Seduta n.320 del 11/03/2003 

SEDUTA CCCXX

Martedì 11 Marzo 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 33.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 4 marzo 2003, che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 105.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, accogliendo l'invito...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pittalis, ricordo ai colleghi che, da questo momento, iniziano a decorrere i dieci minuti previsti dall'articolo 91, comma 3 del Regolamento, per poter procedere alle votazioni.

Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Dicevo che accogliendo l'invito…

(Interruzioni)

Se questo dà fastidio ai colleghi del centrosinistra che si oppongono a tutto, rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le chiedo scusa, svolga la sua dichiarazione.

Invito tutti i colleghi per cortesia a stare seduti e a osservare il massimo silenzio. Grazie.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'invito al confronto sul merito delle questioni oggetto dell'emendamento numero 105, dovrebbe far seriamente riflettere i presentatori sull'opportunità di ritirare l'emendamento, perché, nell'evidente intento di intervenire sulle spese correnti, si tralascia però, in questo caso, di considerare, analizzando il contenuto della Tabella A, che, le spese correnti si riferiscono alle risorse che sono necessarie, come è stato già detto questa mattina dal collega Balletto, per far fronte agli oneri - e lo si legge chiaramente - relativi all'EMSA e alle disposizioni in materia di istruzione, cultura, spettacolo e sport.

E allora diventa davvero difficile comprendere - se si ha riguardo anche alla Tabella B, che riguarda le voci relative al quadro comunitario di sostegno 2000/2006, ai programmi di iniziativa comunitaria, i Pic, così come peraltro emendati in sede di Commissione - per quale ragione i proponenti dell'emendamento numero 105 riformulino il comma ottavo e modifichino l'originaria previsione. Quindi, in questo caso specifico, non è neppure ipotizzabile un confronto di merito, perché riteniamo che il ragionamento sia totalmente sbagliato.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Dicevo che il ragionamento che sta alla base dell'emendamento è totalmente sbagliato. Ecco, perché ci auguriamo che ci possa un confronto con l'opposizione su temi, però, che possano avere una qualche valenza, non come in questo caso su una rimodulazione di previsioni di spesa che sono dettate da finalità ben precise. La rimodulazione non ha nessun effetto se non quello di creare problemi per quel che riguarda in particolare le previsioni della Tabella A connesse al tema già trattato dell'EMSA.

Quindi, io concludo dichiarando il mio voto contrario a questo emendamento ma sollecitando i presentatori dello stesso al ritiro che mi pare che possa, questo sì, permettere di intavolare una corretta dialettica tra maggioranza ed opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente, io credo che abbiamo avuto una prova in questo momento, con l'intervento dell'onorevole Pittalis, di come la maggioranza stia facendo di fatto ostruzionismo, perché è evidente che, non essendoci i consiglieri di maggioranza, stava perdendo tempo e cercando di far in modo che arrivassero i colleghi, a meno che - qualcuno mi suggerisce - l'onorevole Pittalis non stia lavorando per noi e contro il presidente Pili, e siccome conosco l'onorevole Pittalis non credo che possa fare una cosa del genere. Un tradimento di questo tipo non lo potrebbe mai fare, perché se dà la parola la rispetta sempre con onore, quindi io, onorevole Pittalis, sono portato a non credere ad una ipotesi di questa natura.

Però, signor Presidente, per tornare al merito, cioè all'emendamento numero 105, per il quale io preannuncio il mio voto favorevole, non è possibile doversi sorbire dei sermoni a fasi alterne, inviti a far sì che l'opposizione si uniformi alla linea della maggioranza, che , ci è stato detto, è una linea di grande responsabilità. Noi abbiamo visto poc'anzi qual è la linea di grande responsabilità della maggioranza: fare ostruzionismo a se stessa cercando di addossare le responsabilità ad altri. È un gioco talmente esplicito e palese che non varrebbe quasi la pena di intervenire, invece io credo che sia giusto sottolineare questi aspetti.

Ma io credo anche di dover sottolineare, ancora una volta, che c'è, al fondo, da parte di questa maggioranza, un imbroglio, sia per quanto attiene la manovra finanziaria, sia per quanto attiene i comportamenti, sia per quanto attiene ciò che noi stiamo vedendo in Aula, signor Presidente della Giunta e signor Presidente del Consiglio.

Stamattina, l'Assessore della sanità si è inalberato quando io ho parlato di imbrogli all'interno della manovra finanziaria. Imbroglio significa mettere in disordine, alterando le regole, la regolare disposizione, ingarbugliare; significa confondere, far perdere il filo del ragionamento; significa raggirare, truffare e frodare; significa creare volutamente confusione con lo scopo di ingannare e raggirare. C'è qualcuno, in Sardegna, che può pensare che voi non stiate facendo questo? Assessore, perché si è sentito toccato stamattina? Io non stavo pensando a lei, glielo dico sinceramente, però credo anche che qualche cosa poi avremo modo di dirla, anche per quanto attiene ciò che stanno facendo le A.S.L. in Sardegna, che stanno svendendo il patrimonio per ripianare i debiti che si sono accumulati, non in passato, oggi, per una mala gestione della sanità. Non è che io voglia addebitare questo a lei, Assessore, non lo voglio addebitare a lei, ma ai manager che comunque oggi stanno imperversando, facendo operazioni corrette, assunzioni adamantine e cristalline. Noi non abbiamo dubbi sul fatto che ci si stia comportando in maniera corretta, Assessore, però, mi si consenta, quando si fanno affermazioni di questa natura, di poter dire che in questa finanziaria invece non ci sono solo imbrogli, ci sono illegittimità, e avremo modo di precisarlo. Io ho avuto modo di porre qualche domanda all'Assessore del bilancio e della programmazione, non ho avuto risposta, abbiamo presentato interpellanze...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Concludo. Avremo modo di presentare in maniera puntuale le nostre considerazioni. Chiudo questo mio intervento prenotandomi già per il prossimo, Presidente, e annunciando - come ho già detto durante il mio intervento - il mio voto a favore dell'emendamento che è stato ampiamente illustrato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Calledda. Colleghi, per cortesia!

CALLEDDA (D.S.). In queste settimane, abbiamo letto sulla stampa le dichiarazioni di diversi componenti della maggioranza, che affermavano che questa finanziaria era tutta da rifare. Abbiamo ascoltato anche le osservazioni fatte dall'onorevole Balletto, il quale ci ha ricordato che noi stiamo facendo il gioco della maggioranza, e il gioco della maggioranza - almeno così io lo interpreto - credo sia molto semplice: sulla base delle dichiarazioni fatte dalla maggioranza abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti soppressivi dell'articolo e dei commi dell'articolo 1, e francamente, se il giudizio che voi avete dato di questa finanziaria era che questa è una finanziaria inutile, da rifare, siamo contenti di fare il gioco della maggioranza per modificarla. Presidente, cioè...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, è davvero impossibile parlare in quest'Aula, per cortesia!

CALLEDDA (D.S.). L'emendamento numero 105 è il primo degli emendamenti sostitutivo parziali che abbiamo presentato. Io voto a favore di questo emendamento, signor Presidente, pur consapevole del fatto che se esso viene approvato può accadere un qualcosa di particolare nel territorio nel quale io opero quotidianamente.

Lo dico perché, comunque, in ogni caso sono nelle condizioni di parlare quotidianamente anche con chi può avere può essere "danneggiato" dal contenuto di questo emendamento, e mi riferisco in modo particolare ai finanziamenti che, la Carbosulcis ha da quando è passata al sistema regionale. In qualche modo noi, con questo emendamento, tentiamo di toglierle questi finanziamenti per destinarli agli investimenti in altri settori. Però, francamente, signori onorevoli della Giunta regionale, qualche risposta dovete anche darla, perché a me non costa nulla andare a spiegare le motivazioni che ci hanno spinto a presentare questo emendamento, perché noi stiamo, in qualche misura, lavorando per cambiare questa finanziaria e sarebbe davvero controproducente che noi oggi affermassimo che questo emendamento potrebbe cambiare le sorti di questi lavoratori. Se siete disponibili ad affrontare tutte le questioni facciamo un confronto vero nel quale ciascuno esprima la propria opinione, ma se le cose restano in questi termini, è davvero difficile trovare una soluzione definita e definitiva rispetto al modo con il quale vogliamo in qualche maniera affrontare e risolvere le questioni. Io voto dunque a favore di questo emendamento e dico anche che, da domani mattina, sono disponibile ad andare a parlare con i lavoratori della Carbosulcis e con i lavoratori dell'Ente Minerario Sardo, ormai liquidato, per dire che voi non volete affrontare i problemi dello sviluppo della Sardegna e, partendo da ciò che abbiamo in qualche misura intrapreso in questa Aula rispetto alla finanziaria, siamo nelle condizioni, se voi volete, di dare un contributo per affrontare e risolvere le questioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio dichiarare innanzitutto il voto favorevole sull'emendamento, a questo punto della discussione, perché poc'anzi, per esempio, quando la maggioranza non era presente, e a quell'ora si sarebbe dovuto votare, ben si è visto che la maggioranza si è precipitata, auspice e anche aruspice l'onorevole Pittalis, a prendere la parola perchè bisognava fare ora. Si è già detto - è inutile ripetere - a proposito di tempo da guadagnare e di ostruzionismo da addebitare. Però, siccome siamo tranquilli, la maggioranza più o meno c'è, l'auspicio ha avuto esito, si può dire una parola sul merito.

Questo emendamento dice una cosa semplice, elementare, non di meno importante, cioè di modificare l'asse della finanziaria destinando le risorse prevalentemente, non esclusivamente, agli investimenti, poi si tratta di vedere quali investimenti, perchè ci sono investimenti ben fatti e mal fatti, e non invece prevalentemente alla spesa corrente, il che non vuol dire che non serva la spesa corrente, perché anche nella spesa corrente c'è quello che corre bene e quello che corre male.

Però, nelle grandi categorie, modificare l'asse, cioè l'equilibrio, definendo una prevalenza della spesa pubblica rivolta agli investimenti produttivi - dove c'è anche tutta la partita del lavoro, se pensiamo al lavoro produttivo - rispetto alla spesa corrente, cioè alla spesa destinata prevalentemente all'autosostentamento, all'amministrazione interna, ha un valore in sé che ognuno comprende. Per cui stamane si è detto che questo può essere il versante sul quale si può cominciare ad ipotizzare una relazione dialettica e un possibile avvio di confronto, la qual cosa dovrebbe essere ovvia, e io non capisco perché, ogni volta che parla, e parla bene, il collega e compagno Cugini e dice: "Alt, bisogna costruire una ipotesi di dialettica e di confronto" pare che sia, come dire, scoppiato il temporale. Il collega e compagno Cugini dice una cosa giusta, che è anche più giusta perché la dice il compagno Cugini, che è anche il segretario del maggior partito della opposizione.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Però nient'altro ha detto….

(Interruzioni)

Ivana, non ho mica bestemmiato, ho detto compagno Cugini...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

COGODI (R.C.). Ha il suo valore, e noi che, essendo un'opposizione che nell'insieme dà valore alle cose politiche, partiamo anche da lì, cioè dal sasso dove possiamo poggiare il piede (non perchè Cugini sia un sasso), perchè possiamo andare avanti. Però, da lì a far trascorrere tre ore di intervallo prandiale e tornare la sera e sentire tutto capovolto, qualcosa passa. Torniamo alla sera e la maggioranza -stavo per dire l'opposizione, in realtà è l'opposizione alla Giunta che è la così detta maggioranza - torna in Aula e dice: "Alt, volete affossare l'EMSA". Ma chi ha parlato stamattina di EMSA! Ne hanno parlato le televisioni nell'intervallo; nessuno stamattina ha nominato l'EMSA. E allora qui ci sono due finanziarie: una vera, interna che si discute qui e una propagandistica ed esterna. Nessuno ha pronunciato la parola, la sigla, la ragione sociale EMSA, stamattina. Adesso si parla di EMSA! Poi, se volete, discutiamo di EMSA, di quale liquidazione, e perché mai si dovrebbe liquidare e come. Se volete parliamo di questo. Allora, per farla breve - quella freccetta maledetta è sempre in agguato - quella freccetta in alto che indica il tempo, ma ci sarà modo di spiegarsi.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Sì, ho già concluso. Allora, voi continuate così, se volete, tanto non ne venite a capo. Noi abbiamo detto, e manterremo la parola, che non faremo ostruzionismo; però abbiamo anche detto, e lo faremo, che discuteremo la finanziaria e discuteremo i punti della finanziaria che più meritano di essere discussi. Queste dilazioni, queste gherminelle non ci porteranno a saltare la finanziaria quando parlerete di sedute notturne, di morso della tarantola, quando parlerete di tempi contingentati, di urgenze, di Sardegna che soffre e che affonda. Non ci commuoverete. Abbiamo 700 emendamenti, sono uno scudo umano formidabile, l'opposizione - ma anche pochi dell'opposizione, anche uno solo dell'opposizione - con 700 emendamenti che ci avete regalato, qui se vuole ci sta tre mesi.

PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Cogodi, avrà modo di reintervenire. Concluda, per cortesia.

