che non si può di certo ristorare così facilmente.
Certo, questo non è il momento di fare osservazioni o polemiche, ma, forse, un miglior coordinamento, anche di alcuni interventi, avrebbe consentito di utilizzare meglio anche questi contributi. In particolare, ve lo dico senza polemica, un maggior coordinamento sarebbe stato opportuno nello smaltimento dei rifiuti. Credo inoltre che sia utile e necessario che l'Assessore precisi quali sono, allo stato, i Comuni che sono stati oggetto di questo evento calamitoso, rispetto anche a quanto indicato nella relazione, e che si proceda ad adeguare la valutazione dei danni, per meglio calibrare sia i fondi regionali, sui quali, comunque, c'è un grosso impegno, sia, soprattutto, i fondi statali, che sono assolutamente insufficienti e che necessiteranno di essere decisamente rimpinguati.
Qualche parola vorrei poi spendere in ordine al testo e, in particolare, ai contributi destinati ai privati che, oltre al danno alle abitazioni, hanno subito danni a beni mobili e ad arredi, e che quindi necessitano di un intervento e di un indennizzo immediato.
Infine, per quanto riguarda le anticipazioni, queste potrebbero aiutare anche coloro che, cinque anni fa hanno subito un danno e che ancora non sono stati indennizzati. La mia speranza è che si riesca a riportare un po' di serenità in quei territori dove ci sono dalle 600 alle 2000 persone senza casa, senza fogne, senza energia elettrica e senz'acqua, che quindi hanno dovuto contare sull'ospitalità di amici e sulla solidarietà delle istituzioni e del territorio. Concludo auspicando che fatti di questo genere possano rappresentare solo un ricordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, stamattina in Commissione noi abbiamo espresso un voto favorevole a questo disegno di legge ancorché avremmo voluto apportarvi delle modifiche. Abbiamo presentato alcuni emendamenti, però abbiamo anche potuto constatare che alcune riflessioni espresse stamattina in Commissione sono state già accolte dall'Assessore. Quindi questa è una nota positiva che può favorire sicuramente un dialogo costruttivo per approvare una legge che non sia una semplice "leggina", ma una legge importante.
Questa è una legge che non riguarda solo gli interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali, ma tratta anche di dissesto idrogeologico, e di questo parleremo dopo in maniera più approfondita. E' una legge che riguarda un evento calamitoso straordinario (straordinario in senso negativo) che ha provocato numerose vittime. Vittime innocenti, persone che si recavano al lavoro o in ospedale, vittime quindi che ci chiedono attenzione, coraggio e determinazione nelle scelte che effettueremo.
Il sopralluogo che abbiamo compiuto con la Commissione ci ha messo di fronte ad una realtà che non possiamo ignorare, una realtà fatta di necessità di interventi sicuramente contingenti, ma soprattutto di prese d'atto della grave situazione relativa all'assetto idrogeologico del territorio interessato. Dall'incontro che abbiamo avuto anche con il sindaco di Capoterra è emerso che, appunto, si è trattato di un evento straordinario: in pochissime ore si sono riversati oltre 300 millimetri di pioggia, contro i 600 che annualmente si verificano; ci sono stati danni ingenti alle infrastrutture, grossissimi problemi al sistema di depurazione, tant'è vero che metà della popolazione - nel giorno in cui abbiamo effettuato il sopralluogo come Commissione - quindi circa 10 mila abitanti, era priva di sistema di depurazione, con tutte le immaginabili conseguenze di carattere igienico-sanitario.
Il sindaco, ma anche alcuni consiglieri regionali stamattina hanno evidenziato che la maggior parte delle abitazioni colpite ricadono in ambiti lottizzati e quindi erano state regolarmente autorizzate. Prima ho parlato di vittime innocenti proprio perché non hanno avuto alcuna responsabilità nell'aver acquistato o costruito la casa in quegli ambiti. Quindi, chi ha subito il danno perdendo la vita (o quando è andata bene i propri beni, o la propria azienda) non è da ritenersi responsabile.
E' necessario allora aprire una riflessione profonda per arrivare a una puntuale analisi di quanto è successo, di quanto si poteva o doveva fare, ma soprattutto di quanto oggi bisogna fare. Per deformazione tecnica, dopo il sopralluogo, ho provato ad approfondire, a capire meglio quello che era successo. Ho provato a esaminare, da alcune foto aeree, quell'area sotto il profilo dell'assetto idrogeologico. E' un'area dalla quale si evince immediatamente una gravissima situazione di assetto idrogeologico, perché soprattutto nel Rio San Girolamo si riversa un quantitativo d'acqua che proviene da un bacino imbrifero enorme. Forse quella diga che era vuota e che poi ha tracimato, potrebbe avere anche evitato danni maggiori, pertanto bisogna aprire una riflessione su ciò che bisognerà fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni anche a livello infrastrutturale.
Si può notare, anche dalle foto aeree, come alcuni insediamenti che si sono sviluppati in maniera regolare vanno però a interferire in maniera chiara su quello che era il corso naturale del Rio San Girolamo, così come si vede chiaramente che le ultime opere sulle quali sono stati effettuati interventi vicino al mare praticamente non hanno funzionato, perché quando l'onda è arrivata in quel punto non è entrata in quel canale ma ha spazzato via tutto quello che c'era nella piana di Frutti d'oro.
Il sindaco ha parlato anche di un piano di assetto idrogeologico, un piano che deve essere rispettato, ma ha anche detto che forse questo piano deve essere più rigido, e su questo io aprirei una verifica per capire se quel piano di assetto idrogeologico sia veramente idoneo. Ha ragione il sindaco quando dice: "Quando mi chiedono la concessione e ci sono tutti i pareri io la devo rilasciare, o meglio, il dirigente preposto deve rilasciarla".
Qualcuno ha parlato di delocalizzazione, e qua mi rivolgo all'Assessore: ci sono atti coraggiosi che si possono e si devono fare; si parla di delocalizzazione - e con questo non voglio strumentalizzare - ad esempio per il G8 di La Maddalena, dove si stanno per demolire decine di case per ricostruirle da un'altra parte. Io credo che forse, forse ancora di più in questo caso, bisogna valutare questa opportunità, dando sicuramente garanzie ai cittadini che hanno la casa che però devono sapere, devono capire che si trovano in una costante condizione di pericolo che forse fino a oggi ignoravano.
Quindi, la legge dovrebbe prevedere tre fasi: una prima fase volta a fronteggiare l'emergenza, che dovrebbe contemplare, appunto, gli interventi immediati per gli aspetti igienico sanitari, il ripristino delle condizioni di vita dignitosa per i cittadini colpiti dalla calamità e il risarcimento dei danni provocati ai beni mobili e immobili. Questi interventi servono per far ripartire le comunità che sono state colpite. Una seconda fase volta ad intervenire su opere pubbliche per il ripristino delle condizioni di normalità relativamente alla viabilità, al servizio idrico, fognario, agli edifici e alle strutture pubbliche danneggiate. E la terza fase - l'ultima ma forse quella che poi diventerà più importante - volta a realizzare un importante studio per il riassetto idrogeologico dell'area e conseguenti interventi urbanistici.
Quindi, questa legge deve dare l'input a una politica di scelte coraggiose, che scandisca i tempi di intervento per fronteggiare le prime necessità, individuando misure che tutelino i cittadini e gli imprenditori danneggiati. Questo emendamento della Giunta, che apporta in qualche modo delle correzioni al testo di legge, va nella direzione giusta, anche se è necessario, come ha detto qualcuno, apportare alcune modifiche.
E poi, Assessore, considerato che il danno è molto più grande di quello che è stato valutato, è necessario assolutamente, in prima battuta, aumentare le disponibilità finanziarie. Noi abbiamo proposto un emendamento che prevede un incremento dello stanziamento dai 20 ai 50 milioni di euro, che forse non sarà neppure sufficiente perché servirà per le opere pubbliche, per gli studi sull'assetto idrogeologico e per l'individuazione di misure anche straordinarie di intervento su quel territorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, come tutti noi sappiamo il 22 ottobre scorso parte della Provincia di Cagliari è stata interessata da eccezionali eventi meteorologici caratterizzati da precipitazioni intense e persistenti, che hanno determinato l'innalzamento straordinario del livello idrometrico di fiumi e torrenti provocando inondazioni, allagamenti, distruzione e morte.
A causa delle onde di piena dei bacini che hanno colpito una vasta area del cagliaritano, compresa fra il Rio San Girolamo, Capoterra, Santa Lucia di Capoterra, Sestu, cinque persone sono decedute. La Giunta regionale è opportunamente intervenuta con 6,5 milioni di euro ai quali si aggiungono questi 20 milioni di cui stiamo discutendo, e quelli che verranno stanziati dallo Stato. Ricordo questo perché ci sono indubbiamente interventi importanti delle massime istituzioni anche se ancora del tutto insufficienti rispetto alla gravità dei danni che tutti abbiamo purtroppo visto attraverso i media.
La mia preoccupazione è che dopo questi fatti non si ricada nell'oblio senza che quanto accaduto serva di monito e di lezione concreta a tutti noi per assumere decisioni tali da scongiurare che fatti così drammatici abbiano a ripetersi. Dico questo perché a noi tutti è noto che il giorno prima dell'evento il Dipartimento della protezione nazionale aveva segnalato la situazione di possibile criticità indicando uno stato di allarme per il rischio di quantitativi elevati di precipitazioni. La situazione quindi si annunciava molto seria ed è stata gestita in tutta la sua drammaticità e in modo congiunto dal servizio della protezione civile e dal Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna. E' stato subito chiaro che era necessario costituire un centro operativo misto - locale di livello superiore rispetto a quello comunale di Capoterra, che se ci fosse stato, Assessore, avrebbe consentito un intervento più immediato ed efficace.
Il Comune di Capoterra ha fatto tutto ciò che si poteva fare (su questo non ho dubbi) ma da solo non poteva e non può rispondere a tutte le problematiche: previsioni, prevenzioni, interventi urgenti sia per la ricostruzione sia riguardo alle garanzie per il futuro. Possiamo dire, senza strumentalizzazioni ma con chiarezza, che ci sono tante inadeguatezze che questo Consiglio regionale deve individuare ed indicare. La prima è di carattere politico - culturale e ci deve rendere consapevoli che il clima sta mutando. C'è quella fase di "tropicalizzazione" di cui parlano gli esperti; questo significa che alla eccezionalità di questi eventi deve corrispondere un adeguamento dei progetti, delle norme, dell'organizzazione del coordinamento degli enti e istituzioni deputati ad intervenire in questi territori.
Una seconda questione riguarda le cause e concause che hanno favorito il disastro, che mi pare si vogliano coprire o in parte coprire per dire che le colpe sono di tutti e dunque di nessuno. Non è così: spero tanto che la magistratura individui le responsabilità. Ma noi dobbiamo dare risposte politiche non solo per il presente, ma soprattutto per il futuro. Per questo l'istituzione di una Commissione consiliare speciale che indaghi sullo stato del territorio regionale, non sulle responsabilità (lo farà la magistratura, lo starà già facendo la magistratura) non è fuori luogo, ma risponde all'esigenza di conoscere meglio la nostra realtà per poter intervenire in modo serio ed appropriato. Solo questo deve fare la Commissione, non certo sostituirsi alla magistratura, collega Mattana.
Da parte dei proponenti, quindi, non c'è alcuna confusione; per noi la distinzione dei ruoli è netta e chiara. Questo è fondamentale, badate, perché c'è ormai anche un profondo mutamento sia quantitativo sia qualitativo della domanda di protezione che ci viene rivolta dalla collettività, non solo da quella colpita in questi giorni, e questa domanda viene rivolta alle istituzioni regionali complessivamente, ma in particolare a noi che rappresentiamo tutto il popolo sardo.
Non deve essere certo sottovalutato ciò che ha scritto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Guido Bertolaso; egli infatti - leggo testualmente alcune righe della sua relazione al Consiglio dei ministri- afferma: "Per il futuro è indispensabile sviluppare strategie integrate, strategie integrate di gestione del rischio all'interno delle quali le diverse azioni strutturali, cioè le opere pubbliche, e non strutturali come il sistema di allertamento, ad esempio, nonché gli interventi di delocalizzazione e di governo del territorio possono svolgere un ruolo attivo e incisivo". Il messaggio credo sia chiarissimo, e credo possa essere non solo condiviso ma tempestivamente, Assessore, praticato.
In altri termini, decentramento e strategie integrate devono essere i due elementi più importanti sui quali costruire le norme e gli assetti organizzativi per avviare una buona politica all'altezza di questa drammatica e straordinaria vicenda.
Per concludere, signor Presidente, è necessario approvare provvedimenti urgenti con norme chiare e facili da applicare, come ci ricordava il collega e compagno Cugini. Io condivido questo concetto: chiare e facili da applicare. E' evidente che non si può prescindere dai comuni (come si potrebbe?) che nell'immediato però, Assessore, vanno supportati nel rafforzamento dei loro uffici, soprattutto degli uffici tecnici.
E' chiaro che l'ufficio tecnico del Comune di Capoterra, già sottostimato, diciamo, o con personale inadeguato, in condizioni normali, in questa fase, in questi giorni, in queste settimane ha bisogno di un potenziamento straordinario per supportare e per intervenire in condizioni di straordinarietà. Dunque io chiedo che si intervenga su questo problema, anche sotto il profilo normativo, immediatamente.
Gli emendamenti presentati, Assessore, vanno in questa direzione; si pensi solo all'emendamento numero 1 che anch'io, come altri colleghi ho sottoscritto: per l'erogazione dei finanziamenti e dei contributi si propone un termine di 90 giorni perché c'è l'urgenza di dare risposte immediate, fatti i dovuti accertamenti, e detta erogazione dovrà avvenire tramite anticipazione almeno nella misura del 60 per cento. Ecco, ci sono alcune proposte chiare che possono migliorare il testo, io chiedo che se ne tenga conto in questo dibattito per pervenire ad una decisione giusta e largamente condivisa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.
MURGIONI (Fortza Paris). Signor Assessore, colleghe e colleghi, il testo in esame chiamato stamattina dal presidente Pinna, "leggina", ma non certamente per le sue finalità, si può tranquillamente configurare nell'alveo dell'attività legislativa deputata a quest'Assemblea come atto dovuto. E infatti ci troviamo di fronte ad un provvedimento che muove dall'esigenza di portare ristoro finanziario a quanti sono stati colpiti duramente nei loro affetti e nei loro averi, e mi riferisco in particolare alle case di abitazione che si trovano in uno stato di degrado importante e ai danni subìti dalle aziende agricole, dalle attività artigianali e commerciali, dalla tragica inondazione avvenuta nella mattina maledetta del 22 ottobre.
Si tratta dunque di un provvedimento che dev'essere approvato con la dovuta tempestività ed urgenza, per dotare gli enti pubblici locali dell'area vasta cagliaritana di mezzi e strumenti idonei a riparare e rimuovere i danni causati dalla calamità naturale. Va messo in evidenza più opportunamente che il provvedimento non si occupa esclusivamente di prevedere indennizzi a quanti hanno subito danni, privati ed imprese produttive, ma prevede interventi per opere di ripristino della viabilità, per il recupero di edifici pubblici e delle infrastrutture (quali reti fognarie e idriche ed impianti di illuminazione) interventi atti a porre in sicurezza le zone a maggior rischio di inondazione, in particolare quelle limitrofe ai corsi d'acqua, che appaiono maggiormente sottoposte a rischi futuri.
E' su questo punto, non potendo ovviamente modificare gli avvenimenti passati, che bisogna puntare nel futuro per programmare un'efficace, pronta ed efficiente opera di tutela, prevenzione e messa in sicurezza di tutti i siti che rientrano fra quelli a maggiore rischio idrogeologico. Se pure vi sia la consapevolezza che non si possano in assoluto prevenire certi fenomeni naturali, dovuti al fatto che in Sardegna i piovaschi assumono la caratteristica di grande intensità in un breve spazio temporale, dobbiamo comunque lavorare per migliorare la prevenzione, la manutenzione e la sistemazione di tutte quelle opere realizzate nel passato per la difesa idrogeologica, che in Sardegna evidentemente non eccellono.
Anche se non è questo il momento per ricercare colpe e deficienze del sistema, o insufficienze nella tempestività degli interventi, è certo che se si fosse effettuata un'adeguata opera di prevenzione, anche la macchina dei soccorsi avrebbe quasi certamente operato in migliori condizioni. Forse è opportuno mettere in evidenza il fatto che da noi non è ancora alto il livello di sensibilità verso la cosiddetta protezione civile, infatti se ne parla sempre solo a seguito di avvenimenti come quelli di cui stiamo discutendo. Mi pare necessario, invece, che la Regione si interessi maggiormente di questo importante strumento di sicurezza e prevenzione, mettendosi alla pari delle Regioni più avanzate in Italia. Così come appare opportuno che la Regione adotti strumenti legislativi più stringenti e severi per quanto attiene la necessità di dotare tutti gli enti locali interessati (e in particolare quelli che ricadono in zone particolarmente a rischio) di figure scientifiche idonee allo studio, ricerca e analisi delle opere, per il rilascio delle concessioni edilizie e di tutte le altre certificazioni legate alla difesa idrogeologica.
L'attuale legislazione nel prevedere il Piano per il riassetto idrogeologico (PAI) ha compiuto un significativo passo in avanti; restano tuttavia indefiniti ed inapplicati alcuni contorni in merito alla effettiva aderenza degli enti comunali a questo innovativo strumento di pianificazione. Bisogna perciò intervenire con gli strumenti politici e persuasivi, per far sì che da una più puntuale applicazione del PAI nasca una cultura geologica che porti tutti i Comuni sardi, oltre che ad uno strumento di pianificazione locale più attento ed efficace, a dotarsi di un piano vero per la protezione civile. Ciò si rende necessario per evitare in futuro di parlare di sciagure naturali, rese disastrose anche a causa del concorso di colpa imputabile alle insufficienze del sistema e umane.
Se è vero, com'è vero, che la Sardegna meridionale ancora una volta paga un prezzo altissimo in termini di vite umane, a causa di tali eventi calamitosi (cinque, quindi molte di più delle tre vittime dell'alluvione del Sarrabus) vi è in tutti noi la convinzione che le cause purtroppo non risiedono solo in incontrollabili fenomeni naturali. Tutto il mondo politico deve interrogarsi sulle ragioni che hanno determinato risvolti così drammatici. E' evidente che ci sono indebite carenze infrastrutturali e che le opere di manutenzione e prevenzione, delle quali facevo cenno precedentemente, non sono adeguate, o sufficienti, o talvolta addirittura inesistenti.
La questione allora non è quella solo di valutare i danni postumi, ma di domandarsi per quali motivi i disastri naturali presentano risvolti così pesanti, e agire di conseguenza con un'efficace attività di prevenzione. E' chiaro che per intervenire sulla prevenzione occorre avere le risorse; risorse che attualmente non ci sono (io mi auguro che il Consiglio abbia il buon senso, durante l'approvazione della finanziaria prossima, di prestare la dovuta attenzione in tal senso) come non è sufficiente la somma prevista per ristorare i danni subiti in quest'alluvione dalla popolazione, perché 20 milioni di euro, sinceramente, sono nulla rispetto a ciò che è successo a Capoterra, e su tutto l'hinterland cagliaritano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi consenta preliminarmente di rivolgere a lei una sorta d'interrogazione orale, per sapere, suo tramite, quali interventi siano stati predisposti per assicurare i pasti alle numerose famiglie, centinaia di famiglie, che si sono d'improvviso viste senza la disponibilità della propria casa, senza gli arredi, senza gli strumenti per accudire alle esigenze della quotidianità. Mi risulta che stiano provvedendo spontaneamente la generalità dei cittadini (gesto apprezzabile s'intende) e la Caritas, ma credo che anche assicurare un pasto caldo a quelle centinaia, o qualche migliaia, di persone che si trovano senza la possibilità di assicurarsi i mezzi della sopravvivenza quotidiana possa rientrare tra i compiti della popolazione civile.
Mi consenta altresì, Presidente, di rivolgerle una preghiera, di verificare la possibilità di portare all'esame dell'Aula l'interpellanza che ho presentato insieme a numerosi altri colleghi, e che è stata annunciata questa mattina. Perché, veda, la mia esperienza di cittadino di quella terra, di Capoterra, la mia esperienza personale ha fatto di me uno che indulge poco alla retorica, ed è portato ad affrontare i problemi nella loro nuda e cruda realtà. Queste tragiche occasioni non debbono semplicemente offrirci l'occasione di esternare dolore, di esternare solidarietà, ma di verificare, al di là delle parti, se gli strumenti che abbiamo a disposizione siano idonei ad evitare ciò che è accaduto. E siccome sono state stanziate anche molte risorse, in passato in questa direzione; vogliamo verificare se le risorse che sono state stanziate nel passato, per le stesse ragioni, per le stesse motivazioni, hanno poi, oltre che dato risposta all'urgente bisogno conseguente del momento, prodotto efficaci interventi, preventivi, di sistemazione idrogeologica.
Io ho letto e riletto, anche stamattina, la relazione che ha fatto il sottosegretario Bertolaso al Senato. Ebbene, nonostante la straordinaria esperienza dell'uomo, e il grande rispetto che porta per le istituzioni, si legge con molta chiarezza, che in tutta questa vicenda sono intervenuti scoordinamenti, carenze piuttosto serie e gravi. La prima carenza grave è che la Regione sarda non ha ancora perfezionato il centro di protezione civile di nostra competenza, per cui la protezione civile in Sardegna funziona ancora come dipartimento dello Stato. Allora, la prima domanda la dovremmo fare a Bertolaso: il dipartimento dello Stato, operante in Sardegna in attesa che quello totalmente regionale sia perfezionato e attivato, come ha funzionato?
Questa domanda non è oziosa, perché le vittime di questo uragano non sono le persone che stavano nella propria casa di abitazione, ma le persone che si trovavano nelle proprie macchine nel tentativo di trasferirsi da una parte all'altra, perché disinformate, non avvisate della pericolosità. E la possibilità di farlo c'era perché questo uragano, questo evento straordinario di precipitazioni, era stato annunciato 48 ore prima. Ebbene, delle cinque vittime solo una persona di 85 anni è morta nel suo scantinato perché impossibilitata ad abbandonare la propria sede di abitazione. Le altre persone, le altre vittime sono vittime della mancata informazione, travolte dall'onda impetuosa lungo la strada a bordo delle proprie vetture; e questo deve farci interrogare se il centro di protezione civile abbia efficacemente funzionato. A me sembrerebbe di no.
L'altra questione, Presidente e colleghi, che vorrei esaminare (perché ben conosco quel territorio, e di inondazioni nella mia non più giovane età ne ho vissute tantissime fin dalla prima infanzia, e ne ho sempre viva la memoria) è quella relativa al ruolo dell'ANAS. L'ANAS che con la "195" che attraversa numerosi percorsi d'acqua a carattere torrentizio, che cosa ha mai fatto realmente per non costituire uno sbarramento, una diga a quei corsi d'acqua a carattere torrentizio talvolta violenti? L'ANAS che ha fatto per poter costruire opere che consentissero il deflusso delle acque di quei torrenti? Ne attraversano ben tre sul territorio di Capoterra!
