Seduta n.412 del 20/05/2008 

CDXII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 20 maggio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 12.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di venerdì 22 febbraio 2008 (403), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Atzeri, Francesca Barracciu, Silvio Cherchi, Renato Lai, Silvio Lai, Nazareno Pacifico, Nicolò Rassu e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 20 maggio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 5, 12, 15, 19 e 26 febbraio 2008; 4, 6, 11, 18, 20, 26 e 28 marzo 2008.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'assoluta inadeguatezza dei trattamenti FKT per i pazienti sardi affetti da sclerosi multipla". (1229)

"Interrogazione Pisu - Uras - Lanzi - Calledda - Salis - Davoli - Fadda - Licheri - Serra - Cugini, con richiesta di risposta scritta, sul grave rischio di chiusura dello stabilimento dell'ALCOA di Portovesme". (1230)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza La Spisa sulla vertenza relativa ai tempi di erogazione dei compensi mensili ai medici di medicina generale, ai pediatri di famiglia, ai medici di continuità assistenziale (guardie mediche) e del 118, di tutte le ASL della Sardegna". (314)

"Interpellanza La Spisa sul ricorso alla Corte costituzionale proposto dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 aprile 2008 circa l'illegittimità dell'articolo 3, comma 13, della legge regionale n. 3 del 2008". (315)

"Interpellanza La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust sullo smantellamento dei macchinari all'interno dello stabilimento Unilever di Cagliari". (316)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Cherchi Oscar - La Spisa - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Milia - Cassano - Dedoni - Pisano - Gallus - Murgioni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulla gestione degli stagni della Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (178)

"Mozione Amadu - La Spisa - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust sui tagli alla scuola sarda a causa della razionalizzazione prevista dal Governo". (179)

"Mozione La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (180)

PRESIDENTE. Constatata la scarsa presenza di consiglieri in Aula, sospendo qualche minuto per consentire ai colleghi che non sono ancora arrivati di prendere posto.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 04, viene ripresa alle ore 12 e 10.)

Continuazione della discussione generale del testo unificato numero 154-160-182-226/A "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Sanna Paolo Terzo - Rassu - Petrini - Contu - Sanjust - Lombardo - Milia - Licandro - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Oppi - Amadu - Capelli - Cappai - Biancareddu - Randazzo - Ladu - Murgioni - Onida - Cassano - Cuccu Franco Ignazio: "Norme in materia di bonifica e riordino dei consorzi" (154/A); Sanna Alberto - Cuccu Giuseppe - Atzeri - Cachia - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Uggias: "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" (160/A); Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano: "Riordino dei consorzi di bonifica" (182/A) e del disegno di legge: "Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni" (226/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prego i colleghi di prendere posto.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato numero 154-160-182-226/A. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere se, immediatamente dopo la votazione, si possa sospendere per valutare gli emendamenti e per permettere all'opposizione, mi risulta anche alla maggioranza, di partecipare a degli incontri chiesti da alcune organizzazioni sindacali.

PRESIDENTE. Prima votiamo, poi decideremo come procedere.

Votazione sul passaggio all'esame degli articoli del testo unificato numero 154-160-182-226/A "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Sanna Paolo Terzo - Rassu - Petrini - Contu - Sanjust - Lombardo - Milia - Licandro - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Oppi - Amadu - Capelli - Cappai - Biancareddu - Randazzo - Ladu - Murgioni - Onida - Cassano - Cuccu Franco Ignazio: "Norme in materia di bonifica e riordino dei consorzi" (154/A); Sanna Alberto - Cuccu Giuseppe - Atzeri - Cachia - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Uggias: "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica" (160/A); Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano: "Riordino dei consorzi di bonifica" (182/A) e del disegno di legge: "Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative

funzioni"(226/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la votazione sul passaggio all'esame degli articoli del testo unificato numero 154-160-182-226/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario al passaggio all'esame degli articoli perché credo che questa sia una legge sulla quale fin dall'inizio bisogna distinguersi. Questa legge (che, in pompa magna, è stata presentata dai colleghi della maggioranza alle organizzazioni di categoria, perlomeno ad alcune) non ha il riconoscimento di nessuno, non ha certamente il riconoscimento mio personale, ma non ha avuto neanche il riconoscimento delle organizzazioni di categoria. Non a caso il collega La Spisa ha annunciato adesso la necessità di sospendere i lavori per incontrare i soggetti interessati e sono tantissimi. Se tale necessità e richiesta non ci fossero state, ovviamente avremmo assunto un atteggiamento diverso, ma siccome ne eravamo già a conoscenza non posso far altro che annunciare il voto contrario per numerosissimi motivi che certamente espliciterò meglio durante l'esame degli articoli, per i quali mi sono permesso di presentare emendamenti. Emendamenti che cassano totalmente questa legge che un attento esame, fatto non solo da noi, ci dimostra che in questo modo non può essere attuata.

Non sono stati chiariti i numerosi problemi, certamente importanti, da ciò era nata la necessità di mettere in piedi un provvedimento di legge, prima dalla Giunta poi stravolto da una proposta di legge congiunta della Commissione, col voto di astensione delle forze di opposizione. Fin dal primo articolo (nel quale si dice: "…attua attraverso i consorzi di bonifica la razionale utilizzazione delle risorse idriche per uso agricolo ad un costo compatibile"), se si lega al secondo articolo, si capiscono le finalità, ciò che si prefigge questa legge. Sfido poi i colleghi ad andare a verificare se sia possibile un simile testo di legge di 48 o 50 articoli, stravolto già nell'articolo 2, dove si prevedono le funzioni dei Consorzi di bonifica. Ciò che è più importante però è che, da questa legge, non traspare assolutamente la certezza, per le organizzazioni agricole, per gli imprenditori agricoli, che il costo dell'acqua possa essere un costo compatibile non solo con il territorio sardo, ma col territorio nazionale o, cosa ancora più grave, con l'Europa.

