Seduta n.55 del 31/05/2000 

LV SEDUTA

MERCOLEDI', 31 MAGGIO 2000

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 43.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 15 marzo 2000 e dell'estratto del processo verbale della seduta del 23 maggio 2000, che sono approvati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 28 dicembre 1999; 11, 13 e 18 gennaio 2000; 2, 3, 8, 15, 24, 25 e 28 febbraio 2000; 2, 3, 7, 23 e 30 marzo 2000; 4 e 11 aprile 2000.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Disposizioni per la costituzione ed il funzionamento del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro". (81)

(Pervenuto il 29 maggio 2000 ed assegnato alla terza Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione CASSANO sulle agevolazioni riservate a categorie protette per l'utilizzo dei mezzi pubblici (ARST, ATP)" (134).

(Risposta scritta in data 27 maggio 2000.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versano i dipendenti della ditta VIANINI di Porto Torres". (149)

"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sul reinserimento dei lavoratori della società S.I.A.C.A.". (150)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla Sassari Express". (151)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mobilità, incarichi e promozioni alla ASL n. 1 di Sassari". (152)

"Interrogazione LA SPISA - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ex dipendenti SIACA". (153)

"Interrogazione COGODI - VASSALLO - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura della struttura ospedaliera di Siniscola". (154)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori in Sardegna con particolare riferimento all'attività estrattiva di cava". (38)

"Interpellanza DETTORI Ivana - CUGINI - PACIFICO - BALIA - MANCA sulla gestione delle Aziende ASL e della Azienda Ospedaliera della Regione Autonoma della Sardegna". (39)

"Interpellanza BALIA - MASIA - IBBA su alcuni problemi sorti nell'applicazione del Programma quadriennale 1992/1995 (Legge 17 febbraio 1992, n. 179) "Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione - Concessione di contributi destinati al recupero di alloggi di civile abitazione". (40)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sul grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO". (15)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. E' previsto, per Regolamento, che la prima ora sia dedicata allo svolgimento di interpellanze.

Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Pur cogliendo l'opportunità offerta dal Regolamento, cioè che, in via ordinaria, la prima ora possa essere dedicata allo svolgimento di interpellanze, interrogazioni e mozioni, io ritengo che la mozione numero 15, che è peraltro iscritta all'ordine del giorno di questa riunione del Consiglio, debba avere assoluta priorità, perché è la mozione per la discussione della quale è stata chiesta la convocazione straordinaria del Consiglio. Anche se una convocazione straordinaria poi non vi è stata in quanto era già prevista entro dieci giorni la riunione odierna, e la maggioranza dei Presidenti di Gruppo, cioè quelli della maggioranza, ha ritenuto che non vi fosse un'assoluta urgenza per convocare il Consiglio prima della data già stabilita, cioè oggi.

Tuttavia, essendo questa mozione iscritta all'ordine del giorno ma, come si suol dire, in coda, cioè come ultimo punto, oggettivamente si impone la necessità di una trattazione immediata, perché riguarda una materia non solo delicata, ma inderogabile, qual è quella del controllo di legittimità e della funzionalità della pubblica amministrazione, o di parti considerevoli di essa, in Sardegna.

Propongo sostanzialmente e tecnicamente un'inversione degli argomenti all'ordine del giorno, affinché il Consiglio possa procedere immediatamente, data l'assoluta urgenza e inderogabilità, appunto alla discussione della mozione numero 15.

PRESIDENTE. Ricordo che per l'approvazione dell'inversione degli argomenti all'ordine del giorno occorre la maggioranza dei due terzi dei votanti. Tuttavia, se il Presidente della Giunta e gli altri Gruppi fossero d'accordo, potremmo ugualmente procedere secondo la richiesta formulata dal consigliere Cogodi.

Chiedo, quindi, il parere del Presidente della Giunta, perché se non è d'accordo io devo porre in votazione la richiesta formulata dall'onorevole Cogodi.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. La Giunta non ha niente in contrario a discutere come primo argomento la mozione numero 15. Non so, però, se i Gruppi abbiano concordato di affrontare prima la questione relativa alle province. Sono arrivato in aula poco fa, e credevo che il primo argomento fosse questo. In ogni caso la Giunta non si oppone.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni io devo accettare, senza porla in votazione, la richiesta dell'onorevole Cogodi, per cui subito dopo lo svolgimento di interpellanze e interrogazioni, procederemo alla discussione della mozione numero 15.

Svolgimento di interpellanza

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze. Poiché non sono presenti gli assessori Oppi e Onida per rispondere alle interpellanze numero 4 e 19, passiamo allo svolgimento dell'interpellanza numero 24. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

INTERPELLANZA SANNA Alberto - CUGINI - CALLEDDA- MORITTU sui gravi disagi e danni economici che il trasferimento dei voli da Milano-Linate a Milano-Malpensa comporta per i sardi e per l'economia della Sardegna.

I sottoscritti,

VISTO il piano di trasferimento dei voli da Linate a Malpensa predisposto dal Governo italiano e approvato dalla Commissione europea che prevedeva il completo trasferimento dei voli internazionali e nazionali, compresi quelli che collegano gli aeroporti sardi, entro il 15 gennaio 2000;

CONSIDERATO il fatto che gli scali di Linate e di Malpensa svolgono funzioni differenti e che rispondono a diverse domande di traffico: il primo serve in misura prevalente l'utenza diversificata del business e dei servizi che lega l'aera metropolitana milanese al resto del Paese, Sardegna compresa; il secondo, invece, è destinato a svolgere un ruolo di scalo accentuatamente continentale e intercontinentale;

CONSIDERATO, inoltre, che i due scali milanesi possono svolgere le funzioni suddette rispondendo anche alla diversificata domanda di traffico che riguarda la Sardegna;

CONSIDERATI, ancora, la distanza di Malpensa dalla città di Milano (circa 40 Km.), i tempi di percorrenza (più di un'ora) ed i relativi costi aggiuntivi di trasporto, lo scalo di Malpensa per i passeggeri che si devono recare nell'area metropolitana milanese è più costoso di Linate e causa notevoli disagi;

VISTO che a Milano risiede ed opera una comunità di sardi consistente ed integrata nel tessuto economico della città e che mantiene nell'arco dell'anno relazioni le più diverse con la Sardegna;

ACCERTATO che, a seguito di questa situazione, diverse compagnie aeree che operano anche negli aeroporti sardi hanno già resa operativa la decisione di trasferire diversi voli da Linate allo scalo Orio al Serio di Bergamo, più conveniente nei collegamenti con Milano rispetto a Malpensa;

RITENUTO che il Piano di trasferimento dei voli da Linate a Malpensa, con particolare riferimento a quelli nazionali, risponde prevalentemente ai programmi dell'Alitalia e che non tiene nella dovuta considerazione i diritti e gli interessi dei cittadini utenti;

RILEVATO, inoltre, che il Piano prevede di mantenere solo il collegamento-navetta Fiumicino-Linate discriminando in modo ingiustificato gli altri collegamenti nazionali;

VISTA la decisione ultima del Governo che, accogliendo pari richiesta della Commissione europea, stabilisce di sospendere momentaneamente il programma di trasferimento dei voli,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per conoscere se e quali iniziative la Giunta regionale abbia già messo o intenda mettere in atto, presso il Governo nazionale e la Commissione europea, per garantire un adeguato livello di collegamenti fra gli aeroporti sardi e quello di Linate, in considerazione del fatto che il Piano del Ministro dei Trasporti, On. Treu, prevede il trasferimento totale dei voli nazionali ed internazionali da Linate a Malpensa, compresi quelli della Sardegna. (24)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza numero 24 ha facoltà di illustrarla.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Avevo presentato, assieme ad altri colleghi, questa interpellanza il 22 dicembre 1999, e certo discutere dell'argomento di cui tratta a distanza di cinque mesi per certi versi potrebbe non avere più senso. Questa è una considerazione che non riguarda soltanto questa interpellanza, ma può essere estesa a tutte le interpellanze che vengono presentate.

Mi sia consentito, onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, di fare questa considerazione di ordine generale, perché credo che non sia giusto che i consiglieri ricevano una risposta alle loro interrogazioni e interpellanze a distanza di cinque mesi. Ci sono centinaia di interpellanze e interrogazioni, anche con richiesta di risposta scritta, alle quali non è stata data nessuna risposta, né scritta né verbale. Quindi io credo, onorevole Serrenti, che rispetto a questo problema sia necessario stabilire regole precise e che le risposte debbano essere date nei tempi dovuti.

L'interpellanza numero 24 nasce dall'esigenza di avere un sistema di collegamenti tra gli aeroporti sardi e quelli milanesi rispondente alle diverse esigenze del traffico aereo passeggeri e merci. Il piano di trasferimento dei voli da Linate a Malpensa, che a suo tempo fu approvato dal Governo italiano (allora era Ministro dei trasporti l'onorevole Burlando, cui è succeduto l'onorevole Treu) prevedeva il completo trasferimento dei voli nazionali, internazionali e intercontinentali da Linate a Malpensa. Quindi, secondo quel piano, tutti i voli che collegavano la Sardegna con l'aeroporto di Linate dovevano essere trasferiti all'aeroporto di Malpensa. Va detto che l'aeroporto di Linate è più propriamente rispondente alle esigenze del traffico d'affari, del traffico passeggeri nazionale, mentre l'aeroporto di Malpensa è sorto per la necessità di rispondere a un'esigenza di traffico internazionale ed intercontinentale soprattutto legato al turismo. C'è, quindi, questa doppia esigenza, e il piano di completo trasferimento dei voli da Linate a Malpensa avrebbe creato alla Sardegna grossi problemi, di cui si è molto parlato, in diverse occasioni, soprattutto sulla stampa. Ci sono ancora oggi forti tensioni rispetto a questa importante questione. Il Governo italiano ha effettuato una parziale revisione del piano inizialmente approvato anche dall'Unione Europea. L'orientamento attuale non è più quello di mantenere soltanto il collegamento-navetta Fiumicino-Linate, ma di mantenere anche un certo numero di voli nazionali che colleghino gli aeroporti del Mezzogiorno d'Italia, e quindi anche gli aeroporti principali della Sardegna, con lo scalo di Linate.

Il senso dell'interpellanza è proprio quello di sapere quali iniziative la Giunta regionale ha messo in atto o intende mettere in atto (anche in considerazione del fatto che nell'area milanese risiede una comunità sarda numerosa e radicalmente inserita in quella realtà socioeconomica) per tutelare gli interessi della Regione sarda, soprattutto dal punto di vista economico e turistico, e garantire ai suoi cittadini il diritto alla mobilità.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei trasporti.

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. L'Assessore dei trasporti, consapevole del diffuso ed accentuato disagio della società sarda per le decisioni del Governo nazionale di trasferire lo scalo aeroportuale per i collegamenti aerei da e per la Sardegna da Milano-Linate a Milano-Malpensa, condivide pienamente le considerazioni espresse nell'interpellanza numero 24. Tali decisioni governative hanno comportato sinora gravi disagi per gli utenti del servizio di trasporto aereo in termini di allungamento dei tempi di percorrenza, in considerazione soprattutto della maggiore distanza rispetto a Linate intercorrente tra Malpensa e il centro cittadino. Si è con ciò assistito a un ulteriore aggravamento delle già disagevoli e penalizzanti condizioni di viaggio per quanti devono, per i motivi più disparati, raggiungere destinazioni nella Penisola o nel Continente europeo, in palese contrasto non soltanto con l'obiettivo comunitario di avvicinare al centro le regioni periferiche d'Europa, ma anche con l'avviato tentativo di una concreta limitazione della discontinuità territoriale mediante l'introduzione degli oneri di servizio pubblico per trasporto aereo previsti dall'articolo 36 della legge 17 maggio 1999, numero 144.

Il Presidente della Giunta e l'Assessore dei trasporti hanno proceduto a notificare ai massimi vertici istituzionali del Governo della Repubblica l'esteso malcontento sociale che ha accompagnato ogni fase di attuazione del trasferimento dello scalo aeroportuale e hanno sollecitato ogni utile e fattivo intervento per garantire le legittime ed irrinunciabili aspettative della Sardegna nei suoi rapporti di mobilità con l'esterno.

Allo stato il risultato ottenuto dalla mobilitazione della Giunta è l'intervento del Ministro dei trasporti, onorevole Bersani, sfociato nel decreto ministeriale del 2 marzo ultimo scorso, col quale si procede ad un limitato temperamento della decisione strategica, più volte difesa dal Governo nazionale, di dirottare su Malpensa la maggior parte del traffico aereo nazionale diretto a Milano. Con detto intervento ministeriale si consente, sostanzialmente, di mantenere sullo scalo di Linate, su opzione del vettore aereo, e per i bacini di traffico inferiori ai 150 mila passeggeri all'anno, un solo collegamento giornaliero in andata e ritorno per ciascun vettore e per ciascuna delle relazioni di traffico con gli scali aeroportuali sardi di Cagliari, Alghero ed Olbia. In conseguenza di questa opzione, su una tratta come Cagliari-Milano, ad esempio, potranno operare vettori quali Meridiana e Volare Airlines, garantendo, con un volo andata e ritorno, circa trecentocinquanta posti giornalieri. Innanzi a questa situazione, fuor di dubbio insoddisfacente e di mero compromesso, e che ulteriormente elude l'attesa soluzione di un annoso problema essenziale per lo sviluppo economico e sociale dell'Isola, qual è quello dei trasporti aerei, l'amministrazione regionale tiene ferma la propria responsabile mobilitazione politica con il conseguimento delle più congrue ed avanzate determinazioni governative nei confronti della necessità di traffico da e per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarare se è soddisfatto.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Intervengo semplicemente per dire che rispetto ad un problema di questa rilevanza l'iniziativa della Giunta mi sembra inadeguata. I risultati che l'onorevole Manunza ha presentato testé in Consiglio lo dimostrano.

Io chiedo che ci sia, da parte della Giunta, un impegno più concreto che porti risultati diversi da quelli che l'onorevole Manunza ha presentato in quest'aula.

Congedo

PRESIDENTE. Colleghi, è pervenuta adesso una richiesta di congedo di cui devo informare il Consiglio. Il consigliere Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo, a far data dal 31 maggio 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Volevo sapere come mai l'interpellanza numero 3 non è stata ancora inserita all'ordine del giorno, nel quale compaiono invece interpellanze successive.

PRESIDENTE. L'inserimento all'ordine del giorno delle interpellanze che stiamo discutendo è stato chiesto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo in sede di programmazione dei lavori odierni. Nessuno ha fatto una richiesta per l'interpellanza a cui lei ha fatto riferimento. Se lei ritiene, il suo Capogruppo potrà richiederne l'inserimento all'ordine del giorno della prossima sessione consiliare.

DORE (I DEMOCRATICI). L'interpellanza numero 3 è stata presentata il 15 settembre 1999!

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'interpellanza numero 34, l'assessore Pirastu ha comunicato di essere impegnato in una importante riunione concernente il gassificatore, pertanto stamattina non potrà partecipare ai lavori. .

All'interpellanza numero 40 deve rispondere l'assessore Silvestro Ladu, che non vedo in aula.

Presidente Floris, vuole rispondere lei a queste interpellanze?

FLORIS Mario (Gruppo Misto),Presidente della Giunta regionale. No, risponderanno gli Assessori competenti per materia.

Discussione della mozione Selis - Cugini - Balia - Cogodi - Dettori Bruno - Giagu - Calledda - Demuru - Dettori Ivana - Dore - Fadda - Falconi - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orrù - Ortu - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Spissu - Tunis Gianfranco - Vassallo sul grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO (15)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 15. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

MOZIONE SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sul grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO il grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO a causa delle ripetute dimissioni o della incompatibilità dei componenti espressi soprattutto dalla maggioranza;

CONSIDERATO che il perdurare di questa situazione rende legittimo il dubbio che la maggioranza operi per impedire l'insediamento degli organi di controllo e quindi per perpetrare una grave e inaccettabile situazione di illegalità;

CONSIDERATA la grave e irresponsabile inerzia della Giunta regionale che non ha fornito le informazioni sulle conseguenze di tale situazione (formalmente chieste in aula dai rappresentanti dell'opposizione), né ha assunto alcuna iniziativa neanche dopo queste segnalazioni;

CONSIDERATA, inoltre, l'assoluta inerzia del Presidente del Consiglio regionale corresponsabile del mancato completamento e insediamento degli organi di controllo non avendo provveduto a convocare con la dovuta tempestività e assiduità l'Assemblea per procedere alle nomine;

CONSIDERATE le gravissime conseguenze di tale situazione sulla certezza del diritto sull'attività dei Comuni, delle imprese e dei cittadini;

CONSIDERATO che tale incertezza può generare abusi e conflitti che potrebbero minare la stessa convivenza civile,

impegna la Giunta regionale

a) a presentare un rapporto completo e puntuale sui mancati controlli e sulle conseguenze del ritardato funzionamento degli organi di controllo sugli atti degli enti locali;

b) ad assumere tutte le iniziative amministrative e legislative per fronteggiare la gravissima situazione creatasi,

impegna il Presidente del Consiglio regionale

ad inviare la presente mozione ed il rapporto della Giunta regionale di cui al punto a) al Governo per eventuali valutazioni di sua competenza. (15)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà illustrarla.

