Seduta n.443 del 12/02/2004 

CDXLIII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 12 febbraio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Sanna

La seduta è aperta alle ore 11 e 32.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 28 gennaio 2004, (437), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Andrea Biancareddu, Mario Diana, Mario Floris e Noemi Sanna hanno chiesto congedo per la seduta del 12 febbraio 2004. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Colleghi, quelli presenti, nonostante tutto io penso che per quanto è consentito, dobbiamo tenere fermo (ho chiesto la parola sull'ordine del giorno) il rispetto che è dovuto al Regolamento e agli istituti che vi sono compresi, e che abbiamo il dovere quindi di vigilare insieme sul rispetto del Regolamento, nella forma e soprattutto nella sostanza. Ora, è innegabile che ieri il Presidente della Giunta regionale abbia reso in Aula delle comunicazioni, o dichiarazioni che dir si voglia, che a norma di Regolamento possono e meritano di essere valutate. E` innegabile che la comunicazione del Presidente della Giunta rientri nella fattispecie dell'articolo 121 del Regolamento, laddove è consentito alla Giunta di rendere comunicazione all'Aula con assenso del Presidente del Consiglio senza preavviso - perché sennò dovrebbe essere almeno di 24 ed è quello che è esattamente accaduto - in ragione di quello che accade consequenzialmente, logicamente, il Regolamento prevede cos'è possibile fare e l'articolo 121 consente che sulle comunicazioni della Giunta di questa natura, in questa fattispecie precisa, sia consentito ai Gruppi di esprimere, con brevi interventi che non possono superare i dieci minuti, le valutazioni di merito. Qualcuno mi pare che abbia affermato che le dichiarazioni del Presidente si intendevano integrative delle precedenti comunicazioni, e infatti nei contenuti è così, integrative perché ha riferito di fatti sopravvenuti o di una condizione che è valutata nel trascorrere del tempo, ma se anche fossero delle comunicazioni integrative rispetto a quelle già date, è chiaro che anche le valutazioni del Consiglio e dei singoli consiglieri sarebbero consentite sempre in termini integrativi ugualmente delle valutazioni che hanno potuto esprimere sulle primarie dichiarazioni. Pertanto, ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento, chiedo che preliminarmente, alla lettura e alla discussione degli ordini del giorno sulla materia, sull'argomento, possa essere consentita ai Gruppi la facoltà di cui all'articolo 121 del Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ieri, proprio perché avvertivo le questioni che lei ha appena sollevato, ho voluto fare una Conferenza dei Capigruppo per chiarire due cose: il senso dell'intervento del Presidente della Giunta e, stabilito questo, come avremmo proseguito.

Si è fatta la Conferenza dei Capigruppo, mi pare ma potrei sbagliare, che lei non fosse presente, ma io l'ho convocata in Aula, e nella Conferenza il Presidente della Giunta ha stabilito che non si trattava di una comunicazione, non si trattava di una relazione, ma semplicemente di una risposta, una precisazione di una risposta a una domanda che alcuni consiglieri gli avevano posto. Trattandosi di questo, perché al Presidente della Giunta in qualsiasi momento possono essere posti dei problemi, e lui se vuole, se ritiene, risponde subito o in altro momento, questo non richiede nessun tipo di dibattito, pertanto rientrando dalla Conferenza dei Capigruppo io ho informato l'Aula che avremmo proceduto ad ascoltare il Presidente che rispondeva alle questioni poste e poi saremmo andati dritti nei lavori che avevamo già intrapreso, come stavo facendo, con la lettura quindi degli ordini del giorno e poi al suo Gruppo l'illustrazione dell'ordine del giorno numero 1 per poi passare immediatamente ai voti. Questo è ciò che si è stabilito. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Io comprendo le perplessità del collega Cogodi sull'interpretazione del Regolamento. Ieri, nella Conferenza dei Capigruppo, all'unanimità dei presenti è stato chiesto al Presidente della Regione di rispondere ad alcuni quesiti che dei colleghi, tra i quali c'ero anch'io, avevano posto al Presidente della Regione, dicendo anche che comprendevamo che non potevano essere interpretate come nuove dichiarazioni e che comunque, i singoli consiglieri, per le valutazioni che volessero fare in Aula, avrebbero potuto utilizzare le dichiarazioni di voto. L'abbiamo voluto fare perché il Presidente del Consiglio aveva fatto delle sue comunicazioni, ci sembrava giusto che a delle domande che il Consiglio aveva posto, la Giunta rispondesse e quindi, io sono perfettamente d'accordo. Comprendo che siamo in una fase abbastanza delicata, però tutti noi abbiamo, ieri, all'unanimità, interpretato il Regolamento - insieme naturalmente al Presidente del Consiglio - che non si trattasse di nuove dichiarazioni, bensì di una risposta che il Presidente della Regione dava a dei quesiti che erano stati posti da alcuni colleghi.

PRESIDENTE. Più che interpretare il Regolamento abbiamo preso atto del fatto che c'era stata una domanda e a questa domanda c'è stata una risposta. Detto questo, proseguiamo con l'ordine del giorno.

Continuazione e fine della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulle dichiarazioni del Ministro della Difesa Martino

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulle dichiarazioni del Ministro della Difesa Martino. Si dia lettura degli ordini del giorno pervenuti alla Presidenza e distribuiti nella seduta 441 del 2 febbraio 2004.

RANDAZZO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - PIRASTU - BALIA - CAPPAI - VARGIU - LIORI - SCANO sulle dichiarazioni rese dal Ministro della difesa del Governo italiano Antonio Martino.

IL CONSIGLIO REGIONALE

valutate le dichiarazioni pubbliche rese dal Ministro della Difesa del Governo Italiano Antonio Martino che ritiene prive di valore le decisioni degli organi costituzionali della Autonomia sarda che hanno espresso contrarietà alla permanenza della base militare nucleare americana nell'Isola di S. Stefano, Arcipelago di La Maddalena;

SOLENNEMENTE RIAFFERMA

1. il contenuto dell'art. 1 della L.R. n. 3 del 3 luglio 2003 che "dichiara il territorio regionale della Sardegna denuclearizzato e precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari";

2. di ritenere totalmente incompatibile con le proprie prospettive di sviluppo economico e di progresso sociale innanzitutto la base militare nucleare di La Maddalena e tutte le basi militari che comportano effetto diffusivo di pericolo per la salute umana, animale e ambientale e ingiuste limitazioni al più sano, pacifico e cooperativo svolgimento di tutte le forme economiche proprie dell'Isola;

3. di dichiarare l'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia fra i popoli";

4. di chiamare il popolo sardo e tutte le istituzioni autonomistiche locali a promuovere la più ampia, efficace e corale mobilitazione e contestazione politica e sociale, in sintonia con le determinazioni assunte dalla massima Assemblea rappresentativa della Autonomia Sarda;

e nel contempo

RICHIEDE

le immediate dimissioni di Antonio Martino da Ministro della Difesa della

Repubblica italiana. (1)

ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - PIRASTU - BALIA - CAPPAI - VARGIU - LIORI - SCANO sulle dichiarazioni rese dal Ministro della difesa del Governo italiano Antonio Martino.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Ministro della difesa Martino,

PREMESSO CHE:

- nel corso della seduta del 2 febbraio 2004, nella quale è stata esaminata la difficile situazione dell'arcipelago di La Maddalena sulla base delle comunicazioni del Presidente della Regione, dopo una lunga discussione e la replica dello stesso, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che invita il Presidente della Regione a ritornare in sede di ricontrattazione con lo Stato per far rispettare la volontà espressa all'unanimità dall'Assemblea stessa e che delibera di chiedere:

1) la predisposizione di un adeguato e specifico programma di monitoraggio nell'arcipelago de La Maddalena, affidando ad autorevoli istituti di ricerca indipendenti il rilevamento dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua;

2) l'obbligo per i sommergibili nucleari che transitano nella Bocche di Bonifacio di uniformarsi alle regole della circolazione navale;

3) lo smantellamento della base per sommergibili nucleari di Santo Stefano, entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito, e l'immediata sospensione del progetto di potenziamento della base, peraltro già respinto dal Comitato paritetico per le servitù militari;

VISTE e ascoltate le parole del Ministro della difesa on.le Martino con le quali nella sua recente visita conferma una sottovalutazione delle problematiche conseguenti alla presenza della base USA nell'arcipelago maddalenino, peraltro ammesse in Parlamento dal suo collega Ministro dell'ambiente in risposta ad interrogazioni dei parlamentari sardi;

VALUTATO come le affermazioni del Ministro siano irriguardose nei confronti della Istituzione Autonomistica della Sardegna, delle sue democratiche e libere decisioni assunte secondo regolamento e vincolanti per la Sardegna e il suo Esecutivo;

ATTESO che il Consiglio regionale rappresenta anche per un Ministro della Repubblica la sede democratica maggiormente rappresentativa della Comunità sarda il cui territorio e il cui diritto alla salute non può essere né monetizzato, né ridotto a mera questione mercantile, come sembrerebbe fare il Ministro;

VALUTATO come non si intendano sollevare contrarietà e opinioni pregiudizialmente negative verso il sistema di alleanze nazionali e internazionali decise nel tempo dal Parlamento italiano;

SOTTOLINEATA l'esigenza di una più puntuale conoscenza e partecipazione alle decisioni che riguardano aree del nostro territorio in modo particolare quando esse modificano la qualità degli insediamenti militari e aumentano i rischi verso i quali le popolazioni potrebbero essere esposte;

CONFERMATA la piena e legittima azione del Consiglio regionale sardo nell'esercizio delle proprie funzioni e prerogative derivanti dalla Carta costituzionale e dallo Statuto di autonomia;

SOTTOLINEATE le prerogative politiche e istituzionali autonome da esercitare anche in materie concorrenti con lo Stato,

impegna la Giunta regionale

a) ad inoltrare al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri formali proteste per le parole pronunziate dal Ministro Martino, in occasione della sua recente visita in Sardegna, lesive dello Statuto e dell'Istituto consiliare;

b) a richiedere formali scuse e le dimissioni del Ministro per le cose dette, insieme all'invito al rispetto delle Istituzioni della Sardegna;

c) all'assunzione delle iniziative in applicazione dell'indirizzo stabilito dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno del 28 gennaio 2004, n. 100;

d) a predisporre con urgenza un Piano di dismissione delle servitù militari della nostra Isola, che permetta la restituzione dei territori alla disponibilità dei sardi perché vengano destinati ad usi produttivi e civili,

impegna inoltre il Presidente del Consiglio regionale

ad una formale azione volta a tutelare e difendere le prerogative dell'Assemblea regionale della Sardegna. (2)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Si suol dire che chi comanda fa legge e di fatto è così, salvo a valutare liberamente la qualità della legge e, preliminarmente, voglio osservare che la legge interna, cioè il Regolamento, non è mutabile da parte di nessuno e che le domande che si rivolgono il Regolamento le disciplina e che le risposte che la Giunta dà sono risposte che dà alle forme regolamentari di interpellanza e di interrogazione, e che non si può chiamare risposta a nessuna interpellanza e a nessuna interrogazione una comunicazione che comunica fatti nuovi che sono avvenuti. Però chi comanda fa legge, anche se la legge non è giusta. Nel merito, dico subito o mi riferisco subito al titolo in evidenza che uno dei giornali di grande diffusione in Sardegna riporta oggi "Un boato scuote Porto Rotondo e Golfo Aranci, un boato che arriva dal mare, vetri e pavimenti che tremano e nessuna spiegazione, nessuna spiegazione ufficiale, almeno per adesso. Un terremoto? Un incidente? Un'esplosione in mare? Dalle 17 e 10 di ieri, davanti alla Costa Smeralda c'è un nuovo giallo che aspetta un chiarimento, un mistero che si aggiungere al terremoto del 20 ottobre a La Maddalena e al quasi contemporaneo incagliamento del sommergibile nucleare Hartford, la Prefettura di Sassari ha investito del caso l'istituto nazionale di geofisica".

Non è una notiziola, è un grande titolo di prima pagina e quindi, sicuramente il boato è di questa entità, la causa non si conosce, rappresenta le stesse caratteristiche facendo tremare gli stabili a terra, i vetri e quant'altro in un'area grande della Sardegna. Esattamente com'era accaduto il 20 di ottobre del 2003 e anche allora non era niente, non era un terremoto, non si conosceva la causa. Dopo diverse settimane, quando l'hanno scritto i giornali americani - e in questa parte del mondo qualcuno ha letto i giornali americani - ha saputo che un sommergibile nucleare americano aveva sbattuto sugli scogli, che si era talmente danneggiato questo sommergibile che era stato poi con tante cautele via via riportato verso aree più sicure e controllate dalla Marina americana e che il comando militare era stato rimosso e quindi non si trattava di un piccolo incidente, non si trattava di una piccola cosa, non era un'ammaccatura al parafango, non era una cosetta. Adesso si ripete il boato ed ancora si dirà che non si sa, che si accerterà. Io penso che cose che vengono dal mare in questo modo, se non sono terremoti o maremoti, una causa l'avranno e non sarà lo scontro di foche monache in quelle parti della Sardegna. Sarà quel che sarà, però in ogni caso almeno la preoccupazione, almeno l'attenzione, almeno la doverosa considerazione. Che accade? Cosa può accadere? Ed invece tutto si vuol rivolgere verso una condizione apparentemente rassicurante che diventa invece totale incoscienza ed anche abdicazione al proprio ruolo ed incapacità di essere, non solo Governo, ma di essere in qualche modo rappresentanti degni di una comunità. In tema di autonomia a me hanno insegnato, io avevo capito così, che l'autonomia non è quello che ti danno, perché quello che ti danno, chi te lo dà, come te lo offre te lo toglie, come te lo consente te lo condiziona. Io avevo capito che l'autonomia è la capacità propria di farsi valere, che l'autonomia è quella che è, quella che si è capaci di esprimere, non quella che si domanda al Ministro di turno. E debbo dire che delle cose pessime che qualche settimana fa ha detto il Ministro Martino, due cose: 1) che il Consiglio regionale non è infallibile e che non rappresenta necessariamente la comunità regionale e l'opinione pubblica; 2) che non dovrebbero fare schifo i dollari americani. Dico che la prima affermazione in qualche modo è condivisibile perché questo Consiglio regionale dimostra di non rappresentare per davvero interamente e bene l'opinione pubblica, la consapevolezza, la coscienza, gli interessi, la sofferenza pure e comunque i buoni diritti della comunità sarda. Questo Consiglio regionale dimostra di essere incapace del suo compito, altro che perdersi in sciocchezze del tutto marginali! L'opinione pubblica in Sardegna, le popolazioni sono allarmate e preoccupate, le popolazioni esprimono e rappresentano ai loro rappresentanti istituzionali, la necessità di essere non rassicurate con parole di circostanza, irresponsabili il più delle volte, ma di essere rassicurati conoscendo e intervenendo sulle cause di questa profonda preoccupazione. Non muore per caso il soldato Valerio Melis, non sono ammalati per caso di leucemia decine e decine di ragazzi sardi, i nostri ragazzi; sì, i nostri ragazzi, perché hanno servito la patria, perché hanno svolto il loro dovere in Bosnia, in altre parti del mondo, utilizzando materiali all'uranio e quindi riportando, come ormai sicuro, non si sa solo in quale entità e gravità, ma di sicuro queste conseguenze. Io al posto di Corona riderei meno, e al posto di Corona disturberei anche meno, perché anche noi vogliamo parlare dei nostri ragazzi, di quei ragazzi che quando sono affacciati alla vita sicuramente non hanno pensato che il loro destino fosse di andare in guerra a morire e neppure di ammalarsi di leucemia per via dell'uranio impoverito.