L'altra questione riguarda - ed ecco perché sono d'accordo per l'istituzione della Commissione di indagine, perché non dobbiamo mica sostituirci ai magistrati - la necessità di verificare, per esempio, se il PAI è veramente rappresentativo dei siti da sottoporre a vincolo idrogeologico; perché se i siti sono sottoposti a vincolo idrogeologico, non sono nella disponibilità totale né del privato né della pubblica amministrazione.
Ho fatto un brevissimo accertamento: nell'agro di Capoterra non mi risulta che lungo quei percorsi vi siano siti a vincolo idrogeologico. Ha ragione il Sindaco di Capoterra, ma non ha ragione soltanto quando parla di se stesso, ha ragione anche quando parla dei suoi predecessori, che se un'iniziativa privata gli presenta un progetto di lottizzazione totalmente conforme alle leggi, lui non può rifiutarne l'approvazione. Dice di averne, negli ultimi anni, bocciato undici e, io spero, se è coerente con se stesso, che li avrà bocciati perché non conformi alle disposizioni di legge, non conformi agli strumenti urbanistici, altrimenti avrebbe compiuto un abuso di potere.
Allora, ecco un'altra carenza. Nell'agro di Capoterra non c'è stata - e credo in tutta la Sardegna, - un'adeguata mappatura dei siti da sottoporre a vincolo idrogeologico. Eppure la Sardegna ha competenza in materia sin dal 1989. Allora - e chiuderei qui questo dibattito - non c'è problema di delottizzazione, gli insediamenti là dove sono stanno bene, purché si realizzino le opere necessarie per la sistemazione idrogeologica.
Raccomanderei che questa legge fosse davvero efficace, adeguata e trasparente perché, non solo in Sardegna ma altrove, occasioni come queste danno adito a grandi speculazioni. Del resto l'edificazione selvaggia che si lamenta nel Comune di Capoterra non è opera dei capoterresi. Voglio ricordare ai colleghi e a lei signor Presidente, un dato: nel 1968 entra in vigore la "legge ponte", il piano di fabbricazione ancora in vigore a Capoterra è del 1969, Capoterra allora aveva 7 mila abitanti; i cosiddetti tecnici che hanno la parola "divina" dell'urbanizzazione hanno predisposto un piano di fabbricazione per 272 mila abitanti. Il territorio di Capoterra per il 75 per cento non è dei capoterresi residenti, ma di proprietari esterni al Comune di Capoterra che hanno sicuramente guidato quel piano di fabbricazione, portandolo allora a 272 mila abitanti a fronte di una popolazione originaria di 7 mila abitanti.
Eccoti qua: altro che potenti famiglie di Capoterra, i Farigu e i Baire! I Farigu e i Baire a Capoterra rappresentano il proletariato, non le potenti famiglie che sono state sempre estranee al Comune di Capoterra e che hanno posseduto e dominato il Comune di Capoterra sotto profilo economico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Signor Presidente, colleghi, prima dell'intervento dell'onorevole Farigu io avevo qualche dubbio sull'opportunità di istituire una Commissione speciale, ma l'eloquio del collega mi ha convinto. Io credo che sia assolutamente utile capire: chi fossero gli amministratori comunali che nel 1977 siglarono l'accordo con la società Selene Agricola immobiliare; se in quel momento, nel '77, ci fossero già dei vincoli idrogeologici conosciuti; se è vero che la carenza di controllo fu solo a livello regionale allora (e non ho dubbio che ci potesse essere una carenza di controllo) o se in qualche modo ci fossero anche responsabilità dell'amministrazione comunale.
Credo che sia anche importante capire chi fu e quale profilo ebbe il professionista a cui, nel '69, l'Amministrazione di Capoterra affidò quel piano di fabbricazione e se è vero che quel professionista era legato lui stesso alle aziende immobiliari che poi svilupparono i progetti per Capoterra. Mi sembra di capire, dalle parole del collega Farigu, che la colpa è sempre di qualcun altro, che gli amministratori di allora non hanno alcuna responsabilità e che oggi, anche se la Regione non è la stessa Regione di ieri, quando approvava le leggi ponte, quegli accadimenti e quei piani di fabbricazione che hanno portato il centro di Capoterra da 9 mila a 27 mila abitanti, con le regole che ha messo in campo questa maggioranza, questo Consiglio regionale, questo Governo regionale non sarebbero assolutamente possibili.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue PORCU.) Quindi siamo in un mondo diverso. Allora siccome forse è necessario ricordarsi che siamo in un mondo diverso e che finalmente le regole sono state fatte e che oggi la Regione non si è sottratta al proprio ruolo di indirizzo, di porre le regole, di fare ordine, di indirizzare la pianificazione urbanistica, di impedire la cementificazione selvaggia, allora forse oggi, proprio oggi, che questo Consiglio regionale si è dato delle regole, forse è utile andare a vedere chi governava in quegli anni a tutti i livelli e chiarire finalmente di chi sono le responsabilità e quali responsabilità, innanzitutto politiche (oltre quelle penali, su cui indagherà la magistratura), siano da mettere in evidenza.
Quindi io sono convinto, mi ha convinto l'onorevole Farigu che sia assolutamente necessario. Però devo anche dire che qui ho sentito richiami continui, ho sentito...
FARIGU (Gruppo Misto). Collega Porcu, mi permetta una battuta: il genio civile chiese il parere...
PORCU (P.D.). Presidente... vorrei proseguire, se fosse possibile, il mio intervento. L'onorevole Farigu ci ha ricordato anche di essere tra gli artifici della società Hydrocontrol. La società Hydrocontrol (come dire: il destino di un nome) si trova nel pieno di una zona alluvionale ed essa stessa si è trovata a svolgere la funzione di essere Hydrocontrol, nel senso che ha fatto da diga, proprio in senso fisico, agli smottamenti di questi giorni, ed è stata travolta essa stessa da episodi alluvionali. Quindi probabilmente fu progettata non soltanto come società che doveva in qualche modo indagare sull'assetto idrogeologico ma quasi come società che, trovandosi essa stessa in situazione di rischio, doveva in qualche modo verificarlo con la presenza dell'edificio.
Comunque, al di là di questa Commissione che a questo punto credo che sia non solo utile ma necessaria, io penso che i richiami oggi fatti alla Protezione civile, a quello che ha detto Bertolaso, ai coordinamenti, ci portino a un'altra riflessione. Quelli di noi - e so che molti colleghi si sono recati nella zona del disastro, del lutto, si sono recati nelle zone più colpite, San Girolamo, Frutti d'oro due, a Poggio dei pini - quelli che sono stati più volte in questi giorni in quelle zone saranno concordi con me di non essersi accorti della presenza di questa gioiosa macchina dei soccorsi della Protezione civile nazionale; io non l'ho vista; io ho trovato l'assessore Mannoni, ho trovato il corpo forestale, ho trovato i volontari, ho trovato l'amministrazione comunale ma non ho visto questa gioiosa macchina dei soccorsi della Protezione civile.
Quindi credo, Assessore, che se abbiamo una riflessione da fare è forse quella di avere troppo contato sulla presenza della Protezione civile nazionale e quindi forse è il momento di pensare che deve essere la Regione a prendere in mano la situazione, ed è per questo che uno dei punti che dovrebbe affrontare la Commissione speciale, è quello di capire come la Regione possa meglio organizzarsi e coordinare l'intervento, in questi casi. Con questo ringrazio chi, a cominciare dall'assessore Mannoni, è stato in prima fila in questi giorni, in queste ore, nel cercare di portare i primi soccorsi, di prendere le prime importanti decisioni.
Però siccome oggi stiamo discutendo di questa legge, non è il momento della mozione - ce ne saranno altri di momenti, tanto più se andiamo ad approvare una Commissione speciale - io credo che oggi sia il momento di analizzare questa legge. Allora io credo che nell'analizzare questa legge non dobbiamo commettere lo stesso errore che hanno commesso negli ultimi vent'anni, che la Regione ha commesso negli ultimi vent'anni, se è vero che lo ha commesso la Regione, che è quello magari di essere stata a volte lontana dalle amministrazioni comunali non dettando regole, non dando indirizzi, non affiancando gli amministratori comunali anche in quell'opera difficile che è quella, a volte, di dire di no attraverso delle norme, delle regole, degli indirizzi.
Chi si è recato nelle zone colpite in questi giorni non si è trovato sindaci e amministratori locali che gli dicevano "lavatevene le mani", che dicevano "facciamo tutto noi", ma si è trovato sindaci che hanno chiesto l'opposto della deregulation, ci hanno chiesto regole certe, regole più chiare, ci hanno chiesto regole per dire no alle ulteriori pressioni speculative, e ci hanno anche chiesto di non lasciarli soli nel decidere l'entità dei ristori, di non lasciarli soli nel gestire i pagamenti per paura e preoccupazione anche di subire pressioni pesanti, ci hanno chiesto di esserci, ci hanno chiesto di intervenire, di stabilire delle regole, di svolgere un ruolo; un ruolo importante.
Ecco, credo che se è vero che in questi anni siamo riusciti a fare ciò a livello di strumentazione urbanistica, perché oggi gli indirizzi e le regole il Consiglio regionale li ha impartiti in maniera chiara ai comuni e i comuni non sono lasciati più soli nel decidere se una zona è a rischio di dissesto idrologico o meno (perché c'è un PAI recente, c'è un Piano paesaggistico che detta norme per i nuovi PUC, c'è una legge urbanistica in discussione che renderà forse più agevole anche il cammino per approvare quei PUC) se è vero che anche la cornice delle norme approvate in questi anni assume un nuovo significato anche alla luce degli accadimenti tragici di questi giorni e dà un significato profondo alle cose che abbiamo avuto il coraggio di fare, perché sono nella direzione di far sì che non solo queste tragedie non accadano più perché vogliamo intervenire prima, ma non accadranno più perché non esisteranno più quelle lottizzazioni caotiche (ce ne sono almeno quattro costruite sotto la diga alla confluenza di due torrenti, l'Ollastu e il Rio San Girolamo) è vero anche che dobbiamo in qualche modo, anche in questa legge, forse con gli emendamenti che presenteremo, dare il senso di una maggiore presenza, dare il senso anche di una maggiore capacità di coordinare gli interventi a livello regionale.
Quindi ben venga - e credo che alcuni emendamenti presentati dalla Giunta vadano in questo senso -, ben venga un coordinamento operativo al livello regionale, ben venga un ruolo forte di coordinamento della presenza della Regione, ben vengano procedure snelle di immediato sostegno gestite dal corpo forestale per poter ripristinare almeno i servizi di prima necessità. Abbiamo visto tutti che ci sono carenze, non ci sono elettrodomestici, ci sono da mettere a norma i primi impianti, e quindi credo che questi emendamenti vadano nella direzione giusta. Però credo anche che per il futuro oltre l'aiuto immediato - e l'ha ricordato bene il collega Espa - le popolazioni colpite ci chiedono maggiore sicurezza per il futuro, e penso che da questo punto di vista forse dobbiamo tornare sulla legge per avere il coraggio di prevedere - dove le misure che pure la legge prevede di riassetto del territorio, di limitazione del rischio idrogeologico non fossero tali da scongiurare rischi futuri - anche una delocalizzazione delle urbanizzazioni, se non è possibile azzerare il rischio idrogeologico con interventi che riguardano il sistema alluvionale dei comuni.
Proprio perché oggi ci siamo dati delle regole, oggi possiamo farci carico delle conseguenze delle decisioni scellerate del passato e far sì che con il nostro intervento anche di riassetto idrogeologico possiamo coltivare la speranza che questi accadimenti non si verifichino più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, colleghi, a questo disegno di legge sono stati presentati al momento una ventina di emendamenti; una gran parte di questi emendamenti sono presentati da gruppi della sinistra, alcuni dalla Giunta regionale. Questo è un primo dato che fa ritenere, probabilmente, o che la Giunta, quando ha presentato il provvedimento, non aveva le idee chiare, o che esiste un evidente scollamento all'interno della maggioranza. E' sintomatico, infatti, che anche con riferimento ad un provvedimento di questa portata si ricorra sempre ad una sorta di contrattazione sotterranea evidenziando così un disaccordo totale.
Su questo dovrebbe interrogarsi l'onorevole Porcu, non sul passato, che oggi non serve richiamare, ma sul presente tormentato che egli e la sua maggioranza stanno attraversando. Sarebbe stato davvero facile per l'opposizione, volendo assumere una posizione meramente strumentale, volendo assumere una posizione finalizzata soltanto a contrastare quello che fa la maggioranza e ciò che ha presentato la Giunta, sarebbe stato facile fare come siete avvezzi a fare voi, di fronte a situazioni come quella che stiamo discutendo. Se si guarda infatti ad episodi del passato, come l'alluvione del '99, si ricorderà che con la Giunta in carica da appena una settimana, l'allora opposizione di sinistra scatenò un finimondo su questioni di lana caprina, solo ed esclusivamente per dire che loro c'erano, per dire che loro potevano affrontare e risolvere la questione meglio di chi in quel momento aveva la responsabilità di Governo.
E allora, onorevole Porcu, per cortesia, smettetela di salire in cattedra a impartire lezioni di perbenismo che non potete assolutamente permettervi! Smettetela! Perché non avete le carte in regola per dare lezioni all'opposizione. L'opposizione si sta comportando con senso di responsabilità, lo sta dimostrando, l'ha dimostrato anche con gli interventi che si sono succeduti, di grande spessore e di grande contributo, rifuggendo da posizioni pregiudiziali e preconcette.
Ma, che cosa sarebbe successo se, a parti invertite, fosse stato un Governo di centrodestra e un Presidente di centrodestra a presentare le proposte assolutamente inadeguate che ha presentato questa Giunta e questa maggioranza? Assolutamente inadeguate di fronte a quella emergenza che è stata tanto decantata, tanto enfatizzata richiamando la solidarietà verso gli amministratori che non devono essere lasciati soli, la solidarietà verso il sistema produttivo che non deve essere lasciato solo, verso i privati che hanno perso case, arredi, mezzi di lavoro e quant'altro. E qual è la risposta che questo Governo sta dando? Poi, potrà essere messo anche sul banco degli accusati il sistema della Protezione Civile Nazionale, ma interroghiamoci su quello che stiamo facendo noi, oggi, che è molto più importante.
E allora, il provvedimento - e lo dimostrano gli emendamenti che voi stessi vi siete premurati intanto di presentare - entra in Aula con una totale inadeguatezza a far fronte alla situazione che si è determinata negli scorsi giorni. Ed ecco allora che a noi non interessa, in questa sede, oggi, soffermarci sui livelli di responsabilità, ma non consentiamo neanche che vengano criminalizzati Amministratori locali, Sindaci di quei territori oggi penalizzati; non è giusto! Non è corretto! Non è giusto e non è corretto e, soprattutto, è ipocrita il gesto che si va a fare con le Commissioni o con gli elicotteri recatisi in pompa magna per dare le solidarietà.
Signor Assessore, noi poniamo un problema che è, intanto, quello di rendere credibile questo provvedimento, e questo provvedimento diventa credibile intanto se si dota di risorse finanziarie adeguate; non diciamo che dobbiamo coprire tutto il danno, ma, almeno, dobbiamo fare uno sforzo, perché quei 20 milioni rappresentano una somma, rispetto a quello che abbiamo visto in questi giorni, davvero insignificante! Ma ci siamo posti il problema; nel 1999 destinammo 125 milioni di euro, con un'integrazione che portò lo stanziamento complessivo a 265 milioni di euro, e i soldi si trovarono, non abbiamo aspettato lo Stato, non abbiamo aspettato chissà quale manna da chissà quale cielo. E allora, se si vuole approvare un provvedimento serio, l'opposizione è qui per offrire un contributo costruttivo, ma non per supportare azioni che sanno, davvero, di palliativo.
Il primo problema è dare adeguata copertura agli interventi, perché anche sulla copertura avremmo qualcosa da dire. Siamo sicuri, infatti, che anche quei 20 milioni siano nella nostra disponibilità? Siamo certi? Mi pare che facciano parte di un fondo per somme per ente, siamo a fine anno, mi sarei preoccupato, semmai, di andare a creare la provvista dal fondo "nuovi oneri legislativi", o da altre voci di bilancio. Ci sono anche i 65 milioni della Saatchi & Saatchi che ancora sono fermi, fortunatamente, perché non sono ancora stati spesi, potremmo utilizzare quei 65 milioni e faremmo tutti una bellissima figura; altro che pubblicizzare l'immagine della Sardegna: diamo risposta ai comuni, agli amministratori, ai privati, al sistema produttivo delle zone colpite dalle alluvioni!
E c'è un aspetto anche di merito, signor Assessore. L'aspetto di merito è che - ha ragione su questo l'onorevole Uras; io, di fronte a posizioni intelligenti e anche chiare, non ho nessuna difficoltà a dare ragione - questo provvedimento crea un sistema di tale complessità che si verificherà, ancora una volta, quello che è successo, non, onorevole Porcu, vent'anni fa, ma nel 2004, quando la responsabilità di governo era in capo a lei. Abbiamo dovuto pagare il saldo delle alluvioni verificatesi nella Baronia, a Galtellì, con la finanziaria di quest'anno, ed è una vergogna! E bisogna evitare queste vergogne.
E allora ha ragione l'onorevole Petrini, il mio amico Onorio, quando dice: ma perché non si fa una cosa molto più semplice, si individuano direttamente i comuni nei cui territori si sono verificati i fatti calamitosi, alluvionali, e si responsabilizzano direttamente le amministrazioni comunali, anziché continuare in questa logica centralista di una Regione che deve gestire anche il contributo di 2 mila euro per pagare un'autovettura distrutta a seguito dell'alluvione? Questi sono alcuni punti, su altri torneremo perché c'è un problema di delega in bianco all'Assessore della programmazione. La delega in bilancio è inammissibile e noi la contestiamo perché non si può individuare a posteriori dove saranno allocate le somme! Questo non lo consentiremo a nessuno perché il Consiglio deve essere sovrano nell'individuare e scrivere nero su bianco dove, come e quando quelle somme dovranno essere impegnate e spese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Onestamente rimango un po' anche sbalordito per alcuni tipi di interventi che si sono succeduti all'interno di quest'Aula, anche perché stiamo andando ad affrontare un problema che non dipende naturalmente né da quest'Aula parlamentare, né dalla Giunta in carica, né dal Presidente della Regione, ma francamente da un evento calamitoso che va in qualche modo affrontato e col quale bisogna cercare di confrontarci.
Mi sembra assurdo che qualcuno in quest'Aula venga qui a proporre Commissioni di inchiesta per verificare se i lavori eseguiti dal 1969, 74, 80 e 90 siano lavori coerenti con lo stato dei luoghi, con lo stato di fatto di quell'area rispetto al sistema idrogeologico che esiste su quell'area, senza pensare che noi oggi siamo chiamati qua per approvare una legge che deve necessariamente risolvere nei tempi più brevi il problema che si è verificato nei giorni scorsi. Abbiamo cinque morti, abbiamo case che sono inagibili, abbiamo ponti che sono crollati, abbiamo fango praticamente dappertutto e arrivano qua i nostri colleghi a raccontare che è necessario istituire una Commissione di inchiesta perché dobbiamo trovare i responsabili di lavori eseguiti vent'anni fa, trent'anni fa! Mi sembra veramente assurdo, mi sembra, oserei dire, veramente ridicolo! Allora, troviamo una soluzione, troviamo un modo, un metodo per poter andare avanti, troviamo un sistema che porti realmente in tempi brevi alla soluzione dei problemi.
Il collega che mi ha preceduto, l'onorevole Pittalis, è stato chiarissimo nell'individuare i punti dolenti di questo provvedimento che, in qualche modo, deve diventare credibile, non a noi, non a quest'Aula, ma all'esterno, a chi oggi è colpito da questi eventi. Assessore, lei è - onestamente lo dobbiamo dire tutti, ed è riconosciuto da tutti - uno dei più bravi Assessori della Giunta Soru, lo sappiamo benissimo, ha anche le competenze tecniche oggi per poter affrontare questo genere di problema e noi le riconosciamo che è stato bravissimo ad essere uno dei primi ad andare sul posto e ad individuare le primarie necessità da risolvere da parte della Giunta, ma è il suo dovere, era naturale, era normale che facesse questo. Oggi a noi interessa altro, oggi a noi interessa un provvedimento di legge che permetta in tempi brevissimi di intervenire e che eviti in tutti i modi i sistemi burocratici che allungano i tempi nella risoluzione dei problemi. Troviamo il sistema, avanziamo le nostre proposte per questa "leggina", come è stata definita dal Presidente della Commissione quando ha introdotto i lavori di quest'Aula, che ha necessità di maggiori fondi e di uno stanziamento economico decisamente superiore a quello che si sta proponendo oggi; su questo ci dobbiamo mettere d'accordo, non possiamo non metterci d'accordo.
Noi come opposizione abbiamo la voglia, la necessità di portare avanti questo provvedimento e di essere protagonisti di questo momento difficilissimo che deve affrontare la Sardegna, ma soprattutto che devono affrontare gli enti locali, quindi i Comuni che sono stati colpiti e che sono preposti a risolvere il problema. Quando si interviene forse molto spesso si ha la necessità di essere a conoscenza dei sistemi amministrativi. Chi non è stato amministratore di un ente locale - e qui di amministratori di enti locali ce ne sono stati tanti - probabilmente non si rende conto delle difficoltà che bisogna affrontare all'interno dell'ente locale per risolvere questi problemi. Vi racconterò, allora, un piccolo episodio che mi capitò quando fui Assessore dei Lavori Pubblici al Comune di Oristano.
In quel periodo, a seguito di un avviso di garanzia, venni rinviato a giudizio perché ritenuto responsabile dei danni subiti da alcune abitazioni a causa di un'alluvione. Si riteneva, infatti, che il dimensionamento delle fogne di quel tratto di città non fosse idoneo e soprattutto che la mancata esecuzione di opere di manutenzione ne avesse determinato, a causa dei fanghi, la loro ostruzione. Beh, sono stato ampiamente assolto perché dimostrammo in quella circostanza, non soltanto sotto il profilo politico, ma soprattutto sotto il profilo tecnico, che non ci può essere responsabilità per i danni causati da una precipitazione temporalesca di carattere straordinario quando le opere pubbliche sono state realizzate vent'anni prima o trent'anni prima. Lo sappiamo tutti benissimo che non si può calcolare un evento straordinario, non è materialmente possibile!
Quello che noi possiamo fare è, nella realizzazione delle opere pubbliche, solo ed esclusivamente utilizzare il buonsenso, cioè stabilire che probabilmente, com'è stato dichiarato da tanti geologi, a ridosso di un corso d'acqua non è molto prudente costruire. Su questo possiamo discuterne quanto volete, cari colleghi, ma non significa che tutte le opere e tutto ciò che è avvenuto prima sia da buttare via e sia comunque da condannare.
Allora, ritorniamo al tema della legge. Io ho sentito parlare addirittura di tropicalizzazione del clima regionale; il collega Pisu ha pronunciato un ragionamento più di carattere scientifico che tecnico, quindi slegato dall'argomento oggi in discussione. Assessore, abbiamo due aspetti da esaminare: uno è l'aumento della copertura finanziaria (perché non possono bastare 20 milioni di euro) e sono convinto che lei si farà carico di questo problema, e sono certo e ancora più convinto che in qualche modo troverete i finanziamenti. Il collega Pittalis ha citato i fondi per la pubblicità istituzionale; ecco, credo che questo sia uno dei modi più chiari per dimostrare la disponibilità e la garanzia per risolvere in tempi brevi lo stesso problema. Ma l'altro aspetto, quello che più ci preoccupa, effettivamente, è quello relativo alla gestione.
