Seduta n.279 del 07/08/2002
CCLXXIX SEDUTA
Mercoledì 7 agosto 2002
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 10.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 31 luglio 2002 (273), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Onida ha chiesto di poter usufruire di un congedo per la seduta pomeridiana del 7 agosto 2002 e per la seduta dell'8 agosto 2002.
Se non vi sono opposizioni, si intende accordato.
Discussione del disegno di legge: "Contributo alla gestione
liquidatoria dell'EMSA per l'esercizio 2002" (301/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 301/A, "Contributo alla gestione liquidatoria dell'EMSA per l'esercizio 2002". Non essendo pervenuta la relazione di maggioranza, che credo dovesse essere svolta dall'onorevole Rassu, chiedo all'onorevole Rassu se intende svolgerla oralmente.
Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Le motivazioni, per cui la relazione di maggioranza non è stata presentata, sono imputabili al fatto che la Commissione ha ritenuto di rimandare all'Aula, così come da Regolamento, il provvedimento di legge vista l'urgenza che tutti noi conosciamo in relazione al problema dei dipendenti delle società consociate all'EMSA i quali da gennaio non percepiscono stipendio. Comunque sia, seppur a voce, intendo chiaramente presentare una relazione, non foss'altro per riportare all'attenzione dell'Aula quello che in Commissione è stato esaminato.
Presidente, se lei ritiene, magari posso intervenire tra cinque minuti per questa relazione orale, dal momento che ora l'Aula è semideserta. Io ho voluto solo precisare le motivazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, io le ho dato la parola per precisare. Può svolgere la sua relazione se lo ritiene opportuno.
RASSU (F.I.-Sardegna). Se aspettiamo... Come vuole lei.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, è una sua valutazione.
RASSU (F.I.-Sardegna). Continuo.
PRESIDENTE. L'assessore La Spisa è qui, prego onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). Non l'avevo visto, grazie. Non mi sottraggo a questo compito gravoso, perché di compito gravoso trattasi, Presidente.
(Interruzione)
No, non leggo la relazione scritta perché mi piace ripetere quello che ho detto in Commissione e dire quanto in Commissione è emerso.
Come tutti noi sappiamo, la gestione liquidatoria dell'EMSA, disciplinata dalla legge numero 33 del 1998, ormai si protrae per quattro anni. Quest'anno la richiesta di contributo per la copertura degli oneri, derivanti sempre da questa liquidazione, ammonta a 77 milioni 725 mila euro corrispondenti, diciamo così, a 150 miliardi di vecchie lire; la gestione era iniziata quattro anni fa con 70 miliardi, quindi con la metà degli oneri che oggigiorno si presentano come contributo necessario all'esame di quest'Aula.
Come tutti noi sappiamo, ad oggi rimangono in capo all'EMSA dieci partecipazioni, di cui quattro di minoranza e sei di controllo; di queste sei di controllo, cinque rappresentano, di fatto, le fonti finanziarie. Di queste cinque, la Carbosulcis e la Mineraria Silius sono, all'interno della compagine, le società che, di fatto, presentano gli aspetti più preoccupanti per la loro stessa sopravvivenza, in quanto le stesse rappresentano, tra l'una e l'altra, il 75 per cento delle necessità finanziarie dell'intero pacchetto azionario.
La Carbosulcis, da sola, rappresenta il 60 per cento del totale dei fabbisogni con i suoi 88 miliardi di vecchie lire su 150 miliardi di vecchie lire sempre. Tutti conosciamo il percorso, almeno per quanto riguarda gli ultimi due anni, di privatizzazione della Carbosulcis. Sappiamo perfettamente che a tale processo aveva concorso una società, l'Ati Sulcis, il cui progetto era stato dichiarato non bancabile dalle banche che avevano concorso in pool a questa ipotesi di privatizzazione, per cui è cronaca recente che l'Ati ha rinunciato alla convenzione che vedeva la gassificazione del carbone del Sulcis per poter continuare lo sfruttamento del prodotto della stessa miniera, o comunque la sua riconversione.
E` chiaro che oggi ci si trova di fronte ad una difficoltà obiettiva, bisogna affrontarla seriamente ed una volta per tutte. Quale può essere la strada possibile dal momento che questa privatizzazione non è andata in porto? La Carbosulcis ha 820 dipendenti, di cui 300 in cassa integrazione speciale. E` chiaro ed evidente che è necessario trovare un percorso che sia il meno indolore possibile, che veda mano a mano la messa in quiescenza degli operai senza che essi perdano il posto di lavoro e tanto meno la certezza della retribuzione. Questo è possibile ipotizzarlo, così come è risultato dalle audizioni e dalla documentazione che la Commissione ha potuto esaminare, nell'arco di dieci anni, sempre ipotizzando una messa in quiescenza di tutte le forze lavoro e senza causare un solo licenziamento.
E` chiaro che questo potrebbe essere un onere pesantissimo per la Regione anche perché nel contempo è indispensabile e necessario che seriamente questa Assemblea e la Giunta affrontino il problema affinché si possa dare nell'immediato a questi dipendenti, ripeto, 820 circa in tutto, una certezza e una dignità di lavoro che permetta loro di sentirsi dignitosamente protetti e messi in condizione di poter affrontare un futuro perché l'attuale incertezza e l'attuale condizione li vedono in stato di precarietà assoluta e contingente, senza un effettivo sbocco.
Comunque sia, io credo che, come dice la Giunta, i lavoratori in cassa integrazione, con la loro professionalità, possono appoggiare gli operai stessi presenti nella fabbrica, nella miniera, ed essere reimpiegati, mano a mano, magari indirizzandoli nelle varie attività riguardanti quella zona, con progetti seri, certi e basati sulle effettive risorse esistenti, ne è esempio il Parco geominerario, che ha occupato una parte dei lavoratori socialmente utili provenienti dallo stesso settore.
Io credo che la Regione debba e possa, nel breve e medio periodo, studiare una soluzione che dia, appunto, certezza a questi lavoratori, poiché così non è più possibile continuare. Io dico che 150 miliardi di vecchie lire rappresentano una cifra onerosa, una cifra enorme, sulla quale credo che sia necessario riflettere, sulla quale è indispensabile riflettere, sulla quale è doveroso riflettere, non foss'altro perché questa cifra deve rappresentare, per quelle forze lavoro, una certezza per il futuro.
La Mineraria Silius ha presentato in passato due progetti ai sensi della "488", ricevendo un contributo da parte dello Stato, tentando così di dare, in qualche maniera, certezza a livello occupazionale; purtroppo la mancata realizzazione del piano di impresa, quindi del progetto occupazionale presentato dalla Mineraria Silius stessa, ha determinato il fatto che, non essendo stati utilizzati, si paventava per i contributi suddetti la loro restituzione. Oggi l'esigenza finanziaria di questa società, nell'ipotesi di insuccesso di un altro tentativo, si concretizza in circa 31 miliardi di lire.
E' chiaro che un eventuale progetto di privatizzazione che possa riguardare la Carbosulcis non può non tener conto della realtà e della situazione della Mineraria Silius; sono consorelle e debbono, a tutti i costi, affrontare lo stesso destino e lo stesso percorso in un progetto di reimpiego e di recupero delle forze lavoro.
Per quanto riguarda l'IGEA, sappiamo tutti che ha il compito della messa in sicurezza e del ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse; sarà coinvolta, a breve, anche per il recupero dei beni culturali, archeologici e paesaggistici, per quanto riguarda il piano di stabilizzazione del lavoratori socialmente utili del Parco geominerario, se non erro si tratta di 300 o 310 dipendenti. Comunque sia, l'attuale fabbisogno di questa società si assesterebbe oggi in quasi 17 mila miliardi di vecchie lire.
L'elenco continua. Per la PROGEMISA sui 12 mila miliardi; per la RIMISA altri 3 mila miliardi. Diciamo che la PROGEMISA, probabilmente, è l'unica società che potrebbe avere, dico, potrebbe avere, uno sbocco quasi certo, in quanto in Commissione esistono due proposte di legge per il suo impiego, presentate una dalla maggioranza ed una a firma dei consiglieri di minoranza, con le quali si propone il riconoscimento dell'ente come organismo tecnico operativo regionale per la gestione del territorio e delle georisorse; quindi per questa società è probabile, anzi quasi certo, che si abbia uno sbocco, date le professionalità presenti, cosa che invece non può essere, almeno in questo momento, ipotizzato per le altre che ho citato, soprattutto per la RIMISA.
Ora, dalla documentazione che la Commissione ha acquisito non scaturisce un quadro positivo e neanche le audizioni, effettuate in Commissione, dell'Assessore e dei tecnici delle varie società hanno fugato i dubbi o tanto meno hanno dato conforto alla Commissione sull'immediato futuro di queste società.
Io credo che sia indispensabile e necessario riflettere. Non si può andare avanti, ritengo, con questo continuo stillicidio che di fatto trova e non trova giustificazione nella sua complessità o nella sua identità, tanto meno negli obiettivi che questo enorme investimento vuole raggiungere. E` necessario affrontare seriamente la collocazione di queste società, che si persegua o no un progetto di privatizzazione; è indispensabile e necessario affrontare, nel breve periodo, e portarlo all'esame di quest'Aula, il problema dell'EMSA e delle sue consociate affinché seriamente si identifichi un percorso futuro occupazionale per i loro lavoratori, che rappresentano, in tutto, oltre 1400 unità, facendo prima di tutto chiarezza un po' sull'intera questione e poi dando, una volta per tutte,certezza occupazionale a questi lavoratori.
Certamente anche l'ultimo episodio riguardante le azioni dei commissari liquidatori non è servito a chiarire il problema nel suo complesso, per cui molta, dico molta, perplessità è stata espressa in Commissione sia da parte del gruppo di maggioranza che del gruppo di minoranza. Da che cosa sono originate queste perplessità? Probabilmente si puntava tutto sull'ATI Sulcis ma purtroppo il progetto non è andato avanti né per quanto riguarda la Carbosulcis né per quanto riguarda le altre società. Per cui è indispensabile che ormai venga portata all'attenzione di quest'Aula la vera situazione, analizzandola, dibattendola e trovando una volta per tutte, nel breve periodo, ripeto, una soluzione per queste società. Ognuno di noi, anche fuori di quest'Aula, esprime la propria opinione; esse sono oggetto di critiche che non le considerano altro che una voragine senza fine che ingoia, giorno per giorno, miliardi su miliardi, io ritengo che questo possa anche non essere vero in determinati termini.
Dico che è necessario e indispensabile che il problema venga portato definitivamente all'attenzione dell'Aula affinché, assieme alla Giunta, si possano trovare soluzioni, dare indirizzi, identificare obiettivi. Si devono coinvolgere chiaramente gli organi governativi nazionali che non possono ignorare questo problema né tanto meno esimersi dal trovargli una soluzione per poter dare certezza di diritto, di lavoro e di risorse a queste società; per quanto riguarda la spesa, che annualmente sta sempre aumentando, esistono veramente molte perplessità dentro e fuori da quest'Aula.
PRESIDENTE. E` pervenuta la relazione di minoranza dell'onorevole Pinna. Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore di minoranza.
PINNA (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Signor Presidente, in questa fase mi limiterò a leggere la relazione che ho presentato, riservandomi di intervenire successivamente in modo più specifico durante la discussione generale e in fase di presentazione e discussione degli emendamenti.
"Il presente disegno di legge è stato approvato a maggioranza con l'astensione dell'opposizione nella seduta della sesta Commissione del 26 giugno 2002 senza il parere della terza Commissione, a quella data non ancora pervenuto.
L'astensione della minoranza è stata determinata dall'esigenza di accelerare l'iter del provvedimento per assicurare la retribuzione al personale dipendente dalle società ancora controllate dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione, pur permanendo forti dubbi e grande perplessità sulla destinazione delle consistenti risorse finanziarie richieste, e più in generale, sulla gestione liquidatoria dello stesso Ente.
E`, pertanto, auspicabile che l'Aula vari il provvedimento in tempi brevi apportando al disegno di legge n. 301 le necessarie modifiche e integrazioni.
Relativamente alle risorse finanziarie richieste, pari a euro 77.725.000, occorre rilevare che, nel caso in cui il disegno legge venisse approvato dall'Aula con i contenuti proposti dalla Giunta regionale, i costi sostenuti negli ultimi quattro anni, dal 1999 al 2002, per la gestione liquidatoria dell'EMSA raggiungerebbero l'importo complessivo di 458 miliardi di vecchie lire con un incremento di quasi il 600 per cento rispetto ai 76,5 miliardi previsti per lo stesso scopo dal Consiglio regionale con l'approvazione della legge regionale 33/98.
Si tratta di un onere enorme che supera di gran lunga i costi sostenuti dalla Regione per la gestione dell'EMSA nei dieci anni precedenti, dal 1989 al 1998, fino alla data di avvio della fase liquidatoria che sono stati pari a 398 miliardi.
Per queste ragioni la richiesta di euro 77.725.000 contenuta nel disegno di legge non può essere liquidata affermando che si tratta di un atto dovuto per far fronte alle retribuzioni del personale dipendente dalle società controllate che, peraltro, si è ridotto di oltre 860 unità per effetto delle privatizzazioni e degli esodi incentivati passando dalle 2.268 unità del 1997 alle attuali 1.400 unità.
Se si considera, inoltre, che l'EMSA in liquidazione ha già potuto far fronte, nel primo semestre del corrente anno, non solo ai costi del personale ma anche agli oneri per la gestione delle sue società controllate con un finanziamento di circa 14 milioni di euro riveniente dagli stanziamenti dell'esercizio provvisorio, non si comprende la dimensione del finanziamento richiesto.
Pur considerando di raddoppiare i costi sostenuti nel primo semestre per far fronte ad eventuali sopravvenienze passive, i fabbisogni dell'EMSA in liquidazione per il secondo semestre 2002 non possono essere superiori a 42 milioni di euro ai quali sono, peraltro, da aggiungere i ricavi delle società controllate rivenienti dalla vendita dei prodotti (mi riferisco alla fluorite e al poco carbone che viene venduto a basso costo all'ENEL) e dagli interventi coperti con stanziamenti dello Stato (legge 204/93).
Nell'esaminare il presente disegno legge è anche indispensabile analizzare i dubbi e le perplessità esistenti sulle modalità che hanno caratterizzato la gestione liquidatoria dell'EMSA a cominciare dal fatto che non sono stati rispettati i tempi previsti dalla legge regionale 33/98 per la chiusura della fase liquidatoria.
Tale fase, infatti, si sarebbe dovuta concludere il 12 ottobre 2001, entro 24 mesi dalla notifica al Commissario liquidatore dell'avvenuta approvazione da parte della Giunta regionale del Piano di liquidazione, il cui atto è stato formalizzato dalla stessa Giunta regionale in data 11 ottobre 1999.
Ma l'aspetto più devastante che ha caratterizzato la gestione della fase liquidatoria dell'EMSA è rappresentato dall'illegittima rimozione del primo Commissario liquidatore che avrebbe dovuto portare a compimento la stessa fase liquidatoria, il cui ricorso ha determinato la decadenza del secondo Commissario liquidatore senza che la Giunta regionale provvedesse alla sua tempestiva sostituzione."
Nel frattempo sono già avvenute due sostituzioni; una, tra l'altro, per una durata di soli dieci giorni.
"In questa situazione hanno prevalso l'incertezza, la confusione, l'improvvisazione, l'inconcludenza e la mancanza di controlli che hanno generato degrado e caos gestionale nelle società controllate dall'EMSA in liquidazione.
Tale situazione è stata aggravata dalla vergognosa gestione clientelare delle stesse società controllate dall'EMSA che, nel più totale dispregio delle competenze, ha superato in modo indecoroso i normali avvicendamenti degli incarichi di nomina politica.
Le pratiche spartitorie e la voracità di potere hanno, infatti, portato la Giunta regionale alla revoca anticipata di organi di amministrazione, fino a introdurre pratiche brutali di lottizzazione mai conosciute in precedenza che hanno interessato i livelli operativi più bassi delle società, generando mortificazione delle professionalità e dannose emarginazioni.
Tutto ciò non poteva che creare, come oggi si può constatare, pesanti inefficienze e ingenti sperperi di danaro pubblico.
Al pesante danno causato in tal modo alle casse regionali occorre aggiungere la disastrosa decisione della Giunta regionale di affidare ad una fantomatica Associazione Temporanea di Imprese private gli interventi finanziati dallo Stato nell'ambito dell'istituzione del Parco geominerario per la progettazione e la realizzazione delle opere di bonifica e di recupero dei beni culturali.
Tale decisione, infatti, che rischia di produrre ulteriori sperperi di denaro pubblico ad opera di privati, ha determinato l'esclusione della PROGEMISA e dell'IGEA lasciando a carico della Regione l'intero onere per la loro sopravvivenza.
Nella gestione della fase liquidatoria, anche gli interventi per la privatizzazione delle società controllate dall'EMSA non hanno prodotto nessun risultato utile essendosi limitati a concludere, in alcuni casi con notevoli ed onerosi ritardi, alcune delle quattordici cessioni aziendali già deliberate dalla precedente gestione.
Lo stesso processo di razionalizzazione e semplificazione delle restanti società controllate dall'EMSA non ha prodotto alcun risultato positivo in quanto la fusione per incorporazione nell'IGEA di quattro società era già stata effettuata dalla precedente gestione.
Non meno grave e negativa è risultata l'attività affidata alla gestione liquidatoria per la cessione del patrimonio immobiliare connesso alle passate attività minerarie e in gran parte acquisito dall'ENI a prezzo simbolico nel 1998 per favorire la riconversione economica e sociale delle aree minerarie dismesse.
I ritardi ingiustificati e le pesanti inadempienze che si registrano nella gestione di tale attività costituiscono una grave responsabilità politica in quanto hanno interrotto un processo positivo già avviato prima della gestione liquidatoria dell'EMSA.
Mentre il trasferimento agli enti locali del patrimonio immobiliare destinato ad usi sociali e di pubblica utilità è stato fortemente condizionato dalle scelte effettuate senza tenere conto delle richieste dei comuni, la cessione ai privati degli immobili destinabili ad attività economico-produttive, ha fatto registrare un totale fallimento vanificando le aspettative degli operatori e delle popolazioni interessate.
Di fronte a tali risultati non si può che concludere che occorre porre fine al più presto alla gestione liquidatoria dell'EMSA in quanto sta generando ritardi, inadempienze, sperperi, clientelismo e degrado gestionale.
La responsabilità della Giunta regionale non si può, dunque, limitare ai maggiori oneri che la Regione dovrà sostenere per pagare due Commissari liquidatori, di cui la stessa Giunta dovrà, peraltro, rispondere di fronte agli organi di controllo, ma agli effetti devastanti dal punto di vista finanziario e gestionale che la situazione esposta ha determinato.
Per tutte queste ragioni la discussione in Aula del disegno di legge numero 301 non si può limitare ad approvare un atto dovuto, come affermato dalla Giunta regionale, ma deve rappresentare l'occasione per fare il punto sugli effetti generati dalla gestione liquidatoria dell'EMSA indirizzando le risorse disponibili verso più efficaci e qualificati interventi per la riconversione delle aree minerarie dismesse della Sardegna nei quali possono trovare proficuo impiego le risorse professionali disponibili nelle società controllate dall'EMSA".
