Seduta n.242 del 10/10/2006
CCXLII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 10 ottobre 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 17 e 08.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 26 settembre 2006 (236), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antioco Porcu e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 10 ottobre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione CASSANO sulla sospensione del contributo ordinario a favore del Comune di Alghero per il 'Capodanno Algherese'". (26)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANNA Matteo sulla necessità di riqualificare le pro loco della Sardegna". (156)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione CASSANO sui tagli ai contributi regionali alle pro loco contenuti nella manovra finanziaria 2005". (162)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione LIORI sullo smembramento dei servizi dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri". (405)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione AMADU sui rischi di marginalizzazione dell'aeroporto di Alghero (SS)". (443)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANNA Matteo sulla scomparsa della Costa Smeralda dalla BIT di Milano". (457)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione AMADU sulla necessità di favorire i voli delle compagnie aeree a basso costo (low cost)". (531)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANCIU sulla sospensione dell'istruttoria delle pratiche di agevolazione finanziaria presentate ai sensi della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51". (553)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze.
Per prima viene svolta l'interpellanza numero 188/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu sugli aiuti per gli investimenti nelle aziende agricole (annualità 2006) previsti dal bando POR - Misura 4.9.
I sottoscritti,
rilevato che il bando POR - Misura 4.9 "Investimenti nelle aziende agricole" annualità 2006, prevedeva, fra gli altri, aiuti per gli investimenti nel comparto D (cavallo anglo-arabo-sardo);
constatato che, nell'elaborazione della graduatoria delle domande ammissibili, il bando stabiliva la possibilità di attribuzione di 10 punti per le aziende aderenti ad organizzazioni di filiera (cooperative, consorzi, associazioni di produttori riconosciute);
ritenuto che, in considerazione della peculiarità del "prodotto" cavallo, la cui commercializzazione avviene da sempre ed in ogni dove sulla base di requisiti particolari, in un rapporto diretto fra venditore e acquirente, non trova alcuna giustificazione o prospettiva la presenza di una organizzazione di filiera, tanto che non ne esiste alcuna in Sardegna, né in qualsivoglia regione d'Italia;
evidenziato che tale fatto penalizza pesantemente il comparto rispetto ai restanti (ovino, suino, bovino, ecc.) laddove sussiste per le ditte richiedenti la possibilità, aderendo ad organizzazioni di filiera, di beneficiare di 10 punti in più in graduatoria su un totale di 40 punti assegnabili;
preso atto che per le motivazioni di cui sopra, si dà luogo ad una inaccettabile disparità di trattamento, presumibilmente illegittima sotto il profilo giuridico, posto che tutte le aziende dei vari comparti debbano poter fruire delle medesime possibilità di accesso agli incentivi previsti dal bando,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) per quali motivazioni la Giunta regionale non abbia ancora intrapreso alcuna azione per intervenire tempestivamente sul problema al fine di ripristinare una situazione di uguaglianza tra i vari comparti nella fruizione degli aiuti previsti dal bando POR - Misura 4.9 a garanzia e tutela della varietà degli investimenti nel settore agricolo;
2) i motivi per cui non sia stata presa in considerazione l'eventuale possibilità di stralciare dal totale dei progetti approvati per le varie misure i progetti di cui al comparto D, così da costituire una graduatoria a sé stante e che gli stessi possano essere ricompresi nei fondi aggiuntivi PIT (euro 10.000.000).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che il testo dell'interpellanza sia abbastanza chiaro. Nel bando POR - Misura 4.9 "Investimenti nelle aziende Agricole", per l'annualità 2006 si prevedevano aiuti per gli investimenti nel comparto D) che riguarda l'allevamento del cavallo anglo-arabo-sardo. Nel bando è stabilita una serie di punteggi assegnati in base al riconoscimento di alcune caratteristiche stabilite all'interno del bando;il massimo di questi punteggi, 10 punti, è assegnato alle aziende che aderiscono a organismi di filiera quali cooperative, consorzi, organizzazioni di produttori riconosciute, intendendo che in queste aziende il prodotto segue il percorso dal produttore al consumatore.
Nel comparto specifico del cavallo anglo-arabo-sardo, per la peculiarità del "prodotto cavallo", non esistono associazioni di filiera se non quelle sportive, o quelle che seguono la riproduzione e quant'altro che, come giustamente è stato detto dagli uffici, non possono essere riconosciute come organizzazioni di filiera. È chiaro quindi che i produttori e gli allevatori del cavallo anglo-arabo-sardo vengono penalizzati in quanto, non potendo avere l'assegnazione dei 10 punti, i loro progetti non rientrano all'interno di quelli ammissibili. Questo mi risulta per alcuni territori dalla nostra Regione mentre, secondo notizie recentissime, ma in questo momento non documentabili, sembrerebbe che in altre province della Sardegna si siano verificate situazioni diverse, per cui a diverse aziende sono stati riconosciuti i 10 punti e quindi hanno usufruito dei finanziamenti della Misura 4.9.
Però, se in Sardegna non esistono le organizzazioni di filiera riconosciute, io mi chiedo come in alcune parti della Sardegna possano essere stati inclusi alcuni allevatori e in altre parti esclusi. Ma, se questo non dovesse corrispondere, ovviamente, siamo qui ad ascoltarne le ragioni.
Riteniamo comunque che si possa in ogni caso, così come proposto nell'interpellanza, , se riconosciuta questa carenza da parte del bando POR - Misura 4.9, riconsiderare la posizione delle domande presentate per il comparto D) e l'assegnazione degli eventuali punteggi; nella stessa interpellanza poi si indica la fonte finanziaria con la quale si può sopperire, eventualmente, al finanziamento delle aziende di questo comparto che rispondano ovviamente, alle caratteristiche richieste dal bando.
Allo stato mi sembra infatti che si creino delle preclusioni nei confronti di un comparto, quello del cavallo anglo-arabo-sardo, chepuò essere trainante anche per lo stesso sviluppo economico della Sardegna, ma che si vede in questo momento penalizzato per l'assenza di organizzazioni di filiera sul nostro territorio.
Ascolterò chiaramente le ragioni o le eventuali proposte che l'Assessore vorrà portare all'attenzione dell'Aula per correggere le discrepanze presenti all'interno del bando.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, signori consiglieri, l'interpellanza che è stata presentata merita una particolare attenzione perché, dalla stessa, sembrerebbe che la Giunta non dia sufficiente attenzione al comparto del cavallo; in effetti non è così e la dimostrazione è data dall'istituzione, nell'ambito della riforma degli enti, di un dipartimento apposito.
Nel caso specifico, però, i criteri di assegnazione delle priorità e dei punteggi sono coerenti con quanto previsto nel complemento di programmazione e sono uno strumento attraverso il quale l'organo politico privilegia alcuni settori, piuttosto che altri, all'interno di una valutazione più generale dell'economia in Sardegna, tendente ad incentivare quei processi di aggregazione che si ritengono utili ed indispensabili se si vuole uscire da un'economia del comparto agricolo frammentaria e poco orientata al mercato stesso. Quindi il voler riconoscere i 10 punti agli operatori che si aggregano in organismi ufficialmente riconosciuti come tali e rappresentativi della filiera è uno strumento attraverso il quale si portano avanti politiche del comparto agricolo.
In relazione al fatto che, come si diceva poc'anzi, in alcune realtà territoriali i 10 punti possono essere stati assegnati e in altre no, rispondo che, chiaramente, siamo ancora nella fase della analisi delle domande e, di conseguenza, non è stata ancora definita alcuna graduatoria, anche perché sulla Misura 4.9 sono stati presentati circa seicento ricorsi, a mano del direttore generale dell'ERSAT, che devono essere ancora valutati e i cui esiti potrebbero influire sulla graduatoria regionale.
L'auspicio è che anche il "prodotto cavallo", così importante sia da un punto di vista economico che sociale, possa essere meglio organizzato per meglio affrontare il mercato.
Rimane comunque da fare un'altra considerazione; se delle iniziative di investimento rientrassero nell'ambito della progettazione integrata, nel momento in cui si fosse chiamati a fare le valutazioni del partenariato e questi progetti fossero ritenuti validi nell'ambito di quella progettazione, avrebbero certamente diritto ai 10 punti riservati a questa progettazione integrata e quindi potrebbero essere utilizzate le risorse pari a circa 10 milioni di euro che la Giunta ha riservato a tal fine.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto. Ricordo che il tempo a disposizione per la replica è di tre minuti.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, Assessore, non so se dichiararmi soddisfatto o meno perché non ho capito bene la sua replica. Lei sa e mi insegna che cooperative, consorzi, associazioni di produttori non si possono costituire in pochi mesi; perciò dal momento in cui il bando è uscito, prevedendo alcune organizzazioni di filiera, non possiamo dire che in conseguenza di ciò costringiamo gli allevatori a consorziarsi, a costituire associazioni produttive di filiera e quant'altro. Però l'abbiamo inserito all'interno del bando, come vincolo della Misura richiamata. Vincolo in che senso? Vincolo nel senso che o fai parte di un'organizzazione di filiera o non ottieni i 10 punti.
Assessore, non ho ben capito se a questo si intende rimediare o meno per fruire dei 10 milioni previsti nel PIT. Al momento esiste una disparità perché, accertato che al momento non esistono in Sardegna le organizzazioni di filiera per il "prodotto cavallo" anglo-arabo-sardo, è chiaro che noi praticamente stiamo negando al comparto, pur avendolo inserito, la possibilità di fruire dei benefici della Misura in questione.
Quindi da una parte diciamo agli imprenditori del settore che possono fare le domande, dall'altra praticamente li escludiamo perché per rientrare nella graduatoria è fondamentale l'assegnazione dei 10 punti.
Altra sottolineatura va fatta in merito alle graduatorie che a me risultano essere pubblicate e soprattutto non essere graduatorie regionali bensì provinciali. Le graduatorie invece, in base al suo autorevole intervento, possono essere considerate, provvisorie in attesa delle opportune verifiche sul problema sollevato: ristabilire i criteri di uguaglianza tra i vari settori. Mettiamo tutti agli stessi blocchi di partenza e poi, giustamente, premiamo chi merita di essere premiato.
Assessore, la prego, io la inviterei a riconsiderare i termini dell'interpellanza stessa e a fare le opportune verifiche su quanto, non direi denunciato, ma indicato nell'interpellanza medesima per superare eventuali diseguaglianze in modo tale che, se c'è la possibilità, effettivamente si ammettano ai benefici i produttori e gli allevatori del "prodotto cavallo" anglo-arabo-sardo. Io credo che si possa intervenire correggendo una disattenzione perché nel momento in cui è stato fatto il bando non si è tenuto conto, probabilmente, che in Sardegna non esiste la filiera per questo tipo di aziende. Rideterminiamo i punteggi e riproponiamo in modo definitivo quelle che, se lei mi consente, oggi io potrei definire bozze di graduatoria. Se è così la pregherei di darmi una risposta positiva o di rigetto di tale proposta nel corso della prossima interpellanza, in modo tale che un suo intervento possa fare chiarezza.
PRESIDENTE.
Passiamo all'interpellanza numero 193/A abbinata all'interpellanza numero 194/A in quanto di argomento identico.
(Si riporta di seguito il testo delle interpellanze:
Interpellanza Capelli sull'esclusione della Provincia di Nuoro-Ogliastra dai provvedimenti relativi al riconoscimento regionale di calamità naturale riferito alla grave siccità verificatasi in Sardegna nel periodo febbraio-giugno 2006.
Il sottoscritto,
premesso che nel periodo febbraio-giugno 2006 si è verificata una grave siccità che ha colpito l'intero territorio regionale, provocando danni alle produzioni e alle strutture agricole;
visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, che disciplina gli interventi del nuovo fondo di solidarietà nazionale per la difesa dei redditi agricoli dalle calamità naturali e dalle avversità atmosferiche ad esse assimilabili;
rilevato che, in esito alle verifiche espletate dai competenti servizi dipartimentali dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, gli interi territori delle Province di Cagliari, Sassari e Oristano sarebbero stati inclusi nell'elenco delle zone territoriali nelle quali, a seguito dell'emanazione del decreto ministeriale di riconoscimento dell'eccezionalità della siccità, potranno trovare applicazione le provvidenze economiche previste a favore delle aziende agricole danneggiate, mentre la Provincia di Nuoro-Ogliastra ne sarebbe totalmente esclusa;
visti i dati del Servizio agrometeorologico regionale ed accertato che la scarsa piovosità e le alte temperature hanno ugualmente interessato, nel periodo di riferimento, tutta la Sardegna;
ritenuto che detta esclusione della Provincia di Nuoro-Ogliastra sia del tutto grave ed immotivata,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) con urgenza, ogni informazione e chiarimento su quali motivi hanno determinato questa ingiustificabile esclusione;
2) se ritengano opportuno disporre nuove e più approfondite verifiche da parte dei servizi dipartimentali dell'agricoltura;
3) quali provvedimenti urgenti intendano assumere per evitare che si compia l'ennesimo atto di ingiustizia ai danni degli agricoltori nuoresi. (193/A)
Interpellanza Pirisi - Floris Vincenzo - Barracciu - Sanna Franco - Corrias sulla ipotesi di esclusione delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra dal riconoscimento dello stato di calamità naturale in seguito alla grave siccità che ha colpito la Sardegna nel periodo febbraio-giugno 2006.
I sottoscritti,
premesso che in Sardegna si è verificata una grave siccità nel periodo febbraio-giugno 2006 che ha provocato gravi danni alle colture agricole;
verificato che i dati forniti dal Servizio agro-meteorologico regionale certificano che le elevate temperature e la scarsa piovosità hanno interessato tutto il territorio dell'Isola;
constatato che, a causa di disguidi di ordine burocratico e di comunicazione che contrastano con la realtà, le Province di Nuoro e dell'Ogliastra non sono state inserite tra le province colpite dall'evento calamitoso;
accertato che le aziende che insistono nei territori delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra non potranno giovarsi delle provvidenze economiche concesse alle aziende delle altre province;
appreso che i titolari di aziende ogliastrine e nuoresi si approvvigionano di foraggio dai territori che sarebbero stati maggiormente colpiti da siccità,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) quali ragioni hanno indotto il Governo regionale ad escludere le Province di Nuoro e dell'Ogliastra;
2) quali provvedimenti intendano assumere per correggere un'evidente ingiustizia che rischierebbe di penalizzare ulteriormente gli operatori agricoli nuoresi ed ogliastrini, con una scelta che appare assolutamente iniqua ed ingiusta. (194/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, utilizzerò un minuto in meno per questa illustrazione così da consentire all'Assessore di darmi il suo parere, a seguito della mia replica,sull'interpellanza precedente.
L'interpellanza 193/A, invece, riguarda l'esclusione della vecchia, storica provincia Nuoro-Ogliastra dalle provvidenze derivanti dal riconoscimento regionale di calamità naturale a seguito della grave siccità verificatasi nel periodo febbraio-giugno 2006.
In pratica, colleghi, che cosa è successo? E' successo che non è piovuto in tutta la Sardegna, fuorché nella provincia storica di Nuoro-Ogliastra; la nuvoletta di Fantozzi, la storica "nuvoletta fantozziana" ha prodotto i suoi effetti benefici soltanto entro il perimetro, circoscritto, della vecchia provincia nuorese. Di conseguenza è stato riconosciuto lo stato di calamità naturale causato dalla siccità, con tutto ciò che ne consegue, anche in termini di interventi finanziari, solo ed esclusivamente fuori dai confini della provincia di Nuoro-Ogliastra. Questo nonostante i dati del Servizio agrometeorologico regionale, il SAR, che come voi saprete, come tutti sanno, è il servizio che accerta il livello di piovosità e le caratteristiche degli eventi meteorologici che si verificano in Sardegna, abbiano documentato che nell'isola c'è stato, nello stesso periodo, lo stesso livello di piovosità su tutto il territorio.
Allora, siccome noi non crediamo che esista o che sia transitata sulla nostra isola la famosa e richiamata "nuvoletta fantozziana", riteniamo che si possano richiamare le strutture dell'Assessorato e degli ispettorati, che in maniera solerte hanno effettuato le verifiche di loro competenza soltanto in quattro, cinque punti della provincia Nuoro-Ogliastra e, riscontrato che in quei quattro, cinque siti non si era verificato stato di siccità, hanno esteso il dato a tutta la provincia, ad una ulteriore verifica affinchè attraverso sopralluoghi, indagini, ciò che si riterrà opportuno, si faccia chiarezza su questo stato di cose.
Fare chiarezza è una necessità al fine di applicare queste misure con equità e giustizia in tutti i territori della Sardegna anche per non riscontrare che, per l'ennesima volta, con delle alchimie o con delle interpretazioni quantomeno discutibili delle norme, sono chiamati a pagare sempre gli stessi territori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare la sua interpellanza .
PIRISI (D.S.). Signor Presidente,l'interpellanza 194 si occupa sostanzialmente della stessa questione che il collega Capelli ha appena affrontato. Io mi permetterò, signor Presidente, signor Assessore, di richiamare il fatto che il comparto agricolo nel suo complesso si dibatte in un annosa e perdurante crisi che abbraccia tutta la Sardegna. Non ci sono cioè delle zone franche, la provincia di Nuoro non vive una stagione felice, al contrario! Ci sono zone deboli in Sardegna, ma noi sappiamo che ci sono delle zone più deboli, delle zone più marginali, delle zone più povere, delle zone più depresse, province che sono investite da un fenomeno forte di spopolamento con una forte crisi occupazionale che investe diversi settori a partire da quello industriale; emi fermo qui con i cahiers de doléances, altrimenti rischierei di farla troppo lunga.
Io so molto bene che anche nelle cosiddette province ricche della Sardegna ci sono delle zone deboli, delle zone arretrate e delle zone povere, ma non credo che qualcuno tra di noi possa pensare che la provincia di Nuoro e la provincia Ogliastra, io dico purtroppo, non possano essere annoverate tra i territori più deboli della nostra isola.
