Seduta n.84 del 04/08/2000 

Seduta LXXXIV

Venerdì 4 agosto 2000

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 05.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 1° Agosto 2000 (79) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cassano, Cossa, Demontis e Fantola hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 4 agosto 2000; i consiglieri regionali Fois e Scano hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 4 agosto 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'ERSU di Sassari". (196)

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile destinazione delle aziende agro-industriali di Surigheddu e Mamuntanas, in agro di Alghero". (197)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione delle linee Porto Torres-Genova-Porto Torres delle 19 e 30 gestite dalla Tirrenia". (198)

"Interrogazione CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto - PINNA, con richiesta di risposta scritta, sul declassamento della stazione delle Ferrovie dello Stato del Comune di Carbonia". (199)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla Cooperativa 'Monte Littu' di Ozieri". (200)

"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione delle zone franche doganali in Sardegna". (201)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulle condizioni degli automezzi dell'Azienda Regionale Sarda Trasporti (A.R.S.T.)". (202)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di chiusura di ben 14 uffici postali nella provincia di Sassari". (203)

"Interrogazione LICANDRO - GRANARA - PIANA - MURGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle case di cura e studi specialistici accreditati con il sistema sanitario nazionale". (204)

Continuazione della discussione degli articoli e approvazione del disegno di legge: " Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'ordine del giorno reca il disegno di legge 86 A della Giunta regionale: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria e al bilancio per gli anni 2000 - 2002 e disposizioni varie".

Siamo in fase di discussione dell'articolo 7 quinquies e dei relativi emendamenti, che sono stati già illustrati e sui quali sia il relatore sia la Giunta hanno espresso il loro parere, mi pare che vi sia un problema sulla copertura finanziaria degli emendamenti numero 29 e 59.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Vorrei ricordare i problemi su cui ci siamo fermati. Si tratta evidentemente, di una questione di particolare rilevanza, perché riguarda i progetti speciali per l'occupazione che erano rimasti sostanzialmente esclusi dal rifinanziamento, a fronte di altri progetti provenienti dalla stessa fonte normativa che, in sostanza, hanno invece avuto copertura finanziaria attraverso un altro articolo di questa legge.

Credo che l'esigenza sia condivisa da tutti, ripeto che la stessa Commissione ha dato parere favorevole, rimaneva aperto il problema della copertura finanziaria, per cui è stata avanzata la proposta di reperirla attraverso la diminuzione del capitolo'11129, che però era già stato indicato a copertura dell'articolo 5 ter, approvatoche destina otto miliardi e mezzo alla copertura delle spese per il personale impiegato dai comuni per la gestione di musei, biblioteche, aree archeologiche. La fonte normativa di quell'intervento è l'articolo 10 bis della legge 28 del 1984; si tratta quindi di due strumenti diversi, anche se la loro finalità è molto simile, quindi ieri ho chiesto la parola per dire che mi sembrava assolutamente illogico che la copertura finanziaria per un intervento finalizzato a favorire l'occupazione venisse trovata sottraendo fondi da interventi per una finalità del tutto analoga, innescando, credo, un contrasto che evidentemente, è assolutamente incomprensibile; si deve trovare un'altra copertura finanziaria, se il Consiglio condivide l'orientamento di completare le azioni in essere presso gli enti locali al 31 dicembre 1999.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, io condivido le valutazioni del Presidente della Commissione. Stiamo trattando dei progetti speciali per l'occupazione ex articolo 18 della legge regionale numero 37 del 1998. L'articolo in discussione ha valore esclusivamente procedurale e cerca di risolvere alcuni problemi sorti nell'applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 18 della legge numero 37 relative a progetti che non riguardano i beni culturali.

In particolare il comma 1° dell'articolo 7 sexies è stato predisposto allo scopo di inserire in norma il tetto massimo di finanziamento concedibile per i singoli progetti, come è previsto nella delibera relativa ai criteri di concessione dei contributi. Con i commi 2 e 5 si consente di ripresentare e rimodulare i progetti non ammessi al finanziamento, lo scopo è quello di dare ai soggetti proponenti una ulteriore possibilità di vedere approvati interventi non accolti in sede di prima istruttoria; si precisa inoltre che per tali progetti vi è una congrua dotazione finanziaria.

L'emendamento proposto, tendente a dare copertura al cento per cento e non più al sessanta per cento, come prevede la legge per il terzo anno del triennio per i progetti di cui all'articolo 18, comma primo (che in qualche modo rappresenta un reingresso di sensibilità assistenziale; si era detto infatti che queste esperienze dovevano recuperare legittimità di impresa, dovevano recuperare un ruolo diverso), riguarda invece le cooperative che gestiscono beni culturali, biblioteche ed archivi, ex articolo 10 bis della legge regionale numero 28, in prosecuzione del vecchio piano del lavoro di cui alla legge regionale numero 11 del 1988.

Tale emendamento contrasta fortemente con i nuovi criteri di impostazione e riorganizzazione che l'Assessorato ha predisposto per tutto il comparto della gestione dei beni culturali, a seguito dell'approvazione dell'articolo 38 della legge numero 4 del 2000, che prevede per tutti i progetti una copertura finanziaria parziale e variamente articolata da parte della Regione. Si segnala anche che la diminuzione dello stanziamento previsto dall'articolo 5 ter, al fine di dare copertura a questo emendamento, creerebbe notevoli problemi, impedendo il pagamento di stipendi arretrati, maturati a partire dal 1° dicembre 1999 sino al mese di aprile, essendo questi otto miliardi e mezzo risorse recuperate per sanare il pregresso, remunerando il lavoro già svolto.

Nel caso in cui l'emendamento venisse approvato si creerebbe di fatto una situazione di forte ineguaglianza tra progetti uguali, con l'aggravante di togliere i soldi a chi da otto mesi non riceve lo stipendio per darli a chi ha già una copertura finanziaria certa. Si segnala infine che nel caso in questione la dotazione finanziaria può essere reperita all'interno dei fondi previsti a copertura dell'articolo 18 della più volte citata legge regionale numero 37.

Quindi chiedo che non si ricorra al recupero delle risorse dai capitoli dell'Assessorato della pubblica istruzione, ma dalla fonte che ha dato origine al progetto speciale, cioè la legge 37 che ha le risorse necessarie. Questo emendamento pone anche un problema giuridico, non credo infatti che possa essere ammesso, perchè in contrasto con quanto previsto dall'articolo 5 ter, appena approvato, che destina già questi fondi ad altre finalità. Sono certo che l'Assessore del bilancio troverà nella fonte giusta le risorse necessarie se si vuole risposta ampia a queste richieste.

Ribadisco però che qui stiamo introducendo una valutazione che vanifica quella che fu la filosofia all'origine della legge che prevedeva un finanziamento pari al cento per cento il primo anno, all'ottanta per cento il secondo anno, al sessanta per cento il terzo anno; se però si vuole venire incontro alle esigenze proposte con l'emendamento si ritrovi la fonte finanziaria nella legge 37.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, chiedo alla sua cortesia e a quella dell'Aula la sospensione dell'esame dell'articolo 7 quinquies per verificare la copertura finanziaria degli emendamenti.

PRESIDENTE. Sospendiamo quindi l'esame dell'articolo 7 quinquies. Si dia lettura dell'articolo 7 sexies.

MANCA, Segretario:

Art. 7 sexies

Progetti speciali per l'occupazione

ex art. 18 della L.R. n. 37/1998

1. I finanziamenti di cui all'articolo 18, commi 4 e seguenti, della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, sono erogati, a favore di ciascun soggetto esecutore per il triennio incentivato, nella misura massima complessiva di lire 3.000.000.000.

2. Le istanze di finanziamento istruite con esito favorevole dall'Ufficio speciale per l'occupazione sono inoltrate al Comitato del lavoro per il parere di competenza, ai fini dell'approvazione da parte della Giunta regionale.

3. Qualora le istanze accolte non esauriscano le disponibilità assegnate a ciascun programma d'intervento di cui al comma 1, i soggetti esecutori non ammessi a finanziamento, purché in possesso del requisito relativo alla regolare realizzazione del progetto già assegnato ai sensi delle leggi regionali 4 giugno 1988, n. 11 e 30 giugno 1993, n. 27, possono rimodulare le rispettive proposte progettuali in conformità alle osservazioni formulate in sede istruttoria.

4. Le predette proposte progettuali sono approvate dalla Giunta regionale, previo parere del Comitato del lavoro, entro i limiti delle disponibilità finanziarie assegnate al programma, sulla base della graduatoria di merito formata dall'Ufficio speciale per l'occupazione al termine di apposito supplemento istruttorio.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche al programma di cui all'avviso pubblicato nel BURAS n. 25 del 19 agosto 1999.

PRESIDENTE. All'articolo 7 sexies sono stati presentati gli emendamenti: 22, 53, 87, 23, 86, 78, 91. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Amadu - Cassano - Cossa - Frau - Nuvoli - Randazzo - Piana.

Art. 7 sexies/2

Consorzi fidi in artigianato

1. Dopo il comma 3 bis dell'articolo 12 bis, L.R. 51/93 si inserisce il seguente comma 3 quater:

"I fondi di garanzia costituiti dai consorzi fidi di garanzia di II grado promossi tra cooperative artigiane di garanzia e consorzi fidi di cui al precedente comma 1 sono integrati, a domanda, con contributi concessi dall'Amministrazione Regionale.

L'ammontare dei contributi è ripartito sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato".

2. Per le spese di cui al precedente comma viene istituito il capitolo (di nuova istituzione) 07026-07, con uno stanziamento per il corrente anno pari a Lire 5.000.000.000.

3. I contributi relativi al comma 1 sono concessi nei limiti della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E. C 68/9 del 6 marzo 1996.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

07 - artigianato

cap. 07026 - 01 lire 5.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 04110 Acquisti beni patrimoniali lire 5.000.000.000 (22)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Lai - Dettori Ivana - Pusceddu - Masia.

Art. 7/1

Dopo il comma 3/bis dell'articolo 12 bis, L.R. 51/93, sono aggiunti i seguenti:

"3/quater. I fondi di garanzia costituiti dai consorzi fidi di garanzia di II grado promossi tra cooperative artigiane di garanzia e consorzi fidi di cui al precedente comma 1, sono integrati, a domanda, con contributi concessi dall'Amministrazione regionale.

3/quinquies. L'ammontare dei contributi è ripartito sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato.

3/sexties. I contributi relativi al comma 3/quater sono concessi nei limiti della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E. C 68/9 del 6 marzo 1996".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

cap. 07026 - 07 (NI)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 04110 - (Acquisto immobili da adibire ad uffici)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000 (53)

Emendamento aggiuntivo Balia - Selis - Scano - Cugini - Biancu.

Art. 7 sexies/1

Consorzi fidi in artigianato

1.Dopo il comma 3/bis dell'articolo 12 bis, L.R. 51/93, si inserisce il seguente comma 3 quater:

"I fondi di garanzia costituiti dai consorzi fidi di garanzia di II grado promossi tra cooperative artigiane di garanzia e consorzi fidi di cui al precedente comma 1, sono integrati, a domanda, con contributi concessi dall'Amministrazione regionale.

L'ammontare dei contributi è ripartito sulla base del capitale sociale sottoscritto e versato."

2. Per gli oneri di cui al precedente comma viene istituito il capitolo 07026-07, con uno stanziamento per il corrente anno pari a Lire 5.000.000.000.

3. I contributi relativi al comma 1 sono concessi nei limiti della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E. C 68/9 del 6 marzo 1996".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO - 07 ARTIGIANATO

cap. 07026 - 07 lire 5.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 04110 Acquisto beni patrimoniali lire 5.000.000.000 (87)

Emendamento aggiuntivo Amadu - Cassano - Cossa - Frau - Piana - Nuvoli - Randazzo.

Art. 7 sexies/1

Interventi per l'apprendistato

1. E' autorizzata per l'anno 2000 la spesa di L. 15.000.000.000 per le finalità previste dall'art. 46 della L.R. 28.04.1992, n. 6 (cap. 07037).

2. I contributi per le finalità di cui sopra potranno essere richiesti per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 1999.

3. I contributi sono concessi nei limiti della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E. C 68/9 del 6 marzo 1996.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO - 07 ARTIGIANATO

cap. 07037 anno 2000 lire 15.000.000.000

IN DIMINUZIONE

04. EE.LL.

cap. 04110 Acquisto beni patrimoniali anno 2000 lire 15.000.000.000 (23)

Emendamento aggiuntivo Balia - Selis - Scano - Cugini - Biancu.

Art. 7 sexies/1

Interventi per l'apprendistato

1. E' autorizzata per l'anno 2000 la spesa di L. 15.000.000.000 per le finalità previste dall'art. 46 della L.R. 28.04.1992, n. 6 (cap. 07037).

2. I contributi per le finalità di cui sopra potranno essere richiesti per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 1999.

3. I contributi sono concessi nei limiti della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E. C 68/9 del 6 marzo 1996.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO - 07 ARTIGIANATO

cap. 07037 anno 2000 lire 15.000.000.000

IN DIMINUZIONE

04. EE.LL.

cap. 04110 Acquisto beni patrimoniali anno 2000 lire 15.000.000.000 (86)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Balia - Ortu - Morittu.

Art. 7 sexties/1

1. All'art. 1, comma 2, della legge regionale 20 gennaio 1997 n. 7, alla fine della lett. a), così come modificato dall'art. 25, comma 1 della L.R. 20 aprile 2000, n. 4, dall'espressione "il presente ricorso chilometrico è erogato limitatamente ai lavoratori che godono dell'assegno INPS e dell'integrazione regionale" è soppressa la parola "limitatamente". (78)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

Dopo l'art. 7 sexies è aggiunto il seguente:

Art. 7 sexties/1

1. All'art. 1, comma 2, della legge regionale 20 gennaio 1997 n. 7, alla fine della lett. a), così come modificato dall'art. 25, comma 1 della L.R. 20 aprile 2000, n. 4, dall'espressione "il presente ricorso chilometrico è erogato limitatamente ai lavoratori che godono dell'assegno INPS e dell'integrazione regionale" è soppressa la parola "limitatamente". (91)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 è collegato al numero 53, il numero 53 e l'87 hanno lo stesso contenuto, così pure i numeri 23 e 86, 78 e 91, pertanto per essi procederemo alla discussione unificata e al voto unificato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu per illustrare l'emendamento numero 22.

AMADU (C.S.). Presidente, colleghi, si stratta di un emendamento che recepisce alcune istanze del mondo dell'artigianato. E` inutile spendere parole sull'importanza di un settore trainante della nostra economia; l'artigianato ha bisogno di avere ulteriori atti di impegno politico dalla Regione, dal Consiglio regionale. Questo emendamento va nella direzione che il mondo dell'artigianato chiede, cioè quella di avere un ulteriore sostegno al fine dare un impulso notevole all'economia in termini generali sia per quanto riguarda la produzione, sia per quel concerne l'occupazione in Sardegna.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 53 è stato presentato dai colleghi Spissu, Lai e più. Per illustrarlo ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.

SPISSU (D.S.). Questo emendamento è simile, per non dire identico, all'emendamento presentato dai colleghi Amadu, Cassano, Cossa e Frau, sia ad uno successivo, il numero 87; evidentemente accoglie analoghe sollecitazioni. Con esso si intende costituire un fondo per i Consorzi fidi di garanzia di secondo grado per le cooperative artigiane di garanzie e consorzi fidi di cui al comma 1.

E` una questione di cui abbiamo parlato in Commissione, che chiediamo venga accolta, o qualora non venisse accolta perché ci sono difficoltà insormontabili, propongo ai colleghi che l'emendamento possa eventualmente essere trasfuso in un ordine del giorno che la Giunta accoglie, con l'impegno di riproporlo nel prossimo assestamento del mese di settembre.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento numero 87.

BALIA (F.S.D.). Vorrei dire soltanto due parole per riaffermare, così come hanno fatto i colleghi Amadu e Spissu, che si tratta di un emendamento volto a garantire maggiori possibilità occupazionali; è riferito ai consorzi di garanzia fidi di secondo grado, naturalmente nel rispetto della normativa comunitaria.

Riteniamo che l'emendamento sia importante perché raccoglie istanze che provengono dal settore dell'artigianato e dal mondo del lavoro, quindi chiediamo su di esso una particolare attenzione da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu per illustrare l'emendamento numero 23.

AMADU (C.S.). Colleghi, vorrei dire due parole anche relativamente a questo emendamento per ribadire ancora una volta che esso recepisce una richiesta giustissima proveniente dal mondo dell'artigianato. In questo settore infatti, occorre attuare interventi concreti anche a favore dell'impresa; questo intervento a favore dell'apprendistato ha una ricaduta sociale e professionale di portata straordinaria, perché introduce un'innovazione consentendo a tanti giovani di affacciarsi al mondo del lavoro e offrendo prospettive di nuova occupazione. Credo che in questa direzione ci dobbiamo muovere perché occorre in qualche modo trovare risposte alle richieste avanzate dagli operatori del settore.

Credo che la risposta da parte della Giunta anche parziale, non all'altezza della richiesta, nella direzione di un recepimento di queste istanze, tenuto conto delle disponibilità finanziarie, in ogni caso rappresenterebbe già un segnale importante.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento 86.

BALIA (F.S.D.). Mi preme solo segnalare il fatto che la presentazione di più emendamenti aventi lo stesso contenuto da parte di diversi proponenti, serve evidentemente a indicare, una volta di più, l'importanza della richiesta e la consapevolezza comune, in questo caso a maggioranza e opposizione, dell'esigenza di dare una risposta in questa direzione.

Resta solo da aggiungere alle cose che diceva l'onorevole Amadu, che questo emendamento fa salve le assunzioni effettuate a decorrere dal primo gennaio 1999, quindi produrrebbe migliori effetti e offrirebbe maggiori garanzie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 78.

VASSALLO (R.C.). E` un semplicissimo emendamento che permette un'applicazione corretta dell'articolo 25 della legge finanziaria del 2000, al quale avevamo aggiunto un comma, precisamente il primo comma, che prevede che il rimborso chilometrico è erogato, limitatamente a lavoratori socialmente utili che godono dell'assegno INPS e dell'integrazione regionale.

Gli uffici dell'assessorato, questo termine "limitatamente", lo interpretano come una esclusione dei lavoratori che godono anche di un'eventuale integrazione da parte dei comuni. Io ritengo ingiustificata un'interpretazione di questo tipo, comunque al fine di eliminare qualsiasi contenzioso con gli stessi funzionari regionali, abbiamo ritenuto opportuno formulare questo emendamento che toglie il termine "limitatamente", facendo cadere l'elemento del contendere.

Peraltro la ricaduta in termini finanziari di questo emendamento è veramente irrilevante, comunque l'eventuale maggiore onere viene a essere coperto dalla legge di riferimento a cui fa capo.

PRESIDENTE. Le faccio osservare che l'emendamento numero 91, a firma sempre sua, dell'onorevole Cogodi e più, ha lo stesso contenuto.

VASSALLO (R.C.). Sì, è uguale.

PRESIDENTE. Li mantenete tutti e due?

VASSALLO (R.C.). Sì.

PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 91 vale l'illustrazione di prima?

VASSALLO (R.C.). E` uguale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 22, 53, 87, 23, 86, 78 e 91 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Questi emendamenti sostanzialmente riguardano tre problemi, poi c'è la buona abitudine del Gruppo di Rifondazione di presentare due emendamenti uguali su ogni argomento, per maggiore garanzia; evidentemente anche loro plagiano, sé stessi, ma plagiano. Sono originali anche in questo.

Dicevo che gli emendamenti riguardano due ordini di problemi su cui la Commissione ha espresso sostanzialmente un parere e un orientamento di apprezzamento e di disponibilità in riferimento al settore dell'artigianato. Gli interventi proposti riguardano i consorzi fidi di secondo grado, su cui ci sono più emendamenti, e i finanziamenti a sostegno dell'apprendistato. Si tratta di due interventi molto diversi, però sicuramente ritenuti utili non solo dagli operatori ma anche da tutti i colleghi della Commissione, perché con essi si fa leva sul sostegno al credito e sull'incentivo all'occupazione.

Mi sembra di capire anche dai presentatori, in particolare dall'intervento dell'onorevole Spissu, che l'intervento a favore dei consorzi fidi potrebbe essere rinviato ad un successivo momento, quando verrà discusso il prossimo assestamento, sulla base di un impegno politico assunto nella seduta odierna.

Oltretutto è da sottolineare che, per quanto mi risulta, in altri settori i consorzi fidi di secondo grado non sono stati attivati; nel settore dell' artigianato, quindi abbiamo fatto un passo avanti perché il consorzio fidi di secondo grado è uno strumento che in qualche modo accelera e sostiene i consorzi fidi di primo grado ed è molto utile perché di fatto, sostanzialmente, porta a un'economia generale nell'utilizzo degli strumenti finanziari, nel senso che se si agevola l'intervento a favore del credito attraverso i consorzi fidi, poi si alleggerisce la legge di settore; credo, Assessore, che sia questo lo scopo degli emendamenti. Quindi rimane un problema aperto, su cui credo si possa trovare successivamente una soluzione.

Per quanto riguarda, invece, l'apprendistato è stato sollevato il fatto, e su questo si è d'accordo, che è uno strumento di politica del lavoro tra i più utili e tra i più produttivi di nuova occupazione, per cui bisognerebbe riservare ad esso un'attenzione particolare.Il parere sostanzialmente favorevole della Commissione si scontra ovviamente con la questione della copertura finanziaria, e su questo non possiamo che rimetterci all'Aula.

Per quanto riguarda, invece, gli ultimi emendamenti, i numeri 78 e 91, sembra di capire dal testo abbastanza stringato che effettivamente, la modifica proposta non comporti oneri aggiuntivi, e sia utile per una migliore formulazione del testo eliminando una parola sostanzialmente inutile, perché se un rimborso è previsto per certi soggetti, non si capisce perché debba essere usata la formula: "limitatamente a questi".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti in oggetto ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, ma voglio brevemente soggiungere che le problematiche collegate all'artigianato, sia con riferimento ai consorzi fidi di secondo grado, sia con riferimento alla materia dell'apprendistato, sono disciplinate nel relativo collegato riguardante il settore che oltre a contenere una correzione normativa che è imposta dalle norme sugli aiuti di Stato, quindi dalle direttive europee, trova già copertura finanziaria per 49 miliardi che dovranno essere spesi, e noi ce lo auguriamo, una volta esaminato e approvato dalla Commissione. Come Giunta regionale ci permettiamo di rivolgere un invito alla Commissione competente perché esiti senza indugio questo articolato di legge, che consentirebbe di mettere in circolazione per questo importante settore, 49 miliardi.

Sull'apprendistato voglio aggiungere che il relativo intervento troverà copertura anche con ulteriori risorse rivenienti dal POR Sardegna per la misura ad hoc che abbiamo previsto all'interno dell'asse di pertinenza. Quindi l'invito che rivolgo ai presentatori è di ritirare gli emendamenti e di utilizzare le risorse che già esistono, perché veramente si rischia di creare una confusione incredibile, una sovrapposizione di interventi essendo quelli proposti già previsti dal disegno di legge in carico alla Commissione competente.

Per quanto riguarda gli emendamenti numero 78 e 91 sarà l'Assessore del lavoro a fornire il parere, perché penso che abbia qualche osservazione da riferire in proposito.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Per una questione perequativa siamo d'accordo che venga tolta la parola "limitatamente", però siamo anche dell'opinione, per evitare che ci sia una sperequazione nei confronti di chi lavora già presso questi enti e che non ha rimborso chilometrico, che alla fine del comma si aggiunga la frase: "e di una integrazione dell'ente utilizzatore inferiore al tempo pieno", in maniera che tutti quelli che lavorano nello stesso ufficio abbiano lo stesso stipendio. Altrimenti i lavoratori socialmente utili oltre allo stipendio, con l'integrazione erogata dall'ente utilizzatore, avrebbero in più il rimborso chilometrico. Con l'emendamento orale si limita questo rimborso chilometrico a chi non ha un contratto a tempo pieno presso gli enti utilizzatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, sull'articolo 7 sexies e sugli emendamenti connessi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'emendamento numero 78 la Giunta ha espresso parere favorevole proponendo di apportare un'ulteriore modifica. Voglio per prima cosa rilevare che siccome è stata proposta una modificazione del testo della norma con emendamento orale, su di esso bisogna che ci sia un accordo complessivo, altrimenti non sarebbe ammissibile ai sensi del Regolamento. Per superare immediatamente la questione, noi manifestiamo il nostro assenso in termini formali all'integrazione che propone la Giunta ma solo ed esclusivamente ai fini di economia dei lavori, cioè per superare in questa fase e in questo momento la questione ottenendo un piccolo elemento di equiparazione anche se non quel risultato che sarebbe giusto, con la precisazione, in riferimento al correttivo che propone di aggiungere la Giunta - perché l'aggiunta non si fa solo per aggiungere ma per migliorare le norme, però l'Assessore del lavoro ha pensato che, poiché rappresenta la Giunta, deve aggiungere, allora aggiunga pure questa limitazione - che non è vero, e quindi noi non concordiamo nel merito pur avendo dato il nostro assenso, che il lavoratore socialmente utile, se avesse il rimborso chilometrico, sarebbe avvantaggiato rispetto al dipendente del comune perché si tratta di due posizioni giuridiche e anche economiche totalmente diverse. Una cosa è avere un corrispettivo per il proprio lavoro, punto e basta; una cosa è essere dipendenti pubblici. Il dipendente pubblico non ha solo lo stipendio alla mano, ma gode di una condizione giuridica ed economica complessiva. Pertanto non corrisponde al vero il fatto che il lavoratore socialmente utile sarebbe avvantaggiato rispetto al dipendente pubblico, perché allora, se dovessimo seguire quel ragionamento, chiederemmo di inquadrare il lavoratore socialmente utile nel ruolo del dipendente pubblico che ha a fianco, allora sarebbe equiparato. Ma se uno ha solo lo stipendio e non ha altro, e l'altro ha lo stipendio più le garanzie, la pensione, i fondi previdenziali, derivanti dall'essere inquadrato nei ruoli pubblici, garanzie che fanno parte della condizione economica complessiva, non si può dire che sarebbe avvantaggiato. Noi, per una ragione di spedito procedere, accettiamo anche questa integrazione, comunque si fa un piccolo passo avanti e va bene così, poi ci sarà occasione, riflettendo e congegnando meglio la norma, di apportare ulteriori correttivi. Per ora accettiamo l'indicazione della Giunta, ma la accettiamo con questa riserva, non concordando nel merito, perché la sua giustificazione non corrisponde all'effettiva condizione che si verrà a verificare.

PRESIDENTE. Quindi, onorevole Cogodi, sull'emendamento 78 il suo Gruppo accetta la specificazione della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Vorrei dire due parole, onorevole Presidente, a proposito degli emendamenti numero 22 e 23, di cui sono anche firmatario. Da parte di tutti è stata evidenziata l'importanza del mondo dell'artigianato, che è una componente centrale della piccola dimensione produttiva, che rappresenta, come noi sappiamo, il 33 per cento del totale delle imprese e il 20 per cento dell'occupazione complessiva, e che concorre per il 12 per cento alla formazione del prodotto interno lordo. Come noi sappiamo, è un modello imprenditoriale fondato sulla spinta creativa, sull'autonomia, sulla responsabilità e partecipazione diretta del titolare all'organizzazione e al lavoro dell'impresa.

L'artigianato in Sardegna, e credo che questo dato sia molto importante, significa ben 35.000 imprese, con oltre 70.000 addetti fra titolari e dipendenti, che diventano circa 100.000 con i collaboratori familiari e i soci d'impresa, pari al 33 per cento delle imprese della Regione ed ad oltre 4.000 miliardi di valore aggiunto. In quest'ultimo periodo c'è stato un aumento di iscrizioni nei registri delle imprese. Da tener presente che il dato è riferibile quasi totalmente alle imprese artigiane. Nel momento in cui c'è una moria enorme di imprese, nel mondo artigiano invece c'è un certo movimento in positivo. Pertanto credo che l'emendamento numero 22, riguardante i consorzi fidi in artigianato, sia da tenere nella debita considerazione. Ed io sono del parere che se non 5 miliardi, almeno una cifra simbolica, almeno un miliardo, debba essere messo a disposizione dei consorzi fidi di garanzia di secondo grado.

Per quanto riguarda poi l'emendamento numero 23, sull'apprendistato, io credo che nel momento in cui vengono organizzati corsi professionali che non servono assolutamente a niente, che vengono spesi soldi malamente, che i soldi vengono dati solamente ad enti sia privati che pubblici, che assolutamente non portano, alla fin fine, occupazione, l'apprendistato nelle botteghe artigiane sia importante, perché porta sicuramente occupazione. Ed allora, essendo utile e produttivo ed incentivando l'occupazione, io credo che sia opportuno che la Regione sarda intervenga anche in questo campo. L'Assessore ha detto che sono disponibili 49 miliardi per l'artigianato, ma io credo che questi 49 miliardi non siano finalizzati proprio agli interventi che noi abbiamo voluto proporre con questi emendamenti. Pertanto credo che questi emendamenti, anche se non con gli stanziamenti richiesti, debbano essere tenuti in considerazione.

Ripeto, il mondo dell'artigianato aspetta, ed aspetta tanto; sia per quanto riguarda i consorzi fidi, sia per quanto riguarda gli interventi per l'apprendistato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente e colleghi, ribadisco che anche da parte nostra i due interventi sull'artigianato rappresentano una risposta importante e concreta che il Consiglio oggi potrebbe dare ad un settore che sta facendo grandi sforzi per reggere la concorrenza e per garantire l'occupazione. Sono stati interventi che le categorie hanno più volte sollecitato e a cui annettono grande importanza, quindi anche considerando le cose che l'Assessore ci diceva, che io condivido, che in sede di esame dei progetti di legge organici da parte della Commissione, certe cose possono essere viste meglio, però credo che l'istanza di dare una risposta immediata, magari mutando o riducendo, se l'Assessore ritiene, la copertura finanziaria, soprattutto per quanto riguarda i consorzi fidi di secondo grado, vada accolta. D'altronde è un'istanza che in quest'Aula condividono le diverse parti politiche, quindi non è di parte, c'è un emendamento firmato dal collega Amadu, appoggiato adesso dall'onorevole Frau; c'è un emendamento del centro-sinistra. Quindi credo che l'Aula in questo modo, si stia pronunciando a favore di un sostegno reale. Facciamo naturalmente appello alla Giunta, se ha suggerimenti da dare sulla copertura finanziaria, di indicarceli.

Approfitto di questa occasione, già ieri c'è stata questa diatriba sulle coperture finanziarie, per riproporre la richiesta che altre volte abbiamo avanzato, cioè che quando arriva in Aula un provvedimento di tipo finanziario, sia una legge finanziaria sia un assestamento di bilancio, i consiglieri vengano dotati dello stato d'attuazione e delle giacenze, altrimenti siamo portati a inventare le coperture finanziarie. D'altronde noi non possiamo accettare che sia l'Assessore a dire: "non c'è la copertura" o "c'è la copertura", abbiamo necessità di verificarlo. Lo dico perché tra l'altro lo prevede la legge di contabilità, per cui facciamo appello anche alla Presidenza del Consiglio, affinché la prossima volta, quando verificherà la completezza dei dati allegati ai documenti di programmazione e di bilancio, venga messo a disposizione del Consiglio e dei singoli consiglieri lo stato d'attuazione della spesa e delle giacenze finanziarie. Senza questo è difficile predisporre emendamenti, gli emendamenti possono avere coperture finanziarie abbastanza strambe. Non abbiamo adesso questo stato delle giacenze, quindi ci affidiamo alla Giunta.

Nel capitolo indicato nel nostro emendamento c'è capienza e quindi la copertura è possibile e gli emendamenti dei vari colleghi sono perfettamente legittimi ma non c'è, da parte nostra, difficoltà - se viene indicata una copertura finanziaria alternativa - a modificarla. Riteniamo davvero che in riferimento ad una manovra sulla cui qualità nutriamo perplessità, questo sicuramente sia un emendamento di rilievo.

PRESIDENTE. Condivido anch'io il fatto che il Consiglio debba essere messo nella condizione di valutare lo stato della spesa e quindi sapere su quali capitoli può, di volta in volta, trovare copertura.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Su questo aspetto chiedo di parlare perché anche lei dice inesattezze.

PRESIDENTE.Le do la parola, Assessore. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, mi sorprende, io raccolgo positivamente le osservazioni quando vengono dai consiglieri, ma che lei faccia osservazioni di questa natura perchè...

PRESIDENTE. Il Consiglio non ha lo stato della spesa, Assessore!

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sono depositate agli atti del Consiglio e presso la Commissione bilancio tutte le poste che riguardano lo stato della spesa della Regione Sardegna.

SELIS (Popolari-P.S.). Non i residui.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quindi il Presidente ed ogni singolo consigliere regionale possono prendere visione dei documenti che la Giunta regionale ha messo a disposizione, che non riguardano solo i residui, ma gli impegni da assumere, le spese da effettuare e di quelle effettuate. Sono a disposizione qualora sia necessaria un'ulteriore integrazione di informazioni, ma non riesco veramente a comprendere le richieste avanzate, penso che non si abbia contezza, a volte, di quanto si afferma.

Per quanto riguarda gli interventi oggetto degli emendamenti, devo precisare che l'artigianato ha avuto da parte di questa Giunta regionale un'attenzione che, come riconoscono le stesse associazioni di categoria, non aveva mai avuto in precedenza. Questo è un settore strategico, un settore che questa Giunta regionale intende valorizzare appieno, e non è un caso che proprio a favore dei consorzi fidi siano disponibili 72 miliardi per contributi in conto capitale, come mi ricorda l'Assessore competente.

Ribadisco, vi sono ulteriori 49 miliardi che rappresentano un'altra risposta che abbiamo voluto dare, come Giunta regionale, a questo settore; 49 miliardi, e questo mi dispiace dirlo, che attendono di essere purtroppo destinati alla spesa, essendo previsti a copertura del collegato alla finanziaria relativo all'artigianato. Quindi, accogliendo a nome della Giunta le sollecitazioni che sono venute dai diversi consiglieri di maggioranza e di opposizione, io inviterei veramente a una rapidissima definizione dell'iter del provvedimento, di modo che possa approdare in Aula. Abbiamo 49 miliardi per l'artigianato non spesi, questo dato dovrebbe innanzitutto far riflettere.

Il finanziamento dei consorzi fidi di garanzia di secondo grado può trovare in quel contesto la giusta collocazione, così come per gli interventi per l'apprendistato ho già preannunciato che vi è una misura ad hoc anche all'interno del POR Sardegna. Colgo questa occasione per dare la notizia che il POR Sardegna rientra tra i primi sei che sono alla firma del commissario Barnier e questo ci fa veramente molto piacere perché è stato valutato positivamente e quindi stiamo attendendo di ora in ora la comunicazione, anche formale, della sua avvenuta approvazione.

PRESIDENTE. Assessore Pittalis, non c'era da parte mia nessun intento polemico. Probabilmente sarà necessario che i suoi funzionari, con i funzionari del Consiglio, chiariscano alcuni aspetti tecnici relativi ai dati richiesti, perché le informazioni che arrivano, mi dicono i colleghi, non sono sufficienti.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Assessore, cerchiamo di essere chiari fra di noi, quando io parlo di stato della spesa chiedo non che la Giunta trasmetta al Consiglio regionale una tonnellata di carte - cosa che può essere utile ed io consiglio ai colleghi, che hanno voglia e tempo, di esaminarle perché è una lettura istruttiva - però, siccome non tutti i colleghi, ed io meno degli altri, abbiamo la possibilità di ricondurre a sintesi questi dati, vi chiediamo, molto semplicemente, i capitoli di bilancio con lo stato della spesa e l'importo delle giacenze, in buona sostanza una chiusura dei conti all'atto della presentazione dell'assestamento di bilancio. Questo da un lato. Da un altro lato vi chiediamo di conoscere lo stato delle risorse disponibili, l'entità degli stanziamenti che lei ha recuperato o recupera ripulendo vecchi programmi, per esempio quello della legge 402 o fondi non spesi di vecchi programmi di rinascita; quali sono le risorse che lei recupera seguendo l'andamento delle entrate nazionali, e che quindi, verosimilmente, possono riflettersi positivamente sull'aumento delle entrate regionali; quali sono le risorse che lei recupera facendo un'adeguata pulizia dei residui e quant'altro.

Il Consiglio ha necessità di conoscere lo stato della spesa e di avere una nota sulle risorse disponibili per decidere poi come finanziare, per esempio, interventi di questa natura, sulla cui importanza concordiamo tutti. Non solo concordiamo sull'importanza ma, per quanto riguarda l'emendamento numero 22, su cui sto facendo la dichiarazione di voto favorevole, in materia di consorzi fidi di secondo grado, diamo anche la disponibilità a ridurre lo stanziamento, da 5 miliardi persino ad 1 o 2 miliardi.

Ribadisco la richiesta dei dati che ho elencato, perché non può accadere che uno di noi presenti un emendamento e l'Assessore controlli una qualche carta o consulti un qualche funzionario, e attesti l'esistenza o meno della copertura. Noi abbiamo fiducia nell'Assessore, ma vorremmo che oltre a lui ognuno di noi disponesse delle carte che lui consulta per verificare la copertura. Vorremmo avere le stesse carte che ha l'Assessore per dire che c'è o non c'è la copertura, perché poi ogni tanto si scopre che l'Assessore trova non 2 miliardi, ma 250 miliardi, 100 miliardi, 300 miliardi, e noi gli diamo atto di questo sforzo. Vorremmo avere le stesse informazioni per seguire l'evoluzione della spesa e delle entrate. E` questo quello che intendo quando parlo di avere gli strumenti di lavoro, di porre il singolo consigliere, il legislatore, nella condizione di conoscere lo stato delle risorse per dare copertura finanziaria agli emendamenti che intende proporre evitando le discussioni che abbiamo fatto ieri e che mettono in imbarazzo la Presidenza del Consiglio e tutti quanti i consiglieri.

Quindi, lo dico per il futuro, a settembre, oltre all'assestamento, vorremmo avere lo stato delle risorse, lo stato della spesa, lo stato delle entrate, e quindi disporre delle informazioni per dare ai nostri emendamenti copertura certa.

Mi esprimo a favore, quindi, di questo emendamento, do la disponibilità, anche da parte dei colleghi, di ridurre lo stanziamento, e mi auguro che quanto detto serva di chiarimento con l'Assessore, ammesso che mi abbia ascoltato, perché se non mi ha ascoltato replica in modo inesatto, quindi non ci intendiamo mai e questo rischia di diventare un dialogo tra sordi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (C.S.) Presidente della Giunta. Noi ci rendiamo conto delle richieste che l'onorevole Selis fa nei confronti della Giunta regionale per ottenere tutte le informazioni possibili, e abbiamo fatto e stiamo facendo ogni sforzo per venire incontro a queste legittime e giuste esigenze. Lo stato della spesa è stato consegnato, è circolato in Commissione dall'8 di luglio, è a disposizione. Dirò di più: c'è un collegamento telematico tra i Gruppi del Consiglio regionale e la Ragioneria generale della Regione, che in tempi reali fornisce notizie sullo stato della spesa. Quindi non è che il Consiglio regionale non sia informato, basta accedere ai dati attraverso le postazioni presenti presso ciascun Gruppo del Consiglio regionale, per rendersi conto, in tempo reale, dello stato della spesa.

Noi abbiamo faticosamente cercato di trovare una soluzione alle questioni poste nel corso di questa difficile discussione sulla manovra finanziaria in esame, per tutte le cose che abbiamo detto in questi giorni, di duro lavoro e di dura prova per tutti i consiglieri regionali, eliminando i problemi. Se però i problemi si vogliono porre quando non ci sono, allora lo si dica, perché qui ci troviamo realmente in presenza di un disegno di legge in carico alla Commissione che ha gli stanziamenti per le stesse finalità e per gli stessi interventi previsti da questi emendamenti. Quindi mettiamoci d'accordo, perché se da una parte stiamo eliminando i contrasti e stiamo cercando di eliminare le cose che non vanno per approvare questa modifica della manovra finanziaria, dall'altra surrettiziamente ne stiamo inserendo altre che non hanno senso, perché non hanno senso! Qui effettivamente le poste in bilancio ci sono, basta che il Consiglio regionale esamini e approvi i rispettivi disegni di legge; ci sono risorse finanziarie superiori a quelle che vengono indicate negli emendamenti. Ci sono anche per l'intervento che noi riteniamo giusto, a favore dei consorzi fidi, a favore dell'artigianato e di quant'altro. Tant'è vero che, tutti quanti insieme, avevamo deciso di collocare le opportune risorse attraverso un apposito provvedimento.

Quindi invito veramente i colleghi a valutare questa situazione e a non marciare a testa bassa su una richiesta che tutti condividiamo, e non mi pare ci sia dissenso alcuno; si tratta semplicemente di riconoscere che le cose che la Giunta in questo momento sta dicendo sono vere, anche perché le risorse poste a disposizione del settore sono ingenti, non saprei neanche cosa dire di più in ordine a questo. Non si tratta, Gian Mario, di dire: "Noi siamo disponibili a ridurre lo stanziamento richiesto", sono già previsti 72 miliardi, se si tratta di prelevare un miliardo per consorzi fidi di secondo grado, lo si farà. Effettivamente stiamo trattando un argomento che non mi pare meriti tutta questa attenzione dal momento che l'abbiamo già affrontato, deliberato e in qualche modo risolto, almeno per quanto riguarda la Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu, per dichiarazioni di voto sull'articolo. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Mi pare che dalle comunicazioni dell'Assessore del bilancio e da quelle del Presidente emerga che la copertura, in ogni caso la disponibilità di finanziamenti, per i consorzi fidi ci sia. E` questo che lei ha detto, Assessore?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, questo.

AMADU (C.S.). Quindi per i consorzi fidi per il settore dell'artigianato sono disponibili 49 miliardi?

PITTALIS (F.I. - Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. No, per il pacchetto artigianato sono disponibili 49 miliardi.

AMADU (C.S.). Questo è un altro chiarimento. Lei mi sta parlando di finanziamenti per il settore dell'artigianato, noi abbiamo fatto un'istanza tendente a recuperare risorse a favore dei consorzi fidi. Se, relativamente a questa finalità, esiste già un intervento regionale sufficiente, io sono pronto a ritirare questo emendamento, perché evidentemente questa domanda è già soddisfatta. Ma se questa domanda specifica non è soddisfatta, io continuo a sostenere la fondatezza dell'istanza, mentre sono disponibile a valutare, previa sospensione dell'esame dell'emendamento, eventualmente anche dell'articolo, una riduzione della richiesta in termini finanziari, prevedendo un intervento più limitato rispetto a quello che i firmatari hanno proposto, in maniera tale che questa esigenza sia, seppure parzialmente, soddisfatta.

Poco importa qui dire che l'artigianato ha avuto tanto, tutto o niente. Il problema è capire se per la finalità recepita dall'emendamento, esiste una copertura sufficiente. Io chiederei allo stesso Assessore dell'artigianato di dare una risposta su questo, fermo restando che l'istanza non è campata in aria, ma è valida e condivisa da tutto il Consiglio regionale, non solo dalla maggioranza o da me stesso o dai consiglieri che hanno firmato gli emendamenti. E` una risposta coerente con le dichiarazioni programmatiche, è una risposta coerente con l'attesa del mondo del lavoro, e va nella direzione giusta di una presenza reale e fattiva della Regione in un settore che tutti abbiamo detto essere importante, sia sotto il profilo dell'occupazione, sia sotto il profilo della produzione.

Quindi ringrazio l'Assessore della programmazione e il Presidente per l'attenzione che hanno riservato all'argomento intervenendo; se l'Assessore dell'artigianato, competente in materia, può dare ulteriori risposte in riferimento a questa specifica richiesta, probabilmente la strada può essere agevolata. Ma se la risposta non è soddisfacente, io chiedo che vengano reperite risorse, seppure ridotte rispetto a quelle che abbiamo chiesto, perché ci sia una prima accettazione dell'istanza proveniene dal settore dell'artigianato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, per il chiarimento richiesto.

PITTALIS (F.I. - Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. I 49 miliardi previsti per il settore dal collegato cui ho fatto riferimento sono nel fondo indistinto. Quindi nulla vieta che la Commissione nell'esaminare il collegato, o a seguito del dibattito che si svilupperà in Aula sul problema, destini una quota parte di quei 49 miliardi agli interventi proposti.

Però, d'accordo col collega Frongia, se il problema è dare il segnale, dopo aver ribadito che ritengo che queste partite e questa materia debbano trovare la loro giusta collocazione in un'apposita legge (e questo affermano oggi sulla stampa anche gli artigiani, a seguito di un incontro con varie forze politiche, perché dobbiamo stare attenti a modificare leggi esistenti, che hanno già trovato l'accoglimento da parte dell'Unione europea) possiamo rimodulare la spesa all'interno del settore. Vogliamo dare un segnale in questo senso? Non c'è nessun problema, si trattava di attendere, come noi ci auguriamo, che a settembre questi provvedimenti arrivino in Aula, vogliamo anticipare gli effetti? D'accordo con l'assessore Frongia, ma questo non sposta il problema nella sostanza, perché l'importo previsto secondo me non è sufficiente (ecco perché tutta la materia dovrebbe trovare una giusta collocazione in un'apposita normativa), ma proprio per dare il segno dell'attenzione forte che vi è da parte della Giunta, raccogliendo anche gli inviti che sono venuti da maggioranza e da opposizione, ripeto, nell'ambito della rimodulazione possiamo fin d'ora anticipare questo internvento con un miliardo, ma ci auguriamo che la materia possa trovare definiva e compiuta normazione, anche con l'individuazione delle risorse adeguate all'interno di quel plafond. Proporrei quindi, come capitolo in diminuzione, lo 07026/06, riducendo l'importo ad un miliardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). I 49 miliardi cui si riferisce l'Assessore mi risulta non fossero spesi perché non era possibile spenderli, perché sino a un mese fa mancava il benestare dell'Unione europea. Io sono convinto che siano dei fondi che si spenderanno immediatamente non appena disponibili.

Sono soddisfatto del fatto che si sia fatto questo sforzo, adesso verificherò anche il sotto capitolo 06 che ha proposto l'Assessore, e ritengo sufficiente, come punto di partenza, che per i consorzi di secondo grado ci sia questo miliardo.

Nello stesso tempo, per quanto riguarda gli interventi per l'apprendistato il tema va ricollegato a quello più generale delle nuove funzioni e responsabilità della Regione in materia di accesso al lavoro per il tramite dei percorsi formativi e del sistema scolastico, e sono preoccupato che tutti questi interventi continuino ad essere collocati nell'ambito del POR, di cui apprendo con soddisfazione l'approvazione comunicata dall'Assessore, ma sarebbe bene che la Giunta iniziasse a prendere in considerazione il fatto che le nuove competenze sui sistemi formativi e scolastici non sono straordinarie quindi da attuare nell'ambito del Programma operativo regionale, ma rappresentano ormai funzioni ordinarie della Regione, non essendo più in capo al Governo nazionale e allo Stato. Quindi in questo ambito anche gli interventi per l'apprendistato, come tutte le questioni legate ai sistemi dell'orientamento, del collocamento, della formazione professionale, dell'istruzione, dell'obbligo formativo, non sono straordinari e non possono essere giustificati e finanziati soltanto all'interno del POR

E` una raccomandazione questa, che faccio nell'ambito di una dichiarazione di voto, ovviamente positivo, sull'emendamento in votazione ma continueremo a segnalare questo elemento e chiedere che la Giunta, e tutto il Consiglio regionale accordi, con atteggiamento responsabile, la dovuta attenzione a questo tema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Vorrei fare una precisazione sull'informazione relativa all'articolo 10 bis inserito nella legge regionale numero 51 del 1993 con l'articolo 3 della legge regionale numero 37 del 1998. Nel mese di febbraio abbiamo avuto notizia dell'apposizione del nulla osta relativo a tale articolo da parte dell'UE, in un mese la Giunta ha approvato le direttive e i criteri di attuazione, le banche si sono convenzionate circa un mese fa, quindi tra la notizia della concessione del nulla osta e l'approvazione delle direttive e i criteri di attuazione sono passati 30 giorni, pertanto la norma è già operativa, quindi è possibile presentare le domande presso le banche per poter accedere al contributo.

In relazione agli emendamenti relativi ai consorzi fidi credo che sia errato il riferimanto normativo al comma 3 bis dell'articolo 12 bis, da sostituire con quello al comma 3 bis dell'articolo 12, quindi credo che occorra verificare questo dato.

PRESIDENTE. Inforno all'Aula che è rientrato il collega Cassano, gli altri arriveranno più tardi.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Credo che dobbiamo dare atto che c'è un'apertura, nel senso del riconoscimento dell'esigenza di individuare una posta di bilancio per l'avvio dei consorzi fidi di secondo grado nel settore artigianato, così come fra di noi, senza infingimenti, dobbiamo dire che questo avviene a valere sui fondi già previsti per l'artigianato della legge numero 37, che è, direi, già operativa perché i problemi con l'Unione Europea sono stati risolti. Quindi, sottraendo i danari da quel capitolo che è indicato dall'Assessore, stiamo facendo una sorta di partita di giro. Si dà un segnale politico, ma utilizzando i fondi destinati al settore e agli stessi artigiani. Ne siamo consapevoli, il problema è posto, in sede di assestamento di bilancio - insisto - dovremo lavorare per incrementare il finanziamento per i consorzi fidi di secondo grado, magari anche entro un nuovo quadro normativo della materia dei consorzi e del loro modo di operare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dire solamente che anch'io mi dichiaro favorevole a questo emendamento che la Giunta ha proposto. E' comunque un segnale giusto dato nella forma sbagliata, e io volevo sottolineare questo, sia per il capitolo indicato in diminuzione, è sbagliato travasare fondi da quel capitolo per finanziare i consorzi di secondo grado, sia per la misura che è sbagliata perché ritengo che i Consorzi di primo e di secondo grado vadano finanziati in maniera proporzionale l'uno all'altro, quindi è necessaria una modifica legislativa che deve apportare quest'Aula su proposta possibilmente della Commissione sesta. Ci auguriamo che la Commissione sesta venga dotata (fino ad oggi non lo è) di un presidente o di una presidente, in modo che possa proporre all'Aula questa disciplina dopo aver fatto una approfondita istruttoria e in modo che l'Aula possa deliberare con cognizione di causa e possa soprattutto legiferare bene.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 sexies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22 con l'indicazione del capitolo 07026/06 e la riduzione dello stanziamento a un miliardo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti numero 53 e 87 hanno lo stesso contenuto, sono assorbiti dal numero 22 e non si votano. Il numeri 23 e 86 sono uguali e si possono votare insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Presidente, i firmatari dell'emendamento numero 86, se non ho capito male, avevano proposto di trasfondere il contenuto di questo emendamento in ordine del giorno, che ne recepisca la sostanza, ovviamente, presumo, previo ritiro di entrambi gli emendamenti. Credo che anche gli altri colleghi che hanno firmato l'emendamento 23, concordino sul fatto che i due emendamenti vengano ritirati e poi trasfusi in un ordine del giorno.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 23 e 86 verranno trasformati in un ordine del giorno successivamente. Gli emendamenti numero 78 e 91, anch'essi uguali, li poniamo in votazione con la modifica proposta dall'Assessore che bisognerebbe leggere.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). C'è una formulazione che si avvicina, quindi può essere assunta come riferimento per procedere, salvo migliore stesura sul piano tecnico. Il concetto, lo ripetiamo, così come espresso dall'Assessore e accolto da noi, è che l'integrazione chilometrica data al lavoratore, sommata alla retribuzioe, non deve superare nell'insieme la retribuzione che è riconosciuta per analogo livello retributivo al dipendente dell'ente utilizzatore. Questo è il concetto. Tecnicamente si può approvare il testo proposto dall'Assessore che poi verrà affinato nella stesura definitiva in sede di coordinamento finale.

PRESIDENTE. Quindi nella sostanza, in sede di coordinamento si vedrà di formulare la norma in modo corretto.

Metto in votazione con queste precisazioni gli emendamenti numero 78 e 91. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Si dia lettura dell'articolo 7 septies.

MANCA, Segretario:

Art. 7 septies

Modifiche alla L.R. n. 37 del 1998

1. L'articolo 2 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 è così sostituito:

"Art. 2 -Fondo di garanzia a favore delle cooperative sociali e culturali.

1. Al fine di favorire lo sviluppo ed il potenziamento delle cooperative sociali e culturali, l'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire presso i Consorzi fidi delle centrali cooperative uno o più fondi finalizzati alla concessione di adeguate garanzie sussidiarie per l'accesso ai prestiti concessi dagli Istituti di credito alle predette Cooperative.

2. La gestione dei fondi di cui sopra è definita con apposita convenzione da stipularsi di concerto con l'Assessorato competente in materia di credito".

2. Per le finalità di cui al comma precedente è autorizzato l'utilizzo delle somme sussistenti nel conto dei residui e lo stanziamento disponibile nel cap. 10139 del bilancio della Regione per l'anno 2000 e successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 septies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 octies.

MANCA, Segretario:

Art. 7 octies

Servizio Agrometeorologico Regionale

1. L'articolo 56 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 è sostituito dal seguente:

"Art. 56. -Servizio Agrometeorologico Regionale.

1. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 3.000.000.000 da ripartirsi, a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni, tra gli enti ed organismi pubblici soci del Consorzio SAR (cap. 06339)".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 novies.

MANCA, Segretario:

Art. 7 novies

Imprenditoria giovanile in agricoltura

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 11.000.000.000 quale finanziamento integrativo al titolo di spesa 11.1.03/I del Programma d'intervento per gli anni 1988-1989-1990, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991, di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268 (cap. 06215).

PRESIDENTE. All'articolo 7 novies sono stati presentati gli emendamenti numero 17 e 83, che hanno lo stesso testo, 60, 76, 80 e 93, gli ultimi tre tra loro collegati, e il 97. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca.

Art. 7 novies

Dopo l'articolo 7 novies è inserito il seguente:

Art. 7 novies/1

Acquisto macchine agricole

1. Per la concessione dei contributi previsti dalla legislazione regionale a favore dell'acquisto di macchine e attrezzi agricoli è autorizzato nell'anno 2000 lo stanziamento di lire 10.000.000.000 (capitolo 06180).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Capitolo 04110

Spese per l'acquisto di locali da destinare agli uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale…….

2000 lire 10.000.000.000

2001 ----------------------

2002 ----------------------

In Aumento

Capitolo 06180

2000 lire 10.000.000.000

2001 ----------------------

2003 ----------------------

Contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli (………. E articolo 7 novies/1 della presente legge). (17)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca - Biancu - Balia - Orrù.

Art. 7 novies

Dopo l'articolo 7 novies è inserito il seguente:

Art. 7 novies/1

Acquisto macchine agricole

1. Per la concessione dei contributi previsti dalla legislazione regionale a favore dell'acquisto di macchine e attrezzi agricoli è autorizzato nell'anno 2000 lo stanziamento di lire 10.000.000.000 (capitolo 06180).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Capitolo 04110

Spese per l'acquisto di locali da destinare agli uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale…….

