Seduta n.322 del 08/05/2007 

CCCXXII Seduta

(Pomeridiana)

Martedì 8 maggio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 40.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 aprile 2007 (315), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Silvio Lai ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'8 maggio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, chiedo una breve sospensione, vista la scarsa presenza di consiglieri in Aula.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 16 e 50.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazione di voto sugli emendamenti numero 167 e 441 all'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, quando abbiamo interrotto i lavori stamattina c'era una notevole attenzione su questo argomento, e io intervengo per dare un piccolo contributo alla questione. Il collegato alla legge finanziaria dello scorso anno ha disciplinato un sistema di imposte regionali; la Giunta, con la legge finanziaria di quest'anno, all'articolo 3, ci propone una profonda revisione di quel sistema. Gli emendamenti numero 167 e 441 sono stati sostenuti da diverse dichiarazioni di voto fondate sul presupposto della rimozione di quel sistema di imposizione regionale.

Vorrei segnalare all'Aula che questi due emendamenti rimuovono non il sistema della imposte regionali ma la proposta di modifica e di miglioramento formulata dalla Giunta; pertanto, se questi due emendamenti fossero approvati, rimarrebbe in vigore il sistema fissato con la legge dello scorso anno. Ora, io personalmente ho numerose riserve su questo sistema di imposizione però credo che se l'intento era la sua cancellazione si sarebbe dovuto formulare un emendamento soppressivo del sistema normativo previsto nella legge dello scorso anno. L'approvazione di questi due emendamenti oggi andrebbe però, come dire, in senso opposto rispetto alle volontà espresse nelle dichiarazioni di voto a favore dei medesimi.

Pertanto, sebbene io capisca le finalità politiche che hanno sostenuto le dichiarazioni di voto precedenti, dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io dichiaro il voto contrario del Gruppo di Rifondazione Comunista agli emendamenti soppressivi. Lo dichiaro per due ragioni fondamentali. La prima ragione è che mi pare che l'articolo 3 contenga elementi di giustizia perchè essendo mutata, anche sul piano normativo, la possibilità edificatoria nell'ambito costiero questo ha prodotto effetti di rivalutazione forte degli immobili situati in quell'ambito . Intervenire sulle plusvalenze, oggi, significa riequilibrare un pochino un vantaggio assolutamente gratuito ricevuto da tutti i proprietari di quegli immobili. Avere oggi una villa in costa significa avere un patrimonio raddoppiato e forse triplicato di valore, proprio per l'impossibilità di pensare a interventi di incremento delle cubature delle seconde case. Allora, se una parte di quelle plusvalenze, una parte di quei vantaggi, ottenuti spesso a discapito degli altri, anche attraverso procedure di sanatoria di azione abusive, viene assegnata all'intera comunità regionale io credo che si faccia atto di giustizia. Per cui tutte le motivazioni addotte per l'abrogazione di questa norma mi sembrano assolutamente prive di senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 167 perchè, al contrario della valutazione che faceva poc'anzi l'onorevole Uras, non credo che l'articolo 3 della nostra finanziaria contenga elementi di giustizia. Introduce invece un grande elemento di ingiustizia cercando di aggirare l'ingiustizia, già creata con la legge numero 4/06, estendendo, come risposta alle difficoltà emerse in ordine al controllo della Consulta, l'imposizione della tassa, che è una tassa di terra, di mare e di cielo, anche ai nostri emigrati.

I nostri emigrati ora, con questa finanziaria, dovranno essere assoggettati a questa tassa, la tassa sul lusso; i nostri emigrati che sono 700 mila in tutto fuori dalla Sardegna, 350 mila in Italia, 350 mila fuori dall'Italia, posseggono probabilmente il 20, il 30 per cento delle case presenti sulle coste. Il bilancio a credito degli emigrati, nella nostra finanziaria, è costituito da 4 milioni di euro, il bilancio che viene addebitato ai nostri emigrati è di circa 100 milioni di euro, pensando a 1000 euro come importo della tassazione e per ogni emigrato possessore di seconda casa. Cioè stiamo parlando di un importo e, quindi, di una ingiustizia che veramente è di proporzioni bibliche.

Noi non possiamo assolutamente accettare che attraverso la finanziaria, soltanto per "aggiustare" gli elementi distorcenti che la Consulta ha potuto rilevare nella legge numero 4, creiamo una ulteriore grande ingiustizia, una ingiustizia che graverebbe unicamente sui nostri emigrati. Stiamo per fare un errore che io definisco storico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente io voterò a favore dell'emendamento numero 167, intendendo così votare contro l'articolo 3 e contro tutto il sistema impositivo di riferimento, perché non riesco a capire quale motivazione seria supporti questa normativa. E' contro gli interessi dei sardi non residenti, ha vizi di legittimità perché non si possono applicare tasse a cittadini italiani se non in maniera uniforme.

Va contro le direttive comunitarie che stabiliscono la libera circolazione di persone e di cose, non ubbidisce agli interessi di competitività del mercato turistico della Sardegna rispetto al resto d'Europa, il ricavato io credo che non sarà sufficiente neppure a coprire le spese per organizzare la stessa raccolta delle imposte di cui stiamo parlando; in definitiva non so darmi una spiegazione. Mi sono chiesto a che cosa ubbidisca questa scelta, se sia dovuta cioè a un rigurgito di un becero sinistrismo; però questo sarebbe vero se il Presidente fosse stato il compagno Uras, ma così non è, non ci può essere rigurgito di becero sinistrismo nel Presidente perché non è figlio di quella cultura. Davvero non so darmi una spiegazione, non riesco a trovare nulla di positivo e colgo l'occasione per dire ai compagni e agli amici della maggioranza, quelli più sensibili al sistema democratico, più sinceramente autonomistici, che la scelta adottata ieri dal presidente Soru per assicurarsi la vittoria oggi certamente porterà alla debacle. Grazie, Presidente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Presidente, io non voterò a favore dell'emendamento numero 167, che tende a sopprimere integralmente l'articolo 3, per il semplice motivo che, come si evince semplicemente scorrendolo, esso ha un contenuto così eterogeneo e così ampio che pur necessitando, lo stesso articolo 3, di alcune modifiche e correzioni, direi di una sorta di intervento di chirurgia plastica, non è possibile farlo se esso viene del tutto abolito. Né, d'altra parte, credo che sia opportuna una soppressione totale dell'articolo 3 perché questo diventerebbe davvero un fatto politico, e diventerebbe un fatto che aprirebbe forse un ragionamento di carattere politico generale sui contenuti e sull'impostazione di questa stessa legge finanziaria e di questo suo contenuto.

Pertanto, pur riservandomi di intervenire sugli emendamenti successivi che riguardano, specificatamente, i commi 2, 3 e 4 nei quali si fa riferimento ad altre parti dello stesso articolo 3, e sui quali invece voterò a favore, su questo emendamento numero 167, dichiaro il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, sarò brevissimo perché i miei colleghi, gli 'onorevoli Capelli e Randazzo hanno già dichiarato, intervenendo nel corso del dibattito, i motivi per cui il nostro Gruppo avrebbe votato a favore di questo emendamento. Prendo la parola solo per dire che probabilmente, se si fosse votato alle ore 14, caro presidente Soru, questo emendamento sarebbe stato approvato.

Proseguo il mio intervento, tanto il presidente Soru ci sia o non ci sia, ascolti e non ascolti, le sue imposizioni le comunicherà comunque. Dicevo, presidente Soru, che probabilmente se questo emendamento fosse stato votato alle ore 14, l'articolo 3 sarebbe stato soppresso, perché è una vergogna per la nostra Isola l'applicazione di queste tasse, come è una vergogna accelerare l'approvazione di leggi che voi, dopo sei mesi, portate in Aula per modificarle. E' il caso della legge di cui all'articolo 3.

In quest'Aula abbiamo ripetutamente sostenuto che le leggi sono cose serie, che vanno approvate non con celerità, ma con meditazione, leggendole attentamente, cercando di interpretare la volontà della società sarda, invece no. Il presidente Soru vuole che si approvino in fretta, salvo poi sbattere la faccia sul paletto e tornare dopo sei mesi a modificare la norma in Aula. C'è una disposizione vergognosa in questo articolo, Presidente, è quella prevista al comma 1, comma 7 della novella, che stabilisce che l'imposta regionale si applica nella misura del 20 per cento. Il mio collega di partito, l'onorevole Randazzo, ha cercato di spiegare che questo 20 per cento, in base ad una normativa nazionale, lo paghiamo già; quindi, poiché lei sta condannando a pagare per la seconda volta questa imposta, si pagherà non il 20 per cento ma il 40 per cento.

Presidente, finché è ancora in tempo, la invito a rileggersi le norme alle quali fa riferimento e si renderà conto che l'imposizione di questo 20 per cento è errata. Io ho sollecitato la sua presenza in occasione del mio intervento nel dibattito generale, perché avrei auspicato che ascoltasse le considerazioni su questo punto; mi fa piacere che lei finalmente si sia presentato in Aula. Va bene comunque che ci siano l'assessore Dadea, e gli altri Assessori interessati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, mi fa piacere che il presidente Soru sia arrivato, forse farà piacere anche ai miei colleghi. Io, Presidente, ribadisco solo la questione relativa agli emigrati. I nostri emigrati, i nostri sardi che vanno fuori a lavorare sono partiti tanti anni fa, hanno guadagnato un po' di soldi e si sono costruiti la casa. E ci sono anche i nuovi emigrati: i nostri giovani. Lei sa più di me quanti giovani stanno andando fuori dall'isola a cercare un posto di lavoro, ma con la speranza, cari colleghi, di rientrare in Sardegna. Molti di questi ragazzi speravano in lei, Presidente, glielo dico francamente, ci sperano ancora, io mi auguro che abbiano ragione di sperare in lei. Pertanto questo articolo secondo me va corretto, ma corretto veramente, Presidente, lo faccia per questi ragazzi.

Ricordiamoci dei numerosi emigrati nella penisola, dei circoli degli emigrati che fanno sempre qualcosa per la Sardegna, ci sono sempre le nostre bandiere, e noi qui oggi che cosa stiamo facendo? Voi sorridete, ma li stiamo penalizzando. Quanti vostri amici sono fuori? Quante persone che vi hanno votato? Continuate così, continuate così! Io sono dispiaciuto, non per me ma per questa gente che va fuori per un pezzo di pane, perché la loro disgrazia è stata non aver trovato un posto di lavoro in Sardegna. Però loro sperano di tornare in Sardegna, ecco perché costruiscono un "briciolo" di casa.

Sono persone di Tortolì, di Villasimius e di altre zone che io ho conosciuto e che mi hanno chiesto di presentare questi emendamenti. Questa è la situazione. Poi, ci sono i grandi miliardari, per esempio Berlusconi è giusto che debba pagare le tasse, è giusto! Però non è giusto che le paghino questi emigrati. Dunque vi dovete vergognare voi. Vi dovete vergognare di far pagare le tasse alla povera gente. Di questo vi dovete vergognare! Presidente, io le chiedo solo una cosa, veda di modificare questa norma. E' meglio per tutti, per quest'Aula, perché è una vergogna!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, noi non abbiamo ancora, come Consiglio regionale, la possibilità di stabilire a priori, prima di esitare le leggi, quale impatto queste avranno nel corso della loro attuazione. In questo caso, però, abbiamo un anno di esperienza; questo anno di esperienza ci dice che l'associazione dei porti (è associazione di comuni) e le associazioni private hanno stabilito che c'è stato un forte calo di presenze di natanti in Sardegna. Questo è un dato inconfutabile, lasciamo perdere le canoe, o la barca a remi o i motorini di Villasimius che non rispondono a nessun dato oggettivo, perché dati oggettivi la Giunta non ne ha dato.

Ricordiamo la vertenza tra Soru e il sindaco di Castelsardo il quale in piena estate sosteneva, e continua a sostenere, che c'è stato un notevole calo delle presenze dei natanti e anche del flusso turistico. Non parliamo di altre cose per non distogliere la nostra attenzione. Allora, il problema è su che cosa la Sardegna voglia fare: è un problema di immagine. È chiaro che se io ho una barca e viaggio nel Mediterraneo e trovo convenienza ad andare in Croazia e in Corsica, vado in Croazia e in Corsica, non vengo in Sardegna perché non me ne frega niente di venire in Sardegna, ci vengo se ci sono parità di condizioni.

Ora, io sono intervenuto anche per riprendere le affermazioni di qualche consigliere regionale, che è intervenuto precedentemente, il quale ha sostenuto che con questo emendamento non si modifica la disposizione perché è già nel collegato alla finanziaria dell'anno scorso, attenzione non è così. La norma finanziaria a cui si fa riferimento è stata eccepita dalla Corte, se rimane in vita quella norma e si approva questo emendamento e la Corte costituzionale dovesse dire no, quella norma non sarebbe più in vigore, se invece così non facessimo, e facciamo un'altra norma, noi la manterremmo in vita. Ed ecco perché io voto a favore dell'emendamento che è stato presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi voteremo contro l'emendamento. Quando l'anno scorso abbiamo votato queste tasse non le abbiamo votate pensando o sperando che la Corte potesse eccepire su di esse. Le abbiamo votate con convinzione, perché ritenevamo giusto che una parte del reddito prodotto da un immenso, straordinario patrimonio immobiliare, posseduto da chi non ha residenza fiscale in Sardegna, che usufruisce e consuma una importante risorsa paesaggistica e ambientale dell'isola potesse essere utilizzato a favore delle nostre comunità delle zone interne, e non solo, per avviare un processo di sviluppo. Pertanto votiamo no con grande convinzione, anche perchè gli argomenti portati dai colleghi su questo punto non ci sembrano molto convincenti.

Devo dire invece che penso possa essere fatta una ulteriore riflessione sulla tassa sui natanti, perché ha una funzione completamente diversa rispetto a quella sul patrimonio immobiliare (abbiamo parlato del consumo della risorsa ambientale); ho sentito argomentazioni convincenti, ho visto anche qualche emendamento dei colleghi che mi pare serio. Può darsi che su questo punto sia giusto aprire all'interno della maggioranza e con la Giunta una ulteriore riflessione.

PRESIDENTE.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, ha anticipato le mie osservazioni il lucido e sempre puntuale intervento dell'onorevole Floris. Noi siamo consapevoli che, se si sopprime l'articolo 3, si presenta in tutta la sua drammaticità l'articolo della legge numero 4 del 2006. Siamo consapevoli, ma proprio perché rincorriamo le tre "i" (inefficacia, incostituzionalità e così via), ci appelliamo alla soppressione perché se rimane una norma che è stata travolta da un contenzioso evidente, hanno eccepito autorevoli fonti, sulla sciatteria legislativa, è chiaro che tutto naufraga. Quindi, chi verrà in Sardegna si affrancherà da queste randellate dispensate con rancore e improvvisazione da una legislazione che sta mostrando tutti i limiti della sua crudeltà.

Allora va bene la filosofia di cercare di attingere dalle sacche opulente dei ricchi, ma quando si chiedono umilmente lumi ad autorevoli fonti quali l'Agenzia generale delle entrate, il collegio dei notai, che ci allarmano e ci dicono di stare attenti a queste corbellerie perché si può incorrer nelle censure sia dello Stato italiano sia dell'Unione Europea dei quali siamo parte integrante, noi vi diciamo che siete ancora in tempo ad evitare queste umiliazioni.

Dobbiamo abbandonare l'atteggiamento da ultras, da curva sud per cui vogliamo difendere, anche ipocritamente, ciò che è indifendibile; sono previste tasse demagogiche che non danno nessun beneficio all'erario sardo. Questo ipotetico introito di 200 milioni, inventato non so da chi, poi non si sa neanche a quanto si ridurrà per effetto dell'esazione, non c'è un'analisi costi-benefici, c'è improvvisazione, un navigare a vista, che sta dimostrando a distanza di tre anni tutti i limiti di questa legislazione impostata sugli spot demagogici, sul populismo, priva di gambe lunghe; perché queste leggi, come detto altre volte inascoltato, si fanno in prospettiva perché durino, non perché siano "rancorose" verso qualcuno e niente altro.

Devono essere leggi studiate e meditate, non possono essere paragonabili alla superficialità con cui si inventano i bond o altre alchimie del mondo della finanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, noi stamattina avevamo annunciato il voto favorevole a questo emendamento in virtù di una serie di considerazioni che, molto lucidamente, aveva fatto il collega Pittalis. Mi pare di poter avvertire, però, dall'intervento del capogruppo dei DS, che esiste una volontà di prendere atto di alcune considerazioni che sono emerse durante il dibattito e che, quindi, si possa ragionevolmente pensare di attendere prima di votare l'articolo 3, affinché venga, così come è stato detto, rivisitato su alcuni punti e quindi rigiudicato nella sua interezza.

Se c'è questa disponibilità, noi possiamo rivedere la nostra posizione .

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 167 e 441 sui quali, ricordo, era stata richiesta la votazione nominale.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, è stata chiesta una sospensione da parte della sua maggioranza!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 167 e 441, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Renato Lai e Manca hanno votato il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 72

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 33

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 442.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 442. Benché altri colleghi abbiano suggerito all'onorevole Scarpa l'inconsistenza delle argomentazioni portate al suo voto di astensione, vorrei ribadire che il precedente articolato, onorevole Scarpa, senza questa modifica non ha nessun valore perché è stato impugnato, ecco quindi la necessità di votare a favore dell'emendamento.

Io non mi attardo sulle motivazioni che hanno portato l'onorevole Marrocu a dire che era profondamente convinto l'anno scorso, che ancora di più è convinto quest'anno. Onorevole Marrocu, lei è padronissimo di pensare in questo modo e ci mancherebbe altro, di fronte a cotanto Presidente! Il problema, onorevole Marrocu, è che non sono stati rimossi tutti gli ostacoli manifestatisi nel precedente provvedimento: questa norma era illegittima e incostituzionale l'anno scorso, e rimane totalmente incostituzionale oggi.

