Seduta n.304 del 27/02/2007
CCCIV Seduta
Martedì 27 febbraio 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente SECCI
indi
del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 16 e 45.
SERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 20 febbraio 2007 (298), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Giovanna Cerina, Silvio Lai, Gerolamo Licandro, Siro Marrocu e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 27 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario f.f.:
"Interrogazione RASSU - CONTU - PETRINI, con richiesta di risposta scritta, sui problemi del comparto agricolo e dell'allevamento". (764)
"Interrogazione SCARPA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata divulgazione da parte della Regione del diritto alla riduzione, in sede di rilascio di concessione edilizia da parte dei comuni, del 30 per cento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria quando si usano sistemi costruttivi ed impianti ad energia solare negli edifici". (765)
"Interrogazione ARTIZZU, con richiesta di risposta scritta, sui collegamenti dei mezzi pubblici a disposizione del Comune di Capoterra". (766)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata corresponsione del premio alle compagnie barracellari per l'anno 2006". (767)
"Interrogazione PILERI, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di grave crisi economica ed occupazionale di La Maddalena". (768)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sul bando 'POR 2000/2006 - Asse II, Misura 2.4, bando pubblico per l'affidamento degli interventi formativi per le attività culturali sviluppate nell'Asse II - Programma Parnaso'". (769)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario f.f.:
"Interpellanza CAPPAI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio sulle dichiarazioni rese agli organi di stampa dal dott. Mariano Girau". (234)
"Interpellanza CALIGARIS sul protratto stato di isolamento del signor Giovanni Nuvoli nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari". (235/C-7)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A. Riprendiamo l'esame con la votazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 14, cominciando dal numero 7. Ricordo ai colleghi che questo emendamento è stato messo in votazione nella seduta precedente ed è mancato il numero legale, per cui dobbiamo procedere a una nuova votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché non sono trascorsi i termini previsti dal comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, avendo iniziato i lavori alle ore 16 e 45 dobbiamo aspettare dieci minuti, ovviamente in aula, prima di poter procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Onorevole Atzeri, poiché il suo voto risulta nullo, può dichiararlo, premesso che ha votato.
ATZERI (Gruppo Misto). No, non ho votato!
PRESIDENTE. Sì, ha votato, perché così ci risulta.
ATZERI (Gruppo Misto). Ho tolto anche la scheda!
PRESIDENTE. Comunque siamo in numero legale.
Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - MURGIONI - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LA SPISA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 37
Astenuti 3
Maggioranza 19
Favorevoli 3
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, vorrei sapere qual è il numero legale.
PRESIDENTE. Il numero legale è 40. Il richiedente, l'onorevole La Spisa, non è tra i votanti.
Abbiamo accertato la presenza del numero legale perché l'onorevole Atzeri, magari inconsapevolmente, ha comunque...
SANJUST (F.I.). Non potete fare così! Come si possono fare queste cose?
PRESIDENTE. Cosa vuol dire "come si possono fare?"
Va bene, andiamo avanti, siamo all'emendamento numero 163.
DIANA (A.N.). Io voglio sapere quanti siamo in aula!
PRESIDENTE. Gliel'ho già detto, onorevole Diana. Anziché continuare a chiederlo, si rechi al banco della Presidenza dove i Segretari le daranno tutte le spiegazioni che desidera.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 42.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - MANCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 36
Votanti 33
Astenuti 3
Maggioranza 17
Contrari 33
Colleghi, poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti, fino alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 17, viene ripresa alle ore 17 e 31.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Vargiu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Poiché gli articoli 15, 16 e 17 sono stati soppressi e l'articolo 18 è già stato discusso, passiamo all'esame dell'articolo 19, a cui sono stati presentati sessantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:
Art. 19Funzioni del Presidente della Regione
1. Il Presidente della Regione:
a) rappresenta la Regione;
b) dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli assessori;
c) nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente; tali determinazioni sono comunicate al Consiglio nella prima seduta; nella stessa seduta il Presidente illustra il programma di legislatura;
d) provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni, di cui la legge gli attribuisce la competenza;
e) allo scadere della metà della legislatura presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del programma e sulle iniziative che intende intraprendere; il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio Regolamento, dibatte la relazione ed eventualmente delibera su di essa;
f) indice le consultazioni per il rinnovo degli organi regionali;
g) promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali;
h) ha la responsabilità dei rapporti con gli altri livelli istituzionali nazionali ed internazionali;
i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; tali funzioni, possono essere delegate agli assessori.
2. Il Presidente della Regione per il conseguimento di specifici obiettivi, o per la realizzazione di specifici progetti, può con proprio decreto nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera b), la parola "promuovendo" è soppressa. (536)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
La lettera c) del comma 1 è soppressa. (256)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo
Art. 19
Al comma 1, la lettera c) è soppressa. (537)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera c) sono soppresse le parole "ne attribuisce gli incarichi". (311)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Art. 19
Nel comma 1 dell'art. 19 alla lettera c) le parole dopo il termine "incarichi;" sono soppresse fino al sostantivo "vicepresidente;". (183)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lett. d) è soppressa. (102)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lett. d) è soppressa. (538)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lett. e) è soppressa. (539)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, lettera e), è soppressa la parola "eventualmente" nel 7° rigo. (257)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera e), la parola "eventualmente" è soppressa. (540)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera f) è soppressa. (541)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera g) è soppressa. (542)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nell'articolo 19, comma 1, lettera g), la parola "emana" è soppressa. (696)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BIANCU - SANNA Francesco.
Art. 19
Al Capo IV, l'articolo 19 è così integralmente sostituito:
- Il Presidente della Regione:
a) Rappresenta la Regione;
b) Dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli assessori;
c) Nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente; tali determinazioni sono comunicate al Consiglio nella prima seduta; nella stessa seduta il Presidente illustra il programma di legislatura;
d) Provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni, di cui la legge gli attribuisce la competenza;
e) Allo scadere della metà della legislatura presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del programma e sulle iniziative che intende intraprendere; il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio Regolamento, dibatte la relazione ed eventualmente delibera su di essa;
f) Indice le consultazioni per il rinnovo degli organi regionali;
g) Promulga le leggi ed i regolamenti regionali;
h) Ha la responsabilità dei rapporti con gli altri livelli istituzionali nazionali ed internazionali;
i) Cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; tali funzioni, possono essere delegate agli assessori.
2. Il Presidente della Regione per il conseguimento di specifici obiettivi, o per la realizzazione di specifici progetti, può con proprio decreto nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge. (795)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera h) è soppressa. (543)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lettera i) è soppressa. (104)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Art. 19
La lettera i) del comma 1 dell'art. 19 è soppressa. (160)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
La lettera i) del comma 1 è soppressa. (259)
EMENDAMENTO soppressivo parziale MANINCHEDDA - ATZERI - SERRA - BALIA - MASIA - PITTALIS - LAI Renato - MARRACINI - SALIS.
Art. 19
La lettera i) è soppressa. (320)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera i) è soppressa. (544)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge" sono soppresse. (545)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Art. 19
Nella lettera i) del comma 1 dell'art. 19, le parole dopo "definite dalla legge" sono soppresse. (162)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "la programmazione" sono soppresse. (546)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "le politiche comunitarie ed internazionali" sono soppresse. (547)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nel comma 19, comma 1, lettera i), le parole "l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione" sono soppresse. (734)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "l'organizzazione e le risorse umane" sono soppresse. (548)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione" sono soppresse. (549)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "la comunicazione istituzionale" sono soppresse. (550)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Il comma 2 dell'art. 19 è soppresso. (105)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Art. 19
Il comma 2 dell'art. 19 è soppresso. (184)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Art. 19
Il secondo comma dell'art. 19 è soppresso. (210)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Il comma 2 è soppresso. (260)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Il comma 2 è soppresso. (551)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nel comma 19, comma 2, le parole "fino a due" sono soppresse. (735)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, la lettera b) è sostituita come segue "propone i componenti della Giunta ed il programma di Governo al Consiglio che lo approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti. (255)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Renato.
Art. 19
Nel comma 1 la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) nomina e revoca gli Assessori dopo aver comunicato le proprie decisioni al Consiglio regionale il quale si pronuncia su di esse entro 15 giorni, ferma restando la responsabilità finale del Presidente. Prima della pronuncia le Commissioni consiliari competenti possono procedere all'audizione dei nominandi. Decorsi inutilmente i 15 giorni senza alcuna pronuncia il Presidente provvede comunque alla nomina. (359)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - MILIA - AMADU - CAPPAI.
Art. 19
La lettera c) comma 1 dell'art. 19 è sostituita dalla seguente:
c) propone al Consiglio Regionale la nomina o la revoca degli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di Vicepresidente; la proposta di nomina degli assessori deve avvenire alla prima seduta successiva alla propria elezione e, nella seduta successiva alla nomina degli assessori da parte del Consiglio Regionale, illustra il programma di legislatura;. (370)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LANZI - LICHERI - URAS - FADDA - PISU - DAVOLI.
Art. 19
Al comma 1, lettera c) le parole "nomina e revoca gli Assessori e ne attribuisce gli incarichi" sono sostituite dalle seguenti: "nomina e revoca gli Assessori previo parere motivato della Commissione consiliare competente nelle materie relative al ramo di amministrazione di riferimento".(312)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), le parole "ne attribuisce" sono sostituite con: "attribuisce loro". (552)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, lettera f) sostituire "degli organici regionali" con "del Consiglio Regionale". (258)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera h) è così sostituita: "h) ha la responsabilità dei rapporti con gli organi di governo nazionali ed internazionali". (553)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
La lettera h) del comma 1 dell'art. 19 è sostituita dalla seguente: "cura i rapporti della regione con gli organi di governo dello Stato". (103)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Art. 19
Nel comma 1 alla lettera h) la parola "nazionali" è sostituita dalle parole: "della Repubblica". (690)
EMENDAMENTO sostitutivo totale dell' EMENDAMENTO n. 759 MARROCU - ORRU' - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - FLORIS Vincenzo - LAI Silvio - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Francesco.
L'emendamento n. 759 è così sostituito:
Al comma 1 la lettera i) è così sostituita:
"i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'Amministrazione regionale: la programmazione e le politiche comunitarie e internazionali, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione, l'organizzazione e le risorse umane e la comunicazione istituzionale.
L'ordinamento, l'organizzazione e nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori, sono definite dalla legge.". (809)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARROCU - ORRU' - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Salvatore.
Art. 19
Al comma 1 la lettera i) è così sostituita: i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale: la programmazione e le politiche comunitarie, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; l'ordinamento e l'organizzazione, nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori sono definite dalla legge. (759)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI.
Art. 19
Nel comma 1, alla fine della lettera i) le parole "tali funzioni possono essere delegate agli Assessori" sono sostituite dalle seguenti: "per l'esercizio di tali funzioni, o di una parte di esse, all'atto della costituzione della Giunta, sono nominati sino a due Assessori senza portafoglio che fanno parte a pieno titolo della Giunta regionale.". (361)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 2, le parole "nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge" sono così sostituite: "attribuire deleghe specifiche agli assessori. I compiti e la durata di tali deleghe sono stabiliti e limitati nell'atto di nomina sulla base delle previsioni di legge". (554)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, al termine della lettera b) è aggiunto: "è responsabile davanti al Consiglio dell'attuazione del programma politico di governo". (555)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), tra le parole "attribuisce e "a uno degli assessori" è inserito: "obbligatoriamente". (556)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), subito dopo le parole "nella prima seduta" è aggiunto: "nella quale il Consiglio esprime parere motivato vincolante sugli Assessori e sul vicepresidente nominati". (557)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, al termine della lettera c) è aggiunto: "il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio regolamento, dibatte il programma e delibera su di esso". (558)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - LA SPISA - LADU - FARIGU - ARTIZZU.
Art. 19
Al comma 1 dopo la lettera c) dell'art. 19 è aggiunta la seguente lettera c-bis) "esprime parere obbligatorio vincolante sui nominativi dei capigruppo di maggioranza e di minoranza e, in caso di mancato gradimento del nominativo indicato dai gruppi, provvede egli stesso ad individuare il capogruppo da nominare. Quand'anche il Presidente abbia inizialmente espresso parere favorevole sul soggetto individuato come capogruppo, qualora, nel corso della legislatura, per qualsiasi ragione, sia venuto meno il gradimento del Presidente sul nominativo del capogruppo, sia di maggioranza, sia di minoranza, il medesimo Presidente può provvedere alla sua sostituzione con un nuovo capogruppo dallo stesso individuato". (203)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Renato.
Art. 19
Nel comma 1, lettera d) dopo la parola "provvede" sono inserite le seguenti: "su conforme deliberazione della Giunta regionale;". (360)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - MANINCHEDDA.
