Seduta n.361 del 16/04/2003 

CCCLXI Seduta

Martedì 16 Aprile 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 41.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 10 aprile 2003 (355), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A)

PRESIDENTE. Colleghi vi informo come procederemo alla votazione. Adesso voteremo per alzata di mano il bilancio pluriennale in due parti, il quadro riassuntivo delle spese e lo stato di previsione delle entrate, con due voti. Dopodiché voteremo le note di programma, poi ancora voteremo l'ordine del giorno sui collegati, poi voteremo bilancio e finanziaria. In quell'occasione ci saranno le dichiarazioni di voto e quant'altro, così come i Gruppi avranno deciso. Detto questo, chiedo se siamo pronti o se dobbiamo attendere qualche minuto. Poi voteremo, dopo tutta questa manovra, anche il bilancio del Consiglio. Quindi vi prego di non andare via appena abbiamo votato la finanziaria, vi prometto che per il bilancio del Consiglio non finiremo alle due del mattino.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il quadro riassuntivo delle spese del bilancio pluriennale. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione lo stato di previsione delle entrate. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Discussione e approvazione del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Le note di programma, non avendo nessun emendamento, potremmo votarle per paragrafi e sarebbe una votazione lunghissima, senza peraltro nessun risultato utile, allora la mia proposta è: votiamola assieme, una sola votazione, se non ci sono richieste.

SPISSU (D.S.). Pagina per pagina.

PRESIDENTE. Anche riga per riga, volendo, si può votare. Se non ci sono richieste particolari?

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Chiedo solo trenta secondi, anzi meno, solo per segnalare ancora un volta che le note di programma nella gran parte non sono coerenti con la legge di contabilità e questo, in un bilancio per unità previsionali di base, rende fortemente arbitraria l'intera manovra finanziaria. Noi non lo dichiamo adesso, la sessione si è dilungata forse più del previsto, però richiamiamo l'attenzione dell'Aula e del Presidente del Consiglio perché le prossime note di programma siano assolutamente coerenti con la struttura che è prevista dalla legge di contabilità, se no sono solamente una finzione, tanto vale abolirle e tanto vale delegare totalmente all'Esecutivo la gestione delle risorse stesse. Il passaggio da un bilancio per capitoli ad un bilancio per unità previsionali di base è un passo avanti nella programmazione, se la programmazione però non viola i diritti di quest'Aula di essere partecipe e informata. Da questo punto di vista ricordo ancora a quest'Aula, a conclusione della votazione e della discussione, che sono e continuano ad essere violati gran parte dei diritti di informazione del Consiglio stesso. E ripeto del Consiglio, non della opposizione perché è l'intera Assemblea che viene privata dei suoi fondamentali diritti. Lo dico qua con molta pacatezza e quasi in maniera sommessa, però sono cose che sicuramente minano il prestigio e l'autorevolezza della stessa Assemblea.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Selis. Le sue dichiarazioni, naturalmente, rimangono agli atti e io, come dire, faccio mia la sua raccomandazione per la prossima finanziaria, cercheremo di sollecitare l'Esecutivo perché sia più puntale da questo punto di vista, più attento e più preciso.

Per la votazione delle note di programma non sono pervenute richieste di votazione particolari.

Poiché nessuno di domanda di parlare sulle note di programma, le pongo in votazione. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

PRESIDENTE. Adesso votiamo l'ordine del giorno 7, che credo i colleghi abbiano ricevuto in copia. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO CORONA - BALLETTO - VARGIU - FLORIS - CAPPAI - DIANA sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria del 2003.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione dei disegni di legge n. 383/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2003)" e n. 384/A " Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2005",

CONSIDERATO CHE:

a) ai sensi dell'articolo 34, comma 8, del Regolamento interno del Consiglio, devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;

b) la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi dell'articolo 1, lettera c), della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, così come sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico - finanziaria 2003-2005:

1) D.L. n. 385 - Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica;

2) D.L. n. 386 - Disposizioni in materia di inquinamento;

3) D.L. n. 387 - Norme di tutela fitosanitaria delle produzioni agricole e forestali della Sardegna e per la salvaguardia ambientale e del consumatore;

4) D.L. n. 388 - Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche e norme di snellimento e semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche;

5) D.L. n. 389 - Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, "L'emigrazione";

6) D.L. n. 390 - Introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella Regione autonoma della Sardegna e negli enti regionali;

RAVVISATA la necessità, in virtù del predetto articolo 34, comma 8, del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico-finanziaria 2003-2005,

delibera

di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria i seguenti:

1) D.L. n. 385 - Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica;

2) D.L. n. 386 - Disposizioni in materia di inquinamento;

3) D.L. n. 387 - Norme di tutela fitosanitaria delle produzioni agricole e forestali della Sardegna e per la salvaguardia ambientale e del consumatore;

4) D.L. n. 388 - Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche e norme di snellimento e semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche;

5) D.L. n. 389 - Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, "L'emigrazione";

6) D.L. n. 390 - Introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella Regione autonoma della Sardegna e negli enti regionali. (7)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 7 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Più che una dichiarazione di voto, o meglio potendo avere la parola per dichiarazione di voto colgo l'occasione e l'opportunità di rivolgere qualche quesito ai presentatori e indirettamente in questo caso anche alla Giunta regionale ed anche alla Presidenza del Consiglio se vorrà tenerne conto o provvisoriamente ascoltare. E` vero che il comma 8 dell'articolo 34 recita che il Consiglio, mediante un ordine del giorno individua, al termine dell'esame della legge finanziaria, e io non so se al termine dell'esame sia anche al termine complessivo, cioè dopo il voto, ma ammettiamo che sia al termine solo della discussione, individua i disegni di legge, qualora non precedentemente approvati, già presentati dalla Giunta regionale da collegare alla manovra finanziaria. Ma a me pare di intendere che il comma 8 dell'articolo 34 si rivolga e tenga in debito conto quei disegni di legge dalla Giunta regionale predisposti e presentati in quanto collegati, non che si possa prendere ogni e qualsiasi disegno di legge e dire: "questi li considero collegati", perché nell'elenco che viene fatto a me pare di constatare, non c'è il tempo di fare una verifica perché l'ordine del giorno è distribuito adesso e non consente una verifica precisa, posto che nessuno di noi è un computer ma è una persona, la Giunta regionale ha presentato alcuni disegni di legge in quanto collegati. Poi ci sono altri disegni di legge che sono presentati dalla Giunta e che sono disegni di legge, come dire, ordinari. A me pare che il comma 8 dell'articolo 34 dica che dei disegni di legge, qualora non già approvati, presentati come collegati, si individuano quelli da qualificare tali e quindi hanno precedenza nell'esame successivo. Io vedo in questa elencazione una serie di disegni di legge che mi paiono pescati dal numero grande dei tanti disegni di legge pendenti presso il Consiglio, allora chiederei: perché non operare una valutazione di priorità fra i tanti disegni di legge? Per esempio: il disegno di legge sull'ARPAS, istitutivo dell'agenzia dell'ambiente, è una priorità assoluta di questa regione, posto che il Consiglio regionale è commissariato, perché è commissariato il Consiglio, è un potere esclusivo che in quanto commissario esercita il Presidente della Regione perché il Consiglio non approva una legge, legge che è pendente presso il Consiglio da tanto tempo. In base a quale criterio, sto chiedendo, si individuano questi disegni legge? Perché delle due una: o sono quelli che formalmente la Giunta ha approvato e ha inviato al Consiglio in quanto collegati, allora l'elenco è già quello, non c'è bisogno di nessun'altra individuazione, è quello, cioè quelli allegati, l'elenco allegato alla proposta di finanziaria di bilancio. Però non mi pare che questo elenco corrisponda esattamente a quello, interamente. Quindi chiedo questo chiarimento, perché se l'elenco è esattamente quello, io adesso non ho la possibilità di verificare, se l'elenco è interamente, integralmente tutto quello, cioè nessuno dei disegni di legge trasmessi al Consiglio in quanto collegati qui deve mancare, né nessun altro disegno di legge che non fosse fra l'elenco allegato alla finanziaria e al bilancio come collegati qui ci dovrebbe essere. A me è sufficiente avere questa certificazione che può darmi solo chi ha l'autorità di poterla fare, cioè la Presidenza del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, questi disegni di legge, che sono due, quattro, sei, sono stati tutti presentati collegati al bilancio, quindi la Giunta li ha già presentati e sono tutti questi, non ce ne sono in più. Poi, se la Giunta volesse aggiungere per parte sua qualche cosa, questo è ciò che consta alla Presidenza del Consiglio.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.Grazie Presidente, io non ho niente da aggiungere a quello che lei ha già detto, infatti il disegno di legge sulla finanziaria porta il numero 383, quello sul bilancio 384 e questi sono a seguire dal 385 al 390 in ordine progressivo di numero e sono tutti allegati al disegno di legge 383 e 384, che la Giunta ha indicato come collegati. Poi il Consiglio, nella sua autonomia, può decidere se mantenerli tutti come collegati, oppure se escluderne qualcuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, rapidamente alcune considerazioni su questo passaggio che nel suo piccolo ed anche - se ci consentite - nella sua insignificanza formale e sostanziale riflette lo stato della vostra condizione politica sia nella forma che nel merito. Nella forma perché questa serie di disegni di legge, così presentati, badate, tutti a firma dell'onorevole Masala, si potrebbe dire che è l'immagine, fra virgolette, della dittatura della programmazione, l'assessore Masala presenta disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica, in materia di emigrazione, è lui l'autore dei disegni di legge che attengono a materie che, invece, nella specifica competenza sono attribuiti ad altri assessori. E` una singolarità che da però un senso a tutta la complessità dell'azione che abbiamo svolto in questi due mesi.

Poi c'è anche un aspetto funzionale. Io credo che il significato del collegamento dei disegni di legge alla manovra finanziaria debba avere un significato funzionale. Ci spiace sottolinearlo, ma non lo intravediamo neanche da lontano.

Io credo che probabilmente gli elementi che avrebbe avuto più significato collegare alla manovra finanziaria potevano essere i testi unici delle leggi di settore, che ancora aspettiamo e che potevano rendere unitaria e funzionale la strategia della Regione nel prossimo anno; poi le priorità scelte sono del tutto insignificanti e per alcuni di questi disegni di legge vale la pena anche sottolineare che in qualche parte della finanziaria su alcuni di questi abbiamo espresso, come Consiglio regionale, valutazioni che un po' allontanano il significato di questi disegni di legge dal loro presunto collegamento alla manovra finanziaria. Visto che non l'ho fatto prima lo dico adesso, ma ha la stessa portata e la stessa coerente valutazione: così come l'insignificanza di questo atto, così quello delle note di programma. Voi avete approvato note di programma che si riferiscono ex ante al testo originario di una finanziaria nella quale si parla sinteticamente di quadro unitario dei programmi e delle attività, in una Regione che non ha più niente di unitario, poco di programmi e quasi nessuna attività. Parlate del Quadro comunitario di sostegno per il quale avete avuto giudizi nefasti e assolutamente allarmanti, ci riproponete la coerenza con il DPEF che è inesistente e chiudete con gli stati di previsione della spesa che, come vi abbiamo dimostrato nel corso della finanziaria, riflettono esclusivamente più le spese obbligatorie che le strategie e le idee che avete in testa. Complessivamente vorrei dire che così...

PRESIDENTE. Scusi un secondo. Colleghi, posso chiedere un po' più di silenzio almeno? Prego.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Così come accennavamo prima questi due atti avrebbero dovuto assumere nel rigore di un controllo preventivo un significato tutt'altro che formale e nominalistico. Io non so se salveranno la Regione autonoma della Sardegna dal suo decadimento e dalla sua arretratezza che prosegue, le norme sulla tutela fitosanitaria o le disposizioni sull'edilizia residenziale; non so se questi saranno gli elementi cardine dello sviluppo futuro della Sardegna, credo che sia un po' poco e un po' anche decadente presentare al Consiglio proposte di questo genere, prive di qualunque collegamento alla realtà dei testi e dei documenti che in questi mesi abbiamo approvato.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Coordinamento finale della legge finanziaria

PRESIDENTE. Prima di procedere al voto della finanziaria e poi del bilancio, ricordate, io avevo già ieri informato che a questo punto avremmo valutato le norme di coordinamento del bilancio e della finanziaria. L'Assessore della programmazione ha messo per iscritto quali sono le cose da coordinare, adesso ne darà lettura e poi ci saranno osservazioni se sarà necessario. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, l'unico coordinamento riguarda l'articolo 18, primo comma, ed è la proposta di coordinamento sottoscritta da me e dal relatore della Commissione congiuntamente. Riguarda l'articolo 18, comma 1, relativamente alla copertura, che avviene con mutuo per il 2003 euro 172 milioni, decorrenza ammortamento 2004, 172 milioni di euro 2004, decorrenza 2005, 98 milioni 2005, decorrenza 2004. Conseguentemente le entrate UPB sono variate come segue: UPB 03050 quota interessi 2003 invariato; 2004, 4 milioni e 450 mila; 2005, euro 12 milioni 843 mila; UPB S 03051 quota capitale 2003 invariato; 2004, euro 4 milioni e 124 mila; 2005, euro 12 milioni 301 mila. In diminuzione: 2004, euro 8 milioni 574 mila, con recuperi da soppressioni; 2005, euro 25 milioni 144 mila, con recuperi da soppressioni e con riduzione da fondo programmazione negoziata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io, ugualmente, così come la Presidenza aveva disposto, diligentemente ho depositato due proposte di coordinamento tecnico. La Presidenza credo disponga delle proposte, sono due elementi abbastanza secondari, ma incidenti sulla esatta comprensione delle norme.

La prima proposta di coordinamento riguarda il collegamento fra due emendamenti che sono il numero 367 e 617 relativi all'articolo 13 della finanziaria, che sono stati approvati insieme, come perfettamente uguali. In realtà, nella sostanza lo sono, però i due emendamenti nell'ultimo rigo uno riporta "non si applicano i parametri percentuali di cui al comma 9 del citato articolo 18", l'altro porta "non si applicano i limiti percentuali previsti dal comma 9 del citato articolo 18", cioè in uno è contenuta la parola "percentuali" e nell'altro "limiti", o meglio in uno è contenuta l'espressione "parametri percentuali" e nell'altro "limiti percentuali". La sostanza, il contenuto è lo stesso, però si tratta di scegliere se adottare le parole "limiti percentuali" o le parole "parametri percentuali". La proposta è che in via di coordinamento si adottino tutte e due le parole, percentuali e limiti. E' rafforzativo però, fra due norme votate insieme e che nella sostanza sono identiche, toglie il curatore della redazione del testo dall'imbarazzo di dover scegliere una parola anziché l'altra. Cioè limiti percentuali e parametri percentuali significano la stessa cosa, la proposta è che in via di coordinamento si adotti l'espressione "limiti e parametri percentuali" o "parametri e limiti", fa lo stesso. Questa è la prima proposta, se no rimarrebbe il dubbio su quale delle due parole, che hanno lo stesso contenuto, debba essere adottata e quale scartato, perché i due emendamenti sono stati votati insieme come identici. Lo sono nel contenuto, ma c'è questa... non so se è chiara la proposta.

Il secondo elemento di coordinamento in via tecnica che io ho avuto modo di annotare è relativo invece all'articolo 19, comma primo, e più specificatamente all'emendamento numero 849. E' l'emendamento nel quale è riportata la dizione (si tratta del personale antincendio, dai quattro ai sei mesi): "è autorizzata l'assunzione di personale a tempo determinato per un periodo non inferiore a sei mesi". Dire "non inferiore a sei mesi" da parte di tutto il Consiglio che è intervenuto in merito a questo argomento e a questa questione ha voluto significare che devono essere contratti, questi, quelli che erano già in essere, contratti percentuali, contratti semestrali, che non avrebbero escluso il diritto e il potere della Regione, attraverso l'Ente foreste, qualora vi fosse la necessità, di poter attivare contratti anche inferiori a sei mesi. Se no per ogni servizio anche temporaneo, limitato, anche derivante da un'emergenza, parrebbe che questa norma automaticamente estenda ogni e qualsiasi applicazione di lavoro a sei mesi. L'articolo 89 dice proprio che deve essere in questa fase richiamata l'attenzione del Consiglio su quegli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune sue disposizioni e proporre le rettifiche. Io perciò propongo la seguente rettifica, che in realtà è una sorta di norma di interpretazione autentica, che è certificata negli atti consiliari, ma siccome nessuno andrà a cercare gli atti consiliari quando deve applicare una norma sarebbe più opportuno che, in via di specificazione e di coordinamento, appaia nel testo.

La norma o la proposta di rettifica, come dice l'articolo 89, è contenuta in forma scritta nel testo depositato e, in aggiunta, si compone del seguente testo: "La misura della assunzione semestrale. in relazione all'annuale campagna antincendio, di cui al comma 1 dell'articolo 19, non esclude la possibilità di ricorso in caso di comprovata necessità a contratti di minore durata". Quindi si tratta di una specificazione, di una interpretazione autentica che dà il senso della semestralità per quella condizione dell'organizzazione ordinaria della campagna antincendio, di cui il comma, comunque quella parte dell'articolo dice, e però non esclude che in casi di comprovata necessità vi sia la possibilità di ricorso a contratti di minore durata.

PRESIDENTE. Poiché ritengo pleonastico il parere della Commissione e della Giunta sul primo, che è stato presentato dall'Assessore a nome della Giunta e della stessa Commissione, invece ho bisogno di conoscere il parere della Commissione e della Giunta sulle norme di coordinamento che sono state presentate dall'onorevole Cogodi. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si accolgono.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà. Sta facendo una dichiarazione di voto, perché devono essere votate.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ho da fare un'osservazione.

PRESIDENTE. Colleghi, se abbiamo bisogno di cinque minuti ci prendiamo cinque minuti, però in applicazione del Regolamento parla il presentatore, cinque minuti la Giunta, cinque minuti la Commissione, non c'è discussione e si deve passare al voto. Tuttavia comprendo che ci sia bisogno di valutare, se c'è bisogno di cinque minuti ci prendiamo cinque minuti. Rimane comunque, poiché dovremo votare, il diritto alle dichiarazioni di voto. Pertanto, se lei vuole fare dichiarazione di voto adesso la faccia, se vuole che ci fermiamo cinque minuti io accolgo la richiesta e diamo il tempo giusto, mi pare, corretto, per valutare.

Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Allora, io ripeto, faccio un'osservazione di principio e lascio al collega Falconi, che è titolare, la valutazione puntale. L'emendamento numero 450 nel suo testo emendava il primo capoverso del primo comma, lasciando del tutto invariato il secondo capoverso che atteneva alle modalità di contrazione di mutuo per 83 milioni di euro. L'imputazione di spesa in diminuzione era stata ascritta alla UPB S 03008 capitolo 03040, con una quota integrativa rispetto al mutuo pari a 89 milioni di euro, e così per il triennio. Io ritengo che il coordinamento corretto sarebbe dovuto essere, mantenendo fermo questo presupposto e variando le percentuali di contrazione di mutuo in relazione alle coperture che si rinvenivano nel pluriennale, fermo restando che sul 2003 la copertura esisteva, perché questo ha deliberato il Consiglio, non ha deliberato altre cose. Ora si sta passando, invece, a totale mutuo e siccome in quei capitoli insistevano le disponibilità il voto rappresenta una volontà del Consiglio a utilizzare quelle somme per queste finalità. Mi domando in che termini il coordinamento è avvenuto, stante il fatto che: primo, il testo emendava, sostituiva il primo capoverso e quindi manteneva in piedi nella sua volontà tutto il secondo capoverso che atteneva alla modalità di contrazione del mutuo; secondo, a questo testo era coerente l'imputazione finanziaria che faceva riscontro all'assunzione di mutui relativamente alla parte eccedente, fino alla concorrenza di 172 milioni, agli 83 già stabiliti. Lo osservo come fatto di procedura e avrei piacere di conoscere se il coordinamento equivale a riscrittura o a personalizzazione degli emendamenti approvati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'osservazione dell'onorevole Sanna è esatta per quanto riguarda la prima parte, perché effettivamente il proponente, onorevole Falconi, tenne a sottolineare questo aspetto. Si dà il caso, però, che l'emendamento numero 450 conteneva l'autorizzazione di spesa soltanto per l'annualità 2003 e, forzando la mano, in sede di dichiarazione di voto, di volontà di voto è stata creata una norma precettiva soltanto con riferimento alla copertura per il 2004-2005. Conseguentemente noi ci troviamo di fronte alla situazione per la quale abbiamo l'autorizzazione di spesa per il 2003, perché questo recita il 450 correttamente, perché non mi risulta che l'Assessore della programmazione abbia accettato emendamenti orali di estensione ai tre anni, è solo in una interlocuzione politica che si è fatto. La copertura per il 2004 e per il 2005 è stata indicata senza però la presenza di una norma autorizzativa, per cui noi ci troviamo di fronte alla necessità o di garantire, di dare attuazione letterale all'emendamento 450, per cui l'autorizzazione è fatta per il 2003 e la copertura per il 2003 è come indicata nell'emendamento, diversamente noi abbiamo necessità di interpretare in modo dinamico tutto il processo, e cioè 172 milioni per tre anni, così come politicamente è stato concordato, ma naturalmente a questo punto dobbiamo dare la copertura. La copertura deve essere corretta tenendo conto delle disponibilità finanziarie perché si dà il caso, per esempio, che il 2005 sarebbe scoperto; già oggi, dalle risultanze del bilancio, non avrebbe la copertura nel capitolo della programmazione negoziata. Per cui l'interpretazione più corretta io credo che sia questa perché è volta a ottenere il risultato, diciamo così, migliore stante la situazione.

FT/3 PRESIDENTE. Onorevole Falconi, la questione sollevata riguarda un suo emendamento, è opportuno che lei esprima una valutazione.

(Interruzioni)

Ritengo opportuno che ci fermiamo cinque minuti, così si valutano le cose e procediamo. Onorevole Selis, le do la parola subito dopo alla ripresa.

(Interruzione del consigliere Selis)

PRESIDENTE. Adesso lo diamo, è già distribuito ma se c'è bisogno di farle avere una copia, gliela facciamo avere. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 22, viene ripresa alle ore 17 e 38.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Onorevole Falconi, ha delle considerazioni da fare? Suppongo di sì.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Nell'emendamento 450, nell'annualità 2003 noi abbiamo inteso la copertura finanziaria per lire 89 milioni sotto forma di mutuo, no 83 milioni di euro sotto forma di mutuo, 89 milioni prelevati dalla programmazione negoziata. Lo schema ripresentato dall'Assessore prevede una contrazione di mutuo per la copertura totale della prima annualità. Possiamo essere d'accordo, ma è una cosa diversa dal ripresentare in sede di coordinamento uno stravolgimento della copertura finanziaria. Io personalmente sono d'accordo che si badi anche a questa esigenza, se è necessario contrarre un mutuo, si contragga il mutuo, però l'emendamento così era e così lo rappresento nuovamente, grazie.

PRESIDENTE. Va bene, Poiché comunque alla fine deve decidere l'Aula, passiamo al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Ma, Presidente, l'Aula ha già deciso, stamattina per un piccolo emendamento a favore degli studenti in Sardegna l'assessore Masala ha creato dei problemi. Io non riesco a capire come si faccia in sede di coordinamento a modificare una decisione già presa dall'Aula, quindi per il primo anno, per il 2003 sono 89 milioni che vanno tolti dalla programmazione negoziata perché questa è stata la volontà dell'Aula, Presidente, non è ammissibile questo in fase di coordinamento.

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, io mi trovo alquanto in difficoltà perché sulle norme di coordinamento non è consentito il dibattito, per Regolamento.

FADDA (La Margherita-D.L.). Questo non è coordinamento.

PRESIDENTE. Io comprendo però che stiamo andando oltre e bisogna trovare una soluzione ed allora o sulla proposta dell'Assessore decide l'Aula, si vota, respinge o no e questa è una ipotesi, se no io devo fermare i lavori fino a quando non si trova una formulazione da parte dell'Assessore che sia più rispondente alle esigenze del coordinamento. E` chiaro questo?

FADDA (La Margherita-D.L.). Non ce n'è coordinamento qui!

PRESIDENTE. Infatti ho detto che deve essere più esigente alle necessità di coordinamento.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, solamente per leggere il testo dell'articolo 89 che parla di coordinamento finale: "Prima della votazione finale, il relatore della Commissione, la Giunta regionale o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra quegli emendamenti già approvati che sembrano inconciliabili con lo scopo della legge" - e questo non è inconciliabile con lo scopo della legge - "e con alcune sue disposizioni e preporre rettifiche", e questo non è conciliabile con nessuna delle sue disposizioni. Di conseguenza le rettifiche non possono essere proposte e quindi l'emendamento non è accettabile, perché non è previsto, non è nessuno dei casi previsti dall'articolo 89. Se si accettasse una deroga a questo che sto dicendo, ognuno di noi si può alzare, proporre oggi degli emendamenti con la scusa del coordinamento e rimettere in discussione l'intera finanziaria. Il coordinamento è un fatto molto specifico, un fatto molto specifico per non riaprire la finanziaria, e serve solamente per evitare errori che si sono fatti durante l'approvazione. Quindi noi stiamo semplicemente sostenendo che questo emendamento di coordinamento proposto dall'Assessore non è accoglibile, non è nello spirito dell'articolo 89. Se non fosse così, riapriremmo tutto il discorso della finanziaria e poi non... Quindi questo non è né in contrasto, l'emendamento 450 non è né in contrasto con lo spirito della legge, né con alcune sue disposizioni. Quindi non è accoglibile la proposta dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi dia qualche secondo, ho bisogno di parlare col Presidente della Commissione e con l'assessore Masala. I lavori del Consiglio sono sospesi per altri dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 43, viene ripresa alle ore 17 e 47.)

PRESIDENTE. Colleghi, il problema è risolto nel senso che… colleghi, vi prego di prestare un po' di attenzione perché poi non ci comprendiamo e magari siamo costretti a ripetere tante volte la stessa cosa. L'emendamento presentato da Falconi e più rimane così come l'ha votato il Consiglio, per il 2003, con la dotazione finanziaria così come è indicata in quell'emendamento, con quelle UPB, e in sede di coordinamento non si tocca nulla; quindi pertanto il documento che è stato distribuito dalla Giunta per il coordinamento, anche perché dopo lo dobbiamo votare, vi prego, tenete conto che da quel documento viene espunta quella parte che riguarda quell'emendamento. E' chiaro?

(Interruzioni)

Sì, rimane il 2003 con la copertura finanziaria che era indicata in quell'emendamento, se non c'è accordo, praticamente l'Assessore ritira.

SECCI (La Margherita-D.L.). Finisca, Presidente.

PRESIDENTE. Io ho concluso, in sede di coordinamento non si tocca nulla rispetto a quell'emendamento, rimane così come l'ha votato l'Aula.

Andiamo avanti, le altre questioni invece ....

(Interruzioni)

FADDA (La Margherita-D.L.). No, Presidente.

PRESIDENTE. Le do adesso la parola. Le altre questioni che non hanno nulla a che vedere con quel documento, stiamo parlando di coordinamento, onorevole Secci, non stiamo parlando d'altro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Voglio solo capire, Presidente, non ho espresso alcun giudizio. Non ho ancora capito.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le do subito la parola, mi perdoni. l'Assessore ha presentato una serie di dettagli che devono essere rivisti in sede di coordinamento. Chiaro? Avete, hanno di fronte il documento. Fra questi dettagli era contenuta la correzione di quell'emendamento sul quale è sorta questa incomprensione, polemica, chiamiamola come vogliamo, per evitare di avvitarci su questa cosa, stasera, l'Assessore dice: "Benissimo, non si tocca nulla, lasciamo quell'emendamento come era, non coordiniamo proprio niente perché lasciamo intatte le decisioni dell'Aula", rimangono evidentemente altri dettagli, ci sono altre cose, ed è limitata al 2003. Un momento solo, ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, penso e mi auguro di dare un piccolo contributo alla chiarezza. Allora, il richiamo al Regolamento che ha fatto l'onorevole Selis è quanto mai opportuno, ma per raggiungere un risultato differente da quello che prospettava il collega Selis, perché proprio l'emendamento 450, per la sua formulazione, ha destato e desta non pochi problemi agli uffici in sede di coordinamento. Voglio richiamare l'attenzione proprio della sua formulazione, la norma finanziaria indicata nell'emendamento 450 si riferisce all'anno 2003, si dice testualmente: "E` rifinanziato nell'anno 2003, per un importo pari a euro centosettantadue milioni, l'articolo 19 della legge regionale 37 del 1998"; allora, se noi dobbiamo attenerci al dato meramente formale, ciò significa che volontà espressa dal Consiglio nella votazione dell'emendamento 450 è limitare all'annualità 2003. E' vero che per la copertura finanziaria, ma senza che vi sia una autorizzazione da parte della norma sostanziale si fa riferimento alla competenza 2003, 2004, 2005; ed allora è quanto mai opportuno dirimere, con una indicazione che deve dare l'Aula, quale è stata esattamente la volontà.

Tralascio le questioni e i bizantinismi per andare alla questione di sostanza subito, ci siamo tutti posti il problema di come garantire nella triennalità i fondi per il piano del lavoro.

L'assessore Masala, in maniera corretta, indica un percorso e pur facendo - mi si consenta - una forzatura, proprio perché non esiste l'autorizzazione per il 2004 e il 2005, l'assessore Masala prevede le risorse per la copertura ed oggi si sta ponendo il problema - invece - di quale deve essere la fonte di copertura. Ed allora o si trova elasticità, e quindi una sorta di intesa, da parte della maggioranza e dell'opposizione per ritenere adeguato il riassunto fatto nell'emendamento che serve a dare indicazione agli uffici per il coordinamento, così come proposto dall'Assessore, o altrimenti rischiamo di fare irrigidire le posizioni e di ritenere coerentemente a quanto indicato nella norma sostanziale, così come è scritta nell'emendamento 450, solo limitato al 2003.

Io preannuncio che sono del parere che il piano del lavoro vada rifinanziato per la triennalità, ma secondo l'indicazione e la copertura data dall'assessore Masala; in questo contesto ci dichiariamo disposti ad andare avanti e a non ingaggiare su questo tema un altro contraddittorio che non ha assolutamente senso e significato.

SELIS (La Margherita-D.L.). Stavamo cercando di capire quale era il metodo migliore.

PRESIDENTE. Vi devo informare che ho sei iscritti a parlare; su questo rischiamo di aprire una discussione stasera che ci fa fare tardi; non ho nessun problema, vogliamo trovare una soluzione? Dobbiamo continuare? Perché se dobbiamo continuare devo dare la parola all'onorevole Scano, sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori perché mi pare che stiamo ingarbugliando una situazione per la quale non ce ne sarebbero i presupposti.