COGODI (R.C.). Ho finito. Non è questione di tre mesi, bastano tre minuti, tre secondi, per dire: se dovete pensare, pensate subito, per favore, perchè più tempo passa e meno penserete bene e più vi si obnubilerà il cervello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, certo è strano, l'onorevole Balletto stamane ha svolto una serie di argomentazioni e fra le altre una abbastanza singolare. Diceva che l'emendamento 96 del quale si stava discutendo è un emendamento fatto per perdere tempo, è un emendamento inutile, un di più. Se mai, e richiamava in positivo...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, per cortesia, le chiedo di parlare più vicino al microfono perchè è difficile sentirla.

BALIA (S.D.I.-S.U.). C'è un po' di brusio, Presidente.

E richiamava invece in positivo, dicevo, l'emendamento 105, perché, diceva, se non altro, attraverso l'emendamento 105, si procede realmente alla proposizione di uno spostamento di risorse dalle spese correnti verso le spese di investimento. Stasera alla ripresa dei lavori, l'onorevole Pittalis, nel suo intervento, parte, invece, da una affermazione diametralmente opposta. Dice che l'emendamento numero 105 non ha ragione d'essere, invita anzi i presentatori a ritirarlo, perché inciderebbe su una serie di spese correnti programmate ma intoccabili, a partire da quelle dell'EMSA per arrivare sino ai Por. Insomma mi pare che si reciti, a seconda del momento e dell'occorrenza, davvero a soggetto, e ciascuno sostiene la tesi che, nel momento contingente, di fatto torna più comoda, poi però, l'opposizione, invece, quando interviene, naturalmente fa ostruzionismo. La maggioranza decide stamattina...

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Di anticipare...

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Un attimo onorevole Balia. Prego.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Di anticipare la conclusione della seduta chiudendo i lavori persino prima delle 13.00, e alla ripresa dei lavori interviene un collega della maggioranza stessa nel tentativo disperato di recuperare tempo in attesa che i consiglieri del centrodestra raggiungano l'Aula. Però accusano di ostruzionismo le opposizioni, che di ostruzionismo davvero non ne fanno. Non facciamo ostruzionismo però non vogliamo fare neanche sconti a nessuno, e intendiamo naturalmente intervenire su tutti quegli emendamenti e articoli sui quali dovessimo ritenere, ora e nei prossimi giorni, opportuno e necessario un intervento.

Mi sia consentito, Presidente, di fare un breve richiamo alla questione del voto segreto che continua ad aleggiare all'interno di quest'Aula e viene costantemente richiamata da più parti. Noi - intendo noi socialisti - è notorio, e da prima di oggi, siamo decisamente contrari in linea generale al voto segreto, però non possiamo non rammentare che ieri gli alfieri del voto segreto erano coloro i quali oggi sostengono una posizione diametralmente contraria e si dichiarano, in assoluto e aprioristicamente, a favore del voto palese, e lo fanno non solo dentro l'Aula e sulla stampa ma anche, in maniera eclatante, proponendo addirittura un referendum. Non c'è bisogno che venga proposto un referendum, li aiutiamo noi a modificare questa norma regolamentare...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Qualche secondo, Presidente. Li aiutiamo noi a modificare questa norma regolamentare e ad abolire il voto segreto, ma mettendo un piccolo codicillo, una piccola condizione che è l'unica che consente una garanzia ed una serietà comportamentale fra parti. Oggi si modifica il Regolamento, ma la modifica naturalmente entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura. Quindi la modifica avviene a bocce ferme, non a seconda delle convenienze, così come invece vorrebbero alcuni rappresentanti del centrodestra. Naturalmente votiamo a favore dell'emendamento numero 105.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Presidente e colleghi, premetto intanto che voterò contro l'emendamento in questione. Io credo che sia perlomeno singolare l'accusa di ostruzionismo che il collega Pirisi ha rivolto all'amico Pietro Pittalis, facendo un intervento fotocopia di quello che ha fatto questa mattina e minacciando di ripeterlo anche nei giorni a venire. Noi siamo già alla seconda settimana di dibattito sull'articolo 1, e in questo Consiglio oramai abbiamo raggiunto una certezza, e cioè che questa finanziaria non piace ai colleghi del centrosinistra, non piace all'opposizione. Lo sappiamo perchè ci hanno detto in tutte le lingue che questa non sarebbe la finanziaria dello sviluppo e degli investimenti. Lo sappiamo perchè c'è l'hanno detto in mille lingue, ma sempre con la stessa identica sostanza. Lo sappiamo perché, a furia di martellare, sono riusciti a farci cogliere questa importante affermazione e cioè che questa è una manovra finanziaria che si basa sull'imbroglio, ed è una manovra finanziaria che non porta a nessuno sviluppo e a nessun investimento per la nostra Isola.

Allo stesso modo, così come tutti quanti noi oramai abbiamo capito che cosa i colleghi del centrosinistra vogliono dirci, anch'essi devono sapere che anche noi abbiamo capito. Abbiamo capito tutto della loro opposizione, di una opposizione che è fondata solamente su emendamenti soppressivi, un rosario che possiamo sgranare in continuazione: è soppresso il tale comma, è soppresso il tal altro comma, è soppresso anche il determinato articolo, è soppresso tutto, è soppressa anche la pazienza che, però, oramai sta finendo, caro collega Cogodi. Noi siamo alla seconda settimana di dibattito sull'articolo 1 e abbiamo ancora...

(interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). Noi non stiamo procedendo perché, alla seconda settimana di dibattito, siamo ancora fermi all'articolo 1 e abbiamo ancora 19 articoli da affrontare. Il fatto è che, probabilmente, non ci rendiamo conto, o forse siamo convinti che non se ne rendano conto i sardi che, con l'esercizio provvisorio, non si possono portano avanti tutti gli interventi che servono per il nostro sviluppo e che l'esercizio provvisorio significa solamente ritardi per gli investimenti. Significa che, mentre gli altri programmano e spendono, noi non stiamo né programmando né spendendo.

Viste queste premesse, io faccio una proposta che è sulla falsariga di quella che ha fatto il collega Giorgio Balletto stamattina. Visto che noi abbiamo capito quello che ci volete dire e voi avete capito quello che noi vogliamo dire, faccio una proposta pragmatica che non ha assolutamente le pretese di commuovere il collega Cogodi. Rinunciamo ad intervenire e votiamo gli emendamenti, votiamo i commi e votiamo gli articoli, altrimenti lavoriamo a tappe forzate, rinunciamo alle pause lunghe per il pranzo, rinunciamo ai giorni festivi e rinunciamo anche a quelle pause a cui ogni tanto siamo costretti a sottostare per impegni di partito. Lavoriamo subito, lavoriamo molto, siamo pagati per questo. Oltre alla finanziaria ci aspettano tanti altri problemi della Sardegna e non possiamo fare finta di non capire.

COGODI (R.C.). Eri pagato anche nei mesi scorsi!

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, per cortesia. Ricordo all'onorevole Licandro, e a qualche altro collega che ha sollevato questo problema, che i lavori dell'Aula e i tempi vengono regolati e definiti dalla Conferenza dei Capigruppo, non è il Presidente che definisce questo tipo di organizzazione. Questo invito, eventualmente, andrebbe rivolto al proprio Capogruppo perché, in sede di Conferenza, si adoperi per regolare i lavori dell'Aula nella maniera desiderata. Ricordo che stiamo svolgendo dichiarazioni di voto sull'emendamento 105.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N). Presidente, mi fa veramente piacere che lei, in questa occasione, dopo avere sentito 40 dichiarazioni di voto che tutto hanno fatto fuorché dichiarare il voto, faccia a me questa precisazione, ma io ne prendo atto e rispetto naturalmente la sua indicazione e quindi dichiaro che naturalmente voterò contro l'emendamento 105. Detto questo, io credo che lei mi consentirà, come è stato consentito fino ad ora, ormai da mesi per non dire da anni, a tutti, di fare qualche considerazione sul voto segreto. È stato detto dall'onorevole Balia, con molta pacatezza, che se si volesse abolire il voto segreto sarebbe possibile farlo, e io raccolgo la sollecitazione fatta nei giorni scorsi dall'onorevole Selis, per dichiararmi, anche se sorpreso, completamente d'accordo su questa linea. Se veramente ci fosse questa volontà, la strada da percorrere è di una semplicità più unica che rara. Esiste in Giunta per il Regolamento - perché l'unico iter possibile è quello, non c'è ne sono altri - esiste in Giunta per il regolamento una proposta di modifica che prevede l'abolizione parziale, proprio come quella che ha proposto l'onorevole Selis, del voto segreto; sarebbe sufficiente riunire la Giunta per il Regolamento, approvare in 10 minuti quella modifica, portarla in Aula dopo i 10 giorni previsti dalla normativa vigente e poi approvarla. Sarebbe la cosa più semplice del mondo, ma la realtà è che, intorno al voto segreto, c'è un affollamento tale che credo che morirà per asfissia, ma nella realtà nessuno lo vuole abolire, tutti vogliono mantenere le cose come stanno.

Detto questo, parliamo di ostruzionismo. Io mi rendo che, con il mio intervento, rubo 5 minuti alla discussione della finanziaria, ma, siccome non si può pensare che possiate intervenire solo voi, interveniamo anche noi, almeno nei 5 minuti consentiti, per dire che l'ostruzionismo - così come lo state attuando voi - è uno ostruzionismo quanto meno discutibile. Io posso capire che interveniate se la Giunta propone di fare una strada, per esempio, e voi la volete più importante, più larga e più lunga, o volete un acquedotto più funzionale e più utile alla gente; una ferrovia che sia non più quella vecchissima ma moderna con treni ultra veloci. Potrei capire questo atteggiamento costruttivo, ma ciò che appare assolutamente incomprensibile alla gente, e quindi anche a me - ma penso anche a molti di voi perchè siete persone intelligenti - è che voi invece vogliate distruggere. Voi non volete costruire o migliorare, voi proponete di distruggere, proponete di non fare. Voi avete presentato fino adesso gli emendamenti per l'articolo 1 della finanziaria e sono emendamenti che contengono tutti una dose letale per la finanziaria. Voi volete distruggerla, non migliorarla, questo è il vostro problema.

E allora io credo che di questo la Sardegna non abbia bisogno. La Sardegna ha bisogno del contributo di tutti, anche del vostro, per migliorare le cose, per farle più belle, più importanti e più utili, non per distruggerle; non si può andare avanti in questo modo. Siamo, dopo tanti giorni di discussioni inutili, all'articolo 1, e non si riesce a capire che l'interesse della Sardegna è che si facciano le leggi, le migliori possibili, ma che si facciano non che si distruggano, perchè questo è un modo per andare contro gli interessi della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io sono anche consigliere, anche se a qualcuno dà fastidio, ma purtroppo sono consigliere e quindi ho titolo per parlare.

Io non entro nel merito della questione "voto segreto, voto non segreto", perché ritengo corretto che ognuno eserciti il proprio ruolo. Io nella passata legislatura non ero in quest'Aula, non per mia volontà, ,ma perché qualche amico evidentemente aveva commesso qualche errore e, ahimè, forse si è anche pentito, e poi non ha applicato le stesse regole per quanto riguarda se stesso, però, a ruoli invertiti, io avrei fatto quello che sta facendo l'opposizione, come l'opposizione ieri ha svolto esattamente lo stesso ruolo. Quindi eviterei queste pagliacciate carnevalesche che non servono a niente.

(interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi.

OPPI (U.D.C.). Io sono perchè si faccia, compete poi alla maggioranza se riesce a farlo e se ne ha voglia. Io che sono stato un umile gregario di grandi maestri - mentre gli altri non hanno fatto mai i gregari e quindi non conoscono il mestiere - arrivo sì in ritardo però non mi alzo mai, perché non bevo e non fumo, e quindi conosco tutti gli artifici, come far mancare il numero legale oppure accelerare i tempi, e sono anche essi regolari. Lo dico ai miei colleghi perchè imparino il mestiere. L'unico problema che mi pongo é che bisogna evitare di giocare a poker, l'unica fortuna è che non c'è il collega Cugini che è un grande giocatore di poker, e conosce il gioco delle tre carte in modo perfetto, una volta ha accusato me di fare questo gioco, ma era lui che aveva fregato i suoi stessi amici di cordata, Cerchiamo di arrivare a una forma di confronto. Eliminiamo, scusate il termine, le "marchette", c'è ne sono tante "marchette" in questa finanziaria, di una parte e dell'altra, eliminiamo cioè le fotografie. Le fotografie sono una vergogna, soprattutto quando gli Assessori non sono informati, e valgono per piccoli interventi, magari per l'acquisto di un'apparecchiatura, che basta chiedere e viene inserita nel programma o si fa una risoluzione, anziché fare i primi della classe che non serve a niente. Tutti abbiamo diritto a fare i primi della classe, io compreso, e non legittimiamo nessuno a farci i programmi prima. Quella cortesia gliela facciamo indirettamente come abbiamo sempre fatto, però, allo stesso tempo, mi sia consentito dire che non condivido questo emendamento, perché chi mi ha insegnato il mestiere siete voi, ed infatti furbescamente i D.S., padri dei lavoratori, promotori delle battaglie, non lo hanno firmato. Questo non si chiama EMSA, si chiama Carbosulcis, ve lo dico io, perchè 60 miliardi praticamente servono per questi salari a cui facciamo riferimento sempre, con forza, quando servono. E` giusto che il Partito popolare - scusate, la Margherita, ma io, da popolare, continuo a chiamarlo partito popolare - di fatto spinga per gli investimenti. Però, attenti, questo emendamento è sbagliato, va a colpire una categoria, va a colpire un'azienda che è una forza trainante - l'avete sempre definita voi così - e ha delle caratteristiche peculiari diverse dalle altre. Ci siamo riempiti tutti la bocca: duemila miliardi per la gassificazione! Molti hanno sbagliato e sono coloro i quali hanno dato troppo credito, e la stragrande maggioranza è dalla vostra parte. Non voi direttamente o indirettamente; le grandi crociate in America, i grandi progetti faraonici e i grandi incarichi, modifiche, terreni gratis dai modesti consorzi, per poter realizzare questo grande progetto, ma era un bluff! Ma siccome, in questo momento, si sta parlando di gassificazione e ci sono dei progetti in itinere, questo praticamente vanificherebbe ogni tipo di discorso.