Il costo (anche definito dall'onorevole Cucca) di 270 euro a ettaro è assolutamente superiore al costo medio dell'acqua nell'Unione Europea, ma è certamente superiore al costo medio dell'acqua nelle regioni italiane. Da tali motivi nasce la necessità che questa legge venga richiamata in Commissione e si faccia un esame serio e attento con le categorie, perché se dobbiamo decidere che i Consorzi di bonifica diventano solo consorzi irrigui, lo si faccia una volta per tutte, ma non si meni il can per l'aia con questi problemi che sono legati certamente agli agricoltori, al personale e a quanti altri si occupano di questa materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, ho ascoltato le dichiarazioni del relatore e dell'Assessore poi, quando si è iniziata la discussione intorno a questo provvedimento di legge, mi sembrava di essere calato in una dimensione totalmente diversa da quella che vive il mondo della campagna. Sembra che questa norma debba servire a risanare tutte le condizioni di grave difficoltà evidenziate dal fatto che le aziende agricole a tutt'oggi sono ad appannaggio delle banche e vengono sequestrate in tutti i modi, appannaggio di quella condizione di grave precarietà che vive il mondo della campagna, dal prezzo del latte (che non copre le spese) al rincaro dei mangimi e al costo dell'attività lavorativa in esso esercitata. In aggravante, questa Giunta continua a far arrivare balzelli senza riuscire a dare una minima soddisfazione al mondo delle campagne. Mi chiedo se l'Assessore dell'agricoltura viva su questa terra o abbia scelto altri lungimiranti orizzonti che, probabilmente, vede rossi o rosei, quando invece è certamente nero in questa parte di mondo.

Mi chiedo se sia il caso di portare a compimento una norma come quella presentata qui, senza effettuare una seria e sana verifica ascoltando proprio le necessità provenienti dal mondo delle campagne. Ho paura che, ancora una volta, si voglia aggravare la ruralità, con modelli di razionalizzazione come quelli che vengono proposti qui, sono costi che arriveranno sulle spalle dei lavoratori, sugli operai della campagna, sulla gente che soffre e pena. Anche negli Stati Uniti d'America l'agricoltura è sostenuta! Non capisco perché, in questa Regione, un comparto così importante come l'agricoltura, dove si fonda gran parte dell'economia isolana, debba essere maltrattato e avere un Assessore che avalla una condizione così miserevole. Il voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, annuncio il voto di astensione in questo momento perché ho visto che sono stati presentati numerosi emendamenti, anche da parte della Giunta e della maggioranza. Io stessa ho presentato alcuni emendamenti rispetto ai problemi che ho sollevato in occasione della discussione generale, quindi annuncio un voto di astensione pur riconoscendo che è stato fatto un enorme sforzo da parte della Commissione e della maggioranza anche per migliorare il testo. Mi riprometto di valutare i passaggi successivi, in considerazione anche delle questioni poste in origine del mio intervento, in particolare per quanto riguarda le funzioni attribuite ai consorzi e i lavoratori, dopodiché assumerò eventualmente un atteggiamento differente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Presidente, nell'esprimere il voto a favore sul passaggio all'esame degli articoli, desidero sottolineare alcuni aspetti importanti della legge, non sufficientemente approfonditi, che riguardano in particolare i consorzi virtuosi, cioè quei consorzi che hanno raggiunto obiettivi di economicità ed efficienza nella gestione, garantendo insieme un servizio di qualità agli agricoltori. Credo che sia giusto prevedere un sistema di premialità che riconosca un bonus del 10 per cento sui trasferimenti regionali per l'anno di riferimento. Vi sono consorzi che, per vari motivi, molto spesso per una gestione clientelare e disinvolta, sono stati e sono fabbriche di debiti; vi sono altri consorzi invece che hanno bilanci in ordine, persone adeguate al servizio, professionalità riconosciute. Non credo che si debba fare di tutta l'erba un fascio. Tuttavia non nascondo la preoccupazione che la previsione della tariffa unica, anziché essere vantaggiosa per tutti, possa nuocere ad alcune realtà.

Mentre questa legge era in "viaggio" e si cercava l'intesa tra le forze politiche, era stata avanzata l'ipotesi che i consorzi virtuosi potessero continuare a gestire l'acqua degli invasi in forma di concessione da parte dell'ENAS. Si tratta, come dire, di un atto di fiducia verso quei consorzi che hanno fatto della buona amministrazione uno sfruttamento di governo. Tra l'altro, sono convinto che una riforma non può essere peggiorativa nelle condizioni riservate ai beneficiari. Credo che una valutazione del genere non possa essere ignorata, infatti anche pensando che la premialità sia usata interamente a vantaggio delle imprese agricole, sempre che in questa frastagliata legislazione non si insinui il dubbio di aiuti fuori come comunitari, mi sembra un passaggio oneroso per la Regione che paga per aver voluto creare una nuova burocrazia tecnica che non sempre risponde alle finalità previste.

