Seduta n.282 del 01/10/2002 

CCLXXXII SEDUTA

Martedì, 1° Ottobre 2002

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 2 agosto 2002, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che la consigliera regionale Mariella Pilo ha chiesto di poter usufruire di dieci giorni di congedo, a far data dal 1° ottobre 2002, per motivi familiari. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate alla Giunta regionale nelle sedute del 2, 11, 18, 26, 29 e 31 luglio 2002, del 1° e 9 agosto 2002.

Comunico altresì che i consiglieri regionali Fadda, Giagu, Sanna Gian Valerio, Secci e Selis hanno aderito al nuovo Gruppo consiliare "La Margherita - Democrazia è libertà", costituito in data 26 settembre 2002. Nel contempo hanno revocato la precedente adesione al Gruppo dei Popolari-Popolari Sardi. Le funzioni di Presidente del nuovo Gruppo saranno svolte dall'onorevole Fadda, al quale formulo i miei auguri.

Annunzio di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Norme in materia di politiche del lavoro ed organizzazione dei servizi per l'impiego". (334)

(Pervenuto il 24 luglio 2002 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Nuove norme in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici che si svolgono nell'ambito territoriale regionale". (336)

(Pervenuto il 30 luglio 2002 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri PISANO - FANTOLA - CASSANO - VARGIU:

"Norme per la tutela ed il sostegno delle attività con finalità sociali ed educative svolte dalle parrocchie e dalle comunità religiose mediante gli oratori". (331)

(Pervenuta il 3 luglio 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri PACIFICO - DETTORI Ivana - DEMURU - SANNA Salvatore:

"Istituzione dell'elenco regionale delle professioni pedagogiche della Sardegna". (332)

(Pervenuta il 10 luglio 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri BALLETTO - SECCI - FALCONI - LOMBARDO - CORONA - MURGIA - ONIDA - SCANO - SPISSU - USAI - VARGIU:

"Modifiche alla legge regionale 22.4.2002, n. 7 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale (legge finanziaria 2002)'". (333)

(Pervenuta il 10 luglio 2002 ed assegnata alla terza Commissione.)

dai consiglieri CALLEDDA - SPISSU - FALCONI - DORE - VASSALLO - FADDA - BALIA:

"Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere della Sardegna". (335)

(Pervenuta il 24 luglio 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri LAI - SECCI - BALIA - DORE - FALCONI - SCANO - SPISSU:

"Interventi a favore di forme collettive di garanzie fidi nel terzo settore". (337)

(Pervenuta il 26 luglio 2002 ed assegnata alla terza Commissione.)

dai consiglieri MORITTU - SPISSU - CALLEDDA - FALCONI - CUGINI - DEMURU - LAI - MARROCU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore:

"Norme in materia di attività di cava e mineraria". (338)

(Pervenuta il 26 luglio 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri SANNA EMANUELE - SATTA - BIANCU - GIOVANNELLI - BALIA - BUSINCO -CAPPAI - COGODI - DIANA - FANTOLA - FLORIS - ORRU' - PITTALIS - SANNA GIACOMO - SANNA GIAN VALERIO - SANNA Salvatore:

"Disciplina del referendum sulle leggi statutarie". (339)

(Pervenuta il 31 luglio 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri CAPELLI - CAPPAI - PIANA - RANDAZZO:

"Interventi della Regione Sardegna per favorire l'attività lavorativa dei giovani nelle libere professioni". (340)

(Pervenuta il 1° agosto 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri CAPELLI - CAPPAI - PIANA - RANDAZZO:

"Politiche regionali per la promozione e la tutela della famiglia". (341)

(Pervenuta il 1° agosto 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri PINNA - DETTORI - PACIFICO - SCANO:

"Interventi regionali in favore dei lavoratori atipici". (342)

(Pervenuta il 2 agosto 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri PINNA - DETTORI - PACIFICO - SCANO:

"Disposizioni in materia di istituzione dell'indennità di inserimento per i cittadini sardi in cerca di prima occupazione e per i disoccupati di lunga durata che partecipino a programmi pubblici di politiche attive del lavoro". (343)

(Pervenuta il 2 agosto 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri PINNA - DETTORI - PACIFICO - SCANO:

"Disposizioni in materia di servizi per l'impiego, collocamento, formazione professionale e politica attiva del lavoro". (344)

(Pervenuta il 2 agosto 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri SANNA Emanuele - CUGINI - SPISSU - CALLEDDA - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Salvatore:

"Interventi regionali a favore dei lavoratori parasubordinati". (345)

(Pervenuta il 6 agosto 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri SANNA Gian Valerio - FADDA - DORE - DEIANA - BIANCU - GIAGU - GRANELLA - SELIS - SECCI:

"Interventi regionali per la promozione della legalità e della sicurezza dei cittadini". (346)

(Pervenuta il 7 agosto 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri VARGIU - CASSANO - FANTOLA - PISANO:

"Soppressione degli enti regionali". (347)

(Pervenuta il 9 agosto 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri VARGIU - IBBA - BALIA - BALLETTO - BUSINCO - CAPPAI - CASSANO -CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FANTOLA - GIOVANNELLI - LAI - LICANDRO - LIORI - MANCA - MASIA - MILIA - MURGIA - PACIFICO - PILO - PISANO - SANNA Emanuele - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS:

"Istituzione del garante del diritto alla salute dei cittadini. (348)

(Pervenuta l'11 settembre 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FLORIS - TUNIS - BUSINCO sulla chiusura del Centro di servizio delle imposte dirette e indirette di Cagliari". (498)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2002.)

"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU sul tentativo di intimidazione rivolto al personale regionale in occasione dello sciopero generale del 28 giugno 2002". (499)

(Risposta scritta in data 6 agosto 2002.)

"Interrogazione GIAGU sul ventilato ridimensionamento dell'Ufficio dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore". (511)

(Risposta scritta in data 17 settembre 2002.)

"Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU sulla ipotesi di declassamento degli Uffici dell'Ispettorato Ripartimentale dell'Agricoltura - settore di Pozzomaggiore". (514)

(Risposta scritta in data 17 settembre 2002.)

"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU sulla previsione di ridimensionamento dell'Ufficio locale dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore". (518)

(Risposta scritta in data 17 settembre 2002.)

"Interrogazione CASSANO sulla mancata stabilizzazione degli operai ex Crai impiegati nella Provincia di Sassari". (519)

(Risposta scritta in data 17 settembre 2002.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di crisi della produzione del pomodoro camone. (520)

Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle minori presenze di turisti in Sardegna nel mese di luglio. (521)

Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione di contributi per il settore della pesca relativi al fermo biologico per l'anno 2001. (522)

Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo dei fondi di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998. (523).

Interrogazione CAPELLI - CAPPAI - PIANA - RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata esecutività dell'ordine del giorno n. 55 approvato dal Consiglio regionale in data 28 febbraio 2002. (524)

Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi problemi agli investimenti ed all'occupazione in Sardegna derivanti dall'estensione del bonus fiscale anche al Nord Italia. (525)

Interrogazione PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sulle concessioni demaniali in Sardegna e, in particolare, sull'area di Marina Piccola e del litorale cagliaritano. (526)

Interrogazione LAI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'Oleificio Silki di Sassari. (527)

Interrogazione LAI - CUGINI - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sul totale immobilismo della Giunta regionale sulla situazione della scuola in Sardegna. (528)

Interrogazione SANNA Alberto - BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle nuove Zone di Ripopolamento e Cattura (ZRC) nel territorio della provincia di Oristano. (529)

Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei Presidenti dei Consigli di amministrazione dell'ERSU di Cagliari e Sassari da parte della Regione. (530)

Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di paralisi dell'ERSU di Sassari. (531)

Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza del radar di avvicinamento nell'aeroporto di Alghero-Fertilia. (532)

Interrogazione GIAGU - FADDA - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla movimentazione dei capi bovini in Sardegna. (533)

Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, su alcuni trasferimenti di capi cantiere. (534)

Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle articolazioni organizzative dei servizi della Direzione generale dell'agricoltura e riforma agropastroale (D.A. 16 luglio 2002, n. 756). Passaggio dell'Ufficio di Pozzomaggiore dal I al II livello. (535)

Interrogazione BIANCU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento in concessione del fabbricato sito nel Comune di Oristano, tra la via Carducci e la via S. Martino. (536)

Interrogazione SANNA Salvatore - SPISSU - CALLEDDA - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulle preoccupanti notizie relative alla ventilata chiusura della Portovesme s.r.l. (537)

Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza dell'infermiere professionale nel poliambulatorio di Nulvi. (538)

Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari scaduto da tre anni. (539)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

Interpellanza DORE - FADDA - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU -DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MARROCU - MASIA - PINNA -PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS sull'affidamento a uno o più consulenti esterni dell'incarico di redigere il testo del DPEF recentemente approvato. (269)

Interpellanza PACIFICO sullo stato di agitazione del personale infermieristico nelle cliniche di neurologia e pediatria del San Giovanni di Dio a Cagliari. (270)

Interpellanza TUNIS - FLORIS - BUSINCO - PIRASTU - MILIA sul problema del rifiuto da parte della Cantina sociale di Sant'Antioco di ricevere il conferimento delle uve provenienti dall'area ad alto rischio ambientale del Sulcis. (271)

Interpellanza SANNA Emanuele - SPISSU - CUGINI - FALCONI - CALLEDDA sul decreto legge n. 138 del 2002 del Governo Berlusconi e del Ministro Tremonti di sospensione del credito d'imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. (272)

Interpellanza SANNA Alberto - SPISSU - FADDA - BALIA - DORE - MORITTU -MASIA - PIRISI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS sulla situazione venutasi a creare a seguito dell'ultima sentenza del TAR del Lazio che annulla il decreto del Ministro Lunari che attribuiva alla Compagnia aerea AIR ONE il collegamento Cagliari-Miliano. (273)

Interpellanza FLORIS - BUSINCO - TUNIS sulle gravi ripercussioni alla produzione e all'occupazione per effetto della mancanza di acqua alle coltivazioni agricole ed in particolare al comparto bieticolo-saccarifero. (274)

Interpellanza PINNA - DETTORI - PACIFICO - SANNA Giacomo - SCANO sul rischio di fermata degli impianti di produzione di piombo e zinco nel polo metallurgico di Portovesme a causa dell'effetto combinato della caduta del prezzo dei metalli non ferrosi sui mercati internazionali e dell'elevato costo dell'energia elettrica. (275)

Interpellanza PINNA - DETTORI - PACIFICO - SANNA Giacomo - SCANO sulla possibilità di trasferimento dei marines americani dalla base di Vieques, in Portorico, alla base militare di Capo Teulada e sull'esigenza improcrastinabile di giungere ad una sostanziale riduzione delle servitù militari gravanti sul territorio regionale. (276)

Interpellanza BIGGIO - MURGIA - CARLONI - CORDA - DIANA - FRAU - LIORI - LOCCI - SANNA NIVOLI - USAI sulla sospensione del bonus fiscale. (277)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

Mozione SANNA Giacomo - MANCA sulla realizzazione dell' "ammasso" dei bovini in Sardegna. (81)

Mozione SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - BALIA - COGODI - DORE - FADDA - SANNA Giacomo - SPISSU sulla grave situazione del porto industriale di Cagliari e gli atti del commissario dell'Autorità portuale. (82)

Mozione BALIA - COGODI - DORE - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - IBBA - MASIA - ORRU' sulla grave situazione del porto industriale di Cagliari. (83)

Mozione FADDA - SPISSU - DORE - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sulla alienazione del patrimonio immobiliare da parte dello Stato. (84)

Mozione BALIA - SPISSU - FADDA - DORE - COGODI - SANNA Giacomo -DETTORI - LAI - IBBA - MASIA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - GIAGU - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulla mancata convocazione dell'Osservatorio regionale del volontariato da parte del Presidente della Giunta e sulla mancanza di una politica regionale a sostegno dell'attività di volontariato. (85)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Devo completare un'informazione. Ho letto prima la richiesta dei colleghi Fadda, Giagu, Sanna Gian Valerio, Secci e Selis della fondazione del Gruppo "La Margherita - Democrazia è Libertà". Devo aggiungere che ho ricevuto solo ieri, indirizzata a me, la richiesta di adesione, suppongo, allo stesso Gruppo da parte dei colleghi Biancu, Dore e Granella. Non avendo avuto una manifestazione univoca e contestuale di cofondazione del Gruppo, ho ritenuto di dover mandare una lettera agli uni e agli altri per chiedere se vi fossero osservazioni. Aspetto risposte a questa lettera; se non ci sono osservazioni il Gruppo si intende costituito con le persone che ho nominato, compresi gli onorevoli Biancu, Dore e Granella. Se vi fossero osservazioni naturalmente si vedrà.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-Democrazia è Libertà). Voglio fare una brevissima puntualizzazione: non ci sono osservazioni e non ci possono essere per il semplice fatto che siamo d'accordo e che i due vecchi Gruppi originari sono provenienti da due partiti diversi, i quali si sono fusi per dare vita al nuovo partito e quindi la creazione di questo Gruppo, del quale tutti noi abbiamo diritto di far parte, è una logica, anche se non necessaria e indispensabile, conseguenza di questa operazione di fusione.

E' una soluzione logica e, ripeto, siccome questo Gruppo rappresenta il nuovo partito che è nato dalla fusione dei due precedenti e di altri due che non sono rappresentati in Consiglio, la costituzione e l'adesione al nuovo Gruppo è in re ipsa e comunque è fatta col concorso e con l'assenso di tutti gli otto consiglieri dei precedenti Gruppi, con esclusione del collega Deiana, che al momento, per ragioni personali, non ha ritenuto di dare l'adesione. Per il resto credo che non ci siano problemi e la ringrazio.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, per non aprire su questo argomento nessuna discussione, perché altri potrebbero alzarsi e dire la loro, avrei bisogno di una punta e'billettu, si dice dalle nostre parti. Se io ricevessi queste due righe l'argomento si può ritenere chiuso; intanto comunico che il Capogruppo è l'onorevole Fadda, naturalmente fino a quando non ci saranno determinazioni diverse.

Svolgimento di interpellanze

PRESIDENTE. Passiamo ora all'ordine del giorno. Voglio ricordare che a termini statutari ed anche per decisione della Conferenza dei Capigruppo, dedicheremo la prima ora ad interpellanze ed interrogazioni. La prima interpellanza è quella dei colleghi Manca e Sanna Giacomo sul Piano di sorveglianza dell'encefalopatia spungiforme ovicaprina, detta anche scrapie. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sul piano di sorveglianza dell'encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie).

I sottoscritti,

premesso che:

- l'encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie) è stata diagnosticata per la prima volta in Italia nel 1976, in Sardegna, invece, nel 1995;

- in meno di 10 anni sono stati diagnosticati nell'isola circa 30 focolai con una media di 500 capi l'anno colpiti dalla malattia;

- la patologia è da considerarsi come il prototipo delle malattie da prioni, divenute emergenti a partire dall'ondata epidemica di BSE in Inghilterra ed in particolare dalla recente emergenza di casi della nuova variante umana della malattia di Creutzfeldt - Jakob, legata alla esposizione alimentare a prodotti bovini contaminati con la BSE;

- è verosimile che l'agente BSE sia derivato da quello della scrapie, passato al bovino attraverso il consumo di farine derivate da ovino infetto o contaminate, ed è probabile che possa ritornare alla pecora o alla capra in condizioni naturali, passaggio già ottenuto in condizioni sperimentali;

- la scrapie rappresenta dunque un potenziale problema per la sanità pubblica e sono facilmente immaginabili i riflessi negativi sul comparto ovicaprino sardo;

- è inderogabile garantire l'efficacia delle misure previste dal regolamento CEE 999/2001 e successive modifiche ed integrazioni, che, prevedendo un programma di sorveglianza attiva, consente di effettuare interventi concreti per l'eradicazione della malattia dall'isola;

- il campionamento, sia riguardo agli animali morti spontaneamente che a quelli macellati (con oltre 18 mesi di età), risulta insufficiente rispetto al numero di campionamenti previsti nel piano di sorveglianza 2002;

- nei primi sei mesi dell'anno in corso il campionamento ha riguardato un decimo dei 18000 campionamenti previsti per i capi macellati con oltre 18 mesi di età e un centesimo dei 2000 campionamenti previsti per i capi morti spontaneamente;

- tali numeri vanificano l'efficacia della cosiddetta sorveglianza "attiva" rispetto a quella "passiva", basata soltanto sulle segnalazioni dell'allevatore di capi morti con sintomatologia compatibile;

- presumibilmente, l'irrisorio campionamento negli animali morti spontaneamente in allevamento, deriva dall'obbligo di smaltimento "ufficiale" a carico dell'allevatore;

-

- chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere:

- se vi siano stati errori di previsione dell'Assessorato regionale della sanità con conseguente input sbagliato ai servizi veterinari, tale da portare ad una campionatura largamente insufficiente per gli animali macellati ed, in caso di risposta affermativa, se siano stati apportati adeguati correttivi per la seconda parte dell'anno in corso;

- se, in considerazione dei ritardi e delle incongruenze sopra evidenziate, siano in fase di predisposizione programmi regionali di accreditamento sanitario e di controllo su base genetica, con il graduale passaggio ad allevamenti con genotipo resistente alla malattia, così come avviene in altre realtà europee, come la Francia, il cui allevamento ovino può essere considerato concorrente a quello dell'isola nel mercato internazionale;

- se, al fine di garantire la riuscita del piano di sorveglianza della scrapie, non ritenga opportuno motivare gli allevatori sardi per una attiva collaborazione, attraverso apposite iniziative legislative che prevedano interventi adeguati per gli allevatori danneggiati dalla malattia e per diminuirne i disagi sopportati. (268)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'interpellanza.

MANCA (Gruppo Misto). Colleghe e colleghi, potrei iniziare l'intervento su questa mia interpellanza con una metafora, con un'efficace metafora: alcune riviste nazionali ed anche internazionali sostengono che un lupo travestito da agnello potrebbe aggirarsi in Europa. Il lupo è la BSE e il travestimento sarebbe dovuto al fatto che questa malattia, attraverso le farine animali, potrebbe essere giunta alle pecore. Se ne parla ormai da anni anche se non vi sono prove inconfutabili che confermino o smentiscano questo timore, ma tale ipotesi preoccupa, e non poco, l'Unione Europa, a tal punto che da diverso tempo la competente Commissione discute un nuovo Regolamento in materia di scrapie: la direttiva 1803 che mira a implementare un piano di eradicazione della malattia attraverso la selezione genetica dei capi resistenti. Il provvedimento introduce, a partire dal 2003, anche la certificazione scrapie-free, cioè animali liberi da scrapie. Pur tralasciando gli aspetti puramente tecnici e scientifici, è facile immaginare la preoccupazione che tale provvedimento comporta per gli allevamenti italiani e in particolare per quelli sardi; ovviamente ogni stato membro, se ha difficoltà a porre in atto tale piano, può chiedere deroghe, ma è bene precisare che a seconda della velocità con cui lo si realizza avremo greggi di primo oppure di secondo livello, ma anche greggi che non potranno guadagnarsi alcuna certificazione. Alcuni paesi concorrenti nelle produzioni ovine come Francia e Inghilterra si sono mossi con largo anticipo. In particolare in Francia, fin dal 1990 si è cominciato a studiare le caratteristiche genetiche delle diverse razze rispetto alla scrapie. Dal 1996 si lavora attivamente per eradicare l'encefalopatia spungiforme degli ovini attraverso la selezione genetica. Importanti risultati si sono ottenuti, ad esempio, riguardo alla razza Laconne, dal cui latte si produce il famoso Roqueforte. In Italia ed anche in Sardegna la selezione genetica si è invece incentrata, in maniera pressoché esclusiva, sul miglioramento delle caratteristiche produttive delle nostre razze, tralasciando gli aspetti legati alla scrapie. In tempi in cui nei mercati mondiali assumono rilevanza crescente gli aspetti riguardanti la rintracciabilità e l'etichettatura dei prodotti, non è difficile immaginare qualche pericoloso contraccolpo economico per il latte e per il formaggio ovino; si pensi all'esportazione del pecorino romano e si consideri, alla luce del duro confronto Stati Uniti - Europa, in materia di sussidi agricoli comunitari, quanto la mancata certificazione potrebbe rappresentare un utile pretesto per raffreddare l'esportazione del più internazionale dei nostri formaggi. A poco serve scaricare su Bruxelles l'intero peso della vicenda rinunciando alla certificazione e ricorrendo alle deroghe. Il rischio vero è che tali decisioni ricadano concretamente sugli allevatori sardi compromettendone la competitività sui mercati mondiali.

