Seduta n.340 del 05/06/2007
CCCXL Seduta
Martedì 5 giugno 2007
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 18 e 02.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 17 maggio 2007 (333), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesca Barracciu, Gerolamo Licandro, Marco Meloni, Sergio Milia, Nicolò Rassu e Adriano Salis hanno chiesto congedo per la seduta del 5 giugno 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, con nota in data 5 giugno 2007, ha informato di aver accolto le dimissioni dell'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, Dottor Massimo Dadea e di avere assunto in via provvisoria l'interim dell'Assessorato medesimo.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul concreto rischio che nel territorio della Sardegna possa propagarsi un'epidemia di tubercolosi". (596)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Cachia - Giagu - Sabatini - Manca - Sanna Simonetta - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione della Commissione per le adozioni internazionali (CAI) di revocare all'Associazione Chiara onlus le autorizzazioni per lo svolgimento delle proprie attività presso i paesi stranieri". (747)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi dell'Assistenza domiciliare integrata (ADI) della ASL n. 8 di Cagliari". (749)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla tutela delle coppie sarde in attesa di adottare un minore". (780)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'operato della Commissione per le adozioni internazionali e della sua Presidente". (781)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla somministrazione degli psicofarmaci per bambini". (789)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Milia, con richiesta di risposta scritta, sull'attuale situazione dei progetti finanziati con la misura 4.12 del POR Sardegna 2000-2006". (803)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura dell'Hospice dell'ASL n. 8 di Cagliari". (814)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Contu - La Spisa - Petrini - Rassu - Licandro - Pileri - Lombardo - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sulla disponibilità e la spendita delle risorse per la progettazione integrata 2000/2006". (822)
(Risposta scritta in data 23 maggio 2007.)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale in Sardegna (aumenti tariffari)"(29)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento dei prezzi dei biglietti aerei della compagnia Air One della Sardegna per Fiumicino, Linate e Malpensa". (323)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle compagnie aeree e sui sardi bloccati a Linate". (437)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale". (470)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui disagi causati all'utenza dall'esclusione di Alitalia dalle rotte aeree in regime di continuità territoriale". (517)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui nuovi disservizi della continuità territoriale". (520)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata convocazione del comitato paritetico per il monitoraggio del servizio di trasporto aereo in regime di continuità territoriale". (552)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Giorico, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione di voli di linea Alghero-Roma Fiumicino in regime di continuità territoriale". (679)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi della società CONVESA srl di Chilivani (Ozieri)". (724)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei 22 dipendenti in mobilità della ex Editar Spa facente parte della multinazionale libica LA.FI.CO. (Libyan Arab Foreign Investment Co.)". (809)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2007.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sul blocco delle agevolazioni concesse dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per il comparto del commercio, relativo al settore della frutta e verdura e macellerie, nonché sull'insufficienza dei fondi per far fronte agli incentivi richiesti". (855)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di disporre la rimborsabilità del farmaco Tysabri destinato alla cura della sclerosi multipla". (856)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori delle Ferrovie meridionali sarde (FMS)". (857)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla normativa di incentivo a favore dei centri commerciali naturali". (858)
"Interrogazione Mattana - Marrocu - Barraccu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Floris Vincenzo - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche determinate dall'interruzione dei lavori per la realizzazione della diga di sbarramento di Monte Nieddu". (859)
"Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul pericolo derivante dalla presenza di un traliccio elettrico nella via dei Platani in Nuoro, nel rione denominato Città giardino". (860)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sui lavoratori e le lavoratrici delle aziende in appalto di servizi continuativi che prestano servizio al Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio a Cagliari". (861)
"Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sulla strada comunale in località Pitzuamu in Comune di Arbus". (862)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla delibera n. 16/8 del 24 aprile 2007, avente per oggetto "Legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, articolo 25. Disposizioni urgenti per il potenziamento delle strutture residenziali dell'Ersu di Cagliari. Direttive"(863)
"Interrogazione La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio, in base alla legge regionale n. 9 del 2002, e in particolare su quanto accaduto alla società Ro.An.Gel snc, prima inserita in graduatoria, poi esclusa per una interpretazione restrittiva da parte dell'ente istruttore."(864)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure relative all'assegnazione dei contributi alle attività commerciali ai sensi della legge regionale 21 maggio 2002, n. 9."(865)
Sulla programmazione dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Chiedo, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, che il Consiglio si pronunci sull'inserimento, nella programmazione bimestrale, della proposta di legge numero 243 "Disposizioni in materia di pesca marittima". E' una proposta formulata da consiglieri di maggioranza e di opposizione che ha lo scopo di consentire l'utilizzo di uno strumento di pesca, la ferrettara, in Sardegna.
E' un provvedimento molto atteso dagli operatori del settore che subiscono un pregiudizio rispetto agli operatori delle altre Regioni d'Italia. Devo ricordare che il presidente Soru, in occasione della manifestazione dei pescatori che si è svolta a Cagliari, ha assunto un impegno ben preciso che ha avuto come conseguenza l'inserimento di un comma, non mi ricordo se fosse il comma 12 o 14, nell'articolo della finanziaria sulle disposizioni in materia ambientale che, purtroppo, è stato stralciato dal Presidente del Consiglio in quanto norma intrusa.
Poiché ritengo che ci sia la necessità, anzi l'urgenza, di mantenere questo impegno e di dare una risposta agli operatori, chiedo che l'Aula si pronunci in merito.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, l'articolo 100 prevede la possibilità che l'Aula si pronunci su richiesta di un proponente della proposta di legge. Se, come mi pare di aver capito, questa è la sua richiesta, può intervenire la Giunta e eventualmente un consigliere per Gruppo per non più di cinque minuti per esprimere la propria opinione, poi l'Aula si pronunzierà per alzata di mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io credo che quanto accennava la collega Lombardo, circa la reintroduzione in Sardegna di questa speciale tecnica di pesca, meriti un approfondimento che non può prescindere da un passaggio in Commissione,. Sappiamo che queste tipologie di pesca hanno una serie di aspetti legati all'impatto ambientale che, ripeto, credo meritino un approfondimento che non può essere risolto con un semplice recupero di una norma da molti di noi, comunque, considerata assolutamente insufficiente nella sua articolazione.
Noi riteniamo che il provvedimento debba seguire l'iter normale, senza alcun carattere di urgenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Onorevole Porcu, non si chiede nessuna corsia preferenziale, perché la proposta di legge deve essere inserita all'ordine del giorno e quindi verrà esaminata prima in Commissione e poi in Aula. Non è previsto il passaggio direttamente in Aula. Si tratta di mantenere un impegno, che lo stesso presidente Soru ha assunto, capendo l'urgenza e la necessità del problema; infatti ha introdotto una proposta di soluzione nella finanziaria, stralciata perché considerata una norma intrusa. Se si vuole mantenere fede ad un impegno, allora bisogna essere coerenti e consentire che la proposta di legge venga esaminata dalla Commissione e poi dal Consiglio. Altrimenti si capisce che è stata semplicemente una presa in giro, che la norma è stata introdotta soltanto perché si sapeva che poi sarebbe stata stralciata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Non credo che il provvedimento, obbligatoriamente, debba arrivare in Aula; la Commissione potrebbe anche decidere che il progetto di legge presentato non sia meritorio di essere approvato, quindi magari istruirlo negativamente.
Io, per esempio, ho registrato numerosissime ostilità nei confronti di questo strumento di pesca. Non so che cosa ne pensi il presidente Soru, e che tipo di impegni abbia assunto. Non escludo che la Commissione possa esaminarlo in questi sessanta giorni, ma mi sembra sinceramente un po' strano che dovendo, dopo la finanziaria, incontrarci in Conferenza dei Capigruppo per definire una programmazione bimestrale dei lavori, per questa norma (ho già detto che vi sono contrasti nello stesso mondo della pesca) si faccia eccezione e si debba pronunciare l'Aula e non la Conferenza dei Capigruppo, nel corso della quale si potrà sollevare il problema.
Noi non ci opponiamo a che la Commissione esamini il provvedimento, mentre non posso garantire che il nostro Gruppo voti a favore della richiesta formulata dalla collega Lombardo.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, se lei mantiene la richiesta, chiaramente l'Aula si deve pronunciare, ma è una questione che può essere affrontata in Conferenza dei Capigruppo (Conferenza che conto di convocare a conclusione dei lavori dell'Aula), e che la Commissione può esaminare anche sulla base delle opinioni che sono state espresse senza la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo per esprimermi a favore della richiesta avanzata dalla collega Lombardo, perché credo che l'argomento sia noto sia all'Aula che ai componenti della Commissione da diverso tempo.
Su questo argomento ci sono state infatti delle iniziative che hanno attraversato in maniera, come si suol dire, bipartisan, l'intera Aula, quindi ci sono state ampie interlocuzioni, ampi ragionamenti e valutazioni sui metodi di pesca utilizzati in altre regioni limitrofe rispetto alla Sardegna, quindi con un danno per i nostri pescatori che non possono utilizzare questo strumento di pesca, che è peraltro uno strumento accolto, dal punto di vista ambientalistico, nell'intera Europa.
Quindi, il fatto che la proposta di legge, che potrebbe essere una proposta rapida e licenziabile in maniera veloce, rimanga inpastoiata nella burocrazia del Consiglio regionale si traduce poi in un danno sostanziale per la nostra economia, per cui ritengo che la collega Lombardo abbia posto un problema reale E' ovvio che se ci fosse un impegno a portare la proposta istruita in Aula entro i sessanta giorni, verrebbe superata la richiesta della collega, che è una richiesta estrema formulata in risposta ad un silenzio dell'Aula su un argomento importante e da tanto tempo all'attenzione dei consiglieri e dei Gruppi consiliari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Parlo a favore della proposta dell'onorevole Lombardo, credendo anche di interpretare la volontà di tutti quei cittadini che vorrebbero che in quest'Aula si parlasse invece che di elezioni, di nomine di questo o quell'altro ente, di problemi che toccano tutta l'economia della Sardegna. Quindi noi riteniamo che su questo ci debba essere una volontà manifesta da parte di tutta l'Aula consiliare.
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, ci occupiamo di nomine perché ci dobbiamo occupare anche di nomine, poi, quando faremo la programmazione bimestrale dei lavori, stabiliremo anche quando si riunirà il Consiglio per affrontare altri argomenti, oltre che tutte le altre volte che il Regolamento lo consente . Abbiamo una richiesta di inserimento di una proposta di legge nella programmazione bimestrale, se arriverà in Aula o no dipenderà evidentemente all'andamento dei lavori della Commissione.
Onorevole Calledda, non posso darle la parola, perché per il Gruppo dei DS ha parlato l'onorevole Marrocu.
CALLEDDA (D.S.). Presidente, vorrei un chiarimento!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Premetto che è legittimo utilizzare tutti gli strumenti del Regolamento, però voglio ricordare alla collega che il provvedimento è all'ordine del giorno della Commissione competente per materia. Commissione che, come tutti ben sanno, in questi mesi ha dovuto affrontare numerose questioni. Pertanto, pur essendo favorevole alla soluzione immediata del problema, credo che in Commissione ci sia la necessità di discutere e affrontare il problema, sapendo che nessuno è contrario a questo tipo di impostazione. Mi dispiace quindi che la collega Lombardo, , per correttezza, non abbia concordato la sua richiesta almeno con coloro i quali hanno sottoscritto il testo, cioè il sottoscritto e il collega Sanna, che non è presente in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, io accolgo la richiesta e lo stimolo della collega Lombardo, conscio dell'importanza di questa proposta di legge che rappresenta per tutta la marineria del Sulcis un'occasione di lavoro; al giorno d'oggi parlare di lavoro non è da considerarsi una bestemmia, visto che ce n'è così poco, e difendere il nostro lavoro mi sembra il meno che si possa fare.
D'altra parte non è stata chiesta una corsia preferenziale, la proposta non è stata richiamata in Aula, non sono stati chiesti i termini, è stato solo ricordato che lo stesso Presidente della Regione, aveva incluso nella finanziaria una norma apposita, poi stralciata come norma intrusa.