E' proprio su questo argomento che poi ritornerò nella fase della discussione generale con la presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. Concluse le relazioni, ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola che devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Presidente, fra il serio e il faceto, più sul faceto che sul serio, vorrei ricordare sommessamente al relatore di maggioranza e a quello di minoranza che oggi è 7 agosto, che anche il Presidente Bush è in vacanza e ci rimarrà per trentadue giorni, e che c'è la necessità di riuscire a esprimere tutte le cose che si devono esprimere con la massima, io credo, concisione, con la necessaria chiarezza e con l'altrettanto necessaria rapidità.
Poiché sono le sei meno venti ed oggi è - continuo a ripeterlo chiedendo scusa ai colleghi - mercoledì 7 agosto, io vorrei chiedere a tutti i colleghi - è un appello affettuoso a tutti gli amici - di limitare le cose nel quadro della buona creanza, ma soprattutto della grande, buona intelligenza che questo Consiglio ha mostrato sempre.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che intendessero iscriversi di farlo all'interno dell'intervento dell'onorevole Pirastu. Chiedo scusa, onorevole Pirastu. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Il collega Usai è intervenuto garbatamente ma, anche se, insomma, il tono voleva essere faceto, rimane comunque la sostanza delle cose. E` da qualche giorno almeno, non da qualche ora, che si prospetta, fra i Gruppi e nel rapporto fra il Consiglio e la Giunta, la possibilità o l'ipotesi che questo disegno di legge possa essere considerato, come dire, in qualche modo scindibile. Essendo un articolo breve che contiene uno stanziamento, in poche righe, di 150 miliardi, con la dizione generica di "gestione liquidatoria dell'EMSA per l'esercizio 2002", parrebbe, sotto il profilo formale, una cosa semplice; in realtà, 150 miliardi è una somma considerevole che deve andare verso diverse direzioni.
Preliminarmente, noi riterremmo utile precisare, le forze politiche fra loro e il Consiglio nei rapporti con la Giunta, oltre che la Giunta in relazione al Consiglio, se questo disegno di legge debba essere trattato nella sua integrità. Perché se deve essere trattato nella sua integrità, la buona creanza, caro collega Usai, impone che noi comprendiamo qual è la destinazione dei 150 miliardi, quale parte è spesa obbligatoria necessaria per ripagare le maestranze del loro lavoro e quali altri filoni di spesa sono contenuti in questa semplificata dizione.
Allora, se c'è da operare una sorta di stralcio o di distinzione, per meglio dire, per cui il Consiglio intende oggi provvedere all'urgenza e alla necessità di pagare i lavoratori che lavorano, e domani, non dopodomani, domani è il lavoro di domani del Consiglio, cioè mantenendo l'argomento iscritto all'ordine del giorno, ai primi di settembre, non ai primi di gennaio del 2003, si torna al merito per conoscere e per decidere le diverse cose che attraverso l'Ente Minerario in liquidazione si possono e si debbono fare, è un argomento; se invece dev'essere esaminato il tutto, per noi la buona creanza impone che interveniamo, che poniamo quesiti, che presentiamo emendamenti, che li discutiamo ed anche altro.
Quindi mi rimetto, signor Presidente, alla sua prudenza, perché voglia, semmai, sospendere adesso cinque minuti i lavori del Consiglio per definire preliminarmente questo aspetto. Per noi è indifferente, però è chiaro ed evidente che scelta una via, scelta una strada, lì bisognerà poi che ognuno passi, sennò rimane l'equivoco; il tempo è poco, andiamo rapidi, però sono 150 miliardi per un esercizio finanziario del quale bisogna sapere che cosa fare.
Quindi io, conclusivamente, ripeto il mio quesito, chiedo una sospensione brevissima, anche di pochi minuti, perché sia preliminarmente appurato se deve essere integralmente discusso questo disegno di legge o distintamente trattato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Intervengo sulla proposta Cogodi ma soprattutto sull'intervento del collega Usai, perché mi dispiace non essere cortese col collega Usai, che è una persona amabilissima. Tenga presente che anch'io vorrei andare in ferie, e tuttavia non credo di poter raggiungere Bush questa sera e domani, e forse neanche dopodomani, perché io gradisco partecipare a tutte le discussioni che ci saranno e illustrare uno per uno gli emendamenti presentati, per il tempo consentito ad ogni consigliere regionale. Mi dispiace per il collega Usai, perché su questo disegno di legge io credo che si poteva, come abbiamo tentato di fare in Conferenza dei Capigruppo, limitare l'intervento alle cose effettivamente urgenti evitando di continuare il 6 agosto con questa temperatura a discutere di questo problema, rinviandolo alla prima riunione del Consiglio al rientro dalle ferie.
Da questo punto di vista mi trova consenziente ed appoggio la proposta fatta dal collega Cogodi, tenendo presente che, se non si trova una soluzione (ovviamente io darò un dispiacere al collega Usai), desidero avvalermi di tutto il tempo che il Regolamento mi consente per affrontare questo problema.
PRESIDENTE. Data la richiesta di sospensione, la seduta è sospesa per qualche minuto. I lavori riprenderanno alle ore 18.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 48, viene ripresa alle ore 18 e 01.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Io vedrò di raccogliere l'invito del collega Usai, sarò il più breve possibile. Vorrei subito dire che la Commissione industria, unitamente al disegno legge e alla relazione presentata dall'Assessore, ha esaminato in maniera analitica i conti forniti dall'Ente Minerario Sardo, quindi i componenti della Commissione sono in possesso di quegli allegati che danno una distinta delle varie spese relative alle società. Oltre tutto c'è anche da far presente che questo è il primo anno che viene predisposto un disegno di legge autonomo, perché le risorse per l'Ente Minerario Sardo negli ultimi anni sono sempre state inserite nella legge di bilancio, a tal proposito vorrei ricordare che anche l'anno scorso la cifra era leggermente inferiore ma non di tanto.
Nella relazione del collega Pinna ci sono molte e profonde imprecisioni. Prima di tutto quando parla di beni richiesti dai comuni e a loro non consegnati. Vorrei ricordare che i primi atti della legge numero 33 del 4 dicembre 1998 sono stati posti in essere nel gennaio del 2000, nulla era stato fatto prima per quanto riguarda la dismissione del patrimonio immobiliare; i comuni che hanno richiesto i beni, che per legge potevano essere loro assegnati, li hanno avuti tutti e la maggior parte degli atti pubblici si sono conclusi il 1° agosto del 2001. Non si tratta di opinioni, ma di fatti documentati che non lasciano spazio ad affermazioni totalmente gratuite come quelle contenute nella relazione del collega Pinna, così come sono state rilasciate le direttive per la cessione ai privati che sono, a quanto mi risulta, in corso di espletamento.
A parte questo, voglio proprio rilevare che, in diverse sedute, la Commissione ha esaminato i conti, la privatizzazione dell'EMSA, la gestione liquidatoria, gestione sofferta e lunga, ma che sicuramente sta per arrivare ad un obiettivo; questo obiettivo però si ferma oggi, in quanto le società Carbosulcis, IGEA, Nuova Mineraria Silius e PROGEMISA non devono essere privatizzate, mentre tutte le altre società sono state privatizzate pur con una piccola differenza. Io credo che il collega Pinna, che parla di gestione disastrosa, qualora le esaminasse tutte, scoprirebbe che le privatizzazioni effettuate in questi ultimi due anni hanno determinato incasso di denaro, non ultima la cessione del ramo d'azienda di Barega, che ha fruttato quattro miliardi e mezzo. Se invece andiamo a vedere le privatizzazioni precedenti, ultima Felsarda,penso che troveremmo dei buchi, cioè la Regione per far acquistare dava soldi, non li incassava. Anche queste non sono opinioni e il collega Pinna può verificare e controllare ogni singola privatizzazione effettuata.
Ciò detto, vorrei ricordare che i mille e cinquecento dipendenti, che ruotano intorno a Carbosulcis, IGEA, Nuova Mineraria Silius e PROGEMISA, ahimè, purtroppo sono da considerarsi come coloro che abbiamo stabilizzato come LSU, sono a tutti gli effetti indirettamente dipendenti della Regione; a questo punto si devono fare le scelte politiche del caso, ma sicuramente, oggi come oggi, tenete presente che nei 78 miliardi previsti per la Carbosulcis sono previsti anche 257 esodi, quindi somme non destinate a fondo perduto ma per accelerare la procedura di liquidazione che, vorrei ricordare, scade il 7 dicembre del 2002. A prescindere da tutto, il Consiglio regionale, da qui a dicembre, si dovrà pronunciare nuovamente su questi problemi.
Per quanto riguarda "la vergognosa gestione clientelare delle stesse società controllate dall'EMSA che, nel più totale dispregio delle competenze, ha superato in modo indecoroso i normali avvicendamenti degli incarichi di nomina politica", sicuramente il collega Pinna si riferisce alla gestione precedente, alla gestione Colomo. Vorrei ricordare che non c'è stata alcuna pratica spartitoria, alcun taglio di testa, tant'è vero che la rimozione dei vertici dell'IGEA, avvenuta circa un anno e mezzo fa, ha avuto un seguito con un rinvio a giudizio degli amministratori da parte della Procura della Repubblica. Probabilmente, più che di spartizione clientelare, credo che prima di rinviare a giudizio degli amministratori per falso in bilancio i giudici abbiano ragionato. Ritengo che sia meglio mettere un velo su questo tipo di polemiche.
Sicuramente 150 miliardi non sono noccioline, sarebbe stato magari più interessante avere anche gli allegati che sono pervenuti in Commissione. Non spetta a me avanzare proposte, perché bisognerebbe fare dei calcoli, però si potrebbe, forse, arrivare anche a delle estrapolazioni di queste somme, ma non limitandoci al pagamento degli stipendi, salvo che non si decida domani di far cessare l'attività quotidiana delle aziende. Se noi paghiamo solo gli stipendi dell'IGEA, della Carbosulcis, della Nuova Mineraria Silius, e ci limitiamo a questo, è ovvio che a quel punto non ci sono più i soldi per acquistare i materiali, per pagare i fornitori e soprattutto per fare quegli investimenti minimi necessari per la prosecuzione dell'attività. Anche quella è una scelta, però si deve sapere che essa porta alla chiusura di tutte le attività nel mese di agosto.
A parte la PROGEMISA (per la quale, come è stato riferito dal collega Rassu, ci sono due proposte di legge che prevedono trasformazioni in agenzia e quindi dovrebbe venire estromessa dalla procedura di liquidazione), per il resto - Nuova Mineraria Silius, Carbosulcis e Igea - bisognerebbe operare delle scelte perché ci sono 1300 dipendenti e ci sono delle attività, per esempio l'IGEA è coinvolta anche nell'attività relativa al Parco geominerario, tenete presente che queste risorse, per la maggior parte, sono relative all'esercizio 2002 e considerato che siamo quasi alla fine dell'anno, credo che da qui a settembre non cambierebbe un granché, anche perché, ripeto, i componenti della Commissione industria hanno già potuto esaminare i conti relativi alle varie società controllate dall'EMSA.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente, io desidero dire poche cose, la prima delle quali è che non ho compreso cosa stiamo decidendo di fare, poi che c'è stata una sospensione di un quarto d'ora, adesso abbiamo ripreso, ma brancoliamo nel buio. Allora, voglio esprimere un concetto molto chiaro, anche in relazione, così mi è sembrato, all'appello da padre di famiglia a padre di famiglia rivolto simpaticamente dal collega Usai. Il disegno di legge non è dell'opposizione e non è del collega Pinna, che è relatore di minoranza, non di maggioranza, il disegno di legge è della Giunta, la Giunta decida che farne. Essendo evidente che la Giunta può insistere, rivedere o decidere di proporre un aggiornamento, è nella sua titolarità avanzare queste proposte, noi dal canto nostro diciamo che se si discute, siccome la questione è seria, bisognerà discuterla seriamente.
Qui non stiamo parlando - non concordo su questo col collega Pirastu avendone anch'io qualche nozione - di un atto dovuto, stiamo parlando di un provvedimento che ha una dimensione finanziaria e che sottende problemi di una certa complessità. Ricordo la scorsa legislatura quando, di fronte a proposte che la Giunta avanzava per ottenere dal Consiglio l'autorizzazione a spendere 15 o 20 miliardi per il sistema EMSA, per pagare in gran parte le retribuzioni del personale delle società controllate, bisognava sudare sangue. Allora non erano atti dovuti. Dovevamo sorbirci le filippiche, i colleghi mi scuseranno, ma le ricordo bene, perché le ho sentite da Capogruppo del Partito di maggioranza relativa e da Assessore del bilancio e della programmazione, su queste materie ci dovevamo sorbire le filippiche dell'attuale assessore Masala, di Pietro Pittalis, del collega Pirastu, di Balletto non se ne parli, che toccava perfino toni epici nella sua guerra contro l'EMSA; adesso tutto cambiato! Atti dovuti, senza battere ciglio 150 miliardi, mica 15, e no! Che cosa è successo? C'è stato un processo virtuoso di risanamento, privatizzazioni, liquidazioni, tutto a posto, tutto è chiaro, tutto trasparente? Manco per idea! Le cose sono sistemate? Ma quale sistemate!
L'unica cosa che è cambiata è il criterio del bene e del male. Siccome il criterio è: quello che fa la mia parte è buono, quello che fanno gli altri è sbagliato, per cui conta chi lo fa, non cosa si fa, siccome è cambiato il soggetto del chi lo fa, adesso va bene e prima andava male. Qui invece ci sono problemi giganteschi da discutere, qui il Consiglio deve discutere. Intanto c'è una mole di risorse finanziarie impegnate che già di per sé esigono un'adeguata attenzione del Consiglio. Negli ultimi quatto anni sono stati destinati all'EMSA poco meno di 500 miliardi di lire, che saranno pure vecchie lire italiane, ma sono una bella somma, cioè - è detto nella relazione di Pinna - il 600 per cento della previsione finanziaria che era stata fatta, a suo tempo, nella legge che era destinata a dare un indirizzo a tutta questa materia; molto di più di quanto si sia speso nei cinque anni precedenti, molto di più.
Quindi la prima questione riguarda la quantità delle risorse finanziarie e naturalmente la loro utilizzazione; l'altra questione rilevante è la gestione liquidatoria dell'ente (costi, durata, modalità di gestione), ricorderò male, perché io non sono uno specialista di questa materia, ma mi pare di ricordare che la scadenza fosse prevista per il mese di ottobre 2001, stiamo andando dunque verso l'anno. Allora c'è da fare il punto sull'intera questione. Se la Giunta e la maggioranza mantengono il disegno di legge così come ci viene proposto, noi siamo, nostro malgrado, costretti a fare il punto sull'intera questione. Invece altra cosa è se si raggiunge un'intesa modificando l'articolato, modificando soprattutto la dotazione finanziaria; individuando una parte assolutamente urgente e necessaria, non stiamo parlando solo del personale, collega Pirastu, tutto il resto si discuterà al ritorno.
C'è quindi la questione della conclusione della gestione liquidatoria; c'è la questione della Carbosulcis che, dopo gli ultimi sviluppi, è estremamente delicata; c'è la questione della Nuova Mineraria Silius, su cui pure bisognerebbe fare un ragionamento serio e onesto; c'è la questione dell'Associazione Temporanea di Imprese (chiamiamola così perché giuridicamente così si chiama, anche se ho dubbi che il nome in questo caso corrisponda alla sostanza), per gli interventi finanziati dallo Stato nell'ambito dell'istituto del Parco geominerario; c'è la questione della gestione del patrimonio immobiliare. Quindi un pacchetto di questioni di estrema rilevanza.
Io mi fermo qui in attesa di sapere che orientamento viene da lì dentro, non mi sento di entrare nel dettaglio di queste questioni, però ritengo che forse bisognerebbe, a questo punto, mettere in comunicazione ciò che accade qui con ciò che accade lì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, noi tutti sappiamo quanto è problematico gestire il comparto minerario. In primo luogo perché, non se ne vuole dare colpa a nessuno, sicuramente qualche scelta del passato si è rivelata sbagliata, non foss'altro per la volontà che ha dimostrato la Regione di sottrarre il comparto minerario, che era gestito in Sardegna dall'ENI, per acquisirlo direttamente alla Regione, con tutte le conseguenze che poi ne sono derivate.
Nella scorsa legislatura si era avuto modo di sottolineare che in Italia, nel nostro Paese, anche Regioni più propriamente caratterizzate da una gestione politica non certamente di centrodestra, ma di centrosinistra, come la Toscana, la Liguria eccetera, il passaggio delle miniere dal patrimonio dell'ENI, quindi dallo Stato, alla Regione non è avvenuto; questo passaggio ha trasferito all'Amministrazione regionale tutti gli oneri, perché se oggi il comparto minerario fosse ancora dell'ENI, il problema di messa in sicurezza e di recupero dei territori non avrebbe certamente gravato sulle casse regionali, ma sarebbe stato un impegno dello Stato.
Nella scorsa legislatura ho fatto una battaglia proprio sull'EMSA, avendo presentato insieme ai colleghi Fantola, Bonesu e Secci una proposta di legge che si misurava e si confrontava col disegno di legge presentato dall'allora Assessore dell'industria, onorevole Mario Pinna; in quella circostanza, il confronto ci fu sicuramente, però la maggioranza di allora impose la legge della maggioranza, cioè con i voti democraticamente espressi si era arrivati a una soluzione che poi è quella che ci troviamo oggi e che costituisce e rappresenta un'eredità del passato. Dopo ciò che ho detto, mi dispiace che nella parte introduttiva della relazione di minoranza si leggano testuali queste parole "forti dubbi e grandi perplessità sulla destinazione delle consistenti risorse finanziarie richieste e, più in generale, sulla gestione liquidatoria dello stesso Ente.
Sorprende come le stesse riserve che manifesta oggi il relatore di opposizione non siano state rappresentate quando nella scorsa legislatura si decideva sulla riforma dell'EMSA che, a mio modo di vedere, detto allora e ribadito oggi, fu una riforma più di facciata che di sostanza. Quindi è un'eredità che ci è stata tramandata, a carico di questo Consiglio, maggioranza e opposizione, perché quando i problemi sono di questa entità (si tratta in questo caso di 1300-1400 persone che ancora oggi non sanno quale sarà la sorte del proprio lavoro e quindi del loro diritto alla retribuzione per mantenere se stessi e le proprie famiglie), e vi è incertezza sulla loro soluzione, non può essere solo la maggioranza (come non lo era la maggioranza di ieri, non può essere solamente quella di oggi), ma tutte le forze del Consiglio devono trovare una convergenza su un progetto alternativo che dia soluzione al problema. Se questo non facciamo noi ci ritroveremo, come vi siete ritrovati voi colleghi della opposizione attuale, maggioranza di allora, ogni anno a dover intervenire per rifinanziare un comparto che presenta queste grossissime problematiche, quasi una tragedia.
