Seduta n.201 del 16/06/2006
CCI SEDUTA
VENERDI' 16 GIUGNO 2006
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 15.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 maggio 2006 (195), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Vincenzo Floris, Gian Luigi Gessa e Beniamino Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 giugno 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Caligaris: "Istituzione e disciplina del Registro regionale delle unioni civili". (231)
(Pervenuta il 23 maggio 2006 e assegnata alla settima Commissione.).
Cuccu Giuseppe - Uggias - Cachia - Biancu - Cocco - Cucca - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Legge quadro in materia di riordino degli enti agricoli. Istituzione dell'Ente regionale per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)". (233)
(Pervenuta il 31 maggio 2006 e assegnata alla quinta Commissione.)
Ibba: "Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali". (234)
(Pervenuta il 1° giugno 2006 e assegnata alla settima Commissione.)
Sanna Alberto - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Serra - Marrocu - Balia - Porcu - Licheri - Marracini: "Legge quadro per il riordino delle competenze regionali in agricoltura e l'istituzione dell'Agenzia per lo sviluppo dell'agricoltura della Sardegna (ASAS)". (235)
(Pervenuta il 1° giugno 2006 e assegnata alla quinta Commissione.)
Capelli - Oppi - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Milia - Biancareddu - Randazzo - Amadu: "Istituzione del contributo di soggiorno e abrogazione degli articoli 2, 3, 4 e 5 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4". (236)
(Pervenuta il 9 giugno 2006 e assegnata alla terza Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Masia sulla decisione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di avviare con urgenza la realizzazione della sede della Delegazione di spiaggia nel litorale di Stintino". (490)
(Risposta scritta in data 31 maggio 2006.)
"Interrogazione Amadu sul blocco della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, e successive modificazioni, sulle agevolazioni finanziarie in favore degli artigiani". (508)
(Risposta scritta in data 6 giugno 2006.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
ORRU', Segretario:
"Interrogazione Davoli - Uras - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sullo strano fenomeno delle cosiddette "scie chimiche" che appaiono sui cieli della Sardegna centrale". (514)
"Interrogazione Atzeri - Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione degli incendi che colpiscono la nostra Isola". (515)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà dei passeggeri che intendono viaggiare in aereo nelle tratte da e per Alghero e sull'opportunità di ripristinare la tratta Alghero-Ciampino gestita da Ryan Air". (516)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui disagi causati all'utenza dall'esclusione di Alitalia dalle rotte aeree in regime di continuità territoriale". (517)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione da parte delle Ferrovie della Sardegna della prima corsa Sassari-Cagliari". (518)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina quasi clandestina a capo redattore del portale regionale "Conoscere.it" di un dipendente Tiscali". (519)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui nuovi disservizi della continuità territoriale". (520)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul controllo delle acque territoriali della Sardegna". (521)
"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di spostare l'autostazione ARST di Oristano". (522)
"Interrogazione Ibba - Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inquinamento da liquami nella periferia di Ozieri". (523)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione delle associazioni di volontariato della Sardegna dai finanziamenti per il Servizio civile nazionale". (524)
"Interrogazione Cappai, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei voli Alitalia da e per la Sardegna e sul conseguente disservizio causato ai disabili". (525)
"Interrogazione Liori - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul calendario venatorio stagione 2006/2007". (526)
"Interrogazione Contu - Licandro - Petrini - Liori - Gallus - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del reparto di psichiatria dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza e altri disservizi". (527)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguatezza del servizio di dialisi per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale nella Provincia di Oristano". (528)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura delle cosiddette basi estive dei vigili del fuoco". (529)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla urgente necessità di prorogare la scadenza per le domande di partecipazione ai Progetti integrati per lo sviluppo regionale e territoriale". (530)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di favorire i voli delle compagnie aeree a basso costo (low cost)". (531)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
ORRU', Segretario:
"Interpellanza Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Oppi - Amadu - Biancareddu - Cappai - Milia - Randazzo sull'acquisizione al patrimonio regionale del patrimonio immobiliare degli IACP". (167)
"Interpellanza Marracini - Pittalis - Atzeri sulla situazione dei dipendenti della società Abbanoa ex ESAF". (168)
"Interpellanza Oppi - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo sugli incarichi quinquennali di dirigente medico responsabile di struttura complessa nell'Azienda sanitaria locale n. 7". (169)
"Interpellanza Contu - Licandro - Petrini - Liori - Gallus - Dedoni sulla situazione del reparto di neonatologia e sulle spese inerenti la presentazione del Piano strategico aziendale della ASL n. 8 di Cagliari". (170)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da un altro Capogruppo.
(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri.)
Prima verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 35 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cocco - Contu - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Licandro - Licheri - Marracini - Masia - Oppi - Orrù - Petrini - Pinna - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Simonetta - Secci - Spissu - Uggias.)
Poiché non siamo in numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 10 e 50.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 10 e 58.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze. Per prima viene svolta l'interpellanza numero 149/A.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, vorrei chiedere di sospendere l'interpellanza 149/A, vista l'impossibilità oggettiva dell'Assessore dell'agricoltura e anche del Presidente della Regione di essere presenti in aula in questo momento. Naturalmente questa interpellanza sarà discussa appena possibile.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'interpellanza numero 149/A se accolgono la richiesta dell'assessore Dadea. Preciso che a questa interpellanza deve rispondere il Presidente della Regione, non l'Assessore dell'agricoltura.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, sinceramente è una richiesta che avrei fatto anch'io, però mi consenta di sottolineare la scorrettezza che il Consiglio sta oggi subendo, per via di un convegno che era in corso di organizzazione sin dallo scorso dicembre. Sarebbe stato forse meglio non convocare il Consiglio per la giornata odierna.
E' inutile parlare dell'importanza della presenza degli Assessori, ma sottolineerei l'importanza della presenza del presidente Soru, che più di una volta non ha fatto mancare i rimbrotti per il fatto che l'Aula non lavora con la dovuta celerità, non capendo che il lavoro del Consiglio regionale non consiste solo ed esclusivamente nella produzione di leggi, ma anche nel rispondere alle giuste sollecitazioni che i consiglieri pongono attraverso interpellanze, interrogazioni e mozioni.
Quindi la pregherei, Presidente, di farsi veramente portavoce di queste istanze che non appartengono solo ed esclusivamente al mio Gruppo.
PRESIDENTE. Concordo sul fatto che l'interpellanza numero 149/A, essendo stata inserita all'ordine del giorno, avrebbe dovuto essere svolta. Quando è stata convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, eravamo tutti consapevoli degli impegni che stavamo assumendo per la data odierna, quindi, per quanto ci riguarda,vale la convocazione del Consiglio.
Passiamo allo svolgimento dell'interpellanza numero 163/A. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Corda, Alberto Sanna, Cerina e Marracini sono presenti.
PRESIDENTE. Sono presenti 40 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - Giagu - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Oppi - Orrù - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Spissu - Uggias - Uras.)
Siamo in numero legale, per cui possiamo procedere con i lavori.
CAPPAI (U.D.C.). Anche con qualche franco tiratore, Presidente?
OPPI (U.D.C.). Con franchi tiratori e "pianisti".
CAPPAI (U.D.C.). Anche con i "pianisti"? Bisogna verificare, se ci sono "pianisti" bisogna denunciarlo.
PRESIDENTE. Passiamo allo svolgimento dell'interpellanza numero 163/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza 163/A:
Interpellanza Oppi - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo sui contributi alle università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione delle Facoltà di medicina e chirurgia e di medicina veterinaria.
I sottoscritti,
CONSIDERATO CHE la Giunta regionale ha all'esame due deliberazioni, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, riguardanti l'istituzione di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione della Facoltà di medicina e chirurgia e per quella di medicina veterinaria;
RILEVATO CHE le deliberazioni prevedono che le borse istituite con contributo regionale siano, in totale, concesse in numero di 40 per la Facoltà di medicina e chirurgia di Cagliari e di 23 per la Facoltà di medicina e chirurgia di Sassari, nonché di 10, annualizzate, per quello che riguarda la Facoltà di medicina veterinaria;
CONSIDERATO CHE:
- il totale delle borse concesse nell'anno in corso ammonta a 73 borse totali tra le Facoltà di medicina e chirurgia e di medicina veterinaria;
- tale numero è gravemente inferiore alle necessità espresse dalle università della Sardegna e dal numero di giovani laureati in medicina che, come è noto, non possono partecipare ad alcun concorso se privi della dovuta specializzazione;
RILEVATO, ALTRESÌ, CHE l'Assessore ha inteso non operare alcuna scelta di programmazione e politica sanitaria, attribuendo una sola borsa di studio per ciascuna specializzazione, eccezione fatta per la specializzazione in anestesia e rianimazione, cui sono state concesse due borse di studio, sebbene in Sardegna sia altissima la necessità di anestesisti e rianimatori;
CONSIDERATO CHE va tenuto conto che le borse rappresentano un costo pluriennale e che gli allievi che cominciano una specializzazione devono avere assicurato il prosieguo degli studi sino alla conclusione della scuola di specializzazione e che, pertanto, a bilancio inalterato potrebbe verificarsi di non essere in grado di attribuire alcuna borse di studio per gli anni a venire;
TENUTO CONTO CHE, negli scorsi anni le borse concesse, pur ridotte ampiamente nel numero, assommavano a 89 borse per il 2004 e a 126 per il 2003, e che già si trattava di un numero insufficiente per le necessità sanitarie;
CONSIDERATO CHE tali scelte si uniscono ad una incomprensibile e contraddittoria politica che, alla manifestata volontà di ridurre il numero dei medici laureati dalle università sarde, unisce l'intenzione di creare nuove e costose strutture complesse;
RILEVATO CHE un tale contesto testimonia la totale assenza di una programmazione sanitaria efficace e adeguata a gestire la complessa condizione della sanità sarda;
ATTESO CHE appare urgente porre un immediato rimedio a questa situazione gravissima che compromette il futuro di molti giovani medici,
chiedono
di interpellare il Presidente della Regione e 1'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) abbiano preso contezza della situazione;
2) intendano - e come - intervenire immediatamente per rimediare a questa grave carenza di programmazione sanitaria. (163/A).)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.
OPPI (U.D.C.). L'interpellanza numero 163/A nasce da una difficoltà obiettiva, che è determinata dal fatto che vi è stata una riduzione del numero delle borse di studio finanziate dalla Regione per le scuole di specializzazione in base alla legge numero 5 del 1992. Mediamente venivano assegnate ogni anno 120-130 borse di studio, sulla base di valutazioni che sono sempre state fatte, peraltro riconfermate anche in questi giorni dai due presidi delle Facoltà di medicina e chirurgia di Cagliari e Sassari. Quest'anno, per la prima volta, le deliberazioni della Giunta prevedono un numero di borse piuttosto ridotto, esattamente 63: 40 per la Facoltà di medicina di Cagliari e 23 per quella di Sassari, più, ovviamente, per una modifica dell'anno scorso, le 10 borse per la Facoltà di medicina veterinaria. Premetto che l'anno scorso sono state complessivamente concesse 99 borse di studio, che sarebbero state 129 se fosse decorso il triennio delle 30 borse per la Facoltà di medicina veterinaria. Ebbene, l'anno scorso la riduzione del numero di borse è stata giustificata col fatto che per la prima volta si era inserita la possibilità che le borse per la Facoltà di medicina veterinaria fossero 10, annuali e non triennali. L'Assessore aveva preso formale impegno, verificato che anche l'anno scorso la scelta delle scuole di specializzazione era stata un po' abborracciata: poche borse per la specializzazione in anestesia, pochissime per quella in radioterapia, al di là dei proclami tendenti a consultare, verificare, monitorare per arrivare a delle soluzioni che fossero le più razionali possibili.
Ai presidi delle Facoltà di medicina - non lo diciamo noi, l'hanno detto loro - che erano stati convocati credo qualche giorno prima dell'approvazione della delibera, o a delibera già approvata, sarebbe stato detto: "Questo è il pacchetto, prendere o lasciare". Quindi ci meraviglia molto che queste borse siano prive di qualsiasi programmazione, disattendendo gli impegni assunti in Commissione. Le borse per Cagliari sono risibili: due per la specializzazione in anestesia e una per ciascuna delle altre specializzazioni. In questo modo creiamo disoccupati, perché non consentiamo ai medici di ottenere delle specializzazioni che potrebbero aiutarli a trovare un posto di lavoro. Noi vogliamo sapere dall'Assessore quale è la ratio della scelta per cui per almeno 15 scuole di specializzazione di Sassari non è prevista neanche una borsa di studio e per quanto riguarda Cagliari ne sono previste 5.
Assessore, noi riteniamo innanzitutto che l'impostazione sia sbagliata. Bastava fare i conti prima e stanziare le risorse; sarebbe bastato sottrarre 250 mila euro dalle risorse che buttate in consulenze e in mille rivoli, e avremmo potuto avere almeno lo stesso numero di borse di studio concesso l'anno scorso, se non quello di due o tre anni fa. Addirittura, il tentativo era quello di ridurle. Lo stanziamento globale è di 750 mila euro, per cui basta arrivare a 1 milione di euro. Il mio appello è rivolto all'Assessore, che si è accorto di aver sbagliato, il che è emerso nell'audizione in Commissione, ma lo sapevamo già, perché ce l'aveva comunicato il collega Frau. Era stata cioè fatta una telefonata al rettore o a un preside di facoltà dicendo: "Attingete fondi da questa voce, da questo capitolo, per incrementare le borse di studio". Cosa che peraltro non può essere fatta, perché il capitolo è uno e resta quello, e quindi si può procedere solo attraverso l'assestamento di bilancio. Io credo che 250 mila euro siano una cifra assolutamente risibile, che poteva essere incrementata, alla luce del fatto che facciamo un errore e poi cerchiamo di correggerlo. Quindi all'Assessore chiedo se c'è la volontà, così com'è stato esplicitato in un'interlocuzione con i presidi delle facoltà, di incrementare, magari in un secondo momento, visto che la graduatoria non è ancora chiusa, il numero delle borse di studio previste per alcune scuole di specializzazione, non tanto per garantire i laureati, perché sarebbe un eccesso, ma perlomeno per avere un numero di borse pari a quello dell'anno scorso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenzasociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, l'interpellanza numero 163/A mi dà occasione di condividere con loro alcune preoccupazioni riguardo alla formazione del personale medico del Servizio sanitario regionale, e più in generale del sistema sanitario nazionale, problema che è noto da decenni, purtroppo, e che è gravemente presente in tutte le regioni italiane, e quindi anche in Sardegna.
Mi permetto di iniziare con qualche considerazione di carattere generale per spiegare che non è stata una mancanza di programmazione, che peraltro può essere sicuramente migliorata, che ha determinato la riduzione del numero di nuove borse di studio che quest'anno è stato possibile assegnare alle università, ma la necessità di trovare una risposta graduale a quella che è nota, in Italia, come pletora medica, ovvero un'offerta di medici particolarmente rilevante rispetto al fabbisogno del sistema sanitario nazionale e rispetto anche a quella degli altri paesi sviluppati. Un primo dato che vi posso fornire, e che è stato appena pubblicato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), mette l'Italia al secondo posto fra i paesi sviluppati quanto all'offerta di medici con 4,05 medici per mille abitanti contro i 2,0 del Regno Unito, i 2,6 degli Stati Uniti e i 3,2 della Germania e della Francia. Quindi siamo il secondo paese al mondo per offerta di medici sul mercato. Ormai da parecchi lustri, in Italia, esiste un problema di offerta eccessiva di medici rispetto alle possibilità di occupazione offerte dal sistema sanitario regionale. Vi sono anche altri problemi che non sto qui a sottolineare, quindi partiamo da questa considerazione. L'anno scorso abbiamo fatto un primo tentativo di analisi insieme alle università per stabilire come utilizzare al meglio le borse di studio che era possibile finanziare a carico della Regione. Preciso che le risorse che quest'anno il Consiglio ha messo a disposizione nel bilancio regionale per le borse di studio sono quantitativamente le stesse, cioè 4,5 milioni di euro, e che la riduzione del numero di nuove borse deriva semplicemente dal fatto che le borse precedenti che si sono cumulate nel corso degli anni richiedono la conferma per il completamento del corso di studi (mediamente dai quattro ai sei anni per le specializzazioni) e assorbono la maggior parte dei 4,5 milioni di euro. Quindi le risorse complessive non sono diminuite, ma sono più sbilanciate verso la prosecuzione degli studi di coloro che già frequentano le scuole di specializzazione, a discapito di nuovi iscritti.