Quindi, onorevole Scarpa, lei che si è dimostrato molto attento a verificare un attimino le cose, le assicuro che non cambia assolutamente nulla; anzi, il suo voto probabilmente avrebbe potuto essere un voto molto importante, perché avremmo potuto certamente far decadere questa norma, e lasciare in piedi tutti i dubbi che la Corte costituzionale ha sulla precedente norma. Per cui non ho capito assolutamente per quale motivo sia successo questo. Ora ci sono le peripezie dell'onorevole Marracini per giustificare un voto piuttosto che un altro; onorevole Marracini, santa pazienza, un sussulto d'orgoglio! Ci voleva così poco per votare così come avevate annunciato stamattina, ci voleva così poco. Certo ho visto che l'onorevole Pittalis ha votato, che l'onorevole Lai ha votato, è l'onorevole Marracini che non ha votato,.

Onorevole Marracini, per accedere alle considerazioni dell'onorevole Marrocu, bisogna prima modificare la norma sulle imbarcazioni. Fermiamoci un attimino, lei non può confondere le due cose, perché una volta che passa il tutto, stia tranquillo che passeranno interamente, come sono previste in questo articolato, anche le norme sulle imbarcazioni. Il presidente Soru ci farà navigare ancora una volta a vista.

Pertanto non avete ottenuto assolutamente nulla, come non otterrete nulla sulle altre questioni che avete sollevato relative all'artigianato e al commercio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voterò a favore di questo emendamento soppressivo del comma 1. Vorrei dare un altro elemento di riflessione all'onorevole Scarpa. L'emendamento numero 885, che vedremo successivamente, sostitutivo totale, prevede anche l'abrogazione delle norme contenute nella legge del 2006 in materia di imposte; perciò nel caso venisse soppresso anche questo comma 1 (e votando anche per parti questo comma 21 dell'emendamento numero 885), si recupererebbe la volontà politica di abrogazione della norma sulle imposte regionali.

Io credo che siamo ancora in tempo, anche perché, onorevole Marrocu e onorevole Marracini, modificare l'imposta sulle imbarcazioni non ha la stessa rilevanza di una modifica delle imposte sulle plusvalenze e sulle seconde case. Anzi, se dovessimo contrattare un principio, cosa sulla quale non sono in ogni caso disponibile, preferirei mantenere quella sulle imbarcazioni, ma non quella sulle seconde case e le plusvalenze, perché questa tassazione ha un senso sociale decisamente diverso dalla tassazione delle imbarcazioni e degli aeromobili.

Ecco perché ho apprezzato molto la coerenza di alcuni componenti della maggioranza che hanno dichiarato il proprio voto e non l'hanno cambiato ; ma mi viene molto difficile, e vorrei anche sottolinearlo, comprendere quelli che si sono assentati, per non esprimere il voto, divergendo dal concetto espresso in norma. Sappiamo tutti che non condividono il merito di queste tasse, ma noi siamo qui per assumerci la responsabilità delle scelte che facciamo, non per aggirarle o per lasciar fare agli altri; , ognuno di noi ha, il dovere di esprimersi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, in premessa vorrei sottolineare che il Regolamento sancisce che le dichiarazioni di voto possono essere richieste in qualsiasi momento, quindi non ho capito perché non mi sia stata data l'opportunità, concessa invece ad altri, di intervenire.

Comunque sia, poco fa mi è sembrato di veder arrivare dentro l'Aula il buon pastore per cercare le pecorelle smarrite. E' quello cioè che stava facendo il presidente Soru. Poi, un suo aiutante pastorello, probabilmente troppo ligio all'ubbidienza, ha fatto sì che quelle pecorelle che continuavano a belare siano state zittite del tutto con una votazione.

Io debbo dire che è stata una cosa estremamente importante che una parte della maggioranza, una volta tanto, sia riuscita a ragionare con la propria testa, fuori dello schema per cui una norma data è obbligatoriamente quella, punto, anche se fa deragliare il treno. Io credo che qualcuno debba iniziare a ragionare in termini seri, di prospettiva, su quali benefici queste tassazioni vogliano portare alla Sardegna.

Anche l'anno scorso, intervenendo da questo stesso posto, sullo stesso argomento, dissi che avrei voluto conoscere a quanto sarebbe ammontato l'importo ricavato da queste imposizioni, sapendo che il loro costo era intorno ai 3 milioni e rotti. Se si confrontano le due voci pare che l'introito sia di circa 1 milione e mezzo.

Bisognerebbe iniziare a ragionare sul danno di immagine che è piovuto sulla Sardegna, su una serie di comuni, quasi tutti quelli della costa, che hanno in campo progetti relativi al turismo nautico, che è l'avanguardia del turismo di elite e che può portare sviluppo economico serio per la Sardegna. Pagano, pagano, collega Marrocu! Bisognerebbe, ripeto, iniziare a ragionare! Voi non volete ragionare perché state dando una sola direzione al bilancio, quella delle anticipazioni fatte in modo certamente non chiaro, secondo i principi della "finanza allegra", come l'abbiamo definita più volte in modo eufemistico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, è certamente legittimo proporre l'abrogazione di una norma che non si condivide; direi che fa parte del nostro lavoro proporre a quest'Aula l'abrogazione di norme che non condividiamo, anche quando siamo parte di una maggioranza, anche se le abbiamo votate. Io personalmente, intimamente, e credo che una riflessione possa essere fatta anche nel campo dell'etica parlamentare, non trovo assolutamente etico, dal mio punto di vista, pensare di abrogare una norma per lasciare in piedi un sistema normativo previgente che non si condivide, nella speranza che venga dichiarato costituzionalmente illegittimo o che venga modificato con un altro emendamento, perché se la speranza fosse poi dimostrata vana, che ordinamento giuridico lasceremmo?

Qui stiamo legiferando, dobbiamo ragionare sulla certezza del diritto. Quindi, questa è la ragione per cui mi sono astenuto e continuerò ad astenermi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, questo emendamento che vuole abrogare il comma 1, ci aiuta a ricordare ai colleghi della minoranza che queste tasse non sono un pezzo della politica di questa maggioranza slegata dall'insieme delle politiche per lo sviluppo; ma la tassazione delle plusvalenze immobiliari fa parte di una politica complessiva che ha messo l'ambiente, la salvaguardia dell'ambiente, uno sviluppo urbanistico ordinato, al centro di un modello di sviluppo sostenibile. Quindi se noi oggi tassiamo le plusvalenze, tassiamo le seconde case che sono una rendita, lo facciamo perché prima abbiamo messo ordine al nostro sviluppo urbanistico e, quindi, c'è una coerenza tra le previsioni del Piano paesaggistico e quello che prevediamo quando diciamo che dove non si è costruito non si costruirà più; pertanto, il fatto di rendere unico quel bene immobiliare ne aumenta il valore

Onorevole La Spisa, noi non tassiamo attività economiche, noi non stiamo facendo i reaganiani alla rovescia, noi intacchiamo rendite, non attività produttive, laddove queste rendite insistono su un bene pubblico: l'ambiente.

Per concludere, credo che cassare o aver provato a cassare l'intero articolo, avrebbe fatto rivivere gli articoli e la normativa precedente con la sola eccezione, perché è l'unico elemento di incostituzionalità su cui c'è stato dibattito, dell'esenzione dal pagamento della tassa degli emigrati. Quindi credo che questo comma ci aiuti a ricondurre la discussione nell'alveo complessivo delle politiche di sviluppo di questa Regione. Pertanto noi voteremo contro questo emendamento, siamo a favore dell'articolo, perchè crediamo che queste tasse facciano fare alla Sardegna un passo avanti nelle politiche di sviluppo sostenibile e di perequazione territoriale.

Poichè ci riempiamo la bocca di "sviluppo delle zone interne", di "assistenza verso i più deboli, di "considerazione della Sardegna come un'unica comunità" non possiamo poi dimenticare questi obiettivi quando le risorse mancano; e il recupero delle risorse in questa regione deve avvenire a carico di chi ha delle rendite e non delle attività economiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Pongo, prima di tutto, una questione di metodo; il segretario regionale, il collega Marracini, prima della votazione dell'emendamento precedente, ha chiesto la sospensione dei lavori, limitatamente alla votazione sull'articolo 3; si è invece passati al voto: ancora settori della maggioranza completamente sordi! Continuiamo a chiederci se il nostro contributo può avere ancora un senso dato che non abbiamo avuto risposte sulle questioni poste nel corso del dibattito generale, tutto sta procedendo.

Noi abbiamo preso una posizione chiara sull'articolo 3; abbiamo detto che, dal nostro punto di vista, è un sistema che non ci convince, mi pareva che fossero emersi argomenti favorevoli a rivedere alcune parti, si sta proseguendo invece nell'esame e anche nelle votazioni. Anche le considerazioni che, da ultimo, ha portato il collega Porcu non rispondono ad una domanda di fondo. Cioè, mi deve convincere sul fatto che sia possibile creare una distinzione tra chi ha un reddito superiore ai 100 mila euro e chi, invece, vive della sua pensione e che, con i sacrifici di una vita, perché emigrato negli anni sessanta nel Lazio, in Toscana,inUmbria, ha investito i sui risparmi nell'acquisto di una casa a Cala Liberotto, non necessariamente in Costa Smeralda, o a La Caletta o a San Giovanni di Posada. Io non nascondo che sto ricevendo telefonate che esprimono preoccupazioni e richieste di chiarimenti; chiedono infatti: "Ma è vero che anche le nostre case saranno tassate?" Non ci credono ancora. Io pongo un problema; si è cercato di creare una diversificazione tra chi ha e chi non ha, tra chi ha tanto e chi ha poco, ma mi pare che questa impostazione non tenga conto, assolutamente, anche della capacità economica e reddituale. Noi abbiamo valutato questi aspetti che ancora ci inducono a porre con forza il problema politico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, ed anche per ribadire una questione di fondo, cioè che per quanti sforzi si possano fare per modificare questo articolo, nei suoi diversi commi, non si può eliminare un dato di fatto che è stato evidentemente ignorato da parte di chi ha voluto respingere l'emendamento soppressivo totale. Ribadisco ancora, quantomeno per l'onorevole Porcu che insiste nell'affermare alcune cose, attribuendo tra l'altro a noi cose diverse da quelle che diciamo, che queste tasse che voi avete imposto, a parte forse quella sulle plusvalenze, ma in particolare quelle sugli immobili, sulle barche e sugli aeromobili non colpiscono le rendite: sono tasse patrimoniali.

Potete poi definirle in un altro modo, ma voi con queste tasse, pur volendo colpire le rendite, state colpendo il patrimonio, il valore dei beni; di fatto, istituite la tassazione più odiosa e più inutile, la più iniqua, quella che colpisce il bene indiscriminatamente, in quanto tale, perché il bene può essere di un ricco o di un povero. Questo vale per la casetta di 40 metri quadrati, così come per la barchetta di 14-16 metri quadrati. Questo significa che voi proprio non volete uscire dalla logica che caratterizza la mente del Presidente della Regione, ma anche il DNA della sinistra. State tranquillamente in questo DNA e in questa mente. Spero che prima o poi i cittadini capiscano dove li volete portare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento soppressivo, e credo sia utile sottolineare, una volta di più, che si tratta di un'imposta e non di una tassa. Non è una sottolineatura pleonastica, la tassa è il corrispettivo di un servizio e, di conseguenza, tutte le volte che viene corrisposto un servizio, è logico, è normale che ci sia per contropartita il versamento di un importo adeguato. Quella è la tassa. L'imposizione è una gabella che impone il pagamento di una somma su un valore patrimoniale o su una quantità di ricchezza prodotta. Tutti i ragionamenti che vengono fatti, diversamente, stanno a zero.

Io voterò a favore di questo emendamento perché questa imposta è ingiusta, perché, checché ne dica il collega Porcu, che la giustifica come il corrispettivo di un consumo del bene ambientale, evidentemente introduce una classifica del bene ambientale all'interno della Sardegna, perché è imposta sulle abitazioni all'interno dei tre chilometri. Significa che una casa sul mare consuma l'ambiente, deve pagare l'imposta sulla plusvalenza, un villino a Gusana oppure sul Monte Spada invece no. E questo è profondamente ingiusto oltre che stupido.

Voterò a favore di questo emendamento perché è ingiusto nei confronti dei sardi che risiedono nella Penisola, che sono scappati da quest'isola perché non avevano lavoro, che sognano di tornare e con i loro risparmi hanno costruito la casa sulle coste, perché sono solo i sardi che hanno il domicilio fiscale in Sardegna, cioè quelli che stanno all'estero, che sono esenti da questo tipo di imposta.

Voterò a favore di questo emendamento perché l'imposta è inapplicabile, in quanto presuppone il calcolo della plusvalenza facendo un raffronto tra il valore al momento della transazione e il valore di costruzione, oppure delle successive ristrutturazioni effettuate nel tempo. Orbene, come si fa a stabilire il valore dei fabbricati costruiti prima della "Legge Ponte", cioè prima della seconda metà degli anni '60, quando si costruiva senza obbligo di progetto, senza concessione edilizia,? E ancora, voterò contro, sta scadendo il tempo e concludo, perché è anticostituzionale, in quanto discrimina tra i cittadini di uno Stato. Infine, perché è antistorica, perché reintroduce una di quelle barriere doganali che il processo formativo dell'Unione Europea ha lasciato da tempo alle spalle dello Stato nazionale italiano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Anche io voterò a favore dell'emendamento numero 442, che intende sopprimere il comma 1 dell'articolo 3; e non sarei intervenuto in questo dibattito se non avessi potuto constatare la mano tesa dell'onorevole Porcu al chiarimento relativo proprio al senso di questa imposta. Ma, più che una mano tesa, mi è sembrato un piede teso proprio perché demolisce, di fatto, ogni ragione all'introduzione di questa imposta.

Questo "piede di Porcu", in effetti, altro non è che il grimaldello di cui parlava ieri, evidentemente, l'onorevole Diana; e noi, siccome a questo grimaldello abbiamo legato la rivoluzione che il presidente Soru voleva fare, tendiamo a dare risposta. Non si tratta di tassare, evidentemente, una rendita, come è stato già detto anche dall'onorevole La Spisa, ma si tratta esattamente di tassare impropriamente un plusvalore, perché, di fatto, si tratta del valore aggiunto di un patrimonio, cioè si tratta di reintrodurre e di sovrapporre un'altra Iva.

Si tratta di un'altra Iva perché il valore aggiunto che noi paghiamo di già attraverso una transazione cosiddetta patrimoniale lo stiamo ripagando, né più né meno, tant'è che anche la misura della tassazione, il 20 per cento sul valore di differenza incrementato del valore patrimoniale, è uguale, è identica all'Iva, al valore aggiunto che intendete introdurre. Quindi altro non è che una doppia Iva.

Si tratta ovviamente di un'ingiustizia e avremmo avuto la possibilità di correggerla; tassare un patrimonio è iniquo ( non si valuta l'utilizzo) e gravare sulla transazione immobiliare comporterà un danno immediato perché non faremo altro che frenare il mercato immobiliare in Sardegna; e questo sarà davvero un danno per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Presidente, stamane ho ricordato come sino alla fine dell'800 si pagassero le decime, sa deguma, e ora mi è venuto in mente che quando eravamo ragazzi e arrivavano le cartelle delle tasse si diceva: "est arribbadu s'affogidzu"; erano il terrore delle nostre famiglie perché pochissime avevano i soldi per pagare s'affogidzu, cioè si identificavano i fuochi di ogni villaggio, da qui s'affogidzu, e ognuno pagava in base alla sua rendita. Bene, l'ho detto stamattina, tutto questo malloppo di tasse, imposte, gabelle e via dicendo, mi sta riportando indietro nel tempo. Già vedo funzionari dell'Agenzia delle entrate, guardie di finanza, guardie forestali venire a casa, accertare e vedere se, come e quando.

Io ho già detto e lo ripeto, che il principio può essere anche corretto; è il metodo che è errato. E' errato! Punto e basta. Bisogna ammetterlo!

Inoltre, a breve lo Stato rivaluterà gli estimi catastali di tutti i fabbricati, mi chiedo se la Regione potrà permettersi di far pagare due volte la stessa tassa, perché è chiaro che l'aggiornamento catastale sarà dato anche dal plusvalore dell'immobile la cui rendita magari passerà da 150, è un esempio, a 300, e su questo nuovo valore si pagherà.

Io stamattina, e anche ora, ho portato argomentazioni tecniche; ma se è vero quanto dice il collega Porcu, cioè che quegli immobili sono aumentati di valore a seguito della legge urbanistica adottata da questa Regione (io l'ho definita una legge che ha favorito la speculazione) è pur vero che la filosofia non può essere quella di far pagare una tassa in più per il fatto di essere stati avvantaggiati da una legge, e avvantaggiati premeditatamente.

E' la filosofia sbagliata, e comunque sia due volte non può essere pagata una tassa perché questa norma è in netto contrasto con una norma che il Governo italiano sta approvando sulla rivalutazione degli estimi. Ma una persona quante volte deve pagare la tassa? Quindi andiamo a vedere chi, come e quanto può pagare, senza poi entrare nel discorso dei redditi e di quant'altro, perché si può commettere un'ingiustizia palese, vedasi gli emigrati, convinti ad approvare una legge che poi va in direzione opposta. In materia di tasse è necessario riflettere. Comunque voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per fare una precisazione doverosa nei confronti del collega Pittalis. Però prima vorrei dire, colleghi, che io apprezzo molto un intervento come quello del collega Franco Cuccu che ha portato argomenti a sostegno di una tesi seri, di grande equilibrio, frutto di un ragionamento che ha coinvolto anche la maggioranza. Maggioranza che poi ha deciso, nonostante questi ragionamenti, che fosse utile e necessario chiedere un sacrificio (è chiaro che quando si parla di imposte si chiede un sacrificio) a chi ha comunque proprietà immobiliari in Sardegna, usufruisce di un bene e di un servizio che la Sardegna offre, consuma un bene ambientale e paesaggistico e che, non avendo residenza fiscale in Sardegna, nulla lascia alla Sardegna.

Abbiamo scelto questa strada perché abbiamo bisogno di risorse, c'è bisogno di risorse per gli enti locali, c'è bisogno di risorse per le politiche di sviluppo e abbiamo individuato una possibile entrata

Ripeto quindi che i ragionamenti del collega Cuccu sono seri, sono equilibrati e io li condivido rispetto a quelli di altri colleghi che danno un'idea che nella maggioranza si vota perché c'è un tiranno che lo impone, per cui non c'è convinzione, non c'è partecipazione, anzi, si tratta di un gruppo di persone che viene completamente soggiogato e che agisce contro le proprie volontà.