Noi siamo sicuri che tutti, come noi, avrebbero voluto svolgere una funzione utile della società e che avrebbero voluto essere partecipi del progresso della Sardegna, in una applicazione produttiva, in un'economia di pace, invece che in un'economia di guerra. È proibito dire questo? Devono volare sempre gli avvoltoi, i corvi e le cornacchie attorno a questi valori essenziali che sempre si sono affermati e sempre dovremmo comunque riaffermare?

Ecco quindi il tema vero che noi discutiamo; e quanto alla seconda affermazione del ministro Martino, che i dollari non dovrebbero fare schifo, noi dovremmo dire con serenità, con semplicità e con franchezza che c'è dollaro e dollaro, che il dollaro onesto non fa schifo e il dollaro disonesto fa schifo, che il dollaro in cambio della salute, che il dollaro in cambio della pace, che il dollaro in cambio dell'ambiente, che il dollaro il cambio della serenità della vita ci fa schifo; uso la parola che ha usato lui, quindi non manco di riguardo, sennò mi capita qualcosa, a nessuno. Uso la parola che ha usato lui in televisione. Io non so in quali termini, in quale androne d'albergo, dietro quale tenda abbia corretto il ministro Martino questa affermazione fatta di fronte alle telecamere e indirizzata all'opinione pubblica e principalmente a questo Consiglio regionale. Ecco quindi il nostro ordine del giorno che non è un ordine del giorno di divisione, che non è un ordine del giorno di pregiudiziale distinzione...

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

COGODI (R.C.). Allora, collega Corona, vorrei dire da amico, posto che nessun altro glielo dice, chi glielo dovrebbe dire, che un grazie così inopportuno, detto in questo modo…

CORONA (F.I.-Sardegna). In quale modo?

COGODI (R.C.). In un modo che non si deve dire, che non è consentito dire...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non ho sentito niente, però la prego, se il collega dice di essere disturbato…

COGODI (R.C.). Avevo detto che nessuno, ivi compreso il collega Corona, su questa materia dovrebbero ridere e scherzare.

CORONA (F.I.-Sardegna). Non ho né riso né scherzato.

COGODI (R.C.). In ogni modo il tempo è scaduto, avremo modo di precisare ancora il senso del nostro ordine del giorno, anche con dichiarazioni di voto di chi ancora nel nostro Gruppo vorrà farla per precisare che i contenuti del nostro ordine del giorno sono contenuti semplici che riaffermano valori, principi, decisioni peraltro già assunte da questo Consiglio regionale e che meritano una considerazione seria e non un atteggiamento ridanciano da parte di tutti i componenti di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo al voto. Naturalmente prima del voto ci sono le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione da voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sulla modalità di voto chiediamo non solo il voto elettronico palese, ma anche la votazione per parti per ognuna delle parti contenute nell'ordine del giorno, cioè i quattro punti di affermazione e il punto successivo della richiesta. Quindi chiediamo fin d'ora una votazione per parti delle cinque asserzioni contenute nell'ordine del giorno che ben si vede possono vivere anche ognuna autonomamente.

Sul contenuto aggiungo solo poche considerazioni: noi con questo ordine del giorno, che ripeto, ha il significato di un contributo, non di una distinzione e meno che mai...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, tanto il cronometro si ferma quando io accendo questa lampadina. Colleghi, per cortesia, prendiamo posto. Onorevole Murgia, prego, onorevole Piana, prego. Prego, continui onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Dicevo che il nostro ordine del giorno non è ispirato da volontà di distinzione e meno che mai di contrapposizione; anzi fin d'ora dico che noi stessi chiederemo la votazione per parti anche del successivo ordine del giorno perché condividiamo le parti più impegnative sotto il profilo delle cose che discutiamo, non condividendo altre cose anche del successivo ordine del giorno.

Noi abbiamo affermato con questo ordine del giorno alcune, e vorremmo che il Consiglio ribadisse, facendole proprie in questa circostanza, cose che il Consiglio ha già affermato e ha anche formalmente sancito con leggi. Se noi indichiamo, al punto 1, e richiamiamo fra virgolette il contenuto dell'articolo 1 della legge 3 luglio 2003, votata da questo Consiglio e che la Regione sta difendendo presso la Corte costituzionale e richiamiamo quel punto della legge regionale contestata dal Governo nazionale, ma difesa dalla Regione nanti la Corte Costituzionale, che "il territorio della Regione è dichiarato denuclearizzato e precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari", chi di noi può non essere d'accordo sulla riaffermazione fra virgolette di un deliberato formale del Consiglio regionale? Che è l'articolo 1 della legge già approvata all'unanimità. Era sincera quella volontà o era anche quello un passatempo? Anche perché la Regione, ripeto, sta difendendo nanti la Corte costituzionale, oggi, questo principio legale approvato all'unanimità del Consiglio. Quindi riaffermarlo formalmente e solennemente dà valore alla difesa della Regione, se è una vera difesa, e se non lo è, è anche quello un altro passatempo. Quindi riapprovare un principio già sancito in legge e riportato tra virgolette, io mi domando perché non si dovrebbe.

Il punto 2 ritiene totalmente incompatibile con le proprie prospettive di sviluppo economico e di progresso sociale innanzitutto la base militare nucleare. C'è qualcuno che vuole affermare che non è così, che la base militare nucleare, per i fatti noti e anche ignoti o comunque per le cose che accadono e di cui non si riesce a dare sufficiente spiegazione per rasserenare, c'è qualcuno che può dire che la base militare nucleare non sia di ostacolo al progresso civile e allo sviluppo armonico equilibrato di questa Regione?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

(Segue COGODI.) Io penso che non ci possa essere nessuno che possa negare questo principio, questa affermazione, questa dichiarazione.

Il punto 3: dichiarare il territorio della Sardegna terra di pace e di amicizia tra i popoli può sembrare un inno, una poesia, una mera affermazione di principio, ebbene qualche volta abbiamo bisogno anche di questo e dire qui e ad altri che questa terra, per deliberazione del suo Consiglio regionale, è dichiarata solennemente terra di amicizia e di pace tra i popoli, a me pare che sia un vantaggio per la Regione e per la comunità sarda, che non comporta né soldi, né spese, né impegni internazionali. E' una dichiarazione di principio alta che può fare solo del bene e sicuramente non fa male a nessuno.

La quarta affermazione è quella che il Consiglio regionale chiama il popolo sardo e le istituzioni autonomistiche a promuovere la più ampia, efficace e corale mobilitazione e contestazione politica e sociale su queste questioni. O non lo vogliamo? Vogliamo o no che il Consiglio regionale, l'espressione più alta dovrebbe essere dell'autonomia, operi insieme a tutto il sistema autonomistico operi in sintonia con il sentire popolare e quindi nei modi più composti, pacifici, però efficienti, efficaci, vi sia questa mobilitazione?

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Vi è una notizia recente che i giornali di grande diffusione in Italia ancora non hanno ripreso, ma riprenderanno, perché sono notizie anche queste scritte nei giornali americani, nel The Guardian, nel Financial Times, e quant'altro. Sono notizie riportate da tutti i giornali europei, non sono riportate dai giornali italiani e la notizia è che la nuova strategia di difesa americana, condizionata da quello che sta accadendo nel mondo e in Europa e in Italia anche dai movimenti per la pace, ha già deciso di alleggerire grandemente la presenza militare americana in Italia e che la base della sesta flotta di Gaeta verrà trasferita in Spagna e che la base di Aviano e anche l'altra di cui non ricordo esattamente il nome, Camp Darby in Toscana verrà trasferita forse nei paesi baltici. Perché? Perché ha affermato ufficialmente, quindi non sono segreti di Stato, non ci sono spie internazionali, è scritto nei maggiori giornali americani ed europei, che l'Italia proprio perché manifesta nella sua sensibilità popolare una condizione di non totale affidabilità per questo tipo di eccessiva presenza, va a ricercare, la strategia di difesa americana, altri siti alleggerendo però la presenza militare in Italia, da Gaeta, a Camp Darby, eccetera. E' esclusa la Sardegna, perché evidentemente in Sardegna questa forza che noi manifestiamo non è ritenuta sufficiente a mettere in dubbio la permanenza totale e anche l'appesantimento di quella presenza.

Quindi dire che insieme al Consiglio regionale debbono muoversi le istituzioni e coralmente le popolazione in modo civile e pacifico, perché diventi forte e vincente questa volontà, come dire, di alleggerimento di questa situazione di gravame e di servitù militare e quindi riaprire tutte le condizioni di sviluppo pacifico, mi pare che sia la cosa che il Consiglio regionale possa serenamente affermare. Comunque sulle modalità di voto richiamo il fatto che chiediamo la votazione per parti.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto ricordo ai colleghi che voteremo col sistema elettronico palese. Voteremo per parti iniziando innanzitutto dalla premessa che metteremo votazione come premessa e basta.

Chi appoggia la richiesta di voto elettronico palese?

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

PRESIDENTE. D'accordo, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della premessa dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI - SANNA Salvatore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 62

Astenuti 4

Maggioranza 32

Favorevoli 36

Contrari 26

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 1 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 63

Astenuti 3

Maggioranza 32

Favorevoli 36

Contrari 27

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 2 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DEIANA - DETTORI - DORE - MANCA - OPPI - ORTU - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU -SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 42

Astenuti 25

Maggioranza 22

Favorevoli 12

Contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 3 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU -- CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RASSU - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - CARLONI - CORDA - LOCCI - PIRASTU - SATTA - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 58

Astenuti 7

Maggioranza 30

Favorevoli 39

Contrari 19

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 4 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - MANCA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PINNA - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU -- CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEMURU - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LOCCI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 43

Astenuti 21

Maggioranza 22

Favorevoli 15

Contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del dispositivo contenuto nell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - CARLONI - CORDA - FRAU - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 61

Astenuti 5

Maggioranza 31

Favorevoli 38

Contrari 23

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2.

Onorevole Scano, su che cosa vuole intervenire? Onorevole Spissu, anche lei per dichiarazione di voto? Non ci sono pregiudiziale, onorevole Ladu? Allora possiamo procedere con le dichiarazioni di voto.

Onorevole Cogodi, su che cosa, sulle modalità di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per questione di armonia espositiva ai fini della prosecuzione, l'ordine del giorno numero 2 andrebbe, lo dico ai fini della migliore comprensione e del migliore andamento dei lavori dell'Aula, riletto ed anche secondo me formalmente adattato in ragione dell'esito della votazione che è già intervenuta.

PRESIDENTE. Siamo totalmente d'accordo, onorevole Cogodi, quindi il punto del dispositivo dell'ordine del giorno numero 2 che richiede le dimissioni del Ministro Martino non va rivotato, almeno le scuse sì, ma le dimissioni non vanno rivotate in quanto già approvate nell'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Esatto, deve dare le scuse e dimettersi.

PRESIDENTE. Esatto, allora si intende, per quanto riguarda l'ordine del giorno 2 numero al punto 2 del dispositivo, a richiedere formali scuse per le cose dette insieme all'invito al rispetto delle istituzioni della Sardegna in quanto per le dimissioni è stato già espresso un voto da parte del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io naturalmente dichiaro il voto a favore dell'ordine del giorno, voglio cogliere però l'occasione per sottolineare un punto importante. Io credo che dobbiamo distinguere la sostanza della questione La Maddalena dagli aspetti, diciamo, secondari ed accidentali. La sostanza, a mio giudizio, è questa: c'è stato un progetto di ristrutturazione ed ampliamento del punto di approdo, il Ministro della Difesa ha deciso di dare l'ok, il Presidente della Regione in un primo tempo ha chiesto il riesame e poi ha aderito al cosiddetto protocollo di impegni che di fatto dà via libera all'intervento di ristrutturazione ed ampliamento, successivamente il Consiglio ha votato un ordine del giorno di orientamento assolutamente diverso che non solo è contrario al progetto di ristrutturazione, ma manifesta, diciamo, l'esigenza che si pervenga al superamento della presenza in Sardegna della base americana; allora il punto che io voglio sottolineare, mi dispiace che non ci sia il Presidente della Regione perché lo chiamo in causa direttamente, ma immagino gli verrà riferito, il punto è questo: se il Consiglio regionale riconferma l'ordine del giorno già approvato, e mi pare che lo sta facendo perché già c'è stato un ordine del giorno in parte, ma in parte significativa, approvato dal Consiglio, il Presidente, questo è il punto, deve recedere dal protocollo di impegni e deve, perché lo sta chiedendo il Consiglio, chiedere il riesame del progetto di ristrutturazione ed ampliamente intanto, poi ci saranno altre cose da fare, ma il primo atto è questo, recedere dal protocollo di impegno e chiedere il riesame. Le cose stanno così? Perché se il Presidente non ottemperasse all'ordine del giorno approvato dal Consiglio è del tutto evidente che molti di noi, io per primo e lo sto preannunciando, presenteremo entro una settimana o dieci giorni la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta e della Giunta regionale, non ci interessano molto i giochi sulla data delle elezioni, qui c'è una questione di principio. Se il Consiglio vota questo ordine del giorno come io auguro, come io auspico, come io ritengo giusto e sacrosanto, il Presidente della Giunta è impegnato a fare alcune cose, se le fa bene, se non le fa, ne chiediamo le dimissioni per un atto grave, le dimissioni di Martino vanno bene ma sono una cosa lontana, io sto ponendo invece una questione che riguarda il Presidente della Giunta e la Giunta.

Non dico nulla invece sugli aspetti incidentali della questione, le dichiarazioni gravissime di Martino, l'incontro Serrenti - Martino, sono tutte cose secondarie, mi limito a ricordare che, per l'articolo 35 dello Statuto, il rappresentante, non uno dei rappresentanti, il rappresentante della Regione è il Presidente della Giunta ed è al Presidente della Giunta che chiedo di dar corso, e di farlo subito, con rigore, alle indicazioni che il Consiglio sta dando, altrimenti a breve riparleremo in Aula di La Maddalena con la mozione di sfiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S. - Sardistas). Signor Presidente, intervengo per dire che non ero presente alla riunione del Consiglio pomeridiana del 2 febbraio in quanto avevo chiesto in giorno di congedo e quindi, essendo assente, non ho potuto firmare nessuno dei documenti che sono stati presentati. Però devo dire che le dichiarazioni che ha rilasciato il Ministro Martino sono gravemente offensive per la dignità e l'autonomia dell'Assemblea del popolo sardo, e devo dire anche che le giustificazioni che sono state portate, mi pare attraverso un incontro con il Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, non sono state assolutamente convincenti anche perché io credo che questa Assemblea aveva bisogno di altre dichiarazioni, possibilmente anche in forma scritta.

Pertanto siccome condivido i contenuti del documento numero 2, pur non essendo presente e non essendoci la mia firma, lo condivido e voto a favore del documento numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, solo per dire che su questo documento chiedo la votazione per parti, si possono votare assieme i primi tre e il quarto separato.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cappai, spieghi meglio.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, noi abbiamo firmato questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Lei si riferisce al dispositivo?

CAPPAI (U.D.C.). Al dispositivo esatto "a predisporre con urgenza", quella parte votata separatamente.

PRESIDENTE. Allora votare il primo punto: "impegna la Giunta ad inoltrare, a richiedere e all'assunzione" e poi di votare separatamente il quarto punto "a predisporre." Ho capito bene? Sì, ho capito bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intanto per annunciare il voto a favore dell'ordine del giorno da noi sottoscritto, ma per richiamare l'attenzione dei colleghi su due punti: uno è sulla notizia che è apparsa oggi sulla stampa richiamata dal collega Cogodi, su un terremoto che non è terremoto, ma su un qualcosa che nessuno ancora oggi riesce a spiegare, il 20 ottobre, il 17 novembre e l'11 febbraio di quest'anno avvengono gli stessi fenomeni. Io capisco che quando si tratta di segreto militare le giustificazioni sono le più disparate, ma che quando si tratta anche della salute, dell'incolumità, della serenità di chi vive su quest'Isola credo che anche il segreto militare debba aver fine, perché la serenità di ognuno di noi, delle nostre famiglie e dei sardi credo che sia sicuramente da anteporre a quello che è il segreto militare che da sempre ha avuto modo di nascondere buona parte della storia italiana e della nostra Isola.