Art. 19
Al comma 1, lettera h), dopo l'espressione "istituzionali nazionali" è aggiunto ", comunitari". (229)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1 dopo la lettera i) sono aggiunte le seguenti:
"l) promuove l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e propone ricorso per i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nonché ricorso alla Corte di giustizia delle comunità europee, previa deliberazione della Giunta, anche su proposta del Consiglio delle autonomie locali, dandone comunicazione al Consiglio regionale;
m) indice i referendum regionali;
n) partecipa, anche a mezzo di suoi delegati, agli organi dell'Unione europea competenti a trattare materie, di interesse regionale nonché sentito il Consiglio delle autonomie locali, ai procedimenti diretti a regolare i rapporti fra l'Unione stessa, la Regione e gli enti locali;
o) adotta misure amministrative urgenti e provvisorie di salvaguardia e di primo adeguamento agli atti comunitari immediatamente precettivi e alle sentenze della Corte costituzionale;
p) nomina e designa membri di commissioni, comitati e altri organismi collegiali per i quali la legge statale o regionale non prescriva la rappresentanza delle opposizioni;
q) conferisce particolari riconoscimenti a coloro che si siano distinti in modi significativo e determinante, in ambito regionale, per azioni di notevole valore civile o per attività nel campo sociale, economico, artistico e culturale;
r) spetta altresì al Presidente della Regione ogni altra funzione prevista dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi". (560)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, dopo la lettera i) è aggiunta la lettera:
"l) rappresenta la Regione nelle trasmissioni televisive cui partecipa, ai sensi di quanto stabilito dalla presente legge". (561)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1 bis. Le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale, sono delegate agli assessori". (559)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
Al comma 2 dell'art. 19 è aggiunto il comma 2 bis: "I due delegati del Presidente non partecipano alle riunioni di Giunta ed esercitano compiti esclusivamente esecutivi e/o di rappresentanza". (185)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
Articolo 19 è aggiunto l'articolo 19 bis: "Vice Presidente della Regione"
1. il Vicepresidente della Regione è indicato dalla maggioranza tra i consiglieri e assume l'incarico in Giunta entro 15 giorni dalla proclamazione. (200)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
All'articolo 19 è aggiunto l'art. 19 ter
"1. Il Vicepresidente della Regione sostituisce il Presidente in caso di assenza, impedimento permanente, morte oppure nel caso di dimissioni volontarie o derivanti da mozione di sfiducia.
2. Nel caso di dimissioni irrevocabili del Vice Presidente, la maggioranza entro 15 giorni indica il sostituto". (199)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Dopo l'art. 19 è aggiunto il seguente: "Articolo 19 bis - Disciplina della partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive
1. Il Presidente della Regione è autorizzato a partecipare, laddove invitato, a trasmissioni televisive a carattere giornalistico. Il conduttore delle suddette trasmissioni deve essere un giornalista professionista o pubblicista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti.
2. Quando partecipa a trasmissioni televisive, il Presidente della Regione rappresenta l'intera comunità sarda. Nelle sue dichiarazioni deve pertanto farsi portavoce degli orientamenti espressi dalle minoranze del Consiglio regionale, per un tempo proporzionato alla composizione numerica del Consiglio". (562).)
PRESIDENTE. A questi emendamenti va aggiunto l'emendamento numero 322, che è stato spostato dall'articolo 13.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sull'articolo 19, Presidente?
PRESIDENTE. Sì.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, all'articolo 19 ho presentato cinque emendamenti tesi a contenere i poteri del Presidente eletto direttamente dal popolo, e quindi a offrire qualche garanzia politica, diciamo così, all'Assemblea. Il principio ispiratore è che al notevole peso del Presidente eletto dai cittadini si può, in qualche modo, rimediare con il Vicepresidente indicato dalla maggioranza tra i consiglieri eletti. Il senso dell'emendamento numero 200 si sostanzia con il presupposto che deve cadere il principio dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore e che la politica deve riacquistare, a partire dal Governo regionale, la dignità che le spetta.
L'idea della Giunta tecnica, infatti, fa presupporre una maggiore affidabilità a chi è fuori dei partiti e verso chi non ha alcun riconoscimento popolare. Evidenzia, tra l'altro, una contraddizione palese e giustifica che un Presidente non politico possa meglio governare la politica. C'è, insomma, un disvalore che diviene valore e acquista un senso e un peso significativo. Ritengo che una legge statutaria non possa sancire l'antipolitica come presupposto dell'azione di governo. Sono convinta che questo sia un errore culturale, in particolare oggi che a fare le scelte è una maggioranza di centrosinistra. Negare o ridurre il valore della politica con una legge equivale ad affermare l'inadeguatezza dei partiti al loro ruolo costituzionale. Penso, invece, che una Giunta politica possa essere molto utile a temperare l'elezione diretta del Presidente della Regione, innanzitutto perché le forze politiche, che hanno dato vita alla coalizione vincente, assumerebbero un impegno diretto nell'attuazione del programma e nella sua costante attualizzazione.
Spiegare ai cittadini il significato e il valore del paesaggio e dell'ambiente, posto che non c'è lavoro e aumentano le povertà, non è stato facile in questi mesi. Un rapporto più politico con gli Assessori avrebbe, secondo me, aiutato a superare alcuni momenti di difficoltà. Insomma l'Assessore eletto sarebbe da un lato più coinvolto, dall'altro più libero; da un lato più autorevole, dall'altro perfino più forte. In questo modo, inoltre, non verrebbe mai meno non quel deleterio rapporto di coamministrazione con evidenti connotazioni negative di consociativismo, ma quella sana relazione di reciprocità tra indirizzi politici e atti di governo.
Oggi, con il sistema che stiamo sperimentando, che stiamo conoscendo, anche se parzialmente, è difficile mantenere questa relazione positiva e necessaria. Il ruolo di controllo deve essere considerato utile, perché è uno strumento di valutazione qualitativa e occasione per informare i cittadini su quanto sta avvenendo a livello di amministrazione regionale. Sono, inoltre, da tenere nella corretta luce i rapporti collegiali interni alla Giunta e quelli relativi alle forze politiche di riferimento di ciascun Assessore. Il Presidente eletto dai cittadini non è separato dal suo corpo politico, che è appunto la coalizione; senza il sostegno dei partiti non potrebbe essere eletto, a meno che non vincano il denaro e la spregiudicatezza.
Sul piano politico, quindi, la caduta del principio dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore è una delle opportunità per temperare il presidenzialismo puro e per ridurre il ruolo di preminenza del Presidente della Regione, ridando invece peso al Consiglio regionale fondamentalmente per quattro motivi. Intanto perché, appunto, accresce il collegamento tra Consiglio regionale e Presidente, in quanto i componenti della Giunta risultano eletti dal popolo e fanno parte dell'Assemblea, in rappresentanza delle forze politiche che li hanno indicati nelle liste sottoposte al giudizio degli elettori. In secondo luogo, consente maggiore collegialità e responsabilità dell'operato della Giunta nell'attuazione del programma di governo e crea un più efficace rapporto con gli elettori. Conferma, poi, l'autonomia e la responsabilità individuale degli Assessori, prevista dallo Statuto vigente, per le scelte e gli atti amministrativi che vengono adottati, e favorisce un migliore rapporto tra il Presidente e i partiti della coalizione, che, comunque, anche in presenza di rose di candidati, li indicano. Sul piano pratico, inoltre, si conseguirebbe un forte risparmio economico, e si eviterebbe che i consiglieri regionali, per l'indennità che percepiscono, stando all'attuale testo della legge, possano diventare 99. Agli attuali ottantacinque consiglieri, si devono, infatti, eventualmente aggiungere un Vicepresidente, otto o dieci Assessori, un sottosegretario e due delegati del Presidente. A conti fatti, è una crescita non insignificante. Tutto ciò con la facoltà del Presidente, ovviamente, di revocarli e sostituirli nell'eventualità di contrasti che siano legati a diversità di opinioni su atti amministrativi, a inadeguatezza o addirittura a limiti caratteriali.
Partendo, quindi, da questo presupposto e considerando questi intenti che sono, secondo me, significativi per l'andamento dei lavori successivi, sosterrò tutti gli emendamenti coerenti con i principi e le proposte che ho enunciato. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.).L'articolo 19 evidentemente - credo che questo lo si debba dire all'inizio di un intervento che tenta una valutazione sul significato complessivo di questa disposizione - nell'indicare le funzioni del Presidente della Regione è perfettamente consono all'impostazione della legge, con qualche tentativo di temperamento dell'effetto dirigista di queste norme, ma di fatto noi riteniamo che l'impostazione rimanga quella che abbiamo ampiamente criticato nel corso della discussione dei diversi articoli e della legge nel suo complesso.
Abbiamo notato il tentativo di ulteriore correzione che è contenuto nell'emendamento numero 809, però è abbastanza evidente che le funzioni attribuite al Presidente della Regione tendono verso una direzione; non tutte, perché evidentemente molte funzioni devono essere attribuite al Presidente, che certamente rappresenta la Regione e giustamente deve dirigere la politica generale della Giunta. A lui, quindi, correttamente devono essere attribuiti compiti relativi ad alcune decisioni fondamentali che esprimono proprio il vertice dell'indirizzo politico. Possiamo registrare il tentativo fatto dalla maggioranza di individuare alcuni obblighi del Presidente, come quello, previsto anche nel testo originario della Giunta, di presentarsi, allo scadere della metà della legislatura, davanti al Consiglio per fare il punto, attraverso una relazione, sull'attuazione del programma, sottomettendosi, quindi, a una valutazione, a un dibattito ed eventualmente anche a una delibera del Consiglio regionale.
Ma ciò che ci colpisce di questo articolo 19 è l'attribuzione al Presidente di alcune funzioni che tendono sempre di più a verticalizzare il sistema. Tra l'altro, io non credo che possano valere le argomentazioni che abbiamo sentito spesso in Commissione e anche in Aula, e che sicuramente i colleghi della maggioranza, che avranno il desiderio di difendere questo testo, riproporranno ancora anche nella seria discussione di oggi, e cioè che alcune funzioni strategiche e trasversali, così come vengono definite nella lettera i), dell'amministrazione regionale vengono attribuite al Presidente così come avviene nelle Regioni ordinarie. Se è vero che alcune di queste funzioni strategiche derivano dalla interdisciplinarità di alcune decisioni, che attengono cioè a diverse parti dell'amministrazione regionale, quindi anche dei responsabili politici, e cioè degli Assessorati, non possiamo non notare alcune forzature. Sicuramente crediamo che sia una forzatura quella che attribuisce alla Presidenza della Regione l'ordinamento e l'organizzazione, il che significa, soprattutto riguardo all'organizzazione delle risorse umane, oltre che alla comunicazione istituzionale, porre in capo alla Presidenza della Regione anche il compito di occuparsi dell'organizzazione amministrativa e della valorizzazione piena di tutte le risorse umane, quindi della politica del personale e della distribuzione delle funzioni tra struttura interna e struttura esterna della Regione, che più propriamente dovrebbero essere delegate dal Presidente o comunque attribuite a un componente della Giunta in modo da alleggerire la Presidenza di una serie di incombenze molto faticose e pesanti. Sa bene, anche per averlo sperimentato in queste ultime ore, l'Assessore del personale cosa significhi occuparsi dell'organizzazione e della disciplina normativa e amministrativa volta alla valorizzazione delle risorse umane; una funzione che credo sia giusto venga attribuita in via proprio particolare a un componente della Giunta che abbia il compito di finalizzare l'organizzazione e l'utilizzo di tutte le risorse umane della Regione al servizio della politica complessiva, che certamente vede nel Presidente il punto di sintesi, ma che non può vedere nella Presidenza della Regione il vertice anche delle decisioni.
Noi non possiamo non segnalare quanto sta accadendo in questi giorni, quanto è già annunciato e contenuto nel disegno di legge finanziaria che noi abbiamo appena avuto il tempo di leggere e che approfondiremo nei prossimi giorni, che tende proprio a intervenire pesantemente sulla politica del personale. Non possiamo ignorare alcune scelte, purtroppo condivise dall'intera Giunta regionale, riguardanti, per esempio, la gestione di tutto il sistema dell'informatizzazione regionale, con l'inertizzazione della struttura del CED (Centro elaborazione dati), che ha accumulato negli anni una professionalità che oggi viene svuotata dal di dentro per trasferire alla società Sardegna IT tutte le delicatissime funzioni proprie della Regione attraverso un sistema che noi non condividiamo assolutamente, che fa trasparire forti perplessità anche sul piano della legittimità di queste operazioni, che tendono, di fatto, a svuotare la gestione dell'organizzazione interna dell'amministrazione e dell'organizzazione delle risorse umane per trasferire all'esterno sia le materie oggetto dell'azione amministrativa sia le stesse procedure.
In questo caso si sta creando una struttura alla quale si accederà non certo per concorso, ma attraverso forme di selezione che non sono o almeno non ci paiono corrispondenti alla natura pubblica delle funzioni che devono essere svolte e che porteranno alla costituzione di un'amministrazione parallela di stretta osservanza e potremmo anche pensare - e credo che proprio non sbaglieremmo - di stretta obbedienza alla Presidenza della Regione, in questo caso con il preventivo passaggio in Giunta regionale, ma, considerata questa disciplina legislativa delle funzioni del Presidente, addirittura con la totale responsabilità da parte dello stesso Presidente della Regione. Stiamo creando, anche attraverso questo articolo, un concentrato di poteri che crediamo costituisca veramente un pericolo per una gestione partecipata dell'azione amministrativa e per un'apertura della Regione che deve rimanere un palazzo dalle pareti di cristallo e non un bunker impenetrabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti della Giunta, con l'articolo 19 disegniamo i poteri di uno degli organi della Regione, la cui definizione costituisce un pezzo della forma di governo che stiamo andando sempre più in dettaglio a scolpire. La scelta nella definizione di tali poteri, cioè dei poteri del Presidente della Regione, era decisamente graduabile perché, pur nella scelta fondamentale dell'elezione diretta del Presidente, la legge statutaria ancora non ha detto, ma lo dice nell'articolo 19, che tipo di vertice politico è l'organo Presidente.