Vi posso garantire che non è così e lo dimostreremo anche nel prosieguo della discussione sulla finanziaria, come penso l'abbiamo dimostrato anche in questi anni.

Il collega Pittalis ha posto un problema. Io vorrei precisare che non c'è stato affatto un atteggiamento scorretto relativamente al voto sull'emendamento soppressivo dell'articolo 3; il collega Marracini ha detto che pur avendo annunciato il voto a favore dell'emendamento il suo Gruppo si riservava di assumere una eventuale diversa posizione vista la disponibilità della maggioranza (riferendosi al mio intervento) a modificare l'articolo 3. Ovviamente la valutazione sarebbe avvenuta alla fine della discussione dell'articolo 3, al momento del voto dell'articolo, dopo aver esaminato le eventuali variazioni, man mano che gli emendamenti fossero stati discussi e approvati. Il collega Marracini non parlava dell'emendamento. Su quell'emendamento mi sembra di aver capito c'era il voto contrario perché si apriva la possibilità che discutendo gli emendamenti successivi, modificativi, non soppressivi dei vari commi, l'articolo 3 potesse subire dall'Aula una modifica tale da modificare il parere dell'UDEUR, ripeto, sull'articolo 3. Quindi questo è il motivo per cui si è proceduto alla votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Io ho posto una questione di sostanza rispetto all'articolo 3. Non ho partecipato al voto perché ero in attesa di una risposta alla nostra richiesta, motivata dall'intervento del Capogruppo dei D.S,. di una possibile modifica dell'articolo 3 dato che, non ci sono segreti, c'era stata un'interlocuzione con l'Assessore e con il presidente Soru proprio in relazione ad una rivisitazione dell'articolo medesimo. Noi avevamo chiesto una sospensione per poter valutare nel merito le eventuali modifiche.

Nonostante la nostra richiesta si è passati al voto e, ovviamente, questo ci ha colto, mi ha colto in contropiede perché ancora in attesa di capire come si stava evolvendo la situazione.

Comunque, il problema è presto superato, perché noi manteniamo le nostre posizioni nel merito dell'articolo. Come diceva l'onorevole Marrocu, se l'articolo 3 non viene modificato alla fine della discussione voteremo contro e, così come si sta già facendo, sugli emendamenti che trattano dei singoli commi (visto che per ogni comma c'è un emendamento soppressivo specifico) esprimeremo la nostra posizione votando a favore o contro. In particolare valuteremo quelli sui quali avremmo voluto una ulteriore riflessione, che non c'è stata e ne prendiamo atto, per poter esprimere una votazione complessiva più omogenea. A conclusione della discussione daremo il nostro voto sull'articolo 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, voterò a favore dell'emendamento soppressivo, anche se mi rendo conto che le dichiarazioni di voto che noi stiamo facendo forse non hanno una grande ragion d'essere, nel senso che probabilmente, come dice il collega Marrocu, non siamo riusciti a creare un clima di dialogo utile all'interno dell'Aula.

Collega Marrocu, quello che noi abbiamo cercato di fare, forse ognuno col proprio carattere e quindi con la propria, diversa vis oratoria, è stato di ricordare, a lei e agli altri colleghi del centrosinistra, che l'opposizione già dall'anno scorso su queste nuove tasse espresse un giudizio fortemente critico e negativo. Noi vi chiedemmo in quella circostanza quale motivazione vi avesse indotto a introdurre queste tasse. Voi ci rispondeste che in primo luogo dovevate aprire una vertenza con lo Stato, ora la vertenza è chiusa; in secondo luogo che ritenevate che ci potesse essere un effetto comunicativo importante, e noi vi chiediamo se l'avete ottenuto perché noi non ne vediamo traccia da nessuna parte; e infine che pensavate che sarebbero arrivati nuovi soldi in Sardegna, e nuovi soldi in Sardegna, ce l'avete detto voi, non sono arrivati. Non solo, quella specie di mostro che sta per nascere, l'Agenzia sarda delle entrate, è una sorta di piovra con mille tentacoli che corre il rischio di essere esclusivamente una struttura che alimenta se stessa. Nuovi posti di lavoro, ma che tipo di posti di lavoro!

Allora, quello che noi "a sa acabada" arriveremo a chiedervi, è se vale la pena sulla base di queste considerazioni mantenere un elemento di scontro forte a causa di una tassa odiosa; perché è una tassa contro la libera circolazione degli italiani sul territorio nazionale. A questo punto qualunque regione italiana potrebbe, con lo stesso identico meccanismo con cui noi stiamo istituendo in Sardegna una tassa contro gli italiani, cioè una tassa di odio etnico contro gli italiani, iniziare ad adottare tasse contro i sardi o contro altri corregionali di altre regioni italiane.

Pertanto, io chiedo: "Collega Marrocu, non sarebbe stato il caso, in quel clima di collaborazione intelligente ed utile che lei propone all'Aula, approvare l'emendamento soppressivo dell'articolo 3 e chiudere la partita di questa tasse odiose e immotivate che vengono istituite in Sardegna?"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 442. Volevo però sottolineare un aspetto che dal mio punto di vista è rilevante, e cioè che l'emendamento relativo al monitoraggio degli immobili non può essere...

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, è in votazione l'emendamento numero 442.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, voterò contro il "442", e non c'è dubbio su questo. Volevo soltanto richiamare l'attenzione sul fatto, e mi rivolgo anche al Presidente del Gruppo DS, l'onorevole Marrocu, che è importante dare una risposta agli appelli degli emigrati, e una risposta si può dare (e credo che l'onorevole Marrocu quando parlava di una rivisitazione si riferisse anche a questo punto) garantendo un monitoraggio degli immobili. Non possiamo ritenere, infatti, che si possano imporre delle imposte senza tenere conto della realtà. Tra l'altro io sono convinta che se riusciamo ad individuare meglio il bersaglio, ne ricaveremo un'immagine positiva e daremo anche un'idea di equilibrio di questa terra.

Penso quindi che anche su questo punto si debba fare un ragionamento e, visto che c'è il Presidente della Regione, mi rivolgo anche a lui direttamente; è assurdo se veramente vogliamo puntare a rendere queste imposte finalizzate che non ci facciamo carico di questo particolare. Tra l'altro penso che se la Regione promuovesse una campagna informativa per richiedere a tutti quelli che arrivano in Sardegna di contribuire volontariamente a salvaguardare l'ambiente e a offrire migliori servizi, avrebbe un grandissimo successo. La Sardegna è amata perché nell'immaginario collettivo è una terra ospitale, sempre disponibile all'accoglienza, al punto che è una terra di immigrazione dove gli immigrati si integrano facilmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io continuo a credere che la manovra, nonostante l'inizio non sia dei più favorevoli, possa essere comunque migliorata. Io credo anche a ciò che ha detto il Capogruppo dei DS, rispondendo alle osservazioni dell'Udeur, sulla possibilità che l'articolo possa essere modificato. Io posso crederci, anche se sono convinto che non succederà assolutamente nulla. Io credo però che noi dobbiamo dire la verità alla gente; per chi fa politica è fondamentale dire la verità su quello che si sta facendo e su quello che si vuole fare.

Onorevole Porcu, io la seguo attentamente e so che è una persona seria, però ogni tanto, quando magari ha disposizioni diverse, vedo che prende delle sbandate. Quando noi vogliamo ricondurre tutto al consumo del bene ambientale, vuol dire che non stiamo dicendo la verità alla gente. Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome perché è inutile, oggi, dire cose diverse anche per quanto riguarda le plusvalenze; dobbiamo dire, invece, che non stiamo tassando un reddito ma che vogliamo tassare un bene. Questo lo vogliamo dire o non lo vogliamo dire? Invece si stanno dicendo cose diverse da quelle che stiamo facendo.

Allora, caro onorevole Porcu, non si lasci trascinare; quello che voi state facendo, come coalizione, non è un ripagare il consumo di un bene ambientale, è una lotta di classe!

PORCU (Progetto Sardegna). Togliere ai ricchi per dare ai poveri!

LADU (Fortza Paris). Volete livellare, ma non verso l'alto (il livellamento che noi vogliamo), voi state lavorando per un livellamento verso il basso. I 340 mila poveri diventeranno così 500 mila, 600 mila; probabilmente pescherete qualche voto in più, ma sicuramente non state facendo gli interessi della Sardegna e dei sardi.

Io credo che questa maggioranza si debba preoccupare di garantire servizi migliori e più efficienti alle persone che vengono in Sardegna; io credo che noi dovremmo lavorare per fare in modo che quei milioni di turisti, che vengono in Sardegna diventino il doppio, il triplo nei prossimi anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento perché mi ha convinto in particolar modo l'intervento del collega Porcu il quale giustifica ogni atto con la tutela dell'ambiente. Ho apprezzato anche il discorso del collega Marrocu però, collega Marrocu, smettiamo di fare demagogia! I soggetti passivi dell'imposta sono persone che in Sardegna pagano l'ICI, la tassa sui rifiuti, queste tasse sono obbligatorie e non si pagano dove si ha la sede fiscale, si pagano dove è ubicata l'abitazione. Per questo mi sarei aspettato che la collega Caligaris -visto l'intervento che ha fatto stamattina - votasse a favore dell'emendamento, perché questa tassa grava sulle persone che sono state citate anche dalla collega, che possono non essere ricche, possono non avere la villa di 2 mila metri quadrati, le persone che hanno una casa di 40 metri quadrati, magari ubicata sul mare a Villasimius o in qualsiasi altro comune, che rientra in quella fascia costiera, non è detto che siano tutte miliardarie, perché pensiamo sempre che tutti coloro che hanno la casa a 3 chilometri dal mare sono tutti miliardari! Almeno fosse, non avrebbero problemi per pagare le tasse. Però, non facciamo demagogia!

Stamattina ho detto che l'imposta sulle plusvalenze nella misura del 20 per cento è già prevista dal DPR numero 917, sono stanco di ripeterlo, può essere giusta o no, caro collega Marrocu, però esiste già. Pertanto io mi sarei aspettato che per "fare cassa", e avremmo sicuramente incassato di più, tassassimo magari qualche consulente che viene in Sardegna e, non essendo residente, sporca l'ambiente e si porta via l'introito della consulenza. Non mi risulta che paghi una lira in più o in meno di coloro che sono i proprietari di quelle case, di quei sfortunati che hanno l'abitazione all'interno di quei 3 tre chilometri dalla fascia costiera.

Io mi auguro che in Sardegna si facciano investimenti, non che si venga, si prenda e non si lasci niente! Io sono dell'opinione che la tassazione debba essere fatta sempre in modo serio, e stabilendo dei parametri, un ordine; non si può sparare su tutti in attesa di colpire quello grande. Ripeto, stabiliamo dei parametri, come hanno detto i colleghi seri della maggioranza, dobbiamo avere dei criteri, stiamo legiferando in modo serio, non tassiamo tutti per colpirne uno! Assessore, io so che lei è una persona più che seria, però valutate queste cose!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Nel sentire l'intervento dell'onorevole Porcu mi sembrava che questo governo regionale avesse trovato o stesse cercando di trovare il "tesoretto", come quello trovato da Prodi. Ovviamente, voterò a favore dell'emendamento, anche perché vedo una strategia ambigua. Da una parte questa Giunta dice che con il PPR è aumentato il valore degli edifici, delle case (è aumentato in maniera fittizia), per applicare l'imposta sulle plusvalenze, ma solo ed esclusivamente entro i tre chilometri dalla battigia marina. Dall'altra parte il PPR ha comportato una svalutazione dei terreni non ancora edificati, per poi mantenere la possibilità di espropriarli all'articolo 15, lettera f), se non ricordo male.

Quindi, mi pare che la strategia presente in questa finanziaria non tenda a creare una economia sana e seria; mi sembra che si stia cercando, tra l'altro, non solo di creare una divisione tra chi è residente in Sardegna e gli emigrati (fortemente penalizzati per due volte e poi spiegherò perché), ma anche di creare un solco che non c'è, e che non vogliamo, tra le zone interne e le zone costiere della Sardegna. E questo è un grave errore.

Sono favorevole all'emendamento perché, domando, chi potrà pagare queste plusvalenze? Le potrà pagare chi non ha problemi di soldi, chi potrà probabilmente riciclare dei soldi. E chi venderà? Venderà chi dovrà pagare la tassa sulla casa, probabilmente saranno costretti a vendere gli emigrati e quelli che hanno la seconda casa, che non sono le mega ville alle quali pensate voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, solo per ripetermi, prima ho detto che ogni tanto il Presidente si faceva vedere, appena l'ha sentito è sparito di nuovo; probabilmente intende partecipare alla trasmissione "Chi l'ha visto?", per cercare di capire lui stesso chi sono quelli che pagheranno l'imposta regionale sulle plusvalenze realizzate dalla cessione a titolo oneroso delle unità immobiliari, eccetera, eccetera.

Il collega Cuccu, ha spiegato bene che si tratta di un'imposta e non di una tassa, perché fra l'una e l'altra c'è una differenza. Abbiamo cercato di spiegarlo per tutto il giorno, ma nessuno lo voleva capire. Io vorrei che si leggesse attentamente la prima parte del comma 2 della novella, che dice: "L'imposta si applica sulle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso: a) delle unità immobiliari di cui al comma 1, site in Sardegna entro tre chilometri dalla battigia marina".

Poichè mi piace guardare nel mio orticello vi porto un esempio; attorno al Policlinico universitario di Monserrato c'è stato un boom edilizio che ha sommerso Sestu, uno sviluppo urbanistico che nessuno aveva previsto e che ha portato al raddoppio della popolazione attorno al Policlinico universitario. Queste case sono oltre i tre chilometri dal mare, chi ha costruito quelle case ha speculato, ha triplicato il valore di quelle unità immobiliari e non pagherà una lira! E' giusto questo? E invece chi ha costruito a Paluna, a Selargius, o tra Selargius e Monserrato, oppure chi ha costruito sopra "Eugenio", oppure chi ha costruito sopra Capitana, paga? E' giusto, presidente Soru? Ma perché non continua a restare in Aula per sentire questi discorsi?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, onorevoli consiglieri, penso che l'avere bocciato il primo emendamento che sopprimeva l'articolo 3 ci possa consentire di entrare nel merito dell'articolo stesso e anche di provare a introdurre quei necessari miglioramenti, che il Regolamento ci consente di fare in questa fase, anche sulla base delle valutazioni espresse negli interventi.

Penso che sia la sollecitazione dell'onorevole Marrocu che quella dell'onorevole Pittalis andassero in questa direzione. La Giunta è assolutamente disponibile a che queste modifiche possano essere introdotte purché siano condivise e, ripeto, nei limiti imposti dalle norme costituzionali e dal Regolamento. .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 442.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 442.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Sanna Francesco hanno votato il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MORO - PILERI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 24

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Colleghi, ricordo che l'Assessore ha chiarito che si sta esaminando la possibilità di apportare modifiche all'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, come da lei chiarito testè, ci sarebbero le condizioni per modificare l'articolo 3. Chiedo, quindi, una sospensione per poter meglio verificare queste proposte di modifica. Considereremmo l'accoglimento della mia richiesta come un atto di disponibilità a ragionare da parte dell'Aula.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 22, viene ripresa alle ore 19 e 05.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. E' in votazione l'emendamento numero 444.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, ovviamente, voterò a favore dell'emendamento numero 444, sulla base delle motivazioni espresse sugli emendamenti precedenti. Vorrei anche sottolineare, perché sia chiaro a tutti (probabilmente più a chi sta fuori che dentro quest'Aula), che l'imposta regionale sulle plusvalenze noi l'abbiamo impostata in riferimento alle zone costiere, parliamo di Porto Cervo, Porto Rotondo, Villasimius e quant'altro, ma credo, pur essendo chiaro a tutti, sia meglio specificare che riguarda anche Alghero, Porto Torres, Cagliari, Oristano, Olbia e tutti i paesi che sorgono all'interno della fascia di tre chilometri dalla battigia marina; e riguarda tutte quelle abitazioni che non sono unità immobiliari adibite ad uso abitativo principale, cioè riguarda tutte.

Si dirà che per quanto riguarda le plusvalenze l'imposta interessa, dopo i primi cinque anni, soltanto i titolari del diritto che hanno residenza fiscale fuori dalla Sardegna. Però, per promuovere lo sviluppo economico, tutta l'azione politica della Regione, compresa quella degli ultimi anni, è stata impostata sulla ricerca di capitali che da fuori vengano investiti in Sardegna. Ora, io credo che mal si combini questa impostazione, ho già detto della fiscalità di vantaggio in precedenti interventi, con la richiesta di nuove tasse. Ma, come si fa a richiamare capitali da investire in loco? Tra l'altro molte imprese sarde, quindi con capitali locali, si sono trasferite fuori dalla Regione Sardegna, perché la politica del credito oltre Tirreno è sempre stata più favorevole nei confronti delle imprese, e chi ha fatto impresa può ben comprendere quello che sto dicendo.

Adesso li dobbiamo richiamare, perciò ci sono anche investitori sardi, fiscalmente residenti fuori dalla Sardegna, che dovranno pagare, nel caso acquistino un immobile per esempio in via Roma (il palazzo dell'ENEL, è stato già venduto ad imprenditori locali che fortunatamente non incorrono nella plusvalenza),questa plusvalenza aggiuntiva; un immobile che è stato acquisito o costruito da più di cinque anni, perché nei primi cinque anni sappiamo bene che già esiste un'imposta nazionale.

Pertanto richiamerei a maggiore attenzione, ma soprattutto a maggiore chiarezza: questa imposta riguarda tutti, non soltanto i grandi capitalisti che hanno la villa a Porto Cervo e che sono stati il vostro punto di riferimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, ripeterò un concetto forse espresso più volte, ma che probabilmente non ho esplicitato adeguatamente, e voglio inoltre richiamare la dichiarazione dell'assessore Dadea che si è reso disponibile, a nome della Giunta, per apportare dei miglioramenti al testo.

Bene, è arrivata proprio in questo momento una nota della Federazione Associazioni Sarde in Italia (FASI) che richiama l'attenzione su una questione che, secondo me, non va sottovalutata. Secondo la FASI colpire con la tassa sul lusso gli emigrati indebolisce la battaglia sulla continuità. In particolare, si afferma che appunto la tassa sul lusso senza l'inserimento degli emigrati sarebbe stata bocciata dalla Corte costituzionale, ma tuttavia si poteva affermare che, controbattendo anche alle osservazioni nei confronti dell'Unione Europea, lo svantaggio strutturale dell'insularità può essere compensato con misure straordinarie, giustificate perché ne attenuano le conseguenze. Queste misure, che valgono per il sistema dei trasporti, sono applicabili anche su altri piani, come quello fiscale.