Il Consiglio ha discusso ed approvato un emendamento, il 450; il 450 che effettivamente aveva una formulazione diciamo faticosa, complessa, è stato modificato nel corso della discussione con emendamenti verbali accolti dalla Presidenza e sottoposti al voto dell'Aula, questo io ricordo. E sì, sì, è così, è esattamente così, altrimenti tiriamo fuori i verbali e leggiamo, insomma. Lo faccio per contribuire a una soluzione mica per complicare la vita di alcuno.

L'emendamento, modificato nella discussione, prevedeva una copertura con doppia imputazione per il 2003, in parte mutuo e in parte programmazione negoziata. Per il 2004 e il 2005 era chiaro che non essendoci altra copertura si trattava di ricorrere al mutuo e questo potrebbe essere fatto, questo sì, anche in coordinamento.

Adesso, Assessore, mi dispiace, parlando di coordinamento si dice che il 2003 lo copriamo tutto con mutuo, liberando così - per parlarci molto chiaramente - i fondi per la programmazione negoziata.

Questo si può fare, si può fare se l'Aula è d'accordo, non è un coordinamento perché spostare centosessanta miliardi da una destinazione ad un'altra non è coordinamento; allora, ripeto, se l'Aula è d'accordo questo si può fare, altrimenti rimane il testo votato dal Consiglio.

Io personalmente non ho problemi, e quindi ho assolutamente, diciamo, la disponibilità ad accedere ad una soluzione comune, fermo rimanendo che non ci dobbiamo prendere per i fondelli e che il coordinamento, così come è definito nell'articolo 89, è ovviamente tutt'altra cosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sul Regolamento. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, per dire che noi abbiamo votato un emendamento che è stato modificato nel corso della discussione e che risulta sia alla Presidenza e al servizio Assemblea che prende nota dei lavori dell'Aula, sia nei verbali che noi possiamo naturalmente in qualunque momento far sbobinare e consultare; e da questi verbali risulta che il piano e l'emendamento che abbiamo votato è triennale e che la copertura finanziaria è quella indicata. Ripeto, non basta che l'Assessore ci dica che non è così, qua siamo in Assemblea e basta quello che dice il servizio Assemblea e quello che dicono i verbali perché questo fa testo sulle cose che abbiamo votato.

Ciò detto, è chiaro che l'Assessore adesso ripristina attraverso una forma discutibile, che è quella dell'emendamento di coordinamento, una posta di bilancio che era stata destinata altrimenti dalla votazione del piano straordinario del lavoro; c'è un problema che lui pone del quale si può tener conto se ne parliamo, senza far finta che stiamo coordinando e senza far finta che barattiamo questo con le annualità 2004 e 2005, come invece sta facendo intendere l'assessore Masala.

Allora si ripropone un tema che era stato espunto dalla discussione, che è quello di una consistente somma sulla programmazione negoziata, l'Assessore ce lo ripropone in questi modi, comunque c'è un'esigenza politica, siamo disponibili a valutarla magari in forme diverse da quelle che dice l'Assessore, però siamo disponibili a valutarla. Allora ci fermiamo cinque minuti, se il Presidente è d'accordo, e troviamo una formulazione che ci vada bene, sapendo tutti qual è il senso delle cose che diciamo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo la registrazione perché io ho parlato di raddoppio del mutuo e mi danno conferma i miei uffici.

PRESIDENTE. Credo però che la richiesta fatta dall'onorevole Spissu sia che si voglia verificare alla fonte, ma ricordo ciò che ho detto prima in Aula, sia che invece sia necessario percorrere un tratto di strada politica, di incontro politico della vicenda, credo che sia opportuno che ci fermiamo per cinque minuti.

Pertanto, ho iscritti a parlare l'onorevole Cogodi prima, l'onorevole Floris, sentiamo almeno questi due colleghi, dopodiché ci fermiamo; sentiamo anche cosa dicono in merito alla richiesta di fermarci brevemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'ipotesi di fermarsi alcuni minuti per comporre questa questione la ritengo saggia, perché c'è da comprendere a questo punto tutte le diverse esigenze; proprio perché non rimanga ambito di difficoltà nella corretta ed esatta interpretazione di quanto il Consiglio effettivamente ha approvato.

Punto primo, tutti noi abbiamo buona memoria ed anch'io, e soprattutto in questa materia ho più memoria di tutte le altre cose e ricordo che la mattina, prima che riprendesse il lavoro d'Aula, con i funzionari del Consiglio fu aggiustato tecnicamente, con i funzionari nel senso che fu chiesto giustamente il contributo tecnico, fu aggiustato tecnicamente l'emendamento da proporre alla votazione con l'inserimento della triennalità che fu annunciata in Aula, e quindi è nei nastri, dal collega Falconi a nome di tutti, come modifica della norma sostanziale; quindi la norma sostanziale è come risulta dall'approvazione del Consiglio dopo la proposta integrativa su cui nessuno ha obiettato, su cui la Giunta e chiunque era presente e ha votato, ha assentito.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io ho obiettato.

COGODI (R.C.). No, ma ammesso che abbia obiettato quello che vale è quello che ha votato il Consiglio.

BALLETTO (F.I.-Sardegna): Questo è un altro discorso.

COGODI (R.C.). Ammesso che abbia obiettato, non è che un'obiezione valga più di un voto! Onore alla tua obiezione ma merito al voto del Consiglio, non è che adesso vogliamo mettere l'obiezione di un collega pari al voto del Consiglio.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' una forzatura.

COGODI (R.C.). Ma non è nessuna forzatura, abbiate pazienza!

Ciò detto, io concordo con quanto prospettato in via metodologica da diversi colleghi e da ultimo anche dal collega Spissu, ed anche dal collega Pittalis nella sua prospettazione, cioè che si trovi una dizione complessiva non controversa, non che salvi, perché è già tutto salvo quello che è approvato in Consiglio, che dia per chiaro e quindi elimini in partenza una eventuale difficoltà interpretativa, e quindi assesti meglio la posta finanziaria perché non nascano successivamente problemi di interpretazione.

Aggiungo, la questione nel merito è alleggerita o la preoccupazione anche dell'Assessore del bilancio, dovrebbe essere alleggerita da un fatto, che la nuova norma sull'articolo 19 dà priorità anche nell'uso dei finanziamenti da parte dei comuni alla lettera A) dell'articolo 19, quindi all'intervento nella programmazione negoziata; per cui, comunque, quei fondi se rimangono nel fondo regionale della programmazione negoziata dovranno entrare in combinazione virtuosa, immaginiamo, con i fondi comunali per fare cofinanziamento per progetti locali di sviluppo; se vanno nel fondo comunale dovranno comunque entrare in cofinanziamento con le altre risorse regionali, per cui, avuta l'entità complessiva della disponibilità finanziaria in capo ai comuni e in capo alla Regione, non è che cambia molto se la dotazione finanziaria dei comuni è coperta da mutuo o da parte del fondo della programmazione negoziata, perché con la modifica normativa della priorità nell'uso dei fondi di quell'articolo 19, con cui i comuni devono tener conto di quanto c'è in campo di programmazione o possono promuovere di programmazione negoziata, mi pare che la preoccupazione sia anche un poco alleggerita. Ecco perché vedo la soluzione, come dire, non dico già fatta o più semplice, ma a portata di mano più di quanto non sembri perché si sgombri il campo da ogni qualsiasi preoccupazione ed anche e soprattutto dalle difficoltà applicative che sono quelle che spesso complicano non solo le leggi, ma complicano anche la vita.

Però, la breve sospensione può essere utile per precisare i contorni di questa diversa proposta di copertura finanziaria, non di copertura, di sistemazione nelle annualità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, per ricordare a me stesso e all'Aula che sull'emendamento 450 io ho parlato in Aula, ho parlato in risposta anche all'Assessore che diceva che stavamo aumentando il nostro indebitamento mi pare da otto milioni di euro a sedici milioni di euro; e dissi in quella circostanza che a me non interessava affatto, e con me la maggioranza che su questo emendamento ha sofferto, se i fondi venissero prelevati dalla programmazione negoziata o dal mutuo.

In sede di coordinamento questo è sempre stato fatto, l'articolo 89 è chiarissimo e dice: "Quegli emendamenti che sembrino inconciliabili e l'Aula è sovrana", parla uno a favore ed uno contro; noi non è che stiamo uscendo dall'Aula, stiamo ritornando in Aula e stiamo dando una interpretazione autentica di quello che è avvenuto; abbiamo un piano straordinario per l'occupazione programmato nella triennalità, coperto dal mutuo per il primo anno e coperto dalle altre cose indicate dall'Assessore per il secondo e il terzo anno.

Sinceramente non vedo motivo per creare ulteriori disguidi e ritardi su una norma sulla quale il Consiglio si è espresso ma non in quei termini.

PRESIDENTE. Purtroppo il Regolamento non va nella direzione da lei indicata, perché qui stiamo parlando di norme di coordinamento in base all'articolo 89 del Regolamento che non prevede nessuna discussione; prevede che qualcuno proponga la norma di coordinamento, che si esprima la Giunta e che si esprima il relatore della legge finanziaria, dopodiché si passa ai voti.

La discussione qui non è nel merito, perché se ci fosse da fare una discussione nel merito sarei già passato al voto senza discutere. La discussione è se un'operazione di questo tipo rientra nei crismi di quanto previsto nell'articolo 89 del Regolamento oppure no; il sospetto è che non rientri, quindi stiamo parlando d'altro.

Allora io credo che comunque sarà opportuno che chi deve parlare parli e trovi una via d'uscita che deve essere politica, se no devo tener conto che la norma di coordinamento proposta dall'Assessore non può essere votata, pongo in votazione gli altri due e l'argomento è chiuso qua, ma a me pare che non farei un buon servizio se facessi questo; pertanto sospendo i lavori.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Il Presidente non intende complicare le cose, semmai fare una valutazione tutti insieme sul fatto di merito più che di forma, perché tutti i colleghi sanno che al punto A) dell'articolo 19 della 37 vi è un convincimento unanime di questo Consiglio, e cioè che i comuni debbano utilizzare le risorse finanziarie messe a loro disposizione per creare quel fondo necessario a tutti i progetti di sviluppo integrato nel territorio; con quelle risorse si chiede di poter intervenire in quota parte dell'intero progetto, dell'intero ammontare.

E` evidente che se noi non accogliamo questo tipo di coordinamento che può essere - colleghi - anche una forzatura, può essere una forzatura, ma se noi non accogliamo questo tipo di proposta sappiamo che stiamo bloccando tutte le risorse che diamo ai comuni, perché il coordinamento di quelle risorse significa che c'è un tanto dei comuni, ma c'è per la programmazione negoziata e integrata anche una quota preminente della Regione.

Faccio un appello perché si metta da parte la questione e si cerchi davvero di superarla con buon senso e con coscienza; c'è la necessità di un coordinamento sostanziale e finanziario in cui la Giunta sta dicendo, insieme al relatore, che sono i due soggetti chiamati per legge, per Regolamento, ad esprimere un parere sul coordinamento stesso, che da una parte vi è un richiamo sostanziale solo al 2003, con il chiarimento del coordinamento si dice che si interviene sostanzialmente anche riconoscendo il 2004 e il 2005 e cioè, colleghi...

COGODI (R.C.). Ma manco per idea, ma sbobiniamo, ma che cosa sta dicendo!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi però lei non può interrompere il Presidente della Giunta mentre sta parlando come lei chiede di non essere interrotto quando parla lei; abbia pazienza!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. E` evidente che se non dovesse passare questa proposta di coordinamento, ai comuni da una parte stiamo dando e dall'altra stiamo togliendo; quindi credo che vi sia davvero nella proposta dall'assessore Masala e del presidente Balletto una proposta seria e di buon senso. Quindi per questo motivo, Presidente del Consiglio, credo che la valutazione possa essere fatta anche con una sospensione, ma la mia richiesta è che l'Aula si pronunci votando sulla proposta dell'assessore Masala e del presidente Balletto.

PRESIDENTE. Sospendiamo 10 minuti e poi l'Aula ci dirà che cosa farà.

(La seduta sospesa alle ore 18 e 11 , viene ripresa alle ore 18 e 16.)

Continuazione della discussione sul coordinamento finale della legge finanziaria

PRESIDENTE. Colleghi vi ricordo che stiamo votando. Poiché nessuno domanda di parlare sulle modifiche presentate dall'assessore Masala, le metto in votazione. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

PRESIDENTE. Adesso le modifiche presentate dal gruppo di Rifondazione Comunista o dall'onorevole Cogodi come si preferisce. Mettiamo in votazione prima la rettifica all'emendamento numero 849, i colleghi hanno il testo.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla rettifica all'emendamento numero 849, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda sul coordinamento dell'emendamento 367 all'articolo 13 comma 3 della finanziaria, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione finale dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Adesso colleghi dobbiamo votare il bilancio e la finanziaria.

Ricordo che le dichiarazioni di voto vanno espresse una volta su tutto, quindi facciamo prima le dichiarazioni di voto, poi procederemo a votare il bilancio e la finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, a conclusione del confronto in Aula, questa finanziaria e connesso bilancio, meritano solamente la conferma della nostra assoluta contrarietà. Noi esprimiamo un no chiaro e forte e, come si è detto per altre evenienze gravi, un no senza se e senza ma, senza subordinate.

Il nostro voto è zero, zero spaccato come si dice a scuola, così come pari a zero è risultata la capacità politica di questa malandata maggioranza di Centro Destra; così come spaccato, anzi frantumato, è risultato il presunto Governo della Regione che voi vorreste ancora rappresentare.

La nostra proposta costruttiva e la nostra iniziativa incalzante si è sviluppata in questi mesi registrando anche risultati notevoli, modificando in alcune parti anche sostanzialmente la legge finanziaria; però i positivi cambiamenti intervenuti non cambiano la natura complessivamente negativa di questa finanziaria.

Nella sua più intima sostanza la legge finanziaria ed il connesso bilancio della Regione permangono grandemente dispersivi delle risorse pubbliche regionali...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Io ho risposto solo alla sollecitazione di alcuni colleghi di sospendere. Ho sospeso questi tre minuti, ma possiamo riprendere.

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia un po' di silenzio. La prego di continuare onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Dicevo che nella sua più intima sostanza, la manovra finanziaria permane grandemente dispersiva delle risorse pubbliche regionali, recessiva nella sua impostazione economica, clientelare nei suoi meccanismi di attivazione e di destinazione di spesa. Dopo la prova dell'Aula, della discussione del confronto pubblico rimangono perciò interamente confermati i giudizi da noi inizialmente espressi.

Ricordate la nostra relazione di minoranza? Portava tre titoli. Nel primo titolo avevamo detto: una finanziaria disastrosa perché figlia di una maggioranza disastrata. Quanto sia disastrosa per l'economia e per la società sarda questa finanziaria lo abbiamo dimostrato noi abbondantemente in queste settimane. Quanto sia disastrata la maggioranza lo avete dimostrato voi, ancora abbondantemente e anche sin troppo, rispetto ai canoni consentiti della decenza politica e istituzionale.

Nel secondo titolo della nostra relazione di minoranza avevamo detto: un bilancio meramente di spesa e non di sviluppo sano ed equilibrato. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, questo rimane un bilancio conformato non al sostegno delle forze vive del lavoro e della produzione, ma ad un mero flusso di spesa tendente il più possibile ad alimentare il sistema burocratico interno, le clientele politiche, i clan e le lobbies i professionali più affaristiche. E poi ancora e sempre consulenze, promozioni, pubblicità, convenzioni esterne. Una Regione che dovrebbe essere una agenzia di sviluppo è così ridotta, in base alla vostra proposta di finanziaria, ad una agenzia pubblicitaria e ad una agenzia di affari.

PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). La dichiarazione che ho previsto porta ancora alcune righe, il tempo è scaduto, diligentemente cesso il mio intervento pure nell'attenzione di chi ha voluto e nella disattenzione di chi pensa di sapere tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fantola per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FANTOLA (Rif. Sardi - U.D.R.). Io dichiaro il mio voto favorevole alla manovra finanziaria. Voto innanzitutto questa manovra finanziaria, perché non dotare la Regione di una capacità di investimento e di spesa sarebbe come condannare non solo questa maggioranza, ma tutta la Regione al fallimento e alla bancarotta.

Voto questa manovra finanziaria innanzitutto per un vincolo di coalizione, un vincolo per un'alleanza che sapete quanto sia stata sofferta e difficile per noi e penso anche per altri, che abbiamo fatto quattro anni fa, che abbiamo stretto quattro anni fa e che per quattro anni non abbiamo mai fatto venir meno. Un vincolo di coalizione per una coalizione che così com'è, come la vediamo oggi non mi piace affatto; ho difficoltà a ritrovarmi, ma comunque è la mia coalizione, quella in cui ci sono per idealità e per valori, è la mia coalizione che ho contribuito a costruire, e che forse in questi anni non sono riuscito - per la mia parte naturalmente, solo per la mia parte - a rendere più viva e più forte.

Io voto sì a questa manovra finanziaria perché se questa manovra finanziaria non passasse sarebbe secondo me la fine non solo di questa coalizione, ma anche potremmo certificare che in Sardegna non ha cittadinanza un'alternativa moderata e liberaldemocratica alla sinistra.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

(Segue FANTOLA.) Io voto questa coalizione perché sono convinto, signor Presidente, che vada cambiata, modificata e rifondata. Sono convinto della necessità di una rifondazione di questa maggioranza perché sono sicuro che dia e abbia un futuro e possa dare un futuro di innovazione e di cambiamento alla Sardegna.

E una rifondazione si impone e si impone anche a me in questi prossimi mesi, prima della fine della legislatura, di lavorare e di dare tutto me stesso perché sia una coalizione che abbia realmente, cari colleghi della maggioranza e lo dico a tutti, realmente, non solo a parole, delle radici solide e una cultura moderata, cattolica, autonomista e liberaldemocratica e che sia una coalizione sarda, assolutamente non omologa a quella romana, una coalizione sarda con la testa in Sardegna, cioè che ha i suoi centri di scelta in Sardegna, con un programma sardo e con modi di far politica che sono a noi affini, che fanno parte del nostro modo di vivere, che fanno parte della nostra tradizione politica.

Io voto infine questa coalizione perché forse sarebbe più semplice, nel momento di maggior buio per la nostra coalizione, diversificarsi, fare scelte diverse, perché forse sarebbe più facile in questa giornata in cui si pensa che questa maggioranza non abbia futuro cercare via d'uscita. Ma perché credo che sia doveroso, che sia anche decoroso in questa circostanza, mentre tutti - diciamo, mentre in molti vi è la corsa alla differenziazione, marciare, marciare con decisione nella parte opposta.

Io voto questa coalizione, colleghi della maggioranza, perché sono convinto che non possiamo tradire definitivamente le attese di tanti e le speranze di molti che ci hanno votato e che hanno fiducia in noi e perché credo che se abbiamo coscienza che ci sono ancora queste attese, e se prendiamo atto che il nostro dovere è comunque dargli la risposta, noi troveremo la forza, il coraggio e l'orgoglio per andare avanti.

Concludo dicendo che forza, coraggio ed orgoglio devono essere messi in campo subito, un minuto dopo l'approvazione di questa finanziaria, perché dobbiamo affrontare senza timori e senza timidezze quei passaggi politici che sono necessari in maggioranza perché sono decisivi, perché sono cruciali, determinanti per la conclusione di quest'anno di governo e per affrontare la prossima legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, con la conclusione di questa finanziaria si apre, deve aprirsi una fase politica nuova e diversa nel solco e nel contesto di quel quadro generale che quattro anni fa avevamo tracciato avviando questa tormentata legislatura senza drammi e senza traumi; come è nella tradizione della politica vera e realistica bisogna prendere atto del venir meno delle pur minime condizioni politiche oggettive. Con spirito di servizio nell'interesse generale sacrificando gli interessi di parte legittimi, ma secondari, vogliamo ricercare la soluzione che possa dare velocità, vitalità, forza alla coalizione per riprendere un percorso che si è interrotto. Si impone un chiarimento politico profondo e radicale non per salvare questa legislatura ma per ridare dignità e valore alla testimonianza politica, per costruire una prospettiva che rilanci l'autonomia speciale in chiave nazionalitaria recuperando lo spirito originario della maggioranza, la sua anima riformista, solidarista, moderna e autonomista.

Il centro destra è nato con l'obiettivo primario di difendere e sviluppare la nostra specialità autonomistica non solo nel contesto nazionale, ma anche di fronte ai grandi processi di internazionalizzazione che stanno cambiando la storia degli uomini.

Per conseguire questo obiettivo erano state poste le basi di un rapporto nuovo e diverso di pari dignità con lo Stato e con l'Unione Europa.

Come tutti avvertiamo, il Governo regionale si è mosso negli ultimi tempi sulla linea di un acritico appiattimento, su un bipolarismo nazionale estraneo alla cultura politica della Sardegna. L'intuizione di un originale incontro tra la Casa delle Libertà e l'area nazionalitaria e centrista, che ha determinato nella prima parte della legislatura fecondi risultati, è stata abbandonata.

La Sardegna, per l'anomalia del suo bipolarismo politico dovuto alla presenza di una grande area autonomista e identitaria, non può essere governata nella sola direzione dei partiti nazionali. La rottura di questo equilibrio, che dava voce all'identità dei sardi, ha provocato ingovernabilità e malessere tra le forze politiche e la società sarda.

I partiti dall'area centrale hanno nell'Isola un ruolo particolare e storicamente radicato, non sono un'invenzione artificiosa dell'attuale contingenza politica.

Occorre un chiarimento profondo sul terreno politico, sul ruolo della Regione nell'attuale contesto storico, nazionale ed europeo, sulle scelte economico-sociale e sul terreno istituzionale.

Un chiarimento che individui le ragioni del perché nessuna riforma istituzionale è stata realizzata in questa legislatura. Un chiarimento che determini gli strumenti, i modi e le condizioni per far riprendere il decollo economico nell'industria, nell'artigianato, nel commercio, nel mondo agropastorale e urgenti interventi per l'occupazione giovanile.

Un chiarimento fondato solo sugli assetti di potere, sugli equilibri politici di una mera spartizione ci troverà in profondo dissenso.

Le votazioni hanno confermato la strumentalità di chi ha inteso scaricare sull'U.D.R. il malessere di questa maggioranza; l'U.D.R., progetto nazionalitario al fine di favorire un chiarimento totale non tattico-strumentale, ma strategico e capace di ricostruire una prospettiva e una stabilità di governo alla Regione per vincere le grandi sfide che attendono i sardi nei prossimi anni, decide pertanto di interrompere la sua partecipazione nella Giunta allo scopo di aprire un grande confronto tra le forze politiche.

Non è un atto contro la maggioranza, ma il modo più vero per aiutarla a interrogarsi a superare le difficoltà, il suo malessere.

La nostra vuole essere una testimonianza politica e morale verso i sardi, non è volta a occupare il potere, ma intende ritornare ad una politica adulta che privilegi prima di tutto l'identità della nostra terra e la creazione di una Regione aperta e trasparente.

Signor Presidente e onorevoli colleghi, interrompere la collaborazione non è un attacco alla maggioranza, non significa fare, onorevole Pittalis, una crisi al buio. E` un atto di responsabilità e di coraggio perché fatto con disinteresse personale; è un atto che è alla luce del sole, è la luce, se la si vuole, che deve illuminare il resto della legislatura. Mai una crisi è stata così lampante...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Significa estirpare il malessere che sta distruggendo il passato e il futuro, significa superare le ragioni che hanno portato a votazioni stravolgenti e senza precedenti, significa soprattutto riprendere quel filo di fiducia ormai interrotto con la gente e la pubblica opinione; significa riprendere il dialogo e il confronto con i nostri elettori. Nessuna crisi al buio. Forza Italia, partito leader della coalizione, si assuma le sue responsabilità; dica come intende andare avanti in questa verifica che ha esaurito tutti e se stessa. Di fronte al vuoto di iniziativa politica saranno, mi auguro, i partiti dall'area centrale a colmarlo. C'è un'esigenza politica, lo ribadisco, di ridare fiducia alla gente, di dimostrare che la coalizione è capace di governare (le Giunte vanno e vengono), di avere un minimo di unità e di coesione.

Non sarà facile cancellare dalla mente della gente la negatività di questa finanziaria. A questo compito e a questa responsabilità noi del progetto nazionalitario non possiamo e non vogliamo sottrarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Sandro Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, è accaduto di tutto in questa finanziaria. La confusione al potere, lasciatemelo dire. Che cosa non siete riusciti a fare? Se esistesse un guinness dei primati della politica voi entrereste dritti nella storia! Io penso che solo Sicilia e Calabria nei loro momenti peggiori siano riuscite a fare qualcosa del genere. C'è una sfilza di record negativi, una sfilza: mai così tardi, andiamo verso fine aprile; mai così sotto la maggioranza e la Giunta, non so, io non le ho contate, cinquanta, sessanta, settanta, un'enormità; mai, presidente Pili e assessore Masala, così distanti come cifre tra inizio, tra ingresso e fine, tra proposta e risultato. Noi portammo, mi pare nel 1998, una proposta che ebbe alla fine uno scostamento di 5 miliardi di lire. Quindi mai così tardi, mai così sotto, mai così distanti, mai così su col debito. Ma non sto parlando di quelli pregressi, sto parlando del 2003, una somma colossale! La Corte dei Conti ha detto delle cose, ieri le ha dette Moody's, il declassamento nel rating certifica - certifica, perché non è un attore della lotta politica che parla - il disordine finanziario, la pessima gestione di bilancio e di finanza di questi anni, e il declassamento non si riferisce solo ai dati tecnici del bilancio e delle finanze; il declassamento si riferisce a voi. Sul piano politico Giunta e maggioranza sono dissolte; ho sentito adesso quel che diceva Floris: disfatte, liquefatte. Nei giorni scorsi abbiamo sentito dire, forse lo sentiremo anche qui: "Questa è la legge finanziaria dell'opposizione". Ma non vi permettete! Ma per carità! Certo che l'abbiamo modificata, abbiamo cancellato un mucchio di cose, ne abbiamo introdotto delle altre giuste, ma questa legge finanziaria è figlia dello sfacelo della Giunta e della maggioranza e aggiungo - questi sono elementi di riflessione per tutti in secondo piano rispetto a quelli politici che ho richiamato poc'anzi - figlia anche di un Consiglio ormai senza legge di contabilità. La legge di contabilità è stata ridotta a un "colabrodo", non esiste più; è anche un Consiglio senza Regolamento consigliare, o quasi, adesso andiamo un po' all'ingrosso.

Io non so - concludo, perché non c'è granché da dire in una situazione del genere che è squadernata di fronte a tutti - se sceglierete la crisi, come sarebbe obbligatorio e dignitoso, o un ulteriore trascinamento. Certo è, quale che sia la scelta, che siamo di fronte, presumibilmente, a un anno di inconcludenza. Non mi pare che ci siano le condizioni che da lì venga prodotta una vera maggioranza, né alcuna sponda può essere né verrà offerta dalle opposizioni per soluzioni ambigue.

Quindi a voi la scelta tra crisi e trascinamento, a noi un'altra scelta, a noi delle opposizioni: il compito, in pochi mesi o in un anno, dipende, di costruire l'alternativa che dovrà, se vorrà vincere, come io spero, essere aperta alla società unitaria, fondata sull'unità dei partiti, ma anche sull'unità tra i partiti e i movimenti, capace di generosità e di rinnovamento anche generazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, colleghi, non c'è articolo di questa finanziaria che non sia stato modificato nel segno del centrosinistra; decine di commi trasformati, altre decine soppressi sotto il tiro dei franchi tiratori. L'articolo 8 prevedeva stanziamenti per le opere pubbliche: strade, progetti per portare a termine arterie importanti come la 131, la 125, la 128, la 389, il dragaggio di canali portuali, il ripristino del canale navigabile per le emergenze aeroportuali, ma non c'è il tempo ovviamente per fare l'elenco di tutte le sconfitte, sono 130, subite a voto segreto.

Non si sono salvate nemmeno le chiese e l'ampliamento dei cimiteri, perché l'articolo 8 è caduto. Stessa fine ha fatto l'articolo 16, che conteneva i fondi per l'attivazione degli obiettivi strategici del DPEF; frantumato l'articolo 19 che conteneva disposizioni per l'ambiente; gravemente mutilato l'articolo 20: cancellati 27 commi su 30.

Articolo 18, e qui è stato compiuto il capolavoro: è stato rifinanziato il Piano straordinario del lavoro, l'articolo 19 della 37, legge pensata, scritta e voluta da Rifondazione Comunista. Neanche da un governo di centrosinistra l'onorevole Cogodi avrebbe sperato di ottenere tanto! Il pezzo più pregiato della finanziaria lo abbiamo aggiudicato a lui. Mi sembra che non ci sia da aggiungere altro per dire quello che rimane di quel disegno di legge, dopo la battaglia dei cinquanta giorni, che è diventato una manovra di sinistra.

La strategia dello sviluppo, della creazione di posti di lavoro, della produzione di ricchezza, che determini il benessere comune, è affidata secondo il nostro credo all'impresa artigiana, industriale, agricola, commerciale, dei servizi, della nuova economia, alla ricerca; non si fa sviluppo con i lavori socialmente utili o socioassistiti o facendo giardinetti. La lealtà, la coerenza, il coraggio, l'onestà senza aggettivi, l'anticomunismo, sono i valori che fin da bambino mi hanno attratto verso il partito al quale mi onoro di appartenere.

Io confermo la mia leale appartenenza al Gruppo di Alleanza Nazionale e al centrodestra, ma la mia storia, la mia appartenenza ideale e convinta alla destra italiana e alla destra sarda mi impediscono di votare una legge diventata comunista, che va contro la storia del mio partito. Io voto contro questa legge nella speranza di rendere nulle tutte le vittorie ottenute dal centrosinistra a voto segreto. Se tutti noi di maggioranza votassimo contro otterremmo a voto palese una grande vittoria e renderemo vani cinquanta giorni di ostruzionismo, di trabocchetti, di tradimenti.