Quanto è stato possibile fare in termini di programmazione del fabbisogno per il servizio sanitario è stato discusso in varie occasioni, anche pubbliche, con le università, sottolineando non soltanto il dato che vi ho appena fornito, ma soprattutto la situazione della regione Sardegna. La prima questione che abbiamo approfondito riguarda il numero di specializzati in uscita dalle scuole di specializzazione, per capire qual è il nuovo flusso di specializzati che in Sardegna viene formato. L'analisi di questo dato porta alla seguente indicazione: nel 2005 sono usciti dalle due Università di medicina della Sardegna 267 specializzati, nel 2006 ne usciranno 289, nel 2007 ne usciranno 345, poi 315 e così via. Quindi il numero di nuovi specializzati nelle scuole di specializzazione della regione Sardegna si attesta tra 270 e 300 all'anno. A fronte di questo nuovo ingresso di specializzati, il secondo aspetto che è importante analizzare ai fini della programmazione è la capacità di assorbimento, in primo luogo, da parte del sistema sanitario di questa regione. Poi, ovviamente, c'e la possibilità che questi medici siano utilizzati anche all'esterno della Sardegna, ovviamente in altre regioni o addirittura all'estero, ma le borse di studio finanziate dalla Regione, che si aggiungono a quelle finanziate dal Ministero, devono essere tarate principalmente sulle esigenze del sistema sanitario regionale. Ebbene, i dati del conto annuale della Corte dei Conti, pubblicati dal Governo centrale, ci dicono quali sono le uscite dal Servizio sanitario regionale di questi ultimi anni: sono andati in pensione 94 medici nel 2003, 52 nel 2004, 61 nel 2005 e se ne prevedono 50 nel 2006. Quindi a fronte di un nuovo flusso di circa 270-300 medici specializzati, si registra un calo delle uscite dal Servizio sanitario e un fabbisogno di 50-70 nuovi specializzati.
Non solo: c'è un altro dato che noi abbiamo analizzato, ovviamente nel tentativo di mettere insieme elementi ai fini della programmazione, e che è piuttosto drammatico rispetto alle prospettive degli specializzati, la cui formazione costa molto alla collettività, dal momento che ai sei anni del corso di laurea in medicina si aggiungono molti anni di specializzazione, rispetto ai quali ognuno vorrebbe avere una collocazione professionale adeguata. Per il corso di medicina generale, che è un corso triennale post laurea, sono state presentate, nella regione Sardegna, 82 domande da parte di specializzandi o di medici che si sono specializzati dal 1999 ad oggi e che evidentemente non hanno trovato collocazione come specializzati e chiedono di essere ammessi alla scuola di specializzazione in medicina generale, che peraltro offre 25 posti a fronte di oltre 300 domande, 82 delle quali, come ho detto, riguardano medici già specializzati.
Questa è la situazione drammatica con riguardo all'offerta di medici e soprattutto di medici specializzati in questa regione; situazione che rende evidente come non ci siano esigenze quantitativamente rilevanti di specializzati così come non c'è capacità di assorbimento da parte del sistema sanitario. Allora, come abbiamo proceduto? Sapendo, peraltro, che una situazione di questo genere si può fronteggiare soltanto gradualmente, abbiamo cominciato a lavorare e in qualche modo ci siamo impegnati per trovare ulteriore risorse, a vantaggio dei giovani laureati sardi, cercando di capire, insieme all'amministrazione universitaria, come queste risorse avrebbero potuto essere utilizzate. Posto che in bilancio c'erano soltanto 4,5 milioni di euro e avremmo potuto, in via provvisoria, garantire qualche borsa di studio in più, con l'Università non abbiamo però trovato una soluzione amministrativa possibile. Io ho personalmente informato l'onorevole Pigliaru e il Presidente della Regione della necessità di valutare la possibilità di ammettere al progetto Master and Back anche i giovani laureati in medicina in Sardegna, perché possano accedere alle migliori università d'Italia e fuori d'Italia per ottenere la specializzazione e avere quindi prospettive ulteriori. Ma soprattutto abbiamo messo insieme e ci siamo impegnati…
OPPI (U.D.C.). Presidente, io parlerò per un quarto d'ora!
PRESIDENTE. Sì, ma lasci perdere.
OPPI (U.D.C.). Lei svolga la sua funzione in modo corretto, perché i numeri io li conosco meglio della dottoressa e ci saranno "numeri". Glielo dirò dopo.
PRESIDENTE. Infatti lei avrà la possibilità di replicare.
OPPI (U.D.C.). Io mi sono attenuto ai tempi previsti dal Regolamento. Lei applichi il Regolamento.
PRESIDENTE. Ha ragione. L'Assessore stava leggendo dei numeri…
OPPI (U.D.C.). Se no è fazioso!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi!
OPPI (U.D.C.). Lei deve fare il suo dovere!
PRESIDENTE. Io lo faccio il mio dovere! Prego, Assessore.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Va bene, grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, l'Assessore non ha fatto commenti, si è limitato a leggere una serie di dati. La semplice lettura dei dati ha fatto superare il tempo. L'interpellanza, evidentemente, è complessa e il tempo a disposizione non è sufficiente.
OPPI (U.D.C.). I dati li ho anch'io!
PRESIDENTE. Adesso lei ha a disposizione tre minuti per dichiararsi soddisfatto oppure no.
Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per dichiarare se è soddisfatto.
OPPI (U.D.C.). Presidente, io mi prenderò molto più tempo stamattina, perché lei, evidentemente, non ha seguito la procedura. I minuti sono contati sia per il consigliere sia per l'Assessore!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, prenda la parola. Prego.
OPPI (U.D.C.). Devo dire che non sono parzialmente insoddisfatto, sono totalmente insoddisfatto, perché lei ha detto un sacco di frottole, caro Assessore. Innanzitutto lei è stata smentita dal Preside della Facoltà di medicina anche per quanto riguarda gli Stati Uniti. I dati che ha citato non sono esatti, perché il 20 per cento del flusso di medici proviene dall'esterno, e si sta cercando di correggere il tiro. Secondo: la sua visione è che in Sardegna ci sia un eccesso di medici e si muove su questa linea, ha addirittura trattato per ridurre il numero dei possibili candidati, quindi non più 170, per la Facoltà di medicina di Cagliari. Detto sempre dai responsabili. Poi cosa ci dice il numero degli specializzati? Se si devono dare numeri, io li so dare bene, ma lei mi ha superato oggi! Ci sono le borse di studio ministeriali, che sono triennali, sono questi i numeri. Ma cosa vuol dire questo?
Quest'anno c'è un posto per la specializzazione in anatomia patologica, ebbene cinque allievi del professor Faa - ce l'ha detto lui - sono andati a specializzarsi negli Stati Uniti, in Irlanda o in altri paesi. Gli specializzati servono in Sardegna e non fuori della Sardegna! Sta di fatto che lei non sa fare i calcoli. Sapeva di avere quest'anno una disponibilità di 700 mila euro e quindi sapeva anche quale poteva essere il numero delle borse, ma ha programmato male anche per gli altri anni, perché i suoi collaboratori non conoscono i problemi!
Sono previste 40 borse per la specializzazione in veterinaria: le 10 annuali più le 30 in corso, e quando queste ultime scadranno non si ripartirà da 30, bensì da 10! Quindi lei avrà maggiori disponibilità finanziarie e questo incremento di disponibilità - lo dico per amore della verità - glielo abbiamo fatto avere noi! Nei calcoli che ha fatto lei, sbagliando, erano previsti 3,5 milioni di euro, ma quest'anno ha chiesto 4 milioni e 150 mila euro! Faccia i calcoli giusti, faccia le scelte, coinvolga la gente e cerchiamo di essere più corretti nei rapporti! Diversamente creiamo disoccupati, perché chi non è specializzato non può partecipare a nessun concorso. La sua vocazione è dunque quella di creare in Sardegna medici disoccupati, benché le esigenze siano diverse.
Purtroppo il tempo non mi consente di approfondire questo argomento, però, caro Presidente, evitiamo certi comportamenti, perché se uno legge numeri, poi tutti abbiamo il diritto di leggere numeri!
Mi dichiaro, quindi, totalmente insoddisfatto, e avrò modo, quando la Commissione competente sarà chiamata a esprimere il parere, di mettere certe cose a verbale, dimostrando, con dati alla mano, registrazioni e così via, che l'Assessore è stato inadempiente rispetto agli impegni presi in Commissione. Non c'è nessuna programmazione, se non l'istituzione di borse di studio generiche: 2 per la specializzazione in anestesia e una per ciascuna delle altre specializzazioni, che serva o che non serva! Dobbiamo creare occupati in Sardegna, non disoccupati!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi, anche per il rispetto del tempo.
PRESIDENTE. Avremmo dovuto concludere la discussione sulle mozioni numero 72 e 74 con un eventuale ordine del giorno unitario, però, non avendo ricevuto dai Capigruppo nessuna indicazione, evidentemente non si è addivenuti alla stesura dell'ordine del giorno. La conclusione della discussione di queste due mozioni è pertanto rinviata.
L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 73.
(Si riporta di seguito il testo della mozione numero 73:
Mozione Capelli - Oppi - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo - Contu - Dedoni - Diana - Gallus - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pili - Pisano - Sanjust - Sanciu - Sanna Matteo, sull'assenza di politiche sanitarie veterinarie volte all'eradicazione delle pesti suine che affliggono vaste zone del territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE, per la prima volta in Sardegna, nel mese di aprile 2005 si sono verificati cinque casi di trichinellosi umana, contratta in seguito al consumo di insaccati preparati con carni di animali allevati allo stato brado e in condizioni di clandestinità nel territorio comunale di Orgosolo;
RILEVATO CHE, al fine di fronteggiare l'emergenza, il competente Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale si limitava a pone in essere inutili misure volte alla conoscenza del fenomeno e alla sensibilizzazione della popolazione;
PRESO ATTO, INOLTRE, CHE nessuna delle misure predette trovava pratica attuazione, in quanto:
a) il controllo dei suini allo stato brado non è stato possibile a causa di insormontabili problemi normativi dovuti alla clandestinità dei suini; anche l'IZS ha rifiutato di accettare campioni per la ricerca della trichinella, in forma anonima;
b) i tempi di refertazione dell'IZS di Sassari, sommerso da un'improvvisa ed enorme mole di lavoro, erano di cinque giorni lavorativi decorrenti dalla consegna dei campioni;
c) non è stato possibile eseguire controlli sugli animali selvatici;
d) non è mai stato attivato lo screening sierologico sulla popolazione di Orgosolo;
e) l'appello a conferire le carni di suino macellato clandestinamente presso l'oasi ecologica di Ilole non ha sortito effetto alcuno;
RILEVATO CHE, stante la totale mancanza di programmazione in materia sanitaria veterinaria e l'assoluta inefficacia dell'intervento assessoriale, il 2 dicembre 2005 si verificavano nuovi episodi di trichinellosi umana, che colpiva ancora sette abitanti di Orgosolo;
CONSIDERATO, INOLTRE, CHE i gravi ritardi nello svolgimento degli esami trichinoscopici determinava la paralisi del mercato suinicolo sardo, già gravemente condizionato dalla PSA, e obbligava i commercianti a servirsi da fornitori della penisola, con gravi ulteriori danni economici per i nostri allevatori;
ATTESO CHE, in data 13 gennaio 2006, il Sindaco di Orgosolo, dietro pressante sollecitazione dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, emanava un'ordinanza contingibile e urgente con la quale imponeva il controllo di tutte le carni di suini macellati clandestinamente per la durata di sessanta giorni decorrenti dalla data della pubblicazione del provvedimento;
RISCONTRATO CHE, per l'effetto, venivano diagnosticati tre nuovi casi di trichinellosi suina;
VISTA l'ordinanza n. 1 del 16 gennaio 2006 del Presidente della Regione recante "misure straordinarie di lotta contro la trichinellosi e le pesti suine", anch'essa adottata con caratteri di contingibilità e urgenza e che va a sovrapporsi a quella sindacale;
RILEVATO CHE la medesima risulta essere stata adottata visti:
a) il Piano di eradicazione delle pesti suine del 2006, a tutt'oggi inesistente;
b) il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 320 del 1954, con le cui norme si pone però in totale contrasto;
c) le indicazioni tecniche degli esperti delle Aziende USL competenti, mai richieste;
ATTESO CHE detta ordinanza introduceva una sanatoria degli allevamenti clandestini esistenti nella zona ad alto rischio (comprendente fra l'altro i territori di Orgosolo, Fonni e Desulo e buona parte dell'Ogliastra) - individuando i tempi e le procedure per le regolarizzazioni - e prevedeva la corresponsione di un premio di euro 1.440 a favore dei proprietari delle aziende regolarizzate "nel rispetto di quanto previsto dal (inesistente) piano di eradicazione delle pesti suine per l'anno 2006", favorendo così chi viola la legge a svantaggio di chi la rispetta;
PRESO ATTO CHE dette misure risultano essere in totale ed assoluto contrasto con quanto disposto dal decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale 25 maggio 2005, n. 12 - ultimo piano di eradicazione delle pesti suine adottato dalla Regione Sardegna - il quale, al comma 5 dell'articolo 30, dispone "nell'area ad alto rischio per peste suina africana (coincidente con quella individuata nella predetta ordinanza) i suini che vengano ritrovati al pascolo brado nei territori non autorizzati di proprietà pubblica e i suini non identificati ritrovati nei terreni di proprietà pubblica e privata saranno considerati potenzialmente infetti dal virus pestoso e come tali soggetti ad abbattimento e distruzione senza alcun indennizzo per i proprietari";
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE anche il Ministero della salute, di recente, ha ufficialmente mosso diverse critiche in ordine ai comportamenti tenuti dall'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed alla legittimità e validità tecnica della predetta ordinanza, di cui ha addirittura suggerito il ritiro, evidenziando in particolare:
a) la mancata informazione del Ministero in ordine ai casi di trichinellosi verificatisi nel 2005;
b) il mancato coinvolgimento del Ministero e della cabina di regia per la gestione delle emergenze epidemiche in Sardegna, in vista della predisposizione dell'ordinanza predetta;
c) l'erronea individuazione dei territori soggetti all'applicazione della stessa, che per la peste suina risultano essere diversi da quelli individuati nel decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 12 del 2005 mentre per la trichinellosi non sono stati fissati dal regolamento;
d) l'irregolarità dell'erogazione di premi, che potrebbero configurarsi come indebiti aiuti di Stato e come tali essere cassati dalla competente Commissione europea;
e) la sovrapposizione delle misure di controllo di due differenti patologie, che necessitano di interventi completamente diversi;
f) la mancanza di riferimenti al Regolamento CE n. 2075/05;
VERIFICATO CHE a tutt'oggi, scaduti i termini previsti nell'ordinanza presidenziale, come facilmente prevedibile, nessuna domanda di regolarizzazione è stata presentata presso i comuni interessati;
ACCLARATO pertanto l'assoluto fallimento di tutti gli interventi regionali finora attuati;
PRESO ATTO INOLTRE CHE, secondo quanto riportato dagli intervenuti, nel corso delle assemblee comunali tenutesi nei Comuni di Orgosolo e Desulo in attuazione di detta ordinanza, il funzionario responsabile del procedimento dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale avrebbe apertamente invitato i partecipanti a macellare e consumare le carni dei maiali allevati in clandestinità anche in assenza dell'autorizzazione del servizio veterinario;
VISTA, infine, l'ordinanza del Ministro della salute 23 gennaio 2006, recante "Peste suina africana - Misure sanitarie di lotta contro le pesti suine in Sardegna", che fissa nel numero massimo di tre i capi suini che è possibile allevare per autoconsumo familiare e, in palese contrasto con quanto disposto dalla Legge n. 218 del 1988, riduce notevolmente il valore dell'indennizzo dovuto agli allevatori per l'abbattimento dei capi infetti;
RILEVATO l'assordante silenzio finora serbato dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in ordine al contenuto di detta ordinanza;
RITENUTA l'incompetenza, 1'improvvisazione, e l'insipienza tecnica e politica finora dimostrate dall'Assessore competente in materia di sanità veterinaria e dal funzionario responsabile del provvedimento,
censura
l'operato dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale,
invita
il Presidente della Regione a ritirare immediatamente l'ordinanza n. 1 del 16 gennaio 2006,
impegna
il Presidente della Regione a riferire al Consiglio:
1) sugli effetti dell'azione con caratteri di contingibilità e urgenza finora condotta dalla Regione per prevenire e combattere le epidemie di trichinellosi e peste suina;
2) quali azioni e provvedimenti si intendono adottare allo scopo di attuare finalmente una seria e valida programmazione di prevenzione sanitaria veterinaria;
3) sulle gravi e irresponsabili affermazioni che sarebbero state effettuate dal funzionario responsabile dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale in occasione delle assemblee popolari tenutesi nei Comuni di Orgosolo e Desulo. (73) .)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
Sono in distribuzione delle tabelle dell'Assessorato della sanità che l'assessore Dirindin ha messo a disposizione. Prego, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, signori Assessori, è a tutti noto che l'emergenza trichinellosi è iniziata nell'aprile del 2005, con il ricovero di cinque persone presso gli ospedali San Francesco di Nuoro e Santissima Trinità di Cagliari. Si presume che l'infezione sia avvenuta in seguito al consumo di preparati a base di carne suina proveniente da animali allevati allo stato brado e in condizioni di clandestinità nel territorio di Orgosolo. Non è stato possibile stabilire l'origine dei suini macellati clandestinamente, né da quanto tempo essi fossero presenti nei pascoli comunali di Orgosolo. Il 24 maggio 2005 l'Assessore della sanità ha posto in essere delle misure di lotta contro la trichinellosi, che in sintesi comprendevano: conoscenza del fenomeno, quindi verifica della sua diffusione sul territorio, controlli sui suini allo stato brado, controlli sugli animali selvatici, screening sierologico della popolazione, non solo di Orgosolo ma anche dei comuni direttamente confinanti, considerati a rischio di infezione. C'è stato poi l'appello-ordinanza alla popolazione, per conferire all'oasi ecologica di Ilole le carni lavorate dei suini macellati clandestinamente.