E' vero che dietro una situazione di calamità, una situazione difficile come quella che si dovrà affrontare adesso, dietro si nascondono sempre speculazioni, tentativi di speculazioni, tentativi di aiutare magari qualche amicizia più vicina, però non possiamo fermarci di fronte a ciò quando dobbiamo risolvere in tempi brevi i problemi. Allora, deleghiamo le Amministrazioni, deleghiamo gli enti locali, i Comuni, scriviamolo in legge, deleghiamo gli enti locali e trasferiamo loro le somme necessarie per risolvere nei tempi più brevi i problemi. Credo che sia solo questa la strada per attuare l'accordo tra maggioranza e opposizione, e credo che su questo noi siamo disponibili a dialogare e a trovare una soluzione. Non abbiamo nessuna necessità di fare né demagogia né tanto meno di essere ipocriti. Quando si vuole risolvere un problema ci si siede intorno a un tavolo e lo si risolve. Questa è l'Aula parlamentare della Regione Sardegna e questo la Regione deve fare, questo la Sardegna deve fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, colleghi, questo è uno di quei momenti in cui la gente, colpita o meno che sia dagli eventi catastrofici dei giorni scorsi, si aspetta segnali forti, ma soprattutto immediati e concreti dalla nostra azione politica. E' uno di quei momenti in cui ci si aspetta che la politica esca dal palazzo e vada a rendersi conto personalmente di ciò che accade, ma soprattutto è uno tra quei momenti dove ognuno di noi, tornando a casa propria la sera, deve sentirsi a posto con la propria coscienza, ben sapendo di aver fatto tutto ciò che era possibile fare.
Riconosco, Assessore, la tempestività dimostrata dalla Giunta nel mettere in campo risorse e nel predisporre un disegno di legge per gli interventi urgenti e l'autorizzazione della spesa, ma mi permetta di non potermi sentire completamente a mio agio nel tornare a casa questa sera a fine seduta e a legge votata, qualora dovessero restare inalterate le cifre indicate in legge. Chi tra di noi ha sentito la necessità di recarsi nelle zone colpite dagli eventi alluvionali della scorsa settimana non può non essersi reso conto della disperazione che si leggeva negli occhi della gente, non può non aver visto la devastazione all'interno delle abitazioni, l'accatastamento nelle strade, fuori dalle case, di mobili, materassi, elettrodomestici di assoluta necessità, per non parlare delle montagne di ricordi di vita pronti ad essere buttati nei sacchi dell'immondezza.
Rispetto ad altri eventi calamitosi, questa volta le aree interessate son ben delineate e le famiglie, per fortuna nella grande sfortuna, poche centinaia e tutte ben riscontrabili. Tutte e tutti aspettano un giusto intervento da parte di quest'Aula ben sapendo che mai e poi mai riusciranno ad avere ripagati in toto i danni subìti e ad ottenere la restituzione dei ricordi perduti. Ma certamente ciò che ci si aspetta è un livello di stanziamenti commisurato alla eccezionalità degli eventi. Non voglio parlare di cifre, Assessore, per non cadere nell'errore della rincorsa tra di noi a chi richiede di più, ma non posso esimermi dal far notare all'aula che i 12.000 euro proposti per il ripristino della situazione normale all'interno delle abitazioni siano una offesa ed una mortificazione. Si può e si deve fare di più, molto di più. Si deve sapere fin da subito quanto tra ciò che la Regione metterà in campo debba essere utilizzato per gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, compresi gli studi di settore da sempre forieri di laute parcelle, e quanto invece dovrà essere destinato al recupero della normalità della vita delle famiglie colpite.
Un'attenzione particolare inoltre merita la non cumulabilità degli interventi finanziari con i benefici derivanti da garanzia assicurativa, una norma troppo generica che rischia di procurare ulteriori danni. Sarebbe il caso di entrare più nel particolare e nel merito delle varie clausole assicurative. Un ultimo appunto va mosso sui finanziamenti per favorire la ripresa delle attività produttive: le somme indicate non possono essere definite congrue se non nel caso delle piccole imprese artigiane. Ci sono aziende, Assessore, che hanno subìto centinaia di migliaia di euro di danni, tutti documentabili attraverso fatture. Una delle cose che si potrebbe fare e che noi proporremo, nella speranza che venga accolto l'emendamento, è la non riscossione dell'IRAP per almeno qualche anno; questa è una cosa immediata che la Regione potrebbe fare direttamente o anche attraverso lo Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io cercherò di essere coerente con l'intervento che feci quando discutemmo, così a caldo, dell'evento alluvionale. Faccio solo una considerazione: la seconda ondata è molto più pericolosa della prima, e in questo caso la seconda ondata sono i fiumi di parole. I fiumi di parole sono molto più pericolosi dell'acqua che ha devastato la zona dell'hinterland cagliaritano. Nel corso di nove anni trascorsi in questo Consiglio sono stato chiamato a discutere tre interventi emergenziali per un totale di 250 milioni di euro e per la terza volta mi ritrovo a discutere di questi eventi, dell'emergenza. Forse è il caso che fin dalla prossima legislatura si pensi ad un testo unico per le calamità naturali, immediato, che possa essere immediatamente applicato in casi di questo genere.
Voglio comunque dare un mio personale contributo a quelle persone che oggi si trovano in uno stato veramente di difficoltà estrema, rinunciando al mio intervento e auspicando che si faccia in fretta e bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, così come i colleghi che mi hanno preceduto, anch'io vorrei intervenire brevissimamente per consentire poi l'esame degli articoli e degli emendamenti. Sottolineo ancora però che, complessivamente, dobbiamo dirlo alla fine di questa discussione generale, questo provvedimento, anche se tempestivo, presenta notevoli margini di miglioramento, e quindi evidentemente anche notevoli zone di assoluta incapacità a soddisfare i bisogni, le necessità che sono emerse in questo gravissimo evento.
Insisto ancora, così come ho fatto subito dopo le comunicazioni della Giunta, rese il giorno dopo l'alluvione, insisto ancora sul fatto che noi abbiamo di fronte diverse direzioni su cui lavorare. La prima è certamente quella del ristoro dei danni, che deve avvenire nella misura più congrua possibile, perché siamo tutti testimoni di danni gravissimi, consistenti, che se per alcuni incidono poco rispetto al loro reddito e alle capacità di ripresa della loro attività familiare o imprenditoriale, per altri invece l'incidenza è veramente enorme e con i massimali inseriti nella legge crediamo che difficilmente potranno trovare giovamento dall'intervento regionale a loro favore.
D'altro canto - è stato detto, ma bisogna veramente sottolinearlo pressantemente - noi dobbiamo far fronte, a seguito di questo evento, sia alle necessità immediate, sia soprattutto ad una necessità che guardi lontano, cioè che porti ad una vita il più possibile serena almeno riguardo alla possibilità del ripetersi di queste calamità con un intervento sistematico, ben studiato, circostanziato che possa realmente conferire un equilibrio al nostro sistema idrogeologico, soprattutto in quelle zone particolarmente a rischio.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue LA SPISA.) E da questo punto di vista non si può non sottolineare che le risorse stanziate in questa legge sono veramente, a prima vista, con un primo calcolo anche approssimativo, assolutamente insufficienti. Assessore, io ho visitato ieri - e non era il primo punto che ho visto - la zona del Rio Fangario, zona di Cagliari che è stata colpita, marginalmente rispetto agli eventi alluvionali che hanno colpito il Comune di Capoterra, ma in quella zona insistono numerose attività produttive che hanno subìto danni gravissimi, che non sappiamo se verranno ristorati, e che si trovano a pochissimi metri da un canale che non è più un canale, che è una piccola traccia ricoperta di canne, fango, detriti di ogni tipo, su cui insistono opere che ne hanno modificato l'assetto con sbarramenti forse abusivi, con innalzamenti degli argini da una parte che poi fanno defluire l'acqua totalmente dall'altra parte.
Si tratta di una situazione assolutamente ingestibile nei tempi in cui viviamo, e le stime che mi dicono ha fatto il Comune di Cagliari prevedono soltanto per l'intervento su quel canale una spesa che si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Io non so se questo sia corretto oppure no, mi baso solo su dichiarazioni in qualche modo estemporanee, ma non credo siamo lontani dalla realtà. Se questo fosse vero, se cioè questi interventi importanti, strutturali fossero realmente indispensabili per dare certezza di vivibilità alle famiglie e alle imprese, facciamoli! Si tratta di un intervento che avrebbe un'importanza e anche una permanenza nel nostro sistema sociale ed economico ben più grande, ben più incisiva di qualunque altro intervento emergenziale.
In conclusione voglio aggiungere che ho notato che è stato presentato un emendamento della Giunta per istituire la direzione generale della Protezione civile della Regione Sardegna. Benissimo, può essere un primo segnale, mi sembra ancora poco però. Io non credo che per avere un moderno sistema di protezione civile basti istituire una nuova direzione generale. Questa direzione generale può servire per istruire le pratiche, anche per il ristoro dei danni, come voi avete scritto, però non vorrei che l'istituzione del servizio fosse finalizzata più a questo che all'organizzazione di un moderno, efficiente corpo di protezione civile. Perché noi abbiamo bisogno di questo, non abbiamo bisogno dell'ennesima struttura burocratica che si occupi, appunto, soltanto dal punto di vista amministrativo, di questi problemi, ma di un vero e proprio corpo di protezione civile che sappia coordinare le risorse, impartire indirizzi, predisporre un sistema sempre pronto ad intervenire nell'emergenza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intanto è la prima volta che parlo di questo evento, quindi devo esprimere il cordoglio mio personale e della Giunta, lo ripeto, per le vittime, perché ci sono state delle perdite di vite umane, e questo ci colpisce come ci colpì l'evento di Villagrande.
Ci ritroviamo dentro una grande emozione e partecipazione personale al lutto di famiglie che per una situazione climatica incredibile, rara direi, sono state strappate alla vita. Farò una premessa che un po' tutti avete fatto, e cioè che questo evento è un evento climatico così detto millenario, cioè un evento straordinario, perché, lo ripeto, nella sola Santa Lucia di Capoterra sono caduti in poche ore 276 millimetri di pioggia a fronte di una media di 400, 500 millimetri all'anno. Ma quello che colpisce è che gli strumenti della Regione hanno registrato, in un quarto d'ora, solo in un quarto d'ora, tra le sette e le otto, in quel sito 60 millimetri di pioggia; pensate, in un solo quarto d'ora! In un bacino di 12 chilometri quadrati vuol dire che in quel lasso di tempo si è verificato un deflusso di 4 milioni e mezzo di metri cubi di acqua; una quantità incredibile che non trova riscontro in tutta la storia della strumentazione pluviometrica della Sardegna.
Per offrirvi un dato di raffronto posso portarvi il caso di Villagrande che segnò in un'ora 120 millimetri di pioggia. A Santa Lucia di Capoterra, ma soprattutto a Capoterra, a Poggio dei Pini, tra le 7, 8 e le 22 sono caduti 148 millimetri di pioggia. Questo evento, come tutti sapete, come è stato già detto, ha creato una disastrosa conseguenza sul territorio: smottamenti, allagamenti delle case, perdite di vite umane. Un fatto estremo, un fatto inaspettato.
Si è detto in questa sede: la Protezione civile, l'allerta, i ritardi della Regione… francamente quando si citano le parole del sottosegretario Bertolaso occorre leggerle bene perché Bertolaso si è riferito, nella sua relazione in Parlamento, a un'allerta che la sera prima del 21 ottobre è stata diffusa, e riguardava tutto il territorio regionale, e in parte anche con una attenzione alla parte orientale e meridionale della Sardegna. Però, ci dimentichiamo di ricordare una cosa: io ho avuto conferma poc'anzi che questa allerta indicava una criticità moderata su tutto il territorio regionale, ma non c'erano in quel momento elementi di attenzione particolare, di allerta particolare. Anche l'altra sera sotto la diga ci si aspettava una grande pioggia, una grande precipitazione, e non c'è stata, la previsione meteorologica della Protezione civile è stata non adeguata alla realtà, non è stata effettuata una previsione puntuale.
Il professor Bertolaso ci ricorda che in Sardegna abbiamo un radar meteorologico importante e che se ne sta realizzando un altro che consentirà di ottenere una previsione in tempo reale con una precisione in termini di previsione molto più accentuata. Quello che questo evento ci porta a considerare è che senz'altro la prevenzione, l'allertamento e tutto il sistema di protezione civile deve rinforzarsi, irrobustirsi, perché questi eventi, che sono eventi millenari, come dicevo, ma tuttavia in gravità diversa si ripetono, devono avere, a livello regionale, a livello nazionale, una struttura integrata che garantisca la popolazione.
Devo dire che la sera stessa dell'evento la Giunta e l'Assessore dei lavori pubblici, oltre aver preso atto del grave danno nelle zone di Frutti d'Oro e di San Girolamo, hanno affrontato immediatamente - qui oggi non se n'è parlato ma è un'emergenza che ci ha impegnato e ci impegna ancora in queste ore - la situazione della diga di Poggio dei Pini (300 mila metri cubi di capacità di invaso) che per la forza dell'acqua che l'ha sormontata ha subìto dei danni nella parte del versante esterno tanto da renderla insicura. Insicura vuol dire che tutta la popolazione sottostante era a rischio di morte, nel caso in cui la diga collassasse. L'abbiamo quindi monitorata immediatamente e abbiamo chiesto al Comune che ordinasse lo sfollamento delle popolazioni sottostanti, e abbiamo attivato immediatamente, anche con l'aiuto della Protezione civile nazionale, ma soprattutto con l'aiuto della Regione Piemonte, un sistema di pompaggio attraverso potentissime idrovore per svuotare la diga. In queste ore, nel momento in cui parlo la diga è in fase di prosciugamento; oggi siamo scesi di altri due metri, credo che domani la diga sarà in condizioni di sicurezza. Questa è una operazione molto importante perché da alle popolazioni sottostanti una certezza nel dolore, nel bisogno e nelle gravi difficoltà in cui oggi si trovano le famiglie nella parte sottostante del versante a mare della zona di Poggio dei Pini, di poter operare con una maggiore serenità e sicurezza.
Dicevo che la Giunta ha operato immediatamente, dopo poche ore, approvando una delibera con cui stanziava le prime somme, 6 milioni e mezzo di euro, e varando il disegno di legge che poi è stato approvato dalla Commissione, ed è qui all'esame dell'Aula. Parimenti, la Giunta ha chiesto immediatamente al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di calamità naturale e la specifica ordinanza per stanzaire somme urgenti, attribuendo anche poteri straordinari al Presidente della Giunta come commissario straordinario. Sappiamo che l'ordinanza è in fase di predisposizione da parte del dottor Bertolaso, ne aspettiamo lo schema per poter accordare l'intesa prevista dalle leggi; con quell'ordinanza verranno stanziati 7 milioni.
E' precisato nell'intervento del sottosegretario Bertolaso in Parlamento che questo è un primo intervento finanziario, ma ne seguiranno altri. Io credo che il Governo nazionale debba farsi carico di un evento straordinario, di grandissimo impatto anche a livello nazionale, stanziando risorse maggiori di quelle che ha stanziato finora. Devo dire anche che nella serata di venerdì - perché questo non è conosciuto - il presidente Soru ha inviato al Governo nazionale e al presidente Berlusconi una richiesta formale di dichiarazione dello stato di emergenza. Lo ricordo perché nella lettura della relazione e della delibera di Giunta probabilmente ci sono state incomprensioni, forse anche per colpa dell'Assessore che di persona ha scritto quella delibera molto in fretta, quindi riconosco anche forse qualche imprecisione, ma ho citato alcuni comuni per dare le coordinate territoriali.
Non si intendeva in quella delibera esaurire l'elenco dei comuni colpiti. L'elenco dei comuni colpiti viene comunicato formalmente, ufficialmente al Governo dal Presidente della Regione la sera dello scorso venerdì e comprende: Cagliari, Capoterra, Assemini, Uta, Elmas, Sestu, Monserrato, Quartu Sant'Elena, Quartucciu e Selargius. Quindi abbiamo una serie di comuni ufficialmente riconosciuti, nei confronti dei quali l'Assessorato dei lavori pubblici, attraverso i suoi uffici tecnici, sta operando in questi giorni, dialogando con le Amministrazioni locali in contraddittorio e in collaborazione, devo dire, per l'accertamento dei danni subiti.
Le notizie che mi pervengono - ma devo dire che non sono esaustive, mi riservo di fornire dati più precisi nei prossimi giorni, dato che c'è negli accertamenti una evoluzione e anche un avanzamento delle verifiche tecniche - confermano che la maggior parte dei comuni, non accuserebbe danni alle infrastrutture, o perlomeno danni di rilevante entità a livello di infrastrutture. Invece grandi danni li ha subìti ovviamente Capoterra che è l'epicentro dell'evento e registra una situazione infrastrutturale di servizi gravissima, perché l'alluvione ha portato via sette chilometri di rete fognaria e questo vuol dire, a detta del sindaco, dieci mila persone senza fognature. Quindi si è venuta a creare una situazione di grandissimo allarme igienico.
E' stata ripristinata l'acqua nella parte alta di Poggio dei pini, mentre in grave situazione si trovano le popolazioni della parte bassa, di Frutti d'oro, perché sono tutte abitazioni che si approvvigionavano attraverso i pozzi artesiani. Questi pozzi artesiani sono inquinati e quindi le famiglie possono utilizzare l'acqua solo per l'igiene personale e non per uso potabile. Stiamo valutando con Abbanoa - e stasera credo che sia in corso una riunione in Presidenza della Giunta con i vari soggetti che erogano servizi - di collegare il torrino piezometrico vicino al fiume parallelo al Rio San Girolamo, il Masone Ollastu, con l'acqua potabile, per poter fornire l'acqua alle famiglie. Siamo stati sul posto e abbiano verificato i danni, abbiamo dialogato con le persone, siamo stati anche presenti costantemente sulla diga finché i lavori di pompaggio non sono andati avanti. Abbiamo anche disposto sulla diga un monitoraggio, ventiquattr'ore su ventiquattro, per individuare eventuali dissesti, ma crediamo che il problema della diga sia oggi in fase risolutiva.
L'evento. L'evento oggi avviene in un momento in cui la Regione ha uno strumento formidabile e forte che è il Piano di Assetto Idrogeologico. Non lo dimentichiamo - lo ricordava l'onorevole Ladu, e io ne do atto e non posso che darne atto - che il Piano è iniziato prima che noi andassimo al governo. Devo anche dare atto però, a me stesso e a questa Giunta, di averlo comunque approvato, pubblicato e reso esecutivo ed è un fatto di alto valore politico. Il quadro del territorio regionale è oggi mappato e rappresenta il riferimento sovraordinato su tutta la pianificazione regionale. Quel Piano impedisce - laddove il PAI ha evidenziato le zone a maggior rischio - che si possano realizzare costruzioni, o interventi, o urbanizzazioni che possano in qualche modo danneggiare gli esseri umani. E quel PAI, per questa Giunta, è il punto di riferimento per ogni atto di programmazione.
Si è detto, qui da più parti, che ci vuole un'inversione di tendenza, un'inversione di tendenza l'abbiamo fatta approvando il Piano di Assetto, che è un documento fondamentale, ma l'abbiamo fatto programmando le risorse della difesa del suolo, esclusivamente sulle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico, condensando gli interventi per entità finanziaria e per importanza sui centri abitati sulla base della densità della popolazione a rischio degli eventi che il PAI ha evidenziato.
Quindi, c'è una scelta di campo (la pianificazione, il piano di riferimento) e c'è una scelta di campo di proteggere le nostre comunità da eventi più acuti. Devo anche dire, e questo vorrei che fosse recepito perché è importante, che il PAI non è una prerogativa della Giunta che lo ha approvato, il PAI non è uno strumento che la Giunta tiene e governa come una cosa propria, il PAI è di tutti, il PAI è della Regione, il PAI è dei Comuni. E i Comuni nel PAI, nel Piano di Assetto Idrogeologico, hanno un ruolo fondamentale, lo diceva stamattina l'assessore Sanna quando parlava dell'urbanistica. I Comuni sono i soggetti principali perché il PAI prevede che non ci saranno nuovi Piani Urbanistici Comunali, non ci saranno varianti ai Piani Urbanistici Comunali se i Comuni non adotteranno gli studi di dettaglio del Piano d'Assetto Idrogeologico, stabilendo le aree a rischio di frana e a rischio di inondazione, individuando con studi approfonditi in quali aree non si potrà più costruire. Cioè dovranno integrare un PAI regionale che può essere anche a maglie larghe e potrà contenere, lo dico con molta serenità, anche errori di previsione in più e in meno. I comuni sono gli attori principali, credo che questo sia un concetto che dobbiamo ricordare.
Un giorno qualcuno mi disse che bisognava stringere un patto coi geologi; ma il patto coi geologi è già in corso, è già fatto, occorre che i Comuni si rendano conto del ruolo che essi svolgono nella tutela delle comunità e delle nostre famiglie. Quindi, partiamo da un documento fondamentale che dovremo chiaramente ancora aggiornare, ma i Comuni hanno in quel Piano una presenza importante.
Il territorio regionale è con il PAI un territorio molto vincolato; vi citerò solo alcuni dati: 26 mila ettari della nostra terra presentano un rischio idraulico, 124 mila ettari presentano un rischio di frana. Ecco, di questi, 6 mila 500 ettari presentano un rischio di frana acuto, quindi un grave rischio, e 13 mila ettari presentano un grave rischio idraulico. Occorre, quindi, trovare le soluzioni e intervenire in queste aree. Noi siamo intervenuti con finanziamenti importanti, io ho fatto un calcolo di almeno 100 milioni di euro; bastano o non bastano? Occorre spendere bene. Io ho detto prima come abbiamo programmato, vi dirò solo che ho trovato, in termini di strategie sulla difesa del suolo, risorse importanti del POR gestite con un bando a offerta pubblica dei comuni, con i comuni, cioè, che presentavano le loro proposte. Abbiamo avuto comuni esclusi per carenza di documentazione, abbiamo avuto una gestione burocratica del bando. Ecco, credo che la difesa del suolo non si gestisca con bandi pubblici, mettendo i comuni uno contro l'altro, ma si gestisca con atti di responsabilità diretta da parte di chi governa.
Allora, la legge, per essere breve, è una legge semplice di pochi articoli, molto snella, ed è una legge che presenta alcune carenze dovute anche alla velocità di presentazione, ma questo credo che rientri anche nella tecnica legislativa dei governi, anche in campo nazionale; i governi presentano e poi integrano ed emendano.
La legge si pone uno scopo fondamentale: la snellezza. Qui abbiamo sentito varie posizioni che si contraddicono, anche degli stessi Gruppi politici. Si è detto: la Regione è centralista, deve far fare ai comuni, ma sulla questione di Villagrande hanno fatto tutto i comuni. Io in quell'occasione feci una scelta chiarissima in cui tutte le procedure di spesa venivano demandate ai comuni. Allora, quando sento l'onorevole Pittalis, che spero mi ascolti, che dice che siamo in grave ritardo col pagamento, voglio rispondergli che non è vero! Sa perché non è vero - e glielo dico con tutta serenità anche se mi sto alterando - perché Galtellì è stato un caso limite e lei lo sa che io stesso mi sono impegnato.
