Seduta n.318 del 03/03/1994 

CCCXVIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI'3 MARZO 1994

Presidenza del Presidente FLORIS

INDICE

Disegno di legge : "Interventi in favore del Consorzio di ricerca CO.RI.SA. Alghero" (475). (Discussione e approvazione, presentazione e approvazione di o.d.g.):

COGODI .................................

AMADU...................................

DEIANA, relatore....................

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ...

BAGHINO...............................

FADDA FAUSTO ..................

SATTA GABRIELE ...............

PORCU....................................

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione) .......

Proposta di legge Cuccu - Giagu - Atzori - Sanna - Usai Sandro - Corda - Pusceddu - Cadoni - Baroschi - Fadda Fausto: "Nuovi incentivi per le attivitàindustriali" (465). (Discussione):

USAI SANDRO, relatore........

SELIS ......................................

CUCCU....................................

MORITTU...............................

PULIGHEDDU.......................

CABRAS, Presidente della Giunta

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione) ......

Proposta di legge Cuccu - Ruggeri - Usai Sandro - Cadoni - Corda: "Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 40 del 14 settembre 1993, n. 42 del 14 settembre 1993 e n. 51 del 19 ottobre 1993 concernenti rispettivamente l'industria alberghiera, il commercio e l'artigianato (469). (Discussione e approvazione):

USAI SANDRO, relatore........

COGODI .................................

CUCCU....................................

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ...

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione) .......

Sull'ordine del giorno:

PULIGHEDDU.......................

COGODI .................................

La seduta è aperta alle ore 10 e 02.

URRACI, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 23 Febbraio 1994, che è approvato.

Discussione della proposta di legge Cuccu - Giagu - Atzori - Sanna - Usai Sandro - Corda - Pusceddu - Cadoni - Baroschi - Fadda Fausto "Nuovi incentivi per le attività industriali" (465)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 465. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai, relatore.

USAI SANDRO (P.P.I.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma contenuta nella proposta di legge numero 465 di fatto riproduce testualmente un emendamento della Giunta che non si è potuto inserire nella legge finanziaria, e rientra nella complessa manovra che la Giunta e il Consiglio hanno varato in questi ultimi mesi, volta a regolare in modo nuovo il sistema degli incentivi alle imprese. E' da tale origine che si è concretizzata l'emanazione di una nuova normativa relativa al sistema di incentivi all'artigianato, al commercio, all'industria alberghiera e così via. Con questa norma, visti i risultati positivi raggiunti dall'articolo 3 della legge regionale 20 aprile '93, numero 17, che prevedeva incentivi particolari per le imprese che si insediavano nell'area industriale della Sardegna centrale, e che, tra l'altro è una norma approvata e accettata dalla Comunità europea, la Giunta correttamente e la Commissione nella sua interezza hanno ritenuto di doverla riproporre e di estenderla anche al resto della Sardegna. Ovviamente, nel resto della Sardegna, questa legge opererà in conformità alla normativa nazionale e comunitaria con parametri diversi, a seconda delle localizzazioni particolari. E' una norma di rilevante importanza che può permettere alla Sardegna di superare il differenziale di concorrenzialità rispetto alle nazioni più evolute d'Europa e rispetto ad altre Regioni italiane. La norma finanziaria è una norma importante e serve a qualificare questo Consiglio, questa Giunta, questa maggioranza a completamento di una manovra di princìpi che è innovativa sicuramente nel contesto della legislazione italiana. Per questa ragione la Commissione ne raccomanda l'approvazione da parte del Consiglio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (P.P.I.). Signor Presidente, colleghi, solo due parole perché quanto meno rimanga agli atti una riflessione. Nell'ultima legge finanziaria, quella che abbiamo votato a dicembre, era stato inserito un articolo, pressoché identico. Si pone quindi il problema se la stessa norma possa essere ripresentabile a distanza di due mesi. Il Regolamento fa riferimento solo a progetti di legge, però secondo me non si può riproporre dopo due mesi una norma che è stata bocciata dal Consiglio. Ed è improponibile perché la ratio della norma regolamentare è quella di far sì che il Consiglio mediti, si dia un periodo di riflessione di sei mesi, prima di tornare sullo stesso argomento.

Abbiamo già discusso di questo problema e non condivido le opinioni espresse da parte di alcuni degli Uffici che sostengono che debba considerarsi non proponibile solo il progetto di legge bocciato nel suo complesso, in questo caso l'intera legge finanziaria. Questa mi sembra davvero una tesi incredibile. Le norme hanno una valenza ciascuna per sé; se una norma è bocciata non va ridiscussa prima di sei mesi. Lo dico perché resti agli atti, poi possiamo trovare tutti gli artifici, fare tutti i salti mortali retorici, per dimostrare che questa norma può essere riproposta, perché per non riesaminarla prima dei sei mesi avremmo dovuto bocciare l'intera legge finanziaria. E' una tesi del tutto incomprensibile ed assurda, ma lascio alle valutazioni del Presidente del Consiglio la questione della proponibilità per passare ad alcune altre considerazioni di sostanza. Io avevo sostenuto durante la discussione della legge finanziaria, da un lato che quella norma non era ammissibile in quella sede di finanziaria - ai sensi della legge di contabilità - perché prevedeva interventi a favore di privati terzi, dall'altro che, pur essendo convinto che uno sforzo in quel senso la Regione dovesse farlo, l'elaborazione di una legge di questo genere avrebbe richiesto una maggiore riflessione. Non basta dire che sono estese a tutta la Regione le norme previste per la Sardegna centrale. Occorre approfondire alcuni altri aspetti, per esempio in che modo coordiniamo questa legislazione straordinaria fondata sui contributi a fondo perduto con la legislazione che la Giunta ha teorizzato, dicendo che saremmo d'ora in avanti intervenuti con contributi in conto interessi. Abbiamo approvato, in quest'Aula su proposta della Giunta e su elaborazione della Commissione, dei provvedimenti legislativi importanti che vanno in tutt'altro senso, bene, adesso possiamo mutare rotta, ma occorre un minimo di coordinamento tra i due sistemi, ancora ci sono norme, ci sono pratiche, ci sono imprese che ai sensi della legislazione precedente hanno avvitato delle procedure. Ora, di fronte ad una norma di questo genere, che è verosimilmente più vantaggiosa, possono tornare indietro, rinunciare a quegli interventi e richiedere interventi e incentivi sulla base di questa norma? Ci sono problemi che vanno discussi, c'è un sistema legislativo che va coordinato. Noi non possiamo coltivare l'illusione di essere produttivi dal punto di vista politico legislativo, perché ogni tanto facciamo una norma nuova senza coordinarla con la vecchia, senza definire le procedure, senza definire la posizione dei soggetti che hanno già in corso di istruttoria una serie di pratiche. E' necessario un coordinamento. Io avevo dato, sia a nome mio personale sia a nome della Commissione la disponibilità a lavorare anche durante le ferie natalizie, se fosse stato necessario, per predisporre questo raccordo. Di tutto questo non si è fatto nulla, inoltre noi decidiamo un intervento di questa portata che prevede contributi in conto capitale di altissime proporzioni ma lo stanziamento è modestissimo. Sembra quasi che sia uno stanziamento finalizzato a pochissime operazioni. Dubito anche - lo dico all'Assessore al bilancio in particolare - che questo abbia una copertura sufficiente. Noi siamo in una situazione di dissesto finanziario, sulla quale torno tutte le volte che parlo in Consiglio, sia come consigliere che come presidente della Commissione bilancio, una situazione di dissesto finanziario sulla quale continuiamo a chiudere gli occhi. Questo non è bene per nessuno, possiamo anche farlo, stiamo concludendo una legislatura e probabilmente non succederà nulla, ma sappiamo che, al di là degli sforzi e degli artifici che abbiamo fatto in sede di bilancio, gonfiando una serie di partite d'entrata, sulle quali non voglio tornare, abbiamo ancora una quantità di debiti, una quantità di problemi finanziari per esempio nel settore della sanità che, continuo a dire, devono essere messi sul tappeto. Non lo dico per contrapporre le esigenze della sanità alle esigenze delle politiche industriali, lo dico per sostenere che quando si fa una legge di questo genere, al di là dei problemi procedurali di raccordo con la legislazione precedente, bisogna fare un conto esatto delle aspettative che le imprese che sono sul campo, ai sensi di una norma di questo genere, avranno. A queste aspettative non si potrà rispondere con venti miliardi. Non sono sufficienti, a meno che non facciamo un paio di operazioni e poi sbaracchiamo la legge, ma non mi sembra che questo sia il modo di fare le leggi. Le leggi sono norme astratte e universali per tutti coloro che si trovano in una determinata situazione. C'è quindi anche un problema di stanziamenti che, per quanto modesti, hanno secondo me una copertura quanto meno discutibile.