SELIS (Popolari-P.S.). Colleghi, giustamente il Presidente della Giunta non risponde alle interpellanze in luogo degli Assessori interpellati, perché ciò costituirebbe una surroga inadeguata e superficiale. Lo ritengo un comportamento corretto da parte sua, ma devo sottolineare la poca serietà degli Assessori, perché è vero che possono saltar fuori impegni improvvisi, ognuno di noi lo sa, ma se si provvedesse ad avvisare per tempo anche nella Conferenza dei Capigruppo che si svolge prima dell'inizio delle sedute si potrebbe decidere di sostituire le interpellanze già iscritte all'ordine del giorno, e che non possono essere discusse, con altre che non presentano questo problema, altrimenti è difficile fugare il sospetto che la Giunta intenda, in questo modo, sottrarsi al confronto col Consiglio.

Io prendo le parole dell'onorevole Serrenti come censura nei confronti degli Assessori assenti. Mi auguro che gli Assessori interpellati arrivino in aula durante il corso della seduta.

PRESIDENTE. La prego di illustrare la mozione, onorevole Selis. Se ci saranno le condizioni riprenderemo lo svolgimento delle interpellanze successivamente.

SELIS (Popolari-P.S.). Ciò che dicevo era rivolto a lei. Noi chiediamo che il Presidente del Consiglio si faccia carico di reinserire, nel corso della seduta, lo svolgimento delle interpellanze appena gli Assessori interpellati saranno presenti, oppure che si sostituiscano le interpellanze, perché il confronto Giunta-Consiglio, che è stabilito dal Regolamento, e per il quale abbiamo inserito una nuova norma, va sviluppato. E' evidente che l'opposizione non può che constatare e stigmatizzare con molta severità il comportamento degli Assessori, i quali dimostrano scarsa attenzione verso il Consiglio. E' vero che un Assessore, come dicevo prima, può avere qualche impegno improvviso (tra l'altro gli impegni importanti non sono sempre improvvisi), ma nulla gli impedisce di comunicarlo, consentendo ai colleghi di Giunta di rispondere ad altre interpellanze. Questo è un problema che noi solleviamo con molta pacatezza, ma che non va sottovalutato, per non causare una ulteriore esasperazione delle tensioni.

Da questo punto di vista credo che anche la mozione numero 15 vada considerata come un atto di grande responsabilità da parte dell'opposizione non verso la Giunta, ma rispetto agli interessi della Sardegna. In quest'aula, nei giorni scorsi, il collega Cogodi per primo e successivamente i colleghi Fadda e Cugini ed io abbiamo sottolineato che il ritardato insediamento del CO.RE.CO. e il mancato insediamento dei CO.CI.CO. costituivano un problema delicato, perché stavano creando una situazione, se non di illegalità, sicuramente di incertezza del diritto nell'esame e nel controllo degli atti degli enti locali, sino al punto che atti delicati, quali gli strumenti urbanistici, sono passati per decorrenza dei termini. Abbiamo già sottolineato, e lo ribadiamo adesso, che le richieste fatte alla Giunta in Aula hanno il massimo di ufficialità. Questo non è il club bocciofilo. Una richiesta avanzata in Aula ha il massimo della ufficialità, molto più di una lettera scritta all'Assessore, perché quando il Consiglio regionale si riunisce ogni suo atto acquista il massimo della solennità. Noi abbiamo detto alla Giunta: "Badate, su questo tema non vogliamo che si creino conflittualità; vi assicuriamo anzi la nostra disponibilità per governare insieme un problema che altrimenti potrebbe sfuggirci di mano. Siamo disponibili a ragionare assieme sui rimedi che questa situazione richiede, però non potete, voi della Giunta, e non possiamo noi singoli consiglieri non avere la consapevolezza della delicatezza del problema che il passaggio per decorrenza dei termini degli strumenti e degli atti degli enti locali, quali gli strumenti urbanistici, i bilanci, i regolamenti, e così via, crea. Oltretutto, il fatto che questi atti diventino esecutivi per decorrenza dei termini non ne sana i vizi, quindi si crea un'incertezza sull'attività istituzionale delle amministrazioni comunali, degli imprenditori, dei cittadini, con conseguenze deleterie anche da punto di vista della certezza del diritto per i cittadini.

Abbiamo fatto queste considerazioni in Aula e abbiamo avuto la sensazione, ma forse qualcosa di più di una sensazione, che la Giunta sottovalutasse il problema, che avesse un atteggiamento distratto, ritenendo che l'opposizione ponga i problemi per "disturbare il manovratore". Non è così. Noi poniamo i problemi per farci carico degli stessi insieme alla maggioranza, certamente nella differenza dei rispettivi ruoli. Per questo motivo, l'atteggiamento un po' superficiale della Giunta, che ha liquidato il problema, ha indotto l'opposizione a presentare una mozione, come vedete molto sintetica, che ribadisce le stesse cose, cioè avverte: "Badate, c'è il sospetto che questi organismi non entrino in funzione forse per una distrazione, qualcuno di noi può anche dire per responsabilità della maggioranza, ma questa responsabilità o questa distrazione sta creando problemi seri alle amministrazioni, alle imprese e ai cittadini. Vogliamo farcene carico insieme? La Giunta è in grado di fare una proposta, di spiegare che cosa è successo?" L'abbiamo già detto in Aula, lo ribadiamo nella mozione: il primo passo è che la Giunta, a parole, ma anche con atti concreti, ricostruisca la situazione e dica quali sono gli atti che in questi mesi sono andati in attuazione per decorrenza dei termini. Alcuni possono essere banali, altri più importanti, ma come si fronteggiano? Come si riconduce a legalità una situazione di incertezza? Noi siamo qui per questo, siamo qui per chiedere alla Giunta di spiegare qual è la situazione, per sapere quali proposte intende avanzare e valutare se sulle stesse sia possibile trovare un punto di convergenza. Mi sembra che stiamo offrendo la massima disponibilità e collaborazione, che però non escludono un giudizio critico che ribadiamo, perché riteniamo che la maggioranza abbia in qualche modo delle responsabilità nella ritardata attivazione degli organi e che la Giunta abbia sottovalutato il problema. Ci auguriamo che questa sottovalutazione venga superata e che assieme possiamo risolvere la situazione che si è creata.

Attendiamo, però, ripeto, che la Giunta ci faccia sapere qual è la situazione reale e quali proposte intende avanzare. Su queste proposte svilupperemo un confronto serio che non prescinde dal giudizio di severità che abbiamo già espresso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Prima di intervenire nel merito, io ritengo, riprendendo l'ultima considerazione che svolgeva il collega Gian Mario Selis, che debba essere la Giunta regionale a riferire al Consiglio e a dare quegli elementi conoscitivi che la mozione richiede, perché l'intero Consiglio regionale non sa che cosa è accaduto, non solo coloro che hanno presentato la mozione, né quale sia la portata del mancato controllo, sia in ragione del ritardato insediamento del CO.RE.CO., per il periodo di vacanza, sia in ragione del mancato insediamento dei CO.CI.CO., nel periodo intermedio, che tuttora permane. Senza questi elementi di informazione credo che sia difficile proseguire la discussione della mozione, che potrà concludersi solo quando saranno date tutte le informazioni alle quali questa Assemblea ha diritto.

La mia richiesta riprende la considerazione del collega Selis, ed è rivolta ad avere subito dalla Giunta queste informazioni. Mi riservo pertanto di intervenire successivamente nel merito.

PRESIDENTE. Faccio notare, onorevole Cogodi, che l'articolo 115 del Regolamento stabilisce che la discussione delle mozioni inizia con l'illustrazione da parte di uno dei presentatori, cui fanno seguito gli interventi dei consiglieri e quello della Giunta. Tuttavia mi rendo conto del problema che lei pone. Se il Presidente della Giunta lo ritiene può intervenire brevemente per dare le informazioni necessarie ad acquisire quegli elementi di conoscenza che consentono di discutere meglio l'argomento.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, il Presidente della Giunta non intende intervenire adesso, perché vuole prima capire, dall'illustrazione della mozione, quali sono gli elementi di valutazione che hanno indotto l'onorevole Selis non soltanto a presentare una mozione, in cui sono state ampiamente indicate alcune cose, ma anche a chiedere un dibattito pubblico.

Se il Consiglio è d'accordo, l'Assessore competente per materia può intervenire per fornire gli elementi conoscitivi richiesti. Il Presidente della Giunta si riserva di intervenire nel dibattito alla chiusura della discussione e non prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna). Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, illustro brevemente e sinteticamente alcuni dati relativi al periodo di vacanza del Comitato regionale di controllo, che va dal 4 marzo al 19 aprile, per le note vicende. Per quanto riguarda l'aspetto politico, sarà il Presidente a trarre le conclusioni in ordine alla discussione. Posso dire che dei 69 provvedimenti di natura regolamentare che sono stati in quel periodo esitati per decorrenza dei termini, 30 erano esenti da veti di legittimità; dei restanti 32, in seguito all'istruttoria da parte degli uffici, 14 erano stati rinviati per acquisizione di ulteriori elementi istruttori e chiarimenti, per 9 di essi era stato chiesto l'annullamento parziale e per altri 9 l'annullamento totale.

Ora, per entrare nella parte che interessa certamente il Consiglio regionale, e in seguito, se qualche consigliere lo richiederà potremo dare contezza delle istruttorie effettuate, devo dire che gli uffici, in tempo reale, cioè dal momento della decorrenza dei termini, hanno fatto pervenire ai Comuni interessati tutte le osservazioni fatte in sede istruttoria sui Piani urbanistici comunali (PUC) per i quali era stato chiesto l'annullamento parziale o totale. C'è anche da dire che nessuno di questi piani (si è tanto parlato sulla stampa dei Piani urbanistici di Castiadas, di Sinnai e di Arzachena, per i quali era stato chiesto l'annullamento parziale), né in questo momento né in seguito, produrrà effetti negativi per la Sardegna.

Brevemente leggo una scheda che ho preparato per il Consiglio regionale, ma che tutti i colleghi, o quasi tutti, soprattutto chi ha ricoperto cariche istituzionali e chi si è occupato della materia, conoscono a menadito, per cui mentre accettiamo le critiche, onorevole Selis, rigettiamo le calunnie che sono state riportate sui giornali. Dico questo perché mai né la Giunta né questa maggioranza hanno pensato di far decorrere i termini di modo che qualcuno potesse lucrare da questa situazione, al contrario di come è stato riportato virgolettato dagli organi di stampa. Su questo, per quanto riguarda la mia persona, ma mi esprimo anche a nome della Giunta, rigetto sdegnosamente le accuse.

L'iter procedimentale è questo: 1) delibera d'adozione dei piani soggetta a presa d'atto da parte del CO.RE.CO., e sappiamo che in questo periodo di un mese, purtroppo, di vacanza, essendo scaduti i termini, compresi i quarantacinque giorni supplementari, i piani sono stati adottati per decorrenza dei termini; 2) pubblicazione del piano adottato, che non è ancora avvenuta; 3) termini per le osservazioni: trenta giorni più trenta; 4) delibera del Consiglio comunale in ordine alle osservazioni; 5) approvazione definitiva soggetta al controllo del CO.RE.CO. Solo a seguito della pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva nel Bollettino Ufficiale della Regione il PUC entra in vigore. In questa fase, in cui cioè vi sono Piani urbanistici passati per decorrenza termini, scattano esclusivamente le norme di salvaguardia. Che cosa vuol dire? Che il sindaco, con provvedimento motivato, può sospendere ogni determinazione sulle domande di concessione edilizia quando riconosca che tali domande siano in contrasto col piano adottato. Il che significa che noi siamo in condizioni di fare su tutti i PUC passati per decorrenza dei termini le necessarie osservazioni (che in verità sono state già notificate ai Comuni dagli Uffici competenti), affinché nessuno di essi, né quelli da annullare parzialmente né quelli da annullare totalmente, possa essere approvato e abbia effetti sotto il profilo urbanistico e paesistico. Dal punto di vista della sostanza solo due o tre di questi PUC avevano rilevanza sotto il profilo urbanistico e paesistico.

Per quanto riguarda il piano di Castiadas, di cui si è tanto parlato, devo dire anche che quando il PUC interessi territori soggetti a norme del Piano territoriale paesistico occorre che entro quindici giorni dall'esecutività dell'atto d'adozione, ai sensi delle norme tecniche di attuazione dei PTP, il PUC sia trasmesso ai competenti Assessorati per la verifica della sua coerenza con gli indirizzi contenuti nel PTP. Quindi, anche in questo caso, non solo per quello che ho detto antecedentemente, ma anche per quel che riguarda il Comune di Castiadas, ricadente appunto in un PTP, ci sarebbe un successivo controllo di fatto da parte degli Assessorati competenti.

Detto questo, credo che l'opposizione giustamente faccia la sua parte, e che ognuno debba prendersi le sue responsabilità. Noi, da questo punto di vista, ci prendiamo tutte le nostre responsabilità in questa materia così delicata.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo, onorevoli Presidenti del Consiglio e della Giunta, colleghi, che quanto riferito dall'Assessore degli enti locali e dell'urbanistica sia apprezzabile per il tono e per la compostezza del modo con cui si è riferito al Consiglio e che sia, però, meno apprezzabile dal punto di vista della necessaria chiarezza e direi anche della necessaria consapevolezza che il Consiglio e la Giunta, cioè il Governo della Regione, nel loro insieme debbono avere di quanto è accaduto e di quanto ancora sta accadendo. Credo che in un successivo intervento la Giunta - non so se ancora nella persona dell'Assessore degli enti locali - riferirà anche su ciò che sta accadendo a causa del mancato insediamento, tuttora persistente, dei Comitati Circoscrizionali di Controllo. Infatti, tutti gli atti degli enti locali soggetti al controllo di legittimità, e non solo quelli degli enti locali, ma anche gli atti dei Consorzi industriali, dei Consorzi di bonifica, che sono soggetti al controllo di legalità da parte dei CO.CI.CO., allo stato delle cose sono senza controllo, e non crediamo che in questi mesi questi enti non stiano adottando provvedimenti, che i Comuni non stiano redigendo i bilanci consuntivi e quelli preventivi, che non vi siano procedure d'appalto da sottoporre al controllo di legalità. Su questo non si è detta ancora una parola, e penso che la Giunta integrerà le informazioni rendendo edotto il Consiglio su che cosa sta succedendo.

Però, a ben vedere, pur nella compostezza del linguaggio usato, l'Assessore degli enti locali ha fatto un'ammissione grave di responsabilità, laddove per conto della Giunta ha voluto rassicurare il Consiglio e l'opinione pubblica che finora non sarebbe accaduto quasi nulla, che non vi saranno conseguenze gravi o gravissime, e tuttavia elenca una serie di rimedi che sarebbero utilizzabili per arginare il danno. Ed elenca, in specie, il fatto che possono essere fatte osservazioni ai piani, e quindi queste osservazioni dovranno essere fatte. Ma se non si fosse sollevava questa questione in Consiglio regionale, queste osservazioni difficilmente sarebbero state fatte. Quindi, un modo attraverso cui paralizzare gli effetti negativi, e talora devastanti, per alcuni piani e non per tutti sono le osservazioni, e per alcuni piani e non per tutti può essere il vincolo della disciplina paesistica in cui alcuni di questi piani ricadono. Però, non può dirsi che è niente o quasi niente il fatto che quattordici strumenti urbanistici, adottati per decorrenza di termini, erano stati rinviati in attesa di chiarimenti, perché richiedere dei chiarimenti equivale a dire: "O chiarisci questo con elementi documentali, oppure il tuo piano non vale". E dire ancora che nove strumenti urbanistici sarebbero stati annullati parzialmente e altri nove sarebbero stati annullati totalmente se avesse funzionato il controllo di legittimità non è niente o quasi niente, è una enormità, per cui il Consiglio deve domandarsi perché ciò è accaduto e, soprattutto, deve porre rimedio in modo efficace e sicuro ai danni che sono derivati e possono ancora in modo peggiore derivare.

Prima domanda: la Giunta regionale ha condotto non dico un'inchiesta, ma una riflessione, ha attinto elementi di conoscenza anche tecnico-giuridica per esercitare la sua funzione di governo? Siamo o siete davvero sicuri che dopo quello che ha fatto la Regione (e in questo caso mi riferisco alla Regione-Governo, cioè alla Giunta regionale e ai suoi Uffici, che la Giunta ha il dovere di controllare) questi piani urbanistici siano approvati per decorrenza dei termini? Se gli Uffici che hanno svolto l'istruttoria hanno espresso parere negativo, il Piano urbanistico sarebbe nullo, però è approvato per decorrenza dei termini, come dire: "Bada che in sede di autotutela tu, Comune, puoi non attuarlo". Poi, in sede di autotutela, il Comune può anche attuarlo, se vuole. E il privato può attivare le procedure per ottenere nel frattempo le autorizzazioni che gli interessano o innescare procedimenti e contenziosi di diversa natura che creano in ogni caso disastro nella pubblica amministrazione e nella gestione del territorio.