Richiamo il problema all'attenzione dell'Aula ritenendo che gli agricoltori de La Nurra non debbano pagare un prezzo più alto a discapito delle proprie aziende e delle prospettive di sviluppo dell'agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Sono e siamo contrari alla votazione relativamente al passaggio all'esame degli articoli anche perché, come abbiamo avuto modo di spiegare durante la discussione generale, questa legge di riforma dei Consorzi di bonifica non risolverà nella maniera più assoluta i problemi dell'agricoltura in Sardegna. Ne esce fuori una legge che, di fatto, trasforma il ruolo dei Consorzi di bonifica rendendoli assolutamente inconsistenti dal punto di vista del ruolo che questi hanno per quanto riguarda la gestione dell'agricoltura in Sardegna e soprattutto, devo dirlo, mi pare che questa maggioranza sia tentata dalla frenesia di approvare leggi, convinta che in questo modo si risolvano i problemi dell'agricoltura. I problemi dell'agricoltura sono altri! Le riforme che questa Regione sta facendo, prima con gli enti dell'agricoltura, adesso con i Consorzi di bonifica, sono altra cosa e nulla hanno a che vedere con i veri problemi che oggi sta attraversando l'agricoltura in Sardegna.

Non crediamo neanche che, con questa riforma, i costi dell'acqua in agricoltura verranno ridotti. Ci potrà anche essere una tariffa unica, ma noi siamo convinti che i costi dell'agricoltura aumenteranno invece dopo questa riforma. In ultimo devo dire che mi aspettavo dall'Assessore, nella sua replica, una risposta alle cose che abbiamo sottolineato per quanto riguarda questa riforma e in modo particolare il compito che si sta dando ai Consorzi di bonifica relativamente al riordino fondiario. Assessore, ad esempio, considerato che - secondo noi - non è competenza dei consorzi di bonifica, avrei voluto che lei ci spiegasse oggi che cosa fanno quelle zone che non sono comprese all'interno dei consorzi di bonifica per quanto riguarda il riordino fondiario; abbiamo detto e sappiamo che i consorzi di bonifica non possono comprendere tutto il territorio della Sardegna, riguarderà soltanto alcune parti, in modo particolare le zone pianeggianti, allora, il riordino fondiario nelle zone non comprese nei consorzi di bonifica, chi lo farà?

Ecco, mi aspettavo una sua risposta al momento della replica, volevo che almeno in questa parte dicesse qualcosa in più per quanto riguarda questa nuova competenza dei consorzi di bonifica che, secondo noi, è assolutamente ingiustificata e…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, esprimo il voto contrario al passaggio all'esame degli articoli. E' vero, come sa anche l'Assessore, che durante i lavori della Commissione abbiamo partecipato attivamente e fattivamente, però molte cose, che le opposizioni cercavano di apportare come miglioramento alla legge, non sono state condivise, soprattutto per il motivo che ho detto nel dibattito generale. Assessore, ho fatto delle domande, lei ha fatto una bellissima replica parlando dei problemi dell'agricoltura, ma alle richieste avanzate non ha risposto!

Le ricordo la sua dichiarazione sul fatto che la Giunta non condivideva questa legge, a quanto pare oggi la Giunta condivide anche questa legge! Ma la condivide perché vuole per forza proporre una riforma che poi riforma non è, vuole far vedere all'opinione pubblica che è in grado di andare avanti con le riforme, ma riforma non è dal momento che dal numero degli emendamenti anche la stessa maggioranza non condivide alcune impostazioni. Assessore, avevo chiesto quanti consorzi volete fare, e poi non abbiamo mai dialogato per i problemi del personale! Questo era il nodo cruciale della legge, non abbiamo mai affrontato in Commissione i problemi del personale, una volta perché mancava la maggioranza, la volta successiva perché mancava la Giunta! Allora, di fronte a queste cose, non possiamo che esprimere un voto contrario. Vogliamo sapere, Assessore, che fine faranno i lavoratori precari, cioè quelli che da 22 anni prestano l'opera presso i consorzi perché essi sono in una situazione ancora diversa; ma soprattutto, Assessore, vogliamo sapere perché, anche di fronte a una sentenza, non vengono inquadrati i lavoratori preposti al riordino fondiario, è vero che sono stati chiamati a tempo indeterminato, però non abbiamo capito il significato di una postilla scritta tra parentesi.

In sede di replica, lei avrebbe dovuto spiegarci anche queste cose. Non l'ha fatto, Assessore, evidentemente al vostro interno ci sono ancora molti angoli da smussare e allora, se dovete smussare questi angoli, riprendete la legge, preparatela, riportatela in Commissione, può darsi che poi scaturisca una riforma condivisa…

PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). …in quel caso la esamineremo tutti assieme.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Cappai - Cassano - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Liori - Marracini - Moro - Murgioni - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Balia - Caligaris - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Masia - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 52

astenuti 15

maggioranza 27

favorevoli 37

contrari 15

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato alle ore 16 di questo pomeriggio. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di intensificare l'attività di queste due prossime giornate per non lavorare eventualmente nella giornata di venerdì essendoci altri impegni. Invito i colleghi consiglieri a essere presenti e puntuali alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 12 e 32.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta.

Interpellanza La Spisa sulla vertenza relativa ai tempi di erogazione dei compensi mensili ai medici di medicina generale, ai pediatri di famiglia, ai medici di continuità assistenziale (guardie mediche) e del 118, di tutte le ASL della Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che:

il comma 1 della lettera F (modalità di pagamento) dell'articolo 58 dell'Accordo collettivo nazionale dei pediatri recita: "I compensi ... sono corrisposti mensilmente in dodicesimi e sono versati, mensilmente, entro la fine del mese successivo quello di competenza";

il comma 3 della lettera F recita: "Ai fini della correttezza del pagamento dei compensi ai pediatri di libera scelta si applicano le disposizioni previste per il personale dipendente dalle aziende";

analogamente la lettera F dell'articolo 59 dell'Accordo collettivo nazionale medicina generale, prevede le medesime attribuzioni per i medici di medicina generale;

verificato che:

attualmente i compensi dei medici di medicina generale (MMG), dei pediatri di famiglia (PdF) e dei medici di continuità assistenziale (guardie mediche) e del 118, di tutte le ASL della Sardegna, vengono corrisposti con ritardi oscillanti fra i 2 e i 15 giorni;

accade che, nell'ambito della stessa ASL, i medici vengano retribuiti con valuta in date differenti, anche di cinque giorni in relazione all'istituto di credito di appartenenza;

considerato che:

attualmente, il potere d'acquisto della valuta si è notevolmente ridotto;

con sempre maggiore frequenza i medici, in considerazione dei ritardi con cui vengono accreditate loro le spettanze, sarebbero costretti a ricorrere all'utilizzo dello scoperto bancario sul proprio conto corrente con relativo pagamento di interessi passivi;

questi ritardi sull'accreditamento delle spettanze sono dovuti esclusivamente ad una pessima organizzazione degli uffici competenti delle ASL;

l'Amministrazione regionale e le rispettive ASL in questo modo non dimostrerebbero di tenere in considerazione le esigenze della classe medica;

preso atto che:

nel corso degli anni, numerose sono state le volte in cui i medici hanno inoltrato ricorso su questa incresciosa situazione, costringendo le ASL al pagamento di cospicue parcelle ai legali dei ricorrenti;

al momento sarebbero giacenti numerose richieste di messa in regola dei pagamenti da parte delle ASL, senza che i legittimi ricorrenti abbiamo inoltrato ricorso legale;

questa vertenza non produce alcun aumento dei costi in quanto le retribuzioni sono effettuate sulla base del numero degli assistiti e di conseguenza già preventivamente stabilite;

mancherebbe, di contro, una disposizione che possa prevedere l'erogazione della singola retribuzione entro e non oltre l'ultimo giorno del mese,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere quali iniziative:

intendano attivare affinché venga correttamente applicato, per quanto concerne i tempi relativi all'erogazione delle competenze, quanto previsto da ciascun accordo collettivo nazionale delle figure professionali che operano nella sanità, oggetto della presente interrogazione;

intendano avviare affinché l'erogazione delle spettanze ai medici di medicina generale, ai pediatri di famiglia, ai medici di guardia medica e a quelli del 118, avvenga con puntualità, come previsto dall'Accordo collettivo nazionale, così da evitare il rischio di ricorsi legali che, puntualmente si chiudono con un inevitabile spreco di denaro pubblico a causa dell'esborso suppletivo necessario per le spese giudiziarie a cui, ogni volta, le ASL vengono condannate dal magistrato. (314)

Interpellanza La Spisa sul ricorso alla Corte costituzionale proposto dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 aprile 2008 circa l'illegittimità dell'articolo 3, comma 13, della legge regionale n. 3 del 2008.

Il sottoscritto,

premesso che:

- i beneficiari dell'articolo 3, comma 13, della legge regionale n. 3 del 2008 sono tutti dipendenti assunti con concorso pubblico non riservato che prevedeva il possesso di alcuni titoli per l'accesso allo stesso concorso (attestato di dattilografo o attestato di archivista) e l'espletamento di una prova pratica e di una prova orale;

- gli stessi hanno partecipato ad un concorso interno bandito dall'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, con decreto n. 593/P del 17 giugno 2003 pubblicato nel supplemento straordinario del BURAS n. 19 del 28 giugno 2003, per titoli e per esami per 167 posti elevabili a 469 unità complessive del livello economico iniziale della cat. C dell'Amministrazione regionale, con relativa copertura finanziaria;

- tale concorso interno è stato successivamente modificato dall'attuale Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, con decreto n. 1298/P del 4 novembre 2004, determinando in 167 unità i posti messi a concorso (delibera della Giunta regionale n. 45/16 del 4 novembre 2004) senza alcuna elevabilità degli stessi e, soprattutto, senza modifica dei criteri di selezione che andavano senz'altro adeguati alla nuova situazione;

evidenziato che:

- l'espletamento del concorso senza modifica dei criteri di selezione ha dato luogo ad una graduatoria nella quale i 167 vincitori in alcuni casi non avevano conseguito il massimo dei voti mentre tantissimi fra i rimanenti idonei avevano conseguito il massimo alla prova selettiva;

- nelle finanziarie precedenti e anche nell'ultima finanziaria sono stati favoriti gli ingressi senza concorso di alcune categorie (vedi legge n. 22 - ex controllo interno di gestione - ex IACP - ex LSU - SAR - Progemisa - Hydrocontrol - Sigma invest) senza prima verificare se, all'interno della Regione vi fossero già le professionalità per svolgere i compiti per i quali sono stati chiamati questi gruppi di nuovi dipendenti;

- i dipendenti di cui si parla hanno sempre svolto mansioni proprie della categoria C, oltre che della categoria B, e sono tutti idonei al concorso interno per cui hanno dimostrato ampiamente di essere adeguati a svolgere le mansioni previste nella categoria superiore e non si dovrebbe parlare di passaggio automatico ma di passaggio dovuto;

verificato che:

- in altre situazioni analoghe di presunta violazione della legittimità degli articoli 3 e 97 della Costituzione o di un utilizzo troppo ampio dell'autonomia sotto il profilo dell'inosservanza dei limiti alle competenze legislative della Regione, la Corte costituzionale si è espressa in maniera chiara ed inequivocabile dichiarando non fondata la questione (nello specifico parliamo del ricorso verso l'articolo 3 della legge della Regione Sardegna 8 luglio 2002, n. 11, sollevato dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione nonché all'articolo 3 dello Statuto speciale per la Sardegna);

