Seduta n.223 del 20/03/2002 

CCXXIII Seduta

Mercoledì 20 Marzo 2002

Antimeridiana

Presidenza del Presidente Serrenti

indi del Vicepresidente Biggio

indi del Presidente Serrenti

indi del Vicepresidente Biggio

indi del Presidente Serrenti

indi del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 07.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Mercoledì 13 marzo 2002), che è approvato.

PRESIDENTE. Considerata l'assenza di numerosi colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 10 e 29.)

Sull'omicidio del prof. Marco Biagi

PRESIDENTE. Colleghi, ieri a Bologna è successo un fatto molto grave di cui non possiamo non parlare: l'omicidio di Marco Biagi.

E` un atto di barbarie che piomba tutte le coscienze democratiche in un profondo stato di prostrazione.

Sono sicuro di interpretare i sentimenti di tutto il Consiglio, partecipando alla famiglia il dolore nostro e dell'intero popolo sardo e condannando con fermezza l'uccisione del consulente del ministro Maroni, a cui sento il dovere di estendere le condoglianze.

E' il segno più evidente, e purtroppo prevedibile, di un pericoloso degrado della battaglia politica.

Anche noi dovremo fare la nostra parte, sostituire le grida con il confronto, i ragionamenti, il dialogo; spesso gli uomini immaginano che la contrapposizione dialettica sia un gioco delle parti e non abbia conseguenze. La storia degli ultimi anni nel nostro Stato è lì a dimostrare che, ahimè, purtroppo non è così. La drammatizzazione, la estremizzazione delle legittime differenze e dei contrasti, che sono il sale della democrazia, portano inevitabilmente ad un clima di conflitto che noi, come apprendisti stregoni, non siamo poi in grado di governare e di portare a sintesi pacifica e democratica.

Io mi auguro che l'atto terribile, commesso ieri sera a Bologna, almeno a questo serva: a restituire alla battaglia politica serenità e consapevolezza.

E` con questo augurio che, a nome di tutto il Consiglio, rinnovo alla moglie e al figlioletto del professor Biagi le nostre condoglianze e quelle dell'intero popolo sardo.

Vi chiedo di osservare, in omaggio al professor Biagi e alla sua famiglia, un minuto di silenzio.

(Viene osservato un minuto di silenzio).

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2002)" (295/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo il nostro lavoro. Sento il dovere innanzitutto di scusarmi con l'Assessore della programmazione che ieri, alla chiusura dei lavori, ha sollevato un problema, e aveva perfettamente ragione. A me pareva che ci fosse un accordo per chiudere la seduta alle nove; quindi ho ritenuto che, in base all'accordo, potessimo interrompere i nostri lavori. In realtà, quando si è indetta una votazione, non si possono interrompere i lavori fino a quando non si è votato. Quindi Assessore, le chiedo scusa.

Ora riprendiamo la discussione della legge finanziaria.

Ricordo che sono in corso le dichiarazioni di voto sul comma 2 dell'articolo 2 della legge finanziaria. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario su questo comma dell'articolo 2; un voto contrario non soltanto sul comma in esame, ma sull'impostazione di questo articolo che interviene su un nodo che noi abbiamo considerato essenziale nell'ultima fase della scorsa legislatura, e che consideriamo essenziale per il governo della Sardegna dei prossimi anni.

La determinazione a colmare totalmente lo spazio di sottoscrizione di mutui per attivare iniziative che riteniamo non abbiano la capacità di dare soluzioni strutturali ai problemi della Sardegna ci preoccupa, e questa preoccupazione l'abbiamo manifestata e continuiamo a manifestarla.

Eliminare totalmente, come poi avviene con evidenza nel comma 7 di questo articolo, i margini di manovra del bilancio, a causa degli eccessivi oneri per il pagamento del debito, riteniamo sia un elemento di preoccupazione che condizionerà per i prossimi vent'anni l'attività istituzionale ed economica della Sardegna.

Con questo articolo noi stiamo bloccando le leve della economia sarda, ovvero stiamofacendo una scelta che ci costringerà, nei prossimi anni, per poter fare delle manovre finanziarie, a chiedere ai sardi di pagare delle nuove tasse per le quali non c'è una motivazione concreta, perché se servissero modificare la struttura economica e produttiva dell'Isola, potrebbero trovare il consenso di tutti, ma se servono per iniziative che non producono cambiamenti, la loro imposizione non produce consenso, produce disgregazione sociale e disagio.

Penso che in quest'Aula non abbiamo mai utilizzato dei toni che siano andati oltre le righe, né è mancato mai il rispetto tra le parti. Lo stile che ha contraddistinto maggioranza ed opposizione, è un elemento di salvaguardia al quale, pur nella caduta generale della politica, non dobbiamo mai rinunciare, e so che da entrambe le parti ci sono persone che possono accogliere adeguatamente questo appello.

Noi pensiamo che su questa finanziaria sia necessario intervenire per eliminare le norme intruse non necessarie, e per le quali invece è più produttivo ed utile un provvedimento legislativo specifico, una proposta che consenta all'Aula di dibattere sul tema senza il vincolo e senza il peso del bilancio. Questa volontà di introdurre dentro la finanziaria queste norme intruse, ha il sapore di un ricatto pesante sulla testa di tutti i consiglieri, e in particolare su quelli della maggioranza, che sotto il peso di questi condizionamenti non possono esplicitare in libertà le loro scelte, ritenendole in qualche modo legate all'approvazione della legge finanziaria entro tempi definiti.

Penso che sia necessaria da parte della maggioranza una assunzione di consapevolezza di questo ambito; eliminare le norme intruse significa anche riacquisire la libertà di scelta e di voto sulla finanziaria e la libertà di scelta e di voto su queste norme intruse.

Voglio fare una battuta anche rispetto al tema della qualificazione della spesa; ieri il collega Gianpiero Pinna ha citato la spesa sui parchi, sulle aree definite in concomitanza con l'Unione europea, come una spesa insufficiente. Bene, la spesa dedicata ai parchi nella Tabella F) è sostanzialmente uguale a quella prevista nel capitolo di spesa relativo ai canili, cioè in questa finanziaria si investe sui parchi la stessa somma che si investe sui canili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Preannunciando il voto favorevole voglio rispondere all'intervento del collega Lai su un solo aspetto,sulla preoccupazione che si possa ingenerare una spirale di nuove tasse, cosa che noi riteniamo, come...

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Ha già parlato; se parla lui riparliamo anche noi.

PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis non ha fatto dichiarazioni di voto.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). No, collega Sanna, io l'ho fatta sul comma 1. Per la verità l'avevo fatta sull'intero articolo. Poi, il Presidente Biggio, che presiedeva, mi ha correttamente richiamato sulla necessità di tener conto di una richiesta di votazione dell'articolo per parti e ho limitato la mia dichiarazione di voto al comma primo.

Sul comma 2 non sono intervenuto, altrimenti non avrei chiesto assolutamente la parola.

Dicevo al collega Lai che la preoccupazione che si possa creare in Sardegna un aumento della pressione fiscale, mi pare che non sia fondata. Innanzitutto perché noi teniamo conto di ciò che il Governo nazionale ha già fatto o ha in cantiere su questo fronte, con la preannunciata revisione di tutto il sistema fiscale e l'abbattimento delle aliquote IRPEF e IRPEG e l'eliminazione di alcune imposte che, queste sì, hanno finora creato non pochi problemi ai bilanci, non solo delle famiglie ma anche dei settori produttivi.

L'altro aspetto è che, come io mi auguro, un miglior controllo della spesa all'esito di una verifica dei residui, cioè di tutti gli stanziamenti che ancora non sono stati utilizzati, per le diverse cause che sono emerse non solo nel corso della discussione di questa finanziaria, ma anche delle finanziarie precedenti, possa anche riportare l'indebitamento a livelli sicuramente inferiori rispetto a quelli evidenziati nel documento che stiamo esaminando. In ogni caso la nostra posizione non è quella di ricorrere all'imposizione di nuove tasse, semmai, anche per il futuro, di ricorrere a tagli mirati per settori e spese improduttive, tagli che certamente sono vitali per evitare il pericolo che altrimenti sarebbe inevitabile di una nuova imposizione fiscale.

Per quanto ci riguarda, confermo il voto favorevole di questo secondo comma dell'articolo in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, condivido quanto appena detto dall'onorevole Pittalis; certamente non si può addebitare a questa coalizione la volontà di indebitamenti sconsiderati. Nessuno può pensare che il centro destra, che ha sempre parlato della necessità di attuare una politica di rigore, anche amministrativo, adesso sia impazzito e abbia deciso di indebitare fino al limite della bancarotta la Regione sarda. Certo non è questo l'intendimento di questa Giunta e di questa coalizione.

Naturalmente io voterò a favore di questo comma. Credo che sia però utile tornare su un altro argomento, quello relativo all'opportunità di analizzare questa finanziaria non articolo per articolo, o per parti, così come lo stesso Regolamento prevede, ma per commi, perché questa è una strada che porta veramente fuori dal seminato, perché poi non si va più per commi, si va righe, si va per parole, si va per chissà che cosa.

Mi sembra evidente che si sta attuando, io dico legittimamente, perché viene fatto non solo in Sardegna ma dappertutto, anche in Parlamento, l'ostruzionismo, un metodo che l'opposizione ha sempre utilizzato per tentare di impedire che vengano fatte cose che non condivide.

Però c'è modo e modo, perché, badate, io credo che tutti quanti, sia voi che noi, abbiamo interesse a che la Sardegna non abbia danno da questi ritardi e da questa contrapposizione frontale. Allora, credo che dovreste avere un po' di più di ragionevolezza, semplicemente ragionevolezza, e dire: "Va bene, è giusto fare l'opposizione, abbiamo dato il segnale che noi non condividiamo quel provvedimento, l'abbiamo denunciato a più riprese, la stampa ne ha parlato ampiamente, abbiamo raggiunto il nostro scopo, a questo punto però vediamo di non impedire il lavoro" Perché questo poi appare alla gente. E quando si impedisce il lavoro dell'Aula, si impedisce un lavoro che dovrebbe portare frutti, vantaggi alla gente, alle categorie imprenditoriali, agli artigiani, agli agricoltori, a tutti coloro che aspettano provvedimenti da quest'Aula. E noi siamo chiamati a lavorare in quest'Aula semplicemente perché dobbiamo dar vita a nuove leggi, in questo caso alla legge finanziaria, che deve essere esitata, e non si può pensare che, dopo 20 giorni, siamo ancora all'esame del secondo comma del primo articolo. Mi sembra una cosa francamente esagerata.

Quindi credo che se il centrosinistra, che ha dimostrato anche in passato di avere senso di responsabilità, anche in questa occasione facesse una riflessione sulla opportunità di allentare questa contrapposizione frontale, sarebbe utile per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io dichiaro il mio voto contrario al comma 2 dell'articolo 2, e in questa mia dichiarazione di voto voglio cogliere l'occasione anche per replicare ad alcune affermazioni testé formulate in aula dal collega Corda.

Il collega Corda, con molta enfasi, ha voluto porre in risalto una sorta di politica del rigore adottata dalla Giunta di centrodestra, dicendo che l'indebitamento non è poi a livelli così drammatici come il centrosinistra vorrebbe far apparire. Io voglio solo ricordare un dato: a parte che l'indebitamento che viene proposto con questo articolo supera di gran lunga l'indicazione che era stata data all'interno del Documento di programmazione economica e finanziaria, c'è un altro dato, cioè che l'indebitamento è cresciuto, nei vari passaggi dalla Commissione all'Aula, di oltre 400 miliardi, ed è cresciuto non tanto per rispondere alle esigenze di una politica di rigore, quanto per venire incontro a esigenze di carattere settoriale e particolaristico, esigenze che sono presenti in gran parte degli emendamenti proposti dai consiglieri del centrodestra, ai quali è stata data anche la possibilità di un tetto di spendita all'interno della manovra finanziaria.

Per essere coerenti, collega Corda, sarebbe opportuno che in primo luogo i consiglieri del centrodestra ritirassero questi emendamenti che poco hanno a che vedere con la legge finanziaria; sono emendamenti che aggravano la spesa, che aumentano la rigidità della spesa di questo bilancio che, come abbiamo avuto modo di osservare, per quattro quinti ha già una sorta di destinazione vincolata.

L'altro aspetto che vorrei sottolineare è che lo schema di questa partita che si sta giocando, anche in termini di contrapposizione tra il centrosinistra e il centrodestra in quest'aula, ha al centro proprio una contrapposizione rispetto al modo di intendere la manovra finanziaria. In passato, e non ultimo anche nello scorso esercizio, il centrodestra ha presentato venti collegati alla finanziaria. Questa volta non ha presentato nessun collegato e ha tentato di presentare delle norme intruse che vanno da argomenti in materia di personale ad argomenti in materia urbanistica, tutte argomentazioni che potevano essere trattate bene attraverso dei collegati e facendo i passaggi necessari in Commissione.

La realtà vera è che questa Giunta non crede nella capacità legislativa dell'Aula, non crede nella capacità legislativa della stessa maggioranza, testimoniata dal fatto che in Commissione prevalgono le assenze e che nessun disegno di legge, escluso quello della finanziaria, ha certezza di arrivare in porto. Voi state dando la testimonianza di una incapacità di legiferare, di una incapacità di proporre soluzioni urgenti per i problemi della nostra Isola, e questo nostro atteggiamento, che può sembrare duro, è soltanto fermo nella rivendicazione che la finanziaria contenga solo le norme che sono previste dalla legge di contabilità. Per questo motivo ribadisco ancora una volta il mio voto contrario al comma 2 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

spissu (d.s.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. La sua richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Manca, Pusceddu, Demuru, Comodi, Vassallo, Ortu, Pinna)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 2 dell'articolo 2.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 41

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sul comma 3 il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario al comma 3.

Il comma 3 è un comma singolare, Assessore, è un comma di cui non si conosce effettivamente lo scopo, è un comma che prevede un indebitamento a copertura del disavanzo e che prevede un costo senza che se ne capisca la funzione. Non ha precedenti nella legislazione finanziaria della Regione, e io credo di poter dire ai colleghi, con molta evidenza, che ha anche un profilo di illegittimità, perché la legge di contabilità prevede che la Regione possa contrarre dei mutui solo per investimenti in opere di carattere permanente. Nessuna dimostrazione insiste nella norma finanziaria che dimostri che questa contrazione di mutuo abbia questa finalità. Nessuno ha certificato, non essendo presenti gli stati di attuazione nella documentazione del bilancio, che questa norma è stata rispettata. Per come è stata rispettata ha a nostro giudizio un profilo di illegittimità.

Altre cose diranno i colleghi. Se il Presidente Pili mi dà un secondo di attenzione, io riprendo le questioni che sono state rilanciate stamattina. Nessuno di noi si pone contro l'esercizio della dialettica, ma la dialettica è vera e utile quando dà spazio reale alla mediazione. E siccome la mediazione serve se la politica mira a essere concreta, non solo essa ha bisogno di disponibilità ma ha bisogno dell'iniziativa di chi ha l'onere di aprire e realizzare la mediazione. Non ritengo che la questione di eliminare parti non correttamente inseribili nella finanziaria sia un problema di disputa fra falchi e colombe, né ci appassiona il dualismo fra coloro che nelle pagine dei giornali si manifestano a favore o contro questi provvedimenti. Credo che noi in quest'Aula abbiamo una più complesse responsabilità che è quella di governare gli interessi generali, non solo quelli aggregati intorno alle amministrazioni pubbliche.

Sull'accordo di programma vogliamo dire una parola chiara, noi non abbiamo su questo tema un rifiuto aprioristico della dialettica. Noi chiediamo di entrare nel merito nelle sedi competenti, nelle Commissioni e poi in Aula, e non comprendiamo il vostro atteggiamento, anzi l'avevamo a dir il vero ben compreso nella relazione del nostro relatore di minoranza quando diceva che il filo conduttore della vostra finanziaria era riconducibile al do ut des. Noi sappiamo che il Presidente Pili può chiedere, avendo dato, di ricevere dalla sua maggioranza, questo risultato. Ma allora non si parli né di dialettica né di mediazione; e normalmente quando un Presidente non accetta la mediazione è un Presidente che non ha lungimiranza e non dà alla politica il valore che merita.

Sulla questione dell'indebitamento dico un'ultima cosa, vorrei rimandare l'attenzione dell'assessore Masala e del Presidente alla lucida relazione del sottosegretario Vegas l'altro giorno a Montecitorio, quando si trattava l'argomento di passare dalle leggi finanziarie dello Stato alla cosiddetta legge di stabilità dello Stato, per subordinare, attraverso delle modifiche, anche i bilanci delle Regioni al patto di stabilità. E` questo uno scenario tutto sommato suggestivo ed interessante, al quale voi dovreste prestare attenzione e leggere che cosa matura, nella disputa spesse volte inutile della nostra Aula, nelle sedi parlamentari dove si decide anche il destino e le modalità con le quali noi affronteremo il futuro finanziario ed economico della Regione.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Selis, voglio dare alcune informazioni sull'organizzazione dei lavori Come abbiamo stabilito ieri, stasera lavoriamo ad oltranza, l'intervallo per il pranzo sarà breve, per cui chiederò ai Questori di organizzare un pasto.

FADDA (Popolari-P.S.). Che cosa significa oltranza?

PRESIDENTE. Oltranza significa che lavoreremo sino a tardi, concorderemo l'orario. Lo decideremo assieme, il che significa che stasera non chiuderemo i lavori alle nove.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente e colleghi, continuo a constatare una strana concezione da parte della maggioranza, o di parte della maggioranza, se volete, sul lavoro d'Aula. Sembra quasi che abbiano la convinzione che ogni tipo di dibattito e di confronto sia ostruzionistico, perché abbiamo impiegato tre giorni in più nella discussione della finanziaria, dimenticando che il ritardo di cinque mesi è in gran parte, anzi, totalmente dovuto al ritardo della Giunta.

Ma la cosa che mi preme sottolineare è che il confronto in quest'Aula diventa ostruzionistico se è basato su motivi pretestuosi e infondati; diventa invece confronto costruttivo se è basato su dati e su fatti. Quello che noi non riusciamo a innescare con voi è un confronto sui dati e sui fatti, e lo vorremmo fare con la massima concretezza e la massima pacatezza. In che cosa consistono i dati e i fatti? Consistono nel richiamare voi, la Giunta, la maggioranza, al rispetto della legalità, al rispetto della coerenza tra la legge finanziaria e di bilancio e la legge di contabilità, la quale prescrive, dico prescrive - e voi dovreste essere i primi a garantire la coerenza e il rispetto della legge - quali devono essere i contenuti della legge finanziaria e di bilancio, e questi contenuti sono vistosamente, spudoratamente violati, mortificati, portati a posizioni estreme. La legge di contabilità prescrive che ci debba essere una coerenza tra la legge finanziaria e il documento di programmazione, badate, il vostro documento di programmazione, non il nostro, il livello del debito che voi in quest'Aula avete fatto votare e che dopo due mesi dimenticate e violate. Prescrive che ci sia un utilizzo del debito non solo orientato a finanziare investimenti, e di questo ne parleremo, ma orientato a garantire un equilibrio finanziario per il futuro della Regione. Prescrive che la rata non debba essere esorbitante e incidere così violentemente come sta facendo sull'equilibrio finanziario della Regione.

Questi dati - l'onorevole Balletto non è al suo posto, però mi sta ascoltando perché è nell'emiciclo - questi fatti e questi dati non sono fantasie, l'importo del debito - l'hanno detto vari colleghi che sono intervenuti - in questo articolo e in questo comma tre è chiaramente precisato, è fissato in tre miliardi e 800 milioni di euro a copertura del disavanzo sino al 2000, in due miliardi e 300 milioni circa di euro sino al 2001; a questi sei miliardi e 100 milioni di euro si aggiunge l'importo che abbiamo votato nell'emendamento numero 128 e nel comma primo, che sono altri duemila miliardi di euro sino al 2003. Quindi sono ottomila miliardi di euro sino al 2003. Queste sono le cifre. Il comma 3 che stiamo discutendo dice che la Regione è autorizzata a stipulare un mutuo di tre miliardi e 800 milioni di euro sino a copertura del disavanzo del 31 dicembre 2000, e di due miliardi e 300 milioni di euro a copertura del disavanzo presunto, tra l'altro, che è un modo un po' strano di fare i conti, sino al 2001. A questi si aggiunge il disavanzo che state programmando per il 2002, che supera il miliardo di euro, un miliardo e 200 milioni di euro. Mi pare si arrivi a oltre settemila miliardi di euro..

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Un miliardo di euro quanto è?

SELIS (Popolari-P.S.). E cioè circa tredici mila miliardi di lire.

SANNA Emanuele (D.S.). Sui numeri ci fidiamo.

SELIS (Popolari-P.S.). No, non ci fidiamo. Quello che stiamo cercando di dire è che questo indebitamento inciderà sul prossimo bilancio per una rata di oltre mille miliardi che non possiamo sopportare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Alcuni colleghi hanno già fatto notare la singolarità di questo terzo comma, non solo per la sua portata numerica ma anche per la sua formulazione. Può essere che la terminologia di carattere tecnico possa trarre in inganno, però le parole hanno un senso e vanno usate per dare un significato alle cose che attraverso la legge si vogliono statuire.

Se il bilancio fosse stato presentato nei termini prescritti, la proposta sarebbe dovuta arrivare al Consiglio entro il 30 settembre dell'anno scorso. Noi invece stiamo trattando del bilancio di previsione del 2002 alla fine del mese di marzo. In genere la previsione si fa alla fine dell'anno precedente per l'anno successivo, questa è una strana previsione, come sempre! Quindi si capisce che, presentato il bilancio nel mese di settembre dell'anno prima, quindi elaborato e scritto prima di settembre, al 31 dicembre, si debba operare ancora un accertamento, e quindi si debba anche pensare ad una presunzione del saldo negativo che risulterà accertato al 31 dicembre. Ma quando il bilancio perviene dopo il 31 dicembre, a gennaio inoltrato, va in Commissione a febbraio, in Aula per marzo, aprile e chissà per quanto ancora, che senso ha tenere ancora nella norma un saldo finanziario negativo presunto al 31 dicembre dell'anno scorso? Il 31 dicembre è già passato da tre mesi! Quel dato, volendo, potrebbe essere benissimo accertato, può non essere formalizzato dall'approvazione del consuntivo, però può essere benissimo accertato, può essere conosciuto, quindi si può operare nella certezza di quello che si dovrebbe discutere, valutare e decidere, invece no.

Presidenza del Vicepresidente Biggio

(Segue COGODI.) La verità è che tutto il bilancio è basato su una serie di presunzioni. Però qui non stiamo discutendo di una materiaopinabile, stiamo discutendo di materia contabile, alla presenza di grandi esperti, vedo di fronte a me Balletto, attento, che si occupa anche professionalmente di queste cose, e anche tanti altri che sono più versati in materia. Ma voi in un bilancio di una società privata parlereste di cifre presunte in riferimento a una data già decorsa da tre mesi? Si deve avere la conoscenza del dato al 31 dicembre del 2001! Ma siccome qui non si tratta del bilancio di una società privata, ma di un bilancio pubblico, voi ritenete che le regole elementari che valgono per i bilanci privati non valgano, solo perché questo è un bilancio pubblico e si approva con legge, e quindi dà una copertura alle responsabilità personali. Ritenete che non debba avere una sua logica, una sua etica ed una sua correttezza! Non sono cose peregrine! Quando noi abbiamo detto più volte che voi, governo della destra, avete inaugurato e state perseguendo scientemente in questa Regione una strategia del disordine, ivi compreso il disordine contabile, noi non abbiamo pensato ad una battuta ad effetto, ad una espressione immaginifica, abbiamo pensato ad una vera e propria azione politica che mette il governo della Regione nella illegalità, perché non è pensabile che si possano in tal modo formulare norme. Poi ci sarà modo e tempo di tornare all'accordo di programma e alle altre illegalità che lì sono contenute, e vi sarà modo di tornare anche all'ultima minaccia che avete escogitato, di voler bilanciare l'accordo di programma con la denuncia del Piano per il lavoro!