Io ho detto le ragioni che mi inducono a votare contro, ma ribadisco che il mio voto non è contro il presidente Pili, che per me rimane insostituibile, e non è contro certamente il centrodestra. I manovratori che si vorrebbero conquistare, forse anche attraverso una strategia e una regia esterna, la Presidenza della Regione anche per la prossima legislatura ricordino che devono arrivare almeno a 41, dunque facciano bene i conti. Il mio obiettivo e quello dei miei colleghi non è quello di far cadere la Giunta o di aprire la crisi, anzi, per raggiungere i 41 voti che servono uno di noi voterà a favore, ma chiediamo che si apra subito dopo la verifica per un opportuno avvicendamento a partire dalla nostra delegazione in Giunta.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. I Capigruppo sono tutti iscritti a parlare, naturalmente, nell'ordine classico che conosciamo, quindi chiederei ai colleghi presenti in aula che non devono intervenire alla fine, di iscriversi nell'eventualità che vogliano fare la dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEIANA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio, io intervengo dopo aver sentito i colleghi che mi hanno preceduto, non volevo parlare ed è semplice capire anche il perché. Quando iniziammo l'esame degli atti di contabilità, cinquanta giorni fa circa, avevo dei grossi dubbi e nel seguire i lavori in me c'era anche la volontà possibile di dare un voto di astensione per dare un bilancio e una finanziaria alla Sardegna, ma i lavori che si sono sviluppati e le affermazioni che ho sentito poco fa in aula mi portano a esprimere un voto diverso, un voto che è un no, non è più un'astensione. Il perché è semplice da capire, cercherò senza scrivere o senza leggere, di spiegare la posizione nel modo più semplice possibile. In tutti questi giorni, man mano che vedevo le bocciature della Giunta, io mi immedesimavo nel comportamento della Giunta stessa e nel comportamento di ogni singolo Assessore che riceveva le bocciature e nel comportamento anche del Presidente della Giunta, e mi chiedevo: se io fossi in quella decisione, io Luca Deiana, cosa avrei fatto ricevendo tutte quelle bocciature? La risposta me la sono data, vi dico che cosa avrei fatto, e per fortuna non mi sono trovato in quelle condizioni, io avrei detto all'Aula: "Cari colleghi, visto che ripetutamente sono bocciato, rimetto il mio mandato a questo Consiglio, però, per senso di responsabilità, le dimissioni ufficiali le darò il giorno dopo o un minuto dopo che abbiamo approvato finanziaria e bilancio, in modo da dare gli strumenti di bilancio alla Sardegna". Però mi sarei già dichiarato dimissionario in aula per non fare questo danno alla Sardegna. Non è avvenuto questo, ma credete che la mia volontà iniziale di una possibile astensione si possa verificare dopo quello che ho sentito da parte degli esponenti dalla maggioranza che bocciano l'operato della Giunta, che votano contro questo bilancio? Consiglieri, colleghi della maggioranza che dicono no, che dicono no! Ma credete uno che in questo momento si trova a rappresentare un'associazione denominata centro, che crede nel dialogo, che crede nell'incontro, che crede nella mediazione pubblica, quella bella dove si trova la proposta migliore per la nostra gente, credete che non debba cambiare opinione anche se era partito ben intenzionato per dare una mano ad approvare e migliorare questi atti di contabilità? E allora anche voi vi dovete chiedere: ma questo comportamento, questi risultati, quando mai non è colpa anche del comportamento personale di ogni componente della Giunta? Quando mai non vi mettete il dubbio per vedere se state facendo del bene o del male alla nostra gente, alla Sardegna? Non vi viene come minimo questo dubbio, e rimettete la fiducia che vi è stata data in quest'Aula alla vostra maggioranza per poi se volete essere rieletti o essere cambiati?

Non è possibile continuare in questo modo e anche chi poteva avere una volontà di andare incontro ad approvare cose migliori, cercare di approvare il bene della gente di Sardegna, avete contribuito a fargli cambiare radicalmente con convinzione idea e quindi votare contro questi atti di contabilità, bilancio e finanziaria.

PRESIDENTE. Colleghi, anche per evitare eventuali contestazioni successive, una volta che diamo inizio agli interventi dei Capigruppo è chiaro che li consideriamo come interventi finali, io non potrò poi dare la parola ad altri colleghi che non siano Capigruppo.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni sul Regolamento. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.) E' una prassi che non è scritta da nessuna parte che nessuno possa iscriversi, quindi se non c'è una regola di sbarramento preclusiva alle iscrizioni a parlare è un fatto di buon costume o eleganza iscrivere, non sarebbero necessitati neppure a parlare i Capigruppo, quindi è una facoltà che gli si sta dando neppure richiesta. Quindi, non essendovi una regola di sbarramento, le iscrizioni a parlare sono consentite fino alla fine, fino all'ultimo, e io posso iscrivermi per ultimo e me ne riservo la facoltà.

PRESIDENTE. Onorevole Carloni, la ringrazio di questa precisazione. Io ho voluto porre il problema all'Aula prima di dare inizio agli interventi dei Capigruppo perché è vero che non c'è una prassi definita, però voi sapete, i colleghi lo sanno, lo sanno tutti quelli che sono presenti qui, che è costume che i lavori si svolgano secondo questa consuetudine: intervengono tutti i colleghi e alla fine ci sono le dichiarazioni di voto dei Capigruppo. Mi pare che così non sia possibile lavorare stasera, possiamo comunque procedere, io in questo momento non ho iscritti a parlare se non i Capigruppo, quindi do la parola al primo Capogruppo iscritto a parlare, che è l'onorevole Balia, continuiamo poi a lavorare in questo senso e i colleghi che lo ritengono possono iscriversi a parlare. Non c'è nessuna difficoltà a lavorare in questo senso, semplicemente non stiamo rispettando una consuetudine che anche a me che sono qui da un po' di tempo... certo, non c'è nessun problema.

Continuazione della votazione finale dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per secondo, perché io ho già parlato, non è che mi costringerà a riparlare!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ha già parlato, ha già svolto la sua dichiarazione. Non c'era nessuno, quando ha parlato lei, iscritto a parlare, lei è intervenuto per primo.

(Interruzioni)

Colleghi, non mi pare che sia il caso di fare tante questioni. Credo di aver spiegato all'Aula lo svolgimento dei lavori. Prego, onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Presidente, a conclusione dei lavori e del lungo dibattito che è intercorso su questa finanziaria, esprimo a nome del Gruppo dei Socialisti Uniti, oggi in misura decisamente superiore, assolutamente convinta, un voto decisamente contrario. Mai il nostro Gruppo è stato così motivato, così fortemente deciso nell'esprimere un giudizio contrario a conclusione di una finanziaria. Una finanziaria densa, piena di privilegi, di salvaguardie, di tutele per i parenti, di promozioni, di norme intruse, la finanziaria del disastro!

Noi abbiamo introdotto emendamenti, e parecchi, e per fortuna molti di questi emendamenti hanno ottenuto il voto favorevole dell'Aula, questo però non fa di questa finanziaria la nostra finanziaria, questa è la vostra finanziaria, tenetevela! L'abbiamo solo lievemente migliorata con alcuni impegni per il lavoro e per lo sviluppo, ma la filosofia resta tutta interamente di centrodestra. Io non faccio riferimento all'intervento dell'onorevole Corda che, come al solito, nelle conclusioni ha finito con l'essere un intervento laddove il coraggio si manifesta ma in misura solo molto parziale e molto contenuta. Richiamo però l'intervento dell'onorevole Fantola che ha parlato di vincolo di coalizione, di obbligo di coalizione, quindi si sente obbligato, in quanto appartenente ad una coalizione, ad esprimere un voto favorevole per questa finanziaria, è un voto di natura fideistica, ma non è un voto convinto, è un voto prigioniero.

L'onorevole Floris di fatto ha aperto la crisi, manca solo la formalizzazione, ha parlato di vuoto di iniziativa politica, di mancanza di riforma, ha parlato testualmente di nessuna riforma portata a compimento nell'arco della legislatura, ha parlato di esigenza, di chiarimento profondo, radicale. L'onorevole Floris dice: "Per la salvaguardia ed il rilancio dell'autonomia sarda". L'autonomia avete rischiato, e purtroppo in parte ci siete riusciti ad assassinarla.

Badate, i voti segreti non so più, noi non li abbiamo tenuti in conto, impossibile peraltro tenerlo, 70, 100, 150, 1500, ma si sono susseguiti uno dopo l'altro, in maniera per voi catastrofica. Non ne avete preso atto! L'onorevole Pili ha sempre e costantemente dichiarato: "ma ove vi fosse un voto palese contrario, ne prenderò atto". Nella giornata di sabato scorso di voti palesi contrari ce ne sono stati 50, 60, 70, non sappiamo più quanti, ma soprattutto, al di là dei voti, vi è nelle parole di chi è intervenuto in rappresentanza del centrodestra la richiesta di un chiarimento, chiarimento che non può però ottenersi con una Giunta in piedi e che non può prescindere dalle dimissioni di questa Giunta regionale. Pertanto siccome non siamo solo noi di opposizione a richiedere le dimissioni della Giunta, arrivati a questo punto sono autorevoli esponenti, autorevoli sostenitori della maggioranza, che sollecitano le dimissioni. Allora noi restiamo convinti che almeno stavolta, posto che in passato non l'ha fatto, l'onorevole Pili, tutta la Giunta da lui presieduta ritroverà una dignità che si è persa lungo strada, ritroverà la giusta dignità e rassegnerà le dimissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, non ho argomenti da esporre, anzi ne avrei tanti ma non ho voglia. Guardo ammutolito le macerie, la distruzione attorno a noi. Ho subito il richiamo della coscienza...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusi, scusi, per cortesia, i colleghi che sono qui affianco! Prego onorevole Onida.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Ho subito il richiamo della coscienza e sono qui a votare un documento che non condivido per senso di responsabilità e perché, tutto sommato, riconosco una graduatoria anche alle cose negative. Il mio sguardo però si allunga oltre la siepe del voto di oggi per scoprire spiragli di ottimismo e nella speranza che si accendano le luci della ribalta per tutti gli uomini di buona volontà della politica, ma anche per quelli che hanno consumato dentro e fuori quest'Aula vendette e ritorsioni di ogni tipo.

I Savonarola che predicano rigore e moralità, trasparenza e valori civili, nascondono sotto la tonaca grovigli di contraddizioni, ruggine e veleni, per cui senza un bagno di umiltà e senza un recupero dei valori della normalità umana e cristiana non potranno diventare né oggi né domani punto di riferimento degli onesti. Noi Popolari Sardi, umiliati ed offesi, manteniamo l'orgoglio dell'origine e rispettiamo i patti, abbiamo consentito un governo allora, lo consentiremo ancora oggi, ma nella dignità. Non saremo la tunica da spartire di questa maggioranza; noi espulsi da questo programma di spesa a causa dei cecchini e della follia parlamentare recupereremo risorse, tempi e modi per riprogrammare gli ambiti di nostra competenza. Ma noi siamo una piccola cosa, l'esortazione alla resurrezione tocca tutto il Parlamento del popolo sardo, maggioranza ed opposizione, tutti noi siamo il fiume, l'Aula costituisce l'alveo, nella differenza - quando esiste - tutti andiamo verso il mare, verso l'interesse generale della Sardegna, solo così l'Aula riconquisterà l'attenzione e l'interesse dei sardi, interessi ed attenzione oggi smarriti. Le buone leggi si fanno nella chiarezza degli obiettivi e delle procedure, alla luce del sole, nella trasparenza dell'interesse generale, il buon confronto tra le parti può solo avvenire nella sobrietà dei tempi e delle parole, soprattutto nel rispetto dei ruoli. Chiudiamo questo capitolo negativo ed andiamo subito a scrivere il futuro, quello prossimo e quello remoto.

I Presidenti sono importanti, ma non decisivi, decisivi saranno i valori su cui costruiremo la proposta di governo, la sardità, l'Europa, la cultura, la lingua, i valori cristiani e laici del popolarismo, l'impresa. Caro Presidente Pili, quando ti libererai dalla voliera, nello spiccare il volo ricordati sempre di Icaro e ricordati che il Governo appartiene alla terra, a questa meravigliosa terra di Sardegna e dei suoi figli, il cielo fa sognare ed è importante sognare, ma i problemi sono tutti quaggiù nei campi, nelle città, nei villaggi, negli ospedali, nelle scuole, caro Mauro, sulla terra.

CUGINI (D.S.). E' un incubo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, è indubbio che in questi mesi, trascorsi qui in Aula e in Commissione, all'esame della legge finanziaria si sono aperte all'interno della nostra coalizione numerose ferite, ferite politiche ovviamente, che comunque siamo noi Gruppo dell'U.D.C. disponibili a rimarginare, a rimarginare velocemente, immediatamente, e siamo disponibili a farlo con chi in questa coalizione crede ancora, crede ancora in questa linea politica che non è riuscita ad emergere indubbiamente, ma che speriamo possa trovare la giusta strada per il futuro. Dicevo segnata anche da film già visti; già in passato non me ne vogliano gli amici di Alleanza Nazionale hanno avuto modo di distinguersi per coerenza, ma in politica esistono i Partiti, in politica esistono i Gruppi, all'interno dei Partiti e dei Gruppi esistono le maggioranze e nella politica che noi conosciamo esiste anche l'adeguamento alle maggioranze e quindi a una coalizione, al Partito e al Gruppo perché sono questi che dobbiamo recuperare, i partiti, che sono mancati in quest'Aula, che sono mancati durante l'esame della finanziaria, che mancano nella politica, nella cultura politica di governo e non, che dev'essere recuperata e sempre presente. Quindi un film già visto, è stato detto anche che qui ormai è aperta una verifica, si è chiusa una fase e con questo voto si chiuderà sicuramente una fase. Noi voteremo la finanziaria non riempiendola di contenuti politici perché riteniamo che questa finanziaria non abbia grandi contenuti politici, abbiamo detto già il nostro pensiero su questa finanziaria e lo confermiamo, ma riteniamo che questa verifica ormai aperta sarà da farsi con chi oggi voterà la finanziaria. Non avremo e non ci accomoderemo o sederemo con chi oggi non voterà questa finanziaria, riteniamo che sia anche questa coerenza. Perciò con chi sta dentro, noi continueremo a dialogare cercando di recuperare e di risorgere anche dalle ceneri di questa maggioranza, di questa coalizione, in questa fase.

Il collega Corda dice che ci daranno un voto per superare questa finanziaria. Bene, per quanto ci riguarda noi non vogliamo quel voto, questa maggioranza sarà tale anche senza quel voto, perciò siate coerenti fino in fondo, non datecelo, noi potremo andare avanti da soli e sapremo andare avanti da soli anche in futuro, con chi è coerente, con chi ha la logica di partito, ha la logica di coalizione e con chi è legato da vincoli, da vincoli ideali, vincoli morali, vincoli elettorali, perché noi ci siamo proposti in una coalizione e in una coalizione finiremo la nostra esperienza di questa legislatura. Sarà l'elettorato a decidere chi governerà alla prossima legislatura, noi sappiamo già dove saremo e sappiamo già dove siamo, per cui non abbiamo necessità di ulteriori verifiche. E` indubbio che questa finanziaria è segnata da forti esposizioni, dall'indebitamente perché è una finanziaria che ha detto di sì a tutti, e questo è un discorso interno, amici dell'opposizione, a quello che ho fatto poc'anzi, ma devo dire che non avete aiutato nel dire e nel fare delle scelte, ci avete aiutato a dire sì a tutti e chi amministra ha il dovere di fare delle scelte, noi fino adesso non siamo stati capaci di farle, ma grazie anche al vostro contributo abbiamo lasciato andare la finanza della Regione Sardegna verso un dirupo dal quale sarà difficile risollevarsi.

Ho detto che si chiude una fase e si apre un futuro, un futuro che intendiamo aprire qui tra di noi, tra i partiti sardi intesi come sardi che si interessano alla Sardegna, partiti, io faccio parte di un partito nazionale, non accetto lezioni di sardità e sardismo da parte di nessuno, io sono legato alla mia terra e faccio gli interessi della mia terra come tutto il mio Partito e il nostro Gruppo fa gli interessi del territorio della nostra Regione. I legami nazionali ci servono, ci servono per essere una Regione in Europa, ci servono per allargare le nostre vedute, ma mai dimenticando da dove veniamo e mai dimenticando che abbiamo un popolo ed un territorio da difendere, che vogliamo far crescere e sicuramente riusciremo con questa coalizione, con i nostri Assessori, con la nostra Giunta ad andare avanti e fare tesoro degli errori commessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ha ragione qualcuno che dice che non servono lezioni di sardismo, né tanto meno lezioni di autonomia, perché sarebbe difficile spiegarvelo, ma sarebbe difficile soprattutto spiegarlo voi a chi fuori di quest'Aula ha il piacere qualche volta di ascoltare, per il semplice motivo, perché non c'è sardismo, non c'è autonomia, non c'è un indipendenza tale di un'Aula consiliare che possa dimostrare la propria autorevolezza e il proprio valore quando già da stamattina aprendo il giornale uno riesce a leggere con facilità che il Presidente Pili lunedì ha ricevuto un'ulteriore investitura, non se ne deve andare perché il cavaliere Berlusconi gli ha detto di restare lì, questo è un valore autonomistico importante, al quale voi fate riferimento e che io combatto. Ma la cosa peggiore è che in genere quando viene ritirata la patente o lo si fa perché si supera il limite di velocità o perché la gradazione alcolica è elevata, ma voi siete fuori da questi due esempi, a voi hanno ritirato la patente qua dentro e cioè il Consiglio regionale e la gente fuori per manifesta incapacità, l'avete dimostrato in questi 45 giorni per non fare dietrologia per tutto ciò che è accaduto qua dentro; se fosse rimasta poco poco un po' di dignità, un po' di quei valori ai quali molto spesso si fa riferimento e soprattutto non si fossero superati i limiti della decenza politica istituzionale, ognuno di voi, esaminando il proprio comportamento, significato politico di questi 45 giorni, si sarebbe dovuto alzare ed andare via da quei banchi e invece state lì seduti, vi cancellano gli articoli in Commissione, come che questo non abbia nessun significato politico, ve li cancellano in Aula, vi rendono vane qualsiasi tipo di proposte voi presentiate all'Aula, e questo non importa, restate Assessori, per carità di Dio, il motto è: non ci dimettiamo, non ci dimettiamo! Assessore Masala, lei l'altro giorno ha fatto riferimento alla fiducia del suo Gruppo, oggi lei la fiducia del suo Gruppo non ce l'ha più eppure sta ancora seduto lì, la scaldi bene, rinforzi le gambe, il cammino è lungo, non se ne vada, resti, è un'eredità di famiglia.

Ma a parte questo, fate finta di niente su quello che viene detto dai Capigruppo della maggioranza, io non prendo in considerazione quello che ha detto Fantola perché è difficile da spiegare quando uno dice: "Voto per un vincolo di coalizione", io intanto mi chiedo quale coalizione? Ma c'è una coalizione qua dentro? Se qualcuno ha questa impressione credo che sia un'impressione sbagliata, perché i dati dimostrano che coalizione in quest'Aula non ce n'è perché non è il voto segreto di uno o due franchi tiratori come state accusando da troppo tempo, e ci state stancando, ma quando i voti segreti diventano quindici è un malessere della maggioranza, di quella coalizione che non esiste più e che non volete prendere atto, non volete discutere, non volete confrontare al vostro interno niente, tanto lo dimostrate che, dopo le dichiarazioni dell'onorevole Floris e dell'onorevole Onida, continuate a far finta di nulla; l'onorevole Floris ha aperto formalmente la crisi, che dopo la delegazione della Giunta non si alzi è un fatto per voi naturale, perché l'onorevole Scarpa non fa parte dell'U.D.R., credo che sia ritornato indietro, mi corregga se sbaglio, e sia ritornato alle origini, cioè al Movimento Grauso, perché quando interessa la poltrona tutto va bene e tutto trova giustificazione - ripeto - senza dignità alcuna con un impoverimento che fa rabbrividire. Amici miei, quest'Aula consiliare l'avete ridotta, qualcuno ha detto, a delle macerie, la cosa peggiore è che sulle macerie che voi stessi avete creato ci state danzando e siete alcuni di voi perlomeno anche felici.

La verità vera è che in questo scenario collettivo chi ci ha rimesso di più di tutti è Alleanza Nazionale, l'unico partito all'inizio di questa legislatura (partito, non altro, partito, va bene?), cultura di partito, non certo cultura di governo, ma cultura di partito e di appartenenza; li avete stravolti, li avete portati al vostro interesse, al vostro modo di fare politica, a quel libero mercato rionale ma rionale di pessimo gusto tanto da riuscire a stravolgerne anche l'impostazione politica che si trascinavano dietro da una vita. Un patrimonio! Quel patrimonio gliel'avete distrutto. Questo è l'unico risultato che avete ottenuto. Se questo è un risultato a vostro piacere vi auguro di averne degli altri.

Il voto del Partito sardo d'Azione è un voto negativo, cioè no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, colleghi del Consiglio, non è facile fare un intervento in queste condizioni, pero noi vogliamo sostenere con chiarezza e spiegare con chiarezza qual è la nostra posizione affinché non ci siano fraintendimenti e noi voteremo con convinzione questa finanziaria e la voteremo condividendo parte dei lamenti della maggioranza che si sono sentiti in quest'Aula, ma convinti che dopo le macerie venga anche il tempo della ricostruzione. La voteremo per rispetto a quei Gruppi politici e non sono tanti in quest'Aula che non hanno mai chiesto un voto segreto nel corso della finanziaria perché non hanno ritenuto che dietro le norme di questa legge finanziaria si nascondesse alcun caso di coscienza; la voteremo per rispetto di quei consiglieri della maggioranza, non sappiamo quanti siano, che hanno sempre votato seguendo le indicazioni della Giunta e dell'Assessore della programmazione senza valutare danni o interessi personali sul voto, ma privilegiando l'interesse della coalizione e del progetto della coalizione.

La voteremo perché quando il collega Carlo Dore definisce questa manovra un aborto, poi si corregge e la definisce un aborto mutilato, noi che siamo genitori non ci sentiamo di unirci alla corsa per il disconoscimento della paternità; certo, per restare nel paradosso l'avremmo preferita bella, sana, bionda, forte e robusta.

Ma siamo consapevoli che oggi ci dobbiamo accontentare e consideriamo questa legge finanziaria…

PIRISI (D.S.). Di pura razza ariana!

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Ariana, sì

SCANO (D.S.). E' un'idea!

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Razza ariana se voi siete razzisti, altrimenti soltanto bella, sana e robusta e via dicendo. E consideriamo questa finanziaria il punto di partenza del riscatto di questa maggioranza, che per i metodi messi in campo da questo centrosinistra delle centinaia di emendamenti soppressivi non ha alternative strategiche, per quanto scassata, per quanto piena di contraddizioni e di distinguo questa maggioranza è ad oggi l'unica speranza di cambiamento vero della nostra Regione e questa finanziaria malconcia è l'unica legge finanziaria possibile.

Certo, questo centrodestra è ad un punto di non ritorno, ma abbiamo la sensazione che anche nella discussione di questa legge finanziaria la Sardegna non abbia percepito grandi proposte alternative dall'altra parte, ha soltanto visto il sale sulle nostre ferite e sulle nostre piaghe, ma ha capito che dall'altra parte c'è soltanto la prospettiva di un Palomba sette, ricominciamo da capo, da dove avevamo interrotto, tutto come prima, come se niente fosse successo.

Siamo coscienti dei dolori, delle sofferenze ed anche delle sconfitte di questa maggioranza e crediamo che questo sia il momento in cui c'è necessità per chi crede in questa maggioranza di soccorrerla.

SANNA EMANUELE (D.S.). Il Palomba primo e secondo l'avete sostenuto anche voi.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Non c'ero collega Sanna, forse c'era lei. Cari colleghi vi voglio raccontare una storiella che un imprenditore sardo, Renato Soru, ci ha regalato nel corso di una convegno che i Riformatori hanno fatto sull'impresa e sulla solidarietà che si è recentemente svolto a Senorbì. Soru racconta che nella Foresta Amazzonica si sviluppa un improvviso e tremendo incendio, che sospinto dal vento corre e incenerisce tutto con rapidità. Gli animali scappano impazziti verso la salvezza, tutti tranne il piccolo colibrì che invece corre al fiume, riempie il suo becco d'acqua e lo scarica sull'incendio. "Cosa fai, sei matto?" gli urlano gli altri animali fuggendo e risponde il colibrì: "Io faccio soltanto la mia parte".

Ecco oggi i Riformatori che votano la finanziaria rinunciando a fare qualsiasi distinguo, scelgono di andare verso l'incendio, sarebbe troppo facile unirsi a quelli che a vario titolo corrono in direzione opposta. Ma in qualcosa vogliamo differenziarci dal colibrì di Renato Soru; il colibrì col suo comportamento rende testimonianza, a noi che siamo un partito politico non è consentito di fare soltanto opera di testimonianza, noi dobbiamo anche spegnere l'incendio, contribuire a spegnere l'incendio, che altrimenti rischia di bruciare ogni speranza della nostra terra. E nel votare questa finanziaria noi dichiariamo orgogliosamente di appartenere a quello schieramento di cambiamento che da Aritzo in poi ha riacceso la speranza nell'innovazione, nella modernizzazione, nel superamento della stagnazione, della conservazione del privilegio a cui questa Sardegna sembrava destinata per sempre, al di là dei prodotti di una legge elettorale sfortunata, al di là del bizantinismo dei regolamenti consiliari che hanno trasformato la legge finanziaria in un treno con infiniti vagoni e sempre nuovi, che compie un viaggio estenuante nel corso del quale non potrà essere difeso da nessuna scorta, al di là delle imboscate del voto segreto, noi scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza alla quale ci lega un patto elettorale e di lealtà che non sarà tradito.

Noi scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza e ci candidiamo a guidarla, non con gli uomini, siamo consapevoli, ma con le idee, col progetto, con l'onestà culturale, col coraggio, con la fierezza di chi è e che sa di essere portatore di diversità, ma intende condividerle dando loro un valore aggiunto. E scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza perché ne conosciamo tutti i difetti, colleghi, ma anche la tensione morale e la sfida per il nuovo che ne ha consentito la nascita.

In questo spirito europeo, liberale, riformista, noi ci riconosciamo ancora in pieno e come il colibrì, siamo determinati a combattere per spegnere l'incendio e quando il becco non sarà pieno d'acqua useremo la nostra voce ed ogni nostra energia e capacità di lavoro perché tutti facciano la loro parte per spegnere l'incendio.

MARROCU (D.S.). I piromani bisogna liquidare prima!

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente giunge a conclusione l'iter consiliare di una delle manovre finanziarie più tormentate della nostra storia autonomistica. Ed è davanti a noi il completo fallimento della Giunta regionale e della sua presunta o per meglio dire ex maggioranza. Una finanziaria presentata in Consiglio con tre mesi di ritardo e gravata da scelte che la rendevano già in partenza difficilmente condivisibile. Il mancato rifinanziamento del piano straordinario per lavoro, un indebitamento triplicato rispetto a quello dei governi di centrosinistra, residui passivi che sfiorano il 60 per cento, l'assenza di concertazione con le parti sociali, col sistema degli enti locali, con imprenditori, sindacati e il volontariato, la mancata condivisione e l'aperta avversione di parti importanti della stessa maggioranza. Una finanziaria appesantita e sfigurata da decine di norme intruse, palesi e nascoste, con la finalità anche di ingannare il Consiglio regionale. Vero onorevole Biancareddu?

Di fronte a questo quadro desolante, le opposizioni, tutte le opposizioni, hanno deciso di contrastare con forti azioni politiche una manovra palesemente contraria agli interessi generali della Sardegna proponendo alla Giunta regionale e alla maggioranza radicali modifiche. E abbiamo prospettato interventi in alcuni settori strategici e su alcune materie sulle quali raccoglievamo l'interesse, l'attenzione e la condivisione dei cittadini sardi. Il piano per il lavoro, l'aumento delle risorse a favore degli enti locali, un maggior sostegno ai settori produttivi, gli aiuti al terzo settore, all'handicap, ai meno fortunati. Ci siamo battuti per l'eliminazione delle norme intruse e qui debbo ringraziare tutto il Gruppo, ma in particolare l'amico Gian Valerio Sanna, per il lavoro che hanno fatto, che introducevano una legislazione surrettizia ed equivoca in settori che vanno disciplinati con ben altro approfondito dibattito e con gli strumenti ordinari della procedura legislativa.

A nulla è servito che queste osservazioni, e molte di queste richieste fossero avanzate durante il dibattito e condivise da tutti gli interventi dei colleghi dell'opposizione e da molti della stessa maggioranza.

Nulla è servito a scalfire l'ottusità e l'arroganza politica dell'assessore Masala e la totale inadeguatezza dell'onorevole Pili a comprendere la difficoltà in cui si trovava la sua stessa Giunta. Un risultato che è di fronte a tutti noi, lo stravolgimento completo della finanziaria che ha comportato anche l'umiliazione di quasi tutti i componenti della Giunta regionale e il discredito da parte dell'opinione pubblica della Sardegna.

Alla bocciatura della Giunta e della sua maggioranza ,ripetutasi solo in questa finanziaria per oltre settanta volte, si sono aggiunte rivalità imbarazzanti e sfide all'Aula come quella dell'assessore Masala che dopo aver posto la fiducia su norme sostanziali, ed essere stato sonoramente bocciato, non ha trovato la forza e la coerenza politica per dimettersi. Una situazione paradossale e indecorosa per la nostra istituzione, dove la maggioranza di centrodestra ha mostrato i suoi limiti e la sua inadeguatezza nelle svariate scene patetiche che hanno coinvolto l'assessore Pani, le ritirate dell'onorevole Biancareddu, la sfiducia nei confronti dell'assessore Ladu, le bocciature di gran parte delle proposte dell'assessore Scarpa che continua a stare seduto al tavolo della Giunta, gli scontri tra l'onorevole Fois e l'Assessore del bilancio.

Un disegno che si va completando in quest'Aula con il voto contrario di alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale, che dissentono apertamente da un provvedimento, che è pur sempre l'atto più importante proposto dalla Giunta che essi hanno fino ad oggi sostenuto.

C'è amarezza perché questo sconsiderato comportamento ha un costo per la Sardegna e per i sardi, ma era facilmente prevedibile che da una coalizione nata dai tradimenti e il cui unico collante era la condivisione del potere, non venisse altro che una preoccupante, perversa politica clientelare.

Io non ho dubbi, che se l'onorevole Pili fosse in grado di essere il Presidente della Regione in questa drammatica situazione avrebbe rassegnato già da tempo le dimissioni, però siccome tutti si sono accorti che non è il Presidente, credo che nonostante sia stato sfiduciato da settori della sua stessa maggioranza, basta sentire che cosa ha dichiarato pochi minuti or sono il collega Floris, nonostante le bocciature in Aula, nonostante la palese e manifesta incapacità a governare non rassegnerà le dimissioni.

Coloro che hanno finora accompagnato il Presidente e malamente sostenuto la sua Giunta trovino le soluzioni alternative che rendano meno disastroso ed amaro per i sardi questo fine di legislatura, o si rivolgano agli elettori per ottenere il giudizio sui quattro anni di dissesto e di malgoverno dei quali questa finanziaria è naturale conclusione.

Nonostante i miglioramenti che abbiamo apportato, nonostante le battaglie che abbiamo condotto in quest'Aula per il rifinanziamento per il piano del lavoro, l'aumento per le risorse degli enti locali e i settori produttivi e gli interventi a favore del terzo settore e dell'handicap preannuncio il voto contrario del Gruppo della Margherita.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda anche per il rispetto del tempo.

Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente e colleghi, io cercherò di essere molto sintetico anche perché penso che dentro quest'Aula tutto e il contrario di tutto sia stato già detto, che il quadro e il perimetro nel quale noi ci siamo scontrati sia assolutamente chiaro per i colleghi della maggioranza e per colleghi dell'opposizione. Al contrario di molti altri credo che dentro questo Gruppo, in particolare da parte di chi vi parla, vi siano molti dubbi ed anche con una certa umiltà pochissime verità in tasca. Certamente siamo all'anno zero della politica, siamo all'anno zero forse anche del centrodestra, siete anche voi all'anno zero, l'avete dimostrato in questi cinquanta giorni.

PIRISI (D.S.). Pensa per te!

MURGIA (A.N.). Ed allora vi prego di non interrompermi.

USAI (A.N.). Voi siete messi molto peggio!

MURGIA (A.N.). Cercatevi innanzitutto un buon candidato perché se no nonostante i nostri disastri perderete di nuovo. Balia ve l'ha chiesto a febbraio ed ancora non ce l'avete.

SPISSU (D.S.). Lo stiamo allenando!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, onorevole Pirisi, per cortesia.

MURGIA (A.N.). Noi pensiamo questo, questa finanziaria è nata, come è stato detto da più parti, con alcuni importanti obiettivi. Il primo, ripetuto dall'assessore Masala al quale va un sincero ringraziamento ed anche un plauso per essere stato certamente quell'uomo politico, dentro l'Aula, ad aver raccolto le botte politiche, ad aver sopportato moltissime umiliazioni, le definirei, ma che - mi consenta collega Sanna - non ci hanno ancora messo in ginocchio, non ci hanno messo ancora in ginocchio!

Noi voteremo sì a questa finanziaria, il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà sì a questa finanziaria, questa è l'unica voce, è la voce ufficiale del Gruppo nel rispetto anche di quella che è l'indicazione del partito.

Ma non possiamo però evitare alcune delle questioni che sono state poste dai colleghi. Ci sono Gruppi che hanno fatto parte di questa maggioranza e che hanno annunciato di uscire, ce ne sono altri in posizione ancora più negativa. A questi Gruppi io dico una cosa, vorrei ricordare quando dentro quest'Aula raramente siamo riusciti a far passare una piccola ipotesi, per esempio, di sviluppo, una qualche regola che piaceva al centrodestra. Io chiedo a costoro se essi non abbiano provato almeno per due secondi una intima soddisfazione e un piccolissimo piccolissimo orgoglio per far parte, di far parte di questa maggioranza. Se invece così non è, forse siamo ancora in una situazione peggiore. Ma vedete - sempre per riferirmi a lei collega Giacomo Sanna - A.N. ha sette vite come i gatti.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non mi sono permesso di dire che siete dei gatti!

MURGIA (A.N.). Abbiamo toccato il fondo, ci siamo inginocchiati, abbiamo sofferto, abbiamo toccato il due-tre per cento, a volte abbiamo pensato di scomparire, siamo rimasti in piedi, rimarremo ancora in piedi. Questo ve lo potete stampare in testa, perché noi non molleremo la barca del centrodestra, non faremo questo grosso piacere a chi, invece, ci fa ponti d'oro, perché riteniamo di avere un patrimonio politico, culturale, ideale ancora indistruttibile, e in quello crediamo.

Quello che noi diciamo per il dopo è che sicuramente c'è bisogno di Destra, di una Destra che sia piccola, grande, di Destra comunque, che sappia confrontarsi anche con le forze del Centro, collega Floris; io sono convinto che questa nostra alleanza vada scomposta, sono convinto che ognuno debba ripartire da quello che conosce meglio e cioè noi per esempio dal Polo per le libertà e il Centro dalle idee del Centro, si debba rimettere in sesto e insieme questa grande ipotesi politica, che secondo me non è solo un problema di alchimie, di uomini, di numeri, di conti o di Assessori, è un problema, invece, di progetti, di programmi e di comune sentire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito che annuncio il voto positivo, convinto, del nostro Gruppo alla manovra finanziaria. Ma in apertura mi consenta, Presidente, di rivolgermi al nostro amico Mariolino Floris per dirgli che abbiamo sempre sostenuto lealmente la sua Presidenza nei due anni della sua Presidenza. In tutti gli interventi abbiamo sempre notato come la sua Presidenza sia stato un fatto positivo e vorrei dire storico per la Sardegna, perché è stata la prima volta che c'è stato un Governo di centro destra in quest'Isola. Abbiamo sempre cercato il dialogo con l'U.D.R. senza mai lasciare nessun vuoto, né ieri, né oggi.

La discussione di questa legge, della legge finanziaria, è stata lunga, sofferta, contrastata, ma importante, importante sia per le cifre che coinvolge, sia per le scelte politiche che contiene. E` vero, ci sono stati momenti difficili, talvolta la maggioranza ha fatto fatica ad andare avanti e penso che per questo in futuro occorra migliorare i rapporti tra maggioranza, Giunta, e tra maggioranza Giunta e consiglieri.

Voglio dirlo forte: questa maggioranza non ha alternative. Io penso che questo Presidente non abbia alternative. Voglio anche dire che questa maggioranza ha ancora tutte le possibilità per costruire qualcosa di positivo e di importante per tutti i sardi. Il nostro Gruppo si impegnerà in questo senso e faremo tutti gli sforzi possibili per rafforzare il quadro politico. Oggi ci avviamo a licenziare una legge importante, in cui le leggi di settore sono state rifinanziate adeguatamente e l'articolo 19 della legge 37 è stato rifinanziato per circa mille miliardi delle vecchie lire. Su questo versante voglio dire che noi accettiamo il verdetto dell'Aula, ma voglio sottolineare che, se da una parte l'articolo 19 della 37 ha il pregio di distribuire le risorse in ogni comune della Sardegna, dall'altra sicuramente non ha raggiunto ancora il risultato dell'occupazione stabile. E crediamo che in futuro si possa trovare una norma per coniugare la diffusione capillare delle risorse con l'occupazione stabile. Su questo e su altri versanti è stato prezioso l'impegno e la competenza dell'Assessore Masala e del Presidente Balletto. Sul piano politico siamo assolutamente coscienti che oggi più che mai la Sardegna e i sardi abbiano bisogno di stabilità. Altre strade, strade diverse, non aiutano a costruire nulla e vanno contro gli interessi dei sardi. Per questo motivo il nostro Gruppo privilegia la stabilità, la fermezza e la coerenza. Certo, si può fare di più, si può fare meglio e questo sarà il nostro impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Si conclude oggi questa tormentata e faticosa discussione sulla finanziaria e sul bilancio per il 2003, iniziata oltre 50 giorni fa, che ha assorbito grandi energie, consumato nuove divisioni, consolidato vecchi e nuovi scontri nella maggioranza. Emersa in queste settimane tutta la debolezza e la contrarietà di un centro destra nato in Sardegna non dalla volontà popolare e dal voto, ma da un intrigo torbido ed oscuro di palazzo che ha portato prima alla presidenza Floris, poi, con una manovra altrettanto inquinata, alla presidenza Pili. Una maggioranza incollata dalla spartizione del potere, ma priva di un'idealità politica condivisa, priva di un comune sentire, senza una cultura di governo, senza proiezione nazionale europea. Senza rispetto alcuno per le istituzioni autonomistiche e per le regole scritte e non scritte che sovraintendono al loro funzionamento e che le avevano, in 50 anni di autonomia, salvaguardate dal degrado e dal sistematico svilimento a cui sono state sottoposte in questa legislatura. Da quattro anni il centro destra trascina la Sardegna in un galleggiamento senza progetto, senza prospettiva, nelle acque inquinate dai veleni palesi e nascosti che ogni giorno vengono scaricati da una coalizione alla perenne ricerca di uno spirito perduto. Onorevole Fantola, ci risparmi il continuo richiamo per non offendere la nostra intelligenza al famigerato spirito di Aritzo, che in realtà non c'è mai stato e non si è mai visto e che è logorato da una permanente verifica mai aperta veramente e quindi mai chiusa. L'interesse generale della Sardegna, anziché essere perseguito con l'azione di governo, è stato lungamente evocato in una confusa Babele di linguaggi: costituente, nazionalitarismo, sardità, riforme istituzionali, grandi progetti, grandi tubi che non hanno alle spalle altro che tatticismi da giocare nel mercato temporaneo e vacuo della non politica, che ha raggiunto livelli strabilianti mai visti prima d'ora. Ai proclami e agli annunci non ha purtroppo mai fatto seguito un risultato e la Sardegna paga il prezzo salato di una legislatura gettata al vento, con la disoccupazione che aumenta, l'industria che chiude, le piccole e medie imprese in grandi difficoltà, gli operatori disincantati e pessimisti sulle possibilità di uscire da questo lungo tunnel.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SPISSU.) La finanziaria del 2003 è lo specchio fedele di questa situazione, in essa si legge l'approssimazione, l'assenza di collegialità, la mancanza di una solidarietà politica interna, la contraddittorietà degli obiettivi economici, sociali e politici, l'estraneità di essa al sistema sardo. Di essa resta un grande debito, un enorme articolato di norme ad personam, un danno generale per la Sardegna. Una finanziaria che sebbene contenga l'impronta delle opposizioni, non è la finanziaria delle opposizioni che in Aula hanno dato grande prova di coesione. Questa non è la nostra finanziaria, è una cattiva finanziaria nata sotto cattivi auspici, è la finanziaria di Masala che non convince neanche il suo Gruppo e la sua Giunta, è la seconda finanziaria di Ladu che non c'è, è la finanziaria di Scarpa graziato e resuscitato dall'Aula, è la finanziaria di Pili assente e distratto, è la finanziaria del quarto mese di esercizio provvisorio per il quarto anno consecutivo. La somma delle dichiarazioni esplicite di sfiducia a Pili, pronunciate in Aula da A.N. e dall'U.D.R.; Floris dice che sono venute meno le condizioni minime politiche; Balletto parla di maggioranza mortificata; Onida dice che non sa più cosa dire.

PRESIDENTE. Prego concluda.

SPISSU (D.S.) Gli 80 voti contrari in modo palese e no avrebbero indotto qualunque Presidente a prendere atto di una situazione politica non più sostenibile e governabile. Lei, onorevole Pili, si mantiene pervicacemente al suo posto, facendo finta che niente capiti intorno a lei. Lei non è il Presidente eletto dal popolo che ad esso deve la sua legittimazione in quanto Presidente; lei, onorevole Pili, è un prodotto non proprio trasparente di questo Consiglio regionale e da esso trae la sua legittimazione e l'incarico che ricopre. Il venir meno in maniera così palese e reiterata della maggioranza che la sostiene o meglio che la sosteneva, deve necessariamente produrre da parte sua la remissione da oggi dell'incarico che ricopre. L'ostinazione produce un grave vulnus all'istituzione e crea un un'emergenza non solo politica ma istituzionale che riguarda non soltanto Forza Italia, lei è ciò che resta di coloro che la sostengono, ma che coinvolgono l'intero Consiglio e tutti noi. La sua sordità richiama tutti al senso di responsabilità politica e istituzionale, un suo conclusivo atto di responsabilità risparmierebbe a tutti noi ulteriore perdita di credibilità; se facessi soltanto gli interessi delle opposizioni vi direi, invece, di andare avanti così perché state andando bene.

Il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.). Signor Presidente, colleghi...

SANNA EMANUELE (D.S.). E la regola che per ultimi intervengono i Capigruppo?

PRESIDENTE. Il presidente Sanna voleva osservare questa regola, così come il sottoscritto, però dall'Aula è venuta una richiesta per la quale non doveva essere così, ognuno interveniva sulla base delle richieste pertanto ha chiesto di parlare l'onorevole Carloni, prego il consigliere Carloni di fare il suo intervento.

CARLONI (A.N.). Signor Presidente, signori consiglieri, proprio riallacciandomi anche proprio a questo problema procedurale, poichè non vi è una norma scritta né che imponga ai Capigruppo di parlare, né l'ordine nei quali i Capigruppo devono parlare, quindi c'è tutt'al più una prassi che si può osservare o non osservare, ma se uno ritiene di voler osservare quella prassi fa come gli aggrada. E non avrei neanche voluto intervenire dal momento che la mia posizione come quella di altri colleghi era preannunciata, però un intervento di un collega che mi ha preceduto, ed ecco l'opportunità anche di fare dichiarazioni successive a quelli dei Capigruppo, mi porta a fare la mia di dichiarazione, e oltre al fatto che la preannuncio già, è una dichiarazione di voto contrario e quindi ha bisogno di un poco di alcuna motivazione.

Mi ricordo che al momento della caduta della Giunta Floris e il successivo voto di fiducia alla Giunta Pili, ci lamentavamo del fatto, mi lamentavo del fatto col Presidente Floris - ho davanti le dichiarazioni della volta precedente - mi lamentavo, ci lamentavamo, noi allora, perché lui Presidente non concordasse né lui né la Giunta alcunché col Gruppo di Alleanza Nazionale; mi ricordo che incidentalmente disse: "Ma io le trattative le ho avute, le ho avute con altri canali e non quelli istituzionali", così ci disse prima, in precedenza, e ha detto che si sarebbe comportato in modo diverso. Al momento in cui si stava dando la fiducia al Governo Pili dicemmo le stesse cose, e cioè ci lamentavamo del comportamento precedente e volevamo che lui non si comportasse in quel modo. E' noto a tutti che la maggioranza di Alleanza Nazionale all'interno in un primo momento aveva deciso un appoggio esterno; per fatti interni nostri, poi, un voto mutò e si cambiò atteggiamento, mandammo a dire in Aula fermamente al Presidente Pili che non volevamo che si comportasse così come ci eravamo lamentati che si era comportato il Presidente Floris, ovvero che il Gruppo di Alleanza Nazionale fosse tenuto fuori, escluso dalle politiche regionali né con la Giunta, né con gli Assessori ed anche Assessori che rappresentavano Alleanza Nazionale. Detto testualmente: "La voteremo, ma la voteremo a condizione che i punti principali, presenti nel nostro programma vengano attuati". Ci furono incontri eccetera. Allora la mia è semplicemente una dichiarazione politica perché tutti hanno visto, e non voglio ripetere il perché questa manovra si è svolta in questo modo poco commendevole, però torno a dire, sono stato tirato per i capelli, per dire perché, perché non si devono dare lezioni di che cosa è una maggioranza e di che cosa è un Gruppo! Allora io ho una mia convinzione di che cosa è una maggioranza, e cioè una maggioranza è tale quando si concordano idee e programmi ed azioni comuni, e un gruppo è tale quando concorre, recepisce dalla maggioranza della coalizione quale sia l'azione di Governo e la concorda all'interno del Gruppo. Ed allora, se questo è vero e se non ci vogliono dare lezioni, nessuno ci deve dare a noi, nessuno a noi che non ha mai richiesto né assessorati, né enti, nessuno qui può dire che nessuno di noi tre o di noi quattro ha brigatto per queste cose. Chi gestisce la cosa pubblica è anche nei banchi degli assessorati in modo trasversale, ed è inutile, si sa a chi parliamo, quando c'è una gestione concorde e lo si è dimostrato anche con questa finanziaria che certe cose grosse sono passate solo per la trasversalità di persone di coalizione, allora se queste sono le maggioranze, se queste sono le coalizioni, io non mi sento rappresentato in una maggioranza del genere e tanto meno nel Gruppo, perché anche nel Gruppo si deve dire e si possono dare interdetti e sanzioni e maledizioni quando si contraddice un qualcosa che si è concordato insieme, e come non si era concordato insieme nella maggioranza, anche in questa situazione non si è concordato nulla anche all'interno del Gruppo. E quindi posso ricevere censure soltanto quando io disdico o vengo meno ad atteggiamenti presi concordemente. E mi dispiace di smentire il mio Capogruppo, non si è deciso all'unanimità o a maggioranza di Gruppo di assumere un atteggiamento in Aula su questa finanziaria. E se questo è l'atteggiamento, concludo...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Carloni.

CARLONI (A.N.). Allora siccome non c'è, non vi è stato, lo posso dire tranquillamente, una riunione di Gruppo in cui si è discusso preventivamente in corso e successivamente per la determinazione del voto di questa finanziaria, e siccome la finanziaria ha deciso cose che all'interno del Gruppo e all'interno delle coalizione si sapeva che io e qualcun altro come me non eravamo d'accordo e si sarebbe votato contrario, non stiamo facendo cose improvvisate e non stiamo facendo cose contrarie a nessuno, ma stiamo facendo cose coerenti con la nostra coscienza e con la nostra condotta politica, e coerenti allo stesso voto, questo è il significato che volevamo dare allora, e che oggi ha la conseguenza nel voto esterno allora a Pili e che non nonostante, non dico gli interdetti, ma le raccomandazioni di ciò che intendevamo noi per ciò che fosse una coalizione, noi riteniamo che non sia stato rispettato quell'atteggiamento. E siccome abbiamo una coscienza e una dignità e... allora questi sono i motivi, mi sembra di essere stato chiaro, per i quali noi votiamo contro questa manovra finanziaria. Noi, io, noi è un maiestatis errato. Io!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa maggioranza è stato già detto è stata battuta a voto segreto e a voto palese, a voto palese ancora più grave con comportamenti incoerenti, questi sì palesemente, per ben 130 volte in questi 45 - 50 giorni in cui siamo qui prigionieri di questo Consiglio e del funzionamento di questo Consiglio. Soprattutto non riteniamo e non ritengo di dover accettare lezioni di coerenza che respingo al mittente a chi in questi quattro anni di legislatura, se non sbaglio, ha cambiato tre o quattro o quant'altri gruppi, non lo so e non ricordo, ma certamente per chi come me ha una storia di coerenza cristallina, penso di non poter accettare, a nome di chi rappresento, queste lezioni, perché la persona non è in grado di respingere alcunché e nemmeno di confrontarsi su questo tema con nessuno di noi.

La finanziaria è inaccettabile nei contenuti che sono il risultato di questi tradimenti, consumati dietro il sipario del voto segreto, signor Presidente ed onorevoli colleghi, tradimenti che sono stati consumati non solo nei confronti della maggioranza ma nei confronti del popolo sardo, nei confronti degli elettori, siano stati essi di maggioranza, di A.N. o degli altri partiti, e siano stati essi elettori di opposizione, perché voglio capire anche, dalla logica dei comportamenti di quest'Aula schizofrenica, a che cosa è servito all'opposizione ed ai franchi tiratori, bocciare in quest'Aula i finanziamenti per i malati di artrite reumatoide, che aspettano di essere trattati al pari degli altri cittadini d'Italia. Faccio solo questa domanda e la lascio alla considerazione di ognuno di noi.

Un senso però si trova nel malcelato disegno di gruppi di potere ben individuabili ed esterni, in parte, a questa Assemblea, che hanno iniziato a trovare alternative alla leadership dell'attuale Presidenza della Giunta già dall'inizio della legislatura. Voglio dire che non esistono comunque in Sardegna gruppi e famiglie o famiglie, per quanto grandi, che possano coinvolgere AN in questo disegno, che ha visto a voto segreto il confluire dei loro voti con quelli della sinistra estrema.

Ma Alleanza Nazionale non può non avere un moto di ribellione ad uno scenario che ha visto, a voto palese, umiliare i propri Assessori e in particolare il capo delegazione in Giunta. Noi abbiamo, più di tutti i partiti, sacrificato le nostre aspettative per far nascere questa prima Giunta di centrodestra e più di tutti riteniamo di avere motivi per chiedere ai nostri alleati e al nostro Presidente il rispetto che ritenevamo ci fosse dovuto. Ma non pensi, Presidente, che un malcelato senso di lealtà ci costringa a un asservimento che non preveda un bilancio dell'attività e un attento esame della reciprocità, della lealtà e della coerenza dei comportamenti.

Ma il mio voto, Presidente, non è un voto libero e non è, per gli incarichi che rivesto, privo di significati che prescindono da queste realtà esterne all'Aula e che hanno convinto i miei colleghi a chiedermi di votare una pessima legge finanziaria, cui nessuno vorrebbe dare paternità, e che quindi voterò. Legge nella quale però assolutamente io non mi riconosco e con me non si riconoscono, perché non possono, coloro che mi hanno fatto arrivare a occupare questo posto di consigliere regionale per degnamente rappresentarli con i miei comportamenti.

Non intendo, con un voto contrario alla legge, a questa legge, fare regali politici ai nemici della volontà popolare - l'hanno votato 160 mila persone, lei è qui per 160 mila voti, non per la volontà di Berlusconi, Presidente - che ha espresso questa Assemblea e ai nemici del cambiamento in seno anche ad AN. Voterò a favore della legge finanziaria senza che per questo vengano a mancare le riserve e le condanne che ho testé e solo parzialmente elencato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente della Giunta, lei sa che in occasione del suo insediamento noi, pur senza muovere alcuna critica alla sua persona, io personalmente le dissi: "Sosterremo lei mentre sosterremo l'azione della maggioranza volta per volta scegliendo il bene per la nostra terra". Noi non abbiamo vincolo di maggioranza, siamo coerenti sempre - onorevole Capelli, questa volta me lo consentirà lei - e siamo coerenti con quello che abbiamo sempre detto. Noi non siamo una scoperta di stasera. Lei, più di noi, dovrebbe sapere, onorevole Capelli, che talvolta è duro stare ai diktat di partito, se no lei sarebbe ancora nell'UDR, laddove fu eletto dagli elettori e da dove è trasmigrato con molta disinvoltura verso altri lidi che lei ha ritenuto più convenienti. Per cui mi consenta di dirle che non possiamo accettare lezioni di coerenza da nessuno e tanto meno da lei. Se poi ritiene, nella sua libertà, di non dover trattare più con noi da qui in futuro, così lei ha detto, io la invito a essere coerente con quello che ha detto. Se i numeri glielo consentiranno, auguri, diversamente preoccupazioni meno di zero!

Detto questo, signor Presidente, torniamo invece al concetto importante della coerenza, e allora per essere coerenti e per non recitare il teatrino della politica, quello a cui troppo spesso siamo abituati, diciamo a cosa serve una maggioranza, a cosa serve una maggioranza politica. Allora diciamo, usando le parole dell'assessore Masala, per capire che cosa è, per esempio, il documento di programmazione economica e finanziaria: è la base di tutta la attività di programmazione della Regione; il DPEF contiene gli indirizzi e le linee guida che l'amministrazione dovrà seguire nel programmare l'utilizzo e spendere le risorse comunitarie, nazionali e regionali; al DPEF vanno collegate ogni anno le nuove disponibilità finanziarie. Questa è la politica, questa è azione politica!

E allora qual è il documento più importante che una maggioranza che intenderebbe essere tale dovrebbe collegare al documento di programmazione economica e finanziaria? Cioè qual è il documento fondamentale attraverso il quale esplicare concretamente, sul serio, l'azione politica proposta? Lo strumento principe è la finanziaria, e allora ci sono stati due passaggi fondamentali: questa maggioranza è andata sotto circa centotrenta volte, ottanta, settanta, io non lo so, sarebbe bene che, per esempio, qualcuno dicesse che non vuole più in maggioranza tutti quelli che hanno votato contro e magari a voto segreto, e io penso che l'onorevole Capelli avrebbe difficoltà a trovare una maggioranza a quel punto, ma dobbiamo dire subito che la bocciatura dell'articolo 8 sulle opere pubbliche è stata sicuramente un atto di grande irresponsabilità di questa maggioranza e di pezzi precisi di questa maggioranza. La bocciatura dell'articolo 16: dietro l'articolo 16 vi era il documento di programmazione economica e finanziaria, e più precisamente vi era il cuore del documento di politica economica e finanziaria, cioè le scelte prioritarie che questa maggioranza, seppure con le critiche che vi erano state, aveva votato e quindi condiviso. E allora all'interno di quegli obiettivi che erano stati fissati e votati da tutti, anche da me, e quindi anche da tutti coloro che oggi invece hanno espresso opinioni diverse, beh, un pezzo di questa maggioranza ha tradito miseramente gli obiettivi strategici, presidente Pili. Mi riferisco al rilancio del territorio, al sistema delle infrastrutture e dei trasporti, alla piattaforma logistica del Mediterraneo, alle risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque, lo sviluppo dei poli scientifici e tecnologici.

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, onorevole Locci.

LOCCI (A.N.). La politica questo dovrebbe essere, non le chiacchiere e il teatrino, e qui dentro vi era il cuore, il cuore della destra per avere un senso all'interno di un'azione di politica vera di cambiamento di questa Isola. La bocciatura di quell'articolo ha detto che in questa maggioranza la destra dovrebbe fare il soprammobile! Noi non ci stiamo a fare il soprammobile, e allora qual è stato il secondo passaggio? Il finanziamento del piano straordinario del lavoro.

Noi non voteremo questa finanziaria, forse l'avremmo ancora votata, ancora, dopo passaggi tremendi, ma non dopo questi due perché adesso, con quel voto dell'articolo 18, si è spostato a sinistra l'asse di questa finanziaria. Il cuore del tema politico di Rifondazione Comunista è stato dotato di mille miliardi da questo centrodestra, stordito evidentemente in aula, e ha finanziato con ipotesi di politica socialista, del socialismo reale, gli enti pubblici perché facessero lavoro. Un centrodestra, quello vero, noi pensiamo che avrebbe dovuto guardare verso l'impresa, verso l'iniziativa privata, verso quei temi che sono cari alla destra e che sono stati traditi in quest'Aula.

Credo che per questi motivi vi sia sufficiente materia per votare contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

SCARPA (Rif. Sardi-U.D.R.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, colleghi, dichiaro il mio voto favorevole ai documenti che ci apprestiamo a votare e approfitto per fare qualche riflessione su alcune cose che sono state dette in quest'aula poc'anzi. Io sono stato eletto nel Consiglio regionale con un movimento politico che non esiste più, il Nuovo Movimento di Nichi Grauso, e subito dopo l'inizio, le schermaglie che ci sono state, mi sono dissociato dalle azioni del leader del movimento politico; non sono stato eletto nel centrodestra, sono stato eletto in un movimento che era libero, mi sono però identificato nella coalizione di centrodestra, ho votato la Giunta, la prima Giunta, anzi la seconda Giunta del presidente Pili, senza neanche averci mai parlato; ho votato poi la Giunta dell'onorevole Floris, del presidente Floris, senza chiedere nulla, senza partecipare all'attività di governo. Ero il quarantunesimo, avrei potuto chiedere e non ho chiesto; non ho partecipato all'attività politica della Giunta, sono stato al Gruppo Misto presieduto dall'onorevole Sanna. Si sono poi verificati i fatti che conosciamo e per un anno e un po' di mesi ho collaborato con il presidente Pili, con la Giunta e con la maggioranza in maniera credo leale e fattiva, e oggi sono qui a ribadire questa lealtà al presidente Pili, alla Giunta e alla maggioranza.

Per rispetto verso il lavoro svolto, per coerenza con le scelte che ho fatto fino adesso, per le lealtà verso questa maggioranza, confermo che voterò la finanziaria e rimetto al Presidente della Giunta regionale e a tutta la maggioranza che mi ha dato il mandato di Assessore la valutazione sulla permanenza mia sull'Esecutivo regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Pertanto possiamo procedere al voto. Ricordo che voteremo adesso la legge finanziaria, poi il bilancio, poi le note di programma e infine il bilancio del Consiglio. Naturalmente, dopo la discussione, dopo le dichiarazioni di voto, c'è la replica da parte della Giunta che farà anch'essa dichiarazioni di voto, quindi il presidente Pili, suppongo. Prego, Presidente.

FADDA (La Margherita-D.L.). Dichiarazione di voto!

spissu (d.s.). Dichiarazione di voto, non replica, Presidente. Scarpa, Pili, tutta la Giunta fa dichiarazioni di voto?

PRESIDENTE. Tutti i consiglieri regionali, nessuno escluso, possono fare dichiarazioni di voto. Quindi il presidente Pili ha chiesto di fare la sua dichiarazione di voto e ha cinque minuti di tempo come gli altri.

CUGINI (D.S.). Come gli altri che dovessero chiedere la parola!

PRESIDENTE. Come gli altri che hanno chiesto e che dovessero chiedere la parola, o che la chiederanno domani, è la stessa cosa, perché se non finiamo stasera finiamo domani.

CUGINI (D.S.). Stiamo cambiando tutte le prassi.

PRESIDENTE. No, stia calmo, onorevole Cugini! Prego, onorevole Presidente della Regione.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, chiedo scusa, io ho chiesto di poter parlare sperando che ci fosse da parte di tutti una disponibilità al fatto che la Giunta potesse chiudere le dichiarazioni di voto. Questa è sempre stata la prassi, ma prendo atto che non vi è questa disponibilità a far chiudere alla Giunta questo mini dibattito in sede di dichiarazioni di voto e quindi io rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Suppongo che il Capogruppo di Forza Italia sia d'accordo con questa richiesta fatta dall'onorevole Pittalis.

CORONA (F.I.-Sardegna). Sono d'accordo.

PRESIDENTE. Il Capogruppo di Forza Italia è d'accordo, allora procediamo alla votazione per appello nominale.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 383/A. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno ; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 22, corrispondente al nome del consigliere Dore.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Dore.

LICANDRO, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA.

Rispondono no i consiglieri: DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 79

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 41

contrari 38

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Se non ci sono richieste particolari, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 384/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA -CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI -GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA -TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 79

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 44

contrari 35

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, delle Note di programma della legge finanziaria, documento numero 47/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI -GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio per l'esercizio finanziario 2003

PRESIDENTE. Adesso devo chiedere agli onorevoli Assessori di lasciare il posto ai Questori perché procediamo al voto del bilancio del Consiglio.

Onorevole Cassano si prepari per la relazione.

(Interruzioni)

Intanto che il Collegio dei Questori si predispone per l'illustrazione del bilancio del Consiglio, devo chiedere ai Capigruppo di trattenersi perché dobbiamo fare una, come si suol dire, breve Conferenza dei Capigruppo. Voglio ricordare che il 28 è Sa die de sa Sardegna e dobbiamo decidere insieme che cosa eventualmente si deve fare il giorno o comunque in occasione di questo avvenimento.

(Interruzioni)

Devo chiedere agli Assessori tecnici di accomodarsi un momento nella saletta. Abbiano pazienza.

Ha facoltà di parlare il consigliere Questore Cassano per illustrare il bilancio del Consiglio.

CASSANO (Rif.Sardi-U.D.R.), questore. Presidente, così come per il bilancio della Regione, anche per il Consiglio si rende opportuno procedere all'approvazione del bilancio. Vi abbiamo presentato la relazione scritta, quindi ci rimettiamo all'Aula.

PRESIDENTE. L'onorevole Cassano, si rimette all'Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio del Consiglio.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - OPPI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 70

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 70

(Il Consiglio approva)

I colleghi Capigruppo sono pregati di seguirmi nella stanzetta affianco.

Colleghi, credo che possiamo anche chiudere l'Assemblea, credo che farà piacere a molti, noi ci facciamo la riunione dei Capigruppo, chiudiamo il Consiglio. Il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 27.