2000. lire 10.000.000.000

2001. ----------------------

2002. ----------------------

In Aumento

Capitolo 06180

2000. lire 10.000.000.000

2001. ----------------------

2002. ----------------------

Contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli (………. E articolo 7 novies/1 della presente legge). (83)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca.

Art. 7 decies

Dopo l'articolo 7 decies è inserito il seguente:

Art. 7 decies/1

Fermo biologico

1. Gli stanziamenti previsti dall'articolo 4, comma 3, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 relativi all'attuazione dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 "Nuove norme di attuazione sul fermo biologico" sono incrementati, nell'anno 2000, di lire 9.000.000.000 (capitolo 05085)

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 05085

Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi (……. e articolo 7 decies /1/ della presente legge).

Anno 2000 lire 9.000.000.000

In diminuzione

Capitolo 04110

Acquisto di locali da destinare ad uffici dell'amministrazione regionale……

Anno 2000 lire 9.000.000.000

(19)

Emendamento aggiuntivo Balia - Scano - Selis - Sanna Gian Valerio - Biancu - Vassallo - Cogodi - Ortu - Masia.

Art. 7 novies

Dopo l'articolo 7 novies è inserito il seguente:

Art. 7 novies/1

Cooperative di produzione di lavoro

1. Il fondo di cui al capitolo 10128 relativo alla concessione di prestiti agevolati a favore delle cooperative di produzione di lavoro e loro consorzi è incrementato per l'anno 2000 di lire 2.500.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 10128 Anno 2000 lire 2.500.000.000

In diminuzione

Capitolo 04110 Spese per l'acquisto di locali da destinare ad uffici

Anno 2000 lire 2.500.000.000

(60)

Emendamento aggiuntivo Lai - Sanna Gian Valerio - Masia - Deiana - Morittu - Pusceddu - Biancu.

Art. 7 novies

All'articolo 7 novies è aggiunto il seguente articolo:

Art. 7 novies/1

Cooperative di produzione di lavoro

1. Le Cooperative di produzione di lavoro di cui alla legge regionale 11 agosto 1983, n. 16 sono ammesse, su richiesta, una volta soltanto, alla riprogrammazione di debiti scaduti e non pagati relativi agli ultimi tre anni precedenti all'entrata in vigore della presente legge.

2. I ratei scaduti, relativi agli importi delle quote capitali e delle quote interessi, devono essere rimborsati in cinque anni, al tasso d'interesse previsto dall'articolo 8 della L.R. n. 16 del 1983, a decorrere dall'ultima rata di ammortamento.

3. La spesa prevista per l'attuazione del presente articolo è valutata in lire 1.000.000.000 per l'anno 2000 (cap. 10128).

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 10128 Fondo per la concessione di prestiti agevolati a favore delle Cooperative di produzione di lavoro.

Anno 2000 lire 1.000.000.000

In diminuzione

Capitolo 04110 Spese per l'acquisto di locali da destinare ad uffici regionali.

Anno 2000 lire 1.000.000.000

(76)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu - Balia.

Art. 7 ter decies

Dopo l'articolo 7 ter decies è inserito il seguente:

Art. 7 ter decies/1

Le aziende cooperative, che abbiano beneficiato delle provvidenze di cui alla L.R. 16/83, sono ammesse, previa presentazione di specifica istanza, una volta soltanto, alla riprogrammazione dei debiti scaduti relativi al triennio precedentemente dall'entrata in vigore della presente legge.

I ratei scaduti, relativi agli importi per capitali ed interessi, dovranno essere rimborsati in 5 anni, al tasso previsto dall'art. 8 della L.R. 16/83, a decorrere dall'ultima rata di ammortamento del debito. (80)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.

Art. 7 ter decies

Dopo l'articolo 7 ter decies è inserito il seguente:

Art. 7 ter decies/1

Le aziende cooperative, che abbiano beneficiato delle provvidenze di cui alla L.R. 16/83, sono ammesse, previa presentazione di specifica istanza, una volta soltanto, alla riprogrammazione dei debiti scaduti relativi al triennio precedentemente dall'entrata in vigore della presente legge.

I ratei scaduti, relativi agli importi per capitali ed interessi, dovranno essere rimborsati in 5 anni, al tasso previsto dall'art. 8 della L.R. 16/83, a decorrere dall'ultima rata di ammortamento del debito. (93)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.

Art. 7 ter novies

Dopo l'articolo 7 ter decies è inserito il seguente comma:

2. È altresì autorizzato prioritariamente l'utilizzo delle somme previste dal precedente comma, per la copertura finanziaria degli oneri necessari alla definizione delle pratiche già decretate e parzialmente liquidate per mancanza di disponibilità finanziarie sul titolo di spesa 11.1.3/I. (97)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 17 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, questo emendamento tende a risolvere un problema annoso che riguarda il mondo agricolo; ricorderemo senz'altro tutti che avevamo proposto analogo emendamento anche in sede di discussione della manovra finanziaria e di bilancio e che non fu accolto per problemi legati alla mancanza di risorse finanziarie. L'abbiamo riproposto ora perché si tratta di un problema annoso, perché ci sono 6, 7, 8 anni di arretrato per le pratiche relative ai contributi per l'acquisto di mezzi agricoli per le quali la Regione non ha risorse disponibili.

Questo problema è risolto con nuovi stanziamenti anche nel disegno di legge che la Giunta ha presentato e che è all'esame della Commissione Agricoltura, però credo che se c'è la possibilità di inserire questo emendamento nell'assestamento sia una cosa molto utile al mondo agricolo, quindi la proposta è di mettere a disposizione un finanziamento di dieci miliardi che sarebbero sufficienti per sanare tutto il pregresso. Ritengo che prima di programmare il futuro dobbiamo aiutare gli agricoltori a ottemperare agli impegni che hanno già assunto. Quindi chiedo alla Giunta, se è possibile, di trovare le risorse necessarie per risolvere questo problema.

PRESIDENTE. Per l'emendamento numero 83 a nome Sanna Alberto, Marroccu e più, basta l'illustrazione che ne ha già fatto?

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento ha lo stesso contenuto, cambia solo l'entità del finanziamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 60 a firma Balia, Selis, Sanna e più. Si dà per illustrato?

MANCA (Gruppo Misto). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 76 ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.

SPISSU (D.S.). L'emendamento riguarda una situazione che si è venuta a determinare fra numerose cooperative di produzione e lavoro che usufruiscono della legge numero 16 del 1983, che consentiva alle cooperative di produzione e lavoro di avere contributi in conto interessi e prestiti agevolati restituibili in un certo numero di anni e ammortizzabili in 12 anni.

Per effetto di situazioni di appesantimento aziendale che si sono venute a determinare in numerose di queste cooperative a causa della congiuntura economica, soprattutto in questi ultimi anni, molte di esse non sono state in condizioni, negli ultimi tre anni, di restituire le parti residue dei mutui e degli ammortamenti.

Nell'emendamento proposto si chiede pertanto, così come abbiamo fatto per altri settori economici della nostra Regione, che venga data la possibilità di ricontrattare con gli istituti bancari i ratei scaduti negli ultimi tre anni, e soltanto in questi ultimi tre anni, restituendoli in un quinquennio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue SPISSU.) La cifra richiesta per questa operazione è tutto sommato una cifra contenuta, si tratta di un miliardo, ma essendo difficile quantificarla l'abbiamo stimata per eccesso e sono sicuro che saranno necessari certamente fondi inferiori. Sarebbe una boccata di ossigeno importante per queste aziende che possono così superare la congiuntura sfavorevole, rimettersi sul mercato restituendo i danari che avevano preso a prestito dalle banche, evitando così che vengano portate in una situazione fallimentare con grave compromissione per la loro vita e per la loro attività.

Per questo motivo chiediamo che la Giunta regionale lo accolga, trovando lo stanziamento necessario che è definito in un miliardo, risolvendo così una situazione che, ripeto, è grave e che rischia di portare sull'orlo del fallimento molte aziende che negli ultimi tre anni non sono state in condizioni di tenere il passo con la restituzione dei mutui.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 80 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo. Ritengo che insieme possa essere illustrato anche il 93, di identico contenuto.

VASSALLO (R.C.). Illustrerò direttamente il numero 93 in quanto differisce dall'80 solamente per l'indicazione del capitolo di bilancio, che è contenuta nel numero 93. L'emendamento è molto simile a quello presentato dall'onorevole Spissu, riguarda la legge numero 16 sulle cooperative di produzione lavoro. Peraltro la difficoltà economica di questo settore è stata ormai accertata e certificata. Il settore versa in una situazione di sofferenza assai elevata nella nostra Isola e stiamo arrivando un po' alla resa dei conti, nel senso che, come tutti sappiamo, le banche non aspettano nè prendono in considerazione le difficoltà delle aziende, ma fanno il loro mestiere e chiedono che i danari prestati vengano restituiti.

L'emendamento, così come diceva peraltro Spissu, prevede un onere assai limitato, nel senso che da una stima che era stata fatta risultava che l'impegno da prevedere non sarebbe stato superiore ai 400 milioni, però è chiaro che è difficile dare una stima precisa circa gli effetti dell'emendamento stesso. Per cui noi, a differenza dei colleghi che hanno firmato l'emendamento precedente, non abbiamo previsto l'entità del finanziamento, in quanto riteniamo che questo emendamento possa essere coperto dal capitolo 10128, già previsto dalla legge numero 16, in sostanza attingendo dai medesimi fondi destinati allo stesso fine.

In questo modo si potrebbe verificare poi, a consuntivo, qual è la somma necessaria e in fase successiva, nel prossimo assestamento, operare la necessaria copertura, non prevedendo ulteriori oneri, ma rimodulando la dotazione finanziaria dello stesso capitolo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 97 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 97 riguarda una specificazione al testo dell'articolo presentato dalla Giunta, nel senso che il testo dice: "E' autorizzato nell'anno 2000 lo stanziamento di lire 11 miliardi quale finanziamento integrativo al titolo di spesa 11.1.03/I del Programma di intervento..." Di che cosa si tratta? Si tratta delle vecchie pratiche della legge numero 28, quelle decretate e finanziate diversi anni fa, anche se parzialmente, attraverso la legge numero 402, finanziamenti che, per una serie di spostamenti di fondi, sono venuti meno. Con questo articolo, di cui condivido il senso e la finalità, si provvede a ridare copertura finanziaria agli impegni già assunti anni fa.

Con questo emendamento aggiuntivo precisiamo che lo stanziamento è autorizzato prioritariamente per quelle finalità per cui è previsto, se poi avanzeranno fondi potranno essere utilizzati anche per altri scopi, però prima copriamo tutti gli impegni e tutti i decreti che la Giunta ha fatto in questi ultimi anni, sanando il pregresso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere è negativo su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore; volevo soltanto brevemente fare una precisazione a riguardo degli interventi a valere sulla legge regionale numero 28, perché è circolata la notizia non vera, fa parte della disinformazione, che gli stanziamenti previsti dal disegno di legge a valere sulla legge regionale 28 sarebbero stati dirottati a coprire gli interventi sulla siccità. Su questo vorrei essere chiaro (i colleghi consiglieri lo sanno perché si tratta di partite che abbiamo concordato tra maggioranza e opposizione): le risorse, cioè i 279 miliardi, erano e rimangono integralmente finalizzate a coprire le pratiche istruite al 31 dicembre '99, e sono partitamente così distinte: 22 miliardi per l'ambiente, più di 60 miliardi per il turismo, 11 miliardi per l'agricoltura e il resto per le pratiche presentate all'Assessorato del lavoro per i servizi e gli interventi nei settori produttivi.

Mi premeva fornire questo chiarimento perché abbiamo fatto tutti, maggioranza, opposizione e Giunta, un grande forzo proprio per dare una prima adeguata risposta a questo settore. Le risorse sono quelle concordate e tali rimarranno fino all'iter conclusivo di questo disegno di legge.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Prendo la parola anche perché l'intervento dell'Assessore mi ha confuso ancora più le idee e ancora più mi convince che sia doveroso da parte nostra approvare l'emendamento numero 97. Perché per quanto riguarda l'agricoltura, mi risulta che a seguito delle procedure di infrazione a suo tempo notificate dall'Unione europea, dal 1997 in poi non sono state più presentate richieste di finanziamenti a valere sulla legge 28. Per cui è chiaro che gli undici miliardi di cui ha paralato l'Assessore, devono riferirsi a quelle pratiche della 28 decretate e finanziate precedentemente. Di questo dato vorrei averne conferma, perché la dichiarazione dell'Assessore fatta in aula fa comprendere tutt'altre cose, ed apre uno spiraglio e una possibilità che è veramente non comprensibile e indefinita.

Per altro, la Giunta non può far altro che mantenere l'impegno di liquidare quelle pratiche che sono già state decretate. Si tratta soprattutto di pratiche di pagamento dell'ultima tranche degli stanziamenti già erogati.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lei sta dicendo le stesse cose che ho detto io.

VASSALLO (R.C.). Allora prendo atto di aver capito male. Pertanto mi concentro sull'emendamento precedente, quello che riguarda le cooperative, ovvero la possibilità che le cooperative, quelle che sono in sofferenza, possano rimodulare il loro debito in cinque anni. Noi abbiamo approvato provvedimenti nella passata legislatura, anche molto recentemente, che davano questa possibilità ad imprese di altri settori produttivi, praticamente di tutti gli altri settori produttivi. Nell'approvarli ci siamo però dimenticati che l'attività d'impresa non si esercita soltanto attraverso società, non si esercita soltanto nel settore del turismo, ma si esercita anche nel settore della produzione lavoro, per cui accogliendo questo emendamento, si parifica il trattamento dei diversi settori produttivi.

Per altro non comporta maggiori oneri, per cui non c'è necessità di cercare nuovi fondi e non si capisce veramente cosa si possa obiettare ad esso. Io capisco che il relatore abbia necessità di sveltire i lavori, però quando dà il parere, oltre che dire no, farebbe bene anche a spiegare perché dice no e perché si obietta che l'emendamento non debba essere accolto dall'aula. Perché altrimenti rispondere no è molto facile, però penso non renda comprensibile il lavoro che stiamo svolgendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io apprezzo lo sforzo di sintesi fatto dal relatore, soprattutto sull'emendamento presentato da me e da numerosi colleghi. Mi permetto di sollecitare l'attenzione su questo emendamento degli assessori dell'industria, del lavoro e della programmazione, perché non respingano la possibilità di risolvere alcuni gravi problemi delle cooperative di produzione e lavoro a cui, con questo emendamento, vorremmo dare la possibilità di restituire il residuo mutuo in cinque anni, piuttosto che in tre. Queste possibilità le abbiamo offerte, si offrono costantemente agli operatori di tutti i settori in crisi della nostra società, in ogni articolo di questa legge troviamo finanziamenti per le cose più svariate. Ieri sera abbiamo approvato, senza nessuna discussione, un emendamento che destina 650 milioni ad una associazione che si occupa, o che si occuperà forse, di reinserimento di carcerati, certamente un'attività importante e decisiva per la nostra regione, e si lascia cadere un emendamento che, con pochissimi fondi, consente di risolvere problemi di aziende che altrimenti andrebbero in stato di fallimento.

Io credo che l'emendamento presentato da me e da alcuni colleghi possa essere unificato all'emendamento presentato dai colleghi Vassallo ed altri, relativamente all'individuazione della fonte finanziaria. Noi possiamo far carico alla stessa legge 16 dell'onere derivante dall'applicazione di questo emendamento, senza alterare e turbare equilibri finanziari ed economici né dalla legge numero 4, né del nostro bilancio né di questo assestamento che stiamo approvando. Quindi sommessamente mi permetto di sollecitare ancora l'attenzione della Giunta perché non venga respinto questo emendamento che, ripeto, ha una scarsa valenza ed uno scarso valore dal punto di vista finanziario nel contesto della discussione di questo assestamento di bilancio, o questa manovra che dir si voglia, e che però ha un'importanza decisiva e fondamentale per numerosissime società che stanno sul mercato e che ci vorrebbero rimanere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Molto brevemente, intervengo sull'emendamento numero 17, che in sintesi prevede il finanziamento per la concessione di contributi a favore dell'acquisto di macchine agricole. Poche parole per rimarcare, come già fatto dal collega Sanna Alberto nella presentazione, la necessità, da parte della Giunta e del Consiglio, di approvare questo emendamento che dovrebbe sanare una situazione che sinceramente è poco qualificante per l'Amministrazione regionale. Una situazione che vede centinaia di operatori agricoli creditori, in base ad una legge degli anni '50, che non è mai stata notificata all'Unione europea. Io dico che la decisione della Giunta di non concedere questi contributi, anche se giustificabile da un punto di vista formale (meramente formale, dico io), crea in ogni caso gravi disagi e non tiene conto delle reali esigenze di questi operatori.

Io mi permetto, così come è stato fatto per la legge regionale numero 28, di chiedere che la Giunta accolga le finalità di questo emendamento e autorizzi il pagamento di tali contributi che attendono di essere erogati dal 1993. E` un atto, io ritengo, di coraggio, che sana le precedenti anomalie in attesa che poi, giustamente, tutto venga al più presto regolarizzato, con l'approvazione del disegno di legge numero 75, che, come l'Assessore ben sa, è all'esame della Commissione agricoltura e che io mi auguro quanto prima, penso a settembre, possa essere trasmesso all'Aula per la sua definitiva approvazione.

Però ritengo che sia giusto accogliere, in questo momento, la richiesta di tutti coloro che, in buona fede, chiaramente, a suo tempo, e fino ad un anno fa, avevano presentato la richiesta di questi contributi, ritenendo questo aiuto compatibile, in quanto previsto appunto da una legge regionale, anche se del 1951. Quindi l'approvazione di questo emendamento, che sana questa situazione, sarebbe un segnale molto importante per degli operatori che, come ben sapete, in questo momento vivono una situazione abbastanza difficile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo convenuto, cosa che mi pare risponda ad un'esigenza complessiva del Consiglio, di procedere quanto più possibile speditamente, senza ovviamente tralasciare nulla di quello che è indispensabile per il chiarimento delle posizioni politiche, sia soprattutto alla necessità di organicità sul piano normativo, perché qui stiamo componendo delle norme di legge che debbono essere comprensibili e puntualmente applicate. Se qualcuno di quelli che deve ascoltare ascoltasse...

PRESIDENTE. Richiamo i colleghi a prestare attenzione agli interventi, ha ragione l'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Non tanto i colleghi, principalmente la Giunta, gli assessori che devono dire sì o dire no, perché altrimenti non ci capiamo. Dobbiamo ripetere, se non ascoltano!

Sull'emendamento 97 già il collega Vassallo ha preso atto di un cenno, di un gesto di assenso da parte dell'Assessore del bilancio. Vorremmo che questo cenno di assenso, che non risulterà certificato negli atti del Consiglio, si traduca in un'espressione verbale, perché la presa d'atto corrisponda non ad un cenno della testa, che non viene riportato nei verbali, ma ad una dichiarazione formale della Giunta che la priorità nel finanziamento dei progetti ex legge 28 è accordata a quelle richieste per le quali l'istruttoria è stata positiva, per le quali è stato già emanato il decreto o si è dato corso al pagamento che qualche volta non si è potuto completare perché erano esauriti i fondi. Mi pare ovvio che sia così, che si inizi da queste situazioni che anche giuridicamente sono quelle più definite e cogenti. Chiedo però che l'Assessore dopo dica che esattamente è così, e quindi che l'emendamento numero 97 è rispondente allo stato di fatto, in modo che la nostra presa d'atto sia riferibile ad una dichiarazione della Giunta.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti numero 76, sul quale è intervenuto poc'anzi il collega Spissu, e 93, che è stato precedentemente illustrato dal collega Vassallo, che differiscono solo nell'individuazione della copertura finanziaria, anche per gli argomenti che ha svolto il collega Spissu, attendiamo che la Giunta ci dia una risposta chiara. Si propone una riprogrammazione di debiti che non significa, come qualche volta accade, non pagamento dei debiti. Perché spesso accade che quelli che chiedono riprogrammazioni vogliono programmare le cose in modo nuovo per non pagare i debiti. In questo caso riprogrammare significa esattamente riprogrammare, cioè definire una modalità e una tempistica diversa per restituire, per pagare, e parliamo di cooperative di produzione lavoro.

Si parla di una riprogrammazione in tempi e in termini più che accettabili, il collega Spissu si è riferito ad una riprogrammazione di parti conclusive di restituzione che dovrebbero essere distribuite, anziché in tre, in cinque anni, con un onere modesto, modestissimo, a favore di soggetti imprenditoriali. Le cooperative di produzione lavoro svolgono attività imprenditoriale, sono costituite da gente che lavora, che opera, che sta sul mercato, che contribuisce utilmente alla nostra economia. Se vi è difficoltà di reperire adesso quelle poche centinaia di milioni che servono per questo intervento di grande utilità (poco danaro per una grande utilità) l'emendamento numero 80 soccorre, e lo stesso collega Spissu e gli altri presentatori dell'altro emendamento concordano che si possa approvare la norma facendo gravare quest'onere sul capitolo che già esiste. Abbiamo tutto il tempo di rimpinguare quel capitolo con gli assestamenti successivi o con il bilancio prossimo, se vi fosse un'esigenza di copertura successiva. Ma parrebbe che non vi sia neppure questa esigenza, quindi sarebbe un emendamento che introduce una norma di grande utilità, allo stato delle cose, senza oneri aggiuntivi avvalendosi dei fondi che la Regione ha a disposizione per queste finalità.

Se la Giunta dice che va bene andiamo avanti, è una piccola cosa che vale alcune centinaia di milioni a fronte di una grande utilità per il tessuto economico e produttivo della Regione. Se non si risponde positivamente a queste piccole cose, non comprendiamo come poi possiamo affrontare le altre grandi questioni che ancora abbiamo aperte nella trattazione di questa manovra finanziaria.

Poco fa, senza una parola da parte di nessuno, neanche da parte nostra, è stato approvato un emendamento all'articolo precedente, che attribuisce 3 miliardi al servizio agrometeorologico regionale. Non 300 milioni, 3 miliardi! Al Servizio agrometeorologico regionale, che sarà un'istituzione sicuramente di grande utilità per l'agricoltura, dalla cui attività però noi che non siamo tutti versati nella materia, ma comunque ascoltiamo i nostri colleghi che più si occupano di queste cose, non abbiamo visto ancora derivare grandi utilità diffuse nel territorio, né abbiamo mai ricevuto una relazione sui risultati raggiunti. Non dico che debbano prevedere le alluvioni, che sono improvvise, ma l'andamento climatico, alcune utilità, ecc., forse una parola di riflessione su questo emendamento sarebbe stata utile, si tratta di 3 miliardi, nessuno ha detto una parola, ci sono norme che vengono approvate in queto modo! Noi supponiamo che tutto vada bene, cioè che quell'emendamento fosse giusto, si tratta di 3 miliardi di fondi della Regione. Con questo emendamento si prevede la spesa di alcune centinaia di milioni per soggetti imprenditoriali diffusi nel territorio della regione e ancora non riceviamo una risposta positiva da parte della Giunta. Ci dia questa risposta, altrimenti saremo costretti ad attardarci in questa discussione, che invece vorremmo procedesse spedita, perché i punti ancora da trattare sono molti e di grande rilievo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intervengo sugli emendamenti che riguardano la rimodulazione dei debiti, per dire che non sono affatto d'accordo con l'esposizione che ne hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto. Intanto perché non si tratta di rimodulare un debito di tre anni in cinque anni, ma si tratta di rimodulare un debito che è interamente scaduto, un debito scaduto che viene rimodulato per cinque anni, fra le altre cose, alla scadenza del debito contratto originariamente, cioè alla scadenza del mutuo.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue BALLETTO.) Quindi non si tratta di cosa di poco conto, si tratta di un differimento notevole di un debito scaduto, relativo a tre rate di ammortamento del mutuo, che poi vengono anche messe in coda a un piano di ammortamento che per talune di queste aziende cooperative può anche essere iniziato recentemente. Quindi si tratta di un differimento che può essere notevole e per un debito che è scaduto e non per un debito di natura triennale.

Ho sentito parlare di intervento a favore di aziende cooperative in stato fallimentare. Ma la rimodulazione di un debito di una cooperativa che è in stato fallimentare non ne rimuove assolutamente lo stato, perché se un soggetto produttivo, un soggetto economico, un imprenditore è in stato fallimentare non è certamente la moratoria che modifica lo stato di prefallimento, ma è un intervento in conto capitale che può essere fatto solamente o dall'imprenditore, oppure attraverso un intervento pubblico contributivo che interviene sotto quella forma.

Questo provvedimento non sarebbe altresì equo nei confronti di tutte le altre categorie di imprenditori, nei riguardi delle quali la Regione non ha mai assunto atteggiamenti così benevoli (anche perché non dovrebbe e non potrebbe), ad eccezione di un intervento che venne assunto due o tre anni fa a favore della categoria degli artigiani, per il quale ci fu un grossissimo dibattito in aula, e che poi venne approvato solamente perché la maggioranza di allora, oggi opposizione, riuscì, appunto per effetto dei numeri, ad imporlo.

Gli interventi devono essere fatti a sostegno di imprese sane, perché l'assunzione di debiti deve essere oggetto di restituzione attraverso un'attività condotta a termini remunerativi, e quindi con una redditualità che può essere prevista e che comunque può esistere; la Regione non può elargire le proprie risorse a favore di soggetti che sono stati definiti fallimentari. Questo, ripeto ancora, non sarebbe giusto soprattutto nei confronti di tutti quegli altri settori e di tutti quegli altri imprenditori, sia a titolo individuale, sia a titolo societario, liberi professionisti e quant'altri, che quando si trovano ad affrontare momenti di difficoltà vi fanno fronte con le proprie risorse, rischiando, come è giusto che sia, anche di tasca propria il fallimento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 novies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione insieme gli emendamenti numero17 e 83. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare per una precisazione sull'emendamento numero 76 il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Su questo emendamento avevo chiesto all'Assessore di dare delle risposte, che non sono venute. Mi pare di aver colto prima la disponibilità dell'Assessore a sospendere l'esame di questo emendamento e a trovare un modo per risolvere il problema con esso posto, considerato che non aggrava le finanze della Regione. Quindi chiedo all'Assessore di sospendere questo emendamento e di dare quelle risposte che mi aveva verbalmente assicurato.

Probabilmente l'onorevole Balletto ha male inteso le cose che io ho detto: non si tratta di imprese in situazione fallimentare, si tratta di imprese in una condizione di difficoltà che può essere superata per effetto dell'azione che proponiamo. Quindi chiedo anche all'onorevole Balletto di accedere a questa ipotesi di sospensione, per consentire all'Assessore la verifica necessaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vorrei fare una riflessione sull'emendamento sul quale abbiamo già espresso anche il parere. Penso che sulla richiesta dell'onorevole Spissu non ci possano essere elementi contrari, quindi l'invito viene accolto per lo meno dalla Giunta, penso anche dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non avrei niente in contrario, per quanto mi riguarda, però faccio notare che l'emendamento è già stato votato.

PRESIDENTE. Abbiamo votato i numeri 17, 83 e 60. Sospendiamo l'emendamento. Naturalmente dobbiamo sospendere anche il numero 93 che è collegato al 76, mentre il numero 80 è già stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 decies.

CAPPAI, Segretario:

Art. 7 decies

Interventi a favore degli allevatori

1. Ai fini dell'utilizzazione dello stanziamento iscritto in conto del capitolo 06172 del bilancio per l'anno 2000, è autorizzata la spesa per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 33 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 33.

2. Al fine di integrare i contributi concessi nell'anno 1999 a favore dell'Associazione Regionale Allevatori della Sardegna e delle associazioni Provinciali degli Allevatori, è autorizzata nell'anno 2000, rispettivamente, l'ulteriore spesa di lire 546.000.000 (cap. 06151) e di lire 542.000.000 (cap. 06171)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 19, 58 e 85. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo - Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca.

Art. 7 decies

Dopo l'articolo 7 decies è aggiunto il seguente:

Art. 7 decies/1

Fermo biologico

1. Gli stanziamenti previsti dall'articolo 4, comma 3, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 relativi all'attuazione dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 "Nuove norme di attuazione sul fermo biologico" sono incrementati, nell'anno 2000, di lire 9.000.000.000 (capitolo 05085).

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 05085

Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi (……. e articolo 7 decies /1/ della presente legge).

Anno 2000 lire 9.000.000.000

In diminuzione

Capitolo 04110

Acquisto di locali da destinare ad uffici dell'amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 9.000.000.000

(19)

Emendamento aggiuntivo Balia - Sanna Alberto - Scano - Selis - Biancu - Vassallo - Ortu - Cogodi - Masia.

Art. 6 quinquies

Fermo biologico

1. Gli stanziamenti previsti dall'articolo 4, comma 3, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 relativi all'attuazione dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 (Nuove norme di attuazione sul fermo biologico) sono incrementati, nell'anno 2000, di lire 9.000.000.000 (capitolo 05085).

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 05085 Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi (……. e articolo 6 decies/1 della presente legge).

Anno 2000 lire 9.000.000.000

In diminuzione

Capitolo 04024 Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 9.000.000.000

(58)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca - Biancu - Vassallo.

Art. 7 decies

Dopo l'articolo 7 decies è aggiunto il seguente:

Art. 7 decies/1/

Fermo biologico

2. Gli stanziamenti previsti dall'articolo 4, comma 3, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 relativi all'attuazione dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 "Nuove norme di attuazione sul fermo biologico" sono incrementati, nell'anno 2000, di lire 9.000.000.000 (capitolo 05085).

COPERTURA FINANZIARIA

In Aumento

Capitolo 05085

Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi (……. e articolo 6 decies/1 della presente legge).

Anno 2000 lire 9.000.000.000

In diminuzione

Capitolo 04110

Acquisto di locali da destinare ad uffici dell'Amministrazione regionale……

Anno 2000 lire 9.000.000.000

(85)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 19, presentato dai colleghi Sanna Alberto, Marrocu e più, si dà per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 58 ha facoltà di parlare il consigliere Balia.

BALIA (F.S.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 85 ha facoltà di parlare il consigliere Demuru.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 19, 58 e 85 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si tratta, come sappiamo, del problema del fermo pesca. L'intervento è stato ritenuto necessario e valido e la dotazione finanziaria è stata assicurata da parte della Giunta per l'importo che dovrebbe consentire all'Assessorato di emettere i decreti. Quindi il parere è sostanzialmente favorevole all'intervento. Ovviamente gli emendamenti invece contengono una dotazione finanziaria che è superiore a quella disponibile, ed anche ritenuta sufficiente, in questo momento. Il completamento dell'intervento, cioè la copertura intera che consiste in 9 miliardi, può essere fatta con successivo intervento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito i proponenti a ritirare questi emendamenti avendo anche concordato con le forze politiche la presentazione da parte della Giunta, di un emendamento sul fermo biologico che prevede questa integrazione di cinque miliardi, in aggiunta a quelli già previsti nella legge finanziaria; nel prossimo assestamento si provvederà a completare l'intervento con il saldo necessario.

PRESIDENTE. C'è un invito della Giunta al ritiro degli emendamenti a fronte dell'impegno assunto a completare l'intervento: i presentatori cosa dicono?

SELIS (Popolari-P.S.). Gli emendamenti sono ritirati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio,credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che si approvi direttamente l'emendamento numero 14, perché riguarda materia collegata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). In sintesi questo era uno dei temi di discussione e di accordo, nella sostanza vanno bene cinque miliardi, se resta poi l'impegno che gli altri quattro miliardi saranno previsti nell'assestamento. Questo intervento è previsto dagli emendamenti numero 19, 58, 85 e 14, che vanno raccordati in sede di coordinamento stabilendo un finanziamento di cinque miliardi con la copertura che indica la Giunta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La copertura è prevista dall'emendamento numero 14.

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, signori della maggioranza e della Giunta, stanno avvenendo delle cose strane, ogni giorno il metodo di esame del progetto di assestamento di bilancio viene modificato.

Credo che occorra esprimere meglio la norma che abbiamo già concordato in Commissione, se ne condivide la ratio, la copertura è assicurata dalla Giunta, per cui si invita al ritiro degli altri emendamenti, se no si va al voto, perché se ci esprimiamo diversamente (con la grande capacità nell'uso della parola che hanno tutti i colleghi, a cui preme moltissimo essere i primi della classe, essere i primi sottoscrittori dei fondi a favore di questo benedetto fermo biologico, sul quale occorrerà fare, è da anni che lo dico, approfondimenti molto seri), non si arriva a concludere, si continua, si innesca una serie di richieste ulteriori in modifica parziale agli emendamenti stessi e si perdono ore di lavoro.

Il concetto è: se se ne condivide la ratio l'emendamento concordato ha copertura finanziaria, si invita al ritiro degli altri, altrimenti seguono gli interventi e poi si vota.

PRESIDENTE. L'Assessore ha proposto di portare a questo articolo l'emendamento numero 14 che è stato presentato all'articolo 10, per cui ne farei dare lettura e lo metterei in votazione.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

In diminuzione

Cap. 09041 Contributi ai consorzi di garanzia fidi costituiti tra piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, della edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica (art. 1, L.R. 10 febbraio 1978, n. 5, art. 62, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); ed ai consorzi di garanzia fidi intersettoriali costituiti tra imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi o di servizi (art. 45, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

L. 5.000.000.000

In aumento

Cap. 05085 Premi alle imprese di pesca per il fermo temporaneo delle navi; indennità giornaliera ai componenti l'equipaggio e rimborso degli oneri previdenziali ed assistenziali (artt. 1, 2 e 3, L.R. 22 luglio 1991, n. 25, art. 6, L.R. 21 settembre 1993, n. 46, art. 22, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 41, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 24, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n.8 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

L. 5.000.000.000

(14)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Ovviamente è favorevole.

PRESIDENTE. La Giunta si è già espressa, pertanto passiamo alla discussione sia sull'articolo 7 decies che sull'emendamento numero 14.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 7 dexies lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 undecies.

CAPPAI, Segretario:

Art. 7 undecies

Depurazione reflui industrie olearie e casearie

1. E' autorizzata, nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 1.652.000.000 destinata alla SIPAS S.p.A. per il rimborso dei maggiori oneri di IVA e di spese connesse al reperimento delle materie necessarie al collaudo funzionale degli impianti di cui all'articolo 46 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 (cap. 09036/01).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S). Signor Assessore chiedo che lei chiarisca il contenuto dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. La somma a cui si riferisce l'articolo in questione occorre per completare le operazioni di collaudo, necessarie affinché poi gli stessi impianti possano essere utilizzati, per completare sia l'impianto di depurazione della città di Thiesi, sia quello utilizzato dal complesso di aziende agrarie di Arborea.

I due impianti sono completati, è necessario quindi trasferirli all'Assessorato, che poi a sua volta li trasferirà agli enti di competenza per la gestione.

MARROCU (D.S.). La norma parla di spese connesse al reperimento delle materie prime necessarie al collaudo, vuol dire che stiamo acquistando i reflui caseari e i reflui oleari?

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. No, le materie sono i prodotti necessari per far funzionare durante il collaudo i due impianti.

PRESIDENTE. Assessore quali sono i prodotti, di che cosa si tratta?

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. I prodotti che occorrono per attivare un impianto di questo genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, per attivare un depuratore, se la mia memoria non va errando, perché questo processo, una volta avviato va per conto suo, occorre inserire negli impianti la materia da depurare e enzimi particolari che creino la reazione necessaria ad avviare tale processo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7 undecies. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 duodecies.

CAPPAI, Segretario:

Art. 7 duodecies

Promozione del porto canale

1. La realizzazione del programma di promozione previsto dall'articolo 38 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, la cui durata è stata estesa con la legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è prorogata a tutto il 2002.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 duodecies. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 terdecies.

CAPPAI, Segretario:

Art. 7 ter decies

Imprenditoria femminile

1. Nelle more di una legge organica in materia, ai fini dell'attivazione degli interventi regionali relativi alle azioni positive per l'imprenditoria femminile, previste dalla Legge 25 febbraio 1992, n. 215, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato competente in materia di lavoro, definisce i criteri di priorità nell'erogazione dei benefici ed il programma di attuazione di competenza a' termini del regolamento attuativo della medesima legge n. 215 del 1992; a tal fine è autorizzata, nell'anno 2000, quale quota di cofinanziamento, la spesa di lire 1.250.000.000 (capp. 10207 - 10028)

PRESIDENTE. All'articolo 7 terdecies sono stati presentati gli emendamenti numero 98 sostitutivo totale, 26, 67 e 112, i numeri 67 e il 112 sono uguali. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo.

Art. 7 ter decies

L'articolo 7 ter decies è così sostituito:

Imprenditoria femminile

È autorizzata nell'anno 2000 la spesa di £ 1.250.000.000 quale quota di cofinanziamento degli interventi regionali relativi alle azioni positive per l'imprenditoria femminile, previste dalla Legge 25 febbraio 1992, n. 215. (98)

Emendamento aggiuntivo Corona - Licandro - Pili - Floris.

Art. 7 ter decies

Dopo l'articolo 7 ter decies è aggiunto il seguente:

Art. 7 ter decies/1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. 10.12.1976, n°66

"Alle lett: a) e b) dell'art. 2 della L.R. 10.12.1976, n°66, le parole "comunque non inferiore al cinque per cento" sono sostituite dalle seguenti: "con adeguamento automatico alle previsioni della Carta degli aiuti a finalità regionale." (26)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo - Sanna Alberto - Masia.

Dopo l'articolo 7 ter decies è aggiunto il seguente:

Art. 7 ter decies/1

Contributi alle Macro Organizzazioni Commerciali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle macro organizzazioni commerciali (MOC) operanti in Sardegna un contributo finalizzato a:

a) Acquisto di aziende o strutture;

b) Acquisizione di società, o quote di esse, operanti nel settore specifico;

c) Potenziamento della fase di commercializzazione delle produzioni degli associati.

2. Gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi nei limiti degli aiuti di stato ammessi dall'Unione europea, con riferimento ai singoli settori di intervento.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 5.000.000.000 nell'anno 2000 (capitolo 07053/01).

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

Cap. 07053/01 (NI) Contributi alle macro organizzazioni commerciali per l'acquisto di aziende o strutture, per l'acquisto di società e per il potenziamento della fase di commercializzazione delle produzioni associate. (art. 7 ter decies/1 della presente legge)

Anno 2000 Lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04110 acquisto beni immobili da destinare ad uffici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 - 07-26 Lire 5.000.000.000 (67)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo l'articolo 7 ter decies è aggiunto il seguente:

Art. 7 ter decies/1

Contributi alle Macro Organizzazioni Commerciali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle macro organizzazioni commerciali (MOC) operanti in Sardegna un contributo finalizzato a:

a) Acquisto di aziende o strutture;

b) Acquisizione di società, o quote di esse, operanti nel settore specifico;

c) Potenziamento della fase di commercializzazione delle produzioni degli associati.

2. Gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi nei limiti degli aiuti di stato ammessi dall'Unione europea, con riferimento ai singoli settori di intervento.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 4.000.000.000 nell'anno 2000 (capitolo 07053/01).

4. Il programma relativo agli interventi è approvato dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4 lett. i) della legeg regionale 7 gennaio 1977, n. 1.

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

Cap. 07053/01 (NI) Contributi alle macro organizzazioni commerciali per l'acquisto di aziende o strutture, per l'acquisto di società e per il potenziamento della fase di commercializzazione delle produzioni associate. (art. 7 ter decies/1 della presente legge)

Anno 2000 Lire 4.000.000.000

Cap. 36103 mediante recupero dais eguenti fondi di rotazione:

L. 1.000.000.000 dal fondo di cui alla L.R. 47/1968 presso il Banco di Sardegna.

L. 2.000.000.000 dal fondo di cui alla L.R. 8/1964 presso la B.N.L.

L. 1.000.000.000 dal fondo di cui alla L.R. 47/1968 presso la B.N.L. (112)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 98.

VASSALLO (R.C.). Si tratta di un emendamento sostitutivo totale dell'articolo che erroneamente demanda alla Giunta una competenza che è propria del Consiglio. Peraltro su questa materia abbiamo già molto discusso nel corso di precedenti sedute, e si era accertato che il regolamento attuativo della legge numero 215 del 1992, a cui fa riferimento l'articolo, è ancora in fase di stesura, nel senso che non è stato ancora pubblicato. Inoltre faccio notare all'Assemblea che la Sesta commissione all'unanimità aveva ritenuto questa materia rientrante nella competenza legislativa della Regione, per cui intendeva normare con un'apposita legge sia l'utilizzo che i criteri di attribuzione di questi fondi.

Per cui abbiamo provveduto, attraverso l'emendamento, a depurare il testo dell'articolo da quelle norme che sottraggono questa competenza normativa al Consiglio regionale, mantenendo invece la sola norma di carattere finanziario, che stanzia un miliardo e duecento milioni quale quota di cofinanziamento, ritenuta utile, anzi, doverosa, in quanto permette l'attivazione di circa 14 miliardi di finanziamento dello Stato.

PRESIDENTE. Il consigliere Corona ha facoltà di parlare per illustrare l'emendamento numero 26.

CORONA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero 67 .

ORTU (R.C.). Volevo chiarire che l'emendamento non è finalizzato a finanziare qualche nostro amico che ha intenzione di realizzare qualche supermercato, ma in realtà ad attivare o contribuire ad attivare una normativa comunitaria che prevede istituzione di macroorganizzazioni commerciali in funzione delle produzioni agricole, cioè in sostanza si tratta di mettere in piedi un'organizzazione di filiera che consenta ai produttori agricoli di arrivare alla grande distribuzione. Per consentire operazioni di questo tipo, l'Unione Europea ha previsto la realizzazione di queste forme di associazione di produttori che siano in grado di raggiungere una massa critica capace di condizionare il mercato.

Quindi l'obiettivo è di raggiungere, attraverso una politica di filiera, con le produzioni il mercato, saltando l'intermediazione che costituisce un aggravio per quanto riguarda i costi e i prezzi dei prodotti agricoli, un aggravio consistente... non vedo l'Assessore all'agricoltura, eppure dovrebbe essere interessato, anche perché c'è un analogo emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. C'è l'emendamento numero 112 che ha lo stesso contenuto, ma con qualche cosa in più, quindi è diversa anche la copertura.

ORTU (R.C.). Sarebbe importante la presenza dell'Assessore dell'agricoltura.

PRESIDENTE. Si è spostato un momento perché si sta trattando un argomento sul quale deve dare una risposta; sta arrivando.

ORTU (R.C.). Quindi si tratta di evitare l'intermediazione che pesa in modo notevole sulla determinazione del prezzo dei prodotti derivanti dalle attività agricole. L'Unione Europea, per la verità il Ministero delle risorse agricole, ha riconosciuto alla Sardegna due macrorganizzazioni commerciali in due settori importanti della nostra agricoltura: quello ortofrutticolo e quello florovivaistico. L'attivazione di queste strutture può consentire di realizzare economie di scala e anche abbattere i costi dell'intermediazione che gravano sui prodotti agricoli, sulla base di stime effettuate, dal 30 al 200 per cento.

Quindi riteniamo che sia necessario un intervento dell'amministrazione regionale, che consenta, tra l'altro, di dare seguito alle scelte che a suo tempo sono state compiute dal Ministero delle risorse agricole e quindi di consentire alle due organizzazioni che sono state riconosciute alla Sardegna, di operare.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 112, presentato dalla Giunta, è sullo stesso argomento quindi l'Assessore, nell'illustrarlo, potrà anche dare una risposta ai quesiti posti dall'onorevole Ortu.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per illustrare l'emendamento numero112.

USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta regionale ha accolto l'emendamento e l'ha fatto proprio, trovando il relativo finanziamento sui capitoli indicati. L'intervento, in questo settore, è ormai diventato urgente, perché la stessa Unione Europea lo sollecita, soprattutto in quei due comparti, quello del florovivaismo e quello ortofrutticolo, che hanno la necessità assoluta di raggiungere massa critica per presentarsi sul mercato, ma soprattutto per realizzare quelle economie di scala che rendono competitivi questi comparti nel mercato globale. L'attivazione delle macro organizzazioni commerciali, l'attivazione vera e propria, perché fino ad ora è stata solo sulla carta, consentirà una serie di interventi che servono proprio a sostenere questi due comparti che dagli studi ultimi sono i comparti che più degli altri assorbono lavoro femminile e producono nuova occupazione nel settore dell'agricoltura.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Riguardo all'emendamento 98 la Commissione ha notato che, dal punto di vista finanziario, non c'è nessuna differenza, ovviamente, è sostanzialmente una riformulazione dell'articolo, anzi, è una riduzione dell'articolo soltanto all'autorizzazione di spesa, senza cioè che si preveda il modo attraverso cui questa spesa verrà effettuata. Poiché è all'esame della Commissione competente, per quanto sappiamo, il relativo disegno di legge, ci sembra di capire che l'articolo 7 ter decies tende sostanzialmente ad introdurre una normativa transitoria in attesa della legge definitiva, ovviamente individuando la Giunta regionale come l'organo che deve emanare un programma attuativo, oltretutto come è precisato "in conformità al regolamento attuativo della legge nazionale", quindi non si capisce perché si voglia ridurre questo articolo soltanto all'autorizzazione di spesa. Pertanto la Commissione si rimette all'Aula e all'approfondimento che eventualmente si possa fare adesso, ma francamente non ritengo che sia una norma illegittima, né che determini un rischio di rinvio della legge, è ovvio che una spesa va fatta attraverso un programma della Giunta regionale, non vedo francamente che difficoltà ci siano.

L'emendamento numero 26 è accolto della Commissione, gli emendamenti numero 67 e 112 sono accolti ovviamente con la dotazione finanziaria individuata dalla Giunta che è di 4 e non di 5 miliardi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, con un invito ai proponenti dell'emendamento 98 al ritiro perché altrimenti non si comprende chi dovrebbe fare il programma, nelle more dell'approvazione di una legge organica in materia, ad evitare che rimangano allocate risorse poi non spendibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). C'è stato rivolto un invito, siccome siamo persone gentili all'invito rispondiamo. Vorrei fare due considerazioni relative agli emendamenti numero 67 e 112, il primo presentato dal nostro Gruppo e da altri rappresentanti dell'opposizione e il secondo, che differisce solo nella dotazione finanziaria, dalla Giunta.

Noi ritiriamo l'emendamento 67, quindi ci rimettiamo, avendo esso contenuto pressoché analogo, salvo la differente entità della copertura finanziaria, al successivo emendamento presentato dalla Giunta regionale, cioè il numero 112, però con una richiesta di precisazione, che è stata data in più circostanze nel corso anche dell'interlocuzione politica, che la differenza di entità finanziaria da 5 a 4 miliardi, in questa fase corrisponde alle difficoltà che si manifestano, così come rappresenta la Giunta, di reperimento delle risorse finanziarie. La Giunta ha affermato che avrebbe dato atto, e quindi sicuramente darà atto, che la differenza troverà soddisfazione nelle prossime previsioni di spesa regionale, perché se la Giunta ed anche il Consiglio all'unanimità, concordano sulla finalità dell'emendamento e la copertura necessaria è di 5 miliardi,vuol dire che oggi si avvia il programma con quasi tutto, quel poco che manca al tutto sarà oggetto di copertura in uno dei successivi strumenti di programmazione della spesa, o il prossimo assestamento o la prossima finanziaria. Credo che aver omesso di dare quaesta assicurazione da parte della Giunta sia dovuta solo a dimenticanza, pertanto attendiamo una precisazione. Con questa richiesta di precisazione annunciamo il ritiro dell'emendamento numero 67.

Per quanto invece riguarda l'emendamento numero 98 noi abbiamo voluto rappresentare al Consiglio una obiettiva questione che è quella dell'efficacia di una norma legislativa, quella prevista nell'articolo 7 terdecies, che a noi pare contenga una delega di potestà normativa che a noi pare non possa essere adottata dal Consiglio regionale, cioè potremmo ricadere in uno di quei casi famigerati di eccesso di delega, per cui già vi è un contenzioso aperto con la Corte dei Conti.

Stiamo alla sostanza delle cose: su questa norma non c'è conflitto di natura politica, c'è solo l'invito a una considerazione sull'efficacia della norma. Questo articolo dice: "Nelle more di una legge organica la Giunta adotta i criteri e il successivo programma". Scusate, in questo caso caso non c'è una legge disorganica, per cui, in attesa che diventi organica, si dà alla Giunta, indicando alcuni criteri, la possibilità di attuare qualcosa. No, qui si dice: "In attesa di una legge organica". Perché organica? In attesa di una legge: in questa materia non abbiamo una legge né organica, né disorganica, anche perché la legge che avevamo, organica o meno che fosse, era quella che è arrivata in Aula, di cui l'Aula ha sospeso l'esame qualche giorno fa quando avete detto, voi della maggioranza e della Giunta, che non c'era più urgenza di approvarla. Ricordate la storia della legge sull'imprenditoria femminile e tutta la vicenda Pilo?

Oggi, peraltro in assenza del Presidente di quella Commissione, che mi pare sia in congedo, che avete congedato, si procede ad approvare una norma con la quale si dice che la legge che il Consiglio aveva in carico, e ha rimandato in Commissione dicendo che non vi era scadenza, la si delega alla Giunta. D'altronde lo stesso collega La Spisa poco fa ha usato un'espressione - le espressioni che usiamo poi rimangono, perché gli atti del Consiglio le certificano, non li leggerà mai nessuno, comunque ci sono - ha detto che qui si delega alla Giunta l'adozione di una normativa transitoria in attesa della legge regionale.

Che cosa è la normativa transitoria? Se è primaria la normativa è la legge e la fa il Consiglio; se la normativa è secondaria è materia regolamentare, e se la materia regolamentare è normativa secondaria non può che discendere da quella primaria, cioè dalla legge. Non si può dare il caso di una normativa secondaria, cioè derivata, senza quella primaria, cioè la legge che indica i criteri. Voglio dire che alla Giunta si può delegare il potere di adottare un programma sulla base di una legge della Regione, ma non si può delegare di adottare la normativa e il programma; cioè i criteri in realtà sono la normativa, noi stiamo delegando alla Giunta di fare le norme e su quelle norme di fare poi il programma.

A me pare che sia una delega di attività normativa primaria legislativa alla Giunta regionale sia illegittima. La legge era già in aula, si riprenda l'esame di quella legge, abbiamo preso atto, per dichiarazione della Giunta, che non vi erano termini di decadenza, che il provvedimento nazionale era ancora in itinere, che si poteva andare a settembre, non comprendiamo perché adesso spunta questa norma di delega alla Giunta; ripeto, qui non stiamo neppure facendo una critica politica, stiamo rappresentando al Consiglio, quindi innanzitutto all'Assemblea e alla Presidenza dall'Assemblea, il fatto che questa norma introduce una delega di attività normativa primaria, cioè di attività legislativa alla Giunta, cosa che non è pensabile. Ecco, questo è il significato, il senso dell'emendamento che abbiamo presentato, che però serve a mantenere la posta finanziaria, quindi ad affermare che la Regione cofinanzia quel provvedimento. Ciò equivale a dire: chi deve trattare questa partita con il Governo, con gli Uffici ministeriali la tratti avendo in mano anche una norma che dice che la Regione ha già stanziato i fondi per il cofinanziamento e quindi ha tutti gli strumenti. Il potere la Giunta finché rimane in carica, ancorché scossa da qualche tormentone estivo, ce l'ha dalla legge, e se ha in mano anche lo strumento del cofinanziamento, che è previsto con questo articolo, ha i pieni poteri e tutte le armi affilate per trattare nel migliore dei modi, se ha da trattare con il Governo nazionale o con pezzi di ministero, questa partita relativa al sostegno dell'imprenditorialità femminile.

Questo è il senso dell'emendamento numero 98, che non vuol essere per niente riduttivo, che non vuole neppure togliere nulla alla Giunta, vorremmo solo che gli Uffici intervenissero e qualche volta anche aiutassero a chiarire queste cose, che il Consiglio, pensando di fare una cosa buona non faccia invece un danno, delegando un potere che non può delegare. La competenza normativa primaria il Consiglio, anche se vuole, non la può delegare; essa appartiene al Consiglio per norma costituzionale statutaria, e anche quando vuole non la può delegare. Meno male che non la può delegare, perché così almeno siamo tenuti a fare le leggi.

Aggiungo una nota (oggi siamo proprio improntati al migliore buonismo): se non fosse così - e non sto aggiungendo una nota critica - il Governo non avrebbe commissariato la Regione in relazione ai provvedimenti da adottare in materia di commercio, perché la Regione deve adottare norme in materia di commercio, anche di adattamento della normativa nazionale. E se quell'adattamento non l'ha fatto il Consiglio regionale che l'organo legislativo, deputato ad approvare le leggi, non lo può fare la Giunta, altrimenti la Giunta non si sarebbe fatta commissariare. Il Consiglio non ha proceduto ad attuare la legge quadro nazionale in materia di commercio, e quindi la Giunta viene commissariata; non è che la Giunta può, in luogo del Consiglio, adottare una normativa in materia di commercio. Qui c'è un sistema istituzionale, per fortuna, in base al quale ad ognuno spetta un compito e quel compito deve essere rispettato. Quindi il Consiglio faccia le leggi, le faccia nei modi nei tempi in cui ritiene di poterle fare.

Di questa materia abbiamo parlato di recente; nei giorni scorsi, su richiesta della Giunta abbiamo rinviato a settembre l'esame della legge, perché è stato appurato che non c'era scadenza, non si comprende perché oggi dovremo approvare una sorta di delega alla Giunta perché faccia una normativa che invece spetta al Consiglio adottare. Questo potrebbe anche essere un motivo di censura di tutta la legge, perché si poteva anche non prevederlo così esplicitamente, ma se qui è detto: in attesa della legge organica la normativa la faccia la Giunta. E' chiaro che noi stiamo anche rendendo un pessimo servizio ammettendo in partenza e con legge, quindi nel modo più solenne possibile, che mentre il Consiglio non fa la legge e non disciplina i criteri che deve disciplinare, invece, spogliandosi di un potere di cui non si può spogliare, approva un articolo per delegare la Giunta a fare quello che la Giunta invece non può fare. Che cosa poi sarebbe quella normazione anomala? Non è secondaria perché non c'è la fonte primaria, ma sarebbe comunque una regolazione primaria in luogo della legge.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, non è possibile che stiano assiepati presso i banchi della Giunta.

COGODI (R.C.). Ho finito. Sarebbe una regolazione generale, assimilabile a un regolamento, e ricadrebbe comunque nella competenza del Consiglio e quindi saremmo punto e a capo. Quindi tanto vale riprendere in mano la legge già all'esame del Consiglio, e regolare questa materia nei modi in cui deve essere regolata.

