Seduta n.258 del 05/03/1998 

SEDUTA CCLVIII

Giovedì 5 Marzo 1998

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Milia

indi

del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 15 e 41 .

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 marzo 1998 (254), che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione sugli articoli del disegno di legge numero 382. Si dia lettura dell'articolo 11.

CONCAS, Segretaria:

Art. 11

Opere di sbarramento

1. Per urgenti interventi strutturali sulle opere di sbarramento esistenti é autorizzata la complessiva spesa di lire 22.000.000.000 di cui lire 1.000.000.000 nell'anno 1998, lire 6.000.000.000 nell'anno 1999 e lire 15.000.000.000 nell'anno 2000 (cap.08164/01).

2. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 62 e 26. Se ne dia lettura

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 62.

MASALA (A.N.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca per illustrare l'emendamento numero 26.

CUCCA (Progr. Fed). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci .

SECCI (Popolari), relatore. Il relatore accoglie l'emendamento numero 26.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo e sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Chiedo che si possano sospendere i lavori per cinque minuti perché sull'emendamento numero 26 ho bisogno di approfondire il tema.

PRESIDENTE. Non è possibile perché siamo in sede di votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 11. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Una domanda tecnica, Presidente. La presenza in aula viene certificata comunque anche se non si vota? Perché mi pare doveroso che chi è in aula risulti presente.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 31

Votanti 31

Maggioranza 16

Favorevoli 20

Contrari 10

Voti nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Ivana - FERRARI - FOIS Paolo - GRANARA - LA ROSA - LOMBARDO - LORENZONI - MARROCU - MASALA - MILIA - OBINO - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Poiché non è stato raggiunto il numero legale sospendo la seduta per un'ora. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 49.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 50, viene ripresa alle ore 16 e 57.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, mi pare che, a vista d'occhio, si sia raggiunto il numero legale in aula. Ma se i tempi dell'approvazione della finanziaria devono essere quelli che sta imponendo la maggioranza, io ritengo che su questo si debba fare chiarezza, perché l'opposizione è presente e non vorrei poi che, con la fretta, si richiedessero supplementi in orari notturni. Questo per doverosa precisazione perché siamo qui venti minuti ad attendere che inizino i lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per la precisione sono solo otto i minuti, comunque siamo in sede di votazione dell'articolo 11.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Insisto nella richiesta di votazione a scrutinio segreto sull'articolo 11.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 11.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 62

maggioranza 32

favorevoli 37

contrari 25

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

CONCAS, Segretaria:

Art. 12

Interventi diga di Monte Crispu

1. Per il completamento degli interventi di cui alla legge regionale 18 gennaio 1993, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni, é autorizzato l'ulteriore complessivo stanziamento di lire 5.000.000.000, in ragione di lire 2.500.000.000 per ciascuno degli anni 1998 e 1999 (cap.08264).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:





PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 95.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, da parecchi anni, ormai, la Regione non interviene più con finanziamenti specifici per i cimiteri. La risultante è che molti comuni hanno i cimiteri che sono al limite di saturazione e in qualche cimitero si sono già create situazioni estremamente gravi sia per il decoro che per l'igiene. Sta di fatto che gran parte dei cimiteri della Sardegna sono sottodimensionati, perché la previsione, quando sono stati edificati, è che vi fosse una prevalenza delle enumazioni sulle tumulazioni, e invece si è verificato, per motivi di costume, di reddito, una situazione opposta, per cui la tumulazione, che ha un ciclo molto lungo, a differenza dell'inumazione, che ha un ciclo ordinariamente decennale, occupa i cimiteri. Per cui si chiede, con questo emendamento, che la Regione faccia, per i prossimi tre anni, un programma minimo di aiuto ai comuni che hanno necessità di ampliare i cimiteri proprio per ovviare a queste situazioni più gravi. Infatti viene richiesto il visto della competente autorità sanitaria che certifichi questa situazione di emergenza e si prevede un contributo nella misura dell'80 per cento, per cui il Comune deve utilizzare anche risorse proprie e chiaramente le utilizzerà soltanto nei casi di effettiva e grave necessità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 95 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non può non dirsi, con molta sincerità, che si tratta di una esigenza reale, sto parlando dell'emendamento numero 95. Tuttavia non è bene, a nostro giudizio, almeno questa non è la linea ottimale, che l'intervento avvenga attraverso un capitolo di bilancio di nuova istituzione. La scelta di fondo che è stata fatta, il collega Bonesu ben lo sa perché in tante discussioni in Commissione abbiamo avuto modo di approfondire questo argomento, è quella della legge 25, quindi si tratta nell'ambito della disponibilità complessiva che la Regione può destinare all' attività degli enti locali, di dosare la legge 25, eventualmente di potenziarla, e chiaramente rientra invece, questa è la linea strategica scelta, nell'autonomia del singolo ente locale di decidere per quale priorità, per quale finalità utilizzare i quattrini. Noi stiamo cercando, ci sono stati anche degli atti pubblici importanti, per esempio nella recente conferenza sui PUC, di aprire un tavolo di confronto, di concertazione, di coinvolgimento e di scelte comuni anche col sistema delle autonomie locali. Si tratterà di vedere lì quali possono essere le direttrici degli interventi e anche di ragionare su quale possa essere l'ammontare complessivo delle risorse a disposizione dell'amministrazione regionale che devono essere destinate agli enti locali. Quindi, devo dire a malincuore che il parere della Giunta è contrario, perché si tratta di una esigenza reale, però si tratta, nell'ambito del confronto con le autonomie locali, di trovare le forme, i modi e le risorse, diciamo, per un intervento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare gli emendamenti numero 108 e 142.

PITTALIS (F.I.). L'emendamento numero 108 prevede uno stanziamento, un contributo straordinario di dieci miliardi per l'anno 98 per il completamento dei lavori di ricostruzione e di risanamento igienico-urbanistico degli abitati di Osini, Gairo e Cardedu, comuni come è noto danneggiati dalle alluvioni che si sono verificate nel lontano 1951, e rispetto ai quali debbo segnalare in quest'aula che c'è stato un totale abbandono da parte dello Stato, al di là di un iniziale intervento, e soprattutto c'è stata molta disattenzione nel corso di questi decenni da parte dell'amministrazione regionale. Mi pare che a questi comuni bisogna dare un segnale significativo e non solo a parole, perché di parole, lo hanno detto i consigli comunali di questi comuni riuniti in seduta comune, ne hanno già sentite abbastanza e non se ne fanno assolutamente niente. E allora, l'impegno è dare un significativo contributo, un tangibile segno anche della presenza della Regione, dell'amministrazione, in quei territori, attraverso questo contributo straordinario, rimettendo all'Assessore dei lavori pubblici la predisposizione del programma di intervento da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale.

Riteniamo che questo debba essere fra gli impegni della Regione uno degli impegni prioritari in questo momento, per questo sollecito e sottopongo anche alla sensibilità di tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, perché è uno di quegli emendamenti che veramente non hanno colore politico. Si tratta di andare incontro a una situazione che ormai diventa anche paradossale, è l'Irpinia o il Belice della Sardegna, è una vergogna, alla quale ritengo questa Assemblea debba porre finalmente rimedio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolare), relatore. Sull'emendamento numero 108 il parere della Commissione è legato ad un lungo e approfondito dibattito che c'è stato in Commissione per esaminare la possibilità di introdurre in finanziaria una norma che destinasse a questo scopo risorse significative. E' emersa durante il dibattito in Commissione l'indeterminatezza delle risorse necessarie, pur nella condivisione che il problema esiste ed è serio, però è emersa anche la necessità che esso venga approfondito e studiato per capire la dimensione finanziaria dell'intervento e per comprendere soprattutto come orientare questa risorsa finanziaria da destinare.

Per questa ragione in Commissione, ad emendamenti che venivano proposti, è stato dato il parere negativo e non sono comparsi, nel testo approvato dalla Commissione, in aula provvedimenti destinati a questo scopo. Per questa ragione, sia pure nella condivisione che il problema di questi tre paesi esista e sia impellente e vada in qualche maniera affrontato e risolto, per la Commissione non è possibile esprimere un parere di accoglimento. Per cui il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta, io voglio rassicurare sotto questo profilo i presentatori dell'emendamento, conosce bene il problema di Gairo e Osini. Tra l'altro, se posso una considerazione di inflessione personale, chi è consigliere dal 1989 non può non ricordare che in molte sessioni di bilancio il problema Gairo, Osini è ritornato. Il punto però è, per questo se ne riparla ancora, che le erogazioni episodiche e non coordinate non hanno ottenuto il risultato e non bisogna continuare sulla stessa strada. La Giunta assume qui con piena consapevolezza, con piena responsabilità l'impegno di andare a portare, in un arco di tempo molto rapido, nella Commissione competente, un rapporto sulla situazione di Gairo ed Osini, sugli effetti che hanno determinato gli interventi che si sono svolti in questi 15-20 anni, fare lo stato dell'arte con serietà e individuare le possibili vie anche finanziarie di soluzione, che non mi pare sia quello di riservare di anno in anno uno stanziamento, una volta sì una volta no, per affrontare questa situazione, il problema di Cardedu mi sembra che sia un tantino diverso, ma in ogni caso io sto focalizzando il discorso su Gairo e Osini. Le possibili vie di soluzione finanziaria vanno esplorate in altre direzioni guardando alla possibilità di accesso a programmi nazionali e comunitari e anche ad un impegno della Regione ma con strumenti tipo il mutuo finalizzato. Quindi riconoscendo la serietà del problema e la necessità di un esame attento della situazione e anche di un intervento la Giunta dà tuttavia parere contrario per le motivazioni dette per l'emendamento numero 108.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 142.

PITTALIS (F.I.). Sì, anche con questo emendamento viene portata all'attenzione dell'Aula un problema che interessa tantissimi Comuni della Sardegna, logicamente comuni costieri che sono interessati al problema delle alghe.

Presidenza del Presidente Selis

(Segue Pittalis). E' un fatto oggettivamente che rappresenta un limite se non addirittura un freno allo sviluppo dell'industria turistico, non aggiungerei altro, ma pensiamo anche, non ho difficoltà a dire turistico-alberghiera, perché molte spiagge sono veramente invase... chiedo scusa, colleghi, onorevole Tunis, no, mi riferivo a suo fratello, vedo che lei è disciplinato, io capisco che Narcao non si trova sul mare e quindi probabilmente il problema è meno sentito, però...allora, al di là delle battute, proprio per sdrammatizzare, si tratta di un problema che è veramente serio. Io ho fatto un giro in alcuni comuni del litorale, ma non solo nel nuorese, nel sassarese, nell'oristanese e perfino nella costa occidentale della provincia di Cagliari, ebbene intere spiagge sono veramente inagibili perché sono ricoperte dalle alghe, ora non si chiede all'Amministrazione regionale che con un colpo di bacchetta risolva il problema, però si chiede all'Amministrazione regionale di farsi carico di questo problema che ripeto può pregiudicare anche la stagione turistica che ormai è alle porte. Allora abbiamo previsto un contributo straordinario sulla base di un programma che stilerà l'Assessore della difesa dell'ambiente di dieci miliardi che riteniamo sia somma se non satisfattiva per tutte le esigenze, comunque è sicuramente un intervento che è sicuramente significativo e che riteniamo qualifichi l'azione di questa Amministrazione regionale e confido nella sensibilità dell'Assessore dell'ambiente al quale non da oggi ma da diversi mesi il problema è stato portato all'attenzione proprio dalle categorie imprenditoriali interessate ma soprattutto dai privati perché poi il mare e le spiagge sono un bene di fruizione non solo dell'industria alberghiera ma anche dei comuni cittadini. Confido veramente in un impegno pur comprendendo che qui non possiamo continuare a fare ancora delle difficoltà di dover assistere al fatto che alcuni emendamenti vengono proposti dal Gruppo di Forza Italia e perciò stesso debbano essere bocciati. Ritengo che su questi problemi che interessano tutta la collettività, in questa occasione, la Giunta può dimostrare sensibilità come l'ha dimostrata a proposito di altro emendamento e penso che vada a merito anche dell'Amministrazione aver compreso il senso e il significato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI, relatore di maggioranza. La Commissione non ha avuto modo di esaminare questo emendamento che è stato presentato durante i lavori di stamattina, per cui non si è in grado di esprimere un parere anche se la discussione in Commissione ha determinato che per gli emendamenti presentati oltre i termini che ci eravamo dati per vedere gli emendamenti a meno che non siano di natura tecnica non li accoglierebbe.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema esiste, di questa difficoltà parlavamo quando abbiamo detto che stiamo facendo il bilancio con 600 miliardi in meno di entrate. Io credo che dovremmo nel capitolo, non parlo del capitolo di bilancio, nel capitolo argomento in cui rifletteremo nelle prossime settimane su come applicare il lavoro all'ambiente anche con il sostegno pubblico nel quadro dello sviluppo di una delle direttrici del ragionamento sul rapporto tra lavoro e sviluppo, vedremo se sarà possibile nel quadro di compatibilità delle risorse date dare anche un segno di attenzione che sarebbe sicuramente molto positivo anche in questa direzione. E' una delle piste da seguire mentre andiamo verso la conferenza per l'occupazione e lo sviluppo, mentre andiamo verso l'assestamento di bilancio. Il parere della Giunta è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Rapidamente per dire, Presidente, che per quanto attiene questo problema delle alghe, il problema che hanno i comuni, essendo tra l'altro io sindaco di un Comune che periodicamente soffre di questo problema, non è tanto quello di disporre di mezzi anche finanziari per la rimozione delle alghe, come l'Assessore dell'ambiente sa molto bene, come sanno bene gli amministratori dei comuni costieri, il vero problema e la vera emergenza delle alghe è rappresentata dallo smaltimento delle stesse, visto che non possono essere considerate in nessun modo al di fuori di quanto previsto dal decreto legislativo Ronchi, e quindi sono assimilate ai rifiuti solidi urbani e quindi debbono essere esclusivamente essere conferite in discarica. Allora conferire in discarica montagne di alghe comporta per i comuni un costo altissimo che è molto più alto, molto più grave, molto più pesante e molto più difficile da risolvere di quanto non sia la semplice rimozione delle stesse, per altro le alghe rimosse non possono essere accantonate e abbandonate in siti che appunto non siano quelli previsti e nel caso specifico le discariche quindi credo che occorra approntare una strategia un po' più articolata e complessiva che non sia quella di una semplice erogazione finanziaria ai Comuni ma che occorra contemporaneamente che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con propri uffici, studi davvero, appronti davvero, una strategia che ripeto consenta a tutti coloro che operano, privati e pubblica amministrazione, di poter fronteggiare questa emergenza che quasi tutte le estati si verifica. Ricordo ancora ai colleghi del Consiglio, ma in modo particolare all'Assessore dell'ambiente, che assieme al collega Bonesu, per altro avevamo presentato l'estate scorsa un'interpellanza con la quale si chiedeva appunto all'Assessore di intervenire o direttamente con un proprio decreto o in altri modi, perchè forse l'intervento con decreto proprio dell'Assessore non è esattamente un atto perseguibile, ma comunque di intervenire per fare in modo che le alghe venissero in qualche modo classificate in maniera diversa e quindi il problema potesse essere affrontato in maniera più adeguata. Ripeto, non credo comunque che il problema si possa risolvere soltanto dando più soldi ai comuni per la rimozione delle stesse; occorre affrontare il problema con una strategia più complessiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, sull'emendamento numero 108. Il problema di Gairo e di Osini esiste ed è anche abbastanza grave. Cardedu rappresenta invece la soluzione al problema di Gairo nel senso che il Consiglio regionale, con grande sensibilità, ha determinato in una delle scorse legislature la costituzione del comune di Cardedu che è a valle, sul mare. Quindi da questo punto di vista ha risolto esso già il problema e rappresentato uno sfogo alla gravissima situazione di Gairo centro. Il problema esiste perché una notte del 1951, dopo quattro o cinque giorni di pioggia, gli abitanti di Gairo e di Osini hanno visto le case scivolare verso la valle, verso il fiume. Oggi quei paesi sono stati abbandonati, sono paesi spettrali; ma vorrei ricordare alla Giunta regionale che esiste, ed è in fase di studio, di progettazione e di attuazione un programma integrato d'area che riguarda proprio i vecchi centri, ormai disabitati, di Gairo e di Osini. E questo è già un intervento importante di risanamento che la Regione ha apportato. Oggi si pone la gravissima situazione dei due centri abitati che sono stati ricostruiti. Ricordo ai colleghi dell'aula che sono gli unici due paesi che non insistono dal punto di vista giuridico nel territorio della Sardegna, nel senso che insistono su un territorio demaniale di proprietà dello Stato e già questo li esclude da qualsiasi beneficio delle leggi regionali, per esempio, sulle provvidenze per la prima casa; e questo è un primo punto importante, fondamentale. Cioè sono due paesi che insistono su un territorio extraterritoriale, sono da un punto di vista giuridico fuori dalla Sardegna. E' chiaro che noi oggi potremmo solo dire, dichiarare delle parole. Però quando le parole possono essere pietre, quando gli impegni possono essere assunti e possono essere determinati, io sono convinto che alla fine anche i problemi si risolvono. Allora io ritengo che noi possiamo assumere degli impegni oggi per Gairo e per Osini; lo sosteneva l'Assessore. Prima di tutto la qualità dell'intervento; bisogna sapere oggi, con le tecnologie attuali, che tipo di intervento occorre fare per Gairo e per Osini, la quantità dell'intervento, gli strumenti tecnici ma anche giuridici, penso per esempio alla conferenza di servizio che potrebbe determinare e sveltire tutte le procedure. E c'è un problema di risorse. Noi proporremo, onorevole Assessore della programmazione, un ordine del giorno che impegnerà la Giunta in tempi certi a fare tutte queste cose. Io chiedo all'onorevole Pittalis, sapendo egli che condividiamo il problema e che concordiamo sulle cose dette nell'emendamento, ma che occorre comunque un approfondimento e un impegno più cogente, quasi tecnico, da parte dell'amministrazione, io chiedo all'onorevole Pittalis di ritirare l'emendamento e di concorrere con noi alla formulazione e alla stesura dell'ordine del giorno, perché un ordine del giorno unitario del Consiglio sarà molto più impegnativo e molto più stringente, con tempi certi, e con la richiesta di risorse certe a valere sull'assestamento di bilancio del 1998, fatta questa istruttoria preliminare, io credo che noi possiamo davvero non dichiarare parole, ma dichiarare fatti concreti. Se lo fa l'intero Consiglio unitariamente io credo che la Giunta si senta ancor più impegnata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche parola sull'emendamento numero 142. Io credo che l'interrogazione che qualche mese fa, insieme al collega Salvatore Sanna, abbiamo rivolto all'Assessore dell'ambiente, che occorra fare una puntualizzazione. Quello che ritroviamo sulle spiagge della Sardegna non è quasi per niente alga; si tratta di una Faneroga, una pianta superiore però chiamata Poseidonia oceanica. Chiaramente qua la confusione sullo smaltimento, che poi è la questione che arreca gravi spese ai comuni, è il fatto che il decreto Ronchi equipara le alghe ai rifiuti di natura domestica. Invece tace sulle Fanerogame marine che, come piante superiori, dovrebbero essere assimilate ai residui agricoli. Praticamente si tratta di una pianta come una conifera o come una latifoglia che vive sotto il mare, ma biologicamente è identica. Per cui chiedevamo all'Assessore una interpretazione in questo senso che consentisse di utilizzare la Poseidonia come concime. Sappiamo che alcuni esperimenti sono stati fatti con esito altamente positivo. Per cui credo che i costi stiano lievitando proprio per una non interpretazione, per una carenza di interpretazione perché si sta applicando il decreto Ronchi che parla di alghe ma che sicuramente non è applicabile alla fattispecie. Quanto all'emendamento 95, la Giunta ne riconosce il fondamento come necessità. Però dà una risposta che non condivido assolutamente; dice praticamente ai comuni di risolvere il problema con i fondi della legge numero 25. Ora, noi sappiamo che i fondi della legge numero 25, sono dei fondi che soprattutto ai piccoli comuni arrivano fortemente sminuzzati; e quindi il comune che deve fare un intervento concentrato nel tempo, un'opera pubblica di un certo rilievo come sono anche i duecento, trecento milioni per un cimitero di un comune di cinquecento abitanti, non può certamente farla con la legge numero 25. Io credo quindi che vada riaffrontato e a latere della legge numero 25 occorrano, quanto meno per i comuni al di sotto di una certa dimensione di abitanti, degli stanziamenti particolari per le opere pubbliche perché sono evenienze che si presentano una tantum. Io insisto quindi nell'emendamento perché il problema è urgente e non si può dire ai comuni di risolverlo attraverso la legge numero 25; non sono riusciti a risolverlo negli anni scorsi e credo che il problema andrà ad aggravarsi e a interessare ben più comuni negli anni prossimi. Quindi insisto in questa formulazione; è un intervento limitato ai tre anni, quindi c'è tutto il tempo di pensare ad una legislazione organica, ma il problema è urgente, in certi cimiteri ci sono defunti non sepolti, quindi occorre risolverlo subito, senza attardarsi in considerazioni. Non vorrei che anche questa argomentazione dell'Assessore rispondesse al solito clima che si respira nella burocrazia assessoriale per cui i comuni stanno ricevendo troppi denari, che in Consiglio esisterebbe una lobby degli enti locali. Ci siamo sentiti dire più volte queste cose, io ritengo invece che i comuni abbiano necessità per certe esigenze primarie, di un aiuto puntuale da parte della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.D.S.-Progr. - Sard.). Intervengo, signor Presidente, sull'emendamento relativo a Gairo, Osini e Cardedu, per riaffermare, ove ve ne fosse ancora bisogno, che le tesi che sono state sostenute sia dall'onorevole Pittalis che dall'onorevole Marteddu sono tesi assolutamente realistiche e veritiere. Anche se i due intervenuti pervengono a conclusioni e ipotesi di soluzione differenziata. E' inutile ripercorrere il problema che è stato già illustrato e che tra un po' apparterrà alla nostra memoria storica. Chi è nato negli ultimi quaranta, cinquant'anni ha trovato la situazione attuale, da tanto tempo il problema data e rischia davvero di diventare antico. Credo che siano stati commessi, oltre ad una serie di ingiustizie per un numero di interventi molto limitato, molto contenuto, molto parziale, in seguito alle calamità naturali che hanno subito, così come lo spostamento dei comuni di Osini e di Gairo, così come è stato allora organizzato, spostamento che ha comportato un tentativo di ricostruzione dell'abitato soltanto ad alcune centinaia di metri, o al massimo a qualche chilometro di distanza dal vecchio, riproponendo presumibilmente o rischiando di andare incontro agli stessi rischi e alle stesse problematiche del passato in caso di forte alluvione o di maltempo. Per cui le opere di consolidamento a questo punto sono diventate assolutamente necessarie ed urgenti, così come necessarie ed urgenti sono un insieme di interventi che rendono giustizia e che consentono condizioni di vita civile nell'abitato, soprattutto dei paesi di Gairo ed Osini, considerato che il centro abitato di Cardedu è la risultante che è stata favorita, direi, per certi versi, da interventi dello stesso Governo nello spostare cittadini del comune di Gairo verso Cardedu. Così come occorre far chiarezza e definire una volta per tutte le proprietà con i relativi accatastamenti. Il problema è stato esaminato lungamente dalla competente Commissione; se ne è riconosciuta la validità per parte di tutti gli intervenuti, sia della maggioranza che dell'opposizione, lo stesso Assessore della programmazione, che ha partecipato ai lavori, ha manifestato in quella sede il proprio interesse e il proprio impegno. Ora la soluzione, e in questo io mi rivolgo all'onorevole Pittalis, chiedendogli di ritirare l'emendamento, la soluzione credo che debba essere ricercata attraverso un voto unanime se possibile dell'intero Consiglio regionale, che faccia memoria, ripercorrendo quella che è la storia di questi comuni, che assuma impegni e che questi impegni si sostanzino in una conferenza di servizi, da tenersi nell'arco di uno, o al massimo due mesi alla presenza dell'Assessore della programmazione e dell'Assessore dei lavori pubblici onde assumere, a quel punto, nel momento in cui verrà rimodulata l'attuale finanziaria, onde assumere tutti gli interventi che risultassero necessari a seguito della conferenza dei servizi, da un lato. Dall'altro lato nell'ordine del giorno va promossa o va richiamata anche l'esigenza di promuovere un'iniziativa che veda coinvolte non solo le amministrazioni locali, ma l'intero Consiglio regionale in una ricontrattazione con il Governo centrale che si è dimenticato della cosa, l'ha lasciata a metà strada, che pare abbia rinunciato a considerare che è rimasto un dovere primario, anche di quel livello istituzionale, portare a soluzione definita e compiuta quel problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.

LORENZONI (Popolari). Brevemente sull'emendamento numero 142, quello relativo alla poseidonia. Così per riferirmi all'intervento del collega Sanna e del collega Bonesu, è stato accertato, da studi condotti da un'associazione di categoria, del settore agricolo, in particolare di coloro che operano nel settore biologico, che la poseidonia potrebbe essere un ottimo concime per la coltivazione delle colture biologiche. Quindi il problema è fondamentalmente normativo, ed è un problema che si è presentato in maniera chiara l'anno scorso relativamente alla poseidonia del comune di Alghero. Alcuni coltivatori della Nurra avevano presentato un'istanza all'amministrazione comunale, alla capitaneria di porto di Porto Torres, per poter caricarsi e portarsi via la poseidonia ottenendone in questo senso un rifiuto proprio per un aspetto d norma. Questo evidentemente a dimostrare che è necessario veder il problema nella sua globalità, l'Assessore dell'ambiente va ad occuparsi in questa direzione per trovare sia una soluzione normativa sia una soluzione per quanto riguarda lo smaltimento. Volevo approfittare però della cosa per segnalare anche un altro aspetto relativo alle coste, in particolare ad alcune zone della Sardegna. In alcune zone della Sardegna stanno scomparendo le spiagge, sta scomparendo la spiaggia di Stintino, stanno scomparendo le spiagge delle zone dell'Argentiera, stanno scomparendo le spiagge nella zona dell'Isola Rossa. E' un fenomeno estremamente complesso col quale è necessario attivare uno studio delle correnti per fare in modo che davvero una grande ricchezza, sulla quale si base fondamentalmente il settore turistico alberghiero della Sardegna non venga meno, e sulla quale esiste ed è necessario riporre un rimedio al più presto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.

CADONI (A.N.). Riallacciandomi a quanto ha detto il collega Lorenzoni, è vero che in alcune spiagge c'è il fenomeno del dissabbiamento, in modo inverso a Bosa c'è quel fenomeno contrario che è dell'insabbiamento della spiaggia. Avevo fatto un'interrogazione a suo tempo all'Assessore dell'ambiente che ha risposto dicendo che avrebbe provveduto a uno studio del problema per cercare di risolverlo. Sono problemi che sono dovuti al fatto che molte spiagge e molti lidi hanno costruito delle strutture portuali senza lo studio delle correnti, provocando così questo insabbiamento. A Bosa c'è l'insabbiamento e in altri parti c'è invece l'impoverimento di sabbia proprio dovuto a queste strutture che sono state eseguite senza i dovuti studi che avrebbero dovuto fare degli esperti oceanografici.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Io mi fermo alla poseidonia, il problema delle sabbie poi eventualmente lo possiamo trattare in un'altra sede. L'anno scorso il problema si è posto in termini improvvisi e drammatici e siamo intervenuti attraverso l'utilizzo di una legge sulla protezione civile, forzandola, a dire la verità, con l'aiuto dei prefetti e delle amministrazioni locali, che in sinergia hanno consentito di individuare questo fenomeno come un fenomeno di calamità; siamo intervenuti pagando a piè di lista i comuni che si erano attivati per ritirare dalle spiagge la poseidonia. Mi ero impegnato l'anno scorso a pensare di pianificare meglio questo argomento e questo problema, che si sarebbe ripetuto e che si ripeterà. Tutti i conti vanno fatti con le risorse, ogni pianificazione ha bisogno di risorse, che purtroppo non ci sono. Però per quanto riguarda il '98 noi abbiamo ipotizzato di mantenere un miliardo nel capitolo relativo ai nuovi oneri legislativi, pensando di individuare nel collegato alla finanziaria una norma che consente di fare un ragionamento un po' più razionale su questo argomento. Per verità devo dire che, sulla poseidonia, quest'anno interviene la Regione con il solito miliardo, però interviene anche un'iniziativa privata, concertata anche con le amministrazioni locali che riguardano la provincia di Sassari, di Nuoro e di Cagliari, e fuori da questo concerto soltanto a provincia di Oristano, che vede come soggetti protagonisti la lega delle cooperative, il consorzio 21, la Saras Batel (?) che intervengono con risorse, con un progetto su questo argomento e su questa materia. Quindi c'è l'intervento della Regione, l'intervento di iniziativa dei privati, c'è anche un' iniziativa spontanea, diceva bene il collega Giuseppe Lorenzoni, che la poseidonia può essere considerata rifiuto secondo il decreto Ronchi, e quindi il trattamento della poseidonia deve essere quello riservato al sistema dei rifiuti se non trattata. Se trattata può essere un ammendante in agricoltura e l'Assessorato dell'ambiente già ha concesso a tanti comuni l'autorizzazione perché venga utilizzata, assieme ai fanghi di depurazione, come ammendante importante nel settore dell'agricoltura. Quindi credo che il passo in avanti che in questo momento di non disponibilità di risorse, oltre che di una norma più di pianificazione che porteremo nella legge di accompagnamento, sia di coordinare l'iniziativa pubblica, l'iniziativa privata e l'iniziativa delle imprese affinché si arrivi all'estate con una visione e una determinazione un pochino più capace di dare la risposta che, nell'esigenza prospettata da Forza Italia, da chi ha firmato l'emendamento che è giusta che io ho posto l'hanno scorso, l'ho posta quest'anno, ma che contrasta con la difficoltà a recuperare le risorse necessarie per far fronte esclusivamente con la posizione della Regione alla domanda di pulizia delle spiagge, quindi alla domanda di turismo che noi abbiamo. Ci muoveremo in questa direzione. PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 95.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Sull'emendamento numero 95 chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 95.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 61

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 29

Contrari 31

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Metto in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 142.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PlTTALIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori e per preannunciare la richiesta di voto segreto sull'emendamento. Presidente, io ritengo che la forma vada anche salvaguardata, perché il rispetto della forma è anche il rispetto del merito delle cose che si stanno approvando. Io posso anche capire la disattenzione della maggioranza, non ne faccio una questione, ma ad onor del vero...no, no, non è stata chiesta controprova, allora se la forma... onorevole Secci, il problema si pone in termini di correttezza. Ho premesso che non ne faccio una questione, però il rispetto della forma la richiediamo perché è una prerogativa delle minoranze che già non hanno i numeri, se compiamo atti di prevaricazione anche su queste cose abbandoniamo l'aula e così ve l'approvate voi.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, credo che ci sia rispetto di tutti e per tutti qua.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 142.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 65

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 29

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 13.

DEMONTIS, Segretario:

Art. 13

Gassificazione del Carbone Sulcis

1. E' autorizzata la complessiva spesa di lire 214.000.000.000, in ragione di lire 114.000.000.000 nell'anno 1998 e di lire 100.000.000.000 nell'anno 1999 per la realizzazione dell'impianto di gassificazione a ciclo combinato e della relativa centrale elettrica di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1994 (cap. 09148).

2. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di industria, ai sensi dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 109, 93, 80, 29 e 76. Se ne dia lettura.

Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari), relatore. Sull'ordine dei lavori, Presidente, anche perché sono stati fatti dei richiami legittimi alle forme che devono essere seguite. Però, se continua a esserci in aula questo brusio, chi sta lavorando e deve seguire i lavori con attenzione non riesce a comprendere nulla, oltre che ad avere la testa grande come una casa. Per cui se c'è un minimo di attenzione in più riusciamo a lavorare tutti più serenamente e in maniera più produttiva. Grazie.

PRESIDENTE. Io ho capito il senso dell'intervento, non sottolineo l'esigenza di una maggiore attenzione. Si dia lettura degli emendamenti.

DEMONTIS, Segretario:







PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 109.