Tra l'episodio verificatosi nella prima quindicina del mese di aprile e l'episodio diagnostico il 2 dicembre 2005 non è stata attuata nessuna delle misure ipotizzate e programmate, tant'è che il controllo degli animali clandestini poneva insormontabili problemi normativi, compreso il fatto che l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) di Nuoro ha rifiutato, nel mese di maggio 2005, di accettare dei campioni per la ricerca della trichinella consegnati in forma anonima dai cittadini di Orgosolo. Non è stato inoltre possibile attivare le giornate straordinarie di caccia alla volpe, direttamente collegate al fatto epidemiologico e utili per risolverlo; non è mai stato attivato lo screening sierologico della popolazione di Orgosolo. L'appello alla popolazione del sindaco di Orgosolo, tendente a conferire le carni dei suini macellati clandestinamente presso l'oasi ecologica di Ilole, non ha sortito alcun effetto.
Dopo l'episodio verificatosi a dicembre del 2005, in seguito al quale sono state ricoverate sette persone, tra cui tre bambini, l'Assessore della sanità, ponendo l'obiettivo di non far arrivare alla tavola carni infestate, sollecitava, da parte del sindaco di Orgosolo, l'emissione immediata di un'ordinanza che imponesse misure di controllo delle carni di suini macellati clandestinamente. Tale ordinanza, contingibile e urgente, prevede il controllo delle carni macellate, con decorrenza 13 gennaio 2006 e per la durata di sessanta giorni. Lascio a voi dedurre la contingibilità e l'urgenza di questa ordinanza! In seguito all'adozione di queste misure sono stati diagnosticati altri tre casi di trichinellosi, con conseguente distruzione delle carcasse.
Questi provvedimenti sono stati presi con riguardo alla zona infetta comprendente le terre di proprietà del comune di Orgosolo e le terre del demanio date in concessione, con provvedimento numero 44 del 3 maggio 1996; concessione mai revocata a causa della cronica situazione epidemiologica sfavorevole nel territorio di quel comune.
All'emergenza trichinellosi è stato associato il problema dei suini clandestini, che, oltre a costituire un fattore di mantenimento delle pesti suine, ora rappresenta anche un pericolo per la salute umana. L'Assessore della sanità decide pertanto di risolvere il problema degli allevamenti clandestini con una sorta di sanatoria che non prevede l'abbattimento coatto dei suini non identificati, rintracciati nella zona ad alto rischio per peste suina africana (PSA), ma ne permette l'allevamento in regime semibrado in terre pubbliche o il trasferimento in aziende private. Viene pertanto emessa l'ordinanza numero 1 del 16 gennaio 2006 del Presidente della Regione, recante "misure straordinarie di lotta contro la trichinellosi e le pesti suine". L'ordinanza, anch'essa contingibile e urgente, nella sua premessa recita: "Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con Decreto del Presidente della Repubblica numero 320 del 1954", col quale - aggiungo io - l'ordinanza stessa è in totale contrasto. Infatti il Regolamento di polizia veterinaria prevede delle sanzioni e non delle premialità. Altra parte importante: "Visto il piano di eradicazione delle pesti suine per l'anno 2006", che all'atto della stesura dell'ordinanza non esisteva assolutamente, tant'è che solo ieri l'Assessore ha firmato la determinazione che lo rende attivo. E ancora: "Preso atto delle indicazioni tecniche degli esperti delle Aziende USL competenti e dell'Istituto zooprofilattico". Non ci sono mai state indicazioni tecniche, certificate dagli esperti delle USL competenti!
Salto e non entro nel merito, ma magari ne discuteremo in seguito, dell'origine della trichinellosi che è alquanto incerta. Vorrei però soffermarmi su alcuni particolari: se il criterio adottato per determinare l'area, che offre particolari spunti di valutazione, è quello della continuità territoriale, come mai vengono escluse aree appartenenti a comuni limitrofi a Orgosolo, quali Mamoiada, Dorgali, Oliena, Nuoro e vengono invece incluse aree appartenenti a comuni, come per esempio Gairo, il cui contesto territoriale e sociale è avulso da quello di Orgosolo? Se invece le indicazioni sulla base delle quali sono stati individuati tali territori provengono da notizie di natura sanitaria ed epidemiologica, sarebbe interessante conoscere dati e relative fonti e sapere come mai nei comuni della provincia Ogliastra non sono stati adottati provvedimenti simili a quelli posti in essere, con propria ordinanza, dal sindaco del comune di Orgosolo. Peraltro risulta che nella provincia Ogliastra non solo non vi sono state segnalazioni nemmeno di sospetta trichinellosi, ma che quest'area è una delle poche aree che ultimamente non sono state interessate da focolai di peste suina africana. Se l'ambiente che favorisce la proliferazione di particolari malattie, quali la trichinellosi, è la tenuta degli animali al pascolo e la tipologia di allevamento rappresenta un punto di partenza per l'insorgenza e la diffusione della peste suina, come mai la preoccupazione maggiore che si evidenzia nell'ordinanza del Presidente della Regione è quella di riabilitare il pascolo degli animali in territori dove facilmente possono essere riprodotte le caratteristiche e le condizioni ideali geospaziali per la diffusione di tali malattie? Ma su tali misure esiste una posizione unanime della comunità scientifica? Risulta che tali posizioni siano state concertate e sottoposte a una preanalisi con gli operatori del settore, vista la dichiarazione non corrispondente a verità dell'ordinanza stessa? Questa, infatti, sarebbe una procedura indispensabile per trovare un punto di equilibrio e individuare misure di controllo efficaci.
Le aree zootecniche ad alta densità di animali al pascolo brado sono particolarmente esposte all'introduzione e alla diffusione delle malattie infettive. I territorio della provincia di Nuoro e quello dell'Ogliastra, com'è noto, sono l'epicentro della peste suina africana, ma i possibili nessi esistenti tra il manifestarsi della peste suina tra gli animali e della trichinellosi nell'uomo sono diversi e comunque tali da non essere accorpabili all'interno di identiche azioni di profilassi, orientate verso iniziative di prevenzione e lotta univoche. Data l'attuale situazione di estremo pericolo per l'uomo, vi è la necessità impellente di bloccare la diffusione della trichinellosi e di ridurre l'incidenza della peste suina. Appare pertanto inconcepibile il fatto che le due malattie vengano trattate col medesimo provvedimento. Infatti, la principale linea di difesa e l'azione più efficace per prevenire la trasmissione della trichinellosi all'uomo avviene mediante analisi del capo macellato, mentre le azioni di profilassi maggiormente incisive nella lotta contro le pesti suine sono l'abbattimento e la distruzione degli animali infetti, quindi il divieto del pascolo brado degli animali, la messa in sicurezza degli allevamenti e un severo controllo dello spostamento degli animali stessi. In questo caso è evidente che gli allevatori rivestono un ruolo fondamentale nella lotta contro tali malattie, quindi le autorità devono promuoverne il coinvolgimento e la collaborazione. E' possibile ottenere questo risultato premiando chi non ha mai collaborato o forse ha solo speculato sulla presenza della malattia? Tale sistema non potrebbe innescare motivi di frustrazione in chi ha sempre partecipato alle azioni di lotta e profilassi rispettando le norme sanitarie?
Veniamo all'ordinanza Storace: nell'individuare in tre animali adulti il numero massimo dei suini che possono essere allevati e macellati per azienda familiare, questa ordinanza azzera di fatto l'importanza dell'allevamento suino per autoconsumo familiare in Sardegna, che rappresenta un'importante componente economica e in determinate aree integra specifici sistemi agroeconomici in forma determinante per la sopravvivenza rurale stessa. E' risaputo, inoltre, che l'indennità da corrispondere agli allevatori in caso di abbattimento di capi infetti deve corrispondere, ai sensi della legge numero 218 del 1988, al 100 per cento del loro valore di mercato. L'ordinanza Storace taglia tali prezzi, ricavati dalla media dei prezzi per ciascuna specie e categoria rilevati su tutte le piazze riportate nell'ultimo listino ISMEA. Nel sostituirsi all'ISMEA, l'ordinanza Storace stabilisce che per gli animali allevati in Sardegna, nell'azienda familiare per autoconsumo e negli allevamenti suini esistenti all'interno dei pascoli comunali autorizzati, l'indennizzo riconosciuto è pari al valore di mercato rilevato sui bollettini ISMEA alla categoria suini da ingrasso e, per i lattonzoli, alla categoria suini dalla nascita fino a 15 chilogrammi. Di fatto viene dequalificato il valore degli animali, ponendo tale tipologia di allevamento a un livello commerciale nettamente inferiore rispetto a quello del resto d'Italia.
L'ordinanza numero 1 del 16 gennaio 2006 del Presidente della Regione in particolare istituisce le zone ad alto rischio per trichinellosi e peste suina africana; detta procedure per la regolarizzazione degli allevamenti; richiama le procedure previste per la macellazione dei suini; prevede un piano di regolamentazione dei pascoli comunali; introduce delle forme di premialità ed incentivi per la suinicoltura; istituisce una forma di vigilanza giornaliera e un programma di abbattimento dei suini al pascolo brado abusivo; adotta provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini. Nel caso di specie il provvedimento presidenziale si basa sulla necessità di tutelare l'incolumità pubblica dalla trichinellosi, in quanto tale malattia è stata accertata, attraverso riscontri epidemiologici, su alcune persone, come ho riportato in premessa, del comune di Orgosolo. Se è vero che il potere di un'ordinanza presidenziale contingibile e urgente è extra ordinem, esercitabile solo in difetto di altri specifici rimedi, atteso che per la trichinellosi esiste già un'ordinanza sindacale, parimenti urgente e contingibile, in che in termini si ritiene che tale ordinanza possa incidere sulla tutela dell'incolumità pubblica? Mentre va condivisa per sussistenza, in concreto, di una situazione contingibile e urgente la preoccupazione sulla diffusione della trichinellosi, sono sconcertanti i contenuti che dispiegano i propri effetti su materie trattabili o già trattate con mezzi normativi ordinari e straordinari. Pertanto ci si interroga su quale sia il fatto nuovo e quali siano i presupposti che, presentati i caratteri di eccezionalità e imprevedibilità, hanno determinato un aggravamento del pericolo sì da richiedere immediati rimedi a tutela dell'interesse pubblico. Assumono particolare rilievo e ragione i mancati interventi da parte dell'Assessorato della sanità che, anzi, rispetto a certi eventi, quali i primi casi di trichinellosi, ha mantenuto un comportamento tollerante o addirittura acquiescente. L'ordinanza del Presidente ha come presupposto la necessità e l'urgenza, termini che, come lei m'insegna, Assessore, lasciano intendere che si intervenga entro quarantott'ore e non sessanta giorni. La necessità è intesa come stato di fatto, per cui è indispensabile derogare alle norme in vigore, inoltre l'evento che determina l'adozione di un provvedimento deve essere caratterizzato da contingibilità. Tale ultimo aspetto impone l'adozione del provvedimento con urgenza assoluta. Ha ancora i caratteri della contingibilità e dell'urgenza un'ordinanza che entra in vigore dopo un mese dalla sua emanazione? E' lo strumento giusto che consente di colmare le lacune normative e di disciplinare situazioni di accidentale necessità? Cosa ordina, vieta o dispone che contingentemente possa prevenire l'insorgenza della trichinellosi nell'uomo e la diffusione delle pesti suine? Viene forse meno il principio di legalità?
A questi motivi e a quelli esposti nella mozione, che ho cercato di sintetizzare in questa illustrazione, aggiungo quanto riferito dal dottor Ferrarini, in rappresentanza del Ministro della salute, sull'azione dell'Assessorato e sull'ordinanza ministeriale. Il dottor Ferrarini esprime tutte le perplessità, a nome dell'Ufficio VIII del Ministero della salute, sulla validità tecnica del documento e sulle modalità di emanazione dell'ordinanza numero 1 del 2006 del Presidente della Regione, in relazione alle misure da intraprendere per la lotta contro la peste suina africana e la trichinellosi. L'ordinanza è un atto che tecnicamente ha dei punti poco chiari: criteri per l'individuazione del territorio di applicazione - che credo di aver chiarito nella esposizione della mozione - che per la peste sono diversi da quelli del piano, mentre per la trichinellosi non sono stati fissati dal Regolamento veterinario; modalità di erogazione dei premi, che potrebbero configurarsi come indebiti aiuti di Stato, e a tale proposito chiede se sia stato seguito l'iter previsto per la Commissione a Bruxelles; sovrapposizione delle misure di controllo di due diverse patologie che necessitano di interventi totalmente diversi; mancanza dei riferimenti al Regolamento comunitario 2075/05. Il dottor Ferrarini si rammarica poi del fatto che, nella predisposizione di un provvedimento così importante, il Ministero non sia stato preventivamente chiamato a collaborare, anche considerando che il dottor Santucci è stato appositamente nominato nella composizione della cabina di regia per la gestione delle emergenze epidemiche in Sardegna. Ribadisce inoltre che vi sono stati casi di trichinellosi in Sardegna di cui il Ministero non è venuto a conoscenza se non attraverso la stampa, perciò, per tutto quanto premesso, l'Ufficio ritiene opportuno rivedere l'ordinanza, correggerla, ergo ritirarla, cosa che mi risulta non sia stata fatta. Nel prosieguo dell'incontro c'è stato anche chi ha dichiarato, contraddicendosi poi sulla stampa del giorno dopo, che i dati parziali sui risultati finora ottenuti dall'ordinanza si riferiscono a proposte di regolarizzazione del pascolo brado da parte di alcuni comuni e all'autodenuncia di circa venti allevatori del comune di Orgosolo. Mai un'affermazione è stata tanto falsa quanto questa derivata da incapacità totale nella gestione dell'emergenza. Tant'è che lo stesso sindaco del comune di Orgosolo, ma potrei citare altri comuni, dichiara che vi è stato soltanto un caso di autodenuncia nel comune di Orgosolo, e tra l'altro da parte di un allevatore che intende iniziare una nuova attività.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ricordo che sono concessi venti minuti.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, anche per questa mozione, mi fa piacere poter condividere con l'Aula consiliare le preoccupazioni e i risultati ottenuti rispetto all'azione messa in atto dall'Assessorato in questi ultimi due anni per il superamento della storica questione di questa regione riguardante la peste suina.