Questa è un'altra minaccia, una presunta o ritenuta ritorsione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, su questo punto è bene che l'assessore Masala presti attenzione, perché stiamo parlando di una iniziativa, per adesso chiamiamola così, e di un disavanzo non quantificato, di un disavanzo presunto. Chiaramente io voto contro questo capoverso, però se si vuole richiamare l'esigenza di far fronte ad eventuali interventi da fare, si dovrebbe trattare di una cifra, assessore Masala, molto diversa, sensibilmente diversa per quanto riguarda la quantità; perché se è presunto, così come viene richiamato almeno per due volte in questo punto, perché prevedere una possibile esposizione così forte? Se c'è qualcosa da prevedere prevediamola facendo bene i conti ed evitando di esporci ad un possibile indebitamento effettivamente alto.

Non si possono, al momento, presentare nuovi emendamenti, neanche orali, potrebbe però esserci una decisione della Giunta, dell'Assessore. Una riduzione forte di questa possibile esposizione sarebbe da noi apprezzata e andrebbe nella linea delle considerazioni che abbiamo fatto in questi giorni per quanto riguarda il possibile indebitamento della Regione. Se invece dovesse essere confermata questa cifra, significherebbe che non stiamo parlando di fatti presunti, ma di calcoli che ci sfuggono e che rispondono alle esigenze che non sono note al Consiglio, e che il termine "presunto" è usato solo per nascondere un impegno che non è stato sottoposto né in Commissione, né in Aula all'attenzione dei colleghi. Se è davvero "presunto", si può senz'altro ridurlo sensibilmente. Comunque voto contro questo comma, come ho detto in premessa, però mi attendo dall'Assessore un'attenzione sull'argomento che è sottoposto alla valutazione del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Grazie Presidente. Dichiaro il mio voto contrario sul comma 3.

A volte le cifre, quando sono allineate l'una dietro l'altra, non danno l'idea di che cosa si sta decidendo.

In questo comma, ancorché un po' contorto, la cifra finale ammonta a 7 miliardi e 400.000 Euro, per la copertura di un disavanzo presunto che, come ricordava qualche collega prima di me, è destinato solo formalmente ad investimenti in opere a carattere permanente, come la legge di contabilità regionale prescrive.

Sostanzialmente invece la destinazione è indefinita e comunque non si evince in maniera chiara dal documento di bilancio che stiamo esaminando, però non è questo ciò che voglio sottolineare nel mio brevissimo intervento; la cosa che voglio sottolineare è invece che, lungi dal porsi correttamente, io aggiungerei doverosamente, il problema del rientro per ricondurre una situazione del genere in equilibrio - perché questa è una situazione che non ha nulla a che vedere col patto di stabilità a cui sono tenute tutte le amministrazioni pubbliche, anzi direi che è l'esatto contrario - si prevede, con questa manovra finanziaria, un'ulteriore esposizione e quindi un'ulteriore espansione del disavanzo e del debito. La domanda è: chi pagherà? Ed è la domanda alla quale nessuno di noi ha risposto. E le responsabilità delle risposte non sono uguali, perché un conto sono le risposte di chi governa, altro conto sono le risposte della minoranza e dell'opposizione. La risposta a questa domanda non mi sembra difficile da intuire. Pagheranno certamente i cittadini sardi, pagheranno o in termini di mancata erogazione di servizi, e quando parliamo di servizi non è parliamo di servizi indistinti, stiamo parlando della sanità - a quando l'introduzione dei nuovi ticket, come già stanno facendo altre regioni italiane? - stiamo parlando di tagli nei servizi sociali, nei trasporti, nella scuola, nella formazione, Quindi il rientro avverrà attraverso questa strada, oppure si pagherà in termini di nuova imposizione fiscale.

Credo che non occorra grande fantasia. Nei prossimi anni, chiunque governi questa Regione dovrà mettere mano all'uno ed anche all'altro, e ciò che noi stiamo decidendo oggi è questo, non è altro, e credo che dovrebbe essere molto più chiaro al di là delle formulazioni che si usano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (I Democratici). Signor Presidente, anch'io intervengo per annunciare il mio voto contrario al comma 3 dell'articolo 2, soprattutto perché, a fronte della nostra posizione, che abbiamo denunciato fin dall'inizio dell'esame di questa manovra finanziaria, abbiamo posto il problema della necessità di procedere ad un alleggerimento di questa legge che viene proposta dalla Giunta e dalla maggioranza, soprattutto in merito alle norme cosiddette intruse, relativamente all'urbanistica, all'indebitamento sul quale sono tornati molte volte i miei colleghi che sono intervenuti precedentemente - ci ritornerò anch'io in questa dichiarazione di voto - al personale e alle dismissioni del patrimonio ritenuto non utile alla stessa amministrazione regionale.

Lo stesso onorevole Floris, ieri, nel suo intervento, ha chiarito di essere contrario a queste norme intruse, ma noi sappiamo che questa posizione non è solitaria neanche nei banchi della maggioranza, ma ci sono altri colleghi della maggioranza che la pensano allo stesso modo. Rispetto alle stesse disponibilità, tra l'altro dichiarate in quest'Aula alla fine della settimana scorsa dallo stesso Floris, dall'onorevole Oppi, dall'onorevole Murgia, dall'onorevole Vargiu, l'interlocuzione che vi è stata tra la maggioranza, la Giunta e l'opposizione ha sortito ben pochi frutti perché, al di là della condivisione della posizione sostenuta dall'opposizione relativamente alle procedure per le dismissioni del patrimonio non ritenuto utile all'amministrazione, altre risposte fino a questo momento non vi sono state, cioè non abbiamo potuto finora registrare alcun risultato positivo rispetto alle nostre sollecitazioni.

Il comma 3 sostanzialmente tratta il problema relativo all'indebitamento, e qui debbo dichiarare la mia non condivisione dell'analisi fatta dall'onorevole Balletto e dallo stesso onorevole Corda che diceva: "Nessuno potrà dire che il centrodestra non è rigoroso per quanto riguarda l'indebitamento".

Onorevole Corda ed onorevole Balletto sono i numeri che parlano, non certamente le denunce che il centrosinistra sta facendo in questi giorni per cercare di porre freno a questo forsennato indebitamento. I numeri sono chiari, onorevole Balletto, l'indebitamento in questa finanziaria assomma, con le varie modificazioni intervenute, tra la proposta presentata dalla Giunta e quella esitata dalla Commissione, e successivamente con l'emendamento 128, a 11.500 miliardi di debito complessivo da parte della Regione.

Credo che su questi numeri non vi siano possibilità di giocare, perché al miliardo e 948 milioni di Euro per il disavanzo del 2002 si sono aggiunti ancora altri 180 milioni di Euro con l'emendamento della Giunta. Quindi il problema è che noi non possiamo sottacere il rischio che stiamo correndo di marciare velocemente verso una politica dissennata che ci porta dritti alla bancarotta, all'imposizione di tasse regionali, e non sarei tanto tranquillo come mi sembrava che fosse l'onorevole Pittalis, il quale riteneva che, attraverso una diversa distribuzione delle entrate fiscali, il Governo Berlusconi potrebbe in qualche modo provvedere a innalzare la capacità di indebitamento che stiamo andando ad esaurire. Io non sarei tanto sicuro di questo, soprattutto se dovesse prevalere, come sembra che stia prevalendo, il federalismo alla Bossi e non il federalismo solidale che noi andiamo predicando e che il centro sinistra andava predicando.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru.

DEMURU (D.S.). Prendo la parola anch'io per esprimere il mio voto contrario al comma 3, e voglio fare questa considerazione: la quantità dell'indebitamento, come è stato ripetuto da tanti, è tale che stiamo per raggiungere, o comunque ci avviciniamo di molto al limite massimo consentito e sostenibile dall'amministrazione regionale. Questa è una considerazione che è emersa nel dibattito e che alcuni hanno fatto con dovizia di particolari. Però è stato anche detto, e io sono d'accordo su questo, e lo siamo in molti, che l'indebitamento di per sé può non essere un male, anzi qualora questo indebitamento servisse veramente per investimenti, e quindi per produrre ricchezza e quindi nuove entrate alla Regione, questa paura che un po' tutti noi abbiamo di approvare questa finanziaria con un indebitamento così elevato, creando le premesse perché la Regione non riesca neanche più a restituire il suo debito, e faccia quindi bancarotta, sarebbe attenuata, se ci fosse veramente questa speranza che i mutui che andiamo a contrarre servissero veramente allo sviluppo e quindi all'aumento del prodotto interno lordo. Però penso che i segnali che noi abbiamo avuto, anche nel recente passato, sull'uso e sull'investimento di questi soldi in attività produttive non sono incoraggianti. Infatti, se consideriamo la grande quantità di residui passivi, di stanziamenti non impegnati e comunque non messi nel circuito produttivo, non siamo autorizzati a coltivare la speranza di un uso produttivo di questo indebitamento.

Pertanto richiamo con attenzione la Giunta a considerare molto attentamente questo particolare, perché noi stiamo andando ad accaparrare notevoli quantità di risorse finanziarie, con un indebitamento esorbitante che probabilmente, come è stato dimostrato in questi ultimi anni, non sarà finalizzato a un uso produttivo. Pertanto ripeto che voterò contro questo emendamento proprio per evitare che la Regione raggiunga quel limite di indebitamento insostenibile per le sue casse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Anch'io, signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario al comma 3 dell'articolo 2 della legge finanziaria e consumerò diligentemente i cinque minuti che mi sono stati assegnati come consigliere di opposizione.

Vorrei, però, visto che ho preso la parola, cogliere quest'occasione per fare una considerazione di carattere squisitamente politico: stiamo votando il primo articolo della legge finanziaria, siamo al terzo comma e procediamo con un ritmo esasperatamente lento, dobbiamo chiederci perché. La discussione sul contenuto di questa prima fondamentale parte della legge finanziaria è durata diversi giorni. I Gruppi di opposizione hanno cercato di alimentare una discussione di merito molto documentata sui limiti e sulle conseguenze che noi consideriamo negative delle proposte della Giunta in ordine all'abnorme indebitamento al quale si ricorre senza una rigorosa politica delle entrate. Abbiamo fatto una discussione non accademica in relazione alle norme intruse e pasticciate sulla cosiddetta alienazione del patrimonio regionale; abbiamo discusso a lungo sulle misure molto approssimative per contrastare l'abusivismo edilizio, però siamo di nuovo in mezzo a una palude, siamo vicini al cortocircuito politico, istituzionale e parlamentare.

A me sembra che questo confronto non sia stato un muro contro muro perché, per esempio, su un punto controverso e delicato, quello della privatizzazione e dell'alienazione del patrimonio regionale, alla fine, dopo una discussione aspra, siamo arrivati a un punto di convergenza consiliare che io considero molto soddisfacente. Non ci sono vincitori o vinti, non c'è chi ha piegato la testa e chi invece può cantare vittoria; abbiamo raggiunto un'intesa seria su un punto molto delicato. Perché non si fa un passo avanti dopo i colloqui politici che ci sono stati nei giorni scorsi anche sulle altre due questioni cruciali che abbiamo davanti in questa finanziaria, questa dell'indebitamento e soprattutto quella delicatissima, che è sullo sfondo e che dovremo affrontare nelle prossime ore e nei prossimi giorni, delle norme intruse e pericolose sull'uso del territorio e sulla legge urbanistica?.

Perché siete così allergici, Presidente, al dialogo, ai rilievi critici, alle nostre ragionevoli proposte di mediazione? Ci sono stati interventi anche di autorevoli esponenti della maggioranza, dell'ex Presidente della Giunta, del Capogruppo di Alleanza Nazionale, dell'onorevole Felicetto Contu, di esponenti del Gruppo del CCD, e insomma una strada per tentare una sintesi mi sembra che l'abbiamo indicata questi colleghi. La consulenza autorevole del presidente Floris non mi sembra che abbia sortito alcun effetto, forse non è neanche gradita dal Presidente della Giunta, cercate un altro mediatore, però non è possibile che si prosegua in questa situazione.

Noi siamo qui, Presidente, per invitarla a dare un contributo concreto; la finanziaria non si approva e ci sarà il quarto mese di esercizio provvisorio e si sta tirando pericolosamente la corda perché voi non volete rinunciare a togliere dalla finanziaria e a discutere nelle sedi proprie materie di straordinaria complessità e rilevanza. Perché, anziché il colpo di mano sulla legge urbanistica, sul quale noi staremo a discutere molto a lungo qui dentro, non si accetta l'ipotesi, che pure è stata fatta in queste ore, in maniera ragionevole, di fissare il termine del 30 aprile per incaricare la Commissione competente del Consiglio regionale di trasmettere formalmente all'Aula una proposta di revisione di questa delicata normativa, che anche noi consideriamo in parte superata e da rivedere? Perché, Presidente, non prende la parola e non dà una risposta? Altrimenti continueremo in questo rito, che è dannoso per tutti, sia chiaro, ma soprattutto per la credibilità delle nostre istituzioni autonomistiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Prendo la parola naturalmente per dichiarare che voto contro il comma 3. Colgo l'occasione per dire una parola su questa questione che è stata sollevata del "disavanzo presunto", perché può capitare che naturalmente nel nostro entusiasmo, nel condurre la battaglia possiamo dire anche, si capisce, qualcosa di non particolarmente esatto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SCANO.) L'assessore Masala sarebbe felicissimo se quelle cifre fossero presunte, in realtà i debiti sono assolutamente reali, si chiama presunto per definizione, diciamo, contenuta in tutti i manuali di contabilità pubblica, semplicemente perché non è stato ancora approvato il consuntivo. Ma sgombrato il campo da questo, invece veniamo alla questione più di sostanza che è quella del maxi mutuo, chiamiamolo così per rapidità, per semplicità.

Dell'entità dei debiti, della responsabilità abbiamo già dibattuto, continueremo ad approfondire la questione, perché va sviscerata naturalmente; io mi concentro in questi pochissimi minuti esclusivamente sulla questione del maxi mutuo e cioè dell'innovazione negativa, molto negativa, secondo me anche molto pericolosa, contenuta in questo comma 3 che dice che contraiamo non il mutuo per pareggiare il disavanzo previsto di gestione ma contraiamo il mutuo per pareggiare il disavanzo di amministrazione, che è la somma naturalmente dei disavanzi di gestione degli esercizi precedenti.

A che cosa serve? Io, Assessore, questo lo sto chiedendo da due mesi ed ancora non ho avuto una risposta perché le due risposte che sono state date finora sono l'una più debole ed assolutamente non convincente dell'altra; la prima è che c'è un fabbisogno di liquidità, se c'è un fabbisogno di liquidità non sarà un fabbisogno di 10 mila miliardi. Si passa da zero a 10 mila nello spazio di un mattino? Se c'è un fabbisogno di liquidità, con una norma simile a quella tradizionale - in questo caso tradizione vuol dire saggezza, non vuol dire conservazione - che autorizza la contrazione del mutuo relativo all'esercizio in questione, cioè nel nostro caso al 2002, si contragga quel mutuo e si risolvano i problemi di liquidità. Io penso che siano sufficienti duemila miliardi, ma se si pensa che non bastino si contragga un mutuo di 4 mila, 3 mila, 2.500, 2.800, ma perché l'intero disavanzo d'amministrazione? Non lo capisco!

La seconda risposta che è stata data è: "Per impedire al Consiglio di impegnare gli stanziamenti destinati, diciamo, al servizio del debito." Questa è una risposta puerile, non è una cosa seria, cioè dobbiamo stipulare un contratto perché il Consiglio è immaturo, anche se il contratto non ci serve. Non si dicano cose del genere perché davvero si fa una figura da "polli"! Oltre tutto, questo è non solo puerile, ma anche inefficace perché prima della firma del contratto con l'istituto bancario, la legge potrebbe sempre essere modificata. Io arrivo a dire che, anche una volta firmato il contratto, ci sarebbero spazi per modificare la legge e quindi le clausole del contratto medesimo, quindi è una cosa puerile ed assolutamente inefficace. In più aggiungo che molta liquidità in cassa non serve, altrimenti si fa semplicemente un favore al Tesoro com'è anche accaduto nel passato, perché, come è noto, non si può superare il 3 per cento delle entrate ordinarie, altrimenti il Tesoro blocca il flusso dei trasferimenti. Quindi, da qualunque parte lo si guardi, questo comma 3, dal punto vista tecnico - io non sono un tecnico ma su questa cosa ho ragionato e credo di poterlo dire con qualche competenza - mi sembra, mi scusi il termine Assessore, una bestialità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Grazie Presidente, anche per avermi dato la parola nonostante mi sia dovuto spostare per necessità. Anch'io voglio dichiarare il mio voto contrario sul comma 3, per il grave indebitamento che procura alla Regione la contrazione di questo maxi mutuo che ammonta a 3 miliardi 796 milioni di euro, 8.000 miliardi circa per coprire il disavanzo al 31 dicembre 2000 ed al 31 dicembre 2001.

E` questo il comma che resterà a testimonianza per gli anni a venire, che caricherà la Regione di un debito forse insopportabile e per il quale non è escluso che la Regione dovrà ammettere la propria incapacità di restituirlo; tutto questo sulla base di una presunzione di disavanzo. Ma quello che preoccupa maggiormente è che anche questo debito dovrebbe essere pagato sulla base, prevalentemente, o prioritariamente, dei trasferimenti dello Stato a valere sulla riforma del sistema delle entrate delle Regioni. Questa è veramente una pia illusione perché ci troviamo di fronte uno Stato ed un Governo che si avviano a prendere in considerazione non un federalismo solidale, un solidarismo che tenga conto dei ritardi di sviluppo delle Regioni meridionali, ma un federalismo fiscale che penalizzerà ulteriormente la nostra Regione, il federalismo egoista alla Bossi, e quindi non possiamo aspettarci granché da questa riforma del Titolo III.

Quando tutti i colleghi esprimono quindi la preoccupazione che, per pagare questa rata, la Regione dovrà imporre nuove tasse, non siamo molto distanti dalla realtà perché l'alternativa è che dichiari fallimento. Se fosse una società privata dovrebbe, come si dice "portare i libri contabili in Tribunale", voi invece li dovrete portare probabilmente al Ministro del Tesoro, o ancora prima agli elettori, perché capiscano come avete ridotto le casse dello Stato.

Ora, questa è una grande fonte di preoccupazione rispetto alla quale, nei giorni scorsi, noi abbiamo aspettato di conoscere la vostra disponibilità a ridurre l'indebitamento. Noi stessi abbiamo dato la nostra disponibilità a rivedere gli emendamenti presentati legittimamente dalla minoranza, ricordatevi che la presentazione di emendamenti è l'unico strumento possibile in mano all'opposizione, per contribuire a rispondere alle esigenze dei cittadini sardi che rappresenta. Voi avete tutti gli strumenti in mano, noi abbiamo soltanto la sessione di bilancio, i vostri strumenti sono la conoscenza dei dati e la proposta della manovra finanziaria, e quindi avete tempo e modo per riflettere. Ve ne siete preso tantissimo di tempo non per il monitoraggio della spesa, ma per pensare a come spendere ulteriormente ed indebitare la Regione. Noi abbiamo soltanto i pochi giorni della discussione della manovra di bilancio nelle Commissioni e nell'Aula, quindi mi pare legittimo e normale che le opposizioni presentino questi emendamenti. Quello che spaventa invece è la grande massa di emendamenti, quasi pari al numero di quelli presentati dall'opposizione, che ha presentato la vostra maggioranza.

Dopo che la Giunta ha varato il provvedimento c'è stata praticamente...

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, ha terminato il tempo a sua disposizione. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, non è facile intervenire in Aula oggi, dopo i fatti che sono accaduti ieri a Bologna, però siamo chiamati a svolgere il nostro dovere; e io intervengo intanto per dichiarare il mio voto contrario sul comma 3 dell'articolo 2, ma vorrei anche sottolineare alcuni fatti che sono avvenuti in aula nei giorni scorsi.

Io pensavo che, con lo sforzo fatto da opposizione e maggioranza nei giorni scorsi, relativamente all'emendamento unitario che abbiamo votato all'unanimità con due astensioni in Aula sulla questione dell'alienazione dei beni, si fosse intrapresa la strada del dialogo e mi pare anche di poter dire che gli interventi dell'opposizione in Aula non sono interventi massimalisti, non sono interventi arroganti, sono interventi tutti tesi a ribadire le nostre richieste. E sulla base delle nostre richieste vorremmo che la maggioranza prestasse attenzione ed ascolto e fosse in grado anche di darci delle risposte.

Io ho apprezzato il richiamo fatto stamattina dall'onorevole Cesare Corda, un richiamo pacato, serio, ho apprezzato il collega nel lavoro svolto in quarta Commissione in questi due anni e mezzo, però credo anche che molti componenti della maggioranza siano obbligati a recitare il ruolo di dire sempre sì, senza svolgere minimamente un appunto critico rispetto alle posizioni che stiamo portando avanti come opposizione.

Allora, mi chiedo, l'ho detto ieri e lo ribadisco oggi: "Ma sulle questioni urbanistiche che cosa ha fatto la quarta Commissione in questi due anni e mezzo? Io credo che abbiamo fatto poco e nulla, e quando a noi dell'opposizione viene attribuita la responsabilità di fare ostruzionismo, io mi chiedo: "Ma insomma non avete chiesto il quarto mese di esercizio provvisorio? Che cosa avete fatto nel frattempo?" Voi avete iniziato questa legislatura e l'azione del vostro governo, affermando un principio, quello della necessità di ridurre il debito accumulato dalla nostra Regione.

Ebbene, anche quello credo che sia, e si può dire con fermezza e con forza, un impegno che poi nella pratica non siete riusciti assolutamente a rispettare.

Noi abbiamo fatto degli sforzi seri, relativamente alla questione del debito, ed io credo che l'azione del governo del centrosinistra, in qualche misura, nella passata legislatura ovviamente, abbia dimostrato che oltre agli annunci c'erano fatti concreti, realtà sulle quali ci siamo mossi e ci siamo misurati con grande forza e con grande determinazione. Allora io credo, e ne sono convinto, che se non si farà una seria analisi di questa finanziaria, noi creeremo dei danni irreversibili alla nostra Regione. Badate, all'esterno ci dicono: "Ma, insomma, due mesi fa ci avete detto che la Regione Sarda doveva spendere 13.000 miliardi relativi ai fondi comunitari, che il bilancio ordinario è intorno ai 12.000 miliardi, ed oggi parlate solo ed esclusivamente di 10-12.000 miliardi di debito"; la gente non ci capisce più, signori. Credo che noi dobbiamo fare uno sforzo collettivo per far sì che sulle richieste che sta avanzando l'opposizione in questa discussione in Aula, ci sia una dimostrazione di buon senso. Tutti coloro i quali hanno affermato di voler trovare un momento per risolvere questi problemi lo facciano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Questa doveva essere una legislatura caratterizzante per quanto riguarda le riforme. Credo che di riforme non si possa parlare, tanto che la nostra buona memoria ci porta a ricordare che qualcuno di noi, in alcune circostanze, ha provato a portare la questione all'attenzione dell'Aula, e questa maggioranza, attraverso la Giunta, l'ha rifiutata.