E se è un principio con valore giuridico europeo, perché non può valere anche per la nostra legislazione? Allora, siccome siamo già nell'ordine delle modifiche da apportare all'articolo 3, chiedo espressamente all'assessore Dadea che margini ci sono per graduare ancora di più questa imposta e fare in modo che venga applicata, attraverso l'Agenzia regionale delle entrate, considerando le condizioni reali dei cittadini, la loro proprietà, il luogo in cui si trovano le case e non soltanto ed esclusivamente la distanza dal mare. Così ci metteremo nelle condizioni di essere più equi anche con questa imposta rivolgendoci soprattutto agli emigrati. Chiaramente il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 444. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 449.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io sinceramente ho difficoltà a seguire l'intervento di qualche collega, sicuramente sono io che pecco nel comprenderne il filo logico, e mi chiedo se questi interventi contengono un concetto o se sono fatti affinché ognuno senta la propria voce. Sino a un certo punto ho seguito ma, e credo che questo sia un mio grosso problema, alla fine mi sono assolutamente perso . Però ricordo che quando ho iniziato a fare politica e, occasionalmente, ebbi delle difficoltà nel seguire il discorso di qualche politico, mi rivolsi a una persona più anziana di me chiedendo, pur imbarazzato, spiegazioni perché non avevo capito nulla. Questa persona, che aveva maggiore esperienza, mi disse: "Non preoccuparti nessuno ci ha mai capito nulla". Avevo sempre paura di essere io in difetto e questo è, probabilmente, uno di quei casi.

Per quanto attiene invece sempre il comma 2, citato nell'emendamento, chiedo l'ausilio dei colleghi e della Giunta perché mi venga spiegato, per avere contezza di quello che sto votando, che cosa significa "…per i diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite partecipazioni, si tiene conto delle percentuali potenzialmente collegabili alle predette partecipazioni", io pur con mille sforzi non sono riuscito a comprendere che cosa significhi.

Perciò, vorrei poter esprimere un giudizio compiuto e responsabile sul comma in votazione, pur votando a favore dell'emendamento numero 449.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, l'emendamento tratta del comma 6.

CAPELLI (U.D.C.). No, fa riferimento al comma 2, l'emendamento numero 449, comma 6 del comma 1, il comma 6 fa riferimento al comma 2.

PRESIDENTE. Comma 6 del comma 1.

CAPELLI (U.D.C.). Fa riferimento al comma 2 in ogni caso. Perciò io sto chiedendo, in ritardo, se posso avere una spiegazione, nel momento che si riterrà più opportuno, dell'ultimo capoverso del comma 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Stiamo organizzando la resistenza alle tasse sul lusso. Ogni giustificazione è buona per tutelare i ricchi dal grave danno di partecipare alla finanza pubblica a sostegno degli interessi più generali della comunità. Tutto questo passa anche agli occhi dell'opinione pubblica distratta, perché la politica cade sempre più progressivamente in basso, non per chi la fa la politica, ma per chi la osteggia, cioè per chi ha una concezione della politica come se fosse il danno più grave. Come se il governo della cosa pubblica partecipato, il governo della cosa pubblica fatto nell'interesse generale, il governo della cosa pubblica fatto nell'interesse complessivo delle comunità, fosse una cosa, diciamo, aberrante, fuori moda, una roba, un'abitudine da togliersi, un peso. Di conseguenza, emendamenti su emendamenti, discussioni, e si guarda agli emigrati. Ma quali emigrati hanno le proprietà immobiliari? Io ne conosco alcuni che l'unica proprietà che hanno oggi è una tomba, è una tomba in paesi stranieri vittime di azioni fasciste e di persecuzioni, perché? Perché difendevano l'interesse generale della classe lavoratrice.

Io sono allibito dalla caduta di stile generale, complessiva che si respira anche in questo Consiglio regionale. Va rifondata la sinistra? Va rifondata la politica, la cultura, va rifondato un paese, va rifondato tutto ed è in questa direzione che bisogna muoversi, ogni altra cosa puzza di rancido!

PRESIDENTE. Onorevole Uras, il suo voto sull'emendamento numero 449 è negativo?

URAS (R.C.). Mi era sembrato chiaro dal ragionamento. Sì, è negativo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 449,. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 453. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 456.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, anche per dare un segnale, a seguito delle precedenti interlocuzioni, propongo di modificare, articolo 3, nel comma 2, al comma 5 della novella la lettera a) portando l'importo da 9 a 8 euro per metro quadrato per unità immobiliari di superficie fino a 60 metri quadrati. Si tratta della fascia di abitazione più piccole i cui proprietari dovrebbero essere i meno abbienti; è quindi la fascia di proprietari che i colleghi intendevano tutelare con i loro emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voterò contro l'emendamento soppressivo, mi ha convinto in tal senso il collega Uras. Sono totalmente d'accordo con lui, anzi, se fosse possibile io definirei meglio la tassazione sulle seconde case adibite ad uso turistico e proporrei l'esproprio proletario. Nel senso che dobbiamo proprio portargliele via e darle a chi non ne ha. Questa mi sembra un'iniziativa dalla quale non si possa tirare indietro il collega Uras, perché sono tutte falsità le cose che si dicono per chi ha una seconda casa, e cioè che uno risparmia e si fa una casetta al mare o cose di questo genere; ma c'è gente senza casa; per cui è giusto con una legge, con un'ordinanza disporre un esproprio immediato che faccia perdere il titolo di proprietà e quel bene venga acquisito al patrimonio pubblico e magari assegnato all'agenzia AREA perché venga, in base alle graduatorie eccetera, eccetera, assegnato a chi non ha possibilità di avere la casa.

Questa mi sembra un'azione seria, così seria che bene si riallaccia alle argomentazioni ancora più serie contro il fascismo che ha fatto, si è dimenticato anche il comunismo per la verità.

(Interruzione del consigliere Uras)

CAPELLI (U.D.C.). Avrà modo sicuramente di inserirlo in un prossimo intervento. Anche perché l'articolo 1140 del Codice civile, che meglio definisce il possesso (probabilmente è sfuggito allo stuolo di interpreti chiamati a stendere questo articolo), noi lo dobbiamo cancellare, perché il possesso è ben diverso dal titolo di proprietà o di diritto reale, che qui viene completamente calpestato, probabilmente sto parlando di cose che esulano dal testo di legge, anche perché molto spesso si esula dalle leggi, dal Codice civile, dalla Costituzione italiana, nella formazione e formulazione di questi provvedimenti di legge da parte della Giunta. Così come la violazione delle norme del Trattato, della Costituzione, che sono state già richiamate precedentemente possiamo tranquillamente superarle con un esproprio per causa di necessità. Perciò, se fosse possibile accedere, Presidente della Commissione, alla formulazione di questo emendamento io credo che faremmo azione corretta nei confronti di chi ha meno di noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 3che riscrive per intero l'articolo 3 della legge numero 4, e che quindi introduce, anche se l'onorevole Uras rimane allibito, una ingiustizia. Onorevole Uras, lei che naturalmente in questo momento prova il sentimento dello spavento, lei rimane esterrefatto da questa ingiustizia, prenda atto che stiamo tassando 400 mila seconde case (probabilmente poi qualcuno smentirà questo numero) in Sardegna con questa tassa sul lusso; di queste 400 mila case 200 mila circa, il 50 per cento, appartengono a non residenti. Di questo 50 per cento presumo che il 50 per cento (quindi 100 mila case) probabilmente sia di proprietà di emigrati sardi: quei 700 mila emigrati sardi che stanno fuori dalla Sardegna. E' verosimile, lei non deve assolutamente smarrirsi di fronte ad un'affermazione di questo genere perchè pensa che tutti gli emigrati sardi abbiano solo "la tomba all'estero"! Molti emigrati sardi, per fortuna, hanno qualche bene qui in Sardegna, spinti dal grande desiderio di rientrare nell'isola; e il povero cristiano che rientrerà dopo 20-30 anni di emigrazione nel comune di Castiadas, nel comune di Muravera dovrà pagare questa tassa, perché non è residente, perché ovviamente noi stiamo creando una grande ingiustizia.

La FASI se ha scritto il documento di cui si è parlato, naturalmente non lo ha fatto, onorevole Uras, per difendere la sua cecità in questo momento, l'ha fatto esattamente per difendere gli emigrati sardi. Io credo che nessuno di noi stia difendendo interessi patrimoniali di altro tipo, a questo dobbiamo dare risposta, e se lei fosse coerente con le cose che sempre diciamo, dovrebbe votare per la soppressione di questo comma che introduce questa intollerabile ingiustizia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Vorrei sollevare alcune osservazioni su questo comma, ne avevamo anche accennato in Commissione e poi evidentemente non c'è stato modo e tempo di approfondire questi aspetti. Intanto, vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che al di là del titolo, molto fascinoso, dell'articolo 3 che parla non più di "imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico", ma di "unità immobiliari destinate ad uso abitativo, non adibite ad abitazione principale", significa in italiano che qualunque abitazione si trovi entro i tre chilometri dal mare e non sia adibita ad abitazione principale è soggetta all'imposta. Significa che chi possiede una casa che affitta non per uso turistico, ma dodici mesi all'anno ad una famiglia di una cittadina come Olbia, Quartu, La Maddalena, Alghero, deve pagare questa imposta, ancorché sia un sardo che magari ha ricevuto quel bene in eredità (ad esempio il papà che viveva in città ed è morto lasciandogli l'abitazione), però lui è sistemato a Torino, magari ha la tuta blu, magari è dipendente della Fiat e non può rientrare in Sardegna per cui l'affitta. Questa è la prima incongruenza. E gli affitti naturalmente salgono.

Un'altra incongruenza, la definirei una stupidaggine colossale, è quella di tassare gli immobili in base al metro quadrato. Ma voi credete che un monolocale di 60 metri quadrati ubicato sulla marina di San Vero Milis, marina di pescatori, abbia lo stesso valore di un monolocale, sempre di 60 metri quadrati, ubicato nella piazzetta di Porto Cervo ? Ma è assurdo tassare in funzione dei metri quadrati, le case vengono classificate in funzione del tipo di costruzione, delle finiture, dell'ubicazione. Ci possono essere differenze abissali tra abitazioni della stessa metratura a seconda del luogo su cui insistono. Chi non capisce questo, è perché si nutre di rancore sociale e non vuole ragionare.

Infine va detto che la superficie non è determinata, anche questo l'abbiamo detto in Commissione, perché si parla di superficie catastale. Che cosa vuol dire? C'è la superficie netta abitabile, c'è la superficie lorda, c'è la superficie commerciale, c'è la superficie con le pertinenze, su che cosa deve pagare il cittadino? Dev'essere in mano all'impiegato di turno dell'ufficio delle entrate che stabilisce, concorda con lui, lo prende per il collo e non stabilisce certo l'ipotesi più equa? Come si fa ad approvare un comma di questo genere? Voterò a favore dell'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACCINI (Gruppo Misto). L'interruzione quantomeno è servita a strappare un punto al Presidente della Commissione; dopo dieci minuti i punti erano due, però è durata venti minuti e (forse sarebbe stato meglio se avessimo interrotto subito dopo i dieci minuti) un prolungamento dell'interruzione ha riportato evidentemente in alto la percentuale di tassazione. Noi continuiamo a dire quello che abbiamo detto sin dall'inizio, e cioè che rimediare totalmente a un'impalcatura fortemente vessatoria è certamente impossibile; stiamo cercando, con un lavoro ai fianchi, di trovare gli spazi per infilarci e per dare più cuore a una manovra molto arida, con molto poco sentimento, e quindi abbiamo continuato il nostro impegno su questo punto.

Diciamo che apprezziamo lo sforzo del Presidente della Commissione che ha dato questa risposta, quanto meno è un segnale, il contributo del Capogruppo dei DS che è intervenuto, anzi, aveva chiesto un maggior impegno alla Giunta su questo emendamento, e anche l'impegno dell'Assessore. Purtroppo, al di là di un ringraziamento per questo intervento, noi non possiamo che mantenere un giudizio sostanzialmente contrario rispetto ad un'impostazione, ad una filosofia che, come abbiamo detto più volte nel corso della giornata, non possiamo condividere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Per capire la volontà di questa maggioranza in merito a questo provvedimento non c'era bisogno di aspettare la sfuriata del collega Uras. Lui parla di rifondazione della sinistra, ma è evidente che vuole stare con i piedi in due staffe. Un partito di Governo, però, deve tenere a bada, tranquilli i suoi elettori che si accorgono che questo Governo della Regione non sta facendo neanche i loro interessi, soprattutto non sta facendo i loro interessi, così come non sta facendo gli interessi di tutti i lavoratori.

Allora, questa tassa è stata definita prima "tassa di scopo", poi le hanno messo una sorta di foglia di fico ed è stata chiamata "tassa per il consumo di bene ambientale", perché non si sapeva come definire questo balzello; ora, poiché io credo che le cose che si fanno si debbano chiamare col vero nome, diciamo che questa è una tassa ideologica:, non trovo altro modo per definire questo ulteriore balzello. Ed è incredibile, veramente, che noi siamo capaci di danneggiare gli emigrati, ma non solo loro, tutti quelli che hanno tentato di investire in Sardegna, che hanno creato con la loro presenza nel territorio situazioni di cui ha beneficiato anche la Sardegna.

Bene, noi oggi stiamo facendo tutto il possibile per allontanare le persone che sono venute e che spero continueranno a venire in Sardegna. Noi dobbiamo pensare che ci sono altre zone dove la gente può scegliere di andare a trascorrere le vacanze, non è detto che la Sardegna, pur avendo il miglior mare e le migliori coste del mondo, possa ancora essere la meta preferita dei turisti. Se noi entriamo nell'ordine di idee che non è detto che la gente sceglierà ancora la nostra Regione quale meta turistica, io credo che possiamo cambiare sistema.

Presidente della Commissione, la modifica che avete proposto al punto a) è una modifica ridicola, che vi rende ancora più ridicoli, non fatene per niente di modifiche. Ho finito, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Presidente, io sono fortemente preoccupato dopo aver sentito alcune affermazioni, in particolare quelle dell'onorevole Uras, che mettono ancora più in evidenza qual è la volontà di questa maggioranza; la volontà nascosta non è quella di favorire delle possibili entrate per riequilibrare l'economia sarda tra l'interno e le zone costiere, ma, come ho detto e continuo a dire, è quella di licenziare una finanziaria populistica, di parte.

Chi dice che gli emigrati hanno "solo la tomba", dovrebbe pensarci un attimino prima di fare queste affermazioni in un Consiglio regionale e chiedere scusa a tutti gli emigrati, a quelli che ce l'hanno e a quelli che non ce l'hanno, perché gli emigrati sono quelli più penalizzati. Infatti, un milanese può facilmente chiedere la residenza, avere il domicilio fiscale e quindi, tra virgolette, evadere questa tassa, perché i milanesi vengono anche per il fine settimana; quindi la Sardegna si riempirà ancora di più di residenti non sardi, mentre i sardi, soprattutto gli emigrati che magari lavorano all'estero riescono ad avere una settimana di ferie per ritornare in Sardegna e passare una settimana non in una villa, non in un villino, ma in una semplice casa di un paese che non è la Costa Smeralda, ma può essere al sud della Sardegna, oppure in un centro abitato, in una grossa città della Sardegna come può essere Alghero o Cagliari, sono ancora più penalizzati perché questa norma becera dei 300 metri, dove prevedete anche di aumentare del 20 per cento la tassazione, è veramente assurda. Quindi, quelle più penalizzate saranno anche le classi, tra virgolette, meno abbienti.

Noi facciamo la dichiarazione sui nostri beni ma non credo che ognuno di noi debba vergognarsi se ha, probabilmente, la seconda casa e qualcuno anche la barca. Ma sono convinto che se il Governo regionale avesse proposto una norma per tassare le case, le seconde case e le barche di tutti noi, probabilmente avremmo fatto una battaglia per respingere questa proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 456, e anche per rimarcare che faccio parte della Commissione emigrazione, non della Commissione bilancio. Vorrei anche dire, in particolare all'onorevole Capelli, che benché non possa vantare una carriera politica - e ho sempre moltissimo da imparare soprattutto da chi riveste o ha rivestito incarichi di governo - penso tuttavia di esprimermi, in genere, con sufficiente chiarezza.

Ribadisco pertanto il concetto che non sono contraria alla tassa sul lusso, ma penso che una modifica finalizzata a prendere meglio la mira per raggiungere il bersaglio che si intende colpire non possa che essere accolta. Mi risulta anche che nella maggior parte dei casi gli emigrati non hanno accumulato ricchezze sfruttando altre persone; il più delle volte si sono prestati a uno sfruttamento, invece, per poter creare le condizioni perché la famiglia, grazie alle loro rimesse, potesse andare avanti dignitosamente. Sempre per chiarezza, ho proposto una formula e mi rivolgo a chi è più esperto di me per trovare quella più idonea e adeguata, in modo tale che non si tratti esclusivamente di ridurre di un punto l'aliquota, ma di verificare le condizioni delle abitazioni. Noi abbiamo un solo strumento per poter intervenire realmente sul lusso, è quello di verificare la tipologia di casa, da quando è stata costruita, dove si trova esattamente, quanto è estesa e a quanto ammonta il reddito del cittadino. Così operiamo in modo mirato e condiviso, e informiamo tutti sulla realtà della nostra attività e del nostro impegno a salvaguardia soprattutto di chi è lontano e non può, in questo momento, neppure far sentire pienamente la sua voce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, l'emendamento orale viene ritirato in questa sede e verrà riproposto quando sarà all'attenzione dell'Aula l'emendamento numero 459.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, in sostituzione del Presidente del Gruppo chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 456.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 456.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Secci e Frau hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FARIGU - LADU - LAI Renato - LOMBARDO - MARRACINI - MORO - PILERI - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANJUST.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 13

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 429. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Sono in votazione gli emendamenti numero 431 e 468, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario agli emendamenti, ed è una dichiarazione di voto che riguarda anche emendamenti successivi. Gli emendamenti in questione riguardano l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 3, ovvero "l'imposta regionale sugli scali turistici degli aeromobili e delle unità da diporto". La motivazione del voto contrario, così come per altri emendamenti è stata anticipata da altri colleghi tra cui il collega Scarpa, è data dal fatto che nonostante la formulazione dell'attuale comma 3 sia migliorativa rispetto alla situazione precedentemente trattata dall'articolo 4 della legge numero 4 del 2006, l'approvazione degli emendamenti ne comporterebbe la decadenza.