Assessore, per questi motivi, assieme ai colleghi firmatari, abbiamo presentato questa interpellanza con lo spirito di trovare assieme una soluzione, ma anche perché questo Governo, Governo di centrosinistra che sta cercando di dare un contributo forte per riequilibrare le parti diverse della nostra isola, trovi una soluzione. Io so bene che esistono problemi diversi, anche di natura tecnica, però in questo caso, illustrissimo Assessore, è la politica che deve prevalere.
Noi abbiamo chiesto di interpellare l'Assessore dell'agricoltura sull'ipotesi di esclusione delle province di Nuoro e di Ogliastra, parliamo di "ipotesi di esclusione" perché riteniamo che una soluzione possa essere trovata, Assessore, sullo stato di riconoscimento della calamità naturale. So bene che ci sono state anche le valutazioni del Servizio agro-meteorologico in base alle quali nella provincia di Nuoro parrebbe esserci stata una piovosità superiore a quella degli altri territori; ma, io mi domando, se così è stato come mai dalle province di Nuoro e Ogliastra si va a fare l'approvvigionamento di foraggio negli altri territori che invece sono stati investiti da una crisi siccitosa più profonda di quella delle due province che, secondo quest'ipotesi, dovrebbero essere escluse?
Io credo che ci sia qualche contraddizione alla quale, Assessore, è necessario che noi diamo, in qualche misura, una risposta; conosco bene anche il contenuto della legge però la Coldiretti, la Confederazione italiana agricoltori (CIA), le organizzazioni sindacali degli operatori del comparto agricolo hanno già presentato diverse istanze in proposito. Io non credo che oggi noi possiamo ipotizzare un'esclusione di queste due province per, anche se così fosse, dei meri errori di carattere burocratico.
Assessore, quindi, lo dico con spirito davvero fortemente collaborativo, non penalizziamo ulteriormente dei territori che sono già di per sé penalizzati, questo Governo cerchi di esercitare la propria funzione con autorevolezza e trovi una soluzione affinché questo territorio, questo comparto e i coltivatori e i pastori delle due province non trovino .un ulteriore motivo per dover abbandonare il campo e, quindi, anche quei territori che oggi stanno soffrendo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, è imbarazzante affrontare questo problema perché le considerazioni politiche che sono state fatte poc'anzi sulla crisi del comparto, sulla specificità delle aree dell'interno, del Nuorese e dell'Ogliastra, evidentemente, non posso che per certi versi condividerle. Però dobbiamo essere estremamente corretti nel comprendere che stiamo applicando una norma che delega all'Assessorato alcune funzioni ma poi l'iter deve proseguire al Ministero competente, il quale Ministero deve trasferire le istanze all'Unione europea che deciderà se ci sono le condizioni per la concessione dello stato di calamità per la siccità. con le relative provvidenze.
In tal senso richiamo una nota della Commissione europea, del primo giugno del 2006, nella quale venivamo invitati a dare ulteriori spiegazioni sulla richiesta di provvidenze per la siccità del periodo settembre-dicembre 2005. L'Unione Europea in quella nota affermava che nell'arco di 15 anni lo stato di calamità per siccità era stato riconosciuto per circa 10 anni di seguito, o qualcosa del genere, per cui stava diventando un fatto non più eccezionale. Ritorno però velocemente a queste interpellanze per dire che il decreto legge numero 102 del 2004 riconosce un risarcimento "qualora il danno raggiunga il 20 per cento della produzione nelle aree svantaggiate e il 30 per cento nelle altre zone". Dice inoltre il citato decreto che le regioni competenti"…deliberano, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione dell'evento dannoso, la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento stesso…"; ciò significa che entro sessanta giorni si devono esercitare tutti i controlli che all'ispettorato o all'Assessorato sono demandati.
Ebbene, non mi risulta che la CIA abbia mai sollecitato su situazioni di danno dovute alla siccità nel Nuorese. Risulta invece che solo la Coldiretti, in maniera tardiva, alla fine di giugno, quando l'evento di riferimento aveva cessato il 30 di maggio, comunicava una situazione di difficoltà relativa soprattutto alle foraggiere. La fienagione era già avvenuta a maggio, soltanto il comune di Sarule ha richiesto l'intervento nei termini. Ma, al di là del rispetto dei termini, ciò non toglie che l'Assessorato attraverso le sue articolazioni a ciò preposte, abbia eseguito accertamenti nei comuni di Desulo, Sorgono, Atzara, Meana Sardo, Ortueri, Fonni, Gavoi, Sarule e Mamoiada, oltre ad aver acquisito i dati del Servizio meteorologico che non è vero che affermi le stesse cose per tutte le Province.
Per Nuoro, per esempio, cito dalla relazione che voi tutti sicuramente avrete visto, le precipitazioni registrate dalle stazioni di interesse sono risultate in generale più contenute rispetto ai totali climatici; per contro, nelle località del nuorese in cui gli apporti piovosi sono stati maggiori, sia in termini quantitativi che di frequenza, sebbene inferiori ai valori medi climatici, le condizioni registrate possono aver assicurato nel complesso una disponibilità idrica sufficiente a garantire una discreta attività vegetativa.
Questi sono gli elementi sui quali l'Assessorato è chiamato ad esprimersi perché questi elementi devono far parte poi del fascicolo istruttorio che va al Ministero e dal Ministero all'Unione Europea perché alla fine la declaratoria che viene fatta dalla Giunta non è sufficiente
per
dare certezze del riconoscimento di questa indennità. Non è purtroppo un fatto politico, vorrei che fosse tale, è un fatto tecnico-amministrativo abbastanza rigido. In relazione alla richiesta di chiarimento sulle graduatorie, sono certamente graduatorie provvisorie perché sono in corso gli accertamenti sui ricorsi e dal loro esito dipenderà anche la riconsiderazione dei termini. Inoltre, dare priorità ad alcuni comparti piuttosto che ad altri discende non dal fatto di considerarli disuguali, ma dal fatto che alcuni sono più strategici rispetto ad altri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Mi ritengo insoddisfatto della risposta sulla "193", Assessore, perché nel nostro territorio la CIA è molto meno rappresentata della Coldiretti, per cui se la CIA non ha fatto i passi dovuti comunque non possiamo dimenticare che a fine giugno li ha fatti la Coldiretti, pur con i limiti temporali che lei ha precedentemente enunciato.
Così come dall'elenco di ispezioni ad opera dell'ispettorato competente da lei citato, rilevo che non mi sono discostato molto dalla realtà nel dire che sono stati visitati soltanto otto paesi rispetto ad altri molto più rappresentativi, in termini di produzioni agricole,presenti nel territorio; neanche uno dei paesi da lei citati appartiene all'Ogliastra, per esempio, perciò non sono state fatte le dovute ispezioni e i dovuti rilievi .
Per quanto riguarda invece il SAR, io interpreto diversamente quello che lei ha letto; la piovosità infatti, nello stesso documento che lei ha, non è indicata in quei termini soltanto per la provincia di Nuoro, perché se va a vedere quanto è successo nella Provincia Ogliastra, lì non citata, è completamente diverso e, in ogni caso, parla di "condizioni più contenute". Allora io non so se leggerlo in termini positivi o in termini negativi; ma, quando il collega Pirisi ha detto che ci sono dei percorsi, politici, per non determinare disuguaglianze, credo che sia stato molto chiaro. Così come possono essere meglio interpretati i dati del SAR e soprattutto non solo per quella provincia, perché gli stessi dati che lei richiama per la Provincia di Nuoro - Ogliastra il SAR li richiama per esempio per buona parte del Goceano e della Gallura, e per questi due territori è stato riconosciuto lo stato di calamità. Questo significa creare uno stato di disegualità che incide nei rapporti tra quel territorio e le istituzioni e, sicuramente, non state rendendo un buon servizio.
Su questa interpellanza mi ritengo quindi totalmente insoddisfatto e presumo che con i colleghi, se ci sarà l'accordo, la trasformeremo in mozione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per dichiarare se è soddisfatto.
PIRISI (D.S.). Assessore, anche per me è imbarazzante dover dire che mi trovo totalmente in disaccordo e sono insoddisfatto rispetto alla risposta che lei, ha fornito testè all'Aula. Io capisco, Assessore, che la CIA non abbia sollecitato, però l'ha fatto un'altra associazione; a me risultava che anche da parte della CIA ci fosse stata un'azione a tutela degli allevatori e dei pastori. Vede, Assessore, in questo momento lo dico con estrema franchezza, non mi importa ciò che ha scritto il SAR perché, come ricordava il collega Capelli, la lettura e l'interpretazione che può essere fatta del documento non è assolutamente univoca; perché, se vediamo quello che è stato scritto, anche per l'Ogliastra e il Nuorese si dice che hanno patito una condizione di siccità.
A questo punto io dico che gli ispettorati provinciali, cioè gli uffici periferici della Regione preposti al controllo, a verificare la presenza di eventuali abusi, avrebbero dovuto comunicare agli allevatori, ai Comuni che in quella situazione (si stava patendo un danno) era indispensabile presentare un'istanza alla Regione che, a sua volta, l'avrebbe inviata al Governo quale titolare della trasmissione all'Unione Europea. Verificando la situazione odierna noi dobbiamo dire che c'è stata da parte della Regione, degli uffici periferici una sorta, come dire, di leggerezza nell'affrontare il problema, ma chi ne piangerà le conseguenze non saranno gli uffici, saranno gli operatori che oggi più che mai hanno bisogno di ricevere non un'elemosina ma un sostegno in modo che un comparto importante trovi il giusto ristoro.
Quindi io, Assessore, so bene che non si tratta di un'azione di carattere politico, però la politica può anche verificare la possibilità di trovare una soluzione di carattere tecnico tra le pieghe di quello che c'è scritto. Al Governo di centrosinistra della Regione, Assessore, chiediamo questo: non l'applicazione burocratica delle norme, lo ribadisco, ma la ricerca di spiragli per dare una risposta anche agli allevatori e agli agricoltori ogliastrini e nuoresi.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 183/A..
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Oppi - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Amadu - Biancareddu - Randazzo sul progetto "Comunas".
I sottoscritti,
premesso che la Regione Sardegna, in qualità di amministrazione coordinatrice, ha avviato la progettazione e la realizzazione di un progetto chiamato "E-Gos/Comunas - I Comuni della Sardegna in rete" con lo scopo di rendere interoperabili i dati gestiti dai sistemi informativi comunali, impegnandosi a garantire con le proprie risorse l'intera quota di cofinanziamento prevista a carico dell'aggregazione tra le amministrazioni;
atteso che il responsabile del relativo progetto è il sig. Pascalis Antonio, dipendente della società Tiscali, giusta convenzione dell'importo mensile di euro 10.000 stipulata con la Presidenza della Regione nel 2005;
preso atto che qualche settimana fa, in occasione della presentazione ufficiale del progetto, era stato enfaticamente annunciato che il relativo portale elettronico era già pienamente operativo;
verificato per contro che a tutt'oggi il portale internet www.comunas.it non è fruibile in quanto non esiste alcun link tra il sistema informativo della Regione e quelli dei comuni aderenti al progetto;
rilevato altresì che le informazioni attualmente disponibili in rete non deriverebbero dall'implementazione del sito istituzionale con i siti correlati dei comuni aderenti al progetto, ma da un travaso operato attraverso una copia fisica dei dati dal server interno dei comuni aderenti verso il server di Comunas;
appurato che alcune amministrazioni comunali, presa conoscenza del fatto, avrebbero già formalmente denunciato l'indebita acquisizione di dati anagrafici e tributari dai propri archivi e la successiva loro pubblicazione sul sito Comunas, messa in atto dalla società ApSystems - Arionline Sardegna in palese violazione della normativa vigente in materia di privacy;
rilevato inoltre che il dominio comunas.it, secondo quanto risulta agli atti dell'authority, risulta essere stato registrato inizialmente dal sig. Pascalis Antonio, il quale ne era pertanto il legittimo proprietario, e solo successivamente trasferito al Presidente della Regione in qualità di rappresentante legale dell'Amministrazione regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:
1) con la massima urgenza, ogni informazione e chiarimento in merito allo stato di operatività del portale www.comunas.it;
2) se la società ApSystems - Arionline Sardegna abbia effettivamente violato la legge sulla privacy e, se del caso, si sia provveduto a darne immediata comunicazione al Garante per la protezione dei dati personali e ad adottare ogni altro adempimento a tutela dei cittadini;
3) le modalità con cui si è proceduto al trasferimento della proprietà del dominio comunas.it dal sig. Pascalis Antonio al Presidente della Regione in qualità di legale rappresentante della Regione.(183).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, con questa interpellanza si cambia totalmente argomento e ci si riallaccia ad alcune considerazioni che sono state svolte in Aula, questa mattina, durante la discussione della mozione, con riferimento ad assunzioni di delibere, assunzioni di decisioni che sono in capo alla Presidenza della Regione e che non sempre avvengono non solo con la dovuta trasparenza ma, devo sottolineare, anche in piena contraddizione con alcune enunciazioni di principio che il Presidente ha sempre portato avanti dalla presentazione del programma all'attuazione dello stesso.
Ma, mi permetto di dire, con la dovuta cautela, che qui sono evidenziati anche fatti, come spesso capita purtroppo di sottolineare durante la vostra gestione, di dubbia legittimità, a livello di azione ma anche a livello di attribuzione di incarichi nelle delibere stesse. Mi riferisco agli incarichi affidati al signor Pascalis Antonio che sono in netta contraddizione, come evidenziato da varie parti, con la volontà del Presidente di affidare la Regione ai laureati, stante anche il fatto che la stipula della convenzione in due mesi viene a costare alla Regione Sardegna 20 mila euro. Va anche sottolineato il fatto che in un primo momento il dominio sia stato iscritto a nome del suddetto signor Pascalis Antonio e, soltanto successivamente, trasferito, così come doveva essere fin dall'inizio, in capo al rappresentante legale della Regione Sardegna, cioè il Presidente della Regione Soru; così come si evidenzia dalle relative visure che sono state fatte sulla identità di un dominio. Sono delle strane coincidenze, degli strani errori che comunque si ripetono molto spesso.
Nella stessa interpellanza viene evidenziato come alcuni comuni si siano visti copiare i loro archivi anagrafici dalla società incaricata, la ApSystems-Arionline Sardegna. Cosa significa questo, per chi non avesse prestato la propria attenzione? Significa porre in essere un atto non autorizzato, e comunque illegittimo per la legge sulla privacy, che è quello di entrare nell'anagrafe di un Comune e copiare non rendere cioè fruibile tramite password sul sito di Comunas così come originariamente previsto dal progetto, questi dati ma operare proprio la copiatura fisica dell'archivio stesso.
Questo è un atto illegittimo che non denuncio io ma i sindaci che si sono visti sottrarre, per non dire rubare, l'archivio anagrafico. Questo denuncia il sindaco di Sestu che nell'atto indirizzato alla stessa ApSystems-Arionline Sardegna, protocollo 16/906, si riserva di intraprendere qualsiasi possibile azione di tutela contro l'indebita acquisizione dell'archivio anagrafico.
Questo è quanto noi abbiamo finanziato con 700 mila euro, questo è quanto abbiamo pagato per una consulenza che non si è ritenuta essere all'altezza; tra l'altro consulenza se non illegittima quanto meno inopportuna essendo lo stesso signor Pascalis dipendente di Tiscali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, io mi limiterò naturalmente a rispondere ai tre quesiti che sono contenuti all'interno dell'interpellanza presentata dall'onorevole Capelli e da altri consiglieri regionali. I tre quesiti sono sostanzialmente questi. In primo luogo si chiedono chiarimenti sullo stato di operatività del progetto Comunas; in secondo luogo si chiede se la società ApSystems-Arionline Sardegna abbia effettivamente violato la legge sulla privacy; in terzo luogo si chiede di sapere attraverso quali modalità è avvenuto il trasferimento della proprietà del dominio Comunas al Presidente della Regione
Sul primo quesito, a tutt'oggi si è conclusa la sola fase della sperimentazione. È stata valutata cioè un'analisi di fattibilità del progetto a cui dovrà naturalmente seguire, ma in una fase successiva, la implementazione di questo progetto con la conseguente piena operatività dello stesso. Il progetto Comunas si inserisce nell'ambito di una strategia che la Giunta regionale si è data in materia di servizi di e-government agli enti locali. Ricordiamo che questi servizi (servizi demografici, tributi comunali, polizia municipale, edilizia privata, contabilità, provvedimenti e atti delle diverse amministrazioni comunali) erogati appunto dai comuni hanno estrema importanza per i cittadini che ne possono usufruire stando comodamente seduti in poltrona. Questo è il primo obiettivo strategico che il Governo regionale si è dato in materia di e-government a favore degli enti locali.
Il secondo, quello forse più ambizioso, è volto a ricercare una sintesi unitaria di una serie di soluzioni operative messe in atto da parte di diversi enti locali; si intende cioè favorire l'istituzione di modelli operativi comuni che consentono di facilitare l'accesso dei cittadini ai servizi di e-government e, di conseguenza, di dare dei servizi, proprio perché c'è una modalità operativa comune, ad un minor costo possibile. In questo caso si è data piena attuazione alla fase della sperimentazione. Con quali risultati? Innanzitutto la sperimentazione è durata sei mesi, si è caratterizzata per l'adozione di una serie di iniziative a livello provinciale che hanno coinvolto tutte le amministrazioni comunali delle diverse otto province della nostra Regione e, alla fine di questa attività, diciamo, di informazione, abbiamo avuto l'adesione di ben 373 comuni. E' un'adesione massiccia, se si pensa che i comuni in Sardegna sono 377, che è andata al di là di ogni più rosea previsione. Dobbiamo andare al consolidamento quindi di questa sperimentazione cogliendo i suggerimenti emersi: arrivare alla condivisione di un modello operativo unitario, e immediatamente dopo alla realizzazione di questi servizi.