Devo dirlo con molta franchezza, mi stupisce quanto è contenuto nella mozione, a cominciare dal titolo, in cui si parla di "assenza di politiche sanitarie veterinarie volte all'eradicazione delle pesti suine". Forse i firmatari della mozione si sono confusi, hanno preso in considerazione l'ultimo biennio dell'Esecutivo precedente e non il primo biennio di questo Esecutivo, perché i pochi dati che mi sono permessa di distribuire in aula dimostrano come la mancanza di ogni politica volta all'eradicazione della peste suina è stata tipica del Governo precedente e non di questo. E non lo dico io né lo affermano semplici funzionari, bensì lo affermano i dati e le dichiarazioni degli organismi nazionali e internazionali che presiedono alla vigilanza delle situazioni epidemiologiche.
Quando noi ci siamo insediati, nel luglio del 2004, abbiamo trovato la peggiore situazione epidemiologica, con riguardo al problema della peste suina, che mai questa regione abbia conosciuto nella sua storia. I dati lo dimostrano perché dopo un periodo di relativo miglioramento, all'inizio del 2004 sono iniziati i focolai di peste suina, e nel momento in cui ci siamo insediati già 123 aziende erano interessate dagli abbattimenti, a fronte di qualche decina negli anni precedenti. Quindi il problema noi l'abbiamo trovato, e l'abbiamo trovato con la drammmaticità dei grandi numeri. Non solo: quando ci siamo insediati non c'era alcun piano per il superamento del problema della peste suina, che comunque è un problema storico. Anzi, il piano presentato nel maggio 2004 è stato sonoramente bocciato dalla Commissione Europea perché inadeguato rispetto ai problemi della Sardegna. Questa negazione da parte della Commissione Europea ha comportato la negazione dei cofinanziamenti comunitari a favore di questa regione e la minaccia dell'imminente chiusura del commercio nei paesi dell'Unione Europea delle carni suine provenienti dalla Sardegna. E' stato precisato che in assenza di un nuovo piano che, pur considerando i tempi necessari per risolvere il problema, avesse come obiettivo l'eradicazione della peste suina e non semplicemente la sorveglianza, sarebbe stato negato ogni finanziamento e sarebbe stata definitivamente chiusa alla Sardegna la commercializzazione delle carni suine. Su questo abbiamo immediatamente incominciato a lavorare, per cercare di affrontare queste deficienze in modo sostanziale, attraverso gruppi tecnici, al fine di predisporre un piano per l'eradicazione della peste suina. Il piano è stato presentato per il 2005, trattandosi di una prima emergenza per l'anno a venire e, come avete nella nota che vi è stata fornita, è stato discusso e approvato dalla Commissione Europea ed è stato oggetto del decreto da me firmato nel maggio del 2005 che consentiva di mettere in atto tutte le azioni ivi previste.
Segnalo anche che i dati che vedete in un grafico contenuto nelle pagine che vi sono state distribuite dimostrano che anche grazie alle azioni che sono state messe in essere il problema della peste suina è stato aggredito, non risolto. Non ci illudiamo di risolverlo nel giro né di pochi mesi né di qualche anno, perché sappiamo che questo problema deve essere affrontato attraverso una serie di provvedimenti che richiedono tempi lunghi. Sicuramente, però, questi dati dimostrano che non è mancata la programmazione, non è mancata l'attenzione, non sono mancate le azioni volte ad affrontare questa situazione, che anzi ha incominciato a migliorare a partire dal peggior anno della storia di questa regione, cioè dal 2005.
Le aziende interessate dall'abbattimento di animali a causa della peste suina, che erano 396 nel 2004, sono diventate 195 nel 2005 e a tutt'oggi, nel 2006, non abbiamo alcun caso di aziende interessate da questo problema. Sono stati abbattuti 16 mila capi nel 2004, purtroppo, il che ha dato luogo a un indennizzo complessivo superiore a 4 milioni di euro nel 2005. Su questo fronte si sono registrati dei miglioramenti considerevoli, perché il numero dei suini abbattuti si è ridotto da 16 mila a 6 mila e la spesa complessiva per gli indennizzi è stata soltanto di 1,3 milioni di euro contro 4,1 milioni dell'anno precedente.
Un dato molto interessante che voglio sottolineare, perché indica un effetto positivo a favore di tutti gli allevatori e dei cittadini della Sardegna che deve essere interesse comune cercare di sostenere stante la gravità di questo problema, riguarda il fatto che nel 2006 non è stato ancora denunciato, e speriamo che non lo sarà, nessun focolaio di peste suina. Siamo in una situazione di silenzio epidemiologico: nessun focolaio, nessuna azienda interessata all'abbattimento di animali infetti, nessun suino abbattuto a tutt'oggi.
La pianificazione è mancata negli anni precedenti, evidentemente, o forse c'è stata una situazione di particolare difficoltà, magari una contingenza sfortunata. La pianificazione è stata invece fatta a partire dal momento in cui si è insediato questo Esecutivo, cercando di porre in essere le azioni che hanno portato a questi risultati positivi, che ci auguriamo possano essere mantenute nel corso degli anni.
Ci sono però altri risultati positivi che abbiamo ottenuto in questi due anni di attività e che voglio che i consiglieri conoscano: per la prima volta, dopo ventotto anni, questa Regione ha potuto ottenere dall'Unione Europea la deroga per la macellazione dei suini nelle zone di sorveglianza. E' stata cioè consentita, dopo ventotto anni, la macellazione di suini nelle zone di sorveglianza. Abbiamo a lungo concordato con l'Unione Europea e con il Ministero della salute affinché la macellazione sia possibile nelle zone dove non sussiste alcun rischio. E soprattutto, dopo che per ventotto anni non era stato concesso, l'Unione Europea ha autorizzato l'esportazione di suinetti al di sotto dei tre mesi di età. Piccoli risultati, che però segnano un'inversione di tendenza rispetto a una storica difficoltà nel mondo dell'allevamento dei suini in questa regione.
Nel 2005 si sono presentate delle situazioni particolarmente difficili in seguito al verificarsi di alcuni casi di trichinellosi. E' vero, ci sono stati dei casi di trichinellosi, ma mi dispiace dover contestare un'affermazione che è stata fatta in merito, perché i casi di trichinellosi sono stati notificati al Ministero della salute in data 23 aprile, la ASL numero 3 di Nuoro ha provveduto a notificare i casi di trichinellosi verificatisi ad Orgosolo nel 2005 e l'Assessorato della sanità ha trasmesso al Ministero della salute, in data 9 maggio, una dettagliata relazione sui provvedimenti adottati immediatamente. Nel mese di dicembre, quando si sono verificati altri casi di trichinellosi, si è deciso di intervenire immediatamente superando alcune remore che erano state tenute in considerazione in precedenza, anche per evitare allarmismi, e sono stati attuati degli interventi contingibili e urgenti sia da parte nostra sia da parte del Comune di Orgosolo e del Ministero della salute.
Vorrei precisare un aspetto importante che ha a che vedere con le osservazioni che in Aula si sono aggiunte a quelle contenute nella mozione dell'onorevole Capelli. Tutti i provvedimenti posti in essere in questi ultimi anni, perlomeno da quando è in carica questo Esecutivo, in tema di peste suina e poi anche di trichinellosi, sono stati adottati in perfetta sintonia col Ministero della salute e con l'Unione Europea. L'ordinanza del presidente Soru e quella ministeriale sono state oggetto di momenti di condivisione in incontri da me tenuti personalmente e telefonicamente tenuti col ministro Storace, oltre che col Direttore del dipartimento competente del Ministero della salute, professor Marabelli. Le affermazioni di qualche funzionario sono state smentite direttamente dagli interessati e sono state superate perché erano state fatte da persone che non conoscevano i precedenti degli incontri tra l'Assessore della sanità e il Ministro della salute. Si tratta di affermazioni del tutto prive di fondamento, come hanno ulteriormente precisato gli stessi funzionari che le avevano fatte.
Ho inoltre verificato, insieme al direttore del dipartimento competente del Ministero della salute, la presenza di e-mail che confermano quei momenti di condivisione sia dei provvedimenti che ha preso questa Regione sia di quelli che ha preso il Ministero, col quale abbiamo lavorato in perfetta sintonia e forse, data l'urgenza dei problemi, in maniera più informale che formale, ma tale sintonia è testimoniata dalle e-mail, dalle telefonate e dalle informazioni che all'epoca ebbi modo di verificare direttamente con il ministro Storace.
Non è vero, poi, che non sia stato chiamato a collaborare il gruppo tecnico che noi abbiamo formato, perché sono stati direttamente chiamati a collaborare i massimi responsabili del Ministero che fanno parte di quel gruppo, e in ogni caso credo che queste siano argomentazioni pretestuose, perché quello che conta è il risultato. Se poi le informazioni al Ministero sono state date personalmente da parte nostra, senza nessuna carta scritta, ciò dimostra l'urgenza con la quale abbiamo lavorato e certo non si può pensare che il ministro Storace abbia usato un occhio di riguardo nei confronti di questa amministrazione. Il Ministro ha semplicemente condiviso le difficoltà che stavamo affrontando e ha preso quei provvedimenti che insieme ritenevamo fosse utile prendere.
Con riguardo ai singoli aspetti della mozione che sono stati presentati seppure sinteticamente, sottopongo a quest'Aula alcuni elementi di conoscenza. Per quanto riguarda i campioni recapitati all'IZS, non è vero che questo istituto non abbia potuto sottoporre ad analisi alcuni campioni. A quanto ci risulta, tutti i campioni sono stati correttamente identificati e regolarmente inviati, tramite richiesta dei servizi veterinari, all'IZS.
Per quanto riguarda la presenza e la condivisione da parte dei funzionari regionali, dei veterinari delle Aziende USL e dei responsabili dell'IZS dei procedimenti in corso, quanto è stato riferito è del tutto privo di fondamento. L'ordinanza è stata adottata preso atto delle indicazioni che sono venute dai professionisti e dai responsabili. Noi abbiano istituito un'unità di crisi e un gruppo tecnico per affrontare il problema della trichinellosi; se poi non tutte le persone sono state coinvolte, ciò mi sembra non solo condivisibile ma assolutamente comprensibile, perché non è possibile coinvolgere tutti. Sono stati presi in considerazione gli esperti che si è ritenuto utile interpellare in quel momento e che fanno parte, comunque, dei gruppi tecnici che affrontano queste questioni.
Per quanto riguarda il piano della peste suina che, secondo quanto scritto nella mozione, nel momento in cui l'ordinanza del Presidente della Regione è stata emessa non era ancora definito, in realtà il dato che vi è stato trasmesso e che evito di leggere per risparmiare tempo e farmi perdonare il maggior tempo che ho utilizzato prima, evidenzia che il piano pluriennale - e non annuale - 2006-2009 è stato approvato dalla Giunta nel novembre 2005, quindi era già disponibile, ed è stato approvato dall'Unione Europea con decisione del 30 novembre 2005. I piani annuali per combattere la peste suina, come sa chi mi ha preceduto in questo ruolo istituzionale, o forse non sa perché i piani non li ha visti approvati a suo tempo, hanno una cadenza sfasata rispetto all'anno solare, hanno cioè tempi di approvazione differenziati rispetto all'anno solare. Quindi il piano del 2006 era già stato approvato nel novembre del 2005 e col decreto che è stato firmato questa settimana è stata data prosecuzione alle attività che abbiamo svolto nel 2005.
Per quel che riguarda la trichinellosi, dopo i casi del dicembre 2005, trattandosi di rischi che non riguardano soltanto gli animali ma che possono avere gravi conseguenze sull'uomo, abbiamo ritenuto di procedere con urgenza sottoponendo tutti gli animali che venivano macellati al controllo dell'eventuale presenza di trichinella. E' stato esaminato un numero consistente di maiali sottoposti a macellazione e sono state riscontrate quattro positività per trichinellosi, risultato che comunque è stato considerato positivo, perché ha consentito di evitare che quelle carni potessero in qualche modo creare problemi per la salute umana.
Non solo: poiché, come giustamente ha sottolineato l'onorevole Capelli, i fattori che hanno causato la presenza della trichinella in Sardegna sono difficilmente individuabili e si possono solo fare delle ipotesi, una delle prime azioni che si è ritenuto di dover porre in essere è la sorveglianza degli animali selvatici e in particolare il campionamento dei cinghiali. I documenti che vi sono stati distribuiti riportano i risultati dell'attività di sorveglianza sui cinghiali. Si nota che nell'annata 2005-2006, il campionamento dei cinghiali, prima dell'utilizzo di queste carni da parte dell'uomo, ha avuto un aumento consistente: 820 per cento per quanto riguarda l'attività sierologica e 780 per cento per quanto riguarda l'attività virologica. I risultati ottenuti sono stati giudicati positivi a livello nazionale e internazionale e pongono la Regione Sardegna ai primi posti in ambito europeo nel controllo e nella sorveglianza della trichinellosi. Faccio notare che tutto questo è stato ottenuto nonostante le risorse destinate all'attività di sierosorveglianza siano relativamente scarse; sono state anzi ridotte, seppure in misura modesta, nel corso del 2005, e attualmente ammontano a 56.000 euro.
Credo di avere sufficientemente risposto su molti degli aspetti che sono stati considerati. Faccio un'ultima precisazione riguardo alla delimitazione dei territori. La delimitazione dei territori indicata nell'ordinanza del Presidente della Regione è tutt'altro che erronea e deriva dalla sovrapposizione dei fattori di rischio di due malattie, che certo sono diverse, ma quando si presentano congiuntamente vanno trattate in maniera particolare, e soprattutto dalla presenza di importanti popolazioni di suini allevati in condizioni di clandestinità, al pascolo brado. Il Regolamento CE numero 2075/05 non si occupa della definizione delle zone a rischio, ma delle metodiche di analisi, che sono state modificate nel corso del 2005 e che sono la causa, proprio perché sia l'IZS sia gli uffici decentrati hanno dovuto ad esse adeguarsi, di qualche ritardo nella effettuazione delle analisi ma, comunque, con risultati positivi. Il Regolamento CE del 2005, dicevo, non definisce le zone a rischio, ma si occupa delle metodiche di analisi e di accreditamento delle aziende e degli Stati membri dell'Unione Europea.
Infine, non è corretto parlare di aiuti di Stato per i premi che sono stati individuati dall'ordinanza del Presidente, non soltanto perché questo rilievo non ci è stato fatto da chi di competenza, ma anche perché con chi di competenza è stata invece concordata la soluzione e questi premi sono finalizzati al raggiungimento dell'obiettivo del miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti, così com'è previsto nel piano pluriennale che ci è stato approvato dall'Unione Europea. Si tratta di un sostegno alle aziende che si trovano in difficoltà al fine di regolarizzare la loro posizione e il premio è previsto per quelle aziende che riescono ad aumentare il livello di sicurezza sanitaria nell'allevamento dei suini.
PRESIDENTE. E' prevista adesso la replica di uno dei presentatori della mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni? Stessa richiesta. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che la consigliera Cerina è presente.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Sono presenti 56 consiglieri. Siamo in numero legale.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Oppi - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Spissu - Uggias - Uras.)
Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Assessore, le osservazioni da lei portate, compreso l'allegato che è stato distribuito all'Aula, dimostrano - mi permetta - che lei decisamente non conosce le realtà di cui ha parlato e soprattutto che ha approfittato della non conoscenza della materia da parte della stragrande maggioranza di un'Aula distratta, che non l'ha seguita - e se l'ha seguita forse non ha capito - sulle cose che ha detto. Perciò è ovvio che ci sarà un voto non consapevole. Lei è maestra nel gestire situazioni di questo genere. Quando non si sa cosa rispondere si fanno riferimenti al passato, come sempre. E lei, infatti, ha esordito parlando della "peggiore situazione epidemiologica nella storia", una situazione che non può ricordare, è ovvio, perché non c'era, cosa ne può sapere? Mi stupisce che chi ha scritto per lei quelle righe l'abbia fatto in perfetta malafede! Pur in assenza di piani, le Giunte del passato - non solo la nostra - hanno sempre ottenuto i rimborsi. E li hanno ottenuti in sintonia circa i piani da applicare con la Comunità Europea e il Ministero della salute.
Lei raggiunge l'apice quando dice che nel 2004 sono stati abbattuti 16 mila capi e nel 2005 ne sono stati abbattuti 6 mila. Mi sembra quindi che si sia ottenuto un risultato! O non sa che l'unico intervento possibile nel caso della PSA è l'abbattimento? Vivaddio che sono stati 6 mila! Evidentemente è stato efficace quanto fatto precedentemente. Mi sarei preoccupato del contrario! Siamo di fronte alla manipolazione di una notizia che lei ha dato all'Aula e di cui è totalmente responsabile. Onestà intellettuale avrebbe voluto che lei avesse fatto questa comunicazione in modo diverso. Non c'era altro modo per intervenire se non con l'abbattimento, che per altro è sempre stato rimborsato dalla Comunità Europea secondo i dati ISMEA, mentre oggi, grazie all'ordinanza Storace, gli indennizzi vengono dimezzati. Ordinanza che - non l'ho detto io, l'ha ammesso lei - lei stessa aveva sollecitato e che si è rivelata disastrosa sia per quanto riguarda l'individuazione dei capi allevati per autoconsumo familiare sia per quanto riguarda i rimborsi agli allevatori delle zone interessate dai casi di peste suina africana e di trichinellosi.
Ripeto, io non ho detto che era stata lei a suggerire quella ordinanza, l'ha affermato lei. Così come ha detto, però probabilmente è un lapsus, che nel luglio del 2004, al momento dell'insediamento della nuova Giunta, le aziende interessate dagli abbattimenti erano 123. Questo è il numero degli abbattimenti, non delle aziende! Il dato è però significativo, condivido e sottoscrivo. Chi ha scritto per lei quelle note probabilmente non c'era in quel periodo, e se c'era dormiva, e dunque non sa che nel 2004 la Comunità Europea ha bocciato il piano di eradicazione del 2005, in piena sintonia con l'Assessorato, perché fino a quel momento si erano verificati 10 focolai. Poi c'è stato un picco di 200 focolai, mentre era in fase di approvazione il piano del 2005, che non era un piano di eradicazione bensì di controllo, perché lei mi insegna o dovrebbe capire che in presenza di 10 focolai si fa un piano di controllo e non di eradicazione. In sintonia con l'Assessorato, la Commissione Europea ha rinviato il piano a causa del picco di 200 focolai verificatosi tra agosto e settembre. Il piano di eradicazione è stato presentato e approvato nel 2005, e lei sa di aver firmato ieri la relativa determinazione! A meno che non abbia delegato qualcuno! Perciò il piano del 2006 fino a ieri non esisteva! Avrei avuto piacere che ci fosse stato anche il Presidente, oggi, a cui ha fatto firmare un'ordinanza che contiene una serie di inesattezze, quale "visto il piano del 2006", inesistente al 16 gennaio 2006. Non ha inoltre riferito nulla in merito al Regolamento veterinario richiamato nell'ordinanza e col quale c'è contrasto, e lo sa benissimo!
Quanto all'ultima parte della sua esposizione, sulla circoscrizione del territorio e l'individuazione, in collaborazione con i comuni, delle zone dove è possibile il pascolo brado, le ricordo quanto scrive - e lei ne ha ricevuto sicuramente copia - il professor Gianfranco Calamini dell'Università di Firenze al sindaco di Orgosolo: "La settimana scorsa, in occasione del primo incontro avuto con la sua amministrazione comunale, sono stato informato che una consistente parte del bosco di Padru è stata individuata dal Comune di Orgosolo come uno dei luoghi dove realizzare l'allevamento semibrado dei maiali, al fine di risolvere il problema della trichinellosi. Ho fatto presente al sindaco che una scelta del genere, nonostante le precauzioni e le assicurazioni, significherà ineluttabilmente la fine del bosco di Padru e l'azzeramento di tutte le potenzialità turistiche ambientali dell'area. Sembra però che il mio appello sia caduto nel vuoto". Questo ha scritto il professor Calamini a lei, al sindaco di Orgosolo e ad altri. Nonostante tutto voi insistete! E' una caratteristica della vostra Giunta quella di perseverare. Sbagliare è umano, ma voi perseverate nei vostri errori e ciò sa decisamente di diabolico!
Lei, Assessore, non ha sicuramente risposto in merito alle affermazioni di un dirigente del suo Assessorato che in quel di Desulo e Orgosolo è andato a dire: "Fate una cosa, abbattete i maiali e mangiateli". Un dirigente dell'Assessorato va a dire questo agli allevatori di Desulo e di Orgosolo! Io trovo tutto questo scandaloso, così come trovo scandalose l'impreparazione e le affermazioni che lei ha fatto in quest'Aula, che non sono veritiere e soprattutto non sono supportate dai dati e dai documenti che le ho letto, come il verbale inviatomi dal dottor Santucci. Peraltro non mi è stato detto che tutto poi era stato chiarito, anche perché quanto riferito dal dottor Santucci al dottor Marabelli non è stato assolutamente confermato, nel seguito del verbale, dallo stesso dirigente del suo Assessorato. Dovrei fare un atto di fede su ciò che lei ha detto a Marabelli telefonicamente o in incontri informali! Dovremmo fare un atto di fede anche per quello che lei ha detto in quest'Aula, perché i fatti dicono totalmente il contrario, dimostrando l'inefficacia e l'inefficienza della sua azione.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
L'onorevole Capelli intende che si voti la mozione, naturalmente.
(Interruzioni)
La mozione contiene una censura dell'operato dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, quindi, in base all'articolo 118 del Regolamento, deve essere votata per appello nominale. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 73. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.
(E' estratto il numero 20, corrispondente al nome del consigliere Corda.)
Prego i Segretari di procedere all'appello cominciando dal consigliere Corda.
ORRU' e CORDA, Segretari, procedono all'appello.
Risponde sì il consigliere: Liori.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 38
votanti 37
astenuti 1
maggioranza 19
favorevoli 1
contrari 36
Colleghi, poiché manca il numero legale la seduta è sospesa. Ripeteremo la votazione fra trenta minuti, nel frattempo è convocata la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 26, viene ripresa alle ore 12 e 59.)
PRESIDENTE. Dobbiamo ripetere la votazione per appello nominale. Prego i colleghi di rispondere dai propri posti, con un tono di voce che possa essere sentito da chi deve registrare i voti, perché non sempre si riesce a capire che cosa si dice.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 73. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.
Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.
(E' estratto il numero 58 corrispondente al nome del consigliere Pacifico.)
Prego i Segretari di procedere all'appello cominciando dal consigliere Pacifico.
ORRU' e CORDA, Segretari, procedono all'appello.
Risponde sì il consigliere: Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Frau - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 1
contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Il Consiglio è riconvocato per venerdì prossimo, 23 giugno, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 13 e 12.
Allegati seduta
Risposte scritte ad interrogazioni
Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione MASIA sulla decisione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di avviare con urgenza la realizzazione della sede della Delegazione di spiaggia nel litorale di Stintino. (490)
Con riferimento alle note prot n. 2654/GAB e n. 2655/GAB del 19 aprile 2006, relative alle interrogazioni indicate in oggetto, si trasmette la relazione tecnica contenente elementi di risposta alle stesse, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze, cui compete la materia oggetto delle interrogazioni medesime.
In relazione alla interrogazione in oggetto, con la quale il Consigliere regionale Masia ha chiesto notizie In ordine agli uffici della Delegazione di spiaggia di Stintino che la Capitaneria di Porto di Porto Torres intende realizzare nel Porto di Stintino Mannu, ed, in particolare, in un'area che costituiva oggetto di due concessioni demaniali marittime, questa Direzione, per quanto di competenza, comunica quanto segue.
Giova, al riguardo, evidenziare che le zone demaniali marittime, la cui titolarità della proprietà è posta in capo allo Stato, possono essere destinate, ai sensi dell'art. 34 del codice della navigazione, come nel caso di specie, ad altri usi pubblici (realizzazione uffici della Capitaneria di Porto); in tal modo riservandosi lo Stato l'utilizzo delle stesse.
L'area all'uopo individuata dal Ministero per realizzare tali Uffici risultava occupata da due concessioni e, pertanto, il competente Servizio Demanio e Patrimonio ha dovuto revocarle ai sensi dell'art. 42 del codice della navigazione.
Infatti il citato art. 42 prevede, la revocabilità delle concessioni per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, a giudizio discrezionale dell'Amministrazione concedente.
La concessione demaniale marittima, infatti, viene rilasciata, ai sensi dell'art. 36 del codice della navigazione, "compatibilmente con le esigenze del pubblico uso".
Peraltro, al fine di non pregiudicare le. attività economiche esercitate dai: titolari delle due concessioni interessate, il competente Servizio sopra citato ha provveduto a concedere ai medesimi altra area limitrofa del porto di Stintino.
Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazioneAMADU sul blocco della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, e successive modificazioni, sulle agevolazioni finanziarie in favore degli artigiani. (508)
Il 23 settembre 2004 è stato necessario bloccare l'istruttoria, effettuata dagli enti convenzionati con la Regione per la concessione di contributi ai sensi della L.R. 51/93, in quanto le risorse stanziate in bilancio non erano sufficienti per soddisfare le richieste pervenute a quella data dalle imprese.
Successivamente, con le risorse stanziate nel 2005, si è dato corso alla determinazione di 2.668 progetti di investimento, a valere sulle risorse a disposizione, relative alle pratiche che gli istituti di credito avevano istruito e inviato entro il termine perentorio del 28 febbraio 2005.
A seguito dell'approvazione del bilancio 2006, l'Amministrazione ha ritenuto opportuno procedere celermente a determinare definitivamente le restanti pratiche istruite.
In merito, si informa che il Comitato Tecnico. dal 7 marzo 2006 al 25 maggio 2006 ha deliberato positivamente 762 progetti di investimento per un ammontare di contributo pari a € 28.177.069,44.
Con Deliberazione n. 2/18 del 17/0112006, la Giunta Regionale ha modificato le Direttive di attuazione della L.R. 51/93 art. 10 bis - contributi in c/capitale, al fine di consentire un più razionale ed efficiente utilizzo delle risorse cercando di ottimizzare le ripercussioni di tale intervento agevolativo sull'economia regionale.
I nuovi criteri sono stati elaborati tenendo conto di due diverse modalità di seguito riportate:
§ Procedura a sportello, riguarderà un terzo delle risorse, del corrispondente capitolo di bilancio relativa all'esercizio.
Gli investimenti ammissibili dovranno essere di importo superiore ai 10.000 euro e non superiori ai 70.000 euro.
Questa modalità si applica compatibilmente al regime de minimis.
§ Procedura a bando, attraverso questa modalità verranno erogati i rimanenti due terzi delle risorse.
Potranno partecipare al bando le imprese i cui progetti di investimento sono di ammontare superiore ai 30.000 euro.
Sono stati introdotti gli indicatori utili ai fini della graduatoria che consentono di individuare:
o Apporto dei mezzi propri
o Riuso strutture esistenti
o Prestazioni ambientali
o Capacità di innovazione tecnologica
o Settori di attività di primaria importanza
o Provincia di localizzazione dell'unità produttiva
o Passaggio generazionale
o Associazionismo tra le imprese (cooperative e consorzi)
Oltretutto, per consentire un più razionale ed efficiente utilizzo delle risorse, sono state apportate le seguenti modifiche comuni ad entrambe le modalità:
sono state ridotte le percentuali di contributo: al 30% dell'investimento ammissibile in tutto il territorio regionale e al 35% nelle province più svantaggiate del territorio regionale e inserite alcune limitazioni alle spese ammissibili.
Si informa, inoltre, che è in corso di svolgimento una procedura di gara aperta ai sensi dell'art. 6, 10 comma, lett. a) del D. Lgs 17 marzo 1995, n. 157, per l'affidamento in appalto del servizio di istruttoria tecnico-economica, eventuale concessione del finanziamento, verifica e controllo, eventuale recupero del credito, per gli interventi di sostegno pubblico alle imprese previsti dalla L.R. 51/93.
Testo delle interpellanze e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta
Interpellanza Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Oppi - Amadu - Biancareddu - Cappai - Milia - Randazzo sull'acquisizione al patrimonio regionale del patrimonio immobiliare degli IACP.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE la repentina presentazione del disegno di legge n. 94 - collegato alla finanziaria 2005 e recante "Disciplina di riordino degli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) mediante la loro trasformazione nell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA)" - aveva fatto ritenere che la riforma del settore dell'edilizia residenziale pubblica fosse una priorità dell'attuale Giunta regionale;
PRESO ATTO CHE all'opposto, a tutt'oggi, detto disegno di legge non è stato neppure inserito all'ordine del giorno delle competenti commissioni consiliari, mentre sono state approvate varie norme di legge, adottate deliberazioni e diramate circolari che dispongono - per di più in maniera contraddittoria - dei beni di proprietà degli Istituti;
APPURATO INFATTI CHE, con deliberazione n. 9/13 del 9 marzo 2005, la Giunta regionale autorizzava 1'IACP di Sassari ad alienare l'intero patrimonio immobiliare di sua proprietà e ad avviare le "procedure di vendita del patrimonio valutando la possibilità di affidare i relativi adempimenti a società qualificate anche attraverso forme di cartolarizzazione";
RILEVATO CHE in seguito, in forza dell'articolo 39 della legge regionale n. 7 del 2005, la Regione Sardegna succedeva nei beni e nei diritti del patrimonio immobiliare degli IACP;
PRESO ATTO CHE, con circolare n. 246 del 23 maggio 2005, gli Assessori degli enti locali, finanze e urbanistica e dei lavori pubblici disponevano di contro e del tutto illegittimamente l'esclusione del patrimonio di edilizia pubblica di proprietà degli Istituti dall'applicazione dell'articolo 39 sopra richiamato, sull'assunto che "il tenore letterale dell'articolo 39 sembra (?)... escludere la novella contenuta nell'articolo 5 della legge regionale n. 11 del 2002 che ha recentemente (anno 2002!) inserito gli IACP nell'elenco degli enti regionali ai fini dell'applicazione agli Istituti delle norme di disciplina del personale regionale", nonché in quanto detto patrimonio "in ragione delle finalità sociali cui è destinato, non è suscettibile di formare oggetto di dismissione o cartolarizzazione";
RILEVATA ANZITUTTO l'assoluta incompetenza dei predetti Assessori a fornire interpretazioni autentiche delle norme di legge, soprattutto se finalizzate a ridurne la portata precettiva, escludendone dall'applicazione - come nel caso che qui interessa - taluni soggetti;
attesa inoltre la grave insipienza giuridica e politica dimostrata dai medesimi nel richiamare - a giustificazione degli indirizzi operativi forniti agli Istituti - il testo della legge regionale n. 31 del 1998 previgente alla novella del 2002;
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE la Giunta regionale - con la sopra richiamata deliberazione n. 9/13 del 9 marzo 2005 - aveva già riconosciuto l'assoggettabilità degli alloggi di ERP a procedure "di dismissione o cartolarizzazione";
ATTESO CHE comunque, di fatto, detta circolare ha illegittimamente ed illecitamente impedito l'acquisizione al patrimonio regionale del patrimonio immobiliare degli IACP;
VISTO INFINE il comma 7 dell'articolo 10 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, che autorizza l'Assessore regionale dei lavori pubblici a trasferire "il patrimonio degli IACP destinato a uso pubblico ai comuni ed alle province che ne facciano richiesta al prezzo simbolico di euro 1";
RILEVATA l'incompetenza funzionale dell'Assessore dei lavori pubblici in materia di dismissione del patrimonio regionale;
PRESO ATTO CHE il succedersi delle varie disposizioni legislative predette e la distorta, proditoria ed abusiva interpretazione dell'articolo 39 della legge regionale n. 7 del 2005 fornita dagli Assessori degli enti locali, finanze e urbanistica e dei lavori pubblici con la circolare sopra richiamata ha determinato grande e grave confusione in ordine alla reale titolarità del patrimonio abitativo pubblico;
CONSIDERATA INFINE l'immobilità della maggioranza in ordine alla riforma del settore dell'edilizia residenziale pubblica,
chiedonodi interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere:
1) quali siano i reali intendimenti della Giunta regionale in ordine alla riforma del settore dell'edilizia residenziale pubblica;
2) quali atti siano stati adottati o si intendano adottare in vista dell'acquisizione al patrimonio regionale del patrimonio immobiliare degli IACP, in forza dell'articolo 39 della legge regionale n. 7 del 2005;
3) se si sia proceduto o si intenda procedere al ritiro immediato della circolare n. 246 del 23 maggio 2005, a firma degli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e dei lavori pubblici;
4) quali ragioni abbiano determinato l'emendamento del testo dell'articolo 8 del disegno di legge n. 216/A - ora articolo 10 della legge regionale n. 4 del 2006 - dopo la sua approvazione da parte delle competenti commissioni consiliari, al fine di autorizzare l'Assessore regionale dei lavori pubblici - sfornito della necessaria competenza - a trasferire "il patrimonio degli IACP (rectius della RAS!) destinato a uso pubblico ai comuni ed alle province che ne facciano richiesta".(167).
