Seduta n.336 del 26/03/2003
CCCXXXVI Seduta
Mercoledì 26 Marzo 2003
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 20 marzo 2003 (330), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Edoardo Usai ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per le giornate del 26 e il 27 marzo 2003. Poichè non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri FANTOLA - VARGIU - CASSANO - PISANO:
"Tutela della salute e dell'ambiente relativamente ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici". (429)
(Pervenuta il 20 marzo 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383. Stiamo illustrando gli emendamenti dell'articolo 11. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I - Sardegna). Come lei e l'Aula sa, ieri i lavori sono stati sospesi anzitempo rispetto a quelli previsti per consentire ad una delegazione del centro destra e del centro sinistra di vedersi per approfondire i temi che riguardano la finanziaria e che sono oggetto così di esame e di confronto tra le parti. Il lavoro iniziato ieri e proseguito stamane non si è ancora concluso, per cui a delegazioni riunite in Sala Giunta è necessario sospendere ulteriormente i lavori per consentire che questa verifica possa avere ulteriore corso. La richiesta è di una sospensione di almeno un'ora.
PRESIDENTE. Allora se c'è una interlocuzione in corso mi pare opportuno sospendere. Facciamo così, sono le 10 e 15, facciamo alle 11 e 30 qui in Aula d'accordo? La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 11 e 46.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIOPRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sono le 12 meno 13 minuti. Siamo all'illustrazione dell'emendamento numero 379, Falconi, Spissu, Demuru e più. Onorevole Demuru lo illustra lei? E` uguale al precedente, al numero 171. Si dà per illustrato.
Emendamento numero 173, Sanna Gian Valerio e più, pagina 210. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, per chiedere ancora un quarto d'ora, sino a mezzogiorno, di sospensiva perchè abbiamo necessità di fare una riflessione i Gruppi delle opposizioni.
PRESIDENTE. Alle 12 e 10? La seduta è sospesa fino alle 12 e 10.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 48 , viene ripresa alle ore 12 e 17.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Possiamo riprendere i lavori. Ricordo che siamo all'emendamento 173. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 173.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente inizialmente le comunico che ritiriamo gli emendamenti 175 e 176.
Sull'emendamento 173 invece, l'emendamento si propone la soppressione del comma 7 dell'articolo 11. Lo stesso comma 7 prevede uno stanziamento di 10 miliardi, cioè 5 milioni di Euro, per la stipula con le università di Cagliari e Sassari di convenzioni destinate alla formazione universitaria e postuniversitaria e l'approfondimento delle conoscenze del settore Information Communication Technology. Su questo aspetto noi abbiamo già avuto modo nel corso dell'esame delle problematiche sull'agricoltura, di sottolineare la nostra posizione sulla formazione universitaria. Noi riteniamo che ci debba essere una assunzione di responsabilità della Giunta per consentire che questo settore dell'alta formazione, quella universitaria, e dei rapporti con le università, rientri sull'alveo di un rapporto univoco, coordinato e armonico delle politiche regionali nel loro insieme con il sistema universitario. Questo è un problema centrale perchè noi non riteniamo opportuno che ogni settore dell'amministrazione si negozi la sua quota di corsi universitari, come se fosse una ripartizione più o meno settoriale delle competenze in questa materia. Esiste un Assessore che ha questa responsabilità e riteniamo che la Giunta, nell'accezione nobile e non nell'accezione pratica, sia di fatto un organo collegiale; questo è uno degli argomenti che deve essere gestito in maniera collegiale, proprio per massimizzare l'effetto delle risorse che la Regione dispone sul versante della formazione universitaria e perchè si possano affrontare i temi della formazione universitaria e della ricaduta occupativa che questa comporta in termini globali di intervento regionale. Lo dico anche perchè non è vero che l'allocazione di investimenti sul fronte universitario, in un settore o in un altro, nel tempo abbiano portato grandi risultati. E vorrei indicare ai colleghi un elemento. Se noi osserviamo l'andamento dello sviluppo industriale delle risorse, delle imprese che operano nel contesto regionale, potrei citare solamente il caso di Cagliari che è emblematico, ma lo vorrei estendere in senso lato, nell'ultimo anno noi abbiamo osservato che la variazione più alta della nascita delle imprese in Sardegna è annessa ai settori immobiliari e di gestione finanziaria, cioè un settore che dal punto di vista occupativo genere poco o niente, dal punto di vista della movimentazione delle risorse genera molto. Tutti gli altri sistemi o sono in negativo o stagnano. Il settore immobiliare dell'intermediazione finanziaria in Sardegna varia in aumento più del doppio di quello che varia il settore manifatturiero che di per se è indicato come uno dei settori simbolo rispetto alla generazione di occupazione. A questo punto mi domando se non sia necessario fare una riflessione su questo andamento, capire a che serve dare formazione se poi i settori forti un po' elitari del sistema economico, non mi nascondo e non voglio nascondere questa connotazione dell'economia sarda. In generale i settori immobiliari e i settori dell'intermediazione finanziaria sono gestite dalle lobby economiche, non sono gestiti dagli imprenditori in senso lato; è un dato pericoloso! E' una china che va monitorata perchè dà il senso di un imbarbarimento del sistema economico, è una sua deriva elitaria che significa di fatto una concezione un po' meno liberista di quella che voi dovreste proporre a noi, nel senso che un incremento, un'impennata così rilevante porta ad un irrigidimento delle dinamiche economiche, della possibilità che le risorse vengano circuitate nel sistema più ampio e economico. E` una osservazione che faccio per capire come la formazione universitaria sia in qualche modo un sistema che genera intelligenze ma, a sua volta, genera innovazione, genera capacità di diversificare, genera anche nuova progettualità in settori nei quali noi oggi non siamo abituati a discutere. E` vero che l'analisi di questi fenomeni è una competenza di chi ha la responsabilità dell'industria, ma è una problematica che ha dei caratteri così generali che invocherebbe una analisi della formazione più in generale in Sardegna rivolta ad una strategia complessiva del governo Regionale, perchè è chiaro che investire 10 miliardi in formazione universitaria nell'industria, nelle condizioni date e dare 130 mila euro per i corsi di erboristeria in agricoltura, indica di per se una sperequazione intollerabile se vogliamo mettere il piano degli investimenti e delle prospettive che vogliamo ingenerare nel settore agricolo quanto meno sullo stesso piano di quelle dello sviluppo industriale. Cosa voglio dire? Voglio dire che l'investimento nella formazione deve equivalere al tenore di sfida complessiva e di investimento che un governo regionale fa sui settori dello sviluppo e che quindi non ci può essere una sperequazione così pesante, ma ci deve essere una integrazione in una sorta di cabina di regia che rispetto al sistema universitario tenga conto dell'andamento dei settori, tenga conto della domanda di intelligenze che metta in condizioni i nostri giovani di preinserirsi nel sistema industriale e imprenditoriale con la possibilità anche finanziata della Regione, perchè io per esempio mi immagino una ipotesi d'intervento speciale che la Regione può fare per sostenere le università non con le semplici borse di studio, ma andando più a fondo su questo terreno, cioè finanziando degli stage applicativi di più lunga durata all'interno dell'azienda che possano non solo dare la risposta alla finalità dello stage in riscontro alla formazione e al perfezionamento degli studi universitari, ma possa dare anche al sistema imprenditoriale una indicazione di maggiore affidabilità e integrazione di quelle energie, di quelle intelligenze che poi potrebbero essere utilmente integrate nel sistema produttivo. Cioè uscire dalla logica della mera borsa di studio o dall'incentivazione all'università perchè quella chiude il cerchio intorno alle finalità didattiche del sistema universitario, mentre noi dobbiamo invece inserirci nel sistema più prossimo all'impresa per dare noi il senso aggiuntivo rispetto a quello che si è pensato di fare fino ad adesso, gli strumenti di un perfezionamento e di una maggiore integrazione dei nostri giovani nel sistema industriale. Questo porterà beneficio al sistema industriale ma porterà beneficio anche alla qualità degli studi. Io in questa logica vedo bene una rivisitazione di questo finanziamento per una sperimentazione innovativa in questo campo; una sperimentazione innovativa, quindi una modifica della concezione o una specificazione diversa di questi fondi che possono costituire un elemento innovativo sul quale noi possiamo serenamente rivedere una posizione che così com'è rimane negativa e problematica.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Se non ho capito male gli emendamenti 176 e 175 sono ritirati? Bene!
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 389.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Brevemente, valgono anche per la soppressione di questo ulteriore finanziamento al BIC Sardegna le considerazioni che abbiamo fatto ieri. Non si possono continuare a finanziare enti che sovrappongono le loro competenze ad altri enti e ogni annualità siamo chiamati, non solo a finanziare il loro mantenimento, ma a finanziare le loro azioni straordinarie, straordinarie tra virgolette, non fanno neanche l'ordinario, senza darci una logica in tutti questi interventi. La logica noi l'abbiamo suggerita e la riproponiamo anche oggi: è quella di razionalizzare il nostro sistema come nel turismo e nell'industria, razionalizzare il sistema degli enti significa creare delle strutture possibilmente snelle e possibilmente anche con caratteristiche privatistiche che riescano davvero ad espletare le loro competenze. In questo articolo 11 invece di andare in questa direzione la Giunta regionale ci propone, e ci auguriamo che accolga anche l'emendamento che abbiamo proposto per la soppressione del comma 5 di questo articolo 11, ma sul comma 8 vale pari pari lo stesso ragionamento. E` necessario fermarsi e stabilire le diverse competenze degli enti, possibilmente accorparli, renderli enti che incidono veramente e che non divorino le risorse che dovevano andare a finanziare il sistema delle imprese sotto forma di incentivo alla produzione, non incentivo al semplice mantenimento di un apparato che ormai è assolutamente desueto. Quindi chiediamo l'approvazione dell'emendamento 389 che prevede la soppressione del comma 8.
PRESIDENTE. Grazie. Il 172 quindi si dà per illustrato così. Siamo all'emendamento 745, che è un emendamento all'emendamento 44. Per illustrare entrambi gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 371 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Questo emendamento prevede l'aumento delle risorse a disposizione per un accordo di programma quadro per la Sardegna centrale. Noi abbiamo la piena consapevolezza che un accordo di programma quadro che riguarda metà Sardegna non può essere definito tale, cioè definito un intervento straordinario per risolvere problemi strutturali, e non solo problemi strutturali, per un intero territorio in disagio, o in ritardo di sviluppo, se preferite. E allora, in forza di questo ragionamento, noi abbiamo proposto un aumento consistente della dotazione finanziaria, che per altro già in Commissione è stata parzialmente corretta. La prima proposta prevedeva 10 milioni di euro, la proposta venuta fuori dalla Commissione prevede un finanziamento di 20 milioni, ciò nonostante noi li riteniamo, come dicevo, assolutamente insufficienti, anche se questi dovrebbero essere in una ripresa della programmazione negoziata nazionale, una quota di cofinanziamento, con finanziamento statale, e questa è una quota di cofinanziamento.