Voglio ricordare la riforma sul trasporto pubblico locale arrivata in quest'Aula un anno fa, che l'Assessore di allora, ha chiesto che fosse rinviata in Commissione; voglio ricordare un analogo procedimento seguito dal collega Dore proprio sulla legge sui piani paesistici arrivata in Aula e rimandata in Commissione e naturalmente non esitata. Oggi, attraverso la legge finanziaria, si pretende di stravolgere quelli che sono i passaggi normali di un'Assemblea legislativa. e neanche le vostre posizioni populiste diffuse attraverso gli organi di informazione possono giustificare questo. Se è vero infatti che ventiquattro sindaci, possono aver scritto al Presidente della Giunta sull'accordo di programma, è altrettanto vero che in Sardegna di sindaci ce ne sono 365, e quindi ventiquattro sindaci non equivalgono ai 365, diversamente, l'ANCI si trasformerebbe in Ance e cioè Associazione nazionale costruttori edili. Troppo facile! Non voglio neanche pensarlo. Ma l'improvvisazione è tanta che oggi, dopo chein quest'Aula, per tre anni, proprio in occasione delle sessioni di bilancio, noi abbiamo cercato di fare un discorso più appropriato, certamente più pregnante per quanto riguarda il Piano del lavoro - sapete benissimo come l'abbiamo sempre pensata - allo scadere del termine si pensa di trasformare questo, o parte di questo in un Piano regionale per lo sviluppo, come se la programmazione dello sviluppo potesse avvenire nel giro di poche ore. Questo mi lascia fortemente perplesso. Ma mi lascia fortemente perplesso tutto ciò che sta avvenendo nell'Aula; una opposizione dura, una maggioranza altrettanto sicura di sé, uno scontro deciso, frontale. Il dialogo fuori dall'Aula appare possibile, dentro l'Aula questo non avviene. Ed allora le cose sono due, o il Presidente Pili pensa che, attraverso l'accordo di programma, possa ottenere un consenso elettorale talmente vasto da poter soddisfare le proprie esigenze; oppure il Presidente Pili, attraverso questa strategia, pensa di creare in quest'Aulauna situazione senza vie d'uscita che gli consenta, magari ai primi del mese entrante, di dire che non siamo capaci di affrontare un dibattito serio sulla finanziaria e che forse sarebbe meglio andare tutti a casa. E farlo nei primi giorni del mese entrante, e cioè testimoniare quello che sto dicendo nel mese di aprile, vuol dire portare, con una strategia ben precisa, a una conclusione che credo serva solo ad una persona. Non serve a tutti noi, non serve alla maggioranza, non serve certamente all'opposizione, quindi vorrei capire meglio i motivi di questo scontro, sia da una parte che dall'altra, perché le conclusioni, a parer mio, potrebbero essere solo quelle che ho evidenziato poc'anzi, che nel mese di aprile, in una situazione come questa, qualcuno, e cioè il Presidente della Giunta, possa decidere che questo Consiglio non ha ragione di esistere e che l'unico posto in cui può andare è a casa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Io voterò contro questo terzo comma per i motivi che a più riprese i miei colleghi anche stamattina hanno sottolineato, perché questo previsto dal comma terzo è un indebitamento che non è giustificato né dal punto di vista della manovra finanziaria complessiva della Regione, né dal punto di vista degli investimenti produttivi, perché a fronte di un indebitamento di oltre 11.000 miliardi, che è superiore al 50 per cento delle risorse stanziate nel bilancio di competenza, abbiamo una riduzione degli investimenti di oltre 1.500 miliardi. Quindi davvero, onorevole Masala, io vorrei qualche spiegazione. Lei sta facendo una telefonata importante, io però non sto prendendo la parola soltanto per far perdere tempo al Consiglio, voglio porre delle questioni. Nel merito di questo comma, onorevole Masala, le pongo due questioni: intanto per quale motivo la Regione si indebita così tanto.

Presidente, io vorrei che l'onorevole Masala seguisse il mio breve intervento, io vorrei poi recuperare il tempo che mi sta facendo perdere l'assessore Masala!

PRESIDENTE. L'Assessore non le fa perdere tempo, la sta ascoltando.

SANNA ALBERTO (D.S.). Non mi sta ascoltando; prima telefonava e poi interloquiva col segretario generale.

Vorrei capire, onorevole Masala, per quale motivo arriviamo ad un livello così elevato di indebitamento e diminuiscono gli investimenti di 1.500 miliardi, e questa è la prima domanda che le pongo.

Un'altra domanda, sempre nel merito del comma terzo, è perché si parla di accertamenti rispetto al disavanzo del 2000; io capisco rispetto al disavanzo al 31 dicembre 2001, anche se a questo punto dovrebbe essere accertato anche quello, però non capisco proprio come mai ad oggi, a marzo del 2002 si parli di disavanzo presunto rispetto al 31 dicembre del 2000, credo che questo non sia accettabile. Nel merito poi delle questioni più generali che abbiamo di fronte, voglio rispondere ad una minaccia - chiamiamola così - dell'onorevole Pili che ,nel suo intervento di ieri, diceva che avrebbe detto a tutti i sardi che noi facciamo ostruzionismo.

Intanto, onorevole Pili, è da diverse settimane che sta dicendo questo. Io voglio chiederle che cosa ne è stato di quella norma intrusa che lei aveva voluto a tutti i costi inserire nella finanziaria dell'anno scorso sulla procedura di valutazione ambientale? Tanto qui la questione vera che è rimasta da sciogliere è la questione urbanistica. Quando il capo dell'esecutivo, quando chi guida questa amministrazione regionale, in contrasto con qualsiasi norma ed anche con qualsiasi criterio di buon senso, vuole imporre al Consiglio regionale cose che non sono accettabili, è chiaro che si va al blocco.

Noi stiamo facendo il nostro dovere, guai a noi se non lo facessimo, però l'atto di gravissima irresponsabilità politica, e non solo, che si sta consumando, è quello del Presidente della Giunta regionale che, anziché guidare questa maggioranza verso l'approdo possibile e sicuro di una finanziaria possibile, sta portando questa maggioranza, per obiettivi che non so quali siano, allo sfascio e sta bloccando l'amministrazione regionale e gli interessi di questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Dichiaro il mio voto contrario al comma 3 dell'articolo 2 e voglio fare qualche breve considerazione.

C'è un clima surreale questa mattina in Aula, si aspetta che la situazione si sblocchi, si aspetta qualche cosa, e ci si è quasi assopiti, in questa attesa.

Noi siamo chiamati a fare queste nostre considerazioni, e a questo proposito non condivido alcune cose dette anche dai colleghi del centrosinistra, quasi stessimo prendendo tempo e facendo ostruzionismo.

Non darei questa impostazione, colleghi, perché noi stiamo semplicemente facendo il nostro dovere con la consapevolezza che è un obbligo politico e morale fermare l'azione del centrodestra su alcuni punti fondamentali. Non voglio richiamarli tutti, voglio richiamare solamente la questione dell'indebitamento, perché di questo, in questo momento stiamo parlando.

Abbiamo l'obbligo di bloccarvi, perché un indebitamento sfrenato ed una spesa non qualificata sono un pericolo per la Sardegna, quindi reputo la nostra azione qui dentro assolutamente positiva, qui dentro, ma soprattutto dobbiamo spiegare alla gente perché questa finanziaria non si sblocca e perché non si va avanti nell'esame dell'articolato.

Gli emendamenti della maggioranza alla finanziaria, che sono stati ritirati, sono 73 su oltre 200, volevate ritirarne oltre l'80 per cento ma vi siete fermati al 35 per cento. I 140 emendamenti della maggioranza rimasti, sono quelli che creano l'indebitamento.

Quindi l'indebitamento lo create voi senza preoccuparvi della qualità della spesa, tra l'altro, impedendo quasi, con gli argomenti, ma lo vedremo anche con il voto, che emendamenti seri della minoranza possano essere accolti e approvati dal Consiglio. Io ho preso contatti con le organizzazioni di categoria per predisporre alcuni emendamenti che non solo io reputo seri.

A queste organizzazioni di categoria è stato detto: "Anche se l'emendamento è fondato, avete fatto lo sbaglio di farlo firmare da consiglieri della sola minoranza".

Ma qual è in quest'Aula il discrimine per decidere e capire se una norma è seria o meno seria, è da approvare o da bocciare? Quale è il discrimine?

Il primo è quello fra maggioranza e opposizione, ma se facciamo un'analisi degli emendamenti accolti e non accolti, c'è addirittura un discrimine fra Gruppi all'interno della maggioranza. Guardateli, colleghi della maggioranza, guardateli bene, gli emendamenti di alcuni gruppi sono stati totalmente accolti, altri totalmente esclusi.

Io non ve li dico, altrimenti dite che voglio innescare delle discordie all'interno della maggioranza. Vedetela tra di voi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). "I comuni, le province, le città metropolitane e le regioni hanno un proprio patrimonio attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato su prestiti dagli stessi contratti". Questa non è una frase di chi sta parlando, è il sesto comma dell'articolo 119 della Costituzione, così come modificato dell'articolo 4 della legge costituzionale numero 3 del 2001.

E' una modifica significativa, insieme alle altre che riguardano i commi precedenti, sulla quale occorrerebbe che tutti coloro che amministrano gli enti locali e territoriali facessero una breve riflessione, perché il dettato della Costituzione non può essere un optional che si utilizza quando piace e si butta nel cestino della carta straccia quando invece non piace. E' una norma importante, è una norma precettiva che non può essere né ignorata né calpestata.

Allora, io credo che, come è già stato in qualche modo accennato nei giorni scorsi, le previsioni contenute in questo terzo comma dell'articolo 2, e anche nel primo, devo dire, anzi cominciando dal primo comma e proseguendo per i commi successivi, in particolare per il comma terzo di cui stiamo parlando in questo momento, debba essere tenuto nella dovuta considerazione. E credo che la Giunta dovrebbe farsene carico, perché non è uno scherzo, una cosa detta tanto per dire; è una cosa seria, che potrebbe avere delle conseguenze di estrema gravità. Facciamo l'ipotesi di un qualunque contribuente, il quale dovesse presentare un ricorso contro un'imposizione e poi sollevare, per esempio, la questione di costituzionalità. Credo che la Corte Costituzionale non potrebbe far altro che accoglierla e dichiarare l'incostituzionalità della norma regionale, quindi annullarla con tutte le conseguenze che ne derivano.

Io credo che un legislatore responsabile si debba porre questi problemi, anche se poi vediamo che coloro che hanno presentato la proposta di ciò che si sta dicendo dimostrano di infischiarsene allegramente, perché a quanto pare sono in tutt'altre faccende affaccendati.

Io vedo quattro Assessori, compreso quello che sta parlando con il Presidente, cioè un ex Assessore, che comunque si trova in una posizione che normalmente non dovrebbe essere occupata. Comunque, vedo tre o meglio due Assessori importanti e il Presidente che stanno pensando ad altre cose. Evidentemente questo problema non li riguarda, comunque va detto, va rilevato e se ne assumano tutte le responsabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, intervengo per chiedere, a lei e ai colleghi, se possiamo sospendere per non più di trenta minuti i nostri lavori per consentirci di partecipare alla manifestazione che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL stanno tenendo in questi minuti per manifestare contro l'uccisione del professor Biagi. Chiedo una sospensione di trenta minuti.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, il sindacato, come lei sa, organizza la propria vita in libertà e autonomia. Noi abbiamo manifestato il nostro dissenso e la nostra preoccupazione in apertura dei lavori, per cui io non posso accedere alla sua richiesta, a meno che non ci sia una volontà comune, e in questo caso io sono disponibile a interrompere i lavori per mezz'ora.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). La richiesta mi pare saggia e opportuna, tenuto conto della gravità dell'evento luttuoso. Ciò non di meno io ritengo che il segnale di solidarietà da parte del Consiglio regionale si possa dare attraverso una delegazione, con un rappresentante dell'opposizione e uno della maggioranza, consentendo agli altri colleghi di poter proseguire nei lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. A me pare una proposta ragionevole. Vi prego di considerare che noi non possiamo, per partecipare alle battaglie anche giuste del sindacato, molte delle quali sono condivise anche da me, avendo io militato a lungo anche nel sindacato, interrompere i lavori del nostro Parlamento. Quindi la proposta fatta dall'onorevole Pittalis mi pare sensata.

COGODI (R.C.). Questa non è una manifestazione sindacale!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi, a questo punto, siccome ci pare che non ci sia la sensibilità necessaria per comprendere l'esigenza di una nostra partecipazione….(Interruzioni)

SPISSU (D.S.). Stai calmo Locci, poi se vuoi parli. E' una manifestazione indetta da CGIL, CISL e UIL, ma è rivolta a tutti i cittadini, per dare una prima risposta a un atto che colpisce le nostre coscienze e la nostra democrazia. Prendiamo atto che questa disponibilità non c'è e ognuno di noi si regolerà come meglio ritiene, quindi noi decideremo come procedere.

COGODI (R.C.). Noi andiamo alla manifestazione, manchiamo per mezzora da quest'aula, perché non è una manifestazione sindacale, è una testimonianza civile!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia, penso sulla richiesta di sospensione Abbiate pazienza, perdiamo cinque minuti ma bisogna pur prendere una decisione.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, le ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Questa dell'omicidio del professor Biagi è una questione che colpisce tutti, nessuno di noi vuole assolutamente dimenticare un fatto che riguarda la coscienza di tutti. Se volete, colleghi di centrosinistra, possiamo fare una delegazione ancora più nutrita senza bloccare i lavori dell'Aula, perché questa nostra coalizione intende onorare la memoria del professor Biagi che si occupava di riformare il lavoro lavorando.

Credo che sia una visione semplice e credo che non sia nemmeno il caso di strumentalizzare la vicenda né in un senso né nell'altro, vi è già un ordine del giorno unitario e credo che basti ed avanzi. Credo che sia da evitare qualsiasi tono acceso dentro quest'Aula, così come fuori di quest'Aula.

Formiamo una delegazione nutrita del centrodestra e del centrosinistra su questo tema che non ha nessuna colorazione politica e proseguiamo con molto garbo nei lavori dell'Aula e nel rispetto delle attività che le forze sociali, i sindacati e le associazioni degli imprenditori porranno in essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiaramente non deve essere fatta alcuna strumentalizzazione, perché siamo davanti ad un atto terroristico, quindi l'argomento è ben definito. Però, se il problema riguarda la quantità di lavoro che dobbiamo fare, interrompiamo per il tempo che ha proposto il collega Spissu e lo recuperiamo stasera facendo in modo che non si perda neanche un minuto del lavoro programmato. Sospendiamo i lavori ora e lavoriamo mezz'ora in più questa sera.

LOCCI (A.N.). Lavoriamo mezz'ora in più stasera senza sospendere.

CUGINI (D.S.). Io ho fatto la proposta di recuperare il tempo che si impegna per andare alla manifestazione, se non siete d'accordo, colleghi, ne prendo atto senza polemica. Però mi pare che il problema si risolva recuperando il tempo stasera, poi non è detto che tutti dobbiamo andare alla manifestazione, chi deve andare però è giusto che vada.

PRESIDENTE. Poiché il Presidente del Consiglio non può prendere questa decisione autonomamente, anche perché la nostra parte l'abbiamo fatta questa mattina, quando io a nome del Consiglio ho fatto una breve commemorazione, io chiuderei qui la discussione su questo argomento.

Si continuano le dichiarazioni di voto, intanto chi deve parlamentare lo faccia, se ci sono le condizioni io interrompo la seduta in qualsiasi momento.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Parlo per fare la mia dichiarazione di voto e faccio una proposta che forse collima con le esigenze di tutti.

Ovviamente io sono a favore del comma, ritengo però che, giunti a questo punto, per tutta una serie di motivi, anche per alcune aperture che si sono determinate anche questa mattina, se diciamo tutti il vero, si parla troppo ed anche probabilmente usando termini impropri: intrusi, estrusi. Può essere consentito al collega Pinna che è un geologo, usare questi termini, perché le rocce possono essere intrusive o effusive, ma non possiamo parlare di tutto lo scibile umano. So bene e sono convinto che continuare così, avendo la pretesa che l'onorevole Masala ascolti chiunque, non è neanche corretto, perché uno non può stare lì impalato per venti ore nella disattenzione generale da parte dei colleghi, è estremamente complicato e difficile. Tanto ho capito che non si ascolta né una parte né l'altra, ma non possiamo continuare a lavorare in questo modo, perché la situazione che si sta determinando è questa: siccome ci sono i congressi e le feste comandate, finiremo nella giornata di domani. Se perdiamo due ore di notte le riguadagniamo poi di mattina, perché la gente si esaurisce facilmente. Allora mi pare di capire che, giunti a questo punto, sia stata fatta una proposta di interlocuzione senza vincitori e vinti. Ognuno può pensarla come vuole, non ci sono né vincitori né vinti, ma con questi ritmi a fine aprile non avremo ancora nessun risultato.

Potremo approvare la finanziaria il 29 notte di aprile, nelle more molte votazioni saranno anomale perché ci sarà molta fretta, quindi sarebbe meglio cercare di raggiungere gli stessi risultati attraverso una mediazione seria, nella quale ognuno deve dimostrare di essere coerente con le cose che dice - non ci si può svegliare e riparlare sempre delle stesse cose - attraverso alcuni atti che devono essere scanditi nel tempo più rapido possibile, senza avere la presunzione che si possa ritirare tutto, perchè questo non è assolutamente ipotizzabile. Utilizzando questa disponibilità, senza perderci in chiacchiere, c'è anche la possibilità che si voti rapidamente. Iniziamo a dare un segnale forte, si vota questo comma 3, si sospende per un'ora e mezza, si va alla manifestazione, una delegazione si incontra, esamina i problemi e probabilmente riusciamo a fare qualche cosa di positivo.

Diversamente, se non acceleriamo anche l'iter, Presidente, delle nomine dei tecnici, perché noi siamo praticamente impossibilitati a svolgere la nostra funzione di Assessori, andiamo in Assessorato per mezz'ora e scappiamo, mentre le categorie più deboli soffrono anche a causa del quarto mese di esercizio provvisorio. Il danno è certamente superiore ai vantaggi che si possono ottenere con le discussioni che noi stiamo facendo su norme estruse, intruse eccetera.

Quindi, io propongo una sospensione dei lavori perché si avvii un'interlocuzione con il Presidente e i rappresentanti della maggioranza, perché assumendo impegni precisi si possa approvare nel più breve tempo possibile la finanziaria, e si consenta, perché credo che sia corretto, che a mezzogiorno e mezzo - tanto con altri due interventi non otteniamo niente- - una delegazione, chi lo riterrà opportuno e non è occupato in questa fase nelle trattative per trovare una mediazione, possa partecipare alla manifestazione della C.G.I.L. C.I.S.L. ed U.I.L., che in ogni caso non comincia in questo momento, incomincerà fra un quarto d'ora, quindi si può avere la possibilità di partecipare perché in mezz'ora si va e si torna. È corretto che chi deve andare vada a questa manifestazione, ma è altrettanto corretto che ci ascoltiamo fra di noi, evitiamo di lacerarci, di bisticciare, di creare incomprensioni che sono soltanto frustranti, defatiganti ma non producono niente.

PRESIDENTE. L'onorevole Oppi non ha bisogno di essere interpretato, è stato molto chiaro nella sua proposta di votare almeno il comma 3, e poi sospendere i lavori e avviare una interlocuzione. C'è questa volontà? Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Noi condividiamo la proposta dell'assessore Oppi. Rinunciamo anche a fare altre dichiarazioni di voto sul comma 3, per recuperare quella mezz'ora che tutti quanti, io credo, vogliono utilizzare per partecipare alla manifestazione per l'assassinio del professore Marco Biagi. Quindi, per abbreviare i lavori, ora rinunciamo alle dichiarazioni di voto. Condividiamo anche l'esigenza di un'ulteriore interlocuzione con la Giunta e la maggioranza perché si possa andare più spediti nell'approvazione della finanziaria.

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

I lavori del Consiglio sono sospesi per mezz'ora.

(Interruzioni)

L'onorevole Oppi ha proposto di sospendere la seduta per mezz'ora per partecipare alla manifestazione. Poi si torna in Aula e se poi è necessaria un'interlocuzione...

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Possiamo riprendere la seduta alle tre.

PRESIDENTE. Allora, riprendiamo i lavori alle tre, tenendo conto che le interlocuzioni devono avvenire in questo arco di tempo.

I lavori del Consiglio sono sospesi fino alle ore 15 e 00.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 27, viene ripresa alle ore 15 e 18.)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del quarto comma.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Stiamo parlando per poter programmare diversamente i lavori, se ci concedete un attimo di tempo lo possiamo fare senza perderne altro.

PRESIDENTE. Qualche minuto senza lasciare l'aula. Prego.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi diamo atto della buona volontà con la quale è stato utilizzato, preliminarmente alla ripresa della seduta, il tempo che ci era stato concesso per avviare una interlocuzione che pensiamo si stia andando a perfezionare, e tuttavia possiamo continuare il lavoro sull'articolo 2. Preannuncio il voto contrario sul comma 4, significando ai colleghi che questo comma prevede l'abrogazione dell'articolo 3 della legge finanziaria del '99.

Questo articolo aveva una caratteristica particolare, a noi tra l'altro particolarmente cara, perché descriveva nella sua articolazione, in maniera corretta e ponderata, l'esigenza di iniziare e quantificare il rientro dell'indebitamento attraverso una programmazione annuale che, partendo dal '99, si prolungava fino al 2007.

Era e resta il segno non rinnovato in questa finanziaria, e per altro verso per dire il vero neanche nelle finanziarie precedenti, di una nostra attitudine a guardare alle problematiche del bilancio secondo una logica, certo di strategia, di programmazione dello sviluppo, ma anche di attenzione alla lungimiranza che il nostro operare deve avere, contenendo l'indebitamento e programmandone il rientro.

La proposta di abrogazione secca, senza commenti, che ci viene fatta in questa finanziaria è tuttavia abbastanza esemplificativa di un altra tendenza: quella di lasciare su questo tema l'interlocuzione aperta, senza risposta. Riteniamo che questo sia un atteggiamento non saggio per le cose che abbiamo detto. Questa è una abrogazione che assume, nel contesto delle cose che abbiamo detto fin qui, un significato fortemente simbolico. Ritengo che sia un elemento che deve rimanere agli atti consiliari nella discussione di questa finanziaria, perché non sarà indifferente per chi da qui a qualche anno dovrà ricostruire queste vicende, anche se allora noi saremo solo semplici spettatori delle vicende politiche ed istituzionali, e come semplici cittadini fra qualche anno dovremo subire, per la parte che ci competerà, una quota di indebitamento che, a nostro giudizio, non solo costringerà la Regione ad attivare nuove imposte, ma influirà negativamente sulle opportunità di sviluppo a causa dell'eccessiva rigidità del nostro bilancio.

In particolare, su questo aspetto avrei preferito un approccio non strettamente politico perché credo che la maggioranza debba comprendere che, molti di noi che hanno avuto esperienze di lavoro istituzionale nelle passate legislatura si confrontano con il bilancio in termini di grande novità. Qualcuno di noi in questi anni ha preso a cuore questa materia, l'ha approfondita da autodidatta per imparare cosa è il bilancio, cosa comporta e quali sono le ricadute. E` il lavoro che noi sinceramente abbiamo fatto, non proiettati ad una condizione di mero conflitto, ma spinti da una volontà di argomentare e di capire insieme le scelte fatte.