Il nostro Statuto, come sappiamo, era assolutamente scarno quanto a informazioni sulla natura dei poteri che sono attribuiti al Presidente, per cui molto si è determinato nella forma di governo reale di questa Regione, come pure della Repubblica, attraverso la prassi di conduzioni più o meno dettate e informate al carattere, alla forza politica, all'intenzione e al milieu storico e, direi, a volte anche culturale di questa figura. Ciascun Presidente della nostra storia autonomistica ha definito, direi, un suo nucleo essenziale di poteri, non perché questi fossero scritti nel nostro Statuto, ma perché lui li esercitava in un modo piuttosto che in un altro. Così come, a livello statale, la legge numero 400 del 1988 ha definito meglio che cos'è il Presidente, qual è il regime di governo interno alla Giunta che poi si proietta all'esterno nella conduzione dell'indirizzo politico imputato alla Giunta stessa. Anche la regolazione di tali poteri nel nostro ordinamento è avvenuta mediante la stratificazione della legislazione regionale che al Presidente ha attribuito, volta per volta, poteri o, pur non attribuendoglieli, ne ha in qualche modo definito in negativo la figura.
La scelta che è stata fatta nella proposta della Giunta e nella riscrittura che, in Commissione, la Giunta e i commissari hanno concorso a definire è, a mio avviso, un modo abbastanza equilibrato di definire una premiership democratica adeguata alla cultura politica della nostra Regione. Il Presidente, è confermato, rappresenta la Regione, così come la rappresenta per il nostro Statuto di autonomia di quasi sessant'anni fa, però, laddove bisognava definire in che modo egli dirige o determina la politica della Giunta, perché il Presidente non è solo un organo monocratico, ma è anche il primo componente dell'organo esecutivo, è stata fatta una scelta, a mio avviso, equilibrata. Il Presidente, pur eletto dal popolo, non determina la politica della Giunta, ma la dirige, il che significa che l'Esecutivo elabora e definisce la sua politica. Questo è il primo punto su cui vorrei fosse concentrata la nostra attenzione.
E ancora: il Presidente dirige la politica generale della Giunta. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che abbiamo evitato, nella scala graduabile di poteri di cui parlavo prima, la possibilità che invece altre Regioni hanno considerato; Regioni, onorevole La Spisa, con esperienza presidenziale di centrodestra. E qui rimettiamo un pochino le cose al loro posto, perché stiamo assistendo a una sorta di finzione in Consiglio regionale, per cui le varie tipologie di destra presenti nel nostro panorama politico improvvisamente si dimenticano di essere presidenzialiste. Dove la destra ha governato ha scritto statuti, come per esempio quello del Piemonte, in cui il Presidente della Regione non solo determina la politica della Giunta, ma può arrivare addirittura ad avocare a sé le competenze degli Assessori, togliendo loro i fascicoli, cosa che con la norma che noi presentiamo all'articolo 19 non è possibile, anzi è prevista tutt'altra cosa: il Presidente non determina la politica della Giunta, ma ne dirige la politica generale, che è una cosa diversa, appunto, da questo meccanismo di esercizio diretto e in via di avocazione del potere che altri ordinamenti regionali hanno scelto.
C'è, poi, questo tema finale della responsabilità con gli altri livelli istituzionali, nazionali e internazionali, che si collega alla ferma previsione del nostro Statuto della rappresentanza della Sardegna, che è una rappresentanza direi istituzionale, ma è anche una rappresentanza con effetti verso l'esterno di tipo giuridico molto netti e precisi e che si collega ai nuovi poteri - lo dico in termini imprecisi, ma che fanno capire il significato - di politica estera delle Regioni e della nostra in particolare, che dovremo richiamare e rinsaldare in sede di negoziazione statutaria. Contare dove si decidono le sorti della Sardegna significa, oggi, contare sempre di più nei luoghi di determinazione delle politiche sopranazionali.
E infine le funzioni della Presidenza: anche qui, oltre al richiamo alla lettera b), che è anche un segno di fedeltà costituzionale oltre che statutaria, perché abbiamo voluto riprendere in maniera integrale la definizione dei poteri della premiership nazionale della Costituzione del 1948 con l'espressione "dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo" e così via, alla fine c'è anche un richiamo alla migliore esperienza della premiership nazionale, non quella derivante dalla revisione costituzionale, ma quella che è venuta fuori dalla riforma del centrosinistra della fine degli anni Ottanta, che ha disegnato la Presidenza del Consiglio così come oggi noi la conosciamo, con tutta una serie di competenze sul versante delle politiche comunitarie, dell'innovazione tecnologica, dell'organizzazione della struttura del Governo e altre competenze che qui ovviamente non ci sono, ma che non fanno del Presidente della Regione, così come del Presidente del Consiglio dei Ministri, semplicemente un primus inter pares, ma colui che ha il vero potere di esercitare, anche attraverso l'esercizio di funzioni proprie, l'unità dell'indirizzo politico che condivide con altri organi rappresentativi, quale quello in cui noi sediamo.
Ritengo che con alcune piccole modifiche che discuteremo in quest'Aula, l'articolo 19, per tutti questi motivi, sia la buona sintesi di un potere democraticamente esercitato e autorevolmente sostenuto dall'elezione diretta del Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, devo dire che per quanto riguarda l'articolo 19, che tratta, appunto, delle funzioni del Presidente della Regione, mi fa un certo effetto vedere la sinistra schierata a favore del presidenzialismo, soprattutto di questo presidenzialismo, che dell'istituto originario conserva ben poco, perché nel testo viene derubricata, senza la minima vergogna, in una semplice quanto scandalosa legge ad personam, letteralmente cucita addosso alla contingenza politica attuale, al Presidente attuale e alla profonda crisi politica che la Sardegna è costretta a subire praticamente dall'inizio della legislatura.
Non c'è conversione sincera e ragionata, dunque, a questa forma di governo, ma soltanto l'ennesima riedizione del "tirare a campare", molto peggiore delle precedenti perché applicata al tema delle riforme, che dovrebbe essere bipartisan, cioè terreno comune a entrambi gli schieramenti. Ma anche i nodi del tirare a campare vengono al pettine: la maggioranza, che ha sempre respinto la logica del confronto con l'opposizione sui contenuti e senza pregiudiziali, ritenendo di far valere la forza dei numeri, è costretta all'amara scoperta che i numeri potrebbero non esserci per la defezione di alcune componenti della stessa, con le quali era stato sottoscritto, nel 2004, un programma comune. E' il passato che non passa.
A livello nazionale il centrosinistra inserì nel programma del 1996, quando c'era la desistenza con la sinistra radicale, una forma moderata di presidenzialismo; poi, nel 2005, riformata l'alleanza con la sinistra radicale, bocciò lo stesso progetto che aveva sostenuto definendolo un attentato alla Costituzione. In Sardegna, condivide apparentemente con gli alleati il presidenzialismo, impone un percorso parlamentare che parte da un'iniziativa del Governo regionale - altro gravissimo errore - e poi comincia a perdere pezzi per strada. No, non c'è alcuna conversione, né nel metodo né nel merito; è la solita sinistra che applica le leggi nei confronti degli avversari e le interpreta per gli amici; è la sinistra della doppia morale, che propone tutto e il contrario di tutto, rivendicando, alla fine di questo percorso, una limpida e cristallina coerenza unita, va da sé, alla solita superiorità morale, culturale e perfino antropologica.
Adesso, colleghi della sinistra, scioglietevi da soli i nodi politici e irrisolvibili che avete stretto attorno a questa vergognosa legge statutaria per compiacere il Presidente, che minacciava di farvela pagare cara; trasformate voi in un "penultimatum" gli ultimatum di alcuni vostri alleati che si dicono parlamentaristi e fieri avversari del presidenzialismo; ripetete anche in Sardegna il miracolo della sinistra di lotta e di governo, dell'eskimo e del doppiopetto, che protesta contro se stessa in Parlamento e in piazza dicendo che non c'è contraddizione. I sardi vi giudicheranno, speriamo il più presto possibile, anche per questo. Nel frattempo, noi sentiamo il dovere di opporci con tutti i mezzi a una ripugnante legge ad personam che non ha niente a che vedere con il presidenzialismo e che, anzi, offende i veri presidenzialisti.
Cominciamo dall'inizio e precisamente della lettera b) del comma 1, che definisce le funzioni del Presidente della Regione: "dirige la politica generale della Giunta, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività degli Assessori". Detta così questa norma potrebbe sembrare accettabile e perfino condivisibile, da parte dei veri presidenzialisti, ovviamente. Peccato, Assessore, che poi alla lettera i) - e ci dobbiamo arrivare, perché il tutto fa parte di uno stesso articolo -, che chiude il paragrafo, questa la norma venga scientificamente smontata pezzo per pezzo! Il Presidente, che ricopriva le vesti di direttore generale della politica della Giunta, si trasforma in una specie di mostro a sei teste, che entra in un bel po' di Assessorati e li rivolta come un calzino! Sarebbe stato molto interessante per il Consiglio regionale programmare un'audizione degli ex Assessori dell'ambiente e della programmazione, Antonio Dessì e Francesco Pigliaru, e magari anche di altri ex "soldati" del presidente Soru, ormai in costante crescita, per sentire la loro opinione su questo passaggio della statutaria. Sarebbe molto, ma molto interessante! Possiamo immaginare la loro valutazione, del resto l'hanno lasciata intendere chiaramente in dichiarazioni pubbliche molto, ma molto significative.
Noi affermiamo che una norma del genere non può nemmeno avere la dignità di norma giuridica ed è un'offesa, per il diritto prima che per la politica, farla entrare in una legge statutaria. Cosa significa, infatti, la lettera i) del comma 1 - l'ha sottolineato anche il collega La Spisa - che, di fatto, sopprime la lettera b) dello stesso comma, e cioè che il Presidente "cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale… ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale"? Vuol dire forse che su tutte queste materie il Presidente esercita un potere di avocazione quando gli pare e piace, collega Sanna, o forse che queste materie saranno oggetto soltanto di provvedimenti del Presidente, naturalmente motu proprio?
Ancora più offensiva, per l'intelligenza comune, suona la chiusura del paragrafo: "tali funzioni possono essere delegate agli Assessori". Tali funzioni possono essere delegate agli Assessori! Qui c'è uno dei noccioli duri di quella che dobbiamo definire una legge ad personam. A quali condizioni, infatti, potrebbero essere delegate il Presidente ce lo ha già fatto vedere in questo scorcio di legislatura: a condizione che gli Assessori obbediscano in silenzio, a condizione che firmino i provvedimenti che stanno a cuore al Presidente e, viceversa, tengano nei cassetti quelli meno graditi; a condizione, insomma, che siano formalmente autonomi purché sempre disposti a scrivere sotto dettatura. Una specie di Giunta a punti: chi sgarra perde una parte della delega, che finisce nella disponibilità del Presidente, ovviamente, perché è strategica e trasversale; chi riga dritto mantiene la delega per intero, perché a quel punto della trasversalità se ne può fare a meno e della strategia pure.
C'è anche la lista d'attesa per il precariato istituzionale: il contratto a progetto - una nuova invenzione - del Governo e nel Governo regionale, come prevede il comma 2, che dice che il Presidente può nominare due delegati per seguire "specifici progetti", chissà quanto strategici o trasversali. Lo dovrebbe dire una legge, che speriamo non veda mai la luce! Non vorremmo rubare battute all'ottimo onorevole compagno Diliberto che in questo, dal tritolo nel locale di Briatore allo schifo per Berlusconi, è maestro insuperabile, però è davvero molto difficile trovare un termine adatto e compatibile col rispetto che si deve a quest'Aula e a ciò che essa rappresenta per definire questa cosa. Noi la chiamiamo così perché, ripeto, non può pretendere di avere la dignità di una norma giuridica e di una legge. Una cosa del genere non la si sarebbe nemmeno dovuta scrivere, tant'è che non c'era nemmeno nel testo originario della Giunta, già pessimo di suo; è stata messa dopo, in concomitanza con il precipitare della situazione politica. Un pizzino recapitato in busta aperta e scritto per una volta in un linguaggio non cifrato, perché i destinatari capiscano l'aria che tira.
Tira una brutta aria, in effetti, ma sono i sardi a doverne respirare tutti i veleni, perché si sono accorti da tempo che a questa maggioranza non importa nulla di fare buone riforme, di fare una buona finanziaria, di occuparsi dei veri problemi di tante famiglie, di tante imprese, di tante persone che stanno soffrendo un presente durissimo e non vedono nemmeno in lontananza la possibilità di migliorare la loro condizione nel futuro. Vedono, invece, un Governo regionale che non ascolta le forze sociali e le categorie produttive. Non ascolta nessuno! E' isolato nel suo palazzo, dove un uomo solo ha dichiarato guerra al resto del mondo e chi gli sta intorno non riesce a trovare il coraggio di dirgli che quella guerra è perduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, nel dibattito che si è svolto sino a questo momento io ho sostenuto che, contrariamente a quanto si vorrebbe, attraverso questo disegno di legge non si provvede affatto a rideterminare compiti, poteri e funzioni in misura equilibrata e tali da garantire una funzione emergente del Consiglio, alla quale non si contrappone (c'è anzi una specie di bilanciamento) la funzione che dovrebbe, invece, esercitare la Giunta regionale.
Io ho sostenuto - e dopo aver letto l'articolo 19 continuo a sostenerlo - che questa legge statutaria sancisce in maniera definitiva la supremazia non tanto della Giunta regionale quanto del Presidente della Regione, supremazia che viene esercitata in maniera determinante, forte e pesante anche nei confronti del Consiglio, che rischia di essere la parte istituzionale meno importante, la parte istituzionale che subisce, la parte istituzionale che deve obbligatoriamente accogliere quanto viene proposto, la parte istituzionale che ha meno dignità e minore capacità di proposta.