Il secondo quesito riguarda un'eventuale violazione della legge sulla privacy da parte della società ApSystems-Arionline Sardegna. Noi pensiamo che non sia stata violata la legge sulla privacy in quanto la fase di sperimentazione non prevede il trattamento dei dati personali sensibili che rimangono nella piena responsabilità dei comuni. L'unico trattamento dei dati che è avvenuto da parte della Regione è stato quello connesso alla gestione del codice di accesso e della password per l'utente abilitato ai servizi di rete. Quindi da questo punto di vista mi sento di poter escludere che sia stata violata la legge sulla privacy, proprio perché nella fase di sperimentazione non si ha nessun trattamento di dati sensibili.
Il terzo quesito atteneva alle modalità di trasferimento delle proprietà del dominio Comunas dal signor Pascalis al Presidente. Il Signor Pascalis è stato inizialmente investito di questa incombenza, in quanto si trattava del referente tecnico per l'attivazione-gestione del dominio. Immediatamente dopo c'è stato il passaggio della proprietà del dominio a nome del Presidente della Giunta regionale, in qualità di rappresentante legale della Regione Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente e Assessore, mi dichiaro totalmente insoddisfatto. Mi fa piacere che l'Assessore sia riuscito a non sorridere ( vorrei dire una frase in sardo, ma non posso in questa sede), mentre dava le sue risposte. Seriamente, Assessore, non si può continuare così! Non vedo Marroccu, il difensore della trasparenza di questo Consiglio, di questa Giunta. Questo è un chiaro esempio della mancanza di trasparenza. E' un chiaro esempio di elusione di una domanda; è un chiaro esempio di fuga di un Presidente che deve dare alcune risposte. E io non ho voluto sottolineare stamattina che sarebbe stata opportuna la sua presenza per discutere questi atti che lui ha deciso, non lei Assessore. Lei dice che si è in una fase di sperimentazione e che i dati sensibili sono in uso esclusivo dell'amministrazione, ma io ho dimostrato che così non è perchè l'amministrazione locale di Sestu, in una nota che credo lei dovrebbe avere, denuncia che i dati sono stati sottratti; ma lo dice soprattutto chi ha verificato con la password (il sottoscritto), è entrato nel sito de comune di Sestu e ha potuto verificare e fruire dei dati sensibili degli altri cittadini.
Perciò, tutto quello che lei ha detto, Assessore, del sito in via di sperimentazione, una fase di sperimentazione che stata presentata invece sulla stampa come già conclusa, la dice lunga sul fatto che di trasparente in tutto questo non c'è niente! Non c'è niente! E io ho colto la sua capacità di sviare e dare risposta solo a quello che c'è scritto qua, ma ovviamente le domande vengono anche discutendo se no a cosa servirebbe l'illustrazione di un'interpellanza? Mi dispiace che sia stato chiamato lei a difendere questa volta l'indifendibile e che sia stato chiamato lei ad eludere una risposta dovuta su un fatto indifendibile e sull'ennesima mancanza di trasparenza e legittimità degli atti portati avanti dalla Giunta e, in questo caso, dal Presidente che molto spesso chiama anche voi a sottoscrivere atti che non vi fanno comunque onore.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 189/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulle assunzioni a tempo indeterminato presso l'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari.
I sottoscritti,
vista:
- la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005) che, con riferimento agli anni 2005, 2006 e 2007, vieta le assunzioni di personale a tempo indeterminato negli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) fino all'emanazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri coi quali devono essere fissati annualmente i relativi criteri e limiti con la sola esclusione dei collaboratori professionali sanitari infermieri;
- la circolare prot. 24185/DG del 27 luglio 2006, con la quale l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, nel fornire indirizzi operativi ai direttori generali delle ASL in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato, testualmente dispone: "La legge finanziaria 2005 ha stabilito che gli enti del SSN devono limitare la copertura del turn over ... secondo criteri da definirsi con apposito DPCM che non è stato ancora adottato .... Pertanto ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere ad alcuna assunzione a tempo indeterminato ... fino a futuri indirizzi che questo Assessorato si riserva di fornire non appena sarà predisposto il richiamato DPCM";
preso atto che, alla data odierna, detto DPCM non è stato ancora adottato, né sono stati forniti indirizzi operativi diversi;
appurato che, in aperta violazione della normativa e delle direttive assessoriali vigenti, con deliberazione del 6 settembre u.s. il direttore generale del "Brotzu", dr. Mario Selis, procedeva all'assunzione in ruolo di un dirigente amministrativo;
evidenziate l'illegittimità e l'illiceità del predetto provvedimento dirigenziale;
considerata, altresì, l'inopportunità dello stesso che finisce con l'aggravare ulteriormente i gravissimi problemi dovuti alle carenze di personale tecnico di radiologia ed alla mancata nomina dei primari dei reparti di neurologia e gastroenterologia della predetta Azienda ospedaliera, alla carenza diffusa di personale infermieristico ed ausiliario,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quali azioni concrete e immediate intendano intraprendere per sospendere, nell'ambito delle proprie competenze, un'assunzione disposta in palese contrarietà alla legge;
2) se non ritengano opportuno invitare il direttore generale dell'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari ad annullare o revocare immediatamente il provvedimento in questione;
3) se non ritengano doveroso censurare il comportamento del direttore generale dr. Mario Selis il quale ha adottato un provvedimento che:
a) viola il disposto della Legge n. 311 del 2004, che prevede il divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato;
b) disattende le prescrizioni contenute nella circolare dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 24185/DG del 27 luglio 2006 (189).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua l'interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, questa interpellanza avrei voglia di non illustrarla perché riporta al problema della legittimità degli atti, alle contraddizioni che interessano poco quest'Aula, a tutti i difensori del sistema democratico e dello Stato di diritto a parole; a parole, siete difensori di Stati di diritto e di legittimità.
Poc'anzi, tutti noi abbiamo un briciolo di intelligenza, quindi è stato compreso da tutti siamo stati posti di fronte all'ennesimo atto di illegittimità. Adesso, con l'interpellanza numero 189/A verifichiamo l'ennesimo atto che si compie in quel della sanità; l'ennesimo atto, perché Assessore - mi dispiace doverlo sottolineare per l'infinitesima volta, ma non "mollo" su queste cose - non ho ancora avuto risposte sugli atti illegittimi di nomina del direttore amministrativo di Lanusei dei direttori amministrativi delle AA.SS.LL. (numero 8, Brotzu), dei direttori sanitari, degli stessi direttori generali. Lei ha rimandato ad un quesito che doveva porre al Ministero, ancora oggi, a distanza di un anno e mezzo, non abbiamo risposte da parte sua, e credo che non ne avremo neanche in questo caso. Cercherete, come al solito, di insabbiare tutto, così come è avvenuto poc'anzi.
Quest'ultimo atto (per carità, non si fa riferimento alla persona richiamata) è soltanto la punta di un iceberg di una serie di atti illegittimi che sono stati posti in essere. L'ennesima assunzione a tempo indeterminato in regime di veti proposti dalla finanziaria, ma anche delle sue direttive che ho qui riportato e che posso leggere all'Aula, nel caso non ne abbiano avuto ancora contezza, per cui è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. Questo lei dice, chi avrà pazienza di leggere l'interpellanza la troverà sicuramente più esaustiva del mio intervento di illustrazione limitato ai cinque minuti.
Allora, le azioni, gli atti che vengono messi in discussione e sui quali è necessario, comunque, ragionare e fare chiarezza sono riportati nell'interpellanza stessa dove si evidenzia chiaramente l'illegittimità, l'illiceità del predetto provvedimento dirigenziale posto in essere dal direttore generale del Brotzu.
Un provvedimento che viola il disposto della legge numero 311 del 2004 che prevede, come già richiamato in precedenza, il divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato e disattende le circolari assessoriali dell'Assessore all'igiene e sanità e dell'assistenza sociale richiamate nell'interpellanza stessa. Credo comunque di conoscere già la risposta, che sarà uguale a quelle non ricevute per le interpellanze e le interrogazioni precedentemente proposte.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il caso che è stato segnalato dagli interpellanti riguarda una persona dipendente dell'Azienda sanitaria dal 1988 nel ruolo di collaboratore amministrativo che, nel 2001, ha partecipato ad un concorso per dirigente amministrativo acquisendo l'idoneità e subentrando quindi in un contratto a tempo determinato in questo ruolo. Questa persona in questo momento è stata stabilizzata. Non è stata commessa una illegittimità, né tantomeno vi è stato un aumento di spesa, ma si è trattato di una stabilizzazione di un rapporto di lavoro precario, a tempo determinato, che ha consentito di evitare un aumento della spesa; aumento che sarebbe stato necessario se anziché procedere alla stabilizzazione di questa persona si fosse ricoperto quel posto attraverso ricorso alle altre persone risultate idonee nella graduatoria . Si tratta quindi di una soluzione in linea con quanto previsto dalla legge numero 311, ma anche dalla legge numero 266/2005, che, contrariamente a quanto scritto nell'interpellanza, non fa divieto assoluto di assunzione ma più propriamente indica la necessità di un contenimento della spesa per il personale e di una riduzione e limitazione del turn-over al momento della uscita dal servizio delle persone che vanno in quiescenza.
Faccio presente che nel 2004 e nel 2005 erano andati in quiescenza altri due dirigenti amministrativi dell'azienda Brotzu, che non erano stati sostituiti. Quindi si trattava di posizioni che comunque andavano coperte e una è stata coperta, in via definitiva, attraverso la trasformazione di un rapporto a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato, senza aggravi di spesa per l'azienda.
La circolare che è stata emanata nel 2006, cui fa riferimento l'interpellante, in effetti cerca di uniformare e di garantire l'applicazione di quanto previsto a livello nazionale dalle due leggi citate, ma dice espressamente che eventuali necessità, urgenti e assolutamente indifferibili, potranno essere rappresentate all'Assessorato per la successiva analisi.
Questo è quanto è successo e la soluzione adottata dal Brotzu è assolutamente in linea con quanto l'Esecutivo ritiene di dover fare: la stabilizzazione dei lavoratori precari, ove possibile, senza aggravi di spesa; l'obiettivo è infatti quello di evitare ulteriori acquisizioni di personale da destinare in ruoli così delicati, come quello di dirigente amministrativo, qualora ci si possa invece avvalere delle persone già presenti nella struttura.
Questo è quanto è stato fatto al Brotzu. Quindi, non solo non si tratta di provvedimento illegittimo ma si tratta di un provvedimento coerente con gli obiettivi che si pone questa Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Come prevedevo, totalmente insoddisfatto anche perché, a mio avviso, adesso si sta superando ogni limite dicendo anche delle falsità rispondendo su atti illegittimi. Lo stesso Assessore, con la circolare del 27 luglio del 2006 scriveva: "Ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere a qualsiasi assunzione a tempo indeterminato, comprese quelle derivanti da mobilità interregionale, fino a futuri indirizzi che questo Assessorato si riserva di fornire non appena sarà predisposto il richiamato DPCM" - questo documento non è mai stato predisposto e, non era predisposto all'epoca - "eventuali necessità urgenti e assolutamente indifferibili potranno essere rappresentate all'Assessorato per la successiva analisi".
Questa è la linea dell'Assessorato e di questa Giunta: a seconda del colore dei capelli e degli occhi ci possono essere delle necessità assolutamente indifferibili.
A me non piace entrare nel particolare e non lo farò, ma conosco motivazioni che mi portano a capire perché questo è stato fatto, che non intendo portare all'attenzione pubblica dell'Aula, ma che hanno molto a che vedere con il clientelismo che lei ha introdotto in questi ultimi due anni. Clientelismo dimostrabile, dimostrato, e al quale mi sembra che non ci sia modo di porre rimedio.
Continuate così, se voi siete a posto con la vostra coscienza e con il vostro modo di operare saranno contenti anche coloro che vi sostengono dai banchi di questa maggioranza. I colleghi sapranno ricondurre tutto al ragionamento che è stato poc'anzi fatto, se lo vorranno fare, a meno che, come al solito, non vengano zittiti perché una parte della clientela venga spalmata anche su di loro, come spesso avviene.
Questo atto è totalmente illegittimo, anche perché io non ho mai detto, e non è mai detto in legge, che un contratto a tempo determinato può essere comunque trasformato in contratto a tempo indeterminato, soprattutto in un settore che lei dice essere carente di personale, che invece non consta essere tale; magari in reparti come la radioterapia, la radiologia e alcuni altri vi è invece carenza di personale, in particolare infermieri e ausiliari, ma si è fatto molto poco per risolvere questo problema e, tanto meno, si sono fatte assunzioni a tempo indeterminato. Proprio nel settore amministrativo, che poteva considerarsi già coperto, lei ha detto che non c'è stato nessun onere aggiuntivo, ma se non sono cambiati i contratti nazionali del lavoro nelle ultime ore nella stessa trasformazione contrattuale da tempo determinato a indeterminato, come anche lei sa, c'è comunque un onere aggiuntivo.
Per cui ritengo che la sua risposta sia in linea con quelle avute fino ad oggi e mi dichiaro totalmente insoddisfatto; ma credo che anche questo sia un film già visto.
PRESIDENTE.
Passiamo all'interpellanza numero 191/A..
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sul convegno organizzato e finanziato dalla Regione Sardegna sul tema "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali tra Stato e sistema dei poteri locali".
I sottoscritti,
premesso che l'Assessorato regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione ha programmato per il 6 e 7 ottobre 2006, presso l'Hotel "Timi Ama" di Villasimius (gruppo Mazzella), un convegno finanziato dalla Regione Sardegna sul tema "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali tra Stato e sistema dei poteri locali";
rilevato che:
- il programma prevede, tra l'altro, relazioni dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, Gianvalerio Sanna, sul tema " Le scelte e le proposte della Regione Sardegna per la pianificazione territoriale e la tutela dell'ambiente" e del professor Paolo Urbani, membro del comitato scientifico che ha partecipato alla redazione del Piano paesaggistico regionale (PPR), nonché le conclusioni del Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru;
- altresì, il medesimo programma prevede inoltre la presenza del dottor Alberto De Roberto, presidente del Consiglio di Stato, nonché relazioni del dottor Claudio Varrone, presidente della VI sezione del Consiglio di Stato - alla quale è notoriamente assegnata, in grado d'appello, la materia dell'ambiente e della tutela paesaggistica - nonché la partecipazione di altri giudici amministrativi, tra cui un consigliere della medesima VI sezione del Consiglio di Stato ed un consigliere del TAR Sardegna;
ritenuto, per quanto sopra, che i lavori del convegno avranno per oggetto, oltre che temi ambientalistici a carattere generale, anche le dibattute problematiche giuridiche concernenti le scelte operate dalla Giunta regionale in materia di pianificazione territoriale e tutela dell'ambiente con la recente approvazione del PPR;
rilevato che, frattanto, numerosi cittadini hanno già proposto ricorsi in sede giurisdizionale contro la deliberazione di adozione del PPR e che i relativi giudizi sono attualmente pendenti davanti al TAR Sardegna;
considerato che l'iniziativa dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, alla luce dell'articolo 97 della Costituzione che garantisce l'imparzialità dell'Amministrazione, potrebbe risultare lesiva dell'immagine istituzionale della medesima Regione Sardegna;
ritenuta, infine, l'inopportunità che i giudici che dovranno decidere - in primo e secondo grado - sui ricorsi proposti contro il Piano paesaggistico regionale, e, quindi, sulla legittimità di quest'ultimo, vengano invitati dalla Regione Sardegna a partecipare ad un dibattito che verterà proprio sulla valutazione giuridica delle determinazioni adottate dalla Giunta regionale in ordine al PPR,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, fiinanze e urbanistica per conoscere se:
1) non ritengano inopportuno che la Regione Sardegna - convenuta in vari giudizi attualmente pendenti nanti il TAR della Sardegna per l'annullamento del Piano paesaggistico regionale - organizzi un convegno per dibattere sulla correttezza delle scelte operate dalla Giunta in materia di pianificazione territoriale, invitando a parteciparvi proprio i magistrati che saranno chiamati a decidere in primo e secondo grado sui ricorsi pendenti contro la delibera di adozione del PPR;
2) non ritengano necessario e conveniente, per le suddette motivazioni, riconsiderare le proprie determinazioni, rinunciando alla organizzazione del convegno. (191).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, anche questa interpellanza fa sorridere perché si riferisce all'ultimo convegno che si è svolto in quel di Villasimius nell'ultimo fine settimana. Un convegno di fine estate, organizzato dall'Assessorato degli affari generali, con la presenza di un comitato scientifico; ebbene, non si è avuto neanche il garbo di invitare l'Assessore degli affari generali che ha organizzato questo convegno, mentre invece si è stati molto attenti nell'invitare l'Assessore dell'urbanistica , il quale ha fatto una breve comparsa perché è arrivato in ritardo, probabilmente,...
SANNA, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. E' stato male informato.
CAPELLI (U.D.C.).... mentre invece ha avuto il buon senso di non partecipare chi doveva concludere i lavori, cioè il Presidente della Regione sarda. Tra gli invitati vi erano il presidente del Consiglio di Stato, alcuni alti magistrati sia del Consiglio di Stato che del TAR, quelli chenella interpellanza e nella nota di commento all'interpellanza ho sottolineato essere "ignari magistrati", perchè non potevano sapere, non essendo pervenuta ancora alcuna comunicazione, della sussistenza di una serie di ricorsi pendenti al TAR, per cui sono caduti nella trappola tesa per l'ennesima volta dal Presidente della Regione e dal fido Assessore degli enti locali.
Però volevo sottolineare, per ironizzare e per dire quanto è grave la situazione, che si utilizza anche il convegno per fare della pubblicità occulta. Infatti, chi ha la locandina del convegno potrà leggere la frase "Passavamo sulla terra leggeri", titolo di un libro di Sergio Atzeni, uno scrittore del quale ho letto alcune opere e che apprezzo. Non sarà sfuggito, però, che questa stessa frase campeggia sui cartelloni pubblicitari di Tiscali presenti negli aeroporti. Io non sto denunciando nessun conflitto di interessi ma solo l'ennesima coincidenza. Sicuramente questa frase era la migliore che ci potesse essere, ma il Presidente o chi organizza per lui non è che ci pensino. Però: è un sistema di pubblicità occulta o l'ennesima coincidenza?