L'argomento riveste un'importanza particolare, per cui la richiesta di un'accelerazione dei lavori in Commissione è accettabile. Quindi anch'io a nome di Alleanza nazionale mi associo alla richiesta che l'Aula sia sensibile a questo grido di aiuto che proviene dalla marineria sulcitana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, noi sosteniamo la richiesta della collega Lombardo sottolineando che l'Aula, già in diverse occasioni, è intervenuta sulla programmazione dei lavori delle Commissioni. Ricordo per esempio le indicazioni date per l'esame delle leggi statutarie; Presidente, la sua segnalazione, la segnalazione dell'Aula, è stata accantonata dalla prima Commissione che, pur avendo ricevuto precise indicazioni di seguire un ordine di lavori che prevedesse la priorità per le leggi statutarie, quali per esempio la legge elettorale, è passata all'esame di un altro provvedimento di legge, presentato dalla Giunta, accantonando la richiesta del Consiglio, e la sua specificatamente, di seguire quell'ordine dei lavori.
Perciò io credo che la puntualizzazione della collega Lombardo sia quanto mai opportuna affinché sia il Consiglio a dare le giuste segnalazioni di priorità alla Commissione.
La collega Lombardo non chiede che la proposta di legge venga in Aula, chiede che la Commissione esamini con priorità quella proposta di legge e poi, se la Commissione lo riterrà opportuno, che possa accedere alla discussione dell'Aula nelle forme e nei modi dovuti. Sottolineo che è più che mai opportuna, viste le sollecitazioni inopportune, queste, del Presidente della Giunta che richiama il Consiglio ad occuparsi di cose produttive e non di banali indagini sul suo operato nella spendita dei denari pubblici.
Mi sarei aspettato, Presidente, e concludo, anche un suo intervento in merito che difendesse il lavoro del Consiglio affinchè non fosse messo continuamente alla berlina dalla demagogia e dal populismo del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, degli interventi che io faccio "a difesa" eventualmente ne parliamo in un altro contesto.
CAPELLI (U.D.C.). Questa è la sede per parlarne.
PRESIDENTE. Non è così, onorevole Capelli, questa non è una sede in cui parlare di tutto ogni volta che prendiamo la parola.
CAPELLI (U.D.C.). La pregherei di fare lo stesso richiamo ai colleghi!
PRESIDENTE. Lo facciamo a tutti! Relativamente all'ordine degli argomenti che vengono affrontati in Commissione, così che fra di noi non prevalga l'idea che si stravolgono le decisioni, vorrei sottolineare che se alcuni argomenti vengono collegati in sede di approvazione della manovra finanziaria, così come il Regolamento prevede, è evidente che su questa base gli argomenti collegati hanno la priorità.
Dobbiamo votare la richiesta dell'onorevole Lombardo.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intervengo semplicemente per richiamare l'attenzione del Presidente del Consiglio, e dei colleghi della maggioranza, sul fatto che tutti quanti noi facciamo politica, e non è consentito, non è lecito, che quando le minoranze chiedono l'iscrizione all'ordine dei lavori delle Commissioni di un argomento che interessa il Consiglio ma che può interessare la minoranza, questo non si faccia. Non potete chiamare in discussione sempre i provvedimenti della maggioranza; questa non è politica, non è correttezza istituzionale.
Sulla richiesta dell'onorevole Lombardo, nessuno sta dicendo che bisogna approvare la legge senza l'istruttoria in Commissione, con il richiamo all'articolo 100 (articolo del Regolamento che ha una sua precisa validità), si sta chiedendo al Consiglio di inserire nel calendario dei lavori un argomento preciso. Non capisco proprio perché ci dobbiamo dividere.
Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
La proposta di legge numero 243 sarà messa all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo che il Consiglio possa essere convocato nel più breve tempo possibile, direi il primo giorno utile della settimana prossima, viste anche le scadenze elettorali che possono impegnare giustamente tutti i consiglieri, per discutere sugli esiti della Commissione d'inchiesta sul caso della pubblicità istituzionale, noto a tutti come caso "Saatchi & Saatchi".
Chiediamo questa convocazione perchè si è assistito in questi giorni a prese di posizione, in particolare quelle del Presidente della Regione, con l'espressione di valutazioni e giudizi, a nostro parere pesantissimi e assolutamente inopportuni, sulle competenze del Consiglio e della Commissione d'inchiesta, per evitare che ci siano fraintendimenti, che si amplifichi una discussione fuori da quest'Aula, che l'argomento non arrivi alla discussione dell'Aula che è chiamata a valutare gli esiti di questa inchiesta.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, prendo atto della richiesta da lei formulata in Aula. Come lei sa verrà convocata una Conferenza dei Presidenti di Gruppo per la programmazione dei lavori del Consiglio e, in quella sede, si valuterà se il Consiglio debba occuparsi anche degli esiti della Commissione d'inchiesta.
(Interruzioni)
Onorevole La Spisa, ovviamente il Regolamento ci supporta nei limiti del possibile, negli altri casi ci dobbiamo aiutare con il buon senso, con l'interpretazione e con la volontà politica che è espressione dei Gruppi.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Vorrei, se me lo consente, chiederle un chiarimento su ciò che lei ha detto in questo momento, e cioè che la Conferenza dei Capigruppo valuterà se e come inserire gli argomenti all'ordine del giorno. Io vorrei che fosse chiaro su questo punto. Pertanto, le chiedo se lei ritiene che la Conferenza dei Capigruppo possa anche decidere di non portare in Aula la discussione sul risultato della Commissione d'inchiesta.
PRESIDENTE. Io vorrei non aprire la discussione su questo argomento. Rinvierei tutti i colleghi alla lettura dell'articolo 125 del Regolamento, perché è chiaro e vale per tutti noi, evidentemente a cominciare dal Presidente del Consiglio che è chiamato a rispettarlo. Quindi, il tema proposto impropriamente in Aula, in questo modo, verrà affrontato in sede di Conferenza dei Capigruppo e lì valuteremo in quale modo affrontare una richiesta di inserimento del tema all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Questa è la peggiore risposta! La peggiore risposta!
CAPELLI (U.D.C.). Guardi che il Consiglio è sovrano, è sovrano su tutto. Se il Consiglio vota, la Conferenza dei Capigruppo si deve adeguare.
PRESIDENTE. Infatti, non stiamo votando, onorevole Capelli. Non stiamo votando, perché non è all'ordine del giorno, non è un tema che stiamo discutendo questa sera; se mi consentite, lo affronteremo in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e poi ovviamente il Consiglio potrà decidere.
Elezione di cinque Segretari del Consiglio
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione dei Segretari dei Gruppi che non sono rappresentati nell'Ufficio di Presidenza.
I Gruppi Democratici di Sinistra, Alleanza Nazionale, Progetto Sardegna, Rifondazione Comunista e Unione Democratici Cristiani e Democratici di Centro non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, hanno chiesto, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento, che si proceda all'elezione di un Segretario per ciascun Gruppo.
L'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma del suddetto articolo 4, ha deliberato di accogliere tali richieste in quanto legittime e regolarmente espresse. Il Consiglio può pertanto procedere alla relativa votazione.
Colleghi, comunico che verranno consegnate due schede; nella scheda rosa ciascun consigliere potrà scrivere quattro nomi, uno per ogni Gruppo (Democratici di Sinistra, Alleanza Nazionale, Progetto Sardegna, Rifondazione Comunista) e nella scheda grigia verrà indicato il consigliere per il Gruppo dell'U.D.C. Risulteranno eletti i consiglieri che, facendo parte rispettivamente dei Gruppi Democratici di Sinistra, Alleanza Nazionale, Progetto Sardegna, Rifondazione Comunista e Unione Democratici Cristiani e Democratici di Centro, otterranno il maggior numero di voti. A parità di voti sarà eletto il più anziano di età.
Votazione a scrutinio segreto per l'elezione di cinque Segretari
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di cinque Segretari. Invito i consiglieri Segretari Manca e Murgioni a procedere alla chiama.
(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo Progetto Sardegna:
presenti 70
votanti 70
schede bianche 14
Hanno ottenuto voti: Corda Elia, 44; Bruno Mario, 4.
Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Corda.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo Democratici di Sinistra - Sinistra Federalista Sarda:
presenti 70
votanti 70
schede bianche 14
Ha ottenuto voti: Calledda Antonio Ignazio, 48.
Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Calledda.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo Alleanza Nazionale:
presenti 70
votanti 70
schede bianche 14
Ha ottenuto voti: Sanna Matteo, 25.
Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Sanna Matteo.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo Rifondazione Comunista:
presenti 70
votanti 70
schede bianche 14
Ha ottenuto voti: Davoli Ciriaco, 44.
Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Davoli.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza del Gruppo UDC e Democratici di Centro:
presenti 70
votanti 70
schede bianche 42
Ha ottenuto voti: Cappai Antonio, 27.
Viene proclamato eletto Segretario del Consiglio: Cappai.
(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, il Gruppo dell'U.D.C. ha proposto un ordine del giorno sui costi della politica e dell'amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 122 del regolamento. Gradiremmo che venisse discusso dall'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, l'ordine del giorno che lei richiama, non essendo attinente all'argomento in discussione, non può essere discusso.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, una sola osservazione. Io credo che l'ordine del giorno presentato sia molto attinente all'argomento in discussione oggi. Abbiamo eletto dei Segretari, facciamo o faremo delle nomine, soprattutto nell'ordine del giorno si chiede che il tutto sia rinviato ad una convocazione del Consiglio regionale certa, imminente e urgente per discuterne. Comunque anche l'elezione di nuovi Segretari del Consiglio fa parte dei costi e dell'organizzazione della vita politica del Consiglio e dell'Amministrazione pubblica.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io capisco il collegamento che lei fa tra le operazioni di voto appena concluse con la rappresentanza dei Gruppi consiliari nell'Ufficio di Presidenza e, genericamente, con i costi della politica. L'attinenza però si ferma qui perché l'ordine del giorno era relativo all'elezione, in base al Regolamento, dei Segretari. Ripeto, il tema che lei solleva è un tema degno della nostra attenzione, ci sono strumenti regolamentari diversi per portarlo all'attenzione del Consiglio (per esempio la mozione); e comunque il suo Gruppo può proporre l'argomento adesso in Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Presidente, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento, chiedo il rinvio in Commissione, per un ulteriore approfondimento, della proposta di legge numero 54 su "Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (CORECOM)".
PRESIDENTE. L'argomento non è mai stato discusso dal Consiglio, quindi in base all'articolo 86 del Regolamento può essere rinviato in Commissione qualora l'Aula sia d'accordo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, chiedo un suo autorevole intervento in Conferenza dei Capigruppo per sapere quando il Consiglio regionale affronterà l'elezione del Difensore civico che è all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, anche questo argomento sarà affrontato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
Metto in votazione la richiesta di rinvio in Commissione della proposta di legge numero 54. Chi la approva alzi la mano.
Il Consiglio è riconvocato a domicilio. Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
La seduta è tolta alle ore 19 e 12.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione DIANA - LIORI sul concreto rischio che nel territorio della Sardegna possa propagarsi un'epidemia di tubercolosi. (596)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto
Le strutture sanitarie incaricate della profilassi contro la tubercolosi sono i Servizi di Igiene Pubblica delle Aziende UU.SS.LL. Non esiste più la struttura "dispensario antitubercolare" di una volta.
Nel dettaglio, dalle analisi raccolte, nella Azienda USL n. 2 di Olbia attualmente esiste una bozza di "Dipartimento Funzionale di profilassi per la TBC" elaborato sulla base delle indicazioni regionali e provinciali che risponde alle esigenze che di volta in volta si presentano. Nella Azienda USL n. 4, sempre nell'ambito del Servizio di Igiene Pubblica, essendo la medesima dotata di un unico distretto, si è organizzato il lavoro in tre sedi operative una sede centrale a Lanusei e due sedi periferiche a Tortolì e Ierzu. In ogni sede opera un nucleo costituito da un medico e un infermiere per tre giorni la settimana. Per motivi di economia, solamente i vaccini vengono effettuati a Nuoro (la confezione del farmaco è da dieci e pertanto per motivi di approvvigionamento fanno riferimento allo Zonchello di Nuoro). Nella Azienda USL n. 5 di Oristano, le attività di sorveglianza vengono svolte dal "Presidio Pneumo-tisiologico" ubicato presso il poliambulatorio di Oristano o "Michele Pira" per quanto concerne la clinica diagnostica, terapia e screening, secondo un protocollo operativo aziendale. L'indagine epidemiologica è demandata all'Igiene Pubblica.
