Seduta n.415 del 04/12/2003 

CDXV Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 4 Dicembre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 19.

RANDAZZo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 5 Novembre 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Il consigliere regionale Sergio Milia ha chiesto congedo per la giornata del 4 dicembre 2003; il consigliere Giorgio Oppi ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 4 dicembre 2003 per inderogabili impegni politici. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

Misure urgenti per l'organizzazione amministrativa regionale. (493)

(Pervenuto il 19 novembre 2003 ed assegnato alla prima Commissione.)

Testo unico delle leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica. (494)

(Pervenuto il 19 novembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri FLORIS - TUNIS - BUSINCO - DEIANA - PIRASTU:

"Interventi a favore dell'agricoltura". (495)

(Pervenuta il 26 novembre 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dal consigliere PIANA:

"Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269 convertito in legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)". (496)

(Pervenuta il 26 novembre 2003 ed assegnata alla quarta Commissione.)

di consiglieri VARGIU - FANTOLA - CASSANO - PISANO:

"Individuazione delle strutture sanitarie odontoiatriche private. Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per l'apertura dello studio odontoiatrico privato. (497)

(Pervenuta il 27 novembre 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Interrogazione FRAU sulla assistenza specializzata scolastica nelle scuole della Sardegna. (629)

(Risposta scritta in data 26 novembre 2003.)

Interrogazione VARGIU - FANTOLA sulla necessità che vengano riattivati gli iter procedurali della legge n. 1329 del 1965 per l'acquisto di macchine agricole. (689)

(Risposta scritta in data 1 dicembre 2003.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

Interrogazione FRAU - MURGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla assistenza ai portatori di handicap. (711)

Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravissimi ritardi del completamento dei lavori e dell'apertura delle Terme di Casteldoria. (712)

Interrogazione PINNA - SPISSU - CALLEDDA - IBBA - PACIFICO sulla grave esposizione ad onde elettromagnetiche a cui sono sottoposti gli abitanti delle frazioni Is Loccis, Is Peis, Is Giordis in Comune di San Giovanni Suergiu. (713)

Interrogazione BUSINCO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina del Consiglio di amministrazione dell'ISOLA. (714)

Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di maggiori agevolazioni nella continuità territoriale per le merci sarde in particolare verso la Corsica. (715)

Interrogazione SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulle situazioni di disagio all'Ispettorato ripartimentale di Sassari. (716)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

Interpellanza FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sul progetto di smantellamento della "Cittadella finanziaria" di Cagliari. (407)

Interpellanza CALLEDDA - FALCONI - MARROCU sulla realizzazione di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti di categoria 1 e 2B in località Bega Deretta nel Comune di Villaspeciosa. (408)

Interpellanza PINNA - SPISSU - CALLEDDA - COGODI sul rischio di compromissione del sistema dunoso ricoperto da ginepri in seguito dell'approvazione da parte del Comune di Calasetta del piano di lottizzazione denominato "Cala dei Ginepri". (409)

Interpellanza FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sui ritardi di presentazione della manovra finanziaria per il 2004 da parte della Giunta regionale. (410)

Discussione della proposta di legge CASSANO - VARGIU - FANTOLA - PISANO: "Provvidenze a favore degli invalidi civili" (314/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 314. Relatore il consigliere Cassano.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.

CASSANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, colleghi e colleghe, la Commissione sanità nella seduta del 7 luglio 2003 ha all'unanimità deliberato di liquidare questo provvedimento, quindi debbo dare atto sia alla destra, al centro e alla sinistra che molto responsabilmente hanno approvato questo provvedimento, un provvedimento che riguarda oltre 30 mila cittadini sardi che sono in attesa di queste provvidenze. Cosa comprende questo provvedimento? Comprende che intanto le competenze debbano essere trasferite dallo Stato alle Regioni e in questo caso alla Regione Sardegna ai sensi del decreto legislativo 112 del '98, articolo 130. Credo di poter affermare e sottolineare che la Sardegna è una delle ultime regioni in Italia che va a recepire questo provvedimento. Approvando questo provvedimento, così come la Commissione lo ha esitato, io credo di poter rispondere come Consiglio regionale alle giuste esigenze di questi nostri concittadini, anche perché stabiliamo in questo modo tempi per l'istruttoria, tempi per le procedure per quanto riguarda le visite mediche e tempi anche per la prima volta in questo provvedimento per ciò che riguarda l'ente istruttore, per ciò che riguarda la liquidazione delle provvidenze in favore non solo degli invalidi civili, ma anche dei ciechi e sordo muti che risiedono in Sardegna. Quindi cosa si chiede eventualmente al Consiglio regionale? Si chiede il voto favorevole perché riteniamo che dopo il parere anche della Commissione terza, della Commissione bilancio che ha espresso parere favorevole, credo che ci sia il dovere da parte di questo Consiglio di procedere celermente per dare risposte anche a queste persone che citavo poc'anzi, non va dimenticato che in questi 30 mila ci sono oltre 5 mila residenti che sono nel frattempo deceduti in attesa di avere queste risposte, risposte che evidentemente non sono pervenute e quindi non siamo in grado di dare. Con questo provvedimento che stabilisce anche il tempo per le visite mediche, stabiliamo dai tre mesi per ciò che riguarda l'istruttoria e quindi la pratica per la visita di riconoscimento dell'invalidità civile. Basti pensare che oggi per queste procedure richiedono dei tempi che variano dai due ai tre - quattro anni perfino per avere la relativa liquidazione.

In questo provvedimento proponiamo al Consiglio, come Commissione, che la Regione può eventualmente, perché non deve, avvalersi o dell'INPS (ente in questo momento preposto per la liquidazione dei provvedimenti) o addirittura scegliere eventualmente, se lo ritiene, anche altre formule diverse da quella che può essere l'istituto della previdenza sociale.

Quindi noi riteniamo invece, poiché le procedure oggi sono in mano e in capo per una parte alle prefetture, ma soprattutto all'INPS per ciò che riguarda le liquidazioni, noi proponiamo come Commissione che queste procedure vengano lasciate in questa fase, almeno in questa prima fase, in quanto vengano lasciate in capo all'INPS. Poi è evidente che siamo qui per ascoltare ed anche per sentire eventualmente altri suggerimenti ed altre proposte che eventualmente potranno nascere in questo dibattimento in Consiglio regionale.

La nostra proposta di legge che porta la mia firma quale primo firmatario e quella dei colleghi Riformatori, si compone di sette articoli, quindi è abbastanza anche una proposta celere, contenuta e quindi noi riteniamo che così come la Commissione terza, così come la Commissione sanità ha dato parere favorevole, mi auguro che questo Consiglio possa dare ugualmente in tempi chiaramente brevi parere favorevole per dare risposta non solo a noi ma soprattutto a quei sardi che aspettano tale risposta.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che intendessero chiedere la parola che le iscrizioni debbono pervenire a questa Presidenza entro il tempo di svolgimento dell'intervento dell'onorevole Pusceddu.

È iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Grazie Presidente. Io vorrei fare alcune considerazioni in occasione della discussione sulla proposta di legge 314 che reca provvidenze a favore degli invalidi civili, per dire che non penso sia sufficiente l'approvazione di questa proposta di legge per salvarsi l'anima da parte dell'Amministrazione regionale nei confronti di una grave disattenzione verso la categoria dei portatori di handicap. Dico questo proprio in considerazione del fatto che quest'anno il 2003 è stato dichiarato l'anno europeo per la disabilità. Eppure noi abbiamo assistito a ritardi, deficienze e mancanza di sensibilità. Io voglio ricordare solo che molti provvedimenti in capo alla Regione sono stati disattesi. Lo scorso anno abbiamo approvato la legge 20 del 2002 che ha istituito il fondo per l'occupazione dei disabili, una legge che ha contenuti molto simili a questa, nel senso che si è preferito un percorso legislativo per risolvere problemi che potevano essere invece risolti attraverso provvedimenti di carattere amministrativo, per cui c'è stato solo un allungamento dei tempi che non ha consentito un intervento immediato ed efficace in favore di queste categorie. E dico questo anche perché a distanza di anno dall'istituzione del fondo per l'occupazione dei disabili quest'anno la Regione ha perso ulteriori finanziamenti da parte dello Stato e nell'ultima ripartizione delle risorse assegnate alle regioni la Sardegna è stata esclusa, è stata esclusa per un semplice motivo, perché non aveva impegnato né tanto meno speso 2milioni 500 mila euro che erano già nella disponibilità del fondo. Questi dati sono stati oggetto di critica da parte delle associazioni di categoria anche in occasione della recente Conferenza regionale sulla disabilità in Sardegna che si è tenuta a Cagliari il 22 novembre scorso. Proprio dalle associazioni c'è stato un richiamo fermo e deciso nei confronti dell'Amministrazione regionale che è inadempiente sotto molti aspetti, verso una categoria di persone che rappresentano una componente significativa della nostra società, stiamo parlando di 30 milioni di disabili in Europa e, secondo i dati dell'Istat, in Italia sono circa 3milioni di persone, pari al 3 - 4 per cento della popolazione. E le persone che sono in condizioni di handicap grave, che sono allettate oppure a sedia a rotelle sono circa 900 mila. Il problema vero nella nostra società è che queste difficoltà non vengono affrontate attraverso un intervento pubblico, ma vengono scaricate verso il ruolo che assolve la famiglia. Sono circa 12 per cento le famiglie che hanno in casa un disabile. Ed allora io mi domando con questa legge noi dovremmo raggiungere due obiettivi, uno, l'obiettivo è quello di recepire una normativa che trasferisce alle Regioni competenze istruttorie e dà la possibilità di erogare anche degli incentivi aggiuntivi rispetto alla normativa nazionale. Ricordava poc'anzi il relatore, il collega Cassano, che noi arriviamo buoni ultimi nell'attività di recepimento. Ora, io non so se la soluzione migliore sia quella di delegare l'INPS o delegare gli Enti locali come hanno fatto tante altre regioni, oppure attivare una convenzione con uffici decentrati dell'Amministrazione centrale. L'importante a mio parere è che noi abbiamo presente la necessità di intervenire in favore di questa categoria, di intervenire soprattutto però attraverso una velocizzazione delle procedure amministrative ma soprattutto attraverso una puntuale erogazione delle provvidenze, perché talvolta la disabilità si manifesta anche in termini improvvisi e può determinare condizioni di nuove povertà, nuove povertà determinate dal fatto che quando avviene una nuova condizione di disabilità in un contesto familiare quella famiglia deve sostenere spese impreviste e deve garantire condizioni di assistenza che non sono erogate dalla struttura pubblica. Allora c'è la necessità che queste risorse vengano garantite fin da subito, da quando viene accertato il diritto o dal punto di vista sanitario alle provvidenze, alle indennità ed anche alle indennità di accompagnamento. Per cui lo vedremo nel momento di discussione del merito della proposta di legge, sarebbe opportuno un intervento della Regione a mio parere, anche in funzione anticipatrice nell'erogazione delle somme perché l'intervento efficace se è immediato perché anche il tempo ha un costo economico e se le risorse pervengono come sta avvenendo attualmente a distanza di due o tre anni, allora non si coglie l'obiettivo di garantire in quelle famiglie delle condizioni di assistenza adeguate per i portatori di handicap. Per cui io ritengo che sia necessario che questo Consiglio regionale, nell'approvare il disegno di legge, sia messo nelle condizioni però di fare una valutazione complessiva su ciò che l'Amministrazione regionale può fare per i portatori di handicap, perché ripeto rappresentano una categoria significativa della nostra società. Io ritengo che noi potremo onorare al meglio proprio il fatto che il 2003 è stato individuato come anno per la disabilità, se oltre alle caratteristiche di carattere amministrativo di cui questa legge è portatrice, ci sarà un impegno forte, deciso e chiaro in favore di una categoria, ma soprattutto anche in favore delle famiglie, perché io ritengo, e lo ripeto in conclusione, che questo onere il più delle volte è scaricato verso le famiglie che devono sostenere in condizioni nuove e diverse l'assistenza a portatori di handicap talvolta senza avere l'accesso a provvidenze oppure provvidenze che pervengono quando l'ammalato magari è già deceduto, con un allungamento anche delle procedure per la riscossione in eredità delle somme che dovevano essere erogate.

Nel corso della discussione avremo modo di verificare se la convenzione con l'INPS possa rappresentare un momento di velocizzazione delle procedure. Io ritengo però che per attivare una convenzione non era necessario arrivare a una proposta di legge; questo era un adempimento che l'Amministrazione poteva fare dal punto di vista amministrativo, però il problema vero non è tanto fare le leggi quanto fare in modo che le leggi abbiano immediata operatività, rispondano ai fini per le quali sono state...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pusceddu. Colleghi per cortesia! Onorevole Biancareddu, onorevole Corona, onorevole Giagu, per cortesia! Prego, onorevole Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.). Io mi rendo conto che, talvolta, quando si parla di problematiche che riguardano categorie deboli della nostra società non c'è sempre una puntuale attenzione anche da parte del Consiglio regionale, però è necessario comunque, da parte del Consiglio regionale, dare delle risposte a queste categorie. Dicevo che è necessario che le leggi vengano soprattutto attuate, non che vengano solamente approvate. Io ho richiamato poc'anzi i ritardi gravi dell'amministrazione regionale, dell'Assessorato del lavoro, nell'applicazione della legge per l'occupazione dei disabili e dove abbiamo perso risorse finanziarie e finanziamenti che lo Stato ha erogato alle Regioni non sono stati assegnati alla Regione Sardegna per il semplice fatto che non ha velocizzato la spesa e non ha dato pratica attuazione all'impegno delle somme che sono allocate nel fondo per l'occupazione dei disabili.

Io mi auguro che questa legge venga approvata, avremo la possibilità di discutere nel merito, però l'importante è che la nostra guida, che la bussola che deve indirizzare il nostro operare sia soprattutto verso un sostegno chiaro e concreto in favore dei disabili e delle famiglie che li ospitano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Grazie, signor Presidente. Credo che la proposta di legge che stiamo discutendo stamani abbia una rilevanza grande soprattutto in Sardegna, perché tutti noi sappiamo benissimo i ritardi con cui le prefetture sino adesso delegate venivano ad istruire le pratiche sugli invalidi civili. Noi tutti abbiamo raccolto più di una volta numerosissime proteste in merito a questi ritardi, ma in modo particolare un ritardo anche della nostra Regione, del nostro Consiglio regionale nel recepire il trasferimento delle funzioni in merito alle deleghe che lo Stato aveva attribuito alle Regioni. Allora come noi sappiamo il decreto legislativo di delega è del 1998, noi siamo a dicembre 2003, finalmente, dico, anche con notevole ritardo stiamo andando a recepire quelle deleghe che tanti e che tutta la Sardegna, tutto il mondo che ha problemi con gli invalidi civili ci ha da sempre richiesto. Io credo che finalmente con l'approvazione di questa legge che recepisce la delega dello Stato italiano alla Regione Sardegna si ponga fine a quelle lunghissime attese, alle lunghissime peregrinazioni di chi ha fatto richiesta verso le prefetture.

Allora credo che veramente questa sia una proposta di legge da approvare stamattina in tempi brevi perché tanto tempo si è perduto. Allora anche su questo il nostro contributo, anche come partito politico di maggioranza, in modo particolare perché siamo fermamente convinti anche che tanto tempo si è perso, e l'approvazione di questa legge che porta anche risorse aggiuntive, che stabilisce criteri definiti e precisi per quanto riguarda poi le convenzioni con l'INPS, per quanto riguarda poi i controlli e le visite e soprattutto gli indennizzi spettanti a chi ne richiede. E' stato ricordato che quest'anno è anche l'anno europeo del disabile, diverse riunioni, diverse manifestazioni, diverse conferenze si sono tenute su questi argomenti, io credo che veramente anche l'approvazione, oggi, di questa proposta di legge possa dare un contributo anche della Sardegna, del Consiglio regionale a colmare un vuoto, un vuoto che per tanto tempo abbiamo avuto.

Devo dire, poi, tra il '98 e oggi anche le prefetture, solleviamo anche il problema delle prefetture, delle competenze, che molte volte dicevano: "Ma noi continuiamo ad adempiere questi compiti anche se poi la competenza dovrebbe essere della Regione". Ecco c'era questo, non conflitto, ma anche questa attesa perché poi c'è il trasferimento anche del personale che ha sempre istruito e sempre lavorato in questo campo, quindi finalmente, con grande soddisfazione personale, ma anche del mio Gruppo politico, si colma oggi e diamo il contributo per colmare oggi a un vuoto legislativo di recepimento di questo Consiglio regionale di una norma che altre Regioni e che il Governo regionale già dal 1998 aveva attribuito alle Regioni stesse. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io credo che non ci sia di che gioire, intanto per il ritardo, intanto per il modo in cui è stata affrontata e perché ritengo che ancora una volta l'aspetto burocratico stia avendo la meglio sugli interessi dei singoli e delle persone più deboli che a questa legge dovrebbero fare riferimento.

Oggi ci sono tre fasi: la prima è quella dell'accertamento da parte della ASL, la seconda fase è quella del controllo da parte del Tesoro, la terza fase è quella dell'INPS, con la decretazione e il pagamento. Il tutto condito in una perdita di tempo, in una lungaggine che credo non possa soddisfare le attese di chi questa legge da tempo andava richiamando. Naturalmente ci sarà la necessità di rivedere questi passaggi. Io capisco che i colleghi quando si tratta delle loro invalidità presentino più attenzione e meno a quelle degli altri, ma se il silenzio e il poter parlare serenamente mi può essere consentito, Presidente, forse anch'io riuscirò a terminare in uno spazio di tempo piuttosto breve.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Scusi, onorevole Sanna, per cortesia io non riprendo la seduta se tutti i colleghi non vanno al loro posto.

Prego, onorevole Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dicevo che non vedo traccia, ad esempio, del ruolo dei comuni, come del resto in molte regioni d'Italia questo sia ormai elemento fondante del ruolo delle comunità locali per temi così importanti. Ma, a prescindere da questo, io voglio ricordare che già il Ministero dell'economia e delle finanze, e cioè la Direzione centrale degli uffici locali e dei servizi del tesoro ha una fase di controllo medico che è riferita a una legge dell'88 e più precisamente alla 291, quindi ognuno ha un ruolo e ognuno lo riveste e ricalca appieno quelle che sono le proprie competenze, procurando anche ritardi. Ad esempio un ritardo del quale credo sia necessario tenere conto è quello che l'INPS normalmente, a fine anno, e cioè proprio nei mesi di novembre e dicembre sospende le attività di segnalazione dei nuovi pagamenti o variazioni di pensione per poter eseguire gli aggiornamenti nel sistema informatico. Quindi il mese di novembre e dicembre vengono cancellati, per quanto riguarda questo tipo di intervento, perché l'INPS ha i suoi problemi, quindi si riduce lo spazio e si allungano i tempi per gli assistiti e per chi da tempo attende risposta. Allora io voglio ricordare, Presidente, che noi abbiamo un rapporto più diretto e mai però concretizzato per quanto riguarda il rapporto fra la Regione e il Ministero delle finanze, e cioè sappiamo tutti che la regione è creditrice sia nei pro rata dovuti per le imposte dirette e indirette riscosse nel territorio sardo e sia per le risorse anche necessarie per l'attuazione di questa legge. Allora perché non evitare il terzo passaggio con l'INPS? Perché non aprire un rapporto diretto di collaborazione con chi ha le strutture e con chi può in tempi reali nell'avere e il dare mettere finalmente la Regione sarda in condizione di avere ciò che le è dovuto per i trasferimenti di quelle imposte dirette? Perché la Regione non apre appunto questo dialogo col Ministero ed evita già una anticipazione di risorse per una convenzione che se firmata con l'INPS porterebbe la Regione stessa a un ulteriore esborso di denaro? Io credo che aprendo un dialogo diretto, con un conto corrente, col Ministero del Tesoro finalmente queste due cose possano trovare una risposta definitiva sia per quanto riguarda i nostri trasferimenti, sia per quanto riguarda scontare da questi trasferimenti le eventuali risorse da destinare per convenzione allo stesso Ministero, cioè non avremo da anticipare niente e avremo da (?) invece il flusso di denaro dovuto alle imposte dirette riscosse nel territorio sardo. Dico, c'è in questo momento la possibilità di avviare un confronto e un dialogo quindi diretto col Ministero delle finanze, abbiamo lamentato da sempre i noti ritardi, le inadempienze nei trasferimenti da parte del Ministero per conto della Regione, abbiamo la possibilità, in questo momento, sulla falsa riga di altre realtà nazionali, va bene, e per ultimo teniamo in considerazione che il Ministero non ha problemi tecnici come quelli dell'INPS, che nei mesi di novembre e dicembre è costretto a bloccare qualsiasi attività. Quindi ridurremo i passaggi non più all'ASL, al Ministero del tesoro e all' INPS, come è attualmente, ma bensì resterà alla ASL per i controlli di propria competenza e tutto il resto al Ministero del Tesoro con quelle facilitazioni che ho cercato di spiegare e spero di esserci riuscito, ai colleghi, almeno quelli più attenti nell'aula in questo momento. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che la legge che noi stiamo iniziando a trattare e che sicuramente è una di quelle leggi che automaticamente viene da ciascuno di noi definita una leggina, e che probabilmente è una leggina, sia però una legge importante almeno per due aspetti. Il primo aspetto è che fa parte di quelle decisioni che comunque il Consiglio regionale dovrà prendere, perché si tratta di adeguamenti normativi rispetto a partite che sono delegate alla Regione dallo Stato, nel senso che esiste una quantità ormai crescente di partite che lo Stato delega alle Regioni, qualche volta con appositi trasferimenti finanziari, qualche volta dimenticandosi di dotare i trasferimenti di competenze di adeguati trasferimenti economici e di risorse finanziarie che consentono di gestirli, comunque fa parte di una serie di trasferimenti di competenze che in tempi di federalismo noi dovremo abituarci a gestire. E' quindi una delle prime situazioni in cui la Sardegna viene chiamata a legiferare su quello che comunque è un vuoto, tant'è che noi veniamo pressati, la Presidenza del Consiglio regionale è stata pressata a più riprese perché dia una risposta a una situazione che si è fatta insostenibile, cioè quella della incompetenza da parte della Prefettura a continuare a gestire delle competenze relative alle pensioni di invalidità e contemporaneamente della mancanza di un presidio delegato da parte della Regione che possa provvedere al licenziamento di queste pratiche.

Il secondo motivo per cui questa cosiddetta leggina è importante è che tutto sommato va a incidere su un settore in cui chiunque faccia attività politica, più ancora chi la fa magari avendo avuto dei precedenti o continuando ad esercitare anche la professione di medico, ha senz'altro una ricaduta importantissima, nel senso che mette mano alle problematiche relative al riconoscimento della invalidità civile. Il riconoscimento della invalidità civile, come tutti i colleghi sanno in quest'Aula, è normalmente soggetto a una serie abbastanza lunga di accertamenti, controaccertamenti, verifiche documenti e passaggi tra istituzioni che comportano che colui che per sua sfortuna attende legittimamente di poter ottenere una risposta, soprattutto quando questa risposta si traduce, come nel caso di specie, in un beneficio economico, molto spesso l'attesa diventa insostenibile. Diventa insostenibile, come ha detto il collega Pusceddu, perché qualche volta si registra l'eccesso di chi ha diritto ad avere le provvidenze, ne beneficiano allora gli eredi, ma voi capite bene che non è la stessa cosa beneficiare di una provvidenza economica quando se ne ha necessità oppure che siano le famiglie, a babbu mortu, come si suol dire, a beneficiare comunque di una risorsa economica, ma soprattutto quando ancora il titolare del beneficio è in vita, il titolare del beneficio è costretto a lunghissime attese per vedere il riconoscimento di un diritto legittimo. Anzi, per vedere il riconoscimento comunque della sua situazione, nel senso che può esserci anche un riconoscimento che si conclude negativamente, però è necessario che questo sia in tempi brevi, certi e certificati. E in questo senso lo Stato ha provveduto, per quanto di sua competenza, e ha provveduto stabilendo dei tempi certi per l'istruttoria, nel senso che lo Stato norma attraverso legge i tempi in cui le ASL, a cui i cittadini si rivolgono per presentare la domanda di invalidità, debbono comunque dare una risposta al cittadino. I tempi sono di nove mesi, quindi noi sappiamo che c'è certezza nell'iter burocratico per la definizione dell'avente diritto da parte delle ASL.

Il problema si verifica quando questo iter burocratico è terminato, nel senso che la pratica passa alle prefetture, dovremmo dire passava, nelle more della nuova normativa, la pratica passava alle prefetture che avevano la necessità e l'obbligo di accertare la sussistenza dei requisiti giuridici e burocratico-amministrativi per l'erogazione del beneficio economico dell'avente diritto. Normalmente, purtroppo, i tempi tecnici richiesti dalle prefetture erano estremamente lunghi e altrettanto lunghi erano i tempi tecnici successivi, quando le prefetture trasmettevano all'ente erogatore, cioè all'istituto di previdenza sociale, l'INPS, affinché le pratiche trovassero la possibilità di avere il riscontro economico nei confronti dell'avente diritto.

Ora, questo trasferimento di competenze che avviene alla Regione dà a noi la possibilità di intervenire su una cosa importantissima, cioè dà a noi la possibilità attraverso convenzione di normare i tempi attraverso cui debba avvenire l'erogazione del beneficio economico. Cioè noi sappiamo che nove mesi per il riconoscimento dell'invalidità sono stabiliti da legge dello Stato, beh, è l'occasione perché noi diciamo quale deve essere il tempo nella convenzione che noi stipuleremo con colui che dovrà accertare la sussistenza dei requisiti giuridici per l'erogazione dei benefici economici, noi possiamo dire qual è la lunghezza del tempo che noi consentiamo a questo istituto certificatore, a questo ente certificatore. Per cui è assolutamente evidente che questa certificazione possa essere effettuata soltanto da soggetti che sono già presenti nell'ambito del passaggio normativo burocratico e cioè o dal soggetto che sta a monte e cioè l'azienda sanitaria locale che segue i primi nove mesi della pratica o dal soggetto che sta a valle l'INPS (Istituto nazionale previdenza sociale) il quale sarà l'ente che materialmente erogherà la pensione di invalidità all'avente diritto. Per cui la sostanza del provvedimento perché poi in realtà quello che spetta decidere a noi non è l'intero percorso dell'invalidità civile, quello che spetta definire a noi è capire in che modo e in quale modo più veloce possibile per il paziente che sta aspettando di avere riconosciuto il suo diritto già accertato dalla ASL, in quale modo più veloce possibile possa essere erogato il beneficio economico. Allora è evidente che questa erogazione non può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte di soggetti terzi, può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte delle ASL che sono titolari della prima parte del procedimento o può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte dell'INPS che sono titolari della parte erogativa finale. È evidente che alla Regione nel momento in cui la Regione stipulerà con uno di questi due soggetti, noi proponiamo l'INPS per una serie naturale di considerazioni che vengono fatte in rapporto alla capacità amministrativa di accertamento e di atti, però quando la Regione andrà a effettuare, come noi proponiamo nella legge, la convenzione con l'INPS, quello sarà il momento in cui la Regione dovrà dettare le regole perché chiaramente la convenzione prevederà oneri da parte della Regione che ordina all'INPS di accollarsi un onore aggiuntivo nell'istruttoria delle pratiche, è evidente che in cambio degli oneri che la Regione sarà chiamata a pagare, la Regione avrà il diritto - dovere di imporre una tempistica che sia la più ragionevole possibile, cioè che sia la tempistica giusta nei confronti del cittadino perché il cittadino che ha avuto riconosciuto il proprio stato di invalidità civile è comunque un cittadino che fa parte di quella categoria che noi chiamiamo sempre di fasce meno protette della popolazione, delle fasce più deboli della popolazione. Allora di queste fasce la Regione si faccia oggi carico, comprendendo che l'erogazione di una pensione di invalidità di poche centinaia di euro molte volte può cambiare l'esistenza di persone che l'attendono come unica fonte di sostegno per le loro attività quotidiane. Noi abbiamo in questo momento con quella che per l'ennesima volta definisco nient'altro che una leggina, la possibilità di incidere in maniera sostanziale, nei tempi tecnici di riconoscimento di un beneficio e soprattutto di riscossione di un beneficio da parte di cittadini appartenenti a quelle fasce deboli della popolazione di cui sempre siamo pronti a chiedere in qualche misura l'interesse, a chiedere che in qualche misura vengano sostenute dalla parte pubblica. Esiste quindi la possibilità per quest'Aula oggi di fare una cosa piccola, senz'altro, ma concreta ed estremamente apprezzata da un numero assai elevato di persone che attendono che questo stato diventi sul serio uno stato di diritto e che dia piena garanzia ai diritti individuali, soprattutto ai diritti individuali delle persone più deboli.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. È iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Grazie Presidente, sarò molto breve anche perché penso che forse sarà necessario soffermarci soprattutto sulla parte dell'articolato della legge, però è bene dire alcune cose, intanto per riaffermare che con oggi e mi auguro col varo di questa normativa, di questa proposta di legge si possa sanare un ritardo veramente imperdonabile. Siamo in ritardo ormai di tre anni, è un ritardo veramente colpevole di fronte a famiglie che più di altre sono state colpite da situazioni di disabilità. Per cui approvare il provvedimento risulterebbe un atto dovuto per dare una risposta concreta a chi da tempo attende una risposta. Detto questo però non possiamo nasconderci che la proposta di legge, anche il licenziamento da parte della Commissione, così come è avvenuto seppur dimostrando una volontà di accelerazione, per cui una volontà di andare incontro alle esigenze dei disabili e degli invalidi in generale, ha licenziato una proposta che a nostro avviso risente di una serie di problemi sia di tipo applicativo, sia di tipo concettuale. Abbiamo presentato una serie di emendamenti che puntano soprattutto a correggere queste storture e sono convinto tra l'altro che sono emendamenti molto semplici, l'Aula avrà la compiacenza di considerarli per quello che sono e per cui anche di accogliere in maniera favorevole. Peraltro si pone il problema di rendere chiarezza e di lasciare nelle norme che noi produciamo, eliminare gli spazi di ambiguità e per cui di assumerci l'onere di fare scelte precise, questo in particolare riferimento alla questione dei convenzionamenti, anche perché lasciare la potestà e la facoltà di scegliere una cosa o un'altra nella formazione di una legge ci sembra veramente cosa contraddittoria.

Poc'anzi diversi interventi ricordavano che questo è l'anno della disabilità che recentemente anche il Consiglio regionale ha approvato altre leggi e si denunciava il ritardo nell'applicazione delle leggi. È vero, la nostra Regione risente di questa forte carenza che mal si concilia con i principi che noi di volta in volta approvando le leggi cerchiamo di sancire e di ribadire. In quanto molte volte i principi se poi non vengono concretamente applicati, per cui non si calano completamente nella società, rimangono fini a se stessi, rimangono dei principi che però non corrispondono a quelle che sono le aspettative, nel senso che ci troviamo di fronte a categorie che più di altre hanno bisogno di risposte concrete e non soltanto di parole, e non soltanto di principi, per cui si tratta che i principi possano diventare realtà.