PRESIDENTE. Assessore Usai, l'onorevole Cogodi ha posto un problema: ritira l'emendamento numero 67 se la dotazione finanziaria dell'emendamento numero 112 viene portata a cinque miliardi, o comunque si assume tale impegno per il futuro con una dichiarazione da parte della Giunta. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo valutato, anche per dare corretta copertura finanziaria, in quattro miliardi l'onere derivante dall'attuazione dell'articolo oggetto dell'emendamento numero 112. E' chiaro che se nel corso dell'attuazione, il programma dovesse richiedere la previsione di maggiori risorse, evidentemente le risorse verranno adeguate. Quindi mi pare implicita anche la risposta al quesito posto dall'onorevole Cogodi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Pur nella stanchezza e nell'impazienza più che giustificata, credo che il problema posto dall'emendamento numero 98, anche alla luce delle considerazioni che ha fatto adesso il collega Cogodi, vada affrontato con un po' di attenzione, perché effettivamente la formulazione dell'articolo 7 terdecies potrebbe comportare rischi di eccessiva delega all'organo esecutivo. Normalmente quando ci troviamo di fronte a problemi di questo tipo, da anni utilizziamo una formulazione molto ampia che dice che il relativo programma viene adottato dalla Giunta ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge numero 1 del 1977. Ma in effetti i criteri, per esempio i parametri da utilizzare, i criteri di priorità, non possono essere oggettivamente delegati all'organo esecutivo. Io non credo che la legge del 1977 o altre leggi della Regione possano permettere una delega così ampia.

Allora la riformulazione potrebbe essere proprio nel senso che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavoro, definisce e approva il programma di attuazione ai sensi dell'articolo 4, lettera i) della legge numero 1 del 1977. In questo modo si dà la possibilità, alla Giunta, di spendere subito questi soldi con il relativo programma di attuazione, altrimenti credo che anche l'emendamento numero 98 non risolva il problema, trasformando questo articolo sostanzialmente in un accantonamento. E' come se noi mettessimo questi finanziamenti nel fondo Nuovi oneri legislativi perché mancando i criteri approvati dalla legge, la Giunta non può fare un programma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della progammazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo mi pare un utile suggerimento, che può risolvere il problema che hanno sollevato i colleghi del Gruppo di Rifondazione Comunista. Il suggerimento dell'onorevole La Spisa di limitare il periodo interessato, prevedendo che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato competente in materia di lavoro, approva il programma, coerentemente alla previsione di cui all'articolo 4 lettera i) della legge numero 1 del 1977, mi pare corretto.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, per chiarire perché poi bisogna votare, dovremmo inserire, dopo la parola "definisce" ...

LA SPISA (F.I.-Sardegna). No, bisogna sostituire la frase "definisce i criteri", con "approva il programma di attuazione ai sensi dell'articolo 4 lettera i) legge numero 1 del 1977".

PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Sembra, formalmente, che questo sia un eccesso di delega e possa causare, come spesso si è verificato, rinvio della legge da parte del Governo, perché è competenza del Consiglio definire, con legge, i criteri di spendita dei fondi stanziati in bilancio. Non si può dire che nelle more è la Giunta a definirli. A me sembra che il Governo, se procede ad un esame accurato della legge, possa rinviarla per eccesso di delega.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo già detto che bisogna eliminare quella formulazione.

SELIS (Popolari - P.S.). Ho capito, ma come si supera questa osservazione?

(Interruzioni)

SELIS (Popolari-P.S.). Volevo esprimere una perplessità e una preoccupazione, che credo dobbiate valutare attentamente, perché dobbiamo evitare, per cose tutto sommato importanti ma non incidenti, di correre il rischio di bloccare l'intera manovra finanziaria. Lo diciamo noi, che non condividiamo la manovra, ponendoci dal punto di vista della Giunta, spero che abbiate verificato questo dato. Io continuo ad avere perplessità, ci ragionerei meglio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). A me sembra che la formulazione proposta non superi il problema che è stato posto. Inoltre vorrei riproporre un problema di carattere politico già posto dalla sesta Commissione sia al Consiglio regionale, ma soprattutto alla terza Commissione che ha il potere di esitare la manovra, ma anche il dovere di ascoltare le osservazioni che le commissioni di merito esprimono. La Commissione sesta ha ricordato che, sulle questioni di merito delle leggi, la competenza rimane alle Commissioni di merito e per quanto riguarda le proprie competenze, non è intenzionata assolutamente a delegarle a nessun'altra Commissione. Questa posizione è stata riportata nei verbali delle sedute della Commissione sesta; mi dispiace che, per motivi familiari, il Presidente non possa partecipare alla seduta odierna, ma io invito i componenti della Commissione sesta a farsi garanti di questa volontà e anche del rispetto del Regolamento. Non si possono superare le norme regolamentari attribuendo potestà proprie di certi organi ad altri, che non le hanno.

Per cui io rimango fermo nella convinzione che, considerato che il regolamento attuativo della legge numero 215, alla cui applicazione si fa riferimento nella norma in esame, è in via di modificazione e non è stato nemmeno pubblicato, non si capisce questa urgenza di delegare la Giunta a stabilire i criteri di spendita dei fondi stanziati. Semmai c'è l'urgenza che la Commissione sesta, anche durante il periodo delle ferie, se veramente avete la volontà di approvare la legge ai primi di settembre, si riunisca, licenzi il provvedimento, e si vada avanti. Ma si vada avanti in maniera organica e corretta, così come si deve andare avanti.

Ne approfitto per dire a questo proposito che ci avete fatto riunire in via d'urgenza, proprio su richiesta della Giunta, per l'approvazione del disegno di legge numero 69, ma non mi risulta che ancora sia all'ordine del giorno. Cerchiamo di operare con un minimo di linearità! Io chiedo alla Presidenza del Consiglio di farsi garante anche delle podestà e dei diritti delle singole commissioni.

PRESIDENTE. Se nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 98, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene chiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articlo 7 terdecies.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Sempre ai fini di un effettivo utilizzo di queste somme e per evitare rinvii da parte del Governo, ritengo sia corretto il rinvio al programma ai sensi della legge numero 1 del 1977, i criteri quindi diventerebbero quelli della legge 215, che è già citata nell'articolo, e pensavamo con altri colleghi che si potrebbe aggiungere, dopo le parole "previste dalla legge 25 febbraio 1992 numero 215" l'inciso tra virgole "compatibilmente con la normativa regionale", in modo tale che si capisca che noi non stiamo abdicando al nostro potere legislativo, ma che utilizziamo i criteri di una legge dello Stato purché siano compatibili con la normativa regionale. Chiediamo quindi l'aggiunta delle parole "compatibilmente con la normativa regionale".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Mi rendo conto che stiamo esercitando la nostra funzione di legislatori in questo modo un po' disordinato e per successive approssimazioni, però vogliamo arrivare ad una conclusione positiva ed utile. Io direi che l'ultima correzione proposta modifica sostanzialmente l'impostazione della norma, evitando il rischio di una delega di funzioni legislative che il Consiglio, anche se volesse, non può fare. Tuttavia direi, non per evitare il rinvio governativo ma per evitare che noi ci spogliamo delle nostre competenze (non è che noi formuliamo una norma in un certo modo perché il Governo non la rinvii, ma perché così la dobbiamo e la vogliamo fare), mi permetto di aggiustare appena la proposta del collega La Spisa, sostituendo la parola "compatibilmente" con "in armonia con", cioè io non adotto una normativa statale compatibilmente con la legislazione regionale, ma in armonia con essa. Cioè, nell'emergenza adottiamo pure quei criteri in quanto in armonia, indicando un criterio positivo, in modo da salvaguardare la potestà legislativa della Regione; li adottiamo non come limite, ma affermando nel contempo la competenza della Regione, quindi in armonia con la vigente legislazione regionale. Con questa formulazione pensiamo che la norma possa essere varata, come soluzione meno peggiore, per superare una situazione di difficoltà.

PRESIDENTE. Credo che con questa correzione abbiamo raggiunto esattamente l'obiettivo, che per altro l'onorevole La Spisa si poneva. Quindi, se è d'accordo anche lei, onorevole La Spisa, metto in votazione l'articolo 7 terdecies con questa correzione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Se nessuno domanda di parlare sull'emendamento 26, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 112. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sospendiamo la seduta del Consiglio, che riprenderà alle ore 15.00.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 55, viene ripresa alle ore 15 e 03.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Si dia lettura dell'articolo 8.

LICANDRO, Segretario:

Art. 8

Assicurazione responsabilità amministrativa

1. La copertura assicurativa prevista dall'articolo 2 della legge regionale 22 luglio 1993, n.31, come sostituito dall'articolo 52, comma 3, della legge regionale 8 marzo 1997, n.8, è estesa, per i danni recati a terzi ed all'erario, ai dirigenti dell'Amministrazione regionale cui è stata conferita la responsabilità amministrativa a' termini dell'articolo 8, comma 3, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.

2. Il relativo onere è valutato in annue lire 500.000.000 (cap.02098).

PRESIDENTE. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 47, 73 e 99. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Pirisi - Sanna Salvatore - Demuru - Sanna Gian Valerio - Biancu - Morittu

Art. 8

L'articolo 8 è soppresso. (47)

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Dettori Bruno

Art. 8

L'articolo 8 è soppresso. (73)

Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo.

Art. 8

L'articolo 8 è soppresso. (99)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sull'ordine dei lavori.

FADDA (Popolari-P.S.). La coalizione di centrosinistra ha una riunione in corso per cercare di accelerare i tempi del dibattito, quindi chiedo se si può sospendere la seduta per dieci minuti.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 05, viene ripresa alle ore 15 e 21.)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 47.

SANNA SALVATORE. (D.S.). La motivazione della presentazione di questo emendamento risiede nel fatto che con l'articolo 8, a nostro avviso, si sta utilizzando uno strumento improprio, come lo strumento legislativo, per risolvere un problema reale. Il problema è determinato dal fatto che naturalmente, con l'approvazione della legge numero 31, la responsabilità della gestione passa in capo ai direttori generali e quindi, sostanzialmente, si ritiene opportuno che vi sia, per quanto attiene i danni arrecati a terzi e all'Erario, una sorta di assicurazione che garantisca appunto da eventuali inconvenienti che potrebbero verificarsi. Ma mentre è giustificato l'intervento legislativo per quanto riguarda la responsabilità degli assessori, perché è proprio la legge che deve sostanzialmente garantire questo, quando ci spostiamo sul versante dei dipendenti della Regione noi stiamo sostanzialmente incidendo sullo stato giuridico del personale e sul contratto. Sosteniamo pertanto che la sede opportuna per garantire eventualmente la copertura assicurativa non possa che essere quest'ultima, cioè il contratto, che può stabilire che, in qualche modo, la Regione garantisca che anche gli atti compiuti dai dirigenti siano coperti da assicurazione. Quindi non è il merito che noi contestiamo, ma è lo strumento che viene utilizzato. E chiediamo quindi di sopprimere questo articolo, perché altrimenti reintrodurremmo in legge una sorta di regolamentazione di quanto invece, per effetto della legge 31, deve essere disciplinato esclusivamente dal contratto dei dipendenti regionali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia, per illustrare l'emendamento 73.

BALIA (F.S.D.). E` assolutamente uguale all'emendamento precedente, illustrato dall'onorevole Sanna. Valgono le stesse identiche considerazioni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, per illustrare l'emendamento 99.

COGODI (R.C.). Ancorché l'emendamento da noi presentato sia identico nella formulazione ai due precedenti, sono, non dico diverse ma un pochino più differenziate, le ragioni che ci hanno indotto a proporlo. Perché in una ipotesi di questo genere, vengono in luce due elementi. Uno riguarda l'interesse dei dipendenti della Regione, siano essi dirigenti, funzionari o impiegati. L'altro riguarda l'interesse proprio, diretto, della Regione stessa, a garantirsi contro eventuali danni provocati direttamente o indirettamente a terzi, che si possono rivalere nei confronti della Regione.

Sono due profili completamente diversi. Quanto al primo profilo, concordiamo con le ragioni già esposte dal collega Tore Sanna, che la disciplina di tutela di interessi di una parte o di tutti i dipendenti regionali appartiene all'ambito contrattuale, e che non si può operare un richiamo e una avocazione in legge di elementi che, un'altra legge della Regione, ma anche una legge statale di riordino generale della materia, e quindi di indirizzo e di principio, riserano alla fonte contrattuale. Per altro il contratto dei dirigenti si differenzia dal contratto generale dei dipendenti regionali. In quella sede può essere disciplinata questa materia, che è di rilevanza economica, perché nessuno vieta ai dirigenti di assicurarsi, il problema è chi debba pagare l'assicurazione, non se uno si possa o meno assicurare. E se solo per assicurare i dirigenti si prevede una copertura di 500 milioni, cioè mezzo miliardo, ben si intende che non sarebbe accettabile, anche sul piano dell'equità, che la Regione pagasse l'assicurazione per i dirigenti e non quella per i coordinatori di servizio, che per altro la legge 31 richiama ad autonoma responsabilità, e non si comprenderebbe perché la Regione, a quel punto, non dovrebbe assicurare tutti i dipendenti, compreso l'autista del Presidente o il manutentore che utilizza macchine complesse e difficili da manovrare, perché mai non si dovrebbero garantire tutti i dipendenti? Qui non è dato prevedere cosa significhi tutto questo anche in termini di costo per la Regione, però sotto questo profilo, costi molto o costi poco, la materia è di rilevanza e di natura contrattuale e in quella sede va disciplinata.

Però vi è un secondo profilo da considerare, che riguarda il vantaggio diretto della Regione, qui però la Regione deve dire chiaro e tondo che cosa vuole. La Regione si vuole garantire e si vuole assicurare contro l'eventualità di dover risarcire danni per colpa altrui? Si assicuri, ma assicuri sè medesima. La Regione può ritenere utile assicurarsi per i danni, che eventualmente dovesse subire, derivanti dall'obbligo di risarcire i terzi per danni provocati dai suoi dipendenti o da altra causa, studi una polizza, la contratti con un broker, si faccia consigliare e faccia tutte le assicurazioni che rientrano nel concetto moderno di relazioni economiche, sociali e anche istituzionali, la Regione si assicuri contro l'eventualità di tali danni.

Quello che non può fare è, con questa formulazione promiscua, perché confonde la garanzia del dipendente con la garanzia della Regione, adottare una norma che è impropria e incongrua sotto il profilo tecnico-giuridico ed è anche inopportuna sotto il profilo politico e istituzionale, perché se l'assicurazione dei dirigenti coprisse non solo rispetto ai danni possibili a terzi, per i quali la Regione potrebbe essere chiamata a rispondere in via sussidiaria o di solidarietà passiva, ma fosse diretta ad attenuare l'ambito di responsabilità dei dipendenti, allora avremmo contraddetto, o ci accingeremmo a contraddire, quella grande norma di principio, che è nella riforma adottata con la legge 31, che statuisce che l'indirizzo appartiene alla parte politica e la gestione appartiene alla parte tecnico-burocratica. Connessa con l'esercizio del potere gestionale attribuito dalla legge è la relativa responsabilità. Nel settore privato, al quale troppo spesso voi vi ispirate, l'amministratore non è assicurato dal datore di lavoro; al contrario l'amministratore dei beni privati assicura lui il datore di lavoro, tant'è che presta cauzione. L'amministratore quando è vero amministratore si fa pagare per le prestazioni fornite con la sua capacità e professionalità ma versa cauzione, è lui che garantisce il datore di lavoro, non è il datore di lavoro che garantisce lui in aggiunta all'incarico affidatogli e alla corrispettiva remunerazione.

Approvando questa norma andremmo incontro ad un pasticcio politico, istituzionale e giuridico, pertanto è necessario accantonare questa materia, istruirla in modo diverso e in ogni caso distinguerne i diversi profili e adottare una disciplina più corretta utilizzando le fonti normative giuste. Di sicuro la condizione economica dei dipendenti regionali, a partire dai dirigenti, va disciplinata in ambito contrattuale, di sicuro tutto quello che attiene all'ambito dell'interesse proprio della Regione, cioè che la Regione si garantisca e si assicuri contro i danni possibili, va tutelato con apposito provvedimento, che l'Assessorato degli affari generali, che ha questa competenza, sarà capace di proporre.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti 47, 73, 99 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questi emendamenti la Commissione si rimette all'Aula per le valutazioni che sono state fatte e che erano già emerse in Commissione. Potrebbe essere accoglibile anche la soppressione della norma proposta con questo emendamento se comunque lo spirito venisse accolto trasferendo eventualmente la relativa disciplina in altra fonte normativa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore dei affari generali, personale e riforma della Regione. La prospettazione che era stata fatta dai proponenti di questo articolo 8 non era certamente quella di garantire i dirigenti. C'era anche quella finalità evidentemente, perché ai dirigenti viene delegata, ai sensi del terzo comma dell'articolo 8 della legge numero 31, la funzione dirigenziale, indubbiamente quello era un elemento importante, fondamentale, ma vi era anche la prospettazione diversa, cioè l'interesse che ha l'amministrazione regionale a tutelarsi essa stessa per i danni che eventualmente potessero derivarle dall'attività dei dirigenti, perché giova ricordare che il fatto che la legge numero 31 collochi in capo ai dirigenti la responsabilità dell'attività amministrativa non esonera di per sé l'amministrazione regionale dal rispondere per i danni cagionati a terzi, né può naturalmente essere cautelata con riferimento ai danni che derivassero eventualmente al proprio erario a causa dell'operato dei dirigenti.

Indubbiamente esistono questi due profili che possono essere soddisfatti entrambi attraverso uno strumento diverso da quello legislativo, e mi pare che la strada che è stata indicata, della soluzione del problema attraverso lo strumento contrattuale possa essere condivisa, infatti è anche più aderente allo spirito della legge nimero 31 perché la materia è oggettivamente o può essere prospettata, come riservata alla fonte contrattuale, quindi come una parte essenziale del contratto.

Quindi ritengo che la Giunta possa esprimere il parere favorevole su questo emendamento anche perché, come è emerso dalla discussione, l'esigenza posta con la norma è condivisa anche se non è stata ritenuta idonea la fonte legislativa, ma viene indicata come idonea quella contrattuale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 8 bis

Coordinatori P.I.A.

1. Nell'articolo 5 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

"1 bis. Qualora i coordinatori come sopra nominati cessino dal servizio presso l'Amministrazione di appartenenza a seguito di andata in quiescenza non decadono dall'incarico".

2. Ai coordinatori dei Programmi Integrati d'Area di cui all'articolo 10 della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni, si applica in materia di scadenza la disciplina prevista dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 3 maggio 1995, n. 11; la predetta disciplina trova applicazione ai coordinatori dei P.I.A. entro il sessantesimo giorno a quello dell'entrata in vigore della presente legge.

3. Il compenso mensile spettante ai coordinatori di cui al presente articolo è erogato in misura pari al 50 per cento dell'indennità di coordinamento di servizio prevista per il personale dell'Amministrazione regionale, dall'accordo contrattuale di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 21 dicembre 1995, n. 385; il restante complessivo 50 per cento è erogato successivamente alla dichiarazione di raggiungimento dell'obiettivo finale e/o possibile da parte dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PRESIDENTE. All'articolo 8 bis è stato presentato l'emendamento numero 46. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Sanna Salvatore - Pirisi - Sanna Gian Valerio - Demuru - Biancu - Morittu.

Art. 8 bis

L'articolo 8 bis è soppresso. (46)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, anche in questo caso si propone la soppressione dell'articolo. Io pongo un problema, cercherò di farlo in maniera rapida perché poi tutto questo pacchetto di articoli, l'8, l'8 bis e l'8 ter, sostanzialmente fanno parte di materie che, a nostro avviso, andrebbero regolamentate a parte e in maniera organica, perché obiettivamente gli articoli cercano di dare delle risposte a problemi aperti, che però a nostro avviso possono trovare una risposta in termini e in modi differenti. Perché noi poniamo dei problemi in relazione a questo articolo? Perché sostanzialmente i coordinatori dei programmi integrati d'area pongono un problema - io vorrei che soprattutto i colleghi della Giunta ascoltassero il ragionamento - che è questo: equiparare il loro ruolo a quello degli amministratori unici degli enti così come previsto e disciplinato dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale numero 11 del 1995, introducendo quindi in sostanza il principio dello spoils system anche per quanto riguarda il loro incarico.

Però tali coordinatori, che in gran parte sono dipendenti regionali, difficilmente possono essere assimilati alla figura di un amministratore unico di un ente, quindi difficilmente possono essere trattati allo stesso modo, quindi sostituiti al cambio, per esempio, del vertice dell'amministrazione regionale, all'inizio di una legislatura, perché appunto assimilati a questi. Sostanzialmente i coordinatori dei PIA, più che agli amministratori unici degli enti, rimanendo sempre nel contesto della disciplina relativa ai dipendenti regionali, potrebbero essere o sono verosimilmente assimilabili ai responsabili del procedimento; se invece li facciamo ricadere nella disciplina dettata dalla legge numero 11 del 1995, stiamo in qualche modo facendo venir meno anche delle garanzie precise in materia di stato giuridico e di contratti.

Quindi credo che rimanga aperto il problema che i responsabili del procedimento chiaramente, laddove dimostrino di non essere all'altezza della situazione, possano essere rimossi e sostituiti, ma senza per questo assoggettarli alla disciplina prevista dalla legge numero 11 che, voglio ricordarlo ai colleghi, introduce una sorta di spoisl system disponendo che entro un certo periodo di tempo dall'avvio della nuova legislatura gli amministratori degli enti, i componenti dei consigli di amministrazione debbano essere rinominati.

Questo è il problema che noi poniamo e in relazione a questo problema riteniamo che possa e debba essere trovata un'altra soluzione che non sia esattamente quella prospettata nell'articolo 8 bis.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere della Commissione è stato negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei svolgere una considerazione che vale per questo articolo 8 bis ma che vorrei potesse essere estesa, per risparmiare ulteriori considerazioni, anche al successivo articolo 8 ter. E` una considerazione di ordine tecnico-giuridico che ovviamente ha la sua incidenza e la sua ricaduta anche sul piano politico, e riguarda il valore di una norma di legge qual è quella che è contenuta nell'articolo 8 bis e successivamente ripetuta per altri versi nel secondo comma dell'articolo 8 ter.

Anche in questo caso richiamo quanto già detto su questo tema dal collega Salvatore Sanna, che ha bene espresso il nostro punto di vista; anche noi riconosciamo una oggettiva esigenza, relativa alla disciplina delle nomine, degli incarichi conferiti all'interno dell'amministrazione che li svincoli da rigidità che poi non dico che ritardino gli adempimenti, ma che possono portare ad una conseguenza ancora peggiore del ritardo cioè che il processo decisorio, che interviene dopo la fase istruttoria dei procedimenti, non solo sia ritardato, ma qualche volta sfugga anche alla conoscenza nel merito da parte del decisore principale che è il soggetto politico.

Questo rischio è reale, riguarda molti comparti dell'amministrazione e molte volte i nostri sforzi, indirizzati verso la produzione delle leggi, ma anche alla loro attuazione attraverso l'attività amministrativa e di governo, questi sforzi, dicevo, improntati ai migliori intendimenti, quello dell'autonomia, quello della distinzione dei ruoli, quello della migliore efficacia e prontezza dell'attività amministrativa, poi qualche volta provocano effetti perversi per i quali la distinzione diventa separazione e può accadere che il decisore politico non decida, che decidano altri, e che addirittura l'intero processo possa sfuggire non dico alla decisione, ma addirittura alla cognizione, nel momento debito, da parte del decisore politico. In molti comparti di amministrazione questo si sta già verificando e credo che l'autorità politica principale, cioè il potere legislativo, debba essere attento a questi rischi e a questi inizi di perversione istituzionale per porvi rimedio nel modo più efficace e anche più pronto.

Quindi vi è questa obiettiva esigenza alla quale però bisogna far fronte con cognizione di causa e con norme di carattere generale, perché intervenendo una volta sul centro di programmazione con un articolo inserito in una legge di assestamento, una volta con un articolo e con un emendamento sui responsabili dei PIA, una volta con un articolo e con una norma derogatoria sull'agenzia per il lavoro, si rischia di vanificare questo intendimento che risponde ad un'esigenza obiettiva e di introdurre sistemi ancora più confusi e negativi.

Per ora mi fermo a questa considerazione perché da questa deriva e discende poi il significato e il valore della richiesta che si avanza, non di misconoscere l'esigenza obiettiva di regolare in modo diverso questa materia, quanto di non volerla però regolare in questo modo e in questa legge, perché si finirebbe per introdurre non una migliore disciplina, ma un'ulteriore forma di confusione.

L'obiezione tecnico-giuridica è la seguente: con queste norme, l'articolo 8 bis e anche i seguenti (se la Giunta e la maggioranza interloquiranno in un certo modo, quello che si dice su questo articolo varrà anche per i successivi perché sono fattispecie analoghe) si interviene a regolare pezzi della posizione giuridica di funzioni dirigenziali (dirigenziali in senso generale, non in senso specifico di funzioni proprie di dirigenti della Regione, ma nel senso che si tratta di funzioni di direzione, sia la direzione dell'agenzia, sia la direzione dei PIA o altre strutture), cioè quello relativo alla decadenza, o nei casi del direttore dell'agenzia alla revoca. Ma come si fa a disciplinare solo una parte dello stato giuridico, cioè la decadenza senza che nel contempo si regoli l'accesso? Nel caso del direttore dell'Agenzia del lavoro questa anomalia è ancora più evidente, perché si vorrebbe regolare la conferma e la revoca del direttore che ha un rapporto di lavoro a convenzione e che è scelto in esito ad una selezione fatta secondo criteri di carattere quasi concorsuale, con un procedimento che la legge regionale numero 33 prevede in modo puntuale, però non si abroga la legge ma si interviene a regolarne solo la conferma o il recesso da tale incarico.

La modalità del recesso non può essere configurata autonomamente rispetto alla modalità dell'accesso e alla modalità dello svolgimento della funzione, perché il rischio che si correrebbe, se questa norma diventasse efficace, è che ognuno di questi soggetti, titolari di funzioni pubbliche, potrebbe invocare il pezzo di normazione che lo riguarda, per esempio le modalità di recesso, per rivendicare anche l'intera posizione giuridica. Questa disciplina, che si vorrebbe introdurre per dare una maggiore non dico discrezionalità, ma potestà, anche legittima, di intervento all'autorità politica, potrebbe invece tradursi in una successiva rivendicazione di una condizione giuridica, non per una parte ma per l'intero, quindi portare ad un ulteriore irrigidimento, ad una condizione di autonomia, che poi potrebbe essere invocata anche per vie giurisdizionali e quindi ottenere l'effetto esattamente contrario rispetto a quello che la Giunta, o chi ha proposto questa norma, forse intendeva perseguire. L'effetto può essere talmente perverso da essere l'esatto contrario rispetto al proponimento iniziale.

Per questo insieme di ragioni anche noi riteniamo che questa norma e anche la successiva possano essere per ora accantonate per essere inserite nel luogo giusto, cioè nelle discipline di settore che successivamente consentiranno di avere presente tutto il processo in modo organico e quindi di regolare al meglio anche questa materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Intendo accennare a qualche altro elemento in aggiunta alle considerazioni fatte in sede di illustrazione dell'emendamento, in particolare per quanto attiene il terzo comma dell'articolo 8 bis, che riguarda sostanzialmente il compenso mensile, in quanto proprio questa nuova articolazione di compenso, soprattutto per quanto attiene i coordinatori che in qualche modo fossero dipendenti regionali, incide anch'essa sullo stato giuridico e sulla parte retributiva e contrattuale del personale, e questa definizione di un compenso a stato di avanzamento sicuramente non rientra tra le categorie previste dall'ordinamento regionale, quindi in qualche modo prefigurerebbe una sorta di caduta anche delle garanzie riguardanti i dipendenti regionali stessi. Queste erano altre considerazioni che volevo aggiungere per una riflessione che noi chiediamo venga fatta in maniera serena. Sono tutti elementi che ci portano a ritenere che sarebbe sicuramente più opportuno ridisciplinare questa materia, e anche quella dell'articolo successivo, con una legge organica, separatamente da questo contesto.

Peraltro i colleghi della Giunta regionale sanno benissimo che la stessa legge numero 14, sui PIA, prevede che nel caso in cui un coordinatore sostanzialmente non sia efficiente possa essere rimosso, sostituito e anche punito, laddove vi fossero delle responsabilità precise, quindi non è che venendo a cadere questo articolo la Giunta non abbia la possibilità di intervenire anche sui coordinatori, lo può fare con la strumentazione che è già messa a disposizione in maniera sufficiente, forse non adeguata, ma comunque sufficiente dalla stessa legge numero 14.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Questo è un argomento su cui in quest'aula ci siamo già soffermati altre volte, anche nel corso della discussione generale. La cosa che ci stupisce è che non comprendiamo perché il problema debba essere affrontato con legge, vorrremmo sapere se ci sono stati casi di permanenza nei loro incarichi dei coordinatori al di là della volontà della Giunta di sostituirli. Allora non si giustificano le norme intruse, e queste sul personale sono norme intruse per definizione. Si potrebbe tollerare qualche norma intrusa quando fosse evidente l'urgenza, quando fosse evidente l'indilazionabilità del provvedimento, quando fosse sotto gli occhi di tutti una situazione che richiedesse un intervento determinato e immediato, in questo caso potrebbe essere inserita nella legge finanziaria o di assestamento.

Ma questo non è il caso, se questa materia venisse affrontata invece con una leggina ad hoc, ammesso e non concesso che ci voglia una leggina cosa che io non credo, se questa materia venisse affrontata, prima ancora di proporre una nuova normativa, nell'interlocuzione normale tra la Giunta e i suoi rappresentanti con i coordinatori dei PIA, in uno scambio di considerazioni, di vedute, entro un rapporto di fiducia o di sfiducia, il problema potrebbe ugualmente essere risolto; qual'è l'urgenza e che cosa spinge oggi a proporre questa norma un po' rozza, poco rispettosa per le persone?

Consiglierei davvero alla Giunta, anche alla luce dello sforzo di dialogo di cui abbiamo dato prova ancora una volta oggi, reciprocamente se volete, dialogo non facile, non perfettamente compiuto da parte di entrambe le parti, ma sicuramente condotto con spirito di grande attenzione, consiglierei alla Giunta di proporre la soppressione di questo articolo, di verificare se l'obiettivo che si propone l'articolo non possa essere comunque raggiunto, attraverso un rapporto bilaterale coordinatori-governo regionale; se così non fosse suggerirei di presentare una leggina ad hoc che segua il normale iter, ma in tempi molto rapidi.

Affrontare problemi del personale nelle leggi di contabilità e di bilancio non è mai corretto, ma quando poi queste norme sul personale hanno significato quasi di un processo sommario o liquidatorio, si assume un atteggiamento che davvero, al di là dell'ostilità, della mia o della nostra opposizione a questo, danno l'impressione di una cultura poco rispettosa delle persone, anche quando esse hanno ben meritato, anche quando hanno servito l'amministrazione per decenni.

Credo che sia cultura e patrimonio comune, del centrosinistra e del centrodestra, nonostante ognuno abbia le sue esperienze, il rispetto verso le persone che rappresenta un obiettivo fondamentale, senza nulla togliere, ripeto, alle eventuali esigenze del Governo regionale di voler fare gli avvicendamenti. Fateli pure ma per via amministrativa, se poi doveste incontrare delle difficoltà presentate una leggina; fare una sorta di colpo di mano, una sorta di atto liquidatorio, una sorta di processo sommario non dico che crei problemi a noi, ma non vi fa onore, non fa onore alla vostra sensibilità di persone, di amministratori che sanno benissimo che la prima qualità del politico, degli amministratori è il rispetto e la valorizzazione delle persone che lavorano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, mi rivolgo in modo particolare non all'Assessore del bilancio, ma all'Assessore degli affari generali e del personale; io consiglio, a lei in modo particolare, di chiedere comunque la soppressione di questo articolo. Perché rimettere argomenti di questa portata, comunque riguardanti il personale, alla normativa di modifica della legge finanziaria, diventa davvero molto pericoloso ed ingestibile per il futuro. Sarebbe un precedente, dopo la legge numero 31, che diventerebbe pericoloso per noi tutti. Sappiamo, e lei in particolare Assessore lo sa, quali sono le esigenze delle singole categorie del personale regionale, sappiamo quali sono le pressioni che tutti noi subiamo; o i problemi relativi al personale sono affrontati con leggi apposite, o altrimenti noi, in occasione della discussione delle prossime finanziarie, non potremo dire ai singoli o alle organizzazioni sindacali che non è possibile inserire argomenti di questa portata.

Poi vorrei, assessore Pittalis, riferirmi a lei per cercare di capire la ratio di questa norma, perché non l'abbiamo capita. Io dico che dev'essere comunque tolta perché è una norma intrusa e per evitare che già nella prossima legge finanziaria ci possano essere norme sul personale; perché sicuramente ce ne saranno tantissime, e credo che ce ne accorgeremo tutti. Però voglio capire: da una parte si stabilisce che il personale che ha raggiunto l'età della pensione e va in quescienza non decade dall'incarico, per continuare l'attività, dall'altra parte non si ha il coraggio di dire ad un coordinatore, se questo è l'obiettivo che si vuole raggiungere, che non è in grado di fare il coordinatore o che non ha dimostrato capacità nel portare avanti il compito che gli è stato affidato, che gli viene revocato l'incarico. Di questo passo noi potremo mettere in legge che tutti gli incarichi, anche di carattere professionale, che sono stati conferiti dalle precedenti Giunte devono intendersi revocati, questo è il primo passaggio, ma io dico che può essere pericoloso porre questo principio direttamente in legge. Io mi auguro che la Giunta colga l'invito che il collega Sanna, che il collega Cogodi, che il collega Selis hanno fatto, di chiedere che anche gli articoli 8 bis, 8 ter e 8 quater vengano respinti. Perché insistere su tali norme vorrebbe dire rincominciare a percorrere una strada che abbiamo visto tutti essere molto pericolosa, e che comunque non valorizzerà, assessore Pittalis, la professionalità degli stessi dipendenti. Se uno non è capace chiediamo anche noi che venga sostituito, però non può essere fatto in questi termini, che fanno pensare ci siano ragioni di altro tipo, clientelari, per far sì che i dipendeenti si inchinino di fronte all'assessore per riavere l'incarico o per averne comunque uno nuovo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Condivido gli interventi di chi ha illustrato gli emendamenti e quelli successivi. Però questo argomento, sinceramente, è profondamente sentito, per cui è giusto esprimersi. Io non nascondo che qualche aspetto, contenuto nell'articolo, per esempio, 8 bis, possa anche meritare attenzione. Non intendo certamente riferirmi al corpo centrale dell'articolo. Ciò che non riesco però a comprendere è perché si continui con la logica di voler svilire ulteriormente la portata dell'assestamento, attraverso l'inserimento di norme che sono intruse e che dovrebbero trovare invece una sistemazione in una sede completamente diversa e completamente separata. Io credo che le leggi esistenti, così come sono formulate, abbiano sufficienti elementi di garanzia, anche relativamente alle procedure, tali da assicurare la possibilità di rimozione dall'incarico delle persone incapaci.

Però, ove così non fosse, la domanda, assessore Pittalis, è un'altra: perché tanta fretta? Se questa materia merita una regolamentazione più attenta, più oculata, perché attualmente la si ritiene carente, la si ritiene inefficace, non adeguata alla situazione, che cosa accadrebbe se dovessimo rinviarne l'esame, posto che anch'io ritengo che esistano sufficienti garanzie e che in ogni caso la Giunta può procedere attraverso atti amministrativi? Che cosa accade se la rinviamo invece alla Commissione di merito per un esame più approfondito, e certamente più utile e più congruente? Io credo che tale scelta apparirebbe solo meno punitiva, mentre così appare solo ed esclusivamente punitiva nei confronti di alcune figure. Nei confronti di ciò che alcune persone rappresentano per il ruolo che svolgono, l'inserimento di questa norma rappresenta, sotto questo profilo, persino una mancanza di rispetto. E` una norma di carattere sicuramente "corsaro".

Si potrebbe raggiungere lo stesso obiettivo, ma avendo maggiori certezze, e nelle procedure e nella formulazione dell'articolo, se si stralciassero l'articolo 8 bis e quello successivo, relativo al centro regionale di programmazione, e si rinviasse il loro esame, ove si dovesse ritenere la materia non regolamentata sufficientemente, alle Commissioni di merito, attraverso la predisposizione di un progetto di legge da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Oltre a condividere quello che hanno detto i miei colleghi poc'anzi, vorrei far presente un ulteriore elemento che suggerirebbe l'approdo ad una soluzione diversa. Ormai in Italia nessuna autorità politico elettiva decide ed interviene direttamente in materia di personale. Il regime della produttività e il sistema dell'indennità per la dirigenza, che è legato oramai all'ottenimento del risultato e al raggiungimento degli obiettivi, non può vedere l'assessore come elemento sostituivo dei nuclei di valutazione, che sono gli organi di garanzia dei dipendenti, e comunque garantiscono l'imparzialità. A mio giudizio, voglio che sia reso a verbale per quello che potrà servire, il comma 3 dell'articolo 8 bis viola le norme che sono contenute sia nella legge delega numero 421 del 1992 sia nel decreto legislativo numero 29 del 1993, per quello che a noi può servire. Questa puntualizzazione ci suggerirebbe e suggerirebbe all'Assessore una riflessione di carattere giuridico normativo più approfondita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non voglio tornare al passato, ma coerenza impone, lo dico affettuosamente all'onorevole Selis e all'onorevole Balia e a tutti i colleghi che nella precedente legislatura erano gli attori, i protagonisti, in quanto espressione, leader di una maggioranza ben precisa, quella che allora governava, di centro sinistra, che ricordi loro che con la legge regionale 6 dicembre del 1997, la numero 32, cioè la legge di assestamento del bilancio...

FADDA (Popolari - P. S.). Non c'era la legge 31.

PITTALIS (F.I. - Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'era la numero 11, onorevole Fadda, c'era la legge di contabilità. Si tratta dell'assestamento alla legge di bilancio e alla legge finanziaria del 1997, nel quale, all'articolo 8, si prevedono modifiche e integrazioni alla disciplina appunto dei PIA e, tra le altre cose, guarda caso, proprio una disposizione che riguarda i coordinatori dei Programmi integrati d'area, che disciplina sia il compenso dovuto che altre questioni che attengono alle modalità di svolgimento dell'incarico. Questo lo dico perché chi prima è intervenuto sa benissimo che questo tipo di modifiche, questo tipo di interventi, qualora siano necessari, sono stati già fatti, e non cento anni fa, ma alla fine del '97, in una legge di assestamento.

Detto questo, io debbo precisare che l'articolo 8 bis nulla ha a che fare con la disciplina del personale. Questo è un grosso equivoco, io mi auguro che sia soltanto un equivoco, perché addirittura si è parlato di norme intruse, ma si sta soltanto disciplinando la scadenza relativa all'incarico dei coordinatori dei programmi integrati d'area, scadenza che viene normata, onorevole Salvatore Sanna, facendo rinvio alla disciplina di cui all'articolo 1 della legge numero 11 del 1995, legge richiamata solo per quel che riguarda la disciplina della scadenza e della quale non si applicano le altre norme, come appariva dal suo intervento. E la norma proposta sul punto è chiarissima, anzi si dà stabilità al ruolo dei coordinatori dei PIA, nel senso che non dipende più dall'arbitrio dell'assessore di turno determinare le vicende temporali sulla permanenza di un coordinatore di PIA, ma anzi si assicura stabilità e si assicura anche un periodo, stimato congruo, per l'assolvimento del compito affidato al coordinatore.

Ecco perché riteniamo di portare questo contributo, che è un contributo alla trasparenza e alla chiarezza, ed ecco perché, onorevole Selis, non si tratta di processi sommari, non si tratta di mancare di rispetto alle persone, perché se avessimo voluto fare questo l'avremmo fatto indiscriminatamente, assumendo un provvedimento amministrativo e rimuovendo tutti. Cosa che avremmo potuto fare, ma non avrebbe avuto senso prevedere questa norma, che invece rafforza le garanzie dei coordinatori dei PIA.

FADDA (Popolari-P.S.). Allora scriviamo questo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Fadda, mi lasci finire l'intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, non l'ha interrotta nessuno quando parlava lei.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Detto dunque che questa parte della norma va nel senso del rafforzamento delle garanzie dei coordinatori dei PIA, per quanto riguarda la questione del compenso oggi - e qui io penso che una riflessione comune si imponga - i coordinatori dei PIA, per il fatto di assumere l'incarico di coordinatori, ricevono ogni mese, in aggiunta alla retribuzione mensile che ha ogni dipendente regionale, un'indennità che si aggira intorno a un milione e duecentomila, un milione e trecentomila lire. Noi abbiamo previsto un sistema che va nella direzione dell'efficienza; non possiamo continuare a far finta che tutto vada bene, a far finta che il sistema possa continuare ad andare avanti senza adottare un criterio che invece incentivi meglio anche il coordinatore ad occuparsi del programma integrato d'area, tant'è che abbiamo scisso questo importo, che comunque è già previsto in legge, disponendo che il 50 per cento dell'indennità venga riconosciuta, in ogni caso, e però il restante 50 per cento sia erogato al raggiungimento dell'obiettivo, cioè della conclusione dell'accordo di programma. Perché, badate, dal 1996, data di approvazione della legge, i 37 programmi che sono stati sottoscritti sono tutti ancora aperti, nel senso che per alcuni neppure è avviata la fase di esecuzione, e per molti interventi. Noi non possiamo continuare ad avallare un sistema di questa natura, stiamo introducendo un correttivo che responsabilizzi meglio. Ecco perché oggi - lo dico nell'aula del Consiglio regionale - se dovessimo, come prima qualcuno invocava, in merito ai 37 accordi di programma, adottare provvedimenti amministrativi per rimuovere i relativi coordinatori, oggi ci sarebbero tutte le condizioni per farlo . Il Governo regionale, invece, non intende assumere posizioni di questa natura, intende premiare quei coordinatori che stanno lavorando bene, che stanno svolgendo con serietà il loro compito e però, attraverso questo criterio, che valorizza le capacità e l'efficienza, che responsabilizza effettivamente il coordinatore, noi vogliamo sollecitare la definizione dei 37 accordi di programma. Definire 37 accordi di programma significa mettere in moto qualcosa come 2000 miliardi, di cui circa 1000 di competenza regionale. Non c'è, quindi, alcun intento punitivo, ma è un tentativo di valorizzazione delle capacità professionali e soprattutto una preoccupazione della Giunta e della maggioranza di accelerare i meccanismi di spesa dei Programmi integrati d'area.

Per quanto riguarda i coordinatori nominati quando erano dipendenti dell'amministrazione regionale e andati in pensione successivamente, noi vogliamo valorizzare anche queste capacità e queste professionalità. Per questo abbiamo previsto nel primo comma la possibilità che non cessino dall'incarico, e questa disposizione è necessaria perché altrimenti non possono godere di alcuni benefici che la legge istitutiva dei Programmi integrati d'area prevede. Quindi non mi pare che vi siano intenti di nessuna natura, se non quello di dare veramente un riconoscimento a tutto ciò che va nel segno della trasparenza e dell'efficienza.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8 bis. L'onorevole Fadda chiede il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 8 bis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 44

Astenuti 3

Maggioranza 23

Favorevoli 39

Contrari 4

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FALCONI - SANNA Emanuele.)

Si dia lettura dell'articolo 8 ter.

LICANDRO, Segretario:

Art. 8 ter

Direzioni del Centro regionale di programmazione e della Agenzia regionale del Lavoro

1. Dopo il comma 1 dell'articolo 46 bis della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, introdotto dall'articolo 23 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, è aggiunto il seguente:

"1 bis. Al direttore del Centro Regionale di Programmazione si applicano le disposizioni in materia di conferma o revoca dell'incarico previste per i direttori generali dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche".

2. Il direttore dell'Agenzia del lavoro di cui all'articolo 38 della legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 e successive modificazioni ed integrazioni, adotta l'assunzione degli impegni e l'ordinazione dei pagamenti su capitoli attribuiti alla competenza dell'Agenzia medesima; allo stesso direttore sono estese le funzioni e le disposizioni in materia di conferma o revoca dell'incarico previste per i direttori generali dell'Amministrazione regionale dalla legge regionale n. 31 del 1998.

3. In sede di prima applicazione le disposizioni in materia di conferma o revoca dall'incarico di cui al presente articolo trovano applicazione entro il sessantesimo giorno successivo a quello dell'entrata in vigore della presente legge.

PRESIDENTE. All'articolo 8 ter sono stati presentati tre emendamenti soppressivi totali, due emendamenti, i numeri 102 e 103, soppressivi parziali,di eguale contenuto, e due emendamenti aggiuntivi.

Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Pirisi - Sanna Salvatore - Demuru - Sanna Gian Valerio - Biancu - Morittu.

Art. 8 ter

L'articolo 8 ter è soppresso. (49)

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Dettori Bruno

Art. 8 ter

L'articolo 8 ter è soppresso. (74)

Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo.

Art. 8 ter

L'articolo 8 ter è soppresso. (101)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo.

Art. 8 ter

Il comma 2 dell'articolo 8 ter è soppresso. (102)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Vassallo - Ortu.

Art. 8 ter

Al comma 2 dell'articolo 8 ter è soppressa l'espressione "allo stesso Direttore sono estese le funzioni e le disposizioni in materia di conferma e revoca dell'incarico previste per i Direttori generali dell'Amministrazione regionale della Legge regionale n. 31 del 1998". (103)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Balia - Vassallo - Ortu.

Dopo l'articolo 8 ter è aggiunto il seguente:

Art. 8 ter/1

Al fine di accrescere l'efficienza e l'efficacia dei servizi dell'Amministrazione Regionale, nel contempo migliorando le condizioni di lavoro e riducendo progressivamente le spese per il funzionamento degli Uffici regionali, la Giunta Regionale approva, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, anche in deroga alla vigente normativa in materia di organizzazione e funzionamento degli Uffici, progetti sperimentali di lavoro da svolgersi a domicilio da parte del personale impiegato, attraverso l'utilizzo di adeguate apparecchiature informatiche e telematiche. (77)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo.

Dopo l'articolo 8 ter è aggiunto il seguente:

Art. 8 ter/1

Al fine di accrescere l'efficienza e l'efficacia dei servizi dell'Amministrazione Regionale, nel contempo migliorando le condizioni di lavoro e riducendo progressivamente le spese per il funzionamento degli Uffici regionali, la Giunta Regionale approva, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, anche in deroga alla vigente normativa in materia di organizzazione e funzionamento degli Uffici, progetti sperimentali di lavoro da svolgersi a domicilio da parte del personale impiegato, attraverso l'utilizzo di adeguate apparecchiature informatiche e telematiche. (90)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 49 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore.

SANNA SALVATORE (D.S.). Su questo articolo, Presidente, avevo già avuto modo ed occasione di intervenire in sede di discussione generale, esponendo una perplessità relativa alla questione del Centro regionale di programmazione, che è una sorta di ufficio speciale e che era regolato dalla legge numero 7 del 1962. Una legge che, a mio avviso, e non solo a mio avviso, ha avuto un'abrogazione implicita, anche per effetto dell'approvazione della legge 31, abrogazione che invece, purtroppo, andava esplicitata. Questa questione che quindi, in qualche modo, consente alla legge numero 7 di sopravvivere, oggi ci porta a discutere di questo articolo in una situazione però di estremo pericolo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue SANNA SALVATORE.) Risolvere questo problema del Centro di programmazione con una norma inserita all'interno dell'assestamento sicuramente non consente di affrontare i numerosi problemi aperti che riguardano tale struttura, e soprattutto quello del suo direttore. Richiamare per altro la possibilità della sopravvivenza della legge numero 7, a mio avviso, apre grandi problemi, perché potrebbe significare, e questo è quello che io credo, che sostanzialmente il comitato da essa previsto, composto da 25 esperti, possa essere riportato in vita, visto che di questo comitato ormai al Centro rimangono soltanto due persone, l'attuale direttore e un altro esperto. Ed allora se si pensa, con l'approvazione di questo articolo, di riportare in vita questo comitato con 22 o 23 assunzioni per chiamata diretta, credo che sostanzialmente ciò apra una questione di enorme rilevanza e di grande delicatezza. Peraltro credo che se si volesse perseguire questa strada, anche qualora si decidesse di ricostituire questo comitato, dopo l'approvazione della legge 31, in tutti i casi, non vi siano strade alternative a quella del concorso pubblico obbligatorio, anche se di tipo speciale.

Però ritengo che la cosa più giusta e più corretta dovrebbe essere bocciare questo articolo 8 ter, anche perché oltre al problema del Centro di programmazione vi è anche quello dell'Agenzia del lavoro, sul quale peraltro ha già parlato anche il collega Cogodi, che credo vorrà nuovamente intervenire e riprendere questa questione; capisco che i colleghi sono stanchi, hanno voglia di andare a casa e quindi sostanzialmente prendano anche in maniera goliardica gli interventi degli altri colleghi, ne prendo atto, per quanto mi riguarda cerco di concludere rapidamente, ma il clima festaiolo non ci può far dimenticare che già l'articolo 8 bis appena approvato, introduce a mio avviso, per i motivi che ho detto, una lesione grave della legge 31.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Sanna. Prego ancora i colleghi di conversare fuori dall'Aula, chi ha necessità di discutere per conto proprio si allontani fuori dall'Aula. Per cortesia!

SANNA SALVATORE (D.S.). Volevo dire che con l'approvazione di questo articolo stiamo introducendo un'ulteriore lesione, posso anche capire che questo problema non appassioni i più, comunque ho il dovere di porlo dell'attenzione dell'Aula, credo che si stia andando dritti dritti verso la strada che ho preannunciato, cioè rimettere in vita una sorta di apparecchiatura con 22 chiamate nominative di esperti dall'esterno, può darsi che al rientro delle vacanze estive questo ragionamento, quando leggeremo questa notizia sui giornali, ci appassionerà di più.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 74 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Al di là del fatto che mi sembra, come ho detto prima e altre volte, davvero di cattivo gusto questo articolo, perché si cerca di risolvere così, a colpi di legge, un problema che può risolversi tranquillamente non solo per via amministrativa, ma direi quasi sulla base di un corretto rapporto interpersonale; per tradizione, i direttori del centro in particolare, ma credo anche gli altri, rassegnano le dimissioni, ogni volta che cambia l'assessore. A me risulta che questa tradizione non si è interrotta in questo ultimo periodo, ma vorrei far notare, al di là di questo contenuto di stile, di gusto e di rispetto per le persone a cui facevo riferimento, che il direttore del Centro di programmazione e gli esperti del centro di programmazione hanno un contratto di natura privatistica e il direttore può esssere rimosso senza difficoltà, dandogli magari il preavviso previsto dal contratto, che mi pare sia di tre mesi. Che bisogno c'è di fare una legge, sapendo poi che può darsi che non sia neanche applicabile perché se si tratta di contratti di natura privatistica sono regolati dalla normativa di diritto privato? L'interferenza di una legge modifica unilateralmente questo contratto e non porta secondo me neanche alla conclusione.

Quindi a me sembra che la norma sia inefficace, che ci stiamo dimenticando la natura privatistica del contratto del direttore del centro di programmazione, che può essere rimosso, come previsto per un qualsiasi normale contratto di lavoro, con preavviso di tre mesi; che la stessa persona aveva, come è per tradizione, che credo sia stata rispettata, già offerto le sue dimissioni. A mio avviso non c'è quindi bisogno di fare una legge per raggiungere questi obiettivi, mi sembra davvero eccessivo, non ci sono altre parole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 101.

VASSALLO (R.C.). Questa mattina si è detto già tanto, le stesse motivazioni che abbiamo già portato a favore della non approvazione dell'articolo 8 bis, sono valide anche in riferimento a questa norma con un qualcosa in più, nel senso che se vi poteva essere qualche dubbio, anche se noi dubbi non ne avevamo, che il precedente articolo non avesse nulla a che fare con la disciplina del personale, l'articolo 8 ter di sicuro riguarda questa materia. Peraltro questo articolo, e soprattutto il comma 2 col quale si intende normare i compiti, le funzioni e le direttive nei confronti del direttore dell'agenzia del lavoro, di cui all'articolo 38 della legge regionale numero 33, interferisce organicamente con una filosofia della stessa legge, nel senso che il direttore veniva normato da precise disposizioni e veniva sotratto all'influenza della Giunta; l'agenzia ha compiti, seppur in raccordo con la Giunta, abbastanza autonomi, nel senso che opera collegialmente con le forze sociali della nostra Regione, sindacati, imprenditorii e quant'altro.

Questa norma a nostro avviso interferisce nella filosofia della stessa legge sull'agenzia regionale del lavoro; che ci sia necessità di articolare in modo diverso funzioni e compiti forse è anche vero, ma questo, così come abbiamo già detto in precedenza, deve essere fatto nell'ambito di una riforma più generale, non si può disciplinare a spizzichi e bocconi ciò che si ritiene utile con norme intruse, sarebbe bene e opportuno che queste modifiche, qualora ritenute necessarie, venissero fatte attraverso appositi disegni di legge. Peraltro così facendo si darebbe la possibilità di restituire le competenze legislative a chi ne è titolare, cioè al Consiglio che deve non soltanto vigilare, ma deve anche, insieme alla Giunta, vagliare ed elaborare i testi di legge.

Per questo motivo con l'emendamento 101 chiediamo la soppressione dell'intero articolo. Sui singoli commi avremmo tante altre cose da dire, e in subordine abbiamo presentato altri emendamenti soppressivi parziali che illustreremo punto per punto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 102, a firma Cogodi, Ortu e Vassallo.

COGODI (R.C.). A me e ad altri era parso che l'intenzione prevalente fosse quella di smussare qualche angolino su questioni non vitali, non tanto importanti per la maggioranza e la Giunta in ordine al perseguimento dei suoi fini, dei suoi obiettivi generali, e debbo dire anche su istituti e norme che se verranno approvati la stessa opposizione non è che morirà, ma almeno su queste cose minori pensavamo si potesse evitare di doversi attardare, per affrontare le questioni più importanti e vedere quale può essere il modo migliore, per dichiarare le proprie opinioni e procedere oltre.

Non si riesce a comprendere da parte nostra questo particolare irrigidimento principalmente da parte dell'Assessore della programmazione, perché di rigidità in rigidità succede che (non tutte le cose dure sono sempre anche forti, ci sono cose dure che sono anche molto friabili, basta vedere da che parte si dà il colpo o da che parte lo prendono) si commettono grossi sbagli. Si era ipotizzato, così tutti abbiamo capito, che su alcune di queste cose, ripeto, non vitali, non su tutto, ma su quelle alle quali ci stiamo riferendo, si potessero definire modalità di diversa sistemazione, riconoscendo anche alcune esigenze obiettive. Invece parrebbe di no, c'è una riconsiderazione sul punto, noi ne prendiamo atto e purtroppo dobbiamo comportarci conseguentemente.

Adesso illustro l'emendamento numero 102, che è riferito al secondo comma dell'articolo 8 ter, e domando innanzitutto all'assessore Pietro Pittalis, ma anche all'intera Giunta, alla maggioranza e alle sue componenti, se è possibile che nessuno di noi intervenga per dire se ha capito che cosa significa il secondo comma dell'articolo 8 ter e se dal punto di vista di una normale capacità di intendere e di volere tale disposizione può essere contenuta in una legge della Regione. L'articolo 8 ter, nel secondo comma, contiene una norma che non è solo intrusa, ma per davvero astrusa perché con una legge questo Consesso, che tuttavia rimane, per potere attribuito da una norma costituzionale, un'Assemblea legislativa, con un articolo di legge pretende di normare il modo in cui deve essere revocato l'incarico ad una funzione di direzione rispetto al quale la fonte originaria, che conferisce quell'incarico, è diversa da quella di chi revoca l'incarico. E` una follia, non è una cosa sbagliata, è una follia! Il direttore dell'Agenzia del lavoro non è un dipendente pubblico, il direttore dell'agenzia del lavoro, per la legge numero 33 del 1988, è nominato dal Presidente della Giunta, su delibera della Giunta regionale, su indicazione non dell'Assessore, su proposta dell'Assessore, ma su indicazione del Comitato per il lavoro.