Ho trovato un'altra frase di Atzeni con la quale descrive i sardi di allora, e sicuramente quei sardi non avevano l'anello al naso, diversamente da quanto si può pensare per questa ulteriore presa in giro che però è rappresentativa di un fatto gravissimo, il fatto che si cerchi di instaurare preventivamente un rapporto di collaborazione - non dico complicità perché per essere complici anche gli altri devono sapere -di condivisione di un percorso.
Io credo che questo convegno sia stato inopportuno, di cattivo gusto e sintomatico di una caduta di stile da parte di chi l'ha organizzato e perorato, ma molto pericoloso per quello che rappresenta; e una caduta di stile l'ha avuta, nonostante quanto denunciato nell'interpellanza e da chi ha preso posizione sulla stampa, chi ha voluto che questo atto si consumasse fino in fondo, incidendo così
sulla credibilità delle istituzioni in generale, non solo dell'istituzione regionale.
PRESIDENTE.
Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevole Capelli, sono certo che lei gradirebbe che altri rispondessero al mio posto, però si deve accontentare.
Io penso, senza spirito polemico, che l'interpellanza sia un caso paradigmatico di sillogismo; perché? Perchè parte da una premessa a mio avviso errata, e se si parte da una premessa errata si arriva a delle conclusioni altrettanto errate.
Cercherò di spiegare. La premessa non può essere quella che si è voluta individuare all'interno dell'interpellanza, cioè non si è voluto organizzare un convegno di quella levatura, di quella importanza per cercare coperture sulla correttezza dell'operato della Giunta in materia di pianificazione territoriale, di Piano paesaggistico regionale. Lungi dagli organizzatori del convegno questa finalità..
Naturalmente, se si parte da una premessa di questo tipo è evidente che si perde di vista la vera finalità di questo convegno che, come dice il titolo, era "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali, tra Stato e sistema dei poteri locali". Onorevole Capelli, a testimonianza di questo c'è il fatto che la richiesta di finanziamento da parte del TAR Sardegna è pervenuta all'Assessorato degli affari generali nel mese di gennaio del 2006, quindi in un'epoca in cui non si poteva assolutamente sospettare una eventuale interferenza del convegno nell'approvazione del Piano paesaggistico regionale. Ribadisco quindi che la partecipazione di alto livello al convegno non poteva essere finalizzata alla ricerca di coperture sulle scelte di natura paesaggistica contenute nel Piano cui si fa riferimento nell'interpellanza.
Io voglio ricordare invece le vere finalità del convegno che, dato il momento particolarmente delicato che stiamo vivendo, è risultato quanto mai opportuno. Come tutti sappiamo l'articolo 117 della Costituzione, modificato con la riforma del Titolo quinto, stabilisce che lo Stato ha potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Quindi, nel momento in cui siamo chiamati a riscrivere lo Statuto, penso che sia quanto mai opportuna una riflessione su questo punto dell'articolo 117. Voglio ancora ricordare che il tema del convegno verteva essenzialmente sulla normativa ambientale, il codice Matteoli e i decreti attuativi che, come voi sapete, sono oggetto di molte osservazioni critiche, anche da parte della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, proprio in materia di disciplina della valutazione di impatto ambientale.
Il tema principale affrontato nel corso del convegno è stato il riparto di competenze in materia ambientale tra Stato ed autonomie locali ma, vista la levatura dei partecipanti e anche a seguito dell'intervento dell'Assessore, è ovvio che si parlato, giustamente, del Piano paesaggistico regionale: un provvedimento di straordinaria importanza, il primo Piano paesaggistico approvato da una Regione. Ma posso assolutamente escludere che la finalità del convegno fosse quella di trovare coperture giuridiche, da parte di chicchessia, verso le scelte del Governo regionale in materia di pianificazione territoriale.
PRESIDENTE.
Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore, è lei che ha letto nella premessa dell'interpellanza la denuncia di coperture di non so quale genere. La premessa dell'interpellanza non dice questo, l'interpellanza indica il luogo dove si è svolto il convegno e, per una migliore comprensione, qualora l'indirizzo non fosse sufficiente, è stata indicata la proprietà della struttura (gruppo Mazzella), successivamente sono stati indicati i relatori, ma non nella premessa.
Certo stupisce, e non c'è niente da ridere, che il TAR Sardegna abbia presentato al suo Assessorato richiesta di patrocinio per questo convegno ma non abbia inserito lei tra i relatori o tra le autorità che porgevano i saluti; altri invece sono stati invitati, glielo ricordo, dal gennaio 2006, e la prima adozione del Piano è del dicembre 2005. Qualsiasi tipo di riferimento lo lascio a lei, non sta a me farlo. Io parlo di opportunità e nella sua risposta tutte le opportunità o inopportunità da me rilevate hanno trovato conferma. Era sicuramente inopportuno che si organizzasse, e si organizzasse presso quella struttura, con quei relatori e con quelle presenze istituzionali, un convegno che è stato fatto apposta per parlare del Piano paesaggistico regionale appena approvato.
Da lei non ho avuto, ma non poteva essere diversamente, nessuna risposta sulla coincidenza pubblicitaria, altri sarebbero stati più adatti a rispondere su questa, continuo a dire, Assessore, ennesima coincidenza. Per cortesia, se è possibile, riferite anche al Presidente che si continua ad agire in un modo che di democratico, di trasparente, se vogliamo, di nuovo non ha proprio nulla, anzi, si sta prendendo il peggio del vecchio.
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviare alla prossima seduta la discussione degli argomenti ancora all'ordine del giorno (mozioni numero 90 e 85) al fine di completare la discussione in corso fra i Capigruppo sulle riforme istituzionali. Vorrei precisare che per quanto riguarda la mozione numero 90 si ritiene che potrebbe scaturire qualche novità dall'incontro con il ministro Bianchi in programma domani a Roma, mentre per la discussione della mozione numero 85 non si ritiene sufficiente il tempo a disposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, quando verrà discussa la mozione numero 85?
PRESIDENTE. Lo deciderà la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Io Signor Presidente, ho la sensazione che sulla questione del trenino verde, argomento della mozione numero 90, si stiano consumando gialli su gialli, atteggiamenti veramente poco chiari che non fanno onore a questo Consiglio regionale. Io non ho capito perché la riunione col ministro Bianchi, domani, dovrebbe far venire meno il senso profondo, diciamo così, della mozione in questione. Questo è stato detto nella riunione dei Capigruppo, ma non è così!
Nella mozione si sottolinea semplicemente la necessità che il Consiglio regionale faccia una scelta politica, dia un indirizzo preciso alla Giunta per la predisposizione di un progetto di valorizzazione regionale, non solo della tratta Isili-Sorgono, del trenino verde. Questa è l'essenza della mozione. Tutte le altre questioni capziose e false, che sono state poste non hanno nulla a che vedere con questa mozione.
Per ben tre volte sono state cambiate le carte in tavola, non si vuole discutere questa mozione nonostante la presenza nelle tribune del pubblico dei rappresentanti del Comitato per la valorizzazione del trenino verde della Sardegna, ma non capisco il perché di questi atteggiamenti tesi ad impedire che questo Consiglio regionale faccia una scelta politica decidendo che la Giunta deve farsi carico di realizzare un progetto, che coinvolga enti pubblici e privati, per la valorizzazione del trenino verde.
Chiedo quindi che in Conferenza dei Capigruppo si dicano cose che corrispondano al vero, non falsità che non c'entrano niente con la sostanza di questa mozione. Questa, signor Presidente, è una vergogna!
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non penso di avere detto che vengono meno le ragioni per la discussione della mozione, ma ho detto, soltanto, che la mozione non si discute questo pomeriggio in primo luogo perché la Conferenza dei Capigruppo ha l'esigenza di completare la discussione sulle riforme istituzionali e, in secondo luogo, perché sulla questione posta nella mozione numero 90, potrebbero scaturire novità dall'incontro con il ministro Bianchi in programma domani. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La mozione numero 90 è una mozione bipartisan, quindi siamo tutti interessati alla sua discussione che rimane urgente; rimane urgente proprio perché domani c'è l'incontro col Ministro e quindi io credo che questo Consiglio regionale abbia titolo a sostenere le proprie ragioni portando a quell'incontro un documento approvato dal Consiglio medesimo. Quindi, la mia richiesta è di proseguire la seduta per discutere e approvare la mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, io sono uno dei firmatari di questa mozione e credo che l'onorevole Pisu abbia centomila ragioni per chiedere che questa mozione venga discussa stasera. Ora, se domani esiste questa possibilità che il ministro Bianchi, poco impegnato con la TAV, si impegni di più sul trenino verde, io credo sia necessario discutere la mozione sull'argomento. Se poi c'è necessità di convocare una breve Conferenza dei Capigruppo, la si convochi ma poi si torni in Aula per discutere questa mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io sono tra i firmatari, insieme a tanti altri colleghi, di quella mozione e ritengo che il problema del trenino verde debba comunque interessare questo Consiglio.
Tra l'altro so che da parte della Giunta c'è un impegno concreto, serio, su questo problema. Però, al momento è in corso un dibattito tra i Capigruppo di maggioranza ed opposizione sulle riforme istituzionale che, per la sua importanza, si è ritenuto opportuno che proseguisse stasera; è un momento di incontro che tutti auspichiamo possa concludersi con un percorso comune di elaborazione delle riforme da parte del Consiglio nella sua interezza. Stasera decideremo di riconvocare il Consiglio in settimana, e in settimana discuteremo ed approveremo o respingeremo, secondo la volontà del Consiglio, le due mozioni ancora iscritte all'ordine del giorno.
Non credo che il problema sia discutere un giorno prima o un giorno dopo, la mozione ha infatti l'unico scopo di sensibilizzare la Giunta, su un problema sul quale, visto che la mozione l'abbiamo firmata tutti i Capigruppo di maggioranza ed opposizione, mi pare che la sensibilizzazione ci sia già. Quindi, poiché avevamo deciso che gli argomenti delle mozioni, si sarebbero discussi lunedì e venerdì, credo che molto probabilmente il Consiglio verrà aggiornato a venerdì per discutere appunto sia la mozione sui punti franchi che quella sul trenino verde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Anche io sono firmatario di questa mozione e ritengo che non si debba dilazionarne ulteriormente il termine di discussione. Pur rispettando le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo io credo sia opportuno che i Capigruppo brevemente si vedano e decidano il proseguo dei lavori che, comunque, deve avvenire nell'immediato perché bisogna dare risposte serie alle serie sollecitazioni poste nella mozione presentata dal collega Pisu. Visto quanto succederà domani mattina, noi siamo disponibili a tornare in Aula dopo l'incontro tra i Capigruppo sulle riforme perchè credo che la mozione del collega Pisu abbia pari dignità e difendo il suo diritto di poterla discutere in Aula. Chiudo qui il mio intervento per non cadere sempre in questa brutta abitudine di discutere le cose dopo che sono state già decise da altri e altrove. Credo che si debbano dare risposte al collega Pisu, do la disponibilità a partecipare subito a una Conferenza dei Capigruppo che stabilisca i termini di discussione della mozione stessa.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che il percorso che è stato delineato, sia sulla base delle informazioni fornite da uno dei primi firmatari della mozione
sia per quanto contenuto all'interno dell'articolo 102 della legge finanziaria approvata dal Governo, consenta di dare alcune risposte significative rispetto a quanto abbiamo proposto nella mozione; mozione, come è stato già detto, firmata praticamente da quasi tutti i consiglieri. Però, ritengo che anche gli argomenti all'attenzione della Conferenza dei Capigruppo abbiano un'importanza fondamentale per la nostra Regione per cui io sarei dell'avviso di sospendere per riprendere i lavori della Conferenza dei Capigruppo e, in quel contesto, porre anche l'esigenza di affrontare, quanto prima possibile, l'esame, possibilmente anche stasera stessa, delle mozioni numero 90 e 85.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché mi sembra che non ci sia un consenso unanime sulla proposta del Presidente di sospendere i lavori del Consiglio, essendo ancora iscritta all'ordine del giorno una serie di argomenti, in assenza dell'accordo, occorre che il Consiglio si pronunci sulla proposta di conclusione anticipata della seduta che poi verrà posta in votazione. Ricordo che possono parlare un consigliere a favore e uno contro. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisu.
PISU (R.C.). Presidente, parlo contro la richiesta di chiusura anticipata della seduta e quindi chiedo che si discuta adesso la mozione sul Trenino verde. Infatti, come ho detto prima, credo si stia cercando di rinviare la discussione su questa mozione per ragioni che non comprendo. Si dice che domani c'è l'incontro con il ministro Bianchi; badate che l'incontro col ministro Bianchi è stato richiesto semplicemente per chiedere al Ministro di bloccare la decisione delle Ferrovie della Sardegna (FDS), che dipendono appunto dal Ministro, di trasferire 37 lavoratori dalla tratta Isili-Sorgono alle tratte di Cagliari, decisione che preluderebbe alla chiusura della stessa tratta. Questo è il tema dell'incontro con Bianchi, oltre alla richiesta di rimpinguare i fondi, che sono stati ridotti nella finanziaria del 2006, da destinare alle FDS, per poter mantenere la tratta in esercizio e i lavoratori in quella sede. Questo, ripeto, è il motivo della richiesta di incontro con il ministro Bianchi, non altro.
Il dispositivo fondamentale, invece, della mozione numero 90 fa riferimento a quanto comunicato a quest'Aula dal Presidente Soru sul fatto che le FDS saranno trasferite alla competenza della Regione Sardegna e che, all'interno dei 1.600 milioni di euro di stanziamento saranno disponibili, questo ha detto in Aula il Presidente, circa 50, 60 milioni per questo progetto. Sicuramente l'assessore Broccia ci potrà dire se sono disponibili altre risorse, io non anticipo nulla, lo dirà lui se lo riterrà opportuno, però il problema era questo. Al momento noi non sappiamo ancora se l'articolo 102 della finanziaria nazionale verrà approvato e cosa si farà. Resta il fatto però che noi in questa mozione vogliamo sottolineare come questo Consiglio regionale debba farsi carico di dire alla Giunta regionale che deve farsi ente capofila, ente coordinatore della realizzazione di un progetto, con il coinvolgimento di enti pubblici e privati, teso alla valorizzazione del Trenino verde. E' esattamente lo stesso discorso che ha fatto la Corsica quando lo Stato francese trasferì alla Regione corsa la competenza dei 147 chilometri di tratte ferroviarie. E noi abbiamocirca 420 chilometri di tratte turistiche. Allora, se noi utilizziamo una parte di quei 1.600 milioni di euro di cui ci parlava il presidente Soru …
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non stiamo discutendo del merito della mozione, stiamo discutendo sull'opportunità di discuterla adesso o in un altro momento.
Concludo dicendo che questa è la ragione fondamentale per cui chiediamo che questa mozione venga discussa e venga approvata. Certo modificandola nelle parti che sono superate dalla decisione delle FdS, questo lo comprendiamo tutti. Se è necessario possiamo sospendere la seduta cinque minuti per modificarla, però, come dire, non possiamo dare il segnale, così negativo, di un Consiglio regionale che ancora non dà risposte e rinvia, con scuse poco giustificabili su un problema posto alla sua attenzione dai primi di settembre,.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). A me dispiace che questa decisione, assunta dai Capigruppo in un'importante riunione che è iniziata alle ore 16, sia considerata una banale scusa per evitare di discutere del Trenino verde. La mozione è stata sottoscritta infatti da quasi tutto il Gruppo dei D.S., da tantissimi colleghi, non appartiene solo al collega Pisu che ne sta facendo una questione personale…
PISU (R.C.). Ma chi l'ha detto!
MARROCU (D.S.). …appartiene a tutto il Consiglio che l'ha sottoscritta. Da parte nostra non c'è nessun problema, sul contenuto e sugli obiettivi di quella mozione, così come c'è una sensibilizzazione della Giunta sull'argomento; la discussione della mozione si concluderà con un ordine del giorno che penso sarà firmato da tutti i Capigruppo, di maggioranza e opposizione, magari per correggere quelle parti che lo stesso collega Pisu ha ritenuto siano da correggere per evitare incomprensioni sulle parti di territorio interessato. Al momento però è stato iniziato un percorso di discussione, che noi consideriamo importante e vitale per l'intera legislatura, tra la maggioranza e l'opposizione che vede la presenza del Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio e di tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione.
Noi a questa riunione diamo notevole importanza perché auspichiamo che si concluda con un avvio unitario del processo di riforma istituzionale; per questo motivo crediamo valga la pena interrompere per un'ora, due ore, tre ore, quanto sarà necessario, il dibattito in Consiglio. Non credo sorga qualche problema se il Consiglio approverà la mozione sul Trenino verde domani o venerdì, soprattutto se poi la riunione di stasera porterà al risultato positivo di un accordo tra maggioranza e opposizione, almeno sul percorso da seguire per le riforme.
Inoltre, poiché qualche collega aveva difficoltà a rimanere oltre una certa ora per problemi di salute, tutti i Capigruppo hanno ritenuto opportuno proporre al Consiglio la sospensione per poter proseguire questo dibattito. E mi dispiace che questo venga considerato, invece, una banale scusa per non discutere una mozione che tra l'altro abbiamo sottoscritto.
Ribadiamo quindi l'esigenza di interrompere, di proseguire la discussione in Conferenza dei Capigruppo sull'obiettivo delle riforme che ci siamo posti e di aggiornare il Consiglio secondo quanto deciderà la Conferenza dei Capigruppo. L'importante è che ci sia da parte del Consiglio un input alla Giunta, input che per me c'è già, sui temi posti da quella mozione. Quindi ribadisco l'esigenza di interrompere come concordato nella Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, sulle questioni procedurali si vota per alzata di mano. Prego due Segretari di assistermi durante la votazione.
Metto in votazione la proposta di chiusura anticipata della seduta.
Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Il Consiglio è riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 18 e 43.