Noi riteniamo che con questa legge si possa fare un passo in avanti, anche se l'applicazione e il recepimento di questo decreto legislativo di sicuro non copre completamente quelle che sono le esigenze dei disabili e soprattutto degli invalidi civili, nel senso che questa materia andrebbe affrontata non soltanto da un punto di vista del riconoscimento e per cui delle indennità che vanno riconosciute agli invalidi o ai disabili, è una materia che si articola e si incatena con altre materie, come quella della viabilità, come quella delle barriere architettoniche, come quelle di altri settori che non troppe volte questo Consiglio rimane sensibile. Abbiamo per cui l'opportunità di dimostrare questa nostra capacità di saper corrispondere a queste esigenze, non soltanto oggi con l'esame e l'approvazione del 314, ma soprattutto nella prossima tornata di discussione che ci sarà sulla legge finanziaria, per far sì che le norme in favore degli invalidi e dei disabili veramente comprendano e si incatenino con tutte le altre leggi di settore e una risposta più concreta all'intera questione forse può essere compiutamente data. Detto questo noi ci riserviamo, tra l'altro abbiamo presentato alcuni emendamenti, di entrare nel merito nella discussione generale, augurandoci che la discussione sia veramente pregnante e non ci siano, diciamo, una sorta di pregiudizi soltanto perché gli emendamenti sono stati presentati da una parte politica, così come peraltro altre volte è già successo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Ma che sia una leggina o la madre di tutte le riforme, insomma, dato che è proposta dai Riformatori, mi sembra che non sia neanche da discutere, questa non solo non è una leggina ma una legge inutile. Inutile perché non c'era bisogno di farla per il trasferimento delle competenze e delle deleghe, non c'era bisogno di farla; inutile perché si poteva risolvere tre anni fa con un atto amministrativo. Perché non è stato fatto l'atto amministrativo, e si è detto che invece deve occuparsene il Consiglio, come se il Consiglio non avesse altre cose da fare. E se non ha altre cose da fare non è certo colpa nostra! Perché la Giunta non ha avuto la forza, probabilmente, di affrontare il tema che oggi è in campo, assumendosi quelle che sono le responsabilità amministrative vere, perché in questi quattro anni la Giunta non ha fatto altro che spendere soldi, ma non occuparsi di ristrutturare alcunché, di riformare alcunché, di modificare alcunché e di assumersi alcuna responsabilità. Quindi, la legge è inutile per questi due motivi, e solo per un senso di responsabilità, per togliere vorrei dire l'ultimo alibi che il centrosinistra in Commissione ha avuto un comportamento responsabile, ha detto: "Va bene, purché si faccia! Purché si eliminino queste indegne file, e ritardi che ci sono, e che interessano migliaia di cittadini sardi.". Però, per non cadere nel ridicolo di questa legge, in Commissione il centrosinistra ha fatto una semplice modifica, che però è una modifica fondamentale, nel senso che rispetto all'ipotesi iniziale della legge, cioè oggetto convenzione con l'INPS, noi abbiamo pensato fosse assolutamente improponibile porre all'interno di una legge il vincolo contrattuale convenzionale con un soggetto specifico. Ed abbiamo chiesto la trasformazione del "deve" in "può", perché non è possibile che se noi cambiamo idea a fine anno, o se l'INPS non è in grado o qualunque soggetto non è grado, bisogna modificare la legge per modificare la convenzione. Qualunque sia il soggetto convenzionale. Qualunque sia. Peraltro in alcune Regioni, quelle più avanzate, quelle che hanno una civiltà diciamo più adeguata sotto l'aspetto delle responsabilità, in molte Regioni l'incarico è stato dato direttamente ai comuni perché spesso si tratta di servizi che possono essere in capo ad uffici nell'anagrafe, qui il vero problema è lo spaventoso arretrato. Lo spaventoso arretrato! Non la struttura ordinaria, perché la struttura ordinaria potrebbe essere tranquillamente trasferita ai comuni, ma non affronteremo lo spaventoso arretrato che si è accumulato negli anni precedenti al trasferimento ed ancora di più in questi tre anni, e questo arretrato è una responsabilità precisa dell'organo esecutivo di questa Regione, cioè di decidere come mettere in campo risorse straordinarie previste in legge per dirimere lo spaventoso arretrato. Allora, stiamo discutendo di cosa deve fare la Giunta nel Consiglio, veramente è un travisare le funzioni del Consiglio. Allora, io sono dell'idea che bisogna mantenere nella legge soltanto il principio e non scrivere nella legge chi deve essere il soggetto con il quale convenzionarsi, perché se si cambia idea poi bisogna modificare la legge, e che questo dibattito può essere un elemento di indirizzo per la Giunta rispetto ai soggetti potenziali, il Ministero del Tesoro, INPS, o comuni.

Chiuso il ragionamento sulla legge, un minuto soltanto per dire che questo è l'anno della disabilità, e che il bilancio di questi tre anni di legislatura dopo un triennio della legislatura precedente, che era un triennio di rinascita dal punto di vista legislativo, parlo del triennio 1999/2001 nazionale, sotto l'aspetto delle leggi che riguardano il sociale; la 328 "Riforma dei servizi sociali" è del 2000, la 68 è del 1999, in quegli anni sono state fatte altre tre leggi importanti che riguardano l'approccio diverso allo sviluppo sociale e alla tutela sociale dei cittadini italiani. Ebbene, in questi tre anni l'attenzione del Governo Berlusconi alla disabilità è sostanzialmente in pochissime cifre. Nel 2001 il progetto "Dopo di noi" 100 milioni di euro e cioè 200 miliardi per i figli disabili di persone anziane è stato cancellato. Cancellato! 200 miliardi! Non è stato ripristinato nel 2002, non è stato ripristinato nel 2003, non è stato ripristinato nella finanziaria del 2004. Coloro che sono disabili ed anziani e vivono alle spalle dei genitori non hanno nessun futuro in questo paese grazie al Governo Berlusconi! E' stato ripristinato adesso un finanziamento di trenta miliardi a carico del fondo sociale e cioè a togliere dal fondo con il quale si pagano i servizi sociali, quindi non aggiuntivo, ma a togliere dal fondo con il quale si pagano i servizi sociali dei comuni nel 2004, a togliere! In un fondo sociale che è stato tagliato di altri cinquecento miliardi. A cui si aggiungono i 1800 milioni, cioè i 3600 miliardi in meno di trasferimenti ai comuni che si traducono anch'essi in tagli della spesa sociale, perché siccome non si tagliano gli stipendi dei dipendenti comunali si possono tagliare soltanto i fondi che riguardano i servizi sociali o la manutenzione delle strade. Ancora, la 68, la legge che garantisce il diritto al lavoro dei disabili, non lo stipendio, il diritto al lavoro, cioè il diritto di essere cittadini, è stata stravolta dalla legge 30, perché la legge 30 non solo accentua la possibilità che siano le cooperative sociali e i servizi di cooperazione sociale a sostituirsi al diritto singolo del disabile, ma fa un'altra porcheria, perché immette nel computo del sette per cento dei disabili gli orfani e le vedove già assunte, un taglio che corrisponde a ventimila posti di lavoro in meno in Italia e circa cinquecento in Sardegna per i disabili.

Queste sono soltanto alcune cifre per capire qual è l'attenzione sui disabili di questo Governo nazionale, che si presenta come continuatore, rappresentante del famoso capitalismo compassionevole ed invece è soltanto un disastrato sistema di interessi personali e di gruppo.

Allora, facciamola, ma facciamola in fretta per togliere ogni alibi e per dare una risposta che poteva essere data tre anni fa ad oltre cinquanta mila sardi che stanno aspettando un loro diritto, ed è un diritto che deve essere consentito che venga attivato, realizzato ed ottenuto. E' una legge inutile, ma facciamola e facciamola in fretta!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Con l'intervento dell'onorevole Lai si chiude la discussione generale. La parola alla Giunta per l'intervento previsto. Chi interviene della Giunta?

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io credo che la conclusione del collega Lai sia decisamente efficace nel senso, facciamola, facciamola in fretta e cerchiamo di dare risposta con questo testo, con questo disegno di legge a chi da più parti ci sollecita in un settore così importante che a seguito anche del trasferimento delle competenze da parte dello Stato, questo è il motivo principale, e non ancora totalmente avvenute, delle competenze e delle risorse umane e finanziarie è rimasto ancora inattivo.

Il disegno di legge sicuramente prevede quanto è di competenza della Regione sarda per il recepimento delle stesse; in particolare per quanto riguarda il più volte richiamato comma tre dell'articolo 1, è stata una scelta questa della Commissione di inserire, di avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali, ma ovviamente è recepibile qualsiasi proposta che mette la Giunta nelle condizioni di operare, di operare subito attraverso convenzioni che dovranno essere stipulate in tempi brevi. Io ritengo che l'articolo 3, ma presumo che ci siano degli emendamenti in preparazione, possa in ogni caso essere anche totalmente soppresso.

E' vero che si sono fatti riferimenti all'anno del disabile nella discussione di questo disegno di legge, e credo che la Giunta regionale, nella sua attività di questi ultimi quattro anni, abbia mostrato interesse ed attenzione per questo settore, gli interventi con la legge 162 anch'essi un po' in ritardo, ma comunque integralmente coperti dalla Giunta regionale, nonché gli interventi sui progetti obiettivo sono dimostrazione dell'operato della Giunta e dell'attenzione nei confronti di questo settore così importante. Detto questo, credo che si possa procedere serenamente alla rapida approvazione del disegno di legge e all'esame degli emendamenti.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per quanto riguarda il Titolo, è stato presentato un emendamento che però non mettiamo in votazione adesso, in quanto l'eventuale modifica del Titolo dipenderà dalla approvazione eventuale di altri emendamenti che sono stati presentati e, quindi, per adesso accantoniamo il Titolo e passiamo direttamente all'articolo 1.

Si dia lettura dell'articolo 1.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 1

Oggetto

1. E' di competenza della Regione autonoma della Sardegna la funzione amministrativa di concessione dei trattamenti economici a favore degli invalidi civili di cui all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, così come recepito dal decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 234.

2. Per la concessione dei benefici aggiuntivi di cui al comma 2 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998, la Regione integra, con proprie risorse, i trasferimenti disposti dallo Stato; la spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 2.000.000 annui.

3. La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del D.Lgs. n. 112 del 1998, può avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli Enti Locali, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale.

4. Nella convenzione sono indicate le modalità di svolgimento delle attività, le sedi, le risorse finanziarie strumentali e organizzative da trasferire al soggetto convenzionato.

5. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto che il soggetto convenzionato si impegna a versare direttamene al cittadino richiedente il trattamento. L'istruttoria non potrà superare, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4.

6. E' attribuita ai soggetti convenzionati la legittimazione passiva di cui al comma 3 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998.

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 1, 2, 3, 4, 8, 10, 11, 12, 17, sostitutivi parziali; 6, 7, 9 e 19 aggiuntivi.

Si dia lettura degli emendamenti.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 3 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

La Regione si avvale del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998 secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale. (1)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 4 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

Nella convenzione sono indicate le modalità di svolgimento delle attività, le sedi. Le risorse finanziarie strumentali e organizzative da trasferire al Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro. (2)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 5 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria da svolgersi da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici e dei Servizi del Tesoro si impegna a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento. L'Istruttoria non potrà superare, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

II comma 6 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

E' attribuita al Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro la legittimazione passiva di cui al comma 3 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998. (4)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. La Regione, ai sensi dell'articolo 80, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti di invalidità civile di cui all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni, si avvale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale. " (8)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 4 è sostituito dal seguente:

"4. Nella convenzione sono indicate le modalità ed i luoghi di svolgimento delle attività, nonché le risorse finanziare, strumentali e organizzative da trasferire all'I.N.P.S.. Nella convenzione sono altresì definiti i rapporti conseguenti all'estensione della potestà concessiva ai benefìci aggiuntivi disposti dalla Regione ai sensi del precedente comma 2. (10)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le modalità, con le quali vengono garantiti i richiedenti contro eventuali ritardi nell'espletamento dell'attività istruttoria, ivi compreso il riconoscimento dell'interesse legale per la ritardata erogazione. Detta attività istruttoria non potrà superare, in ogni caso, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi, non comprendente i tempi necessari per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4. Per quanto compatibili, salva la legittimazione passiva attribuita ai sensi del seguente comma 6, trovano applicazione le norme in materia di contenzioso amministrativo e giurisdizionale in materia di prestazioni ai minorati civili di cui all'art. 1 del D.P.R. 21 settembre 1994, n. 698. " (11)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nel comma 6 dell'art. 1, le parole "ai soggetti convenzionati" sono sostituite dalle seguenti: ''all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ". (12)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Giacomo - Manca - Scarpa

II comma 3 dell'art. 1 è così sostituito:

"La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del D.Lgs. n. 112 del 1998, può avvalersi del Ministero dell'economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale." (17)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Dopo il testo dell'emendamento n. 9 sono aggiunte le seguenti parole:

"da conformare comunque al principio di progressività e di riequilibrio sociale in ragione delle più sfavorevoli condizioni economiche complessive del beneficiario." (19)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Calledda - Falconi - Lai - Pacifico

All'articolo 1, dopo il comma 6, è introdotto il seguente:

"6/bis. La Regione è autorizzata ad anticipare le indennità dì accompagnamento spettanti ai soggetti di cui al 1 ° comma, fin dal momento del completamento degli accertamenti medici e della conferma amministrativa del diritto all'indennità. A tal fine la Regione provvede ad istituire un Fondo rotativo ed a stabilire le modalità di restituzione delle anticipazioni nell'ambito della Convenzione da stipulare ai sensi dei precedenti commi 3, 4 e 5." (6)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Calledda - Falconi - Lai - Pacifico

All'articolo 1, comma 3, dopo le parole "o degli Enti Locali" sono aggiunte le seguenti:

"o del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro". (7)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2 bis. L'Assessore della Igiene, Sanità e Assistenza sociale, entro il termine di 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, su conforme deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, predispone un'apposita disciplina per l'individuazione e la definizione dei benefici aggiuntivi di cui al precedente comma 2. ". (9)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati nell'ordine di lettura. Ha facoltà di parlare la consigliera Sanna Nivoli per illustrare l'emendamento numero 1.

SANNA NIVOLI (A.N.). Gli emendamenti 1, 2, 3 e 4 che portano la mia firma si danno per illustrati; eventualmente nel corso della discussione generale si approfondiranno alcuni aspetti.

PRESIDENTE. Consigliera Sanna, eventualmente nella discussione sull'articolo, d'accordo?

Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 8.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 8 prevedeva solamente di permettere al Consiglio di fare una scelta definita rispetto al convenzionamento. La legge 388 prevedeva espressamente che le regioni potessero convenzionarsi ai sensi dell'articolo 80 comma 8 con l'INPS per lo svolgimento di questi compiti, per cui dicendo questo è chiaro che la legge prevedeva un convenzionamento. Per altri emendamenti che ho visto, che prevedono il convenzionamento con altri enti dello Stato, con altre diramazioni dello Stato, è chiaro che in mancanza di una specifica previsione di legge penso che questa cosa non si possa fare, nel senso che si dovrebbe fare una gara, nel senso che i convenzionamenti sono possibili quando i convenzionamenti sono espressamente autorizzati, nel senso che i convenzionamenti sono onerosi. Per cui o vi è una specifica disposizione di legge che prevede questo, o sennò altri convenzionamenti a mio avviso dovrebbero essere sottoposti alle procedure normali di convenzionamento, per cui di gara.

Detto questo le soluzioni potrebbero essere due, anzi tre. Uno, che il servizio lo facesse interamente, in toto, la Regione. Due, che lo delegasse ai suoi enti locali per cui ai comuni. Terzo, che utilizzasse il convenzionamento previsto per legge attraverso la legge 388, l'articolo 80 poc'anzi citato.

Noi in questa fase abbiamo ritenuto opportuno che per gli arretrati che ci sono, per la complessità delle azioni da porre in essere, per il fatto che i comuni comunque dovrebbero attrezzarsi per svolgere anche questi compiti, al fine di velocizzare diciamo la procedura, noi abbiamo ritenuto opportuno indicare l'INPS come strumento per, diciamo, il disbrigo pratico di questa materia.

Ci sembrava la questione più giusta e più ovvia rispetto all'attuale situazione, se poi domani le situazioni cambieranno si potrà sempre cambiare. Alcuni colleghi negli interventi nella discussione generale dicevano perché mettere l'INPS e non mettere la possibilità che il convenzionamento possa essere con i comuni un domani.

Io sinceramente rispetto a questa obiezione non ho nulla da ridire, per cui noi potremmo anche ritirare l'emendamento, con un intento però che sia chiaro qua anche da parte della Giunta, che questo non può essere uno strumento e un modo per ritardare ulteriormente le cose, perché sappiamo benissimo che se oggi decidessimo di trasferire l'intera materia ai comuni, noi ritarderemmo ulteriormente l'applicazione di questa legge, ed allora non saremmo d'accordo. Ed allora siamo d'accordo per affidare immediatamente tale onere all'INPS attraverso il convenzionamento.

Per cui si tratta di chiarirci, si tratta di intenderci esattamente su quello che si farà. Per cui se lasciamo la norma così com'è, che indica le due possibilità: convenzionamento con l'INPS o comuni, bisogna dirci però che nello stato attuale delle cose, e nell'immediato, si attiverà comunque il convenzionamento con l'INPS perché siamo obbligati dagli eventi e dalle situazioni che ci sono in essere..

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 10.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 10 è un elemento che si integra con l'emendamento numero 8, nel senso che indica esattamente, così come peraltro prevede l'articolo 80 della 388, cosa deve contenere il convenzionamento, con l'aggiunta che con questo ente va chiarito esattamente quali sono le sedi che esercitano questa potestà, in modo che la Regione possa comunque pretendere la più ampia e capillare presenza in modo che l'utenza abbia modo di attivare questo servizio senza i problemi che sennò si potrebbero definire.

Oltre a questo, ci è parso opportuno precisare che l'attività concessoria riguardi anche il precedente comma 2; il comma 2 prevede quell'intervento aggiuntivo da parte della Regione, oltre l'intervento previsto dalla Stato, noi stiamo prevedendo che la Regione intervenga con un contributo aggiuntivo. Così come era scritta la norma, se non è precisato, questo comma, queste somme aggiuntive non si capisce bene da chi dovrebbero essere gestite!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 11, sempre l'onorevole Vassallo e più. Anche l'emendamento numero 12, se ne vuole approfittare onorevole Vassallo, magari li può illustrare insieme.

VASSALLO (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 17 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 6.

PUSCEDDU (D.S.). L'emendamento 6 mira a venire incontro ad un'esigenza che è stata rappresentata da molti ed è vissuta in prima persona da molti cittadini, e mira ad una sorta di anticipazione degli importanti spettanti per l'indennità di accompagnamento. Difatti, in alcuni casi, quando le indennità finalmente vengono erogate, e definita la pratica amministrativa, l'interessato è deceduto.

Noi riteniamo che sia ingiusto scaricare sui cittadini più deboli la lunghezza, la lungaggine degli ingorghi burocratici o di altra natura che costringono gli interessati ad incomprensibili ed ingiustificate attese per ricevere quanto spetta loro di diritto. Ed inoltre una considerazione che vorrei fare, è che talvolta queste lunghe attese cercano di sviare lo stesso significato che ha la natura stessa delle indennità. Per cui una volta definito dal punto di vista medico il diritto all'indennità, sarebbe opportuno che la convenzione con l'INPS preveda la possibilità di accedere ad un fondo che avrebbe caratteristiche di fondo di rotazione, per quanto riguarda la snellezza delle procedure delle erogazioni finanziarie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 7.

PUSCEDDU (D.S.). L'emendamento numero 7 dà solo la possibilità di estendere tra i possibili soggetti da convenzionare anche il Ministero dell'economia e delle finanze per le ragioni che ha illustrato anche il collega Giacomo Sanna. Evitando di avere un unico interlocutore, perché questo significherebbe intervenire in regime di monopolio, ed invece c'è al pari di altre regioni la possibilità di convenzionare o l'INPS o gli enti locali o anche le strutture periferiche e del Ministero, sarà compito della Giunta valutare le proposte anche di impegno economico e verificare quelle che rispendono al requisito di maggior speditezza.

L'emendamento dà solo la possibilità, non è un'opzione diretta verso questa struttura, però lascia la possibilità di sentire anche le strutture decentrate per verificare se possono esserci condizioni di miglior vantaggio per l'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, grazie, le chiedo scusa se non gliel'ho fatto osservare prima, per quanto riguarda l'emendamento numero 6, le faccio osservare che è privo di copertura finanziaria, e quindi non è, in quanto tale, ricevibile. Colleghi per cortesia vi invito a prendere posto!

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare gli emendamenti 19 e 9.

COGODI (R.C.). L'emendamento 19, che poi integra l'emendamento 9, cioè lo completa, dice una cosa molto semplice e però importante; nel momento nel quale la Regione si fa carico di mettere di suo, cioè della comunità sarda una somma aggiuntiva sui fondi statali per riconoscere il beneficio agli aventi diritto, deve porsi nello stesso momento l'obiettivo di compiere un'operazione di equità sociale. E'semplice. Se la Regione aggiunge i sui quattro, o quanti saranno miliardi, pensando e parlando in lire, ad un fondo generale, e questo aumenta di un tot per cento l'indennità, è chiaro ed evidente che avranno aumentate le indennità di più quelli che hanno le indennità alte, o che stanno meglio economicamente, rispetto a quelli che magari hanno un'indennità bassa per il tipo di lavoro che fanno, e che hanno un reddito minore, e magari hanno una condizione economica e sociale complessiva che non gli consente di avere null'altro che i benefici della sicurezza sociale per vivere.

Allora, l'emendamento è semplicissimo, dice di introdurre quel principio costituzionale, che a tutti ci dovrebbe essere caro, che è quello della solidarietà, e della progressività sia del reddito e nella fiscalità, quando si esercita nella fiscalità, sia della progressività in termini di equità sociale al contrario quando si danno benefici sociali, e cioè che questo fondo aggiuntivo regionale agisca in maniera inversa rispetto alla condizione economica dei beneficiari, anche perché così avrà un effetto vero; perché a distribuire un po' di coriandoli in giro a migliaia di situazioni non servirà a nulla, invece aiutare un pochino, agevolare e portare in alto poco, poco soglie di intervento, che in certe condizioni sociali sono l'unica possibilità di vivere dignitosamente, questo legittima anche il fatto per cui la Regione integra questo fondo, in funzione di riequilibrio e in funzione di equità sociale.

Diversamente non ci sarebbe manco ratio, non ci sarebbe neanche ragione valida perché la Regione in luogo dello Stato metta dei soldi, perché la Regione qui sta subentrando nell'esercizio di funzioni, non è che sta come dire facendo suo l'istituto giuridico. Però, può avere una sua validità e un qualche intervento anche integrativo sul piano economico-finanziario, a condizione che sia in funzione di migliore equilibrio sociale e cioè di giustizia, perché se s'introducesse invece un criterio di ulteriore divaricazione e di ingiustizia meglio non farlo! E quel fondo regionale destinarlo ad attività più meritevoli, di altro genere, se creasse ingiustizia; però se crea un pezzettino di equità si giustifica ed è meglio che ci sia, semplicissimo.

Quindi, mi pare che questo principio non possa che trovare concorde il Consiglio regionale perché è un principio così semplice e credo, anche, da tutti avvertito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.

CASSANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Pare che ad alcuni presentatori sia sfuggito un concetto ben preciso. Noi al comma 3 dell'articolo 1 diciamo che la Regione può, non deve, avvalersi dell'INPS, può e quindi può anche eventualmente cambiare parere e quindi non necessariamente doversi convenzionare con l'INPS Questo è il primo aspetto. Perché questo è il passaggio molto importante. Il secondo aspetto è che in questa fase noi abbiamo trentamila domande che giacciono presso l'INPS, per una parte in Prefettura e per l'altra parte presso l'INPS, che attendono di essere liquidate, noi stiamo dicendo che la Giunta regionale potrebbe eventualmente avvalersi o non avvalersi se lo ritiene opportuno, e quindi questo è il passaggio importante. Quindi, io sono contrario a queste modifiche che si vogliono apportare.

PRESIDENTE. Scusi onorevole Cassano, siccome la sua esposizione è leggermente irrituale, io le chiederei di esprimere per le motivazioni che lei riterrà opportune, e possono essere anche quelle che ha appena espresso, di esprimere il parere su ogni singolo emendamento che è stato presentato, a partire dal numero 1.

CASSANO (Rif.Sardi). Negativo il numero 1. Negativo il numero 2, contrario. Il numero 3, contrario. Il numero 4, contrario. Il numero 8, contrario. Il numero 10, contrario. Il numero 11, contrario. Il numero 12, contrario. Il numero 17, contrario.

PRESIDENTE. Il numero 6 non è ricevibile perché privo di copertura finanziaria. Il numero 7?

CASSANO (Rif. Sardi). Contrario. Il numero 19, contrario. Il numero 9, contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Igiene, sanità ed assistenza sociale, per esprimere il parere della Giunta.

CAPELLI (U.D.C.)., Assessore dell'Igiene, sanità ed assistenza sociale. Direi che su tutti gli emendamenti è conforme il parere a quello del relatore, per le stesse motivazioni, specificatamente per l'emendamento numero 1, e seguenti, 2, con la stessa motivazione, cioè il termine ?può avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale degli enti locali? è una facoltà intesa come facoltà della Giunta, potremmo anche scrivere "può anche avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali" rendendo così, sicuramente i suggerimenti di individuare tra gli altri anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze è un suggerimento utile per una corretta gestione dei fondi, ma ritengo che in questo caso sia più opportuno lasciare delegare la Giunta all'eventuale schema di convenzione e alla scelta definitiva, perciò il "può anche avvalersi" se é consentito un emendamento verbale, "può anche avvalersi dell'istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali" facilita questo percorso e perciò rende ininfluenti, pur recependo il suggerimento, gli emendamenti successivi.

PRESIDENTE. Allora, tutte queste richieste di intervento riguardano la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti. L'Assessore ha avanzato, mi è sembrato di capire, una sorta di emendamento orale, nel senso che si propone di aggiungere la parola "anche" al terzo comma dopo la parola "può", nel modo che segue: "può anche avvalersi dell'istituto nazionale della previdenza sociale". Quindi, tengano conto i colleghi che interverranno nella discussione sull'articolo e sugli emendamenti di questa proposta avanzata dall'Assessore.

Onorevole Cogodi, naturalmente, lo sappiamo tutti, lo ricordo ai colleghi che se non vi è l'unanime accordo dei colleghi consiglieri, questa correzione non è possibile. Quindi, ne tengano conto i colleghi durante i loro interventi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo ritenuto, Presidente e colleghi, questa legge una legge comunque utile, e però l'atteggiamento che si sta manifestando da parte della maggioranza, se il Presidente della Commissione può ritenersi che rappresenti una qualche maggioranza, e la Giunta pure, c'è un atteggiamento così liquidatorio delle questioni che si pongono, evidentemente bisogna ribadire e forse riprendere anche qualche elemento di ragionamento, non è vero che si vuole risolvere un problema sociale. La zampa e l'artiglio avvelenato del clientelismo e della peggiore idea di gestione del potere pubblico sulla pelle dei più deboli, riemerge! Un artiglio avvelenato! Cosa vuol dire essere contrari a ché il fondo regionale aggiuntivo sia indirizzato in modo progressivamente, non esclusivamente, abbiamo detto progressivamente, utilizzabile in favore dei più deboli, rispetto ai più forti? Intendiamo deboli e forti sul piano sociale e sul piano economico. Perché si deve mettere un fondo regionale che integri una provvidenza che le leggi dello Stato già prevedono in un certo modo, in proporzione, per quel dieci per cento di cento e dieci, e il dieci per cento di dieci è uno! Ma, non vi vergognate? Giunta e chi dice di parlare a nome di una Commissione consiliare? E' un principio elementare, io immagino che vi sia sfuggita questa cosa e si può recuperare, ma è possibile che non si ascolti mai? Perché volete introdurre nuove ingiustizie rispetto a quelle che ci sono già?

Allora abbiamo detto: è un principio costituzionale quello della solidarietà. E' un principio di equità. E' un principio di solidarietà. Contrari. Cassano è contrario! Capelli è contrario! Ma, insomma cerchiamo appena di interloquire, di valutare, è una cosa che mi pare faccia onore a tutto il Consiglio prevedere sì un qualcosa di aggiuntivo della Regione, cioè danari della Comunità Sarda, una Regione che ha un bilancio dite voi tutto ingessato, che è carica di debiti, che non può scialare, che ha piaghe aperte in tutte le parti della società e dell'economia della Sardegna, recupera un piccolo fondo per integrare, integriamo progressivamente almeno, proporzionalmente, non dico esclusivamente, almeno le condizioni di maggior difficoltà sociale. Sennò non è credibile nulla di quello che qui si dice, che si vuole intervenire in favore di categorie più disagiate. Questo è il primo punto.