Quindi penso che anche questo emendamento sia uno scherzo di carnevale e non lo posso condividere perchè è in contrasto con la linea che abbiamo sempre portato avanti unitariamente. Quindi dichiaro che voterò contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MARROCU, CUGINI, CALLEDDA, MORITTU, PIRISI, FALCONI, SCANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento 105.

(Segue la votazione)

L'onorevole Tunis, l'onorevole Vargiu e l'onorevole Biancareddu, che erano presenti in Aula possono dichiarare il loro voto.

TUNIS (RIF. SARDI - UDR) Contrario.

BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Contrario.

ORTU (R.C.) Favorevole

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: DORE - LADU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 71

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 33

contrari 38

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per fare una precisazione sul comma 10. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il comma 10 in realtà stabilisce l'estensione di una norma della legge finanziaria nazionale riguardante le Province, ai Comuni che ce l'hanno chiesta, in quanto più favorevole per quanto attiene al patto di stabilità; quindi noi lo abbiamo fatto assumendoci la responsabilità di questo. Da questo punto di vista il comma è estremamente corretto.

E` invece esatta l'osservazione fatta dall'onorevole Gian Valerio Sanna, nel senso che, dopo le parole "del comma 5", effettivamente vanno aggiunte le parole: "del su citato articolo". Volevo fare questa precisazione prima del voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 1.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io ho dichiarato aperta la votazione, quindi debbo presumere che, automaticamente, la votazione sia stata aperta, poi nonostante le recriminazioni io l'ho dichiarata chiusa. C'è stato un arco di tempo abbondante per poter procedere alla votazione.

(Interruzioni)

SPISSU (D.S.). Presidente, io ho votato regolarmente, ma se molti colleghi non hanno potuto votare, non avendo capito che la votazione era aperta, a causa delle urla e degli strilli dei soliti che hanno sempre problemi con i pulsanti, compreso il Presidente della Giunta che, durante le votazioni, dovrebbe star zitto, invece di fare cagnara, bisogna ripetere la votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, volevo semplicemente dire che, quando si chiede la parola, la si chiede per delle ragioni valide! Lei ogni volta ha qualche difficoltà a concedere la parola. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, la parola non si può concedere indistintamente in tutte le situazioni.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 41

contrari 30

nulli 3

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU -TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Vicepresidente SANNA Salvatore.)

Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 34 della Giunta regionale.

(Proteste da parte di numerosi consiglieri)

Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 29, viene ripresa alle ore 17 e 30.)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, riprendiamo i lavori. Prego i colleghi di consentire al Presidente di turno di dirigere i lavori dell'Aula e di non cercare di sostituirsi al Presidente, lanciando urla e chiedendo di dirigere l'Aula in una certa maniera. Quindi, per cortesia, invito i colleghi a riprendere il loro posto e a stare attenti soprattutto durante le votazioni, ed in particolare modo durante quelle a scrutinio segreto.

Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 34 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare sulla modalità di votazione il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 34.

(segue la votazione)

(Il consigliere Frau protesta vivacemente per non aver potuto votare)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 66

maggioranza 34

favorevoli 30

contrari 30

nulli 6

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione della Presidenza su alcune circostanze che, per quanto mi riguarda, possono essere testimoniate dagli atti di questo Consiglio. Da quando, nella legislatura passata, è stato introdotto il sistema elettronico per quanto mi riguarda non ho mai sbagliato. Mai! Non è mai accaduto che la lampadina della mia postazione non si sia accesa, si è sempre accesa, ho sempre votato e ho sempre votato nel modo in cui ho desiderato votare: verde quando il mio voto era favorevole, arancio quando intendevo astenermi e rossa quando il mio voto era contrario. Oggi, per la prima volta, e quest'Aula è testimone del fatto che io sono seduto qui dalle 16 e 25 e non mi sono ancora alzato, ho sempre votato e la lampadina non si è accesa. Se la lampadina non si accende il voto risulta nullo, è probabile che risulti nullo, perciò è opportuno che si faccia la verifica del sistema. In questo caso si tratta dell'emendamento numero 34, che è un pezzo di carta, non serve a niente, ma poteva trattarsi di un emendamento fondamentale per la manovra finanziaria, e quindi è opportuno che il sistema venga controllato, perché noi abbiamo la necessità di avere l'assoluta certezza del voto. Questo vale per me e vale per chiunque altro, però, nel mio caso, credo di poter rivendicare questa posizione perché, essendo fermo qua, sempre e costantemente, evidentemente non ci può essere il pretesto che mi sono spostato, perché credo che nessuno lo possa dire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che le dichiarazioni dell'Assessore offendano l'Aula, perché non può dichiarare che un emendamento presentato dalla Giunta regionale è un pezzo di carta che non serve a nulla!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho detto con esattezza che non incide sulla manovra.

FADDA (La Margherita-D.L.). E' tutta la finanziaria che non serve a nulla, perché tutto è un pezzo di carta! Quindi lei sta offendendo l'Aula. Se l'emendamento non serviva non doveva presentarlo, Assessore. Io mi auguro che lei ritiri quello che ha detto, non può fare dichiarazioni così gravi, non può dire che gli emendamenti che la Giunta presenta sono pezzi di carta. E' offensivo per la sua maggioranza!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non mistifichiamo i dati...

COGODI (R.C.). Allora perché l'ha presentato? Allora strappiamo tutto! Dice che non vale nulla!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia!

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Portate una bottiglia d'acqua all'onorevole Cogodi, sperando che gli si possa sciogliere …

FADDA (La Margherita-D.L.). Dice che era un pezzo di carta e lo butta!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia. sta intervenendo l'onorevole Pittalis.

COGODI (R.C.). Lo possono dire i funzionari che abbiamo chiesto tutta la documentazione sull'emendamento. E' tutta la mattina che stiamo studiando e lui dice: "non vale niente"!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prenda la registrazione di quello che ho detto, onorevole Cogodi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, posso chiederle la cortesia di far svolgere l'intervento all'onorevole Pittalis? Prego, onorevole Pittalis.

COGODI (R.C.). E' la Giunta che l'ha detto. Noi abbiamo passato tutta la mattina a studiare quell'emendamento, lo possono confermare gli uffici, perché ho chiesto la documentazione e la Giunta non può dire ora "non vale niente"!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis. Onorevole Cogodi, per cortesia, io davvero non so più...

COGODI (R.C.). Lei consenta…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non consento a lei di continuare. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 39, viene ripresa alle ore 17 e 47.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori.. Su che cosa chiede di intervenire, onorevole Spissu?

spissu (d.s.). Sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. Un momento, io sto arrivando adesso, aveva chiesto di intervenire l'onorevole Pittalis. Su che cosa chiede di intervenire, onorevole Pittalis?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, il Presidente che l'ha preceduto aveva già dato a me la parola. Non è stato possibile svolgere l'intervento….

FADDA (La Margherita-D.L.). C'è una richiesta di intervento sulla modalità di voto. Non può intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Se stava parlando…

FADDA (La Margherita-D.L.). No, non stava parlando. Abbiamo chiesto di parlare sulla modalità di voto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Come no? Stavo parlando, lo show dell'onorevole Cogodi non mi ha consentito di svolgere l'intervento.

PRESIDENTE. Scusate, anche gli uffici mi dicono che stava parlando l'onorevole Pittalis e il Presidente ha interrotto la seduta mentre parlava l'onorevole Pittalis. Adesso riprendiamo i lavori e do la parola all'onorevole Pittalis. Possiamo continuare o devo sospendere ancora?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io non comprendo l'intolleranza da parte...

FADDA (La Margherita-D.L.). C'è stata una richiesta di intervento sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. Non siamo ancora in fase di votazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io non ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis ha chiesto di parlare, il Presidente che mi precedeva gli ha dato la parola. Sentiamo l'intervento, dopodiché voteremo, faremo le cose che dobbiamo fare. Io non so di che cosa debba parlare. Onorevole Pittalis, prego.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intervengo, e mi dispiace continuare ad assistere ad atteggiamenti che certamente non favoriscono il dialogo, quale quello dell'onorevole Cogodi. Probabilmente, onorevole Cugini, dovremo dialogare con una parte dell'opposizione a questo punto, se è sempre in piedi la sua proposta. Ma mettetevi d'accordo una buona volta, perché non è assolutamente possibile continuare in questo modo. Comprendiamo che le regole del gioco impongono all'opposizione di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, ma qui si sta rasentando veramente il limite della decenza.

Siamo perplessi anche per la reazione che le dichiarazioni dell'assessore Masala hanno suscitato. L'assessore Masala ha posto un problema oggettivo e cioè l'invito a considerare che quando si vota non ci devono essere imbrogli o pasticci da parte di nessuno, proprio perché si deve consentire a ciascuno di poter esprimere, in positivo, in negativo o astenendosi, il proprio voto, avere cioè il tempo per poter esercitare questa facoltà. Capisco la reazione del centrosinistra perché l'articolo 1 sul quale aveva puntato tutte le attenzioni per mettere in difficoltà la maggioranza e la Giunta, è stato approvato.

L'emendamento a cui faceva riferimento l'assessore Masala è un emendamento che non ha una valenza politica, è un emendamento tecnico, correttivo, questo ha inteso dire l'assessore Masala. Non si può strumentalizzare e mistificare una dichiarazione di questa portata dell'assessore Masala. Dico questo non per assumerne le difese d'ufficio - peraltro l'Assessore è un bravo collega del Foro di Sassari - ma perché mi pare ovvio ristabilire, almeno su queste cose, la verità, per riacquistare quel minimo di equilibrio e di senso di responsabilità che tutti dovremmo avere.

PRESIDENTE. Ricordo che adesso stiamo parlando dell'emendamento numero 106; questo era un problema procedurale.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Cogodi. Prego l'onorevole Cogodi di essere un po' rispettoso, questo non è il "signor banco", questa è la Presidenza del Consiglio regionale, la Presidenza dell'istituzione più alta di questa Regione. Quindi, la prego, quando si rivolge a questa Presidenza, lo faccia nel modo dovuto. Non è il "signor banco"! Detto questo, le chiedo: di che cosa deve parlare, onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Di una questione procedurale, esattamente sull'argomento di cui ha parlato il collega Pittalis, perché avevo chiesto la parola come lui.

PRESIDENTE. Non è previsto un dibattito su questo, però, se lei vuole porre una questione pregiudiziale...

COGODI (R.C.). Almeno più di uno potrà parlare, perché non è che se non c'è un dibattito parla solo chi il "banco" vuole che parli.

Chiedo scusa per il "signor banco", ma siccome il Regolamento dice che ci si iscrive al banco della Presidenza, intendendo che il banco sia il luogo più alto dove siede la Presidenza, mi sono attenuto al Regolamento.

In ogni caso, da tempo io insisto nel dire che ci deve essere un modo per segnalare che si vuole parlare; può essere un pulsantino - esiste nei più piccoli consigli comunali della Sardegna, solo qui non si riesce a introdurlo - può essere una campanella, un bicchiere con una forchetta, però ci deve essere un modo attraverso il quale uno segnala che si iscrive a parlare. Altro che "signor banco"! Qui c'è da ristabilire una signorilità e una regolarità di tipo elementare.

Sulla questione procedurale, io concordo per una volta, finalmente - ci voleva questa circostanza -, con il collega Pittalis. Se la maggioranza, parte o tutta, della quale egli ritiene di far parte, concorda col collega onorevole Cugini e non con il pessimo consigliere Cogodi, se concorda con l'opposizione o parte dell'opposizione e non con Rifondazione o parte di Rifondazione, ma concorda le cose giuste, noi siamo d'accordo. Si riunisca con Cugini e concordi subito di restituire in finanziaria i finanziamenti per il piano per il lavoro. Si riunisca immediatamente con Cugini - non con Scano, che magari fa parte del gruppo dei cattivi, per non dire di Selis - e concordi con Cugini. Deleghiamo tutti Cugini a riunirsi immediatamente con Pittalis e a concordare di restituire i finanziamenti ai comuni, a concordare le norme per risolvere in questa Regione il dramma dei lavoratori precari, e non solo della forestale ma anche di tutti i comparti di produzione e di lavoro. Concordino di restituire ai servizi sociali fondamentali di questa Regione quello che è dovuto e noi siamo d'accordo.

Sul fatto precedente, si potrà dire, ridire e contraddire. Però sta il fatto che l'Assessore del bilancio, che siede alla destra del Presidente della Regione, dai banchi della Giunta, non ha solo espresso un'opinione, ha preso in mano l'emendamento che era stato poco prima votato dal Consiglio - si dica quello che si vuole sulle modalità di votazione - e lo ha stracciato, assumendo che quell'emendamento, cioè quella norma che la Giunta proponeva al Consiglio, non valeva. E' l'Assessore, è la Giunta regionale che ha stracciato la norma che era stata poco prima votata, dichiarando che tanto non valeva nulla, o pressoché nulla o poco. Ma un atto che si presenta al voto del Consiglio vale perché è presentato al voto del Consiglio, punto e a capo!