L'articolo 32 della legge regionale 13 dicembre 1994, numero 38, concernente il controllo sugli atti degli enti locali, recita: "Le deliberazioni sottoposte al controllo diventano esecutive qualora i comitati, entro venti giorni dal loro ricevimento, non abbiano comunicato l'avvenuto annullamento…". "Qualora i comitati", cioè se i comitati esistono, perché ben si intende che, avendo ricevuto quei piani e sapendo che sono in istruttoria - e nel corso dell'istruttoria i comitati hanno possibilità di avere l'occhio che guarda, che sa, che conosce -, in una selezione di priorità si può ritenere di accordare maggiore attenzione all'esame di alcuni atti o di alcuni strumenti anziché di altri. In ogni caso, ciò può avvenire in quanto i comitati esistono, perché è in capo a loro una responsabilità e perché hanno comunque gli strumenti per richiamare successivamente i piani che fossero passati per decorrenza di termini. Ma se i comitati non ci sono, se non esistono, siete così sicuri che la conseguenza sia la decorrenza dei termini e non invece il blocco del controllo? Io ritengo che sia il blocco del controllo. Per grave inadempienza - di cui ha già parlato prima il collega Selis e di cui si parla anche nella mozione - del Consiglio regionale e della Giunta regionale accade che la Regione è stata, e per alcuni versi è ancora priva degli organi di controllo. Ma se non ci sono gli organi di controllo la conseguenza, o la pena, è il blocco del controllo e anche del tempo, per cui quegli atti non decorrono, non divengono legittimi, essendo invece illegittimi, perché il tempo passa. Questa, secondo me, è la lettura più corretta dell'articolo 32. Nel caso di specie, invece, ne è stata data la lettura inversa, cioè che, pur non esistendo i comitati, le cose continuassero ad esistere in un mondo tutto astratto e virtuale, per cui essendo decorso il tempo quegli strumenti da nulli o annullabili che erano sono stati dati per esistenti e legittimi.

Questa è la prima considerazione, che è anche un invito alla Giunta ad approfondire le questioni, a porsi il problema, che forse sarebbe più facilmente risolvibile se si desse l'interpretazione a mio avviso corretta. Gli Uffici regionali, cioè, su direttiva della Giunta, dovrebbero semplicemente spiegare che i termini non sono decorsi perché i Comitati di controllo non esistevano, per cui in questo periodo vi è stata solo un'interruzione dell'attività di controllo.

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue COGODI) La seconda considerazione è che esiste un'altra norma che occorre tenere presente. Tra l'altro non è che ognuno di noi deve studiarsi l'ordinamento giuridico (per quanto poi, se lo ritiene, possa fare anche questo) ogni volta; ma gli apparati burocratici della Giunta regionale e anche un Consiglio regionale che siano appena appena organizzati devono tener conto del sistema normativo. A me pare, e faccio riferimento anche a questo strumento, che l'articolo 6 della legge comunale e provinciale tuttora in vigore preveda un'altra tutela giuridica, prevede infatti, in modo esplicito, l'annullamento su richiesta, o d'ufficio, o da parte del Governo, di tutti gli atti illegittimi della pubblica amministrazione che per qualsiasi causa o ragione, pur essendo nella sostanza illegittimi, fossero formalmente "esistenti" nel mondo giuridico.

PRESIDENTE. La invito a rispettare il tempo, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). E ben si comprende, perché non può esistere per un atto della pubblica amministrazione che sia invalido nella sostanza e solo formalmente valido, che la forma prevalga sulla sostanza. Infatti, l'altro rimedio è l'annullamento o su richiesta o d'ufficio, e noi, nella mozione, chiediamo di trasmettere questi atti anche al Governo proprio perché si possano attivare le procedure previste dall'articolo 6 della legge comunale e provinciale e quindi quegli atti siano dichiarati nulli, in quanto davvero nulli, e non siano mantenuti nella finzione della validità.

Però, di tutto questo la Giunta non riferisce nulla, minimizza, dice che non è successo niente, che c'è allarmismo, che addirittura ci sarebbe stata una quasi calunnia. Ma quale calunnia? Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e la responsabilità primaria è del Consiglio regionale e di chi lo presiede, che non ha messo il Consiglio nelle condizioni di eleggere nei tempi dovuti i componenti dei Comitati di controllo. Questa responsabilità gravissima, che è sanzionata dall'articolo 50 dello Statuto col possibile scioglimento del Consiglio regionale, è della maggioranza politica di questo Consiglio e della Giunta regionale, che ha appunto la responsabilità politica e istituzionale di garantire, sotto tutti i profili, la legalità della vita amministrativa e istituzionale della nostra Regione. Di questo parliamo, non di cose minime, e avremo occasione di riparlarne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione presentata dai colleghi del centrosinistra ha avuto, secondo me, il pregio di far emergere un problema estremamente delicato quale quello della gestione dell'attività urbanistica nel nostro Comune.

Vorrei affrontare questo problema sotto un altro aspetto, perché sono rimasto sorpreso da alcune considerazioni svolte dai colleghi del centrosinistra, che ho trovato stranamente preoccupati degli abusi, o dei supposti abusi compiuti dai Comuni, e credo che comunque le considerazioni svolte dall'Assessore degli enti locali ci confortino sotto questo aspetto, nel senso che il fenomeno pare essere meno preoccupante di quanto non sembrasse inizialmente.

Dicevo che vorrei affrontare brevemente il problema sotto un altro aspetto, cioè quello degli abusi commessi dal Comitato regionale di controllo, che non è organo giurisdizionale, ed ancora meno lo sono i funzionari del Comitato di controllo (forse su questo sarebbe utile presentare un'altra mozione). Ma chi garantisce i Comuni da questi abusi? Si dirà: "I Comuni possono ricorrere al TAR". Ma sappiamo bene che i Comuni, per questione di tempo, e perché attorno ai piani urbanistici comunali ci sono interessi, intesi in senso nobile, delle popolazioni, come ben sanno tutti gli amministratori, per cui il più delle volte i Comuni preferiscono comportarsi un po' come ci stiamo comportando noi con la legge sulle province, cioè assumono un atteggiamento più accomodante riadottando gli atti e magari recependo in qualche misura le indicazioni dei Comitati di controllo, che non sempre rispondono alla legge e che spesso si traducono in annullamenti che sono assolutamente scandalosi.

Credo che chiunque abbia un po' di esperienza di questa materia sappia di che cosa sto parlando, sappia che il Comitato regionale di controllo (inteso sempre come entità burocratica più che come entità politica, per come la intendo io) in questo periodo spesso assume un atteggiamento assolutamente non collaborativo nei confronti dei Comuni, in ciò violando anche precise indicazioni di legge, anziché svolgere rispetto ai Comuni un'opera di collaborazione in vista dell'adozione di strumenti urbanistici che siano conformi alla legge (e su questo naturalmente non si deve minimamente transigere) e tengano conto delle indicazioni che vengono dalle amministrazioni comunali.

Approfitto della mozione presentata dai colleghi del centrosinistra per denunciare, stamattina, questo fatto che è assolutamente al di fuori dello spirito della legge 45 e della nuova normativa sui controlli, pur timido recepimento delle leggi Bassanini che questo Consiglio regionale ha adottato due anni fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). L'intervento del collega Cossa ci permette di spaziare nel dibattito che la nostra mozione ha suscitato. Non c'è dubbio che ci possono essere dei casi di non collaborazione da parte dei funzionari, ma avremmo gradito che la Giunta regionale ci riferisse anche su questo oppure desse delle direttive precise perché questa collaborazione ci fosse. E credo che nella replica lo stesso Presidente o un altro componente della Giunta ci potranno illuminare anche su aspetti di questo genere, se ci sono, che io ritengo gravissimi e che occorre eliminare nel più breve tempo possibile.

Quello che noi oggi stiamo discutendo era stato già previsto non soltanto nella precedente riunione di questa Assemblea, quando abbiamo chiesto alla Giunta regionale di riferire sui mancati controlli di legittimità, ma anche nel corso della discussione della legge finanziaria, in cui avevamo rilevato che comunque i Comuni e gli enti strumentali sarebbero rimasti senza controllo, perché anche se avessimo eletto immediatamente i rappresentanti nei Co.ci.co e nei Co.re.co sarebbero dovuti comunque trascorrere 45 giorni.

Quindi c'è leggerezza, come sosteneva il collega Selis, ci può essere comunque reticenza. Ciò che mi dispiace, signor Presidente del Consiglio, è che quest'Aula, compresi gli esponenti della Giunta, su argomenti così importanti come quello in discussione, sia disattenta e non ascolti chi interviene. Non riesco a comprendere, signor Presidente della Giunta, a che cosa serva ormai discutere, visto che stiamo delegittimando quest'Aula. Credo che l'opposizione stia dimostrando di voler collaborare per cercare di risolvere i problemi, ma anche questo atteggiamento non serve a nulla; stiamo delegittimando quest'Aula perché ci parliamo addosso, non ci ascoltiamo neanche su fatti di questa importanza e gravità. Mi sarei aspettato, devo dire la verità, che l'Assessore degli enti locali ci dicesse, per esempio, che la proposta di riforma dei Co.ci.co. potrà a breve essere discussa in Commissione. Si tratta di enti inutili, come riconosciuto da quasi tutto il Consiglio, ciò nonostante non riusciamo a fare neanche questa riforma. Oggi procederemo ad altre elezioni di rappresentanti nei Co.ci.co, lo abbiamo fatto anche l'altro giorno, per cercare di dare una "non risposta" ai problemi degli enti locali, perché nella proposta di legge che è stata firmata da tantissimi colleghi è scritto, appunto, quanto diceva il collega Cossa, cioè che tutte le circoscrizioni che sono attualmente in funzione devono diventare degli strumenti di sostegno ai Comuni.

Non si è parlato di quanti bilanci e regolamenti sono divenuti esecutivi per decorrenza dei termini, ma basterebbero soltanto un regolamento ed uno statuto per i quali ci siano state richieste di controllo da parte delle minoranze, a cui è stato così impedito di far presenti i motivi per i quali ritengono l'atto illegittimo o non conforme. Quindi sui Co.ci.co. la Giunta dovrebbe stendere un velo pietoso, ma siamo ancora in tempo perché le loro competenze siano trasferite al Co.re.co.

Vorremmo una informativa un po' più precisa, perché ci sono state lamentele da parte di tantissimi consigli comunali, o meglio delle minoranze dei consigli comunali che hanno approvato i bilanci per decorrenza dei termini, dove può anche esserci una maggioranza di centrosinistra, ma ciò non fa venir meno le responsabilità di questo Consiglio regionale e di questa Giunta sul controllo di legittimità. Noi stiamo cercando di dare un minimo di certezza del diritto agli amministratori, ai cittadini, agli imprenditori.

Credo che anche questa occasione sarà sprecata se non prendiamo oggi dei provvedimenti. Noi ci dichiariamo disponibili anche per sanare tutte quelle situazioni che si sono verificate nel frattempo, se la Giunta regionale ci vorrà dare delle informazioni più precise. Non abbiamo voluto creare allarmismo; c'è un problema grossissimo all'interno della nostra Regione per quanto riguarda il controllo di legittimità sugli atti degli enti locali. Ci auguriamo che il Presidente della Giunta o l'Assessore, nella replica, ci dicano anche quali soluzioni intendono proporre a quest'Aula, e dichiariamo la nostra disponibilità a collaborare alla ricerca di soluzioni che impediscano, in futuro, il verificarsi di fatti di questo genere e comunque diano ai cittadini quella certezza che fino ad oggi non hanno avuto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Io voglio partire da un dato che, a mio avviso, va sottolineato: questa voglia, questo desiderio di minimizzare che l'Assessore regionale degli enti locali ha espresso con una dichiarazione sulla stampa ed anche oggi in aula a me pare inopportuna, perché qui non si tratta di quantità di atti. Fossero tanti gli atti denunciati dall'opposizione o fosse uno solo rimane aperto un problema che non può essere risolto minimizzando queste questioni.

Voglio anche introdurre un elemento di valutazione, badate, al di là dell'aspetto della legittimità (poi tornerò su questo aspetto): tutti sanno, mi pare lo ricordasse anche il collega Cossa, che il Comitato regionale di controllo, soprattutto per quanto riguarda la legittimità, ha assunto in questi anni posizioni anche molto rigorose in relazione all'approvazione dei Piani urbanistici comunali, e che ci sono ancora dei territori che hanno difficoltà a risolvere questo problema, anche perché non sempre vi è la possibilità di seguire le indicazioni, anche preventive, del Comitato regionale di controllo (mi riferisco agli uffici, naturalmente). L'inagibilità di un Piano urbanistico comunale, però, nella maggior parte dei casi, anzi sempre, soprattutto in certi Comuni, significa mancanza dello strumento principale che determina e regolamenta lo sviluppo di quel territorio.

Badate: anche se un solo comune ha avuto il Piano urbanistico approvato per decorrenza dei termini non c'è dubbio che rispetto ad altri territori quel comune, sotto il profilo della disponibilità del piano, si trova in una situazione di vantaggio. E' uno squilibrio che comunque si introduce nel panorama complessivo delle amministrazioni comunali e soprattutto degli imprenditori che in quei territori hanno deciso di investire. Questo è un aspetto che non può essere minimizzato.

Quindi, che senso ha dire che solo un comune si trova in questa situazione di vantaggio? Occorre trovare una soluzione che in qualche modo riconduca tutto quanto su un piano di parità. Questo è il primo problema.

Secondo problema: nessuno ha voluto sollevare questioni contro i sindaci, anzi, i problemi sono stati sollevati proprio nell'intento di garantire e tutelare i sindaci. Io sono un sindaco e se ricevessi dagli Uffici del Comitato regionale di controllo una lettera con la quale mi si comunicasse che dopo aver esaminato il Piano urbanistico del mio comune e aver riscontrato dei punti di illegittimità se ne propone il rinvio (o l'annullamento totale o parziale), ciò nonostante, per decorrenza dei termini, il piano è approvato, io rispedirei quel Piano urbanistico al Comitato regionale di controllo. Non c'è alcun dubbio, perché solo un sindaco irresponsabile può pensare di dare attuazione a uno strumento urbanistico approvato per decorrenza dei termini, pur in presenza di un parere contrario, formalizzato dagli uffici competenti, senza avere la certezza che in un arco di tempo più o meno ravvicinato comunque avrà problemi seri sul piano civile e, non lo si può escludere, anche sul piano penale, perché basta un ricorso qualsiasi da parte di un cittadino per scatenare immediatamente una serie di conseguenze, in quanto, come tutti sanno, l'approvazione per decorrenza dei termini non sana alcuna illegittimità. Allora, dire: "Attenzione, badate che è successo questo" non significa fare la guerra ai sindaci, perché nessuno ha intenzione di sollevare questioni contro i sindaci. Al contrario, tutti insieme dobbiamo cercare, e certamente il Governo regionale ha un ruolo centrale in questa direzione, la soluzione tecnicamente e giuridicamente percorribile che consenta di superare le eventuali illegittimità rilevate e di mettere, quindi, su un piano di totale legittimità questi strumenti urbanistici.

Personalmente ritengo che, in questa fase, il problema non consista nel sollevare l'ennesima questione contro la maggioranza. Credo che questo aspetto non interessi a nessuno. Abbiamo sollevato un problema e fatto le nostre considerazioni; certamente abbiamo espresso un giudizio sul Governo regionale e sulla maggioranza, ma adesso è necessario trovare una soluzione che dia ampia copertura, tranquillità e serenità all'operato dei sindaci. Naturalmente, ma questo lo vedremo in una fase successiva, spero in tempi ravvicinati, dovremo riprendere, come ricordava il collega Paolo Fadda, l'argomento della revisione dell'attuale normativa regionale in materia di controlli sugli atti degli enti locali. Su questo aspetto oggi non mi soffermo, perché la prima Commissione ha già all'ordine del giorno, come punto prioritario, l'esame di una apposita proposta di legge, e credo che a breve avremo anche l'opportunità di discutere in Aula questo argomento. E' chiaro che anche il mancato insediamento del Comitati circoscrizionali di controllo crea problemi, in quanto tutti i bilanci sono stati approvati anch'essi per decorrenza dei termini Resta aperto, però, un altro problema importante, a cui ugualmente ha fatto riferimento il collega Fadda: i Comitati circoscrizionali di controllo hanno una competenza direi quasi residuale, comunque fondamentale, sugli statuti e sui regolamenti comunali, ma a me interessano più gli statuti, perché a seguito dell'approvazione della legge nazionale numero 265 del 1999 tutti i Comuni in questo periodo stanno rivedendo i propri statuti. Tra le altre cose, i colleghi del Consiglio sanno che i Comuni stanno provvedendo a fare ciò anche perché questa legge nazionale consente, con una modifica dello statuto, di aumentare il numero dei componenti le Giunte comunali. La legge 265, tuttavia, non si limita a questo, ma ridisegna le funzioni dell'organo assembleare, cioè il consiglio comunale, dell'esecutivo, dei singoli assessori, del sindaco e di tutti gli organi dell'amministrazione comunale. Il tutto deve essere naturalmente e giustamente previsto dallo statuto comunale. E' chiaro, quindi, che una mancata attivazione dei controlli anche su questi aspetti fondamentali, in qualche modo introduce forti elementi di preoccupazione. Ecco perché questo aspetto e la mancata attivazione del controllo eventuale, cioè il controllo al quale si accede su espressa richiesta delle minoranze, che devono essere tutelate, comunque creano sicuramente motivi di allarme, che non devono essere minimizzati, ma devono essere affrontati e risolti. Non possiamo, però, dire che la soluzione consista esclusivamente nel nominare organi di controllo che possano funzionare; occorre fare una riflessione, individuare delle soluzioni per i problemi aperti, anche per quegli atti che in questo tempo sono stati approvati per decorrenza dei termini, spesso con le illegittimità intrinseche agli atti stessi che non possono essere sanate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Onorevole Presidente, colleghi, a me sembra del tutto demagogico il modo in cui il centrosinistra ha presentato questa mozione, e cercherò, nel più breve tempo possibile, di spiegarne le motivazioni.