BALLETTO (F.I.). Con questo articolo la Giunta chiede che il Consiglio stanzi la complessiva somma di 214 miliardi, in ragione di 114 miliardi per il 1998 e di 100 miliardi per il 1999, per la realizzazione dell'impianto di gassificazione del Sulcis. Non è certamente un mistero che il sottoscritto a titolo personale, ma certamente interpretando anche l'idea che di questa vicenda se ne è fatta il Gruppo al quale appartengo, dicevo ha sempre manifestato perplessità in relazione a questa iniziativa. Ma non tanto per un fatto aprioristico in quanto contrario tout court alla gassificazione, ma solo perché le informazioni di cui si disponeva erano tanto insufficienti e limitate da far sì che il progetto fosse, oltre che nebuloso nei suoi contorni, alquanto misterioso nei suoi contenuti. La diffidenza verso il progetto è destinata ad accrescersi per quanti gestendo la complessa vicenda, sulla vicenda stessa mantengono un colpevole, a mio modo di vedere, silenzio. Più volte in passato si è avuto modo di sollecitare ai responsabili del processo della gassificazione la trasmissione di una circoscritta relazione sullo stato del progetto di realizzazione della centrale, dei piani di fattibiltà sia economici che finanziari, sulle ricadute che tale progetto, se attuato, procurerebbe in termini di occupazione aggiuntiva e stabile e quant'altro a corredo e a complemento dell'intero processo. Tali richieste, colleghi, son state avanzate sempre con lo scopo di valutare le reali intenzioni della parte privata, sia in riferimento alle capacità proprie finanziarie di intervento, sia con riferimento alle garanzie fideiussorie che dovranno essere necessariamente prestate a favore di istituti di credito che saranno comunque chiamati a finanziare almeno in parte la realizzazione dell'iniziativa. La paura è questa, non vorremmo in poche parole che, come spesso accade nella nostra Regione, per una volta ancora e per una operazione di non poco conto quale è quella della gassificazione, agli occhi di terzi, siano essi lo Stato ovvero imprenditori privati in difficoltà, si sostituisca in nome del solidarismo la Regione sarda. Siamo stanche di questi atteggiamenti e di questi comportamenti, il pericolo è reale, la preoccupazione è forte. La preoccupazione è reale e i pericoli di questa operazione, se non sarà correttamente gestita, sono concreti e già tangibili, intanto è certa una cosa, i ritardi accumulati sono notevolissimi, tanto è vero che il progetto di gassificazione inizialmente compreso nel piano operativo plurifondo è stato da detto piano stralciato per essere inserito nel bilancio della Regione con la previsione di un apposito capitolo di spesa. E' altrettanto vero che la fase transitoria, ricordo che la fase transitoria è quella che ha visto subentrare l'EMSA, l'ente strumentale, nell'azionariato della Carbosulcis, prevista per due anni ha avuto la necessità di una proroga e che pertanto la presenza dell'EMSA in quella società rischia di diventare fatto acquisito e immutabile. Ricordiamoci che la Carbosulcis, nella gestione della fase transitoria, ha avuto risorse trasferite dall'ENI tante quante dovevano essere necessarie per rimettere in pristino la miniera per consentire le operazioni di taglio e quindi di produzione e di estrazione del materiale. A nessuno di voi sarà sfuggito che alla Carbosulcis c'è fermento, c'è fermento perché l'ENI, per la parte di propria competenza, non ha provveduto a trasmettere parte residua, l'ultima parte residua dei fondi che se non ricordo male erano circa 80 miliardi, forse 77, ne mancano all'appello gli ultimi 12, talché la stessa Carbosulcis nell'aspettativa di questo trasferimento, ha dovuto, per lo meno così si legge sulla stampa, indebitarsi con il sistema bancario, rischia di non poter far fronte alle obbligazioni più urgenti, più impellenti, forse verso i fornitori ma sicuramente verso i propri dipendenti per il pagamento delle retribuzioni. Quindi la situazione è in fermento, la situazione forse è in una fase pre-esplosiva, si tratta però di gestire a questo punto un'operazione nella quale l'EMSA è il principale azionista, è l'azionista di maggioranza, in fase transitoria ancora per un anno. Come verrà finanziata non si sa, sicuramente interverrà l'ENI, gestione in fase transitoria prorogata ovviamente se le risorse per la fase provvisoria vengono messe a disposizione dall'ENI ci dovrà essere un intervento in questo senso. Ma se noi valutiamo qual è la celerità con cui lo Stato, le partecipazioni statali in questa fase di ristrettezza fanno fronte alle proprie obbligazioni, per altro alcune obbligazioni futuribili come quelle del terzo anno di esercizio provvisorio, il quadro si tinge evidentemente di tinte non proprio rosa. Quindi dicevo tutte le conseguenze sono facilmente immaginabili, la Regione probabilmente dovrà rispondere e fare propri gli impegni che frattempo la Carbosulcis ha già assunto e che andrà ad assumere in futuro nei confronti di terzi e probabilmente se questo è lo scenario che io dipingo, probabilmente di fronte al pagamento dello stipendio è anche verosimile che taluno sosterrà che occorrerà fare qualche anticipazione in conto delle future risorse che altri soggetti dovrebbero mettere. Ma intanto dovremo provvedervi noi. Le incognite, signori della maggioranza, signori del governo, sono tante, tantissime. Il mistero che circonda l'intero progetto è tale da suscitare e confermare tutti i dubbi sulla bontà della iniziativa cui ho fatto cenno in precedenza. Parlo di dubbi, non certamente di certezze perché non le abbiamo; perché se avessimo certezze che l'iniziativa sia un fallimento il nostro comportamento sarebbe di altro tipo. I nostri dubbi sono sulla bontà del progetto del quale non conosciamo assolutamente nulla. Siccome è un impegno che alla fine varrà migliaia di miliardi, ed è un impegno per il quale lo Stato dovrà impegnarsi per otto anni con il pagamento di un prezzo di maggiorazione sul chilowattora che dovrà essere riconosciuto a questi soggetti che produrranno, se l'iniziativa non fosse valida sotto l'aspetto economico al termine di questo periodo non sappiamo che cosa succederà della gassificazione, dell'impresa, degli impianti e quindi delle maestranze, dei soggetti che in questo comparto hanno trovato occupazione. Ecco allora perché è necessario che la proposta di stanziamento di 214 miliardi debba essere meglio articolata. Si basi su un progetto che tenga conto delle indicate esigenze di chiarezza e sia oggetto di un preventivo, approfondito e accurato esame da parte della Commissione di merito competente. Ma signori, se questo è un progetto che deve essere disciplinato in finanziaria, con un articoletto di sette righe che prevede solamente ed esclusivamente lo stanziamento, ma che cosa ci stanno a fare le commissioni di merito, ma perché non la sopprimiamo la Commissione industria. Il caro presidente Tunis, evidentemente non occupa, così come tutti i colleghi della Commissione, il proprio tempo utilmente e fattivamente dal momento che alla attività della Commissione si è sostituita la Giunta non con un disegno di legge di settore ma attraverso una modifica nella finanziaria. Allora diciamo, ma questa finanziaria è sempre la legge calderone, è sempre la legge omnibus, dove tutto è contenuto, dove tutto si può fare e dove tutto deve essere fatto sulla spinta delle necessità, sulla spinta delle emergenze. Ma se questa è la mentalità probabilmente non ci sarà riforma della legge di contabilità, non ci sarà riforma della legge finanziaria che porterà a risultati produttivi. E mi dispiace, perché quando l'Assessore Scano si impegna e parla di vera riforma io sono portato a credere a ciò che dice, perché credo che lo dica convinto e seriamente. Però le resistenze, il conservatorismo sono dilaganti sulla volontà vera di riformare che può esistere in questa maggioranza che attualmente conduce il governo della Regione. In queste ragioni e in tante altre che purtroppo, per brevità, devo tralasciare anche perché il mio amico Zucca amabilmente e con simpatia mi ha detto, facendomi sicuramente dei complimenti, che molto spesso sono prolisso e dovrei abbreviare. Questo è vero, gliene do atto, però argomenti di tale importanza non possono liquidarsi con brevissimi interventi, con poche battute, in un dibattito che non è la sede appropriata, non perché il Consiglio non debba assolutamente legiferare sulla materia, ci mancherebbe altro! ma perché non è provvisto di una adeguata istruttoria.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi per illustrare l'emendamento numero 93.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, ci troviamo nostro malgrado a riportare alla attenzione di questa assemblea il problema relativo all'unica legge che la Regione autonoma della Sardegna mette a disposizione delle imprese che hanno il coraggio di esportare, quindi di cercare nuovi mercati al di là del mare, e quindi dei confini territoriali, di esportare prodotti al di fuori della Sardegna. Dico nostro malgrado perché è ormai dall'inizio della legislatura che Forza Italia e l'intero Polo si è interessato di questo problema; e debbo dire che in ogni circostanza precedente a questa manovra di bilancio si è anche trovato grande accoglimento rispetto a questa problematica, sia da parte della maggioranza che da parte della Giunta regionale. E' chiaro che l'obiettivo che ci deve vedere tutti coinvolti è quello mirato ad assistere e sostenere iniziative imprenditoriali che oggi occupano con grandissima difficoltà un ruolo importantissimo nella nostra economia e che soprattutto riescono ancora a garantire decine e decine, per non dire migliaia, di posti di lavoro in una terra dove la disoccupazione nonostante, abbiamo assistito anche l'altro giorno alla diatriba tra il presidente Palomba e il collega Bertolotti su una diversa visione rispetto al problema disoccupazione, ma dai nostri dati ci risulta che è sempre più in crescita. Allora qualche dato, richiamando l'attenzione dell'assessore Scano lo vorrei dare, per far meglio capire ai colleghi che importanza strategica rivesta questa disposizione di legge. Nel corso dell'esercizio, dal luglio '96 al giugno '97, sono state istruite presso la SFIRS, 97 pratiche per richieste di contributo avanzate da altrettante aziende industriali che complessivamente occupano 5009 unità lavorative. Quindi capite bene che stiamo parlando di un crescente numero di unità lavorative che operano all'interno di aziende che, ripeto e lo voglio sottolineare, nonostante la grave crisi cercano di affrontare in maniera diversa la crisi congiunturale che attanaglia la Sardegna rivolgendosi a nuovi mercati. Va anche detto che dal marzo del 1985, data di entrata in vigore del dispositivo di legge, e in particolare modo dalla sottoscrizione della convenzione tra la Regione e la SFIRS, la SFIRS stessa ha complessivamente ricevuto 740 richieste di contributo. Di queste solamente 57 sono state archiviate in fase di pre istruttoria; tutte le altre sono andate a buon fine e hanno proseguito l'iter procedurale. Purtroppo, contrariamente agli anni scorsi, l'assessorato dell'industria ancora oggi non ha provveduto a inviare le richieste dei contributi in conto occupazione previsti dal dispositivo di legge relativi al periodo '94/'95.

(Brusio in Aula)

Mi preoccupo perché mentre negli anni precedenti c'era un minimo di attenzione e di rispetto sugli emendamenti che venivano presentati dalla opposizione, e debbo dire, l'ho rimarcato all'inizio del mio intervento, in alcuni casi sono stati anche recepiti dalla maggioranza e dalla Giunta, non vorrei che con il clima che si è instaurato dall'inizio della tornata consiliare, si pensasse di voler procedere in questa manovra di bilancio a colpi di maggioranza senza neanche prendere in debita considerazione, non dico per il momento, ma quanto meno per una programmazione futura più accorta, quelli che sono degli interventi da parte dei colleghi della opposizione che potranno anche sembrare illegittimi ai colleghi della maggioranza, ma che pur sempre devono trovare quanto meno la giusta attenzione da parte di chi preferisce stare in aula piuttosto che, forse per noi è stanchezza...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.

LIPPI (F.I.). Allora, dicevo, contrariamente agli anni scorsi l'Assessorato dell'industria non ha ancora provveduto ad inviare le richiese di contributi in conto occupazione relativi al periodo '94-'95. Probabilmente perché i 12 miliardi del bilancio regionale '97, che si era riusciti, con grande collaborazione da parte di tutti, a inserire nel bilancio, destinati a rifinanziare la misura, non sono stati sufficienti neanche a soddisfare le esigenze finanziarie relative al periodo precedente, quindi al 1993. Allora il punto è questo: in altre circostanze si è preferito sospendere alcune norme di legge, andare a fare una copertura finanziaria di quelle che erano le risorse e le richieste già passate in fase di preistruttoria e quindi in attesa del contributo, per poi, a palle ferme, ragionare sull'importanza o rilevanza dei dispositivi di legge e vedere anche, in alcune circostanze, se era il caso di rimodularle e riverificarne il contenuto e l'indirizzo. C'è anche da dire che il rifinanziamento di questa legge, proprio perché ci sono diverse aziende che attendono anche il contributo rispetto all'aver già visto approvare, in fase di preistruttoria, la pratica, il rifinanziamento della legge è fortemente atteso dalla classe imprenditoriale che si è detta, a più riprese, anche disponibile ad una attiva collaborazione per una migliore messa a punto del sistema applicativo, sicuramente ormai divenuto in parte obsoleto. Sappiamo, da fonti che ci sono state fornite dagli uffici della Regione, che le necessità finanziarie stimate per completare l'intervento, ad oggi, ammontano a 180 miliardi, cioè ad oggi, a palle ferme, senza, se si dovesse decidere di bloccare l'articolo 11 della 268, la Regione, in ogni caso, dovrebbe erogare contributi per 180 miliardi. Allora capite bene che non mettere e non pensare di stanziare neanche mezza lira, già da quest'anno rispetto a questo problema, sicuramente sarebbe una cosa folle, non fosse per altro, che, come ho già avuto modo di dire durante l'intervento nella discussione generale, ha veramente dell'incredibile continuare a sfornare leggi di incentivazione e di contribuzione se poi la Regione stessa fa passare anni prima di dare questi proventi. Perché si crea l'illusione e l'aspettativa tra gli imprenditori che a volte, forse anche non a ragione, escono di parecchio in rosso in banca, confidando sulle provvidenze che gli spettano, perché le istruttorie sono in fase avanzata, e in alcune circostanze approvate, e poi si trovano nella problematiche di dover coprire i buchi con le banche, perché la Regione tarda a far arrivare questi finanziamenti. Ma siccome non riteniamo che bisogna essere propositivi rispetto alle cose che si presentono all'attenzione dell'intera Assemblea, avanziamo anche alla Giunta regionale e alla maggioranza una proposta operativa, che potrebbe essere quella di trovare, intanto una parte delle provvidenze per inserirle già nel bilancio della manovra di quest'anno; in altre occasioni sono stati presi impegni da parte della Giunta per trovare una collocazione e una destinazione di fondi durante la manovra di assestamento, blocchiamo però la norma dell'articolo 11, perché non si può continuare ad andare avanti illudendo la gente, dando speranza alla gente quando poi non c'è la volontà politica da parte della maggioranza, di voler rifinanziare il capitolo, e a palle ferme, provvediamo ad una modifica della legge stessa. E voglio dire, il punto a) relativo alla concessione dei contributi alle aziende che effettuano nuovi investimenti finalizzati ad assicurare la stabilizzazione dei livelli occupativi, per esempio potrebbe essere tranquillamente abrogato ed è una di quelle norme che levano diverse provvidenze all'articolo 11. Potrebbe essere abrogata tranquillamente perché per tali interventi esistono già delle specifiche norme regionali, vedi la legge 21 del '93, la 17 del '93, la 33 dell'88 e la 5 del '91. Andrebbe invece sicuramente confermato il punto b) dell'articolo 11, che è relativo alla concessione di contributi alle società che vendono parte della propria produzione nei mercati extraregionali, in quanto è l'unico strumento, lo ripeto e lo sottolineo, in favore alle aziende industriali che, con notevoli costi, affrontano i mercati esterni all'Isola. Su questo c'è stata anche una polemica aperta sul giornale tra la Presidenza della Giunta, l'osservatorio industriale e la Sfirs e qualche giornalista, evidentemente il problema è vivo e sentito e quindi rispetto alle richieste credo che meriti quanto meno il giusto riconoscimento e la giusta attenzione da parte di tutti noi. E' chiaro che rispetto al punto b) e concludo, Presidente, andrebbe modificato l'intervento, graduato l'importo del contributo per addetto alla percentuale di vendita fuori dalla Sardegna, e quindi a percentuale di vendita extraregionale più elevata potrà corrispondere un contributo maggiore, e quindi andando a rimodulare la norma, probabilmente rispetto al passato, andremo a privilegiare realmente chi esporta in maniera consistente le proprie produzioni nei mercati extraregionale e non invece applicando un quantum del 20 per cento che non premia nessuno e che poi mette in seria difficoltà le casse della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.). Io ho presentato successivamente un altro emendamento che rende superfluo questo, per cui questo viene ritirato.

PRESIDENTE. Allora questo è ritirato. Ha facoltà di parlare il consigliere Floris per illustrare l'emendamento numero 29.

FLORIS (F.I.). Potrei anche dire che l'emendamento si illustra da solo, basta leggerlo, nel senso che il provvedimento mira a risolvere i grossi problemi che alla città di Cagliari abbiamo voluto accumulare anche la città di Sassari per quanto concerne il centro storico. Centro storico che, nonostante la Giunta attuale del comune di Cagliari abbia come priorità nei suoi obiettivi, non può essere risolto come problema a causa della mancanza di finanziamenti. E' chiaro che questa mancanza di finanziamenti deriva da una mancanza di una legge che questa Giunta avrebbe dovuto presentare sul recupero dei centri storici. Non potendo attendere, perché i tempi sicuramente saranno lunghi, che questa legge sia prima presentata, discussa in Commissione e poi eventualmente varata dal Consiglio, e quindi essere attuativa, si chiede con questo emendamento, nelle more della stessa attuazione, un intervento sul recupero dei centri storici. Primo perché sono abbondantemente degradati; è notizia di pochi giorni fa addirittura del crollo di una palazzina in Cagliari, secondo perché lo riteniamo un momento prioritario nella politica perlomeno del partito nelle cui fila io milito, ovvero di Forza Italia, per quel che riguarda il turismo. Terzo, perché anche nella qualità della vita ritengo che il recupero dei centri storici per città importanti come Cagliari e Sassari sia un elemento prioritario che questo Consiglio deve tenere presente in questa finanziaria. Se così non si facesse non ci sarebbe quello che l'assessore Scano e il Presidente hanno indicato come elemento prioritario di questa manovra, come elemento prioritario di tutte le manovre, dare un indirizzo alla spesa. Mi pare che questa finanziaria che reputo sufficientemente piatta, anche per considerazioni precedentemente fatte dal collega Lippi e ancora prima dal collega Balletto su come viene orientata la spesa, potrebbe avere con l'accoglimento di questo emendamento un indirizzo diverso da quello che è stato dato, ripeto, di una manovra piatta che non si interessa realmente di quelli che sono i problemi delle più grosse città della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biggio per illustrare l'emendamento numero 76.

BIGGIO (A.N.). Presidente, l'emendamento, essendone stato presentato uno simile, viene ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 109 così come sugli altri il parere della Commissione è di non accogliere gli emendamenti. Qualche brevissima considerazione soltanto sul 109: il problema del gassificatore del carbone Sulcis è introdotto come materia (?) dell'articolo 13 della finanziaria di quest'anno. E' un argomento che da un periodo abbastanza lungo è discusso in Commissione di merito, in Commissione bilancio, è stato discusso in Aula ed è stato oggetto di una rimodulazione dei fondi europei di sviluppo regionale che ha stabilito nella rimodulazione, appunto, di spostare un impegno assunto su questa materia e per questi importi dallo strumento del FESR a strumenti ordinari. In questa finanziaria non si fa altro che accogliere quella volontà condivisa dal Consiglio regionale. Sugli altri emendamenti, essendo emendamenti che hanno copertura attraverso la riduzione e che si basano evidentemente sul presupposto dell'accoglimento dell'emendamento numero 109, io dico che oltre a non accoglierli se non dovesse essere accolto l'emendamento numero 109 non risulterebbero neppure ammissibili perché la copertura è fatta con il capitolo 09148 che appunto è quello a cui stiamo facendo riferimento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario sugli emendamenti numero 109, 93, 80, 29 e 76. Diremo le argomentazioni ...

PRESIDENTE. L'80 e il 76 sono stati ritirati.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, può succedere di distrarsi un attimo. Diremo le argomentazioni se sarà utile, se sarà indispensabile, nella discussione. Io dico semplicemente un'opinione della Giunta per quanto riguarda la problematica sollevata dal consigliere Lippi sulla questione dell'articolo 11 della 268, per dire in modo sintetico questo: il punto è di ragionare sull'efficacia degli strumenti di incentivazione. Il che è sempre necessario e ancora più necessario quando le risorse sono scarse. E' noto che i contributi ex articolo 11, mi esprimo un po' all'ingrosso, collega Lippi, vengono contabilizzati nei bilanci delle aziende che hanno i requisiti per fare ricorso a questo strumento come una componente ordinaria, quasi. Cioè non si può affermare in coscienza che l'articolo 11 della 268 costituisca un effettivo incentivo all'esportazione. Non si può più affermare questo. Questo sarebbe se con una modifica profonda dell'articolo 11 della 268 noi ancorassimo l'incentivo alla esportazione per esempio alla crescita del fatturato sull'estero. Lei stesso mi pare accennasse alla necessità di una revisione, di una riforma. Io credo che questo sia un tema attuale e interessante che dobbiamo porci. Per quanto riguarda l'efficacia degli strumenti di incentivazione basti pensare che il pregresso dell'articolo 11 è di 120 miliardi, così come - è un altro discorso, ma sotto un certo profilo c'è un'analogia - il pregresso dell'articolo 7 della legge numero 33 è di 228 miliardi, 230 insomma più 120 fanno 350 miliardi. Occorre quindi una rigorosa selezione ancorando a criteri di economicità e di efficacia degli strumenti di incentivazione del sistema dell'impresa. Altrimenti la Regione continuerà a spendere e il sistema imprenditoriale continuerà a rimanere debole e non competitivo.

Bisognerà, quindi, dire con molta chiarezza che questi strumenti vanno modificati, vale per la 268, articolo 11, vale per la 33. Dovremo, quanto prima, dire con atti, non basta un intervento della Giunta, che non vanno presentate domande su questi strumenti e che occorrerà procedere a una seria riforma.

Per quanto riguarda il pregresso, basta leggere il bilancio della Regione per capire in quali difficoltà ci troviamo. Io credo che sarà materia, lo abbiamo già detto negli incontri, nelle consultazioni che la Giunta ha avuto con le forze sociali, sarà materia - basta il titolo non credo che sia necessario argomentare - di concertazione sociale, nel senso di valutare a risorse date, a volume di risorse date e a strumenti di incentivazione da esaminare quali sono quelli da utilizzare, quali più, quali meno e quali punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI (Progr. Fed.). Intervengo, scusandomi con i colleghi, ma non vorrei tediarli per la quarta volta, perché questo è il quarto bilancio di questa legislatura e per la quarta volta affrontiamo un tema che è quello della gassificazione del carbone del Sulcis, che evidentemente non trova molta condivisione nei suoi presupposti, nelle sue finalità. Forse perché la vedo da un'ottica particolare vi prego di credermi se dico che non da tifosa, ma da persona che vive in quel territorio, ha delle responsabilità anche di carattere amministrativo in quel territorio, quindi la segue in modo particolare, vorrei dirvi qual è lo stato dell'arte rispetto a questo progetto di gassificazione.

Intanto il quadro generale: questo progetto di gassificazione è sempre, scusate la ripetizione, inserito nell'ambito del decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1994, che ha delle parole molto specifiche e che tratta del risanamento ambientale di quel territorio. E' evidente che da questo punto di vista, se inserito in questo quadro di risanamento di quel territorio, ha delle caratteristiche, dei presupposti che lo rendono strettamente connaturato a questa finalità. La gassificazione del carbone del Sulcis risponde evidentemente a diverse esigenze; una che non voglio sottacere naturalmente quella occupazionale, sappiamo tutti che sono occupati in quella realtà produttiva, perché secondo me è una realtà produttiva, oltre 800 unità, quindi non sono quisquilie, per quel che riguarda sia il numero sia la qualità dell'occupazione, risponde evidentemente a esigenze - perché non dirlo? - di continuità produttiva in un settore, quello minerario, che negli ultimi anni ha avuto un interrompersi anche abbastanza brutale, anche abbastanza brusco, ma che comunque con il carbone può avere un suo proseguo, ha delle finalità appunto di risanamento ambientale in un territorio che è stato, purtroppo, nel corso di questi ultimi trent'anni pesantemente colpito da questo problema per carenza di leggi, per carenza di presupposti di ordine impiantistico, perché quelle fabbriche non erano nate evidentemente con tutto quello che tecnologicamente si poteva fare, e anche perché vi erano effettivamente delle grosse carenze legislative che, fortunatamente, nel corso degli ultimi anni si sono andate via via colmando, allora questo per dare un'indicazione, sembra a tutti un oggetto misterioso, tanto misterioso non è se lo si vede effettivamente dal di dentro e se si seguono quelle che sono le linee di lavoro che all'interno del comitato per la gassificazione ci si è dati, ci si è dati in maniera anche, come dire, concorde e condivisa, intanto di questo comitato fanno parte la Regione la provincia e i comuni interessati che sono Carbonia Gonnesa e Portoscuso, dall'altra parte numerosi altri enti e società, ha per garante l'Istituto immobiliare italiano che certamente non presta la sua copertura se non vi è un progetto anche economicamente giustificato alla base. Si è costituita una ATI che è garantita da banche internazionali. Dal punto di vista della validità del progetto, credo che non vi sarebbe una garanzia così qualificata anche a livello internazionale se non vi fossero dei precisi presupposti, finalità e naturalmente se non si intravedesse un'economicità anche nel perseguire questo progetto di gassificazione del carbone. Devo dire che questo progetto avviene in un'area che probabilmente non gode di molta popolarità in Sardegna, chi è che vorrebbe avere sotto casa una zona industrializzata anziché delle zone amene da destinare al turismo, alla balneazione e al tempo libero sia per i residenti che per i turisti che vengono da fuori; però è una realtà molto importante per l'economia della Sardegna, e devo anche ricordare che soltanto ieri lo Stato ha riconosciuto come Portovesme, il porto di quella zona industriale, uno dei sei punti franchi, quindi evidentemente c'è una realtà consolidata, produttivamente valida, in quel porto si movimentano sei milioni di tonnellate annue, il che non è poco, è una realtà che è nata come sostitutivo delle miniere che venivano chiuse e quindi in un regime statalista assistito, nel giro di 25 anni ha trovato la forza e ha fatto la scelta dolorosa di darsi un altro assetto. Si è passati dalle partecipazioni statali alla privatizzazione di pressoché tutte le industrie, le grosse industrie di primaria che si sono installate in quel territorio, parlo dell'Alumix che è diventata Alluminia e che due anni fa è stata acquistata dall'Alcoa una multinazionale americana dell'alluminio. Parlo dell'Euroallumina che recentemente ha privatizzato la parte che era ancora statale, praticamente l'Efim ha ceduto le sue quote, parlo della Ila, ex Consar(?) che è una piccola fabbrica, ma è stata privatizzata alcuni anni fa e già il suo bilancio è in pareggio e ha forti prospettive di sviluppo nei prossimi due anni. Parlo ancora dell'ENI risorse, uno dei casi emblematici di quel territorio che sta per essere privatizzata e venduta ad una multinazionale svizzera. E' un territorio che evidentemente ha una sua vocazione e per vocazione credo che nessuno voglia dire che ci facciamo del male da soli, ma evidentemente seguiamo delle linee di sviluppo economicamente valide, già affermate da molti anni se non da secoli in quel territorio e che intendiamo, compatibilmente con le sensibilità che sono emerse in questi anni, quindi da questo punto di vista la questione ambientale, sono prospettive di sviluppo di tipo industriale che evidentemente si vogliono perseguire. La questione della Carbosulcis si inserisce in questo quadro industriale esigente finalmente privatizzata in alcuni casi anche in maniera felice, perché vi ricordo che l'Alcoa nel corso del 1997 ha realizzato utili per oltre 40 miliardi, non sta a me sottolineare che naturalmente le multinazionali americane se non fanno utili se ne vanno abbastanza brutalmente quindi evidentemente se insistono con la loro presenza è perché ritiene evidentemente che vi sia un legittimo profitto, un legittimo tornaconto. La questione della Carbosulcis si inserisce quindi in questo quadro e in un quadro di questo genere il progetto Carbosulcis a mio parere ha tutte le caratteristiche per essere un progetto condivisibile nei presupposti sia occupazionali che produttivi nelle finalità di andare a continuare un'attività produttiva molto importante per la Sardegna, vi ricordo che in questo momento per esempio l'ENEL a Portovesme utilizza carbone di importazione per oltre 500 mila tonnellate annue, è evidente che vi è una necessità in loco di utilizzare del carbone, ebbene, perché non utilizzare il carbone del Sulcis? Il progetto della gassificazione va in quella direzione, utilizzare attraverso una tecnologia nuova, non dico sperimentale ma all'avanguardia per quel che riguarda la questione ambientale un prodotto locale che deve essere assolutamente valorizzato. Per noi, per me perlomeno, la migliore garanzia è che questo progetto sia seguito soprattutto nei presupposti di ordine economico e finanziario da questo pool di banche internazionali che ne attestano costantemente, come dire, la fondatezza, verificano tutte le fasi di questa procedura e sono la migliore garanzia che questo progetto sia economicamente perseguibile e quindi sostenibile anche con l'apporto della Regione sarda.

Presidente del Vicepresidente Zucca

(Segue CHERCHI.) Quanto poi al problema che, come diceva prima l'onorevole Secci, Presidente della terza Commissione, si finanzi con legge ordinaria anziché con il fers è una questione che è stata ampiamente dibattuta nei mesi scorsi dalla seconda e dalla terza Commissione e quindi questo problema è stato risolto con un voto ancorché non unanime delle due Commissioni su un documento che è stato in gran parte condiviso dai membri delle due Commissioni stesse. Secondo me quindi questo è stato superato in un dibattito anche lungo, ricordo che siamo andati se non sbaglio dal mese di luglio fino al mese di novembre, per risolvere appunto questa querelle che vedeva spostare dai fondi comunitari alla legge ordinaria questi fondi riguardanti il problema della Carbosulcis. Ripeto, per viverla direttamente dall'interno, io ritengo che le procedure che sono state finora messe in atto dal comitato per la gassificazione, dall'Ati costituita da un pool di banche internazionali eccetera, diano la più ampia garanzia della fattibilità di questo progetto; dal punto di vista ambientale la gassificazione deve risolvere quei problemi che la natura stessa del carbone del Sulcis ha tradizionalmente posto, quindi credo che come Consiglio dovremo sostenere senz'altro questo progetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Puntualmente ogni anno si parla della "268" e degli interventi che essa comporta e delle attese che gli imprenditori hanno nei confronti di questa legge. Puntualmente si dice occorre provvedere e puntualmente non si provvede e puntualmente arrivano gli emendamenti. Si sostiene che non ci sono risorse, ma si hanno risorse per una serie di altri altrettanti, se questi possono essere improvvidi, altrettanto improvvidi, una ventina di miliardi tra l'altro, improvvidi provvedimenti. Io pregherei che finalmente si faccia il punto, che si prenda le sue responsabilità questo Governo regionale e dica che la "268" l'abbiamo usata quando c'è servita, l'abbiamo usata per sanare aziende che poi non ha sanato, è stata usata abbondantemente per determinate aziende, chi conosce la storia della "268", abroghiamo, se no, se la teniamo in piedi, finanziamola, perché gli operatori hanno una serie di difficoltà operando in Sardegna, non sono le stesse, non hanno la situazione uguale a quella di un operatore che sta nel continente italiano, anche per gli approvvigionamenti e per il ricambio dei propri impianti, ha una serie di difficoltà nel marketing, e la "268" è una legge che funzionava bene, certo va semmai corretta, ma ha sempre funzionato bene. Io non so che cosa deciderà questo Governo, come abbiamo detto altre volte, è una legge gradita e voluta dagli operatori, tenetene conto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Presidente, per mostrare tutto lo stupore che si può provare in questo caso che diventa emblematico se si rapporta a quelli che sono i temi che vengono propagandati. Si parla della necessità di velocizzazione della spesa pubblica, però quando si ha a che fare con capitoli di bilancio che questa giusta velocità hanno perché le richieste ci sono, le esigenze ci sono e i meccanismi, se non completamente automatici, sono a un tale livello di compimento che consentono ai finanziamenti di uscire velocemente dalle casse della Regione, ad un certo punto si opera con gli stop, probabilmente perché si vogliono introdurre metodologie che non sono proprie del mondo moderno, ormai. Le cosiddette fasi di concertazione, di trattative, probabilmente altro non sono che fasi di condizionamento da parte del potere politico nei confronti della economia. Come dire, le cose non possono andare automaticamente, i servizi resi dalla pubblica amministrazione non possono andare avanti senza che nessuno possa dire "sono io che te li do, ricordati quando andrai a votare". Così succede che questa Regione si dimentica anche gli impegni presi perché il meccanismo della legge numero 268 è tale per cui la Regione prende impegni con gli imprenditori che durano nel tempo. Cioè gli impegni sono stabiliti a durata pluriennale; non ci si può fermare a metà, non si può dire che si dà il contributo per sette o dieci anni e poi dopo due anni i soldi non ci sono più. Perché questo vuol dire perdita di credibilità da parte dell'istituzione, questo vuol dire prendere in giro gli operatori, questo vuol dire mettere in difficoltà gli operatori che probabilmente si sono fatti i bilanci preventivi, i bilanci sugli investimenti tenendo conto di un diritto acquisito che invece gli viene a mancare. Questo vuol dire far perdere posti di lavoro, altro che crearne di nuovi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Onorevole Presidente, signori Assessori, colleghi, io intervengo relativamente all'articolo 13 sul gassificatore del carbone del Sulcis; mi pare questo un problema di un certo rilievo, pur comprendendo le ragioni della collega Cherchi, ragioni per quanto riguarda il risanamento ambientale, per quanto riguarda anche il fatto sociale per l'impiego delle maestranze, io ritengo che la Giunta abbia il preciso dovere di fare una scelta di carattere economico. Stiamo ripetendo da un pezzo che le risorse sono limitate e che quindi devono essere investite tenendo conto della redditività dei capitali che noi investiamo. Ecco, per quanto riguarda questo intervento, evidentemente gli studi fatti e le ricerche operate non sono sufficienti. Qui ha affermato poc'anzi il collega Balletto, e non ho assolutamente alcun motivo di dubitare della sua veridicità e serietà, che in Commissione industria è stato richiesto il progetto, è stato richiesto lo studio in modo tale da poter esprimere un qualche giudizio sulla economicità del progetto. Noi dobbiamo, credo in questo momento, operare questa verifica. Cioè questo investimento di notevole peso, di notevole rilievo, finanziariamente, io vorrei che questo studio venisse operato ma che venisse reso nella Commissione di merito. E invece noi inseriamo sempre questi discorsi nella finanziaria, continuiamo a dare precedenza assoluta all'industria, la collega parlava anche di un intervento dell'I.M.I.; io credo che questo intervento di per sé non sia garanzia di economicità. L'economicità la dobbiamo verificare noi perché se sbagliamo sono ancora centinaia di miliardi che vanno a vuoto. Un altro fatto, se non ricordo male, a proposito del piano operativo plurifondo, si è parlato di destinare al gassificatore del Sulcis parte delle risorse della legge numero 402. Io non sono d'accordo perché vorrei sapere esattamente qual è la situazione della legge numero 402. Ve l'ho detto già altre volte, ve lo ripeto, lo ripeterò ancora, siccome esiste un piano approvato dal Consiglio, non rispettato dalla Giunta, ecco io vorrei sapere come stanno esattamente le cose relativamente alla legge numero 402. Quali sono le somme che abbiamo già speso, dove sono state spese, quali sono le somme ancora da spendere e qual è il programma che deve essere realizzato. Programma, tra l'altro, che deve passare credo alla approvazione del Consiglio. Questa era la posizione, il primo programma passò nel Consiglio che lo approvò, poi questo piano venne modificato dalla Giunta per esigenze del CIPE, ritengo, e non è più passato in Consiglio. Mi pare che spesse volte s'ignorino in qualche modo le prerogative del Consiglio che deve operare questi controlli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). Intervengo, signor Presidente, sia sull'articolo 13 e quindi sull'emendamento del collega Balletto, che sull'emendamento del collega Lippi sulla legge 268. Sull'emendamento del collega Balletto, che è un collega che stimo, infatti dico sempre quando parlo di lui che è un collega presente; non tanto a significare una presenza fisica, quanto a significare una presenza viva e attiva nei lavori consiliari e anche nelle varie commissioni. In questo caso però vorrei correggere il collega Balletto rispetto al tema della gassificazione del carbone Sulcis. Perché è un tema che è stato più volte dibattuto e che ha visto più volte protagonista anche il collega Balletto come altri colleghi rappresentanti di Forza Italia, firmatari di questo emendamento soppressivo, nel passato; quando circa due anni e mezzo fa la Commissione sesta di cui il sottoscritto faceva parte e ne facevano parte anche i colleghi intervenuti a sostegno dell'emendamento soppressivo dell'articolo 13, aveva dibattuto a lungo, sino a notte tarda, una risoluzione della Commissione che dava l'avvio a una fuoriuscita dell'ENI dal progetto di gassificazione del Sulcis e avviava invece un inserimento e un ruolo della Regione in relazione proprio a quel progetto. Quella risoluzione che, lo ricordo, aveva avuto anche il voto favorevole del collega Balletto, riconosceva il ruolo strategico del progetto carbonsulcis, non solo per il Sulcis e per quei lavoratori interessati, ma per l'intera Sardegna e per l'economia della Sardegna. E nel sostenere la strategicità del progetto carbonsulcis, si sosteneva anche la tesi della legittimità dell'intervento diretto della Regione attraverso la sua finanziaria, in questo caso l'EMSA, per pilotare a compimento quel progetto. Fui l'unico in quella occasione a votare contro, tra l'altro subii anche una sorta di linciaggio da parte della stampa per quel voto contrario e fummo additati, il sottoscritto e il PDS in quella occasione, come i nemici dei lavoratori e del progetto carbonsulcis. Io votai contro quella risoluzione che aveva il voto favorevole del collega Balletto, e allora non perché nemico né del Sulcis né dei lavoratori della Carbosulcis, dei minatori, ma esclusivamente perché in quella risoluzione si dava il via libera ad una operazione che poi è avvenuta, che scaricava esclusivamente sulla Regione, liberando lo Stato e gli impegni che lo Stato aveva assunto con quel decreto che qui è citato, nei confronti di quel territorio, nei confronti della Sardegna, scaricando gli oneri esclusivamente sulla Sardegna. Fu quella la motivazione del voto contrario. Ma pur avendo votato allora contrario a quella risoluzione, io voterò a favore dell'articolo 13, e quindi contro l'emendamento soppressivo del collega, che allora invece votò a favore, perché io sono convinto comunque della strategicità del progetto Carbosulcis, e sbagliammo allora a consentire la fuoriuscita dallo Stato degli impegni dello Stato dal progetto Carbosulcis, ma si sbaglierebbe oggi, ancora di più, dopo aver avviato comunque un trasferimento delle competenze all'EMSA e un rapporto di dipendenza dei lavoratori all'EMSA, si sbaglierebbe ancora di più oggi a consentire che quel progetto non si realizzi. Quindi bisogna invece votare a favore di quel progetto, bisognerebbe votare a favore di questo articolo, e bisogna, soprattutto, insistere perché il progetto Carbosulcis venga mantenuto nella sua unitarietà, e quindi per tutte le tre fasi che allora erano previste siano ancora oggi mantenute. Per questo, ripeto, correggo un po' l'excursus storico che ha fatto il collega Balletto, perché allora non è vero che fu tra quelli che si oppose a questo progetto, ritenendolo anche lui strategico. Infine, sulla 268 io credo che le argomentazioni del collega Lippi siano condivisibili, però questo pone esclusivamente un problema che più volte si è posto e si è posto anche in occasione dell'altra finanziaria, che riguarda la 33 e riguarda l'articolo 11 della 268. Non possono esistere leggi a rubinetto dove comunque le risorse non sono a disposizione e che dissanguerebbero come stanno dissanguando le casse regionali. Per cui c'è veramente esigenza, e questo è un invito all'Assessore del lavoro in questa direzione, ad attivare rapidamente, anche se sulla 268 la competenza è dell'industria, ad attivare rapidamente una riforma dell'intervento di assistenza e di sostegno all'occupazione perché queste leggi, la 33 e idem l'articolo 11 della 268, non possono reggere nelle condizioni in cui stanno reggendo fino ad oggi. Quindi c'è realmente bisogno, non di metterci tutte queste risorse, ma soprattutto di mettere rimedio, chiudendole e soprattutto andandole a riformare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.

LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, molto brevemente per intervenire sull'articolo 13 e sull'emendamento numero 109 e anche per qualche considerazione sull'emendamento numero 93. Vorrei dire rapidamente questo: al collega Marrocu, innanzitutto, col quale condivido ovviamente l'obiettivo di fondo ma che, secondo me, ha detto una cosa imprecisa e che è giusto invece che sia precisata. L'EMSA svolge, in questa fase, nei confronti della Carbosulcis un ruolo di livello nazionale per conto del Governo nazionale. Non ci sono altri soggetti nel Paese che avrebbero potuto svolgere nei confronti della Carbosulci, in questa fase di transizione, il ruolo che è affidato all'ente Minerario Sardo, che è l'unico soggetto e regionale ma anche in Italia, che ha la possibilità e le competenze per portare avanti quel ruolo nei confronti di un processo minerario che è in atto nella Carbosulcis. E questo è tanto vero che l'EMSA non ha impiegato una lira di suo. Infatti, sia per il 97 che per il 98 le risorse vengono da fonti diverse da quelle regionali, e per il 98 le risorse per sostenere la fase di transizione sono esattamente nella finanziaria nazionale. Per cui la stessa risoluzione che sosteneva questa ipotesi non scaricava proprio niente sull'EMSA e lo Stato, il Governo, non si sono affatto scaricati dei compiti che hanno in merito a questa vicenda legata al progetto minerario energetico della Carbosulcis. Ma certamente, in questo progetto, oltre al Governo nazionale e alle risorse che sono impegnate da parte del Governo nazionale, ci sono anche risorse regionali del fondo Europeo per lo sviluppo regionale. Queste risorse era 234 miliardi, sono esattamente oggi 214 perché 20 miliardi che questo Consiglio ha già destinato a quel progetto per l'acquisto di una macchina importante, la macchina del taglio, fanno appunto parte di quei 234 miliardi. Per cui non risorse aggiuntive, come era stato anche a suo tempo precisato nella discussione qui in Consiglio regionale. Ed è anche opportuno far presente come quella macchina oggi sia in miniera, sia nelle galleria, lavora, produce, tanto è vero che è possibile andare a vedere il carbone estratto, ma questo carbone non sarà neanche ammonticchiato fuori dalla miniera perché era stato siglato con l'ENEL un contratto per l'acquisto e il consumo per le prime 300 mila tonnellate di carbone Sulcis. E aver siglato questo contratto significa anche aver concordato un prezzo, evidentemente un prezzo congruo, sia per l'ENEL sia per la Carbosulcis. E questo è un passaggio molto importante, perché certamente uno dei punti più difficili, più problematici e più delicati per la riuscita di questo progetto minerario ed energetico risiede nel costo della tonnellata di carbone. Quello che una volta si diceva è una scommessa, oggi, seppure soltanto i primi dati, e quindi è giusto anche aspettare per poter avere dati ulteriori, possono invece farci pensare che si tratti di una scommessa che va a buon fine. E questo comunque è l'auspicio ma anche l'impegno innanzitutto dei lavoratori di quella realtà, oltre che dei tecnici e di chi lavora in quella miniera. L'altra cosa la volevo dire al collega Casu, che parla della necessità di redditività dei capitali investiti perché ne abbiamo pochi; ha ragione il collega Casu, però se il collega Casu stava attento, quando ha ricordato anche il collega Balletto che questo progetto costa migliaia di miliardi, e sono migliaia di miliardi privati, c'è una compartecipazione di parte pubblica per gli anni che sono di passaggio tra il passaggio della miniera ai nuovi concessionari, e l'avvio del gassificatore. Quattro anni sono previsti. Magari potessimo avere tanti progetti in questa Regione per i quali investendo 200 miliardi, poi abbiamo alla fine progetti che valgono migliaia di miliardi e di una dimensione tale e quale quella prevista per il progetto di gassificazione del carbone sulcis. Perché quello che probabilmente si trascura, è di richiamare ancora una volta e di ricordare che noi siamo davanti ad un difficile e complesso processo di privatizzazione, questo non va dimenticato, perché questo è un punto molto importante del problema. Cioè si sta realizzando un difficile e complicato processo di privatizzazione. E noi sappiamo quanti processi di privatizzazione, soprattutto quando riguardano aziende di quella dimensione e di quei settori, sono certamente complessi e difficili. E lo si sta realizzando attraverso anche la realizzazione di un progetto minerario energetico che ha valenza mondiale. E' stato anche impiegato forse un po' più di tempo del previsto per la scelta più giusta e più corretta della tecnologia da utilizzare per favorire ovviamente il massimo dell'efficienza, e quindi certamente anche della rendita, per il tipo di carbone Sulcis e per la miscela prevista da utilizzare nei processi di gassificazione. Oggi siamo alla fase di presentazione dei progetti e, a fine anno, chi dovrà esprimersi sulla validità dei progetti non sarà il Consiglio regionale. Sarà un consorzio di banche che dovrà finanziare il progetto per conto dell'associazione temporanea d'imprese. Chi ha seguito i lavori nel comitato tecnico di coordinamento previsto dall'accordo di programma, sa quanto sia rigoroso, e come è giusto che sia, il controllo passo dopo passo sia dell'ATI (?), sia del Consorzio di banche e sappiamo quanto alla fine il finanziamento di questo progetto avverrà soltanto se la validità del progetto sarà riconosciuta in tutti i suoi aspetti e passaggi.

Noi dobbiamo, caro collega Balletto, insieme ai dubbi e alle perplessità, lavorare perché si superino al meglio questi dubbi e queste perplessità, e gli ostacoli eventuali che ancora si frappongono per realizzare un progetto di questa dimensione. In questo senso sono anche impegnati i lavoratori che non si trovano in una situazione preesplosiva, si trovano semplicemente nella situazione di far rispettare tempi, modi, processi, eccetera, e quindi di intervenire in maniera decisa anche nei confronti di quei dirigenti, quando quei dirigenti che oggi dirigono la Carbosulcis a giudizio dei lavoratori stanno probabilmente per ragioni diverse magari non portando avanti con l'impegno necessario in qualche fase questo progetto. E noi dobbiamo fare altrettanto: dobbiamo lavorare con il massimo dell'impegno per assicurare il buon esito di questo progetto. E poi, se malauguratamente alla fine di questo le banche dovessero ritenere non valido il progetto, abbiamo ad oggi elementi per dire, e le banche lo riterranno valido, sia ben chiaro, abbiamo già questi elementi, lo abbiamo anche perché le banche hanno chiesto, come ultima cosa, la scelta della tecnologia giusta, e la tecnologia scelta è quella che le banche ritengono la più appropriata, la più valida. Ma, se questo dovesse essere, noi non stiamo impiegando le risorse qui previsti, perché non saranno impiegate; queste risorse sì, allora, dovranno essere destinate a fare altro. Ma l'altro da fare, io credo, a quel punto non ci dovrebbero essere dubbi, sarà una riconversione produttiva di quell'area, di quell'azienda, di quell'attività, per ricollocare quei lavoratori che sono oggi collocati in quell'attività. Non dobbiamo andare a inventare altro; quei soldi se non dovessero essere impiegati per la gassificazione saranno impiegati per la riconversione e per la ricollocazione di quei lavoratori, sia i soldi di fondo regionale, sia i soldi di fondo nazionale. Credo che su questo non dovrebbe avere dubbi nessuno.

L'ultima considerazione sull'emendamento numero 93, per dire che certamente non è accettabile da parte mia che si ricorra a chiedere soldi da quel capitolo di bilancio che è quello della gassificazione, questo è evidente. Però, è indubitabile che il tema che viene posto è di grande interesse, è uno di quei problemi che dovranno essere discussi, e molto, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Io credo che noi dobbiamo lavorare perché problemi come questo che vengono posti dall'emendamento numero 93, o altri come quello della legge 33, devono trovare una risposta da parte di questa maggioranza da qui a maggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Riprendo la parola per sostenere le valutazioni che ho portato all'attenzione dell'Assemblea prima rispetto all'emendamento numero 93, che probabilmente suscita perplessità non tanto per l'intenzionalità che è contenuta, che è insita nello stesso emendamento, quanto forse per la copertura finanziaria che l'emendamento stesso ha portato all'attenzione dell'Assemblea. Però l'intenzione vera era quella di sollevare ancora una volta un problema rispetto a Giunta e maggioranza sentito, un problema richiesto e voluto dalle associazioni di categoria, che probabilmente vede l'assessore Scano oggi in una posizione contraria e diversa rispetto alle aspettative che si sono create. E' probabile anche che questo strumento non sia il migliore per favorire le esportazioni delle nostre aziende, ciò non toglie, e mi preme ricordarlo a tutti e in particolare all'assessore Scano, che già dal 1995 in fase di discussione della manovra finanziaria l'assessore Sassu in questo consesso dichiarò testualmente, visto che ho il verbale di quella seduta: "Il problema sollevato dai proponenti dell'emendamento è di grande rilevanza. Si tratta di uno degli interventi di politica industriale che in Sardegna ha avuto maggiore successo. Per il 1993 e 1994, con l'assestamento del novembre 1994, noi abbiamo saldato le domande fino al 1992. Rimangono ancora quelle del '93 e del '94 per un ammontare complessivo di circa 90 miliardi". Questo veniva dichiarato nel '95, dal '95 ad oggi i 90 miliardi sono diventati 180, sappiamo perfettamente, Assessore, che lei non è Mandrake, che può trovare recuperare risorse da più parti, sappiamo leggere tutti il bilancio, sappiamo che le risorse sono quelle che sono, quello che ci infastidisce è la poca sensibilità che la Giunta regionale, per bocca sua, oggi ha dimostrato di fronte a un problema che è ripeto sentito, concreto, da parte delle associazioni di categoria, e in particolar modo dai tanti imprenditori che evidentemente si dovranno sentire da oggi in poi derubati di una aspettativa che la Regione aveva creato.

Ma l'assessore Sassu andò oltre rispetto a quella richiesta di rifinanziamento di quel capitolo, andò oltre dicendo in quest'Aula che ci sarebbe stato un impegno esplicito da parte del governo regionale, governo oggi come allora presieduto dal presidente Palomba, per un ammontare di 50 miliardi in due anni, che dovevano essere reperiti tra la disponibilità della 268 che, ricordo a tutti, che è un vecchio piano di rinascita. "Mi si chiede" - diceva Sassu - "quali tempi per la riprogrammazione delle somme." E rispose: "Non posso individuarli in termini di giorni, dico solo che appena terminato l'esame della legge, con l'approvazione di questa manovra, a partire dalla prossima settimana mi metterò al lavoro per la riprogrammazione dei 300 miliardi rimasti a disposizione delle vecchie leggi di rinascita." Ora, nonostante questo impegno, questi 50 miliardi sull'articolo 11 della 268 mai arrivarono e non arrivando la situazione chiaramente si è aggravata dal '95 ad oggi, raggiungendo una cifra talmente spropositata che probabilmente viene anche difficile capire, se non si adotta subito la sospensione del bando, negli anni a quali cifra potrà arrivare, visto che ci avete poc'anzi detto per bocca del vostro Assessore della programmazione che la Giunta non intende mettere mezza lira su questo capitolo e non intende neanche prendere nessun impegno di fronte a questa Assemblea rispetto a questo grave problema.

Allora, quello che mi domando è questo: se l'assessore Scano non è convinto della bontà dell'intervento non capisco perché dal '95 ad oggi, visto che il suo Assessore, un Assessore espressione del D.P.S. sosteneva queste cose di fronte all'Assemblea, non si sia adoperato come Capogruppo per rimodulare l'intervento dell'articolo 11. Se questo fosse stato fatto già dal '95 probabilmente oggi non ci troveremmo di fronte a questa imbarazzante situazione, probabilmente la Giunta sarebbe uscita oggi da questa discussione con un atteggiamento diverso, più propositivo rispetto alle aspettative degli imprenditori, probabilmente si sarebbe anche trovata un'intesa a grandi linee rispetto a quello che due segretari generali di sindacato sono venuti a dirci in Sardegna in queste settimane, mi riferisco a D'Antoni e a Cofferati, per bocca di tutti e due abbiamo sentito che i lavori socialmente utili sono la disgrazia del Mezzogiorno d'Italia, questa Assemblea continua a rifinanziare lavori socialmente utili e a tenere fuori invece norme così importanti a salvaguardia delle imprese piccole e medie della Sardegna, è sconcertante quello che ho dovuto sentire, probabilmente ne dovrò sentire delle altre e quello che mi aspettavo e che probabilmente si aspettava tutto il Gruppo di Forza Italia era semplicemente un gesto di buona volontà e un minimo di impegno da parte della Giunta di voler sicuramente rivedere il discorso della copertura finanziaria, rivedere l'importo rispetto alla richiesta che è stata presentata dai firmatari dell'emendamento ma quanto meno un gesto di buona volontà per far sì che il cammino della legge non si interrompesse e che si potessero continuare a pagare le provvidenze spettanti agli imprenditori che, a ragione, dal 1993 richiedono e aspettano con vivo interesse di ricevere queste somme e che invece per chissà quanti anni dovranno ancora aspettare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Molto brevemente, onorevole Presidente, sull'emendamento numero 29 per quanto riguarda il recupero dei centri storici, io non conosco il centro storico di Cagliari, ma sicuramente conosco il centro storico di Sassari, il cui degrado è alla vista di tutti, è un centro ormai vecchio, malsano, poco igienico, nonostante qualche intervento privato, e proprio per questo da qualche anno è iniziato uno spopolamento e uno sradicamento delle popolazioni che abitavano proprio nel centro sassarese; è diventato purtroppo, e credo che questo lo sia da tutte le parti, un ricettacolo di malavitosi, di tossicodipendenti e così via, si perdono pertanto, e questo è grave, quelle che sono le specialità di ogni singolo centro, si perde pertanto quella che è la cultura, la lingua, il dialetto, tutte quante le tradizioni. Credo che sia necessario intervenire urgentemente e credo che questi 50 miliardi che l'emendamento numero 29 mette a disposizione del centro storico di Sassari e del centro storico di Cagliari sia un primo intervento necessario, pur intervento minimo, e però viene a mio avviso se accettato e mi auguro che venga accettato, inteso come attenzione da parte del Governo regionale su questo problema, ed è un problema molto sentito, un problema che portiamo avanti da molti anni. A questo proposito, qualcuno ricorderà che durante la discussione generale sulla finanziaria, io ricordai una riunione tenuta a Sassari e convocata dai presidenti della consulta 2001, in quella riunione furono messi in evidenza ai consiglieri regionali presenti alcune priorità su quel territorio ma dire per quanto riguarda alcuni argomenti sul territorio regionale, una di queste priorità, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, era proprio la legge quadro per i centri storici, troppi ritardi, se ne parla da anni, ci sono varie proposte ma non si riesce a coagulare niente, non si riesce a portare in Aula una legge, eppure sarebbe una norma importantissima sia per il settore edile che per gli interventi di recupero urbano. Ecco, chiedevano a noi consiglieri regionali del territorio di portare in Aula anche questo problema, io l'ho voluto portare, mi auguro che ci sia l'impegno da parte della Giunta regionale e del Consiglio pertanto, che le leggi vengano discusse in Commissione, che le leggi vengano portate in Aula affinché la Regione sarda si doti di una legge sui centri storici che sicuramente servirà e per vitalizzare i centri stessi e anche, come dicevo prima, come volano per l'occupazione. Ecco io mi auguro che ci sia questo impegno anche per rispondere non solo a parole ma nei fatti a quello che le categorie imprenditoriali chiedono a noi consiglieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Ma io desidero intervenire sui due emendamenti, il 109 e il 93. Parlerò prima del 109 anche perché, c'era il mio amico Peppino La Rosa, ma si è appena allontanato, mi dispiace, però è laggiù e forse sentirà, non fa nulla. Allora ritorniamo un momentino alla gassificazione, intanto c'è da fare una precisazione al collega Marrocu, io non ho detto, caro collega Marrocu, che sono contrario alla gassificazione nel mio intervento nel quale ho illustrato l'emendamento, io ho detto solamente che per un progetto di così grande importanza., sia per l'investimento che per l'impegno di risorse pubbliche, sia per i riflessi sull'occupazione che esso avrà, è necessario fare chiarezza ed approfondire. La sede deputata a questo tipo di intervento è la Commissione di merito e quando mi si dice, la collega Cherchi, che sono quattro anni che si ripete sempre la stessa cosa, quindi con un senso di sofferenza per cose vecchie, ma cosa sarebbe costato alla Giunta, proprio perché sono passati quattro anni, presentare il disegno di legge da esaminarsi, verificarsi, approfondirsi nella Commissione? Questo è grave, collega Cherchi, non è dire, sono passati quattro anni e parliamo ancora delle stesse cose, sono passati quattro anni e purtroppo parliamo ancora delle stesse cose per un grave inadempimento della Giunta che non ha presentato il disegno di legge, questo va detto, va specificato, cosa c'entrano le opposizioni che puntualmente, anno per anno, vogliono capire qual è la vastità e la portata del progetto? Quindi, collega Marrocu, io non sono contro la gassificazione, votai quel documento allora, quasi tra anni fa, hai ricordato bene, perché questo progetto lo volle il presidente Berlusconi, perché quel decreto lo firmò nel luglio o nell'agosto lo stesso presidente Berlusconi che evidentemente ricevendo gli operai di fronte a Palazzo Chigi, accolse le loro istanze e prorogò il decreto che stava per scadere. Così fu ed è così. Quindi noi non siamo, non possiamo essere contrari a nessun processo vero reale di sviluppo, tutt'altro! Noi vogliamo sviluppo, però vogliamo le cose fatte bene. Questo progetto purtroppo nasce nell'ambiguità, inutile ricordare quando questo progetto nacque. Era la Giunta Melis anni fa, si propose una società di ingegneria cagliaritana, la IST, che predispose lo studio di fattibilità, sappiamo da chi era amministrata, sappiamo chi era il presidente di quella società e chi è attualmente il presidente della Carbosulcis, lo stesso soggetto che ha fatto lo studio di fattibilità, oggi è il presidente della Carbosulcis; allora cerchiamo di essere appena appena chiari e trasparenti. Si chiede niente di più e niente di meno che di far chiarezza in un processo che riveste fondamentale importanza per lo sviluppo della Regione, di quel comparto. Non si può stanziare, a mio modo di vedere, 200 miliardi in due anni per un progetto che è in chiaro ritardo perché è uscito fuori dal pop, e noi sappiamo che i fondi non regionali sui quali si doveva finanziare, erano proprio risorse comunitarie e per la parte che riguardava il funzionamento dalla fiscalizzazione del costo del chilowattora, con le famose 80 lire. Allora la garanzia, dice la collega Cherchi, è data dal fatto che vi sono gli imprenditori privati che vi partecipano, discorso giusto se però gli imprenditori privati non avessero in questa situazione delle garanzie fondamentali che forse non hanno gli imprenditori privati che competono sul mercato senza protezione. Perché avere un prezzo di vendita del prodotto garantito e maggiorato di ottanta lire probabilmente può far sì che una iniziativa, di per sé non vantaggiosa e non economica, lo diventi per un prezzo di vendita che viene imposto e che viene garantito dallo Stato attraverso la fiscalizzazione. Quindi non è un discorso che assolutamente garantisce la economicità della operazione. C'è un prezzo politico di vendita.

CHERCHI (Progr. Fed.). Ma c'è in tutta Europa il prezzo politico di vendita.

BALLETTO (F.I.). Per quale motivo queste cose non le dobbiamo verificare e approfondire nelle sedi opportune. Si devono approfondire. Quindi il carbone che viene venduto, ritorniamo al discorso della ATI e quindi dell'imprenditore privato; l'imprenditore privato compra il carbone ad un prezzo che è prefissato, se per il soggetto che lo produce e non si sa ancora bene, il collega La Rosa ha detto che le indicazioni che stanno emergendo in questo momento dicono che il costo di estrazione del carbone è un costo che è competitivo. Ma queste cose le deve conoscere la Commissione, devono nascere solo ed esclusivamente in aula perché un esponente o un Gruppo della opposizione presenta un emendamento che è soppressivo? Ed è possibile che questi elementi debbano conoscersi in un dibattito che dura un quarto d'ora, mezz'ora o un'ora? Noi stiamo chiedendo solamente di poter verificare, approfondire ed esaminare queste cose nella Commissione competente. Per ciò che riguarda, quindi concludo dicendo che non siamo affatto contro ma che vogliamo fare solamente chiarezza. Per ciò che riguarda l'emendamento numero 93, il collega Lippi nella parte conclusiva del suo intervento ha detto una sacrosanta verità, e cioè che i lavori socialmente utili sono stati la disgrazia del Mezzogiorno e una iattura per la nostra Sardegna. Oggi probabilmente si riconoscerà che i lavori socialmente utili hanno avuto questo effetto negativo e deleterio per l'economia del Meridione d'Italia e per la nostra isola che, quanto a depressione, forse può dare dei punti anche ed insegnare qualche cosa alle altre regioni del Meridione d'Italia. Oggi Lippi ha detto una cosa sacrosanta che non diventa verità solo perché ieri l'hanno detta Cofferati e d'Antoni; queste cose noi del centro e del centrodestra le stiamo dicendo da anni; all'improvviso perché finalmente qualcuno si rende conto che le nostre tesi erano sacrosante, erano vangelo, debbono diventare per forza verità. Costruire qualche cosa di buono significa non fare niente di lodevole e di meritevole. Significa solamente fare responsabilmente il proprio dovere; e fare responsabilmente il proprio dovere significa, ritornando al discorso delle miopie e delle presbiopie, diventa un discorso che deve realmente coinvolgere tutti ed è un discorso che non si può fare solamente in talune circostanze e in tal'altre no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Devo dire che l'intervento che mi ha preceduto del collega Balletto è stato esaustivo sul problema della Carbosulcis o perlomeno sul punto di vista che ha Forza Italia nei confronti della Carbosulcis. Non siamo assolutamente contrari alla realizzazione dell'opera, vogliamo vederci chiaro su quello che può essere, come lo definiscono appassionatamente la collega Cherchi e il collega La Rosa, il problema energetico del gassificatore. Pertanto non estenderò l'intervento nei miei limiti di tempo per dire cose già dette, mentre mi preme cogliere l'occasione del dibattito sull'articolo per formulare una domanda al Presidente della Giunta. Presidente, per molti problemi della Sardegna questo Consiglio, o perlomeno io personalmente, i colleghi saranno naturalmente più edotti, abbiamo chiesto diverse volte un punto di vista chiaro sullo stato dell'arte, e per quello che riguarda i problemi energetici la Giunta non ha mai dato risposte. Ancora oggi sappiamo che esistono diverse iniziative, quella di cui parliamo oggi è appunto una di queste iniziative, l'altra è il gassificatore della Saras. Sappiamo però anche che esiste il processo di metanizzazione. Allora io vorrei sapere dalla Giunta qual è lo stato dell'arte, come la Sardegna deve risolvere i problemi energetici e a quali costi. Perché l'ENEL, che è un soggetto di via di privatizzazione, certamente non concederà agevolazioni come soggetto privato, avendo come scopo anche il profitto, per la Sardegna. Allora, non sarebbe il caso in primo luogo di conoscere quello che è lo stato dell'arte sulla energia in Sardegna. In secondo luogo, Presidente, di farsi lei promotore di una iniziativa a livello nazionale per vedere riconosciuto alla Sardegna lo stesso costo per l'energia che hanno le altre regioni già dotate del processo di metanizzazione. Così andando avanti sono sicuro che queste iniziative, lontano dall'essere realizzate, quale quella del gassificatore e la metanizzazione che sicuramente non avrò la fortuna di vedere io, la metanizzazione diffusa in tutta l'isola, il problema energetico riusciamo a risolverlo con la produzione endogena in Sardegna o dobbiamo portare energia da fuori. E se dobbiamo portare l'energia da fuori non sarebbe il caso, come dicevo prima, di farsi promotore per avere un costo di tariffa energetica uguale alle altre regioni. Questo è il problema che mi pongo e questo è il problema che pongo a tutti i colleghi di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.

LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, molto brevemente sull'emendamento numero 29 che riguarda i centri storici. Io credo che la cosa più importante in questo momento, al di là di un intervento estemporaneo quale mi sembra questo proposto dall'emendamento, sia quello della approvazione del provvedimento sui centri storici. La Commissione urbanistica e lavori pubblici aveva già iniziato in maniera molto proficua l'esame di questo progetto di legge ed era già arrivata a una buona metà del provvedimento. Quindi in questo momento più che di un intervento di carattere economico abbiamo necessità di procedere nella definizione degli assetti con la legge. Anche perché si è costituita recentemente una consulta tra le sette città regie della Sardegna delle quali fanno parte Sassari e Cagliari evidentemente, insieme con Bosa, Alghero, Oristano, Castelsardo e Iglesias che ha proceduto anche a delegare il sindaco di Iglesias per la costituzione di questa consulta, quindi per l'approvazione del relativo Statuto e la sua predisposizione. Allora è necessario in questo caso, dato che lo scopo di questa consulta è il confronto con la Regione, definire subito e per tempo e in maniera completa la legge, dopo di che si penserà a quelle che possono essere un domani le situazioni di carattere finanziario. Non si può andare avanti semplicemente perché c'è l'urgenza con un provvedimento che è estremamente limitato ed è limitato anche territorialmente.

PRESIDENTE. Si sono conclusi gli interventi sull'articolo 13 e sui relativi emendamenti. Passiamo quindi alla fase della votazione. Cominciamo dall'emendamento numero 109

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 109.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 109.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 71

Maggioranza 36

Favorevoli 30

Contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Mi pare che la segretezza non sia garantita, perché, in questo caso, non si è cancellata l'espressione di voto, quando lei ha dichiarato che la votazione era chiusa. Quindi chiedo che si metta a posto il meccanismo prima di proseguire.

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, sarà la stanchezza ma non ho capito alla perfezione ciò che mi vuole dire.

BONESU (P.S.d'Az.). Ha continuato a restare acceso il voto nonostante lei avesse dichiarato chiusa la votazione. Per cui era molto semplice, bastava che si fosse spostata di banco e vedere come aveva votato, visto che...

PRESIDENTE. Adesso ho capito, vuol dire che i display sono rimasti accesi, ma qui non si è visto nulla di tutto questo quindi la segretezza rimane.

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 13. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 13.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 68

Astenuti 1

Maggioranza 35

Favorevoli 40

Contrari 28

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto il consigliere CARLONI.)

L'emendamento aggiuntivo numero 29, una volta approvato l'articolo 13 che comporta anche una copertura finanziaria che esaurisce i fondi disponibili, dovrebbe automaticamente non essere proponibile perché sarebbe un articolo senza copertura finanziaria, quindi non lo metto in votazione.

Si dia lettura dell'articolo 14.

CONCAS, Segretaria:

Art. 14

Accordo di programma per lo sviluppo del porto industriale di Cagliari

1. E' autorizzata la spesa complessiva di lire 50.000.000.000, di cui lire 15.000.000.000 nell'anno 1998, lire 15.000.000.000 nell'anno 1999 e lire 20.000.000.000 nell'anno 2000, per la realizzazione dell'interporto di Cagliari richiamato nell'accordo di programma sottoscritto dalla Regione il 13 febbraio 1997, ivi compresi, anche in cofinanziamento con lo Stato, gli oneri per la progettazione e la realizzazione di quanto previsto dal punto b) dell'articolo 3 del predetto accordo (cap.13045).

2. Il relativo programma d'intervento, da presentarsi unitamente a quello concernente le risorse derivanti dal programma operativo di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402, e destinate allo stesso fine, è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di trasporti, ai sensi dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 144, 145, 146, e il 110 che è stato ritirato. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:





PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti numero 144, 145 e 146.

BALLETTO (F.I.). Presidente, per chiarire, se mai ce ne fosse bisogno, che l'emendamento numero 110 è sostituito dall'emendamento ...

PRESIDENTE. L'ho già detto testé.

BALLETTO (F.I.). Certo, ma siccome taluni sostenevano che dovesse essere ritirato esplicitamente, io condivido la sua impostazione correttissima, però mi correva l'obbligo di puntualizzare, anche perché se no mi tirano le orecchie. E' così, qualche volta succede.

L'emendamento numero 144 all'articolo 14 titola: Interporto di Cagliari. L'articolo 14 espone una gravissima contraddizione tra il contenuto dell'accordo di programma in esso richiamato e il provvedimento stesso con il quale si stanziano le somme occorrenti per la realizzazione dell'interporto. Infatti, la progettazione e realizzazione dell'interporto di cui all'articolo 3, punto a), dell'accordo di programma deve essere finanziata con il concorso della Regione, con risorse provenienti dalla legge 402 del '94, pari a lire 60 miliardi. Ne deriva che dette opere non possono essere sostenute con risorse proprie della Regione. La Regione potrebbe e dovrebbe, sempre nel rispetto dell'accordo di programma, finanziare per il 1998 la progettazione e la realizzazione di quattro gru di banchina, lettera b) dell'articolo 3 dell'accordo citato, con mezzi propri pari a 30 miliardi.

In questa situazione vi è chi sostiene, con riferimento all'interporto, e probabilmente non a torto, scusate il gioco di parole, che attualmente non vi sia necessità alcuna di procedere alla realizzazione dell'interporto di Cagliari. I traffici - si afferma - non trarranno alcun beneficio in termini di incremento essendo sufficienti e capienti per gestire al meglio il traffico medesimo nelle sue evoluzioni, sia quantitative che qualitative, le attuali strutture portuali previo il loro completamento come da programma. Come più volte da me sostenuto e affermato da tanti altri colleghi, anche della maggioranza, sarebbe opportuno, una volta per tutte, al di là delle sbandierate intenzioni e dei proclami di voler finalmente depurare da inquinamenti esterni la legge finanziaria, che provvedimenti di spesa così importanti per le possibili ricadute sull'economia e sul tessuto sociale, siano oggetto di approfondito e meditato esame da parte delle commissioni di merito. Solo così, con maggiore consapevolezza, si potrà derogare alle precedenti decisioni che prevedevano per la realizzazione dell'interporto coperture finanziarie differenti da quelle che la Giunta vorrebbe dare al progetto di che trattasi col disegno di legge 382.

Va detto anche che su questo articolo la Commissione, nel suo esame, si è dilungata alquanto, approfondendo la lettura dell'accordo di programma e formulando osservazioni e pareri talvolta discordanti anche all'interno della maggioranza. Al termine della discussione sono state portate variazioni all'originaria stesura dell'articolo. Le modifiche proposte dalla Giunta introducono nella disposizione normativa, nella sua finale stesura, una certa elasticità per l'utilizzo delle risorse nelle distinte tipologie di intervento: interporto e attrezzature portuali. Tuttavia, va detto che l'elasticità, quando non pone vincoli di priorità, ottiene solo lo scopo di evadere il primario obbligo assunto dalla Regione, e cioè quello di impiegare le risorse proprie nell'acquisto delle attrezzature portuali. Punto e basta. Ancora una volta, e in verità anche con tutta la buona volontà, non si riesce a capire per quali interessi la Regione sopravanza gli altri soggetti con i quali interloquisce, sostituendosi ad essi nell'assunzione degli impegni, facendo quindi proprie le iniziative di intervento finanziario. Un paradosso e una contraddizione in termini, se questo modo di operare non rappresenti il frutto dell'azione di governo di politici ingenui, cosa che non voglio minimamente credere, che agiscono nella speranza, mal riposta visti i risultati fin qui conseguiti, di dare utili risposte e concreti miglioramenti ai cittadini, ovvero se è il frutto di meditate iniziative per procurare indebito vantaggio a progettisti e affaristi. Grazie per l'attenzione.

L'emendamento numero 145 prevede la soppressione del secondo comma dell'articolo 14 in quanto è ad esso consequenziale nell'ipotesi in cui l'emendamento numero 144 dovesse essere accolto. Infine l'emendamento numero 146, ancora, è collegato ai precedenti perché, ripeto, se i precedenti emendamenti dovessero trovare accoglienza il titolo dell'articolo 14 non può più riguardare l'interporto ma deve riguardare evidentemente solamente l'accordo di programma per la realizzazione del porto industriale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Gli emendamenti numero 144, 145 e 146 sono tra quelli presentati durante i lavori dell'Aula, quindi la Commissione non ha potuto esaminarli e non ha un parere da esprimere. L'unica cosa che voglio ricordare è che l'articolo 14 nella stesura della Commissione è notevolmente diverso dall'articolo 14 presentato col disegno di legge della finanziaria e mi sembra che nella sostanza contenga il contenuto dell'emendamento numero 144. Gli altri due emendamenti sono consequenziali, uno è soltanto sul titolo, ...(?) per cui la sostanza dei problemi che pone sono contenuti nell'articolo e il parere della Commissione, se posso estendere il mio pensiero al ragionamento che è stato fatto in Commissione, è naturalmente che vada bene il testo dell'articolo così come la Commissione lo ha esitato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 146, cioè la modifica del titolo, può essere accolto. Non ci sono problemi perché il titolo dell'accordo di programma al quale facciamo riferimento è esattamente "Accordo di programma per lo sviluppo del porto industriale di Cagliari. Rientrano in questa tematica sia il porto sia l'interporto. Per quanto riguarda l'emendamento numero 145, il parere della Giunta è contrario alla soppressione del secondo comma. Per quanto riguarda l'emendamento numero 144 non può essere accolto, tra l'altro anche la formulazione è assai imprecisa perché si dice: "è autorizzata la spesa complessiva di 30 miliardi per quattro gru", infatti 4 gru non costano 30 miliardi ma 60 miliardi, quindi crea solo dei problemi. Quindi gli emendamenti numero 144 e numero 145 non possono essere accolti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 146 c'è la modifica del titolo, non cambia la sostanza ma può essere accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.[CR1]

BALLETTO (F.I.). Io, nel mio intervento, ho detto che la modifica che ha apportato la Commissione è una modifica in una certa misura che prende atto di questa anomalia che era contenuta nell'articolo 14 nella stesura iniziale e ha posto in essere un timido rimedio all'anomalia stessa. Perché dico timido rimedio? Perché non ha stabilito le priorità da darsi nell'esecuzione degli interventi di cui all'accordo di programma. Allora prevedere distintamente le due fattispecie, le due ipotesi, prevedendo un importo identico a quello precedente, cioè nella misura di 60 miliardi, senza però dire quali sono le priorità che devono essere rispettate nell'esecuzione della misura, evidentemente si tratta nella sostanza di lasciare le cose pressoché inalterate. Quindi delle due l'una, o capire che qui c'è un intervento della Regione sostitutivo in termini di impegno a impegni che sono stati assunti da altri soggetti e cioè i soggetti che hanno partecipato all'accordo di programma, e se questa è la volontà lo si dica chiaramente: c'è questo tipo di intervento. Oppure è recepire le indicazioni che l'emendamento dà e in relazione a questo fatto, chiaramente dire quale è il modo di poter procedere, e cioè dire, gli altri soggetti partecipino e facciano la loro parte nel momento in cui per obblighi contrattuali saranno chiamati a mettere e a impiegare le risorse di propria spettanza e di propria competenza. Se questo non si fa, evidentemente significa, con un giro di parole, eludere quello che è il significato, eludere quelle che sono le indicazioni che peraltro si dice essere corrette e recepite. Però probabilmente non è così. Quindi insisto nel dire che l'emendamento dovrebbe essere accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 144.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 144.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 42

Votanti 42

Maggioranza 22

Favorevoli 2

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - LADU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU -MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'emendamento numero 145. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 14 bis

Completamento della sala concerti
del Conservatorio "Luigi Canepa" di Sassari

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al Comune di Sassari un contributo straordinario di lire 2.200.000.000 per il completamento della sala concerti del Conservatorio di musica Luigi Canepa (cap. 08069/13).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14 ter.