Ma noi siamo di fronte al fatto che non c'è nulla di possibile all'orizzonte di finanziamento statale per queste zone o di aggiuntivo per queste zone della Sardegna, da parte dello Stato nazionale. Assistiamo invece al fenomeno inverso, cioè alla volontà di smantellare quella che era tutta una intelaiatura costruita soprattutto alla fine degli anni '90 e nei primi anni del 2000 che ha consentito al Meridione italiano e quindi anche alla Sardegna, non solo di avere ingenti risorse finanziarie nazionali, ma di invertire un andamento dell'economia in queste regioni e nel territorio meridionale, che ha portato nel 2000 il Meridione a crescere in termini percentuali più del Settentrione, cioè a riavvicinare quella famosa forbice. Così non è stato il 2001 e il 2002, perché si è avuta l'inversione di tendenza. L'inversione di tendenza è venuta appunto da ciò che vi stavo dicendo, e cioè dal fatto che il Governo nazionale del centrodestra ha cassato o ha parzialmente cassato, anche se non totalmente, le risorse della 488, della programmazione negoziata per territori in ritardo di sviluppo. Per cui se il Governo nazionale sta andando in quella direzione non vedo come, con 20 milioni di euro, si riesca a fare un accordo di programma quadro per la Sardegna centrale senza un cofinanziamento statale. Per cui proponiamo l'aumento a 50 miliardi Se poi questi risulteranno una quota di cofinanziamento alla quota che verrà dallo Stato, io conservo tutte le mie perplessità, ma se verrà anche quella quota statale sicuramente si avrà il modo di spendere nelle province e in particolare nelle province di Oristano e di Nuoro, stante il fatto che quelle due province sono... quella di Nuoro è la meno infrastrutturata d'Italia, quella di Oristano segue subito a ruota, ma sicuramente non è con queste cifre che quelle due province recupereranno il gap rispetto al resto della Sardegna. Per cui confermo la nostra richiesta per una maggiore dotazione finanziaria su questo capitolo. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 442 è identico. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 443 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). L'emendamento numero 443 va nella direzione di utilizzare al meglio di enti e le competenze che abbiamo. Noi sull'Osservatorio industriale della Sardegna siamo intervenuti più volte, anche nella precedente legislatura, anche con delle proposte di legge. L'ho ricordato ieri, anche il collega Secci intervenne qualche anno fa non solo per riordinare le competenze dell'Osservatorio industriale della Sardegna, ma per dotarlo di maggiori finanziamenti, volendo così aggiungere delle competenze a questo ente. Nel caso di questo emendamento noi non aggiungiamo risorse, ma vogliamo quanto meno iniziare a dare, con questa dicitura, diverse competenze o creare la possibilità di utilizzare un buon strumento che la Regione ha come Osservatorio economico della Sardegna. Cosa significa questo? Qualche anno fa la regione Sardegna spendeva 7 miliardi di lire all'anno per tenere in piedi una struttura assolutamente inefficace che era l'Osservatorio dell'agricoltura in capo alla Sipas. E' stato soppresso. Quelle competenze, come Osservatorio dell'agricoltura, non ci sono più perché erano troppo costose, i dati arrivavano dopo tre anni, erano assolutamente inefficaci. Bene, se queste competenze le diamo in capo all'Osservatorio economico della Sardegna non solo otteniamo delle cose utilizzabili, dei dati utilizzabili per fare i nostri ragionamenti, per fare le leggi, per fare gli interventi finanziari che dobbiamo fare nei diversi comparti, ma soprattutto mettiamo vicini i dati dell'industria, dell'agricoltura, del turismo, dell'artigianato, settore per settore, in modo che si possa fare un ragionamento comparato con i diversi settori. Questo in effetti l'Osservatorio industriale lo sta, in una certa misura, già facendo, però glielo dobbiamo riconoscere in legge, gli dobbiamo dare piena facoltà per poterlo fare. E continuare in questa semplificazione degli enti significa appunto iniziare, e iniziarla da qui, quella bonifica che serva per disboscare, non per creare nuovi enti. Bisogna continuare il disboscamento tenendo però in piedi quel poco di buono che in questi anni noi abbiamo saputo creare in questo sistema operativo che la Regione si è data.
Chiudo con un'ultima considerazione: badate, questo è importante, anche se sembrerebbe improprio farlo diventare Osservatorio, quasi una norma intrusa farlo diventare Osservatorio economico in una finanziaria. L'argomento merita una legge a sé stante e io di questo ho piena consapevolezza. Però l'intenzione di fare una legge ad hoc, è rimasta tale, è rimasta intenzione da dieci anni, per cui adesso è opportuno intervenire immediatamente proprio perché nei prossimi anni ci servono quei dati dei diversi settori per metterli a raffronto e per decidere sulle cifre e sui dati reali dell'economia in Sardegna, non di quelli che ci arrivano dopo tre anni e che sono assolutamente inutilizzabili. Grazie.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 46 ha facoltà di illustrarlo. Poiché il presentatore, l'onorevole Tunis, è assente si dà per illustrato.
Onorevole Rassu, l'emendamento numero 57 è suo ed è, nei contenuti, identico agli emendamenti 294 e 295 presentati dall'onorevole Gian Valerio Sanna - mi rivolgo anche a lei - all'articolo 20. Se ritenete si possono illustrare insieme visto che trattano lo stesso argomento. Pertanto do prima la parola all'onorevole Rassu, poi se lei riterrà...
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'emendamento numero 57, non io da solo, ma anche con altri colleghi, stiamo compiendo uno sforzo e le assicuro uno sforzo considerevole per tentare di capire cosa c'è scritto, perché ci darà atto che la stesura è fatta in modo tale per cui parti intere non riusciamo a comprendere cosa... non nel significato, nella scrittura. Per cui chiediamo la cortesia che venga scritto o a macchina o anche a mano, ma con scrittura che non sia del medico che fa la ricetta!
PRESIDENTE. Va bene. Intanto che procediamo a scriverlo in maniera più leggibile perché anch'io ho difficoltà a leggerlo effettivamente, sentiamo l'interpretazione autentica.
COGODI (R.C.). Ne dia lettura almeno chi l'ha presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, glielo facciamo leggere e anche illustrare, intanto ne prepariamo una copia leggibile e la distribuiamo. Onorevole Rassu, siccome è scritto con la sua grafia e c'è qualche problema di interpretazione, come accade spesso quando si scrive a mano, la preghiamo di darne lettura e poi di illustrarlo.
RASSU (F.I.-Sardegna). Concordo con il collega Cogodi, essendo stato scritto anche in fretta negli ultimi attimi consentiti per la presentazione in effetti la scrittura è poco comprensibile. Comunque ne do lettura: "Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: 'Il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale numero 15 del 9/8/2002 è sostituito dal seguente: in attesa della normativa generale sulla disciplina delle attività minerarie di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune competente per territorio, espressa nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti nel comune o, in assenza, previa delibera del Consiglio comunale. L'eventuale diniego deve essere espresso da almeno i due terzi del Consiglio comunale con regolare votazione. L'intesa o no dei comuni deve essere comunicata entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza, trascorso tale termine si intende applicata la norma sul silenzio assenso'". Questo è il senso.
A questo emendamento comunque io ho presentato un emendamento successivo. Comunque voglio dire questo, Presidente: lei ha ragione, ci sono emendamenti identici e qualcuno anche similare, per cui se siamo d'accordo io suggerisco il tentativo di elaborare un emendamento di sintesi, se troviamo l'accordo e quindi di portare avanti un emendamento concordato sia con il mio emendamento che con gli emendamenti presentati dal centrosinistra. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, intanto che distribuiamo una copia leggibile, onorevole Gian Valerio Sanna, l'onorevole Rassu proponeva un tentativo di sintesi con i suoi emendamenti. Se ritiene si può procedere, ma naturalmente è lei che deve decidere. Tenendo conto che i suoi sono però all'articolo 20, quindi molto più in là. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Posticipiamo. Non lo so, io sarei per proporre, siccome non siamo solo io e il collega Rassu ad aver presentato emendamenti su questa materia, ce ne sono diversi, e siccome io aderisco anche a una ipotesi di coordinamento generale rispetto a questi emendamenti proporrei al collega Rassu di rinviarli all'articolo 20, poi li vediamo.
PRESIDENTE. Può essere questa una strada. Li vediamo all'articolo 20. Onorevole Rassu, li vediamo all'articolo 20, intanto hanno tutto il tempo, lei, l'onorevole Sanna e anche i presentatori del 493 e del 532, che trattano la stessa materia, seppure questi ultimi due in maniera un po' diversa. Non sono identici, però se si fa una sintesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Vorrei perfezionare la mia richiesta, io credo che anche dal punto di vista di merito l'articolo proprio di questa materia sia il 19, dove ci sono altri emendamenti credo.
PRESIDENTE. Adesso li vediamo, se c'è un errore di attribuzione vediamo di correggere perché sono stati presentati come emendamenti all'articolo 20, però vediamo se così va bene. Allora, procediamo. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Gli emendamenti sono molto simili e se conveniamo che è più opportuno metterli in un altro articolo, anch'io per quanto riguarda il 493 e il 532 che, dicevo, sono erroneamente uguali insomma perché sono magari presentati in momenti diversi e sono gli stessi, sono d'accordo anch'io che vengano spostati all'articolo 19 o 20 insomma, a seconda delle opportunità che vengono valutate da lei e dai funzionari.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 376 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento ripropone un problema che la precedente finanziaria aveva già affrontato e per altro ha risolto parzialmente e positivamente, e cioè ha finanziato, per la prima volta il 2002, un intervento attraverso la SFIRS per fronteggiare la crisi che attanagliava e attanaglia il settore del lapideo in Sardegna. Perché lo riproponiamo? Lo riproponiamo perché nel frattempo non solo non si è risolto molto e non si sono sciolti i nodi della crisi, ma si sono addirittura aggravati. Naturalmente non è che riproponiamo in forma definitiva questo intervento per salvare quel settore; noi lo proponiamo in forza di questo semplice ragionamento. Il settore estrattivo in Sardegna rappresenta una realtà ormai consistente della parte industriale con circa 9 mila addetti e con un indotto che è ugualmente consistente, si calcola appunto il raddoppio dei 9 mila addetti diretti. Per cui stiamo parlando veramente di un settore che è veramente consistente, e allora noi non facciamo altro che richiedere la riconferma del finanziamento anche in termini quantitativi che c'è già stato l'anno scorso sempre in capo alla SFIRS, quindi con lo stesso meccanismo e con le stesse motivazioni semmai rinforzate e purtroppo aggravate dall'attuale congiuntura negativa di quel settore che sostanzialmente derivano da una congiuntura negativa internazionale dovuta alla congiuntura che hanno riguardato gli Stati Uniti d'America, in particolare dopo l'attentato dell'11 settembre, che hanno di fatto disdetto i contratti internazionali di fornitura dei lapidei europei e in particolare dei lapidei sardi, proprio per avere rallentato di molto questo tipo di importazioni per un aspetto e questi si sono aggravati con l'attuale guerra in corso.
L'altro aspetto, che è maggiormente strutturale e non di congiuntura, è che nel frattempo si sono affacciati al mercato mondiale in questo settore delle forti concorrenze, in particolare la concorrenza cinese, che trovano non solo a cielo aperto, ma trovano nelle loro cave dell'ottimo materiale che riescono a portare in Occidente, in Europa e addirittura anche in Sardegna dei lapidei, dei graniti in grado non solo di competere dal punto di vista qualitativo, ma soprattutto competono dal punto di vista economico con i nostri. Noi siamo dell'avviso che valga la pena intervenire, adesso prendere tempo, vedere questi nodi anche strutturali per salvare un comparto che alla mano pubblica è costato tanto attraverso le leggi di incentivo degli ultimi decenni e vale la pena fare quest'ultimo, ci auguriamo esaustivo, sforzo per salvare un settore che, ripeto e chiudo, ha 9000 occupati in tutta la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 449.