Avevo auspicato che su questa materia ci soffermassimo un momento; avevo dato la disponibilità mia personale ma anche della Commissione, interpretando anche l'atteggiamento dei colleghi, per fare quello che sempre abbiamo auspicato, una sorta di testo unico, una sorta di raccordo tra le varie leggi e leggine che stiamo facendo. Non è stato fatto niente; oggi si rischia di proporre la stessa norma con molta indifferenza. Io non so se questo sia da parte della Giunta un segno di arroganza, di strapotere, di superficialità, o di miopia, o un mix di tutto questo. Mi dispiace dire queste cose perché su questa materia avremmo dovuto elaborare testi sufficientemente coordinati. Oggi ci troviamo di fronte a questa situazione. A me sembra che sia un tirare avanti, che ci sia ancora una carenza di politiche industriali, che crediamo di fare politiche industriali solo facendo leggine che distribuiscano incentivi. Voglio sapere quanto di queste leggi sono andate in attuazione, voglio sapere quante di queste leggi vengono in qualche modo sterilizzate da questa nuova norma che applicheremo oggi, voglio capire se questa sterilizzazione delle vecchie leggi ci consente poi di recuperare i fondi di quegli stanziamenti e convertirli tutti su questa legge se è più vantaggiosa. Io non sono contrario in linea di principio a intervenire sulla legislazione se ci sembra più opportuno varare questa legge ma occorre, nel fare le leggi, un momento di razionalità invece andiamo avanti con episodicità e ci laviamo la coscienza perché abbiamo fatto una legge per l'industria e possiamo dire nei grandi dibattiti sulla crisi industriale che abbiamo fatto tre leggi sull'industria! Ci vogliamo interrogare un momento per capire se queste leggi sono coordinate, se stanno funzionando, se la burocrazia è in grado di attuarle? Quante pratiche sono giacenti negli uffici della Regione e negli istituti di credito? Vogliamo, ogni volta che proponiamo in quest'Aula una nuova legge, fare una verifica? Vogliamo chiederci che fine hanno fatto le vecchie leggi, se sono operative o se non lo sono? Altrimenti questa è una finzione, stiamo fingendo di fare leggi e di fare una politica produttiva e in realtà non stiamo facendo quasi nulla. Vogliamo, quando parliamo di politica industriale, chiederci se basta fare le leggi o occorre verificarne l'attuazione? Che fine ha fatto l'intera politica promozionale della Regione? Noi non stiamo più lasciando a livello nazionale e internazionale l'idea della Sardegna come ambito di investimento. Stiamo facendo delle politiche di tamponamento, stiamo facendo delle politiche che tendono ad amplificare le partecipazioni regionali, con una quantità di impegni finanziari per il futuro e anche su questo non riusciamo a fare chiarezza e andiamo avanti confusamente. Questo dibattito è, se volete, anche ripetitivo e noioso. Ricordo ai colleghi il dibattito che facemmo sulla Gencord quando dissi che non serviva estendere da sette a dieci anni i contributi in conto occupazione, che non avremmo salvato né la Gencord né gli altri, che era un distribuire a pioggia fondi sul sistema industriale. Oggi sappiamo a che livello è la Gencord e a che livello è il sistema industriale. Quanto costa quell'intervento? La Giunta ci aveva detto che costava dieci, venti miliardi. Quante centinaia di miliardi costa? Quante aspettative abbiamo destato, qual è il costo e quali sono i benefici di quell'intervento? Chi paga per questo modo di andare avanti? Io sono sereno nel dire queste cose e le dico perché probabilmente questo ci impedisce di fare tantissimi altri errori. Nonostante i dibattiti in quest'Aula, di qualità certe volte anche elevata, sulla politica industriale, la politica industriale rimane quella che è, una produzione scoordinata di legislazione, senza un minimo di attività promozionale, senza un minimo di verifica, senza un minimo di riforma degli enti e degli strumenti che dovrebbero sovraintendere alle politiche industriali, che si sono moltiplicati per partenogenesi, che non si capisce ancora quanto costino e a chi giovino, che non si capisce quale sostegno diano al sistema delle imprese che alimentano la burocrazia talvolta improduttiva degli enti. Bene, a me sembra che questo provvedimento sia ancora una volta la ciliegina sulla torta. Non sono contrario alla sostanza, sono contrario al metodo, ma in politica il metodo è sostanza, il metodo in politica è qualità, è qualità politica, è qualità legislativa, è qualità amministrativa. Io non vedo in questo provvedimento una qualità, ci vedo anzi una non qualità, poi oggi passerà, passerà per vari motivi perché stiamo concludendo la legislatura, perché mi si dirà che non c'è tempo per rivederlo - c'erano un paio di mesi, ne abbiamo parlato a dicembre - che non c'è tempo per coordinarlo con la legislazione che abbiamo varato, che non c'è tempo per dire al Consiglio qual è lo stato di attuazione della vecchia legislazione, che non c'è tempo per dire al Consiglio quanto costano le partecipazioni regionali o quanto costano i contributi in conto occupazione che abbiamo esteso da sette a dieci anni. Non c'è tempo per fare tutto questo! Passerà perché ci sono delle emergenze, e i colleghi giustamente si occupano delle emergenze e aggiungono a questa norma una serie di emendamenti, per cui c'è un consenso generalizzato. Però, da questo punto di vista, io non credo che questo sia un buon provvedimento, anzi credo che attaccare alle leggine emendamenti - e questa ha solo la parvenza di una leggina, è una legge di grande portata, dal punto di vista finanziario e da quello dell'impatto sul sistema regionale - attaccare una serie di emendamenti, per quanto giusti, per quanto rispondenti ad esigenze fondamentali sia un errore. Secondo me questo serve per far passare la legge che passerà, dicevo, perché per questi motivi si compongono gli interessi, si compongono i bisogni, e quindi rischiamo in questa situazione di perdere il senso critico e di abdicare a quelle che sono le nostre convinzioni, pur di far passare qualche provvedimento che ci sta a cuore. Io per quanto mi riguarda - chiedo scusa ai colleghi - voto contro la legge, ribadendo ancora una volta che non sono contrario al tipo di intervento, ma al metodo, alla superficialità, alla miopia, alla mancanza di coordinamento, alla mancanza di politica e di politica economica. E' un voto di testimonianza che esprimo amaramente perché mi sento questa volta di dissentire; tante altre volte ho sostenuto la Giunta, tante altre volte l'ho criticata, in questo momento non mi sento di condividere la linea del Governo regionale, dissento, come altre volte schiettamente ho fatto, perché mi sembra che anche questo provvedimento rientri in un quadro di superficialità e sia inadeguato e pericoloso. Forse serve, ripeto, a finanziare qualche operazione, ma io non credo che sia questa la strategia di politica industriale adeguata e lo strumento per salvaguardare e migliorare il deficit di politica industriale che finora abbiamo registrato. Ho la sensazione, signor Presidente e colleghi, che in questi giorni in Consiglio regionale, facendoci portatori di istanze giuste e producendo emendamenti per rispondere a istanze giuste, rischiamo di varare provvedimenti che possono prefigurare una sorta di assalto alla diligenza. A me non sembra che questo debba esser fatto, io credo che dovremo razionalizzare sino all'ultimo minuto i lavori del Consiglio, non dobbiamo farci prendere le mani dalla frenesia dei problemi che peraltro ci sono, la politica dell'istituto regionale non finisce adesso, continua dopo le elezioni, io spero che continui con un Consiglio se possibile migliore del nostro, auspichiamo sempre che si migliori, per quanto ci riguarda. Non voglio tracciare un bilancio della nostra attività, non spetta a noi farlo oggi, però noi oggi abbiamo un dovere supremo quello di limitare i danni.

PRESIDENTE. Voglio dire, perché rimanga agli atti, che quello che stiamo esaminando, non è un progetto di legge che è stato bocciato dal Consiglio. Si tratta di una norma che era inserita all'interno di un diverso progetto di legge. E una norma all'interno di un progetto di legge può non essere approvata per tanti motivi, per esempio, nel caso specifico, è stata bocciata perché intrusa nel testo della legge finanziaria.

Peraltro, questo progetto di legge è stato esaminato dalle due Commissioni, e su questo tema, onorevole Selis, la Presidenza aveva già avuto modo di esprimere la propria opinione, che è frutto anche di incontri avuti con la Camera dei Deputati e con tutte le Assemblee legislative, quindi io credo che noi possiamo ragionevolmente esaminare questo progetto di legge senza incorrere in una violazione del Regolamento.

E' iscritto a parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU (P.D.S.). Signor Presidente e colleghi, io ho ormai l'esperienza di due legislature e mi sono reso conto che, in fine di legislatura, emergono da un lato forti tendenze a portare in Aula proposte talvolta non sufficientemente riflettute, talvolta in funzione di interessi particolari e limitati, e questo certo non è un bene, ma vi è anche la tendenza da parte di taluni a ergersi a censori e a fustigatori di costumi, non sempre giustificati dai loro precedenti, in quest'Aula. Certo non vi è dubbio che, se dovessimo fare i censori, ciascuno di noi avrebbe moltissimo da obiettare e critiche robuste da portare all'operato dell'Esecutivo, ma più in generale anche all'operato del Consiglio regionale. Certamente, sulla materia specifica, non v'è dubbio che sarebbe da approfondire il nesso esistente tra la proposta di legge in discussione e tutta la legislazione vigente in materia di incentivi per l'industria e per gli altri settori produttivi. Sarebbe da discutere il ruolo della SFIRS che in questi ultimi anni, senza che vi sia stata a monte forse una decisione precisa di politica economica, va assumendo ruoli sempre più importanti, che probabilmente si inseriscono nel salto di quella che è stata definita la politica di resistenza. Tutto questo andrebbe discusso e dovrebbe trovare una sede di approfondimento rigorosa e seria e dovremmo sforzarci tutti quanti, di andare ad un coordinamento delle politiche economiche per quanto riguarda l'industria in particolare, ma per quanto riguarda complessivamente le politiche di incentivo della Regione. Per quanto riguarda le politiche per il lavoro, siamo di fronte ad una miriade di leggi in cui è difficile che persino i singoli consiglieri possano raccapezzarsi è del tutto chiaro che questa è una questione pressante, che però non possiamo risolvere l'ultimo giorno della legislatura e che purtroppo dobbiamo lasciare in eredità al Consiglio che verrà. Detto questo però, queste considerazioni, queste giuste esigenze non possono avere come conseguenza la non approvazione questa proposta di legge che per quanto si inserisca in un quadro confuso, comunque porta alla possibilità di sviluppo economico, e particolarmente di sviluppo industriale, della nostra Isola un apporto importante, del quale credo che non possiamo assolutamente privarci. Per questo, pur in questo quadro generale, che andrà ridiscusso, approfondito e riverificato, oggi credo che sia necessario assolutamente che noi approviamo questa legge, così come è stata approvata dalla Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, non le nascondo che l'intervento del collega Selis, Presidente della Commissione bilancio, mi ha creato moltissime perplessità. In questo Consiglio - ed è stato già ricordato - non molto tempo fa si è provveduto ad avviare una nuova politica per incentivare i diversi settori produttivi dell'Isola; la politica, cioè, di cancellare del tutto l'intervento assistenzialistico basato sui contributi a fondo perduto in conto capitale. Oggi, sotto elezioni, in campagna elettorale, ci troviamo di fronte a un provvedimento di legge che, forse, nella sua ispirazione filosofica, potrebbe avere degli aspetti positivi ma che, comunque - è stato già detto - è avulso dal resto della legislazione regionale a riguardo degli interventi a favore dell'industria.

Ora, questo è chiaramente un provvedimento che si vuole sbandierare sulle piazze; è chiaramente un provvedimento che vuole porre in evidenza l'intervento, l'interessamento, la sensibilità di alcuni e il non intervento, la non sensibilità di altri. Noi non condividiamo questa proposta di legge e voteremo contro. Voteremo contro perché è al di fuori di un contesto complessivo di interventi, e credo proprio che sia da condividere la posizione del Presidente della Commissione bilancio. Non è possibile che questo Consiglio regionale rimandi, con motivazioni più o meno accettabili, altre questioni e altri provvedimenti importantissimi, quali quello sulla sanità, che si era concordato di mettere al primo punto dell'ordine del giorno di questa tornata di lavori.

Signor Presidente, io credo che questo Consiglio debba riconquistare un po' di dignità. Almeno nelle cose che può fare. Non è accettabile che una legge venga quasi accantonata soltanto per le spinte di chi è impegnato direttamente in campagna elettorale, a difesa del proprio campanile. La logica che sta maturando in quest'Aula è quella di trasformarla in una piazza alla ricerca di voti. E questo non è accettabile e non è dignitoso per questo Consiglio regionale.

Noi non accettiamo questa logica, ci opporremo con tutti gli strumenti che il Regolamento ci consente, il nostro voto contrario alla legge che è in discussione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az). Brevemente, signor Presidente, il principio della proposta di legge la cui discussione è stata sollecitata dall'Assessore della programmazione, e che prevede l'estensione di benefici, prima limitati a una sola zona della Sardegna, a tutta l'isola è stata accettata da tutti. Se questo beneficio già riconosciuto dalla Comunità economica europea può essere esteso a tutta la regione, ci sta benissimo.

Stabilito che questo è il principio, ci spaventa un po' però l'articolo unico che riconosce questo beneficio senza precisare se esso può essere goduto anche da chi ha fruito degli altri interventi finanziari della Regione previsti da altre leggi. E ci spaventa la correzione dell'ammontare finanziario proposta dalla Commissione rispetto a quello che avevano previsto i proponenti, stante anche il fatto che probabilmente questo finanziamento non potrà essere impiegato dato il breve periodo che intercorre tra l'approvazione della legge e la fine di quest'anno. Ferma restando, ripeto, la giustezza dell'estensione dei benefici in questione, anche per il riconoscimento avuto dalla Comunità economica europea, ci pare che la cifra prevista per questo intervento sia eccessiva rispetto alla reale possibilità di spesa nel corso di quest'anno. Mi diceva il Presidente della Commissione che oltre alla possibilità di attingere dal bilancio della Regione, così come è previsto in questa leggina, ci saranno i finanziamenti nuovi relativi al piano di rinascita e da quelli si potrà attingere per un finanziamento futuro, senza interessare il bilancio regionale, anche perché altre leggi che sono state approvate dalle Commissioni di merito non hanno avuto parere finanziario positivo in quanto non ci sono soldi per la loro copertura finanziaria. Forse, cercando di restringere lo stanziamento per questa, avremmo potuto fare di più. Quello che noi non condividiamo è questo incremento dello stanziamento. Riteniamo che sarebbe opportuno riportarlo alla previsione iniziale perché per gli anni a venire ci sarà il piano di rinascita e da esso si potrà attingere per il finanziamento di questa legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.

CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Colleghi, io vi chiedo dieci minuti di attenzione perché mi sembra utile che facciamo giustizia di alcune cose che sono state dette, a mio giudizio, impropriamente su questo argomento, anzi, sono state ripetute, perché i colleghi ricorderanno che su questo argomento intervenni personalmente durante la discussione della legge finanziaria per spiegarne le ragioni. Non si parlava di elezioni in quel momento, non c'erano campagne elettorali in corso, quindi non c'erano sospetti di questa natura. Credo che alcuni argomenti che sono stati usati sarebbero degni di migliore causa, o meglio, dovrebbero essere impiegati con la stessa forza e con la stessa intensità per discutere di altre cose che sono presenti nel nostro bilancio e che tutti, chi più chi meno, tolleriamo, perché - come si ricordava - il bilancio doveva essere comunque approvato.

Vorrei ricordare che la dimensione degli incentivi che vengono dati al sistema produttivo, nell'ammontare dei seimila miliardi che noi spendiamo in un anno, sono una percentuale irrisoria sulla quale noi stiamo cercando di intervenire per farla crescere. Quindi, per carità, non parliamo di soldi sperperati quando parliamo di denari che vanno al sistema produttivo, perché ne dovremmo impegnare ancora di più. Sui seimila miliardi del bilancio della Regione, i fondi che vanno in direzione del sistema produttivo ammontavano a poche centinaia di miliardi. Quindi, per carità di Dio, non diciamo che stiamo buttando i soldi all'immondezza. Se dobbiamo fare un esame critico dei denari che vanno all'immondezza cominciamo dagli altri 5.700; cominciamo da quelli, non da quelli che vanno al settore produttivo.

