Seduta n.232 del 10/04/2002
CCXXXII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 10 aprile 2002
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 38.
Auguri del Presidente
PRESIDENTE. Consentitemi di porgere gli auguri al collega Vicepresidente Salvatore Sanna che è rientrato dopo un periodo di assenza più che giustificato. Ci fa piacere che sia qui e, appena se la sentirà, gli chiederemo di darci una mano di aiuto.
(Applausi)
Approvazione del processo verbale
PRESIDENTE. Si dia lettura del processo verbale.
BIANCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 28 marzo 2002 (227), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 295/A. Siamo alla Tabella A e ai relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Chiaramente noi voteremo contro la Tabella A, però preventivamente vorremmo chiedere alla Presidenza se ci può dar conto dell'esito dell'emendamento numero 588.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 588, come precisato ieri sera, è allegato alla Tabella E; pertanto sarei intervenuto, con riferimento al "588", al momento della discussione della Tabella E. Stiamo parlando adesso della Tabella A, ma poiché c'è questa curiosità sul "588", non ho difficoltà alcuna, alla luce delle precisazioni di ordine tecnico fatte ieri sera dal Presidente della Commissione, a ritirare l'emendamento in questione.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 588 è stato ritirato.
(E` approvata)
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 182. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 586. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 183. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Sì, Presidente, noi voteremo anche contro la Tabella B, per le motivazioni che sono note. Voglio solo rammentare alla Presidenza che, con l'emendamento numero 592 precedente, abbiamo finanziato interventi, così come pronunciato dall'Assessore ieri, bocciati dal Consiglio regionale all'articolo 20; vorrei anche che le precisazioni sull'emendamento numero 586, circa le imposizioni finanziarie, risultino confermate in 40.000, 35.000 e 10.000, per come sono state approvate.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, gli importi previsti nell'emendamento numero 586 sono 40.000 euro, 35.000 euro e 10.000 euro.
FADDA (Popolari-P.S.). La Giunta questo chiedeva.
spissu (d.s.). Questo è stato proposto e questo sarà.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla Tabella D è stato presentato l'emendamento sostituivo parziale numero 397.
Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Murgia - Sanna Giacomo - Vargiu - Falconi - Frau - Licandro
Nella tabella D l'importo relativo alla annualità 2002 della UPB S10.033 Cap. 10123 è sostituito con quello di euro 830.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S10.033
Cap. 10123 anno 2002 + € 159.000
In diminuzione
03007 voce 2
UPB S03.006 (voce 4) anno 2002 + € 159.000 (397)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
FRAU (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie, tenendo presente che in diminuzione va UPB 03.007, voce 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'emendamento numero 397 è un emendamento che aumenta gli importi di per sé già significativi del Capitolo 10123, che riguarda contributi a organizzazioni professionali per la formazione di quadri e dirigenti nel sistema delle forme associative. Su questo noi abbiamo verificato e abbiamo detto anche, con l'approvazione o meglio la bocciatura di alcuni emendamenti, la nostra opinione. Sul Capitolo insistono già 1 miliardo e 200 milioni di lire, 671 mila euro; ci pare un emendamento che in qualche modo va in una direzione precisa, sia perché non spiega il motivo di questo aumento, sia perché non è un'emanazione della Giunta che possa in qualche modo far individuare questa esigenza finanziaria come la copertura di un programma conosciuto, definito, di interventi.
Noi abbiamo necessità di sapere di più su questo emendamento e capire le ragioni per le quali questi contributi debbano aumentare invece che trovare una loro razionalizzazione e autonomia anche nell'ambito delle singole forme associative per quanto riguarda la promozione. Una valutazione molto generale su questo genere di finanziamento la faccio sulla questione che riguarda i quadri dirigenti: noi, più che quadri dirigenti, dovremmo dare un'immagine diversa al sistema economico alla Regione. Mi sembra una spendita inutile di risorse quella di allocare finanziamenti che, in qualche modo, contraddicono l'andamento negativo e discorde che questa maggioranza ha assunto in tutta la finanziaria, privandola di un respiro strategico in campo economico e privatizzando questioni che noi riteniamo improduttive di effetti, come abbiamo già detto durante il dibattito sulla finanziaria.
Quindi abbiamo necessità di capire meglio dalla Giunta dove porta questo emendamento riservandoci poi di prendere le nostre determinazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'incremento che varia la Tabella è volto ad equiparare il contributo relativo al 2002 a quello erogato nel 2001, esso è a favore dell'Associazione dei coltivatori diretti, della CIA, eccetera, cioè del settore per l'attività di formazione che viene svolta annualmente da queste organizzazioni.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla Tabella E è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 423. Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
Nella tabella E sono apportate le seguenti variazioni:
IN AUMENTO
05 - DIFESA AMBIENTE
L.R. 34/98 - Nuove norme sul fermo biologico (2002)
UPB S05.046 Euro 4.132.000,00
All'aumento si fa fronte con la corrispondente riduzione della voce 4 F.N.O.L. tab. A. (423)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Brevemente, Presidente, si tratta di un adeguamento delle somme necessarie per il fermo biologico, è uno stanziamento ormai consolidato da anni per cui non ci si può sbagliare. In questo bilancio lo stanziamento è stato sottodimensionato, per cui si chiede soltanto di adeguarlo alle effettive esigenze per far fronte ad un impegno peraltro già assunto attraverso altri provvedimenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 423 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Parere contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Soltanto per dichiarare che la risposta dell'Assessore evidentemente non è esaustiva, anzi soprattutto sbagliata. Avrei capito l'Assessore se, come altre volte, ritenuta la carenza di stanziamenti, avesse rimandato il problema in sede di assestamento di bilancio; ma, essendo chiaro che questa somma dovrà essere inserita comunque in bilancio, o subito o successivamente in sede di assestamento (in quanto non si discute sulla dotazione finanziaria per il fermo biologico, a fronte degli impegni che l'amministrazione ha già assunto nei confronti dei pescatori, somma che consta esattamente di 18 miliardi) dire che si è contrarimi sembra veramente assurdo.
(E` approvata)
(Non è approvato)
Si dia lettura della Tabella F.
(Segue lettura)
(E` approvata)
Ricordo che ieri avevamo sospeso l'esame dell'emendamento numero 564… onorevole Spissu, siccome ieri è stato sollevato da lei questo problema, vorrei richiamare la sua attenzione. Stamattina o ieri è stato presentato dalla Giunta regionale l'emendamento numero 599, emendamento sostitutivo totale dell'emendamento numero 564 Onorevole Cogodi, è stato presentato ieri, così mi dicono.
Si dia lettura dell'emendamento numero 599.
BIANCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
I programmi di investimenti dei privati inseriti nei P.I.T. (programmi integrati territoriali) se approvati dalla Giunta regionale godono della priorità nella concessione dei finanziamenti previsti dalla legislazione regionale di incentivazione del settore.
Per l'attuazione del presente articolo la Giunta regionale adotta apposite direttive, ai sensi dell'art. 4 lett. i della L.R. 07/01/1977, n. 1. (599)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prima di esprimermi sugli emendamenti 599 e 564, devo chiedere che il Consiglio dia mandato ai funzionari di correggere la Tabella F, tenendo conto di tutte le variazioni che si sono avute, in materia di investimenti, nel corso della discussione della legge finanziaria, ovviamente adeguandola.
Peraltro, con riferimento all'emendamento numero 586, nella considerazione che la manovra finanziaria è redatta in migliaia di euro, chiedo che il Consiglio consideri l'emendamento numero 586 votato con riferimento ai dati effettivi e cioè le cifre sono da intendersi in migliaia di euro e non come appare nella formulazione dell'articolo stesso. E` un evidente errore materiale, si tratta di porvi rimedio.
PRESIDENTE. Assessore, non si può, una volta che è stato votato, l'emendamento è quello, come faccio io adesso...
(Interruzioni)
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un errore materiale è previsto dal Regolamento.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Assessore, io però ho ripetuto gli importi in maniera molto chiara, era quello il momento per dire che si trattava di un errore.
(Interruzioni)
Assessore, mi perdoni. Purtroppo quando si lavora così, si lavora…
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non mi devo adirare perché il cardiologo me lo vieta!
PRESIDENTE. Ma lei non si deve adirare, guardi, qui c'è un sacco di gente al quale il cardiologo ha vietato di adirarsi, quindi mettiamoci d'accordo! L'onorevole Sanna ha chiesto in maniera esplicita quali erano gli importi ed io, dopo aver sentito lei, ho puntualizzato che quelli erano gli importi.
Chiedo scusa. L'assessore Masala si richiama all'articolo 89 del Regolamento che tratta il coordinamento finale, lo leggo per i colleghi: "Prima della votazione finale il relatore della Commissione, la Giunta regionale o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra quegli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune delle sue disposizioni e proporre le rettifiche che ritengano opportune. Il Consiglio, sentiti per non più di cinque minuti ciascuno, il presentatore dell'emendamento, il relatore della Commissione e la Giunta regionale, delibera in merito.". Non posso fare altro che appellarmi a questo e quindi...