Nella Azienda USL n. 6 le attività di profilassi vengono svolte presso i circa venti ambulatori di Igiene Pubblica del territorio di competenza, da parte di un nucleo operativo medico-infermieristico, la frequenza di apertura di questi ultimi varia a seconda della dimensione della popolazione da sorvegliare, in media tre volte la settimana. I casi di infezione da trattare vengono inviati a Cagliari. Nella Azienda USL n. 7 di Carbonia le attività di sorveglianza vengono attualmente svolte, per quanto riguarda la clinica (diagnosi e terapia) dal Servizio di Pneumologia dell'Ospedale Crobu, mentre l'indagine epidemiologica sui casi è svolta dal Servizio di Igiene Pubblica. Nella Azienda USL n. 8 è attivo un "Ambulatorio di Profilassi antitubercolare ubicato a Cagliari. E' sede centralizzata per tutta la ASL ed effettua indagini epidemiologiche dal lunedì al venerdì. L'Ambulatorio si occupa anche di eventuali pazienti provenienti da altre Aziende UU.SS.LL.
Per quanto attiene la presenza della malattia presso la popolazione immigrata, da una analisi condotta dall'Assessorato emerge che i casi di TBC sono più frequenti tra la popolazione locale che non in quella immigrata.
La regione Sardegna ha aderito al progetto ministeriale "Stop TBC", esaminato in sede di Coordinamento Interregionale della Prevenzione" in data 10.05.2006, che ha la finalità principale di:
- la sorveglianza della malattia includendo anche la notifica da parte dei laboratori che si occupano della diagnostica della malattia (che si è provveduto a censire),
2. il miglioramento degli esiti del trattamento.
Nell'ambito di tale progetto è stato inviato alle Aziende UU SS LL un "questionario conoscitivo preliminare sulla sorveglianza tubercolosi" e una richiesta di osservazioni inerente il modello di notifica della malattia. Tale progetto prevede la costituzione di un "Dispensario funzionale". E' stato inoltre costituito presso l'Assessorato un Gruppo di Lavoro sull'argomento. E' attualmente allo studio una circolare al fine di tendere alla riduzione dei tempi di intervallo tra la segnalazione del caso sospetto e le misure di profilassi conseguenti che vede il coinvolgimento anche di laboratori di riferimento.
Nel merito dei casi di TBC nel sassarese sono stati compiuti tutti gli accertamenti previsti come da relazione finale della Azienda USL n. 1 di Sassari allegata.
L'allegato alla presente risposta è agli atti del Consiglio.
Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CUCCA - BIANCU - CUCCU G. - CACHIA - GIAGU - SABATINI - MANCA - SANNA Simonetta sulla decisione della Commissione per le adozioni internazionali (CAI) di revocare all'Associazione Chiara onlus le autorizzazioni per lo svolgimento delle proprie attività presso i paesi stranieri. (747)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto
Si premette che l'accreditamento di un'associazione ovvero la revoca di tutte le autorizzazioni concesse all'Associazione Chiara onlus per lo svolgimento delle attività previste dalla Legge n. 184/83, come modificata dalla Legge n. 476/98, sono di competenza della Commissione per le adozioni internazionali che, istituita a tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive, rappresenta l'Autorità Centrale per l'applicazione della Convenzione de l'Aja del 29.05.1993.
Pur tuttavia, per quanto attiene il caso rappresentato nelle interrogazioni, è noto che il Tribunale Amministrativo del Lazio ha disposto in data 21 marzo u.s. la sospensione del provvedimento di revoca della Commissione per le Adozioni internazionali, rinviando ad una udienza successiva fissata per il 4 aprile la decisione finale.
Con sentenza del 5 aprile il TAR del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dall'associazione Chiara onlus, annullando il provvedimento con il quale lo scorso 20 dicembre la commissione Adozioni Internazionali aveva revocato a Chiara onlus l'autorizzazione ad operare.
L'Associazione Chiara onlus, pertanto, potrà riprendere ad assistere le famiglie in lista d'attesa, che nel frattempo erano state prese in carico dalla CAI, per adottare un bambino in Ucraina, Polonia, Moldavia e Armenia.
Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali.
Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sui disservizi dell'assistenza domiciliare integrata (ADI) dell'ASL n. 8 di Cagliari. (749)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 22848 del 26.04.2007 predisposta dalla Direzione Generale dell'Azienda USL n. 8 di Cagliari.
Per capire meglio la vicenda ADI è utile ripercorrere le tappe fondamentali che hanno contraddistinto la vicenda ADI nella ASL 8 di Cagliari:
Febbraio 2005 - ADI 2000 vince la gara d'appalto per l'ADI
Maggio 2005 - CTR notifica il ricorso (per offerta al ribasso della base d'asta) impugnando la delibera di aggiudicazione e chiedendo nel contempo la sospensione dell'efficacia
Con deliberazione del Direttore Generale l'Avvocato Lauro viene incaricato di patrocinare la ASL 8 in questa causa
Dicembre 2005 la ASL 8 istituisce una Commissione composta da membri interni ed esterni all'Azienda col compito di verificare le anomalie dell'offerta ADI 2000
Con sentenza 2947 del 29 dicembre 2005 il TAR accoglie il ricorso di CTR e per l'effetto annulla la deliberazione di aggiudicazione del Servizio ad ADI 2000 con condanna alla ASL 8 al sostenimento delle spese legali
Maggio 2006 - la commissione istituita dalla ASL 8 al fine verificare le anomalie riscontrate nell' offerta dell' ADI 2000 fornisce le risultanze alla Commissione di gara dando come parere quello di richiedere all'ADI 2000 ulteriore documentazione che sia in grado di giustificare le motivazioni dell' offerta ritenute anormalmente bassa ed eventualmente di sanare le anomalie
Ottobre 2006 Con delibera 769/06 il Direttore Generale a causa del mancato invio da parte di Adi 2000 della documentazione richiesta per la verifica delle anomalie provvede ad aggiudicare l'incarico triennale per l'ADI alla seconda classificata CTR Primavera
15 dicembre 2006 ADI 2000 sostenuta dall'Avv. Lauro, impugna la delibera 769/06 con sospensiva il TAR rigetta l'istanza rinviando al 18 aprile il merito
26 gennaio 2007 viene firmato il contratto tra la ASL 8 e la CTR Primavera per l'appalto triennale dell'ADI - Assistenza Domiciliare Integrata
Il 1° febbraio CTR Primavera comincia pertanto a erogare il servizio di Assistenza Domiciliare integrata.
Si profila immediatamente una grave situazione in termini di continuità e qualità del servizio ADI nell' esclusivo interesse degli assistiti l'Azienda il 2 febbraio chiede alla cooperativa CTR le garanzie riguardo la possibilità di porre fine ai disagi e di proseguire con la corretta esecuzione del servizio così previsto dal contratto firmato in data 26.01.07.
Da subito risultava abbastanza evidente che il passaggio di consegne tra ADI 2000 e CTR fosse avvenuto in maniera completamente anomala e caratterizzato dall'incompletezza e dall'inesattezza dati dei pazienti e dei piani terapeutici previsti (100 pazienti risultavano non inseriti nel servizio di a…… decine non veniva riportata la data dell'ultima visita)
In assenza di garanzie in tal senso la Asl 8 il 3 febbraio decide di sospendere CTR Primavera e proseguire l'assistenza ai pazienti con la cooperativa ADI 2000 fino all'udienza del TAR del 18 aprile cui siamo in attesa di sentenza) ADI 2000 risultava infatti in quel momento l' unica cooperativa in grado di garantire la continuità assistenziale ai pazienti proprio perché unica depositaria di tutte le informazioni su pazienti piani terapeutici numero e frequenza degli accessi etc.
Corrisponde al vero che l'Azienda il 2 febbraio nel tentativo di porre rimedio alla situazione emergenza che si stava verificando avesse messo a disposizione dei pazienti assistiti dal Servizio AD proprie risorse (17 infermieri) per garantire la continuità del servizio verificando minuto per minuto e CTR facesse fronte tempestivamente alle segnalazioni pervenute Evidentemente questa non poteva essere una misura risolutiva proprio alla luce di quanto detto e perciò il 3 febbraio 2007 si era giunti alla decisione di sospendere il contratto di CTR.
Il Direttore Generale della ASL all'indomani di quanto riportato ha revocato il responsabile aziendale Servizio Adi le responsabilità attribuitegli riguardano l'inefficienza nella gestione del Servizio reso evidente dalla incapacità di gestire il passaggio di consegne tra ADI 2000 e CTR Primavera dovuta in particolar modo al fatto che in azienda non esistesse alcuna lista aggiornata dei pazienti assistiti né tanto meno le informazioni inerenti i piani assistenziali gli accessi settimanali la frequenza e quant'altro potesse essere utile a una corretta gestione dei pazienti in ADI.
La Direzione aziendale in seguito ai fatti descritti ha avviato un'indagine a tutto campo per verificare responsabilità di ciascuno degli attori di questa vicenda inoltre ha nominato un nuovo Responsabile del Servizio col compito prioritario di far riappropriare la ASL 8 delle informazioni necessarie al corretto svolgimento del servizio a tutela degli assistiti Tutti gli atti relativi alla vicenda ADI in oggetto sono stati consegnati alla Guardia di Finanza
Sono stati consegnati alla Guardia di Finanza anche gli atti relativi alla gestione dell'ADI nel periodo compreso tra il 1998 e il 2005 in cui ad ADI 2000 era stato assegnato il Servizio di Assistenza Domiciliare in assenza di gara pubblica
Nella speranza di aver risposto in maniera esaustiva restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sulla tutela delle coppie sarde in attesa di adottare un minore. (780)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto
Si premette che l'accreditamento di un'associazione ovvero la revoca di tutte le autorizzazioni concesse all'Associazione Chiara onlus per lo svolgimento delle attività previste dalla Legge n. 184/83, come modificata dalla Legge n. 476/98, sono di competenza della Commissione per le adozioni internazionali che, istituita a tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive, rappresenta l'Autorità Centrale per l'applicazione della Convenzione de l'Aja del 29.05.1993.
Pur tuttavia, per quanto attiene il caso rappresentato nelle interrogazioni, è noto che il Tribunale Amministrativo del Lazio ha disposto in data 21 marzo u.s. la sospensione del provvedimento di revoca della Commissione per le Adozioni internazionali, rinviando ad una udienza successiva fissata per il 4 aprile la decisione finale.
Con sentenza del 5 aprile il TAR del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dall'associazione Chiara onlus, annullando il provvedimento con il quale lo scorso 20 dicembre la commissione Adozioni Internazionali aveva revocato a Chiara onlus l'autorizzazione ad operare.
L'Associazione Chiara onlus, pertanto, potrà riprendere ad assistere le famiglie in lista d'attesa, che nel frattempo erano state prese in carico dalla CAI, per adottare un bambino in Ucraina, Polonia, Moldavia e Armenia.
Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali
Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS sull'operato della Commissione per le adozioni internazionali e della sua Presidente. (781)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta alle interrogazioni in oggetto
Si premette che l'accreditamento di un'associazione ovvero la revoca di tutte le autorizzazioni concesse all'Associazione Chiara onlus per lo svolgimento delle attività previste dalla Legge n. 184/83, come modificata dalla Legge n. 476/98, sono di competenza della Commissione per le adozioni internazionali che, istituita a tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive, rappresenta l'Autorità Centrale per l'applicazione della Convenzione de l'Aja del 29.05.1993.
Pur tuttavia, per quanto attiene il caso rappresentato nelle interrogazioni, è noto che il Tribunale Amministrativo del Lazio ha disposto in data 21 marzo u.s. la sospensione del provvedimento di revoca della Commissione per le Adozioni internazionali, rinviando ad una udienza successiva fissata per il 4 aprile la decisione finale.
Con sentenza del 5 aprile il TAR del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dall'associazione Chiara onlus, annullando il provvedimento con il quale lo scorso 20 dicembre la commissione Adozioni Internazionali aveva revocato a Chiara onlus l'autorizzazione ad operare.
L'Associazione Chiara onlus, pertanto, potrà riprendere ad assistere le famiglie in lista d'attesa, che nel frattempo erano state prese in carico dalla CAI, per adottare un bambino in Ucraina, Polonia, Moldavia e Armenia.