Seconda considerazione: c'è stata una fase di durissimo confronto con la Comunità europea sulla norma che è richiamata in questa legge, l'articolo 30 della finanziaria dell'anno scorso. Per inciso, l'anno scorso nella finanziaria questo tipo di norme si poteva inserire, quest'anno invece no e bisognerebbe capire per quale ragione. A partire da ottobre fino a dicembre c'è stata una trattativa molto serrata sul sistema di aiuti che avevamo messo in campo, che era fatto di una serie di azioni congiunte che potevano operare ciascuna singolarmente o tutte contemporaneamente, ma senza mai superare il famoso concetto dell'equivalente sovvenzione netta calcolato in termini convenzionali che, come sappiamo, ormai diventa un limite invalicabile per tutti gli incentivi che vengono dati alle aziende produttive. Quella norma ha avuto una formale approvazione dalla Commissione, è una norma che rispetta il sistema della concorrenza. Una volta che siamo riusciti ad ottenere questo risultato, abbiamo ritenuto utile ed opportuno tendere a uniformare il nostro sistema di aiuti, che era previsto soltanto per la Sardegna centrale, anche al restante territorio regionale con una differenza fondamentale, quella introdotta dalla legge numero 488 che, ha cancellato la vecchia legge numero 64 e che ha modificato radicalmente il sistema di aiuti, previsto dalla vecchia legge numero 64 per il solo territorio del Mezzogiorno d'Italia, estendendolo alle cosiddette aree di crisi, introducendo limiti superiori per l'equivalente sovvenzione netta di aiuto. Il che vuol dire che, nella Sardegna centrale, che è considerata una delle zone più svantaggiate, i massimali che possono essere raggiunti sono quelli più elevati, mentre nel resto del territorio regionale, a Cagliari e Sassari, per citare le due aree a più alta densità di popolazione, i massimali sono inferiori. Quindi questo insieme di aiuti può essere esteso all'intero territorio, tenendo conto però che a Nuoro si possono dare limiti più elevati e nelle altre aree, con differenziale di sviluppo con meno ritardo, possono essere inferiori.

Ora è vero, come ha detto l'onorevole Selis, che noi abbiamo reintrodotto con questa norma il sistema del contributo, però, attenzione, prima di noi il sistema del contributo l'ha reintrodotto la legislazione nazionale. E, io vorrei ricordarvi che noi siamo in un regime di concorrenza spietata con le altre Regioni d'Italia in particolare quelle del Mezzogiorno, per attirare investimenti. Come possiamo concorrere con le altre Regioni del sistema italiano, quando il sistema di aiuti proposto dalle leggi dello Stato è superiore a quello che noi siamo in grado di mettere in campo in Sardegna, perché la legge "488", che prevede gli aiuti per le aree di crisi, dà contributi e noi invece non avevamo la possibilità di dare contributi e quella legge non è in questo momento ancora operante?

Noi abbiamo tentato di colmare questo differenziale, per consentirci di essere - io dico la verità - avvantaggiati rispetto alle altre regioni. Purtroppo queste sono le regole del mercato con le quali noi oggi dobbiamo fare i conti. Vorrei tranquillizzare il collega Puligheddu rispetto all'entità finanziaria; appena entrerà pienamente in vigore la legge numero 488, e quindi saranno disponibili le risorse nazionali di quella legge anche nel nostro territorio, si potrà gradualmente diminuire lo stanziamento per questa legge.

Le finalità che il provvedimento in discussione si propone sono quelle di riuscire a far decollare tutte le attività sostitutive o investimenti di carattere sostitutivo che noi abbiamo individuato in questi mesi passati e che servono ad impiegare prima di tutto i lavoratori che sono stati espulsi dalle grandi aziende che sono entrate in crisi negli ultimi mesi. Queste sono le finalità che ci proponiamo. Se queste sono finalità di carattere elettorale, io mi domando che cosa stiamo a fare noi qua, che tipo di risposte dobbiamo dare. Questo è quello che volevo sottolineare per dirvi che, a mio giudizio, le perplessità che sono state avanzate sono assolutamente superabili e prima di tutto vengono i problemi che sono fuori da quest'Aula non i problemi che abbiamo noi nel mettere a punto le cose che non possono esser messe a punto totalmente nell'ultima fase della legislatura.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi al mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo unico.

URRACI, Segretaria:

Articolo unico

Interventi a favore delle attività produttivi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad estendere gli interventi previsti dall'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, all'intero territorio regionale.

2. Le modalità d'intervento sono confermate in quelle previste all'articolo 30 della legge regionale n. 17 del 1993, e le relative agevolazioni non possono superare l'intensità dell'aiuto previsto per l'area in cui l'impresa è localizzata dalla normativa nazionale e comunitaria, calcolata in termini di equivalente sovvenzione netta.

3. A tal fine è autorizzata, per il triennio 1994/1996, la spesa complessiva di lire 80.000.000.000 così ripartita (cap. 09045/15):

1994 lire 20.000.000.000

1995 lire 30.000.000.000

1996 lire 30.000.000.000

4. Nel bilancio della Regione per l'anno 1994 e per il triennio 1994/1996 sono apportate le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Capitolo 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, e art 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 Lire 5.000.000.000

1995 Lire 25.000.000.000

1996 Lire 30.000.000.000

mediante utilizzazione delle seguenti voci della tabella B allegata alla legge finanziaria:

VOCE 7

1994 lire 3.750.000.000

1995 lire 6.000.000.000

1996 lire 16.000.000.000

VOCE 8

1994 lire 1.250.000.000

1995 lire 8.250.000.000

1996 lire 8.250.000.000

VOCE 10

1995 lire 10.750.000.000

1996 lire 5.750.000.000

09 - INDUSTRIA

Capitolo 09037

Incremento del fondo destinato alla partecipazione al capitale di enti o di imprese costituite nella forma di società per azioni e di società cooperative o consorzi di cooperative a responsabilità limitata (artt. 4 e 5, L.R. 7 maggio 1953, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni, art. 55 della L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 2, comma 1, L.R. 30 dicembre 1985, n. 37 e art. 13, comma 1, L.R. 1° ottobre 1993, n. 50)

1994 lire 10.000.000.000

1995 lire 5.000.000.000

Capitolo 09045/08

Fondo per il consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese industriali (artt. 3, 4 e 16, L.R. 20 giugno 1989, n. 44, art. 31, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 31, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e artt. 4, comma 3, e 23, L.R. 29 gennaio 194, n. 2)

1994 lire 5.000.000.000

In aumento

09 - INDUSTRIA

Capitolo 09045/15 - (N.I.) - 2.1.2.4.3.3.10.28 (02.02)

Fondo per l'estensione dell'intero territorio regionale degli interventi a favore delle attività produttive di cui all'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17

1994 lire 20.000.000.000

1995 lire 30.000.000.000

1996 lire 30.000.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quatto emendamenti. Il numero 3 e il numero 4 sono stati ritirati, si dia lettura dell'emendamento numero 1 e dell'emendamento numero 2.

URRACI, Segretaria:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art.1

Articolo unico

Dopo il comma 3 aggiungere il comma 3 bis

3 bis. Per la prosecuzione, nell'anno 1994, degli interventi previsti dalla L.R. 26 aprile 1993 n. 20 concernenti "Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro" è stanziata la somma di 1 miliardo (cap. 01068)

Di conseguenza sono apportate allo stesso articolo unico le seguenti modifiche:

-3° comma 1994 lire 1.000.000.000

(lo stanziamento globale passa a 79 miliardi) -

-4° comma dopo in aumento numeri

01 PRESIDENZA DELLA GIUNTA

Cap. 01068

1994 +1.000.000.000

e nel cap. 09045/15

1994 -1.000.000.000 (1)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Morittu - Urraci all'emendamento n. 1

Articolo unico

Dopo il primo capoverso del proposto comma 3 bis sono aggiunti i seguenti ulteriori commi: "Della individuazione delle aziende e dei lavoratori interessati è data pubblica motivazione attraverso il provvedimento regionale di concessione del contenuto di sostegno"."a far data dal 30 aprile 1994 la L.R. 26 aprile 1993 n. 20 è abrogato". (2)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai, relatore.

USAI SANDRO (P.P.I.), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento numero 1 e non accoglie l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

CABRAS ANTONIO (P.S.I.). Presidente della Giunta. La Giunta accoglie l'emendamento numero 1 e non accoglie l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (P.P.I.). Per dichiarazione di voto. Chiedo scusa ai colleghi se rubo pochissimi attimi non tanto per ripetere le cose già dette, ma per intervenire su due aspetti dell'intervento del presidente Cabras. Il primo aspetto è questo: nelle considerazioni che io e altri colleghi di tutte le parti politiche in quest'Aula abbiamo fatto non solo oggi, ma soprattutto in occasione di tutte le discussioni dei provvedimenti di carattere produttivo e finanziario, non tendono e nessuno ha mai detto che sono troppi i fondi al sistema produttivo. Tutti quanti, all'unanimità abbiamo sostenuto che i fondi al sistema produttivo sono pochi, pochissimi e che la linea di tendenza della Giunta e del Consiglio sarebbe dovuta essere quella di amplificarli. Io chiedo che nessuno ci faccia dire cose che non abbiamo detto, nessuno di noi sostiene che i fondi al sistema produttivo sono troppi, né in riferimento al sistema industriale, né al sistema agricolo, né a nessun altro sistema. Ho detto oggi che tutti la Giunta, il Consiglio, le Commissioni di merito, abbiamo fatto uno sforzo per amplificare queste risorse.

Per quanto riguarda la Commissione programmazione, anche nell'ultimo bilancio abbiamo fatto (col concorso di tutte le forze politiche) uno sforzo per ridurre drasticamente le spese correnti e per aumentare, per quanto possibile, i fondi per la produzione. Naturalmente la riduzione delle spese correnti che può fare la Commissione è una riduzione con una certa approssimazione. Questa revisione è più facile che la faccia l'Amministrazione che conosce le esigenze interne e che può meglio incidere sui capitoli di spesa. Se mi sono espresso male o se il Presidente della Giunta mi ha capito male, per fare una chiarezza totale, ripeto che noi dobbiamo amplificare le risorse al sistema produttivo, dobbiamo ridurre le spese correnti e le spese inutili o non utilissime e fare il massimo sforzo per puntare risorse sul sistema produttivo. Questo va fatto oggi e in futuro, in quanto credo che sia purtroppo prevedibile una riduzione di trasferimenti dallo Stato alla Regione. Lo dico perché mi è sembrato di capire che il Presidente accusi noi di dire che i soldi per le spese produttive sono troppi. Sono pochi e noi abbiamo sempre chiesto che la Giunta li amplificasse e che ci fosse una revisione di questo aspetto. E quando dico noi, dico il Consiglio, perché tutte le parti politiche si sono espresse. Lo dico per un fatto di chiarezza non per un fatto di polemica.