Solo quello è accaduto. Ogni reazione, ogni critica, ogni diversa forma di esternazione riferita a quel fatto, non può che essere derivata da quel medesimo, gravissimo fatto che ha messo in essere uno dei massimi rappresentanti della Giunta Regionale.

PRESIDENTE. Grazie, passiamo alla votazione dell'emendamento numero 106.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 106.

Colleghi, poiché è difficile calcolare quando il tempo per la votazione è congruo e quando non lo è, vista anche la discussione di prima, stabiliamo che si voti entro 10 secondi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 75

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 36

contrari 38

nulli 1

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU -GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI,Segretario:

Art. 2

Adozione della contabilità
economico-patrimoniale

1. La Regione adotta la contabilità di tipo economico-patrimoniale basata sui principi definiti dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, in quanto applicabili, e con una strutturazione dello stato patrimoniale e del conto economico modificata, in base al principio della chiarezza, per integrarla alle peculiarità della gestione e del patrimonio della Regione stessa. Tale contabilità è integrata con quella finanziaria prevista dalla legge regionale n. 11 del 1983.

2. La contabilità è articolata in modo analitico al fine di favorire la valutazione periodica di cui al comma 5, dell'articolo 9, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e l'attuazione del controllo di gestione di cui all'articolo 10 della medesima legge.

3. Tale contabilità economica è adottata anche dagli enti regionali.

4. Al fine dell'attuazione di quanto previsto nei precedenti commi la Giunta regionale presenta al Consiglio un apposito disegno di legge.

5. Al fine di fronteggiare gli oneri derivanti dall'introduzione nel sistema contabile regionale della contabilità economico-patrimo-niale di cui ai precedenti commi, è autorizzata l'istituzione, nel bilancio della Regione, di un apposito fondo, con una dotazione, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, di euro 2.516.000. (UPB S03.017 - Cap. 03078).

6. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, a decorrere dall'anno 2003, le amministrazioni di spesa che, a' termini della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, gestiscono risorse utilizzate da altri centri di responsabilità sono tenute a presentare alla Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un programma di riparto delle risorse medesime, al fine di evidenziare per ciascuna struttura amministrativa i relativi costi di gestione.

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati sette emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

L'articolo 2 è soppresso. (107)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso. (108)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 2 dell'articolo 2 è soppresso. (109)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 3 dell'articolo 2 è soppresso. (110)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 4 dell'articolo 2 è soppresso. (111)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 5 dell'articolo 2 è soppresso. (112)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Il comma 6 dell'articolo 2 è soppresso. (113)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare tutti gli emendamenti.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Gli emendamenti soppressivi dell'articolo 2 hanno un preciso significato, quello innanzitutto di denunciare all'Aula un articolo che ha alcune stranezze che vado a descrivere. La prima stranezza è che questo è un articolo di carattere programmatico, contiene cioè una promessa, però (e qui chiamo in causa gli uffici) noi sappiamo che il disegno di legge della finanziaria è stato depositato dall'assessore Masala il 18 dicembre 2002. Nella stessa data, cioè il 18 dicembre 2002, l'Assessore della programmazione ha presentato il disegno di legge per l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale, con una dissertazione in relazione che comincia dai massimi sistemi e dalle trasformazioni epocali dell'Europa e dell'universo mondo - non capisco poi come riesca ad atterrare sul problema del bilancio economico-patrimoniale - ma sostanzialmente, signor Presidente del Consiglio, il disegno di legge non ha copertura finanziaria, perché rinvia alla finanziaria in discussione, che non è ancora vigente. .

Ci sono dei casi nei quali le nostre proposte di legge sono state rinviate al mittente perché prive di copertura finanziaria, in questo caso si segue un sistema strano: si inserisce nella finanziaria una promessa di finanziamento di cui non si ha certezza, perché dovrà essere approvato, e si fa rinvio, nel disegno di legge, presentato nella stessa data, alla norma contenuta nel disegno di legge finanziaria. Ho qualche dubbio sulla regolarità della procedura perché, chiaramente, si sta facendo riferimento ad un qualcosa che non esiste e che comunque - se bocciato - priverebbe quel disegno di legge della necessaria copertura finanziaria. Nel merito, se qualcuno vuole capire qualcosa di più su questo argomento, siccome non può ascoltare l'assessore Masala che, come su tutti gli articoli di questa finanziaria, non espone e non spiega nulla al Consiglio, e non solo al Consiglio ma neanche alla società sarda, si deve leggere la relazione di accompagnamento a questo disegno di legge, dove - ripeto - si parla dello scenario internazionale sempre più globalizzato, e di una serie di cose riempitive per arrivare al dunque e cioè che il disegno di legge finanziaria 2003, prevede all'articolo 3 una cosa che pare entri in vigore nel 2007. Cioè si prevede oggi, per il 2007, l'adozione della contabilità economico-patrimoniale.

Comprendo che la finanziaria debba contenere, per tacitare i malumori ricorrenti di questa maggioranza, anche delle promesse che possano in qualche modo soddisfare le esigenze delle persone più avvedute, che hanno maggiori prospettive. In questo caso, mi piacerebbe ricordare che probabilmente questa è una cosa che si confà molto alla filosofia del Gruppo dei Riformatori che, come noi sappiamo bene, nel corso di tutta la legislatura, cercano sempre di adottare dei sistemi di grande cambiamento. Ma quello che stupisce in questo articolo è che, al comma 5, per fronteggiare gli oneri derivanti da questa grande innovazione, che dovrà entrare in vigore nel 2007, si prevede per un triennio una spesa di 5 miliardi l'anno per favorire l'introduzione di questo sistema.

Ora ci chiediamo: "Ma è un sistema che deve essere adottato dal sistema regionale o è anche questo un sistema per la cui adozione è necessaria una consulenza esterna? O vogliamo camuffare, attraverso una presunta riforma, l'esigenza di pagare consulenze, incarichi professionali o altre cose di questo genere, per l'ammontare modico di 15 miliardi in tre anni, in un periodo di tagli consistenti nei confronti del sistema degli enti locali?". Lascio a voi la risposta.

Inoltre, gli emendamenti si propongono anche di eliminare il comma 2, nel quale si dice che questa adozione della contabilità economico-patrimoniale andrà articolata in modo analitico, al fine di favorire la valutazione periodica e l'attuazione del controllo di gestione previste dalla legge 31.

Ma, colleghi, il comma 5 dell'articolo 9 della legge 31, non deve entrare in vigore nel 2007, è già in vigore. Allora c'è da domandarsi: "Ma è indispensabile l'adozione di questa innovazione per poter ottemperare a leggi che già prevedono delle prescrizioni specifiche?". Allora viene da domandare, all'Assessore e alla sua Giunta: "I direttori generali tengono costantemente informati i componenti della Giunta regionale, preposti al ramo dell'amministrazione di cui fanno parte, sull'esito delle verifiche periodiche e delle misure adottate per conseguire gli obiettivi prefissati?". "Il Presidente, gli Assessori e la Giunta valutano periodicamente la corrispondenza degli obiettivi realizzati con quelli assegnati, ed adottano le conseguenti determinazioni di competenza adeguando, ove necessario, obiettivi, programmi, scale di priorità e ripartizione delle risorse finanziarie?". A giudicare da come avete gestito il bilancio 2002, parrebbe che non ci sia neanche l'ombra di tutto questo.

E questa è norma vigente, è norma operante, e la Giunta, gli Assessori e i direttori generali hanno l'obbligo di rispettarla. Allora, bisogna che l'assessore Masala ci spieghi che razza di miracolo intende apportare con l'adozione della contabilità economico-patrimoniale per indurre in qualche modo all'applicazione o al miglioramento dell'applicazione di questa norma. L'assessore Masala, giustamente, fa riferimento al sistema della contabilità economico-patrimoniale basato sui principi definiti dal Codice Civile, articolo 2423. Sentite che cosa dice un commento giurisprudenziale sull'articolo 2423, che è la norma che introduce il bilancio economico-patrimoniale per le società per azioni, quindi noi stiamo - in qualche modo - entrando in una dimensione manageriale, di grande società per azioni, con tutte le problematiche di responsabilità degli amministratori e di fedeltà del bilancio. Dice: "Redazione del bilancio, obbligo di chiarezza e precisione: nella disciplina della formazione del bilancio delle società per azioni di cui agli articoli 2423 e seguenti, i criteri di chiarezza e precisione vanno posti in correlazione col principio di verità, in quanto strumentali all'esigenza che il bilancio medesimo assolva alla funzione di informare compiutamente sulla reale situazione economica e patrimoniale della società".

Ma, se analizzate la gestione di questi ultimi anni, vi sembra che questa maggioranza sia spinta da questo anelito indefesso verso i criteri di chiarezza e precisione e d'informazione compiuta sulla gestione di un bilancio o ci stiamo rendendo sempre più conto che state cercando di manomettere l'impianto legislativo che sovraintende alla gestione finanziaria della Regione, per far capire ancora meno a quelli che oggi si lamentano di non capire abbastanza?

Volete forse negare che la stampa quotidiana, negli ultimi giorni, ha dichiarato palesemente che un bilancio che, tra UPB ed altre questioni di questo genere, è illeggibile, probabilmente è illeggibile da parte degli stessi consiglieri? Come faremo noi ad applicare una norma di questo genere, quando l'articolo 2423 del codice civile, fra i principi per la redazione, impone che sia osservato il principio che la valutazione delle voci - quindi delle UPB e dei capitoli - deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell'attività.

Ma come fate a sostenere di poter ottemperare ad un principio di questo genere, quando non c'è nessuna prudenza nella politica degli stanziamenti che avete adottato in questi anni e nessuna prospettiva di modifica? Non c'è nessuna tutela della continuazione dell'attività, perché mi spiegate come si può tutelare la continuità dell'attività della Regione quando la si indebita fino al collo e la si conduce alla bancarotta, come stiamo dimostrando attraverso i nostri ragionamenti?

Io credo che una norma di questo genere sia molto imprudente anche perché, dice il comma 1, non è che noi neghiamo la validità della legge numero 11 dell'83 sulla contabilità della Regione, no, introducendo la contabilità economico-patrimoniale dovremmo fare in modo che questa venga integrata con quella finanziaria prevista dalla legge 11 dell'83. Questa parola è molto vaga, che cosa vuol dire integrare? La contabilità finanziaria è caratterizzata dalla previsionalità, quella economico-patrimoniale è tutt'altro che previsionale, si deve fondare su elementi di certezza; come integrare questi due elementi è tutto da vedere. Però, siccome l'Assessore Masala, prudentemente, nella stessa data della presentazione della finanziaria, ci ha fornito il disegno di legge, avremmo dovuto andare a vedere le modalità attraverso le quali la Giunta pensa di poter integrare questi due strumenti senza negare l'uno o l'altro, senza negare la validità della funzione del documento di programmazione economico-finanziaria che detta informazioni e criteri per la formazione del bilancio annuale. Non ce n'è traccia! Ne deduciamo che probabilmente la risposta a questa domanda può essere all'interno dei quindici miliardi di consulenze, cioè che noi dovremo aspettare che vengano dati questi famigerati incarichi per poter capire come funzionerà in futuro la contabilità regionale, perché per gli anni 2003, 2004 e 2005, si stanziano 5 miliardi all'anno, la contabilità economico-patrimoniale entra in vigore nel 2007, ciò significa che nel 2006 siamo già in condizioni di prevedere qualche proroga o di mettere a punto il processo per farla entrare in vigore. Da qui al 2007 noi dovremmo approvare una normativa di questo genere senza sapere che cosa succederà del bilancio della Regione.

C'è un altro problema. Qui sono andati in pallone i riformatori, perché ad un certo punto si dice che questa contabilità non deve essere adottata solo dalla Regione, ma deve essere adottata da tutti gli enti regionali. Il che vuol dire che, siccome da qui al 2007 di riforme non se ne parla proprio, si prende atto che tutto rimane come è e si impone semmai agli enti, con le grandi disfunzioni che li caratterizzano, anche l'adozione della contabilità economico-patrimoniale.

Al comma 6 si dice che per il conseguimento di questo obiettivo, già dal 2003, le amministrazioni di spesa che, ai sensi della legge regionale numero 1, gestiscono risorse utilizzate da altri centri di responsabilità, sono tenute a presentare alla Giunta, entro 60 giorni dall'entrata in vigore di questa norma, un programma di riparto delle risorse medesime, al fine di evidenziare per ciascuna struttura amministrativa i relativi costi di gestione". Io non so come riusciranno a fare questo. A me risulta che, senza andare molto lontano, le amministrazioni delle aziende sanitarie, vuoi anche per la carenza endemica di personale che affligge queste strutture - ma c'è qualcuno che ci sta pensando anche attraverso delle opportune scorciatoie - denunciano che impiegano tre, quattro mesi dell'esercizio finanziario per rendicontare alla Regione, cioè all'ente erogatore, di finanziamenti che la Regione stessa ha versato loro, cioè la Regione ha bisogno di farsi rendicontare dai beneficiari di quanto essa stessa ha già dato. Immaginate come potremmo, in una condizione di questo genere, imporre ai centri di costo che gestiscono queste cose ulteriori mansioni che non siamo neanche in grado, in via ordinaria, di adottare oggi, perché il comma 4 e il comma 5 dell'articolo 9 della legge numero 31 sono ampiamente disattesi non da oggi ma da anni, e sono norme in vigore, per di più introduciamo queste norme a complicare le cose.