Quindi l'attuale formulazione migliorerebbe la situazione precedente e poi, soprattutto, in attesa di una definitiva abrogazione della disposizione tributaria, che però potrà essere effettuata soltanto dopo che avremo conosciuto la rilevanza, il gettito e la più puntuale valutazione del rapporto costi-benefici, penso debba essere approvato un emendamento di sintesi (è in questo momento in fase di definizione) che, modifichi l'attuale formulazione nel punto relativo al periodo di sosta, consentendo una sosta più elevata in termini cronologici (si tratta di superare il giorno dello scalo tecnico), superando quel limite dei 14 metri, consentendo qualche metro in più di esenzione per le imbarcazioni, e permettendo un periodo di tassazione diluito, che non sia quello secco del periodo in cui la tassazione viene effettuata. Per queste ragioni riconfermo il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza.. Presidente, come ha già anticipato il collega Uggias, abbiamo provato a predisporre un emendamento di sintesi per arrivare, possibilmente,a una posizione condivisa. Nell'emendamento di sintesi, che è stato già distribuito, sono state raccolte quelle osservazioni circa il periodo in cui applicare l'imposta. Anziché applicarla su base annuale, viene applicata per un periodo che va da due a sette giorni, e ovviamente sono stati di conseguenza cambiati anche gli importi relativi alle tabelle.

Rispetto alla formulazione originaria sono state escluse anche le imbarcazioni da 14 a 16 metri e, inoltre, il periodo di applicabilità va dal primo luglio al 15 di settembre, e non dal primo giugno al 30 di settembre come originariamente previsto. Infine, c'è da dire che è prevista anche l'esclusione dalla tassazione per coloro che per tre volte abbiano pagato le tasse nel medesimo anno, quindi, nello stesso anno, l'imposta si paga al massimo per tre periodi complessivamente.

Questo è un emendamento di sintesi che viene proposto nel tentativo di superare i dissidi che sono sorti su questo articolo 3. Auspico un accoglimento da parte dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Io e altri abbiamo presentato questo emendamento soppressivo del comma 3 perché pensavamo, considerando anche emendamenti presentati successivamente, di trovare una sintesi. In particolare, pensavo che all'interno del Consiglio regionale ci fosse una maggiore conoscenza delle problematiche della nautica da diporto, e che i consulenti tecnici che la Regione spero abbia interpellato fossero più esperti, ma mi pare che siano semplicemente degli incompetenti perché non conoscono minimamente il sistema della nautica da diporto.

Caro presidente Cucca, questo emendamento che lei ha presentato per cercare una sorta di avvicinamento alle nostre proposte non credo possa essere minimamente preso in considerazione perché già da una prima lettura traspare l'intento punitivo che è presente in questo provvedimento di legge. Ma voi pensate davvero che far pagare 700 euro a un'imbarcazione di 16 metri per sostare due giorni in un porto della Sardegna sia corretto? Pagare 350 euro al giorno per entrare in un porto della Sardegna quando per attraccare a Bonifacio si pagano 40 euro? Ma vi pare una cosa logica? Vi pare che si possa giustificare una cosa del genere o voi, in effetti, volete allontanare la nautica?

Noi abbiamo fatto una proposta totalmente diversa. Abbiamo proposto di applicare una tariffa giornaliera così da non spaventare e far scappare la gente. Perché scappano! Io non so se vi rendete conto di quello che c'è scritto, perché un'imbarcazione di 16 metri che vuole passare tre settimane in Sardegna, oltre l'ormeggio, paga molto; di conseguenza non passa e non spende nei negozi, nei ristoranti e così via. Questa è la perdita che può comportare una visione distorta del turismo nautico in Sardegna e ve ne assumerete tutte le responsabilità perché noi non avalleremo questa ipotesi. Noi manteniamo l'emendamento soppressivo che potremmo anche discutere qualora ci fosse un ripensamento ma serio, non una presa in giro come questa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento soppressivo, perchè pur restando il sistema previgente, se dovesse passare l'emendamento soppressivo, non mi convincono affatto le ragioni per le quali oggi modifichiamo questa ulteriore imposta che è stata introdotta con la legge numero 4.

Innanzitutto la prima di queste ragioni è stata appena detta: noi non abbiamo ancora alcun dato sull'applicazione di questa imposta nel 2006, cioè non sappiamo ancora se il rapporto costi-benefici sia attivo, se davvero abbiamo introdotto un'imposta che possa giustificare la sua esistenza, perché probabilmente parrebbe, dai dati che si posseggono, che invece i costi siano superiori alle entrate.

La seconda motivazione è stata ora introdotta (è già nel ragionamento portato anche dall'onorevole Uggias) e comporta che questa imposta ulteriore si regge in funzione di un emendamento di sintesi. Presidente, io la prego di aggiornare il glossario politico di questo Consiglio perché se per emendamento di sintesi d'ora in poi s'intende questo che è stato presentato, prendiamo atto che siamo dentro una definizione nuova, totalmente nuova, perché abbiamo cambiato radicalmente l'articolo.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, non è che dobbiamo aggiornare il glossario, semplicemente un emendamento di sintesi, a termini di Regolamento, è un emendamento di sintesi. Questo ora presentato mi sembra che non sintetizzi molto e che sostituisca un emendamento altrui; pertanto, non emergendo al momento il consenso richiesto dal Regolamento non è accoglibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, a mente di quello che è stato detto da vari colleghi intervenuti e anche a mente dello sforzo che lo stesso Presidente della Commissione ha tentato di fare, a nome dell'intera Commissione, mi sembra che sia possibile dire che il tema della nautica da diporto sia probabilmente quello sul quale, tutto sommato, vi sia una sensibilità simile tra maggioranza e minoranza.

Abbiamo detto che per quanto riguarda le case dobbiamo colpire i ricchi, voi difendete i poveri, noi difendiamo i ricchi secondo voi, quindi non se ne parla. Benissimo. Gli aerei ce li hanno solo i ricchi quindi l'imposta grava soltanto sui ricchi e anche quello diventa pacifico e non ne parliamo più. Però, sul problema della nautica, emergono dubbi, perplessità, molte delle quali sono state esternate da consiglieri della maggioranza, quindi c'è il dubbio che effettivamente questa imposta sia, delle tre odiose, la più odiosa, la più odiosa e anche quella che maggiormente rischia di trasformarsi in un boomerang contro gli interessi dei sardi.

Non esiste nessun dato che ci faccia pensare che nei mesi precedenti, cioè l'estate scorsa, questa imposta abbia dato giovamento sia dal punto di vista economico, che dal punto di vista di un miglioramento dell'immagine della Sardegna, anzi, delle tre imposte sembra essere stata quella che sicuramente ha creato il maggior danno di immagine alla Sardegna perché ha nuociuto ai flussi della nautica da diporto verso la nostra isola.

Allora, un atto di disponibilità, colleghi della maggioranza, non è quello di spostare le virgole e riposizionarle; un atto di disponibilità sarebbe, visto che la minoranza garantisce l'approvazione di questa legge finanziaria senza barricate e senza bombardamenti, visto che la minoranza su questi argomenti ha insistito tanto da un anno a questa parte chiedendovi di ragionarci nuovamente sopra, visto che voi non avete dei ragionamenti certi con i quali convincerci della bontà delle vostre intuizioni, visto che ci sono dei consiglieri della vostra maggioranza che esprimono delle perplessità sull'argomento, dialogare e accettare qualcuna delle nostre ragioni e delle vostre stesse perplessità.

Dialogare significherebbe dire: "Accantoniamo per un anno l'imposta sulla nautica; ci ragioniamo nuovamente e, se vogliamo "rimassacrare" la gente, lo potremo fare con la finanziaria dell'anno venturo". Questo sarebbe dialogo e ci aiuterebbe, senza scambi e senza patteggiamenti, a procedere sicuramente in modo più veloce nella discussione di questa legge finanziaria. Io voto a favore dell'emendamento numero 431.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intanto mi scuso perchè ero convinta di avere dichiarato il voto nel mio precedente intervento, e così non era.

Poi vorrei ricordare, sempre rispetto a questa nota della FASI (anche per dare qualche dato numerico), che il 65 per cento delle case al mare appartengono a sardi residenti e si legge nella nota: "Immagino che fra questi ci saranno quelli con reddito basso e quelli con reddito alto. Non sarebbe stato più giusto applicarle l'imposta nei confronti di tutti, a costi decisamente più bassi e graduandola a seconda del reddito? Ci si rende conto che in quel 35 per cento delle case tassate, tolte le ville dei continentali, e neanche loro devono essere tartassati perché altrimenti scappano con grave danno per l'isola, la maggior parte sono degli emigrati e fra questi una grandissima parte ha un reddito di operai, impiegati dello Stato o servitori nei corpi di polizia?"

Sottolineo anche un altro aspetto; noi abbiamo avuto un incontro con la Consulta dell'emigrazione al quale erano presenti il presidente Spissu e l'allora presidente della seconda Commissione, l'onorevole Pisu. Abbiamo dato un'ampissima disponibilità ad ascoltare e a mettere l'accento sui loro problemi, c'è una legge, la numero 7 del 15 gennaio 1991, che assume degli impegni precisi anche nei confronti dei circoli. Ebbene, io chiedo che cosa accadrà con questa iniziativa se non si troverà il modo di graduare questa imposta, non credete che questo possa incidere anche su tutte le iniziative dei circoli?

Ribadendo il mio voto contrario all'emendamento numero 431, chiedo anche dove sono annoverate le iniziative compensative che erano state prospettate proprio in virtù del fatto che, comunque, gli emigrati dovessero dare un ulteriore contributo a questa terra anche con queste case che posseggono nell'isola e che hanno magari ereditato da quarant'anni a questa parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò contro la soppressione del comma 3 dell'articolo 3 come voterò contro la soppressione di qualunque comma di questo articolo. Alcune modifiche sono state prospettate in senso, diciamo, riduttivo della capacità impositiva prevista in norma; ma, devo dire, non mi convince l'idea che questa norma sia nata per vessare gli emigrati. Non mi convince. Io non credo che sia corretto dare una lettura di questo tipo. Io non credo che sia corretto dire che, siccome alcuni emigrati hanno la seconda casa in riva al mare (nel comune prospiciente il mare, nell'ambito costiero e così via), noi stiamo facendo un'operazione vessatoria. Seconde case, badate bene, che molti hanno acquistato affittandole poi in nero ad altri per estati di seguito a prezzi esorbitanti; seconde case che sono state un patrimonio speculativo e causa di evasione fiscale sistematica.

Dare un'immagine di questo genere, ma lo dico anche per la stampa, lo dico per tutti, dare un'immagine di questo genere è sbagliato, è falsa questa immagine. Non è solo strumentale, è peggio! E' peggio! Non è moralmente accettabile, non è moralmente accettabile! Noi con questo articolo stiamo dicendo una cosa diversa, proponiamo infatti di recuperare un po' di risorse da destinare a questa comunità in termini positivi anche per coloro che hanno le seconde case, anche per gli emigrati che chiedono altro, anche da altre parti, anche per i loro figli. Noi stiamo facendo un'operazione giusta, e la dobbiamo dipingere per quello che è, anche quando non la condividiamo.

PRESIDENTE. Ricordo che abbiamo superato il comma relativo alle abitazioni; stiamo parlando di aeromobili e di imbarcazioni che sono il tema dell'emendamento numero 431.

Ha domandato di parlare l'Assessore ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, avevo capito (una volta evitata la soppressione dell'articolo) che ci fosse la disponibilità da parte della minoranza, manifestatasi anche attraverso la presentazione di emendamenti, a migliorare il contenuto dell'articolo 3. A questo scopo sono indirizzate le due proposte avanzate dal Presidente della Commissione così come altri emendamenti presentati dalle minoranze.

Onorevole Pileri, naturalmente ciascuno di noi s'innamora delle proprie elaborazioni, però se si reputa che questa bozza di emendamento sia migliore, sia più vantaggiosa, presenti delle novità positive, se la si reputa tale allora si dica sì e se c'è l'unanimità, all'interno di questo Consiglio, la si può approvare. Si può dire al contrario che questa non è un'ipotesi migliorativa (io personalmente la ritengo molto vantaggiosa nei confronti di chi attracca nei nostri porti, e ritengo che ci siano delle novità contenute anche all'interno dei vostri emendamenti) ma questo è un terreno concreto di confronto. Anche la proposta del presidente della Commissione di ridurre la tassa sulle seconde case di dimensioni più piccole è un terreno concreto di confronto. Se, invece, si continua a mantenere la contrarietà nei confronti della costruzione e dell'intelaiatura dell'articolo 3, allora non si fa nessun passo avanti, ma allora si dica che sul terreno concreto non ci sono possibilità di confronto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Riconosco che la formulazione proposta dal presidente della Commissione è molto più ragionevole; ma, proprio in risposta alla domanda legittima e corretta dell'Assessore, io vorrei dichiarare che sono concettualmente contro l'articolo 3. Mi sembrava che questo fosse evidente dalle argomentazioni portate precedentemente: è proprio il concetto di tassazione riportato nell'articolo 3 che viene totalmente respinto, perché non porta a uno sviluppo economico, culturale della Regione Sardegna, ma va in tutt'altra direzione. La direzione è stata spiegata così come la intendiamo, tant'è che credo e sostengo che uno dei punti che sarà contenuto nel programma di governo alle future elezioni regionali, sarà l'abrogazione delle tasse sul lusso ma non per i concetti espressi in maniera demagogica, populistica in quest'Aula, ma soprattutto perché queste tasse non possono essere volano di sviluppo.

Abbiamo parlato di fiscalità di vantaggio, abbiamo parlato dei ritorni che possono avere queste tasse; se qualcuno ritiene in quest'Aula di potersi lavare la coscienza sostenendo che col fondo di perequazione si pensi alle zone interne se lo dimentichi. Le zone interne non hanno bisogno di elemosine date da chi le zone interne non le conosce minimamente. Ho sentito parlare il collega Porcu, lo stesso presidente Soru, dell'ospitalità delle zone interne (momento di svago per mangiare qualcosa di caratteristico), ma non conoscono assolutamente niente; presumo e mi auguro che sapranno conoscere anche la determinazione, perché non ci si lava la coscienza con un intervento presunto di destinazione fondi pari a 75 milioni di euro sui 150 possibili che se ne dovrebbero ricavare, che non si ricaveranno.

Non ci si lava la coscienza così, ci si lava la coscienza attuando interventi strutturali, una corretta distribuzione dei fondi, un riequilibrio territoriale impostato su programmi e progetti e non su elemosine che hanno prodotto soltanto fame e, ahimè, anche qualche risposta di tipo sociale non corretta, da rifuggire, ma probabilmente da comprendere perché causata dall'esasperazione a cui si è portati sentendo le vuote parole della vostra politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi rivolgo anch'io ai colleghi del centrodestra perché venga valutato ciò che anche l'Assessore ha richiamato. L'emendamento che il Presidente della Commissione ha illustrato sicuramente non potrà essere votato dal centrodestra;noi infatti chiediamo che i colleghi ne consentano l'ammissione considerandolo, togliendo i distinguo, come un emendamento di sintesi. A questo proposito - come ha sottolineato il collega Pisano -è una forzatura definirlo emendamento di sintesi, ma è l'unico strumento che abbiamo, essendo già in corso la discussione, per sostituire un emendamento che dobbiamo votare. Quindi, io chiederei al collega Pileri, e anche agli altri colleghi, di ritirare le loro contrarietà alla ammissione di questo emendamento; sappiamo tutti che non è quanto da voi richiesto e auspicato, però è qualcosa di più rispetto alla formulazione del testo. Pertanto ritengo che l'opposizione possa consentire che l'emendamento venga ammesso e differenziarsi dalla maggioranza votando contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Il mio intervento è stato richiamato prima dall'Assessore, adesso dal consigliere Marrocu. Io ho un'opinione completamente diversa su questo emendamento nel senso che, per come io riesco a leggerlo (eventualmente mi potrà essere magari spiegato in maniera diversa con molto più tempo a disposizione), io lo vedo peggiorativo.

PRESIDENTE. Onorevole Pileri, le chiedo scusa, ma non si può proseguire questa discussione in questo modo, io propongo una sospensione degli emendamenti numero 431 e 468 e conseguentemente anche del comma 3 e di tutti gli emendamenti ad esso relativi, in modo che possiate approfondire la discussione più di quanto non si possa fare nell'ambito di dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, questo è un problema della maggioranza sul quale, se si dovesse solo pensare di volerlo risolvere con la minoranza, diciamo subito di proseguire i lavori perché noi non siamo disponibili a discutere assolutamente nessun tipo di emendamento.

I nostri emendamenti tendono a sopprimere questa tassa, parliamoci chiaro; successivamente noi troveremo due emendamenti che sono sostitutivi dei due commi, che tendono ad abolire l'articolo 2 e l'articolo 3 della legge 4 del 2006! Quindi, questa è la nostra impostazione, è inutile che stiamo qui a perdere tempo.

MARROCU (D.S.). Noi chiediamo la sospensione del comma 3!

DIANA (A.N.). Questo non può essere, avete avuto due mesi e mezzo di tempo per decidere e non si pone il problema in Aula alle nove di sera., un problema che riguarda l'onorevole Marracini, onorevole Lai e l'onorevole Pittalis. Noi ribadiamo di essere fortemente contrari a questa tassa e, quindi, di non poter accedere a nessun tipo di discussione con voi!

PRESIDENTE. Colleghi, sospendiamo gli emendamenti e il comma 3.

SANJUST (F.I.). Presidente, giustifichi la sospensione!

PRESIDENTE. Mi sembrava che ci fosse l'esigenza di approfondire questo punto, cosa che stava avvenendo nell'ambito delle dichiarazioni di voto. Se questa esigenza non viene, come dire, condivisa, io non ho nessun problema a proseguire la votazione degli emendamenti.