Bene, l'articolo 19 così com'è formulato, se non viene corretto in alcune parti, cosa che io auspico, rafforza ulteriormente il mio convincimento: il Consiglio regionale esce nettamente perdente anche attraverso questa legge e finisce per essere completamente assoggettato. La legge statutaria avrebbe dovuto garantire un maggiore equilibrio fra i poteri e avrebbe dovuto concorrere, perché lo squilibrio allo stato delle cose c'è, a cancellare quella porzione di squilibrio ricreando condizioni di compatibilità e di maggiore equilibrio fra Consiglio e Giunta regionale. Credo che noi dobbiamo intervenire in maniera decisa attraverso alcuni emendamenti sui quali è opportuno riflettere attentamente.
Naturalmente, mi limito a illustrare gli emendamenti che mi vedono primo firmatario o in ogni caso partecipe e che tendono proprio a dare questa garanzia ulteriore a livello consiliare. Partiamo dalla lettera d) del comma 1 dell'articolo 19, la quale dice che il Presidente della Regione "provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni di cui la legge gli attribuisce la competenza", ma non fa neanche minimamente riferimento a un atto che, a mio avviso, è assolutamente necessario e obbligatorio e che oggi, badate, viene tenuto in conto, perché le nomine, anche quelle di competenza presidenziale - anche quelle e non escluse quelle - devono passare attraverso un atto di formalizzazione, che non può che essere la delibera della Giunta regionale. Badate che per quanto io ne sappia, oggi anche le nomine fatte dal Presidente si traducono, poi, in una delibera della Giunta regionale. Bene, credo che un elemento di minima garanzia di questo tipo e che nulla sposta debba in ogni caso essere ribadito. Non ribadirlo, a mio avviso, rappresenta un errore, per l'oggi e per il futuro, e consente che eventuali azioni, eventuali determinazioni, eventuali scelte, tutte in capo al Presidente, si traducano in un atto d'imperio, senza neanche quell'elemento minimale di salvaguardia.
Nella parte proposta dall'estensore del disegno di legge (presumo che sia l'assessore Dadea, ma il disegno di legge prima di essere trasmesso dalla Giunta ha seguito un percorso ed è stato certamente sottoposto a un dibattito all'interno della Giunta stessa) vi è un temperamento rispetto al potere del Presidente di nomina e revoca degli Assessori e di attribuzione degli incarichi assessoriali che scompare definitivamente nel testo approvato in sede di Commissione. Infatti, il testo della Giunta prevedeva una comunicazione al Consiglio regionale e la possibilità che questo potesse esprimere un parere motivato sugli Assessori nominandi. Il testo della Commissione cassa, invece, questi aspetti che io provo a reintrodurre attraverso l'emendamento numero 359, badate, senza spostare le responsabilità della scelta e della nomina, che restano, in ogni caso, in capo al Presidente, ma consentendo alle Commissioni consiliari la possibilità di audire i nominandi Assessori e di poter esprimere un parere, sia pure non vincolante.
Infine, veniamo alla lettera i). Colleghi, ove in qualcuno di voi restassero dei dubbi sul fatto che con questa legge statutaria i poteri presidenziali vengono potenziati, basterebbe leggere la lettera i), che indica le funzioni poste in capo al Presidente, per fugare definitivamente qualsiasi dubbio, perché queste funzioni, che sono aggiuntive rispetto allo stato attuale delle cose, partono da quelle strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale fino a comprendere la programmazione, le politiche comunitarie e internazionali, l'organizzazione e le risorse umane.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, il tempo è scaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, a dire il vero prendo la parola, oggi, in uno stato quasi di depressione, comunque di amarezza, perché mi pare che gli articoli 18 e 19 della legge che abbiamo all'esame costituiscano una sorta di decreto straordinario di sospensione delle garanzie statutarie. Francamente, a molti è sembrato che facessi delle battute quando, in altro intervento, ho definito la Giunta regionale una sorta di service del Presidente e quando ho detto che probabilmente il Presidente della Commissione - a cui non so se augurare di essere riconfermato in questo ruolo - poteva tranquillamente, preparandosi alla riforma dello Statuto, segnare il Consiglio regionale per memoria statutaria. Non serve a nulla. Qui c'è un concentrato di poteri in capo al Presidente eletto direttamente che, francamente, richiama memorie tristi per il nostro Paese. E mi perdoni, collega Sanna, non voglio essere irriguardoso nei suoi confronti, ma mi sembra persino debole il suo richiamo ad altre Presidenze regionali, ai Presidenti di questa Regione o alla legge numero 400 del 1988 che definisce le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, onde trovare, per così dire, attenuazioni alle preoccupazioni che in tutti noi sono presenti rispetto alla concentrazione di poteri in una sola persona, come sta avvenendo attraverso la legge che stiamo esaminando, in particolare attraverso gli articoli 18 e 19. Sono persino deboli esercizi retorici quei richiami, perché non hanno nulla a che vedere con il contesto nel quale siamo; né può a me fare impressione il richiamo a Presidenze regionali del centrodestra. Non mi riguardano, io sono un parlamentarista, l'ho detto sin dall'inizio, io sono nella linea del primus inter pares non del primus et paria. Ma qui siamo tutti paria, non soltanto gli Assessori; è paria tutta la classe politica sarda, se questo provvedimento conclude il suo iter di approvazione.
Di fronte a questa protervia riformatrice in questa direzione, mi sento davvero profondamente fuori luogo, spiazzato, inutile; mi sento davvero come quel pifferaio, di cui dicevo in un altro intervento, richiamando i tempi del ventennio, il cui capo disse che tutto era giustificato perché il popolo italiano era un popolo di mandolinai. E mi auguravo, allora, che qualcuno non pensasse che noi del Consiglio o il popolo sardo fosse assimilabile a un popolo di pifferai o di suonatori di launeddas. Se restiamo qui davvero ci ridurremo a questo.
Ma la mia domanda non la rivolgo, collega Sanna, a certa parte di questa opposizione che ha nella sua credenza politica il presidenzialismo. Questa non mi interessa. Io sono preoccupato, da socialista, che una certa sinistra abbia fatto propri determinati ideali, perché non c'è davvero speranza. Io mi trovo, oggi, qui all'opposizione e contro questo sistema imperante. Non c'è nemmeno bisogno di approvare il disegno di legge che stiamo esaminando, perché il presidenzialismo è già imperante, è già dominante! E allora che speranza ho io per il futuro, quando vincerà il centrodestra, che è per principio a favore del presidenzialismo? Per me, socialista, non c'è futuro; sono condannato, inesorabilmente, a vedere la distruzione di quella cultura e di quelle le battaglie politiche che hanno prodotto la nostra autonomia. Mi preoccupo di quello che sta accadendo e mi preoccupo soprattutto del fatto che questo non sia un prodotto anticipato di quel che sarà il Partito democratico che si vorrebbe costruire, il frutto di quella parte dei D.S. e de La Margherita che vuole dar vita al nuovo partito unico in alternativa ad altri partiti unici. La nostra condizione culturale e politica non è così definita, con schieramenti contrapposti. La nostra realtà culturale e politica è tutt'altro, è plurale e plurale deve rimanere il Governo di questa Regione. Invece qui altro che pluralità! Dove sono gli organi? L'unico organo è il Presidente! La Giunta e il Consiglio non esistono più come organi. Ma dove sta il potere del Consiglio, se non può neanche approvare il programma della Giunta? Il Consiglio non ha più neanche il potere di controllo effettivo, perché un Presidente che nomina e revoca gli Assessori e tutti i dirigenti degli enti regionali e degli Assessorati rappresenta un potere assoluto! Ma è mai possibile che non ci sia davvero un sussulto di democrazia?
Io vi conosco, vi conosco quasi tutti personalmente, e mi domando perché ci sia questo appiattimento, in nome di che cosa. Di un'elezione che vi ha portato dentro questa maggioranza? Ma tutto questo è superato! Gli eventi, il presente e il futuro devono incidere diversamente! E allora basta con le contrapposizioni di parte. Io mi sono rivolto al Presidente del Consiglio perché riunisse i veri riformisti, i veri amatori della nostra autonomia, affinché insieme, superando le contrapposizioni, troviamo una larga intesa sulle riforme di cui sicuramente la Regione ha bisogno. Ma tutto questo non è avvenuto, allora che mi rimane da fare in questo Consiglio se non rivolgere ai colleghi che credono davvero nella riforma della Regione, ma dentro un sistema democratico, l'invito a formare un gruppo, che potremmo definire "comitato regionale di liberazione" ed eventualmente trasformare in un movimento, perché non è possibile andare avanti così, veramente verso un triste passato.
Il presidenzialismo non è quello americano. Non bastano le riedizioni della cultura americana per venire qua dentro a parlare di presidenzialismo, che non è sinonimo di dittatura. Ma questa legge sicuramente sta nominando il padrone assoluto della nostra Regione.
Signor Presidente, io avrei concluso, non so se ho ancora del tempo.
PRESIDENTE. Ha ancora un minuto, onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Mi basta, Presidente, per dire ai colleghi che sono sinceramente democratici, ma che hanno dimenticato di esserlo: tantam salutem vobis pauca aut nulla domino vestro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, l'accorato intervento del collega Farigu è comprensibilissimo. Il collega si preoccupa molto della quantità di poteri che sono in capo a un Presidente eletto direttamente e dei poteri che gli stiamo conferendo o gli vogliamo conferire con questa legge. E' certamente una situazione che ci vede inermi, nel senso che siamo veramente disarmati. Peraltro l'emendamento proposto dagli onorevoli Biancu e Francesco Sanna non fa altro che confermare ciò che era già previsto nell'articolato della legge esitata dalla Commissione.
Io mi preoccupo sostanzialmente di alcune cose. Nell'indicare le funzioni del Presidente della Regione, probabilmente per come sta andando il dibattito, avremmo dovuto prevedere - ed è sempre possibile farlo -, tra le prime lettere, oltre al fatto che il Presidente della Regione rappresenta la Regione, anche l'obbligo da parte del Presidente di rispettare il dettato del Consiglio regionale. Questo non è previsto in nessuna parte dell'articolato; di fatto non c'è nessun legame che possa ridurre il potere del Presidente della Regione e che quindi determini il rispetto, da parte sua, del ruolo e soprattutto delle decisioni del Consiglio regionale. Non esiste nessun regolamento in questo senso, e quindi il Presidente della Regione usa e abusa del Consiglio regionale ogniqualvolta lo ritenga necessario.
Faccio per tutti un esempio che ho già fatto stamattina in Commissione, dove ci siamo ritrovati a esaminare il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio in assenza totale della Giunta. Poi, grazie alla disponibilità, sempre manifesta, dell'assessore Dadea abbiamo potuto dare una forma di legalità e di ufficialità a una Commissione in cui non c'erano interlocutori da parte della Giunta. Onorevole Dadea - la chiamo onorevole perché credo che sia più rispettoso per ciò che lei ha fatto negli anni passati piuttosto che per quello che le impongono di fare oggi nel ruolo di Assessore -, come lei sa, non esiste attualmente un Vicepresidente della Regione, e questo è paradossale. Quando, in questo articolato, diciamo che è prevista la figura del Vicepresidente, intendiamo dire che il Presidente della Regione presenta in Aula la squadra degli Assessori e obbligatoriamente indica il Vicepresidente. Stamani, per esempio, il Presidente era assente perché impegnato in un'azione di risanamento ambientale. A bordo dell'elitanker che doveva asportare i tralicci dell'alta tensione, il Presidente non aveva tempo per occuparsi di un fatto estremamente più importante dal punto di vista politico e amministrativo, e cioè la proroga di due mesi dell'esercizio provvisorio. Ricalcando, quindi, ciò che è successo nelle legislature precedenti, arriveremo al quarto mese di esercizio provvisorio e ancora la finanziaria non è stata assegnata alla Commissione di merito. Da qui nasce l'obbligatorietà della nomina di un Vicepresidente, anche se non può sostituire in toto il Presidente, visto che le norme ancora non ce lo permettono, e chissà per quanto tempo ancora non ce lo permetteranno. Infatti, nei momenti di assenza del Presidente della Regione, la Giunta deve essere rappresentata non da un singolo Assessore ma da una persona investita di questo ruolo davanti al Consiglio. Quindi, io dico che obbligatoriamente deve essere nominato il Vicepresidente della Regione. In questa legislatura ne stiamo facendo a meno, anche se malvolentieri.
Un altro aspetto che non è contenuto in questo testo è quello della responsabilità davanti al Consiglio dell'attuazione del programma politico di governo. Si dice che il Presidente della Regione è responsabile, ma non si dice davanti a chi. Essere responsabili è un conto, ma essere responsabili davanti al Consiglio vuol dire essere responsabili davanti ai sardi, perché questa è un'Assemblea eletta, che rappresenta il popolo sardo, e quindi il Presidente deve essere responsabile davanti a questa Assemblea dell'attuazione del programma di governo. Non parliamo, poi, del parere che, secondo noi, il Consiglio dovrebbe dare nel momento in cui il Presidente indica la squadra assessoriale. Credo che anche su questo e sulla figura del Vicepresidente il Consiglio regionale dovrebbe esprimersi e deliberare in merito.
Ma ci sono altri argomenti ben più importanti di questi. Sulle funzioni strategiche e trasversali ho visto che è stato presentato un emendamento che ricalca l'emendamento numero 559, presentato dal Gruppo Alleanza Nazionale. Se c'è una cosa della quale non ci si preoccupa in questo articolo, per quanto riguarda le funzioni del Presidente, è la tutela della Regione Sardegna. Io spero che alcuni colleghi mi stiano ascoltando. Faccio riferimento all'emendamento numero 560, onorevole Francesco Sanna, che probabilmente dovrebbe dirci qualcosa, anzi io credo che ci dica qualcosa, laddove, al primo punto, noi diciamo che il Presidente "promuove l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e propone ricorso per i conflitti di attribuzione" e quant'altro. Insomma, se non rientra questo tra le funzioni del Presidente della Regione! O vogliamo darlo per scontato, cioè lo fa lui perché è lui? Se fosse un amministratore unico dovrebbe adempiere in tal senso, ma trattandosi del Presidente della Regione Sardegna chi gli deve attribuire il potere di impugnare le leggi di fronte alla Corte europea, allo Stato italiano e alla Corte costituzionale? Io credo che questo punto debba rientrare nell'articolo 19.