Preoccupazioni concrete, dunque, che però registrano disattenzione, superficialità e gravi carenze come quelle che caratterizzano il Piano di sorveglianza 2002 per la scrapie in Sardegna, regione che vanta il 60 per cento circa del patrimonio ovino italiano e che ha accumulato gravi ritardi nella più elementare delle azioni: la rilevazione dell'infezione e le attività che ne limitano la diffusione. L'efficacia della sorveglianza cosiddetta attiva prevista dal piano è infatti vanificata dalla conduzione del piano; il 5 luglio del 2002 lo stesso coordinatore dell'apposito servizio ha denunciato, attraverso una formale comunicazione, l'inadempienza del piano e i ritardi che caratterizzano i campionamenti dei prelievi da effettuare in mattatoio. Risulta infatti che il campionamento sia riguardo gli animali morti spontaneamente che quelli macellati con oltre 18 mesi d'età è di gran lunga insufficiente rispetto ai campionamenti previsti in rapporto alla popolazione ovina sarda, esso ha interessato infatti soltanto un decimo dei 18 mila previsti per i soggetti macellati e soltanto un centesimo dei 2000 previsti per quelli morti spontaneamente. Cifre allarmanti che compromettono l'efficacia stessa del piano.

Chiediamo se vi siano stati errori di previsione da parte dell'Assessorato della sanità con conseguenti input sbagliati ai servizi veterinari, oppure se non sia il caso di valutare approfonditamente le effettive cause dell'irrisorio campionamento degli animali morti spontaneamente, a iniziare dall'obbligo di smaltimento "ufficiale" a carico degli allevatori. Il Gruppo sardista ha presentato in proposito una proposta di legge che, evitando lo smaltimento a carico degli allevatori, prevede il risarcimento per l'abbattimento del gregge favorendo così la necessaria collaborazione degli operatori, fattore imprescindibile, questo, per la buona riuscita del piano e per un'efficace azione di sorveglianza. Vogliamo conoscere dunque quale sia a tal riguardo il pensiero della Giunta, se ha proposte alternative e soprattutto quali misure intenda adottare per assicurare la riuscita del Piano di sorveglianza 2002 ormai largamente compromesso, chiediamo inoltre di capire se sulla base delle direttive europee, la Giunta abbia la volontà di predisporre programmi regionali di accreditamento sanitario e di controllo su base genetica, oppure intenda continuare ad affrontare, non sempre in maniera corretta ed efficace, soltanto le emergenze del comparto ovino sardo. Il rischio che la mancata certificazione sulla scrapie rappresenti un grave handicap per il comparto ovino sardo e per i suoi prodotti è concreto e reale. Il rischio che prodotti meglio tutelati di realtà concorrenti, con più attente politiche di prevenzione, compromettano irrimediabilmente il futuro dell'allevamento ovino in Sardegna, è molto più concreto di quanto il silenzio delle autorità competenti lasci intendere. La scrapie, soprattutto in Sardegna, è un problema serio, con implicazioni serie, che merita di essere affrontato seriamente e da persone serie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (U.D.C.) Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Cercherò di essere telegrafico. Nessun errore di previsione è imputabile all'Assessorato della sanità, poiché il campionamento degli animali per scrapie è stato stabilito dal Ministero della Salute. A seguito di una verifica delle attività di piano, constatato che il numero dei campioni esaminati non era congruo, è stato chiesto al Ministero di poter aumentare il campionamento. La richiesta è stata accolta e il numero dei campioni è stata quintuplicato; i campioni esaminati sono stati 5081.

Per quanto riguarda il secondo punto a cui si è fatto riferimento, si fa presente che questo Assessorato, con deliberazione del 09/08/2002 numero 28/29, ha finanziato l'Associazione Regionale Allevatori per avviare un piano di controllo genetico della nostra razza ovina. Infine si ritiene che non competa a questo Assessorato, comunque non in via esclusiva, intraprendere iniziative legislative per sostenere gli allevatori danneggiati da questa malattia. Si precisa che la malattia in questione è stata accertata, nel corrente anno, solo su tre animali ad oggi, su tre milioni e mezzo di capi. Questo dice tutto, per cui questa è la nostra risposta. Abbiamo adempiuto in modo puntuale, le competenze sono di chi sono e quindi non vogliamo incorrere in errori del passato lanciandoci avanti quando poi i risultati dimostrano il contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per dichiarare se è soddisfatto.

MANCA (Gruppo Misto). Brevissimamente. L'Assessore dice che non c'è nessun errore, io apprezzo lo sforzo che l'Assessore fa nel cercare di formulare risposte sensate a quello che chiedevamo. Noi non sappiamo chi vada al Ministero della Sanità a concordare quante campionature devono essere fatte in Sardegna. E' chiaro che per gli operatori del settore era largamente prevedibile che con quel tipo di campionatura non si sarebbe mai riusciti ad arrivare al numero necessario; non so che criteri utilizzi il Ministero della Sanità per determinare il numero dei prelievi necessari per la Sardegna: 18 mila prelievi invece dei 5 mila o 5081, come dice lei, mi pare, fatti finora. Qui si pone un problema che è stato rimarcato anche recentemente da organi di stampa, un problema fondamentale che è quello economico relativo alla certificazione. Noi andremo incontro l'anno prossimo all'obbligo della certificazione di scrapie-free, cioè ad una certificazione che attesti che gli allevamenti sono liberi da scrapie o non sono liberi da scrapie. Su questo lei non ha risposto e quindi chiaramente della sua risposta sono totalmente insoddisfatto e preannuncio la trasformazione dell'interpellanza in mozione.

PRESIDENTE. Interpellanza al punto 3 dei colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo, sulla palese illegittimità e sulla assoluta necessità di blocco della procedura di vendita all'asta, da parte dello Stato, del cespite demaniale costituito dall'ex ospedale militare sito in Sanluri.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sulla palese illegittimità e sulla assoluta necessità di blocco della procedura di vendita all'asta, da parte dello Stato, del cespite demaniale costituito dall'ex ospedale militare sito in Sanluri.

I sottoscritti, premesso che:

- l'Agenzia del Demanio, Ministero delle Finanze, ha attivato la procedura per la vendita al pubblico incanto del bene demaniale sito nel Comune di Sanluri e denominato "ex ospedale militare" (asta fissata per il prossimo 4 aprile 2002);

- proprio l'attività diretta alla alienazione dimostra in modo inequivoco che il bene non è ritenuto indispensabile per l'espletamento delle funzioni statali in Sardegna;

- la norma costituzionale (art. 14 dello Statuto di autonomia) prescrive in modo preciso e tassativo "la Regione succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali";

- la prevista vendita di beni pubblici da parte dello Stato lede i diritti della Regione autonoma e, ancora una volta, tende a privare la Comunità e gli enti locali di cespiti patrimoniali indispensabili per la promozione dei propri progetti di sviluppo e di occupazione;

- già diverse volte, in passato, consimili incursioni ministeriali sul patrimonio pubblico a destinazione regionale, sono state tentate e rintuzzate per la ferma opposizione espressa dai poteri autonomistici;

- è nel buon diritto della Comunità di Sanluri, dei soggetti sociali già fruitori di quel bene pubblico, che hanno provveduto peraltro a migliorare con dotazione di servizi utilizzati da tutta la popolazione e dalle scuole;

- detto compendio è inserito nei piani di valorizzazione consortile, con patto territoriale già finanziato;

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli enti locali per conoscere quali iniziative, immediate ed energiche, il Governo della Regione intenda porre in essere perché:

a) sia immediatamente sospesa e accantonata la assurda pretesa ministeriale di alienare a privati detto bene pubblico;

b) sia garantita, attraverso la devoluzione immediata, ancorché tardiva, del bene pubblico al patrimonio della Regione, la attribuzione gratuita al Comune di Sanluri per consentire il perseguimento dei programmi di occupazione e di sviluppo locale e territoriale. (224)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'interpellanza.

COGODI (R.C.). Il titolo dell'interpellanza non tragga in inganno.

Signor Presidente o Commissario che dir si voglia - non so se è in Aula -, abbiamo ritenuto di cogliere una delle tante occasioni che ripropongono all'attenzione del Consiglio regionale e di tutta l'autorità e il potere costituito in questa Regione, ivi compresa la Giunta regionale,…. chiedo se è presente il Presidente però, perché non essendo presente neanche l'Assessore di riferimento chi interpello?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ha perfettamente ragione, è necessaria la presenza dell'assessore Biancareddu o del Presidente della Giunta.

COGODI (R.C.). Il Presidente - Commissario era presente poco fa.

PRESIDENTE. Si è spostato. Se lei ritiene, aspettiamo qualche minuto e lo cerchiamo.

COGODI (R.C.). Io ritengo di interpellare chi posso interpellare.

PRESIDENTE. Lei ha ragione.

COGODI (R.C.). Se interpello una sedia è difficile che mi risponda, può darsi che mi risponda nello stesso modo, ma è meglio essere prudenti.

PRESIDENTE. Aspettiamo un po', per altro potremmo fare la successiva, ma non c'è neanche l'Assessore della pubblica istruzione.

Presidente Pili, non è presente l'Assessore e chi fa l'interpellanza vuole avere risposte che certamente non può dare il Presidente del Consiglio né gli altri colleghi. La prego, onorevole Cogodi, di procedere essendo arrivato il presidente Pili.

COGODI (R.C.). Grazie per la sua presenza, signor Presidente, signor Commissario; riprendo il tema che avevo poc'anzi accennato. L'occasione della vendita di un bene demaniale o comunque patrimoniale dello Stato, il compendio dell'ex ospedale militare di Sanluri, ripropone, o meglio riproponeva a suo tempo quando l'interpellanza è stata presentata, ma ripropone ancora di più oggi, una vicenda emblematica per due versi. Per un verso perché lo Stato, o meglio il Governo dello Stato, il Governo Berlusconi, prosegue in questa iniziativa e attività truffaldina nei confronti della Regione vendendo i beni regionali che, essendo della Regione, non sono dello Stato e non possono perciò essere venduti e meno che mai può essere incassato il corrispettivo perché questo configura un'ipotesi bella e buona di truffa. Truffa nei confronti della comunità sarda e dell'Istituzione autonomistica, fino a quando esistono le leggi dello Stato che valgono per tutto lo Stato e quindi anche in favore nostro, fino a quando soprattutto esiste uno Statuto di Autonomia che nel suo articolo 14 sancisce il diritto della Regione di succedere nella titolarità dei beni demaniali e nei diritti patrimoniali che erano prima dello Stato, qualora quei beni non vengano più utilizzati ai fini dello svolgimento delle attività statali. Nel momento in cui lo Stato, o meglio il Governo, decide di vendere un bene, vuol dire che non è più indispensabile per le finalità per le quali quel bene era prima detenuto nella titolarità dello Stato. E' accaduto in diverse circostanze, da ultimo è accaduto per il compendio dell'ex ospedale militare di Sanluri: quattro ettari di terreno praticamente abbandonati, dove nessuna attività in sessant'anni è stata svolta, dove ci sono degli edifici, che il Ministero delle Finanze mette all'asta.

Noi diciamo alla Giunta regionale: "Intervieni, blocca quell'asta". La Giunta non interviene, non blocca quell'asta e il Comune di Sanluri, non sapendo che fare (comunque non diamo giudizi sull'attività di un ente locale), concorre all'asta e la vince dando 39 euro in aumento ai seicento e passa milioni che lo Stato chiede per quei compendi. Il Comune di Sanluri deve pagare seicento e più milioni, più 39 euro, per un terreno che è della Regione e che la Regione, in base alle sue leggi, gratuitamente concede ai comuni perché questo terreno, peraltro, è inserito in un patto territoriale, cioè in un programma di valorizzazione, di sviluppo economico e sociale di un intero territorio. Siamo all'inganno, alla beffa, all'imbroglio, alla truffa, all'esproprio, senza causa e senza indennizzo! Perché la Giunta non è intervenuta e non ha interrotto quella procedura? Poteva fare ciò che è stato fatto precedentemente in altri casi analoghi che si sono verificati; non è presente in questo momento l'Assessore degli enti locali che ha la titolarità della gestione del patrimonio regionale, ma l'Assessore degli enti locali sa che nella sua città, a Tempio, quattro anni fa, avendo già deliberato il Comune di Tempio di pagare un miliardo e mezzo una caserma o ex caserma, comunque un bene di appartenenza militare, la Giunta di allora intervenne ed interruppe quella procedura e quel bene, che magari anziché un miliardo e mezzo vale tre miliardi, è stato dato gratuitamente alla Regione e quindi al Comune di Tempio, che l'ha utilizzato per uffici e attività di servizio ed ha avuto anche la restituzione di quel miliardo e mezzo.

Ma il problema vero non è solo la casermetta di Sanluri, l'ospedale di Tempio o casi singoli che si stanno verificando, il problema vero è questo librone: la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nella quale sono contenuti centinaia di beni regionali messi in vendita dallo Stato in forza o in virtù, tra virgolette virtù, della finanza creativa di cui il Governo Berlusconi mena vanto! Per risanare il bilancio dello Stato rubano, si portano via i beni di appartenenza...

PRESIDENTE. Concedo ancora qualche secondo all'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Basta dirlo a Berlusconi, che ruba i beni della Regione. Chi non difende il suo patrimonio, chi non difende il patrimonio, i beni della comunità, della collettività che amministra può essere ancora considerato espressione di autogoverno? Ma no! E` una succursale di altri governi. Io credo che su queste questioni debbano essere date, finalmente, risposte chiare, debbano essere dette parole risolutive perché la Regione rientri nella titolarità e nella disponibilità di questi grandi compendi che non sono solo proprietà immobiliari, ma rappresentano risorse che possono essere la base di un progetto di sviluppo dell'intera Regione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per la replica.

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Regione. Grazie, onorevole Presidente, grazie, onorevole Cogodi, per questa sua puntuale interpellanza. Io non mi soffermerò sul fatto puntualmente richiamato dell'ex ospedale militare di Sanluri, ma coglierò questa occasione per affrontare in termini più generali, più diretti, la questione che lei giustamente ha posto in rilievo; e cioè quella dell'attuazione dell'articolo 14 dello Statuto che storicamente - passatemi questo termine - non ha avuto nessun tipo di applicazione. E` un dato che emerge da una ricognizione che, come Presidenza della Regione, come Assessorato dell'urbanistica è stata compiuta in questi mesi, ed è stata compiuta dal momento in cui è iniziata una corrispondenza tra il sottoscritto e il Ministro Tremonti. La prima lettera è del 19 giugno 2002, data nella quale veniva chiesto formalmente al Governo di aprire una trattativa sull'applicazione totale dell'articolo 14 e la definizione dell'accordo di programma quadro che consentisse alla Regione e allo Stato di definire non soltanto la partita di quello che lei chiama "librone", ma dei grandi libroni ancora rimasti chiusi nella storia della dismissione patrimoniale da parte dello Stato, che probabilmente meritano una attenzione particolare. In questi giorni sono in corso, da parte dell'Assessorato degli enti locali, azioni sul territorio, di concerto con le amministrazioni locali, per individuare tutti quei beni del patrimonio immobiliare che ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna possono rientrare nell'azione di recupero e di attribuzione al patrimonio regionale.

Come dicevo, nella prima comunicazione formale trasmessa al Ministro Tremonti, del 19 giugno 2002, si chiedeva l'avvio di questa procedura. Nel frattempo, come Giunta regionale, abbiamo attivato tutta una serie di articolate riflessioni su questo tema fino al 24 settembre, data nella quale abbiamo formalmente impugnato il provvedimento dello stesso Ministro Tremonti, nel senso che abbiamo dato corso ad un'azione puntuale sotto forma di "Richiesta formale di trasferimento dei beni di cui in precedenza, previo svolgimento di tutte le previste e preliminari attività a carico di codeste Amministrazioni". Quindi, senza alcun tergiversare, il librone costituiva per noi già una dichiarazione di dismesso interesse pubblico, statale su quel patrimonio e conseguentemente ne chiedevamo il trasferimento alla Regione.

Ma come lei ben sa le corrispondenze hanno un valore, il ricorso a tutti gli atti conseguenti ne hanno un altro. Io colgo l'occasione qui per comunicare al Consiglio, l'avrei fatto con una richiesta formale ai sensi dell'articolo 121, ma colgo questa occasione per farlo immediatamente, che la Giunta regionale, una decina di giorni fa, si è formalmente costituita come parte, in questo caso, colpita dal provvedimento dello Stato di alienazione del patrimonio immobiliare e ha deciso di ricorrere a tutti gli ordini e gradi di giudizio per poter ottenere immediatamente la restituzione di questo patrimonio.

Mi permetto di leggere alcune parti del disposto della delibera che si conclude tra l'altro con la proposizione del ricorso davanti alla Corte Costituzionale. Poiché non posso dilungarmi oltre per ovvie ragioni di tempo, deposito e consegno al Presidente del Consiglio regionale tutti questi atti che la Giunta regionale da me presieduta ha compiuto; è la prima volta, di cui almeno io abbia conoscenza, che si impugna davanti alla Corte Costituzionale un provvedimento di questa natura; credo che ci siano davvero le condizioni perché la Sardegna debba difendere, a prescindere dal colore politico di qualunque governo nazionale, le sue prerogative, che sono prerogative costituzionale sancite appunto da un articolo importante come il 14 dello Statuto speciale.

Questa deve essere considerata anche una dichiarazione di disponibilità ad affrontare in maniera compiuta questo problema, attraverso un dibattito più ampio, in Consiglio. In questa partita rientra anche il caso sollevato relativo all'ex ospedale militare sito in Sanluri di cui all'interpellanza degli onorevoli Cogodi, Ortu e Vassallo. In questa direzione noi comunque ci mobiliteremo perché attraverso questo ricorso si possano ottenere, a livello più generale, le risposte che giustamente anche l'onorevole Cogodi ci sollecitava.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarare se è soddisfatto.