Il secondo punto è la non volontà in dispregio ai voti e alla volontà stessa espressa dall'Aula, il non temperare di un Presidente della Giunta. Io credo che quest'Aula, maggioranza e opposizione, dovrebbe essere molto attenta a questo, si stanno creando in questa fine legislatura dei precedenti di una gravità unica. L'autorevolezza dell'Aula, l'autonomia, la libertà di decidere e di non trovare poi da chi è portatore di queste decisioni la volontà stessa del rispetto che il Consiglio regionale ha espresso e io dico che dobbiamo stare ben attenti perché siamo in un passaggio di sistema elettorale completamente diverso. Se già oggi attraverso il Presidente Masala con il terzo pronunciamento che sarà quello di questa mattina viene meno e quindi viene disattesa la volontà dell'Aula, e noi sappiamo benissimo la debolezza di questa maggioranza, la debolezza del Presidente Masala, e trasporto il tutto ad un atteggiamento che qualcuno forse avrebbe interesse a tenere anche nella prossima legislatura con un Presidente eletto direttamente, che in dispregio alla volontà dell'Aula, continuerà a fare quello che ritiene più giusto. Qualsiasi documento, qualsiasi volontà all'unanimità o a maggioranza espressa dall'Aula, sarà penalizzata, sarà disattesa e questo sapete benissimo cosa comporterà, nella debolezza del Consiglio, nella non attendibilità delle volontà, in una forza che se è espressa, sia pur a maggioranza, il Presidente di turno riterrà opportuno disattendere.

Credo che chiudere questa legislatura con questo atteggiamento piuttosto grave, ledere i valori autonomistici, venir meno al ruolo e all'autorevolezza che gli viene riconosciuta dal rappresentare l'intera Regione, possa creare quel presupposto di una prossima legislatura piuttosto difficile, piuttosto avventurosa e non certamente capace di manifestare autorevolezza, possibilità di cambiamento, ma bensì un padrone di turno che fa quello che vuole e dispregia la volontà dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi voteremo a favore di quest'ordine del giorno e riteniamo che l'ordine del giorno debba essere mantenuto e votato non ritenendoci soddisfatti né dalla qualità delle scuse che il Ministro Martino avrebbe fornito al Presidente Serrenti, nel senso che non ci pare una scusa la dichiarazione di amicizia verso il popolo sardo e l'affermazione che non è stata dichiarata dal Ministro guerra ai sardi; quindi riteniamo insufficiente ciò che il Ministro Martino ha comunicato all'esterno a questa istituzione e al popolo sardo. Io non voglio censurare il Presidente Serrenti che ha fatto ciò che meglio ha ritenuto rappresentando nella sua veste istituzionale questa Assembla, penso che però i rapporti tra il Parlamento sardo, tra l'Assemblea regionale sarda e il Governo nazionale non possono essere intrattenuti in una hall di albergo con frettolosi incontri liquidatori sulle quali si dice c'è stata ampia soddisfazione.

Se il Presidente Serrenti si ritiene soddisfatto naturalmente io non posso entrare nel merito delle sue affermazioni, noi ci riteniamo totalmente insoddisfatti. Ci riteniamo totalmente insoddisfatti per le modalità con le quali queste scuse sarebbero state fornite, ci riteniamo totalmente insoddisfatti nel merito delle questioni sollevate dal Ministro Martino su cui il Ministro Martino non ha fatto un passo indietro di un centimetro. Riproponiamo quindi un ordine del giorno che riconferma i deliberati di questa Assemblea, riproponiamo la gravità delle questioni legate alla presenza, al potenziamento e all'ampliamento delle basi americane nell'arcipelago maddalenino; riconfermiamo tutti gli elementi di preoccupazione per la nostra gente, anche per coloro i quali, i nostri ragazzi, che fanno il servizio militare togliendo quel sentimento retorico che ha circolato anche in queste settimane relativamente al patriottismo e all'eroismo dei nostri ragazzi che difendono così bene il vessillo della Sardegna in guerra. Noi siamo perché i nostri ragazzi non vadano in guerra, e siamo per salvaguardare la salute, anche nelle missioni di pace, dei nostri ragazzi. Questo non c'entra niente con le affermazioni di tale colonnello Scalas che non si capisce se parla come portavoce dell'Esercito piuttosto che come rappresentante di A.N. con affermazioni in cui il sangue dei ragazzi viene utilizzato come strumento per battaglie politiche inutili, noi siamo con la Brigata Sassari, siamo con coloro i quali nella Brigata Sassari affrontano missioni di pace. La missione in Iraq non era una missione di pace, lavoriamo perché si trasformi in una missione di pace anche in questi giorni in Parlamento perché siamo persone serie, ma questa è altra cosa da vestirsi della retorica eroica del sangue dei nostri eroi e dei nostri ragazzi che vanno in guerra spesso senza sapere che sono in guerra e che comunque ci lasciano la pelle. Allora resta intatto, integro e pieno il significato di questo ordine del giorno, e resta intera e integra la volontà del Consiglio regionale sardo di vederci chiaro relativamente alle questioni che accadono nell'arcipelago maddalenino. Resta piena e intera la volontà del Consiglio regionale di riesaminare come Regione sarda il protocollo d'intesa che il presidente Masala ha frettolosamente firmato senza tener conto di quella che è la volontà diffusa di questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne la facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo già richiesto la votazione per parti di questo ordine del giorno numero 2, e specifichiamo che riteniamo che debba essere votato distintamente il primo alinea, il "valutato" della seconda pagina rispetto a tutto il resto.

Ritengo però che l'ordine del giorno numero 2 ha bisogno anche di alcuni ritocchi necessariamente; uno, come dire, è opinabile però lo suggeriamo ed è di ordine politico, cioè che alle dimissioni del Ministro e anche alle scuse che deve formulare il Ministro della difesa Martino, si aggiungono le dimissioni di altri due Ministri, Lunardi e Mattioli, per due ragioni. Uno perché pare che nella giornata odierna stiano imperversando per la Sardegna disturbando le normali occupazioni delle persone, e ben si vede che stanno disturbando le normali occupazioni delle persone perché fra le persone normali dovrebbe essere anche la Giunta regionale che dovrebbe essere qui, a partire dal Presidente, che è visibilmente disturbato tant'è che è lì, ed anche un pezzo del Consiglio regionale che dovrebbe essere qui e invece è lì a festeggiare non si sa perché per la settima volta un tubo di un cantiere edile, che non ha chiesto niente nessuno se non di essere lasciato in pace perché prima o poi vi scorrerà l'acqua.

E l'hanno già inaugurato il tubo di quel cantiere tre volte Pili, e l'ha inaugurato Onida, l'ha inaugurato Forza Italia, oggi lo inaugura un Ministro di A.N., poi un Ministro della Lega di Bossi, non si sa più quanta festa si debba fare attorno a quel tubo, poverino, che l'hanno pensato e fatto per ben altre ragioni. Ma questo è un consiglio, l'ordine del giorno potrebbe essere integrato con le dimissioni anche di questi due Ministri disturbatori.

Invece vi è un'altra modifica che necessariamente deve essere introdotta nell'ordine del giorno, e dico questa necessariamente, anche se noi abbiamo chiesto la votazione per parti e quindi non lo voteremo, ma non è votabile neppure dagli altri componenti del Consiglio; mi riferisco al primo punto di pagina due, laddove è scritto: "Valutato come da nessun settore del Consiglio siano state sollevate contrarietà e opinioni pregiudizialmente negative verso il sistema di alleanze nazionali e internazionali".

Qui si dà una certificazione storica, di un fatto storico, e se la certificazione si dà deve essere veritiera, si può essere nel giusto o si può essere nell'errore, può essere che noi siamo nell'errore però non si può dire che nessun settore del Consiglio ha sollevato o solleva contrarietà ed opinioni negative sul sistema di alleanze, perché noi sul sistema di alleanze militari abbiamo sollevato e solleviamo obiezioni. Quindi non si può dire quello che non è, il Consiglio può dire che chi condivide questo ordine del giorno non solleva obiezioni, ma non può certificare che nessuno solleva obiezioni perché si attribuirebbe ad altri quello che non è.

Quindi Presidente, mi rivolgo anche alla sua contese attenzione, e dovere d'intervento, perché questo punto venga diversamente formulato, nel senso che non può essere attribuito a noi quello che noi non esprimiamo.

Quanto al sistema delle alleanze nel merito è chiaro che qui prevalentemente ci si riferisce alla NATO, e noi abbiamo detto che la NATO, come minimo, è ormai una cosa antistorica, è una cosa anacronistica e lo sanno quelli che la NATO ce l'hanno e non capisco perché quelli che hanno il potere, tant'è che ne stanno prefigurando diverse modulazioni, diverse forme di organizzazione. La NATO, l'alleanza atlantica, era nata per difendersi dal pericolo dell'Est quando i paesi dell'Est a partire dall'Unione Sovietica sul piano dell'equilibrio che era un equilibrio del terrore, comunque un equilibrio e comunque anche un terrore, però aveva le armi ugualmente puntate verso l'occidente così come l'occidente verso l'oriente.

Ma oggi Putin viene in occidente e attracca le sue basi militari esattamente a Santo Stefano. Putin viene e attracca le sue navi militari che lo scortano in mezzo mondo e i suoi aerei negli aeroporti militari della Nato in tutta Europa, ivi comprese le basi militari della Sardegna. Quindi come non mettere in discussione e come non pensare quello che già pensano quelli che hanno il potere, di avere la NATO, cioè di modificarla, di dislocarla diversamente altro che, è doveroso mettere in discussione anche questo sistema se non altro perché anacronistico oltre che dannoso.

In ogni caso, siccome qui è dato atto che nessuno in Consiglio ha sollevato questa contrarietà, siccome noi l'abbiamo sollevata non ci può essere attribuita una opinione che non abbiamo. Quindi questo punto del quale in ogni caso noi chiediamo la votazione per parti in modo distinto deve essere ricondotto alla volontà di chi lo presenta non all'attribuzione di volontà altrui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, dico la verità che non sarei voluto intervenire assolutamente perché è un problema di cui abbiamo discussione tante altre volte, però alcune affermazioni che ha fatto l'onorevole Spissu mettendo in mezzo a questo ordine del giorno anche i problemi della Brigata Sassari e le stupidaggini che ha detto, a mio avviso, il candidato Soru l'altro giorno, mi hanno lasciato allibito. Stiamo per votare un ordine del giorno condivisibile in molte parti e poi, guarda caso, mettiamo in mezzo il colonnello Scalas, se aveva parlato come rappresentante della Brigata oppure come esponente di Alleanza Nazionale, o come candidato di Alleanza Nazionale, come che questo sia ancora un marchio di origine di cui tanto si parla.

Bene, io sono qui per difendere in questo caso la Brigata Sassari e se il signor Soru ha sbagliato, come ha sbagliato, faccia il mea culpa. E' grave che il dottor Soru, il dottor Tiscali, nel giro di 48 ore ha detto delle cose sia per quanto riguarda la brigata, sia per quanto riguarda i piccoli ospedali e poi sempre: "mi sono sbagliato, non mi avete capite". Non ci stiamo, io vorrei che il signor Tiscali partecipasse tutti i giorni a degli incontri monotematici così ne vedremo delle belle e i sardi saprebbero chi è questo signore che si candida per governare.

Ripeto, sono state dette delle cose, io non sarei voluto intervenire perché non c'entra nulla, però sono state dette in discorso anche queste cose; ed allora io dicevo che il signor Tiscali parli tranquillamente, se poi vogliamo dare a questo signore il governo della Sardegna stiamo molto, ma molto attenti. I sardi della Brigata Sassari sappiamo che sono andati, non sono andati solamente dal punto di vista mercenario, sono andati perché credono di poter lavorare all'interno dell'Esercito, sono andati, come ha detto il presidente Fini, per pacificare e questo hanno fatto, perché la partecipazione italiana a quelli che sono gli interventi internazionali è avvenuta dopo che Saddam è caduto e pertanto sono andati a pacificare così come è successo.

Ma io dico, è strano che non sono andati per portare pace, però andavano a portare pace quando gli stessi contingenti italiani venivano mandati in Kosovo, venivano mandati in Libano però, guarda caso, in quel momento c'era un governo di centrosinistra che governava l'Italia. No, signori belli, non ci stiamo, io credo che dovremmo ringraziare la Brigata Sassari per quello che ha fatto, per quello che ha pagato anche in Iraq; e mi fermo qui, potrei dire di più.

E proprio in segno di protesta, nonostante io mi riconosca in buona parte dell'ordine del giorno del numero 2, in segno di protesta per queste cose che non c'entravano e non ci uscivano, probabilmente qualcuno voleva dare una mano al dottor Soru, ma a mio avviso sbagliando e trovando il momento meno opportuno, non parteciperò, mi asterrò, quindi non parteciperò a nessuna votazione per quanto concerne questo ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente sull'ordine del giorno per chiedere la sospensione dei lavori e andare a martedì pomeriggio alle 17.00.

PRESIDENTE. No, onorevole Corona abbia pazienza, siamo in sede di votazione e non interrompo in alcun modo la votazione.

CORONA (F.I.-Sardegna). Dopo questa votazione.

PRESIDENTE. Certo, dopo che avremo concluso questa votazione eventualmente facciamo una riunione di Capigruppo, breve come al solito, e decidiamo sull'organizzazione dei lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Ero quasi completamente in linea con questo ordine del giorno ad eccezione chiaramente della richiesta delle dimissioni del Ministro non tanto perché si tratta del Ministro della mia colorazione politica, ma perché intanto, e su questo concordo con il collega Pier Sandro Scano, che lascia il tempo che trova purtroppo perché le cose stanno così. Poiché sarei stato contento che in questi ordini del giorno venissero chiesto delle cose concrete, giustamente la protesta, su questo non c'è ombra di dubbio, la richiesta di scuse su questo non c'è ombra di dubbio, ma sarei stato molto più soddisfatto se in questo ordine del giorno si fosse richiesta una ritrattazione, una rivisitazione di quelli che sono stati gli accordi del '76, perché questa sarebbe stata senz'altro una richiesta politicamente concreta, legittima, attuale in quanto le condizioni non solo militari a livello internazionale, ma anche dei rapporti con l'America e con gli altri paesi anche dell'Est, in questi ultimi anni, senz'altro giustificherebbero una ritrattazione del trattato stesso.

Però voglio dire questo, stiamo attenti, in questi giorni per difendere chi fa delle affermazioni avventate di cui dovrebbe assumersi completamente la responsabilità singolarmente, si sta parlando spesso, e io credo a sproposito, di un nostro corpo militare che è la Brigata Sassari. E' un corpo formato quasi al cento per cento da militari sardi, da nostri giovani, che tutto credete, secondo il mio punto di vista, possono aver fatto fuorché andare in Iraq con intenzioni mercenarie o a fare i Rambo.

Il nostro è un corpo di pace che è andatto in Iraq, e ancora è andata la Brigata Ariete, solo ed esclusivamente per poter ricreare infrastrutture utili a quelle popolazioni bistrattate dalla guerra, per creare scuole, per creare reti iriche, per rifare strade, per rifare tutte le strutture e dare una mano alla popolazione anche a livello sanitario perché questo è ciò che fa la Brigata Sassari in Iraq.