- nell'ambito del ricorso appena citato, la Regione Sardegna si era opposta al ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri, costituendosi nel giudizio contro lo stesso e presentando ampia memoria difensiva nei confronti dell'operato del Consiglio regionale;

- la Corte costituzionale, infatti, riconobbe che, essendo la materia dello stato giuridico ed economico del personale della Regione Sardegna riservata dall'articolo 3, lettera A) dello Statuto, alla legislazione esclusiva della Regione e garantita dal nuovo articolo 117 della Costituzione che rende tale autonomia ancora più ampia rispetto al dettato dello Statuto stesso;

- alla regola del pubblico concorso è possibile apportare deroghe (come del resto ammette il terzo comma dell'articolo 97 della Costituzione) qualora ricorrano particolari situazioni che le rendano non irragionevoli;

- sembrerebbe davvero non irragionevole che dei dipendenti, che di fatto svolgono da svariati anni i compiti propri della categoria C, hanno effettuato il loro ingresso in Regione sottoponendosi ad un concorso pubblico al quale, chiunque volesse farlo, ha potuto partecipare e ha poi sostenuto le prove previste da una selezione interna che li vede idonei in una graduatoria ancora aperta abbiano il diritto sacrosanto di vedere applicato il comma 13 dell'articolo 3 della legge regionale n. 3 del 2008 che li colloca nel livello iniziale della categoria C,

chiede di interpellare il Presidente della Regione per sapere se non ritenga necessario e urgente intervenire, con gli studi legali della Regione, a difesa dell'articolo 3, comma 13, della legge regionale n. 3 del 2008 in considerazione di situazioni analoghe e del tutto assimilabili in cui la Corte costituzionale si è espressa in favore dell'operato del Consiglio regionale della Sardegna. (315)

Interpellanza La Spisa - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust sullo smantellamento dei macchinari all'interno dello stabilimento Unilever di Cagliari.

I sottoscritti,

premesso che:

i lavoratori dello stabilimento della Unilever di viale Marconi a Cagliari da tempo manifestano contro le scelte della dirigenza aziendale e hanno dovuto subire la chiusura della fabbrica;

in data 18 dicembre 2007, la società anglo-olandese, la Regione, l'amministrazione provinciale, Confindustria regionale e i sindacati hanno sottoscritto un accordo per prorogare la cassa integrazione fino al 31 dicembre 2008, individuando in questo arco di tempo una possibilità di salvezza dell'attività della fabbrica e dei dipendenti;

detto accordo venne ritenuto deludente dai lavoratori in quanto, se alla scadenza del prossimo 31 dicembre non dovesse farsi avanti un acquirente, la situazione sarebbe ben peggiore di quella esistente al momento della sottoscrizione dell'accordo stesso;

considerato che:

tra i punti più importanti dell'accordo era stata posta la questione della mobilità che scattava immediatamente solo per chi era già in possesso dei requisiti per la pensione;

l'Unilever si impegnava a garantire il trasferimento di 20 dipendenti nello stabilimento di Caivano (Campania) e a realizzare "azioni di sostegno per la ricollocazione dei lavoratori attraverso alcuni corsi della durata di 12 mesi";

a seguito della firma dell'accordo, veniva consentito ai tecnici di mettere in sicurezza gli impianti del freddo, eliminare l'ammoniaca contenuta nelle tubazioni, potenziale bomba ecologica, per poi dare il via allo smantellamento di alcune linee di produzione;

per le valvole di dosaggio e i macchinari che realizzavano gelati (bomboniere, torte e coppe) era previsto il trasferimento a Caivano, dove l'azienda ha inteso concentrare la produzione dell'Algida;

le parti che hanno trattato con l'azienda hanno fermamente sostenuto la necessità di "vigilare per evitare che parti importanti dello stabilimento vengano smantellate e destinate altrove, cosa che impedirebbe di fatto il riavvio più veloce delle attività produttive sotto altre e più motivate insegne";

in particolare, appariva fin da subito preoccupante un passaggio dell'accordo firmato dove si afferma che: "L'azienda, nell'ipotesi di vendita, ferma ovviamente la propria discrezionalità sul punto, porrà in essere, per quanto di propria competenza, le iniziative tecniche ed amministrative opportune al fine di riattivare l'impianto di refrigerazione";

preso atto che:

in data 18 aprile 2008, a seguito di una verifica nella fabbrica, oramai disattivata, è emerso che, contraddicendo gli accordi firmati il 18 dicembre 2007, alcuni macchinari sarebbero stati trasferiti sicuramente in altri siti di proprietà della Unilever;

detti macchinari non sono stati semplicemente smontati, ma addirittura tranciati nei collegamenti;

anche le attrezzature informatiche, quali personal computer e fotocopiatori sarebbero stati trasferiti in altre sedi;

verificato che:

sarebbe in atto, da parte della dirigenza della Unilever, una sistematica volontà di mancato rispetto degli accordi sottoscritti, evidenziati dal prosieguo dell'opera di smantellamento degli impianti della fabbrica di viale Marconi;

la preoccupazione che sta assalendo tutti i dipendenti avrebbe origine dalla mancata attenzione da parte delle istituzioni sulla vigilanza nel prosieguo della vertenza e dalla "distrazione" con cui la Regione avrebbe trattato con la Unilever le sorti dei dipendenti dopo che la stessa azienda ha potuto attingere a cospicui contributi regionali che hanno pienamente soddisfatto i propri piani industriali per poi chiudere lo stabilimento che, con l'introduzione delle metodologie di gestione TPM nel corso dell'anno 2000, si era posto a pieno titolo come fabbrica di punta del gruppo Unilever;

il mancato rispetto degli accordi sottoscritti non fa altro che umiliare non solo gli ex dipendenti, ma si ripercuote negativamente per l'intera popolazione sarda,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere quali iniziative istituzionali intenda assumere allo scopo di imporre alla dirigenza della Unilever il pieno rispetto degli accordi sottoscritti lo scorso 18 dicembre 2007. (316)

Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'assoluta inadeguatezza dei trattamenti FKT per i pazienti sardi affetti da sclerosi multipla.