Metto in votazione gli emendamenti numero 431 e 468, identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 484. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 440 e 487, identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 490. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 491. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 492. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 493. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 494. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E'in votazione l'emendamento numero 97.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 97.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 20

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LA SPISA - LAI Renato - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MORO - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.)

Metto in votazione l'emendamento numero 443. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 445. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 447. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 450. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 451. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 452. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 454. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 455. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 98.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, non è solo una semplice dichiarazione di voto perchè vorrei chiedere una spiegazione tecnica. Presidente, prima di votare io vorrei capire che cosa succederebbe nel caso venisse approvato l'emendamento numero 98.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 98 dice che l'articolo 3 della legge regionale numero 4 del 2006 è abrogato. Quindi, il comma 2 novellato è soppresso.

DIANA (A.N.). E' effettivamente così? Cioè noi con questo emendamento possiamo far cadere un comma che abbiamo già modificato? Non è così? Allora qualcuno mi deve una spiegazione…

PRESIDENTE. Non l'abbiamo modificato, onorevole Diana. Stiamo facendo una specie di quiz? Se vuole ci fermiamo, lei mi dice che cosa vuole chiedermi, viene qui al banco della Presidenza, glielo spieghiamo e poi proseguiamo.

DIANA (A.N.). No, lei me lo spiega stando, io, al mio posto!

PRESIDENTE. Ho anche difficoltà a seguirla!

DIANA (A.N.). Presidente, il comma 2 dell'articolo 3...

PRESIDENTE. Immagino che lei stia richiamando l'emendamento 97, va bene?

DIANA (A.N.). No, adesso stiamo parlando dell'emendamento 98, lasciamo perdere il 97.

PRESIDENTE. Il 98 non lo abbiamo votato, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Benissimo!

PRESIDENTE. Quindi lei dovrebbe fare una dichiarazione di voto sull'emendamento 98!

DIANA (A.N.). Prima di votare, chiedo: "Se dovesse passare l'emendamento 98, che sopprime l'articolo 3 della legge regionale numero 4, che è citata in questa legge…

PRESIDENTE. Onorevole Diana, siccome è in vigore il testo, perché è stato respinto l'emendamento precedente, quindi non stiamo rivotando. Lei, però, mi ha fatto venire un dubbio, pertanto sospendiamo ed esaminiamo meglio l'emendamento, per evitare una risposta frettolosa.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 26, viene ripresa alle ore 20 e 27.)

PRESIDENTE. Colleghi,l'emendamento numero 98 sostituisce il comma 2 del testo che stiamo discutendo e abroga l'articolo 3 della legge regionale numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Ovviamente la mia dichiarazione di voto sarà a favore dell'emendamento che è l'ultima occasione, l'ancora di salvataggio per i colleghi che avessero ancora dei dubbi; votando a favore di questo emendamento, quanto meno, si metterebbe riparo ai danni irreparabili che state combinando con questo disegno di legge. Quindi lo spirito sia di questo emendamento che dell'altro sul quale è stato chiesto il voto segreto era ed è questo. Erano due emendamenti appositamente presentati in questo ordine perché avevamo certezza che non foste d'accordo manco voi per approvare una norma così fatta. Siete ancora in tempo!

Mi rivolgo a tutti, ovviamente, non a quelli e sono tanti, circa una decina, che si sono già espressi con il voto segreto. Provate almeno a sforzarvi, perché è l'ultima opportunità che avete per bocciare quell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, anch'io credo che questa sia davvero l'ultima occasione che abbiamo per evitare questa ingiustizia che la riscrittura dell'articolo 3 introduce.

Quindi abolendo naturalmente l'articolo 3 previgente, siamo certi che, per un po' di tempo, cesserà di esistere la cosiddetta tassa del lusso sulle seconde case e il Governo regionale avrà il tempo, poche settimane probabilmente saranno sufficienti, per riportare in Aula una proposta di legge modificativa, che reintroduca l'articolo 3 senza l'ingiustizia di una penalizzazione degli emigrati sardi che, a voce, tutti dicono di voler difendere.

Richiamo pertanto l'attenzione dell'onorevole Caligaris che continua a leggere il comunicato della FASI. Onorevole Caligaris, se lei quel comunicato della FASI lo sposa per intero è evidente che non deve far altro che seguire quanto sta proponendo l'onorevole Diana: bocciare l'articolo 3 della legge numero 4. Solo così possiamo azzerare le cose e riscrivere davvero con serenità, e senza ingiustizie, l'articolo 3 di cui sopra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Innanzitutto dico all'onorevole Diana che mancano dieci, dodici consiglieri dell'opposizione, e un richiamo su queste assenze va fatto. Per quanto ci possa essere una "levata di sentimento sardista", è difficilissimo senza un'opposizione in Aula riuscire a trovare la soluzione a questo problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi ha preceduto l'onorevole Marracini; infatti, è impossibile portare avanti una corretta azione legislativa quando manca una parte consistente dell'opposizione. Di questo credo che ognuno di noi debba prenderne atto, a livello di rapporto personale, ma anche in un corretto rapporto fra partiti; cioè occorre comprendere se si va tutti in una direzione, oppure se le direzioni possono essere diverse.

L'emendamento del collega Diana è una delle ultime occasioni, non l'ultima perché sono stati presentati emendamenti che propongono l'abrogazione, oltre che dell'articolo 3, anche degli articoli 2, 4 e 5 della legge numero 4, dell'11 maggio 2006.

Ovviamente, vorrei fare una riflessione e anche esprimere un apprezzamento per quei colleghi che, non necessariamente con il voto segreto, hanno dichiarato la loro contrarietà a questa nuova tassazione. Contrarietà di principio e non di metodo, a poco serve ridurre di un euro o aumentare di due, ridurre i giorni o quant'altro, quando non si sposa un principio; un principio che noi appunto non sposiamo e che vedo anche altri non sposano, condividendo le affermazioni e le considerazioni che sono state fatte in quest'Aula da parte delle minoranze, e non solo da parte delle minoranze.

Poi, poco importa la questione degli emigrati, scusatemi non vuole essere denigratorio o una diminutio nei confronti degli emigrati sardi, che comunque costituiscono una realtà importante che deve godere del massimo rispetto delle azioni che vengono portate avanti da quest'Aula, ma è proprio un principio di governo, di impostazione di governo, è un principio sociale che noi stiamo affermando, è una leva che tra l'altro non trova riscontro, per concludere, neanche nel Piano regionale di sviluppo, di cui non si fa il benché minimo cenno.

E' chiaro che è un'azione isolata, un'azione demagogica, un'azione che tende a colpire e non a fare, è un'azione "contro", quella da cui dovrebbe sempre rifuggire un corretto sistema democratico che deve lavorare per costruire, non per abbattere. Non si può sempre fare maggioranza contro qualcosa, contro una classe sociale, contro una persona; confrontiamoci sui principi e sui principi credo che la maggioranza di quest'Aula, in ogni caso, sia contraria a quelli espressi dall'articolo 3.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 457. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 428.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Intervengo brevemente per dichiarare il voto a favore dell'emendamento. Io dico che su questo argomento, come ha richiamato anche qualche altro consigliere di maggioranza, è mancata una attenta analisi della problematica. Questo emendamento prova a creare una sorta di attenta classificazione dell'eventuale pagamento in funzione di una categoria catastale o, meglio, della rendita catastale dell'immobile. Tanto è vero che questi emendamenti contengono le categorie A8 e A7, che sono appunto le classificazioni che riguardano le ville, cioè abitazioni in ville, perché ci sono anche altre categorie che vanno dalla A1 alla A6, che comprendono abitazioni di tipo signorile, di tipo civile, di tipo economico, di tipo popolare. Questo emendamento voleva essere un tentativo di fare una proposta seria, articolata, ma è stato bocciato dalla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Su questo emendamento, se da qui alla fine dei lavori, il presidente Cucca si impegnasse a trovare una soluzione che, oltre ad individuare i parametri di dimensionamento degli immobili, riuscisse a conciliare, così come abbiamo cercato di fare nella precedente sospensione, anche le fasce di reddito rispetto alle quali incidere con la tassazione (mi sembra un'ipotesi condivisa da gran parte della maggioranza), io credo che si potrebbe ulteriormente migliorare questo articolato. Dovremmo tentare di ridurre ulteriormente questa forma di imposizione agganciandoci a una logica oltre che di dimensione, anche di patrimonio e di ricchezza, e rispetto a questi parametri poi incidere con diverse proporzioni di tassazione.

Quindi se il Presidente della Commissione ritiene utile una sospensione per affrontare un ragionamento più articolato (o proporre anche domani mattina, una formulazione più puntuale), noi siamo disponibili a lavorare in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, il lavoro anche di mediazione che è stato svolto a più riprese, durante la serata, non ha portato nessun frutto. la proposta che era stata fatta in precedenza, per la prima fascia delle case, evidentemente rimane e non c'è nessuna difficoltà, se venisse accolta anche dall'opposizione, ad agganciarla ad altri emendamenti. Altrimenti, sarebbe semplicemente una perdita di tempo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 428. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 427. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 459.

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Io ripropongo all'emendamento numero 459, che prevede un importo di 3 euro a metro quadrato per unità immobiliari di superficie sino a 90 metri quadrati, quanto già proposto in precedenza, cioè di modificare al comma 5 del comma 2 della novella, la lettera a), portando l'importo da euro 9 al metro quadrato a euro 8 al metro quadrato per unità immobiliari di superficie fino a 60 metri quadrati.

PRESIDENTE. C'è una proposta di modifica dell'importo previsto dall'emendamento numero 459. Se i presentatori dell'emendamento accolgono questa correzione lo mettiamo in votazione nella formulazione proposta dal Presidente della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La proposta di modifica dell'emendamento è da noi ritenuta minimale, per cui non crediamo che possa venire incontro alle esigenze da cui è nato il contenuto di questo emendamento. Chiediamo inoltre la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 459.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FRAU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LOMBARDO - MARRACINI - MILIA - PILERI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 460. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 461. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 462. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 463. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 464. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 465. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 466. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 467. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 430.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Questo emendamento riguarda la suddivisione del gettito dell'imposta. Al comma due, il comma 8 della novella prevede che il gettito dell'imposta sia destinato per il 75 per cento al fondo perequativo per lo sviluppo e la coesione territoriale e il restante 25 per cento al comune nel quale detto gettito è generato. Questo emendamento, invece, capovolge lo spirito che informa il comma ritenendo che il gettito debba andare prioritariamente ai comuni dove, di fatto, viene prodotto anche perché la gestione dei servizi e la tutela dell'ambiente devono essere garantite soprattutto in quei comuni che producono il gettito; invece il 25 per cento può andare al fondo perequativo.

Oltretutto non tutti i comuni costieri sono ricchi, tra virgolette, quindi mi sembra assurdo che un piccolo comune, che non ha grandi risorse finanziarie, non debba ricevere prioritariamente il gettito dell'imposta generato nel suo territorio. Quindi il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 430. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 99.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Ancora una chance, ancora una chance. Colleghi, mi verrebbe voglia, purtroppo non c'è il tempo, di leggervi l'articolo 4 che si intende abrogare. Tutti sentite la necessità di apportare delle modifiche a questo testo, tutti, e fa specie che nessuno abbia trovato la soluzione del problema. Guardi, Assessore, il rispetto che le porto, perché se al posto nostro lei avesse trovato una squadra di scalmanati, come ne abbiamo conosciuto nelle precedenti legislature, le assicuro che il presidente Soru da lì non si sarebbe mosso più. Perché non è assolutamente ammissibile un fatto di questo genere. Perché è un'offesa continua, un'offesa continua l'atteggiamento di quest'uomo.

Un Presidente che sa benissimo di avere problemi all'interno della maggioranza e che poi riesce a ricucire il tutto; perché figuriamoci se non riuscirà a mettere d'accordo le due parti contrapposte di Rifondazione Comunista, ma figuriamoci! Se li gioca a "cinque e una figurina", a "monetine al muro" vi gioca! Perché certamente con l'articolo 32 bis risolverete tutti problemi. Ma è possibile che si debba andare ancora avanti in questo modo? Non c'è uno qui dentro che sia convinto di ciò che sta votando, nessuno dal primo fino all'ultimo.

Nonostante tutto avete ancora l'occasione offerta da questo emendamento semplicissimo, tra l'altro ha il numero 99, gemelli! In altri tempi mi avrebbe fatto sorridere un emendamento di questo genere oggi non posso fare neanche questo, ho sbagliato l'impaginazione, ma io credo veramente, che sia una chance importantissima.

Avvocato Cucca, collega Cucca, onorevole Cucca, presidente Cucca le faranno un monumento in tutte le piazze della Sardegna se lei invita la maggioranza a votare a favore di questo emendamento; l'avevamo tenuto proprio nascosto. Ma, onorevole Caligaris, almeno lei voti a favore, l'emendamento va incontro alle sue necessità, ai suoi bisogni, ai bisogni dei suoi amici, di tutti coloro che le hanno scritto le e-mail, le lettere, io non so neanche rispondere perché non so usare il computer, ma lei sì! Quindi, colleghi, veramente ve lo chiedo proprio come un atto di rispetto nei confronti dei sardi. Presidente, almeno lei voti a favore!

PRESIDENTE. Sa che io mi astengo, di regola.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. No, sbaglia, onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, dopo l'appello così accorato del collega Diana è difficile veramente riprendere quello che lui ha detto, forse un po' scherzosamente; però è vero, l'emendamento numero 99, ma anche l'emendamento numero 432, se non fossero le 21, e se non fosse che stiamo andando avanti in un clima che non è né di ascolto né di dialogo, avrebbero davvero la possibilità di aiutarci e di offrire un'altra chance ai colleghi della maggioranza. In realtà l'emendamento numero 99 interverrebbe chirurgicamente soltanto su quella parte delle nuove tasse che riguarda barche e aerei, cioè quella parte che non porta soldi ma porta forti criticità di comunicazione, da anni, in settori, io sottolineo, come quello della nautica da diporto, legato in maniera forte al turismo e anche all'industria cantieristica, che in Sardegna comunque è presente, che noi dovremmo avere particolarmente a cuore.

Con l'emendamento numero 99 noi saremmo in grado non di smantellare l'articolo 3, che ci rendiamo conto politicamente non è un articolo che la maggioranza può in alcuna maniera smantellare, ma di intervenire su una sua piccola parte che si ricollega alla legge del 2006, con un atto che aiuterebbe davvero ad andare avanti molto più velocemente nella discussione della finanziaria, perché sarebbe indicativo dell'attenzione prestata ad almeno una delle richieste che vi sta facendo la minoranza.

Colleghi, dopo l'emendamento numero 99 c'è un altro emendamento, il numero 432, che ha la stessa ratio perché, semplicemente, fa slittare di un anno l'applicazione delle imposte. Questo darebbe, collega Dadea, a lei e alla Giunta, la possibilità di avere un anno di fermo biologico delle tasse nel corso del quale potreste valutare quello che è successo l'anno passato, e verificare l'utilità di mantenere questa tassazione nell'anno venturo. L'approvazione di questo emendamento consentirebbe all'intero Consiglio regionale non di abrogare questa parte dell'articolo 3, ma semplicemente di dare una moratoria di un anno al fine di riflettere e di ragionare sull'efficacia e sull'utilità della imposizione su barche e aerei. Quindi vi stiamo dando due opportunità che, se sfruttate, ci consentirebbero di dire che in questa Aula c'è stato sul serio un dialogo e che qualcuna delle proposte che noi abbiamo portato alla vostra attenzione è stata da voi ritenuta meritevole di riflessione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Siamo all'articolo 3, ne mancano circa trenta per arrivare al 32 bis, nel frattempo riusciremo anche ad inquadrare meglio gli obiettivi. E, abbiamo di fronte una raffica di emendamenti presentati dalla minoranza, ivi compreso questo, su cui voterò contro, che ha l'obiettivo di esprimere una posizione politica, non di intervenire nel merito. Ha ragione l'onorevole Vargiu quando dice che forse avremmo dovuto iniziare prima, in Commissione, l'esame della manovra finanziaria, sotto questo profilo lei ha perfettamente ragione, onorevole Vargiu; perché se noi avessimo assunto quale ipotesi di lavoro, la nostra idea per cui andava valutata la possibilità di una imposizione regionale a beneficio, per esempio, degli obiettivi di riequilibrio della ricchezza su base territoriale, della coesione quindi territoriale delle diverse comunità, forse avremmo migliorato molto sul piano della qualità questo intervento.

La realtà è che si scontrano due visioni completamente diverse sul piano politico e anche sul piano amministrativo. Con questa norma che cosa si colpisce, perché si chiamano semplificando "tasse sul lusso"? Perché l'aereo io non ce l'ho (e già sto meglio di molti cittadini di questa Regione che non hanno neppure da mangiare, e non solo di questa Regione ma anche del Paese, anche dell'Europa) e neanche le barche. Allora, si è detto: "interveniamo colpendo alcuni, non diciamo privilegi, ma situazioni di benessere particolare che non servono per condurre una vita libera e dignitosa, come prevede la Costituzione, ma che sono un in più, e le colpiamo per aiutare chi non ha". Sotto questo profilo è scattata la vostra posizione ideologica: non tocchiamo i ricchi, questa è l'idea, e invece i ricchi qualche volta,tanto i soldi glieli restituiamo, bisogna toccarli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io mi permetto di dissentire, ma con un ragionamento spero lineare. Anche a Cuba si può andare in aereo e sono ben graditi quegli aerei perché, comunque, ad un popolo povero portano capitali e ricchezza, ma in cambio gli vengono offerti servizi, una natura incontaminata, tutto quello che quella stupenda Isola può offrire. Perciò, questa tassa ci vede divisi perché partiamo da presupposti diversi; noi dobbiamo attrarre capitali, anch'io non ho l'aereo e non miro ad averlo, sto bene così, per intenderci, ma non porto nessuna invidia nei confronti di quelli che, più fortunati di altri, lo possono avere, ma io ho bisogno che vengano da noi, ho bisogno che la nostra Isola sia sempre meno Isola.