Allegati seduta
CCXLII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 10 ottobre 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 17 e 08.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 26 settembre 2006 (236), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antioco Porcu e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 10 ottobre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione CASSANO sulla sospensione del contributo ordinario a favore del Comune di Alghero per il 'Capodanno Algherese'". (26)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANNA Matteo sulla necessità di riqualificare le pro loco della Sardegna". (156)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione CASSANO sui tagli ai contributi regionali alle pro loco contenuti nella manovra finanziaria 2005". (162)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione LIORI sullo smembramento dei servizi dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri". (405)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione AMADU sui rischi di marginalizzazione dell'aeroporto di Alghero (SS)". (443)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANNA Matteo sulla scomparsa della Costa Smeralda dalla BIT di Milano". (457)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione AMADU sulla necessità di favorire i voli delle compagnie aeree a basso costo (low cost)". (531)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
"Interrogazione SANCIU sulla sospensione dell'istruttoria delle pratiche di agevolazione finanziaria presentate ai sensi della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51". (553)
(Risposta scritta in data 9 ottobre 2006)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze.
Per prima viene svolta l'interpellanza numero 188/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu sugli aiuti per gli investimenti nelle aziende agricole (annualità 2006) previsti dal bando POR - Misura 4.9.
I sottoscritti,
rilevato che il bando POR - Misura 4.9 "Investimenti nelle aziende agricole" annualità 2006, prevedeva, fra gli altri, aiuti per gli investimenti nel comparto D (cavallo anglo-arabo-sardo);
constatato che, nell'elaborazione della graduatoria delle domande ammissibili, il bando stabiliva la possibilità di attribuzione di 10 punti per le aziende aderenti ad organizzazioni di filiera (cooperative, consorzi, associazioni di produttori riconosciute);
ritenuto che, in considerazione della peculiarità del "prodotto" cavallo, la cui commercializzazione avviene da sempre ed in ogni dove sulla base di requisiti particolari, in un rapporto diretto fra venditore e acquirente, non trova alcuna giustificazione o prospettiva la presenza di una organizzazione di filiera, tanto che non ne esiste alcuna in Sardegna, né in qualsivoglia regione d'Italia;
evidenziato che tale fatto penalizza pesantemente il comparto rispetto ai restanti (ovino, suino, bovino, ecc.) laddove sussiste per le ditte richiedenti la possibilità, aderendo ad organizzazioni di filiera, di beneficiare di 10 punti in più in graduatoria su un totale di 40 punti assegnabili;
preso atto che per le motivazioni di cui sopra, si dà luogo ad una inaccettabile disparità di trattamento, presumibilmente illegittima sotto il profilo giuridico, posto che tutte le aziende dei vari comparti debbano poter fruire delle medesime possibilità di accesso agli incentivi previsti dal bando,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) per quali motivazioni la Giunta regionale non abbia ancora intrapreso alcuna azione per intervenire tempestivamente sul problema al fine di ripristinare una situazione di uguaglianza tra i vari comparti nella fruizione degli aiuti previsti dal bando POR - Misura 4.9 a garanzia e tutela della varietà degli investimenti nel settore agricolo;
2) i motivi per cui non sia stata presa in considerazione l'eventuale possibilità di stralciare dal totale dei progetti approvati per le varie misure i progetti di cui al comparto D, così da costituire una graduatoria a sé stante e che gli stessi possano essere ricompresi nei fondi aggiuntivi PIT (euro 10.000.000).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che il testo dell'interpellanza sia abbastanza chiaro. Nel bando POR - Misura 4.9 "Investimenti nelle aziende Agricole", per l'annualità 2006 si prevedevano aiuti per gli investimenti nel comparto D) che riguarda l'allevamento del cavallo anglo-arabo-sardo. Nel bando è stabilita una serie di punteggi assegnati in base al riconoscimento di alcune caratteristiche stabilite all'interno del bando;il massimo di questi punteggi, 10 punti, è assegnato alle aziende che aderiscono a organismi di filiera quali cooperative, consorzi, organizzazioni di produttori riconosciute, intendendo che in queste aziende il prodotto segue il percorso dal produttore al consumatore.
Nel comparto specifico del cavallo anglo-arabo-sardo, per la peculiarità del "prodotto cavallo", non esistono associazioni di filiera se non quelle sportive, o quelle che seguono la riproduzione e quant'altro che, come giustamente è stato detto dagli uffici, non possono essere riconosciute come organizzazioni di filiera. È chiaro quindi che i produttori e gli allevatori del cavallo anglo-arabo-sardo vengono penalizzati in quanto, non potendo avere l'assegnazione dei 10 punti, i loro progetti non rientrano all'interno di quelli ammissibili. Questo mi risulta per alcuni territori dalla nostra Regione mentre, secondo notizie recentissime, ma in questo momento non documentabili, sembrerebbe che in altre province della Sardegna si siano verificate situazioni diverse, per cui a diverse aziende sono stati riconosciuti i 10 punti e quindi hanno usufruito dei finanziamenti della Misura 4.9.
Però, se in Sardegna non esistono le organizzazioni di filiera riconosciute, io mi chiedo come in alcune parti della Sardegna possano essere stati inclusi alcuni allevatori e in altre parti esclusi. Ma, se questo non dovesse corrispondere, ovviamente, siamo qui ad ascoltarne le ragioni.
Riteniamo comunque che si possa in ogni caso, così come proposto nell'interpellanza, , se riconosciuta questa carenza da parte del bando POR - Misura 4.9, riconsiderare la posizione delle domande presentate per il comparto D) e l'assegnazione degli eventuali punteggi; nella stessa interpellanza poi si indica la fonte finanziaria con la quale si può sopperire, eventualmente, al finanziamento delle aziende di questo comparto che rispondano ovviamente, alle caratteristiche richieste dal bando.
Allo stato mi sembra infatti che si creino delle preclusioni nei confronti di un comparto, quello del cavallo anglo-arabo-sardo, chepuò essere trainante anche per lo stesso sviluppo economico della Sardegna, ma che si vede in questo momento penalizzato per l'assenza di organizzazioni di filiera sul nostro territorio.
Ascolterò chiaramente le ragioni o le eventuali proposte che l'Assessore vorrà portare all'attenzione dell'Aula per correggere le discrepanze presenti all'interno del bando.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, signori consiglieri, l'interpellanza che è stata presentata merita una particolare attenzione perché, dalla stessa, sembrerebbe che la Giunta non dia sufficiente attenzione al comparto del cavallo; in effetti non è così e la dimostrazione è data dall'istituzione, nell'ambito della riforma degli enti, di un dipartimento apposito.
Nel caso specifico, però, i criteri di assegnazione delle priorità e dei punteggi sono coerenti con quanto previsto nel complemento di programmazione e sono uno strumento attraverso il quale l'organo politico privilegia alcuni settori, piuttosto che altri, all'interno di una valutazione più generale dell'economia in Sardegna, tendente ad incentivare quei processi di aggregazione che si ritengono utili ed indispensabili se si vuole uscire da un'economia del comparto agricolo frammentaria e poco orientata al mercato stesso. Quindi il voler riconoscere i 10 punti agli operatori che si aggregano in organismi ufficialmente riconosciuti come tali e rappresentativi della filiera è uno strumento attraverso il quale si portano avanti politiche del comparto agricolo.
In relazione al fatto che, come si diceva poc'anzi, in alcune realtà territoriali i 10 punti possono essere stati assegnati e in altre no, rispondo che, chiaramente, siamo ancora nella fase della analisi delle domande e, di conseguenza, non è stata ancora definita alcuna graduatoria, anche perché sulla Misura 4.9 sono stati presentati circa seicento ricorsi, a mano del direttore generale dell'ERSAT, che devono essere ancora valutati e i cui esiti potrebbero influire sulla graduatoria regionale.
L'auspicio è che anche il "prodotto cavallo", così importante sia da un punto di vista economico che sociale, possa essere meglio organizzato per meglio affrontare il mercato.
Rimane comunque da fare un'altra considerazione; se delle iniziative di investimento rientrassero nell'ambito della progettazione integrata, nel momento in cui si fosse chiamati a fare le valutazioni del partenariato e questi progetti fossero ritenuti validi nell'ambito di quella progettazione, avrebbero certamente diritto ai 10 punti riservati a questa progettazione integrata e quindi potrebbero essere utilizzate le risorse pari a circa 10 milioni di euro che la Giunta ha riservato a tal fine.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto. Ricordo che il tempo a disposizione per la replica è di tre minuti.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, Assessore, non so se dichiararmi soddisfatto o meno perché non ho capito bene la sua replica. Lei sa e mi insegna che cooperative, consorzi, associazioni di produttori non si possono costituire in pochi mesi; perciò dal momento in cui il bando è uscito, prevedendo alcune organizzazioni di filiera, non possiamo dire che in conseguenza di ciò costringiamo gli allevatori a consorziarsi, a costituire associazioni produttive di filiera e quant'altro. Però l'abbiamo inserito all'interno del bando, come vincolo della Misura richiamata. Vincolo in che senso? Vincolo nel senso che o fai parte di un'organizzazione di filiera o non ottieni i 10 punti.
Assessore, non ho ben capito se a questo si intende rimediare o meno per fruire dei 10 milioni previsti nel PIT. Al momento esiste una disparità perché, accertato che al momento non esistono in Sardegna le organizzazioni di filiera per il "prodotto cavallo" anglo-arabo-sardo, è chiaro che noi praticamente stiamo negando al comparto, pur avendolo inserito, la possibilità di fruire dei benefici della Misura in questione.
Quindi da una parte diciamo agli imprenditori del settore che possono fare le domande, dall'altra praticamente li escludiamo perché per rientrare nella graduatoria è fondamentale l'assegnazione dei 10 punti.
Altra sottolineatura va fatta in merito alle graduatorie che a me risultano essere pubblicate e soprattutto non essere graduatorie regionali bensì provinciali. Le graduatorie invece, in base al suo autorevole intervento, possono essere considerate, provvisorie in attesa delle opportune verifiche sul problema sollevato: ristabilire i criteri di uguaglianza tra i vari settori. Mettiamo tutti agli stessi blocchi di partenza e poi, giustamente, premiamo chi merita di essere premiato.
Assessore, la prego, io la inviterei a riconsiderare i termini dell'interpellanza stessa e a fare le opportune verifiche su quanto, non direi denunciato, ma indicato nell'interpellanza medesima per superare eventuali diseguaglianze in modo tale che, se c'è la possibilità, effettivamente si ammettano ai benefici i produttori e gli allevatori del "prodotto cavallo" anglo-arabo-sardo. Io credo che si possa intervenire correggendo una disattenzione perché nel momento in cui è stato fatto il bando non si è tenuto conto, probabilmente, che in Sardegna non esiste la filiera per questo tipo di aziende. Rideterminiamo i punteggi e riproponiamo in modo definitivo quelle che, se lei mi consente, oggi io potrei definire bozze di graduatoria. Se è così la pregherei di darmi una risposta positiva o di rigetto di tale proposta nel corso della prossima interpellanza, in modo tale che un suo intervento possa fare chiarezza.
PRESIDENTE.
Passiamo all'interpellanza numero 193/A abbinata all'interpellanza numero 194/A in quanto di argomento identico.
(Si riporta di seguito il testo delle interpellanze:
Interpellanza Capelli sull'esclusione della Provincia di Nuoro-Ogliastra dai provvedimenti relativi al riconoscimento regionale di calamità naturale riferito alla grave siccità verificatasi in Sardegna nel periodo febbraio-giugno 2006.
Il sottoscritto,
premesso che nel periodo febbraio-giugno 2006 si è verificata una grave siccità che ha colpito l'intero territorio regionale, provocando danni alle produzioni e alle strutture agricole;
visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, che disciplina gli interventi del nuovo fondo di solidarietà nazionale per la difesa dei redditi agricoli dalle calamità naturali e dalle avversità atmosferiche ad esse assimilabili;
rilevato che, in esito alle verifiche espletate dai competenti servizi dipartimentali dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, gli interi territori delle Province di Cagliari, Sassari e Oristano sarebbero stati inclusi nell'elenco delle zone territoriali nelle quali, a seguito dell'emanazione del decreto ministeriale di riconoscimento dell'eccezionalità della siccità, potranno trovare applicazione le provvidenze economiche previste a favore delle aziende agricole danneggiate, mentre la Provincia di Nuoro-Ogliastra ne sarebbe totalmente esclusa;
visti i dati del Servizio agrometeorologico regionale ed accertato che la scarsa piovosità e le alte temperature hanno ugualmente interessato, nel periodo di riferimento, tutta la Sardegna;
ritenuto che detta esclusione della Provincia di Nuoro-Ogliastra sia del tutto grave ed immotivata,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) con urgenza, ogni informazione e chiarimento su quali motivi hanno determinato questa ingiustificabile esclusione;
2) se ritengano opportuno disporre nuove e più approfondite verifiche da parte dei servizi dipartimentali dell'agricoltura;
3) quali provvedimenti urgenti intendano assumere per evitare che si compia l'ennesimo atto di ingiustizia ai danni degli agricoltori nuoresi. (193/A)
Interpellanza Pirisi - Floris Vincenzo - Barracciu - Sanna Franco - Corrias sulla ipotesi di esclusione delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra dal riconoscimento dello stato di calamità naturale in seguito alla grave siccità che ha colpito la Sardegna nel periodo febbraio-giugno 2006.
I sottoscritti,
premesso che in Sardegna si è verificata una grave siccità nel periodo febbraio-giugno 2006 che ha provocato gravi danni alle colture agricole;
verificato che i dati forniti dal Servizio agro-meteorologico regionale certificano che le elevate temperature e la scarsa piovosità hanno interessato tutto il territorio dell'Isola;
constatato che, a causa di disguidi di ordine burocratico e di comunicazione che contrastano con la realtà, le Province di Nuoro e dell'Ogliastra non sono state inserite tra le province colpite dall'evento calamitoso;
accertato che le aziende che insistono nei territori delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra non potranno giovarsi delle provvidenze economiche concesse alle aziende delle altre province;
appreso che i titolari di aziende ogliastrine e nuoresi si approvvigionano di foraggio dai territori che sarebbero stati maggiormente colpiti da siccità,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) quali ragioni hanno indotto il Governo regionale ad escludere le Province di Nuoro e dell'Ogliastra;
2) quali provvedimenti intendano assumere per correggere un'evidente ingiustizia che rischierebbe di penalizzare ulteriormente gli operatori agricoli nuoresi ed ogliastrini, con una scelta che appare assolutamente iniqua ed ingiusta. (194/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, utilizzerò un minuto in meno per questa illustrazione così da consentire all'Assessore di darmi il suo parere, a seguito della mia replica,sull'interpellanza precedente.
L'interpellanza 193/A, invece, riguarda l'esclusione della vecchia, storica provincia Nuoro-Ogliastra dalle provvidenze derivanti dal riconoscimento regionale di calamità naturale a seguito della grave siccità verificatasi nel periodo febbraio-giugno 2006.
In pratica, colleghi, che cosa è successo? E' successo che non è piovuto in tutta la Sardegna, fuorché nella provincia storica di Nuoro-Ogliastra; la nuvoletta di Fantozzi, la storica "nuvoletta fantozziana" ha prodotto i suoi effetti benefici soltanto entro il perimetro, circoscritto, della vecchia provincia nuorese. Di conseguenza è stato riconosciuto lo stato di calamità naturale causato dalla siccità, con tutto ciò che ne consegue, anche in termini di interventi finanziari, solo ed esclusivamente fuori dai confini della provincia di Nuoro-Ogliastra. Questo nonostante i dati del Servizio agrometeorologico regionale, il SAR, che come voi saprete, come tutti sanno, è il servizio che accerta il livello di piovosità e le caratteristiche degli eventi meteorologici che si verificano in Sardegna, abbiano documentato che nell'isola c'è stato, nello stesso periodo, lo stesso livello di piovosità su tutto il territorio.
Allora, siccome noi non crediamo che esista o che sia transitata sulla nostra isola la famosa e richiamata "nuvoletta fantozziana", riteniamo che si possano richiamare le strutture dell'Assessorato e degli ispettorati, che in maniera solerte hanno effettuato le verifiche di loro competenza soltanto in quattro, cinque punti della provincia Nuoro-Ogliastra e, riscontrato che in quei quattro, cinque siti non si era verificato stato di siccità, hanno esteso il dato a tutta la provincia, ad una ulteriore verifica affinchè attraverso sopralluoghi, indagini, ciò che si riterrà opportuno, si faccia chiarezza su questo stato di cose.
Fare chiarezza è una necessità al fine di applicare queste misure con equità e giustizia in tutti i territori della Sardegna anche per non riscontrare che, per l'ennesima volta, con delle alchimie o con delle interpretazioni quantomeno discutibili delle norme, sono chiamati a pagare sempre gli stessi territori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare la sua interpellanza .
PIRISI (D.S.). Signor Presidente,l'interpellanza 194 si occupa sostanzialmente della stessa questione che il collega Capelli ha appena affrontato. Io mi permetterò, signor Presidente, signor Assessore, di richiamare il fatto che il comparto agricolo nel suo complesso si dibatte in un annosa e perdurante crisi che abbraccia tutta la Sardegna. Non ci sono cioè delle zone franche, la provincia di Nuoro non vive una stagione felice, al contrario! Ci sono zone deboli in Sardegna, ma noi sappiamo che ci sono delle zone più deboli, delle zone più marginali, delle zone più povere, delle zone più depresse, province che sono investite da un fenomeno forte di spopolamento con una forte crisi occupazionale che investe diversi settori a partire da quello industriale; emi fermo qui con i cahiers de doléances, altrimenti rischierei di farla troppo lunga.
Io so molto bene che anche nelle cosiddette province ricche della Sardegna ci sono delle zone deboli, delle zone arretrate e delle zone povere, ma non credo che qualcuno tra di noi possa pensare che la provincia di Nuoro e la provincia Ogliastra, io dico purtroppo, non possano essere annoverate tra i territori più deboli della nostra isola.