COGODI (R.C.). Il Presidente ha fornito al Consiglio e all'opinione pubblica delle notizie utili e per molti versi anche interessanti, e meno male che la circostanza ha consentito che queste notizie venissero acquisite. Per altro, il Presidente e o Commissario, non è che non conceda interviste, non fornisca notizie all'opinione pubblica su ogni vicenda che accade nella Regione o anche nei dintorni. E` strano che queste iniziative, anche formali: delibere di Giunta, causa intrapresa, ricorsi a tutte le magistrature, non siano state oggetto di comunicazione all'opinione pubblica e allo stesso Consiglio; non stiamo parlando di una cosa piccola, stiamo parlando di un enorme patrimonio la cui titolarità è della Regione, per le leggi dello Stato e per la suprema legge che è lo Statuto di Autonomia, che è legge costituzionale, e che lo Stato regolarmente sta erodendo, compiendo un'operazione, che se fosse posta in essere da un privato sarebbe un reato, perché chi regolarmente vende i beni altrui e incassa il prezzo e lo fa non una volta per errore, ma insiste nell'errore agendo in mala fede, va in galera, se invece è un Ministro del Governo Berlusconi, o tutto il Governo Berlusconi, complice la Regione, a farlo non vanno in galera, pur vendendo al pubblico incanto i beni altrui e incassandone pure il prezzo. L'ultimo incasso sono i 600 milioni di un Comune, quello di Sanluri, che avrà altri problemi da affrontare, per quattro ettari inutilizzati da sessant'anni; e così tanti altri casi.

Ultima cosetta vorrei dire rapidamente, Presidente: è utile che il Consiglio torni sull'argomento, dia indicazioni puntuali e precise ed assuma determinazioni risolutive in questa materia e in questo campo, e questo va bene. Però non è del tutto esatto che l'articolo 14 sia rimasto storicamente inattuato e sia stato disatteso. Vi è una molteplicità di situazioni, e chi conosce le vicende della Regione lo sa, nelle quali casi singoli, non l'intera partita, ma casi singoli che aprivano la strada alla soluzione dell'intera partita, sono stati affrontati e sono stati pure risolti. Voglio citare, solo a titolo di esempio in pochi secondi, i casi degli enti disciolti, il compendio dell'O.N.C. di Sanluri dato alle cooperative, il compendio di Campu 'e Luas dato all'associazione Mondo X di padre Morittu per attività sociali, che lo Stato non voleva cedere e che la Regione con un'azione decisa ha immesso in proprio possesso costringendo lo Stato a fare i decreti, perché così facendo ha esercitato il diritto che le proviene dalle leggi. Potrei ricordare, come ho detto prima, la grande caserma di Tempio, per cui il Comune aveva già stanziato un miliardo e mezzo che è stato restituito al Comune dopo l'opposizione della Regione; potrei citare il Colle di San Michele; le aree per l'edilizia popolare a Sant'Elia, a Cagliari, e tante altre situazioni nelle quali la Regione ha esercitato il suo diritto. Le aree demaniali dello Stato sono state utilizzate proficuamente per attività produttive e sociali, costringendo il Ministero a fare successivamente i decreti. Quindi una strada, almeno un sentiero, in qualche modo era aperto, è aperto.

Sul piano giuridico non c'è dubbio che la Regione ha ragione; sul piano politico, ecco la vera causa, si risolva il problema! Dobbiamo adire tutte le magistrature del mondo? Se la Regione è costretta le dovrà adire, ma prima di adire, o mentre si adiscono tutte le magistrature del mondo, la politica e le ragioni del diritto non sono la prima magistratura? Il Governo deve riconoscere quello che è della Regione e quello che non è suo, e consentire che se c'è da incassare qualcosa per le utilità comuni, le incassi chi ha la titolarità di questi beni per legge e per costituzione e non, invece, lo Stato, il Governo in omaggio alla finanza creativa di Tremonti, che di creativo ha solo la finalità di rubare le cose altrui.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, bisogna concludere con una dichiarazione di soddisfazione o di insoddisfazione. Io ho capito, però lo deve esplicitare.

COGODI (R.C.). Credo che si sia capita sufficientemente la sostanziale insoddisfazione, pur dando atto alla Giunta di aver assunto alcune iniziative delle quali noi abbiamo riconosciuto anche l'utilità. Se però c'è bisogno di motivare le ragioni dell'insoddisfazione posso riprendere il ragionamento.

PRESIDENTE. Abbiamo capito perfettamente, ma bisogna dichiarare se si è soddisfatti in modo che rimanga agli atti.

Passiamo al quarto punto dell'ordine del giorno, interpellanza Dettori, Pinna Balia, Deiana, Pacifico, Scano, sulla grave situazione in cui versano gli studenti e gli ERSU di Sassari e Cagliari.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

INTERPELLANZA DETTORI - PINNA - BALIA - DEIANA - PACIFICO - SCANO sulla grave situazione in cui versano gli studenti e gli ERSU di Sassari e Cagliari.

I sottoscritti, premesso che:

- l'Unione degli universitari e il Comitato spontaneo studenti borsisti hanno organizzato, presso l'Assessorato della pubblica istruzione, un sit in per protestare contro il ritardo nel pagamento delle borse di studio dell'ERSU che doveva avvenire entro il 30 giugno;

- il medesimo ritardo nell'erogazione della seconda rata era avvenuto anche nel 2001 creando numerosi disagi agli studenti;

considerato che:

- il Consiglio di Amministrazione dell'ERSU di Sassari è decaduto dal 5 maggio u.s., quello di Cagliari dal 24 giugno ed entrambi non sono stati ancora rinominati o retti da un Commissario straordinario;

- nel 1999, a Cagliari, alla scadenza del CdA, per garantire la continuità amministrativa e impedire le interruzioni nel servizio, venne nominato come Commissario il Presidente uscente per un periodo di circa tre mesi;

- la situazione attuale degli Enti per il DSU, privi da lungo tempo di guida, è illegittima, insostenibile e provoca pesanti ripercussioni tra gli studenti;

- l'Ente di Sassari a tutt'oggi non ha ancora provveduto ad approvare un bilancio per il 2002 e i bandi per le provvidenze agli studenti per l'Anno accademico 2002/2003;

- il D.P.C.M. in vigore prevede il termine del 10 agosto per la presentazione delle domande;

preso atto dei gravi disagi ai quali andranno incontro gli studenti dell'Università di Sassari che per il prossimo anno non riceveranno borse di studio e posti alloggio o li avranno con gravissimi ritardi che potranno pregiudicare il regolare corso di studi;

constatato che la situazione dell'Ente di Cagliari appare meno drammatica, ma la mancanza di un vertice inizia a produrre conseguenze negative e agitazioni tra gli studenti;

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione per conoscere:

1) quali siano i motivi che hanno impedito l'insediamento dei nuovi Consigli di Amministrazione;

2) se non ritengano opportuno provvedere con la massima urgenza alla nomina di un Commissario straordinario, in possesso di requisiti tecnici e conoscenze specifiche sul diritto allo studio universitario che gli consentano di assumere immediate decisioni operative nell'interesse degli studenti. (261)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Dettori per illustrare l'interpellanza.

DETTORI (Gruppo Misto). Presidente, colleghe e colleghi. Questa interpellanza, presidente Pili, è stata presentata il 19 luglio, quando non era stato ancora nominato il Presidente dell'ERSU di Sassari, che sappiamo essere stato nominato qualche settimana fa. Naturalmente, i problemi che vengono posti da questa interpellanza permangono tutti; anche perché l'ERSU di Sassari aveva già accumulato diversi ritardi, come, ad esempio, quello nell'erogazione della rata delle borse di studio che doveva avvenire entro il 30 giugno. Mentre rimane totalmente irrisolta la questione che riguarda l'ERSU di Cagliari, in quanto non si è ancora proceduto alla nomina del Presidente e neanche alla surroga di uno studente che fa parte del Consiglio di amministrazione.

Partiamo dall'ERSU di Sassari: abbiamo notizia che un gruppo di studenti universitari, che fanno capo a Nuoro, si sono rivolti al difensore civico perché questo intervenga per costringere l'ERSU a pagare i danni che ha prodotto nei loro confronti. L'ERSU di Sassari avrà dei problemi non indifferenti derivanti dal fatto che non ha ancora approvato il bilancio; deve quindi approvare il bilancio, successivamente stendere i bandi, che devono essere mandati alla Regione per l'approvazione, quindi dovranno essere pubblicati nel BURAS, e dopo 45 giorni gli studenti potranno inoltrare regolare domanda, dovrà essere stilata la graduatoria, saranno dati dieci giorni di tempo per eventuali ricorsi e poi vi sarà la graduatoria definitiva di tutti gli studenti che hanno diritto alla borsa di studio. Se tutto il procedimento inizia a decorrere da oggi, celermente e regolarmente, le borse di studio non potranno essere erogate che a febbraio-marzo.

Pertanto, il danno che viene recato a questi studenti, sia in riferimento al regolare corso di studio, sia di carattere finanziario, mi pare evidente. Per quanto riguarda l'ERSU di Sassari che, invece, è scaduto il 24 giugno, non c'è ancora nessun decreto di nomina del Presidente.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue DETTORI.) Il presidente Pili avrebbe potuto nominare un Commissario straordinario per evitare che venissero provocati questi disguidi che determinano disagi soprattutto agli studenti universitari.

Allora, ritengo, presidente Pili, che tutto questo sia insostenibile, che a tutto ciò bisogna porre rimedio e porre fine, anche perché la vostra Giunta e la vostra maggioranza rispetto alle nomine ha troppi ritardi che non sono assolutamente giustificabili.

L'interpellanza chiedeva: quali siano i motivi che hanno impedito l'insediamento dei nuovi consigli di amministrazione. Credo che i motivi dell'impedimento dell'insediamento siano chiari a tutti. Vorrei che il presidente Pili si assumesse le sue responsabilità e ce lo dicesse. E ci dicesse se la parte politica che deve designare il Presidente dell'ERSU di Cagliari, abbia trovato o meno un nome da proporre e se questo nome sia o meno di suo gradimento e se la nomina verrà fatta in tempi utili affinché anche gli studenti universitari di Cagliari non siano costretti a rivolgersi al difensore civico.

Per altro, se fossero vere le notizie di stampa - e per ora concludo - mi chiedo come è possibile che non si nominino i presidenti di enti formalmente istituiti, e si riesca a nominare il Presidente di un ente che non solo non è istituito, ma la cui legge istitutiva dev'essere ancora discussa in Consiglio regionale ed approvata. Non è certo questo l'oggetto dell'interpellanza ma, come dire, è per lo meno molto, molto curioso.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per la replica.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione Grazie onorevole Presidente, onorevole Dettori e colleghi. Io, ovviamente, non posso che prendere atto dei ritardi che ci sono stati ed assumermene totalmente la responsabilità. Come lei ben sa, vi sono state alcune inadempienze da parte del sottoscritto rispetto alla definizione delle due partite che avrei voluto chiudere contestualmente, ma il cui iter procedimentale relativo all'individuazione dei componenti del Consiglio di amministrazione è stato assai difficoltoso, tanto che ritardi sono dovuti anche al fatto che le nomine di competenza dello stesso Consiglio regionale sono state effettuate dal Presidente del Consiglio che ha utilizzato i poteri sostitutivi, non avendo il Consiglio provveduto entro i termini di legge..

Una volta compiuta questa fase (la cui tempistica adesso non sto a ricordarvi, perché è negli atti), di cui però credo fosse assolutamente obbligatorio tener conto in riferimento alle inadempienze che si sarebbero ovviamente formalizzate con pesanti ripercussioni sugli studenti, io ho fatto la nomina del Presidente dell'ERSU di Sassari, come l'onorevole Dettori ha richiamato, e tutti gli atti che dovevano essere compiuti, sono stati compiuti in tempo, nel senso che abbiamo dovuto, purtroppo, fare aspettare oltre misura questa designazione, ma io l'ho voluta fare in accordo con la Giunta regionale, che è stata coinvolta nella decisione relativa alla costituzione a pieno titolo del connsiglio d'amministrazione. Aggiungo che è stato approvato il bilancio - l'ERSU di Sassari ha già compiuto l'atto più importante - che è all'esame della Giunta regionale, essendole già stato trasmesso, quindi anche le procedure per l'assegnazione delle borse di studio sono state tutte avviate.

Resta da definire la partita dell'ERSU di Cagliari sulla quale gli uffici stanno valutando un aspetto relativo alla designazione dei componenti di nomina degli studenti, nel senso che le elezioni universitarie, da comunicazioni formali e informali che sono state fatte, non hanno avuto ancora un esito definito, perché il Rettore dell'Università di Cagliari ha avuto delle segnalazioni rispetto allo svolgimento delle elezioni universitarie per cui le relative designazioni non sono ancora definitive, quindi non si sa se possiamo nominare il Presidente o il Commissario. Posso rassicurare l'onorevole Dettori che noi entro questa settimana provvederemo comunque alla nomina o del Commissario o del Presidente, qualora fosse possibile quest'ultima nomina, ove il consiglio di amministrazione fosse considerato pienamente costituito in tutte le sue parti e vi fosse la certezza che gli atti conseguenti non fossero soggetti a possibile impugnativa.

Devo anche dire che ho già concordato con il comitato che fa capo al sottoscritto, con i due Rettori e i rappresentanti degli studenti, un'analisi più di dettaglio sull'attivazione di interventi precisi nei confronti degli ERSU, sia di Sassari che di Cagliari, per definire in maniera più organica le linee dell'intervento della Regione, anche alla luce del fatto che fra non molto dovrà essere presentata la prossima finanziaria, in modo tale da mettere in condizioni gli studenti sardi di avere questo tipo di servizio sul territorio. Ribadisco le responsabilità nel ritardo che sono tutte mie, ho cercato di recuperare questi ritardi e cercherò di chiudere la vertenza relativa all'ERSU di Cagliari non appena avrò la certezza sugli elementi di diritto necessari per scegliere se nominare il Commissario o il Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Dettori, per dichiarare se è soddisfatta.

DETTORI (Gruppo Misto). Certo l'esposizione è esaustiva, ma è insoddisfacente il contenuto, perché rimangono tutti i problemi che lo stesso Presidente ha esposto. Ci si sarebbe almeno aspettati che, una volta che fosse stata letta l'interpellanza, si fosse proceduto, almeno, alla nomina del Commissario straordinario. Credo che questi ritardi non siano casuali perché rispecchiano il modo di agire normale di questa Giunta, e il problema non è la questione del metodo di lavoro seguito, è che tutto ciò che fa la Giunta, pesa gravemente sulla vita quotidiana, in questo caso degli studenti sardi.

Voglio fare una battuta sui poteri sostituivi; ho avuto modo di dirlo altre volte intervenendo in quest'aula: è, sul piano sostanziale, assolutamente non gradito che vengano sempre, spesso anche con coperture del Consiglio, attivati i poteri sostitutivi affinché questo Consiglio non venga messo nelle condizioni di fare scelte condivise e soprattutto collettive.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita D.L.). All'ordine del giorno figura il testo unificato dei progetti di legge sull'istituzione dell'ARPAS (Agenzia di protezione per l'ambiente in Sardegna). Ieri abbiamo appreso che il magnanimo Presidente Berlusconi, per venire incontro alla Sardegna, ha investito il Presidente della Giunta, onorevole Pili, dei compiti relativi, e che il presidente Pili, con la ben nota efficienza e rapidità, ha immediatamente disposto i provvedimenti consequenziali: nomina del Commissario, eccetera.

Io mi permetto semplicemente di dire, anche ricollegandomi a ciò che diceva la collega Dettori, che è l'ennesimo scandalo determinato dai comportamenti di questa cosiddetta maggioranza, perché ancora una volta viene frustrato il ruolo del Consiglio regionale e vengono disattese le aspettative di tutta la Sardegna. Mi permetto solo di ricordare che la nostra proposta di legge (primo firmatario il sottoscritto) alla quale sono seguite altre ed anche un disegno di legge, data 5 aprile 2000; sono passati trenta mesi, trenta mesi senza che, nonostante il lavoro svolto anche dalla Commissione, egregiamente presieduta dalla collega Noemi Sanna, si sia trovato il modo di far sì che il Consiglio potesse trattare questa delicata questione. E questo per l'inefficienza, per le risse e per gli scandali posti in essere da questa maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I. - Sardegna), Presidente della Giunta. Presidente, non so proceduralmente sulla base di quale articolo posso intervenire. Comunque la sollecitazione dell'onorevole Dore mi pare doverosa e io colgo questa sollecitazione in maniera assolutamente positiva per poter dare, molto rapidamente, alcune informazioni al Consiglio - a memoria mi verrebbe di dire ai sensi dell'articolo 121, ma potrei far riferimento anche a quello sul Question Time - su questa vicenda legata alla nomina del Commissario governativo delegato per la costituzione dell'ARPA, prima che si faccia su questo tema una polemica che davvero io che ho sollecitato al Consiglio dei Ministri, e al Presidente del Consiglio in particolare modo, questa ordinanza, non volevo assolutamente suscitare. Infatti, è stato scritto con estrema chiarezza nell'ordinanza stessa, che è fatta salva totalmente l'emanazione delle disposizioni legislative concernenti l'istituzione dell'ARPA. Ciò vuol dire che se oggi, se domani il Consiglio regionale dovesse approvare la legge, con qualsiasi procedura, con qualsiasi scelta gestionale, con qualsiasi disciplina dei compiti e delle competenze, tutto quello che stanotte abbiamo compiuto può essere messo in un cestino e buttato al macero. Però, io non vorrei che tutti i fatti positivi che vengono compiuti fossero acriticamente rigettati, e non voglio neanche attribuire al Consiglio regionale la responsabilità degli otto anni di ritardo nell'approvare la disciplina sull'ARPA, perché di tanti anni stiamo parlando. Il fatto di esserci riusciti con un potere commissariale che forse è abnorme, che forse fa gridare anche, in qualche modo, alla violazione delle prerogative del Consiglio regionale, ma che io credo fosse assolutamente necessario sollecitare, non deve essere valutato così negativamente. E la proposta che ho varato stanotte di concerto con gli assessori della Sanità e dell'Ambiente, l'onorevole Oppi e l'onorevole Pani, credo davvero che possa rappresentare una sintesi puntuale di quello che la Commissione consiliare ha fatto unificando i diversi progetti di legge. Ricordo che il relativo disegno di legge è stato proposto dalla Giunta nel 2000, quindi entro i tempi largamente necessari per acquisire la premialità europea. Noi abbiamo voluto avere questo potere perché entro stanotte si potessero adottare i necessari provvedimenti per evitare che la Sardegna non fosse in grado di concorrere alla premialità, laddove questo fosse possibile, perché non è nemmeno detto che questo si verifichi, tenuto conto di tutti i parametri il cui rispetto è necessario per poter avere la premialità del sei per cento dei fondi comunitari, perché come sapete la scadenza prevista era il 31/12/2001. Io personalmente, in qualità di Presidente della Giunta, ho reiterato più volte la richiesta alla Conferenza dei Capigruppo perché fosse stabilita una corsia preferenziale per l'esame del testo unificato sull'ARPA dal febbraio del 2002. Le Commissioni consiliari competenti hanno portato a termine il loro lavoro, noi abbiamo trovato una soluzione, la più agevole possibile, che consentisse di non perdere questa partita.