CONCAS, Segretaria:

Art. 14 ter

Mutui per interventi nel settore idrico

1. I mutui di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 2 aprile 1997, n. 12, possono essere contratti anche con altri enti creditizi o finanziari e anche a condizioni differenti da quelle previste dalla predetta legge, purché gli oneri finanziari, derivanti dalla loro contrazione, risultino inferiori agli oneri previsti in caso di stipula con la Cassa depositi e prestiti.

2. Nelle more della contrazione dei predetti mutui al fine di dare immediato avvio agli interventi previsti dal succitato articolo 1 della legge regionale n. 12 del 1997, può procedersi all'utilizzo dello stanziamento iscritto in conto del capitolo 08173.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, sull'ordine dei lavori. La pregherei cortesemente, anche con un po' di calma per dare il tempo di vedere. Ci sono state delle votazioni delle quali non si è capito pressoché niente, la pregherei per le prossime votazioni successive un po' più di calma.

PRESIDENTE. Il ritmo del mio parlare è quello che la natura mi ha dato, però credo che sia comprensibilissimo tutto quello che dico, comunque terrò conto del suo preziosissimo suggerimento. Grazie.

Per illustrare l'emendamento numero 141, ha facoltà di parlare il consigliere Pirastu.

PIRASTU (F.I.). L'emendamento aggiuntivo che introduce l'articolo 14 quater intitolato "Fondo di dotazione consorzio IACP", è un emendamento, per ricollegarmi alle osservazioni che faceva il presidente della Commissione, l'onorevole Secci, di natura tecnica. Probabilmente infatti alla Commissione è sfuggito di prevedere un qualche cosa che obbligatoriamente deve essere prevista. Mi ricollego a una interpellanza che presentai insieme ad altri colleghi nel gennaio del 1997, la quale lamentava come dopo che il Presidente del Consiglio aveva comunicato, il 31 ottobre del 1995, al Presidente della Giunta i nominativi del Consiglio dei componenti il consorzio obbligatorio fra gli IACP, dopo quindici mesi il Presidente provvedeva ad emanare il decreto. Il consorzio veniva regolarmente insediato, però in questa finanziaria stranamente, e penso che si tratti di una svista, non è previsto quello che per legge deve essere previsto, e cioè il fondo di dotazione. Mi riferisco anche a una circolare inviata dall'Assessore dei lavori pubblici, il 1° dicembre 1997, l'ingegner Paolo Fadda, inviata ai presidenti degli istituti autonomi per le case popolari e al consorzio regionale appunto in cui l'Assessore faceva presente, ripeto testualmente "in relazione a tanto, nelle more della costituzione a cura e a carico della Regione del fondo di dotazione previsto dall'articolo 13 dello Statuto del consorzio, si pregano eccetera, eccetera". Quindi nel dicembre del 1997 l'Assessore dei lavori pubblici prevedeva appunto che in attesa che venisse varata la finanziaria dovessero essere i consorzi provinciali a dotare di mezzi finanziari il consorzio regionale. Oggi abbiamo un consorzio che dopo molti anni è stato varato, i cui componenti sono stati nominati dal Consiglio, anche se mi risulta che il Presidente della Giunta non ha ancora provveduto, ma immagino che lo farà a breve, a nominare anche i componenti del collegio sindacale, abbiamo un consorzio senza fondo di dotazione. Il fondo di dotazione è previsto obbligatoriamente dall'articolo 13 dello Statuto del consorzio, quindi si è voluto supplire a questa svista inserendo e prevedendo nell'articolo 14 quater un fondo di dotazione del consorzio IACP. Le cifre sono state indicate e quantificate anche sulla base di quello che gli uffici dell'Assessorato dei lavori pubblici hanno indicato; quindi riteniamo che, visto e considerato che questo consorzio obbligatorio è stato varato, la Giunta non possa esimersi già in questa fase per poter rendere funzionante e operativo il consorzio a prevedere come obbligatoriamente deve fare un fondo di dotazione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 143.

PITTALIS (F.I.). Presidente, questo emendamento si propone di venire incontro a una esigenza che si riferisce ai noti eventi atmosferici che hanno danneggiato alcuni porti turistici della nostra isola. E per la verità avrei voluto che questa disposizione, la disposizione contenuta nell'emendamento numero 143, fosse stata presentata o venisse ad iniziativa dell'Assessore e della Giunta. Perché io ricordo bene che in occasione dell'assestamento del bilancio, un analogo emendamento è stato presentato dal Gruppo di Forza Italia, e nella occasione sia l'Assessore del bilancio che il Presidente della Giunta assunsero l'impegno che di questo problema si sarebbero fatti carico in occasione della manovra finanziaria e di bilancio per l'anno 1998. E mi pare anche che i colleghi della maggioranza, per giustificare la bocciatura dell'emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia, per salvare almeno la faccia, ricordo che nella occasione presentarono un ordine del giorno, ed è agli atti, con il quale si impegnava la Giunta a prevedere, nel corso della manovra di bilancio e finanziaria per l'anno 1998, un intervento straordinario per quello che riguardava i porti turistici, soprattutto i porti turistici interessati dalla emergenza dei danni causati dagli straordinari eventi atmosferici. Allora io chiedo se le deliberazioni che vengono assunte, anche sotto forma di ordini del giorno della Assemblea, siano carta straccia, abbiano qualche valenza, se questa Giunta regionale è disposta ad andare ancora per la propria strada infischiandosene altamente di quelli che sono i deliberati della Assemblea, se la maggioranza vuole perdere ancora una volta la propria faccia non dando attuazione a un deliberato chiaro e preciso, se dobbiamo assistere ancora una volta agli impegni che si assumono, e io penso che l'Assessore del bilancio, Scano, sia persona di sicura affidabilità se oggi egli ha assunto degli impegni anche relativamente ai comuni di Osini e di Gairo, e infatti vorremmo verificare prossimamente se si ricorderà degli impegni che ha assunto in proposito, così come per il problema delle alghe.

Presidenza del Presidente Selis

(Segue PITTALIS.) Però questo era un impegno già assunto in fase di assestamento di bilancio. Però ancora una volta dobbiamo ritenere che quelle della Giunta e dell'Assessore interessato sono solo delle promesse, della demagogia per tenere calme le popolazioni, per tenere calmi gli operatori del settore. Noi su questo, signori della maggioranza, signor Assessore, signor Presidente, le preannuncio faremo una grande opera, se necessario anche a pagamento, sui mezzi di informazione per censurare il comportamento inqualificabile di questa Giunta e di questa maggioranza. Io penso che su tante cose si possa perdere la faccia, ma non nell'inganno nei confronti delle popolazioni. Non si possono deludere le aspettative che hanno suscitato le promesse da voi fatte nel mese di novembre, di dicembre, quando è stata approvata la manovra di assestamento, e non può ritengo se non con grave malafede di questa maggioranza perdere ancora una volta la faccia su deliberati assunti solo a fini, altrimenti noi riterremo, propagandistici. Su questo noi insisteremo e chiediamo uno scatto di orgoglio e anche di dignità per mantenere le promesse fatte, perché non siano soltanto occasione per racimolare qualche voto in occasione di qualche competizione elettorale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti numero 141 e 143, ha facoltà di parlare il consigliere Secci .

SECCI (Popolari), relatore. La Commissione non ha avuto modo di esaminare gli emendamenti perché sono stati presentati durante i lavori dell'Aula, per cui si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 143, effettivamente, durante la grecalata di dicembre dello scorso anno ci sono stati danni piuttosto consistenti e debbo dire però che per quanto riguarda tre dei quattro porti, si tratta di porti turistici, Siniscola, Porto Corallo e Calagonone sono in corso di appalto i lavori; quindi dove si è potuto intervenire si stà intervenendo. Non c'è invece un intervento, ed è un problema molto serio, per Arbatax , ma Arbatax, però, è un problema di pertinenza dello Stato. Quindi naturalmente rimane un impegno a mandare avanti sollecitamente per i tre porti gli interventi in atto e, per il quarto, a porto in un tavolo di trattativa con i poteri centrali dello Stato. L'emendamento, così come formulato, non può sicuramente essere accolto e il parere della Giunta è contrario.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 141, "Consorzio obbligatorio IACP" non è stata una vista, collega Pirastu. Noi pensiamo che sia utile una pausa di riflessione, che può essere anche breve, poi si decide se dar corso o meno, per un motivo molto semplice su cui può essere che non abbiamo riflettuto a sufficienza in precedenza. Il Consorzio obbligatorio è previsto da una legge dello Stato del 71, la 865. Si è dato vita a questo organismo solo in due regioni d'Italia, e poi è stato abolito, mi dicono, anche in quelle due regioni, per un motivo molto semplice, perché la competenza è di carattere regionale e il consorzio obbligatorio si frapporrebbe tra gli istituti provinciali e la Regione. Io voglio ricordare soprattutto ai colleghi dell'opposizione, particolarmente rigorosi a richiamarci ad una selezione severa della spesa, che solo di spese correnti costerebbe tra i 1200 e 1500 milioni all'anno, la gran parte dei costi si scaricherebbe sui canoni. L'utilità è dubbia: una pausa di riflessione, la mia opinione personale non è che l'utilità è dubbia ma naturalmente qui io non sto esprimendo soltanto la mia opinione, quindi dico è dubbia, una pausa di riflessione mi sembra doverosa e il parere è contrario.

PRESIDENTE. Vorrei far notare che il primo comma dell'emendamento numero 143 è incompleto perché dice: ai porti turistici, commerciali e industriali, nonché alle attività..., allora o si completa e ci si ferma a porti turistici commerciali e industriali. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Alle attività di servizi accessorie alle attività portuali; va completato. Probabilmente la dattilografa non ha capito la scrittura, solo ora ci rendiamo conto della mancanza.

PRESIDENTE. Allora, il completamento del comma viene così: e alle attività di servizi accessorie e alle attività portuali. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Non sono mai intervenuto ma su questa cosa credo che sia doveroso intervenire. Io veramente sono stanco degli strali che l'onorevole Pittalis lancia a tutta l'Assemblea, alla Giunta, lanciando accuse molte volte infondate. Se l'onorevole Pittalis avesse avuto modo di controllare le delibere che arrivano anche al suo Gruppo da parte della Presidenza della Giunta, avrebbe visto che rispetto a questo intervento, la Giunta è intervenuta, probabilmente non totalmente, forse parzialmente, ma è intervenuta togliendo fondi attraverso gli interventi a favore dei porti turistici. Per cui, al limite, l'invito che dovrebbe essere fatto alla Giunta è quello di vedere come completare l'opera d'intervento e come ripristinare i fondi che sono stati tolti ai porti turistici, proprio per intervenire nell'opera di risanamento dei porti colpiti dalle mareggiate. Per cui mi esprimo totalmente sfavorevole a questo emendamento e prego l'onorevole Pittalis, prima di lanciare strali alla Giunta e al Consiglio, di verificare e di pensare alle cose che dice. Rispetto all'emendamento numero 141 ritengo invece che l'emendamento vada respinto, vada respinto proprio in relazione alle osservazioni che faceva l'onorevole Scano. Noi qua dovremo riflettere su questa questione degli istituti, come riformarli e come introdurre la possibilità dell'attivazione del fondo sociale, cosa che peraltro la nostra Regione non ha ancora fatto, hanno fatto tutte le altre regioni della penisola. Per cui il problema non è tanto quello di spendere soldi per fare ulteriori consorzi, per cui spendere per appesantire le strutture, ma è quello di spendere soldi in favore della collettività e in favore degli utenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Non vi preoccupate, nessuna diatriba, ci mancherebbe altro! Anche perché non so a quali strali si riferisca il collega Vassallo, forse lui, da quei banchi è abituato a lanciare anatemi; io faccio battaglie politiche, onorevole Vassallo. Lei è funzionale a questa maggioranza, si trova a suo agio in quella che è la maggioranza che sta governando, a nostro avviso sciaguratamente, la nostra Isola, si metta d'accordo anche col segretario del suo partito, chiaritevi le idee perché gli strali alla Giunta Palomba li sta lanciando il segretario Valentini, almeno da quanto apprendo dalle pagine dei quotidiani. Io sto facendo la mia parte, come tutti i consiglieri del mio Gruppo, e non è ad oggi, onorevole Vassallo. Noi stiamo combattendo contro questo sistema e contro questa Giunta, contro questo malgoverno da quattro anni. Lei è stato sempre funzionale a questa maggioranza, capisco che si spaventi che qualcuno possa anche alzare il tono della polemica, ma le assicuro, sono disarmato. Mi rivolgo soltanto con quella che è la mia modesta, non posso neanche chiamarla arte oratoria, perché non sono un politico consumato come lei, e rischio anche di inciampare in qualche congiuntivo. Allora il problema, onorevole Vassallo, vede è che con questo emendamento noi stiamo riproponendo un problema che non ci siamo inventati, ma un problema che se lei ha la bontà, tra una riunione e l'altra della maggioranza, di visitare i porti della Sardegna, si renderà conto lo stato di disagio per gli operatori e per i comuni mortali quali siamo noi, e le assicuro che porti quale quello di Siniscola, di Dorgali, di Arbatax della stessa Porto Torres dove lei mi pare abbia avuto i natali, e viva, sono in una situazione di completo...

CUCCA (Progr. Fed.). Ma è ligure.

PITTALIS (F.I.). Però vedo che si è integrato bene nel sistema. E allora, noi lo riproponiamo con forza, anche perché, veda onorevole Vassallo, una reprimenda quale quella che lei testé ha cercato di indirizzare alla mia persona non l'ho avuta neanche dall'onorevole Piersandro Scano, che pure tutto di lui conosciamo, anche l'abilità dialettica, ha detto una cosa che io comprendo dal punto di vista suo, cercando di giustificare l'attività della Giunta, io non ho condiviso quello che ha detto, ma almeno ha riconosciuto che ci sono delle emergenze. E allora, dall'onorevole Scano invece ho avuto un segnale che io voglio cogliere e voglio ancora insistere su questo. Lei Assessore ha detto che non può essere accolto l'emendamento così come formulato, non nascondendo che il problema esiste. Allora le propongo e la invito anche a una differente formulazione, non mi interessa, targatevelo come Giunta regionale, il problema che noi poniamo è che per quei porti, anche laddove sussista una competenza primaria dello Stato, siccome siamo in Sardegna, io la invito a formulare diversamente, a targarlo Giunta regionale, non mi interessa, ma a dare un segnale forte verso queste strutture che sono molto importanti per l'economia di un'Isola, e in particolare di alcuni territori che già altri gravi problemi hanno per loro struttura e natura geografica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Sul problema di Arbatax ho detto e vedremo come sarà possibile intervenire. Anch'io posso avere qualche momento di stanchezza, quindi l'interpretazione autentica, che credo spetti a me dare, era: l'emendamento non è accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Brevemente, perché mi piace molto la chiarezza, siccome il collega Scano è chiaro, nella chiarezza facciamo ulteriore chiarezza.

Io non entro nel merito dell'emendamento numero 141, però, Assessore, se problemi di sperperi di risorse esistono, prima di considerare che si sta andando verso un potenziale e possibile spreco, perché lei stesso ha detto che è da approfondire, e io capisco che sia giusto anche approfondire, perché si stanno spendendo dei denari, però tutte le altre situazioni dei consorzi che conosciamo, nei quali c'è spreco, consorzi ortofrutticoli, di floricoltura, vivaistici e via dicendo? Ecco, vorrei che nell'ambito di questo processo che lei vuole avviare, le ho già dato atto che sono fermamente convinto che lei lo vuole portare realmente avanti, veda se è anche possibile parallelamente assumere misure analoghe per altri settori.

Se così fosse probabilmente, per quanto mi riguarda, sarei anche disposto a entrare nel merito dell'emendamento, sta di fatto che oggi esistono degli obblighi e che pertanto, come tali, dovrebbero essere rispettati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.). Sull'emendamento numero 141 chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Poiché si tratta di un emendamento aggiuntivo metto prima in votazione l'articolo 14 ter. Chi lo approva alzi la mano.

E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 141.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 22

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA IVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Metto in votazione l'emendamento numero 143. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 15.

CONCAS, Segretaria:

CAPO III

DISPOSIZIONI NEI VARI SETTORI D'INTERVENTO

Art. 15

Attività di ricerca

1. Nel comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, dopo le parole "neolaureati inoccupati" sono inserite le seguenti: "e disoccupati".

2. Per le finalità previste dall'articolo 37 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 é autorizzato, nell'anno 1998, l'ulteriore stanziamento di lire 7.000.000.000 (cap.03034/01).

3. Lo stanziamento di cui al comma 1 é trasferito alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuito al titolo di spesa 11.3.10/I del programma d'intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 63, 111, 113, 33, 34, 35 e 112. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:









CASU (F.I.). Perché gli emendamenti non vengono letti dalla Segreteria? Stiamo incominciando...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. E' una richiesta legittima, onorevole Casu, siccome il bilancio è un testo presentato e conosciuto sia nel testo della legge e verosimilmente nel testo degli emendamenti che sono stati distribuiti, se c'è l'accordo per una enunciazione della prima parte che richiami a tutti i componenti l'emendamento o l'articolo di cui si sta parlando, va bene, ma se lei chiede di leggere tutto l'emendamento, io faccio leggere tutto l'emendamento.

CASU (F.I.). Presidente, la prego di affrontare il problema con serenità, siamo qui dalle otto e mezzo di questa mattina, esaminando gli emendamenti prima in Commissione, poi in Consiglio. Io ritengo che umanamente si abbia bisogno di rileggere tutto. O la finanziaria è un fatto vero, nel senso che viene discussa, interveniamo nel dibattito, poi si passa ai voti o diversamente io....

PRESIDENTE. Onorevole Casu, scusi, io non voglio né toglierle la parola, ci mancherebbe altro, né contraddirla, ho detto semplicemente che se c'è l'accordo per una lettura semplificata del primo comma, andiamo avanti così ma se c'è un collega, chiunque, che mi chiede la lettura integrale, io faccio fare la lettura integrale, lei me la sta chiedendo e facciamo fare la lettura integrale. Prego, i primi tre emendamenti sono stati letti tutti, prego l'onorevole Concas di leggere integralmente gli emendamenti numero 33, 34, 35.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Nivoli per illustrare l'emendamento numero 63.

SANNA NIVOLI (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 111.

BALLETTO (F.I.). Con questo articolo si propone lo stanziamento per il 1998 di 7 miliardi. Le finalità dello stanziamento sono quelle di promuovere l'impiego con contratti a termine in una attività di ricerca di giovani neolaureati, inoccupati, nati o residenti in Sardegna da almeno cinque anni, o figlio di genitore nato in Sardegna. La legge istitutiva di questo tipo di intervento è la legge 29 gennaio 1994, numero 2, la legge istitutiva di questo intervento prevedeva che metà dello stanziamento fosse destinata per un mezzo ciascuno alle due università sarde e per l'altra metà a consorzi, enti e istituti di società e società di ricerca. In un periodo qual è quello che si vive attualmente nel quale non ci si stanca mai di ribadire la penuria delle risorse, lo stanziamento che si propone con l'articolo in questione appare eccessivo. Nella finanziaria del 1997, infatti, il corrispondente stanziamento ammontava a 5450 milioni, quindi è previsto per il 1998 un incremento di stanziamento di 1550 milioni. Sull'articolo 15 in Commissione è stato proposto l'emendamento numero 5 della Giunta, con il quale si prevedeva che l'incentivo fosse esteso anche ai neolaureati disoccupati. Detto emendamento è stato accolto, tuttavia tanto l'emendamento quanto l'articolo non sono a mio parere condivisibili. Abbiamo quindi presentato tre emendamenti: il 111 che è soppressivo del primo comma dell'articolo 15, il 113 e qui vedo che c'è un refuso, Presidente, perché il 113 deve essere correttamente letto come "il secondo comma dell'articolo 15, è soppresso", e l'emendamento numero 112 che introduce il quarto comma all'articolo 15. Con il primo emendamento, il 111, si chiede la soppressione del termine "laureati disoccupati"; questo perché? Perché la legge aveva una sua finalità, aveva una ratio. Quindi l'articolo 37, tutta la legge numero 2 del '94 aveva una finalità che era proprio quella di consentire l'impiego dei giovani neolaureati inoccupati con contratti a termine, oggi estendere la provvidenza a favore dei laureati disoccupati significa ingigantire a dismisura la platea dei beneficiari. Quanti sono in termini numerici i neolaureati inoccupati e i laureati disoccupati? Tra i laureati disoccupati può entrare anche un cinquantenne che è disoccupato perché ha perso il posto di lavoro, purché sia laureato ha titolo per beneficiare della provvidenza. Questo non ci sembra, non giusto nel senso di favorire una categoria piuttosto che un'altra, perché il problema della disoccupazione evidentemente è un problema che riguarda tutti i soggetti, ma se la legge nasce per dare risposte ad un certo tipo di necessità, non si può intervenire per modificarne spirito, contenuti e quindi finalità.

Sotto questo aspetto noi interveniamo. Ma, diciamo, e questo lo diciamo con l'emendamento numero 112 che introduce il quarto comma, nell'ipotesi in cui l'Aula ritenesse che la provvidenza debba essere estesa anche ai laureati disoccupati noi riteniamo che sia giusto inserire un criterio selettivo, perché se non si pongono dei limiti e delle discriminazioni all'utilizzo delle risorse stanziate, è evidente che giovani laureati inoccupati non troveranno più alcun tipo di risposta in questo provvedimento; perché la stragrande maggioranza dei laureati disoccupati in termini percentuali sovrasterà l'altra categoria di laureati. Allora con l'emendamento numero 4(?) riteniamo che la discriminazione debba avvenire nell'entità delle somme, nel senso che una misura pari all'80 per cento debba essere riservata ai neolaureati inoccupati e il residuo 20 per cento all'altra categoria di disoccupati che viene contemplata e prevista nella legge.

Ovviamente l'emendamento al secondo comma ha la finalità di sopprimere il finanziamento, non tanto perché questo non debba in assoluto essere riconosciuto, ma perché la misura è eccessiva. Quindi questo dovrebbe essere inteso e letto quanto meno con una riformulazione che preveda uno stanziamento corrispondente a quello dell'anno scorso.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 33, 34 e 35 ha facoltà di parlare il consigliere Diana.

DIANA (Progr. Fed.). Signor Presidente, lo spirito degli emendamenti proposti è quello di rendere praticabile da subito la possibilità che da una parte le istituzioni scolastiche, universitarie, di ogni ordine e grado, possano essere incentivate a svolgere attività di educazione e di divulgazione ambientale e dall'altra, con l'emendamento numero 35, si prevede una norma che consenta di rendere alle popolazioni locali e agli operatori, ai cittadini che vivono nelle aree parco di favorire l'accettazione dell'istituzione dei parchi, favorendo lo sviluppo di attività che siano compatibili. Procedendo con ordine, partendo dall'emendamento numero 33; l'emendamento numero 33 propone di istituire una cifra simbolica per favorire appunto l'attività di educazione ambientale nei parchi e nelle aree protette sulla base di un programma della Giunta. Ad avviso dei proponenti si tratta di un investimento da fare in cultura e in conoscenza, si tratta di sottolineare una indicazione di volontà politica per orientare lo sviluppo economico verso le attività ecologicamente sostenibili, e quindi per favorire quella crescita culturale e anche quella capacità di costruire nuova occupazione nel settore dell'ambiente. La cifra di un miliardo è una cifra che può sembrare eccessiva; per quanto mi riguarda ritengo che sia persino insufficiente. Tuttavia non credo che sia opportuno su questo punto fare delle barricate e, qualora ci siano delle proposte alternative, penso che possa essere comunque introdotto il principio che la Regione favorisce lo sviluppo di queste attività. Mi è arrivato un suggerimento da parte di alcuni colleghi che propone una riduzione dello stanziamento; io non ho difficoltà ad accettare questa proposta di dimezzamento della cifra, tuttavia ritengo che vada mantenuto il principio. Sull'emendamento numero 34, è un emendamento che va nella stessa direzione, va nella direzione di agevolare la pratica dell'attività di educazione ambientale degli studenti medi e universitari, sostanzialmente, mettendo a disposizione personale e mezzi delle strutture forestali che già oggi sono dislocati sul territorio. Non si tratta di un grande sforzo; io ritengo che se l'amministrazione forestale riesce a presentarsi oltre che con la pistola e con le manette anche con un atteggiamento di supporto ad attività di educazione, avremmo tutti da guadagnare, perché si tratta di essere presenti sul territorio portando per mano i giovani che sono poi i futuri alleati per evitare che, su quegli stessi territori, si producano dei danni e per favorire una coscienza che poi porti ad utilizzare quello stesso territorio per attività che siano corrette. L'emendamento numero 35 altro non è che una trasposizione nella legge regionale del contenuto di un articolo già presente nella legge numero 394 del 91, la legge quadro sulle aree protette, e che sostanzialmente è uguale, si propone questo emendamento di introdurre una norma che renda esplicita la volontà della Regione di agevolare le attività produttive nelle aree parco. Su questo punto è importante sottolineare il fatto che il rifiuto dei parchi e delle aree protette spesso è motivato dal fatto che prevalgano i vincoli rispetto alle misure di incentivazione. Io credo che questa sia una occasione buona, che non vada sprecata, per dimostrare che le enunciazioni fatte ad ogni pie sospinto da tutte le forze politiche e dalla maggioranza ripetutamente, corrisponda alla reale volontà. In Sardegna ormai ci sono tre parchi nazionali, ci sono delle riserve statali e presto spero ci siano anche i parchi regionali. Se queste aree sono il nostro fiore all'occhiello io non vedo come non si possa dare priorità, per risanare aria e acqua laddove fossero inquinate o degradate, per ripristinare la qualità ambientale laddove questa fosse da ripristinare, o per promuovere quelle attività che sono sostenibili da un punto di vista ecologico e che comunque, voglio sottolineare, sono quelle riferite al piano del parco. Siccome i parchi stanno partendo adesso, questa operazione può favorire anche la redazione rapida dei piani per poter poi gestire questi territori in maniera corretta, favorendo la vita all'interno e favorendo le attività economiche.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, prima del parere per precisare che nell'articolo 15 approvato dalla Commissione, al comma terzo, lo stanziamento di cui al comma 1 si intende di cui al comma 2. Per quanto riguarda gli emendamenti, io li prendo nell'ordine in cui ce li ho. L'emendamento numero 111 prevede la soppressione del comma primo, il comma primo è stato introdotto dalla Commissione per cui il parere della Commissione è di non accoglierlo. L'emendamento numero 63, che prevede la soppressione del comma terzo non lo accoglie; l'emendamento numero 113 non lo accoglie, l'emendamento numero 112 non è accolto anche se l'eventuale soppressione dell'articolo 2 lo renderebbe inammissibile. Sull'emendamento numero 33 la Commissione ha esaminato e discusso a fondo su questo emendamento, e ha ravvisato la validità del problema che solleva, però ha ravvisato anche, intanto la indisponibilità di risorse in questa misura, per cui la proposta che mi sembra di aver capito il proponente è disposto ad accogliere, è quella di ridurre il finanziamento proposto a 500 milioni anziché a 1 miliardo. La Commissione poi ha ravvisato che non possano essere capitoli dell'Assessorato dell'ambiente ad avere competenza su questi ma che sia più proprio introdurre una riserva nello stanziamento previsto al capitolo 11005/01 in cui una quota pari a lire 500 milioni è destinata ad attività di educazione ambientale nei parchi e nelle aree protette, ovviamente mettendo in aumento, sullo stesso capitolo, 500 milioni e trovando la copertura finanziaria attraverso l'utilizzo del capitolo 030016 voce 7 per lo stesso importo. Quindi se i presentatori accogliessero questa proposta emendativa, il parere è naturalmente favorevole. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 34, lo stesso emendamento propone all'attenzione un problema che sicuramente è abbastanza serio e importante, perché consentire ai nostri giovani e ai nostri ragazzi di visitare il sistema forestale è una cosa sicuramente utile, ma la Commissione ritiene che a questo non si debba provvedere con una norma in finanziaria, ma possa essere ottenuto attraverso un impegno dell'assessore ad operare attraverso le strutture dell'Assessorato di conseguenza. E quindi se questo avvenisse, se il relatore si dichiara soddisfatto, la richiesta è quella del ritiro dell'emendamento stesso. Per quanto riguarda l'emendamento numero 35, ci sarebbero tanti motivi per dire tutte le ragioni per cui la Commissione non ha accolto questo emendamento, però penso che leggendo l'emendamento si capisca che creare, nella nostra Sardegna, in un sistema di povertà abbastanza diffuso, una serie di graduatorie tra i nostri paesi, è cosa abbastanza complicata e non può essere fatta con uno strumento come la finanziaria in un articolo di questa natura. Per cui la Commissione non accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta sugli emendamenti numero 63, 111, 112, e 113 è contrario; conformemente al parere della Commissione. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 33, 34, 35 desidero dire, argomentando il parere, che sono emendamenti caratterizzati da una forte impronta orientata a valori di crescita civile, e che quindi lo spirito e le finalità e in qualche caso anche la concreta articolazione sono assolutamente condivisibili oltre che positivi. Per quanto riguarda il 33 il ragionamento che ha fatto il relatore credo che possa essere assunto qui, la finalità è assolutamente eccellente, credo che possiamo, da una parte dimensionare l'intervento per problemi di ordine finanziario a mezzo miliardo, eventualmente integrabili nel corso dell'esercizio qualora ci siano programmi che portino, diciamo in un momento più avanzato dell'esercizio finanziario, che portino ad una valutazione di questo genere. Effettivamente la collocazione sarebbe più opportuna; a noi sembra nel capitolo 11005/01, naturalmente con il meccanismo della riserva nello stanziamento, in modo che sia chiara la finalità e non possano essere utilizzati per altri scopi. Per quanto riguarda il 34, insomma la collaborazione tra scuole e amministrazioni pubbliche è un obiettivo di straordinario interesse. Quando andiamo in paesi come quelli della Scandinavia o dell'America, o dell'Inghilterra, facevo in Commissione questo ragionamento, quando vediamo questi fenomeni siamo noi a dire: ecco così andrebbero fatte le cose, così le scuole dovrebbero

BIGGIO (A.N.). Lì si paga.

VOCE. Anche a Cuba.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non c'entra niente né Cuba né il problema del pagamento. Io sto dicendo che quando ci si trova di fronte a fenomeni, collega Biggio, avanzati del vivere civile ci si toglie il cappello, poi si ragiona sulle modalità. Noi riteniamo, detto questo, che questi obiettivi possano essere raggiunti con uno strumento amministrativo, cioè con una direttiva dell'Assessorato; su ciò abbiamo ragionato, l'Assessore dell'ambiente e io e credo che possiamo andare in questa direzione, sia per quanto riguarda il primo che per quanto riguarda il secondo comma. Ove poi emergesse che qualche punto in particolare, in relazione al secondo comma richiedesse una disposizione legislativa, possiamo vedere di studiarla per il collegato. L'emendamento numero 35 richiede, debbo dire dopo averci pensato, averne parlato con i colleghi della Giunta, richiede una riflessione, per quanto ci riguarda più approfondita. E' una normativa complessa, sicuramente può da una parte aiutare il processo di costituzione del parco e dare anche un chiaro indirizzo di come la Giunta e il Consiglio vogliono trattare questa materia, però potrebbe anche da una parte creare problemi di rapporto con la legislazione esistente e dall'altra innescare anche qualche rischio di conflitto. In ogni caso noi riteniamo che richieda una maturazione più complessiva e quindi su questo non possiamo dare un parere positivo in questa fase.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Credo che i tre emendamenti che vedono come primo firmatario l'onorevole Diana meritino qualche discussione. Io mi dichiaro completamente favorevole all'emendamento numero 35, perché se non adottiamo un provvedimento di questo genere il parco diventa soltanto una serie di penalizzazioni; se non diamo dei vantaggi e corrispettivi stiamo affossando qualunque idea di parco.

Io credo che il problema, quindi, sia essenziale. Tra l'altro mi sembra correttamente impostato. Al limite si possono stabilire delle percentuali sui finanziamenti complessivi su cui esercitare la priorità, però, comunque dei finanziamenti che possano essere utilizzati prioritariamente nelle aree di parco, di riserva, credo che siano essenziali se non vogliamo affossare tutta questa questione dei parchi e trasformarla in una serie di penalizzazioni che molto spesso ricadono anche in aree già penalizzate. Per cui, effettivamente, io invito il Consiglio a una riflessione; se la riflessione viene colta probabilmente con qualche modifica credo che l'emendamento vada bene.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 34, credo che il primo comma sia accoglibile, credo invece che il secondo comma non possa essere accolto per un semplice motivo, che i mezzi in dotazione all'Azienda hanno un'assicurazione per responsabilità civile legata all'uso che se ne fa, cioè uso di servizio dell'Azienda foreste demaniali o del Corpo forestale. Siccome noi non abbiamo poteri per cambiare le clausole assicurative, cioè li assicuriamo normalmente come privati, l'uso di questi mezzi per altre finalità diventerebbe un uso abusivo e quindi fonte di responsabilità civile che cadrebbe direttamente sulla Regione. Per cui, se i proponenti non rinunciano al secondo comma, chiedo la votazione per commi separati dell'emendamento.

Quanto all'emendamento numero 33 credo che le osservazioni fatte dal relatore e dalla Giunta vadano accolte e in questo senso mi pronuncio anch'io a favore ove l'emendamento venisse modificato di conseguenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Solo due parole per dire che l'emendamento numero 63, che non avevo descritto, si riferisce alla soppressione del terzo comma dell'articolo 15. Questo comma prende dei soldi, tanto per dirla molto semplicemente, di cui noi conosciamo la provenienza e possiamo pesarli, e li sposta in una contabilità speciale che poi non potremo più controllare. Addirittura riaccendendo in un certo senso una delle leggi di rinascita, quella del 1974, che noi sappiamo dovrebbe invece essere aperta e chiusa in limiti precisi previsti per legge. Quindi, ancora una volta il problema delle gestioni fuori bilancio si ripresenta durante la discussione del bilancio e della finanziaria in quest'Aula. Lo sappiamo tutti che questo è un fenomeno patologico di per sé e diventa addirittura irrazionale nel momento in cui si ha la presunzione, come accade in quest'Aula, di voler fare un programma di bilancio, e cioè di voler conoscere esattamente i corsi dei soldi pubblici che quest'Aula gestisce.