L'esigenza di abolire questo articolo mi sembra conseguente; è un articolo demagogico, in qualche parte propagandistico, ottempera all'esigenza di pagare qualche consulenza, assessore Masala, e questa ne è la prova, perché credo che non abbiamo nessun bisogno di spendere 15 miliardi delle risorse della Regione, per vedere, se tutto va bene, fra quattro anni, l'avvio di un sistema di cui non conosciamo le ragioni - ed anzi le ragioni che sono iscritte nelle norme citate sono esattamente il contrario della pratica quotidiana che questa Regione adotta nella gestione della sua politica finanziaria ed economica - e che non serve se non ad appesantire la Regione con altre norme che pretenderebbero in qualche modo di rendere più efficienti le riforme che già esistono, quando sappiamo bene che sono del tutto inapplicate.

Io vorrei sapere perché, soprattutto nel 2002, nella gestione nefasta che avete fatto del bilancio del 2002, non vi siete avvalsi del comma 5 dell'articolo 9 della legge 31, che vi avrebbe dato la possibilità di valutare gli obiettivi raggiunti, di monitorare la situazione e di adeguare - e forse ce n'era abbastanza necessità - obiettivi, programmi e scale di priorità nella ripartizione delle risorse finanziarie. Forse dovremo aspettare il 2007, colleghi;spettiamo il 2007, ma mi sembra che, fondamentalmente, quindici miliardi per rispondere ad una esigenza di elementare efficienza mi sembrano un po' troppi per questa Regione.

PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione, onorevole Sanna Gian Valerio, le faccio notare che l'approvazione dell'emendamento 107, soppressivo totale, avrebbe lo stesso effetto di quella dell'emendamento 108. Se l'emendamento 108 venisse approvato, con la soppressione del comma 1 di fatto cadrebbe tutto il resto. Allora due sono le strade: o votiamo il 108 e non votiamo il 107, oppure li votiamo in un'unica votazione perché l'effetto abrogativo di fatto è lo stesso.

Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il relatore, consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna) relatore di maggioranza. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti numero 107, 108, 109 110, 111, 112, 113.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, io me la potrei cavare, trattandosi di emendamenti soppressivi, dicendo che la Giunta non accoglie gli emendamenti soppressivi e dovrei elencarli uno per uno: 107, 108, 109, 110, 111, 112, 113. Ma, poiché molte volte la vis polemica di qualche collega mi sollecita un po', bisogna che io utilizzi una parte, almeno, del tempo che il Regolamento mi consente per esprimere i pareri, per spiegare qualche questione su questo articolo 2.

Non mi sorprende che gli emendamenti siano sottoscritti dall'onorevole Gian Valerio Sanna, né dagli onorevoli Fadda, Biancu, Dore, Granella, Secci, ma mi sorprende che siano sottoscritti dall'onorevole Selis perché, ahimé questa è la riscrittura, sia pure con qualche integrazione e modifica, dell'emendamento numero 120 che è stato presentato dal Gruppo dei Riformatori alla legge finanziaria del 2002, proprio il numero 120 a firma Vargiu e più, e che, su mia richiesta, fu ritirato, perché in quella occasione io informai l'Aula della difficoltà di avviare un processo di riforma della contabilità regionale di questa portata, cioè la privatizzazione sostanzialmente del criterio di contabilità, perché avrebbe richiesto tempi lunghi e anche una struttura parallela con relativi costi, perché effettivamente non si può, dal giorno alla notte, adottare una contabilità di tipo economico-patrimoniale come quella delle società per azioni. E l'emendamento numero 120 dell'anno scorso, che recitava appunto tutto quello che sostanzialmente è detto nei commi dell'articolo 2, fu ritirato per quelle ragioni e, in quell'occasione, fu assunto l'impegno, da parte della Giunta, di avviare uno studio serio su questo argomento per approntare una proposta di riforma in questa direzione.

In quella occasione, non contenti della promessa della Giunta, e col chiaro intento di creare sempre le solite difficoltà, cosa legittima d'altra parte, per l'esercizio della funzione di controllo da parte dell'opposizione, l'onorevole Selis per primo, fece proprio l'emendamento, cioè l'emendamento 120, che è trascritto nell'articolo 2, con qualche piccola variante, per cui io sono sorpreso del fatto di vedere un emendamento soppressivo sic et simpliciter.

Avrei capito se fossero stati presentati emendamenti aggiuntivi, modificativi di questo, ma non emendamenti soppressivi. Questo è un impegno che noi abbiamo preso con il Consiglio lo scorso anno che intendiamo mantenere; che intendiamo riportare cioè all'attenzione del Consiglio, perché stiamo riproponendo il contenuto dell'emendamento; e naturalmente, siccome non è facile scrivere una norma articolata, abbiamo pensato di presentare un disegno di legge collegato, e quindi di scrivere in questo articolo della finanziaria la norma programmatica, così come sostanzialmente era nell'emendamento numero 120 alla legge finanziaria dello scorso anno. E naturalmente occorrono anche delle risorse umane, perché devono essere utilizzati questi gruppi paralleli, perché dev'essere fatta anche la simulazione delle contabilità, perché il cambiamento non è facile.

Questi sono dati scientifici, forniti da persone che hanno studiato e stanno ancora studiando l'argomento e che sono a disposizione del Consiglio e della Commissione consiliare che dovrà valutare, approfondire ed integrare il disegno di legge collegato su questo argomento. Quindi, diciamo che la Giunta su questo tema ha la coscienza perfettamente a posto, perché sta assolvendo ad un impegno che aveva assunto nei confronti dell'intero Consiglio, della maggioranza e della opposizione, nella misura in cui l'emendamento fu fatto proprio nella sostanza dall'onorevole Selis.

PRESIDENTE.. E` aperta la discussione sull'articolo 2 e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dopo la precisazione, chiamiamola tale, dell'Assessore del bilancio io non so se devo parlare contro la Giunta o contro il collega Selis. In realtà io parlo contro il disposto normativo dell'articolo 2 e credo che il Consiglio farebbe bene a compiere un piccolo sforzo di analisi, e anche di attenzione innanzitutto, per verificare quanto questo articolo 2 sia per un verso del tutto inutile in finanziaria, e per altro verso sia dannoso, perché apre la strada alla dissipazione di risorse.

Vedete, fin ora abbiamo discusso, e molti colleghi si sono lamentati, sull'articolo 1 e si è detto: "Ma l'articolo 1 è la parte propedeutica e preliminare, è la fase di studio del confronto di merito sulla finanziaria". Ammesso e non concesso che fosse così, dall'articolo 2 entriamo nel merito, ed entrando nel merito immediatamente si avverte che il Consiglio torna alla sua usuale distrazione, cioè quando si va a discutere delle cose, quelle su cui dovrebbe esserci il confronto, allora tutti manifestano apparente disinteresse.

Badate, questo articolo 2 in realtà è l'articolo 1 di questa finanziaria, ed è l'articolo 1 che comincia a prevedere somme non trascurabili destinate alla dispersione, per usare un eufemismo, invece di essere correttamente utilizzate. Io suggerisco ai colleghi, suggerisco anche agli osservatori, vorrei suggerire anche all'opinione pubblica, e quindi a chi redige le note di informazione per il pubblico, da questo momento, dall'articolo 2 in poi, di prendere un foglietto di carta e di segnare il primo addendo, per poi fare una somma, per vedere, dopo che avremo quasi finito di esaminare la finanziaria, a quanto assommano le risorse, perché saranno decine, decine e decine di miliardi che si sprecano, mentre si dice che la Regione non ha i soldi sufficienti per sopperire alle esigenze primarie degli investimenti produttivi e del lavoro.

Questo articolo 2 andrebbe letto a ritroso, dal comma 5, laddove si comprende che si stanziano 5 miliardi di lire, per 3 anni 15 miliardi, per che cosa? Non per migliorare la contabilità della Regione, ma per studiare i modi attraverso cui...

(Interruzioni)

Però non si può andare avanti così, Presidente, una volta tanto...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Io ti sto ascoltando!

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi ha ragione. Ha bisogno se non di attenzione almeno di silenzio. Grazie.

COGODI (R.C.). Non che io abbia bisogno, io penso che ne abbia bisogno qualche altro! Scusi la presunzione. Io ritengo per davvero che abbia bisogno qualche altro di capire, prima di votare, cosa contiene questo articolo 2. Perché qui è prevista una spesa regionale, siamo al primo articolo vero, di merito della finanziaria, e qui cominciano i dolori. Quinto comma: 5 miliardi, per tre anni 15 miliardi, non, ripeto, per migliorare la contabilità regionale ma per studiare i modi attraverso cui eventualmente si può migliorare la contabilità regionale. E` chiaro? Tant'è che ho detto che questo articolo va letto a ritroso, il comma quinto dice questo; il comma quarto dice che, a tale fine, la Giunta regionale predisporrà un disegno di legge, che ovviamente presenterà al Consiglio, che eventualmente lo approverà. Ma quando mai si è visto che la Giunta debba essere autorizzata con legge a presentare un disegno di legge? Ma quando mai si è visto, collega Onida, che sei abbastanza pensoso in questa fase della vita, intendo della vita politica, quando mai si è visto? Lo dico a te perché sei lì al centro, quindi puoi diramare il messaggio sia da una parte che dall'altra. Quando mai si è visto che un articolo di legge autorizzi la Giunta a presentare un disegno di legge e così, facendo finta che siamo dentro ad un sistema di riordino, si cominciano a stanziare 3 miliardi per tre anni, e quindi 15 miliardi, per studiare che cosa? Il contenuto e la bontà di un eventuale disegno di legge che la Giunta comunque potrebbe presentare al Consiglio. E` chiaro che qui iniziano i dolori, che con questo primo articolo di merito si inizia con lo spreco, che con questo primo articolo di merito inizia questa finanziaria della dissipazione, dello spreco, degli affidamenti, delle convenzioni, degli esperti? Chi saranno gli esperti di contabilità privata applicata alla contabilità pubblica? Ma è così difficile immaginare chi saranno? E ciò a prescindere dalla fattibilità dell'operazione.

Quando mai la contabilità pubblica potrà essere redatta con le forme della contabilità privata, a partire dall'articolo 2423 del Codice Civile che si riferisce alla responsabilità degli amministratori delle società private, che hanno altra condizione, altra responsabilità, altra funzione? Ed infatti si aggiunge "in quanto compatibili". Poi quando si andrà al dunque si vedrà che il compatibile sarà quasi niente. Al più sarebbe applicabile una contabilità di tipo economico-patrimoniale, basata sui criteri del Codice Civile, alla partita patrimoniale della Regione. E qui sono altri dolori, perché allora bisognerebbe spiegare, e lo deve fare la maggioranza - e non per finta la Giunta e neppure Masala, che di finte in questi giorni, finte in senso buono, come Sivori, che dribbla bene, ne sta facendo alcune ed anche abbastanza acrobatiche - perché mai la maggioranza in Commissione ha bocciato le norma di merito che semmai potevano consentire l'applicazione dei criteri del Codice Civile al conto patrimoniale, che sono le norme che erano contenute nell'articolo 17, laddove si prevedeva appunto il riordino della contabilità e l'attribuzione, innanzitutto, del patrimonio regionale in capo ad un unico soggetto.

Quelle norme dell'articolo 17, sul riordino del patrimonio, caro Assessore, lei sa che la sua maggioranza in Commissione le ha bocciate. E allora che conto economico di gestione del patrimonio regionale volete pensare di fare se avete bocciato in Commissione le norme di riordino del patrimonio? Questo io lo dico perché credo che l'unico Gruppo che ha ripresentato l'emendamento - credo sia l'unico caso nella storia della Regione - per reintrodurre le norme della Giunta, bocciate dalla maggioranza in Commissione sul riordino del patrimonio, quelle dell'articolo 17, siamo noi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi dieci secondi per concludere.

COGODI (R.C.). Neppure voi, come Giunta, avete proposto di reintrodurle, perché, già in Commissione, vi avevamo detto che la sola cosa giusta che c'era in tutta questa finanziaria, per errore forse, presentata dalla Giunta, la maggioranza l'ha bocciata! Allora, questo articolo 2, oltre tutto quanto già detto, senza la norma di merito dell'articolo 17, se non viene reintrodotto il criterio del riordino del patrimonio, non si regge, neppure dal punto di vista logico e funzionale che voi vorreste. Ecco perché dico: "O si boccia - ed è la cosa migliore - questo articolo 2, che non riordina veramente nulla, ma prevede di spendere 15 miliardi nel triennio, non per riordinare e meglio contabilizzare, ma solo per studiare ancora, oppure, in subordine, se volete, sospendete questo articolo per rivalutarlo, eventualmente, in parte, alla luce della vicenda dell'articolo 17. Perché, se l'articolo 17 parte prima si salverà, avrà un senso ed una logica anche parte di questo articolo 2, ma non tutto, ma se voi manterrete la bocciatura del riordino patrimoniale, come la maggioranza ha fatto in Commissione, questo articolo 2 rimane appeso alle nuvole, anzi rimane appeso al conto bancario dei consulenti che dovrete nominare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Questo strano, poi dirò perché è strano, articolo 2, merita davvero qualche considerazione perché - non deve meravigliare nessuno quello che sto per dire - nel concreto, nel merito, se fatto bene, io lo condivido; non condivido, invece, la forma, ma lo dirò successivamente.