Il mantenimento sostanziale di quel sistema, ancora oggi, primo fra tutti il caso della Carbosulcis, col discutibilissimo progetto di gassificazione del carbone di Nuraxi Figus con l'assunzione del personale ex ENI, come dicevo in precedenza, a carico delle Regioni e di tutte le conseguenti necessità del mantenimento di quei posti di lavoro, ha causato interventi finanziari di centinaia di miliardi per far fronte non solamente alle perdite della gestione, e questo sarebbe già un problema, ma anche alla necessità di nuovi investimenti che avrebbero giustificato il recupero alla produttività di soggetti imprenditoriali che quella produttività non avevano.
Poi parliamo della Nuova Mineraria Silius, nata dalle ceneri della Mineraria Silius, salvata dal fallimento attraverso una procedura di concordato preventivo con cessione dei beni che ha dato i risultati che ha dato. Non voglio dare responsabilità né patenti a forze politiche, ma voglio sapere chi in quel periodo gestiva direttamente quelle imprese o quel Gruppo o quel comparto con incarichi non solo manageriali, ma addirittura di massimo responsabile di quei soggetti. E poi parliamo ancora della PROGEMISA, società interamente partecipata dal soggetto pubblico attraverso l'EMSA, che ha vissuto solo di finanziamenti pubblici, perché la maggior parte delle commesse di lavoro che ha avuto provenivano solamente dal comparto pubblico pur essendo una società privata che, nel mercato, avrebbe dovuto misurarsi secondo quelle regole. Un mastodonte composto da una pletora di dirigenti, di maestranze anche qualificate, alle quali va il riconoscimento di tutti quanti noi, ma che certamente non hanno prodotto per quanto il comparto pubblico ha investito in quella direzione. Poi ancora la creazione dell'IGEA, che nasce dalla fusione della Bariosarda e di quant'altre società che non ricordo al momento, e di cui non mi viene in mente, ma che sostanzialmente oggi tende a riprodurre, seppure in dimensioni diverse, il soggetto padre, cioè l'Ente Minerario Sardo che con quella riforma, invece, si voleva definitivamente accantonare mettendolo in liquidazione.
Eppure queste accuse di oggi alla maggioranza vengono proprio (personalmente, non me ne voglia, il collega Pinna) da chi in quel comparto per 10 anni, 15 anni, non so quanto della sua lunga carriera di dirigente di azienda, ha avuto ruolo predominante in quel settore. Cosa dovremmo dire allora, lei che critica e censura le privatizzazioni di oggi che poco, secondo lei, avrebbero portato - è scritto nella sua relazione - che pure qualche decina di miliardi, dieci, undici, dodici, tredici, li hanno portati, mentre invece noi sappiamo quali sono state le privatizzazioni della SARDAMAG, della società che gestiva le miniere di Olmedo, della TERRECOTTE, della ELEPHANT, tutte società che nascevano e originavano dalla PROGEMISA, che lei ha diretto da direttore e che lei ha anche amministrato come presidente, se non ricordo male?
Quindi dobbiamo avere un pochino di decoro tutti quanti noi nel ricordarci i ruoli che abbiamo rivestito e le cose che abbiamo detto e sostenuto, e non per incanto oggi caricare le responsabilità a questa maggioranza per un comparto che, bene o male, ha 1.300 o 1.400 dipendenti che devono essere tutelati e salvaguardati, i quali non si potevano né salvaguardare né tutelare con quella riforma che ha dato risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Quindi un pochino di rispetto per tutti quanti, perché io penso che ci saranno molti Assessori della scorsa legislatura (facevano parte del Governo di quella legislatura e oggi si trovano però all'opposizione) che, dal loro punto di vista,avrebbero, da criticare sicuramente gli attuali Assessori; alcuni di loro, per una questione di stile, per una questione di fair play, si guardano dal dire: "Quando c'ero io, facevo questo, quando c'ero io, facevo quest'altro e voi state facendo l'esatto contrario.". Probabilmente motivi di censura e di critica ne esistono, perché da critica e da censura non è indenne nessuno. Sorprende che queste critiche vengano proprio da chi, a mio modo di vedere, si è reso responsabile in prima persona dell'intero sistema, perché non dobbiamo neanche dimenticarci che, nelle partecipazioni della PROGEMISA, quando il comparto pubblico aveva una partecipazione di minoranza, quando si trattava di compiere interventi per nuovi investimenti o, nella quasi generalità dei casi, per copertura delle perdite o per dare garanzia al sistema bancario per le fideiussioni che venivano rilasciate, i privati non sono mai stati chiamati, perché le garanzie le ha date il pubblico, ed è così, la Regione ha dovuto rispondere anche di obbligazioni che dovevano essere di altri.
Quindi, sotto questo aspetto, sarebbe stato molto opportuno entrare nel merito del questione, capire se è indispensabile procedere con un intervento finanziario di queste dimensioni, ma lasciar perdere il passato perché il passato è la causa prima della situazione che stiamo vivendo adesso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Presidente, io inizio dalle ultime cose che ricordava poc'anzi il collega Balletto. Senza voler fare polemica col collega, ma ricordandole, collega, che l'analisi che lei ha fatto è abbastanza ingenerosa nei confronti della realtà delle cose, di ciò che sta succedendo adesso, ma soprattutto di ciò che è effettivamente successo nella passata legislatura. E' ingeneroso rispetto alla realtà perché non ha descritto bene la verità. Quando da questi banchi attuali, suoi, della maggioranza, è chiamato ad approvare un provvedimento che prevede 150 miliardi per il sistema EMSA, io ricordo bene quando si scagliava lei, e non solo lei, contro un sistema che allora era funzionante e che spendeva molto di meno rispetto alla spesa attuale. Lei, collega, è chiamato, tra un po', ad approvare un finanziamento di 150 miliardi per un sistema che è in liquidazione; basta questo per rimettere un po' a posto la verità, non basta invece fare, da parte vostra, da parte di tutti, una ingenerosa opposizione al passato.
Il passato, certo, ci serve per analizzarlo ed eventualmente per non commettere quegli errori che allora, in quegli anni, sono stati commessi da parte di tutti. Non voglio tediare l'Aula ricordando un po' la storia dell'EMSA che è fatta di innumerevoli società che via via gli venivano, da parte di diverse Giunte, accorpate perché lo Stato ce le scaricava, in quanto altrimenti chiudevano o andavano in fallimento. Si chiamava l'EMSA in soccorso, gli si davano soldi ma si trattava di gestire un sistema difficile. Badate, io non sto difendendo il collega Pinna per due ragioni: primo perché il collega Pinna si sa difendere da solo, sia per la sua condizione attuale sia per quella passata di dirigente industriale, e poi perché a dire il vero forse non sono neanche la persona più adatta a difenderlo.
Però bisogna dire le cose come sono andate, anche quando, durante la precedente legislatura, proprio i colleghi che adesso stanno rivangando quelle vicende proposero a quest'Aula, peraltro ottenendola, la formazione di una commissione di inchiesta sull'EMSA, la quale non riuscì a decollare, anzi naufragò, perché nello stesso Gruppo dell'allora opposizione non riuscirono a mettersi d'accordo per esprimerne il Presidente quindi noi che eravamo d'accordo a formare quella Commissione, pur essendo maggioranza, allora, ripeto, non potemmo iniziare quei lavori di attenta analisi dell'EMSA proprio perché l'opposizione quasi non riuscì a governare se stessa. Ma non voglio rivangare queste polemiche che sono di un'altra stagione.
Torniamo all'EMSA, a ciò che è oggi e a quello che oggi dobbiamo applicare. Noi abbiamo riformato quell'ente con la legge numero 33 del 1998, che è costata molto e non solo in termini di discussione, perché io ritengo che quella maggioranza ebbe molto coraggio nel portare avanti con ferma determinazione quel progetto di riforma. La prima fase che si ebbe nella precedente legislatura fu anche una fase molto accelerata di riforma perché i commissari liquidatori e gli advisor che erano incaricati di collocare nel mercato diverse società - tutto il sistema satellitare che nel frattempo si era creato attorno all'EMSA - ci riuscirono. E' notizia di oggi che l'ISRE sta per chiudere perché nel frattempo è stata gestita in malo modo anche dai privati, però questo è e di questo dobbiamo parlare.
Il provvedimento in questione, perché di questo dobbiamo parlare e non del passato, riguarda la Carbosulcis per il 60 per cento delle risorse previste; perché riguarda la Carbosulcis? Perché essa è l'entità maggiore, il resto è quasi tutto in liquidazione. La gestione della Carbosulcis ci venne affidata in una fase transitoria dallo Stato, dall'ENI, per qualche mese; dall'ENI dovevamo passarla all'Associazione Temporanea d'Impresa che era già costituita, che era pronta, che aveva un progetto bancabile, si diceva allora. Addirittura lo Stato ci diede una dote di 68 miliardi per poter gestire quella fase, senza spesa alcuna per la Regione; abbiamo utilizzato i 68 miliardi, ma non sono bastati, la Regione fu chiamata subito a anticipare 20 miliardi per delle apparecchiature che dovevano essere utilizzate per aprire la miniera e metterla in produzione, nulla di tutto questo è rientrato, anzi nel frattempo l'ATI ci manda a dire che il progetto Carbosulcis non è più bancabile.
Di fronte a questa nuova situazione tragica, siamo chiamati a dare risposta, tutto il resto è importante ma secondario. Noi dobbiamo elaborare una soluzione, se non vogliamo cadere in una situazione alquanto pericolosa come Regione, dobbiamo ragionare su questo perché altrimenti se la situazione attuale dei 100 miliardi all'anno che servono per tenere in piedi la Carbosulcis diventa un fatto strutturale, quei 100 miliardi all'anno li dobbiamo mettere noi come Regione Sardegna ed è questo il pericolo maggiore. Allora proviamo a fare un altro ragionamento, peraltro in Commissione Sesta abbiamo cominciato ad abbozzarne uno avente punti coincidenti con quello della stessa Giunta e dello stesso assessore La Spisa.
Noi dobbiamo richiamare lo Stato alle sue responsabilità, uso termini anche brutali ma è lo Stato che ci ha scaricato la Carbosulcis; si deve rendere nuovamente bancabile quel progetto di gassificazione o in alternativa rendere quel progetto perlomeno strategicamente interessante per lo Stato per la produzione di energia con forme alternative, mettendo le miniere e quegli stabilimenti non in produzione ma in stand by, che significa pronti alla produzione. Quel progetto che oggi non è più interessante dal punto di vista economico, può ridiventarlo se, per esempio, il barile del petrolio supera nuovamente, come è già capitato alcuni anni fa, i 30 dollari di costo, allora lo Stato può essere e deve essere interessato ad un progetto strategico di produzione di energia dal carbone. E' su questo che dobbiamo insistere e non solo per risparmiare, come Regione, 100 miliardi all'anno; ad una elaborazione del genere dobbiamo innanzitutto credere noi per poter convincere i nostri interlocutori statali.
Per questo noi oggi non diciamo che non siamo in grado di affrontare compiutamente l'argomento e mettere 150 miliardi in questa enorme voragine senza discuterne, senza entrare in modo approfondito nel merito; riteniamo invece che si debbano garantire comunque gli stipendi per le maestranze e la sicurezza nei luoghi di lavoro; ma per questo non pensiamo che necessitino tutti i 150 miliardi. Quindi proponiamo uno stralcio della stessa discussione della legge che va divisa tra parti urgenti per le quali si deve intervenire immediatamente e parti che possono essere rinviate ad un maggiore approfondimento nel mese di settembre alla ripresa dei lavori.
Sul che fare, su come farlo, per la parte restante della Carbosulcis, noi pensiamo che bisogna andare avanti senza tentennamenti nella politica delle dismissioni. L'IGEA che è il core business nell'operazione della "33" deve continuare ad esercitare allo stesso modo dei primi anni e non di questi ultimi due o tre, perché abbiamo l'impressione che i cosiddetti neoliberisti vogliano tornare a un'industria controllata dalla Regione, a un'industria di Stato che abbiamo da tempo superato, quindi in questo caso noi diciamo "no" a spese di investimento, perché riteniamo di non poterci rimettere in un mercato difficile dal quale siamo usciti.
Tutti questi ragionamenti si riferiscono in modo particolare ad un territorio che, dico subito, non è il mio territorio, ma è il Sulcis, il quale è un territorio che io stimo e che tutti noi stimiamo perché ognuno di noi o è figlio di pastore o è figlio di minatore o è parente di queste due grandi categorie di lavoratori in Sardegna; badate, quei minatori vengono da tutta la Sardegna, ognuno di noi ha un parente trasferito nel Sulcis a fare il minatore. Questa è la nostra storia, questa è la nostra cultura delle miniere che dobbiamo difendere perché è una cultura sarda che non può essere dispersa. Mentre ciò che invece dobbiamo combattere, se vogliamo bene a quel territorio, è la cultura di assistenza strutturale che lo danneggia soprattutto perché non si affrontano alla radice i problemi con interventi seri di investimento che diano risposte al presente, ma soprattutto al futuro.
In conclusione, colleghi e signor Presidente, noi riteniamo che il fabbisogno di 78 miliardi, ulteriore ed aggiuntivo rispetto ai 28 miliardi già concessi alla Carbosulcis in questa annualità, sia eccessivo e che comunque in questa fase vadano stralciate quelle spese di investimento che non ci sembrano opportune, sicuramente possono essere stralciate lasciando quella miniera esclusivamente in stand by, anche se in sicurezza.
Per la Mineraria Silius vale lo stesso ragionamento, ma qui l'Assessore ci propone, badate, un qualcosa che è ugualmente pericoloso e che voglio porre all'attenzione dell'Aula: si prevede un fabbisogno rispetto alle passività per tutto il 2002, cioè stiamo dicendo a queste aziende di fare tutti i passivi che vogliono tanto noi mettiamo i soldi, anzi non solo li mettiamo, ma glieli diamo pure in anticipo. Questo stiamo facendo in particolare con la Mineraria Silius con un fabbisogno presunto per le loro passività di 31 miliardi; lo stesso ragionamento vale per l'IGEA e per le altre varie cosette che vogliono ulteriori 25 miliardi.
La via c'è, tagliare le spese di investimento; la Giunta e l'Assessore ci dicano quali parti possono essere stralciate per andare spediti adesso verso l'urgente e riprendere in un secondo momento l'argomento con una più attenta analisi prima da parte della Commissione e successivamente dall'Aula. Questo senza essere frettolosi e spinti dalla voglia di ferie che, a dire il vero, abbiamo tutti, ma dobbiamo riconoscere che in queste condizioni non si ragiona o, se si ragiona, si ragiona male.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, nell'affrontare quest'argomento che ho analizzato attentamente, conoscendo il problema, devo dire che non ho voluto e non voglio scaricare tutti i grossi problemi che sono rimasti del settore minerario sulle spalle della maggioranza, diciamo del settore minerario tra parentesi perché poi di settore minerario ne sta restando ben poco, il riferimento è semplicemente a Carbosulcis e a Mineraria Silius.
Siccome la questione interessa tutti e siamo d'accordo, spesso l'onorevole La Spisa ricorda, e io lo ripeto, che il progetto Carbosulcis non è né di centrodestra, né di centrosinistra, perché è stata approvato per la prima volta durante il primo Governo Berlusconi ed è stato portato avanti successivamente dagli altri Governi; ma il problema resta e io devo dire al collega Balletto che lo sto affrontando senza nessun imbarazzo e con l'intendimento di trovare soluzioni adeguate.
Allora, quando si dice nella relazione della Giunta "dopo le privatizzazioni e i riordini" oppure quando sento il collega Pirastu dire che soltanto successivamente a una certa fase si è proceduto a privatizzazioni dalle quali sono state ricavate dei soldi per la Regione, oppure ancora quando il collega Balletto tende ad accollare i problemi delle società nate negli ultimi dieci anni alla PROGEMISA, io credo che il problema si stia affrontando quanto meno con molta leggerezza e sicuramente senza avere i dati disponibili. Io invito tutti a controllare (voi lo potete fare oggi più di me, anzi lo avete sicuramente fatto), andando a frugare negli armadi nei quali voi pensavate che ci fossero chissà quali scheletri nascosti, in quegli armadi, sicuramente vedrete che la privatizzazione di diciassette società , o di sedici su diciassette, era stata decisa prima dell'avvio della fase liquidatoria. L'unica società per la quale non c'era una delibera dell'organo deliberante era la Sardinia Crystal, società di cui ha avuto modo di apprezzare l'attività anche l'assessore Pirastu. Ebbene per la Sardinia Crystal, la quale ha portato negli Stati Uniti, insieme ai suoi prodotti, l'immagine della Sardegna, c'era soltanto un accordo preliminare per essere ceduta con una dotazione di un miliardo e mezzo, per far fronte alle perdite di gestione, successivamente è stata venduta per 150 milioni; sono passati quasi tre anni e in questi tre anni la Regione ha dovuto sborsare 3.280.000.000 per perdite di gestione.
Io mi chiedo se questi sono incassi da parte della Regione! Complessivamente i ritardi nelle privatizzazioni già deliberate sono costate alla Regione 17.300.000.000, questi sono dati che voi potete andare a verificare molto meglio di me. Io, come componente della Commissione, ne ho chiesto l'aggiornamento insieme a tutti gli altri colleghi. Allora, quali privatizzazioni sono state fatte? Oppure quale riordino è stato fatto? Voglio ripetere in quest'Aula, perché sia chiaro per tutti, che probabilmente ero l'unico a ritenere che l'Ente minerario dovesse essere sciolto immediatamente e non messo in liquidazione, proprio per l'esperienza che la messa in liquidazione di altre società ha comportato in passato; l'EFIM, che è stato messo in liquidazione con una previsione di 800 miliardi, poi è costato quasi 20 mila miliardi, il che dimostra che queste strutture funzionano male se non c'è un minimo di rigore nel gestirle quando sono in ordinaria amministrazione e succede di tutto in straordinaria amministrazione, come sta succedendo in questo momento.
Allora per quanto riguarda il pregresso, caro collega Balletto, io ne porto la responsabilità, e la porto con orgoglio perché delle società nate in quel periodo, posto che le nuove iniziative falliscono e hanno una mortalità molto elevata, alcune non sono andate avanti, però diciassette sono in piedi ed occupano 429 addetti senza essere controllate dal pubblico, ma essendo tutte quante in mano al privato; con quelle società è stata avviata la trasformazione delle materie prime del nostro sottosuolo, proprio questa mattina si parlava di questi problemi a proposito della legge sulle cave, cioè se con quelle attività e con quelle società si è iniziato a dare valore aggiunto alle sabbie silicee di Florinas oppure ai basalti attraverso lana di roccia.
Ebbene, collega Balletto, lei dice che le garanzie se le accollava il pubblico; non è assolutamente vero, sono costate intorno ai 150 miliardi, considerato che ci lavorano direttamente e indirettamente 800 persone, un posto di lavoro è costato 180 miliardi…
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. 180 milioni.