Allegati seduta

CCCLXI Seduta

Martedì 16 Aprile 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 41.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 10 aprile 2003 (355), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A)

PRESIDENTE. Colleghi vi informo come procederemo alla votazione. Adesso voteremo per alzata di mano il bilancio pluriennale in due parti, il quadro riassuntivo delle spese e lo stato di previsione delle entrate, con due voti. Dopodiché voteremo le note di programma, poi ancora voteremo l'ordine del giorno sui collegati, poi voteremo bilancio e finanziaria. In quell'occasione ci saranno le dichiarazioni di voto e quant'altro, così come i Gruppi avranno deciso. Detto questo, chiedo se siamo pronti o se dobbiamo attendere qualche minuto. Poi voteremo, dopo tutta questa manovra, anche il bilancio del Consiglio. Quindi vi prego di non andare via appena abbiamo votato la finanziaria, vi prometto che per il bilancio del Consiglio non finiremo alle due del mattino.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il quadro riassuntivo delle spese del bilancio pluriennale. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione lo stato di previsione delle entrate. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Discussione e approvazione del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Le note di programma, non avendo nessun emendamento, potremmo votarle per paragrafi e sarebbe una votazione lunghissima, senza peraltro nessun risultato utile, allora la mia proposta è: votiamola assieme, una sola votazione, se non ci sono richieste.

SPISSU (D.S.). Pagina per pagina.

PRESIDENTE. Anche riga per riga, volendo, si può votare. Se non ci sono richieste particolari?

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Chiedo solo trenta secondi, anzi meno, solo per segnalare ancora un volta che le note di programma nella gran parte non sono coerenti con la legge di contabilità e questo, in un bilancio per unità previsionali di base, rende fortemente arbitraria l'intera manovra finanziaria. Noi non lo dichiamo adesso, la sessione si è dilungata forse più del previsto, però richiamiamo l'attenzione dell'Aula e del Presidente del Consiglio perché le prossime note di programma siano assolutamente coerenti con la struttura che è prevista dalla legge di contabilità, se no sono solamente una finzione, tanto vale abolirle e tanto vale delegare totalmente all'Esecutivo la gestione delle risorse stesse. Il passaggio da un bilancio per capitoli ad un bilancio per unità previsionali di base è un passo avanti nella programmazione, se la programmazione però non viola i diritti di quest'Aula di essere partecipe e informata. Da questo punto di vista ricordo ancora a quest'Aula, a conclusione della votazione e della discussione, che sono e continuano ad essere violati gran parte dei diritti di informazione del Consiglio stesso. E ripeto del Consiglio, non della opposizione perché è l'intera Assemblea che viene privata dei suoi fondamentali diritti. Lo dico qua con molta pacatezza e quasi in maniera sommessa, però sono cose che sicuramente minano il prestigio e l'autorevolezza della stessa Assemblea.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Selis. Le sue dichiarazioni, naturalmente, rimangono agli atti e io, come dire, faccio mia la sua raccomandazione per la prossima finanziaria, cercheremo di sollecitare l'Esecutivo perché sia più puntale da questo punto di vista, più attento e più preciso.

Per la votazione delle note di programma non sono pervenute richieste di votazione particolari.

Poiché nessuno di domanda di parlare sulle note di programma, le pongo in votazione. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

PRESIDENTE. Adesso votiamo l'ordine del giorno 7, che credo i colleghi abbiano ricevuto in copia. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO CORONA - BALLETTO - VARGIU - FLORIS - CAPPAI - DIANA sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria del 2003.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione dei disegni di legge n. 383/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2003)" e n. 384/A " Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2005",

CONSIDERATO CHE:

a) ai sensi dell'articolo 34, comma 8, del Regolamento interno del Consiglio, devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;

b) la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi dell'articolo 1, lettera c), della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, così come sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico - finanziaria 2003-2005:

1) D.L. n. 385 - Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica;

2) D.L. n. 386 - Disposizioni in materia di inquinamento;

3) D.L. n. 387 - Norme di tutela fitosanitaria delle produzioni agricole e forestali della Sardegna e per la salvaguardia ambientale e del consumatore;

4) D.L. n. 388 - Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche e norme di snellimento e semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche;

5) D.L. n. 389 - Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, "L'emigrazione";

6) D.L. n. 390 - Introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella Regione autonoma della Sardegna e negli enti regionali;

RAVVISATA la necessità, in virtù del predetto articolo 34, comma 8, del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico-finanziaria 2003-2005,

delibera

di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria i seguenti:

1) D.L. n. 385 - Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica;

2) D.L. n. 386 - Disposizioni in materia di inquinamento;

3) D.L. n. 387 - Norme di tutela fitosanitaria delle produzioni agricole e forestali della Sardegna e per la salvaguardia ambientale e del consumatore;

4) D.L. n. 388 - Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche e norme di snellimento e semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche;

5) D.L. n. 389 - Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, "L'emigrazione";

6) D.L. n. 390 - Introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella Regione autonoma della Sardegna e negli enti regionali. (7)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 7 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Più che una dichiarazione di voto, o meglio potendo avere la parola per dichiarazione di voto colgo l'occasione e l'opportunità di rivolgere qualche quesito ai presentatori e indirettamente in questo caso anche alla Giunta regionale ed anche alla Presidenza del Consiglio se vorrà tenerne conto o provvisoriamente ascoltare. E` vero che il comma 8 dell'articolo 34 recita che il Consiglio, mediante un ordine del giorno individua, al termine dell'esame della legge finanziaria, e io non so se al termine dell'esame sia anche al termine complessivo, cioè dopo il voto, ma ammettiamo che sia al termine solo della discussione, individua i disegni di legge, qualora non precedentemente approvati, già presentati dalla Giunta regionale da collegare alla manovra finanziaria. Ma a me pare di intendere che il comma 8 dell'articolo 34 si rivolga e tenga in debito conto quei disegni di legge dalla Giunta regionale predisposti e presentati in quanto collegati, non che si possa prendere ogni e qualsiasi disegno di legge e dire: "questi li considero collegati", perché nell'elenco che viene fatto a me pare di constatare, non c'è il tempo di fare una verifica perché l'ordine del giorno è distribuito adesso e non consente una verifica precisa, posto che nessuno di noi è un computer ma è una persona, la Giunta regionale ha presentato alcuni disegni di legge in quanto collegati. Poi ci sono altri disegni di legge che sono presentati dalla Giunta e che sono disegni di legge, come dire, ordinari. A me pare che il comma 8 dell'articolo 34 dica che dei disegni di legge, qualora non già approvati, presentati come collegati, si individuano quelli da qualificare tali e quindi hanno precedenza nell'esame successivo. Io vedo in questa elencazione una serie di disegni di legge che mi paiono pescati dal numero grande dei tanti disegni di legge pendenti presso il Consiglio, allora chiederei: perché non operare una valutazione di priorità fra i tanti disegni di legge? Per esempio: il disegno di legge sull'ARPAS, istitutivo dell'agenzia dell'ambiente, è una priorità assoluta di questa regione, posto che il Consiglio regionale è commissariato, perché è commissariato il Consiglio, è un potere esclusivo che in quanto commissario esercita il Presidente della Regione perché il Consiglio non approva una legge, legge che è pendente presso il Consiglio da tanto tempo. In base a quale criterio, sto chiedendo, si individuano questi disegni legge? Perché delle due una: o sono quelli che formalmente la Giunta ha approvato e ha inviato al Consiglio in quanto collegati, allora l'elenco è già quello, non c'è bisogno di nessun'altra individuazione, è quello, cioè quelli allegati, l'elenco allegato alla proposta di finanziaria di bilancio. Però non mi pare che questo elenco corrisponda esattamente a quello, interamente. Quindi chiedo questo chiarimento, perché se l'elenco è esattamente quello, io adesso non ho la possibilità di verificare, se l'elenco è interamente, integralmente tutto quello, cioè nessuno dei disegni di legge trasmessi al Consiglio in quanto collegati qui deve mancare, né nessun altro disegno di legge che non fosse fra l'elenco allegato alla finanziaria e al bilancio come collegati qui ci dovrebbe essere. A me è sufficiente avere questa certificazione che può darmi solo chi ha l'autorità di poterla fare, cioè la Presidenza del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, questi disegni di legge, che sono due, quattro, sei, sono stati tutti presentati collegati al bilancio, quindi la Giunta li ha già presentati e sono tutti questi, non ce ne sono in più. Poi, se la Giunta volesse aggiungere per parte sua qualche cosa, questo è ciò che consta alla Presidenza del Consiglio.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.Grazie Presidente, io non ho niente da aggiungere a quello che lei ha già detto, infatti il disegno di legge sulla finanziaria porta il numero 383, quello sul bilancio 384 e questi sono a seguire dal 385 al 390 in ordine progressivo di numero e sono tutti allegati al disegno di legge 383 e 384, che la Giunta ha indicato come collegati. Poi il Consiglio, nella sua autonomia, può decidere se mantenerli tutti come collegati, oppure se escluderne qualcuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, rapidamente alcune considerazioni su questo passaggio che nel suo piccolo ed anche - se ci consentite - nella sua insignificanza formale e sostanziale riflette lo stato della vostra condizione politica sia nella forma che nel merito. Nella forma perché questa serie di disegni di legge, così presentati, badate, tutti a firma dell'onorevole Masala, si potrebbe dire che è l'immagine, fra virgolette, della dittatura della programmazione, l'assessore Masala presenta disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica, in materia di emigrazione, è lui l'autore dei disegni di legge che attengono a materie che, invece, nella specifica competenza sono attribuiti ad altri assessori. E` una singolarità che da però un senso a tutta la complessità dell'azione che abbiamo svolto in questi due mesi.

Poi c'è anche un aspetto funzionale. Io credo che il significato del collegamento dei disegni di legge alla manovra finanziaria debba avere un significato funzionale. Ci spiace sottolinearlo, ma non lo intravediamo neanche da lontano.

Io credo che probabilmente gli elementi che avrebbe avuto più significato collegare alla manovra finanziaria potevano essere i testi unici delle leggi di settore, che ancora aspettiamo e che potevano rendere unitaria e funzionale la strategia della Regione nel prossimo anno; poi le priorità scelte sono del tutto insignificanti e per alcuni di questi disegni di legge vale la pena anche sottolineare che in qualche parte della finanziaria su alcuni di questi abbiamo espresso, come Consiglio regionale, valutazioni che un po' allontanano il significato di questi disegni di legge dal loro presunto collegamento alla manovra finanziaria. Visto che non l'ho fatto prima lo dico adesso, ma ha la stessa portata e la stessa coerente valutazione: così come l'insignificanza di questo atto, così quello delle note di programma. Voi avete approvato note di programma che si riferiscono ex ante al testo originario di una finanziaria nella quale si parla sinteticamente di quadro unitario dei programmi e delle attività, in una Regione che non ha più niente di unitario, poco di programmi e quasi nessuna attività. Parlate del Quadro comunitario di sostegno per il quale avete avuto giudizi nefasti e assolutamente allarmanti, ci riproponete la coerenza con il DPEF che è inesistente e chiudete con gli stati di previsione della spesa che, come vi abbiamo dimostrato nel corso della finanziaria, riflettono esclusivamente più le spese obbligatorie che le strategie e le idee che avete in testa. Complessivamente vorrei dire che così...

PRESIDENTE. Scusi un secondo. Colleghi, posso chiedere un po' più di silenzio almeno? Prego.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Così come accennavamo prima questi due atti avrebbero dovuto assumere nel rigore di un controllo preventivo un significato tutt'altro che formale e nominalistico. Io non so se salveranno la Regione autonoma della Sardegna dal suo decadimento e dalla sua arretratezza che prosegue, le norme sulla tutela fitosanitaria o le disposizioni sull'edilizia residenziale; non so se questi saranno gli elementi cardine dello sviluppo futuro della Sardegna, credo che sia un po' poco e un po' anche decadente presentare al Consiglio proposte di questo genere, prive di qualunque collegamento alla realtà dei testi e dei documenti che in questi mesi abbiamo approvato.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Coordinamento finale della legge finanziaria

PRESIDENTE. Prima di procedere al voto della finanziaria e poi del bilancio, ricordate, io avevo già ieri informato che a questo punto avremmo valutato le norme di coordinamento del bilancio e della finanziaria. L'Assessore della programmazione ha messo per iscritto quali sono le cose da coordinare, adesso ne darà lettura e poi ci saranno osservazioni se sarà necessario. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, l'unico coordinamento riguarda l'articolo 18, primo comma, ed è la proposta di coordinamento sottoscritta da me e dal relatore della Commissione congiuntamente. Riguarda l'articolo 18, comma 1, relativamente alla copertura, che avviene con mutuo per il 2003 euro 172 milioni, decorrenza ammortamento 2004, 172 milioni di euro 2004, decorrenza 2005, 98 milioni 2005, decorrenza 2004. Conseguentemente le entrate UPB sono variate come segue: UPB 03050 quota interessi 2003 invariato; 2004, 4 milioni e 450 mila; 2005, euro 12 milioni 843 mila; UPB S 03051 quota capitale 2003 invariato; 2004, euro 4 milioni e 124 mila; 2005, euro 12 milioni 301 mila. In diminuzione: 2004, euro 8 milioni 574 mila, con recuperi da soppressioni; 2005, euro 25 milioni 144 mila, con recuperi da soppressioni e con riduzione da fondo programmazione negoziata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io, ugualmente, così come la Presidenza aveva disposto, diligentemente ho depositato due proposte di coordinamento tecnico. La Presidenza credo disponga delle proposte, sono due elementi abbastanza secondari, ma incidenti sulla esatta comprensione delle norme.

La prima proposta di coordinamento riguarda il collegamento fra due emendamenti che sono il numero 367 e 617 relativi all'articolo 13 della finanziaria, che sono stati approvati insieme, come perfettamente uguali. In realtà, nella sostanza lo sono, però i due emendamenti nell'ultimo rigo uno riporta "non si applicano i parametri percentuali di cui al comma 9 del citato articolo 18", l'altro porta "non si applicano i limiti percentuali previsti dal comma 9 del citato articolo 18", cioè in uno è contenuta la parola "percentuali" e nell'altro "limiti", o meglio in uno è contenuta l'espressione "parametri percentuali" e nell'altro "limiti percentuali". La sostanza, il contenuto è lo stesso, però si tratta di scegliere se adottare le parole "limiti percentuali" o le parole "parametri percentuali". La proposta è che in via di coordinamento si adottino tutte e due le parole, percentuali e limiti. E' rafforzativo però, fra due norme votate insieme e che nella sostanza sono identiche, toglie il curatore della redazione del testo dall'imbarazzo di dover scegliere una parola anziché l'altra. Cioè limiti percentuali e parametri percentuali significano la stessa cosa, la proposta è che in via di coordinamento si adotti l'espressione "limiti e parametri percentuali" o "parametri e limiti", fa lo stesso. Questa è la prima proposta, se no rimarrebbe il dubbio su quale delle due parole, che hanno lo stesso contenuto, debba essere adottata e quale scartato, perché i due emendamenti sono stati votati insieme come identici. Lo sono nel contenuto, ma c'è questa... non so se è chiara la proposta.

Il secondo elemento di coordinamento in via tecnica che io ho avuto modo di annotare è relativo invece all'articolo 19, comma primo, e più specificatamente all'emendamento numero 849. E' l'emendamento nel quale è riportata la dizione (si tratta del personale antincendio, dai quattro ai sei mesi): "è autorizzata l'assunzione di personale a tempo determinato per un periodo non inferiore a sei mesi". Dire "non inferiore a sei mesi" da parte di tutto il Consiglio che è intervenuto in merito a questo argomento e a questa questione ha voluto significare che devono essere contratti, questi, quelli che erano già in essere, contratti percentuali, contratti semestrali, che non avrebbero escluso il diritto e il potere della Regione, attraverso l'Ente foreste, qualora vi fosse la necessità, di poter attivare contratti anche inferiori a sei mesi. Se no per ogni servizio anche temporaneo, limitato, anche derivante da un'emergenza, parrebbe che questa norma automaticamente estenda ogni e qualsiasi applicazione di lavoro a sei mesi. L'articolo 89 dice proprio che deve essere in questa fase richiamata l'attenzione del Consiglio su quegli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune sue disposizioni e proporre le rettifiche. Io perciò propongo la seguente rettifica, che in realtà è una sorta di norma di interpretazione autentica, che è certificata negli atti consiliari, ma siccome nessuno andrà a cercare gli atti consiliari quando deve applicare una norma sarebbe più opportuno che, in via di specificazione e di coordinamento, appaia nel testo.

La norma o la proposta di rettifica, come dice l'articolo 89, è contenuta in forma scritta nel testo depositato e, in aggiunta, si compone del seguente testo: "La misura della assunzione semestrale. in relazione all'annuale campagna antincendio, di cui al comma 1 dell'articolo 19, non esclude la possibilità di ricorso in caso di comprovata necessità a contratti di minore durata". Quindi si tratta di una specificazione, di una interpretazione autentica che dà il senso della semestralità per quella condizione dell'organizzazione ordinaria della campagna antincendio, di cui il comma, comunque quella parte dell'articolo dice, e però non esclude che in casi di comprovata necessità vi sia la possibilità di ricorso a contratti di minore durata.

PRESIDENTE. Poiché ritengo pleonastico il parere della Commissione e della Giunta sul primo, che è stato presentato dall'Assessore a nome della Giunta e della stessa Commissione, invece ho bisogno di conoscere il parere della Commissione e della Giunta sulle norme di coordinamento che sono state presentate dall'onorevole Cogodi. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si accolgono.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà. Sta facendo una dichiarazione di voto, perché devono essere votate.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ho da fare un'osservazione.

PRESIDENTE. Colleghi, se abbiamo bisogno di cinque minuti ci prendiamo cinque minuti, però in applicazione del Regolamento parla il presentatore, cinque minuti la Giunta, cinque minuti la Commissione, non c'è discussione e si deve passare al voto. Tuttavia comprendo che ci sia bisogno di valutare, se c'è bisogno di cinque minuti ci prendiamo cinque minuti. Rimane comunque, poiché dovremo votare, il diritto alle dichiarazioni di voto. Pertanto, se lei vuole fare dichiarazione di voto adesso la faccia, se vuole che ci fermiamo cinque minuti io accolgo la richiesta e diamo il tempo giusto, mi pare, corretto, per valutare.

Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Allora, io ripeto, faccio un'osservazione di principio e lascio al collega Falconi, che è titolare, la valutazione puntale. L'emendamento numero 450 nel suo testo emendava il primo capoverso del primo comma, lasciando del tutto invariato il secondo capoverso che atteneva alle modalità di contrazione di mutuo per 83 milioni di euro. L'imputazione di spesa in diminuzione era stata ascritta alla UPB S 03008 capitolo 03040, con una quota integrativa rispetto al mutuo pari a 89 milioni di euro, e così per il triennio. Io ritengo che il coordinamento corretto sarebbe dovuto essere, mantenendo fermo questo presupposto e variando le percentuali di contrazione di mutuo in relazione alle coperture che si rinvenivano nel pluriennale, fermo restando che sul 2003 la copertura esisteva, perché questo ha deliberato il Consiglio, non ha deliberato altre cose. Ora si sta passando, invece, a totale mutuo e siccome in quei capitoli insistevano le disponibilità il voto rappresenta una volontà del Consiglio a utilizzare quelle somme per queste finalità. Mi domando in che termini il coordinamento è avvenuto, stante il fatto che: primo, il testo emendava, sostituiva il primo capoverso e quindi manteneva in piedi nella sua volontà tutto il secondo capoverso che atteneva alla modalità di contrazione del mutuo; secondo, a questo testo era coerente l'imputazione finanziaria che faceva riscontro all'assunzione di mutui relativamente alla parte eccedente, fino alla concorrenza di 172 milioni, agli 83 già stabiliti. Lo osservo come fatto di procedura e avrei piacere di conoscere se il coordinamento equivale a riscrittura o a personalizzazione degli emendamenti approvati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'osservazione dell'onorevole Sanna è esatta per quanto riguarda la prima parte, perché effettivamente il proponente, onorevole Falconi, tenne a sottolineare questo aspetto. Si dà il caso, però, che l'emendamento numero 450 conteneva l'autorizzazione di spesa soltanto per l'annualità 2003 e, forzando la mano, in sede di dichiarazione di voto, di volontà di voto è stata creata una norma precettiva soltanto con riferimento alla copertura per il 2004-2005. Conseguentemente noi ci troviamo di fronte alla situazione per la quale abbiamo l'autorizzazione di spesa per il 2003, perché questo recita il 450 correttamente, perché non mi risulta che l'Assessore della programmazione abbia accettato emendamenti orali di estensione ai tre anni, è solo in una interlocuzione politica che si è fatto. La copertura per il 2004 e per il 2005 è stata indicata senza però la presenza di una norma autorizzativa, per cui noi ci troviamo di fronte alla necessità o di garantire, di dare attuazione letterale all'emendamento 450, per cui l'autorizzazione è fatta per il 2003 e la copertura per il 2003 è come indicata nell'emendamento, diversamente noi abbiamo necessità di interpretare in modo dinamico tutto il processo, e cioè 172 milioni per tre anni, così come politicamente è stato concordato, ma naturalmente a questo punto dobbiamo dare la copertura. La copertura deve essere corretta tenendo conto delle disponibilità finanziarie perché si dà il caso, per esempio, che il 2005 sarebbe scoperto; già oggi, dalle risultanze del bilancio, non avrebbe la copertura nel capitolo della programmazione negoziata. Per cui l'interpretazione più corretta io credo che sia questa perché è volta a ottenere il risultato, diciamo così, migliore stante la situazione.

FT/3 PRESIDENTE. Onorevole Falconi, la questione sollevata riguarda un suo emendamento, è opportuno che lei esprima una valutazione.

(Interruzioni)

Ritengo opportuno che ci fermiamo cinque minuti, così si valutano le cose e procediamo. Onorevole Selis, le do la parola subito dopo alla ripresa.

(Interruzione del consigliere Selis)

PRESIDENTE. Adesso lo diamo, è già distribuito ma se c'è bisogno di farle avere una copia, gliela facciamo avere. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 22, viene ripresa alle ore 17 e 38.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Onorevole Falconi, ha delle considerazioni da fare? Suppongo di sì.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Nell'emendamento 450, nell'annualità 2003 noi abbiamo inteso la copertura finanziaria per lire 89 milioni sotto forma di mutuo, no 83 milioni di euro sotto forma di mutuo, 89 milioni prelevati dalla programmazione negoziata. Lo schema ripresentato dall'Assessore prevede una contrazione di mutuo per la copertura totale della prima annualità. Possiamo essere d'accordo, ma è una cosa diversa dal ripresentare in sede di coordinamento uno stravolgimento della copertura finanziaria. Io personalmente sono d'accordo che si badi anche a questa esigenza, se è necessario contrarre un mutuo, si contragga il mutuo, però l'emendamento così era e così lo rappresento nuovamente, grazie.

PRESIDENTE. Va bene, Poiché comunque alla fine deve decidere l'Aula, passiamo al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Ma, Presidente, l'Aula ha già deciso, stamattina per un piccolo emendamento a favore degli studenti in Sardegna l'assessore Masala ha creato dei problemi. Io non riesco a capire come si faccia in sede di coordinamento a modificare una decisione già presa dall'Aula, quindi per il primo anno, per il 2003 sono 89 milioni che vanno tolti dalla programmazione negoziata perché questa è stata la volontà dell'Aula, Presidente, non è ammissibile questo in fase di coordinamento.

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, io mi trovo alquanto in difficoltà perché sulle norme di coordinamento non è consentito il dibattito, per Regolamento.

FADDA (La Margherita-D.L.). Questo non è coordinamento.

PRESIDENTE. Io comprendo però che stiamo andando oltre e bisogna trovare una soluzione ed allora o sulla proposta dell'Assessore decide l'Aula, si vota, respinge o no e questa è una ipotesi, se no io devo fermare i lavori fino a quando non si trova una formulazione da parte dell'Assessore che sia più rispondente alle esigenze del coordinamento. E` chiaro questo?

FADDA (La Margherita-D.L.). Non ce n'è coordinamento qui!

PRESIDENTE. Infatti ho detto che deve essere più esigente alle necessità di coordinamento.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, solamente per leggere il testo dell'articolo 89 che parla di coordinamento finale: "Prima della votazione finale, il relatore della Commissione, la Giunta regionale o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra quegli emendamenti già approvati che sembrano inconciliabili con lo scopo della legge" - e questo non è inconciliabile con lo scopo della legge - "e con alcune sue disposizioni e preporre rettifiche", e questo non è conciliabile con nessuna delle sue disposizioni. Di conseguenza le rettifiche non possono essere proposte e quindi l'emendamento non è accettabile, perché non è previsto, non è nessuno dei casi previsti dall'articolo 89. Se si accettasse una deroga a questo che sto dicendo, ognuno di noi si può alzare, proporre oggi degli emendamenti con la scusa del coordinamento e rimettere in discussione l'intera finanziaria. Il coordinamento è un fatto molto specifico, un fatto molto specifico per non riaprire la finanziaria, e serve solamente per evitare errori che si sono fatti durante l'approvazione. Quindi noi stiamo semplicemente sostenendo che questo emendamento di coordinamento proposto dall'Assessore non è accoglibile, non è nello spirito dell'articolo 89. Se non fosse così, riapriremmo tutto il discorso della finanziaria e poi non... Quindi questo non è né in contrasto, l'emendamento 450 non è né in contrasto con lo spirito della legge, né con alcune sue disposizioni. Quindi non è accoglibile la proposta dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi dia qualche secondo, ho bisogno di parlare col Presidente della Commissione e con l'assessore Masala. I lavori del Consiglio sono sospesi per altri dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 43, viene ripresa alle ore 17 e 47.)

PRESIDENTE. Colleghi, il problema è risolto nel senso che… colleghi, vi prego di prestare un po' di attenzione perché poi non ci comprendiamo e magari siamo costretti a ripetere tante volte la stessa cosa. L'emendamento presentato da Falconi e più rimane così come l'ha votato il Consiglio, per il 2003, con la dotazione finanziaria così come è indicata in quell'emendamento, con quelle UPB, e in sede di coordinamento non si tocca nulla; quindi pertanto il documento che è stato distribuito dalla Giunta per il coordinamento, anche perché dopo lo dobbiamo votare, vi prego, tenete conto che da quel documento viene espunta quella parte che riguarda quell'emendamento. E' chiaro?

(Interruzioni)

Sì, rimane il 2003 con la copertura finanziaria che era indicata in quell'emendamento, se non c'è accordo, praticamente l'Assessore ritira.

SECCI (La Margherita-D.L.). Finisca, Presidente.

PRESIDENTE. Io ho concluso, in sede di coordinamento non si tocca nulla rispetto a quell'emendamento, rimane così come l'ha votato l'Aula.

Andiamo avanti, le altre questioni invece ....

(Interruzioni)

FADDA (La Margherita-D.L.). No, Presidente.

PRESIDENTE. Le do adesso la parola. Le altre questioni che non hanno nulla a che vedere con quel documento, stiamo parlando di coordinamento, onorevole Secci, non stiamo parlando d'altro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Voglio solo capire, Presidente, non ho espresso alcun giudizio. Non ho ancora capito.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le do subito la parola, mi perdoni. l'Assessore ha presentato una serie di dettagli che devono essere rivisti in sede di coordinamento. Chiaro? Avete, hanno di fronte il documento. Fra questi dettagli era contenuta la correzione di quell'emendamento sul quale è sorta questa incomprensione, polemica, chiamiamola come vogliamo, per evitare di avvitarci su questa cosa, stasera, l'Assessore dice: "Benissimo, non si tocca nulla, lasciamo quell'emendamento come era, non coordiniamo proprio niente perché lasciamo intatte le decisioni dell'Aula", rimangono evidentemente altri dettagli, ci sono altre cose, ed è limitata al 2003. Un momento solo, ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, penso e mi auguro di dare un piccolo contributo alla chiarezza. Allora, il richiamo al Regolamento che ha fatto l'onorevole Selis è quanto mai opportuno, ma per raggiungere un risultato differente da quello che prospettava il collega Selis, perché proprio l'emendamento 450, per la sua formulazione, ha destato e desta non pochi problemi agli uffici in sede di coordinamento. Voglio richiamare l'attenzione proprio della sua formulazione, la norma finanziaria indicata nell'emendamento 450 si riferisce all'anno 2003, si dice testualmente: "E` rifinanziato nell'anno 2003, per un importo pari a euro centosettantadue milioni, l'articolo 19 della legge regionale 37 del 1998"; allora, se noi dobbiamo attenerci al dato meramente formale, ciò significa che volontà espressa dal Consiglio nella votazione dell'emendamento 450 è limitare all'annualità 2003. E' vero che per la copertura finanziaria, ma senza che vi sia una autorizzazione da parte della norma sostanziale si fa riferimento alla competenza 2003, 2004, 2005; ed allora è quanto mai opportuno dirimere, con una indicazione che deve dare l'Aula, quale è stata esattamente la volontà.

Tralascio le questioni e i bizantinismi per andare alla questione di sostanza subito, ci siamo tutti posti il problema di come garantire nella triennalità i fondi per il piano del lavoro.

L'assessore Masala, in maniera corretta, indica un percorso e pur facendo - mi si consenta - una forzatura, proprio perché non esiste l'autorizzazione per il 2004 e il 2005, l'assessore Masala prevede le risorse per la copertura ed oggi si sta ponendo il problema - invece - di quale deve essere la fonte di copertura. Ed allora o si trova elasticità, e quindi una sorta di intesa, da parte della maggioranza e dell'opposizione per ritenere adeguato il riassunto fatto nell'emendamento che serve a dare indicazione agli uffici per il coordinamento, così come proposto dall'Assessore, o altrimenti rischiamo di fare irrigidire le posizioni e di ritenere coerentemente a quanto indicato nella norma sostanziale, così come è scritta nell'emendamento 450, solo limitato al 2003.

Io preannuncio che sono del parere che il piano del lavoro vada rifinanziato per la triennalità, ma secondo l'indicazione e la copertura data dall'assessore Masala; in questo contesto ci dichiariamo disposti ad andare avanti e a non ingaggiare su questo tema un altro contraddittorio che non ha assolutamente senso e significato.

SELIS (La Margherita-D.L.). Stavamo cercando di capire quale era il metodo migliore.

PRESIDENTE. Vi devo informare che ho sei iscritti a parlare; su questo rischiamo di aprire una discussione stasera che ci fa fare tardi; non ho nessun problema, vogliamo trovare una soluzione? Dobbiamo continuare? Perché se dobbiamo continuare devo dare la parola all'onorevole Scano, sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori perché mi pare che stiamo ingarbugliando una situazione per la quale non ce ne sarebbero i presupposti.