(Interruzioni)
Sto semplicemente proponendo il problema all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, noi ci troviamo in una condizione singolare in quest'Aula, io comprendo che i problemi di coordinamento nascano dall'accettazione dell'approvazione di emendamenti dal Consiglio non coordinati preventivamente dalla Giunta, stiamo parlando di un emendamento della Giunta. La mia precisazione aveva lo scopo di puntualizzare a verbale le questioni per capire; su questo emendamento, abbiamo discusso da ieri, si poteva ampiamente ricorrere. In tutta la finanziaria non abbiamo mai inteso presentare emendamenti in migliaia di euro, l'emendamento sarebbe stato valido se, a margine dello stesso, fosse stata riportata la dicitura "espressione in migliaia", come si fa in tutti i documenti. Questo non è avvenuto, la Giunta si assuma le sue responsabilità, anche di disattenzione e dei pasticci generali che ha combinato in questa finanziaria; è agli atti la dichiarazione di votazione di quell'emendamento su nostra richiesta, non è assolutamente inconciliabile perché se no l'inconciliabilità va dimostrata sul piano tecnico, e non è così. Noi chiediamo che su votazione espletata non si ritorni ma si vada avanti col principio di sempre. Il coordinamento è un altro discorso, in questa materia è possibile il coordinamento, lo faranno gli Uffici, ma non è una questione di inconciliabilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Vorrei richiamare all'attenzione del Consiglio, innanzitutto del Presidente ed anche dell'Assessore, la condizione veramente complicata in cui ci troviamo, perché siamo giunti ad una specie di contestazione; l'Assessore del bilancio, invece di rivolgersi al Consiglio, contesta non so chi da quella parte, non so se la Presidenza o gli Uffici. Mi darete atto, colleghi del Consiglio e Presidente, adesso non ricordo se alla Presidenza effettiva fosse lei o il Vicepresidente, che questa questione io l'ho sollevata ieri sera, quindi non si può parlare di disattenzione. Perché qualche volta si può dire: "Ma voi lì in fondo, a sinistra, esagerate, intervenite un po' troppo spesso."; no, noi interveniamo il minimo possibile e, nell'intervenire il minimo possibile, ieri sera abbiamo sollevato la questione relativa all'emendamento numero 586 e alle cifre che vi erano contenute.
Se si consultano gli atti del Consiglio risulterà che noi abbiamo denunciato questa operazione di transito, nelle Tabelle, di quelle somme per le opere pubbliche che erano state, per quella finalità, bocciate dal Consiglio regionale. E, apparentemente sbagliando, da questi banchi, noi abbiamo letto ieri sera… Assessore, vorrei che ascoltasse però, perché poi non ascolta il Consiglio e si rivolge agli Uffici, io non so che dire… noi ieri sera abbiamo detto, e non sbagliando, leggendo queste cifre, che si trattava non di 40 mila ma di 40 milioni. E` chiaro? Qualcuno ha detto: "No, non è vero, sono 40 mila, sono inezie.", e noi dicevamo: "Ma non è che quelli vogliono dire 40 milioni?". Questo è agli atti del Consiglio!
Allora io non voglio dire che a pensar male si sbaglia, ma ci si avvicina alla verità, ecco la conclusione del tutto: si presenta l'emendamento con "40 mila", sembra un'inezia e poi si pretende un coordinamento trasformando 40 milioni in 40 miliardi, ma insomma è un coordinamento quello? Assessore, se lei è capace di trasformare 40 milioni in 40 miliardi con tanta facilità, abbiamo risolto i problemi di questa Regione. Moltiplichi le risorse della Regione in questo modo e le diamo i pieni poteri.
Questo fatto è inammissibile ed è frutto di una macchinazione, io lo sottopongo di nuovo all'attenzione del Consiglio, perché già ieri è stato sollevato; non è disattenzione. Aggiungo, Presidente del Consiglio, che quando si rappresentano delle modalità, delle procedure del tutto, non dico inusuali, ma illegittime, impossibili da perseguire, lei ha il dovere di richiamare ognuno di noi, perché tutti possiamo sbagliare; può sbagliare anche lei, mi rivolgo al Presidente del Consiglio, però lei deve richiamare ognuno di noi e deve richiamare anche la Giunta quando si dicono cose fuori dal mondo, rappresentando il fatto che sono state dette cose fuori dal mondo.
Poc'anzi l'Assessore del bilancio si è rivolto, non so se al Consiglio o a lei, e ha detto: "Chiedo che il Consiglio dia mandato ai funzionari di...". Lei deve rappresentare a tutti noi e all'Assessore innanzitutto, visto che ce l'ha più vicino, che il Consiglio non può dare nessun mandato ai funzionari, che il Consiglio approva norme, il resto, il coordinamento tecnico è un fatto ovvio, consequenziale, che deriva dal Regolamento del Consiglio, quando viene rappresentata un'incongruità o una contraddizione di norme, solo allora si procede al coordinamento in via tecnica. Non è che il Consiglio può dare mandato ai funzionari. Il Consiglio dà mandato alla Giunta, quindi non c'è nessun mandato ai funzionari; perché poi parrebbe che le cose dette in questo Consiglio e non contraddette siano cose assentite, approvate, qualcuno le vede in quest'ottica, non è così! Qui non vale il criterio "chi tace, acconsente", qui vale il criterio che "chi acconsente, vota", atti formali, perché il Consiglio fa leggi!
Quindi quel trasferimento di fondi non è possibile, in ogni caso se l'operazione, come dire, in qualche modo passata in tutta questa confusione, sono i 40 mila euro e non la moltiplicazione che se ne vorrebbe far derivare, noi ribadiamo che questa questione l'abbiamo posta puntualmente con chiarezza ieri sera; quindi non è una disattenzione, non è un errore. Se invece era una macchinazione diciamo che la macchinazione non è riuscita, perché qui siamo per lavorare in modo serio e non per macchinare.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le do atto che questo problema è stato posto ieri, ma lei, che è sicuramente attento, avrà sentito che cosa ho detto io subito dopo la votazione. Stamattina, su richiesta dell'onorevole Gian Valerio Sanna, è stata fatta una precisazione, si è votato con quella precisazione.
A questo punto io però devo dare, come dice il Regolamento, la parola al relatore della Commissione.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, ero distratto, non ho sentito le ultime cose che ha detto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 586 si è sviluppata una discussione, credo che lei l'abbia seguita, e ora mi ha chiesto di parlare. Prego, onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sì, relativamente all'emendamento numero 586, per quanto mi riguarda, a titolo puramente personale, mi sembra di poter dire che l'indicazione della cifra di 40 mila sia frutto di un evidente refuso. Però il problema non è tanto questo, ma un altro: in relazione agli emendamenti che sono stati bocciati e che non sono stati approvati nel corso della finanziaria - segnatamente a quelli dei lavori pubblici, ma anche a quelli riguardanti tanti altri settori e direzioni - avanzeranno, rispetto a quelle che sono le entrate ormai definitivamente previste nella finanziaria, in base all'approvazione dell'articolo 2 nel quale è contenuta l'autorizzazione alla contrazione dei mutui, diverse centinaia di miliardi di lire, per le quali dovrà essere data destinazione tra le potenziali uscite in bilancio; a mio avviso, ad avviso della Commissione, ma credo anche come parere abbondantemente diffuso, esse non potranno che trovare accoglienza nel Fondo nuovi oneri legislativi.
Quindi mi sembra che si stia facendo un discorso che, tutto sommato, è di lana caprina, perché quelle risorse che, bene o male, non sono state impegnate con l'approvazione di vari emendamenti e articoli, non potranno che finire lì. Quindi ci sarà un'indicazione finale, dove queste risorse avranno la loro giusta destinazione anche in senso conforme all'emendamento di cui in questo momento si discute.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto, mi sembra molto sensata la sua tesi. La Giunta ci deve dire dove allocare queste somme; può essere il FNOL, può essere un'altra cosa, ce lo dirà, certo è difficile adesso rimediare a questo errore. Queste somme avanzano, da qualche parte vanno allocate.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Presidente, solo un minuto per una riflessione sensata, almeno spero, con lo scopo di aiutare il formarsi di una soluzione. Sul piano del rispetto delle regole, mi pare non ci sia questione; il Presidente del Consiglio ha perfettamente ragione e l'obiezione che è stata avanzata dalle opposizioni è assolutamente ineccepibile. Detto questo, è evidente che siamo di fronte ad un infortunio, perché siamo di fronte ad un infortunio? Perché è di palmare evidenza che non è pensabile prevedere un disegno di legge sui lavori pubblici con una copertura finanziaria di 80 milioni di lire; sarebbe una follia, mi sembra un fatto evidente.
Non stiamo parlando di un'allocazione in una qualsiasi unità di base, stiamo parlando della Tabella che prevede che gli stanziamenti lì contenuti possano essere utilizzati solo con una legge. Allora questo infortunio è un infortunio di cui hanno responsabilità la Giunta e i suoi Uffici, non è pensabile infatti che non si rilevi un errore così macroscopico; io lo dico perché rimanga agli atti assumendo così un valore ufficiale.
Concludendo, l'articolo 2 della finanziaria è già approvato col ricorso al mutuo, quindi quei soldi bisogna impegnarli, altrimenti dovremmo ridiscutere l'articolo 2, ma naturalmente non si può. Si tratta di somme rilevanti, non stiamo parlando di spiccioli non impegnati. Io voglio esprimere un'opinione rilevante sotto il profilo formale, ma anche con una accezione politica: è più corretto, lo dico anche all'assessore Masala, che le somme non impegnate al saldo dell'approvazione della finanziaria, vadano al Fondo nuovi oneri piuttosto che alla programmazione negoziata. Non vorrei che l'obiezione formale, giusta, poi portasse ad un risultato che non è esattamente conforme al buon andamento delle cose ed anche agli interessi che l'opposizione sta giustamente perseguendo.