Voglio prima fare qualche appunto ai precedenti interventi dei consiglieri della maggioranza, tutti rivolti a dimostrare che l'opposizione interviene in quest'Aula, su questa finanziaria, sforzandosi di bocciare articolo per articolo, comma per comma, in una furia distruttiva che non serve a nessuno, tanto meno alla Sardegna. Badate che così non è. Noi non solo stiamo entrando nel merito e dicendo che le cose che la Giunta ha scritto e che la maggioranza ha votato in Commissione e che sta votando anche in Aula - ha già votato l'articolo 1 - non le condividiamo, ma vi proponiamo delle modifiche con argomenti. Invece chi ha davvero cercato di minare a tappe la finanziaria, e di minarla in Aula ma di minarla soprattutto all'esterno, nella sua credibilità, è esattamente la maggioranza.

Badate, la prima tappa è quella della Commissione. Se voi ricordate, e sicuramente lo ricordate, la prima bocciatura, prima di quella degli enti locali, degli industriali, del CNA eccetera, la prima bocciatura è venuta dai colleghi della maggioranza, che immediatamente hanno detto dell'inadeguatezza di questa finanziaria, e hanno proposto, meglio,hanno annunciato il maxi emendamento. Se alla maggioranza va bene quella finanziaria, che ragioni ha di proporre pubblicamente su tutti i giornali, in forma reiterata, un maxi emendamento, che tra l'altro si preannunciava, poi è arrivato dopo alcuni giorni in forma orale non scritta da parte dell'Assessore Masala in Commissione Terza? Questa è la prima bocciatura per questa finanziaria.

La seconda bocciatura, che non avviene con un maxi emendamento, ma avviene con uno spezzatino di emendamenti, viene sempre dalla maggioranza. Ma andiamo davvero a contarli gli emendamenti di merito, al netto degli emendamenti soppressivi, per vedere se - ed è così - la maggioranza anche in Aula ne ha presentato più delle opposizioni? Ma allora chi è contrario a questa manovra? Innanzitutto siete contrari voi, anche se poi, per disciplina di maggioranza, di partito, di coalizione, vi turate il naso e andate avanti, però così è in concreto. E allora, questi rimproveri inconsistenti, rivolti a noi, di ostruzionismo, di non sapere argomentare, non dovete reiterarli, perché, badate, chi è alla seconda legislatura, come il sottoscritto e tanti altri qui dentro, avrà bene a mente gli interventi dell'allora opposizione, nella precedente legislatura, quando non con argomenti, così come facciamo noi, nel merito, vedendo le questioni vere, ma facendo davvero ostruzionismo, i colleghi dell'allora opposizione, attuale maggioranza, si passavano dei fogli e leggevano più volte lo stesso intervento. Così facevate voi l'opposizione. Ma ci dite quanti colleghi del centro sinistra, in questi anni, hanno fatto quello che voi avete fatto in quest'Aula nella precedente legislatura? Quella era una opposizione assolutamente sterile e, se permettete, anche molto noiosa e vuota; noi facciamo altro. Ancora, insistete sulle regole - torno un attimo su questo punto, poi parlerò del contenuto dell'emendamento - insistete sulle regole, sulla inadeguatezza del nostro Regolamento, sull'inopportunità, nel 2003, del voto segreto. Ma è possibile che questa maggioranza, il centro destra si accorga solo oggi del voto segreto? Ma cosa ha fatto nei mesi precedenti? Non era maggioranza nei mesi precedenti? Non era maggioranza negli anni precedenti? Ma perché sollevate il problema solo durante la discussione della finanziaria? Ma se siete maggioranza, se siete Governo, perché non lo abolite? Perché non andate in Giunta del Regolamento, e lavorate - perché la verità è che non lavorate nelle Commissioni - e portate qui in Aula le proposte di modifica del Regolamento e le discutiamo? Noi vi abbiamo dichiarato sempre la nostra disponibilità a rivedere assieme le regole, ma questo non lo fate. Lo sbandierate in questo modo, e Corda ne ha fatto il tema principale dell'intera sua legislatura, solo durante la finanziaria, quando non serve, quando dobbiamo parlare d'altro. E d'altro io voglio parlare adesso in chiusura.

Per quanto riguarda questo nuovo sistema di contabilità, badate, io ho già detto che un sistema di contabilità che prevede un bilancio patrimoniale dove si analizzano i centri di costo e i centri di spesa, io lo condivido, perché è una struttura di bilancio aziendale, è una struttura che nel privato già esiste. Si applica questa struttura, ed è prevista nel Codice Civile, Assessore, nel sistema contabile delle S.p.a., quindi non stiamo inventando nulla di nuovo, anzi ciò che stiamo inventando di nuovo è che, per studiare una cosa che peraltro già esiste, che è conosciuta nel privato, noi non solo impieghiamo quattro anni, ma stanziamo 15 miliardi di lire per studiarla. La cosa davvero incomprensibile è questa; è offensiva nei confronti degli uffici ma è offensiva nei nostri confronti e nei confronti del buon senso. Per studiare una struttura di bilancio, noi stanziamo 15 miliardi. Forse ha ragione il collega Cogodi, l'unica cosa chiara su questo sarà il conto corrente dei professionisti ai quali verrà fatto il bonifico. E non è, Assessore, la cultura del sospetto questa, sono dati di fatto. Io condividevo, e condivido le cose che lei ha detto quando ha parlato di contabilità patrimoniale, quando ha parlato di bilancio rinnovato, quello che non condivido è che tutto venga rinviato al 2007. Non solo; in questo articolo è annunciato un disegno di legge collegato alla finanziaria che mai farete. Questa è la verità. Quindi questa non è cultura del sospetto, è cultura della concretezza che voi non avete, perché, se volevate fare qualcosa di concreto, in questo articolo dovevate prevedere un bilancio patrimoniale diverso rispetto all'attuale, che si configura come un bilancio privatistico diverso da come lo state presentando, e non lo fate a valere dal 2003, ma a valere, in questa legislatura, dal prossimo bilancio. Ciò che fate, invece, e mi avvio a concludere, al comma 6, è un coriandolo di riforma, una prova per vedere se funziona: per il conseguimento delle finalità degli altri commi, a decorrere da quest'anno, prevedete la prova anche negli enti. Io penso che questo non sia un modo corretto di procedere, ma torneremo su questo tema intervenendo sugli altri emendamenti a quest'articolo. .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, io, garbatamente e cortesemente chiamato in causa dall'onorevole Masala, che ringrazio, prendo la parola per fare qualche considerazione. L'onorevole Masala dice: io comprendo che Sanna, Fadda, Giagu e gli altri propongano l'emendamento abrogativo, ma perché Selis propone un emendamento abrogativo, visto che lo scorso anno aveva fatto proprio l'emendamento di Vargiu e più? Io ho recuperato l'emendamento di Vargiu e più - che ricordavo, ma volevo essere certo - e se l'onorevole Masala ritiene che sia uguale all'articolo 2, io mi proporrei di chiedere anche all'opposizione - alla maggioranza no, perché lo do per scontato - chiederei ai miei colleghi dell'opposizione di votare l'emendamento Vargiu, Cassano, Pisano, Fantola, ritirato e fatto proprio da me, e di trovare un'intesa immediata e rapida su questo. Vorrei che l'onorevole Masala fosse d'accordo su questo, ma dubito che lo sia e che possa esserlo, perché se mi fa un cenno che è d'accordo per sostituire l'articolo 2 con l'emendamento Cassano e più, io credo che abbiamo trovato almeno un punto di intesa in questa finanziaria, mi siedo e chiudiamo la giornata in bellezza. È d'accordo?

(Interruzioni)

Se fosse d'accordo, io credo che questo...

(Interruzioni)

Lo dico perché l'onorevole Masala sostiene che sono uguali, che non capisce come mai io ne chieda l'abrogazione, per cui, onorevole Masala, se lei mi dice che è d'accordo con me io mi siedo e chiudiamo in bellezza una giornata di lavoro, perché anche Vargiu è d'accordo con me. Se sono uguali votiamo questo. Sono d'accordo Vargiu, Cassano, Pisano e Fantola. Sono uguali?

(Interruzioni)

Non sono uguali. Allora, Presidente, siccome si è creato un momento di cortesia che, in un'Aula molto tesa, come è in questo periodo quest'Aula, non è usuale, se lei mi consente di interrompere il mio intervento e di lasciare sospesa la mia proposta, mi siedo e aspetto la risposta perché un conto è che sia accolta, e allora farei un certo tipo di intervento, e un conto è che la proposta non venga accolta, in tal caso svilupperei il mio ragionamento. So che non è usuale, ma lei gestisce con cortesia e con attenzione quest'Aula e almeno un momento di intesa forse sarebbe utile a fine giornata.

PRESIDENTE.. Ha chiesto di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi, io provo a ripercorrere il ragionamento che l'onorevole Selis ha fatto, ovviamente, con la premura di essere anche attento a quello che è stato il percorso che quest'anno si è compiuto, d'intesa con la Giunta regionale. L'anno scorso Vargiu, Cassano, Pisano, Fantola, presentarono un emendamento alla legge finanziaria, il quale, appunto, aveva come obiettivo l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale all'interno delle norme che regolano la contabilità della Regione Sardegna. In quella circostanza, di fronte all'emendamento che noi portavamo all'attenzione dell'Aula, intervenne l'Assessore della programmazione, Masala, il quale disse, sostanzialmente, in quella circostanza - poi mi correggerà se per caso c'è qualche malinteso sulle cose dette - di condividere sostanzialmente l'emendamento e di avere il problema che la struttura amministrativo-burocratica della Regione avesse qualche difficoltà a impattare con la normativa cogente che noi andavamo a dettare con l'emendamento stesso, per cui ci chiese la cortesia di ritirare l'emendamento. Noi, anche per questioni di disponibilità di maggioranza, ovviamente, decidemmo di accogliere il suggerimento che ci veniva dato dall'assessore Masala, e in quella circostanza il collega Selis chiese, facendo proprio l'emendamento, che invece l'emendamento andasse in votazione, perché era condiviso da un'ampia parte della minoranza e dall'onorevole Selis in modo particolare. Per cui si arrivò a una votazione, nella quale noi ci astenemmo, che per pochi voti vide il centrosinistra sostanzialmente votare a favore dell'emendamento, paradossalmente, e il centrodestra, nella grande parte, contro. Noi ci astenemmo, ripeto…

(Interruzioni)

Paradossalmente, per come era nato l'emendamento, solo da quel punto di vista! Poi io sono sempre dell'idea che l'accoglimento di idee proposte da altri, perché le si condivide, sia un valore aggiunto di quest'Aula, quindi anche in quel caso era ovviamente un valore aggiunto dell'Aula.

Noi ricordammo all'Assessore della programmazione l'impegno preso, pur essendo stato l'emendamento, per pochissimi voti in quel caso, rigettato dall'Aula, e chiedemmo all'Assessore della programmazione che desse attuazione agli impegni presi all'interno dell'Aula presentando all'interno della finanziaria del 2003 un ragionamento complessivo che accogliesse quello che era contenuto nell'emendamento numero 120 dell'anno scorso.

Devo dire che ritengo che l'Assessore Masala abbia pienamente assolto all'impegno che in quella circostanza aveva assunto. Non nel senso che l'articolo 2 della legge finanziaria sia la fotocopia dell'emendamento che noi presentammo, perché ovviamente questo non è, ma nel senso che l'articolo 2 della legge finanziaria e il disegno di legge collegato alla legge finanziaria che si occupa di questi problemi, entrando nel dettaglio della problematica, sono effettivamente rispondenti all'impegno che la Giunta aveva preso in quest'Aula. E devo dire che il ragionamento fatto dal collega Cogodi si scontra un po' con quello fatto dal collega Falconi, nel senso che il collega Cogodi dice: "Ma perché vogliamo applicare alla Regione delle norme di diritto privato? E' una cosa che ha poco senso". Il collega Falconi dice invece: "Ha un gran senso, perché è una cosa che è già fatta da altre parti, quindi è già stata studiata" e in questo senso il collega Falconi dice che non è necessario investire dei soldi per ulteriori studi. Direi che forse, come sempre, la verità è a metà strada tra le tesi sostenute dai due colleghi, nel senso che il collega Cogodi non ha ragione quando dice che questo tipo di contabilità non esiste nell'ambito delle contabilità degli stati e delle amministrazioni pubbliche, perché è adottata sostanzialmente dappertutto in Europa, in Francia dal 2001, in Spagna, in Inghilterra, in Olanda, è adottata da paesi extraeuropei, dagli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda, dall'Australia, che sempre di più si stanno ponendo il problema, come dice giustamente il collega Falconi, dei centri di costo e dei centri di spesa, per la valutazione di quelle che sono poi le pendenze patrimoniali presenti all'interno dei conti dello Stato e che sempre di più stanno ponendosi il problema della valutazione dell'efficacia, dell'efficienza e dell'appropriatezza della spesa, che soltanto all'interno di questo conto è possibile rilevare.