Il sottoscritto,

considerato che:

- lo scopo fondamentale di un sistema sanitario degno di tal nome è quello di garantire qualità dell'assistenza a tutti i cittadini, tutelando in modo particolare le fasce più deboli e meno protette della popolazione;

- la Sardegna gode di un poco invidiabile primato nell'incidenza di una grave malattia invalidante quale la sclerosi multipla (SM);

- tale specifica emergenza sanitaria della nostra Regione è ben nota al Governo regionale che l'ha adeguatamente trattata a parole all'interno del Piano sanitario regionale 2006-2008;

- più volte nell'Aula del Consiglio regionale si è discusso del problema dell'assistenza fisiochinesiterapica agli ammalati di sclerosi multipla e di altre patologie progressive ed invalidanti dell'apparato locomotore e, in tali circostanze,1'Assessore ha sempre ribadito verbalmente il proprio impegno ad occuparsi concretamente del problema;

- anche in occasione della discussione delle leggi finanziarie 2007 e 2008, l'opposizione in Consiglio regionale ha proposto emendamenti al testo di legge, finalizzati a potenziare i trattamenti riabilitativi ai pazienti sardi affetti da SM, ottenendo dalla Giunta regionale la garanzia che il problema sarebbe stato comunque adeguatamente trattato e risolto;

- le notizie trasmesse dalle associazioni dei pazienti fanno invece ritenere che il problema sia ben lungi dall'essere risolto e che le direttive regionali in materia stiano diventando sempre più restrittive, con ricadute negative sulla esistenzialità quotidiana dei pazienti, sulla loro possibilità di integrazione sociale e, soprattutto, sul loro residuo benessere psico-fisico;

- in particolare, non appare comprensibile, né giustificato in alcun modo sotto il profilo sanitario, il limite dei sessanta cicli annui che la Regione ha imposto alle ASL nel trattamento dei pazienti affetti da SM. In tali pazienti non è infatti possibile puntare all'obiettivo della guarigione o della risoluzione della sintomatologia, ma è del tutto evidente che soltanto la costanza dei trattamenti di FKT può consentire il rallentamento della progressione della patologia e può pertanto facilitare il mantenimento di adeguati livelli di benessere e di autosufficienza;

- il mantenimento di condizioni di autosufficienza non è soltanto un interesse diretto dei pazienti e delle loro famiglie, ma è anche un obiettivo economico generale perché consente il risparmio dei costi sociali aggiuntivi legati alla perdita di autosufficienza del disabile e discendenti dalla necessità di attivazione delle conseguenti, specifiche forme di assistenza e supporto esistenziale;

- sempre dalle associazioni dei pazienti giunge la notizia secondo cui la Giunta regionale, non solo non avrebbe disposto l'integrazione del numero dei cicli di terapia per ciascuna annualità, ma addirittura avrebbe dato alle ASL l'indicazione di ridurre la durata temporale di ciascuna applicazione del ciclo da 45 a 30 minuti, di fatto riducendo ulteriormente di un terzo i presidi FKT a disposizione del paziente;

- tali ulteriori, illogiche restrizioni nell'erogazione delle prestazioni finirebbero per penalizzare proprio i più deboli tra i deboli. È infatti evidente che soltanto i malati che godono di reddito più elevato possono pensare di ricorrere a prestazioni integrative a pagamento, mentre è inevitabile lo scadimento del livello qualitativo terapeutico per tutti i pazienti a basso reddito,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:

1) risponda al vero la notizia secondo cui sarebbe stata ridotta di 15 minuti la durata temporale di ciascuno dei sessanta trattamenti di FKT che sono ancora disponibili annualmente per i pazienti sardi affetti da SM;

2) non ritengano di dover immediatamente disporre la possibilità di estendere il numero dei trattamenti annui di FKT per tutti i pazienti sardi affetti da SM, che possano finalmente usufruire e trarre giovamento dall'esecuzione di trattamenti quotidiani di FKT, per il mantenimento della propria autosufficienza e di migliori condizioni esistenziali. (1229)

Interrogazione Pisu - Uras - Lanzi - Calledda - Salis - Davoli - Fadda - Licheri - Serra - Cugini, con richiesta di risposta scritta, sul grave rischio di chiusura dello stabilimento dell'ALCOA di Portovesme.

I sottoscritti,

premesso che la direzione dello stabilimento dell'ALCOA di Portovesme, le segreterie sindacali confederali territoriali e le RSU, hanno espresso una forte preoccupazione per la drammatica situazione occupazionale che potrebbe verificarsi se l'Unione europea non dovesse accogliere la richiesta dell'applicazione di tariffe energetiche agevolate per la produzione primaria di alluminio (decisione che dovrebbe arrivare entro il prossimo mese di giugno);

considerato che, se ciò dovesse accadere, il rischio della chiusura dello stesso stabilimento diverrebbe un fatto concreto;

tenuto conto che è dal 2006, cioè da quando è scaduto il precedente regime tariffario speciale, che l'Unione europea sta rinviando continuamente la decisione, chiedendo continue modifiche sull'iter procedurale della richiesta e facendo poca chiarezza sull'iter decisionale;

ritenuto che la questione sembra ormai diventata una partita di ping pong che si gioca non solo sulla pelle dei lavoratori impiegati nello stabilimento e sulle loro famiglie, ma sull'intera economia del territorio;