Credo che questo sia un punto qualificante del lavoro che si svolge nelle sedi parlamentari, che siano tali no solo di nome ma anche di fatto. E' importante che ci sia la capacità di far sì che provvedimenti che attengono alla programmazione generale della nostra Regione, e quindi alla vita delle nostre famiglie, dei nostri cittadini, come la legge finanziaria, rappresentino un oasi nella quale, per senso di responsabilità, la politica di parte faccia qualche passo indietro per guardare a un orizzonte che vada oltre quello angusto e ristretto di una finanziaria che guarda solo a questa legislatura e agli interessi di una maggioranza nata attraverso vicende poco parlamentari e poco istituzionali che cerca, questo noi non lo condividiamo, ma lo comprendiamo, di legittimarsi in un percorso istituzionale, forse anche violandolo e saltando alcuni passaggi fondamentali della pratica parlamentare che noi anche in questa sede continuiamo a ribadire come necessari per la vitalità dell'autonomia, per il suo prestigio e per la sua dignità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario su questo quarto comma dell'articolo 2, in ordine al quale bisognerebbe almeno, non dico capire, che è impresa ardua, ma tentare di capire quale possa essere una ragione sostenibile per dire che va abrogata la norma dell'articolo 3 della finanziaria del '99. Voi dite: "Voi avevate già fatto le cose, noi stiamo facendo quello che avete fatto voi", non è vero niente. Certo, delle cose fatte non del tutto bene anche dagli altri voi prendete tutto e le peggiorate, ma che prendiate una volta una sola cosa fatta bene dagli altri ma neanche per idea! L'articolo 3 della legge finanziaria del '99 prevedeva un rientro programmato del debito, quello che fa ogni persona fisica o giuridica - e non si capisce perché non lo debba fare un'istituzione pubblica - che abbia un po' di ragionevolezza o di sale in zucca, che non sia uno scialacquatore. Quando si assume un debito si programma, o almeno si pensa, si ipotizza, si dà un ordine non solo temporale, ma anche strumentale e organizzativo per pagare il debito. Quella norma diceva che la Regione programma anno per anno il suo rientro del debito.

Voi cancellate questa norma, voi non dovete programmare niente, voi andate a tentoni, voi indebitate la Regione, non chiarite esattamente perché e per chi, e in più dite di non volervi assolutamente assumere la responsabilità di tirare il conto anno per anno e di dire: "Ho già tanto di debito, ne sto assumendo altro, rimodulo quello che avevo, ipotizzo quali entrate posso avere nel prossimo futuro in modo da onorare il debito". Onorarlo, non nel senso di restituirlo, perché un'istituzione pubblica, sempre e comunque restituirà i soldi alla banca - vero? -, perché l'istituzione pubblica non fallirà, ma onorarlo nel senso di valutare anno per anno come si sta utilizzando quel capitale che è stato assunto a debito.

Di quella definizione che io penso che, detta una volta, dieci volte, mille volte, alla fine, batti e ribatti, vi dovrà entrare in testa come un chiodo battuto col martello, che voi siete sostenitori di una vera e propria strategia del disordine, che voi siete vocati al disordine istituzionale, politico e contabile, perché solo nel disordine traete vantaggio politico nella clientela, che non volete trasparenza e responsabilità, se c'era da fare la prova del nove, eccola: voi abolite una norma che non costava una lira, che era già legge della Regione e che disponeva, chiunque governi,la programmazione annuale del rientro del debito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, ruberò soltanto qualche minuto, non utilizzerò tutto il tempo per dire intanto che discutere del comma 4, avendo approvato il 3, è una cosa praticamente obbligatoria, nel senso che tutte le somme che sono comprese nel comma terzo comprendono tutto l'indebitamento autorizzato della Regione.

Ma io volevo parlare soltanto per precisare una cosa, esprimendo il voto contrario a questo emendamento, e cioè che il concetto che varia tra quanto previsto dalla legge finanziaria del '99 e quanto previsto dalla finanziaria in discussione è semplicemente questo: nel '99, data l'entità dei residui, si era stabilito di destinare una quantità di risorse per un certo numero di anni, tali da consentire la copertura del disavanzo di 2.200 miliardi o giù di lì, senza oneri aggiuntivi per la Regione.

La differenza sta in questo. La Giunta ha scelto oggi, invece, se sarà necessario, di contrarre altri mutui. Ricoprire il disavanzo destinando risorse anno per anno, vista la condizione di cassa che abbiamo, non costava nulla alla Regione, autorizzare l'indebitamento attraverso la contrazione di mutui significa che noi sulle stesse somme, se si dovessero contrarre i mutui, paghiamo gli interessi.

Questa è la diversità, per quanto riguarda questo aspetto, tra la legge finanziaria del '99 fatta dal centrosinistra, e la legge finanziaria del 2002 proposta dalla Giunta regionale e da questa maggioranza.

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione del comma quinto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, intanto le chiedo, anche per una sorta di correttezza formale, che i Segretari seguano la votazione, non perché lei non sappia contare, ma perché credo che sia un fatto importante.

Sul comma 5 noi preannunciamo il nostro voto contrario, non solo per il contesto nel quale esso insiste, ma anche perché ci richiama un'esigenza che non è stata qui richiamata anche se è stata sfiorata abbondantemente. Il richiamo alla modalità di contrazione dei mutui, prevista nella legge finanziaria del 1997, la legge numero 8, estrapolata da un articolo che faceva parte di quella finanziaria, nella quale si è tentato di normare le modalità di contrazione dei mutui, anche qui in maniera non troppo corretta, e siamo noi che lo segnaliamo nonostante fossimo in quella fase nella maggioranza, segnala a noi un'esigenza che credo non sia prorogabile ulteriormente, quella di rimettere mano alla legge numero 11 per rivisitarla, non nel senso di un suo depotenziamento funzionale, ma perché la legislazione che ci diamo sulle procedure e sul rigore normativo che alcune materie, come questa delicatissima delle leggi finanziarie, comportano, sia un momento, come dicevo prima, non solo di garanzia e di rispetto del rigore normativo, ma offra uno strumento legislativo organico e settoriale, e perché non si debba continuare a vedere delle finanziarie che con 100, 150 rimandi a legislazioni precedenti, e comunque ancora vigenti, creano un dedalo normativo che già noi con difficoltà riusciamo a recuperare a ragionamento e a comprensione, ma che, all'esterno per quelli che sono i fruitori della manovra finanziaria, le organizzazioni e anche gli stessi cittadini, si mostra come una legge piena di numeri e di riferimenti e tutto sommato incomprensibile.

Mi rendo anche conto che forse l'arma dell'incomprensibilità è spesso utilizzata come viatico a una accelerazione delle procedure; meno si comprende, in alcuni casi, più utile è per l'economia generale, ma noi riteniamo che questo non sia il dovere del legislatore. Quindi il senso del nostro voto contrario è anche quello di richiamare un impegno che credo che il Consiglio regionale debba assumere, perché in tempi brevi si metta all'ordine del giorno delle nostre riflessioni una revisione organica della legge numero 11, un suo adeguamento alle dinamiche anche economiche, anche di velocità procedurale che il tempo ci suggerisce, e che dall'83 a oggi sono notevolmente modificate. Credo che in quella sede noi non potremo non tenere conto anche degli scenari di relazione economico-finanziaria che si andranno a delineare fra finanza dello Stato e finanza regionale in un regime totalmente diverso rispetto a quello che si configurava nell'83 e che vedeva un'auspicata sussidiarietà e un regime di federalismo interno, che oggi non è più auspicato, ma è sancito, e che a nostro giudizio dovrebbe essere recepito non solo a livello di proposta normativa, ma anche a livello di lettura e interpretazione delle decisioni che assumiamo.

Io credo che questo sia il senso del nostro voto contrario e del nostro invito alla Giunta a voler prendere in considerazione questo delicatissimo aspetto.

PRESIDENTE. Ritengo anch'io utile che ci siano due Segretari ad aiutarmi e vorrei naturalmente uno della maggioranza e uno dell'opposizione.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo alla votazione del comma 6. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Dichiaro il nostro voto contrario anche sul comma 6.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sul comma 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 8. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Sul comma 8 vogliamo sottolineare, nonostante la conferma del nostro voto contrario già espresso, i concetti che insistono intorno a questa argomentazione. La Giunta ci propone una formulazione coraggiosa e allo stesso tempo contraddittoria; coraggiosa perché invoca una capacità rivendicativa che, a nostro giudizio, dovrebbe essere assolutamente ricorrente nel nostro lavoro e nei nostri confronti a livello parlamentare, nel confronto con lo Stato intorno alla revisione del Titolo III dello Statuto, che riguarda le risorse e le entrate della Regione, una capacità diversa dall'attuale, capacità che, leggendo gli atti consiliari sulle discussioni che si sono svolte in quest'Aula, richiama alla memoria lotte che sono rimaste centrali nella vita dell'autonomia regionale e che, da un po' di tempo, si sono spente. Si sono spente oggi di fronte ad un rapporto singolare e forse anche deleterio dell'attuale Governo regionale con il Governo nazionale. Rispetto a questo non si può invocare la precedente esperienza del centrosinistra o dei vari governi del centrosinistra, forse neanche di quelli quasi monocolore di esperienza democristiana che, nonostante tutto, hanno sempre rilevato nella vivacità del principio pattizio che fonda la nostra autonomia, la capacità di fare andare la Sardegna più avanti, di darle più strumenti, di darle più opportunità. In fondo non ha molto senso da un lato sbandierare una battaglia per la permanenza della Sardegna nell'Obiettivo 1 in forza di una sua peculiarità territoriale e, dall'altra parte, essere totalmente rinunciatari sul terreno di un confronto serrato con il Governo, ivi compresa anche la possibilità che questo diventi un rapporto aspro.

Ma, secondo voi, c'è asprezza tollerabile di fronte alla tutela degli interessi dei sardi, della loro condizione? Condizione che sarà profondamente segnata dalla capacità di condurre una lotta sul nuovo regime delle entrate della Regione, sulla possibilità che viene oggi data di vedere un riconoscimento su nuove basi della specialità dell'autonomia sarda, non solo in sede europea: Ma per essere credibili in sede europea, perché quella rivendicazione trovi una risposta, è necessario che sia ratificata e certificata in primis dal Governo nazionale, che deve sempre più interpretare il proprio ruolo istituzionale come quello di un governo di una federazione di regioni.

E` questo, secondo il nostro modo di vedere, lo schema essenziale nel quale alcune politiche che in questi anni hanno depotenziato l'attenzione verso il Mezzogiorno e la diversa opportunità di sviluppo del Mezzogiorno possono trovare un equilibrio, che non è l'equilibrio demagogico di chi dice: "Chi ha risorse, chi sta bene, corra! Il treno parte". Se noi non avessimo rinunciato ad esprimere questa posizione nei confronti del Governo nazionale, rivendicando l'attuazione di un federalismo reale, che non rimanga solo formale ma che si traduca in fatti concreti, come Regione certamente non avremmo potuto mostrarci accondiscendenti di fronte a una manovra finanziaria nazionale come quella che esso ci ha presentato che purtroppo si somma a quella regionale, che vede la mortificazione di una serie importante di strumenti legislativi che anche in via indiretta concorrevano a creare maggiori opportunità per la Regione, con strumenti di incentivazione alle imprese, ai giovani, all'artigianato e a vantaggio di tutto il sistema economico. Anche questo sarebbe apparso un primo passo verso quel regime di federalismo moderno che ancora stenta a decollare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Esprimo la nostra ferma contrarietà anche al comma 8, che rappresenta un po' l'architrave che regge, se non tutto, una gran parte dell'edificio, fatiscente quanto si vuole questo edificio, ed è un po' anche la chiave di lettura di questa finanziaria scapestrata. Perché il comma 8, prevede di ipotecare tutte le prossime eventuali entrate della Regione, derivanti dal Titolo III dello Statuto per procedere alla riduzione dei mutui.

In questa finanziaria non c'è - l'abbiamo detto e lo ripetiamo - un'attenzione minima alla politica delle entrate.

Un bilancio si compone di una parte relativa alle entrate e una parte relativa alle spese. Nei bilanci della Regione ordinariamente si presta il 90 per cento di cura e di attenzione e di contrapposizione a come si spendono le risorse, e il 10 per cento a come esse si acquisiscono. In questa finanziaria manca anche quel 10 per cento.

Però qui in questo comma 8 si richiamano le eventuali entrate della revisione, eventuale anche quella, del titolo III, e si dice che saranno devolute a ridurre il debito. Ma, a parte la stravaganza di dare copertura ad un debito che è sicuro, è vero, è certo, è reale, con una eventuale nuova revisione del titolo III; del titolo III, questa Giunta e questa maggioranza si sono poste prima e si pongono ora, oltre al problema della sua revisione necessaria (sperando che sia una revisione migliorativa, che non sia come le riforme di Fantola che, o non si vedono mai o quando si annunciano peggiorano lo stato esistente delle cose, perché c'è anche una reformatio in peius, e al peggio non c'è mai limite, ma ammettiamo anche che questa revisione del titolo III sia una buona revisione) anche il problema dell'attuazione, del rispetto del titolo III, cioè della legge 122? Su questo la maggioranza e la Giunta devono dire qualche cosa? Del fatto che lo Stato, il governo, i governi, e oggi il governo di oggi,continui a non riconoscere alla Regione i suoi diritti ed anche i suoi danari, di questo si fa menzione da qualche parte? Almeno con una norma di ordine programmatico qual è questa? Almeno con una dichiarazione di intenzioni qual è questa?

Che ne è della questione dell'imposta di fabbricazione, per esempio, sulla quale abbiamo con lo Stato una partita aperta, che io immagino che adesso assommi a migliaia di miliardi perché molti anni fa fu fatto un conto approssimato di centinaia e centinaia di miliardi, di quell'imposta di fabbricazione che spetta di diritto alla Regione e che invece non le viene riconosciuta, come ad esempio l'imposta di fabbricazione sugli oli e combustibili, perché la Saras raffina il petrolio in Sardegna e però, per agevolare i petrolieri, è per decisione dello Stato pagata nel luogo dove sono collocati i depositi, cioè quando si vende la benzina. Ma quella benzina è prodotta qui, e siccome si tratta di un'imposta è di fabbricazione e non di vendita dovrebbe essere pagata qui, e trasferita in gran parte alla Regione.

Lo Stato continua a fare finta di non capire. Ma fra tante cause che voi fate, è possibile che in questa partita, che è puramente contabile, di rivendicazione di danari, di risorse che sono delle Regione, voi non apriate una controversia in materia?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per preannunciare il voto contrario al comma in esame, ma anche per cercare di capire quale miracolo sia accaduto in quest'Aula, per cui improvvisamente, chissà per quale stimolo, mentre prima si tardava a camminare, oggi si corre così velocemente da non capirne i motivi. Prima non si capiva il motivo per cui, e l'ho detto questa mattina, non si riusciva a camminare, adesso non si capisce il motivo per cui si sta correndo.

E non è un bello sforzo, Assessore! Lo sforzo forse lo farà lei correndo, se ci riesce. Credo che l'Aula abbia anche un diritto sacrosanto, quello di capire se è successo qualcosa, se quel dialogo che è venuto meno fino a questa mattina improvvisamente si è ritrovato, se quindi il confronto ha prodotto una serie di accordi su questa finanziaria e questo, possa, come sta accadendo, consentire di andare in modo più spedito. Credo che sia un sacrosanto diritto di chi è in quest'Aula capire, comprendere. Se poi i colleghi, che vedo molto disinteressati, assolvono bene al ruolo di peones, e si accontentano di sollevare la mano, pur non sapendo il perché questa mattina e nei giorni scorsi non ci si muoveva in modo spedito e invece adesso improvvisamente, d'incanto, Lazzaro si è alzato e ha non solo camminato, ma ha iniziato a correre.

Non c'è un minimo di sensibilità per capire che ognuno di noi, per il ruolo che riveste qua dentro, ha la necessità di avere un minimo di informazione? O l'ordine è quello di correre e tutti ci dobbiamo adattare alla corsa? Non è il discorso di pochi, non è una cosa personale che stiamo discutendo qua dentro, è il bilancio, la legge finanziaria della Regione autonoma della Sardegna. Non è la finanziaria di poche persone, che comunque hanno il sacrosanto diritto di ritrovarsi, di cercare il dialogo, di trovare gli elementi essenziali perché questa finanziaria possa essere approvata in modo spedito, ma anche i singoli consiglieri che sono qua dentro, credo che abbiano il sacrosanto diritto di sapere su quali basi, su quale accordo politico, su quale tipo di mediazione abbiamo preso a correre, invece che continuare, come stavamo facendo in questa ultima settimana.

Se questo è disturbare i manovratori, vi chiedo scusa, ma se questo è un diritto che ognuno di noi ha, come rappresentante eletto dal popolo, allora non facciamo finta di niente, puntualizziamo, chiariamo i motivi, gli elementi di conoscenza e forse, invece di correre come stiamo facendo, andremo ancora più veloci, ma con la conoscenza del problema anche da parte di ogni consigliere che siede in quest'Aula.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sul comma 8, lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo al comma 9. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Il comma 9 prevede che lo stanziamento di cui all'articolo 6 comma 15 della finanziaria dell'anno scorso, deve intendersi come rata alla derivante dalla contrazione di un nuovo mutuo da parte dell'amministrazione regionale.

L'articolo 6 comma 15 prevedeva l'anno scorso che l'amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli enti locali e gli Istituti autonomi case popolari che abbiano sofferenze finanziarie - lo leggo perché è importante per quello che devo dire - in conseguenza di sentenze, arbitrati e transazioni relative ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente. A tal fine sono autorizzati i due limiti di impegni: uno per il 2001 ed uno per il 2002".

In Commissione questo argomento è stato oggetto di una lunga disquisizione dialettica e di contrasto, nel senso che poi la maggioranza e la Giunta hanno prodotto il testo compreso nel comma IX. La richiesta che molti di noi facevano, oltre alla reintroduzione, e su questo c'è stata soddisfazione, era quella della modifica del comma 15 dell'articolo 6. Perché questo provvedimento, che tendeva a sanare tutta una serie di situazioni di sofferenza negli enti locali, in pratica si è dimostrato inattuabile per una parte molto rilevante, tanto è vero che, a fronte di un fabbisogno che era straordinario, sono rimaste risorse anche sullo stanziamento previsto per il 2001.

Tutto questo, a nostro avviso, deriva da un fatto interpretativo, che non è certamente collegabile alla responsabilità dei funzionari, ma che comunque ha limitato l'interpretazione del comma 15 a cui sto facendo riferimento.

Io ricordo che è stato presentato un emendamento, che però non vedo collegato con l'articolo 2 e non riesco a ritrovare, perché era un emendamento ad un emendamento che non è stato ammesso. Siccome io non mi ritrovo questo emendamento e penso che sia complicato ritrovarlo, io mi permetterei, se è possibile, di proporre un emendamento orale, che se trovasse accoglimento avrebbe lo stesso valore, per cancellare dal comma 15 dell'articolo 6 della legge 6 del 2001, la finanziaria dell'anno scorso, le seguenti parole: "con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente".

Sto leggendo il comma 15, articolo 6 della finanziaria del 2001, che è richiamato nel comma 9 ora in discussione.

Questa è la proposta. In assenza di questa modifica chiaramente il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Lei sta proponendo un emendamento orale. Credo che non ci siano problemi ad accettare un emendamento orale se serve per migliorare il testo. La prego di formulare esattamente il testo dell'emendamento che vuole proporre.

SECCI (Popolari-P.S.). Occorre un emendamento aggiuntivo al comma 9.

L'emendamento è: nel comma 15 dell'articolo 6, della legge 6 del 2001, sono soppresse le parole: "Con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente" Quindi, è un emendamento aggiuntivo al comma 9. Sono stato chiaro adesso?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema è questo, se non ho mal capito: lei vorrebbe che venissero eliminate le sofferenze degli enti locali, indipendentemente dalla sussistenza o meno di avanzi o disavanzi di bilancio. Questo è il senso.

Ora, il concetto di eliminazione delle sofferenze è strettamente legato al fatto che ci sia un disavanzo di bilancio, perché diversamente non ha senso. Quindi, sotto questo profilo, l'emendamento non sarebbe proponibile.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, ciò che lei sta proponendo è un emendamento aggiuntivo al comma 9.

SECCI (Popolari-P.S.). C'è un emendamento presentato che io non mi ritrovo.

PRESIDENTE. Anche noi non troviamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` l'emendamento 67/C che era stato presentato in Commissione, che è allegato all'articolo 22 e non all'articolo 2. L'emendamento era volto alla modifica dell'articolo 6 comma 15 della legge 6 del 2000. Io ho la nota, se lei vuole la leggo adesso, altrimenti la rimandiamo all'articolo 22, perché in relazione all'articolo 22 lei avrebbe eventualmente la possibilità di intervenire con un emendamento all'emendamento. Se vuole le leggo il testo adesso.

In riferimento alla questione proposta, la soppressione delle parole "i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziare dell'ente", porterebbe alla conseguenza che verrebbero finanziati anche enti che hanno risorse in Bilancio, specificamente destinate al pagamento di tali debiti o che hanno realizzato avanzo di amministrazione disponibile, e ciò sarebbe contrario ai principi di buona amministrazione e di correttezza amministrativa, anche in considerazione del fatto che questo ente, per fare fronte al finanziamento di cui alla legge regionale numero 6 del 2001, deve provvedere ad accendere un mutuo sul quale gravano interessi. Per altro, da un'attenta analisi dell'istruttoria delle richieste pervenute per l'annualità 2001, risulta che alcuni grossi enti che hanno debiti rilevanti non hanno presentato domanda o lo hanno fatto oltre i termini di scadenza.

Pertanto si presume che l'ammontare complessivo delle richieste per l'annualità 2001 - 2002, sarà superiore all'importo massimo disponibile in Bilancio, e che l'accoglimento dell'emendamento necessiterebbe di ingenti risorse finanziarie rispetto a quelle allo stato disponibili, in quanto verrebbero finanziati tutti i debiti degli enti, indipendentemente dalla sofferenza finanziaria degli stessi. Pertanto l'emendamento, così come proposto, non può essere in questo momento accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Era mia intenzione dire una parola nel merito del comma 9. Questa vicenda, ultima, però, mi induce a dire invece una parola su quello che sta accadendo.

Stiamo discutendo il comma di un articolo che ha implicazioni finanziarie, che rinvia anche ad altri articoli e ad altre leggi, quindi, non immediatamente comprensibile nella sua esatta portata, e si propone un emendamento orale, che ha ugualmente importanti implicazioni sostanziali e finanziarie. Questo emendamento orale, in realtà ricalca un emendamento scritto a un altro articolo. L'assessore legge la motivazione di non accoglimento, ovviamente scritta dall'ufficio, in ragione di un emendamento che non è in discussione, che è collegato a un articolo successivo, che qui è stato richiamato oralmente, e di cui qui nessuno ha capito niente.

Se voi pensate che questo sia un buon modo di procedere, ditelo! Io dico che in via di principio le norme devono essere tutte portate in Aula, rese intelligibili a tutti i consiglieri regionali, chi è attento e fa il suo dovere ha diritto di capire, chi non è attento avrà pure diritto di essere disattento, però per favore non si proceda in questo modo. Perché con emendamenti orali, con cose non comprese, in altre circostanze, si sono fatte norme aberranti, con portata non sempre minore sui diritti e sulle conseguenze che poi derivano dall'esistenza delle leggi.

Dico anche un'altra cosa: è parso, a un certo punto della giornata, che si determinasse una condizione nuova di procedibilità nell'esame della finanziaria regionale, per cui in quest'ultima mezz'ora si sono approvati 4 o 5 commi, cioè tanti quanti non se ne sono approvati nei cinque giorni precedenti.