Galtellì aveva un debito che non gli era stato riconosciuto dall'ambiente; disfunzioni burocratiche. Ma guardate che i 10 milioni di euro alle imprese e ai privati sono stati tutti pagati e saldati; non ci sono crediti sospesi per l'Ogliastra. Quindi, attenzione. Noi nel disegno di legge prevediamo 20 milioni, ma i fondi che abbiamo oggi a disposizione ammontano a 40 milioni di euro: abbiamo questi 20 milioni, abbiamo 7 milioni che stanzia il Governo con l'ordinanza in corso di emanazione, altri 7 che il Governo ci sta assegnando per la difesa del suolo e che noi destiniamo all'evento; abbiamo i 6 milioni e mezzo che abbiamo già stanziato quindi siamo quasi a 40. Allora io dico: attenzione, per noi è importante valutare i danni, calcolare i danni in modo serio, la finanziaria è alle porte, valuteremo i danni in questi giorni e in finanziaria, se è il caso, aggiorneremo le previsioni di spesa.
Tenete però anche conto che nel disegno di legge, per le opere di mitigazione, che sono importanti (perché in quel posto il fiume oggi non ha più un letto proprio si è slabbrato, quindi va immediatamente riportato in un alveo sicuro) ci rifacciamo ai fondi FAS, che sono fondi importanti. Quindi io credo che quando si approva una legge del genere l'emotività, e forse anche il facile successo politico, può spingere a stanziare i soldi immediatamente per poi dire "li stiamo dando". Noi invece siamo disponibili a dare, stiamo programmando una quota di risorse importanti e ne metteremo altre, io questo lo dico e credo che la Giunta assicuri questa dotazione finanziaria.
La velocità della spesa. Abbiamo precisato nell'emendamento che vogliamo pagare a chi ha diritto e a chi ha perso i beni mobili essenziali di prima necessità in 5 giorni. Forse abbiamo esagerato? Non lo so. Perché usiamo il Corpo forestale e il servizio civile? Perché vogliamo che vadano casa per casa e attraverso una strumentazione semplice di accertamento visivo verbalizzato stabiliscano se uno ha diritto o meno al contributo forfetario e paghiamo. Per ogni comune ci sarà mandato unico, con l'elenco dei creditori. Quindi non vogliamo complicare, vogliamo semplificare. Crediamo che le risorse stanziate siano in questa fase adeguate, si tratta di spenderle bene, si tratta di ben organizzare la macchina pubblica. Non esistono ricette per far si che la macchina pubblica improvvisamente funzioni meglio. Esiste una attenzione a livello di pianificazione delle procedure che ci consentirà di spendere questi soldi in tempi velocissimi.
Ci vuole una grande solidarietà, lo diceva l'onorevole Cugini, anche fra i comuni; è necessario attivare tutte le possibili collaborazioni fra comune e comune e noi crediamo che si possa anche valutare, nelle delibere di Giunta che stabiliranno le procedure, come questa collaborazione potrà essere attuata. Da tutti i vostri interventi emerge l'esigenza di fare in fretta e bene. Ecco, io questo voglio assicurarlo come Giunta, cerchiamo di fare in fretta e bene. Siamo coinvolti nell'evento anche sul piano, come dire, della sensibilità personale oltre che della sensibilità istituzionale, e credo che saremo a disposizione, anche con gli emendamenti che presenteremo, per migliorare la legge e per renderla più efficiente possibile.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti per dare la possibilità agli Uffici di sistemare le proposte emendative.
(La seduta, sospesa alle 19 e 14, viene ripresa alle 20.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, intervengo solo per dire che il nostro voto sarà favorevole, ma attendiamo l'esito dell'analisi degli emendamenti per il voto definitivo. Chiedo la votazione nominale sul passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cassano.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 69
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 68
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1 Interventi urgenti e autorizzazione di spesa1. Per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di ottobre 2008, nei comuni individuati con deliberazione della Giunta regionale entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è autorizzato lo stanziamento di euro 20.000.000 a titolo di integrazione dei finanziamenti che verranno disposti dallo Stato per le medesime finalità, con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri relativa alla dichiarazione dello stato di emergenza assunta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile).
2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento:
a) finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985, n. 28 (Interventi urgenti per le spese di primo intervento sostenute dai comuni, province e Comunità montane in occasione di calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche), e successive modifiche ed integrazioni;
b) finanziamenti ai comuni, alle province ed agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi, per la riparazione dei danni alle infrastrutture destinate a pubblici servizi;
c) contributi per il ristoro dei danni subiti dai privati e dalle imprese produttive a seguito dei danni recati dalla calamità naturale alle abitazioni e dalle infrastrutture produttive;
d) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi, da attuarsi anche attraverso le risorse FAS per gli anni 2007-2013, per la definitiva messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione, soprattutto quelle limitrofe ai corsi d'acqua caratterizzate da diffuse e consistenti urbanizzazioni.
3. Gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa.
4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate
dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2 nei limiti disposti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri relativa alla dichiarazione dello stato di emergenza assunta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992.
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Al punto c) del comma 2 dell'articolo 1, dopo le parole "… e alle imprese" la parola "produttive" è soppressa. (6)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia.
Il punto d) del comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (10)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Petrini - Cherchi Oscar - Contu - Ladu - Murgioni - Licandro - Cappai - Liori - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Lai Renato
Nel comma 1 le parole "è autorizzato lo stanziamento di euro 20.000.000" sono sostituite con: "è autorizzato lo stanziamento di euro 50.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
30.000.000
mediante utilizzo riserva per 6.800.000 dalla voce 3 TAB A e per la parte residua dalla voce 1 TAB B - Fondo nuovi oneri legislativi. (4)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
L'importo indicato nella settima riga del comma 1 dell'articolo 1, di 20.000.000 è sostituito dal seguente: "50.000.000"
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004
anno 2008 euro 30.000.000
In aumento
anno 2008 euro 30.000.000 (12)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Floris Mario - La Spisa - Vargiu - Ladu - Farigu - Artizzu - Atzeri - Maninchedda
Nell'articolo 1, comma 1, l'importo di "20.000.000" è modificato in euro "50.000.000"
Nell'articolo 2, comma 1 l'importo di "20.000.000" è modificato in euro "50.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
euro 6.000.000 dalla voce 3 della tabella A del FNOL;
euro 14.000.000 UPB S01.03.002 - Pubblicità istituzionale
euro 10.000.000 dalla voce 1 della tabella B del FNOL. (26)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
All'articolo 1, al comma 2, lettera d) le parole "bacini idrografici" sono sostituite dalle seguenti: "delle aree dei bacini fluviali costieri con foce compresa tra i rii Masoni Ollastu - San Girolamo a ovest e il rio Is Cungiaus a est.". (15)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro le parole "fino al massimo di euro 30.000" sono soppresse. (22)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Murgioni - Ladu
Nel comma 4 dell'articolo 1 la lettera a) è sostituita dalla seguente:
"a) contributo a fondo perduto, ai privati per gli interventi di ripristino, manutenzione straordinaria, consolidamento delle unità immobiliari danneggiate sino al 90 per cento della spesa, calcolata sulla base del prezziario regionale, per un importo massimo non superiore a euro 30.000. (24)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Pileri - La Spisa - Pittalis - Petrini - Sanjust - Contu - Licandro - Cherchi Oscar
Nel comma 4 dell'articolo 1, nella lettera b), la frase: "contributo ai privati, a fondo perduto per il ristoro del danno subito dai beni immobili di prima necessità, sino all'importo di euro 12.000, di cui euro 2.000 per l'autovettura danneggiata" è così sostituito: "contributo a fondo perduto ai privati, per il ristoro del danno subito dei beni immobili di prima necessità comprese automobili e motocicli, sino all'importo di euro 20.000". (19)
Emendamento all'emendamento numero 17 sostitutivo parziale Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro la cifra "20.000" è sostituita da "25.000". (21)
Emendamento all'emendamento numero 17 aggiuntivo Biancu
Nell'emendamento n. 17, alla lettera c del comma quattro dopo la parola finanziamenti è aggiunta la parola "a fondo perduto". (20)
Emendamento all'emendamento numero 17 aggiuntivo Sanjust - La Spisa - Cherchi Oscar - Pileri - Pittalis - Petrini
Alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Alle imprese colpite dagli eventi alluvionali può essere concessa la sospensione dei pagamenti dell'IRAP per tre anni successivi alla data dell'evento calamitoso". (18)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Il comma 4 dell'articolo 1 è così sostituito:
"4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori regionali competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2, fatti salvi i parametri di aiuto stabiliti dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 dell'articolo 1, entro i seguenti limiti d'importo:
contributo ai privati, a fondo perduto, per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate, sino al settanta per cento della spesa e per un importo massimo non superiore a euro 20.000;
contributo ai privati, a fondo perduto, per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità, sino all'importo di euro 12.000, di cui euro 2.000 per l'autovettura danneggiata; tale contributo è forfetariamente determinato in base alle perdite subite classificate, per gravità, secondo tre livelli di valore. A tale classificazione provvede d'ufficio il Servizio della protezione civile della Regione, in base agli accertamenti d'ufficio disposti avvalendosi anche degli elenchi predisposti dai comuni interessati. La Regione provvede, per ciascun comune ed entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'erogazione cumulativa dei contributi con uno o più mandati di pagamento collettivi, intestati ai creditori presso l'istituto bancario della tesoreria regionale;
a) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive, commerciali, artigianali, professionali e di servizi e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture, macchinari e attrezzature, fino al massimo di euro 30.000, per un importo che non può superare, per il finanziamento per le strutture, macchinari ed attrezzature, il 70 per cento della spesa.". (17)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Dopo le parole indicate nel comma 2 "destinato alle seguenti tipologie di intervento" sono inserite, prima della lettera a) le seguenti parole: "nella misura del 20 per cento, 20 per cento, 40 per cento, 20 per cento per le lettere rispettivamente a), b), c), e d). (14)
Emendamento aggiuntivo Biancu
Alla lettera d) del comma 2 dopo le parole "a maggior rischio di inondazione" sono aggiunte le parole "anche valutando la possibilità di piani di delocalizzazione degli immobili a maggior rischio idrogeologico". (23)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Petrini - La Spisa
All'articolo 1, comma 2, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
"d bis) contributo ai familiari delle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 da attingere dai fondi previsti nella legge in esame, di euro 30.000. (27)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu - Serra - Salis - Caligaris - Pacifico
Dopo il comma 3 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. I finanziamenti ed i contributi di cui alle lettere b) e c) del comma 2, ovvero i finanziamenti per le infrastrutture civili ed i contributi di ristoro danni alle popolazioni, sono da effettuarsi entro il termine massimo di novanta giorni dalla data di approvazione della presente legge, secondo le modalità seguenti:
a) tramite anticipazione almeno nella misura minima del 60 per cento del dichiarato con specifica auto-certificazione dagli aventi titolo, previa verifica di massima sulla congruità della richiesta a cura delle strutture competenti nelle procedure di risarcimento;
b) con successivo eventuale saldo sulla base delle attestazioni prodotto della spesa effettivamente sostenuta. (1)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato
Dopo il comma 3 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente:
"3 bis. I finanziamenti ed i contributi di cui alle lettere b) e c) del comma 2, ovvero i finanziamenti per le infrastrutture civili ed i contributi di ristoro danni alle popolazioni, sono da effettuarsi entro il termine massimo di novanta giorni dalla data di approvazione della presente legge, secondo le modalità seguenti;
1) tramite anticipazione almeno nella misura minima del 60 per cento del dichiarato con specifica auto-certificazione degli aventi titolo, previa verifica di massima sulla congruità della richiesta a cura delle strutture competenti nelle procedure di risarcimento;
2) con successivo eventuale saldo sulla base delle attestazioni prodotte della spesa effettivamente sostenuta." (8).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa doveva essere una "leggina" che bisognava approvare in fretta e furia nel giro di alcune ore, invece ha dato vita a un dibattito approfondito che è stato, secondo me, utile, e, adesso, dobbiamo votare gli articoli e gli emendamenti, per vedere un po' se riusciamo ad essere coerenti rispetto a quello che abbiamo tutti quanti detto. Cioè, noi ci troviamo di fronte all'ennesimo evento calamitoso, che colpisce questa volta il territorio di Capoterra. E' successo in Italia tante volte, qualche volta si è anche individuata la responsabilità gravissima delle Amministrazioni pubbliche che erano preposte alla vigilanza delle azioni dell'uomo, qualche altra volta non è stato affatto individuata, e, quando si tratta di risarcire danni bisogna ricordarsi che la collettività è organizzata in Stato, anzi, ormai, con la nuova stesura del Titolo V della Costituzione, la Repubblica è organizzata in Stato-Regioni-Province-Comuni, e queste articolazioni hanno nella gestione, nel governo del territorio, altissime responsabilità. Se succede un danno, questo danno dev'essere risarcito.
A questo punto scatta il processo di moralizzazione dell'intervento pubblico, cioè, uno Stato, una Regione, un Comune che si è poco preoccupato se si costruiva nell'alveo di un fiume, determinando i danni, determinando i lutti, poi, si scopre moralizzatore. E dove si scopre moralizzatore? Nel risarcimento dei danni ai colpiti. E allora, lì bisogna stare attenti, lì bisogna individuare strutture, lì bisogna individuare procedure, lì bisogna individuare percorsi che non consentano frodi, che non consentono che si dichiari il falso, che si aveva un televisore al plasma o un frigorifero ultima versione, perché se no si possono percepire indebitamente 500 euro in più di risarcimento. Stiamo parlando di alcune migliaia di euro, inadeguate e insufficienti rispetto a chi ha ricevuto danni alle aziende, rispetto a chi ha ricevuto danni alla casa, rispetto a chi si è comprato con fatica gli arredi.
Ognuno di noi ha due mobili in casa e sa quanto costa un armadio. Se va in un negozio di mobili vedrà che un armadio quattro stagioni costa 5 mila euro, 4 mila euro, una cucina 10, 12 mila euro; questi sono i prezzi. E quando stimiamo la misura del danno, cosa scopriamo? Che vanno bene anche un massimo di 12 mila euro, però, con tre classificazioni, verificando che uno prenda 4 mila, se ha perso solo la camera da letto, se è andato distrutto anche un pezzo di cucina, 6 mila, e questo compito a chi lo assegnamo? Alla Protezione civile, quella che deve proteggere e che, invece, che cosa fa? Operazioni di "valutazione arredi", di persone che hanno subito danni tragici, che si sono ritrovate in mezzo alla strada, portate via dall'acqua, con tutti i loro affetti massacrati; beh, io, su questo terreno di moralizzazione, lo devo dire, non ci sto, fossi anche l'unico che si sollevi e dica che non ci sta.
Noi dobbiamo trovare una stesura che garantisca l'immediato contributo, in misura appena appena - perché sappiamo già che non riusciremo a coprire tutti i danni - appena appena accettabile, senza impastoiare le procedure di una macchina inefficiente, scadente, di cui io mi vergogno, come quella dell'Amministrazione pubblica, anche quella regionale. Una macchina inefficiente non perché ci siano i fannulloni che richiama Brunetta, ma perché ci sono i Brunetta che da decenni non sono in grado di organizzare la pubblica amministrazione. Io mi rifiuto di pensare che si possa fare moralizzazione attraverso un percorso ad ostacoli, nei confronti di chi ha subito quello che ha subito in questi giorni. Per cui, lo sforzo che chiedo - lo dico alla Giunta come lo dico ai colleghi, perché questa è una legge che dev'essere condivisa da tutta l'Aula - è quello di impegnarci a trovare una stesura di questi articoli, soprattutto quelli che intervengono sul danno, che sia fuori dalle procedure burocratiche farraginose, di cui solo noi siamo capaci quando si tratta di risarcire un danno, fuori dalle pretese di moralizzazione, che fanno si che trattiamo quelli che hanno bisogno sempre come ladroni, e quelli che non ne hanno, di bisogno, quelli che stanno con i piedi al caldo, sempre come grandi personaggi a cui bisogna affidarsi.
Noi chiediamo l'autocertificazione - lo dica l'assessore Mannoni, perché è componente della Giunta - noi chiediamo l'autocertificazione nella circolare sullo sportello unico per le attività produttive, anche per costruire palazzi di civile abitazione, sulla scorta di un'interpretazione tutta originale del consulente dell'Assessore dell'industria, e poi, al disperato che deve recuperare 10 mila euro di mobili distrutti, invece gli dobbiamo mandare i "carabinieri" della Protezione civile; questa impostazione è da rigettare, perché è moralmente inaccettabile! Contraddittoria e inaccettabile!
Quindi, vanno eliminate tutte queste pastoie, va ricondotta a semplicità la procedura, devono essere stabiliti massimali e trattati i privati come le aziende, perché privati sono gli uni e privati sono gli altri, alcuni titolari di attività produttive, altri titolari della propria esistenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo di potermi trovare pienamente d'accordo con quanto esposto dal collega Uras poc'anzi, e i nostri emendamenti, che riprendono un po' la proposta presentata dal collega Uras in Commissione e ripresentata in aula, per certi versi sono in linea. Vorrei soffermarmi poco, perché, ripeto, il nostro atteggiamento nell'esame di questo disegno di legge è orientato al massimo pragmatismo e, quindi, a dare il nostro contributo in maniera celere e chiara, anche se riteniamo, come già detto in precedenza, che sia opportuno soffermarsi più a lungo (o meglio: quanto necessario) per definire un testo di legge unico per fronteggiare tutte le emergenze, non solo la presente, e che rappresenti uno strumento da mettere subito a disposizione della Giunta per gli interventi di prima necessità e non solo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, viene proposta la cancellazione della parola "produttive" riferita alle imprese, perché lasciando questa parola, a nostro avviso, molte imprese potrebbero essere escluse dagli interventi.
Il secondo emendamento, invece, nasce da un nostro dubbio, nel senso che cancellare la lettera d) per gli "interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio", a nostro avviso, appesantisce la legge. Questo tipo di interventi, infatti, possono essere attivati e programmati dalla Giunta e dagli enti locali utilizzando altre disposizioni di legge - e purtroppo ne abbiamo approvate tante, alcune richiamate anche dalla Giunta poc'anzi - sull'assesto idrogeologico, senza che queste somme vadano a incidere sui 20 milioni destinati all'emergenza, perché se iniziamo a finanziare studi, iniziamo a finanziare interventi, per certi versi secondari rispetto all'emergenza, credo che rischiamo di appesantire la legge. Gli interventi previsti nella lettera d) possono essere effettuati con altre norme che sono già in essere, che sono già state approvate da questo Consiglio e quindi potremo alleggerire la spesa di 20 milioni da ulteriori interventi che non sono destinati a chi in questo momento ha più bisogno.
Come ho detto e ripetuto, riproponiamo gli emendamenti proposti dai colleghi della Rifondazione Comunista perché li condividiamo nella totalità, ad eccezione del richiamo alla nomina di un commissario straordinario. Noi ritroviamo, infatti, già nella norma della statutaria questa possibilità, pertanto richiamiamo nel nostro emendamento l'articolo della statutaria, riproponiamo la nomina di un delegato del Presidente della Regione come già previsto nella stessa legge numero 1 del 2008, dove si prevede che il Presidente possa nominare uno o due delegati, anche a tempo, e con incarichi particolari, per il tempo necessario per risolvere l'evento o per risolvere e per portare a termine l'incarico. Quindi, non c'è nessuna necessità di proporre nuovi commissari straordinari; c'è già, infatti, l'articolo 18 comma 2 della legge statutaria numero 1 del 10 luglio 2008.
Gli altri emendamenti, compreso quello che si propone di rimpinguare il fondo da 20 a 30 milioni di euro, richiamano l'attenzione di questo Consiglio - qualora questo Consiglio volesse essere attento - sulla necessità di ritrovare altri fondi. Per una parte noi indichiamo nel fondo nuovi oneri legislativi la dovuta copertura, ma per gli altri 14 milioni di euro indichiamo il fondo residui della pubblicità istituzionale. Credo che questa Regione, in questo momento, possa rinunciare a una parte cospicua dei fondi destinati alla pubblicità istituzionale per finanziare un'emergenza. Credo che possiamo fare a meno di qualche spot, possiamo fare a meno di qualche cartellone, possiamo fare a meno di qualche pubblicità che in questo momento sicuramente sarebbe come un pugno nell'occhio se noi andassimo a proporre, per esempio, l'immagine della regione Sardegna nei muri di Capoterra. Sarebbe più opportuno poter invece contribuire con quei fondi alla ricostruzione dei muri di Capoterra. Perciò, recuperiamo quantomeno 14 milioni di euro la copertura finanziaria dai fondi destinati alla pubblicità istituzionale.
Per concludere, diamo anche il nostro assenso alla proposta di Commissione di inchiesta, come abbiamo dato assenso alla proposta di Commissione di inchiesta in altri casi (leggasi Tuvixeddu, leggasi Saatchi & Saatchi) considerando la Commissione d'inchiesta non una Commissione giudiziaria. La Commissione di inchiesta deve sì eventualmente identificare le responsabilità del passato e del presente, ma deve anche contribuire con il suo lavoro a indicare al Consiglio e alla Giunta le storture che bisogna correggere anche dal punto di vista legislativo perché i nostri interventi raggiungano l'obiettivo nei tempi e nei modi che vengono indicati dalle leggi stesse. Questa è la funzione della Commissione d'inchiesta; è una Commissione ispettiva, certo, perché bisogna conoscere le motivazioni e bisogna proporre. Magari potrebbe essere la stessa Commissione di inchiesta ad arrivare alla conclusione di proporre un testo completo per dare risposte alle varie emergenze ormai calendarizzate nell'attività del Consiglio regionale della Sardegna.
Ma c'è un'altra risposta che può dare la Commissione di inchiesta e non è, continuo a dire, una risposta di tipo giudiziario, non dobbiamo sicuramente emettere delle sentenze, non dobbiamo proporre restrizioni carcerarie per nessuno, dobbiamo semplicemente cercare di ricostruire tutto ciò che è necessario perché quanto avvenuto nell'ultima occasione, ma anche nelle precedenti, non si ripeta. Magari arrivare anche a quelle conclusioni di coraggio che da alcuni sono state richiamate in quest'Aula, avere il coraggio di dire che nell'alveo del fiume non si può costruire, che non si possono costruire neanche gli asili come è successo, per esempio, in quel di Capoterra. Perciò la stessa Amministrazione comunale, Amministrazione pubblica ha costruito nell'alveo del fiume, non solo il privato! Allora, qual è la soluzione? Non costruire degli argini intorno all'asilo, non costruire degli argini intorno alla casa, non costruire degli argini intorno alle imprese o agli opifici delle imprese, ma - operazione coraggiosa - cancellare questi edifici e ricostruirli altrove.