FALCONI (D.S.). Questo è un fondo che ha caratteristiche diverse rispetto a quello esposto poco fa, ha caratteristiche territoriali, riguarda il Centro Sardegna, riguarda la Barbagia. Tempo fa ci fu un interessantissimo convegno di giovani imprenditori, il convegno fu promosso dall'Apisarda nuorese e vi fu una folta partecipazione di ragazzi - e questo fa anche ben sperare - interessati alla creazione d'impresa. Convegno che fu peraltro chiuso dall'attuale Presidente della Giunta regionale onorevole Pili con interessanti aperture. Io gliele voglio ricordare, Presidente Pili, le aperture che fece verso i giovani del nuorese che erano iscritti e non iscritti all'Apisarda, la proposta viene dall'Api ed è incoraggiata anche dall'Api regionale, da tutte le organizzazioni industriali, quindi datoriali, sindacali e adesso anche dai comuni e dalla provincia interessata. Questo fondo vuole istituire una sorta di sub-agenzia - non è un altro ente, per capirci - ma attraverso una banca esistente una sorta di fondo per favorire l'occupazione giovanile con la creazione di piccola e media impresa. Qualcuno dirà: per questa funzione esistono la ex 28, l'attuale legge numero 1 del 2002, esiste tutta una normativa di incentivo alle imprese giovanili e di meno giovani, quindi questa può risultare per alcuni aggiuntiva. Questa si vuole invece fare in forma assolutamente sperimentale, gestita in forma snella privatistica, seppure sotto il controllo di una banca, in modo che si finanzino le nuove idee imprenditoriali che possono venire da quella zona in particolare ritardo di sviluppo. Perché dico in forma assolutamente sperimentale? Perché il progetto proposto da questi giovani dell'Api ci è sembrato particolarmente interessante e che può essere sperimentato in Barbagia, ma poi a cerchi concentrici o come si vuole, o a macchia di leopardo, esteso la prossima annualità nei diversi territori. E' un modo diverso di finanziare lo sviluppo, è un modo interessante al quale noi abbiamo detto di sì, le organizzazioni datoriali hanno detto di sì, ma in quell'occasione anche la Giunta regionale attraverso il suo Presidente aveva accolto questa idea meritoria di finanziamento. Adesso siamo appunto alla concretezza, al dunque nel rispettare reciproci impegni assunti nel territorio, in quel territorio particolare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 614.
VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione su tutti gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 381 negativo; 176 non si accoglie; 175 non si accoglie.
PRESIDENTE. Sono ritirati sia il 176 che il 175.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 174 non si accoglie; 380 non si accoglie; 171 non si accoglie; 379 non si accoglie; 173 non si accoglie; 172 non si accoglie; 389 non si accoglie; 745 della Giunta si accoglie; il 44 è della Giunta, che è emendato dal 745, quindi il parere si adegua a quello precedente; 371 non si accoglie; 442 non si accoglie; il 443 si accoglie; il 9 si accoglie; il 46 non si accoglie; il 732 è l'emendamento all'emendamento che è collegato al 57 e per il 57 il parere che la Commissione esprime è negativo, quindi il 732 fa riferimento a quel parere; 376 non si accoglie; 449 non si accoglie; 493 non si accoglie; 532 non si accoglie; 614 non si accoglie.
PRESIDENTE. Adesso il parere della Giunta, Assessore, le ricordo che c'era anche l'emendamento 152, lei chiedeva che venisse trasferito alla tabella, dica qualcosa in merito anche a questo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quello del 10?
PRESIDENTE. Quello dell'imprenditoria femminile, sì.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda il 152 posso dare due comunicazioni: primo, l'Assessorato del lavoro relativamente alle spese di funzionamento correnti per quanto riguarda l'imprenditoria femminile dice che non hanno alcuna esigenza. In ogni caso siccome è compreso nella tabella C, può essere meglio approfondito nella discussione della tabella C. Relativamente agli emendamenti all'11 sul 381 il parere è negativo, perché è sull'intero articolo evidentemente, è stato ritirato? Il 176 è stato ritirato, il 175 è ritirato. Il comma 4, di cui parla il 174, il parere è negativo; il 380, che si propone la soppressione del comma 5, viene accolto perché già la maggioranza aveva deciso di eliminare questo comma; per il comma 6, quindi il 171, vale la stessa considerazione, quindi si accoglie l'emendamento. Quindi anche il 379, che è uguale. L'emendamento 173 non si accoglie, mentre si accoglie l'emendamento 172 relativamente al comma 8 per le medesime motivazioni, cioè la Giunta e la maggioranza... e così anche il 389 che è uguale. Relativamente al 44 della Giunta, che è legato al 745, a seguito delle precisazioni che sono intervenute nel frattempo per quanto mi riguarda il 745 è ritirato ed il 44 rimane così com'è.
Per quanto riguarda l'emendamento 371 non si accoglie, come pure il 442 per le medesime valutazioni. Il 443 non può essere accolto, onorevole Falconi, perché se anche noi accogliessimo questo, siccome l'ente si chiama così com'è, cioè Osservatorio Industriale della Sardegna, un'eventuale erogazione di fondi a favore dell'Osservatorio Economico della Sardegna non andrebbe in porto perché nessuno potrebbe quietanzare, quindi la pregherei di ritrarlo. Se vogliamo modificare dobbiamo modificare una norma sostanziale, però allora dovremo anche pensare di trasferire questo Osservatorio ad altri Assessorati. L'emendamento numero 9 della Giunta richiede una precisazione che mi permetto di fare: nell'ultima riga del testo, prima della copertura finanziaria, dove si parla "legge regionale numero 11" va intesa "legge regionale numero 11/1988". L'emendamento numero 46, sono tutti quelli delle cave, se non sbaglio, anzi questo no, questo non si accoglie. L'emendamento numero 57 è trasferito credo al 19 o al 20; il 376 non si accoglie, è quello relativo ai lapidei; come non si accoglie il 449; il 493 va all'articolo 19 e così il 532; relativamente al 614 l'emendamento può essere accolto se viene, diciamo così, accolto nella formulazione del testo di cui io adesso do lettura all'Aula e mi riservo di consegnare poi materialmente. Il testo dell'emendamento numero 614 limitatamente al testo, ferma cioè la copertura finanziaria e le spese, reciterebbe: "L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2003, ad erogare un contributo di euro 30 milioni a favore delle consociate Emsa, Igea, Nuova Mineraria Silius e Progemisa. Una quota fino a euro 17 milioni 773 mila del suddetto contributo è destinata alla Nuova Mineraria Silius per l'avvio dell'attuazione del piano industriale e per il rilancio dell'attività estrattiva", testo che io consegno alla Presidenza.
SECCI (La Margherita-D.L.). Assessore, scusi, cosa vuol dire? "Fino" può essere anche zero! Era solo per osservare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIOPRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Mi sembra utile, perché evidentemente l'osservazione è perfettamente comprensibile. La modifica che propone la Giunta è soltanto derivata dal fatto che, poiché è ancora in corso di elaborazione il piano industriale da parte della Nuova Mineraria Silius, potrebbe darsi che la quota degli investimenti necessari per un piano di rilancio sia inferiore a quello che porterebbe quindi a 17 milioni e mezzo di euro e allora avremo delle risorse immobilizzate, che invece possono essere più utilmente messe a disposizione di tutto il sistema delle ex partecipate Emsa.
Evidentemente quel "fino" non vuole dire che si parte da zero e si sta vicino a zero, è abbastanza evidente che c'è tutta la disponibilità, anche eventualmente qualora il piano industriale portasse ad una previsione di spesa per questa copertura di 17 milioni e mezzo c'è la disponibilità evidentemente ad utilizzarla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché mi è sfuggito il parere che l'Assessore ha dato sull'emendamento 443, per annotarmelo.
PRESIDENTE. Invitava al ritiro.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. E` negativo, ma ho invitato il proponente a ritirarlo perché, anche ammesso che venisse approvato, non avrebbe possibilità di essere attuato in quanto l'erogazione di una somma a favore di un ente che non esiste non può trovare ...in quel senso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, mi sembra che questo articolo 11 non può passare così, senza che si dica qualche cosa nel merito, soprattutto, per quanto mi riguarda, del comma 1, quello che dà indicazioni per l'attuazione dell'accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e la Regione. Voglio ripigliare questo comma 1, intanto per manifestare tutta la mia perplessità rispetto alla cogente norma che qua si vuol fare approvare, non tanto per le somme a disposizione che comunque giudichiamo chiaramente insoddisfacenti e assolutamente non congrue rispetto all'obiettivo che si pone di rispondere, in quanto si parla dei poli chimici e degli interi poli del settore metallurgico sardo. E` chiaro che 12 milioni e 800 mila euro per far fronte ad una situazione disastrata, praticamente di tutti i poli industriali della Sardegna, sono veramente poca cosa. Ma poca cosa sarebbe questo se non assistessimo ad un completo scollamento tra l'operato della Giunta regionale e le istanze, le richieste che vengono da più parti della Sardegna, non soltanto in questo ultimo periodo, ma anche ormai da qualche anno.
Il 25 febbraio la Giunta regionale, attraverso i propri massimi rappresentanti, Presidente della Giunta regionale e Assessore dell'industria, si sono recati ad un incontro che doveva essere un incontro storico, in quanto un incontro che doveva fissare le basi per la firma di un accordo di programma che doveva dare risposte concrete ai problemi della chimica sarda e non solo.
Siamo praticamente a pochi giorni di distanza da un mese, il tempo che il Ministro a suo tempo si era preso per dare una risposta concreta alle esigenze che in quella sede venivano manifestate e, a distanza, dicevo poc'anzi, di un mese anziché avere risposte abbiamo avuto ulteriori conferme di chiusura di un impianto fondamentale per la chimica in Sardegna.
Infatti la chiusura dell'impianto di Assemini, quello che produce acrilonitrile, è un chiaro segno di inversione di una tendenza che sembrava apparire all'orizzonte. Si doveva determinare un nuovo sviluppo per questa nostra Isola, con questo annuncio si conferma la chiusura dell'intera chimica in Sardegna, in quanto la chiusura dell'impianto di Assemini porterà alla chiusura dell'impianto di Ottana, per cui una chiusura dietro l'altra e per cui un dramma dietro l'altro rispetto all'occupazione che, invece di essere consolidata, in Sardegna viene ulteriormente penalizzata.
Ma questo è poco di fronte agli scenari che abbiamo di fronte; vedete, molto in Sardegna e sulle pagine dei maggiori giornali isolani si era strombazzato l'accordo di programma e l'incontro che si era tenuto il giorno 25 di febbraio, quasi annunciando che lo stesso Governo nazionale avesse deciso di attivare delle procedure che mettevano in mora l'ENI, dal progetto di privatizzazione e dismissione dell'intero comparto produttivo della chimica italiana, cercando di accreditare il fatto che tra la Giunta regionale ed il Governo nazionale fosse in atto una strategia che doveva fermare questo processo di dismissione. Così non è e non si può dire che sia così nemmeno dagli atti scritti che noi abbiamo avuto modo di leggere, in quanto dall'accordo, dal verbale di intesa che si è tenuto il giorno 25 febbraio nulla emerge della volontà del Governo nazionale di dare un aut aut all'ENI per non continuare a procedere nel suo piano di dismissione.
Perché dico questa cosa? Dico questa cosa perché dai verbali si legge chiaramente che a tutto si dà risposta, in termini per altro generici, fuori che una chiara affermazione della volontà di bloccare questo progetto di privatizzazione e di dismissione della chimica italiana. Per cui come si fa qua, ma io dico attraverso la stampa, a continuare ad affermare queste cose, per cui affermare che il Presidente Pili sarebbe in sintonia con Marzano per bloccare questo progetto? Una cosa sono le cose che si dicono, una cosa sono le cose che si fanno.