Nonostante il rispetto che ho sempre dichiarato nei confronti del lavoro del Consiglio regionale, in questo caso vi era un'assoluta necessità di evitare che l'ARPA non potesse nascere entro il 30 settembre. Quindi se qualcuno ha pensato che ci fosse una violazione delle prerogative del Consiglio, io ne chiedo formalmente scusa, ma credo che fosse un adempimento che anzi doveva essere sollecitato perché altrimenti la Regione sarda non soltanto avrebbe perso le risorse della premialità, ma avrebbe compromesso anche l'utilizzo di altre importanti risorse comunitarie dell'Asse 1 che in qualche modo prevede, come conditio sine qua non, proprio l'istituzione dell'ARPA. E abbiamo individuato una soluzione tecnica per la fase di avvio dell'ARPAS, che comunque da stanotte è formalmente costituita, ma il cui assetto definitivo che dovrà poi essere stabilito dal Consiglio regionale e dalle forze politiche.

PRESIDENTE. Proseguiamo i lavori con il punto 5 dell'ordine del giorno; testo unificato del disegno di legge 247/A e della proposta di legge 339/A.

La parola al relatore onorevole Emanuele Sanna che non è presente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, mi permetto di fare osservare che questa è una legge sulla cui urgenza si è espressa unanimemente la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e che riviste aspetti di delicatezza riguardando la materia elettorale e le procedure e gli adempimenti connessi. Mi parrebbe una cosa non del tutto propria che passassimo al suo esame senza un briciolo di illustrazione da parte del relatore.

Per cui, stante l'assenza, penso momentanea, del Presidente della Commissione, mi permetto di chiedere una brevissima sospensione dei lavori del Consiglio, anche di cinque minuti perché sia possibile illustrare almeno sommariamente la legge, posto che il contenuto è definito con larghissima convergenza, se non con l'unanimità delle forze politiche.

PRESIDENTE. Io stavo già passando al successivo punto all'ordine del giorno. Più che una sospensiva di cinque minuti, proporrei di accantonare per il momento l'esame del testo unificato 247 - 339/A e passare direttamente al punto 6 dell'ordine del giorno, perché manca anche l'Assessore competente. Quindi se l'Aula è d'accordo passiamo al punto 6 dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I. - Sardegna). Presidente della Giunta. Presidente, io non vorrei ricordar male, ma nella scorsa Conferenza dei Capigruppo si era definito un percorso che si doveva sostanzialmente interrompere a questa fase. E` evidente che se si dovesse decidere, con una valutazione compiuta dei Capigruppo il proseguo dei lavori, la Giunta sarebbe assolutamente disponibile. Io per questo motivo chiederei una sospensione per poter procedere, anche senza convocare la Conferenza dei Capigruppo, ad una breve interlocuzione con i Capigruppo, anche informale, per capire come possiamo proseguire i lavori.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per un quarto d'ora circa. E' convocata la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 36, viene ripresa alle ore 11 e 57.)

PRESIDENTE. Colleghi, a seguito della Conferenza dei Capigruppo, si è deciso di chiudere i lavori per riprenderli martedì prossimo, 8 ottobre, alle ore 10 e 30, con lo stesso ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 11 e 57.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta del Presidente della Regione all'interrogazione FLORIS - TUNIS - BUSINCO sulla chiusura del Centro di servizio delle imposte dirette e indirette di Cagliari.

In riferimento all'interrogazione in oggetto trasmetto la nota n. 1900/gab da me inviata al Ministro dell'Economia e delle Finanze in data 9 luglio 2002.

L'Agenzia delle Entrate, con provvedimento del precedente Direttore, dott. Massimo Romano del 7 dicembre 2001 ha disposto la chiusura di tutti i Centri di Servizio, tra i quali quello di Cagliari che cesserà la propria attività in data 30 giugno 2002; con lo stesso atto sono stati istituiti due Centri Operativi, a Venezia e Pescara, nei locali prima occupati dai rispettivi Centri di Servizio.

Il Centro di Servizio di Cagliari, poiché è stato l'ultimo ad essere attivato, è quello meglio attrezzato sotto il profilo informatico e strutturale, ha infatti dimostrato di essere il più efficiente fra tutti i 12 Centri di Servizio inizialmente costituiti, soprattutto nelle attività più rilevanti ed avanzate (progetto di lettura ottica e di controllo formale delle dichiarazioni).

Risulta che, a livello Ministeriale, sia stata rilevata la necessità tecnica ed organizzativa di attivare un terzo Centro Operativo, che dovrebbe trovare localizzazione in una Regione meridionale.

In tale contesto Le sottopongo l'opportunità di considerare la candidatura di Cagliari quale sede del terzo Centro Operativo dell'Agenzia delle Entrate nei locali, consentendo così un ottimale uso delle notevoli dotazioni logistiche ed informatiche del sopprimendo Centro di Servizio delle Imposte Dirette ed Indirette, altrimenti destinate ad una improduttiva dismissione.

L'attuale Centro Servizi di Cagliari, realizzato con rilevanti fondi statali e localizzato nella prima cintura della città di Cagliari, è stato infrastrutturato compiutamente a seguito di una incisiva azione programmatica portata avanti congiuntamente dall'Amministrazione Regionale, dall'ANAS e dal Comune di Cagliari; dette attività hanno ottenuto specificatamente conto anche delle esigenze a suo tempo manifestate dal Ministero delle Finanze.

Nell'auspicio di un Suo positivo riscontro, colgo l'occasione per porgere Cordiali Saluti.(498)

Risposta scritta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione all'interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU sul tentativo di intimidazione rivolto al personale regionale in occasione dello sciopero generale del 28 giugno 2002.

In merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si osserva che, in linea con una attività gestionale costante dell'Amministrazione regionale a partire dalla legge n. 146/1990 si è provveduto, con la nota della Direzione Generale di Organizzazione e Metodo e del Personale del 27 giugno c.a., prot. n. 24327, a richiedere gli elementi informativi necessari per adempiere con tempestività ai diversi obblighi in capo all'Ufficio del Personale in occasione di scioperi, ossia:

a) la pubblicazione ai sensi dell'art. 5 della predetta legge n. 146/90;

b) la trattenuta sullo stipendio nei confronti degli aderenti allo sciopero.

Ciò premesso, si rileva che vi è stata una equivoca lettura della predetta nota.

Infatti, l'affissione degli atti della Direzione generale di cui si fa cenno nell'ultima parte della nota in questione, non è riferita come è ovvio ai nominativi dei dipendenti che hanno aderito allo sciopero, ma ai dati relativi al "numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate" di cui nella prima parte della nota stessa, con evidente riferimento, seppure implicato, ai servizi essenziali individuati anche nel vigente c.c.r.l..

La richiesta nominativa, viceversa, è finalizzata solo ed esclusivamente alla individuazione dei dipendenti nei confronti dei quali va operata la relativa trattenuta sulla retribuzione e non certamente alla pubblicazione dei nominativi, cosa mai avvenuta; tali dati vengono infatti gestiti con le dovute garanzie a tutela della privacy. La gestione di tali dati ha dunque rilevanza meramente interna alla Direzione del Personale nei suoi rapporti con la Ragioneria generale per i fini di cui si è detto e, conseguentemente, è da escludere categoricamente qualsiasi profilo di illegittimità e arbitrarietà nei confronti degli Uffici competenti e tantomeno qualsivoglia intento intimidatorio.

Per quanto rappresentato non vi è luogo all'adozione di alcun provvedimento censorio dell'operato dei predetti uffici. (499)

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione GIAGU sul ventilato ridimensionamento dell'Ufficio dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore.

Con riferimento alle interrogazioni di cui all'oggetto si formulano le seguenti osservazioni.

Fino al 1999 la sede di Pozzomaggiore era un Ufficio periferico dell'Ispettorato Agrario di Sassari, retto part-time da un funzionario in servizio presso la sede di Sassari dello stesso Ispettorato.

Nonostante la saltuaria presenza del predetto funzionario, l'Ufficio aveva sempre assolto con efficienza ai compiti istituzionali assegnati e non risulta che, all'epoca, siano state mai segnalate o riscontrate irregolarità o ritardi.

A seguito dell'entrata in vigore della L.R. 31/98 e della conseguente riorganizzazione dell'intero apparato burocratico dell'Amministrazione, attuata con D.P.G.R. 4/2000, gli Ispettorati Agrari, sono stati trasformati in Servizi Ripartimentali dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale e, in fase di prima applicazione della citata legge, sotto articolati in unità operative di I livello, denominate Settori.

A due anni di distanza dall'approvazione del sopra citato D.P.G.R. 4/2000, le esperienze nel frattempo maturate hanno suggerito l'opportunità di riarticolare la struttura secondo un diverso modello organizzativo e, conseguentemente, dopo l'entrata in vigore del D.P.G.R. 4/2000 i Servizi dell'Assessorato in applicazione dell'art. 12 della L.R. 31/98, sono stati sotto articolati in unità operative di I livello (Settori) e di II livello (Sezioni).

In relazione all'entità del carico di lavoro, rapportato alla variegatura della vocazione agricola del territorio, è stata istituita la Sezione di Pozzomaggiore. A tal proposito è opportuno precisare che:

· non è stato operato alcun ridimensionamento delle competenze, infatti, l'Ufficio continuerà a svolgere gli stessi compiti svolti in precedenza;

· data l'importante funzione che il medesimo svolge per i comuni del Meilogu è da escludere la possibilità di una sua soppressione;

· gli uffici periferici del Servizio Ripartimentale dell'Agricoltura di Sassari sono strutturati in maniera adeguata alle esigenze dell'utenza del territorio. (511)

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU sulla ipotesi di declassamento degli Uffici dell'Ispettorato Ripartimentale dell'Agricoltura - settore di Pozzomaggiore.

Con riferimento alle interrogazioni di cui all'oggetto si formulano le seguenti osservazioni.

Fino al 1999 la sede di Pozzomaggiore era un Ufficio periferico dell'Ispettorato Agrario di Sassari, retto part-time da un funzionario in servizio presso la sede di Sassari dello stesso Ispettorato.

Nonostante la saltuaria presenza del predetto funzionario, l'Ufficio aveva sempre assolto con efficienza ai compiti istituzionali assegnati e non risulta che, all'epoca, siano state mai segnalate o riscontrate irregolarità o ritardi.

A seguito dell'entrata in vigore della L.R. 31/98 e della conseguente riorganizzazione dell'intero apparato burocratico dell'Amministrazione, attuata con D.P.G.R. 4/2000, gli Ispettorati Agrari, sono stati trasformati in Servizi Ripartimentali dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale e, in fase di prima applicazione della citata legge, sotto articolati in unità operative di I livello, denominate Settori.

A due anni di distanza dall'approvazione del sopra citato D.P.G.R. 4/2000, le esperienze nel frattempo maturate hanno suggerito l'opportunità di riarticolare la struttura secondo un diverso modello organizzativo e, conseguentemente, dopo l'entrata in vigore del D.P.G.R. 4/2000 i Servizi dell'Assessorato in applicazione dell'art. 12 della L.R. 31/98, sono stati sotto articolati in unità operative di I livello (Settori) e di II livello (Sezioni).

In relazione all'entità del carico di lavoro, rapportato alla variegatura della vocazione agricola del territorio, è stata istituita la Sezione di Pozzomaggiore. A tal proposito è opportuno precisare che:

· non è stato operato alcun ridimensionamento delle competenze, infatti, l'Ufficio continuerà a svolgere gli stessi compiti svolti in precedenza;

· data l'importante funzione che il medesimo svolge per i comuni del Meilogu è da escludere la possibilità di una sua soppressione;

· gli uffici periferici del Servizio Ripartimentale dell'Agricoltura di Sassari sono strutturati in maniera adeguata alle esigenze dell'utenza del territorio. (514)

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU sulla previsione di ridimensionamento dell'Ufficio locale dell'Ispettorato agrario di Pozzomaggiore.

Con riferimento alle interrogazioni di cui all'oggetto si formulano le seguenti osservazioni.

Fino al 1999 la sede di Pozzomaggiore era un Ufficio periferico dell'Ispettorato Agrario di Sassari, retto part-time da un funzionario in servizio presso la sede di Sassari dello stesso Ispettorato.

Nonostante la saltuaria presenza del predetto funzionario, l'Ufficio aveva sempre assolto con efficienza ai compiti istituzionali assegnati e non risulta che, all'epoca, siano state mai segnalate o riscontrate irregolarità o ritardi.

A seguito dell'entrata in vigore della L.R. 31/98 e della conseguente riorganizzazione dell'intero apparato burocratico dell'Amministrazione, attuata con D.P.G.R. 4/2000, gli Ispettorati Agrari, sono stati trasformati in Servizi Ripartimentali dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale e, in fase di prima applicazione della citata legge, sotto articolati in unità operative di I livello, denominate Settori.

A due anni di distanza dall'approvazione del sopra citato D.P.G.R. 4/2000, le esperienze nel frattempo maturate hanno suggerito l'opportunità di riarticolare la struttura secondo un diverso modello organizzativo e, conseguentemente, dopo l'entrata in vigore del D.P.G.R. 4/2000 i Servizi dell'Assessorato in applicazione dell'art. 12 della L.R. 31/98, sono stati sotto articolati in unità operative di I livello (Settori) e di II livello (Sezioni).

In relazione all'entità del carico di lavoro, rapportato alla variegatura della vocazione agricola del territorio, è stata istituita la Sezione di Pozzomaggiore. A tal proposito è opportuno precisare che:

· non è stato operato alcun ridimensionamento delle competenze, infatti, l'Ufficio continuerà a svolgere gli stessi compiti svolti in precedenza;

· data l'importante funzione che il medesimo svolge per i comuni del Meilogu è da escludere la possibilità di una sua soppressione;

· gli uffici periferici del Servizio Ripartimentale dell'Agricoltura di Sassari sono strutturati in maniera adeguata alle esigenze dell'utenza del territorio. (518)

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione CASSANO sulla mancata stabilizzazione degli operai ex Crai impiegati nella Provincia di Sassari.

La legge regionale 21/89 ha trasferito le funzioni, concernenti il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi, alle Province, ma non ha individuato modalità per le assunzioni del personale, che le stesse autonomamente valutino di volta in volta come necessario, tanto più che un sistema normativo compiuto, primario e secondario, definisce tali modalità.

Alla Regione compete invece convocare una volta all'anno una conferenza "programmatica" per individuare indirizzi comuni attinenti il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi e parassiti in genere.

Quella dell'anno scorso ha avuto luogo il 4.03.2002 e ad essa hanno partecipato tutte le Province.

Alcun potere sostitutivo è dato pertanto alla Regione in ordine all'organizzazione delle Province perché espressione di potere assolutamente autonomo. (519)


Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA DORE - FADDA - BIANCU - CALEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MARROCU - MASIA - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS sull'affidamento a uno o più Consulenti esterni dell'incarico di redigere il testo del DPEF recentemente approvato.

I sottoscritti,

premesso che:

- in occasione dell'esame del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) recentemente approvato, numerosi consiglieri dell'opposizione hanno stigmatizzato il fatto che, verosimilmente, il documento stesso era stato predisposto da Consulenti esterni al di fuori della sua sede naturale, vale a dire degli uffici della Giunta e del competente Assessorato;

- da notizie apprese successivamente, si è avuta conferma del fatto che il documento in questione sarebbe stato effettivamente commissionato ad un consulente esterno, il quale avrebbe preteso un compenso di svariate centinaia di milioni di vecchie lire che, ovviamente, graverebbero sulle finanze regionali;

tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della programmazione e bilancio e l'Assessore degli affari generali per sapere:

a) se l'incarico della redazione del DPEF è stato effettivamente affidato ad uno o più consulenti esterni;

b) in caso affermativo, chi è o chi sono gli affidatari dell'incarico;

c) sempre in caso affermativo, a quanto ammonta il compenso richiesto e liquidato agli affidatari medesimi. (269)

INTERPELLANZA PACIFICO, sullo stato di agitazione del personale infermieristico nelle Cliniche di neurologia e pediatria del San Giovanni di Dio a Cagliari.

Il sottoscritto,

premesso che nei giorni scorsi, così come riportato dagli organi di stampa sardi, gli infermieri della Clinica neurologia del San Giovanni di Dio a Cagliari hanno denunciato, nel corso di un'assemblea che si è tenuta con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, i gravi problemi organizzativi della struttura e i disagi del reparto;

CONSIDERATO che le difficoltà evidenziate dagli infermieri del reparto sono dovute principalmente all'assenza del personale ausiliario, ritenuto indispensabile nell'assistenza ai malati, all'insufficienza di infermieri e all'indice di occupazione dei posti letto, elevatissimo, che costringe alla sistemazione di brandine nei corridoi, con grave pregiudizio della dignità e della riservatezza degli utenti della clinica;

OSSERVATO che sono state anche rilevate carenze strutturali della clinica, come il mancato funzionamento dei dispositivi di sollevamento dei letti, gli spogliatoi del personale angusti e non arieggiati e, fatto molto grave, la sporcizia diffusa in tutto il reparto;

EVIDENZIATO che anche il personale e gli infermieri della Clinica pediatrica del San Giovanni di Dio hanno deciso di entrare in stato di agitazione per denunciare la carenza del personale nella struttura ospedaliera;

SOTTOLINEATO che la gravità della situazione è resa ancora più evidente nel periodo estivo, in concomitanza con le ferie di molti dipendenti, durante il quale i pochi infermieri presenti sono costretti a estenuanti turni di notte continuativi che non consentono un completo recupero psicofisico;

VISTO che è stata anche sottolineata l'incompatibilità dei turni di servizio, così come sono organizzati, con l'esigenza di rendere un servizio efficiente e accettabile per i bambini ricoverati nella clinica pediatrica;

PRESO ATTO che questi disagi sono stati portati all'attenzione delle direzioni e della dirigenza del San Giovanni di Dio attraverso specifici comunicati e lettere, ma fino a oggi non è stata data alcuna risposta tanto che gli infermieri si sono riservati ulteriori iniziative di protesta in caso di persistente mancato riscontro alle loro richieste,

chiede di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se non ritenga opportuno esercitare i propri poteri di controllo per verificare che la situazione denunciata dal personale infermieristico delle Cliniche di neurologia e di pediatria del San Giovanni di Dio di Cagliari corrisponda al vero e, in caso affermativo, adottare tutte le misure necessarie a impedire il perpetuarsi dei disagi in detti reparti;

2) quali provvedimenti urgenti intenda assumere per risolvere le gravissime, e oramai diffuse, carenze strutturali del reparto di neurologia del San Giovanni di Dio, che rendono difficoltoso il corretto esercizio dell'attività medico sanitaria da parte del personale della struttura e costringono i malati a un'assistenza inadeguata con palesi violazioni della loro dignità e riservatezza;

3) se non ritenga necessario sollecitare l'amministrazione della ASL n. 8 affinché vengano trovate immediate soluzioni al problema, denunciato nelle due cliniche cagliaritane, della carenza del personale, predisponendo tutti i provvedimenti utili ad accelerare l'assunzione di personale con la qualifica di infermiere professionale, e in particolare quello pediatrico, visto che il relativo concorso è oramai concluso. (270)

INTERPELLANZA TUNIS - FLORIS - BUSINCO - PIRASTU - MILIA, sul problema del rifiuto da parte della Cantina sociale di Sant'Antioco di ricevere il conferimento delle uve provenienti dall'area al alto rischio ambientale del Sulcis.