Il dissenso riguarda un metodo legislativo e un sistema amministrativo. Il metodo legislativo è messo da me in discussione perché, quando si fa una legge di questa portata, che per il fatto di essere di un solo articolo non è certo una leggina, ma è una grande legge che cambia l'orientamento - lo ammetteva anche il Presidente e la Giunta enfaticamente lo ha dichiarato - della linea di incentivi. Prima abbiamo detto che saremmo intervenuti con i contributi in conto interessi, oggi interveniamo con contributi a fondo perduto. A me va benissimo tutto questo, se si riesce a coordinare una volta tanto la nostra produzione legislativa, se si riesce a fare un testo unico che non faccia perdere la testa agli operatori, se si riesce a fare una pulizia normativa che semplifichi la legislazione, che chiarifichi le procedure, che definisca i progetti in corso. Se degli imprenditori oggi hanno delle pratiche in corso sulla base di altre leggi cosa fanno? Se entra in vigore questa legge, possono rinunciare a quelle e usufruire dei benefici previsti da questa legge? E, se questo succede, i fondi di quelle leggi possono essere riversati su questa legge? Ci vuole un coordinamento legislativo che non c'è stato. Il mio disappunto è dovuto al fatto che c'era la disponibilità da parte di vari colleghi a fare questo lavoro di coordinamento tra questa e le altre leggi, a fare un minimo di testo unico che finalmente dia un chiarimento sulla legislazione che abbiamo prodotto e che fa impazzire non solo gli imprenditori ma tutti coloro che devono istruire le pratiche, c'era la necessità di fare il punto sullo stato di attuazione delle leggi precedenti per capire quante risorse sono spese e quante possono essere puntate su questa legge e tutto questo non c'è stato. A me sembra che sia stato un errore; ho detto che forse è stato un comportamento superficiale, forse ho usato parole pesanti e me ne scuso; ho parlato anche di arroganza e me ne scuso, ma non cambia il sistema. Prendendo spunto da questa esigenza di cambiamento di rotta, avremmo dovuto fare un lavoro serio di coordinamento legislativo, di verifica dello stato di attuazione, di semplificazione, di varo di un testo unico, di analisi di come stanno funzionando gli enti di promozione, industriale, e non c'è solo la SFIRS. E' possibile fare una politica industriale solamente varando leggi o c'è invece necessità di fare un discorso di promozione in Italia, all'estero, di richiamo di investimenti? Tutto questo si doveva fare; non si è fatto, io denuncio che non si è fatto e lo dico con disappunto. Lo so che la legislazione sta finendo, io non ho parlato di legge elettorale. Ritengo che abbiamo perso una occasione per completare una produzione legislativa importante fatta in questi mesi e in questi anni. Vuol dire che non siamo stati in grado di farlo noi, non è stata in grado di farlo questa Giunta, non è stato in grado il Consiglio, lo faranno gli altri. Questo discorso non è per limitare le spese per gli investimenti, ma è per dire che le politiche non si fanno solamente facendo leggine, che le leggi da sole non camminano, camminano sulle gambe degli strumenti dell'amministrazione, camminano sulle gambe di chi le deve attuare. A me sembra che tutto questo lavoro di riordino, di razionalizzazione, di sviluppo della politica industriale non sia stato fatto. Per cui mi sembra che il discorso del Presidente cambi l'ottica delle mie considerazioni e voglio semplicemente ribadirlo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo unico. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del progetto di legge numero 465. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 4, corrispondente al nome del consigliere Baghino).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Baghino.

URRACI, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu -Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lai - Lombardo - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Pili - Piras - Porcu - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Usai Edeoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni.

Rispondono no i consiglieri: Cogodi - Morittu - Murgia - Selis - Serra Pintus - Urraci.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Demontis - Ortu - Puligheddu - Tarquini.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione della proposta di legge numero 465:

presenti 66

votanti 61

astenuti 5

maggioranza 32

favorevoli 55

contrari 6

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Visto che sono presenti 66 consiglieri propongo che, come concordato dalla Conferenza dei Capigruppo, si proceda ora all'esame della petizione per la costituzione in Comune autonomo di Padru.

Ha domandato di parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az). Signor Presidente, ieri, nella convulsa riunione che c'è stata per la modifica dell'ordine del giorno, ho chiesto di discutere il progetto di legge sullo sport, prima del provvedimento sulla Unità sanitaria locale, perché la complessità di quest'ultima richiederà una lunga discussione e si riserva di non avere il tempo per altro. La mia proposta non è stata accolta dalla Conferenza dei Capigruppo e da chi la presiedeva. Per questa ragione noi ci opponiamo a un'ulteriore modifica dell'attuale ordine del giorno e chiediamo che si proceda così come esso prevede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Giacché è da presumere che tutto o la gran parte del Consiglio sia d'accordo su una procedura di costituzione di Comune autonomo che ha percorso le vie regolari non è accettabile, dal nostro punto di vista, delle richieste di invenzione dei punti all'ordine del giorno e cioè che sono proceduti 66 consiglieri. La presenza in Aula, salvo cause di forza maggiore deve essere sempre garantita. Siccome in questi giorni abbiamo avuto momenti avvilenti di assenza totale in Aula dei consiglieri regionali e soprattutto della maggioranza, quando si discuteva della vertenza Sardegna e di argomenti di ben altra importanza, non è che si può ora cogliere l'occasione della presenza in Aula di 66 consiglieri per approvare questo provvedimento. E' una ragione che proprio non possiamo accettare. Noi chiediamo che si segua l'ordine del giorno e che la maggioranza, che di per sé dovrebbe essere di 65 consiglieri sia presente in Aula sempre e che sia presente la Giunta, signor Presidente, perché non possiamo parlare alle sedie vuote, che sia presente la Giunta e non un esemplare della Giunta.

PRESIDENTE. Sono presenti il Presidente della Giunta e l'Assessore.

COGODI (Rinascita e Sardismo). C'è il Presidente ma le regole prevedono che tutta la Giunta sia presente ai lavori del Consiglio e noi stiamo chiedendo il rispetto delle regole e lei ha l'autorità di imporre il rispetto delle regole. Quando il Consiglio regionale è riunito, gli Assessori devono stare qui, perché il Consiglio li ha eletti per questo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, nella Conferenza dei Capigruppo abbiamo stabilito tutti insieme che, nel momento di massima presenza, avremmo discusso gli argomenti sui quali non c'era dissenso politico. Nessuno ieri ha proposto di inserire il progetto di legge sullo sport prima di quello sulle Unità Sanitarie Locali.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az). L'ho proposto io.

PRESIDENTE. Ma dove lo ha proposto?

PULIGHEDDU (P.S.d'Az). Qui in Aula.

PRESIDENTE. Vuol dire che l'Aula non ha approvato. La Conferenza ha fatto una proposta al Consiglio ma il Consiglio è sovrano, quindi se lei fa una richiesta, io non posso per altro che porre la sua richiesta all'attenzione del Consiglio.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az). Lei non era presente in quel momento, c'era la Vicepresidente. L'ho proposto in Aula. Ho chiesto che si inserisse al primo punto, quantomeno prima del provvedimento sulle Unità Sanitarie Locali, perché questo punto ci impegnerà per il resto della legislatura. Visto che è stato fatto ieri l'ordine del giorno, ne chiedo il rispetto. Se non verrà discusso il progetto di legge sullo sport non verrà discussa neanche la costituzione in Comune autonomo di Padru. D'altro canto non è stato approvata neanche quella di Cortoghiana.

PRESIDENTE. Onorevole Puligheddu, questo lo ha detto in Aula, poi si è rinviato tutto alla conferenza dei Capigruppo. Nessuno nella Conferenza ha posto questo problema. Comunque, proseguiamo con l'ordine del giorno concordato.

Discussione ed approvazione della proposta di legge Cuccu - Ruggeri - Sandro Usai - Cadoni - Corda "Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 40 del 14 settembre 1993, n. 42 del 14 settembre 1993 e n. 51 del 19 ottobre 1993 concernenti rispettivamente l'industria alberghiera, il commercio e l'artigianato (469)"

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 469.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai, relatore.

USAI SANDRO (P.P.I.), relatore. Solo per dire che l'anno scorso abbiamo approvato due leggi, la "42" e la "40" che prevedevano rispettivamente provvidenze ai settori dell'industria alberghiera e al settore del commercio, e nel periodo immediatamente preceduta la "51" che prevedeva provvidenze per l'artigianato. Poiché erano stati usati metodi differenti e poiché in particolare la legge sul commercio faceva riferimento al tasso di sconto, per determinare l'ammontare dell'abbattimento dei contributi, di fatto si è verificato che nel settore dell'artigianato il denaro finisse per costare, dopo il contributo della Regione sarda il 5,66 per cento, nel settore del turismo il 7,42 per cento, nel settore del commercio l'8,45 per cento. Col primo e secondo comma dell'articolo unico si intende apportare una modifica alla "40" e alla "42" che porterà, nel settore del turismo, danaro al 6,34 per cento e nel settore del commercio al 6,72 per cento. Il terzo comma invece è una modifica della "51" che serve a consentire che chi, nel settore dell'artigianato, aveva presentato domanda di contributo sulla base della legge numero 40, possa usufruire sia delle provvidenze previste dalla "40" sia da quelle previste dalla "51", utilizzando la "40", che ha fondi sufficienti, per quanto riguarda il contributo e la "51" per quanto riguarda i finanziamenti. Si tratta quindi di una norma di aggiustamento di due leggi votate dal Consiglio regionale, che serve a rendere uniforme il costo del denaro per questi importanti settori produttivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Semplicemente per dire che normativa di carattere generale quali quello che attengono al sostegno delle attività produttive non dovrebbero essere trattate in questo modo, attraverso emendamenti difficilmente afferrabili nelle loro conseguenze complessive. Ora, mi pare di aver capito che attraverso un emendamento qui si introduce un abbattimento del costo del denaro per attività produttive che porta le agevolazioni del settore commerciale...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non ci sono emendamenti.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ci sono anche emendamenti, perché sono stati annunciati e sono stati oggetto di parere. In ogni caso intervengo sulla norma. Si introducono queste modificazioni che, in buona sostanza, rendono il costo del danaro per l'esercizio delle attività commerciali, pari al costo del danaro, per altre attività economiche, principalmente le attività artigianali. Ora, non sono in condizione oggi di valutare se una tale misura di politica economica - poi si dirà che si tratta di un abbattimento del costo del danaro, in realtà è una misura di incentivazione - nell'attuale condizione del tessuto produttivo sardo sia una misura di equità, perché il fatto che si debba intervenire per sostenere le diverse attività economiche, non vuol dire che si devono sostenere sempre e comunque allo stesso modo, perché sono diverse le attività, è diversa l'entità delle intraprese, è diversa anche la funzione sociale. Ora, senza un'analisi appena appena, non dico compiuta, ma appena appena accennata sull'attuale consistenza e sui bisogni di fondo dei diversi settori produttivi nella nostra regione, come si fa a dire che il costo del denaro per l'attività commerciale deve essere equiparato a quello per le attività artigiane? E' un problema che pongo, io non ho la soluzione, né nella contingenza attuale, ben si intende, nessuno dirà che è contro l'abbattimento del costo del denaro, o meglio, l'agevolazione pubblica per il settore commerciale pari all'agevolazione per il settore artigiano, solo che non si comprende quali siano le dinamiche che da ciò discendono, perché è chiaro che c'è un'interconnessione tra i diversi settori.

La dimensione artigiana non è solo una dimensione quantitativa, è anche una dimensione qualitativa, cioè il produrre artigiano è il produrre nel modo più diretto e l'impresa artigiana ha un limite anche di consistenza, cioè è per sua natura una piccola e media impresa. L'attività commerciale è un'attività molto generica; si dirà che ci sono dei limiti: non più di un miliardo o di due miliardi. E' vero ci sono limiti, ma i limiti sono spesso superabili con vari artifici, quali per esempio una diversa articolazione societaria. Io non reputo che oggi sia un buona misura di politica economica equiparare, senza un'analisi e senza una previsione delle conseguenze non solo per quanto riguarda i costi per la regione, ma soprattutto per gli effetti nel sistema produttivo, di equiparare l'agevolazione sul costo del denaro nel settore commerciale, a quella per il settore artigiano. Dovrebbe dire qualcosa su questo l'Assessore della programmazione, perché siamo in tema di programmazione economica, agevolare un settore o equiparare non sempre giova, bisognerebbe sapere qualcosa di più di che cosa comporta tutto questo. Quali imprese commerciali? Perché siamo in un vasto mondo dentro il quale si muovono soggetti sociali ed economici diversi. La programmazione dovrebbe essere un sistema attraverso il quale si sostiene il soggetto più utile e il soggetto più debole - questa sarebbe programmazione - per consentire il massimo sviluppo di tutte le attività produttive. Tutto questo non c'è. Un articolo propone questa agevolazione, il clima e la situazione e la contingenza elettorale certamente suggeriscono a molti questo tipo di interventi, poi questa cosa, ne sono sicuro, sarà oggetto di tanta esposizione. Ho sul tavolo, una pubblicazione simpatica, non so neanche di quale organizzazione sia, credo che sia pubblica, l'ho tenuta nel cellophane, così si conserva meglio e non prende polvere, però io mi domando se in questo momento, nella copertina di una rivista di un ente pubblico-economico, non so se della Camera di Commercio, del Casic o altro, debba proprio apparire un consigliere regionale, il collega Usai.

USAI SANDRO (P.P.I.). Non sono colpevole io.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Non è mai colpevole uno di noi, ci mancherebbe che uno di noi sia colpevole, però certo è che mezza Sardegna è inondata di queste riviste in carta patinata, pubblicate da un ente pubblico.