Su La Nuova del 26 maggio si legge: "Le bordate di Selis. Sembra tutto fatto ad arte al fine di evitare i controlli". Poi, in aula, sento Selis, Cogodi e Salvatore Sanna dire: "Noi non abbiamo niente contro i sindaci dei comuni". E l'articolo continua: "Il Capogruppo dei DS, Renato Cugini, è stato altrettanto duro: 'Tra i protagonisti di questo caso ci sono sindaci del centrodestra e consiglieri regionali del centrodestra. C'è il sospetto che le cose siano in relazione e che il tutto sia frutto di una precisa scelta politica'". Essendo consigliere regionale del centrodestra ed essendo anche uno di quei sindaci che ha presentato il PUC in questo periodo sospetto, se così lo possiamo definire, posso rassicurare il Capogruppo dei DS, Cugini, e tutto il centrosinistra che non era mia intenzione sfuggire ai controlli.

L'Assessore degli enti locali ha dato alcune risposte che condivido e ritengo precise, tant'è vero che su 27 o 29 atti esaminati dagli uffici (non essendo ancora insediato il Comitato regionale di controllo) solo 8 dovranno essere rivisitati in parte; 21 dovranno essere rivisitati in toto, e non deve sfuggire a nessuno che 11 atti, tra Piani urbanistici comunali e varianti ai programmi di fabbricazione, sono stati annullati; 10 sono stati rinviati e 8 annullati parzialmente. Mi chiedo, pertanto, quale sia la preoccupazione del centrosinistra e che fondamento abbia l'affermazione che il centrodestra intendeva agire ad arte al fine di evitare i controlli. Se da una parte potevo condividere la preoccupazione per il ritardo nell'insediamento del Co.re.co, dall'altra non posso condividere tutte le dichiarazioni fatte dal centrosinistra.

Il collega Salvatore Sanna ha citato un comune che certamente, per il territorio che rappresenta, è più interessato di altri. Io non vorrei che si citasse ad arte il Comune di Castiadas, che ha beneficiato dell'approvazione del PUC, scusate, dell'annullamento del PUC. Ma, allora, perché sulla stampa si leggono dichiarazioni contro il sindaco o il Comune di Castiadas, se il Puc di questo Comune è stato annullato...

COGODI (R.C.). C'è un parere di annullamento, ma è approvato per decorrenza dei termini. Non hai capito, fatelo spiegare!

CAPPAI (C.C.D.). Non è così, è stato annullato.

COGODI (R.C.). Sarebbe dovuto essere annullato, ma non è stato annullato.

CAPPAI (C.C.D.). Capisco quello che vuole dire, avvocato Cogodi.

COGODI (R.C.). Non quello che voglio dire, quello che è. Il PUC di Castiadas è dato per approvato pur essendo nullo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasci che l'onorevole Cappai prosegua il suo intervento.

CAPPAI (C.C.D.). Cercherò di terminare il mio intervento riflettendo a voce alta. Molti di noi consiglieri regionali sono anche sindaci o assessori comunali, e penso che quando su un provvedimento o un atto viene espresso un giudizio di non conformità alla legge riflettano bene prima di dare ad esso esecuzione. Quindi non saranno certamente né il sindaco di Guamaggiore, né il sindaco di Castiadas a dare applicazione a ciò che era previsto nei loro PUC. Se quello attuato dal centrosinistra voleva essere un attacco demagogico lo prendiamo come tale, ma su tutte le altre questioni non possiamo essere d'accordo, anche perché questi atti torneranno nei rispettivi consigli comunali, dovranno essere ancora pubblicati e, come giustamente ha detto l'assessore Milia, diventeranno esecutivi solo dopo la pubblicazione nel BURAS. Quindi, in questo caso, le dichiarazioni riportate sulla stampa erano solo ed esclusivamente demagogiche.

Mi preme sottolineare, soprattutto quando viene tirato in ballo il nome di un sindaco il cui comune non ha zone costiere, si trova in grosse difficoltà economiche ed ha anch'esso approvato un suo Piano urbanistico. Non ho l'articolo in questo momento, ma un giornalista, un tal Peretti, ha scritto: "Stranamente tra questi sindaci c'è anche Cappai, consigliere regionale del CCD". Il CCD è tranquillo sotto questo aspetto, non vuole evitare i controlli, ma si dichiara disponibile comunque e sempre a discutere su qualsiasi problema, non solo sul controllo sugli atti degli enti locali, ma su tutto quanto in quest'aula verrà presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, penso che anche l'intervento del collega Cappai, dal quale dissento totalmente, confermi la bontà della nostra iniziativa, perché è un'occasione per ridiscutere nel merito alcuni argomenti cercando di costruire, così come hanno detto i colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto, una risposta.

Voglio porre una domanda proprio al collega Cappai, per vedere se sbaglio nelle mie considerazioni e per sapere che spiegazione egli dà al fatto che recentemente il Consiglio regionale ha eletto degli amministratori di enti, anche dei CO.ci.co. e del Co.re.co., che dopo essere stati proclamati eletti hanno rassegnato le dimissioni, costringendo quindi il Consiglio regionale alla elezione dei loro sostituti, e, caso strano, il centrodestra, nella elezione successiva, ha riproposto il nominativo dello stesso componente che si era precedentemente dimesso. Che cosa devo pensare di fronte a comportamenti di questo tipo? Cappai, tu cosa ne pensi?

CONTU (C.C.D.). L'abbiamo convinto!

CUGINI (D.S.-F.D.). L'avete convinto, passato un certo termine, ad accettare il voto del Consiglio? Quindi il collega Contu conferma che c'è stata un'iniziativa in tal senso, perché in sostanza dice: "L'abbiamo eletto, si è dimesso, successivamente l'abbiamo rieletto e non si è più dimesso". Come lo leggiamo questo comportamento? Io, che sono una persona positiva, lo leggo come una disponibilità da parte dell'eletto a rispondere a un input politico. Questo è l'atto conseguente, perché se fosse stato convinto delle dimissioni non si sarebbe riproposto per essere rieletto. Così è nelle cose. Poi, dentro questo spazio, si sono verificati i fatti che i colleghi hanno richiamato e che non impegnano solo la minoranza, ma impegnano l'intero Consiglio. Chiedo, quindi, al presidente Floris e all'intera Giunta: possiamo porre rimedio a una situazione che è sfuggita di mano a chi l'ha posta in essere? Questo è un attacco virulento che viene portato dal centrosinistra nei confronti del centrodestra? A me sembra una banalissima considerazione da parte di persone che hanno senso di responsabilità e che vogliono contribuire ad evitare danni alla Sardegna. Questo è il dato, non c'è una lettura diversa da questa. Se, però, di fronte a una richiesta, a un'indicazione di lavoro, a un input che viene dato, mi si risponde riconfermando una determinata impostazione, allora tutto assume un valore diverso da quello che viene pubblicamente qui richiamato. Nove strumenti urbanistici sarebbero stati annullati se il CO.RE.CO. fosse stato funzionante. E' un problema solo delle opposizioni questo? O non sarà, piuttosto, un problema di tutto il Consiglio regionale? Non sarà un problema relativo al controllo in Sardegna, che va affrontato per verificare se e come possiamo risolverlo? Perché assumete la posizione di chi si sente attaccato di fronte a un'indicazione di lavoro - non a una proposta - tesa a colpire, intervenire, punire? Non c'è niente di tutto questo. E' stata semplicemente avanzata la richiesta di costruire uno strumento che sani le situazioni di cui abbiamo parlato. Perché rispondete: "No"? Facciamo almeno una verifica. Trattandosi di fatti che interessano tutti i cittadini, è chiaro che il centrosinistra assume una funzione attiva nella costruzione della risposta. Questa è la sostanza della mozione e degli interventi che hanno svolto i colleghi, e nessun consigliere regionale, sindaco o non sindaco, si deve sentire colpito da un'iniziativa di questo genere.

Vorrei porle un'altra domanda, presidente Floris: se adesso (ricordo che dobbiamo ancora perfezionare le nomine in alcuni CO.CI.CO.) si stanno creando situazioni illegittime, chiamiamole difficoltà, è bene che la Giunta si ponga il problema e dia una qualche direttiva che permetta di non incorrere in errori? Parliamo di errori, non di altro, visto che siamo ancora qui, che ancora stamattina dobbiamo procedere all'elezione di componenti dei CO.CI.CO.. Perché c'è tanta resistenza ad assumere un'iniziativa positiva che aiuti gli uffici? Perché ci deve essere questa resistenza? Io non credo che debba esserci una resistenza, anzi, ci deve essere un riconoscimento dell'iniziativa positiva che noi abbiamo assunto e ci si deve chiedere, perché noi siamo forza di governo, pur stando in questo Consiglio all'opposizione, una collaborazione attiva per costruire assieme strumenti idonei a rispondere alle esigenze delle amministrazioni che operano in Sardegna. Questo è buon senso, che non è né di destra né di sinistra, ma è di chi lo propone all'attenzione dei colleghi in questa discussione.

Noi abbiamo voluto fare questo con la nostra mozione. Certo, se ci dovessimo trovare - preciso che non l'ho concordato con gli altri colleghi - di fronte ad una iniziativa positiva da parte del presidente Floris, che dicesse "Vediamo assieme, istruiamo assieme", oppure "La Giunta fa una proposta e insieme valutiamo che tipo di risposta dare", personalmente potrei anche chiedere che la mozione non sia messa in votazione, ma solo in presenza di un'iniziativa di questo genere che richiami alla propria responsabilità l'insieme del Consiglio. In quel caso avremmo raggiunto l'obiettivo politico e anche tecnico di dare una risposta positiva alla domanda che noi abbiamo avanzato. Certo è che se ci dovessimo trovare di fronte alla conferma - già l'assessore Milia stamattina ha assunto una posizione diversa - della posizione che l'assessore Pittalis ha assunto dieci giorni fa in Aula, è chiaro che la mozione assumerebbe un significato politico rilevante, perché saremmo di fronte a una posizione di chiusura senza una motivazione di merito.

Io concludo, presidente Spissu, con un invito diretto al Presidente della Giunta: legga la mozione come una nostra volontà di collaborare alla costruzione di una risposta positiva sull'argomento che abbiamo sollevato. Atteniamoci alla sostanza delle cose e lavoriamo perché nel giro di poche ore si possa procedere a una indicazione di lavoro condivisa dal Consiglio regionale e condivisibile dai cittadini sardi e conseguentemente dai sindaci e dagli amministratori che vedono nella funzione e negli uffici del CO.RE.CO., che sono uffici della Regione, uno strumento di collaborazione, un punto d'incontro sulla legalità degli atti che vengono predisposti nel governo della cosa pubblica.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta. L'intervento della Giunta era già stato parzialmente dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione che è oggi alla nostra attenzione pone problemi reali che non possiamo ignorare e sollecita di tutti noi, ciascuno per la sua parte di responsabilità, a concorrere alla ricerca di soluzioni idonee e adeguate. Personalmente ho colto un segnale positivo nelle ragioni che hanno determinato questo dibattito, che mi offre l'opportunità di svolgere alcune riflessioni che intendo sottoporre alla valutazione del Consiglio, ma anche dell'opinione pubblica.

Mi è sembrato di capire che vi sono due argomenti fondamentali, sostanziali: la costituzione dei Comitati di controllo, il CO.RE.CO. in particolare, e le questioni connesse alla materia urbanistica, in maniera specifica quella relativa ai puc. L'Assessore ha ricostruito il cammino percorso e sinceramente non riesco a cogliere particolari gravità conseguenti ai ritardi che sono stati segnalati. Non è certo la prima volta che il Consiglio regionale elegge, per ricoprire incarichi in organismi di questo genere, persone che poi non accettano l'incarico, oppure sono incompatibili; in altri casi sopraggiungono cause ostative. E' nell'ordine delle cose, è sempre stato così, da cinquant'anni a questa parte, ma sono situazioni che si possono correggere, modificare o integrare, come in effetti è avvenuto, e lo abbiamo detto anche in Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Probabilmente occorre un nuovo metodo di elezione dei rappresentanti del Consiglio regionale negli enti. In materia la Giunta non ha nulla da rimproverarsi; i vari passaggi sono avvenuti alla luce del sole, non ci sono stati né inganni, né favoritismi, né costrizioni. L'Assemblea è stata sempre informata sulle diverse situazioni e messa quindi nelle condizioni di operare con tempestività e rapidità.

Il 28 marzo scorso il Presidente della Giunta ha pronunciato la nullità di diverse designazioni per rinuncia degli interessati o perché taluni non possedevano i requisiti richiesti dalla legge. Il provvedimento riguardava il co.re.co. e i CO.CI.CO. di Cagliari, Nuoro, Oristano, Iglesias, Lanusei e Tempio. Il 30 marzo quel provvedimento è stato rimesso al Presidente del Consiglio per le decisioni di competenza. Un secondo provvedimento di nullità per un componente del CO.CI.CO. di Cagliari è stato emesso l'11 aprile e lo stesso giorno è stato trasmesso al Consiglio regionale. Sono state rispettate le procedure, i tempi sono stati quelli fisiologici, anzi neppure, perché la Giunta dovrebbe aspettare - udite udite! - la copia del processo verbale approvato in Consiglio regionale per poter procedere, per poter inviare le lettere agli interessati, i quali devono dichiarare di accettare l'incarico e di avere i requisiti necessari. Noi non abbiamo neanche atteso che venissero espletate le procedure inerenti al processo verbale del Consiglio.

Io credo che si siano voluti caricare di effetti e di conseguenze negative fino al parossismo questi ritardi che non hanno determinato alcunché di irreparabile. Gli stessi presentatori della mozione conoscono molto bene gli strumenti tecnici e procedimentali sul controllo degli atti comunali in materia umanistica, quindi sanno che il quadro fosco da loro paventato non è reale, soprattutto perché la nostra legislazione non consente di compromettere la risorsa fondamentale della quale la Sardegna va fiera, il suo territorio, il suo ambiente, il suo paesaggio, che tutti abbiamo saputo preservare dalla speculazione selvaggia e incontrollata. Non si ritiene che gli strumenti attuali siano in condizioni di far cessare l'allarme che è stato creato e si vuole trovare una soluzione diversa. Noi non siamo contrari, però alcune valutazioni dobbiamo farle. Non è mio costume volgere lo sguardo al passato; io guardo al futuro, al futuro della Sardegna e dei sardi, quando, però, si è costretti a rivolgersi al passato è dovere morale e politico cercare di capire le ragioni vere dei ritardi e di eventuali manchevolezze. Il passato ci dice, per esempio, che nulla è stato fatto per porre rimedio all'annullamento dei Piani territoriali paesistici da parte del Capo dello Stato, annullamento che risale al 29 luglio del 1998. Il passato ci dice ancora che nulla è stato fatto per completare il disegno organico della legge urbanistica fondamentale, la legge numero 45 del 1989.

Vi pare possibile, colleghi del Consiglio, che si sia rimasti ancora fermi al decreto numero 2266 del 1983 sugli standard urbanistici, più conosciuto come decreto Floris, che da oltre dieci anni la legge 45 tiene in vita, nonostante ne preveda l'adeguamento alle mutate esigenze degli scenari che cambiano e dei nuovi e diversi processi di sviluppo? E' possibile che nulla sia cambiato in materia di controllo sugli atti degli enti locali, anche in materia urbanistica? E questo nonostante le leggi Bassanini abbiano introdotto significative innovazioni, responsabilizzando veramente i Comuni, nei confronti dei quali la Regione sarda mantiene rigidi e anacronistici controlli, quasi avessero bisogno di tutela e non fossero invece, come sono, soggetti con piena capacità giuridica, oltre che dotati di una maggiore responsabilità morale e civile, e non solo politica, che deriva dal ruolo e dalla funzione ad essi attribuita dalla Costituzione e dalle leggi fondamentali sulle autonomie locali.

L'Assessore degli enti locali, competente per materia, ha fornito i dati richiesti che testimoniano, unitamente a quelli da me precedentemente citati, l'assoluta correttezza e trasparenza dell'operato della Giunta e dell'amministrazione regionale anche in ordine ai comportamenti assunti nei riguardi dei provvedimenti comunali pervenuti nel periodo di breve vacatio del CO.RE.CO..