La programmazione economica presuppone la conoscenza piena e totale di tutti i settori della finanza pubblica, e quindi le gestioni fuori bilancio sotto questo profilo violano dei principi fondamentali che sono stabiliti non solo per buonsenso, ma anche per legge, come caratteristiche essenziali, come DNA di ogni gestione di bilancio; il principio di universalità viene violato dall'esistenza delle gestioni fuori bilancio, le entrate e le uscite non sono tutte scritte in uno stesso bilancio, il principio di unità viene violato e di conseguenza viene violato anche il principio di pubblicità, di chiarezza, di trasparenza di queste gestioni.

Avevamo proposto questo emendamento proprio per ricordare al Consiglio, ma soprattutto alla Giunta, che non è corretto continuare ogni anno a proporre spostamenti di cifre che fanno parte del bilancio ordinario nelle gestioni fuori bilancio, sapendo anche, perché l'Assessore lo sa meglio di me, che esiste una legge nazionale, la legge numero 559 del 23.12.93 che prevede la soppressione, caro Assessore, di tutte le gestioni che sono sottratte ai vincoli della contabilità ordinaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Intervengo anch'io relativamente all'emendamento numero 63, soppressione del terzo comma dell'articolo 15 Non che la collega non abbia illustrato efficacemente l'emendamento, ma voglio aggiungere qualcosa. Io mi limito a leggere l'emendamento, cioè l'articolo 15 al comma 3 recita: "lo stanziamento di cui al comma 1 è trasferito alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, numero 268, per essere attribuito al titolo di spesa 11310/I del programma di intervento per gli anni 1988-89-90 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.

La legge 24 giugno 1974, numero 268, non riguarda fondi regionali.

Signor Presidente, voglio che mi ascolti. A mio avviso c'è la violazione di una legge, perciò la prego, signor Presidente. La legge 24 giugno 1974, numero 268, si riferisce a fondi statali non a fondi regionali; è una legge che riguarda il secondo piano di rinascita, tanto per essere precisi. A confortare questa mia tesi io la invito a leggere l'articolo 58 della legge 5 maggio 1983, numero 11, primo comma: "A decorrere dall'esercizio finanziario successivo all'entrata in vigore della presente legge le gestioni fuori bilancio sono soppresse. Con la legge finanziaria sono regolamentate le modalità per riportare le gestioni fuori bilancio esistenti nel sistema contabile ordinario". Aggiunge poi l'articolo 59, gestioni fuori bilancio previste da leggi statali. Sono fatte salve le gestioni fuori bilancio previste da leggi statali, i bilanci delle stesse devono comunque essere inseriti nel bilancio della Regione come allegati, neanche questo mi pare che si faccia. Noi abbiamo fondi al di fuori del bilancio per 5 o 600 miliardi ma, come diceva la collega Sanna, noi non sappiamo nulla perché una volta usciti dal bilancio, seguono un iter al di fuori del bilancio e il Consiglio non sa niente. Ora esiste una legge precisa che fa divieto non solo di istituire nuove gestioni fuori bilancio, ma di far rientrare quelle già esistenti. Allora io dico, cerchiamo di far sì che quelle attualmente fuori dal bilancio rientrino, è nostro dovere ed è la legge che lo stabilisce, ma almeno non creiamone delle nuove. Invece no, continuate, continuiamo, l'atteggiamento della maggioranza in questo caso io credo che sia veramente "sbagliare è umano, perseverare è diabolico".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente, allora, specificatamente, emendamento per emendamento: l'emendamento numero 111 soppressivo del primo comma dell'articolo 15 intende ridare alla legge numero 2 del 1994 la sua giusta finalità. Ripeto ancora una volta quale significato può avere inserire in una legge che non è neanche tanto vecchia, perché è una legge del 1994, quindi non si può dire che è una legge di vent'anni fa superata dai tempi, restituire a questa legge la sua finalità. Chiedo ancora una volta che logica vi è nello snaturare il provvedimento inserendo la possibilità di concedere contratti a termine a favore di laureati disoccupati, non vorrei avere la pretesa di essere necessariamente capito e che il mio punto di vista sia necessariamente condiviso. Però vi assicuro che, con tutta la buona volontà, non riesco a capire i motivi per i quali si procede a una modifica di questa legge. Un settantenne, prima ho fatto l'esempio di un cinquantenne, un settantenne disoccupato ma purché laureato può beneficiare di un contratto a termine in base alla modifica che viene apportata a questa legge numero 2 del 1994. Sarò ottuso io, sarà la maggioranza sorda, qualcuno dovrà stabilire, ma certamente questo non va. Per ciò che riguarda l'emendamento numero 113, Presidente, se fosse possibile un emendamento orale perché, ripeto, la nostra posizione non è quella di eliminare o di abolire l'intero stanziamento ma è quello di ricondurlo a una misura che si ritenga più equa e più appropriata, in relazione a quello che era lo stanziamento per il 1997. Cioè 5 miliardi e 450 milioni e quindi di consentire che questo tipo di attività a sostegno di una categoria che proprio perché appena laureata ha necessità di inserirsi nel mondo del lavoro, anche in quella specifica forma, è meritevole di essere tutelata e salvaguardata. Però non si può tutelare questa categoria se la modifica prevista dal primo comma va avanti, per cui se fosse possibile, come dicevo prima, leggere l'emendamento numero 113 nel senso che l'importo stabilito in 7 miliardi nel secondo comma, possa essere letto come 5 miliardi 450 milioni. Mantengo ovviamente l'emendamento numero 112 con il quale si inserisce il quarto comma perchè è funzionale a tutto il discorso che è stato fatto prima. Presidente Secci se si vuole estendere l'agevolazione e quindi la provvidenza a favore della categoria dei disoccupati, che senso ha non porre un limite, che senso ha, Presidente, mi rivolgo a lei, non apporre nessun limite alla possibilità che hanno i laureati disoccupati di poter beneficiare di questo tipo di provvidenze? I giovani laureati disoccupati ne saranno totalmente esclusi per una questione solamente numerica. E allora se la forma discriminante non deve essere rappresentata da una indicazione di tipo percentuale, come ho fatto io, che mi è sembrata al momento la più immediata e la più facilmente leggibile, io dico sia il Consiglio che trovi la forma per dare risposta all'istanza che vuole a tutti i costi modificare l'articolo di cui trattasi, con la previsione che la provvidenza possa essere estesa ai laureati disoccupati. Quanto alla soppressione del terzo comma, si sono già dilungati i colleghi Sanna e Casu, quindi risparmierò all'Aula il mio intervento. Per ciò che riguarda gli emendamenti numero 33, 34, 35 va detto che l'emendamento numero 34 a mio modo di vedere è sufficiente una direttiva amministrativa, francamente inserire in legge, quindi nella legge finanziaria, una norma con la quale si prevede che vi sia una forma di collaborazione tra gli uffici dell'Azienda foreste demaniali e del Corpo forestale mi sembra eccessivo perché questa è una attività puramente amministrativa che riguarda evidentemente una azienda regionale e un corpo che è finanziato solo ed esclusivamente con risorse regionali. Mi sembra del tutto evidente che una semplice direttiva dell'Assessore dell'ambiente sia pienamente adatta e sufficientemente adatta per soddisfare l'esigenza che all'occorrenza è stata indicata. Per ciò che riguarda invece l'emendamento numero 35, insomma vorrei capire, mi rivolgo all'assessore Scano, come è possibile che per un argomento quale è questo "parchi" quindi priorità di intervento nell'indicazione tra le altre cose nell'elencazione delle opere e delle misure, come è possibile che per questo ci sia la necessità di un approfondimento, e quindi verosimilmente della presentazione di un disegno di legge apposito, perché sia evidentemente approfondito nella Commissione di merito, però se si tratta del gassificatore, dove ci sono problemi, a mio modo di vedere modesto, posso essere completamente in errore, però vorrei che qualcuno me lo dimostrasse con le carte, con i documenti, con i progetti esecutivi e via dicendo, però per quello è sufficiente un articoletto di 5, 6, 7 righe, non ricordo quanto sia, per chiudere l'argomento e invece per il povero collega Diana, povero bonariamente e amichevolmente, con tutta la mia stima, povero in quanto a trattamento che gli viene riservato pur facendo parte della maggioranza. Capisco che a noi si possa dire che i progetti della maggioranza sono di un certo tipo, che i disegni della Giunta sono questi, non disegni di legge ma disegni della Giunta in termini di operatività, per cui ci si dice no, va bene, fa parte delle regole, ci si confronta democraticamente, i numeri parlano in un certo senso, democraticamente accettiamo la decisione. Però il collega Diana fa parte della maggioranza, maggioranza di serie B evidentemente, perché al collega Diana non si dice "caro collega Diana non possiamo trattarti alla stessa stregua della maggioranza", al collega Diana si dice "approfondiremo con un apposito disegno di legge". Prendiamo atto dei due pesi e delle due misure.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Presidente, intervengo brevemente perché vorrei sedare un pochettino le preoccupazioni che ha espresso e riconfermato l'onorevole Balletto nell'intervento di poco fa, e che hanno rappresentato, queste preoccupazioni, il substrato degli emendamenti 111 e 112.

Poi intervengo volentieri perché incrociare di tanto in tanto il fioretto con qualche collega contribuisce a tenermi sveglio a quest'ora della giornata. Non capisco la ragione di questi emendamenti, perché se in italiano le parole hanno un senso preciso, la legge a cui il comma primo si riferisce parla di neolaureati inoccupati; cioè, se bene interpreto, di neolaureati che non hanno ancora trovato occupazione. Se ci aggiungiamo il termine e "disoccupati" quell'aggiunta si riferisce sempre a neolaureati, perché non la posso che leggere in questo modo. Quindi la preoccupazione che ci sia una massa di laureati disoccupati, che certamente esiste, che vanno a gravare su queste provvidenze non sussiste. Ecco perché alla luce di questo, chiaramente e razionalmente, mentre certamente purtroppo succede che il neolaureato non trovi occupazione, è molto più raro che un neolaureato abbia trovato occupazione e che nello stesso breve periodo diventi un disoccupato. Ecco perché sotto questo profilo quegli emendamenti potrebbero essere, invito amichevole, ritirati, perché questa preoccupazione mi pare che non sussista. Chiudo, approfittando dell'occasione, per esprimere anch'io rapidamente una valutazione per quanto riguarda l'emendamento numero 34. Perché mi trovo d'accordo con l'onorevole Balletto per quanto riguarda l'insufficienza di un provvedimento di ordine amministrativo per assolvere a questo scopo che trovo più che giustificato; però vorrei che o in legge, se rimane in legge, o con una direttiva, se diventa una direttiva, non si dimenticasse la giusta osservazione dell'onorevole Bonesu perché l'impiego dei mezzi dell'azienda forestale senza copertura assicurativa, soprattutto per portare poi non un singolo privato ma scolaresche, studenti e ricercatori, costituisce una responsabilità che è bene che affrontiamo preventivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Obino. Ne ha facoltà.

OBINO (Progr. Fed.).Signor Presidente, sugli emendamenti numero 33, 34 e 35. Innanzitutto per ringraziare i colleghi che sono intervenuti in quest'Aula per sostenere la validità degli argomenti che sono stati proposti all'attenzione. Mi auguro anche che i colleghi stiano attenti al dibattito che si svolge nella Commissione di merito quando affronta gli stessi problemi, affinché pochi consiglieri non rimangano a difendere queste questioni da soli, ma che vengano assunte da tutti queste posizioni. Mi pare che il dibattito di stasera comunque abbia fatto fare un passo in avanti. Chi conosce le vicende della quinta Commissione sa di che cosa parlo. Inoltre per dire che ai problemi posti da questi emendamenti non si sfugge. Noi in questi mesi, in questi anni, in questo decennio, dalla legge numero 31 in poi, abbiamo visto e sentito le posizioni politiche che su questo tema vengono espresse dai partiti, dalle associazioni, da coloro che si occupano di economia; però, a distanza di quasi 10 anni siamo ancora all'anno 0. È solo di qualche giorno fa l'atto di firma del parco del Gennargentu e la questione dell'Asinara. E' attuale il dibattito, ed è attualissimo e non compiuto il confronto con le popolazioni locali, con i sindaci, con i rappresentanti delle comunità. Io ho vissuto anche come sindaco la vicenda parco, perché il mio comune era inserito nell'area del parco del Limbara, ed ho notato l'insufficienza della proposta che veniva dalla Regione. Si diceva e si dice, si enuncia e si enfatizza da più parti, si scrive anche nelle dichiarazioni programmatiche delle Giunte regionali che l'ambiente è risorsa, è risorsa culturale, economica, che dobbiamo valorizzare. Però, quali politiche abbiamo posto in essere per valorizzare questa risorsa? Che cosa abbiamo proposto a quegli amministratori che debbono convincere i loro cittadini che ci saranno dei vantaggi, che le loro attività economiche avranno un impulso in avanti, che non saranno limitate, ma diciamo supportate dalla Regione, dagli enti pubblici nelle loro politiche di sviluppo. Siamo ancora alla fase delle enunciazioni; in tempi molto brevi dobbiamo superare questo deficit di proposta.

Io in Commissione ho anche vissuto, per esempio sulla legge sull'agriturismo, il collega Ferrari ricorderà perché ne era il relatore, ed anche gli altri colleghi, che era stata proposta per le attività di agriturismo una riserva per le aree parco, intendendo dare una risposta in qualche modo in una insufficienza di proposta generale a quelle aree, a quelle comunità per credere in un'iniziativa. E' stata stralciata questa proposta dicendo che si sarebbe fatto riferimento alle leggi istitutive dei singoli parchi. Io ho assunto, e credo che così sarà, però io credo che se vogliamo riprendere il problema che qua è stato posto anche dello sviluppo delle aree marginali, di quelle aree di montagna che hanno come unica risorsa la risorsa ambientale e la loro cultura, io credo che noi a breve, a brevissimo, dovremo sviluppare una proposta che sia credibile, che sia spendibile. Io assumo favorevolmente quello che l'Assessore della programmazione ha detto, però la questione è in capo alla Giunta; non possiamo arrivare alla prossima legge finanziaria a discutere con un emendamento di due consiglieri che probabilmente hanno anche pochi strumenti a disposizione e che si rendono conto che l'emendamento, così come proposto, interviene in leggi di settore che non è probabilmente una cosa equilibrata(?), ma pongono un problema; ed io credo che la Giunta anche stasera, prima di chiudere questo argomento, debba assumere un impegno più consistente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). Presidente, intervengo nuovamente perché vorrei fugare l'idea che io possa essere una parte della maggioranza di serie B. Io ritengo di essere in serie A, comunque se mai è il Consiglio regionale, è questo Consiglio regionale, le forze politiche che siedono dentro questo Consiglio regionale, la Giunta regionale, la maggioranza che la sostiene che rischiano di andare in serie B perché non colgono l'importanza di un atto di coraggio che sancisca una volontà, finora espressa solo a parole, che sancisca la volontà di andare in una direzione decisamente e concretamente, che è quella di favorire lo sviluppo sostenibile, che è quella di favorire le attività produttive all'interno del parco e delle aree protette. Questo Consiglio regionale, queste forze politiche, questa Giunta, questa maggioranza andranno in serie b) perché

PIRAS (Popolari). Volete chiudere con i parchi.

LIORI (A.N.). Non potete disporre del territorio altrui senza interessare le popolazioni locali.

DIANA (Progr. Fed.) Prenderò atto, come ho sempre fatto d'altra parte, come è giusto che si faccia, di quella che sarà la volontà del Consiglio regionale. Non continuerò ad insistere però io ritengo che sia opportuno porre un punto di riferimento rispetto a queste vicende. Non si può continuare ad illudere le persone, a far credere che in questo settore ci si possa costruire, ci si possa credere, si possano inventare nuove attività, nuovi lavori, che si possano convertire attività che oggi si svolgono se poi non gli si danno le gambe per camminare a queste idee, se poi non gli si danno gli strumenti perché possano dispiegarsi sul territorio e tra la gente sarda. Allora io credo, e quando ho detto che questo Consiglio rischia di andare in serie b) non volevo essere offensivo nei confortanti di nessuno, me ne guardo bene, voglio solo richiamare l'attenzione dei colleghi in maniera decisa su un problema che, secondo me, è più che maturo per essere affrontato, e non possiamo ulteriormente rinviarlo. E allora, davanti a un muro di argomentazioni, di idee che si debba ancora approfondire, che si debba ancora argomentare che si debba fare chissà che cosa, non c'è nulla da inventare, colleghi. Non c'è nulla da inventare: è tutto già inventato

(Interruzione del consigliere Piras)

E' già stato tutto inventato e ritengo che sia il momento di fare delle scelte. E allora, per quanto mi riguarda, io misurerò sul piano personale i comportamenti del Consiglio e dei colleghi, non perché è un problema che riguarda il povero Diana, ma perché è un problema che molti che stanno qui dentro hanno assunto come uno dei problemi prioritari. E allora io lo assumo e lo difendo, altri lo assumano e dicono che se ne deve parla poi. Sulla questione degli altri emendamenti, sono emendamenti a costo zero essenzialmente, perché si dice che, e credo che sia, collega Bonesu, che sia un problema risolvibilissimo quello di offrire una copertura assicurativa a chi viaggia sui mezzi; basta chiederla a chi viaggia. Si dica alle scuole, fatevi l'assicurazione per coprirvi dai rischi. Si inventino formule ;ce ne sono. A parte che io ritengo che già ci sia la possibilità di ritenere coperti chi viaggia sui mezzi, ma ritengo che l'attività degli uffici forestali vada sempre più orientata verso un rapporto più aperto con i cittadini, che sia un rapporto costruttivo, che sia anche educativo, che sia di supporto a una crescita dei cittadini, e soprattutto delle giovani generazioni. Per cui io ritengo che sia un problema superabilissimo, e so per certo che oggi c'è una forte richiesta da parte delle scuole, degli studenti, perché ciò avvenga. E spesso sono proprio le fasce più deboli, quei giovani, quei ragazzi che non hanno la possibilità di pagare il pullman per fare una gita di un giorno in una foresta che si trovano esclusi. Mentre noi abbiamo dei mezzi che possono tranquillamente essere utilizzati, del personale che può essere, senza essere distolto dai suoi compiti, utilizzato in queste mansioni, con un costo che sostanzialmente è zero. Per quanto riguarda l'emendamento numero 33 io accetto tutte le proposte di modifica che sono state fatte, accetto che si dimezzi l'importo che è stato previsto nell'emendamento e accetto che si faccia riferimento al capitolo della pubblica istruzione 11005/01, se ho capito bene, e che si faccia questa precisazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, brevemente per chi vuole ascoltare solo su questo aspetto dei parchi, per osservare che non si può mettere il carro davanti ai buoi. E lo dico serenamente, caro collega Diana, perché non si può finanziare in anteprima ciò che il buonsenso dovrebbe modificare. Quel buonsenso che ancora non fa parte di chi ha a cuore la realizzazione dei parchi, perché la realizzazione dei parchi deve, lo ripeto qui per l'ennesima volta, passare per una necessaria, inderogabile modifica della legge nazionale, in modo tale che vincoli e esclusioni odiose della nostra potestà primaria di essere padroni a casa nostra e legiferare, e gestire in sintonia con le nostre tradizioni non impediscano l'iter stesso dei parchi, nel pratico non creino la conflittualità. Allora chi ha a cuore questo problema, chiunque, o si attiva presso i propri referenti in campo nazionale, posto che hanno anche il Ministro dell'ambiente, e riconoscano alla nostra Regione, tra le altre specialità che abbiamo inutilmente celebrato pochi giorni fa e continueremo a celebrare, la potestà di legiferare senza lacci o laccioli, in modo totalmente autonomo, della nostra terra e quindi eventualmente dei nostri parchi. Qui c'è solo un problema caro Gavino, caro onorevole Diana, quando ha espresso queste parole "non si può continuare a illudere le persone" è sacrosanto, è vero, non si può continuare a illudere le persone, prenderle in giro e dirle che continueranno ad essere padrone a casa loro quando saranno padrone solo poche persone e per lo più estranee alla nostra sardità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, in premessa vorrei pregarla veramente, se qualcuno ha intenzione ancora di deambulare così, per giocare, nell'Aula di far intervenire i Questori. Qui si sta lavorando e occorre che ciascuno si renda conto della situazione e dia il suo contributo anche col comportamento conseguente.

Detto questo in riferimento agli emendamenti numero 34, 35 e 33 sento l'esigenza di intervenire, di partecipare dando il mio contributo al problema che ne è derivato perché colpito dall'intervento appassionato, certamente, ma forse troppo appassionato, peraltro io sono convinto che sia molto sincero, del collega Diana. Ma insieme a questa sincerità ho avvertito anche da parte sua un'interpretazione dell'atteggiamento della Giunta a mio avviso non corretta. E devo dire che la Giunta ha colto l'esigenza di dare un segnale a questi tre emendamenti, sia pure modificando qualcosa del 33, mentre in primo atteggiamento nel dibattito in Commissione, non la Giunta, ma la Commissione si era espressa per il momento e per la fase attuale non disponibile al passaggio di nessuno dei tre emendamenti. Ora il punto è: si vuole per forza e si deve pretendere che ogni volta che si presenta un emendamento sia in maggioranza, e che ogni emendamento, ogni cosa richiesta debba essere recepita, o si vogliono porre i problemi, quando non è possibile risolverli immediatamente, all'attenzione e si medita su come risolverli meglio? Perché, vede collega Diana, il problema che lei ha posto è enorme ed è di grande interesse. Lei ha molte ragioni. Allora a questo punto, proprio per il grande interesse che ha questo problema, per le molte ragioni che ha posto il problema non può essere liquidato con tre emendamenti. Non deve essere liquidato con tre emendamenti; il problema va studiato, va approfondito e vanno fatti provvedimenti di legge precisi, ma non si può provvedere con una legge per portare quattro scuole, dieci scuole o cento scuole, con i mezzi delle guardie forestali, in giro per i parchi. Non c'è bisogno di una legge, è una strada pericolosa quella della legge per queste cose; basta un decreto assessoriale quando si trova un accordo. Va legiferato in altri sensi, va legiferato veramente con serietà, approfondendo gli argomenti, e questa è la proposta che io faccio alla Giunta, che si impegni per una legge particolare quando, finito il tormentone dei parchi, si potrà finalmente pensare a come meglio utilizzarli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Io credo che l'onorevole Diana non intenda portare questi emendamenti come spartiacque tra i favorevoli e coloro che possono essere contro i parchi. Sarebbe un grossissimo errore.

Ha chiesto sensibilità, questa sensibilità purtroppo, per interruzioni non molto civili, si rischiava di perdere in quest'Aula, ma io spero che l'onorevole Diana sappia tenere i nervi saldi.

Io dico che investire nel mondo rurale, con saggezza, sia quello che questo Consiglio può riuscire a pensare, senza terrorismo né da una parte, ovvero per quelli che possono vedere il futuro della Sardegna con l'ambiente come risorsa strategica, né tanto meno dall'altra che ritengono che la Sardegna possa andare avanti senza norme particolari. Io sono del parere che non sia questa l'occasione, né questo il momento, per affrontare il tema così complesso di un modo culturale, di una qualità di vita che noi riteniamo in prospettiva quella più valida per il popolo sardo. Io sono per il parco intelligente, non sono per il parco che nega la possibilità di poter praticare ciò che storicamente i sardi hanno praticato nella propria Regione. Il parco intelligente significa adeguare le proprie risorse, e la prima delle risorse è quella umana, a un adattamento con la natura in cui questa risorsa si trova intelligente. Oggi rischiamo di perdere non un'occasione, ma la possibilità di un confronto civile e di prospettiva.

Concludo dicendo che il tema relativo ai parchi non può essere assolutamente licenziato, in quest'occasione, minimamente attraverso un voto che nulla ha a che vedere con la prospettiva che noi intendiamo dare alla Sardegna relativa ai parchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Si sa qual è la posizione di Forza Italia in relazione al problema dei parchi. Abbiamo sempre detto che non siamo pregiudizialmente contrari, siamo però contrari decisamente, e abbiamo detto no in tutte le sedi e con tutta la nostra forza, al modo in cui si sta procedendo all'istituzione dei parchi in Sardegna: un esproprio del nostro territorio da parte di boiardi di Stato, cosa inaccettabile, intollerabile, cosa che noi abbiamo censurato.

Noi, e ho preso anche ben nota delle critiche in questo senso, che mi pare qualche giorno fa sulla stampa l'assessore Onida sul modello parco calato dall'alto ha rivolto pubblicamente. Noi riteniamo che lo sviluppo e l'organizzazione del territorio debbano partire dal nostro interno, dalle comunità locali. Però debbo dire anche una cosa, con tutta franchezza: il collega Diana ha posto un problema e lo ha posto da consigliere della maggioranza alla Giunta regionale che egli sostiene, e ha posto un problema sul presupposto che ci fosse almeno un'intesa comune, omogenea, una linea guida in materia di politiche ambientali. Bene, quello che è successo questa sera in aula ci fa capire o ci dà sicuramente la prova certa che anche in materia di politica ambientale questa Giunta e questa maggioranza va improvvisando non avendo chiari gli obiettivi. Ed ecco perché oggi si assiste a questo spettacolo a dir poco indecoroso per una maggioranza che già ha difficoltà dal punto di vista dei numeri e che qualitativamente non sa esprimere una posizione chiara in materia di tutela dell'ambiente.

Il problema che ha posto il collega Diana è un problema serio, che va rispettato. Io non ne condivido per molti versi l'impostazione, ma sicuramente avrebbe dovuto trovare, quanto meno dai banchi della maggioranza, una maggiore sensibilità. E' chiaro che noi voteremo contro questi emendamenti ritenendo che il problema vada inserito in un quadro molto più generale, molto più compiuto di quanto lo siano interventi così occasionali e frammentari.

Su questo l'invito alla Giunta a fare chiarezza e a evitare che un territorio, zone interne come quelle dalle quali provengo, e mi riferisco evidentemente anche ai comuni interessati dal parco del Gennargentu, non vengano lasciati così all'improvvisazione delle leggi di Stato, ma su questa materia assuma la Giunta regionale in primo luogo una iniziativa forte, una iniziativa atta proprio a dare anche risposte a quelle comunità che questo tipo di parco non lo vogliono, piaccia o non piaccia a qualche Assessore, a qualche forza politica, è con le popolazioni interessate che bisogna fare i conti. Far finta che il problema non esiste, significa acuire i conflitti sociali, significa creare ancor più disagio e disgregazione, e mi pare che se la chiarezza della maggioranza e della Giunta sia quella a cui abbiamo assistito poco fa mentre il collega Diana illustrava i suoi emendamenti mi pare che ancora il cammino da fare sia ancora tutto in salita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Stiamo parlando di una materia indubbiamente complessa che suscita diverse sensibilità, come peraltro si vede sia da parte dell'opposizione, diverse sensibilità all'interno sia dell'opposizione sia della maggioranza, per cui non mi sembra che questa sia materia sulla politica ambientale possa essere attribuita a qualcuno in particolare, è una sensibilità che ognuno di noi ha, c'è chi ce l'ha di più e chi ce l'ha di meno, chi la vede rispetto a una prospettiva di carattere generale, rispetto all'utilizzo del territorio, rispetto alla fruibilità di un bene così prezioso come quello che abbiamo nella nostra terra. I presentatori dell'emendamento numero 35, in particolare e Obino, pongono un problema serio, reale, rispetto a quello che deve essere un parco rispetto alle risorse che un parco può dare e rispetto agli strumenti che si possono attivare rispetto alla fruibilità e al miglioramento delle condizioni socio-economiche delle zone in cui i parchi sono inseriti. Una cosa però mi sembra opportuno sottolineare, forse è un emendamento che avrà bisogno di un maggior approfondimento sia rispetto agli effetti che tale emendamento ha, parlo del 35 rispetto alle leggi di settore, sia rispetto alle stesse possibilità che le leggi di settore possano essere utilizzate attraverso questo emendamento, perché in effetti nella seconda riga del primo comma, l'emendamento pone un accento, un obiettivo nel senso che non dice di ridare la possibilità ai comuni, alle province, di poter utilizzare le leggi di settore per attivare le cose che poi vengono dette attraverso le lettere a, b, c, d, sino alla lettera g. Ma attribuisce proprio un elemento di priorità nella concessione di contributi. Io non sono in grado attualmente di poter dire che questa cosa concretamente potrebbe avvenire; perché? Perché bisognerebbe vedere esattamente come sono congegnate le leggi di settore e per vedere se l'emendamento stesso poi si può esplicitare in maniera concreta e in maniera fattiva. Per cui cosa dico? Dico che l'emendamento nello spirito va bene, però ritengo che sia comunque un aspetto che vada approfondito e ritengo che la Giunta, rispetto all'obiettivo che l'emendamento si pone, deve in tempi brevissimi, anche perché questo penso che sia una materia, un campo che possa sviluppare lavoro e occupazione oltre che valorizzazione dell'ambiente sia una di quelle materie che deve essere inserita nel piano straordinario del lavoro, rispetto al documento che dovrà essere presentato in Consiglio perché riteniamo che questa materia, questo settore possa essere veramente un settore che possa dare sviluppo e anche occupazione. Per cui debba essere presa con questo spirito dalla Giunta, però io chiederei ai presentatori se la Giunta recepisce questo spirito, di ritirare l'emendamento numero 35, proprio per trovare elementi più consoni e per adeguare tutta la normativa in modo che l'emendamento stesso possa sprigionare tutto il valore che sprigiona attraverso l'intenzione dei presentatori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Senza polemiche ma, onorevole Pittalis, proprio non capisco a che cosa lei si riferisca quando dice "spettacolo indecoroso", non lo capisco. La passione su cose alte non è un peccato, bisogna esserne capaci, secondo me, e poi tutto si può dire, tutto lei può dire oggi fuorché che non abbia di fronte una maggioranza. A me sembra che abbiamo fatto una discussione utile, che può anche consentire di spostare in avanti la sensibilità complessiva dell'Assemblea su un tema di questo genere. Io voglio dire che la Giunta ha tenuto in questa discussione su questo tema e terrà la linea equilibrata che ha preannunciato. Invitiamo la maggioranza a muoversi su questa linea di equilibrio, di riflessione, di serietà. Senza nessun mutamento di rotta, senza sbandamenti dei quali peraltro non esistono i presupposti né le condizioni, né i rischi, per una discussione che, ripeto, ha avuto anche toni accesi, animati da passione che io non solo non considero un difetto, ma quando si sviluppa su argomenti di questa intensità e di questa forza, considero e la Giunta considera un elemento di ricchezza e di dialettica positiva. Allora per quanto riguarda l'emendamento numero 33, abbiamo detto indicando una linea, quella di uno stanziamento che non può essere quello indicato ma può essere di 500 milioni con quella collocazione, integrabile qualora nell'esercizio durante l'anno le richieste e la serietà dei programmi ci portino in questa direzione. Faremo una riflessione più avanti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 34 la proposta è positiva, la ratio è accoglibile, è accolta, condivisibile e condivisa. La Giunta emanerà una direttiva, qualora ci rendiamo conto per il secondo comma che non sia sufficiente una direttiva, il convincimento che noi abbiamo è che è sufficiente ma qualora venisse una riflessione di questo genere, non abbiamo nessuna difficoltà a studiare una norma per il collegato. Per quanto riguarda l'emendamento numero 35, si tratta, io ribadisco l'opinione che ho già espresso di una normativa complessa e la discussione che abbiamo avuto molto seria lo testimonia, è un argomento anche da trattare con molta ponderazione, io dico, gran parte dei colleghi hanno visto questo emendamento stamattina, io lo visto ieri o l'altro ieri, ma diciamo, c'è un problema di maturazione complessiva della Giunta e dell'Assemblea. Io la vedo un po' come ha detto il collega Obino, ha detto molto bene, è stato posto un problema alla Giunta e al Consiglio, la Giunta se ne faccia carico e noi siamo pronti sapendo quale è la responsabilità che noi abbiamo a farcene carico. I parchi vanno fatti, questo è il grande problema che abbiamo, vanno fatti secondo gli indirizzi che nella legislazione sono stati fissati, vanno fatti subito, siamo in ritardo e poi, voglio dire, concludendo, ma questa è proprio una battuta, a proposito delle partite che il campionato non è ancora finito e che io sono convinto che sia la Giunta sia la maggioranza che il Consiglio possono concluderlo in serie A.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). A conclusione del dibattito che ritengo sia impegnativo per tutti i colleghi che hanno partecipato alla discussione, io accolgo con favore l'idea, l'impostazione che si possa di queste cose discutere in tempi rapidi per poter restare tutti in serie A, quindi non intendo fare barricate su questi punti perché ritengo che ci saranno ulteriori occasioni per tutti noi per dimostrare come la nostra discussione sia capace di produrre effetti. Una sola cosa, se durante le prossime leggi questo problema non è risolto, non è un ultimatum, ma è chiaro che avremo motivo, se questo argomento non sarà affrontato in tempi rapidi, avremo motivo di pensare che la discussione odierna sia stata inutile. Io credo che così non sarà, per cui siccome ho fiducia che questo non avvenga gli emendamenti numero 34 e 35, aderendo alle indicazioni della Giunta, vengono ritirati.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 33 l'onorevole Diana, nel corso dell'intervento precedente, aveva accettato le proposte della Giunta di una riduzione a 500 milioni, iscrizione al capitolo 11005/01, come riserva di stanziamento finalizzato. Quindi con questa specificazione passiamo alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 33.

PRESIDENTE. Procediamo in quest'ordine. Prima va votato l'emendamento soppressivo numero 63.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 63.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 63.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 23

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 111. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, per domandare la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 113.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 113 con l'avvertenza che è il comma terzo e il comma secondo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuti 1

Maggioranza 22

Favorevoli 3

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI -DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 15.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 15

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 43

Votanti 42

Astenuti 1

Maggioranza 22

Favorevoli 40

Contrari 2

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

. PITTALIS (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale, per appello nominale, delle presenze in aula.

SECCI (Popolari), relatore. Ci sono 65 persone in aula.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per chiarezza mia e vostra, se mi indica il punto del Regolamento a cui si riferisce, facciamo prima a trovarlo ed evitiamo anche malintesi ed equivoci tra di noi. Perché, siccome siamo in sede di votazione, la verifica è implicita tra i votanti, si vede chi c'è e chi non c'è, la verifica del numero legale è implicita quando si vota, sia a scrutinio palese, sia a scrutinio segreto, sia col sistema elettronico che per appello nominale. In pratica le presenze di votanti non solo appaiono nel tabellone elettronico che voi potete seguire, ma poi vengono fornite, sono certificate e sono disponibili. Quindi quando siamo in sede di votazione è evidente che la presenza e il numero legale è automaticamente certificato. Quindi non c'è un'esigenza di certificazione; c'è implicito nel discorso che stiamo portando avanti da oggi un problema che nell'aula ci sono più colleghi che sono presenti e che non votano. Questo è un problema che stamattina ha creato qualche difficoltà; ci riserveremo di vederlo meglio in sede o di revisione del Regolamento o comunque con l'interpretazione che come Presidente darò anche alla luce dell'andamento dei lavori sia di questa sessione, sia della prassi parlamentare. Però il numero legale è certificato. Quindi io vorrei, per questo che chiedo all'onorevole Pittalis o all'onorevole Balletto di spiegarmi qual è il problema che stanno ponendo.