Il secondo punto: dice il collega Cassano: ai colleghi è sfuggito che la legge prevede che la Regione può e non deve convenzionarsi con l'INPS. Ma scusi, se abbiamo presentato l'emendamento è proprio perché non c'è sfuggito! Quel "può" non c'è sfuggito. Se ci fosse sfuggito non avremmo presentato l'emendamento per cambiarlo. Però lei dice: ai colleghi è sfuggito. Il "Può" è una proposta, il "deve" è un'altra proposta, perché noi riteniamo che in questa condizione, in questa fase, per rispondere ad un bisogno sia opportuno che la legge preveda, lo ha già detto e lo ha argomentato il collega Vassallo, il convezionamento con l'INPS, che è un istituto specializzato, che può provvedere, che ha avanzato una candidatura, che ha dimostrato che in Sardegna ha gli strumenti, i modi e le professionalità per svolgere questa funzione, per svolgerla adesso, dopo tre anni di ritardi. Perché il problema che qui principalmente abbiamo davanti è che questo Consiglio regionale non sta facendo nulla di buono, sta facendo una cosetta con ritardo di tre anni, e i tre anni decorsi ai trenta mila fascicoli che le prefetture, gli organi dello Stato hanno lasciato lì, in attesa che altri provvedessero, intanto non bisogna assolvere nessuno perché nel frattempo gli organi dello Stato dovevano esaminare le pratiche e sono responsabili di non averle esaminate, perché non è che in questo mondo tutti esercitiamo una responsabilità, anche il Consiglio regionale, ma tutti i danni del mondo, anche il maestrale, è colpa del Consiglio regionale della Sardegna! Qualche volta sì! Perché qualche volta si può portare anche scarogna in questo mondo e suscitare anche il maestrale di troppo, però, diciamo, che di norma non è così! E quindi, cos'è? Gli organi dello Stato per tre anni non esaminano pratiche e lasciano una pendenza e creano danni, quelli non rispondono mai. Chi fa un'interpellanza alla Prefettura? Chi fa un'interrogazione alla Prefettura? Chi dice che le prefetture devono pur esse fare le cose per cui le leggi incaricano organi dello Stato di procedere? Non hanno i mezzi? Così come altri non ce li hanno, talvolta il comune e talvolta la Regione, vadano dallo Stato, dal Governo e dai loro Ministri e lì dicano: "mi dai un compito, dammi anche i mezzi per adempiere a questo compito". Sulla pelle dei più deboli tutti possono fare tutto ed adesso anche la Regione ci mette poco, poco di suo! C'è un arretrato di trenta mila pratiche, si vuole individuare un modo attraverso cui concretamente e subito un soggetto abilitato, capace, possa smaltire questo pregresso? Perché volete fare una legge in cui dite: "può"? Qual è l'idea che avete? Esplicitatela. Quello che può è già nella legge dello Stato, perché qui si vuole fare questo organo legislativo, questa Assemblea legislativa non ha mai la dignità del suo ruolo, non vuole mai fare una norma che sia sua, ripete scimmiottando le norme che ci sono già, per far finta che sta legiferando. Che la Regione possa convenzionarsi con l'INPS è già nella legge dello Stato; non c'è bisogno di metterlo qui. Però quando dite voi "può", vuol dire che avete l'idea, il "può" vuol dire anche "non può". Quindi, se voi dovete affidare un convenzionamento per un arretrato, voi la Giunta, l'Assessore Capelli vuole affidare un compito di smaltire un arretrato di trenta mila pratiche e qui si mette "può", che è già nella legge dello Stato, vuol dire che può anche pensare ad altri soggetti e quindi come minimo deve indire una gara, è chiaro. E quelle pratiche, e le gare sappiamo come vanno, e la conflittualità che determinano, perché c'è anche un piccolo business, è chiaro che ci saranno altri soggetti privati, sociali, del terzo, del quinto e del ventinovesimo settore che si proporranno a dire: "Io faccio meglio questo!" Non è vero che lo potranno fare meglio, i comuni a regime forse sì, smaltito l'arretrato, adottata una procedura, può essere che ai comuni possa essere allora consentito in modo efficiente ed efficace di svolgere questo ruolo. Ed allora basta cambiare in un attimo la norma quando saremo a quel punto e tutto funzionerà bene. Ma dire oggi "può", che è già nella legge dello Stato, vuol dire che voi avete idea di affidare questa attività ad altri. Allora ne verrà fuori ancora il ritardo, e il diritto di chi aspetta tre anni, che è un diritto disatteso, diventerà un diritto calpestato, per cui, siamo in materia di sicurezza sociale, diamo una sicurezza anche alla norma, diamogli una certezza, che nell'immediato si sappia qual è il soggetto abilitato perché è chiaro che il soggetto più qualificato è l'INPS, ha già presentato, lo sapete tutti, lo sa la Giunta, non solo una domanda, ma la disponibilità avendo strumenti, mezzi, procedure e professionalità sufficienti, si rimette il tutto alla pari, si adotti una procedura che sia funzionale e funzionante e a quel punto questa attività in via ordinaria può essere poi deferita ai comuni che sono i soggetti istituzionali, anche gli uffici più vicini al cittadino. Ma se noi adesso sovraccaricassimo i comuni di incombenze di trentamila arretrati voi capite che non è che abbiamo reso un buon servizio neanche ai comuni e meno che mai ai cittadini che aspettano anni e aspetterebbero ancora altri anni inutilmente.

Allora, su queste due cose noi abbiamo detto: va bene, si introduca questa piccola modifica e in questo modo si abbia una legge appena appena migliore. Soprattutto sull'emendamento 19 dove proponiamo un principio di progressività, di equità e di giustizia che ci pare veramente come possa essere rispetto a questo principio, a queste valore, insensibile, superficialmente insensibile parte del Consiglio regionale. Io sono sicuro che è la parte minoritaria e che invece la parte maggioritaria del Consiglio, al di là delle maggioranze che si ritengono tali, possa essere invece di diverso avviso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Grazie Presidente. Ho provato a capire quale sia stata la ragione dell'irrigidimento dell'onorevole Cassano rispetto alla proposta di inserire nell'ambito di una convenzione oltre che l'INPS anche altri enti. Sto parlando con te, sto sottolineando questa - come dire - rigidità che tu hai manifestato rispetto alle proposte che l'Aula ha fatto, l'Aula nelle sue due parti, sia la maggioranza che l'opposizione ha fatto delle proposte nell'ipotesi, come sempre, di migliorare la legge, invece il relatore della legge le ha rigettate ed in tal senso anche si è un po' comportato, anche se con qualche sfumatura, l'Assessore. Gli emendamenti che il Gruppo di Alleanza Nazionale in alcuni suoi componenti proponeva, ed è giusto che si chiarisca la ragione, sembrano certamente alternativi alla ipotesi che l'INPS faccia da erogatore unico, però vista, sentita anzi, percepita questa volontà generale di non essere impositivi attraverso un ?deve? e di non essere limitativi attraverso, appunto, una limitazione della partecipazione alle convenzioni di un ente piuttosto che altri, mi pare che, comunque sia, entrare nel merito della discussione, piuttosto che dire: "No, non mi va", per una ragione che è soltanto di "un po'" anziché di un "deve", perché il contenuto è diverso, cioè in questo momento il Ministero del Tesoro svolge già delle funzioni molto nette rispetto alle problematiche delle pensioni, c'è una fase istruttoria e ci sarebbe aggiunta questa fase, inoltre non dimentichiamo che il Ministero del Tesoro è... Scusa Cassano, sto parlando soprattutto...

PRESIDENTE. Onorevole Cassano! Per cortesia colleghi, all'onorevole Sanna ricordo, le chiede di rivolgersi alla Presidenza.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, mi permetta, una cosa fuori sacco certamente, ma se il relatore non mi ascolta...

PRESIDENTE. Io interverrò perché l'onorevole Cassano, in quanto relatore della legge, la ascolti con estrema attenzione, anche in relazione ai pareri che ha espresso.

SANNA NIVOLI (A.N.). Perché lui ha dato un parere negativo tranciante.

Direi che il Ministero del tesoro aggiungerebbe alla fase di controllo medico la fase anche di pagamento delle competenze, cioè oltre alla decretazione anche quella delle pagamento delle competenze. Quindi ci sarebbe una competenza in più in una settore dove ci sono già delle competenze relativamente al problema. Non solo, ma in questa particolare situazione voi sapete che l'INPS, per esempio, nei mesi di novembre e di dicembre ha sospeso le attività di segnalazione dei nuovi pagamenti o delle variazioni di pensione per poter eseguire gli aggiornamenti nel sistema informatico, mentre il Tesoro non avrebbe questo problema. Questa è una piccola questione che comunque impedisce di ritardare di ulteriori tre, quattro o cinque mesi il pagamento. Non solo, ma la Regione è anche in un certo senso creditrice con il Ministero del tesoro, sia dei pro rata dovuti per le imposte dirette e indirette riscosse nel territorio sardo, il Ministero del tesoro ha i soldi nostri che ha riscosso attraverso le imposte dirette e indirette, quindi ha disponibili dei soldi nostri, per cui la situazione potrebbe essere risolta attraverso conto corrente, senza ulteriori passaggi. Il significato di inserire il Ministero del tesoro nella possibilità di convenzionamento era esclusivamente per accelerare, e lo accelererebbe di fatto, il pagamento ai disabili. Era soltanto questo il significato, per cui, siccome c'è stata sicuramente una non accettazione da parte del relatore e anche da parte della Giunta, eventualmente io, se fossi relatore, che non sono, non costringerei la Regione neanche con un "può anche" a rivolgersi soltanto all'INPS, ma lascerei libera la Regione di convenzionarsi con tutti gli enti che erogano le pensioni. Era quindi un suggerimento che io faccio sia alla Presidenza, che comunque è distratta e non mi sta ascoltando, ma soprattutto al relatore e alla Giunta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevole colleghi, io avevo deciso di non intervenire nel dibattito, abbiamo detto ai firmatari della legge, durante la discussione in Commissione, che questo provvedimento - l'ha già detto il collega Lai - non si rendeva necessario e il fatto che la proposta di legge risalga ormai a due anni or sono, al 3 aprile del 2002, dimostra con quanta attenzione la Commissione stessa ha cercato di esaminare questo provvedimento.

Io vorrei adesso richiamare l'attenzione dei colleghi sui motivi delle diatribe anche con la presentazione degli emendamenti. Noi non abbiamo a cuore i problemi dei pensionati e degli invalidi; noi ci stiamo accapigliando sul fatto che lo Stato ci trasferisce delle competenze e stiamo bisticciando se dobbiamo dare queste competenze, pagando la Regione, all'INPS o al Ministero nel Tesoro. E' una cosa scandalosa! Allora io chiedo all'Assessore: è veramente necessario questo provvedimento o per tutte le convenzioni d'ora in poi che dovrà fare la Regione dovremo fare un provvedimento legislativo?

Io vorrei ricordare alla Giunta regionale e anche ai firmatari della legge che l'articolo 4 del decreto legislativo del 2001 dice testualmente: "L'esercizio dei compiti e delle funzioni da parte della Regione e degli enti locali della Sardegna è subordinato all'effettivo trasferimento dei beni e delle risorse". Assessore, sono i 99.000 euro che ci devono arrivare da parte dello Stato e che non ci sono neanche arrivati - questo è un decreto del 2001 - o la Regione ha condotto una battaglia, vera, dura nei confronti dello Stato perché ci diano le risorse e il personale? Il personale deve transitare, non deve transitare? Quanto ci trasferisce lo Stato per queste nuove competenze? Perché, guardate, l'ha detto già l'onorevole Cogodi, noi siamo bravissimi in questa Regione, che ci assumiamo anche le responsabilità che non abbiamo, e guardate che ne abbiamo tante, ma vi sembra possibile che noi ci siamo assunti la responsabilità di trentamila pratiche che non vengono evase, quando invece le responsabilità per legge sono ancora dello Stato? Ma perché? Perché anche all'opinione pubblica non abbiamo detto che le responsabilità sono delle prefetture in questo momento, perché le prefetture hanno l'obbligo per legge, sin quando non transita il personale, di continuare a svolgere quelle funzioni. Allora io chiedo all'Assessore: per che cosa stiamo facendo questa legge? Non c'è un provvedimento che vada a vantaggio degli utenti, dei cittadini; non ce n'è uno, se non l'espletamento delle trentamila domande che erano a carico dello Stato. La Regione si sta caricando di tutte le spese per poter istruire queste pratiche. Allora io, Assessore, le chiedo: non è pensabile che noi approviamo un provvedimento senza che andiamo a discutere del problema del personale, chi transita e chi lo paga, qual è la trattativa che voi sino ad oggi avete fatto? Quali sono, perché non è vero quanto c'è scritto - e questo l'Assessore me l'ha confermato - nell'articolo 2 della legge, che noi andiamo a dare benefici aggiuntivi ai pensionati. Non è vero! Allora per che cosa stiamo facendo una legge? Per illudere chi? Io sono sicuro che nonostante... e quanto ci costerà questa legge? Per trentamila domande si sono fatti i calcoli di quanto la Regione… Lo Stato ci rimborserà queste risorse o non ce le rimborserà? Se non ce le rimborserà cerchiamo di essere seri, dicendo che ci stiamo assumendo noi non soltanto delle responsabilità, ma ci stiamo assumendo gli oneri per poter dare una risposta che era compito dello Stato.

Allora, Assessore, se dobbiamo risolvere i problemi delle trentamila domande lei faccia la convenzione con chi vuole, se dobbiamo migliorare i servizi non parliamo del Ministero del tesoro, lo Stato ci ha trasferito le competenze, diciamo che possono essere i comuni, facciamo una legge per avvicinare i servizi ai cittadini, ma se noi andiamo a dare competenze - e parla uno che è dipendente dell'INPS, quindi non dovrei neanche parlare - all'INPS, al Ministero del Tesoro, cioè poteva farlo lo Stato direttamente, perché non l'ha fatto lo Stato anziché dire che trasferiva queste competenze alla Regione non ha detto: "Le trasferisco all'INPS, le trasferisco al Ministero del Tesoro"? Vogliamo fare una legge innovativa, una legge che risponda ai bisogni della gente? Allora io credo che la legge debba prevedere che queste competenze vadano agli enti locali, perché stiamo parlando di handicappati, oppure vadano alle ASL, evitiamo almeno un passaggio. Ma facciamo una legge che serva, non per fare una convenzione, perché l'istruttoria oggi come avviene? Che le ASL sottopongono a visita quelli che presentano domanda, dopo che hanno stabilito il grado di invalidità si trasferisce il tutto alla prefettura, dalla prefettura va all'INPS per l'erogazione. Allora, se noi possiamo o vedere in termini diretti, senza pagare nuovi enti, di trasferire tutto alla ASL almeno un passaggio l'abbiamo eliminato, o se dobbiamo dare delle risorse facciamo in modo che le diamo ai dipendenti dei comuni, perché noi abbiamo trasferito sino ad oggi competenze ai comuni senza dare le risorse, una volta che dobbiamo pagare per dei servizi che devono essere dati decidiamo di darli a enti dello Stato, ma vi sembra questo un modo di procedere? Allora, Assessore, lei ci risponda su una cosa: è possibile che lei faccia una convenzione? Con chi vuole, non mi interessa più nulla, ma non è pensabile, oppure vada in prefettura, dica quali sono, di che cosa hanno bisogno perché loro completino le trentamila pratiche, perché c'è stato uno smantellamento dei servizi dello Stato in questo settore, uno smantellamento, non esaminano più le domande ed era compito loro esaminarle.

Allora, Assessore, se questa legge le serve io le chiedo d'ora in poi, per tutte le convenzioni che lei sta facendo che venga in Consiglio, approviamo un provvedimento legislativo...

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Quali convenzioni?

FADDA (La Margherita-D.L.). Ne farà convenzioni, mi auguro! Venga in Consiglio perché noi dobbiamo approvare una legge. Non credo, e la finalità è soltanto questa, che per fare una convenzione noi dobbiamo approvare questo provvedimento legislativo. E dirò di più, che nonostante la legge le trentamila domande ci vorrà del tempo prima che vengano esaminate ed è una vergogna. Non possiamo dire che noi stiamo esaminando un provvedimento per dare una risposta ai cittadini. Qui c'è la ricorsa degli enti dello Stato per accaparrarsi la convenzione con la Regione. Non è giusto! Si chiami Ministero del tesoro, si chiami INPS, si chiami qualsiasi altro ente. Allora, Assessore, esaminiamo, vediamo, ritorni in Commissione, ci dica in che modo lei intende risolvere questo problema nei confronti dello Stato prima e poi anche nel trasferimento delle competenze possibilmente ad enti che dipendono dalla nostra Regione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, dal dibattito che si sta sviluppando su questa cosiddetta leggina io colgo molte imprecisioni da parte di alcuni colleghi intervenuti. L'onorevole Fadda testé ha ricordato, ma l'aveva detto anche l'onorevole Lai, che questa legge tutto sommato poteva anche non essere esitata per ottenere gli stessi effetti che si sarebbero potuti ottenere con un atto della Giunta andando a fare delle convenzioni o ad attribuire direttamente ai comuni queste competenze. Pertanto gli stessi proponenti che sono della maggioranza, avendo colto l'inerzia totale e prolungata della Giunta, hanno dovuto presentare la legge, e questa è una verità. Però la legge ha perlomeno un risvolto positivo, perché il Consiglio si appropria del diritto di indirizzare la Giunta su con chi fare eventualmente o a chi dare queste competenze, quindi non tutto è male. Certo non recuperiamo i tempi. Lo spirito delle leggi sugli invalidi civili, che sono sopraggiunte, anche quelle nazionali, a partire dal '93, tendevano in qualche maniera a semplificare le procedure, che già allora erano terribilmente ritardatarie rispetto a queste problematiche, pertanto ci furono delle modifiche: nel '93 ci fu una modifica sostanziale con cui si individuava in modo più preciso le varie fasi delle procedure e le varie competenze. In quelle norme era schematicamente previsto che la fase di accertamento sanitario era riservata alle ASL, e tale è tuttora; la fase di concessione del diritto, una volta che la Commissione sanitaria avesse dato il suo parere con percentuali che davano diritti, era riservata alle prefetture; la fase di erogazione era ed è riservata all'INPS. Quindi l'ufficiale pagatore rimane l'INPS, comunque, per legge, a meno che non si modifichi la legge nazionale.

I ritardi: i ritardi erano dovuti in parte alle Commissioni mediche e soprattutto enormemente alle prefetture. I motivi per cui le prefetture avevano questi ritardi enormi erano dovuti a carenza di personale, ecc., comunque difficoltà organizzative. Noi interveniamo in questo momento, dopo il trasferimento delle competenze alla Regione, badate bene trasferimento alla Regione solo ed esclusivamente - stiamo parlando di questa seconda fase - della concessione del diritto, perché alle ASL, quindi alla Regione, rimane ancora in carico la certificazione sanitaria. C'è da dire qui che c'è la Commissione di controllo del Ministero del tesoro, ma che è una commissione di controllo. Ecco dove il Ministero del tesoro continua a mantenere, ma è un controllo sulla decisione sanitaria, badate bene. Il Mistero del tesoro, che è chiamato Commissione di seconda istanza, ma è di controllo, non ha nessuna relazione di concessioni monetarie agli invalidi civili, rimane all'INPS, quindi anche questa storiella che qui si racconta che si semplifica concedendo agli uffici periferici del Tesoro è una favola, non esiste che ci sia un beneficio. Trasferiremo le disfunzioni della prefettura ai comitati o agli organi periferici del Ministero del tesoro. Già politicamente è un non senso che lo Stato ci trasferisca delle competenze e noi ci convenzioniamo con lo Stato, nel senso di ministeri, per gestire queste competenze!

La legge sostanzialmente dice due cose fondamentali: primo, che la Regione per provvedere alla fase della istruzione della procedura di concessione del diritto può avvalersi dell'INPS, è specificato, perché nella proposta originaria doveva avvalersi dell'INPS, perché la Commissione ed io tra i commissari abbiamo introdotto il discorso degli enti locali, non solo perché sono organi regionali e pertanto diciamo che legittimamente possono essere titolari di questa procedura, ma soprattutto - ed è questo uno dei punti - per evitare che l'imposizione e l'unica figura dell'INPS desse all'INPS stesso un potere contrattuale sulla convenzione abnorme, però noi stessi abbiamo valutato che l'unico modo di semplificare oggi la procedura concessoria è convenzionarci con l'INPS, quindi stiamo dando un'indicazione di preferenza, non è obbligata, dovrà contrattare la Regione. E questo anche per soddisfare i famosi arretrati, anche qui si sparano cifre che mi sembrano un po' esagerate. Io qualche cifra ce l'ho, per esempio so che la Prefettura di Cagliari attuando finalmente in modo organizzativo uno stage con del personale (gratuitamente tra l'altro) sono arrivati più o meno a esaurire quelli che sono i decreti concessori per quanto riguarda le prime concessioni e gli aggiustamenti di fascia. Non conosco la realtà delle altre Prefetture, ma la Prefettura se avesse voluto prima avrebbe potuto sicuramente attuare delle procedure per non creare arretrati. Quindi è colpa del Governo e dello Stato, a questo punto, se c'è stato l'arretrato. Detto questo, perché l'INPS, come privilegio personale mio? Perché l'INPS è già titolare dell'erogazione e i ritardi anche con la Prefettura e l'INPS erano dovuti soprattutto a trasmissione di dati. Una volta che noi, fermo restando che sono le ASL a fare l'accertamento sanitario e per legge rimangono alle ASL, perché devono essere distinte, le altre due procedure di concessione e di erogazione degli indennizzi, delle indennità e delle pensioni eventuali, le deve fare l'INPS, già le fa per legge e questo noi non possiamo modificarlo, lo deve modificare lo Stato se vogliamo aprire un contenzioso con lo Stato.

L'altra cosa essenziale e fondamentale che introduce la legge, e qui mi dispiace di non condividere ciò che ha detto Paolo Fadda, ma Paolo Fadda ha detto una cosa sacrosanta quando dice che noi accettiamo i trasferimenti di competenze però non contrattiamo sui trasferimenti delle risorse, perché è assurdo che lo Stato ipotizzi di trasferirci ventisette unità lavorative teoriche e poi ci trasferisce 99.000 euro. Io non lo so se c'è un ragionamento su questo. Però, detto questo, ma è compito della Giunta farsi valere con lo Stato, all'articolo 2 quando si parla di benefici aggiuntivi la Commissione intendeva ed intende (ed è così) dire una cosa ben precisa. Non è per il funzionamento della fase due, adesso non mi ricordo la cifra, quei due milioni di euro annui, ma per - ed è il punto fondamentale e qualificante della legge - aggiungere dei benefici oltre quelli che concede lo Stato, perché questo è previsto dalla legge. E a questo proposito bene hanno fatto Vassallo, Cogodi e Ortu nell'emendamento 9 e 19 ad introdurre, ed è questa una cosa importante, io condivido questi due emendamenti, perché delega la Giunta a fare un programma in modo che questi benefici aggiuntivi siano regolati e soprattutto col comma 19 siano dati in proporzione ai reali benefici e alla difficoltà dei singoli, questa è una cosa che qualifica questa leggina fino a farla diventare legge.

PRESIDENTE. Ci sono altre richieste di intervento? Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente e colleghi, soltanto per ribadire due concetti; intanto mi fa piacere che l'onorevole che mi ha preceduto, Demuru, abbia ben chiarito e ha fatto chiarezza sulle funzioni svolte attualmente dagli enti, per cui precisato esattamente come stanno le cose. Ho chiesto di intervenire soprattutto per cercare di esprimere un concetto e per manifestare palesemente la mia contrarietà ai concetti poc'anzi illustrati dall'onorevole Fadda. Non rispetto al giudizio che tutti diamo sullo Stato, sui servizi che hanno smantellato, non solo questi peraltro, e per cui sui drammi che ha creato sulla società, ma soprattutto rispetto ai concetti invece il giudizio che si dà su questa norma e soprattutto sul comma 2. Qua abbiamo sentito che l'onorevole Fadda se ha interloquito con qualcuno della Giunta che avrebbe affermato che i soldi aggiuntivi della Regione servirebbero ad altro, servirebbero quasi per coprire l'ordinaria amministrazione, non è così. Il concetto che il Consiglio vuole affermare col comma 2 di questo articolo 1 è che i fondi, i due milioni di euro, sono fondi aggiuntivi, per fare altro. Perché se no non si capisce bene, e non a caso abbiamo presentato l'emendamento numero 9 e l'emendamento aggiuntivo numero 19, proprio perché così com'era formulato il comma 2 poteva dare la possibilità a che questi fondi fossero veramente integrativi dei mancati fondi che lo Stato trasferisce per queste funzioni, per cui la copertura del mancato trasferimento dello Stato. Peraltro la relazione del relatore del provvedimento non mi sembra che dicesse questo, allora io chiedo e lo chiedo soprattutto al relatore del provvedimento: qual è il senso di questo comma 2? Vogliamo ancora vendere fumo a chi è in condizioni precarie, con chi è più svantaggiato, con chi è stato da sempre perseguito da questa società? Vogliamo dire le cose come sono? Allora noi intendiamo questo, le cose come sono, l'emendamento numero 9 con l'aggiuntivo dell'emendamento numero 19. Se si vuole mantenere l'ambiguità, per cui non dire, lasciare le cose così, diciamo con i punti interrogativi, fatelo pure, però sappiate che bisogna finirla di prendere in giro...

FADDA (La Margherita-D.L.). L'articolo 130 dice le cose che ho detto io.

VASSALLO (R.C.). Bisogna, noi intendiamo riaffermare che le cose non possono continuare in questo modo, per cui le due precisazioni fatte con gli emendamenti servono proprio a questo, servono per togliere gli equivoci, perché altrimenti continuiamo a fare norme che mantengono gli equivoci. Poi sulla stampa potremmo mandare comunicati che abbiamo approvato un provvedimento innovativo, che dà soldi, che dà risposte concrete ai cittadini, quando così non è, per cui è bene che oggi abbiamo la possibilità di chiarirci, io ribadisco che questi emendamenti hanno questo senso, vorrei capire gli altri, quando dicono no, se dicono no perché sono contrari al senso che noi abbiamo dato agli emendamenti o se invece sono contrari, non so, per partito preso. Questa cosa va chiarita, perché non è assolutamente ammissibile che su tutta una serie di emendamenti si esprima un giudizio sì o no, peraltro si è espresso un giudizio negativo anche su alcune parti che si avvicinano più al testo di legge del proponente, addirittura. Per cui il proponente che propone una cosa, noi la riproponiamo in quanto la Commissione poi l'aveva modificata, esprime parere negativo alla cosa che lui in precedenza aveva proposto. È vero che tutti si possono pentire, tutti possono anche rivedere le opinioni che si hanno, per cui si può anche rivedere le posizioni, però veramente questa volta mi sembra che abbiamo superato il segno. Per cui io mi rivolgo non soltanto al relatore, mi rivolgo all'Aula perché nel merito consideri le proposte che ci sono in campo e quando si voti si voti veramente con un minimo di coscienza e non per partito preso, perché mi sembra che, così come lo dicevo nella premessa, anche questa volta si giochi per partito preso.

PRESIDENTE. Vi sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Finalmente questa legge è arrivata in Consiglio regionale, è attesa da migliaia e migliaia di disabili, soprattutto trentamila che aspettano ancora di essere - diciamo così - sentiti e se n'è parlato molto. Chiedo solo una cosa all'Assessore se possibile, in fase di istruttoria della legge, in fase procedurale, che le USL sarde hanno chiaramente le commissioni, non spostarsi dalle commissioni al pagamento, evitiamo trasferimenti, evitiamo perdite di tempo ed evitiamo anche del denaro regionale, che si possono impiegare in altre cose. Solo questa è una cosa utilissima, perché la legge va benissimo, ottima, se viene approvata è una cosa che va bene a migliaia e migliaia di sardi in queste condizioni. Grazie.

PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, mettiamo in votazione gli emendamenti e gli articoli nell'ordine previsto. No, scusate colleghi. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, anche perché chiamato in causa e debitore di alcune risposte. Io vorrei chiarire prima di tutto la valutazione degli emendamenti fatta precedentemente e fare alcune osservazioni. Prima di tutto questa legge è approdata in Aula con parere positivo unanime della Commissione competente, ecco perché mi risulta quanto meno difficile comprendere, pur condividendone in parte alcune osservazioni, gli interventi dell'onorevole Lai, che è componente della Commissione Settima, in parte anche dell'onorevole Fadda, che è componente della Commissione Settima, dell'onorevole Demuru, che è componente della Commissione Settima, e altri, che oggi discutono quello che hanno approvato all'unanimità. Per cui io leggo qui il parere della Commissione espresso, però visto che con alcuni interventi ci si è tirati dentro per affrontare in modo deciso questa proposta di legge, vorrei sottolineare alcune cose.

Prima di tutto, i trasferimenti statali dei 99 mila euro sono trasferimenti che, come illustrato nell'UPB 0E12041 sono per i servizi socio assistenziali, per cui sono praticamente i trasferimenti necessari per pagare le pratiche al soggetto convenzionato e questa quota è quella che lo Stato ci riconosce per il pagamento di queste pratiche, nulla a che vedere la retribuzione del personale trasferito. Il personale trasferito sarà a carico del Ministero e noi dobbiamo semplicemente, anche con la sottoscrizione della convenzione, definire dove deve essere trasferito questo personale, che attualmente è in carico alle Prefetture. Altro elemento, perché siamo in presenza di questo arretrato, che poi tra l'altro non mi risulta sia di trentamila pratiche, ma l'arretrato è formato dalla parte ante approvazione del "112" del '98 e post approvazione del "112" del '98 che dice che a decorrere dal centoventesimo giorno dalla data in vigore del presente decreto legislativo, stiamo parlando del 31 marzo '98, le funzioni (erogazione di pensioni, etc.) riguardanti gli invalidi civili è trasferita all'INPS su un apposito fondo di gestione dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Le funzioni di concessione di nuovi trattamenti, e qui siamo in arretrato, di nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili sono trasferite alle Regioni, perciò in questa fase monta e cresce l'arretrato, perché la Regione non ha (noi, la Giunta) ancora definito con chi sottoscrivere le convenzioni; ma perdonatemi un attimo la sottoscrizione della convenzione ha un momento di trattativa, se noi nella legge che decisamente ora con maggior attenzione esaminata io se fosse possibile bloccherei nei primi due commi dell'articolato, se la Regione o il Consiglio mette nelle condizioni la Giunta di avere un unico interlocutore, non c'è nessun elemento di trattativa, di trattazione valido perché si possa discutere quanto quell'interlocutore richiede per lo svolgimento delle nuove pratiche, per l'azzeramento delle precedenti pratiche, per cui se questo dovesse essere l'ente X che sia INPS o ente locale ci dirà: "Benissimo, mi trasferite il personale e per ogni pratica che io devo esitare richiedo la contropartita di 100 euro", noi non possiamo dire nulla, paghiamo i 100 euro perché siamo incarcerati da una decisione del Consiglio che non ci lascia alternative. Le alternative sono possibili e tutte valide quelle proposte, dagli enti locali all'INPS, al Ministero, alle ASL, perché no?, forse abbreviamo anche alcuni percorsi tra decisione sul grado di invalidità deputata alle Commissioni ed erogazione, potremmo anche strutturare le ASL con i dipendenti e con l'organizzazione necessaria a svolgere le funzioni richieste dal trasferimento di competenze, perché qui al momento siamo fermi solo al trasferimento di competenze, non tanto al trasferimento di fondi, che sono comunque di 99 mila euro per gli scopi che ho annunciato prima. Quindi non c'entra niente né il pagamento del personale, né la copertura di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati.

Domanda allora: perché noi stiamo esaminando questa legge? Come mi dice e consiglia l'onorevole Fadda. Io credo che questa è una risposta che deve dare il Consiglio, è una proposta di legge, una proposta di legge che proviene dal Consiglio esitata all'unanimità dalla Commissione. Probabilmente, comunque, noi ci potremmo anche fermare alla determinazione della copertura finanziaria che il Consiglio determina per far fronte ad eventuali concessioni di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati con legge dello Stato. Noi siamo nelle condizioni, secondo il "112" del '98, di determinare criteri allora ed allora concordo con quanto proposto nell'emendamento 9, ma allora dovremmo fermarci un attimino e rivedere il testo della legge, perché noi dovremmo stabilire dei criteri, giustamente, che individuino quali possono essere le eventuali concessioni di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati della legge dello Stato. Questa non può essere una decisione che può prendere liberamente né la Giunta né..., ma dobbiamo rispondere a precisi criteri che vengono indicati. Anche se ritengo che ad oggi determinare benefici aggiuntivi con una copertura finanziaria di soli due milioni di euro, dai quali - badate bene - dovremmo prelevare anche le somme necessarie per pagare la convenzione, perché per recuperare l'arretrato e per dare il servizio noi sappiamo già che il costo da destinare per questa parte è ben superiore ai 99 mila euro che ci vengono trasferiti dallo Stato, ma è quantificabile in 599 mila euro, perciò noi dovremmo prelevare comunque dai due milioni di euro qui previsti 500 mila euro. Da ciò ne discende che un 1 milione e 500 mila euro per pagare eventuali benefici aggiuntivi che la Regione, la Giunta attraverso criteri ben precisi, attraverso determinazioni ben precise, vorrà concedere rispetto a quelle previste e determinate con legge dello Stato è ovvio e conseguente che non saranno sufficienti. Per cui direi che per il momento la struttura della legge deve rendere comunque possibile alla Giunta il convenzionamento con enti non al momento definiti, perché perdiamo il cosiddetto, forse non è questo il termine più corretto in questa fase, potere contrattuale. Perdiamo il potere contrattuale, per cui l'ente che qui venisse definito può decidere che i suoi costi sono superiori a quelli precedentemente contrattati e noi non avremmo le coperture adeguate. Questo volevo significare relativamente al testo ed agli emendamenti, per cui mi rimetto all'Aula per le conseguenti determinazioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione, per quanto riguarda gli emendamenti numero 1, 8 e 17 sono alternativi, quindi li metteremo in votazione in questa sequenza.