considerato, altresì, che:

la chiusura dell'ALCOA trascinerebbe nella stessa situazione, inevitabilmente, anche lo stabilimento dell'Eurallumina;

decine di imprese dell'indotto sarebbero costrette alla chiusura;

migliaia di lavoratori si troverebbero sulla strada, le loro famiglie ridotte sul lastrico, con conseguenze incalcolabili sul piano economico e sociale per l'intera provincia;

tenuto conto che non si sta rivendicando un aiuto di Stato all'azienda, né alcun privilegio o intervento assistenziale, ma bensì una bolletta energetica in linea con quelle pagate dai concorrenti europei per le stesse produzioni;

ritenuto opportuno affrontare questa problematica con estrema urgenza, accogliendo l'allarme lanciato da azienda, sindacato e lavoratori,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e il Presidente della Regione per conoscere:

quale sia lo stato delle iniziative già intraprese dall'Amministrazione regionale sul piano politico-istituzionale, nei confronti del ministero competente e, conseguentemente, nei confronti della Commissione europea;

dove siano riscontrati maggiori ostacoli, per l'accoglimento della motivata e legittima richiesta, avanzata dalla Regione a sostegno del sistema produttivo sardo;

cosa si intende fare per sostenere adeguatamente, sia dal punto di vista tecnico-giuridico, sia da quello politico-istituzionale, la vertenza energia, aperta da tempo su fondata pressione delle organizzazioni sociali ed economiche e delle istituzioni locali dei territori interessati. (1230)

Mozione Cherchi Oscar - La Spisa - Capelli - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Milia - Cassano - Dedoni - Pisano - Gallus - Murgioni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulla gestione degli stagni della Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- il complesso degli stagni e lagune costiere della Sardegna assolve ad un ruolo primario e fondamentale nell'economia dei comuni e dell'area geografica interessata sia per quanto attiene ai risvolti economico-sociali della categoria dei pescatori sia per quanto riguarda gli aspetti di conservazione degli ambienti naturali;

- il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1965, n. 1627, attribuisce alla Regione l'esercizio delle funzioni amministrative relativamente alle concessioni di pesca nel demanio marittimo e nel mare territoriale;

- la legge regionale 2 marzo 1956, n. 39, come modificata ed integrata dalla legge regionale 5 luglio 1963, n. 3, definisce i criteri generali per il rilascio delle suddette concessioni;

- il decreto assessoriale 29 settembre 1995, n. 1795, ha dettato direttive e criteri per il rilascio e rinnovo delle concessioni a fini di pesca nei compendi ittici della Sardegna appartenenti al demanio marittimo e al demanio regionale;

CONSIDERATO che:

- con atto n. 899 del 29 dicembre 1993, l'Amministrazione regionale ha assentito la concessione temporanea di pesca del compendio di Cabras, con annessi canali e specchi acquei e fabbricati per una superficie di 2.200 ettari, a favore del Nuovo consorzio cooperative Pontis, con sede a Cabras;

- detta concessione è stata confermata e rinnovata per dieci anni a decorrere dal 1° luglio 1998 sino al 1° luglio 2008;

CONSTATATO che nel compendio ittico della Provincia di Oristano operano due consorzi di pesca (il Consorzio Pontis e le Cooperative riunite pesca di Marceddì) e 24 cooperative; nel resto dell'Isola sono presenti anche quelle di Santa Gilla e Tortolì;

APPRESO che:

- il Presidente della Regione, Renato Soru, sembrerebbe intenzionato a istituire un gestore unico per gli stagni, senza rinnovare le concessioni in scadenza (Cabras, Marceddì, Santa Giusta, Is Benas, S'Ena Arrubia, ecc.) come lo stesso Presidente ha annunciato nei giorni scorsi a Cabras durante un incontro con alcuni pescatori;

- la legge finanziaria ha previsto le risorse per sistemare gli stagni e sino a 5 milioni di euro per aiutare a capitalizzare una nuova società che valorizzi la laguna;

RILEVATO che:

- la normativa vigente riconosce il consorzio di cooperative come un soggetto giuridico e, pertanto, non esiste allo stato attuale la possibilità che qualcuno per decreto decida di adottare o trasformare una forma societaria in un'altra;

- le associazioni di categoria dei pescatori (1'Unci pesca e la Legapesca) hanno espresso forte preoccupazione per l'incertezza che tale situazione sta causando in termini di programmazione economica del comparto,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a riferire in aula sulle reali iniziative che si intende intraprendere per il futuro gestionale degli stagni della Sardegna e dei concessionari in scadenza;

2) a investire e destinare risorse e mezzi per il risanamento ambientale degli stagni, una preziosa risorsa del territorio che deve essere tutelata e valorizzata. (178)

Mozione Amadu - La Spisa - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust sui tagli alla scuola sarda a causa della razionalizzazione prevista dal Governo.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

con legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), articolo 40 (Personale della scuola), il Governo nazionale ha stabilito che, alla fine del 1999, il numero dei dipendenti del comparto scuola deve essere inferiore del 3 per cento rispetto a quello rilevato alla fine del 1997;

tale numero costituisce il limite massimo del personale in servizio;

lo stesso, per i fini della programmazione, include i supplenti annuali e i supplenti temporanei ed esclude i soggetti chiamati a svolgere supplenze brevi;

la stessa normativa "individua i criteri e le modalità per il raggiungimento delle finalità predette mediante disposizioni sugli organici funzionali di istituto, sulla formazione delle cattedre e delle classi, sul contenimento delle supplenze temporanee di breve durata assicurando comunque il perseguimento dell'obiettivo tendenziale della riduzione del numero massimo di alunni per classe con priorità per le zone svantaggiate, per le piccole isole, per le zone di montagna, nonché per le aree metropolitane a forte rischio di devianza minorile e giovanile";

allo stesso modo, il comma 4 prevede la revisione dei "criteri per la determinazione degli organici del persale amministrativo, tecnico, ausiliario della scuola, ivi compresi gli istituti di educazione ...";