Si coglie l'occasione per esprimere la disponibilità di questo Assessorato, a collaborare costruttivamente con le Istituzioni e gli organismi interessati per le adozioni internazionali.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione SANNA Matteo sulla somministrazione degli psicofarmaci per bambini. (789)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto.
Il Disturbo da Deficit di attenzione con Iperattività (ADHD - Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell'adolescente caratterizzato secondo i criteri del Diagnostic and Statistical Muanual of Mental Disorder (DSM-III DSM IIIR DSMIV) da inattenzione e impulsività/iperattività e come tale riconosciuto dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Nello specifico il DSM IV distingue tre forme cliniche inattentiva iperattiva combinata.
Nel corso dello sviluppo lo stesso soggetto può evolvere da una categoria all'altra manifestando nelle varie fasi di età le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile. Tutti questi sintomi non sono causati da deficit cognitivo (ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive all'autocontrollo e nella capacità di pianificazione. Tali difficoltà sono persistenti in tutti i contesti e situazioni di vita del bambino causando una limitazione significativa delle attività quotidiane. Le cause di tale disturbo sono di origine genetica e non genetica. Nell'ultimo decennio numerosi studi clinici hanno dimostrato che questi bambini rispetto a bambini appartenenti a gruppi di controllo presentano significative alterazioni funzionali di specifiche regioni del Sistema nervoso Centrale LADHA non è quindi solo un disturbo dell'attenzione in sé ma come originato da un difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno alla base dell'inibizione e dell'autocontrollo in particolare corteccia prefrontale e nuclei o gangli della base. Tra i fattori non genetici sono stati collegati all'ADHD la nascita prematura/uso di alcool e tabacco da parte della madre/ esposizione a elevate quantità di piombo nella prima infanzia e le lesioni cerebrali - soprattutto quelle che coinvolgono la corteccia prefrontale. L'ambiente non sembra avere importanza decisiva nella genesi del disturbo ADHD come invece in altri disturbi di condotta a base emotivo educazionale.
La patogenesi dell'intero sistema di sintomi del'ADHD si può considerare effetto della confluenza di fattori neuro biologici e psicosociali mediata da un disturbo dello sviluppo cognitivo emotivo che assume un ruolo centrale. La diagnosi di tale patologia è sempre affidata alla neuropsichiatria infantile con specifiche competenze sulla diagnosi dell'ADHD e sugli altri disturbi che possono mimarne i sintomi (diagnosi differenziale) o che possono associarsi ad esso (comorbilità) ed è basata su un protocollo diagnostico (Protocollo diagnostico e terapeutico della sindrome da iperattività e deficit di attenzione per il registro nazionale del metilfenidato AIFA - ISS) stilato dal Comitato Scientifico istituito presso l'AIFA e che recepisce quanto stabilito dalle linee guida della Società di Neuro Psichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SIMPIA) ADHD diagnosi e Terapia farmacologia concordate dalla Consensus Conference di Cagliari del marzo 2003. la disattenzione /iperattività e impulsività devono essere presenti per almeno sei mesi ed avere fatto la loro comparsa prima dell'età di 7 anni. La diagnosi di ADHD deve basarsi sulla classificazione del DSM IV che opera classificazioni ampiamente compatibili con quelle proposte dall'OMS nella XI revisione della Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari correlati (ICD XI). Inoltre secondo il DSM IV per fare diagnosi di ADHD occorre inoltre che i sintomi impediscano il funzionamento sociale del bambino e che la compromissione funzionale sia presente in almeno due contesti sociali (casa scuola gioco ecc.). La diagnosi è in ogni caso essenzialmente clinica e si basa sull'osservazione e sulla raccolta di informazioni fornite da fonti multiple e diversificate quali genitori insegnanti educatori. II disturbo va sempre differenziato dalla vivacità dei bambini normali dalle condizioni legate esclusivamente a contesti sociali svantaggiati ad esperienze traumatiche ad atteggiamenti educativi incongrui ed a modelli sociali e familiari caratterizzati da impulsività La diagnosi clinica dei pazienti deve essere supportata ed integrata dai seguenti strumenti Intervista diagnostica semi strutturata (Kiddie Schedule for Affettive Disorders and Schizophrenia Present and Lifetime version Parent Interview for Children Symptoms revised for DSM IV)
- Scala di valutazione dei sintomi di ADHD e dei sintomi da disturbo dirompente del comportamento (rating scale o SNAP IV Clmical Global Impression - ADHD - Severità o altro)
- Questionano per i genitori e per gli insegnanti (Conner s Parent & Teacher rating Scale revised o Child Behaviour Check List o altro)
- Valutazione livello cognitivo Scala di intelligenza Wechsler per bambini riveduta (WISC R) o altro)
- Valutazione delle abilita di lettura e calcolo Prove MT batteria dislessia matematiche
- Scala di autovalutazione per ansia e depressione MASC e CDI
- Altro criterio clinico e documentato
È importante sottolineare che già a partire dal percorso diagnostico è essenziale la partecipazione e comunicazione del pediatra di famiglia referente per la salute del bambino. Una volta diagnosticato il disturbo i soggetti affetti da ADHD possono essere sottoposti a terapie
- psicocomportamentali
- farmacologiche (metitfenidato)
- combinate (psicocomportamentali e farmacologiche)
Per facilitare la definizione di un valido percorso terapeutico comprendente l'uso del metilfenidato è stato istituito e predisposto un Registro Nazionale coordinato dal Dipartimento del Farmaco dell' ISS in collaborazione con l'AIFA e il Ministero della Salute. Il Registro vincola la prescrizione del metilfenidato alla predisposizione di un piano terapeutico (PT) semestrale da parte del Centro di riferimento l'ISS con nota n 19753/farm 6 del 28 aprile 2004 così come previsto dal DM 22.07.2003 ha definito i criteri standard dei Centri di riferimento e ha demandato alle Regioni l'individuazione di tali Centri sul proprio territorio.
I requisiti standard dei Centri di riferimento sono sotto elencati
- Strutture (Servizi Centri Dipartimenti Rete territoriale) di Neuropsichiatria infantile di ASL Aziende Ospedaliere Istituti Universitari o IRCCS
- Presenza nella struttura del Neuropsichiatra dell'infanzia e dello Psicologo clinico
- Presenza nell'istituzione di appartenenza (AO Università IRCCS AUSL) di Pediatra Farmacologo clinico o Farmacista Assistente Sociale o comunque di personale in grado di supportare la famiglia e interagire con la scuola
- Capacità della struttura di neuropsichiatria infantile di assorbire i potenziali casi attesi in base alle stime di prevalenza dell'Istituto Superiore di Sanità
- Capacita del Centro di predisporre il piano terapeutico e la prima somministrazione del Metilfenidato in ambiente clinico (DH)
- Capacita di garantire il follow up per tutta la durata del trattamento
- Capacita di coordinarsi per la presa in carico del paziente con il Pediatra di Libera Scelta ed il Servizio di Neuropsichiatria infantile del territorio
- Garanzia della gestione del registro (input dati e qualità dei dati riservatezza dei dati sensibili)
Con Determinazione n. 1362 del 22 settembre 2005 questo Assessorato ha individuato due Centri in possesso dei requisiti richiesti la Clinica di Neuropsichiatria infantile dell'Università degli Studi di Cagliari e l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università degli Studi di Sassari.
Si precisa che il protocollo del Registro prevede che non solo la diagnosi e il PT ma anche la terapia con metilfenidato debba essere iniziata (in regime di DH) dal neuropsichiatria infantile del Centro di riferimento indicato dalla Regione. Il PT inoltre prevede il controllo clinico da parte del neuropsichiatria infantile del Centro di riferimento dopo una e quattro settimane di terapia per la valutazione di efficacia e tollerabilità. Qualora venga deciso di mantenere la terapia saranno programmati controlli clinici dopo i primi cinque mesi e successivamente almeno ogni sei mesi. Il PT deve riportare la durata prevista del trattamento (massimo sei mesi rinnovabili). La valutazione dei periodi intermedi sarà effettuata dal neuropsichiatra infantile delle strutture territoriali in collaborazione col pediatra di famiglia. In questi controlli intermedi il neuropsichiatra infantile delle strutture territoriali o il pediatra possono effettuare la prescrizione del farmaco attenendosi a quanto previsto dal PT del Centro di riferimento che dovrà sempre accompagnare in copia la ricetta. Almeno una volta all'anno il trattamento è interrotto per verificare la possibilità di continuare il trattamento della sindrome con la sola terapia psico comportamentale. Il quadro clinico è monitorato attentamente per verificare intensità dei sintomi compromissione globale eventuale comorbilita e/o comparsa di complicanze efficacia e tollerabilità degli interventi terapeutici. La prescrizione del metilfenidato per la terapia dell'ADHD è possibile solo nel contesto del Registro nazionale i dati relativi ad ogni paziente iscritto sono immessi sul modulo di arruolamento e di follow up in forma anonima e saranno presenti esclusivamente in un area protetta del portale dell'ISS attraverso cui i centri i servizi territoriali di neuropsichiatria infantile ed i pediatri potranno accedere tramite un accesso riservato. Il Registro Nazionale ha l'obiettivo di costituire una banca allocata presso l'ISS che è responsabile della gestione e protezione la cui popolazione di riferimento è composta da pazienti fra i 6 ed i 18 anni sottoposti a terapia farmacologica tramite metilfenidato la cui prescrizione può avvenire esclusivamente nell'ambito del Registro stesso ciò al fine di monitorare l'uso del metilfenidato e verificare la sicurezza il beneficio e la compliance alla terapia da solo e in associazione ad altri interventi terapeutici (farmacologici e non) a medio e a lungo termine. Il metilfenidato può presentare vari effetti collaterali quali cefalea diminuzione dell'appetito, insonnia e irritazione gastrointestinale ma quando il farmaco è somministrato correttamente cefalea e dolori addominali sono rari temporanei e raramente impongono la modifica e la sospensione della terapia. Rare seppur documentate sono la neutropenia e leosmifilia. In individui predisposti possono verificarsi o peggiorare movimenti involontari tic e idee ossessive. Possono aversi in alcuni bambini variazioni del tono dell'umore con aumento o diminuzione dell'eloquio ansia eccessiva euforia disforia irritabilità. Nei bambini l'abuso e la dipendenza sono praticamente inesistenti. Diversi studi mostrano peraltro che adolescenti con ADHD in terapia con psicostimolanti dall'infanzia presentano minore incidenza di abuso di sostanze psicotrope rispetto ad adolescenti che da bambini non avevano ricevuto alcun trattamento farmacologico per ADHD. I soggetti in trattamento con psicostimolanti sono a maggior rischio di eventi cardiovascolari. Il rischio è in funzione diretta dell'eta minore nei bambini maggiore negli adolescenti e negli adulti.
In ogni caso durante le visite mensili di follow up il pediatra o il servizio territoriale di NPI rileva gli eventuali eventi avversi verificatesi e li segnala al Centro di riferimento. In caso di eventi avversi gravi pericolosi per la vita la segnalazione al Centro di riferimento deve essere immediata. Il Centro di riferimento provvede a segnalare tutti gli effetti avversi all'Ufficio per la farmacovigilanza dell'AIFA. Il metilfenidato infatti come tutti i farmaci di nuova introduzione è sottoposto a sorveglianza di tutte le sospette reazioni avverse (attese e non attese non gravi e gravi) per due anni dalla autorizzazione all'immissione in commercio allo scopo di monitorare adeguatamente il profilo di sicurezza.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione MILIA sull'attuale situazione dei progetti finanziati con La Misura 4.12 del Por Sardegna 2000/2006. (803)
In relazione all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue:
- alla scadenza del 20 dicembre sono stati presentati 199 progetti integrati, costituiti da un insieme di manifestazioni di interesse perseguenti obiettivi comuni. I progetti integrati rappresentano l'aggregazione delle manifestazioni di interesse pervenute a giugno
- con Delibera n. 16/2 del 24 aprile 2007 la Giunta regionale ha approvato i primi 59 progetti integrati, considerati prioritari in quanto contenenti operazioni finanziabili con le Misure FEOGA del Por Sardegna.