L'obiezione a questo discorso la fa l'Assessore della programmazione e la fa a nome degli uffici della Regione. Nel senso che l'Assessore della programmazione dice: "Gli uffici della Regione non hanno, oggi, la capacità e l'elasticità mentale per potere, nel giro di 12 brevissimi mesi - perché poi nella contabilità 12 mesi sono 12 brevissimi mesi - di adeguarsi a un sistema che è completamente nuovo rispetto all'esistente, quindi hanno necessità di avere più tempo a disposizione per effettuare l'adeguamento e hanno necessità di capire, studiando e acquisendo anche delle consulenze, in che maniera questo adeguamento può essere precipitato all'interno del bilancio della Regione Sardegna".

A me questa sembra una posizione assolutamente ragionevole, e se per caso questo articolo 2, che introduce grossi elementi di novità all'interno del bilancio della Regione, con il collegato alla finanziaria che ha altrettanti elementi di novità, venisse rigettato da quest'Aula, significherebbe che tutti quei tentativi di gentleman's agreement, che pure il collega Selis sta cercando di svolgere, purtroppo sarebbero andati completamente a pallino.

Quindi, da parte nostra, non c'è nessuna preclusione a trovare eventuali ulteriori soluzioni di accomodamento che vadano nella direzione di una maggiore velocità dell'applicazione, come il collega Selis e il collega Falconi hanno sostenuto, fermo restando che a oggi l'unico ostacolo all'accelerazione sembra essere rappresentato da una rigidità della macchina amministrativa e burocratica della Regione, che comunque va rispettata anche da chi, come noi, crede che lo sveltimento dovrebbe essere rapido. Sarebbe probabilmente una iattura se noi, per voler eccessivamente accelerare ciò che non può essere accelerato oltre un certo limite, rinunciassimo al principio contenuto all'interno dell'articolo 2 che poi viene esplicitato con la disciplina dettata dal disegno di legge collegato alla finanziaria che è stato presentato dalla Giunta. Resta la disponibilità ampia, qualora anche la Giunta l'avesse, ad accelerazioni di qualsiasi tipo sul testo dell'articolo 2 e sul successivo testo del collegato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, in questa fase abbiamo visto che sul problema c'è una certa condivisione, perché con i distinguo che sono stati effettuati dal collega Falconi e dal collega Selis mi sembra di poter dire che, su questo specifico argomento, ci sia la materia del confronto. E ancora una volta dico: perché, se c'era la disponibilità a parlarne, abbiamo otto emendamenti che sono solo soppressivi? E non c'è una proposta, non c'è la volontà di intervenire per dire: "La Giunta qua non sta facendo bene, qua possiamo intervenire per modificare e possiamo trovare un'intesa per dotare la Regione sarda di uno strumento che sostanzialmente si condivide"? Ma questo incontro, colleghi, non può avvenire con gli emendamenti soppressivi, perché gli emendamenti soppressivi cassano il provvedimento, cioè lo escludono. Ecco perché dico che l'attività dell'opposizione tende a demolire ciò che viene fatto, non avendo la maggioranza la pretesa che tutto ciò che viene proposto sia un dogma e che sia tutelato da un crisma di perfezione che non può essere oggetto di discussione e di miglioramento. Ma non è attraverso lo strumento dell'emendamento soppressivo che si arriva a tanto.

Entrando nel merito, è chiaro che dispiace che non ci sia una proposta, perché, oggi come oggi, in base al nostro Regolamento, non è possibile intervenire con emendamenti che modifichino il testo che è già stato licenziato e che non è stato in nessuna misura integrato, modificato o aggiustato da emendamenti che suggeriscono quelle modifiche di cui, da parte dell'opposizione, si dice che necessiti il provvedimento, per renderlo confacente allo scopo per cui si propone. Quindi, di fronte a quest'assenza, è chiaro che la maggioranza non può che vedere gli emendamenti soppressivi nell'ottica che dicevo prima, cioè quella comunque di voler affermare: "Non è pensabile introdurre questo processo di riforma perché l'avete proposto voi." Perché non ci avete detto in che parte doveva essere migliorato? Cosa che ha fatto il collega Falconi, quando sostanzialmente ha condiviso almeno certi aspetti e, così pure, mi sembra di poter affermare, ha sostenuto il collega Selis quando ha detto: "Se ritorniamo al contenuto dell'emendamento 120 dello scorso anno se ne può parlare". Sarebbe stato meglio riproporlo, collega Selis, non limitarsi a dire: "L'articolo 2 è soppresso, il comma 1 è soppresso, il comma 3 è soppresso, il comma 4 è soppresso" e così via, per quanti commi ci sono e per quanti ce ne sarebbero stati se il provvedimento fosse stato articolato in maniera più diffusa.

Ecco dov'è il limite del confronto e della dialettica in Aula. Sino adesso noi non abbiamo visto emendamenti che portano un contributo alla soluzione di un problema che comunque in quest'Aula è stato proposto. Noi abbiamo l'articolo 9 della legge 31 del '98 che prevede tutta una serie di adempimenti e di compiti a carico della Giunta, ma per la verità anche a carico dei direttori generali, per restituire alla spesa quella efficacia, quella efficienza e quella celerità, che deriva proprio dall'esigenza di dover attrezzare gli uffici in maniera tale che quei fini che l'articolo 9 si proponeva siano in concreto raggiunti. La contabilità di tipo patrimoniale ed economica, meglio ancora quella analitica, come ha ricordato poc'anzi il collega Vargiu, è adottata quasi universalmente. Anche le amministrazioni locali, oggi, in Sardegna, se ne stanno dotando, perché c'è chi è sensibile e ritiene di dover dare uno stimolo in più alla propria attività di amministrazione, di verificarne l'efficienza e l'efficacia. Badate, colleghi, l'efficienza e l'efficacia della spesa non si ottengono solo ed esclusivamente con la contabilità di tipo finanziario, che poi è quella dello Stato e anche quella della Regione, perché quella è un'attività contabile che è improntata solo ed esclusivamente all'individuazione delle entrate da una parte e degli stanziamenti dall'altra parte e, con il sistema degli accertamenti per le entrate e degli impegni per le spese, si segue solo ed esclusivamente l'aspetto finanziario. Quindi si voleva introdurre questa innovazione che aveva la finalità di recuperare all'efficienza e all'efficacia le amministrazioni pubbliche, in primo luogo la Regione, poi a cascata tutte le altre che fanno capo agli enti locali, e di estenderla anche agli enti strumentali e comunque agli enti pubblici che fanno riferimento alla Regione, proprio con questo scopo e con questa finalità. Noi ci saremmo attesi, su questo argomento, dei contributi, attraverso gli emendamenti, ma emendamenti di modifica, di integrazione e non di semplice soppressione come invece è avvenuto.

Io ricordo che, nel dibattito sulla legge finanziaria dell'anno scorso, proprio nella discussione di questo particolare aspetto, intervenni per sostenere la proposta dei colleghi Riformatori, ritenendola utilissima e validissima, non perché, miracolosamente, con l'introduzione di questo tipo di contabilità si possa risolvere il problema, ma si comincerebbe ad avviare un processo di cui si sente fortemente la mancanza all'interno dell'amministrazione regionale. E allora è in quest'ottica che tutti quanti devono cercare di contribuire per far sì che questa amministrazione regionale sia la più efficiente possibile e che le risorse pubbliche, che nella spesa pubblica trovano collocazione e utilizzo, abbiano quelle ricadute che tutti, maggioranza e opposizione, dovremmo ricercare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente, dopo il dibattito che si è svolto intorno all'articolo 2, chiariti un po' gli antefatti, quindi rimesso in sesto tutto l'argomento e accertato quindi, secondo verità, che non era niente di stravolgente, che nessuno voleva fare le rivoluzioni o dei blitz particolari, io credo che quello che conta tener presente, con riferimento all'articolo 2, siano due elementi fondamentali: il primo è l'affermazione del principio, cioè la dichiarazione dell'adozione della contabilità economico-patrimoniale, così come è scritto nell'articolo 1, che sostanzialmente ricalca la prima parte dell'emendamento numero 120, fatta eccezione per il richiamo all'elenco dei residui, perché, data la delicatezza del problema, abbiamo preferito rinviarlo al collegato. E quindi, per quanto concerne il primo comma, evidentemente questo dev'essere mantenuto. Per quanto riguarda il secondo comma, io mi rendo conto della perplessità soprattutto da parte di alcuni colleghi che fanno parte della prima Commissione e quindi, diciamo così, si sentono investiti più di altri della tutela della legge "31" del '98, in realtà…

(Interruzioni)

Però vorrei che l'onorevole Sanna mi ascoltasse, perché questo è un aspetto particolare che noi dobbiamo valutare. In realtà bisogna ricordare che la legge "31" è stata approvata nel novembre del 1998 ed è entrata in vigore nel dicembre del 1998, e che nell'aprile o maggio del 1999 è stata approvata una novella relativa alla legge di contabilità, alla legge numero 11 del 1983, la quale ha completamente dimenticato il contenuto dell'articolo 9 e ha introdotto un criterio in forza del quale sia il Consiglio ad indicare gli obiettivi alle direzioni generali, attraverso il sistema delle UPB, e soprattutto introducendo le note di programma in cui sono indicati i programmi che poi la Giunta deve attuare e le varie UPB, vanificando di fatto il precetto dell'articolo 9 della legge 31 che stabilisce che la Giunta e gli Assessori, entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio, danno ai direttori generali le direttive, indicano gli obiettivi e poi questi li trasformano in obiettivi operativi da affidare poi in esecuzione ai direttori dei servizi. Per cui, praticamente, c'è una sorta di contraddizione tra il contenuto dell'articolo 9 della legge "31" e quello che poi, con legge successiva, è stato approvato dallo stesso Consiglio a modifica e integrazione della legge "11" del 1983. Tanto ciò è vero che, lo scorso anno, nella finanziaria fu introdotta una norma in cui veniva detto che, a prescindere dall'ordine temporale di approvazione delle norme, l'articolo 9 doveva assolutamente essere il ripristinato. Questa necessità era dovuta anche al fatto che la Corte dei Conti lamentava il fatto che gli Assessorati non applicavano l'articolo 9 dando le direttive, con l'unica eccezione dell'Assessore degli affari generali, ma il dato si riferisce al 2001. Con questa norma che cosa si vuole dire? Si vuole non innovare la 31, ma si vuole soltanto dire che le risultanze delle contabilità patrimoniali potranno essere anche di utilità al fine di favorire la valutazione periodica eccetera eccetera, quindi non si intende interferire su questo, ma se questo è un problema non credo che sul contenuto del secondo comma si possa fare una guerra di religione; ci si può mettere d'accordo.

Per quanto concerne il comma 3, invece, mi pare assolutamente necessario che venga affermato il principio che questo tipo di contabilità venga esteso anche agli enti. Il comma 4, invece, essendo una norma programmatica è anche superfluo perché in realtà la Giunta ha già presentato il disegno di legge collegato. Il problema si pone per quanto riguarda il comma 5, cioè sul fatto che c'è una dotazione di risorse; queste risorse non servono per le consulenze, servono proprio per l'utilizzazione di personale che è competente in questo campo, perché l'Amministrazione regionale non ha nessuno che abbia una competenza in materia di contabilità patrimoniale. Questo è quanto consta al sottoscritto, ma è un argomento del quale si può parlare. Relativamente alla sperimentazione a decorrere dal 2003, mi pare che sia assolutamente necessaria, d'altra parte questa è una norma di carattere operativo interno che, diciamo così, non incide.

Quindi, concludendo, mentre sostanzialmente l'emendamento 120 aveva la "pretesa" (non lo dico in senso offensivo per i proponenti) di risolvere in via definitiva il problema, in realtà le persone alle quali ci siamo successivamente rivolti per verificarne l'operatività ci hanno fatto capire che non è così, ma che occorre approfondire la questione anche alla luce delle esperienze di altri paesi, quali l'Inghilterra, o l'Unione Europea che già si sta dotando di una contabilità del genere, e lo stesso Stato italiano - la Ragioneria Generale dello Stato ha un avanzato studio proprio per l'adozione di una contabilità patrimoniale - perché evidentemente questo tipo di contabilità rende più trasparenti i dati contabili dell'amministrazione pubblica. Questo è quanto. Quindi, se noi vogliamo superare lo scoglio di fronte al quale ci troviamo, io potrei proporre a coloro che hanno presentato gli emendamenti soppressivi di ritirare l'emendamento soppressivo totale e quello soppressivo dell'articolo 1, perché quello è l'articolo fondamentale che dev'essere certo, e di lasciare un altro emendamento che ci serva per agganciare eventualmente un emendamento di coordinamento che, se fosse tecnicamente possibile, potremmo anche presentare Se ciò non fosse possibile, si andrebbe ad eliminare qualche comma che venisse considerato pregiudizievole, per esempio, il secondo comma se venisse ritenuto invasivo, diciamo così, della "31".

LAI (D.S.). Il quinto comma.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, il quinto comma serve perché la data del 2007 non viene indicata qui, viene indicata nel disegno di legge collegato. Volete indicare il 2005? Io non so se siamo in grado di farlo. Il 2004? Può darsi che siamo in grado di farlo, dal 1° gennaio del 2004. Gli esperti però mi dicono che non siamo in grado di farlo nel 2004. Vogliamo fissare il 2005? Però questo è assolutamente necessario perché bisogna preparare le persone e gli strumenti tipo computer, tipo sistemi operativi, che sono indispensabili per essere pronti su questo terreno. Per quanto mi riguarda io sono disponibile a fissare una data più ravvicinata rispetto a quella stabilita nel disegno di legge, non è questo il problema. Però sentiamo quali sono le eventuali controproposte.