Assessore, per questi motivi, assieme ai colleghi firmatari, abbiamo presentato questa interpellanza con lo spirito di trovare assieme una soluzione, ma anche perché questo Governo, Governo di centrosinistra che sta cercando di dare un contributo forte per riequilibrare le parti diverse della nostra isola, trovi una soluzione. Io so bene che esistono problemi diversi, anche di natura tecnica, però in questo caso, illustrissimo Assessore, è la politica che deve prevalere.
Noi abbiamo chiesto di interpellare l'Assessore dell'agricoltura sull'ipotesi di esclusione delle province di Nuoro e di Ogliastra, parliamo di "ipotesi di esclusione" perché riteniamo che una soluzione possa essere trovata, Assessore, sullo stato di riconoscimento della calamità naturale. So bene che ci sono state anche le valutazioni del Servizio agro-meteorologico in base alle quali nella provincia di Nuoro parrebbe esserci stata una piovosità superiore a quella degli altri territori; ma, io mi domando, se così è stato come mai dalle province di Nuoro e Ogliastra si va a fare l'approvvigionamento di foraggio negli altri territori che invece sono stati investiti da una crisi siccitosa più profonda di quella delle due province che, secondo quest'ipotesi, dovrebbero essere escluse?
Io credo che ci sia qualche contraddizione alla quale, Assessore, è necessario che noi diamo, in qualche misura, una risposta; conosco bene anche il contenuto della legge però la Coldiretti, la Confederazione italiana agricoltori (CIA), le organizzazioni sindacali degli operatori del comparto agricolo hanno già presentato diverse istanze in proposito. Io non credo che oggi noi possiamo ipotizzare un'esclusione di queste due province per, anche se così fosse, dei meri errori di carattere burocratico.
Assessore, quindi, lo dico con spirito davvero fortemente collaborativo, non penalizziamo ulteriormente dei territori che sono già di per sé penalizzati, questo Governo cerchi di esercitare la propria funzione con autorevolezza e trovi una soluzione affinché questo territorio, questo comparto e i coltivatori e i pastori delle due province non trovino .un ulteriore motivo per dover abbandonare il campo e, quindi, anche quei territori che oggi stanno soffrendo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, è imbarazzante affrontare questo problema perché le considerazioni politiche che sono state fatte poc'anzi sulla crisi del comparto, sulla specificità delle aree dell'interno, del Nuorese e dell'Ogliastra, evidentemente, non posso che per certi versi condividerle. Però dobbiamo essere estremamente corretti nel comprendere che stiamo applicando una norma che delega all'Assessorato alcune funzioni ma poi l'iter deve proseguire al Ministero competente, il quale Ministero deve trasferire le istanze all'Unione europea che deciderà se ci sono le condizioni per la concessione dello stato di calamità per la siccità. con le relative provvidenze.
In tal senso richiamo una nota della Commissione europea, del primo giugno del 2006, nella quale venivamo invitati a dare ulteriori spiegazioni sulla richiesta di provvidenze per la siccità del periodo settembre-dicembre 2005. L'Unione Europea in quella nota affermava che nell'arco di 15 anni lo stato di calamità per siccità era stato riconosciuto per circa 10 anni di seguito, o qualcosa del genere, per cui stava diventando un fatto non più eccezionale. Ritorno però velocemente a queste interpellanze per dire che il decreto legge numero 102 del 2004 riconosce un risarcimento "qualora il danno raggiunga il 20 per cento della produzione nelle aree svantaggiate e il 30 per cento nelle altre zone". Dice inoltre il citato decreto che le regioni competenti"…deliberano, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione dell'evento dannoso, la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento stesso…"; ciò significa che entro sessanta giorni si devono esercitare tutti i controlli che all'ispettorato o all'Assessorato sono demandati.
Ebbene, non mi risulta che la CIA abbia mai sollecitato su situazioni di danno dovute alla siccità nel Nuorese. Risulta invece che solo la Coldiretti, in maniera tardiva, alla fine di giugno, quando l'evento di riferimento aveva cessato il 30 di maggio, comunicava una situazione di difficoltà relativa soprattutto alle foraggiere. La fienagione era già avvenuta a maggio, soltanto il comune di Sarule ha richiesto l'intervento nei termini. Ma, al di là del rispetto dei termini, ciò non toglie che l'Assessorato attraverso le sue articolazioni a ciò preposte, abbia eseguito accertamenti nei comuni di Desulo, Sorgono, Atzara, Meana Sardo, Ortueri, Fonni, Gavoi, Sarule e Mamoiada, oltre ad aver acquisito i dati del Servizio meteorologico che non è vero che affermi le stesse cose per tutte le Province.
Per Nuoro, per esempio, cito dalla relazione che voi tutti sicuramente avrete visto, le precipitazioni registrate dalle stazioni di interesse sono risultate in generale più contenute rispetto ai totali climatici; per contro, nelle località del nuorese in cui gli apporti piovosi sono stati maggiori, sia in termini quantitativi che di frequenza, sebbene inferiori ai valori medi climatici, le condizioni registrate possono aver assicurato nel complesso una disponibilità idrica sufficiente a garantire una discreta attività vegetativa.
Questi sono gli elementi sui quali l'Assessorato è chiamato ad esprimersi perché questi elementi devono far parte poi del fascicolo istruttorio che va al Ministero e dal Ministero all'Unione Europea perché alla fine la declaratoria che viene fatta dalla Giunta non è sufficiente
per
dare certezze del riconoscimento di questa indennità. Non è purtroppo un fatto politico, vorrei che fosse tale, è un fatto tecnico-amministrativo abbastanza rigido. In relazione alla richiesta di chiarimento sulle graduatorie, sono certamente graduatorie provvisorie perché sono in corso gli accertamenti sui ricorsi e dal loro esito dipenderà anche la riconsiderazione dei termini. Inoltre, dare priorità ad alcuni comparti piuttosto che ad altri discende non dal fatto di considerarli disuguali, ma dal fatto che alcuni sono più strategici rispetto ad altri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Mi ritengo insoddisfatto della risposta sulla "193", Assessore, perché nel nostro territorio la CIA è molto meno rappresentata della Coldiretti, per cui se la CIA non ha fatto i passi dovuti comunque non possiamo dimenticare che a fine giugno li ha fatti la Coldiretti, pur con i limiti temporali che lei ha precedentemente enunciato.
Così come dall'elenco di ispezioni ad opera dell'ispettorato competente da lei citato, rilevo che non mi sono discostato molto dalla realtà nel dire che sono stati visitati soltanto otto paesi rispetto ad altri molto più rappresentativi, in termini di produzioni agricole,presenti nel territorio; neanche uno dei paesi da lei citati appartiene all'Ogliastra, per esempio, perciò non sono state fatte le dovute ispezioni e i dovuti rilievi .
Per quanto riguarda invece il SAR, io interpreto diversamente quello che lei ha letto; la piovosità infatti, nello stesso documento che lei ha, non è indicata in quei termini soltanto per la provincia di Nuoro, perché se va a vedere quanto è successo nella Provincia Ogliastra, lì non citata, è completamente diverso e, in ogni caso, parla di "condizioni più contenute". Allora io non so se leggerlo in termini positivi o in termini negativi; ma, quando il collega Pirisi ha detto che ci sono dei percorsi, politici, per non determinare disuguaglianze, credo che sia stato molto chiaro. Così come possono essere meglio interpretati i dati del SAR e soprattutto non solo per quella provincia, perché gli stessi dati che lei richiama per la Provincia di Nuoro - Ogliastra il SAR li richiama per esempio per buona parte del Goceano e della Gallura, e per questi due territori è stato riconosciuto lo stato di calamità. Questo significa creare uno stato di disegualità che incide nei rapporti tra quel territorio e le istituzioni e, sicuramente, non state rendendo un buon servizio.
Su questa interpellanza mi ritengo quindi totalmente insoddisfatto e presumo che con i colleghi, se ci sarà l'accordo, la trasformeremo in mozione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per dichiarare se è soddisfatto.
PIRISI (D.S.). Assessore, anche per me è imbarazzante dover dire che mi trovo totalmente in disaccordo e sono insoddisfatto rispetto alla risposta che lei, ha fornito testè all'Aula. Io capisco, Assessore, che la CIA non abbia sollecitato, però l'ha fatto un'altra associazione; a me risultava che anche da parte della CIA ci fosse stata un'azione a tutela degli allevatori e dei pastori. Vede, Assessore, in questo momento lo dico con estrema franchezza, non mi importa ciò che ha scritto il SAR perché, come ricordava il collega Capelli, la lettura e l'interpretazione che può essere fatta del documento non è assolutamente univoca; perché, se vediamo quello che è stato scritto, anche per l'Ogliastra e il Nuorese si dice che hanno patito una condizione di siccità.
A questo punto io dico che gli ispettorati provinciali, cioè gli uffici periferici della Regione preposti al controllo, a verificare la presenza di eventuali abusi, avrebbero dovuto comunicare agli allevatori, ai Comuni che in quella situazione (si stava patendo un danno) era indispensabile presentare un'istanza alla Regione che, a sua volta, l'avrebbe inviata al Governo quale titolare della trasmissione all'Unione Europea. Verificando la situazione odierna noi dobbiamo dire che c'è stata da parte della Regione, degli uffici periferici una sorta, come dire, di leggerezza nell'affrontare il problema, ma chi ne piangerà le conseguenze non saranno gli uffici, saranno gli operatori che oggi più che mai hanno bisogno di ricevere non un'elemosina ma un sostegno in modo che un comparto importante trovi il giusto ristoro.
Quindi io, Assessore, so bene che non si tratta di un'azione di carattere politico, però la politica può anche verificare la possibilità di trovare una soluzione di carattere tecnico tra le pieghe di quello che c'è scritto. Al Governo di centrosinistra della Regione, Assessore, chiediamo questo: non l'applicazione burocratica delle norme, lo ribadisco, ma la ricerca di spiragli per dare una risposta anche agli allevatori e agli agricoltori ogliastrini e nuoresi.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 183/A..
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Oppi - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Amadu - Biancareddu - Randazzo sul progetto "Comunas".
I sottoscritti,
premesso che la Regione Sardegna, in qualità di amministrazione coordinatrice, ha avviato la progettazione e la realizzazione di un progetto chiamato "E-Gos/Comunas - I Comuni della Sardegna in rete" con lo scopo di rendere interoperabili i dati gestiti dai sistemi informativi comunali, impegnandosi a garantire con le proprie risorse l'intera quota di cofinanziamento prevista a carico dell'aggregazione tra le amministrazioni;
atteso che il responsabile del relativo progetto è il sig. Pascalis Antonio, dipendente della società Tiscali, giusta convenzione dell'importo mensile di euro 10.000 stipulata con la Presidenza della Regione nel 2005;
preso atto che qualche settimana fa, in occasione della presentazione ufficiale del progetto, era stato enfaticamente annunciato che il relativo portale elettronico era già pienamente operativo;
verificato per contro che a tutt'oggi il portale internet www.comunas.it non è fruibile in quanto non esiste alcun link tra il sistema informativo della Regione e quelli dei comuni aderenti al progetto;
rilevato altresì che le informazioni attualmente disponibili in rete non deriverebbero dall'implementazione del sito istituzionale con i siti correlati dei comuni aderenti al progetto, ma da un travaso operato attraverso una copia fisica dei dati dal server interno dei comuni aderenti verso il server di Comunas;
appurato che alcune amministrazioni comunali, presa conoscenza del fatto, avrebbero già formalmente denunciato l'indebita acquisizione di dati anagrafici e tributari dai propri archivi e la successiva loro pubblicazione sul sito Comunas, messa in atto dalla società ApSystems - Arionline Sardegna in palese violazione della normativa vigente in materia di privacy;
rilevato inoltre che il dominio comunas.it, secondo quanto risulta agli atti dell'authority, risulta essere stato registrato inizialmente dal sig. Pascalis Antonio, il quale ne era pertanto il legittimo proprietario, e solo successivamente trasferito al Presidente della Regione in qualità di rappresentante legale dell'Amministrazione regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:
1) con la massima urgenza, ogni informazione e chiarimento in merito allo stato di operatività del portale www.comunas.it;
2) se la società ApSystems - Arionline Sardegna abbia effettivamente violato la legge sulla privacy e, se del caso, si sia provveduto a darne immediata comunicazione al Garante per la protezione dei dati personali e ad adottare ogni altro adempimento a tutela dei cittadini;
3) le modalità con cui si è proceduto al trasferimento della proprietà del dominio comunas.it dal sig. Pascalis Antonio al Presidente della Regione in qualità di legale rappresentante della Regione.(183).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, con questa interpellanza si cambia totalmente argomento e ci si riallaccia ad alcune considerazioni che sono state svolte in Aula, questa mattina, durante la discussione della mozione, con riferimento ad assunzioni di delibere, assunzioni di decisioni che sono in capo alla Presidenza della Regione e che non sempre avvengono non solo con la dovuta trasparenza ma, devo sottolineare, anche in piena contraddizione con alcune enunciazioni di principio che il Presidente ha sempre portato avanti dalla presentazione del programma all'attuazione dello stesso.
Ma, mi permetto di dire, con la dovuta cautela, che qui sono evidenziati anche fatti, come spesso capita purtroppo di sottolineare durante la vostra gestione, di dubbia legittimità, a livello di azione ma anche a livello di attribuzione di incarichi nelle delibere stesse. Mi riferisco agli incarichi affidati al signor Pascalis Antonio che sono in netta contraddizione, come evidenziato da varie parti, con la volontà del Presidente di affidare la Regione ai laureati, stante anche il fatto che la stipula della convenzione in due mesi viene a costare alla Regione Sardegna 20 mila euro. Va anche sottolineato il fatto che in un primo momento il dominio sia stato iscritto a nome del suddetto signor Pascalis Antonio e, soltanto successivamente, trasferito, così come doveva essere fin dall'inizio, in capo al rappresentante legale della Regione Sardegna, cioè il Presidente della Regione Soru; così come si evidenzia dalle relative visure che sono state fatte sulla identità di un dominio. Sono delle strane coincidenze, degli strani errori che comunque si ripetono molto spesso.
Nella stessa interpellanza viene evidenziato come alcuni comuni si siano visti copiare i loro archivi anagrafici dalla società incaricata, la ApSystems-Arionline Sardegna. Cosa significa questo, per chi non avesse prestato la propria attenzione? Significa porre in essere un atto non autorizzato, e comunque illegittimo per la legge sulla privacy, che è quello di entrare nell'anagrafe di un Comune e copiare non rendere cioè fruibile tramite password sul sito di Comunas così come originariamente previsto dal progetto, questi dati ma operare proprio la copiatura fisica dell'archivio stesso.
Questo è un atto illegittimo che non denuncio io ma i sindaci che si sono visti sottrarre, per non dire rubare, l'archivio anagrafico. Questo denuncia il sindaco di Sestu che nell'atto indirizzato alla stessa ApSystems-Arionline Sardegna, protocollo 16/906, si riserva di intraprendere qualsiasi possibile azione di tutela contro l'indebita acquisizione dell'archivio anagrafico.
Questo è quanto noi abbiamo finanziato con 700 mila euro, questo è quanto abbiamo pagato per una consulenza che non si è ritenuta essere all'altezza; tra l'altro consulenza se non illegittima quanto meno inopportuna essendo lo stesso signor Pascalis dipendente di Tiscali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, io mi limiterò naturalmente a rispondere ai tre quesiti che sono contenuti all'interno dell'interpellanza presentata dall'onorevole Capelli e da altri consiglieri regionali. I tre quesiti sono sostanzialmente questi. In primo luogo si chiedono chiarimenti sullo stato di operatività del progetto Comunas; in secondo luogo si chiede se la società ApSystems-Arionline Sardegna abbia effettivamente violato la legge sulla privacy; in terzo luogo si chiede di sapere attraverso quali modalità è avvenuto il trasferimento della proprietà del dominio Comunas al Presidente della Regione
Sul primo quesito, a tutt'oggi si è conclusa la sola fase della sperimentazione. È stata valutata cioè un'analisi di fattibilità del progetto a cui dovrà naturalmente seguire, ma in una fase successiva, la implementazione di questo progetto con la conseguente piena operatività dello stesso. Il progetto Comunas si inserisce nell'ambito di una strategia che la Giunta regionale si è data in materia di servizi di e-government agli enti locali. Ricordiamo che questi servizi (servizi demografici, tributi comunali, polizia municipale, edilizia privata, contabilità, provvedimenti e atti delle diverse amministrazioni comunali) erogati appunto dai comuni hanno estrema importanza per i cittadini che ne possono usufruire stando comodamente seduti in poltrona. Questo è il primo obiettivo strategico che il Governo regionale si è dato in materia di e-government a favore degli enti locali.
Il secondo, quello forse più ambizioso, è volto a ricercare una sintesi unitaria di una serie di soluzioni operative messe in atto da parte di diversi enti locali; si intende cioè favorire l'istituzione di modelli operativi comuni che consentono di facilitare l'accesso dei cittadini ai servizi di e-government e, di conseguenza, di dare dei servizi, proprio perché c'è una modalità operativa comune, ad un minor costo possibile. In questo caso si è data piena attuazione alla fase della sperimentazione. Con quali risultati? Innanzitutto la sperimentazione è durata sei mesi, si è caratterizzata per l'adozione di una serie di iniziative a livello provinciale che hanno coinvolto tutte le amministrazioni comunali delle diverse otto province della nostra Regione e, alla fine di questa attività, diciamo, di informazione, abbiamo avuto l'adesione di ben 373 comuni. E' un'adesione massiccia, se si pensa che i comuni in Sardegna sono 377, che è andata al di là di ogni più rosea previsione. Dobbiamo andare al consolidamento quindi di questa sperimentazione cogliendo i suggerimenti emersi: arrivare alla condivisione di un modello operativo unitario, e immediatamente dopo alla realizzazione di questi servizi.