PINNA (Gruppo Misto). 180 milioni. Ho detto miliardi? 180 miliardi non sono stati dati in tutti gli anni! Allora non è questa una difesa del passato, è semplicemente la riproduzione dei fatti che, con le osservazioni che avete fatto, rischiate di mistificare. Ora i problemi restano non per quello che è stato generato in quei dieci anni, perché ormai è tutto privatizzato, ma ci sono ancora lavoratori, che sono in capo ai privati, quello che resta purtroppo, ahimè, come diceva qualche collega, di tutte le società che gli amministratori dell'EMSA hanno appreso, dalle televisioni molte volte o dai giornali, che dovevano essere sottoposte ad un controllo, deciso a Roma, deciso a Cagliari, insomma deciso in tutte le sedi al di fuori degli organi di gestione dell'EMSA. Allora i problemi grossi che restano sono proprio relativi alle società che vivono ancora nel lazzaretto, luogo nel quale venivano rifugiati tutti gli ammalati, per non dire gli appestati, visto che ci lavorano degli uomini e non possiamo utilizzare questi termini, ma la realtà è che sono ancora lì e rappresentano problemi da risolvere.
Allora, di fronte a questi problemi, cominciamo dal caso della Carbosulcis, è vero che è fallito il progetto di gassificazione? In via definitiva questo andrebbe sancito con un atto. Questo problema va affrontato, è un problema enorme, perché di fronte al fallimento del progetto viene fuori una relazione di indirizzi della Decima Commissione Attività Produttiva della Camera dei Deputati, nella quale si legge che la scelta strategica per il nostro Paese è quella di gassificare il carbone. In Europa, e in particolare con esperienze fatte in Spagna ed Olanda, il carbone si sta gassificando, quindi è una tecnologia che si sta sviluppando; allora dobbiamo considerare fallito questo progetto oppure c'è qualcuno che ci sta spingendo a riflettere? E il Governo, che da una parte dice che il futuro sta nella gassificazione del carbone, che cosa fa, visto che porta interamente le responsabilità di questo progetto? Perché non era e non è adesso soltanto un problema di occupare 900 persone, si tratta di scelte strategiche nel settore dell'energia, di usi puliti del carbone, di nuove tecnologie da introdurre nel nostro Paese; chi ne paga le spese non è soltanto il Sulcis, dove andava questo impianto, ma è la Sardegna, e io dico anche tutta la Nazione. In ogni caso, per quel territorio e per la Sardegna, se fallisce definitivamente il progetto di gassificazione, fallisce un progetto strategico, per cui bisogna chiedere alla Giunta regionale e al Governo che cosa vogliono fare in alternativa. E` indispensabile un nuovo progetto per questa miniera così come per quel territorio.
Allora io per il momento non mi spingo neppure a dire che dobbiamo mettere la miniera in stand by, come faceva qualcuno, è prematuro farlo perché bene o male un po' si sta producendo, anche se si vende sottocosto all'ENEL; però è indispensabile che non si proceda a smantellare la struttura Carbosulcis fino alla presentazione di un progetto alternativo da parte del Governo e della Giunta regionale.
Allora, se questo è il problema, come si fa, mi chiedo, a mettere in questo disegno di legge 40 miliardi, dico 40 miliardi, di cui 20 per il rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione, che potrebbe accollarsi lo Stato mantenendoli in cassa integrazione; sono d'accordo che bisogna farli ritornare, essendo tanti anni in cassa integrazione, ma non inventiamoci l'affiancamento agli altri che producono poco. Non pensiamo di tenere 300 persone senza far niente; se questi ritornano, secondo l'impostazione che io ho dato alla mia relazione, e così come è previsto negli emendamenti, mettiamo quella gente a lavorare, senza perseguire la logica di tenere la gente, questa è la critica di oggi che io sto muovendo, pagata senza fare nulla; porterò altri esempi più concreti andando avanti.
Oppure, di quei 40 miliardi, immobilizzarne 20 per prepensionamenti: per prepensionare i lavoratori Carbosulcis occorrerebbe la mobilità lunga, potrebbero andare soltanto venti-trenta-quaranta lavoratori con la mobilità corta alla quale sarebbe possibile accedere con alcuni miliardi, non con venti miliardi. Allora, per quale ragione vogliamo dare venti miliardi a Carbosulcis se non è possibile fare i prepensionamenti con la mobilità lunga, visto che non c'è la norma nazionale, ed anche se ci fosse io sarei contrario? La Carbosulcis si smantella una volta che la Giunta regionale e il Governo hanno presentato un progetto alternativo per la gassificazione. Quei fondi, negli emendamenti presentati, in quei cinquanta emendamenti, non sono distolti né da quei territori e né dalla possibilità di utilizzo per quei lavoratori; non sono dati per pagare stipendi di gente che non ha nulla, sono dati per lavori e per progetti utili per la prospettiva di quel territorio, che seguono il filone del recupero e della museizzazione delle miniere nell'ambito del Parco geominerario, per una nuova prospettiva legata al turismo e per le stesse ragioni vengono indicati gli altri due filoni del recupero dei siti archeologici e per la bonifica del territorio.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue PINNA.) Allora io credo che se voi insistete per utilizzare questi fondi solo per pagare il personale, siamo veramente agli antipodi come posizione; e la stessa cosa dicasi per quanto riguarda la Nuova Mineraria Silius. Badate, perché si diceva: "Questo problema non si può liquidare con quattro battute."? Perché sono problemi enormi.
Con la Nuova Mineraria Silius si sta giocando, anzi, è stata già giocata, a mio avviso, la prospettiva di un territorio, il Gerrei, con tutti i problemi che ha, non solo di isolamento ma di depressione e di sviluppo economico. Allora, sulla Nuova Mineraria Silius bisogna cominciare a fare chiarezza in via definitiva. La Regione o anche l'Ente Minerario, in passato, hanno nominato diverse commissioni di esperti. Quando i conti non tornano, si perdono dieci o venti miliardi, allora si nomina una commissione di esperti. Io credo che l'assessore Pirastu abbia fatto bene (mi pare che proprio sotto la sua gestione sia avvenuto questo) a farla finita con le commissioni nominate da noi; ha incaricato un expertise, una società riconosciuta a livello internazionale per la sua qualificazione, che è il Bureau de Recherche Geologique et Miniere francese, che è un organismo da tutti riconosciuto per la serietà e la professionalità.
Ebbene, io invito tutti a leggere le conclusioni del BRGM, adesso non mi trattengo su questo, ma esse confermano interamente le conclusioni precedenti: la Nuova Mineraria Silius ha iniziato la sua fine economica quando i privati sono andati via. Chiunque dica il contrario, ci stiamo prendendo in giro; io non dico che va chiusa quella miniera, però va programmata la sua chiusura, ma soprattutto - come è previsto in uno di questi cinquanta emendamenti presentati al provvedimento in esame - occorre lavorare e impegnarsi dedicando risorse per costruire, disegnare, progettare un futuro nuovo e diverso per quel territorio dopo la miniera.
Diversamente noi stiamo prendendo in giro quel territorio, non tanto quei lavoratori ai quali comunque verrà garantito lo stipendio anche se lavoreranno per produrre in passività. Noi dobbiamo pensare a dare futuro a quel territorio e quindi dobbiamo impegnarci. La Giunta regionale deve costituire un pool di esperti, capace di disegnare un nuovo sviluppo economico e sociale, e promuovere l'insediamento di nuove attività produttive. Diversamente, fra cinque o sei anni, se riusciremo a reggere con le produzioni in forte perdita come quelle della Nuova Mineraria Silius, ci troveremo in quel territorio senza una prospettiva e continueremo con l'esperienza, già vissuta nel Guspinese e nell'Iglesiente, di voler mantenere per forza le attività in perdita e alla fine portare ad esaurimento il personale senza pensare al futuro.
Io credo che questo debba essere evitato, così come pure deve essere impostata in modo diverso la gestione dell'IGEA, perché su questo, collega Balletto, nascono le critiche; oltre a quello che è stato fatto, di mantenere il silenzio senza proporre un piano industriale, una soluzione, io non ho mai pensato, anche scontrandomi con i sindacati e con chi era contrario, di scrivere in un documento che ci sono 110 unità in esubero pagate, così come scrive la Giunta regionale in questa relazione e nei documenti preparatori a questo disegno legge senza neanche una proposta per impegnarle proficuamente. Si chiedono soldi per l'IGEA e l'IGEA liberamente lavora al di fuori del proprio statuto; promuove attività turistiche, i dirigenti vanno alla Bit di Milano tranquillamente senza preoccuparsi di niente.
In questa società si danno super liquidazioni, un miliardo e due nel corso dell'anno scorso per mandare in superliquidazione tre dirigenti e, nello stesso anno dopo due mesi, si nominano altri tre dirigenti, ma questo è concepibile? No, questo non è concepibile! Non è concepibile che, in presenza di 110 esuberi, ci sia una quota di quel personale che ha un doppio stipendio, risultante da straordinario necessario per accompagnare i turisti alle visite minerarie, quando per questa attività le competenze e i fondi li ha un altro organismo istituito con un decreto interministeriale che è il Parco geominerario. Quando nasceranno le opportunità per i giovani, se noi procuriamo due stipendi - uno determinato dal lavoro straordinario - alle persone che già stanno lavorando? Ma come è pensabile gestire in questo modo le attività? Mi rivolgo a lei, collega Balletto, perché di questo è un esperto, ma come è pensabile che la società che si trova nella condizione di cui all'articolo 2447 del Codice Civile tenga le persone in questo stato senza far niente, e in più quella società sta realizzando opere che stanno al di fuori dello statuto sociale? Mi dica cosa avrebbe fatto lei, quando era all'opposizione, se in una delle società dell'Ente fosse successo questo.
Io dico semplicemente che stiamo operando ai limiti della legalità. E' stato revocato in anticipo l'organo di amministrazione perché quegli amministratori non andavano bene; non si è aspettato! Si è fatto un polverone per il buco di 38 miliardi, che poi erano lavori da realizzare, per nominare un altro consiglio di amministrazione, un altro Presidente; l'assessore Pirastu manda tutto alla Procura della Repubblica pensando a chissà quali imbrogli da parte di quell'amministratore, la Procura della Repubblica indaga e alla fine mette sotto inchiesta il Presidente che avete nominato voi. Ma è concepibile questo modo di agire?
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, le concedo ancora qualche secondo per concludere.
PINNA (Gruppo Misto). Ci sono ancora tante altre cose che io vorrei sottolineare se si vuole con spirito critico, con un po' di...
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, mi perdoni, posso darle solo qualche secondo. Lei ha parlato di tante cose ancora da dire, se le riservi per un'altra occasione.
PINNA (Gruppo Misto). Le dirò successivamente, nel corso della discussione, se voi volete portarla avanti, perché, Presidente, a me pare (io non ho seguito i lavori di quel gruppo che stava interloquendo per trovare una soluzione) che probabilmente si sia trovata una soluzione, come dice qualche collega; nessuno vuole stare qua per forza fino a Ferragosto a discutere di questo provvedimento. Io ovviamente non mi tiro indietro a discutere se non si trova una soluzione dignitosa per tutti, soprattutto tendente a rendere disponibili le risorse finanziarie non solo per il personale ma anche per svolgere le attività, senza cioè limitarsi soltanto al puro costo del personale.
Allora, se vogliamo lavorare per uscire da questa situazione, io credo che troveremo la soluzione rapidamente, se la vogliamo trovare, diversamente, mi dispiace, torneremo molto frequentemente su questi aspetti nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, provo un po' di imbarazzo, come sulcitano, ogni qualvolta in quest'Aula, dall'inizio di questa legislatura, si sono affrontati e si affrontano i problemi relativi alla Carbosulcis o all'Ente Minerario Sardo; nel senso che, anni fa, il territorio del Sulcis, nei riguardi del resto della Sardegna, riusciva a dare e a ricevere solidarietà. Le responsabilità, badate bene, non sono tutte legate al ruolo e alla funzione dei politici del Sulcis, la storia dell'Ente Minerario Sardo è una storia che non può riguardare solo le responsabilità di governo.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi che devono conversare tra di loro se lo possono fare da un'altra parte, perché giustamente chi sta parlando vuole essere anche ascoltato o almeno non disturbato.
CALLEDDA (D.S.). Dicevo che la storia dell'Ente Minerario Sardo non può riguardare solo ed esclusivamente la gestione del centrosinistra nella passata legislatura. E' una sorta di fantasma; ogni qualvolta si parla di Ente Minerario si parla della passata legislatura, della "33" e di chi ha diretto e gestito quell'Ente. E` poco interessante, badate, non è una cosa che attira l'attenzione di nessuno.
Io credo, invece, che le responsabilità politiche relativamente all'Ente Minerario Sardo siano della classe politica regionale, per esempio quando si parla del passaggio di tutte le attività minerarie dell'Iglesiente, in quel contesto si accettò il principio che l'ENI, ente di Stato, si liberasse delle responsabilità delle ferite create al nostro territorio senza pagare dazio, come si suol dire. Io credo che questo sia stato un errore colossale che ha lasciato nel nostro territorio situazioni di degrado difficili da risanare. Allora, se dobbiamo fare la storia, facciamola tutta, ogni collega che interviene non può limitarsi alla parte di storia che gli fa più comodo.
Arriviamo dunque ai nostri giorni, lo ricordava benissimo il collega Falconi, per quanto riguarda la Carbosulcis. Carbosulcis è una realtà sulla quale un intero territorio ha scommesso per ridare un senso ed uno sviluppo economico diverso rispetto a quello del passato. Qualcuno potrà chiederci se davvero si crede che un progetto industriale di quella portata possa avere una durata di venticinque anni. Certo, è difficile non prendere atto di questo fatto, mi rendo perfettamente conto. Altri potrebbero obiettare che, per realizzare quel progetto, tra lo Stato e la Regione si sono spesi oltre mille miliardi. Vero anche questo. Ma, insomma, Carbosulcis, cioè la miniera di Nuraxi Figus, è l'unica miniera di carbone in Italia, considerata riserva strategica da tutti. Cari colleghi, dopo un dibattito durato anni sulla realizzazione della centrale SARAS (realtà sulla quale nessuno ha detto nulla, nessuno ha fatto battaglie, anche gli ambientalisti sono stati zitti) e dopo che i petrolieri in maniera sistematica hanno impedito che il progetto Carbosulcis andasse avanti senza che si levasse una voce critica da questo Consiglio, oggi siamo di fronte alla notizia che, dopo il fallimento, la SARAS fa causa alla società americana, quelli del falso in bilancio, del liberismo imperante, per avere in mano tutte le azioni.
Ma, signori della Giunta, Governo regionale, come ricordava il collega Pinna poc'anzi, non sono cose che diciamo noi, sono scritte negli atti parlamentari; la Decima Commissione della Camera, Attività Produttive, ci ha ricordato, perché noi ce lo siamo scordato, che la gassificazione è uno dei processi attraverso il quale si trasforma il carbone in energia elettrica, più sicura e garantita; non si capirebbe altrimenti come mai e perché in Olanda esiste una centrale di gassificazione o addirittura perché l'Ente nazionale per l'energia elettrica italiano, cioè l'Enel, partecipa in Spagna come azionista nella centrale di gassificazione esistente in quel Paese.
Allora, signori della Giunta, delle due l'una, io posso anche capire che il mercato è una cosa seria alla quale tutti quanti abbiamo fatto riferimento e forse voi credete più di me, ma dico, sul progetto di gassificazione, oggi, il Governo regionale non può, dopo che è fallita l'ATI, intraprendere con il Governo nazionale una trattativa, aprire un tavolo sul quale si discuta per vedere e per verificare quali possono essere le prospettive? A me non farebbe neanche (scusate il termine) schifo se lo Stato si facesse carico, visto che la miniera di Nuraxi Figus è considerata riserva strategica, di finanziare l'impianto di gassificazione. Così come non capisco come mai, nel polo industriale di Portovesme, faccio un esempio tanto per comprenderci, Portovesme s.r.l., un'azienda privatizzata prima dell'ENI, ENI Risorse, ha fatto richiesta per costruire una centrale di produzione di energia elettrica; cioè stiamo arrivando al paradosso che ogni azienda, ogni industria, chiede di costruirsi la propria centrale.
Allora io credo che, su problemi di questa portata, dobbiamo riflettere perché, badate, nella nostra Isola, nei nostri poli industriali, abbiamo solo industrie cosiddette "energivore" per cui o noi abbiamo un piano energetico regionale capace di recepire e di capire i fattori economici che sono nel nostro territorio oppure rischiamo davvero di essere in qualche misura confinati in periferia ancora più di come siamo. Come spieghiamo che oggi, a Porto Torres, dopo che è stata privatizzata la centrale ENEL, i nuovi proprietari stanno rilanciando l'utilizzo del carbone? E come dimenticare che, per quella centrale, si sono spesi oltre mille miliardi di soldi statali? Insomma, voglio dire, è necessario, davvero, fare una riflessione, affrontare questo tema, mi rendo conto che il provvedimento che abbiamo oggi di fronte è altro, però io credo che su questi temi e su questi problemi sia necessario aprire una discussione di merito che impegni il Consiglio regionale ad effettuare una verifica attenta e puntuale.
Voglio dire la mia sul provvedimento: personalmente io credo che esso sia un atto dovuto, diversamente non si capisce perché l'anno scorso abbiamo emanato lo stesso provvedimento, o non capisco come mai, rispetto alle lobbies che si muovono sulla base dei settori che ruotano intorno all'economia, riusciamo a deliberare cifre esorbitanti.
Per esempio, l'ultimo provvedimento emesso questi giorni scorsi prevede 500 miliardi per la siccità, finanziamento che è stato previsto anche l'anno scorso, sempre per il settore agricolo, sempre di 500 miliardi. E' vero, c'è stata l'alluvione, c'è stata l'epidemia della lingua blu, ma insomma, voglio dire, cari colleghi, se noi siamo una cassa continua, tentiamo, nei limiti del possibile, di fare in modo che questa cassa continua distribuisca bene le risorse, in modo che siano indirizzate a tutte le categorie e a tutti i territori. Dico questo perché, se oggi qualcuno afferma il principio che per Carbosulcis bisogna stralciare questo provvedimento e dare solo i soldi per gli stipendi, badate che ci stiamo prendendo in giro, si tratta di un ragionamento demagogico; una miniera non è un supermarket, una miniera ha bisogno di tante cose, nelle gallerie ci deve essere l'aria che devono respirare i minatori, ci deve essere energia elettrica e quant'altro.
Scusate il tono, scusate lo sfogo, però io credo che bisogna in qualche misura dare risposte oneste, leali, senza utilizzare questi strumenti in termini demagogici, magari per fare o per farci qualche piccola "marchetta", come si dice, di campagna elettorale. No, non ci sto! Dobbiamo dare risposte precise e chiare.
L'altro problema posto in questo provvedimento riguarda il ruolo e la funzione dell'IGEA. Con la "33" si era deciso di costituire questa società per intervenire nel ripristino ambientale; oggi ci ritroviamo una società con diverse centinaia di persone che operano poco e male. Io credo e sono convinto che anche il provvedimento che poniamo in essere per IGEA non solo debba essere mantenuto, ma credo che IGEA debba avere un ruolo ed una funzione anche nella prospettiva, perché se non è così io credo davvero che abbiamo fatto un'altra società che può essere considerata tra qualche anno l'ennesimo carrozzone.