- tra le operazioni contenute nei 59 progetti approvati rientrano anche quelle potenzialmente finanziabili con la Misura 4.12 del Por Sardegna 2000/2006 "Diversificazione della attività agricole e affini", ed in particolare l'attività agrituristica, la realizzazione di laboratori di trasformazione e produzione di prodotti non contenuti nell'allegato 1 del Trattato e le fattorie didattiche;
- alla pubblicazione dei progetti integrati prioritari è seguita l'individuazione delle operazioni finanziabili con la Misura 4.12 che sono state comunicate al Responsabile di Misura con nota del CRP 2413 del 30.04.2007.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sulla mancata apertura dell'Hospice dell'ASL n. 8 di Cagliari. (814)
In riscontro ali interrogazione in oggetto si trasmette in allegato quale elemento utile alla risposta la nota n.22846 del 26.04.2007 predisposta dalla Direzione Generale dell'Azienda USL n.8 di Cagliari.
I lavori per la costruzione della struttura extraospedaliera denominata Hospice sono cominciati il 13 febbraio 2004. La previsione di durata dei lavori era di due anni per cui la struttura doveva essere terminata nel febbraio 2006.
C'è stata poi una proroga di due mesi dovuta a una perizia di variante che ha riguardato aspetti fondamentali non previsti nel progetto originario (a causa di un'inadeguata copertura finanziaria)
- impianto di distribuzione dell'ossigeno
- impianto di aspirazione endocavitaria
- collegamento impianto distribuzione idrica
- serbatoio da 5000 litri ad integrazione riserva idrica
- serbatoio idrico da 20.000 litri ad uso antincendio
- collegamenti elettrici e di telecomunicazione con il Businco
- messa a norma ringhiere balconi scale bagni nelle stanze di degenza
Ovviamente una struttura come l'Hospice per poter funzionare non poteva prescindere dal reclutamento selezione inserimento nonché il finanziamento dei costi di tutto il personale per 12 milioni di euro l'anno a questo si sono aggiunte le procedure di gara acquisizione e consegna nonché il finanziamento completo per l'acquisto di arredi tecnologie biomedicali materiali vari per un importo di oltre 400 mila euro.
Nel progetto originario tutto questo non era stato previsto (in quanto privo di copertura finanziaria). L'Hospice è stato inaugurato e aperto il 4 aprile 2007 secondo le previsioni di questa Direzione Aziendale.
Nella speranza di aver risposto in maniera esaustiva restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione CONTU - LA SPISA - PETRINI - RASSU - LICANDRO - PILERI - LOMBARDO - SANJUST sulla disponibilità e spendita delle risorse per la progettazione integrata 2000/2006. (822)
In relazione all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue:
- il processo della progettazione integrata è un metodo partecipativo che si inserisce e utilizza le procedure del POR per qualificare la spesa attraverso il coinvolgimento diretto dei potenziali beneficiari (pubblici e privati) per la predisposizione di progetti integrati di sviluppo a valenza regionale o territoriale. Il processo procede parallelamente all'attuazione del POR lo affianca e premia i soggetti che oltre alla presentazione delle domande nei bandi si rendono disponibili a perseguire obiettivi comuni. L'architettura del sistema è tale per cui tale metodologia procede in parallelo e non pone assolutamente a rischio il. rispetto dei tempi per la spesa delle risorse, anzi aumenta tendenzialmente la qualità della spesa. Occorre inoltre ricordare che parte delle risorse utilizzate per il finanziamento della progettazione integrata sono risorse "rinvenienti" dalla rendicontatone di "progetti coerenti" del POR Sardegna e in quanto tali non hanno il vincolo di spesa del 31.12.2008.
- il termine del 19 giugno 2006 era riferito alla presentazione da parte dei singoli soggetti di manifestazioni di interesse ad eseguire operazioni potenzialmente finanziabili con risorse pubbliche ed alla disponibilità a partecipare a processi partenariali di sviluppo. Come noto sono pervenute circa 14.000 manifestazioni di interesse;
- il termine del 20 dicembre era riferito alla presentazione di progetti integrati, costituiti da un insieme di manifestazioni di interesse perseguenti obiettivi comuni. Tra giugno e dicembre si avviata la costituzione dei partenariati di progetto e la predisposizione dei progetti stessi. In tale data sono pervenuti 199 progetti integrati che rappresentano l'aggregazione delle manifestazioni di interesse pervenute a giugno
come risulta chiaro non si è trattato di proroga ma di scadenze diverse collegate ad adempimenti diversi;
il processo della progettazione integrata è un metodo che coinvolge in generale le politiche di sviluppo della Regione Sardegna ed in particolare le politiche di sviluppo locale. Trattandosi di una metodologia questa può essere utilizzata per qualsiasi programma di sviluppo, sia per il periodo 2000/2006 sia per il periodo 2007/2013. Giova ricordare che lo stesso Consiglio Europeo negli Orientamenti strategici per le politiche di coesione e per le politiche di sviluppo rurale stabilisce la necessità di un approccio che si basi su progetti locali e integrati di sviluppo;
con Delibera della Giunta Regionale n. 16/2 del 24 aprile 2007 ha approvato i primi 59 progetti integrati, considerati prioritari in quanto contenenti operazioni finanziabili con le Misure FEOGA del Por Sardegna. Tali operazioni godono pertanto delle priorità previste nei rispettivi bandi;
il Nucleo regionale di Valutazione sta procedendo celermente alla valutazione dei restanti progetti;
la spesa del POR procede regolarmente ed è permanentemente monitorata dal parte dell'Amministrazione regionale, l'avanzamento costante si può inoltre verificare dalle domande di pagamento presentate dalla Regione alle scadenze prefissate;
la scadenza dei Regolamenti di esenzione per gli aiuti di stato alle piccole e medie imprese, in particolare il Regolamento (CE) 70 del 2001, è stata prorogata con Regolamento (CE) 1976 del 2006 dal 31 dicembre 2006 al 30 giugno 2008, mentre le Decisioni della Commissione che autorizzavano regimi di aiuto comunicati a norma dei Regolamenti di esenzione sono state prorogate anche esse al 30 giugno 2008 con Decisione della Commissione Europea del 20 dicembre 2006 n. 2007/72/CE; per avere il quadro preciso degli aiuti a finalità regionale si è in attesa della Decisione della Commissione europea e della relativa pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea della Carta degli Aiuti a finalità regionale della Repubblica Italiana; le spese direttamente connesse alla progettazione integrata sono quantificabili in 2,4 milioni di Euro, a carico della Misura 4.4 "Sviluppo integrato d'area e di filiera" - Azione 4.4.a "Promozione e sostegno dei Progetti Integrati" - del Por Sardegna 2000/2006, che prevede e quantifica tale tipologia di spesa.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione CASSANO sulla continuità territoriale in Sardegna (aumenti tariffari). (29)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 5172/gab. del 27/9/2004, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni in essa contenute sono da intendersi superate in quanto, a suo tempo, alle stesse rispose il Presidente Soru durante un dibattito in Aula.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione SANNA Matteo sull'aumento dei biglietti aerei della compagnia Air One dalla Sardegna per Fiumicino, Linate e Malpensa. (323)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 6061/gab del 28/9/2005, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione SANNA Matteo sulle compagnie aeree e sui sardi bloccati a Linate. (437)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 819/gab. del 1°/2/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione VARGIU sulla continuità territoriale. (470)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n, 1884/gab. del 13/3/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione DIANA - LIORI sui disagi causati all'utenza dall'esclusione di Alitalia dalle rotte aree in regime di continuità territoriale. (517)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 3578/gab. del 7/6/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione VARGIU sui nuovi disservizi della continuità territoriale. (520)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 3628/gab. del 8/6/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione LIORI - DIANA sulla mancata convocazione del Comitato Paritetico di Monitoraggio del servizio di trasporto aereo in regime di continuità territoriale. (552)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 4350/gab. del 7/7/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che il Comitato Paritetico per il Monitoraggio dell'attuazione degli oneri del servizio pubblico si è riunito nelle seguenti date:
- 19/6/2006 - insediamento Comitato - 22/3/2007
- 24/7/2006 - 23/4/2007
- 3/10/2006 - 21/5/2007
- 11/12/2006.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione GIORICO sulla soppressione di voli di linea Alghero-Roma Fiumicino in regime di continuità territoriale. (679)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 7310/gab. del 6/11/2006, con la quale venivano richieste notizie in merito all'interrogazione di cui all'oggetto, si comunica che le argomentazioni nella stessa contenute sono da intendersi superate dagli eventi.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione CASSANO sullo stato di crisi della Società Convesa S.r.l. di Chilivani (Ozieri). (724)
In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Premesso che la Società Convesa S.r.L. con sede a Cagliari ha iniziato l'attività nel 1996 nella zona industriale di Ozieri-Chilivani, rilevando un'azienda in crisi, specializzata nella costruzione di carrozze ferroviarie.
Una commessa della Trenitalia Cargo, aggiudicava nel 2001 alla Convesa la revisione di mille carri per trasporto merci.
La prima situazione di crisi si manifesta nell'anno 2004 allorché Trenitalia Cargo inizia ad inviare sempre meno carri e pezzi di ricambio per le manutenzioni. Della commessa di 1.000 carri fino all'anno 2004 ne risultano revisionati circa 500 e gli invii mensili si riducono da 50 carri a circa una decina al mese,
Nonostante le forti sollecitazioni degli Assessori dell'Industria e del Lavoro e l'accordo sottoscritto in data 30 settembre 2004 con i dirigenti di Trenitalia, la situazione della Società Convesa non sono migliorate a causa delle ulteriori inadempienze della Società committente che ha continuato a far pervenire il materiale rotabile con notevoli ritardi non consentendo alla Società Convesa le condizioni di poter occupare le maestranze a tempo pieno e di conseguenza 40 dipendenti nel medesimo anno vengono messi per sei mesi in cassa integrazione ordinaria a rotazione.
Per tentare di superare la situazione di crisi che continua a permanere, in data 11 aprile 2005 gli Assessori dell'Industria, del Lavoro e dei Trasporti sottoscrivono un accordo con il legale rappresentante di Trenitalia Cargo, la Società Convesa e le Organizzazioni Sindacali in cui Trenitalia conferma l'impegno a rispettare il contratto di fornitura dei carri da revisionare con l'invio
sin dal mese di maggio del 2005 di 50 carri con i relativi pezzi di ricambio in modo da onorare in contratto in essere.
Pertanto la Società Convesa sospende temporaneamente l'avvio delle procedure di mobilità in attesa di verificare quanto concordato nell'accordo. Nonostante i formali impegni sottoscritti la Società Trenitalia Cargo, continua a non onorare puntualmente il contratto sottoscritto nel 2001, costringendo, di conseguenza ad addivenire alla decisione, nel marzo del 2006, di collocare in mobilità n. 7 dipendenti e per i restanti 24 dipendenti l'applicazione della Cassa Integrazione Guadagni straordinaria per crisi aziendale a zero ore a rotazione.
Nel frattempo tra la Società Convesa e Trenitalia Cargo è in atto un contenzioso in sede giudiziaria, avendo quest'ultima Società formalizzato l'avvio della procedura per la rescissione del contratto di fornitura stipulata nell'anno 2001.
Nonostante un tentativo dì conciliazione tra i rappresentanti delle due Società allo stato attuale non sono ancora pervenuti ad una composizione della vertenza, ristabilendo possibili condizioni per un futuro rapporto.
Allo stato attuale è in corso un pressante intervento politico nei confronti del Governo e di Trenitalia finalizzato a risolvere il contenzioso in essere, con contestuale ricerca di nuovi operatori del settore per la ripresa produttiva dello stabilimento di Chilivani.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione CALIGARIS sulla situazione dei 22 dipendenti in mobilità della ex Editar S.p.A. facente parte della multinazionale libica LA.FI.CO. (Libyan Arab Foreign Investiment Co.). (809)
In riferimento all'interrogazione in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Premesso la EDITAR S.p.A. (Editrice Italo Araba S.p.A. facente parte della multinazionale libica LA.FI.CO. ha rilevato nel 1986 dalla Società GR.EL. S.p.A. - Grafiche Elmas S.p.A.) lo stabilimento editoriale, ove fino agli anni '80 si stampava il giornale " Tuttoquotidiano", per la stampa di milioni di copie di libri di testo destinati alle scuole di ogni ordine e grado dei paesi del Nord Africa.