Il Comitato per il lavoro, che è l'organo decisionale vero dell'Agenzia regionale del lavoro, è composto, oltre che dall'Assessore del lavoro, che è uno, in questo consesso, dai rappresentanti delle forze sociali, dei sindacati dei lavoratori, degli imprenditori, del sistema artigianale, commerciale e cooperativo. Quindi un organo complesso, il Comitato per lavoro, individua e propone il direttore operando una selezione in base alle capacità ritenute più idonee, si assume la responsabilità di tale scelta che porge all'Assessore, il quale a sua volta lo propone alla Giunta, la Giunta delibera e il Presidente decreta. Naturalmente, porgendo porgendo, può essere che qualcosa cade e si spezzi, o può essere che vi sia una ragione valida, che giuridicamente andrà motivata, in base alla quale quell'individuazione sia ritenuta non valida. In tal caso, se il Comitato per il lavoro desse un'indicazione che è impropria, la scelta difforme potrebbe essere motivata, giuridicamente ben si intende, non sulla base di criteri di consonanza politica o di parte.

Con questa norma si prevede che rimanga integro il potere di nomina e di proposta e la base fiduciaria del rapporto col Comitato per il lavoro, però la Giunta regionale si munisce del potere di revoca, non solo, ma si attribuisce al direttore dell'Agenzia del lavoro, che è esterno all'amministrazione, perché è un privato che viene convenzionato (non dimenticate poi che l'Agenzia per il lavoro in Sardegna è pure, per convenzione con lo Stato, titolare dei poteri ministeriali in materia, perché in Sardegna non è stata istituita l'agenzia statale di derivazione nazionale, essendo le sue funzioni assorbite dall'Agenzia regionale per convenzione, quindi la nostra agenzia svolge anche per convenzione, e successiva o connessa delega del Ministro del Lavoro, anche le funzioni dell'Agenzia statale) dicevo che si attribuisce al direttore dell'Agenzia del lavoro anche la funzione del direttore generale; cioè abbiamo istituito un altro direttore. Questo signore è selezionato in base ad alcuni titoli, ad alcune capacità professionali riconosciute, da un consesso al quale partecipano le forze sociali, nel quale vige il metodo della concertazione, il rispetto dei sindacati e degli imprenditori, ma una volta nominato vi munite del potere di revoca e gli attribuite anche la funzione, non lo stipendio, la funzione del direttore generale. Ma se non è direttore generale, come fate ad attribuirgli la funzione di direttore generale? Se è un'altra cosa come fate ad attribuirgli funzioni che gli sono estranee? Faccio un esempio: fra i requisiti e i titoli di alta professionalità che debbono essere in capo al nominando direttore dell'Agenzia del lavoro non vi è il titolo di studio della laurea, non è previsto. Perché non è previsto? Se ne discusse a lungo quando si esaminò la legge in questo Consiglio, e si ritenne che proprio in questa materia possano esistere alte professionalità nel mondo imprenditoriale, nel mondo sindacale, nelle organizzazioni delle categorie dell'economia, che possono non sempre essere accompagnate dal possesso di un titolo di studio, perché è gente che ha imparato tanto dalla vita e sa tanto, ed è capace di gestire e di dirigere aziende in modo proficuo, pertanto il Consiglio regionale ritenne che per lo svolgimento di questa funzione non necessariamente fosse indispensabile la laurea.

E` chiaro ed evidente che chi ha pensato di scrivere che per legge al direttore dell'agenzia si attribuisce la funzione di direttore generale (forse volevate dire il grado di direttore generale, non so cosa si volesse dire), ha inteso riconnettere a tale funzione il titolo della laurea, quindi è chiaro ed evidente che scatta una trappola. Oggi il direttore dell'agenzia non c'è, quindi non c'è da revocare nessuno, ma nel momento in cui venisse approvata questa norma è chiaro ed evidente che voi in modo clandestino, state facendo scattare la trappola. Quando con legge state attribuendo al direttore dell'Agenzia la funzione di direttore generale, state dicendo che se viene nominato un direttore, fosse anche Cuccia (che è morto e che, come è noto, aveva il titolo di quinta elementare, ma di banche ne ha saputo dirigere, servendo bene gli interessi per i quali era chiamato a svolgere la sua funzione) siccome il Comitato per il lavoro sta selezionando in base alle regole che ha la Regione, l'indicazione da fornire alla Giunta deve tener conto che avendo anche le funzioni di direttore generale, deve essere laureato. In questo modo state modificando indirettamente, senza dirlo, clandestinamente e scorrettamente, leggi della Regione, procedure in essere, state sconfessando il potere di designazione che hanno le parti sociali. Ve le abbiamo dette queste cose a latere, fuori dall'Aula, ve le abbiamo spiegate, non potete dire che non lo sapete e non l'avete capito, perchè siete in malafede!

Vi abbiamo chiesto di riflettere su questa norma perché è una corbelleria giuridica, è una porcheria politica, è un'offesa alle parti sociali e voi niente, andate avanti, forti dei vostri 39 voti; pensate che tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi giorni e quello che ancora dovremo fare serva a poco, state sbagliando di nuovo. Signor Presidente della Giunta, cari assessori, vi state accingendo a sbagliare nuovamente, questa norma non sta in piedi, voi dovete risponderne sul piano politico e dovete anche rispondere delle incongruenze di ordine tecnico - giuridico che sono contenute in questa norma.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 103.

COGODI (R.C.). Invece di procedere all'illustrazione dell'emendamento numero 103, cedo il tempo a mia disposizione, in tutto o in parte, alla Giunta regionale perché dia quanto prima risposta ai quesiti che abbiamo posto.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 77 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Se non sono sufficienti i minuti che abbiamo già donato alla Giunta per rispondere ai quesiti che abbiamo posto, aggiungiamo anche questi.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 90 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Vale lo stesso discorso.

PRESIDENTE. Non vedo in aula il relatore. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo per esprimere il parere su questi emendamenti all'articolo 8 ter che penso debbano indurre tutti a una serena riflessione. L'articolo è frutto di un emendamento proposto da consiglieri della maggioranza, sul quale la Giunta si rimette al giudizio dell'Aula, però voglio chiarire questo aspetto: il direttore del Centro regionale di programmazione ha la fiducia dall'Assessore della programmazione pro tempore, tant'è che io non ho assunto alcun provvedimento di allontanamento, di revoca o qualunque atto che potesse allontanare il dottor Asili dalle sue funzioni, nonostante la sua offerta di dimissioni dall'incarico. Su questo vorrei eliminare ogni questione perlomeno riferita al rapporto tra l'Assessore e la Giunta nel suo complesso e il direttore del Centro regionale di programmazione, al quale riconosco grande competenza, impegno e devo dire anche grande dedizione per tutti i compiti che ha svolto in tutte le sedi, anche in quest'ultimo periodo. Poi sarànno la Giunta regionale e l'Assessore a valutare eventualmente l'esigenza di una sua sostituzione, di un avvicendamento come avviene normalmente, ma ciò che vorrei che fosse chiarito è che non esistono atteggiamenti punitivi. Penso che chi ha presentato l'emendamento non avesse questo intento, ma si preoccupasse di esplicitare quanto già previsto dalla legge numero 23 del 1999, che ha modificato la legge di contabilità, che all'articolo 23 prevede l'attribuzione al Direttore del Centro regionale di programmazione delle funzioni attribuite ai direttori generali dalla legge numero 31 del 1998, equiparando a questi effetti la sua figuraa quella dei coordinatori generali. Ci si è preoccupati quindi di adottare una normativa che garantisca stabilità a tale figura consentendo che il direttore del Centro regionale possa essere nominato al momento dell'insediamento della nuova Giunta, come è previsto per i nuovi direttori generali, nell'ambito dei poteri che prevede la stessa legge numero 31.

E' con questo spirito che ho accolto l'emendamento, perché questo è lo spirito di chi l'ha sottoscritto. Io non ho da prendere le difese dell'onorevole Pili, perché lo fa bene da sé, però posso assicurare che non ci sono intenti punitivi né da parte sua, né da parte di alcun consigliere della maggioranza, ma solo l'equiparazione anche agli effetti della durata temporale della nomina, di colui che dirige il Centro regionale di programmazione ai direttori generali. E' veramente anacronistico che la legge di contabilità equipari le due cariche solo agli effetti delle funzioni e non anche agli effetti della stabilità.

Ma dirò di più: oggi il sistema, così come è congegnato, dà il potere all'Assessore della programmazione di rimuovere in qualunque tempo, scusate se uso questo termine brutale, ma lo faccio per intenderci meglio, il Direttore del Centro regionale di programmazione, dandogli tre mesi di preavviso e quindi provvedendo alla sua sostituzione; ecco perché io vorrei che l'opposizione accogliesse lo spirito di questo emendamento che non ha assolutamente alcun intento punitivo, ma, come suggerisce il mio collega Assessore del personale, esattamente l'intento contrario, perché limita i poteri dell'Assessore della programmazione, limita i poteri della Giunta regionale perché il Direttore che verrà nominato conserverà il proprio incarico per tutta la legislatura, senza possibilità di rimozioni o quant'altro.

Per quanto riguarda il Direttore dell'Agenzia del lavoro per la verità il secondo periodo del secondo comma, dalle parole "allo stesso Direttore sono estese le funzioni" fino "all'anno 1998" effettivamente va soppresso, non sto qui a ripercorrere le argomentazioni che sono state avanzate anche dai banchi dell'opposizione e che sono condivisibili anche sul piano tecnico, ma la prima parte della norma è necessaria per l'esigenza che nasce dalla nuova predisposizione del bilancio per unità previsionali di base: l'unico soggetto dell'amministrazione regionale che non potrebbe impegnare le risorse, se non introducessimo questo correttivo, sarebbe il Direttore dell'Agenzia del lavoro. Proprio per sopperire a questa carenza ritengo che la prima parte debba essere mantenuta. Concordo invece sulla richiesta di soppressione della seconda parte e faccio mio l'emendamento numero 103.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 49, 74 e 101 la Commissione ha espresso parere negativo; sugli emendamenti numero 103 e 77 la Commissione si è rimessa all'Aula. Considerando le cose dette anche adesso dalla Giunta è evidente che l'emendamento 103 possa essere approvato.

PRESIDENTE. Qual è il parere sui numeri 102 e il 90?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su entrambi il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, se le parole dell'assessore Pittalis fossero state sincere dovrebbe spiegarci il significato del terzo comma, che prevede la prima applicazione della norma entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, dal momento che il Direttore del Centro di programmazione, come lei stesso ha detto, le ha già presentato le dimissioni, altrimenti qui si dice una cosa e se ne scrive un'altra..

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non me le ha presentate, ha affermato di essere disponibile a farlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Non gliele ha presentate, le ha messe a disposizione, è la stessa cosa, comunque lei ha espresso un giudizio estremamente positivo sulla persona e dalle dichiarazioni che ha fatto al Consiglio sembrerebbe che anche nell'eventualità di approvazione di questa legge verrebbe riconfermato lo stesso direttore.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ho detto questo, la conclusione è sua.

FADDA (Popolari-P.S.). Insomma grande stima, grande professionalità, allora che cosa ha fatto, il necrologio?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Fadda, l'Assessore potrà chiarire successivamente.

FADDA (Popolari-P.S.). Quanto è stato scritto e approvato dalla Commissione nel comma 3 contrasta totalmente con le dichiarazioni che ha rilasciato l'Assessore in Aula. Guardate, potete fare anche i tagliatori di teste, ormai vi è permesso tutto, avete i numeri per poterlo fare, potete andare avanti in questo modo, state ottenendo anche un grande successo per questa azione, poi vi metterete senza dubbio d'accordo, però le chiedo una cosa: siccome questo assestamento di bilancio per quelle parti che noi abbiamo migliorato ci interessa, non vorrei che anche questa norma, che è inutile perché non esiste la figura del direttore generale, provocasse il rinvio della legge da parte del Governo perché interferisce con sul contratto di lavoro privatistico; Assessore, anche questo può essere motivo di rinvio.

Tra l'altro mi risulta che lo stesso Direttore del Centro di programmazione stia per andare in pensione, non riesco quindi a comprendere che cosa significhi il terzo comma perché è in contrasto con tutto quanto lei ha dichiarato in Aula, inoltre può causare il rinvio della legge, ma a voi dell'assestamento di bilancio molto probabilmente non interessa nulla. Assessore, con le sue dichiarazioni, non mi ha convinto, non riesco a capire quali siano le finalità di questa norma, mi dispiace che si debbano usare questi sistemi per chi, all'interno dell'amministrazione comunque ha lavorato con serietà e con grande professionalità, è sempre molto brutto fare leggi ad personam.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, io non sono assolutamente un pezzo della storia degli avvenimenti che si sono svolti negli anni precedenti, perché sono prestato alla politica, però il ragionamento dell'onorevole Fadda merita un qualche chiarimento perché oggi si parla di una legge ad personam, ma le leggi ad personam furono fatte precedentemente quando sono stati organizzati alcuni servizi, alcuni tipi di servizi particolari ad personam, semmai qui si tratta di ripianificare una situazione, non è una norma per la persona o per le persone, è stata fatta una scelta adottando un indirizzo politico così come sono state fatte scelte e adottati indirizzi ad personam precedentemente. E' bene ricordare queste cose signori, se no qui ognuno dichiara ciò che vuole e nessuno poi corregge o precisa le affermazioni fatte.

Conosco questo signore solo per averlo visto qualche volta in Commissione Bilancio, penso che valga, ne ho sempre sentito parlare molto bene, penso che condividano questa opinione l'Assessore e tutti coloro che hanno proposto e votato questo articolo, però, caro collega Fadda, le cose non stanno esattamente come lei dice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari - P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 49, al quale vengono aggregati anche i numeri 74 e il 101, di identico contenuto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sugli emendamenti numero 49, 74 e 101.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 30

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'emendamento numero 102 soppressivo parziale del 2° comma dell'articolo 8 ter. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io invito al ritiro dell'emendamento, essendo favorevole all'approvazione dell'emendamento numero 103.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). Ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 103, soppressivo parziale della seconda parte del comma 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

All'articolo sono stati presentati due emendamenti aggiuntivi numero 77 e 90, di uguale contenuto, quindi si fa votazione unica. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Si dia lettura dell'articolo 8 quater.

LICANDRO, Segretario:

Art. 8 quater

Amministratori Comunità montane

1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 3 giugno 1975, n. 26, è sostituito dal seguente:

"2. La Giunta esecutiva è composta:

a) dal Presidente;

b) da un Vice Presidente;

c) da due membri eletti dal Consiglio, di cui uno in rappresentanza della minoranza."

2. Le relative norme statutarie devono intendersi modificate in tal senso.

3. La presente norma entra in vigore il 1° gennaio 2001.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati sei emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Pirisi - Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Biancu - Morittu.

Art. 8 quater

L'articolo 8 quater è soppresso. (48)

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Biancu.

Art. 8 quater

L'articolo 8 quater è soppresso. (75)

Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo.

Art. 8 quater

L'articolo 8 quater è soppresso. (100)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Scano - Orrù - Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Selis - Masia - Deiana - Balia - Morittu - Dettori Ivana - Dettori Bruno

Dopo l'articolo 8 quater è aggiunto il seguente:

Art. 8 quinquies

Modifiche all'articolo 7 bis L.R. n. 25 del 1993. Incentivazioni della gestione associata di servizi e funzioni comunali.

1. Il comma 1 dell'articolo 7 bis della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25, introdotto dall'articolo 20 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, è sostituito dal seguente:

"1. La Regione eroga annualmente un contributo, a fronte delle spese sostenute, per la gestione associata dei servizi e l'esercizio di funzioni comunali, dai consorzi costituiti fra Comuni, ai sensi dell'articolo 25 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, esclusi i Consorzi obbligatori, e dalle unioni dei Comuni di cui all'articolo 26 della medesima legge. Il contributo non può eccedere l'importo di lire 20.000 per abitante per il primo servizio e di lire 10.000 per abitante per gli ulteriori servizi. Sono ammessi a contributo i seguenti servizi:

a) adduzione e distribuzione di acque pubbliche;

b) raccolta, allontanamento e depurazione di acque reflue;

c) raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti solidi urbani;

d) distribuzione di gas;

e) farmacie;

f) case di riposo e di ricovero;

g) asili nido;

h) impianti sportivi;

i) mattatoi pubblici;

l) mense, comprese quelle ad uso scolastico;

m) consorzi turistici;

n) funzioni comunali." (55)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo.

Dopo l'articolo 8 quater è aggiunto il seguente:

Art. 8 quinquies

Il 4° comma dell'Art. 6 della L.R. 18 dicembre 1995, n. 37, è soppresso. (104)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu - Calledda - Masia..

Dopo l'articolo 8 quater è aggiunto il seguente:

Art. 8 quinquies

Il comma 1 dell'articolo 7 della Legge regionale 5 luglio 2000, n. 7, è così modificato:

"Agli assegnatari che versano in condizione di morosità pregresse o ai quali sia stato applicato un canone sanzione per non aver presentato la documentazione reddituale o averla presentata incompleta, il canone di locazione va rideterminato per ciascun periodo reddituale di riferimento, con la collocazione nelle rispettive fasce di appartenenza e con la normativa vigente negli stessi periodi." (105)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non vorrei essere redarguito dal collega Cogodi, la Giunta appresa notizia che la Commissione prima ha esitato un provvedimento sul riordino delle Comunità Montane che va nella direzione da essa indicata, propone la bocciatura di questo articolo ad evitare un inutile dibattito proprio su questo punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, vorrei intervenire per rimarcare, in relazione a quanto adesso ha detto l'Assessore, che se questa manovra non fosse stata appesantita da tantissimi argomenti che bene avremmo fatto noi tutti qui in Consiglio a esaminare precedentemente in Commissione per dare ai lavori parlamentari e anche alla nostra iniziativa un senso, avremmo potuto approvare questa manovra molto più agevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La Giunta propone di superare, il termine "bocciatura" è un termine scolastico, l'articolo 8 quater che ha proposto, per le ragioni motivate e valide che ha detto. All'articolo 8 quater sono stati presentati alcuni emendamenti aggiuntivi, tra i quali il numero 104, che non ho capito se possa rimanere in vita autonomamente.

PRESIDENTE. Dovrebbero vivere di vita propria perché non assolutamente collegati al contenuto della norma.

Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 55 a firma Biancu, Scano, Orrù e più.

BIANCU (I DEMOCRATICI). L'emendamento numero 55, onorevoli colleghi, si pone l'obiettivo di rendere chiaro e significativo il sistema degli incentivi per la gestione associata dei servizi da parte dei comuni. Allorquando con la legge numero 25 del 1993 il Consiglio regionale molto opportunamente procedette al riordino dei trasferimenti delle risorse al sistema delle autonomie locali, purtroppo non si tenne conto della legge 142 di riforma dei poteri locali, che prevede, all'articolo 25, la costituzione di consorzi di comuni e rimanda alle regioni la definizione degli incentivi finanziari. Si rimediò più tardi con la legge finanziaria del 1994, prevedendo all'articolo 52 un contributo di 10 mila lire ad abitante per una serie di servizi, qualora gestiti in forma consorziata. Con la legge numero 6 del 1995 venne opportunamente integrato l'elenco dei servizi finanziabili, comprendendovi quello relativo ai consorzi turistici. Successivamente con la legge numero 9 del 1996 i benefici dell'articolo 52, prima riservati solamente ai comuni con popolazione sino a duemila abitanti, furono estesi aquelli con popolazione sino ai 10 mila abitanti. Infine con l'articolo 20 della legge regionale numero 37 del 1998 il Consiglio regionale, che non sempre ha dimostrato sufficiente coerenza tra quanto enunciato circa la volontà di promuovere la gestione associata dei servizi comunali e la traduzione in incentivi reali, prevedendo un contributo fisso di lire 20 mila ad abitante, sia che un consorzio gestisca un solo servizio, sia che ne gestisca diversi, ha di fatto disincentivato la gestione di più servizi da parte dello stesso consorzio.

Onorevoli colleghi, le esperienze molto positive in atto in diversi di comuni con la costituzione di consorzi, soprattutto per la promozione dello sviluppo che si sta realizzando nelle zone interne, con una forte animazione del territorio, il coinvolgimento delle popolazioni e degli operatori economici presenti, meritano certamente un'attenzione maggiore da parte nostra. L'emendamento numero 55, onorevoli colleghi, va in questa direzione sia perché vuole dare certezze ai comuni che intendono consorziarsi, e sono diversi stando anche alle notizie riportate dalla stampa in questi giorni, sia perché premia i consorzi che gestiscono più servizi. Una normativa chiara e certa sugli incentivi consentirà inoltre anche ai piccoli centri di avere servizi più efficienti e potrà risultare un utile contributo per lo sviluppo, anche al fine di arrestare lo spopolamento delle zone interne.

Infine ritengo utile evidenziare che la spesa rimane all'interno della dotazione finanziaria complessiva, determinata annualmente dalla legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 104 a firma Cogodi, Ortu e Vassallo.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 104 richiede ben poca illustrazione perché ancorché firmato solo da un Gruppo, è frutto di una, non dico larga, ma credo unanime convergenza del Consiglio, e di tutti i Gruppi, perché relativo all'abrogazione del comma 4 dell'articolo 6 della legge numero 35 del 1995 sul personale dei Gruppi.

In quella legge, non si è mai capito perché, è prevista una regola generale per cui il personale è garantito ai Gruppi in via ordinaria attraverso l'istituto del comando dall'amministrazione regionale, con la salvaguardia del posto di lavoro per il personale che allora, al momento dell'approvazione della legge, era presso i Gruppi e con la salvaguardia di posizioni sovranumerarie per personale che storicamente apparteneva a determinati Gruppi, successivamente ridimensionati come numero di aderenti, incentivando quindi quei Gruppi a tenere personale in sovranumero.

Però è accaduto che Gruppi nuovi che si sono costituiti, intendo Gruppi politici veri, non Gruppi transgenici, Gruppi nuovi e consistenti, incappano nel divieto di procedere ai comandi qualora permangano dipendenti in sovranumero. In realtà le posizioni di sovranumero fanno capo ad alcuni Gruppi storici, i quali si caricano questa incombenza perché si tratta di personale che la legge ha ritenuto di salvaguardare, per cui altri Gruppi non possono avere il personale perché non ce n'è disponibile. Chi è in sovrannumero ed è garantito da quella norma, rimane in sovrannumero presso quei Gruppi perché il rapporto di lavoro è di carattere fiduciario, nello stesso tempo non si possono attivare i comandi finché ci sono dipendenti in sovrannumero, quindi il peso di quella condizione lo pagano altri Gruppi.

Per cui diverse volte, trattando queste questioni in seno alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, si è detto che il primo riordino da fare per una migliore organizzazione del lavoro dei Gruppi, era l'eliminazione di questa norma impeditiva per dare armonia al sistema e consentire ai Gruppi soprattutto di nuova costituzione, non è il nostro caso e non è il caso della gran parte dei Gruppi di antica derivazione, di dotarsi del personale di cui hanno necessità, ovviamente entro i limiti di spesa previsti dal bilancio interno del Consiglio, senza alcun aggravio ulteriore.

Solo per una combinazione, l'emendamento che doveva essere presentato anche da altri gruppi in modo convergente non è pervenuto, ma questo lo diranno quelli che intenderanno dirlo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 105.

VASSALLO (R.C.). Si tratta soltanto di un'interpretazione autentica dell'articolo 7, comma 1, della legge regionale numero 7, che riguarda gli IACP, recentemente esitata da questo Consiglio regionale. In tale norma il termine "morosità pregresse" viene regolato attraverso un termine improprio, nel senso che afferma: "al fine di migliorare il contenzioso esistente fra gli assegnatari e gli IACP". Questo termine "contenzioso" si presta a un'interpretazione, soprattutto da parte dell'ufficio legale degli IACP, secondo la quale deve essere in atto un'azione legale tra gli IACP e gli assegnatari. Così non è, nel senso che è chiaro che se uno è moroso e non ha pagato l'affitto ha poco da aprire un contenzioso, nel senso che l'istituto richiede quello che è giusto che debba richiedere.

Pertanto, se noi non togliamo il termine "contenzioso", così come noi proponiamo, i commi successivi dell'articolo 7 non avrebbero senso, perché non sarebbero applicabili, per cui si tratta soltanto di una norma interpretativa del testo che recentemente abbiamo approvato.

PRESIDENTE. Per esprimere il sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere sugli emendamenti numero 48, 75 e 100 è favorevole. Per quanto riguarda l'emendamento numero 55 il contenuto è stato ampiamente condiviso dalla Commissione, quindi il parere è favorevole, con la preoccupazione però che non comporti nuove spese, per cui la Commissione ha rimandato ad un ulteriore approfondimento sul contenuto della norma sostanziale, in particolare sul finanziamento per abitante come parametro per la quantificazione del contributo. Sugli emendamenti numero 104 e 105 la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlarel'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore per quanto riguarda l'emendamento sugli amministratori delle Comunità Montane, l'ho già detto, quindi non ritorno sul punto.

Siamo favorevoli anche all'emendamento numero 55 a condizione che si ripristini il secondo comma dell'articolo 7 bis della legge regionale numero 25 del 1993, perché non possiamo non determinare il tetto massimo di popolazione, infatti formulato in questo modo comporta ulteriori e maggiori oneri, neppure quantificabili allo stato, e richiederebbe una copertura finanziaria che non è possibile trovare.

Quindi propongo questo emendamento integrativo, il punto 1 dell'emendamento, nella parte in cui si dice: "Il contributo non può eccedere l'importo di lire 20 mila per abitante" deve essere integrato con il comma 2 dell'articolo 7 bis, riportando integralmente la seguente dizione: "Il contributo è determinato su una popolazione massima di 40 mila abitanti, qualunque sia la popolazione complessivamente derivante dall'associazione dei comuni. Nella determinazione del contributo, inoltre, non si tiene conto della popolazione dei comuni con più di 10 mila abitanti". Siamo favorevoli anche all'emendamento numero 104, voglio solo far notare all'onorevole Bruno Dettori, che prima ci ha fatto quella lezioncina a proposito di norme intruse, che questo emendamento reca la sua firma. Sull'emendamento numero 105 il parere è favorevole perché corregge una disposizione della legge finanziaria; questa correzione va nella direzione già discussa anche in Commissione, quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 55, da quello che ho capito, se viene mantenuta la formulazione attuale il parere è negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I Democratici). Sono favorevole all'introduzione del comma cui faceva riferimento l'Assessore, anche se la ritengo non necessaria perché, Assessore, viene modificato il comma 1 dell'articolo 7 bis, mentre ai sensi del comma 2, che rimane, il contributo, come lei diceva, è determinato su una popolazione massima di 40 mila abitanti, qualunque sia la popolazione complessivamente derivante dall'associazione dei comuni; nella determinazione del contributo inoltre non si tiene conto della popolazione dei comuni con più di 10 mila abitanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Debbo prendere atto che effettivamente, è anche una mia distrazione dovuta alla stanchezza, si modifica il comma 1, quindi rimane integro il comma 2, quindi chiedo scusa, ritiro quanto ho detto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I Democratici). Da parte di alcuni colleghi è pervenuta la richiesta di integrare la lettera c) inserendo anche la raccolta differenziata tra i servizi ammessi a questo contributo, qualora non vi fossero problemi propongo una integrazione dell'emendamento in tal senso.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Concordo con la proposta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 8 quater, con la proposta della Giunta di non approvarlo. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 104. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 105. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

LICANDRO, Segretario:

Art. 9

Aziende trasporto

1. L'autorizzazione di spese di cui all'articolo 50, comma 2, della legge regionale n. 4 del 2000, deve intendersi pari a lire 14.000.000.000 e non a lire 10.000.000.000 (cap.13026).

PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati due emendamenti aggiuntivi. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Biggio - Granara - Calledda - Fadda - Tunis Marco - Sanna Giacomo - Randazzo.

Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:

Art. 9 bis

Collegamenti marittimi con le isole minori

1. Per le finalità previste dall'articolo 49 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, nonché per l'adeguamento ai nuovi parametri relativi alle nuove navi in esercizio per i collegamenti marittimi notturni da e per le isole minori, è autorizzata, per l'anno 2000, l'ulteriore spesa di lire 1.000.000.000 (cap. 13039).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

Cap. 13039 Contributi per favorire la continuità territoriale con le isole minori (art. 49 L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 9 bis della presente legge)

Anno 2000 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 04110 acquisto di beni immobili

Anno 2000 lire 1.000.000.000 (30)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Murgia - Sanna Nivoli - Scarpa - Nuvoli

Dopo l'art. 9 è inserito il seguente:

Art. 9 bis

Il comma 1 dell'art. 31 della L.R. 29.01.1994 è così integrato:

"Nel caso in cui le società siano a partecipazione pubblica non prevalente, i contributi di cui sopra potranno essere erogati per la realizzazione e il completamento di infrastrutture ricadenti sul pubblico demanio". (41)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 30 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). L'emendamento numero 30, signor Presidente, si è reso necessario perché occorre variare il capitolo 13039/00 riguardante i collegamenti marittimi da e per le isole minori, in quanto una nota del Ministero dei trasporti, pervenuta quasi alla fine della discussione dell'assestamento in Commissione, la numero 822 del 23 giugno, data di partenza, ha variato i parametri relativi alle navi in esercizio perché sono stati inseriti nuovi tipi di navi in esercizio su queste linee; tra l'altro tali parametri sono enormemente inferiori a quelli utilizzati per altre tratte con altre isole nel territorio nazionale, comunque sono stati variati parzialmente in aumento, per cui è necessario coprire l'impegno più o meno con la cifra che è stata indicata. Evidentemente questi maggiori oneri sono necessari per l'entrata in servizio e per la gestione di queste nuove navi.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 41 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Preciso che il corretto riferimento normativo dell'emendamento è alla legge regionale 29 gennaio 1994, numero 2 e in questo senso è necessario correggerlo. Bisogna tener presente che le società di gestione, per legge nazionale, hanno dovuto adeguare il loro capitale sociale. Nel caso della società di gestione dell'aeroporto di Olbia le parti pubbliche hanno rinunciato all'adeguamento della loro quota di partecipazione, pertanto attualmente la società è a partecipazione pubblica non maggioritaria. Erano stati destinati alla società Gestione Aereoporti Sardi, per adeguamenti infrastrutturali, 10 miliardi, dei quali una parte già utilizzata. La parte rimanente, circa 4 miliardi e 900 milioni, servono per l'ampliamento dei piazzali di sosta da realizzare su aree demaniali. Qualora non impegnati tempestivamente, tali fondi andranno in perenzione nel 2001. Per consentire l'utilizzo di questi fondi è quindi necessario integrare l'articolo come previsto nell'emendamento. E' ovvio che questo non comporta ulteriori aggravi di spesa, anzi rende possibile l'utilizzo dei fondi già stanziati da circa quattro anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, mi corre l'obbligo di precisare che l'adeguamento proposto con l'emendamento numero 30 è necessario per poter far fronte alle spese derivanti dai nuovi parametri previsti per questi tipi di servizio, anche se la legge di riferimento fosse stata abrogata, infatti la norma proposta recita: "Per le finalità previste dall'articolo 49 della legge numero 4 del 2000, nonché per l'adeguamento…". L'esigenza prospettata comunque sussiste indipendentemente dal fatto che l'articolo 49 della legge numero 4 sia stato recepito in un nuovo provvedimento, perché resta in essere il servizio che viaggia secondo parametri nuovi, che non stabiliamo noi, pertanto nel caso di specie non può ravvisarsi alcun intervento personalizzato. Preciso anche che per la copertura, ove non fosse idoneo il capitolo indicato, lo 04110, può essere utilizzato il capitolo 07021, o altro capitolo che possa essere individuato dall'Assessorato della programmazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 30 la Commissione si è rimessa all'Aula; sull'emendamento numero 41 il parere è favorevole, piuttosto mi sembra che nell'emendamento sia necessario precisare il numero della legge alla quale si riferisce, se non sbaglio.

PRESIDENTE. L'ha già indicata il proponente nel suo intervento, è la legge 29.01.94, numero 2. L'onorevole Capelli ha fatto riferimento a questa legge.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ha chiarito il primo presentatore dell'emendamento numero 30 che l'articolo 49 della legge 20 aprile 2000 numero 4, è stato oggetto di espressa abrogazione con la legge regionale numero 8 dello stesso anno. Sono richiamate quelle finalità che allora erano indicate, il problema è della copertura finanziaria e a questo riguardo, purtroppo, tenendo conto degli impegni che sono stati assunti, allo stato non è possibile reperire altri fondi.

Sull'emendamento numero 41 il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per quanto riguarda l'emendamento numero 30, l'Assessore ha fatto osservare che i capitoli indicati non hanno capienza. Se non c'è copertura finanziaria l'emendamento non si può porre in votazione. Lo ritira, onorevole Biggio?

BIGGIO (A.N.). No.

PRESIDENTE. L'emendamento così come formulato è inammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, mi parrebbe necessario, prima di passare alla norma finanziaria, siccome abbiamo sospeso alcuni articoli che hanno la loro incidenza anche sulle variazioni eventuali di bilancio, tornare ad articoli ed emendamenti che abbiamo accantonato, se no rischieremo di approvare variazioni che poi condizionano o non coincidono con le norme sostanziali che potranno essere approvate o non approvate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Per una piccola curiosità, l'Assessore ci può precisare che stanziamento c'è sul capitolo 04110, sul quale l'onorevole Biggio aveva proposto la copertura finanziaria?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'abbiamo già precisato anche con riferimento ad altri emendamenti, l'Assessore degli enti locali mi dice che le risorse sono tutte impegnate, ora lui stesso chiarirà meglio la situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Nell'esercizio 2000, il capitolo 41010 relativo all'acquisto di beni immobili della Regione, aveva una dotazione in previsione di 52 miliardi, con la finanziaria ultima scorsa questo capitolo è stato dimezzato decurtandolo di 27 miliardi che sono stati utilizzati per altre poste di bilancio, sono rimasti 26 miliardi. Questi 26 miliardi di fatto sono impegnati per all'acquisizione di immobili prevista dall'accordo di programma Regione Sardegna - Comune di Cagliari, che poi deriva da impegni già assunti con delibere della Giunta regionale 1997 - 1999, per un totale esatto di 26 miliardi. Se vuole, onorevole Selis, le indico gli impegni già presi, ce li ho qua davanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Solo per continuare la riflessione di prima, cortesemente mi è stato fornito poco fa lo stato delle risorse, l'onorevole Biggio, dico l'onorevole Biggio per dire chiunque di noi, prendendo questo documento come documento di base su cui fare le coperture e vedendo che nel capitolo 04110 c'è uno stanziamento iniziale di 26 miliardi, che ci sono impegni formali facciamo per 10 miliardi e che sono disponibili 16 miliardi, lo ha indicato a copertura dell'emendamento da lui proposto, sicuro che vi fosse capienza totale. Come si fa? O ci date gli elementi aggiornatissimi...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema è superato, onorevole Selis, l'Assessorato degli enti locali mette a disposizione gli atti.

SELIS (Popolari-P.S.). Assessore non sto polemizzando su questo, non mettiamo in dubbio la parola di alcun assessore, figuriamoci se gli chiediamo i documenti formali, sto dicendo che quando si arriva in Aula se volete che gli emendamenti, quelli della maggioranza, lo dico adesso perché il problema si è posto in relazione ad un emendamento di un collega della maggioranza, abbiano coperture certe, ci dovete dare gli elementi conoscitivi esatti, se no uno indica una copertura in base ai dati di cui dispone, non sempre ci potete dire però che il dato da noi indicato è superato, se è superato forniteci l'aggiornamento. Tutto qui.

FLORIS MARIO (C.S.). Prendiamo atto della sua richiesta.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Selis, abbiamo capito. Accogliendo il richiamo corretto fatto dall'onorevole Cogodi, riepilogo la situazione: erano rimasti sospesi un emendamento, il 114 all'articolo 6 bis, poi sono interamente da discutere gli articoli 6 quinquies e 7 quinquies e gli emendamenti 76 e 93 all'articolo 7 novies.

Iniziamo con l'emendamento numero 114 all'articolo 6 bis "Interventi in materia di lavori pubblici", presentato da Sanna Giacomo, Dettori, Vassallo e più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Indico la copertura finanziaria di un miliardo, in luogo dei 2 miliardi e 500 milioni originariamente proposti, sui seguenti capitoli: capitolo 36103 entrate, "recupero fondo di rotazione", legge regionale numero 47 del 1968 - Banco di Sardegna: lire 500 milioni; capitolo 07006, "pulizia spiagge", articolo 6 quater soppresso: 500 milioni.

PRESIDENTE. Totale?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Totale: un miliardo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 114, con la copertura indicata dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo adesso all'esame dell'articolo 6 quinquies.

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che all'articolo 6 quinques era stata presentata una serie di emendamenti che erano stati illustrati, successivamente, prima di passare alla discussione di articolo ed emendamenti si era ritenuto opportuno sospenderla; nelle more è stato presentato l'emendamento numero 117 che è sostitutivo totale dell'articolo 6 quinquies.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Si era convenuto che questo articolo l'avremmo ripreso in conclusione, mi pare che c'è ancora qualche altro articolo del quale nel frattempo conviene che ci liberiamo.

PRESIDENTE. Possiamo passare all'esame dell'articolo 7 quinquies.

COGODI (R.C.). Sì, esaminiamo tutte le norme accantonate.

PRESIDENTE. L'esame dell'articolo 7 quinquies era stato sospeso perché all'emendamento numero 29, identico al numero 59, non era stata indicata la copertura finanziaria .

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si accoglie; per quanto riguarda la disponibilità finanziaria siamo riusciti, a chiusura ormai imminente di questo disegno di legge, ad assicurare un miliardo; se gli uffici volessero prendere nota, indico, per quanto riguarda la spesa i capitoli: 02098, relativo all'articolo 8, quello sull'assicurazione ai dipendenti regionali, che è stato soppresso, per l'importo di 500 milioni; 03016, tabella A, voce 11, per l'importo di 198 milioni; 04062 per l'importo di 50 milioni; 09042/01: 20 milioni; per la parte entrata: capitolo 36103 "Recupero fondo di rotazione, legge regionale numero 47 del 1968, Banco di Sardegna": 118 milioni; capitolo 03065 per l'importo di 114 milioni, per un totale di un miliardo. Voi capite bene, lo dico a margine, che ormai non ci sono più risorse disponibili, quindi l'invito che la Giunta formula anche per i successivi emendamenti è di ritirarli proprio perché non esiste assolutamente possibilità di copertura.

Questo emendamento dà l'idea delle difficoltà a trovare le risorse che abbiamo cercato di reperire per andare incontro ad esigenze che sono state poste; questi emendamenti proposti dall'onorevole Biggio e da Balia, Scano, Selis e più vanno nella direzione giusta, si apprezzi lo sforzo della Giunta nell'aver reperito le somme rimaste a disposizione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi avevamo già chiesto precedentemente, ma anche stamattina quando si è messo in votazione e poi ancora successivamente, la parola sull'articolo 7 quinquies, anche perché gli emendamenti che poi si sono riferiti all'articolo 7 quinquies avevano materia così diversa e lontana e il 7 quinquies non è stato neanche considerato nella discussione. E` stato invece considerato in alcuni passaggi importanti del confronto politico, per cui ci è stato dato di capire che vi sia anche da parte della maggioranza una riflessione, o un ripensamento su di esso perché si possa tener conto eventualmente di questa esigenza in diverso modo, in altra sede e in altro momento, se la maggioranza e la Giunta lo riterranno opportuno.

Per cui se vi è un segno di convergenza su questa ipotesi di ripensamento da parte della maggioranza, così come nel confronto politico si è rappresentato, si può anche evitare una esposizione di argomenti che sono a sostegno dell'opportunità che questa norma non trovi collocazione in questo disegno di legge di assestamento del bilancio.

Presidenza del Presidente SERRENTI

(Segue COGODI.) Però siccome non vedo grandi cenni di riscontro e neppure grandi entusiasmi rispetto alla proposta di confronto, vuol dire che espongo le ragioni per le quali riteniamo che questa norma non possa e non debba essere approvata dal Consiglio. Innanzitutto si tratta di una norma che non era nella proposta originaria della Giunta, non c'era, è una di quelle norme sopraggiunte in corso d'opera, cioè di quelle norme che, sulla base di domande, non dico individuali, ma di rappresentanze di interessi che esistono e che possono avere anche una loro dignità e debbano essere prese in considerazione,

PRESIDENTE. Di cosa stiamo parlando?

COGODI (R.C.). Ho chiesto di intervenire sull'articolo 7 quinquies.

PRESIDENTE. E` già stato votato.

COGODI (R.C.). Come può essere stato votato se, non è stato messo in votazione, e innanzi tutto neanche in discussione.

PRESIDENTE. No, è stato votato.

COGODI (R.C.). Presidente, le assicuro che non si può votare un articolo se non è messo in discussione.

PRESIDENTE. Anche gli uffici mi dicono che è stato votato, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Votare leggi non è uno scherzo, poi votatelo quattro volte, dieci volte, io sono iscritto a parlare su questo, noi siamo iscritti a parlare su questo articolo, è stato accantonato, non è stato posto in discussione, come si fa a dire che è satato votato?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, questo va chiarito, perché se è stato votato...

COGODI (R.C.). Ma non può essere stato votato! Noi siamo stati attenti!

PRESIDENTE. Io non posso tornare indietro, gli uffici insistono nel dirmi che è votato.

COGODI (R.C.). Ma le leggi non le fanno gli uffici, noi abbiamo diritto di discutere le norme, è stato accantonato, io ero iscritto a parlare, gli uffici mi certificano che sono iscritto a parlare e ho diritto di parlare, poi voi avete diritto di votarlo non una ma cento volte, però nessuno mi può vietare, né a me e né a nessun consigliere, di esporre le ragioni per le quali si è contrari ad una norma.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il Presidente di turno mi dice che è votato, sto cercando di trovare una soluzione.

COGODI (R.C.). La trovi, ma non indisponga chi ha il diritto di intervenire nella discussione delle leggi; io ho votato a favore e contro tutto quello che è stato messo in votazione, stavate cercando copertura finanziaria per un emendamento, e poi mi si dice che è stato votato l'articolo!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, poiché la votazione è avvenuta in modo non chiaro è facoltà del Presidente dichiarala nulla e riaprire la discussione, per cui riapriamo la discussione. Poi voteremo nuovamente. E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Tutti quelli che sono iscritti a parlare parleranno, perché la discussione su questo articolo non è stata avviata. Intervengo nel merito di questo articolo, il 7 quinquies, perché iscritto a parlare nel merito, alla pari di altri colleghi consiglieri regionali, per rappresentare al Consiglio quello che già richiamavo...

(Interruzione)

Scusi collega Floris, non c'è nessun precedente, il Presidente ha dichiarato che nella condizione di disordine nella quale si stavano votando articoli ed emendamenti, forse c'è stata una votazione della quale di sicuro noi non ci siamo accorti, perché eravamo iscritti a parlare e dobbiamo svolgere i nostri interventi; se qualche altro collega ha inteso che fosse stato posto in votazione questo articolo, c'è stato un equivoco.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le ho dato la parola per fare l'intervento, faccia l'intervento, poi se l'onorevole Floris ha delle cose da eccepire le comunichi al Presidente.

COGODI (R.C.). Non voglio rubare il mestiere al Presidente del Consiglio che in questa situazione peraltro sta facendo bene, però non posso svolgere il mio intervento con una contestazione laterale sul fianco sinistro che in continuazione rivolge il collega Floris.

FLORIS EMILIO (F. I.-Sardegna). Ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori.

COGODI (R.C.). Vuoi parlare sull'ordine dei lavori mentre sto parlando io?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, faccia il suo intervento.

COGODI (R.C.). Anch'io devo tirare un pochino il fiato, non solo gli altri.

PILI (F.I.-Sardegna). Stai invecchiando.

COGODI (R.C.). Sarà, sto invecchiando, ti auguro di invecchiare in buona salute e con buoni propositi come sto invecchiando io.

Al di là di ogni cosa che potrebbe distrarre l'attenzione dei colleghi, penso che altri colleghi vorranno riproporre all'attenzione del Consiglio una questione di principio e anche una questione pratica che è contenuta in questo articolo 7 quinquies, per fornire ragioni sufficienti perché non sia approvato.

Dico subito che avrei preferito non trattare, non dico questo argomento, ma questo articolo, per come è congegnato, per una ragione di delicatezza e di opportunità, perché riguarda non solo soggetti esponenziali di interessi sociali che hanno buon diritto di essere presi in considerazione dalle leggi della Regione, ma riguarda anche soggetti e persone amiche rispetto alle quali abbiamo buona considerazione, che sappiamo che svolgono funzioni e ruoli utili nella società e dei quali abbiamo e manteniamo grande rispetto. Tuttavia non può essere ciò a indurci a non dare una valutazione politica oggettiva, di merito sulla inopportunità politica e anche giuridica di questa norma. Qui si prevede di riservare la quota del 40 per cento di uno stanziamento di bilancio, previsto da una legge della Regione che riguarda associazioni rappresentative della categoria dei non vedenti, si propone di riservare il 40 per cento di quanto il bilancio della Regione prevede in favore di tali associazioni, in favore di un istituto, l'I.E.R.F.O.P., che è un istituto di formazione professionale, che è vero che è costituito anche da alcune associazioni di non vedenti, ma anche di vedenti, perché in esso convergono, a quanto è dato conoscere, anche associazioni di altra natura, essendo esso un consorzio di associazioni, la cui sigla significa Istituto Europeo di Ricerca Formazione Orientamento Professionale.

Noi riteniamo che questo non si possa fare, cioè che prendere una legge sostanziale della Regione, che ha come destinatari i soggetti non vedenti, attraverso le loro associazioni, la quale legge regionale già prevede che il 70 per cento di quel contributo sia riservato all'Unione Italiana Ciechi, che è l'associazione storica nata per tutelare tale categoria (con tutte le sue vicissitudini, ma esse appartengono a chi costituisce le associazioni) e il 30 per cento ad altre associazioni aventi, dice la legge regionale, analoga configurazione giuridica, cioè di enti morali, come è l'Unione Italiana Ciechi, che perseguono la finalità di tutela generale, come è nella natura dell'associazione rappresentativa di una categoria di cittadini. Quindi il 70 per cento del finanziamento, la gran parte, va all'Unione Italiana Ciechi, il 30 per cento, va a tutte le altre associazioni. Quindi la legge della Regione contiene già una norma che assicura particolare attenzione all'Unione Italiana Ciechi.

Qui si introduce una novità: non si aggiunge un'ulteriore riserva, una specificazione, cosa che non dovrebbe essere nelle leggi, perché dovrebbero essere i programmi di spesa a definire tali parametri, in base alla rappresentanza reale delle associazioni, all'attività che svolgono, a quei criteri di selezione e di utilità che diversi soggetti che hanno titolo a chiedere un finanziamento rappresentano (dovrebbe essere la Giunta regionale a definire tali parametri, anno per anno, nel suo programma, però già questa legge regionale prevede una garanzia per un'associazione comunque sia), ma un'ulteriore riserva del 40 per cento dello stanziamento a favore dello I.E.R.F.O.P.. Tale istituto, però non è un'associazione rappresentativa della categoria sociale dei non vedenti, ma è un istituto di formazione professionale, che svolge anche alcune attività a favore di non vedenti, ma ad esso sono consociate altre associazioni di ben vedenti, e che si prenderebbe, con questa norma, il 40 per cento di uno stanziamento che dalla legge della Regione e dal bilancio attuale della Regione è già destinato ad altri.

Non riesco a comprendere come si possa oggi, se, per esempio, questa norma avesse immediata efficacia, dire a chi ha già titolo fino a oggi e fino a quando questa norma entrasse in vigore: "Tu hai fatto i tuoi progetti, i tuoi calcoli, hai svolto la tua attività", posto che siamo ad agosto e quindi una gran parte di attività queste associazioni l'avranno pur svolta, sapendo che la Regione col suo bilancio gli ha destinato tanto, "ma ora devi restituire il 40 per cento perché noi lo stiamo destinando a un istituto di formazione professionale". Ma interventi di questo tipo, in questa Regione, vengono adottati con il piano della formazione professionale, che rappresenta lo strumento deputato a tale finalità, nel quale questo e altri istituti trovano risposta alle loro richieste di finanziamento, e se la Regione, la Giunta, il Consiglio intendono prendere in considerazione meritevoli attività di questo istituto professionale, nel piano di formazione professionale finanzino attività formativa con i criteri e con i controlli che sono tipici dell'attività di formazione.

Da ultimo non sfugga una cosa: nel bilancio della Regione sarda il capitolo successivo a questo che viene menzionato (che è il capitolo 10021 che contiene un miliardo, del quale il 40 per cento pari a 400 milioni, in via permanente, invece che alle associazioni andrebbe a un istituto di formazione), il capitolo successivo, il 10022 contiene lo stanziamento di ulteriori 2 miliardi del bilancio annuale di quest'anno, sono ulteriori perché si aggiungono a un miliardo e mezzo o due, mi pare, del bilancio dell'anno scorso, sempre riservati a questo istituto di formazione.

Ora un bilancio della Regione che riservi sempre al medesimo istituto, nel 1999, un miliardo e mezzo o due (non vorrei sbagliarmi), nel 2000, anno in corso, ulteriori due miliardi, poi a distanza di pochi mesi il 40 per cento di un fondo e di un capitolo che la legge della Regione ha già destinato ad altri, onestamente mi pare un po' troppo. Questo è sembrato un po' troppo a molti consiglieri, non per ragioni politiche, ma perché non è opportuno, per cui da qui è nata, mi pare, quella rappresentazione che è stata data dell'opportunità di accantonare questa norma e di riconsiderare questo intervento, essendo a favore di un istituto di formazione, in sede di valutazione dei programmi formativi, perché quella è la sede nella quale i soggetti formativi devono presentare la loro domanda e avere eventualmente i finanziamenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo solamente per avere un chiarimento. Nell'ultima parte dell'articolo 7 quinques, nel disciplinare le modalità con le quali si effettua il versamento della somma del 40 per cento allo I.E.R.F.O.P. si dice che entro il 31 marzo di ogni anno l'istituto deve fornire il resoconto dell'attività svolta. Vorrei sapere esattamente che cosa si intende con la parola "resoconto" perché "resoconto" può voler dire tante cose, ma non quella che in effetti probabilmente con la norma invece si vuole intendere, perché una cosa è il resoconto dell'attività, una cosa è il rendiconto dell'attività. Se è resoconto mi sembra che non sia adeguatamente disciplinato, se invece si tratta di rendiconto, cioè lo specifico dettaglio dell'utilizzazione delle somme, le cose sono ben diverse.

PRESIDENTE. Chiediamo un'interpretazione autentica al Presidente della Commissione. Le ultime righe dell'articolo 7 quinques recitano: "L'IERFOP è tenuto a presentare entro il 30 settembre di ciascun anno il programma di attività che intende svolgere nell'anno successivo e entro il 31 marzo di ciascun anno il resoconto dell'attività svolta nell'anno precedente", l'onorevole Balletto chiede che cosa si intende per resoconto e se non sia meglio scrivere "rendiconto".

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Va benissimo "rendiconto", è corretto.

PRESIDENTE. Con questo chiarimento e quindi con questa correzione all'articolo se non ci sono altri che intendono intervenire, lo metto in votazione. E` stato chiesto il voto segreto? Chi ha chiesto il voto segreto? Non l'ha chiesto nessuno.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Lo chiedo io.

PRESIDENTE. Allora accediamo alla richiesta formulata dall'onorevole Cogodi, perchè deve risultare agli atti.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 7 quinquies.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 65

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 14

Contrari 51

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SELIS - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Poiché gli emendamenti numero 29 e il 59 sono aggiuntivi, quindi sono validi, e di contenuto identico, li pongo in votazione tutti e due assieme, con le modifiche di copertura apportate dall'Assessore.

Prego i colleghi di prendere posto; stiamo votando.

Colleghi, se non stiamo un po' attenti e facciamo un po' di silenzio, c'è anche un po' di stanchezza, poi succede che votiamo e non sappiamo che cosa abbiamo votato.

Stiamo votando gli emendamenti numero 29 e 59 all'articolo 7 quinquies, l'articolo che è stato appena bocciato, ma poiché gli emendamenti sono aggiuntivi sono ammessi al voto, pertanto li votiamo tutti e due assieme con le modifiche specificate e proposte dall'Assessore della programmazione. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 110 proposto dall'onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Assessore Pittalis, per quanto concerne l'emendamento numero 110, nel mio intervento, avevo dichiarato la disponibilità a ritirarlo per un problema anche di copertura. Ho dichiarato la disponibilità al ritiro perché avevo chiesto alla Giunta regionale se c'era la stessa disponibilità comunque a riportare il capitolo 12058 all'importo iniziale degli anni passati, cioè a venti milioni, perché se ci sono disponibilità per un'associazione io credo che la disponibilità allora ci debba essere per tutte le associazioni, con l'impegno che l'assessore Oppi avrebbe poi fatto una verifica circa le associazioni di tutela operanti per prevedere, nell'assestamento di bilancio, la possibilità di erogare dei contributi anche alle altre associazioni.Questo per evirtare di aprire un dibattito su problemi così delicati. C'era stata la disponibilità su questo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 110, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'ordine dei lavori per meglio dire, perché c'è ancora da discutere un emendamento che è importante.

Presidente, volevo far notare che, credo per una svista (in realtà non si è trattato di una svista, ma è intervenuta una complicazione sul piano tecnico), la Giunta regionale aveva presentato l'emendamento numero 113, che era la copertura finanziaria di una norma sostanziale, contenuta in un emendamento- parlo di lavori socialmente utili - presentato ad un articolo precedente; successivamente noi abbiamo, invece, abbinato la norma sostanziale all'emendamento presentato dalla Giunta in materia finanziaria. Adesso accade che la norma sostanziale, che è contenuta nell'emendamento numero 116, che è della Giunta regionale, e che comprende, quindi supera, anche il nostro emendamento che conteneva la precedente norma sostanziale, è riferito all'articolo 10, che è un articolo sulla copertura finanziaria, che in realtà dovrebbe essere un 9 bis, perché essendo una norma sostanziale, deve precedere la norma finanziaria.

PRESIDENTE. E` chiaro onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Se no noi avremmo una norma di carattere sostanziale che se ne va in mezzo alle variazioni di bilancio.

PRESIDENTE. Possiamo risolvere il problema in sede di coordinamento finale della legge.

COGODI (R.C.). Poiché il problema della numerazione degli articoli si risolverà in sede di coordinamento, prima di passare all'ultima questione ce n'è una che riguarda appunto l'emendamento numero 116 della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Va bene, non c'è bisogno di discuterne perché il problema verrà risolto in sede di coordinamento.