BALLETTO (F.I.). Il problema è esattamente inverso a quello che ha posto lei, e cioè c'è già un precedente, perché qualche tempo fa proprio su istanza del collega onorevole Scano si verificò se c'erano più votanti rispetto ai soggetti presenti in aula. Come dire che c'è la possibilità che persone assenti, cioè non fisicamente presenti figurino che abbiano votato con la scheda bianca. Quindi il problema è esattamente l'inverso; c'è stato un precedente in questi termini, proprio sollevato qualche tempo fa dal collega Scano. Quindi siccome alcuni di noi hanno contato dai banchi della maggioranza 43 persone, non c'erano...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Mi pare che il problema è stato risolto stamattina con l'interpretazione che ha dato il Presidente di turno dell'Assemblea quando ha certificato che la votazione col sistema elettronico significava la richiesta per certificare la presenza della maggioranza in aula. Ed è stato risolto, e tutti abbiamo accettato quell'interpretazione. Per cui il voto che c'è stato cinque minuti fa noi lo prendiamo come il voto per certificare la presenza in aula della maggioranza, non possiamo, credo che il Regolamento non consenta di fare due, tre, quattro votazioni di seguito per vedere se c'è la maggioranza in aula. La Presidenza ha già certificato che la maggioranza c'è, poi se ci sono altre cose sotto io non lo so, ma credo che la Presidenza debba prendere assolutamente atto che almeno quella votazione ha certificato che la maggioranza in aula c'è stata.

PRESIDENTE. Credo che l'intervento dell'onorevole Marteddu si rifaceva all'interpretazione che il collega Milia presiedendo la seduta ne ha dato; io mi attengo a quell'interpretazione. Ho capito meglio il problema che ponevano i colleghi Pittalis e Balletto; c'era da parte loro, per dirla tutta, il sospetto che ci fossero persone assenti che votavano, cioè colleghi che avevano il tesserino di altri che votavano. Se si è verificata una cosa di questo genere sarebbe grave. Io prego, ho pregato e pregherò gli uffici di vigilare in questo senso e di vedere anche... chiedo però se ci fosse una segnalazione precisa si può, da questo punto di vista, fare, ma siccome l'accusa è grave, in assenza di un'indicazione precisa mi sembrerebbe davvero... allora io prego gli uffici di verificare la presenza...

Procediamo però alle votazioni tenendo presente questa preoccupazione che è stata posta e pregando tutti al massimo rigore. Se i colleghi hanno posto il problema, hanno avuto qualche preoccupazione in tal senso, e io credo che i Segretari e gli uffici possono fugare qualunque preoccupazione...

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, va bene essere all'opposizione, però sentirsi accusati di falso non va bene, signor Presidente, non mi va proprio bene. Qui si sta dicendo che qualcuno vota con due cartellini di persone che non ci sono. E questo che cosa significa, scusate? Non sarà la mia una terminologia o un frasario da avvocato, però mi sembra molto pratico. Io non voglio sentir dire: voi maggioranza non c'eravate perché vi abbiamo contato e i vostri numeri erano di più. Può darsi che la minoranza o l'opposizione abbia votato per noi; non vi può venire in mente questo? Scusate. Comunque vi prego di non rifare queste accuse aspecifiche e generiche, dite secondo voi chi ha due cartelline di persone che non ci sono.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, questo ruolo lasciatelo fare a me. Non credo che l'argomento possa. E' stato posto un problema, chiunque, maggioranza e opposizione ha facoltà di porre questo problema, io me ne faccio carico chiedendo ai Segretari e agli Uffici di aiutarmi in questa vigilanza e, al di là della vigilanza dei Segretari e degli uffici, confidando nel massimo rigore che in quest'Aula è sempre stato dimostrato, non c'è mai stato un caso di questo genere, quindi questo problema, la vigilanza da parte nostra è assicurata, credo che prima della vigilanza da parte nostra c'è la coscienza e la correttezza di tutti i colleghi a cui do atto. Però il problema è stato forse avvertito, viene assunto da questa Presidenza. Io vorrei chiudere questo problema con le precisazioni che l'onorevole Pittalis vorrà fare e l'onorevole Bonesu vorrà fare, però poi chiudiamo questo problema.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Ritengo che sui risultati delle votazioni non ci debbano essere ombre, per cui io chiedo al Presidente di leggere l'elenco dei votanti. Quindi il controllo, a quel punto, lo possono fare tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io voglio assicurare le collega Petrini, me ne guarderei bene, non ho assolutamente neanche sospettato, anche perché sono un garantista, le assicuro, non mi permetterei, ma sul piano prima dell'etica che dei rapporti politici, di accusare chicchessia e men che meno i colleghi ai quali riconosco massima correttezza.

Io ho posto, però, un problema in tutta serenità e in tutta tranquillità. Noi abbiamo un compito, lei me lo ha ricordato, che è di controllo. Abbiamo verificato sulla base di un calcolo, che può darsi sia anche errato, e si è posto un problema alla Presidenza del Consiglio in maniera del tutto serena, e cioè di una verifica dei nomi di coloro che hanno partecipato alla votazione. Mi pare che in questi termini la vicenda vada riportata e le assicuro, prima di accusare qualche collega di falso cercherei di vedere in casa, cercherei di fare prima esame di coscienza e autocritica. Quindi assicuro la collega Petrini che non è nel mio stile, e non è passata neanche l'ombra né per lei né per il collega Vassallo che ha idee politiche diametralmente opposte alle mie.

PRESIDENTE. Viene fatta una richiesta formale per fugare ogni dubbio, viene chiesto di dare lettura dei nomi dei colleghi che hanno partecipato alla votazione. Prego il Segretario di dare lettura di questo elenco.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Dobbiamo votare l'emendamento numero 33, sul quale è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto dall'onorevole Boero a nome del Gruppo di A.N.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 33.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 30

Contrari 30

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI -LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Gli emendamenti numero 34 e 35 sono stati ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 112. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Se mi consente, Presidente, di segnalare un errore materiale su un articolo già approvato, l'articolo 14. Nel primo comma dove richiama l'accordo di programma alla data del 13 febbraio '97 c'è un errore materiale in quanto l'accordo di programma porta la data dell'8 agosto 95, poi c'è stato un atto aggiuntivo alla data del 13 febbraio 97, poi c'è stata un'integrazione in data 10 dicembre 97, quindi a parer mio la data dovrebbe essere 10 dicembre 1997, tenendo conto che quell'integrazione è stata già alla registrazione della Corte dei Conti e quindi può essere operante.

PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Giacomo Sanna per questa precisazione, in sede di coordinamento correttamente la data può essere rettificata. Si dia lettura dell'articolo 16.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Poiché la Conferenza dei Capigruppo è deputata a stabilire la programmazione dei lavori e non mi risulta che la Conferenza abbia indicato con riferimento alla data di oggi né l'ora d'inizio, né l'ora del termine dei lavori, avrei gradito, come rappresentante della minoranza, essere informato preventivamente degli accordi che la maggioranza unilateralmente avrebbe preso per i lavori di oggi, perché proprio lei a un collega che ne faceva richiesta ha comunicato che i lavori sarebbero stati interrotti alle ore 22 e 30. Poiché sono le 22 e 33 gradirei essere informato in anticipo delle decisioni che la maggioranza, ripeto, unilateralmente ha preso, comunque senza consultare la minoranza.

PRESIDENTE. Non c'è nessuna decisione della maggioranza. Però il problema della programmazione dei lavori che l'onorevole Masala ha posto ha un fondamento. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 35, viene ripresa alle ore 22 e 57.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta con l'esame dell'articolo 16.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori, il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, io mi permetto di parlarle nella mia veste di questore, di questore anziano ahimè soltanto anagraficamente. Io mi sono riletto l'articolo 9 del nostro Regolamento, dove ci sono le attribuzioni dei questori, leggo: "Il collegio dei questori...", primo comma, io leggo "attribuzioni", se intende parlare di queste cose, si rivolga ad un collega non qua presente, ma del quale lei probabilmente ha capito il nome.

Dicevo, leggevo le attribuzioni ai questori, primo comma "Il collegio dei questori cura il buon andamento dell'amministrazione del Consiglio". Secondo comma: "I questori, secondo le direttive del Presidente, emanate in base agli indirizzi dell'Ufficio di Presidenza, di cui al successivo articolo 11, provvedono alla gestione dei fondi a disposizione del Consiglio" ma questo non ha rilevanza in questa sede "sovrintendono alla polizia interna e al cerimoniale, predispongono il progetto di bilancio eccetera eccetera". Io mi voglio soffermare però, non voglio fare ostruzionismo, potrei leggere tutte le attribuzioni dei questori, mi riferisco soltanto al primo comma: "cura il buon andamento dell'amministrazione del Consiglio", e il secondo comma, dove in buona sostanza si dice che i questori sono preposti oltre che alla polizia al buon andamento dell'Aula. Questa improvvisata, secondo la quale i lavori devono andare ad oltranza è una cosa che spiazza il collegio dei questori e soprattutto spiazza il questore anziano, che avendo la responsabilità di essere e questore e soprattutto anziano, si trova in questo momento aggredito dai 42 più 23, dai 77 consiglieri presenti o meglio soltanto da quelli dell'opposizione perché quelli della maggioranza evidentemente hanno scorte alimentari nascoste all'interno dei loro uffici, per cui non hanno necessità di essere rifocillati. In buona sostanza, io mi ero permesso di chiedere ai Presidenti quale fosse, e questo l'ho fatto alle ore 18 e 30, quale fosse l'andamento del Consiglio, perché era assolutamente necessario e io credo legittimo, che i consiglieri, se si doveva andare ad oltranza, avessero la possibilità seppur per breve tempo di rifocillarsi. Questo non è stato consentito perché ad assicurazione dei Presidenti, la seduta si sarebbe dovuta interrompere intorno alle ore 22 e 30 o 23, così mi era stato detto. Mi era stato detto, vede Presidente Palomba, si procederà ad oltranza. Allora siccome io sono sempre scettico sulle parole che non riesco a comprendere bene, mi sono permesso di chiedere l'interpretazione autentica della parola "oltranza". Oltranza mi è stato detto che poteva essere l'1, le 2, le 3 oppure le 22 e 30 , le 23 e come quando si fissano le cause, chi fa l'avvocato lo sa, nell'atto di citazione viene indicato il giorno dell'udienza e poi l'ora, l'ora sapete qual è? Ore 9 e seguenti. Ore 9 e seguenti vuol dire 9, 9 e 30, 10, 10 e 30, 11, e quante altre ore dopo. Questo concetto di oltranza è lo stesso concetto che mi ha espresso la Presidenza. Allora io chiedo umilmente scusa ai colleghi perché il questore anziano e il collegio dei questori non è stato in grado di ottemperare alle loro legittime richieste alimentari, vi chiedo scusa ancora, però devo censurare, me lo consenta Presidente, un atteggiamento che io non posso condividere non per il mio ruolo di consigliere di Alleanza Nazionale ma per il mio ruolo di questore. Dopo quattro anni di onorata carriera è la prima volta che mi fate fare una figuraccia davanti ai colleghi, e questo mi dispiace tanto.

PRESIDENTE. Sul piano del Regolamento...Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). L'avevo chiesto, Presidente, addirittura prima dell'onorevole Usai, ma da un po' di tempo il P.D.S. guarda molto a destra.

PRESIDENTE. La battuta è simpatica, ma io come Presidente non raccolgo.

BONESU (P.S.d'Az.). In Conferenza dei Capigruppo ho chiesto una interruzione per motivi di esigenze personali, e credo di un po' di tutti i consiglieri. Mi è stata respinta, quindi la ripropongo in Aula e chiedo l'interruzione di mezz'ora dei lavori.

PRESIDENTE. Prima devo rispondere sul piano del Regolamento al collega Usai. Relativamente alle attribuzioni dei questori che giustamente ha elencato, però l'articolo 22 e l'articolo 23 indicano anche quali sono i compiti e le prerogative della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, tra queste attribuzioni c'è la programmazione dei lavori, non sto a leggere, sia sul piano della programmazione trimestrale dei lavori del Consiglio, sia sul piano della programmazione a più breve scadenza. Io sto eseguendo e presiedendo in base a un'indicazione che è venuta poc'anzi dalla Conferenza dei Capigruppo. Quindi non posso essere né accusato di sopraffazione né di alcunché.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo nella mia doppia veste, mi permetterete, di consigliere e di medico, allora proprio per tutelare il buon andamento dei lavori, mi permetto di ricordare all'Assemblea che il computer del quale ci ha dotato la natura, per un buon funzionamento, come deve essere in qualunque momento della giornata, considerata anche l'alta funzione che ognuno di noi ricopre, dovrebbe funzionare sempre al meglio, ma per poter ottemperare...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Liori. Prego.

LIORI (A.N.). Volevo sottolineare che perché il nostro computer, cioè il nostro cervellino funzioni non dico al meglio ma almeno in maniera sufficiente ha bisogno di essere oliato, soprattutto ha bisogno del carburante naturale che si chiama glucosio, perché tutto quello che noi assimiliamo viene trasformato in glucosio e fornito al cervello perché funzioni. Volevo ricordare anche che ci sono consiglieri che dalle otto del mattino lavorano quasi ininterrottamente all'interno dell'aula, qualcuno anche in età avanzata rispetto a me che sono un quarantenne, e in ogni caso vi sono anche consiglieri che non versano in buone condizioni di salute. Qualcuno è diabetico, qualcuno ha già preso la pastiglia e qualcuno ha già fatto la sua dose di insulina, e si rischia gravemente di andare in crisi ipoglicemica se non avremo quello che la natura ci chiede di avere, cioè la nostra ricarica di energia. Quindi credo che bene abbia fatto il consigliere Usai, nella sua veste di questore, di richiamare quello che è il suo dovere per tutelare il buon andamento dei lavori. Siccome come diceva Totò "a prescindere non si può fare". Io non voglio rivelare segreti di ufficio, ma io credo che sia giusto che anche nella mia qualità di medico oltre che di consigliere io richiami la necessità che il Consiglio ha per il suo buon andamento di garantire le riserve energetiche dei consiglieri tutti, di maggioranza e di opposizione.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Tunis devo mettere in discussione e in votazione la proposta dell'onorevole Bonesu che è preliminare. L'onorevole Bonesu chiede che si sospendano i lavori per trenta minuti, io mi rimetto ovviamente a quello che l'aula deciderà in merito. Hanno domandato di parlare su questo l'onorevole Bertolotti, poi l'onorevole Marteddu e l'onorevole Casu. No, sto sbagliando io. In questo caso è previsto un intervento a favore e uno contro.

TUNIS Marco (F.I.). Io devo parlare sull'ordine dei lavori che è preliminare.

PRESIDENTE. No, è preliminare questa decisione. E' preliminare votare su questa proposta di sospensione di mezz'ora. Io ho deciso che è preliminare discutere la proposta dell'onorevole Bonesu di sospensione di mezz'ora o meno. E do la parola a un intervento favorevole alla proposta e a un intervento contrario alla proposta. Lei vuole intervenire a favore della proposta?

TUNIS MARCO (F.I.). Lei, Presidente, sta violando un accordo sindacale tra la Presidenza e i dipendenti del Consiglio regionale. Voi non tenete conto che oltre i consiglieri regionali vi sono degli impiegati che assolvono al loro compito più che dignitosamente, e non potete bloccarli facendogli violare un accordo che gli impedisce di andare oltre un certo numero di ore. Mentre un consigliere regionale è anche adeguatamente retribuito per resistere a tutte le difficoltà, i dipendenti hanno un accordo, e chiedo al funzionario che li rappresenta se è vero che c'è un limite massimo di resistenza per cui è impedito anche di proseguire nei lavori. La prego signor Segretario generale di informare il Presidente se esiste questa norma.

PRESIDENTE. Mi informerà successivamente. Prima di tutto mettiamo in discussione la proposta dell'onorevole Bonesu. Un intervento a favore della proposta e uno contrario. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. A favore o contro?

FLORIS (F.I.). Signor Presidente chiedo di intervenire sull'articolo 91.

PRESIDENTE. Ma è della proposta Bonesu che dobbiamo parlare.

BOERO (A.N.). Lei sta facendo un golpe. Sta togliendo la parola.

PRESIDENTE. Guardi onorevole Boero che non è con le urla che si dimostra di avere ragione. La prepotenza è di chi urla e non rispetta le regole che ha questo Consiglio. Mi astengo dal risponderle per le rime, ma il posto che occupo me lo impedisce. Prego onorevole Floris.

FLORIS (F.I.). Sull'articolo 91, tipi di votazione, Presidente. Le votazioni nella Assemblea hanno luogo per alzata di mano, per appello nominale o a scrutinio segreto. In tutti i tipi di votazione i voti possono essere espressi mediante procedimento elettronico con preavviso di almeno venti minuti da parte del Presidente. Il preavviso non è ripetuto quando nel corso della stessa seduta si effettuino altre votazioni mediante procedimento elettronico. All'articolo 92 c'è la votazione per alzata di mano. Il voto per alzata di mano è soggetto nell'assemblea a controprova se ne viene fatta richiesta prima della proclamazione. Il presidente e i segretari verificano i risultati della prova e della controprova che se necessario possono ripetersi. Il secondo comma specifica la controprova. La controprova può essere effettuata mediante procedimento elettronico senza registrazioni di nomi se ne viene fatta richiesta prima della proclamazione. Ed è proprio questo che volevo dire presidente, che noi ci appelliamo al secondo comma dell'articolo 92 laddove vorremmo che la controprova possa essere effettuata mediante procedimento elettronico sulla votazione che andremo a fare a breve.

PRESIDENTE. Se non ho capito male la proposta è che sulla proposta dell'onorevole Bonesu...

FLORIS (F.I.). Articolo 92, secondo comma.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Floris, ma ce ne sono anche altri di articoli che vengono prima se lei mi permette. Esattamente l'articolo 81 recita "i richiami riguardanti l'ordine del giorno, il regolamento e le priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi dopo la proposta possono parlare solo un oratore a favore e un oratore contro motivando il proprio punto di vista e per non più di dieci minuti. L'assemblea decide per alzata di mano". Questo dice l'articolo 81, e la fattispecie che ci troviamo dinanzi è esattamente quella contemplata nell'articolo 81.

FLORIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Io non ho chiesto di parlare né a favore né contro. Le ho chiesto solamente di effettuare la votazione per alzata di mano in base all'articolo 92, che al secondo comma recita che la controprova può essere effettuata mediante procedimento elettronico. Allora io le chiedo di fare la votazione per alzata di mano e poi di verificare con il procedimento elettronico la controprova del voto stesso.

PRESIDENTE. Io posso anche accogliere questa proposta, però l'articolo 81, che contempla specificamente la fattispecie che ci troviamo dinanzi, dice espressamente che in casi pregiudiziali come questo l'assemblea decide per alzata di mano. Questo dice l'articolo 81. E' inutile contestarlo. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Io esprimo parere favorevole alla proposta dell'onorevole Bonesu che specifico meglio. Interruzione di mezz'ora per consentire le operazioni mancate di cui si lamentava il questore, onorevole Usai, e riprendere fra mezz'ora con tempi certi della ripresa dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Mi dichiaro favorevole a non fare nessuna sospensione.

PRESIDENTE. In tal caso procediamo alla votazione.

PITTALIS (F.I.). No, Presidente.

PRESIDENTE. Ma come no, hanno parlato uno a favore e uno contro, vi ho letto l'articolo 81, ve l'ho letto integralmente

(Interruzioni)

Guardi che nell'articolo 81 non si parla né di maggioranza né di minoranza; si parla di un intervento a favore o di un intervento contro. In italiano vuol dire questo e basta; abbiate pazienza, qui si parla, l'ho letto espressamente e chiaramente; qui non si parla né di maggioranza né di minoranza, né di opposizione, si parla di un intervento a favore e di un intervento contro. C'è stato un intervento a favore e un intervento contro; più chiaro di così. Se uno non vuole capire non capisca, però più chiaro di così si muore.

Metto in votazione la proposta di sospensione. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

(La seduta, sospesa alle ore 23 e 15, viene ripresa alle ore 23 e 58.)

Presidenza del Presidente Selis

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 16.

PIRAS, Segretario:

Art. 16

Piano informatico telematico

1. Una quota non inferiore a lire 15.000.000.000 dello stanziamento dell'anno 1998 e a lire 10.000.000.000 dello stanziamento di ciascuno degli anni 1999 e 2000 recati dal capitolo 03056 del bilancio regionale per gli stessi anni, è destinata al miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi pubblici, attraverso interventi nel campo informatico e telematico; alla predisposizione del piano ed alla sua attuazione provvede l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentato cinque emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:







PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 114 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, lo spirito bonario e sereno devo dire al Segretario, onorevole Piras, che ha avuto facile sorte nella lettura sia dell'articolo e degli emendamenti, perché mancava il collega Casu. Che non si permetta di farlo quando c'è lui. Per ciò che riguarda l'emendamento numero 114, oltre che l'emendamento numero 114 sarebbe anche opportuno parlare un pochino dell'articolo. Con quest'articolo si prevede lo stanziamento di una somma non inferiore a 15 miliardi. E quindi, anche sotto quest'aspetto non è corretta la indeterminazione, perché non inferiore a 15 miliardi significa una lira, un milione, 100 milioni, 2 miliardi, 3 miliardi e via dicendo. Sarebbe opportuno capire, dal momento che si vuole intervenire in un determinato settore, quali sono le risorse che devono essere fissate. Sembra difficile che si individui un tetto massimo però non si sappia, nel momento in cui si stabilisce, quale invece sia l'effettivo bisogno, perché se questo fosse un modo corretto di procedere probabilmente avremmo anche dovuto dire che, per esempio, per il famoso gassificatore si stanzia una cifra non inferiore a 114 miliardi, il che vuol dire molto, vuol dire poco o può voler dire nulla.

Comunque, "...non inferiore a 15 miliardi per il 1998 e a 10 miliardi per ciascuno degli anni successivi, a valere sulle disponibilità esistenti nel capitolo 03056 del bilancio regionale, fondo programmi integrati d'area regionale 14/96". Dalla lettura dell'articolo non si riesce a ben comprendere che cosa si intenda fare con queste riserve di stanziamento; sarebbe infatti opportuno sapere qual è la connessione esistente tra il fondo per il finanziamento dei programmi d'area e il piano informatico e telematico nei confronti del quale, per la sua realizzazione, sono stati previsti gli utilizzi di cui all'articolo 16 citato. Il piano telematico regionale è un progetto ben più vasto e organico e in questa sua dimensione è utile e non più procrastinabile perché, purtroppo, del piano telematico regionale si parla da diverso tempo però non si sa esattamente in che cosa consiste, qual è la sua dimensione, in che cosa evidentemente agisce o interagisce. Da tempo, infatti, di questo piano telematico si invoca l'impostazione in maniera tale che poi possa essere discusso, dibattuto, condiviso ed approvato.

Così come è formulato l'articolo e le finalità che si propone non può essere accolto, poiché trattasi di un frammento non organico all'insieme del piano telematico generale. Ecco perché, e qui sono spiegati i motivi dell'emendamento numero 114.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 6 e numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 6 è un potenziamento di 5 miliardi del fondo di investimenti delle province per viabilità e per le scuole. Mi sembra una finalità estremamente importante.

L'emendamento numero 7 riguarda una vicenda nota del Consiglio, quella di Baddesalighes (?); stiamo trovando una soluzione rispettando un impegno che non era stato mantenuto.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 152 all'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.

BONESU (P.S.d'Az.). Sì, signor Presidente, illustro con piacere l'argomento perché dà l'occasione di affrontare certi problemi. Tutti i testi di geografia della Sardegna dicono che in Sardegna c'è un'unica catena montuosa degna di questo nome, ed è la catena del Marghine. Proprio al centro del Marghine, salendo da Bolotana per una famigerata strada che poi porta alla Carlo Felice, vi è tutta una situazione di boschi che fanno la gioia di chi ci va la domenica e fanno anche la gioia di qualche latitante che ci custodisce i sequestrati.

E' una situazione chiaramente che dal punto di vista botanico ha notevole pregio, perché in questi boschi troviamo la tipica flora della Sardegna, dal quercus ilex detto ilixi o elike, secondo i dialetti sardi, non conosco il sassarese se no lo fornirei anche all'onorevole Frau, al quercus pubescens detto anche roverella, al taxus baccata che è un albero di difficile riproduzione, ma che comunque in quei monti vive benissimo, all'agrifoglio, di cui l'onorevole Zucca suggerisce il nome, ben conosciuto considerato che ha una caratteristica molto utile ai politici, che cioè la parte che può essere aggredita dagli animali si difende con delle foglie spinose a differenza della parte superiore che non dovendo subire gli assalti ha delle foglie inermi, quindi è un albero che si adatta benissimo a quelle che dovrebbero essere le abitudini della classe politica.

Chiaramente tutto questo presenta anche un sottobosco interessantissimo, che fa per i micologi e i micofagi un terreno di esplorazione, di interesse sicuramente grande, perché a parte le numerosissime micene (?) ricordiamo che questo bosco è regno dei boleti di tutte le varietà:, dal boletus edulis (?) a purtroppo il boletus satanas e chi non lo conosce corre dei rischi. Effettivamente è un bosco che presenta caratteristiche micologiche assolutamente eccezionali. Per esempio è notevole la presenza del tricoloma nudum (?), che non è un oggetto osceno nonostante il nome, ma è un fungo di colore violaceo, leggermente tossico crudo, ma ottimo se mangiato cotto.

Chiaramente in tutto questo quadro l'ingegnere Beniamino Pessì (?), nel secolo scorso impiantò un suo bosco semiartificiale perché inserendolo in questo contesto botanico inserì numerose varietà di piante di derivazione esotica. Ricordiamo che l'ingegner Pessì prima di occuparsi del purtroppo malfamate ferrovie sarde si occupò di ferrovie in India e quindi riuscì a portare dall'India, ma anche da altri luoghi dove operavano suoi colleghi ingegneri ferroviari, una varietà di piante che allieta questo bosco di Bad'e S'alighes sicuramente fornendo una varietà di piante che credo non abbia uguale né in Sardegna né in Italia, né in Europa. Proprio fra la flora tipica sarda vi sono numerosi esemplari degli alberi più sconosciuti anche a botanici esperti, per cui credo che il Consiglio mi esima dal citarli, noterò che vi è qualche caso di aerocaria (?), qualche caso di cupressus arizonica e così via. Ma chiaramente è un tessuto botanico che abbiamo tutto l'interesse a conservare perché essendo piante rare, di cui è difficile conoscere le necessità, hanno bisogno anche di una manutenzione attenta. Manutenzione che sicuramente era curata molto bene dall'ingegner Persì e dagli eredi diretti. Vi è discussione, non sono riuscito a rilevare dai documenti se l'ingegner Persì ottenne questa tenuta di Bad'e S'alighes facente parte dei famosi 200 mila ettari di terreni ...(?) che il Governo si era impegnato a dare alla Compagnia delle ferrovie sottraendoli ai comuni sardi, ma altre fonti dicono invece che le acquistò per regolare atto d'acquisto e quindi che non erano affatto usurpati.

Bene, signor Presidente, la proposta della Giunta propone di dare questo paradiso che ha necessità di cure alla Comunità montana del Marghine e Planargia, la quale è passata alla storia come comunità montana per aver fatto un corso per istruttori per la pesca del corallo. Mi sembra che con questo precedente l'esperienza per poter gestire un bosco del genere non vi sia. D'altra parte il Consiglio anche l'anno scorso, quando stanziò dei fondi per l'acquisizione di beni di particolare interesse naturalistico, decise che quei beni andavano ai comuni, e io ritengo che sia il comune di Bolotana, al cui centro del territorio sta questa tenuta di Bad'e S'alighes a dover ricevere il contributo regionale e ad acquisire questa tenuta, credo che gli interessi del Comune, ente forte, ente legato alla popolazione, ente legato agli interessi locali debbano avere la precedenza di una costruzione artificiosa come una comunità montana e d'altra parte non mi risulta che nessuna comunità montana in Sardegna possieda boschi, i boschi sono del comune o della Regione, non esistono boschi delle comunità montane e non vorrei che si creasse un precedente sennò diventa come l'azienda speciale di Buddusò che ci ritorna ogni anno in legge finanziaria con una richiesta del contributo. Quindi andiamo sul conosciuto andiamo su una via che abbiamo già seguito e assegniamo il contributo regionale al comune di Bolotana.

PRESIDENTE. Grazie. Per illustrare l'emendamento numero 115 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento non ha niente da illustrare più di quanto non si comprenda dal tenore letterale dello stesso emendamento e cioè si propone nell'articolo 16 dopo le parole "nel campo informatico e telematico" si aggiungano le parole "previo parere della Commissione consiliare competente", questo perché noi riteniamo che le Commissioni di merito debbano svolgere un ruolo fondamentale nelle valutazioni dei principali atti e interventi dell'Esecutivo. Se le Commissioni non hanno o vengono private anche di questa capacità, di questa facoltà evidentemente forse sarebbe meglio sopprimerle del tutto, posto che ormai tutta l'attività di istruzione e tutta l'attività legislativa sembra che sia appannaggio della legge finanziaria. Riteniamo che forse qualche cosa debba essere riservata ancora alle Commissioni non inteso come parere di veto, ci mancherebbe altro, perché questo non è consentito in una democrazia ma solo ed esclusivamente perché se esistono forse un ruolo è stato loro assegnato in altri tempi e quindi si dovrebbe ritenere che questo ruolo ancora debbano svolgere, a meno che l'Aula è sovrana e non si ritenga che invece le Commissioni siano un puro fatto ornamentale e che rappresentino un fatto puramente secondario e marginale, noi crediamo fermamente che così non sia, che le Commissioni abbiano la loro funzione che non è rappresentata solamente ed evidentemente dai pareri ma anche quello di preparare il lavoro per l'Aula istruendo anche i provvedimenti normativi che vengono loro sottoposti sia dalla Giunta attraverso i disegni di legge sia dai consiglieri su loro iniziativa quando propongano dei progetti di legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI, relatore di maggioranza. Sull'emendamento soppressivo totale numero 114 è di non accoglierlo, sull'emendamento numero 6 della Giunta regionale il parere del relatore è di accoglierlo, sull'emendamento numero 7 il parere della Commissione è per accoglierlo, l'emendamento numero 152 è stato presentato qualche attimo fa quindi la Commissione non ha potuto vederlo e in ogni caso siccome la Commissione ha discusso a fondo sull'emendamento numero 7 sia sulla destinazione finanziaria sia sull'ente a cui demandare questo compito mi sembra che per estensione si possa dire che il "152", la Commissione non lo accoglie. L'emendamento numero 115 la Commissione non lo accoglie sulla base dei presupposti che per quanto riguarda i PIA l'integrazione che è stata fatta con un emendamento alla finanziaria del 1997 prevede già per i PIA il parere della Commissione di competenza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 114 non si accoglie, il 115 non si accoglie, il 6 e il 7 sono della Giunta, il 152 non si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, per questioni procedurali, mi pareva che stessimo inaugurando o meglio che stessimo seguendo un criterio in merito alla discussione degli articoli e degli emendamenti che prevedeva che si illustrassero e si discutessero e votassero i singoli emendamenti e non tutti insieme. Se ciò era giustificato qualche ora fa, a maggior ragione, viste le facce non molto riposate e attente dei colleghi e in particolare dei colleghi presenti sui banchi della Giunta che vedo più o meno poco svegli, comodamente distesi, probabilmente è il caso di seguire questa logica non fosse altro per evitare che quest'Assemblea prenda delle decisioni che non siano ponderate nel modo giusto per la serietà che necessita quest'Isola e i problemi di quest'Isola, vorremmo evitare di dover fare delle votazioni che fossero poco ponderate e poco pensate, quindi inviterei a continuare su quel criterio e a dover valutare, discutere e votare ogni singolo emendamento anziché ricambiare metodo e vorrei che quanto meno i Presidenti che si alternano a turno nella direzione di questo dibattito seguissero uno stesso filo logico e non che ci sia una sorta di stile personale nel voler condurre i lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Presidente solo per dire che l'articolo 16 non mi convince, mi pare indeterminato questo articolo, può darsi che io non sia più in grado di connettere bene, ma l'articolo non mi pare un capolavoro di precisione. Signor Presidente, vede, io sono qui dalle 8 e 30, sono venuto alle 8 e 30, alle 9 meno un quarto, va, io pensavo che approvare, discutere la finanziaria fosse una cosa estremamente seria e estremamente impegnativa, però ad un certo punto mi chiedo, me l'ha ordinato il medico, io non mangio molto, però due volte al giorno mangio, me l'ha detto il medico che due volte al giorno almeno devo mangiare, be' questa sera ad un certo punto cominciano i lavori alle 15 e 30, in verità abbiamo incominciato un po' dopo perché non c'era il numero legale, e dalle 15 e 30 siamo qui; ad un certo punto in virtù di un intervento e della proposta dell'onorevole Bonesu si interrompono i lavori per mezz'ora dopo un dibattito piuttosto vivace e andiamo in cerca di qualcosa da mangiare, in una mezz'ora, arriviamo al bar ed era pieno, la maggioranza aveva già occupato tutti i posti, anche lì, e allora siamo dovuti andare in giro a trovare qualcosa, abbiamo girato, però trovare qualcosa da preparare in mezz'ora, non è che a Cagliari non ci sia roba da mangiare alle 11 di sera, per carità, a Cagliari c'è da mangiare anche dopo, però avevamo solo mezz'ora di tempo, in questa mezz'ora non abbiamo fatto in tempo a trovare nulla di buono, quindi ad un certo punto dico, devo continuare a lavorare senza mangiare? Dico, ma la maggioranza ci vuole prendere per fame a noi, poi entrando in Aula ho detto, ma noi li prendiamo per sonno, loro ci vogliono rendere per fame ma noi li prendiamo per sonno perché si addormentano prima di noi. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, io credo che se il popolo sardo potesse assistere a questa scena non rimarrebbe positivamente impressionato. Io sono convinto di no. Voi avete ragione che volete approvare rapidamente la finanziaria, non posso darvi torto, ma ho ragione anch'io quando dico che la finanziaria voglio che venga varata, ma voglio che venga varata dopo che noi abbiamo esaminato i singoli articoli, tutti gli emendamenti, in modo decente.