Allora stiamo attenti, chiunque ha fatto delle affermazioni lasciamo a ognuno le sue responsabilità senza difendere nessuno e chicchessia eventuali e non candidati, io questo non lo so e non mi permetto neanche di esprimere giudizi, ma teniamo alto il nome alto di questi giovani e della Brigata perché in Sardegna abbiamo poche cose di cui poterci vantare, questo è un fenomeno che riconoscono tutti a livello nazionale e internazionale, i nostri giovani non sono dei giovani guerrieri, non sono dei giovani Rambo, stanno facendo bene il loro dovere, hanno dimostrato nelle varie missioni fatte in Iraq, in Kosovo, in Afghanistan e dove sono stati, di portare dei momenti di sollievo, un sorriso, di portare il loro aiuto per alleviare le tribolazioni di quelle popolazioni interessate dai conflitti in cui sono interessati.

Per cui io vorrei che non se ne continuasse a parlare a sproposito e si abbia il rispetto per questa gloriosa Brigata e per coloro i quali, anche i Carabinieri, che sono andati lì in missione di pace se non altro nel rispetto dei morti che lì sono rimasti adempiendo ad un loro preciso dovere. Non è retorica, è una constatazione di fatto, tentiamo di riportare il dialogo nelle dimensioni in cui deve essere riportato; questo dine del giorno mi vedeva consenziente in tutto e per tutto, ad eccezione delle dimissioni del Ministro perché, ripeto, è una richiesta che lascia il tempo che trova, ed è la verità, ed anch'io mi asterrò dal votare questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'ordine del giorno, però mi appello dopo la sceneggiata di ieri sera, vergognosa per questo istituto autonomistico, invitando tutti a non parlare della guerra del '15/'18, ci sono sedi e luoghi, io potrei dire le contraddizioni sui piccoli ospedali da parte di tutti, c'è la convergenza, popolazioni eccetera, l'abbiamo detto; potrei parlare dei dati sbagliati, lo farò in altra sede, per quanto riguarda la spesa farmaceutica, non sanno neanche leggere, ci sono i dati ufficiali, però inviterei il Presidente, per evitare quello che si è verificato ieri sera che certamente non dà prestigio all'istituto autonomistico, di pregare i colleghi di attenersi scrupolosamente alla dichiarazione di voto afferente l'ordine del giorno e non a tutto lo scibile umano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita - D.L.). Ho votato a favore dei vari punti dell'ordine del giorno numero 1 e voterò anche a favore dei vari punti dell'ordine del giorno numero 2 perché non ritengo assolutamente che ci sia contraddizione fra le due cose. Uno è più forte e più determinato ma comunque nella sostanza vanno della stessa identica direzione.

Si tratta di un problema che si sta trascinando da diverso tempo ma, man mano che passano i giorni, assume rilevanza sempre più drammatica soprattutto tenendo conto dell'atteggiamento superficiale, irresponsabile e servile nei confronti di certi poteri, anche internazionali, di chi è stato chiamato a svolgere il ruolo di Ministro e dimostra di non essere assolutamente idoneo a svolgere un ruolo di questo genere. D'altra parte l'abbiamo visto tutti anche in televisione, era un uomo palesemente quasi sull'orlo di una crisi di nervi, ed è molto pericoloso che un ruolo del genere venga svolto da una persona che già era inadeguata in partenza, ma che evidentemente, di fronte ai problemi che si sono verificati, dimostra di non essere all'altezza della situazione, di essere capace solo di dichiarazioni gratuite, offensive, fuori completamente dalla realtà che però denotano chiaramente un animo, una caratura non certo di democratico, nonostante sia figlio di persona che è stato un vero democratico, e quindi nonostante in famiglia avrebbe dovuto recepire ben altri principi.

Quindi va benissimo il discorso delle dimissioni sulle quali bisogna insistere, va benissimo ciò che ha detto il collega Scano ed altri sulla responsabilità fortissima che ha il Presidente della Regione, perché a noi interressa soprattutto la posizione del Presidente della Regione che, nella sua debolezza, è scivolato in malo modo in questa vicenda e che deve riprendere il suo ruolo e svolgerlo con dignità nel rispetto del Consiglio regionale.

E poi, per concludere, con riferimento a ciò che diceva il collega Frau che mi dispiace non sia in Aula, il quale mi ha dato l'impressione si trovi in un uno stato un po' di confusione, perché senza voler assolutamente difendere i colleghi...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, intanto chiedo ai colleghi di fare un po' di silenzio e poi invito tutti i colleghi ad usare un linguaggio che in qualche modo tenga conto del rispetto che si deve ad ogni singolo collega, anche quando non esprime opinioni simili alle nostre. Quindi richiamo un po' tutti quanti all'uso di certi termini che possono ingenerare equivoci. Prego, consigliere Dore.

DORE (La Margherita - D.L.). Presidente, parlare di confusione non significa assolutamente, ognuno di noi può essere confuso in certi momenti soprattutto, qui si tratta di problemi che involgono in qualche modo anche aspetti ideologici, per cui non c'era nessuna intenzione di offendere il consigliere Frau, ma semplicemente di dire che ha espresso delle considerazioni che non sembrano particolarmente sostenute dalla logica. Volevo semplicemente dire, senza voler difendere il dottor Soru che eventualmente si cercherà un altro Avvocato difensore, che le dichiarazione rese soprattutto fuori da quest'Aula non vanno strumentalizzate. Credo che nessuno abbia parlato di mercenari, assolutamente, ognuno di noi qui dentro e fuori rispetta profondamente gli esponenti della Brigata Sassari che hanno svolto un ruolo importantissimo anche se, bisogna dirlo, sono stati mandati allo sbaraglio, non sapendo nemmeno cosa andavano a affrontare. Questo è una follia che è stata commessa in aperta violazione dei principi costituzionali, dell'articolo 11 della Costituzione, e quindi così, nel richiamare ancora una volta l'abnegazione e gli atti di eroismo dei nostri soldati non significa che chi ha la responsabilità della loro gestione non debba rispondere all'opinione pubblica di quello che fa.

In conclusione, e qui si potrebbe dire qualcosa anche in relazione anche al ruolo ambiguo del Colonnello Scalas, ma questo non è l'argomento, confermiamo, almeno io personalmente, il voto favorevole all'ordine del giorno augurandoci che non ci siano ulteriori strumentalizzazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Pinna per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'ordine del giorno, non voglio soffermarmi sui primi due punti nei quali si chiede di condannare il comportamento del ministro Martino, mi voglio soffermare un attimo soltanto sul secondo e sul terzo punto dell'ordine del giorno, del dispositivo, quando si dice che "la Giunta deve essere impegnata all'assunzione delle iniziative in applicazione dell'indirizzo stabilito dal Consiglio Regionale con l'ordine del giorno del 28 gennaio". Questo è un fatto che diventa caratterizzante e importante in quest'ordine del giorno, perché voglio ribadire anch'io che il Presidente Masala, come rappresentante della Regione, si deve assumere tutte le responsabilità nel rispetto delle disposizioni del Consiglio regionale. Dispiace anche a me che non ci sia il Presidente Masala in questa circostanza, ma comunque ci saranno altre occasioni per riparlarne in quest'Aula qualora lui non adempiesse al dispositivo dell'ordine del giorno. Mi dispiace che manchi lui, che manchi la Giunta, probabilmente ha detto bene qualche collega ieri sera, sono tutti a sgambettare appresso i Ministri questa mattina ad inaugurare cose già inaugurate tante volte come altri tubi inaugurati che sono ad arrugginire inutilizzati dopo aver generato un disastro ambientale, e li hanno dovuti rendere inutilizzabili dopo tante feste e tante inaugurazioni fatte in pompa magna. Io credo che davvero il Consiglio ci dovrà ritornare se il Presidente della Giunta non adempirà al dispositivo del precedente ordine del giorno.

Sul quarto punto del dispositivo "a predisporre con urgenza un piano di dismissioni di servitù militari nella nostra Isola" qua davvero è indispensabile che questo Consiglio regionale, nella scia dei provvedimenti approvati, la legge sulla denuclearizzazione, l'ordine del giorno del 28 gennaio, prenda una posizione netta rispetto a questo problema, a partire dalle grandi preoccupazioni che sono emerse. La notizia riportata oggi dalla Nuova Sardegna sul boato che scuote Porto Rotondo e Golfo Aranci mi sembra l'ennesimo campanello di allarme di qualcosa che ci deve preoccupare e ci deve preoccupare fino in fondo. Che ci deve far essere coscienti del fatto che a La Maddalena ci sono le armi di distruzione di massa che Bush voleva andare a distruggere in Iraq e che non ha trovato, che le abbiamo a casa nostra e situazioni simili si sono posti perfino gli americani o comunque quelli che vivono i Protettorati come Portorico che si sono opposti alla presenza delle base americane soltanto perché utilizzavano l'uranio impoverito nelle loro esercitazioni, è l'avvio delle dismissioni delle nostre basi, la non trasformazioni del punto di approdo in base fissa come vorrebbe qualcuno che avvenisse con l'edificazione di 50 mila metri cubi noi dobbiamo respingerla, noi dobbiamo dire che quei soldi ci fanno schifo davvero, perché ci fa schifo la mancanza di sicurezza, ci fa schifo la minaccia per il nostro ambiente, ci fa schifo la minaccia per la salute nostra, dei nostri figli e delle future generazione e ci fa schifo perfino il fatto che i pescatori di Teulada oggi abbiamo dovuto occupare la base militare, le acque di Teulada, in questo momento stanno occupando le acque interdette della base di Teulada perché sono impediti ad andare a pescare, e questo è l'effetto principale, immediato di come noi finora non siamo stati capaci a riprenderci la sovranità sul nostro territorio e per questa ragione io voterò a favore. Voterò a favore perché non è pensabile che nelle reti dei pescatori si trovino ancora le bombe, perché neppure si degnano di bonificare i nostri mari inquinati dalle esercitazioni militari.

Voto a favore di quest'ordine del giorno perché bisogna finalmente essere chiari sul problema delle basi militari nella nostra Regione, perché bisogna dire una parola chiara sulla effettiva situazione e sugli armamenti che vengono utilizzati nelle esercitazioni da Teulada a Quirra, di La Maddalena ho già detto; perché ha scosso la coscienza di tutti la triste fine del soldato Melis e perché probabilmente i genitori del soldato Olla, che non si sono presentati alle celebrazioni, avrebbero voluto forse il figlio a fare un altro lavoro piuttosto che finire come è finito. Allora, collega Frau, mi dispiace che la verità faccia male anche a lei e che voglia difendere un colonnello che invece di fare il suo mestiere ha deciso di mischiare il suo ruolo con quello della politica, e mi dispiace che abbia fatto male a lei e a tanti altri che finalmente qualcuno abbia detto la verità, che bisogna trovare lavoro per i nostri giovani, che come ha detto il generale Carta ormai stanno aumentando gli arruolamenti perché i nostri giovani non trovano lavoro. E mi dispiace che qualcuno abbia ancora equivocato semplicemente perché si è detto che i piccoli ospedali bisogna riorganizzarli. Queste verità fanno male, però sono le cose con le quali dovremmo fare i conti nei prossimi mesi e nella campagna elettorale.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a fare un po' di attenzione. Prima di passare al voto, per quanto riguarda il problema sollevato dall'onorevole Cogodi relativo al punto della premessa che inizia con "valutato", la Presidenza ritiene che eventualmente potrebbe intervenire una correzione di questo tenore "valutato come dalla maggior parte dei settori del Consiglio non siano state sollevate contrarietà". Può andare bene così onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Io credo che un ordine del giorno non debba fare la conta delle quantità dei pareri espressi che quindi più semplicemente, come mi pare abbia concordato in una nostra interlocuzione informale il collega Spissu che è il primo presentatore dell'ordine del giorno, più semplicemente potrebbe dirsi valutato che non si ritiene di sollevare obiezione, contrarietà, quindi che "non si ritiene" appartiene a chi vota, non ai pareri precedentemente espressi.

PRESIDENTE. Sentiamo il primo firmatario dell'ordine del giorno, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Penso che l'obiezione dell'onorevole Cogodi sia un'obiezione fondata e che il testo si possa correggere in questo modo: "valutato come non si intendano sollevare contrarietà e opinioni" e poi prosegue.

PRESIDENTE. Allora va bene, è stata introdotta questa correzione: "Non si intendano sollevare". Per quanto riguarda invece l'altro problema, sollevato anch'esso dall'onorevole Cogodi, relativo al dispositivo, al punto due nel dispositivo: a richiedere le formali scuse e le dimissioni del Ministro per le cose dette" è vero che noi abbiamo votato nel precedente ordine del giorno per quanto attiene le dimissioni del ministro Martino, ma nel precedente ordine del giorno quelle dimissioni venivano richieste dal Consiglio regionale e sono state votate e su questo non ci dobbiamo tornare. Faccio osservare però che in questo caso "impegna la Giunta regionale a richiedere formali scuse e le dimissioni", quindi non è esattamente la stessa cosa e quindi può essere mantenuto in sede di votazione di questo ordine del giorno che si impegna la Giunta regionale a chiedere sia le formali scuse che le dimissioni in quanto è riferito ad un organo diverso.

Con queste precisazioni e con la richiesta avanzata dall'onorevole Cappai di votare per parti, possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno tutto intero sino al terzo punto del dispositivo e cioè all'assunzione dell'iniziative in applicazione eccetera. Ha domandato di parlare il Consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo chiesto la votazione per parti e chiediamo che venga votato in modo separato nella seconda pagina il primo "valutato", anche con le correzioni che sono state fatte, ma che venga votato in modo separato.

PRESIDENTE. Mi scusi allora, ha ragione onorevole Ortu, le chiedo scusa.

Metto in votazione la prima pagina dell'ordine del giorno sino a: "Atteso che il Consiglio regionale" compreso. Chi la approva alzi la mano.

(È approvata)

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Votazione elettronica palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VASSALLO, MANCA, COGODI, DEMURU, SCARPA, DETTORI, SCANO.)

PRESIDENTE. La richiesta di voto elettronico vale solo per l'inciso "valutato".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col procedimento elettronico dell'inciso "valutato come" con la correzione introdotta dall'onorevole Spissu.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - CORONA - GIOVANNELLI - ORTU - RASSU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 50

Astenuti 3

Maggioranza 26

Favorevoli 44

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SECCI, Gian Valerio SANNA, SCANO, DORE, BIANCU, DETTORI, MORITTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico da "sottolineata l'esigenza" fino a "all'assunzione delle iniziative in applicazione" compreso.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CORONA - GIOVANNELLI.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 49

Astenuti 3

Maggioranza 25

Favorevoli 47

Contrari 2

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con il sistema elettronico palese del quarto punto del dispositivo "a predisporre con urgenza".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORONA - GIOVANNELLI - PIANA.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI - OPPI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 46

Astenuti 4

Maggioranza 24

Favorevoli 40

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del punto rimanente: "impegna inoltre il Presidente del Consiglio regionale eccetera.".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CORONA - GIOVANNELLI - RASSU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 47

Astenuti 3

Maggioranza 24

Favorevoli 44

Contrari 3

(Il Consiglio approva).

Colleghi, i lavori della mattinata si interrompono, riprendiamo i lavori con una Conferenza dei Capigruppo, immagino questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

Colleghi, per capirci il Consiglio è convocato alle ore 16 e 30. Se ci sarà la richiesta della Conferenza si farà una breve Conferenza, ma i lavori dell'Aula iniziano alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.