I sottoscritti,

premesso che in data 2 agosto 2002 l'Amministrazione comunale di Portoscuso ha emesso un'ordinanza sindacale che vieta la vinificazione da parte dei produttori delle uve prodotte nel territorio comunale, disponendo nel contempo l'ammasso obbligatorio presso la Cantina sociale di Sant'Antioco per la vinificazione Sotto Vincolo Sanitario (SVS);

evidenziato che la sopra citata ordinanza sindacale è stata emessa, come negli anni precedenti, in base alla normativa regionale vigente in materia, confermata dalla nota dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità del 9 agosto 2002, prot. n. 27992/62 recante la richiesta del provvedimento;

denunciato che la Cantina sociale di Sant'Antioco, nelle persone dei suoi amministratori, disattendendo le disposizioni di legge e/o amministrative, quest'anno intenderebbe non voler accettare il conferimento delle uve contaminate per la vinificazione SVS provenienti dal territorio comunale di Portoscuso e dei comuni limitrofi facenti parte dell'area ad alto rischio ambientale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

1) se non ritengano opportuno e necessario intervenire immediatamente presso il Presidente e il Consiglio di amministrazione della Cantina sociale di Sant'Antioco affinché anche per il corrente anno ottemperino alle disposizioni regionali le quali, data la situazione di contaminazione generalizzata delle derrate alimentari prodotte dall'area ad alto rischio ambientale non imputabile a specifiche responsabilità, prevedono un programma di interventi pubblici di risarcimento (delibera della Giunta regionale 33/51 del 14 settembre 1993 e provvedimenti successivi);

2) se non ritengano necessario anche verificare la possibilità di modificare l'attuale procedura risarcitoria che risulta penalizzante per i produttori, attribuendo ai comuni il compito di gestire a livello locale la corresponsione dei singoli indennizzi e separando quelli dovuti ai produttori da quello spettante alla cantina per le operazioni di ammasso, vinificazione SVS e successiva gestione. (271)

INTERPELLANZA SANNA Emanuele - SPISSU - CUGINI - FALCONI - CALLEDDA sul decreto-legge n. 138 del 2002 del Governo Berlusconi e del Ministro Tremonti di sospensione del credito d'imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.

I sottoscritti,

premesso che La legge n. 388 del 2000 del precedente governo nazionale (legge Visco) stabiliva un bonus fiscale, credito d'imposta, per i nuovi assunti a tempo indeterminato, rispettivamente di 413,17 euro per le aziende del centro e del settentrione e di 620 euro per quelle del meridione;

sottolineato che il provvedimento di cui sopra aveva favorito, specialmente nel Sud d'Italia, un significativo incremento dell'occupazione ed un'importante emersione del lavoro nero;

preso atto della decisione dell'attuale Governo Berlusconi e del Ministro Tremonti di sospendere, col decreto legge omnibus 138/2002 dell'8 luglio, l'efficacia della legge Visco dal 30 giugno fino al dicembre prossimo senza alcuna garanzia per il futuro, obbligando le imprese all'assurda restituzione, entro il mese di settembre 2002, del credito d'imposta utilizzato nei mesi di luglio ed agosto;

sottolineato come anche nella circolare esplicativa dell'Agenzia delle Entrate n. 73/E del 2 settembre sulla nuova normativa dei crediti d'imposta si rilevino elementi di confusione che confliggono con lo Statuto del contribuente e che potrebbero alimentare un notevole contenzioso;

rimarcato che il provvedimento creerà un contraccolpo fortemente negativo soprattutto a molte delle 10 mila piccole, medie e microimprese, già affaticate dalla fase di crisi dei mercati internazionali;

evidenziato il rischio che nella nostra Isola, che si è distinta, in questi ultimi tempi, per la natalità di piccole imprese e per iniziative in diversi campi, che hanno finora prodotto e possono produrre notevole occupazione, il provvedimento determini l'avvio di massicci licenziamenti, di cessazione di attività e di rinuncia a nuove assunzioni già programmate;

denunciato che questa irresponsabile misura adottata dal Governo Berlusconi e dal Ministro Tremonti oltre alle conseguenze esiziali sul sistema produttivo e occupativo della nostra Regione comporta anche la inaccettabile disposizione di una applicazione retroattiva del provvedimento che mina la certezza del diritto nel nostro Paese;

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere quali atti abbiano assunto o intendano assumere nei confronti del Governo nazionale perché venga sospesa l'applicazione della legge di blocco del credito d'imposta e vengano reperiti i fondi per garantire la copertura finanziaria della Legge n. 388 del 2000. (272)

INTERPELLANZA SANNA Alberto - SPISSU - FADDA - BALIA - DORE - MORITTU - MASIA - PIRISI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - ORRÙ - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS, sulla situazione venutasi a creare a seguito dell'ultima sentenza del TAR del Lazio che annulla il decreto del Ministro Lunardi che attribuiva alla Compagnia aerea AIR ONE il collegamento Cagliari - Milano.

I sottoscritti, premesso che:

- considerano il diritto dei sardi a volare a prezzi scontati, come previsto dalla Legge n. 144 del 1999, art. 36, sulla continuità territoriale aerea, una conquista irrinunciabile e di portata storica;

- l'ultima sentenza del TAR del Lazio, depositata nella Cancelleria il 3 agosto 2002, annulla solo l'attribuzione della tratta Cagliari - Milano alla Compagnia aerea AIR ONE;

- la sentenza in argomento non mette in discussione l'attribuzione delle altre cinque tratte che collegano gli aeroporti sardi con Roma e Milano in quanto i termini per ulteriori ricorsi sono da tempo scaduti;

- la suddetta sentenza riafferma a più riprese la validità della Legge n. 144 del 1999 e valuta la scelta degli oneri di servizio pubblico superiore a quella degli aiuti sociali perché consente di governare il sistema nell'interesse pubblico con rilevantissimi risparmi anche per le finanze dello Stato;

considerato che lo scenario che si apre alla luce della sentenza già richiamata è il seguente:

- il Ministro delle infrastrutture, la Regione autonoma della Sardegna, la Compagnia aerea interessata possono presentare ricorso entro sessanta giorni al Consiglio di Stato;

- la rotta Cagliari - Milano è libera e tutti i vettori possono chiedere gli SLOTS per volare, a condizione che accettino gli oneri di servizio pubblico (tariffe di continuità);

- l'ENAC, in assenza di ricorsi, dovrebbe bandire nuovamente la gara per la riattribuzione della tratta Cagliari - Milano;

- nelle more dell'attribuzione definitiva della tratta, l'ENAC potrebbe ammettere a volare le compagnie interessate alla Cagliari - Milano mantenendo le tariffe attuali e senza alcun costo per lo Stato;

ritenuta, inoltre, la difesa dei livelli occupazionali obiettivo prioritario da perseguire e non in contrasto con la continuità territoriale;

rilevato il grande successo che la continuità territoriale aerea sta riscuotendo e che si può riassumere con gli oltre 3 milioni (il 60% del totale) di passeggeri che viaggiano nel 2002 nelle rotte da e per la Sardegna a tariffe ridotte, con il risparmio di circa 750 miliardi di vecchie lire da parte dei sardi e con l'incremento del traffico passeggeri di oltre il 10%, nonostante l'11 settembre;


considerato, inoltre, che:

- la Giunta regionale si è fatta cogliere del tutto impreparata anche su questo problema strategico e che risulta del tutto incomprensibile il fatto che solo adesso, a distanza di oltre un mese, si venga a conoscenza della sentenza e si cerchi, con forte ritardo, di correre ai ripari;

- la Commissione paritetica costituitasi a seguito dell'Intesa Regione - ENAC per vigilare sull'attuazione della continuità territoriale e per elaborare proposte migliorative della stessa, si è dimostrata del tutto inadeguata soprattutto per l'incompetenza dei componenti designati dalla Giunta regionale;

- si rende più che mai necessario estendere la continuità territoriale al comparto delle merci prodotte in Sardegna come previsto dalla legge finanziaria 2001 dello Stato all'articolo 145, comma 83, superando un altro gravissimo ritardo che grava pesantemente sull'economia della Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dei trasporti perché intervengano con urgenza affinché:

1) l'ENAC garantisca ai cittadini sardi, nelle more della definitiva attribuzione della tratta, di continuare a viaggiare sulla Cagliari - Milano alle tariffe attuali e possibilmente migliorando l'attuale standard dei servizi;

2) siano garantiti gli attuali livelli occupazionali a prescindere dalla Compagnia alla quale verrà definitivamente attribuita la tratta in questione;

3) la Commissione paritetica Regione - ENAC sia riqualificata e messa nelle condizioni di svolgere con efficacia le funzioni di controllo e di miglioramento della continuità territoriale in vista della scadenza del 31 dicembre 2003 dell'attuale sistema tariffario;

4) la continuità territoriale sia estesa, oltre a Roma e Milano, anche agli altri aeroporti nazionali più importanti;

5) sia esteso al trasporto merci il principio della continuità territoriale come previsto dalla legge finanziaria 2001 dello Stato. (273)

INTERPELLANZA FLORIS - BUSINCO - TUNIS sulle gravi ripercussioni alla produzione e all'occupazione per effetto della mancanza di acqua alle coltivazioni agricole ed in particolare al comparto bieticolo-saccarifero.

I sottoscritti,

preso atto delle risultanze della campagna bieticola-saccarifera 2002, che ha registrato un urgente calo della produzione, nella misura di oltre il 45 per cento rispetto alla campagna 2001, durante la quale c'era stata una razionale e funzionale distribuzione delle risorse idriche disponibili in relazione alla disponibilità e alle esigenze di tutto il settore produttivo isolano, che aveva consentito lavorazioni e produzioni tali da garantire lo sviluppo e l'occupazione;

tenuto conto che, comunque, il comparto bieticolo-saccarifero era in costante espansione e tale, quindi, da rappresentare uno dei cardini dell'agricoltura sarda, avendo registrato nel 1999 una produzione di circa 34.000 tonnellate su quasi 7.000 ettari coltivati a bietola, contro gli appena 2.575 ettari coltivati nel 2002 con una produzione minima di 11.000 tonnellate, determinando un preoccupante stato di crisi dell'industria saccarifera;

rilevato che la Giunta regionale, il Presidente e gli Assessori competenti sono stati informati e documentati da parte delle aziende e delle rappresentanze di categoria, senza che ad oggi si conoscano gli interventi che dovrebbero essere adottati per affrontare la crisi ed approntare gli strumenti necessari a garantire la ripresa del comparto,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e gli Assessori dell'agricoltura e dell'industria perché riferiscano con assoluta urgenza quali azioni intendano mettere in campo a sostegno del comparto bieticolo-saccarifero e sulle garanzie che possono essere date in ordine alla disponibilità di adeguate risorse idriche per la prossima imminente campagna di coltivazione della barbabietola da zucchero. (274)

INTERPELLANZA PINNA - DETTORI - PACIFICO - SANNA Giacomo - SCANO, sul rischio di fermata degli impianti di produzione di piombo e zinco nel polo metallurgico di Portovesme a causa dell'effetto combinato della caduta del prezzo dei metalli non ferrosi sui mercati internazionali e dell'elevato costo dell'energia elettrica.

I sottoscritti,

appreso con preoccupazione che le attività produttive del polo metallurgico di Portovesme attraversano una pesante crisi a causa della negativa congiuntura internazionale che ha fatto precipitare sotto i minimi storici il prezzo dei metalli non ferrosi, con particolare riferimento al piombo e allo zinco;

considerato che la competitività degli impianti metallurgici di Portovesme, oltre che dai fattori congiunturali esterni, è gravemente penalizzata dagli alti costi energetici che risultano essere doppi rispetto a quelli della concorrenza internazionale;

constatato che la situazione di crisi più preoccupante interessa gli impianti produttivi di piombo e zinco della società PORTOVESME S.r.l. nei quali sono impiegati, tra diretti e indiretti, quasi 1500 lavoratori;

tenuto conto che la perdita di un solo posto di lavoro nel Sulcis-Iglesiente rischia di creare insostenibili tensioni sociali in un territorio già pesantemente colpito dalla disoccupazione di massa e dal drammatico fenomeno dell'emigrazione giovanile;

evidenziato che l'impresa titolare degli impianti produttivi ha più volte sottoposto all'attenzione della Giunta regionale e del Governo nazionale le difficoltà economiche derivanti dall'alto costo dell'energia elettrica che rischia di mettere fuori mercato le attività imprenditoriali con la conseguente chiusura degli stessi impianti;

rilevato che in attesa della realizzazione degli impianti di autoproduzione di energia elettrica già programmati dall'impresa interessata è indispensabile, per il mantenimento delle attività produttive, individuare delle soluzioni, anche parziali, per l'abbattimento dei costi energetici e per l'eliminazione delle altre diseconomie esterne che penalizzano ulteriormente l'attività imprenditoriale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere:

1) quali iniziative intendano mettere in atto, direttamente e attraverso il Governo nazionale, per favorire la tempestiva realizzazione degli impianti di autoproduzione di energia elettrica prospettati dalla società PORTOVESME S.r.l. al fine di ottenere in via permanente un costo energetico in linea con la concorrenza europea ed extra europea;

2) quali azioni intendano intraprendere nei confronti del Governo nazionale per consentire, in attesa della realizzazione degli impianti di autoproduzione, l'ottenimento in favore dell'impresa interessata dell'abbattimento anche parziale dei costi accessori dell'energia, con particolare riferimento agli oneri per il vettoriamento della stessa energia elettrica;

3) se non ritengano di intervenire, direttamente e/o attraverso il Governo nazionale, per eliminare le altre diseconomie che gravano ulteriormente sui bilanci aziendali con particolare riferimento ai ritardi nei rimborsi dell'IVA e all'abbattimento dei costi di trasporto necessario per assicurare la continuità territoriale delle merci in entrata (materie prime) e in uscita (prodotti finiti). (275)

INTERPELLANZAPINNA - DETTORI - PACIFICO - SANNA Giacomo - SCANO sulla possibilità di trasferimento dei marines americani dalla base di Vieques, in Portorico, alla base militare di Capo Teulada e sull'esigenza improcrastinabile di giungere ad una sostanziale riduzione delle servitù militari gravanti sul territorio regionale.

I sottoscritti,

appreso con preoccupazione che nello studio eseguito dal CAN (Center for Naval Analyses) per conto del Segretariato della US Navy, la base militare di Capo Teulada è stata individuata tra i possibili siti nei quali trasferire parte delle basi e delle strutture belliche della Marina Usa operanti nell'isola di Vieques a Puerto Rico;

rilevato che i cittadini di Vieques, sostenuti dalle istituzioni locali e da un forte consenso internazionale, impediscono da anni il regolare svolgimento delle esercitazioni militari occupando pacificamente le aree di tiro e offrendosi come scudi umani a protezione del proprio territorio e della propria salute;

evidenziato che numerose indagini scientifiche hanno documentato la contaminazione da metalli pesanti tra i pescatori e le popolazioni civili della base portoricana, rilevando una stretta correlazione tra l'aumento dei tassi di mortalità da tumore e le esercitazioni effettuate dai marines nell'isola di Vieques a Puerto Rico;

considerato che, in seguito alla irriducibile disobbedienza civile della popolazione portoricana, la US Navy è stata costretta a dismettere un terzo delle terre occupate, con l'obbligo di provvedere al disinquinamento e alla bonifica degli stessi territori;

tenuto conto che da anni la comunità teuladina si batte per abbassare il livello quantitativo e qualitativo delle esercitazioni militari nel Poligono di Capo Teulada che costituisce una grave limitazione allo sviluppo delle attività economiche da parte della comunità locale (turismo, pesca, zootecnia ecc.);

rimarcato che, nonostante in altre basi militari della Sardegna sia stato già accertato il collegamento delle esercitazioni militari con numerosi casi di tumore, è ancora impossibile conoscere, su basi scientifiche certe e verificate, i rischi sulla salute delle popolazioni locali alle quali viene impedito di esercitare un reale controllo democratico;

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:

1) quali azioni intenda mettere in atto con tempestività e determinazione nei confronti del Governo Nazionale per scongiurare il pericolo e impedire che, anche una sola parte della base e delle istallazioni belliche della US Navy, possano essere trasferite da Vieques a Capo Teulada;

2) quali provvedimenti intenda adottare per accertare i rischi di danno per l'ambiente e per la salute dei cittadini causati dalle installazioni e dalle esercitazioni militari effettuate nel poligono di Capo Teulada e nelle altre basi militari presenti nella nostra Isola;

3) se non ritenga di aprire un grande contenzioso con il Governo nazionale per giungere ad una sostanziale riduzione delle servitù militari gravanti sul territorio regionale che generano gravi limitazioni nell'uso del territorio e della fascia costiera e alla cancellazione di tutte le installazioni belliche e le attività militari che generano pericoli e rischi per l'ambiente e per la salute dei cittadini. (276)

INTERPELLANZA BIGGIO - MURGIA - CARLONI - CORDA - DIANA - FRAU - LIORI - LOCCI - SANNA Noemi - USAI, sulla sospensione del bonus fiscale.

I sottoscritti,

in relazione al D.L. n. 138 del 2002 che prevede, con decorrenza 31 luglio, la sospensione del credito d'imposta a favore delle piccole imprese che abbiano assunto unità lavorative a tempo indeterminato;

rilevato che:

- tale provvedimento comporta per le imprese la restituzione del credito utilizzato nei mesi di luglio e agosto in assenza, peraltro, di qualunque previsione legislativa per il futuro;

- il considerato bonus fiscale (ammontante a circa 600 euro per le imprese del sud) aveva consentito, a numerosissime piccole imprese soprattutto artigiane, non solo di acquisire respiro, ma anche di fornire un notevole contributo all'economia dell'Isola;

considerato che:

- il provvedimento contrasta con la più elementare esigenza della certezza del diritto e che appare addirittura ovvio che non si possa peggiorare retroattivamente a danno degli imprenditori il quadro normativo sul quale questi hanno fatto affidamento;

- recenti pronunciamenti giurisprudenziali In materia tributaria hanno fornito valore al principio che sarebbe sbagliato abrogare norme agevolative prima che si completi il periodo previsto dalla norma originaria che, nel caso in questione, ha durata triennale;

preoccupati dei riflessi negativi, anche di natura occupazionale che il provvedimento può causare,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere se non intenda rappresentare al Governo la necessità di ripristinare il credito di imposta sospeso con il provvedimento in parola.

INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di crisi della produzione del pomodoro camone.