Se così è, è del tutto evidente che occorrerà trovare una composizione, che peraltro è naturale, non vedo cos'altro si potrebbe fare, per cui i soldi vanno al Fondo nuovi oneri legislativi. Poi si può discutere se debbano essere finalizzati in quel modo o lasciati senza finalizzazione; mi pare che questo punto possa essere risolto più con una intesa di carattere politico che con una discussione formale. Poi, agli effetti pratici, se la Giunta ha intenzione di presentare quel disegno di legge con quella finalità, che sia collocata lì o in un altro modo, non ci sono differenze significative.
PRESIDENTE. Grazie. Assessore, io le devo chiedere dove vanno allocate queste risorse. Questa è una decisione che deve prendere la Giunta. Quindi, nel FNOL?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio La Giunta formulerà l'indicazione alla fine.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, ferme così restando le cose, l'indicazione la Giunta la farà alla fine.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Solo per proporre di porci il problema alla fine dell'esame del bilancio, dato che dobbiamo esaminare tutte le Tabelle.
PRESIDENTE. Quindi abbiamo concluso questa parte.
Voglio ricordare che stavamo discutendo della sostituzione dell'emendamento numero 564 col "599", presentato ieri e finito di distribuire stamattina perché qualche collega non ne era in possesso.
L'onorevole Spissu ieri ha sollevato una questione, quindi aspettiamo che rientri perché mi pare giusto che sia presente.
Onorevole Spissu, ricordavo all'Aula, a me e a lei, che l'emendamento numero 564 è stato sostituito, suppongo sulla base di un accordo raggiunto ieri, con l'emendamento numero 599 della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Questo emendamento rappresenta una sintesi, raggiunta in seguito ad una interlocuzione avvenuta con la Giunta per quanto riguarda l'emendamento che era stato sospeso; affronta il problema della parte privata degli investimenti all'interno dei Programmi integrati territoriali. Quindi diciamo che esso sostituisce anche l'emendamento precedente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A me pare che l'emendamento numero 599, se viene ritirato il "564", sia un altro emendamento che comprende interamente anche il "564". Però, non è proprio possibile che venga chiamato emendamento di sintesi . Noi possiamo usare le parole come vogliamo, ma l'emendamento di sintesi, a norma di Regolamento, è quello che, in una diversa forma, raccoglie diversi altri emendamenti, se no non sarebbe sintesi.
Il "599" non fa sintesi di nulla. L'emendamento della Giunta raccoglie integralmente il "564" che, a vedere le firme, è emendamento di un Gruppo politico, dei D.S.; raccoglie integralmente quell'emendamento e aggiunge di suo che tutto ciò va bene a condizione che la Giunta medesima emani delle direttive. Allora, io preliminarmente pongo la questione che non si chiami con un nome diverso (perché poi dalla configurazione giuridica derivano anche altre conseguenze) quella che invece è un'altra cosa. L'emendamento numero 599 è in gran parte uguale, aggiunge il potere della Giunta di emanare le direttive; non fa sintesi di niente, quindi, se a norma di Regolamento è ammissibile, è un nuovo emendamento.
Chiedo che venga chiarita preliminarmente questa questione, perché poi nel merito esprimeremo la nostra opinione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, dal punto di vista puramente tecnico forse l'onorevole Spissu sbagliava nel definirlo emendamento di sintesi, perché non è un emendamento di sintesi, infatti è un emendamento sostitutivo ed è stato presentato ieri. Con queste precisazioni, se lei ritiene, andiamo avanti.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Con l'emendamento numero 564, che è quasi integralmente riportato dal "599", se non per l'ultima parte, noi abbiamo voluto porre all'attenzione dell'Assemblea e della Giunta, conseguentemente dei colleghi, un problema di grosse dimensioni che riguardava tutti i privati che avevano risposto al bando, fatto con i Progetti integrati territoriali, e quindi con i soggetti responsabili dei PIT, per la predisposizione di progetti che, insieme alle iniziative pubbliche per l'infrastrutturazione, hanno poi determinato quei tredici PIT che la Giunta regionale ha approvato all'inizio dell'anno.
Successivamente ci si è resi conto che quei progetti, di integrato, non avevano nulla, perché si interveniva solo per l'infrastrutturazione e i privati rimanevano tagliati fuori dalle possibilità di accesso alle risorse, con il verificarsi addirittura di situazioni paradossali di infrastrutture che diventavano anche superflue.
Noi abbiamo indicato una strada, quella della corsia preferenziale rispetto alle leggi di settore, indicata anche dalla vecchia norma ancora in vigore per quanto riguarda i PIA, i Piani integrati d'area. Anche la strada delle risorse proprie dei PIT è ancora percorribile da parte della Giunta, però attraverso una variazione al complemento di programma.La Giunta può e dovrebbe percorrere quella strada, così come può essere trovato - nell'attuazione della seconda parte delle leggi di settore - l'equilibrio giusto tra i progetti presentati nei PIT e i bandi da predisporre per quanto riguarda leggi di settore, onde evitare anche in questo caso che, con i Progetti Integrati Territoriali, si blocchino le leggi di settore e quindi la possibilità di accesso ad altri imprenditori che non sono inseriti nei PIT. Si tratta dunque esclusivamente di trovare il giusto equilibrio e le risorse necessarie per mantenere in vita le leggi di settore e quindi poter effettuare nuovi bandi.
In conclusione, con l'emendamento numero 564, tengo a ribadire che noi abbiamo scelto una strada di opposizione costruttiva e opposizione di governo, se usiamo un termine improprio; cioè un'opposizione che non utilizza il malumore sorto sui PIT da parte di tutti i privati inseriti in quei progetti, ai quali comunque non si poteva dare risposta, individuando una strada che è stata recepita e fatta propria dalla Giunta con la presentazione di un emendamento.
Quindi, io personalmente come firmatario del "564", mi dichiaro soddisfatto dell'emendamento numero 599, che di fatto assorbe il "564" individuando in esso la possibilità di direttive di attuazione, le quali possono essere lo strumento di equilibrio tra i progetti presentati nei PIT e quelli presentati nelle leggi di settore, in modo che i PIT non esauriscano la possibilità di accesso alle leggi di settore.
Mi pare, e lo dico anche a qualche collega del centrosinistra, che sia la strada che il centrosinistra ha scelto per il Piano del lavoro, per quanto riguarda i PIA, la legge 28, in una logica di opposizione, sì, ma guardando e salvaguardando sempre gli interessi generali della Sardegna e, in questo caso, di tutti quelli che hanno investito risorse, idee e progetti per quanto riguarda i PIT, dando anche a questi una risposta seppur dal versante di forza di opposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi, io non voglio creare problemi a nessuno, rispetto le opinioni del collega Marrocu e di coloro che hanno sostenuto questo emendamento, ma non si meraviglino se, intorno a un ragionamento più approfondito su questo emendamento, io ritengo di dovermi distinguere e non aderire a una posizione concorde rispetto ad esso. Innanzitutto lo faccio motivandolo col fatto che, anche con questo emendamento, si modificano surrettiziamente le legislazioni vigenti, perché assumere in legge finanziaria priorità in capo alle leggi di incentivazione per alcune categorie, significa in maniera surrettizia modificare quelle leggi di settore. Primo aspetto.
Secondo aspetto: non sono le leggi di settore che devono essere piegate alle priorità dei PIT, ma erano i PIT che dovevano prevedere fin dall'origine la possibilità di soddisfare il sistema privato; noi in questo modo, penalizzando la legislazione che abbiamo sempre creduto avesse una funzione importante, la stiamo modificando, creando delle disparità e delle ingiustizie rispetto a queste leggi di incentivazione per colmare una inefficienza e una incapacità della Giunta, regalandole soluzioni che non sono neanche legittime. Sotto questo profilo noi siamo contrari a un tipo di impostazione di tal genere.
Terzo: noi abbiamo fatto dei bandi per i PIT. Anche qui stiamo intervenendo in parte a integrare o a modificare a cose fatte quei bandi, perché queste previsioni sarebbero dovuto essere contenute in quella fase e non ora. Tra l'altro voglio dire che, anche in questo caso, sono contrario perché, per quanto riguarda i PIT non approvati - sui quali si è aperta una discussione lunga e approfondita, perché ci sono parti significative del territorio regionale escluse dolosamente per un eccesso di burocrazia istruttoria, che abbiamo contestato e per la quale ci siamo dati appuntamento per una revisione - io avanzo dei dubbi perché la Giunta, nell'emendamento, considera solo i programmi di investimenti dei privati inseriti nei PIT "se approvati dalla Giunta regionale", cioè non basta che siamo stati martoriati, su 33 PIT ne sono stati approvati quasi un terzo, dobbiamo escludere i due terzi della Sardegna rispetto a queste leggi di settore.
Altra questione: noi siamo contrari a continuare a perseverare in una logica di delega eccessiva alla Giunta, non perché ci sia una questione politica nei confronti del Presidente di questa Giunta, ma perché noi stiamo vivendo una condizione che sta anticipando il tempo di una riflessione collettiva sui riequilibri dei poteri fra il legislativo e l'esecutivo, fra le funzioni dell'Assemblea e le funzioni che dovranno avere gli Esecutivi. Sono convinto che in questa fase noi dobbiamo usare tutta la prudenza necessaria perché questo dibattito sia libero da vincoli, se vogliamo riassegnare all'Assemblea le funzioni che le sono proprie, per evitare, tutto sommato, anche l'omologazione neostatutaria che sta colpendo tutte le Regioni e che ci porterà in qualche modo a vederci subire le iniziative degli altri.