A seguito "dell'embargo internazionale" avvenuta nel 1986 le forniture editoriali si sono progressivamente ridotte fino a limitarsi al solo mercato libico.
Tale situazione internazionale ha indotto la Società ad una drastica riduzione della forza lavoro e all'attivazione degli ammortizzatori sociali quali Cassa integrazione e mobilità. Tra gli anni '90 e il 2003 la Società EDITAR prosegue nella evasione delle commesse, affidando anche parte delle lavorazioni ad altri stabilimenti editoriali siti nel territorio nazionale. Ciò nonostante la Società EDITAR nell'aprile del 2004 assume la decisione di cessare l'attività produttiva collocando in mobilità i rimanenti 29 dipendenti.
A seguito di ciò lo scrivente Assessore avvia una serie di incontri con le Organizzazioni sindacali e i vertici aziendali rappresentando a questi ultimi le nuove azioni poste in campo dall'Amministrazione regionale e finalizzate alla ripresa produttiva delle aziende operanti nel territorio regionale, senza peraltro, che da parte della Società vengano formulate proposte imprenditoriali per il riutilizzo dello stabilimento editoriale in disuso.
Dei 29 lavoratori posti in mobilità nel 2004 allo stato attuale si sono ridotti a 22 unità di cui 9 con scadenza nel corrente mese e 13 con scadenza nel mese di aprile del 2008.
Con accordo sottoscritto nel corrente mese ai 9 lavoratori della Società EDITAR S.p.A., non ancora inseriti nel mercato del lavoro e privi dei requisiti per essere collocati in pensione verrà estesa la "mobilità in deroga" per tutto il corrente anno.
Testi delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta
Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sul blocco delle agevolazioni concesse dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per il comparto del commercio, relativo al settore della frutta e verdura e macellerie, nonché sull'insufficienza dei fondi per far fronte agli incentivi richiesti.
Il sottoscritto,
premesso che è venuto a conoscenza che, per disposizione emanata dall'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio sono state bloccate le agevolazioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2002 per il comparto del commercio, relativamente alla vendita (in sede fissa ed ambulante) al minuto di frutta e verdura e per le macellerie;
atteso che:
- la legge succitata concede incentivazioni sia per le imprese commerciali a sede fissa che per quelle che esercitano il commercio ambulante;
- non sono ritenute ammissibili le motivazioni che l'Assessorato adduce a giustificazione del blocco medesimo;
- il riferimento alla normativa europea, trattato CE per gli aiuti "de minimis", non appare applicabile, poiché lo stesso trattato e precisamente gli articoli 87 e 88 ai quali fa riferimento il regolamento CE n. 1860/2004 del 6 ottobre 2004, riguarda specificatamente il settore produttivo agricolo: di fatto l'articolo 2, comma 1, integrato con l'articolo 4 del regolamento CE n. 1998/2006 definisce "impresa del settore agricolo" le imprese dedite alla sola "produzione" eliminando dal concetto la "trasformazione e commercializzazione" dei prodotti, di conseguenza imputabili ai settori artigianali, industriali e commerciali, non obbligatoriamente legate alla produzione agricola primaria;
considerato che:
- il regolamento CE n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 è decaduto a far data dal 31 dicembre 2006, seppur ritenuto possibilmente applicabile sino al 30 giugno 2007;
- il regolamento CE n. 1998/2006 del 15 dicembre 2006, detta norme di applicazione degli articoli 87 e 88 sugli aiuti di importanza minore "de minimis", in sostituzione del regolamento n. 69/2001, ormai superato;
- il paragrafo 1 di detto regolamento, citando l'esperienza acquisita in sede applicativa, cita testualmente: "risulta opportuno rivedere alcune delle condizioni previste dal regolamento CE n. 69/2001 e sostituire detto regolamento";
- al paragrafo 3, lo stesso regolamento, in modo specifico e solo esclusivamente per il settore agricolo, cita ancora: "Il presente regolamento non dovrebbe applicarsi al settore della produzione primaria di prodotti agricoli... ecc.";
- ancora al paragrafo 4 e 5 il regolamento, evidenziando il concetto di trasformazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, precisa che il medesimo non potrebbe applicarsi "agli aiuti il cui importo sia fissato in base al prezzo o al quantitativo dei prodotti acquistati o commercializzati";
verificato che:
- all'articolo 1 (campo di applicazione) lo stesso regolamento esclude (al punto C) gli aiuti concessi a imprese attive nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nei casi:
a) quando l'importo dell'aiuto è fissato in base al prezzo ed al quantitativo dei prodotti acquistati da produttori primari o immessi nel mercato dalle imprese interessate;
b) quando l'aiuto è subordinato al fatto che venga parzialmente o interamente trasferito a produttori primari; evidenziando quindi che le esclusioni in materia di incentivazione non riguardano il comparto del commercio, ma solo quello agricolo nelle fasi di prima trasformazione e commercializzazione all'interno del comparto stesso, o nella prima vendita ai soggetti che si forniscono dai produttori primari;
- per la maggior parte i prodotti esitati sia al minuto che in sede ambulante (frutta e verdura) provengono, purtroppo, da altri paesi, e non, purtroppo ancora, dalla nostra agricoltura;
constatato che:
- a parere del sottoscritto, quindi, quanto esposto e regolamentato nella normativa europea è riferito solo ed esclusivamente al comparto agricolo e non al comparto commerciale;
- di fatto, in base a detto regolamento, gli aiuti non sono concedibili quando si riferiscono direttamente a prodotti acquistati da produttori primari e solo quando a questi viene trasferito lo stesso aiuto (regolamento n. 1998/2006);
- gli investimenti proposti dalle imprese commerciali a valere nella legge regionale n. 9 del 2002 nulla hanno a che vedere con il concetto precisato dal regolamento CE n. 1998/2006 che, di fatto, ha rettificato quanto riportato nel regolamento CE n. 69/2001; se così non fosse sarebbero incompatibili tutti gli aiuti ed incentivazioni rivolti verso il comparto artigianale ed industriale operanti nei settori specifici agro-zootecnici (vedasi caseifici, panifici, industria conserviera, ecc.) che operano su prodotti rivenienti dall'attività agricola e zootecnica,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio e il Presidente della Regione affinché vengano:
1) ammesse alle provvidenze della legge regionale n. 9 del 2002 e successive modificazioni, le imprese commerciali operanti nella rivendita al minuto di carni, e di frutta e verdura (per queste ultime sia in sede fissa che ambulante);
2) incentivati gli investimenti dalle stesse imprese proposti a finanziamento a valere sulla stessa legge, semprechè istruiti positivamente dal punto di vista economico e patrimoniale dagli Istituti di credito convenzionati;
3) sbloccate le richieste di finanziamento presentate dalle imprese del comparto succitate, eventualmente esaminate con esito negativo in base alle disposizioni emanate dall'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio in precedenza menzionate e riammesse al godimento delle agevolazioni di cui alla legge regionale n. 9 del 2002;
4) sufficientemente incrementate le risorse finanziarie inerenti le incentivazioni di cui alla legge regionale n. 9 del 2002, sino a coprire le richieste di finanziamento presentate dalle imprese commerciali stante il ritardo di ben 5 anni con il quale viene data attuazione alla legge stessa.(855)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di disporre la rimborsabilità del farmaco Tysabri destinato alla cura della sclerosi multipla.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che un gruppo di persone affette da sclerosi multipla, individuate dalla Clinica neurologica dell'Università di Sassari, ha richiesto di essere curato con un particolare farmaco, il Tysabri, prescritto per il trattamento di alcune forme molto resistenti di sclerosi multipla recidivante remittente;
rilevato che con la determinazione 7 dicembre 2006, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 292 del 16 dicembre 2006, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la rimborsabilità del Tysabri per il trattamento citato;
considerato che, a tutt'oggi, l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale non ha ancora disposto la rimborsabilità del farmaco a causa di un mancato adempimento di carattere burocratico;
ritenuto che la Giunta regionale debba immediatamente adottare i necessari adempimenti per rendere tempestivamente operativa la determinazione dell'Agenzia italiana del farmaco,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se sia a conoscenza della situazione di disagio e di malcontento delle persone affette da sclerosi multipla e per conoscere i provvedimenti che intende assumere per rendere immediatamente operativa la rimborsabilità del farmaco Tysabri.(856)
Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori delle Ferrovie meridionali sarde (FMS).
Il sottoscritto,
premesso che sulla stampa nei giorni scorsi è stata data la notizia che i dipendenti delle FMS sono costretti a lavorare in un ambiente in cui si trovano decine e decine di metri quadri di amianto, in particolare le coperture dei parcheggi e dei capannoni della sede delle FMS di corso Colombo ad Iglesias;
considerato che il legame tra l'amianto ed i tumori, in particolare il mesotelioma pleurico, è accertato fin dagli anni '50;
osservato che in Italia, stando alle statistiche, sono oltre 12.000, i lavoratori che si sono ammalati proprio a causa dell'esposizione all'amianto;
sottolineato che l'amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa delle fibre di cui è costituito e che queste possono essere presenti in ambienti di lavoro e di vita e pertanto inalate;
rilevato che il rilascio di fibre nell'ambiente può avvenire o in occasione di una manipolazione/lavorazione o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria, urti, ecc.;
ribadito che la salute e la sicurezza del lavoratore devono essere al primo posto tra gli obiettivi dell'azienda,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore del regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
2) ritengano opportuno intervenire per la tutela della salute dei lavoratori delle FMS e quali iniziative e misure urgenti intendano a tal fine adottare.(857)
Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla normativa di incentivo a favore dei centri commerciali naturali.
Il sottoscritto,
considerato che:
- la legge regionale 18 maggio 2006, n. 5, di disciplina generale delle attività commerciali, incentiva l'organizzazione dei centri commerciali naturali e pone le basi per la loro delimitazione e per la definizione del sistema dei contributi;
- sul merito è poi nuovamente intervenuta la Giunta regionale, con propria delibera n. 50/36 del 5 dicembre 2006;
- ulteriori richieste di chiarimenti in merito alla applicazione della norma hanno reso necessaria la circolare esplicativa dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio del 29 marzo 2007, prot. 258/Gab;
- tale circolare esplicativa parrebbe indicare l'impossibilità di essere ammesso al beneficio dei contributi da parte di un centro commerciale naturale che insistesse in un ambito territoriale in cui fosse concorrente con altra iniziativa analoga;
- lo spirito dell'indirizzo della circolare appare ovviamente quello di impedire la duplicazione dell'offerta di centri commerciali naturali, andando in direzione opposta rispetto all'obiettivo dell'aggregazione delle proposte e della cooperazione tra gli esercizi commerciali che è alla base della costituzione del centro commerciale naturale;
- la duplicazione delle proposte che insistano su medesimi ambiti territoriali rischierebbe dunque di impedire a strutture consorziate efficienti e operative da tempo di accedere al sistema dei contributi che può consentire di realizzare l'obiettivo dell'istituzione e del funzionamento del centro commerciale naturale,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere se non ritengono che sia necessario un più dettagliato atto di indirizzo che stabilisca con chiarezza che, nel caso di eventuali duplicazioni di richiesta di istituzione di centri commerciali naturali e di domanda di accesso alle contribuzioni previste dalla legge che si riferiscano allo stesso contesto viario cittadino, sia data precedenza ai consorzi proponenti di consolidata operatività e di maggiori dimensioni, proprio per garantire lo sviluppo di iniziative collettive e coordinate tra gli operatori commerciali, come è nello spirito della legge.(858)
Interrogazione Mattana - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche determinate dall'interruzione dei lavori per la realizzazione della diga di sbarramento di Monte Nieddu.