Io ho capito che questa è una specie di prova tecnica o di rodaggio per valutare se si possa creare un nuovo e diverso clima per cui il confronto torni a essere politico e di merito sulla finanziaria e l'opposizione non si trovi, non dico ricattata - perché per essere ricattati non basta il ricattatore, ci vuole anche chi si lascia ricattare - ma di fronte a un atteggiamento minatorio della maggioranza e della Giunta, che ha adottato un tattica o una tecnica - non voglio nobilitare la sua condotta neppure con l'uso del termine strategia - che è abbastanza volgare sul piano politico, che si può riassumere con questa frase: "Io ti ho presentato con quattro mesi di ritardo una finanziaria pessima, tu protesti perché sono in ritardo di quattro mesi, perché io creo danno, e protesti anche perché è pessima. Allora te la faccio vedere io! Alle cose pessime, se sono 100 te ne aggiungo altre 600 ancora peggiori, e poi di quelle che ho aggiunto te ne ritiro la metà, e tu se vuoi mi ringrazi perché ti lascio tutte le cose pessime di prima e la metà di quelle di dopo".

Per favore così non si può. Voi, signori della Giunta, dite subito, per favore, se volete, quali sono le novità, quali sono le cose che avete, finalmente, non concordato con noi, ma che avete maturato e ritenete che sia arrivato il momento di accantonare. Ce lo volete dire adesso? Perché di voi non si fida nessuno, in ogni caso se qualcuno si fida non siamo noi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi manteniamo il nostro parere contrario su questo comma, non solo perché non è sufficiente il recupero avvenuto in Commissione di questa norma che già dalla proposta iniziale si voleva deliberatamente cancellare, attraverso un meccanismo che poi recuperava queste somme all'interno della legge numero 25 a favore dei comuni. Era del tutto evidente che era un mascheramento della necessità di cancellarlo del tutto, anche perché si capisce dal tipo di applicazione che a questo comma 15 della legge numero 6 è stato dato.

Noi riteniamo che l'interpretazione data dall'apparato regionale, sia un'interpretazione di comodo, prima di tutto perché l'articolato non parla di rifarsi all'accertamento dell'avanzo o meno, parla di sofferenze finanziarie conseguenti a sentenze e arbitrati. Questo è il primo requisito, il secondo requisito è il mancato possesso da parte degli enti locali delle ordinarie disponibilità finanziarie.

La comprensione che noi abbiamo della vostra decisione è contenuta poi nel commento che l'Assessore ha avuto dagli Uffici: costa troppo e quindi bisogna neutralizzarlo, anche in via interpretativa. Allora una norma che aveva una sua concezione e che impegna la Regione in un atteggiamento di reale sussidiarietà nei confronti degli enti locali e soprattutto degli Istituti Autonomi Case Popolari che viaggiano con cifre madornali di residui passivi, perché non riscuotono i canoni e che quindi hanno condizioni di disavanzo perenni, ma dovute spesso alla propria inefficienza organizzativa nel recupero dei crediti nei confronti degli utenti, ma indipendentemente da questo fatto noi riteniamo che l'interpretazione che viene data sia un'interpretazione restrittiva, penalizzante, che sottende la reale volontà, che voi avete anche palesemente espresso in altra occasione anche in questa sede, di non voler attivare questo provvedimento.

La non attivazione di questo provvedimento è da noi giudicata estremamente negativa, perché ci sono effettivamente enti locali che solo per effetto di queste sentenze rischiano il dissesto finanziario, e quindi bisogna trovare le condizioni oggettive riscontrabili e verificabili perché questo intervento sia utile nei confronti di questi enti locali. Quindi, stando così le cose, noi manteniamo il nostro giudizio negativo perché è volontà della Giunta, evidentemente, fare una sorta di eutanasia di una norma, mantenendola in legge finanziaria, ma di fatto uccidendola.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione del comma 10. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Mi permetto di completare il concetto semplice che stavo esprimendo prima. Lo voglio dire con totale rispetto ai colleghi del Consiglio, ai colleghi dell'opposizione innanzitutto e anche ai colleghi della maggioranza, è sicuro che è intervenuto un diverso modo di procedere in Consiglio regionale tra questi giorni, molti, che abbiamo alle spalle, e la seduta di questo pomeriggio. Noi abbiamo il dovere di esaminare le norme, abbiamo il dovere di valutarle, di esprimerci con un giudizio e con un voto, abbiamo il dovere anche di ricercare ove è possibile, le maggiori convenienze nel procedere del lavoro politico e parlamentare, per cui uno strumento quale quello dall'attardarsi, chiamatelo come volete, chiamatelo anche con il nome usuale di ostruzionismo parlamentare, è uno strumento estremo a cui le opposizioni ricorrono quando vi sono questioni fondamentali contro cui schierarsi, e l'opposizione ha ritenuto per questi giorni passati che vi fossero queste obiezioni forti, fortissime. Cambiato il clima e cambiato il modo, c'è da ritenere che queste obiezioni siano venute meno, perché la maggioranza e la Giunta hanno lasciato intravedere che avrebbero ritirato gran parte di quelle norme che abbiamo definito, in senso tecnico, intruse - perché non esistono solo le pietre intruse ma esistono anche le norme intruse - ma soprattutto le abbiamo anche definite astruse, cioè impossibili da capire dentro una finanziaria, come il riordino del settore urbanistico, paesistico, deroghe, contratti, commerci eccetera.

Avete cambiato idea? Parrebbe di sì. Ma, per favore, ditelo al Consiglio e ditelo all'opinione pubblica. Perché noi non siamo una banda di clandestini qua dentro! A diverso titolo ognuno di noi rappresenta qualcuno e qualcosa, e noi vogliamo rappresentare gente viva, gente che chiede di voler capire. Allora, per, favore la maggioranza, la Giunta, il Presidente prendano la parola e dicano: "Abbiamo preso atto, abbiamo riconsiderato, abbiamo rivalutato questi punti e queste cose, da questa nostra proposta, di quello che c'era prima ritiriamo uno, due, tre, quattro punti, di quello che abbiamo tentato di inserire dopo, ritiriamo 1, 2, 3, 4 punti" ed anche di più perché sarebbe di più quello che dovrebbe ritirare. Però si sappia. Se no, noi diamo l'impressione di essere attori in teatro, e lo spettacolo non sarebbe manco bello, quindi fate in modo che si capisca che cosa stiamo facendo, perché se non si capisce che cosa facciamo oggi, badate, è anche difficile capire che cosa abbiamo fatto e che cosa avete fatto nelle settimane precedenti.

Mi permetto di insistere. Credo che il Presidente della Giunta, che adesso è assente, si sia momentaneamente concentrato e stia stendendo l'appunto che deve leggere in Aula, perché se no veramente questo non è un modo corretto e neppure elegante di procedere.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 11. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io vorrei dire, colleghi - questa volta inverto l'ordine - della maggioranza ed anche dell'opposizione, che non è la prima volta che a noi, piccola formazione politica, piccola nel senso di numericamente debole, tre consiglieri regionali, è capitato di dover reggere un peso più grande di quello che noi possiamo reggere, il peso dell'opposizione con pochi altri colleghi, ma è un compito che non ci ha spaventato e non ci spaventa.

Abbiamo posto, e l'abbiamo posta correttamente, una questione di chiarezza, ma non è che poi continueremo in ogni momento e in ogni comma a riproporre la stessa questione di chiarezza! Abbiamo chiesto che qualcuno riferisca in Aula e all'opinione pubblica quali sono le novità che sono intervenute, se novità ci sono. Se non ce n'è, si dica che non c'è nessuna novità. Allora, per quanto ci riguarda, se non c'è nessuna novità, noi non abbiamo nessuna ragione di cambiare la condotta che abbiamo adottato in questi giorni passati di contrastare, fino a quando abbiamo forza, energia, frontalmente ed interamente tutte le norme di questa finanziaria, quelle originarie e quelle aggiunte con gli emendamenti. Se ci sono delle novità, si dica, perché avete il dovere di dirlo, anche perché si possano valutare da parte di tutti. Ma se voi continuate a far finta che qui c'è chi parla e quando parla, se vi aggrada, può essere ascoltato, e in altri momenti e circostanze si può lasciar, come si suol dire, cantare, voi sbagliate!

Presidente, mi rivolgo anche a lei, perché io sto ripetutamente ponendo un quesito al Presidente della Giunta il quale, non comprendo perché, proprio in questa fase si è assentato. Se è perché il Presidente della Giunta sta preparando la comunicazione da dare al Consiglio, noi aspettiamo, ma se è per disinteresse, come dire: "Fate pure, tanto qui basta un batter di ciglia che intercorra trasversalmente che si cambia tutto" e non si capisce che cosa è cambiato, va male! Lei deve chiedere al Presidente della Giunta di venire qui perché c'è un Gruppo politico che sta rivolgendo al Presidente della Giunta un quesito preciso! Le norme sull'urbanistica sono ritirate? Si dica che sono ritirate! La minaccia di modificare anche quello che per noi già va male, perché è poco, sul piano per il lavoro, è una minaccia ancora in atto da parte di Balletto? E` una minaccia che è ancora in atto da parte di A.N., oppure quella minaccia non c'è più? A noi interessa molto la partita del piano per il lavoro. Lo vogliamo sapere, perché non discuteremmo serenamente una finanziaria con la vostra minaccia di tipo ritorsivo, per cui se l'opposizione fa il suo dovere voi colpirete i disoccupati, perché i disoccupati non sono nostri, i disoccupati sono cittadini che non hanno diritti in questa Regione, ed appartengono a tutti, appartengono anche a voi, anzi a voi più che a noi, perché siete voi che governate!

Che significato ha la minaccia di togliere le norme sul lavoro per fare dispetto a Rifondazione? Voi non potete neppure pensare una cosa del genere, e noi chiediamo chiarezza, ci dia chiarezza la Giunta, ci dia chiarezza la maggioranza, se no non comprenderemmo cosa vuol dire un nuovo e diverso clima! Il nuovo e diverso clima nasce da questo chiarimento e da questa novità sostanziale che voi dovete certificare di fronte al Consiglio e di fronte all'opinione pubblica.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi, se lei si rivolge a me, io senza dubbio le do le risposte che ho il dovere di darle. Lei si sta rivolgendo alla Giunta, che le darà una risposta, perché, così come ho sentito io, ha sentito la Giunta. Naturalmente lei comprende che io devo andare avanti col mio lavoro.

Ha domandato di parlare sul comma 11 il consigliere Vassallo, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Mi sembra chiaro che in quest'Aula è stato posto un un problema di trasparenza. Più di una volta da questi banchi, dai banchi dell'opposizione e qualche volta, raramente per la verità, anche da parte della maggioranza, si è ribadito che il confronto deve avvenire in quest'Aula in maniera chiara, limpida e non debba avvenire nelle stanze al retro di questo Consiglio.

Nella pausa ci doveva essere una interlocuzione che doveva permettere di superare gli annosi contrasti manifestati in due settimane di discussione. La nostra richiesta era quella di eliminare tutte quelle parti sostanzialmente contrastanti con la finanziaria, per permettere una discussione agevole sul documento di programmazione in discussione.

Qualche cosa è chiaramente avvenuta, perché assistiamo ad una modifica del comportamento che i Gruppi dell'opposizione hanno tenuto sino a qualche ora fa. E` forse un delitto chiedere che le questioni, che probabilmente sono state affrontate durante la pausa di qualche ora fa, vengano riferite in quest'Aula in modo che ogni consigliere abbia capacità, coscienza e conoscenza anche per poter valutare appieno l'atteggiamento da assumere. Non ci sembra di chiedere molto. E questa richiesta la rivolgiamo soprattutto alla Giunta, che sembrerebbe che in quella interlocuzione abbia manifestato una volontà di aprirsi alle richieste dell'opposizione.

Per cui noi chiediamo in quest'Aula che, se questa volontà c'è, venga chiaramente espressa davanti a tutto il Consiglio regionale, perché se no faremmo un discorso monco, un discorso che di sicuro non porterebbe molto lontano. Però, dato che la discussione sulla finanziaria non finisce qua, né con i commi dell'articolo 2, né tantomeno con gli emendamenti all'articolo 2, ma il percorso è molto lungo, noi riteniamo che questo elemento di chiarezza sia necessario per avere consapevolezza piena di quello che stiamo facendo e per capire fino in fondo se l'interlocuzione è una interlocuzione che ha un valore anche di costrutto rispetto alla prospettiva o se invece è puramente una discussione fine a se stessa, per cui continuiamo a prenderci un po' in giro fra di noi.

Io penso che il periodo del gioco delle parti sia ormai finito. Abbiamo passato alcune settimane discutendo anche animatamente rispetto ad alcuni punti che a noi sembrano essenziali. Penso che se vi è veramente la volontà di uscire da questa situazione di impasse si deve giocare veramente a carte scoperte, e le carte scoperte non possono che giocarsi pubblicamente in quest'Aula, di fronte a tutti. Poi è chiaro che ognuno deciderà in piena coscienza come comportarsi. Forse è imbarazzante per la maggioranza dichiarare chiaramente che probabilmente ha elaborato un documento finanziario quantomeno non rispettoso delle norme in materia, per cui per questioni di principio non vuole affermare di aver sbagliato. Però, se veramente ci tenete ad approvare questa finanziaria e ad approvarla bene, forse ammettere di aver sbagliato può essere una grande cosa, soprattutto nell'interesse di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Non è un mistero che, dopo l'interruzione avvenuta alcune ore fa, c'è stata una interlocuzione, ma questa non era una cosa segreta e segreta non deve essere, non c'è nessuna ragione che possa giustificare una cosa di questo genere. Si era concordato che ci fosse un incontro; l'incontro si è svolto, erano presenti tutti gli esponenti dei Gruppi di opposizione, quindi non c'è niente da obiettare e nessun mistero.

Quel che c'è da dire, invece, è che siccome questo documento, che dovrebbe in qualche modo riportare ciò che si è concluso in questo incontro, che peraltro non obbliga nessuno se non coloro che erano presenti, sia pure nell'ambito dei loro poteri di rappresentanza del tutto legittimi, evidentemente non è ancora a punto. Allora io mi domando se non sia il caso, anzichè procedere in questo modo surreale, cosa che si sta verificando da qualche minuto a questa parte, o comunque da quando è ripresa la seduta, di sospendere per mezz'ora i lavori in modo che si concluda questo discorso. Dimenticavo, non erano presenti i colleghi del P.S.d'Az., il che non è una cosa trascurabile, ma non hanno voluto partecipare.

Ritengo sia opportuno che si addivenga ad una breve sospensione in modo da mettere a punto le idee, per chi ancora non le avesse chiare, in modo da vedere a fondo le varie posizioni senza misteri, senza sotterfugi e senza problemi. Certo procedere su due binari diversi mentre alcuni stanno cercando di stare attenti alla discussione ed altri stanno cercando in qualche modo di mettere a punto qualcosa forse non è la cosa migliore.

Sono quasi tre settimane che si sta discutendo intorno ad uno, due articoli; credo che con tutto il tempo che si è perso questa mezz'ora non sia da considerare perduta, perché in quella riunione, questo si può dire, è emersa una certa ragionevolezza.

Naturalmente voterò negativamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io non voterò negativamente, voterò positivamente contro, perché è chiaro il senso della discussione che stiamo facendo.

Concordo col collega Dore sul fatto che occorre informare il Consiglio sul lavoro positivo che è stato fatto, se è positivo, poi chiaramente lo valuteremo. Era necessario dimostrare, perché forse non era chiaro a tutti i colleghi, che se si dovesse procedere convergendo in qualche modo sulla sostanza si potrebbero accelerare i tempi della discussione ed anche della approvazione o bocciatura del testo, e mi pare che questo sia stato dimostrato anche ai più scettici. Però è comprensibile che aver dimostrato che questo è possibile - e molti di noi lo sapevano, tant'è che molti di noi si sono attivati per produrre una convergenza - non vuol dire che, con la scusa che stiamo scrivendo un testo perfetto, si debba arrivare non so a quale punto del documento senza che sia stata verificata da tutti la convergenza.

Io concordo col collega Dore, è bene sospendere momentaneamente la seduta, dare la possibilità a tutti di verificare i testi, se testi ci sono, informare i colleghi del Consiglio, sapendo che l'informazione può avvenire in diversi modi: può avvenire in Aula con l'informazione collegiale o può avvenire nelle coalizioni con l'informazione delle coalizioni, può avvenire nei Gruppi con l'informazione dei Gruppi. Però, per evitare di esprimere giudizi senza conoscere i contenuti - io non li conosco - è bene forse accogliere la proposta che ha fatto il collega Dore, perché sappiamo che questo può contribuire ad un confronto positivo sul testo.

Noi non abbiamo perso tempo in questa discussione, abbiamo impiegato bene il tempo, perché se arriviamo a trovare delle convergenze vuol dire che il tempo è stato impiegato positivamente. In democrazia la discussione, le riunioni, anche le sospensioni sono una componente ed un costo del rapporto.

Presidente, lei non è un arbitro assente da questa discussione, seppure è un arbitro che non interviene nel merito, però può senz'altro intervenire nell'agevolare il confronto sul testo in Aula. Quindi io la invito, al di là del fatto che stiamo parlando sempre noi del centrosinistra, ad accogliere la proposta che ha fatto il collega Dore, anche se nessun collega del centro destra dovesse dichiararsi d'accordo, perché lei assolverebbe ad una funzione positiva in ragione delle valutazioni che sono state fatte. Molte giuste lamentele dei colleghi del centro sinistra nascono dal fatto che di questa possibile convergenza ne parliamo solo noi e invece non ne hanno parlato sino ad adesso i colleghi del centro destra.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, le assicuro che farò tutto quello che posso fare per agevolare l'interlocuzione. Naturalmente adesso dobbiamo concludere l'esame del comma 11.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Mi riallaccio alla proposta del collega Dore. Noi non abbiamo partecipato, per nostra volontà, a questo incontro che ha preceduto la ripresa dei lavori, non abbiamo partecipato a incontri né per la finanziaria 2000 né per la finanziaria 2001, anzi, abbiamo posto il problema, sempre e comunque in quest'aula, di un modo di "inciuciare" - anche se il termine non piace al collega Cogodi - che noi non condividevamo e non condividiamo neanche in questo momento.

Il mio intervento precedente, per dichiarazione di voto, era un richiamo comunque al ruolo che quest'Aula deve avere, a prescindere dal fatto che qualcuno poi si sia incontrato fuori di quest'Aula, e se l'ha fatto avrà fatto anche bene, quantomeno per arrivare all'eliminazione di una certa rigidità da parte dell'opposizione e della stessa maggioranza che, in queste settimane, abbiamo riscontrato tutti assieme in quest'Aula. Quindi io non ho nessuna intenzione di partecipare ad un eventuale nuovo incontro, non ho partecipato sino ad oggi e continuo a non partecipare come forza politica; questo non vieta che un'eventuale proposta portata in quest'Aula possa essere valutata e condivisa anche dal partito che rappresento. Però mi richiamo anche ai toni che vengono usati; quando si tratta di mediare non si può dire cancellare, ripulire; quando si tratta di mediare si fa un passo indietro sia da una parte che dall'altra, si abbassano i toni e si trova la volontà di scrivere, forse in modo più appropriato, più corretto, se vogliamo, più adatto alla circostanza, quegli elementi di disturbo che dall'inizio dell'esame di questa finanziaria abbiamo riscontrato sia in commissione che in Aula.

Credo che nessuno sia il vincitore, nessuno sia lo sconfitto, perché non ci sono vincitori né sconfitti, perché stante la situazione, credo che gli sconfitti siamo un po' tutti quanti, a prescindere da chi ha elementi di ragione che ha portato al confronto e da chi, sino a questo momento, elementi di ragione non ha portato al confronto. Ognuno ha portato il contributo che riteneva più giusto dover portare, però non è che riprendere a camminare o a correre, per meglio dire, senza il giusto chiarimento, possa essere così facile da accettare. Posso capire che delle persone si siano incontrate attorno ad un tavolo, ma queste persone devono avere la capacità di portare la proposta all'Aula per verificare se sia condivisibile o meno. Credo che questo sia un dovere e un diritto di tutti quanti. Questo è il ruolo dell'Aula. Il ruolo che hanno rivestito i colleghi al di fuori dell'Aula va rispettato, però con uguale rispetto l'Aula deve essere coinvolta nella decisione finale per rasserenare il clima che sino a questo momento non era dei migliori. E per non aggravare gli animi, e soprattutto l'animo del collega Cogodi, a ragione, sino a quando il chiarimento non vorrà fatto, non si potrà pretendere di modificare lo scenario e di rendere il clima più piacevole rispetto a quello presente in quest'Aula sino a questa mattina.

Comunque il mio voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, io mi rivolgo a lei, ma anche alla Giunta regionale, agli assessori presenti e ai capigruppo di maggioranza, con un avvertimento: lei ha detto che ha il dovere di portare sino in fondo il dibattito su questo comma ed arrivare al voto, così come noi, se non vi sono elementi di chiarezza, che però naturalmente tutti auspichiamo che arrivino, dall'altra parte, ci vedremmo costretti a riassumere quell'atteggiamento barricadiero a cui abbiamo fatto riferimento senza trincerarci dietro chissà quali motivazioni. Abbiamo avvertito la maggioranza, abbiamo avvertito la Giunta regionale, abbiamo avvertito il Presidente del Consiglio che vi erano alcuni punti della legge finanziaria che, a nostro avviso, dovevano trovare una sede diversa dalla finanziaria e più opportuna, e cioè dovevano essere rinviati alle commissioni di merito per un dibattito più approfondito e più appropriato, proprio perché le consideravamo norme intruse. Vi è stata una interlocuzione, più colleghi dai banchi dell'opposizione sollecitano un chiarimento, si vorrebbe sapere qual è il livello di disponibilità raggiunto, su quali cose, e vorremmo che ciò avvenisse in maniera anche formale, però vorremmo essere messi tutti a conoscenza del livello reale di disponibilità da parte della maggioranza rispetto a punti essenziali della finanziaria che, sino a questo momento, hanno costretto l'opposizione ad intervenire su ogni emendamento e su ogni comma.

L'abbiamo detto con molta chiarezza: crediamo che i tempi siano maturi. Se vi sono ancora esigenze perché la maggioranza deve ancora maturare volontà e determinazioni, perché è necessario ancora un confronto, è inutile continuare a permanere in una situazione di staticità quale quella che si è creata. Io comprendo che lei, Presidente, debba proseguire nella trattazione dell'ordine del giorno, però con l'avvertimento che dopo di me altrettanti colleghi si iscriveranno a parlare, e ciò avverrà fintanto che quell'elemento di chiarezza non sarà reso noto a tutta l'Aula.

Presidente, mentre dichiaro il mio voto contrario al comma che è attualmente oggetto di discussione, rivolgo un invito a lei per la parte che direttamente le compete, e un invito alla Giunta regionale ed ai capigruppo di maggioranza perché dicano una parola chiara in Aula se hanno maturato una decisione o chiedano una sospensione per i tempi strettamente necessari alla definizione di quegli argomenti dei quali abbiamo discusso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Formalmente devo fare una dichiarazione di voto, e per questo dichiaro il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia su questo comma, ma si comprende che sulla richiesta e sulla sollecitazione che è venuta dai banchi dell'opposizione, la proposta dell'onorevole Dore prima, ripresa dall'onorevole Cugini in particolare, non possiamo che trovarci d'accordo e disponibili, rinviando al confronto che avverrà in questa mezz'ora, secondo la richiesta di sospensione che è stata formulata.