Non possiamo andare al voto dopo aver letto due righe. Io credo che questo noi non lo possiamo fare; allora, per fare una cosa seria, una cosa decente, perché noi qui lavoriamo non per conto nostro, ma lavoriamo per conto di coloro che ci hanno eletto, e dobbiamo anche rendere conto del nostro operato. Cosa direbbero domani abbiamo approvato questo articolo ed io ero mezzo addormentato quando abbiamo votato quindi non mi sono reso perfettamente conto di quello che io ho inteso fare. Allora mi pare cosa ragionevole, e detto da me, signor Presidente del Consiglio, l'onorevole Montis non c'è, quindi posso dire che sono il più vecchio, allora da una persona anziana, da una persona con un po' di capelli bianchi, ce ne sono ancora anche se non sono molti, con un pizzico di saggezza io credo di poter suggerire: ma facciamo le persone consapevoli del lavoro che debbono svolgere, chiudiamo e ci rivediamo domani mattina alle 8 e 30, alle 9, alle 9 e mezzo. Io credo che non abbia molta importanza e con questa mia richiesta io penso di fare un grande piacere non solo all'onorevole Luca Deiana, ma anche a tanti altri che sono nei banchi dei consiglieri; qualcuno dai banchi della Giunta ha preferito andar via perché riteneva di non farcela più. E mi pare che anche l'onorevole Luca Deiana voglia fare lo stesso. Ma io ritengo che ci siano anche molti consiglieri che vorrebbero andar via. Quindi signor Presidente del Consiglio, io faccio questa proposta: chiudiamo la seduta e riprendiamola non domani mattina ma questa mattina ad un orario più decente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 16 non mi appare esaustivo. Io qualche mese fa ho presentato una proposta di legge in materia di informatica e di telematica e l'ottica che mi aveva mosso era completamente diversa; perché in effetti l'articolo 16 presuppone investimenti in materia di informatica e di telematica, ma che comunque permangono dentro l'amministrazione pubblica. Se invece noi vogliamo creare un valore aggiunto, se vogliamo fare dell'informatica e della telematica il volano di uno sviluppo economico, non possiamo continuare a spendere per l'amministrazione pubblica, perché l'amministrazione pubblica è vero che avvalendosi dell'informatica e della telematica può assicurare migliori servizi ai cittadini, però l'amministrazione pubblica consuma informatica e telematica arricchendo chi sull'informatica e la telematica ha le attività imprenditoriali. Io credo che l'amministrazione pubblica italiana, che tra l'altro non ha standard comuni in materia di informatica, per cui ogni amministrazione procede con propri sistemi, sia come hardware che come software abbia creato la ricchezza della IBM che vende in Italia quasi quanto vende in America e che abbia dato vita anche alla Olivetti che, pur non avendo grande professionalità in materia informatica, andava ad assemblare pezzi costruiti a Taiwan, in America, in Giappone, in Corea e li vendeva come italiani alla pubblica amministrazione italiana che li comprava a scatola chiusa.

Effettivamente se noi andiamo sull'indirizzo di cui all'articolo 16 continuiamo a restare consumatori di prodotti che fanno altri e che fanno fuori dalla Sardegna; perché la produzione informatica in Sardegna è decisamente bassa, salvo la Elia che costruisce dischi rigidi che vende fra l'altro sul marcato americano e giapponese, non vende neppure in Italia, non abbiamo nessun'altra industria, neppure componentistica. D'altra parte le stesse società di progettazione informatica sono allo stato embrionale; per cui effettivamente l'informatica e la telematica sono la frontiera anche della pubblica amministrazione, però devono essere viste in un contesto dell'economia globale. In quella proposta di legge affermavo che, mentre per la vendita di altre merci, noi scontiamo un problema di trasporti, perché occorre portare la merce fuori dalla Sardegna, portare le materie prime in Sardegna, dicevo che l'industria dell'informatica sia sulla parte fisica, che comunque necessita di quantitativi limitati di materia prima, ma soprattutto sulla parte che è ingegno umano, costruzione di sistemi, di programmi, centri di rete, noi non paghiamo nessun handicap per i trasporti, perché chiaramente i nostri prodotti informatici viaggiano sul filo e la Sardegna, su una rete globale che ormai sta avvolgendo l'intero globo, è soltanto un posto qualunque da cui possiamo comunicare come si può comunicare da Londra o dall'Australia. E' l'unica attività industriale che produce beni e servizi che possiamo vendere senza avere il nostro notorio handicap dei trasporti. Questo articolo 16 non recepisce minimamente questa impostazione, lo ritengo quindi assolutamente negativo e in contrasto con quello che deve essere l'indirizzo della Regione sarda. Si parla tanto del fatto che la Regione deve dare lavoro, con questa impostazione noi stiamo dando lavoro, ma stiamo dando lavoro in America, a Taiwan, in Corea, in Giappone, ovunque ma non in Sardegna. Occorre che prima che l'amministrazione pubblica in Sardegna arrivi ad un grado di informatizzazione che tra l'altro sia recepibile dall'attuale personale della pubblica amministrazione, perché si ha un bell'acquistare macchine e programmi se poi la gente non ha la preparazione, lo spirito per usarle, è assolutamente inutile. Quindi ritengo preliminare, visto che esistono disponibilità per investimenti in questo settore, che anche i programmi di informatizzazione dell'amministrazione pubblica devono andare di pari passo con gli incentivi all'industria dell'informatica e debbono essere strettamente legati. Per questo dichiaro di non condividere l'articolo 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.

SERRENTI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, intendo intervenire sull'emendamento numero 6, emendamento aggiuntivo all'articolo 16. Mi sia consentito fare alcune considerazioni, io sono d'accordo con l'Assessore sulla bontà delle intenzioni di dare 5 miliardi alle province per la viabilità provinciale e per l'edilizia scolastica. Però vorrei far presente all'Assessore della programmazione e anche all'Assessore della pubblica istruzione, se fosse in Aula, che forse

BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ci sono, l'Assessore è in aula.

SERRENTI (P.S.d'Az.). Dicevo che forse vale la pena di fare un ragionamento e vorrei ricordare, Presidente, che l'Assessorato della pubblica istruzione di recente ha fatto un'indagine sulle necessità finanziarie per realizzare opere di edilizia scolastica necessarie a soddisfare il fabbisogno dell'intera Regione e siamo arrivati alla sorprendente scoperta di avere bisogno di circa 800 miliardi per realizzare le opere necessarie. Di questi 800 abbiamo valutato che 500 miliardi fossero assolutamente urgentissimi. Bene, vorrei ricordare che buona parte delle opere che vengono realizzate per l'edilizia scolastica vengono realizzate attraverso trasferimenti statali, trasferimenti che si sono concretizzati nell'ultimo trasferimento appunto in circa 40 miliardi, quindi meno del 10 per cento delle necessità reali.

Voglio ricordare che tuttavia non è vietato alla Regione, con fondi propri, di intervenire. Tant'è che con la 402, l'ultimo piano di rinascita, noi abbiamo destinato, mi pare, se non ricordo male, proprio una quindicina di miliardi per far fronte alle esigenze del mancato impegno dello Stato in un settore nel quale ha un debito nei confronti della Sardegna. Adesso però è chiaro che si pone un problema: se abbiamo a disposizione un importo che è... Signor Presidente, io non riesco a parlare, chiedo scusa, se i colleghi non sono interessati... Io capisco, la scuola non è un argomento molto interessante per molti in quest'aula, ma possono discutere le loro cose fuori, se invece ritengono di prestare un po' di attenzione, forse non dirò cose importantissime, però, così come io ho ascoltato gli altri gradirei di essere ascoltato anch'io.

Dicevo, il problema che si pone, a questo punto, è come si devono distribuire importi come quelli che abbiamo citato, 40 miliardi contro 500 che sono necessari. E' chiaro che si tratta di assumere una grande responsabilità, e io credo, l'Assessore, l'amministrazione nel suo complesso non possa assumere. Tant'è che sono ormai diversi anni che una lista di priorità viene fatta attraverso un'indagine del Provveditorato agli studi che portano a loro, assieme, in collaborazione con i comuni, le necessità più urgenti. Voglio ricordare che gli ultimi miliardi sono stati spesi per lo più per la messa a norma degli istituti scolastici. Cioè non c'erano risorse necessarie né per costruirne di nuove né per aggiustare spesso strutture scolastiche che erano fatiscenti e che non potevano essere utilizzate. Abbiamo dovuto mettere a norma tutti quegli istituti che sono stati costruiti con fondi nazionali, perché rischiavamo, nonostante gli investimenti, di non poter utilizzare neanche quelle, perché le norme previste dalla legge non erano osservate. Intendo norme di sicurezza e quant'altro è appunto previsto. Bene, allora io mi chiedo, al di là delle buone intenzioni, Assessore, sulla base di quale criterio noi attribuiamo, bypassando un canale che è un canale ormai collaudato, che è quello di trasferire i fondi alla pubblica istruzione, che somma le risorse naturalmente alle altre, che è già disponibile, per cercare di non fare figli e figliastri e di fare un investimento per l'edilizia scolastica che sia corretto, cioè seguendo i criteri che abbiamo fin qua adottato: i provveditori con i comuni, cercando di stabilire una priorità. Perché se no il rischio che si corre è quello che qualcuno, attraverso espedienti, certamente non sto facendo nessuna accusa all'Assessore, probabilmente l'Assessore ha ricevuto delle richieste e non valutando appieno le cose ha ritenuto di doverle accogliere.

Presidenza del Vicepresidente Zucca

(Segue SERRENTI.) Anche perché, ripeto, sono d'accordo con lui, investire danari nel mondo della scuola oltre che nella viabilità è una cosa importante.

Allora io chiedo all'Assessore, davvero, se non voglia trasferire queste risorse ai capitoli della pubblica istruzione, perché vengano programmati assieme agli altri. Io non trovo molto corretto, peraltro di difficile spendibilità, le risorse attraverso la legge numero 25. La legge 25, lo voglio ricordare, è una legge indistinta, a disposizione degli enti locali, e noi non possiamo predestinare la spesa. Noi possiamo trasferire risorse nella 25 e poi i comuni, attraverso l'esercizio della loro autonomia, voglio ricordare anche le battaglie che si sono fatte per la legge numero 25, una legge che è stata salutata da tutte le amministrazioni degli enti locali come una legge di grande libertà, perché finalmente consentiva, attraverso un trasferimento di risorse generalizzate, poi sappiamo quali sono i capitoli che hanno confluito nella 25, di poter spendere i danari con la giusta autonomia.

Adesso come facciamo noi ad essere sicuri che una volta che abbiamo trasferito cinque miliardi per le scuole e per la viabilità i comuni davvero facciano queste spese e non le utilizzino invece per cose che sono estremamente necessarie, magari che so per l'elettricità, le fogne oppure interventi che hanno carattere d'urgenza e per i quali è necessario e devono attingere per forza alla 25. Quindi, Assessore, io le chiedo di trasferire queste somme, almeno per ciò che riguarda... intanto direi tutte, anche per le strade voglio dire, di trasferire per ciò che riguarda la pubblica istruzione, quindi, l'edilizia scolastica, i fondi ai capitoli previsti nella pubblica istruzione, e per ciò che riguarda la viabilità, credo ai lavori pubblici, perché anche queste spese vengano programmate e non si cerchi, attraverso espedienti che non le voglio attribuire, Assessore, di premiare invece questo o quell'altro istituto, questo o quell'altro presidente di provincia, e non mi pare una cosa corretta. Le voglio ricordare che gli enti locali in Sardegna sono molti, abbiamo circa 380 comuni che versano tutti in grande difficoltà finanziaria, e davvero non mi pare corretto scegliere queste strade per attribuire risorse che invece sfuggono alla programmazione di carattere generale. Tra l'altro voglio ricordare un precedente, proprio su un emendamento per l'edilizia cimiteriale proposto da Bonesu, dove la Giunta ha risposto proprio ritenendo che non si potesse seguire questa strada, chiedendo invece di fare un provvedimento a parte. Ecco allora Assessore, Presidente della Giunta, io le chiedo, anche per comportarci con grande trasparenza, di trasferire queste risorse ai capitoli dovuti e agli Assessori che hanno la competenza, perché meglio dell'Assessore della programmazione conoscono le esigenze e della viabilità e dell'edilizia scolastica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Vorrei sapere se si può intervenire separatamente prima sull'articolo e poi sugli emendamenti, perché per quanto siano collegati all'articolo mi pare che abbiano in sé dei contenuti veramente troppo aggiuntivi e troppo diversi rispetto all'articolo stesso.

PRESIDENTE. Il criterio che abbiamo seguito finora è stato quello di mettere in discussione sia l'articolo che gli emendamenti; non vedo quale ragione misteriosa ci sia per cambiare criterio rispetto a un criterio che si è seguito durante tutta la tornata. Io non credo che si debba cambiare criterio, anche se l'onorevole Bertolotti, fa cenni di diniego con la testa.

Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Mi pare che ci sia qualche incongruenza, anzi che ci sia stata, proprio sotto la sua Presidenza, un sistema del tutto diverso. In alcuni momenti, probabilmente di situazione forse calde o forse perché la maggioranza non aveva abbastanza dibattuto su come affrontare determinati argomenti, quindi la necessità di dover indicare con i pollici verso l'alto o verso il basso come confrontarsi nei confronti degli argomenti, in alcune situazioni, soprattutto di articoli con la presenza di numerosi emendamenti, si è andati avanti, glielo voglio ricordare, con la presentazione, il parere del relatore della Commissione, della Giunta e la successiva approvazione, emendamento per emendamento, e non con la discussione complessiva di tutti quanti gli emendamenti. Vorrei semplicemente far notare che se, torno a dirlo, visto che il Presidente che la precedeva... tra l'altro voi avete questa grande possibilità di potervi alternare sui banchi di quest'aula e quindi di poter risparmiare e centellinare le forze, al contrario di quanti peones qua dentro devono stare ancorati al loro posto fino in fondo, buon pro le faccia a chi ha queste possibilità, torno a dire che vista l'attenzione generale, che mi sembra del tutto abbastanza e limitata rispetto a quella che è la condizione normale,

(Interruzione dell'onorevole Marteddu)

Io mi sono caratterizzato, onorevole Marteddu, per non aver mai interrotto in quattro anni che sono qui dentro, mai nessuno. Spero che nessuno mi costringa a cambiare metodo perché non fa parte del mio stile e delle mie prerogative.

Dicevo, visto che mi pare che il livello di attenzione generale non è quello consono ad un'Aula che possa andare avanti con la dovuta serenità ed attenzione nell'affrontare i problemi della Sardegna, che sia ancora più opportuno continuare con quel metodo felice che era stato inaugurato, consentendo quindi di affrontare ogni singolo argomento con la dovuta attenzione e concentrazione. Siccome si tratta di argomenti che non hanno attinenza fra l'altro tra di loro, ma che trovano così a caso in un articolo il loro collegamento semplicemente per corresponsione, evidentemente, non so quali motivazioni abbiano portato a presentare questi emendamenti nell'ambito dell'articolo 16, credo che qua dobbiamo realmente porci nell'opportunità di fare le cose in maniera più seria e più confacente a un'Aula che voglia affrontare i temi e i dibattiti con la dovuta attenzione. Dopo di che, ovviamente, mi riservo di intervenire sui singoli argomenti.

PRESIDENTE. Per i prossimi articoli possiamo seguire anche questo criterio. Ora la discussione su quest'articolo 16 e sui correlativi emendamenti è cominciata in un certo modo e continua nel modo con il quale è iniziata, anche per rispetto verso coloro che sono già intervenuti su tutta la serie degli articoli. Le regole del gioco durante il gioco non si dovrebbero cambiare.

Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, nonostante l'ora tarda e il sonno incombente siamo chiamati a proseguire i lavori di questa manovra di bilancio e sembra che il clima e lo spirito con il quale si stanno affrontando i lavori sia quello quasi di gara, di competizione a chi sviene prima. Già lunedì quando è iniziato il dibattito di questa importantissima legge personalmente, ma anche i colleghi del Gruppo al quale appartengo e dell'intero Polo hanno a più riprese sottolineato quale poco interesse ci fosse dentro quest'Assemblea nel partecipare alla discussione generale di questo importantissimo provvedimento.

Sono passati i giorni e posso tranquillamente affermare che il clima non è cambiato, l'interesse è quello che regnava dentro quest'Assemblea tre giorni fa. Probabilmente la maggioranza andrà avanti nelle prossime ore a colpi di maggioranza; non c'è stata la ben che minima volontà, fino a questo momento, da parte della maggioranza e della Giunta di voler prendere in debita considerazione le osservazioni che l'opposizione portava all'attenzione dell'Assemblea... chiedo scusa, Presidente, il brusio mi dà fastidio, perché non ho un intervento scritto.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare anche il minimo brusio. Onestamente non c'era chiasso in questo momento.

LIPPI (F.I.). Ho parlato di brusio, non di chiasso. Presidente, so che non è consono a quest'Assemblea, ma le chiedo la possibilità...

PRESIDENTE. Se dovessi spiegarle il valore originale della parola brusio ci rimarrebbe male.

LIPPI (F.I.). Io non lo metto in dubbio, non vorrei abusare neanche della sua cultura, Presidente, ci mancherebbe altro, però le chiedo la cortesia, per proseguire il mio intervento, se è possibile slacciare un attimino la cravatta perché comincio ad avere un po' di caldo, perché evidentemente gli impianti di climatizzazione del Consiglio non funzionano, c'è particolarmente caldo. Allora, dicevo, non si è dimostrato in nessuna maniera da parte della maggioranza e della Giunta la ben che minima disponibilità non dico ad accogliere degli emendamenti dell'opposizione che probabilmente non rientravano nelle strategie né nei piani della maggioranza, ma neanche a voler con attenzione ascoltare alcuni importanti suggerimenti che provenivano dai banchi dell'opposizione. Anzi, si è gridato all'ostruzionismo, si è parlato di manovre che tendono a rallentare la manovra di bilancio e la legge finanziaria come se fosse colpa dell'opposizione che questo Consiglio regionale, alla sua undicesima legislatura e al suo quarto anno di legislatura, si sia trovato a rincorrere il tempo per scongiurare il quarto mese di esercizio provvisorio.

E allora, siamo seri, questa è sicuramente una manovra finanziaria e di bilancio che vede coinvolto non tutto il Consiglio, neanche la sua maggioranza, ma solo ed esclusivamente alcuni personaggi della maggioranza stessa. Non si dà la possibilità, la ben che minima possibilità di intervenire rispetto a quelle che sono le linee tracciate dalla maggioranza, che sembrerebbero Vangelo rispetto ad un'intera Assemblea che qui dentro rappresenta tutta la Sardegna e che di certo non può essere rappresentata nelle linee e nelle scelte solo ed esclusivamente da una parte della stessa, o quanto meno è legittimo che lo sia, ma altrettanto legittimo sarebbe che la maggioranza stesse con attenzione a riflettere su alcuni importanti suggerimenti che provengono dai banchi dell'opposizione.

Così non si vuole, si vuole far durare questo dibattito tutta la notte. Noi siamo pronti a stare qui, a sostenere ogni articolo della finanziaria, saremo pronti a sostenere ogni articolo del bilancio e rispetto all'articolo 16 che è stato messo in discussione vorrei in proposito evidenziare alcuni aspetti. Il primo lo ricordava poc'anzi il collega Balletto sulla scrittura dell'articolo che sicuramente non è delle più felice e delle migliori e che lascia delle interpretazioni o che può indurre a interpretazioni di varia natura. Il secondo è che se non sbaglio queste somme che vengono stanziate all'articolo 16 vengono prelevate dal capitolo relativo ai piani integrati d'area. Allora viene da domandarsi se sta incominciando lo svuotamento di quel capitolo su un intervento che non più tardi di un anno e mezzo fa veniva da questa maggioranza portato all'attenzione dell'Assemblea e dei sardi come il migliore intervento non solo di questa legislatura, ma che diverse legislature avessero mai potuto partorire, questo sarebbe importante, caro presidente Palomba capirlo, per capire fino in fondo se i piani integrati d'area hanno ancora oggi ragione di esistere, quale è stata la loro applicazione sul territorio regionale, se ci sono state delle rispondenze rispetto alle aspettative che la maggioranza dell'Ulivo e la sua Giunta avevano creato sul territorio, a che punto sono le destinazioni dei fondi, se i programmi stanno partendo, se si sta incominciando a vedere qualche risultato concreto e utile rispetto a questa normativa che con grande enfasi questa maggioranza ci aveva portato all'attenzione. Potete anche mandarmi una cartolina nei prossimi giorni... allora parlare di piano informatico e telematico sicuramente non può che farci piacere perché da sempre abbiamo sostenuto la necessità di un'apertura in rete degli uffici regionali non solo per migliorare la qualità del servizio ma anche per garantire una piena trasparenza rispetto a importanti atti amministrativi che non devono essere, a nostro giudizio, messi solo ed esclusivamente all'attenzione degli addetti ai lavori ma che devono essere giustamente posti all'attenzione dei cittadini. Ma quello che ci chiediamo è entro quale anno o quale secolo questa maggioranza intenda presentare all'attenzione dei sardi questo tipo di iniziativa, quindi di piano informatico e telematico visto e considerato che in altre circostanze importanti norme per lo svolgimento... e concludo Presidente, chiedo scusa, non è che... concludo...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. A furor di popolo dovrebbe continuare ma il Regolamento mi impone di richiamarla.

LIPPI (F.I.). Concludendo, Presidente, riprenderò dopo, cercando in conclusione di riassumere i pensieri fino a qui espressi, non possiamo di certo essere favorevoli, per tutto quello che ho detto prima, all'approvazione dell'articolo 16. Grazie

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la verità è che mi trovo in difficoltà, non so, la difficoltà è la fatica fisica, signor Presidente, non so se devo prendere gli occhiali da sole oppure gli occhiali da presbite perché dovrei leggere qualche brano e dovrei quindi utilizzare gli occhiali per leggere da vicino, comunque siccome io porto le lenti a contatto dovrei cercare di portare gli occhiali da sole per cercare di ripararmi da questo...

PRESIDENTE. Qua dentro differenza tra notte e giorno non ce n'è quasi mai.

TUNIS MARCO (F.I.). Ma, signor Presidente, vorrei anche dire che il mio medico nel prescrivermi le lenti a contatto mi ha detto pure di non superare le 17 ore e poiché io mi sono alzato alle 6 del mattino e sono già ormai verso la diciannovesima ora, qualsiasi cosa possa succedere, senza scherzo, può essere addebitata a causa di servizio perché non è che io debba essere qui sublimato e sacrificato sull'altare del fatto che il Presidente del Consiglio abbia stabilito, d'accordo con i Capigruppo ma non certo tutti, che deve per forza mettere a rischio la salute dei consiglieri regionali, io prima ho messo in evidenza anche un altro aspetto, che noi non siamo soli qui, abbiamo delle strutture, delle attrezzature, abbiamo anche dei dipendenti che assolvono questi compiti, lei signor Presidente, è in grado di assicurarmi che tutto quello che io dico viene registrato, viene poi trascritto, lei ritiene che questi dipendenti abbiano la forza poi per trascrivere ogni mia parola o la possono anche dimenticare, questo signor Presidente significa anche svilire quello che è il mio intervento perché se non viene assicurato per intero dall'inizio alla fine e magari viene omesso, io non ho da addebitare nulla ai resocontisti, io addebito a lei il fatto che a causa della loro stanchezza...

PRESIDENTE. Anima mea libera anche dalla sua salute

TUNIS MARCO (F.I.). Non riusciranno, dimenticheranno qualche parola di quelle che io dirò circa questo articolo. Lei. signor Presidente, pensa scherzando e mette a repentaglio la salute e dei funzionari e dei dipendenti del Consiglio regionale che seriamente hanno sempre fatto il loro dovere e che sempre in occasione degli auguri di fine anno parla bene dei dipendenti, questa era l'occasione di non dover superare quello che era un vincolo sindacale, c'è stabilito che non possono superare un numero di x ore, glielo ribadisco ancora, perché il segretario generale deve assicurare un numero x ore di riposo e quindi noi stiamo sottoponendo a un tour de force i dipendenti e domani queste stesse persone che adesso, noi possiamo farlo perché abbiamo altre prerogative, ma i funzionari è inutile, hanno un accordo, hanno dei diritti e debbono essere salvaguardati, domani non renderanno, adesso, forse perché attratti da questa conflittualità, ci seguono, ma hanno necessità di almeno quel numero di ore di riposo che adesso lei testardamente non vuole dare, io ribadisco ancora che sta ponendo a rischio il mio stato di salute e la mia vista e potrei riconoscere colpevole il Consiglio regionale dei danni che potrei avere e contemporaneamente anche dell'affaticamento fisico a cui incorrono i colleghi del Consiglio, non sto a scherzare io ribadisco nessun concetto, non traiamo nessun vantaggio da dover parlare, signor Presidente, abbiamo avuto altre esperienze qui in Consiglio regionale, io le posso raccontare che abbiamo avuto l'esperienza di Pili, addirittura, l'ex assessore Pili, Domenico, che perchè non gli era stato riconosciuta una certa sfera di azione politica qui è riuscito a parlare per undici ore, cioè si è appoggiato a una sedia e lui ha parlato, il Regolamento prevede che il discorso debba essere tenuto in piedi, io cercherò di poterlo fare, anche se avessi saputo una cosa del genere mi sarei "dopato" ma siccome non ho potuto prendere nessun additivo, cerco di potermela cavare così secondo le mie misere energie, allora signor Presidente per ribadire che l'articolo 16 che prevede un piano informatico telematico è un tema così importante che l'abbiamo rivendicato sempre noi dell'opposizione e voi della maggioranza perché è un tema più volte ribadito, portato avanti nei programmi, il presidente Palomba lo ha sbandierato ai mille venti, non ci è mai riuscito a portarci uno straccio di legge sull'argomento, or bene, la verità, questo tema così importante ci viene portato in poche righe dove c'è scritto: una quota non inferiore a 15 miliardi viene stanziata nel '98, senza stabilire se possano essere una, due, tre o quattro lire fino a 15 miliardi. Ha ragione il collega Balletto quando lui, che è esperto in materia contabile, ci ha riferito che questo è già un punto viziato, sicuramente ci siamo esposti perché questo articolo, e per esso la stessa legge, vengano rinviati. E non è certamente per fare ostruzionismo che dico questo, ma è un argomento così importante che anziché infilarlo come solitamente si fa, come se potesse essere l'esecuzione di un ponte, oppure quella della realizzazione di un'altra opera pubblica, questo è un argomento che andava trattato con un articolato, cioè messo a confronto anche con una Commissione e non portato così, d'emblée, in Consiglio regionale, perché ognuno di noi potesse portare un contributo migliorativo. Su questo tema, dove si limita soltanto a stanziare una somma, come è possibile che per un tema di questo tipo, che se n'è parlato dappertutto, a Videolina, a Tele +2, a Tele Costasmeralda, RAI 1, RAI 2 e RAI 3, su tutte le TV locali e nazionali, se n'è parlato anche nel comune di Narcao, quando le forze dell'opposizione lì presenti a Narcao chiesero al Sindaco... Comunque la verità, questo è un tema che non si può sbrigare così in un articolato e cioè si dice che si stanziano x miliardi per realizzare un piano qualitativo dei servizi pubblici, ma senza specificare che tipo di servizi pubblici. Cioè i servizi regionali devono essere collegati in rete, con quali strutture, cioè debbono servire tutto l'apparato regionale, i servizi che sono a Sassari, quelli che sono a Nuoro, quelli che sono ad Oristano, tutti gli uffici pubblici della Regione di Cagliari e magari anche quello di Roma. Il problema è che qui si parla di pubblici e poi non si dice magari che possono essere anche gli enti locali della Sardegna ad essere collegati; sia i comuni sotto i 3000 abitanti sia quelli sopra i 3000 abitanti. Qui non si dice nulla sul collegamento in rete, con quali uffici, ma devono essere anche le comunità montane? Per esempio qui non è specificato nulla, si parla genericamente e si dà mandato poi ad un Assessore, peraltro bravo, che noi conosciamo per altri meriti, che ha assicurato un ordine ed una efficienza come Questore del Consiglio regionale, e gli si affida il compito di portarci un piano così perché l'articolo prevede questa competenza. Sicuramente riconosciamo che l'articolo è carente nella sostanza, è un articolo velleitario, per cui noi abbiamo dei dubbi che possa tradursi in atti concreti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, lei cortesemente mi ha dato la parola, con altrettanta cortesia, se è possibile, penso non vi sia nessuna norma regolamentare che lo vieti, ma chiedo alla sua cortesia in ogni caso di poter intervenire nella mia qualità di Capogruppo alla fine di tutti gli altri interventi del Gruppo di Forza Italia, perché mi pare che possa rappresentare, chi vi parla, la sintesi delle posizioni che sta esprimendo il mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Io per ragioni opposte, per il ruolo che rivesto, invece, preferisco parlare per primo a nome del mio Gruppo.

Ho chiesto di parlare per primo perché debbo preliminarmente fare alcune precisazioni. Prima precisazione, sono stato più volte rimproverato in questi due, tre giorni di essere stato, il Gruppo di Alleanza Nazionale, in certo qual modo responsabile del ritardo della procedura che stiamo avviando, a cagione della conferenza programmatica di Verona. A causa di questa Conferenza i lavori del Consiglio invece di iniziare, come era programmato o come era nelle intenzioni della maggioranza, il lunedì mattina sono iniziati il martedì mattina. Quindi noi eravamo debitori nei confronti dell'Assemblea di una mattinata di lavoro. Per tutta la giornata del 3 marzo, martedì, per tutta la giornata del 4 marzo, cioè ieri il Gruppo di Alleanza Nazionale ha limitato all'essenziale i suoi interventi; soltanto per illustrare alcuni emendamenti che riteneva di dover proporre a miglioramento del testo legislativo. Credo che il debito sia stato pagato; oggi invece siamo al 5 marzo e credo di poter rivendicare una posizione di parità. Questo lo rivendico anche per un altro motivo. La maggioranza pretende di dire all'opposizione in che modo deve svolgere il suo ruolo, cioè richiamando la opposizione ad un senso di responsabilità che la maggioranza ha dimostrato in questi quattro mesi di non aver assolutamente. Voglio cioè dire che se la finanziaria è giunta all'esame dell'Aula il 2 o il 3 marzo non è certo colpa della minoranza, è imputabile solo ed esclusivamente alla maggioranza, di questo si deve dare atto. Per cui se si dovrà giungere al quarto mese di esercizio provvisorio è alla maggioranza che dovrà essere attribuita la responsabilità e non ai ritardi che la minoranza eventualmente determina nell'approvazione della legge di mezza giornata o di due giornate. Anche perché i termini erano abbondantemente scaduti, e dobbiamo essere onesti con noi stessi, lo stesso giorno in cui è iniziato il dibattito in quest'Aula. Perché tutti noi sappiamo che i tempi che il Governo nazionale si prende per l'approvazione del provvedimento sono sempre di 30 giorni; sappiamo anche tutti che occorrono cinque o sei giorni, se non addirittura dieci, agli Uffici per coordinare i testi e spedire il plico a Roma, anche se si utilizzano mezzi speciali come è accaduto negli anni precedenti. Pertanto il disegno di legge non sarebbe potuto giungere a Roma prima del 10 marzo, quindi oltre i termini perché si potesse evitare l'esercizio provvisorio. Allora, è ora di smetterla con questa storia, con questa favola di voler attribuire a chi non ha la responsabilità la responsabilità dei fatti che accadono qui, o meglio dei fatti che non accadono, è ora che ciascuno cominci ad assumersi le proprie responsabilità.

Nel merito dell'articolo 16, perché sono intervenuto sull'articolo 16 e mi pare giusto quindi che sull'articolo 16 intervenga. Il capitolo 03056 dell'Assessore della programmazione recita: fondo programmi integrati d'area, istituito con la legge regionale numero 14 del '96. Se mal non ricordo i programmi integrati d'area prevedevano una procedura di questo genere: le province, i comuni, singoli o associati, da soli o con la collaborazione di imprese private, devono predisporre dei programmi d'intervento su determinate aree. Questi programmi vengono presentati alla Giunta, l'Assessore alla programmazione li esamina; se li ritiene congrui, e quindi rispondenti alle finalità che la legge aveva previsto, li approva e li manda in esecuzione. Allora, se questo è il fondo destinato ai programmi integrati d'area, è stato accennato anche dal collega Lippi, non vedo cosa c'entri il programma di informatizzazione, miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi, sotto il profilo della informatizzazione e della telematica, tra l'altro con compiti affidati all'Assessorato del personale. Se, come è vero, nel capitolo del bilancio c'è stato un incremento di 25 miliardi rispetto a quello dell'anno scorso, non vedo per quale motivo questi 15 miliardi non siano stati messi nel capitolo ad hoc, previsto relativamente ai servizi della pubblica amministrazione. Cioè non capisco, non ho ancora capito, non riesco a capire e non riuscirò mai a capire per quale motivo si cerchi sempre di mettere dei soldi in un capitolo per essere destinati a finalità diverse da quelle per cui il capitolo stesso è stato istituito. Cioè se uno ha un nome e un cognome deve essere chiamato con quel nome e cognome. Non riesco a capire per quale motivo si mettono delle somme in questo capitolo 03056 e poi vengano destinati ad altri... esistono dei capitoli appositi nell'Assessorato del personale, anche per spese relative all'informatizzazione degli uffici, esiste presso l'Assessorato degli enti locali, per quanto concerne l'informatizzazione degli enti locali, esistono cioè i settori specifici per questo sistema, e quindi non capisco la ragione per la quale, eccetera. Questo non è un intervento, questa seconda parte, ma neanche la prima parte del mio intervento, la prima era doverosa per una questione di precisazione e di correttezza nei rapporti che devono sussistere tra maggioranza ed opposizione. La secondo parte del mio intervento non ha carattere ostruzionistico, è volto a chiarire una situazione che io trovo. E allora mi chiedo, questo è l'interrogativo che io mi pongo, se io trovo delle cose che, a mio giudizio, magari sarà anche un giudizio sbagliato, ma fino a prova del contrario corretto sotto il profilo della logica, o almeno del ragionamento sia pure elementare, se io trovo una cosa che va male, un'anomalia, un qualcosa che non appare chiara, ho io il dovere come minoranza, come opposizione di dirlo oppure devo, per aderire alle aspettative più o meno legittime della maggioranza, soltanto per non far perdere i cinque minuti e quindi per non far perdere il treno a questa cosa, di non dirlo? Svolgo il mio ruolo dicendolo o tradisco l'incarico che io ho ricevuto dai miei elettori e il ruolo che gli elettori ci hanno assegnato, cioè di essere all'opposizione in questo caso? Qual è il mio ruolo: quello di dire le cose o quello di stare zitto e non dirle? Questo è il punto, e io a queste domande devo rispondere che il mio dovere è quello di dirlo, perché io sono pagato, sono stato mandato qui dagli elettori, per esercitare un'attività di controllo, per svolgere una funzione di controllo e per esercitare un'azione di opposizione all'azione della maggioranza. L'importante, questo però riguarda me personalmente, che la mia azione sia corretta, nel senso che non intervengo tanto per intervenire ma intervengo a ragion veduta. Quindi non è ostruzionistico questo modo di comportarsi, ma è estremamente corretto, e credo che sia utile anche alla maggioranza, perché anch'essa, che ha cultura di governo, se non altro per il fatto che lo esercita, deve anche la maggioranza imparare ad avere un pochino di cultura di opposizione. Che vuole dire questo? Vuol dire che nel mentre sostiene le proprie ragioni deve anche tenere conto delle ragioni degli altri. Perché se uno non riesce a tenere conto delle ragioni degli altri si hanno atteggiamenti esclusivamente arroganti, che nulla hanno di democratico. Questo esempio noi abbiamo tratto, questo insegnamento in questi due o tre giorni abbiamo tratto. Perché quando io propongo un emendamento che suggeriva, che imponeva alla ragioneria generale della Regione di trasmettere e di segnalare eventuali manchevolezze, eventuali omissioni da parte dei funzionari delegati, non era niente di rivoluzionario, era una garanzia che l'amministrazione si doveva prendere, che il Governo regionale doveva assumere, doveva prendere, quindi era estremamente costruttiva questa cosa. Invece, con la solita arroganza di chi ha i numeri dice: no, non va bene. Evidentemente questo è non voler sentire le ragioni degli altri. E questo non è un comportamento, a mio giudizio, corretto, e quindi determina anche le naturali reazioni da parte dell'opposizione, la quale ovviamente deve esercitare fino in fondo il suo ruolo. E di questo non ci si deve offendere, così come noi non ci offendiamo del fatto che la maggioranza esercita, come è giusto che sia, il suo ruolo; la maggioranza deve accettare anche il ruolo dell'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Caro Presidente, e mi rivolgo qui al Presidente del Consiglio e ai Capigruppo della maggioranza. L'accusa di ostruzionismo rivolta all'opposizione mi sembra quanto mai fuori luogo. A mio avviso l'accusa di ostruzionismo dai banchi dell'opposizione va rivolta verso la maggioranza. Ostruzionista infatti è colui, in questo caso la maggioranza, che si oppone, pur sapendo che questa manovra finanziaria, che questo bilancio non è il meglio che essa può produrre, si oppone, bocciando gli emendamenti dell'opposizione, a costruire quella che deve essere una vera manovra economica degna di questo nome. Pertanto l'accusa di ostruzionismo io la rivolgo nei confronti della maggioranza; l'opposizione non ricorre pertanto all'ostruzionismo, ma cerca di essere costruttiva. E che questa manovra non sia soddisfacente...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non disturbare l'oratore e, comunque mi corre l'obbligo di richiamare gli oratori ad attenersi all'argomento che è oggetto di discussione. Lo faccio con garbo e con cortesia, però il comma 5 dell'articolo 77 al riguardo è molto esplicito. Cioè l'oggetto in discussione adesso è l'articolo 16 e gli emendamenti ad esso relativi. Non ho ritenuto opportuno interrompere l'onorevole Floris, ma con il dovuto garbo richiamo all'osservanza di quanto previsto dall'articolo 77.