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 2 e numero 10 che sono alternativi. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Gli emendamenti numero 4 e numero 5 sono ritirati.

PRESIDENTE. L'emendamento 4 e 5, il 5 era l'emendamento sul titolo, sono stati ritirati.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso mettiamo in votazione il testo dell'articolo nella versione integrale prevista in origine perché mi pare che non vi sia accordo per l'emendamento orale presentato dall'assessore Capelli.

Metto in votazione l'articolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Ripetiamo la votazione perché il Presidente non ha sentito la richiesta di controprova. Chiedo scusa.

SPISSU (D.S.). Non è stata chiesta, non è che lei non l'ha sentita.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19, è un emendamento all'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Otto consiglieri che appoggino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VASSALLO, DEMURU, PUSCEDDU, MANCA, DETTORI, BALIA, SCANO.)

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Nell'intervento in discussione sull'articolo 1, sull'emendamento 19 che è aggiuntivo e modifica l'emendamento 9 che è l'emendamento base, ho avuto modo di dire che il punto che qualifica la legge è il vero punto che qualifica la legge. Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, vi sono in corso dichiarazioni di voto, vogliamo consentire ai colleghi di poterle svolgere tranquillamente?

DEMURU (D.S.). Il comma 2 dell'articolo prevede somme aggiuntive rispetto alle somme che lo Stato mette a disposizione per soddisfare i bisogni degli invalidi; quindi queste somme non c'entrano niente con le procedure. Io ho sentito l'Assessore poco fa, intanto ne approfitto per dire che io in Commissione sono stato favorevole a questa legge e lo confermo, ho solo espresso il rammarico che una legge che da un punto di vista della necessità assoluta non c'era, questa legge va a colmare le lacune e i ritardi dell'amministrazione regionale che avrebbe potuto comunque attivare le convenzioni.

Parliamo dell'emendamento in votazione. I due milioni di euro che la Commissione ha inteso porre come posta di bilancio non servono per le procedure, non servono per pagare l'attività amministrativa di chi perfeziona le pratiche, servono, poi lei la interpreta come vuole. La Commissione così ha voluto, io nella Commissione così ho votato e così voto, due milioni di euro ad aggiungere benefici agli invalidi, non a coprire le spese di procedure che l'amministrazione cercherà di coprire in altro modo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue DEMURU.) Ecco perché l'emendamento numero 9 che dice che la Giunta deve predisporre un'apposita disciplina per concedere questi benefici aggiuntivi e l'emendamento 19 in votazione dice che questi benefici devono comunque privilegiare chi è in maggior stato di disagio e di necessità. Ecco il mio voto favorevole e chiedo anche al Consiglio che un emendamento che va a soddisfare le esigenze dei più deboli venga approvato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Due parole, Presidente e colleghi, perché se c'era una ragione più che valida prima, perché il Consiglio concordi con questo emendamento, adesso ci sono due ragioni, tutte e due valide perché prima noi abbiamo argomentato dicendo: se la Regione integra i fondi statali come beneficio aggiuntivo, beneficio si intende che qualcuno ne deve beneficiare, quindi abbiamo inteso correttamente, ma i colleghi che hanno partecipato anche ai lavori della Commissione interpretano in modo autentico che la finalità di questa integrazione di risorse regionali è in funzione dei benefici alle persone che avranno un diritto vero, e saranno quindi i beneficiari, adesso si aggiunge un altro elemento che la Giunta addirittura vuole interpretare che i denari della Regione servano per esplicare le procedure. Ma questa sarebbe una follia, oltretutto, perché nel momento nel quale lo Stato consente che la Regione eserciti una funzione almeno in partenza, poi sappiamo che di norma accade il contrario cammin facendo, lo Stato dovrebbe garantire maggiori oneri che derivano per l'esercizio delle funzioni trasferite o delegate e poi si ferma al giorno in cui si inizia questa attività e la Regione e gli enti locali vengono caricati di oneri aggiuntivi, per cui il principio del decentramento, non dico del federalismo che sarebbe una parola troppo grossa, il principio anche del decentramento si traduce in un decentramento di oneri, di aggravi anziché in una migliore funzionalità e maggiore efficienza dei servizi e dei benefici.

Per cui intendere come intenderebbe l'assessore per la Giunta che questi sono due milioni di euro per le procedure, vuol dire rinunciare in partenza ai propri diritti, vuol dire rivolgersi al Governo nazionale e dire: rubami, derubami, scippami, però glielo dici tu, glielo dite voi, glielo dice lei cara Giunta al Governo nazionale di scippare la Regione, di far finta che decentra e in realtà si porta via i soldi del bilancio regionale. La Commissione ha inteso e il Consiglio intende, o dovrebbe intendere, che soccorre con una qualche somma anche della Regione in favore dei beneficiari, delle persone.

Quindi ripeto, se c'era una ragione prima adesso ce ne sono due di ragioni per sostenere questo emendamento, come bene ha detto poc'anzi anche il collega Demuru, ragioni per le quali noi invitiamo ancora il Consiglio a volere condividere questa modifica e a volere in tal modo dare un senso migliore a tutta la legge che ci apprestiamo a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Onorevole Cogodi e onorevole Demuru, io credo che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. Io non ho mai affermato, e la prego di rivisitarsi la registrazione di quello che io ho detto poc'anzi, ma non mi metta in bocca delle parole o tesi che non ho sostenuto. Non si può capire così perché io probabilmente mi esprimo non in maniera corretta e non in maniera leggibile, ma lei non interpreti in modo deforme quello che io ho detto poc'anzi. Io ho anzi sostenuto che è un fondo irrisorio, i due milioni di euro, e credo che questo lo ricordi, che l'ho appena sostenuto, se e nel caso in cui noi decidessimo di inserire dei benefici aggiuntivi rispetto a quanto previsto dalle leggi dello Stato, confermando anche che nel caso decidessimo di provvedere con benefici aggiuntivi rispetto alle leggi dello Stato, dovremmo anche disciplinare il come, ho anche detto questo e, a mio avviso, gli emendamenti non disciplinano il come, a mio avviso.

Per cui ritenevo opportuno dire all'Aula, cosa che poi non è stata recepita nella discussione, ho chiesto anche che qualcuno si facesse interprete di una sospensione opportuna per valutare come andare avanti sulla legge, ma evidentemente non è stato ascoltato neanche questo, perché sarebbe stato opportuno fermarsi al comma 2. Questo ho sostenuto, onorevole Cogodi. Allora, visto che invece non ci si è fermati al comma 2, è ovvio che nella convenzione e nelle modalità si vedrà come andare avanti dopo l'approvazione di questo testo di legge, aggiungendo che quanto lo Stato trasferisce alla Regione, 99 mila euro, per le pratiche arretrate formate da un arretrato ante 112 del '98, post dopo il centoventesimo giorno di applicazione del 112 del '98 e situazione contingente, non sono assolutamente sufficienti per il buon fine delle pratiche stesse. Perciò dovremo in qualche modo pagare queste pratiche, primo con una contrattazione aggiuntiva con lo Stato, facendo presente che quei 99 mila euro non sono sicuramente sufficienti, perciò nel trasferimento delle risorse, e nulla ha a che vedere il personale che già trasferito o nelle disponibilità del trasferimento è a carico dello Stato, è comunque a carico dello Stato, chiedere una contrattazione aggiuntiva per chiedere risorse che siano equilibrate rispetto al carico di competenze che è stato trasferito in termini di pagamento di convenzione senza intaccare quanto il Consiglio destinerà. Però nel momento in cui al comma 2 e al comma 3 si richiama che i benefici aggiuntivi di cui al comma 2 dell'articolo 130 vi esplicito, e l'ho letto il comma 2 del 112, che i due milioni di euro, parte di questi, potranno, secondo queste formulazioni e secondo l'interpretazione che è data dalla legge, essere anche utilizzati per anticipare il pagamento di convenzioni, diversamente si bloccano le pratiche e da trentamila saliremo a cinquantamila perché l'istituto convenzionato, qualunque esso sia, non riterrà opportuno andare avanti perché non avrà la retribuzione. Ho detto questo e lo ribadisco.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 19 all'articolo 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CARLONI - COGODI - DEMURU - DETTORI - IBBA - LOCCI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Giacomo - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CASSANO -CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIA - ONIDA - PETRINI -PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 45

astenuti 22

maggioranza 23

favorevoli 16

contrari 29

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 9. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 9 è un po' quello che costruisce la base dii supporto del precedente emendamento che il Consiglio regionale ha ritenuto, bontà sua, di bocciare. Il principio di progressività, di equa distribuzione dei denari della Regione a chi ha più bisogno, se la Regione mette una lira si divide una lira,, se mette un miliardo si divide un miliardo, se mette niente si divide niente, però io non riesco a comprendere come un Consiglio regionale possa bocciare una norma di equa distribuzione di un fondo regionale.

In qualche situazione, in qualche momento si può dire: ma c'è distrazione, non si è capito. Ci siamo capiti benissimo, questo Consiglio regionale maggioritariamente ritiene che oltre i ritardi che sono dello Stato e sono anche della Regione, che oltre l'ingiustizia che esiste già ed è grande, bisogna anche aggiungere qualcosa di ingiusto sennò non vale, perché veramente non si riesce a capire quale perversa peregrinazione mentale possa portare un Consiglio regionale o non volere distribuire equamente un fondo pubblico di denari dei sardi. Dice l'assessore: "Io non ho detto che quei denari erano in conto procedure, ho detto il contrario". Però poi conclude lo stesso assessore che ha iniziato quel ragionamento dicendo: "Però quei denari si possono usare anche in conto procedure, e siccome in conto procedure non basterà né quello che mette lo Stato e neppure questo che è qui, là anche in conto procedure vuol dire che tutto andrà in quel conto". Anzi l'assessore ha fatto un'affermazione ancora peggiore, intanto non sapendo neanche quello che dice all'inizio rispetto a quello che dice alla fine dello stesso intervento, cioè affermando, e questa volta abbiamo ascoltato bene ed è tutto registrato ed è agli atti, l'esatto contrario finendo il ragionamento, lo sragionamento in modo esattamente contrario a quello con cui l'ha iniziato, introducendo un principio pericolosissimo, che è quella interpretazione se il Consiglio non la corregge… parrebbe che non interessi a nessuno, io non so se questo Consiglio regionale non fa almeno qualche legge che cos'altro deve fare? Ma che cos'altro vuole fare questo Consiglio regionale? Perché sto dicendo una cosa che ha un valore politico, ma anche giuridico.

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, consentite che si possano svolgere gli interventi.

COGODI (R.C.). Non è questione di consentire, io chiederei di consentire a se stessi, ai colleghi, di capire qualcosa perché hanno il diritto e il dovere, non è che devono consentire a me, non è una libera chiacchierata questa; quella la facciamo sotto i portici di via Roma!

PRESIDENTE. Non si riesce neanche a seguirla, guardi!

COGODI (R.C.). Sto dicendo una cosa che ha una valenza politica ed anche giuridica, perché se anche l'interpretazione data dall'Assessore non viene dal Consiglio corretta, vale come interpretazione autentica di questa norma, ragione per la quale il fondo aggiuntivo va in conto burocrazie e pratiche istruttorie, non va a beneficio degli aventi diritto, cioè dei cittadini portatori di un handicap e quindi va corretta quella attraverso il voto del Consiglio. Ed ancora l'emendamento 9, nonostante l'errore gravissimo commesso nella bocciatura dell'emendamento 19, ripropone comunque il fatto che questo fondo è un beneficio, sarà poco ma è integrativo in favore dei cittadini aventi diritto. Diversamente, con l'interpretazione dell'assessore, qui si sta aprendo un rubinetto, perché se lui dice: "Non ci basteranno i novanta miliardi dello Stato" chiedi allo Stato quelli che mancano! Non devi aprire un tavolo di contrattazione, chiama in giudizio il Governo perché ti trasferisce un onere e non ti dà quanto costa quell'onere, quel servizio. Se qui si afferma che questa è l'integrazione di quanto manca per le procedure e questo non basta, come pure ha detto l'assessore che non basterà, vuol dire che si è aperto un rubinetto e deriverà un'altra spesa obbligatoria e questo rubinetto aperto consentirà e vorrà che scorrano miliardi fino a quando tutte le procedure non saranno ripagate, ed è una follia, che non varrebbe neppure a questo punto più che si voti a questa legge. Per cui io ritengo che almeno approvando questo emendamento, che richiama la disciplina che deve essere fatta, la faccia la disciplina la Giunta, la proponga, chieda il parere solo della Commissione consiliare, non c'è nessun impiccio, nessun lacciolo, però si comprenda che quel fondo è destinato a chi ha bisogno e non invece alle burocrazie che devono sbrigare le pratiche. Per questa ragione riteniamo che almeno in parte possa essere rimediata anche, io lo dico come la penso, la brutta espressione che...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sta facendo un'altra conferenza!

Colleghi, si era prenotato l'onorevole Demuru, però prima di dare la parola all'onorevole Demuru volevo pregarvi di trovare un po' di serenità, non si riesce a seguire gli interventi neanche da questa postazione. Chi deve consultarsi coi colleghi si accomodi, ci sono delle salette apposite, accomodatevi fuori dall'Aula, ma almeno in Aula un minimo di tranquillità.

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Grazie Presidente e serenamente io voto a favore di questo emendamento, le motivazioni le ho già dichiarate nella precedente votazione dell'emendamento 19 che sinceramente dispiace che non sia stato accolto perché ripeto, la Commissione col comma 2 intendeva porre delle risorse finanziarie che andassero ad aggiungersi per i benefici agli invalidi, non per le procedure, questo era l'intento con cui è stato votato quel comma e mi dispiace che qualcuno l'abbia interpretato in modo diverso, compreso forse il relatore.

Per quanto riguardava invece la copertura delle finanziarie necessarie per le procedure, è chiaro che dovevamo rivendicare le vere risorse allo Stato, questa era la discussione in Commissione che ho fatto, che ricordo e che è stata recepita. Pertanto l'emendamento 9 va a regolare il comma 2, e cioè la Giunta disciplina, emana una disciplina da presentare alla Commissione competente per definire i criteri per le assegnazioni delle risorse aggiuntive degli invalidi e il 19, ahimè bocciato, dava delle direttive per dire: le discipline vanno fatte in un certo modo. Io mi auguro che questo emendamento 9 venga approvato e che la Giunta tenga conto, quando farà la disciplina, e se non ne terrà conto la Giunta ne terrà conto la Commissione alla quale poi verrà presentato, terrà conto dei criteri e dei principi dell'emendamento 19 che è stato bocciato. Pertanto ribadisco il mio voto favorevole all'emendamento 9 che va a disciplinare il comma 2 e niente di più e niente di meno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Prima di tutto vorrei ringraziare per le cortesi parole l'onorevole Cogodi che, come è noto, ha difficoltà di sintesi e di comprensione di quello che dicono gli altri ma ama molto sentire se stesso, sentire l'inizio e non sentire le conclusioni o meglio, mi sorge il dubbio, non saper trarre le conclusioni, tant'è che dopo la sua interlocuzione, mentre c'è un atteggiamento favorevole nei confronti dell'emendamento numero 9 che avrebbe fatto bene a non sostenere perché si rischia poi di cambiare opinione, perché la validità dell'emendamento numero 9 era già stata spiegata precedentemente e nell'intervento precedente della Giunta e nel procedente ancora dicendo che ovviamente dobbiamo trovare un sistema per disciplinare. Onorevole Cogodi, se non sente si può avvicinare perché poi mi dice che non sente.

COGODI (R.C.). Sento benissimo; è lei che non sente perché ha detto no all'emendamento numero 9.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. No, vedo che si avvicina. Ho detto conforme al relatore. Ad un esame migliore, ad un esame più dettagliato, ho anche sostenuto che l'emendamento numero 9 nello specifico aveva un senso perché noi discipliniamo al comma 2 la possibilità di benefici aggiuntivi e non diciamo come regolare i benefici aggiuntivi, cosa che ben è detta nell'emendamento 9. Il problema è che quando c'è un'impostazione pregiudiziale volta a distruggere capisco allora quale è la lettura che devo dare ai suoi interventi, cosa che dalla parte mia lei non ha mai ritrovato nei miei di interventi, ma in un semplice spirito di collaborazione per l'interresse della povera gente a cui noi tutti ci rivolgiamo e non solo lei. Anzi, direi che sotto questo punto di vista si potrebbe aprire un dibattito. Perciò, per quanto riguarda l'emendamento numero 9, io direi che è recepibile, chiedo cortesemente che per una questione di tempi e di oggettiva possibilità di realizzazione degli stessi si accolga l'emendamento orale ?entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge? e non entro 60, lasciando il testo integralmente così come è presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Per rilevare due cose: la prima che si ha sempre il diritto di cambiare idea, però voglio dire, per dirla tutta bisogna riaffermare che la Giunta, conformemente a quanto dichiarato dal relatore, sull'emendamento 9 ha espresso parere negativo, così come ha espresso parere negativo sull'emendamento 19 strettamente collegato all'emendamento 9. Noi prendiamo atto che si è cambiato un'opinione, e ci fa anche piacere, così come possiamo concordare, anzi concordiamo, di cambiare il termine di 60 giorni con 90giorni, però bisogna dire le cose come stanno e non cercare sempre con le parole di cambiare le carte in tavola. Le carte erano già state date, già giocate, per cui erano evidenti a tutti le cose che sono state dette, per cui non c'è bisogno di ritornare indietro per ricordarle. Io penso che sia l'ultima volta che questo succeda, caro assessore!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia, l'abbiamo ascoltata, è stato ascoltato, lasci che gli altro parlino, poi sennò, non è qui il posto per questi spettacolini!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9. Vi ricordo con correzione del termine di 60 giorni in 90 giorni condivisa dai firmatari dell'emendamento.

(Il consigliere DEIANA, il cui voto risulta nullo, dichiara di aver inteso votare a favore.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU -CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - ORTU - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto il Vicepresidente: BIGGIO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 58

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

ORTU, Segretario:

Art. 1 bis

Organismo di coordinamento

e di verifica

1. Per assicurare il rispetto dei diritti degli invalidi, ciechi e sordomuti, nei tempi e nelle procedure concessorie, già individuati dalla normativa in materia, viene istituito un organismo di coordinamento e verifica nominato dal Consiglio regionale e composto da tre dirigenti appartenenti al ruolo del personale della Regione, di cui uno con funzioni di presidente, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dal Presidente della Regione, da tre componenti in rappresentanza delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dalle Associazioni interessate e da tre componenti in rappresentanza dei patronati, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dalle associazioni interessate.

PRESIDENTE. All'articolo 1 bis sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

L'art. 1 bis è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di verificare l'efficienza e l'efficacia degli interventi previsti dalla presente legge L'Assessorato competente in materia di Igiene Sanità e Assistenza sociale attiva con cadenza almeno biennale incontri con le Associazioni di categoria e gli Enti di patronato, raccogliendo suggerimenti e proposte per il miglioramento delle prestazioni e delle procedure in essere.

2. La Giunta regionale, entro i successivi sessanta giorni, su proposta dell'Assessore competente, rende al Consiglio regionale, tramite la competente commissione consiliare, una relazione sullo stato di attuazione della legge e sulle osservazioni raccolte nel corso degli incontri, formulando nel contempo eventuali proposte modificative della normativa. "(13)

Emendamento sostitutivo totale Businco - Floris - Tunis - Pirastu - Petrini - Pisano - Granella

Art. 1 bis

Organismo tecnico di coordinamento e di verifica

1. Per assicurare il rispetto dei diritti degli invalidi civili, ciechi e sordomuti, nei tempi e netta corretta applicazione delle procedure concessorie, già individuate dalla normativa in materia, viene istituito un organismo tecnico di coordinamento e verifica, diretto da un Comitato nominato dal Consiglio Regionale e composto da tre dirigenti appartenenti al ruolo del personale della Regione, di cui uno con funzioni di presidente, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dal presidente della Regione, e da due componenti, di cui uno in rappresentanza delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative scelto entro una lista di tre nominativi proposti dalle associazioni interessate e uno in rappresentanza dei patronati, scelto entro una lista di tre nominativi proposti dalle associazioni interessate.

2. Per l'espletamento delle funzioni assegnate, l'organismo si avvarrà delle risorse umane trasferite dallo Stato alla Regione, ai sensi dell'articolo 1 comma 2 del Decreto Legislativo 17 aprile 2001 n.234. (18)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 13.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, noi proponiamo con l'emendamento numero 13 una diversa impostazione rispetto alle opportune azioni di controllo, di verifiche e di adeguamento delle norme legislative in genere, per cui abbiamo proceduto ad esprimere un concetto che si differenzia assai dalla normale applicazione delle norme che generalmente noi ci diamo per verificare e modificare le leggi. In questi ultimi anni forse per effetto della concertazione, non di per sé che tutta la concertazione sia negativa, ma per effetto della concertazione si è utilizzato il metodo delle Commissioni, per cui organismi che rappresentavano più soggetti, molte volte organismi anche molto vasti, per cui con difficoltà a riunirli e a passare alla fase operativa rispetto ai compiti che gli organismi stessi avevano, per fare una serie di verifiche. Noi riteniamo che forse sia giunto il momento, soprattutto per leggi come queste che hanno la necessità di essere monitorate e variate sulla base delle necessità che si dovrebbero riscontrare, utilizzare un criterio diverso. Probabilmente questa cosa non farà piacere a chi ritiene che poteva entrare in questi organismi, perché poi questi organismi prevedono anche il contributo, gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni, ma penso che il Consiglio regionale più che pensare a questo deve pensare alla funzionalità delle norme, per cui ai metodi che deve attuare per migliorare anche questa legislazione.

Abbiamo sostituito interamente l'articolo 1 bis in quanto riteniamo che sia sufficiente dire precisamente in legge i compiti che deve avere l'assessore, che è quello di verificare, di confrontarsi con tutte le associazioni, con il mondo dell'associazionismo, per cui di fare tutte quelle azioni che permettano lui di renderlo partecipe di una conoscenza e protagonista anche dell'azione che è stato delegato a compiere nei compiti delle sue funzioni. Detto questo per cui diciamo all'assessore: "Guarda che il tuo compito è questo", diciamo anche in questo emendamento quello che deve fare dopo, per cui diciamo: "Tu fai tutte le azioni di concertazione e di verifica che vuoi, però sappi bene che dopo aver fatto questo devi venire in Consiglio, devi passare attraverso la Commissione, devi dire quello che hai riscontrato attraverso queste azioni di verifica di concertazione". E questo perché? Per far in modo che molte volte i convegni, tutte queste belle cose che si fanno ed è anche utile farle, non rimangono in passerella, nel senso che nel momento in cui dove tutti parlano, dove tutti esprimono compiutamente anche le loro opinioni, però dove tutto rimane all'interno di quella sede, per cui le stesse esperienze che si vivono in quei momenti poi non vengono trasmesse e recepite da chi le deve recepire, in questo caso dal Consiglio regionale che in qual caso dovrebbe evidentemente modificare ed adeguare le proprie norme. L'emendamento numero 13 ha questo senso qua, per cui dare un giro di svolta ad una metodologia che fino ad oggi ha poco funzionato. Noi proviamo, non è detto che poi anche questa cosa funzioni, però una cosa è certa, che è in capo all'assessore ed al Consiglio regionale recepire concretamente le istanze dei cittadini, in questo caso quelli più deboli, col dovere di meglio corrispondere ed adeguare le leggi se è necessario, prevede la verifica con cadenza biennale, anche perché è chiaro che le norme, le leggi devono avere un periodo di rodaggio, però una volta che è oliata, se il Consiglio saprà bene recepire questa norma, di sicuro si farà un passo in avanti in termini di efficienza e di corrispondenza alle esigenze della gente.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 18 ha facoltà di illustrarlo.

BUSINCO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie, Presidente. Intanto vorrei rapidamente esprimere una grande soddisfazione perché finalmente approda nell'Aula una legge che, come è stato ben detto prima di me, non è una leggina, ma è una legge che mette fine ad una situazione insostenibile e che riguarda una categoria particolarmente svantaggiata, che è appunto quella degli invalidi civili. Una situazione insostenibile che oggi vede protagoniste le prefetture, le Commissioni mediche delle ASL e l'INPS e che, come è noto, come è stato più volte detto, fa patire tempi di attesa biblici dal momento dell'accertamento sanitario al momento dell'effettiva erogazione della provvidenza economica agli invalidi, anche se poi va detto, per amor del vero, che buona parte dei ritardi sono anche imputabili alla lentezza delle commissioni mediche delle ASL.

Per entrare nel merito dell'emendamento, con questo emendamento che sostituisce l'articolo 1 bis, o meglio lo modifica, si intende conferire all'organismo, che è previsto nell'articolo stesso, di coordinamento e di verifica, così come è attualmente definito, le caratteristiche di organismo tecnico, perché per poter concretamente verificare il rispetto dei diritti, oltre che dei tempi che sono già stati individuati dalle norme, degli invalidi civili, dei ciechi e dei sordomuti occorre istituire una figura organica più completa di quella disegnata dall'attuale formulazione dell'articolo 1 bis. Occorre infatti dotarla sia di un organismo direttivo che delle necessarie professionalità tecniche. L'organismo quindi è stato suddiviso in una componente direttiva, che è rappresentata dal comitato, che eredita le funzioni politiche e di controllo del precedente organismo, integrata con una componente tecnico-gestionale di nuova previsione. Il nuovo comitato è ugualmente nominato dal Consiglio regionale, ma è stato modificato nel numero dei componenti, ora previsto in cinque anziché in nove, ciò al chiaro fine di assicurare una maggioranza, in seno al comitato stesso, alla componente nominata dal Consiglio rispetto alla rappresentanza delle associazioni di categoria. Non appare viceversa opportuna l'attuale previsione di un comitato la cui componente politica possa essere controllata (sei componenti contro tre) dai rappresentanti delle associazioni di categoria.

Infine è d'importanza strategica la previsione dell'altra componente dell'organismo, quella tecnica, aggiunta dal secondo comma del presente emendamento. Attraverso il trasferimento delle risorse umane dallo Stato, segnatamente dal Ministero dell'interno, alla Regione, già sancito dall'articolo 1 comma 2 del decreto legislativo numero 234 del 2001, si intende dotare l'organismo di valide competenze professionali già in possesso di valide esperienze e di approfondite conoscenze delle procedure e degli aspetti amministrativo-contabili nel settore socioassistenziale in argomento. Tali risorse umane, quindi, sarebbero in grado di operare nell'immediato senza attendere i tempi per una formazione specifica nella materia e conseguentemente vi sarebbe anche un considerevole risparmio per la Regione dei costi necessari per l'inserimento formativo di detto personale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.

CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Presidente, io avevo già espresso il parere, quindi confermo quello che avevo detto in precedenza, cioè il parere negativo sugli emendamenti 13 e 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io sicuramente mi rimetto al giudizio dato dal relatore sugli emendamenti, ma vorrei specificare e chiarire. Io sono ragionevolmente contro l'articolo 1 bis, nel senso che ritengo che lo stesso articolo appesantisca e sia inutile. E spiego perché: la scelta concertativa è una scelta politica di questa maggioranza e credo anche del fare politica, per cui tutto questo va concertato, rivisitato con le associazioni. Regolarmente le associazioni devono essere sentite, devono essere ascoltate perché sono il braccio, gli occhi della struttura politica, dei funzionari, perché si possa in ogni caso adempiere, correggendo norme che purtroppo nel momento della loro costruzione non possono e non riescono a prevedere tutto. Perciò appesantire ulteriormente e, per quanto riguarda l'emendamento 18, addirittura destinando delle risorse umane trasferite dallo Stato alle Regioni, che già abbiamo detto sono 27 e sono pochine per l'espletamento delle pratiche, se per giunta gli do la possibilità di toglierle da quel pacchetto di personale che è deputato a svolgere le pratiche, ma li metto magari in un ufficio per dare assistenza al Comitato, io credo che questo vada a discapito del funzionamento della cosa.

Ecco perché non si accolgono gli emendamenti 13 e 18, ma invito addirittura l'Aula ad abrogare l'articolo 1 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Chiedo scusa, ma non voglio attardarmi molto. Questa legge in Commissione è passata all'unanimità, ma chiaramente c'erano anche dei distinguo.

Io condivido totalmente quello che l'Assessore adesso ha detto esprimendo il suo parere. Condivido le sue argomentazioni sull'articolo 1 bis perché in effetti questo istituisce, e forse appesantisce anche, una commissione che va a controllare e a verificare le procedure. Personalmente sono più favorevole, ma chiaramente non poteva essere introdotto in modo così massiccio in questa legge, a un controllo sull'efficacia dei provvedimenti che lo Stato e anche la Regione eventualmente concedono agli invalidi civili. In quest'ottica tutto sommato mi sarei aspettato che l'emendamento 13 fosse stato accolto dall'Assessore, perché sostanzialmente raccomanda e obbliga l'Assessore a fare almeno biennalmente degli incontri con le associazioni di categoria e, io aggiungerei, soprattutto con il nostro servizio sociale per vedere la situazione i risultati dei benefici concessi.

Quindi, se dobbiamo tenere un articolo 1 bis, secondo me dovrebbe essere più valido l'emendamento 13 presentato da Vassallo e più. Perché dico questo? Perché, badate bene, il sistema dei controlli, anche sulle concessioni di questi benefici, è molto, molto carente. Questo cosa determina? Determina delle assurdità, per cui gli invalidi, magari i portatori di gravi handicap si vedono riconosciuti dallo Stato e dalla Regione dei benefici che sono spesso benefici monetari. Questi benefici monetari qualche volta, per non dire spesso, non vanno a beneficio dell'invalido, ma vanno a beneficio di parenti e così via. Quindi, forse, un sistema di controllo sul reale risultato di questi benefici e controlli andrebbe attivato e vedrei nell'attivazione da parte dell'Assessorato nei suoi servizi sociali.

L'emendamento 13, che a questo punto sento di condividere pienamente, propone tutto sommato che la Giunta relazioni al Consiglio su questi eventuali controlli che possono avvenire anche con questa convocazione di assemblea o comunque quello che dice l'emendamento, riunione con delle associazioni per valutare gli effetti e per proporre suggerimenti sia sulle procedure, ma è un aspetto minore perché questo la funzione ispettiva della Regione può risolverlo senza ulteriore aggravio o senza dover istituire altre commissioni, ma soprattutto sugli effetti reali dei benefici concessi agli invalidi.

Quindi, concludendo, dico che l'emendamento 13 risponde a questi eventuali controlli in senso positivo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

I lavori si concludono qui per stamattina, riprenderanno alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 30.



Allegati seduta

CDXV Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 4 Dicembre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 19.

RANDAZZo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 5 Novembre 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Il consigliere regionale Sergio Milia ha chiesto congedo per la giornata del 4 dicembre 2003; il consigliere Giorgio Oppi ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 4 dicembre 2003 per inderogabili impegni politici. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

Misure urgenti per l'organizzazione amministrativa regionale. (493)

(Pervenuto il 19 novembre 2003 ed assegnato alla prima Commissione.)