Io voglio dire che bisogna essere un po' più prudenti. Può darsi che norme di questa natura siano utili, però dovrebbero derivare da uno studio, da un'indagine, da un'analisi, non solo da una spinta all'equiparazione. Molte volte la differenza è giusta, molte volte è proprio la differenza che fa la giustizia, a seconda delle condizioni nelle quali si opera e si produce. Questa norma non mi convince, però non si può dire che siccome non convince perché non c'è un'analisi, non c'è un'illustrazione, non sia giusta. Speriamo che sia utile. Certo i dubbi rimangono: misure del genere non si dovrebbero adottare mai senza un'analisi della situazione economica e senza la previsione delle conseguenze sul sistema produttivo isolano e in genere. Quando si parla di leggi di fine legislatura, tutti vanno sempre a vedere se c'è una promozione di un impiegato o cose simili. Le leggi di fine legislatura, quelle che non dovrebbero essere fatte, sono invece quelle che introducono proprio queste agevolazioni in modo massivo, generico, senza conoscere esattamente gli effetti. Altro che promozione di questo o di quello, che una cosa che non si dovrebbe fare ma che certamente non arreca danno irreparabile al sistema produttivo ed economico regionale. Ho dunque delle perplessità che potrebbero anche essere fugate se la Giunta ci desse elementi per ritenere invece questa una saggia misura di politica economica utile al sistema produttivo, che agevola una categoria senza creare squilibri nell'insieme dell'organizzazione economica e produttiva della regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU (P.D.S.). Solo due minuti, signor Presidente e colleghi, per tranquillizzare il collega Cogodi sul fatto che comunque permane una differenza nelle leggi di incentivazione a favore dell'artigianato e che comunque le categorie degli artigiani si ritengono pienamente soddisfatte dalla legislazione che noi abbiamo recentemente approvato in Consiglio regionale. Le norme che approveremo, spero questa mattina, si sono rese necessarie in virtù di quello che è avvenuto sui mercati finanziari del nostro Paese e in virtù delle decisioni adottate dalla Banca d'Italia relativamente al costo del danaro...

(Interruzioni)

Dicevo, che questi aggiustamenti si sono resi necessari a causa delle politiche finanziarie adottate dal Governo, nel senso che nelle nostre leggi noi ci eravamo agganciati al tasso ufficiale di sconto che, come è noto, è stato ribassato in maniera drastica, per cui il rischio concreto è che le leggi di incentivazione così concepite possano essere non utilizzabili dagli operatori economici, sia commerciali che turistici. Si potrebbe obiettare che ci si poteva pensare prima e, forse, si poteva prevedere quanto sarebbe avvenuto sui mercati finanziari. Avrebbe dovuto prevederlo la Giunta e forse anche il Consiglio. Nessuno lo ha previsto, però una volta che si è commesso l'errore io penso che sia peggio perseverare nell'errore che correggerlo. Non possiamo avere una legislazione che poi non è efficace, non svolge nessun ruolo. D'altra parte muoversi nella direzione di favorire per quanto possibile al meglio la ristrutturazione delle imprese commerciali credo che sia un dovere preciso anche di questo Consiglio, considerato che negli ultimi anni, soprattutto nell'ultimissimo anno, siamo andati incontro a una grave contrazione dei consumi, generalizzata nell'Isola, ma con particolari punte pericolose in alcune zone della Sardegna, che mettono in gravissima crisi tutta una serie di aziende commerciali che, se non vengono dati incentivi appetibili, incentivi che possano essere davvero utilizzati, difficilmente decideranno di ristrutturarsi, di riorganizzarsi, di aggiornarsi per stare sul mercato. E questo sarebbe un gravissimo danno per tutta l'Isola. Credo che a questo errore che noi abbiamo compiuto si debba oggi rimediare con questa correzione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio.

BARRANU BENEDETTO, Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Due brevissime considerazioni. Sul merito del provvedimento hanno già detto il relatore e i colleghi che sono intervenuti: si tratta semplicemente di un adeguamento che non poteva essere previsto, per lo meno in questa misura, allorché si votò la legge, e di cui ci si è resi conto allorché si è attivata la trattativa con gli istituti di credito sul problema dei tassi di interesse. E' stata una trattativa abbastanza difficoltosa, non semplice, e la Giunta regionale ha scelto la strada di contattare preliminarmente vari istituti di credito, e ha approvato - come i colleghi della Commissione bilancio sanno - dei testi di convenzione per tutti e tre i provvedimenti fondamentali, cioè quello dell'artigianato, quello dell'industria alberghiera e quello del commercio, avendo come tassi di riferimento quelli più favorevoli praticati dagli istituti di credito contattati. A questo però si è aggiunto il fatto che, mentre quando si faceva riferimento ai fondi di rotazione, anche la parte mutuo si avvaleva di un interesse che era fissato discrezionalmente dalla Regione, in quanto i soldi dati come mutuo erano soldi della Regione, gli istituti di credito invece hanno proposto degli interessi che erano collegati a vari parametri, tra cui costo della raccolta, costo delle sofferenze, e così via. E abbiamo riscontrato che mentre per l'artigianato lo scarto rispetto ai tassi praticati in precedenza con i fondi di rotazione era attorno a un punto, non superiore, per quanto riguarda invece gli altri settori e anche quello delle imprese commerciali, lo scarto era più rilevante e si avvicinava anche al sette, otto per cento. Questo provvedimento si rende necessario per abbassare l'interesse quindi elevare in sostanza l'abbattimento da parte della Regione, avvicinandolo per quanto possibile ai tassi precedentemente previsti dai fondi che la Regione utilizzava.

Per quanto riguarda l'altra norma è stato già detto: siccome si è rilevato che il pagamento delle pratiche relative alla precedente legge "40" è superiore a quello previsto, un uso combinato dei due provvedimenti consente di scaricare su una legge la parte di mutui, utilizzando i fondi di contributi previsti con la nuova legge per soddisfare le pratiche giacenti che del resto il Consiglio aveva introdotto, allorché aveva fatto approvare un emendamento col quale a una determinata data si consentiva il pagamento delle pratiche giacenti con la normativa preesistente, la legge "40" per l'artigianato.

Per il resto la Giunta regionale è pienamente disponibile a ritornare anche nelle sedi opportune per una discussione di merito sugli interventi che affrontino non soltanto gli aspetti finanziari ma anche quelli programmatici in relazione sia alla legge sull'artigianato su cui si è intrattenuto l'onorevole Cogodi, sia gli altri due provvedimenti che sono considerati da questo provvedimento in discussione.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione dell'articolo unico. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo unico.

URRACI, Segretaria:

Articolo unico

1.La misura dell'abbattimento degli interessi di sui alla lettera a) dell'articolo 3 della legge regionale 14 settembre 1993, n. 40, è elevato dal 50 al 60 per cento del tasso di riferimento.

2.L'abbattimento degli interessi di cui all'articolo 2 della legge regionale 14 settembre 1993, n. 42, è concesso nella misura del 60 per cento del tasso di riferimento per le imprese esercenti il commercio.

3.Dopo il comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, è aggiunto il seguente:

"2 bis. Qualora i fondi per l'erogazione dei prestiti a valere sulla legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, risultino insufficienti a soddisfare le domande degli aventi diritto, le stesse sono definite ai sensi della presente legge, fermi restando la concedibilità del contributo contestuale da parte del competente comitato con imputazione diretta al relativo fondo, ed i limiti di ammissibilità della legge n. 40 del 1976.".

4.I termini per la presentazione della domanda di cui al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale n. 42 del 1993, sono prorogati al 30 giugno 1994.

5.Alle relative spese si fa fronte nei limiti e con le risorse esistenti sugli stanziamenti dei capitoli del bilancio annuale e pluriennale della Regione per gli anni 1994 - 1995 - 1996 relativi alle leggi di cui ai precedenti commi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, passiamo alla votazione finale.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della proposta di legge numero 469.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del conigliere del quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 51, corrispondente al nome del consigliere Pau).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Pau.

URRACI, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Pau - Pes - Porcu - Pubusa - Pusceddu - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Tamponi - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Baghino - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto Romano - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lorelli - Lorettu - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas - Muledda - Onida - Onnis - Oppi.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Puligheddu - Urraci - Cogodi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 51

contrari 0

(Il Consiglio approva).

Discussione ed approvazione, presentazione e approvazione di o.d.g. del disegno di legge "Interventi in favore del consorzio di ricerca CO.RI.SA. Alghero" (475)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame del disegno di legge numero 475.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Deiana.

DEIANA (P.P.I.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per sottolineare ancora una volta, per questo e per i prossimi provvedimenti, se così si vorrà procedere, che è difficile intervenire nel merito di provvedimenti di questa natura che, per molti versi, sono del tutto nuovi per il Consiglio regionale, senza una debita illustrazione dei provvedimenti stessi.

Nell'insieme delle cose che qui si susseguono e si accavallano, è difficile avere conoscenza puntuale di ogni cosa, ma mi pare che questo sia un provvedimento che prevede di stanziare 10 miliardi per il salvataggio del CO.RI.SA. Il CO.RI.SA. ha già avuto finanziamenti regionali in questi anni sempre per un salvataggio ritenuto necessario. La mia opinione non è che questo intervento non sia utile, io credo che sia utile; sarebbe però più utile sapere come mai un istituto di ricerca, un consorzio misto, pubblico-privato, di cui è parte rilevante l'Università di Sassari e poi da ultimo gestito - come si usa di questi tempi dire, poi fare è un'altra cosa - con criteri manageriali, con la presidenza affidata a un rappresentante, c'è da ritenere capace, della Confindustria o dell'Associazione degli industriali, arriva a crearsi dei buchi che devono essere poi colmati con l'intervento massiccio di danaro pubblico, pur essendoci tutte le condizioni tecnico-scientifiche, operative e gestionali, perché ciò non accada. Questo non è uno di quegli enti gestiti da burocrati regionali ma vede la copresenza dei massimi istituti, delle organizzazioni e delle associazioni della cultura, della scienza e dell'economia. Quindi ci devono essere altre ragioni non riconducibili alla capacità o incapacità delle persone. Eppure sappiamo che il CO.RI.SA è un'istituzione utile che deve esistere. E' uno dei soggetti chiamati a realizzare, in questa Regione, principalmente nella Sardegna settentrionale, in un rapporto anche di equilibrio con altri centri nel sud della Sardegna come il CRS4, il Parco scientifico e tecnologico, quindi un'articolazione di presenze nel tessuto produttivo, culturale e scientifico isolano e questa è bene. Voglio dire che uno strumento come il CO.RI.SA. se non esistesse, la Regione dovrebbe porsi il compito di costituirlo. Ora però si deve intervenire in modo straordinario, con una legge di salvataggio, una legge regionale anche costituita in fretta, cioè pensata nelle settimane scorse, e noi stessi abbiamo dato senza remora alcuna la deroga perché la legge potesse essere discussa in Commissione. E quando l'opposizione accede all'ipotesi di agevolare il lavoro della maggioranza è perché ha ragioni forti per farlo, cioè si va oltre lo schema tradizionale dell'opposizione che ha interesse a impedire alla maggioranza di fare le cose, così che questa possa avere meno risultati nella sua azione. Noi ci siamo sempre attenuti a un altro schema: quello della produttività, della utilità, della bontà dei provvedimenti. Quando abbiamo ritenuto utile e giusto un provvedimento l'abbiamo sostenuto, indipendentemente dalle maggioranze e al di là di quanto merita - perché non merita nulla - questa Giunta regionale e questa consociazione di potere. E abbiano ritenuto che questo fosse e sia uno dei provvedimenti utili, ad una condizione però che dev'essere chiarita in Consiglio che sia un provvedimento. Dev'essere detto con chiarezza al Consiglio regionale che questo provvedimento non è solo finalizzato a rilevare dei debiti, a tappare un buco, e quindi a ricreare le condizioni per le quali questo istituto di ricerca non ha potuto esplicare la sua funzione, dev'essere un provvedimento risolutivo, non solo sotto il profilo della esposizione finanziaria, ma sotto il profilo della sua funzione. Dobbiamo essere certi che da domani o da quando gli atti successivi alla legge saranno compiuti, questo istituto funzionerà. Di questo dev'essere dato conto al Consiglio, perché se così non fosse falliscano tutti i CO.RI.SA. del mondo e la Regione si tenga i suoi dieci miliardi e li usi in modo più produttivo. Se invece vi sono le condizioni, per cui, con un esborso di dieci miliardi il CO.RI.SA., si può riprendere e svolgere appieno il suo compito, e la Regione si premura di garantire attraverso quali modi questo può avvenire, se anche non bastassero dieci ma fossero indispensabili undici miliardi, io dico si trovi anche l'altro miliardo e si approvi la legge. Quindi questa non è una leggina; intanto dieci miliardi sono un decimo del piano di rinascita che state magnificando; dieci miliardi di questi tempi, in tutti i tempi, non sono una cosa da poco, anche perché si aggiungono a tutto il resto. In ogni caso questa misura dev'essere sorretta e sostenuta da questa dichiarazione che non dev'essere solo un auspicio, signori rappresentanti del Governo della Regione; la Regione spende dieci miliardi e speriamo che i problemi si risolvano! No, attraverso quale strumentazione, attraverso quale sistema di garanzie, attraverso quale progetto di ricerca che si sviluppi e si sostenga, in modo verosimile, se non certo, si può accedere a questa decisione e quindi a questo esborso consistente di denaro pubblico? Io ho detto e ripeto che reputo l'istituto del CO.RI.SA. una di quelle realtà che, se non esistessero, la Regione dovrebbe porsi il problema di costituirle; ciò detto però se il soggetto dev'essere quello, soggetto da confermare per i compiti e i fini dello sviluppo che oggi non può che passare attraverso le istituzioni di alta qualificazione nella ricerca, in modo diffuso nel territorio regionale, questo dev'essere però al Consiglio detto con chiarezza e devono essere forniti elementi che portino non solo ad acquisire un voto favorevole per un finanziamento, ma che sia una conferma politica, convinta del Consiglio regionale per gli istituti di ricerca in Sardegna, soprattutto nei settori più avanzati, quelli che abbiamo ritenuto essere i pilastri della nuova qualità dello sviluppo per la Sardegna, che sono pilastri molto costosi, che però dovrebbero anche avere ritorni di utilità generale per l'intera comunità regionale. Questa è l'operazione, questa è la decisione politica e non di solo sostegno finanziario che il Consiglio regionale sta compiendo. Se questi elementi verranno dati, questa legge non sarà ancora una volta la legge di Tizio o di Caio, ma sarà della Regione, del Consiglio regionale. Non ci voleva nulla a fermare questo provvedimento, perché - ripeto - è un provvedimento che è andato molto di fretta e addirittura in deroga, però proprio per questa ragione non si può dire che si dia tutto per scontato. No, il Consiglio credo abbia bisogno di una illustrazione delle questioni, delle ragioni per cui si è creata questa difficoltà e soprattutto delle ragioni che possono sostenere e garantire la funzionalità successiva e quindi l'utilità della spedita di questi denari pubblici e anche della decisione politica che il Consiglio regionale si appresta a prendere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (P.P.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente perché, rispetto al provvedimento che la Giunta regionale e questo Consiglio regionale stanno esaminando e che mi auguro venga approvato, mi pare che sia importante sottolineare la rilevanza che questo provvedimento assume, non solo per il nord Sardegna ma credo per tutta l'isola. Credo però che vada tenuto presente un aspetto importante che in questi giorni è emerso in termini molto rilevanti e cioè che il piano di ristrutturazione, predisposto e proposto alla Regione, prevede praticamente il licenziamento di una parte rilevante, importante, del patrimonio umano.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non esiste nessun piano. Il licenziamento è stato predisposto dall'attuale amministrazione. Non esiste nessun piano della Regione, l'unico piano della Regione è questa legge.