Perché vede, onorevole Uras, quelle persone possono scegliere con il proprio mezzo di andare dove vogliono, possono scegliere di non venire più e questo crea, poco devo dire, ma più povertà; non è un dato significativo, sicuramente, però è un altro tassello che si aggiunge ai mancati introiti per poter favorire un ulteriore sviluppo aeroportuale e dell'indotto che si crea intorno a quelle piccole azioni di queste persone delle quali anch'io, in cuor mio, dico che forse hanno troppo e dovrebbero dare di più. Ma in un sistema democratico non si può agire così e, soprattutto, quello che noi otteniamo con questa imposizione fiscale non è certo una maggiore entrata per futuri investimenti, è un'inezia, è un'inezia che forse in un corretto esame costi-benefici darà un passivo e non un attivo.

C'è il dubbio quindi e mi chiedo perché rischiare, non migliorerà nulla e peggiorerà molto rispetto a quel nulla che otterrà una imposizione di questo tipo. Perciò io ho necessità che la Sardegna sia meno Isola, che si apra all'esterno e non ho necessità di chiudere i confini.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 432.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Io mi raccordo a quanto ha detto prima l'onorevole Diana che ha parlato di ultima possibilità, io parlerei di ultima scialuppa, forse, di salvataggio, visto che stiamo parlando di mare e di imbarcazioni. Allora, questo emendamento è nato nel momento in cui abbiamo valutato che i ritardi, soprattutto quelli accumulati sulla finanziaria, avrebbero fatto fare una bella figuraccia alla Sardegna, anche nel circuito internazionale del turismo. Io non accetto che in una Regione che vive anche di turismo (e il turismo è un settore economico importante), qualcuno parli di "colpire"turismo di qualità.

Il turismo rappresenta una fonte di economia importantissima per tutta la Sardegna e non solo per la fascia costiera, anche molte persone dell'interno degnamente vanno a lavorare nelle coste. Quindi spostare l'applicazione di questa tassa, che io ho chiamato "fondo regionale di promozione turistica ambientale della Sardegna", al 2008 consentirebbe di cambiare questo atteggiamento vessatorio. Se vogliamo avere degli introiti cerchiamo di ottenerli in maniera seria, in maniera corretta e non in questo modo.

La Rete dei porti, attraverso l'inserzione sui giornali, e anche tante persone che lavorano nel settore della nautica hanno giustamente evidenziato il rischio che la tassa sia incostituzionale e quindi a rischio di procedura di infrazione da parte dell'Unione europea, il che comporterebbe un rischio di restituzione dei fondi, magari illegittimamente percepiti e distribuiti.

Questo emendamento è veramente una scialuppa di salvataggio, sospendete questa tassazione fino al 2008 e preparate qualcosa di serio su questo argomento. I presupposti sui quali si basa l'attuale proposta, e che sempre più in quest'Aula vengono riproposti, devono essere assolutamente censurati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 432 che, ripeto, mi sembra un emendamento accettabile. Certo, perché possa essere accettato sarebbe necessario avere un attimo di riflessione in più e, soprattutto, sarebbe necessario astenersi dai furori ideologici che riemergono, è chiaro, se noi iniziamo a fare il solito ragionamento sui poveri e suoi ricchi, su chi difende i poveri e su chi difende ricchi, su chi crea lavoro e su chi non ne crea, su quello che voi avete detto sullo sviluppo; però, state pensando di dare gli assegni ai poveri dopo tre anni di guida dell'Assessorato del lavoro da parte di un vostro esponente.

Collega Uras, non lo rinfacciamo, siamo rispettosi delle sofferenze interne al vostro partito, però, stiamo parlando semplicemente della tassa sulle barche e sugli aerei, ci stiamo chiedendo quanta ricchezza abbia prodotto e sia stata redistribuita a favore di quei poveri. Se, come noi crediamo, e come anche i dati che ci dà l'Assessorato confermano, il gettito prodotto è stato scarso, e quindi ricaviamo poco per alleviare la sofferenza dei nostri poveri, perché non pensiamo di sospendere questa tassazione per un anno e, nel frattempo, di verificare se dal punto di vista dell'immagine, della comunicazione questa tassazione produce effetti davvero positivi, oppure se la somma degli effetti positivi, cioè soldi prodotti per aiutarci a lenire le sofferenze dei nostri poveri e delle zone interne, nonché effetti comunicativi di immagine (chi è ricco e ha la barca, la nave e l'aereo sappia che entrare in Sardegna gli costa, perché noi abbiamo nei confronti del nostro patrimonio naturale, una tendenza di protezione che è giusta, reale, corretta e via dicendo), che sono a nostro avviso assai pochi, sia inferiore a quella degli effetti negativi.

Se questo fosse, fra un anno voi verreste a dirci: "Guardate, abbiamo valutato bene tutto quanto, abbiamo calcolato che l'anno di fermo, effettivamente, è stato un anno utile all'economia turistica della Sardegna, e quindi anche ai poveri che ci sono in Sardegna, per cui la vostra indicazione, il vostro suggerimento erano accettabili. Da quest'anno, dopo averla sospesa per un anno, cancelliamo la tassa". Quindi, il messaggio che arriva da questo emendamento è un messaggio di buon senso, anche se tardivo, anche se non ci siamo fermati a sufficienza in Commissione per ragionare; ma lei stesso, collega Uras, ha detto che non è stata colpa della minoranza se questo è successo. Siamo comunque in tempo per salvare un aspetto di questa normativa e per creare un clima di collaborazione che, da qui all'articolo 32 bis, come lei ha sottolineato, ma come tutti i colleghi sanno, è utile per andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Esaminiamo queste tasse, quelle sulle aeromobili sulle navi, e vediamo di che cosa stiamo parlando. Pagherebbe all'erario regionale 15 mila euro per l'approdo, una volta all'anno, la nave di lunghezza superiore ai 60 metri. Stiamo parlando di scalo nei porti, negli approdi, nei punti di ormeggio ubicati, attrezzati e così via, di unità da diporto. Cioè, uno yatchino, uno yatchino di un miliardino circa, di di 60 metri che arriva lì e deve pagare un parcheggio di 15 mila euro. Rispetto a questo, il povero sardo che ha l'apiscedda e che parcheggia a Cagliari in uno degli spazi blu più volte al giorno, più volte all'anno, paga di più, proporzionalmente almeno al metraggio, all'anno.

Allora, noi di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di questo. Non c'è nobiltà nella critica che fate, c'è disperazione. Ma perché non ci mettiamo uno di fronte all'altro a ragionare su come hanno depredato questa Regione i benefattori che prima citava l'onorevole Pileri. Hanno depredato territori, hanno depredato risorse, hanno depredato risorse pubbliche, e il bilancio regionale è stato uno dei più grandi finanziatori di questi predoni, gli abbiamo messo i tappeti, i Presidenti della Regione li hanno ricevuti "in pompa magna", li hanno portati in giro, li hanno omaggiati.

Io dico che è venuto il tempo di dire basta, di recuperare dignità a questo popolo e di recuperare anche qualcosa del maltolto. Basta!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Proprio qualche giorno fa, in Francia, si confrontavano due linee di pensiero; quella della sinistra che faceva discorsi simil Uras, e quella di Sarkozy che invece ribadiva che dove c'è la povertà, dove c'è la mancanza di lavoro, dove ci sono problemi, si deve intervenire seriamente per dare un futuro alla gente. La gente in Francia l'ha capito, tanto è vero che poi quali siano stati i risultati l'abbiamo visto. Evidentemente, noi siamo in ritardo, probabilmente dovremo aspettare altri due anni perché la gente capisca meglio come stanno andando le cose.

Una cosa che io non riesco invece a capire, benché ascolti attentamente il collega Uras, è quale sinistra voglia rifondare e in che modo quando si accorge che la sinistra è in crisi e parla appunto (lo dice anche Bertinotti) di "necessità di rifondarla". Non si è capito se vuole tornare al vecchio Partito comunista sovietico o se invece vuole costruire un'altra sinistra, moderna, che dia un futuro di certezze al popolo della sinistra e a tutta la popolazione. Non è chiara la direzione che vogliono perseguire il partito comunista e la sinistra in Italia. Se non si chiarisce questo punto, è difficile chiarire anche questi discorsi.

Tornando all'emendamento, sul quale voterò a favore, ritengo opportuna, effettivamente, una ulteriore riflessione. Un anno di tempo può servire anche per chiarire le idee fra di voi perché si vede chiaramente che non siete d'accordo, lo capite benissimo che state approvando una manovra che è dannosa per la Sardegna e forse tra un anno questo vi sarà ancora più chiaro. Io credo che siate ancora in tempo per modificare le norme in questione anche se, per come stanno andando le cose, per come avete impostato questa finanziaria, io credo che questo articolo 3 sia inemendabile: è da bocciare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La impossibilità di trovare delle soluzioni di modifica di queste norme è chiaro che porta anche il dibattito a fermarsi su una modalità di confronto che, ovviamente, si allontana sempre di più dai contenuti di quello che stiamo esaminando; però, credo che da parte nostra si debba dichiarare la motivazione per cui abbiamo proposto e votiamo a favore di questo emendamento. Nelle intenzioni, buone, più che nobili, di chi l'ha scritto non vi è certamente quella di fare operazioni di salvataggio di categorie sociali particolarmente privilegiate, ma di stemperare l'impatto negativo sia spostando la data di applicazione di questa norma al 2008, sia tentando di trasformare la natura stessa di quello che può essere un prelievo della ricchezza, così come si manifesta in questo settore, dalla forma della tassazione a quella del contributo.

Ci rendiamo conto che questa motivazione non è stata assolutamente colta mentre, via via, nello sbrago generale in cui si ci si sta confrontando, emerge comunque grazie al contributo dell'onorevole Uras la vera natura di questi interventi, in attesa dell'articolo 32 bis. Articolo che dovrebbe accontentare non i poveri della Sardegna, ma i poveri di questo Consiglio regionale che vogliono poter sbandierare qualche buon risultato da far conoscere ai propri elettori (anche se in realtà lo stesso articolo 32 bis non modificherà niente in quella direzione), e che continuano a dire che almeno qualche volta i ricchi possono e debbono piangere. Noi crediamo che a piangere saranno, invece, tutti quelli che dalla diminuzione del reddito nel turismo avranno sicuramente davvero da ringraziare soltanto voi.

Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Voterò a favore dell'emendamento numero 432 perché c'è una ragione che mi spinge e mi convince che questo emendamento sia giusto. L'onorevole Uras ricorderà che nella trascorsa legislatura si approvò in quest'Aula una importante legge di modifica della bandiera della Sardegna: fu tolta la benda ai quattro mori e fu collocata sopra gli occhi. Ma non solo. I mori furono rivoltati, nel senso che finalmente guardarono dalla destra alla sinistra, così come noi guardiamo adesso l'onorevole Uras. Il significato era chiaro, non era solo simbolico: i sardi non volevano più giocare a mosca cieca. I sardi volevano approvare le leggi con cognizione di causa.

In questo caso non si tratta di punire predatori, di richiamare la disperazione, di ritenere che siano stati posti tappeti d'oro o tappeti volanti o chissà che cosa, qui si tratta di capire se una legge è utile, se porta beneficio o se porta danno. Noi chiediamo solo questo. Se la Giunta, che da questo punto di vista, al di là della presenza fisica dell'assessore Dadea, è totalmente latitante, ha elementi li porti in quest'Aula! Ci dica che cosa ha prodotto nel 2006 questa legge e noi ci convinceremo che non è utile portarne l'esecutività all'esercizio 2008. Ma se così non è noi non vogliamo avere la benda sugli occhi. Noi vogliamo votare con cognizione di causa, sapendo di essere davvero al servizio dei sardi e di non produrre danni approvando delle leggi che sono cieche e che non vedono nemmeno a mezzo metro dal naso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io credo che più il popolo è povero, più comunismo ci sia, perciò l'onorevole Uras tende a difendere e ad ampliare questa fascia sociale perché così c'è più comunismo. Noi pensiamo diversamente. Noi vorremmo meno povertà - ma non è questo l'aspetto più significativo della nostra azione - perché così prolifera meno comunismo, che già la storia ha bocciato. Così come è difficile comprendere che tutti quei Presidenti di Regione che hanno ricevuto degli imprenditori che, a dire dell'onorevole Uras, hanno depredato la Sardegna, siano molto diversi da quelli che attualmente stanno cercando di depredare la Sardegna, mandando centinaia di miliardi fuori dalla Sardegna in maniera illegittima e illegale, 56 milioni di euro per esempio (mi riferisco a Saatchi & Saatchi, per chi non l'avesse capito, o a "Sardegna fatti bella" o al logo della Regione Sardegna), e non capisco perché ancora circolino alcune persone. Su questo camminiamo con passi molto lunghi e lenti per arrivare alla verità e magari continuano a girare in auto blu anche molte di queste persone che stanno depredando la Sardegna e che voi state aiutando, perché sono denari che vanno fuori, che vengono assegnati ad personam, che vanno a depredare le casse della Regione Sardegna.

E per giunta, oggi, sento dire che sono stati ricevuti molti imprenditori con tappeti rossi, con tutti gli onori dal Presidente della Regione sarda nel passato ed è vero, ed è vero che questo è successo, molto diverso da tutti quegli imprenditori che avete portato voi e nelle passate legislature hanno fiorito questi imprenditori che hanno depredato industrialmente la Sardegna e a cui avete steso tappeti d'oro, non rossi, o diversamente da quelli che in questa legislatura avete portato in giro in elicottero. Non c'era bisogno di stendere tappeti rossi; avete utilizzato l'Arma dei carabinieri per portarli in giro per la Sardegna, per far vedere tutto quello che, dopo la distruzione che attraverso queste leggi provocherete in Sardegna, potranno comprare a due lire con il beneplacito del vostro Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voterò contro questo emendamento perché sono dell'opinione che sia giusto, in una società dove ci sono, passatemi il termine, ceti ricchi e ceti poveri, che coloro che stanno meglio possano contribuire al bene della società più di altri. Del resto questo, se ragioniamo in maniera seria e pacata, probabilmente lo sosteniamo tutti. Quando invece ci facciamo prendere la mano da qualche termine usato male, da qualche intemperanza, scattano le strumentalizzazioni.

Io penso che in questo ragionamento non ci siano persone da colpire, non ci sia, diciamo, nulla di anomalo. E' strano invece che non si voglia, anche su questo tipo di questione, applicare un ragionamento semplice; nessun accanimento, ma semplicemente stabilire una normale e giusta equità sociale. Del resto, l'assessore Dadea ci ricordava che all'articolo 8 dello Statuto ciò è previsto; mai era stato applicato, noi lo stiamo facendo, e anche la mancata applicazione dello Statuto è una responsabilità che si sono assunti coloro che hanno gestito le legislature precedenti.

Abbiamo pertanto anche un'altra esigenza, cioè quella di recuperare risorse, chiamiamole tra virgolette, importanti, per i comuni, per tutti i comuni sardi. Badate che ai comuni non è che possiamo dire, in questa circostanza che non stanno bene, che non ci sono fondi, e poi non fare un discorso di recupero di risorse. Sappiamo che il 50 per cento va ai comuni costieri e il 50 per cento a quelli dell'interno. Io sono contro l'opinione dell'onorevole Pileri che invece proponeva di affidare il 75 per cento del gettito a quelli costieri e il 25 per cento a quelli dell'interno. Io penso in modo opposto perché credo che il mare sia non dei comuni costieri ma di tutto il popolo sardo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 432.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LAI Renato - MARRACINI - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 52

astenuti 4

maggioranza 27

favorevoli 16

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 433 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 469. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 435. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 470.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Si ripercuote nuovamente nell'Aula questo atteggiamento di Rifondazione Comunista davanti ad un Presidente che non c'è e a una maggioranza che, quella più moderata, io dico forse, subisce questo atteggiamento punitivo del partito della Rifondazione Comunista. Non si sta più parlando, infatti, di cercare di riequilibrare il territorio sardo, si sta parlando (voler colpire il sistema del turismo nautico significa questo) di punire, punire i ricchi, punire l'economia e il turismo di qualità; ma voi avete idea di quanti ragazzi dell'interno lavorano nel settore del turismo e soprattutto in quello di qualità?

Avete idea di quanto i giovani imprenditori chiedano la possibilità di poter crescere, di poter avere prospettive, non di avere elemosine, ma di avere prospettive di lavoro, di poter crescere in settori dove le specializzazioni come quelle della nautica possono permettere di avere anche un reddito gratificante? Questo voi lo state dimenticando, state soprattutto dimenticando l'imprenditoria che può crescere anche dove c'è il turismo di qualità. La vostra è demagogia, demagogia pura!

Io ribadisco, e condivido quanto ha detto prima anche l'onorevole Capelli, che sicuramente sarebbe molto più giusto se voi di Rifondazione Comunista proponeste di destinare quei fondi per la pubblicità istituzionale per i sardi, per progetti di sviluppo della Sardegna e soprattutto per progetti per i giovani, che non state inserendo nelle vostre pianificazioni per il lavoro. E poi, parlate dei grandi operatori; guardate che chi ha inventato questi accordi strani e trasversali con i grandi imprenditori siete voi, perché con il Piano paesaggistico vi siete inventati le intese (probabilmente sarebbe bastato stabilire delle regole per cui c'è chi può, e chi non può), e le intese forse saranno proprio quei potenti di cui parlate voi a sottoscriverle.

E, per parlare di demagogia, cari onorevoli Pisu e Uras, io credo che voi dovreste rivolgervi alla vostra classe operaia e spiegare il motivo per il quale noi consiglieri regionali siamo così fortunati e loro sono così sfortunati che per guadagnare 800 euro al mese si devono sacrificare...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, io non so perché ci sia questo tentativo di caricaturare la posizione del partito della Rifondazione Comunista. Io penso che coloro che lo fanno non facciano del bene a sè stessi, non facciano del bene alla chiarezza e ci diano anche un ruolo importante perché, evidentemente, intravedono in noi i difensori delle classi sociali e delle aree più deboli. Vi ringraziamo di questa attenzione, però fatelo in maniera intelligente, con una certa onestà intellettuale, non caricaturando le nostre posizioni.

Onorevole Pileri, noi non vogliamo punire nessuno. Noi pensiamo che attraverso queste risorse che otterremo da questa normativa, possiamo dare più servizi sulle coste e nell'interno e, dunque, presentare al meglio il turismo della Sardegna. Oggi il turismo è solo sulle coste, se invece c'è qualche aiuto anche per l'interno è meglio, perché anziché presentare mezza Sardegna turistica, presentiamo non solo il mare, ma anche tutti i beni culturali e ambientali che ci sono all'interno.