FLORIS (F.I.). Lei ha fatto bene, Presidente, a non interrompermi, perché io sono attinente all'oggetto dell'articolo 16. E l'articolo 16, se non vado errando, a meno che lei non lo smentisca, fa parte di questa manovra. E siccome questa manovra non piace io sto parlando dell'articolo 16 in quanto articolo all'interno della manovra. E che questa manovra non piaccia, caro Presidente, e lo stesso articolo 16 non piaccia, arriverò ad argomentarlo sufficientemente, non è una mia opinione; è un'opinione vostra, tant'è che ricorrete all'assestamento di bilancio anticipato a giugno, proprio per correggere le storture presenti su questa manovra, oltre naturalmente a ricorrere al documento di programmazione economica e finanziaria che, come abbiamo detto precedentemente, come hanno detto i colleghi del mio partito precedentemente, è uno strumento che noi vediamo positivamente, se non altro perché saremo capaci, con questo documento economico e finanziario, di capire verso dove viene indirizzata la spesa, verso quali ipotetiche sponde volete portare la Sardegna. Dicevo che... nessun problema, Presidente, mi distrae più lei guardando da quella parte, chiedendo di far silenzio, di quanto non mi possa distrarre io in quanto quando parlo...

PRESIDENTE. Non mi vorrà impedire di girarmi verso dove ritengo opportuno!

FLORIS (F.I.). No, certamente, ma non esiste rumore che mi possa distrarre su quello che devo dire.

Caro Presidente della Giunta, l'articolo 16 è veramente significativo della piccolezza di questa manovra e di quanto i suoi programmi fino ad oggi siano stati solo teoricamente enunciati e mai praticamente perseguiti.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Lei non sta dicendo nulla per quanto riguarda l'ordine del giorno. Io non ho capito ancora cosa sta dicendo. Sta parlando da venti minuti.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Tunis, non interrompa l'oratore.

FLORIS (F.I.). Dicevo, il piano informatico telematico fa parte di uno di quei punti nodali che lei, presidente Palomba, ci aveva promesso da diverso tempo, esattamente dal '94, insieme agli altri punti nodali della Sardegna, che erano il piano energetico, il piano dei trasporti e il piano acque.

Se il piano energetico, il piano dei trasporti e il piano acque sono paragonabili a questo piano informatico telematico Dio ce ne scampi e liberi! Il piano telematico comunque riguarda, in questo caso, i comuni e si decide di dotare i comuni di questo sistema informatico, come dicevano i colleghi precedentemente, con una quota non inferiore ai 15 miliardi. Ma per fare che cosa? Esiste un programma integrato d'area che può essere pure, come diceva l'amico Masala precedentemente, di interesse comunale o sovraccomunale, questo probabilmente è un piano integrato d'area di carattere regionale ed erano previsti anche i piani integrati d'area di carattere regionale. E si ha l'ardire di scrivere in questo capitolo: "e destinata al miglioramento quantitativo e qualitativo del servizio pubblico". Cosa significano queste parole, se non sappiamo quale sistema di informatizzazione si vuole presentare per questi comuni? Basta per caso collegare diversi comuni? Non sappiamo quanti comuni, non sappiamo quali comuni, non sappiamo che dotazione essi avranno, sappiamo solamente che viene destinata per questi comuni una cifra non inferiore a 15 miliardi. Ora ci sono emendamenti sicuramente targati, e nell'articolo 16 ne abbiamo visti diversi, li riprenderò dopo, ma io preferisco un emendamento targato a questa fumosità. Questa è un'autorizzazione a un Assessorato tra l'altro non competente, quello degli affari generali, per una spesa non inferiore a 15 miliardi. Questa spesa può servire per comprare 15 miliardi di computer, 15 miliardi di software, 15 miliardi di progettazione. E allora, veramente, quando si dice un emendamento targato, ma facciamo una manovra piena di emendamenti targati almeno sappiamo se quelle poste di bilancio vengono spese effettivamente per ciò che si deve realizzare, oppure se si devono sprecare i soldi senza sapere neanche dove andranno a finire.

Presidente, io chiederei un po' d'acqua se è possibile, visto che gli interventi...

PRESIDENTE. Io non posso recarmi a portarle l'acqua, altrimenti si interrompe la seduta.

FLORIS (F.I.). Ha ragione, le chiedo scusa. Mi dice il collega Tunis che il personale è stanco ed ha perfettamente ragione, allora rinuncio all'acqua e porto avanti l'intervento. Vede, quando ci sono emendamenti come l'emendamento numero 152 all'articolo 16: "Le parole 'comunità montana numero 8 del Marghine e Planargia'sono sostituite con 'Comune di Bolotana' ", questi sono gli emendamenti che a me piacciono perché almeno so dove vanno a finire i finanziamenti, c'è nome e cognome, uno può capire chi l'ha prodotto, quali sono gli interessi che si celano dietro questi emendamenti. Non riesco a capire, peraltro, una quota pari all'emendamento...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di ricordarsi che siamo nell'aula del Consiglio regionale.

FLORIS (F.I.). Io ritengo, Presidente, che questa sia veramente una maniera di fare ostruzionismo. E' la sesta volta che interrompono; io le chiedo di azzerare il tempo, vorrei riprendere l'intervento daccapo.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego di non rispondere con una richiesta assurda e un comportamento altrettanto assurdo. Continui il suo intervento.

FLORIS (F.I.). La mia richiesta è motivata, il comportamento è assurdo, Presidente. La prego di volermi rivolgere le sue scuse, perché la mia richiesta non è per niente assurda.

PRESIDENTE. Io non le rivolgo nessuna scusa perché non l'ho offesa. Ho detto che pretendere di ricominciare da zero l'intervento è una pretesa assurda e non c'è niente di offensivo in questo. Quindi non le chiedo assolutamente scusa. Prosegua se vuole proseguire, altrimenti faccia come vuole.

FLORIS (F.I.). Presidente, l'accontenterò, faccio come voglio, ovvero proseguo.

L'emendamento numero 6 della Giunta regionale, peraltro come il precedente dell'onorevole Bonesu riguardante il comune di Bolotana, "una quota pari a 5 miliardi dello stanziamento recato dal capitolo 04019 nell'anno '98 è ripartita con le modalità previste dalla legge regionale 1° giugno 1983, numero 25, e successive modificazioni e integrazioni, tra le province e dalle stesse destinata alla realizzazione di un programma d'intervento a favore della viabilità provinciale". Vorrei sapere Presidente come debbono essere spesi questi fondi, quali programmi hanno presentato le province e su che base viene dato un finanziamento pari a 5 miliardi quando le strade dell'Isola sono veramente in condizioni che i 5 miliardi rendono questo emendamento veramente ridicolo e assurdo, come lei diceva precedentemente.

Siccome lei mi chiede di attenermi al tempo io mi atterrò al tempo e troverò modo nel proseguo della serata o della mattinata, chiamiamola come vogliamo, di intervenire magari sullo stesso argomento in maniera diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, colleghi, l'altro giorno parlando col caro amico Carmelo Porcu mi diceva di aver parlato nell'aula di Montecitorio, durante la finanziaria, alle sei del mattino. Mi sembrava una cosa strana.

Qui siamo all'1 e 34 del 6 marzo, probabilmente arriveremo anche a quell'ora. Indubbiamente il poter parlare dà anche la possibilità di non dormire e se eventualmente nel discorso c'è anche qualche battuta probabilmente qualcuno che sta dormendo o sta per dormire si può svegliare. Io dico, e voglio intervenire onorevole Presidente, in merito agli emendamenti numero 6 e 7 e all'emendamento del collega Bonesu numero 152. Innanzitutto vorrei ringraziare l'onorevole Bonesu, stasera, per la bella lezione di botanica che ci ha fatto, per quanto mi riguarda mi ha fatto tornare indietro di tanto tempo ma credo che lo stesso sia successo nei riguardi dell'assessore Deiana e del collega onorevole Dettori.

(Interruzioni)

Sì, ma poteva nominarne tante perché sotto quel sottobosco ci sono tante di quelle piante erbacee che sarebbe difficile nominarle tutte. Mi ha fatto ricordare i tempi in cui studiavamo botanica, botanica sistematica e botanica generale, due malloppi grossi, oltre tutto per poter ricordare ancora qualche cosa di più ci facevano presentare anche l'erbario e poi pianta per pianta da nome scientifico a nome volgare a tutte le caratteristiche della pianta stessa.

PIRAS (Popolari). Però, onorevole Frau, l'unico agricoltore, qui, sono io.

FRAU (A.N.). Tu sei, è vero, l'onorevole Piras è agricoltore, io sono agricoltore specializzato, quindi posso parlare un pochettino di più, è vero ha ragione, è iscritto anche nei coltivatori diretti.

PRESIDENTE. La prego, onorevole Frau, di attenersi all'argomento in discussione.

FRAU (A.N.). Sì, ma torno a questo, l'onorevole Bonesu mi ha chiesto, parlando delle tante piante che ci sono a badd'e salighes, è un posto veramente bello in cui si va per le gite, credo che sia un luogo che tutti noi abbiamo visitato, mi diceva, perché non sapeva come il leccio veniva chiamato in sassarese, e io le posso dire onorevole Bonesu che non lo so assolutamente pur abitando a Sassari da tanto tempo e questo è la dimostrazione che la mia parlata è la parlata logudorese e posso dire che in logudorese è selighe(?), in latino è quercus ilex, in italiano è leccio, tutto l'altro non so che cosa dirle. Quindi su questo non le posso dire di più, ma mi diceva anche, e lei lo ricordava a tutti, che un certo signore intelligente aveva importato delle piante, delle belle piante che vivono in quella zona, purtroppo la nostra isola è stata invasa da delle piante che non sono assolutamente sarde, e non hanno niente a che fare e che sono invadenti come l'eucaliptus, Presidente, una pianta che bisognerebbe sradicare perché sta sicuramente peggiorando quello che è l'ambiente della nostra isola, quindi direi che le querce sarebbe giusto metterle a dimora anche nei nostri piani le querce come facevano i nostri padri, lei ha parlato di Sassari e le posso dire che molti viali di Sassari sono abbellite e arricchite da querce secolari sempre verdi. Dicevo, in questa zona ci sono delle piante bellissime, io sono d'accordo con lei, onorevole Bonesu, per quando riguarda poi la possibilità o la necessità di dare quel contributo non alla comunità montana del Marghine Planargia, ma direttamente alla amministrazione comunale di Bolotana. Perché questo? Ne abbiamo parlato altre volte, queste comunità montane sono questi organismi spuri, posticci che sono stati inventati da coloro i quali volevano sistemare i portaborse, gli amici degli amici per dare un certo contentino, purtroppo c'è stata una legge nazionale, cioè sono state istituite per legge nazionale e pertanto noi non possiamo fare niente perché sarebbe necessario eliminarle, scioglierle, così come sono stati sciolti altri organismi, quindi io mi trovo proprio in sintonia con l'emendamento dell'onorevole Bonesu. Questo per quanto riguarda l'emendamento numero 6 che è stato sicuramente accettato dalla Giunta, visto che è stato presentato dalla Giunta stessa e guarda caso tutti gli altri emendamenti, ma non è successo solo per questi, presentati dall'opposizione sono stati fatti fuori, non accettati, quando magari mettevano ordine o volevano fare chiarezza. L'altro emendamento sul quale mi volevo soffermare è l'emendamento numero 6 a proposito di finanziamenti alle province per viabilità e scuole, 5 miliardi, una cifra enorme, la bellezza di un miliardo e 250 milioni per provincia, io non so che cosa riuscirà a far una provincia con 1 miliardo e 250 milioni, è vero, è meglio di niente, però con tutti quei problemi che ci sono credo che non si riuscirà a fare niente se è vero come è vero quello che ha detto qualche minuto fa l'onorevole Serrenti, ex Assessore della pubblica istruzione, quando ha detto che sarebbero necessari 800 miliardi. Ripeto questi 5 miliardi servono per la viabilità provinciale e/o a favore delle scuole di propria competenza, cioè delle scuole superiori. Manutenzione, credo che con tutti i problemi che hanno le scuole proprio per quanto riguarda la manutenzione questi fondi sono sicuramente insufficienti ma non solo, per quanto riguarda principalmente la viabilità dobbiamo pensare al problema della chiusura delle scuole in Sardegna, se ne è parlato tanto, è stato detto che non era così, però è vero che gli scolari e gli studenti devono spostarsi da un paese all'altro per poter usufruire di quello che è un diritto costituzionale e allora il problema della viabilità diventa un problema grosso, per esempio se il giovane, lo scolaro di Mara, faccio questo esempio perché quella stradina la conosco ed è sicuramente una stradina non bella, si deve spostare per forza per andare tramite quella strada provinciale a Pozzomaggiore, io credo che dovendo rifare tutti i giorni presto questa strada credo che non sia il meglio per uno che deve fare lezione e allora io mi chiedo 5 miliardi che cosa sono? Una volta per tutte credo che potevamo stanziare delle cifre sufficienti per far sì che ci siano istituti scolastici superiori in cui si possa vivere, in cui si possa fare lezione. Non sto a ricordare per esempio la necessità di sale per le esercitazioni, di sale per la musica, ma credo che sia importante il problema...onorevole Piras è vero che lei è un agricoltore però mi lasci...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di ascoltare o comunque di consentire all'onorevole Frau di continuare.

FRAU (A.N.). Bisogna rimanere svegli e vigili. Quindi dicevo è un problema importante, perché nel momento in cui si parla di scuole, che bisogna andare a scuola, bisogna dare anche la possibilità...di arrivare bene...anche veramente, imparare anche.

SECCI (Popolari). Bisogna imparare a scuola e bisogna imparare a fare anche gli amministratori.

FRAU (A.N.). Imparare anche, su questo non ci sono problemi, voi lo sapete, esatto, caro, bravissimo onorevole Secci, onorevole Secci, bravissimo ma questo non lo deve dire al sottoscritto che per vent'anni stando all'opposizione senza cercare niente, è proprio per quello che sta succedendo in questi giorni a proposito dell'olbiese(?), di tutta quella gente vicina a lei che voleva cambiare casacca per arrivare al potere, non lo deve dire al sottoscritto, che ho fatto, caro onorevole Secci, il mio dovere di amministratore bene e se sono arrivato qui non è perché sono bello alto eccetera, è per aver fatto bene il ruolo di amministratore della mia città, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Io ritengo che i segni di stanchezza ce li hanno sicuramente i miei colleghi dell'opposizione ma ne avverto molti di più nei miei colleghi della maggioranza. Detto questo, la pregherei di mantenere l'ordine in aula durante lo svolgimento degli interventi, altrimenti noi non terremo più conto dell'orologio e del tempo che passa e interverremo ad oltranza anche se lei ci toglie la parola. Io prima ho detto che avrei ricominciato daccapo, ma non si può intervenire serenamente se si viene continuamente interrotti. Il collega Piras che evidentemente usa lo strumento della interruzione per fare l'opposizione a questo nostro desiderio di farci sentire da parte del Consiglio, non può essere tollerato ulteriormente. Quindi la pregherei o di allontanare il collega Piras o almeno di pregarlo di non interrompere durante l'esecuzione degli interventi.

PRESIDENTE. Una preghiera di seguire i lavori attentamente la rivolgo a tutti, anche a lei onorevole Floris che fino a due minuti fa chiacchierava nei banchi della opposizione voltando le spalle alla presidenza. Quindi l'esortazione vale per tutti quanti. Seguire i lavori, ascoltare e lasciare che gli oratori intervengano regolarmente. Ha domandato di parlare il consigliere Usai Edoardo. Onorevole Piras la prego di non suscitare recriminazioni.

PIRAS (Popolari). Non sto facendo niente Presidente. Solo che è un paio d'ore che ascoltiamo discorsi che non riesco a capire. State facendo demagogia. Qui dobbiamo lavorare, siamo pagati per produrre non per dire fesserie.

PRESIDENTE. La prego, onorevole Piras, lasci che l'onorevole Usai svolga il suo intervento.

USAI EDOARDO (A.N.). Grazie Presidente, il mio collega Piras usa le parole "un paio"

PIRAS (Popolari). Onorevole Usai non l'ho cercata, non mi cerchi perché mi trova qui dentro.

USAI EDOARDO (A.N.). Le parole un paio d'ore in senso sardo e in senso sardo, un paio d'ore, sono tre ore, cinque ore, dieci ore, in italiano un paio d'ore sono due. In realtà è da stamattina che stiamo a dibattere di questi argomenti. Allora sentendo gli interventi io ho due motivi di rammarico e un motivo non dico di felicità, ma un motivo che mi arreca lietezza. Comincio dal rammarico. La prima ragione del mio rammarico, lo devo dire davanti all'aula, è che al mio presidente di Gruppo, con il quale abbiamo avuto tante volte incontri, riunioni di Gruppo, dibattiti anche per questa finanziaria, e per il bilancio, di non avermi mai messo da parte e soprattutto di non aver mai messo da parte il Gruppo::

PRESIDENTE. Scusate, mi si parla di ordine dei lavori, però c'è un flash di una macchina fotografica che funziona in continuazione; e questo è mancanza di rispetto per la presidenza e per tutto il Consiglio regionale. Qui non siamo in un circo equestre, siamo in un'aula del Consiglio regionale. Le fotografie si facciano alle gite e non in un'aula consiliare. È una cosa davvero sconveniente. Prego continui onorevole Usai.

USAI EDOARDO (A.N.). Dicevo del primo motivo di rammarico rappresentato dal fatto che il mio collega, onorevole Masala, non ha mai messo da parte il Gruppo, del fatto che questa benedetta conferenza programmatica di Verona di Alleanza Nazionale fosse sostanzialmente la causa dei ritardi con i quali questa Giunta regionale affronta il bilancio e la finanziaria. I tre giorni della conferenza programmatica, i due giorni della conferenza programmatica, il giorno della conferenza programmatica perché stiamo parlando soltanto di venerdì, è in buona sostanza quel macigno che ha bloccato questo meccanismo perfetto, oliato, quella gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria, e tutto questo per un giorno che è stato perso dal Consiglio regionale per la conferenza programmatica di Alleanza Nazionale di Verona. Quindi è un grosso rammarico che io ho nei confronti dell'onorevole Masala per non essere stato in grado di spiegare con le dovute maniere e con la sua consaputa chiarezza le ragioni che dovevano indurci a non andare a Verona e a restare qui in Consiglio regionale. Le ragioni di questo ritardo sono imputabili a te, ma le ragioni sono anche più a monte perché è vero che si rischia di andare al quarto mese, si rischia, si va, è inutile che rimaniamo qua sino alle sei o alle sette, rimaniamo sempre, Assessore Scano, rimaniamo sempre. Si va al quarto mese di esercizio provvisorio; ma i ritardi non sono dovuti alla conferenza programmatica di Alleanza Nazionale di Verona, sono dovuti alla consaputa, ben nota incapacità della Giunta che c'è stata precedentemente, che ha visto qualche rimaneggiamento e che comunque, in termini di maggioranza, è sempre la stessa con qualche breve modifica. Quindi primo motivo di rammarico. Il secondo è l'appello alla propria salute e integrità fisica che ha fatto il mio collega Tunis e che è stata accolta, devo dire la verità, ne sono mortificato, con un mormorio quasi di disprezzo quando ha invocato per i propri occhi la necessità di chiuderli, momentaneamente ovviamente, in considerazione delle difficoltà che il nostro collega ha di stare troppo esposto alla luce. Il motivo di gioia, di felicità, vi devo dire, forse pochi se ne sono accorti, è che ho già visto comparire sotto i baffi dell'Assessore della programmazione tre o quattro sbadigli. E questo mi consola e mi rassicura moltissimo per il corso dei prossimi lavori. Ma voglio entrare nel merito. Questo articolo 16; i colleghi che mi hanno preceduto hanno detto molto e bene di quello che pensano di questo articolo 16. È un articolo dove è indefinito tutto. È indefinito lo stanziamento, non inferiore, è come quella storia delle ore 9 e seguenti che sono le dieci, le undici e così via, non inferiore vuole dire che non deve essere di 14 miliardi e 999 milioni, ma può essere di 20 miliardi, di 25 miliardi, non si capisce. Ma è indefinito tutto quando si dice che è destinata al miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi pubblici. Grazie! Bello sarebbe che stabilissero una cifra non inferiore ai quindici miliardi per che cos'altro? E poi attraverso interventi nel campo informatico e telematico. Quali sono questi interventi, possiamo saperlo, non è dato saperlo, sono cose interna corporis dell'Assessore, sono in pectore dell'Assessore e della Giunta che si riserva di dire quali saranno questi interventi di miglioramento quantitativo e qualitativo dei servizi pubblici? Con questo piano che delega l'Assessore degli affari generali, piano che deve essere predisposto. Noi stiamo firmando una delega in bianco dicendo che il Consiglio regionale deve dare una somma non inferiore ai quindici miliardi e non sappiamo quanti siano oltre i quindici miliardi per fare una cosa che serve a migliorare un qualche cosa che non sappiamo esattamente che cosa sia dando delega ampia all'Assessore di fare quello che vuole. Ma scusate, questa è una pazzia. Cioè il Consiglio regionale ha assoluta necessità di essere informato di quello che accade. Questa non è una cosa presentabile all'attenzione della gente responsabile. E' vero che l'ora è tarda, è vero che noi rimaniamo qua e rimarremo qua; è vero anche che, e concludo, che oltre alla salute del mio amico Marco Tunis, proprio nel mio ruolo di Questore, rifletto oltre che alla salute dei dipendenti, al costo che l'arroganza della maggioranza, che non ha consentito una sospensione e un rinvio a domani, quanto costerà all'amministrazione perché i funzionari, i commessi devono essere pagati, oltre le 10 è straordinario notturno, non so esattamente quanto sia all'ora, però è una cifra al netto consistente, bene, tutto questo perché? Per fare un dispetto all'opposizione, per mostrare i muscoli, con aggravio di spese per l'amministrazione e con risultato nullo, assessore Scano. Le voglio dire anche che se lei vuole mostrare i muscoli noi siamo in grado, io e i miei colleghi, di mostrare anche noi i nostri muscoli. Quindi stiamo qua hic manebimus optime (?), stiamo bene, la compagnia è piacevole, il suo sorriso ci tranquillizza, quindi stia tranquillo, rimarremo qua fino a quando riterremo opportuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, l'articolo che stiamo esaminando, l'hanno già posto in evidenza diversi colleghi che mi hanno preceduto, è quanto di più, oltre che incerto, direi addirittura ambiguo, di tutta la manovra finanziaria. Riflette un po' quella che è la genericità per questa manovra finanziaria, ma soprattutto credo che sia stato viziato all'origine da una mancanza di chiarezza di carattere politico su chi deve guidare, chi è in questo momento chiamato a rappresentare, nell'ambito del Governo regionale, questa manovra finanziaria.

Meglio avremmo fatto se avessimo deciso, in quest'Assemblea preliminarmente, una questione di fondo, che riguarda in particolare l'Assessore della programmazione. E cioè quello di capire se l'Assessore intende rimanere ancora su questi banchi del Consiglio regionale, tornando indietro ad una decisione assunta nei confronti della gente, o se invece preferisce mantenere inalterata e coerente la sua posizione. Io sono di quelli che nel pieno spirito democratico, rispetta pienamente le volontà dei singoli e sarò pertanto uno dei garanti che in quest'aula, nel momento in cui sarò chiamato a pronunciarmi su questo argomento, rispetterà pienamente le volontà del singolo, che quindi se decide coerentemente di andare avanti sulla sua posizione avrà il mio voto favorevole; se invece decide di tornare indietro prenderò atto di questo tornare indietro. Per cui credo che sia stato un errore di fondo non aver affrontato questo tema prima di questa manovra finanziaria, perché permea un po' tutta questa manovra di quest'area di ambiguità, di sottofondo che sarebbe stato invece meglio dirimere dall'inizio. E dicevo, quindi, quest'articolo 16 è uno di quelli che è permeato maggiormente da questo spirito di questa manovra finanziaria. Aveva avuto modo l'onorevole Usai di individuarlo, in effetti sta già dicendo che uno dei temi forti di questi anni dei governi dell'Ulivo, cioè i PIA, non sono serviti a niente; si sta tornando indietro su quella filosofia, su quella logica d'interventi programmatori dal basso, su una logica che prevedeva, con chiarezza, quelle che sono le procedure degli interventi, già dicendo quali devono essere caratteristiche di altra natura. Non dice praticamente a quali enti è rivolto questo intervento; se dovessero andare per esempio ai comuni, che hanno grande necessità di doversi adeguare, dal punto di vista sia informatico che telematico, nel dover erogare i propri servizi, nel doversi adeguare alla modernità e a quello che l'Europa ci chiede; sul tema del piano telematico e informatico abbiamo perso delle grandi opportunità; abbiamo fatto sì che un imprenditore, in quel momento coraggioso nel voler indicare una nuova linea di sviluppo su quella che poteva essere un'opportunità per la Sardegna sia stato lasciato completamente da solo, consentendo ad un'azienda di Stato di potersi appropriare di queste iniziative, quindi perdendo, nell'ambito della nostra sardità, della nostra autonomia, una possibilità che poteva veramente essere una condizioni di sviluppo autonomo per quest'Isola. Abbiamo anche in questo lasciato che le nostre ricchezze, le nostre possibilità tornassero a Roma, allo Stato, senza saperle sfruttare.

Io non mi soffermo ulteriormente sulle logiche che portano a questo stanziamento, e a quest'articolo 16, anche se in qualche modo ne conosco qualche sottofondo. Sono logiche che con il bene pubblico hanno ben poco a che fare e che sono strettamente collegate e legate a logiche di carattere elettoralistico, che prevedono per il prossimo anno qualche candidatura che dovrebbe passare da altri enti verso la Regione. Sono logiche che portano, per esempio, a non capire perché non debba essere, per esempio, l'Assessorato degli enti locali a gestire questi fondi, se devono essere servizi che devono essere previsti nell'ambito del territorio e che quindi devono essere destinati principalmente a enti territoriali quali i comuni. Per questo motivo abbiamo proposto, innanzitutto, la soppressione totale, con l'emendamento numero 114, perché riteniamo che questo sia un atto sbagliato nell'ambito di questa legge. Così come per evitare l'incongruità, la fumosità di questo intervento, abbiamo previsto anche che prima di dover essere esecutivo l'eventuale piano proposto dall'Assessorato, debba passare comunque nella Commissione consiliare competente, quanto meno per portare a conoscenza del Consiglio delle modalità, delle opere che si prevedono, degli interventi, in che maniera devono essere previsti e dell'entità degli interventi che devono essere previsti. Non mi soffermo sugli altri emendamenti se non per ribadire l'esiguità degli stanziamenti dei cinque miliardi previsti dall'emendamento numero 16, che certamente non portano a nessuna risoluzione, se non, forse, a uno o due interventi nell'ambito o dell'edilizia scolastica e non certamente nell'ambito della realizzazione delle strade.

Abbiamo una situazione sulla viabilità, nell'ambito delle province, che è veramente penosa; ha necessità sicuramente di interventi massicci, di interventi che riportino il livello di percorribilità e di funzionalità della viabilità stradale a livelli quanto meno accettabili. Per cui non credo che con 5 miliardi si possa fare granché di interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io intanto comincio a chiedere scusa ai colleghi se non sarò chiaro o se sarò più confuso di quanto non lo sia solitamente, e però non posso esimermi dall'entrare nel merito dell'articolo e degli emendamenti perché mi sembra che l'illustrazione che ho fatto non abbia colto nel segno. Vorrei ancora una volta ribadire che tra questo finanziamento e l'accordo di programma dal quale le risorse derivano non hanno molta attinenza tra loro e quindi si tratterebbe di capire quali sono le finalità reali ed effettive che si propongono con questo stanziamento. Suggerirei, se fosse possibile, al di là di quello che è il nostro emendamento soppressivo, nell'ipotesi in cui una volta votato dovesse essere respinto, che la Giunta, di propria iniziativa, ponga rimedio a un'anomalia che è indicata nel primo comma dell'articolo 16, perché disporre in legge - ribadisco quanto dicevo prima - che una quota non inferiore a 15 miliardi dello stanziamento dell'anno 1998, e a 10 miliardi per l'anno successivo, non inferiore significa che quella è la quota minima disponibile, ma che evidentemente può essere di importo superiore. Ma, dico, come si fa in una legge di stanziamento a stabilire un importo indeterminato nel suo ammontare massimo quando viene, invece, indicato l'ammontare minimo. Se si fosse coerenti e responsabili evidentemente l'importo minimo corrisponde anche all'importo massimo, posto che l'importo massimo è indeterminato. Per cui mi sembrerebbe che per una lettura corretta della norma, e anche perché obiettivamente non ci si faccia ridere dietro, questo aspetto, così, di fumosità venga rimosso, che è un equivoco apparente perché al di là dei 15 miliardi proprio non si può andare perché una legge che autorizza una spesa non può che individuarne l'importo nel suo esatto ammontare.

Questo per ciò che riguarda l'articolo 16 e l'emendamento che fa ad esso riferimento con la soppressione del comma primo.

Per ciò che riguarda l'emendamento del collega Bonesu, il collega Bonesu ha fatto riferimento nello stabilire che... poi mi piacerebbe fare una precisazione: è tutta la sera che sento parlare del comune di Bolotana, ma non è Bolotana, è comune di Bolotona. Come no? No, va bene, non ne faccio una questione perché poi non vorrei essere...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia. Non si imbarchi nella toponomastica, che è un terreno scivoloso, onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.). Va bene. Il collega Bonesu ha fatto dei riferimenti per proporre la modifica del comune destinatario, o meglio l'indicazione del comune destinatario, a non meglio specificate specie di funghi, e si è limitato, per esempio citando il boletus edulis, se non ricordo male, a non specificare quali forme di boletus edulis siano presenti nel comune di Bolotona, a me piace chiamarlo così, perché il collega Bonesu dovrebbe sapere che l'edulis normale, che vuol dire mangereccio, non è certamente la qualità più pregiata, perché sotto il famoso quercus ilex nasce la forma più pregiata, che è tipica della Sardegna, il cosiddetto boletus aereus, che è quella boletacea così chiamata proprio perché si distingue dagli altri funghi cosiddetti agarici o agaricacee che hanno un imenio lamellare, dove alloggiano le spore che poi servono per la riproduzione. Il boletus aereus è il più grande della famiglia dei boletus; può avere un cappello anche di 30 centimetri.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia!

BALLETTO (F.I.). Allora, se non esiste questa specie, mi dispiace caro collega, probabilmente l'indicazione del comune non è qualificata.

BONESU (P.S.d'Az.). Esiste.

BALLETTO (F.I.). Esiste, benissimo. Però lei non ha neanche citato altri funghi estremamente pregiati che qualificano la Sardegna ed ha evitato di parlare del cosiddetto ovolo bono, noto in termini scientifici come ammannita cesarea, caratteristico nella sua prima fase di crescita perché completamente bianco avvolto dalla cosiddetta volva. Quando cresce questo fungo, nella fase adulta...

PRESIDENTE. La prego di rimanere nell'argomento, onorevole Balletto, mi dispiace richiamarla cortesemente, ma francamente ne scade della serietà se si insiste troppo nel gioco.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, siccome si parlava di un giardino botanico, ma a questo punto rinuncio all'intervento perché volevo fare altre considerazioni che mi davano la possibilità di votare con serenità e con conoscenza di tutti i problemi. Vuol dire che approfondirò più in là con il collega Bonesu gli altri aspetti, perché volevo parlare anche del cardulinu 'e pezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Dopo questa simpaticissima scampagnata dell'onorevole Balletto, chiederei una breve Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ho già ipotizzato, mi scusi, onorevole Marteddu, di convocare la Conferenza dei Capigruppo dopo aver esaurito gli altri due interventi che rimangono e dopo aver votato l'articolo.

PITTALIS (F.I.). Possiamo accedere alla richiesta dell'onorevole Marteddu.

PRESIDENTE. Io non intendo accedere, intendo lasciar concludere il dibattito dando la parola all'onorevole Granara. Prego, onorevole Granara.

GRANARA (F.I.). Rinuncio all'intervento, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, io rimango sorpreso perché tra le fonti del diritto vi è sicuramente anche quello consuetudinario, ma non mi risulta dalle conoscenze che ho del diritto, e in particolare del diritto degli ordinamenti regionali, di interpretazioni che si danno anche sulla conduzione del dibattito.

Ora, che un Capogruppo chieda la Conferenza dei Capigruppo mi pare, oltre che essere una richiesta legittima, che sia stata sempre accolta nel momento in cui la stessa è stata richiesta. Allora, ritenendo che sia preliminare e pregiudiziale ad ogni altra questione, io mi avvalgo della facoltà di riprendere il mio intervento solo all'esito della convocazione della Conferenza dei Capigruppo, che anche il sottoscritto richiede.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io non ho detto che non avrei convocato la Conferenza dei Capigruppo. Siccome il suo era l'ultimo intervento mi sembrava molto più logico e molto più sensato concludere gli interventi e poi fare la riunione dei Capigruppo. Se insiste nel voler fare la Conferenza dei Capigruppo per poi riprendere la discussione perché rimane uno da intervenire, si può fare benissimo ma mi sembra molto meno logico, io sono dell'opinione che l'onorevole Pittalis deve fare l'intervento nel momento in cui gli viene data la parola che aveva chiesto, aveva chiesto di parlare per ultimo ed è stata accolta questa sua esigenza. Intende prendere la parola, onorevole Pittalis?

PITTALIS (F.I.). Presidente, le ribadisco che non intendo rinunciare al mio diritto di intervenire, le chiedo la convocazione della Conferenza dei Capigruppo o meglio mi associo alla richiesta dell'onorevole Marteddu, le regole devono valere in senso oggettivo e non secondo capziose interpretazioni soggettive.

PRESIDENTE. Qua non c'è nessuna capziosità e nessuna interpretazione soggettiva, io posso convocare la Conferenza, ma non c'è nessun obbligo regolamentare che mi imponga di convocare la Conferenza dei Capigruppo prima di avere esaurito questo punto. Posso anche convocarla, ma non in nome di un arrogante invito a un regolamento che non prevede, a un regolamento inventato, convoco...lei può urlare quanto vuole.

PITTALIS (F.I.). Presidente, lei deve presiedere nell'interesse...

PRESIDENTE. Io sto presiedendo, lei non deve urlare, con le urla non si arriva molto lontano.

PITTALIS (F.I.). Sta urlando lei.

PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 2 e 18, viene ripresa alle ore 2 e 34.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso l'aggiornamento dei lavori per domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 2 e 35 di venerdì 6 marzo 1998.