Il sottoscritto,

premesso che il pomodoro camone, prodotto tipico del patrimonio agricolo sardo, rappresenta fonte di reddito minimo per gli imprenditori che lo producono, peraltro in condizioni di grande difficoltà;

appreso che la multinazionale SYNGENTA Spa, facente capo al gruppo NOVARTIS (ex CIBA), proprietaria esclusiva delle sementi di tale varietà di pomodoro, sta a tutt'oggi negando ai produttori la consegna del seme, se non avverso il pagamento di un incremento del prezzo del 666 per cento rispetto alla passata campagna agraria, ovvero di un incremento del 333 per cento a condizione che i produttori sottoscrivano la adesione ad un fantomatico "progetto commerciale" costruito e diretto dalla medesima multinazionale;

considerato che:

- tale atteggiamento palesemente scorretto se non ricattatorio della multinazionale metterebbe in crisi la intera produzione del camone che è stato valorizzato dagli agricoltori sardi, i quali su tale prodotto hanno costruito una importante economia, come dimostra la recente sottoscrizione di numerosi contratti con la grande distribuzione nazionale ed estera;

- ove perdurassero, le scelte della SYNGENTA arrecherebbero gravissimi danni economici agli imprenditori, i quali hanno peraltro avviato le procedure per ottenere l'I.G.P. del camone di Sardegna con l'avvallo della multinazionale,

chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per conoscere se non ritenga opportuno ed urgente porre in essere tutti i provvedimenti idonei a scongiurare un ulteriore gravissimo danno alla economia agricola della Sardegna. (520)

INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle minori presenze di turisti in Sardegna nel mese di luglio.

Il sottoscritto,

premesso che tutti gli indicatori regionali e le dichiarazioni rese pubbliche da vari responsabili regionali, prevedevano un fortissimo incremento del numero di turisti in Sardegna nel periodo giugno-settembre 2002;

vista anche la congiuntura favorevole per la Sardegna dovuta ai fatti dell'11 settembre 2002;

preso atto che contrariamente alle ottimistiche previsioni, nel mese di luglio c.a. il numero dei turisti arrivati in Sardegna è nettamente inferiore al mese di luglio dello stesso scorso anno (fonti ufficiose indicano un meno 23 per cento);

verificato che diversi alberghi e villaggi in Sardegna stanno chiudendo la stagione per l'assenza di turisti;

considerato che l'economia della Sardegna in buona parte si basa sull'industria turistica;

preso atto delle ingenti risorse economiche che la Regione impegna annualmente per promuovere il turismo in Sardegna, talvolta con interventi strutturali;

considerato che la minore presenza del numero dei turisti in Sardegna è da considerarsi un grave campanello d'allarme da prendere in seria considerazione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo per sapere:

- se sono a conoscenza dei dati ufficiali sul numero di turisti in Sardegna nel mese di luglio 2002;

- se sono a conoscenza che interi villaggi turistici in Sardegna stanno chiudendo anticipatamente la stagione per mancanza di turisti;

quali sono i motivi che hanno determinato una minore presenza turistica in Sardegna rispetto alla previsioni;

se vi siano stai errori nella programmazione della promozione turistica in Sardegna. (521)

INTERROGAZIONE VASSALLO - COGODI - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione di contributi per il settore della pesca relativi al fermo biologico per l'anno 2001.

I sottoscritti,

AVENDO APPRESO che alla data odierna risultano inevase svariate pratiche relative a richieste di erogazione delle misure sociali di accompagnamento previste dalla legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34, recante "Nuove norme di attuazione del fermo biologico", per la stagione 2001;

CONSIDERATO che è prevedibile l'ulteriore protrarsi di tale ritardo a causa delle ferie estive del personale degli uffici;

CONSIDERATO che il pesante ritardo nell'erogazione dei contributi in relazione a richieste presentate nello scorso anno si risolve in un ennesimo danno per operatori del settore che già affrontano notevoli difficoltà ambientali ed economiche;

CONSIDERATO che l'intera attività economica del settore peschiero soffre già fortemente a causa del palese disinteresse della Giunta regionale, reso manifesto dalla progressiva riduzione delle risorse finanziarie e dalla stessa totale assenza di ogni riferimento alla materia nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2003-2005 recentemente approvato dal Consiglio,

TENUTO CONTO delle richieste avanzate dalla recente assemblea regionale degli operatori del settore pesca e delle assicurazioni rivolte in quella sede dall'Assessore della difesa dell'ambiente;

chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:

1) se sia a conoscenza dei ritardi creatisi nell'erogazione dei contributi e delle motivazioni dei medesimi;

2) se non ritenga, qualora i ritardi fossero ascrivibili a carenze organizzative degli uffici dell'Assessorato, di dover emanare le opportune direttive perché la funzionalità dei medesimi sia costantemente assicurata al fine della pronta evasione delle pratiche di contributo. (522)

INTERROGAZIONE LAI - MORITTU - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo dei fondi di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998.

I sottoscritti, premesso che:

- nel maggio 2001 il Comune di Sorso ha deliberato la costituzione di una società pubblico-privata denominata "Sorso servizi S.r.l." per la gestione dei fondi di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998, la cui delibera è stata annullata dal Comitato Regionale di Controllo (CORECO) nel luglio 2001 perché lo statuto eccedeva le attività previste dalla legge;

- nel marzo 2002 la costituzione della società "Sorso servizi" è stata rideliberata con la modifica dell'oggetto sociale per adeguarla alle indicazioni del CORECO;

- nel luglio 2002 lo statuto è stato modificato aggiungendo nell'oggetto sociale un ulteriore punto onnicomprensivo nel quale viene esplicitata, tra molte altre, la possibilità della "gestione di pubblici esercizi, ….omissis";

- la decisione, oltre ad una forte opposizione nel Consiglio comunale, ha generato proteste tra gli operatori locali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:

1) se ritengano che i fondi della legge regionale n. 37 del 1998 possano essere utilizzati dagli enti locali per generare, con una società mista a maggioranza pubblica, una probabile concorrenza sleale con i privati, pubblici esercizi in particolare sottoposti a rischio d'impresa in mercati locali così piccoli;

2) se intendano valutare o meno la congruità della proposta del Comune di Sorso di utilizzo dei fondi di cui alla legge regionale n. 37 del 1998;

3) se esistano altre situazioni analoghe di utilizzo dei fondi dell'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998;

4) quali siano le azioni di monitoraggio e i processi di valutazione e quali siano i soggetti responsabili di questo monitoraggio, dei progetti avviati dai Comuni in relazione all'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 1998. (523)

INTERROGAZIONE CAPELLI - CAPPAI - PIANA - RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata esecutività dell'ordine del giorno n. 55 approvato dal Consiglio regionale in data 28 febbraio 2002.

I sottoscritti,

premesso che in data 28 febbraio 2002 il Consiglio regionale, dopo un ampio dibattito sull'operato del Commissario dell'Autorità portuale Francesco Donato, ha approvato un ordine del giorno con il quale invitava la Giunta regionale a porre in essere tutti i provvedimenti anche giurisdizionali a salvaguardia dell'autonomia della Regione Sarda contro tutti coloro che a qualunque titolo abbiano attentato alle prerogative e interessi dell'Autonomia regionale e dei cittadini sardi;

rilevato che con il suddetto ordine del giorno si impegnava, altresì, il Presidente della Regione a rivolgere un invito alle Amministrazioni pubbliche locali affinché provvedessero a designare, entro trenta giorni, la terna dei rappresentanti per la legittima ricostituzione del Comitato portuale di Cagliari nel rigoroso rispetto dei criteri, competenze, esperienza e professionalità;

constato che non risulta, a tutt'oggi, che il Presidente della Regione abbia adottato alcun provvedimento volto a dare esecuzione all'ordine del giorno n. 55;

preso atto che:

- nel mese di luglio 2002 il Commissario Donato ha inviato una illegittima procedura di revoca della concessione in essere del terminal contenitori del porto industriale in capo alla C.I.C.T., costringendola a ritirarsi dalla gestione del porto di Cagliari e a licenziare 103 lavoratori, chiedendo un consistente canone per l'utilizzo dei mezzi di movimentazione rivendicandone la proprietà e disattendendo, in questo modo, quanto sottoscritto nell'Accordo di programma Stato-Regione-Autorità portuale-CASIC dell'8 agosto 1995 e successive modifiche e integrazioni;

- a distanza di pochi giorni il Commissario Donato ha inviato un atto formale al Presidente della Regione, agli Assessori regionali dei trasporti e dell'industria e al Sindaco di Cagliari con il quale insiste nel pretendere la titolarità di aree, opere e beni strumentali di proprietà di altra pubblica istituzione;

ritenuto che gli atti e i comportamenti che contraddistinguono il Commissario Donato non solo arrecano danno all'immagine e agli interessi della Regione, ma altresì rendono sempre più pregiudizievoli i rapporti commerciali con aziende nazionali e internazionali che utilizzano le strutture portuali di Cagliari destabilizzandone la capacità operativa,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dei trasporti per sapere:

1) se la Giunta regionale abbia assunto alcun atto volto a dare esecutività all'ordine del giorno n. 55 approvato dal Consiglio regionale in data 28 febbraio 2002;

2) se intendano intraprendere alcuna risoluzione per bloccare tempestivamente qualunque azione o provvedimento posto in essere dal Commissario Donato lesivi degli interessi economici e autonomistici della Regione Sarda. (524)

INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi problemi agli investimenti ed all'occupazione in Sardegna derivanti dall'estensione del bonus fiscale anche al Nord Italia.

Il sottoscritto,

rilevato che nel Decreto Omnibus, di recente approvato dal Governo nazionale, si estendono i benefici del credito d'imposta per gli investimenti non solo alle regioni del Mezzogiorno, ma anche alle aree del Centro Nord;

constatato che tale provvedimento configura una sostanziale modifica del Patto per l'Italia, scaturito dall'intesa del 5 luglio fra Governo e parti sociali;

considerato che la citata estensione pregiudica uno dei punti portanti dell'intesa stessa volta ad attrarre e convogliare nuovi investimenti verso le aree depresse del Mezzogiorno;

preso atto che la ratio del Patto per l'Italia, prevedendo la cumulabilità dei benefici del credito d'imposta stabiliti dalla cosiddetta Legge Visco con quelli della Tremonti bis limitatamente al Sud Italia, era proprio quella di dare una spinta agli investimenti nel Sud;

ritenuto che il provvedimento di estensione contenuto nel Decreto Omnibus comporti paradossalmente una fuga degli investimenti dal Sud al Nord più infrastrutturato;

appreso che, effettivamente, su circa tremila domande pervenute a seguito dell'approvazione del citato decreto circa il 40 per cento sarebbero per il Centro Nord;

considerato, inoltre, che la legge prevede un tetto annuale di 1,7 miliardi di euro, si rischia che in definitiva al Sud ed in particolare alla Sardegna rimangano solo le briciole, vanificando di fatto le ragioni stesse del Patto suddetto;

tenuto conto che Bruxelles ha dato via libera a patto che i benefici del credito d'imposta fossero applicati esclusivamente alle regioni del Sud comprese nell'Obiettivo 1;

constatato, infine, che fra quattro anni, con l'entrata dei paesi dell'Est nell'Unione Europea, le aree depresse del Mezzogiorno perderanno tutti i benefici a favore di tali Paesi e che occorre quindi porre in essere ora, con forza e convinzione, tutti i correttivi necessari per cercare di colmare il divario tra Nord e Sud dell'Italia,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere quali misure urgenti intendano assumere per evitare che il provvedimento di estensione previsto dal Decreto Omnibus venga applicato e dispieghi i suoi effetti, ancora una volta estremamente dannosi per l'economia del Sud Italia e per la Sardegna in particolare, e per scongiurare definitivamente che il Governo centrale, incapace di porre in essere una efficace politica di sviluppo per le aree depresse, giunga anche a scippare, a favore del Nord, i pochi benefici che l'Unione Europea ammette a patto che vengano riservati esclusivamente al Mezzogiorno. (525)

INTERROGAZIONE PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sulle concessioni demaniali in Sardegna e, in particolare, sull'area di Marina Piccola e del litorale cagliaritano.

Il sottoscritto,

premesso che nei giorni scorsi nell'area demaniale di Marina Piccola a Cagliari è stato allestito uno spazio dove campeggiano ombrelloni, sedie e perfino una struttura mobile dove vengono somministrati alimenti e bevande, che risulta essere abusiva;

considerato che l'area di Marina Piccola, appartenente al demanio regionale, sta per essere assegnata con regolare procedura dal Comune di Cagliari e non risulta allo stato che possa essere dunque occupata, visto che da fonti regionali si apprende che a tale fine non vi sono titolari di licenze, autorizzazioni o concessioni;

tutto ciò premesso e considerato chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli enti locali per sapere:

- se siano a conoscenza della predetta situazione e quali provvedimenti, nel caso la presente interrogazione fosse fondata, intendano assumere;

- a quale fase dell'iter procedimentale di legge siano giunte le pratiche relative a tutte le nuove concessioni demaniali in Sardegna;

- sulla base di quali criteri gli organi competenti debbano redigere il Piano di utilizzo dei litorali della Sardegna. (526)

INTERROGAZIONE LAI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'Oleificio Silki di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso di essere venuto a conoscenza dagli organi di stampa di una possibile gravissima situazione in capo all'Oleificio Silki di Sassari;

rilevato che si tratta di una azienda di primaria importanza per il territorio, presente da oltre trent'anni e che opera in un settore che è in forte espansione sia a livello nazionale che internazionale;

valutato che le notizie degli organi di stampa non hanno provocato nessun visibile intervento da parte delle istituzioni locali e soprattutto della Giunta regionale che, pur non avendo ruolo diretto nell'operare in ambito di aziende private, tuttavia deve creare le condizioni perché le aziende sarde possano svilupparsi e crescere ed intervenire in caso di crisi per sostenere le risoluzioni o attenuarne gli effetti sociali;

considerato che questa colpevolissima assenza non è giustificata dal periodo estivo che ha visto invece la Giunta regionale protagonista negli organi di stampa di un interventismo dichiaratorio vuoto di contenuti e che si tratterebbe dell'ennesimo segnale di abbandono della economia del territorio sassarese che invece ha, nel settore agroalimentare e zootecnico, che va rafforzato, una delle punte di eccellenza nell'intera regione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura per sapere:

1) se abbiano assunto informazioni in merito alla crisi dell'Oleificio Silki e al suo possibile fallimento;

2) quali siano le azioni che intendono promuovere per evitare i gravissimi danni economici e sociali per i lavoratori e il territorio del nord Sardegna. (527)

INTERROGAZIONE LAI - CUGINI - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sul totale immobilismo della Giunta regionale sulla situazione della scuola in Sardegna.

I sottoscritti,

premesso che gli organi di stampa nazionali e regionali hanno ripetutamente rappresentato l'accrescersi di una situazione di allarmante incertezza e precarietà dell'intero sistema scolastico sardo;

rilevate le carenze storiche della Regione Sardegna in tema di istruzione a cui si è aggiunta una totale assenza della Giunta e della maggioranza di centro destra in merito alle tematiche scolastiche, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti sul diritto allo studio, e alla formazione che fanno del nostro sistema scolastico una realtà troppo lontana dagli standard europei;

rilevato il previsto futuro "ridimensionamento" del numero degli istituti scolastici in Sardegna che non farà che peggiorare lo stato già precario dell'intero sistema;

considerata la difficile situazione creatasi dopo la sentenza del TAR Lazio che ha accolto parte del ricorso fatto dagli insegnanti precari contro alcune disposizioni ministeriali nell'attribuzione dei punteggi ai diplomati delle SSIS, che prevederebbe il rifacimento delle graduatorie per le supplenze e che, invece, vede tuttora una situazione di stasi e di illegittimità che comprometterà il regolare inizio dell'anno scolastico;

valutato come la grave situazione di tensione del mondo scolastico si manifesta nell'Isola con partecipate assemblee di genitori e insegnanti preoccupati del futuro dei propri figli e del problema dell'occupazione nel settore scolastico, ancora più grave in Sardegna dove si vive un gravissimo livello di disoccupazione;

constatata la completa assenza della Giunta regionale e il suo totale immobilismo e silenzio in tema di istruzione scolastica in questo periodo particolarmente caldo;

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere:

3) se abbiano assunto informazioni in merito alla situazione generale del sistema scolastico in Sardegna e quali siano le posizioni inerenti il piano territoriale di dimensionamento delle scuole che dovrà determinare, quali e quanti istituti dovranno operare nell'Isola;

4) se siano a conoscenza della situazione delle graduatorie per le supplenze in Sardegna affinché non venga compromesso il regolare inizio dell'anno scolastico;

5) quali siano le azioni che intendono porre in essere per rilanciare l'istruzione scolastica nell'isola. (528)

INTERROGAZIONE SANNA Alberto - BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle nuove Zone di Ripopolamento e Cattura (ZRC) nel territorio della provincia di Oristano.

I sottoscritti,

viste la legge regionale n. 23 del 1998 e la legge regionale n. 32 del 1978 che regolano l'esercizio della caccia in Sardegna;

rilevato che l'Amministrazione provinciale di Oristano non si è ancora dotata del Piano faunistico provinciale che, a norma della legge regionale n. 23 del 1998, programma e regola l'insieme dell'attività venatoria nel territorio provinciale, compresa l'istituzione delle ZRC;

ritenuto, inoltre, che la Giunta regionale non ha ancora proceduto alla costituzione dell'Istituto per la protezione della fauna selvatica in Sardegna come previsto dalla legge regionale n. 23 del 1998;

vista la proposta avanzata dall'Amministrazione provinciale di Oristano all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente in data 7 giugno 2002 con nota n. 10334, che prevede l'istituzione delle nuove ZRC nel territorio della provincia di Oristano per un'estensione complessiva di oltre 18.000 ettari, nelle quali è vietato l'esercizio della caccia per i prossimi sei anni;

accertato che la maggior parte dei 51 comuni interessati dalle ZRC non sono stati coinvolti nella scelta delle zone in oggetto né dall'Amministrazione provinciale né da quella regionale;

ritenuto di vitale importanza il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i comuni anche al fine di evitare che si verifichino gravi ingiustizie e incongruenze;

viste le determinazioni del Dott. Antonio Salis dirigente del servizio conservazione della natura e degli habitat, tutela della fauna selvatica e dell'esercizio dell'attività venatoria dell'Assessorato della difesa dell'ambiente della Regione Sardegna che istituiscono le ZRC in oggetto, pubblicate nel n. 25 del B.U.R.A.S. di martedì 27 agosto 2002, che recepiscono in larghissima misura le proposte avanzate dall'Amministrazione provinciale di Oristano;

visto l'articolo 26 della legge regionale n. 23 del 1998 che riconosce ai proprietari ed ai conduttori dei fondi ricompresi nelle ZRC la facoltà di proporre opposizione all'Assessorato della difesa dell'ambiente entro sessanta giorni dalla pubblicazione nel B.U.R.A.S e che lo stesso articolo 26 prevede che l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente si pronunci entro i successivi sessanta giorni;

accertato, infine, che la Provincia sta procedendo alla delimitazione delle ZRC attraverso l'affissione dei relativi cartelli prima ancora che le determinazioni siano definitivamente esecutive anche in relazione alla salvaguardia dei diritti dei proprietari e dei conduttori dei fondi ricompresi nelle ZRC come previsto dall'articolo 26 già richiamato e che il fatto si configura come vero e proprio abuso di potere,

chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali atti intenda porre in essere per sospendere le determinazioni già richiamate in premessa al fine di consentire il coinvolgimento pieno dei comuni e delle popolazioni interessate alle ZRC del territorio della provincia di Oristano per una corretta gestione dell'attività venatoria, per evitare ingiustizie e sperequazioni pericolose anche in relazione all'ordine pubblico. (529)

INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei Presidenti dei Consigli di amministrazione dell'ERSU di Cagliari e Sassari da parte della Regione.