CONSIDERATO che:

con la legge 4 giugno 2004, n. 143, articolo 1, le graduatorie permanenti sono state trasformate in graduatorie ad esaurimento;

nella legge finanziaria 2007 al comma 605, punto a), si prevede di operare "nel rispetto della normativa vigente, la revisione, a decorrere dall'anno scolastico 2007-2008, dei criteri e dei parametri per la formazione delle classi al fine di valorizzare la responsabilità dell'amministrazione e delle istituzioni scolastiche ...";

il punto c) prevede "la definizione di un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per gli anni 2007-2009, da verificare annualmente, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, circa la concreta fattibilità dello stesso, per complessive 150.000 unità, al fine di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l'età media del personale docente";

inoltre, "analogo piano di assunzioni a tempo indeterminato è predisposto per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), per complessive 20.000 unità";

VERIFICATO che:

la cosiddetta "razionalizzazione della scuola" secondo calcoli fatti dalle organizzazioni di categoria, prevede la perdita di 941 cattedre in Sardegna;

le scuole coinvolte sarebbero, prevalentemente, la primaria e quella secondaria sia di primo che di secondo grado;

nella scuola primaria le organizzazioni di categoria rilevano una flessione di 413 docenti che passerebbero dagli attuali 6.406 docenti a 5.993;

nelle scuole secondarie di primo grado il calo riguarderebbe 178 unità con gli insegnanti che scenderebbero a 5.019 contro gli attuali 5.197;

negli istituti secondari di secondo grado la riduzione riguarderebbe 350 insegnanti che saranno stabilizzati con un numero di 7.525 contro gli attuali 7.875;

questi tagli, già previsti per il prossimo anno scolastico, avranno ricadute pesantissime per tutta la Sardegna;

PRESO ATTO che:

è da circa quattro lustri, quando Ministro della pubblica istruzione era l'attuale sindaco di Napoli, che si sta cercando di smantellare la rete scolastica regionale con la pretesa di accorpare scuole di diversi comuni e costringere, soprattutto i bambini, a estenuanti viaggi da un paese all'altro;

smantellare la scuola nei piccoli comuni spesso qui in Sardegna significa eliminare l'ultima presenza dello Stato, considerando che in tante piccole realtà sono state chiuse le caserme dei carabinieri, gli uffici postali e la stazione del treno;

l'istruzione pubblica non può abbandonare i piccoli comuni per un mero conto ragionieristico e crediamo che la Regione, e soprattutto il Consiglio regionale, debbano prendere posizione su questo ennesimo scippo;

non è possibile applicare alla scuola sarda i parametri di altre regioni senza considerare la peculiarità del territorio sardo e le difficoltà di collegamento soprattutto fra le zone interne così come, invece, impone l'articolo 40, comma 1, della legge 449 del 1997, già citata in premessa,

impegna il presidente della Regione

ad avviare, con il Governo nazionale, un dialogo tendente a richiedere e ottenere la possibilità di deroga dei parametri nazionali per la formazione degli organici funzionali di istituto, sulla formazione delle cattedre e delle classi in Sardegna, in considerazione delle nostre peculiarità territoriali, delle difficoltà di collegamento in particolare fra le zone interne;

a concordare con la Direzione scolastica regionale della Sardegna un'ipotesi, da presentare al Governo centrale, su nuovi criteri e nuovi parametri per la formazione degli organici funzionali di istituto, delle cattedre e delle classi, che siano di rigore, ma che, nel contempo, soddisfino le esigenze della Sardegna. (179)

Mozione La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu - Amadu - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust - Pileri - Pittalis - Rassu - Cappai - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Gallus - Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni - Farigu sulla mancata erogazione dei contributi regionali alle società professionistiche in base alla legge regionale n. 17 del 1999, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, con deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007, è stato varato il piano triennale dei provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna, in base all'articolo 2 della legge regionale n. 17 del 1999;

VERIFICATO che:

nella ripartizione dei finanziamenti allo sport, erogati in base alla legge regionale n. 17 del 1999, risulta che, in capo alla Presidenza della Regione, sono stati assegnati i contributi da destinare alle società sportive professionistiche, per un importo di euro 1.800.000;

tale somma deriva dall'articolo 29, comma 1, lettera h), della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007);

al momento risulta che una sola società professionistica ha potuto usufruire del contributo, mentre la gran parte dell'importo, da assegnare alle restanti società sportive professionistiche, non è stata ancora erogata e resta ancora a disposizione della Presidenza, la quale non potrebbe utilizzarlo per altri fini;

gravi e incomprensibili motivi stanno ritardando l'erogazione del contributo alle società sportive professionistiche mentre, una sola ha già potuto godere del finanziamento regionale;

sussistono problemi per la mancata erogazione contestuale del contributo regionale previsto per legge alle società sportive professionistiche;

il ritardo nell'erogazione del contributo sta compromettendo l'attività delle società sportive e vanificando gli sforzi di chi, in attesa del finanziamento regionale, è costretto a far quadrare i bilanci con finanziamenti bancari i cui interessi incidono notevolmente sull'attività e sulla promozione sportiva,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a provvedere, entro trenta giorni dall'approvazione della suddetta mozione, a compiere gli atti amministrativi finalizzati all'erogazione dei contributi come previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 42/22 del 24 ottobre 2007. (180)