Voglio concludere con due considerazioni. Certo che si può arrivare nel merito a trovare una soluzione di compromesso. E` stato detto, è stato ribadito, siamo ad agosto, siamo tutti quanti stanchi, però credo che su Ente Minerario e su questo provvedimento, tutti quanti abbiamo necessità di approfondimenti ulteriori, quindi ritengo che lo stralcio, così come è stato proposto all'inizio della seduta dall'onorevole Cogodi, vada recepito, ferme restando le considerazioni che esprimevo, se siamo tutti quanti convinti, per quanto riguarda le miniere, ci sono i problemi dei salari ma anche quelli del loro funzionamento. Poi possiamo vedere più in là, nel mese di settembre o in quello di ottobre, quando lo riterremo, di affrontare tutto l'aspetto relativo a chi si trova nelle condizioni previste dalle leggi vigenti, per avere gli ammortizzatori sociali, l'incentivo all'esodo, i prepensionamenti e la cassa integrazione.
Se la Giunta vuole recepire questo tipo di impostazione, credo che potremmo essere tutti quanti nelle condizioni di chiudere in tempi brevi e rapidi questo provvedimento; io sono d'accordo per lavorare, per essere propositivo ad affrontare e a risolvere le situazioni. Vi ringrazio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
(L'assessore Oppi interviene dai banchi dei consiglieri)
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io mi scuso se, parlando a braccio, commetterò qualche imprecisione. Per vecchia reminiscenza, ma con una buona memoria, voglio dire a me stesso che ho sentito cose strane stasera in quest'Aula ma, considerando i ruoli, a ruoli invertiti forse avremmo fatto la stessa parte.
Voglio ricordare che una volta, quando i minatori del Sulcis venivano al Palazzo, occupavano, sfasciavano tutto e tremavano tutti, per la parola portante della sinistra, si facevano, coinvolgendo il centro, perché allora noi avevamo la guida della Regione, battaglie unitarie che erano sempre le stesse: "Noi non possiamo...", "E' fondamentale il mantenimento dei livelli occupativi.", "Non accetteremo mai la perdita di un posto di lavoro." eccetera. Debbo dire che in questo ci sono sempre riusciti.
E` successo poi che negli anni Sessanta, nel momento stesso in cui è crollato il settore del carbone sulla spinta operaistica, si è inventato un polo industriale, e quei poveri minatori, abituati sottoterra, con forme di silicosi altissime, hanno dovuto frequentare corsi, in quanto privi di un minimo di conoscenza, per andare a lavorare in fabbrica (io casualmente insegnavo in questi corsi a vecchi minatori che avevano 60 o 70 anni), che allora era, nel caso specifico, la Samim. Quella società, che operava nel settore del piombo e dello zinco, era improduttiva; contestualmente il cervello della Carbosulcis, cioè delle società minerarie del carbone, l'ingegner Carta, fratello di un altro illuminato, entrambi iglesienti, uno dei più grossi cervelli nel settore minerario forse a livello addirittura mondiale, inventò il Polo, e il Polo voleva dire Efim, voleva dire Aluminia e altro, cioè significava la trasformazione perfetta e puntuale con migliaia di lavoratori, con difficoltà ambientali, senza impianti di depurazione, senza niente. Io ero un povero ragazzo, giovanissimo, divenni Presidente di quel Consorzio industriale del Sulcis Iglesiente - il che fu la mia fortuna politica - e con loro iniziai praticamente la crescita puntuale di quel Polo, che oggi ha circa seimila dipendenti.
Siccome io so bene le cose della Carbosulcis, in quanto le ho trattate, ebbene diciamoci tutto. Quando recentemente l'Assessore ha presentato questo provvedimento, i nostri amici, i miei amici d'infanzia, i direttori, i grandi cervelli, la Carbosulcis, mi hanno detto: "Ma cosa state facendo? Voi state aprendo una miniera per chiuderla…"eccetera; ancora oggi, invece, si crede nel progetto gassificazione, ma si sa benissimo che la Regione non può dare cento miliardi all'anno. Nonostante questo, la spinta del sindacato ci porta a non fare un discorso economico, ma a valutare con attenzione se riusciamo praticamente a creare soluzioni alternative.
Cominciamo a dire che, sino ad oggi, non è mai esistita una soluzione alternativa nella storia del Sulcis Iglesiente. Negli anni Sessanta si cavalcava il cavallo di battaglia dell'articolo 14 della legge 264 del Piano di rinascita per il polo minerario, metallurgico, manifatturiero; l'onorevole Congiu e i vari senatori e deputati dell'epoca hanno scritto del Sulcis Iglesiente-Guspinese, in quegli anni, la storia del settore minerario. Però, alla fine degli anni Ottanta, la Giunta di sinistra, prima a guida Rais, poi a guida Melis, firmò il famigerato accordo della trasformazione e quindi dello scorporo del settore minerario e di quello metallurgico, cosa che, come era intuibile, segnava la fine di un'epoca. Questa è la storia.
A quegli uomini, che uscirono dalla miniera per andare a formare una mineraria iglesiente, fu detto: "Così voi avrete un futuro perché si tratta di soluzioni alternative.". Non ne hanno trovato! Ci fu perfino la legge 221, che è stata utilizzata dai furbi per avere contributi, fingendo di attingere dai fondi di quella legge per cercare figure professionali che in realtà non c'erano. Non si è trasformato niente. Si è parlato oggi anche di Silius, ma non voglio entrare nel merito degli errori fatti. A fine anni Ottanta ho criticato un amico, l'onorevole Satta Gabriele, che, spinto da un precedente Assessore, che era Arba, voleva attivare le bauxiti di Olmedo; sapevamo in partenza che sarebbe stato il più grande fallimento della storia. Praticamente abbiamo sprecato circa 70 o 80 miliardi; una tonnellata di bauxite portata dall'Australia, per fare un esempio dalla COMALCO australiana, costava - franco porto Portovesme - la metà di quanto non costasse una tonnellata della bauxite di Olmedo. E` stata poi ceduta, sempre senza voler entrare nel merito, magari per zero lire o una lira, permettendo al privato di inserirsi; ma questo è un discorso economico, vendendo la prima parte poi magari, piano piano, si scompare.
Allora, io dico che non è un discorso economico, perché ho assistito personalmente, ho attivato le procedure con l'Ati, con la quale ho trattato io, ci hanno costretto a regalarle come Consorzio Industriale, onorevole Pinna, circa quaranta ettari di terreni. L'Ati era un fallimento, si sapeva da prima; è scomparsa, fallendo, orientativamente, intorno al 27 luglio 2001. Si sapeva già, ma la forte spinta degli operai e dei sindacati ci costringeva ad agire in questo modo , perché così la gente avrebbe potuto credere alla gassificazione, questa era la battaglia da farsi.
Sono d'accordo con Pinna che la gassificazione, attraverso il Governo, sia considerata un punto fermo, anche sapendo che ci sono difficoltà. Qualcuno propose risorse finanziarie, allora per esempio entriamo nel merito citando il caso della Silius; certo quando Giulini è scappato, la memoria non mi inganna, perché allora ero vocato a quel settore, non alla sanità, è chiaro, noi sappiamo che vi furono tanti morti nella zona del Gerrei, poveri minatori polacchi e altri che lavoravano in termine di rapina, in quel periodo le maestranze, tutti, nessuno escluso del Gerrei, da Cogodi agli altri, occuparono praticamente le strutture della Regione, chiedendo giustizia con forza, era un fatto sociale per le popolazioni. Ecco perché si è continuata quella attività, al di là del fatto economico, e deve continuare, fino a quando si troverà un'alternativa alla struttura di Silius. Sono d'accordo con te, fino a quando non si trova un'altra possibilità, di fatto quella realtà deve sussistere in quella che è una delle più povere della Sardegna, altro che zone interne.
Io dico di più, bisogna ridare un ruolo anche ad altre società, cito come esempio l'IGEA, ci mancherebbe altro, ma le risorse, che sono state previste, probabilmente con grosso scontro all'interno della Giunta, sono necessarie per garantire quei livelli occupativi che hanno una valenza in attesa di trovare quelle soluzioni che fino ad oggi, debbo dire, non ci sono ancora state.
Vedete, per dimostrare la disattenzione forte che c'era per la nostra zona povera, vi voglio dire che quando si fondò il Polo Metallurgico di Portovesme, uno dei poli più importanti d'Italia, tanto per essere chiari, pensate, si trattava di sette o otto milioni di trasporto merci all'anno contro i due milioni all'anno di Monfalcone, ebbene, avevamo 130 metri di banchina contro i 3 chilometri di Monfalcone. Oppure pensate, il contratto d'area doveva partire prima a Portotorres, poi nel Sulcis, invece per l'accoppiata strana e anomala, Pinna-Salvatore Ladu, improvvisamente, in tempi rapidissimi, è partita Ottana e si è bloccato il Sulcis; non c'è ancora neanche il primo atto aggiuntivo, con due lire. Questo è il dato certo.
Hanno tolto risorse finanziarie ad altri settori, come quello socio-assistenziale, praticamente per dare la possibilità di salvare un comparto, che certamente va corretto e rivisto. Sono d'accordo con Pinna, che va mantenuto, e non ho espresso una parola su vecchie soluzioni relative all'Ente Minerario. Le responsabilità dell'EMSA sono di tutti, nessuno escluso. Alcune iniziative hanno dimostrato di essere valide, la stragrande maggioranza però erano scelte dalla Graniti Sarda, dall'Isgra eccetera, praticamente dal decollo dello stesso EMSA. Oggi però, io credo che non si debbano garantire soltanto i salari. Dobbiamo discutere fino in fondo per verificare se sussiste una forma che non pregiudichi niente, che eviti che domani si chiuda, che si creino grossi problemi o danni irreparabili alle società. Se questo non c'è, si può trovare una soluzione. Ma se questa garanzia non c'è, stiamo attenti, perché la Giunta ha compiuto un grosso sforzo nel prevedere queste risorse togliendole a settori portanti. Quindi valutiamo con attenzione perché quello sforzo è stato compiuto dietro grosse pressioni.
Non vorrei trovarmi domani di fronte a quelle maestranze, cito i nomi, dai Zara eccetera, che non scherzano, non vanno per il sottile, e che con forza rivendicano - hanno occupato i consorzi, con la grinta che le ha caratterizzate sempre - quell'opportunità futura della gassificazione, che potrebbe essere una struttura portante, non vogliono perderla. Il fatto che oggi non ci sia è dovuto ad errori di molti.
Quanti sono andati negli Stati Uniti a visitare gli impianti? Quanti scontri ci sono stati, quali collegamenti ci sono stati, chi era il Presidente dell'Ati? Sappiamo benissimo che la persona più autorevole era l'ex Presidente della Giunta, onorevole Cabras. Chi erano gli ingegneri? Vecchi amici, ingegneri capaci eccetera eccetera. Bene, abbiamo trasformato tutto, hanno fatto tutto a loro misura, hanno venduto i terreni, abbiamo fatto dei sacrifici, questa Ati, alla quale molti non credevano, io per primo, è praticamente fallita. Però lo Stato ha il dovere di recuperare il tempo perduto e di darci la possibilità di arrivare verso la soluzione della gassificazione.
Quindi, come posizione personale, ritengo che sia corretto che noi troviamo una forma perché questo provvedimento possa essere approvato,anche con eventuali modifiche che però non devono pregiudicare l'attività di società che si trovano certamente in situazioni difficili, tali da avere necessità di essere sostenute da un punto di vista sociale. Ieri lo facevate voi, oggi lo facciamo noi, ognuno si assuma le responsabilità che gli competono e veniamo incontro a queste maestranze che chiedono con forza l'approvazione di questi provvedimenti con la massima rapidità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Pochissime considerazioni anche perché il Consiglio è avvertito, attraverso i rispettivi Gruppi consiliari, che la Giunta regionale sta maturando, o almeno ha annunciato che sta maturando, l'orientamento di definire in modo articolato il contenuto di questo disegno di legge, provvedendo nell'immediato a sopperire alle urgenze indispensabili, necessarie e sufficienti per garantire l'attività produttiva in essere nella Carbosulcis e non solo, nella Nuova Mineraria Silius e non solo, e per poter corrispondere ai lavoratori, alle maestranze che producono, che stanno lavorando, quanto di loro spettanza, prevedendo, in un distinto disegno di legge, quanto altro (che, secondo noi, non dovrebbe essere poco, non tanto e non solo in termini economici e finanziari ma in termini di scelte politiche e di sviluppo), il Consiglio regionale possa esaminare con urgenza nell'immediata ripresa dei lavori.
Se la Giunta, come ha fatto intendere, attraverso i Gruppi, al Consiglio, ha maturato questo orientamento, e lo annuncia e lo formalizza immediatamente in Aula, è chiaro ed evidente che tutta una serie di considerazioni che noi abbiamo necessità di svolgere non è che debbano svolgersi tutte in questa tornata del Consiglio; possono essere connesse, alla ripresa, all'apposito disegno di legge che tratterà più opportunamente la materia.
Quindi, per ora, a noi preme dire, o meglio, enunciare solo come titolo una questione. Delle produzioni minerarie in Sardegna non si è solo detto; le produzioni minerarie in Sardegna sono quelle che hanno scritto la gran parte della storia non solo economica, ma anche del percorso faticoso di crescita sul piano sociale e culturale di questa Regione. Quel percorso non è concluso, superare la dimensione pubblicistica di alcune aziende, posto che sia utile superarle, non significa, per noi non ha mai significato e meno che mai significa oggi, superare la dimensione delle produzioni minerarie, intendendo le produzioni materiali, le produzioni culturali, il recupero ambientale, l'archeologia industriale, e tutto quanto connesso e interconnesso ad esse.
Noi non abbiamo inteso e non intendiamo che l'attività mineraria diventi parco, né che il Parco geominerario - che è necessario, indispensabile, utile, utilissimo - sia la sostituzione dell'attività produttiva mineraria. Noi abbiamo seguito con attenzione l'evoluzione che c'è stata, in questi anni, di un passaggio di alcune forme produttive dalla mano pubblica verso la mano privata, non essendo favorevoli e avvertendo che la mano pubblica, in tutto il mondo, ha sempre garantito certe forme di attività economica, in quanto fasi di produzioni e di trasformazioni strategiche. Senza esser venuta meno quella utilità, ad un certo punto si è detto: la crisi, la difficoltà si risolve con la privatizzazione, il futuro appartiene alle privatizzazioni, il pubblico perde; bisognerà che l'economia guadagni, allora sarà un bene per tutti, un bene per le popolazioni, un bene per i territori, un bene per i lavoratori e anche per i santi in paradiso.
Dopo sette anni si verifica che non è così, dopo sette anni di gestione provvisoria, sette anni di indagini, di analisi, di prospettazioni, sette anni di verifica di tutte le condizioni di procedibilità, si arriva alla conclusione che il progetto di quell'Associazione Temporanea di Imprese (che si era costituita, peraltro candidandosi e vincendo una gara, per la gestione provvisoria di parte delle attività minerarie, fra le più consistenti, principalmente il bacino carbonifero) non sarebbe "bancabile". Cosa vuol dire bancabile? Cioè che le banche non le darebbero i soldi per realizzare quel progetto. Una bella privatizzazione quella!. Ma se le banche mi danno i soldi, lo realizzo io! Se le banche gli danno i soldi, lo realizza Pirastu!
Oltre alle banche che danno i soldi, ci sarà qualche altro che prendendo in mano la situazione metterà qualcosa. E infatti lo Stato mette la sua parte, la Regione mette la sua parte, queste imprese associate metteranno, dovrebbero mettere la loro parte. Hanno rappresentato alcuni punti critici; hanno detto in questa fase, dopo sette anni, che l'agevolazione di Stato non sarebbe più sufficiente, e va fatto un ragionamento con lo Stato, lo faccia l'Associazione di Imprese, lo faccia la Regione, il suo Governo, con lo Stato questo ragionamento. Quell'agevolazione di Stato per l'acquisto dell'energia prodotta è sufficiente per garantire i margini o dev'essere ritoccata? Si tratti con lo Stato, lo Stato non può sottrarsi in una vicenda di cui è, peraltro, in gran parte titolare. Lo Stato vuol dire Governo, vuol dire il vostro Governo, signori della maggioranza! A quel Governo con cui andate a pranzo, a cena e a passeggio, ditegli ogni tanto che, oltre al patto per Lula, si propone, io proporrei e proponiamo tutti, un patto per ogni comune della Sardegna, dove ci sono le stesse esigenze di Lula; viva Lula e viva ogni comune della Sardegna che ha identiche esigenze. Però nel frattempo dite anche a quello Stato, che ha quel Governo con cui passeggiate spesso e di questi tempi anche per luoghi ameni, che deve onorare gli impegni che ha assunto in ragione delle esigenze principali e fondamentali, produttive e di sviluppo di questa Regione.
L'ATI avrebbe detto che un'altra difficoltà è data dalla necessità di aggiornare i valori monetari degli incentivi fissati al 1997. Mi pare più che ovvio che un miliardo del 1997 non sia un miliardo di oggi e che quindi quell'aggiornamento debba esserci, di conseguenza il Governo provveda. L'ATI adduce ancora altre ragioni, non ha detto: "Io non ci sono più.", l'Associazione Temporanea di Imprese, per quanto conosciamo, ha detto: "Manifesto alcuni punti critici al potere pubblico.". Però, se questi punti critici sono difficilmente superabili e quindi va in crisi il processo di privatizzazione, non è che morta la privatizzazione è morto il mondo, è morta l'economia, è morta la Sardegna, è morta la miniera, ma chi l'ha detto? La privatizzazione è la soluzione che voi avete indicato come la soluzione migliore rispetto al comparto più direttamente connesso all'esercizio del potere pubblico.
Se la privatizzazione non regge, se la privatizzazione non funziona e se il progetto della gassificazione del carbone però è buono e c'è una sua utilità dimostrata con dati oggettivi inoppugnabili (e i dati parrebbero dimostrare che la gassificazione del carbone è tuttora nel mondo, in Europa e in Sardegna, in Italia cioè, perché il carbone dell'Italia è qui, è quello, non è che c'è carbone in Toscana o in Lombardia, il giacimento carbonifero dell'Italia è in Sardegna, nel Sulcis), e, ancora, se la bolletta elettrica italiana risulta del 35 per cento più elevata rispetto alla media europea (e dentro questo 35 per cento di maggior costo dell'energia in Italia rispetto alla media europea non c'è solo il fatto della necessaria, e meno male, buona rinuncia al nucleare, a suo tempo fatta anche con referendum popolare,ma vi è anche il fatto che non vi è sufficiente differenziazione nelle produzioni energetiche e che si insiste a produrre energia dalle fonti più costose), bisogna perseguire questa strada proprio perché la produzione di energia dal carbone, l'energia pulita da gassificazione del carbone è una delle produzioni più contenute, non da intendere più contenute nell'entità che si produce, ma più contenute nei costi; essa ha un'applicazione di personale che è in rapporto di tre a uno rispetto ad altre forme di produzione di energia, ivi comprese le fonti petrolifere e le fonti da gas naturale. Tutta questa cosa "gas naturale", "gas naturale", anche il carbone è naturale! La produzione di energia pulita da carbone è di gran lunga più conveniente della produzione di energia da petrolio e da gas naturale, con la differenza che il petrolio e il gas naturale non sono risorse proprie né della Sardegna né dell'Italia, mentre il carbone lo è.