Abbiamo parlato dell'indizione dei referendum regionali, ma la partecipazione, anche a mezzo dei suoi delegati, agli organi dell'Unione Europea e l'adozione di misure straordinarie e urgenti nell'interesse di tutta la Sardegna sono funzioni che il Presidente deve avere oppure no? O tutte le volte si deve predisporre un apposito progetto di legge? Non è assolutamente da augurare, ma possono verificarsi dei casi in cui la funzione del Presidente della Regione deve essere comunque codificata.
"Nomina e designa membri di commissioni, comitati e altri organismi collegiali per i quali la legge statale o regionale non prescriva la rappresentanza delle opposizioni": anche questo bisogna scriverlo, perché ove sia previsto l'intervento delle opposizioni, insomma, non è che il Presidente della Regione possa fare ciò che vuole. Non abbiamo pensato al fatto che il Presidente della Regione può conferire particolari onorificenze a personalità che si sono distinte per il ruolo, per ciò che hanno rappresentato e rappresentano nella cultura, nella storia, ma anche nella vita politica e sociale di tutti i giorni. Io credo che questa debba essere una delle funzioni che il Presidente della Regione può esercitare, oltre, naturalmente, a tutte le funzioni che gli sono attribuite dallo Statuto e dalla Costituzione.
Un altro argomento che non è citato in questo articolo è il ruolo che il Presidente della Regione deve avere nei confronti della divulgazione dell'azione di governo, e quindi la disciplina della partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive. Al riguardo c'è qualcosa che non può accadere nemmeno per il Presidente del Consiglio regionale. Mi scusi, onorevole Spissu, se la cito, ma siccome si è già verificato che il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione abbiano partecipato a trasmissioni televisive in rappresentanza esclusivamente partitica o di parte, credo che il Presidente della Regione, nel momento in cui appare in trasmissioni televisive, debba essere buon interprete delle esigenze della maggioranza, ma anche del parere delle opposizioni. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Signor Presidente, con l'articolo 19 si definiscono le funzioni che si intendono attribuire al Presidente della Regione. Si tratta indubbiamente di un tassello importante della forma di governo della Regione, che naturalmente non contrasta, e non potrebbe essere diversamente, con i precedenti articoli 13, 13 bis, 13 ter, 13 quater e così via, che definiscono le funzioni attribuite al Consiglio regionale, né con il successivo articolo 21, che indica le funzioni che sono attribuite all'organo esecutivo collegiale, cioè alla Giunta regionale. E' certamente coerente con il sistema a elezione diretta del Presidente; non è - e su questo vorrei concentrare il mio intervento - né potrebbe essere in contrasto con il principio che è stato confermato nell'articolo 18, però, se immaginassimo una modifica virtuosa, un adeguamento, dopo trent'anni, della nostra legge di organizzazione, la numero 1 del 1977, al fine di avere un'organizzazione amministrativa della Regione più moderna, più funzionale, più adeguata alla Sardegna di oggi e al contesto in cui si trova, forse anche la proposta che stiamo discutendo, vista in quest'ottica, e il lavoro fatto sin qui non sarebbero in contrasto neanche con un cambio di sistema. Penso che anche nell'eventuale passaggio a un sistema a elezione indiretta da parte del Consiglio molto probabilmente, fatta eccezione per la lettera c), che prevede la nomina e la revoca degli Assessori, che è un dispositivo coerente con l'elezione diretta del Presidente, l'impianto dell'articolo 19 sarebbe comunque traslabile o utilizzabile, ovviamente con le dovute correzioni del caso. Verrebbe, per esempio, riproposta l'espressione della legge numero 1 per cui il Presidente della Regione propone al Consiglio regionale la nomina degli Assessori. Questo lo dico, senza alcun intento provocatorio, perché il dispositivo dell'articolo 19 è in larga misura mutuato non solo dalla legge numero 1 del 1977, che pur non avendo il rango di legge statutaria, è una legge fondamentale della nostra organizzazione regionale, ma anche da alcuni principi contenuti nell'articolo 121 della Costituzione e anche nell'articolo 95, che definisce il rapporto tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri.
Si potrebbe, quindi, obiettare che questa sintesi rafforza la funzione di direzione politica dell'organismo collegiale e non dell'organismo monocratico. Quindi l'Esecutivo è visto non come una squadra di collaboratori, ma come organismo - tra l'altro è un principio statutario - appunto collegiale e non di supporto. Ora, questa critica, questa obiezione dovrebbe venire da chi sostiene un'idea presidenzialista molto più accentuata, con una separazione molto netta da questo punto di vista, senza invasioni di campo. Invece, il tentativo che è stato fatto, secondo me correttamente, è quello di mutuare il sistema parlamentare, non il sistema prettamente presidenziale.
Infine, tutto ciò che non è precisamente definito, e vengo alle funzioni trasversali, dovrà essere completato successivamente. Sono d'accordo con lei, collega La Spisa, sul fatto che alcune delle funzioni trasversali e strategiche che il Presidente esercita, in maniera sussidiaria o con altri sistemi, debbano essere riviste alla luce delle esigenze di un moderno Esecutivo, per stabilire quali sono, in che cosa consistono, quali parti sono trasversali e strategiche e quali no. Questo vale per la programmazione, ma anche per il personale. Penso che la delega di tali funzioni, che non è affidata a un decreto o a un provvedimento di decretazione del Presidente, sia stata prevista in questa formulazione sulla base di precise normative di legge, ed è appunto ciò di cui noi dovremmo discutere in quest'Aula. Ora, anche questa scelta delinea non un carattere, come dire, dettato da esigenze contingenti, ma un quadro più organico, che viene costruito tenendo conto delle esigenze della macchina amministrativa regionale, della sua organizzazione, ma anche delle esigenze che la società sarda pone a una moderna democrazia, e quindi anche a un modo di esercitare il governo che non può più essere, qualsiasi sistema scegliamo, sia esso presidenziale o parlamentare, uguale a quello di trent'anni fa.
Queste, in sintesi, sono le scelte che abbiamo fatto e che non sono qui tutte definite, ma debbono essere completate in un quadro di garanzie certe, sia nel caso dell'attribuzione delle cosiddette funzioni trasversali agli Assessori, sia nel caso della nomina dei delegati, sia in tutti gli altri casi che saranno definiti in maniera puntuale e precisa attraverso una legge organica di riorganizzazione regionale. Queste sono le scelte di principio contenute nell'articolo 19, che non esautorano il Consiglio e non delineano né un monarca né un gerarca, anzi fanno parte della cultura democratica di molta parte delle società occidentali, in modo particolare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che l'articolo 19, che ci apprestiamo a votare, sia un esempio abbastanza eclatante di come questo disegno di legge statutaria sia purtroppo confuso e mal digerito sia da quest'Aula sia dalla stessa maggioranza. Alla fine, questa legge rischia di venire approvata non da una maggioranza riformista di questo Consiglio regionale, ma semplicemente da una minoranza che avrà avuto ragione numerica di tante altre minoranze che all'interno di questo consesso rappresentano sensibilità diverse. Se così fosse, assessore Dadea, non sarebbe, purtroppo, una vittoria né della Giunta né della maggioranza e neanche delle regole e della democrazia in Consiglio. Sarebbe, invece, il risultato di quella mancanza di concertazione all'interno del Consiglio regionale che noi Riformatori abbiamo tante volte denunciato durante la discussione di questa legge.
Non è possibile, colleghi, che anche per quanto riguarda l'articolo 19 ci sia la percezione che sui temi fondanti della legge statutaria si navighi a vista, si brancoli nel buio, e che neanche all'interno di quella che è la maggioranza politica di questa Consiglio regionale ci sia una condivisione di quelli che dovrebbero essere gli elementi cardine di questa legge. Nel senso che, sfogliando gli emendamenti presentati da autorevoli colleghi della maggioranza consiliare purtroppo non si può che rimanere sconcertati nel valutare come lo spirito stesso della legge evidentemente non sia stato digerito e venga comunque portato avanti da quella che è, ripeto, la minoranza più forte.
E allora, noi stiamo consegnando alla Regione Sardegna una legge rinforzata giuridicamente, destinata a durare negli anni, che verrà portata in porto da una robusta minoranza, che però non sente il bisogno, né sui singoli aspetti né sull'impianto generale, di continuare un ragionamento in Aula, impone tempi tecnici di approvazione difficilmente compatibili col ragionamento stesso (stante che al 26 febbraio quest'Aula aspetta ancora di iniziare la sessione di bilancio) e trascina stancamente la discussione sulla legge statutaria in un clima abbastanza distratto, ben sapendo che temi importanti quali quelli che dovranno essere discussi durante la manovra finanziaria aspettano ancora di essere introdotti all'attenzione della Commissione consiliare e poi dell'Aula. Credo che questa sia una responsabilità grossa della Giunta regionale, nel senso che la scelta dei tempi di discussione della statutaria non è stata neutra, in quanto ben si sapeva che il risultato sarebbe stato quello di procrastinare la discussione di una legge contingentemente assai più importante, cioè la legge finanziaria, e che, per contro, alla statutaria sarebbero stati riservati, probabilmente, tempi di discussione e un clima di attenzione in Aula assolutamente inadeguati all'importanza dell'argomento trattato. E', ripeto, una responsabilità grossa di cui la Giunta regionale sicuramente pagherà le conseguenze. E di fatto le sta pagando già per quanto riguarda l'articolo 19 di questa legge, che, ripeto, è fortemente contraddittorio, in quanto introduce una serie di figure ibride che rappresentano il tentativo di trovare dei meccanismi di equilibrio tra parlamentarismo e presidenzialismo che non sono stati in nessuna maniera digeriti da coloro i quali hanno scritto la legge e ora la stanno conducendo verso l'approvazione.
Quando si introduce la figura del Vicepresidente, bisogna aver chiaro che cosa questo significa, cioè bisogna avere un ordito di legge che al Vicepresidente assegna un ruolo. In quel caso sarebbe evidente la scelta verso un modello di tipo parlamentarista, in cui il Presidente viene eletto dal Consiglio regionale e non più dal corpo elettorale, per cui è ovvio che vi debbano essere uno o più Vicepresidenti che possano surrogare il Presidente, che è semplicemente un garante dell'Assemblea parlamentare. Ma nel momento in cui si opta per il modello presidenzialista, che figura è quella del Vicepresidente? In che cosa il Vicepresidente può o deve surrogare il Presidente, dal momento che il legame tra il Presidente e l'Assemblea consiste solo nel fatto che entrambi sono eletti dallo stesso delegante, cioè dal corpo elettorale? La figura del Vicepresidente ha ben poco senso se introdotta in un modello che si ribadisce essere a tutti gli effetti di tipo presidenzialista.
Per contro, laddove si potrebbe veramente incidere su quello che è un accumulo di poteri nell'ambito delle stesse funzioni non si interviene. Per quanto riguarda, infatti, le funzioni attinenti alla programmazione - cioè funzioni che di norma vengono assegnate nell'ambito di una Giunta che è diretta emanazione del Presidente, perché fanno parte di quel potere esecutivo che il cittadino attribuisce, nel sistema presidenziale, direttamente al Presidente - sono delegate in maniera legittima, doverosa e ragionevole a un Assessore legato istituzionalmente, per la stessa modalità di nomina e di revoca, al Presidente, però questo comporta che l'attività di programmazione non sia concentrata nelle mani della stessa figura a cui l'articolo 19 attribuisce poteri forti, precisi, ben connotati e tali da garantire la piena esplicazione delle funzioni che al Presidente vengono attribuite dall'elettorato. Quindi, anche nell'articolo 19 riecheggiano gli stessi incidenti di percorso, le stesse indecisioni, la stessa mancanza di una visione d'insieme che sono frutto di una digestione troppo veloce o, comunque, non ragionevole di ciò che è contenuto nella legge statutaria.
Una parola andrebbe spesa anche per quanto riguarda altre figure ibride previste in questo articolo, basti pensare ai delegati. Abbiamo detto che uno degli obiettivi della Regione è quello di arrivare a una semplificazione delle funzioni dell'Esecutivo nonché di quelle dell'Assemblea. Noi Riformatori abbiamo sostenuto la necessità di ridurre il numero dei consiglieri regionali, che è assolutamente e immotivatamente elevato rispetto al ruolo dell'Assemblea e che determina ritardi, incongruenze e difficoltà nell'esercizio della funzione legislativa, ma è altrettanto sostenibile la necessità di ridurre il numero degli Assessori. La presenza di dodici Assessori ha poco senso; ridurli a otto e poi aggiungere due delegati e, come previsto all'articolo 20, addirittura un sottosegretario, senza nessuna competenza, per altro, significa reintrodurre dalla porta ciò che si sta facendo uscire dalla finestra.
Quindi non ha nessun senso, se si ritiene davvero che si debba andare verso una semplificazione anche degli organi che esercitano rispettivamente il potere legislativo ed esecutivo, mantenere sostanzialmente l'impianto che oggi noi vediamo essere assai poco funzionante nell'ambito dell'attività istituzionale di cui siamo partecipi.