Non spendo altre parole perché ritengo che ci sia già una bozza di documento, sulla quale i Gruppi di maggioranza e opposizione potranno confrontarsi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, non ho niente da dire, se mi avesse dato la parola prima forse saremmo già in fase di votazione e avremmo risolto i problemi. Intervengo soltanto per accedere alla richiesta di sospensione, legittima e corretta, e chiudere qui questo dibattito che ci ha fatto perdere più tempo di quanto ne abbiamo impiegato per approvare i commi precedenti.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, se io avessi la facoltà di leggere nel pensiero delle persone l'avrei potuto fare, ma non sapevo cosa lei volesse dire. Lei si è iscritto a parlare come gli altri, e io le ho dato la parola seguendo l'ordine di iscrizione.

Mi pare che sulla richiesta di sospensione ci sia l'accordo del Consiglio. Quindi sospendiamo la seduta per mezz'ora.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Prima si vota e poi si sospende la seduta.

PRESIDENTE. E' stato detto il contrario, onorevole Capelli. Questo e' ciò che sostenevo io prima, ma è stato detto, anche dall'onorevole Pittalis, che si accetta la sospensione della seduta. Onorevole Pittalis, ho capito male o voi accettate di sospendere a questo punto?

Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Presidente, si può votare e poi sospendere i lavori, perché no?

PRESIDENTE. Il problema l'ho posto io prima, e mi è stato detto di no.

MURGIA (A.N.). La mia opinione è che si può votare il comma in discussione e poi si sospende la seduta.

PRESIDENTE. A questo punto, è stata chiesta una sospensione ed è stata accettata, i lavori sono sospesi per mezzora.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 17.)

Presidenza del Vicepresidente Biggio

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo arrivati al comma 11.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, voglio fare solo un'osservazione, ma direi quasi più un suggerimento o, se volete, esporre un problema tecnico, a futura memoria, alla Giunta. I colleghi ricordano, e la Giunta sa benissimo, che la doppia gestione, il bilancio ordinario e la contabilità speciale avevano un senso sino a qualche tempo fa, perché erano sottoposti a un regime di controllo differenziato; i decreti sul bilancio ordinario andavano al controllo preventivo della Corte dei Conti, i decreti sulla contabilità speciale, quindi sui piani di rinascita, andavano al controllo successivo, quindi avevano un regime amministrativo molto più spedito.

Noi sappiamo che tutto il regime dei controlli è stato profondamente modificato. Occorrerebbe - questo è il suggerimento - che la Giunta facesse, che facessimo assieme - lo pongo come problema - una riflessione su come stanno andando avanti questi vari sistemi di contabilità, che sono ancora così eterogenei e diversificati e che creano problemi di sintesi e di monitoraggio diversi. Se no, di volta in volta, ci tocca fare norme come queste, che in questo caso parificano la contabilità speciale alla contabilità ordinaria per quanto riguarda i residui o le perenzioni o altre cose di questo genere.

Questa materia va in qualche modo, durante l'anno, ricondotta a unità, in modo da avere un quadro chiaro e più omogeneo. Colgo l'occasione per dire che questo sarebbe più funzionale al monitoraggio, e per invitare la Giunta, per un'esigenza vostra, nostra, ma soprattutto per un'esigenza di buona amministrazione, ad attivare quest'anno un monitoraggio della spesa che ci consenta quanto meno nel prossimo bilancio, ancora meglio sarebbe nel corso dell'anno, di capire che fine stanno facendo, comunque che andamento hanno tutti gli stanziamenti che iscriviamo nelle diverse tabelle, mi riferisco in particolare alla Tabella F), che è quella degli investimenti.

Facciamo un attimo il punto e riconduciamo a limpidezza questo sistema di gestione in modo tale che insieme, ma con ruoli diversi, la Giunta per un verso, il Consiglio per un altro, la maggioranza e l'opposizione secondo i propri ruoli, abbiano consapevolezza dell'andamento della spesa di tutta la spesa e in particolare degli investimenti.

Ed è per questo che, essendo i vari piani di rinascita più centrati sugli investimenti che sulla spesa corrente, credo che questo coordinamento e questo monitoraggio vadano fatti in maniera più serrata e che questo ci consenta di avere più consapevolezza di quello che sta in realtà succedendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nel ringraziarla, onorevole Selis, per la segnalazione, le posso dire che ho già avviato un'attività amministrativa volta sia alla revisione dei residui attivi e passivi, sia al monitoraggio della spesa, iniziando dall'esame dei PIA, e quindi è già allo studio anche una revisione della legge di contabilità, nel corso della quale vedremo anche di accogliere le indicazioni che sono state fatte quest'oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione del comma 12. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico del comma 12, così evitiamo che Licandro sbagli!

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ORRÙ, Alberto SANNA, Emanuele SANNA, PIRISI, MORITTU, MARROCU, FALCONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 12 dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

USAI (A.N.). Devo rettificare il voto, in quanto mi sono confuso e ho espresso voto contrario anziché favorevole.

PRESIDENTE. Va bene.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 41

Contrari 29

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. C'è stata una dichiarazione dell'onorevole Usai.

(Interruzioni)

Era una votazione palese e in considerazione di questo….

(Interruzione del consigliere Fadda)

Comunque lo poteva confutare quando io ho accettato il voto, non a risultato annunciato, perché l'onorevole Usai ha chiesto se poteva rettificare il suo voto e io ho accolto la sua richiesta. Lei avrebbe potuto confutarla allora. Forse non avrei accettato. Trattandosi di votazione palese...

FADDA (Popolari-P.S.). Rispetti il Regolamento.

PRESIDENTE. Io non ho rispettato il Regolamento ma ho rispettato l'Aula. Gradirei altrettanto da parte vostra. Grazie.

Metto in votazione il comma 13, per il quale è stata chiesta la votazione per parti dall'onorevole Sanna Giacomo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ho chiesto la votazione segreta su una parte del comma 12.

PRESIDENTE. Fino a che punto, onorevole Sanna?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, la lettera a).

PRESIDENTE. Chiede il voto segreto anche sulle altre parti?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io sto chiedendo il voto segreto per questa parte. Poi si vedrà.

PRESIDENTE. Metto in votazione il primo alinea. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della lettera a) del comma 13. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N). Mi sembra che, essendo stato chiesto lo scrutinio segreto per la lettera a), poiché la lettera b) si riferisce allo stesso titolo di cui alla lettera a), deve essere chiesto il voto segreto anche per la lettera b).

SPISSU (D.S.). Lo chiediamo dopo.

PRESIDENTE. La richiesta, onorevole Carloni, è questa, lei può chiedere il voto segreto anche per la lettera b).

CARLONI (A.N). Mi dicono che non è la stessa cosa, chiedo venia e si faccia quello che si deve fare.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della lettera a) del comma 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 76

Maggioranza 39

Favorevoli 32

Contrari 44

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Adesso dobbiamo votare la parte restante del comma, salvo altre richieste di votazione per parti, dalla lettera b) fino alla fine del comma.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiediamo la votazione segreta per parti, Presidente.

PRESIDENTE. Quali parti?

SPISSU (D.S.). Chiedo che vengano votate separatamente la lettera c) e la lettera e).

PRESIDENTE. Allora indico la votazione nominale con procedimento elettronico della lettera b) e della lettera d).

FADDA (Popolari-P.S.). Si può votare anche per alzata di mano.

PRESIDENTE. Signori, però mettiamoci d'accordo, prima chiedete che si voti votazione in un modo, poi chiedete che si voti in un altro modo; avete chiesto, per le presunte difficoltà nel conteggio nella votazione per alzata di mano, il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera B e della lettera D.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 76

Maggioranza 39

Favorevoli 43

Contrari 33

(Il Consiglio approva)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera c) del comma 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 71

Astenuti 4

Maggioranza 36

Favorevoli 38

Contrari 32

Voti nulli 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - DETTORI - SCANO - SPISSU.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della lettera e) del comma 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 76

Maggioranza 39

Favorevoli 41

Contrari 35

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Poichè nessuno domanda di parlare sull'ultimo capoverso del comma 13 lo metto in votazione. Chi approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 37. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 37.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 74

Maggioranza 37

Favorevoli 36

Contrari 36

Voti nulli 2

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Metto in votazione l'emendamento numero 129 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Adesso dobbiamo votare l'emendamento numero 130 e gli emendamenti ad esso collegati numero 447, 446, 436, 437, 453. Iniziamo dall'emendamento soppressivo totale 447.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.) Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento soppressivo totale numero 447.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 41

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: CAPELLI.)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 446 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 436. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 437. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Noi proponiamo, con l'emendamento 437, una previsione aggiuntiva all'emendamento 130 che va un po' nella direzione dei dibattiti che abbiamo svolto anche recentemente in ordine alla richiesta di istituzione delle nuove province e che ha visto, io non so se un vero unanimismo o un falso unanimismo da parte dei Gruppi consiliari presenti oggi nel Consiglio regionale. Mi è sembrato di registrare una convergenza sull'idea che su questo fatto che la Sardegna vada a rappresentarsi attraverso otto nuovi enti intermedi, non ci siano state obiezioni da parte di nessuno. E proprio in questa logica noi abbiamo inteso, insieme ad altre iniziative che sono contenute all'interno della finanziaria, dare una accelerazione a questa innovazione istituzionale, ritenendo che proprio questo comma che pone, a partire da questo esercizio, in riferimento alla programmazione regionale, gli enti intermedi come i veri responsabili di questa funzione a livello decentrato.

Noi vorremmo che su questo si mostrasse una certa coerenza da parte della maggioranza, noi riteniamo di averla esercitata anche attraverso questa proposta, che è coerente con gli impegni assunti alcune settimane fa, di creare una corsia preferenziale per le norme di attuazione delle nuove province, ed anche perché io ritengo sia nell'interesse dell'amministrazione regionale, che le otto province non siano… Presidente, c'è un chiasso insopportabile.

Ed anche perché credo che sia un'esigenza dell'amministrazione regionale, dicevo, di avvalersi non più delle classiche aree programma, ma di ambiti omogenei non considerando il territorio delle province una semplice delimitazione amministrativa ma dando ad esse una funzione propulsiva. E' anche vero che molti qui in quest'Aula hanno sbandierato questa istituzione di nuove province per una mera finalità elettorale e propagandistica.

Noi con questo emendamento mettiamo alla prova il Consiglio regionale sull'attendibilità di quella previsione e riteniamo che possa essere un punto qualificante di convergenza tra maggioranza ed opposizione, e un punto di partenza per quello che noi riteniamo il nuovo assetto generale degli enti intermedi in Sardegna, cominciando a partire da questa finanziaria un ragionamento che noi intendiamo proseguire non solo nell'attuazione degli organismi, quanto in una serie di iniziative che vanno nella direzione del decentramento reale, non solo di funzioni ma anche di risorse.

Paradossalmente si potrebbe dire una cosa un po' forte, che se questa decisione di avere le province come referenti primari della programmazione regionale fosse un fatto largamente condiviso in questo Consiglio, sarebbero state tali istituzioni ad avere il peso di almeno la metà delle proposte contenute in questa finanziaria e questo probabilmente avrebbe evitato a noi questo confronto serrato.

Credo che entrerà, prima o poi, anche nella nostra coscienza di legislatori regionali, il concetto che una Regione è autorevole non solo quando trattiene potestà, competenze e risorse, ma soprattutto è autorevole quando cede e sfida gli enti locali ad una dimensione di efficienza. Potrebbe essere paradossalmente uno stimolo alla stessa Regione per adeguare apparati, procedure, per realizzare maggiore efficienza e far sì che, come noi abbiamo sempre sostenuto, nel sistema istituzionale regionale - che fino ad oggi vede una separazione di fatto dell'istituzione regionale, sganciata anche come ordinamento, badate, dai comuni, Comunità Montane e province - questo possa essere l'inizio di un processo di che porti ad unificarlo diventando la Regione parte integrante, insieme agli altri enti locali e alle province, di un sistema di reale federalismo interno, in grado, a nostro giudizio, di raccogliere le sfide che oggi non siamo in grado di raccogliere, un po' per le nostre inefficienze, un po' per le nostre supponenze anche rispetto a questo processo di decentramento.

Fino ad oggi i tentativi di vedere le province come enti di programmazione territoriali fondamentali, si sono ridotti solamente al decentramento di funzioni amministrative insopportabili o fastidiose per l'amministrazione regionale, senza trasferire peraltro le risorse necessarie perché quelle funzioni potessero essere esercitate in maniera idonea.

Dico di più: le province, se adeguatamente considerate, possono essere oggi un'interfaccia anche di esempio per l'amministrazione regionale in termini di separazione tra funzioni di direzione politica e funzioni di gestione, e anche per quella che noi consideriamo la nuova politica del conseguimento degli obiettivi che rimane da noi una speranza ancora lontana e per la quale dovremo lavorare anche nei prossimi anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, il parere della Giunta sull'emendamento 437 era negativo e rimane negativo sull'emendamento così formulato, nel senso cioè che, nell'ipotesi di un suo accoglimento, tutti i programmi di spesa, nessuno escluso, andrebbero riferiti non alle aree di programma ma alle province, il che non è possibile.

Nelle more che cosa accade? Accade che, in assenza degli indicatori per la determinazione delle somme spettanti a ciascuna provincia, occorre stabilire criteri e parametri con riferimento alle province. Per cui la proposta che la Giunta ritiene si possa fare, naturalmente se i proponenti sono d'accordo, è che l'emendamento possa essere accolto sino alle parole "riferite alle aree di programma", senza cioè il riferimento alle province previste dall'articolo 4, di modo che la Giunta nell'attuazione dei programmi, di volta in volta, si possa riferire alle aree di programma o alle province. Questa è la strada che tecnicamente è percorribile ora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). In questi giorni abbiamo incontrato più volte delegazioni di sindaci; a questi incontri hanno partecipato non solo consiglieri del centrosinistra, ma anche numerosi consiglieri del centrodestra e qualche capogruppo. Le richieste che venivano da questi amministratori che abbiamo incontrato sono sintetizzate nell'emendamento 436, che un po' frettolosamente i colleghi del centrodestra hanno bocciato, e nell'emendamento 437.

L'emendamento numero 436 rispondeva alla richiesta di rispetto di impegni assunti nel luglio del 2001 da parte della Giunta regionale di cofinanziare tutta la programmazione negoziata nazionale per la quale la Giunta aveva deliberato e trasmesso gli atti a Roma. Attualmente siamo in presenza di un blocco dei finanziamenti e dei trasferimenti delle risorse da parte di Roma nei confronti dei soggetti attuatori dei patti territoriali e di tutta la programmazione negoziata, perché la Giunta non solo non ha rispettato l'impegno assunto con quella delibera, ma ha dirottato le risorse per cofinanziare rimodulazioni di PIA o quant'altro, non rispettando gli impegni assunti. Noi chiedevamo con l'emendamento numero 436, che è stato bocciato, ciò che gli amministratori ci hanno chiesto e che, negli incontri con i sindaci, molti colleghi, che ho visto alzare la mano per bocciare questo emendamento, hanno invece assunto l'impegno di sostenere.

L'emendamento numero 437 non fa altro che rispettare un impegno assunto, un impegno con noi stessi, il livello subregionale è ormai la provincia così come l'abbiamo definita con la legge numero 4. Quel livello subregionale deve essere preso a riferimento nella predisposizione dei programmi di spesa.

In verità, assessore Masala, la Giunta in questi due anni non ha tenuto conto né di questo né delle aree di programma, perché se andiamo ad analizzare le delibere di spesa che sono state fatte, soprattutto nei lavori pubblici, si avrà un dato che non tiene conto né del livello provinciale né del livello delle aree di programma. Noi chiediamo, invece, che si tenga conto esclusivamente delle nuove province, i criteri sono quelli previsti per le aree di programma. Si trasferiscono dalle aree di programma alle province, non ci vuole niente.

Il problema che è voi non intendete rispettare né l'uno né l'altro. Anche su questo io faccio appello ai colleghi che insieme a noi hanno ricevuto i sindaci, gli amministratori di tutte le nuove quattro province, che hanno chiesto fortemente un impegno in questa direzione; noi ci siamo assunti tutti l'impegno di andare avanti in quella direzione e chiediamo che ci sia coerenza tra ciò che si dice quando si incontrano gli amministratori degli enti locali e ciò che poi si fa realmente in Aula. Per cui non possiamo che sostenere questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, già il primo illustratore, il collega Gian Valerio Sanna ha chiarito, ma forse lo aveva già fatto anche Orrù, l'obiettivo di questo emendamento. In effetti, il collega Masala, nel tentativo di dare una risposta positiva, ha dato un'indicazione di modifica dell'emendamento che però non coglie l'obiettivo, anzi introduce elementi che invece di chiarire possono determinare addirittura arretramenti sulla partecipazione o l'individuazione della spesa in riferimento alle aree di programma, che poi vuol dire abitanti, vuol dire realtà sociali particolari.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue CUGINI.) Quando noi poniamo l'esigenza di riferirsi alle otto province, mi pare che siamo in linea con una legge che questo Consiglio regionale ha approvato.

Allora, assessore Masala, se siamo d'accordo sull'obiettivo e se c'è bisogno di una formulazione migliore che colga l'obiettivo noi possiamo senz'altro ragionare. Se invece la modifica è quella che viene sottoposta alla nostra attenzione non va bene. Noi lasciamo l'emendamento così come lo abbiamo presentato e come lo stiamo illustrando, però pronti a correggerlo qualora la nostra indicazione di lavoro dovesse essere accolta. Non siamo innamorati delle parole che abbiamo scritto, noi vorremmo che i contenuti del nostro emendamento trovassero soddisfazione. Mi fermo qui, Assessore, ci siamo capiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io proporrei la sospensione dell'emendamento 437, perché si sta studiando una formulazione diversa perché effettivamente esistono delle difficoltà, perché in relazione alle aree di programma gli indicatori sono fissati dalla 268, e non coincidono con quelli delle province, per cui è evidente che la Giunta, in sede di approvazione dei programmi, deve tenere conto delle percentuali che sono stabilite per le aree di programma e di quelle che sono stabilite per le province, perché sono dati che risultano dalla legge 268.

Quindi, se siete d'accordo, siccome mi pare che sia un emendamento aggiuntivo, può essere sospeso e si può studiare una nuova formulazione, sempre che non sia già pronta una formulazione diversa, ma si tratterebbe di rinviarla a dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Io credo che la proposta avanzata dall'assessore Masala vada accolta. Indubbiamente è evidente che trasferire il sistema di valutazione di tutti i programmi dalle aree di programma alle nuove province comporta un lavoro, credo quindi sia giusto affinarlo. Mi permetto solo di dire che gli indicatori a cui ci si riferisce per quanto riguarda le aree di programma non sono degli indicatori fissi, sono tutti indicatori variabili: la popolazione, l'occupazione, il livello di reddito. Ovviamente si ha una base che era fissa, diciamo, dal punto di vista territoriale, ma tutti gli indicatori sono, come tali, variabili, quindi c'è una difficoltà probabilmente iniziale di predisposizione, ma una volta modificati quei dati base gli indicatori possono essere calcolati anzichè sull'area programma 6 sulla provincia di Oristano, sulla provincia dell'Ogliastra. Credo che questo si possa fare, tuttavia mi rendo conto che è necessario non intervenire con l'accetta ma verificare la correttezza della stesura dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Che intervengo a fare? Devo fare una dichiarazione di voto su una cosa che non c'è! Eravamo in sede di dichiarazione di voto. Ho chiesto di fare una dichiarazione di voto, il proponente ha accolto la proposta della Giunta di sospendere l'emendamento e quindi dovrei dichiarare il mio voto su una cosa sospesa.

PRESIDENTE. Dichiara il suo favore alla proposta.

COGODI (R.C.). Non dichiaro niente, va bene così. Si sospende e poi si rivedrà.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'emendamento numero 437 è sospeso, quindi le dichiarazioni si fanno sull'emendamento numero 453 della Giunta regionale, che è un emendamento all'emendamento numero 130.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 453. Mi suggeriscono di raccomandare, con molta cordialità, che ognuno esprima solo il proprio voto. Non aggiungo altro.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 453 della Giunta regionale.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 66

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 35

Contrari 31

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Tutti gli emendamenti che abbiamo discusso fino adesso erano emendamenti all'emendamento numero 130. Adesso passiamo alla votazione dell'emendamento numero 130.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 130 della Giunta regionale.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 33

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo all'emendamento numero 195. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che questo emendamento venga ritirato.

PRESIDENTE. L'Assessore chiede ai proponenti dell'emendamento numero 195, Sanna Gian Valerio, Spissu e più, di ritirare l'emendamento.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 201. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo che l'emendamento numero "201" e il "202" siano sospesi perché rientrano nell'interlocuzione in corso con la Giunta e con la maggioranza.

PRESIDENTE. Mi pare di capire che la Giunta è d'accordo. Conferma, Assessore?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì.

PRESIDENTE. Bene, gli emendamenti numero 201 e 202 sono sospesi. Passiamo all'emendamento numero 401. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 433. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Voglio, a proposito di questo emendamento, che ho presentato qualche giorno fa, evidenziare alcuni dati che credo siano opportuni per far capire ai colleghi quanto è importante farsi carico in questo momento di una pianificazione che sia il più possibile completa nella nostra Regione.

Per quanto riguarda i piani urbanistici, noi in Sardegna i PUC possiamo dire che li abbiamo quasi tutti completati, anche se occorre dire che ci sono carenze notevoli, ancora, per quel che riguarda la cartografia.

E` vero però che esiste tutta una serie di pianificazioni, quelle di tipo attuativo, che riguardano in particolare i piani particolareggiati per i centri storici, per le zone B) e D) per i quali i Comuni non hanno le risorse. Per il 2000 era stato previsto 1 miliardo, per il 2001 era stato previsto 1 miliardo e mezzo, per il 2002 è previsto 1 miliardo e 897 milioni.

Queste, che possono essere considerate delle risorse importanti, sono estremamente lontane da quella che è la somma necessaria per poter dare una risposta a coloro che ne hanno fatto richiesta.

Per essere più precisi: sono necessari 800 milioni ancora per dare risposte a 15 richieste di pianificazione particolareggiata delle zone D); sono necessari 9 miliardi e 840 milioni per dare risposte a 50 richieste di pianificazione particolareggiata per le zone B); sono necessari 4 miliardi e 600 milioni per dare risposta a 33 richieste per le zone A) dei nostri centri storici.

Sommandoli si ottiene una somma rilevante, e nessuno di noi ritiene di poterla chiedere tutta in una volta.

Per concludere, colleghi, l'emendamento serve ad integrare la posta in bilancio, è un emendamento che stanzia ulteriori 2 miliardi per l'anno 2002, 2 miliardi per l'anno 2003 e 2 miliardi per l'anno 2004, che dimostra la volontà da parte di questo Consiglio di dare risposte non per questioni di campanile, ma per essere vicini a coloro che con la programmazione vogliono creare sviluppo nel nostro territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). Dico in breve di essere favorevole a questo emendamento anche per gli argomenti che ha usato poc'anzi il collega Masia.

Prendo la parola anche per fare notare una cosa che è accaduta poc'anzi; c'era un emendamento, il 401, sulla conservazione della destinazione delle risorse già stanziate nel bilancio della Regione per le politiche attive del lavoro, qualora non fossero state utilizzate. Si tratta di piccole somme residuate.

Quando abbiamo discusso gli emendamenti la Giunta ha espresso parere positivo su questo emendamento. . E` agli atti del Consiglio.

Mi sente l'Assessore che sta telefonando? Se la smette di telefonare fa una cortesia a tutti. Lei ha espresso a nome della Giunta parere positivo sull'emendamento 401 che conservava somme già stanziate negli anni precedenti in materia di politica del lavoro. - Ripeto - sono piccole somme, che qualora non fossero state spese, vengono mantenute per quelle finalità.