Interpellanza Marracini - Pittalis - Atzeri sulla situazione dei dipendenti della società Abbanoa ex ESAF.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE alle dipendenze della società Abbanoa Spa sono stati assunti - per il tramite dell'ufficio di collocamento - con contratto a tempo determinato, n. 120 unità già alle dipendenze di ESAF Spa, le quali hanno sopperito alle carenze in organico con ottimi risultati, contribuendo con professionalità e con senso di responsabilità all'espletamento del servizio di erogazione della risorsa idrica in Sardegna ed al recupero dei reflui, con notevole risparmio sui costi;
CONSIDERATO CHE:
- per effetto delle proroghe ripetutesi continuativamente nel corso degli anni, il rapporto di lavoro delle predette 120 unità lavorative è ormai prossimo alla scadenza (30 giugno 2006);
- nonostante l'esperienza e la professionalità acquisite nell'espletamento del servizio, i lavoratori continuano a operare in stato di precarietà e senza alcuna certezza sul loro futuro;
RITENUTO CHE appare ormai non più procrastinabile la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche al fine di non disperdere il patrimonio umano e professionale del quale la Regione, attraverso 1'ESAF prima e la società Abbanoa, poi ha investito nel corso degli anni,
chiedonodi interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere quali siano le azioni che la Regione autonoma della Sardegna intende porre in essere per la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti ex ESAF, attualmente in Abbanoa Spa, al fine di superare lo stato di precarietà ed assicurare la salvaguardia dei posti di lavoro e la prosecuzione del servizio dei 120 lavoratori.(168).
Interpellanza Oppi - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo sugli incarichi quinquennali di dirigente medico responsabile di struttura complessa nell'Azienda sanitaria locale n. 7.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE, con deliberazione n. 309 del 16 febbraio 2006, l'Azienda sanitaria locale n. 7 di Carbonia dichiara di voler conferire incarichi quinquennali di dirigente medico responsabile di struttura complessa nelle discipline di medicina fisica e della riabilitazione, psichiatria, chirurgia generale, medicina trasfusionale, patologia clinica;
CONSIDERATO CHE la deliberazione citata si basa sulla vacanza della pianta organica e sull' esigenza "di assicurare piena funzionalità di direzione" alle strutture sopra citate;
APPURATO CHE le strutture complesse citate non sono le uniche la cui direzione sia vacante, ciò accade ad esempio per la pediatria, carente sia nella struttura del SIRAI che in quella del F.lli CROBU;
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE la deliberazione in oggetto appare, oltre tutto, ambigua e non rispettosa delle prescritte esigenze di chiarezza e determinatezza degli atti amministrativi visto che il posto di chirurgia generale è vacante presso la struttura del Santa Barbara dove, invece, è solo operativa una struttura di chirurgia d'urgenza che già risolve ampiamente il fabbisogno di cura e assistenza; quindi, il previsto nuovo incarico configurerebbe l'apertura di un nuovo reparto di chirurgia con il conseguente aggravio di costi;
ATTESO CHE:
- identico discorso deve essere fatto per la patologia clinica, per cui il bando in premessa non chiarisce quale sia la sede vacante, anche se parrebbe opportuno mantenere le due strutture operanti sotto un'unica dirigenza, considerato il bacino d'utenza e i volumi di attività sviluppabili, oltre che per i costi che strutture separate avrebbero;
- lo stesso vale per la disciplina di medicina trasfusionale, le cui due strutture al momento operano sotto un'unica dirigenza responsabile, come previsto dalle direttive nazionali, in rapporto anche con il centro di compensazione di Cagliari e per le quali, quindi, pare opportuno non procedere a creare una nuova direzione medica;
RILEVATO CHE la Giunta regionale e, in specie, l'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale hanno ribadito in ogni modo la necessità di contrarre la spesa sanitaria in costante incontrollato aumento e che, al contrario, l'istituzione di nuove direzioni mediche e la superfetazione degli incarichi moltiplica costi e centri di spesa;
VERIFICATO CHE la citata deliberazione è stata assunta su iniziativa della Direzione sanitaria della ASL n. 7 e, quindi, avallata dalla direzione generale,
chiedono
di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano informati della vicenda;
2) se siano informati dell'aggravio dei costi che l'attuazione della deliberazione n. 309 del 16 febbraio 2006 della ASL n. 7 di Carbonia comporta;
3) a quanto ammonti l'aumento della spesa a seguito dell'attuazione della citata deliberazione;
4) se non intendano censurare il contegno della direzione sanitaria della ASL n. 7 per le continue decisioni difformi dalle linee di politica sanitaria nazionale e di previsto contenimento della spesa;
5) se intendano intervenire per evitare l'approvazione della deliberazione da parte dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;
6) se, non intervenendo, si debba ritenere che l'emergenza in materia di spesa sanitaria è cessata e, dunque, le aziende possano procedere alla copertura di tutti i posti di dirigenza medica vacanti.(169).
Interpellanza Contu - Licandro - Petrini - Liori - Gallus - Dedoni sulla situazione del reparto di neonatologia e sulle spese inerenti la presentazione del Piano strategico aziendale della ASL n. 8 di Cagliari.
I sottoscritti,
PREMESSO di essere venuti a conoscenza dalla stampa di quanto accaduto domenica 11 giugno 2006 nel reparto di neonatologia della Clinica pediatrica "Macciotta" di Cagliari;
VISTE le insufficienti motivazioni addotte dal direttore sanitario della ASL n. 8 in una dichiarazione rilasciata al quotidiano L'Unione sarda il giorno 13 giugno 2006, a pagina 19, tese a sdrammatizzare una situazione che invece risulta essere critica per il personale medico e paramedico e per i familiari dei pazienti ricoverati;
RISCONTRATO CHE:
- la carenza di personale sta diventando cronica in ogni reparto e già lo scorso anno la ASL n. 8 manifestò l'intenzione di accorpare tutti i reparti di pediatria con evidenti disagi per i piccoli pazienti ed i loro familiari;
- l'accorpamento dei reparti è in palese contraddizione con quanto previsto dal Piano sanitario regionale approvato dalla stessa Giunta regionale lo scorso novembre;
- l'accorpamento dei reparti di pediatria e neonatologia, viste le differenti specialità e le differenti problematiche di gestione nella cura e nell'assistenza dei pazienti ricoverati creerebbe gravi problemi agli stessi, alle loro famiglie ed al personale medico e paramedico;
- lo scorso anno, esattamente nei primi giorni di luglio, la ASL n. 8 cercò di accorpare i reparti di pediatria per fronteggiare le spese del personale da luglio a settembre e i direttori dei reparti di pediatria degli ospedali cagliaritani denunciarono con forza i disagi che si sarebbero creati con l'accorpamento dei reparti;
- la ASL n. 8 continua pervicacemente a perseguire una politica di tagli indiscriminati ai servizi sanitari senza concertazione alcuna con il personale, evidenziando una visione miope e qualunquistica della razionalizzazione della spesa;
RILEVATO CHE:
- nonostante l'Assessore proclami il risparmio sulla spesa sanitaria pubblica la ASL n. 8, per la presentazione del Piano strategico aziendale, ha speso oltre 25.000 euro, tra affitto della sala per i convegni alla Fiera campionaria di Cagliari, affidando il servizio di catering alla ditta "Dal Corsaro ricevimenti", come da deliberazione n. 669 del 12 maggio 2006, ed altre spese;
- altresì gravemente:
- queste spese sono in palese contraddizione con quanto proclamato dall'Assessore e dal direttore generale della ASL n. 8;
- in molti reparti, non solo in quelli di pediatria, vengono lamentate gravi carenze nella spesa farmaceutica indispensabile;
- si è venuti a conoscenza di spese di rappresentanza, di viaggi e di ristrutturazione di uffici non necessari e urgenti,
chiedono
di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
a) quali siano le direttive e soprattutto le note di programmazione impartite dall'Assessorato competente all'amministratore della ASL n. 8 di Cagliari in merito all'accorpamento dei reparti di pediatria e neonatologia;
b) se sono stati consultati, ed eventualmente con quali pareri, i responsabili dei reparti che devono essere accorpati;
c) se fosse indispensabile la spesa di 19.800 euro per il servizio catering sostenuta dalla ASL n. 8 in occasione della presentazione del Piano strategico aziendale il giorno 17 maggio 2006;
d) a quanto ammonta, in via definitiva, la spesa sostenuta dalla ASL n. 8 per la presentazione del Piano strategico aziendale e non regionale.(170).
Interrogazione Davoli - Uras - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sullo strano fenomeno delle cosiddette "scie chimiche" che appaiono sui cieli della Sardegna centrale.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- negli ultimi mesi, sui cieli di Nuoro e provincia, in occasione di giornate limpide, è stato ripetutamente notato uno strano fenomeno che ha creato, nelle popolazioni del Centro-Sardegna, apprensione e forte preoccupazione;
- si tratta di un intenso traffico di aerei non identificati che, percorrendo rotte non convenzionali, tracciano strisce bianche che, per il modo con cui si presentano, non hanno niente a che vedere con le normali scie di condensazione degli aerei di linea;
CONSIDERATO CHE tali scie, dopo aver formato, intersecandosi tra loro, una sorta di reticolato, non si dissipano subito dopo come accade normalmente nelle scie di condensazione, ma sfaldandosi si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso che interessa un'area molto vasta; tutto ciò non può che creare dubbi e paure comprensibili nella popolazione anche alla luce di informazioni raccolte attraverso i vari siti presenti su internet;
PRESO ATTO CHE l'incertezza e il mistero sull'origine di tale fenomeno, ed in più la totale mancanza di conoscenza sulle possibili conseguenze determinate da eventuali e prevedibili precipitazioni di elementi chimici che compongono appunto le "scie chimiche", così sono state etichettate, ha generato ipotesi e interpretazioni varie;
TENUTO PRESENTE CHE una di queste interpretazioni, manifestatasi in ambienti scientifici internazionali, avvalorerebbe la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini; infatti, proprio nelle zone in cui sono apparse le "scie chimiche" si sono registrati episodi di intossicazione e strane malattie; altri studiosi sostengono che sarebbero l'effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o addirittura per provocare mutamenti climatici; altri ancora pensano a utilizzi militari per la presenza consistente di silicio e metalli di altra natura,
chiedono
di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per sapere:
1) se sono a conoscenza dell'intenso traffico di aerei che percorrono rotte non convenzionali sui cieli della Sardegna centrale, almeno fin dal mese di novembre del 2005;
2) se conoscono le motivazioni per cui vengono fatte queste operazioni;
3) se sono a conoscenza che tali aerei tracciano scie bianche che non possono essere confuse con le normali scie di condensazione degli aerei di linea;
4) di quali sostanze sono costituite le "scie chimiche" e quali conseguenze possono avere sulla salute dei cittadini;
5) se si è a conoscenza di altri dati o informazioni di carattere scientifico che possano fornire credibili spiegazioni sullo strano fenomeno delle "scie chimiche". (514).
Interrogazione Atzeri - Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione degli incendi che colpiscono la nostra Isola.
I sottoscritti,
VISTI i già numerosi e pericolosi incendi verificatisi in vari territori dell'Isola, in particolare nella Provincia di Nuoro, con conseguenti gravissimi danni alle colture, nonché all'intero habitat e grande panico tra la popolazione;
CONSIDERATA l'esiguità delle forze antincendio messe a disposizione per lo spegnimento degli incendi nonostante le promesse, più volte formulate, di potenziamento di un servizio così strategico per la Sardegna;
RITENUTO che la macchina antincendio posta a suo tempo in essere dall'Assessorato risultava essere molto più efficiente sia per l'intervento di spegnimento, sia per la protezione civile;
VISTO che in diversi focolai i mezzi a disposizione dell'Ente foreste per i territori della Baronia alta e bassa sono incomprensibilmente risultati esigui (in totale solo tre automezzi) e che, più in generale, si rischia di trovare la medesima situazione relativa anche ad altri territori della nostra Isola;
TENUTO CONTO che il problema degli incendi, oltre a rappresentare una piaga endemica, implica straordinarie conseguenze negative in tema di tutela e identità ambientale, nonché in termini di valorizzazione turistica e di sviluppo economico per la nostra Isola;
CONSIDERATO che ogni anno oramai questi fenomeni si verificano molto prima dell'inizio della reale campagna antincendio e che, pertanto, appare necessario aggiornare le stesse strategie regionali sul tema;
VISTA la presenza in quei territori di un considerevole numero di forze di addetti alla vigilanza e allo spegnimento dei fuochi,
chiedono
di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente e il Presidente della Regione per sapere:
1) quali siano i motivi che ostacolano la dotazione adeguata al Corpo forestale di vigilanza ambientale e ai dipendenti dell'Ente foreste di mezzi efficienti (pick-up, autobotti, botti, Land Rover, etc.);
2) per quali motivi il coordinamento di questi interventi di prevenzione attiva e passiva non viene effettuato nella maniera più adeguata e pronta;
3) se ritengano che le risorse finanziarie siano adeguate alle finalità che tale importante e fondamentale funzione svolge per tutto il personale coinvolto, e se si intende procedere e agire per consentire il funzionamento capillare di tutto il personale distribuito nei vari territori;
4) se non sia utile, a questo riguardo, anche una rivisitazione dei ruoli e delle competenze per una maggiore valorizzazione delle professionalità presenti all'interno dell'Ente foreste e degli Ispettorati forestali. (515).
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà dei passeggeri che intendono viaggiare in aereo nelle tratte da e per Alghero e sull'opportunità di ripristinare la tratta Alghero-Ciampino gestita da Ryan Air.