Votiamo adesso l'articolo 7 novies, e i relativi emendamenti numero 76 e 93.

Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto.

SPISSU (D.S.). L'articolo era stato accantonato perché l'Assessore si era impegnato a dare una risposta e a trovare una soluzione che è assolutamente possibile trovare, in ordine all'emendamento numero 76.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lo stiamo votando adesso perché era stato accantonato, ma se la Giunta non ha dato nessuna risposta in merito al quesito sollevato da lei io lo devo mettere in votazione così com'è.

Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto.

SPISSU (D.S.). La dichiarazione di voto consiste...

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, prima della dichiarazione di voto potrebbe risolvere il problema l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, che ha domandato di parlare. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Purtroppo devo dare una risposta negativa perché gli uffici mi dicono che la norma proposta non è compatibile col regime degli aiuti comunitari.

PRESIDENTE. Allora, onorevole Spissu, la sua dichiarazione di voto è superflua perché non c'è dotazione finanziaria, pertanto l'emendamento è inammissibile.

SPISSU (D.S.). L'Assessore non ha detto questo. Faccio una dichiarazione di voto e chiedo che venga posto in votazione.

PRESIDENTE. Non c'è la copertura, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Non è così Presidente, la copertura può essere trovata all'interno del capitolo 10128/00, quello cioè relativo alla legge regionale numero 16 del 1983, e la risposta data dall'Assessore che l'emendamento non sia compatibile con il regime di aiuti dell'Unione Europea non è assolutamente convincente, anzi, direi che non esiste proprio questo problema.

PRESIDENTE. Chiedo scusa all'onorevole Corona e all'onorevole Oppi, l'onorevole Spissu sta parlando con l'Assessore, il quale credo non abbia sentito le questioni che ha sollevato, quindi non è in grado di dare alcuna risposta.

Vuole ripetere, onorevole Spissu? La prego.

SPISSU (D.S). Non c'è problema di copertura finanziaria perché la copertura finanziaria è da ricercarsi nel capitolo 10128/00 relativo alla legge regionale numero 16 del 1983, l'obiezione che non sia compatibile col regime degli aiuti comunitari è poco convincente, anzi, direi che il problema non esiste proprio, perché soluzione analoga già stata adottata per altri settori produttivi della nostra Isola; quindi non credo che sia questo il problema, comunque prendo atto della indisponibilità a risolvere il problema.

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono quindi essere votati essendo dotati di copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo soltanto per ricordare che oltre all'emendamento numero 76, che prevede una copertura finanziaria, vi è l'emendamento 93 che chiaramente afferma che la copertura è assicurata dal capitolo 10128, per cui gli emendamenti si possono votati insieme.

PRESIDENTE. Allora il 76 e il 93 si votano assieme.

Metto in votazione gli emendamenti numero 76 e numero 93. Chi li approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Si dia lettura dell'articolo 10.

LICANDRO, Segretario:

Art. 10

Variazioni al bilancio regionale

1. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000/2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

ENTRATA

In aumento

Cap.11606

(Denominazione Variata)

Tassa regionale per il diritto allo studio universitario (art. 3, punto 20, legge 28 dicembre 1995, n. 549 e L.R. 12 agosto 1997, n.21)

2000 lire 7.000.000.000

2001 lire 7.000.000.000

2002 lire 7.000.000.000

Cap.12106

Imposta sul reddito delle persone fisiche, comprese le ritenute alla fonte di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. a) e d), della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 92.133.000.000

2001 lire 28.010.000.000

Cap.12107

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n.3, sostituito dall'art. 1, lett. a), della Legge 13 aprile 1983, n.122)

2000 lire 46.000.000.000

2001 lire 46.000.000.000

Cap.12201

Imposta di bollo e tassa di bollo sui documenti di trasporto (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 5.000.000.000

2001 lire 5.000.000.000

2002 lire 4.950.000.000

Cap.12203

Imposta ipotecaria (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 6.502.000.000

Cap. 12205

Imposta di registro (art. 8, Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 23.500.000.000

2001 lire 18.390.000.000

SPESA

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap.03066

Rimborsi ai titolari di autorizzazioni o concessioni di coltivazione di cave dei contributi versati in applicazione dell'articolo 33 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 (art. 2, L.R. 21 maggio 1998, n. 15)

2000 lire 50.000.000

2001 lire 60.000.000

2002 lire 50.000.000

Cap. 03147-02

Quota interessi delle rate di ammortamento di prestiti obbligazionari (art. 37, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 35, legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 1, commi 11 e 15, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4) (spesa obbligatoria)

2000 lire 10.450.000.000

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04018-02

Contributi ai consorzi per la gestione associata di servizi e l'esercizio di funzioni comunali (art. 20, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37)

2000 lire 1.000.000.000

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap.11061/01

Spese per l'istituzione del Catalogo generale della cultura sarda e per l'effettuazione del censimento del repertorio linguistico dei Sardi; per progetti finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della cultura e lingua sarda nell'ambito della formazione scolastica degli allievi e per l'aggiornamento del personale docente e direttivo e per la realizzazione nella scuola di progetti regionali e locali e integrativi degli interventi statali finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della lingua sarda (artt. 9, 10, 17 e 18, L.R. 15 ottobre 1997, n. 26)

2000 lire 300.000.000

In aumento

01 - PRESIDENZA

Cap. 01073

Spese per l'istituzione ed il funzionamento del Collegio Mediterraneo Universitario (C.M.U.) (art. 10, L.R. 11 aprile 1996, n. 19)

2000 lire 60.000.000

02 - AFFARI GENERALI

Cap.02053/01

(Denominazione variata)

Saldo di impegni di esercizi decorsi relativi a indennità e rimborsi di spese di trasporto al personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale o comunque in servizio presso l'Amministrazione regionale per missioni in territorio nazionale ed estero (R.D. 3 giugno 1926, n. 941, D.L. 21 agosto 1945, n. 540, D.L.P.R. 7 maggio 1948, n. 860, art. 10, L.R. 30 luglio 1970, n. 6, art. 6, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, L.R. 17 agosto 1978, n. 51, L.R. 5 dicembre 1979, n. 62, D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348, L.R. 19 novembre 1982, n. 42 e L.R. 8 maggio 1984, n. 18)

2000 lire 4.000.000.000

Cap. 02104

Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza nonché per la divulgazione dei progetti e delle ricerche nelle materie di revisione legislativa (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 57, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)

2000 lire 200.000.000

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04011

Contributi annui alle compagnie barracellari per spese generali e d'equipaggiamento e premi annui a favore delle compagnie barracellari che si sono particolarmente distinte nell'espletamento delle proprie attività istituzionali (artt. 28, comma 1, punto 2), e 29, L.R. 15 luglio 1988, n. 25)

2000 lire 1.000.000.000

Cap.04019

Fondo per gli investimenti degli enti locali (L.R. 1° giugno 1993, n. 25, L.R. 9 giugno 1993, n. 26, art. 75, L.R. 7 aprile 1995,n. 6, art. 16, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 19, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 11, comma 2, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, L.R. 1° giugno 1999, n. 21 e art. 10, comma 12, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 5.000.000.000

2001 lire 5.000.000.000

2002 lire 5.000.000.000

Cap.04062

Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a spese per la pulizia ed il riscaldamento di locali e per l'esercizio di impianti idrici, elettrici e per il gas

2000 lire 50.000.000

05 - DIFESA AMBIENTE

Cap.05082/01

(Denominazione variata)

Saldo d'impegni d'esercizi decorsi relativi a spese per l'applicazione della legge sulla pesca (T.U. approvato con il R.D. 8 ottobre 1931, n. 1604, e successive modificazioni, L.R. 7 marzo 1956, n. 37, art. 5, L.R. 29 dicembre 1983, n. 30 e art. 102, L.R. 4 giugno 1988, n. 11)

Cap. 05111/11

Spese per l'acquisizione, nolo e manutenzione di attrezzature e mezzi anche mobili e strutture operative per l'attivazione ed il funzionamento delle fasi di prevenzione, previsione, soccorso e ripristino in materia di protezione civile e per l'organizzazione ed attuazione di programmi operativi di prevenzione, previsione e soccorso (art. 10, L.R. 17 gennaio 1989, n. 3 e art. 9, commi 4 e 5, L.R. 21 settembre 1993, n. 46)

2000 lire 200.000.000

Cap. 05111-15

Anticipazioni e contributi ai Comuni, Province e Comunità montane per interventi urgenti in occasione di calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche; rimborso agli stessi Enti delle spese anticipate per interventi svolti su richiesta della Regione; rimborsi ai Comuni delle spese anticipate a gruppi di volontari in occasione di eventi calamitosi; contributi a Comuni e Province per l'utilizzazione di attrezzature e mezzi regionali per sopperire a necessità dovute a situazioni d'emergenza (L.R. 21 novembre 1985, n. 28, art. 14, comma 3, art. 18, L.R. 17 gennaio 1989, n. 3 e art. 9, comma 6, L.R. 21 settembre 1993, n. 46)

2000 lire 3.500.000.000

Cap.05112

(Denominazione variata)

Contributi in conto giovani soci alle cooperative e società giovanili operanti nei settori forestale, dell'acquacoltura e dell'allevamento della selvaggina; contributi in conto capitale ed in conto interessi per l'attuazione di piani di trasformazione aziendale, o, in alternativa, contributi per la razionale coltivazione dei terreni contributi per l'attivazione di consulenze; contributi in conto canoni di concessione o di affitto dei terreni; contributi in conto interessi per anticipazioni relativi ad importi dell'imposta sul valore aggiunto; contributo in conto capitale per lo svolgimento dell'attività nel settore della pesca; contributi per le spese relative agli acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e per le spese relative a prestazioni di servizi ricevuti e per interessi, sconti ed altri oneri finanziari (artt. 4, 5, 6, 7 e 10, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 104, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, artt. 1 e 3, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 38, L.R. 7 aprile 1995 n.6 e art. 40, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28)

2000 lire 22.000.000.000

Cap. 05115

(Confluisce nel cap. 05112)

Contributi in conto capitale alle cooperative e società giovanili per lo svolgimento di attività nel settore delle pesca; contributo per le spese relative agli acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti per le spese relative a prestazioni di servizi ricevuti per interessi, sconti e altri oneri finanziari (art. 10, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 104, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 3, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 38, L.R. 7 aprile 1995 n.6 e art. 40, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28)

Soppresso

Cap.05116

(Confluisce nel capitolo 05112)

Contributi in conto interessi per anticipazioni relativi ad importi dell'imposta sul valore aggiunto (art. 1, L.R. 26 gennaio 1993 n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 38, L.R. 7 aprile 1995 n.6 e art. 40, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28)

Soppresso

Cap.05301

Spese per l'acquisto, il noleggio e la gestione, di mezzi di trasporto terrestri, navali ed aerei e relativi allestimenti, necessari per l'espletamento dei compiti d'istituto del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ivi compresi la difesa dagli incendi boschivi e la collaborazione nelle attività di protezione civile (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, art. 7, L.R. 18 giugno 1959, n. 13, L. 1 marzo 1975, n. 47, art. 27, L.R. 5 novembre 1985, n. 26 e L.R. 13 dicembre 1993, n. 53)

2000 lire 1.050.000.000

07 - TURISMO

Cap.07025

(Denominazione variata)

Contributi a cooperative e società giovanili per la creazione e l'adattamento di strutture ricettive anche mobili e per l'allestimento di impianti e di attrezzature per il tempo libero, per gli acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, per prestazioni di servizi ricevuti e per interessi, sconti ed altri oneri finanziari; contributi ai comuni per la creazione e l'adattamento di strutture ricettive da dare in gestione a società giovanili (art. 9, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 3, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 15, comma 1, L.R. 1° ottobre 1993, n. 50, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 38, L.R. 7 aprile 1995, n. 6); concorso negli interessi sui mutui concessi alle cooperative e società giovanili turistiche per l'acquisto, la creazione, l'adattamento e la gestione di strutture ricettive, l'allestimento di impianti e di attrezzature per il tempo libero, nonché per l'organizzazione e la gestione di servizi volti allo sviluppo turistico (art.9, 1 comma, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 88, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 9, comma 7, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 28, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 20, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11); contributi in conto interessi per anticipazioni relative ad importi dell'imposta sul valore aggiunto (L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 1, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2 e art. 38, L.R. 7 aprile 1995, n.6)

2000 lire 32.300.000.000

2001 lire 32.700.000.000

Cap. 07055

Somma da versare al fondo speciale istituito per la concessione delle agevolazioni previste a favore delle imprese commerciali; oneri per la gestione dello stesso fondo speciale (artt. 49, 50, 52, 55, 57, 58 e 59, L.R. 31 ottobre 1991, n. 35, art. 42, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 37, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, L.R. 14 settembre 1993, n. 42, artt. 4, comma 1 e 3 e 26, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 40, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 36, lett. h), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, e art. 10, comma 5, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2000 lire 8.000.000.000

Cap. 07070

(Confluisce nel cap.07025)

Concorso negli interessi sui mutui concessi alle cooperative e società giovanili turistiche per l'acquisto, la creazione, l'adattamento e la gestione di strutture ricettive, l'allestimento di impianti e di attrezzature per il tempo libero, nonchè per l'organizzazione e la gestione di servizi volti allo sviluppo turistico (art.9, 1 comma, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 88, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 9, comma 7, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 28, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 20, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)

Soppresso

Cap. 07070-01

Compensi agli Istituti di Credito convenzionati per l'istruttoria tecnica delle pratiche relative agli interventi nel settore del turismo di cui all'articolo 9 della L.R. 7 giugno 1984, n. 28 (art. 26, L.R. 7 giugno 1984, n. 28)

2000 lire 8.000.000.000

Cap.07078

(Confluisce nel cap.07025)

Contributi in conto interessi per anticipazioni relative ad importi dell'imposta sul valore aggiunto (L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 1, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2 e art. 38, L.R. 7 aprile 1995, n.6)

Soppresso

Cap.07064

Concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali, societarie, cooperative o consortili operanti nei settori del commercio, del turismo, dei servizi o della ricerca scientifica e tecnologica, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori (artt. 67 e 68, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 8, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44 e art. 47, L.R. 30 aprile 1991, n. 13)

2000 lire 25.390.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap.09041

Contributi ai consorzi di garanzia fidi costituiti tra piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, dell'edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica (art. 1, L.R. 10 febbraio 1978, n. 5, art. 62, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); ed ai consorzi di garanzia fidi intersettoriali costituiti tra imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi o di servizi (art. 45, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 09042-01

Concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, dell'edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori (artt. 65 e 66, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); nonché alle imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi garantite dai consorzi fidi intersettoriali (art. 44, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, artt. 3, comma 3, e 16, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 35, comma 1, lett. s), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 25, comma 4, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, coma 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 28.470.000.000

Cap. 09045-08

Fondo per il consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese industriali (art. 3, 4 e 16, L.R. 20 giugno 1989, n. 44, art. 31, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 31, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 40, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 28, comma 2, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 500.000.000

10 - LAVORO

Cap. 10021

Contributo annuo alle sezioni provinciali dell'Unione Italiana Ciechi, operanti in Sardegna, per il conseguimento degli scopi previsti dallo Statuto dell'Unione stessa (L.R. 23 febbraio 1968, n. 14) e contributi ad altri enti operanti in Sardegna (art. 9, comma 2, L.R. 23 dicembre 1993, n. 54, art. 4, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 29, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 47, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)

2000 lire 450.000.000

Cap.10137/01

Contributi alle cooperative e società giovanili che intraprendono o svolgono attività finalizzate alla produzione di beni e di servizi; contributi per anticipazioni relative ad importi dell'imposta sul valore aggiunto, nonché per acquisto di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, per prestazioni di servizi ricevuti e per interessi, sconti ed altri oneri finanziari (art. 10, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 89, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 33, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 20, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 38 e L.R. aprile 1995, n. 6)

2000 lire 21.585.000.000

2001 lire 59.760.000.000

Cap. 10137-02

Compensi agli Istituti di credito convenzionati per l'istruttoria tecnica delle pratiche relative agli interventi nel settore della produzione di beni e servizi di cui all'articolo 10 della L.R. 7 giugno 1984, n. 28 (art. 26, L.R. 7 giugno 1984, n. 28)

2000 lire 2.000.000.000

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap.11078/04

(N.I.) (2.1.1.5.8.2.06.04) (05.04)

Finanziamenti agli enti per il diritto allo studio universitario per l'erogazione di borse di studio e di prestiti d'onore (L.R. 12 agosto 1997, n.21)

2000 lire 7.000.000.000

2001 lire 7.000.000.000

2002 lire 7.000.000.000

Cap. 11102-03

Contributi per lo svolgimento di attività teatrali e musicali e di iniziative culturali (L.R. 21 giugno 1950, n. 17, art. 76, L.R. 30 maggio 1988, n. 89, art. 56, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, artt. 15 e 16, comma 3, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, art. 83, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 25, comma 6, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 48, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 50, commi 1 e 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 30, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 2, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 35, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 1.150.000.000

12 - SANITA'

Cap. 12001-08

Saldo di impegni di esercizi decorsi relativi al Fondo regionale per i servizi socio-assistenziali e per il finanziamento dei Progetti Obiettivo - Quote risorse regionali (L.R. 25 novembre 1983, n. 27, art. 19, L.R. 8 maggio 1983, n. 11, artt. 20 e 46, L.R. 25 gennaio 1988, n. 4, art. 104, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 19, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 65, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 45, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 6, L.R. 14 settembre 1993, n. 43, art. 19, comma 2, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, art. 43, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 14, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 56, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 68, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, L.R. 27 ottobre 1997, n. 31 e art. 5, L.R. 26 febbraio 1999, n. 8)

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 12058

Contributo annuo all'Associazione sarda emodializzati (art. 16, L.R. 8 maggio 1985, n. 11)

2000 lire 30.000.000

2. Le somme stanziate in conto dei capitoli 05112, 07025 e 10137/01 e non utilizzate permangono nel conto dei residui sino ad esaurimento delle stesse.

3. Nell'articolo 3 della legge regionale 20 aprile 2000. n.5 il riferimento al capitolo 51011 deve intendersi con quello al "capitolo 51010".

PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati gli emendamenti numero 18 e 84, che hanno lo stesso contenuto; 28, 34, 36, 38, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 71, 106, 107, 8, 9, 10, 11, 42, 81 e 96 che sono uguali, pertanto li voteremo assieme, e il 116, onorevole Cogodi, sostitutivo del 113.

Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento modificativo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca.

Nell'articolo 10 sono introdotte le seguenti modifiche:

nella parte In Diminuzione della SPESA inserire:

capitolo 04110

Spese per acquisto di immobili da destinare ad uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale

2000 lire 3.000.000.000

2001 ----------------------

2002 ----------------------

Nella parte In Aumento della SPESA inserire:

capitolo 05097-01

Spese per la realizzazione di un programma di riconversione della pesca a sciabica o coppia d'ombra e della pesca a strascico esercitata da imbarcazioni fino a 20 tonnellate di stazza lorda

2000 lire 3.000.000.000

2001 ---------------------

2002 --------------------- (18)

Emendamento modificativo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca - Biancu - Balia.

Nell'articolo 10 sono introdotte le seguenti modifiche:

nella parte In Diminuzione della SPESA inserire:

capitolo 04110

Spese per acquisto di immobili da destinare ad uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale

2000 lire 3.000.000.000

2001 -------------------

2002 --------------------

Nella parte In Aumento della SPESA inserire:

capitolo 05097-01

Spese per la realizzazione di un programma di riconversione della pesca a sciabica o coppia d'ombra e della pesca a strascico esercitata da imbarcazioni fino a 20 tonnellate di stazza lorda

2000 lire 3.000.000.000

2001 -------------------

2002 ------------------- (84)

Emendamento modificativo Capelli - Murgia - Dettori Ivana - Manca - Demuru - Falconi - Pirisi.

Art.10

Nell'articolo 10 sono apportate le seguenti modifiche:

Nel primo comma nella parte in aumento nella rubrica relativa all'Assessorato della Pubblica Istruzione sono aggiunti i seguenti capitoli con gli importi a fianco indicati:

Cap. 11089-01 Contributo alla Fondazione "Costantino Nivola"

Anno 2000 + lire 50.000.000

Cap. 11089-02 Contributo per l'organizzazione del premio triennale "Costantino Nivola"

Anno 2000 + lire 50.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 03016 FNOL Art. 1

(voce 11)

Anno 2000 + lire 50.000.000

(28)

Emendamento modificativo Usai - Frau - Floris.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10, nella parte in aumento, nella rubrica TURISMO sono apportate le seguenti modifiche:

Cap. 07011 Contributo agli enti provinciali per il turismo ed alle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo (L.R. 3 giugno 1974, n. 10).

Anno 2000 lire 2.300.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 07025 Contributi a cooperative e società giovanili settore turismo.

Anno 2000 lire 2.300.000.000

(34)

Emendamento modificativo Biancareddu - Sanna Salvatore - Cossa - Murgia.

Art. 10

In diminuzione

Cap. 07021

2000 lire 6.000.000.000

In diminuzione

Cap. 07001-03

2000 lire 6.000.000.000

(36)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE.

Art. 10

Testo originario

Testo sostituito

Cap. 05111-15

Anticipazioni e contributi ai Comuni, Provincie e Comunità montane per interventi urgenti in occasione di calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche, rimborso agli stessi Enti delle spese anticipate per interventi svolti su richiesta della Regione; rimborsi ai Comuni delle spese anticipate a gruppi di volontari in occasione di eventi calamitosi; contributi a Comuni e Province per l'utilizzazione di attrezzature e mezzi regionali per sopperire a necessità dovute a situazioni d'emergenza (L.R. 21 novembre 1985, n. 28, art. 28, art. 14 comma 3, art. 18 l.r. 17 gennaio 1989, n. 3 e art.9, comma 6, l.r. 21 settembre 1993, n. 46)

2000 lire 3.500.000.000

Cap. 05111-15

Anticipazioni e contributi ai Comuni, Provincie e Comunità montane per interventi urgenti in occasione di calamità naturali ed eccezionali avversità atmosferiche, rimborso agli stessi Enti delle spese anticipate per interventi svolti su richiesta della Regione; rimborsi ai Comuni delle spese anticipate a gruppi di volontari in occasione di eventi calamitosi; contributi a Comuni e Province per l'utilizzazione di attrezzature e mezzi regionali per sopperire a necessità dovute a situazioni d'emergenza (L.R. 21 novembre 1985, n. 28, art. 28, art. 14 comma 3, art. 18 l.r. 17 gennaio 1989, n. 3 e art.9, comma 6, l.r. 21 settembre 1993, n. 46)

2000 lire 2.895.000.000

Cap. 05308

(Denominazione variata)

Spese per la difesa degli incendi boschivi escluse quelle relative alla manodopera e all'acquisto noleggio e gestione dei mezzi; spese per la stupula di convenzioni con altre amministrazioni che partecipano all'attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi; spese per la manutenzione degli impianti di telerilevamento incendi (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, art. 7, L.R. 18 giugno 1959, n. 13, L.R. 1° marzo 1975, n. 47, art. 27, L.R. 18 maggio 1982, n. 11, art. 79, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 1 L.R. 5 agosto 1985, n. 17).

2000 lire 605.000.000

(38)

Emendamento Balia - Cogodi - Selis - Sanna Gian Valerio - Biancu - Vassallo - Masia.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento, nella rubrica LAVORO dopo il capitolo 10021 è aggiunto il seguente:

Cap. 10136-04 Contributo agli Enti locali promotori di progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità per l'affidamento a terzi convenzionati di servizi (art. 15, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37).

Anno 2000 lire 20.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04110 Spese per l'acquisto di locali da destinare agli uffici.

Anno 2000 lire 20.000.000.000

(61)

Emendamento modificativo Balia - Sanna Gian Valerio - Biancu - Masia - Cogodi - Vassallo - Ortu - Dettori Ivana.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento, nella rubrica SANITÀ è aggiunto il seguente:

Cap. 12001/01 Fondo regionale per i servizi socio-assistenziali.

Anno 2000 lire 1.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04024 Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 1.000.000.000

(62)

Emendamento modificativo Balia - Selis - Scano - Biancu - Masia.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento della SPESA nella rubrica TURISMO è aggiunto il seguente:

Cap. 07055 Somma da versare al fondo speciale istituito per la concessione delle agevolazioni previste a favore delle imprese commerciali (l.r. 35/91).

Anno 2000 lire 10.000.000.000

Cap. 04024 Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 10.000.000.000

(63)

Emendamento modificativo Balia - Scano - Selis - Biancu - Sanna - Masia.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento della SPESA nella rubrica ENTI LOCALI è aggiunto il seguente:

Cap. 04018/02 Contributi ai consorzi per la gestione associata di servizi e per l'esercizio di funzioni comunali (art. 20 L.R. 37/98)

Anno 2000 lire 1.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04024 Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 10.000.000.000

(64)

Emendamento modificativo Balia - Selis - Scano.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento della SPESA nella rubrica TURISMO è aggiunto il seguente:

Cap. 07053 Contributi per agevolare la costituzione per il funzionamento di gruppi di acquisto e unioni volontarie (art. 39 l.r. 31 ottobre 1991, n. 35).

Anno 2000 lire 600.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04024 Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 600.000.000

(65)

Emendamento modificativo Balia - Selis - Scano - Biancu - Masia.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento della SPESA nella rubrica AMBIENTE è aggiunto il seguente:

Cap. 05097 Contributi per la realizzazione di interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura (art. 41 l.r. 23 giugno 1998, n. 19).

Anno 2000 lire 5.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04110 Spese per l'acquisto di locali da destinare ad uffici.

Anno 2000 lire 5.000.000.000

(66)

Emendamento modificativo Balia - Vassallo - Cogodi.

Art. 10

Nel comma 1 dell'articolo 10 , nella parte in aumento è istituita la rubrica "06 - AGRICOLTURA" ed il seguente capitolo con lo stanziamento indicato:

Cap. 06342 Spese per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di usi civici e di demani comunali (art. 1, comma 5, D.P.R. 22 agosto 1972, n. 665 e art. 4, L.R. 14 marzo 1994, n. 32).

Anno 2000 lire 500.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 04110 Acquisto beni immobili.

Anno 2000 lire 500.000.000

(71)

Emendamento aggiuntivo Balia - Selis - Scano - Biancu - Dettori Ivana.

Art. 10

Al capitolo di spesa 11139-02 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport: "Borse di studio per frequenza corsi e scuole di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole o corsi post-universitari", sono apportate le seguenti variazioni:

In aumento

Competenza anno 2000 importo (in milioni di lire) 8.000

Competenza anno 2001 importo (in milioni di lire) 8.000

Competenza anno 2002 importo (in milioni di lire) 8.000

In diminuzione

Anno 2000 cap. 04110 importo (in milioni di lire) 8.000

Anno 2001 cap. 03016 importo (in milioni di lire) 8.000

Anno 2002 cap. 03016 importo (in milioni di lire) 8.000

(106)

Emendamento aggiuntivo Balia - Selis - Scano - Dettori Ivana - Dettori Bruno

Art. 10

Al capitolo di spesa 11093-00 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport: "Contributi per studi, ricerche e pubblicazioni scientifiche", sono apportate le seguenti variazioni:

In aumento

Competenza anno 2000 importo (in milioni di lire) 1.500

Competenza anno 2001 importo (in milioni di lire) 1.500

Competenza anno 2002 importo (in milioni di lire) 1.400

In diminuzione

Anno 2000 cap. 04120 importo (in milioni di lire) 1.500

Anno 2001 cap. 03016 importo (in milioni di lire) 1.500

Anno 2002 cap. 03016 importo (in milioni di lire) 1.400

(107)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 10

04 - ENTI LOCALI

In aumento

Cap. 04062 Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a spese per la pulizia ed il riscaldamento di locali e per l'esercizio di impianti idrici, elettrici e per il gas.

2000 L. 303.000.000

In diminuzione

Cap. 03148/01 Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il ripiano dei disavanzi delle unità sanitarie locali relativi agli esercizi 1990 e 1991 (D.L. 15 settembre 1990, n. 262, convertito, con modificazioni, nella L. 19 novembre1990, n. 334, D.L. 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, nella legge 18 marzo 1993, n. 67, art. 63, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 3, comma 9, della legge finanziaria) (spesa obbligatoria)

2000 L. 303.000.000

(8)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 10

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

In aumento

Cap. 11098 Spese per l'acquisto di opere editoriali a scopo di sostegno (art. 4, L.R. 3 luglio 1998, n. 22).

2000 L. 300.000.000

In diminuzione

Cap. 11098/02 Spese per le campagne pubblicitarie e commercializzazione di opere editoriali per la diffusione al di fuori del territorio regionale (art. 7, L.R. 3 luglio 1998, n. 22); spese per la partecipazione e la realizzazione di fiere e mostre editoriali (art. 8, comma 1, L.R. 3 luglio 1998, n. 22); spese per la promozione del libro edito in Sardegna (art. 8, comma 2, L.R. 3 luglio 1998, n. 22).

2000 L. 300.000.000

(9)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 10

03 - PROGRAMMAZIONE

In aumento

Cap. 03086 (N.I.) 1.1.1.4.6.1.01.01

Somme da corrispondere agli Uffici del territorio del Ministero delle Finanze per le spese postali sostenute per conto della Regione per il versamento della quota d'imposta di bollo di competenza della Regione (spesa obbligatoria).

2000 L. 2.000.000

In diminuzione

Cap. 03148/01 Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il ripiano dei disavanzi delle unità sanitarie locali relativi agli esercizi 1990 e 1991 (D.L. 15 settembre 1990, n. 262, convertito, con modificazioni, nella L. 19 novembre1990, n. 334, D.L. 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, nella legge 18 marzo 1993, n. 67, art. 63, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 3, comma 9, della legge finanziaria) (spesa obbligatoria)

2000 L. 2.000.000

Il capitolo 03086 è incluso nell'elenco n.1 allegato alla legge di bilancio. (10)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

07 TURISMO

IN AUMENTO

Cap. 07045/04 (N.I.) 2.1.1.4.1.2.10.25 (02.05)

Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a spese per la promozione e l'organizzazione di fiere, mostre, ed esposizioni nazionali o regionali e per agevolare la partecipazione di enti e privati a tali manifestazioni, nazionali ed estere; spese dirette a favorire gli studi, le ricerche e le pubblicazioni interessanti il commercio, l'artigianato ed il turismo (artt. 1, 2 e 4, L.R. 6 aprile 1954, n. 50 e art. 70, L.R. 27 giugno 1986, n. 44)

2000 L. 12.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 07061 Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)

2000 L. 12.000.000 (11)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

05 DIFESA AMBIENTE

IN AUMENTO

Cap. 05084 Interventi a favore dell'industria peschereccia

2000 lire 1.000.000.000

Cap. 05111.16 Contributi alle associazioni di volontariato per spese di assicurazione per acquisti e manutenzione di attrezzature

2000 lire 115.000.000

Cap. 05102.01 Saldo d'impegni per indennizzi agli allevatori ed ai conduttori di fondi rustici per danni al bestiame ed alle colture

2000 lire 450.000.000

Cap. 05107.05 Spese per convenzioni per la predisposizione del piano faunistico-venatorio regionale

2000 lire 195.000.000

IN DIMINUZIONE

Cap. 05097 Contributi per interventi nel settore della pesca e dell'acquacoltura

2000 Lire 1.000.000.000

Cap. 05102 Risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche

2000 lire 450.000.000

Cap. 05111.11 Spese per l'acquisizione, nolo e manutenzione di attrezzature e mezzi anche mobili e strutture operative in materia di protezione civile

2000 Lire 115.000.000

Cap. 05111.15 Anticipazioni e contributi ai Comuni, Province e Comunità montane per interventi urgenti in occasione di calamità naturali

2000 lire 195.000.000 (42)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu - Morittu - Balia

Art. 6 quinquies

Dopo l'art. 6 quinquies è aggiunto il seguente art. 6 quinquies/1.

1. Ai fini del reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, così come definiti dall'art. 2, comma 1, del D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, la Giunta Regionale su proposta dell'Assessorato del lavoro, Cooperazione e Sicurezza sociale, sentita la Commissione competente in materia approva il relativo Piano regionale per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale.

2. Il Piano di cui al precedente comma è predisposto, avuto particolare riguardo ai singoli "Piani locali e territoriali di stabilizzazione occupazionale" presentati dagli Enti Locali, in qualità di soggetti utilizzatori di cui all'art. 1 del citato D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.

3. I "Piani locali di stabilizzazione occupazionale" dovranno contenere:

a) l'indicazione del numero complessivo dei soggetti di cui all'art. 2, D.Lgs. 81/2000 in carico ad ogni soggetto utilizzatore;

b) l'indicazione delle risorse finanziarie allo scopo stanziate dal soggetto utilizzatore, comprese quelle derivanti dall'applicazione delle vigenti normative regionali e nazionali in materia, e quelle ulteriormente occorrenti ai fini della completa attuazione del piano presentato;

c) l'indicazione delle risorse finanziarie necessarie ad assicurare le proroghe, di cui all'art. 4 del citato D.Lgs. 81, nelle more dell'attuazione del piano locale presentato;

d) l'indicazione dei lavoratori per i quali eventualmente non risulti possibile il reinserimento nell'ambito del Piano locale presentato, anche ai fini dell'attivazione del 2° comma dell'art. 8, del D.Lgs. 81/2000.

4. I Piani territoriali saranno redatti a cura delle Amministrazioni Provinciali e dovranno contenere:

a) l'indicazione del numero complessivo dei soggetti di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 2000 per i quali non sia risultato possibile il loro inserimento nei Piani locali di stabilizzazione;

b) le azioni che si intendono attivare nell'ambito territoriale di competenza per il reinserimento occupazionale dei lavoratori interessati;

c) le indicazioni ed il numero dei soggetti a cui il Piano è rivolto e le eventuali necessità finanziarie per far fronte al progetto di ricollocazione lavorativa;

d) l'indicazione dei lavoratori per i quali eventualmente non risulti possibile il reinserimento nell'ambito del Piano Territoriale presentato, anche ai fini dell'attivazione del 2° comma dell'art. 8 del D.Lgs. 81/2000.

5. Il Piano regionale di stabilizzazione occupazionale dovrà contenere:

a) la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'attivazione delle vigenti disposizioni normative di reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili;

b) la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'applicazione del comma 5 di cui al presente articolo;

c) le disposizioni necessarie all'attivazione nel territorio regionale di tutte le misure previste dal citato D.Lgs. 81/2000 per il reinserimento occupazionale;

d) ogni altra misura di politica attiva del lavoro utile al raggiungimento dell'obiettivo.

6. Ai fini della più efficace applicazione nel territorio regionale delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, art. 4, comma 2, limitatamente ai progetti promossi dalla Amministrazione regionale, dai suoi enti strumentali e dagli Enti locali, è autorizzata la spesa, secondo le procedure previste dalla normativa in materia, di lire 12 miliardi per l'anno 2000 a valere sul capitolo 10136/04.

7. Copertura finanziaria:

in aumento

10 - LAVORO

Cap. 10136 - 04 (DV)

Spese per i lavori sociamente utili relativi a progetti promossi dall'Amministrazione regionale, dagli Enti Strumentali e dagli Enti Locali (…E art. 6 sexies/1 della presente legge) 2000 lire 12.000.000.000

In diminuzione

04 - EE.LL.

Cap. 04110

Spese per l'acquisto di immobili da destinare ad uffici regionali

2000 lire 12.000.000.000 (81)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu - Morittu - Balia - Deiana

Art. 6 quinquies

Dopo l'art. 6 quinquies è aggiunto il seguente art. 6 quinquies/1.

1. Ai fini del reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, così come definiti dall'art. 2, comma 1, del D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, la Giunta Regionale su proposta dell'Assessorato del lavoro, Cooperazione e Sicurezza sociale, sentita la Commissione competente in materia approva il relativo Piano regionale per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale.

2. Il Piano di cui al precedente comma è predisposto, avuto particolare riguardo ai singoli "Piani locali e territoriali di stabilizzazione occupazionale" presentati dagli Enti Locali, in qualità di soggetti utilizzatori di cui all'art. 1 del citato D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.

3. I "Piani locali di stabilizzazione occupazionale" dovranno contenere:

a) l'indicazione del numero complessivo dei soggetti di cui all'art. 2, D.Lgs. 81/2000 in carico ad ogni soggetto utilizzatore;

b) l'indicazione delle risorse finanziarie allo scopo stanziate dal soggetto utilizzatore, comprese quelle derivanti dall'applicazione delle vigenti normative regionali e nazionali in materia, e quelle ulteriormente occorrenti ai fini della completa attuazione del piano presentato;

c) l'indicazione delle risorse finanziarie necessarie ad assicurare le proroghe, di cui all'art. 4 del citato D.Lgs. 81, nelle more dell'attuazione del piano locale presentato;

d) l'indicazione dei lavoratori per i quali eventualmente non risulti possibile il reinserimento nell'ambito del Piano locale presentato, anche ai fini dell'attivazione del 2° comma dell'art. 8, del D.Lgs. 81/2000.

4. I Piani territoriali saranno redatti a cura delle Amministrazioni Provinciali e dovranno contenere:

a) l'indicazione del numero complessivo dei soggetti di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 2000 per i quali non sia risultato possibile il loro inserimento nei Piani locali di stabilizzazione;

b) le azioni che si intendono attivare nell'ambito territoriale di competenza per il reinserimento occupazionale dei lavoratori interessati;

c) le indicazioni ed il numero dei soggetti a cui il Piano è rivolto e le eventuali necessità finanziarie per far fronte al progetto di ricollocazione lavorativa;

d) l'indicazione dei lavoratori per i quali eventualmente non risulti possibile il reinserimento nell'ambito del Piano Territoriale presentato, anche ai fini dell'attivazione del 2° comma dell'art. 8 del D.Lgs. 81/2000.

5. Il Piano regionale di stabilizzazione occupazionale dovrà contenere:

a. la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'attivazione delle vigenti disposizioni normative di reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili;

b. la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'applicazione del comma 5 di cui al presente articolo;

c. le disposizioni necessarie all'attivazione nel territorio regionale di tutte le misure previste dal citato D.Lgs. 81/2000 per il reinserimento occupazionale;

d. ogni altra misura di politica attiva del lavoro utile al raggiungimento dell'obiettivo.

6. Ai fini della più efficace applicazione nel territorio regionale delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, art. 4, comma 2, limitatamente ai progetti promossi dalla Amministrazione regionale, dai suoi enti strumentali e dagli Enti locali, è autorizzata la spesa, secondo le procedure previste dalla normativa in materia, di lire 12 miliardi per l'anno 2000 a valere sul capitolo 10136/04.

7. Copertura finanziaria:

in aumento

10 - LAVORO

Cap. 10136 - 04 (DV)

Spese per i lavori sociamente utili relativi a progetti promossi dall'Amministrazione regionale, dagli Enti Strumentali e dagli Enti Locali (…E art. 6 sexies/1 della presente legge) 2000 lire 12.000.000.000

In diminuzione

04 - EE.LL.

Cap. 04110

Spese pe l'acquisto di immobili da destinare ad uffici regionali

2000 lire 12.000.000.000 (96)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 10

Lavori socialmente utili

1. Ai fini del reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, così come definiti dall'art. 2, comma 1, del D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, la Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato del Lavoro, Cooperazione e Sicurezza sociale e sentita la Commissione competente in materia, approva il relativo Piano Regionale per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale, avuto riguardo agli articoli 14, 15, 16 e 17 della L.R. 24 dicembre 1998, n. 37 e alle normative nazionali vigenti in materia. Nella predisposizione ed attuazione del predetto Piano la Giunta Regionale potrà avvalersi dei soggetti operanti nel territorio regionale di cui all'art. 6, comma 1, della L.R. n. 7/97.

2. Il Piano di cui al precedente comma è predisposto, avuto particolare riguardo ai singoli "Piani di stabilizzazione occupazionale" presentati dagli Enti Locali, in qualità di soggetti utilizzatori di cui all'art. 1 del citato D.Lgs. 28.02.2000, n. 81, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.

3. I "Piani di stabilizzazione occupazionale" dovranno contenere:

a) l'indicazione del numero complessivo dei soggetti di cui all'art. 2, D.Lgs. 81/2000 in carico ad ogni soggetto utilizzatore;

b) l'indicazione delle risorse finanziarie allo scopo stanziate dal soggetto utilizzatore, comprese quelle derivanti dall'applicazione delle vigenti normative regionali e nazionali in materia, e quelle ulteriormente occorrenti ai fini della completa attuazione del piano presentato;

c) l'indicazione delle risorse finanziarie necessarie ad assicurare le proroghe, di cui all'art. 4 del citato D.Lgs. 81, nelle more dell'attuazione del piano locale presentato;

d) l'indicazione dei lavoratori per i quali eventualmente non risulti possibile il reinserimento nell'ambito del Piano locale presentato, anche ai fini dell'attivazione del 2° comma dell'art. 8, del D.Lgs. 81/2000.

4. Il Piano regionale di stabilizzazione occupazionale dovrà contenere:

a) la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'attivazione delle vigenti disposizioni normative di reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili;

b) la ripartizione, per enti utilizzatori, delle risorse finanziarie regionali relative all'applicazione del comma 6 di cui al presente articolo;

c) le disposizioni necessarie all'attivazione nel territorio regionale di tutte le misure previste dal citato D.Lgs. 81/2000 per il reinserimento occupazionale;

d) ogni altra misura di politica attiva del lavoro utile al raggiungimento dell'obiettivo.

5. Qualora i "Piani" di cui al comma 3 del presente articolo, e l'attivazione di tutte le risorse disponibili ai fini della loro attuazione, risultino insufficienti alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili, la Giunta Regionale dovrà individuare nel Piano regionale di cui al primo comma del presente articolo i necessari interventi ed accordi previsti dall'art. 8, comma 2, del D.Lgs. 81/2000.

6. Ai fini della più efficace applicazione nel territorio regionale delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, art. 4, comma 2, limitatamente ai progetti promossi dalla Amministrazione regionale, dai suoi enti strumentali e dagli Enti locali, è autorizzata la spesa, secondo le procedure previste dalla normativa in materia, di lire 8 miliardi per l'anno 2000 a valere sul capitolo 10136/04.

7. Copertura finanziaria:

in aumento

Cap. 10136-04 - Contributi agli EE.LL promotori di lavori socialmente utili

2000 lire 8.000.000.000

in diminuzione

cap. 03017 - FNOL c/capitale voce 3 TAB. B

2000 lire 6.000.000.000

cap. 07020 Incentivi contributivi L.R. 9/98 Industria alberghiera

2000 lire 2.000.000.000 (116)

PRESIDENTE. Poiché questi emendamenti sono il frutto delle interlocuzioni tra maggioranza ed opposizione, se potessimo illustrarli per gruppi anziché illustrarli uno per uno risparmieremo un bel po' di tempo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Giusto per agevolare l'opera di sfoltimento. L'emendamento numero 96, che è l'emendamento contenente la norma sostanziale di cui parlavo prima, che è a firma del nostro gruppo, lo riteniamo assorbito dall'emendamento numero 116 della Giunta regionale, che è sostitutivo e si raccorda col 113, che era la norma finanziaria sempre della Giunta regionale, per cui l'emendamento numero 96, per parte nostra, si intende ritirato.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'emendamento numero 81 è esattamente lo stesso.

COGODI (R.C.). Ritiriamo anche l'emendamento numero 81 ed ogni altro emendamento o parte di emendamento che sia riferibile al contenuto del numero 116.

PRESIDENTE. Poiché nessun intende illustrare gli emendamenti, si danno per illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 18 il parere è contrario, così come sul numero 84, sul numero 28 è favorevole, sul numero 34 è negativo, il numero 36 è già compreso nel numero 5 pertanto è stato stralciato.

PRESIDENTE. Il numero 36 non è stato ritirato e non è assorbito in nessun altro. Colleghi, abbiate pazienza, procediamo con un po' di chiarezza. Mi dicono gli uffici che il 36 è tornato al suo posto poiché è stato ritirato l'emendamento numero 5.

Quindi qual è il parere della Commissione sul numero 36?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sul numero 36 era contrario, essendo stato presentato l'emendamento numero 5 sul quale la Commissione aveva espresso parere favorevole.

PRESIDENTE. Quindi adesso, il parere sull'emendamento numero 36 è positivo.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Posso dire, in sostanza, che la Commissione, su questo emendamento, ha dato allora quel parere; in questo momento mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Va bene, allora sul numero 36 la Commissione si rimette all'Aula, anche se mi pare evidente che se il parere sul numero 5, che lo comprendeva e successivamente è stato ritirato, era favorevole, anche sul 36 il parere debba essere positivo.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sì, solo che la mia preoccupazione dovrebbe essere quella di riferire il parere della Commissione.

Sul numero 38 il parere è positivo, sul numero 61 la Commissione si rimette all'Aula, sul numero 62 negativo, sul numero 63 negativo, sul numero 64 è stato dato un parere positivo, però con l'indicazione di una nuova copertura e con la correzione dell'errore materiale di scrittura.

PRESIDENTE. Chi fa la proposta della nuova copertura? La fa lei?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione non ha indicato una nuova copertura in quanto la Giunta riteneva di poterla reperire tra i lavori della Commissione e l'Aula, pertanto il parere sostanzialmente è positivo, sulla copertura, però, ci rimettiamo alle valutazioni della Giunta.

Sul numero 65 il parere è negativo, sul numero 66 è negativo, sul numero 71 la Commissione si rimette all'Aula, idem sui numeri 106, 107; sull'emendamento numero 8 il parere è favorevole; la Giunta aveva assicurato in Commissione che avrebbe ritirato l'emendamento numero 9 in Aula. L'emendamento numero 10 si accoglie, così come i numeri 11e 14.

PRESIDENTE. Il 14 non c'è più, è sostituito dal numero 42.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sul 42 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Sul 116 naturalmente il parere è favorevole.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Certo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore, salvo rivolgere, per quanto riguarda l'emendamento numero 34, l'invito ai proponenti ad una rimodulazione dell'importo. Onorevole Usai, mi rivolgo a lei come primo firmatario, l'importo va portato ad un miliardo e mezzo in luogo di 2 miliardi e 300 milioni e a valere sul capitolo 070 01/03. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 36, l'importo viene corrispondentemente ridotto di un miliardo e cinquecento milioni. La Giunta ritira l'emendamento numero 9. La Giunta respinge infine l'emendamento numero 64, anche perché è privo di copertura finanziaria.

(Interruzioni)

Io mi sono riportato al parere del relatore, salvo queste due precisazioni riguardanti la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io non ho capito quale sia il parere sull'emendamento numero 36.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere sull'emendamento numero 36 è positivo, salva la rimodulazione della spesa che è stata proposta.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, per chiarirci, sull'emendamento numero 36 è stata proposta una riduzione di un miliardo e mezzo (che è stato utilizzato per dare copertura all'emendamento numero 34), portando lo stanziamento da sei a quattro miliardi e mezzo; con questa correzione si rimettono all'Aula sia la Commissione che la Giunta. Onorevole Spissu, ha inteso?

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione assieme, perché sono uguali, gli emendamenti numero 18 e 84. Chi li approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 34. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il capitolo, mi correggo, è lo 07021. E lo stesso del numero 36, perché la provvista finanziaria di tale emendamento è sempre tratta dal medesimo capitolo.

PRESIDENTE. Con questa precisazione alla norma finanziaria, metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 36 è stato chiesto il voto segreto.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se è una precisazione importante ai fini del coordinamento della legge, ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. L'intervento non è più di 6 miliardi ma è di 4 miliardi e 500 milioni.

PRESIDENTE. Questo era già chiaro.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 36.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 63

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 35

Contrari 28

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIGGIO.)

Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Bisogna ora passare alla votazione dell'emendamento numero 61.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per un chiarimento. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei avere un chiarimento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è un emendamento riassuntivo, il 116.

SELIS (Popolari-P.S.). E' stato già previsto lo stanziamento per i lavori socialmente utili?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, è contenuto nell'emendamento successivo che è concordato.

SELIS (Popolari-P.S.). Se sull'emendamento numero 116 c'è l'accordo di maggioranza e opposizione, questo viene ritirato.

PRESIDENTE. Chiarito, onorevole Selis? Possiamo procedere? L'emendamento numero 61 è quindi ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 62. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 63. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 64. Chi lo approva alzi la mano.

PRESIDENTE. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 65. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 66.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Su questo emendamento c'era stata una interlocuzione e mi pare che, con una riduzione dell'importo, potesse essere accolto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul fermo biologico era stato raggiunto l'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi informano gli Uffici che su quel capitolo non c'è copertura, per cui se non si trova una soluzione io devo ritenere inammissibile l'emendamento.

SELIS (Popolari-P.S.). Non viene accolto? Lo metta in votazione.

PRESIDENTE. Non posso metterlo in votazione in quanto è inammissibile, non c'è copertura.

L'emendamento numero 66 non è ammissibile. Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 107. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 116, che è un emendamento della Giunta che riassorbe gli emendamenti presentati dal Gruppo della Rifondazione Comunista.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'emendamento numero 9 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

LICANDRO, Segretario:

Art. 11

Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in lire 83.093.000.000 per l'anno 2000, in lire 118.600.000.000 per l'anno 2001, in lire 211.050.000.000 per l'anno 2002 ed in lire 2.500.000.000, per gli anni successivi, fanno carico ai sottocitati capitoli del bilancio della Regione per gli stessi anni.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000-2002 sono apportate le seguenti variazioni:

ENTRATA

In aumento

Cap.12106

Imposta sul reddito delle persone fisiche, comprese le ritenute alla fonte di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. a) e d), della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 41.867.000.000

2001 lire 105.990.000.000

2002 lire 134.000.000.000

Cap.12107

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n.3, sostituito dall'art. 1, lett. a), della Legge 13 aprile 1983, n.122)

2002 lire 46.000.000.000

Cap.12201

Imposta di bollo e tassa di bollo sui documenti di trasporto (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2002 lire 50.000.000

Cap.12203

Imposta ipotecaria (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2000 lire 498.000.000

2001 lire 7.500.000.000

2002 lire 7.500.000.000

Cap. 23201

(AS)(N.I.) 2.3.2

Quota dello Stato per le azioni positive per l'imprenditoria femminile (L. 25 febbraio 1992, n. 215)

Rif. cap. spesa 10208

Cap.12205

Imposta di registro (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1, lett. b) della Legge 13 aprile 1983, n. 122)

2001 lire 5.110.000.000

2002 lire 23.500.000.000

SPESA

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 5, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 1, comma 2 della presente legge)

2000 lire 38.000.000.000

Cap. 03148/01

Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il ripiano dei disavanzi delle Unità Sanitarie Locali relativi agli esercizi 1990 e 1991 (D.L. 15 settembre 1990, n. 262, convertito, con modificazioni, nella L. 19 novembre 1990, n. 334, D.L. 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, nella L. 18 marzo 1993, n. 67, art. 63, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 3, comma 9, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)(spesa obbligatoria)

2000 lire 228.000.000

06 - AGRICOLTURA

Cap. 06229/05

Somme da versare al fondo di rotazione per la concessione di mutui agrituristici (art. 10, commi 2 e 3, L.R. 20 giugno 1986, n. 32 e art. 13, commi 1, 2 e 3, L.R. 23 giugno 1998, n. 18)

2000 lire 200.000.000

Cap. 06229/07

Contributi per la realizzazione di progetti pilota per iniziative aziendali e internazionali a carattere sperimentale (art. 15, lett. d), L.R. 23 giugno 1998, n. 18)

2000 lire 100.000.000

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08109

Somme da versare al fondo per l'edilizia economica e popolare di cui alla L.R. 18 aprile 1975, n. 22 e per un programma straordinario integrativo per il biennio 1984-85 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (art. 15, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 6, L.R. 31 dicembre 1984, n. 36, artt. 23 e 25, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 22, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, artt. 29 e 31, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 18, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 6, L.R. 13 aprile 1990, n. 6, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 39, commi 4, 5 e 10, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, commi 2 e 4, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 7, comma 1, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 8 e 14, comma 4, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. m), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 10, comma 6, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 10, comma 8, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 35, L.R. 20 aprile 2000, n. 5 e art. 6 bis, comma 4 della presente legge)

2000 lire 2.200.000.000

In aumento

01 - PRESIDENZA

Cap. 01100

Finanziamento regionale per gli oneri derivanti dall'attuazione del programma di interventi volti a fronteggiare l'emergenza idrica da versare alla contabilità speciale di tesoreria di cui all'articolo 6, comma 3, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, 28 giugno 1995 (art. 3, comma 1, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 6 ter della presente legge)

2000 lire 15.000.000.000

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02098

(N.I.) (1.1.1.4.5.1.01.01) (01.02)

Spese per l'assicurazione contro i danni arrecati dai dirigenti e loro delegati nell'esercizio delle loro funzioni ( art. 8 della presente legge)

2000 lire 500.000.000

2001 lire 500.000.000

2002 lire 500.000.000

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 5 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 e art. 1, comma 1 della presente legge)

2000 lire 5.598.000.000

2001 lire 16.710.000.000

2002 lire 13.700.000.000

Cap.03034/01

Versamento alla contabilità speciale di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, di finanziamenti aggiuntivi per l'esecuzione di iniziative previste dai relativi programmi esecutivi (art. 6, commi 6, 7, 8 e 9, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 29, comma 7, e 56, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 1 e 11, comma 9, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 29, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 7, comma 10, e 11,comma 6, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, artt. 32, 37 e 49, comma 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 5, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 40, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 8, comma 1, e 49, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 22, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 17, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 4, comma 3 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 e artt. 3, comma 3 e 5 quater della presente legge)

2000 lire 8.440.000.000

2001 lire 85.700.000.000

Cap.03056

Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 21 e 22, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 10, comma 1, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, art. 31, comma 2, legge regionale 20 aprile 2000, n. 5 e art. 6 della presente legge)

2002 lire 192.250.000.000

Cap. 03070-04

Interventi per favorire l'informatizzazione e l'alfabetizzazione informatica e linguistica (art. 34, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 5 bis della presente legge)

2000 lire 500.000.000

06 - AGRICOLTURA

Cap. 06151

Contributi per promuovere l'incremento ed il miglioramento della produzione zootecnica (LL. 6 luglio 1912, n. 832, 29 giugno 1929, n. 1366, 27 novembre 1956, n. 1367, L.R. 14 dicembre 1976, n. 67, art. 13, L.R. 12 novembre 1982, n. 38, art. 9, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 3, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 35, comma 1, lett. o), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 14, L.R. 11 marzo 1998, n. 8, art. 4, comma 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 7 decies, comma 2 della presente legge)

2000 lire 546.000.000

Cap. 06171

Contributi annui alle associazioni allevatori per l'attuazione del programma annuale riguardante la tenuta dei libri genealogici e lo svolgimento dei controlli funzionali (L.R. 14 dicembre 1976, n. 67, art. 33, L.R. 7 maggio 1981, n. 14, art. 43, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 46, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 21, L.R. 29 aprile 1994, n. 18 e art. 7 decies, comma 2 della presente legge)

2000 lire 542.000.000

Cap. 06215

(NI) (2.1.2.4.3.3.10.10) (02.01)

Somme da trasferire alla contabilità speciale di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268 per le finalità recate dal titolo di spesa 11.1.03 (art. 7 novies della presente legge)

2000 lire 11.000.000.000

Cap. 06339

(Denominazione variata)

Somma da ripartirsi tra gli enti e gli organismi pubblici soci del Consorzio SAR (art. 56, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 7 octies della presente legge)

2000 lire 1.000.000.000

07 - TURISMO

Cap.07001/03

Contributi per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico; contributo ai Comuni di Lanusei e Villasimius per la partecipazione a manifestazioni di grande interesse turistico (art. 1, lett. c), L.R. 21 aprile 1955, n. 7, art. 84, commi 2 e 3, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 12, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 25, comma 4, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 37, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 2, comma 1, lett. c), L.R. 25 maggio 1999, n. 18 e art. 7 della presente legge)

2000 lire 315.000.000

Cap. 07006

(NI) (2.1.1.5.2.2.10.24) (06.07)

Interventi di pulizia delle spiagge dalla posidonia (art. 6 quater della presente legge)

2000 lire 500.000.000

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08029-05

Spese per l'attuazione di un programma pluriennale di opere pubbliche di interesse regionale (art, 7, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 5, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 6, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 35, comma 1, lett. r), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 33, comma 2, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 11, comma 2, L.R. 20 aprile 2000, n. 4, art. 35, L.R. 20 aprile 2000, n. 5 e art. 6 bis, comma 1 della presente legge)

2000 lire 13.360.000.000

2001 lire 4.140.000.000

Cap. 08035-03

Spese per l'esecuzione di opere acquedottistiche e fognarie (art. 9, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 6, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 33, comma 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 11, comma 5, L.R. 20 aprile 2000, n. 4, art. 35, L.R. 20 aprile 2000, n. 5 e art. 6 bis, comma 2 della presente legge)

2000 lire 6.000.000.000

2001 lire 6.950.000.000

Cap. 08059-03

Contributi ai Comuni ed alle Province per l'adeguamento degli edifici alle prescrizioni tecniche di cui al D.M. Lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236 (art. 18, L.R. 30 agosto 1991, n. 32, art. 4, comma 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4, art. 35, L.R. 20 aprile 2000, n. 5 e art. 6 bis, comma 3 della presente legge)

2000 lire 2.340.000.000

Cap. 08115-04

Finanziamenti aggiuntivi agli stanziamenti statali per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche negli edifici privati (art. 18, comma 3, L.R. 30 agosto 1991, n. 32, art. 15, comma 2, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 15, comma 3, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 3, comma 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 6 bis, comma 5 della presente legge)

2000 lire 2.200.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap. 09036-01

Finanziamenti alla Società Investimenti Programma Alimentare Sardo (SIPAS) per l'esecuzione delle opere relative alla realizzazione di un sistema regionale atto alla soluzione dei problemi derivanti dalle acque di vegetazione della molitura delle olive e dal siero/scotta della lavorazione del latte - Quota regionale (art. 46, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1 e art. 7 undecies della presente legge)

2000 lire 1.652.000.000

10 - LAVORO

Cap. 10207

(NI) (2.1.2.4.3.3.10.02) (02.09)

Interventi a sostegno dell'imprenditoria femminile (L. 25 febbraio 1992, n. 215 e art. 7 ter decies della presente legge)

2000 lire 1.250.000.000

Cap. 10208

(AS)(NI) (2.1.2.4.3.3.10.02) (02.09)

Assegnazioni statali a sostegno dell'imprenditoria femminile (L. 25 febbraio 1992, n. 215 e art. 7 ter decies della presente legge)

Rif. cap. entrata 23201

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap. 11061-05

(Denominazione variata)

Finanziamenti alle Università di Cagliari e di Sassari per l'espletamento dei corsi universitari nelle aree disciplinari di cui all'articolo 17, comma 2, L.R. n. 26 del 1997 (art. 19, L.R. 15 ottobre 1997, n. 26 e art. 5 della presente legge)

2001 lire 1.600.000.000

2002 lire 1.600.000.000

Cap.11097/01

Interventi per l'attivazione del Servizio bibliotecario nazionale; per l'automazione dei cataloghi delle biblioteche dei comuni di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e di quella provinciale di Cagliari; per il recupero, ordinamento, inventariazione, valorizzazione del patrimonio archivistico-storico di Comuni della Sardegna (artt.92, lett.e), e 93, L.R. 4 giugno 1988, n.11, azioni 7 a/2, 7 a/3 e 7 a/4 del programma di progetti speciali approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989, art.12, L.R. 26 gennaio 1989, n.5, L.R. 30 giugno 1993, n.27, art.38, L.R. 29 gennaio 1994, n.2 e art. 4 della presente legge)

2000 lire 3.000.000.000

2001 lire 3.000.000.000

2002 lire 3.000.000.000

Cap. 11129

Contributi agli enti locali per l'affidamento dei servizi relativi ad aree archeologiche, biblioteche e musei (art. 38, L.R. 20 aprile 2000 e art. 5 ter della presente legge)

2000 lire 8.500.000.000

Cap. 11135-01

(NI) (1.1.1.6.2.2.08.09) (05.04)

Contributo straordinario al Comitato organizzatore dei campionati studenteschi di calcio per l'organizzazione in Sardegna della stessa iniziativa e delle relative manifestazioni collaterali (art. 5 quinquies della presente legge)

lire 350.000.000

12 - SANITA'

Cap. 12001-16

(NI) (2.1.1.4.2.3.08.07) (05.01)

Contributo straordinario all'Ente morale S. Giovanni Battista di Ploaghe per il ripiano dei disavanzi di esercizio (art. 7 ter della presente legge)

2000 lire 500.000.000

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Adesso passiamo all'articolo 6 quinquies. Lo dico per i colleghi che hanno partecipato alla stesura concordata: gli uffici mi fanno osservare che dal punto di vista della tecnica legislativa forse ha bisogno di una migliore formulazione. Mi dicono gli uffici che basta semplicemente eliminare il secondo comma, non il contenuto, ma la numerazione e leggere tutto assieme, primo e secondo comma, sotto la lettera a).