Allora, dicevo, se il progetto è valido, se la convenienza c'è, punto primo, bisognerà tornare, appena si può, a dire, a definire e a decidere che se il progetto è buono, se la finalità è di utilità comune e generale, lo è sia per l'Italia, che soprattutto per la Sardegna e, in Sardegna, per un territorio che merita, che ha scritto parte rilevante della storia della nostra Regione, non solo storia economica, ripeto, ma anche storia sociale e culturale. Bisognerà poi tornare sul punto fondamentale, non di come si supera la questione di come si esce dalla produzione industriale, se in modo duro o in modo morbido, ma - considerando l'argomento iscritto all'ordine del giorno non solo del Consiglio regionale, ma della Sardegna - di come si entra nella produzione industriale, nelle produzioni moderne, nelle produzioni pulite, nelle produzioni che rendono, che danno forza, vigore, stabilità, durevolezza a un progetto di sviluppo, insieme a tutte le altre forme di produzione, alla produzione agricola innanzitutto e anche alle produzioni di beni immateriali e anche di servizi, ivi compreso il servizio turistico. E' una questione di progetto di sviluppo, dentro il quale non possono non essere contenute le produzioni industriali a partire da quelle che fondano sulle risorse proprie.
Quindi quel che si dice ora essere uno stralcio o una distinzione non è: "trattiamo 100 miliardi adesso per pagare i dipendenti e poi a settembre altri 100 miliardi per prorogare una gestione provvisoria", sempre provvisoria, in attesa degli ammortizzatori sociali, degli incentivi all'esodo, cioè della fuoruscita dei lavoratori dalla produzione. Noi siamo perché i minatori escano dalla produzione quando ancora possono avere un'età che consenta loro di avere una parte di vita sana, all'aria aperta. I minatori non vanno o non dovrebbero andare in pensione a 65 anni e neppure a 60, ma dopo tanti anni di sottosuolo, in tutto il mondo, vanno dopo i 50 anni, da sempre.
Però, quell'incentivo non è per chiudere l'attività: in luogo di un minatore che lavora male, deve esserci un altro minatore che lavora e lavora bene; in luogo di quegli occupati ci devono essere altri e migliori occupati. Questo è il ragionamento. Se la privatizzazione che voi avete voluto non ha funzionato, non funziona e non funzionerà, non è detto che non funzioni l'economia; non funziona quell'economia e altre forme dovranno sopperire. Le istituzioni pubbliche devono tornare a ripensare anche alle partecipazioni pubbliche, perché se c'è un'utilità generale e un'economicità di un'intrapresa, quella va salvaguardata e il privato può avere non una ma mille ragioni per non volerla salvaguardare. Voi dite: "concorrenza", concorrenza tra chi? Se c'è nel mondo chi controlla il modo di produrre l'energia e vuole produrla solo dalle materie più costose, perché controlla l'estrazione del petrolio e la vendita e l'estrazione e la distribuzione del gas naturale, chi l'ha detto che altri non possono produrre energia con fonti diverse in loro possesso? Chi l'ha detto?
Di questo noi vorremmo e vogliamo discutere, oggi, compiutamente, ma ci rendiamo conto che il tempo non lo consente, siamo sotto Ferragosto, nessuno di noi pretende di fare quel che non si può fare, ma vogliamo discuterne da qui ad alcune settimane. Non è la Giunta che ha fretta, non è Oppi che ha fretta di affrontare l'intera questione. Siamo noi, l'opposizione, siamo noi Rifondazione, per quanto ci concerne, che abbiamo fretta di discutere nel merito di questa vicenda e di altre vicende, perché è vero che le privatizzazioni risolvono i problemi, ma se non è vero voi non potete affondare l'economia e la Sardegna solo perché la privatizzazione che voi volete non risolve i problemi. Affondi la privatizzazione e affondate voi che l'avete voluta, ma non deve affondare né l'economia né le popolazioni della Sardegna, con i loro diritti oltre che con i loro bisogni!
Questo è il tema che almeno noi fin d'ora vogliamo enunciare, poi torneremo anche al carbone Sulcis con i dati che conosciamo, con quelli che voi ci darete per aiutarci a completare la nostra conoscenza, perché si abbiano produzioni moderne, produzioni pulite, produzioni vere e un progetto di sviluppo che contempli anche la realizzazione della produzione di energia pulita dall'uso corretto del carbone sardo.
Per ora, quindi, enunciato il tema, io posso dire che l'intervento è concluso, che l'ordine del giorno articolato che noi abbiamo presentato, se procede l'ipotesi che ci è stata comunicata, può essere anche quello ritirato e che su questo punto più essenziale il Consiglio può pronunciarsi oggi, ma su tutti gli altri punti di merito noi insistiamo perché alla ripresa di settembre si abbia un momento di discussione non solo serena, ma seria, articolata e conclusiva o comunque produttiva di decisioni importanti non solo per le maestranze attualmente occupate, ma per la salvaguardia e lo sviluppo di una parte della Sardegna e di parti della Sardegna, cioè le produzioni minerarie a ben vedere riguardano nell'insieme tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Come i colleghi sanno bene, la discussione generale si chiude con l'intervento della Giunta.
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'industria.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Intervengo molto brevemente, ma non sottovalutando, seppure nel poco tempo che abbiamo, di sottolineare il punto nodale da cui è scaturita l'esigenza della presentazione di questo provvedimento di legge distinto dalla manovra finanziaria.
E' a tutti noto che, nella gestione del piano di liquidazione dell'EMSA, si è arrivati di fatto ad affrontare le parti più difficili che sono quelle relative alle società tuttora sotto il controllo dell'Ente Minerario Sardo. E' in situazione di effettiva e straordinaria emergenza anche sociale che è stata pensata e definita la proposta di cui stiamo discutendo, avendo come specifico riferimento le questioni di due realtà produttive, la Carbosulcis e la Nuova Mineraria Silius, ma in modo particolare quella relativa alla Carbosulcis nei primi giorni dell'anno. Io non insisto nel raccontare in che modo questa società e lo stesso EMSA, in liquidazione, stanno affrontando questo problema.
Sulla questione della gassificazione si è detto molto da anni, da mesi e nelle ultime settimane. Il fatto di fronte a cui ci troviamo, un fatto e non un'opinione, è che il progetto integrato di gestione della miniera e dell'impianto di gassificazione non è andato in porto. L'Associazione temporanea di imprese, che si era aggiudicata questo progetto, ha dichiarato che i propri consulenti finanziari non considerano bancabile il progetto, per cui esso non è realizzabile in project financing, così come era stato ipotizzato.
Da ciò nasce tutta una serie di iniziative tese a capire quali possano essere le alternative a quel progetto, su questo si sta studiando, su questo si sta interloquendo sia col Governo nazionale, sia con i lavoratori, quindi sia con i sindacati che con le RSU. La soluzione dovrà essere evidentemente frutto di un confronto molto serio, attento, leale, un confronto che ovviamente dovrà tenere conto di due esigenze che non sempre vanno d'accordo, ma che dobbiamo cercare di tenere concilianti e cioè l'esigenza di mantenere livelli occupativi (senza mettere pertanto nessun lavoratore per strada) e contemporaneamente trovare delle alternative economicamente valide. Non è anticipabile in questo momento quale potrà essere la soluzione, ma posso dire, con assoluta serenità, che tutte le soluzioni che sono allo studio saranno esaminate col mondo del lavoro.
Da questa esigenza è nata anche la necessità della straordinarietà dello stanziamento di bilancio previsto in questo disegno di legge, quello cioè di 77 milioni di euro. Esigenza che, naturalmente, si deve confrontare anche proprio con l'evoluzione dello studio alternativo alla gassificazione;è per questo che vi è l'urgenza di chiedere al Consiglio regionale uno stanziamento così ampio il quale potrebbe essere, su istanza emersa nel dibattito di questa seduta in Consiglio regionale, anche previsto successivamente con un disegno di legge che la Giunta, attraverso l'Assessorato dell'industria, si impegna a presentare fin d'ora entro settembre. Crediamo però che ci siano oggettive esigenze di risorse finanziarie da assicurare alle controllate dell'EMSA per la gestione ordinaria, quindi per le spese di personale e di oneri di gestione relativi al funzionamento e alla stessa vigenza di queste società. E' per questo che la Giunta ritiene di poter ridurre lo stanziamento previsto in questo disegno di legge da 77 milioni di euro a 50 milioni di euro, riservandosi poi, così come ho detto poco fa, di presentare un disegno di legge ad hoc che affronti più specificamente le questioni relative alla gestione del personale, ivi compresi gli eventuali adempimenti nascenti da accordi sindacali che individuino possibilità di esodi incentivati, rientri da cassa integrazione o progetti alternativi sempre nell'ambito dell'applicazione dell'attuazione della legge 33, il tutto nell'ottica di individuare, per i territori interessati all'attività mineraria, delle soluzioni per affrontare il disagio economico e sociale.
Annuncio che sono stati già presentati due emendamenti che vanno nell'unica direzione di ridurre lo stanziamento, perciò chiedo che, nel proseguo della discussione, si tenga conto di questa svolta che potrebbe portare, io credo, anche la riconsiderazione, da parte dei colleghi che hanno presentato emendamenti, di rinviare la discussione su quelle tematiche ad un'altra data su un altro provvedimento di legge.
PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto ora in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge 301/A.
Il consigliere Ibba e l'assessore Ladu dichiarano il voto favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - LAI - MANCA - SANNA Giacomo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 64
Astenuti 4
Maggioranza 33
Favorevoli 64
(Il Consiglio approva)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
Finalità
1.L'Amministrazione regionale è autorizzata a erogare un contributo di euro 77.725.000 all'Ente Minerario Sardo in liquidazione per la copertura degli oneri derivanti dalla gestione liquidatoria dell'esercizio finanziario 2002.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati cinquanta emendamenti. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Nell'articolo 1 lo stanziamento di euro 77.725.000, destinato alla UPB S09.014 - Cap. 09047-00, è ridotto a euro 42.000.000. (1)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di un piano generale di interventi per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza dei siti minerari dimessi ricompresi nella aree n. 2 (Orani), n. 3 (Gadoni - Laconi - Seui), n. 5 (Argentiera-Nurra), n. 6 (Lula - Sos Enattos) e n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001 al fine di inserire gli stessi interventi tra i siti di interesse nazionale finanziabili con la legge 426/98.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.060 Cap. 05237-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.500.000 (2)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 1.500.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo per l'esecuzione di un piano generale di interventi per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza dei siti minerari dimessi ricompresi nella aree n. 2 (Orani), n. 3 (Gadoni - Laconi - Seui), n. 5 (Argentiera-Nurra), n. 6 (Lula - Sos Enattos) e n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001 al fine di inserire gli stessi interventi tra i siti di interesse nazionale finanziabili con la legge 426/98.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA. (3)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi che rivestono carattere di emergenza per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dimesso ubicato nell'area n. 5 (Argentiera-Nurra) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.060 Cap. 05237-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.500.000 (4)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 1.500.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo per l'esecuzione di un piano generale di interventi per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dimesso ubicato nell'area n. 5 (Argentiera-Nurra) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA. (5)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi che rivestono carattere di emergenza per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dimesso ubicato nell'area n. 6 (Lula-Sos Enattos) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.060 Cap. 05237-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.000.000 (6)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 1.000.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di interventi che rivestono carattere di emergenza per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dimesso ubicato nell'area n. 6 (Lula - Sos Enattos) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA. (7)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi che rivestono carattere di emergenza per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dimesso ubicato nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.060 Cap. 05237-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.500.000 (8)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 1.500.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di interventi che rivestono carattere di emergenza per la bonifica, il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito minerario dismesso ubicato nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e PROGEMISA. (9)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 3.000.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di interventi di assetto idrogeologico e di ricostituzione del manto vegetale e del patrimonio boschivo finalizzati ad arrestare i gravi fenomeni di desertificazione creati dalle attività antropiche nelle aree minerarie dismesse ricompresse nei territori di delimitazione del Parco Geominerario Storico e Ambientale di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi dell'Ente Foreste Sardegna assegnando in concessione al medesimo Ente, tramite i Comuni interessati, i terreni ex minerari di proprietà delle sue società controllate.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.058 Cap. 05232-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 3.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 3.000.000 (10)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 3.000.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di interventi di assetto idrogeologico e di ricostituzione del manto vegetale e del patrimonio boschivo finalizzati ad arrestare i gravi fenomeni di desertificazione creati dalle attività antropiche nelle aree minerarie dismesse ricompresse nei territori di delimitazione del Parco Geominerario Storico e Ambientale di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi dell'Ente Foreste Sardegna assegnando in concessione al medesimo Ente, tramite i Comuni interessati, i terreni ex minerari di proprietà delle sue società controllate. (11)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi di recupero ambientale e di messa in sicurezza delle cave dismesse di calcare ubicate nel Comune di Sant'Antioco all'interno dell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali PALMAS CAVE e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.060 Cap. 05237-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.500.000 (12)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 1.500.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di interventi di recupero ambientale e di messa in sicurezza delle cave dismesse di calcare ubicate nel Comune di Sant'Antioco all'interno dell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali PALMAS CAVE e PROGEMISA. (13)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Il pacchetto azionario della società Palmas Cave S.p.A., controllata dalla SIGMA INVEST S.p.A., è trasferito a prezzo simbolico, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla società IGEA S.p.A. che dovrà provvedere nei tempi tecnici strettamente necessari alla sua incorporazione per fusione. (14)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Il pacchetto azionario della società RIMISA S.p.A., controllata dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione, è trasferito a prezzo simbolico, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, alla società IGEA S.p.A. che dovrà provvedere nei tempi tecnici strettamente necessari alla sua incorporazione per fusione. (15)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. La quota di partecipazione detenuta dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione nel Consorzio FORGEA INTERNATIONAL è trasferita, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, al Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna di cui al decreto ministeriale del 16 ottobre 2001. (16)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 7.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e superficiali della miniera carbonifera dimessa di Seruci ubicata in Comune di Gonnesa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali CARBOSULCIS e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11221-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 7.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 7.500.000 (17)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 7.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e superficiali della miniera carbonifera dismessa di Seruci ubicata in Comune di Gonnesa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi delle società regionali CARBOSULCIS e PROGEMISA. (18)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il completamento della musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e superficiali della miniera dismessa di Sos Enattos in Comune di Lula nell'area n. 6 (Lula - Sos Enattos) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali RIMISA-IGEA e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11221-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 500.000 (19)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il completamento della musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e superficiali della miniera dismessa di Sos Enattos in Comune di Lula nell'area n. 6 (Lula - Sos Enattos) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali RIMISA-IGEA e PROGEMISA. (20)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa dell'Argentiera in Comune di Sassari nell'area n. 5 (Argentiera - Nurra) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA, CARBOSULCIS e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11221-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.000.000 (21)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa dell'Argentiera in Comune di Sassari nell'area n. 5 (Argentiera - Nurra) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA, CARBOSULCIS e PROGEMISA. (22)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa di Corti Rosas in Comune di Ballao nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali CARBOSULCIS e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11221-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.000.000 (23)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa di Corti Rosas in Comune di Ballao nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali CARBOSULCIS e PROGEMISA. (24)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa di Sa Nadadorgia in Comune di Perdasdefogu nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA, CARBOSULCIS e PROGEMISA.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11221-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 500.000 (25)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per la musealizzazione a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture sotterranee e di superficie della miniera dismessa di Sa Nadadorgia in Comune di Perdasdefogu nell'area n. 7 (Sarrabus - Gerrei) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA, CARBOSULCIS e PROGEMISA. (26)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 2.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione della città preistorica di Seruci in Comune di Gonnesa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi della società regionale CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 2.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 2.500.000 (27)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 2.500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione della città preistorica di Seruci in Comune di Gonnesa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi della società regionale CARBOSULCIS. (28)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione del Nuraghe Nurdòle in Comune di Orani nell'area n. 2 (Orani) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 1.000.000 (29)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 1.000.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione del Nuraghe Nurdòle in Comune di Orani nell'area n. 2 (Orani) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS. (30)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione della Grotta Sepolcrale ubicata in Località Corongiu - Tanì nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 500.000 (31)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione della Grotta Sepolcrale ubicata in Località Corongiu - Tanì nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS. (32)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione del Tempio di Mazzanni in Comune di Iglesias nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 500.000 (33)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione del Tempio di Mazzanni in Comune di Iglesias nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS. (34)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione dei Pozzi Sacri di Mazzanni in Comune di Vallermosa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 500.000 (35)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 500.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione dei Pozzi Sacri di Mazzanni in Comune di Vallermosa nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS. (36)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 700.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione delle Domus de janas di S. Benedetto in Comune di Iglesias nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.050 Cap. 11222-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 700.000 (37)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 700.000 in favore del Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna per l'esecuzione di interventi per il recupero, la protezione e la valorizzazione delle Domus de janas di S. Benedetto in Comune di Iglesias nell'area n. 8 (Sulcis - Iglesiente - Guspinese) del Parco Geominerario di cui al decreto ministeriale 16 ottobre 2001.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma precedente il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna dovrà avvalersi delle società regionali IGEA e CARBOSULCIS. (38)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Al fine di favorire la realizzazione di opere infrastrutturali di cui all'art. 3 della L.R. 33/98 è autorizzata per l'anno 2002 la spesa 3.000.000 di euro.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.034 Cap. 09119-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 3.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 3.000.000 (39)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 3.000.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione alla realizzazione delle opere infrastrutturali di cui all'art. 3 della L.R. 33/98. (40)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. E' autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 6.000.000 per l'esecuzione di un piano generale di studi e ricerche finalizzato ad accertare le caratteristiche quali-quantitative delle falde sotterranee presenti nei bacini idrogeologici della Sardegna ed utilizzabili ad integrazione dei fabbisogni idrici regionali.
2. Lo studio dovrà prevedere la realizzazione di un sistema informativo territoriale delle acque sotterranee della Sardegna comprensivo del catasto dei pozzi esistenti e di una rete di monitoraggio delle acque di falda.
3. Per l'esecuzione degli studi e delle ricerche di cui al precedente comma l'Amministrazione regionale dovrà avvalersi della società regionale PROGEMISA che dovrà operare con la supervisione di un Comitato Scientifico composto dai massimi esperti a livello internazionale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.058 Cap. 08204-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 6.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 6.000.000 (41)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dello stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a euro 6.000.000 è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per l'esecuzione di un piano generale di studi e ricerche finalizzato ad accertare le caratteristiche quali-quantitative delle falde sotterranee presenti nei bacini idrogeologici della Sardegna ed utilizzabili ad integrazione dei fabbisogni idrici regionali.
2. Lo studio dovrà prevedere la realizzazione di un sistema informativo territoriale delle acque sotterranee della Sardegna comprensivo del catasto dei pozzi esistenti e di una rete di monitoraggio delle acque di falda.