Facciamo queste affermazioni con assoluta serenità, convinti di essere nel giusto. E allora, non è che io non sia d'accordo sulla sostanza, io non sono d'accordo quando si alzano i toni e si vuole a ogni costo mettere in piedi una polemica che ritengo strumentale, priva di fondamento logico, politico e giuridico. La Giunta è del parere che in Sardegna, come ormai in tutta Italia, vadano recepite le leggi Bassanini, che hanno reso più snelle ed efficienti i procedimenti della pubblica amministrazione locale, giustamente più responsabile, in sintonia con i maggiori e diversi poteri conferiti al sistema degli enti locali, a cominciare dalla legge numero 142, fino a una recente legge del '99 che modifica lo status degli amministratori locali, materia nella quale la Regione sarda ha competenza legislativa primaria in virtù della legge costituzionale numero 2 del 1993, alla quale faremo riferimento anche quando parleremo delle province, nel contesto della più complessiva potestà sull'ordinamento degli enti locali, competenza che non è mai stata esercitata. Talché, anche le forze politiche del Consiglio avranno ricevuto quelle che la Giunta regionale riceve in continuazione, e cioè le proteste da parte delle associazioni rappresentative degli enti locali, inascoltate, le quali sostengono che la specialità autonomistica, lungi dall'essere una condizione di privilegio, rappresenta un intralcio, un freno, un danno all'evolversi in positivo delle autonomie in Sardegna rispetto a quelle delle altre regioni, che hanno invece recepito le innovazioni e che marciano velocemente verso un nuovo tipo di modernità e di progresso a vantaggio dei cittadini.

Lo scandalo, quindi, non è la semplice, modesta adozione di un Piano urbanistico comunale, nel quale ci possono essere aree di pregio da tutelare e per il quale rimanevano e rimangono tuttora in piedi, tutti integri, i poteri di controllo della Regione e la potestà del Comune di adeguarsi alle prescrizioni di legge. Lo scandalo è determinato dal fatto che siamo in presenza di anacronistici modelli di controllo, mentre in tutta Italia i Comuni hanno raggiunto la maggiore età e tutte le Regioni e le stesse province autonome hanno recepito il dettato della legge nazionale numero 127 del 1997, attuando in concreto i principi dell'efficienza, dell'economicità, della trasparenza, dell'omogeneità, dell'adeguatezza, dell'autonomia e della responsabilità degli enti locali nell'esercizio delle funzioni e dei compiti ad essi conferiti.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). L'abbiamo già fatto con la legge numero 38.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. No, siamo ancora lontani. La legge 127, modificando e innovando la già innovativa legge 142, stabilisce, per esempio, che il controllo di legittimità sugli atti degli enti locali viene mantenuto solo in capo agli statuti, ai regolamenti del consiglio comunale, con esclusione di quelli di natura organizzativa e contabile, ai bilanci annuali e pluriennali e ai rendiconti di gestione. La Regione sarda, invece, ha preferito attestarsi su posizioni di rigido e generalizzato controllo in tutti i municipi della Sardegna, costruendosi addosso una vera e propria camicia di Nesso, che deve essere recisa di netto attuando i principi dell'autonomia comunale e della sussidiarietà, con la consapevolezza che gli amministratori locali hanno ormai un livello più elevato di responsabilità, in particolar modo i sindaci eletti direttamente dal popolo, e che non possiamo più tenere in uno stato di subalternità con controlli anacronistici e contrastanti con le leggi di riforma generale dello Stato e delle autonomie che solo in Sardegna si continuano ad ignorare. La nostra legge 38 sui controlli degli enti locali, all'articolo 29 elenca gli atti soggetti al controllo di legittimità, e tra essi vi sono quelli di natura urbanistica, ma ignora completamente i passi avanti compiuti con la 127.

Io credo che queste vicende ci insegnino fondamentalmente due cose: primo, che dobbiamo rapidamente procedere all'attuazione di tutte le riforme relative al sistema degli enti locali; secondo, che dobbiamo provvedere a riscrivere e ammodernare la nostra legge urbanistica fondamentale, ormai vecchia, superata, inattuata e inattuabile per tutte le sovrapposizioni che sono intervenute. Credo che sia una sfida che non riguarda solo la maggioranza e la Giunta regionale, ma chiama in campo l'intero Consiglio regionale, tutte le forze politiche, culturali, scientifiche ed economiche della Sardegna, perché attiene alle regole sulla qualità dello sviluppo con il quale la Sardegna deve poter qualificare la propria economia.

Credo che questo sia un progetto per il quale si possa chiedere anche alla minoranza un impegno serio, sereno e convinto, che ha già dimostrato di voler dare al di là del fatto contingente della mozione e dei problemi che la stessa pone. Ho intravisto una disponibilità più ampia proprio a incidere su quei meccanismi che possono garantire la tutela del territorio e mantenere le autonomie locali in un livello di considerazione più alto rispetto al passato. Con la mozione l'opposizione ha sollevato problemi oggettivi, a parte i toni di cui ho parlato. La Giunta è disponibile a valutare se ci sono strumenti, e devo dire che è bastata una lettera da parte dell'Assessore degli enti locali indirizzata a quei Comuni i cui PUC erano stati approvati per decorrenza dei termini. Tutti i Comuni, infatti, stanno rispondendo in questi termini: "Noi non attueremo questi provvedimenti perché ci rendiamo conto che non possiamo né adottare provvedimenti illegittimi né rischiare di aprire un contenzioso con i privati o con la stessa Regione".

Noi ribadiamo, a conclusione di questo dibattito, come abbiamo detto tante volte a chiare lettere, che l'ambiente è l'elemento di forza della nostra Regione. Il controllo sul territorio deve essere perfezionato e rafforzato, perché è il bene più grande di cui la Sardegna dispone e che tutti insieme vogliamo tutelare e valorizzare. Le preoccupazioni che sono emerse riguardano tutti noi, e credo tutti gli amministratori locali della Sardegna. In questa direzione si può procedere con uno sforzo comune per conseguire quegli obiettivi di salvaguardia e di valorizzazione del territorio verso cui tutti tendiamo. Io non so se sia possibile trovare, rispetto alle garanzie che già esistono, e che noi abbiamo ribadito in questa sede, altri strumenti, ma noi non siamo assolutamente contrari, onorevole Cugini, a nessuno strumento che possa riaffermare quei principi che mi pare tutti insieme abbiamo sottolineato a conclusione del dibattito su questa mozione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di replicare.

COGODI (R.C.). Più che fare una replica nel merito, io vorrei cogliere l'occasione per invitare la Giunta a un supplemento di comunicazione all'Aula, credo nello spirito con cui la mozione stessa è stata illustrata. La mozione, cioè, è uno strumento attraverso cui si vuole conseguire un risultato e non puramente e semplicemente fare una denuncia. Conseguire un risultato, cioè porre rimedio a una condizione di danno effettivo, perché, al di là tante considerazioni che si fanno, rimane il fatto che nella nostra regione esistono, allo stato delle cose, in questo momento, strumenti urbanistici che sono nulli nella sostanza, perché gli uffici della Regione li hanno istruiti e hanno ritenuto che avrebbero dovuto essere annullati perché contrari alle leggi.

Caro collega Cappai, gli uffici istruttori della Regione hanno certificato che il Piano urbanistico del comune di cui sei sindaco è nullo per vizi di legittimità e non di merito. Però questi strumenti urbanistici che sarebbero dovuti essere annullati di fatto sono tenuti vivi artificiosamente attraverso l'istituto della decorrenza dei termini. Decorrenza dei termini che, come abbiamo detto, se si interpreta bene la legge, potrebbe anche non considerarsi avvenuta, perché la legge dice che si possono dare per approvati gli atti soggetti al controllo di legittimità qualora i Comitati di controllo non li abbiano esaminati entro venti giorni, mentre noi siamo nella fattispecie nella quale i Comitati non esistevano nemmeno, e quindi può benissimo dedursi che i termini non siano decorsi. La Giunta, pertanto, assuma un atteggiamento positivo, costruttivo e risponda non alla domanda dell'opposizione, ma alla domanda di legittimità. In ipotesi, ci potrebbe essere una norma di interpretazione autentica da parte del Consiglio che rimetterebbe tutto nel mondo della legalità. Però la Giunta non sinora non ha dato questo contributo e l'invito è perché lo dia.

Un solo cenno nel merito, presidente Floris, appena avrà finito di comunicare al mediatore Contu. Stiamo parlando di cose che forse hanno un interesse anche per la Giunta e per il suo Presidente.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Anche per l'onorevole Cogodi!

COGODI (R.C.). Anche per ognuno di noi, in quanto cittadini di questa regione e di questo Stato, per cui ascoltare è necessario.

Dicevo, nel merito solo un cenno: intanto come si fa a dire che nulla è stato fatto per riapprovare i Piani territoriali paesistici? Presidente, qui siamo di fronte non dico alla storia, ma almeno alla cronaca. Lei non era in quest'aula, non c'ero neppure io l'anno scorso, non c'eravamo, però leggevamo i giornali, anzi io sedevo sui banchi degli Assessori, anche se in una configurazione ritenuta tecnica (tecnico-politica ovviamente). Il provvedimento di riadozione dei Piani territoriali paesistici è pervenuto in quest'aula immediatamente dopo l'approvazione in Giunta e il suo iter consiliare è stato ostacolato per mesi in nella Commissione urbanistica dallo stesso Presidente della Commissione, che oggi siede sui banchi della sua Giunta, cioè dall'onorevole (così ci chiamano tutti e così ci chiamiamo tra noi) Silvestro Ladu. Quando alla fine il provvedimento è pervenuto in Consiglio è stato bloccato attraverso la verifica sistematica del numero legale, promossa dall'assessore Pittalis che siede al suo fianco, Capogruppo di Forza Italia, i cui rappresentanti ogni volta che si doveva votare uscivano dall'aula. Ciò nonostante, il provvedimento di legge è stato approvato fino all'ultimo articolo. Nel frattempo è scaduta la legislatura. Avete sabotato, voi, lei Presidente (intendo in senso politico, perché fisicamente non c'era), con l'Assessore suo prediletto, che sta alla sua destra, l'adozione dei Piani territoriali paesistici. Ecco perché nella corsa legislatura non sono stati riapprovati, non li avete voluti riapprovare, e non votando contro, ma uscendo dall'aula. In questa legislatura governate voi, quindi voi li dovete riproporre e riapprovare. Di che si lamenta, presidente Floris? Chi rimprovera? Deve lamentarsi con Pittalis e rimproverare sé stesso.

Inoltre, perché parlate di controlli vessatori? Questa Regione ha fatto leggi successive per alleggerire il controllo sugli enti locali e tanto ha alleggerito questo controllo che si sta ponendo il problema di eliminare addirittura gli stessi Comitati di controllo, non di eliminare il controllo di legittimità (che se non lo fanno i CO.CI.CO. lo dovrà pur fare qualcuno), ma i sette Comitati circoscrizionali di controllo. Ci sono delle proposte di legge depositate, presentate da noi, cioè dall'opposizione. Sono superflui gli stessi organismi di controllo, perché si calcola che la materia soggetta al controllo sia ormai ridotta al dieci per cento degli atti che erano prima soggetti al controllo. Ed è solo controllo di legittimità, cioè, come dice la legge, è "controllo sulla conformità degli atti alle norme vigenti", esclusa ogni diversa valutazione dell'interesse pubblico perseguito dall'ente. Non c'è più controllo di merito, c'è solo il controllo di rispondenza alle leggi. Volete eliminare anche il controllo di legittimità? Dov'è il controllo vessatorio? Non c'è nessun controllo vessatorio, c'è, invece, superficialità da parte di chi governa, cioè voi , che ritenete cosa di poco conto che trenta strumenti urbanistici siano ritenuti vigenti mentre sono nulli e che non proponete al Consiglio una misura per correggere questa stortura.

E allora, per favore - questa è la proposta che mi permetto di avanzare a nome dei colleghi firmatari della mozione -, fermatevi un attimo, datevi il tempo per proporre al Consiglio una norma. Io suggerivo, ma ciò deve essere valutato in via tecnica naturalmente, un'istruttoria rapida su questo punto, può essere anche una semplice norma interpretativa dell'articolo 24 della legge sui controlli, attraverso la quale si può attuare questo rimedio. Però, se voi non proponete nulla e semplicemente volete rovesciare la frittata e dire che non vi deve essere nessun controllo, questo non solo è troppo comodo per voi, ma non lo potete fare, perché lo stato di inadempienza grave, la violazione di legge in cui versa il Consiglio regionale per colpa di chi governa la Regione e della sua maggioranza è causa di scioglimento del Consiglio. Io ho già detto che questi atti devono arrivare agli organi dello Stato, perché i controlli di legittimità anche sulla Giunta regionale e sul Consiglio regionale devono essere effettuati dal Governo dello Stato italiano - non da Pujoll del Governo della Catalogna - e dagli organi di potere della Repubblica italiana, fino a prova contraria. E l'articolo 50 dello Statuto prevede che la grave violazione di legge - e non insediare i Comitati preposti al controllo di legittimità è gravissima violazione di legge - è causa di scioglimento del Consiglio regionale.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Alla faccia dell'autonomia! Lo Stato dovrebbe sciogliere il Consiglio!

COGODI (R.C.). Guardi, autonomia non consiste nel fatto che lei sieda lì arbitrariamente. L'autonomia consiste nel fatto che lei sieda lì legittimamente e si conquisti la maggioranza con il voto degli elettori e non con le compravendite successive. Questa è autonomia, non lo è, invece, attribuire cariche negli enti regionali in cambio di voti e di consiglieri. Autonomia non significa andare a Tortolì il giorno prima delle elezioni, promettere i danari per l'aeroporto privato, e una volta vinte le elezioni fare la variazione di bilancio e proporre di spostare le risorse finanziarie che erano destinate alla provincia di Nuoro per darle al paese di Tortolì, e cioè al privato che vi ha promesso di passare dal centrosinistra al centrodestra. Non è autonomia questa, e se vuole argomenti e riflessioni, non lezioni, in materia di autonomia ne possiamo ricercare e ne troviamo tanti. Per cui torniamo nell'alveo della discussione pacata che si è instaurata.

Dicevo che rivolgo alla Giunta l'invito a prendersi il tempo necessario per avanzare una proposta al Consiglio, oppure il Consiglio si prenda il tempo per scrivere una norma che ponga rimedio a questa condizione di grave responsabilità nella quale versa primariamente la Giunta, ma anche lo stesso Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Se non ho capito male, l'onorevole Cogodi propone di sospendere la votazione della mozione, in attesa che la Giunta o lo stesso Consiglio trovino una soluzione. Vorrei sapere se il Consiglio è d'accordo su questa proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che la proposta di sospensione avrebbe una ragione di esistere se fossimo veramente convinti che in un breve lasso di tempo è possibile esplicitare una norma che consenta di evitare, in futuro, il verificarsi di situazioni di questo genere. Credo, onestamente, che in cinque minuti tutto questo non si possa fare. Nel senso che nulla impedisce alle forze politiche (io prendo impegno per la forza politica alla quale appartengo) di incontrarsi e di trovare un accordo sullo strumento che intendiamo adottare, che può essere una norma di legge di interpretazione autentica o anche qualcosa di diverso. Certo, mi rendo conto che al di là delle polemiche spesso inutili che sono state fatte in quest'aula, il problema esiste e va in qualche modo esaminato e risolto, ma credo che una sospensione di "x" minuti non serva. Caso mai, anche perché ovviamente qui c'è una mozione che andrà pure votata, cerchiamo di ritrovare qualcosa di più costruttivo. Io mi sarei aspettato che l'opposizione seguisse l'input che aveva dato l'onorevole Selis, il quale aveva giustamente fatto osservare che si trattava di un problema che riguardava tutto il Consiglio. Mi sarei aspettato, quindi, non una mozione in cui si fanno delle accuse più o meno fondate, sulle quali si potrebbe discutere, ma un'iniziativa più concreta, cioè che alcuni Capigruppo si fossero riuniti e avessero concordato su qualche idoneo strumento atto a risolvere il problema. Francamente una sospensione di pochi minuti, a mio giudizio, non serve, e mi dichiaro contrario, non nella sostanza, ma per una questione di tempo che francamente non vedo come si possa proficuamente utilizzare. Diverso è se noi dicessimo: "Rinviamo la risoluzione a domani, diamoci un giorno di tempo e può darsi che in una riunione tra i Capigruppo si riesca a trovare una soluzione che possa essere portata avanti".

Per esempio, non nascondo che l'interpretazione del collega Cogodi, secondo la quale se l'organo non esiste non decorre nessun termine, mi lascia un po' perplesso dal punto di vista giuridico, però ritengo che la si potrebbe valutare. Vorrei porre una domanda allo stesso onorevole Cogodi: una tesi di questo genere, che presuppone un esame dal punto di vista giuridico, può essere valutata da noi in dieci minuti, in un'ora o in due ore? Io credo che forse su questa proposta, sulla quale in linea di massima non sono del tutto contrario, avremmo bisogno di sentire il parere di un ufficio legale o comunque di avere delle consulenze certamente più qualificate di quella che potrei dare io o che potrebbe dare lo stesso onorevole Cogodi. Quindi, alla sospensione di un quarto d'ora, venti minuti o mezzora, io sono totalmente contrario; sono, invece, favorevole a rinviare a domani la ricerca di una soluzione che chiuda la discussione della mozione, perché, al di là del contenuto, la mozione lancia fortissime accuse alla Giunta e alla Presidenza.