Si dia lettura dell'emendamento numero 117.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Pili - Floris - Amadu - Usai - Contu - Cossa - Capelli - Onida - Onnis.

Art. 6 quinquies

Valutazione di impatto ambientale

Modifiche all'articolo 31 della L.R. n. 1 del 1999

1. La lett. a) dell'articolo 31, comma 1 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è sostituita dalla seguente:

"a) sono assoggettati alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale i progetti di cui all'allegato A del predetto decreto presidenziale e i progetti di cui all'allegato B che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394.

2. Nelle aree delimitate ai sensi della Legge Regionale 31/89, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 e DPR. N. 357 del 1997 art. 5. (117)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io intervengo su una questione procedimentale. Prima che i presentatori procedano alla illustrazione, che ovviamente attendiamo con molta ansia ed interesse, rappresento all'attenzione del Presidente del Consiglio il fatto che l'emendamento numero 117 contiene una normativa sostanzialmente diversa da altri emendamenti, oltreché dal testo, quindi perché possa avere ingresso deve essere condiviso. Noi non vogliamo sollevare alcuna obiezione di carattere procedurale perché riteniamo il testo, da una prima lettura, sostanzialmente diverso ed anche molto meno disastroso di quello proposto dalla Commissione, per cui preferiamo un piccolo danno ad un grande annunciato danno, e per questa ragione non solleviamo obiezioni sull'ammissibilità di questo emendamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi ha assolutamente ragione. Poiché questo emendamento potrebbe ravvisarsi come nuovo se ci fossero obiezioni non sarebbe neanche ammissibile, se invece c'è l'accordo di tutti, e a me pareva ci fosse perché a questo testo hanno lavorato a lungo i Gruppi, può essere illustrato e discusso. Se non ci sono altre obiezioni, io chiedo all'onorevole Pili, penso lo debba illustrare lui, se lo vuole illustrare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 117.

PILI (F.I.-Sardegna). Presidente, avendolo esaminato in diverse sessioni di lavoro, quindi avendo tutti i colleghi del Consiglio approfondito la materia, lo diamo per illustrato riservandoci di poter intervenire durante la discussione, qualora ci fosse necessità di integrare la spiegazione delle ragioni che hanno portato alla formulazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo che sia opportuno ed anche doveroso che su questo articolo 6 quinquies e sul connesso emendamento che è stato testè presentato ci sia un dibattito e un confronto politico in Consiglio. Ritengo che sia opportuno e doveroso non solo per parte mia ma immagino anche per la gran parte dei consiglieri regionali, perché è vero che siamo stanchi, è vero che abbiamo necessità di concludere, però è anche vero che questa questione si è rappresentata in modo anomalo, pretestuoso, strumentale, furbesco, di fronte alla opinione pubblica. Mentre in Aula si lavorava e si lavorava seriamente su molte norme dell'assestamento e su altre norme, mentre si lavorava attorno a molteplici questioni che riguardano aspetti non secondari, ma vitali dell'economia e della socialità nella nostra regione, è stata condotta un'offensiva strumentale e volpina presso l'opinione pubblica, in uno stile perfettamente berlusconiano, perché mentre qui seriamente si lavorava l'opinione pubblica apprendesse, invece, che il tema dei temi non era l'insieme della legge che il Consiglio discuteva, ma l'angelo liberatore che era arrivato in Sardegna a rompere tutti i vincoli, a liberalizzare, a consentire che nel territorio della Regione tutto e subito si potesse fare. L'emendamento che è stato presentato, lo dico subito, da solo fa piazza pulita di questa rappresentazione volpina perché è sostanzialmente diverso dalla norma che con tanta tracotanza è stata pensata, scritta, imposta alla maggioranza in Commissione, ed è arrivata in aula e ha tenuto banco come verità intoccabile per diversi giorni. Tanto era intoccabile che è stata toccata, tanto era utile, utilissima, che è stata smantellata, e l'emendamento che adesso riceviamo, pur non essendo soddisfacente, perché mira comunque ad allentare, seppure di poco, il sistema delle garanzie e di tutela ambientale del nostro territorio regionale (il sistema delle garanzie positive, non dei vincoli negativi) seppure con efficacia molto minore, direi con una efficacia così attenuata che quasi è inefficace, è senz'altro meno dannoso. Tuttavia si è voluta conservare l'idea che il messaggio fatuo, che doveva essere dato all'opinione pubblica, debba persistere e che il cavaliere solitario sia riuscito a imporre al suo Gruppo, alla sua maggioranza, al Consiglio, chissà quale provvedimento liberatorio.

Noi solo su questo vogliamo dire una parola. Sarebbe ora che questo tipo di incursione politica e di condotta scorretta cessasse. E` stata rappresentata una condizione per cui le leggi del Consiglio regionale, quelle leggi, per altro, votate a larghissima maggioranza (quasi tutte le leggi in materia edilizia, urbanistica ed ambientale in questa nostra Regione sono state votate o a larghissima maggioranza o all'unanimità, non dalle stesse persone ovviamente, ma cosa rappresentano le persone, chiunque siano, voi o noi? Quando si parla di unanimità o di larga convergenza in politica, nelle istituzioni, intendiamo sempre l'incontro o almeno l'avvicinamento e la convergenza delle grandi culture politiche, le grandi culture democratiche, che hanno diverse visioni generali delle cose, certo, ma tutte ispirate ai principi della democrazia ed anche ai valori di benevolenza nei confronti della Sardegna, del suo popolo e della sua terra) sarebbero oggi superate. E si tratta di quelle leggi che la Regione ha adottato, quelle leggi che non abbiamo vantato noi, ma che altri ci hanno riconosciuto essere il più delle volte d'avanguardia, antesignane di altri provvedimenti e di altre leggi e normative, che in sede comunitaria e nazionale sono state successivamente adottate. Ebbene, noi quelle leggi le teniamo care! Sappiamo che sono imperfette, sappiamo che debbono essere modificate e notevolmente migliorate, ma migliorate perché raggiungono meglio, più efficacemente lo scopo per le quali sono state pensate, e poi, purtroppo, sono state poco e malamente attuate. Questo, secondo me, secondo noi, intanto è da dire.

Perché parlare in modo strumentale di snellimento di procedure? Badate, a dire bugie abbiamo imparato dalle favole la metafora della crescita del naso. Ma in politica dire bugie fa crescere il naso e fa crescere anche qualche altra cosa, ma non di buono. Perché continuare a tentare di accreditare l'idea che il sistema di tutela, che lo sforzo convergente, convinto, politicamente maturo, culturalmente valido che la politica e le istituzioni della politica autonomistica in questa Regione sono riusciti a conquistare, perché accreditare l'idea che tali garanzie rappresentino lacci, laccioli, vincoli? Non sono vincoli! Quando si dice "in vincoli" di una persona o di una situazione, si intende che è incatenata, ammanettata, che ha i ferri di campagna; quali sono i vincoli in materia di regolazione di tutela ambientale? Le regole che sono state date, seppure imperfette, seppure da migliorare, da rendere più efficaci, non sono vincoli, sono indicazioni positive, sono elementi e fattori di liberazione, sono elementi e fattori di progresso e di crescita sana ed equilibrata della nostra economia.

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue COGODI.) E a quella tutela ambientale i sardi tengono moltissimo, e gli strumenti che noi dobbiamo adottare devono essere sì strumenti più agili, più efficaci, però strumenti agili ed efficaci in una direzione, quella della tutela e quella della salvaguardia del bene, del patrimonio più prezioso che noi siamo chiamati non solo a difendere e a salvaguardare ma anche a custodire e a trasmettere, in modo che su di esso si possa fondare un progetto o anche un sogno per quanto è possibile, se tutto il progetto nel breve tempo non si potrà realizzare, di uno sviluppo sano ed equilibrato, di un progresso vero di questa nostra regione. Questo messaggio distruttivo, questa incursione piratesca, perché la pirateria esiste non solo nella storia e nei mari, ma esiste anche nella politica e nelle istituzioni, queste incursioni ricorrenti di carattere piratesco che sempre intendono mettere in forse conquiste civili della politica e delle istituzioni democratiche dovrebbero cessare, perché in questa nostra Regione le buone leggi, anche le leggi imperfette ma buone, quelle che muovevano e muovono verso la direzione giusta, hanno consentito di salvare dal degrado crescente i beni più preziosi di questa nostra Isola! L'idea che è cresciuta è che le norme che sono state approvate dall'Assemblea regionale non solo in materia urbanistica ed edilizia, ma anche in materia di parchi, di aree protette, di monumenti naturali, anche nel conflitto, anche nella difficoltà, anche nella ricerca di convergenze difficili, hanno raggiunto questo obiettivo; in questo campo questa Regione è stata all'avanguardia, merita di rimanere all'avanguardia e deve rivendicare questo ruolo.

Conclusivamente io, come vedete, non mi sono riferito a nessun articolo, a nessun comma, a nessun codicillo né della norma principale né dell'emendamento, mi sono riferito, invece, al valore generale, al valore che noi intendiamo riaffermare di norme che aiutino la difesa del territorio e dell'ambiente, la crescita sana ed equilibrata di questa nostra regione contro tutti i pirati che da fuori guardano la nostra Regione aspettando di poter fare le loro incursioni, e contro le mire speculative in edilizia e in politica di tutti i basisti che da queste parti intendono preparare i porti per lo sbarco dei pirati d'oltremare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la proposta dell'onorevole Pili, che è stata approvata dalla Commissione bilancio, conteneva due punti fondamentali. Il primo limitava la procedura di VIA alle sole aree nazionali e regionali protette, già formalmente istituite, che in Sardegna sono La Maddalena e l'Asinara, Porto Conte e Molentargius; tutto il resto del territorio regionale veniva escluso dalla procedura di VIA. L'altro punto che era contenuto nella proposta Pili era che per il resto delle aree regionali protette ai sensi della legge numero 31 del 1989 si prevedeva la predisposizione di un piano a cura della Giunta regionale, un piano che doveva stabilire due cose: le zone obbligatoriamente assoggettate alla VIA e le zone per le quali si sarebbe dovuta prevedere tale valutazione.

Noi abbiamo contrastato fermamente questa proposta, nel merito, per tre motivi fondamentali: intanto perché abbiamo ritenuto non accettabile che una questione di questa natura e di questa complessità e delicatezza venisse inserita in quel modo nella legge di assestamento, perché riteniamo che debba essere oggetto di una legge organica che affronti complessivamente la materia, che dia risposte serie e credibili ai problemi che sono legati alla soddisfazione di due distinte esigenze: quella di garantire una adeguata tutela del nostro ambiente e quella di assicurare uno sviluppo compatibile con le esigenze di tutela. Un altro motivo di contrarietà a tale norma, sempre nel merito, era che l'obiettivo della proposta Pili, l'obiettivo vero, era di dare un colpo mortale alla legge numero 31, di colpire l'idea stessa di parchi regionali, e questo debbo dire, si inserisce nell'ambito della politica più generale che il Polo sta conducendo in campo nazionale. Questo non possiamo assolutamente accettarlo, perché riteniamo che non esista e che non possa esistere sviluppo degno di questo nome senza tutela dell'ambiente, su questo non abbiamo alcun dubbio. Riteniamo inoltre che il piano previsto nella seconda parte dell'articolo Pili, fosse un passo indietro rispetto alla legge 31 che prevede che siano gli enti gestori dei parchi a stabilire quali sono i contenuti del piano e a quaqle uso le diverse aree all'interno dei parchi debbano essere destinate. Si trattava di una norma che riaccentrava le competenze, e questo non era accettabile neanche dal punto di vista dei rapporti tra livelli di governo regionale e degli enti locali.

La nostra posizione, insomma, è favorevole alla ridefinizione organica della materia, nei tempi più rapidi possibili, da parte del Consiglio. Che cosa, in sostanza, siamo riusciti a fare in queste giornate di trattative anche molto faticose? Per quanto riguarda le aree protette in base alla legge regionale numero 31, da un lato sono tutelate dalla direttiva habitat 92 43, che già di per sé prevede la procedura di VIA per circa l'ottanta per cento di esse, per il restante 20 per cento abbiamo inserito una norma in quell'emendamento, che prevede, il loro assoggettamento alla procedura di incidenza, come previsto dal D.P.R. numero 357 del 1997. Insomma, vi debbo dire, con tutta sincerità, che questa battaglia non ci ha assolutamente entusiasmati, è stata una battaglia nella quale abbiamo cercato di salvare il salvabile, è stata per noi una battaglia difensiva, nel senso che abbiamo cercato di evitare danni che, a nostro parere, sarebbero stati irreparabili per molti versi. In questo modo riteniamo di aver mantenuto una porta aperta, perché in questo Consiglio, alla ripresa, si possa continuare il confronto per dare alla nostra Regione una legge degna di questo nome.

Io voglio anche dire, e concludo, che mi ha colpito molto il fatto che in tutti questi giorni questo Consiglio è stato praticamente tenuto in scacco dalla proposta Pili. Non mi sfugge neanche il fatto che quella proposta nasca da problemi presenti all'interno della coalizione che governa la Regione, problemi che, mi pare, per molti versi poco abbiano a che vedere con le esigenze dello sviluppo della Sardegna, della tutela dell'ambiente, con i problemi veri di questa Regione, perché se si volessero affrontare i problemi veri di questa Regione non si porrebbero le questioni in quei termini. Un Consiglio tenuto in scacco, una discussione strozzata ed appesantita oltre misura su un provvedimento così importante come l'assestamento di bilancio, una discussione che doveva essere evitata se ci fosse stato senso di responsabilità come ci sarebbe dovuto essere. Così non è stato. Noi non siamo in maggioranza, noi non abbiamo i numeri per dare la linea a questo Consiglio, però abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per uscire da questa battaglia in modo dignitoso affermando che abbiamo ottenuto un risultato importante. Naturalmente questo non ci soddisfa completamente, perché ci rendiamo conto che il problema grosso è ancora tutto da affrontare e da risolvere, però, insomma, possiamo essere soddisfatti per come questa vicenda si sta concludendo. Voglio anche dire che noi, per i motivi che molto schematicamente ho riassunto, abbiamo scelto di astenerci, perché riteniamo che sia questa la scelta più giusta, più rispondente alla verità delle cose, anche perché noi siamo una forza che, rispetto ai problemi dello sviluppo e dell'ambiente, abbiamo un'idea molto chiara che voglio ribadire, che è quella che lo sviluppo deve essere regolato da norme certe e snelle; dobbiamo dare risposte agli imprenditori, ai cittadini, ma lo sviluppo deve avvenire anche salvaguardando rigorosamente l'ambiente, perché il nostro ambiente è la condizione stessa dello sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Io ieri sono intervenuto cercando anche di approfondire questo argomento che sicuramente aveva bisogno, come credo che abbia ancora bisogno, di essere ulteriormente analizzato, almeno questo è il dato che acquisisco dal dibattito e dal lavoro notevole che si è fatto nella Commissione che si è appositamente riunita per cercare di affinare un po' questo argomento, sapendo che era un lavoro improbo, un lavoro che in pochi giorni, così come è stato, non poteva sicuramente risolvere le varie questioni aperte. Ho cercato di approfondire l'argomento relativo alla valutazione di impatto ambientale, tenendo presente un aspetto che, almeno dal mio punto di vista, va sottolineato, cioè che la valutazione di impatto ambientale è sicuramente un fatto positivo che deve entrare nella cultura di noi sardi, degli imprenditori e di chi all'interno di questo Consiglio ha a cuore le sorti della nostra Isola. La VIA va considerata come un elemento di cui ci dobbiamo appropriare, che sicuramente per qualunque opera che si debba realizzare rappresenta un valore aggiunto, così come ho detto, un elemento che conferisce maggiore pregio all'opera che si vuole edificare, opera che una volta esperita positivamente la VIA, è certificata come compatibile con la tutela dell'ambiente e con la sua valorizzazione, obiettivi dei quali principalmente ci dobbiamo interessare se davvero ci proponiamo di trarre occupazione e ricchezza dalla risorsa ambientale di quest'Isola.

Allora, intorno a questo argomento ho cercato anche - come hanno fatto, ne sono convinto, molti colleghi - di sensibilizzare questo Consiglio, in particolare la maggioranza che non mi sembra attenta al fatto che la materia urbanistica, e in particolare gli aspetti relativi alla tutela ambientale, sarebbe opportuno non disciplinarli attraverso norme intruse in leggi omnibus, come in effetti stiamo facendo, per far passare alcune disposizioni che stravolgono, e come in questo caso non snelliscono, bensì cancellano quanto di buono è stato fatto in particolare per la tutela.

Io credo che dobbiamo convincerci che la VIA non è un vincolo. La VIA è una strada maestra per la tutela di cui noi abbiamo principalmente bisogno; non è lo strumento che serve a bloccare le iniziative che portano ricchezza, ma è uno strumento che serve a creare e a preservare la ricchezza primaria; di questo dato noi sicuramente dobbiamo prendere innanzitutto coscienza, ed è di questa coscienza che ho parlato ieri, ed è questa coscienza che io credo noi dobbiamo acquisire. Ed è questa consapevolezza che la quarta Commissione, di cui io faccio parte, ed il cui il Presidente che non sta nemmeno ad ascoltarmi, dovrebbe sicuramente prendere a cuore. Argomenti di questo genere dovrebbero prima di tutto essere portati in quella Commissione, i cui componenti non capisco perché non si si siano, come noi, opposti al modo in cui argomenti di questo genere vengono trattati da alcuni degli articoli di questo assestamento. La VIA, dicevo, per non continuare a toccare un argomento che per me è una piaga, visto che non sono ascoltato, visto il risultato della conferenza nel corso della quale abbiamo denunciato la totale assenza della maggioranza in quella Commissione, conferisce un valore aggiunto, attraverso un'analisi costi-benefici su qualunque opera che si voglia realizzare, ci rende consapevoli del costo che noi dobbiamo pagare in termini di perdita di qualità della vita, di perdita di valore dell'ambiente in cambio di posti di lavoro, per capire se quella trasformazione è una trasformazione che noi ci possiamo permettere senza rinunciare a questa ricchezza non solo per noi, ma per i nostri figli, per quelli che devono venire, perché di questo si tratta alla fine.

Io credo che il messaggio politico che invece sta venendo fuori da questa discussione debba far aprire gli occhi a ciascuno di noi. Siamo davanti a una maggioranza che si candida ad annullare i cosiddetti vincoli per cercare di realizzare quello che non abbiamo sinora consentito, perché teniamo alla tutela ambientale; quello che questa maggioranza sta cercando di far passare è la totale negazione della salvaguardia a cui noi, invece, crediamo di dover prima di tutto tendere, per la quale io credo il centrosinistra stia combattendo e che il centrosinistra, in questi due giorni di lotta, ha cercato di recuperare con un emendamento che io ritengo, anche se non sicuramente il migliore che potevamo ottenere, certamente quello che riesce in qualche modo a vanificare quell'articolo che tagliava, eliminava, annullava tutti gli effetti positivi della legge 31, che sicuramente poneva questa Regione sulla giusta strada pur sapendo che siamo estremamente in ritardo, come dicevo, nell'attuazione di tutte le leggi di carattere urbanistico, di cui si sente il bisogno perché sono leggi che non possono ancora aspettare. Quindi non è uno snellimento quello a cui tendeva l'articolo 6 quinquies, ma era un totale azzeramento di quanto di positivo era stato approvato. Noi siamo riusciti a modificarlo; non siamo soddisfatti perché sappiamo che stiamo pagando qualche cosa, ed è per questo che, pur sapendo che abbiamo salvato quello che era salvabile, pur sapendo che i numeri non ci consentono di ottenere di più, non voteremo questo emendamento, ma siamo anche moderatamente contenti di aver raggiunto un risultato nella totale certezza che comunque, se fossimo stati tutti d'accordo nel rinviare questo argomento alla Commissione competente affinchè lo affrontasse predisponendo una proposta di legge apposita (dando a tutti la possibilità di entrare nel merito, di costruirsi delle convinzioni che sono quelle di cui parlavo, che la tutela è principalmente salvaguardia e non vincolo) forse saremmo riusciti ad arricchirci un po' di più, ad avere maggiore certezza su come tutelare la ricchezza principale della nostra Regione. Non dobbiamo consumare tale ricchezza in momenti come questi, in cui per stanchezza, con articoli intrusi, si vanifica il lavoro di chi ci ha preceduto, di chi è convinto di aver lavorato con coscienza per la nostra Regione, per conservare ciò che noi riteniamo ci metta nella situazione, come è stato detto ieri, e non soltanto dal sottoscritto, di avere una delle isole più belle del mondo.

Con questo emendamento noi stiamo cercando di salvare qualcosa. Se fosse passato quell'articolo sicuramente saremmo arretrati non di poco, di tanto. L'auspicio è che si arrivi velocemente ad entrare in merito a questi argomenti con una legge specifica che renda giustizia principalmente alle nostre convinzioni, che affermano che la tutela non è vincolo, ma è salvaguardia e conservazione per quelli che vengono dopo di noi.

PRESIDENTE. C'è un fastidiosissimo brusio che impedisce a chi vuole prestare attenzione di ascoltare e anche a chi parla di svolgere il proprio intervento senza essere disturbato. Quindi vi prego di rispettare chi parla e chi vuole ascoltare.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, inizio ringraziando tutti i colleghi dell'opposizione che si sono adoperati con impegno e grande competenza per cercare, in qualche modo, di neutralizzare o di rendere meno pericoloso questo mostro che era stato messo in campo. Voglio citarli così esemplificativamente, ma forse dimentico qualcuno: i colleghi Masia, Alberto Sanna, Siro Marrocu, Gian Valerio Sanna, Morittu. Desidero farlo perché vanno tutti ringraziati per l'impegno, per la competenza e il senso di responsabilità dimostrati, perché si poteva anche lasciar andare avanti questo mostro, e fare in modo che chi l'aveva proposto si assumesse tutte le responsabilità delle sue conseguenze, che sappiamo bene quali sarebbero state. Devo ringraziare anche l'onorevole Felicetto Contu che, pur non essendo probabilmente particolarmente competente in questo campo, però si è sforzato di capire e di ragionare, e questo io lo apprezzo.

Detto questo, fatti i ringraziamenti, confermo quanto ho affermato: questo era un mostro che incombeva sul Consiglio regionale e sulla Sardegna; la sua proposta è stata un'incursione spregiudicata, irresponsabile, eversiva, destabilizzante ai danni del paesaggio, ai danni dell'ambiente ed ai danni anche del Consiglio, perché non si affronta un tema di questo genere in un momento come questo, e soprattutto nell'ambito di un assestamento della manovra finanziaria. Questo era un problema fondamentale che se fosse stato realmente sentito avrebbe dovuto occupare il Consiglio nei mesi scorsi e soprattutto seguire l'iter dovuto nelle Commissioni di merito. E` appena il caso di dire che la Commissione urbanistica non è stata minimamente consultata e che la Commissione ambiente, a quanto pare, in qualche modo ha subito anch'essa un blitz dal quale chiaramente sono stati tagliati fuori alcuni componenti visto il modo in cui è stata convocata, visto che c'erano delle assenze, visto che il problema non era evidentemente stato preannunziato né studiato adeguatamente.

Per fortuna in questo paese, nonostante qualcuno stia cercando di far credere il contrario, esiste ancora una costituzione che tutela i valori del paesaggio, dell'ambiente, della qualità della vita, il diritto alla salute e il rispetto degli obblighi internazionali, ed esiste, per fortuna, una Comunità europea che è particolarmente sensibile a questi problemi, dimostra di aver capito l'eredità che dobbiamo cercare di lasciare alle generazioni future, che non deve essere un disastro ecologico ma un qualcosa di buono, che è consapevole della necessità di preservare ancora le bellezze dell'ambiente e, come è stato detto, la Sardegna può essere la sede ideale per la tutela dell'ambiente perché è ricca di valori di questo genere, naturalistici, paesaggistici, monumentali, mare, coste e via dicendo, e quindi rappresenta il luogo ideale in cui tutelare e rispettare l'ambiente.

La proposta originaria, come dicevo, era un mostro, per fortuna adesso forse è solo un mostriciattolo, e potrebbe anche darsi che riesca a superare gli scogli del controllo governativo; io non credo che li supererà se verrà approvata in questi termini, però certamente non li avrebbe superati con la precedente formulazione, come non li avrebbe superati l'intera manovra finanziaria perché io credo che avrebbe travolto tutto.

Passando rapidissimamente al discorso sulla VIA, questa VIA che ha agitato i sogni notturni di Mauro Pili, io non so se era un incubo ricorrente che lo colpiva durante le notti insonni o dal sonno agitato, oppure se ogni tanto arrivava una telefonata da Arcore però...

(Interruzione)

Non arrivava, va bene; allora era un incubo federalista, autonomista; però non è un mostro che deve agitare i sogni notturni dei giovani politici e tanto meno dei politici anziani, l'ha evidenziato molto bene il collega Masia, e non solo lui. E` uno strumento di tutela, è uno strumento di progresso, è lo strumento cardine che l'Unione europea ha posto a tutela del bene primario dell'ambiente, e quindi, come tale, non va scartato, non va evitato, ma va applicato per quello che è, per quello che vuole essere, per quello che è stabilito dalle direttive comunitarie e per quello che è stato stabilito dalle norme di recepimento nazionali ed anche da quella regionale, da quell'articolo 31 della legge numero 1 del 1999 che in modo improprio, in modo fazioso devo dire, è stato definito a sua volta un blitz, è stato definito un vulnus. Ma che vulnus d'Egitto! Questo era l'unico modo per rispondere agli obblighi comunitari, perché altrimenti i progetti regionali sappiamo bene dove sarebbero finiti. C'era un ultimatum, e quindi bene ha fatto a suo tempo l'amministrazione che ci ha preceduto, nel 1999, a proporre e fare approvare quell'articolo, che forse non sarà stato eccezionalmente chiaro, eccezionalmente esauriente, però era una buona disposizione di legge, soprattutto rispettava la legge quadro sulle aree protette con tutti i principi che ad essa fanno riferimento e fanno capo, e salvava tutto il lavoro fatto dalla Regione e dalle amministrazioni precedenti, che era culminato nella normativa dell'89, sulla gestione dei parchi, con tutti gli studi che sono stati fatti; studi seri, studi impegnati, studi importanti che ci hanno posto effettivamente all'avanguardia.

Ma tutto questo, cari colleghi, va gettato nel cestino? A questo punto, con l'emendamento proposto, forse non lo sarà, ma nel tentativo c'era proprio l'intenzione di prendere questo libro e tutto quello che contiene, con tutti i valori relativi, e di gettarlo nel cestino della carta straccia. Questo non è un buon modo di amministrare, questo non è un buon modo di governare, questo è un modo di governare irresponsabile. Chiaramente, purtroppo, ripeto, l'attuale testo non aggiusterà la situazione, non risolverà i problemi, soprattutto rappresenta un attentato piuttosto evidente, piuttosto grave a tutta la filosofia che stava alla base di quella legge importante. Esporrà, probabilmente, una serie di beni naturali o naturalistici di rilevante importanza a degli arbìtri, e non aggiungo altro. Dico che ci sono, comunque, delle contraddizioni che probabilmente renderanno anche questo testo di legge difficilmente comprensibile, difficilmente applicabile, e probabilmente lo esporranno alle censure del Governo o ancora peggio, forse, qualora dovesse ottenere il visto governativo, alle censure dell'Uniomne europea. Per esempio, io non capisco, e qualcuno me lo dovrebbe spiegare, che cosa significa, che cosa si vuol dire al primo comma, laddove si parla di aree naturali protette come definite ai sensi della legge 394/91. La legge 394/91 all'articolo 2 distingue, tra le aree protette, i parchi nazionali, i parchi regionali, le riserve naturali, che poi possono essere regionali e statali. A questo punto io, ripeto, non riesco a capire come si intenda limitare e circoscrivere la portata di questa definizione. Non trovo risposta. Così come non trovo risposta all'ambiguità contenuta nel secondo comma, laddove si fa riferimento, senza distinguere sia...

PRESIDENTE. Onorevole Dore, concluda il suo intervento.

DORE (I DEMOCRATICI). Dicevo: come si intende conciliare il riferimento al D.P.R. 12 aprile 1996 e al D.P.R. 357 del 1997? Come si dovrà scegliere tra una ipotesi e l'altra, quando si dovrà dare applicazione a questa norma, io francamente non riesco a capirlo, e questo è motivo di ambiguità e credo anche sia un ulteriore motivo di illegittimità unito agli altri cui ho accennato brevemente e sui quali forse sarebbe stato opportuno scendere più nei dettagli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io vorrei, in premessa, fare una piccola riflessione a voce alta, pensando assieme a voi a ciò che abbiamo fatto in questi quattro giorni. Siamo rimasti inchiodati a discutere su una norma da tutti, da tutti dico, anche da buona parte della maggioranza, considerata intrusa. La conclusione di questi quattro giorni di lavoro e di questa discussione la potrei sintetizzare con uno slogan facile, mutuato da un titolo di film: "Pili contro Pili". Infatti l'emendamento sostitutivo all'articolo 6 quinquies è firmato da Pili ed è un emendamento che svuota, io dico quasi completamente, l'articolo 6 quinquies, anch'esso frutto di un emendamento presentato dall'onorevole Pili nella Commissione bilancio. Io mi chiedo, ma questa norma considerata dall'onorevole Pili una norma necessaria ed urgente, e quindi introdotta come emendamento in Commissione, era davvero necessaria ed urgente? Ma se era necessaria ed urgente perché non l'ha presentata l'Assessore competente in materia ambientale, cioè l'assessore Pani che, per altro, è chiamato sempre e continuamente in causa, e lo vediamo dappertutto sulla stampa, sia in riferimento alle questioni di Is Arenas che ad altre questioni.

Ma allora quali sono i motivi di merito che hanno spinto a presentare quell'emendamento se poi, alla fine, "Pili svuota Pili"? A me pare che davvero motivi di merito in tutta questa questione non ve ne siano, i motivi sono squisitamente politici. Io credo che il tentativo sia quello di accreditare una immagine, che è quella della modernizzazione, della semplificazione, dello snellimento, della accelerazione dello sviluppo. E' una immagine che trova riscontri analoghi in proposte che Forza Italia sta facendo a livello nazionale. Poco importa, poi, nel merito, se la proposta originaria, parlo dell'articolo 6 quinquies, era una vera e propria trappola normativa, complicava le norme preesistenti, le rendeva inapplicabili anche nelle procedure. E infatti introduceva il piano per le aree nei parchi già istituiti creando un conflitto di competenza e un contrasto con gli enti parco e con i comuni; introduceva poi elementi di forte contrasto normativo con le leggi nazionali. Sarebbe stata sicuramente, o lo sarà se malauguratamente verrà approvata, bocciata dal Governo. Dalle interlocuzioni che ho avuto con membri della maggioranza è apparso chiaro che questo rischio era presente a tutti, ma allora se anche la maggioranza percepiva questo forte rischio, e con esso il rischio del rinvio della legge finanziaria che si portava appresso, perché si è comunque inchiodato il Consiglio per quattro giorni su questa discussione,cui prodest? Qual è la vera posta in gioco, mi chiedo e vi chiedo, se la norma di merito non lo è? La dimostrazione di ciò è il risultato delle interlocuzioni certo lunghe e faticose che ci sono state in una cosiddetta "commissione impropria", perché le commissioni proprie non sono state naturalmente coinvolte, né lo potevano essere. Insomma, alla fine, l'emendamento all'articolo 6 quinquies riproduce quasi sostanzialmente il quadro definito dall'articolo 31 della legge regionale numero 1 del 1999. Tanto rumore per nulla, quindi.

Naturalmente io so bene, tutti sappiamo bene, che è stato sventato un primo atto maldestro di smantellamento della normativa di tutela, che vi è una intenzione forte da parte della maggioranza di smantellare il quadro di tutela. Ne è una riprova la mozione presentata dagli onorevoli Onnis e più. Io l'ho letta, è una mozione che lo dichiara davvero apertamente lo smantellamento delle norme di tutela e intende non migliorare, non innovare, ma annullare senza avanzare una proposta alternativa, ciò che già esiste. L'idea che sottende è l'idea di uno sviluppo libero, senza regole, senza tutele, quel tipo di sviluppo che negli anni Settanta e Ottanta ha prodotto l'abusivismo e ha prodotto tutte le brutture che noi vediamo se giriamo la Sardegna. Questa è un'idea da popolo sottosviluppato che svende le sue risorse per un tozzo di pane. Ma, badate, io sono convinto, e credo anche voi, che i sardi non sono più così, hanno acquisito un'idea corretta di sviluppo sostenibile; lo ha dichiarato in un suo articolo, io l'ho già detto, un fondista de L'Unione che invitava tutti alla delazione sulle brutture presenti e future in Sardegna. I sardi sanno distinguere chi parla di valorizzazione e di tutela in maniera generica o strumentale da quelli che invece vogliono davvero coniugare questi due termini che sono inscindibili tra di loro, che sono davvero il vero bene economico.

La tutela valorizza il bene, non impedisce cioè che esso produca i suoi effetti positivi, e allora noi dobbiamo sforzarci di introdurre la cultura dell'uso degli strumenti di tutela. Non dobbiamo aver paura degli strumenti di tutela perché essi (VIA, verifica di incidenza eccetera), non sono un attentato alla valorizzazione di un bene, bensì il presupposto della sua valorizzazione. Un bene ha quindi più valore anche sul mercato, anche da un punto di vista economico, se è certificata la sua compatibilità con la tutela ambientale, un po' come il marchio DOC per i vini; inseguiamo questi marchi, il DOC, il DOP e così via, perché stanno diventando, come dire, elementi di forza nel mercato, in un mondo che finalmente cerca il bello ed aborrisce le brutture. Naturalmente tutto ciò è possibile, e questo è il punto, se si adottano norme chiare, certe, procedure con tempi certi; questo è necessario, e da qui l'esigenza che noi poniamo e abbiamo posto, in prima battuta, di stralciare questo articolo e di lavorare ad un nuovo e coerente impianto normativo che garantisca tutti e in maniera trasparente, che garantisca le trasformazioni e non soltanto a favore dei più forti, ma per tutti.

Sappiamo bene che i vincoli eccessivi ed ingiustificati sono i veri nemici della tutela, sono il grimaldello che poi viene usato per scardinare le norme di tutela, sappiamo che le rendono più deboli perché, in qualche modo, inibiscono le aspettative anche legittime di singoli, dei comuni che non possono realizzare qualche opera pubblica e così via; ma dietro i fautori della deregulation sarda non c'è un modello di sviluppo sostenibile, ma secondo me vi è davvero, anche inconsapevolmente per molti, vi è davvero la vecchia speculazione fondata sull'edilizia e sul cemento.

Infine, per concludere, io continuo a mantenere forti perplessità, ritengo che la norma, davvero, non aveva l'urgenza e la necessità che è stata addotta a motivo della sua presentazione, io la ritengo una norma inopportuna in una legge di assestamento finanziario, ma non solo, guardate, per motivi di carattere formale come la sua improponibilità nella legge di contabilità e così via, l'ha detto qualche collega: io ritengo che questa norma discussa in questa sede, anche mettendo insieme le migliori competenze, ha espropriato le commissioni di merito, ha espropriato la sede della riflessione su questa materia che è propria di quelle commissioni, ha introdotto qualche elemento di improvvisazione. Certo, la mediazione è stata una mediazione tutto sommato alta, è stata una mediazione tutto sommato corretta, però ci ha privato della riflessione necessaria per affrontare un tema così importante. Il rischio è, comunque, che vi siano contraddizioni tra questa norma e l'impianto normativo nazionale e comunitario, il rischio per questa norma, secondo me, è ancora il rinvio, e quindi ritardi e rallentamenti; altro che accelerazioni del quadro e del processo di sviluppo! E di questo rinvio naturalmente se ne renderà responsabile l'attuale maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io utilizzerò pochissimo del tempo a mia disposizione, ed approfitto dell'intervento anche per fare la mia dichiarazione di voto, annunciando che mi asterrò. Mi asterrò su questo emendamento non per un giudizio sul merito di esso, quanto per una delle considerazioni che sono state fatte, cioè che avremmo ritenuto opportuno che su questa materia ci fosse una riflessione più ampia, più compiuta, che avesse attraversato tutti i livelli istituzionali e che avesse rivisitato tutta la normativa in materia di tutela, di salvaguardia e di sviluppo, riflessione di cui noi sentiamo veramente l'esigenza e il bisogno. Questa è la ragione, prima ancora che un giudizio sul merito del testo, che mi porta a dire che è giusto astenersi. Rispetto alle altre questioni, io credo che quando si arriva a un punto di incontro, devo dire che non conta molto la proposta dalla quale si è partiti, e discuterne forse oggi serve poco, anche perché ne abbiamo discusso per quattro giorni, ed ognuno di noi ha avuto modo, in tutte le occasioni, di esprimere il proprio parere; forse non conta neanche tanto più discutere sulle intenzioni, conta quello che c'è, il punto di incontro che comunque è stato trovato, dovuto ovviamente al fatto che la maggioranza ha preso atto dell'impossibilità di portare avanti la propria proposta, e ha ritenuto opportuno, dopo quattro giorni di discussione, di proporne un'altra che, per quanto mi riguarda, ritengo innovativa, diversa, migliore rispetto a quella originaria, tanto che, appunto, arrivo all'astensione.

Ciò che mi dispiace è il tentativo che c'è stato di far apparire una parte delle forze e dello schieramento politico come i fautori dello sviluppo, l'altra parte, invece, come i fautori dell'ingabbiamento, dei paletti, dei vincoli e quindi della impossibilità di avviare un processo di sviluppo, anche turistico, nella nostra Isola. Io sono tra quelli che ha contestato apertamente quell'articolo e ritengo che l'approvazione di questo emendamento proposto dal centrodestra con l'astensione di molti di noi del centrosinistra, rappresenti un passo in avanti, ma non accetto l'etichetta che mi viene attribuita di far parte di quelli favorevoli ad ingabbiare, a bloccare, ad evitare l'avvio del processo di sviluppo. Ritengo, anzi, come ho detto prima, che ci sia bisogno, al di là di questo emendamento, che il Consiglio ritorni sulla materia e sul contenuto di questo emendamento, rivaluti complessivamente e riveda organicamente la legislazione in materia di tutela, di salvaguardia e di sviluppo, e si arrivi ad un testo molto più compiuto rispetto all'attuale, ma anche al testo dell'articolo 31 che ha fatto nascere questo emendamento e l'articolo che veniva qui contestato.

Vedete, io non sono neanche tra quelli che sostiengono che la disciplina dettata dalla legge 31 sia tabù e non si possa toccare, intanto perché la legge 31 non dispiega più effetti ai fini della salvaguardia, e non li dispiega più da un paio d'anni, non da oggi, perché le norme relative sono decadute sin dalla scorsa legislatura, e neanche perché pensi che le delimitazioni territoriali che furono definite allora non possano essere riviste, perché le abbiamo contestate anche nella precedente legislatura, le abbiamo e le hanno contestate in particolare gli enti locali, le hanno contestate i comuni perché erano nate in via Biasi e le popolazioni e i cittadini non avevano contribuito a definirle. Quindi anche i provvedimenti di delimitazione dei confini assunti in base alla legge 31 possono essere modificati e, anzi, se noi avessimo avuto la capacità, lo abbiamo fatto per i parchi di Molentargius e Porto Conte, ma forse, saremmo stati in grado, nella fase finale, di istituire anche i parchi della Giara e del Monte Arci, perché c'era il consenso, se avessimo ridefinito quei confini e dato a quelle popolazioni, a quei comuni, la possibilità di partecipare alla decisione e di istituire i parchi che in quel momento quelle popolazioni ritenevano fattibili.

Se fossimo stati in grado di fare questo, forse anche la discussione sui parchi, sui vincoli eccetera avrebbe avuto una collocazione diversa, perché tra i nemici dei parchi e della tutela e della salvaguardia sicuramente ci sono quelli che vogliono la deregulation totale, e quindi magari l'abbattimento di tutte queste norme che il Consiglio regionale, anche dopo anni di dibattiti e discussione si è dato, ma ci sono anche quelli che per eccessivo integralismo e radicalismo delle posizioni, hanno impedito che si potesse, invece, procedere ad uno sviluppo concreto e serio anche in materia di parchi e di tutela; sono coloro che hanno contribuito a creare contrapposizioni tra le popolazioni, non il consenso necessario, proprio a causa di un eccessivo integralismo e radicalismo delle posizioni assunte. Ora noi siamo arrivati ad un punto radicalmente modificato, del resto, anche il silenzio col quale la proposta viene accolta è segno che comunque è un punto di caduta, e quando ci sono punti di caduta tutti possono essere vincitori o perdenti.

Presidenza del Presidente SERRENTI.

(Segue MARROCU.) Io penso che l'emendamento sostitutivo dell'articolo oggi proposto, sia un punto di partenza e, per quanto mi riguarda, mi asterrò dal votarlo, perché ritengo che si debba affrontare una complessiva revisione di tutta la normativa, però penso che comunque questa proposta preannunci un rinvio ad un processo legislativo nuovo, diverso, da avviare nei prossimi mesi, su questa materia, e non ci siano né vincitori né sconfitti; certo è che un disegno che a noi era parso presente in quel progetto, al di là delle intenzioni dei protagonisti, non è passato. Oggi, comunque, c'è un nuovo testo, su quel testo è giusto che si dia un giudizio e su questo testo, per quanto mi riguarda, mi asterrò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente..

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, colleghi della Giunta, onorevoli consiglieri, prendo la parola conclusivamente in questo lungo dibattito, che avrei preferito fosse stato impostato più correttamente soltanto sull'aspetto ambientale e non all'interno della discussione su una legge finanziaria, ma i più vecchi, i più esperti mi hanno detto...

(Applausi)

Abbiate pazienza, non sono qui per ricevere applausi da nessuno. Fatemi parlare perché vi debbo dire delle cose a mio giudizio importanti. Mi devo, evidentemente, acculturare, perché l'esperienza dei più vecchi mi ha detto che da più di vent'anni si è soliti inserire nei progetti di legge di carattere finanziario tutte le norme importanti che, connesse al bilancio, o quanto meno connesse all'attività finanziaria, determinano, poi, la impostazione dei programmi e dei risultati.

Mi rivolgo all'onorevole Morittu, intanto, per muovergli cortesemente un appunto: fra di noi non dobbiamo dialogare attraverso Internet, abbia pazienza. Io sono presente in Assessorato, non c'era bisogno che lei cliccasse presso il suo terminale per sapere qual era la situazione della VIA in Sardegna. Penso di essere in grado di potergli dare notizie precise e puntuali senza bisogno che si rivolga al mezzo informatico. Mi scusi, è un appunto garbatamente polemico.

MORITTU (D.S.). Da lei lo accetto.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Io sono sempre pronto e disponibile e mi sembra di aver dimostrato che con la mia disponibilità certi problemi sono stati avviati a soluzione. Peraltro, debbo anche dirvi che vivendo per quattro giorni, quasi fossimo fidanzati, con il ministro Bordon, ho potuto apprendere da lui che la nostra è una delle regioni più protette, è una delle regioni che, non solo a suo giudizio, meritano l'appellativo di regione che tutela l'ambiente nel migliore dei modi, sia sulla costa sia nei territori interni. Quindi, evidentemente, geneticamente le nostre genti non hanno bisogno di imposizioni rigorose dall'alto; lo hanno dimostrato, ritengo, protestando a voce alta contro l'imposizione del parco del Gennargentu, protestando, per quanto garbatamente, anche di recente, contro il parco di La Maddalena, e cercando di far nascere i parchi, quelli che noi vogliamo che siano parchi, e nel contempo che siano zone di riserva particolari.

Il lavoro di censimento compiuto dalla Regione Sardegna con il Progetto Bioitaly, che trae origine dalla direttiva comunitaria 92/43 e che si è concluso nel 2000 con la comunicazione che il sottoscritto ha inviato a 165 comuni mandando le perimetrazioni dei 114 siti di importanza comunitaria, che evidentemente riguardano più comuni, mandando loro la documentazione, ha provocato una serie di reazioni: ho incominciato a ricevere le prime allarmate richieste di chiarimenti, ho fornito le prime necessarie spiegazioni perché capissero di che cosa si stava parlando, questo tanto per essere chiari. Sicché il lavoro compiuto dalla Regione nell'attuazione del Progetto Bioitaly e nell'ambito di quanto previsto nel contratto a suo tempo stipulato (sto parlando del 1995) tra il Ministero dell'ambiente e la stessa Regione, può ritenersi concluso al cento per cento di quanto era previsto.

In particolare sono state compilate 114 schede relative ad altrettanti siti di interesse comunitario per le specie e habitat presenti riportati negli allegati alla direttiva comunitaria 92/43, per le quali la Commissione Europea, che ha esaminato i tabulati, ha espresso un giudizio di apprezzamento e lode. Sembra che questo Progetto Bioitaly, nato, vi ripeto, da un accordo generale, che poi ha determinato i vari progetti Life Natura, abbia avuto riscontro puntuale e preciso soltanto in Sardegna (incominciamo a prenderci i meriti che ci competono, che ci sembrava e ci sembra giusto sottolineare). Sono state compilate ulteriori schede relative ai siti di interesse regionale e tutti i dati sono stati completati dalle osservazioni e dai relativi commenti sui siti. La superficie globalmente interessata dal censimento è risultata pari a 460 mila ettari, il che significa il 19 per cento dell'intero territorio regionale, che non è poco se lo vogliamo vedere sotto l'aspetto del vincolo assoluto, dell'ingabbiamento e di quant'altro, ma non è così che dobbiamo ragionare, non è con questo criterio che dobbiamo interloquire con le amministrazioni locali che devono essere giustamente e responsabilmente chiamate in causa per partecipare in maniera consapevole a questo progetto. Le schede sono state corredate da una cartografia 1:25000 sulle sezioni I.G.M. della nuova Carta d'Italia. Con precisione di tale cartografia si è provveduto alla digitalizzazione in coordinate Gauss-Boaga dalla società Planet di Valenzano, come richiesto dallo stesso Ministero. Il file è denominato, onorevole Morittu, "BIOSA R25DGW" ed è stato digitalizzato in formato DGW Microstation. La consegna dei dati è avvenuta, attraverso il software a disposizione del Ministero, direttamente all'Enea, che ha curato gli aspetti informatici del progetto.

Tutto il materiale cartografico e informatico esiste in originale presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente, è a disposizione di tutti e a maggior ragione dei Consiglieri regionali. Per lo svolgimento di tutte le attività previste dal programma Bioitaly, la Regione si è avvalsa della collaborazione dei dipartimenti universitari di Cagliari e di Sassari attraverso scienziati, così come li chiamo io, che evidentemente hanno consentito la chiara illustrazione di questo progetto. La valutazione finale del lavoro e dei risultati prodotti non può che ritenersi globalmente soddisfacente. Esso consente, come prima cosa, di disporre, su una base omogenea e organica, dei valori naturalistici validati, scientemente presenti sul territorio della Regione; costituisce il più importante strumento per la redazione di successivi elaborati tematici, tra cui la Carta della natura della regione; pone le basi - questo è l'aspetto più importante - per un'indispensabile attività di monitoraggio dei siti della rete ecologica regionale, coerentemente con i presupposti della direttiva comunitaria più volte richiamata.

E' tuttavia indubbio che al fine di non vanificare l'impegno profuso per ottenere tali risultati, sia necessario un continuo affinamento ed approfondimento delle conoscenze in relazione agli obiettivi di conservazione della natura e di tutela della biodiversità, posti alla base della direttiva comunitaria e della rete ecologica europea Natura 2000. Questo potrà essere ottenuto con il proseguo dell'attuazione della direttiva più volte richiamata, che vede l'amministrazione regionale impegnata con risorse umane ed anche finanziarie, perché ancora non ci è arrivato il rimborso delle somme spese; abbiamo firmato il contratto col Ministero dell'ambiente, però ancora non abbiamo incassato le somme da noi antecipate per realizzare questo progetto. Ritengo doveroso denunciare apertamente e a voce alta questi ritardi, così come ho fatto anche col Ministro, con direttori generali del ministero, perché l'Unione Europea non ha ancora provveduto, sicché noi abbiamo antecipato le risorse necessarie e l'Unione Europea ancora non ci rimborsa, la medesima Unione Europea che, per altro, interviene nei problemi nostri, e a questo proposito io sono irrevocabilmente attestato sul principio della gestione autonoma, che dobbiamo avere per la competenza che abbiamo dimostrato, per la validità del rapporto che siamo in grado di attestare con la nostra gente.

PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, io la devo richiamare al tempo.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Ho finito. Io non ritengo che si possa pensare che con questo patrimonio noi adesso, quale nuova maggioranza, mettiamo a ferro e a fuoco la Sardegna. Vi sbagliate tutti voi se pensate cose di questo genere! Non è possibile! Mi rivolgo a voi perché è da voi che sono arrivati gli appunti; è da lei, onorevole Cogodi, che mi sono arrivati appunti.

FALCONI (D.S.). I pericoli arrivano da lì.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. No, non è vero! Questi valori fanno parte della mia storia, fanno parte della mia coscienza. Questo non è possibile! Abbia pazienza, onorevole Cogodi!

COGODI (R.C.). Non tutti la pensano come lei.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. No, no, tutti! Mi assumo la paternità, perché ho anche i capelli bianchi per farlo, di tutti. Non è possibile, abbiate pazienza!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. L'Assessore sta concludendo.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. E` da voi che ho ricevuto le dolorose lamentazioni.