Testo unico delle leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica. (494)

(Pervenuto il 19 novembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri FLORIS - TUNIS - BUSINCO - DEIANA - PIRASTU:

"Interventi a favore dell'agricoltura". (495)

(Pervenuta il 26 novembre 2003 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dal consigliere PIANA:

"Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269 convertito in legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)". (496)

(Pervenuta il 26 novembre 2003 ed assegnata alla quarta Commissione.)

di consiglieri VARGIU - FANTOLA - CASSANO - PISANO:

"Individuazione delle strutture sanitarie odontoiatriche private. Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per l'apertura dello studio odontoiatrico privato. (497)

(Pervenuta il 27 novembre 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Interrogazione FRAU sulla assistenza specializzata scolastica nelle scuole della Sardegna. (629)

(Risposta scritta in data 26 novembre 2003.)

Interrogazione VARGIU - FANTOLA sulla necessità che vengano riattivati gli iter procedurali della legge n. 1329 del 1965 per l'acquisto di macchine agricole. (689)

(Risposta scritta in data 1 dicembre 2003.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

Interrogazione FRAU - MURGIA, con richiesta di risposta scritta, sulla assistenza ai portatori di handicap. (711)

Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui gravissimi ritardi del completamento dei lavori e dell'apertura delle Terme di Casteldoria. (712)

Interrogazione PINNA - SPISSU - CALLEDDA - IBBA - PACIFICO sulla grave esposizione ad onde elettromagnetiche a cui sono sottoposti gli abitanti delle frazioni Is Loccis, Is Peis, Is Giordis in Comune di San Giovanni Suergiu. (713)

Interrogazione BUSINCO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina del Consiglio di amministrazione dell'ISOLA. (714)

Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di maggiori agevolazioni nella continuità territoriale per le merci sarde in particolare verso la Corsica. (715)

Interrogazione SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulle situazioni di disagio all'Ispettorato ripartimentale di Sassari. (716)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO, Segretario:

Interpellanza FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sul progetto di smantellamento della "Cittadella finanziaria" di Cagliari. (407)

Interpellanza CALLEDDA - FALCONI - MARROCU sulla realizzazione di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti di categoria 1 e 2B in località Bega Deretta nel Comune di Villaspeciosa. (408)

Interpellanza PINNA - SPISSU - CALLEDDA - COGODI sul rischio di compromissione del sistema dunoso ricoperto da ginepri in seguito dell'approvazione da parte del Comune di Calasetta del piano di lottizzazione denominato "Cala dei Ginepri". (409)

Interpellanza FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sui ritardi di presentazione della manovra finanziaria per il 2004 da parte della Giunta regionale. (410)

Discussione della proposta di legge CASSANO - VARGIU - FANTOLA - PISANO: "Provvidenze a favore degli invalidi civili" (314/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 314. Relatore il consigliere Cassano.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.

CASSANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, colleghi e colleghe, la Commissione sanità nella seduta del 7 luglio 2003 ha all'unanimità deliberato di liquidare questo provvedimento, quindi debbo dare atto sia alla destra, al centro e alla sinistra che molto responsabilmente hanno approvato questo provvedimento, un provvedimento che riguarda oltre 30 mila cittadini sardi che sono in attesa di queste provvidenze. Cosa comprende questo provvedimento? Comprende che intanto le competenze debbano essere trasferite dallo Stato alle Regioni e in questo caso alla Regione Sardegna ai sensi del decreto legislativo 112 del '98, articolo 130. Credo di poter affermare e sottolineare che la Sardegna è una delle ultime regioni in Italia che va a recepire questo provvedimento. Approvando questo provvedimento, così come la Commissione lo ha esitato, io credo di poter rispondere come Consiglio regionale alle giuste esigenze di questi nostri concittadini, anche perché stabiliamo in questo modo tempi per l'istruttoria, tempi per le procedure per quanto riguarda le visite mediche e tempi anche per la prima volta in questo provvedimento per ciò che riguarda l'ente istruttore, per ciò che riguarda la liquidazione delle provvidenze in favore non solo degli invalidi civili, ma anche dei ciechi e sordo muti che risiedono in Sardegna. Quindi cosa si chiede eventualmente al Consiglio regionale? Si chiede il voto favorevole perché riteniamo che dopo il parere anche della Commissione terza, della Commissione bilancio che ha espresso parere favorevole, credo che ci sia il dovere da parte di questo Consiglio di procedere celermente per dare risposte anche a queste persone che citavo poc'anzi, non va dimenticato che in questi 30 mila ci sono oltre 5 mila residenti che sono nel frattempo deceduti in attesa di avere queste risposte, risposte che evidentemente non sono pervenute e quindi non siamo in grado di dare. Con questo provvedimento che stabilisce anche il tempo per le visite mediche, stabiliamo dai tre mesi per ciò che riguarda l'istruttoria e quindi la pratica per la visita di riconoscimento dell'invalidità civile. Basti pensare che oggi per queste procedure richiedono dei tempi che variano dai due ai tre - quattro anni perfino per avere la relativa liquidazione.

In questo provvedimento proponiamo al Consiglio, come Commissione, che la Regione può eventualmente, perché non deve, avvalersi o dell'INPS (ente in questo momento preposto per la liquidazione dei provvedimenti) o addirittura scegliere eventualmente, se lo ritiene, anche altre formule diverse da quella che può essere l'istituto della previdenza sociale.

Quindi noi riteniamo invece, poiché le procedure oggi sono in mano e in capo per una parte alle prefetture, ma soprattutto all'INPS per ciò che riguarda le liquidazioni, noi proponiamo come Commissione che queste procedure vengano lasciate in questa fase, almeno in questa prima fase, in quanto vengano lasciate in capo all'INPS. Poi è evidente che siamo qui per ascoltare ed anche per sentire eventualmente altri suggerimenti ed altre proposte che eventualmente potranno nascere in questo dibattimento in Consiglio regionale.

La nostra proposta di legge che porta la mia firma quale primo firmatario e quella dei colleghi Riformatori, si compone di sette articoli, quindi è abbastanza anche una proposta celere, contenuta e quindi noi riteniamo che così come la Commissione terza, così come la Commissione sanità ha dato parere favorevole, mi auguro che questo Consiglio possa dare ugualmente in tempi chiaramente brevi parere favorevole per dare risposta non solo a noi ma soprattutto a quei sardi che aspettano tale risposta.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che intendessero chiedere la parola che le iscrizioni debbono pervenire a questa Presidenza entro il tempo di svolgimento dell'intervento dell'onorevole Pusceddu.

È iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Grazie Presidente. Io vorrei fare alcune considerazioni in occasione della discussione sulla proposta di legge 314 che reca provvidenze a favore degli invalidi civili, per dire che non penso sia sufficiente l'approvazione di questa proposta di legge per salvarsi l'anima da parte dell'Amministrazione regionale nei confronti di una grave disattenzione verso la categoria dei portatori di handicap. Dico questo proprio in considerazione del fatto che quest'anno il 2003 è stato dichiarato l'anno europeo per la disabilità. Eppure noi abbiamo assistito a ritardi, deficienze e mancanza di sensibilità. Io voglio ricordare solo che molti provvedimenti in capo alla Regione sono stati disattesi. Lo scorso anno abbiamo approvato la legge 20 del 2002 che ha istituito il fondo per l'occupazione dei disabili, una legge che ha contenuti molto simili a questa, nel senso che si è preferito un percorso legislativo per risolvere problemi che potevano essere invece risolti attraverso provvedimenti di carattere amministrativo, per cui c'è stato solo un allungamento dei tempi che non ha consentito un intervento immediato ed efficace in favore di queste categorie. E dico questo anche perché a distanza di anno dall'istituzione del fondo per l'occupazione dei disabili quest'anno la Regione ha perso ulteriori finanziamenti da parte dello Stato e nell'ultima ripartizione delle risorse assegnate alle regioni la Sardegna è stata esclusa, è stata esclusa per un semplice motivo, perché non aveva impegnato né tanto meno speso 2milioni 500 mila euro che erano già nella disponibilità del fondo. Questi dati sono stati oggetto di critica da parte delle associazioni di categoria anche in occasione della recente Conferenza regionale sulla disabilità in Sardegna che si è tenuta a Cagliari il 22 novembre scorso. Proprio dalle associazioni c'è stato un richiamo fermo e deciso nei confronti dell'Amministrazione regionale che è inadempiente sotto molti aspetti, verso una categoria di persone che rappresentano una componente significativa della nostra società, stiamo parlando di 30 milioni di disabili in Europa e, secondo i dati dell'Istat, in Italia sono circa 3milioni di persone, pari al 3 - 4 per cento della popolazione. E le persone che sono in condizioni di handicap grave, che sono allettate oppure a sedia a rotelle sono circa 900 mila. Il problema vero nella nostra società è che queste difficoltà non vengono affrontate attraverso un intervento pubblico, ma vengono scaricate verso il ruolo che assolve la famiglia. Sono circa 12 per cento le famiglie che hanno in casa un disabile. Ed allora io mi domando con questa legge noi dovremmo raggiungere due obiettivi, uno, l'obiettivo è quello di recepire una normativa che trasferisce alle Regioni competenze istruttorie e dà la possibilità di erogare anche degli incentivi aggiuntivi rispetto alla normativa nazionale. Ricordava poc'anzi il relatore, il collega Cassano, che noi arriviamo buoni ultimi nell'attività di recepimento. Ora, io non so se la soluzione migliore sia quella di delegare l'INPS o delegare gli Enti locali come hanno fatto tante altre regioni, oppure attivare una convenzione con uffici decentrati dell'Amministrazione centrale. L'importante a mio parere è che noi abbiamo presente la necessità di intervenire in favore di questa categoria, di intervenire soprattutto però attraverso una velocizzazione delle procedure amministrative ma soprattutto attraverso una puntuale erogazione delle provvidenze, perché talvolta la disabilità si manifesta anche in termini improvvisi e può determinare condizioni di nuove povertà, nuove povertà determinate dal fatto che quando avviene una nuova condizione di disabilità in un contesto familiare quella famiglia deve sostenere spese impreviste e deve garantire condizioni di assistenza che non sono erogate dalla struttura pubblica. Allora c'è la necessità che queste risorse vengano garantite fin da subito, da quando viene accertato il diritto o dal punto di vista sanitario alle provvidenze, alle indennità ed anche alle indennità di accompagnamento. Per cui lo vedremo nel momento di discussione del merito della proposta di legge, sarebbe opportuno un intervento della Regione a mio parere, anche in funzione anticipatrice nell'erogazione delle somme perché l'intervento efficace se è immediato perché anche il tempo ha un costo economico e se le risorse pervengono come sta avvenendo attualmente a distanza di due o tre anni, allora non si coglie l'obiettivo di garantire in quelle famiglie delle condizioni di assistenza adeguate per i portatori di handicap. Per cui io ritengo che sia necessario che questo Consiglio regionale, nell'approvare il disegno di legge, sia messo nelle condizioni però di fare una valutazione complessiva su ciò che l'Amministrazione regionale può fare per i portatori di handicap, perché ripeto rappresentano una categoria significativa della nostra società. Io ritengo che noi potremo onorare al meglio proprio il fatto che il 2003 è stato individuato come anno per la disabilità, se oltre alle caratteristiche di carattere amministrativo di cui questa legge è portatrice, ci sarà un impegno forte, deciso e chiaro in favore di una categoria, ma soprattutto anche in favore delle famiglie, perché io ritengo, e lo ripeto in conclusione, che questo onere il più delle volte è scaricato verso le famiglie che devono sostenere in condizioni nuove e diverse l'assistenza a portatori di handicap talvolta senza avere l'accesso a provvidenze oppure provvidenze che pervengono quando l'ammalato magari è già deceduto, con un allungamento anche delle procedure per la riscossione in eredità delle somme che dovevano essere erogate.

Nel corso della discussione avremo modo di verificare se la convenzione con l'INPS possa rappresentare un momento di velocizzazione delle procedure. Io ritengo però che per attivare una convenzione non era necessario arrivare a una proposta di legge; questo era un adempimento che l'Amministrazione poteva fare dal punto di vista amministrativo, però il problema vero non è tanto fare le leggi quanto fare in modo che le leggi abbiano immediata operatività, rispondano ai fini per le quali sono state...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pusceddu. Colleghi per cortesia! Onorevole Biancareddu, onorevole Corona, onorevole Giagu, per cortesia! Prego, onorevole Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.). Io mi rendo conto che, talvolta, quando si parla di problematiche che riguardano categorie deboli della nostra società non c'è sempre una puntuale attenzione anche da parte del Consiglio regionale, però è necessario comunque, da parte del Consiglio regionale, dare delle risposte a queste categorie. Dicevo che è necessario che le leggi vengano soprattutto attuate, non che vengano solamente approvate. Io ho richiamato poc'anzi i ritardi gravi dell'amministrazione regionale, dell'Assessorato del lavoro, nell'applicazione della legge per l'occupazione dei disabili e dove abbiamo perso risorse finanziarie e finanziamenti che lo Stato ha erogato alle Regioni non sono stati assegnati alla Regione Sardegna per il semplice fatto che non ha velocizzato la spesa e non ha dato pratica attuazione all'impegno delle somme che sono allocate nel fondo per l'occupazione dei disabili.

Io mi auguro che questa legge venga approvata, avremo la possibilità di discutere nel merito, però l'importante è che la nostra guida, che la bussola che deve indirizzare il nostro operare sia soprattutto verso un sostegno chiaro e concreto in favore dei disabili e delle famiglie che li ospitano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Grazie, signor Presidente. Credo che la proposta di legge che stiamo discutendo stamani abbia una rilevanza grande soprattutto in Sardegna, perché tutti noi sappiamo benissimo i ritardi con cui le prefetture sino adesso delegate venivano ad istruire le pratiche sugli invalidi civili. Noi tutti abbiamo raccolto più di una volta numerosissime proteste in merito a questi ritardi, ma in modo particolare un ritardo anche della nostra Regione, del nostro Consiglio regionale nel recepire il trasferimento delle funzioni in merito alle deleghe che lo Stato aveva attribuito alle Regioni. Allora come noi sappiamo il decreto legislativo di delega è del 1998, noi siamo a dicembre 2003, finalmente, dico, anche con notevole ritardo stiamo andando a recepire quelle deleghe che tanti e che tutta la Sardegna, tutto il mondo che ha problemi con gli invalidi civili ci ha da sempre richiesto. Io credo che finalmente con l'approvazione di questa legge che recepisce la delega dello Stato italiano alla Regione Sardegna si ponga fine a quelle lunghissime attese, alle lunghissime peregrinazioni di chi ha fatto richiesta verso le prefetture.

Allora credo che veramente questa sia una proposta di legge da approvare stamattina in tempi brevi perché tanto tempo si è perduto. Allora anche su questo il nostro contributo, anche come partito politico di maggioranza, in modo particolare perché siamo fermamente convinti anche che tanto tempo si è perso, e l'approvazione di questa legge che porta anche risorse aggiuntive, che stabilisce criteri definiti e precisi per quanto riguarda poi le convenzioni con l'INPS, per quanto riguarda poi i controlli e le visite e soprattutto gli indennizzi spettanti a chi ne richiede. E' stato ricordato che quest'anno è anche l'anno europeo del disabile, diverse riunioni, diverse manifestazioni, diverse conferenze si sono tenute su questi argomenti, io credo che veramente anche l'approvazione, oggi, di questa proposta di legge possa dare un contributo anche della Sardegna, del Consiglio regionale a colmare un vuoto, un vuoto che per tanto tempo abbiamo avuto.

Devo dire, poi, tra il '98 e oggi anche le prefetture, solleviamo anche il problema delle prefetture, delle competenze, che molte volte dicevano: "Ma noi continuiamo ad adempiere questi compiti anche se poi la competenza dovrebbe essere della Regione". Ecco c'era questo, non conflitto, ma anche questa attesa perché poi c'è il trasferimento anche del personale che ha sempre istruito e sempre lavorato in questo campo, quindi finalmente, con grande soddisfazione personale, ma anche del mio Gruppo politico, si colma oggi e diamo il contributo per colmare oggi a un vuoto legislativo di recepimento di questo Consiglio regionale di una norma che altre Regioni e che il Governo regionale già dal 1998 aveva attribuito alle Regioni stesse. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io credo che non ci sia di che gioire, intanto per il ritardo, intanto per il modo in cui è stata affrontata e perché ritengo che ancora una volta l'aspetto burocratico stia avendo la meglio sugli interessi dei singoli e delle persone più deboli che a questa legge dovrebbero fare riferimento.

Oggi ci sono tre fasi: la prima è quella dell'accertamento da parte della ASL, la seconda fase è quella del controllo da parte del Tesoro, la terza fase è quella dell'INPS, con la decretazione e il pagamento. Il tutto condito in una perdita di tempo, in una lungaggine che credo non possa soddisfare le attese di chi questa legge da tempo andava richiamando. Naturalmente ci sarà la necessità di rivedere questi passaggi. Io capisco che i colleghi quando si tratta delle loro invalidità presentino più attenzione e meno a quelle degli altri, ma se il silenzio e il poter parlare serenamente mi può essere consentito, Presidente, forse anch'io riuscirò a terminare in uno spazio di tempo piuttosto breve.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Scusi, onorevole Sanna, per cortesia io non riprendo la seduta se tutti i colleghi non vanno al loro posto.

Prego, onorevole Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Dicevo che non vedo traccia, ad esempio, del ruolo dei comuni, come del resto in molte regioni d'Italia questo sia ormai elemento fondante del ruolo delle comunità locali per temi così importanti. Ma, a prescindere da questo, io voglio ricordare che già il Ministero dell'economia e delle finanze, e cioè la Direzione centrale degli uffici locali e dei servizi del tesoro ha una fase di controllo medico che è riferita a una legge dell'88 e più precisamente alla 291, quindi ognuno ha un ruolo e ognuno lo riveste e ricalca appieno quelle che sono le proprie competenze, procurando anche ritardi. Ad esempio un ritardo del quale credo sia necessario tenere conto è quello che l'INPS normalmente, a fine anno, e cioè proprio nei mesi di novembre e dicembre sospende le attività di segnalazione dei nuovi pagamenti o variazioni di pensione per poter eseguire gli aggiornamenti nel sistema informatico. Quindi il mese di novembre e dicembre vengono cancellati, per quanto riguarda questo tipo di intervento, perché l'INPS ha i suoi problemi, quindi si riduce lo spazio e si allungano i tempi per gli assistiti e per chi da tempo attende risposta. Allora io voglio ricordare, Presidente, che noi abbiamo un rapporto più diretto e mai però concretizzato per quanto riguarda il rapporto fra la Regione e il Ministero delle finanze, e cioè sappiamo tutti che la regione è creditrice sia nei pro rata dovuti per le imposte dirette e indirette riscosse nel territorio sardo e sia per le risorse anche necessarie per l'attuazione di questa legge. Allora perché non evitare il terzo passaggio con l'INPS? Perché non aprire un rapporto diretto di collaborazione con chi ha le strutture e con chi può in tempi reali nell'avere e il dare mettere finalmente la Regione sarda in condizione di avere ciò che le è dovuto per i trasferimenti di quelle imposte dirette? Perché la Regione non apre appunto questo dialogo col Ministero ed evita già una anticipazione di risorse per una convenzione che se firmata con l'INPS porterebbe la Regione stessa a un ulteriore esborso di denaro? Io credo che aprendo un dialogo diretto, con un conto corrente, col Ministero del Tesoro finalmente queste due cose possano trovare una risposta definitiva sia per quanto riguarda i nostri trasferimenti, sia per quanto riguarda scontare da questi trasferimenti le eventuali risorse da destinare per convenzione allo stesso Ministero, cioè non avremo da anticipare niente e avremo da (?) invece il flusso di denaro dovuto alle imposte dirette riscosse nel territorio sardo. Dico, c'è in questo momento la possibilità di avviare un confronto e un dialogo quindi diretto col Ministero delle finanze, abbiamo lamentato da sempre i noti ritardi, le inadempienze nei trasferimenti da parte del Ministero per conto della Regione, abbiamo la possibilità, in questo momento, sulla falsa riga di altre realtà nazionali, va bene, e per ultimo teniamo in considerazione che il Ministero non ha problemi tecnici come quelli dell'INPS, che nei mesi di novembre e dicembre è costretto a bloccare qualsiasi attività. Quindi ridurremo i passaggi non più all'ASL, al Ministero del tesoro e all' INPS, come è attualmente, ma bensì resterà alla ASL per i controlli di propria competenza e tutto il resto al Ministero del Tesoro con quelle facilitazioni che ho cercato di spiegare e spero di esserci riuscito, ai colleghi, almeno quelli più attenti nell'aula in questo momento. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che la legge che noi stiamo iniziando a trattare e che sicuramente è una di quelle leggi che automaticamente viene da ciascuno di noi definita una leggina, e che probabilmente è una leggina, sia però una legge importante almeno per due aspetti. Il primo aspetto è che fa parte di quelle decisioni che comunque il Consiglio regionale dovrà prendere, perché si tratta di adeguamenti normativi rispetto a partite che sono delegate alla Regione dallo Stato, nel senso che esiste una quantità ormai crescente di partite che lo Stato delega alle Regioni, qualche volta con appositi trasferimenti finanziari, qualche volta dimenticandosi di dotare i trasferimenti di competenze di adeguati trasferimenti economici e di risorse finanziarie che consentono di gestirli, comunque fa parte di una serie di trasferimenti di competenze che in tempi di federalismo noi dovremo abituarci a gestire. E' quindi una delle prime situazioni in cui la Sardegna viene chiamata a legiferare su quello che comunque è un vuoto, tant'è che noi veniamo pressati, la Presidenza del Consiglio regionale è stata pressata a più riprese perché dia una risposta a una situazione che si è fatta insostenibile, cioè quella della incompetenza da parte della Prefettura a continuare a gestire delle competenze relative alle pensioni di invalidità e contemporaneamente della mancanza di un presidio delegato da parte della Regione che possa provvedere al licenziamento di queste pratiche.

Il secondo motivo per cui questa cosiddetta leggina è importante è che tutto sommato va a incidere su un settore in cui chiunque faccia attività politica, più ancora chi la fa magari avendo avuto dei precedenti o continuando ad esercitare anche la professione di medico, ha senz'altro una ricaduta importantissima, nel senso che mette mano alle problematiche relative al riconoscimento della invalidità civile. Il riconoscimento della invalidità civile, come tutti i colleghi sanno in quest'Aula, è normalmente soggetto a una serie abbastanza lunga di accertamenti, controaccertamenti, verifiche documenti e passaggi tra istituzioni che comportano che colui che per sua sfortuna attende legittimamente di poter ottenere una risposta, soprattutto quando questa risposta si traduce, come nel caso di specie, in un beneficio economico, molto spesso l'attesa diventa insostenibile. Diventa insostenibile, come ha detto il collega Pusceddu, perché qualche volta si registra l'eccesso di chi ha diritto ad avere le provvidenze, ne beneficiano allora gli eredi, ma voi capite bene che non è la stessa cosa beneficiare di una provvidenza economica quando se ne ha necessità oppure che siano le famiglie, a babbu mortu, come si suol dire, a beneficiare comunque di una risorsa economica, ma soprattutto quando ancora il titolare del beneficio è in vita, il titolare del beneficio è costretto a lunghissime attese per vedere il riconoscimento di un diritto legittimo. Anzi, per vedere il riconoscimento comunque della sua situazione, nel senso che può esserci anche un riconoscimento che si conclude negativamente, però è necessario che questo sia in tempi brevi, certi e certificati. E in questo senso lo Stato ha provveduto, per quanto di sua competenza, e ha provveduto stabilendo dei tempi certi per l'istruttoria, nel senso che lo Stato norma attraverso legge i tempi in cui le ASL, a cui i cittadini si rivolgono per presentare la domanda di invalidità, debbono comunque dare una risposta al cittadino. I tempi sono di nove mesi, quindi noi sappiamo che c'è certezza nell'iter burocratico per la definizione dell'avente diritto da parte delle ASL.

Il problema si verifica quando questo iter burocratico è terminato, nel senso che la pratica passa alle prefetture, dovremmo dire passava, nelle more della nuova normativa, la pratica passava alle prefetture che avevano la necessità e l'obbligo di accertare la sussistenza dei requisiti giuridici e burocratico-amministrativi per l'erogazione del beneficio economico dell'avente diritto. Normalmente, purtroppo, i tempi tecnici richiesti dalle prefetture erano estremamente lunghi e altrettanto lunghi erano i tempi tecnici successivi, quando le prefetture trasmettevano all'ente erogatore, cioè all'istituto di previdenza sociale, l'INPS, affinché le pratiche trovassero la possibilità di avere il riscontro economico nei confronti dell'avente diritto.

Ora, questo trasferimento di competenze che avviene alla Regione dà a noi la possibilità di intervenire su una cosa importantissima, cioè dà a noi la possibilità attraverso convenzione di normare i tempi attraverso cui debba avvenire l'erogazione del beneficio economico. Cioè noi sappiamo che nove mesi per il riconoscimento dell'invalidità sono stabiliti da legge dello Stato, beh, è l'occasione perché noi diciamo quale deve essere il tempo nella convenzione che noi stipuleremo con colui che dovrà accertare la sussistenza dei requisiti giuridici per l'erogazione dei benefici economici, noi possiamo dire qual è la lunghezza del tempo che noi consentiamo a questo istituto certificatore, a questo ente certificatore. Per cui è assolutamente evidente che questa certificazione possa essere effettuata soltanto da soggetti che sono già presenti nell'ambito del passaggio normativo burocratico e cioè o dal soggetto che sta a monte e cioè l'azienda sanitaria locale che segue i primi nove mesi della pratica o dal soggetto che sta a valle l'INPS (Istituto nazionale previdenza sociale) il quale sarà l'ente che materialmente erogherà la pensione di invalidità all'avente diritto. Per cui la sostanza del provvedimento perché poi in realtà quello che spetta decidere a noi non è l'intero percorso dell'invalidità civile, quello che spetta definire a noi è capire in che modo e in quale modo più veloce possibile per il paziente che sta aspettando di avere riconosciuto il suo diritto già accertato dalla ASL, in quale modo più veloce possibile possa essere erogato il beneficio economico. Allora è evidente che questa erogazione non può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte di soggetti terzi, può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte delle ASL che sono titolari della prima parte del procedimento o può avvenire con l'accertamento dei requisiti da parte dell'INPS che sono titolari della parte erogativa finale. È evidente che alla Regione nel momento in cui la Regione stipulerà con uno di questi due soggetti, noi proponiamo l'INPS per una serie naturale di considerazioni che vengono fatte in rapporto alla capacità amministrativa di accertamento e di atti, però quando la Regione andrà a effettuare, come noi proponiamo nella legge, la convenzione con l'INPS, quello sarà il momento in cui la Regione dovrà dettare le regole perché chiaramente la convenzione prevederà oneri da parte della Regione che ordina all'INPS di accollarsi un onore aggiuntivo nell'istruttoria delle pratiche, è evidente che in cambio degli oneri che la Regione sarà chiamata a pagare, la Regione avrà il diritto - dovere di imporre una tempistica che sia la più ragionevole possibile, cioè che sia la tempistica giusta nei confronti del cittadino perché il cittadino che ha avuto riconosciuto il proprio stato di invalidità civile è comunque un cittadino che fa parte di quella categoria che noi chiamiamo sempre di fasce meno protette della popolazione, delle fasce più deboli della popolazione. Allora di queste fasce la Regione si faccia oggi carico, comprendendo che l'erogazione di una pensione di invalidità di poche centinaia di euro molte volte può cambiare l'esistenza di persone che l'attendono come unica fonte di sostegno per le loro attività quotidiane. Noi abbiamo in questo momento con quella che per l'ennesima volta definisco nient'altro che una leggina, la possibilità di incidere in maniera sostanziale, nei tempi tecnici di riconoscimento di un beneficio e soprattutto di riscossione di un beneficio da parte di cittadini appartenenti a quelle fasce deboli della popolazione di cui sempre siamo pronti a chiedere in qualche misura l'interesse, a chiedere che in qualche misura vengano sostenute dalla parte pubblica. Esiste quindi la possibilità per quest'Aula oggi di fare una cosa piccola, senz'altro, ma concreta ed estremamente apprezzata da un numero assai elevato di persone che attendono che questo stato diventi sul serio uno stato di diritto e che dia piena garanzia ai diritti individuali, soprattutto ai diritti individuali delle persone più deboli.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. È iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Grazie Presidente, sarò molto breve anche perché penso che forse sarà necessario soffermarci soprattutto sulla parte dell'articolato della legge, però è bene dire alcune cose, intanto per riaffermare che con oggi e mi auguro col varo di questa normativa, di questa proposta di legge si possa sanare un ritardo veramente imperdonabile. Siamo in ritardo ormai di tre anni, è un ritardo veramente colpevole di fronte a famiglie che più di altre sono state colpite da situazioni di disabilità. Per cui approvare il provvedimento risulterebbe un atto dovuto per dare una risposta concreta a chi da tempo attende una risposta. Detto questo però non possiamo nasconderci che la proposta di legge, anche il licenziamento da parte della Commissione, così come è avvenuto seppur dimostrando una volontà di accelerazione, per cui una volontà di andare incontro alle esigenze dei disabili e degli invalidi in generale, ha licenziato una proposta che a nostro avviso risente di una serie di problemi sia di tipo applicativo, sia di tipo concettuale. Abbiamo presentato una serie di emendamenti che puntano soprattutto a correggere queste storture e sono convinto tra l'altro che sono emendamenti molto semplici, l'Aula avrà la compiacenza di considerarli per quello che sono e per cui anche di accogliere in maniera favorevole. Peraltro si pone il problema di rendere chiarezza e di lasciare nelle norme che noi produciamo, eliminare gli spazi di ambiguità e per cui di assumerci l'onere di fare scelte precise, questo in particolare riferimento alla questione dei convenzionamenti, anche perché lasciare la potestà e la facoltà di scegliere una cosa o un'altra nella formazione di una legge ci sembra veramente cosa contraddittoria.

Poc'anzi diversi interventi ricordavano che questo è l'anno della disabilità che recentemente anche il Consiglio regionale ha approvato altre leggi e si denunciava il ritardo nell'applicazione delle leggi. È vero, la nostra Regione risente di questa forte carenza che mal si concilia con i principi che noi di volta in volta approvando le leggi cerchiamo di sancire e di ribadire. In quanto molte volte i principi se poi non vengono concretamente applicati, per cui non si calano completamente nella società, rimangono fini a se stessi, rimangono dei principi che però non corrispondono a quelle che sono le aspettative, nel senso che ci troviamo di fronte a categorie che più di altre hanno bisogno di risposte concrete e non soltanto di parole, e non soltanto di principi, per cui si tratta che i principi possano diventare realtà.