Io apprezzo l'attivismo dell'Assessore dell'industria che viaggia per i poli chimici cercando di rassicurare tutti che ci sarà una risposta. Assessore, lo dico a lei, ma lo dico soprattutto al Presidente, non ci basta più questo attivismo, queste dichiarazioni di rassicurazioni! Qua abbiamo bisogno di fatti concreti, sono passati trenta giorni ormai e risposte concrete rispetto a questa questione devono essere date. Non siamo in grado di chiedere al Governo perché il Governo non ce le ha date? Io chiedo che ce le dia il Presidente della Regione. Perché? Perché a latere dell'accordo firmato con Marzano, nel senso dove vi erano tutti i soggetti interessati, vi è stata anche la firma di un protocollo dove praticamente fissava gli impegni - adesso non me lo trovo qua - che era l'avanzamento istituzionale, così si chiamava se non vado errato. Un protocollo dove praticamente fissava i termini delle azioni che avrebbero dovuto fare la Regione Sardegna e dall'altra parte il Governo nazionale.
Noi non siamo a conoscenza di quello che ha fatto il Governo nazionale, anzi, da quello che ci risulta non ha fatto assolutamente nulla; così come non siamo a conoscenza di quello che ha attivato la Presidenza della Giunta regionale. Per quello che ci riguarda ancora assolutamente nulla!
Anche perché, vedete, tanto qua si è parlato di chimica e tanto si è parlato sulla necessità che si passi dalla chimica di base alla chimica fine, per cui che si veda la possibilità di un rilancio anche di questo settore, con opportune azioni di diversificazione; ma come non capire che la chiusura, qua già annunciata, dell'impianto di Assemini fa venir meno questa possibilità, quanto meno nel settore fibre.
Noi in Sardegna abbiamo sviluppato un settore delle fibre, quello che poteva comunque, aveva creato una serie di aspettative rispetto alla discesa a valle di alcune attività della chimica, noi con questa chiusura diamo un colpo mortale ad uno dei progetti di diversificazione della chimica. Per cui cosa dire dell'articolo del comma 1? Di sicuro è un ...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
VASSALLO (R.C.). Per concludere, non si può fare altro che ritenere che i soldi, le disponibilità finanziarie stanziate, pur essendo insufficienti, se non vengono corrisposte da un piano complessivo di rilancio nell'intero settore, in accordo con il Governo nazionale con scelte precise, anche questi soldi probabilmente non serviranno a nulla, per pochi che siano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, intanto un chiarimento vorrei chiederlo al Presidente della Commissione che ha dato il parere sugli emendamenti, esprimendo parere negativo anche sul 493 e sul 532, di cui sono primo firmatario, e 57 di cui è primo firmatario il collega Rassu. Questi tre emendamenti mi pare abbiamo deciso di trasferirli ad un altro articolo. Presidente Balletto, lei ha espresso parere negativo su questi tre emendamenti, mi pare che invece abbiamo deciso di trasferirli in un altro articolo.
Presidente Biggio, se si fa assistere un attimo dai funzionari perché non era prima presente in Aula, presiedeva il Presidente Serrenti, tre emendamenti sui quali è stato espresso un parere negativo si è deciso di trasferirli in un altro articolo, per cui volevo chiedere se vale per adesso, per dopo il suo parere o...?
PRESIDENTE. Non c'è problema onorevole Pinna, è sfuggito all'onorevole Balletto e quindi non è stato tenuto conto e il parere è dato, era altresì concordato che si sarebbe spostata la discussione dei suoi emendamenti all'articolo successivo 19 e saranno discussi all'articolo 19.
PINNA (Gruppo Misto). Quindi verrà espresso il parere dopo, insomma.
PRESIDENTE. Il parere guardi che... Per combinazione ho lavorato anche in Commissione, il parere che ha espresso oggi l'onorevole Balletto fu già espresso a suo tempo dalla Commissione.
PINNA (Gruppo Misto). Invece alcune osservazioni generali gradirei farle, Presidente, in relazione agli emendamenti 614 di cui è primo firmatario il collega Cogodi e il nuovo emendamento che non ha un numero, presentato dalla Giunta regionale, che in sostanza dovrebbe sostituire, cambiare, modifica il testo dell'emendamento dell'onorevole Cogodi. Anche perché mi pare che con questo emendamento si rendano operativi i 30 milioni di euro della tabella A, che erano stati inseriti nei nuovi oneri legislativi, mi pare, e per i quali è già stato presentato dalla Giunta regionale un disegno di legge. In sostanza questi fondi vengono resi operativi immediatamente già con la finanziaria, questo mi pare di capire anche dall'accenno di assenso che fa l'Assessore.
Ora su questo io vorrei fare alcune precisazioni ed esprimere anche il mio parere nel merito delle scelte che si propongono con questo emendamento. Prima di tutto un chiarimento che vorrei chiedere all'Assessore; quando si è parlato della voce 1 della tabella A, all'inizio della discussione della finanziaria, mi pare che ci fosse un emendamento soppressivo da parte delle opposizioni ed eravate tutti preoccupati perché questi soldi dovevano servire alla Carbosulcis. E, da parte di diversi interventi di colleghi della maggioranza, veniva espressa questa preoccupazione che, cancellando quei soldi, la Carbosulcis sarebbe rimasta senza finanziamenti. Dall'emendamento 614 e dalle correzioni della Giunta regionale la Carbosulcis non compare in questo emendamento; io mi chiedo e chiedo all'Assessore come pensa di far fronte alle esigenze finanziarie di Carbosulcis se dovesse passare questo emendamento. Prima cosa e mi pare anche la più importante.
In secondo luogo, vengono destinati 17 milioni, quasi 18 milioni di euro alla Mineraria Silius e, si dice nell'emendamento, per l'avvio dell'attuazione del piano industriale e per il rilancio dell'attività estrattiva. Ora io sento il dovere in questa circostanza di ribadire un parere già espresso in Commissione quando abbiamo affrontato questo problema, che mi pare indispensabile mantenere agli atti di questo Consiglio qualunque sia il destino di questo emendamento, per dire che parlare ancora oggi di piano di rilancio dell'attività estrattiva della nuova Mineraria Silius mi sembra quanto meno avventato, fuori dai tempi, fuori da tutto quello che le Commissioni tecniche, che in questi ultimi dieci anni si sono avvicendate per dare pareri sulle prospettive di sviluppo della nuova Mineraria Silius...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pinna, io non riesco a seguirla. Colleghi, per cortesia prendete posto, non si riesce a seguire l'intervento del collega Pinna. Prego.
PINNA (Gruppo Misto). Dicevo, in totale contraddizione con quanto è stato espresso da tutte le Commissioni tecniche incaricate in questi ultimi dieci anni di dare un giudizio sulle prospettive di recupero economico della nuova Mineraria Silius. Non faccio riferimento neanche alle commissioni, che anche a me è capitato di incaricare, ma faccio riferimento a quanto fatto da questa Giunta regionale incaricando un divisor di livello internazionale, qualificato, indiscusso a livello internazionale, che è la francese BRGM, Bureau des Recherces Geologiques et Minieres della Francia. Ecco, anche questi esperti nella loro relazione confermano che, pur esistendo delle riserve ancora accertate in questa miniera o comunque possibili, comunque riducendosi i tenori e aumentando i costi non c'è possibilità di recupero alcuno. I fallimenti ripetuti di diversi bandi internazionali per la cessione del pacchetto azionario della nuova Mineraria Silius vanno in questa direzione.
Qua si è nominata una commissione per correggere l'esperto internazionale, una commissione di esperti interna per correggere la commissione di esperti internazionali. Allora io credo che, al di là delle posizioni che sono state espresse da tutti quanti, sia del centrosinistra che del centrodestra, questa posizione sia francamente ...
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, abbia pazienza, scusi onorevole Pinna, perché non fatte parlare il vostro collega? Accomodatevi fuori se dovete parlare, non riesco a sentire e a seguire!
PINNA (Gruppo Misto). Dicevo che ritengo che con questi presupposti lo spirito, ma anche la lettera e il contenuto, la sostanza di questo emendamento siano francamente, per quanto mi riguarda, inaccettabili perché non si vuole prendere atto di una situazione che è diventata irreversibile in questa miniera e, io dicevo ai colleghi in sesta Commissione, che si rischia anche in questo caso di fare la fine di diverse situazioni del Sulcis Iglesiente dove per trent'anni si è cercato di convincere il mondo politico e convincerci che tutto poteva essere recuperato dal punto di vista economico, alla fine non sono rimaste né quelle miniere né le nuove attività economiche.
Il problema grave, gravissimo dal punto di vista sociale, che si registra in quei territori che interessano la nuova Mineraria Silius e quindi la zona del Gerrei, richiede interventi diversi rispetto a questo, occorre prendere coscienza finalmente che una stagione è finita, come è finita insieme alla fine del ciclo economico di questo giacimento e di questa miniera e che bene faremmo tutti a prendere coscienza di questo, ad assicurare la sopravvivenza della miniera per un periodo definito e comunque necessario per non creare scossoni e impatti negativi dal punto di vista sociale in quel territorio, ma le risorse certamente non possono essere destinate, ci stiamo illudendo, qui lo dico, mi asterrò su questo emendamento in ogni caso proprio perché sono coinvolti tanti lavoratori, però credo che la classe politica, la classe dirigente faccia male a pensare che si buttano ancora soldi in questa miniera per rilanciarla. I soldi occorre metterli, non in questa quantità, per assicurare la progressiva chiusura della miniera, progressiva nel senso che appunto occorre tener conto della situazione sociale, ma certamente non ci possiamo prendere in giro. Gran parte di queste risorse, a mio avviso, possono essere più proficuamente destinate per avviare uno studio e un piano di riconversione economica di quei territori in tutti i possibili settori. Il Comune di Silius mi risulta che sia iniziando un PIP, quindi occorre da questo punto di vista vedere cosa ci si fa in quel PIP, ma soprattutto io credo che occorrerà rivolgere uno sguardo particolare alle risorse locali, all'ambiente, ai problemi della forestazione produttiva e a tanti altri settori che possono garantire una prospettiva per quel territorio. Io mi astengo perché ritengo che una buona parte di questi soldi li stiamo buttando al vento. Se ancora ho tempo Presidente, altrimenti ci ritorno successivamente, magari nelle dichiarazioni di voto, oppure, qua siamo alla discussione generale dell'articolo, eventualmente nella discussione particolare di questo emendamento ci ritorno invece sperando che nel frattempo...
PRESIDENTE. No, siamo alla discussione dell'articolo e degli emendamenti, per cui poi ci può ritornare solo per dichiarazione di voto. Comunque qualche secondo per concludere ce l'ha.
PINNA (Gruppo Misto). Io aspetto una risposta da parte dell'Assessore per sapere appunto da dove prendere le risorse per assicurare la gestione della Carbosulcis. Accenno soltanto a un problema che poi riaffronterò con un altro emendamento...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, prego.
PINNA (Gruppo Misto). Sta avvenendo un fatto gravissimo, perchè si dice: una parte di questi soldi, quelli che avanzano, vanno all'Igea. In sostanza qua si sta certificando che i fondi arrivati dallo Stato per fare le bonifiche che potevano sopperire le esigenze finanziarie di questa società, che era nata per quelle esigenze, in sostanza non vanno all'Igea e noi siamo costretti, come Regione, con le esigue risorse a finanziare questa società piuttosto che farla lavorare con i fondi per le bonifiche che sono arrivati dallo Stato. Io credo che questo sia un altro sperpero di risorse, sul quale poi ritornerò successivamente nel presentare un altro emendamento.
PRESIDENTE. I lavori si concludono qui, riprendono questo pomeriggio alle 15 e 30 con iscritto a parlare per primo l'onorevole Selis.
La seduta è tolta alle ore 13 e 34.
Allegati seduta
CCCXXXVI Seduta
Mercoledì 26 Marzo 2003
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 20 marzo 2003 (330), che è approvato.
CongedoPRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Edoardo Usai ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per le giornate del 26 e il 27 marzo 2003. Poichè non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri FANTOLA - VARGIU - CASSANO - PISANO:
"Tutela della salute e dell'ambiente relativamente ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici". (429)
(Pervenuta il 20 marzo 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383. Stiamo illustrando gli emendamenti dell'articolo 11. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I - Sardegna). Come lei e l'Aula sa, ieri i lavori sono stati sospesi anzitempo rispetto a quelli previsti per consentire ad una delegazione del centro destra e del centro sinistra di vedersi per approfondire i temi che riguardano la finanziaria e che sono oggetto così di esame e di confronto tra le parti. Il lavoro iniziato ieri e proseguito stamane non si è ancora concluso, per cui a delegazioni riunite in Sala Giunta è necessario sospendere ulteriormente i lavori per consentire che questa verifica possa avere ulteriore corso. La richiesta è di una sospensione di almeno un'ora.
PRESIDENTE. Allora se c'è una interlocuzione in corso mi pare opportuno sospendere. Facciamo così, sono le 10 e 15, facciamo alle 11 e 30 qui in Aula d'accordo? La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 11 e 46.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIOPRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sono le 12 meno 13 minuti. Siamo all'illustrazione dell'emendamento numero 379, Falconi, Spissu, Demuru e più. Onorevole Demuru lo illustra lei? E` uguale al precedente, al numero 171. Si dà per illustrato.
Emendamento numero 173, Sanna Gian Valerio e più, pagina 210. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, per chiedere ancora un quarto d'ora, sino a mezzogiorno, di sospensiva perchè abbiamo necessità di fare una riflessione i Gruppi delle opposizioni.
PRESIDENTE. Alle 12 e 10? La seduta è sospesa fino alle 12 e 10.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 48 , viene ripresa alle ore 12 e 17.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Possiamo riprendere i lavori. Ricordo che siamo all'emendamento 173. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 173.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente inizialmente le comunico che ritiriamo gli emendamenti 175 e 176.
Sull'emendamento 173 invece, l'emendamento si propone la soppressione del comma 7 dell'articolo 11. Lo stesso comma 7 prevede uno stanziamento di 10 miliardi, cioè 5 milioni di Euro, per la stipula con le università di Cagliari e Sassari di convenzioni destinate alla formazione universitaria e postuniversitaria e l'approfondimento delle conoscenze del settore Information Communication Technology. Su questo aspetto noi abbiamo già avuto modo nel corso dell'esame delle problematiche sull'agricoltura, di sottolineare la nostra posizione sulla formazione universitaria. Noi riteniamo che ci debba essere una assunzione di responsabilità della Giunta per consentire che questo settore dell'alta formazione, quella universitaria, e dei rapporti con le università, rientri sull'alveo di un rapporto univoco, coordinato e armonico delle politiche regionali nel loro insieme con il sistema universitario. Questo è un problema centrale perchè noi non riteniamo opportuno che ogni settore dell'amministrazione si negozi la sua quota di corsi universitari, come se fosse una ripartizione più o meno settoriale delle competenze in questa materia. Esiste un Assessore che ha questa responsabilità e riteniamo che la Giunta, nell'accezione nobile e non nell'accezione pratica, sia di fatto un organo collegiale; questo è uno degli argomenti che deve essere gestito in maniera collegiale, proprio per massimizzare l'effetto delle risorse che la Regione dispone sul versante della formazione universitaria e perchè si possano affrontare i temi della formazione universitaria e della ricaduta occupativa che questa comporta in termini globali di intervento regionale. Lo dico anche perchè non è vero che l'allocazione di investimenti sul fronte universitario, in un settore o in un altro, nel tempo abbiano portato grandi risultati. E vorrei indicare ai colleghi un elemento. Se noi osserviamo l'andamento dello sviluppo industriale delle risorse, delle imprese che operano nel contesto regionale, potrei citare solamente il caso di Cagliari che è emblematico, ma lo vorrei estendere in senso lato, nell'ultimo anno noi abbiamo osservato che la variazione più alta della nascita delle imprese in Sardegna è annessa ai settori immobiliari e di gestione finanziaria, cioè un settore che dal punto di vista occupativo genere poco o niente, dal punto di vista della movimentazione delle risorse genera molto. Tutti gli altri sistemi o sono in negativo o stagnano. Il settore immobiliare dell'intermediazione finanziaria in Sardegna varia in aumento più del doppio di quello che varia il settore manifatturiero che di per se è indicato come uno dei settori simbolo rispetto alla generazione di occupazione. A questo punto mi domando se non sia necessario fare una riflessione su questo andamento, capire a che serve dare formazione se poi i settori forti un po' elitari del sistema economico, non mi nascondo e non voglio nascondere questa connotazione dell'economia sarda. In generale i settori immobiliari e i settori dell'intermediazione finanziaria sono gestite dalle lobby economiche, non sono gestiti dagli imprenditori in senso lato; è un dato pericoloso! E' una china che va monitorata perchè dà il senso di un imbarbarimento del sistema economico, è una sua deriva elitaria che significa di fatto una concezione un po' meno liberista di quella che voi dovreste proporre a noi, nel senso che un incremento, un'impennata così rilevante porta ad un irrigidimento delle dinamiche economiche, della possibilità che le risorse vengano circuitate nel sistema più ampio e economico. E` una osservazione che faccio per capire come la formazione universitaria sia in qualche modo un sistema che genera intelligenze ma, a sua volta, genera innovazione, genera capacità di diversificare, genera anche nuova progettualità in settori nei quali noi oggi non siamo abituati a discutere. E` vero che l'analisi di questi fenomeni è una competenza di chi ha la responsabilità dell'industria, ma è una problematica che ha dei caratteri così generali che invocherebbe una analisi della formazione più in generale in Sardegna rivolta ad una strategia complessiva del governo Regionale, perchè è chiaro che investire 10 miliardi in formazione universitaria nell'industria, nelle condizioni date e dare 130 mila euro per i corsi di erboristeria in agricoltura, indica di per se una sperequazione intollerabile se vogliamo mettere il piano degli investimenti e delle prospettive che vogliamo ingenerare nel settore agricolo quanto meno sullo stesso piano di quelle dello sviluppo industriale. Cosa voglio dire? Voglio dire che l'investimento nella formazione deve equivalere al tenore di sfida complessiva e di investimento che un governo regionale fa sui settori dello sviluppo e che quindi non ci può essere una sperequazione così pesante, ma ci deve essere una integrazione in una sorta di cabina di regia che rispetto al sistema universitario tenga conto dell'andamento dei settori, tenga conto della domanda di intelligenze che metta in condizioni i nostri giovani di preinserirsi nel sistema industriale e imprenditoriale con la possibilità anche finanziata della Regione, perchè io per esempio mi immagino una ipotesi d'intervento speciale che la Regione può fare per sostenere le università non con le semplici borse di studio, ma andando più a fondo su questo terreno, cioè finanziando degli stage applicativi di più lunga durata all'interno dell'azienda che possano non solo dare la risposta alla finalità dello stage in riscontro alla formazione e al perfezionamento degli studi universitari, ma possa dare anche al sistema imprenditoriale una indicazione di maggiore affidabilità e integrazione di quelle energie, di quelle intelligenze che poi potrebbero essere utilmente integrate nel sistema produttivo. Cioè uscire dalla logica della mera borsa di studio o dall'incentivazione all'università perchè quella chiude il cerchio intorno alle finalità didattiche del sistema universitario, mentre noi dobbiamo invece inserirci nel sistema più prossimo all'impresa per dare noi il senso aggiuntivo rispetto a quello che si è pensato di fare fino ad adesso, gli strumenti di un perfezionamento e di una maggiore integrazione dei nostri giovani nel sistema industriale. Questo porterà beneficio al sistema industriale ma porterà beneficio anche alla qualità degli studi. Io in questa logica vedo bene una rivisitazione di questo finanziamento per una sperimentazione innovativa in questo campo; una sperimentazione innovativa, quindi una modifica della concezione o una specificazione diversa di questi fondi che possono costituire un elemento innovativo sul quale noi possiamo serenamente rivedere una posizione che così com'è rimane negativa e problematica.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Se non ho capito male gli emendamenti 176 e 175 sono ritirati? Bene!
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 389.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Brevemente, valgono anche per la soppressione di questo ulteriore finanziamento al BIC Sardegna le considerazioni che abbiamo fatto ieri. Non si possono continuare a finanziare enti che sovrappongono le loro competenze ad altri enti e ogni annualità siamo chiamati, non solo a finanziare il loro mantenimento, ma a finanziare le loro azioni straordinarie, straordinarie tra virgolette, non fanno neanche l'ordinario, senza darci una logica in tutti questi interventi. La logica noi l'abbiamo suggerita e la riproponiamo anche oggi: è quella di razionalizzare il nostro sistema come nel turismo e nell'industria, razionalizzare il sistema degli enti significa creare delle strutture possibilmente snelle e possibilmente anche con caratteristiche privatistiche che riescano davvero ad espletare le loro competenze. In questo articolo 11 invece di andare in questa direzione la Giunta regionale ci propone, e ci auguriamo che accolga anche l'emendamento che abbiamo proposto per la soppressione del comma 5 di questo articolo 11, ma sul comma 8 vale pari pari lo stesso ragionamento. E` necessario fermarsi e stabilire le diverse competenze degli enti, possibilmente accorparli, renderli enti che incidono veramente e che non divorino le risorse che dovevano andare a finanziare il sistema delle imprese sotto forma di incentivo alla produzione, non incentivo al semplice mantenimento di un apparato che ormai è assolutamente desueto. Quindi chiediamo l'approvazione dell'emendamento 389 che prevede la soppressione del comma 8.
PRESIDENTE. Grazie. Il 172 quindi si dà per illustrato così. Siamo all'emendamento 745, che è un emendamento all'emendamento 44. Per illustrare entrambi gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 371 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Questo emendamento prevede l'aumento delle risorse a disposizione per un accordo di programma quadro per la Sardegna centrale. Noi abbiamo la piena consapevolezza che un accordo di programma quadro che riguarda metà Sardegna non può essere definito tale, cioè definito un intervento straordinario per risolvere problemi strutturali, e non solo problemi strutturali, per un intero territorio in disagio, o in ritardo di sviluppo, se preferite. E allora, in forza di questo ragionamento, noi abbiamo proposto un aumento consistente della dotazione finanziaria, che per altro già in Commissione è stata parzialmente corretta. La prima proposta prevedeva 10 milioni di euro, la proposta venuta fuori dalla Commissione prevede un finanziamento di 20 milioni, ciò nonostante noi li riteniamo, come dicevo, assolutamente insufficienti, anche se questi dovrebbero essere in una ripresa della programmazione negoziata nazionale, una quota di cofinanziamento, con finanziamento statale, e questa è una quota di cofinanziamento.