Allora, signori Assessori, colleghi della maggioranza, ancora una volta l'articolo 19 dimostra come su questa legge la convinzione da parte vostra sia assai scarsa e alla fine la legge sarà condotta al voto finale non da una maggioranza trasversale che condivide il ragionamento sulle riforme, come forse sarebbe stato giusto, visto che stiamo discutendo di regole, ma da una minoranza forte del Consiglio regionale, che riuscirà a passare sotto mille forche caudine portando avanti un proprio progetto che, inevitabilmente, finirà per essere assolutamente contraddittorio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
L'emendamento numero 795, che era stato qualificato come sostitutivo totale, in realtà è da qualificarsi come soppressivo parziale.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, infatti l'avevamo sospeso. Ci ritorno casomai alla fine.
PRESIDENTE. Bene.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sugli emendamenti numero 536, 256, 537, 311, 183, 102, 538, 539, 257, 540, 541, 542, 543, 104, 160, 259, 544, 545, 162, 546, 547, 734, 548, 549, 550, 105, 184, 210, 260, 551, 735, 255, 359, 370, 552, 258, 553, 103, 690, 361, 554, 555, 556, 557, 558, 203, 360, 556, 557, 558, 203, 360, 560, 561, 559, 185, 200, 199 e 562 esprimo parere contrario. Invito i presentatori a ritirare gli emendamenti numero 320 e 312 e 759, sui quali esprimo altrimenti parere contrario. Sull'emendamento numero 229 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 809?
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Probabilmente si tratterà di curare ancora qualche aspetto relativo alla formulazione, però l'emendamento numero 809 è accolto. Mentre dell'emendamento numero 795 chiedo il ritiro. Sull'altro emendamento sospeso, il 696, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Poiché l'emendamento numero 795 è sostanzialmente contenuto nell'emendamento numero 809, invito i presentatori a ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 536. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 795.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, chiedo scusa, è in votazione l'emendamento numero 536, a firma Diana, Liori e più.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi l'emendamento numero 795 è aggiuntivo, non sostitutivo totale?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 795, come abbiamo detto, è in realtà soppressivo parziale ed è stato abbinato all'emendamento numero 696. Emendamenti sostitutivi totali non ce ne sono.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi cosa stiamo votando adesso, scusi?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 795 non è più sostitutivo totale, in realtà non lo è mai stato, lo hanno classificato così i presentatori, ma è compreso tra gli emendamenti soppressivi.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi è in votazione l'emendamento numero 536.
PRESIDENTE. Adesso siamo all'emendamento numero 536.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 536, vorrei invitare l'onorevole Francesco Sanna a seguire anche il nostro lavoro, essendo lui uno di quelli con cui forse in altri tempi avrei potuto dire: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!" Per alcuni è così, per altri no, perché vedo che c'è una rincorsa intrepida ad aumentare i poteri di sua maestà il Presidente. E questa è veramente una cosa anche offensiva nei confronti del Consiglio regionale. Guardate che noi non stiamo discutendo soltanto la legge statutaria; stiamo discutendo la statutaria e nel contempo stiamo portando la legge finanziaria, che, come ho detto alcuni giorni fa, prevede ulteriori poteri: la soppressione di tutti gli uffici politici degli Assessorati, una maggiore flessibilità elasticità per il personale dirigente, la rotazione degli incarichi biennali, maggiore autonomia del Presidente nella scelta del personale cui conferire incarichi di natura dirigenziale, con l'ampliamento delle percentuali dei dirigenti da attingere dall'esterno. Se a questo sommiamo il sottosegretario alla Presidenza e due delegati il risultato è quello di mantenere inalterata la posizione della Giunta, con una preminenza del Presidente della Regione che mi sembra abbastanza evidente.
Se pensiamo che la pubblicità istituzionale è nelle mani del solo Presidente, che esiste un unico documento di spesa (quindi gli Assessori non c'entrano nulla, perché è il Presidente che redige il documento di spesa ed è lui che dà gli ordini ai diversi Assessori), che il Presidente ha il controllo sulla informatizzazione della Regione, posto che ha tolto i poteri al qui presente Assessore degli affari generali e ha preso in mano interamente l'informatizzazione della Regione, e che la programmazione è ugualmente nelle sue mani, dico io, ma cosa stiamo facendo? Riflettete un attimo: perché scrivere queste cose? D'altra parte parlate di Vicepresidente, onorevoli colleghi, ma la figura del Vicepresidente è prevista dalla legge nazionale. Così come noi abbiamo eletto Soru, Soru avrebbe dovuto nominare il Vicepresidente, invece non l'ha mai nominato! E cosa ha fatto la maggioranza? Zero! Non ha mai sollecitato la nomina del Vicepresidente, nonostante sia prevista dalla stessa norma di legge che è stata applicata per eleggere Renato Soru Presidente della Regione. Quindi diamoci una calmata e non diciamo che il Presidente della Regione ha gli stessi poteri. No, i poteri che prima ha usurpato, adesso vengono motivati giuridicamente e aumentati fino all'inverosimile. Tant'è che non abbiamo nulla da aggiungere a tutti i commenti che abbiamo già fatto, però, vi prego, ragionate sulle cose che stiamo facendo e non banalizzate un argomento che, invece, a me pare importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto dichiaro il mio voto contrario a questo emendamento e ne approfitto per dire - così economizziamo il tempo - che l'emendamento numero 311, da noi presentato, verrebbe ritirato se ci fosse una precisazione da parte della Giunta e anche del Presidente della prima Commissione. Nel senso che questo emendamento ha l'obiettivo di escludere la potestà in capo al Presidente di articolare diversamente da quanto previsto dalla legge le deleghe attribuite agli Assessori, promuovendo e coordinando l'attività degli stessi.
Onorevole Diana, io ho vissuto buona parte della mia vita come funzionario della pubblica amministrazione regionale, quindi mi sono trovato più volte in circostanze nelle quali forse non era un limite, ma era una delle condizioni del sistema parlamentare che a noi continua a convincere di più, che il Presidente non fosse così autorevole come altri componenti della Giunta regionale. Addirittura vi sono stati componenti della Giunta che pesavano politicamente più del Presidente ed erano in condizioni di orientare più di lui la politica della Giunta e anche l'operatività amministrativa. In questo caso, noi ci ritroviamo in una condizione nella quale il Presidente della Regione ha non solo il diritto ma, a nostro avviso, anche il dovere di promuovere l'attività degli Assessori nel quadro di un indirizzo politico che deve essere unitario, perché non è pensabile - e su questo mi piacerà tornare nel corso di altre dichiarazioni di voto - che ci siano rami di amministrazione che debbono essere trascinati e che non sono stimolati, sin dall'inizio, a dare il meglio di sé e a raggiungere gli obiettivi programmatici stabiliti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 536, Presidente, e per dire che non sono d'accordo sulle considerazioni fatte dall'onorevole Uras.
Credo che non spetti al Presidente promuovere l'attività amministrativa, perché se così fosse ci staremmo dimenticando che esiste il Consiglio regionale. Io sono d'accordo sull'idea che il Presidente debba mantenere l'unità e l'indirizzo politico e che debba coordinare l'attività degli Assessori, ma, detto in questi termini, sembra che se non promuove lui qualcosa non accada nulla. Allora, decidiamoci: o leviamo dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 19 la parola "promuovendo" o la sostituiamo con "imponendo". Non ci sono altre strade, onorevole Uras. Chi promuove l'azione amministrativa? Ci sono le leggi e i regolamenti che vengono approvati dal Consiglio regionale e c'è una parte attuativa che spetta alla Giunta regionale. La promozione dello sviluppo come avviene? Per mezzo di disegni di legge della Giunta, approvati pur sempre dal Consiglio regionale, o di proposte di legge del Consiglio regionale. Ecco perché io dico che il Presidente non deve promuovere un bel niente, ma deve coordinare. Non è stato fatto a caso questo emendamento, onorevole Uras, ma con convinzione.
Credo, quindi, che il termine "promuovendo" sia inopportuno, assolutamente inopportuno!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 536.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 22
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 311 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 183.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, il consigliere Uras ha domandato di parlare sull'emendamento numero 311. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sul ritiro di questo emendamento ho leggermente anticipato i tempi, perché mi aspettavo una considerazione da parte della Giunta e del Presidente della Commissione, senza la quale l'emendamento non verrà ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Confermo che l'intendimento dell'articolo 19, ripetuto anche nel primo comma dell'articolo 21, è proprio quello di affidare a una legge la definizione dell'organizzazione generale degli Assessorati. Questo è un impegno in re ipsa, è già nel testo, per cui lo confermiamo volentieri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi scuso con l'onorevole Uras, ma non avevo sentito quella parte del suo intervento che, appunto, sollecitava un pronunciamento anche da parte della Giunta.
Mi pare che gli emendamenti che sono stati introdotti all'articolo 19, ma soprattutto il primo comma dell'articolo 21 siano estremamente chiari. E, cioè, tutto ciò che riguarda sia l'attribuzione degli incarichi agli Assessori sia, eventualmente, le funzioni strategiche di cui si parla nella lettera i) deve essere definito attraverso una legge ordinaria. Questo lo abbiamo detto in maniera molto netta e precisa e lo ribadiamo. Ripeto, tutta questa materia è demandata a una legge ordinaria che seguirà l'iter consiliare, durante il quale il Consiglio potrà esporre tutte le sue motivazioni.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 311 è quindi ritirato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 183.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: CAPELLI.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LADU - MURGIONI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 38
astenuti 3
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 102, che è identico al 538.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, un breve intervento, in questa serata, per rimarcare che assisto inerme - sto scegliendo il termine - a uno scempio! A uno scempio dello Statuto sardo e delle dichiarazioni stesse dei colleghi, che sono state alquanto contraddittorie nell'arco della giornata; contraddittorie rispetto ai principi e agli statuti che muovono alcuni partiti qui rappresentati in particolare dalla maggioranza. Cioè, si sta precostituendo un'organizzazione dei poteri e delle istituzioni che, davvero, non posso che definire - come ha fatto poc'anzi il collega Floris - inconsapevole, probabilmente inconsapevole di quello che si sta creando e del mostro che si sta costruendo.
Mi auguro vivamente che voi non abbiate modo, nella prossima legislatura, di pentirvi di quello che state facendo, perché state offrendo uno strumento al prossimo Governo regionale. Questo ormai lo stiamo vivendo e mi sembra che ben poco ci sia da fare con la ratio, con la ragione, che è contraria a qualsiasi azione voi stessi state portando avanti. E' realmente un segno di grande irresponsabilità e la lettera d) dell'articolo 19 ne è un esempio significativo: si attribuisce al Presidente il potere generale di nomina, ma soprattutto si stanno precostituendo leggi che attribuiscono al Presidente il potere di nomina. E tutto questo sta passando sotto una sorta di silenzio assenso, un pericolosissimo silenzio assenso che, a mio avviso, sta facendo rivoltare nella tomba i padri costituenti, i padri dello Statuto sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario agli emendamenti numero 102 e 538 e per spiegare all'onorevole Diana che cosa significa per me il termine "promuovere". Soprattutto in questa accezione, cioè quando si dice che il Presidente "mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli Assessori", promuovere non significa dire a un Assessore: "Fai questo, non fare quello", ma significa altro. Cioè significa - così io l'ho inteso - che nell'ambito delle attività complessive della Giunta, in attuazione del programma di governo, si stabiliscono le priorità e quindi anche l'iniziativa dei singoli rami dell'amministrazione si deve inserire, e quindi va promossa, con una sinergia di sforzi verso gli obiettivi comuni. Promuovere ha per me questo significato.
Ma la lettera d), di cui si propone addirittura la soppressione, prevede esattamente quello che già oggi avviene, in forza della legge, in tantissimi casi, perché l'espressione "previa deliberazione della Giunta regionale è nominato dal Presidente con proprio decreto" noi la troviamo nella stragrande maggioranza degli articoli di legge che istituiscono o regolano l'attività di enti, aziende, agenzie e istituzioni. In questo caso, poiché il termine istituzioni ha un significato molto ampio, andrebbe chiarito che cosa si intende per istituzioni. Probabilmente si intendono soggetti giuridici che svolgono attività specifiche di carattere istituzionale, e quindi questo aspetto andrebbe chiarito meglio da parte della Giunta e del Presidente della Commissione. Abrogare una norma che, invece, è ordinariamente già in capo al Presidente, significa, a mio avviso, complicare l'ordinamento e la funzionalità dell'amministrazione regionale.
(Non sono approvati)
Passiamo all'emendamento numero 539.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). La lettera e) dell'articolo 19 è piuttosto singolare, in quanto prevede ciò che è già previsto nella legge di bilancio. Parlo del Piano regionale di sviluppo, del DAPEF e dei tempi che ci siamo dati per la verifica annuale - e non di metà legislatura - del programma di governo, che viene sostituito dal Programma regionale di sviluppo. Per cui trovo alquanto incoerenti, rispetto alle leggi date e alle riforme fatte in materia di bilancio, le enunciazioni contenute nella lettera e).
Ma la domanda che mi viene da porre ai colleghi, per completare il ragionamento precedente, è se davvero essi siano convinti che, considerato il livello della discussione della legge statutaria e vista la necessità per ognuno di noi, me per primo, di giustificare le proprie azioni e le proprie decisioni su emendamenti e articoli di chiara irresponsabilità istituzionale, quest'Aula sia in grado di modificare lo Statuto della Sardegna. Forse la risposta sta proprio nella qualità, nello spessore e nella coerenza delle discussioni che si portano avanti in quest'Aula in tema di riforme. Domando se tutto questo può realmente legittimare quest'Aula a modificare lo Statuto della Sardegna e se essa ne sia all'altezza. E' chiaro che al peggio non c'è mai limite, ma credo che anche alcuni limiti non vadano mai superati.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io ritengo, al contrario dell'onorevole Capelli, che quest'Aula abbia tutta l'autorevolezza per fare ciò che sta facendo. Per quanto ci riguarda, il Consiglio sta lavorando con il massimo dell'impegno e anche con una certa qualità. Certo si sarebbe potuto evitare di presentare tutta una serie di emendamenti; ho contato circa sessanta emendamenti all'articolo 19, per la maggior parte soppressivi di commi o lettere dell'articolo. Come l'emendamento numero 539 che, peraltro, rappresenta - ricordo il dibattito di qualche giorno fa - una delle ipotesi che venivano proposte, anche in maniera più esasperata, dai colleghi Riformatori, i quali ritenevano che a metà legislatura si dovesse fare il punto della situazione e persino porre in essere una procedura di valutazione stringente, tale da determinare eventualmente una sorta di decadenza dell'organo di governo e del Consiglio regionale in ragione della qualità dell'attuazione del programma di governo.