E' chiaro che io, uomo di maggioranza, non voterei mai a favore della mozione che voi avete presentato, questo mi pare ovvio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiarisco il senso della proposta. Non è stata proposta la sospensione dei lavori del Consiglio; è stata proposta la sospensione del voto sulla mozione, perché nel frattempo si possa trovare questa soluzione. La votazione può essere posposta nell'arco della tornata che è in corso, e quindi potrebbe svolgersi essere entro oggi oppure domani.

Non si chiede la sospensione dei lavori del Consiglio, quindi. Il Consiglio proceda con l'ordine del giorno e la votazione sia rimandata. Il voto sulla mozione potrebbe anche essere superfluo se nel frattempo si trovasse la giusta soluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, io non capisco effettivamente quali siano le ragioni che dovrebbero indurre l'Aula a sospendere la votazione. Le alternative secondo noi sono due: o la mozione viene ritirata dai presentatori oppure la si mette immediatamente in votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Giustamente l'onorevole Contu dice: "Noi non voteremo a favore della mozione", il centrosinistra sì, ma il dispositivo della mozione impegna la Giunta innanzi tutto a presentare un rapporto (e questo possiamo chiederlo ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento), in secondo luogo ad assumere tutte le iniziative amministrative e legislative per fronteggiare la gravissima situazione in atto, e questo mi pare che sia già nelle intenzioni della Giunta. Per cui se la Giunta si impegna a presentare il rapporto, perché la richiesta è legittima, e si dichiara disponibile a concordare insieme alla minoranza le iniziative da assumere, la mozione non ha più motivo di esistere, e può essere ritirata.

Che problemi ci sono? La si può mettere in votazione e voi potete bocciarla oppure no, rimane il fatto che il Consiglio nel suo complesso e i singoli consiglieri hanno diritto ad avere tutte le informazioni che ritengono sull'attività della Giunta e sul problema che è stato posto all'attenzione di questa Assemblea. E questo non ci potrebbe essere negato neanche se voi bocciaste la mozione, perché è un diritto che ci viene dato dalle leggi e dal Regolamento consiliare. Proponiamo, quindi, alla Giunta di dirci quale soluzione intende assumere e assicuriamo la disponibilità a valutarla insieme. Più di così che cosa possiamo fare? Se c'è questa disponibilità, la mozione non ha più senso, se invece volete bocciare la mozione per dimostrare che non è successo nulla, che il problema è minimale, ognuno di noi farà le proprie valutazioni.

A nostro avviso, anche se, come ha detto l'Assessore, i provvedimenti adottati per decorrenza dei termini non sono ancora in fase di attuazione, non conviene sottovalutare problemi così delicati. Noi vi abbiamo anche offerto la nostra disponibilità a lavorare insieme, perché il problema che abbiamo sollevato non riguarda solo la Giunta, ma riguarda anche il Consiglio e tutti noi. Se questa disponibilità non viene accolta ne prendiamo atto. Non stiamo proponendo nulla, stiamo semplicemente dicendo: dateci le informazioni che ci spettano, non come opposizione, ma come consiglieri regionali, e troviamo insieme una possibile soluzione. Se questa linea non vi sembra rispettosa e percorribile sceglietene una voi e ognuno si assuma le sue responsabilità.

PRESIDENTE. Cerchiamo di concludere questa fase interlocutoria. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, io non so quale sarà il parere della Giunta, sono però molto curioso di sentire ciò che dirà il presidente Floris, ma le informazioni che avete chiesto, caro onorevole e amico Gian Mario Selis, voi le avete già e sono precise. Le avete persino enunciate questa mattina. State solo aggiungendo ulteriori pretesti per continuare questo dibattito che si sta protraendo da ben tre ore.

Al di là del fatto che vi devono essere date, vi saranno date tutte le informazioni che volete, ma per cortesia non cercate di prenderci in giro con motivazioni fasulle per dimostrare la vostra disponibilità, o per cercare di vendere una disponibilità che in effetti non esiste.

SELIS (Popolari-P.S.). No, esiste.

BIGGIO (A.N.). Sapete bene quanto è avvenuto e sapete altrettanto bene per quale ragione si sono dovute ripetere alcune elezioni di rappresentanti nei CO.CI.CO. e nei CO.RE.CO.. Perché non l'avete modificato voi il Regolamento sui Comitati di controllo quando governavate? Adesso pretendete che in due mesi si risolvano tutti i problemi della Sardegna. Non dimenticate che la Sardegna ha trecentomila disoccupati e che vi sono problemi ben più cogenti.

PRESIDENTE. Quindi che cosa propone, onorevole Biggio?

BIGGIO (A.N.). Chiedo che si applichi il Regolamento, Presidente, per cortesia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. La Giunta, signor Presidente, ha già affermato che se in questa sede si riesce a trovare una formulazione condivisibile, si rimetterà all'Aula.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori della mozione se intendono mantenerla.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo proprio su questo, perché mi pare che, a conclusione della discussione sulla mozione, vi sia una doppia disponibilità: quella espressa dal collega Selis, e quella ribadita, perché durante il suo intervento io ho colto questa apertura, dal Presidente Floris. Il punto è come procedere affinché queste due disponibilità diventino atti concreti.

Possiamo rinviare la votazione della mozione, e se la Giunta, presidente Floris, avanzerà per iscritto una proposta operativa, la esamineremo nel pomeriggio, anche per non interferire con l'ordine del giorno, che è già abbastanza impegnativo. Riprenderemo, quindi, l'argomento attualmente in discussione e vedremo se saremo riusciti a portarlo a conclusione.

Presidente Spissu, io propongo, quindi, nel caso in cui la Giunta intenda avanzare una proposta per iscritto, di sospendere la votazione della mozione. Se i colleghi Capigruppo sono d'accordo, potremmo fare una breve Conferenza dei Capigruppo, questo pomeriggio, per stabilire di procedere alla votazione delle leggi sulle quali è stato raggiunto un accordo e all'elezione dei rappresentanti nei CO.CI.CO. Nel frattempo la Giunta, come dicevo prima, potrà predisporre una proposta di lavoro che permetta di superare le difficoltà che abbiamo tutti unitariamente richiamato. Siamo comunque disponibili ad accogliere qualsiasi indicazione che vada in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Il collega onorevole Biggio mi ha preceduto nel richiedere l'applicazione del Regolamento, salvo che la Giunta non abbia dato, e non mi pare che sia così, la disponibilità a procedere in direzione delle indicazioni date dall'onorevole Cogodi. Cioè, a noi non interessa trovare una risoluzione su questo argomento. Noi vogliamo votare la mozione e tutti gli atti successivi che si porranno in essere verranno discussi al di fuori della mozione stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per evitare incomprensioni, il nostro Gruppo stamattina ha depositato una proposta di legge al riguardo, che modificando parzialmente la legge consente di sanare una situazione pregressa che potrebbe ripetersi anche nel prossimo futuro . Grazie.

PRESIDENTE. Mi pare che l'invito formulato dall'onorevole Cugini non sia stato accolto.

CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, neanche respinto però!

PRESIDENTE. Sì, ma c'è l'indisponibilità dei Capigruppo, e la Giunta, che lei ha invitato a predisporre un'ipotesi di risoluzione, non mi pare che sia orientata in questa direzione. Quindi, devo procedere a termini di Regolamento. .

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. I Gruppi hanno dichiarato la loro disponibilità a concorrere a trovare una soluzione se viene ritirata la mozione. Se invece la mozione non viene ritirata e, quindi, rimane in vita, non capisco come si possa procedere in quella direzione. Noi siamo evidentemente contrari alla mozione, perché, al di là delle argomentazioni che sono state addotte, palesemente si configura come un atto contro la maggioranza e contro la Giunta. Non possiamo quindi votare a favore della mozione, anche l'onorevole Selis ha precisato che essa si compone di una parte descrittiva e di una parte deliberativa. Di fatto, ripeto, è un atto posto in essere contro la Giunta e la maggioranza.

PRESIDENTE. Ciò che ha appena detto l'onorevole presidente Floris è corretto, infatti era stato proposto di sospendere la trattazione della mozione, di verificare se ci sono le condizioni per pervenire a una risoluzione unitaria, che naturalmente farebbe venir meno il senso della mozione, che verrebbe quindi ritirata. Se questo percorso è condivisibile, io sospendo la trattazione della mozione, che verrà ripresa nel pomeriggio. Se questo percorso non è condiviso, ovviamente sono costretto ad applicare il Regolamento, e quindi a mettere in votazione la mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Intervengo per dichiararmi favorevole alla soluzione proposta dal Presidente della Giunta: si ritiri la mozione, se non si vuole che venga respinta, e si discutano gli altri argomenti all'ordine del giorno in attesa di giungere a una risoluzione unitaria. Se la mozione permane, chiedo che venga messa in votazione.

PRESIDENTE. Le posizioni sono chiarissime. I presentatori della mozione concordano su questa ipotesi?

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi siamo disponibili a ritirare la mozione se si troverà una soluzione. Non abbiamo una voglia matta di procedere alla votazione della mozione. Se c'è una soluzione la mozione è superata; il suo ritiro prima di aver trovato una soluzione mi sembra improponibile. Poi se la si vuole porre in votazione, procediamo pure, non c'è problema! Noi abbiamo garantito la nostra disponibilità a trovare una soluzione, ma se non c'è anche la disponibilità della maggioranza e della Giunta la mozione rimane.

PRESIDENTE. Mi pare che non ci sia, da parte di una buona parte del Consiglio, la disponibilità a ricercare una soluzione in presenza del permanere della mozione.

Quindi, dopo aver esperito tutti i tentativi per trovare una soluzione, così come richiesto da alcuni consiglieri, devo porre in votazione la mozione.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo, a questo punto, che sia buon diritto di diversi consiglieri dichiarare il proprio voto e spiegarne le ragioni. Noi ci troviamo di fronte a un tipico esempio di arroganza. In questo caso non arroganza del potere, ma arroganza che deriva da una condizione di debolezza e di torto.

Voi sapete che non avete ragione; la mozione ha introdotto in Consiglio regionale una questione e l'ha introdotta, ovviamente, dal punto di vista dell'opposizione, quindi legittimamente, con una critica politica anche severa alla maggioranza, anzi, a dire il vero, alla maggioranza, alla Giunta e alla Presidenza del Consiglio.

Nella mozione sono contenute chiaramente, non tra le righe, una censura severa al Presidente del Consiglio, il quale non ha garantito che l'Assemblea potesse, a tempo debito, procedere all'elezione dei rappresentanti nei Comitati di controllo, e una censura politica alla Giunta.

Però, al di là della censura politica e, quindi, del modo in cui l'opposizione ha diritto di fare delle critiche alla maggioranza, la mozione introduce un argomento importante. La vostra pretesa, collega Contu e compagnia, e con il termine compagnia intendo riferirmi ai compagni di maggioranza, siete una compagnia larga in questo Consiglio…

(Interruzione del consigliere Contu)

COGODI (R.C.). Si offende pure! Anche noi ci chiamiamo compagni: nella nostra compagnia siamo i compagni. Lei ha altri compagni perciò un'altra compagnia. Non si agiti, per favore. E' chiaro che la mozione...

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Si chiamano amici e infatti si vede quanto sono amici! Dicevo, signor Presidente della Giunta, che se la mozione, al di là del tono, che appartiene solo alla minoranza, viene ritirata in quest'Aula cade anche l'argomento oggetto della mozione, e quindi che cosa si dovrebbe concludere se quell'argomento non è più in discussione?

Abbiamo proposto opportunamente: rinviamo la votazione della mozione e quindi anche eventuali dichiarazioni di voto, e quando si troverà una soluzione concreta alla questione, o se preferite al problema che è stato sollevato, noi considereremo la mozione superata. Il primo firmatario giustamente dice: "La ritireremo", ma la mozione a questo punto deve rimanere, perché tiene aperto l'argomento, se no sarebbe un'altra cosa. Voi invece pretendete di saltare tutta questa fase. Badate, se voi respingerete la mozione (ed essendo la vostra una maggioranza numerica questo può avvenire) non avrete sanato la condizione di illegittimità, la quale rimane, anzi l'avrete aggravata. Prima, infatti, potevate dire: "Non lo sapevamo", dopo avere respinto la mozione questo non potrete più dirlo.

Collega Cappai, come consigliere regionale e sindaco di uno dei comuni i cui piani urbanistici sono stati approvati pur essendo illegittimi, potevi dire: "Non lo sapevo". Oggi lo sai, così come i singoli consiglieri sanno che esistono atti importanti e rilevanti per la vita civile ed economica della Regione e per l'assetto del territorio che sono illegittimi, con tutto quello che ne consegue anche in fatto di vertenzialità davanti ai giudici. Voi volete procedere alla votazione e se noi fossimo, così come ci volete far apparire, un'opposizione dura che vuole porre le questioni tanto per porle, vorremmo che respingeste la mozione, e non la parte espositiva, ma quella dispositiva. Potreste, infatti, anche votarla per parti e dire: "Non ne condividiamo il giudizio, però ne condividiamo la conclusione". Invece, se respingerete la conclusione vorrà dire che riconoscete il torto, ma decidete di mantenere una condizione di illegittimità che non avete nessun diritto e nessuna facoltà di mantenere in questa regione.

Io vi invito a pensarci un attimo prima di esprimere quel voto che potrebbe avere per voi conseguenze non necessariamente leggere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna . Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Anch'io, in sede di dichiarazione di voto, voglio fare alcune considerazioni che ritengo importanti. L'invito a trovare una soluzione, non per stabilire chi tra noi è bravo o cattivo, bello o brutto, ma per dare una conclusione concreta a questo problema che comunque resta aperto, l'abbiamo rivolto un po' tutti, e quindi credo che i colleghi della maggioranza e il Governo regionale avrebbero dovuto cogliere questo segnale di disponibilità, perché - lo dico ai colleghi della maggioranza - le intese non si accettano soltanto quando fanno comodo. Non è che le intese sono buone in Commissione, per cercare di superare situazioni che la maggioranza non riesce a governare, e non lo sono invece in altre sedi dove è preferibile mostrare i muscoli, caro Emilio Floris, in virtù di qualche numero che la maggioranza ha in più. Attenzione, perché i numeri possono cambiare di volta in volta, in Aula o in Commissione.

Allora, se ci vogliamo mettere d'accordo per trovare una soluzione ai problemi, al di là dei proclami dell'una o dell'altra parte, credo che si possa lavorare in questa direzione, e credo che le parti oltranziste, che spingono invece alle dimostrazioni di forza, possano anche recedere dai loro propositi se c'è l'interesse a trovare una soluzione. Se invece si ritiene che occorra dimostrare alla pubblica opinione che si ha ragione perché si hanno alcuni voti in più, andiamo pure avanti così. Io credo che questo non porti niente di buono a nessuno, ma soprattutto non ne porti a quei soggetti che oggi sono i più esposti a causa di questi fatti che si sono verificati. Mi riferisco in particolar modo ai colleghi sindaci. A questo proposito voglio dire al collega Cappai che nessuno ha fatto riferimento esplicito a questo o a quel comune, a questo o a quel sindaco. Il primo che ha parlato del Comune di Castiadas è stato l'assessore Milia; nessun consigliere dell'opposizione era a conoscenza di questa questione riguardante Castiadas, e con questo chiudo la parentesi. In ogni caso i sindaci sono esposti e così pure i cittadini, per cui io chiedo: vogliamo trovare insieme una soluzione o preferite dimostrare che la maggioranza ha dieci voti in più, che le consentono di respingere una mozione presentata dall'opposizione? Decidete voi. Noi siamo qui, l'abbiamo dimostrato in aula e in altre sedi, ieri e stamattina anche nelle Commissioni, dove abbiamo raggiunto un'intesa per consentire che dei provvedimenti importanti vengano discussi in Aula entro breve tempo. Quindi, decidiamoci! Possiamo lavorare bene e proficuamente se riusciamo ad ascoltarci, se invece facciamo prevalere le ragioni della muscolarità, credo che non andremo da nessuna parte.

Voglio fare un'ultima considerazione. Presidente Floris, glielo dico davvero con molta umiltà, forse chi ha studiato per lei i problemi relativi alla materia dei controlli ha preso una topica colossale, perché dire in quest'Aula che non abbiamo recepito la legge 127, la cosiddetta legge Bassanini, è una cosa assolutamente non rispondente alla realtà, posto che la Sardegna è stata una delle prime Regioni in Italia che l'ha recepita, introducendo delle modifiche alla legge regionale numero 38 del 1994. Mi creda, censuri il suo collaborare che ha scritto quei passaggi, perché le ha fatto dire in quest'Aula cose che non sono assolutamente vere, che non esistono, che non stanno né in cielo né in terra. E l'assessore Masala, suo collega di Giunta, che ha partecipato ai lavori della prima Commissione nella passata legislatura, questo glielo può certificare. Quindi stiamo attenti quando riportiamo certe affermazioni. Non sempre, infatti, le Associazioni degli enti locali dicono cose esatte, perché è chiaro che nel difendere propri interessi tendono a spostare sempre in avanti il punto dell'obiettivo.