COGODI (R.C.). Non adesso.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Le ho ricevute prima, non adesso, ma prima le ho ricevute. Allora, sulla scorta del progetto Bioitaly io ritengo di poter garantire il rispetto dei valori di tutela ambientale, una volta predisposta la legge che certamente faremo assieme, la faremo assieme, per la definitiva, chiarissima impostazione che dobbiamo dare al problema, però, credetemi, non si possono bloccare iniziative già avviate a conclusione, già sottoscritte, con programmi regionali che devono essere rispettati, perché la continuità esiste e la dobbiamo tutti assieme difendere. Quel programma regionale che porta la firma dei rappresentanti di allora, oggi non può essere oggetto di ripensamento. Abbia pazienza, onorevole Sanna, come può venire a dirmi quanto mia ha detto quando abbiamo constatato assieme che quelle realizzazioni non possono essere fatte?

PRESIDENTE. Assessore, la prossima volta l'onorevole Cogodi parlerà per mezz'ora in più.

COGODI (R.C.). Sta dicendo cose giuste, lasciamolo parlare.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Non lo so. Non lo so, abbiate pazienza tutti.

PRESIDENTE. Io mi devo attenere al tempo concesso per Regolamento, che è già trascorso da un po', la prego, arrivi alle conclusioni.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. E` il primo intervento importante che faccio in quest'Aula. Spero di non essere chiamato a farne altri. Chiedo scusa al Presidente e al Consiglio se mi sono intrattenuto più del dovuto, però ho sentito il dovere di dire le cose che vi ho detto.

La direttiva europea - per concludere - tra l'altro non impone che si attuino gli accertamenti sulla VIA per i siti di interesse comunitario; al comma 4 dell'articolo 5 della direttiva si dice: "Qualora, nonostante condizioni negative della valutazione dell'incidenza (signori, lo dice la Commissione Europea) sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi i motivi di natura sociale ed economica, lo stato membro adotta ogni misura (in questo caso è la Regione che si è fatta promotrice del progetto, che, unica in Italia, l'ha presentato) compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate".

PRESIDENTE.Assessore, la prego io devo insistere.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Ho finito e vi ringrazio.

PRESIDENTE. Adesso siamo in sede di votazione dell'articolo 6 quinquies e degli emendamenti. Vorrei riepilogare lo stato dei lavori, e chiedo un po' di attenzione. Onorevole Cogodi ed onorevole Sanna, un po' di attenzione. Ci sono alcuni emendamenti che suppongo debbano essere ritirati, ad esempio il numero 69 soppressivo totale, e il numero 94, ma anche i numeri 95e 89.

SELIS (Popolari-P.S.). Il numero 69 è ritirato.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'emendamento numero 94 è ritirato?

COGODI (R.C.). Il 94 non è ritirato; è soppressivo, non lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 94.

BALIA. E` ritirato.

PRESIDENTE. Allora metto in votazione l'emendamento numero 117, che è l'emendamento concordato.

Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, Assessori, consiglieri, sono state sufficienti trenta righe di un articolo della manovra di assestamento dal titolo "Valutazione di impatto ambientale. Modifiche all'articolo 31 della legge regionale numero 1 del 1999" per scuotere dall'apatia di un'estate afosa perfino un Consiglio regionale che negli ultimi tempi non aveva brillato certo per intraprendenza. A chi naturalmente poteva spettare il compito di agitare le coscienze del Palazzo, se non all'onorevole Pili? Al quale, va il merito di aver risvegliato dal torpore oltreché i giornali, anche un certo tipo di interessi molto sensibili agli investimenti in aree pregiate. All'onorevole Pili ci pare possa essere attribuita la responsabilità di voler modificare norme frutto di delicati equilibri raggiunti in Sardegna dopo anni di dibattito tra forze politiche, associazioni e forze locali, con incontri riservati a pochi ed evitando un confronto serio in aula. Porre mano a questioni così importanti in questo modo, all'interno della manovra di assestamento, i Democratici lo trovano improprio per una serie di motivazioni, non solo di tipo regolamentare, ma soprattutto di natura politica per il grande impatto che questi provvedimenti hanno nel governo del territorio.

In numerose occasioni questo Consiglio, di fronte ad argomenti di portata così rilevante, ha trovato la dignità per ribellarsi e chiedere per la loro discussione la procedura ordinaria parlamentare, ma si sa, di questi tempi c'è la frenesia di ottenere soddisfazione con qualsiasi mezzo. Poco importa se così facendo si viene meno ai principi fondamentali che rappresentano la nostra stessa ragione di essere. La regola di lavorare senza regole non ci piace perché comunque non garantisce nessuno. Pertanto, al di là del merito dell'articolo 6 quinquies, e dunque dell'emendamento che adesso lo sostituisce, al di là della sua legittimità, delle valutazioni diverse che si attribuiscono allo strumento della VIA, per noi espressione ancora di una società civile, evoluta e lungimirante, al di là di questa legittimità, i Democratici, pur avendo partecipato alle trattative che hanno consentito sostanzialmente la stesura dell'emendamento numero 117, non possono condividere il metodo utilizzato e ne respingono con forza le ragioni pretestuose dell'urgenza. Indipendentemente da come andranno le cose, i Democratici ritengono ormai non più rinviabile la definizione di regole certe sulle procedure, e chiedono che alla ripresa dei lavori di settembre la Giunta presenti una legge organica che possa normare con chiarezza tali regole.

Il voto dei Democratici su questa partita è contrario; è contrario oltreché nel merito, perché ci sono cose che ancora non ci convincono, perché con questo voto vogliamo respingere le prepotenze nei confronti di questa Istituzione da qualsiasi parte provengano, e vogliamo ancora ribadire che quest'Aula in materia ambientale, così come sempre è stato sostenuto da tutte le forze politiche, debba confrontarsi in modo serio, partecipato, consapevole, coinvolgente i territori, non stando chiusi qua dentro, perché la forza, la reale risorsa di questa nostra Regione, è data proprio dalla sua capacità di essere rappresentativa, non solo per la sua storia, ma anche per la cura degli interessi generali. Noi abbiamo a disposizione un Caravaggio, dobbiamo limitarci a mettere la cornice; non possiamo modificare niente, dobbiamo tentare, per quanto è possibile, di assicurare norme, ricordandoci sempre che il territorio non è nostro, non ci appartiene, non è un'eredità che possiamo distruggere, ma è un qualcosa che dobbiamo rispettare per consegnarla ai nostri nipoti.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, l'articolo 6 quinquies del disegno di legge numero 86/A di assestamento di bilancio, come già ampiamente sostenuto da più parti, è una di quelle norme intruse che poca attinenza, per non dire alcuna, hanno con la normativa di tipo finanziario della quale stiamo trattando, e analogo discorso è evidente che vale anche per l'emendamento numero 117. Si è obiettato che l'articolo in questione altro non sarebbe che la modifica di un'altra norma intrusa contenuta nella legge finanziaria del 1999, norma intrusa quindi, che interviene su una precedente inserita con l'articolo 31 della legge del 1° gennaio del 1999.

Ora io credo che sia opportuno aggiungere qualche brevissima considerazione su cose che sono state già dette da diversi colleghi. L'articolo in oggetto ha come titolo "Norme transitorie in materia di valutazione di impatto ambientale". Norme transitorie, quindi, in attesa di una legge organica che disciplini la materia. Non mi risulta che la Giunta, l'Assessore competente, l'onorevole Pili o altri, che oggi sono al governo della Regione, abbiano presentato alcuna proposta o disegno di legge come era loro diritto, e forse, vista la fretta improvvisa con cui è stato posto all'attenzione il problema, anche loro dovere.

Come mai la Giunta non ha fatto questo? Come mai l'onorevole Pili non ha fatto questo? Io credo, comunque, che sia corretto ricordare che l'articolo 31 della legge finanziaria del 1999 ha avuto origine da una comunicazione del Comitato di sorveglianza sul POP 1994 - 1999 con la quale l'organo dell'Unione Europea invitava la Regione sarda a dotarsi di una norma sulla valutazione di impatto ambientale, pena il blocco dei finanziamenti di tutti gli interventi aventi impatto sul territorio, non solo quelli tipicamente infrastrutturali ma anche quelli turistici, agricoli e così via discorrendo. Quindi si trattava praticamente, di un'azione obbligata e necessitata, così come anche è scritto negli atti di quelle sedute consiliari e così come l'Assessore competente di allora ebbe modo di ricordare. Ora, è evidente che se non ci fosse stata quella norma ci sarebbe stato un rischio serio di subire un blocco economico di grande rilevanza. Aveva cioè, quella norma, un'impatto di grande rilievo anche sotto il profilo di tipo finanziario ed economico. Evidentemente si tratta di fattispecie assolutamente diverse e non assimilabili, così come si è cercato di fare.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Perché si è proposto l'articolo 31?

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di fare un po' di silenzio.

PIRISI (D.S.). Presidente, non mi dispiace di interloquire con l'assessore Onida che faceva parte di quell'esecutivo e aveva anche competenza primaria in materia, quindi possiamo dire che l'Assessore del bilancio e della programmazione allora in carica, ha dovuto sopperire ad una carenza dell'assessore Onida. Si è proposto l'articolo 31 perché altrimenti c'erano i rischi di cui lei, Assessore, sapeva.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, non interloquisca, la prego, svolga il suo intervento.

PIRISI (D.S.). Nella seduta consiliare del 27 di luglio l'assessore Pittalis ha affermato che quest'Aula gli sembrava una Bisanzio, trasformata in tal senso dalle opposizioni con i loro formalismi ed il loro continuo cavillare su ogni argomento, ma come ben sa l'assessore Pittalis, la recente, anche quella meno recente, ricerca storica ha scandagliato in profondità quella cultura che va sotto il nome generico di cultura bizantina. Ma senza richiamare le molteplici componenti e la complessità di quella cultura sotto il profilo politico ed economico, artistico e filosofico, quella bizantina è una cultura essenzialmente religiosa, che mirava a realizzare in terra l'ordine divino, ad assicurare all'umanità un esito trascendente: la salvezza al di là della vita.

Non mi pare si possa cogliere in quest'Aula un afflato di così ampia portata, né dai banchi del Consiglio né tanto meno da quelli dell'Esecutivo. Colgo invece uno sguardo, che è molto prosaicamente rivolto alle cose più terrene, e mi pare che nel fatto in ispecie l'emendamento del collega Pili, che è diventato articolo 6 quinquies e successivamente di nuovo emendamento numero 117, si occupi di cose molto terrene, soprattutto dei terreni di grande valenza paesaggistica e naturalistica.

Io non tratterò, anche per motivi di brevità, e mi avvio a concludere, gli aspetti squisitamente tecnici, però credo che il collega Pili abbia avanzato una proposta che è stata presentata come norma antivincolistica, antiburocratica, per lo snellimento delle procedure a favore del...

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, le devo chiedere di concludere, arrivi alla dichiarazione di voto.

PIRISI (D.S.). Presidente, mi dia solo un minuto di tempo per recuperare il tempo sottrattomi. Chiedo scusa, non ho fatto un intervento nella discussione generale, mi sono riservato solo questo breve intervento e mi avvio a concludere. Io credo che questa rappresentazione di un paladino dello sviluppo contro coloro i quali invece sono dipinti come fondamentalisti ambientalisti, amanti più dell'ambiente che degli animali e della natura più che dell'uomo; da un lato il cavaliere della modernità, dall'altro dei visconti dimezzati fuori dal tempo con la mezza testa rivolta al passato, non sia condivisibile da noi. Credo che questo sia un disegno smaccatamente esplicito che non può essere accettato. Anche noi, signor Presidente, (chiedo scusa per il tempo che sto prendendo) siamo favorevoli ad uno sviluppo serio ma all'interno di regole precise. Siamo a favore della tutela dell'ambiente affinché questo territorio possa, un domani, avere uno sviluppo non contingente ma proiettato nel futuro.

Per questo annuncio la mia astensione dal voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, onorevoli colleghi, io credo che in questa legislatura dovremo affrontare molte volte questo dibattito e portarlo nei binari più corretti e più adeguati, più naturali. Il primo augurio che faccio a me stesso, a voi, a noi, se mi consentite, è che tutti quanti possiamo avere la coscienza, la serenità e la cultura di cercare di non rendere il confronto su questi temi un dibattito ideologico che si arrocca su posizioni radicali di segno diverso.

Noi chiediamo a voi di essere attenti alle nostre ragioni, alle nostre preoccupazioni, così come ci impegniamo ad essere attenti alle vostre ragioni, alle vostre proposte. Siamo stati molto attenti, per esempio, alle cose che ha detto l'assessore Pani, e ci sembra di intravedere, pur in un discorso reso così, a braccio, delle aperture, dei momenti di riflessione, dei punti addirittura su cui è possibile un dialogo costruttivo. Noi chiederemo all'Assessore di darci questa sua relazione e noi cercheremo di ragionare e di farlo insieme a voi, nella prospettiva da lui indicata.

Voi sapete perfettamente che noi non abbiamo rifiutato il dialogo su questa materia; non era dettato da un atteggiamento formalistico il considerare l'articolo 6 quinquies come norma intrusa perché di norme intruse ce ne sono tante altre, ma rispecchiava l'esigenza che cercavamo di proporre a voi, di dedicare a questo argomento più spazio, più meditazione, più riflessione, più confronto, cioè di dedicare ad esso, magari, la prima sessione di settembre, e in quella occasione cercare di essere tutti più consapevoli del nostro mestiere di legislatori in una materia così delicata. Non c'è stato, su questa organizzazione dei lavori, l'accordo; siamo andati ad un confronto serrato, e io devo dare atto di grande capacità, non solo ai miei colleghi che hanno lavorato su questo, ma a tutti noi, a chi ha fatto lo sforzo per dialogare, per trattare. Ricordo che, soprattutto quando i problemi sono delicati e difficili, un padre del mio partito diceva che, in sede parlamentare, bisogna trattare sempre, fino alla fine, perché c'è la possibilità, la speranza, che le posizioni si chiariscano. Allora noi siamo andati a questo serrato confronto e abbiamo registrato, appunto, una evoluzione positiva delle posizioni, cioè che quella norma che a noi destava viva preoccupazione, che sentivamo come in qualche modo avventuristica, che sentivamo pericolosa (poi può darsi che nelle vostre intenzioni non lo fosse, ma noi così la percepivamo, cercando di trasmettervi questa nostra preoccupazione, non questo nostro dogma, questa nostra preoccupazione) è stata infine modificata. Queste nostre preoccupazioni hanno trovato, nei colleghi che dialogavano, un'attenzione, e si è arrivati ad una formulazione più accettabile, più plausibile.

E' difficile ora, da parte nostra, dire che siamo totalmente soddisfatti, perché comunque mancano margini di tutela, perché comunque il livello di approfondimento è stato limitato, perché comunque il coinvolgimento dei territori, delle parti sociali, è stato impossibile, perché è stato difficile per noi - forse chi ha maggiore confidenza con la materia ha potuto farlo - verificare tutte le compatibilità e la legittimità delle norme. Una delle mie preoccupazioni, spero che sia anche vostra, è che stiamo da un po' di tempo intervenendo sulla materia urbanistica e di tutela ambientale con piccole leggi, tutte importanti, ma poi il disegno complessivo ci sta sfuggendo. Ecco perché noi diciamo che bisogna fare uno sforzo perché questo dialogo non sia limitato a quest'Aula, che abbiamo bisogno di portarlo in Commissione, abbiamo bisogno di discutere molto, abbiamo bisogno di avere attenzioni e stimoli positivi.

Noi vi diamo atto dell'attenzione che avete avuto per le nostre preoccupazioni, ma dovete consentirci ancora di dire che la norma non è per noi del tutto soddisfacente, è altra cosa rispetto a quella originaria, è sicuramente altra cosa, ma non abbiamo avuto il tempo, la compiutezza, di verificarla fino in fondo. Ecco perché dico queste cose, perché ho percepito questi sentimenti tra i colleghi del centrosinistra che ci orientano ad una astensione, che non è una rinuncia alla responsabilità, ma invece voglia di assumerci la responsabilità, è un'astensione che rinvia ad un dialogo più serrato anche nelle commissioni, con gli assessori, con la Giunta nei prossimi mesi, naturalmente è lasciata a tutti noi una libertà di voto, alcune dichiarazioni sono state registrate, io parlo per me, per qualcun altro, per esprimere un orientamento che ho percepito essere questo. Siamo arrivati ad un testo meno aggressivo, forse meno pericoloso, ma sul quale dovremo ancora lavorare e riflettere, e soprattutto dobbiamo cominciare a fare noi, insieme, ad aiutarci insieme...

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la richiamo al tempo, abbia pazienza.

SELIS (Popolari - P.S.). Chiedo solo un minuto. Dicevo che dobbiamo cominciare a fare insieme un salto culturale, che non consideri la valutazione di impatto ambientale un ostacolo ma la faccia diventare comune metodo, che ci porti, diventando cultura comune della progettazione, a superare una normativa di tutela di carattere solamente vincolistico. Il vincolismo può essere utilizzato come rimedio nel breve periodo, ma poi dobbiamo, dai vincoli, passare alla programmazione e dalla programmazione ai progetti, e i progetti devono essere compatibili con le leggi e coi programmi nella misura in cui dentro i progetti c'è una cultura rispettosa dell'ambiente, una cultura che si avvale della valutazione di impatto ambientale, dell'analisi costi - benefici. Su questa nuova cultura, su questo sforzo comune di capire le reciproche volontà e le reciproche posizioni, noi dobbiamo lavorare e lavorare assieme. Ecco perché abbiamo necessità di fare il punto sulla modernità o non modernità della nostra legislazione, sul vincolismo tradizionale e sulla sua adeguatezza a sostenere le imprese, ma anche sul rischio che una eccessiva disinvoltura nello sbaraccamento della norma vincolistica, in assenza di altre politiche di tutela, dia campo, non dico al saccheggio, ma ad una troppo libera gestione del territorio, una gestione non organica che rischia di sfuggirci.

Concludendo, Presidente - la ringrazio per questi pochi secondi - io credo che noi, stasera, dicendo queste cose, proponiamo, noi almeno lo proponiamo a noi stessi e a voi, di affrontare nuovamente l'argomento in Commissione e in Aula, di tornarci rimboccandoci le maniche, cioè esaminando la legislazione che abbiamo, frutto di tutti questi spezzoni normativi che hanno creato un mosaico, cercando di capire che cosa sta succedendo sul nostro territorio. E' possibile fare un monitoraggio sul nostro territorio, e quando parliamo di coste, di territorio, di ambiente, capire che cosa sta succedendo, e alla luce di questi due elementi confrontarci e definire gli obiettivi di sviluppo che tutelino l'ambiente, ma che diano alla Sardegna prospettive di crescita economica e occupazionale. Credo che noi dovremo, insieme, superare, pur nelle differenze delle posizioni politiche ed anche ideali, culturali, di valori, la contrapposizione e cogliere l'occasione del dibattito di oggi, rilanciando il nostro comune impegno, per cercare di rispondere, a settembre, alla ripresa dei lavori, all'esigenza che dalla Sardegna viene di una riforma della legislazione, di una tutela del patrimonio ambientale, di una prospettiva di crescita del lavoro e dello sviluppo e di un confronto serio, di una classe dirigente che sa governare il proprio territorio come risorsa fondamentale per il proprio sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Io ero fortemente contrario al primo emendamento presentato dall'onorevole Pili e devo dire che ero tentato di votare contro anche il successivo emendamento, cioè il numero 117. Però, proprio in segno di apprezzamento per il lavoro svolto da tutti i consiglieri che hanno operato alacremente, in questi due giorni, per arrivare a una definizione un po' più accettabile, dichiaro la mia astensione. Voglio aggiungere il motivo fondamentale per cui ero contrario, e me ne ha dato l'occasione anche l'Assessore quando in Commissione ambiente aveva prospettato l'esigenza di riesaminare questa materia che è assai complessa e che ha ricadute di considerevole importanza sullo sviluppo, su quello cosiddetto compatibile con l'ambiente, che tante volte qui è stato richiamato anche nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta, che implica notevoli difficoltà che vanno affrontate e risolte in modo che lo sviluppo sia reale e diffuso in tutta l'Isola, e favorisca tutti i cittadini della Sardegna e non solo una parte di essi, che magari non sono neanche sardi.

Detto questo, la mia contrarietà nasceva soprattutto da questo "prurito" che l'onorevole Pili ha manifestato nel voler presentare a tutti i costi questo emendamento. Perché dico "prurito"? Perché a un certo punto è arrivato nella Commissione ambiente (convocata non per discutere di questo argomento), di cui lui non fa parte, per presentare questo emendamento a nome della Commissione. Nel parere che il Presidente della Commissione ha dato sul disegno di legge che stiamo per approvare, ha aggiunto i nomi dei consiglieri che, pur presenti alla seduta, non hanno partecipato al voto, tra questi figura anche il sottoscritto. Io vorrei fare anche un appunto al Presidente della Commissione, perché il consigliere Demuru non è che non ha partecipato al voto senza una ragione, ma per protesta, perché quell'emendamento, che poi, con una specie di artificio e sotterfugio, la Commissione, o meglio la maggioranza che fa parte della Commissione, ha fatto proprio, non so neanche se in modo conforme al Regolamento, era assolutamente illegittimo. Questo è ciò che volevo dire.

Allora, noi, e questo l'abbiamo più volte ribadito in Commissione, siamo e rimaniamo favorevoli a che la materia venga, con la dovuta serenità e col dovuto approfondimento, rivista, ma seguendo il normale iter legislativo e non con emendamenti come questo, che si presentano in modo improprio a disegni di legge che niente hanno a che fare con questa materia.

Sarei quasi tentato di ringraziare l'onorevole Pili che, con questo emendamento, ha suscitato un dibattito su questa materia richiamando l'attenzione su di essa. Non posso farlo perché ho il sospetto che lui l'emendamento non lo abbia presentato con questa finalità, perché diversamente...

PRESIDENTE. Onorevole Demuru, devo richiamare anche lei al rispetto dei limiti di tempo.

DEMURU (D.S.). Chiudo dichiarando che mi asterrò dal voto, come preannunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io non voglio trasformare la mia dichiarazione di voto in un dibattito, se no sarei intervenuto prima, ma a nome personale, e come componente sardista in questo Consiglio, pur ritenendo opportuno che su questo tema sia necessario aprire un confronto molto più ampio e approfondito, e considerando questo emendamento totalmente insufficiente, per non dire inutile, e per certi versi controverso, dichiaro tuttavia la mia astensione dal voto su questo emendamento che rappresenta un male, diciamo, minore rispetto all'articolo 6 quinquies che era stato in precedenza presentato.

Io ritengo che su un tema così delicato e complesso sia necessario un confronto molto più serio e molto più sereno, come diceva il collega Demuru, soprattutto meno frettoloso e meno inficiato da pressioni e da qualsiasi altra situazione possa far perdere di vista la vera finalità che una legge, più completa e adeguata in materia di ambiente deve avere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, cari colleghi, io prendo la parola per dichiarare, ovviamente, il mio voto favorevole su questo emendamento che ritengo però solo una tappa di un iter che a mio giudizio va continuato. Sono cioè convinto che con molta saggezza, e anche con molto coraggio, questa Assemblea saprà affrontare un discorso globale su una materia così complessa e difficile.

Mi sarebbe piaciuto anche esplicitarvi le mie considerazioni sulle interconnessioni socioeconomiche, sulle interrelazioni dei diversi testi di legge sulla materia, sulle ricadute ambientali, sulla fruibilità dell'ambiente e così via, ma mi fermo perché un collega ha ritenuto giustamente, che su questa materia io sia un incompetente. E io, con umiltà francescana, accettoquesto giudizio e perciò starò zitto. Mi auguro soltanto che mi rimanga la speranza che nel Regno dei Cieli ci sia un posto per me che appartengo agli umili ed ai poveri di spirito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intendo annunciare, puramente e semplicemente, il voto contrario, mio e dei colleghi Ortu e Vassallo, pur tenendo conto dello sforzo che è stato fatto per "sminare" il tentativo di incursione nella normativa ambientale di tutela e di garanzia, di difesa e di sviluppo ordinato del territorio, pur apprezzando l'impegno da tutti profuso, la ricerca non tanto di una soluzione compromissoria, quanto di un chiarimento di fondo (e su questo punto concordo molto con alcune delle affermazioni e riflessioni che ha esposto il collega Gian Mario Selis) per riportare il terreno di confronto su questa materia, su questo tema al di là della contingenza e della polemica del giorno per giorno ed anche della utilità e della strumentalità dei messaggi che si volevano diramare, anche al di là della reale efficacia di norme e di strumenti di intervento che si volevano in parte affievolire, di armi che si volevano spuntare. Quello che contava per chi ha proposto quella norma, l'abbiamo capito, non era tanto lo sblocco di qualche progetto, quanto il tentativo di diffondere il messaggio che da qualche parte si era capace di andare per le spicce, ma in questa materia per le spicce non si può andare.

Io vorrei anche dare atto a singole personalità, debbo dire anche all'insieme della maggioranza di centrodestra, perché non dirlo, ivi compreso e forse più di qualche altro, lo stesso Assessore dell'ambiente, non perché abbiano dato ragione a noi, alle nostre istanze, alle nostre aspettative, di avere sicuramente contribuito a spuntare quelle armi pericolose ed a bloccare quell'incursione riportando sul terreno giusto del confronto politico serio, questa questione. Ritengo che questa debba essere assunta come una lezione, non solo dal giovane ed aitante collega Pili, ma che debba essere assunta come una lezione sul piano politico anche dai diversi gruppi e dalle maggioranze di governo in altre circostanze.

Tuttavia, all'opposizione và il merito anche dell'emendamento sostitutivo della norma inizialmente presentata, che era talmente assurda che noi non l'abbiamo neppure definita devastante perché non devastava nulla, era di una tale ottusità e cecità che non comprendo neppure perché sia stata considerata, per qualche giorno, una proposta valida. Una norma che pretendeva - così è scritto - di modificare con legge regionale le leggi dello Stato, e noi legislatori, abbiamo dovuto assistere per giorni a questa pretesa assurda di voler modificare leggi dello Stato - è scritto al primo comma di quell'articolo proposto - ovviamente, perché lo Stato naturalmente non consenta ciò alla Regione, ancorché speciale, perché si inventino altre ragioni o occasioni di conflitto.

Ma non si può avere un'idea della politica per cui il conflitto, la contestazione nei confronti dello Stato centrale e del centralismo dello Stato, non debba essere una contestazione di merito, cioè di reale e vera rivendicazione, di affermazione di valori e di utilità proprie della nostra Regione, del nostro territorio, delle nostre istituzioni, per avere vantaggi veri; una politica rivendicativa che sia capace di trasformarsi in responsabilità ed in autogoverno e non invece in un cantiere permanente di polemica strumentale. Avere lasciato fare, questo è un demerito dalla maggioranza, anche da parte di quelle persone e personalità capaci di operare una mediazione come quella che siete stati capaci di realizzare al vostro interno, però la mediazione raggiunta al vostro interno è ancora insufficiente, affinché noi possiamo dare una valutazione politica positiva, perché è la vostra mediazione, interna al centrodestra, ad opera della parte più responsabile e consapevole, è la mediazione all'interno di una linea politica diversa e contraria rispetto a quella che noi legittimamente affermiamo. In questa norma c'è ancora tra le righe, il tentativo di ridurre l'ambito di applicazione della valutazione di impatto ambientale - infatti la norma la riduce di molto, adesso non c'è il tempo e la possibilità di analizzare la norma partitamente - però noi riteniamo che, nella condizione data, anche questo tentativo di ridurre il campo di intervento della valutazione di impatto ambientale, sia inefficace. Infatti il Consiglio regionale, ormai vigile su su questo tema, presto tornerà ad occuparsi nel merito di queste questioni e sarà capace di produrre leggi organiche ed efficaci che porranno nel nulla o renderanno inefficace questo tentativo di incursione, seppure limitata, che si vuole ancora tentare di accreditare, e soprattutto sarà capace di fare norme nuove idonee a garantire, nella nostra regione, uno sviluppo vero e nel contempo serio ed equilibrato, giusto e rispettoso dell'ambiente.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego.

COGODI (R.C.). Per queste ragioni, il nostro voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, io annuncio subito che il Gruppo dei Socialisti uniti si asterrà dal votare l'emendamento, pur partendo dalla consapevolezza che neanche questa formulazione ci soddisfa appieno, come ha detto in maniera chiara ed evidente l'onorevole Masia nel proprio intervento. Ci asterremo soltanto per un fatto di rispetto nei confronti di chi ha lavorato per ricercare una formulazione unitaria, tra virgolette, e perché riteniamo davvero che l'impegno che l'onorevole Contu ha assunto, quello di aprire un dibattito serio, quello di fare una verifica seria su queste tematiche sia, oltre che concreto, ravvicinato.

Direi che più volte, anche nella passata legislatura e dai banchi del centro-sinistra, si sono manifestate in tema di tutela ambientale, opinioni lievemente divergenti. Noi non siamo fautori della mummificazione del territorio, però siamo a favore di una giusta tutela e un giusto grado e livello di utilizzo, un livello di utilizzo corretto che lo comprometta il meno possibile e che lo faccia durare il più a lungo possibile.

Abbiamo espresso i nostri giudizi su questa manovra di assestamento, abbiamo anche avanzato una serie considerevole, per la qualità più che per la quantità, di proposte, qualcuna delle quali ha trovato accoglimento in maniera molto limitata, molto contenuta, altre invece sono state rigettate, però ci meraviglia che questo dibattito abbia subito un fortissimo condizionamento ed una grossa battuta di arresto e non solo nel merito della restante parte degli articoli della normativa di modifica della manovra finanziaria, dicevo che il dibattito ha subito un fortissimo condizionamento perché l'Aula, in qualche maniera, era prigioniera di un articolo, l'articolo che è stato originariamente proposto, ed onestamente desta meraviglia che non si trovassero modi e forme per accantonarlo. Ma cosa vi era di tanto urgente? Ma cosa sarebbe accaduto se queste disposizioni non fossero state inserite all'interno della legge finanziaria ed avessero fatto parte invece di una normativa apposita, più compiuta, più organica, più attenta? Ecco, queste cose ci lasciano alquanto perplessi. Evidentemente, si voleva fare questa prova di forza, fino in fondo, tenendoci inchiodati per giorni pur sapendo che l'eliminazione di quell'articolo avrebbe potuto facilitare il confronto fra le parti, ciò nonostante lo si è mantenuto in piedi sino alla fase quasi terminale del dibattito, e soltanto nella fase finale si è fatto uno sforzo poco poco convinto per addivenire ad una formulazione che non ci soddisfa, come ho già detto, perché pur migliorando notevolmente il contenuto originario dell'articolo, certamente introduce elementi peggiorativi rispetto alla norma preesistente, alla norma attualmente in vigore. La concezione corretta che, io credo, dovrebbe essere patrimonio comune a tutti noi, è che un conto sono le semplificazioni nelle procedure, un conto è la sburocratizzazione del sistema, un conto è la rapidità decisionale che pure è necessaria se vogliamo sbloccare lo sviluppo anche in questa direzione, altro conto è invece la totale rimozione delle garanzie di tutela dell'ambiente.

Se noi facessimo un piccolo sforzo e riuscissimo finalmente a vivere queste garanzie di tutela dell'ambiente, non come un peso, non come un sovraccarico, non come un gravame e quindi non come un disvalore, ma come un valore, probabilmente ci guadagnerebbe la Sardegna. Ed con è questa logica che annunciamo l' astensione dal voto, ed è con questa logica di voler ripercorrere tutte le tappe e di ritrovare formulazioni più congeniali e più congruenti che ci affidiamo all'Aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Presidente, colleghi del Consiglio, io ho apprezzato molto i contributi positivi che sono venuti dal dibattito su un tema che ritengo, come tutti voi, fondamentale per lo sviluppo della Sardegna.

Abbiamo avuto modo tutti quanti in questa aula, fuori da essa, in altri consessi e in altre circostanze, di dire che l'ambiente è fondmentale per costruire il futuro della Sardegna, è un concetto che abbiamo ribadito anche questa sera con convinzione, con forza e che rappresenta il cardine del cambiamento che vogliamo imprimere allo sviluppo della nostra Isola. E per queste ragioni io ritengo che alcuni concetti ed alcuni timori che sono stati esposti e manifestati rappresentino una forzatura rispetto agli obiettivi che si vuole perseguire attraverso un ulteriore perfezionamento dell'articolo 31 della legge del 1999, che è stato scritto e voluto da questo Consiglio regionale.

Anche io personalmente sono convinto che la Sardegna rappresenti una ricchezza inestimabile così com'è, che sia un patrimonio che non appartiene soltanto a noi ma al mondo intero e che noi siamo in prima linea a tutelare, a salvaguardare, a valorizzare questo immenso patrimonio naturalistico di cui siamo depositari. Diceva l'onorevole Morittu che la Sardegna è la quarta isola del mondo per bellezza; è la prima in questa graduatoria, caso mai, sono altri che ci sottraggono anche le fotografie per appropriarsi dell'immagine stessa delle nostre ricchezze naturalistiche, e questo primato di natura, di bellezza, di disponibilità alla fruizione universale, noi siamo i primi a volerlo difendere. Nessun intento consumistico dunque, nessun retroscena di intrighi o privilegi per chicchessia, ma l'esigenza di consentire interventi di tutela e nel contempo di valorizzazione di territori che manifestassero eventuali esigenze, contro il degrado che la natura e non solo l'uomo nel suo evolversi, dovesse produrre compromettendo ulteriori, essenziali elementi dello stesso territorio. Ci rendiamo conto che le norme regionali generali in materia urbanistica, paesistica ed ambientale, pur positive, pur come diceva l'Assessore, all'avanguardia rispetto alla stessa legislazione nazionale, hanno bisogno di una profonda revisione, di adeguamenti e di semplificazioni. E credo che il Consiglio sarà impegnato su queste tematiche che coinvolgeranno non soltanto la massima Istituzione rappresentativa ma anche le forze della cultura, il mondo delle imprese, le autonomie locali. Presto io credo, l'Assemblea sarà chiamata ad un tale confronto e dibattito.

Oggi tuttavia, abbiamo tutti quanti avvertito l'esigenza di consentire procedimenti di semplificazione anche nelle materie paesistico-ambientali di nostra competenza, così come abbiamo fatto per la semplificazione delle procedure per gli interventi edilizi più modesti, approvando la scorsa settimana una legge apposita. Purtroppo, il Governo ha rinviato a nuovo esame del Consiglio regionale la legge approvata il 19 luglio, con la quale si tendeva a snellire il procedimento delle autorizzazioni comunali in materia di attività edilizia ed urbanistica, riguardanti opere minori. Ancora una volta, il Governo blocca sul nascere le iniziative legislative della Regione, tese a rendere più celeri i percorsi procedurali e burocratici, l'atteggiamento del Governo è ancora più grave perché nel caso specifico con questo rinvio entra in materie che sono di esclusiva competenza regionale, colpendo ulteriormente l'autonomia della Regione. Questi ripetuti assalti allo Statuto regionale non possono non imporre a tutte le forze politiche l'assunzione di una posizione decisa ed unitaria nei confronti del Governo che respinga ogni rigurgito di centralismo per affermare le prerogative di autonomia speciale della nostra Isola.

Ecco perché io voterò a favore della norma che oggi è alla nostra attenzione, perché non ha quegli effetti sconvolgenti di cui la si vorrebbe caricare, ma riconduce, come è giusto che sia e come tutti hanno sostenuto durante i loro interventi, sotto la nostra ed unica responsabilità, cioè sotto la responsabilità della Regione e del Consiglio, il problema del tutela dello sviluppo e della salvaguardia del nostro territorio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 117.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da almeno otto consiglieri

(I consiglieriCOGODI, ORTU,DEMURU, SPISSU, PUSCEDDU,PIRISI e MASIA si levano in piedi)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 117.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - GRAUSO - ORTU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - CALLEDDA - DEMURU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 46

Astenuti 18

Maggioranza 24

Favorevoli 39

Contrari 7

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. L'emendamento numero 95 naturalmente decade, perché era un emendamento alla vecchia formulazionedella norma.

Metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 35.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto per appello nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, mi fanno osservare, naturalmente io non ho di fronte il bilancio, che l'emendamento numero 35 non ha copertura finanziaria, pertanto non è ammissibile.

USAI (A.N.). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Nemmeno l'emendamento 39 ha copertura, pertanto non lo posso ammettere; i proponenti mi dicono che lo ritirano.

L'emendamento numero 89 è decaduto.

Sono pervenuti quattro ordini del giorno, il numero 2 sostitutivo del numero 1, se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO CUGINI - FLORIS Emilio - USAI - GIAGU -COSSA - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - CONTU - COGODI - MASIA - MARROCU - ORRU' - ORTU sulla SCAINI di Villacidro.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 86/A concernente "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie";

CONSIDERATA la grave situazione che si è determinata nell'area industriale del villacidrese con la messa in liquidazione della Nuova Scaini S.p.A.;

DATO ATTO ai lavoratori, alle loro famiglie, alle organizzazioni sindacali della composta e decisa rivendicazione tesa ad evitare la cancellazione di un importante sito industriale con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro e l'indebolimento ulteriore del fragile tessuto industriale della Sardegna;

VISTE le iniziative sin qui promosse dalla Regione e dal Governo nazionale verso i vertici AGIP ed ENI, al fine di avviare le procedure necessarie per la ripresa dell'attività produttiva,

esprime

solidarietà e sostegno ai lavoratori ed alle loro famiglie per la giusta lotta che stanno conducendo in difesa del posto di lavoro,

impegna la Giunta regionale

a continuare, in sintonia con il Governo nazionale, nella ricerca di ogni possibile sbocco imprenditoriale in grado di far rapidamente riprendere l'attività produttiva della Nuova Scaini di Villacidro,

chiede

1) che Giunta regionale e Governo nazionale esercitino, nell'ambito delle loro rispettive competenze, le opportune iniziative per conseguire la necessaria e indispensabile traslazione dei tempi della messa in liquidazione dell'azienda, per consentire la individuazione di acquirenti di sicura affidabilità sul piano industriale e finanziario e la composizione del nuovo assetto gestionale;

2) che la Giunta regionale, per conseguire positivamente le finalità attese ed auspicate dai lavoratori, ponga in essere tutte le iniziative possibili ed utili nel campo delle politiche attive del lavoro. (2)

ORDINE DEL GIORNO CAPELLI - DEMONTIS - MURGIA -MANCA - DETTORI Ivana - DEMURU - FALCONI - CONTU - COSSA - FLORIS Emilio - USAI - AMADU - BALIA - GIAGU - CUGINI - SANNA Giacomo - DETTORI Bruno sulla attuazione nella città di Nuoro di un progetto pilota per la diffusione della cultura informatica.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 86/A concernente "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie";

CONSIDERATO che nel corso dell'esame in aula del predetto disegno di legge è stato presentato l'emendamento n. 27 concernente la predisposizione, nell'ambito del programma di cui all'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, di un progetto pilota per la diffusione della cultura informatica nella città di Nuoro;

PRESO ATTO che dal dibattito è emersa una valutazione positiva delle finalità dell'emendamento;

CONSIDERATO, tuttavia, che tale intervento presuppone tempi tecnici necessari per la sua programmazione e che pertanto è opportuno predisporlo a valere sui fondi del bilancio 2001,

impegna la Giunta regionale

a predisporre nel prossimo disegno di legge finanziaria 2001 la norma relativa al progetto di cui in premessa per l'attuazione dello stesso nell'ambito del programma di cui all'articolo 34 della legge regionale n. 4 del 2000. (3)

ORDINE DEL GIORNO BIGGIO - CALLEDDA - GRANARA - TUNIS Marco Fabrizio - LIORI - PINNA -FADDA sulla predisposizione di un disegno di legge relativo a "Interventi su produzioni agricole inquinate".

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 86/A concernente "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie";

CONSIDERATO che:

- alcune produzioni vinicole ottenute, negli anni 1998 e 1999, dalla trasformazione di uve prodotte nei territori dei comuni di Portoscuso, Carbonia e S.Giovanni Suergiu non possono essere commercializzate, in ottemperanza a precise disposizioni delle autorità sanitarie, a causa della presenza nelle stesse di sostanze inquinanti incompatibili con il consumo umano;

- analoga situazione si verificherà per i prodotti vinicoli che si otterranno nell'anno 2000;

- tale inquinamento non è addebitabile all'attività degli agricoltori ma a quella delle imprese industriali operanti in tali zone;

- le aree sottoindicate sono ricomprese in un piano di disinquinamento da attuarsi nei prossimi anni e che è probabile che la situazione sarà sanata dall'attuazione del citato piano;

- gli interventi sulle produzioni agricole inquinate, ritirate dal mercato per disposizione delle autorità sanitarie, sono considerati ammissibili dalla Commissione Europea;

- al disegno di legge n. 86/A è stato presentato un emendamento che prevede la concessione di un contributo a favore dei produttori di vino ottenuto nei comuni sopra indicati e ritirati dal mercato per disposizioni dell'autorità sanitaria;

- nella discussione sul citato emendamento è emersa l'opportunità di trasferire l'intervento in un apposito provvedimento,

impegna la Giunta regionale

a predisporre e a presentare al Consiglio regionale con la necessaria urgenza un disegno di legge per intervenire sulla situazione esposta nelle premesse del presente ordine del giorno. (4)

ORDINE DEL GIORNO AMADU - BALIA - SPISSU - LAI - SELIS - RANDAZZO - SCANO - COSSA - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - CUGINI - FRAU - PIANA - BIANCU - MASIA - CASSANO - NUVOLI sull'apprendistato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 86/A concernente "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie";

PREMESSO che l'apprendistato rappresenta uno dei percorsi privilegiati di accesso al mondo del lavoro e di acquisizione della qualifica professionale;

TENUTO CONTO che si tratta di investimenti che hanno una altissima percentuale di successo con assunzioni superiori all'80 per cento alla fine del periodo di apprendistato;

RITENUTO che l'apprendistato è considerato anche dall'Unione Europea, dal Ministero del Lavoro e dalla relativa legislazione, un intervento mirato da sostenere;

VALUTATO che l'attuale legislazione regionale non lo valorizza adeguatamente;

PRESO ATTO che la Giunta regionale ha garantito che il finanziamento dell'apprendistato è già previsto per il tramite del POR;

TUTTO CIO' PREMESSO,

impegna la Giunta regionale

- a finanziare l'apprendistato consentendo che i contributi per la finalità di cui sopra possano essere richiesti per le assunzioni già effettuate purché nell'ambito del periodo di vigenza del POR 2000-2006 e a concedere i contributi nei limiti delle regole "de minimis" dalla UE;

- a ricercare le risorse necessarie annualmente, anche nel bilancio ordinario, per finanziare l'apprendistato nel più ampio quadro del sistema formativo che con le recenti riforme nazionali stanno in capo alla Regione. (5)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli ordini del giorno ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole su tutti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli ordini del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

Chiedo al Consiglio, al fine di dare esecuzione al deliberato consiliare, che qualora vengano modificati stanziamenti in correlazione a norme che ne fissavano l'entità gli uffici, in sede di coordinamento tecnico, siano autorizzati ad esplicitare tali modifiche nella norma finanziaria.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 86.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - GRAUSO - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - MANCA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 62

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 38

Contrari 24

(Il Consiglio approva).

Discussione abbinata e approvazione del disegno di legge: "Interventi per la siccità 2000" (104) e della proposta di legge Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Ortu - Giagu - Manca - Cugini - Sanna Gian Valerio - Balia - Cogodi - Dettori Bruno - Sanna Giacomo - Biancu: "Interventi a favore del settore agricolo danneggiato dalla siccità dell'anno 2000"(105), nel testo dei proponenti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dei disegno di legge numero 104 e della proposta di legge numero 105 nel testo dei proponenti. Poiché riguardano gli stessi argomenti la discussione verrà unificata.

Dichiaro aperta la discussione generale. Per illustrare il disegno di legge numero 104 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Per illustrare la proposta di legge numero 105 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.). Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento sostitutivo totale di ambedue gli articolati di legge, che contiene un nuovo articolato, quindi procederemo alla lettura e votazione di ciascun articolo contenuto nell'emendamento, che è sottoscritto dai consiglieri Cugini, Floris Emilio, Usai, Amadu, Capelli, Giagu, Tunis Marco, Manca, Cogodi, Balia, Cossa, Contu, Onnis, Marrocu, Sanna Alberto, Piana, Ortu, Demuru, Frau.

Si dia lettura dell'articolo 1.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo Cugini - Floris Emilio - Usai - Amadu - Capelli Giagu - Tunis Marco - Manca - Cogodi - Balia - Cossa - Contu - Onnis - Marrocu - Sanna Alberto - Piana - Ortu - Demuru - Frau.

Gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del disegno di legge n. 104 e gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 della proposta di legge n. 105 sono sostituiti dai seguenti:

Art. 1

Interventi urgenti e autorizzazione di spesa

  1. Per far fronte alle gravi conseguenze della eccezionale siccità verificatasi nell'anno 2000, è autorizzato, ad integrazione dei finanziamenti statali, lo stanziamento di lire 250.000.000.000. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2

Interventi a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli a titolo principale

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale le cui aziende, in conseguenza della siccità dell'anno 2000, hanno raggiunto un danno del 20 per cento sulla produzione normale nelle zone svantaggiate e del 30 per cento nelle altre zone. (Cap. 06141 lire 200.000.000.000).

2. La soglia del 20 per cento o del 30 per cento dovrà essere determinata sulla base del confronto tra la produzione lorda della coltura danneggiata dalla siccità e la produzione lorda media di tre annate precedenti, con l'esclusione di eventuali annate in cui si siano verificati eventi dannosi.

3. La misura del contributo verrà fissata mediante parametro per singola coltura. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

LICANDRO, Segretario:

Art. 3

Indennizzo per mancata coltivazione nelle zone irrigue

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale le cui aziende ricadono all'interno dei comprensori di bonifica, contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione. (Cap. 06141 lire 35.000.000.000).

2. Il contributo è concesso a condizione che:

a) l'imprenditore agricolo non abbia potuto effettuare la coltivazione per mancanza dell'acqua di irrigazione, negata, totalmente o parzialmente, ai sensi dell'ordinanza del Commissario straordinario per l'emergenza idrica;

b) le aziende abbiano subìto una perdita di produzione non inferiore del 20 per cento nelle zone svantaggiate o del 30 per cento nelle altre zone rispetto alla produzione lorda media di tre anni precedenti, con l'esclusione di eventuali annate in cui si siano verificati eventi dannosi. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 3 bis

Tetto degli aiuti

1. Il contributo previsto dall'articolo 2 della presente legge non può superare l'ammontare di lire 50.000.000 per singola azienda.

2. Il contributo previsto dall'articolo 3 della presente legge non può superare l'ammontare di lire 40.000.000 per singola azienda. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3 ter.

LICANDRO, Segretario:

Art. 3 ter

Definizione di imprenditore agricolo a titolo principale

1. Sono considerati imprenditori agricoli a titolo principale, ai fini di cui agli articoli 1 e 2, gli imprenditori che dedichino all'attività agricola all'interno della propria azienda almeno i due terzi del proprio tempo lavorativo e ricavino dall'attività agricola almeno i due terzi del proprio reddito. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

LICANDRO, Segretario:

Art. 4

Contributo ai Consorzi di bonifica in caso di calamità naturale

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare un contributo per l'anno 2000, quale concorso nelle spese di mantenimento degli impianti consortili sostenute dai Consorzi di bonifica, in ragione della particolare onerosità dovuta alla siccità che ha ridotto le disponibilità idriche.

2. Le disponibilità di cui al presente articolo sono ripartite tra i diversi Consorzi di bonifica in relazione alla effettiva disponibilità di acqua registrata nell'anno 2000. (Cap. 06141 lire 10.000.000.000). (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

LICANDRO, Segretario:

Art. 5

Mancati conferimenti

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle aziende e cooperative che provvedono alla raccolta, conservazione, manipolazione, lavorazione, confezionamento e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici che, a causa dell'evento siccità 2000, abbiano registrato un aggravio di oneri derivante da una riduzione dei conferimenti derivanti da obblighi statuari o contrattuali non inferiore rispettivamente del 20 o del 30 per cento a seconda che siano o no in zone svantaggiate, rispetto alla media dell'ultimo triennio, un contributo non superiore alle perdite connesse con la riduzione dei conferimenti. (Cap. 06141 lire 5.000.000.000). (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

LICANDRO, Segretario:

Art. 6

Intensità dell'aiuto - Esclusioni

1. La misura degli aiuti istituiti dalla presente legge non potrà superare l'entità dei danni subiti in conseguenza della siccità dell'anno 2000.

2. Dall'importo dei diversi aiuti saranno detratte le somme percepite in dipendenza di regimi assicurativi. È esclusa la concessione di aiuti in presenza di eventuali regimi di assicurazione agevolata. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

LICANDRO, Segretario:

Art. 7

Attuazione degli aiuti

1. Gli aiuti istituiti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea o solo dopo il decorso del termine di due mesi previsto per l'esame degli aiuti da parte della Commissione stessa. (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

LICANDRO, Segretario:

Art. 8

Norma finanziaria

1. Alle spese derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificate dall'articolo 1 in lire 250.000.000.000 per l'anno 2000, si provvede:

- quanto a lire 40.000.000.000, derivanti dalla spesa autorizzata dagli articoli 3 e 5 mediante utilizzazione di una pari quota dello stanziamento iscritto sul capitolo 06141 in applicazione dell'articolo 7 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, di soppressione della contabilità speciale relativa al fondo di solidarietà regionale in agricoltura;

- quanto a lire 10.000.000.000 derivanti dalla spesa autorizzata dall'articolo 4 mediante utilizzazione della riserva di pari importo iscritta sul capitolo 03016 - fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente - e relativa alla Tabella A, voce 5, allegata alla legge finanziaria;

- quanto a lire 200.000.000.000 derivanti dalla spesa autorizzata dall'articolo 2 mediante contrazione - in una o più soluzioni in relazione alle effettive esigenze di cassa della Regione - di un prestito di pari importo; detto prestito è rimborsato mediante un tasso di interesse da corrispondere posticipatamente entro il 31 dicembre 2001.

2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni finanziari 2000/2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

ANNO 2000

ENTRATA

In aumento

Cap. 51009

Ricavo dei prestiti contratti per interventi relativi alla eccezionale siccità dell'anno 2000 (art. 1 della presente legge)

2000 200.000.000.000

SPESA

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 5 della legge finanziaria)

2000 lire 10.000.000.000

mediante riduzione della voce 5 della tabella A allegata alla legge finanziaria

In aumento

06 - AGRICOLTURA

Cap. 06141 - (D.V.)

Indennizzi per danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi o per eccezionali avversità atmosferiche (L.R. 10 giugno 1974, n. 12 e successive modificazioni e integrazioni), nonché interventi relativi alla eccezionale siccità dell'anno 2000 (art. 1 della presente legge)

2000 lire 210.000.000.000

ANNO 2001

SPESA

In aumento

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03121

Quota interessi delle rate di ammortamento ed interessi di preammortamento dei mutui contratti per l'aumento delle disponibilità del fondo di solidarietà regionale in favore delle aziende e cooperative agricole colpite da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche e per la corresponsione del concorso della Regione nel pagamento degli interessi sui prestiti di esercizio con ammortamento quinquennale concessi ai produttori agricoli e alle cooperative agricole danneggiate da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche (L.R. 29 settembre 1982, n. 24, L.R. 17 luglio 1987, n. 31, art. 28, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 10, L.R. 21 giugno 1995, n. 16, art. 9, comma 5, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 1 della presente legge) (spesa obbligatoria)

2001 lire 12.000.000.000

Cap. 03122

Quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui contratti per l'aumento delle disponibilità del fondo di solidarietà regionale in favore delle aziende e cooperative agricole colpite da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche e per la corresponsione del concorso della Regione nel pagamento degli interessi sui prestiti di esercizio con ammortamento quinquennale concessi ai produttori agricoli e alle cooperative agricole danneggiate da calamità naturali o da eccezionali avversità atmosferiche (L.R. 29 settembre 1982, n. 24, L.R. 17 luglio 1987, n. 31, art. 28, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 10, L.R. 21 giugno 1995, n. 16, art. 9, comma 5, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 1 della presente legge) (spesa obbligatoria)

2001 lire 200.000.000.000

In diminuzione

01 - PRESIDENZA

Cap. 01001

Spese per il Consiglio regionale

lire 7.000.000.000

Cap. 01090

Fondo per gli interventi di pubblicità istituzionale, promozione e tutela delle attività produttive e sociali, nonché dell'immagine della Sardegna (art. 83, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, artt. 59 e 65, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 28 e 29 della L.R. 3 luglio 1998, n. 22 e art. 24, comma 4, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2001 lire 3.000.000.000

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02104

Spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili nelle materie di propria competenza nonché per la divulgazione dei progetti e delle ricerche nelle materie di revisione legislativa (art. 50, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 57, L.R. 15 aprile 1998, n. 11)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 02111

Borse di studio per la partecipazione al corso-concorso per l'accesso alla dirigenza (art. 32, comma 6, L.R. 13 novembre 1998, n. 31)

2001 lire 500.000.000

Cap. 02159

Spese per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 02159-01

Contributi per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 14, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, L.R. 9 giugno 1994, n. 29 e art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)

2001 lire 1.500.000.000

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 5 della legge finanziaria)

2001 lire 5.000.000.000

mediante riduzione della voce 11 della Tabella A allegata alla legge finanziaria

Cap. 03056

Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 21 e 22, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 10, comma1, della legge finanziaria e art. 31, comma 2, della legge di bilancio)

2001 lire 73.000.000.000

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04001

Indennità e compensi ai componenti dei comitati di controllo (artt. 48 e 49, L.R. 13 dicembre 1994, n. 38, L.R. 13 gennaio 1995, n. 4 e art. 11, comma 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 04023

Spese per fitti di locali, canoni e locazioni finanziarie per l'acquisizione di beni immobili e mobili; spese per i locali della sezione giurisdizionale e delle sezioni regionali riunite della Corte dei Conti (art. 10, D.P.R. 29 aprile 1982, n. 240) (spesa obbligatoria)

2001 lire 5.000.000.000

Cap. 04024

Funzionamento degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione regionale

2001 lire 5.000.000.000

05 - DIFESA E AMBIENTE

Cap. 05301

Spese per l'acquisto, il noleggio e la gestione di mezzi di trasporto terrestri, navali ed aerei e relativi investimenti, necessari per l'espletamento dei compiti d'istituto del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ivi compresi la difesa dagli incendi boschivi e la collaborazione nelle attività di protezione civile (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, art. 7, L.R. 18 giugno 1959, n. 13, L. 1 marzo 1975, n. 47, art. 27, L.R. 5 novembre 1985, n. 26 e L.R. 13 dicembre 1993, n. 53)

2001 lire 3.000.000.000

Cap. 05305

Spese per il personale addetto ai servizi di sicurezza antincendio nelle campagne e premi per l'effettiva collaborazione prestata (art. 1, lett. a) e b), L.R. 21 luglio 1954, n. 28, L.R. 18 maggio 1982, n. 11, art. 4, L.R. 5 agosto 1985, n. 17) (spesa obbligatoria)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 05308

Spese per la difesa degli incendi boschivi escluse relative alla manodopera e all'acquisto, noleggio e gestione dei mezzi (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, art. 7, L.R. 18 giugno 1959, n. 13, L. 1 marzo 1975, n. 47, art. 27, L.R. 18 marzo 1982, n. 11, art. 79, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 1, L.R. 5 agosto 1985, n. 17).