Allegati seduta

CDXLIII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 12 febbraio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Sanna

La seduta è aperta alle ore 11 e 32.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 28 gennaio 2004, (437), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Andrea Biancareddu, Mario Diana, Mario Floris e Noemi Sanna hanno chiesto congedo per la seduta del 12 febbraio 2004. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Colleghi, quelli presenti, nonostante tutto io penso che per quanto è consentito, dobbiamo tenere fermo (ho chiesto la parola sull'ordine del giorno) il rispetto che è dovuto al Regolamento e agli istituti che vi sono compresi, e che abbiamo il dovere quindi di vigilare insieme sul rispetto del Regolamento, nella forma e soprattutto nella sostanza. Ora, è innegabile che ieri il Presidente della Giunta regionale abbia reso in Aula delle comunicazioni, o dichiarazioni che dir si voglia, che a norma di Regolamento possono e meritano di essere valutate. E` innegabile che la comunicazione del Presidente della Giunta rientri nella fattispecie dell'articolo 121 del Regolamento, laddove è consentito alla Giunta di rendere comunicazione all'Aula con assenso del Presidente del Consiglio senza preavviso - perché sennò dovrebbe essere almeno di 24 ed è quello che è esattamente accaduto - in ragione di quello che accade consequenzialmente, logicamente, il Regolamento prevede cos'è possibile fare e l'articolo 121 consente che sulle comunicazioni della Giunta di questa natura, in questa fattispecie precisa, sia consentito ai Gruppi di esprimere, con brevi interventi che non possono superare i dieci minuti, le valutazioni di merito. Qualcuno mi pare che abbia affermato che le dichiarazioni del Presidente si intendevano integrative delle precedenti comunicazioni, e infatti nei contenuti è così, integrative perché ha riferito di fatti sopravvenuti o di una condizione che è valutata nel trascorrere del tempo, ma se anche fossero delle comunicazioni integrative rispetto a quelle già date, è chiaro che anche le valutazioni del Consiglio e dei singoli consiglieri sarebbero consentite sempre in termini integrativi ugualmente delle valutazioni che hanno potuto esprimere sulle primarie dichiarazioni. Pertanto, ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento, chiedo che preliminarmente, alla lettura e alla discussione degli ordini del giorno sulla materia, sull'argomento, possa essere consentita ai Gruppi la facoltà di cui all'articolo 121 del Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ieri, proprio perché avvertivo le questioni che lei ha appena sollevato, ho voluto fare una Conferenza dei Capigruppo per chiarire due cose: il senso dell'intervento del Presidente della Giunta e, stabilito questo, come avremmo proseguito.

Si è fatta la Conferenza dei Capigruppo, mi pare ma potrei sbagliare, che lei non fosse presente, ma io l'ho convocata in Aula, e nella Conferenza il Presidente della Giunta ha stabilito che non si trattava di una comunicazione, non si trattava di una relazione, ma semplicemente di una risposta, una precisazione di una risposta a una domanda che alcuni consiglieri gli avevano posto. Trattandosi di questo, perché al Presidente della Giunta in qualsiasi momento possono essere posti dei problemi, e lui se vuole, se ritiene, risponde subito o in altro momento, questo non richiede nessun tipo di dibattito, pertanto rientrando dalla Conferenza dei Capigruppo io ho informato l'Aula che avremmo proceduto ad ascoltare il Presidente che rispondeva alle questioni poste e poi saremmo andati dritti nei lavori che avevamo già intrapreso, come stavo facendo, con la lettura quindi degli ordini del giorno e poi al suo Gruppo l'illustrazione dell'ordine del giorno numero 1 per poi passare immediatamente ai voti. Questo è ciò che si è stabilito. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Io comprendo le perplessità del collega Cogodi sull'interpretazione del Regolamento. Ieri, nella Conferenza dei Capigruppo, all'unanimità dei presenti è stato chiesto al Presidente della Regione di rispondere ad alcuni quesiti che dei colleghi, tra i quali c'ero anch'io, avevano posto al Presidente della Regione, dicendo anche che comprendevamo che non potevano essere interpretate come nuove dichiarazioni e che comunque, i singoli consiglieri, per le valutazioni che volessero fare in Aula, avrebbero potuto utilizzare le dichiarazioni di voto. L'abbiamo voluto fare perché il Presidente del Consiglio aveva fatto delle sue comunicazioni, ci sembrava giusto che a delle domande che il Consiglio aveva posto, la Giunta rispondesse e quindi, io sono perfettamente d'accordo. Comprendo che siamo in una fase abbastanza delicata, però tutti noi abbiamo, ieri, all'unanimità, interpretato il Regolamento - insieme naturalmente al Presidente del Consiglio - che non si trattasse di nuove dichiarazioni, bensì di una risposta che il Presidente della Regione dava a dei quesiti che erano stati posti da alcuni colleghi.

PRESIDENTE. Più che interpretare il Regolamento abbiamo preso atto del fatto che c'era stata una domanda e a questa domanda c'è stata una risposta. Detto questo, proseguiamo con l'ordine del giorno.

Continuazione e fine della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulle dichiarazioni del Ministro della Difesa Martino

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione sulle dichiarazioni del Ministro della Difesa Martino. Si dia lettura degli ordini del giorno pervenuti alla Presidenza e distribuiti nella seduta 441 del 2 febbraio 2004.

RANDAZZO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - PIRASTU - BALIA - CAPPAI - VARGIU - LIORI - SCANO sulle dichiarazioni rese dal Ministro della difesa del Governo italiano Antonio Martino.

IL CONSIGLIO REGIONALE

valutate le dichiarazioni pubbliche rese dal Ministro della Difesa del Governo Italiano Antonio Martino che ritiene prive di valore le decisioni degli organi costituzionali della Autonomia sarda che hanno espresso contrarietà alla permanenza della base militare nucleare americana nell'Isola di S. Stefano, Arcipelago di La Maddalena;

SOLENNEMENTE RIAFFERMA

1. il contenuto dell'art. 1 della L.R. n. 3 del 3 luglio 2003 che "dichiara il territorio regionale della Sardegna denuclearizzato e precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari";

2. di ritenere totalmente incompatibile con le proprie prospettive di sviluppo economico e di progresso sociale innanzitutto la base militare nucleare di La Maddalena e tutte le basi militari che comportano effetto diffusivo di pericolo per la salute umana, animale e ambientale e ingiuste limitazioni al più sano, pacifico e cooperativo svolgimento di tutte le forme economiche proprie dell'Isola;

3. di dichiarare l'intero territorio della Sardegna "terra di pace e di amicizia fra i popoli";

4. di chiamare il popolo sardo e tutte le istituzioni autonomistiche locali a promuovere la più ampia, efficace e corale mobilitazione e contestazione politica e sociale, in sintonia con le determinazioni assunte dalla massima Assemblea rappresentativa della Autonomia Sarda;

e nel contempo

RICHIEDE

le immediate dimissioni di Antonio Martino da Ministro della Difesa della

Repubblica italiana. (1)

ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - PIRASTU - BALIA - CAPPAI - VARGIU - LIORI - SCANO sulle dichiarazioni rese dal Ministro della difesa del Governo italiano Antonio Martino.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Ministro della difesa Martino,

PREMESSO CHE:

- nel corso della seduta del 2 febbraio 2004, nella quale è stata esaminata la difficile situazione dell'arcipelago di La Maddalena sulla base delle comunicazioni del Presidente della Regione, dopo una lunga discussione e la replica dello stesso, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che invita il Presidente della Regione a ritornare in sede di ricontrattazione con lo Stato per far rispettare la volontà espressa all'unanimità dall'Assemblea stessa e che delibera di chiedere:

1) la predisposizione di un adeguato e specifico programma di monitoraggio nell'arcipelago de La Maddalena, affidando ad autorevoli istituti di ricerca indipendenti il rilevamento dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua;

2) l'obbligo per i sommergibili nucleari che transitano nella Bocche di Bonifacio di uniformarsi alle regole della circolazione navale;

3) lo smantellamento della base per sommergibili nucleari di Santo Stefano, entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito, e l'immediata sospensione del progetto di potenziamento della base, peraltro già respinto dal Comitato paritetico per le servitù militari;

VISTE e ascoltate le parole del Ministro della difesa on.le Martino con le quali nella sua recente visita conferma una sottovalutazione delle problematiche conseguenti alla presenza della base USA nell'arcipelago maddalenino, peraltro ammesse in Parlamento dal suo collega Ministro dell'ambiente in risposta ad interrogazioni dei parlamentari sardi;

VALUTATO come le affermazioni del Ministro siano irriguardose nei confronti della Istituzione Autonomistica della Sardegna, delle sue democratiche e libere decisioni assunte secondo regolamento e vincolanti per la Sardegna e il suo Esecutivo;

ATTESO che il Consiglio regionale rappresenta anche per un Ministro della Repubblica la sede democratica maggiormente rappresentativa della Comunità sarda il cui territorio e il cui diritto alla salute non può essere né monetizzato, né ridotto a mera questione mercantile, come sembrerebbe fare il Ministro;

VALUTATO come non si intendano sollevare contrarietà e opinioni pregiudizialmente negative verso il sistema di alleanze nazionali e internazionali decise nel tempo dal Parlamento italiano;

SOTTOLINEATA l'esigenza di una più puntuale conoscenza e partecipazione alle decisioni che riguardano aree del nostro territorio in modo particolare quando esse modificano la qualità degli insediamenti militari e aumentano i rischi verso i quali le popolazioni potrebbero essere esposte;

CONFERMATA la piena e legittima azione del Consiglio regionale sardo nell'esercizio delle proprie funzioni e prerogative derivanti dalla Carta costituzionale e dallo Statuto di autonomia;

SOTTOLINEATE le prerogative politiche e istituzionali autonome da esercitare anche in materie concorrenti con lo Stato,

impegna la Giunta regionale

a) ad inoltrare al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri formali proteste per le parole pronunziate dal Ministro Martino, in occasione della sua recente visita in Sardegna, lesive dello Statuto e dell'Istituto consiliare;

b) a richiedere formali scuse e le dimissioni del Ministro per le cose dette, insieme all'invito al rispetto delle Istituzioni della Sardegna;

c) all'assunzione delle iniziative in applicazione dell'indirizzo stabilito dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno del 28 gennaio 2004, n. 100;

d) a predisporre con urgenza un Piano di dismissione delle servitù militari della nostra Isola, che permetta la restituzione dei territori alla disponibilità dei sardi perché vengano destinati ad usi produttivi e civili,

impegna inoltre il Presidente del Consiglio regionale

ad una formale azione volta a tutelare e difendere le prerogative dell'Assemblea regionale della Sardegna. (2)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Si suol dire che chi comanda fa legge e di fatto è così, salvo a valutare liberamente la qualità della legge e, preliminarmente, voglio osservare che la legge interna, cioè il Regolamento, non è mutabile da parte di nessuno e che le domande che si rivolgono il Regolamento le disciplina e che le risposte che la Giunta dà sono risposte che dà alle forme regolamentari di interpellanza e di interrogazione, e che non si può chiamare risposta a nessuna interpellanza e a nessuna interrogazione una comunicazione che comunica fatti nuovi che sono avvenuti. Però chi comanda fa legge, anche se la legge non è giusta. Nel merito, dico subito o mi riferisco subito al titolo in evidenza che uno dei giornali di grande diffusione in Sardegna riporta oggi "Un boato scuote Porto Rotondo e Golfo Aranci, un boato che arriva dal mare, vetri e pavimenti che tremano e nessuna spiegazione, nessuna spiegazione ufficiale, almeno per adesso. Un terremoto? Un incidente? Un'esplosione in mare? Dalle 17 e 10 di ieri, davanti alla Costa Smeralda c'è un nuovo giallo che aspetta un chiarimento, un mistero che si aggiungere al terremoto del 20 ottobre a La Maddalena e al quasi contemporaneo incagliamento del sommergibile nucleare Hartford, la Prefettura di Sassari ha investito del caso l'istituto nazionale di geofisica".

Non è una notiziola, è un grande titolo di prima pagina e quindi, sicuramente il boato è di questa entità, la causa non si conosce, rappresenta le stesse caratteristiche facendo tremare gli stabili a terra, i vetri e quant'altro in un'area grande della Sardegna. Esattamente com'era accaduto il 20 di ottobre del 2003 e anche allora non era niente, non era un terremoto, non si conosceva la causa. Dopo diverse settimane, quando l'hanno scritto i giornali americani - e in questa parte del mondo qualcuno ha letto i giornali americani - ha saputo che un sommergibile nucleare americano aveva sbattuto sugli scogli, che si era talmente danneggiato questo sommergibile che era stato poi con tante cautele via via riportato verso aree più sicure e controllate dalla Marina americana e che il comando militare era stato rimosso e quindi non si trattava di un piccolo incidente, non si trattava di una piccola cosa, non era un'ammaccatura al parafango, non era una cosetta. Adesso si ripete il boato ed ancora si dirà che non si sa, che si accerterà. Io penso che cose che vengono dal mare in questo modo, se non sono terremoti o maremoti, una causa l'avranno e non sarà lo scontro di foche monache in quelle parti della Sardegna. Sarà quel che sarà, però in ogni caso almeno la preoccupazione, almeno l'attenzione, almeno la doverosa considerazione. Che accade? Cosa può accadere? Ed invece tutto si vuol rivolgere verso una condizione apparentemente rassicurante che diventa invece totale incoscienza ed anche abdicazione al proprio ruolo ed incapacità di essere, non solo Governo, ma di essere in qualche modo rappresentanti degni di una comunità. In tema di autonomia a me hanno insegnato, io avevo capito così, che l'autonomia non è quello che ti danno, perché quello che ti danno, chi te lo dà, come te lo offre te lo toglie, come te lo consente te lo condiziona. Io avevo capito che l'autonomia è la capacità propria di farsi valere, che l'autonomia è quella che è, quella che si è capaci di esprimere, non quella che si domanda al Ministro di turno. E debbo dire che delle cose pessime che qualche settimana fa ha detto il Ministro Martino, due cose: 1) che il Consiglio regionale non è infallibile e che non rappresenta necessariamente la comunità regionale e l'opinione pubblica; 2) che non dovrebbero fare schifo i dollari americani. Dico che la prima affermazione in qualche modo è condivisibile perché questo Consiglio regionale dimostra di non rappresentare per davvero interamente e bene l'opinione pubblica, la consapevolezza, la coscienza, gli interessi, la sofferenza pure e comunque i buoni diritti della comunità sarda. Questo Consiglio regionale dimostra di essere incapace del suo compito, altro che perdersi in sciocchezze del tutto marginali! L'opinione pubblica in Sardegna, le popolazioni sono allarmate e preoccupate, le popolazioni esprimono e rappresentano ai loro rappresentanti istituzionali, la necessità di essere non rassicurate con parole di circostanza, irresponsabili il più delle volte, ma di essere rassicurati conoscendo e intervenendo sulle cause di questa profonda preoccupazione. Non muore per caso il soldato Valerio Melis, non sono ammalati per caso di leucemia decine e decine di ragazzi sardi, i nostri ragazzi; sì, i nostri ragazzi, perché hanno servito la patria, perché hanno svolto il loro dovere in Bosnia, in altre parti del mondo, utilizzando materiali all'uranio e quindi riportando, come ormai sicuro, non si sa solo in quale entità e gravità, ma di sicuro queste conseguenze. Io al posto di Corona riderei meno, e al posto di Corona disturberei anche meno, perché anche noi vogliamo parlare dei nostri ragazzi, di quei ragazzi che quando sono affacciati alla vita sicuramente non hanno pensato che il loro destino fosse di andare in guerra a morire e neppure di ammalarsi di leucemia per via dell'uranio impoverito.