I sottoscritti,
premesso che, per far fronte alla grave emergenza idrica che affligge l'intero territorio regionale, con particolari problemi nell'area meridionale dell'Isola, nell'ambito del POR, Programma operativo delle regioni dell'obiettivo 1, la Regione Sardegna ha attribuito al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale il finanziamento dei lavori di realizzazione della diga sul rio Monti Nieddu;
constatato che l'intervento interessa i comuni di Sarroch, Villa San Pietro, Pula, Capoterra, Domusdemaria e Teulada e che lo stesso è finalizzato ad eliminare il deficit idrico, irriguo e potabile della fascia costiera sud-occidentale del golfo di Cagliari;
considerato che l'invaso di Monte Nieddu, per la sua consistenza, riveste una importanza strategica per gli usi idropotabili e irrigui non solo per l'area interessata, ma interviene in maniera funzionale all'ottimizzazione dello stesso sistema del Flumendosa;
premesso che i lavori di cui trattasi sono stati aggiudicati all'associazione temporanea d'impresa Dragados y Costrucciones P.O. - SA Fomento de costrucciones y contratas SA Grandi lavori Fincost Spa, la cui consegna è avvenuta il 21 gennaio 1998 e la loro ultimazione era fissata al 21 gennaio 2002;
premesso, altresì, che il Consorzio di bonifica, a causa di sopravvenute complicazioni di carattere tecnico, in particolare di natura geologica, aveva significato al Ministero dei lavori pubblici ed all'Assessorato regionale dei lavori pubblici l'impossibilità di rispettare il termine per il completamento degli stessi e la necessità che, per completare l'opera, si rendeva necessario integrare urgentemente le somme disponibili fino all'importo originario dell'appalto;
rilevato che successivamente il CIPE, nella seduta del 28 settembre 2004, approvava il rifinanziamento per euro 52.033.000 dei lavori per il completamento dell'opera;
constatato che alla data del 18 dicembre 2001 l'impresa appaltatrice ha eseguito lavori pari al 30 per cento del totale appaltato e finanziato e il 19 dicembre 2001 la stessa ATI appaltatrice dei lavori ha proposto domanda di arbitrato contenente la richiesta di risoluzione del rapporto contrattuale e che di conseguenza si è instaurato un contenzioso tra impresa e Consorzio di bonifica che a sua volta ha richiesto la risoluzione del rapporto contrattuale de quo per fatto e colpa della ditta appaltatrice;
rilevato che da allora e, quindi, da circa cinque anni, i lavori risultano interrotti con grave danno per il territorio e serio pericolo di perdita dei finanziamenti ottenuti con la conseguenza che circa 70 persone hanno visto pregiudicato il proprio posto di lavoro con gravi ripercussioni sul tessuto sociale del territorio;
sottolineato che, in conseguenza dell'interruzione dei lavori, si è in presenza di una situazione del territorio di grave compromissione dal punto di vista ambientale in un territorio di grande pregio e la mancata ripresa dei lavori determinerebbe una situazione di scempio ambientale irreversibile, per cui si rende necessario ed urgente ultimare le opere e procedere ad una sistemazione del sito;
rilevato che la mancata ultimazione dell'opera in oggetto annovererebbe la stessa tra le grandi incompiute non solo a livello regionale, ma a livello nazionale, così come affermato da alcune importanti riviste a diffusione nazionale;
considerato che le forti e decennali aspettative delle popolazioni del territorio devono indurre ad adottare tutte le decisioni, anche le più drastiche, tese a far riprendere i lavori che già presentano gravissimi e non più giustificabili ritardi,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere:
1) quale sia ad oggi il quadro giuridico-amministrativo e lo stato dei lavori riguardanti l'opera in oggetto;
2) quali determinazioni intendano adottare il Presidente della Regione e la Giunta regionale perché si possa avviare in tempi rapidi la ripresa dei lavori al fine di completare un'opera che riveste importanza strategica per i territori della costa sud-occidentale e per l'intera Sardegna meridionale.(859)
Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul pericolo derivante dalla presenza di un traliccio elettrico nella via dei Platani in Nuoro, nel rione denominato Città giardino.
Il sottoscritto,
premesso che l'Assessore al bilancio e patrimonio del Comune di Nuoro, Gianni Angioi, ha segnalato allo scrivente il grave stato di pericolo che esiste in Nuoro nella via Dei Platani, nel popoloso rione Città giardino;
rilevato che in tale via, proprio al centro della sede stradale, è collocato un traliccio elettrico gestito, secondo quanto viene riferito, dalla società Terna di Cagliari;
tenuto conto che il traliccio, di dimensioni ragguardevoli, occupa gran parte del nastro d'asfalto, tanto da costringere gli automobilisti ad una deviazione del percorso per poter transitare;
considerato che il manufatto, interamente d'acciaio, deturpa evidentemente l'aspetto gradevole del rione, costituito da un insieme di unità abitative con giardino, che ne fanno una delle zone residenziali più ambite della città;
tenuto conto che, a prescindere delle considerazioni circa l'aspetto estetico, la collocazione del traliccio costituisce comunque una fonte di pericolo sotto molteplici aspetti. Esso, infatti, costituisce intralcio alla circolazione per i motivi più sopra esposti; inoltre, il passaggio di cavi dell'alta tensione collegati al traliccio in questione, crea una fonte di radiazioni nocive alla salute che, in un popoloso rione come quello di Città giardino, non tarderà a far sentire i suoi effetti dannosi sugli abitanti della zona;
ciò premesso chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere se e quali iniziative ritenga adottare per rimuovere la situazione di grave pregiudizio testè descritta e in quali tempi possa eventualmente prevedersi che il traliccio venga rimosso.(860)
Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sui lavoratori e le lavoratrici delle aziende in appalto di servizi continuativi che prestano servizio al Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio a Cagliari.
I sottoscritti,
premesso che il Piano sanitario prevede il trasferimento dei reparti del Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio di Cagliari presso altre strutture ospedaliere;
tenuto conto che i servizi continuativi presso il San Giovanni di Dio sono costituiti da servizio mensa, addetti pulizie reparto e servizio portierato per un totale di 55 addetti così ripartiti: 12 addetti al servizio mensa, 38 addetti alle pulizie e 5 addetti al portierato;
considerato che vi è la clausola contrattuale di continuità lavorativa, qualunque ditta appaltatrice si aggiudichi i servizi;
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Nerina Dirindin, per verificare che, con il trasferimento dei reparti del Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio, si garantisca continuità lavorativa ai 55 addetti.(861)
Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sulla strada comunale in località Pitzuamu in Comune di Arbus.
Il sottoscritto,
visti i numerosi articoli riportati dalla stampa quotidiana regionale e periodica locale in merito alle problematiche della strada comunale di Pitzuamu, in Comune di Arbus, riferiti al divieto d'accesso alla popolazione, riservando la percorrenza solo a turisti ed operatori agricoli in quanto la strada attraversa un'area SIC (Sito di interesse comunitario), dovuto ad importanti valenze naturalistiche, tra le quali la presenza di una nutrita colonia di cervo sardo;
uditi i malumori della popolazione di Arbus e Guspini, a proposito del blocco della strada in oggetto, anche dopo gli episodi di vandalismo pubblicati sulle pagine dei quotidiani regionali e dei periodici locali, il più grave dei quali riportava la notizia di un cervo ucciso, la cui testa venne appesa al cartello di descrizione dei lavori all'inizio della strada;
verificato che questa iniziativa sarebbe stata assunta dal Comune di Arbus dopo trattative con Legambiente;
considerato che:
- la strada è aperta e transitabile da oltre vent'anni e che mai sono stati rilevati incidenti ai danni di cervi o altra fauna selvatica e, sicuramente fatto più importante, mai sono stati registrati danni a persone;
- la strada venne progettata e realizzata dal Comune di Arbus per ridurre la distanza verso il villaggio turistico in località Portu Maga sulla Costa Verde alla fine degli anni '80;
- causa della tensione sociale creata dal malcontento popolare sono state riferite minacce fisiche e ritorsioni a persone e cose,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:
1) la legittimità del provvedimento di chiusura della strada ai cittadini con la sola eccezione di turisti, allevatori e agricoltori operanti nella zona;
2) in cosa consista l'eccezione al transito per i turisti, e cioè con quale titolo una persona è definita "turista";
3) a che titolo viene imposto ad un cittadino comunitario il divieto di circolare liberamente all'interno del territorio di uno Stato membro dell'Unione europea in netta violazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE);
4) se la strada è classificata come comunale (in quanto il tracciato esistente ripercorre quasi per intero quello della vecchia strada che conduceva alla località Pitzuamu come si evince dalle carte IGM 1:25.000 fogli Guspini e Gutturu 'e Flumini) e quindi se i lavori in oggetto possono considerarsi come nuovi o trattasi del ripristino del tracciato esistente;
5) se risponde al vero, e a quale titolo, che la Regione ed il Comune di Arbus hanno trattato e trovato accordi (come riportato dalla stampa) con un'associazione ambientalista, quindi un soggetto privato, come Legambiente, che non risulta essere un soggetto istituzionale titolato a porre vincoli ad un ente pubblico;
6) se risulta vero che il Comune di Arbus non abbia chiesto la valutazione di incidenza ambientale necessaria per un'opera stradale in un'area SIC (Sito di interesse comunitario) e, se fosse vero, di chi sarebbe la responsabilità;
7) quando tale area è stata classificata dalla Unione europea come SIC, cioè prima o dopo la realizzazione del tracciato, che risale ad oltre 20 anni fa;
8) se, quando fu redatto il progetto iniziale, la normativa prevedesse l'obbligo di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza ambientale o altri adempimenti nei confronti della Regione o dell'Unione europea;
9) se l'accordo sopraccitato tra Comune di Arbus e Legambiente non nasconda l'individuazione di imprese che operino in esclusiva per accompagnare gruppi di turisti nell'area;
10) se la Regione è a conoscenza delle tensioni sociali create da questa vicenda.(862)
Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla delibera n. 16/8 del 24 aprile 2007, avente per oggetto "Legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, articolo 25. Disposizioni urgenti per il potenziamento delle strutture residenziali dell'Ersu di Cagliari. Direttive".