Il sottoscritto,

rilevato che da oltre cinque mesi la Regione non ha ancora provveduto alla nomina dei Presidenti dei Consigli di Amministrazione degli ERSU (enti regionali per il diritto allo studio) di Cagliari e Sassari;

constatato che la mancanza di tale provvedimento paralizza di fatto il funzionamento degli enti nell'adempimento di quegli atti fondamentali per il normale avvio dell'anno accademico;

considerato che l'ERSU di Sassari non ha neppure provveduto, come avrebbe dovuto, ad approvare il bilancio annuale entro il mese di febbraio;

considerato altresì che la mancata approvazione del bilancio rende impossibile procedere alla formazione della graduatorie per l'assegnazione agli studenti delle borse di studio e degli alloggi;

appreso che anche il servizio mensa, in mancanza dei nuovi stanziamenti, funzionerà solo fino ad esaurimento scorte;

tenuto conto che anche se si provvedesse alle suddette nomine entro il mese di settembre, i danni sarebbero già stati prodotti in quanto, a causa dei tempi richiesti per le necessarie procedure, borse di studio e casa dello studente verrebbero comunque consegnate in ritardo;

constatato infine che ove la Regione non provvedesse a nominare i Presidenti dell'ERSU entro il mese corrente la situazione si aggraverebbe ulteriormente a totale discapito degli studenti che, pur avendo diritto alle agevolazioni previste si troverebbero invece a gravare integralmente sul bilancio familiare,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione per conoscere:

a) quali siano le motivazioni che hanno finora impedito di provvedere alle nomine dei Presidenti dei Consigli di amministrazione dei due ERSU sardi;

b) quali siano i tempi necessari per sanare tale insostenibile situazione di vacanza in tali enti di fondamentale importanza per l'effettiva garanzia del diritto allo studio di centinaia di universitari;

c) che cosa intendano fare per impedire che le conseguenze del ritardo degli organi regionali competenti ricadano sugli incolpevoli studenti. (530)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di paralisi dell'ERSU di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che l'Ente Regionale per lo Studio Universitario deve garantire agli studenti sardi un servizio continuo ed efficiente;

visto che a tutt'oggi non sono stati nominati i rappresentanti della Regione Sardegna in seno all'Ente di Sassari;

constatato che tale mancanza sta creando notevoli disagi agli studenti che non possono usufruire di alcuni indispensabili servizi e agevolazioni;

considerato che gli stessi studenti non devono essere svantaggiati dai ritardi derivanti da beghe di spartizione tra le varie forze politiche in merito alla nomina del Presidente e del Consiglio di amministrazione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) se siano a conoscenza della situazione drammatica in cui versa l'ERSU di Sassari;

2) se non ritengano urgente e non più rinviabile procedere alla nomina dei rappresentanti della Regione;

3) se non ritengano, inoltre, di informare al più presto gli studenti, ormai esasperati da mesi di inutili attese, comunicando date e soluzioni certe e non più rinviabili. (531)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza del radar di avvicinamento nell'aeroporto di Alghero-Fertilia.

Il sottoscritto,

premesso che:

a) l'aeroporto di Alghero-Fertilia sin dalla metà degli anni '80 era dotato di un radar per l'avvicinamento, abbattuto però durante una nottata ventosa e mai risistemato;

b) ad oggi pertanto l'aeroporto di Alghero-Fertilia è l'unico in tutta l'aera geografica fra la Sardegna e la Corsica a non poter offrire ai propri utenti un servizio di basilare importanza;

c) un così necessario e fondamentale strumento non può mancare in un aeroporto il cui spazio aereo è giornalmente diviso fra aerei di linea, privati, militari, della scuola di volo e d'estate anche dagli elicotteri del servizio antincendio;

d) la mancanza del radar comporta sicuramente problemi in ordine alla sicurezza ed alla economicità dei voli, con gravi ripercussioni sull'ulteriore sviluppo commerciale ed operativo dell'aeroporto;

e) il Consiglio comunale della cittadina catalana ha ultimamente approvato una mozione che impegna il sindaco a farsi interprete, nelle sedi opportune, sulla necessità della installazione in tempi brevi di un radar di avvicinamento,

chiede di interrogare l'Assessore dei trasporti per sapere:

1) se sia conoscenza che l'aeroporto di Alghero-Fertilia, strumento fondamentale per tutto il nord-ovest della Sardegna, è sprovvisto del radar di avvicinamento, nonostante il traffico aereo negli ultimi anni abbia subito un incremento notevole;

2) quali iniziative intenda assumere affinché l'aeroporto di Aglhero-Fertilia venga dotato, così come chiesto dal Consiglio comunale della cittadina catalana e dalle autorità aeroportuali di controllo e sicurezza del traffico, del radar di avvicinamento, al fine di garantire la massima sicurezza a tutta l'utenza del mezzo aereo di trasporto e migliori condizioni di lavoro ai responsabili del controllo del traffico. (532)

INTERROGAZIONE GIAGU - FADDA - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla movimentazione dei capi bovini in Sardegna.

I sottoscritti,

preso atto della presenza nella nostra Isola del morbo della "blue tongue" e considerata la penalizzazione che questa epidemia ha determinato per gli allevamenti ovini;

considerato, inoltre, tutti gli adempimenti di natura sanitaria necessari per avviare la liberalizzazione del commercio del patrimonio bovino verso la penisola,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

1) qual è la reale situazione che si è determinata per poter addivenire alla liberalizzazione del commercio su richiamato ed entro quanto tempo tale liberalizzazione potrà essere perfezionata;

2) quali aiuti sono previsti, nel caso in cui i prelievi e i relativi esiti sentinella dovessero essere negativi, a favore degli allevatori di bovini il cui comparto ad oggi risulta il più colpito e penalizzato dall'epidemia della lingua blu;

3) quali politiche sanitarie e provvedimenti di natura economica si intendano adottare a favore degli allevamenti di bovini affinché si scongiuri che per la mancata vendita dei capi il comparto in Sardegna attraversi una crisi economica e occupazionale senza precedenti. (533)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, su alcuni trasferimenti di capi cantiere.

Il sottoscritto,

premesso che:

a) a fine luglio, a firma del direttore generale dell'Ente foreste, sono stati disposti alcuni trasferimenti di capi cantiere, due dei quali iscritti a sindacati autonomi di categoria;

b) i trasferimenti, a leggere l'ordine di servizio, sono stati effettuati "per consentire la preannunciata rotazione dei responsabili di cantiere" ma stranamente in questa prima fase hanno interessato e danneggiato due lavoratori iscritti ai sindacati autonomi;

c) ad Anela operavano due cantieri: uno demaniale ed uno già appartenente all'Ispettorato ripartimentale delle foreste, la cui unificazione ha portato al trasferimento di uno dei due capi cantiere;

d) il trasferimento guarda caso ha interessato il capo cantiere del cantiere demaniale, iscritto e rappresentante sindacale dell'UGL, organizzazione sindacale operante in campo nazionale e vicina ad Alleanza nazionale, mandato a Monte Lerno di Pattada, mentre la direzione dei due cantiere unificati è stata assegnata al già capo cantiere (ex ispettorato), vicino sembrerebbe ad una sigla sindacale confederale;

e) queste "cose strane" stanno facendo montare la giusta protesta dei sindacai autonomi, e non si vorrebbe che questi trasferimenti debbano essere intesi come punizione nei confronti delle organizzazioni sindacali autonome di categoria, che ultimamente si sono schierate contro le modifiche della legge istitutiva dell'Ente foreste,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e gli Assessori dell'ambiente e del personale per sapere:

1) se siano a conoscenza di questi strani spostamenti che hanno interessato alcuni capi cantiere iscritti o dirigenti di organizzazioni sindacali autonome;

2) come sia maturata la scelta dello spostamento del capo cantiere (iscritto all'UGL) del cantiere demaniale di Anela (il più esteso), e l'assegnazione della dirigenza del cantiere unificato sempre di Anela ad altra persona che si dice vicina ad un sindacato confederale;

3) se non sia opportuno ed urgente un intervento teso a bloccare simili trasferimenti, che nelle motivazioni dell'ordine di servizio sono risibili e che politicamente danno la sensazione, oltre che di una persecuzione nei riguardi di alcune sigle sindacali, anche di un attacco diretto nei riguardi di Alleanza nazionale, partito di maggioranza e vicina ideologicamente all'UGFL. (534)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle articolazioni organizzative dei servizi della Direzione generale dell'Agricoltura e riforma agropastorale (D.A. 16 luglio 2002, n. 756) - Passaggio dell'Ufficio di Pozzomaggiore dal I al II livello.

Il sottoscritto,

preso atto che il decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale in oggetto ha inserito l'ufficio dell'Ispettorato agrario provinciale di Sassari di Pozzomaggiore tra le sezioni, declassandolo, di fatto, da I a II livello;

evidenziato che tale ufficio è una delle sedi più antiche e prestigiose dello stesso Ispettorato e garantisce un servizio alle comunità di Bonorva, Cossoine, Giave, Mara, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Thiesi, Cheremule, Borutta, Bonnannaro, Torralba e Romana;

rilevato che presso l'ufficio di Pozzomaggiore ricadono, oltre ai paesi della Comunità montana del Meilogu, anche paesi della provincia di Nuoro e della Planargia;

sottolineato, inoltre, il ruolo importante e strategico svolto in Sardegna dal polo agroindustriale di Thiesi-Bonorva-Pozzomaggiore, in particolare nel settore lattiero-caseario;

considerato che sarebbe invece opportuno, per dare una migliore, pronta e adeguata risposta agli utenti agricoli e alle loro associazioni, ripristinare l'ufficio di Pozzomaggiore come I livello e potenziarlo con ulteriore personale,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale per sapere quali siano le motivazioni che hanno portato alla decisione in oggetto e se non sia il caso di verificare le reali esigenze del territorio, modificando, se del caso, la decisione stessa. (535)

INTERROGAZIONE BIANCU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento in concessione del fabbricato sito nel Comune di Oristano, tra la via Carducci e la via S. Martino.

I sottoscritti,

premesso che in data 10 giugno 2002, il Direttore scolastico regionale ha decretato l'istituzione dell'Istituto professionale alberghiero nella città di Oristano, ubicandolo provvisoriamente presso l'Istituto agrario;

visto il notevole gradimento dimostrato immediatamente dagli studenti per questo tipo di formazione, infatti gli iscritti risultano in numero di 90 (a fronte delle 62 iscrizioni previste), mentre decine di nuove iscrizioni sono state rifiutate, per cui è facile prevedere un trend di sviluppo di 5 nuove classi per anno;

ritenuto che gli studenti iscritti a questo istituto non abbiano sottratto numeri ad altri istituti, ma verosimilmente la frequenza di questa scuola può risultare un valido contributo per combattere la dispersione scolastica;

visto che i locali dove inizialmente verrà ospitata la scuola alberghiera risultano totalmente inadeguati a contenere il numero degli studenti previsti (25 aule nei prossimi 5 anni) e che non dispone dei laboratori specifici per questo tipo di scuola;

considerato che l'Amministrazione provinciale è tenuta a mettere a disposizione locali adeguati, comprendenti, oltre alle aule, stanze per il convitto, locali per la cucina e la mensa;

ritenuto che la formazione alberghiera, per un territorio che intende promuovere lo sviluppo puntando in modo particolare sul turismo, risulta essere una condizione di estrema importanza;

considerato che ad Oristano, nella centralissima via Carducci, a 400 metri dalla stazione dell'ARST e delle FF.SS., esiste una struttura di proprietà della Regione, attualmente non utilizzata, in grado di soddisfare completamente e subito le esigenze dell'Istituto alberghiero e che l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale intenderebbe indire una gara d'appalto per l'affidamento dei suddetti locali per la durata di 20 anni;

considerato, altresì, che la struttura venne realizzata per finalità alberghiere e che lo stesso recupero funzionale, costato all'Amministrazione regionale svariati miliardi, è stato finalizzato ad utilizzo per scuola alberghiera,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro per sapere:

1) se corrisponde effettivamente ad atti già assunti, ovvero ad intendimenti dell'Assessore del lavoro, quello di indire una gara d'appalto per l'affidamento in concessione dei locali di proprietà della Regione situati nella via Carducci, ad Oristano;

2) se non ritengano nell'ambito delle proprie competenze:

- di dover modificare gli indirizzi per la concessione dei locali siti ad Oristano tra la via Carducci e la via S. Martino;

- di voler mettere detti locali a disposizione dell'Amministrazione provinciale, previe le opportune intese, per destinarli all'Istituto alberghiero di nuova istituzione, al fine di restituirli alle finalità per cui sono stati realizzati e per avviare concretamente la cooperazione tra l'Amministrazione regionale e gli altri livelli istituzionali. (536)

INTERROGAZIONE SANNA Salvatore - SPISSU - CALLEDDA - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sulle preoccupanti notizie relative alla ventilata chiusura della Portovesme s.r.l.

I sottoscritti,

venuti a conoscenza del fatto che il Presidente della Portovesme s.r.l. ha minacciato la chiusura della fabbrica, unica in Italia a produrre piombo, zinco, oro, argento e acido solforico a causa degli alti costi dell'energia elettrica;

rilevato che per le stesse motivazioni anche l'Euroallumina e l'Alcoa potrebbero correre il rischio di un imminente blocco dell'attività produttiva;

sottolineato che se i propositi manifestati dalla presidenza della società di cui sopra si concretizzassero, sarebbero a rischio ben 1500 posti di lavoro sia nel Sulcis che a San Gavino,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere se le notizie sulla ventilata chiusura della Portovesme S.r.l. corrispondano al vero e, in caso positivo, per conoscere:

1) se la Giunta regionale sia a conoscenza di tale grave situazione;

2) se corrisponda al vero che l'azienda paga l'energia elettrica il 40% in più rispetto alle altre aziende europee;

3) quali iniziative la Giunta regionale intenda intraprendere sia nei confronti del Governo nazionale, sia in sede locale per affrontare tale emergenza. (537)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza dell'infermiere professionale nel poliambulatorio di Nulvi.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:

1) se sia a conoscenza che il poliambulatorio di Nulvi (distretto di Sassari) della USL n. 1 è da sempre privo dell'infermiere professionale, situazione che crea molti problemi sia di medici che alla utenza;

2) per quali motivi la dirigenza della USL n. 1, nonostante le reiterate richieste dell'Amministrazione comunale e le proteste della popolazione, a tutt'oggi non abbia destinato a tale poliambulatorio il personale infermieristico necessario, nonostante alcuni infermieri professionali siano disposti al trasferimento in tale struttura sanitaria;

3) quali azioni di stimolo intenda assumere presso il direttore generale della USL n. 1 al fine di sanare una situazione che ha dell'incredibile. (538)

INTERROGAZIONE LAI - MORITTU - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari scaduto da tre anni.

I sottoscritti,

premesso che fra gli enti finanziati e vigilati dalla Regione sarda rientra il Consorzio per la frutticoltura di Sassari, al quale fanno capo compiti di sperimentazione e di verifica di prodotti e processi innovativi utili alla evoluzione del settore agricolo ed agro-alimentare nella provincia di Sassari;

evidenziato l'importante ruolo che tale Ente assume con riferimento in particolare alle azioni che potrebbero essere attuate nei diversi comparti, quali l'evoluzione e produzione del materiale vegetale necessario a realizzare nuove piantagioni di viti, ulivi e fruttiferi e sperimentazioni agronomiche nei comparti viticolo, ortofrutticolo e olivicolo al fine di verificare nuovi modelli di coltivazione avanzati;

sottolineato che il Consiglio di amministrazione di tale ente risulta essere scaduto da ben tre anni, e ancora non rinnovato, determinando una situazione di paralisi amministrativa che rischia di prolungarsi ulteriormente a danno soprattutto degli operatori agricoli della provincia di Sassari,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale per sapere se corrisponda al vero che il Consiglio di amministrazione del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari è scaduto da qualche anno e, in caso positivo, quali azioni abbia assunto o intenda assumere per procedere con urgenza al suo rinnovo in considerazione anche dell'importante ruolo di studio, di ricerca e di assistenza alle migliaia di utenti del territorio sassarese svolto dall'ente per lo sviluppo di uno dei settori più rilevanti dell'economia locale. (539)

MOZIONE SANNA Giacomo - MANCA sulla realizzazione dell"ammasso" dei bovini in Sardegna

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che a seguito delle implicazioni derivanti dall'epidemia della "blue tongue", sono tuttora in atto in Sardegna le disposizioni che non consentono la movimentazione degli animali sensibili alla malattia, dai territori soggetti a restrizione verso territori indenni da infezione;

CONSTATATO che al 29 luglio 2002 sono 294 i Comuni sardi nei quali non è consentito lo spostamento degli animali, in quanto rientrano in zone con infezione in atto, 90 Comuni della Provincia di Sassari, 87 Comuni della Provincia di Nuoro, 70 Comuni della Provincia di Oristano, 47 Comuni della Provincia di Cagliari;

EVIDENZIATO che al 29 luglio 2002, soltanto 24 Comuni Sardi sono usciti dalla zona di protezione, 23 Comuni della Provincia di Cagliari, 1 Comune della Provincia di Nuoro e nessun Comune della Provincia di Sassari e della Provincia di Oristano;

RILEVATO che nei due anni in cui sono in essere le disposizioni per il blocco della movimentazione del bestiame, circa 70 mila capi bovini sardi sono interessati dalle misure restrittive adottate, con gravi implicazioni economiche per le oltre 10 mila aziende zootecniche della Sardegna alle quali è vietata l'esportazione dei capi vivi;

RILEVATO, altresì, che l'intero comparto zootecnico isolano denuncia una crisi di straordinaria portata, penalizzato dai danni derivanti dalla mancata produzione, da quelli causati dall'impossibilità di vendere i capi in eccesso e da quelli accertati per l'impossibilità di trasferire nei centri d'ingrasso del continente i capi bovini;

DENUNCIATO il perduraredella emergenza idrica e la prolungata stagione siccitosa in Sardegna che ha compromesso le riserve vegetative, causando una straordinaria penuria di pascolo;

RISCONTRATO che gli allevatori sardi, a causa del blocco della movimentazione del bestiame e per la carenza di pascolo, sostengono sempre maggiori costi per l'acquisto di foraggio e mangimi e più in generale per il mantenimento dei capi;

RISCONTRATO, altresì, che il diffondersi delle recenti epidemie ha prodotto vere e proprie situazioni di allarme fra i consumatori, testimoniato da un oggettivo calo nei consumi delle carni rosse anche nel mercato sardo;

EVIDENZIATO che la presenza negli allevamenti di numerosi capi bovini invenduti produce un ulteriore calo del prezzo, tanto che si registrano episodi diffusi e frequenti di vere e proprie azioni di sciacallaggio, con l'acquisizione di capi bovini ad un quinto del prezzo reale di mercato;