Noi siamo sicuri che tutti, come noi, avrebbero voluto svolgere una funzione utile della società e che avrebbero voluto essere partecipi del progresso della Sardegna, in una applicazione produttiva, in un'economia di pace, invece che in un'economia di guerra. È proibito dire questo? Devono volare sempre gli avvoltoi, i corvi e le cornacchie attorno a questi valori essenziali che sempre si sono affermati e sempre dovremmo comunque riaffermare?

Ecco quindi il tema vero che noi discutiamo; e quanto alla seconda affermazione del ministro Martino, che i dollari non dovrebbero fare schifo, noi dovremmo dire con serenità, con semplicità e con franchezza che c'è dollaro e dollaro, che il dollaro onesto non fa schifo e il dollaro disonesto fa schifo, che il dollaro in cambio della salute, che il dollaro in cambio della pace, che il dollaro in cambio dell'ambiente, che il dollaro il cambio della serenità della vita ci fa schifo; uso la parola che ha usato lui, quindi non manco di riguardo, sennò mi capita qualcosa, a nessuno. Uso la parola che ha usato lui in televisione. Io non so in quali termini, in quale androne d'albergo, dietro quale tenda abbia corretto il ministro Martino questa affermazione fatta di fronte alle telecamere e indirizzata all'opinione pubblica e principalmente a questo Consiglio regionale. Ecco quindi il nostro ordine del giorno che non è un ordine del giorno di divisione, che non è un ordine del giorno di pregiudiziale distinzione...

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

COGODI (R.C.). Allora, collega Corona, vorrei dire da amico, posto che nessun altro glielo dice, chi glielo dovrebbe dire, che un grazie così inopportuno, detto in questo modo…

CORONA (F.I.-Sardegna). In quale modo?

COGODI (R.C.). In un modo che non si deve dire, che non è consentito dire...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non ho sentito niente, però la prego, se il collega dice di essere disturbato…

COGODI (R.C.). Avevo detto che nessuno, ivi compreso il collega Corona, su questa materia dovrebbero ridere e scherzare.

CORONA (F.I.-Sardegna). Non ho né riso né scherzato.

COGODI (R.C.). In ogni modo il tempo è scaduto, avremo modo di precisare ancora il senso del nostro ordine del giorno, anche con dichiarazioni di voto di chi ancora nel nostro Gruppo vorrà farla per precisare che i contenuti del nostro ordine del giorno sono contenuti semplici che riaffermano valori, principi, decisioni peraltro già assunte da questo Consiglio regionale e che meritano una considerazione seria e non un atteggiamento ridanciano da parte di tutti i componenti di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo al voto. Naturalmente prima del voto ci sono le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione da voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sulla modalità di voto chiediamo non solo il voto elettronico palese, ma anche la votazione per parti per ognuna delle parti contenute nell'ordine del giorno, cioè i quattro punti di affermazione e il punto successivo della richiesta. Quindi chiediamo fin d'ora una votazione per parti delle cinque asserzioni contenute nell'ordine del giorno che ben si vede possono vivere anche ognuna autonomamente.

Sul contenuto aggiungo solo poche considerazioni: noi con questo ordine del giorno, che ripeto, ha il significato di un contributo, non di una distinzione e meno che mai...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, tanto il cronometro si ferma quando io accendo questa lampadina. Colleghi, per cortesia, prendiamo posto. Onorevole Murgia, prego, onorevole Piana, prego. Prego, continui onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Dicevo che il nostro ordine del giorno non è ispirato da volontà di distinzione e meno che mai di contrapposizione; anzi fin d'ora dico che noi stessi chiederemo la votazione per parti anche del successivo ordine del giorno perché condividiamo le parti più impegnative sotto il profilo delle cose che discutiamo, non condividendo altre cose anche del successivo ordine del giorno.

Noi abbiamo affermato con questo ordine del giorno alcune, e vorremmo che il Consiglio ribadisse, facendole proprie in questa circostanza, cose che il Consiglio ha già affermato e ha anche formalmente sancito con leggi. Se noi indichiamo, al punto 1, e richiamiamo fra virgolette il contenuto dell'articolo 1 della legge 3 luglio 2003, votata da questo Consiglio e che la Regione sta difendendo presso la Corte costituzionale e richiamiamo quel punto della legge regionale contestata dal Governo nazionale, ma difesa dalla Regione nanti la Corte Costituzionale, che "il territorio della Regione è dichiarato denuclearizzato e precluso al transito e alla presenza anche transitoria di materiali nucleari", chi di noi può non essere d'accordo sulla riaffermazione fra virgolette di un deliberato formale del Consiglio regionale? Che è l'articolo 1 della legge già approvata all'unanimità. Era sincera quella volontà o era anche quello un passatempo? Anche perché la Regione, ripeto, sta difendendo nanti la Corte costituzionale, oggi, questo principio legale approvato all'unanimità del Consiglio. Quindi riaffermarlo formalmente e solennemente dà valore alla difesa della Regione, se è una vera difesa, e se non lo è, è anche quello un altro passatempo. Quindi riapprovare un principio già sancito in legge e riportato tra virgolette, io mi domando perché non si dovrebbe.

Il punto 2 ritiene totalmente incompatibile con le proprie prospettive di sviluppo economico e di progresso sociale innanzitutto la base militare nucleare. C'è qualcuno che vuole affermare che non è così, che la base militare nucleare, per i fatti noti e anche ignoti o comunque per le cose che accadono e di cui non si riesce a dare sufficiente spiegazione per rasserenare, c'è qualcuno che può dire che la base militare nucleare non sia di ostacolo al progresso civile e allo sviluppo armonico equilibrato di questa Regione?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

(Segue COGODI.) Io penso che non ci possa essere nessuno che possa negare questo principio, questa affermazione, questa dichiarazione.

Il punto 3: dichiarare il territorio della Sardegna terra di pace e di amicizia tra i popoli può sembrare un inno, una poesia, una mera affermazione di principio, ebbene qualche volta abbiamo bisogno anche di questo e dire qui e ad altri che questa terra, per deliberazione del suo Consiglio regionale, è dichiarata solennemente terra di amicizia e di pace tra i popoli, a me pare che sia un vantaggio per la Regione e per la comunità sarda, che non comporta né soldi, né spese, né impegni internazionali. E' una dichiarazione di principio alta che può fare solo del bene e sicuramente non fa male a nessuno.

La quarta affermazione è quella che il Consiglio regionale chiama il popolo sardo e le istituzioni autonomistiche a promuovere la più ampia, efficace e corale mobilitazione e contestazione politica e sociale su queste questioni. O non lo vogliamo? Vogliamo o no che il Consiglio regionale, l'espressione più alta dovrebbe essere dell'autonomia, operi insieme a tutto il sistema autonomistico operi in sintonia con il sentire popolare e quindi nei modi più composti, pacifici, però efficienti, efficaci, vi sia questa mobilitazione?

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Vi è una notizia recente che i giornali di grande diffusione in Italia ancora non hanno ripreso, ma riprenderanno, perché sono notizie anche queste scritte nei giornali americani, nel The Guardian, nel Financial Times, e quant'altro. Sono notizie riportate da tutti i giornali europei, non sono riportate dai giornali italiani e la notizia è che la nuova strategia di difesa americana, condizionata da quello che sta accadendo nel mondo e in Europa e in Italia anche dai movimenti per la pace, ha già deciso di alleggerire grandemente la presenza militare americana in Italia e che la base della sesta flotta di Gaeta verrà trasferita in Spagna e che la base di Aviano e anche l'altra di cui non ricordo esattamente il nome, Camp Darby in Toscana verrà trasferita forse nei paesi baltici. Perché? Perché ha affermato ufficialmente, quindi non sono segreti di Stato, non ci sono spie internazionali, è scritto nei maggiori giornali americani ed europei, che l'Italia proprio perché manifesta nella sua sensibilità popolare una condizione di non totale affidabilità per questo tipo di eccessiva presenza, va a ricercare, la strategia di difesa americana, altri siti alleggerendo però la presenza militare in Italia, da Gaeta, a Camp Darby, eccetera. E' esclusa la Sardegna, perché evidentemente in Sardegna questa forza che noi manifestiamo non è ritenuta sufficiente a mettere in dubbio la permanenza totale e anche l'appesantimento di quella presenza.

Quindi dire che insieme al Consiglio regionale debbono muoversi le istituzioni e coralmente le popolazione in modo civile e pacifico, perché diventi forte e vincente questa volontà, come dire, di alleggerimento di questa situazione di gravame e di servitù militare e quindi riaprire tutte le condizioni di sviluppo pacifico, mi pare che sia la cosa che il Consiglio regionale possa serenamente affermare. Comunque sulle modalità di voto richiamo il fatto che chiediamo la votazione per parti.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto ricordo ai colleghi che voteremo col sistema elettronico palese. Voteremo per parti iniziando innanzitutto dalla premessa che metteremo votazione come premessa e basta.

Chi appoggia la richiesta di voto elettronico palese?

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

PRESIDENTE. D'accordo, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della premessa dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI - SANNA Salvatore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 62

Astenuti 4

Maggioranza 32

Favorevoli 36

Contrari 26

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 1 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 63

Astenuti 3

Maggioranza 32

Favorevoli 36

Contrari 27

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 2 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DEIANA - DETTORI - DORE - MANCA - OPPI - ORTU - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU -SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LOCCI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 42

Astenuti 25

Maggioranza 22

Favorevoli 12

Contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 3 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU -- CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RASSU - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - CARLONI - CORDA - LOCCI - PIRASTU - SATTA - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 58

Astenuti 7

Maggioranza 30

Favorevoli 39

Contrari 19

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 4 dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: COGODI - DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - MANCA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PINNA - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU -- CALLEDDA - CARLONI - CORDA - CUGINI - DEMURU - FADDA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LOCCI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 43

Astenuti 21

Maggioranza 22

Favorevoli 15

Contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del dispositivo contenuto nell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CAPELLI - CARLONI - CORDA - FRAU - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 61

Astenuti 5

Maggioranza 31

Favorevoli 38

Contrari 23

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2.

Onorevole Scano, su che cosa vuole intervenire? Onorevole Spissu, anche lei per dichiarazione di voto? Non ci sono pregiudiziale, onorevole Ladu? Allora possiamo procedere con le dichiarazioni di voto.

Onorevole Cogodi, su che cosa, sulle modalità di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per questione di armonia espositiva ai fini della prosecuzione, l'ordine del giorno numero 2 andrebbe, lo dico ai fini della migliore comprensione e del migliore andamento dei lavori dell'Aula, riletto ed anche secondo me formalmente adattato in ragione dell'esito della votazione che è già intervenuta.

PRESIDENTE. Siamo totalmente d'accordo, onorevole Cogodi, quindi il punto del dispositivo dell'ordine del giorno numero 2 che richiede le dimissioni del Ministro Martino non va rivotato, almeno le scuse sì, ma le dimissioni non vanno rivotate in quanto già approvate nell'ordine del giorno numero 1.

COGODI (R.C.). Esatto, deve dare le scuse e dimettersi.

PRESIDENTE. Esatto, allora si intende, per quanto riguarda l'ordine del giorno 2 numero al punto 2 del dispositivo, a richiedere formali scuse per le cose dette insieme all'invito al rispetto delle istituzioni della Sardegna in quanto per le dimissioni è stato già espresso un voto da parte del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io naturalmente dichiaro il voto a favore dell'ordine del giorno, voglio cogliere però l'occasione per sottolineare un punto importante. Io credo che dobbiamo distinguere la sostanza della questione La Maddalena dagli aspetti, diciamo, secondari ed accidentali. La sostanza, a mio giudizio, è questa: c'è stato un progetto di ristrutturazione ed ampliamento del punto di approdo, il Ministro della Difesa ha deciso di dare l'ok, il Presidente della Regione in un primo tempo ha chiesto il riesame e poi ha aderito al cosiddetto protocollo di impegni che di fatto dà via libera all'intervento di ristrutturazione ed ampliamento, successivamente il Consiglio ha votato un ordine del giorno di orientamento assolutamente diverso che non solo è contrario al progetto di ristrutturazione, ma manifesta, diciamo, l'esigenza che si pervenga al superamento della presenza in Sardegna della base americana; allora il punto che io voglio sottolineare, mi dispiace che non ci sia il Presidente della Regione perché lo chiamo in causa direttamente, ma immagino gli verrà riferito, il punto è questo: se il Consiglio regionale riconferma l'ordine del giorno già approvato, e mi pare che lo sta facendo perché già c'è stato un ordine del giorno in parte, ma in parte significativa, approvato dal Consiglio, il Presidente, questo è il punto, deve recedere dal protocollo di impegni e deve, perché lo sta chiedendo il Consiglio, chiedere il riesame del progetto di ristrutturazione ed ampliamente intanto, poi ci saranno altre cose da fare, ma il primo atto è questo, recedere dal protocollo di impegno e chiedere il riesame. Le cose stanno così? Perché se il Presidente non ottemperasse all'ordine del giorno approvato dal Consiglio è del tutto evidente che molti di noi, io per primo e lo sto preannunciando, presenteremo entro una settimana o dieci giorni la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta e della Giunta regionale, non ci interessano molto i giochi sulla data delle elezioni, qui c'è una questione di principio. Se il Consiglio vota questo ordine del giorno come io auguro, come io auspico, come io ritengo giusto e sacrosanto, il Presidente della Giunta è impegnato a fare alcune cose, se le fa bene, se non le fa, ne chiediamo le dimissioni per un atto grave, le dimissioni di Martino vanno bene ma sono una cosa lontana, io sto ponendo invece una questione che riguarda il Presidente della Giunta e la Giunta.

Non dico nulla invece sugli aspetti incidentali della questione, le dichiarazioni gravissime di Martino, l'incontro Serrenti - Martino, sono tutte cose secondarie, mi limito a ricordare che, per l'articolo 35 dello Statuto, il rappresentante, non uno dei rappresentanti, il rappresentante della Regione è il Presidente della Giunta ed è al Presidente della Giunta che chiedo di dar corso, e di farlo subito, con rigore, alle indicazioni che il Consiglio sta dando, altrimenti a breve riparleremo in Aula di La Maddalena con la mozione di sfiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S. - Sardistas). Signor Presidente, intervengo per dire che non ero presente alla riunione del Consiglio pomeridiana del 2 febbraio in quanto avevo chiesto in giorno di congedo e quindi, essendo assente, non ho potuto firmare nessuno dei documenti che sono stati presentati. Però devo dire che le dichiarazioni che ha rilasciato il Ministro Martino sono gravemente offensive per la dignità e l'autonomia dell'Assemblea del popolo sardo, e devo dire anche che le giustificazioni che sono state portate, mi pare attraverso un incontro con il Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, non sono state assolutamente convincenti anche perché io credo che questa Assemblea aveva bisogno di altre dichiarazioni, possibilmente anche in forma scritta.

Pertanto siccome condivido i contenuti del documento numero 2, pur non essendo presente e non essendoci la mia firma, lo condivido e voto a favore del documento numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, solo per dire che su questo documento chiedo la votazione per parti, si possono votare assieme i primi tre e il quarto separato.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cappai, spieghi meglio.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, noi abbiamo firmato questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Lei si riferisce al dispositivo?

CAPPAI (U.D.C.). Al dispositivo esatto "a predisporre con urgenza", quella parte votata separatamente.

PRESIDENTE. Allora votare il primo punto: "impegna la Giunta ad inoltrare, a richiedere e all'assunzione" e poi di votare separatamente il quarto punto "a predisporre." Ho capito bene? Sì, ho capito bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intanto per annunciare il voto a favore dell'ordine del giorno da noi sottoscritto, ma per richiamare l'attenzione dei colleghi su due punti: uno è sulla notizia che è apparsa oggi sulla stampa richiamata dal collega Cogodi, su un terremoto che non è terremoto, ma su un qualcosa che nessuno ancora oggi riesce a spiegare, il 20 ottobre, il 17 novembre e l'11 febbraio di quest'anno avvengono gli stessi fenomeni. Io capisco che quando si tratta di segreto militare le giustificazioni sono le più disparate, ma che quando si tratta anche della salute, dell'incolumità, della serenità di chi vive su quest'Isola credo che anche il segreto militare debba aver fine, perché la serenità di ognuno di noi, delle nostre famiglie e dei sardi credo che sia sicuramente da anteporre a quello che è il segreto militare che da sempre ha avuto modo di nascondere buona parte della storia italiana e della nostra Isola.