Io non mi accontento, onorevole Pileri, glielo dico in maniera molto chiara, che dal mio paese partano 300 giovani per andare a fare i camerieri e gli sguatteri nelle coste per tre mesi l'anno. Non è questo che noi vogliamo! Noi vogliamo (e glielo dico anche come Presidente di un consorzio turistico di quindici comuni dell'interno, "Sa Perda 'e Iddocca"), invece avere uno sviluppo dei beni culturali, turistici; ed avere posti fissi, reddito, occupazione, quanto e come voi! E' chiaro questo e quello che dobbiamo fare?

O vogliamo sardi e zone di serie A) e sardi e zone di serie B)? Io mi batto per questo, e questo non è una presa di posizione ideologica, perché fa invece gli interessi suoi, miei e di tutti i sardi, poveri o ricchi che siano. Se poi sono ricchi pagheranno un po' di più, è un bene perchè hanno anche un po'di più. Questa è l'equità sociale a cui noi ci ispiriamo. Questo l'abbiamo sostenuto anche relativamente al Fondo unico, e cioè che la contribuzione diseguale è una linea giusta; l'onorevole Capelli dice che non basta. Sì, non basta, bisogna fare un progetto per le zone interne e lo vedremo nel Programma regionale di sviluppo. Avremo occasione di dibatterlo anche successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ebbene sì, questo partito esiste, esiste nella società, esiste in questo Consiglio regionale, esisterà oggi, domani, forse anche dopodomani, sicuramente fra due anni. E questo è un partito serio, che studia, è abituato dall'insegnamento gramsciano a prendere con serietà l'invocazione, l'esortazione all'istruzione e quindi legge e cerca anche di capire, io voglio riuscire a capire! E leggendo scopro che, intanto, tutte le barche al di sotto dei 14 metri - e 14 metri non è neppure tanto poco, non è la barchetta, 14 metri comincia a essere una lunghezza interessante - non sono soggette a tassazione; e poi leggo e scopro che se sono a vela pagano solamente il 50 per cento; e poi leggo e scopro che se vengono per partecipare a regate di carattere sportivo, a raduni di barche d'epoca, a barche monotipo e a manifestazioni veliche, anche non agonistiche e altro, sono esenti; e sono esenti se sostano tutto l'anno nelle strutture portuali esistenti e sono esenti se fanno solo una sosta tecnica.

Allora, io mi chiedo: "Di che cosa state parlando"? Lo vogliamo dare un segnale per cui in questa società, dove c'è qualcuno che non ha da mangiare e ci sono altri che girano con la barchetta di 60 metri di lunghezza, uno paga un servizio e l'altro non lo paga perché non ha neppure la possibilità di pagarlo, ma può ottenere in una funzione di riequilibrio di questa ricchezza, anche come segnale, la speranza che ci sia un atto di giustizia? Ma di che cosa stiamo parlando? Qual è la rovina del turismo in Sardegna se il miliardario che ha una barchetta di 60 metri quadrati spende 15 mila euro! Se li beve in una notte, in uno dei festini che poi fanno (e qualche volta passa la magistratura di là per controllare com'è che avvengono), siamo seri! Noi stiamo parlando di cose serie, diamo un segnale, questo Consiglio si qualifichi in questo senso!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Uras, io voto a favore dell'emendamento, però ciò che con passione lei e il collega Pisu avete appena detto mi convince. Anzi, faccio una dichiarazione di voto, su questo emendamento voto come ha detto lei, non ho capito cosa ha detto lei, ma voto come ha detto lei. Mi ha convinto, però in cambio del voto che io le sto dando su questo emendamento, uguale a come lei e Pisu dite, vorrei che lei e Pisu prendiate un impegno in quest'Aula e cioè vi impegnaste a dirci tra due anni, quando sarà finita la vostra esperienza di Governo, cosa questo articolo "barche e aerei" ha prodotto per Pisu e per quei 300 che adesso vanno a fare gli sguatteri - e Pisu giustamente si lamenta - in Costa Smeralda. Nel senso che Pisu dice "Mi piacerebbe che restassero a Laconi a trovare lavoro come se ne trova in Costa Smeralda e sono sicuro che questo articolo aiuterà in questo senso". Quindi, Pisu mi dirà quanti di quei 300 rimangono a Laconi e quanti di quei 300 non prendono i 300 euro che voi volete dare ai poveri per tenerli a Laconi, assistiti nelle bettole di Laconi! E' questo che non va bene, ed è questo che non va bene col collega Uras!

Noi vi chiediamo qual è la vostra proposta di sviluppo per la Sardegna. Non potete continuare a dirci che siete contro i festini e a favore della magistratura, che la magistratura indaghi su tante cose che ci sono in Sardegna fa piacere a tutti, come fa piacere che ci siano regolarità e correttezza su tutto! Vorremmo capire qual è la vostra proposta di sviluppo, qual è la proposta per cui i poveri non sono più poveri e non prendono più il sussidio di disoccupazione, l'assegno di inserimento, chiamatelo come volete! Vorremmo che dopo tre anni voi poteste dire "Quando governavate voi era uno schifo, adesso siamo arrivati noi ed è cambiato"! Vorremmo che il collega Marracini non dicesse più che ci sono purghe quotidiane, perché ha ragione Marracini, una purga aiuta il malato, tre purghe al giorno per cinque anni riempiono la Sardegna di che cosa? Ce lo dica Marracini, ce lo dica!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io ho ascoltato veramente con grande attenzione l'onorevole Pisu che è un conterraneo ma che, essendo un neofita della politica probabilmente ha una conoscenza marginale dei problemi, ma l'onorevole Uras no! L'onorevole Uras è un'altra cosa, perché l'onorevole Uras, invece, conosce bene come funziona questo mondo. Allora, onorevole Uras, cos'è che ci differenzia tanto? Noi tendiamo ad elevare lo stato economico delle persone e quindi cerchiamo di livellarlo verso l'alto, voi invece cercate di livellarlo verso il basso, perché questa è una costante, sono i vostri ragionamenti che portano a questo. Quindi, non possiamo comunque essere d'accordo.

L'onorevole Pisu dice di amministrare, bontà sua, il consorzio di "Sa Perda 'e Iddocca". Benissimo, è un consorzio turistico del centro Sardegna che sta a cavallo tra la provincia di Oristano e la provincia di Nuoro, e anche del Medio Campidano, una zona che io conosco bene; vero, onorevole Pisu, che la conosco bene? Almeno quanto lei! L'onorevole Pisu, da decenni amministra quel territorio, per cui lo conosce molto bene; e lo sviluppo economico di quel territorio, grazie a Dio, si è visto, si è notato, ne possiamo prendere buona nota.

Vede, onorevole Pisu, ho detto stamattina (una cosa che lei non sa perché probabilmente stamattina quando io sono intervenuto era distratto), che se tutto il parco natanti da diporto, che oggi è presente nel Mediterraneo, si trasferisse per quattro mesi in Sardegna, determinerebbe un gettito di 20 milioni di euro. Così non è, per cui i calcoli molto approssimativi, certamente, ma che possono variare sull'ordine di 150, 200 mila euro ci dicono che si tratta di 2 milioni di euro! 2 milioni di euro a "Sa Perda 'e Iddocca" gli cambiano la vita! La norma proposta dalla Giunta che prevede che il 75 per cento vada a favore della famosa coesione sociale per il riequilibrio delle zone interne, delle zone esterne, porterebbe questa cifra a un milione e mezzo di euro; tutta questa grande battaglia per un milione e mezzo di euro a causa del quale stiamo svendendo l'immagine della Sardegna! E lei pensa che con un milione e mezzo di euro si possa riequilibrare o si possa cercare quel famoso riequilibrio di cui lei parla? Tre miliardi di vecchie lire? Lei si è fatto la pavimentazione con 3 miliardi di vecchie lire e non se n'è neanche accorto!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io ho condiviso le considerazioni del collega Pisu, sul fatto che noi dobbiamo fare politiche mirate ad uno sviluppo integrato in Sardegna, uno sviluppo cioè che non sia limitato soltanto alle zone costiere, ma consenta di creare una prospettiva di crescita anche per i comuni delle zone interne. E già il discorso che ha fatto oggi è molto più condivisibile di quello che ho sentito da lei, collega Pisu, qualche giorno fa, quando ha sostenuto che per salvare le zone interne bisognava rimettere in moto il Trenino verde.

Lei, onorevole Pisu, dimentica che in quei territori, che hanno bisogno di uscire dall'isolamento, che hanno bisogno di essere infrastrutturati, che hanno bisogno che si creino le precondizioni vere dello sviluppo, perchè ci sono zone che stanno diventando dei "cumuli di case vuote", erano stati già avviati alcuni interventi nella passata legislatura bloccati poi da questo Governo regionale. E che cosa fa questo Governo della Regione? Non fa gli interventi per le zone interne, non fa nulla per le zone interne!

Approfitto della presenza dell'assessore Morittu per dire che l'Assessore, qualche mese fa, ha bloccato una strada già appaltata (la strada attraversava le tipiche zone interne), sapete con quale motivazione? Che forse bisognava valutare bene i costi-benefici, non essendoci più le condizioni per intervenire, per creare delle infrastrutture, spendendo tanti soldi, nelle zone interne che ormai si stanno spopolando. Se voi continuate a portare avanti questo tipo di politica, le popolazioni di queste zone non solo non avranno la possibilità di andare, come dice Pisu, a fare gli sguatteri nelle zone costiere, ma dovranno emigrare dalla Sardegna.

Io mi auguro veramente che questa politica dissennata che state portando avanti contro le zone interne, contro le povertà, contro lo sviluppo, finisca e vi mettiate in testa, una volta per tutte, di programmare interventi positivi che creino occupazione, che creino sviluppo. Voi state sperperando risorse in azioni che non stanno portando da nessuna parte. E stiamo vedendo anche quali risultati sta conseguendo il partito della Rifondazione Comunista che guida l'Assessorato del lavoro già da tre anni: sta creando nuovi disoccupati, sta creando nuova povertà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 470.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Davoli, Balia e Barracciu hanno votato contro, i consiglieri Rassu e Vargiu hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 15

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 434.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 434.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: DAVOLI - LA SPISA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 42

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 2

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 471. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 436.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Con questo emendamento si voleva riportare il ragionamento sull'argomento (se ci fosse stata la possibilità ma abbiamo capito che questa possibilità non c'è) per cercare di far pagare una tassa che fosse proporzionata al reale periodo di presenza nel territorio, o nel porto nel caso delle imbarcazioni. A me pare molto più giusto e opportuno, se un qualche cosa si deve far pagare, che l'imposta si faccia pagare per i giorni effettivi di presenza; quanto voi avete proposto è frutto di una scelta assolutamente non condivisibile e sbagliata. Dire che si paga una imposta solo per entrare, perché voi parlate di imposta per l'ingresso, che può durare da due giorni ad una settimana, è concettualmente sbagliato. E' come dire che uno che entra in un porto paga l'ormeggio indipendentemente dai giorni della sua presenza. Anche chi alloggia in albergo, dovrebbe pagare in funzione dei giorni di presenza e dei servizi che utilizza. Questo emendamento aveva ovviamente lo scopo di cercare di riaggiustare l'impostazione sbagliata che avete dato all'articolo 3.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 436. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 473. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 475. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 476. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 477. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 437. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 438. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 478.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Proseguo il ragionamento iniziato precedentemente e rilevo che c'è un errore nelle tabelle relative alla classificazione delle imbarcazioni. Voi definite come imbarcazioni quelle fino a, se non ricordo male, 20 metri, 19,99, e poi come navi da diporto quelle oltre i 20 metri; ma il nuovo regolamento sulla nautica definisce navi quelle oltre i 24 metri. E quindi, questo, sancisce anche uno spartiacque tra le tipologie delle imbarcazioni su cui concordano anche gli operatori della nautica, soprattutto gli operatori degli approdi turistici della Sardegna che lavorano moltissimo sulle barche di dimensione compresa fra i 14 e i 20 metri, e che verrebbero fortemente penalizzate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 478. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 479. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 480. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 481. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 482. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 483. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 474. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 485. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 439.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

~PILERI (F.I.). Anche la proposta contenuta in questo emendamento è un tentativo di aggiustare il tiro, in qualche modo. Proporre, come è nell'emendamento, che il pagamento eventuale dell'imposta avvenga contestualmente al pagamento della quota dovuta per l'ormeggio, ha una molteplicità di ragioni. Ciò che si è verificato l'anno scorso, cioè degli inseguimenti o quasi per bloccare le imbarcazioni che arrivavano nelle acque territoriali della Sardegna (ci sono le acque territoriali italiane ma adesso dovremo perimetrare quelle territoriali sarde) è stato un fatto molto grave. A me pare più opportuno che uno che tranquillamente se ne va con la sua imbarcazione, o nave che sia, possa pagare eventualmente l'imposta nel porto, nella tariffa di ormeggio, questa procedura sarebbe anche più facilmente controllabile e più seria. Quello che voi proponete invece non mi sembra serio per nulla. Il mio voto ovviamente è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 439. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 486. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 488. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 496. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 497. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 498. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 499. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 446. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 448. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 101.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Questa volta su "Il messaggero sardo" voglio essere citato anche io. Con questo emendamento noi chiediamo che siano esentati dal pagamento delle imposte i cittadini sardi emigrati, ovunque residenti. Io credo che sia il minimo che noi dobbiamo fare. Tutte le parole spese dagli onorevoli dell'estrema sinistra (bisogna riprendere un po' il linguaggio politico di una volta e parlare di estrema sinistra) …

PIRISI (D.S.). E di estrema destra!

DIANA (A.N.). L'estrema destra non è presente in quest'Aula, qui è presente la destra. L'estrema sinistra si è dissociata dal vostro patto scellerato con la Margherita, per cui, rimane solo questo. Allora, come si può pensare di non riconoscere almeno ai sardi, ovunque residenti, di essere esentati dal pagamento di questi balzelli? Collega Caligaris, mi sta ascoltando?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io la ascolto sempre.

DIANA (A.N.). Io credo che sia opportuno che i colleghi diano un segnale importante. Io intendo estrapolare questo emendamento dal fascicolo perché domani mattina invierò un fax evidenziando le firme di coloro che l'hanno presentato e le altre, che si aggiungeranno senz'altro, dei colleghi di maggioranza, se ci fossero, perché credo che sia importante far capire ai sardi, soprattutto quelli che non hanno la fortuna di vivere con noi qua in Sardegna, quali scempiaggini sta combinando questo Governo regionale. L'onorevole Porcu ride perché non ha a cuore questo problema, ne ha a cuore altri …

(Interruzione del consigliere Porcu)

DIANA (A.N.). Potrebbero avere una barca, ma potrebbero non avere 60 metri quadrati di casa. Però, io conosco i costi delle imbarcazioni, onorevole Porcu. Conosco anche il costo delle automobili, so le cose che mi ha lasciato in eredità la scuola e quelle che mi sono potuto procurare io, per cui so benissimo che un'imbarcazione di 14 metri non costa più di una macchina di grossa cilindrata, come quelle che circolano qua sotto quando andiamo via. Forse sarebbe più opportuno allora far pagare una tassa di lusso sulle automobili, almeno siamo qua, almeno inquiniamo qua!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Onorevole Diana, chiedo scusa, voglio fare una confessione, io questo articolo sulle imposte avrei voluto modificarlo, ma non per esentare, bensì per ricomprendere anche i residenti in Sardegna. Perché il problema è tra chi ha e chi non ha. E se ha limiti, questo articolo, è nel fatto che vuole proteggere i ricchi di qua, non che vuole pretendere dai ricchi di altrove un contributo per questa Regione. Quindi, mi accontento per il momento, anche perché noi siamo pochi e voi, tanti, siete molti di più. Quindi, la nostra battaglia politica noi la facciamo con questa nostra consapevolezza, non di essere estremi, ma di essere seriamente e costruttivamente presenti con tutte le nostre possibilità.

Siccome siamo seri e la politica la viviamo seriamente, della politica abbiamo una visione appassionata e non una visione cinica, difendiamo questo articolo per quello che rappresenta: una prima iniziativa di riequilibrio. Anche nell'immaginario collettivo si deve vedere che finalmente chi ha contribuisce, anche se è poco quello che darà, e il limite che si vedrà, che è anche un limite se vogliamo costituzionale, è il fatto che esclude e privilegia quindi coloro che hanno e stanno dentro uno specifico ambito territoriale.

Magari domani saremo costretti a superare questi limiti, ricomprendendo piuttosto che escludendo. E quando si tratta di plusvalenze, anche se si è lavoratori, emigrati da altre parti, ma proprietari di case e si deve vendere, anche a seguito del Piano paesaggistico, si contribuisca, perchè male non si fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Io aggiungerò la mia firma a questo emendamento, come ha chiesto l'onorevole Diana, perché lo condivido appieno. La aggiungo perché speravo che questa soluzione venisse trovata prima, durante la discussione in Aula. E quindi mi associo fortemente a questo emendamento perché sono fermamente convinto che i cittadini sardi, emigrati, non debbano pagare questa tassa vessatoria.

In effetti mi pongo anche una domanda, e cioè che differenza c'è tra un sardo che vive in Sardegna e che ha una mega villa o un Presidente della Regione oppure un consigliere regionale che ha una seconda casa e non paga le tasse e chi per necessità si è dovuto allontanare dalla Sardegna. Qual è la ratio di questa differenza dovete spiegarlo voi, di Rifondazione comunista. Perché per me non esiste! Io potrei anche associarmi e dare, forse, un voto contrario a questo emendamento qualora questa tassa venisse estesa a tutti, anche a noi residenti; perché moralmente, ripeto, moralmente io non me la sento in qualità di consigliere regionale, forse possessore di seconda casa come qualcun altro di voi, di colpire i cittadini sardi che sono stati costretti ad andare all'estero.

Dai discorsi dell'onorevole Uras, oltretutto, sembra che chi è andato all'estero (all'estero per dire anche a Milano, a Roma, a Palermo, a Genova) sia andato in vacanza e sia diventato ricco. Il mio voto su questo emendamento è favorevole.

PRESIDENTE. Colleghi, il Consiglio è riconvocato domani, mercoledì 9 maggio, alle ore 10. Alle ore 9 è convocata la Commissione bilancio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 02.