CONSTATATO che il 28 giugno 2002 il Ministro dell'interno, delegato per il coordinamento della Protezione Civile, con l'ordinanza n.3224, ha disposto misure urgenti per fronteggiare la situazione di crisi del settore zootecnico della Regione Sicilia, prevedendo, fra le altre cose, anche l'ammasso del bestiame ed i relativi indennizzi per gli allevatori;

RIMARCATA l'inderogabilità di interventi straordinari ed urgenti per fronteggiare la crisi del comparto zootecnico sardo,

impegna la Giunta regionale

- ad intraprendere le opportune iniziative politiche, finalizzate a richiedere e ad ottenere dal Governo italiano, provvedimenti urgenti ed adeguati a consentire in Sardegna l'abbattimento ed il conseguente ammasso o distruzione degli animali che risultino improduttivi nello specifico contesto zootecnico, prevedendo un indennizzo da corrispondere agli aventi diritto;

- a definire criteri, termini e modalità per la realizzazione dell'abbattimento e dell'ammasso, destinando risorse proprie, qualora il Governo Italiano non provveda tempestivamente. (81)

MOZIONE SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - COGODI - DORE - FADDA - SANNA Giacomo - SPISSU sulla grave situazione del porto industriale di Cagliari e gli atti del Commissario dell'Autorità portuale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che con la mozione n. 60 del 22 febbraio 2002, il Consiglio Regionale è stato chiamato a discutere sulla grave situazione determinatasi nell'area industriale di Cagliari a causa delle iniziative e della condotta assunta dal Commissario dell'Autorità Portuale di Cagliari;

RILEVATO che in esito alla su richiamata mozione, il Consiglio regionale aveva impegnato con l'ordine del giorno n. 55, la Giunta regionale ad accelerare le procedure volte alla ricostituzione del Comitato portuale di Cagliari nei 30 giorni successivi e che con interrogazione n. 456/a erano stati ulteriormente sollecitati gli adempimenti oggetto dell'ordine del giorno;

CONSIDERATO che ancora ad oggi rimane inevaso il contenuto dispositivo dell'ordine del giorno n. 55 e che il Commissario prosegue con l'adozione di atti che possono determinare un grave indebolimento delle potenzialità e delle stesse funzioni del porto Industriale di Cagliari;

PRESO atto ulteriormente che non più tardi dello scorso mese di luglio, il Commissario ha avviato unilateralmente una procedura di revoca della concessione in essere con la società C.I.C.T. per la gestione del terminal del Porto industriale con la conseguente ricaduta negativa sui livelli occupativi ed operativi e che il protrarsi di questi atteggiamenti poco responsabili produce una lesione spesso irreversibile nelle politiche di acquisizione di commesse e di più generale marketing industriale per la Regione sarda;

CONSIDERATO, altresì, che il Commissario dell'Autorità portuale, in totale dispregio delle considerazioni e delle stesse conclusioni operate dal Consiglio Regionale, ha reiterato di recente gli atti volti a rivendicare la titolarità non solo dei mezzi di sua competenza ma anche dei beni e di infrastrutture appartenenti alla pertinenza di altri enti ed organismi di valenza pubblica ed espressione della rappresentanza istituzionale del territorio;

CONSIDERATO che pare emergere una sempre più preoccupante volontà destabilizzatrice e di smantellamento del ruolo strategico e funzionale che si proponeva per il porto industriale di Cagliari, fatto ascrivibile a logiche improprie di competizione industriale rispetto ad altre aree portuali attrezzate di rilievo nazionale e che dunque si configura un profilo gestionale fortemente lesivo degli interessi e delle stesse prerogative dell'Autonomia regionale,

impegna la Giunta regionale

- a riferire al Consiglio regionale lo stato di attuazione degli impegni assunti dalla Giunta Regionale con riguardo all'ordine del giorno n. 55;

- a voler attivare rapidamente un'indagine conoscitiva sulle ragioni e le stesse finalità perseguite nella prolungata gestione Commissariale dell'Autorità portuale di Cagliari;

- a riferire la posizione della Giunta regionale riguardo all'acquisizione delle competenze regionali e dei beni sul demanio, ivi compreso quello marittimo;

- a riferire in maniera puntuale sulla mancata attuazione degli adempimenti indispensabili per la realizzazione della zona franca;

- a chiarire con la massima urgenza, in Consiglio, la posizione della Giunta regionale in ordine alle recenti iniziative e provvedimenti adottati dal Commissario dell'Autorità Portuale sulla revoca della concessione alla società C.I.C.T. di Cagliari;

- a voler invitare il Governo nazionale alla immediata revoca dell'incarico del Commissario dell'Autorità portuale di Cagliari a tutela delle prerogative e dell'integrità dell'autonomia regionale e alla conseguente ricostituzione degli organi amministrativi dell'Autorità portuale di Cagliari;

- a chiarire le specifiche ragioni che hanno indotto il Presidente della Regione a negare, finora, il concerto per la nomina del nuovo Presidente dell'Autorità portuale di Cagliari. (82)

MOZIONE BALIA - COGODI - DORE - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - IBBA - MASIA - ORRU' sulla grave situazione del porto industriale di Cagliari.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

- la mozione n. 60 sulla grave situazione determinatasi nell'area industriale di Cagliari ed il successivo ordine del giorno n. 55 che impegnava la Giunta regionale all'accelerazione delle procedure volte alla ricostituzione del Comitato portuale di Cagliari non hanno dato alcun risultato;

- con il decreto legislativo del 10 marzo 1998, n. 75, il Governo ha emanato le norme di attuazione dello Statuto della Regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche;

- la Regione Sarda, con deliberazione del 25 luglio 2000 e del 27 febbraio 2001, ha disposto tutto quanto di sua competenza per la definizione della zona franca di Cagliari;

- con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2001 è stata delimitata la zona franca di Cagliari ed individuato il soggetto gestore nella società consortile per azioni "Zona Franca di Cagliari" che userà il marchio d'impresa "Cagliari Free Zone" ed assumerà sotto la propria responsabilità i compiti di gestione, a tempo indeterminato, di tutte le attività che si svolgeranno all'interno della zona franca;

CONSIDERATO che all'articolo 7 del D.P.C.M. del 7 giugno 2001 è previsto che il soggetto gestore debba predisporre, entro sessanta giorni dell'entrata in vigore del citato decreto, un piano operativo della zona franca;

PRESO ATTO che il Commissario dell'Autorità portuale ha avviato una procedura di revoca della concessione trentennale alla C.I.C.T. per la gestione del terminal del porto industriale col rischio quindi di perdere gli attuali 120 posti di lavoro, oltre quelli che ruotano nell'indotto, e di spegnere le speranze dei giovani che hanno frequentato i corsi di formazione ed attendono di essere chiamati al lavoro,

impegna la Giunta regionale

a) a promuovere un'indagine conoscitiva:

1) che accerti le responsabilità di tutte le parti relativamente ai motivi del fallimento del porto canale e, specificamente, sulla gestione commissariale;

2) sul perché a distanza di cinque anni dalla data di rilascio della concessione al C.I.C.T. questa società non sia in grado di assicurare la movimentazione del porto;

3) quali azioni imprenditoriali questa Società abbia sviluppato e quale sia stato in tutti questi anni il ruolo svolto in seno a tale Società dal Consorzio;

4) sui motivi che hanno comportato la mancata attuazione degli adempimenti indispensabili per la realizzazione della zona franca;

b) anche alla luce del notevole impegno finanziario della Regione, senza corrispondenti risultati per uno sviluppo duraturo, a intraprendere tutte le azioni utili per una rapida sostituzione di tutta l'attuale classe dirigente in ogni caso responsabile del mancato decollo dell'iniziativa. (83)

MOZIONE FADDA - SPISSU - DORE - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sulla alienazione del patrimonio immobiliare da parte dello Stato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTO il decreto legge n. 351 del 25 settembre 2001 convertito in Legge n. 410 del 23 novembre 2001;

CONSIDERATO che il decreto su citato demanda all'Agenzia del demanio, al fine di procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, l'individuazione dei singoli beni distinguendo tra beni demaniali e beni facenti parte del patrimonio indisponibile e disponibile;

CONSIDERATO che a tale individuazione consegue l'alienazione del patrimonio allo scopo di risanare i conti pubblici dello Stato;

CONSIDERATO inoltre che la stampa locale in data 5 settembre u.s. ha dato notizia che alcuni prestigiosi edifici erano già compresi tra gli immobili da cedere e per i quali è prevista la vendita all'asta;

CONSIDERATO che la norma che consente di procedere all'alienazione del patrimonio dello Stato é in pieno contrasto con quanto previsto dall'art. 14 dello Statuto sardo e considerato che sussistono tutti i presupposti perché tale disposizione si configuri come incostituzionale;

CONSIDERATO che è incomprensibile che non si sia dato seguito all'Intesa Stato Regione, siglata il 21 aprile 1999, e che prevede alla lettera d) Demanio dell'art. 7 : "Definire, in ordine ai beni demaniali e patrimoniali, le modalità con le quali garantire l'attuazione dell'art. 14 dello Statuto che sancisce che la Regione succede nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliari e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo".

CONSIDERATO inoltre che, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legge su menzionato, la Regione sarda non ha attivato alcuna procedura volta sia a far valere quanto siglato nell'Intesa Stato Regione, sia a far provvedere per una pronuncia di incostituzionalità della norma;

CONSIDERATA la gravissima situazione in cui versa la finanza regionale appesantita da un indebitamento che oramai supera i 6 miliardi di euro, pari a 12.000 miliardi di vecchie lire;

CONSIDERATO il fabbisogno finanziario della nostra Regione per realizzare quelle opere infrastrutturali necessarie a risolvere i grandi problemi endemici dei nostri territori: approvvigionamento idrico, viabilità, energia ecc. e considerato inoltre che il patrimonio immobiliare proveniente dallo Stato potrebbe altresì soddisfare l'esigenza dei nostri enti locali carenti di immobili;

CONSIDERATO che gran parte del patrimonio dello Stato in Sardegna proviene dagli espropri effettuati, nella maggior parte dei casi con compensi irrisori, ai danni dei cittadini sardi;

CONSIDERATO il silenzio dei nostri Amministratori regionali che certifica la sudditanza dell'attuale governo regionale a quello nazionale;

PRESO ATTO delle recenti dichiarazioni dell'Assessore regionale agli enti locali il quale, di fronte ad una tale decisione palesemente lesiva dell'autonomia e degli interessi della regione sarda, passivamente afferma " sono certo che il Ministro ci verrà incontro, consentendoci di dare attuazione all'articolo 14 dello Statuto";

RITENUTO che a tutela degli interessi della regione è indispensabile procedere, anche per quei beni per i quali da parte di alcuni settori dello Stato quali le Forze Armate si sia assicurata la non vendibilità , ad una definizione coerente con quanto disposto dall'articolo 14 dello Statuto sardo;

CONSIDERATO che il Presidente della Regione non ha dato alcuna risposta all'istanza presentata dai Capigruppo della minoranza, in data 5 settembre 2002, sul problema dell'alienazione del patrimonio immobiliare statale ricadente in Sardegna,

impegna la Giunta regionale

- a opporre resistenza, nelle opportune sedi giurisdizionali, al decreto legge n. 351 del 25 settembre 2001 convertito in Legge n. 410 del 2001 affinché lo stesso sia dichiarato incostituzionale e privo di alcun effetto per ciò che riguarda il patrimonio immobiliare in Sardegna;

- a dare immediatamente attuazione, con provvedimenti urgenti, all'Intesa Stato-Regione al fine di ottenere il definitivo trasferimento dei beni dallo Stato alla Regione secondo il disposto dell'art. 14 dello Statuto Sardo. (84)

MOZIONE BALIA - SPISSU - FADDA - DORE - COGODI - SANNA Giacomo - DETTORI - LAI - IBBA - MASIA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - GIAGU - MARROCU - MORITTU - ORRÙ - PACIFICO - PIRISI - PINNA - PUSCEDDU - SANNA ALBERTO - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS, sulla mancata convocazione dell'Osservatorio regionale del volontariato da parte del Presidente della Giunta e sulla mancanza di una politica regionale a sostegno dell'attività di volontariato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che la Sardegna oggi esprime una realtà associativa estremamente dinamica e, così come dimostrano i dati dell'ultima rilevazione nazionale presentata dalla Fondazione Italiana per il Volontariato, la nostra è la terza regione (dopo la Valle d'Aosta e la Toscana) in Italia per numero di associazioni in rapporto alla popolazione (1401 su 1.599.511 abitanti al 31 dicembre 2001), con un impegno quotidiano di circa 40.000 volontari attivi e degli oltre 100.000 volontari saltuari che popolano l'isola;

OSSERVATO che la legge regionale 13 settembre 1993, n. 39, recante norme sulla "Disciplina dell'attività di volontariato e modifiche alle leggi regionali 25 gennaio, n. 4, e 17 gennaio 1989, n. 3" ha istituito, presso la Presidenza della Giunta, l'Osservatorio regionale del volontariato;

RILEVATO che l'articolo 20 della suddetta legge prevede che l'Osservatorio sia composto dal Presidente della Giunta, o un suo delegato con funzioni di Presidente, da quattro rappresentanti dei coordinamenti del volontariato presenti in almeno tre province, designati dalla conferenza dei presidenti dei coordinamenti e da otto rappresentanti delle organizzazioni di volontariato, designati dall'Assemblea regionale del volontariato;

PRESO ATTO che l'Osservatorio svolge importantissime funzioni, quali - tra le altre - la formulazioni di osservazioni e proposte alla Giunta e al Consiglio sui progetti di legge, sugli atti di programmazione e su altri provvedimenti che interessano le attività e le organizzazioni di volontariato, la promozione di iniziative di pubblicizzazione e di informazione sulle attività del volontariato e, infine, promuove studi e ricerche utili allo sviluppo del settore;

SOTTOLINEATO che l'Assemblea regionale del volontariato, riunitasi ad Arborea il 25 novembre 2000 e convocata dall'allora Presidente della Giunta regionale, On. Mario Floris, ha provveduto a designare, come previsto dalla normativa regionale, i dodici componenti dell'Osservatorio;

CONSTATATO che malgrado i dettami di legge (art. 20, comma 5, della legge regionale n. 39 del 1993) che imponevano al Presidente Floris di convocare la prima riunione dell'organismo nei sessanta giorni successivi alla prima riunione dell'Assemblea generale del volontariato, sono trascorsi ben diciotto mesi per l'insediamento dell'Osservatorio regionale del volontariato;

EVIDENZIATO che l'insediamento, ottenuto dai componenti con pressanti iniziative, è avvenuto il 7 giugno 2002 tra grandi pubblicizzazioni e impegni propositivi da parte del Presidente della Regione, On. Mauro Pili (nel frattempo succeduto all'On. Mario Floris) il quale, nonostante avesse assunto l'impegno a riconvocare l'organismo entro giugno per concretizzare i programmi pregressi e avviare un nuovo programma di attività, dopo oltre tre mesi non ha ancora dato alcuna risposta alle richieste provenienti dai componenti di tale organismo e da numerosi rappresentanti del mondo del volontariato sardo;

RAVVISATO che, come sottolineato dagli stessi componenti dell'Osservatorio in un documento reso pubblico nel corso della prima Conferenza regionale del volontariato sardo che si è tenuta a Cagliari lo scorso 21 settembre, "era evidente fin dalle prime proposizioni che gli impegni assunti dal Presidente Pili non potevano essere rispettati perché non sostenuti da alcune decisioni che devono sottostare all'elaborazione dei programmi di intervento";

VISTO che se da una parte erano chiari i piani di attività, non altrettanti chiari sono apparsi l'attribuzione degli incarichi, le modalità e, quindi, i tempi di realizzazione della proposta;

VERIFICATO che è riemersa l'annosa difficoltà oggettiva di ogni Presidente a convocare e a partecipare alle riunioni dell'osservatorio e le difficoltà di trovare modi e luoghi da parte dei componenti per operare;

RILEVATO che, allo stato attuale delle norme e dei gravosi impegni del Presidente, il problema si può superare mediante la nomina di un delegato da parte del Presidente così come precedentemente sperimentato;

SOTTOLINEATO che occorre avviare una riflessione sulla figura e sul ruolo e la caratterizzazione del coordinatore che affianchi e collabori con il Presidente e, quando necessario, sostituirsi nella direzione dei lavori dell'organismo;

OSSERVATO che è importante riunire al più presto l'Osservatorio ai fini della spendita di fondi per il piano di formazione i cui progetti già approvati attendono il decollo, così come appare improcrastinabile l'assegnazione dei fondi per garantire la copertura assicurativa dei volontari impegnati in attività a rischio;

STIGMATIZZATO il fatto che in occasione della Prima conferenza regionale del volontariato sardo, che ha visto la presenza di un migliaio di volontari in rappresentanza di circa ottocento associazioni isolane, la partecipazione del sottosegretario al Ministero del lavoro e Welfare e di autorevoli rappresentanti delle principali organizzazioni di volontariato, non vi fosse alcun esponente politico a rappresentare la Giunta regionale,

esprime

grave preoccupazione per la mancanza di sensibilità da parte della Giunta regionale nei confronti del volontariato sardo, perché senza la ripresa e il rilancio di una politica che sostenga l'attività a favore delle organizzazioni di volontariato si rischia di vanificare i grandi risultati raggiunti in questi anni nel settore e di far ricadere le associazioni nell'approssimazione di uno spontaneismo senza programmazione e regole,

invita

- il Presidente della Regione, ove impossibilitato per gravità degli impegni istituzionali, a convocare in tempi rapidi e utili l'Osservatorio perché il volontariato sardo avverte l'esigenza di una guida, di risposte avanzate e tempestive, di nuove professionalità, di aggiornamento, di programmi, di leggi, di provvedimenti amministrativi, di nuovi rapporti con gli enti locali e, in via prioritaria e immediata, perché la convocazione di tale organismo consentirebbe la spendita di fondi per il piano di Formazione i cui progetti già approvati attendono il decollo;

- il Presidente della Regione a nominare un suo delegato alla presidenza dell'Osservatorio regionale del volontariato, al fine di superare l'annosa difficoltà dello stesso Presidente a convocare e a partecipare alle riunioni di tale organismo,

impegna la Giunta regionale

- a riferire in Consiglio regionale sulla strategia di politica sociale promossa dalla Giunta fino a oggi, sia sul versante delle comunità che sul versante delle istituzioni e, in particolare, sulle misure e sui provvedimenti che intende adottare per valorizzare l'azione del volontariato nell'Isola;

- a promuovere tutte le iniziative volte a:

a) convocare l'Assemblea regionale del volontariato;

b) far funzionare l'Osservatorio regionale del volontariato;

c) attuare il Piano triennale di formazione dei volontari;

d) verificare la sussistenza dei requisiti necessari per l'iscrizione nel registro generale del volontariato;

e) abbattere i costi delle assicurazioni obbligatorie dei volontari;

f) abbattere il peso di numerose imposte locali (tra le quali l'ICI e l'IRAP);

- a promuovere tutte le più opportune direttive per una migliore utilizzazione delle risorse finanziarie, tecniche e professionali finalizzate alla valorizzazione del terzo settore nel complesso delle sue articolazioni in Sardegna. (85)