I sottoscritti,
premesso che:
- l'articolo 25, comma 1, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, stanzia la somma complessiva di 17.500.000 euro, finalizzata all'acquisto dell'area nota come "ex Sem", nella città di Cagliari, e alla realizzazione di un campus universitario di almeno mille posti letto;
- con delibera n. 16/8 del 24 aprile 2007 la Giunta regionale ha emanato le direttive necessarie alla definizione degli atti propedeutici alla realizzazione del progetto di massima elaborato dall'architetto prof. Paulo Mendes da Rocha, brasiliano, di cui nella medesima delibera si legge "vincitore del Premio Pritzker 2006";
- tale progetto eccede, per dimensioni e costi di realizzazione, quanto esplicitamente indicato nel contratto stipulato con il soggetto esecutore dei lavori in data 27 luglio 2006, ma la Giunta regionale ha deciso di disporne comunque la realizzazione anche alla luce delle rassicurazioni ricevute dall'Ersu, secondo cui non si rende necessario un ulteriore stanziamento di fondi regionali per garantire la copertura finanziaria dell'opera;
considerato che:
- analoghi progetti presentati in passato dai soggetti privati che si sono succeduti nella proprietà dell'area sono stati respinti nonostante venissero proposti un numero inferiore di posti letto e standard dimensionali notevolmente inferiori a quelli del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha;
- a tutt'oggi, non risulta che il Comune di Cagliari abbia provveduto ad apportare al proprio Piano urbanistico comunale le variazioni necessarie a consentire la realizzazione dell'opera;
- non è pertanto possibile individuare alcuna ragione per cui la Regione debba, nella fase attuale, deliberare la realizzazione dell'opera, della quale manca ancora la progettazione esecutiva e che non potrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni urbanistiche dal Comune di Cagliari;
valutato che:
- con delibera n. 38/4 del 19 settembre 2006, la Regione ha disposto di trasferire all'Ersu sette immobili siti nella città di Cagliari, per un valore complessivo di 7.926.946 euro, al fine di consentire l'acquisizione dell'area "ex Sem" e la realizzazione del campus universitario;
- gli immobili, tuttavia, saranno trasferiti all'Ersu unicamente una volta realizzate le nuove sedi degli uffici regionali che oggi vi sono ospitati e comunque non oltre trenta mesi dalla data di adozione della delibera;
- a tutt'oggi, le nuove sedi di cui sopra non sono state realizzate, né sono trascorsi trenta mesi dalla data di adozione della delibera, pertanto si deve presumere che gli immobili siano tuttora di proprietà della Regione e che non possano essere dismessi dall'Ersu;
- per effetto degli incrementati standard dimensionali dell'opera da realizzare, si può inoltre presumere che il valore complessivo degli immobili di cui si è disposto il trasferimento nel settembre del 2006 non sia sufficiente a garantire la copertura finanziaria dell'opera, dal momento che all'adozione della delibera la Giunta regionale non poteva prevedere che, diversi mesi più tardi, avrebbe adottato un progetto di massima comportante maggiori oneri;
- la delibera n. 16/8 del 24 aprile 2007 non indica esplicitamente quali siano gli immobili che l'Ersu dovrebbe dismettere al fine di garantire la copertura finanziaria dell'opera,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport affinché riferiscano:
1) per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di procedere alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha nonostante questo ecceda gli standard dimensionali precedentemente previsti dalla Regione anziché chiedere una rettifica dello stesso o affidare la realizzazione di un nuovo progetto, coerente con gli standard prefissati, eventualmente a un diverso architetto;
2) quale è l'esatto importo previsto per l'acquisizione dell'area "ex Sem" e per la realizzazione dell'opera così come progettata dal prof. Mendes da Rocha;
3) per quali ragioni la Giunta regionale ha ritenuto di dover deliberare sin da ora di dare mandato all'Ersu affinché proceda alla realizzazione del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha, nonostante non esista ancora un progetto esecutivo e soprattutto nonostante la destinazione urbanistica dell'area interessata non consenta la sua realizzazione;
4) per quali ragioni, alla luce di quanto testé esposto, la Giunta regionale ha ritenuto di dare mandato all'Ersu di procedere alla dismissione di beni propri al fine di garantire la copertura finanziaria dì un'opera che, allo stato attuale, non può ancora essere realizzata;
5) quali sono i beni immobili oggetto della dismissione finalizzata a dare copertura finanziaria all'opera, quale è il loro valore e se sono già di proprietà dell'Ersu o devono essere trasferiti dalla Regione;
6) se si prevede uno scambio con il soggetto esecutore dei lavori, con conseguente cessione degli immobili da dismettere al medesimo soggetto, o se gli immobili saranno ceduti a terzi affinché il ricavato venga utilizzato per dare copertura finanziaria all'opera;
7) nel caso in cui gli immobili siano stati sottoposti a valutazione più di una volta negli ultimi tre anni, quando sono state effettuate tali valutazioni e con quali esiti;
8) quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di trasmettere tutti gli atti relativi al progetto per la realizzazione del campus universitario nell'area "ex Sem" e alla dismissione di immobili regionali finalizzata a garantire la copertura finanziaria dell'opera, compresi gli atti relativi alla valutazione degli immobili, di revocare la delibera n. 16/8 del 24 aprile 2007, di deliberare la non conformità del progetto di massima elaborato dal prof. Mendes da Rocha con gli standard dimensionali prefissati, di disporre l'elaborazione di un nuovo progetto di massima e, nel contempo, di richiedere al Comune di Cagliari la variazione del proprio Piano urbanistico comunale necessaria alla realizzazione del campus universitario nell'area "ex Sem".(863)
Interrogazione La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust,con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio, in base alla legge regionale n. 9 del 2002, e in particolare su quanto accaduto alla società Ro.An.Gel snc, prima inserita in graduatoria, poi esclusa per una interpretazione restrittiva da parte dell'ente istruttore.
I sottoscritti,
preso atto che:
- è vigente in Sardegna la legge regionale 21 maggio 2002, n. 9 (Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio);
- nel periodo compreso fra il 10 settembre e il 31 dicembre 2003 era consentito presentare istanza alla Regione al fine di usufruire delle agevolazioni previste dalla citata legge;
- in virtù di tale normativa, la società Ro.An.Gel snc, in data 30 settembre 2003, inoltrò alla Regione la domanda per la concessione del contributo agevolato;
- di seguito l'Assessorato del turismo, artigianato e commercio rese noto il raggruppamento temporaneo d'imprese (RTI), con capogruppo il Banco di Sardegna, che si aggiudicò il servizio relativo all'ottenimento dei benefici previsti, precisando che la documentazione richiesta andava presentata alla società capogruppo nei trenta giorni compresi fra il 20 aprile e il 19 maggio 2006;
- il 20 aprile 2006 la società Ro.An.Gel snc inoltrò quanto richiesto dal bando, a conferma della richiesta di cui sopra, scegliendo la Banca Intesa San Paolo quale ente istruttore fra quelli componenti il RTI;
rilevato che:
- in data 14 dicembre 2006 una comunicazione del direttore di Confcommercio di Cagliari (prot. 425/2006) comunicava alla società Ro.An.Gel snc che la sua "istanza risulta istruita positivamente e inserita nella graduatoria in posizione utile ai fini dell'ottenimento dell'agevolazione richiesta";
- la stessa nota precisava che il completamento dell'istruttoria tecnico-economica veniva effettuato a seguito dell'invio al Banco di Sardegna di ulteriore documentazione prevista dalla Regione, entro la data del 13 gennaio 2007;
- in data 5 gennaio 2007, infatti, la società Ro.An.Gel snc inviò al Banco di Sardegna la documentazione richiesta;
- a seguito dell'istruttoria disposta dalla Regione, la società Ro.An.Gel snc risultava inserita al numero 2370 della graduatoria finale;
- in data 11 aprile 2007 alla Ro.An.Gel snc giunge una comunicazione della Banca Intesa San Paolo Spa attraverso la quale si comunicava che la domanda inoltrata per il contributo non era ammissibile in quanto il programma d'investimento, presentato, prevedendo l'acquisto di automezzi, non era in linea con l'articolo 6 delle direttive e criteri d attuazione della legge regionale n. 9 del 2002, che indica che "possono beneficiare dei contributo per l'acquisto di automezzi strettamente inerenti l'attività commerciale esclusivamente gli esercenti il commercio ambulante, gli agenti e i rappresentanti di commercio";
considerato che:
- la Ro.An.Gel snc, quando presentò la domanda nel 2003, si trovava nelle condizioni previste dall'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2002, avendo tutti i requisiti previsti per i beneficiari, cioè quelli previsti ai commi a) commercio al dettaglio, in sede fissa o ambulante e all'ingrosso, e c) somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, come definite dalla legge 25 agosto 1991, n. 287;
- la Ro.An.Gel. snc, infatti, svolge attività di commercio all'ingrosso di prodotti alimentari comunque conservati, pasticceria conservata, gelati confezionati, dolciumi conservati, vale a dire, somministrazione al pubblico di alimenti e bevande mediante contratto di concessione in esclusiva per la società Unilever Spa;
rimarcato che:
- la Ro.An.Gel. snc, nel 2004, acquistò il primo automezzo dotato di cella frigorifera per il trasporto dei prodotti;
- a seguito del positivo ingresso in graduatoria, la Ro.An.Gel. snc ha provveduto ad acquistare un secondo automezzo dotato di cella frigorifera e all'assunzione di due dipendenti, confidando sull'agevolazione del finanziamento richiesto disposto dalla legge regionale n. 9 del 2002;
verificato che:
- nelle direttive e nei criteri di attuazione della già citata legge, all'articolo 6 "spese ammissibili", dopo il punto e), si specifica che: "Rientrano tra le attrezzature agevolabili gli automezzi strettamente inerenti all'attività commerciale. Possono beneficiare del contributo per tale categoria di beni esclusivamente gli esercenti il commercio ambulante, gli agenti ed i rappresentanti di commercio";
- con queste motivazioni la Ro.An.Gel. snc, non essendo inquadrabile fra queste categorie, è stata esclusa dal finanziamento, nonostante abbia avuto parere favorevole all'atto dell'istruttoria regionale;
- le spese effettuate dalla società in oggetto sarebbero del tutto legittime, in quanto la Ro.An.Gel. snc ha acquistato attrezzature mobili nuove di fabbrica che non possono essere definite automezzi, bensì sarebbero classificabili come beni mobili strumentali alla propria attività lavorativa che costituiscono il proprio deposito e senza i quali non si potrebbe operare;
- gli automezzi acquistati vengono definiti autocarri ad uso specifico;
appurato che:
- l'ente istruttore avrebbe applicato le direttive e i criteri di attuazione della legge regionale n. 9 del 2002 in maniera estremamente restrittiva, adducendo motivazioni che potrebbero risultare contraddittorie fra quanto rilevato nella fase istruttoria tecnico-economica della Regione e l'esito negativo emesso dalla Banca Intesa San Paolo Spa;
- l'esclusione della società in oggetto, potrebbe risultare dannosa per l'economia e lo sviluppo della stessa che, avendo fatto affidamento su una legge regionale emanata per stimolare e incentivare la ristrutturazione, l'ammodernamento, lo sviluppo, la riqualificazione e l'efficienza delle strutture distributive, ha assunto impegni concreti e onerosi anche sulla base delle comunicazioni riguardanti l'esito positivo dell'istruttoria e l'inserimento in graduatoria in posizione utile ai fini dell'ottenimento dell'agevolazione richiesta,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per conoscere:
1) se, alla pari del caso in oggetto, siano state segnalale altre situazioni analoghe che denuncerebbero una interpretazione restrittiva della legge regionale n. 9 del 2002 e delle direttive e criteri di attuazione da parte dell'ente istruttore, in difformità su quanto precedentemente giudicato da chi preposto alla redazione della graduatoria;
2) quali iniziative intendono adottare al fine di rendere più estensiva l'interpretazione della normativa, così da soddisfare quante più società e aziende che hanno come unico scopo quello di migliorare la condizione societaria, creare sviluppo e nuovi posti di lavoro;
3) se non ritengano fornire al RTI più esplicite direttive e criteri onde fugare dubbi e perplessità riguardo l'assegnazione dei finanziamenti previsti dalla legge regionale n. 9 del 2002.(864)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure relative all'assegnazione dei contributi alle attività commerciali ai sensi della legge regionale 21 maggio 2002, n. 9.
I sottoscritti,
premesso che il 16 aprile 2007 è stato pubblicato sul sito Internet della Regione il bando per le agevolazioni finanziarie a favore delle piccole e medie imprese commerciali e dei centri commerciali naturali ai sensi della legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, e successive modificazioni, relativamente all'annualità 2006;
evidenziato che il bando relativo all'annualità 2006 é stato pubblicato nel quarto mese dell'anno 2007, dunque è già stato accumulato un consistente ritardo nella spendita delle relative risorse;
considerato che, per venire incontro alle esigenze delle attività interessate a partecipare al bando, la scadenza è stata prorogata dal 16 maggio 2007 al 10 giugno 2007;
rammentato che, unitamente alla proroga, le attività commerciali interessate a partecipare al bando hanno richiesto alla Regione alcune modifiche al modulo di domanda, che non risulta siano state apportate;
sottolineato che il modulo di domanda predisposto dall'Assessorato del turismo, artigianato e commercio richiede ai candidati di fornire informazioni che non è possibile reperire, come il valore del contributo in conto interessi a carico della Regione, che può essere determinato solo ed esclusivamente conoscendo il tasso di interesse che sarà praticato dall'istituto di credito all'atto dell'erogazione, o informazioni relative all'iscrizione alla Camera di commercio e al fatturato conseguito nell'annualità precedente o nei primi mesi dell'anno, impossibili da fornire per le imprese che usufruiscono dei contributi per l'avvio di nuove attività;
valutato che, qualora l'Assessorato non dovesse procedere alla modifica della modulistica è prevedibile un gran numero di ricorsi amministrativi da parte delle attività che si ritroveranno escluse dalle agevolazioni per non essere state in grado di fornire le informazioni di cui sopra, con conseguenti costi per 1'Amministrazione regionale e ulteriori ritardi nell'erogazione dei contributi, come già è avvenuto relativamente al bando per l'annualità 2005;
preso atto dello scarso interesse mostrato dalla Giunta regionale nei confronti del settore commerciale sin dall'inizio della legislatura e ribadito nuovamente anche in occasione dell'approvazione della legge finanziaria regionale per il 2007, quando la rigidità dell'esecutivo nell'individuazione della copertura finanziaria non ha consentito di incrementare lo stanziamento, pesantemente insufficiente, previsto per il rifinanziamento della legge regionale n. 9 del 2002, che quindi nelle annualità a venire non potrà garantire un adeguato sostegno alle attività commerciali,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio affinché riferisca quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di concedere un'ulteriore proroga di almeno dieci giorni per la scadenza del bando per le agevolazioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2002 convocando nel contempo un tavolo tecnico con le associazioni di categoria al fine di apportare le necessarie modifiche alla modulistica predisposta per la partecipazione al bando.(865)
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