Il sottoscritto,
CONSTATATE le notevoli difficoltà in cui incorrono i passeggeri, residenti e non, che intendono viaggiare in aereo in partenza o in arrivo per l'aeroporto di Alghero; le proteste degli utenti nonché degli operatori turistici si sono fatte vivacemente sentire in questi giorni che preludono al ponte di fine settimana a causa dell'impossibilità di trovare un posto libero in aereo nelle tratte da e per Alghero;
CONSIDERATO che questa situazione, oltre a creare disagi alle persone, nuoce fortemente all'economia del nord Sardegna dato che molti turisti sono obbligati a dirigersi verso altre località non sarde;
RITENUTO che la Giunta regionale debba intervenire per far incrementare il numero dei voli, valutando contestualmente la possibilità di chiedere il ripristino della tratta Alghero-Ciampino gestita efficacemente dalla compagnia Ryan Air, la cui riattivazione incrementerebbe l'offerta e la concorrenza con risultati già positivamente sperimentati,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se sono a conoscenza delle difficoltà dei passeggeri che intendono servirsi dell'aeroporto di Alghero a causa della carenza di posti in aereo e per conoscere le iniziative che intendono assumere per incrementare i voli e per far ripristinare la tratta Alghero-Ciampino gestita dalla compagnia Ryan Air.(516).
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui disagi causati all'utenza dall'esclusione di Alitalia dalle rotte aeree in regime di continuità territoriale.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- il 24 maggio u.s. il Consiglio di Stato ha definitivamente escluso la compagnia Alitalia dall'assegnazione dei collegamenti aerei tra la Sardegna e gli scali di Roma e Milano in regime di continuità territoriale;
- in occasione delle festività del 2 giugno prossimo e della successiva domenica 4 giugno, si è verificato un notevole incremento delle prenotazioni sui voli in regime di continuità territoriale;
CONSIDERATO CHE:
- in data odierna, i principali quotidiani regionali riportano preoccupanti notizie relative al funzionamento delle stazioni aeroportuali di Cagliari-Elmas e Alghero-Fertilia previsto per l'imminente fine settimana;
- secondo la stampa, la compagnia aerea Airone non accetterebbe più sui propri voli i passeggeri in possesso di biglietti rilasciati da Alitalia, richiedendo invece l'acquisto di un proprio biglietto e costringendo così i passeggeri a rivolgersi in un secondo momento ad Alitalia per ottenere il rimborso spettante;
- tale prassi avrebbe già comportato, nei giorni scorsi, una situazione di caos nello scalo di Cagliari-Elmas e la partenza dei voli interessati con ritardi che sono arrivati a superare le tre ore;
- i posti in regime di continuità territoriale sui voli Airone in partenza da Alghero nel periodo tra il 2 e il 4 giugno risultano esauriti e solo i passeggeri che hanno prenotato i biglietti avranno la possibilità di viaggiare,
chiedono
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti su quali misure la Giunta regionale intenda adottare per ovviare ai gravi disagi che i numerosi cittadini sardi, che nel prossimo fine settimana volessero usufruire dei voli in regime di continuità territoriale, rischiano di subire.(517).
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione da parte delle Ferrovie della Sardegna della prima corsa Sassari-Cagliari.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE l'Assessore regionale dei trasporti, durante il dibattito in Consiglio regionale sui trasporti, aveva garantito che il passaggio delle corse dalla Pani alle FdS non avrebbe comportato alcun taglio alle tratte esistenti;
CONSIDERATO CHE, nella stessa occasione, il rappresentante della Giunta regionale aveva garantito che il servizio sarebbe migliorato sia con l'aumento delle corse, sia con una migliore qualità del trasporto;
AVENDO APPRESO CHE le FdS, con decorrenza 1° giugno p.v., intendono modificare alcune corse, su richiesta proprio dell'Assessorato regionale dei trasporti;
EVIDENZIATI i forti disagi che ne deriveranno per i cittadini sardi, che saranno costretti ad interrompere il percorso a metà strada per traslocare dall'autobus al treno;
RITENUTO CHE il comportamento dell'Assessore sia deplorevole, in quanto nonostante le assicurazioni esposte in Consiglio regionale ha, ancora una volta, completamente disatteso le aspettative dei sardi;
TENUTO CONTO CHE l'Assessore regionale dei trasporti, insieme al Presidente Soru, anziché viaggiare con l'auto blu e l'autista, dovrebbero utilizzare i mezzi pubblici per meglio comprendere le difficoltà ed i disagi a cui vanno quotidianamente incontro i cittadini sardi, ed in particolare coloro che viaggiano da Sassari a Cagliari,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
- quali motivazioni abbiano determinato la richiesta dell'esecutivo regionale di modifica delle corse Sassari-Cagliari;
- se non ritengano di dover rivedere con urgenza tale decisione, provvedendo a potenziare, e non a tagliare, il servizio pubblico del trasporto in Sardegna, che si trova oggi in una condizione di completo abbandono.(518).
Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina quasi clandestina a capo redattore del portale regionale "Conoscere.it" di un dipendente Tiscali.
I sottoscritti,
APPRESO CHE, con determina n. 916 del 9 maggio 2006, il direttore generale del Servizio istruzione dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ha disposto il conferimento dell'incarico professionale giornalistico di capo redattore alla dottoressa Alessandra Mulas per la gestione dei contenuti del portale "Conoscere.it" nell'ambito dell'attuazione del Progetto CAMPUS, finanziato con fondi del POR Sardegna 2000/2006 asse III, misura 3.6, che prevede "Prevenzione della dispersione scolastica e formativa";
RILEVATO CHE la dottoressa Mulas è ricompresa in un elenco di candidati idonei, nel quale figurano anche due giornalisti professionisti dipendenti di ruolo dell'Amministrazione regionale, già in organico al disciolto Ufficio stampa della Regione Sardegna;
ATTESO CHE la legge regionale n. 31 del 1998, di disciplina degli incarichi dei dipendenti regionali, prescrive tassativamente che l'Amministrazione può ricorrere agli incarichi esterni solo nel caso in cui non esista negli organici della Regione personale idoneo;
CONSIDERATO CHE nel caso di specie l'apposita commissione di valutazione delle candidature ha giudicato idonei e inclusi nell'apposito elenco ben due dipendenti di ruolo dell'Amministrazione regionale, peraltro con lunga esperienza professionale;
RILEVATO CHE l'avviso pubblico per la costituzione dell'elenco dei candidati cui affidare l'incarico di capo redattore è stato pubblicato solo sul sito internet della Regione, il 23 gennaio 2006, senza altra forma obbligatoria di pubblicità sul BURAS o sui giornali sardi;
TENUTO CONTO ANCHE dell'esiguo tempo come termine per presentare le domande fissato al 31 gennaio 2006, appena otto giorni, con una forma evidente di semiclandestinità, essendo stata preclusa la conoscenza del bando (nonostante una graduatoria di 55 nominativi) alla maggioranza di potenziali interessati,
chiedono
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere:
1) le ragioni per le quali non è stata data al bando di selezione la dovuta pubblicità riservandone la conoscenza esclusivamente a due sole categorie (gli utenti di internet e gli informati per caso) escludendo in maniera illegittima la generalità degli interessati;
2) le ragioni per le quali, anche in questo caso, la Regione continua ad ignorare, escludere ed emarginare dipendenti di ruolo della stessa Amministrazione, riconosciuti ufficialmente idonei, dagli incarichi professionali, affidandoli in maniera illegittima a personale esterno;
3) se non intendano revocare l'incarico affidato in maniera illegittima;
3) se corrisponde al vero che la dottoressa Alessandra Mulas di Cagliari sia, o sia stata dipendente della società Tiscali.(519).
Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sui nuovi disservizi della continuità territoriale.
Il sottoscritto,
CONSIDERATO CHE:
- il volo Air One Roma-Cagliari delle ore 21,35 del 31 maggio è stato più volte rinviato senza che ai passeggeri in attesa all'aeroporto di Fiumicino sia stata data alcuna spiegazione dei ritardi;
- la stessa identificazione della porta di imbarco del volo è stata resa difficile, con multipli spostamenti effettuati senza alcuna comunicazione ufficiale ai passeggeri che, pertanto, nell'attesa si sono visti costretti a presidiare le porte di uscita;
- i servizi aeroportuali di ristorazione sono stati interrotti ben prima della partenza dell'aereo, lasciando i passeggeri in attesa privi di qualsiasi supporto logistico;
- numerosi passeggeri di tale volo Roma-Cagliari avrebbero dovuto raggiungere destinazioni sarde distanti decine di chilometri dall'aeroporto di Elmas, con familiari in attesa a Elmas, a loro volta privi di qualsiasi informazione da parte dello stesso call center Air One;
- il volo per Cagliari è stato effettivamente autorizzato al decollo soltanto dopo la mezzanotte, su un aereo che non sembrava appartenere alla compagnia Air One, ma alla Eurofly, della quale aveva le insegne e il personale di bordo,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
- se intendano informarsi presso la compagnia Air One per sapere quali siano i reali motivi del ritardo del volo Air One delle ore 21,35 del 31 maggio in partenza da Roma a Cagliari;
- se intendano informarsi presso la Compagnia Air One per sapere quali siano le cause della inadeguatezza dell'assistenza aeroportuale a Fiumicino nei confronti dei passeggeri in attesa e dell'altrettanto inadeguata assistenza e informazione dei familiari in attesa all'aeroporto di Cagliari-Elmas;
- quali iniziative intendano intraprendere presso le compagnie che operano con i loro voli per la Sardegna perché, pur nell'attuale situazione di disservizio, siano garantiti i diritti fondamentali all'informazione e all'assistenza dei passeggeri e delle loro famiglie;
- quali iniziative intendano intraprendere per porre fine all'attuale situazione di anarchia sui voli della continuità territoriale sarda, garantendo la dignità e il diritto allo spostamento dei cittadini sardi e le prospettive economiche della prossima stagione turistica estiva.(520).
Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul controllo delle acque territoriali della Sardegna.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
- in più di una circostanza il Presidente Soru ha rivendicato una competenza specifica nel controllo del tratto di mare antistante la Sardegna, così come anche di recente è dato individuare dalle imposte, introdotte nel maxicollegato alla Finanziaria, ai natanti che si affacciano nelle vicinanze delle coste sarde;
- che l'attività della guardia costiera nella Sardegna, inoltre, è gestita da strutture dislocate fuori dall'Isola e che le unità operative presenti non sono tanto numerose da poter controllare al meglio le necessità e le urgenze che si verificano;
VALUTATA L'OPPORTUNITÀ, oltre che la necessità, di coinvolgere la protezione civile dell'Isola e tutto il sistema del volontariato per garantire una più larga banda di iniziative e attività di salvamento a mare;
ATTESO CHE numerosi incidenti si sono verificati lungo il tratto di mare antistante la Sardegna; infatti, anche di recente, nelle vicinanze di Bosa due pescatori sono stati tratti in salvo da diportisti di passaggio, ed in particolare uno ha vissuto l'amara esperienza di rimanere in acqua oltre 6 ore con l'imbarcazione che affondava, pur avendo trasmesso la richiesta di soccorso sin dalle ore 6 del mattino, ma ricondotto in porto solo alle ore 12.30; ironicamente lo sfortunato alle ore 15.30 ha ricevuto presso la propria abitazione la telefonata del "soccorso a mare" che dichiarava di aver saputo del salvataggio;
CONSIDERATO CHE la flottiglia peschereccia sarda sempre più, anche per incentivazioni da parte della legislazione, tende alla pesca d'altura, e che la legislazione regionale sempre più tenta di bloccare l'invadenza di altre marinerie nel proprio tratto di mare;
ACCERTATE ALTRESÌ le innumerevoli presenze di bagnanti e diportisti nel periodo estivo che possono far lievitare notevolmente il rischio di incidenti,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e gli Assessori della difesa dell'ambiente e degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) se non ritengano di dover attivare uno specifico accordo con lo Stato per garantire maggiore tutela e presenza, anche con mezzi adeguati, nel mare sardo, ovvero se non si ritenga anche con precisa volontà di voler rendere sempre più pregnante l'autonomia della Sardegna, trovando un adeguato convenzionamento con lo Stato, anche tramite apposita delega, per istituire un servizio di prevenzione, tutela e soccorso nelle acque territoriali antistanti l'Isola con il coinvolgimento della Protezione civile isolana ed il sistema del volontariato particolarmente attivo in ogni circostanza di necessità per la Sardegna.(521).
Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di spostare l'autostazione ARST di Oristano.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE ad Oristano é presente un'autostazione ARST che serve quotidianamente un notevole numero di utenti di tutta la provincia, e non solo, e che sulla sua utilità non esiste nessun dubbio;
RILEVATO CHE l'ubicazione della stessa autostazione é nella centralissima via Cagliari, che rappresenta per la città la maggiore arteria e valvola di sfogo del traffico cittadino;
CONSIDERATO CHE:
- nell'ultimo decennio il traffico cittadino oristanese é notevolmente aumentato e che la presenza dell'autostazione crea un notevole impedimento all'attrazione del nuovo Piano urbano del traffico;
- il 1° luglio 1993 venne stipulato, fra il sindaco del Comune di Oristano e il presidente e legale rappresentante dell'ARST, un accordo che prevedeva il trasferimento in altra sede dell'autostazione, in un termine ragionevole di otto anni dalla data dell'accordo;
- nel gennaio u.s., il comando dei vigili urbani di Oristano ha inoltrato all'assessore competente del Comune di Oristano una relazione nella quale si sottolineano le reiterate proteste dei cittadini che, a causa della presenza dell'autostazione in un punto nevralgico della viabilità, affrontano disagi e pericoli; infatti l'intenso movimento di mezzi ingombranti e pesanti in entrata e uscita dall'autostazione crea notevoli problemi alla circolazione dei veicoli e dei pedoni, che a causa della vicinanza di scuole e unici, si riversano nella via Cagliari a qualunque ora della giornata;
RITENUTO CHE la presenza dell'autostazione ARST nella via Cagliari ad Oristano sia incompatibile con le esigenze cittadine di snellimento del traffico, nonché con le norme del Piano particolareggiato del centro storico, dove é attualmente insediata la struttura,
chiede
di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti e la Giunta Regionale per essere informato:
- su eventuali provvedimenti che la Giunta volesse adottare per venire incontro all'esigenza di trasferimento dell'autostazione ARST dalla sede attuale ad un'altra compatibile con le esigenze degli utenti e della popolazione oristanese;
- se sia intenzione di questa Giunta, di concerto con gli amministratori locali, individuare la precisa sede per la realizzazione della nuova stazione ARST in tempi relativamente brevi;
- se sia nei propositi della Giunta regionale destinare risorse o finanziamenti diretti a realizzare la nuova sede del terminal ARST nella città di Oristano.(522).
Interrogazione Ibba - Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inquinamento da liquami nella periferia di Ozieri.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- come riportato dagli organi di stampa del 25 maggio 2006 (La Nuova Sardegna, edizione di Sassari), il giorno 24 maggio 2006, 300 ettari di terreno della periferia di Ozieri sono stati inquinati dai liquami trasportati dalla condotta dell'impianto di depurazione realizzato dal Consorzio Chilivani nella zona artigianale Sant'Ezzu nel quartiere di San Nicola ad Ozieri;
- dal novembre del 2005 il depuratore e le condotte sono state date in gestione al Consorzio suddetto e i liquidi putridi, per lungo tempo mescolatisi alle acque piovane hanno progressivamente invaso le aziende ubicate nella zona provocando ristagni maleodoranti che costituiscono un grave danno per l'ambiente e un pericolo per le persone e per gli animali,
chiedono
di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se corrisponda al vero, ed in quali termini, quanto riportato in premessa circa le notizie riportate dagli organi di stampa;
2) come intenda procedere per ripristinare le condizioni igieniche dei luoghi;
3) se non ritenga opportuno valutare la ricaduta dal punto di vista delle responsabilità penali e civili che potrebbero eventualmente individuarsi considerando che è in corso un intervento mirato della magistratura ordinaria;
4) se non ritenga opportuno disporre un sopralluogo in situ dei tecnici dell'Assessorato.(523).