Sono sicuramente situazioni difficili e decisioni difficili che chi è affettivamente legato al posto, al territorio, al paese non potrà prendere, ma sono anche decisioni di responsabilità che chi ha il compito di amministrare la cosa pubblica deve saper assumere. E' peraltro una posizione e decisione che può venir fuori come proposta unitaria dalla Commissione d'inchiesta, in modo che non ci siano strumentalizzazioni di sorta, in modo che il passato, che rappresenta un neo nella coscienza nell'applicazione delle stesse leggi da parte degli amministratori locali e non solo, venga cancellato per sempre e che non si continui, anche in futuro, a guardare il cielo per sapere se ci manderà quella goccia d'acqua in più che potrà riportarci in quest'Aula a discutere di nuove emergenze, di nuovi morti e di nuove aziende in crisi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto condivido le valutazioni che sono state espresse dall'onorevole Uras, ritengo però che sia particolarmente sorprendente che, dopo una giornata trascorsa in aula stamattina in attesa della conclusione dei lavori della Commissione, poi per l'elaborazione di questi emendamenti si arrivi a quest'ora a dover ancora approfondire. Credo, Presidente, sia opportuno - e lo dico veramente con una nota di buon senso - se è necessario verificare ancora qualcosa, farlo in termini oggettivamente condivisibili e eventualmente rimandare i lavori a domani mattina, perché si stanno creando le precondizioni per far sì che questa legge alla fine non si capisca bene dove voglia arrivare.
Abbiamo dichiarato tutti che è necessario sburocratizzare, che è necessario semplificare, che è necessario fornire delle garanzie. Se questi sono i presupposti allora bisogna che prevalga il buon senso e a questo punto non accettare sospensioni per dieci minuti, perché non aiutano, ma decidere serenamente di rivedere le questioni con un po' più di calma e licenziare il provvedimento domani mattina in serenità. Altrimenti l'approfondimento che è stato fatto e l'evidenziazione del dramma che stanno vivendo nei territori diventano un discorso senza fondamento.
Se necessario, Presidente, avanzo formalmente la proposta all'aula perché mi sembra che stasera non si possa procedere in modo da trovare tutti la condizione migliore perché questa legge diventi veramente un provvedimento ampiamente condiviso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io condivido le considerazioni che sono state espresse or ora dalla collega Caligaris, e credo che rappresentino un po' il sentire comune di tutto il Consiglio. Mi sembra, infatti, che nei ragionamenti dei colleghi sia emersa in maniera chiara una serie di "paletti" fondanti per andare a licenziare questa legge. E i paletti sono i seguenti: nessuno di noi vuol mettere il cappello su idee geniali da inserire all'interno della legge che nessuno di noi ha la pretesa di scavalcare, dimostrando di essere più bravo, qualche consigliere o qualche parte politica nell'avanzare una proposta che possa essere superiore rispetto a quella che l'intero Consiglio intende condividere per il risarcimento dei danni alle famiglie; tutti quanti riteniamo opportuno che l'azione di risarcimento sia quanto più rapida, quanto meno burocratica possibile e quanto più orientata a risarcire danni realmente verificatisi all'interno delle famiglie; tutti quanti riteniamo che tutto ciò che possa costituire un appesantimento della legge debba essere rinviato a un momento successivo.
Un appesantimento, io considero, per esempio, la lettera d) del comma 2 dell'articolo 1, per la quale se non ci fosse stato un emendamento ad hoc presentato dai colleghi dell'U.D.C. avrei chiesto la votazione separata. Gli interventi di sistemazione del riassetto idrogeologico, infatti, li possiamo prevedere anche tra quindici giorni con una legge autonoma che abbia finalità differenti rispetto a questa che ha - lo ripeto e lo ribadisco, e mi sembra che sia un'opinione condivisa dall'aula - la finalità di dimostrare alla gente che in questo momento è disperata, che il Consiglio regionale è disperato, nel senso che condivide la disperazione e che tutto quello che può fare per dare un senso alla disperazione che sia invece un senso di speranza e un senso di solidarietà, intende farlo. Poi, la verifica del perché si sia costruito sul greto del Rio San Girolamo la facciamo fra sei mesi; non è urgente.
La verifica degli interventi di sistemazione e di riassetto idrogeologico, insomma, la potevamo fare quando c'è stata l'alluvione di Villagrande. Allora avevamo deciso che avremmo dovuto effettuare una serie di interventi concreti; è passato qualche anno, probabilmente non sono interventi che debbono essere eseguiti nei prossimi sette giorni.
La costituzione di autorità che possano in qualche maniera vigilare oggi e in futuro attraverso l'istituzione di direzioni generali della protezione civile della Sardegna è sicuramente un'esigenza che gli eventi dei giorni scorsi hanno sottolineato essere urgente, ma non è detto che la dobbiamo "infilare" in questa legge, dove invece noi vogliamo dare un segnale univoco e immediato dell'intero Consiglio, che è quello del ristoro di un danno subìto dalle popolazioni e della vicinanza dell'Assemblea regionale alle popolazioni colpite. E' per questo, colleghi consiglieri, che io credo che lo spirito dell'emendamento della Rifondazione Comunista e di altri colleghi del centrosinistra, accolto integralmente dai colleghi dell'U.D.C. che hanno presentato un emendamento assolutamente analogo, cioè quello fondato sull'autocertificazione, sia sostanzialmente lo spirito su cui l'intero Consiglio converge. Se poi siano le parole contenute all'interno dell'emendamento quelle che rappresentano la maggior giustizia possibile, cioè quella che noi vorremmo, non lo so.
In altre parole, collega Uras, collega Capelli, colleghi del Consiglio, noi vorremmo che i danni subìti realmente dalle famiglie fossero risarciti subito nel modo più ampio possibile, senza discussioni e senza lungaggini. Vorremmo ovviamente che le somme fossero destinate a chi i danni li ha subìti sul serio, quindi vorremmo che ci fosse una vigilanza sulle autocertificazioni affinché non si verifichino quei fenomeni veramente vergognosi di sciacallaggio che altrimenti potrebbero verificarsi. Però il timore dello sciacallaggio non ci porterà certo ad individuare un meccanismo che ci consentirà di non rifondere, di non risarcire i danni a chi li ha subiti, per tre anni, per cinque anni, per dieci anni. Ci mancherebbe altro! Se noi non abbiamo una struttura di vigilanza che ci consenta di verificare le autocertificazioni, meglio che ci sia uno sciacallo ogni cento risarciti che non che ci siano novantanove persone che hanno subìto il danno e che non vengono risarcite.
Quindi, io non so se dal punto di vista tecnico - legislativo le cose che sono state scritte all'interno dell'emendamento sull'autocertificazione siano quelle che rendono più facile, più immediato, più pronto l'intervento di ristoro che il Consiglio regionale ha, in maniera forte, detto di voler approvare durante la discussione della legge in quest'Aula e durante la sua preparazione in Commissione, però sicuramente se non sono quelle le parole ne devono essere trovate altre che abbiano poi un riscontro di identica o migliore efficacia, perché le parole contenute nell'emendamento sono il riassunto dello spirito con cui il Consiglio regionale sta affrontando la discussione su questa legge. Non vorremmo approvare una legge che serva alle strutture burocratiche solo per impiegare personale a lavorare dal punto di vista burocratico su come si debba offrire ristoro alle popolazioni colpite dall'alluvione, ma vorremmo approvare una legge che dia immediato ristoro alle popolazioni che in questo momento stanno soffrendo per gli eventi alluvionali.
Io credo che le parole della collega Caligaris siano le parole di maggior saggezza oggi pronunciate; mi sembra che gli emendamenti tendano a scrivere una legge per parti importanti diversa da quella uscita dalla Commissione; credo che se ci fosse la volontà e la possibilità di ragionare sugli emendamenti per arrivare ad una condivisione generale del testo finale (condivisione generale nascente dalla consapevolezza di tutti i consiglieri che quel testo risponde meglio alle esigenze che vogliamo raggiungere) forse sarebbe la scelta migliore per arrivare ad approvare non una leggina, ma una buona legge sul tema specifico in discussione.
Quindi non una legge che pretenda di risolvere tutti i problemi dell'assetto idrogeologico sardo o di porne le condizioni per la soluzione, perché non è il momento e non c'è stato l'approfondimento necessario, ma una legge buona perché in questo momento le popolazioni chiedono di essere al loro fianco nel manifestare la solidarietà per quello che hanno perso, per quello che purtroppo lo stanziamento economico che stiamo approvando non potrà restituire loro, ma almeno potrà essere una goccia importante per ricreare un clima di speranza laddove oggi c'è soltanto disperazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, mi rivolgo direttamente a lei per esprimere una mia impressione, e premettendo che spero di sbagliare, questa impressione voglio portarla alla considerazione dei colleghi.
La mia impressione è che guardando i primi emendamenti all'articolo 1 il Consiglio regionale invece di convergere rischi di dividersi e di venir meno a quello spirito positivo che ha caratterizzato la discussione di questa mattina e anche della settimana passata. Il rischio è che vengano meno i riferimenti principali che abbiamo proposto all'attenzione del Consiglio. Ci sono emendamenti che - io uso un termine, per farmi capire, che è forte - hanno natura concorrenziale. Se io dico "10", l'altro dice "20". Così non si approva una legge importante e delicata come questa; non è il principio al quale ci siamo richiamati. C'è bisogno di una legge del Consiglio regionale, che determini convergenza tra i diversi gruppi del Consiglio regionale, non che determini concorrenza e divaricazione. Ci saranno altre occasioni, ma non diamo quest'idea.
Presidente, io credo che lei debba fare uno sforzo straordinario, aggiungo che forse neanche le compete, per la funzione terza che lei qui deve svolgere. Però, o i Capigruppo del Consiglio regionale trovano una forte convergenza sullo spirito di base di questa legge, oppure noi non riusciremo ad uscire dall'Aula con un provvedimento apprezzabile. Usciremo con un provvedimento non apprezzabile, non unitario, un provvedimento di divisione, e noi abbiamo detto tutti che non c'è bisogno di questo.
E allora, nessuno si deve innamorare dei propri emendamenti, e neanche la Giunta deve pensare di imporre, in questa fase, un'idea che non rispecchi la volontà del Consiglio. Io penso che non sia giusto, penso che ci sia un'altra strada da percorrere. Sarà pure per influenza di gli eventi internazionali, ma il collega Vargiu, che è un liberale, ha giustamente fatto proprie le considerazioni della collega Caligaris, che è una socialista, sulla funzione pubblica in situazioni drammatiche come queste. E allora, io credo che i Capigruppo, quelli della minoranza e quelli della maggioranza, debbano prendere gli emendamenti, le proposte della Giunta, e riscriverle insieme, non presentando singoli emendamenti in concorrenza tra loro. Ci sono colleghi che hanno firmato una cosa e l'opposto dell'atra, pur di mettere una firma. Poi, ognuno è libero di firmare quello che vuole chiaramente, per carità, ma io sto richiamando un'altra esigenza, collega Capelli, quella a cui anche lei ha fatto riferimento quando è intervenuto.
Perché dobbiamo dare questo segnale? Perché non dobbiamo essere coerenti con i ragionamenti che abbiamo fatto? Io sono per un'alta coerenza e una coerenza convergente. E non lo dico perché, insomma, nella discussione che stiamo facendo si rischia di bisticciare per chi vuole dare le mille lire e per chi le vuole togliere. Io, invece, penso che siccome siamo in presenza di un'emergenza, occorre dare una risposta unitaria. Poi capisco che ci sono famiglie benestanti e famiglie che benestanti non sono, ma questo è un aspetto che esamineremo nella seconda parte dell'intervento.
Io concludo presidente Spissu, dicendo che sono favorevole a che i Capigruppo, la Giunta, dietro sua iniziativa (pur comprendendo che non sia tenuto, che la sua funzione sia un'altra) si adoperino per trovare un punto di convergenza. Facciamo una legge di tutti, facciamo una legge del Consiglio, perché di questo c'è bisogno, gli altri aspetti avremo occasione di affrontarli successivamente.
Per quanto riguarda la Commissione speciale, che Uras propone con un emendamento, io mi sono dichiarato d'accordo, ma non perché voglio mettere insieme dieci ispettori di polizia del Consiglio regionale, per verificare chi sa che cosa, ma come strumento di aiuto, contributo, partecipazione, presenza, riferimento per quelle popolazioni. Una Commissione dove siano presenti tutti. Se invece dobbiamo istituire una Commissione per processare qualcuno, non rientra nella nostra competenza, non la voglio così e non la vorrei così.
Insomma, colleghi, facciamo uno sforzo unitario, facendo prevalere da parte di tutti quel riferimento al quali ci siamo richiamati in questi giorni. Può essere che la maggioranza, costretta, poi voti come deve votare la maggioranza, ma io vorrei che la maggioranza (che parte dalla collega Lanzi, al collega Cuccu in fondo) trovasse quel punto d'incontro, del quale c'è bisogno in questa situazione. Presidente, veda lei come può fare, io ho indicato una strada, che è quella che i Capigruppo diventino davvero un riferimento di tutta l'Aula, e si costruiscano le risposte e le soluzioni unitarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io interverrò molto brevemente, anche perché già da stamattina abbiamo detto che abbiamo l'onere di fare in fretta; di fare in fretta, però di fare anche bene. Mi sembra che tra gli emendamenti che sono stati presentati, soprattutto tra gli emendamenti che sono stati presentati dalla maggioranza, e in parte anche dai gruppi della minoranza, non ci siano contrapposizioni, divergenze insanabili. Io credo che ci sia possibilità di convergere tra le diverse proposte; anche ascoltando con attenzione l'intervento del collega Uras prima, e adesso del collega Cugini, credo che questa possibilità, se si ragiona soprattutto attorno al punto fondamentale, ci sia. Il punto fondamentale è il danno, fino a quanto si può intervenire, e soprattutto quali sono i tempi, quali sono le procedure accelerate per poter ristorare i cittadini danneggiati. Io credo che mettendo assieme gli emendamenti numero 1, 8, 17, 20 e 21 (a proposito di quest'ultimo vorrei far notare che per errore è stata indicata la lettera c) in luogo della lettera a)), assumendo come base l'emendamento numero 17, presentato dalla Giunta, e raccogliendo i contenuti degli emendamenti che ho citato prima (che provengono non solo dalla maggioranza, ma anche dal collega Uras, dall'opposizione, dal collega Capelli) si possa trovare una soluzione che soddisfi le diverse parti politiche.
In particolare portando da 20 a 25 mila l'importo del contributo massimo concedibile per quanto riguarda gli interventi alle unità immobiliari, portando da 12 mila a 15 mila i rimborsi per quanto riguarda i beni mobili indispensabili, comprese le autovetture, eliminando anche tutte le procedure e prevedendo soltanto un'autocertificazione da parte dei cittadini che sono stati danneggiati, e quindi attraverso una riscrittura del testo che tenga conto di tutti questi elementi, credo che si possa arrivare ad una soluzione rapida, che dia una risposta convergente a tutte le osservazioni contenute nei diversi emendamenti che sono stati presentati. Quindi, attraverso una riscrittura dell'emendamento numero 17, che tenga conto degli emendamenti 1, 8, 20 e 21, credo che si possa riuscire, anche molto velocemente, ad arrivare ad un testo condiviso.
PRESIDENTE. Concordo con l'esigenza di approvare una buona legge, di approvarla con la rapidità necessaria, perché i propositi che questa legge intende perseguire arrivino a destinazione, e non si perdano nelle procedure, rendendo vano nei fatti la buona volontà del Consiglio regionale. Per quanto riguarda la necessità di riscrivere gli emendamenti, di rivederli e di unificarli, se è un lavoro che si può fare rapidissimamente in Aula, come lei ha detto onorevole Biancu, procediamo, se non è possibile è meglio sospendere la seduta per evitare anche i numerosi interventi che si stanno ripetendo. Non ho capito come intende procedere, onorevole Biancu.
BIANCU (P.D.). Io credo che per riscrivere questo emendamento sia sufficiente la sospensione di un quarto d'ora.
PRESIDENTE. L'onorevole Biancu chiede una sospensione. Io chiedo ai colleghi se poi abbiamo la buona volontà di procedere fino all'approvazione della legge, di lasciare la mattinata di domani libera per quel lavoro di predisposizione degli emendamenti sulla legge urbanistica che non abbiamo potuto fare questa sera. Insomma, penso che dobbiamo, insieme, organizzare il lavoro. Io sono anche favorevole ad andare avanti fino alla conclusione di questa legge, penso che sia nell'interesse di tutti; senza che venga meno la qualità di ciò che stiamo facendo, penso che possiamo concludere stasera. Quindi, sospendo per dieci minuti la seduta e invito i Capigruppo a lavorare insieme alla Giunta per l'unificazione degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 45, viene ripresa alle ore 21 e 26.)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 28, che è un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 8, 17, 20, 21, 6, 24 e 19; emendamenti sia della maggioranza che dell'opposizione.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento di sintesi numero 28:
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 8, 17, 20, 21, 6, 24, 19 Biancu - Uras - Lanzi
Il comma 4 dell'articolo 1 è così sostituito:
"4. Le direttive di attuazione degli interventi di cui al comma 2 sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori regionali competenti per materia. Le direttive stabiliscono l'importo e le modalità di erogazione dei contributi di cui alla lettera c) del comma 2, fatti salvi i parametri di aiuto stabiliti dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 dell'articolo 1, entro i seguenti limiti d'importo:
a) contributo ai privati, a fondo perduto, per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate, e per un importo massimo non superiore a euro 25.000;
b) contributo ai privati, a fondo perduto, per il ristoro del danno subito dai beni mobili indispensabili, compreso il danno alle autovetture sino all'importo di euro 15.000; tale contributo è determinato in base alle perdite subite, risultanti da specifica autocertificazione da produrre ai competenti uffici regionali. La Regione provvede, per ciascun comune ed entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'erogazione cumulativa dei contributi con uno o più mandati di pagamento collettivi, intestati ai creditori presso l'istituto bancario della tesoreria regionale;
c) finanziamenti a fondo perduto per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive, commerciali, artigianali, professionali e di servizi e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture, macchinari e attrezzature, fino al massimo di euro 30.000." (28).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, vorrei solo precisare, rispetto a quanto lei ha detto, quindi con tutto il rispetto per la sua funzione che è quella anche di riportare il contenuto di interlocuzioni che avvengono durante la sospensione, che probabilmente la notizia non è stata data correttamente. Cioè, questo è un emendamento che sintetizza solo la posizione di chi ha firmato questo emendamento, non rappresenta la volontà, le esigenze, le istanze che noi nella sospensione abbiamo cercato di porre all'attenzione dell'Aula. Per cui, non ci riconosciamo nella sintesi perché, pur facendo un passo avanti rispetto alle proposte fatte, crediamo non rispetti e non sia completamente attenta a quello che si potrebbe fare con un attimo di riflessione in più. Quindi non si può considerare un emendamento di sintesi.
PRESIDENTE. Sì, ho capito, infatti l'emendamento è firmato dagli onorevoli Biancu, Uras e Lanzi, a conferma di ciò che lei dice. Io pensavo che il tempo trascorso a parlarsi comprendesse anche una posizione più vasta.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Alla luce anche dell'intervento del collega La Spisa, propongo di considerare l'emendamento numero 28 come emendamento di sintesi degli emendamenti numero 1, 17, 20 e 21.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo con ordine.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (P.D.), relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 6, 15, 23, 28. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 10, 4, 12, 26, 22 (del quale si chiede il ritiro), 18, 14 e 27. Gli emendamenti numero 24 e 19 sono parzialmente accolti attraverso l'emendamento di sintesi numero 28. Gli emendamenti numero 21, 20, 17 e 1 sono ricompresi nella sintesi, così come l'emendamento numero 8, che è uguale all'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 8 è sostanzialmente compreso nella sintesi, anche se formalmente rimane in piedi, se i proponenti non ritengano soddisfatte nella sintesi le condizioni previste in quell'emendamento.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, con questo emendamento, di fatto, viene praticamente vanificato il ruolo che avevano tutti gli emendamenti dell'articolo 1. Ora, se si sta cercando di trovare una unità di intenti, così come mi è sembrato di capire da alcuni interventi, di trovare l'unanimità o quasi del Consiglio regionale, beh, allora sarebbe necessario che prima di votare questo emendamento ci occupassimo anche di ciò che c'è dopo questo emendamento. Perché la volontà di votare a favore di questo emendamento fondamentalmente stabilisce solo una cosa: che tutti quanti siamo del parere che si debba dare immediatamente risposta alle popolazioni che hanno subito questi danni e che null'altro deve entrare in questa legge.
Faccio riferimento, colleghi, all'emendamento numero 11 della Giunta regionale che trovo quanto meno inopportuno (non lo definisco in maniera diversa) perché un emendamento che utilizza una legge su un'emergenza di questo genere per istituire una nuova direzione generale credo che non possa essere giudicato diversamente. Peraltro, in quest'emendamento, si fa riferimento al decreto legislativo numero 112 del 1998, che io vi invito a leggere, soprattutto per quanto riguarda il comma 1 e la lettera A, con tutte le questioni che vengono sollevate. Intanto un ruolo lo svolge il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, e non riesco pertanto a capire quale sia la necessità, oggi, in emergenza, di istituire una nuova direzione generale, diretta emanazione dell'Assessore dell'ambiente, che si stacchi completamente dal Corpo forestale di vigilanza ambientale.
Io non voglio porre il problema in termini di compensazioni, di ricatti, di quant'altro, dico solo che se si vuole trovare un accordo è meglio che si rinunci in questo momento all'istituzione di questa direzione generale, visto che il servizio è abbondantemente assicurato con i potenti mezzi che ci vengono messi a disposizione dal Corpo forestale di vigilanza ambientale mezzi, uomini e associazioni ad essi collegate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 6.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri di Artizzu, Calledda, Manca e Salis hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io avrei gradito una risposta un po' meno sintetica di un semplice no, credo di avere spiegato i motivi che ci hanno indotto a presentare l'emendamento soppressivo della lettera d). E' una legge di solidarietà, è una legge d'emergenza; abbiamo chiesto che questa legge venisse alleggerita dai corpi estranei da norme che si possono approvare con altre leggi, per destinare i fondi, l'intera disponibilità finanziaria all'emergenza reale, alle imprese, alle famiglie, alle infrastrutture. Abbiamo chiesto che si evitasse di inserire per l'ennesima volta in una legge occasionalmente nuove progettazioni, che si potesse destinare quanto previsto da altre leggi in aggiunta alle disponibilità finanziarie di questa legge, per altri interventi di carattere più generale. E invece vedo che non vi è alcuna apertura anzi, ricorda il collega Diana, si cerca per l'ennesima volta di inquinare una legge per raggiungere scopi non dichiarabili: i 12.500 euro del primo anno, i 100 mila euro inseriti per gli anni successivi per la retribuzione del direttore generale (che qualcuno probabilmente ha già in mente) della direzione della Protezione civile in sostituzione o affiancamento al direttore del Corpo forestale.
Questa, signori miei, non è la sede per le "marchette"; vi avevamo chiesto di approvare una legge buona e veloce e non siamo riusciti a convincervi. Di farla veloce non se ne parli nemmeno, stiamo cercando di convincervi a farla quanto meno buona, onesta, intellettualmente onesta, e voi presentate l'emendamento numero 11. E' scoraggiante parlare in questa Aula, è veramente scoraggiante!
Noi siamo disponibili anche a ritirare i successivi emendamenti, accedere all'emendamento di sintesi, ma voi fate un'azione onesta e di buon senso, fate ritirare l'emendamento numero 11, subito. Questo emendamento deve essere dichiarato inammissibile perché non rispettoso della legge numero 31, delle procedure che bisogna seguire per nominare i direttori generali.