Noi crediamo che anche l'autonomia si valorizza riequilibrando i poteri; questi eccessi di poteri ad una Giunta che ne ha troppi e a mani libere in una condizione di palese sfiducia che noi altri abbiamo stigmatizzato per tutta la finanziaria, ed anche fuori dalla finanziaria, ci sembra un elemento contraddittorio che, in questo momento, non può avere la nostra adesione e il nostro voto favorevole. Siamo disposti a lavorare per una soluzione che non penalizzi e che non violi le leggi vigenti, la Giunta si faccia carico della responsabilità che si è assunta escludendo e penalizzando questi settori, senza regalarle pertanto in maniera surrettizia soluzioni che non merita dal momento che ha sbagliato tutta la procedura di attuazione, di previsione e di approvazione dei PIT.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, forse ricordo male io, ma lei su questo argomento è già intervenuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). No, ho detto al contrario che nel merito ci saremmo riservati di dire la nostra opinione, e la nostra opinione è un'opinione chiara di contrarietà a questo emendamento per diverse ragioni, alcune delle quali sono state già accennate ed altre ancora.
Anche noi pensiamo di fare l'opposizione di governo, anche noi di Rifondazione, da sinistra, però la nostra opposizione di governo, l'abbiamo sempre detto e lo confermiamo, è l'opposizione per un altro governo che faccia altre cose, non è l'opposizione per questo governo, perché se la nostra opposizione fosse per questa Giunta, noi chiederemmo anche di avere un Assessore in questa Giunta.
Questo emendamento pone una questione di estrema rilevanza per l'economia della Sardegna, interamente ed anche in gran parte arbitrariamente, in mano alla Giunta regionale. La pone in due modi. Primo: perché gli unici operatori che avrebbero priorità nella linea di incentivazione sulle leggi di settore (fuori dal gergo: un operatore nel settore industriale, nel settore agricolo, nel settore turistico)si metterebbero in mani della Giunta o perché compresi nei PIT approvati dalla Giunta o perché non aventi diritto di accedere alle leggi di settore. Dico non avente diritto perché, conoscendo le leggi di settore e la loro copertura finanziaria, se si dà priorità a quelli che la Giunta inserisce nei PIT (dico la Giunta, perché i PIT approvati dalla Giunta vogliono dire quei PIT che la Giunta ha approvato o approva, quindi quegli imprenditori che sono in quei PIT che la Giunta approva), non si intendono tutti gli imprenditori, ma quelli sopra detti.
(Interruzione)
Come per tutto il mondo. Collega Marrocu, come per tutte le cose nelle quali decide la Giunta. Noi siamo contrari a mettere la condizione dell'operatore economico in questa Regione esclusivamente nelle mani della Giunta.
Secondo: tutto questo sistema peraltro funzionerebbe - aggiunge l'emendamento numero 599 della Giunta regionale, che integra l'emendamento precedente, quindi non sintetizza bellamente nulla - sempre con direttive della Giunta. Insomma, noi non ci mettiamo, e non vorremmo che vi siano messi gli imprenditori di questa Regione, nelle mani esclusivamente della Giunta regionale e non invece nel percorso ordinario delle leggi di settore.
Se la priorità viene accordata a quegli imprenditori che sono nei PIT, per gli altri non rimane nulla. Ma non si era detto che i PIT erano interventi aggiuntivi rispetto alle leggi ordinarie di settore? In questo modo i PIT diventano elementi sostitutivi, le leggi di settore devono avere la loro ordinaria funzionalità ed operatività, è chiaro? Come no? I fondi che sono nei PIT non sono i fondi ordinari.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Si intrecciano.
COGODI (R.C.). Certo che c'è coordinamento, interrelazione, ci deve essere, ma accordare questa priorità vuol dire che gli imprenditori che non sono compresi nei PIT vengono dopo. Se uno ha priorità, vuol dire che l'altro ha posteriorità, no? Allora il posteriore non ci arriverà mai, invece è nella condizione di essere valutato alla pari degli altri per la bontà del suo progetto, perché esistono altri bandi, altre comparazioni, altre condizioni di parità o di opportunità anche in questa materia. Dobbiamo essere noi a difendere le opportunità degli imprenditori in materia economica o non dovreste difenderli un pochino di più voi della destra queste cose? Ma siccome è un fatto di legalità, questa questione è anche di sinistra. E' per questo che noi siamo contrari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente: sostengo l'emendamento della Giunta e condivido le argomentazioni del collega Marrocu. Qui non si tratta di interferire sui progetti ammessi dei PIT, ma si tratta molto più semplicemente di colmare una lacuna che né la Giunta regionale, né l'Assessore, né l'Autorità di gestione del Programma operativo regionale, né il Gruppo regionale di coordinamento avrebbero potuto colmare, perché era ed è necessario un intervento legislativo; cioè dare la corsia privilegiata alle iniziative private dichiarate ammissibili all'interno dei PIT, si poteva e si può fare solo con una autorizzazione di carattere normativo e non con una determinazione amministrativa. Quindi non capisco tutto questo bailamme che si crea intorno ad un provvedimento opportuno che ha costituito proprio oggetto anche nel tavolo di concertazione tra le parti sociali e istituzionali; oggi viene colmata questa lacuna e non incide minimamente sul merito e sulla bontà stessa delle iniziative che saranno sempre soggette a rigorosa istruttoria.
Quindi, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, noi sosterremo questo emendamento proprio perché colma una lacuna e soprattutto soddisfa una esigenza e una richiesta rappresentata dai settori produttivi e dalla iniziativa privata nella quale noi crediamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Brevemente voglio fare alcune considerazioni. Prima di tutto vorrei chiarire il fatto che non deve essere, e non è, in alcun modo uno scontro. "E' una delle contraddizioni in seno al popolo", direbbe qualcuno; non deve apparire uno scontro all'interno del centrosinistra o delle opposizioni, ma una discussione che vede posizioni leggermente diverse.
Voglio sottolineare che non arriviamo oggi a discutere questo problema; noi ne abbiamo discusso ampiamente quando stavamo parlando delle questioni generali dei PIT e dei bandi allora fatti. Come centrosinistra avevamo denunciato, già da allora, che i territori deboli venivano esclusi anche in quei bandi perché i territori forti avevano una capacità progettuale maggiore rispetto ai territori deboli; questo lo abbiamo denunciato da subito perché lo ritenevamo un meccanismo sbagliato, tanto che lo stesso assessore Masala, in una audizione in Seconda Commissione, ci diede ragione dicendo che con il bando successivo si doveva passare da un sistema di esclusione ad un sistema di premialità. Allora, anche in quella fase, su nostra proposta, si è cercato di denunciare uno sbaglio della Giunta. Se poi la Giunta ci dà ragione nel merito e corregge, perché ci sta dando ragione, a quel punto non è che siamo noi a dover cambiare idea.
E' successa esattamente la stessa cosa con i bandi fatti per gli imprenditori. Sono venuti da noi - presumibilmente saranno andati anche a incontrare il centrodestra - i sindaci e gli imprenditori interessati, abbiamo organizzato degli incontri, assieme a loro abbiamo deciso una certa linea, ma in quella fase c'erano tutti a decidere la linea del centrosinistra, c'eravamo esattamente tutti. Allora, se con loro si è deciso che il centrosinistra avrebbe portato degli emendamenti alla finanziaria, e gli emendamenti li ha portati, adesso che la Giunta si piega, diciamo così, a ciò che noi abbiamo proposto, dovremmo scappare noi? Mi pare che non sia un metodo corretto.
Poi, io condivido tutte le preoccupazioni sul fatto che di questa Giunta non ci dobbiamo fidare. Chi di noi si vuole mettere nelle mani di questa Giunta? Nessuno! Saremo qui a vigilare ancora, se poi nella applicazione di questo emendamento la Giunta sbaglierà, denunceremo gli sbagli successivi. Se la Giunta creerà squilibri fra bandi delle leggi di settore e la copertura totale degli imprenditori che partecipano al bando dei PIT, lo denunceremo, se creerà anche delle storture; sono sicuro che non farà le cose per bene, perché non sono abituati a far bene le cose.
In ultimo vorrei chiarire che non ci sono fra noi i filo-governativi, quelli che fanno "pateracchi" con questa Giunta e quelli che invece hanno un atteggiamento sempre duro, sempre intransigente. Così non impostiamo bene le cose, mentre le impostiamo bene se le leggi che facciamo qui dentro, le facciamo dimenticandoci qual è la Giunta di maggioranza, perché la legge vale oggi e, se la facciamo bene oggi, varrà anche domani.
Poiché mi pare che questo non sia un obiettivo dell'immediato, dell'oggi, ma un obiettivo con un po' più di spessore che guarda al futuro, penso che questo ragionamento debba servire a farci guardare alla Sardegna oggi dalla opposizione, ma domani come futura classe di governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, alcune brevi considerazioni. La prima riguarda l'articolo 84, comma 7, la norma in base alla quale si presentano gli emendamenti agli emendamenti; leggo il comma 7: "Gli emendamenti all'emendamento possono essere presentati sino ad un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono.". L'articolo, al nostro esame, cui si riferisce il comma appena letto, è l'articolo 18, il quale è stato discusso già giorni fa. L'emendamento è stato presentato ieri, quindi non un'ora prima della seduta in cui si è discusso l'articolo 18, secondo me quindi il "599" non è votabile. Rimarrebbe in campo il "564" perché è stato presentato in termini. Ho espresso questa considerazione perché il Regolamento vale per tutti, vale quando ci fa comodo e quando non ci fa comodo.