AMADU (P.P.I.). Chiedo scusa, forse non mi sono spiegato bene. Non ho detto che la Regione abbia predisposto un piano, mi riferivo al piano di ristrutturazione, predisposto evidentemente dall'azienda, dall'attuale amministrazione; d'altronde questi dati sono pubblici e non me li sto inventando; alcuni dipendenti si sono anche incatenati ai cancelli dell'azienda per dimostrare all'esterno la vitalità della loro reazione rispetto ad un piano di taglio indiscriminato di posti di lavoro. Io credo dunque che, nel momento in cui noi stiamo destinando risorse importanti del nostro bilancio, dobbiamo tenere presente che esiste un patrimonio umano, un patrimonio professionale che non dobbiamo trascurare. Io credo che sia giusto che noi ci facciamo carico prima di altri problemi anche e soprattutto di questo aspetto, in un momento in cui la disoccupazione galoppa, è inutile rimarcarlo, un momento in cui dobbiamo salvaguardare quello che di prezioso e di professionale esiste nella nostra Regione. Questa è l'occasione per dimostrarlo con i fatti e non soltanto tentando di fare un'operazione che è anche giusta sotto il profilo della programmazione scientifica e culturale ma deve tenere conto di questi risvolti umani di famiglie che stanno in pena perché alcuni loro familiari stanno per perdere il lavoro. Io credo che, davanti ad un esborso di danaro regionale, di danaro dei sardi, il problema della salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti che sono stati collocati in cassa integrazione e che in questi giorni ancora manifestano il loro disappunto per la loro emarginazione dalla società, non possa essere trascurato in quest'Aula. Io sono favorevole a questo provvedimento ma lo sarò pienamente solo se ci sarà una manifestazione chiara in questo senso, a fronte di questa spesa così ingente, di questo intervento giusto. Anch'io a Sassari ho partecipato a incontri perché si trovasse una soluzione e sono soddisfatto del fatto che sia la Giunta che il Consiglio abbiano messo in rilievo questa esigenza, però il mio voto favorevole sarà incondizionato se ci sarà una chiara manifestazione da parte di questo Consiglio di una precisa volontà di conservare i posti di lavoro e soprattutto di garantire la continuità di professionalità tecniche che meritano di essere salvaguardate.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (P.P.I.), relatore. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, non ruberò molto tempo ma dopo l'intervento del collega Cogodi e del collega Amadu - e prendo atto anche della volontà positiva che ha espresso il collega Cogodi, perché bisogna prendere atto delle posizioni giuste - visto che sono state poste alcune domande, mi sembra giusto, come Presidente della Commissione e come relatore, accennare brevemente ad alcuni punti. Noi sappiamo che natura giuridica ha il CO.RI.SA., sappiamo chi vi partecipa, e conosciamo quasi tutti la situazione, perché tramite le riunioni o tramite la lettura della stampa, abbiamo seguito il problema. Esiste un deficitabbastanza consistente che è dovuto non tanto a delle passività che possono derivare da un certo tipo di gestione ma anche a dei crediti che il CO.RI.SA. vanta, perché, se non ricordo male, mi sembra che vanti circa 7 miliardi di crediti, e sappiamo che c'è una struttura di circa 10 mila metri, così un ottavo di costruzioni, dove si svolge attività di ricerca e il valore di una siffatta struttura sicuramente può andare al di sopra dei 50 miliardi ma non al di sotto. E' una struttura che ha un valore enorme. Noi tutti sappiamo che sono stati finanziati e approvati 13 Parchi scientifici e tecnologici in Italia, uno di questi è il Parco scientifico e tecnologico della Regione Sardegna, all'interno di questo progetto di parco esiste la struttura CO.RI.SA. Ora, se il Consiglio regionale non interviene per sanare questo momento di deficit noi possiamo rischiare addirittura di perdere o mettere in difficoltà l'avvio dell'intero Parco scientifico tecnologico regionale. Di qui l'urgenza di fare le cose in un certo modo. Per quanto riguarda la gestione e l'interpretazione di come sono andate le cose, la commissione VIII ha anche approvato una risoluzione dove chiede che si possa verificare esattamente come stanno le cose quindi ne fa carico all'Esecutivo e di conseguenza al Consorzio 21.

Tutti siamo convinti che bisogna salvaguardare i livelli di ricerca, che bisogna spingerli nel futuro per ottimizzarli e promuovere un determinato livello di quantità e qualità. Tutti siamo d'accordo sul mantenimento dei livelli occupativi. Al comma 2 dell'articolo 1 si parla di un piano pluriennale di risanamento che la Giunta dovrà proporre ed è logico che il problema verrà affrontato contestualmente in un modo diverso. Il Consiglio non poteva - perché l'esperienza di questi ultimi scorci di legislatura, quando abbiamo parlato di personale ce lo dimostrano - entrare nel merito della questione del personale perché non ha competenza anche perché non si tratta di personale. La volontà di risanare questa situazione va a favore sia del Parco scientifico e tecnologico regionale, sia della ricerca, sia del personale, sia dello sviluppo futuro della Sardegna. Allegato a questa risoluzione che la Commissione ha approvato c'è un ordine del giorno che è stato presentato stamattina in Consiglio regionale che fa riferimento ai livelli occupativi; ecco perché ho evitato di intervenire come relatore, rimettendomi alla relazione scritta, ma ho ritenuto opportuno dare questi chiarimenti.