Ma noi siamo di fronte al fatto che non c'è nulla di possibile all'orizzonte di finanziamento statale per queste zone o di aggiuntivo per queste zone della Sardegna, da parte dello Stato nazionale. Assistiamo invece al fenomeno inverso, cioè alla volontà di smantellare quella che era tutta una intelaiatura costruita soprattutto alla fine degli anni '90 e nei primi anni del 2000 che ha consentito al Meridione italiano e quindi anche alla Sardegna, non solo di avere ingenti risorse finanziarie nazionali, ma di invertire un andamento dell'economia in queste regioni e nel territorio meridionale, che ha portato nel 2000 il Meridione a crescere in termini percentuali più del Settentrione, cioè a riavvicinare quella famosa forbice. Così non è stato il 2001 e il 2002, perché si è avuta l'inversione di tendenza. L'inversione di tendenza è venuta appunto da ciò che vi stavo dicendo, e cioè dal fatto che il Governo nazionale del centrodestra ha cassato o ha parzialmente cassato, anche se non totalmente, le risorse della 488, della programmazione negoziata per territori in ritardo di sviluppo. Per cui se il Governo nazionale sta andando in quella direzione non vedo come, con 20 milioni di euro, si riesca a fare un accordo di programma quadro per la Sardegna centrale senza un cofinanziamento statale. Per cui proponiamo l'aumento a 50 miliardi Se poi questi risulteranno una quota di cofinanziamento alla quota che verrà dallo Stato, io conservo tutte le mie perplessità, ma se verrà anche quella quota statale sicuramente si avrà il modo di spendere nelle province e in particolare nelle province di Oristano e di Nuoro, stante il fatto che quelle due province sono... quella di Nuoro è la meno infrastrutturata d'Italia, quella di Oristano segue subito a ruota, ma sicuramente non è con queste cifre che quelle due province recupereranno il gap rispetto al resto della Sardegna. Per cui confermo la nostra richiesta per una maggiore dotazione finanziaria su questo capitolo. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 442 è identico. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 443 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). L'emendamento numero 443 va nella direzione di utilizzare al meglio di enti e le competenze che abbiamo. Noi sull'Osservatorio industriale della Sardegna siamo intervenuti più volte, anche nella precedente legislatura, anche con delle proposte di legge. L'ho ricordato ieri, anche il collega Secci intervenne qualche anno fa non solo per riordinare le competenze dell'Osservatorio industriale della Sardegna, ma per dotarlo di maggiori finanziamenti, volendo così aggiungere delle competenze a questo ente. Nel caso di questo emendamento noi non aggiungiamo risorse, ma vogliamo quanto meno iniziare a dare, con questa dicitura, diverse competenze o creare la possibilità di utilizzare un buon strumento che la Regione ha come Osservatorio economico della Sardegna. Cosa significa questo? Qualche anno fa la regione Sardegna spendeva 7 miliardi di lire all'anno per tenere in piedi una struttura assolutamente inefficace che era l'Osservatorio dell'agricoltura in capo alla Sipas. E' stato soppresso. Quelle competenze, come Osservatorio dell'agricoltura, non ci sono più perché erano troppo costose, i dati arrivavano dopo tre anni, erano assolutamente inefficaci. Bene, se queste competenze le diamo in capo all'Osservatorio economico della Sardegna non solo otteniamo delle cose utilizzabili, dei dati utilizzabili per fare i nostri ragionamenti, per fare le leggi, per fare gli interventi finanziari che dobbiamo fare nei diversi comparti, ma soprattutto mettiamo vicini i dati dell'industria, dell'agricoltura, del turismo, dell'artigianato, settore per settore, in modo che si possa fare un ragionamento comparato con i diversi settori. Questo in effetti l'Osservatorio industriale lo sta, in una certa misura, già facendo, però glielo dobbiamo riconoscere in legge, gli dobbiamo dare piena facoltà per poterlo fare. E continuare in questa semplificazione degli enti significa appunto iniziare, e iniziarla da qui, quella bonifica che serva per disboscare, non per creare nuovi enti. Bisogna continuare il disboscamento tenendo però in piedi quel poco di buono che in questi anni noi abbiamo saputo creare in questo sistema operativo che la Regione si è data.
Chiudo con un'ultima considerazione: badate, questo è importante, anche se sembrerebbe improprio farlo diventare Osservatorio, quasi una norma intrusa farlo diventare Osservatorio economico in una finanziaria. L'argomento merita una legge a sé stante e io di questo ho piena consapevolezza. Però l'intenzione di fare una legge ad hoc, è rimasta tale, è rimasta intenzione da dieci anni, per cui adesso è opportuno intervenire immediatamente proprio perché nei prossimi anni ci servono quei dati dei diversi settori per metterli a raffronto e per decidere sulle cifre e sui dati reali dell'economia in Sardegna, non di quelli che ci arrivano dopo tre anni e che sono assolutamente inutilizzabili. Grazie.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 46 ha facoltà di illustrarlo. Poiché il presentatore, l'onorevole Tunis, è assente si dà per illustrato.
Onorevole Rassu, l'emendamento numero 57 è suo ed è, nei contenuti, identico agli emendamenti 294 e 295 presentati dall'onorevole Gian Valerio Sanna - mi rivolgo anche a lei - all'articolo 20. Se ritenete si possono illustrare insieme visto che trattano lo stesso argomento. Pertanto do prima la parola all'onorevole Rassu, poi se lei riterrà...
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'emendamento numero 57, non io da solo, ma anche con altri colleghi, stiamo compiendo uno sforzo e le assicuro uno sforzo considerevole per tentare di capire cosa c'è scritto, perché ci darà atto che la stesura è fatta in modo tale per cui parti intere non riusciamo a comprendere cosa... non nel significato, nella scrittura. Per cui chiediamo la cortesia che venga scritto o a macchina o anche a mano, ma con scrittura che non sia del medico che fa la ricetta!
PRESIDENTE. Va bene. Intanto che procediamo a scriverlo in maniera più leggibile perché anch'io ho difficoltà a leggerlo effettivamente, sentiamo l'interpretazione autentica.
COGODI (R.C.). Ne dia lettura almeno chi l'ha presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, glielo facciamo leggere e anche illustrare, intanto ne prepariamo una copia leggibile e la distribuiamo. Onorevole Rassu, siccome è scritto con la sua grafia e c'è qualche problema di interpretazione, come accade spesso quando si scrive a mano, la preghiamo di darne lettura e poi di illustrarlo.
RASSU (F.I.-Sardegna). Concordo con il collega Cogodi, essendo stato scritto anche in fretta negli ultimi attimi consentiti per la presentazione in effetti la scrittura è poco comprensibile. Comunque ne do lettura: "Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: 'Il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale numero 15 del 9/8/2002 è sostituito dal seguente: in attesa della normativa generale sulla disciplina delle attività minerarie di cava, i nuovi permessi di ricerca, le nuove concessioni, le nuove autorizzazioni di cava possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale previa intesa con il Comune competente per territorio, espressa nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti nel comune o, in assenza, previa delibera del Consiglio comunale. L'eventuale diniego deve essere espresso da almeno i due terzi del Consiglio comunale con regolare votazione. L'intesa o no dei comuni deve essere comunicata entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza, trascorso tale termine si intende applicata la norma sul silenzio assenso'". Questo è il senso.
A questo emendamento comunque io ho presentato un emendamento successivo. Comunque voglio dire questo, Presidente: lei ha ragione, ci sono emendamenti identici e qualcuno anche similare, per cui se siamo d'accordo io suggerisco il tentativo di elaborare un emendamento di sintesi, se troviamo l'accordo e quindi di portare avanti un emendamento concordato sia con il mio emendamento che con gli emendamenti presentati dal centrosinistra. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, intanto che distribuiamo una copia leggibile, onorevole Gian Valerio Sanna, l'onorevole Rassu proponeva un tentativo di sintesi con i suoi emendamenti. Se ritiene si può procedere, ma naturalmente è lei che deve decidere. Tenendo conto che i suoi sono però all'articolo 20, quindi molto più in là. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Posticipiamo. Non lo so, io sarei per proporre, siccome non siamo solo io e il collega Rassu ad aver presentato emendamenti su questa materia, ce ne sono diversi, e siccome io aderisco anche a una ipotesi di coordinamento generale rispetto a questi emendamenti proporrei al collega Rassu di rinviarli all'articolo 20, poi li vediamo.
PRESIDENTE. Può essere questa una strada. Li vediamo all'articolo 20. Onorevole Rassu, li vediamo all'articolo 20, intanto hanno tutto il tempo, lei, l'onorevole Sanna e anche i presentatori del 493 e del 532, che trattano la stessa materia, seppure questi ultimi due in maniera un po' diversa. Non sono identici, però se si fa una sintesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Vorrei perfezionare la mia richiesta, io credo che anche dal punto di vista di merito l'articolo proprio di questa materia sia il 19, dove ci sono altri emendamenti credo.
PRESIDENTE. Adesso li vediamo, se c'è un errore di attribuzione vediamo di correggere perché sono stati presentati come emendamenti all'articolo 20, però vediamo se così va bene. Allora, procediamo. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Gli emendamenti sono molto simili e se conveniamo che è più opportuno metterli in un altro articolo, anch'io per quanto riguarda il 493 e il 532 che, dicevo, sono erroneamente uguali insomma perché sono magari presentati in momenti diversi e sono gli stessi, sono d'accordo anch'io che vengano spostati all'articolo 19 o 20 insomma, a seconda delle opportunità che vengono valutate da lei e dai funzionari.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 376 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento ripropone un problema che la precedente finanziaria aveva già affrontato e per altro ha risolto parzialmente e positivamente, e cioè ha finanziato, per la prima volta il 2002, un intervento attraverso la SFIRS per fronteggiare la crisi che attanagliava e attanaglia il settore del lapideo in Sardegna. Perché lo riproponiamo? Lo riproponiamo perché nel frattempo non solo non si è risolto molto e non si sono sciolti i nodi della crisi, ma si sono addirittura aggravati. Naturalmente non è che riproponiamo in forma definitiva questo intervento per salvare quel settore; noi lo proponiamo in forza di questo semplice ragionamento. Il settore estrattivo in Sardegna rappresenta una realtà ormai consistente della parte industriale con circa 9 mila addetti e con un indotto che è ugualmente consistente, si calcola appunto il raddoppio dei 9 mila addetti diretti. Per cui stiamo parlando veramente di un settore che è veramente consistente, e allora noi non facciamo altro che richiedere la riconferma del finanziamento anche in termini quantitativi che c'è già stato l'anno scorso sempre in capo alla SFIRS, quindi con lo stesso meccanismo e con le stesse motivazioni semmai rinforzate e purtroppo aggravate dall'attuale congiuntura negativa di quel settore che sostanzialmente derivano da una congiuntura negativa internazionale dovuta alla congiuntura che hanno riguardato gli Stati Uniti d'America, in particolare dopo l'attentato dell'11 settembre, che hanno di fatto disdetto i contratti internazionali di fornitura dei lapidei europei e in particolare dei lapidei sardi, proprio per avere rallentato di molto questo tipo di importazioni per un aspetto e questi si sono aggravati con l'attuale guerra in corso.
L'altro aspetto, che è maggiormente strutturale e non di congiuntura, è che nel frattempo si sono affacciati al mercato mondiale in questo settore delle forti concorrenze, in particolare la concorrenza cinese, che trovano non solo a cielo aperto, ma trovano nelle loro cave dell'ottimo materiale che riescono a portare in Occidente, in Europa e addirittura anche in Sardegna dei lapidei, dei graniti in grado non solo di competere dal punto di vista qualitativo, ma soprattutto competono dal punto di vista economico con i nostri. Noi siamo dell'avviso che valga la pena intervenire, adesso prendere tempo, vedere questi nodi anche strutturali per salvare un comparto che alla mano pubblica è costato tanto attraverso le leggi di incentivo degli ultimi decenni e vale la pena fare quest'ultimo, ci auguriamo esaustivo, sforzo per salvare un settore che, ripeto e chiudo, ha 9000 occupati in tutta la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 449.