Noi riteniamo che con questa legge si possa fare un passo in avanti, anche se l'applicazione e il recepimento di questo decreto legislativo di sicuro non copre completamente quelle che sono le esigenze dei disabili e soprattutto degli invalidi civili, nel senso che questa materia andrebbe affrontata non soltanto da un punto di vista del riconoscimento e per cui delle indennità che vanno riconosciute agli invalidi o ai disabili, è una materia che si articola e si incatena con altre materie, come quella della viabilità, come quella delle barriere architettoniche, come quelle di altri settori che non troppe volte questo Consiglio rimane sensibile. Abbiamo per cui l'opportunità di dimostrare questa nostra capacità di saper corrispondere a queste esigenze, non soltanto oggi con l'esame e l'approvazione del 314, ma soprattutto nella prossima tornata di discussione che ci sarà sulla legge finanziaria, per far sì che le norme in favore degli invalidi e dei disabili veramente comprendano e si incatenino con tutte le altre leggi di settore e una risposta più concreta all'intera questione forse può essere compiutamente data. Detto questo noi ci riserviamo, tra l'altro abbiamo presentato alcuni emendamenti, di entrare nel merito nella discussione generale, augurandoci che la discussione sia veramente pregnante e non ci siano, diciamo, una sorta di pregiudizi soltanto perché gli emendamenti sono stati presentati da una parte politica, così come peraltro altre volte è già successo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Ma che sia una leggina o la madre di tutte le riforme, insomma, dato che è proposta dai Riformatori, mi sembra che non sia neanche da discutere, questa non solo non è una leggina ma una legge inutile. Inutile perché non c'era bisogno di farla per il trasferimento delle competenze e delle deleghe, non c'era bisogno di farla; inutile perché si poteva risolvere tre anni fa con un atto amministrativo. Perché non è stato fatto l'atto amministrativo, e si è detto che invece deve occuparsene il Consiglio, come se il Consiglio non avesse altre cose da fare. E se non ha altre cose da fare non è certo colpa nostra! Perché la Giunta non ha avuto la forza, probabilmente, di affrontare il tema che oggi è in campo, assumendosi quelle che sono le responsabilità amministrative vere, perché in questi quattro anni la Giunta non ha fatto altro che spendere soldi, ma non occuparsi di ristrutturare alcunché, di riformare alcunché, di modificare alcunché e di assumersi alcuna responsabilità. Quindi, la legge è inutile per questi due motivi, e solo per un senso di responsabilità, per togliere vorrei dire l'ultimo alibi che il centrosinistra in Commissione ha avuto un comportamento responsabile, ha detto: "Va bene, purché si faccia! Purché si eliminino queste indegne file, e ritardi che ci sono, e che interessano migliaia di cittadini sardi.". Però, per non cadere nel ridicolo di questa legge, in Commissione il centrosinistra ha fatto una semplice modifica, che però è una modifica fondamentale, nel senso che rispetto all'ipotesi iniziale della legge, cioè oggetto convenzione con l'INPS, noi abbiamo pensato fosse assolutamente improponibile porre all'interno di una legge il vincolo contrattuale convenzionale con un soggetto specifico. Ed abbiamo chiesto la trasformazione del "deve" in "può", perché non è possibile che se noi cambiamo idea a fine anno, o se l'INPS non è in grado o qualunque soggetto non è grado, bisogna modificare la legge per modificare la convenzione. Qualunque sia il soggetto convenzionale. Qualunque sia. Peraltro in alcune Regioni, quelle più avanzate, quelle che hanno una civiltà diciamo più adeguata sotto l'aspetto delle responsabilità, in molte Regioni l'incarico è stato dato direttamente ai comuni perché spesso si tratta di servizi che possono essere in capo ad uffici nell'anagrafe, qui il vero problema è lo spaventoso arretrato. Lo spaventoso arretrato! Non la struttura ordinaria, perché la struttura ordinaria potrebbe essere tranquillamente trasferita ai comuni, ma non affronteremo lo spaventoso arretrato che si è accumulato negli anni precedenti al trasferimento ed ancora di più in questi tre anni, e questo arretrato è una responsabilità precisa dell'organo esecutivo di questa Regione, cioè di decidere come mettere in campo risorse straordinarie previste in legge per dirimere lo spaventoso arretrato. Allora, stiamo discutendo di cosa deve fare la Giunta nel Consiglio, veramente è un travisare le funzioni del Consiglio. Allora, io sono dell'idea che bisogna mantenere nella legge soltanto il principio e non scrivere nella legge chi deve essere il soggetto con il quale convenzionarsi, perché se si cambia idea poi bisogna modificare la legge, e che questo dibattito può essere un elemento di indirizzo per la Giunta rispetto ai soggetti potenziali, il Ministero del Tesoro, INPS, o comuni.

Chiuso il ragionamento sulla legge, un minuto soltanto per dire che questo è l'anno della disabilità, e che il bilancio di questi tre anni di legislatura dopo un triennio della legislatura precedente, che era un triennio di rinascita dal punto di vista legislativo, parlo del triennio 1999/2001 nazionale, sotto l'aspetto delle leggi che riguardano il sociale; la 328 "Riforma dei servizi sociali" è del 2000, la 68 è del 1999, in quegli anni sono state fatte altre tre leggi importanti che riguardano l'approccio diverso allo sviluppo sociale e alla tutela sociale dei cittadini italiani. Ebbene, in questi tre anni l'attenzione del Governo Berlusconi alla disabilità è sostanzialmente in pochissime cifre. Nel 2001 il progetto "Dopo di noi" 100 milioni di euro e cioè 200 miliardi per i figli disabili di persone anziane è stato cancellato. Cancellato! 200 miliardi! Non è stato ripristinato nel 2002, non è stato ripristinato nel 2003, non è stato ripristinato nella finanziaria del 2004. Coloro che sono disabili ed anziani e vivono alle spalle dei genitori non hanno nessun futuro in questo paese grazie al Governo Berlusconi! E' stato ripristinato adesso un finanziamento di trenta miliardi a carico del fondo sociale e cioè a togliere dal fondo con il quale si pagano i servizi sociali, quindi non aggiuntivo, ma a togliere dal fondo con il quale si pagano i servizi sociali dei comuni nel 2004, a togliere! In un fondo sociale che è stato tagliato di altri cinquecento miliardi. A cui si aggiungono i 1800 milioni, cioè i 3600 miliardi in meno di trasferimenti ai comuni che si traducono anch'essi in tagli della spesa sociale, perché siccome non si tagliano gli stipendi dei dipendenti comunali si possono tagliare soltanto i fondi che riguardano i servizi sociali o la manutenzione delle strade. Ancora, la 68, la legge che garantisce il diritto al lavoro dei disabili, non lo stipendio, il diritto al lavoro, cioè il diritto di essere cittadini, è stata stravolta dalla legge 30, perché la legge 30 non solo accentua la possibilità che siano le cooperative sociali e i servizi di cooperazione sociale a sostituirsi al diritto singolo del disabile, ma fa un'altra porcheria, perché immette nel computo del sette per cento dei disabili gli orfani e le vedove già assunte, un taglio che corrisponde a ventimila posti di lavoro in meno in Italia e circa cinquecento in Sardegna per i disabili.

Queste sono soltanto alcune cifre per capire qual è l'attenzione sui disabili di questo Governo nazionale, che si presenta come continuatore, rappresentante del famoso capitalismo compassionevole ed invece è soltanto un disastrato sistema di interessi personali e di gruppo.

Allora, facciamola, ma facciamola in fretta per togliere ogni alibi e per dare una risposta che poteva essere data tre anni fa ad oltre cinquanta mila sardi che stanno aspettando un loro diritto, ed è un diritto che deve essere consentito che venga attivato, realizzato ed ottenuto. E' una legge inutile, ma facciamola e facciamola in fretta!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Con l'intervento dell'onorevole Lai si chiude la discussione generale. La parola alla Giunta per l'intervento previsto. Chi interviene della Giunta?

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io credo che la conclusione del collega Lai sia decisamente efficace nel senso, facciamola, facciamola in fretta e cerchiamo di dare risposta con questo testo, con questo disegno di legge a chi da più parti ci sollecita in un settore così importante che a seguito anche del trasferimento delle competenze da parte dello Stato, questo è il motivo principale, e non ancora totalmente avvenute, delle competenze e delle risorse umane e finanziarie è rimasto ancora inattivo.

Il disegno di legge sicuramente prevede quanto è di competenza della Regione sarda per il recepimento delle stesse; in particolare per quanto riguarda il più volte richiamato comma tre dell'articolo 1, è stata una scelta questa della Commissione di inserire, di avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali, ma ovviamente è recepibile qualsiasi proposta che mette la Giunta nelle condizioni di operare, di operare subito attraverso convenzioni che dovranno essere stipulate in tempi brevi. Io ritengo che l'articolo 3, ma presumo che ci siano degli emendamenti in preparazione, possa in ogni caso essere anche totalmente soppresso.

E' vero che si sono fatti riferimenti all'anno del disabile nella discussione di questo disegno di legge, e credo che la Giunta regionale, nella sua attività di questi ultimi quattro anni, abbia mostrato interesse ed attenzione per questo settore, gli interventi con la legge 162 anch'essi un po' in ritardo, ma comunque integralmente coperti dalla Giunta regionale, nonché gli interventi sui progetti obiettivo sono dimostrazione dell'operato della Giunta e dell'attenzione nei confronti di questo settore così importante. Detto questo, credo che si possa procedere serenamente alla rapida approvazione del disegno di legge e all'esame degli emendamenti.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per quanto riguarda il Titolo, è stato presentato un emendamento che però non mettiamo in votazione adesso, in quanto l'eventuale modifica del Titolo dipenderà dalla approvazione eventuale di altri emendamenti che sono stati presentati e, quindi, per adesso accantoniamo il Titolo e passiamo direttamente all'articolo 1.

Si dia lettura dell'articolo 1.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 1

Oggetto

1. E' di competenza della Regione autonoma della Sardegna la funzione amministrativa di concessione dei trattamenti economici a favore degli invalidi civili di cui all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, così come recepito dal decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 234.

2. Per la concessione dei benefici aggiuntivi di cui al comma 2 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998, la Regione integra, con proprie risorse, i trasferimenti disposti dallo Stato; la spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 2.000.000 annui.

3. La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del D.Lgs. n. 112 del 1998, può avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli Enti Locali, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale.

4. Nella convenzione sono indicate le modalità di svolgimento delle attività, le sedi, le risorse finanziarie strumentali e organizzative da trasferire al soggetto convenzionato.

5. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto che il soggetto convenzionato si impegna a versare direttamene al cittadino richiedente il trattamento. L'istruttoria non potrà superare, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4.

6. E' attribuita ai soggetti convenzionati la legittimazione passiva di cui al comma 3 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998.

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 1, 2, 3, 4, 8, 10, 11, 12, 17, sostitutivi parziali; 6, 7, 9 e 19 aggiuntivi.

Si dia lettura degli emendamenti.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 3 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

La Regione si avvale del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998 secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale. (1)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 4 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

Nella convenzione sono indicate le modalità di svolgimento delle attività, le sedi. Le risorse finanziarie strumentali e organizzative da trasferire al Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro. (2)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

Il comma 5 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria da svolgersi da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici e dei Servizi del Tesoro si impegna a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento. L'Istruttoria non potrà superare, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi non includendo nello stesso il periodo temporale necessario per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Nivoli - Murgia - Biggio - Usai

II comma 6 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

E' attribuita al Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro la legittimazione passiva di cui al comma 3 dell'articolo 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998. (4)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. La Regione, ai sensi dell'articolo 80, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti di invalidità civile di cui all'articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni, si avvale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale. " (8)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 4 è sostituito dal seguente:

"4. Nella convenzione sono indicate le modalità ed i luoghi di svolgimento delle attività, nonché le risorse finanziare, strumentali e organizzative da trasferire all'I.N.P.S.. Nella convenzione sono altresì definiti i rapporti conseguenti all'estensione della potestà concessiva ai benefìci aggiuntivi disposti dalla Regione ai sensi del precedente comma 2. (10)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nell'art. 1, il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le modalità, con le quali vengono garantiti i richiedenti contro eventuali ritardi nell'espletamento dell'attività istruttoria, ivi compreso il riconoscimento dell'interesse legale per la ritardata erogazione. Detta attività istruttoria non potrà superare, in ogni caso, nel suo complesso, un periodo temporale di sei mesi, non comprendente i tempi necessari per gli accertamenti di cui agli articoli 3 e 4. Per quanto compatibili, salva la legittimazione passiva attribuita ai sensi del seguente comma 6, trovano applicazione le norme in materia di contenzioso amministrativo e giurisdizionale in materia di prestazioni ai minorati civili di cui all'art. 1 del D.P.R. 21 settembre 1994, n. 698. " (11)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Nel comma 6 dell'art. 1, le parole "ai soggetti convenzionati" sono sostituite dalle seguenti: ''all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ". (12)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Giacomo - Manca - Scarpa

II comma 3 dell'art. 1 è così sostituito:

"La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2 dell'articolo 130 del D.Lgs. n. 112 del 1998, può avvalersi del Ministero dell'economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale." (17)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Dopo il testo dell'emendamento n. 9 sono aggiunte le seguenti parole:

"da conformare comunque al principio di progressività e di riequilibrio sociale in ragione delle più sfavorevoli condizioni economiche complessive del beneficiario." (19)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Calledda - Falconi - Lai - Pacifico

All'articolo 1, dopo il comma 6, è introdotto il seguente:

"6/bis. La Regione è autorizzata ad anticipare le indennità dì accompagnamento spettanti ai soggetti di cui al 1 ° comma, fin dal momento del completamento degli accertamenti medici e della conferma amministrativa del diritto all'indennità. A tal fine la Regione provvede ad istituire un Fondo rotativo ed a stabilire le modalità di restituzione delle anticipazioni nell'ambito della Convenzione da stipulare ai sensi dei precedenti commi 3, 4 e 5." (6)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Calledda - Falconi - Lai - Pacifico

All'articolo 1, comma 3, dopo le parole "o degli Enti Locali" sono aggiunte le seguenti:

"o del Ministero dell'Economia e delle Finanze Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro". (7)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2 bis. L'Assessore della Igiene, Sanità e Assistenza sociale, entro il termine di 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, su conforme deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, predispone un'apposita disciplina per l'individuazione e la definizione dei benefici aggiuntivi di cui al precedente comma 2. ". (9)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati nell'ordine di lettura. Ha facoltà di parlare la consigliera Sanna Nivoli per illustrare l'emendamento numero 1.

SANNA NIVOLI (A.N.). Gli emendamenti 1, 2, 3 e 4 che portano la mia firma si danno per illustrati; eventualmente nel corso della discussione generale si approfondiranno alcuni aspetti.

PRESIDENTE. Consigliera Sanna, eventualmente nella discussione sull'articolo, d'accordo?

Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 8.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 8 prevedeva solamente di permettere al Consiglio di fare una scelta definita rispetto al convenzionamento. La legge 388 prevedeva espressamente che le regioni potessero convenzionarsi ai sensi dell'articolo 80 comma 8 con l'INPS per lo svolgimento di questi compiti, per cui dicendo questo è chiaro che la legge prevedeva un convenzionamento. Per altri emendamenti che ho visto, che prevedono il convenzionamento con altri enti dello Stato, con altre diramazioni dello Stato, è chiaro che in mancanza di una specifica previsione di legge penso che questa cosa non si possa fare, nel senso che si dovrebbe fare una gara, nel senso che i convenzionamenti sono possibili quando i convenzionamenti sono espressamente autorizzati, nel senso che i convenzionamenti sono onerosi. Per cui o vi è una specifica disposizione di legge che prevede questo, o sennò altri convenzionamenti a mio avviso dovrebbero essere sottoposti alle procedure normali di convenzionamento, per cui di gara.

Detto questo le soluzioni potrebbero essere due, anzi tre. Uno, che il servizio lo facesse interamente, in toto, la Regione. Due, che lo delegasse ai suoi enti locali per cui ai comuni. Terzo, che utilizzasse il convenzionamento previsto per legge attraverso la legge 388, l'articolo 80 poc'anzi citato.

Noi in questa fase abbiamo ritenuto opportuno che per gli arretrati che ci sono, per la complessità delle azioni da porre in essere, per il fatto che i comuni comunque dovrebbero attrezzarsi per svolgere anche questi compiti, al fine di velocizzare diciamo la procedura, noi abbiamo ritenuto opportuno indicare l'INPS come strumento per, diciamo, il disbrigo pratico di questa materia.

Ci sembrava la questione più giusta e più ovvia rispetto all'attuale situazione, se poi domani le situazioni cambieranno si potrà sempre cambiare. Alcuni colleghi negli interventi nella discussione generale dicevano perché mettere l'INPS e non mettere la possibilità che il convenzionamento possa essere con i comuni un domani.

Io sinceramente rispetto a questa obiezione non ho nulla da ridire, per cui noi potremmo anche ritirare l'emendamento, con un intento però che sia chiaro qua anche da parte della Giunta, che questo non può essere uno strumento e un modo per ritardare ulteriormente le cose, perché sappiamo benissimo che se oggi decidessimo di trasferire l'intera materia ai comuni, noi ritarderemmo ulteriormente l'applicazione di questa legge, ed allora non saremmo d'accordo. Ed allora siamo d'accordo per affidare immediatamente tale onere all'INPS attraverso il convenzionamento.

Per cui si tratta di chiarirci, si tratta di intenderci esattamente su quello che si farà. Per cui se lasciamo la norma così com'è, che indica le due possibilità: convenzionamento con l'INPS o comuni, bisogna dirci però che nello stato attuale delle cose, e nell'immediato, si attiverà comunque il convenzionamento con l'INPS perché siamo obbligati dagli eventi e dalle situazioni che ci sono in essere..

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 10.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 10 è un elemento che si integra con l'emendamento numero 8, nel senso che indica esattamente, così come peraltro prevede l'articolo 80 della 388, cosa deve contenere il convenzionamento, con l'aggiunta che con questo ente va chiarito esattamente quali sono le sedi che esercitano questa potestà, in modo che la Regione possa comunque pretendere la più ampia e capillare presenza in modo che l'utenza abbia modo di attivare questo servizio senza i problemi che sennò si potrebbero definire.

Oltre a questo, ci è parso opportuno precisare che l'attività concessoria riguardi anche il precedente comma 2; il comma 2 prevede quell'intervento aggiuntivo da parte della Regione, oltre l'intervento previsto dalla Stato, noi stiamo prevedendo che la Regione intervenga con un contributo aggiuntivo. Così come era scritta la norma, se non è precisato, questo comma, queste somme aggiuntive non si capisce bene da chi dovrebbero essere gestite!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 11, sempre l'onorevole Vassallo e più. Anche l'emendamento numero 12, se ne vuole approfittare onorevole Vassallo, magari li può illustrare insieme.

VASSALLO (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 17 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 6.

PUSCEDDU (D.S.). L'emendamento 6 mira a venire incontro ad un'esigenza che è stata rappresentata da molti ed è vissuta in prima persona da molti cittadini, e mira ad una sorta di anticipazione degli importanti spettanti per l'indennità di accompagnamento. Difatti, in alcuni casi, quando le indennità finalmente vengono erogate, e definita la pratica amministrativa, l'interessato è deceduto.

Noi riteniamo che sia ingiusto scaricare sui cittadini più deboli la lunghezza, la lungaggine degli ingorghi burocratici o di altra natura che costringono gli interessati ad incomprensibili ed ingiustificate attese per ricevere quanto spetta loro di diritto. Ed inoltre una considerazione che vorrei fare, è che talvolta queste lunghe attese cercano di sviare lo stesso significato che ha la natura stessa delle indennità. Per cui una volta definito dal punto di vista medico il diritto all'indennità, sarebbe opportuno che la convenzione con l'INPS preveda la possibilità di accedere ad un fondo che avrebbe caratteristiche di fondo di rotazione, per quanto riguarda la snellezza delle procedure delle erogazioni finanziarie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 7.

PUSCEDDU (D.S.). L'emendamento numero 7 dà solo la possibilità di estendere tra i possibili soggetti da convenzionare anche il Ministero dell'economia e delle finanze per le ragioni che ha illustrato anche il collega Giacomo Sanna. Evitando di avere un unico interlocutore, perché questo significherebbe intervenire in regime di monopolio, ed invece c'è al pari di altre regioni la possibilità di convenzionare o l'INPS o gli enti locali o anche le strutture periferiche e del Ministero, sarà compito della Giunta valutare le proposte anche di impegno economico e verificare quelle che rispendono al requisito di maggior speditezza.

L'emendamento dà solo la possibilità, non è un'opzione diretta verso questa struttura, però lascia la possibilità di sentire anche le strutture decentrate per verificare se possono esserci condizioni di miglior vantaggio per l'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, grazie, le chiedo scusa se non gliel'ho fatto osservare prima, per quanto riguarda l'emendamento numero 6, le faccio osservare che è privo di copertura finanziaria, e quindi non è, in quanto tale, ricevibile. Colleghi per cortesia vi invito a prendere posto!

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare gli emendamenti 19 e 9.

COGODI (R.C.). L'emendamento 19, che poi integra l'emendamento 9, cioè lo completa, dice una cosa molto semplice e però importante; nel momento nel quale la Regione si fa carico di mettere di suo, cioè della comunità sarda una somma aggiuntiva sui fondi statali per riconoscere il beneficio agli aventi diritto, deve porsi nello stesso momento l'obiettivo di compiere un'operazione di equità sociale. E'semplice. Se la Regione aggiunge i sui quattro, o quanti saranno miliardi, pensando e parlando in lire, ad un fondo generale, e questo aumenta di un tot per cento l'indennità, è chiaro ed evidente che avranno aumentate le indennità di più quelli che hanno le indennità alte, o che stanno meglio economicamente, rispetto a quelli che magari hanno un'indennità bassa per il tipo di lavoro che fanno, e che hanno un reddito minore, e magari hanno una condizione economica e sociale complessiva che non gli consente di avere null'altro che i benefici della sicurezza sociale per vivere.

Allora, l'emendamento è semplicissimo, dice di introdurre quel principio costituzionale, che a tutti ci dovrebbe essere caro, che è quello della solidarietà, e della progressività sia del reddito e nella fiscalità, quando si esercita nella fiscalità, sia della progressività in termini di equità sociale al contrario quando si danno benefici sociali, e cioè che questo fondo aggiuntivo regionale agisca in maniera inversa rispetto alla condizione economica dei beneficiari, anche perché così avrà un effetto vero; perché a distribuire un po' di coriandoli in giro a migliaia di situazioni non servirà a nulla, invece aiutare un pochino, agevolare e portare in alto poco, poco soglie di intervento, che in certe condizioni sociali sono l'unica possibilità di vivere dignitosamente, questo legittima anche il fatto per cui la Regione integra questo fondo, in funzione di riequilibrio e in funzione di equità sociale.

Diversamente non ci sarebbe manco ratio, non ci sarebbe neanche ragione valida perché la Regione in luogo dello Stato metta dei soldi, perché la Regione qui sta subentrando nell'esercizio di funzioni, non è che sta come dire facendo suo l'istituto giuridico. Però, può avere una sua validità e un qualche intervento anche integrativo sul piano economico-finanziario, a condizione che sia in funzione di migliore equilibrio sociale e cioè di giustizia, perché se s'introducesse invece un criterio di ulteriore divaricazione e di ingiustizia meglio non farlo! E quel fondo regionale destinarlo ad attività più meritevoli, di altro genere, se creasse ingiustizia; però se crea un pezzettino di equità si giustifica ed è meglio che ci sia, semplicissimo.

Quindi, mi pare che questo principio non possa che trovare concorde il Consiglio regionale perché è un principio così semplice e credo, anche, da tutti avvertito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.

CASSANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Pare che ad alcuni presentatori sia sfuggito un concetto ben preciso. Noi al comma 3 dell'articolo 1 diciamo che la Regione può, non deve, avvalersi dell'INPS, può e quindi può anche eventualmente cambiare parere e quindi non necessariamente doversi convenzionare con l'INPS Questo è il primo aspetto. Perché questo è il passaggio molto importante. Il secondo aspetto è che in questa fase noi abbiamo trentamila domande che giacciono presso l'INPS, per una parte in Prefettura e per l'altra parte presso l'INPS, che attendono di essere liquidate, noi stiamo dicendo che la Giunta regionale potrebbe eventualmente avvalersi o non avvalersi se lo ritiene opportuno, e quindi questo è il passaggio importante. Quindi, io sono contrario a queste modifiche che si vogliono apportare.

PRESIDENTE. Scusi onorevole Cassano, siccome la sua esposizione è leggermente irrituale, io le chiederei di esprimere per le motivazioni che lei riterrà opportune, e possono essere anche quelle che ha appena espresso, di esprimere il parere su ogni singolo emendamento che è stato presentato, a partire dal numero 1.

CASSANO (Rif.Sardi). Negativo il numero 1. Negativo il numero 2, contrario. Il numero 3, contrario. Il numero 4, contrario. Il numero 8, contrario. Il numero 10, contrario. Il numero 11, contrario. Il numero 12, contrario. Il numero 17, contrario.

PRESIDENTE. Il numero 6 non è ricevibile perché privo di copertura finanziaria. Il numero 7?

CASSANO (Rif. Sardi). Contrario. Il numero 19, contrario. Il numero 9, contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Igiene, sanità ed assistenza sociale, per esprimere il parere della Giunta.

CAPELLI (U.D.C.)., Assessore dell'Igiene, sanità ed assistenza sociale. Direi che su tutti gli emendamenti è conforme il parere a quello del relatore, per le stesse motivazioni, specificatamente per l'emendamento numero 1, e seguenti, 2, con la stessa motivazione, cioè il termine ?può avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale degli enti locali? è una facoltà intesa come facoltà della Giunta, potremmo anche scrivere "può anche avvalersi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali" rendendo così, sicuramente i suggerimenti di individuare tra gli altri anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze è un suggerimento utile per una corretta gestione dei fondi, ma ritengo che in questo caso sia più opportuno lasciare delegare la Giunta all'eventuale schema di convenzione e alla scelta definitiva, perciò il "può anche avvalersi" se é consentito un emendamento verbale, "può anche avvalersi dell'istituto nazionale della previdenza sociale e degli enti locali" facilita questo percorso e perciò rende ininfluenti, pur recependo il suggerimento, gli emendamenti successivi.

PRESIDENTE. Allora, tutte queste richieste di intervento riguardano la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti. L'Assessore ha avanzato, mi è sembrato di capire, una sorta di emendamento orale, nel senso che si propone di aggiungere la parola "anche" al terzo comma dopo la parola "può", nel modo che segue: "può anche avvalersi dell'istituto nazionale della previdenza sociale". Quindi, tengano conto i colleghi che interverranno nella discussione sull'articolo e sugli emendamenti di questa proposta avanzata dall'Assessore.

Onorevole Cogodi, naturalmente, lo sappiamo tutti, lo ricordo ai colleghi che se non vi è l'unanime accordo dei colleghi consiglieri, questa correzione non è possibile. Quindi, ne tengano conto i colleghi durante i loro interventi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo ritenuto, Presidente e colleghi, questa legge una legge comunque utile, e però l'atteggiamento che si sta manifestando da parte della maggioranza, se il Presidente della Commissione può ritenersi che rappresenti una qualche maggioranza, e la Giunta pure, c'è un atteggiamento così liquidatorio delle questioni che si pongono, evidentemente bisogna ribadire e forse riprendere anche qualche elemento di ragionamento, non è vero che si vuole risolvere un problema sociale. La zampa e l'artiglio avvelenato del clientelismo e della peggiore idea di gestione del potere pubblico sulla pelle dei più deboli, riemerge! Un artiglio avvelenato! Cosa vuol dire essere contrari a ché il fondo regionale aggiuntivo sia indirizzato in modo progressivamente, non esclusivamente, abbiamo detto progressivamente, utilizzabile in favore dei più deboli, rispetto ai più forti? Intendiamo deboli e forti sul piano sociale e sul piano economico. Perché si deve mettere un fondo regionale che integri una provvidenza che le leggi dello Stato già prevedono in un certo modo, in proporzione, per quel dieci per cento di cento e dieci, e il dieci per cento di dieci è uno! Ma, non vi vergognate? Giunta e chi dice di parlare a nome di una Commissione consiliare? E' un principio elementare, io immagino che vi sia sfuggita questa cosa e si può recuperare, ma è possibile che non si ascolti mai? Perché volete introdurre nuove ingiustizie rispetto a quelle che ci sono già?

Allora abbiamo detto: è un principio costituzionale quello della solidarietà. E' un principio di equità. E' un principio di solidarietà. Contrari. Cassano è contrario! Capelli è contrario! Ma, insomma cerchiamo appena di interloquire, di valutare, è una cosa che mi pare faccia onore a tutto il Consiglio prevedere sì un qualcosa di aggiuntivo della Regione, cioè danari della Comunità Sarda, una Regione che ha un bilancio dite voi tutto ingessato, che è carica di debiti, che non può scialare, che ha piaghe aperte in tutte le parti della società e dell'economia della Sardegna, recupera un piccolo fondo per integrare, integriamo progressivamente almeno, proporzionalmente, non dico esclusivamente, almeno le condizioni di maggior difficoltà sociale. Sennò non è credibile nulla di quello che qui si dice, che si vuole intervenire in favore di categorie più disagiate. Questo è il primo punto.