Quindi, la legge sui controlli l'abbiamo adeguata alle leggi Bassanini, mancano però alcuni punti. Certo, mancano ancora alcuni punti e comunque la sostanza del ragionamento, come ho detto prima rivolgendomi ai colleghi della maggioranza, è che occorre cercare davvero un'intesa per elaborare soluzioni concrete e urgenti ai problemi aperti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo per confermare e aggiornare la mia proposta, e per chiedere ai colleghi della maggioranza di non rispondermi bruscamente, ma di riflettere un attimo: sono le ore 13 e 20, abbiamo concluso la discussione sulla mozione da noi presentata, sono state date indicazioni di lavoro anche con l'intervento del presidente Floris, quindi mi pare che ci siano i contenuti per la costruzione di una soluzione positiva e unitaria.

I colleghi del centrosinistra hanno confermato la loro disponibilità al confronto e alla costruzione di una soluzione, richiamando il lavoro che è stato fatto ieri e anche questa mattina nella prima Commissione. Abbiamo ricevuto la convocazione della terza Commissione per le ore 16 di questo pomeriggio al fine di completare il lavoro svolto nella prima Commissione per quanto riguarda il provvedimento sul personale, e noi alle 16 ci riuniremo per esprimere il parere sulla parte finanziaria, confermando così la nostra piena disponibilità. Sappiamo tutti che le Commissioni possono essere convocate durante i lavori del Consiglio solo se c'è l'intesa tra tutti i Capigruppo, e noi la stiamo cercando. Chiedo a Emilio Floris e a Edoardo Usai che cosa succede se interrompiamo i lavori adesso? Riprenderemo all'ora che il presidente Spissu proporrà, nel frattempo si può elaborare una proposta unitaria, dopo di che noi ritireremo la mozione. Vi disturba il pranzo il fatto che si lavori per trovare una soluzione? Credo proprio di no, permettetemi la battuta.

Emilio, Edoardo, Felicetto, la nostra mi pare una disponibilità che rasenta perfino il ridicolo, dopo i termini duri usati nei nostri confronti dal collega Biggio. Ma le cose non stanno come dice lui, cercate di cogliere appieno lo spirito della nostra iniziativa. Si interrompe adesso e si riprende questo pomeriggio, nel frattempo si elabora la soluzione e si organizzano i lavori in modo da risolvere tutti i problemi che sono presenti. Io sono convinto che voi siete d'accordo, ma dovete manifestarlo esplicitamente accogliendo la mia proposta.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' una prova muscolare al contrario!

CUGINI (D.S.-F.D.). Ma quali muscoli, io non ho muscoli!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Devo dire che sono sorpreso. Normalmente è la maggioranza che chiede all'opposizione di trovare insieme delle soluzioni.

Sono sorpreso perché, dopo il dibattito che si è svolto su questa mozione e, debbo dire, i toni complessivamente costruttivi che sono scaturiti dagli interventi di quasi tutti i colleghi, non riesco a comprendere per quale ragione questo Consiglio regionale voglia impedire a sé stesso di conoscere i dati sui mancati controlli.

BIGGIO (A.N.). Non è vero, non è vero, non è vero! Non continuare a mentire così. Questa è oratoria finalizzata.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, la prego.

FADDA (Popolari-P.S.). Può invitare l'onorevole Biggio a leggere la mozione?

BIGGIO (A.N.). L'ho letta due volte.

PRESIDENTE. Io invito lei, onorevole Fadda, a proseguire il suo intervento.

FADDA (Popolari-P.S.). Nel respingere la mozione che l'onorevole Biggio non ha letto si sta di fatto impedendo al Consiglio regionale di avere la documentazione richiesta (il collega Selis ha già dichiarato che con gli strumenti sulla trasparenza riusciremo ad avere comunque quei documenti).

Il secondo dispositivo della mozione riguarda le soluzioni che devono essere adottate dalla Giunta e dal Consiglio per un fatto di giustizia. Onorevole Presidente, oggi noi non abbiamo trattato l'ingiustizia che a causa dei mancati controlli e dell'approvazione di atti per decorrenza dei termini subiscono quasi tutti quei Comuni o quegli enti che non hanno presentato in questo periodo il proprio bilancio o il proprio PUC. Allora, vogliamo riportare tutti i sindaci, tutti gli amministratori a un livello di parità? La Giunta avanzi delle proposte per cercare di trovare delle soluzioni, e spieghi perché alcuni Comuni hanno avuto i propri bilanci approvati per decorrenza dei termini, e sono in vigore, mentre altri Comuni, quando saranno in funzione i CO.CI.CO., si vedranno respingere i bilanci. Ma che situazione stiamo creando nella nostra Isola? E' troppo chiedere di trovare insieme delle soluzioni affinché tutti i cittadini e tutti gli amministratori siano nelle stesse condizioni? E' troppo se chiediamo, come opposizione, di fare in modo che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo? Quali sono le finalità dell'atteggiamento che sta assumendo la maggioranza? In tantissime occasioni, lo hanno rilevato i colleghi Sanna e Cugini, abbiamo garantito il numero legale nelle Commissioni, e adesso stiamo cercando di trovare insieme alla maggioranza una soluzione al problema che abbiamo sollevato. Io mi auguro, al di là delle dichiarazioni che sono state fatte, che i consiglieri regionali prima di respingere il dispositivo della mozione ci pensino due volte, perché comunque sarebbe un'offesa per questo Consiglio regionale. Allora, ancora una volta, approfittando di questo intervento per dichiarazione di voto, dichiaro che siamo disponibili a ritirare la mozione, l'importante è che si predisponga insieme alla Giunta e alla maggioranza un ordine del giorno che impegni l'Esecutivo a trovare le soluzioni opportune, perché l'unico obiettivo che questa mozione aveva era appunto quello di trovare delle soluzioni. Ciascuno di noi può dire: voto a favore oppure no, però se noi non interveniamo immediatamente per far sì che tutti gli amministratori degli enti, tutti i sindaci, tutti i consigli comunali siano trattati allo stesso modo, creiamo un precedente che questo Consiglio regionale dovrà ricordare per moltissimo tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Mi pare che la prova muscolare venga esercitata al contrario. Noi abbiamo offerto la nostra disponibilità all'opposizione, ovvero alla minoranza, che vuole esercitare una prova muscolare, a trattare su questo argomento, ma non possiamo farlo se c'è una mozione pendente.

Se voi ritirate la mozione, noi ci impegniamo a preparare un ordine del giorno congiunto che tratti dell'argomento ed eventualmente impegni il Consiglio o la Giunta.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io ho fatto un'altra proposta. Presidente, posso?

PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazioni di voto. Vorrei dire all'onorevole Floris che il ritiro della mozione naturalmente blocca la discussione e quindi non è tecnicamente possibile presentare successivamente un ordine del giorno. La sospensione tecnica dell'argomento consente di tenere aperta la discussione e quindi di presentare un ordine del giorno. E' solo un fatto tecnico che è bene i colleghi conoscano.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

Dettori Bruno (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, a questo punto io non sono più sicuro che tutti siamo d'accordo sulla sostanza, così come è apparso nel corso del dibattito. Mi pare che ciò che ci divide sia il modo con cui si tende a far apparire il problema. Questo mi sembra abbastanza anacronistico e su un argomento di così rilevante importanza io pregherei i componenti della maggioranza di fare una riflessione, perché se il problema consiste nella differenza su come vogliamo far apparire la questione credo che sia ben poca cosa. E' nell'ordine delle cose che vi sia una differenza nel modo in cui ciascuno di noi vuol far apparire le cose all'opinione pubblica e all'interno del proprio Gruppo, per cui lo sforzo che si chiede in questa fase è far sì che questo Consiglio possa dare una risposta autorevole e non che abdichi a quella che è la sua funzione primaria, che nella parte dispositiva della mozione credo sia ben chiara.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). So che siamo in fase di votazione e mi rendo conto che dovrei solo esprimere il mio voto favorevole o contrario. Onestamente devo dire che il mio voto è contrario, anzi, la mia dichiarazione di voto è negativa, però vorrei fare alcune osservazioni: in fondo tutti quanti avremmo preferito che la mozione venisse ritirata, perché non è vero che in questa seduta sia stato tutto rose e fiori. Ci avete buttato addosso anche vagonate di letame, se mi è consentito dirlo.

CUGINI (D.S.-F.D.). Era concime!

CONTU (C.C.D.). Lasciamo stare, perché non vorrei che qualcuno sentendo odore di letame dicesse: sono contento e felice. Tutt'altro! All'inizio io dissi: "Sgombriamo il campo dalla mozione" e mi aspettavo che venisse ritirata. Siete, secondo me, ancora in tempo per ritirarla, perché una volta che viene ritirata la mozione, con tutto quello che consegue - io l'ho letta con attenzione e francamente c'è solo un punto che forse potrei condividere, quello che impegna la Giunta a trovare uno strumento per modificare le cose - non dovrebbe essere così difficile che raggiungere un accordo che consenta di trovare una soluzione. Tra l'altro, vorrei ricordare ai colleghi che qui è passata sotto banco la dichiarazione del consigliere Giacomo Sanna, il quale ha dichiarato di aver presentato su questo argomento un progetto di legge ad hoc. E allora, quale momento migliore per trovare una soluzione unitaria se non quello in cui discuteremo il progetto di legge presentato dal collega Sanna? Potremmo anche riservare a questo progetto una corsia preferenziale, data l'urgenza.

Quindi non è vero che non ci sono strumenti per arrivare a una soluzione; gli strumenti esistono, visto che potremmo anche approfittare della proposta di legge del collega Sanna. Sì, il collega Giacomo Sanna ha dichiarato di aver presentato un progetto di legge sull'argomento. Gli ho parlato anche poco fa e ha detto che la sua proposta di legge concerne questo argomento e che a suo avviso stiamo perdendo tempo. Ed ha ragione, perché se esiste un progetto di legge interpretativo, tanto vale che lo esaminiamo, dandogli una corsia preferenziale, lo votiamo e buona notte al secchio. Se così non si vuole fare, non credo che in cinque minuti si possa trovare una soluzione giuridicamente valida. Io stesso, per esempio (non impegno i miei amici o compagni come voi dite, ma impegno me stesso), sono favorevole alla interpretazione data dal collega Cogodi sul fatto che i termini non decorrono se l'organo non è regolarmente costituito. Francamente, però, non me la sento neppure io, in cinque minuti, di convincere gli altri colleghi sulla bontà di un'interpretazione di questo genere. Ho bisogno di pezze giustificative, ho bisogno di sentire qualcuno che ne capisce più di me, voglio sentire anche qualche consulente, perché anche questa potrebbe essere una soluzione. Quindi, non vogliamo fare più polemiche? Benissimo, siamo perfettamente d'accordo. Muscoli? Benissimo, siamo perfettamente d'accordo, ma allora ritirate la mozione, sgombriamo il campo dalle polemiche. Abbiamo di fronte due possibilità: o ci attestiamo sul progetto di legge Sanna, oppure ci diamo un po' di tempo per trovare una soluzione interpretativa come quella che è stata proposta da Cogodi, ma che, secondo me, non può essere esaminata nella pausa per il pranzo, per lo meno io personalmente mi rifiuto di far questo.

Diversamente, non rimane che procedere alla votazione. Io, lo dico con dispiacere, avrei preferito che la mozione non venisse posta in votazione, ma in caso contrario non potrò che votare contro, questo mi pare ovvio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, mentre cercavo di presentare il progetto di legge Sanna-Manca alla Giunta e a qualche collega, è intervenuto l'onorevole Contu, le cui considerazioni hanno anticipato il mio intervento. Noi personalmente non ci siamo espressi contro alcune considerazioni, che riteniamo condivisibili, contenute nella mozione, ma evidentemente, come è stato detto, lo voglio ribadire una volta per tutte, qui stamattina alcuni colleghi hanno dato per l'ennesima volta sfogo alla propria vis oratoria e alla capacità di fare ostruzionismo, mantenendo il Consiglio inchiodato dall'apertura dei lavori fino ad ora su questo argomento. Altri colleghi, più concretamente, hanno cercato di trovare un rimedio e ce l'hanno proposto. Noi apprezziamo molto questo gesto e non possiamo non tenerne conto.

Io confermo la posizione e le valutazioni espresse dall'onorevole Contu, e se la mozione venisse ritirata potremmo addirittura confrontarci su un provvedimento che potrebbe essere esitato con urgenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Siamo in sede di votazione?

PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazione di voto, stavo per dichiarare conclusa questa fase.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei fare una proposta sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Selis. La fase delle dichiarazioni di voto è dunque conclusa e siamo in sede di votazione.

SELIS (Popolari-P.S.). Io chiedo la votazione per parti, in modo da togliere dall'imbarazzo qualche collega che ritiene che la premessa e le considerazioni possano non essere condivise, mentre le condivide ovviamente l'opposizione. La prima parte è quella relativa alle considerazioni fino a "impegni la Giunta regionale", perché ci rendiamo conto che contengono un giudizio che è proprio dell'opposizione; la seconda parte è quella che contiene le disposizioni, e prevede due impegni per la Giunta.

PRESIDENTE. Riepilogando, la prima parte è quella descrittiva, la seconda parte è quella che prevede l'impegno per la Giunta. C'è un'ulteriore parte che contiene un impegno per il Consiglio regionale, ma mi pare non sia da votare, nel senso che il non possiamo impegnare noi stessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Chiedo scusa, ma mi sorge un dubbio, e cioè se la votazione per parti possa essere ammessa dopo che il Presidente ha indetto la votazione e sono state fatte le dichiarazioni di voto. Spetta alla Presidenza risolvere questo dubbio.

PRESIDENTE. A termini di Regolamento la votazione per parti non può che essere chiesta nella fase di votazione, quindi siamo nella piena legittimità regolamentare.

Metto in votazione la prima parte della mozione numero 15. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

Poiché i colleghi Segretari non hanno fatto in tempo a contare i votanti, dobbiamo ripetere la votazione.

Metto nuovamente in votazione la prima parte della mozione numero 15. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Metto in votazione la seconda parte della mozione numero 15. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Se l'Assemblea è d'accordo, propongo di sospendere adesso i lavori della mattinata e di riprenderli questo pomeriggio, alle ore 16 e 30. Informo i colleghi che per le ore 16 è stata convocata la Commissione finanze per esprimere il parere finanziario su una legge che è all'ordine del giorno. Convoco una breve Conferenza di Capigruppo per stabilire la prosecuzione dei lavori.

CUGINI (D.S.-F.D.). C'è la richiesta di convocazione di un'altra Commissione per le ore 16 e 30.

PRESIDENTE. Io ho ricevuto solo quella della terza Commissione.

La seduta è tolta alle ore 13 e 45.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazione

(Inserire testo della risposta scritta all'interrogazione numero 134)


Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori in Sardegna con particolare riferimento all'attività estrattiva di cava.

I sottoscritti, premesso che:

a) il gravissimo fatto accaduto in Buddusò, con la morte tragica di due lavoratori dipendenti e del figliolo tredicenne del custode del cantiere, ripropone in modo drammatico la questione della sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro;

b) le morti ed i ferimenti sui luoghi di produzione costituiscono una gravissima emergenza sociale e morale in tutto il territorio nazionale, ivi compresa la Sardegna, soprattutto a causa delle gravissime carenze nei sistemi e nei controlli di sicurezza nello svolgimento delle attività lavorative;

c) non possono essere più archiviati come semplici "incidenti" o, peggio, "fatalità" il ripetersi di tanti dolorosi e luttuosi accadimenti in una Regione dove il lavoro nero e non garantito - neppure in termini minimali - è censito in una entità superiore al 10% dei lavoratori occupati (più di 50 mila unità);

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del lavoro per conoscere quali immediate e drastiche iniziative intenda adottare la Giunta regionale perché:

1) siano garantite, in modo assoluto ed inderogabile, tutte le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro;

2) siano attivati, potenziati e responsabilizzati gli uffici pubblici preposti alla sicurezza ed alla salubrità di tutte le attività lavorative nel territorio della Regione. (38)

INTERPELLANZA DETTORI Ivana - CUGINI - PACIFICO - BALIA - MANCA sulla gestione delle Aziende ASL e della Azienda Ospedaliera della Regione Autonoma della Sardegna.