FALCONI (D.S.). Questo è un fondo che ha caratteristiche diverse rispetto a quello esposto poco fa, ha caratteristiche territoriali, riguarda il Centro Sardegna, riguarda la Barbagia. Tempo fa ci fu un interessantissimo convegno di giovani imprenditori, il convegno fu promosso dall'Apisarda nuorese e vi fu una folta partecipazione di ragazzi - e questo fa anche ben sperare - interessati alla creazione d'impresa. Convegno che fu peraltro chiuso dall'attuale Presidente della Giunta regionale onorevole Pili con interessanti aperture. Io gliele voglio ricordare, Presidente Pili, le aperture che fece verso i giovani del nuorese che erano iscritti e non iscritti all'Apisarda, la proposta viene dall'Api ed è incoraggiata anche dall'Api regionale, da tutte le organizzazioni industriali, quindi datoriali, sindacali e adesso anche dai comuni e dalla provincia interessata. Questo fondo vuole istituire una sorta di sub-agenzia - non è un altro ente, per capirci - ma attraverso una banca esistente una sorta di fondo per favorire l'occupazione giovanile con la creazione di piccola e media impresa. Qualcuno dirà: per questa funzione esistono la ex 28, l'attuale legge numero 1 del 2002, esiste tutta una normativa di incentivo alle imprese giovanili e di meno giovani, quindi questa può risultare per alcuni aggiuntiva. Questa si vuole invece fare in forma assolutamente sperimentale, gestita in forma snella privatistica, seppure sotto il controllo di una banca, in modo che si finanzino le nuove idee imprenditoriali che possono venire da quella zona in particolare ritardo di sviluppo. Perché dico in forma assolutamente sperimentale? Perché il progetto proposto da questi giovani dell'Api ci è sembrato particolarmente interessante e che può essere sperimentato in Barbagia, ma poi a cerchi concentrici o come si vuole, o a macchia di leopardo, esteso la prossima annualità nei diversi territori. E' un modo diverso di finanziare lo sviluppo, è un modo interessante al quale noi abbiamo detto di sì, le organizzazioni datoriali hanno detto di sì, ma in quell'occasione anche la Giunta regionale attraverso il suo Presidente aveva accolto questa idea meritoria di finanziamento. Adesso siamo appunto alla concretezza, al dunque nel rispettare reciproci impegni assunti nel territorio, in quel territorio particolare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 614.
VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione su tutti gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 381 negativo; 176 non si accoglie; 175 non si accoglie.
PRESIDENTE. Sono ritirati sia il 176 che il 175.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. 174 non si accoglie; 380 non si accoglie; 171 non si accoglie; 379 non si accoglie; 173 non si accoglie; 172 non si accoglie; 389 non si accoglie; 745 della Giunta si accoglie; il 44 è della Giunta, che è emendato dal 745, quindi il parere si adegua a quello precedente; 371 non si accoglie; 442 non si accoglie; il 443 si accoglie; il 9 si accoglie; il 46 non si accoglie; il 732 è l'emendamento all'emendamento che è collegato al 57 e per il 57 il parere che la Commissione esprime è negativo, quindi il 732 fa riferimento a quel parere; 376 non si accoglie; 449 non si accoglie; 493 non si accoglie; 532 non si accoglie; 614 non si accoglie.
PRESIDENTE. Adesso il parere della Giunta, Assessore, le ricordo che c'era anche l'emendamento 152, lei chiedeva che venisse trasferito alla tabella, dica qualcosa in merito anche a questo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quello del 10?
PRESIDENTE. Quello dell'imprenditoria femminile, sì.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda il 152 posso dare due comunicazioni: primo, l'Assessorato del lavoro relativamente alle spese di funzionamento correnti per quanto riguarda l'imprenditoria femminile dice che non hanno alcuna esigenza. In ogni caso siccome è compreso nella tabella C, può essere meglio approfondito nella discussione della tabella C. Relativamente agli emendamenti all'11 sul 381 il parere è negativo, perché è sull'intero articolo evidentemente, è stato ritirato? Il 176 è stato ritirato, il 175 è ritirato. Il comma 4, di cui parla il 174, il parere è negativo; il 380, che si propone la soppressione del comma 5, viene accolto perché già la maggioranza aveva deciso di eliminare questo comma; per il comma 6, quindi il 171, vale la stessa considerazione, quindi si accoglie l'emendamento. Quindi anche il 379, che è uguale. L'emendamento 173 non si accoglie, mentre si accoglie l'emendamento 172 relativamente al comma 8 per le medesime motivazioni, cioè la Giunta e la maggioranza... e così anche il 389 che è uguale. Relativamente al 44 della Giunta, che è legato al 745, a seguito delle precisazioni che sono intervenute nel frattempo per quanto mi riguarda il 745 è ritirato ed il 44 rimane così com'è.
Per quanto riguarda l'emendamento 371 non si accoglie, come pure il 442 per le medesime valutazioni. Il 443 non può essere accolto, onorevole Falconi, perché se anche noi accogliessimo questo, siccome l'ente si chiama così com'è, cioè Osservatorio Industriale della Sardegna, un'eventuale erogazione di fondi a favore dell'Osservatorio Economico della Sardegna non andrebbe in porto perché nessuno potrebbe quietanzare, quindi la pregherei di ritrarlo. Se vogliamo modificare dobbiamo modificare una norma sostanziale, però allora dovremo anche pensare di trasferire questo Osservatorio ad altri Assessorati. L'emendamento numero 9 della Giunta richiede una precisazione che mi permetto di fare: nell'ultima riga del testo, prima della copertura finanziaria, dove si parla "legge regionale numero 11" va intesa "legge regionale numero 11/1988". L'emendamento numero 46, sono tutti quelli delle cave, se non sbaglio, anzi questo no, questo non si accoglie. L'emendamento numero 57 è trasferito credo al 19 o al 20; il 376 non si accoglie, è quello relativo ai lapidei; come non si accoglie il 449; il 493 va all'articolo 19 e così il 532; relativamente al 614 l'emendamento può essere accolto se viene, diciamo così, accolto nella formulazione del testo di cui io adesso do lettura all'Aula e mi riservo di consegnare poi materialmente. Il testo dell'emendamento numero 614 limitatamente al testo, ferma cioè la copertura finanziaria e le spese, reciterebbe: "L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2003, ad erogare un contributo di euro 30 milioni a favore delle consociate Emsa, Igea, Nuova Mineraria Silius e Progemisa. Una quota fino a euro 17 milioni 773 mila del suddetto contributo è destinata alla Nuova Mineraria Silius per l'avvio dell'attuazione del piano industriale e per il rilancio dell'attività estrattiva", testo che io consegno alla Presidenza.
SECCI (La Margherita-D.L.). Assessore, scusi, cosa vuol dire? "Fino" può essere anche zero! Era solo per osservare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIOPRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Mi sembra utile, perché evidentemente l'osservazione è perfettamente comprensibile. La modifica che propone la Giunta è soltanto derivata dal fatto che, poiché è ancora in corso di elaborazione il piano industriale da parte della Nuova Mineraria Silius, potrebbe darsi che la quota degli investimenti necessari per un piano di rilancio sia inferiore a quello che porterebbe quindi a 17 milioni e mezzo di euro e allora avremo delle risorse immobilizzate, che invece possono essere più utilmente messe a disposizione di tutto il sistema delle ex partecipate Emsa.
Evidentemente quel "fino" non vuole dire che si parte da zero e si sta vicino a zero, è abbastanza evidente che c'è tutta la disponibilità, anche eventualmente qualora il piano industriale portasse ad una previsione di spesa per questa copertura di 17 milioni e mezzo c'è la disponibilità evidentemente ad utilizzarla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché mi è sfuggito il parere che l'Assessore ha dato sull'emendamento 443, per annotarmelo.
PRESIDENTE. Invitava al ritiro.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. E` negativo, ma ho invitato il proponente a ritirarlo perché, anche ammesso che venisse approvato, non avrebbe possibilità di essere attuato in quanto l'erogazione di una somma a favore di un ente che non esiste non può trovare ...in quel senso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, mi sembra che questo articolo 11 non può passare così, senza che si dica qualche cosa nel merito, soprattutto, per quanto mi riguarda, del comma 1, quello che dà indicazioni per l'attuazione dell'accordo di programma per la chimica tra il Governo nazionale e la Regione. Voglio ripigliare questo comma 1, intanto per manifestare tutta la mia perplessità rispetto alla cogente norma che qua si vuol fare approvare, non tanto per le somme a disposizione che comunque giudichiamo chiaramente insoddisfacenti e assolutamente non congrue rispetto all'obiettivo che si pone di rispondere, in quanto si parla dei poli chimici e degli interi poli del settore metallurgico sardo. E` chiaro che 12 milioni e 800 mila euro per far fronte ad una situazione disastrata, praticamente di tutti i poli industriali della Sardegna, sono veramente poca cosa. Ma poca cosa sarebbe questo se non assistessimo ad un completo scollamento tra l'operato della Giunta regionale e le istanze, le richieste che vengono da più parti della Sardegna, non soltanto in questo ultimo periodo, ma anche ormai da qualche anno.
Il 25 febbraio la Giunta regionale, attraverso i propri massimi rappresentanti, Presidente della Giunta regionale e Assessore dell'industria, si sono recati ad un incontro che doveva essere un incontro storico, in quanto un incontro che doveva fissare le basi per la firma di un accordo di programma che doveva dare risposte concrete ai problemi della chimica sarda e non solo.
Siamo praticamente a pochi giorni di distanza da un mese, il tempo che il Ministro a suo tempo si era preso per dare una risposta concreta alle esigenze che in quella sede venivano manifestate e, a distanza, dicevo poc'anzi, di un mese anziché avere risposte abbiamo avuto ulteriori conferme di chiusura di un impianto fondamentale per la chimica in Sardegna.
Infatti la chiusura dell'impianto di Assemini, quello che produce acrilonitrile, è un chiaro segno di inversione di una tendenza che sembrava apparire all'orizzonte. Si doveva determinare un nuovo sviluppo per questa nostra Isola, con questo annuncio si conferma la chiusura dell'intera chimica in Sardegna, in quanto la chiusura dell'impianto di Assemini porterà alla chiusura dell'impianto di Ottana, per cui una chiusura dietro l'altra e per cui un dramma dietro l'altro rispetto all'occupazione che, invece di essere consolidata, in Sardegna viene ulteriormente penalizzata.
Ma questo è poco di fronte agli scenari che abbiamo di fronte; vedete, molto in Sardegna e sulle pagine dei maggiori giornali isolani si era strombazzato l'accordo di programma e l'incontro che si era tenuto il giorno 25 di febbraio, quasi annunciando che lo stesso Governo nazionale avesse deciso di attivare delle procedure che mettevano in mora l'ENI, dal progetto di privatizzazione e dismissione dell'intero comparto produttivo della chimica italiana, cercando di accreditare il fatto che tra la Giunta regionale ed il Governo nazionale fosse in atto una strategia che doveva fermare questo processo di dismissione. Così non è e non si può dire che sia così nemmeno dagli atti scritti che noi abbiamo avuto modo di leggere, in quanto dall'accordo, dal verbale di intesa che si è tenuto il giorno 25 febbraio nulla emerge della volontà del Governo nazionale di dare un aut aut all'ENI per non continuare a procedere nel suo piano di dismissione.
Perché dico questa cosa? Dico questa cosa perché dai verbali si legge chiaramente che a tutto si dà risposta, in termini per altro generici, fuori che una chiara affermazione della volontà di bloccare questo progetto di privatizzazione e di dismissione della chimica italiana. Per cui come si fa qua, ma io dico attraverso la stampa, a continuare ad affermare queste cose, per cui affermare che il Presidente Pili sarebbe in sintonia con Marzano per bloccare questo progetto? Una cosa sono le cose che si dicono, una cosa sono le cose che si fanno.