Il secondo punto è la non volontà in dispregio ai voti e alla volontà stessa espressa dall'Aula, il non temperare di un Presidente della Giunta. Io credo che quest'Aula, maggioranza e opposizione, dovrebbe essere molto attenta a questo, si stanno creando in questa fine legislatura dei precedenti di una gravità unica. L'autorevolezza dell'Aula, l'autonomia, la libertà di decidere e di non trovare poi da chi è portatore di queste decisioni la volontà stessa del rispetto che il Consiglio regionale ha espresso e io dico che dobbiamo stare ben attenti perché siamo in un passaggio di sistema elettorale completamente diverso. Se già oggi attraverso il Presidente Masala con il terzo pronunciamento che sarà quello di questa mattina viene meno e quindi viene disattesa la volontà dell'Aula, e noi sappiamo benissimo la debolezza di questa maggioranza, la debolezza del Presidente Masala, e trasporto il tutto ad un atteggiamento che qualcuno forse avrebbe interesse a tenere anche nella prossima legislatura con un Presidente eletto direttamente, che in dispregio alla volontà dell'Aula, continuerà a fare quello che ritiene più giusto. Qualsiasi documento, qualsiasi volontà all'unanimità o a maggioranza espressa dall'Aula, sarà penalizzata, sarà disattesa e questo sapete benissimo cosa comporterà, nella debolezza del Consiglio, nella non attendibilità delle volontà, in una forza che se è espressa, sia pur a maggioranza, il Presidente di turno riterrà opportuno disattendere.

Credo che chiudere questa legislatura con questo atteggiamento piuttosto grave, ledere i valori autonomistici, venir meno al ruolo e all'autorevolezza che gli viene riconosciuta dal rappresentare l'intera Regione, possa creare quel presupposto di una prossima legislatura piuttosto difficile, piuttosto avventurosa e non certamente capace di manifestare autorevolezza, possibilità di cambiamento, ma bensì un padrone di turno che fa quello che vuole e dispregia la volontà dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi voteremo a favore di quest'ordine del giorno e riteniamo che l'ordine del giorno debba essere mantenuto e votato non ritenendoci soddisfatti né dalla qualità delle scuse che il Ministro Martino avrebbe fornito al Presidente Serrenti, nel senso che non ci pare una scusa la dichiarazione di amicizia verso il popolo sardo e l'affermazione che non è stata dichiarata dal Ministro guerra ai sardi; quindi riteniamo insufficiente ciò che il Ministro Martino ha comunicato all'esterno a questa istituzione e al popolo sardo. Io non voglio censurare il Presidente Serrenti che ha fatto ciò che meglio ha ritenuto rappresentando nella sua veste istituzionale questa Assembla, penso che però i rapporti tra il Parlamento sardo, tra l'Assemblea regionale sarda e il Governo nazionale non possono essere intrattenuti in una hall di albergo con frettolosi incontri liquidatori sulle quali si dice c'è stata ampia soddisfazione.

Se il Presidente Serrenti si ritiene soddisfatto naturalmente io non posso entrare nel merito delle sue affermazioni, noi ci riteniamo totalmente insoddisfatti. Ci riteniamo totalmente insoddisfatti per le modalità con le quali queste scuse sarebbero state fornite, ci riteniamo totalmente insoddisfatti nel merito delle questioni sollevate dal Ministro Martino su cui il Ministro Martino non ha fatto un passo indietro di un centimetro. Riproponiamo quindi un ordine del giorno che riconferma i deliberati di questa Assemblea, riproponiamo la gravità delle questioni legate alla presenza, al potenziamento e all'ampliamento delle basi americane nell'arcipelago maddalenino; riconfermiamo tutti gli elementi di preoccupazione per la nostra gente, anche per coloro i quali, i nostri ragazzi, che fanno il servizio militare togliendo quel sentimento retorico che ha circolato anche in queste settimane relativamente al patriottismo e all'eroismo dei nostri ragazzi che difendono così bene il vessillo della Sardegna in guerra. Noi siamo perché i nostri ragazzi non vadano in guerra, e siamo per salvaguardare la salute, anche nelle missioni di pace, dei nostri ragazzi. Questo non c'entra niente con le affermazioni di tale colonnello Scalas che non si capisce se parla come portavoce dell'Esercito piuttosto che come rappresentante di A.N. con affermazioni in cui il sangue dei ragazzi viene utilizzato come strumento per battaglie politiche inutili, noi siamo con la Brigata Sassari, siamo con coloro i quali nella Brigata Sassari affrontano missioni di pace. La missione in Iraq non era una missione di pace, lavoriamo perché si trasformi in una missione di pace anche in questi giorni in Parlamento perché siamo persone serie, ma questa è altra cosa da vestirsi della retorica eroica del sangue dei nostri eroi e dei nostri ragazzi che vanno in guerra spesso senza sapere che sono in guerra e che comunque ci lasciano la pelle. Allora resta intatto, integro e pieno il significato di questo ordine del giorno, e resta intera e integra la volontà del Consiglio regionale sardo di vederci chiaro relativamente alle questioni che accadono nell'arcipelago maddalenino. Resta piena e intera la volontà del Consiglio regionale di riesaminare come Regione sarda il protocollo d'intesa che il presidente Masala ha frettolosamente firmato senza tener conto di quella che è la volontà diffusa di questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne la facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo già richiesto la votazione per parti di questo ordine del giorno numero 2, e specifichiamo che riteniamo che debba essere votato distintamente il primo alinea, il "valutato" della seconda pagina rispetto a tutto il resto.

Ritengo però che l'ordine del giorno numero 2 ha bisogno anche di alcuni ritocchi necessariamente; uno, come dire, è opinabile però lo suggeriamo ed è di ordine politico, cioè che alle dimissioni del Ministro e anche alle scuse che deve formulare il Ministro della difesa Martino, si aggiungono le dimissioni di altri due Ministri, Lunardi e Mattioli, per due ragioni. Uno perché pare che nella giornata odierna stiano imperversando per la Sardegna disturbando le normali occupazioni delle persone, e ben si vede che stanno disturbando le normali occupazioni delle persone perché fra le persone normali dovrebbe essere anche la Giunta regionale che dovrebbe essere qui, a partire dal Presidente, che è visibilmente disturbato tant'è che è lì, ed anche un pezzo del Consiglio regionale che dovrebbe essere qui e invece è lì a festeggiare non si sa perché per la settima volta un tubo di un cantiere edile, che non ha chiesto niente nessuno se non di essere lasciato in pace perché prima o poi vi scorrerà l'acqua.

E l'hanno già inaugurato il tubo di quel cantiere tre volte Pili, e l'ha inaugurato Onida, l'ha inaugurato Forza Italia, oggi lo inaugura un Ministro di A.N., poi un Ministro della Lega di Bossi, non si sa più quanta festa si debba fare attorno a quel tubo, poverino, che l'hanno pensato e fatto per ben altre ragioni. Ma questo è un consiglio, l'ordine del giorno potrebbe essere integrato con le dimissioni anche di questi due Ministri disturbatori.

Invece vi è un'altra modifica che necessariamente deve essere introdotta nell'ordine del giorno, e dico questa necessariamente, anche se noi abbiamo chiesto la votazione per parti e quindi non lo voteremo, ma non è votabile neppure dagli altri componenti del Consiglio; mi riferisco al primo punto di pagina due, laddove è scritto: "Valutato come da nessun settore del Consiglio siano state sollevate contrarietà e opinioni pregiudizialmente negative verso il sistema di alleanze nazionali e internazionali".

Qui si dà una certificazione storica, di un fatto storico, e se la certificazione si dà deve essere veritiera, si può essere nel giusto o si può essere nell'errore, può essere che noi siamo nell'errore però non si può dire che nessun settore del Consiglio ha sollevato o solleva contrarietà ed opinioni negative sul sistema di alleanze, perché noi sul sistema di alleanze militari abbiamo sollevato e solleviamo obiezioni. Quindi non si può dire quello che non è, il Consiglio può dire che chi condivide questo ordine del giorno non solleva obiezioni, ma non può certificare che nessuno solleva obiezioni perché si attribuirebbe ad altri quello che non è.

Quindi Presidente, mi rivolgo anche alla sua contese attenzione, e dovere d'intervento, perché questo punto venga diversamente formulato, nel senso che non può essere attribuito a noi quello che noi non esprimiamo.

Quanto al sistema delle alleanze nel merito è chiaro che qui prevalentemente ci si riferisce alla NATO, e noi abbiamo detto che la NATO, come minimo, è ormai una cosa antistorica, è una cosa anacronistica e lo sanno quelli che la NATO ce l'hanno e non capisco perché quelli che hanno il potere, tant'è che ne stanno prefigurando diverse modulazioni, diverse forme di organizzazione. La NATO, l'alleanza atlantica, era nata per difendersi dal pericolo dell'Est quando i paesi dell'Est a partire dall'Unione Sovietica sul piano dell'equilibrio che era un equilibrio del terrore, comunque un equilibrio e comunque anche un terrore, però aveva le armi ugualmente puntate verso l'occidente così come l'occidente verso l'oriente.

Ma oggi Putin viene in occidente e attracca le sue basi militari esattamente a Santo Stefano. Putin viene e attracca le sue navi militari che lo scortano in mezzo mondo e i suoi aerei negli aeroporti militari della Nato in tutta Europa, ivi comprese le basi militari della Sardegna. Quindi come non mettere in discussione e come non pensare quello che già pensano quelli che hanno il potere, di avere la NATO, cioè di modificarla, di dislocarla diversamente altro che, è doveroso mettere in discussione anche questo sistema se non altro perché anacronistico oltre che dannoso.

In ogni caso, siccome qui è dato atto che nessuno in Consiglio ha sollevato questa contrarietà, siccome noi l'abbiamo sollevata non ci può essere attribuita una opinione che non abbiamo. Quindi questo punto del quale in ogni caso noi chiediamo la votazione per parti in modo distinto deve essere ricondotto alla volontà di chi lo presenta non all'attribuzione di volontà altrui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, dico la verità che non sarei voluto intervenire assolutamente perché è un problema di cui abbiamo discussione tante altre volte, però alcune affermazioni che ha fatto l'onorevole Spissu mettendo in mezzo a questo ordine del giorno anche i problemi della Brigata Sassari e le stupidaggini che ha detto, a mio avviso, il candidato Soru l'altro giorno, mi hanno lasciato allibito. Stiamo per votare un ordine del giorno condivisibile in molte parti e poi, guarda caso, mettiamo in mezzo il colonnello Scalas, se aveva parlato come rappresentante della Brigata oppure come esponente di Alleanza Nazionale, o come candidato di Alleanza Nazionale, come che questo sia ancora un marchio di origine di cui tanto si parla.

Bene, io sono qui per difendere in questo caso la Brigata Sassari e se il signor Soru ha sbagliato, come ha sbagliato, faccia il mea culpa. E' grave che il dottor Soru, il dottor Tiscali, nel giro di 48 ore ha detto delle cose sia per quanto riguarda la brigata, sia per quanto riguarda i piccoli ospedali e poi sempre: "mi sono sbagliato, non mi avete capite". Non ci stiamo, io vorrei che il signor Tiscali partecipasse tutti i giorni a degli incontri monotematici così ne vedremo delle belle e i sardi saprebbero chi è questo signore che si candida per governare.

Ripeto, sono state dette delle cose, io non sarei voluto intervenire perché non c'entra nulla, però sono state dette in discorso anche queste cose; ed allora io dicevo che il signor Tiscali parli tranquillamente, se poi vogliamo dare a questo signore il governo della Sardegna stiamo molto, ma molto attenti. I sardi della Brigata Sassari sappiamo che sono andati, non sono andati solamente dal punto di vista mercenario, sono andati perché credono di poter lavorare all'interno dell'Esercito, sono andati, come ha detto il presidente Fini, per pacificare e questo hanno fatto, perché la partecipazione italiana a quelli che sono gli interventi internazionali è avvenuta dopo che Saddam è caduto e pertanto sono andati a pacificare così come è successo.

Ma io dico, è strano che non sono andati per portare pace, però andavano a portare pace quando gli stessi contingenti italiani venivano mandati in Kosovo, venivano mandati in Libano però, guarda caso, in quel momento c'era un governo di centrosinistra che governava l'Italia. No, signori belli, non ci stiamo, io credo che dovremmo ringraziare la Brigata Sassari per quello che ha fatto, per quello che ha pagato anche in Iraq; e mi fermo qui, potrei dire di più.

E proprio in segno di protesta, nonostante io mi riconosca in buona parte dell'ordine del giorno del numero 2, in segno di protesta per queste cose che non c'entravano e non ci uscivano, probabilmente qualcuno voleva dare una mano al dottor Soru, ma a mio avviso sbagliando e trovando il momento meno opportuno, non parteciperò, mi asterrò, quindi non parteciperò a nessuna votazione per quanto concerne questo ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente sull'ordine del giorno per chiedere la sospensione dei lavori e andare a martedì pomeriggio alle 17.00.

PRESIDENTE. No, onorevole Corona abbia pazienza, siamo in sede di votazione e non interrompo in alcun modo la votazione.

CORONA (F.I.-Sardegna). Dopo questa votazione.

PRESIDENTE. Certo, dopo che avremo concluso questa votazione eventualmente facciamo una riunione di Capigruppo, breve come al solito, e decidiamo sull'organizzazione dei lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Ero quasi completamente in linea con questo ordine del giorno ad eccezione chiaramente della richiesta delle dimissioni del Ministro non tanto perché si tratta del Ministro della mia colorazione politica, ma perché intanto, e su questo concordo con il collega Pier Sandro Scano, che lascia il tempo che trova purtroppo perché le cose stanno così. Poiché sarei stato contento che in questi ordini del giorno venissero chiesto delle cose concrete, giustamente la protesta, su questo non c'è ombra di dubbio, la richiesta di scuse su questo non c'è ombra di dubbio, ma sarei stato molto più soddisfatto se in questo ordine del giorno si fosse richiesta una ritrattazione, una rivisitazione di quelli che sono stati gli accordi del '76, perché questa sarebbe stata senz'altro una richiesta politicamente concreta, legittima, attuale in quanto le condizioni non solo militari a livello internazionale, ma anche dei rapporti con l'America e con gli altri paesi anche dell'Est, in questi ultimi anni, senz'altro giustificherebbero una ritrattazione del trattato stesso.

Però voglio dire questo, stiamo attenti, in questi giorni per difendere chi fa delle affermazioni avventate di cui dovrebbe assumersi completamente la responsabilità singolarmente, si sta parlando spesso, e io credo a sproposito, di un nostro corpo militare che è la Brigata Sassari. E' un corpo formato quasi al cento per cento da militari sardi, da nostri giovani, che tutto credete, secondo il mio punto di vista, possono aver fatto fuorché andare in Iraq con intenzioni mercenarie o a fare i Rambo.

Il nostro è un corpo di pace che è andatto in Iraq, e ancora è andata la Brigata Ariete, solo ed esclusivamente per poter ricreare infrastrutture utili a quelle popolazioni bistrattate dalla guerra, per creare scuole, per creare reti iriche, per rifare strade, per rifare tutte le strutture e dare una mano alla popolazione anche a livello sanitario perché questo è ciò che fa la Brigata Sassari in Iraq.