I sottoscritti,

considerato che negli ultimi esercizi i bilanci di gestione delle Aziende ASL e nella Azienda ospedaliera della Sardegna sono stati caratterizzati da ripetuti disavanzi di gestione;

venuti a conoscenza del fatto che per talune aziende i bilanci, sia di previsione che consuntivi, a distanza di anni, non sarebbero stati approvati e che i disavanzi, per alcune aziende, sarebbero rilevanti in rapporto all'entità dei bilanci stessi;

appreso da notizie di stampa, che la situazione di disavanzo sarebbe in parte determinata sia dal ritardo con il quale le aziende hanno reso operativo il sistema di gestione aziendale, sia dai costi imponenti per attività di consulenza e per locazioni di immobili, sia da una situazione di discrezionalità delle aziende nelle acquisizioni di beni e servizi, che, non sottoposti ad un necessario osservatorio dei prezzi, avrebbero portato ad una variabilità inammissibile da azienda a azienda;

constatato che tale situazione determina la necessità di nuovi finanziamenti da destinare all'Assessorato competente, per far fronte alla situazione debitoria delle aziende stesse, in una situazione di risorse sempre più scarse;

considerato che, a distanza di oltre tre anni dalla costituzione delle Aziende ASL e dell'Azienda ospedaliera, appare necessario conoscere le ragioni che hanno prodotto la crescita della spesa e conoscere le iniziative che dovranno essere assunte,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se corrispondano al vero le notizie sulla presenza di una situazione di disavanzo nei bilanci di gestione di tutte le aziende ASL e dell'Azienda ospedaliera nel corso degli anni 1997, 1998 e 1999;

2) in caso affermativo, se non ritengano di dover promuovere un'indagine tesa a verificare, per ciascuna azienda:

a) la situazione approvativa dei bilanci e le ragioni dello slittamento; in particolare, se la situazione di inadempienza sia da addebitare a problemi organizzativi dell'Assessorato della sanità o alle stesse aziende;

b) la consistenza sia dei bilanci che dei disavanzi;

c) la spesa sostenuta per contratti di diritto privato per il funzionamento degli uffici di direzione generale e quella sostenuta per consulenze gestionali, amministrative e per formazione;

d) la spesa sostenuta per consulenze per progetti per l'informatica e per opere di ingegneria e lo stato di approvazione dei progetti e di costruzione delle relative opere;

e) quali siano i costi di locazione di immobili per gli usi aziendali;

f) quali siano i prezzi di appalto e le variazioni dei prezzi fra azienda e azienda, per servizi in appalto, quali il lavanolo, la ristorazione, la guardiania e quali siano gli strumenti applicati per valutare la congruità dei prezzi;

3) quali azioni intendano porre in essere per sanare l'attuale situazione di disavanzo delle aziende, per una più efficiente e tempestiva azione della Regione per il controllo dei bilanci di previsione e consuntivi, e per assicurare la congruità dei prezzi negli acquisti di beni e servizi. (39)

INTERPELLANZA BALIA - MASIA - IBBA su alcuni problemi sorti nell'applicazione del Programma quadriennale 1992/1995 (Legge 17 febbraio 1992, n. 179) "Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione - Concessione di contributi destinati al recupero di alloggi di civile abitazione.".

I sottoscritti,

visto il programma quadriennale 1992/1995 (Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione) approvato dalla Giunta regionale il 15 giugno 1998, con deliberazione n. 82/22, resa esecutiva con decreto dell'Assessore dei lavori pubblici 29 giugno 1998, n. 290/2;

preso atto che i Comuni destinatari dei previsti contributi per le diverse categorie di intervento (nuova costruzione; recupero; risanamento parti comuni) hanno predisposto i bandi comunali di concorso per la concessione dei medesimi ai cittadini aventi diritto;

rilevato che tali amministrazioni comunali hanno predisposto un modulo per la richiesta di concessione dei contributi nel quale viene, tra l'altro, richiesta l'indicazione meramente presuntiva del costo complessivo convenzionale dell'intervento da realizzare, su cui commisurare la concessione del contributo pubblico;

constatato come tra la documentazione richiesta per l'effettiva erogazione del contributo ci sia la compilazione del progetto esecutivo dell'intervento corredato del Quadro tecnico economico nel quale sono indicati tutti gli elementi tecnici e l'ammontare preciso del costo complessivo dell'intervento previsto;

osservato inoltre come, a causa del protrarsi delle necessarie formalità burocratiche (pubblicazione del Programma nel supplemento straordinario al BURAS n. 26 del 31 agosto 1998 e determinazione comunale definitiva gennaio-febbraio 2000) numerosi cittadini abbiano già intrapreso la realizzazione degli interventi di recupero, sovente necessitati e improcrastinabili, dopo la semplice presentazione della domanda di richiesta di contributo, senza attendere l'atto formale di determinazione del Comune,

chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici:

a) per sapere se è a conoscenza che molti dei comuni destinatari dei previsti contributi per le diverse categorie di intervento prendano come punto irremovibile di riferimento l'importo, indicato presuntivamente nel modulo di presentazione della domanda, piuttosto che la più puntuale e precisa indicazione contenuta nel Quadro tecnico economico, così come previsto anche nel testo del Programma regionale;

b) per sapere se i Comuni, nella corretta applicazione della legge e del Programma, riconoscano il contributo a coloro che, in possesso dei requisiti previsti dal bando di concorso, abbiano iniziato i lavori dopo la richiesta di partecipazione, ma prima della formulazione delle graduatorie definitive;

c) per conoscere quali iniziative e misure l'Assessorato intenda assumere per assicurare una corretta, legittima applicazione delle disposizioni del Programma, nonché la puntuale realizzazione tecnica degli interventi;

d) per sapere se l'Assessorato abbia deliberato di procedere ad una verifica dei concreti risultati conseguiti dal Programma, con particolare riferimento alla certezza dell'effettiva erogazione dei contributi per gli interventi di recupero più urgenti. (40)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta. sulla grave situazione in cui versano i dipendenti della ditta VIANINI di Porto Torres.

Il sottoscritto,

premesso che la ditta VIANINI di Porto Torres (azienda che, dopo una chiusura di circa quindici anni, lo scorso anno ha ripreso l'attività produttiva e assunto numerosi dipendenti) è interessata alla costruzione e alla fornitura di materiali occorrenti alla realizzazione di opere idriche appaltate dall'ESAF, attività che consentirebbe alla citata ditta di operare fattivamente;

considerato che, a seguito di un pronunciamento del TAR, all'azienda cui è collegata la VIANINI può essere aggiudicato regolarmente l'appalto e ciò consentirebbe alla VIANINI di riassumere il personale già licenziato o collocato in cassa integrazione;

ritenuto che questa situazione di incertezza dura da alcuni mesi, con il rischio di vedere impegnati altrove i fondi disponibili (24 miliardi), con la conseguenza di non vedere realizzata un'opera importante (adduzione da Truncu Reale ad Alghero) stante la grave crisi idrica e con l'altrettanto drammatica conseguenza di vedere sul lastrico tantissimi lavoratori,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori dei lavori pubblici e del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere i provvedimenti urgenti che la Giunta regionale, d'intesa con l'ESAF, intende assumere per consentire la definizione del contenzioso citato e l'immediata riassunzione del personale della VIANINI già licenziato o in cassa integrazione. (149)

INTERROGAZIONE CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sul reinserimento dei lavoratori della società S.I.A.C.A..

Il sottoscritto,

premesso che nel dicembre 1999 la S.I.A.C.A., società costituita 25 anni fa con capitali prevalentemente del CASIC per la realizzazione del Porto canale, è stata messa in liquidazione volontaria causando il licenziamento in tronco di unità lavorative, tra cui operai altamente specializzati;

considerato che a suo tempo si era garantito, sia ai lavoratori licenziati che ai sindacati, la mobilità o il reimpiego nelle imprese consorziate incaricate di gestire lo scalo; promesse puntualmente disattese in quanto le suddette imprese hanno proceduto a nuove assunzioni ignorando quelle figure professionali con esperienza acquisita in oltre vent'anni di attività;

rilevato che i requisiti richiesti per le nuove assunzioni rispondono alle caratteristiche professionali dei dipendenti licenziati e che l'assunzione a parità di livello spetterebbe di diritto ai dipendenti interni al Consorzio;

constatato che la chiusura della Società non è stato certamente un incidente improvviso in quanto la messa in liquidazione volontaria era stata già decisa fin da quando sono iniziati i lavori al Porto canale: la Regione e il CASIC hanno quindi avuto tutto il tempo per programmare il riassorbimento dei lavoratori nelle imprese consorziate,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale dell'industria e l'Assessore regionale del lavoro per sapere quali iniziative abbiano preso o intendano intraprendere per garantire agli ex lavoratori dipendenti della Società S.I.A.C.A. la collocazione nei piani futuri del Porto canale, favorendone il reinserimento nelle società consorziate che si avvarrebbero in questo modo di figure professionali di comprovate capacità produttive e tecniche maturate in oltre vent'anni di esperienza. (150)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla Sassari Express.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:

1) se sia a conoscenza della grave situazione in cui si trovano i dipendenti della società Sassari Express, concessionaria dal novembre 1997 del Ministero delle telecomunicazioni per la distribuzione di corrispondenza nel comune di Sassari i quali - e principalmente quelli addetti alla distribuzione della corrispondenza - da ben dieci mesi non percepiscono gli stipendi e tutte le indennità maturate (salvo qualche piccolo acconto) e senza che, nel contempo, vengano versati i contributi previdenziali e assicurativi all'INPS;

2) se non sia opportuno e urgente intervenire per tutelare il lavoro dei dipendenti - giustamente preoccupati per la situazione che potrebbe sfociare nel licenziamento - e prima che forme più incisive di lotta vengano intraprese.

Si evidenzia che la Sassari Express distribuisce la corrispondenza per conto di molte banche e di vari enti pubblici, quindi con una mole di lavoro considerevole. (151)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mobilità, incarichi e promozioni alla ASL n. 1 di Sassari.

Il sottoscritto,

PREMESSO che in data 17 aprile u.s. per raggiunti limiti di età il direttore generale della ASL n. 1 di Sassari ha lasciato l'incarico;

CONSIDERATO che con provvedimento assessoriale è stato nominato il sostituto direttore generale f.f. per far fronte agli adempimenti previsti, in attesa della nomina del nuovo direttore;

AVENDO appreso, da protesta pubblica sindacale, che nella fase di transizione sono stati deliberati trasferimenti, promozioni e incarichi senza che i beneficiari possedessero i requisiti o i titoli professionali richiesti o la necessaria anzianità di servizio;

RITENUTO che, se così fosse, questi provvedimenti sono dannosi, illegittimi ed antieconomici per la stessa ASL n. 1, in quanto riguardano l'utilizzo di personale senza rispettare gli ambiti professionali di appartenenza sia sotto il profilo sanitario che amministrativo (infermieri che vengono utilizzati con mansioni di amministrativi);

VISTO che detti provvedimenti sulla mobilità pare vengano adottati alcune volte disattendendo persino il parere negativo delle commissioni mediche collegiali e a scapito di personale invece idoneo allo svolgimento delle stesse mansioni;

SOTTOLINEATO che, inoltre, le decisioni in oggetto oltre che lesive e ingiuste nei confronti di tutti quei dipendenti della stessa azienda che pur avendo titolo, professionalità, competenza e anzianità di servizio non vedono riconosciuti i loro diritti, appaiono mortificanti fino al punto di mettere in cattiva luce le stesse istituzioni regionali,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:

- se sia a conoscenza di quanto su esposto e se non sia il caso di accertare se i provvedimenti adottati rispettino o meno le normative vigenti in materia di personale delle ASL;

- se, in presenza di queste gravi irregolarità non sia il caso di chiedere all'attuale direttore generale f.f. di bloccare le deliberazioni e i provvedimenti adottati, stabilendo al più presto dei criteri normativi chiari e trasparenti in materia di mobilità interna del personale delle ASL (trasferimenti, promozioni, incarichi) in ottemperanza al contratto collettivo nazionale del lavoro comparto sanità. (152)

INTERROGAZIONE LA SPISA - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione ex dipendenti SIACA.

I sottoscritti,

a seguito della precedente interrogazione relativa ai lavoratori della SIACA S.p.A.;

rilevato che rimane irrisolta la grave situazione occupazionale di alcuni ex dipendenti della società;

considerato che risulterebbe sconosciuto il criterio secondo cui il CASIC avrebbe provveduto ad assorbire una parte dei lavoratori stessi,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere quali iniziative abbia assunto o intenda assumere per accertare la regolarità delle assunzioni fino ad ora fatte dallo stesso consorzio. (153)

INTERROGAZIONE COGODI - VASSALLO - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata apertura della struttura ospedaliera di Siniscola.

I sottoscritti,

appreso che un comitato di cittadini di Siniscola ha promosso una petizione popolare, (le firme raccolte sono più di settecento), con la quale si chiede l'apertura della struttura ospedaliera e la creazione di un presidio di primo soccorso e di un centro dialisi nel territorio di Siniscola;

accertato che:

- in data 28 aprile 1972, il Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle opere pubbliche per la Sardegna esprimeva parere favorevole circa la costruzione dell'Ospedale civile di Siniscola;

- in seguito all'occupazione d'urgenza di un'area di oltre mq. 22.000 da parte del Comune di Siniscola, i lavori, finanziati con un mutuo alla Cassa depositi e prestiti di lire 900.000.000, furono appaltati alla ditta Grassetto di Padova in data 14 settembre 1978 ed ebbero inizio il 16 marzo dell'anno successivo;

- conseguentemente alla riforma sanitaria ed al passaggio delle competenze in materia dallo Stato alle Regioni, si ritenne che il completamento dell'ospedale di Siniscola non fosse più confacente alle linee direttive del Piano sanitario regionale e che fosse da sostituirsi con un presidio poliambulatoriale;

- il progetto per la realizzazione del succitato presidio fu elaborato dalla U.S.L. n. 8 ed approvato dal C.T.R. sanitario nel dicembre 1984 con la previsione del recupero e dell'utilizzo delle opere già eseguite con un finanziamento di lire 1.000.000.000, con ulteriore medesimo finanziamento stanziato per l'esercizio 1988;

- in data 20 agosto 1989 il Consiglio comunale di Siniscola, al fine di consentire il completamento della struttura ed evitare la perdita dei finanziamenti, deliberò di mettere a disposizione della U.S.L. n. 8 l'area occupata dal Comune per la realizzazione dell'Ospedale civile e le strutture ivi esistenti con vincolo di destinazione per la realizzazione del presidio poliambulatoriale;

CONSIDERATO che una semplice struttura poliambulatoriale non è sufficiente per soddisfare le molteplici esigenze socio-sanitarie dei residenti, in ragione del fatto che il Comune di Siniscola negli ultimi decenni è divenuto il punto di riferimento per l'intero comprensorio;

considerato altresì che:

- attualmente gli utenti sono costretti giornalmente a raggiungere il capoluogo barbaricino per usufruire delle prestazioni specialistiche;

- l'attivazione in loco dei servizi necessari per l'espletamento di attività di dialisi, per l'impianto di una divisione diabetologica, nonché per l'apertura di un centro di primo soccorso, consentirebbero indubbi vantaggi per l'intera collettività;

RILEVATO che il nuovo presidio è stato reso operativo nel mese di marzo del corrente anno contravvenendo a quella che era la sua destinazione originaria, nonché alle aspettative ed ai bisogni della popolazione: infatti, si è limitato ad offrire ospitalità agli uffici, ai servizi di igiene pubblica, di medicina specialistica ambulatoriale, di distribuzione di farmaci, tutti servizi peraltro già presenti nel Comune, sebbene ubicati in altre strutture,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere quali concreti provvedimenti intenda adottare, con la massima urgenza, per garantire l'apertura della struttura ospedaliera di Siniscola, al fine di assicurare un'assistenza sanitaria adeguata alle esigenze ed ai reali bisogni degli abitanti dell'intero comprensorio. (154)

MOZIONE SELIS - CUGINI - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - GIAGU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO sul grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO il grave ritardo nell'insediamento del CORECO e il mancato insediamento dei COCICO a causa delle ripetute dimissioni o della incompatibilità dei componenti espressi soprattutto dalla maggioranza;

CONSIDERATO che il perdurare di questa situazione rende legittimo il dubbio che la maggioranza operi per impedire l'insediamento degli organi di controllo e quindi per perpetrare una grave e inaccettabile situazione di illegalità;

CONSIDERATA la grave e irresponsabile inerzia della Giunta regionale che non ha fornito le informazioni sulle conseguenze di tale situazione (formalmente chieste in aula dai rappresentanti dell'opposizione), né ha assunto alcuna iniziativa neanche dopo queste segnalazioni;

CONSIDERATA, inoltre, l'assoluta inerzia del Presidente del Consiglio regionale corresponsabile del mancato completamento e insediamento degli organi di controllo non avendo provveduto a convocare con la dovuta tempestività e assiduità l'Assemblea per procedere alle nomine;

CONSIDERATE le gravissime conseguenze di tale situazione sulla certezza del diritto sull'attività dei Comuni, delle imprese e dei cittadini;

CONSIDERATO che tale incertezza può generare abusi e conflitti che potrebbero minare la stessa convivenza civile,

impegna la Giunta regionale

a) a presentare un rapporto completo e puntuale sui mancati controlli e sulle conseguenze del ritardato funzionamento degli organi di controllo sugli atti degli enti locali;

b) ad assumere tutte le iniziative amministrative e legislative per fronteggiare la gravissima situazione creatasi,

impegna il Presidente del Consiglio regionale

ad inviare la presente mozione ed il rapporto della Giunta regionale di cui al punto a) al Governo per eventuali valutazioni di sua competenza. (15)