Il secondo punto: dice il collega Cassano: ai colleghi è sfuggito che la legge prevede che la Regione può e non deve convenzionarsi con l'INPS. Ma scusi, se abbiamo presentato l'emendamento è proprio perché non c'è sfuggito! Quel "può" non c'è sfuggito. Se ci fosse sfuggito non avremmo presentato l'emendamento per cambiarlo. Però lei dice: ai colleghi è sfuggito. Il "Può" è una proposta, il "deve" è un'altra proposta, perché noi riteniamo che in questa condizione, in questa fase, per rispondere ad un bisogno sia opportuno che la legge preveda, lo ha già detto e lo ha argomentato il collega Vassallo, il convezionamento con l'INPS, che è un istituto specializzato, che può provvedere, che ha avanzato una candidatura, che ha dimostrato che in Sardegna ha gli strumenti, i modi e le professionalità per svolgere questa funzione, per svolgerla adesso, dopo tre anni di ritardi. Perché il problema che qui principalmente abbiamo davanti è che questo Consiglio regionale non sta facendo nulla di buono, sta facendo una cosetta con ritardo di tre anni, e i tre anni decorsi ai trenta mila fascicoli che le prefetture, gli organi dello Stato hanno lasciato lì, in attesa che altri provvedessero, intanto non bisogna assolvere nessuno perché nel frattempo gli organi dello Stato dovevano esaminare le pratiche e sono responsabili di non averle esaminate, perché non è che in questo mondo tutti esercitiamo una responsabilità, anche il Consiglio regionale, ma tutti i danni del mondo, anche il maestrale, è colpa del Consiglio regionale della Sardegna! Qualche volta sì! Perché qualche volta si può portare anche scarogna in questo mondo e suscitare anche il maestrale di troppo, però, diciamo, che di norma non è così! E quindi, cos'è? Gli organi dello Stato per tre anni non esaminano pratiche e lasciano una pendenza e creano danni, quelli non rispondono mai. Chi fa un'interpellanza alla Prefettura? Chi fa un'interrogazione alla Prefettura? Chi dice che le prefetture devono pur esse fare le cose per cui le leggi incaricano organi dello Stato di procedere? Non hanno i mezzi? Così come altri non ce li hanno, talvolta il comune e talvolta la Regione, vadano dallo Stato, dal Governo e dai loro Ministri e lì dicano: "mi dai un compito, dammi anche i mezzi per adempiere a questo compito". Sulla pelle dei più deboli tutti possono fare tutto ed adesso anche la Regione ci mette poco, poco di suo! C'è un arretrato di trenta mila pratiche, si vuole individuare un modo attraverso cui concretamente e subito un soggetto abilitato, capace, possa smaltire questo pregresso? Perché volete fare una legge in cui dite: "può"? Qual è l'idea che avete? Esplicitatela. Quello che può è già nella legge dello Stato, perché qui si vuole fare questo organo legislativo, questa Assemblea legislativa non ha mai la dignità del suo ruolo, non vuole mai fare una norma che sia sua, ripete scimmiottando le norme che ci sono già, per far finta che sta legiferando. Che la Regione possa convenzionarsi con l'INPS è già nella legge dello Stato; non c'è bisogno di metterlo qui. Però quando dite voi "può", vuol dire che avete l'idea, il "può" vuol dire anche "non può". Quindi, se voi dovete affidare un convenzionamento per un arretrato, voi la Giunta, l'Assessore Capelli vuole affidare un compito di smaltire un arretrato di trenta mila pratiche e qui si mette "può", che è già nella legge dello Stato, vuol dire che può anche pensare ad altri soggetti e quindi come minimo deve indire una gara, è chiaro. E quelle pratiche, e le gare sappiamo come vanno, e la conflittualità che determinano, perché c'è anche un piccolo business, è chiaro che ci saranno altri soggetti privati, sociali, del terzo, del quinto e del ventinovesimo settore che si proporranno a dire: "Io faccio meglio questo!" Non è vero che lo potranno fare meglio, i comuni a regime forse sì, smaltito l'arretrato, adottata una procedura, può essere che ai comuni possa essere allora consentito in modo efficiente ed efficace di svolgere questo ruolo. Ed allora basta cambiare in un attimo la norma quando saremo a quel punto e tutto funzionerà bene. Ma dire oggi "può", che è già nella legge dello Stato, vuol dire che voi avete idea di affidare questa attività ad altri. Allora ne verrà fuori ancora il ritardo, e il diritto di chi aspetta tre anni, che è un diritto disatteso, diventerà un diritto calpestato, per cui, siamo in materia di sicurezza sociale, diamo una sicurezza anche alla norma, diamogli una certezza, che nell'immediato si sappia qual è il soggetto abilitato perché è chiaro che il soggetto più qualificato è l'INPS, ha già presentato, lo sapete tutti, lo sa la Giunta, non solo una domanda, ma la disponibilità avendo strumenti, mezzi, procedure e professionalità sufficienti, si rimette il tutto alla pari, si adotti una procedura che sia funzionale e funzionante e a quel punto questa attività in via ordinaria può essere poi deferita ai comuni che sono i soggetti istituzionali, anche gli uffici più vicini al cittadino. Ma se noi adesso sovraccaricassimo i comuni di incombenze di trentamila arretrati voi capite che non è che abbiamo reso un buon servizio neanche ai comuni e meno che mai ai cittadini che aspettano anni e aspetterebbero ancora altri anni inutilmente.

Allora, su queste due cose noi abbiamo detto: va bene, si introduca questa piccola modifica e in questo modo si abbia una legge appena appena migliore. Soprattutto sull'emendamento 19 dove proponiamo un principio di progressività, di equità e di giustizia che ci pare veramente come possa essere rispetto a questo principio, a queste valore, insensibile, superficialmente insensibile parte del Consiglio regionale. Io sono sicuro che è la parte minoritaria e che invece la parte maggioritaria del Consiglio, al di là delle maggioranze che si ritengono tali, possa essere invece di diverso avviso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Grazie Presidente. Ho provato a capire quale sia stata la ragione dell'irrigidimento dell'onorevole Cassano rispetto alla proposta di inserire nell'ambito di una convenzione oltre che l'INPS anche altri enti. Sto parlando con te, sto sottolineando questa - come dire - rigidità che tu hai manifestato rispetto alle proposte che l'Aula ha fatto, l'Aula nelle sue due parti, sia la maggioranza che l'opposizione ha fatto delle proposte nell'ipotesi, come sempre, di migliorare la legge, invece il relatore della legge le ha rigettate ed in tal senso anche si è un po' comportato, anche se con qualche sfumatura, l'Assessore. Gli emendamenti che il Gruppo di Alleanza Nazionale in alcuni suoi componenti proponeva, ed è giusto che si chiarisca la ragione, sembrano certamente alternativi alla ipotesi che l'INPS faccia da erogatore unico, però vista, sentita anzi, percepita questa volontà generale di non essere impositivi attraverso un ?deve? e di non essere limitativi attraverso, appunto, una limitazione della partecipazione alle convenzioni di un ente piuttosto che altri, mi pare che, comunque sia, entrare nel merito della discussione, piuttosto che dire: "No, non mi va", per una ragione che è soltanto di "un po'" anziché di un "deve", perché il contenuto è diverso, cioè in questo momento il Ministero del Tesoro svolge già delle funzioni molto nette rispetto alle problematiche delle pensioni, c'è una fase istruttoria e ci sarebbe aggiunta questa fase, inoltre non dimentichiamo che il Ministero del Tesoro è... Scusa Cassano, sto parlando soprattutto...

PRESIDENTE. Onorevole Cassano! Per cortesia colleghi, all'onorevole Sanna ricordo, le chiede di rivolgersi alla Presidenza.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, mi permetta, una cosa fuori sacco certamente, ma se il relatore non mi ascolta...

PRESIDENTE. Io interverrò perché l'onorevole Cassano, in quanto relatore della legge, la ascolti con estrema attenzione, anche in relazione ai pareri che ha espresso.

SANNA NIVOLI (A.N.). Perché lui ha dato un parere negativo tranciante.

Direi che il Ministero del tesoro aggiungerebbe alla fase di controllo medico la fase anche di pagamento delle competenze, cioè oltre alla decretazione anche quella delle pagamento delle competenze. Quindi ci sarebbe una competenza in più in una settore dove ci sono già delle competenze relativamente al problema. Non solo, ma in questa particolare situazione voi sapete che l'INPS, per esempio, nei mesi di novembre e di dicembre ha sospeso le attività di segnalazione dei nuovi pagamenti o delle variazioni di pensione per poter eseguire gli aggiornamenti nel sistema informatico, mentre il Tesoro non avrebbe questo problema. Questa è una piccola questione che comunque impedisce di ritardare di ulteriori tre, quattro o cinque mesi il pagamento. Non solo, ma la Regione è anche in un certo senso creditrice con il Ministero del tesoro, sia dei pro rata dovuti per le imposte dirette e indirette riscosse nel territorio sardo, il Ministero del tesoro ha i soldi nostri che ha riscosso attraverso le imposte dirette e indirette, quindi ha disponibili dei soldi nostri, per cui la situazione potrebbe essere risolta attraverso conto corrente, senza ulteriori passaggi. Il significato di inserire il Ministero del tesoro nella possibilità di convenzionamento era esclusivamente per accelerare, e lo accelererebbe di fatto, il pagamento ai disabili. Era soltanto questo il significato, per cui, siccome c'è stata sicuramente una non accettazione da parte del relatore e anche da parte della Giunta, eventualmente io, se fossi relatore, che non sono, non costringerei la Regione neanche con un "può anche" a rivolgersi soltanto all'INPS, ma lascerei libera la Regione di convenzionarsi con tutti gli enti che erogano le pensioni. Era quindi un suggerimento che io faccio sia alla Presidenza, che comunque è distratta e non mi sta ascoltando, ma soprattutto al relatore e alla Giunta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevole colleghi, io avevo deciso di non intervenire nel dibattito, abbiamo detto ai firmatari della legge, durante la discussione in Commissione, che questo provvedimento - l'ha già detto il collega Lai - non si rendeva necessario e il fatto che la proposta di legge risalga ormai a due anni or sono, al 3 aprile del 2002, dimostra con quanta attenzione la Commissione stessa ha cercato di esaminare questo provvedimento.

Io vorrei adesso richiamare l'attenzione dei colleghi sui motivi delle diatribe anche con la presentazione degli emendamenti. Noi non abbiamo a cuore i problemi dei pensionati e degli invalidi; noi ci stiamo accapigliando sul fatto che lo Stato ci trasferisce delle competenze e stiamo bisticciando se dobbiamo dare queste competenze, pagando la Regione, all'INPS o al Ministero nel Tesoro. E' una cosa scandalosa! Allora io chiedo all'Assessore: è veramente necessario questo provvedimento o per tutte le convenzioni d'ora in poi che dovrà fare la Regione dovremo fare un provvedimento legislativo?

Io vorrei ricordare alla Giunta regionale e anche ai firmatari della legge che l'articolo 4 del decreto legislativo del 2001 dice testualmente: "L'esercizio dei compiti e delle funzioni da parte della Regione e degli enti locali della Sardegna è subordinato all'effettivo trasferimento dei beni e delle risorse". Assessore, sono i 99.000 euro che ci devono arrivare da parte dello Stato e che non ci sono neanche arrivati - questo è un decreto del 2001 - o la Regione ha condotto una battaglia, vera, dura nei confronti dello Stato perché ci diano le risorse e il personale? Il personale deve transitare, non deve transitare? Quanto ci trasferisce lo Stato per queste nuove competenze? Perché, guardate, l'ha detto già l'onorevole Cogodi, noi siamo bravissimi in questa Regione, che ci assumiamo anche le responsabilità che non abbiamo, e guardate che ne abbiamo tante, ma vi sembra possibile che noi ci siamo assunti la responsabilità di trentamila pratiche che non vengono evase, quando invece le responsabilità per legge sono ancora dello Stato? Ma perché? Perché anche all'opinione pubblica non abbiamo detto che le responsabilità sono delle prefetture in questo momento, perché le prefetture hanno l'obbligo per legge, sin quando non transita il personale, di continuare a svolgere quelle funzioni. Allora io chiedo all'Assessore: per che cosa stiamo facendo questa legge? Non c'è un provvedimento che vada a vantaggio degli utenti, dei cittadini; non ce n'è uno, se non l'espletamento delle trentamila domande che erano a carico dello Stato. La Regione si sta caricando di tutte le spese per poter istruire queste pratiche. Allora io, Assessore, le chiedo: non è pensabile che noi approviamo un provvedimento senza che andiamo a discutere del problema del personale, chi transita e chi lo paga, qual è la trattativa che voi sino ad oggi avete fatto? Quali sono, perché non è vero quanto c'è scritto - e questo l'Assessore me l'ha confermato - nell'articolo 2 della legge, che noi andiamo a dare benefici aggiuntivi ai pensionati. Non è vero! Allora per che cosa stiamo facendo una legge? Per illudere chi? Io sono sicuro che nonostante... e quanto ci costerà questa legge? Per trentamila domande si sono fatti i calcoli di quanto la Regione… Lo Stato ci rimborserà queste risorse o non ce le rimborserà? Se non ce le rimborserà cerchiamo di essere seri, dicendo che ci stiamo assumendo noi non soltanto delle responsabilità, ma ci stiamo assumendo gli oneri per poter dare una risposta che era compito dello Stato.

Allora, Assessore, se dobbiamo risolvere i problemi delle trentamila domande lei faccia la convenzione con chi vuole, se dobbiamo migliorare i servizi non parliamo del Ministero del tesoro, lo Stato ci ha trasferito le competenze, diciamo che possono essere i comuni, facciamo una legge per avvicinare i servizi ai cittadini, ma se noi andiamo a dare competenze - e parla uno che è dipendente dell'INPS, quindi non dovrei neanche parlare - all'INPS, al Ministero del Tesoro, cioè poteva farlo lo Stato direttamente, perché non l'ha fatto lo Stato anziché dire che trasferiva queste competenze alla Regione non ha detto: "Le trasferisco all'INPS, le trasferisco al Ministero del Tesoro"? Vogliamo fare una legge innovativa, una legge che risponda ai bisogni della gente? Allora io credo che la legge debba prevedere che queste competenze vadano agli enti locali, perché stiamo parlando di handicappati, oppure vadano alle ASL, evitiamo almeno un passaggio. Ma facciamo una legge che serva, non per fare una convenzione, perché l'istruttoria oggi come avviene? Che le ASL sottopongono a visita quelli che presentano domanda, dopo che hanno stabilito il grado di invalidità si trasferisce il tutto alla prefettura, dalla prefettura va all'INPS per l'erogazione. Allora, se noi possiamo o vedere in termini diretti, senza pagare nuovi enti, di trasferire tutto alla ASL almeno un passaggio l'abbiamo eliminato, o se dobbiamo dare delle risorse facciamo in modo che le diamo ai dipendenti dei comuni, perché noi abbiamo trasferito sino ad oggi competenze ai comuni senza dare le risorse, una volta che dobbiamo pagare per dei servizi che devono essere dati decidiamo di darli a enti dello Stato, ma vi sembra questo un modo di procedere? Allora, Assessore, lei ci risponda su una cosa: è possibile che lei faccia una convenzione? Con chi vuole, non mi interessa più nulla, ma non è pensabile, oppure vada in prefettura, dica quali sono, di che cosa hanno bisogno perché loro completino le trentamila pratiche, perché c'è stato uno smantellamento dei servizi dello Stato in questo settore, uno smantellamento, non esaminano più le domande ed era compito loro esaminarle.

Allora, Assessore, se questa legge le serve io le chiedo d'ora in poi, per tutte le convenzioni che lei sta facendo che venga in Consiglio, approviamo un provvedimento legislativo...

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Quali convenzioni?

FADDA (La Margherita-D.L.). Ne farà convenzioni, mi auguro! Venga in Consiglio perché noi dobbiamo approvare una legge. Non credo, e la finalità è soltanto questa, che per fare una convenzione noi dobbiamo approvare questo provvedimento legislativo. E dirò di più, che nonostante la legge le trentamila domande ci vorrà del tempo prima che vengano esaminate ed è una vergogna. Non possiamo dire che noi stiamo esaminando un provvedimento per dare una risposta ai cittadini. Qui c'è la ricorsa degli enti dello Stato per accaparrarsi la convenzione con la Regione. Non è giusto! Si chiami Ministero del tesoro, si chiami INPS, si chiami qualsiasi altro ente. Allora, Assessore, esaminiamo, vediamo, ritorni in Commissione, ci dica in che modo lei intende risolvere questo problema nei confronti dello Stato prima e poi anche nel trasferimento delle competenze possibilmente ad enti che dipendono dalla nostra Regione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, dal dibattito che si sta sviluppando su questa cosiddetta leggina io colgo molte imprecisioni da parte di alcuni colleghi intervenuti. L'onorevole Fadda testé ha ricordato, ma l'aveva detto anche l'onorevole Lai, che questa legge tutto sommato poteva anche non essere esitata per ottenere gli stessi effetti che si sarebbero potuti ottenere con un atto della Giunta andando a fare delle convenzioni o ad attribuire direttamente ai comuni queste competenze. Pertanto gli stessi proponenti che sono della maggioranza, avendo colto l'inerzia totale e prolungata della Giunta, hanno dovuto presentare la legge, e questa è una verità. Però la legge ha perlomeno un risvolto positivo, perché il Consiglio si appropria del diritto di indirizzare la Giunta su con chi fare eventualmente o a chi dare queste competenze, quindi non tutto è male. Certo non recuperiamo i tempi. Lo spirito delle leggi sugli invalidi civili, che sono sopraggiunte, anche quelle nazionali, a partire dal '93, tendevano in qualche maniera a semplificare le procedure, che già allora erano terribilmente ritardatarie rispetto a queste problematiche, pertanto ci furono delle modifiche: nel '93 ci fu una modifica sostanziale con cui si individuava in modo più preciso le varie fasi delle procedure e le varie competenze. In quelle norme era schematicamente previsto che la fase di accertamento sanitario era riservata alle ASL, e tale è tuttora; la fase di concessione del diritto, una volta che la Commissione sanitaria avesse dato il suo parere con percentuali che davano diritti, era riservata alle prefetture; la fase di erogazione era ed è riservata all'INPS. Quindi l'ufficiale pagatore rimane l'INPS, comunque, per legge, a meno che non si modifichi la legge nazionale.

I ritardi: i ritardi erano dovuti in parte alle Commissioni mediche e soprattutto enormemente alle prefetture. I motivi per cui le prefetture avevano questi ritardi enormi erano dovuti a carenza di personale, ecc., comunque difficoltà organizzative. Noi interveniamo in questo momento, dopo il trasferimento delle competenze alla Regione, badate bene trasferimento alla Regione solo ed esclusivamente - stiamo parlando di questa seconda fase - della concessione del diritto, perché alle ASL, quindi alla Regione, rimane ancora in carico la certificazione sanitaria. C'è da dire qui che c'è la Commissione di controllo del Ministero del tesoro, ma che è una commissione di controllo. Ecco dove il Ministero del tesoro continua a mantenere, ma è un controllo sulla decisione sanitaria, badate bene. Il Mistero del tesoro, che è chiamato Commissione di seconda istanza, ma è di controllo, non ha nessuna relazione di concessioni monetarie agli invalidi civili, rimane all'INPS, quindi anche questa storiella che qui si racconta che si semplifica concedendo agli uffici periferici del Tesoro è una favola, non esiste che ci sia un beneficio. Trasferiremo le disfunzioni della prefettura ai comitati o agli organi periferici del Ministero del tesoro. Già politicamente è un non senso che lo Stato ci trasferisca delle competenze e noi ci convenzioniamo con lo Stato, nel senso di ministeri, per gestire queste competenze!

La legge sostanzialmente dice due cose fondamentali: primo, che la Regione per provvedere alla fase della istruzione della procedura di concessione del diritto può avvalersi dell'INPS, è specificato, perché nella proposta originaria doveva avvalersi dell'INPS, perché la Commissione ed io tra i commissari abbiamo introdotto il discorso degli enti locali, non solo perché sono organi regionali e pertanto diciamo che legittimamente possono essere titolari di questa procedura, ma soprattutto - ed è questo uno dei punti - per evitare che l'imposizione e l'unica figura dell'INPS desse all'INPS stesso un potere contrattuale sulla convenzione abnorme, però noi stessi abbiamo valutato che l'unico modo di semplificare oggi la procedura concessoria è convenzionarci con l'INPS, quindi stiamo dando un'indicazione di preferenza, non è obbligata, dovrà contrattare la Regione. E questo anche per soddisfare i famosi arretrati, anche qui si sparano cifre che mi sembrano un po' esagerate. Io qualche cifra ce l'ho, per esempio so che la Prefettura di Cagliari attuando finalmente in modo organizzativo uno stage con del personale (gratuitamente tra l'altro) sono arrivati più o meno a esaurire quelli che sono i decreti concessori per quanto riguarda le prime concessioni e gli aggiustamenti di fascia. Non conosco la realtà delle altre Prefetture, ma la Prefettura se avesse voluto prima avrebbe potuto sicuramente attuare delle procedure per non creare arretrati. Quindi è colpa del Governo e dello Stato, a questo punto, se c'è stato l'arretrato. Detto questo, perché l'INPS, come privilegio personale mio? Perché l'INPS è già titolare dell'erogazione e i ritardi anche con la Prefettura e l'INPS erano dovuti soprattutto a trasmissione di dati. Una volta che noi, fermo restando che sono le ASL a fare l'accertamento sanitario e per legge rimangono alle ASL, perché devono essere distinte, le altre due procedure di concessione e di erogazione degli indennizzi, delle indennità e delle pensioni eventuali, le deve fare l'INPS, già le fa per legge e questo noi non possiamo modificarlo, lo deve modificare lo Stato se vogliamo aprire un contenzioso con lo Stato.

L'altra cosa essenziale e fondamentale che introduce la legge, e qui mi dispiace di non condividere ciò che ha detto Paolo Fadda, ma Paolo Fadda ha detto una cosa sacrosanta quando dice che noi accettiamo i trasferimenti di competenze però non contrattiamo sui trasferimenti delle risorse, perché è assurdo che lo Stato ipotizzi di trasferirci ventisette unità lavorative teoriche e poi ci trasferisce 99.000 euro. Io non lo so se c'è un ragionamento su questo. Però, detto questo, ma è compito della Giunta farsi valere con lo Stato, all'articolo 2 quando si parla di benefici aggiuntivi la Commissione intendeva ed intende (ed è così) dire una cosa ben precisa. Non è per il funzionamento della fase due, adesso non mi ricordo la cifra, quei due milioni di euro annui, ma per - ed è il punto fondamentale e qualificante della legge - aggiungere dei benefici oltre quelli che concede lo Stato, perché questo è previsto dalla legge. E a questo proposito bene hanno fatto Vassallo, Cogodi e Ortu nell'emendamento 9 e 19 ad introdurre, ed è questa una cosa importante, io condivido questi due emendamenti, perché delega la Giunta a fare un programma in modo che questi benefici aggiuntivi siano regolati e soprattutto col comma 19 siano dati in proporzione ai reali benefici e alla difficoltà dei singoli, questa è una cosa che qualifica questa leggina fino a farla diventare legge.

PRESIDENTE. Ci sono altre richieste di intervento? Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente e colleghi, soltanto per ribadire due concetti; intanto mi fa piacere che l'onorevole che mi ha preceduto, Demuru, abbia ben chiarito e ha fatto chiarezza sulle funzioni svolte attualmente dagli enti, per cui precisato esattamente come stanno le cose. Ho chiesto di intervenire soprattutto per cercare di esprimere un concetto e per manifestare palesemente la mia contrarietà ai concetti poc'anzi illustrati dall'onorevole Fadda. Non rispetto al giudizio che tutti diamo sullo Stato, sui servizi che hanno smantellato, non solo questi peraltro, e per cui sui drammi che ha creato sulla società, ma soprattutto rispetto ai concetti invece il giudizio che si dà su questa norma e soprattutto sul comma 2. Qua abbiamo sentito che l'onorevole Fadda se ha interloquito con qualcuno della Giunta che avrebbe affermato che i soldi aggiuntivi della Regione servirebbero ad altro, servirebbero quasi per coprire l'ordinaria amministrazione, non è così. Il concetto che il Consiglio vuole affermare col comma 2 di questo articolo 1 è che i fondi, i due milioni di euro, sono fondi aggiuntivi, per fare altro. Perché se no non si capisce bene, e non a caso abbiamo presentato l'emendamento numero 9 e l'emendamento aggiuntivo numero 19, proprio perché così com'era formulato il comma 2 poteva dare la possibilità a che questi fondi fossero veramente integrativi dei mancati fondi che lo Stato trasferisce per queste funzioni, per cui la copertura del mancato trasferimento dello Stato. Peraltro la relazione del relatore del provvedimento non mi sembra che dicesse questo, allora io chiedo e lo chiedo soprattutto al relatore del provvedimento: qual è il senso di questo comma 2? Vogliamo ancora vendere fumo a chi è in condizioni precarie, con chi è più svantaggiato, con chi è stato da sempre perseguito da questa società? Vogliamo dire le cose come sono? Allora noi intendiamo questo, le cose come sono, l'emendamento numero 9 con l'aggiuntivo dell'emendamento numero 19. Se si vuole mantenere l'ambiguità, per cui non dire, lasciare le cose così, diciamo con i punti interrogativi, fatelo pure, però sappiate che bisogna finirla di prendere in giro...

FADDA (La Margherita-D.L.). L'articolo 130 dice le cose che ho detto io.

VASSALLO (R.C.). Bisogna, noi intendiamo riaffermare che le cose non possono continuare in questo modo, per cui le due precisazioni fatte con gli emendamenti servono proprio a questo, servono per togliere gli equivoci, perché altrimenti continuiamo a fare norme che mantengono gli equivoci. Poi sulla stampa potremmo mandare comunicati che abbiamo approvato un provvedimento innovativo, che dà soldi, che dà risposte concrete ai cittadini, quando così non è, per cui è bene che oggi abbiamo la possibilità di chiarirci, io ribadisco che questi emendamenti hanno questo senso, vorrei capire gli altri, quando dicono no, se dicono no perché sono contrari al senso che noi abbiamo dato agli emendamenti o se invece sono contrari, non so, per partito preso. Questa cosa va chiarita, perché non è assolutamente ammissibile che su tutta una serie di emendamenti si esprima un giudizio sì o no, peraltro si è espresso un giudizio negativo anche su alcune parti che si avvicinano più al testo di legge del proponente, addirittura. Per cui il proponente che propone una cosa, noi la riproponiamo in quanto la Commissione poi l'aveva modificata, esprime parere negativo alla cosa che lui in precedenza aveva proposto. È vero che tutti si possono pentire, tutti possono anche rivedere le opinioni che si hanno, per cui si può anche rivedere le posizioni, però veramente questa volta mi sembra che abbiamo superato il segno. Per cui io mi rivolgo non soltanto al relatore, mi rivolgo all'Aula perché nel merito consideri le proposte che ci sono in campo e quando si voti si voti veramente con un minimo di coscienza e non per partito preso, perché mi sembra che, così come lo dicevo nella premessa, anche questa volta si giochi per partito preso.

PRESIDENTE. Vi sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Finalmente questa legge è arrivata in Consiglio regionale, è attesa da migliaia e migliaia di disabili, soprattutto trentamila che aspettano ancora di essere - diciamo così - sentiti e se n'è parlato molto. Chiedo solo una cosa all'Assessore se possibile, in fase di istruttoria della legge, in fase procedurale, che le USL sarde hanno chiaramente le commissioni, non spostarsi dalle commissioni al pagamento, evitiamo trasferimenti, evitiamo perdite di tempo ed evitiamo anche del denaro regionale, che si possono impiegare in altre cose. Solo questa è una cosa utilissima, perché la legge va benissimo, ottima, se viene approvata è una cosa che va bene a migliaia e migliaia di sardi in queste condizioni. Grazie.

PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, mettiamo in votazione gli emendamenti e gli articoli nell'ordine previsto. No, scusate colleghi. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, anche perché chiamato in causa e debitore di alcune risposte. Io vorrei chiarire prima di tutto la valutazione degli emendamenti fatta precedentemente e fare alcune osservazioni. Prima di tutto questa legge è approdata in Aula con parere positivo unanime della Commissione competente, ecco perché mi risulta quanto meno difficile comprendere, pur condividendone in parte alcune osservazioni, gli interventi dell'onorevole Lai, che è componente della Commissione Settima, in parte anche dell'onorevole Fadda, che è componente della Commissione Settima, dell'onorevole Demuru, che è componente della Commissione Settima, e altri, che oggi discutono quello che hanno approvato all'unanimità. Per cui io leggo qui il parere della Commissione espresso, però visto che con alcuni interventi ci si è tirati dentro per affrontare in modo deciso questa proposta di legge, vorrei sottolineare alcune cose.

Prima di tutto, i trasferimenti statali dei 99 mila euro sono trasferimenti che, come illustrato nell'UPB 0E12041 sono per i servizi socio assistenziali, per cui sono praticamente i trasferimenti necessari per pagare le pratiche al soggetto convenzionato e questa quota è quella che lo Stato ci riconosce per il pagamento di queste pratiche, nulla a che vedere la retribuzione del personale trasferito. Il personale trasferito sarà a carico del Ministero e noi dobbiamo semplicemente, anche con la sottoscrizione della convenzione, definire dove deve essere trasferito questo personale, che attualmente è in carico alle Prefetture. Altro elemento, perché siamo in presenza di questo arretrato, che poi tra l'altro non mi risulta sia di trentamila pratiche, ma l'arretrato è formato dalla parte ante approvazione del "112" del '98 e post approvazione del "112" del '98 che dice che a decorrere dal centoventesimo giorno dalla data in vigore del presente decreto legislativo, stiamo parlando del 31 marzo '98, le funzioni (erogazione di pensioni, etc.) riguardanti gli invalidi civili è trasferita all'INPS su un apposito fondo di gestione dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Le funzioni di concessione di nuovi trattamenti, e qui siamo in arretrato, di nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili sono trasferite alle Regioni, perciò in questa fase monta e cresce l'arretrato, perché la Regione non ha (noi, la Giunta) ancora definito con chi sottoscrivere le convenzioni; ma perdonatemi un attimo la sottoscrizione della convenzione ha un momento di trattativa, se noi nella legge che decisamente ora con maggior attenzione esaminata io se fosse possibile bloccherei nei primi due commi dell'articolato, se la Regione o il Consiglio mette nelle condizioni la Giunta di avere un unico interlocutore, non c'è nessun elemento di trattativa, di trattazione valido perché si possa discutere quanto quell'interlocutore richiede per lo svolgimento delle nuove pratiche, per l'azzeramento delle precedenti pratiche, per cui se questo dovesse essere l'ente X che sia INPS o ente locale ci dirà: "Benissimo, mi trasferite il personale e per ogni pratica che io devo esitare richiedo la contropartita di 100 euro", noi non possiamo dire nulla, paghiamo i 100 euro perché siamo incarcerati da una decisione del Consiglio che non ci lascia alternative. Le alternative sono possibili e tutte valide quelle proposte, dagli enti locali all'INPS, al Ministero, alle ASL, perché no?, forse abbreviamo anche alcuni percorsi tra decisione sul grado di invalidità deputata alle Commissioni ed erogazione, potremmo anche strutturare le ASL con i dipendenti e con l'organizzazione necessaria a svolgere le funzioni richieste dal trasferimento di competenze, perché qui al momento siamo fermi solo al trasferimento di competenze, non tanto al trasferimento di fondi, che sono comunque di 99 mila euro per gli scopi che ho annunciato prima. Quindi non c'entra niente né il pagamento del personale, né la copertura di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati.

Domanda allora: perché noi stiamo esaminando questa legge? Come mi dice e consiglia l'onorevole Fadda. Io credo che questa è una risposta che deve dare il Consiglio, è una proposta di legge, una proposta di legge che proviene dal Consiglio esitata all'unanimità dalla Commissione. Probabilmente, comunque, noi ci potremmo anche fermare alla determinazione della copertura finanziaria che il Consiglio determina per far fronte ad eventuali concessioni di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati con legge dello Stato. Noi siamo nelle condizioni, secondo il "112" del '98, di determinare criteri allora ed allora concordo con quanto proposto nell'emendamento 9, ma allora dovremmo fermarci un attimino e rivedere il testo della legge, perché noi dovremmo stabilire dei criteri, giustamente, che individuino quali possono essere le eventuali concessioni di benefici aggiuntivi rispetto a quelli determinati della legge dello Stato. Questa non può essere una decisione che può prendere liberamente né la Giunta né..., ma dobbiamo rispondere a precisi criteri che vengono indicati. Anche se ritengo che ad oggi determinare benefici aggiuntivi con una copertura finanziaria di soli due milioni di euro, dai quali - badate bene - dovremmo prelevare anche le somme necessarie per pagare la convenzione, perché per recuperare l'arretrato e per dare il servizio noi sappiamo già che il costo da destinare per questa parte è ben superiore ai 99 mila euro che ci vengono trasferiti dallo Stato, ma è quantificabile in 599 mila euro, perciò noi dovremmo prelevare comunque dai due milioni di euro qui previsti 500 mila euro. Da ciò ne discende che un 1 milione e 500 mila euro per pagare eventuali benefici aggiuntivi che la Regione, la Giunta attraverso criteri ben precisi, attraverso determinazioni ben precise, vorrà concedere rispetto a quelle previste e determinate con legge dello Stato è ovvio e conseguente che non saranno sufficienti. Per cui direi che per il momento la struttura della legge deve rendere comunque possibile alla Giunta il convenzionamento con enti non al momento definiti, perché perdiamo il cosiddetto, forse non è questo il termine più corretto in questa fase, potere contrattuale. Perdiamo il potere contrattuale, per cui l'ente che qui venisse definito può decidere che i suoi costi sono superiori a quelli precedentemente contrattati e noi non avremmo le coperture adeguate. Questo volevo significare relativamente al testo ed agli emendamenti, per cui mi rimetto all'Aula per le conseguenti determinazioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione, per quanto riguarda gli emendamenti numero 1, 8 e 17 sono alternativi, quindi li metteremo in votazione in questa sequenza.