Non avete voluto rispettare neanche il dettato della statutaria, che voi avete voluto, che voi avete difeso, e nonostante il Presidente abbia lo strumento per nominare un altro delegato per casi emergenziali, occasionali, per scopi specifici. Non difendente neanche la legge che avete voluto! Ritirate l'emendamento numero 11 e noi continueremo la nostra collaborazione per l'esame di questa legge e ritireremo gli emendamenti che insieme riterremo siano compresi nell'emendamento di sintesi. E' un'ulteriore offerta di collaborazione, dopodiché, probabilmente, vi approverete da soli anche questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, faccio mie l'esposizione del collega Diana, relativa al precedente emendamento, e Capelli, relativa all'emendamento numero 10. Rinnovo anch'io l'invito a ritirare l'emendamento numero 11, perché è una nomina intrusa e lei, Presidente, l'avrebbe dovuta dichiarare da subito inammissibile. Ma mi rivolgo all'Assessore che assieme alla Commissione, venerdì, ha visitato Capoterra e che a specifica domanda ha risposto che il servizio di Protezione civile funzionava benissimo così come era stato organizzato.
Mi sto rivolgendo all'Assessore, per cui, chiederei di essere ascoltato. Capisco adesso anche le preoccupazioni del Capogruppo Biancu, che forse non aveva letto attentamente gli emendamenti, oppure era a conoscenza di che cosa nasconde l'emendamento numero 11. Noi sappiamo che la persona che dovrebbe rivestire quell'incarico ha già nome e cognome. Però, ciò che mi meraviglia, Assessore, è quello che lei ha dichiarato, che non c'era bisogno di ulteriori accorgimenti, che il servizio di primo soccorso, di pronto intervento funzionava benissimo. E allora, che senso ha nominare un altro direttore generale? Le persone che erano a fianco suo, nell'aula consiliare del comune di Capoterra, venerdì mattina, erano validissimi collaboratori, riferivano tutto quello che stava succedendo; che bisogno c'era di nominare un altro coordinatore?
Veda, Assessore, le leggi fatte in fretta, sono sempre leggi fatte male, e questa è una legge fatta male. E' nata con un intento, per volontà unanime della Commissione e sta diventando un'altra cosa; ma voi ci siete abituati a correggere, cammin facendo, le norme, cercando sempre di inserire qualcosa che non va inserito. E ripeto anch'io: se viene ritirato questo emendamento, noi ritireremo tutti i nostri, se questo emendamento resterà, probabilmente questa legge ve la approverete da soli.
PRESIDENTE. La conferma e il ritiro dell'emendamento numero 11 - che non è adesso in discussione - è una questione di opportunità politica che deve essere valutata in quanto tale, perché il Presidente del Consiglio non può considerare inaccoglibile l'emendamento numero 11, perché l'articolo 13 della legge numero 31 prevede che si possano istituire, modificare o sopprimer edirezioni generali con legge, e già altre volte, in questa legislatura, con legge abbiamo istituito direzioni generali. Quindi esistono dei precedenti specifici.
Ora si può ragionare, così come stanno facendo alcuni colleghi, sull'opportunità o meno di inserire, in questa legge, fatta per fronteggiare un'emergenza, l'istituzione di una direzione generale. Però, questo fa parte naturalmente del dibattito politico e della comprensione delle ragioni che vengono portate a sostegno di questa tesi.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, io vorrei rassicurare l'onorevole Cappai che questa norma nasce senza pensare a chissà chi, a persone, a incarichi, a percorsi. Nasce da un semplicissimo ragionamento che ho fatto ieri con il Presidente della Regione, quando gli ho detto: le funzioni hanno un valore, un riconoscimento esterno, collettivo a seconda di come sono organizzate, a seconda di come si collocano nell'organizzazione dell'ente pubblico. Allora, pensare che la Protezione civile sarda possa essere validamente incardinata nel Corpo forestale, in un servizio, mi sembra francamente, alla luce anche di quello che è avvenuto e delle problematiche di coordinamento fra i vari soggetti verificatesi, decisamente assurdo.
Ricordo che il coordinamento non è solo un coordinamento orizzontale, ma è anche verticale (il rapporto con le province, con i comuni, con il volontariato) e non può essere svolto da un servizio che ha competenze (se vogliamo veramente una Protezione civile organizzata quindi il famoso centro funzionale) diverse. Questa è la proposta. Però, se può servire in questo momento a chiudere il percorso legislativo della legge che stiamo discutendo, la Giunta è disposta a ritirare la sua proposta, sperando che questa norma possa essere riproposta quanto prima, perché c'è veramente l'esigenza che la Protezione civile in Sardegna assurga a dignità di direzione generale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Quindi, mi sembra di capire che la Giunta è disposta, quando arriveremo al punto, perché l'emendamento numero 11 è aggiuntivo all'articolo 2, ad accogliere le ragioni di chi ritiene che non sia questo il veicolo sul quale incardinare questa proposta. Proseguiamo nell'esame dell'emendamento numero 10, che è quello che è in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, noi non siamo aprioristicamente contrari alla lettera d), però, Assessore, per poter votare con più cognizione di causa questo emendamento, vorrei capire quanto, effettivamente, di questi 20 milioni di euro si pensa di stanziare per interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, compresi, presumo, gli studi di settore. Anche perché, da due rapidi calcoli fatti, abbiamo valutato che solo ed esclusivamente il 10 per cento di questi 20 milioni verrà destinato ai problemi reali delle famiglie. Ipotizzando infatti che le famiglie colpite siano circa 500, e considerato che nell'emendamento di sintesi si prevede di assegnare circa 40 mila euro a famiglia, il totale fa 2 milioni.
Noi stiamo quindi destinando il 10 per cento della somma ai problemi reali delle famiglie, e vorrei capire, invece, quanto verrà assegnato per studi, progetti e così via.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanjust. Non ho capito se lei vota a favore o contro l'emendamento...
SANJUST (F.I.). Ho spiegato che per poter votare a favore o contro, ho bisogno di un chiarimento dell'Assessore.
PRESIDENTE. Sì, ma, l'emendamento propone la soppressione del comma d), poi vediamo se l'Assessore, su questo...
SANJUST (F.I.). Se l'Assessore mi dice che dei 20 milioni ne mette a disposizione 10, io voto contro.
PRESIDENTE. Va bene onorevole Sanjust, poi vediamo cosa risponde la Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io chiederei intanto, sull'emendamento numero 10, la votazione nominale, e vorrei, nel clima di comprensione delle reciproche ragioni che parrebbe farsi strada nell'Aula, chiedere ai colleghi della maggioranza di votare l'emendamento numero 10, di votarlo con lo spirito che mi sembra sia stato in quest'Aula ampiamente accettato da tutti.
Noi abbiamo infatti persone che hanno subito un danno grave, abbiamo dei cittadini che aspettano dal Consiglio regionale un segnale di ristoro del danno subito, allora, approviamo una legge di risarcimento e destiniamo i 20 milioni di euro che, in rapporto al numero delle famiglie che hanno subito danni (che sono ben oltre, purtroppo, le 500 che ha evocato il collega Sanjust) sono sicuramente pochi. Allora, i 20 milioni di euro che noi stiamo stanziando, e sui quali non condurremo battaglie di religione giocando al rilancio (come forse avete fatto voi qualche altra volta) e dicendo saliamo a 30, saliamo a 40 possono rimanere tali, però chiediamo che vadano tutti ai danneggiati, che vadano in fretta, come dice l'onorevole Uras.
Per quanto riguarda gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, ci penseremo successivamente, nel senso che decideremo quando ci occuperemo delle somme del POR, dei fondi europei, dei fondi che arriveranno dallo Stato, quando avremo capito, anche con le Commissioni d'inchiesta, cosa serve in Sardegna, quanto serve e dove serve, ma questi 20 milioni di euro, non destiniamoli in progettazioni, non destiniamoli ad interventi di sistemazione perché se dobbiamo rifare il letto di un fiume, i 20 milioni di euro verranno interamente assorbiti in quell'intervento e forse non basteranno neppure. Diamoli quindi a chi ha subito danni; il Consiglio regionale i soldi stanziati li dia alle famiglie, ai cittadini, alla gente che ha perso tutto, qualche volta anche gli affetti familiari!
Allora, diciamo che il Consiglio regionale è con questi, è con gli imprenditori che hanno avuto danneggiate le macchine, con le famiglie che si sono viste crollare i muri di cinta, le loro automobili accatastate le une sulle altre. Poi, per gli studi idrogeologici - per i quali siamo colpevoli perché non li abbiamo ancora fatti - approveremo una legge apposita, effettueremo uno studio apposito in un secondo momento in cui daremo altre risposte. Eliminiamo questo punto d) e i 20 milioni diamoli tutti a chi li sta aspettando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, colleghi, nel punto d) si fa riferimento alle risorse FAS per gli anni 2007-2013 mentre nel comma 2 dell'articolo 2 si fa riferimento a fondi costituiti da risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate. Ora, questo comma, secondo me, piuttosto che abrogato, va meglio precisato scrivendo: "da attuarsi attraverso le risorse FAS e altri fondi diversi da quelli assegnati da questa legge al ripristino e al risarcimento dei danni". Basta quindi una piccola modifica di questa natura che però consenta gli interventi di messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione. Poi l'Assessore meglio di me dirà, ma se (Dio non voglia) nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si verificasse nella stessa zona un evento, un fenomeno così estremo come quello che si è verificato in questi giorni senza che siano state effettuate le opere immediate di messa in sicurezza di quelle zone, ci ritroveremo ancora a parlare di danni.
Quindi va precisato da quali risorse devono attingere gli interventi ma questi non vanno cancellati, vanno fatti! Se no, veramente, rischiamo di entrare in contraddizione. Io voterei contro l'emendamento e a favore dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire che questa lettera d) rappresenta una dovuta previsione di intervento dopo un evento di questo tipo. Prevedere solo una legge di ristoro mi sembra infatti limitativo. A me pare che sia importante oggi offrire una risposta anche in termini qualitativi, nel senso di attenzione tecnica, altamente tecnica, alle problematiche del bacino fluviale (non idrografico, come chiariremo poi con l'emendamento) che riguarda un'area che va dalla zona della foce di Rio San Girolamo a Masoni Ollastu fino a Is Cungiaus e all'ultima foce verso il Bellarosa minore di Cagliari che è uno dei fiumi che ha creato danni nella zona di Monserrato e dintorni. E' necessario quindi uno studio di carattere idrogeologico.
Noi non abbiamo mai speso tanto per studi, non siamo un Assessorato che spende molto per studi, li abbiamo sempre spesi finalizzandoli alla difesa del suolo e alle migliori scelte che spesso sono scelte veramente difficili, veramente complesse. Quindi, ci pare importante che la lettera d) rimanga perché costituisce il riconoscimento di una problematica idrogeologica importante che va studiata, come vanno studiate subito le alternative e le soluzioni in modo che siano subito pronti gli studi propedeutici e le progettazioni per la spendita in tempi rapidi dei fondi FAS, rapidi nei termini in cui la burocrazia se lo può permettere.
Una delle problematiche forti e gravi della difesa del suolo è che si parte senza avere gli studi propedeutici, si tarda molto nel progettare, si tarda molto nel scegliere le soluzioni. La lettera d) ha questa funzione, di intervento rapido per ciò che possiamo fare subito anche con gli altri fondi che stanno arrivando dal Ministero e che noi destiniamo a questo bacino, perché quel fiume oggi è un fiume che non ha più un suo alveo, l'alveo è perso e va ricostituito immediatamente. E' un intervento di livello minimale perché l'inverno passi in modo più sereno e poi andranno fatti gli studi. Credo che sia una cosa normalissima per l'Amministrazione dotarsi degli approfondimenti dovuti ed effettuare le prime opere urgenti perché il fiume abbia il suo corso. Non prevederlo mi pare francamente una grave manchevolezza, sarebbe una legge veramente monca.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ero già intervenuta in sede di discussione generale per evidenziare come questo comma, in particolare questa lettera d), induca veramente a confusione. Intanto perché nel comma 2 si dice che "Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento: d) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi, da attuarsi anche attraverso le risorse FAS".
Presidente, ho ascoltato con molta attenzione l'assessore Mannoni nel quale ripongo molta fiducia, se però sono d'accordo con lui sulla necessità del ripristino immediato ambientale delle situazioni di emergenza, mi sembra che tutta la questione degli studi veri e propri da assegnare si possa in questo momento soprassedere. Quindi, mi asterrò su questo emendamento, ritenendo che una migliore formulazione e un'attenzione maggiore dedicata, appunto, alle condizioni di emergenza in cui ci troviamo, avrebbe giovato a far sì che venisse evitata anche la proposta di emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, questo emendamento ha a che fare anche con quello successivo, il numero 4 che abbiamo presentato chiedendo un'integrazione dei fondi. E' ovvio che se i fondi non dovessero essere creati, si dovrebbe tagliare gli interventi perché i 20 milioni di euro sarebbero appena sufficienti per rispondere alle famiglie. Sono infatti circa 1000 famiglie che hanno avuto problemi (l'Assessore parlava stamattina di circa 200 che hanno subito i danni più gravi che possiamo stimare intorno al tetto massimo di 40 mila euro e circa 600 che potrebbero essere stati soggetti a danni inferiori) ed è sufficiente un calcolo molto elementare per capire che si arriva agevolmente a superare i 20 milioni di euro.
Quindi questa dotazione prevista all'articolo 1, di 20 milioni di euro, probabilmente è appena sufficiente per dare risposta alla prima emergenza. Pertanto, è un gravissimo errore quello di non aumentare i fondi. Perciò, se volete lasciare la dicitura prevista dalla lettera d) sarebbe quantomeno opportuno incrementare i fondi come abbiamo chiesto con gli altri emendamenti che seguono.
PORCU (P.D.). Presidente!
PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazione di voto, onorevole Porcu!
PORCU (P.D.). Solo per offrire un contributo, non per pronunciare una dichiarazione di voto!
PRESIDENTE. Sì, ma i contributi si possono dare in sede di dichiarazione di voto; è una fase che non è interrompibile.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, io ho ascoltato attentamente le dichiarazioni che ha reso l'Assessore in merito all'emendamento numero 10 e devo dire che in un certo senso condivido la sua preoccupazione, sulla necessità di ricorrere a questo tipo di intervento. Però, credo anche che, considerata l'esiguità dei finanziamenti che stiamo prevedendo in legge, e che sappiamo per certo che non saranno sufficienti questi finanziamenti perché è impossibile che siano sufficienti perché è impossibile che lo siano, sarebbe meglio destinare almeno questa parte al pagamento dei danni, poi magari in una seconda fase si potrebbe vedere di approfondire anche altri aspetti, sperando in ogni caso che ci sia un aumento delle risorse a disposizione perché altrimenti non so come faremo. Io in questa fase, comunque, destinerei queste risorse solo al ristoro dei danni.
Conclusivamente volevo dire che, secondo me, andavano perlomeno quantificate le risorse a seconda dei vari tipi di intervento per evitare che vadano prevalentemente in una direzione piuttosto che in un'altra. Ecco, io credo che sarebbe opportuno che venisse precisata la destinazione delle risorse in base ai diversi danni che ha subìto l'economia del territorio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Vorrei precisare, perché forse sono stato poco chiaro e mi sono soffermato solo sul significato della lettera d) e sulla necessità che permanga nel corpo della legge, che destineremo solo una minima parte dei 20 milioni alla difesa del suolo, perché possiamo contare su risorse che non sono citate nella legge, cioè circa 8 milioni di euro che il governo ci assegnerà nei prossimi giorni, più un milione e 600 mila di fondi regionali. Quindi quasi 10 milioni di euro che possiamo utilizzare per le opere di sistemazione idraulica urgente. Io parlavo di opere di sistemazione idraulica "urgenti". Di quei venti un milione al massimo andrà agli studi e alle opere di sistemazione idraulica perché abbiamo, ripeto, altri 10 milioni su un altro capitolo.
Quindi, a me interessa molto che ci sia l'impegno del Consiglio (prima della Giunta e poi del Consiglio) per effettuare gli studi e reperire le risorse sui fondi FAS per realizzare opere importanti di sistemazione idraulica e idrografica. Per cui assicuro il Consiglio che solo una minima parte dei 20 milioni sarà destinata alle opere di carattere ideologico, considerato che il Governo, con ordinanza della Protezione civile, ci assegna 10 milioni di euro.
Il primo pensiero è volto ovviamente al ristoro e alla sistemazione delle famiglie (non c'è dubbio, è il primo e unico pensiero di questa legge) non dimenticando che tutto il sistema però si consolida e si protegge con una sana gestione del territorio e con le misure di mitigazione che devono essere previste. Quindi assicuro il Consiglio che le risorse impegnate saranno molto, molto basse, non più di un milione di euro.
PORCU (P.D.). Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, bisogna che si iscriva a parlare per pronunciare una dichiarazione di voto, perché solo per questo motivo le posso dare la parola, capisce?
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Signor Presidente, essendo presentatore dell'emendamento anticipo che naturalmente voterò a favore. Detto questo, mi pare che siano emerse dagli interventi dei colleghi sostanzialmente due posizioni. Una che dice: "i 20 milioni sono pochi, sicuramente i danni di prima stima saranno superati da stime più attente, destiniamoli nell'immediato al ristoro dalle persone che devono tornare alla normalità, devono riprendere a lavorare, devono riprendere ad abitare. In questo momento è sicuramente la priorità delle priorità". L'altra (in particolare l'onorevole Uras) molto saggiamente afferma: " E' giusto comunque indicare che si sono assunti degli impegni per le iniziative tendenti alla tutela idrogeologica di quei territori". Bene, le due posizioni non sono inconciliabili.
Il punto è - Assessore ci perdoni - che noi non riponiamo fiducia alcuna nelle promesse, nelle assicurazioni, nelle buone intenzioni, crediamo invece a ciò che è scritto all'interno della legge, perché promette chi la presenta la legge ma chi la attua la interpreta sulla base di quello che c'è scritto. Il punto è semplice: se si vogliono utilizzare quei milioni o parte di quei milioni, anche un milione soltanto, intanto va precisato in legge, per il resto la formulazione può restare quella che è. Se invece si vuole fare in modo che quei 20 milioni vadano tutti alle persone che hanno subìto questi gravissimi danni è sufficiente che la lettera d) diventi un comma bis dove si dica (anziché "da attuarsi anche attraverso le risorse FAS") "che saranno attuati attraverso le risorse FAS e gli stanziamenti aggiuntivi che l'amministrazione regionale riterrà successivamente di dover individuare".
Stiamo per andare ad approvare la finanziaria, per dirne una; tutto il resto è ambiguità alla quale noi non vogliamo nemmeno prestare ascolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Condividiamo queste osservazioni, onorevole Cuccu, quindi non è un problema di ambiguità, condividiamo che i 20 milioni previsti vadano nella totalità o nella quasi totalità (a parte quindi le risorse destinate ad eventuali studi di maggior dettaglio) a chi ha subìto danni. Quindi, io propongo una riscrittura di questo tipo, se il Presidente ne prende nota, cioè il punto d) dovrebbe cominciare così: "gli studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, da attuarsi attraverso le risorse FAS per gli anni 2007 - 2013 e da altre risorse allo scopo stanziate". Il resto rimane uguale.
In questo modo si chiarisce che col punto d) non stiamo sottraendo risorse per gli interventi, al più soltanto per i primi studi di carattere urgente, e che invece le risorse per gli interventi di sistemazione devono essere reperite con altri fondi. Questo mi sembra esattamente lo spirito di ciò che ha detto anche l'Assessore, se ho ben capito, e anche lo spirito degli interventi pronunciati in Aula. Se su questo fossimo tutti d'accordo potremmo proporre ai presentatori dell'emendamento numero 10 di ritirarlo. Presidente, mi dica se sono stato chiaro.
PRESIDENTE. Sì, per me sì. Propone di eliminare da "interventi" fino a "gli". Resta "studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi da attuarsi anche attraverso".
PORCU (P.D.). Sì, la specificazione sugli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico da attuarsi può andare successivamente. Cominciamo con "gli" comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro l'emendamento numero 10. Aggiungo che l'Assessore propone con l'emendamento numero 15, la modifica del punto d), l'integrazione e un chiarimento. A me è parsa più chiara la posizione che ha espresso l'assessore Mannoni dell'intervento che ha fatto adesso il collega Porcu. Mi sembra più pulita. Però, nell'apprezzare l'indicazione dell'Assessore, voglio dire che l'intervento del collega Cuccu era ancora più pulito.
L'assessore Mannoni infatti dice: "Di quella cifra utilizziamo una minima parte che è precisabile…", ma nel punto d) c'è un "anche" che se lo togliamo e riscriviamo detto punto nei termini limpidi suggeriti dal collega Cuccu, il tutto, con il chiarimento dell'assessore Mannoni, risponde, Presidente, all'esigenza che abbiamo, perché stiamo dicendo che quegli studi vanno fatti, e gli interventi vanno fatti con altre risorse, con risorse aggiuntive; e mi pare che questo sia proprio il pensiero chiaro, del quale abbiamo bisogno in questa occasione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore, ma nel senso della precisazione più volte ribadita dai colleghi. Io credo, cioè, che nessuno di noi possa pensare che non sia vero ciò che anche l'Assessore ha detto in questa sede, che uno degli interventi più urgenti riguardi il ripristino dell'alveo del fiume; e credo che non ci sia nessuno in quest'Aula che voglia sottrarre i soldi al ripristino dell'alveo del fiume, quindi l'obiettivo dell'emendamento non è questo.
Mi pare che anche la proposta avanzata dall'onorevole Cugini consenta di ripristinare l'alveo del fiume, che è questione essenziale, perché se noi rimettiamo a posto le case, e non ricostruiamo l'alveo del fiume, le case verranno nuovamente travolte. Il problema riguarda le risorse. Allora il dubbio sulle risorse nasce da un fatto, Assessore: che l'articolo 2, quello successivo, che parla della ripartizione, non ripartisce nulla, perché dice che 20 milioni sono istituiti in una UPB, ma non rispetta neanche l'elenco degli interventi previsti dall'articolo 1, e contempla, nel comma 2, la possibilità di interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza. Quindi non c'è il rinvio alle quattro voci di spesa che stiamo inserendo nell'articolo 1, ma si rimane in una dimensione indistinta.
Allora, se il gioco di chiarimento che si vuole fare è quello illustrato anche dall'Assessore, e cioè: "Badate, mi servono i progetti, non investiamo più di tanto", la proposta dell'onorevole Cugini che dice: "Lo si fa con una risorsa aggiuntiva, oppure se lei ritiene che non lo si possa fare, la quota con cui si incide con le progettazioni sullo stanziamento della legge sia una quota parte" mi sembra una proposta accettabile. Cioè se la progettazione costa 1 milione, questa legge se ne farà carico per 500 mila.