Penso che questo sia un bene irrinunciabile di tutta la Regione soprattutto perché già esistente e perché all'interno del Parco scientifico e tecnologico regionale e perché è un punto di partenza per la ricerca già avviata. E credo che debba essere recuperato anche il suo capitale di risorse umane per lo sviluppo in Sardegna della ricerca e della tecnologia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta come è stato ben rilevato negli interventi di stamane, di un provvedimento importante, non solo per la portata finanziaria, perché si stanno stanziando dieci miliardi e un intervento di questa dimensione è di per sé impegnativo ma è anche importante per la qualità dell'intervento che si prospetta. La Giunta regionale ha assunto l'orientamento di proporre un provvedimento di legge non a cuor leggero ma dopo una riflessione che è durata parecchie settimane. C'è stata anche un'interlocuzione con la Commissione consiliare competente, prima della presentazione del disegno di legge per avere anche delle valutazioni sul merito e per fare in modo che la decisione fosse assunta da parte della Giunta con il conforto di una valutazione più ampia. Per la verità, nella scorsa estate, quando venne approvata dal Consiglio - lo ricordava Cogodi - la manovra integrativa del bilancio regionale, noi decidemmo già un primo stanziamento di un miliardo e mezzo che però non è stato poi erogato perché, in quella fase, si riteneva che quell'intervento di risanamento fosse sufficiente per consentire la ripresa dell'attività del CO.RI.SA. Era la fase in cui c'era stato un cambiamento gestionale del CO.RI.SA. e quindi tutti gli elementi non erano ancora pienamente conosciuti. Nel corso dei mesi successivi, quindi alla fine dello scorso anno, siamo venuti a conoscenza, in modo più dettagliato, della situazione gestionale del CO.RI.SA., dopo però che la Regione sarda aveva compiuto degli atti impegnativi sul piano finanziario e programmatico, perché il CO.RI.SA., come tutti hanno rilevato, è uno dei due siti fondamentali del Parco scientifico e tecnologico regionale, ma non per una valutazione soggettiva fatta da taluno di noi o dalla Giunta regionale, ma perché così ha deliberato con atti il Consiglio regionale, intanto nel momento in cui ha approvato il programma del Parco scientifico e tecnologico regionale predisposto dal Consorzio 21 e sottoposto al parere della Commissione programmazione del Consiglio regionale. In quel progetto di massima si era definito il concetto di Parco regionale e si erano individuate le filiere di ricerca e i due siti fondamentali erano appunto quello dell'area di Cagliari e l'area di Alghero - Sassari e quindi del CO.RI.SA. Non solo, ma nella stessa legge a cui facevo riferimento prima, come voi sapete, avevamo finalizzato con norma gli stanziamenti ingenti decisi con il bilancio pluriennale presentato lo scorso anno, per i progetti di ricerca gestiti dai vari soggetti uno dei finanziamenti più rilevanti era relativo ad un'attività di ricerca consistente proposta dal CO.RI.SA. Ancora, nella proposta approvata dal Consiglio regionale nei primi di settembre per l'utilizzazione dei fondi strutturali '94-'99 della C.E.E., come voi ricordate, l'intervento per il Parco tecnologico era un intervento importante nella parte regionale del programma e, per il primo triennio, gli interventi erano suddivisi quasi nella stessa misura, tra il sito di Cagliari e quello di Sassari - Alghero, e quindi il CO.RI.SA. Non solo - lo ricordava il Presidente della Commissione poc'anzi - il CO.RI.SA. è tra i parchi tecnologici individuati su scala nazionale quindi è una realtà nel quadro della ricerca e dei parchi tecnologici nazionali; ha in essere vari progetti di ricerca e quindi è un marchio su scala nazionale. E' evidente che tutte le imprese - e anche per quanto riguarda il CO.RI.SA., sotto questo profilo, dobbiamo parlare di impresa - non è che possono entrare e uscire dal "mercato" senza problemi. Una volta che il Consiglio di amministrazione aveva accertato che le perdite avevano superato abbondantemente i 2/3 del capitale che era di 200 milioni, la scelta più naturale poteva essere quella di andare al fallimento e di chiudere tutta la partita ma, come noi sappiamo, non sempre questa scelta, che dal punto di vista procedurale può essere quella più semplice, è la scelta più giusta perché questo significa sanzionare la morte di un'impresa con tutto quello che rappresenta come patrimonio di professionalità e anche di ricerca, e quindi come patrimonio materiale che è stato accumulato nel corso degli anni; ed è questo il punto che la Giunta regionale si è trovata a dover affrontare; che cosa accadrebbe se noi lasciassimo andare, applicando le norme del diritto commerciale, il CO.RI.SA. al fallimento? Accadrebbe che una realtà, un patrimonio di professionalità e di ricerche verrebbe meno e soprattutto non avremo la certezza che chi subentra possa rientrare nel mercato, e acquisire quelle posizioni che il CO.RI.SA. nel corso degli anni ha acquisito. Detto questo, è evidente che sul piano dei costi, dato che la cifra era rilevante, abbiamo discusso anche dei motivi delle perdite. Fondamentalmente, come è detto in relazione, le perdite sono determinate dal fatto che il CO.RI.SA. vanta cinque miliardi di crediti nei confronti dell'Agenzia per il mezzogiorno, cioè le vicende della legge "64" hanno portato a non erogare i finanziamenti, che sono stati deliberati - non promessi ma deliberati - a fronte di progetti di ricerca. Il CO.RI.SA. ha mandato avanti egualmente questi progetti di ricerca ricorrendo ad anticipazioni e poi non ha avuto non solo i cinque miliardi di crediti maturati, ma ha dovuto anche sobbarcarsi gli oneri nei confronti degli Istituti di credito. A questi dobbiamo aggiungere un miliardo e mezzo di crediti IVA, e siamo già a sei miliardi e mezzo più gli interessi bancari. Di recente, ci sono stati dei corsi di alta qualificazione, con impegni assunti dal Formez per circa un miliardo, con ricercatori assunti a fronte di questi impegni e con erogazioni che non sono mai avvenute e che si sono aggiunte ai crediti che il CO.RI.SA. vantava nei confronti prevalentemente dello Stato. Questi sono elementi che il Consorzio 21, che viene incaricato con questa legge di effettuare gli interventi di ricapitalizzazione e di risanamento dovrà accettare; del resto la Commissione consiliare ha approvato una risoluzione con la quale chiede alla Giunta regionale di far sì che il Consorzio 21 promuova anche un'indagine sulla responsabilità di carattere amministrativo che dovessero emergere, ed è del tutto ovvio che questo venga fatto. Probabilmente ci sono stati anche degli aspetti gestionali che non sono stati affrontati nel modo migliore possibile e che dovranno essere attentamente valutati. L'intervento quindi tende a salvare, un patrimonio di professionalità. La formulazione della norma ci sembra quella più corretta. Si prevede l'intervento del Consorzio 21, perché è lo strumento di cui la Regione si è dotata per la promozione del Parco tecnologico regionale; l'obiettivo è quello di salvare i progetti di ricerca in essere e le persone che lavorano, ma, dico di più - è un suggerimento che mi veniva dato dal collega Azzena - anche la possibilità di acquisire altri ricercatori, perché è evidente che se si crea una cattiva nomea, i ricercatori, anche non sardi, che hanno fama nazionale e internazionale, a fronte di esperienze che non hanno buon fine, difficilmente potrebbero accettare di lavorare ancora per una società come questa. Sulla base di questi dati, che io ho ritenuto doveroso fornire al Consiglio perché rimangano agli atti, anche se sono dati che sono già stati forniti all'ottava Commissione, la Giunta regionale ritiene che il disegno di legge possa essere approvato in modo tale che l'obiettivo che ci si è proposti possa essere conseguito.

PRESIDENTE. Per consentire la distribuzione di un emendamento che è stato presentato adesso, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 09, viene ripresa alle ore 12 e 26).

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

URRACI, Segretaria:

Art. 1

1. Nelle more dell'approvazione di una legge regionale sulla ricerca scientifica e tecnologica, al fine di consentire l'acquisizione al Parco Scientifico e Tecnologico regionale di tutti i rapporti giuridici e amministrativi facenti capo a: CO.RI.SA. - Consorzio Ricerche Sardegna srl - con particolare riferimento all'acquisizione della disponibilità per un periodo non inferiore a 30 anni di patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell'Università di Sassari, il Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese (Consorzio Ventuno) costituito con legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, è autorizzato ad effettuare gli interventi di ricapitalizzazione e risanamento del suddetto centro di ricerca per una spesa complessiva sino a 10 miliardi di lire.

2. L'erogazione dei fondi di cui al comma 1 è subordinata all'approvazione, da parte della Giunta regionale, di un piano triennale di ristrutturazione e rilancio del CO.RI.SA. nell'ambito dei programmi del Parco Scientifico e Tecnologico regionale.

3. Il piano di ristrutturazione e rilancio dovrà prevedere le modalità e i tempi di gestione della partecipazione del Consorzio Ventuno nel CO.RI.SA.; dovrà in particolare prevedere che, nella fase di riavvio successiva al risanamento, il capitale sociale del CO.RI.SA. non potrà essere posseduto da soggetti pubblici per una quota superiore al 70 per cento. Le fasi successive dovranno orientare l'assetto societario verso l'obiettivo della partecipazione

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

URRACI, Segretaria:

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Morittu - Salis

Art. 1

Nel comma 3 dell'articolo 1 sono soppresse le parole: "Le frasi successive dovranno orientare l'assetto societario verso l'obiettivo della privatizzazione della società". (1)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Art. 1

L'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente: "e la gestione dovrà essere improntata a criteri economici di produttività anche attraverso idonee economie di utilizzo economico dei risultati delle ricerche svolte". (2)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 1

Al 2° comma, terza linea, dopo le parole "Giunta regionale" sono aggiunte le seguenti: "sentite la Commissione consiliare competente". (3)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dire che l'emendamento numero 1, sostanzialmente è assorbito dall'emendamento numero 2 che, in pratica, sostituisce, con altra finalità, il periodo che con l'emendamento numero 1 si proponeva sopprimere. Di fatto è implicitamente soppresso perché sostituito attraverso l'emendamento numero 2. Quindi l'emendamento numero 1, permanendo il 2, è ritirato.

Nel merito, rimangono altre due questioni: nel corso del pur rapido svolgersi della discussione generale, da più parti oltre che al patrimonio d'immagine, al patrimonio immobiliare, al patrimonio di ricerca e di scienza, è stato fatto riferimento anche al patrimonio umano, cioè alle risorse umane che sono impegnate nell'attività pregresse del CO.RI.SA. Ora questo punto non è in legge ma dovrebbe essere più puntualmente e incisivamente detto in Consiglio, anche da parte della Giunta regionale, che nel progetto di riordino e di rilancio e di riorganizzazione deve essere salvaguardato il patrimonio di risorse umane che sono impegnate nel CO.RI.SA. Quindi può questo non essere oggetto, e non lo è, di un articolo di legge, però, siccome il progetto deve essere successivamente approvato dalla Giunta e l'emendamento numero 3, opportunamente aggiunge un passaggio anche in Commissione consiliare competente, è opportuno che sia certificato agli atti del Consiglio che negli intendimenti politici del Consiglio regionale, di cui è garante ovviamente la Giunta, qualunque sia la Giunta che dovrà gestire questa legge, come le altre leggi, è compresa la salvaguardia delle risorse umane che sono impegnate nel CO.RI.SA., perché allo stato delle cose ci sono circa quaranta professionalità a rischio proprio per la condizione di disastro finanziario del CO.RI.SA. Quindi questa è l'ulteriore precisazione che ritengo debba essere fatta non da una ma da tutte le parti politiche.

Per il resto ho già detto: ritiriamo l'emendamento numero 1 perché l'obiettivo per il quale era stato presentato è raggiunto anche attraverso l'emendamento numero 2 che propone una gestione improntata a criteri di economicità e produttività il che va pure bene, l'importante è che nella legge regionale, mentre si interviene col danaro pubblico, non si dica sin d'ora che il progetto deve essere orientato alla privatizzazione. Se si dovrà privatizzare si vedrà, se ci saranno le condizioni, se sarà utile, se sarà giusto, ma dire che un consorzio misto pubblico privato, che oggi il Consiglio regionale salva perché lo considera utile per una finalità complessiva di ricerca e di sviluppo della regione, dovrà essere necessariamente privatizzato, non è opportuno. Se ritiriamo l'emendamento numero 1 l'obiettivo è ugualmente raggiunto attraverso l'emendamento numero 2 che sostituisce l'ultimo periodo del comma 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.

BAGHINO (P.P.I.). Presidente, siamo circa 35 consiglieri regionali e vorrei sapere se il Consiglio ha capito il primo e il secondo emendamento. Il primo è l'emendamento Cogodi.

(Interruzioni)

E' stato ritirato? Ho ascoltato con attenzione. Il primo diceva che non si deve privatizzare. L'onorevole Cogodi ha ritirato l'emendamento perché è implicito nel secondo emendamento e ha spiegato i motivi per i quali l'ha ritirato.

Il secondo emendamento che dovrebbe assorbire il primo, dice: l'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 1 è sostituito nel seguente: "e la gestione deve essere improntata a criteri economici di produttività anche attraverso idonee garanzie di utilizzo economico dei risultati delle ricerche svolte".

(Interruzioni)

Da dove si deduce che si passa alla fase di privatizzazione? Sono bugie. La verità si deve sapere e la verità è che si vuole continuare a mantenere - e bisogna dirlo - anche da parte di una certa parte politica, il carrozzone in piedi. Abbiamo fatto il giro dell'America insieme e abbiamo visto come alcuni meccanismi di ricerca sono davvero improntati all'economicità, qui stiamo scimmiottando, e dico questo perché, i signori consiglieri che votano sappiano che quando si vuole parlare contro lo spreco in un certo modo, si devono dire tutte le cose. Noi qui stiamo dicendo, salvaguardando quel personale che dobbiamo salvaguardare - ed è giusto - perché ha raggiunto un livello di ricerca che sarà utile all'economia della Sardegna se, come dice questo emendamento, la ricerca sarà improntata a criteri economici di produttività, che continuiamo a finanziare questa struttura con i soldi pubblici perché non vogliamo disperdere questo patrimonio culturale di ricerca che sarà utile all'economia della Sardegna. Questo è parlare con trasparenza e chiarezza in Consiglio regionale.

Io sono d'accordo su questo indirizzo, ma diciamo chiaramente che ci assumiamo quest'onere; questo serve per le battaglie politiche perché non ci sono i puri a difesa quando conviene e gli imbroglioni dall'altra parte quando non conviene. Quindi il motivo per il quale è stato ritirato il primo emendamento è solo che questo è orientato a mantenere sine die a carico della Regione questo grosso patrimonio umano di ricerca. Io non ho il piacere di conoscere il personale che opera nel CO.RI.SA., ma certamente se il Consiglio si esprime a favore significa che merita, però, per amore di chiarezza e perché rimanga agli atti diciamo che con questo emendamento ci stiamo assumendo noi...

(Interruzioni)

Chi è che lo firma? La Giunta. Ecco, la Giunta così come ha promesso - non il Comune che non ha soldi, ma la Giunta - l'acquisto ed ha impedito la vendita della casa del più grande uomo di cultura della Sardegna dopo Deledda.