La seconda considerazione invece riguarda l'articolo 13 della legge di contabilità numero 11 del 1983, comma tre, lettera b), il quale dice: "La legge finanziaria non può contenere disposizioni che modifichino l'oggetto degli interventi delle leggi di spesa e le condizioni degli stessi interventi.". L'emendamento modifica le condizioni degli stessi interventi. Anche in questo caso lo dico per quello che può servire, perché rimanga agli atti: le leggi valgono quando ci fanno comodo e quando non ci fanno comodo.
La terza considerazione è più di merito, quando si interviene su leggi così complesse, bisogna capire che cosa stiamo facendo, noi ora con due righe stiamo per intervenire su tutto il sistema delle leggi di settore, dall'agricoltura al turismo, all'artigianato, al commercio, all'industria, stabilendo un principio generale.. Dire che le imprese inserite nei PIT hanno la priorità su tutte le leggi di settore è una bella affermazione di principio, ma cosa significa, come funziona, quali sono le conseguenze? Non si può legiferare in maniera così, scusate l'espressione, un po' superficiale. Forse lo facciamo tutti, io sono il primo responsabile, però consento a me stesso di affermare l'esistenza di questo problema. Quando si legifera in maniera superficiale sorgono una serie di problemi; problema numero uno, la norma di cui stiamo discutendo ha retroattività? Se non ha retroattività e vale per il futuro, i problemi non sono risolti per il passato, per il quale occorre predisporre un'altra legge. Se invece ritenete, voi proponenti e la Giunta, che abbia retroattività, secondo me si viola un principio fondamentale dell'essere delle leggi, che è quello di non essere retroattive; se invece si vuole intervenire retroattivamente, allora ci vuole una normativa un po' più complessa, un po' più mirata, un po' più articolata, un po' più consapevole, un po' meno superficiale.
Un'altra considerazione sul fatto che questa legge così posta, che privilegia e che dà priorità alle imprese che sono dentro i PIT, di converso penalizza tutte quelle che non vi sono. Allora io faccio un esempio concreto ai miei colleghi e alla Giunta: le imprese che non sono dentro i PIT, se avessero già avviato investimenti, fidandosi delle leggi di settore e degli stanziamenti in esso previsti, e vedessero esaurirsi ai sensi di questa norma gli stanziamenti delle leggi di settore, non vedrebbero più una lira ed andrebbero incontro al fallimento. Chi si occupa di questo?
Ancora, per dare priorità e soluzione al problema, che pure esiste, io do atto al collega Siro Marrocu ed agli altri di aver firmato, ed alla Giunta del fatto che il problema esiste; ma non occorrerebbe fare una legge più mirata, magari individuando riserve di risorse nelle leggi di settore che vanno a colmare quell'esigenza senza penalizzare, senza mettere le aziende che sono fuori dai PIT in una situazione che potrebbe essere fallimentare? Noi non abbiamo il diritto, non abbiamo la facoltà di danneggiare a posteriori, perché queste aziende verosimilmente hanno iniziato gli investimenti e sono in legittima attesa di sostegni e di incentivi per concluderli.
Queste brevi considerazioni, perché non abbiamo il tempo di farne altre, non sollevano problemi seri sull'ammissibilità dell'emendamento, sulla violazione della legge di contabilità, e infine, molto più concretamente, sull'adeguatezza della norma che vorrebbe risolvere dei problemi ma che - a mio avviso - non risolve quelli anzi ne crea altri in maniera così complessa e così articolata?.
In questa materia, noi non possiamo legiferare in maniera così superficiale, non possiamo intervenire con due righe su tutte le leggi di settore, abbiamo necessità di capire che cosa sta succedendo e soprattutto occorre risolvere certo i problemi delle imprese che sono dentro i PIT, ma senza dimenticare i problemi delle imprese che sono fuori dai PIT, facendo quindi una legislazione adeguata, mirata, con risorse dedicate alle prime senza mortificare e danneggiare le risorse delle seconde.
Per questo io credo che non sia proponibile l'emendamento numero 599, ed invito anche i colleghi a riflettere sull'adeguatezza dell'emendamento numero 564.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, in merito al suo richiamo al Regolamento, le faccio osservare che lei avrebbe ragione se si trattasse di un emendamento presentato oggi o ieri. In realtà si tratta di un emendamento sospeso, tutti assieme d'accordo, quindi oggi noi lo stiamo riprendendo. L'emendamento numero 599, così come abbiamo fatto almeno cento volte in questa finanziaria, è un emendamento utile a rimettere a posto le divergenze sulla base di un accordo. Se noi avessimo adottato la regola che lei cita, io non avrei dovuto ammettere moltissimi degli emendamenti che sono stati presentati successivamente sulla base delle interlocuzioni e degli accordi raggiunti tra parte del Consiglio e la Giunta.
Allora da questo punto di vista io reputo questo emendamento assolutamente ammissibile. Per le altre questioni di natura politica che lei ha posto, lascio le valutazioni all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Soltanto per due considerazioni, anche se le argomentazioni che sono state fin qua portate, per far comprendere a tutti che l'emendamento numero 599, emendamento all'emendamento numero 564, invece di trovare una soluzione ad un problema, crea ulteriori guasti, mi sono sembrate sufficientemente prolisse.
Non si può pensare di colmare le lacune presenti attraverso norme che stravolgono le leggi di settore in vigore. Se il nostro obiettivo è quello di corrispondere veramente agli interessi generali, ritengo che l'interesse generale,, in primo luogo, sia quello di finanziare le migliori iniziative; per cui se corrisponde al vero che quelle iniziative presentate nei PIT coincidono ad un interesse di carattere generale, e sono anche capaci di sfondare le leggi di settore, nessun problema, nel senso che verrebbero finanziate dalle stesse leggi di settore.
Il fatto che si voglia dare una corsia preferenziale, mettendole in una condizione di privilegio rispetto a tutte le altre, significa che noi stessi consideriamo che alcune iniziative, inserite all'interno dei PIT, non siano degne di essere finanziate attraverso le leggi di settore. L'interesse generale si deve perseguire finanziando il meglio, non finanziando l'eventuale peggio, cosa che si rischia invece che possa avvenire attraverso l'approvazione dell'emendamento numero 599.
Oltre a ciò, bisogna considerare il fatto che l'approvazione di questo emendamento porterebbe di per sé l'esclusione di tutte quelle iniziative produttive che comunque proverebbero a trovare una risposta nelle leggi di settore; se noi approviamo questo emendamento, è chiaro che, per diverso tempo, le somme disponibili nelle leggi di settore verranno assorbite dai progetti presentati all'interno dei PIT. Considerato il fatto che, soprattutto nelle aree più disagiate, nelle aree più precarie, in quelle in cui vi è maggior bisogno sia dell'intervento pubblico che del privato, i PIT non sono stati approvati dalla Giunta, si determinerebbe la condizione per la quale gli stessi progetti dei privati, che potrebbero essere riproposti nelle leggi di settore, non troverebbero accoglimento, per cui nessuna risposta.
Concludo rivolgendo l'appello, soprattutto ai compagni democratici della sinistra, di riconsiderare la cosa, di ritirare l'emendamento e di chiedere anche alla Giunta di ritirare il proprio emendamento e di impegnarci tutti quanti perché in tempi brevissimi sia predisposta una normativa seria per colmare una lacuna esistente nei Piani integrati territoriali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non credo che l'emendamento numero 599, che sostituisce, accogliendolo e integrandolo, il "564", meriti tutta la preoccupazione che è stata manifestata nel corso del dibattito.
In verità ci troviamo di fronte ad un grosso problema, che è stato anche enunciato nelle settimane scorse quando si è cercato di far rivivere in quest'Aula alcuni concetti, che vengono affermati ma poi mai praticati, quali la programmazione integrata e la ricerca di strumenti per evitare l'erogazione di contributi a pioggia, il tutto coordinato in una visione volta alla creazione di sviluppo, ovvero di autentici posti di lavoro.
Abbiamo sempre citato questi concetti, ho sentito più volte l'onorevole Scano affermarli, richiamandosi anche ai nuovi dell'Unione europea, però in questo Consiglio tardano ad imporsi, perché si guarda con la logica della distribuzione e delle assegnazioni dei fondi su basi settoriali, per Assessorato, quindi con diffidenza.
Un esempio di ciò che ho detto è l'esperienza del primo bando PIT, cioè privati che hanno partecipato con progetti ai PIT, si sono poi trovati di fronte all'ostacolo della insufficienza delle leggi di settore tale da non consentire l'utilizzazione di risorse; quindi era necessario trovare una soluzione per poter dare gambe a questi PIT, non solo a quelli approvati, ma anche a quelli che la Giunta regionale, con la seconda delibera, ha deciso di riesaminare per individuare l'idea forza intorno ad essi, creare dei nuclei di attività economica in modo da formare questi circoli virtuosi di sviluppo per l'occupazione.
Evidentemente tutto questo processo deve essere messo in moto, per dargli gambe (relativamente al primo bando, ma perché se ne tenga conto anche con riferimento ai successivi bandi dei PIT, che sono uno strumento della programmazione prevista dai POR), quindi per realizzare veramente una programmazione integrata, abbiamo necessità di consentire ai privati che partecipano ai PIT di poter operare all'interno dei progetti PIT, ovviamente senza confliggere e senza mortificare tutti coloro che, attraverso iniziative diverse, debbono partecipare alle stesse leggi di settore ma non all'interno dei PIT. Evitare che ci sia un conflitto tra questi interessi è compito della Giunta regionale da espletare attraverso l'emanazione di direttive.