3. Per l'esecuzione degli studi e delle ricerche di cui al precedente comma 1 l'Ente Minerario Sardo in liquidazione dovrà avvalersi della società regionale PROGEMISA che dovrà operare con la supervisione di un Comitato Scientifico composto dai massimi esperti a livello internazionale. (42)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Al fine di favorire e promuovere, attraverso l'insediamento di nuove attività produttive, la riconversione economica e sociale del territorio del Gerrei colpito dal progressivo esaurimento dell'attività estrattiva della miniera di Silius, è autorizzata per l'anno 2002 la spesa di 525.000 euro per la predisposizione di un piano di sviluppo locale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.012 Cap. 09040-00 (N.I.)
Anno 2002 euro 525.000
In diminuzione
UPB S03.006 TAB. A, punto 2) FNOL
Anno 2002 euro 525.000 (43)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Dallo stanziamento disposto al precedente art. 1 un importo pari a 525.000 euro è destinato dall'Ente Minerario Sardo in liquidazione per la predisposizione di un piano di sviluppo locale finalizzato a favorire e promuovere, attraverso l'insediamento di nuove attività produttive, la riconversione economica e sociale del territorio del Gerrei colpito dal progressivo esaurimento dell'attività estrattiva della miniera di Silius. (44)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge gli immobili di proprietà dell'EMSA e delle società controllate, ivi compresi quelli di proprietà della Palmas Cave S.p.A., sono ceduti a titolo gratuito ai comuni in cui sono situati. (45)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. L'Amministrazione regionale, al fine di favorire l'utilizzo a fini scientifici, formativi, culturali e turistici delle strutture minerarie dismesse sotterranee e di superficie, intese quali giacimenti culturali da recuperare, conservare e valorizzare, può affidare in concessione ai soggetti pubblici e privati e alle organizzazioni ONLUS che ne facciano richiesta le medesime strutture, ivi comprese le aree e gli immobili pertinenziali necessari allo svolgimento delle attività operative.
2. I soggetti pubblici e privati e le ONLUS di cui al comma precedente dovranno essere in possesso delle necessarie capacità tecniche e finanziarie per il recupero, la conservazione e la gestione delle medesime strutture minerarie dismesse per le quali è richiesta la concessione.
3. Alle concessioni di cui al comma 1 si applicano gli stessi canoni in vigore per le concessioni minerarie.
4. Le strutture minerarie dismesse di cui al precedente comma 2 potranno essere assegnate in concessione ai soggetti richiedenti anche all'interno delle concessioni minerarie vigenti nelle quali è stata sospesa l'attività estrattiva di competenza.
5. Nella gestione delle strutture minerarie dismesse di cui al precedente comma 1 si applicano le norme di sicurezza vigenti in materia di polizia mineraria. (46)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Sono assegnate in concessione al Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna di cui al decreto ministeriale del 16 ottobre 2001 le strutture minerarie sotterranee e superficiali per le quali si è provveduto o si sta provvedendo al loro recupero a fini scientifici, formativi, culturali e turistici con l'impiego di risorse finanziarie pubbliche di provenienza regionale, statale e comunitaria. (47)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Sono trasferiti al Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna di cui al decreto ministeriale del 16 ottobre 2001 gli archivi storici minerari in possesso delle società pubbliche regionali e del Distretto Minerario di Iglesias.
2. Il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna di cui al precedente comma dovrà provvedere al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione degli stessi archivi storici minerari nel rispetto dei propri compiti istituzionali. (48)
Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:
1. Per la gestione delle attività relative al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione delle strutture minerarie e degli archivi storici minerari di cui agli articoli precedenti, il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, di cui al decreto ministeriale del 16 ottobre 2001, dovrà avvalersi delle prestazioni delle società regionali IGEA e PROGEMISA sulla base di specifiche convenzioni.
2. In sede di prima costituzione della propria pianta organica, il Consorzio di Gestione del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è tenuto a dare la precedenza, a parità di titolo, di esperienza e di qualificazione professionale, al personale dipendente dalle società pubbliche regionali IGEA e PROGEMISA. (49)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 1
Sostituire la somma di 77.725.000 Euro con 50.000.000 Euro. (51)
PRESIDENTE. Mi pare di capire, dalle cose che ha detto l'Assessore, che c'è la possibilità che gli emendamenti dal numero 1 al numero 49, stiamo parlando degli emendamenti presentati all'articolo 1, possano essere ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, sono stati enunciati altri due emendamenti che ancora io non conosco; chiedo che lei li faccia conoscere all'Aula ed anche a me.
PRESIDENTE. Mi pare giusto. Onorevole Pinna, sono stati presentati due emendamenti: il "51" e il "52". Io concedo qualche minuto perché lei li possa vedere. Li diamo per letti perché sono semplicissimi.
Colleghi, un minuto di pazienza. Non è un privilegio concesso all'onorevole Pinna, solo che essendo lui il primo dei firmatari degli emendamenti di cui abbiamo dato lettura poco fa, solo lui o uno degli altri firmatari possono ritirarli.
Se aspetta un momento, onorevole Cogodi, le do subito la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, gli emendamenti numero 51 e 52 sono sostitutivi parziali mi pare, quindi vengono votati prima dell'articolo? Sì? Allora io, con l'approvazione di questi due emendamenti, dichiaro che, siccome vengono votati dopo, ritirerò gli altri cinquanta emendamenti.
PRESIDENTE. Questo non è possibile, onorevole Pinna, perché gli emendamenti presentati dall' "1" al "49" sono di natura diversa, alcuni io li dovrei far votare prima, ed anche prima del "51", altri dopo; per cui, se c'è un accordo politico, si intende che l'emendamento numero 51, che lei adesso sta valutando, avendolo in mano, è un emendamento di sintesi concordata di tutti gli emendamenti dall'"1" al "49". Quindi lei mi deve dire, prima che io continui, se li ritira.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, non è esattamente così, perché sono in prevalenza aggiuntivi e quindi si dovrebbero votare dopo; in ogni caso, se questo è l'accordo che è stato raggiunto dopo le interlocuzioni che ci sono state, comprensivo anche della volontà comune dei Gruppi presenti nel Consiglio di votare alla fine l'ordine del giorno che è circolato tra i Gruppi, io dichiaro di ritirare gli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Allora gli emendamenti dal numero 1 al numero 49 sono ritirati; rimane l'emendamento numero 51 che è di sintesi di tutti questi emendamenti.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CAPPAI, Segretario:
Art. 2
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 77.725.000 per l'anno 2002 e fanno carico alla UPB S09.013.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006 -
FNOL - parte corrente
2002 euro 77.725.000
2003 ------
2004 ------
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella A allegata alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 7
In aumento
UPB S09.013 -
Finanziamenti agli enti strumentali - spese correnti
2002 euro 77.725.000
2003 ------
2004 ------
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo
Art. 2
L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
"Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 77.725.000 per l'anno 2002 e trovano copertura nel FNOL (UPB S03.006) di cui al punto 2) della Tabella A della L.R. 22 aprile 2002, n. 7". (50)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Sostituire nei commi 1 e 2 la somma di 77.725.000 Euro con 50.000.000 Euro. (52)
PRESIDENTE. Gli emendamenti si danno per illustrati. Se non ho compreso male, sulla base dell'accordo, anche il "50" dovrebbe essere ritirato e si dovrebbe votare l'emendamento numero 52. Mi rivolgo ai presentatori dell'emendamento numero 50.
PINNA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 50 è ritirato.
PRESIDENTE. Quindi rimane l'emendamento numero 52. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Sono stati presentati due ordini del giorno. Uno è già a conoscenza dei colleghi perché è stato distribuito, l'altro mi dicono che è in via di preparazione. Devo chiedere ai colleghi di aver pazienza per qualche minuto.
Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1.
CAPPAI, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO COGODI - ORTU - VASSALLO - PINNA sulla conferma ed il rilancio del progetto strategico di gassificazione del carbone Sulcis.
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA,
PREMESSO CHE:
a) la bolletta elettrica italiana risulta del 35% più elevata rispetto alla media europea;
b) secondo l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas naturale, i costi variabili per la produzione di energia elettrica attualmente risultano: 40 Lit/Kwh da carbone, 110 Lit/Kwh da petrolio, 120 Lit/Kwh da gas naturali;
c) nel mondo il 39% dell'energia elettrica è prodotta da carbone, in Europa il 27%, in Italia solamente il 9%;
d) il rapporto occupazionale di un impianto per la produzione di energia mediante gassificazione del carbone rispetto ad una centrale a ciclo combinato a gas naturale è di 3 a 1;
e) le nuove tecnologie, se correttamente e rigorosamente applicate, consentono, come assolutamente necessario, il rispetto dei parametri di sicurezza ambientale (protocollo di Kioto);
f) l'Europa dei 15 possiede ancora il 12% delle riserve provate di carbone nel mondo e produce circa 100 milioni di tonnellate all'anno;
g) l'Italia ha scarsissime risorse energetiche, mentre l'unico giacimento carbonifero, peraltro di notevole entità (circa 600 milioni di tonnellate di mercantile) è quello del Sulcis;
h) la miniera di Monte Sinni potrebbe produrre 1 milione di Tonnellate/anno (comunque 1/100 delle produzioni in Europa) al costo di 70 mila Lit/Tonn. A fronte delle 90 mila Lit/Tonn. Del carbone di importazione;
i) per tenere aperta questa prospettiva di convenienza economica, produttiva e sociale sono stati effettuati nel tempo ingenti investimenti;
j) risulta quindi ancora possibile utilizzare in maniera pulita ed economicamente valida il carbone Sulcis per cui le difficoltà esposte da A.T.I. Sulcis nel proseguire il progetto della concessione integrata per la gestione della miniera del Sulcis e per la produzione di energia elettrica mediante gassificazione non possono inibire l'interesse e l'iniziativa regionale perché sia comunque realizzata la finalità strategica della produzione di energia pulita a minor costo dalle altre fonti principali e con l'utilizzo di una risorsa locale;
impegna la Giunta regionale
1) ad assumere tutte le iniziative utili perché sia garantito il progetto strategico di gassificazione del carbone Sulcis;
2) a verificare in tempi rapidi la perseguibilità del progetto con la A.T.I. Sulcis ed a provvedere, in difetto, alla ricerca di altre soluzioni imprenditoriali, non necessariamente ed esclusivamente private, per lo sbocco del progetto, la salvaguardia delle produzioni e lo sviluppo integrato ed ordinato del territorio;
3) a rivendicare dal Governo nazionale il sostegno del progetto gassificazione come parte integrante della strategia complessiva di produzione di energia e del riequilibrio nello sviluppo del Paese.(1)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 2.
CAPPAI, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - SPISSU - FADDA - BALIA - CAPELLI - VARGIU - COGODI - PINNA sulla liquidazione dell'EMSA.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione sul disegno di legge n. 301 sul contributo alla gestione liquidatoria dell'EMSA per l'esercizio 2002;
CONSIDERATA l'esigenza di assicurare alla società controllata dell'EMSA in liquidazione le risorse finanziarie necessarie al mantenimento dell'attività produttiva e dell'occupazione:
RILEVATO CHE:
- lo stanziamento di 50.000.000 di euro possa essere necessario e sufficiente per far fronte alle spese di gestione (personale e occorrenze indispensabili per il funzionamento);
- permane comunque l'urgenza di affrontare la situazione di emergenza, legata al perseguimento delle finalità della legge regionale n. 33,
impegna la Giunta regionale
a presentare entro la prima decade di settembre 2002 un disegno di legge finalizzato a fronteggiare le problematiche relative alla chiusura del piano di liquidazione dell'EMSA e alle soluzioni più adeguate a favorire la ripresa economica e sociale dei territori interessati alle produzioni minerarie. Tale disegno di legge verrà inserito nei primi punti della programmazione dei lavori post feriali. (2)
PRESIDENTE. Solo l'ordine del giorno numero 1, che è stato presentato per tempo, può essere illustrato. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A parte appunto che, essendo stato presentato per tempo, può essere anche illustrato, a parte che il Segretario lo ringraziamo noi se non legge l'ordine del giorno che dovrebbe leggere e nessun altro, ciò detto, in linea e in armonia con quanto nel Consiglio si manifesta, cioè di procedere oggi all'approvazione e allo stralcio dell'emergenza primaria, che è quella di garantire l'attività produttiva mineraria e la retribuzione dei dipendenti, e di rimandare a settembre il merito delle altre questioni, così come il collega Pinna e gli altri firmatari dei numerosi emendamenti ritengono opportunamente di fare, ugualmente noi opportunamente rinunciamo, quindi ritiriamo l'ordine del giorno che abbiamo presentato perché riteniamo che possa essere oggetto di considerazione nella fase successiva nella quale tratteremo nel merito l'intera materia.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 1 è stato ritirato.
Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 2, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo ora alla votazione finale della legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 301/A.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 63
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 63
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Andiamo avanti nell'ordine del giorno, il punto successivo reca la discussione del disegno di legge 336/A. Colleghi, io vi devo far presente che il provvedimento che stiamo per discutere si compone di una quarantina di articoli, mi pare che siano esattamente trentasei articoli, dico questo perché ci regoliamo. Devo aggiungere anche che, se stasera finissimo questo, che è l'ultimo provvedimento in discussione...
(Interruzioni)
Nella buona sostanza, se stasera si conclude almeno la parte che riguarda i provvedimenti, domani mattina possiamo discutere la mozione, a meno che non venga ritirata e in quel caso ne riparliamo dopo.
Allora l'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 336/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.
TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, brevissime osservazioni. Io mi rifaccio alla relazione scritta, ma sarebbe meglio che l'Aula ascolti il relatore che vorrebbe puntualizzare due aspetti precisi importantissimi.
Primo, in Commissione abbiamo raggiunto l'unanimità; secondo, c'è urgenza di approvare questo provvedimento perché una sentenza del Tribunale Regionale Amministrativo, su ricorso di una associazione, ha annullato il Regolamento che riguardava la qualificazione delle imprese sarde, che evitava l'iscrizione alla SOA nazionale (Società di certificazione nazionale) comportante un esborso in media di trenta milioni cada impresa. Cosa succede? Che tutti gli appalti fin qui effettuati corrono molti pericoli, cioè le nostre imprese corrono il rischio di non avere qualificazione; anche nei paesetti stanno aspettando l'approvazione di questo regolamento, che viene recepito in questo disegno di legge e quindi, come tale, è stato riapprovato integralmente articolo per articolo, in Commissione, con l'impiego di una sola mattinata.
Ringrazio i colleghi per l'attenzione e invito tutti a votare all'unanimità.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io mi rendo conto dell'orario e degli impegni che ancora attendono quest'Aula, però fare leggi in queste condizioni credo che venga male a tutti noi. Quando il Consiglio approvò questo Regolamento ci fu un ampio dibattito, lo testimoniano gli atti, ma in quella circostanza ebbi modo di rimarcare intanto che quel sistema di qualificazione di imprese, lo stesso che oggi è al nostro esame, era penalizzante per il semplice motivo che con esso, è vero, si mettevano le imprese sarde in condizioni di risparmiare rispetto al costo che le SOA richiedevano e richiedono, ma è altrettanto vero che noi, in tal modo, stavamo limitando la possibilità, alle stesse imprese sarde di poter concorrere al di fuori dell'Isola, con i criteri e le leggi nazionali e dell'Unione europea. Cioè questo sistema è vero che fa risparmiare, ma è altrettanto vero che riporta indietro l'imprenditoria locale negandole la possibilità di crescere.
L'impegno vero e reale credo che debba essere quello di cercare strumenti più idonei per far sì che, per quanto riguarda i costi che le SOA richiedono, le imprese sarde possano avere un modo, se vogliamo, più agevolato, di qualificarsi. Lo dimostra quello che vado dicendo, anzi, quello che ebbi modo di dire in quella precedente circostanza. La sentenza del TAR al riguardo richiama proprio il sistema adottato dal Consiglio regionale, il quale testualmente dice che è necessario istituire un sistema unico di qualificazione delle imprese, un libero mercato;, a parer mio, senza farne carico né all'Assessore competente né tanto meno alla stessa Giunta, ma attraverso uno sforzo comune, si deve trovare una soluzione che possa consentire una qualificazione idonea delle imprese, in egual misura a quelle nazionali, per arrivare non ad un isolamento o a quello che sta già avvenendo continuamente sull'isola, ossia il fatto che le nostre imprese stanno assumendo il ruolo di subappaltatrici. La legge che stiamo andando ad approvare potrebbe trovare un impedimento, che non è la Corte Costituzionale, come qualcuno va dicendo, che potrebbe far giungere ad annullare anche questa volontà dell'Aula, uguale e identica alla precedente. Quello che vado dicendo, invece, non è compreso neanche nella sentenza del TAR.
Voi sapete meglio di me che questa legge, una volta approvata, dovrà subire il vaglio dell'Unione europea; con questo sistema noi stiamo avvantaggiando le imprese già iscritte a suo tempo nell'albo regionale, che trovano così la possibilità di un vantaggio non esistente a livello nazionale, cerco di essere più preciso, le nostre imprese avranno in questo modo la possibilità di iscrizione ben più alta, e quindi potranno concorrere a gare di certi livelli rispetto alle imprese nazionali non iscritte all'albo regionale che, nella qualificazione attraverso le SOA, si ritrovano con un'iscrizione più restrittiva, più penalizzante rispetto alla nostra.
Questo non mette sullo stesso piano le imprese qualificate con la legge che stiamo andando ad approvare rispetto alle imprese che vengono qualificate a livello nazionale attraverso il passaggio delle SOA. Questa diversità, questa maggior possibilità di iscrizione delle imprese sarde rispetto a quelle nazionali, che sono sullo stesso piano, credo che non possa non attirare l'attenzione dell'Unione europea, cioè stiamo rischiando per l'ennesima volta, attraverso l'intervento dell'Unione europea, di farci cassare la legge. Motivo diverso dal TAR, una sentenza che ci ppenalizza, ma per adesso non ho sentito l'annuncio di alcun ricorso al Consiglio di Stato da parte dell'Esecutivo regionale. Ci ritroveremo magari fra un mese.
(Interruzione del consigliere Fadda)
Collega Fadda, io non ho fretta e non intendo approvare leggi a scatola chiusa che sia questa o qualunque altra. Me ne dolgo, mi dispiace, non sono solito perdere tempo ma neanche sono disponibile ad approvare leggi senza poter dire il mio pensiero in assoluta serenità e trasparenza. Mi prendo il tempo consentitomi dal Regolamento, continuerò a parlare sin quando riterrò opportuno spiegare il mio pensiero. Dopodiché il Consiglio sarà libero di agire come ha fatto quando si è approvato il Regolamento, testualmente bocciato dal TAR. Vogliamo approvare la legge così com'è? Pensiamo che l'Unione Europea non riesca a fare questa distinzione? Vogliamo accelerare nel recuperare tempo? Il tempo che stiamo recuperando ora è rappresentato da minuti, invece saranno mesi nel momento in cui l'Unione europea arriverà a cassare questa legge, perché noi stiamo classificando le imprese in modo diverso rispetto al quadro della realtà nazionale. Se l'entità "Unione europea" vale per il resto dell'Italia, non vedo perché non debba valere per la Sardegna, a meno che non ci sia la testimonianza da parte di tutto il Consiglio regionale che quest'ultima è una nazione, ha la capacità di autodeterminarsi, di decidere in piena libertà, se così è, chiedo scusa, mi sono distratto, non mi ero reso conto che un sogno, perlomeno il sogno mio e di tanti altri, si era concretizzato.