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione delle associazioni di volontariato della Sardegna dai finanziamenti per il Servizio civile nazionale.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- il 23 maggio u.s. è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando per la selezione dei volontari da impiegare nei progetti del Servizio civile nazionale in Italia e all'estero;
- dei 128 progetti selezionati per ricevere i finanziamenti erogati dal Ministero per la solidarietà sociale, soltanto 2 sono stati proposti da enti e associazioni di volontariato della Sardegna;
- dei 45.147 posti messi a disposizione dal Servizio civile nazionale, alla Sardegna ne sono stati assegnati 514, pari all'1 per cento del totale nazionale;
PRESO ATTO CHE:
- il comitato direttivo del Centro di servizio per il volontariato "Sardegna solidale" ha deliberato di presentare ricorso al TAR del Lazio per chiedere la revoca della graduatoria, che vede esclusa dai finanziamenti la terza annualità del progetto "Giovani per il volontariato";
- al progetto sono stati riconosciuti gli stanziamenti del Servizio civile nazionale per le due passate annualità;
- il progetto avrebbe permesso l'impiego di 179 giovani sardi in 96 sedi sparse su tutto il territorio dell'Isola,
chiedono
di interrogare il Presidente della Regione su quali misure la Giunta regionale intende adottare presso il Governo nazionale e in particolare presso il Ministero per la solidarietà sociale per salvaguardare i diritti delle associazioni di volontariato della Sardegna e dei volontari sardi.(524).
Interrogazione Cappai, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei voli Alitalia da e per la Sardegna e sul conseguente disservizio causato ai disabili.
Il sottoscritto,
PRESO ATTO CHE il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato da Air One, ha recentemente deciso, con propria sentenza, di vietare ad Alitalia le rotte da e per la Sardegna, non avendo quest'ultima rispettato i termini previsti dalla gara per l'assegnazione delle rotte per l'attuazione della continuità territoriale;
CONSIDERATO CHE l'abbandono forzato dello scalo di Cagliari da parte di Alitalia inevitabilmente porrà dei seri problemi ai disabili, ciechi e ipovedenti e a tutti coloro che appartengono alle categorie svantaggiate in quanto non potranno più usufruire dei servizi di accoglienza e di accompagnamento che erano loro riservati grazie alla fruizione della "sala amica Alitalia";
APPRESO CHE le compagnie aeree assegnatarie dei voli nelle tratte da e per la Sardegna (Meridiana e Air One) a tutt'oggi parrebbero non offrire tali servizi di accoglienza e di accompagnamento indispensabili per garantire alle categorie più svantaggiate i massimi confort in quelle situazioni a volte di disagio che spesso accompagnano l'attesa negli scali aeroportuali;
RITENUTO CHE, in ogni situazione, i diritti dei disabili vadano sempre tutelati e che in ogni situazione vada sempre fatto il possibile per alleviare la sofferenza e il disagio dei meno fortunati,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali risoluzioni intendano porre in essere affinché vengano stipulate con le compagnie aeree assegnatarie delle rotte da e per la Sardegna (Meridiana e Air One) apposite convenzioni che garantiscano e restituiscano a tutti i viaggiatori, in particolare agli invalidi, ai ciechi e agli ipovedenti e a coloro che appartengono alle categorie svantaggiate, il diritto ai servizi di accoglienza e assistenza fino ad oggi esistenti e garantiti dalla compagnia Alitalia.(525).
Interrogazione Liori - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul calendario venatorio stagione 2006/2007.
I sottoscritti,
CONSIDERATO CHE:
- per la stagione venatoria passata (2005/2006) l'Assessorato predispose un calendario venatorio fortemente penalizzante per i cacciatori sardi, che prevedeva l'esclusione ingiustificata della caccia alla tortora, il dimezzamento delle giornate dedicate alla selvaggina nobile stanziale (pernice e lepre) e l'imposizione di un incomprensibile silenzio venatorio della durata di due settimane;
- le suddette decisioni furono ratificate da un Comitato faunistico regionale poco prima rinnovato dall'Assessore stesso, che sostituì alcuni rappresentanti di associazioni venatorie con altri componenti espressione di associazioni ambientaliste dichiaratamente ostili alla caccia;
- le suddette decisioni furono assunte senza riferimenti e motivazioni scientifiche, ma solo in base ad una preconcetta ostilità al mondo venatorio;
- 48 mila cittadini sardi, che esercitano la caccia, hanno il diritto di praticare il loro sport, che è garanzia di salvaguardia e tutela dell'ambiente, come sancito dall'accordo sottoscritto a Bruxelles fra la Federazione dei cacciatori europei (FACE) e il Birdlife international, sotto l'egida dell'Unione europea, e che nella nostra Regione significa tradizione, cultura, scambio tra generazioni e popolazioni diverse, impegno volontaristico nella lotta agli incendi e al bracconaggio;
- il testo del regolamento di attuazione del Piano regionale faunistico, consegnato recentemente dall'Assessore stesso al Comitato faunistico regionale, contiene elementi di forte preoccupazione per il futuro della caccia in Sardegna, in particolare per quanto riguarda:
- l'istituzione degli Ambiti territoriali di caccia, che impedirebbero ai cacciatori sardi di praticare l'attività venatoria su tutto il territorio regionale, relegando ciascuno, a seconda della propria residenza, in una ristretta area, senza tenere conto della varietà geografica della nostra Regione;
- i costi altissimi per il rinnovo annuale della licenza di caccia e per l'iscrizione ad ambiti diversi, così da rendere la caccia non più un'attività popolare e alla portata di tutti, ma destinarla esclusivamente ai cittadini più abbienti;
- la possibilità di chiudere alla caccia i terreni in cui viene esercitato il pascolo brado del bestiame, con conseguenti difficoltà e costi aggiuntivi non solo per i cacciatori, ma anche per i pastori, che dovrebbero così sottostare a nuove complicate regole, con enormi costi aggiuntivi,
chiedono
di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
- come intenda predisporre l'imminente calendario venatorio regionale per la stagione di caccia 2006/2007 garantendo ai cacciatori sardi il ripristino del prelievo della tortora ed una adeguata calendarizzazione del prelievo della selvaggina nobile stanziale;
- come intenda avviare un reale e ampio confronto con le forze politiche, gli enti locali e le associazioni venatorie che abbia per oggetto il Piano regionale faunistico.(526).
Interrogazione Contu - Licandro - Petrini - Liori - Gallus - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del reparto di psichiatria dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza e altri disservizi.
I sottoscritti,
VENUTI A CONOSCENZA del trasferimento del reparto di psichiatria dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza, il giorno 6 giugno 2006 si sono recati in visita negli ospedali suddetti per verificare quanto appreso;
VISTO il sopralluogo effettuato dai sottoscritti consiglieri regionali;
RISCONTRATO CHE:
a) il reparto di psichiatria, compreso il personale, è stato trasferito da circa sei mesi dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza;
b) secondo quanto si è appreso, il reparto doveva essere trasferito a Ghilarza per un breve periodo di tempo, per consentire l'ammodernamento di un'ala dell'ospedale civile di Oristano rendendolo idoneo ad ospitare i malati psichiatrici;
c) la permanenza dei malati nell'ospedale di Ghilarza si sta protraendo da un periodo troppo lungo e, secondo quanto si è verificato, il servizio psichiatrico non potrà tornare ad essere inserito nell'ospedale di Oristano per un tempo ancora imprecisato, comunque non prima di sei mesi;
d) si ipotizza che il reparto di psichiatria dell'ospedale civile di Oristano possa essere ubicato nella vecchia struttura ospedaliera del San Martino, quindi extra moenia, rispetto al corpo ospedaliero;
e) il personale medico e paramedico titolare ad Oristano è costretto a trasferte estenuanti per garantire la copertura dei turni;
f) l'ubicazione del reparto, che deve soddisfare le esigenze di un bacino di utenza estremamente vasto, sta creando enormi disagi ai pazienti e ai loro parenti;
RILEVATO CHE:
a) la norma impone che un reparto di psichiatria sia inserito in una struttura ospedaliera di carattere generale, con la presenza quindi di tutti i reparti dell'urgenza;
b) all'ospedale Ghilarza sono presenti solo i reparti di chirurgia e di medicina generale e quindi l'ospedale non è idoneo ad ospitare il reparto di psichiatria;
c) i tempi per la realizzazione del reparto ad Oristano non sono certi e il reparto di psichiatria, con ragionevole previsione, non potrà tornare ad Oristano prima del 2007;
d) in entrambi i presidi, in tutti i reparti sono state riscontrate carenze croniche di personale medico e paramedico;
RILEVATO CHE, altresì gravemente:
a) durante la visita si è riscontrata la mancanza, in entrambi gli ospedali, delle camere calde nei pronto soccorso;
b) la pianta organica prevista per legge, soprattutto per quanto riguarda il personale medico, ed in particolare per gli anestesisti, è ridotta all'emergenza continua;
c) per tamponare la carenza di personale e per garantire il servizio nei pronto soccorso si fa ricorso all'utilizzo dei medici titolari di guardia medica per periodi di tre mesi, con gravi pericoli per l'amministrazione sanitaria, che si espone al rischio di dover riconoscere, in sede di giudizio, l'effettivo lavoro svolto dai medici;
d) è stato verificato lo status di degrado igienico-sanitario della struttura che ospita il servizio di riabilitazione presso il San Martino;
e) è stato possibile inoltre riscontrare la situazione di difficoltà in cui il personale è costretto ad operare e delle possibilità di trasferimento dello stesso in locali ancor meno idonei per operatori e pazienti;
CONSIDERATO CHE:
a) Oristano è esclusa dai piani regionali per l'oncologia e non se ne comprende la ragione;
b) all'ospedale civile di Oristano non esiste un reparto di emodinamica,
chiedono
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) quali siano le direttive e soprattutto le note di programmazione impartite dall'Assessorato competente all'amministratore della ASL n. 5 di Oristano in merito allo spostamento del reparto di psichiatria prima dall'ospedale di Oristano a quello di Ghilarza, poi al vecchio San Martino di Oristano;
2) quali sono i tempi per la realizzazione del reparto di psichiatria nell'ospedale di Oristano;
3) quanto tempo è necessario per l'ultimazione dei lavori di ampliamento dell'ospedale oristanese;
4) quali provvedimenti intenda adottare la Giunta per assumere il personale medico e paramedico necessario alla copertura reale dei servizi della ASL n. 5 di Oristano.(527).
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguatezza del servizio di dialisi per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale nella Provincia di Oristano.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE nella Provincia di Oristano i presidi che erogano il servizio di dialisi ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale non sono in grado di soddisfare le richieste che pervengono dal territorio;
PRESO ATTO CHE dai pazienti giungono numerose lamentele alle quali, nei giorni scorsi, è stato dato risalto sugli organi di informazione;
CONSIDERATO CHE nei mesi estivi la presenza dei turisti e degli emigrati che trascorrono le ferie in città e in provincia fa sì che la richiesta del servizio di dialisi sia destinata ad aumentare,
chiedono
di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale al fine di conoscere quali misure la Giunta regionale intende adottare per ovviare ai disagi conseguenti e per garantire l'accesso al servizio a tutti i pazienti aventi diritto.(528).
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura delle cosiddette basi estive dei vigili del fuoco.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente ha diffuso nei giorni scorsi il Piano regionale per la prevenzione degli incendi 2006;
CONSIDERATO CHE, purtroppo, il fenomeno degli incendi assume in Sardegna proporzioni notevoli con pesanti conseguenze per l'ambiente e talvolta anche con perdite umane;
AVENDO APPRESO CHE, per la stagione 2006, la Regione Sardegna non avrebbe intenzione di coinvolgere i vigili del fuoco, che per venti anni hanno sempre collaborato nella lotta contro i piromani;
RITENUTO CHE le postazioni dei vigili del fuoco trovavano dislocazione in punti strategici anche per il controllo delle strade sarde, che durante la stagione estiva sono invase dalle auto e diventano teatro di incidenti, anche mortali,
chiede
di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se corrisponda al vero che il Piano regionale di prevenzione degli incendi per l'anno 2006 non ha previsto l'apertura delle cosiddette basi estive dei vigili del fuoco;
2) se ciò fosse confermato, quali motivazioni abbiano determinato tale decisione e se non sia il
caso di provvedere con urgenza a potenziare, e non a tagliare, i servizi indispensabili a garantire la sicurezza dei cittadini sardi e di tutti coloro che scelgono di trascorrere nell'Isola le vacanze estive.(529).
Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla urgente necessità di prorogare la scadenza per le domande di partecipazione ai Progetti integrati per lo sviluppo regionale e territoriale.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione ai Progetti integrati per lo sviluppo da parte dei soggetti pubblici e privati, riportata nell'avviso pubblicato nel sito internet della Regione, è fissata per le ore 12 del giorno 19 giugno 2006;
CONSIDERATO CHE:
- ben 112 su 377 comuni della Sardegna hanno affrontato alcuni giorni fa la tornata elettorale per l'elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale e che gli stessi si trovano in questi prossimi giorni a dover far fronte agli adempimenti formali di insediamento e nomina dei nuovi organi elettivi;
- altresì, i comuni di Cagliari e Carbonia analogamente si trovano a dover affrontare la prima tornata elettorale per l'elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale nei giorni 11 e 12 giugno 2006 e che gli stessi potrebbero essere chiamati ad affrontare la competizione di ballottaggio nei successivi giorni 25 e 26 giugno;
ACCERTATO CHE la partecipazione ai Progetti integrati di sviluppo locale, in coerenza con gli obiettivi e lo spirito dell'iniziativa, ha come presupposto l'individuazione e la condivisione associata e integrata da parte degli enti locali delle idee progettuali per un concreto sviluppo dei singoli territori e che a tutti gli enti locali deve essere assicurata la pari opportunità di analisi, studio ed elaborazione delle linee strategiche della crescita locale;
RILEVATO CHE detta scadenza appare fortemente penalizzante per i 112 comuni che hanno avuto il 28 ed il 29 maggio scorso le elezioni del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, o analogamente per quei comuni (Cagliari, Carbonia, Capoterra, San Nicolò Gerrei) che saranno chiamati in questi prossimi giorni allo stesso impegno elettorale, in quanto si trovano tutti obiettivamente impossibilitati a poter partecipare alla progettazione integrata per la quale è necessario attivare la ricerca della massima partecipazione ed individuare preliminarmente le idee progettuali dello sviluppo locale per poi, conseguentemente, adottare gli atti formali richiesti,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se non ritengano urgente e necessario adottare un provvedimento di proroga della scadenza per la partecipazione alla progettazione integrata di sviluppo, attualmente fissata al 19 giugno 2006, fissandola coerentemente e in modo congruo alla data del 31 luglio 2006, data coincidente con alcune altre scadenze di altri bandi POR in pubblicazione, in modo da consentire una effettiva partecipazione da parte di tutti gli enti locali della Sardegna, e più specificatamente di quelli che hanno recentemente affrontato o stanno ancora affrontando la tornata elettorale per l'elezione diretta del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale.(530).
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di favorire i voli delle compagnie aeree a basso costo (low cost).
Il sottoscritto,
visti i risultati particolarmente interessanti conseguiti, in termini economici e sociali, grazie alle compagnie aeree che gestiscono i voli a basso costo (low cost), dall'intero settore turistico sardo;
valutato che gli operatori e gli albergatori, in particolare del Nord Sardegna, anche recentemente, hanno sottolineato la necessità di incrementare l'azione politica in favore dei voli a basso costo (low cost), rimarcando, peraltro, gli effetti negativi determinati dall'inopinata soppressione delle tratte su Alghero (Ryanair) e su Olbia (Easy Jet);
ritenuto che la Giunta regionale, in questa fase di crisi del trasporto aereo da e per la Sardegna, debba chiedere al Ministro dei trasporti nuovi provvedimenti, che consentano alle compagnie aeree che gestiscono i voli a basso costo (low cost) di operare in Sardegna in modo da creare concorrenza, nuovi collegamenti aerei e, quindi, nuovo sviluppo e nuova crescita,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per:
1) sapere se sono a conoscenza degli effetti negativi dovuti alla recente soppressione di alcuni voli a basso costo (low cost) su Alghero e Olbia;
2) conoscere le iniziative urgenti che la Giunta regionale intende assumere per ripristinarne l'operatività e per favorire nuovi collegamenti con il sistema low cost. (531)
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