Se è necessaria una riflessione si potrebbe sospendere per cinque minuti l'articolo 2 e passare all'articolo 3.

COGODI (R.C.). Scusi, e la connessione con l'articolo 17 pensa che non ci sia?

MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lei ha molto opportunamente presentato un emendamento che ripristina il testo della Giunta e io la ringrazio. Lei capisce che la Giunta non poteva rifare un....

(Interruzioni)

Se sarà in connessione lo stabilirà questo Consiglio nel votare il disegno di legge collegato perché è lì che si va nel dettaglio. Qui a noi interessa affermare i principi ai quali la proposta si riferisce. Se c'è questa disponibilità, io non ho niente in contrario ad accogliere o a proporre io stesso di sospendere la discussione dell'articolo 2 e di passare all'articolo 3 per verificare, in 4 o 5 minuti, se possiamo trovare un accordo.

PRESIDENTE. Dal punto di vista tecnico è possibile presentare un emendamento concordato, che sia riassuntivo di questi, il Regolamento lo consente. Se è necessario sospendiamo 5 minuti per risolvere questo problema e poi andiamo avanti con l'articolo 3. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sospendiamo la discussione di questo articolo per 5 minuti.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 5 minuti, vediamo se si può concordare un emendamento, si ritirano gli emendamenti in discussione e votiamo il nuovo. Va bene?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Il nome della società si può avere?

PRESIDENTE. Io non so di che cosa stia parlando. La seduta è sospesa per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 18, viene ripresa alle ore 19 e 43.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente e assessore Masala, questo articolo 2 è, secondo me. nel merito - dato che cominciamo a ragionare di merito delle questioni - un esempio di come la maggioranza metta il carro davanti ai buoi, nel senso che, in finanziaria, con questo articolo 2 si fanno affermazioni di principio sulle quali si può anche convenire, nel senso che si può concordare sull'introduzione della contabilità economico-patrimoniale nel bilancio della Regione. Credo che, giustamente, la Giunta regionale proponga un collegato che definisce le modalità attraverso le quali si introduce la contabilità consuntiva di tipo economico-patrimoniale, poi - per carità - se la prende con calma, nel senso che si comincia ad adottare la contabilità economico-patrimoniale dal 2007. E` giusto introdurre i criteri di valutazione della gestione per centri di spesa, insomma è giusto che noi ragioniamo del modo attraverso il quale il nostro bilancio diventa più trasparente, più leggibile e continuamente verificabile e controllabile, sia quello della Regione sia quello degli enti collegati. Ciò che invece è assolutamente incomprensibile, dato che c'è un disegno di legge che ci consentirebbe di discutere del merito e nel merito le modalità attraverso le quali l'adozione della contabilità economica e patrimoniale si sviluppa nel tempo e nei settori, è assolutamente incomprensibile invece il motivo per il quale in finanziaria si introducono i principi generali che poi dovremo riprendere, entro i termini che il nostro Regolamento prevede per gli allegati, cioè entro 60 giorni, dovremo affrontare la discussione sul collegato specifico e possibilmente approvarlo. Non si capisce quindi perché noi dobbiamo introdurre in finanziaria il principio che si adotta la contabilità di tipo economico e patrimoniale pasticciando nel comma 1, perché questa contabilità è una contabilità modificata, in base al principio della chiarezza, perché possa essere adattata alle peculiarità della gestione del patrimonio della Regione stessa. Quindi si fa un'affermazione di principio con una nebulosità tale che resta solo l'affermazione di principio che è adottata la contabilità di tipo economico-patrimoniale.

Ma la cosa più incredibile è che in finanziaria, al comma 4, si dice che la Giunta regionale si impegna a presentare al Consiglio un apposito disegno di legge, ma l'apposito disegno di legge è già stato presentato dalla Giunta come collegato alla legge finanziaria. La verità è che questo articolo 2 serve in realtà soltanto per tenere in piedi e per giustificare il comma quinto e cioè la destinazione di risorse consistenti, cioè di cinque miliardi l'anno, per studiare l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale, così come genericamente si è detto nei commi precedenti.

Ed è per questo motivo, onorevole Balletto, che il nostro è un dissenso non su alcuni aspetti di questo articolo, è un dissenso totale con il quale marchiamo la necessità che questo articolo venga cassato e affrontiamo la discussione in sede di collegato, una discussione che sia puntuale, che sia dettagliata, che sia articolata, una discussione che, se necessario, può prevedere lo stanziamento di risorse per studiare l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale. Badate che cinque miliardi l'anno per tre anni per studiare l'introduzione di questo tipo di contabilità sono una cifra enorme, sono cinquanta persone l'anno retribuite a cento milioni. La verità, lo dicevo, è che secondo me la Giunta e la maggioranza non porteranno avanti il collegato difendendolo e sostenendolo...

(Interruzioni)

Onorevole Pili, se disturbo posso anche interrompere, tanto le cose che devo dire le ricordo, posso ripeterle anche domani come una specie di disco che ripete. La verità, dicevo, è che questo articolo 2 nel merito contiene una riserva finanziaria per affidare studi e consulenze, per fare un certo tipo di gestione di una risorsa che niente ha a che fare con l'introduzione della contabilità economico-patrimoniale.

Io propongo all'Assessore di ritirare l'articolo 2, perché su questo noi condurremo un'azione decisa in Aula e fuori dall'Aula; propongo all'Assessore di difendere il suo collegato a questa finanziaria e di impegnarsi con la sua maggioranza perché il collegato sia davvero tale e la Regione sarda possa dotarsi di una legge che introduce la contabilità di tipo economico-patrimoniale, anziché forme surrettizie così come questa contenuta nell'articolo 2.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, voglio farle osservare che l'articolo 2 fa parte del disegno di legge e come tale non può essere ritirato, bisogna bocciarlo. O si approva o si boccia, insomma.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi abbiamo tentato di aprire un dialogo con l'Assessore su questa problematica che riguarda l'articolo 2. In effetti, Assessore, si possono fare delle interlocuzioni per chiarirsi reciprocamente le posizioni senza dare nessuna disponibilità a una convergenza, viceversa si possono fare delle valutazioni muovendo dall'idea di raggiungere una sintesi e un modo di intendere comune.

Io in premessa vorrei dire prima di tutto che mi sembra contraddittorio che la Giunta presenti un collegato che, in qualche modo, reitera in molte parti le enunciazioni di principio che sono contenute nell'articolo 2. Una delle proposte che noi abbiamo fatto è, per esempio, di riportare a congruenza questo elemento dicendo: "Mettiamo le risorse nel fondo nuovi oneri legislativi, si approvi in tempi rapidi il collegato, integrandolo con tutti gli elementi di dettaglio del progetto che in qualche modo possa rendere maggiormente edotto il Consiglio della complessità e anche della positività, nonché dei tempi, del coinvolgimento degli enti regionali, nelle modalità che si riterranno opportune e poi, una volta definito questo collegato, si attinga dal fondo nuovi oneri legislativi la copertura che risulterà congruente a questo progetto". Ci è stato detto di no! Si può ragionare su tutto fuorché sulla eliminazione della copertura finanziaria immediata di questo articolo 2; perché - si dice - dobbiamo comprare subito i computer, dobbiamo assumere immediatamente il personale, dobbiamo attivare i corsi di formazione. A parte il fatto che, l'abbiamo detto tante volte, diventa sempre più inaccettabile, soprattutto quando ci troviamo di fronte a congiunture finanziarie fortemente restrittive, per la Regione sarda, che essa stia procedendo, in questo periodo, a centinaia di assunzioni. E` mai possibile? Queste assunzioni sono motivate o da logiche avulse da un ragionamento complessivo su una migliore organizzazione della Regione o probabilmente da elucubrazioni del singolo Assessore che programma le assunzioni e le rende avulse dalle utilità vere. Abbiamo osservato, anche con interrogazioni e interpellanze, che una Regione carente di quadri e di funzionari importanti e qualificati non può permettersi il lusso di assumerli attraverso dei quiz. Stiamo parlando di funzionari, di quadri, di persone che si devono assumere delle responsabilità; a quel livello la professionalità si verifica con modalità diverse, ma nell'interesse della Regione, non nell'interesse di chicchessia, nell'interesse della Regione! Non abbiamo avute risposta, l'unica risposta vera che c'è stata data, attenzione, è che si devono fare i quiz perché così si liquidano rapidamente le procedure di selezione. Ma badate che dai quiz eescono determinati risultati, ma una seria selezione del personale, magari mirata, in un quadro di assunzioni che tenga conto delle esigenze emergenti di modernizzazione dell'Amministrazione regionale, avrebbe potuto dare già un inizio di risposta a questo problema, che non nasce, il 18 dicembre 2002, data di presentazione del disegno di legge collegato alla finanziaria, ma viene da lontano, viene quanto meno dall'anno scorso. Ne abbiamo parlato nelle ultime finanziarie. Ma è possibile che la vostra mano destra non sappia quello che fa la sinistra? E' un atteggiamento che grida vendetta di fronte al fatto che questi 15 miliardi sono sottratti a parti vitali della vita regionale, non sono due lire! E non possiamo neanche accettare, Assessore, che si facciano investimenti, si assumano obbligazioni, si acquistino computer. Con la velocità dell'evoluzione tecnologica, col mutamento repentino dei software e degli hardware, noi andiamo a comprare oggi immediatamente, seduta stante, i computer senza tener conto che, nella prospettiva che la nuova contabilità vada a regime nel 2007, probabilmente la stessa strumentazione informatica potrebbe avere delle trasformazioni radicali. Allora delle due l'una, o calibriamo gli interventi a quella data, oppure si ritorni indietro su quella data e si dica: "Troviamo nel collegato una strada organica, definita anche dal punto di vista della tempistica, che ci consenta di attuare questo obiettivo in maniera rapida". Noi non siamo contrari - per essere chiari - a questa innovazione, siamo d'accordo, tant'è che l'anno scorso facemmo una forzatura aderendo alla richiesta di rinvio. E poi, tra l'altro, questa maggioranza - lo devo dire per rispetto delle persone, caro collega Vargiu - si deve assumere la responsabilità delle gravi affermazioni che fa e non è pensabile che tratti i dipendenti della Regione come dei mentecatti, dicendo che non hanno capacità e che manca loro l'elasticità mentale, perché è un insulto a persone che, nelle condizioni che sono date da chi governa oggi, fanno spesso molto di più di quello che possono fare e andrebbero trattate con un giudizio di merito un po' più rispettoso e più attento anche all'incapacità di questa Regione di dare loro opportunità di perfezionamento e di competitività.

Questo lo voglio dire perché non si può parlare male della gente in maniera gratuita, anche perché io credo che la differenza di fondo del nostro modo di intendere questa problematica, posto che ribadiamo il nostro assenso a questo tipo di riforma, è che noi vogliamo riportare questo processo ad una procedura canonica che non veda anticipare le riserve finanziarie rispetto al progetto e agli obiettivi. Se così non è, e se la protervia a mantenere questa impostazione impedisce persino una trattativa, io non posso fare a meno di dare credito a coloro che hanno avanzato il sospetto che si siano già operate scelte e che si stiano già prospettando incarichi e consulenze a particolari soggetti, al di fuori tra l'altro di un profilo di trasparenza che invece il collegato avrebbe potuto offrire in termini anche di descrizione della disciplina che avrebbe dovuto sovrintendere all'attuazione di questi processi che, a giudicare dagli stanziamenti, sono più che esosi. Concludo dicendo che non accetto la puntualizzazione che l'Assessore ha fatto su una presunta incompatibilità tra la riforma della legge numero 11 introdotta nel '99 e la previsione del comma 5 dell'articolo 9 della legge 31, perché oggettivamente quella riforma non inibiva assolutamente la possibilità che, durante la gestione, gli assessori, i direttori generali potessero fare un monitoraggio più adeguato e in grado anche di coinvolgere il Consiglio - perché no? - anche durante le variazioni al bilancio. Si poteva fare tranquillamente una variazione al bilancio che prendesse atto di un monitoraggio e di una valutazione diversa dell'andamento finanziario sulla base dell'applicazione dell'articolo 9 e quindi dare risposte diverse, senza togliere la prerogativa del Consiglio, ma anzi coinvolgerlo maggiormente nel ruolo di dare propulsione all'attività amministrativa e gestionale della Regione, cosa che invece, a quanto pare, sembra che questo governo regionale rigetti e anzi allontani in prospettiva come riconoscimento di quelle funzioni che il Consiglio credo debba mantenere anche in futuro. Oggi ancora non è applicata la riforma dettata dalla legge costituzionale numero 2, ma in futuro (chi ci sarà lo vedrà ancora meglio) porterà significativi cambiamenti che metteranno in risalto come la salvaguardia del ruolo del Consiglio sia un interesse prima di tutto dell'autonomia e poi anche di coloro che in questa hanno creduto, e pensano che possa essere strumento per far avanzare la Regione Sardegna, e non solo per allinearla, come mi pare si desuma dalle vostre proposte che hanno il solo compito, per il momento, secondo il nostro giudizio, di rincorrere un'adeguatezza dell'apparato regionale rispetto ai livelli delle altre regioni, ma che non impongono alla Regione una competitività che vada oltre questi confini.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione dell'articolo e degli emendamenti. Riprenderemo i nostri lavori domani mattina alle ore 10.15, con le dichiarazioni di voto se ce ne saranno, diversamente procederemo alla votazione. Domani mattina alle 10 è convocata la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 20 e 03.