Si tratta soltanto di un problema di risorse finanziarie perché, probabilmente, le risorse finanziarie non saranno quelle già allocate nelle leggi di settore, le quali sono sufficienti per soddisfare questi eventuali temuti interventi, eeccetera (poi alla luce dei fatti non è esattamente così, perché c'è tutto il mondo artigiano che viene escluso dai PIT per ragioni diverse, perché non ha convenienza). In questo momento noi siamo nelle condizioni di poter dare veramente gambe a tutti questi strumenti di programmazione con assoluta tranquillità, se però abbiamo a disposizione la norma.
Le ulteriori esigenze finanziarie possono essere soddisfatte con il Fondo nuovi oneri legislativi, con i fondi strutturali, con le risorse del Fondo della programmazione negoziata, ecco perché io continuo a insistere e a dire che residui, in tutto o in parte, devono affluire anche a questo Fondo perché possa avere le risorse sufficienti. Cioè si potrà operare tranquillamente in questo settore soltanto se si avrà la possibilità di poter utilizzare correttamente lo strumento di cui abbiamo necessità; quindi va benissimo l'emendamento numero 599 che integra o assorbe il "564", perché effettivamente ce lo consente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, io ho posto un problema regolamentare, che ribadisco perché non ho capito l'interpretazione che ne dà il Presidente del Consiglio, al quale non spetta solamente dire "è ammesso o non è ammesso", ma anche fornire qualche elemento di chiarimento, che sarebbe utile per tutti, vista l'interlocuzione che c'è stata.
Allora la norma, il comma 7 dell'articolo 84, dice che gli emendamenti all'emendamento, è questo è il caso del "599", possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli a cui si riferiscono. L'articolo 18 è stato discusso non ieri, ma nei giorni precedenti, l'emendamento non è arrivato un'ora prima che si discutesse l'articolo 18, quindi non è, a mio avviso, ammissibile.
Altra cosa è l'accordo generale, l'Assemblea è sovrana e quando c'è un accordo unanime non si discute, ma in questo caso l'accordo non c'è; quindi, secondo me, il "599" non è ammissibile perché non è stato presentato un'ora prima che si discutesse l'articolo 18 della finanziaria, ma ieri sera sul tardi, momento nel quale l'articolo 18 era stato non solo discusso, ma dimenticato. Se volete, resta in campo l'emendamento numero 564, si voti quello. Però questo deve essere chiaro, perché non ci siano equivoci.
Il mio accordo, probabilmente l'accordo anche di altri colleghi, sull'ammissibilità di questo emendamento non c'è, non vorrei che ci fossero forzature anche su questo.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'accordo di cui si parla è quello di sospendere, se tutti siamo d'accordo per sospendere un emendamento o un articolo, non possiamo dopo ragionare come fa lei. Non possiamo più richiamarci al Regolamento per dire: "Ma l'emendamento di sintesi o correttivo non è arrivato…", perché è chiaro...
SELIS (Popolari-P.S.). Sospenderlo è un conto, sostituirlo è un altro! Non c'è accordo per la sostituzione. Non sono d'accordo sulla procedura, sono d'accordo per sospenderlo.
PRESIDENTE. Ma l'avevamo sostituito con questo intento, onorevole Selis. Adesso il problema è un altro, lei non è d'accordo nel merito, è libero di essere d'accordo o di non essere d'accordo, intervenga nel merito, ma non su questioni regolamentari, che mi paiono portate in maniera un pochettino forzata, perché le ripeto che noi, nel corso dell'esame di tutta la manovra, decine e decine di volte abbiamo sospeso emendamenti...
SELIS (Popolari-P.S.). Quando c'è l'accordo.
PRESIDENTE. Ma cosa vuol dire? Eravamo d'accordo per sospendere. Lei era d'accordo per sospendere.
SELIS (Popolari-P.S.). Non per sostituirlo, per sospenderlo! Sospenderlo è un conto, sostituirlo è un altro.
PRESIDENTE. Ma il "599" lo sostituisce sulla base di un accordo che lei non condivide. Allora, se posso darle un consiglio, siccome non è d'accordo nel merito e vuole entrare nel merito, io posso continuare a sospendere l'esame di questo punto, intanto lei entra nel merito con la Giunta e si vede di risolvere il problema; è l'unica strada. Lei non può in questo momento eccepire questioni regolamentari, non sarebbe corretto; tante altre volte abbiamo sospeso per trovare un accordo.
Il "599" è il frutto dell'accordo. Lei non condivide l'accordo. Contesti l'accordo.
SELIS (Popolari-P.S.). Io non condivido che sia stato sostituito. Ero d'accordo per sospenderlo e non sono d'accordo per sostituirlo.
PRESIDENTE. Una volta che lei è d'accordo per sospenderlo, non può più dire che adesso non si può trovare la soluzione, che non è ammissibile il "599".
SELIS (Popolari-P.S.). Certo che posso! Sospendere un articolo è un conto, sostituirlo è un altro!
PRESIDENTE. L'Assessore non ha chiesto riservatamente a me di sospendere, l'ha chiesto all'Aula, e io, facendo mia la volontà dell'Aula, ho sospeso, abbiate pazienza!
Do la parola all'onorevole Spissu, poi chiudiamo l'argomentopassando al voto, se non c'è una richiesta da parte dell'Assessore di tenerlo ancora sospeso.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, se mi è consentito, io vorrei parlare nel merito dell'emendamento, lasciando da parte le questioni procedurali, non perché non siano importanti, ma perché mi sembra che il problema che viene sollevato non sia tanto o soltanto di natura procedurale, ma sia piuttosto un problema di merito. Vediamo se un accordo sul merito ci aiuta a risolvere meglio anche i problemi di procedura.
L'emendamento numero 564 era stato sospeso perché l'Aula, maggioranza e opposizione, riteneva che la questione del finanziamento dei privati all'interno dei Progetti integrati territoriali fosse un problema da affrontare e da risolvere. Un problema, va ricordato, che non era stato né affrontato, né risolto nel bando anzi il problema nasce da un bando carente, da un bando insufficiente che, mentre da una parte prescrive che i PIT possono essere accoglibili e possono essere presentabili se c'è una partecipazione privata di almeno il 10 per cento per il totale dell'investimento, contemporaneamente non dice in quale modo si deve far fronte al finanziamento degli interventi privati previsti nei PIT stessi.
Quindi, da una parte si obbligano i privati, i comuni, coloro i quali hanno preparato i programmi integrati a ricercare l'integrazione tra il pubblico e il privato, invitando i privati ad avanzare proposte di investimento in quei territori e in quei programmi, dall'altra parte non si spiega e non si dice come i programmi stessi dei privati possano essere finanziati. Quindi che il problema ci fosse è risaputo, così come è risaputo che, in numerosi territori, questo ha costituito motivo di organizzazione delle forze sociali, economiche e imprenditoriali a richiesta di soluzione per lo stesso.
Il problema, affrontato nell'emendamento numero 564, veniva da tutti recepito come tale, si trattava e si tratta ancora di trovare il modo con il quale il privato deve essere finanziato dentro il PIT; altrimenti, io aggiungo, il rischio è che cada il PIT stesso, mancando del presupposto della partecipazione del privato. Quindi lo sforzo che è stato fatto, e che si cerca di fare adesso anche in Aula, è di comprendere il problema e di trovare le soluzioni e la copertura finanziaria perché esso venga risolto.
E' vero quello che viene detto, cioè che il modo con cui il problema sembra essere risolto in questo emendamento non può apparire come pregiudiziale per chi non ha partecipato ai PIT e intende invece partecipare ai bandi di settore. Allora affrontiamo questo problema assegnando alle leggi di settore le risorse sufficienti a soddisfare le richieste, le proposte e le domande contenute nei PIT, sia quelli approvati, sia quelli che sono nelle more dell'approvazione, e non svuotiamo le leggi di settore dell'opportunità, che deve essere lasciata e mantenuta, di partecipazione di altri privati alla legge di settore stessa.
Allora, se questo è il nodo e se queste sono le questioni che devono essere affrontate, se è chiaro il modo proposto per affrontarle ma non è detto bene in questo emendamento, sospendiamo la discussione e chiariamo megliocome può essere scritto in modo da fugare la preoccupazione che questo emendamento esaurisca la capacità finanziaria delle leggi di settore, interdicendo la partecipazione a quanti non fossero inseriti all'interno dei PIT.
Credo che questo sia il vero timore; se affrontiamo le questioni regolamentari che venivano sollevate e troviamo il modo di procedere, raggiungendo l'accordo, io credo che la soluzione sarà conseguente. PRESIDENTE. L'onorevole Spissu proporrebbe di fare qualche valutazione ulteriore, per trovare un possibile accordo.
Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Brevemente, Presidente, solo per dire che credo che una soluzione, cioè una disciplina di dettaglio, sarà possibile nel momento stesso in cui la Giunta approverà le direttive. Quindi non dovrebbero sussistere altri problemi per quanto riguarda le preoccupazioni dell'onorevole Spissu. Oltretutto credo che l'Assessore della programmazione abbia già indicato quali possono essere le fonti a cui si può eventualmente attingere, i fondi strutturali, il Fondo nuovi oneri legislativi, oppure da ulteriore economia. Non credo che, in questa fase, sia necessario individuare quali siano le risorse da dedicare e quali siano le fonti da cui attingerle. Ripeto, nella disciplina di dettaglio, che verrà individuata nelle direttive, sarà possibile approfondire ed affrontare tutti gli altri problemi.
PRESIDENTE. Il problema è che la disciplina di dettaglio viene emanata dalla Giunta e non dal Consiglio.
Onorevole Selis, a questo punto devo mettere in votazione, in quanto non posso tenere questa questione aperta così in maniera infinita. Procediamo.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire?