Il secondo quesito riguarda un'eventuale violazione della legge sulla privacy da parte della società ApSystems-Arionline Sardegna. Noi pensiamo che non sia stata violata la legge sulla privacy in quanto la fase di sperimentazione non prevede il trattamento dei dati personali sensibili che rimangono nella piena responsabilità dei comuni. L'unico trattamento dei dati che è avvenuto da parte della Regione è stato quello connesso alla gestione del codice di accesso e della password per l'utente abilitato ai servizi di rete. Quindi da questo punto di vista mi sento di poter escludere che sia stata violata la legge sulla privacy, proprio perché nella fase di sperimentazione non si ha nessun trattamento di dati sensibili.
Il terzo quesito atteneva alle modalità di trasferimento delle proprietà del dominio Comunas dal signor Pascalis al Presidente. Il Signor Pascalis è stato inizialmente investito di questa incombenza, in quanto si trattava del referente tecnico per l'attivazione-gestione del dominio. Immediatamente dopo c'è stato il passaggio della proprietà del dominio a nome del Presidente della Giunta regionale, in qualità di rappresentante legale della Regione Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente e Assessore, mi dichiaro totalmente insoddisfatto. Mi fa piacere che l'Assessore sia riuscito a non sorridere ( vorrei dire una frase in sardo, ma non posso in questa sede), mentre dava le sue risposte. Seriamente, Assessore, non si può continuare così! Non vedo Marroccu, il difensore della trasparenza di questo Consiglio, di questa Giunta. Questo è un chiaro esempio della mancanza di trasparenza. E' un chiaro esempio di elusione di una domanda; è un chiaro esempio di fuga di un Presidente che deve dare alcune risposte. E io non ho voluto sottolineare stamattina che sarebbe stata opportuna la sua presenza per discutere questi atti che lui ha deciso, non lei Assessore. Lei dice che si è in una fase di sperimentazione e che i dati sensibili sono in uso esclusivo dell'amministrazione, ma io ho dimostrato che così non è perchè l'amministrazione locale di Sestu, in una nota che credo lei dovrebbe avere, denuncia che i dati sono stati sottratti; ma lo dice soprattutto chi ha verificato con la password (il sottoscritto), è entrato nel sito de comune di Sestu e ha potuto verificare e fruire dei dati sensibili degli altri cittadini.
Perciò, tutto quello che lei ha detto, Assessore, del sito in via di sperimentazione, una fase di sperimentazione che stata presentata invece sulla stampa come già conclusa, la dice lunga sul fatto che di trasparente in tutto questo non c'è niente! Non c'è niente! E io ho colto la sua capacità di sviare e dare risposta solo a quello che c'è scritto qua, ma ovviamente le domande vengono anche discutendo se no a cosa servirebbe l'illustrazione di un'interpellanza? Mi dispiace che sia stato chiamato lei a difendere questa volta l'indifendibile e che sia stato chiamato lei ad eludere una risposta dovuta su un fatto indifendibile e sull'ennesima mancanza di trasparenza e legittimità degli atti portati avanti dalla Giunta e, in questo caso, dal Presidente che molto spesso chiama anche voi a sottoscrivere atti che non vi fanno comunque onore.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 189/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulle assunzioni a tempo indeterminato presso l'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari.
I sottoscritti,
vista:
- la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005) che, con riferimento agli anni 2005, 2006 e 2007, vieta le assunzioni di personale a tempo indeterminato negli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) fino all'emanazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri coi quali devono essere fissati annualmente i relativi criteri e limiti con la sola esclusione dei collaboratori professionali sanitari infermieri;
- la circolare prot. 24185/DG del 27 luglio 2006, con la quale l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, nel fornire indirizzi operativi ai direttori generali delle ASL in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato, testualmente dispone: "La legge finanziaria 2005 ha stabilito che gli enti del SSN devono limitare la copertura del turn over ... secondo criteri da definirsi con apposito DPCM che non è stato ancora adottato .... Pertanto ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere ad alcuna assunzione a tempo indeterminato ... fino a futuri indirizzi che questo Assessorato si riserva di fornire non appena sarà predisposto il richiamato DPCM";
preso atto che, alla data odierna, detto DPCM non è stato ancora adottato, né sono stati forniti indirizzi operativi diversi;
appurato che, in aperta violazione della normativa e delle direttive assessoriali vigenti, con deliberazione del 6 settembre u.s. il direttore generale del "Brotzu", dr. Mario Selis, procedeva all'assunzione in ruolo di un dirigente amministrativo;
evidenziate l'illegittimità e l'illiceità del predetto provvedimento dirigenziale;
considerata, altresì, l'inopportunità dello stesso che finisce con l'aggravare ulteriormente i gravissimi problemi dovuti alle carenze di personale tecnico di radiologia ed alla mancata nomina dei primari dei reparti di neurologia e gastroenterologia della predetta Azienda ospedaliera, alla carenza diffusa di personale infermieristico ed ausiliario,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quali azioni concrete e immediate intendano intraprendere per sospendere, nell'ambito delle proprie competenze, un'assunzione disposta in palese contrarietà alla legge;
2) se non ritengano opportuno invitare il direttore generale dell'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari ad annullare o revocare immediatamente il provvedimento in questione;
3) se non ritengano doveroso censurare il comportamento del direttore generale dr. Mario Selis il quale ha adottato un provvedimento che:
a) viola il disposto della Legge n. 311 del 2004, che prevede il divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato;
b) disattende le prescrizioni contenute nella circolare dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 24185/DG del 27 luglio 2006 (189).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua l'interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, questa interpellanza avrei voglia di non illustrarla perché riporta al problema della legittimità degli atti, alle contraddizioni che interessano poco quest'Aula, a tutti i difensori del sistema democratico e dello Stato di diritto a parole; a parole, siete difensori di Stati di diritto e di legittimità.
Poc'anzi, tutti noi abbiamo un briciolo di intelligenza, quindi è stato compreso da tutti siamo stati posti di fronte all'ennesimo atto di illegittimità. Adesso, con l'interpellanza numero 189/A verifichiamo l'ennesimo atto che si compie in quel della sanità; l'ennesimo atto, perché Assessore - mi dispiace doverlo sottolineare per l'infinitesima volta, ma non "mollo" su queste cose - non ho ancora avuto risposte sugli atti illegittimi di nomina del direttore amministrativo di Lanusei dei direttori amministrativi delle AA.SS.LL. (numero 8, Brotzu), dei direttori sanitari, degli stessi direttori generali. Lei ha rimandato ad un quesito che doveva porre al Ministero, ancora oggi, a distanza di un anno e mezzo, non abbiamo risposte da parte sua, e credo che non ne avremo neanche in questo caso. Cercherete, come al solito, di insabbiare tutto, così come è avvenuto poc'anzi.
Quest'ultimo atto (per carità, non si fa riferimento alla persona richiamata) è soltanto la punta di un iceberg di una serie di atti illegittimi che sono stati posti in essere. L'ennesima assunzione a tempo indeterminato in regime di veti proposti dalla finanziaria, ma anche delle sue direttive che ho qui riportato e che posso leggere all'Aula, nel caso non ne abbiano avuto ancora contezza, per cui è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. Questo lei dice, chi avrà pazienza di leggere l'interpellanza la troverà sicuramente più esaustiva del mio intervento di illustrazione limitato ai cinque minuti.
Allora, le azioni, gli atti che vengono messi in discussione e sui quali è necessario, comunque, ragionare e fare chiarezza sono riportati nell'interpellanza stessa dove si evidenzia chiaramente l'illegittimità, l'illiceità del predetto provvedimento dirigenziale posto in essere dal direttore generale del Brotzu.
Un provvedimento che viola il disposto della legge numero 311 del 2004 che prevede, come già richiamato in precedenza, il divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato e disattende le circolari assessoriali dell'Assessore all'igiene e sanità e dell'assistenza sociale richiamate nell'interpellanza stessa. Credo comunque di conoscere già la risposta, che sarà uguale a quelle non ricevute per le interpellanze e le interrogazioni precedentemente proposte.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il caso che è stato segnalato dagli interpellanti riguarda una persona dipendente dell'Azienda sanitaria dal 1988 nel ruolo di collaboratore amministrativo che, nel 2001, ha partecipato ad un concorso per dirigente amministrativo acquisendo l'idoneità e subentrando quindi in un contratto a tempo determinato in questo ruolo. Questa persona in questo momento è stata stabilizzata. Non è stata commessa una illegittimità, né tantomeno vi è stato un aumento di spesa, ma si è trattato di una stabilizzazione di un rapporto di lavoro precario, a tempo determinato, che ha consentito di evitare un aumento della spesa; aumento che sarebbe stato necessario se anziché procedere alla stabilizzazione di questa persona si fosse ricoperto quel posto attraverso ricorso alle altre persone risultate idonee nella graduatoria . Si tratta quindi di una soluzione in linea con quanto previsto dalla legge numero 311, ma anche dalla legge numero 266/2005, che, contrariamente a quanto scritto nell'interpellanza, non fa divieto assoluto di assunzione ma più propriamente indica la necessità di un contenimento della spesa per il personale e di una riduzione e limitazione del turn-over al momento della uscita dal servizio delle persone che vanno in quiescenza.
Faccio presente che nel 2004 e nel 2005 erano andati in quiescenza altri due dirigenti amministrativi dell'azienda Brotzu, che non erano stati sostituiti. Quindi si trattava di posizioni che comunque andavano coperte e una è stata coperta, in via definitiva, attraverso la trasformazione di un rapporto a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato, senza aggravi di spesa per l'azienda.
La circolare che è stata emanata nel 2006, cui fa riferimento l'interpellante, in effetti cerca di uniformare e di garantire l'applicazione di quanto previsto a livello nazionale dalle due leggi citate, ma dice espressamente che eventuali necessità, urgenti e assolutamente indifferibili, potranno essere rappresentate all'Assessorato per la successiva analisi.
Questo è quanto è successo e la soluzione adottata dal Brotzu è assolutamente in linea con quanto l'Esecutivo ritiene di dover fare: la stabilizzazione dei lavoratori precari, ove possibile, senza aggravi di spesa; l'obiettivo è infatti quello di evitare ulteriori acquisizioni di personale da destinare in ruoli così delicati, come quello di dirigente amministrativo, qualora ci si possa invece avvalere delle persone già presenti nella struttura.
Questo è quanto è stato fatto al Brotzu. Quindi, non solo non si tratta di provvedimento illegittimo ma si tratta di un provvedimento coerente con gli obiettivi che si pone questa Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Come prevedevo, totalmente insoddisfatto anche perché, a mio avviso, adesso si sta superando ogni limite dicendo anche delle falsità rispondendo su atti illegittimi. Lo stesso Assessore, con la circolare del 27 luglio del 2006 scriveva: "Ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere a qualsiasi assunzione a tempo indeterminato, comprese quelle derivanti da mobilità interregionale, fino a futuri indirizzi che questo Assessorato si riserva di fornire non appena sarà predisposto il richiamato DPCM" - questo documento non è mai stato predisposto e, non era predisposto all'epoca - "eventuali necessità urgenti e assolutamente indifferibili potranno essere rappresentate all'Assessorato per la successiva analisi".
Questa è la linea dell'Assessorato e di questa Giunta: a seconda del colore dei capelli e degli occhi ci possono essere delle necessità assolutamente indifferibili.
A me non piace entrare nel particolare e non lo farò, ma conosco motivazioni che mi portano a capire perché questo è stato fatto, che non intendo portare all'attenzione pubblica dell'Aula, ma che hanno molto a che vedere con il clientelismo che lei ha introdotto in questi ultimi due anni. Clientelismo dimostrabile, dimostrato, e al quale mi sembra che non ci sia modo di porre rimedio.
Continuate così, se voi siete a posto con la vostra coscienza e con il vostro modo di operare saranno contenti anche coloro che vi sostengono dai banchi di questa maggioranza. I colleghi sapranno ricondurre tutto al ragionamento che è stato poc'anzi fatto, se lo vorranno fare, a meno che, come al solito, non vengano zittiti perché una parte della clientela venga spalmata anche su di loro, come spesso avviene.
Questo atto è totalmente illegittimo, anche perché io non ho mai detto, e non è mai detto in legge, che un contratto a tempo determinato può essere comunque trasformato in contratto a tempo indeterminato, soprattutto in un settore che lei dice essere carente di personale, che invece non consta essere tale; magari in reparti come la radioterapia, la radiologia e alcuni altri vi è invece carenza di personale, in particolare infermieri e ausiliari, ma si è fatto molto poco per risolvere questo problema e, tanto meno, si sono fatte assunzioni a tempo indeterminato. Proprio nel settore amministrativo, che poteva considerarsi già coperto, lei ha detto che non c'è stato nessun onere aggiuntivo, ma se non sono cambiati i contratti nazionali del lavoro nelle ultime ore nella stessa trasformazione contrattuale da tempo determinato a indeterminato, come anche lei sa, c'è comunque un onere aggiuntivo.
Per cui ritengo che la sua risposta sia in linea con quelle avute fino ad oggi e mi dichiaro totalmente insoddisfatto; ma credo che anche questo sia un film già visto.
PRESIDENTE.
Passiamo all'interpellanza numero 191/A..
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sul convegno organizzato e finanziato dalla Regione Sardegna sul tema "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali tra Stato e sistema dei poteri locali".
I sottoscritti,
premesso che l'Assessorato regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione ha programmato per il 6 e 7 ottobre 2006, presso l'Hotel "Timi Ama" di Villasimius (gruppo Mazzella), un convegno finanziato dalla Regione Sardegna sul tema "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali tra Stato e sistema dei poteri locali";
rilevato che:
- il programma prevede, tra l'altro, relazioni dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, Gianvalerio Sanna, sul tema " Le scelte e le proposte della Regione Sardegna per la pianificazione territoriale e la tutela dell'ambiente" e del professor Paolo Urbani, membro del comitato scientifico che ha partecipato alla redazione del Piano paesaggistico regionale (PPR), nonché le conclusioni del Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru;
- altresì, il medesimo programma prevede inoltre la presenza del dottor Alberto De Roberto, presidente del Consiglio di Stato, nonché relazioni del dottor Claudio Varrone, presidente della VI sezione del Consiglio di Stato - alla quale è notoriamente assegnata, in grado d'appello, la materia dell'ambiente e della tutela paesaggistica - nonché la partecipazione di altri giudici amministrativi, tra cui un consigliere della medesima VI sezione del Consiglio di Stato ed un consigliere del TAR Sardegna;
ritenuto, per quanto sopra, che i lavori del convegno avranno per oggetto, oltre che temi ambientalistici a carattere generale, anche le dibattute problematiche giuridiche concernenti le scelte operate dalla Giunta regionale in materia di pianificazione territoriale e tutela dell'ambiente con la recente approvazione del PPR;
rilevato che, frattanto, numerosi cittadini hanno già proposto ricorsi in sede giurisdizionale contro la deliberazione di adozione del PPR e che i relativi giudizi sono attualmente pendenti davanti al TAR Sardegna;
considerato che l'iniziativa dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, alla luce dell'articolo 97 della Costituzione che garantisce l'imparzialità dell'Amministrazione, potrebbe risultare lesiva dell'immagine istituzionale della medesima Regione Sardegna;
ritenuta, infine, l'inopportunità che i giudici che dovranno decidere - in primo e secondo grado - sui ricorsi proposti contro il Piano paesaggistico regionale, e, quindi, sulla legittimità di quest'ultimo, vengano invitati dalla Regione Sardegna a partecipare ad un dibattito che verterà proprio sulla valutazione giuridica delle determinazioni adottate dalla Giunta regionale in ordine al PPR,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, fiinanze e urbanistica per conoscere se:
1) non ritengano inopportuno che la Regione Sardegna - convenuta in vari giudizi attualmente pendenti nanti il TAR della Sardegna per l'annullamento del Piano paesaggistico regionale - organizzi un convegno per dibattere sulla correttezza delle scelte operate dalla Giunta in materia di pianificazione territoriale, invitando a parteciparvi proprio i magistrati che saranno chiamati a decidere in primo e secondo grado sui ricorsi pendenti contro la delibera di adozione del PPR;
2) non ritengano necessario e conveniente, per le suddette motivazioni, riconsiderare le proprie determinazioni, rinunciando alla organizzazione del convegno. (191).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la sua interpellanza.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, anche questa interpellanza fa sorridere perché si riferisce all'ultimo convegno che si è svolto in quel di Villasimius nell'ultimo fine settimana. Un convegno di fine estate, organizzato dall'Assessorato degli affari generali, con la presenza di un comitato scientifico; ebbene, non si è avuto neanche il garbo di invitare l'Assessore degli affari generali che ha organizzato questo convegno, mentre invece si è stati molto attenti nell'invitare l'Assessore dell'urbanistica , il quale ha fatto una breve comparsa perché è arrivato in ritardo, probabilmente,...
SANNA, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. E' stato male informato.
CAPELLI (U.D.C.).... mentre invece ha avuto il buon senso di non partecipare chi doveva concludere i lavori, cioè il Presidente della Regione sarda. Tra gli invitati vi erano il presidente del Consiglio di Stato, alcuni alti magistrati sia del Consiglio di Stato che del TAR, quelli chenella interpellanza e nella nota di commento all'interpellanza ho sottolineato essere "ignari magistrati", perchè non potevano sapere, non essendo pervenuta ancora alcuna comunicazione, della sussistenza di una serie di ricorsi pendenti al TAR, per cui sono caduti nella trappola tesa per l'ennesima volta dal Presidente della Regione e dal fido Assessore degli enti locali.
Però volevo sottolineare, per ironizzare e per dire quanto è grave la situazione, che si utilizza anche il convegno per fare della pubblicità occulta. Infatti, chi ha la locandina del convegno potrà leggere la frase "Passavamo sulla terra leggeri", titolo di un libro di Sergio Atzeni, uno scrittore del quale ho letto alcune opere e che apprezzo. Non sarà sfuggito, però, che questa stessa frase campeggia sui cartelloni pubblicitari di Tiscali presenti negli aeroporti. Io non sto denunciando nessun conflitto di interessi ma solo l'ennesima coincidenza. Sicuramente questa frase era la migliore che ci potesse essere, ma il Presidente o chi organizza per lui non è che ci pensino. Però: è un sistema di pubblicità occulta o l'ennesima coincidenza?