Poco fa si è votato. Qui si dovrebbe votare in modo coerente con quanto dichiara in questa Assemblea parlamentare. Poiché la Giunta aveva espresso parere favorevole noi sapevamo che la Giunta era favorevole, invece quando si è arrivati al voto si è chiesta la controprova e la Giunta ha votato contro, ivi compreso l'assessore Masala che aveva espresso parere favorevole.

Cosa è cambiato? E` cambiato il clima! Siccome adesso il clima è più disteso, siccome adesso si dovrebbe accelerare, lei pensa, assessore Masala di A.N., lei pensa, Assessore del bilancio, che, siccome il clima è più disteso, in materia di lavoro dovete bocciare tutto? Anche quello che avevate dichiarato di accogliere? O in virtù di questo clima più disteso, per accordi che intercorrerebbero fra maggioranza ed opposizione, voi di A.N. annunciate emendamenti peggiorativi, emendamenti che abolirebbero non l'entità degli stanziamenti, ma addirittura le finalità del piano per il lavoro? Ma credete che il clima più disteso serva a questi fini? Prima ho chiesto, e si è interrotto il Consiglio per un'ora e mezzo, che il Presidente della Giunta dichiari al Consiglio quali sono le novità, ed espliciti al Consiglio e all'opinione pubblica se è vero o non è vero che deve accantonare gli emendamenti sugli accordi di programma, se è vero o non è vero - questa non è un'Assemblea clandestina nella quale si consuma questo tipo di vendette contro i più deboli - che avete bocciato poc'anzi un emendamento su cui avevate espresso parere positivo - ripeto - per una piccola somma, ma sempre in materia di lavoro.

Allora, insisto nella domanda: quali sono le novità intercorse? Quaali sono le parti della finanziaria che la Giunta ritira? In modo che possiamo prenderne nota, perchè per voi, quello che si dice, non dico la parola, ma manco la parola certificata negli atti solenni del Consiglio ha più valore, perchè ieri avete dato parere favorevole su una proposta ed oggi votate contro, senza che sia mutato nulla, solo perchè è migliorato il clima. Immaginate se fosse peggiorato il clima! Noi non faremo nulla per peggiorare il clima, sicuramente non accetteremo nulla che serva però a peggiorare le condizioni di coloro ai quali la Regione ha destinato una lira per le politiche del lavoro,che in questo modo clandestino e anche abbastanza vigliacco vi state portando via. Dico vigliacco perchè se voi aveste dichiarato parere contrario noi avremmo avuto occasione per intervenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Signor Presidente, è alquanto inconsueto che si debba intervenire su un emendamento già votato, ma poiché l'onorevole Cogodi ha detto delle cose non esatte, mi pare che sia doveroso fare la precisazione seguente.

La Giunta ha espresso parare negativo sull'emendamento numero 401 dicendo che, relativamente all'UPB.S 10052, quella del primo comma, le spese sono relative a spese correnti, quindi la norma è superflua.

Relativamente alle somme del secondo comma è stato anche detto che la norma era superflua per un'altra ragione, perchè si tratta di spese a carattere permanente previste dalla legge 37 del '98, quindi anche questa era superflua. In realtà questa somma è anche compresa nella finanziaria, perchè è disciplinata dall'articolo 17 terzo comma della finanziaria di cui stiamo parlando, quindi lei ha detto delle cose inesatte.

La Presidenza ha registrato scrupolosamente il parere negativo della Giunta, quindi lei non ha il diritto di dire che io ho cambiato opinione, la mia opinione è rimasta identica a quella espressa nella discussione; sono tutte questioni pretestuose alle quelli lei ricorre per cercare la rissa. Non è questo il sistema per andare avanti. Lei ha detto una cosa non esatta quindi questa cosa andava precisata .

COGODI (R.C.). E' come dico io, noi abbiamo gli atti!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'Assessore ha sottolineato che è una cosa inconsueta intervenire sui voti già espressi. In effetti il Regolamento vieta che si intervenga sui voti già espressi, tuttavia credo che ci sia stato un malinteso e questo andava chiarito. Però devo dare atto - mi creda, e non ci sono solo io, ci sono anche i funzionari qui - che noi abbiamo annotato che sia la Giunta che la Commissione hanno espresso sull'emendamento parere negativo.

COGODI (R.C.). Io ho parlato della Giunta.

PRESIDENTE. Sia l'una che l'altra. Questo è quello che risulta nelle annotazioni degli uffici.

COGODI (R.C.). E' tutto registrato.

PRESIDENTE. Certo che è tutto registrato.

Passiamo all'emendamento numero 433.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Molto pacatamente, vorrei svolgere qualche riflessione a sostegno delle ragioni per le quali io voterò a favore di questo emendamento, e così come abbiamo chiesto in Commissione allo stesso Assessore chiedo che il Consiglio prenda davvero in considerazione positiva il merito di questo emendamento.

Voglio in premessa ricordare che, dopo l'approvazione della legge regionale numero 45 dell'89, questa regione ha conosciuto una stagione - credo che sia opinione diffusa - positiva nella pianificazione territoriale di livello comunale.

A seguito dell'approvazione di quella legge, la Regione Sardegna, con una politica illuminata, operò una serie di finanziamenti a sostegno della pianificazione comunale, in particolare sostenendo sia le spese di pianificazione sia quelle cartografiche.

A quello sforzo pianificatorio di allora noi dobbiamo una regolarità nella pianificazione urbanistica che prima era assolutamente assente.

Ricordo anche all'onorevole Fantola, che, prima dell'approvazione della legge 45, prima della edizione dei piani urbanistici comunali, che sono piani semplici ma complessi, che affrontano comunque nella loro interezza la pianificazione urbanistica di livello locale, si pianificava a macchia larga, attraverso i così detti piani di fabbricazione, ai quali dobbiamo le "villettopoli" che circondano la nostra Sardegna. Basta fare un giro per riconoscere anche nella periferia dei nostri piccoli centri i segni del laissez faire degli anni 70, mille ville e villette che snaturano il paesaggio e l'architettura povera ma certamente dignitosa dei centri minori della nostra Isola.

Quello sforzo credo non va assolutamente vanificato con l'atteggiamento di disimpegno e disattenzione che questa maggioranza, da quando si è insediata, ha dimostrato nei confronti dei nostri piccoli centri.

Questi piccoli centri - voglio ricordare ancora un'altra cosa a proposito della legge regionale numero 29 - hanno dimostrato tutta la loro reattività, tutto il loro interesse al recupero dei loro centri storici avanzando - anche di questo abbiamo discusso in Commissione con l'Assessore - richieste per oltre 700 miliardi a valere sul recupero dei nostri centri storici a fronte di un finanziamento esiguo di 50 miliardi.

E` una cosa che si ripete sistematicamente da qualche anno, vi è una grande voglia di recupero dei nostri centri storici minori da parte delle popolazioni, da parte delle amministrazioni che hanno, ad oggi, ricevuto una risposta assolutamente insufficiente.

Noi chiediamo, anche per implementare la pianificazione attuativa, utile ai fini del recupero corretto e coerente dei nostri centri storici, che questo disimpegno rientri, e che questa maggioranza dimostri un'attenzione che credo sia davvero meritoria da parte delle amministrazioni locali e delle comunità della nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, a me non interessa se il collega Corda e gli altri colleghi mi ascoltano.

CORDA (A.N.). Ti stiamo ascoltando.

PIRISI (D.S.). Non mi interessa, però si accomodino cortesemente fuori. Anche se è stato detto che il clima è cambiato, ciò non significa che quest'Aula debba diventare una sorta di mercato, né credo che gli emendamenti che sono stati presentati, e che hanno attinenza con il problema della pianificazione del territorio, debbano essere respinti dalla Giunta con un giudizio liquidatorio che ritengo sia assolutamente inaccettabile.

Abbiamo visto che ciò che preme di più alla Giunta e a questa maggioranza è la deregulation, interessa che non ci siano regole, che non ci siano norme.

Credo che noi abbiamo veramente la necessità di dire e di fare, affinché ci sia la certezza di diritto per tutti i cittadini sardi anche in campo urbanistico, e perché vengano introdotti dei sistemi che, garantendo certezza di diritto, determinino delle condizioni di maggiore celerità nel dare delle risposte ai cittadini, agli operatori economici, agli imprenditori, a coloro che vogliono investire in questo settore.

Voglio ricordare ai colleghi, anche al collega Murgia, che in pieno clima fascista, anche se eravamo nel periodo della guerra, fu fatta una legge fondamentale, che è la 1150 del '42, cioè, il legislatore di allora, in periodo fascista, si è dato delle norme per una gestione ordinata dell'urbanistica.

Voi siete, non dico gli eredi, perché ormai è stato detto che avete abiurato, ma coloro i quali si ispirano in qualche misura a ciò che storicamente di buono può avere dato quel ventennio, ma oggi non si tiene conto assolutamente di tutto ciò.

Il collega Masia ha presentato un emendamento che chiede l'introduzione di un finanziamento per coloro i quali vogliono cercare di creare un ordinato sistema di sviluppo del proprio territorio, gli strumenti urbanistici generali ed attuativi. La somma che è stata indicata è una somma assolutamente insufficiente rispetto al fabbisogno che lui ha quantificato in circa 7.500.000 Euro, circa 15 miliardi - nell'emendamento si chiedono infatti 1.030.000 Euro per il 2002, 2003, 2004 - e voi dite di no.

C'è una legge, che comunque sia è una legge della Regione, la legge numero 45, che stabilisce in che modo debbano essere fatti questi strumenti urbanistici. All'Assessore non interessa che questo accada, quindi dice: "Si arrangino i Comuni, facciano quello che gli pare e gli piace, la Regione non li sostiene". In rappresentanza della Regione, , il Presidente e anche qualche Assessore, sono andati invece in pompa magna ad annunciare che avrebbero ultimato qualche centro congressi, e se fossimo stati compattamente presenti avreste fatto una figuraccia clamorosa davanti alla popolazione di quel territorio. Ora, il dato vero è che non si riesce a comprendere la ratio del vostro atteggiamento, quindi credo che questo fatto debba essere portato davanti agli occhi di tutti gli amministratori della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). I colleghi hanno precisato il perché di questo emendamento, però io sono sempre fiducioso che dal dialogo possano venire anche risposte positive, perché stiamo parlando di una cifra che non è eccessiva, assessore Masala, di una cifra che viene messa a disposizione dei comuni che necessitano di questi strumenti. Penso che sull'argomento che i comuni possano avere delle risorse per darsi gli strumenti urbanistici, Assessore, dovremmo essere d'accordo.

Quindi, se dovessimo essere d'accordo sull'esigenza che ai comuni vengano date delle risorse per attivare strumenti urbanistici corrispondenti alle attese, sono convinto che se c'è un problema di quantità è riferito al fatto che è una quantità non sufficiente. Quindi, prima di dire no - chiaramente io sostengo l'emendamento - facciamo un attimo di riflessione. Ci sono qui anche diversi colleghi sindaci che possono dire se l'emendamento che noi stiamo proponendo risponde o meno alle loro attese, in un confronto che ci permetta di valutare una volta tanto il merito e non la provenienza di parte dell'emendamento.

Sono convinto che, se ci fosse una valutazione positiva, le amministrazioni comunali avrebbero l'idea di una Regione più vicina alle loro attese, se però la valutazione dovesse essere negativa, assessore Masala, vorrei conoscerne le ragioni. Assessore, l'ha detto in polemica su un altro punto che chiaramente poteva determinare anche una reazione, e lo comprendo, però su questa parte gradirei sentire la sua opinione e anche, o in sostituzione, l'opinione dell'Assessore degli enti locali, per vedere se Biancareddu risponde positivamente a questa nostra sollecitazione. Se non lo volesse fare lei, lo faccia Biancareddu, ma il "no" deve essere chiaro, perché è un "no" ai comuni, non è un "no" alla parte che presenta l'emendamento.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Risponderò io dopo.

CUGINI (D.S.). Lo fa lei, onorevole Pili? Va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Credo che questo sia un emendamento che vale la pena approfondire. Ho chiesto la parola per esprimere il mio voto favorevole anche perché penso che l'Aula, nella frenesia del voto, rischia di non prendere in considerazione emendamenti che hanno una grande valenza politica e che richiedono, di contro, risorse abbastanza modeste.

Questo emendamento mette in condizioni soprattutto i piccoli comuni, che notoriamente hanno poche risorse a disposizione, di poter predisporre gli strumenti urbanistici che sono fondamentali per programmare la gestione e il governo del proprio territorio. Si stanno chiedendo 2 miliardi all'anno, cioè risorse davvero irrisorie, ma fondamentali per tutti i comuni della Sardegna. Non è una spesa clientelare, sono risorse spese bene per garantire condizioni minimali per governare il territorio e i nostri comuni. Penso, onorevole Masala, se ascolta un attimo le cose che le stiamo dicendo, che questo emendamento meriti la disponibilità e il voto favorevole di tutto il Consiglio.

PRESIDENTE. Mi permetto di far osservare una cosa: più di una volta questa sera i colleghi hanno chiesto all'onorevole Masala di non parlare al telefono. Quel telefono è un telefono di comunicazione interna, l'Assessore sta parlando con i suoi uffici, con i quali deve stare in contatto, se no non riesce a fare il suo lavoro. Abbiate quindi pazienza. Lo dico io per evitare che sia lui ad alzarsi per rispondere.

Ha domandato di parlare l'Onorevole Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Per il significato che questo emendamento assume speravo si potesse evitare di continuare a metterne in rilievo l'importanza, con una dichiarazione dell'Assessore che accogliesse questo emendamento, perché si parla sempre del sostegno ai comuni, della sussidiarietà, del fatto che molti comuni non riescono a dotarsi di questi strumenti urbanistici, perfino degli strumenti più elementari per iniziare l'elaborazione del piano, che sono le cartografie, e in realtà poi non si dimostra la sensibilità necessaria, come se i comuni questi piani dovessero realizzarli con strumenti e professionalità che si trovano gratuitamente all'interno della struttura. Questo non è vero e sono del parere che la Giunta regionale debba riflettere, perché di fronte a emendamenti approvati poco fa di 2 milioni e mezzo di euro (quasi 5 miliardi di lire) che si aggiungono alle decine e decine di miliardi già destinati a quel Centro congressi che non viene mai completato, credo che davvero questo emendamento sia uno di quelli che i sindaci aspettano con maggiore interesse, perché davvero, come possono testimoniare molti colleghi sindaci che sono qui presenti, molti non riescono a dotarsi proprio degli strumenti indispensabili per avviare la predisposizione degli strumenti urbanistici.

Io sono intervenuto quindi per chiedere ancora all'Assessore di riflettere su questo aspetto e naturalmente per esprimere il mio voto favorevole, perché credo che del federalismo interno e del sostegno agli enti locali non si debba soltanto parlare, ma fare atti concreti che in modo tangibile evidenzino che l'istituzione regionale è a fianco dei nostri amministratori, a fianco dei nostri comuni.

PRESIDENTE. Colleghi, devo dare la parola all'onorevole Masia, che l'ha chiesta, però voglio pregare tutti di stare al proprio posto, perché c'è un po' di confusione e io stesso ho difficoltà a seguire il dibattito.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori. Da quelli che sono gli interventi, ma anche dalle convinzioni che ci siamo fatti durante questo periodo, relativamente a questo emendamento in particolare, credevo che ci fosse la disponibilità della Giunta a dare una risposta favorevole a questo emendamento perché è un problema che ci tocca tutti da vicino.

Chiedo, se è possibile, Presidente, di sospendere un attimo la votazione di questo emendamento per vedere se c'è una possibilità di accoglimento, discutendone, in quanto credo che un attimo in più possa consentire forse di avere una risposta favorevole che è utile a tutti i Comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà .

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. In questo emendamento c'è un richiamo ad una materia complessa, come quella che è stata affrontata in maniera organica nel '94 dalla Regione, che aveva attribuito a tutti i Comuni, proporzionalmente rispetto ad alcuni parametri, le cifre per la realizzazione dello strumento pianificatorio generale delle singole realtà territorialmente individuate. Si chiamavano PUC, Piani Urbanistici Comunali.

In quella direzione furono attribuite a ogni realtà le cifre parametrate. E` evidente che si stanno verificando alcuni casi in cui i professionisti rivendicano ulteriori incrementi delle proprie parcelle rispetto a lavori che non possono essere adeguati se non a parametri unitari di strumento urbanistico da adottare.

Anche in questo caso noi stiamo andando a rivedere le norme urbanistiche che riguardano le zone A, quindi i centri storici, ma che riguardano anche l'intero complesso delle valutazioni di impatto ambientale di ogni singola realtà.

Credo che questo provvedimento debba essere anch'esso rimandato alla valutazione della materia urbanistica nel suo complesso, se questa sarà l'intesa, perchè è inutile dare delle risorse oggi se i Comuni non sanno qual è lo strumento urbanistico regionale da recepire, quindi, credo chela questione sia assolutamente da inquadrare in un contesto più generale. Comunque, accettiamo la sospensione dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia . Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Forse l'ho detto velocemente, ma nel mio primo intervento a favore di questo emendamento ho detto che tutti i PUC sono stati realizzati, o sono finanziati e in via di attuazione.

L'emendamento tende a dare risorse ai Comuni per fare i piani attuativi, per le zone B, D ed A, non entro nel merito degli altri strumenti, parlo dei piani attuativi, e sono risorse necessarie, molto inferiori rispetto a quelle stanziate per la predisposizione dei PUC per quelli che sono i bisogni di ogni singolo Comune, ma sono sempre risorse importanti che i Comuni non hanno.

PRESIDENTE. Io non l'ho interrotta, però, per economia di tempo, una volta che uno fa una richiesta e la Giunta risponde l'argomento si chiude.

L'emendamento numero 433 è sospeso.

Passiamo all'articolo 3. Se ne dia lettura.

BIANCU, Segretario:

Art. 3

Fondi speciali e determinazione di spese

1. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2002, 2003 e 2004.

2. Gli stanziamenti relativi a detti fondi sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006 - Cap. 03019):

2002 euro 115.307.000

2003 euro 31.060.000

2004 euro 31.060.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007 - Cap. 03022):

2002 euro 7.747.000

2003 euro 5.166.000

2004 euro 5.166.000

3. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 11 del 1983, come sostituito dall'articolo 7 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella C, allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.

4. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera c) della legge regionale n. 11 del 1983 gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 2002 e per il triennio 2002/2004, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella D, allegata alla presente legge.

5. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera d) della legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 2002 e per il triennio 2002/2004, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E, allegata alla presente legge.

PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento numero 354. Se ne dia lettura.

BIANCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Spissu - Cugini - Calledda - Falconi

Art. 3 (Tab. A)

Lo stanziamento di Euro 77.727.000 della TABELLA A (FNOL) è ridotto a Euro 48.000.000 ed è assegnato sulla base di un piano di utilizzo approvato dalla Giunta Regionale sentita la Commissione Consiliare competente. (354)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento.

FALCONI (D.S.). Ho già accennato ieri, in altra discussione, ai problemi dell'EMSA e dell'IGEA, oggi torniamo su questo tema per vedere in modo più approfondito il senso di questo emendamento. Noi abbiamo qui uno stanziamento di 145 miliardi destinato all'IGEA per quota di investimenti e per il personale, attrezzature, dismissioni, esodi eccetera.

Voglio ricordare ai colleghi ed alla Giunta regionale che la legge "33" prevedeva certo la ricollocazione di tutti i 930 lavoratori dell'EMSA, prevedeva certo che non venisse licenziato alcun lavoratore, ma non prevedeva, e ne faceva esplicito divieto, somme per investimenti nell'IGEA. Qui stiamo tornando all'antico, stiamo tornando a quote di investimenti senza per altro avere nessun programma operativo.

Quindi assistiamo a delle cose, alcune le ho ricordate ieri e potrei ricordarne altre, che sono sconcertanti. E` notizia di oggi per esempio che l'ex direttore generale Colomo ha vinto il ricorso al TAR, per cui dovremo pagare anche lì due iperstipendi.

Si fanno inaugurazioni, sempre da parte dell'IGEA, di grotte in fase di ristrutturazione che non sono ancora ristrutturate. Assessore La Spisa, noi sappiamo della sua particolare sensibilità anche nella spendita dei fondi, noi non vorremmo apparire come consiglieri regionali che, non venendo dai territori interessati, hanno quasi un accanimento contro l'EMSA o contro il Sulcis in generale.

Non è così, io che vengo dal nuorese dico che quelle somme presumibilmente vanno spese in quel territorio, perchè vogliamo bene a quel territorio, ma vanno spese meglio, non vanno sprecate come tante ne abbiamo sprecate in quella direzione. E` questo il senso del nostro emendamento.

Il senso più generale invece che voglio in ultimo sottolineare è il fatto che noi come centrosinistra, come tutti potranno constatare, abbiamo presentato anche degli emendamenti che non tendono ad una maggiore spesa, ma che la riducono proprio per andare a migliorare complessivamente la manovra e la qualità della spesa. Grazie per l'attenzione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è negativo per una ragione molto semplice, la somma di 77 milioni di euro è accantonata per la copertura presunta del disegno di legge relativo alle esigenze di funzionamento delle aziende che sono legate all'EMSA, in particolare per le esigenze che riguardano la Carbosulcis.

Tutti quanti noi conosciamo le difficoltà che esistono per la privatizzazione della Carbosulcis, in ordine anche alle questioni attinenti al processo di gassificazione del carbone. In relazione a questo problema c'è - come voi sapete - una interlocuzione con lo Stato, noi abbiamo già presentato il disegno di legge relativo, la Commissione lo esaminerà. Presumiamo che questa sia la somma necessaria per finanziare quella legge, la Commissione la esaminerà ed in quella sede si vedrà, ma allo stato noi riteniamo di dover riservare questa somma al FNOL per questa esigenza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non si accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 354.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi è contrario alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sull'articolo 3, e invito il Presidente a fare in modo che si voti correttamente, cioè che tutti stiano al loro posto.

PRESIDENTE. Ho già invitato i colleghi a prendere posto e a consentire che le operazioni di voto si svolgano in maniera tranquilla.

Prima di passare al voto segreto sull'articolo 3 voglio informare che le cifre, riportate nell'UPB si possono modificare per effetto degli emendamenti che sono stati approvati. In sede di coordinamento si terrà conto di tutte le modifiche e quindi verranno riportate anche sulle tabelle dell'articolo 3.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 74

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 41

Contrari 33

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che l'Assessore abbia capito che stiamo andando velocemente. C'era l'accordo che avremmo terminato l'articolo 2, poi abbiamo votato anche il 3. Prima di procedere credo che sia necessario perfezionare quell'accordo di cui abbiamo parlato.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non ne sono a conoscenza, naturalmente se c'è un accordo ne prendo atto e non ci sono problemi.

C'era l'impegno a lavorare fino alle ore 24. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, ci è stato proposto di andare avanti fino alle nove, di fare una interruzione fino alle dieci e continuare fino a mezzanotte, abbiamo concordato nell'interlocuzione che c'è stata che avremmo terminato alle ore 21. Non abbiamo parlato di secondo o di terzo articolo. Pertanto dobbiamo lavorare come concordato fino alle ore 21.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, c'è una precisazione da fare: se le cose stanno così, proseguiamo fino alle 21, e le assicuro che per tale ora, con molta puntualità, ce ne andremo a casa così come concordato.

Si dia lettura dell'articolo 4.