2001 lire 2.000.000.000

06 - AGRICOLTURA

Cap. 06029 - 01

Aiuti sotto forma di concorso sugli interessi per l'esecuzione di miglioramenti agrari e fondiari (art. 22, L.R. 11 marzo 1998, n. 8, art. 10, comma 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 10, comma 2, della legge finanziaria)

2001 lire 3.000.000.000

cap. 06060

Concorsi negli interessi sui mutui contratti per l'attuazione di piani organici di trasformazione aziendale per la realizzazione di strutture cooperative occorrenti per la raccolta, la conservazione, la lavorazione, la trasformazione, la commercializzazione e la vendita di prodotti agricoli e zootecnici e per altre opere di miglioramento fondiario e agrario (artt. 1 e 8, L.R. 8 luglio 1975, n. 30, art. 17, L.R. 10 maggio 1983 n. 12, art. 19, L.R. 23 novembre 1979, n. 60, art. 19, L.R. 29 dicembre 1983, n. 31, art. 30, L.R. 31 maggio 1984, n. 26 e art. 30, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 11, comma 7, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, art. 25, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 14, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 11, comma 3, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 20, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 20, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 10, comma 2, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 3, comma 3, L.R. 25 maggio 1999, n. 18 e art. 4, comma 1, della legge finanziaria)

2001 lire 10.000.000.000

Cap. 06163 - 01

Contributi e spese per il miglioramento ed il risanamento del patrimonio zootecnico (art. 17, legge 2 giugno 1961, n. 454, artt. 8 e 17, legge 27 dicembre 1977, n. 984, art. 9, comma 1, della L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

2001 lire 5.000.000.000

Cap. 06220

Somme da versarsi al Fondo regionale per los viluppo della proprietà coltivatrice (L.R. 23 novembre 1979, n. 60, art. 20, L.R. 29 dicembre 1983, n. 31, artt. 33 e 34, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 8, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 36, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 43, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 51, 52, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 23, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 24, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 31, L.R. 29 aprile 1994, n. 18, art. 20, comma 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 3, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 21, comma 4, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 1, della legge finanziaria)

2001 lire 7.000.000.000

Cap. 06245 - 01

Contributi per la manutenzione e l'esercizio di opere di bonifica indipendentemente dalla dichiarazione di compimento (art. 2, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, art. 13, L.R. 14 maggio 1964, n. 21 e art. 21, L.R. 29 aprile 1994, n. 18)

2001 lire 3.000.000.000

Cap. 06245 - 02

Contributi per la manutenzione straordinaria di opere di bonifica (art. 30, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37 e art. 10, comma 6 della legge finanziaria)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 06261 - 01

Contributi sulle spese di funzionamento per la gestione degli impianti consortili sostenute dai Consorzi di bonifica (L.R. 14 maggio 1984, n. 21, art. 9, L.R. 17 luglio 1987, n. 31, artt. 4 e 5, L.R. 20 marzo 1989, n. 11, art. 11 , comma 1, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, art. 11, comma 7, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 43, L.R. 29 aprile 1994, n. 18, art. 8, L.R. 21 giugno 1995, n. 16 e art. 17, comma 4, L.R. 5 dicembre 1995, n. 33)

2001 lire 7.000.000.000

07 - TURISMO

Cap. 07020

Incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico-alberghiere (art. 2, L.R. 11 marzo 1998, n. 9)

2001 lire 5.000.000.000

Cap. 07021

Versamenti ai fondi istituiti presso gli istituti di credito per la concessione di concorsi in conto interessi ed in conto canoni alle imprese turistiche (artt. 3 e 16, L.R. 14 settembre 1993, n. 40, art. 10, comma 8, L.R. 23dicembre 1993, n. 54, art. 28, comma 3, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 19, comma 1, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 14, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 12, L.R. 11 marzo 1998, n. 9, art. 20, comma 2, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 21, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 4, comma 1 della legge finanziaria)

2001 lire 5.000.000.000

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08001

Spese per la manutenzione straordinaria dei beni patrimoniali della Regione (art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 08002

Spese per l'esecuzione di lavori concernenti miglioramenti patrimoniali e per l'impianto di linee telegrafiche, telefoniche ed aeree e di opifici, di pertinenza del patrimonio regionale (art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 08033-01

Finanziamenti ai comuni per edifici di culto, il restauro e consolidamento di chiese di particolare interesse storico e artistico (art. 24, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 29 comma 2, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 11, comma 4, della legge finanziaria e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 08073-01

Spese per l'attuazione di un programma straordinario di interventi per la realizzazione di mattatoi intercomunali (art. 13, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 11, comma 9, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 4, comma 3, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 4, comma 1, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 08152

Contributi ai Comuni per il ripristino ambientale e di opere pubbliche (art. 16, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 08164

Spese per urgenti interventi di costruzione e di manutenzione di opere idrauliche di terza, quarta e quinta categoria e di manutenzione di quelle di seconda categoria non classificate (L.R. 24 maggio 1984, n. 24 e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 08164 - 01

Interventi strutturali sulle opere di sbarramento esistenti (art. 11, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 33, comma 6, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 08180

Spese per la realizzazione di un programma di completamento di porti turistici (art. 12, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 12, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 10, comma 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 11, comma 6, della legge finanziaria e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 2.000.000.000

Cap. 08182

Spese per investimenti nel comparto delle opere portuali di competenza regionale (art. 2, commi 1 e 2, D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480, art. 30, L.R. 10 maggio 1979, n. 38, art. 26, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, artt. 21, comma 3, e 52, L.R. 20 aprile 1991, n. 13, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 4, comma 3, della legge finanziaria e art. 35 della legge di bilancio)

2001 lire 2.000.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap. 09037

Incremento del fondo destinato alla partecipazione al capitale di enti o di imprese costituite nella forma di società per azioni e di società cooperative o consorzi di cooperative a responsabilità limitata (artt. 4 e 5, L.R. 7 maggio 1953, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni, art. 55, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 2, comma 1, L.R. 30 dicembre 1985, n. 37, art. 13, comma 1, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50 e art. 11, lett. a), L.R. 12 dicembre 1994, n. 36)

2001 lire 4.000.000.000

Cap. 09042 - 03

Fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui prestiti a medio termine contratti dalle piccole e medie imprese per la costruzione, ammodernamento, ampliamento, riattivazione, riconversione e ristrutturazione di impianti produttivi (L.R. 28 aprile 1993, n. 21, art. 9, comma 9, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 32, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 25 e 28, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 14, commi 5, 6 e 7, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, artt. 20, commi 6 e 7, e 21, comma 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 1, della legge finanziaria)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 09054

Spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna (art. 32, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 31, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 23, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 17, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 22, L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, artt. 3, commi 1 e 3, e 6 comma 3, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 4, comma 3 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e artt. 4, comma 1, e 20, della legge finanziaria)

2001 lire 2.000.000.000

10 - LAVORO

Cap. 10001

Spese per la formazione professionale dei lavoratori in Sardegna (art. 1, L.R. 26 gennaio 1976, n. 3, L.R. 1 giugno 1979, n. 47, art. 28, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 28, della legge finanziaria e art. 36 della legge di bilancio)

2001 lire 10.000.000.000

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap. 11018

Contributi straordinari alle scuole materne per spese di gestione e oneri per il personale, esclusi quelli relativi alle scuole materne statali (artt. 1, 3, lett. c) e 13, lett. i), L.R. 25 giungo 1984, n. 31, art. 111, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 50, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

2001 lire 3.000.000.000

Cap. 11099

Finanziamento per l'attività istituzionale di enti ed organismi con finalità didattiche e socio-culturali (art. 60, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 81, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 83, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 5, L.R. 8 luglio 1993, n. 30, art. 47, comma 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, artt. 32, comma 7, e 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. o), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 67, comma 2, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 4, commi 1 e 2, e 20, comm a5, della legge finanziaria)

2001 lire 1.000.000.000

Cap. 11106

Spese per la costruzione di musei regionali (art. 3, L.R. 7 febbraio 1958, n. 1); spese per l'esecuzione di lavori di ricerca e di sistemazione intesi a sviluppare e a valorizzare il patrimonio storico, archeologico, etnografico e speleologico della Sardegna e spese di liquidazione di diritti di terzi su cose mobili ritrovate (art. 4, L.R. 7 febbraio 1958, n. 1 e L.R. 20 giugno 1979, n. 49); spese per l'esecuzione di opere urgenti intese ad assicurare la conservazione di monumenti e di altre opere di riconosciuto interesse archeologico, artistico, storico, etnografico, numismatico e speleologico (art. 5, L.R. 7 febbraio 1958, n. 1, L.R. 20 giugno 1978, n. 49 e art. 113, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 81, L.R. 30 maggio 1989, n. 18), contributi a favore di musei di interesse locale, ad esclusione della costruzione (art. 86, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 1, L.R. 8 luglio 1993, n. 30, art. 29, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2001 lire 1.000.000.000

12 - IGIENE E SANITA'

Cap. 12139 - 02

Somme da ripartire tra le Aziende U.S.L. e le Aziende ospedaliere per il finanziamento delle spese in conto capitale (art. 51, legge 23 dicembre 1978, n. 833, artt. 62 e 66, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e art. 36 della legge fiananziaria); contributi per l'impianto di nuovi centri ospedalieri e ambulatoriali e per il miglioramento di quelli esistenti, escluse le opere edilizie (LL.RR. 20 giugno 1950, n. 15 e 18 maggio 1951, n. 8); contributi per la prima attivazione di funzionamento di nuovi centri ospedalieri e ambulatoriali (L.R. 2 aprile 1954, n. 3, art. 135, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e artt. 42 e 47 della legge finanziaria)

2001 lire 10.000.000.000

Cap. 12185

Spese per la profilassi e la terapia delle malattie infettive e parassitarie del bestiame (LL.RR. 23 giugno 1950, n. 29, 8 gennaio 1969, n. 1 e 30 ottobre 1986, n. 57)

2001 lire 3.000.000.000

13 - TRASPORTI

Cap. 13026

Contributi regionali alle aziende pubbliche e private di trasporto per investimenti (art. 9, L.R. 27 agosto 1982, n. 16, art. 31, l.R. 29 dicembre 1983, n. 31, art. 101, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 39, L.R. 10 novembre 1995, n. 28 e art. 50, comma 2, della legge finanziaria)

2001 lire 6.000.000.000

3. Le autorizzazioni di spesa relative all'anno 2001 concernenti i capitoli indicati in diminuzione nel comma precedente, sono rideterminate, per lo stesso anno, nelle misure risultanti dalle riduzioni stesse.

4. Agli stanziamenti del cap. 06141 non si applicano le disposizioni relative alla perenzione e ai limiti temporali di conservazione in quanto permangono nel conto dei residui fino ad esaurimento degli stessi, per il perseguimento degli interventi finalizzati alla solidaietà in agricoltura, in conseguenza di calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche". (1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora al voto finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, credo che manchi un altro articolo: la norma sulla clausola dell'urgenza, perché questa legge è veramente urgente in tutti i sensi. Senza quasta clausola sarebbe inutile aver fatto tanto perché arrivasse subito in Aula. Credo che questa norma, che è stata dimenticata, debba essere inserita.

PRESIDENTE. Onorevole Frau, io metto in votazione le norme che sono contenute nei disegni di legge. Questo provvedimento va notificato all'Unione Europea, siamo nel mese di agosto e quindi non ci accettano l'urgenza. Comunque, se siamo tutti d'accordo possiamo votare l'urgenza. Poiché tutti sono d'accordo, in sede di coordinamento, si tenga conto che l'Aula si è espressa all'unanimità a favore dell'inserimento della clausola dell'urgenza.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, medito e assetto del territorio. Intervengo per reiterare la stessa richiesta precedentemente avanzata: al fine di dare esecuzione al deliberato consiliare, qualora vengono modificati stanziamenti posti in correlazione a norme che ne fissavano l'entità, si chiede all'Aula che gli Uffici, in sede di coordinamento tecnico, vengano autorizzati a esplicitare tale modifica nell'articolo finanziario.

SANNA ALBERTO (D.S.). Non abbiamo capito.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qualora sia necessario ricorrere a un coordinamento e a qualche modifica in relazione agli stanziamenti, si chiede che gli Uffici siano autorizzati a farlo in sede di coordinamento, proprio perché il provvedimento sia perfetto.

PRESIDENTE. Assessore, ci vuole un po' di precisione per non creare poi difficoltà agli Uffici. In sede di coordinamento finale si possno raccordare i capitoli alle norme sostanziali ma non modificare gli stanziamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Una rapidissima precisazione: se quello che propone l'onorevole Pittalis significa spostare le risorse da un capitolo all'altro, non ci trova d'accordo. Ogni posta deve restare allocata nell'articolo e per l'intervento indicato dalla legge. Questo è l'accordo!

PRESIDENTE. E' esattamente così, l'abbiamo precisato proprio perché non vi fossero dubbi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Se tutti i colleghi hanno preso posto, dichiaro aperta la votazione.

Mi scusi, onorevole Cogodi, le do subito la parola.

COGODI (R.C.). Siamo punto e a capo, non so cosa devo fare. Stasera finiremo questa tornata di lavori consiliari, la prossima volta porteremo un barattolo o una campana in modo da annunciarci, perché se uno alza la mano e nessuno guarda!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, basta farsi sentire! Se lei sta in quell'angolo e solleva il dito non la vede nessuno, abbia pazienza!

COGODI (R.C.). Ma qualcuno deve guardare, deve mettere qualcuno, due persone, pagate dal Consiglio regionale, per guardare uno da una parte ed uno dall'altra.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le ho dato la parola 2500 volte, cioè tutte le volte che l'ho vista. Si faccia notare quando chiede la parola! Sospendo la votazione, ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Non è che mi fai parlare, ho chiesto parola! Io non accetto alcun atteggiamento canzonatorio da parte di nessuno. Ho chiesto la parola e non è la prima volta che accade che vengano mosse contestazioni da più parti quando si chiede di intervenire, quasi che chiedere la parola sia far perdere tempo. Voglio sapere quale iniziativa lei sta adottando adesso perché qualcuno dai banchi della presidenza guardi in tutti i settori dell'aula.

PRESIDENTE. Non l'ha vista nessuno, eppure guardi quante persone ci sono.

COGODI (R.C.). E` grave che non mi abbia visto nessuno, perchè non è la prima volta!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego parli.

COGODI (R.C.). Io veramente la prego, se vale che lei possa essere pregato, e per l'ultima volta chiedo di sapere adesso qual è il modo attraverso il quale lei garantisce che chi chiede la parola in quest'aula, abbia la parola senza che si ripetano cose incresciose di questo tipo. Per favore me lo dica! Il Consiglio regionale sarà povero, ma non è così miserabile da non poter pagare due persone che guardino una da una parte e una dall'altra! Insomma!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ne abbiamo più di due, ci sono i segretari.

COGODI (R.C.). Allora dica a quelle persone che non guardino ambedue nella stessa direzione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, nessuno al tavolo della Presidenza l'ha vista.

COGODI (R.C.). Questo è grave! Lei in questo modo non giustifica niente, non mi sta dando spiegazioni! E` la decima volta che ripete la stessa cosa! Mi deve dire quali rimedi ha intenzione di adottare.

PRESIDENTE. Lei si faccia notare.

COGODI (R.C.). Cosa devo fare per farmi notare? Far tintinnare un bicchiere di vetro come al ristorante?

PRESIDENTE. Alzi la mano! Onorevole Cogodi, la prego, dica quello che deve dire.

COGODI (R.C.). Qui finisce tutto in burletta! Presidente, io ho chiesto la parola non per suscitare l'larità ma per una ragione seria perché l'Assessore del bilancio e della programmazione prima ha chiesto di consentire che fossero apportate delle modificazioni in sede di coordinamento, in ragione della migliore formulazione della parte di copertura finanziaria di questa legge; vorrei capire meglio la proposta, e in ogni caso vorremmo vedere precisata tutta la parte finanziaria perché in questi giorni sono accadute cose che è meglio che non accadano nel futuro.

Sono accadute queste cose perché si è affermato che la prassi è sempre stata in tal senso, però se ciò che si è sempre fatto, non è bene, è meglio che non si faccia più. Si sono ad esempio motivate al Consiglio urgenze per impegni di miliardi, addirittura adducendo (ed è certificato negli atti del Consiglio) sentenze esecutive dei tribunali che imponevano di pagare cinque miliardi, salvo poi scoprire (da parte di chi ha ritenuto di andare a vedere le carte) che quei cinque miliardi erano iscritti nell'annualità 2002. Tanto era vero che c'era un'urgenza e che c'era una sentenza esecutiva che imponeva alla Regione di pagare ad una certa ditta cinque miliardi, che poi questi fondi erano iscritti nel bilancio 2002, tant'è che qualcuno ha pensato di poter utilizzare quei finanziamenti per risolvere qualche altro problema, ma non ha potuto farlo perché erano iscritti nel bilancio 2002.

Però l'Assessore del bilancio aveva affermato che c'era un'urgenza certificata e l'Assessore dei lavori pubblici, addirittura, aveva fatto finta di leggere un pezzo di carta da cui sarebbe risultato che c'era questa urgenza assoluta perché i tribunali si erano pronunciati a favore del pagamento dei cinque miliardi, che invece erano già iscritti nel bilancio 2002, come se nel frattempo, in due anni, la Regione non avesse più in mente di fare un bilancio preventivo, o di fare più assestamenti e quant'altro.

Come si vede, accadono delle cose che non dovrebbero accadere! Per queste ragioni chiediamo che l'articolo finanziario sia precisato nella sua formulazione e consegnato all'Aula e, per quanto ci riguarda, lo vogliamo controllare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, possiamo quindi procedere alla votazione?

COGODI (R.C.). Prima di votare voglio vedere la norma finanziaria.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La norma finanziaria è contenuta nel provvedimento.

COGODI (R.C.). Allora votiamo quella e solo quella!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di consentire che si proceda alla votazione.

COGODI (R.C.). Non è che nego che vi possa essere l'esigenza, più che legittima, di spostare qualcosa, di precisare, perché può capitare; in questi giorni stiamo lavorando molto, tutti noi, la Giunta, i funzionari, gli impiegati e può essere che non ci sia stato il tempo di precisare esattamente tutto, quindi non c'è nulla di strano che se l'Assessore del bilancio ritiene che vi sia qualche elemento da precisare chieda di poterlo fare; se l'Assessore del bilancio ha avanzato una richiesta al Consiglio, vuol dire che c'era qualcosa da chiedere. Vorrei capire in cosa consiste la richiesta e se c'è bisogno di qualche aggiustamento, in un minuto o nel tempo di cui la Giunta ha bisogno, lo si faccia, proprio perché dò atto che nessuno qui parla a vanvera, a partire dall'Assessore del bilancio.

PRESIDENTE. Se non c'è un chiarimento devo far votare la legge nel testo approvato, senza alcuna modifica, neanche sui capitoli di spesa.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per il chiarimento richiesto dall'onorevole Cogodi.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, medito e assetto del territorio. Noi votiamo la norma finanziaria così com'è indicata nell'articolo di riferimento, ci mancherebbe altro! Il mio intervento, suggerito dai funzionari, aveva lo scopo di consentire, sul piano tecnico, l'eventuale coordinamento che si fosse reso necessario, ma fermi restando gli stanziamenti previsti e quant'altro, solo con riferimento ad un fatto strettamente tecnico. Tale coordinamento non deve scandalizzare nessuno; si è fatto sempre a conclusione dell'iter di approvazione delle leggi finanziarie e di assestamento di bilancio, ma assicuro che questa era una cautela in più essendo la norma finanziaria che accompagna il disegno di legge, complessa e solo perché non vi siano eventuali dimenticanze o errori che a noi non appaiono in questo momento. E` solo una maggiore cautela perché il provvedimento possa avere positivo accoglimento anche da parte del Governo. E` solo per questa ragione che si è avanzata la richiesta, si tratta quindi di un problema di natura tecnica, non di sostanza. La norma finanziaria viene approvata così com'è, almeno così mi auguro, senza subire modifiche di natura sostanziale.

PRESIDENTE. Assessore Pittalis, viene approvata così com'è e rimane così com'è. Non può essere cambiato assolutamente nulla, le modifiche da apportare in sede di coordinamento non possono incidere né sullo stanziamento, né sui capitoli.

Ha chiesto la parola il consigliere Biggio, ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Il senso della richiesta dell'Assessore era molto chiaro, altrettanto chiare erano le motivazioni, anche se non pertinenti, addotte dall'onorevole Cogodi che sempre strumentalizza le cose a suo uso, come suo costume, per cui l'insistere e il ribadire è pleonastico. Lo spirito con cui è stata fatta la richiesta è stato già chiarito nella risposta data all'onorevole Sanna, sono poi ribadite ulteriormente le medesime garanzie ed assicurazioni.

Io intervengo, in questi casi, per dire "non prendiamoci in giro". Se c'è una richiesta di voler controllare il tgesto definitivo, il consigliere ne ha il diritto e chiede il documento anche prima che venga inviato al Governo, oppure abbiamo un'altra scelta: lasciamo le cose come stanno, se poi ci sono motivi di impedimento e saranno rinvenuti quando in sede di controllo governativo, la legge sarà rinviata, vuol dire che ciascuno si assumerà le proprie responsabilità.

PRESIDENTE. La votazione è già aperta.

Prego i colleghi di marcare il proprio voto.

Se tutti i colleghi hanno votato, dichiaro chiusa la votazione.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - GRAUSO - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 60

(Il Consiglio approva)

Discussione della proposta di legge Dettori Ivana - Lombardo - Pilo - Sanna Nivoli: "Istituzione della Consulta delle elette della Sardegna". (11)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge 11. Se tutti sono d'accordo se ne rinvia la discussione.

(Così rimane stabilito)

Discussione del documento "Determinazione ammontare contributo cacciatori per la stagione 2000-2001 (articolo 22, lettera d), della legge regionale 32/78) (Doc. n. 7/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca il Documento numero 7A Relatore onorevole Piana.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Piana, relatore.

PIANA (C.C.D.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette all'Aula. PRESIDENTE. E` stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO PIANA - CONTU - MANCA - AMADU - FRAU - ONNIS -TUNIS Marco Fabrizio - DEMURU sull'ammontare del contributo di cui all'articolo 22, lettera d), della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, per l'annata venatoria 2000-2001.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 86/A concernente "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie";

VISTO il comma 4 dell'articolo 55 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4;

VISTA la lettera d) dell'articolo 22 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32;

VISTA la proposta formulata dal Comitato faunistico nella seduta del 22 giugno 2000, per fissare il contributo per l'annata venatoria 2000-2001 in lire 10.000 (diecimila) per qualsiasi tipo di fucile;

VISTO il parere favorevole della Quinta Commissione permanente, espresso nella seduta del 13 luglio 2000,

delibera

che l'ammontare del contributo di cui all'articolo 22, lettera d), della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, per l'annata venatoria 2000-2001 è fissato in lire 10.000 (diecimila) per qualsiasi tipo di fucile.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Piana, relatore.

PIANA (C.C.D.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Dichiarazioni del Presidente della Giunta sull'attività di controllo della Sezione regionale della Corte dei Conti

PRESIDENTE. Siamo al 6 punto all'ordine del giorno: "Discussione delle dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale". Sono pervenuti due ordini del giorno. Se ne dia lettura.

Manca, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO Floris Emilio - Usai - Contu - Cossa - Capelli - Amadu - Onida.

Sul controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti sugli atti della Regione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sulle comunicazioni rese dal Presidente della Giunta regionale sulle recenti decisioni della sezione di controllo della Corte dei Conti,

PRESO ATTO che

· la sezione di controllo della Corte dei Conti per la Sardegna, nell'adunanza del 28 giugno 2000, ha dichiarato la "inefficacia" del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 4 del 13 gennaio 2000, pubblicato nel Bollettino ufficiale n. 1 del 15 gennaio 2000, concernente la ridefinizione dei servizi dell'Amministrazione regionale, in quanto il decreto, che avrebbe natura regolamentare, non è stato deliberato dal Consiglio regionale e non è stato sottoposto al preventivo visto di legittimità della corte medesima;

RITENUTO che

· il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 4 del 2000 è stato emanato, in attuazione dell'articolo 71, commi 4 e 5, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, con le modalità dettagliatamente prescritte dall'articolo 13 della stessa legge, il cui comma 2 prevede che "i servizi sono istituiti, modificati o soppressi con decreto del Presidente della Giunta, previa conforme deliberazione della Giunta medesima, su proposta motivata dell'Assessore competente in materia di organizzazione e personale, di concerto con il componente della Giunta preposto al ramo dell'Amministrazione cui il servizio fa capo, sentito il direttore generale competente"; di tale procedimento il decreto del Presidente della Giunta costituisce evidentemente la fase finale; infatti, contrariamente a quanto mostra di credere la sezione della Corte dei Conti, il potere di iniziativa regolamentare della Giunta regionale, analogalmente al potere di iniziativa legislativa, non viene esternato con decreto, ma con un semplice atto interno di trasmissione della proposta di regolamento al Presidente del Consiglio regionale;

· il Consiglio regionale ha ritenuto di dover qualificare i provvedimenti di istituzione, soppressione e modificazione dei servizi come atti interni di auto-organizzazione dell'amministrazione e degli enti, non già come regolamenti approvati dal Consiglio regionale, secondo l'impostazione previgente; con tale scelta la Regione ha inteso dare attuazione ai principi di funzionalità e flessibilità organizzativa desumibili dall'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 e dall'articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29;

· tali norme lasciano agli ordinamenti di ciascuna pubblica amministrazione la scelta degli atti organizzativi più idonei a disciplinare l'articolazione degli uffici; una riserva di regolamento è bensì prevista per le amministrazioni statali, ma innanzitutto essa non può essere analogicamente estesa fino a vincolare la potestà legislativa primaria in materia di ordinamento dei propri uffici attribuita dallo Statuto alla Regione ed inoltre essa riguarda soltanto le direzioni generali; l'articolo 13, comma 1, della legge n. 59 del 1997, citato nella decisione della Corte dei Conti in modo incompleto e tale da distorcerne il significato, prevede infatti che, nei ministeri, le unità organizzative di livello inferiore alle direzioni generali siano disciplinate non con regolamento ma con "decreti ministeriali di natura non regolamentare", come confermato dall'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 300 del 1999 sull'organizzazione del Governo;

· la disciplina dell'organizzazione non di vertice delle pubbliche amministrazioni mediante una fonte non regolamentare costituisce dunque un principio ormai acquisito nell'ordinamento italiano;

AFFERMATO che

· è escluso il ricorso al regolamento consiliare per la organizzazione dei servizi dell'Amministrazione e degli enti regionali, come confermato anche dai lavori preparatori della legge regionale n. 31 del 1998,

· non trova perciò alcun fondamento la pretesa della Corte dei Conti di imporre alla Giunta, e conseguentemente al Consiglio regionale, una procedura di approvazione del decreto sull'organizzazione dei servizi dell'Amministrazione regionale che è palesemente contraria alla legge e pertanto bene ha fatto la Giunta regionale a non adeguarvisi;

· la qualificazione di regolamento attribuita dalla Corte dei Conti al provvedimento in oggetto, implica una valutazione sulla legittimità costituzionale della stessa legge regionale n. 31; ma tale valutazione non compete alla Corte dei Conti, in quanto il giudizio sulle leggi è prerogativa esclusiva della Corte Costituzionale;

· questo è d'altra parte l'orientamento espresso nella deliberazione della Sezione centrale di controllo n. 93/97 del 22 maggio 1997, richiamata dalla stessa decisione della Corte; preso atto della mancata trasmissione da parte della Regione dell'atto in questione e delle relative motivazioni, la Corte avrebbe dovuto proporre un conflitto di attribuzione e non svolgere un'attività di controllo al di fuori del procedimento tipico che la disciplina;

RILEVATO che

· sulla base della irrituale pronuncia di "inefficacia" del decreto di organizzazione dei servizi dell'Amministrazione regionale, la Corte dei Conti procede ora a rifiutare il visto sui provvedimenti di spesa costituenti adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, qualora essi siano adottati dai direttori dei servizi istituiti ai sensi del decreto in questione;

· tali provvedimenti vengono sottoposti alla Corte sulla base della deliberazione 18 settembre 1998, n. 205 della sezione di controllo per la Sardegna, secondo la quale il decreto legislativo 9 marzo 1998, n. 74, impone che siano sottoposti al visto preventivo di legittimità tutti i singoli provvedimenti di attuazione di opere finanziate, in tutto o in parte, con fondi provenienti dall'Unione europea, esclusi soltanto i mandati di pagamento;

· è paradossale, e certamente non corrispondente alla volontà del legislatore, che una norma introdotta in realtà per adeguare anche la Sardegna alla riduzione delle categorie di atti sottoposte a controllo già ottenuta dalle Regioni ordinarie sortisca un effetto esattamente opposto;

· occorre pertanto riflettere sulla correttezza dell'interpretazione della Corte;

RITENUTO che

· la ridefinizione dei servizi, con la conseguente nomina dei direttori dei medesimi, rappresenta un passaggio fondamentale della riforma dell'Amministrazione regionale; nel quadro di una equilibrata ed articolata ripartizione delle competenze e delle relative responsabilità, ed in particolare al fine di evitare l'eccessivo accentramento di poteri in capo ai direttori generali, la legge regionale n. 31 del 1998 ha infatti stabilito che questi affidino, di norma, la gestione dei piani e dei programmi ai direttori dei servizi, in conformità alle rispettive competenze, ripartendo fra di essi le risorse strumentali assegnate alla direzione generale e che spetti ai direttori dei servizi l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi e l'esercizio dei poteri di spesa e di acquisizione delle entrate;

· il mantenimento in capo ai direttori generali di compiti di gestione, che si rende necessario per superare nell'immediato il blocco dell'attività amministrativa imposto dalla sezione di controllo della Corte dei Conti, deve dunque avere carattere di assoluta eccezionalità e transitorietà;

AUSPICATO che

· la Corte dei Conti, preso atto della volontà chiaramente espressa con la legge regionale n. 31 del 1998 ed ulteriormente ribadita col presente ordine del giorno, valutata la grave lesione del principio di leale collaborazione fra pubblici poteri derivante dal suo irrituale pronunciamento sull'efficacia di un atto fondamentale di organizzazione dell'Amministrazione regionale, considerata l'esigenza di qualificare la propria funzione nei termini nuovi indicati dalle recenti riforme della pubblica amministrazione, anziché attraverso una puntigliosa quanto infondata rivendicazione di ruoli ormai obsoleti, autonomamente rettifichi, nelle norme consentite dall'ordinamento, le proprie determinazioni sia in ordine al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 4 del 13 gennaio 2000, sia in ordine agli atti, costituenti adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, da sottoporre a controllo preventivo di legittimità

impegna la Giunta regionale

ad assumere ogni utile iniziativa volta a tutelare le prerogative autonomistiche della Regione ed a superare il blocco di parte rilevante dell'attività amministrativa conseguente alla presa di posizione della sezione di controllo della Corte dei Conti sul decreto del Presidente della Giunta regionale concernente la ridefinizione dei servizi dell'Amministrazione regionale. (1)

ORDINE DEL GIORNO Selis - Pusceddu - Sanna Gian Valerio - Dettori Bruno - Balia.

Il Consiglio Regionale

VISTO il decreto del Presidente della Giunta regionale n° 4 del 13.01.2000 che in attuazione dell'art. 13 della legge 31 istituisce i servizi e nomina i relativi Coordinatori;

VISTA la deliberazione n° 14/2000 della Sezione di Controllo della Corte dei Conti (assunta in seguito ad una procedura aperta con foglio di rilievo n° 4 del 10.03.2000) con la quale la stessa si pronuncia sull'assoggettabilità del decreto medesimo al controllo preventivo di legittimità in quanto, secondo la Corte, atto di natura regolamentare da sottoporre all'approvazione del Consiglio Regionale;

VISTO che, a seguito di ciò, si è innescato un delicato conflitto istituzionale tra la Giunta regionale e la Corte con possibili gravi conseguenze sulla attività amministrativa della Regione, giacché la Corte ha dichiarato la nullità del decreto di nomina dei Coordinatori dei Servizi e conseguentemente, degli atti da questi compiuti, con l'ulteriore conseguenza della mancata registrazione dei provvedimenti di spesa cofinanziati dalla UE;

VISTO che i due organi istituzionali Corte dei Conti e Giunta regionale perseguono due logiche diverse, la prima ispirando i suoi comportamenti ad una interpretazione formale e restrittiva della legge che mortifica l'autonomia Regionale (e perciò inaccettabile dalla Regione) e la Giunta regionale ad una logica che ispira la propria azione ai principi dell'autonomia ma senza il rispetto della normativa vigente e la necessaria autorevolezza giuridica, politica e amministrativa;

VISTO che la Giunta è gravemente inadempiente sulla attuazione della LR 31/98 (invocata per giustificare il proprio comportamento e i decreti di istituzione dei servizi) soprattutto per quanto riguarda i rapporti con il Consiglio Regionale definiti dall'art. 19 nonché più in generale sulla gestione del personale e le politiche di riforma istituzionale;

CONSIDERATO che in questi mesi di interlocuzione con la Corte, la Giunta regionale non ha mai informato il Consiglio Regionale dei contenuti, dei problemi e delle prospettive che emergevano da questo confronto, nonostante le sollecitazioni di esponenti del CentroSinistra e che solo dopo le iniziative di questi culminate con la interpellanza, la Giunta regionale si è decisa ad investire il Consiglio del problema con un colpevole e grave ritardo;

CONSIDERATA la inadeguatezza della Giunta regionale nell'opera di tutela dell'autonomia regionale manifestatasi in una vistosa subordinazione alla Corte dei Conti mediante la sottoposizione dei provvedimenti di spesa cofinanziati dalla UE a controllo preventivo (invece che i soli programmi generali), incomprensibile e incompatibile con i tempi di una buona amministrazione, la logica dei programmi comunitari, la dignità dell'autonomia, i cui valori sono stati in tal modo mortificati da un governo regionale che si è confermato del tutto inadeguato a svolgere autorevolmente il proprio ruolo;

CONSIDERATA l'esigenza di superare l'anacronistico controllo esercitato dalla Corte, incompatibile con una forte autonomia e con una riforma dello Stato in senso federale;

CONSIDERATA l'opportunità che tale controllo venga sostituito da nuove forme di controllo da esercitarsi da parte di organi e con modalità compatibili con l'autonomia regionale e tali da garantire al Consiglio Regionale una reale tempestiva conoscenza delle attività amministrative e di governo e di esercitare in modo efficace le funzioni di indirizzo e di controllo e un reale accesso alle informazioni, agli atti e ai documenti di governo dei citatdini secondo un principio di massima trasparenza oggi assolutamente limitata;

CONSIDERATA, peraltro, la necessità ed urgenza della preventiva modifica dell'art. 27 del vigente statuto che - contrariamente a quanto previsto per le altre Regioni dal nuovo testo dell'art. 121 della Costituzione - attribuisce tuttora la potestà regolamentare al Consiglio Regionale.

Il Consiglio Regionale

Impegna la Giunta regionale

- a tutelare con maggiore dignità, autorevolezza politica e giuridica, l'autonomia regionale;

- a promuovere un confronto col Governo per concordare adeguate direttive alla Commissione paritetica perché si riformi il sistema del controllo oggi vigente, in forme più rispettose dell'autonomia regionale e comunque coerenti con gli orientamenti di riforma dello stato in senso federale;

- a informare il Consiglio sulle conseguenze, per l'Amministrazione regionale, del conflitto in atto, sugli impegni già assunti dai Coordinatori dichiarati decaduti, le conseguenze giuridiche e amministrative e le iniziative che si intende assumere per risolvere questa situazione;

- a individuare adeguate iniziative politiche, giuridiche e istituzionali per superare il controllo preventivo sugli atti di spesa connessi a finanziamenti comunitari, incompatibili con una efficiente amministrazione;

- a studiare e individuare e proporre al Consiglio regionale idonee soluzioni alla paralisi amministrativa che, senza mortificazione alcuna della dignità dell'istituto regionale, provveda a riattivare una corretta e spedita amministrazione oggi compromessa anche dall'inerzia del Governo regionale;

- a tutelare con ogni mezzo i Coordinatori dei Servizi che hanno operato con diligenza e buona fede, garantendo diritti acquisiti e legittime aspettative.

Il Consiglio Regionale convoca

nel mese di settembre una sessione straordinaria dedicata ad un dibattito sulle procedure, i progetti urgenti e le iniziative politiche da assumere per la riforma dello Sattuto, con particolare riguardo all'art. 27.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Su questo argomento sono stati presentati due ordini del giorno diversi e purtroppo l'intensità dei lavori dell'Aula non ci ha consentito di pervenire ad una posizione unitaria. Poco fa abbiamo anche tentato di avere tra i presentatori un minimo di confronto per tentare di trovare un punto di sintesi, se ci riusciamo, ma per questo credo sia necessario almeno un quarto d'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Se gli altri presentatori sono d'accordo, sospendiamo i lavori per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 22 11, viene ripresa alle ore 22 e 45.)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio saranno riconvocati a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 47.



Allegati seduta


Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'ERSU di Sassari.

Il sottoscritto, premesso che:

a) in data 29 marzo fu presentata una interrogazione con la quale si portava a conoscenza dell'Assessore della pubblica istruzione che l'ERSU di Sassari - con deliberazione n.12 dell'8 febbraio 2000 - aveva affidato a 5 professionisti esterni l'incarico per "la valutazione degli aspetti tecnici e giuridico-amministrativi per la possibile acquisizione di strutture già edificate e aree edificabili a residenze universitarie, stanziando per i compensi la "modica" cifra di 600 milioni di lire";

b) in detta interrogazione si contestava il fatto che l'ERSU poteva utilizzare il personale interno, comprendente figure professionali all'altezza, che avrebbero portato ad un risparmio di quattrini pubblici, chiedendo pertanto di bloccare la convenzione milionaria, censurando nel contempo l'allegro modo di gestire i fondi pubblici;

c) il consiglio di amministrazione dell'ERSU riunitosi in data 11 aprile 2000 rispondeva con un nuovo atto (delibera n. 42 del 20 aprile 2000) all'Assessorato della pubblica istruzione (che aveva mosso molti rilievi alla delibera n. 12 dell'8 febbraio 2000), riconfermando nella sostanza quanto già deliberato in precedenza;

d) l'ufficio legale della Regione in data 25 maggio 2000 ha proposto l'annullamento della delibera dell'ERSU di Sassari n. 42 del 20 aprile 2000 di modifica, integrazione e riesame della deliberazione n. 12 dell'8 febbraio 2000 perché "la stessa appare illegittima sia per la mancata esternazione delle ragioni che hanno presieduto alla scelta dei professionisti - che configura la violazione di legge ex art. 3 della Legge n. 241 del 1990 - sia per il difetto di istruttoria e illogicità, figure sintomatiche di eccesso di potere, che hanno connotato l'indicazione del compenso dei suddetti professionisti";

e) con protocollo n. 15017 del 13 giugno 2000 il direttore generale dell'Assessorato della pubblica istruzione comunicava all'ERSU di Sassari che la "Giunta regionale, nella seduta del 9 giugno 2000, aveva dato mandato all'Assessorato medesimo di intervenire presso codesto ERSU, affinché provveda in regime di autotutela all'annullamento della deliberazione in oggetto", poiché l'esecutività, sopravvenuta per l'impossibilità da parte della Giunta di esercitare il controllo nei termini, "non sana le illegittimità dell'atto né solleva dalle responsabilità connesse alla sua applicazione",

chiede di interrogare gli Assessori della pubblica istruzione e del bilancio per sapere:

1) se sia vero che la Presidenza dell'ERSU di Sassari - nonostante i deliberati della Giunta e le diffide inviate - ha iniziato a pagare ai 5 liberi professionisti (tre ingegneri e due avvocati) le parcelle così come dalle delibere n. 12 dell'8 febbraio 2000 e n. 42 del 20 aprile 2000;

2) se questo atto non debba essere interpretato come una sfida alla attuale Giunta e se non sia pertanto opportuno l'invio di dette delibere e di tutto il carteggio alla Corte dei Conti per i provvedimenti del caso. (196)

INTERROGAZIONE SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile destinazione delle aziende agro-industriali di Surigheddu e Mamuntanas, in agro di Alghero.

I sottoscritti, premesso che:

- dopo anni dall'acquisizione al demanio regionale, sembrava che le aziende di Surigheddu e Mamuntanas avessero trovato un organico progetto di restituzione alla produttività;

- la stampa aveva reso pubblico un programma di assegnazione e ristrutturazione affidato al sistema delle cooperative;

- considerato che l'attuale Assessore dell'agricoltura pur contestando il programma elaborato dal suo predecessore non ha mai provveduto a presentarne uno alternativo,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

a) quali iniziative abbia assunto, o intenda assumere;

b) se questi progetti, qualora fossero gia stati elaborati, riguardino tutte le aree agricole;

c) se risponda al vero che parti di esse (forse 1/3 della superficie totale) siano, nei piani di non meglio identificati imprenditori, destinate ad un uso completamente diverso e difforme in un settore dei servizi più promettenti e stimolanti. (197)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione delle linee Portotorres-Genova-Portotorres delle 19,30 gestite dalla Tirrenia.

Il sottoscritto,

appreso che la Società di navigazione Tirrenia ha deciso di sospendere la linea Portotorres-Genova-Portotorres delle 19,30 per tutto il mese di agosto senza informare adeguatamente i sardi e quanti scelgono di trascorrere le vacanze in Sardegna;

ritenuto che la citata decisione determini il venir meno di un importante servizio di collegamento tra la Sardegna e una parte rilevante della Penisola, con una forte penalizzazione dei diritti di tanti residenti nel nord Sardegna, ma soprattutto con negative ripercussioni sul traffico turistico in un periodo particolarmente interessante per l'economia sarda in considerazione dei grandi flussi turistici;

ritenuto, altresì, che una decisione di tale portata, sia per i suoi effetti negativi, sia per il fatto che sia stata assunta da una società di navigazione beneficiaria di agevolazioni pubbliche, non possa essere assunta senza l'intervento della Regione sarda,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se sono a conoscenza della decisione citata assunta dalla Società di navigazione Tirrenia, se la stessa società ne ha informato preventivamente la Regione sarda chiedendo un preventivo parere e per conoscere i provvedimenti che la Giunta regionale intende assumere per conoscere quali motivazioni siano alla base della decisione che crea le conseguenze negative accennate. (198)

INTERROGAZIONE CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto - Pinna, con richiesta di risposta scritta, sul declassamento della stazione delle Ferrovie dello Stato del comune di Carbonia.

I sottoscritti,

premesso che dal 2 agosto 2000 tra le stazioni ferroviarie di Villamassargia e Carbonia, verrà attivato il sistema di circolazione "telecomando" che, fra le altre, non prevede la presenza della figura del capostazione;

considerato che molte delle numerose manovre che si svolgono nella stazione di Carbonia riguardano i treni-merci, per le quali è invece necessaria la figura del capostazione;

evidenziato che la Società delle F.S. non intende concordare con le organizzazioni sindacali di categoria la presenza del capostazione, creando perciò, in assenza di tale figura professionale, una grave situazione che pregiudica anche la circolazione dei treni-viaggiatori, con conseguenti gravi ritardi e il mancato rispetto dei parametri minimi di sicurezza;

appreso che la Società F.S. intende chiudere la biglietteria e la sala d'attesa declassando di fatto la stazione e costringendo i cittadini viaggiatori e i pendolari studenti a rinunciare ad un servizio essenziale per un paese civile,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per sapere quali atti abbiano posto o intendano porre in essere nei confronti della Società F.S. per scongiurare la riduzione dei servizi nella stazione di Carbonia che causerebbe ulteriori gravi disagi per i cittadini della località sulcitana. (199)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla Cooperativa "Monte Littu" di Ozieri.

Il sottoscritto, premesso che:

a) la Legge n. 124 del 1999 ed il successivo D.M. n. 184 del 1999 hanno stabilito che a far data dal 1° gennaio 2000, il personale ATA ed i contratti che assicuravano funzioni ATA, stipulati con imprese di pulizia, venissero rilevati dallo Stato, e che pertanto i Provveditorati agli studi avrebbero dovuto stipulare entro il 31 dicembre 1999 apposite convenzioni con le società, imprese e cooperative che assicuravano funzioni ATA presso le scuole statali;

b) la Cooperativa "Monte Littu" aveva in essere con il comune di Ozieri una convenzione di "pulizia, custodia ed assistenza alunni" nelle scuole elementari e materne del 1° e 2° Circolo, con scadenza 31 dicembre 2000, che vedeva impegnati 12 lavoratori, contratto che lo Stato avrebbe dovuto accollarsi;

c) il 7 giugno 2000 viene stipulata - dopo mesi di trattative - presso gli uffici del Provveditorato agli Studi di Sassari la nuova convenzione, con il termine finale del contratto fissato al 30 giugno 2000, salvo la possibilità di proroga al 30 giugno 2001, subordinatamente al finanziamento dei relativi oneri da parte del Ministero della Pubblica Istruzione;

d) subito dopo però il Provveditorato agli Studi comunica di non avere i quattrini sufficienti per pagare le prestazioni erogate dalla Cooperativa "Monte Littu", mettendo in grave difficoltà la Cooperativa, la quale - nonostante abbia garantito in modo impeccabile il lavoro per sei mesi - si trova nelle condizioni di non poter incassare quanto dovuto e pagare i propri soci,

chiede di interrogare gli Assessori del lavoro e della pubblica istruzione per sapere:

1) se siano a conoscenza che il Provveditorato agli Studi di Sassari, nonostante abbia stipulato una convenzione con la Cooperativa "Monte Littu" per pulizia, custodia ed assistenza alunni" nelle scuole elementari e materne del 1° e 2° circolo di Ozieri, si rifiuta di pagare quando dovuto per mancanza di quattrini, nonostante i soci della Cooperativa abbiano svolto diligentemente per sei mesi le prestazioni pattuite;

2) quali interventi intendano assumere nei riguardi del Provveditorato agli Studi, affinché voglia onorare quanto sottoscritto, perché non è pensabile che a pagare siano sempre i lavoratori, anello debole della catena economica, molti dei quali trovano nel lavoro erogato l'unica fonte di sostentamento;

3) se altre imprese o cooperative di servizi si trovino nella stessa condizione della Cooperativa "Monte Littu";

4) se non sia opportuno programmare sin da ora una Conferenza di servizi col Provveditorato agli Studi, affinché ai sensi della Legge n. 1124 del 1999 e del D.M. n. 184 del 1999 vengano sottoscritte per tempo e seriamente tutte le convenzioni necessarie e si abbia la certezza che il prossimo anno scolastico possa iniziare regolarmente. (200)

INTERROGAZIONE SANNA Giacomo, MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione delle zone franche doganali in Sardegna.

I sottoscritti, premesso che,

- con ordine del giorno del Consiglio Regionale del 18.09.1997 riguardante l'istituzione di "zone franche doganali" in Sardegna, a seguito della ratifica di quanto proposto dalla Commissione Paritetica Stato - Regione sarda (istituita ai sensi dell'articolo 56, 1° comma, della legge Costituzionale 26 febbraio 1948 n. 3), lo stesso aveva impegnato la Giunta a presentare una proposta di delimitazione delle stesse, così come previsto nella norma di attuazione dell'articolo12 dello Statuto regionale, sentiti i Consorzi industriali, entro il 31 ottobre 1997;

- con decreto legislativo del 10.03.1998 n.75 venivano individuate sei zone franche doganali di cui ai Regolamenti della C.E.E. nn. 2913/ 1992 e 2454/1993 " nei porti industriali di Cagliari, Porto Torres, Oristano, Portovesme, Arbatax e Olbia ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili" ;

- la precedente Giunta Regionale aveva richiesto a tutti i Consorzi Industriali la delimitazione della zona franca e che, per quanto di propria conoscenza, tutti avevano inviato proprie proposte di attuazione;

- comunque per le zone franche doganali di cui sopra, ad eccezione di quella di Cagliari, nulla è stato proposto da questa Giunta al fine di completare l'iter procedurale di attuazione di detto decreto legislativo non convocando nemmeno i consorzi industriali competenti e non predisponendo un regolamento di gestione delle zone franche doganali quale atto concreto e concludente di una vera volontà di istituzione delle stesse;

tutto ciò premesso, venuti a conoscenza tramite gli organi di informazione che la Regione sarda avrà una quota del 30% di una società che gestirà la zona franca doganale del Porto industriale di Cagliari,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) come intende procedere per attuare le zone franche doganali previste dal decreto legislativo n. 75/98;

2) quali finanziamenti intende destinare alla zona franca doganale di Cagliari ed alle altre in considerazione che, quanto meno, dovrà essere recintata tutta l'area destinata per detto scopo oltre a tutte le altre spese quali: urbanizzazioni, costruzione immobili, arredi, attrezzature e quant'altro;

3) se risponde al vero che per la zona franca doganale di Cagliari saranno destinati 80 miliardi (derivanti dall'accordo Stato - Regione citato in premessa) e che niente è stato previsto per le altre zone;

4) lo Statuto e l'ammontare del capitale sociale della costituenda o costituita Società di gestione (Cagliari Free Zone) ed il regolamento di gestione della zona franca doganale di Cagliari;

5) il motivo per cui la regione abbia ritenuto di dover entrare in compartecipazione in un settore che vede sempre più il mercato economico verso sistemi privatistici;

6) se non ritenga che tali sistemi di partecipazione non consentano di stabilire limiti e competenze tra pubblico e privato. (201)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulle condizioni degli automezzi dell'Azienda Regionale Sarda Trasporti (A.R.S.T.).

Il sottoscritto,

premesso che la Regione Sardegna, ai sensi delle normative e delle leggi vigenti, ha erogato all'A.R.S.T. nell'anno 1999 circa 10 miliardi per il rinnovo del parco-macchine;

considerato che negli ultimi 10 anni è stato sostituito solo il 40 per cento degli automezzi;

evidenziato che in alcuni casi i mezzi dell'A.R.S.T. sono fatiscenti, fuori norma e addirittura nella provincia di Sassari vi sono autobus che non hanno né climatizzatori in estate e tantomeno riscaldamento in inverno, creando enormi disagi agli utenti;

ritenuto che nella linea Sassari e territorio vi sono dei mezzi dentro i quali quando piove, anche se piove poco, occorre l'ombrello sia per i passeggeri sia per l'autista;

tenuto conto che l'Assessorato regionale dei trasporti per il rinnovo del parco-macchine dovrà accreditare all'A.R.S.T. diversi miliardi anche per l'anno 2000;

preso atto che tra poco più di un mese avrà inizio il nuovo anno scolastico, con un prevedibile maggiore afflusso di passeggeri, che renderà impossibile viaggiare con gli attuali mezzi a disposizione,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

- se sia a conoscenza di quanto suesposto;

- se non sia il caso, dopo aver verificato quanto segnalato, di chiedere con urgenza all'A.R.S.T. di togliere dalla circolazione tutti quei mezzi che non hanno i requisiti indispensabili, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto il profilo igienico-sanitario - perché gli utenti, che pagano il biglietto, abbiano a beneficiare di un servizio adeguato - e di sostituirli con nuovi mezzi per dare dignità e prestigio alla Regione Sardegna, visto che gli stessi autobus vengono acquistati con contributo regionale. (202)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di chiusura di ben 14 uffici postali nella provincia di Sassari.

Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza che l'Ente Poste ha in animo la chiusura a giorni alterni di 14 uffici postali nella provincia di Sassari, forse quale primo atto di un preciso piano che potrebbe portare - in nome della solita razionalizzazione - allo smantellamento di questo servizio importante nel nostro territorio;

2) quali azioni intenda assumere nei riguardi del Governo nazionale e dell'Ente Poste per salvaguardare e garantire i servizi postali anche nei più piccoli centri, già colpiti ed impoveriti dal taglio di altri servizi pubblici essenziali e per risolvere una volta per tutte i problemi relativi alle carenze di organico, pari a ben 144 unità solamente nella provincia di Sassari;

3) se non sia opportuno inoltre prendere posizione in merito ai licenziamenti di molti lavoratori operanti in imprese appaltatrici per conto delle Poste di Sassari, che impoveriscono ancor di più il nostro territorio. (203)

INTERROGAZIONE LICANDRO - GRANARA - PIANA - MURGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle case di cura e studi specialistici accreditati con il sistema sanitario nazionale.

I sottoscritti, premesso che:

- in Sardegna sono attualmente accreditate 13 case di cura, dotate di 1.462 posti letto che rappresentano circa il 20 per cento del totale posti letto delle strutture ospedaliere in Sardegna (posti letto totali 8.937), e decine di studi specialistici;

- le predette case di cura e studi specialistici danno occupazione a circa 2.000 dipendenti, che per il tipo di prestazioni erogate, sono assimilabili a tutti gli effetti ai dipendenti pubblici;

- l'A.I.O.P. (Associazione Italiana Ospedalità Privata - sede regionale) ha più volte richiesto al competente Assessorato la liquidazione "a vista" dell'80 per cento del fatturato mensile, in sostituzione della modalità di pagamento attuale che è di 90 giorni dalla data di presentazione della fattura;

- nonostante la modalità di pagamento concordata, le fatture vengono pagate costantemente in ritardo - in alcune A.S.L. addirittura sei mesi - e le case di cura e gli studi specialistici si vedono costretti a sospendere il pagamento delle retribuzioni al personale dipendente;

- a nulla valgono i numerosi solleciti inviati con cadenza mensile, singolarmente da ciascuna casa di cura o dall'A.I.O.P. regionale, e dagli studi specialistici agli organi competenti e alle organizzazioni sindacali;

- per le case di cura, nonostante esista un tariffario nazionale del 30 giugno 1997, ormai in vigore in tute le altre Regioni d'Italia, la Regione Sardegna continua ad applicare il tariffario nazionale del 1994 con l'applicazione di uno sconto pari al 20 per cento su ogni singola prestazione resa al paziente;

- il predetto tariffario nazionale del 30 giugno 1997 prevede l'istituzione di una cartella clinica, con la relativa remunerazione per ogni nuovo nato e che la Regione Sardegna non ha mai recepito tale disposizione;

- le case di cura e gli studi specialistici sono l'unica categoria imprenditoriale che non ha l'accesso a nessuna legge regionale di incentivazione;

- nonostante le assicurazioni avute nelle diverse riunioni tenutesi presso l'Assessorato della sanità a tutt'oggi la situazione è rimasta invariata,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della sanità affinché:

a) verifichino immediatamente quali siano le motivazioni di tale assurda situazione;

b) quali iniziative, in ogni caso, intendano adottare al fine di trovare una soluzione che consenta alle case di cura della Sardegna e agli studi specialistici di poter continuare ad erogare prestazioni sanitarie con la dovuta tranquillità economica e finanziaria. (204)