(Interruzioni)
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, io ho proposto un'interruzione di dieci minuti.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. No.
PRESIDENTE. La Giunta ha detto di no. La Giunta è contraria, cosa devo fare io?
(Interruzioni)
No, l'emendamento... abbiamo, sull'emendamento numero 599, svolto una discussione che adesso è esaurita. Stiamo procedendo con il voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Lei sta chiedendo il voto segreto? Perfetto!
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Ha diritto di astenersi e di farlo dichiarando il voto di astensione.
SELIS (Popolari-P.S.). Posso astenermi? Sono costretto ad astenermi perché c'è una richiesta di voto segreto. Siccome su questa materia io vorrei esprimere ancora una volta un'opinione che è un'opinione di principio, pur essendo totalmente contrario alla legge, sono costretto a dichiarare la mia astensione.
Dico tre cose. La prima: continuo a dire con grande fermezza che c'è una violazione del Regolamento, mi sarei augurato, per essere chiari e per non fare giri di parole, che su questo problema ci fosse un minimo di... mi auguro che quando si parla di cose delicate la gente vada a chiacchierare fuori!
PRESIDENTE. Un momento, onorevole Selis. Colleghi, vi prego, è molto difficile parlare dai banchi quando c'è confusione, si è disturbati.
SELIS (Popolari-P.S.). Mi avvisa quando posso prendere la parola?
PRESIDENTE. Prego, onorevole Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Allora, io dichiaro la mia astensione, pur avendo ribadito l'assoluta contrarietà all'iniziativa perché noi non siamo in grado di fare leggi in assoluta mancanza di informazioni e intervenendo con due righe sulla totalità delle leggi di settore. Mi sembra un atto di grande superficialità che è tale sempre, quando lo fa la maggioranza, quando lo fa l'opposizione, quando lo fa la Giunta, quando lo fa un singolo consigliere.
Seconda cosa, ma prioritaria, il Regolamento è a tutela della correttezza dei lavori, le sue norme valgono anche se sollevate da un solo collega. Se c'è l'accordo unanime, si supera anche il Regolamento; ma quando viene violato, è violato, configurando così una lesione dei diritti del singolo consigliere e quindi della totalità della vita dell'Assemblea. Il comma 7 dell'articolo 84 è stato violato impunemente e io mi sarei aspettato su questo problema una considerazione anche da parte degli altri colleghi che sono intervenuti. C'è un atto di arroganza e di prepotenza di cui prendo atto, non mi basta la giustificazione del Presidente il quale dice che altre volte lo abbiamo interpretato in questo modo. Una cosa è consentire la sospensione dell'emendamento numero 564, il caso specifico in esame, e una cosa è consentirne la sostituzione con un emendamento che è arrivato fuori tempo massimo e che quindi non è accoglibile.
Infine terza considerazione: io credo che, legiferando in questo modo, così improvvisato e superficiale, non abbiamo assoluta consapevolezza delle future conseguenze. Io ho posto due problemi, li ripeto, perché stiano agli atti. Il primo è il problema della retroattività. Credo che le norme non debbano avere retroattività e non debbano servire a creare squilibri sul sistema esistente. Il secondo problema è che, con queste norme, si crea una sperequazione tra i soggetti che sono dentro i PIT e quelli che sono fuori i quali potrebbero vedersi sottratte le risorse e gli incentivi ad investimenti iniziati e quindi essere profondamente danneggiati.
Questo modo di procedere è veramente inaccettabile e superficiale. Mi dissocio, con abbastanza preoccupazione, da tutti i colleghi che lo hanno sostenuto. Mi astengo.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, poi chiudo questa questione, eravamo tutti d'accordo che avremmo sospeso l'emendamento numero 564, che ha la sua validità formale, sì o no? Ce l'ha?
SELIS (Popolari-P.S.). Sospeso, va bene.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Sì, se lo abbiamo sospeso assieme, anche lei ha deciso di sospenderlo.
Detto questo, il comma 7 dell'articolo 84 dice: "Gli emendamenti all'emendamento possono essere presentati fino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli a cui si riferiscono.". Se lo abbiamo sospeso, quindi ha validità, questo è stato presentato ieri, dal punto di vista formale e regolamentare, è a posto. Nel merito poi sono altre questioni. Lei può anche avere ragione, ma non spetta a me intervenire. Dal punto di vista dell'interpretazione del Regolamento, è regolare.
Io devo porre in votazione l'emendamento numero 599 per il quale è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 599 all'articolo 18.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 79
votanti 77
astenuti 2
maggioranza 39
favorevoli 58
contrari 19
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SELIS.)
Sono pervenuti undici ordini del giorno. Prego i Segretari di darne lettura.
(Interruzioni)
Noi adesso passiamo all'esame degli ordini del giorno e li votiamo; poi discutiamo il bilancio e infine votiamo la manovra finanziaria nel suo complesso.
(Interruzioni)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, Presidente, mi pare, se la memoria non mi inganna, anche seguendo una consuetudine, che gli ordini del giorno possano essere anche votati a conclusione dell'esame e dell'approvazione del disegno di legge sul bilancio. Quindi riterrei che si possa avviare subito la discussione sul bilancio e riservare a conclusione l'esame e la discussione sugli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lo dico a lei, ma lo dico anche all'Aula, la prassi è questa. Gli ordini del giorno presentati alla finanziaria concludono il lavoro della finanziaria, pertanto vanno votati adesso. Poi cominceremo l'esame del bilancio, al quale saranno presentati altri ordini del giorno. Noi voteremo alla fine gli ordini del giorno del bilancio, il bilancio e poi procederemo al voto finale sull'intera manovra. Questa è la prassi. Quindi su questi ordini del giorno dobbiamo votare adesso.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, se potessi, vorrei avere un attimo l'attenzione dell'Aula, anzi più giustamente dell'Assemblea. Ho ricevuto l'attenzione dell'Aula, ma a me sarebbe interessata l'attenzione dell'Assemblea, perché vorrei chiedere al Presidente una cosa. Siccome gli ordini del giorno non fanno riferimento esplicito al disegno di legge numero 295/A, che è la legge finanziaria, ma trattano gli argomenti più svariati che possono, secondo me, riferirsi alla manovra finanziaria nel suo insieme, non potrebbero essere rinviati dopo il voto sul bilancio in modo che si votino contemporaneamente alla fine della manovra stessa? Secondo me, se non ci sono ostacoli, credo che si potrebbe procedere in questo modo. Chiedo all'Assemblea se è d'accordo.
FADDA (Popolari-P.S.). Si deve rivolgere alla Presidenza, perché è la Presidenza che lo stabilisce, non è l'Aula.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La richiesta è rivolta in modo espresso alla Presidenza.
PRESIDENTE. In effetti, non essendoci uno specifico riferimento al disegno di legge numero 295/A, si può accogliere la proposta, così si può andare avanti con il lavoro mettendo in coda al bilancio questi ordini del giorno. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io non ho difficoltà ad accedere all'ipotesi di proposta, avanzata dall'assessore Masala, di metterli in coda al bilancio, purché però siano votati prima del voto finale, altrimenti come spesso è accaduto discutiamo in tre gli ordini del giorno. Siccome sono ordini del giorno piuttosto importanti nei quali vengono trattati argomenti delicati, io sono d'accordo a continuare stamattina a discutere del bilancio, maproporrei l'esame degli ordini del giorno prima della votazione finale.
PRESIDENTE. Senz'altro votiamo una cosa opportuna più che mai. Quindi d'accordo, li porteremo in coda al bilancio.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
BIANCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno 2002 dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io capisco che abbiamo fretta e che dobbiamo confermare l'impegno di concludere rapidamente la discussione sul bilancio. Però credo che se non assumiamo un metodo di lavoro che ci consenta di procedere speditamente, il rischio è che, invece che fare presto, allunghiamo i tempi e la discussione. Sono stati presentati al bilancio un centinaio di emendamenti circa, quindi vorrei che, insieme alla Giunta e alla maggioranza, ci ripetessimo in quale modo intendiamo andare avanti, ovvero se facciamo una cernita fra gli emendamenti, quelli sui quali si può convenire il ritiro e quelli che invece restano e sui quali c'è discussione; insomma credo che dovremo adottare lo stesso metodo procedimentale già adottato per la finanziaria, altrimenti su ogni emendamento c'è il rischio che ci fermiamo a lungo per approfondire, per discutere e per comprendere.
Chiedo di capire se la maggioranza intende fare questo lavoro preliminare.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io vorrei capire se lei sta chiedendo una sospensione per esaminare. Però devo dire che gli emendamenti sono quasi tutti alle Tabelle, una gran parte di questi sono già stati esaminati dalla Commissione, è prevista una sosta fino alle ore 16 di questo pomeriggio che può essere anche allungata fino alle ore 16 e 30. Non so se sta seguendo il mio discorso, noi abbiamo ancora circa quaranta, quarantacinque minuti di lavoro, riusciremo ad approvare i primi articoli, dopodiché è già prevista un'interruzione fino alle ore 16 che può essere allungata anche fino alle 16 e 30, avete tutto il tempo di prepararvi per il restante lavoro da svolgere questo pomeriggio.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, non intendevo interromperla, ma richiedere solo l'attenzione sul problema posto dal collega Spissu. Direi che si possa andare avanti sull'articolato. Gli articoli sono ventisette, non vi sono emendamenti sugli articoli, si sospendono i lavori per la pausa del pranzo e nel frattempo possiamo così avere l'interlocuzione anche per concordare il modo attraverso il quale procedere ai lavori nella seduta pomeridiana.