Il Consiglio ha discusso ed approvato un emendamento, il 450; il 450 che effettivamente aveva una formulazione diciamo faticosa, complessa, è stato modificato nel corso della discussione con emendamenti verbali accolti dalla Presidenza e sottoposti al voto dell'Aula, questo io ricordo. E sì, sì, è così, è esattamente così, altrimenti tiriamo fuori i verbali e leggiamo, insomma. Lo faccio per contribuire a una soluzione mica per complicare la vita di alcuno.

L'emendamento, modificato nella discussione, prevedeva una copertura con doppia imputazione per il 2003, in parte mutuo e in parte programmazione negoziata. Per il 2004 e il 2005 era chiaro che non essendoci altra copertura si trattava di ricorrere al mutuo e questo potrebbe essere fatto, questo sì, anche in coordinamento.

Adesso, Assessore, mi dispiace, parlando di coordinamento si dice che il 2003 lo copriamo tutto con mutuo, liberando così - per parlarci molto chiaramente - i fondi per la programmazione negoziata.

Questo si può fare, si può fare se l'Aula è d'accordo, non è un coordinamento perché spostare centosessanta miliardi da una destinazione ad un'altra non è coordinamento; allora, ripeto, se l'Aula è d'accordo questo si può fare, altrimenti rimane il testo votato dal Consiglio.

Io personalmente non ho problemi, e quindi ho assolutamente, diciamo, la disponibilità ad accedere ad una soluzione comune, fermo rimanendo che non ci dobbiamo prendere per i fondelli e che il coordinamento, così come è definito nell'articolo 89, è ovviamente tutt'altra cosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sul Regolamento. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, per dire che noi abbiamo votato un emendamento che è stato modificato nel corso della discussione e che risulta sia alla Presidenza e al servizio Assemblea che prende nota dei lavori dell'Aula, sia nei verbali che noi possiamo naturalmente in qualunque momento far sbobinare e consultare; e da questi verbali risulta che il piano e l'emendamento che abbiamo votato è triennale e che la copertura finanziaria è quella indicata. Ripeto, non basta che l'Assessore ci dica che non è così, qua siamo in Assemblea e basta quello che dice il servizio Assemblea e quello che dicono i verbali perché questo fa testo sulle cose che abbiamo votato.

Ciò detto, è chiaro che l'Assessore adesso ripristina attraverso una forma discutibile, che è quella dell'emendamento di coordinamento, una posta di bilancio che era stata destinata altrimenti dalla votazione del piano straordinario del lavoro; c'è un problema che lui pone del quale si può tener conto se ne parliamo, senza far finta che stiamo coordinando e senza far finta che barattiamo questo con le annualità 2004 e 2005, come invece sta facendo intendere l'assessore Masala.

Allora si ripropone un tema che era stato espunto dalla discussione, che è quello di una consistente somma sulla programmazione negoziata, l'Assessore ce lo ripropone in questi modi, comunque c'è un'esigenza politica, siamo disponibili a valutarla magari in forme diverse da quelle che dice l'Assessore, però siamo disponibili a valutarla. Allora ci fermiamo cinque minuti, se il Presidente è d'accordo, e troviamo una formulazione che ci vada bene, sapendo tutti qual è il senso delle cose che diciamo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo la registrazione perché io ho parlato di raddoppio del mutuo e mi danno conferma i miei uffici.

PRESIDENTE. Credo però che la richiesta fatta dall'onorevole Spissu sia che si voglia verificare alla fonte, ma ricordo ciò che ho detto prima in Aula, sia che invece sia necessario percorrere un tratto di strada politica, di incontro politico della vicenda, credo che sia opportuno che ci fermiamo per cinque minuti.

Pertanto, ho iscritti a parlare l'onorevole Cogodi prima, l'onorevole Floris, sentiamo almeno questi due colleghi, dopodiché ci fermiamo; sentiamo anche cosa dicono in merito alla richiesta di fermarci brevemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'ipotesi di fermarsi alcuni minuti per comporre questa questione la ritengo saggia, perché c'è da comprendere a questo punto tutte le diverse esigenze; proprio perché non rimanga ambito di difficoltà nella corretta ed esatta interpretazione di quanto il Consiglio effettivamente ha approvato.

Punto primo, tutti noi abbiamo buona memoria ed anch'io, e soprattutto in questa materia ho più memoria di tutte le altre cose e ricordo che la mattina, prima che riprendesse il lavoro d'Aula, con i funzionari del Consiglio fu aggiustato tecnicamente, con i funzionari nel senso che fu chiesto giustamente il contributo tecnico, fu aggiustato tecnicamente l'emendamento da proporre alla votazione con l'inserimento della triennalità che fu annunciata in Aula, e quindi è nei nastri, dal collega Falconi a nome di tutti, come modifica della norma sostanziale; quindi la norma sostanziale è come risulta dall'approvazione del Consiglio dopo la proposta integrativa su cui nessuno ha obiettato, su cui la Giunta e chiunque era presente e ha votato, ha assentito.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io ho obiettato.

COGODI (R.C.). No, ma ammesso che abbia obiettato quello che vale è quello che ha votato il Consiglio.

BALLETTO (F.I.-Sardegna): Questo è un altro discorso.

COGODI (R.C.). Ammesso che abbia obiettato, non è che un'obiezione valga più di un voto! Onore alla tua obiezione ma merito al voto del Consiglio, non è che adesso vogliamo mettere l'obiezione di un collega pari al voto del Consiglio.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' una forzatura.

COGODI (R.C.). Ma non è nessuna forzatura, abbiate pazienza!

Ciò detto, io concordo con quanto prospettato in via metodologica da diversi colleghi e da ultimo anche dal collega Spissu, ed anche dal collega Pittalis nella sua prospettazione, cioè che si trovi una dizione complessiva non controversa, non che salvi, perché è già tutto salvo quello che è approvato in Consiglio, che dia per chiaro e quindi elimini in partenza una eventuale difficoltà interpretativa, e quindi assesti meglio la posta finanziaria perché non nascano successivamente problemi di interpretazione.

Aggiungo, la questione nel merito è alleggerita o la preoccupazione anche dell'Assessore del bilancio, dovrebbe essere alleggerita da un fatto, che la nuova norma sull'articolo 19 dà priorità anche nell'uso dei finanziamenti da parte dei comuni alla lettera A) dell'articolo 19, quindi all'intervento nella programmazione negoziata; per cui, comunque, quei fondi se rimangono nel fondo regionale della programmazione negoziata dovranno entrare in combinazione virtuosa, immaginiamo, con i fondi comunali per fare cofinanziamento per progetti locali di sviluppo; se vanno nel fondo comunale dovranno comunque entrare in cofinanziamento con le altre risorse regionali, per cui, avuta l'entità complessiva della disponibilità finanziaria in capo ai comuni e in capo alla Regione, non è che cambia molto se la dotazione finanziaria dei comuni è coperta da mutuo o da parte del fondo della programmazione negoziata, perché con la modifica normativa della priorità nell'uso dei fondi di quell'articolo 19, con cui i comuni devono tener conto di quanto c'è in campo di programmazione o possono promuovere di programmazione negoziata, mi pare che la preoccupazione sia anche un poco alleggerita. Ecco perché vedo la soluzione, come dire, non dico già fatta o più semplice, ma a portata di mano più di quanto non sembri perché si sgombri il campo da ogni qualsiasi preoccupazione ed anche e soprattutto dalle difficoltà applicative che sono quelle che spesso complicano non solo le leggi, ma complicano anche la vita.

Però, la breve sospensione può essere utile per precisare i contorni di questa diversa proposta di copertura finanziaria, non di copertura, di sistemazione nelle annualità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, per ricordare a me stesso e all'Aula che sull'emendamento 450 io ho parlato in Aula, ho parlato in risposta anche all'Assessore che diceva che stavamo aumentando il nostro indebitamento mi pare da otto milioni di euro a sedici milioni di euro; e dissi in quella circostanza che a me non interessava affatto, e con me la maggioranza che su questo emendamento ha sofferto, se i fondi venissero prelevati dalla programmazione negoziata o dal mutuo.

In sede di coordinamento questo è sempre stato fatto, l'articolo 89 è chiarissimo e dice: "Quegli emendamenti che sembrino inconciliabili e l'Aula è sovrana", parla uno a favore ed uno contro; noi non è che stiamo uscendo dall'Aula, stiamo ritornando in Aula e stiamo dando una interpretazione autentica di quello che è avvenuto; abbiamo un piano straordinario per l'occupazione programmato nella triennalità, coperto dal mutuo per il primo anno e coperto dalle altre cose indicate dall'Assessore per il secondo e il terzo anno.

Sinceramente non vedo motivo per creare ulteriori disguidi e ritardi su una norma sulla quale il Consiglio si è espresso ma non in quei termini.

PRESIDENTE. Purtroppo il Regolamento non va nella direzione da lei indicata, perché qui stiamo parlando di norme di coordinamento in base all'articolo 89 del Regolamento che non prevede nessuna discussione; prevede che qualcuno proponga la norma di coordinamento, che si esprima la Giunta e che si esprima il relatore della legge finanziaria, dopodiché si passa ai voti.

La discussione qui non è nel merito, perché se ci fosse da fare una discussione nel merito sarei già passato al voto senza discutere. La discussione è se un'operazione di questo tipo rientra nei crismi di quanto previsto nell'articolo 89 del Regolamento oppure no; il sospetto è che non rientri, quindi stiamo parlando d'altro.

Allora io credo che comunque sarà opportuno che chi deve parlare parli e trovi una via d'uscita che deve essere politica, se no devo tener conto che la norma di coordinamento proposta dall'Assessore non può essere votata, pongo in votazione gli altri due e l'argomento è chiuso qua, ma a me pare che non farei un buon servizio se facessi questo; pertanto sospendo i lavori.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Il Presidente non intende complicare le cose, semmai fare una valutazione tutti insieme sul fatto di merito più che di forma, perché tutti i colleghi sanno che al punto A) dell'articolo 19 della 37 vi è un convincimento unanime di questo Consiglio, e cioè che i comuni debbano utilizzare le risorse finanziarie messe a loro disposizione per creare quel fondo necessario a tutti i progetti di sviluppo integrato nel territorio; con quelle risorse si chiede di poter intervenire in quota parte dell'intero progetto, dell'intero ammontare.

E` evidente che se noi non accogliamo questo tipo di coordinamento che può essere - colleghi - anche una forzatura, può essere una forzatura, ma se noi non accogliamo questo tipo di proposta sappiamo che stiamo bloccando tutte le risorse che diamo ai comuni, perché il coordinamento di quelle risorse significa che c'è un tanto dei comuni, ma c'è per la programmazione negoziata e integrata anche una quota preminente della Regione.

Faccio un appello perché si metta da parte la questione e si cerchi davvero di superarla con buon senso e con coscienza; c'è la necessità di un coordinamento sostanziale e finanziario in cui la Giunta sta dicendo, insieme al relatore, che sono i due soggetti chiamati per legge, per Regolamento, ad esprimere un parere sul coordinamento stesso, che da una parte vi è un richiamo sostanziale solo al 2003, con il chiarimento del coordinamento si dice che si interviene sostanzialmente anche riconoscendo il 2004 e il 2005 e cioè, colleghi...

COGODI (R.C.). Ma manco per idea, ma sbobiniamo, ma che cosa sta dicendo!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi però lei non può interrompere il Presidente della Giunta mentre sta parlando come lei chiede di non essere interrotto quando parla lei; abbia pazienza!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. E` evidente che se non dovesse passare questa proposta di coordinamento, ai comuni da una parte stiamo dando e dall'altra stiamo togliendo; quindi credo che vi sia davvero nella proposta dall'assessore Masala e del presidente Balletto una proposta seria e di buon senso. Quindi per questo motivo, Presidente del Consiglio, credo che la valutazione possa essere fatta anche con una sospensione, ma la mia richiesta è che l'Aula si pronunci votando sulla proposta dell'assessore Masala e del presidente Balletto.

PRESIDENTE. Sospendiamo 10 minuti e poi l'Aula ci dirà che cosa farà.

(La seduta sospesa alle ore 18 e 11 , viene ripresa alle ore 18 e 16.)

Continuazione della discussione sul coordinamento finale della legge finanziaria

PRESIDENTE. Colleghi vi ricordo che stiamo votando. Poiché nessuno domanda di parlare sulle modifiche presentate dall'assessore Masala, le metto in votazione. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

PRESIDENTE. Adesso le modifiche presentate dal gruppo di Rifondazione Comunista o dall'onorevole Cogodi come si preferisce. Mettiamo in votazione prima la rettifica all'emendamento numero 849, i colleghi hanno il testo.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla rettifica all'emendamento numero 849, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda sul coordinamento dell'emendamento 367 all'articolo 13 comma 3 della finanziaria, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione finale dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Adesso colleghi dobbiamo votare il bilancio e la finanziaria.

Ricordo che le dichiarazioni di voto vanno espresse una volta su tutto, quindi facciamo prima le dichiarazioni di voto, poi procederemo a votare il bilancio e la finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, a conclusione del confronto in Aula, questa finanziaria e connesso bilancio, meritano solamente la conferma della nostra assoluta contrarietà. Noi esprimiamo un no chiaro e forte e, come si è detto per altre evenienze gravi, un no senza se e senza ma, senza subordinate.

Il nostro voto è zero, zero spaccato come si dice a scuola, così come pari a zero è risultata la capacità politica di questa malandata maggioranza di Centro Destra; così come spaccato, anzi frantumato, è risultato il presunto Governo della Regione che voi vorreste ancora rappresentare.

La nostra proposta costruttiva e la nostra iniziativa incalzante si è sviluppata in questi mesi registrando anche risultati notevoli, modificando in alcune parti anche sostanzialmente la legge finanziaria; però i positivi cambiamenti intervenuti non cambiano la natura complessivamente negativa di questa finanziaria.

Nella sua più intima sostanza la legge finanziaria ed il connesso bilancio della Regione permangono grandemente dispersivi delle risorse pubbliche regionali...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Io ho risposto solo alla sollecitazione di alcuni colleghi di sospendere. Ho sospeso questi tre minuti, ma possiamo riprendere.

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia un po' di silenzio. La prego di continuare onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Dicevo che nella sua più intima sostanza, la manovra finanziaria permane grandemente dispersiva delle risorse pubbliche regionali, recessiva nella sua impostazione economica, clientelare nei suoi meccanismi di attivazione e di destinazione di spesa. Dopo la prova dell'Aula, della discussione del confronto pubblico rimangono perciò interamente confermati i giudizi da noi inizialmente espressi.

Ricordate la nostra relazione di minoranza? Portava tre titoli. Nel primo titolo avevamo detto: una finanziaria disastrosa perché figlia di una maggioranza disastrata. Quanto sia disastrosa per l'economia e per la società sarda questa finanziaria lo abbiamo dimostrato noi abbondantemente in queste settimane. Quanto sia disastrata la maggioranza lo avete dimostrato voi, ancora abbondantemente e anche sin troppo, rispetto ai canoni consentiti della decenza politica e istituzionale.

Nel secondo titolo della nostra relazione di minoranza avevamo detto: un bilancio meramente di spesa e non di sviluppo sano ed equilibrato. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, questo rimane un bilancio conformato non al sostegno delle forze vive del lavoro e della produzione, ma ad un mero flusso di spesa tendente il più possibile ad alimentare il sistema burocratico interno, le clientele politiche, i clan e le lobbies i professionali più affaristiche. E poi ancora e sempre consulenze, promozioni, pubblicità, convenzioni esterne. Una Regione che dovrebbe essere una agenzia di sviluppo è così ridotta, in base alla vostra proposta di finanziaria, ad una agenzia pubblicitaria e ad una agenzia di affari.

PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). La dichiarazione che ho previsto porta ancora alcune righe, il tempo è scaduto, diligentemente cesso il mio intervento pure nell'attenzione di chi ha voluto e nella disattenzione di chi pensa di sapere tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fantola per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FANTOLA (Rif. Sardi - U.D.R.). Io dichiaro il mio voto favorevole alla manovra finanziaria. Voto innanzitutto questa manovra finanziaria, perché non dotare la Regione di una capacità di investimento e di spesa sarebbe come condannare non solo questa maggioranza, ma tutta la Regione al fallimento e alla bancarotta.

Voto questa manovra finanziaria innanzitutto per un vincolo di coalizione, un vincolo per un'alleanza che sapete quanto sia stata sofferta e difficile per noi e penso anche per altri, che abbiamo fatto quattro anni fa, che abbiamo stretto quattro anni fa e che per quattro anni non abbiamo mai fatto venir meno. Un vincolo di coalizione per una coalizione che così com'è, come la vediamo oggi non mi piace affatto; ho difficoltà a ritrovarmi, ma comunque è la mia coalizione, quella in cui ci sono per idealità e per valori, è la mia coalizione che ho contribuito a costruire, e che forse in questi anni non sono riuscito - per la mia parte naturalmente, solo per la mia parte - a rendere più viva e più forte.

Io voto sì a questa manovra finanziaria perché se questa manovra finanziaria non passasse sarebbe secondo me la fine non solo di questa coalizione, ma anche potremmo certificare che in Sardegna non ha cittadinanza un'alternativa moderata e liberaldemocratica alla sinistra.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

(Segue FANTOLA.) Io voto questa coalizione perché sono convinto, signor Presidente, che vada cambiata, modificata e rifondata. Sono convinto della necessità di una rifondazione di questa maggioranza perché sono sicuro che dia e abbia un futuro e possa dare un futuro di innovazione e di cambiamento alla Sardegna.

E una rifondazione si impone e si impone anche a me in questi prossimi mesi, prima della fine della legislatura, di lavorare e di dare tutto me stesso perché sia una coalizione che abbia realmente, cari colleghi della maggioranza e lo dico a tutti, realmente, non solo a parole, delle radici solide e una cultura moderata, cattolica, autonomista e liberaldemocratica e che sia una coalizione sarda, assolutamente non omologa a quella romana, una coalizione sarda con la testa in Sardegna, cioè che ha i suoi centri di scelta in Sardegna, con un programma sardo e con modi di far politica che sono a noi affini, che fanno parte del nostro modo di vivere, che fanno parte della nostra tradizione politica.

Io voto infine questa coalizione perché forse sarebbe più semplice, nel momento di maggior buio per la nostra coalizione, diversificarsi, fare scelte diverse, perché forse sarebbe più facile in questa giornata in cui si pensa che questa maggioranza non abbia futuro cercare via d'uscita. Ma perché credo che sia doveroso, che sia anche decoroso in questa circostanza, mentre tutti - diciamo, mentre in molti vi è la corsa alla differenziazione, marciare, marciare con decisione nella parte opposta.

Io voto questa coalizione, colleghi della maggioranza, perché sono convinto che non possiamo tradire definitivamente le attese di tanti e le speranze di molti che ci hanno votato e che hanno fiducia in noi e perché credo che se abbiamo coscienza che ci sono ancora queste attese, e se prendiamo atto che il nostro dovere è comunque dargli la risposta, noi troveremo la forza, il coraggio e l'orgoglio per andare avanti.

Concludo dicendo che forza, coraggio ed orgoglio devono essere messi in campo subito, un minuto dopo l'approvazione di questa finanziaria, perché dobbiamo affrontare senza timori e senza timidezze quei passaggi politici che sono necessari in maggioranza perché sono decisivi, perché sono cruciali, determinanti per la conclusione di quest'anno di governo e per affrontare la prossima legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, con la conclusione di questa finanziaria si apre, deve aprirsi una fase politica nuova e diversa nel solco e nel contesto di quel quadro generale che quattro anni fa avevamo tracciato avviando questa tormentata legislatura senza drammi e senza traumi; come è nella tradizione della politica vera e realistica bisogna prendere atto del venir meno delle pur minime condizioni politiche oggettive. Con spirito di servizio nell'interesse generale sacrificando gli interessi di parte legittimi, ma secondari, vogliamo ricercare la soluzione che possa dare velocità, vitalità, forza alla coalizione per riprendere un percorso che si è interrotto. Si impone un chiarimento politico profondo e radicale non per salvare questa legislatura ma per ridare dignità e valore alla testimonianza politica, per costruire una prospettiva che rilanci l'autonomia speciale in chiave nazionalitaria recuperando lo spirito originario della maggioranza, la sua anima riformista, solidarista, moderna e autonomista.

Il centro destra è nato con l'obiettivo primario di difendere e sviluppare la nostra specialità autonomistica non solo nel contesto nazionale, ma anche di fronte ai grandi processi di internazionalizzazione che stanno cambiando la storia degli uomini.

Per conseguire questo obiettivo erano state poste le basi di un rapporto nuovo e diverso di pari dignità con lo Stato e con l'Unione Europa.

Come tutti avvertiamo, il Governo regionale si è mosso negli ultimi tempi sulla linea di un acritico appiattimento, su un bipolarismo nazionale estraneo alla cultura politica della Sardegna. L'intuizione di un originale incontro tra la Casa delle Libertà e l'area nazionalitaria e centrista, che ha determinato nella prima parte della legislatura fecondi risultati, è stata abbandonata.

La Sardegna, per l'anomalia del suo bipolarismo politico dovuto alla presenza di una grande area autonomista e identitaria, non può essere governata nella sola direzione dei partiti nazionali. La rottura di questo equilibrio, che dava voce all'identità dei sardi, ha provocato ingovernabilità e malessere tra le forze politiche e la società sarda.

I partiti dall'area centrale hanno nell'Isola un ruolo particolare e storicamente radicato, non sono un'invenzione artificiosa dell'attuale contingenza politica.

Occorre un chiarimento profondo sul terreno politico, sul ruolo della Regione nell'attuale contesto storico, nazionale ed europeo, sulle scelte economico-sociale e sul terreno istituzionale.

Un chiarimento che individui le ragioni del perché nessuna riforma istituzionale è stata realizzata in questa legislatura. Un chiarimento che determini gli strumenti, i modi e le condizioni per far riprendere il decollo economico nell'industria, nell'artigianato, nel commercio, nel mondo agropastorale e urgenti interventi per l'occupazione giovanile.

Un chiarimento fondato solo sugli assetti di potere, sugli equilibri politici di una mera spartizione ci troverà in profondo dissenso.

Le votazioni hanno confermato la strumentalità di chi ha inteso scaricare sull'U.D.R. il malessere di questa maggioranza; l'U.D.R., progetto nazionalitario al fine di favorire un chiarimento totale non tattico-strumentale, ma strategico e capace di ricostruire una prospettiva e una stabilità di governo alla Regione per vincere le grandi sfide che attendono i sardi nei prossimi anni, decide pertanto di interrompere la sua partecipazione nella Giunta allo scopo di aprire un grande confronto tra le forze politiche.

Non è un atto contro la maggioranza, ma il modo più vero per aiutarla a interrogarsi a superare le difficoltà, il suo malessere.

La nostra vuole essere una testimonianza politica e morale verso i sardi, non è volta a occupare il potere, ma intende ritornare ad una politica adulta che privilegi prima di tutto l'identità della nostra terra e la creazione di una Regione aperta e trasparente.

Signor Presidente e onorevoli colleghi, interrompere la collaborazione non è un attacco alla maggioranza, non significa fare, onorevole Pittalis, una crisi al buio. E` un atto di responsabilità e di coraggio perché fatto con disinteresse personale; è un atto che è alla luce del sole, è la luce, se la si vuole, che deve illuminare il resto della legislatura. Mai una crisi è stata così lampante...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Significa estirpare il malessere che sta distruggendo il passato e il futuro, significa superare le ragioni che hanno portato a votazioni stravolgenti e senza precedenti, significa soprattutto riprendere quel filo di fiducia ormai interrotto con la gente e la pubblica opinione; significa riprendere il dialogo e il confronto con i nostri elettori. Nessuna crisi al buio. Forza Italia, partito leader della coalizione, si assuma le sue responsabilità; dica come intende andare avanti in questa verifica che ha esaurito tutti e se stessa. Di fronte al vuoto di iniziativa politica saranno, mi auguro, i partiti dall'area centrale a colmarlo. C'è un'esigenza politica, lo ribadisco, di ridare fiducia alla gente, di dimostrare che la coalizione è capace di governare (le Giunte vanno e vengono), di avere un minimo di unità e di coesione.

Non sarà facile cancellare dalla mente della gente la negatività di questa finanziaria. A questo compito e a questa responsabilità noi del progetto nazionalitario non possiamo e non vogliamo sottrarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Sandro Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, è accaduto di tutto in questa finanziaria. La confusione al potere, lasciatemelo dire. Che cosa non siete riusciti a fare? Se esistesse un guinness dei primati della politica voi entrereste dritti nella storia! Io penso che solo Sicilia e Calabria nei loro momenti peggiori siano riuscite a fare qualcosa del genere. C'è una sfilza di record negativi, una sfilza: mai così tardi, andiamo verso fine aprile; mai così sotto la maggioranza e la Giunta, non so, io non le ho contate, cinquanta, sessanta, settanta, un'enormità; mai, presidente Pili e assessore Masala, così distanti come cifre tra inizio, tra ingresso e fine, tra proposta e risultato. Noi portammo, mi pare nel 1998, una proposta che ebbe alla fine uno scostamento di 5 miliardi di lire. Quindi mai così tardi, mai così sotto, mai così distanti, mai così su col debito. Ma non sto parlando di quelli pregressi, sto parlando del 2003, una somma colossale! La Corte dei Conti ha detto delle cose, ieri le ha dette Moody's, il declassamento nel rating certifica - certifica, perché non è un attore della lotta politica che parla - il disordine finanziario, la pessima gestione di bilancio e di finanza di questi anni, e il declassamento non si riferisce solo ai dati tecnici del bilancio e delle finanze; il declassamento si riferisce a voi. Sul piano politico Giunta e maggioranza sono dissolte; ho sentito adesso quel che diceva Floris: disfatte, liquefatte. Nei giorni scorsi abbiamo sentito dire, forse lo sentiremo anche qui: "Questa è la legge finanziaria dell'opposizione". Ma non vi permettete! Ma per carità! Certo che l'abbiamo modificata, abbiamo cancellato un mucchio di cose, ne abbiamo introdotto delle altre giuste, ma questa legge finanziaria è figlia dello sfacelo della Giunta e della maggioranza e aggiungo - questi sono elementi di riflessione per tutti in secondo piano rispetto a quelli politici che ho richiamato poc'anzi - figlia anche di un Consiglio ormai senza legge di contabilità. La legge di contabilità è stata ridotta a un "colabrodo", non esiste più; è anche un Consiglio senza Regolamento consigliare, o quasi, adesso andiamo un po' all'ingrosso.

Io non so - concludo, perché non c'è granché da dire in una situazione del genere che è squadernata di fronte a tutti - se sceglierete la crisi, come sarebbe obbligatorio e dignitoso, o un ulteriore trascinamento. Certo è, quale che sia la scelta, che siamo di fronte, presumibilmente, a un anno di inconcludenza. Non mi pare che ci siano le condizioni che da lì venga prodotta una vera maggioranza, né alcuna sponda può essere né verrà offerta dalle opposizioni per soluzioni ambigue.

Quindi a voi la scelta tra crisi e trascinamento, a noi un'altra scelta, a noi delle opposizioni: il compito, in pochi mesi o in un anno, dipende, di costruire l'alternativa che dovrà, se vorrà vincere, come io spero, essere aperta alla società unitaria, fondata sull'unità dei partiti, ma anche sull'unità tra i partiti e i movimenti, capace di generosità e di rinnovamento anche generazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, colleghi, non c'è articolo di questa finanziaria che non sia stato modificato nel segno del centrosinistra; decine di commi trasformati, altre decine soppressi sotto il tiro dei franchi tiratori. L'articolo 8 prevedeva stanziamenti per le opere pubbliche: strade, progetti per portare a termine arterie importanti come la 131, la 125, la 128, la 389, il dragaggio di canali portuali, il ripristino del canale navigabile per le emergenze aeroportuali, ma non c'è il tempo ovviamente per fare l'elenco di tutte le sconfitte, sono 130, subite a voto segreto.

Non si sono salvate nemmeno le chiese e l'ampliamento dei cimiteri, perché l'articolo 8 è caduto. Stessa fine ha fatto l'articolo 16, che conteneva i fondi per l'attivazione degli obiettivi strategici del DPEF; frantumato l'articolo 19 che conteneva disposizioni per l'ambiente; gravemente mutilato l'articolo 20: cancellati 27 commi su 30.

Articolo 18, e qui è stato compiuto il capolavoro: è stato rifinanziato il Piano straordinario del lavoro, l'articolo 19 della 37, legge pensata, scritta e voluta da Rifondazione Comunista. Neanche da un governo di centrosinistra l'onorevole Cogodi avrebbe sperato di ottenere tanto! Il pezzo più pregiato della finanziaria lo abbiamo aggiudicato a lui. Mi sembra che non ci sia da aggiungere altro per dire quello che rimane di quel disegno di legge, dopo la battaglia dei cinquanta giorni, che è diventato una manovra di sinistra.

La strategia dello sviluppo, della creazione di posti di lavoro, della produzione di ricchezza, che determini il benessere comune, è affidata secondo il nostro credo all'impresa artigiana, industriale, agricola, commerciale, dei servizi, della nuova economia, alla ricerca; non si fa sviluppo con i lavori socialmente utili o socioassistiti o facendo giardinetti. La lealtà, la coerenza, il coraggio, l'onestà senza aggettivi, l'anticomunismo, sono i valori che fin da bambino mi hanno attratto verso il partito al quale mi onoro di appartenere.

Io confermo la mia leale appartenenza al Gruppo di Alleanza Nazionale e al centrodestra, ma la mia storia, la mia appartenenza ideale e convinta alla destra italiana e alla destra sarda mi impediscono di votare una legge diventata comunista, che va contro la storia del mio partito. Io voto contro questa legge nella speranza di rendere nulle tutte le vittorie ottenute dal centrosinistra a voto segreto. Se tutti noi di maggioranza votassimo contro otterremmo a voto palese una grande vittoria e renderemo vani cinquanta giorni di ostruzionismo, di trabocchetti, di tradimenti.