Io apprezzo l'attivismo dell'Assessore dell'industria che viaggia per i poli chimici cercando di rassicurare tutti che ci sarà una risposta. Assessore, lo dico a lei, ma lo dico soprattutto al Presidente, non ci basta più questo attivismo, queste dichiarazioni di rassicurazioni! Qua abbiamo bisogno di fatti concreti, sono passati trenta giorni ormai e risposte concrete rispetto a questa questione devono essere date. Non siamo in grado di chiedere al Governo perché il Governo non ce le ha date? Io chiedo che ce le dia il Presidente della Regione. Perché? Perché a latere dell'accordo firmato con Marzano, nel senso dove vi erano tutti i soggetti interessati, vi è stata anche la firma di un protocollo dove praticamente fissava gli impegni - adesso non me lo trovo qua - che era l'avanzamento istituzionale, così si chiamava se non vado errato. Un protocollo dove praticamente fissava i termini delle azioni che avrebbero dovuto fare la Regione Sardegna e dall'altra parte il Governo nazionale.
Noi non siamo a conoscenza di quello che ha fatto il Governo nazionale, anzi, da quello che ci risulta non ha fatto assolutamente nulla; così come non siamo a conoscenza di quello che ha attivato la Presidenza della Giunta regionale. Per quello che ci riguarda ancora assolutamente nulla!
Anche perché, vedete, tanto qua si è parlato di chimica e tanto si è parlato sulla necessità che si passi dalla chimica di base alla chimica fine, per cui che si veda la possibilità di un rilancio anche di questo settore, con opportune azioni di diversificazione; ma come non capire che la chiusura, qua già annunciata, dell'impianto di Assemini fa venir meno questa possibilità, quanto meno nel settore fibre.
Noi in Sardegna abbiamo sviluppato un settore delle fibre, quello che poteva comunque, aveva creato una serie di aspettative rispetto alla discesa a valle di alcune attività della chimica, noi con questa chiusura diamo un colpo mortale ad uno dei progetti di diversificazione della chimica. Per cui cosa dire dell'articolo del comma 1? Di sicuro è un ...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
VASSALLO (R.C.). Per concludere, non si può fare altro che ritenere che i soldi, le disponibilità finanziarie stanziate, pur essendo insufficienti, se non vengono corrisposte da un piano complessivo di rilancio nell'intero settore, in accordo con il Governo nazionale con scelte precise, anche questi soldi probabilmente non serviranno a nulla, per pochi che siano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Gruppo Misto). Presidente, intanto un chiarimento vorrei chiederlo al Presidente della Commissione che ha dato il parere sugli emendamenti, esprimendo parere negativo anche sul 493 e sul 532, di cui sono primo firmatario, e 57 di cui è primo firmatario il collega Rassu. Questi tre emendamenti mi pare abbiamo deciso di trasferirli ad un altro articolo. Presidente Balletto, lei ha espresso parere negativo su questi tre emendamenti, mi pare che invece abbiamo deciso di trasferirli in un altro articolo.
Presidente Biggio, se si fa assistere un attimo dai funzionari perché non era prima presente in Aula, presiedeva il Presidente Serrenti, tre emendamenti sui quali è stato espresso un parere negativo si è deciso di trasferirli in un altro articolo, per cui volevo chiedere se vale per adesso, per dopo il suo parere o...?
PRESIDENTE. Non c'è problema onorevole Pinna, è sfuggito all'onorevole Balletto e quindi non è stato tenuto conto e il parere è dato, era altresì concordato che si sarebbe spostata la discussione dei suoi emendamenti all'articolo successivo 19 e saranno discussi all'articolo 19.
PINNA (Gruppo Misto). Quindi verrà espresso il parere dopo, insomma.
PRESIDENTE. Il parere guardi che... Per combinazione ho lavorato anche in Commissione, il parere che ha espresso oggi l'onorevole Balletto fu già espresso a suo tempo dalla Commissione.
PINNA (Gruppo Misto). Invece alcune osservazioni generali gradirei farle, Presidente, in relazione agli emendamenti 614 di cui è primo firmatario il collega Cogodi e il nuovo emendamento che non ha un numero, presentato dalla Giunta regionale, che in sostanza dovrebbe sostituire, cambiare, modifica il testo dell'emendamento dell'onorevole Cogodi. Anche perché mi pare che con questo emendamento si rendano operativi i 30 milioni di euro della tabella A, che erano stati inseriti nei nuovi oneri legislativi, mi pare, e per i quali è già stato presentato dalla Giunta regionale un disegno di legge. In sostanza questi fondi vengono resi operativi immediatamente già con la finanziaria, questo mi pare di capire anche dall'accenno di assenso che fa l'Assessore.
Ora su questo io vorrei fare alcune precisazioni ed esprimere anche il mio parere nel merito delle scelte che si propongono con questo emendamento. Prima di tutto un chiarimento che vorrei chiedere all'Assessore; quando si è parlato della voce 1 della tabella A, all'inizio della discussione della finanziaria, mi pare che ci fosse un emendamento soppressivo da parte delle opposizioni ed eravate tutti preoccupati perché questi soldi dovevano servire alla Carbosulcis. E, da parte di diversi interventi di colleghi della maggioranza, veniva espressa questa preoccupazione che, cancellando quei soldi, la Carbosulcis sarebbe rimasta senza finanziamenti. Dall'emendamento 614 e dalle correzioni della Giunta regionale la Carbosulcis non compare in questo emendamento; io mi chiedo e chiedo all'Assessore come pensa di far fronte alle esigenze finanziarie di Carbosulcis se dovesse passare questo emendamento. Prima cosa e mi pare anche la più importante.
In secondo luogo, vengono destinati 17 milioni, quasi 18 milioni di euro alla Mineraria Silius e, si dice nell'emendamento, per l'avvio dell'attuazione del piano industriale e per il rilancio dell'attività estrattiva. Ora io sento il dovere in questa circostanza di ribadire un parere già espresso in Commissione quando abbiamo affrontato questo problema, che mi pare indispensabile mantenere agli atti di questo Consiglio qualunque sia il destino di questo emendamento, per dire che parlare ancora oggi di piano di rilancio dell'attività estrattiva della nuova Mineraria Silius mi sembra quanto meno avventato, fuori dai tempi, fuori da tutto quello che le Commissioni tecniche, che in questi ultimi dieci anni si sono avvicendate per dare pareri sulle prospettive di sviluppo della nuova Mineraria Silius...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pinna, io non riesco a seguirla. Colleghi, per cortesia prendete posto, non si riesce a seguire l'intervento del collega Pinna. Prego.
PINNA (Gruppo Misto). Dicevo, in totale contraddizione con quanto è stato espresso da tutte le Commissioni tecniche incaricate in questi ultimi dieci anni di dare un giudizio sulle prospettive di recupero economico della nuova Mineraria Silius. Non faccio riferimento neanche alle commissioni, che anche a me è capitato di incaricare, ma faccio riferimento a quanto fatto da questa Giunta regionale incaricando un divisor di livello internazionale, qualificato, indiscusso a livello internazionale, che è la francese BRGM, Bureau des Recherces Geologiques et Minieres della Francia. Ecco, anche questi esperti nella loro relazione confermano che, pur esistendo delle riserve ancora accertate in questa miniera o comunque possibili, comunque riducendosi i tenori e aumentando i costi non c'è possibilità di recupero alcuno. I fallimenti ripetuti di diversi bandi internazionali per la cessione del pacchetto azionario della nuova Mineraria Silius vanno in questa direzione.
Qua si è nominata una commissione per correggere l'esperto internazionale, una commissione di esperti interna per correggere la commissione di esperti internazionali. Allora io credo che, al di là delle posizioni che sono state espresse da tutti quanti, sia del centrosinistra che del centrodestra, questa posizione sia francamente ...
PRESIDENTE. Onorevole Falconi, abbia pazienza, scusi onorevole Pinna, perché non fatte parlare il vostro collega? Accomodatevi fuori se dovete parlare, non riesco a sentire e a seguire!
PINNA (Gruppo Misto). Dicevo che ritengo che con questi presupposti lo spirito, ma anche la lettera e il contenuto, la sostanza di questo emendamento siano francamente, per quanto mi riguarda, inaccettabili perché non si vuole prendere atto di una situazione che è diventata irreversibile in questa miniera e, io dicevo ai colleghi in sesta Commissione, che si rischia anche in questo caso di fare la fine di diverse situazioni del Sulcis Iglesiente dove per trent'anni si è cercato di convincere il mondo politico e convincerci che tutto poteva essere recuperato dal punto di vista economico, alla fine non sono rimaste né quelle miniere né le nuove attività economiche.
Il problema grave, gravissimo dal punto di vista sociale, che si registra in quei territori che interessano la nuova Mineraria Silius e quindi la zona del Gerrei, richiede interventi diversi rispetto a questo, occorre prendere coscienza finalmente che una stagione è finita, come è finita insieme alla fine del ciclo economico di questo giacimento e di questa miniera e che bene faremmo tutti a prendere coscienza di questo, ad assicurare la sopravvivenza della miniera per un periodo definito e comunque necessario per non creare scossoni e impatti negativi dal punto di vista sociale in quel territorio, ma le risorse certamente non possono essere destinate, ci stiamo illudendo, qui lo dico, mi asterrò su questo emendamento in ogni caso proprio perché sono coinvolti tanti lavoratori, però credo che la classe politica, la classe dirigente faccia male a pensare che si buttano ancora soldi in questa miniera per rilanciarla. I soldi occorre metterli, non in questa quantità, per assicurare la progressiva chiusura della miniera, progressiva nel senso che appunto occorre tener conto della situazione sociale, ma certamente non ci possiamo prendere in giro. Gran parte di queste risorse, a mio avviso, possono essere più proficuamente destinate per avviare uno studio e un piano di riconversione economica di quei territori in tutti i possibili settori. Il Comune di Silius mi risulta che sia iniziando un PIP, quindi occorre da questo punto di vista vedere cosa ci si fa in quel PIP, ma soprattutto io credo che occorrerà rivolgere uno sguardo particolare alle risorse locali, all'ambiente, ai problemi della forestazione produttiva e a tanti altri settori che possono garantire una prospettiva per quel territorio. Io mi astengo perché ritengo che una buona parte di questi soldi li stiamo buttando al vento. Se ancora ho tempo Presidente, altrimenti ci ritorno successivamente, magari nelle dichiarazioni di voto, oppure, qua siamo alla discussione generale dell'articolo, eventualmente nella discussione particolare di questo emendamento ci ritorno invece sperando che nel frattempo...
PRESIDENTE. No, siamo alla discussione dell'articolo e degli emendamenti, per cui poi ci può ritornare solo per dichiarazione di voto. Comunque qualche secondo per concludere ce l'ha.
PINNA (Gruppo Misto). Io aspetto una risposta da parte dell'Assessore per sapere appunto da dove prendere le risorse per assicurare la gestione della Carbosulcis. Accenno soltanto a un problema che poi riaffronterò con un altro emendamento...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, prego.
PINNA (Gruppo Misto). Sta avvenendo un fatto gravissimo, perchè si dice: una parte di questi soldi, quelli che avanzano, vanno all'Igea. In sostanza qua si sta certificando che i fondi arrivati dallo Stato per fare le bonifiche che potevano sopperire le esigenze finanziarie di questa società, che era nata per quelle esigenze, in sostanza non vanno all'Igea e noi siamo costretti, come Regione, con le esigue risorse a finanziare questa società piuttosto che farla lavorare con i fondi per le bonifiche che sono arrivati dallo Stato. Io credo che questo sia un altro sperpero di risorse, sul quale poi ritornerò successivamente nel presentare un altro emendamento.
PRESIDENTE. I lavori si concludono qui, riprendono questo pomeriggio alle 15 e 30 con iscritto a parlare per primo l'onorevole Selis.
La seduta è tolta alle ore 13 e 34.
Versione per la stampa