Allora stiamo attenti, chiunque ha fatto delle affermazioni lasciamo a ognuno le sue responsabilità senza difendere nessuno e chicchessia eventuali e non candidati, io questo non lo so e non mi permetto neanche di esprimere giudizi, ma teniamo alto il nome alto di questi giovani e della Brigata perché in Sardegna abbiamo poche cose di cui poterci vantare, questo è un fenomeno che riconoscono tutti a livello nazionale e internazionale, i nostri giovani non sono dei giovani guerrieri, non sono dei giovani Rambo, stanno facendo bene il loro dovere, hanno dimostrato nelle varie missioni fatte in Iraq, in Kosovo, in Afghanistan e dove sono stati, di portare dei momenti di sollievo, un sorriso, di portare il loro aiuto per alleviare le tribolazioni di quelle popolazioni interessate dai conflitti in cui sono interessati.

Per cui io vorrei che non se ne continuasse a parlare a sproposito e si abbia il rispetto per questa gloriosa Brigata e per coloro i quali, anche i Carabinieri, che sono andati lì in missione di pace se non altro nel rispetto dei morti che lì sono rimasti adempiendo ad un loro preciso dovere. Non è retorica, è una constatazione di fatto, tentiamo di riportare il dialogo nelle dimensioni in cui deve essere riportato; questo dine del giorno mi vedeva consenziente in tutto e per tutto, ad eccezione delle dimissioni del Ministro perché, ripeto, è una richiesta che lascia il tempo che trova, ed è la verità, ed anch'io mi asterrò dal votare questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'ordine del giorno, però mi appello dopo la sceneggiata di ieri sera, vergognosa per questo istituto autonomistico, invitando tutti a non parlare della guerra del '15/'18, ci sono sedi e luoghi, io potrei dire le contraddizioni sui piccoli ospedali da parte di tutti, c'è la convergenza, popolazioni eccetera, l'abbiamo detto; potrei parlare dei dati sbagliati, lo farò in altra sede, per quanto riguarda la spesa farmaceutica, non sanno neanche leggere, ci sono i dati ufficiali, però inviterei il Presidente, per evitare quello che si è verificato ieri sera che certamente non dà prestigio all'istituto autonomistico, di pregare i colleghi di attenersi scrupolosamente alla dichiarazione di voto afferente l'ordine del giorno e non a tutto lo scibile umano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita - D.L.). Ho votato a favore dei vari punti dell'ordine del giorno numero 1 e voterò anche a favore dei vari punti dell'ordine del giorno numero 2 perché non ritengo assolutamente che ci sia contraddizione fra le due cose. Uno è più forte e più determinato ma comunque nella sostanza vanno della stessa identica direzione.

Si tratta di un problema che si sta trascinando da diverso tempo ma, man mano che passano i giorni, assume rilevanza sempre più drammatica soprattutto tenendo conto dell'atteggiamento superficiale, irresponsabile e servile nei confronti di certi poteri, anche internazionali, di chi è stato chiamato a svolgere il ruolo di Ministro e dimostra di non essere assolutamente idoneo a svolgere un ruolo di questo genere. D'altra parte l'abbiamo visto tutti anche in televisione, era un uomo palesemente quasi sull'orlo di una crisi di nervi, ed è molto pericoloso che un ruolo del genere venga svolto da una persona che già era inadeguata in partenza, ma che evidentemente, di fronte ai problemi che si sono verificati, dimostra di non essere all'altezza della situazione, di essere capace solo di dichiarazioni gratuite, offensive, fuori completamente dalla realtà che però denotano chiaramente un animo, una caratura non certo di democratico, nonostante sia figlio di persona che è stato un vero democratico, e quindi nonostante in famiglia avrebbe dovuto recepire ben altri principi.

Quindi va benissimo il discorso delle dimissioni sulle quali bisogna insistere, va benissimo ciò che ha detto il collega Scano ed altri sulla responsabilità fortissima che ha il Presidente della Regione, perché a noi interressa soprattutto la posizione del Presidente della Regione che, nella sua debolezza, è scivolato in malo modo in questa vicenda e che deve riprendere il suo ruolo e svolgerlo con dignità nel rispetto del Consiglio regionale.

E poi, per concludere, con riferimento a ciò che diceva il collega Frau che mi dispiace non sia in Aula, il quale mi ha dato l'impressione si trovi in un uno stato un po' di confusione, perché senza voler assolutamente difendere i colleghi...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, intanto chiedo ai colleghi di fare un po' di silenzio e poi invito tutti i colleghi ad usare un linguaggio che in qualche modo tenga conto del rispetto che si deve ad ogni singolo collega, anche quando non esprime opinioni simili alle nostre. Quindi richiamo un po' tutti quanti all'uso di certi termini che possono ingenerare equivoci. Prego, consigliere Dore.

DORE (La Margherita - D.L.). Presidente, parlare di confusione non significa assolutamente, ognuno di noi può essere confuso in certi momenti soprattutto, qui si tratta di problemi che involgono in qualche modo anche aspetti ideologici, per cui non c'era nessuna intenzione di offendere il consigliere Frau, ma semplicemente di dire che ha espresso delle considerazioni che non sembrano particolarmente sostenute dalla logica. Volevo semplicemente dire, senza voler difendere il dottor Soru che eventualmente si cercherà un altro Avvocato difensore, che le dichiarazione rese soprattutto fuori da quest'Aula non vanno strumentalizzate. Credo che nessuno abbia parlato di mercenari, assolutamente, ognuno di noi qui dentro e fuori rispetta profondamente gli esponenti della Brigata Sassari che hanno svolto un ruolo importantissimo anche se, bisogna dirlo, sono stati mandati allo sbaraglio, non sapendo nemmeno cosa andavano a affrontare. Questo è una follia che è stata commessa in aperta violazione dei principi costituzionali, dell'articolo 11 della Costituzione, e quindi così, nel richiamare ancora una volta l'abnegazione e gli atti di eroismo dei nostri soldati non significa che chi ha la responsabilità della loro gestione non debba rispondere all'opinione pubblica di quello che fa.

In conclusione, e qui si potrebbe dire qualcosa anche in relazione anche al ruolo ambiguo del Colonnello Scalas, ma questo non è l'argomento, confermiamo, almeno io personalmente, il voto favorevole all'ordine del giorno augurandoci che non ci siano ulteriori strumentalizzazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Pinna per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'ordine del giorno, non voglio soffermarmi sui primi due punti nei quali si chiede di condannare il comportamento del ministro Martino, mi voglio soffermare un attimo soltanto sul secondo e sul terzo punto dell'ordine del giorno, del dispositivo, quando si dice che "la Giunta deve essere impegnata all'assunzione delle iniziative in applicazione dell'indirizzo stabilito dal Consiglio Regionale con l'ordine del giorno del 28 gennaio". Questo è un fatto che diventa caratterizzante e importante in quest'ordine del giorno, perché voglio ribadire anch'io che il Presidente Masala, come rappresentante della Regione, si deve assumere tutte le responsabilità nel rispetto delle disposizioni del Consiglio regionale. Dispiace anche a me che non ci sia il Presidente Masala in questa circostanza, ma comunque ci saranno altre occasioni per riparlarne in quest'Aula qualora lui non adempiesse al dispositivo dell'ordine del giorno. Mi dispiace che manchi lui, che manchi la Giunta, probabilmente ha detto bene qualche collega ieri sera, sono tutti a sgambettare appresso i Ministri questa mattina ad inaugurare cose già inaugurate tante volte come altri tubi inaugurati che sono ad arrugginire inutilizzati dopo aver generato un disastro ambientale, e li hanno dovuti rendere inutilizzabili dopo tante feste e tante inaugurazioni fatte in pompa magna. Io credo che davvero il Consiglio ci dovrà ritornare se il Presidente della Giunta non adempirà al dispositivo del precedente ordine del giorno.

Sul quarto punto del dispositivo "a predisporre con urgenza un piano di dismissioni di servitù militari nella nostra Isola" qua davvero è indispensabile che questo Consiglio regionale, nella scia dei provvedimenti approvati, la legge sulla denuclearizzazione, l'ordine del giorno del 28 gennaio, prenda una posizione netta rispetto a questo problema, a partire dalle grandi preoccupazioni che sono emerse. La notizia riportata oggi dalla Nuova Sardegna sul boato che scuote Porto Rotondo e Golfo Aranci mi sembra l'ennesimo campanello di allarme di qualcosa che ci deve preoccupare e ci deve preoccupare fino in fondo. Che ci deve far essere coscienti del fatto che a La Maddalena ci sono le armi di distruzione di massa che Bush voleva andare a distruggere in Iraq e che non ha trovato, che le abbiamo a casa nostra e situazioni simili si sono posti perfino gli americani o comunque quelli che vivono i Protettorati come Portorico che si sono opposti alla presenza delle base americane soltanto perché utilizzavano l'uranio impoverito nelle loro esercitazioni, è l'avvio delle dismissioni delle nostre basi, la non trasformazioni del punto di approdo in base fissa come vorrebbe qualcuno che avvenisse con l'edificazione di 50 mila metri cubi noi dobbiamo respingerla, noi dobbiamo dire che quei soldi ci fanno schifo davvero, perché ci fa schifo la mancanza di sicurezza, ci fa schifo la minaccia per il nostro ambiente, ci fa schifo la minaccia per la salute nostra, dei nostri figli e delle future generazione e ci fa schifo perfino il fatto che i pescatori di Teulada oggi abbiamo dovuto occupare la base militare, le acque di Teulada, in questo momento stanno occupando le acque interdette della base di Teulada perché sono impediti ad andare a pescare, e questo è l'effetto principale, immediato di come noi finora non siamo stati capaci a riprenderci la sovranità sul nostro territorio e per questa ragione io voterò a favore. Voterò a favore perché non è pensabile che nelle reti dei pescatori si trovino ancora le bombe, perché neppure si degnano di bonificare i nostri mari inquinati dalle esercitazioni militari.

Voto a favore di quest'ordine del giorno perché bisogna finalmente essere chiari sul problema delle basi militari nella nostra Regione, perché bisogna dire una parola chiara sulla effettiva situazione e sugli armamenti che vengono utilizzati nelle esercitazioni da Teulada a Quirra, di La Maddalena ho già detto; perché ha scosso la coscienza di tutti la triste fine del soldato Melis e perché probabilmente i genitori del soldato Olla, che non si sono presentati alle celebrazioni, avrebbero voluto forse il figlio a fare un altro lavoro piuttosto che finire come è finito. Allora, collega Frau, mi dispiace che la verità faccia male anche a lei e che voglia difendere un colonnello che invece di fare il suo mestiere ha deciso di mischiare il suo ruolo con quello della politica, e mi dispiace che abbia fatto male a lei e a tanti altri che finalmente qualcuno abbia detto la verità, che bisogna trovare lavoro per i nostri giovani, che come ha detto il generale Carta ormai stanno aumentando gli arruolamenti perché i nostri giovani non trovano lavoro. E mi dispiace che qualcuno abbia ancora equivocato semplicemente perché si è detto che i piccoli ospedali bisogna riorganizzarli. Queste verità fanno male, però sono le cose con le quali dovremmo fare i conti nei prossimi mesi e nella campagna elettorale.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a fare un po' di attenzione. Prima di passare al voto, per quanto riguarda il problema sollevato dall'onorevole Cogodi relativo al punto della premessa che inizia con "valutato", la Presidenza ritiene che eventualmente potrebbe intervenire una correzione di questo tenore "valutato come dalla maggior parte dei settori del Consiglio non siano state sollevate contrarietà". Può andare bene così onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Io credo che un ordine del giorno non debba fare la conta delle quantità dei pareri espressi che quindi più semplicemente, come mi pare abbia concordato in una nostra interlocuzione informale il collega Spissu che è il primo presentatore dell'ordine del giorno, più semplicemente potrebbe dirsi valutato che non si ritiene di sollevare obiezione, contrarietà, quindi che "non si ritiene" appartiene a chi vota, non ai pareri precedentemente espressi.

PRESIDENTE. Sentiamo il primo firmatario dell'ordine del giorno, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Penso che l'obiezione dell'onorevole Cogodi sia un'obiezione fondata e che il testo si possa correggere in questo modo: "valutato come non si intendano sollevare contrarietà e opinioni" e poi prosegue.

PRESIDENTE. Allora va bene, è stata introdotta questa correzione: "Non si intendano sollevare". Per quanto riguarda invece l'altro problema, sollevato anch'esso dall'onorevole Cogodi, relativo al dispositivo, al punto due nel dispositivo: a richiedere le formali scuse e le dimissioni del Ministro per le cose dette" è vero che noi abbiamo votato nel precedente ordine del giorno per quanto attiene le dimissioni del ministro Martino, ma nel precedente ordine del giorno quelle dimissioni venivano richieste dal Consiglio regionale e sono state votate e su questo non ci dobbiamo tornare. Faccio osservare però che in questo caso "impegna la Giunta regionale a richiedere formali scuse e le dimissioni", quindi non è esattamente la stessa cosa e quindi può essere mantenuto in sede di votazione di questo ordine del giorno che si impegna la Giunta regionale a chiedere sia le formali scuse che le dimissioni in quanto è riferito ad un organo diverso.

Con queste precisazioni e con la richiesta avanzata dall'onorevole Cappai di votare per parti, possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno tutto intero sino al terzo punto del dispositivo e cioè all'assunzione dell'iniziative in applicazione eccetera. Ha domandato di parlare il Consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo chiesto la votazione per parti e chiediamo che venga votato in modo separato nella seconda pagina il primo "valutato", anche con le correzioni che sono state fatte, ma che venga votato in modo separato.

PRESIDENTE. Mi scusi allora, ha ragione onorevole Ortu, le chiedo scusa.

Metto in votazione la prima pagina dell'ordine del giorno sino a: "Atteso che il Consiglio regionale" compreso. Chi la approva alzi la mano.

(È approvata)

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Votazione elettronica palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VASSALLO, MANCA, COGODI, DEMURU, SCARPA, DETTORI, SCANO.)

PRESIDENTE. La richiesta di voto elettronico vale solo per l'inciso "valutato".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col procedimento elettronico dell'inciso "valutato come" con la correzione introdotta dall'onorevole Spissu.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - CORONA - GIOVANNELLI - ORTU - RASSU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 50

Astenuti 3

Maggioranza 26

Favorevoli 44

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SECCI, Gian Valerio SANNA, SCANO, DORE, BIANCU, DETTORI, MORITTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico da "sottolineata l'esigenza" fino a "all'assunzione delle iniziative in applicazione" compreso.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CORONA - GIOVANNELLI.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 49

Astenuti 3

Maggioranza 25

Favorevoli 47

Contrari 2

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con il sistema elettronico palese del quarto punto del dispositivo "a predisporre con urgenza".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CASSANO - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORONA - GIOVANNELLI - PIANA.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI - OPPI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 46

Astenuti 4

Maggioranza 24

Favorevoli 40

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del punto rimanente: "impegna inoltre il Presidente del Consiglio regionale eccetera.".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FANTOLA - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRASTU - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: CORONA - GIOVANNELLI - RASSU.

Si sono astenuti i consiglieri: CARLONI - CORDA - LOCCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 47

Astenuti 3

Maggioranza 24

Favorevoli 44

Contrari 3

(Il Consiglio approva).

Colleghi, i lavori della mattinata si interrompono, riprendiamo i lavori con una Conferenza dei Capigruppo, immagino questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

Colleghi, per capirci il Consiglio è convocato alle ore 16 e 30. Se ci sarà la richiesta della Conferenza si farà una breve Conferenza, ma i lavori dell'Aula iniziano alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.