PRESIDENTE. Forse mi sono espresso poco bene. Avevo appena terminato di dire all'onorevole Spissu che intanto gli emendamenti riguardano quasi tutti o tutti le Tabelle e non gli articoli e che avremo avuto il tempo adesso, per circa quarantacinque minuti di lavoro, di esaminare gli articoli, inoltre che è prevista una sosta fino alle ore 16 che può essere allungata fino alle ore 16 e 30, perché di pomeriggio è prevista anche una riunione del Consiglio di Presidenza. Per cui, durante la predetta sosta, le parti consiliari hanno e avrebbero tutto il tempo per confrontarsi e stabilire quali emendamenti lasciare e quali togliere.
Detto questo, siccome mi pare di avere capito che l'Aula è consenziente a proseguire con l'articolato, se non ci sono altre obiezioni, proseguiamo.
(E` approvato)
Si dia lettera dell'articolo 2.
BIANCU, Segretario:
Art. 2
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti, l'istituzione nello stato di previsione dell'entrata di nuovi capitoli nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento.
(E` approvato)
Si dia lettura all'articolo 3.
BIANCU, Segretario:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in euro 9.918.703.000 in termini di competenza ed in euro 6.417.341.000 in termini di cassa, dal 1° gennaio al 31 dicembre, il totale della spesa della Regione per l'anno 2002.
PRESIDENTE. A proposito dell'articolo 3, va ricordato che la cifra in euro va poi rivista dagli Uffici in funzione di quanto verrà approvato nel corso dell'esame del bilancio, è una cifra puramente indicativa.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Con lo stesso criterio, che naturalmente condivido, anche tutte le altre cifre relative vanno tutte adeguate. Compreso il mutuo.
PRESIDENTE. Certamente onorevole Selis.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
BIANCU, Segretario:
Art. 4
1. Al fine del concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica derivanti dall'adesione al patto di stabilità e crescita, la Regione contiene i propri pagamenti entro i limiti stabiliti dalla normativa statale in quanto applicabili.
2. A tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale ridetermina, con proprio decreto, le autorizzazioni di cassa disposte nel bilancio per l'anno 2002.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
BIANCU, Segretario:
STATI DI PREVISIONE
DELLA SPESA
Art. 5
1. Sono autorizzati gli impegni, le liquidazioni ed i pagamenti delle spese, secondo le leggi in vigore, per l'anno 2002 dal 1° gennaio al 31 dicembre, in conformità agli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge (tabelle da 01 a 13).
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
BIANCU, Segretario:
ELENCHI
Art. 6
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
BIANCU, Segretario:
Art. 7
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse e imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni e altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
BIANCU, Segretario:
Art. 8
1. Per gli effetti di cui all'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti e istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
BIANCU, Segretario:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
Art. 9
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 2002.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
BIANCU, Segretario:
DISPOSIZIONI DIVERSE
Art. 10
1. Al fine dell'attuazione del comma 3 dell'articolo 31 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'Assessore della programmazione, con proprio decreto, provvede all'iscrizione delle somme derivanti dai compensi corrisposti da terzi ai dirigenti dell'Amministrazione regionale in conto del capitolo 02071 (UPB S02.045) previo accertamento in conto del capitolo d'entrata 34010 (UPB E02.015).
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
BIANCU, Segretario:
Art. 11
1. Al fine dell'attuazione dell'articolo 103 del contratto collettivo regionale di lavoro per gli anni 1998-2001, il Direttore generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, sulla base della determinazione, emessa su conforme deliberazione della Giunta regionale, del Direttore del servizio "Gestione del personale" dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a ripartire lo stanziamento del fondo unico di cui al capitolo 02072 (UPB S02.045) ai vari fondi per la retribuzione di rendimento e di posizione, attribuiti a ciascuna Direzione generale.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
BIANCU, Segretario:
Art. 12
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede a trasferire dai capitoli 03145 e 03146 (UPB S03.060) le somme necessarie al pagamento delle missioni effettuate per l'attuazione di Programmi cofinanziati dell'Unione Europea da imputarsi al capitolo 02053 (UPB S02.035).
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
BIANCU, Segretario:
Art. 13
1. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 11 del 1983, e successive modifiche e integrazioni, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1, degli stati di previsione della spesa, nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, nonché del capitolo 08173 (UPB S08.051) dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a euro 259.000.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
BIANCU, Segretario:
Art. 14
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f), della Legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126 (UPB E08.034), l'iscrizione al capitolo di spesa 08247 (UPB S08.065) delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per gli interventi di edilizia agevolata.
2. Gli oneri relativi al pagamento delle semestralità di contributo per gli interventi di edilizia rurale attivati ai sensi dell'articolo 26 della Legge n. 457 del 1978, fanno carico sullo stanziamento iscritto nel capitolo di spesa 08254 (UPB S08.066).
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
BIANCU, Segretario:
Art. 15
1. Gli stanziamenti in conto del capitolo 08005 (UPB S08.002) possono essere utilizzati, oltre che per i compensi da corrispondere alle imprese esecutrici di opere immobiliari a diretto carico della Regione, per i maggiori oneri dovuti dagli enti delegati dall'Assessorato dei lavori pubblici per l'attuazione degli interventi nelle zone interne previsti dalla delibera del CIPE del 3 agosto 1998, relativi all'azione organica 6.3 - Interventi nelle zone interne.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
BIANCU, Segretario:
Art. 16
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere, previo accertamento in conto del capitolo d'entrata 35013 (UPB E11.024), le somme provenienti dalle sanzioni erogate a' termini dell'articolo 15 della Legge 25 giugno 1939, n. 1497, in conto del capitolo di spesa 11293 (UPB S11.056) per le finalità previste dal comma 4 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
BIANCU, Segretario:
Art. 17
1. Le spese di cui al capitolo 11187 (UPB S11.038) possono essere ordinate mediante ordini di accreditamento a favore di funzionari delegati ai sensi dell'articolo 43 della legge regionale n. 11 del 1983, e successive modifiche e integrazioni.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
BIANCU, Segretario:
Art. 18
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12074 e 12075 (UPB S12.027), ai vari capitoli esistenti ed a quelli da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, per l'applicazione della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate al comma 1 ed in relazione alle quantificazioni definitive che sono accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12074 e 12075 (UPB S12.027).
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
BIANCU, Segretario:
Art. 19
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 32404, 32405 (UPB E01.025) e 36203 (UPB E08.027) dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 2002, degli importi corrispondenti, o delle minori somme effettivamente occorrenti agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui all'articolo 4, comma 5, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma 3, della legge medesima, al 31 dicembre 2001.
2. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati abbiano chiesto, a' termini rispettivamente dell'articolo 4, comma 6, e dell'articolo 9, comma 3, della legge regionale n. 1 del 1975, la riassegnazione degli importi degli interessi e delle economie occorrenti per il pagamento della revisione dei prezzi contrattuali, e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione dei provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
BIANCU, Segretario:
Art. 20
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento, e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dalla Unione Europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme.
2. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno 2001 con contestuale minore accertamento della relativa entrata.
3. Con lo stesso procedimento di cui al comma 1 è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
4. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai Programmi Integrati d'Area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, e agli interventi inclusi nella programmazione negoziata attingendo alle disponibilità del capitolo 03026 (UPB S03.008);
c) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione a iniziative comunitarie del quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000-2006, attingendo, per quanto concerne il cofinanziamento regionale, all'apposita riserva iscritta nel fondo per nuovi oneri legislativi.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
BIANCU, Segretario:
Art. 21
1. Ai fini dell'attuazione dei programmi operativi e delle iniziative comunitarie inserite nel Quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000-2006, nel rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento comunitario n. 1260/1999 e dei vincoli imposti dall'Unione Europea, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale assunta su proposta del medesimo, è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, variazioni compensative tra unità previsionali di base, fermo restando il piano finanziario approvato con decisione della Commissione Europea.
2. Il decreto di cui al comma 1 è comunicato, entro cinque giorni, alla competente Commissione consiliare.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
BIANCU, Segretario:
Art. 22
1. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione Europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del medesimo, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti e da comunicare entro cinque giorni alla competente Commissione consiliare, le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12, attingendo, per quanto concerne il cofinanziamento regionale, all'apposita riserva iscritta nel fondo per nuovi oneri legislativi.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
BIANCU, Segretario:
Art. 23
1. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, relativi all'Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre con propri decreti in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 11607 e 11608 (UPB E03.014), l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa 03072, 03073 e 03074 (UPB S03.035) e 12076 (UPB S12.027) anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.
2. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi alla quota capitale e/o interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti dalla Regione, mediante variazioni compensative tra gli stessi, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
BIANCU, Segretario:
Art. 24
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa, ancora operanti, effettuate ai sensi del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla Legge 1° marzo 1986, n. 64, restano valide anche per l'anno 2002.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
BIANCU, Segretario:
BILANCIO PLURIENNALE
Art. 25
1. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2002-2003-2004 nel testo allegato alla presente legge.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
BIANCU, Segretario:
Art. 26
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2002-2003-2004.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27.
BIANCU, Segretario:
ENTRATA IN VIGORE
Art. 27
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
(E' approvato)
A questo punto potremmo sospendere i lavori e i colleghi dei Gruppi potrebbero così anche iniziare ad avviare un confronto in modo da sveltire il lavoro questo pomeriggio. Avete tutto il tempo di esaminare buona parte degli emendamenti.
I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 12 e 51.
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