BIANCU, Segretario:

Art. 4

Recuperi di somme dai fondi di rotazione

1. E' disposto, nell'anno 2002, il versamento in conto entrate del bilancio regionale della somma di euro 54.486.000 proveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.031 - Cap. 36103):

a) euro 775.000 dal fondo destinato agli interventi in agricoltura, di cui agli articoli 4 e 12 della legge regionale 15 marzo 1956, n. 9, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

b) euro 20.658.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, nella misura di euro 6.714.000, dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., euro 1.033.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro ed euro 12.911.000 da quello presso la Banca CIS S.p.A.;

c) euro 13.428.000 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore dell'artigianato sardo, di cui all'articolo 5 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, nella misura di euro 3.615.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di euro 9.813.000 da quello presso la Banca CIS S.p.A.;

d) euro 11.879.000 dal fondo per la tutela dei livelli produttivi nel settore industriale, di cui all'articolo 6 della legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66, costituito presso la SFIRS S.p.A.;

e) euro 7.747.000 dal fondo per la concessione del credito di esercizio alle industrie di cui alla legge regionale 18 maggio 1957, n. 23, costituito presso la Banca CIS S.p.A.

2. Al recupero dei fondi provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

3. È disposto, nell'anno 2002, il versamento in conto entrate della contabilità speciale di cui al paragrafo 6 del programma straordinario per la riforma e il riassetto agropastorale, approvato ai sensi della Legge n. 268 del 1974, della somma di euro 3.615.000 proveniente dal fondo per la concessione di prestiti per l'acquisto di scorte e mutui, nella misura di:

a) euro 3.099.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

b) euro 516.000 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.

4. È disposto, nell'anno 2002, il versamento in conto entrate della contabilità speciale di cui alla Legge n. 588 del 1962 della somma di euro 1.034.000, nella misura di:

a) euro 775.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

b) euro 31.000 dal fondo di cui alla lettera a) del presente comma costituito presso la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.;

c) euro 41.000 dal fondo per la concessione di prestiti agevolati all'artigianato, di cui all'articolo 35 della medesima Legge n. 588 del 1962, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

d) euro 84.000 dal fondo per la concessione di prestiti a medio termine alle industrie, di cui all'articolo 31 della medesima Legge n. 588 del 1962, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

e) euro 103.000 dal fondo di cui alla lettera d) costituito presso la Banca CIS S.p.A..

5. Le somme recuperate a' termini dei commi 3 e 4, sono attribuite al titolo di spesa 11.3.10/I della contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge n. 268 del 1974.

6. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio provvede al recupero delle suddette somme e alle conseguenti variazioni nelle relative contabilità speciali con proprio decreto.

7. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1993)), non si applica ai trasferimenti su fondi unici, inerenti a raggruppamenti di leggi aventi contenuto omogeneo, gestiti da un unico istituto bancario, selezionato mediante le procedure di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, e successive modificazioni ed integrazioni.

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati tre emendamenti.

Se ne dia lettura.

BIANCU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Spissu - Dore - Balia

Art. 4

L'emendamento n° 134 è soppresso. (544)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 4/bis

Programma d'iniziativa comunitaria - INTERREG III A Italia - Francia "Isole" tra la Sardegna, la Corsica e la Toscana.

1. - Per effetto ed in attuazione della decisione della Commissione Europea n.C(2001) 4016 del 18 dicembre 2001 recante approvazione del programma d'iniziativa comunitaria INTERREG III A Italia - Francia "Isole" tra la Sardegna, la Corsica e la Toscana che si integra nel quadro comunitario di sostegno per gli interventi strutturali comunitari nelle seguenti zone: Sassari e Livorno in Italia, Haute Corse e Corse du Sud in Francia nonché le zone di Nuoro, Pisa e Grosseto in Italia, per il periodo dal 24 novembre 2000 al 31 dicembre 2006, è approvato il relativo piano finanziario ed i relativi interventi.

2. - Le spese derivanti dall'attuazione del programma di cui al comma 1 sono quantificate in complessivi:

anno 2002 euro 28.122.000

anno 2003 euro 14.947.000

anno 2004 euro 15.029.000

anno 2005 euro 15.063.000

anno 2006 euro 15.023.000

e fanno carico alle competenti unità previsionali di base dei bilanci della Regione per gli anni 2002-2006.

Copertura finanziaria

ENTRATA

03 - PROGRAMMAZIONE

In aumento

UPB E03.035 - Programmi cofinanziati dallo Stato

2002 Euro 8.559.000

2003 Euro 4.549.000

2004 Euro 4.573.000

UPB E03.036 - Programmi cofinanziati dall'Unione Europea

2002 Euro 16.692.000

2003 Euro 8.872.000

2004 Euro 8.922.000

SPESA

03 - PROGRAMMAZIONE

In diminuzione

UPB S03.007 - Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2002 Euro 2.871.000

2003 Euro 1.526.000

2004 Euro 1.534.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 1) della Tabella B allegata al disegno di legge concernente "Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione" (legge finanziaria 2002).

In aumento

UPB S03.062 - Realizzazione di programmi cofinanziati dall'UE - Investimenti

2002 Euro 28.122.000

2003 Euro 14.947.000

2004 Euro 15.029.000

(134)

Emendamento sostitutivo totale Calledda - Fadda - Dore

Emendamento 204 (Art. 4)

L'emendamento 204 è sostituito dal seguente:

"17/bis

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. E' autorizzata negli anni 2002-2003-2004 la prosecuzione degli interventi previsti dall'Azione 3 (interventi per i litorali) del programma approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989 relativo ai progetti finalizzati a favorire l'occupazione di cui agli articoli 92 e 92 della L.R. 4.06.1988, n. 11 e successive modifiche e integrazioni.

2. La relativa spesa è valutata in euro 3.357.000 per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 (UPB S01.018 - Cap. 01080-01 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S01.018 - Cap. 01080-01 (N.I.) - Progetti speciali finalizzati all'occupazione - Azione 3 (interventi per i litorali)

Competenza anno 2002 Euro 3.357.000=

Competenza anno 2003 Euro 3.357.000=

Competenza anno 2004 Euro 3.357.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2002 Euro 3.357.000=

Competenza anno 2003 Euro 3.357.000=

Competenza anno 2004 Euro 3.357.000=

(515)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 134 è della Giunta regionale. Se la Giunta ritiene lo può illustrare.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ritengo che siano utili dieci minuti di sospensione per le ragioni che prima sono state esposte anche dal collega Fadda e da Giorgio Oppi.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 02, viene ripresa alle ore 20 e 32.)

Presidenza del Vicepresidente BIGGIO

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio, per illustrare l'emendamento numero 544.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari - P.S.). Signor Presidente, noi abbiamo presentato l'emendamento 544 soppressivo del 134, per un problema più che altro procedurale e non di merito. Noi riteniamo che comunque sia intempestivo un inserimento nella finanziaria, ancora peggio se su proposta della Giunta, soprattutto in considerazione della decisione della Commissione Europea assunta già a dicembre scorso e quindi a conoscenza della Giunta. Voglio solo segnalare la modalità - non vorrei usare termini impropri - abbastanza approssimativa, con la quale si è affrontato il problema, nonostante il grandissimo ritardo con il quale la finanziaria è stata presentata all'attenzione del Consiglio, non tenendo conto di questa decisione che era nota e che poteva utilmente essere presa in considerazione nel contesto delle norme finanziarie in esame.

E` la riprova che, purtroppo, lo stile e le procedure che accompagnano le norme finanziarie sono più volte non a una rigorosità formale, ma ad una composizione di carattere politico che conferma quello che noi abbiamo sostenuto fin dall'inizio, cioè che lo strumento finanziario è sempre più un collante per la maggioranza piuttosto che uno strumento atto ad individuare strategie di sviluppo. L'emendamento aveva solo questa finalità e lo ritiriamo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 544 viene ritirato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 134.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento tende a finanziare l'approvazione del programma di iniziativa comunitaria INTERREG 3 relativo a Italia, Francia, isole tra la Sardegna e la Corsica e la Toscana, di cui tra l'altro ha parlato il collega poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda, per illustrare l'emendamento numero 515.

calledda (D.S). Gli emendamenti sono due, il secondo è stato elaborato in lire, il primo in Euro, però la sostanza è la stessa, nel senso che è stato un errore e quindi l'abbiamo corretto, così come prevede la nuova legge.

Questo emendamento è stato presentato anche nella finanziaria dell'anno scorso e partiva dalla considerazione dei risultati positivi conseguiti con la legge numero 11 del 1988.

Noi che siamo una Regione a vocazione turistica, soprattutto nei litorali, ogni anno ci troviamo ad avere le nostre spiagge sporche e mal tenute. Da un po' di anni a questa parte siamo in qualche misura intervenuti nei vari litorali, dando la possibilità a diversi disoccupati, attraverso questo intervento, di lavorare per alcuni mesi all'anno.

Credo che questo emendamento, così come ha fatto la Giunta l'anno scorso, sia da approvare, perché in varie realtà, dove purtroppo non si riesce a decollare con altre iniziative, può dare, anche se momentaneamente, delle possibilità di lavoro nelle spiagge.

L'anno scorso è accaduto un fatto abbastanza importante: la finanziaria è stata approvata nei termini ma non c'era chiarezza sulle modalità di spesa dei soldi stanziati. I comuni si sono organizzati, abbiamo assunto diverse iniziative e credo che alla fine siamo riusciti ad ottenere un risultato positivo; io prego il Presidente della Giunta e l'Assessore di accogliere questo emendamento perché credo possa essere in qualche misura uno sbocco per decine di lavoratori che possono avere per alcuni mesi all'anno una fonte di reddito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento numero 134. Sull'emendamento numero 515, che è stato presentato in Aula, la Commissione, come è consuetudine, non si esprime e si rimette all'Aula. Trattandosi però di emendamento sostitutivo dell'emendamento 204 esiste il parere della Commissione che non l'ha accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si tratta di due emendamenti che attengono all'Azione 3 che era prevista nel 1988 e che poi è finita - doveva finire nel 1989 - quindi ha esaurito il suo compito.

Il finanziamento che viene dato ai comuni ormai è un finanziamento ordinario per tutti i comuni, in modo che essi possano destinare le risorse alle finalità istituzionali. Il fatto che eccezionalmente in qualche esercizio finanziario, come quello dell'anno scorso, ci fossero i 500 milioni per la pulizia delle spiagge di alcuni comuni evidentemente è una deroga e tale deve rimanere, perché non è possibile che si possano fare delle deroghe a favore di alcuni comuni e non estenderle a favore di tutti gli altri.

Noi quest'anno abbiamo inserito 10 miliardi in più nei finanziamenti ordinari per i comuni che otterranno i soldi in base alla legge 25, quindi, su quella base, con le risorse ordinarie potranno affrontare questi problemi specifici. Il parere sull'emendamento quindi è negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

cogodi (R.C.). Essendo poco il tempo a disposizione, voglio fare soltanto una considerazione a sostegno dell'emendamento numero 515, in ordine al quale si ripropone una questione che è ricorrente e lo sarà sempre nei bilanci della Regione, nelle loro variazioni e nei loro assestamenti. E' un capitolo questo - capitolo come parte di una storia - che deriva dal primo Piano per il lavoro, quello del 1988. Anche allora ci furono grandi polemiche, polemiche di fuoco, quando una Giunta regionale di diverso segno politico riuscì con tanta difficoltà a proporre una serie di politiche attive del lavoro!. Ed era il 1988 quando si riuscì a promuovere i progetti speciali occupazionali, si riuscì a varare quell'altro intervento, che è durato per quasi quindici anni ormai, in favore dei comuni, 100 miliardi annui ai comuni per attività locali, di occupazione anche temporanea, inizialmente era cantieristica, poi con normativa successiva orientata verso progetti di sviluppo locale, di piccola impresa a livello comunale, e a istituire l'Agenzia regionale del lavoro. Queste misure costituiscono il primo intervento straordinario sulle politiche attive per il lavoro. Tanto tempo anche allora, anni per riuscire a mettere in moto quei meccanismi, perché anche allora era accaduto che, nel momento nel quale si doveva passare alla fase attuativa, ci si trovò con una Giunta altra e contraria, ostile a quelle leggi che erano state l'anno prima approvate.

C'è voluto molto tempo, anni, però poi miracolosamente una serie di azioni, di quelle che erano previste in modo differenziato, in diversi settori, non solo hanno dato ottimi risultati, ma via via sono state anche reiterate. Io faccio l'esempio dei progetti speciali relativi all'azione bosco pubblico, o terre pubbliche, dove fior di cooperative e consorzi di cooperative hanno occupato permanentemente, penso all'area dell'oristanese e non solo, decine e decine di operatori specializzati che in via permanente lavorano migliorando l'ambiente, producendo nuova impresa e lavoro permanente o tendenzialmente stabile, chiamiamolo così.

Uno dei capitoli di quei progetti speciali che viene reiterato con molta facilità ogni anno è quello della sanità. Anche di recente il Consiglio regionale ha approvato un rifinanziamento dell'Azione sanità, molti miliardi, perché si dice: "Quel progetto speciale funziona bene". Così come per il settore delle biblioteche, dei servizi culturali. Però tutte queste cose, prese poi a una a una, vengono considerate il più delle volte singolarmente, e si perde di vista la filosofia d'insieme. Cos'erano i progetti speciali? I progetti speciali erano un sostegno pubblico per un certo numero di anni, per una fase di avvio, che prevedeva addirittura che le professionalità impegnate venissero pagate con il contratto collettivo di lavoro di riferimento, il migliore, quindi salario e stipendio pieno e assicurazione piena, e questo aiuto nella fase di avvio avrebbe dovuto trasformare questi operatori in nuove imprese. In alcuni settori questo è avvenuto, in altre circostanze e condizioni invece si è ripetuto il finanziamento che però ugualmente dava e dà buoni risultati.

Fra i buoni risultati c'è da annoverare sicuramente quello dell'Azione ambiente e litorali, dove non vale dire, assessore Masala, che in via ordinaria i danari che vanno ai comuni serviranno anche a fare il cantierino sulle spiagge. L'azione dei litorali è un'azione specifica, è un'azione anche per molti versi delicata. Pulire e sistemare le spiagge non è come pulire e sistemare qualsiasi altra cosa, c'è gente che si è anche specializzata. E non tutti i comuni hanno i litorali, e spesso comuni piccoli hanno chilometri e chilometri di litorali, e se venissero tenuti bene nel corso di tutto l'anno sarebbe un enorme vantaggio per l'ambiente e anche per l'impiego dei disoccupati, e nascerebbero nuove forme d'impresa. Per cui è utile sostenere ancora queste attività perché possano trasformarsi in attività imprenditoriali e in occupazione di carattere permanente, come è accaduto in diverse situazioni. Questa Azione litorali merita di essere sostenuta non solo finanziariamente, ma anche via via rivolta a questa riqualificazione.

Se avessero funzionato e se funzionassero tutti gli strumenti che la Regione ha inventato, che ha sostenuto con le sue leggi e con le sue risorse, ivi compresa - io dico a partire da essa- l'Agenzia del lavoro che si chiama agenzia perché deve agire, cioè deve dare sostegno professionale, di ideazione, di "tutoraggio", di orientamento, di professionalizzazione, alla nuova impresa, la situazione non sarebbe così grave. Noi abbiamo tanti e tali strumenti e anche capacità professionali in Regione e si è dimostrato che quando l'ufficio speciale presso la Presidenza si è costituito tre, quattro anni dopo l'88, quindi con tanto ritardo, tutti i progetti speciali sono stati sbloccati, hanno funzionato e hanno dato ottimi risultati.

Se noi facessimo questo ragionamento, come lo faremo successivamente, in relazione all'articolo 19, e se non avessimo consentito che anche dell''articolo 19 della legge 37 del 1988, prima si bloccasse l'operatività, che lo si danneggiasse, che si mettessero i bastoni fra tutte le ruote che possono muoversi appena, per poi dire, dopo due o tre anni, che esso non ha funzionato - "prima ti boicotto e poi ti critico", e a criticare è lo stesso che ha boicottato - noi non saremmo al punto oggi di doverci chiedere il perché non ha prodotto i suoi effetti. Perché se la Regione, che ha uffici specializzati per il lavoro, ha l'ufficio speciale presso la Presidenza della Giunta; ha l'ufficio del lavoro presso l'Assessorato del Lavoro, ha l'Agenzia per il lavoro che è specializzata, ed è uno strumento innovativo dello Stato e della Regione, perchè l'Agenzia regionale in questa Regione assolve anche alle funzioni statali, per fare queste cose, e voi invece pretendete che le politiche del lavoro le facciano gli impiegati amministrativi dei comitati di controllo, è chiaro, l'ho detto e lo ripeto, è come far fare l'impianto elettrico all'idraulico - l'idraulico sarà bravissimo ma non saprà fare mai l'impianto elettrico - per dire poi che la lampadina non accende e che la colpa è dell'idraulico. Sarebbe dell'operatore che avrebbe dovuto chiamare l'elettricista. Quindi, questo ragionamento, appena accennato adesso e che riprenderemo, vale perchè nel discutere questa finanziaria noi vogliamo che si svolga un confronto che porti a sbloccare il piano per il lavoro, perchè questa Regione ne ha un bisogno assoluto, e tutte le idee balzane che stanno circolando, e con le quali tentano di accerchiarci, per togliere quei finanziamenti e destinarli ad altro, sono idee sbagliate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Per esprimere il mio parere favorevole sull'emendamento numero 515, e per sostenere i contenuti di questo emendamento che, come è stato detto nell'illustrazione, è finalizzato a soddisfare un'esigenza di vitale importanza per diversi litorali della Sardegna. Io adesso trascuro il problema perfino dell'occupazione, lo considero - per la questione che io voglio porre - secondario, benché incida sulla vita di tante persone e sia estremamente importante, perchè essenzialmente io vorrei che l'assessore Masala, che non ha accolto questo emendamento, tenesse conto che l'azione per i litorali… Assessore,vorrei che mi ascoltasse, e vorrei che mi ascoltasse anche il relatore di maggioranza. Dicevo che l'importanza di questo emendamento a mio avviso è relativa soprattutto agli interventi che si riesce a realizzare con questo progetto speciale che, come sapete, non è gestito dai comuni. Questo è uno dei progetti speciali, l'azione di intervento sui litorali che interessa tanti comuni della Sardegna, si attua con convenzioni affidate attraverso le province; questi interventi non riguardano la zona di Villasimius, la Costa Smeralda, cioè zone dove ci sono già infrastrutture turistiche, ma quei litorali e quelle aree della Sardegna che cercano faticosamente di imboccare la via del turismo come opportunità nuova per avviare una nuova stagione di sviluppo economico. Ora, proprio in queste aree, non esistendo ancora una infrastrutturazione turistica forte e capace di gestire questi interventi, se non si interviene ancora con questi progetti, avremo decine e decine di chilometri di litorali e di spiagge che sono esposte al totale abbandono. Quindi è un problema di fruibilità di quegli arenili per quanto riguarda la pulizia, ma è un problema di grande rilevanza per quanto riguarda l'organizzazione dei servizi ai litorali, senza i quali la mole dei turisti che comincia ad arrivare in questi litorali rischia di non tornare; mi riferisco in particolare, questo lo voglio fare perchè vorrei che restasse agli atti per spiegare l'origine di questo emendamento, ai litorali della Sardegna sud occidentale, da Buggerru passando per tutti i comuni della costa fino ad arrivare a Sant'Antioco, Calasetta, Sant'Anna Arresi, un territorio che cerca faticosamente di valorizzare le coste e i litorali per sviluppare un nuovo settore che è quello del turismo e che si trovano sistematicamente abbandonati. Allora, io credo, assessore Masala, che questa risposta che lei ha dato in relazione al fatto che tanto ai comuni trasferiamo altre risorse e ci pensano loro, credo che significhi "non facciamo niente, lasciamo tutto quanto abbandonato", non solo perchè i comuni hanno altro a cui pensare con le risorse che vengono trasferite loro, ma soprattutto perchè questi progetti speciali non vengono, come dicevo prima, gestiti direttamente dai comuni ma attraverso la provincia.

Voglio ricordare che, dopo circa sei anni di attività, questi progetti speciali, hanno prodotto risultati ottimi dal punto di vista non solo dell'opportunità che è stata data a quei giovani disoccupati di lavorare almeno tre mesi ogni anno, ma soprattutto della fruibilità di quei litorali; allora, io credo che se voi confermaste questa posizione, alla luce anche di queste nuove esigenze che sono state evidenziate soprattutto per i territori più svantaggiati da questo punto di vista, credo che condannereste quei litorali e quelle spiagge, quegli arenili che sono sempre più frequentati, anche se ripeto non ci sono ancora grosse infrastrutture di ricettività turistica, li state condannando davvero all'abbandono e quindi anche ad una minore attrattività rispetto ai passi avanti che si sono fatti in questi ultimi anni.

Per queste ragioni chiedo alla Giunta regionale di riconsiderare in quest'ottica questo problema soprattutto perchè non riguarda le aree maggiormente sviluppate, dove i servizi li organizzano non solo i comuni ma anche giustamente le società private, ma si tratta veramente di interventi che tendono a salvare l'ambiente e a creare le condizioni per la fruibilità dei litorali, tra l'altro in considerazione di un aspetto - che io voglio sottolineare qua Assessore - e cioè che lo stanziamento disposto dalla finanziaria dell'anno scorso, che sembrava potesse risolvere il problema per la passata stagione estiva, purtroppo non ha prodotto nessun risultato per via del ritardo di quattro mesi nell'approvazione della finanziaria. Qua rischiamo di finire allo stesso modo dell'anno scorso senza poter neppure utilizzare questi fondi perchè occorre accelerare le procedure, ma c'è la possibilità che con lo stanziamento limitato dell'anno scorso si lavori per un mese o un mese e mezzo e poi proprio nel pieno della stagione, a metà agosto, a Carloforte, a Sant'Antioco, a Calasetta, a Sant'Anna Arresi, si debba interrompere questo servizio.

Allora, questo finanziamento serve per rendere efficace anche il precedente finanziamento dell'anno scorso; soprattutto serve per accompagnare una fase dello sviluppo turistico in questi territori, che sono in ritardo rispetto ad altre aree, e che tuttavia hanno tantissime possibilità e possono essere penalizzati se questi litorali vengono lasciati abbandonati così come i turisti e i cittadini che vi abitano li hanno trovati nel corso della stagione precedente.

Mi auguro che vi sia un ripensamento da parte della Giunta regionale e che questo emendamento possa essere accolto proprio per questi aspetti di grande rilevanza ambientale e di supporto dello sviluppo turistico, senza dire niente di più per quanto riguarda gli effetti sull'occupazione ai quali cui si sono riferiti i colleghi che mi hanno preceduto.

PRESIDENTE. Devo fare una comunicazione. E` stata autorizzata la riunione della terza Commissione permanente per domani mattina alle ore nove e mezza, per l'esame del D.L. 39/309 "Autorizzazione all'esercizio provvisorio".

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io non ho voluto interloquire prima per non interferire nella discussione che era in corso sul merito della finanziaria. I lavori del Consiglio sono stati sospesi ad un certo punto per consentire la precisazione di un accordo metodologico tra maggioranza ed opposizione, o parte della maggioranza e parte dell'opposizione; immagino, posto che non tutta l'opposizione ha sottoscritto questo accordo, se è intervenuto. Siccome è interesse di tutti che queste cose avvengano nella più evidente linearità, io chiedo che di questo accordo, se c'è e se è stato sottoscritto, venga reso edotto il Consiglio e che il Presidente ne dia lettura al Consiglio stesso.

PRESIDENTE. I lavori per oggi sono chiusi.

L'Assemblea è convocata per domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 03.