(Interruzioni)

Ecco, diciamo per amore di chiarezza che noi queste cose le facciamo. Quindi questo emendamento va salvato, ma va salvato in questo spirito. Il nostro viaggio in America non è servito a nulla perché lì l'esperienza dimostra tutto il contrario di quello che noi stiamo facendo. Però, siccome noi siamo ancora agli inizi, io dico che è giusto quello che fa il Consiglio, ma diciamolo con chiarezza. Io sono d'accordo Presidente, perciò sono d'accordo solo perché stiamo appena iniziando. Non possiamo disperdere questo patrimonio e ce ne assumiamo noi l'onere. Quindi io sono favorevole, ma con queste motivazioni; sono favorevole. Non perché non vogliamo la privatizzazione, perché anzi sarebbe più giusto avviare il tutto verso la privatizzazione e raggiungere quei modelli. Abbiamo rinviato il raggiungimento di questo obiettivo e io sono assolutamente d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fausto Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA FAUSTO (P.S.I.). Presidente, non vorrei che rimanesse agli atti come volontà del Consiglio la posizione espressa dal collega Baghino, posizione che tra l'altro io in parte condivido nel senso che non mi sembra corretto e giusto mantenere nel tempo la pubblicizzazione dell'ente. La pubblicizzazione a mio giudizio è un momento di riorganizzazione del consorzio e nella fase successiva si potrà pensare a una partecipazione adeguata di privati. D'altro canto la norma dice chiaramente che il capitale pubblico non potrà superare il 70 per cento, per cui nel tempo potrà essere ridotto e può essere che il Consorzio e la Giunta regionale decidano insieme al Consiglio di ridurre la partecipazione pubblica al punto da farla diventare minoritaria e a quel punto la presenza dei privati sarebbe prevalente, oppure è possibile che si decida anche di mantenere una presenza pubblica consistente all'interno del CO.RI.SA. Questa precisazione mi sembrava utile.

Un altro intervento di testimonianza: stiamo concludendo la legislatura e nella legislazione in vigore, tutte le norme sono impregnate di elementi di cogestione tra esecutivo e legislativo. Ancora una volta, con un emendamento, viene introdotto il controllo da parte della Commissione sugli atti dell'Esecutivo, un controllo che è a mio giudizio inutile e che serve solo per allungare i tempi decisionali e che va contro quegli indirizzi che abbiamo stabilito, e qui più volte enunciati, dalla rapidità delle decisioni e soprattutto del pragmatismo nell'affrontare queste problematiche. Io ero contrario nel passato, è una battaglia che ho fatto dall'inizio della legislatura, negli anni, e continuo ad essere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Per quanto riguarda il problema dei livelli occupativi, e l'ho già detto nell'intervento che ho fatto in precedenza, che l'intervento è finalizzato a salvaguardare il patrimonio di professionalità rappresentato dai ricercatori che operano al CO.RI.SA. Ho anche chiarito che la salvaguardia del patrimonio di professionalità è importante non soltanto per i ricercatori che vi operano, ma anche perché - ricordavo un'osservazione fatta dall'Assessore della pubblica istruzione la non salvaguardia delle professionalità attualmente in carico al CO.RI.SA sarebbe un cattivo indizio anche per i nuovi ricercatori perché evidentemente, li porterebbe probabilmente a non accettare di lavorare per una società che non mantenesse gli impegni. Non solo, ma nell'ordine del giorno che dovrà essere discusso, mi pare al primo punto, è chiarito questo aspetto, quindi mi pare che non possano esservi dubbi sotto questo profilo. Naturalmente tutto deve essere collegato, per evitare - anche questo mi pare di averlo detto - che si riproducano problemi di gestione delicati e diseconomie strutturali. Occorre che la salvaguardia delle professionalità sia collegata a piani aziendali e piani di ricerca che siano economici perché altrimenti tra un po' di tempo ci ritroveremo di fronte ad una situazione di perdita come quella che si è verificata adesso. Anche questo ha contribuito alle perdite, cioè il fatto che non vi è stata una piena corrispondenza tra l'assunzione di ricercatori e progetti di ricerca che venivano finanziati. E' evidente che occorre coordinare questi due aspetti, altrimenti facciamo un cattivo servizio ai 48 ricercatori che già operano e che sono un patrimonio di professionalità che va salvaguardato.

Infine, per quanto riguarda la questione che è stata sollevata dall'onorevole Fadda, l'emendamento ripropone né più né meno quello che già prevede il programma del Parco tecnologico regionale, il quale prevede appunto che i piani generali per i vari siti siano sottoposti al parere della Commissione consiliare competente; qui si è soltanto chiesto di riaffermare il principio che giustifica non per la gestione ordinaria dell'attività del CO.RI.SA ma per l'intervento di risanamento, data l'entità di risorse finanziarie che vengono messe a disposizione della Regione per salvare un patrimonio come quello appunto del CO.RI.SA.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è ritirato. Metto quindi in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

URRACI, Segretaria:

Art. 2

1.In applicazione degli interventi di cui all'articolo 1 l'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere al Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese, istituito con legge regionale 23 agosto 1985, n. 21, la somma complessiva di lire 10.000.000.000, in ragione di lire 3.000.000.000 nell'anno 1994, lire 5.000.000.000 nell'anno 1995 e lire 2.000.000.000 nell'anno 1996 (cap. 03069/01).

2.Nei bilanci della Regione per l'anno 1994 e per gli anni 1994/1996 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art, 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire 3.000.000.000

1995 lire 5.000.000.000

1996 lire 2.000.000.000

mediante utilizzazione della voce 1 della tabella B allegata alla legge finanziaria

In aumento

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03069/01 - (Nuova Istituzione) -

Contributo straordinario al Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese - Consorzio Ventuno - per la ricapitalizzazione della Società Consortile per le Ricerche in Sardegna (CO.RI.SA.)

1994 lire 3.000.000.000

1995 lire 5.000.000.000

1996 lire 2.000.000.000

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'ordine del giorno pervenuto alla Presidenza.

URRACI, Segretaria:

Ordine del giorno Satta Gabriele - Deiana - Manchinu - Serra Antonio - Satta Antonio - Fadda Fausto Romano - Giagu - Lorettu - Cocco - Casu Maria Vittoria - Lorelli - Desini - Merella sulle garanzie politiche per il concreto rilancio del CO.RI.SA. e per la salvaguardia e la valorizzazione del "capitale umano" in esso operante.

Il Consiglio regionale, al termine della discussione sul D.L. 475/A, riguardante la ricapitalizzazione ed il rilancio del CO.RI.SA.;

FERMAMENTE CONVINTO della necessità che gli interventi prospettati dal sopraccennato DL siano posti in essere con tutta la celerità e l'urgenza che il caso richiede;

RITIENE che:

1. la mole finanziaria disposta sia tale da richiedere le massime garanzie di trasparenza nel processo di somministrazione delle stesse, nonché la più rigorosa valutazione del Piano di rilancio, per quanto riguarda la tutela dei livelli occupativi e la piena valorizzazione della professionalità dei ricercatori in coerenza con le azioni di rilancio e di potenziamento del CO.RI.SA.;

2. lo schema di azione di rilancio predisposto ad opera dell'Amministrazione carica dello stesso CO.RI.SA. sia solo un primo, parziale punto di partenza, e che occorra pertanto che la nuova maggioranza azionaria pubblica si faccia carico, in stretta intesa con l'Università degli Studi di Sassari e nel quadro delle necessarie connessioni con la più generale politica regionale in materia di ricerca scientifica e tecnologica, di porre al centro dell'azione di rilancio, in una con la preventiva operazione di ricapitalizzazione e con il conseguente diverso proprio ruolo nell'amministrazione del CO.RI.SA stesso, un Piano organico che colleghi le potenzialità di mercato interno regionale (livello di minima operatività) con quelle, ben più ampie (soprattutto se ricercate in sinergia con il CNR) ad esso esterne, di carattere sia nazionale, sia internazionale;

Impegna

la Giunta regionale a porre in essere tutte le azioni di indirizzo e di controllo che le competono, in modo tale che il Consorzio 21 segua le linee-guida descritte ai precedenti punti 1) e 2), ponendo in tal modo le basi per un effettivo rilancio, con i caratteri sopra richiesti, di una struttura di enorme valore non solo per un territorio, per molti versi già duramente penalizzato, ma per l'intera Sardegna. (1)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU BENEDETTO (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io dichiaro di votare a favore dell'ordine del giorno, condividendone lo spirito e la lettera, ma proprio per questa ragione non comprendo perché ordini del giorno che accompagnano una legge, e quindi in qualche modo ne danno anche una illustrazione da parte del Consiglio, che vota uno strumento specifico quale è appunto la legge, non possono essere quando la discussione generale presenta una convergenza sostanziale di opinioni sull'obiettivo principale, debbano diventare strumenti di necessaria, voluta, ricercata, ulteriore distinzione. Si è intervenuti nella discussione generale, abbiamo dato un contributo, abbiamo dato atto che questa legge va nel Guinness dei primati perché la Giunta l'ha approvata il 16 febbraio 1994, è arrivata in Commissione il 23 febbraio e lo stesso giorno è stata approvata, e dopo 10 giorni la legge è già in Aula. Per la parte di opposizione che svolgiamo noi di Rinascita e Sardismo, abbiamo dato un contributo anche a migliorarla. Ora viene presentato un ordine del giorno che porta 12 firme, tutte ovviamente di ottimi colleghi, consiglieri regionali, di Sassari, che debbono mettere il marchio, il timbro su una legge che il Consiglio regionale sta approvando. Io dico che non è corretto, ma siccome la sostanza è giusta voto comunque a favore, se si cancella l'intestazione. Posto che c'è la sostanza, posto che c'è la convergenza, posto che c'è la dichiarazione di buona volontà, si sarebbe dovuto presentare un ordine del giorno illustrativo da parte di tutti i Gruppi consiliari che dichiarano di sostenere la legge, sottolineandone in questo modo l'importanza. L'elencazione dei consiglieri regionali dell'interpartito sassarese ritengo sia un atto di scortesia nei confronti di tutto il Consiglio e se mi consentite anche un atto non proprio di bon ton. Se i colleghi ritenessero potrebbero ritirare almeno l'intestazione; l'ordine del giorno potrebbe essere firmato dai Capigruppo, rimanga cioè la sostanza e per quanto possibile si espunga questo aspetto che guasterebbe un pochino un provvedimento che una volta tanto il Consiglio sta assumendo con piena conoscenza e con convergenza di volontà politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Satta Gabriele. Ne ha facoltà.

SATTA GABRIELE (P.D.S.). Signor Presidente, io credo che se anche le firme sono tutte di una certa parte territoriale non ci sia materia di scandalo. In ogni modo, io sono il primo firmatario, e per quello che rappresenta la prima firma di un ordine del giorno sarei anche disposto a togliere l'intestazione e a farlo firmare a tutti i Capigruppo, altrimenti non si capisce perché debba essere ritirato un ordine del giorno che riassume una discussione che è stata convergente. Francamente, non capisco la materia dell'obiezione; l'ordine del giorno è stato presentato durante i lavori del Consiglio. Io mi ero peritato di preparare la bozza di ordine del giorno e di consegnarla al Presidente della Commissione che ha approvato la legge nella serata di martedì, pensando che ci fosse il tempo sufficiente per scientemente coinvolgere quanti andavano coinvolti. Il precipitare dei lavori dell'Aula non ha consentito di fare altro che ricercare all'ultimo momento le firme possibili. E ovviamente le firme possibili sono anzitutto quelle del territorio.

(Interruzioni)

Certo ci stiamo avviando anche verso forme di rappresentanza di questo tipo anche se in questo Consiglio ancora non ci si arriverà. In ogni modo, io sarei disponibile a ritirare la firma se questa venisse sostituita con un atto che sia dell'intero Consiglio regionale, altrimenti non capisco perché un ordine del giorno che esprime la concorde volontà del Consiglio, solo perché firmato da alcuni consiglieri e da altri no, cosa che succede regolarmente, debba essere ritirato. Francamente non capisco.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno è qui e chi vuole lo può firmare; adesso non possiamo sostituirlo. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (M.S.I.-D.N.). Per annunciare il mio voto favorevole a questo ordine del giorno.

(Interruzioni)

Sarò il futuro deputato di Sassari, onorevole Cogodi. Anche se il mio nome non c'è, mi dichiaro profondamente convinto di quello che l'ordine del giorno contiene, e quindi lo voterò in maniera convinta perché ritengo che il Consiglio regionale debba anche risolvere questa questione del CO.RI.SA.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo ora alla votazione per appello nominale del disegno di legge numero 475. Per dichiarazione di voto ha domandato di parlare l'onorevole Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (P.P.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, in sede di intervento durante la discussione generale, avevo in pratica condizionato il mio voto favorevole al fatto che il Consiglio e la Giunta regionale assumessero l'impegno a far sì che venisse garantita l'occupazione e soprattutto venissero riammessi in servizio il personale che è stato ora collocato in cassa integrazione. Poiché in quest'Aula è emersa chiaramente la volontà politica di perseguire questo obiettivo, tolgo la riserva e dichiaro il mio voto favorevole.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della proposta di legge numero 475.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 1 corrispondente al nome del consigliere Amadu).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Amadu.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto Romano - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lai - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Pes - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Salis - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serri - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: il Presidente Floris.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 56

contrari 0

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 13 e 04.