Gradirei inoltre che lei fosse, quando si discuterà l'articolo 2, in grado di dirci, almeno orientativamente, se le quattro voci di spesa che inseriamo all'articolo 1 sono determinanti per il programma della Giunta. Perché se qui si dice che si vuole che i 20 milioni vadano tutti alle famiglie, penso che si voglia fare riferimento alle quattro voci che abbiamo individuato, no? Ai Comuni per le operazioni di emergenza, per le infrastrutture, per i privati e per l'alveo del fiume. Ci dica allora anche approssimativamente quantitativamente come vengono ripartiti i fondi, perché altrimenti non è una ripartizione. Con questi chiarimenti siamo tutti pronti a votare, perché è chiaro che il ripristino dell'alveo del fiume è una necessità, abbiamo solamente bisogno di alcune certezze, posto che l'articolo 2 è una grande legge delega all'interno della leggina, e non chiarisce come vengono ripartiti i fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io ho già pronunciato la dichiarazione, Presidente, volevo soltanto intervenire sulla proposta di ritiro dell'emendamento, per dire che se c'è l'accettazione da parte della Giunta del ritiro della parola "anche", c'è la disponibilità al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, probabilmente potremmo chiedere all'onorevole Capelli, primo firmatario dell'emendamento numero 10, e agli altri firmatari di ritirare l'emendamento, cancellando, seguendo anche le indicazioni e le preoccupazioni importanti che sono venute dall'assessore Mannoni, la lettera d) dell'articolo 1, e creando un comma 2 bis.
In sostanza, al punto d) andrebbero cancellate le parole "interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico compresi". Il comma 2 bis, pertanto, dovrebbe leggersi così: "Gli studi di maggior dettaglio dei sub-bacini idrografici…", poi c'è l'emendamento numero 15 che li precisa, ed è un elemento anche questo che definisce meglio l'intervento che dovrà essere fatto per sanare anche dal punto di vista idrografico queste zone.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Salis. Cerchiamo però di restare in tema, perché se ognuno di noi propone una scrittura diversa, tutto diventa più complicato.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che ci sia una proposta dell'onorevole Capelli, che dice di essere disponibile a ritirare l'emendamento numero 10, qualora venisse cassato dalla frase "da attuarsi anche attraverso", il termine "anche". Io credo che su questo possiamo intenderci, quindi ritirare l'emendamento numero 10, e quando andremo a votare l'articolo 1 votiamo il comma 2, lettera d) senza il termine "anche".
(Interruzione)
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Sospendiamo l'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima di sospendere, se concede nuovamente la parola a Salis, ci chiarirà tutto.
PRESIDENTE. Va bene, l'onorevole Salis l'ha fatto con spirito costruttivo ovviamente, quindi bisogna apprezzare questa volontà.
Colleghi, allora se decidiamo di procedere, bisogna farlo speditamente, senza pronunciare venticinque dichiarazioni di voto. Capisco l'esigenza, però o, si procede, altrimenti è bene che interrompiamo perché è faticoso lavorare nel modo in cui stiamo lavorando. Siccome mi pare che questo punto d) rappresenti uno scoglio, se è superato, come mi pare sia superato dal punto di vista della scrittura politica, vi chiedo di procedere, sforzandoci tutti di andare avanti con più rapidità e rinunciando agli interventi non essenziali. Quindi, diamo per acquisite tutte le opinioni che sono state espresse, stiamo al merito dei singoli emendamenti e possiamo procedere più speditamente.
L'emendamento numero 10, a questo punto, non viene messo in votazione perché, concludendo la votazione sull'articolo, faremo una diversa scrittura del punto d).
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io non sono d'accordo che non venga messo in votazione l'emendamento numero 10 perché l'eliminazione della parola "anche" non elimina il fatto che il punto d) sia retto da "lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento". Se si vuole eliminare il punto d) nel senso logico del termine, deve diventare un comma 2 bis in cui si dice che le risorse per il punto d) sono ricavate da altre fonti. Quindi, quello dev'essere chiarito, se rimane retto da "lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento" non abbiamo raggiunto il risultato che tutti quanti volevamo porci.
PRESIDENTE. E' chiaro a tutti che un comma 2 bis che fa riferimento a stanziamenti che non sono in questa legge, non si capisce a che titolo venga inserito in questa legge. Nel senso che la finanziaria può decidere di destinare risorse altrimenti reperite. A me sembrava d'aver capito che gli studi potevano essere, se non totalmente, almeno in parte posti a carico di questa legge, perché se non c'è un euro in questa legge da destinare a studi è evidente che il punto d) non c'è né trasformato in 2 bis, né come punto d) diversamente combinato.
Siccome siamo tutti un po' legislatori, anche nell'ora tarda, vediamo di fare leggi che non rinviino ad altre leggi, perché questa sarebbe una modalità assolutamente nuova di procedere. Le leggi hanno bisogno di coperture finanziarie. I buoni auspici in una legge non hanno nessun significato, insomma.
Per quanto riguarda la proposta di interruzione e di rinvio, questa ha senso se i Capigruppo, chi ha lavorato a questa legge, lavora per semplificare il lavoro dell'Aula domattina e domattina si vota. Senza riprendere da capo tutta la discussione. Perché questo non è un modo di approvare leggi con caratteristiche d'urgenza.
Quindi, insomma colleghi, vi chiedo scusa anche del tono, proviamo insieme a costruire un percorso che ci faccia concludere rapidamente e bene la legge. Perché di ripeterci tutto quanto già sentito, forse non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di chiudere su emendamenti e su un articolato legislativo che conclusivamente sia utile, ai fini che diciamo tutti di voler raggiungere.
Quindi, chiedo a tutti uno sforzo, un supplemento di fatica.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, scusi, mi può dare la parola?
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io non ho problemi a darle la parola, sto cercando di capire se possiamo procedere.
CAPELLI (U.D.C.). Guardi Presidente, io vorrei soltanto trovare una via d'uscita. Allora, a mio avviso, scusate…
PRESIDENTE. Possiamo, magari, sospendere i lavori per cinque minuti…
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, è utile un chiarimento. Un milione di euro su uno stanziamento di 20 milioni sono il 5 per cento, noi stiamo assegnando delle contribuzioni nell'ordine dei 2 mila euro proposti dalla Giunta, per alcune situazioni, dei 3 mila per altre. Cioè, stiamo parlando di una mancata erogazione a cento famiglie di 10 mila euro, o a mille famiglie di 1.000 euro, perciò ridimensioniamo il problema. Se l'Assessore vuole, con una sua indicazione, limitare l'intervento al 2,5 sull'importo, cioè un massimo di 500 cento mila euro per gli interventi che propone, credo che la proposta sia ragionevole. Ma siamo al 2,5 su 20 milioni di euro, non siamo al 5 per cento insomma. Se fosse così la soluzione è presto trovata.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, si può persino scrivere la cifra, se questo è il punto di incontro. Sono 500 mila euro da destinare a studi (l'emendamento numero 15 spiega anche a quale area si circoscrive lo studio) con i fondi per le infrastrutture da reperire attraverso altre fonti.
CAPELLI (U.D.C.). Esatto!
PRESIDENTE. Assessore, stiamo proponendo e sto proponendo, Assessore, di limitare la cifra da destinare a studi ai sensi del punto d) o del comma 2 bis a 500 mila euro. Se non sono sufficienti la Giunta provvederà a reperire altrove le risorse, e nella legge affermiamo il principio che comunque si fanno gli studi limitatamente a quelle aree e a quel bacino idrologico. Va bene?
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sì, va bene.
PRESIDENTE. Grazie per la collaborazione colleghi. Quindi, sul piano procedurale, in sede di votazione dell'articolo 1 chiederemo una votazione per parti: il punto d) viene sostituito dal comma 2 bis, riformulato così come abbiamo precisato. Perciò l'emendamento ha raggiunto il suo obiettivo. Il "10" è ritirato.
Gli emendamenti numero 4, 12 e 26 sono uguali. Cambia solo la copertura finanziaria. Cioè, si aumenta lo stanziamento da 20 milioni di euro a 50 e, ovviamente, bisogna reperire la copertura finanziaria altrove.
Allora, mi pare ci sia un'intesa generale perché il monte risorse da destinare a questa legge sia quello che in qualche misura è stato definito anche nelle interlocuzioni. Chiedo pertanto ai colleghi se intendono mantenere questi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sono "fuso"! Non sto seguendo.
LA SPISA (F.I.). Bisogna aggiornare la seduta a domani mattina.
PRESIDENTE. Insomma, colleghi, posso essermi sbagliato, ma quando abbiamo interrotto i lavori, mi sembrava che su questo punto ci fosse una condivisione.
CAPPAI (U.D.C.). Le stime che ha fatto ce le deve dare l'Assessore.
PRESIDENTE. Quindi come procediamo?
BIANCU (P.D.). Io credo dobbiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Io sarei d'accordo ad andare avanti se la metà dell'Aula che vuole che si vada a domani si fermasse e ci dicesse cosa intende fare di questi emendamenti e se chi propone una copertura che arriva a fino a 25 milioni di euro spiegasse che c'è una copertura oltre la quale è complicato andare, altrimenti ci inseguiamo in un gioco al rialzo contraddicendoci con l'obiettivo che intendiamo raggiungere. Quindi io chiedo ai colleghi di restare in Aula e chiedo ai presentatori degli emendamenti numero 4, 12 e 26 di dire che cosa intendono fare.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Scusate, io non sono esperto di questioni consiliari, non ho ancora imparato bene probabilmente, però credo ai patti tra gentiluomini. Prima, quando si è parlato della direzione generale della Protezione civile, ho ritirato l'emendamento perché credevo che la minoranza avrebbe ritirato i propri emendamenti; così non è stato. Probabilmente ho capito male, e allora sono veramente distratto, vorrei pertanto che qualcuno mi spiegasse (siccome questa è una legge importante e la direzione generale è un organismo importante) se ho fatto bene a ritirare l'emendamento o se devo riproporlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Confermo che l'Assessore era un po' distratto. Veda, Assessore, la differenza è questa: io ho dichiarato che tutti gli emendamenti compresi nell'emendamento di sintesi - e tengo fede alla parola - sarebbero stati ritirati, e li ritiro, a fronte della sua dichiarazione. Quando ho dichiarato poc'anzi che ero leggermente stanco, per usare il termine corretto, era perché non inquadravo l'emendamento numero 26 tra gli emendamenti di sintesi. Allora siccome è una legge seria, come lei ha ricordato, bisognerebbe lavorare in maniera seria. Non si fanno in fretta le cose! Ho chiesto semplicemente un attimo di riflessione, tengo fede al ritiro degli emendamenti compresi nell'emendamento di sintesi e credo di non esser venuto mai venuto meno alla parola data in questa Aula e neanche fuori.
PRESIDENTE. L'emendamento di sintesi non comprende il numero 26 essendo un emendamento che può comprendere soltanto gli emendamenti presentati dalla maggioranza perché la sintesi è una sintesi…
CAPELLI (U.D.C.). Non è così!
PRESIDENTE. Cosa vuol dire non è così? L'emendamento di sintesi è firmato dagli onorevoli Biancu, Uras e Lanzi. Precedentemente ho letto gli emendamenti che sintetizza, e, fra quelli non è compreso l'emendamento numero 26.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, io pensavo che questo emendamento potesse essere inserito in qualche modo nell'emendamento di sintesi, in quanto ritenevo che lo stanziamento previsto in 20 milioni di euro dall'articolo 1 fosse assolutamente insufficiente per garantire gli interventi previsti nel comma 2.
Nel comma 2 sono previsti i finanziamenti per le opere di emergenza, quindi di primo intervento, i fondi per i comuni e le province per la riparazione dei danni alle infrastrutture e i contributi per i danni subiti dai privati. Abbiamo visto che questi 20 milioni di euro sono a malapena sufficienti a dare questo tipo di risposta, e adesso addirittura con un'autolimitazione, stiamo eliminando la lettera D, inserendo questi 500 mila euro per gli studi. Avremmo voluto un atto sicuramente più importante, più coraggioso che non si occupasse solo ed esclusivamente della contingenza e che incrementasse questi fondi reperendo nel bilancio le somme che avrebbero consentito alla Giunta di operare con risorse più ingenti, offrendo anche risposte importanti al territorio, perché passata l'emergenza ho paura che sarà facile dimenticare.
Io ho visto che in alcuni casi sono stati spostati centinaia di milioni di euro (come per il G8 dove i fondi FAS, ad esempio nel 2006, sono stati impegnati) credo che anche in questo caso il reperimento di altri 30 milioni di euro costituirebbe un segnale importante da parte della Giunta o della maggioranza. Quindi credo che questo sia un emendamento importante e per il quale c'è una certa difficoltà al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, a un certo punto questo pomeriggio - lo dico per i colleghi che ancora hanno la forza di ascoltare - avevamo impostato un lavoro che impegnava (e penso che sia giusto impegnarli) tutti i Capigruppo della maggioranza e della minoranza. Nel dibattito che abbiamo fatto sin qui abbiamo trovato un buon punto d'incontro sul testo con le correzioni che abbiamo proposto e che domani metteremo nero su bianco. Io penso, Presidente, che si debba riprendere quella impostazione unitaria del Consiglio, che sia opportuno che i Capigruppo valutino gli emendamenti che ci sono anche fuori dalla sintesi e si dica onestamente: su questo si concorda, su questo non si concorda, in modo tale che sappiamo tutti dove dobbiamo "andare a parare" perché può essere che io sia contrario ad un incremento delle risorse senza sapere quanto dobbiamo spendere e altri invece siano, perché propositori, d'accordo.
Io penso che i Capigruppo debbano fare questo lavoro affinché la legge sia effettivamente la legge di tutto il Consiglio. Quindi, Presidente, le sto proponendo: rimettiamo in capo ai Presidenti di Gruppo l'esigenza di una costruzione del testo finale con il contributo del relatore e con il contributo importante dell'Assessore, e domani mattina all'ora che lei proporrà riprendiamo i lavori ma dopo che i Capigruppo avranno effettuato un lavoro di scrematura e di convergenza su un testo condiviso. Questa è la mia opinione e credo che una tale soluzione possa agevolare il cammino di questa importante legge.
PRESIDENTE. Insomma, colleghi, se non troviamo un modo per procedere rapidamente, i tempi si allungheranno a dismisura. Allora chiedo all'onorevole Biancu e all'onorevole Uras, che proponevano di proseguire, se non sia utile sospendere, convocare domani mattina fra di voi una riunione e tornare in aula dopo aver sciolto alcuni nodi, perché, altrimenti, procediamo come da Regolamento: sugli emendamenti si pronunciano le dichiarazioni di voto e, conclusivamente, si vota. Cioè, se ci sono delle convergenze, si converge, altrimenti si va avanti votando.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Signor Presidente, io credo che qui ci sia un richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi. Abbiamo detto da subito, in Commissione venerdì, in Commissione stamattina, che c'era la volontà di rispondere a quel bisogno che c'è nella gente che è stata vittima di questa alluvione. Io credo che noi abbiamo il dovere di rispondere quanto prima. Credo, e rivolgo un appello ai colleghi, ai colleghi della maggioranza prima di tutto, ma anche ai colleghi dell'opposizione, perché si faccia uno sforzo ulteriore per approvare questa legge e dare la risposta che le popolazioni colpite da questa alluvione stanno aspettando.
Io ritengo che ci sia la possibilità, nella misura in cui ciascuno di noi farà un ulteriore sforzo, di arrivare a conclusione. Il risultato dell'approvazione di questa legge non è un risultato della maggioranza, è un risultato del Consiglio, e credo che i cittadini che hanno subito i danni dell'alluvione, aspettino questa risposta non dalla maggioranza né dall'opposizione, ma dal Consiglio regionale. Credo che potremo compiere questo sforzo e condurre in porto questo risultato a favore di questi cittadini che ne hanno veramente bisogno.
PRESIDENTE. Colleghi, insomma, non mi sembra il caso di aprire adesso un'altra discussione. C'è chi ha richiesto il rinvio e chi dice: andiamo avanti. Siccome mi sembra che sia difficile trovare una sintesi tra posizioni così estreme, mi rimetto all'Aula. Mi pare che l'intervento dell'onorevole Biancu sia un intervento contro l'ipotesi di sospensione, quindi, se c'è qualcuno che parla a favore, parli, e poi ci rimettiamo al voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io confermo che c'è tutta la volontà di fare in fretta e fare bene; le due cose devono andare insieme, non si può fare in fretta e non fare bene. Collega Biancu, mi scusi, le ricordo che le sue sollecitazioni a procedere celermente, a dare risposte eccetera eccetera, hanno segnato il percorso della legge urbanistica. Le ricordo solo questo: che il suo atteggiamento ha bloccato l'Aula, perché fin da prima delle vacanze estive, lei aveva garantito che la legge sarebbe stata pronta.
Qui si sta ragionando su questioni di merito, non c'è nessuna volontà di dilazionare i tempi e, glielo ripeto da sempre, stiamo cercando di dare un contributo perché la legge venga approvata nei tempi giusti, corretti e utili alle popolazioni che devono godere dei beneficii, ma vogliamo anche che sia una legge ben fatta. Se si ritiene che ci sia la lucidità dell'Aula per continuare i lavori col raggiungimento dell'unico obiettivo di approvare un buon testo di legge, andiamo pure avanti. Abbiamo raggiunto gli accordi di massima, siamo d'accordo sulla gran parte degli argomenti, c'è da stendere materialmente alcune modifiche, non stiamo più discutendo del merito, poi ci sono emendamenti che ovviamente devono essere posti in votazione; noi proponiamo una cifra, bocciatela! Ci sono emendamenti che devono seguire il loro percorso naturale, che non sono oggetto di trattativa. Tutto quello che dovevamo discutere l'abbiamo già discusso.
Allora, la nostra proposta era: chiariamoci le idee, qualche ora in più per chiarirci le idee non inficia l'obiettivo che vogliamo raggiungere. Con un po' di buon senso, onorevole Biancu, si guadagna del tempo, lo si guadagna sempre e comunque, con il buon senso.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 22 e 51, viene ripresa alle ore 23 e 01.)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 4, 12 e 26, di identico contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 15 è un emendamento che circoscrive gli studi (così come abbiamo detto nella riscrittura del punto d) che diventerà comma 2 bis) ai bacini fluviali costieri con foce compresa tra i Rii Masoni Ollastu, San Girolamo a Ovest e il Rio Is Cungiaus a Est. Per ora ci limitiamo ordinatamente ad aggiungere questa delimitazione, poi, quando arriveremo a votare il comma 2 bis, che comprenderà l'emendamento, se verrà approvato, preciseremo quanto ci siamo detti prima relativamente alle somme da destinare agli studi.
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Adesso c'è l'emendamento di sintesi che, onorevole Biancu, comprende...
BIANCU (P.D.). Comprende sicuramente gli emendamenti numero 1, 17, 20 e 21. Sulla base dell'interlocuzione che c'è stata, dovrebbe contenere anche il numero 8, il numero 6, il numero 24 e il numero 19.
PRESIDENTE. E il numero 22...
BIANCU (P.D.). Sì, anche il numero 22.
PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 22 c'era stato un invito al ritiro.
SANJUST (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 22.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 18, sul quale c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Ritiro l'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo. La votazione avviene per parti. Votiamo il comma 1 e il comma 2 fino alla lettera c) compresa. La lettera c) è scritta in maniera diversa perché con un emendamento è stata soppressa la parola "produttive", quindi si legge in questo modo: "contributi per il ristoro dei danni subiti dai privati e dalle imprese a seguito dei danni recati dalla calamità naturale alle abitazioni e alle infrastrutture". Sopprimiamo la parola "produttive" perché "infrastrutture produttive" non significa niente.
Metto in votazione l'articolo 1 sino al punto c) così modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il punto d) diventa comma 2 bis.
Occorre prestare attenzione nell'articolare la scrittura, perché se non lo scriviamo bene poi sorgono i problemi. Quindi, vediamo di comprendere sia l'esigenza che è stata proposta di non destinare una somma superiore ai 500 mila euro, sia di prevedere la possibilità che altre risorse vengano utilizzate per gli investimenti sul sistema idraulico. Altrimenti ci fermiamo solo agli studi; invece noi vogliamo dire che gli studi sono propedeutici agli investimenti per la sistemazione delle opere idrauliche. Deve essere chiaro l'intendimento di questa legge, altrimenti ci limitiamo agli studi e basta.
I fondi si evinceranno anche dagli studi che si faranno, onorevole Pileri, perché scrivere che destiniamo 5 milioni o 10 non significa niente, stiamo dicendo che si studia, si verifica e poi si destinano somme a valere sui fondi che abbiamo, FAS o ordinari.
Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). A me sembra che l'esigenza fondamentale che viene posta sia quella di "mettere in sicurezza" le somme che sono stanziate dalla Regione per soddisfare completamente le esigenze dei cittadini che hanno subito i danni, e che per quanto riguarda il resto, non vi siano obiezioni naturalmente alla ipotesi di effettuare degli studi per rimettere a posto quel territorio e ricercare anche gli altri soldi; l'importante è che non vi sia una confusione fra le due cose.
Allora, noi abbiamo approvato la lettera a), la lettera b) e la lettera c) mentre il 2 bis, di cui abbiamo parlato, potrebbe essere formulato nei seguenti termini: "fatta salva la priorità degli interventi del comma 2" - e quindi delle lettere a), b) e c) - "le somme previste dal comma 1" - che comprendono anche le risorse che vengono dal Governo nazionale - "possano essere destinate a interventi di sistemazione, riassetto idrologico".
Quindi, le risorse previste dalla Regione Sardegna devono essere destinate alla copertura delle esigenze delle famiglie colpite e agli altri interventi che abbiamo previsto nelle tre lettere mentre l'insieme della dotazione finanziaria che deriva dagli stanziamenti della Regione e dallo Stato centrale può essere destinato anche agli altri interventi previsti dalla lettera d). Questo mi sembra che consentirebbe di separare le due cose e di dare un'ulteriore, come dire, garanzia ai cittadini che quelle risorse andranno in quella direzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, noi abbiamo sentito sette o otto formulazioni diverse su cui abbiamo convenuto e anche informalmente abbiamo tenuto una Conferenza dei Capigruppo. Ora, non è che si può rimettere sempre tutto in discussione; si voti! Io che personalmente ero orientato a mantenere la lettera d), mi sto orientando sul contrario, sul contrario! Allora, si voti il testo che è stato letto cancellando la parola "anche", si era proposto di aggiungere "con ulteriori risorse allo scopo stanziate" e si lasci il comma 2 bis. Se la Giunta ha grandi risorse, se deve aggiungere soldi lo faccia con i provvedimenti successivi, questa è una legge urgente per soddisfare i bisogni relativi ai danni che hanno colpito le popolazioni.
PRESIDENTE. Sì, votiamo, votiamo onorevole Uras, non si preoccupi che votiamo. Io propongo, Assessore, questa formulazione: "una quota non superiore a euro 500 mila dello stanziamento del comma 1 è destinata alla realizzazione di studi di maggior dettaglio dei sub bacini idrografici interessati dagli eventi alluvionali al fine di individuare gli interventi di risistemazione e riassetto idrogeologico, da attuarsi attraverso le risorse FAS, per gli anni 2007-2013, per la definitiva messa in sicurezza delle zone a maggior rischio di inondazione, soprattutto quelle limitrofe ai corsi d'acqua, caratterizzate da diffuse e consistenti urbanizzazioni.
CAPELLI (U.D.C.). Va benissimo!
PORCU (P.D.).Va benissimo e votiamo!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo lavorando, non perdiamoci nell'ultimo miglio!
In questa parte che vi ho letto manca l'emendamento numero 15, che abbiamo appena votato, e in quanto già votato fa parte del testo.