Ho trovato un'altra frase di Atzeni con la quale descrive i sardi di allora, e sicuramente quei sardi non avevano l'anello al naso, diversamente da quanto si può pensare per questa ulteriore presa in giro che però è rappresentativa di un fatto gravissimo, il fatto che si cerchi di instaurare preventivamente un rapporto di collaborazione - non dico complicità perché per essere complici anche gli altri devono sapere -di condivisione di un percorso.
Io credo che questo convegno sia stato inopportuno, di cattivo gusto e sintomatico di una caduta di stile da parte di chi l'ha organizzato e perorato, ma molto pericoloso per quello che rappresenta; e una caduta di stile l'ha avuta, nonostante quanto denunciato nell'interpellanza e da chi ha preso posizione sulla stampa, chi ha voluto che questo atto si consumasse fino in fondo, incidendo così
sulla credibilità delle istituzioni in generale, non solo dell'istituzione regionale.
PRESIDENTE.
Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevole Capelli, sono certo che lei gradirebbe che altri rispondessero al mio posto, però si deve accontentare.
Io penso, senza spirito polemico, che l'interpellanza sia un caso paradigmatico di sillogismo; perché? Perchè parte da una premessa a mio avviso errata, e se si parte da una premessa errata si arriva a delle conclusioni altrettanto errate.
Cercherò di spiegare. La premessa non può essere quella che si è voluta individuare all'interno dell'interpellanza, cioè non si è voluto organizzare un convegno di quella levatura, di quella importanza per cercare coperture sulla correttezza dell'operato della Giunta in materia di pianificazione territoriale, di Piano paesaggistico regionale. Lungi dagli organizzatori del convegno questa finalità..
Naturalmente, se si parte da una premessa di questo tipo è evidente che si perde di vista la vera finalità di questo convegno che, come dice il titolo, era "Tutela dell'ambiente e valorizzazione dei beni ambientali, tra Stato e sistema dei poteri locali". Onorevole Capelli, a testimonianza di questo c'è il fatto che la richiesta di finanziamento da parte del TAR Sardegna è pervenuta all'Assessorato degli affari generali nel mese di gennaio del 2006, quindi in un'epoca in cui non si poteva assolutamente sospettare una eventuale interferenza del convegno nell'approvazione del Piano paesaggistico regionale. Ribadisco quindi che la partecipazione di alto livello al convegno non poteva essere finalizzata alla ricerca di coperture sulle scelte di natura paesaggistica contenute nel Piano cui si fa riferimento nell'interpellanza.
Io voglio ricordare invece le vere finalità del convegno che, dato il momento particolarmente delicato che stiamo vivendo, è risultato quanto mai opportuno. Come tutti sappiamo l'articolo 117 della Costituzione, modificato con la riforma del Titolo quinto, stabilisce che lo Stato ha potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Quindi, nel momento in cui siamo chiamati a riscrivere lo Statuto, penso che sia quanto mai opportuna una riflessione su questo punto dell'articolo 117. Voglio ancora ricordare che il tema del convegno verteva essenzialmente sulla normativa ambientale, il codice Matteoli e i decreti attuativi che, come voi sapete, sono oggetto di molte osservazioni critiche, anche da parte della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, proprio in materia di disciplina della valutazione di impatto ambientale.
Il tema principale affrontato nel corso del convegno è stato il riparto di competenze in materia ambientale tra Stato ed autonomie locali ma, vista la levatura dei partecipanti e anche a seguito dell'intervento dell'Assessore, è ovvio che si parlato, giustamente, del Piano paesaggistico regionale: un provvedimento di straordinaria importanza, il primo Piano paesaggistico approvato da una Regione. Ma posso assolutamente escludere che la finalità del convegno fosse quella di trovare coperture giuridiche, da parte di chicchessia, verso le scelte del Governo regionale in materia di pianificazione territoriale.
PRESIDENTE.
Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per dichiarare se è soddisfatto.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore, è lei che ha letto nella premessa dell'interpellanza la denuncia di coperture di non so quale genere. La premessa dell'interpellanza non dice questo, l'interpellanza indica il luogo dove si è svolto il convegno e, per una migliore comprensione, qualora l'indirizzo non fosse sufficiente, è stata indicata la proprietà della struttura (gruppo Mazzella), successivamente sono stati indicati i relatori, ma non nella premessa.
Certo stupisce, e non c'è niente da ridere, che il TAR Sardegna abbia presentato al suo Assessorato richiesta di patrocinio per questo convegno ma non abbia inserito lei tra i relatori o tra le autorità che porgevano i saluti; altri invece sono stati invitati, glielo ricordo, dal gennaio 2006, e la prima adozione del Piano è del dicembre 2005. Qualsiasi tipo di riferimento lo lascio a lei, non sta a me farlo. Io parlo di opportunità e nella sua risposta tutte le opportunità o inopportunità da me rilevate hanno trovato conferma. Era sicuramente inopportuno che si organizzasse, e si organizzasse presso quella struttura, con quei relatori e con quelle presenze istituzionali, un convegno che è stato fatto apposta per parlare del Piano paesaggistico regionale appena approvato.
Da lei non ho avuto, ma non poteva essere diversamente, nessuna risposta sulla coincidenza pubblicitaria, altri sarebbero stati più adatti a rispondere su questa, continuo a dire, Assessore, ennesima coincidenza. Per cortesia, se è possibile, riferite anche al Presidente che si continua ad agire in un modo che di democratico, di trasparente, se vogliamo, di nuovo non ha proprio nulla, anzi, si sta prendendo il peggio del vecchio.
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviare alla prossima seduta la discussione degli argomenti ancora all'ordine del giorno (mozioni numero 90 e 85) al fine di completare la discussione in corso fra i Capigruppo sulle riforme istituzionali. Vorrei precisare che per quanto riguarda la mozione numero 90 si ritiene che potrebbe scaturire qualche novità dall'incontro con il ministro Bianchi in programma domani a Roma, mentre per la discussione della mozione numero 85 non si ritiene sufficiente il tempo a disposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, quando verrà discussa la mozione numero 85?
PRESIDENTE. Lo deciderà la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Io Signor Presidente, ho la sensazione che sulla questione del trenino verde, argomento della mozione numero 90, si stiano consumando gialli su gialli, atteggiamenti veramente poco chiari che non fanno onore a questo Consiglio regionale. Io non ho capito perché la riunione col ministro Bianchi, domani, dovrebbe far venire meno il senso profondo, diciamo così, della mozione in questione. Questo è stato detto nella riunione dei Capigruppo, ma non è così!
Nella mozione si sottolinea semplicemente la necessità che il Consiglio regionale faccia una scelta politica, dia un indirizzo preciso alla Giunta per la predisposizione di un progetto di valorizzazione regionale, non solo della tratta Isili-Sorgono, del trenino verde. Questa è l'essenza della mozione. Tutte le altre questioni capziose e false, che sono state poste non hanno nulla a che vedere con questa mozione.
Per ben tre volte sono state cambiate le carte in tavola, non si vuole discutere questa mozione nonostante la presenza nelle tribune del pubblico dei rappresentanti del Comitato per la valorizzazione del trenino verde della Sardegna, ma non capisco il perché di questi atteggiamenti tesi ad impedire che questo Consiglio regionale faccia una scelta politica decidendo che la Giunta deve farsi carico di realizzare un progetto, che coinvolga enti pubblici e privati, per la valorizzazione del trenino verde.
Chiedo quindi che in Conferenza dei Capigruppo si dicano cose che corrispondano al vero, non falsità che non c'entrano niente con la sostanza di questa mozione. Questa, signor Presidente, è una vergogna!
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non penso di avere detto che vengono meno le ragioni per la discussione della mozione, ma ho detto, soltanto, che la mozione non si discute questo pomeriggio in primo luogo perché la Conferenza dei Capigruppo ha l'esigenza di completare la discussione sulle riforme istituzionali e, in secondo luogo, perché sulla questione posta nella mozione numero 90, potrebbero scaturire novità dall'incontro con il ministro Bianchi in programma domani. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La mozione numero 90 è una mozione bipartisan, quindi siamo tutti interessati alla sua discussione che rimane urgente; rimane urgente proprio perché domani c'è l'incontro col Ministro e quindi io credo che questo Consiglio regionale abbia titolo a sostenere le proprie ragioni portando a quell'incontro un documento approvato dal Consiglio medesimo. Quindi, la mia richiesta è di proseguire la seduta per discutere e approvare la mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, io sono uno dei firmatari di questa mozione e credo che l'onorevole Pisu abbia centomila ragioni per chiedere che questa mozione venga discussa stasera. Ora, se domani esiste questa possibilità che il ministro Bianchi, poco impegnato con la TAV, si impegni di più sul trenino verde, io credo sia necessario discutere la mozione sull'argomento. Se poi c'è necessità di convocare una breve Conferenza dei Capigruppo, la si convochi ma poi si torni in Aula per discutere questa mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io sono tra i firmatari, insieme a tanti altri colleghi, di quella mozione e ritengo che il problema del trenino verde debba comunque interessare questo Consiglio.
Tra l'altro so che da parte della Giunta c'è un impegno concreto, serio, su questo problema. Però, al momento è in corso un dibattito tra i Capigruppo di maggioranza ed opposizione sulle riforme istituzionale che, per la sua importanza, si è ritenuto opportuno che proseguisse stasera; è un momento di incontro che tutti auspichiamo possa concludersi con un percorso comune di elaborazione delle riforme da parte del Consiglio nella sua interezza. Stasera decideremo di riconvocare il Consiglio in settimana, e in settimana discuteremo ed approveremo o respingeremo, secondo la volontà del Consiglio, le due mozioni ancora iscritte all'ordine del giorno.
Non credo che il problema sia discutere un giorno prima o un giorno dopo, la mozione ha infatti l'unico scopo di sensibilizzare la Giunta, su un problema sul quale, visto che la mozione l'abbiamo firmata tutti i Capigruppo di maggioranza ed opposizione, mi pare che la sensibilizzazione ci sia già. Quindi, poiché avevamo deciso che gli argomenti delle mozioni, si sarebbero discussi lunedì e venerdì, credo che molto probabilmente il Consiglio verrà aggiornato a venerdì per discutere appunto sia la mozione sui punti franchi che quella sul trenino verde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Anche io sono firmatario di questa mozione e ritengo che non si debba dilazionarne ulteriormente il termine di discussione. Pur rispettando le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo io credo sia opportuno che i Capigruppo brevemente si vedano e decidano il proseguo dei lavori che, comunque, deve avvenire nell'immediato perché bisogna dare risposte serie alle serie sollecitazioni poste nella mozione presentata dal collega Pisu. Visto quanto succederà domani mattina, noi siamo disponibili a tornare in Aula dopo l'incontro tra i Capigruppo sulle riforme perchè credo che la mozione del collega Pisu abbia pari dignità e difendo il suo diritto di poterla discutere in Aula. Chiudo qui il mio intervento per non cadere sempre in questa brutta abitudine di discutere le cose dopo che sono state già decise da altri e altrove. Credo che si debbano dare risposte al collega Pisu, do la disponibilità a partecipare subito a una Conferenza dei Capigruppo che stabilisca i termini di discussione della mozione stessa.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che il percorso che è stato delineato, sia sulla base delle informazioni fornite da uno dei primi firmatari della mozione
sia per quanto contenuto all'interno dell'articolo 102 della legge finanziaria approvata dal Governo, consenta di dare alcune risposte significative rispetto a quanto abbiamo proposto nella mozione; mozione, come è stato già detto, firmata praticamente da quasi tutti i consiglieri. Però, ritengo che anche gli argomenti all'attenzione della Conferenza dei Capigruppo abbiano un'importanza fondamentale per la nostra Regione per cui io sarei dell'avviso di sospendere per riprendere i lavori della Conferenza dei Capigruppo e, in quel contesto, porre anche l'esigenza di affrontare, quanto prima possibile, l'esame, possibilmente anche stasera stessa, delle mozioni numero 90 e 85.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché mi sembra che non ci sia un consenso unanime sulla proposta del Presidente di sospendere i lavori del Consiglio, essendo ancora iscritta all'ordine del giorno una serie di argomenti, in assenza dell'accordo, occorre che il Consiglio si pronunci sulla proposta di conclusione anticipata della seduta che poi verrà posta in votazione. Ricordo che possono parlare un consigliere a favore e uno contro. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisu.
PISU (R.C.). Presidente, parlo contro la richiesta di chiusura anticipata della seduta e quindi chiedo che si discuta adesso la mozione sul Trenino verde. Infatti, come ho detto prima, credo si stia cercando di rinviare la discussione su questa mozione per ragioni che non comprendo. Si dice che domani c'è l'incontro con il ministro Bianchi; badate che l'incontro col ministro Bianchi è stato richiesto semplicemente per chiedere al Ministro di bloccare la decisione delle Ferrovie della Sardegna (FDS), che dipendono appunto dal Ministro, di trasferire 37 lavoratori dalla tratta Isili-Sorgono alle tratte di Cagliari, decisione che preluderebbe alla chiusura della stessa tratta. Questo è il tema dell'incontro con Bianchi, oltre alla richiesta di rimpinguare i fondi, che sono stati ridotti nella finanziaria del 2006, da destinare alle FDS, per poter mantenere la tratta in esercizio e i lavoratori in quella sede. Questo, ripeto, è il motivo della richiesta di incontro con il ministro Bianchi, non altro.
Il dispositivo fondamentale, invece, della mozione numero 90 fa riferimento a quanto comunicato a quest'Aula dal Presidente Soru sul fatto che le FDS saranno trasferite alla competenza della Regione Sardegna e che, all'interno dei 1.600 milioni di euro di stanziamento saranno disponibili, questo ha detto in Aula il Presidente, circa 50, 60 milioni per questo progetto. Sicuramente l'assessore Broccia ci potrà dire se sono disponibili altre risorse, io non anticipo nulla, lo dirà lui se lo riterrà opportuno, però il problema era questo. Al momento noi non sappiamo ancora se l'articolo 102 della finanziaria nazionale verrà approvato e cosa si farà. Resta il fatto però che noi in questa mozione vogliamo sottolineare come questo Consiglio regionale debba farsi carico di dire alla Giunta regionale che deve farsi ente capofila, ente coordinatore della realizzazione di un progetto, con il coinvolgimento di enti pubblici e privati, teso alla valorizzazione del Trenino verde. E' esattamente lo stesso discorso che ha fatto la Corsica quando lo Stato francese trasferì alla Regione corsa la competenza dei 147 chilometri di tratte ferroviarie. E noi abbiamocirca 420 chilometri di tratte turistiche. Allora, se noi utilizziamo una parte di quei 1.600 milioni di euro di cui ci parlava il presidente Soru …
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non stiamo discutendo del merito della mozione, stiamo discutendo sull'opportunità di discuterla adesso o in un altro momento.
Concludo dicendo che questa è la ragione fondamentale per cui chiediamo che questa mozione venga discussa e venga approvata. Certo modificandola nelle parti che sono superate dalla decisione delle FdS, questo lo comprendiamo tutti. Se è necessario possiamo sospendere la seduta cinque minuti per modificarla, però, come dire, non possiamo dare il segnale, così negativo, di un Consiglio regionale che ancora non dà risposte e rinvia, con scuse poco giustificabili su un problema posto alla sua attenzione dai primi di settembre,.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). A me dispiace che questa decisione, assunta dai Capigruppo in un'importante riunione che è iniziata alle ore 16, sia considerata una banale scusa per evitare di discutere del Trenino verde. La mozione è stata sottoscritta infatti da quasi tutto il Gruppo dei D.S., da tantissimi colleghi, non appartiene solo al collega Pisu che ne sta facendo una questione personale…
PISU (R.C.). Ma chi l'ha detto!
MARROCU (D.S.). …appartiene a tutto il Consiglio che l'ha sottoscritta. Da parte nostra non c'è nessun problema, sul contenuto e sugli obiettivi di quella mozione, così come c'è una sensibilizzazione della Giunta sull'argomento; la discussione della mozione si concluderà con un ordine del giorno che penso sarà firmato da tutti i Capigruppo, di maggioranza e opposizione, magari per correggere quelle parti che lo stesso collega Pisu ha ritenuto siano da correggere per evitare incomprensioni sulle parti di territorio interessato. Al momento però è stato iniziato un percorso di discussione, che noi consideriamo importante e vitale per l'intera legislatura, tra la maggioranza e l'opposizione che vede la presenza del Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio e di tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione.
Noi a questa riunione diamo notevole importanza perché auspichiamo che si concluda con un avvio unitario del processo di riforma istituzionale; per questo motivo crediamo valga la pena interrompere per un'ora, due ore, tre ore, quanto sarà necessario, il dibattito in Consiglio. Non credo sorga qualche problema se il Consiglio approverà la mozione sul Trenino verde domani o venerdì, soprattutto se poi la riunione di stasera porterà al risultato positivo di un accordo tra maggioranza e opposizione, almeno sul percorso da seguire per le riforme.
Inoltre, poiché qualche collega aveva difficoltà a rimanere oltre una certa ora per problemi di salute, tutti i Capigruppo hanno ritenuto opportuno proporre al Consiglio la sospensione per poter proseguire questo dibattito. E mi dispiace che questo venga considerato, invece, una banale scusa per non discutere una mozione che tra l'altro abbiamo sottoscritto.
Ribadiamo quindi l'esigenza di interrompere, di proseguire la discussione in Conferenza dei Capigruppo sull'obiettivo delle riforme che ci siamo posti e di aggiornare il Consiglio secondo quanto deciderà la Conferenza dei Capigruppo. L'importante è che ci sia da parte del Consiglio un input alla Giunta, input che per me c'è già, sui temi posti da quella mozione. Quindi ribadisco l'esigenza di interrompere come concordato nella Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, sulle questioni procedurali si vota per alzata di mano. Prego due Segretari di assistermi durante la votazione.
Metto in votazione la proposta di chiusura anticipata della seduta.
Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Il Consiglio è riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 18 e 43.
Versione per la stampa