Io ho detto le ragioni che mi inducono a votare contro, ma ribadisco che il mio voto non è contro il presidente Pili, che per me rimane insostituibile, e non è contro certamente il centrodestra. I manovratori che si vorrebbero conquistare, forse anche attraverso una strategia e una regia esterna, la Presidenza della Regione anche per la prossima legislatura ricordino che devono arrivare almeno a 41, dunque facciano bene i conti. Il mio obiettivo e quello dei miei colleghi non è quello di far cadere la Giunta o di aprire la crisi, anzi, per raggiungere i 41 voti che servono uno di noi voterà a favore, ma chiediamo che si apra subito dopo la verifica per un opportuno avvicendamento a partire dalla nostra delegazione in Giunta.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. I Capigruppo sono tutti iscritti a parlare, naturalmente, nell'ordine classico che conosciamo, quindi chiederei ai colleghi presenti in aula che non devono intervenire alla fine, di iscriversi nell'eventualità che vogliano fare la dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEIANA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio, io intervengo dopo aver sentito i colleghi che mi hanno preceduto, non volevo parlare ed è semplice capire anche il perché. Quando iniziammo l'esame degli atti di contabilità, cinquanta giorni fa circa, avevo dei grossi dubbi e nel seguire i lavori in me c'era anche la volontà possibile di dare un voto di astensione per dare un bilancio e una finanziaria alla Sardegna, ma i lavori che si sono sviluppati e le affermazioni che ho sentito poco fa in aula mi portano a esprimere un voto diverso, un voto che è un no, non è più un'astensione. Il perché è semplice da capire, cercherò senza scrivere o senza leggere, di spiegare la posizione nel modo più semplice possibile. In tutti questi giorni, man mano che vedevo le bocciature della Giunta, io mi immedesimavo nel comportamento della Giunta stessa e nel comportamento di ogni singolo Assessore che riceveva le bocciature e nel comportamento anche del Presidente della Giunta, e mi chiedevo: se io fossi in quella decisione, io Luca Deiana, cosa avrei fatto ricevendo tutte quelle bocciature? La risposta me la sono data, vi dico che cosa avrei fatto, e per fortuna non mi sono trovato in quelle condizioni, io avrei detto all'Aula: "Cari colleghi, visto che ripetutamente sono bocciato, rimetto il mio mandato a questo Consiglio, però, per senso di responsabilità, le dimissioni ufficiali le darò il giorno dopo o un minuto dopo che abbiamo approvato finanziaria e bilancio, in modo da dare gli strumenti di bilancio alla Sardegna". Però mi sarei già dichiarato dimissionario in aula per non fare questo danno alla Sardegna. Non è avvenuto questo, ma credete che la mia volontà iniziale di una possibile astensione si possa verificare dopo quello che ho sentito da parte degli esponenti dalla maggioranza che bocciano l'operato della Giunta, che votano contro questo bilancio? Consiglieri, colleghi della maggioranza che dicono no, che dicono no! Ma credete uno che in questo momento si trova a rappresentare un'associazione denominata centro, che crede nel dialogo, che crede nell'incontro, che crede nella mediazione pubblica, quella bella dove si trova la proposta migliore per la nostra gente, credete che non debba cambiare opinione anche se era partito ben intenzionato per dare una mano ad approvare e migliorare questi atti di contabilità? E allora anche voi vi dovete chiedere: ma questo comportamento, questi risultati, quando mai non è colpa anche del comportamento personale di ogni componente della Giunta? Quando mai non vi mettete il dubbio per vedere se state facendo del bene o del male alla nostra gente, alla Sardegna? Non vi viene come minimo questo dubbio, e rimettete la fiducia che vi è stata data in quest'Aula alla vostra maggioranza per poi se volete essere rieletti o essere cambiati?

Non è possibile continuare in questo modo e anche chi poteva avere una volontà di andare incontro ad approvare cose migliori, cercare di approvare il bene della gente di Sardegna, avete contribuito a fargli cambiare radicalmente con convinzione idea e quindi votare contro questi atti di contabilità, bilancio e finanziaria.

PRESIDENTE. Colleghi, anche per evitare eventuali contestazioni successive, una volta che diamo inizio agli interventi dei Capigruppo è chiaro che li consideriamo come interventi finali, io non potrò poi dare la parola ad altri colleghi che non siano Capigruppo.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni sul Regolamento. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.) E' una prassi che non è scritta da nessuna parte che nessuno possa iscriversi, quindi se non c'è una regola di sbarramento preclusiva alle iscrizioni a parlare è un fatto di buon costume o eleganza iscrivere, non sarebbero necessitati neppure a parlare i Capigruppo, quindi è una facoltà che gli si sta dando neppure richiesta. Quindi, non essendovi una regola di sbarramento, le iscrizioni a parlare sono consentite fino alla fine, fino all'ultimo, e io posso iscrivermi per ultimo e me ne riservo la facoltà.

PRESIDENTE. Onorevole Carloni, la ringrazio di questa precisazione. Io ho voluto porre il problema all'Aula prima di dare inizio agli interventi dei Capigruppo perché è vero che non c'è una prassi definita, però voi sapete, i colleghi lo sanno, lo sanno tutti quelli che sono presenti qui, che è costume che i lavori si svolgano secondo questa consuetudine: intervengono tutti i colleghi e alla fine ci sono le dichiarazioni di voto dei Capigruppo. Mi pare che così non sia possibile lavorare stasera, possiamo comunque procedere, io in questo momento non ho iscritti a parlare se non i Capigruppo, quindi do la parola al primo Capogruppo iscritto a parlare, che è l'onorevole Balia, continuiamo poi a lavorare in questo senso e i colleghi che lo ritengono possono iscriversi a parlare. Non c'è nessuna difficoltà a lavorare in questo senso, semplicemente non stiamo rispettando una consuetudine che anche a me che sono qui da un po' di tempo... certo, non c'è nessun problema.

Continuazione della votazione finale dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per secondo, perché io ho già parlato, non è che mi costringerà a riparlare!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ha già parlato, ha già svolto la sua dichiarazione. Non c'era nessuno, quando ha parlato lei, iscritto a parlare, lei è intervenuto per primo.

(Interruzioni)

Colleghi, non mi pare che sia il caso di fare tante questioni. Credo di aver spiegato all'Aula lo svolgimento dei lavori. Prego, onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie, Presidente, a conclusione dei lavori e del lungo dibattito che è intercorso su questa finanziaria, esprimo a nome del Gruppo dei Socialisti Uniti, oggi in misura decisamente superiore, assolutamente convinta, un voto decisamente contrario. Mai il nostro Gruppo è stato così motivato, così fortemente deciso nell'esprimere un giudizio contrario a conclusione di una finanziaria. Una finanziaria densa, piena di privilegi, di salvaguardie, di tutele per i parenti, di promozioni, di norme intruse, la finanziaria del disastro!

Noi abbiamo introdotto emendamenti, e parecchi, e per fortuna molti di questi emendamenti hanno ottenuto il voto favorevole dell'Aula, questo però non fa di questa finanziaria la nostra finanziaria, questa è la vostra finanziaria, tenetevela! L'abbiamo solo lievemente migliorata con alcuni impegni per il lavoro e per lo sviluppo, ma la filosofia resta tutta interamente di centrodestra. Io non faccio riferimento all'intervento dell'onorevole Corda che, come al solito, nelle conclusioni ha finito con l'essere un intervento laddove il coraggio si manifesta ma in misura solo molto parziale e molto contenuta. Richiamo però l'intervento dell'onorevole Fantola che ha parlato di vincolo di coalizione, di obbligo di coalizione, quindi si sente obbligato, in quanto appartenente ad una coalizione, ad esprimere un voto favorevole per questa finanziaria, è un voto di natura fideistica, ma non è un voto convinto, è un voto prigioniero.

L'onorevole Floris di fatto ha aperto la crisi, manca solo la formalizzazione, ha parlato di vuoto di iniziativa politica, di mancanza di riforma, ha parlato testualmente di nessuna riforma portata a compimento nell'arco della legislatura, ha parlato di esigenza, di chiarimento profondo, radicale. L'onorevole Floris dice: "Per la salvaguardia ed il rilancio dell'autonomia sarda". L'autonomia avete rischiato, e purtroppo in parte ci siete riusciti ad assassinarla.

Badate, i voti segreti non so più, noi non li abbiamo tenuti in conto, impossibile peraltro tenerlo, 70, 100, 150, 1500, ma si sono susseguiti uno dopo l'altro, in maniera per voi catastrofica. Non ne avete preso atto! L'onorevole Pili ha sempre e costantemente dichiarato: "ma ove vi fosse un voto palese contrario, ne prenderò atto". Nella giornata di sabato scorso di voti palesi contrari ce ne sono stati 50, 60, 70, non sappiamo più quanti, ma soprattutto, al di là dei voti, vi è nelle parole di chi è intervenuto in rappresentanza del centrodestra la richiesta di un chiarimento, chiarimento che non può però ottenersi con una Giunta in piedi e che non può prescindere dalle dimissioni di questa Giunta regionale. Pertanto siccome non siamo solo noi di opposizione a richiedere le dimissioni della Giunta, arrivati a questo punto sono autorevoli esponenti, autorevoli sostenitori della maggioranza, che sollecitano le dimissioni. Allora noi restiamo convinti che almeno stavolta, posto che in passato non l'ha fatto, l'onorevole Pili, tutta la Giunta da lui presieduta ritroverà una dignità che si è persa lungo strada, ritroverà la giusta dignità e rassegnerà le dimissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, non ho argomenti da esporre, anzi ne avrei tanti ma non ho voglia. Guardo ammutolito le macerie, la distruzione attorno a noi. Ho subito il richiamo della coscienza...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusi, scusi, per cortesia, i colleghi che sono qui affianco! Prego onorevole Onida.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Ho subito il richiamo della coscienza e sono qui a votare un documento che non condivido per senso di responsabilità e perché, tutto sommato, riconosco una graduatoria anche alle cose negative. Il mio sguardo però si allunga oltre la siepe del voto di oggi per scoprire spiragli di ottimismo e nella speranza che si accendano le luci della ribalta per tutti gli uomini di buona volontà della politica, ma anche per quelli che hanno consumato dentro e fuori quest'Aula vendette e ritorsioni di ogni tipo.

I Savonarola che predicano rigore e moralità, trasparenza e valori civili, nascondono sotto la tonaca grovigli di contraddizioni, ruggine e veleni, per cui senza un bagno di umiltà e senza un recupero dei valori della normalità umana e cristiana non potranno diventare né oggi né domani punto di riferimento degli onesti. Noi Popolari Sardi, umiliati ed offesi, manteniamo l'orgoglio dell'origine e rispettiamo i patti, abbiamo consentito un governo allora, lo consentiremo ancora oggi, ma nella dignità. Non saremo la tunica da spartire di questa maggioranza; noi espulsi da questo programma di spesa a causa dei cecchini e della follia parlamentare recupereremo risorse, tempi e modi per riprogrammare gli ambiti di nostra competenza. Ma noi siamo una piccola cosa, l'esortazione alla resurrezione tocca tutto il Parlamento del popolo sardo, maggioranza ed opposizione, tutti noi siamo il fiume, l'Aula costituisce l'alveo, nella differenza - quando esiste - tutti andiamo verso il mare, verso l'interesse generale della Sardegna, solo così l'Aula riconquisterà l'attenzione e l'interesse dei sardi, interessi ed attenzione oggi smarriti. Le buone leggi si fanno nella chiarezza degli obiettivi e delle procedure, alla luce del sole, nella trasparenza dell'interesse generale, il buon confronto tra le parti può solo avvenire nella sobrietà dei tempi e delle parole, soprattutto nel rispetto dei ruoli. Chiudiamo questo capitolo negativo ed andiamo subito a scrivere il futuro, quello prossimo e quello remoto.

I Presidenti sono importanti, ma non decisivi, decisivi saranno i valori su cui costruiremo la proposta di governo, la sardità, l'Europa, la cultura, la lingua, i valori cristiani e laici del popolarismo, l'impresa. Caro Presidente Pili, quando ti libererai dalla voliera, nello spiccare il volo ricordati sempre di Icaro e ricordati che il Governo appartiene alla terra, a questa meravigliosa terra di Sardegna e dei suoi figli, il cielo fa sognare ed è importante sognare, ma i problemi sono tutti quaggiù nei campi, nelle città, nei villaggi, negli ospedali, nelle scuole, caro Mauro, sulla terra.

CUGINI (D.S.). E' un incubo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, è indubbio che in questi mesi, trascorsi qui in Aula e in Commissione, all'esame della legge finanziaria si sono aperte all'interno della nostra coalizione numerose ferite, ferite politiche ovviamente, che comunque siamo noi Gruppo dell'U.D.C. disponibili a rimarginare, a rimarginare velocemente, immediatamente, e siamo disponibili a farlo con chi in questa coalizione crede ancora, crede ancora in questa linea politica che non è riuscita ad emergere indubbiamente, ma che speriamo possa trovare la giusta strada per il futuro. Dicevo segnata anche da film già visti; già in passato non me ne vogliano gli amici di Alleanza Nazionale hanno avuto modo di distinguersi per coerenza, ma in politica esistono i Partiti, in politica esistono i Gruppi, all'interno dei Partiti e dei Gruppi esistono le maggioranze e nella politica che noi conosciamo esiste anche l'adeguamento alle maggioranze e quindi a una coalizione, al Partito e al Gruppo perché sono questi che dobbiamo recuperare, i partiti, che sono mancati in quest'Aula, che sono mancati durante l'esame della finanziaria, che mancano nella politica, nella cultura politica di governo e non, che dev'essere recuperata e sempre presente. Quindi un film già visto, è stato detto anche che qui ormai è aperta una verifica, si è chiusa una fase e con questo voto si chiuderà sicuramente una fase. Noi voteremo la finanziaria non riempiendola di contenuti politici perché riteniamo che questa finanziaria non abbia grandi contenuti politici, abbiamo detto già il nostro pensiero su questa finanziaria e lo confermiamo, ma riteniamo che questa verifica ormai aperta sarà da farsi con chi oggi voterà la finanziaria. Non avremo e non ci accomoderemo o sederemo con chi oggi non voterà questa finanziaria, riteniamo che sia anche questa coerenza. Perciò con chi sta dentro, noi continueremo a dialogare cercando di recuperare e di risorgere anche dalle ceneri di questa maggioranza, di questa coalizione, in questa fase.

Il collega Corda dice che ci daranno un voto per superare questa finanziaria. Bene, per quanto ci riguarda noi non vogliamo quel voto, questa maggioranza sarà tale anche senza quel voto, perciò siate coerenti fino in fondo, non datecelo, noi potremo andare avanti da soli e sapremo andare avanti da soli anche in futuro, con chi è coerente, con chi ha la logica di partito, ha la logica di coalizione e con chi è legato da vincoli, da vincoli ideali, vincoli morali, vincoli elettorali, perché noi ci siamo proposti in una coalizione e in una coalizione finiremo la nostra esperienza di questa legislatura. Sarà l'elettorato a decidere chi governerà alla prossima legislatura, noi sappiamo già dove saremo e sappiamo già dove siamo, per cui non abbiamo necessità di ulteriori verifiche. E` indubbio che questa finanziaria è segnata da forti esposizioni, dall'indebitamente perché è una finanziaria che ha detto di sì a tutti, e questo è un discorso interno, amici dell'opposizione, a quello che ho fatto poc'anzi, ma devo dire che non avete aiutato nel dire e nel fare delle scelte, ci avete aiutato a dire sì a tutti e chi amministra ha il dovere di fare delle scelte, noi fino adesso non siamo stati capaci di farle, ma grazie anche al vostro contributo abbiamo lasciato andare la finanza della Regione Sardegna verso un dirupo dal quale sarà difficile risollevarsi.

Ho detto che si chiude una fase e si apre un futuro, un futuro che intendiamo aprire qui tra di noi, tra i partiti sardi intesi come sardi che si interessano alla Sardegna, partiti, io faccio parte di un partito nazionale, non accetto lezioni di sardità e sardismo da parte di nessuno, io sono legato alla mia terra e faccio gli interessi della mia terra come tutto il mio Partito e il nostro Gruppo fa gli interessi del territorio della nostra Regione. I legami nazionali ci servono, ci servono per essere una Regione in Europa, ci servono per allargare le nostre vedute, ma mai dimenticando da dove veniamo e mai dimenticando che abbiamo un popolo ed un territorio da difendere, che vogliamo far crescere e sicuramente riusciremo con questa coalizione, con i nostri Assessori, con la nostra Giunta ad andare avanti e fare tesoro degli errori commessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ha ragione qualcuno che dice che non servono lezioni di sardismo, né tanto meno lezioni di autonomia, perché sarebbe difficile spiegarvelo, ma sarebbe difficile soprattutto spiegarlo voi a chi fuori di quest'Aula ha il piacere qualche volta di ascoltare, per il semplice motivo, perché non c'è sardismo, non c'è autonomia, non c'è un indipendenza tale di un'Aula consiliare che possa dimostrare la propria autorevolezza e il proprio valore quando già da stamattina aprendo il giornale uno riesce a leggere con facilità che il Presidente Pili lunedì ha ricevuto un'ulteriore investitura, non se ne deve andare perché il cavaliere Berlusconi gli ha detto di restare lì, questo è un valore autonomistico importante, al quale voi fate riferimento e che io combatto. Ma la cosa peggiore è che in genere quando viene ritirata la patente o lo si fa perché si supera il limite di velocità o perché la gradazione alcolica è elevata, ma voi siete fuori da questi due esempi, a voi hanno ritirato la patente qua dentro e cioè il Consiglio regionale e la gente fuori per manifesta incapacità, l'avete dimostrato in questi 45 giorni per non fare dietrologia per tutto ciò che è accaduto qua dentro; se fosse rimasta poco poco un po' di dignità, un po' di quei valori ai quali molto spesso si fa riferimento e soprattutto non si fossero superati i limiti della decenza politica istituzionale, ognuno di voi, esaminando il proprio comportamento, significato politico di questi 45 giorni, si sarebbe dovuto alzare ed andare via da quei banchi e invece state lì seduti, vi cancellano gli articoli in Commissione, come che questo non abbia nessun significato politico, ve li cancellano in Aula, vi rendono vane qualsiasi tipo di proposte voi presentiate all'Aula, e questo non importa, restate Assessori, per carità di Dio, il motto è: non ci dimettiamo, non ci dimettiamo! Assessore Masala, lei l'altro giorno ha fatto riferimento alla fiducia del suo Gruppo, oggi lei la fiducia del suo Gruppo non ce l'ha più eppure sta ancora seduto lì, la scaldi bene, rinforzi le gambe, il cammino è lungo, non se ne vada, resti, è un'eredità di famiglia.

Ma a parte questo, fate finta di niente su quello che viene detto dai Capigruppo della maggioranza, io non prendo in considerazione quello che ha detto Fantola perché è difficile da spiegare quando uno dice: "Voto per un vincolo di coalizione", io intanto mi chiedo quale coalizione? Ma c'è una coalizione qua dentro? Se qualcuno ha questa impressione credo che sia un'impressione sbagliata, perché i dati dimostrano che coalizione in quest'Aula non ce n'è perché non è il voto segreto di uno o due franchi tiratori come state accusando da troppo tempo, e ci state stancando, ma quando i voti segreti diventano quindici è un malessere della maggioranza, di quella coalizione che non esiste più e che non volete prendere atto, non volete discutere, non volete confrontare al vostro interno niente, tanto lo dimostrate che, dopo le dichiarazioni dell'onorevole Floris e dell'onorevole Onida, continuate a far finta di nulla; l'onorevole Floris ha aperto formalmente la crisi, che dopo la delegazione della Giunta non si alzi è un fatto per voi naturale, perché l'onorevole Scarpa non fa parte dell'U.D.R., credo che sia ritornato indietro, mi corregga se sbaglio, e sia ritornato alle origini, cioè al Movimento Grauso, perché quando interessa la poltrona tutto va bene e tutto trova giustificazione - ripeto - senza dignità alcuna con un impoverimento che fa rabbrividire. Amici miei, quest'Aula consiliare l'avete ridotta, qualcuno ha detto, a delle macerie, la cosa peggiore è che sulle macerie che voi stessi avete creato ci state danzando e siete alcuni di voi perlomeno anche felici.

La verità vera è che in questo scenario collettivo chi ci ha rimesso di più di tutti è Alleanza Nazionale, l'unico partito all'inizio di questa legislatura (partito, non altro, partito, va bene?), cultura di partito, non certo cultura di governo, ma cultura di partito e di appartenenza; li avete stravolti, li avete portati al vostro interesse, al vostro modo di fare politica, a quel libero mercato rionale ma rionale di pessimo gusto tanto da riuscire a stravolgerne anche l'impostazione politica che si trascinavano dietro da una vita. Un patrimonio! Quel patrimonio gliel'avete distrutto. Questo è l'unico risultato che avete ottenuto. Se questo è un risultato a vostro piacere vi auguro di averne degli altri.

Il voto del Partito sardo d'Azione è un voto negativo, cioè no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, colleghi del Consiglio, non è facile fare un intervento in queste condizioni, pero noi vogliamo sostenere con chiarezza e spiegare con chiarezza qual è la nostra posizione affinché non ci siano fraintendimenti e noi voteremo con convinzione questa finanziaria e la voteremo condividendo parte dei lamenti della maggioranza che si sono sentiti in quest'Aula, ma convinti che dopo le macerie venga anche il tempo della ricostruzione. La voteremo per rispetto a quei Gruppi politici e non sono tanti in quest'Aula che non hanno mai chiesto un voto segreto nel corso della finanziaria perché non hanno ritenuto che dietro le norme di questa legge finanziaria si nascondesse alcun caso di coscienza; la voteremo per rispetto di quei consiglieri della maggioranza, non sappiamo quanti siano, che hanno sempre votato seguendo le indicazioni della Giunta e dell'Assessore della programmazione senza valutare danni o interessi personali sul voto, ma privilegiando l'interesse della coalizione e del progetto della coalizione.

La voteremo perché quando il collega Carlo Dore definisce questa manovra un aborto, poi si corregge e la definisce un aborto mutilato, noi che siamo genitori non ci sentiamo di unirci alla corsa per il disconoscimento della paternità; certo, per restare nel paradosso l'avremmo preferita bella, sana, bionda, forte e robusta.

Ma siamo consapevoli che oggi ci dobbiamo accontentare e consideriamo questa legge finanziaria…

PIRISI (D.S.). Di pura razza ariana!

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Ariana, sì

SCANO (D.S.). E' un'idea!

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Razza ariana se voi siete razzisti, altrimenti soltanto bella, sana e robusta e via dicendo. E consideriamo questa finanziaria il punto di partenza del riscatto di questa maggioranza, che per i metodi messi in campo da questo centrosinistra delle centinaia di emendamenti soppressivi non ha alternative strategiche, per quanto scassata, per quanto piena di contraddizioni e di distinguo questa maggioranza è ad oggi l'unica speranza di cambiamento vero della nostra Regione e questa finanziaria malconcia è l'unica legge finanziaria possibile.

Certo, questo centrodestra è ad un punto di non ritorno, ma abbiamo la sensazione che anche nella discussione di questa legge finanziaria la Sardegna non abbia percepito grandi proposte alternative dall'altra parte, ha soltanto visto il sale sulle nostre ferite e sulle nostre piaghe, ma ha capito che dall'altra parte c'è soltanto la prospettiva di un Palomba sette, ricominciamo da capo, da dove avevamo interrotto, tutto come prima, come se niente fosse successo.

Siamo coscienti dei dolori, delle sofferenze ed anche delle sconfitte di questa maggioranza e crediamo che questo sia il momento in cui c'è necessità per chi crede in questa maggioranza di soccorrerla.

SANNA EMANUELE (D.S.). Il Palomba primo e secondo l'avete sostenuto anche voi.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Non c'ero collega Sanna, forse c'era lei. Cari colleghi vi voglio raccontare una storiella che un imprenditore sardo, Renato Soru, ci ha regalato nel corso di una convegno che i Riformatori hanno fatto sull'impresa e sulla solidarietà che si è recentemente svolto a Senorbì. Soru racconta che nella Foresta Amazzonica si sviluppa un improvviso e tremendo incendio, che sospinto dal vento corre e incenerisce tutto con rapidità. Gli animali scappano impazziti verso la salvezza, tutti tranne il piccolo colibrì che invece corre al fiume, riempie il suo becco d'acqua e lo scarica sull'incendio. "Cosa fai, sei matto?" gli urlano gli altri animali fuggendo e risponde il colibrì: "Io faccio soltanto la mia parte".

Ecco oggi i Riformatori che votano la finanziaria rinunciando a fare qualsiasi distinguo, scelgono di andare verso l'incendio, sarebbe troppo facile unirsi a quelli che a vario titolo corrono in direzione opposta. Ma in qualcosa vogliamo differenziarci dal colibrì di Renato Soru; il colibrì col suo comportamento rende testimonianza, a noi che siamo un partito politico non è consentito di fare soltanto opera di testimonianza, noi dobbiamo anche spegnere l'incendio, contribuire a spegnere l'incendio, che altrimenti rischia di bruciare ogni speranza della nostra terra. E nel votare questa finanziaria noi dichiariamo orgogliosamente di appartenere a quello schieramento di cambiamento che da Aritzo in poi ha riacceso la speranza nell'innovazione, nella modernizzazione, nel superamento della stagnazione, della conservazione del privilegio a cui questa Sardegna sembrava destinata per sempre, al di là dei prodotti di una legge elettorale sfortunata, al di là del bizantinismo dei regolamenti consiliari che hanno trasformato la legge finanziaria in un treno con infiniti vagoni e sempre nuovi, che compie un viaggio estenuante nel corso del quale non potrà essere difeso da nessuna scorta, al di là delle imboscate del voto segreto, noi scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza alla quale ci lega un patto elettorale e di lealtà che non sarà tradito.

Noi scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza e ci candidiamo a guidarla, non con gli uomini, siamo consapevoli, ma con le idee, col progetto, con l'onestà culturale, col coraggio, con la fierezza di chi è e che sa di essere portatore di diversità, ma intende condividerle dando loro un valore aggiunto. E scommettiamo sulla rifondazione di questa maggioranza perché ne conosciamo tutti i difetti, colleghi, ma anche la tensione morale e la sfida per il nuovo che ne ha consentito la nascita.

In questo spirito europeo, liberale, riformista, noi ci riconosciamo ancora in pieno e come il colibrì, siamo determinati a combattere per spegnere l'incendio e quando il becco non sarà pieno d'acqua useremo la nostra voce ed ogni nostra energia e capacità di lavoro perché tutti facciano la loro parte per spegnere l'incendio.

MARROCU (D.S.). I piromani bisogna liquidare prima!

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente giunge a conclusione l'iter consiliare di una delle manovre finanziarie più tormentate della nostra storia autonomistica. Ed è davanti a noi il completo fallimento della Giunta regionale e della sua presunta o per meglio dire ex maggioranza. Una finanziaria presentata in Consiglio con tre mesi di ritardo e gravata da scelte che la rendevano già in partenza difficilmente condivisibile. Il mancato rifinanziamento del piano straordinario per lavoro, un indebitamento triplicato rispetto a quello dei governi di centrosinistra, residui passivi che sfiorano il 60 per cento, l'assenza di concertazione con le parti sociali, col sistema degli enti locali, con imprenditori, sindacati e il volontariato, la mancata condivisione e l'aperta avversione di parti importanti della stessa maggioranza. Una finanziaria appesantita e sfigurata da decine di norme intruse, palesi e nascoste, con la finalità anche di ingannare il Consiglio regionale. Vero onorevole Biancareddu?

Di fronte a questo quadro desolante, le opposizioni, tutte le opposizioni, hanno deciso di contrastare con forti azioni politiche una manovra palesemente contraria agli interessi generali della Sardegna proponendo alla Giunta regionale e alla maggioranza radicali modifiche. E abbiamo prospettato interventi in alcuni settori strategici e su alcune materie sulle quali raccoglievamo l'interesse, l'attenzione e la condivisione dei cittadini sardi. Il piano per il lavoro, l'aumento delle risorse a favore degli enti locali, un maggior sostegno ai settori produttivi, gli aiuti al terzo settore, all'handicap, ai meno fortunati. Ci siamo battuti per l'eliminazione delle norme intruse e qui debbo ringraziare tutto il Gruppo, ma in particolare l'amico Gian Valerio Sanna, per il lavoro che hanno fatto, che introducevano una legislazione surrettizia ed equivoca in settori che vanno disciplinati con ben altro approfondito dibattito e con gli strumenti ordinari della procedura legislativa.

A nulla è servito che queste osservazioni, e molte di queste richieste fossero avanzate durante il dibattito e condivise da tutti gli interventi dei colleghi dell'opposizione e da molti della stessa maggioranza.

Nulla è servito a scalfire l'ottusità e l'arroganza politica dell'assessore Masala e la totale inadeguatezza dell'onorevole Pili a comprendere la difficoltà in cui si trovava la sua stessa Giunta. Un risultato che è di fronte a tutti noi, lo stravolgimento completo della finanziaria che ha comportato anche l'umiliazione di quasi tutti i componenti della Giunta regionale e il discredito da parte dell'opinione pubblica della Sardegna.

Alla bocciatura della Giunta e della sua maggioranza ,ripetutasi solo in questa finanziaria per oltre settanta volte, si sono aggiunte rivalità imbarazzanti e sfide all'Aula come quella dell'assessore Masala che dopo aver posto la fiducia su norme sostanziali, ed essere stato sonoramente bocciato, non ha trovato la forza e la coerenza politica per dimettersi. Una situazione paradossale e indecorosa per la nostra istituzione, dove la maggioranza di centrodestra ha mostrato i suoi limiti e la sua inadeguatezza nelle svariate scene patetiche che hanno coinvolto l'assessore Pani, le ritirate dell'onorevole Biancareddu, la sfiducia nei confronti dell'assessore Ladu, le bocciature di gran parte delle proposte dell'assessore Scarpa che continua a stare seduto al tavolo della Giunta, gli scontri tra l'onorevole Fois e l'Assessore del bilancio.

Un disegno che si va completando in quest'Aula con il voto contrario di alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale, che dissentono apertamente da un provvedimento, che è pur sempre l'atto più importante proposto dalla Giunta che essi hanno fino ad oggi sostenuto.

C'è amarezza perché questo sconsiderato comportamento ha un costo per la Sardegna e per i sardi, ma era facilmente prevedibile che da una coalizione nata dai tradimenti e il cui unico collante era la condivisione del potere, non venisse altro che una preoccupante, perversa politica clientelare.

Io non ho dubbi, che se l'onorevole Pili fosse in grado di essere il Presidente della Regione in questa drammatica situazione avrebbe rassegnato già da tempo le dimissioni, però siccome tutti si sono accorti che non è il Presidente, credo che nonostante sia stato sfiduciato da settori della sua stessa maggioranza, basta sentire che cosa ha dichiarato pochi minuti or sono il collega Floris, nonostante le bocciature in Aula, nonostante la palese e manifesta incapacità a governare non rassegnerà le dimissioni.

Coloro che hanno finora accompagnato il Presidente e malamente sostenuto la sua Giunta trovino le soluzioni alternative che rendano meno disastroso ed amaro per i sardi questo fine di legislatura, o si rivolgano agli elettori per ottenere il giudizio sui quattro anni di dissesto e di malgoverno dei quali questa finanziaria è naturale conclusione.

Nonostante i miglioramenti che abbiamo apportato, nonostante le battaglie che abbiamo condotto in quest'Aula per il rifinanziamento per il piano del lavoro, l'aumento per le risorse degli enti locali e i settori produttivi e gli interventi a favore del terzo settore e dell'handicap preannuncio il voto contrario del Gruppo della Margherita.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda anche per il rispetto del tempo.

Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente e colleghi, io cercherò di essere molto sintetico anche perché penso che dentro quest'Aula tutto e il contrario di tutto sia stato già detto, che il quadro e il perimetro nel quale noi ci siamo scontrati sia assolutamente chiaro per i colleghi della maggioranza e per colleghi dell'opposizione. Al contrario di molti altri credo che dentro questo Gruppo, in particolare da parte di chi vi parla, vi siano molti dubbi ed anche con una certa umiltà pochissime verità in tasca. Certamente siamo all'anno zero della politica, siamo all'anno zero forse anche del centrodestra, siete anche voi all'anno zero, l'avete dimostrato in questi cinquanta giorni.

PIRISI (D.S.). Pensa per te!

MURGIA (A.N.). Ed allora vi prego di non interrompermi.

USAI (A.N.). Voi siete messi molto peggio!

MURGIA (A.N.). Cercatevi innanzitutto un buon candidato perché se no nonostante i nostri disastri perderete di nuovo. Balia ve l'ha chiesto a febbraio ed ancora non ce l'avete.

SPISSU (D.S.). Lo stiamo allenando!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, onorevole Pirisi, per cortesia.

MURGIA (A.N.). Noi pensiamo questo, questa finanziaria è nata, come è stato detto da più parti, con alcuni importanti obiettivi. Il primo, ripetuto dall'assessore Masala al quale va un sincero ringraziamento ed anche un plauso per essere stato certamente quell'uomo politico, dentro l'Aula, ad aver raccolto le botte politiche, ad aver sopportato moltissime umiliazioni, le definirei, ma che - mi consenta collega Sanna - non ci hanno ancora messo in ginocchio, non ci hanno messo ancora in ginocchio!

Noi voteremo sì a questa finanziaria, il Gruppo di Alleanza Nazionale voterà sì a questa finanziaria, questa è l'unica voce, è la voce ufficiale del Gruppo nel rispetto anche di quella che è l'indicazione del partito.

Ma non possiamo però evitare alcune delle questioni che sono state poste dai colleghi. Ci sono Gruppi che hanno fatto parte di questa maggioranza e che hanno annunciato di uscire, ce ne sono altri in posizione ancora più negativa. A questi Gruppi io dico una cosa, vorrei ricordare quando dentro quest'Aula raramente siamo riusciti a far passare una piccola ipotesi, per esempio, di sviluppo, una qualche regola che piaceva al centrodestra. Io chiedo a costoro se essi non abbiano provato almeno per due secondi una intima soddisfazione e un piccolissimo piccolissimo orgoglio per far parte, di far parte di questa maggioranza. Se invece così non è, forse siamo ancora in una situazione peggiore. Ma vedete - sempre per riferirmi a lei collega Giacomo Sanna - A.N. ha sette vite come i gatti.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non mi sono permesso di dire che siete dei gatti!

MURGIA (A.N.). Abbiamo toccato il fondo, ci siamo inginocchiati, abbiamo sofferto, abbiamo toccato il due-tre per cento, a volte abbiamo pensato di scomparire, siamo rimasti in piedi, rimarremo ancora in piedi. Questo ve lo potete stampare in testa, perché noi non molleremo la barca del centrodestra, non faremo questo grosso piacere a chi, invece, ci fa ponti d'oro, perché riteniamo di avere un patrimonio politico, culturale, ideale ancora indistruttibile, e in quello crediamo.

Quello che noi diciamo per il dopo è che sicuramente c'è bisogno di Destra, di una Destra che sia piccola, grande, di Destra comunque, che sappia confrontarsi anche con le forze del Centro, collega Floris; io sono convinto che questa nostra alleanza vada scomposta, sono convinto che ognuno debba ripartire da quello che conosce meglio e cioè noi per esempio dal Polo per le libertà e il Centro dalle idee del Centro, si debba rimettere in sesto e insieme questa grande ipotesi politica, che secondo me non è solo un problema di alchimie, di uomini, di numeri, di conti o di Assessori, è un problema, invece, di progetti, di programmi e di comune sentire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito che annuncio il voto positivo, convinto, del nostro Gruppo alla manovra finanziaria. Ma in apertura mi consenta, Presidente, di rivolgermi al nostro amico Mariolino Floris per dirgli che abbiamo sempre sostenuto lealmente la sua Presidenza nei due anni della sua Presidenza. In tutti gli interventi abbiamo sempre notato come la sua Presidenza sia stato un fatto positivo e vorrei dire storico per la Sardegna, perché è stata la prima volta che c'è stato un Governo di centro destra in quest'Isola. Abbiamo sempre cercato il dialogo con l'U.D.R. senza mai lasciare nessun vuoto, né ieri, né oggi.

La discussione di questa legge, della legge finanziaria, è stata lunga, sofferta, contrastata, ma importante, importante sia per le cifre che coinvolge, sia per le scelte politiche che contiene. E` vero, ci sono stati momenti difficili, talvolta la maggioranza ha fatto fatica ad andare avanti e penso che per questo in futuro occorra migliorare i rapporti tra maggioranza, Giunta, e tra maggioranza Giunta e consiglieri.

Voglio dirlo forte: questa maggioranza non ha alternative. Io penso che questo Presidente non abbia alternative. Voglio anche dire che questa maggioranza ha ancora tutte le possibilità per costruire qualcosa di positivo e di importante per tutti i sardi. Il nostro Gruppo si impegnerà in questo senso e faremo tutti gli sforzi possibili per rafforzare il quadro politico. Oggi ci avviamo a licenziare una legge importante, in cui le leggi di settore sono state rifinanziate adeguatamente e l'articolo 19 della legge 37 è stato rifinanziato per circa mille miliardi delle vecchie lire. Su questo versante voglio dire che noi accettiamo il verdetto dell'Aula, ma voglio sottolineare che, se da una parte l'articolo 19 della 37 ha il pregio di distribuire le risorse in ogni comune della Sardegna, dall'altra sicuramente non ha raggiunto ancora il risultato dell'occupazione stabile. E crediamo che in futuro si possa trovare una norma per coniugare la diffusione capillare delle risorse con l'occupazione stabile. Su questo e su altri versanti è stato prezioso l'impegno e la competenza dell'Assessore Masala e del Presidente Balletto. Sul piano politico siamo assolutamente coscienti che oggi più che mai la Sardegna e i sardi abbiano bisogno di stabilità. Altre strade, strade diverse, non aiutano a costruire nulla e vanno contro gli interessi dei sardi. Per questo motivo il nostro Gruppo privilegia la stabilità, la fermezza e la coerenza. Certo, si può fare di più, si può fare meglio e questo sarà il nostro impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Si conclude oggi questa tormentata e faticosa discussione sulla finanziaria e sul bilancio per il 2003, iniziata oltre 50 giorni fa, che ha assorbito grandi energie, consumato nuove divisioni, consolidato vecchi e nuovi scontri nella maggioranza. Emersa in queste settimane tutta la debolezza e la contrarietà di un centro destra nato in Sardegna non dalla volontà popolare e dal voto, ma da un intrigo torbido ed oscuro di palazzo che ha portato prima alla presidenza Floris, poi, con una manovra altrettanto inquinata, alla presidenza Pili. Una maggioranza incollata dalla spartizione del potere, ma priva di un'idealità politica condivisa, priva di un comune sentire, senza una cultura di governo, senza proiezione nazionale europea. Senza rispetto alcuno per le istituzioni autonomistiche e per le regole scritte e non scritte che sovraintendono al loro funzionamento e che le avevano, in 50 anni di autonomia, salvaguardate dal degrado e dal sistematico svilimento a cui sono state sottoposte in questa legislatura. Da quattro anni il centro destra trascina la Sardegna in un galleggiamento senza progetto, senza prospettiva, nelle acque inquinate dai veleni palesi e nascosti che ogni giorno vengono scaricati da una coalizione alla perenne ricerca di uno spirito perduto. Onorevole Fantola, ci risparmi il continuo richiamo per non offendere la nostra intelligenza al famigerato spirito di Aritzo, che in realtà non c'è mai stato e non si è mai visto e che è logorato da una permanente verifica mai aperta veramente e quindi mai chiusa. L'interesse generale della Sardegna, anziché essere perseguito con l'azione di governo, è stato lungamente evocato in una confusa Babele di linguaggi: costituente, nazionalitarismo, sardità, riforme istituzionali, grandi progetti, grandi tubi che non hanno alle spalle altro che tatticismi da giocare nel mercato temporaneo e vacuo della non politica, che ha raggiunto livelli strabilianti mai visti prima d'ora. Ai proclami e agli annunci non ha purtroppo mai fatto seguito un risultato e la Sardegna paga il prezzo salato di una legislatura gettata al vento, con la disoccupazione che aumenta, l'industria che chiude, le piccole e medie imprese in grandi difficoltà, gli operatori disincantati e pessimisti sulle possibilità di uscire da questo lungo tunnel.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SPISSU.) La finanziaria del 2003 è lo specchio fedele di questa situazione, in essa si legge l'approssimazione, l'assenza di collegialità, la mancanza di una solidarietà politica interna, la contraddittorietà degli obiettivi economici, sociali e politici, l'estraneità di essa al sistema sardo. Di essa resta un grande debito, un enorme articolato di norme ad personam, un danno generale per la Sardegna. Una finanziaria che sebbene contenga l'impronta delle opposizioni, non è la finanziaria delle opposizioni che in Aula hanno dato grande prova di coesione. Questa non è la nostra finanziaria, è una cattiva finanziaria nata sotto cattivi auspici, è la finanziaria di Masala che non convince neanche il suo Gruppo e la sua Giunta, è la seconda finanziaria di Ladu che non c'è, è la finanziaria di Scarpa graziato e resuscitato dall'Aula, è la finanziaria di Pili assente e distratto, è la finanziaria del quarto mese di esercizio provvisorio per il quarto anno consecutivo. La somma delle dichiarazioni esplicite di sfiducia a Pili, pronunciate in Aula da A.N. e dall'U.D.R.; Floris dice che sono venute meno le condizioni minime politiche; Balletto parla di maggioranza mortificata; Onida dice che non sa più cosa dire.

PRESIDENTE. Prego concluda.

SPISSU (D.S.) Gli 80 voti contrari in modo palese e no avrebbero indotto qualunque Presidente a prendere atto di una situazione politica non più sostenibile e governabile. Lei, onorevole Pili, si mantiene pervicacemente al suo posto, facendo finta che niente capiti intorno a lei. Lei non è il Presidente eletto dal popolo che ad esso deve la sua legittimazione in quanto Presidente; lei, onorevole Pili, è un prodotto non proprio trasparente di questo Consiglio regionale e da esso trae la sua legittimazione e l'incarico che ricopre. Il venir meno in maniera così palese e reiterata della maggioranza che la sostiene o meglio che la sosteneva, deve necessariamente produrre da parte sua la remissione da oggi dell'incarico che ricopre. L'ostinazione produce un grave vulnus all'istituzione e crea un un'emergenza non solo politica ma istituzionale che riguarda non soltanto Forza Italia, lei è ciò che resta di coloro che la sostengono, ma che coinvolgono l'intero Consiglio e tutti noi. La sua sordità richiama tutti al senso di responsabilità politica e istituzionale, un suo conclusivo atto di responsabilità risparmierebbe a tutti noi ulteriore perdita di credibilità; se facessi soltanto gli interessi delle opposizioni vi direi, invece, di andare avanti così perché state andando bene.

Il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.). Signor Presidente, colleghi...

SANNA EMANUELE (D.S.). E la regola che per ultimi intervengono i Capigruppo?

PRESIDENTE. Il presidente Sanna voleva osservare questa regola, così come il sottoscritto, però dall'Aula è venuta una richiesta per la quale non doveva essere così, ognuno interveniva sulla base delle richieste pertanto ha chiesto di parlare l'onorevole Carloni, prego il consigliere Carloni di fare il suo intervento.

CARLONI (A.N.). Signor Presidente, signori consiglieri, proprio riallacciandomi anche proprio a questo problema procedurale, poichè non vi è una norma scritta né che imponga ai Capigruppo di parlare, né l'ordine nei quali i Capigruppo devono parlare, quindi c'è tutt'al più una prassi che si può osservare o non osservare, ma se uno ritiene di voler osservare quella prassi fa come gli aggrada. E non avrei neanche voluto intervenire dal momento che la mia posizione come quella di altri colleghi era preannunciata, però un intervento di un collega che mi ha preceduto, ed ecco l'opportunità anche di fare dichiarazioni successive a quelli dei Capigruppo, mi porta a fare la mia di dichiarazione, e oltre al fatto che la preannuncio già, è una dichiarazione di voto contrario e quindi ha bisogno di un poco di alcuna motivazione.

Mi ricordo che al momento della caduta della Giunta Floris e il successivo voto di fiducia alla Giunta Pili, ci lamentavamo del fatto, mi lamentavo del fatto col Presidente Floris - ho davanti le dichiarazioni della volta precedente - mi lamentavo, ci lamentavamo, noi allora, perché lui Presidente non concordasse né lui né la Giunta alcunché col Gruppo di Alleanza Nazionale; mi ricordo che incidentalmente disse: "Ma io le trattative le ho avute, le ho avute con altri canali e non quelli istituzionali", così ci disse prima, in precedenza, e ha detto che si sarebbe comportato in modo diverso. Al momento in cui si stava dando la fiducia al Governo Pili dicemmo le stesse cose, e cioè ci lamentavamo del comportamento precedente e volevamo che lui non si comportasse in quel modo. E' noto a tutti che la maggioranza di Alleanza Nazionale all'interno in un primo momento aveva deciso un appoggio esterno; per fatti interni nostri, poi, un voto mutò e si cambiò atteggiamento, mandammo a dire in Aula fermamente al Presidente Pili che non volevamo che si comportasse così come ci eravamo lamentati che si era comportato il Presidente Floris, ovvero che il Gruppo di Alleanza Nazionale fosse tenuto fuori, escluso dalle politiche regionali né con la Giunta, né con gli Assessori ed anche Assessori che rappresentavano Alleanza Nazionale. Detto testualmente: "La voteremo, ma la voteremo a condizione che i punti principali, presenti nel nostro programma vengano attuati". Ci furono incontri eccetera. Allora la mia è semplicemente una dichiarazione politica perché tutti hanno visto, e non voglio ripetere il perché questa manovra si è svolta in questo modo poco commendevole, però torno a dire, sono stato tirato per i capelli, per dire perché, perché non si devono dare lezioni di che cosa è una maggioranza e di che cosa è un Gruppo! Allora io ho una mia convinzione di che cosa è una maggioranza, e cioè una maggioranza è tale quando si concordano idee e programmi ed azioni comuni, e un gruppo è tale quando concorre, recepisce dalla maggioranza della coalizione quale sia l'azione di Governo e la concorda all'interno del Gruppo. Ed allora, se questo è vero e se non ci vogliono dare lezioni, nessuno ci deve dare a noi, nessuno a noi che non ha mai richiesto né assessorati, né enti, nessuno qui può dire che nessuno di noi tre o di noi quattro ha brigatto per queste cose. Chi gestisce la cosa pubblica è anche nei banchi degli assessorati in modo trasversale, ed è inutile, si sa a chi parliamo, quando c'è una gestione concorde e lo si è dimostrato anche con questa finanziaria che certe cose grosse sono passate solo per la trasversalità di persone di coalizione, allora se queste sono le maggioranze, se queste sono le coalizioni, io non mi sento rappresentato in una maggioranza del genere e tanto meno nel Gruppo, perché anche nel Gruppo si deve dire e si possono dare interdetti e sanzioni e maledizioni quando si contraddice un qualcosa che si è concordato insieme, e come non si era concordato insieme nella maggioranza, anche in questa situazione non si è concordato nulla anche all'interno del Gruppo. E quindi posso ricevere censure soltanto quando io disdico o vengo meno ad atteggiamenti presi concordemente. E mi dispiace di smentire il mio Capogruppo, non si è deciso all'unanimità o a maggioranza di Gruppo di assumere un atteggiamento in Aula su questa finanziaria. E se questo è l'atteggiamento, concludo...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Carloni.

CARLONI (A.N.). Allora siccome non c'è, non vi è stato, lo posso dire tranquillamente, una riunione di Gruppo in cui si è discusso preventivamente in corso e successivamente per la determinazione del voto di questa finanziaria, e siccome la finanziaria ha deciso cose che all'interno del Gruppo e all'interno delle coalizione si sapeva che io e qualcun altro come me non eravamo d'accordo e si sarebbe votato contrario, non stiamo facendo cose improvvisate e non stiamo facendo cose contrarie a nessuno, ma stiamo facendo cose coerenti con la nostra coscienza e con la nostra condotta politica, e coerenti allo stesso voto, questo è il significato che volevamo dare allora, e che oggi ha la conseguenza nel voto esterno allora a Pili e che non nonostante, non dico gli interdetti, ma le raccomandazioni di ciò che intendevamo noi per ciò che fosse una coalizione, noi riteniamo che non sia stato rispettato quell'atteggiamento. E siccome abbiamo una coscienza e una dignità e... allora questi sono i motivi, mi sembra di essere stato chiaro, per i quali noi votiamo contro questa manovra finanziaria. Noi, io, noi è un maiestatis errato. Io!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa maggioranza è stato già detto è stata battuta a voto segreto e a voto palese, a voto palese ancora più grave con comportamenti incoerenti, questi sì palesemente, per ben 130 volte in questi 45 - 50 giorni in cui siamo qui prigionieri di questo Consiglio e del funzionamento di questo Consiglio. Soprattutto non riteniamo e non ritengo di dover accettare lezioni di coerenza che respingo al mittente a chi in questi quattro anni di legislatura, se non sbaglio, ha cambiato tre o quattro o quant'altri gruppi, non lo so e non ricordo, ma certamente per chi come me ha una storia di coerenza cristallina, penso di non poter accettare, a nome di chi rappresento, queste lezioni, perché la persona non è in grado di respingere alcunché e nemmeno di confrontarsi su questo tema con nessuno di noi.

La finanziaria è inaccettabile nei contenuti che sono il risultato di questi tradimenti, consumati dietro il sipario del voto segreto, signor Presidente ed onorevoli colleghi, tradimenti che sono stati consumati non solo nei confronti della maggioranza ma nei confronti del popolo sardo, nei confronti degli elettori, siano stati essi di maggioranza, di A.N. o degli altri partiti, e siano stati essi elettori di opposizione, perché voglio capire anche, dalla logica dei comportamenti di quest'Aula schizofrenica, a che cosa è servito all'opposizione ed ai franchi tiratori, bocciare in quest'Aula i finanziamenti per i malati di artrite reumatoide, che aspettano di essere trattati al pari degli altri cittadini d'Italia. Faccio solo questa domanda e la lascio alla considerazione di ognuno di noi.

Un senso però si trova nel malcelato disegno di gruppi di potere ben individuabili ed esterni, in parte, a questa Assemblea, che hanno iniziato a trovare alternative alla leadership dell'attuale Presidenza della Giunta già dall'inizio della legislatura. Voglio dire che non esistono comunque in Sardegna gruppi e famiglie o famiglie, per quanto grandi, che possano coinvolgere AN in questo disegno, che ha visto a voto segreto il confluire dei loro voti con quelli della sinistra estrema.

Ma Alleanza Nazionale non può non avere un moto di ribellione ad uno scenario che ha visto, a voto palese, umiliare i propri Assessori e in particolare il capo delegazione in Giunta. Noi abbiamo, più di tutti i partiti, sacrificato le nostre aspettative per far nascere questa prima Giunta di centrodestra e più di tutti riteniamo di avere motivi per chiedere ai nostri alleati e al nostro Presidente il rispetto che ritenevamo ci fosse dovuto. Ma non pensi, Presidente, che un malcelato senso di lealtà ci costringa a un asservimento che non preveda un bilancio dell'attività e un attento esame della reciprocità, della lealtà e della coerenza dei comportamenti.

Ma il mio voto, Presidente, non è un voto libero e non è, per gli incarichi che rivesto, privo di significati che prescindono da queste realtà esterne all'Aula e che hanno convinto i miei colleghi a chiedermi di votare una pessima legge finanziaria, cui nessuno vorrebbe dare paternità, e che quindi voterò. Legge nella quale però assolutamente io non mi riconosco e con me non si riconoscono, perché non possono, coloro che mi hanno fatto arrivare a occupare questo posto di consigliere regionale per degnamente rappresentarli con i miei comportamenti.

Non intendo, con un voto contrario alla legge, a questa legge, fare regali politici ai nemici della volontà popolare - l'hanno votato 160 mila persone, lei è qui per 160 mila voti, non per la volontà di Berlusconi, Presidente - che ha espresso questa Assemblea e ai nemici del cambiamento in seno anche ad AN. Voterò a favore della legge finanziaria senza che per questo vengano a mancare le riserve e le condanne che ho testé e solo parzialmente elencato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente della Giunta, lei sa che in occasione del suo insediamento noi, pur senza muovere alcuna critica alla sua persona, io personalmente le dissi: "Sosterremo lei mentre sosterremo l'azione della maggioranza volta per volta scegliendo il bene per la nostra terra". Noi non abbiamo vincolo di maggioranza, siamo coerenti sempre - onorevole Capelli, questa volta me lo consentirà lei - e siamo coerenti con quello che abbiamo sempre detto. Noi non siamo una scoperta di stasera. Lei, più di noi, dovrebbe sapere, onorevole Capelli, che talvolta è duro stare ai diktat di partito, se no lei sarebbe ancora nell'UDR, laddove fu eletto dagli elettori e da dove è trasmigrato con molta disinvoltura verso altri lidi che lei ha ritenuto più convenienti. Per cui mi consenta di dirle che non possiamo accettare lezioni di coerenza da nessuno e tanto meno da lei. Se poi ritiene, nella sua libertà, di non dover trattare più con noi da qui in futuro, così lei ha detto, io la invito a essere coerente con quello che ha detto. Se i numeri glielo consentiranno, auguri, diversamente preoccupazioni meno di zero!

Detto questo, signor Presidente, torniamo invece al concetto importante della coerenza, e allora per essere coerenti e per non recitare il teatrino della politica, quello a cui troppo spesso siamo abituati, diciamo a cosa serve una maggioranza, a cosa serve una maggioranza politica. Allora diciamo, usando le parole dell'assessore Masala, per capire che cosa è, per esempio, il documento di programmazione economica e finanziaria: è la base di tutta la attività di programmazione della Regione; il DPEF contiene gli indirizzi e le linee guida che l'amministrazione dovrà seguire nel programmare l'utilizzo e spendere le risorse comunitarie, nazionali e regionali; al DPEF vanno collegate ogni anno le nuove disponibilità finanziarie. Questa è la politica, questa è azione politica!

E allora qual è il documento più importante che una maggioranza che intenderebbe essere tale dovrebbe collegare al documento di programmazione economica e finanziaria? Cioè qual è il documento fondamentale attraverso il quale esplicare concretamente, sul serio, l'azione politica proposta? Lo strumento principe è la finanziaria, e allora ci sono stati due passaggi fondamentali: questa maggioranza è andata sotto circa centotrenta volte, ottanta, settanta, io non lo so, sarebbe bene che, per esempio, qualcuno dicesse che non vuole più in maggioranza tutti quelli che hanno votato contro e magari a voto segreto, e io penso che l'onorevole Capelli avrebbe difficoltà a trovare una maggioranza a quel punto, ma dobbiamo dire subito che la bocciatura dell'articolo 8 sulle opere pubbliche è stata sicuramente un atto di grande irresponsabilità di questa maggioranza e di pezzi precisi di questa maggioranza. La bocciatura dell'articolo 16: dietro l'articolo 16 vi era il documento di programmazione economica e finanziaria, e più precisamente vi era il cuore del documento di politica economica e finanziaria, cioè le scelte prioritarie che questa maggioranza, seppure con le critiche che vi erano state, aveva votato e quindi condiviso. E allora all'interno di quegli obiettivi che erano stati fissati e votati da tutti, anche da me, e quindi anche da tutti coloro che oggi invece hanno espresso opinioni diverse, beh, un pezzo di questa maggioranza ha tradito miseramente gli obiettivi strategici, presidente Pili. Mi riferisco al rilancio del territorio, al sistema delle infrastrutture e dei trasporti, alla piattaforma logistica del Mediterraneo, alle risorse idriche e il sistema del ciclo delle acque, lo sviluppo dei poli scientifici e tecnologici.

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, onorevole Locci.

LOCCI (A.N.). La politica questo dovrebbe essere, non le chiacchiere e il teatrino, e qui dentro vi era il cuore, il cuore della destra per avere un senso all'interno di un'azione di politica vera di cambiamento di questa Isola. La bocciatura di quell'articolo ha detto che in questa maggioranza la destra dovrebbe fare il soprammobile! Noi non ci stiamo a fare il soprammobile, e allora qual è stato il secondo passaggio? Il finanziamento del piano straordinario del lavoro.

Noi non voteremo questa finanziaria, forse l'avremmo ancora votata, ancora, dopo passaggi tremendi, ma non dopo questi due perché adesso, con quel voto dell'articolo 18, si è spostato a sinistra l'asse di questa finanziaria. Il cuore del tema politico di Rifondazione Comunista è stato dotato di mille miliardi da questo centrodestra, stordito evidentemente in aula, e ha finanziato con ipotesi di politica socialista, del socialismo reale, gli enti pubblici perché facessero lavoro. Un centrodestra, quello vero, noi pensiamo che avrebbe dovuto guardare verso l'impresa, verso l'iniziativa privata, verso quei temi che sono cari alla destra e che sono stati traditi in quest'Aula.

Credo che per questi motivi vi sia sufficiente materia per votare contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

SCARPA (Rif. Sardi-U.D.R.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, colleghi, dichiaro il mio voto favorevole ai documenti che ci apprestiamo a votare e approfitto per fare qualche riflessione su alcune cose che sono state dette in quest'aula poc'anzi. Io sono stato eletto nel Consiglio regionale con un movimento politico che non esiste più, il Nuovo Movimento di Nichi Grauso, e subito dopo l'inizio, le schermaglie che ci sono state, mi sono dissociato dalle azioni del leader del movimento politico; non sono stato eletto nel centrodestra, sono stato eletto in un movimento che era libero, mi sono però identificato nella coalizione di centrodestra, ho votato la Giunta, la prima Giunta, anzi la seconda Giunta del presidente Pili, senza neanche averci mai parlato; ho votato poi la Giunta dell'onorevole Floris, del presidente Floris, senza chiedere nulla, senza partecipare all'attività di governo. Ero il quarantunesimo, avrei potuto chiedere e non ho chiesto; non ho partecipato all'attività politica della Giunta, sono stato al Gruppo Misto presieduto dall'onorevole Sanna. Si sono poi verificati i fatti che conosciamo e per un anno e un po' di mesi ho collaborato con il presidente Pili, con la Giunta e con la maggioranza in maniera credo leale e fattiva, e oggi sono qui a ribadire questa lealtà al presidente Pili, alla Giunta e alla maggioranza.

Per rispetto verso il lavoro svolto, per coerenza con le scelte che ho fatto fino adesso, per le lealtà verso questa maggioranza, confermo che voterò la finanziaria e rimetto al Presidente della Giunta regionale e a tutta la maggioranza che mi ha dato il mandato di Assessore la valutazione sulla permanenza mia sull'Esecutivo regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Pertanto possiamo procedere al voto. Ricordo che voteremo adesso la legge finanziaria, poi il bilancio, poi le note di programma e infine il bilancio del Consiglio. Naturalmente, dopo la discussione, dopo le dichiarazioni di voto, c'è la replica da parte della Giunta che farà anch'essa dichiarazioni di voto, quindi il presidente Pili, suppongo. Prego, Presidente.

FADDA (La Margherita-D.L.). Dichiarazione di voto!

spissu (d.s.). Dichiarazione di voto, non replica, Presidente. Scarpa, Pili, tutta la Giunta fa dichiarazioni di voto?

PRESIDENTE. Tutti i consiglieri regionali, nessuno escluso, possono fare dichiarazioni di voto. Quindi il presidente Pili ha chiesto di fare la sua dichiarazione di voto e ha cinque minuti di tempo come gli altri.

CUGINI (D.S.). Come gli altri che dovessero chiedere la parola!

PRESIDENTE. Come gli altri che hanno chiesto e che dovessero chiedere la parola, o che la chiederanno domani, è la stessa cosa, perché se non finiamo stasera finiamo domani.

CUGINI (D.S.). Stiamo cambiando tutte le prassi.

PRESIDENTE. No, stia calmo, onorevole Cugini! Prego, onorevole Presidente della Regione.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, chiedo scusa, io ho chiesto di poter parlare sperando che ci fosse da parte di tutti una disponibilità al fatto che la Giunta potesse chiudere le dichiarazioni di voto. Questa è sempre stata la prassi, ma prendo atto che non vi è questa disponibilità a far chiudere alla Giunta questo mini dibattito in sede di dichiarazioni di voto e quindi io rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Suppongo che il Capogruppo di Forza Italia sia d'accordo con questa richiesta fatta dall'onorevole Pittalis.

CORONA (F.I.-Sardegna). Sono d'accordo.

PRESIDENTE. Il Capogruppo di Forza Italia è d'accordo, allora procediamo alla votazione per appello nominale.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 383/A. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno ; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 22, corrispondente al nome del consigliere Dore.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Dore.

LICANDRO, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA.

Rispondono no i consiglieri: DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 79

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 41

contrari 38

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Se non ci sono richieste particolari, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 384/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA -CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI -GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA -TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 79

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 44

contrari 35

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, delle Note di programma della legge finanziaria, documento numero 47/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI -GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio per l'esercizio finanziario 2003

PRESIDENTE. Adesso devo chiedere agli onorevoli Assessori di lasciare il posto ai Questori perché procediamo al voto del bilancio del Consiglio.

Onorevole Cassano si prepari per la relazione.

(Interruzioni)

Intanto che il Collegio dei Questori si predispone per l'illustrazione del bilancio del Consiglio, devo chiedere ai Capigruppo di trattenersi perché dobbiamo fare una, come si suol dire, breve Conferenza dei Capigruppo. Voglio ricordare che il 28 è Sa die de sa Sardegna e dobbiamo decidere insieme che cosa eventualmente si deve fare il giorno o comunque in occasione di questo avvenimento.

(Interruzioni)

Devo chiedere agli Assessori tecnici di accomodarsi un momento nella saletta. Abbiano pazienza.

Ha facoltà di parlare il consigliere Questore Cassano per illustrare il bilancio del Consiglio.

CASSANO (Rif.Sardi-U.D.R.), questore. Presidente, così come per il bilancio della Regione, anche per il Consiglio si rende opportuno procedere all'approvazione del bilancio. Vi abbiamo presentato la relazione scritta, quindi ci rimettiamo all'Aula.

PRESIDENTE. L'onorevole Cassano, si rimette all'Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio del Consiglio.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - OPPI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 70

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 70

(Il Consiglio approva)

I colleghi Capigruppo sono pregati di seguirmi nella stanzetta affianco.

Colleghi, credo che possiamo anche chiudere l'Assemblea, credo che farà piacere a molti, noi ci facciamo la riunione dei Capigruppo, chiudiamo il Consiglio. Il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 27.