Credo che sia necessario ragionare un attimo su questa osservazione. Io sono convinto che altri colleghi la condividono, come l'hanno condivisa in Commissione, che è necessario ragionarci almeno qualche minuto per verificare attentamente, prima di incorrere in un'altra bocciatura, se invece di aiutare le imprese le stiamo per l'ennesima volta penalizzando, non concedendo loro neanche due giorni di respiro che magari potrebbero consentire di portare a compimento le gare che sono in itinere.
Voglio richiamare l'attenzione su questa materia, perché ancora una volta credo che la si stia affrontando con grande superficialità, come credo che con altrettanta grande superficialità si stiano superando le osservazioni della sentenza del TAR, e si stia pensando ancora una volta che l'Unione europea è molto distratta e che quindi questo sotterfugio, questo sistema di qualificazione possa esistere in Sardegna rispetto ad un contesto nazionale che ne ha uno totalmente diverso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo per dire che il Consiglio approverà, e forse farà anche bene ad approvare questa legge, operando un tentativo di recupero di una situazione che, è doveroso dire, appare estremamente compromessa. Non sarebbe opportuno e neppure giusto, nei confronti degli imprenditori interessati e dell'intera comunità sarda, ritenere, lo diceva già poc'anzi il collega Giacomo Sanna, che questa legge sia un semplice passaggio formale, una sorta di ombrello che si apre a protezione di un regolamento che, in via amministrativa (essendo il regolamento un atto amministrativo) e giudiziale è stato dichiarato nullo, illegittimo. Il ragionamento seguito dai presentatori di questo disegno legge, la Giunta regionale, ma mi pare anche dalla Commissione consiliare che l'ha esaminato, parrebbe essere il seguente: siccome il TAR ha annullato il regolamento regionale in materia di qualificazione delle imprese e quindi in buona sostanza l'articolazione, l'istituzione, l'esistenza dell'albo regionale, noi, Consiglio regionale, l'approviamo con legge, così quel regolamento, avendo valore di legge, mette al riparo dai rischi. Quindi stiano tranquilli gli operatori, le cose riprenderanno il loro corso ordinato, gli appalti potranno essere affidati, le opere pubbliche sbloccate e tutto è sanato.
Non è così! Io dico che purtroppo non è così, e non può non essere rappresentata, io non dico denunciata, insomma, rappresentata, la superficialità della Giunta regionale che crede che questa materia, importante, rilevante, per molti versi devastante per l'economia sarda e per le relazioni economiche, possa essere così semplicemente liquidata. Non è vero. La Giunta regionale, e chi per essa deve seguire queste cose, ancora una volta dimostra una superficialità disarmante. Perché? Perché il TAR non ha annullato il regolamento regionale perché viziato, ma l'ha annullato assumendo che esso deriva da una legge regionale, sorgente rispetto al regolamento, che questo Consiglio regionale non ha più titolo a fare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
(Segue COGODI.) E se fosse vero l'assunto che il Consiglio regionale non ha più titolo a fare quella legge che ha originato quel regolamento, non avrebbe titolo neppure a fare questa nuova legge. Perché accade tutto questo? Accade tutto questo perché il TAR ha annullato quel regolamento ritenendo superato l'articolo 3 dello Statuto di autonomia che è norma costituzionale, ritenendo superata così una competenza riconosciuta alla Regione (e mai contestata perché era contenuta nel suo Statuto) in forza di un'altra modifica di rango costituzionale. Una norma di Statuto non può essere inficiata da nessuna legge ordinaria ma da un'altra legge costituzionale sì; infatti il riordino o la riforma, come voi l'avete chiamata, chi più chi meno, conquista o successo, del Titolo V della Costituzione avrebbe assorbito e richiamato in capo allo Stato il potere esclusivo in materia di concorrenza, quindi avrebbe implicitamente abrogato o reso inefficace, comunque, la competenza legislativa regionale derivante dall'articolo 3 dello Statuto.
Allora, perché non sembri che in questo Consiglio c'è chi le cose non le capisce, ho anche detto in apertura che forse è opportuno fare questa norma, però non senza aver detto due cose: una, che la Giunta regionale dimostra ancora una volta una superficialità che non solo è disarmante, ma anche preoccupante, perché trattandosi di una questione di competenza a legiferare, non basta approvare formalmente una legge, ma va appurata la competenza. Il TAR rappresenta un contrasto di norme costituzionali, ritenendo prevalente la norma modificativa dell'articolo 117 della Costituzione; non dimenticate però che quella norma, che il Parlamento ha approvato con procedura di revisione costituzionale, è stata sottoposta a referendum confermativo, inoltre non dimenticate che non tutti sono stati d'accordo su quella modifica costituzionale, per esempio noi, Rifondazione Comunista, abbiamo votato contro anche per il referendum. Perché non volevamo il decentramento? Perché siamo centralisti? No, perché dicevamo che si sarebbe verificato esattamente quello che si sta verificando, e allora che qualcuno una volta tanto riconosca non dico tutto, ma almeno poco poco di un errore, un briciolo.
Si è detto da più parti che quel riordino del Titolo V della Costituzione poteva essere spacciato addirittura per inizio di federalismo, di federalismo vero, di decentramento reale di poteri alle autonomie. Non è vero niente! Non era vero! Non è vero! Si vedono i risultati perversi. Una norma giusta non dà risultati perversi, un albero sano non può dare frutti avvelenati. La verità è che, parlando di federalismo, quel riordino del Titolo V accentra i poteri in capo allo Stato, toglie autonomia, decentra e smista solo poteri anche ai privati, attraverso la cosiddetta sussidiarietà orizzontale, cioè chiamando i privati a sostituire il pubblico anche nei servizi essenziali alla persona. Ma, in tema di competenze e di poteri reali, andate a leggere il lungo elenco di pagine nelle quali sono contenute le competenze esclusive ed onnicomprensive che lo Stato riserva a sé per poi dire: " Tu puoi fare tutto il resto."; tutto il resto è pressoché niente, perché quando lo Stato dice di tenere per sé in via esclusiva competenze quali l'economia, il commercio estero, la giustizia, le relazioni economiche, il commercio e la concorrenza, direttamente o indirettamente tutto si può riferire a quei poteri generali e pervasivi, per cui ecco che derivano queste conseguenze.
Il decentramento è un'altra cosa; il decentramento è sapere che cosa esattamente può fare un potere e che cosa esattamente può fare un altro potere. E il federalismo, se volete, è una cosa ancora più seria, è come, pattiziamente, cioè insieme, concorrendo, poteri diversi possono raggiungere finalità comuni. Non è "prima faccio io e poi se ne rimane fai tu". Quello è un rapporto di subordinazione, anzi, "prima faccio io, poi, se ne rimane, fai tu", è un rapporto servile. Però, siccome noi, pochi, esplicitamente a suo tempo, abbiamo manifestato questa posizione politica, visti, dai nostri amici e compagni anche del campo democratico, come quelli così esigenti da negare l'evidenza dei fatti, eh no!, amici e compagni, noi abbiamo l'abitudine di andare a vedere dentro le cose, l'abitudine mentale di non fermarci all'apparenza delle cose. Dire decentramento, dire federalismo, dire autonomia, non è di per sé risolutivo dei problemi, bisogna vedere le norme dentro, per verificare che cosa dicono. Poi, qui è invalsa anche l'altra abitudine - non del tutto sana - di ritenere che il riordino del Titolo V ormai abbia risolto tutti i problemi dell'autonomia e delle autonomie e che, in base ad esso, le Regioni non soggette al controllo governativo possono legiferare; così si sta affermando un criterio in base al quale a cuor leggero si approvano le leggi.
Badate, le leggi, anche quelle sbagliate, certo, mettono al riparo chi le fa da una diretta responsabilità personale - perché i legislatori sono muniti di una guarentigia, meno male! - però non mettono al riparo dalle responsabilità politiche. E quando con una legge sbagliata si crea un danno, la responsabilità politica e morale, finché ancora la morale e l'etica hanno un poco di senso, non è che non vale. Quando avete approvato a febbraio un articolo di legge per aprire la caccia a febbraio, cioè per andare a caccia gli stessi giorni in cui si approvava la legge, convocando i comitati tecnici - che dovevano essere convocati dopo che c'era la legge - addirittura prima che ci fosse la legge, il risultato è stato che alcuni cacciatori avranno preso quattro uccellini; ma che senso aveva quando non era vero che la riforma del Titolo V dava potere pieno e supremo alla Regione in materia venatoria? Tant'è vero che poi il Governo ve l'ha rinviata alla Corte costituzionale. Quei quattro uccellini sono finiti nei pallini dei cacciatori! Questi "settantasette uccellini", perché noi questo l'avevamo detto da soli, che sono qua dentro, è come se non avessero fatto niente. Invece no, avete fatto una legge sbagliata.
Quando avete approvato una legge in materia di controllo degli enti locali, invece di rilevare che il controllo andava inteso come migliore e più ampia garanzia degli enti locali e dei cittadini, avete trasformato il controllo di terzietà del comitato eletto dal Consiglio, quindi non dipendente dalla Giunta, in controllo burocratico di coloro che dipendono dalla Giunta; voi non avete migliorato il controllo, l'avete peggiorato, non c'entrava nulla il Titolo V, però avete detto: "Lo facciamo in base al Titolo V, alla novella costituzionale." E il Governo ve l'ha rinviato alla Corte Costituzionale. Avete messo ancora in difficoltà gli enti locali, le autonomie, soprattutto avete sguarnito i diritti del cittadino, avete riportato il controllo di legittimità in questa Regione al controllo discrezionale e, in ipotesi, anche vessatorio delle burocrazie e delle burocrazie politiche in nome dell'autonomia e del Titolo V della Costituzione.
Bisogna essere poco poco più attenti. Io dico queste cose perché non sembri che, chi parla in quest'Aula, non è che si diverte a dire qualcosa che abbia riscontro di verità; noi, qualche volta ci prepariamo, leggiamo, ci informiamo, non improvvisiamo, badate, e non è un divertimento, è una fatica. E se poi quello che accade ci dà pure ragione, qualcuno abbia la bontà qualche volta di interloquire, e qualcuno abbia la bontà, in questo Consiglio regionale, a partire da chi deve garantire, non solo le forme ma la sostanza, la produttività, l'efficacia del lavoro di questo Consiglio, di organizzare i servizi del Consiglio in modo adeguato, anche nelle professionalità, per quantità e qualità, perché la produzione legislativa sia assistita sul piano tecnico in modo adeguato, perché non si improvvisino pareri del tipo "tutto si può fare e il contrario di tutto si può fare", ai quali assistiamo spesso. Proprio perché c'è una maggiore responsabilità del legislatore ci dev'essere una migliore capacità anche tecnica di cui si deve dotare la Giunta, ma anche il Consiglio. Non è che presiedere il Consiglio, dirigere il Consiglio, governare l'Assemblea significa estendere il cerimoniale. Per il cerimoniale si assuma un cerimoniere. Il governo del Consiglio è una cosa seria, e proprio perché c'è anche una maggiore responsabilità e un più ampio campo di esplicazione dell'attività legislativa, per questo serve organizzare i servizi interni del Consiglio nelle Commissioni e per le Commissioni, per l'Aula ma anche per i singoli Consiglieri. Gente capace, non perché chi c'è sia incapace, ma si può essere capaci in tanti modi. Noi, per capaci, io almeno mi sento di dire che per capaci intendo persone munite di conoscenza, di professionalità e di senso dell'istituzione, a prescindere dal Presidente del Consiglio di turno ed anche dal Vicepresidente, così nessuno si offende.
E` una questione seria ed importante, qualcuno bisogna che se ne faccia carico, qualcuno che crede alla delicatezza e all'importanza della nostra funzione; chi non ci crede non se ne farà carico. Quindi penso che, per qualche tempo ancora, saremo condannati a questa miseria, miseria della politica e miseria anche della conduzione istituzionale. Però questa legge, proprio perché tenta di risolvere una questione, può essere approvata, non so, il Consiglio l'approverà, però non dica la Giunta regionale, e non dica neppure il Consiglio o le parti che di più sono impegnate nel sostenerla, che in tal modo tutto è risolto, perché non è vero, è tutto ancora soggetto a rischio.
Proprio per questa ragione, perché è importante la materia, perché sono rilevanti le conseguenze che ne possono derivare, la Giunta regionale quale interlocuzione ha attivato col Governo per essere più sicuri sul punto della competenza regionale a legiferare? Quale competenza ha attivato, quale interlocuzione? Il Presidente della Giunta o, siccome il Presidente della Giunta è molto impegnato in mille cose, l'Assessore dei lavori pubblici ha attivato questa relazione col Governo nazionale in modo da poter rendere al Consiglio una bella, robusta relazione tecnico giuridica per dire: "Vi presento questa legge, però la approvi il Consiglio", sicuro che ha la competenza, almeno secondo la visione governativa, il quale, peraltro, se fosse vero quello che dice il TAR, potrebbe impugnarla il Governo, presso la Corte Costituzionale?
Quale interlocuzione ha attivato la Giunta regionale con l'Unione europea? Siamo in materia di tutela del criterio della concorrenza, ma c'è anche una competenza riservata alla dimensione europea. Quale iniziativa avete attivato per garantire il Consiglio, per essere più sicuri?
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ben si comprende che non avete attivato bellamente nulla, che avete sparso un po' di fumo in giro, che avete scritto qui, approvando questa legge, tutti tranquilli, tutti contenti, che si risolverà tutto. Noi vorremmo auspicare che sia così, ma è un auspicio, non è una capacità di fare buone leggi, soprattutto non è una capacità di fare buon governo per quanto mi riguarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, Presidente della Giunta, pochi minuti per alcune puntualizzazioni visto che prima l'onorevole Sanna e poi l'onorevole Cogodi hanno gettato un sasso nello stagno di quello che sembrava un cammino senza intoppi per questa legge; anche io, come l'onorevole Cogodi, dico che vi è la necessità contingente di approvare questa legge, però ciò non mi esime da esprimere alcune considerazioni in merito ad essa, che ripropone un regolamento approvato nel 2001 da una Giunta della quale io facevo parte, allora mi aveva in qualche maniera interessato perché il mio più stretto collaboratore mi aveva profeticamente illuminato su quello che poi è stato il cammino di questo Regolamento.
Dico questo perché, senza voler muovere alcuna critica, la Commissione all'unanimità ha approvato la leggina, ma crediamo che si possa far meglio in futuro, soprattutto se, come appare probabile, (mi auguro di no per alcuni motivi e per altri motivi penso che si possa far meglio in ogni caso per la protezione delle aziende, delle imprese sarde), questa leggina venisse impugnata nanti la Corte Costituzionale. Dico questo perché questa protezione che si vuol dare alle imprese sarde nei fatti mi pare che non sia al cento per cento, infatti dai dati delle stazioni appaltanti risulta che oltre il cinquanta per cento degli appalti vengono ancora aggiudicati ad imprese continentali.
Esistono delle Regioni che, usando norme comunitarie, cito fra tutte la Sicilia e il Veneto, sono riuscite ad approvare leggi che estendono la trattativa privata oltre le soglie della Merloni, in questo modo quindi estendendo la trattativa privata è più facile per le stazioni appaltanti riservare spazio alle imprese locali. Esistono degli altri accorgimenti che alcune altre Regioni hanno inserito nelle loro leggi, come quello del certificato obbligatorio di sopralluogo. Voi sapete che ormai alle gare si partecipa via Internet e che le imprese continentali presentano i documenti senza sapere neanche di che tipo di lavori si vada ad appaltare. Esiste anche la possibilità di far sì che a partecipare possano essere le aziende che hanno la sede legale ed amministrativa in Sardegna, in modo che, sia i contributi, sia le risorse, trovino dimora in questa Regione che sempre, sotto il profilo delle risorse, soffre asfitticamente.
Allora questi accorgimenti sono dei suggerimenti; penso che noi, come Gruppo, ci faremo promotori di una legge di settore che riguarda appunto questo Regolamento. Sono degli accorgimenti che altre Regioni hanno adottato prima di noi e che si sono dimostrati validi. Noi dobbiamo però mandare avanti questa leggina, perché ce lo chiede la classe imprenditoriale sarda, che non ne è all'oscuro in quanto io ed altri colleghi l'hanno illustrata prima di me, però occorre mandarla avanti tenendo certamente d'occhio il fatto che essa può essere impugnata, e quindi preparandoci ad affrontare in maniera diversa una materia così delicata. Credo che il Consiglio regionale debba farlo nell'interesse delle imprese sarde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Sarò brevissimo, in quanto molto di quello che dovevo dire è stato già detto, principalmente dal collega Milia. E` pur vero che esistono perplessità, non solo nostre, ma anche del mondo delle imprese, però è chiaro ed evidente che noi dobbiamo dare non solo una risposta ma una accelerazione a questo provvedimento, perché non possiamo permettere che le imprese, che hanno già concorso a delle gare d'appalto aggiudicandosele o che stanno per concorrere e non possono concorrere, siano preda dell'incertezza o dei ricorsi, ma non solo, non possiamo permettere che, in questo mese o in questi due mesi, imprese continentali possano occupare degli spazi e delle nicchie di mercato qui, specialmente in quest'ultimo periodo, se - così come è vero - decolleranno le iniziative per la siccità, quindi a discapito delle nostre imprese che potrebbero essere così escluse da questa grossa partita.
Perché dico questo? Perché le perplessità c'erano ieri e ci sono oggi. Di fatto si recepisce il regolamento del 2001 in toto, oggi c'è la necessità di approvare questa legge, ripeto, con tutti i dubbi e le perplessità, ma è indispensabile farlo, facciamolo, diamo almeno una risposta alle nostre imprese, perché altro non possiamo fare. Non è vero che la Giunta abbia affrontato con leggerezza questo problema, intanto pur non potendo assolutamente, in pochi giorni, approfondire il tema della qualificazione delle imprese in Sardegna, aveva l'urgenza di dare certezza al mondo imprenditoriale, ai suoi trentamila addetti; l'ha data, come l'ha data la Commissione, deliberando all'unanimità, facendo in modo che oggi noi emaniamo questa leggina, pur sapendo che è una legge tampone e, come giustamente ha detto il collega Milia, nel caso dovesse essere impugnata nanti la Corte Costituzionale, prepariamoci affinché si produca una norma più completa, una norma più consona. Oggi non possiamo far altro che approvarla, fermo restando che è inutile perderci in chiacchiere e in esercitazioni dialettiche, mandiamo avanti la legge, diamo una risposta al mondo imprenditoriale.
PRESIDENTE. I lavori della giornata si concludono qui, riprenderanno domani mattina, giovedì 8 agosto, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 57.
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