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 2 e numero 10 che sono alternativi. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Gli emendamenti numero 4 e numero 5 sono ritirati.

PRESIDENTE. L'emendamento 4 e 5, il 5 era l'emendamento sul titolo, sono stati ritirati.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso mettiamo in votazione il testo dell'articolo nella versione integrale prevista in origine perché mi pare che non vi sia accordo per l'emendamento orale presentato dall'assessore Capelli.

Metto in votazione l'articolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Ripetiamo la votazione perché il Presidente non ha sentito la richiesta di controprova. Chiedo scusa.

SPISSU (D.S.). Non è stata chiesta, non è che lei non l'ha sentita.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19, è un emendamento all'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Otto consiglieri che appoggino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VASSALLO, DEMURU, PUSCEDDU, MANCA, DETTORI, BALIA, SCANO.)

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Nell'intervento in discussione sull'articolo 1, sull'emendamento 19 che è aggiuntivo e modifica l'emendamento 9 che è l'emendamento base, ho avuto modo di dire che il punto che qualifica la legge è il vero punto che qualifica la legge. Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, vi sono in corso dichiarazioni di voto, vogliamo consentire ai colleghi di poterle svolgere tranquillamente?

DEMURU (D.S.). Il comma 2 dell'articolo prevede somme aggiuntive rispetto alle somme che lo Stato mette a disposizione per soddisfare i bisogni degli invalidi; quindi queste somme non c'entrano niente con le procedure. Io ho sentito l'Assessore poco fa, intanto ne approfitto per dire che io in Commissione sono stato favorevole a questa legge e lo confermo, ho solo espresso il rammarico che una legge che da un punto di vista della necessità assoluta non c'era, questa legge va a colmare le lacune e i ritardi dell'amministrazione regionale che avrebbe potuto comunque attivare le convenzioni.

Parliamo dell'emendamento in votazione. I due milioni di euro che la Commissione ha inteso porre come posta di bilancio non servono per le procedure, non servono per pagare l'attività amministrativa di chi perfeziona le pratiche, servono, poi lei la interpreta come vuole. La Commissione così ha voluto, io nella Commissione così ho votato e così voto, due milioni di euro ad aggiungere benefici agli invalidi, non a coprire le spese di procedure che l'amministrazione cercherà di coprire in altro modo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue DEMURU.) Ecco perché l'emendamento numero 9 che dice che la Giunta deve predisporre un'apposita disciplina per concedere questi benefici aggiuntivi e l'emendamento 19 in votazione dice che questi benefici devono comunque privilegiare chi è in maggior stato di disagio e di necessità. Ecco il mio voto favorevole e chiedo anche al Consiglio che un emendamento che va a soddisfare le esigenze dei più deboli venga approvato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Due parole, Presidente e colleghi, perché se c'era una ragione più che valida prima, perché il Consiglio concordi con questo emendamento, adesso ci sono due ragioni, tutte e due valide perché prima noi abbiamo argomentato dicendo: se la Regione integra i fondi statali come beneficio aggiuntivo, beneficio si intende che qualcuno ne deve beneficiare, quindi abbiamo inteso correttamente, ma i colleghi che hanno partecipato anche ai lavori della Commissione interpretano in modo autentico che la finalità di questa integrazione di risorse regionali è in funzione dei benefici alle persone che avranno un diritto vero, e saranno quindi i beneficiari, adesso si aggiunge un altro elemento che la Giunta addirittura vuole interpretare che i denari della Regione servano per esplicare le procedure. Ma questa sarebbe una follia, oltretutto, perché nel momento nel quale lo Stato consente che la Regione eserciti una funzione almeno in partenza, poi sappiamo che di norma accade il contrario cammin facendo, lo Stato dovrebbe garantire maggiori oneri che derivano per l'esercizio delle funzioni trasferite o delegate e poi si ferma al giorno in cui si inizia questa attività e la Regione e gli enti locali vengono caricati di oneri aggiuntivi, per cui il principio del decentramento, non dico del federalismo che sarebbe una parola troppo grossa, il principio anche del decentramento si traduce in un decentramento di oneri, di aggravi anziché in una migliore funzionalità e maggiore efficienza dei servizi e dei benefici.

Per cui intendere come intenderebbe l'assessore per la Giunta che questi sono due milioni di euro per le procedure, vuol dire rinunciare in partenza ai propri diritti, vuol dire rivolgersi al Governo nazionale e dire: rubami, derubami, scippami, però glielo dici tu, glielo dite voi, glielo dice lei cara Giunta al Governo nazionale di scippare la Regione, di far finta che decentra e in realtà si porta via i soldi del bilancio regionale. La Commissione ha inteso e il Consiglio intende, o dovrebbe intendere, che soccorre con una qualche somma anche della Regione in favore dei beneficiari, delle persone.

Quindi ripeto, se c'era una ragione prima adesso ce ne sono due di ragioni per sostenere questo emendamento, come bene ha detto poc'anzi anche il collega Demuru, ragioni per le quali noi invitiamo ancora il Consiglio a volere condividere questa modifica e a volere in tal modo dare un senso migliore a tutta la legge che ci apprestiamo a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Onorevole Cogodi e onorevole Demuru, io credo che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. Io non ho mai affermato, e la prego di rivisitarsi la registrazione di quello che io ho detto poc'anzi, ma non mi metta in bocca delle parole o tesi che non ho sostenuto. Non si può capire così perché io probabilmente mi esprimo non in maniera corretta e non in maniera leggibile, ma lei non interpreti in modo deforme quello che io ho detto poc'anzi. Io ho anzi sostenuto che è un fondo irrisorio, i due milioni di euro, e credo che questo lo ricordi, che l'ho appena sostenuto, se e nel caso in cui noi decidessimo di inserire dei benefici aggiuntivi rispetto a quanto previsto dalle leggi dello Stato, confermando anche che nel caso decidessimo di provvedere con benefici aggiuntivi rispetto alle leggi dello Stato, dovremmo anche disciplinare il come, ho anche detto questo e, a mio avviso, gli emendamenti non disciplinano il come, a mio avviso.

Per cui ritenevo opportuno dire all'Aula, cosa che poi non è stata recepita nella discussione, ho chiesto anche che qualcuno si facesse interprete di una sospensione opportuna per valutare come andare avanti sulla legge, ma evidentemente non è stato ascoltato neanche questo, perché sarebbe stato opportuno fermarsi al comma 2. Questo ho sostenuto, onorevole Cogodi. Allora, visto che invece non ci si è fermati al comma 2, è ovvio che nella convenzione e nelle modalità si vedrà come andare avanti dopo l'approvazione di questo testo di legge, aggiungendo che quanto lo Stato trasferisce alla Regione, 99 mila euro, per le pratiche arretrate formate da un arretrato ante 112 del '98, post dopo il centoventesimo giorno di applicazione del 112 del '98 e situazione contingente, non sono assolutamente sufficienti per il buon fine delle pratiche stesse. Perciò dovremo in qualche modo pagare queste pratiche, primo con una contrattazione aggiuntiva con lo Stato, facendo presente che quei 99 mila euro non sono sicuramente sufficienti, perciò nel trasferimento delle risorse, e nulla ha a che vedere il personale che già trasferito o nelle disponibilità del trasferimento è a carico dello Stato, è comunque a carico dello Stato, chiedere una contrattazione aggiuntiva per chiedere risorse che siano equilibrate rispetto al carico di competenze che è stato trasferito in termini di pagamento di convenzione senza intaccare quanto il Consiglio destinerà. Però nel momento in cui al comma 2 e al comma 3 si richiama che i benefici aggiuntivi di cui al comma 2 dell'articolo 130 vi esplicito, e l'ho letto il comma 2 del 112, che i due milioni di euro, parte di questi, potranno, secondo queste formulazioni e secondo l'interpretazione che è data dalla legge, essere anche utilizzati per anticipare il pagamento di convenzioni, diversamente si bloccano le pratiche e da trentamila saliremo a cinquantamila perché l'istituto convenzionato, qualunque esso sia, non riterrà opportuno andare avanti perché non avrà la retribuzione. Ho detto questo e lo ribadisco.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 19 all'articolo 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CARLONI - COGODI - DEMURU - DETTORI - IBBA - LOCCI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Giacomo - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CASSANO -CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIA - ONIDA - PETRINI -PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 45

astenuti 22

maggioranza 23

favorevoli 16

contrari 29

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 9. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 9 è un po' quello che costruisce la base dii supporto del precedente emendamento che il Consiglio regionale ha ritenuto, bontà sua, di bocciare. Il principio di progressività, di equa distribuzione dei denari della Regione a chi ha più bisogno, se la Regione mette una lira si divide una lira,, se mette un miliardo si divide un miliardo, se mette niente si divide niente, però io non riesco a comprendere come un Consiglio regionale possa bocciare una norma di equa distribuzione di un fondo regionale.

In qualche situazione, in qualche momento si può dire: ma c'è distrazione, non si è capito. Ci siamo capiti benissimo, questo Consiglio regionale maggioritariamente ritiene che oltre i ritardi che sono dello Stato e sono anche della Regione, che oltre l'ingiustizia che esiste già ed è grande, bisogna anche aggiungere qualcosa di ingiusto sennò non vale, perché veramente non si riesce a capire quale perversa peregrinazione mentale possa portare un Consiglio regionale o non volere distribuire equamente un fondo pubblico di denari dei sardi. Dice l'assessore: "Io non ho detto che quei denari erano in conto procedure, ho detto il contrario". Però poi conclude lo stesso assessore che ha iniziato quel ragionamento dicendo: "Però quei denari si possono usare anche in conto procedure, e siccome in conto procedure non basterà né quello che mette lo Stato e neppure questo che è qui, là anche in conto procedure vuol dire che tutto andrà in quel conto". Anzi l'assessore ha fatto un'affermazione ancora peggiore, intanto non sapendo neanche quello che dice all'inizio rispetto a quello che dice alla fine dello stesso intervento, cioè affermando, e questa volta abbiamo ascoltato bene ed è tutto registrato ed è agli atti, l'esatto contrario finendo il ragionamento, lo sragionamento in modo esattamente contrario a quello con cui l'ha iniziato, introducendo un principio pericolosissimo, che è quella interpretazione se il Consiglio non la corregge… parrebbe che non interessi a nessuno, io non so se questo Consiglio regionale non fa almeno qualche legge che cos'altro deve fare? Ma che cos'altro vuole fare questo Consiglio regionale? Perché sto dicendo una cosa che ha un valore politico, ma anche giuridico.

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, consentite che si possano svolgere gli interventi.

COGODI (R.C.). Non è questione di consentire, io chiederei di consentire a se stessi, ai colleghi, di capire qualcosa perché hanno il diritto e il dovere, non è che devono consentire a me, non è una libera chiacchierata questa; quella la facciamo sotto i portici di via Roma!

PRESIDENTE. Non si riesce neanche a seguirla, guardi!

COGODI (R.C.). Sto dicendo una cosa che ha una valenza politica ed anche giuridica, perché se anche l'interpretazione data dall'Assessore non viene dal Consiglio corretta, vale come interpretazione autentica di questa norma, ragione per la quale il fondo aggiuntivo va in conto burocrazie e pratiche istruttorie, non va a beneficio degli aventi diritto, cioè dei cittadini portatori di un handicap e quindi va corretta quella attraverso il voto del Consiglio. Ed ancora l'emendamento 9, nonostante l'errore gravissimo commesso nella bocciatura dell'emendamento 19, ripropone comunque il fatto che questo fondo è un beneficio, sarà poco ma è integrativo in favore dei cittadini aventi diritto. Diversamente, con l'interpretazione dell'assessore, qui si sta aprendo un rubinetto, perché se lui dice: "Non ci basteranno i novanta miliardi dello Stato" chiedi allo Stato quelli che mancano! Non devi aprire un tavolo di contrattazione, chiama in giudizio il Governo perché ti trasferisce un onere e non ti dà quanto costa quell'onere, quel servizio. Se qui si afferma che questa è l'integrazione di quanto manca per le procedure e questo non basta, come pure ha detto l'assessore che non basterà, vuol dire che si è aperto un rubinetto e deriverà un'altra spesa obbligatoria e questo rubinetto aperto consentirà e vorrà che scorrano miliardi fino a quando tutte le procedure non saranno ripagate, ed è una follia, che non varrebbe neppure a questo punto più che si voti a questa legge. Per cui io ritengo che almeno approvando questo emendamento, che richiama la disciplina che deve essere fatta, la faccia la disciplina la Giunta, la proponga, chieda il parere solo della Commissione consiliare, non c'è nessun impiccio, nessun lacciolo, però si comprenda che quel fondo è destinato a chi ha bisogno e non invece alle burocrazie che devono sbrigare le pratiche. Per questa ragione riteniamo che almeno in parte possa essere rimediata anche, io lo dico come la penso, la brutta espressione che...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sta facendo un'altra conferenza!

Colleghi, si era prenotato l'onorevole Demuru, però prima di dare la parola all'onorevole Demuru volevo pregarvi di trovare un po' di serenità, non si riesce a seguire gli interventi neanche da questa postazione. Chi deve consultarsi coi colleghi si accomodi, ci sono delle salette apposite, accomodatevi fuori dall'Aula, ma almeno in Aula un minimo di tranquillità.

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Grazie Presidente e serenamente io voto a favore di questo emendamento, le motivazioni le ho già dichiarate nella precedente votazione dell'emendamento 19 che sinceramente dispiace che non sia stato accolto perché ripeto, la Commissione col comma 2 intendeva porre delle risorse finanziarie che andassero ad aggiungersi per i benefici agli invalidi, non per le procedure, questo era l'intento con cui è stato votato quel comma e mi dispiace che qualcuno l'abbia interpretato in modo diverso, compreso forse il relatore.

Per quanto riguardava invece la copertura delle finanziarie necessarie per le procedure, è chiaro che dovevamo rivendicare le vere risorse allo Stato, questa era la discussione in Commissione che ho fatto, che ricordo e che è stata recepita. Pertanto l'emendamento 9 va a regolare il comma 2, e cioè la Giunta disciplina, emana una disciplina da presentare alla Commissione competente per definire i criteri per le assegnazioni delle risorse aggiuntive degli invalidi e il 19, ahimè bocciato, dava delle direttive per dire: le discipline vanno fatte in un certo modo. Io mi auguro che questo emendamento 9 venga approvato e che la Giunta tenga conto, quando farà la disciplina, e se non ne terrà conto la Giunta ne terrà conto la Commissione alla quale poi verrà presentato, terrà conto dei criteri e dei principi dell'emendamento 19 che è stato bocciato. Pertanto ribadisco il mio voto favorevole all'emendamento 9 che va a disciplinare il comma 2 e niente di più e niente di meno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Prima di tutto vorrei ringraziare per le cortesi parole l'onorevole Cogodi che, come è noto, ha difficoltà di sintesi e di comprensione di quello che dicono gli altri ma ama molto sentire se stesso, sentire l'inizio e non sentire le conclusioni o meglio, mi sorge il dubbio, non saper trarre le conclusioni, tant'è che dopo la sua interlocuzione, mentre c'è un atteggiamento favorevole nei confronti dell'emendamento numero 9 che avrebbe fatto bene a non sostenere perché si rischia poi di cambiare opinione, perché la validità dell'emendamento numero 9 era già stata spiegata precedentemente e nell'intervento precedente della Giunta e nel procedente ancora dicendo che ovviamente dobbiamo trovare un sistema per disciplinare. Onorevole Cogodi, se non sente si può avvicinare perché poi mi dice che non sente.

COGODI (R.C.). Sento benissimo; è lei che non sente perché ha detto no all'emendamento numero 9.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. No, vedo che si avvicina. Ho detto conforme al relatore. Ad un esame migliore, ad un esame più dettagliato, ho anche sostenuto che l'emendamento numero 9 nello specifico aveva un senso perché noi discipliniamo al comma 2 la possibilità di benefici aggiuntivi e non diciamo come regolare i benefici aggiuntivi, cosa che ben è detta nell'emendamento 9. Il problema è che quando c'è un'impostazione pregiudiziale volta a distruggere capisco allora quale è la lettura che devo dare ai suoi interventi, cosa che dalla parte mia lei non ha mai ritrovato nei miei di interventi, ma in un semplice spirito di collaborazione per l'interresse della povera gente a cui noi tutti ci rivolgiamo e non solo lei. Anzi, direi che sotto questo punto di vista si potrebbe aprire un dibattito. Perciò, per quanto riguarda l'emendamento numero 9, io direi che è recepibile, chiedo cortesemente che per una questione di tempi e di oggettiva possibilità di realizzazione degli stessi si accolga l'emendamento orale ?entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge? e non entro 60, lasciando il testo integralmente così come è presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Per rilevare due cose: la prima che si ha sempre il diritto di cambiare idea, però voglio dire, per dirla tutta bisogna riaffermare che la Giunta, conformemente a quanto dichiarato dal relatore, sull'emendamento 9 ha espresso parere negativo, così come ha espresso parere negativo sull'emendamento 19 strettamente collegato all'emendamento 9. Noi prendiamo atto che si è cambiato un'opinione, e ci fa anche piacere, così come possiamo concordare, anzi concordiamo, di cambiare il termine di 60 giorni con 90giorni, però bisogna dire le cose come stanno e non cercare sempre con le parole di cambiare le carte in tavola. Le carte erano già state date, già giocate, per cui erano evidenti a tutti le cose che sono state dette, per cui non c'è bisogno di ritornare indietro per ricordarle. Io penso che sia l'ultima volta che questo succeda, caro assessore!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia, l'abbiamo ascoltata, è stato ascoltato, lasci che gli altro parlino, poi sennò, non è qui il posto per questi spettacolini!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9. Vi ricordo con correzione del termine di 60 giorni in 90 giorni condivisa dai firmatari dell'emendamento.

(Il consigliere DEIANA, il cui voto risulta nullo, dichiara di aver inteso votare a favore.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU -CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - ORTU - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto il Vicepresidente: BIGGIO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 58

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

ORTU, Segretario:

Art. 1 bis

Organismo di coordinamento

e di verifica

1. Per assicurare il rispetto dei diritti degli invalidi, ciechi e sordomuti, nei tempi e nelle procedure concessorie, già individuati dalla normativa in materia, viene istituito un organismo di coordinamento e verifica nominato dal Consiglio regionale e composto da tre dirigenti appartenenti al ruolo del personale della Regione, di cui uno con funzioni di presidente, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dal Presidente della Regione, da tre componenti in rappresentanza delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dalle Associazioni interessate e da tre componenti in rappresentanza dei patronati, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dalle associazioni interessate.

PRESIDENTE. All'articolo 1 bis sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

L'art. 1 bis è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di verificare l'efficienza e l'efficacia degli interventi previsti dalla presente legge L'Assessorato competente in materia di Igiene Sanità e Assistenza sociale attiva con cadenza almeno biennale incontri con le Associazioni di categoria e gli Enti di patronato, raccogliendo suggerimenti e proposte per il miglioramento delle prestazioni e delle procedure in essere.

2. La Giunta regionale, entro i successivi sessanta giorni, su proposta dell'Assessore competente, rende al Consiglio regionale, tramite la competente commissione consiliare, una relazione sullo stato di attuazione della legge e sulle osservazioni raccolte nel corso degli incontri, formulando nel contempo eventuali proposte modificative della normativa. "(13)

Emendamento sostitutivo totale Businco - Floris - Tunis - Pirastu - Petrini - Pisano - Granella

Art. 1 bis

Organismo tecnico di coordinamento e di verifica

1. Per assicurare il rispetto dei diritti degli invalidi civili, ciechi e sordomuti, nei tempi e netta corretta applicazione delle procedure concessorie, già individuate dalla normativa in materia, viene istituito un organismo tecnico di coordinamento e verifica, diretto da un Comitato nominato dal Consiglio Regionale e composto da tre dirigenti appartenenti al ruolo del personale della Regione, di cui uno con funzioni di presidente, scelti entro una lista di nove nominativi proposti dal presidente della Regione, e da due componenti, di cui uno in rappresentanza delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative scelto entro una lista di tre nominativi proposti dalle associazioni interessate e uno in rappresentanza dei patronati, scelto entro una lista di tre nominativi proposti dalle associazioni interessate.

2. Per l'espletamento delle funzioni assegnate, l'organismo si avvarrà delle risorse umane trasferite dallo Stato alla Regione, ai sensi dell'articolo 1 comma 2 del Decreto Legislativo 17 aprile 2001 n.234. (18)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 13.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, noi proponiamo con l'emendamento numero 13 una diversa impostazione rispetto alle opportune azioni di controllo, di verifiche e di adeguamento delle norme legislative in genere, per cui abbiamo proceduto ad esprimere un concetto che si differenzia assai dalla normale applicazione delle norme che generalmente noi ci diamo per verificare e modificare le leggi. In questi ultimi anni forse per effetto della concertazione, non di per sé che tutta la concertazione sia negativa, ma per effetto della concertazione si è utilizzato il metodo delle Commissioni, per cui organismi che rappresentavano più soggetti, molte volte organismi anche molto vasti, per cui con difficoltà a riunirli e a passare alla fase operativa rispetto ai compiti che gli organismi stessi avevano, per fare una serie di verifiche. Noi riteniamo che forse sia giunto il momento, soprattutto per leggi come queste che hanno la necessità di essere monitorate e variate sulla base delle necessità che si dovrebbero riscontrare, utilizzare un criterio diverso. Probabilmente questa cosa non farà piacere a chi ritiene che poteva entrare in questi organismi, perché poi questi organismi prevedono anche il contributo, gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni, ma penso che il Consiglio regionale più che pensare a questo deve pensare alla funzionalità delle norme, per cui ai metodi che deve attuare per migliorare anche questa legislazione.

Abbiamo sostituito interamente l'articolo 1 bis in quanto riteniamo che sia sufficiente dire precisamente in legge i compiti che deve avere l'assessore, che è quello di verificare, di confrontarsi con tutte le associazioni, con il mondo dell'associazionismo, per cui di fare tutte quelle azioni che permettano lui di renderlo partecipe di una conoscenza e protagonista anche dell'azione che è stato delegato a compiere nei compiti delle sue funzioni. Detto questo per cui diciamo all'assessore: "Guarda che il tuo compito è questo", diciamo anche in questo emendamento quello che deve fare dopo, per cui diciamo: "Tu fai tutte le azioni di concertazione e di verifica che vuoi, però sappi bene che dopo aver fatto questo devi venire in Consiglio, devi passare attraverso la Commissione, devi dire quello che hai riscontrato attraverso queste azioni di verifica di concertazione". E questo perché? Per far in modo che molte volte i convegni, tutte queste belle cose che si fanno ed è anche utile farle, non rimangono in passerella, nel senso che nel momento in cui dove tutti parlano, dove tutti esprimono compiutamente anche le loro opinioni, però dove tutto rimane all'interno di quella sede, per cui le stesse esperienze che si vivono in quei momenti poi non vengono trasmesse e recepite da chi le deve recepire, in questo caso dal Consiglio regionale che in qual caso dovrebbe evidentemente modificare ed adeguare le proprie norme. L'emendamento numero 13 ha questo senso qua, per cui dare un giro di svolta ad una metodologia che fino ad oggi ha poco funzionato. Noi proviamo, non è detto che poi anche questa cosa funzioni, però una cosa è certa, che è in capo all'assessore ed al Consiglio regionale recepire concretamente le istanze dei cittadini, in questo caso quelli più deboli, col dovere di meglio corrispondere ed adeguare le leggi se è necessario, prevede la verifica con cadenza biennale, anche perché è chiaro che le norme, le leggi devono avere un periodo di rodaggio, però una volta che è oliata, se il Consiglio saprà bene recepire questa norma, di sicuro si farà un passo in avanti in termini di efficienza e di corrispondenza alle esigenze della gente.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 18 ha facoltà di illustrarlo.

BUSINCO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie, Presidente. Intanto vorrei rapidamente esprimere una grande soddisfazione perché finalmente approda nell'Aula una legge che, come è stato ben detto prima di me, non è una leggina, ma è una legge che mette fine ad una situazione insostenibile e che riguarda una categoria particolarmente svantaggiata, che è appunto quella degli invalidi civili. Una situazione insostenibile che oggi vede protagoniste le prefetture, le Commissioni mediche delle ASL e l'INPS e che, come è noto, come è stato più volte detto, fa patire tempi di attesa biblici dal momento dell'accertamento sanitario al momento dell'effettiva erogazione della provvidenza economica agli invalidi, anche se poi va detto, per amor del vero, che buona parte dei ritardi sono anche imputabili alla lentezza delle commissioni mediche delle ASL.

Per entrare nel merito dell'emendamento, con questo emendamento che sostituisce l'articolo 1 bis, o meglio lo modifica, si intende conferire all'organismo, che è previsto nell'articolo stesso, di coordinamento e di verifica, così come è attualmente definito, le caratteristiche di organismo tecnico, perché per poter concretamente verificare il rispetto dei diritti, oltre che dei tempi che sono già stati individuati dalle norme, degli invalidi civili, dei ciechi e dei sordomuti occorre istituire una figura organica più completa di quella disegnata dall'attuale formulazione dell'articolo 1 bis. Occorre infatti dotarla sia di un organismo direttivo che delle necessarie professionalità tecniche. L'organismo quindi è stato suddiviso in una componente direttiva, che è rappresentata dal comitato, che eredita le funzioni politiche e di controllo del precedente organismo, integrata con una componente tecnico-gestionale di nuova previsione. Il nuovo comitato è ugualmente nominato dal Consiglio regionale, ma è stato modificato nel numero dei componenti, ora previsto in cinque anziché in nove, ciò al chiaro fine di assicurare una maggioranza, in seno al comitato stesso, alla componente nominata dal Consiglio rispetto alla rappresentanza delle associazioni di categoria. Non appare viceversa opportuna l'attuale previsione di un comitato la cui componente politica possa essere controllata (sei componenti contro tre) dai rappresentanti delle associazioni di categoria.

Infine è d'importanza strategica la previsione dell'altra componente dell'organismo, quella tecnica, aggiunta dal secondo comma del presente emendamento. Attraverso il trasferimento delle risorse umane dallo Stato, segnatamente dal Ministero dell'interno, alla Regione, già sancito dall'articolo 1 comma 2 del decreto legislativo numero 234 del 2001, si intende dotare l'organismo di valide competenze professionali già in possesso di valide esperienze e di approfondite conoscenze delle procedure e degli aspetti amministrativo-contabili nel settore socioassistenziale in argomento. Tali risorse umane, quindi, sarebbero in grado di operare nell'immediato senza attendere i tempi per una formazione specifica nella materia e conseguentemente vi sarebbe anche un considerevole risparmio per la Regione dei costi necessari per l'inserimento formativo di detto personale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.

CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Presidente, io avevo già espresso il parere, quindi confermo quello che avevo detto in precedenza, cioè il parere negativo sugli emendamenti 13 e 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, io sicuramente mi rimetto al giudizio dato dal relatore sugli emendamenti, ma vorrei specificare e chiarire. Io sono ragionevolmente contro l'articolo 1 bis, nel senso che ritengo che lo stesso articolo appesantisca e sia inutile. E spiego perché: la scelta concertativa è una scelta politica di questa maggioranza e credo anche del fare politica, per cui tutto questo va concertato, rivisitato con le associazioni. Regolarmente le associazioni devono essere sentite, devono essere ascoltate perché sono il braccio, gli occhi della struttura politica, dei funzionari, perché si possa in ogni caso adempiere, correggendo norme che purtroppo nel momento della loro costruzione non possono e non riescono a prevedere tutto. Perciò appesantire ulteriormente e, per quanto riguarda l'emendamento 18, addirittura destinando delle risorse umane trasferite dallo Stato alle Regioni, che già abbiamo detto sono 27 e sono pochine per l'espletamento delle pratiche, se per giunta gli do la possibilità di toglierle da quel pacchetto di personale che è deputato a svolgere le pratiche, ma li metto magari in un ufficio per dare assistenza al Comitato, io credo che questo vada a discapito del funzionamento della cosa.

Ecco perché non si accolgono gli emendamenti 13 e 18, ma invito addirittura l'Aula ad abrogare l'articolo 1 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Chiedo scusa, ma non voglio attardarmi molto. Questa legge in Commissione è passata all'unanimità, ma chiaramente c'erano anche dei distinguo.

Io condivido totalmente quello che l'Assessore adesso ha detto esprimendo il suo parere. Condivido le sue argomentazioni sull'articolo 1 bis perché in effetti questo istituisce, e forse appesantisce anche, una commissione che va a controllare e a verificare le procedure. Personalmente sono più favorevole, ma chiaramente non poteva essere introdotto in modo così massiccio in questa legge, a un controllo sull'efficacia dei provvedimenti che lo Stato e anche la Regione eventualmente concedono agli invalidi civili. In quest'ottica tutto sommato mi sarei aspettato che l'emendamento 13 fosse stato accolto dall'Assessore, perché sostanzialmente raccomanda e obbliga l'Assessore a fare almeno biennalmente degli incontri con le associazioni di categoria e, io aggiungerei, soprattutto con il nostro servizio sociale per vedere la situazione i risultati dei benefici concessi.

Quindi, se dobbiamo tenere un articolo 1 bis, secondo me dovrebbe essere più valido l'emendamento 13 presentato da Vassallo e più. Perché dico questo? Perché, badate bene, il sistema dei controlli, anche sulle concessioni di questi benefici, è molto, molto carente. Questo cosa determina? Determina delle assurdità, per cui gli invalidi, magari i portatori di gravi handicap si vedono riconosciuti dallo Stato e dalla Regione dei benefici che sono spesso benefici monetari. Questi benefici monetari qualche volta, per non dire spesso, non vanno a beneficio dell'invalido, ma vanno a beneficio di parenti e così via. Quindi, forse, un sistema di controllo sul reale risultato di questi benefici e controlli andrebbe attivato e vedrei nell'attivazione da parte dell'Assessorato nei suoi servizi sociali.

L'emendamento 13, che a questo punto sento di condividere pienamente, propone tutto sommato che la Giunta relazioni al Consiglio su questi eventuali controlli che possono avvenire anche con questa convocazione di assemblea o comunque quello che dice l'emendamento, riunione con delle associazioni per valutare gli effetti e per proporre suggerimenti sia sulle procedure, ma è un aspetto minore perché questo la funzione ispettiva della Regione può risolverlo senza ulteriore aggravio o senza dover istituire altre commissioni, ma soprattutto sugli effetti reali dei benefici concessi agli invalidi.

Quindi, concludendo, dico che l'emendamento 13 risponde a questi eventuali controlli in senso positivo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

I lavori si concludono qui per stamattina, riprenderanno alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 30.