Ripeto, c'è uno sforzo da parte di alcuni di inquadrare il tema. A me pareva che l'elemento più rilevante dell'articolo 19 riguardasse l'opportunità che la composizione della Giunta, che è un organo collegiale, che è un organo diverso dal Presidente e dal Consiglio regionale e che deve agire con un certo ambito di autonomia rispetto agli altri organi di governo, fosse sottoposta alla valutazione del Consiglio regionale o delle Commissioni di merito, attraverso le quali si articola il Consiglio. Per cui forse sarebbe stato utile, lo dico anche ai colleghi della minoranza, concentrarsi su un tema significativo piuttosto che disperdersi nella discussione di tanti emendamenti che purtroppo hanno sapore ostruzionistico.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 257 e 540, il cui testo è identico.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 257 e 540.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Ibba ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 41
maggioranza 21
favorevoli 2
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 696 e 795.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 795 è ritirato.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 104, 160, 259, 320 e 544, che sono identici.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che ancora di più vada sottolineato come la lettera i) del comma 1 dell'articolo 19 rafforzi ulteriormente la posizione del Presidente. L'espressione "cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale" è, per quanto mi riguarda, incomprensibile. Ma anche "l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge" rappresenta un altro aspetto incomprensibile delle funzioni che si vogliono attribuire o riconoscere in modo particolare al Presidente della Regione. Allora, mi chiedo quale sia il senso della lettera i), posto che non si capisce quali competenze siano attribuite al Presidente.
A me pare che l'intero articolo sia molto pericoloso perché, appunto, si parla di funzioni strategiche della Regione, come la comunicazione istituzionale, ma non va bene che traspaia che vengono attribuite funzioni di gestione, anche se mascherate dal termine "cura", perché la formulazione letterale della lettera i) lascia intravedere una responsabilità di gestione che, come voi sapete, non può essere posta in carico all'organo politico e tanto meno al Presidente. La gestione è attribuita, appunto, agli organi amministrativi, e quindi dirigenziali, dell'organizzazione regionale. Questo termine lascia trasparire la volontà di assegnare anche funzioni di gestione e credo che questa norma si presti a interpretazioni ulteriormente pericolose per quanto riguarda le funzioni attribuite al Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore di questi emendamenti soppressivi e devo dire che ho qualche preoccupazione, perché credo di aver capito che la lettera i) dell'articolo 19 potrebbe essere sostituita con l'emendamento numero 809, a sua volta sostitutivo dell'emendamento numero 759.
La lettera i), che noi non condividiamo, ha perlomeno il pregio della chiarezza, nel senso che si capisce bene quali sono le funzioni che vengono attribuite alla Presidenza della Giunta. Noi non condividiamo, in particolare, il fatto che la Presidenza della Giunta possa esercitare azioni inerenti all'attività di programmazione e abbiamo presentato degli emendamenti soppressivi sia dell'intera lettera i) sia della sua parte più critica. Però, sicuramente la lettera i) ha il pregio della chiarezza, mentre l'emendamento numero 809 questo pregio purtroppo non ha, nel senso che è anche scritto male in italiano. Lo anticipo così forse, nel decidere quale testo è da mettere in votazione, riusciamo a comprenderci sulle cose che vogliamo dire.
Le prime tre righe dell'emendamento numero 809 sono anch'esse altrettanto chiare, mentre non si capisce se le ultime due righe siano rette dal periodo precedente oppure abbiano una loro vita autonoma. Pertanto, alla fine della terza riga, credo debba esserci un punto e non un punto e virgola. Sarebbe utile, nel momento in cui scriviamo le leggi, che fosse perlomeno chiaro che cosa il Consiglio regionale intende che sia contenuto nel testo, altrimenti corriamo il rischio di sostituire una parte della legge, e cioè la lettera i) dell'articolo 19, che noi non condividiamo, con un emendamento che purtroppo non consente neanche al legislatore o a una parte dell'Assemblea legislativa di capire che cosa si intende dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 104 e di quelli che riguardano e riportano lo stesso contenuto. Il tentativo apprezzabile dell'emendamento numero 809 resta, dal mio punto di vista, assolutamente non condivisibile nel contenuto, pertanto il mio voto contrario a questo emendamento corrisponde, ripeto, al voto favorevole all'emendamento numero 104. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, anch'io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 104, soppressivo della lettera i), perché, come ho detto anche nel precedente intervento, questa norma non dovrebbe avere neanche la dignità di norma giuridica, perché è un'offesa al diritto. Abbiamo detto - e vorrei riportarlo all'attenzione dell'Aula - che cosa significa la lettera i), che di fatto sopprime la precedente lettera b), laddove dice che il Presidente della Regione cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale e in particolare la programmazione, le politiche comunitarie e internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale. Significa che queste materie se le prende di peso il Presidente. Peccato che la lettera b) dica il contrario! Mentre prima il Presidente ricopriva anche le vesti di direttore generale della politica della Giunta, adesso si trasforma - come ho avuto modo di dire prima - in un mostro a sei teste, che entra in un bel pezzo di tutti gli Assessorati. E sarebbe molto interessante che gli Assessori, che dovranno essere i supporter del Presidente, dessero un'interpretazione reale di questo fatto, della fine che faranno gli Assessorati e di come saranno gestiti. Saranno soltanto oggetto di provvedimenti che il Presidente porrà in essere motu propriu, senza che nessuno possa dire nulla. Ed è un'offesa ulteriore la chiusura della lettera i): "tali funzioni, possono essere delegate agli assessori". E' anche, dico io, poco ragguardevole nei confronti di chi andrà a ricoprire l'incarico di Assessore.
Pertanto, ripeto, voto a favore di questo emendamento. Grazie.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551, che sono identici.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo solo sottolineare che la soppressione di questo comma è dovuta al fatto che il contenuto appare, per così dire, un po' contraddittorio rispetto alle scelte parlamentariste che sostengo. Tra l'altro, viene introdotta, mutuandola dal quadro nazionale, la figura anomala del delegato, che prefigura una sorta di commissario straordinario che opera all'interno della Regione per la realizzazione di specifici progetti e i cui compiti e la cui durata in carica sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge.
Ho presentato un emendamento che definisce meglio il ruolo del delegato, ma ovviamente non è stato preso in considerazione o, per meglio dire, è stato bocciato, quindi non mi sembra di poter sostenere il comma 2 della lettera i). Per cui voterò a favore dell'emendamento numero 184, di cui sono firmataria, e di tutti quelli che sostengono la soppressione di questo comma. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, da considerazioni di partenza esattamente opposte a quelle della collega Caligaris, arrivo però a conclusioni identiche. Cioè non si comprende, nell'ambito del quadro presidenzialista e dei poteri delegati al Presidente, quale sia il ruolo di questi commissari straordinari a progetto che verrebbero istituiti attraverso la legge. Nel senso che ci sembra che le peculiari potestà che sono poste in capo alla figura del Presidente della Regione siano veramente esuberanti rispetto alla funzione dei due delegati, a cui si vuole dare una dignità straordinaria, al punto da inserirli nella legge statutaria.
Noi riteniamo che il Presidente e la sua Giunta composta da otto Assessori siano più che sufficienti per adempiere i compiti istituzionali che sono posti in capo all'organo esecutivo. L'Esecutivo ha, inoltre, una serie di poteri delegati, come quello relativo alle nomine in enti e istituzioni regionali, attraverso i quali esplica interamente il potere esecutivo che gli viene attribuito. La reintroduzione di mezzi Assessori, di figure commissariali o comunque di figure alle quali verrebbe attribuito un potere che non si sa come sia normato, quale obiettivo avrebbe e quale controllo potrebbe essere esercitato su di esso da parte del Consiglio regionale, mi sembra, francamente, che non rafforzi in nessuna maniera le prerogative del Presidente e introduca anzi una figura ibrida, assolutamente difficile da comprendere nelle sue connotazioni e nelle sue peculiarità. Non si capisce, infatti, né quale attività possa esserle delegata dalla Giunta e dalla Presidenza regionale, né quale rapporto abbia con la funzione consiliare. Pertanto, meglio sarebbe, in un'ottica di razionalizzazione e riduzione delle figure esecutive che sono comunque previste nella legge, che il numero degli Assessori venisse fissato definitivamente e in maniera inequivocabile in un massimo di otto e che queste figure intermedie, che a nulla servono se non a creare ulteriore confusione, vengano abolite, per non frammentare il quadro del potere dell'Esecutivo, anziché renderlo - come forse è nelle intenzioni del legislatore - più elastico e dinamico.
Ribadiamo, quindi, il nostro voto favorevole alla soppressione del comma 2 della lettera i).
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - LOMBARDO - SANJUST -SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 43
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 5
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
L'emendamento numero 255 è decaduto per effetto dell'approvazione dell'articolo 13. L'emendamento numero 322 è stato trasferito dall'articolo 13.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, gli emendamenti numero 322 e 359 sono ritirati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 552.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 552.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: SANNA Matteo.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: AMADU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 39
astenuti 1
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 809, sostitutivo dell'emendamento numero 759.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Come avevo preannunciato esprimendo il parere favorevole su questo emendamento, c'è la necessità di formulare meglio l'ultimo periodo…
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, faccia la sua dichiarazione, per gentilezza, o se ha bisogno di qualcosa avanzi delle proposte.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE. Lei sta parlando per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 809.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. L'emendamento numero 809 non è stato ritirato, vero?
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la prego, si rivolga alla Presidenza e faccia la sua dichiarazione di voto.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Dicevo che la proposta è quella di riformulare le ultime righe dell'emendamento numero 809, e cioè il periodo "L'ordinamento, l'organizzazione e nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori sono definite dalla legge" è sostituito con: "L'ordinamento, l'organizzazione e le modalità di eventuale delega delle suddette funzioni agli assessori sono definite dalla legge".
Nel riconfermare il parere favorevole sull'emendamento, avanzo questa proposta, che non so se definire emendamento orale, perché, di fatto, non intacca il contenuto dell'emendamento, ma precisa il senso dell'ultimo capoverso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ringrazio l'onorevole Pinna, perché anche il mio obiettivo, prima di esprimere il voto sull'emendamento, sarebbe quello di capirne il contenuto.
Onorevole Pinna, se nell'emendamento numero 759 dopo la parola "istituzionale" c'è un punto e virgola, significa che la frase è sempre retta da "il Presidente della Regione" e a seguire "cura le funzioni strategiche" e ciò che viene dopo i due punti e il punto e virgola, ossia "l'ordinamento, l'organizzazione". Quindi, se non ho mal capito voi ritenete che l'ordinamento, l'organizzazione e la delega delle funzioni agli Assessori debbano essere affidati a una successiva legge che decide in merito. Insomma, dopo la parola "istituzionale" ci vorrebbe un punto e quindi la frase che comincia con "l'ordinamento" dovrebbe essere a sé stante e iniziare con la lettera maiuscola.
Vorrei capire se questo è. Se lo fosse sarebbe già più interessante, perlomeno si capirebbe quello che volete dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi pare che la precisazione dell'onorevole Vargiu sia utile, perché separando il periodo con un punto si chiarisce che la legge interviene nell'ordinamento, nell'organizzazione e nelle modalità di delega eventuale di quelle funzioni agli Assessori.
Credo che questo emendamento sia assolutamente utile e vada nella direzione che per altro noi avevamo richiesto prima, cioè attribuire alla legge la competenza della gestione delle diverse deleghe di governo poste in capo al Presidente e ai componenti della Giunta. Quindi il nostro voto sarà assolutamente favorevole, con le precisazioni fatte dagli onorevoli Pinna e Vargiu poc'anzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, oltre che per dichiarare il voto, intervengo per dire che credo si sarebbe dovuto prendere in esame anche l'emendamento numero 559, che formula in maniera ancora diversa il testo in esame.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento numero 809 è infatti sostitutivo totale dell'emendamento numero 759.
DIANA (A.N.). Ma noi stiamo parlando dell'emendamento numero 559.
PRESIDENTE. Lei sta parlando di un altro emendamento, che non è in discussione in questo momento.
DIANA (A.N.). Ho capito che non è in discussione, ma il testo dell'emendamento a cui mi riferisco è praticamente simile e non ho capito perché non ne dobbiamo parlare adesso. Quando dovremmo parlarne? Poi se lo volete discutere domani, discutetelo domani!
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento di cui lei è primo firmatario, il numero 559, è stato presentato come emendamento aggiuntivo, ma in effetti è sostitutivo.
DIANA (A.N.). Certo.
PRESIDENTE. Allora lo spostiamo e viene discusso assieme all'emendamento numero 759. Viene messo in votazione per primo l'emendamento numero 809 e poi, eventualmente, i due emendamenti originali.