Metto ora in votazione l'articolo 2 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per evidenziare all'Aula la lettura non chiara del testo della norma, cioè del comma 3 dell'articolo 1, laddove si dice: "gli interventi previsti dal comma 2" - cioè quelli di cui abbiamo discusso poc'anzi - "non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzie assicurative". La ratio, certamente, di coloro che hanno formulato la norma è quella di prevedere, nella parte eccedente il valore coperto da assicurazione, che giustamente non ci possa essere il risarcimento del danno, perché rappresenterebbe una duplicazione delle somme. Però ciò potrebbe essere anche interpretato nel senso che, laddove ci sia una copertura assicurativa comunque, anche se non copre l'intero valore del bene danneggiato, non si possa dare luogo a risarcimento, e quindi all'erogazione del contributo.
Poiché è facile che ci possa essere una copertura parziale di un determinato bene da parte dell'assicurazione, ciò impedirebbe alla Giunta, o a chi eroga dopo il contributo, di poter risarcire la parte non coperta da assicurazione. Quindi volevo proporre un emendamento orale, nell'ipotesi in cui ci fosse l'accoglimento unanime da parte dell'Assemblea, per modificare il comma terzo in questa maniera: "Gli interventi previsti dal comma 2 sono erogabili solamente per risarcire la parte eccedente il valore dei beni, eventualmente coperto da assicurazione".
DIANA (A.N.). Sembra che escluda quelli che assicurazione non hanno!
UGGIAS (Gruppo Misto). No, per quelli che non hanno assicurazioni, comunque non si pone il problema, se non nella parte eccedente.
PRESIDENTE. E quindi chi ha l'assicurazione prende l'assicurazione e anche il beneficio della Regione.
UGGIAS (Gruppo Misto). No, no, Presidente.
PRESIDENTE. Eh, per la parte non coperta!
UGGIAS (Gruppo Misto). Per la parte non coperta da assicurazione ha diritto a ricevere l'indennità!
PRESIDENTE. Sì, io ho capito il concetto. E' chiaro che interveniamo, che insomma…
UGGIAS (Gruppo Misto). A meno che non sia volontà dell'Aula - ma non mi sembrava orientata in questo senso - di escludere dal risarcimento coloro che comunque avessero stipulato una assicurazione, seppure parziale.
PRESIDENTE. Però, insomma, onorevole Uggias, il caso che lei propone mi sembra compreso nella formulazione che abbiamo scritto, nel senso che se uno ha un'assicurazione e ha assicurato alcuni beni, il risarcimento di quei beni assicurati non è cumulabile con i beni benefici successivi che gli dà la Regione, che è esattamente ciò che lei sta scrivendo. Insomma, fra l'altro mi facevano notare che questa formulazione è stata già utilizzata in altre occasioni, onorevole Uggias, perché l'abbiamo recepita identica dalla legge che avevamo approvato per Villagrande.
PILERI (F.I.). Però non c'è un tetto massimo!
PRESIDENTE. No, ma infatti, sono io che le sto fornendo un'informazione. Il testo è uguale, quindi la formulazione è identica, poi io non so se e quanto abbia funzionato nei casi che lei propone, nei casi di persone coperte da assicurazione, parzialmente. Prego Onorevole Uggias.
UGGIAS (Gruppo Misto). Il concetto è semplice: la lettura della norma esclude il risarcimento per coloro che abbiano avuto la precauzione di assicurare i beni; questa è la lettura della norma…
PRESIDENTE. La leggerei così: siccome non è cumulabile un beneficio con un altro beneficio sugli stessi beni, chi dichiarasse alla Regione, con l'autocertificazione, come abbiamo deciso, di aver subito un danno, è chiaro che non potrebbe rendere analoga dichiarazione di risarcimento all'assicurazione e ottenere due risarcimenti. Ma se uno ha assicurato alcuni beni, e quindi l'assicurazione risponderà dei beni assicurati, e ne ha altri non coperti da assicurazione, mi sembra che il testo consenta di cumulare.
UGGIAS (Gruppo Misto). Il punto è proprio questo, Presidente, poi non insisto vista e considerata l'ora: nell'ipotesi di uno stesso bene…
PRESIDENTE. No, neanche io, nel senso che mi sembra un'ipotesi scolastica.
UGGIAS (Gruppo Misto). No, no, non è scolastica, è l'ipotesi di uno stesso bene, nel quale l'assicurazione copra solo una parte del valore. Secondo questa norma non ha diritto ad avere un'integrazione, pur essendo… lasciatemi parlare!
PRESIDENTE. Possiamo scrivere sovrapponibili, anziché cumulabili.
UGGIAS (Gruppo Misto). Io credo di aver formulato correttamente la proposta emendativi, poi se l'Aula non la accetta il problema non si pone. Io ho formulato la proposta e la rilascio all'Aula, poi non devo insistere. Il mio concetto è questo: la garanzia assicurativa non esclude la possibilità di percepire il risarcimento, se non nella misura in cui il bene sia scoperto dall'assicurazione. E quindi la formula che ho letto prima è: "…solamente per risarcire la parte eccedente il valore dei beni, eventualmente coperto da assicurazione".
PRESIDENTE. Chiedo all'Aula di pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Uggias.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, mi pare che tutto sommato la stesura che è stata fatta del comma 3 sia adeguata, cioè gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con benefici identici, derivanti da garanzia assicurativa. Quindi se il danno riguarda beni che non sono sottoposti a garanzia assicurativa sicuramente scatta l'intervento della Regione. Dal canto nostro rivolgiamo una raccomandazione alla Giunta regionale che dà le direttive, di provvedere perché gli Uffici non diano un'interpretazione perniciosa di questo contenuto. Io mi fido abbastanza dall'assessore Mannoni sotto questo punto di vista.
PRESIDENTE. Sì ma, secondo molti di noi, e secondo l'onorevole Uras, questo caso specifico può essere precisato nelle direttive, e non è escluso dalla scrittura del comma 3, così come è.
(Interruzioni)
Guardate colleghi che se sono coperti da assicurazione non c'è discussione, se non sono coperti da assicurazione...
(Interruzioni)
Ho capito, sì, sì ma è chiaro che uno non chiede due volte il risarcimento, no, stiamo parlando di ciò che è in più, e che non è sotto copertura.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io accedo alla proposta del collega Uggias, portando un esempio semplicissimo: le assicurazioni prevedono dei massimali e sulla base dei massimali si paga il premio assicurativo. Se io ho una macchina del valore di 10 milioni, e ritengo di pagare il premio assicurativo per una eventuale copertura di 3 milioni, e invece noi con la legge gliene riconosciamo 5, secondo il collega Uggias potrebbe funzionare il seguente meccanismo: 3 milioni li puoi pretendere dall'assicurazione e i restanti 2 milioni te li do io, fino a raggiungere il massimale che io prevedo. Perciò c'è il caso in cui è cumulabile, ma è cumulabile per raggiungere il massimo del beneficio, perché io, con il mio premio assicurativo, ho assicurato la mia auto per 3 milioni e non per i 10 dell'effettivo valore. Perciò credo che la formulazione del collega Uggias, offra garanzie aggiuntive per questi casi.
PRESIDENTE. Si potrebbe arrivare ad una stesura del seguente tenore: gli interventi previsti dal comma 2 sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa per la parte eccedente il valore dei beni eventualmente coperti da assicurazione. Poi succede che chi è assicurato, naturalmente, copre in questo modo il 100 per cento del danno, ma questo è un "effetto collaterale".
Ha domandato di parlare il consigliere Espa. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Io, soprattutto al collega Uggias, chiederei una riflessione di questo tipo. Allora se io, per esempio, ho subito un danno, faccio un esempio, di 50 mila euro, la mia assicurazione mi dà 35 mila euro addirittura io potrei raggiungere il cento per cento di risarcimento, questo non è equo rispetto a chi, non essendo assicurato, ottiene un ristoro solo parziale.
(Interruzioni)
Come no, ma come non è equo, scusate? Io sto facendo un provvedimento che cerca di alleviare in maniera urgente, diciamo, la situazione, cerco di dare delle risposte concrete rispetto ad una situazione oggettivamente difficile. Per quanto condivida da un punto di vista tecnico la proposta del consigliere Uggias, devo dire che se ottengo un risarcimento di 35 mila euro dalla mia assicurazione, secondo questa versione io posso essere risarcito in toto, mentre gli altri no. E' questa la questione.
Secondo me la formulazione precedente era corretta. Le direttive dell'Assessore possono spiegare bene la portata della norma, cioè se il bene è coperto da assicurazione non può godere dell'intervento regionale, ma se ci sono beni non coperti da assicurazione i 15 mila verranno presi per quegli altri beni, perché comunque rispetto alle situazioni più difficili, i 15 mila non copriranno tutto il danno, lo sappiamo tutti. Mi sembra che le direttive - lo ha detto il collega Uras - forse possono approfondire bene questo argomento, senza stabilire adesso che l'intervento regionale può essere compatibile con il risarcimento assicurativo.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, siccome è un argomento molto specialistico per essere introdotto in una norma legislativa, ritengo che l'Assessore, nel formulare le direttive, possa tenere conto del dibattito in aula relativamente a questo aspetto. In quella sede ci sarebbe maggior possibilità di scrittura che non in un comma di una legge. Quindi io chiederei all'onorevole Uggias se questa sua osservazione, mi pare condivisa da molti nell'aula, possa essere affidata alle direttive che l'Assessore emanerà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Presidente, il mio è un emendamento orale, basta una qualsiasi opposizione che sono costretto a ritirarlo.
PRESIDENTE. C'è un precedente in alcune direttive che affrontano questo aspetto, quindi non dobbiamo neanche inventare troppo.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Leggo qui una direttiva relativa alla vecchia vicenda di Villagrande. Il contributo spetta solo se il valore del danno sofferto, ovvero delle spese sostenute, è di importo superiore all'indennizzo già decurtato del premio assicurativo versato nel 2004. In tal caso il soggetto danneggiato non può comunque percepire tra contributo e indennizzo più del valore del danno sofferto. E' di una chiarezza unica, insomma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, secondo me ogni volta che si compie un passo in avanti in questa legge viene il sospetto che qualcosa non sia stato pensato bene, perché il collega Uggias sta mettendo il dito nella piaga di una questione che, quando ci sono eventi tragici, ritorna. Questa legge non prevede in nessuna sua parte un indennizzo a chi subisca la distruzione totale della casa, per esempio. L'onorevole Uggias dice: se io ho la casa assicurata fino a 60 mila euro, ma ho avuto danni non coperti dalla polizza assicurativa, non c'è ragione per cui la Regione non integri. Ma in realtà la nostra legge non contempla un caso di questo tipo, perché da una parte parla di danni e dall'altra con la riscrittura del comma quarto diciamo che il massimale di contributi erogabile al nucleo familiare è di 25 mila euro; cioè di più non si può dare, comunque. Qualunque cosa sia accaduta la legge non contempla che la Regione dia più di 25 mila euro.
Allora, se noi dobbiamo entrare nell'ordine di idee che chi ha perso realmente tutto venga indennizzato di tutto, come è ragionevole che sia in una logica solidaristica, la legge deve essere riscritta. Se invece manteniamo lo spirito della legge il caso dell'onorevole Uggias non è contemplato perché non è contemplato neanche il caso di uno che possa aver subito danni per più di 25 mila euro, perché la Regione concede al massimo 25 mila euro; non c'è bisogno di dire altro. Questa è la ratio della legge.
PRESIDENTE. Questa legge affronta in maniera generica un problema che presenta una casistica molto varia e complessa. Ci rendiamo conto che comunque chi subisce un danno di 100 mila euro avrà un risarcimento di 25 mila come quello che ha subito un danno di 50 mila euro. Però un intervento emergenziale è un intervento emergenziale che comunque offre una prima risposta. Con queste raccomandazioni all'Assessore per le direttive metto in votazione il comma 3, nel testo vigente.
(E' approvato)
L'emendamento numero 14 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti. L'emendamento numero 11 è stato ritirato.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2 Ripartizione dei finanziamenti1. Lo stanziamento di euro 20.000.000 è iscritto in un apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le UPB, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati, individuati con delibera della Giunta regionale da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, competenti all'attuazione degli interventi.
2. La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza.
3. Il Presidente della Regione verifica la congruità degli stanziamenti ed accerta lo stato di attuazione del programma. Nel caso di accertata carenza e di contestuale eccedenza di disponibilità finanziarie, relativamente agli interventi autorizzati dalla presente legge, l'Assessore competente in materia di bilancio, con proprio decreto, provvede, previa deliberazione della Giunta regionale, alle necessarie variazioni compensative tra gli stanziamenti iscritti nelle relative UPB.
4. Agli interventi di cui alla presente legge si applicano le deroghe eventualmente disposte dai provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile.
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Pittalis - Petrini - Cherchi Oscar - Contu - Ladu - Murgioni - Licandro - Cappai - Liori - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Lai Renato
Nel comma 1 "lo stanziamento di euro 20.000.000"è sostituito con: "lo stanziamento di euro 50.000.000". (5)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
L'importo indicato nella prima riga del comma 1 dell'articolo 2, di "20.000.000" è sostituito dal seguente: "50.000.000"
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004
Anno 2008 euro 30.000.000
In aumento
Anno 2008 euro 30.000.000. (13)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu - Serra - Salis - Frau
Il comma 2 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:
2. La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza, per la ricostruzione ed il risarcimento dei danni subiti dalle popolazioni per l'evento alluvionale di cui trattasi. All'attuazione del programma è preposto in qualità di Commissario straordinario e con tutti i poteri relativi a tutti i rami di amministrazione regionale, dei suoi Enti e delle sue Agenzie, il Presidente della Regione. Tali poteri possono essere integrati dallo Stato con gli eventuali necessari provvedimenti normativi, ai sensi del citato articolo 5 della legge n. 225 del 1992 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Il Presidente ha ampia facoltà di delega ad altro componente della Giunta regionale e di nomina di sub - commissari, con specifici compiti attuativi, tra gli amministratori locali delle zone interessate. (2)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Il comma 2 dell'articolo 2 è modificato come segue:
"La Giunta regionale approva un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui ala presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento d'emergenza, per la ricostruzione e il risarcimento dei danni subiti dalle popolazioni per l'evento alluvionale di cui trattasi. All'attuazione del programma è preposto in qualità di commissario straordinario e con tutti i poteri relativi a tutti i rami di amministrazione regionale, dei suoi Enti e delle sue agenzie, un delegato del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 18 comma 2 della legge statutaria n. 1 del 10 luglio 2008. Tali poteri possono essere integrati dallo Stato con gli eventuali necessari provvedimenti normativi, ai sensi del citato articolo 5 della legge n. 225 del 1992 e sue successive modificazioni ed integrazioni". (9)
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Al comma 2 dell'articolo 2 le parole: "Giunta regionale" sono sostituite dalle seguenti: "Il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale,". (16)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu - Serra - Frau- Salis - Caligaris - Pacifico
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
Art. 2 bis
1. E' istituita una Commissione consiliare speciale, ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio, composta da undici consiglieri e nominata dal Presidente del Consiglio regionale, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
2. La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agi atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
3. Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
4. La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili e di elaborare studi nella materie di cui al presente articolo, promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca. (3)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Marracini - Lai Renato - Milia
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
Art. 2
1. E' istituita una Commissione consiliare speciale, ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio, composta da undici consiglieri e nominata dal Presidente del Consiglio regionale, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
2. La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agli atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
3. Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
4. La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili e di elaborare studi nelle materie di cui al presente articolo, promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca. (7)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
"Art. 2 bis
Istituzione della Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna
1. Al fine di consentire una più efficace applicazione dei contenuti del comma 1, lettera a) dell'art. 108 del D.Lgs. 112/1998 (Competenza delle Regioni in ordine alle attività di predisposizione dei programmi di previsione, prevenzione ed attuazione degli interventi urgenti in caso di calamità e di quelli necessari a garantire il ritorno alle normali condizioni di vita, unitamente alla formulazione degli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza) è istituita la Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna presso l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente.
2. Alla Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna sono attribuiti i compiti, le funzioni, il personale, i mezzi, gli strumenti logistici e le strutture operative attualmente in capo al Servizio Protezione Civile della Direzione generale del CFVA.
3. La Direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna indirizza e coordina le attività di Protezione Civile di tutte le strutture regionali, delle Province, dei Comuni e delle Associazioni di Volontariato.
4. Gli indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale dei programmi di previsione, prevenzione ed attuazione degli interventi urgenti in caso di calamità e di quelli necessari a garantire il ritorno alle normali condizioni di vita sono emanati con Direttiva dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente.
"gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in euro 12.500 per l'anno 2008 e in euro 100.000 per gli anni successivi (UPB S01.02.001)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.02.001
Oneri per il trattamento economico dei dipendenti ivi compreso il salario accessorio.
Anno 2008 euro 12.500
Anno 2009 euro 100.000
Anno 2010 euro 100.000
Anno 2011 euro 100.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Mediante utilizzo della riserva di cui alla voce 3 della Tab. A allegata alla legge finanziaria. (11)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Atzeri
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
"Art. 2 bis
Ai familiari delle vittime dell'alluvione del 22 ottobre 2008 è riconosciuto il contributo di solidarietà istituzionale previsto dall'articolo 3 della legge regionale n. 8 del 2008.
Ai relativi oneri si fa fronte con le dotazioni previste nella successiva norma finanziaria." (25).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 5 e 13 sono decaduti; l'emendamento numero 11 è ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (P.D.), relatore. L'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 9 sono parzialmente accolti dall'emendamento numero 16 per cui si esprime parere positivo sull'emendamento numero 16 e si chiede il ritiro degli emendamenti numero 9 e 2.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 9?
PINNA (P.D.), relatore. Sì, se ne chiede il ritiro, anche se accolto nello spirito perché, per esempio, il riferimento alla statutaria è impreciso in quanto la legge statutaria non è ancora vigente.
CAPELLI (U.D.C.). Ritiro gli emendamenti numero 9 e 2.
PINNA (P.D.), relatore. Quindi sull'emendamento numero 16 il parere è favorevole mentre gli emendamenti numero 3 numero 7 mi sembra aver capito che sono stati ritirati.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 3 è stato trasformato in un ordine del giorno e comprende anche l'emendamento numero 7, nel senso che i firmatari, i presentatori degli emendamenti sono anche firmatari dell'ordine del giorno.
PINNA (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 25 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per spiegare perché ho presentato questo emendamento. Come diceva appunto l'onorevole Pirisi, si vuole solo riconoscere ai familiari delle vittime dell'alluvione il contributo di solidarietà previsto per i familiari dei morti sul lavoro, dalla legge regionale numero 8 del 2008. Non ritengo che l'occasionalità dell'evento alluvioni possa giustificare una mancata solidarietà istituzionale in questa direzione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli emendamenti aggiuntivi numero 3 numero 7 sono trasformati in un ordine del giorno. Metto in votazione l'emendamento numero 25.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'ora è tarda ma io invito ugualmente l'Aula ad un supplemento di attenzione sul contenuto dell'emendamento.
In sostanza, qua noi abbiamo cinque persone che sono decedute in occasione di questi eventi tragici, di queste cinque due stavano andando al lavoro e avranno l'opportunità di ottenere i benefici di quella legge che quest'Aula, pochi mesi fa, ha approvato. Tre, per loro sfortuna o meno, o per l'età, non stavano andando al lavoro e, con la stessa morte, non avranno lo stesso beneficio che invece chiede di dare questo emendamento. Io credo che tutte le parole che sono state pronunciate in quest'Aula, di cordoglio e di partecipazione, verrebbero contraddette dal respingimento di questo emendamento. Ecco perché voterò a favore, e invito l'Aula a fare altrettanto. Queste vite non potranno essere risarcite, ma almeno alla famiglia potrà andare un segno tangibile dell'impegno della Regione a loro favore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3 Norma finanziaria1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 20.000.000 per l'anno 2008, si fa fronte con la variazione di bilancio di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione
UPB S08.01.004
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
Anno 2008 euro 20.000.000
In aumento
UPB S04.03.002
Emergenza idrica ed eventi alluvionali -Investimenti
Anno 2008 euro 20.000.000.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, capisco che non è presente l'Assessore del bilancio e della programmazione, però, io sinceramente non sono riuscito a capire da dove arrivino queste risorse. La delibera numero 229 del 15 ottobre 2008 "patto di stabilità interno 2008", tra l'altro prevede l'approvazione della "rimodulazione dei limiti massimi degli impegni e dei pagamenti annuali di ogni direzione generale alla misura indicata nelle tabelle allegate, costituenti parte integrante del presente decreto, e di dare mandato alla ragioneria regionale di bloccare le richieste di impegno e pagamento risultanti in eccesso rispetto al plafond in oggetto. Questa cifra è certamente in eccesso su questo plafond. Sollevo solo ed esclusivamente questo problema.
PRESIDENTE. E' un problema, ma non è risolvibile... è un problema comune a molte regioni, c'è una discussione in tutta Europa sul Patto di stabilità e sulla possibilità che possa essere ritoccato in presenza di questa grave congiuntura economico-finanziaria, per tutti i paesi.
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4 Entrata in vigore1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.)
(E' approvato)
Gli emendamenti numero 3 e numero 7 sono stati trasformati in un ordine del giorno che delibera l'istituzione di una Commissione d'inchiesta nei termini in cui era stata proposta. Questa è la formula più adeguata, a termini di Regolamento, dato che c'è una riserva di regolamento su questo, che il Consiglio può utilizzare in ogni momento senza approvare una norma di legge.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
Ordine Del Giorno Biancu - Uras - Capelli - Artizzu - Lanzi - Atzeri - Ladu - Vargiu - Barracciu - Bruno - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Diana - Espa - Fadda - Floris Mario - Gessa - Lai Bachisio Silvio - Lai Vittorio Renato - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Uggias sulla nomina della Commissione d'inchiesta sullo stato del territorio regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALEa conclusione dell'esame del disegno di legge n. 346/A "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di ottobre 2008",
delibera
di istituire una Commissione d'inchiesta, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno del Consiglio, con la finalità di indagare sullo stato del territorio regionale.
La Commissione, nello specifico, ha il compito di indagare sulle cause delle ricorrenti tragiche conseguenze relative al verificarsi di eventi calamitosi alluvionali e di dissesto idrogeologico del territorio regionale, che in particolare abbiano interessato insediamenti abitativi, anche legittimamente realizzati, impianti ed aziende produttive. Tale indagine, che riguarda tutte le funzioni di responsabilità regionale, è estesa agli atti delle amministrazioni delle zone interessate, con riferimento anche ai provvedimenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di gestione dei fenomeni di abusivismo edilizio, di intervento pubblico o privato obbligatorio in funzione della tutela del territorio o del recupero degli ambiti naturali compromessi.
Può essere oggetto dell'attività della Commissione ogni altro argomento che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui sopra e per il potenziamento degli interventi di prevenzione dei danni originati dai predetti eventi calamitosi.
La Commissione ha il compito di raccogliere tutti gli elementi conoscitivi utili promuovendo, nello svolgimento della propria attività, la più ampia consultazione dei poteri locali, delle categorie e formazioni sociali e degli organismi culturali e di ricerca.
Il Consiglio altresì delega
il Presidente a nominare i componenti della Commissione d'inchiesta che entro tre mesi riferisca al Consiglio.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 346/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 40
(Il Consiglio approva).
I lavori del Consiglio riprenderanno domani pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 0 e 01.
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