DIANA (A.N.). Ovviamente annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 559. Mi è, però, sembrato di capire che nessuno si sia preso la briga di leggere questo emendamento, che grosso modo dice le stesse cose, ma credo che sia formulato in maniera oltretutto più comprensibile. Infatti questo emendamento dice: "le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge," - e su questo mi pare che siamo d'accordo - "ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione giurisdizionale, sono delegate agli assessori". Come si può pensare di non delegare agli Assessori le azioni trasversali, una volta che sono normate da una legge antecedente? Quindi si norma con una legge e si dà la delega gli Assessori.
Credo che, letto con attenzione, questo emendamento racchiuda in sé tutto ciò che è compreso e che probabilmente non è ancora molto chiaro nel testo dell'emendamento numero 809. Ecco, volevo solo che su questo si prestasse un po' di attenzione, soprattutto da parte dei colleghi della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo dichiarare il mio voto di astensione sull'emendamento numero 809, ma anche rimarcare che l'emendamento numero 559 è diverso dall'809, a mio avviso. Infatti le competenze che sono indicate nell'emendamento numero 809 - ed è il motivo per cui mi astengo e non esprimo un voto contrario, visto lo sforzo che è stato fatto, e che il collega Uras ha messo in evidenza, relativamente alla formulazione della norma, a parte la questione del punto e della successiva lettera maiuscola - vengono delegate per legge agli Assessori, mentre la lettera i) prevede che sia il Presidente della Regione a curare il tutto. Quindi il principio è veramente diverso. Sarei tentata di dire che quello che lei propone, onorevole Diana, è meno rigido di quello che stiamo approvando, però sono due cose diverse, mi permetto di sottolinearlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Scusi, Presidente, intervengo sempre sull'emendamento numero 809 per un'integrazione. Quando si parla delle politiche comunitarie il testo omette di precisare "e internazionali", che invece è nel testo della Commissione. Per cui l'emendamento numero 809 va così integrato: "e le politiche comunitarie ed internazionali".
DIANA (A.N.). L'ho detto nel mio emendamento!
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. No, era già nel testo esitato dalla Commissione, onorevole Diana. Io sono contento del fatto che lei me lo abbia ricordato, però è necessaria un'integrazione perché c'è stato un errore materiale, credo sia chiaro.
Metto in votazione l'emendamento numero 809, così come modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per effetto dell'approvazione dell'emendamento numero 809 decadono gli emendamenti numero 759, 559 e 361.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 556.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intendo fare le stesse considerazioni che ho fatto nella discussione generale. Proprio in questi giorni ci siamo trovati davanti a un vuoto, ed è il vuoto dovuto alla mancanza di un Vicepresidente della Regione. Ora, siamo tutti d'accordo sul fatto che un Vicepresidente nominato e non eletto non possa avere gli stessi poteri del Presidente della Regione - mi riferisco all'intervento dell'onorevole Vargiu -, ma nel momento in cui il ruolo del Vicepresidente coincide, per esempio, con la delega assessoriale al bilancio, l'abbiamo verificato oggi, mi chiedo se non sia opportuno inserire obbligatoriamente all'interno della legge statutaria il fatto che il Presidente della Regione, nel momento in cui si presenta all'Aula per indicare la Giunta, dica anche quale Assessore ricoprirà la carica di Vicepresidente. Io credo che si debba inserire la clausola "obbligatoriamente", altrimenti ci ritroveremo, come in questo momento, nonostante esista una legge che lo prevede, con un vuoto determinato, ripeto, dalla mancata nomina del Vicepresidente. Ritengo, quindi, che questo emendamento sia da accogliere. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, mi permetto soltanto di far osservare - forse capisco male io - che l'espressione "attribuisce a uno degli assessori le funzioni di vicepresidente" non significa che il Presidente ha la facoltà di farlo o non farlo, ma significa che deve farlo per forza. Sto parlando della nomina del Vicepresidente. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 19 dice: "nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente". Quindi il Presidente attribuisce in ogni caso queste funzioni, non ha la facoltà di farlo o non farlo.
DIANA (A.N.). Non l'ha fatto in questa legislatura, Presidente, ha capito? Perché non l'ha fatto?
PRESIDENTE. Per l'amor di Dio, onorevole Diana, la mia era soltanto una precisazione, però, se intende mantenerlo, l'emendamento numero 556 viene messo in votazione così come proposto, ci mancherebbe altro!
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 558 è decaduto per effetto dell'approvazione dell'articolo 13.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 360 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 229. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 560. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mi sono iscritto a parlare perché su questo emendamento pensavo che da parte del Presidente della Commissione e dell'Assessore ci fosse una certa sensibilità, perlomeno per alcuni degli argomenti che sono in esso contenuti.
Ora, non si può dare per scontato che il Presidente della Regione promuova l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e proponga ricorso per i conflitti di attribuzione. Io credo che la tutela della propria Regione sia uno dei ruoli fondamentali del Presidente della Regione e noi, da questo punto di vista, siamo assolutamente assenti. Ci siamo attardati a inserire in questo articolo tutta una serie di funzioni, quelle sì scontate. Voglio dire che scrivere nella legge statutaria che il Presidente "dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile…", tra l'altro "promuovendo" - come ha sottolineato l'onorevole Uras - "e coordinando l'attività degli assessori" è veramente nell'ordine delle cose, ma l'impugnazione delle leggi a tutela del proprio territorio, della propria Regione, credo che debba essere quanto meno codificata, così come deve essere prevista la partecipazione, anche a mezzo di delegati, agli organi dell'Unione Europea competenti a trattare materie di interesse regionale. Cioè, dove intendiamo metterle tutte queste competenze del Presidente della Regione? E per quanto riguarda il conferimento di particolari onorificenze a sardi che si sono distinti, possibile che non sentiate la necessità che il Presidente della Regione abbia anche questa potestà?
Non so che legge stiamo facendo. Per intenderci, presidente Pinna, tutte le funzioni esclusive del Presidente della Regione sono quelle che abbiamo codificato nell'articolo 19 o ce ne sono delle altre? Se ce ne sono delle altre, perché non le avete specificate? Oppure queste sono troppe? Cioè, le pare che promuovere l'impugnazione delle leggi dello Stato e dell'Unione Europea sia, per un Presidente della Regione, un fatto che non debba essere codificato? Lei pensa che questo non debba essere scritto, che sia un fatto normale sollevare il conflitto di competenze? Veramente, rimango allibito davanti alla vostra assoluta chiusura. Dimostrate di non voler accogliere nulla e di voler chiudere immediatamente questa legge, e basta.
PRESIDENTE. C'è stato qualche piccolo problema tecnico per cui il tabellone luminoso non ha indicato lo scadere del tempo, ma ha parlato per tre minuti, onorevole Diana, glielo assicuro. Se vuole le do la parola per concludere.
DIANA (A.N.). No, grazie.
PRESIDENTE. La ringrazio.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 561. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, entriamo adesso in un argomento che probabilmente interessa ancora meno del precedente, però io ho tutto l'interesse a che i sardi sappiano che questo Consiglio regionale dovrebbe a sua volta sapere che il Presidente "rappresenta la Regione nelle trasmissioni televisive cui partecipa ai sensi di quanto stabilito dalla presente legge". Ci sarà un emendamento successivo, perché credo che il Presidente della Regione quando parla nell'interesse dei sardi debba mantenere, comunque, un certo comportamento e usare un certo linguaggio e un certo frasario, astenendosi da atteggiamenti che lo identifichino come capo di una maggioranza. Quindi credo che in questa legge sia da tenere nella massima considerazione l'atteggiamento che il Presidente della Regione deve mantenere nelle trasmissioni televisive a cui viene invitato.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 185. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, vorrei sottolineare un aspetto che, secondo me, invece, non è secondario in merito alla figura dei delegati del Presidente, e cioè la loro estraneità alla Giunta. Sì, lo si presume, onorevole Pinna, ma la presunzione non è norma, è soltanto un'interpretazione che può avvenire o non avvenire e può essere comunque condizionata da chi in quel momento è chiamato a esercitare il ruolo.
Qui si sta soltanto dicendo che i delegati esercitano compiti esclusivamente esecutivi o di rappresentanza. Non mi sembra che sia un emendamento che possa inficiare quanto è contenuto nell'articolo e francamente mi sorprende che non sia stato accolto. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 185.
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 200 e 199 sono decaduti.
Passiamo all'emendamento numero 562. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, Presidente, intendevo parlare sui due emendamenti che sono decaduti, ma non me ne ero resa conto. Quindi rinuncio alla dichiarazione di voto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, vorrei tornare all'emendamento numero 561. Io credo che la partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive debba essere disciplinata da questa legge. Il Presidente è già indisciplinato per natura, spetta a noi disciplinarne la partecipazione a trasmissioni televisive!
Ovviamente non possiamo impedire che il Presidente della Regione partecipi a trasmissioni televisive a carattere giornalistico, ma sarebbe opportuno che il Consiglio regionale o una Commissione del Consiglio regionale indicasse che tipo di giornalista può condurre l'intervista, così come accade, tra l'altro, a livello nazionale, perché non tutti i giornalisti possono essere adatti, debbono essere dei giornalisti ad hoc. "Quando partecipa" - ed è l'aspetto che mi interessa di più - "a trasmissioni televisive, il Presidente della Regione rappresenta l'intera comunità sarda. Nelle sue dichiarazioni deve pertanto farsi portavoce degli orientamenti espressi dalle minoranze del Consiglio regionale, per un tempo proporzionato alla composizione numerica del Consiglio". Credo che non gli stiamo chiedendo tanto! Quando fa dichiarazioni, quando rilascia interviste, ogni tanto il Presidente dovrebbe dedicare un piccolo spazio - proporzionato alla consistenza numerica della minoranza - a quelle che sono le istanze, le esigenze, le sollecitazioni che arrivano dalla minoranza.
Credo che il presidente Soru gradirebbe molto che si approvasse questo emendamento, preso com'è da questo slancio nei confronti della minoranza! Metterlo in norma l'aiuterebbe molto, insomma, sarebbe quasi come dargli una spinta. Peccato, avremmo dovuto far leggere questo emendamento al presidente Soru, perché credo che l'avrebbe condiviso.
(Interruzioni)
Sì, ultimamente è stato colto da uno slancio nei confronti dell'opposizione, pertanto mettere in legge questo punto creerebbe una situazione a lui favorevole. Quindi vi invito a votare a favore di questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per dire semplicemente che voterò contro questo emendamento, perché la statutaria non mi pare la sede opportuna per accogliere norme di questo genere. Credo che il principio che sottolineava l'onorevole Diana debba essere accolto in una norma gerarchicamente superiore alla statutaria, in una norma cioè costituzionale che possa vincolare anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, a cominciare da chi è proprietario di televisioni e ha più dimestichezza con le comunicazioni esterne!
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20, al quale sono stati presentati quarantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti:
Art. 20Giunta e Assessori regionali
1. La Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non meno di otto e non più di dieci Assessori. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale.
2. Il Presidente può nominare un sottosegretario alla presidenza che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta.
3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della medesima. Degli atti della Giunta è data comunicazione per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione.
4. Nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, ciascun genere è rappresentato tra gli assessori in misura non inferiore ad un terzo.
5. Al Presidente, agli Assessori ed al Sottosegretario alla presidenza sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale BIANCU - SANNA - CUCCA - UGGIAS - SABATINI - CUCCU Giuseppe - COCCO - SANNA Simonetta.
Articolo 20
Al Capo IV, l'Articolo 20 è così integralmente sostituito: Giunta e Assessori regionali
1. La Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non meno di otto e non più di dieci Assessori. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale.
2. il consigliere regionale nominato assessore cessa temporaneamente dall'ufficio consiliare per la durata dell'incarico assessoriale. Durante tale periodo, in sua sostituzione esercita l'ufficio consiliare il primo candidato non eletto della stessa lista. Cessato per qualsiasi ragione l'incarico assessoriale, il consigliere regionale riprende automaticamente la titolarità e l'esercizio dell'ufficio consiliare e il consigliere subentrato in sua vece decade, riacquistando la qualità di primo dei non eletti. 4. il consigliere regionale che ha riassunto la titolarità del suo ufficio ai sensi del comma precedente, non può essere nominato assessore nel proseguo della legislatura.
3. Il Presidente può nominare un sottosegretario alla presidenza che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta.
4. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della medesima. Degli atti della Giunta è data comunicazione per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione.
5.Nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, ciascun genere è rappresentato tra gli assessori in misura non inferiore ad un terzo.
6.Al Presidente, agli Assessori ed al Sottosegretario alla presidenza sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale. (781)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 1 dell'art. 20 le parole: "…non meno di otto e…" sono soppresse. (106)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 1 dell'art. 20 le parole: "La carica…" fino a "…regionale." sono soppresse. (107)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 1 dell'art. 20 sono soppresse le parole "La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale". (186)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 sono soppresse le parole da "La carica" a "regionale". (274)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 1, le parole "La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale" sono soppresse. (563)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Articolo 20
Nel comma 1 le parole da "la carica di assessore" sino al termine del periodo sono "soppresse". (736)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Il comma 2 dell'art. 20 è soppresso. (108)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Il comma 2 dell'art. 20 è soppresso. (187)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Articolo 20
Il secondo comma dell'art. 20 è soppresso. (209)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (262)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (275)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (564)
EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (697)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 3 è soppresso. (565)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 5 è soppresso. (566)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 5 dell'art. 20, sono soppresse le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza". (111)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Al comma 5 sopprimere le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza". (263)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 5 le parole "ed al sottosegretario alla Presidenza" sono soppresse. (276)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - VARGIU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Nel comma 5 le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza" sono "soppresse". (702)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Al comma 1 sostituire dopo le parole "che la presiede" con: "e dagli Assessori definiti dall'apposita legge. La carica di Assessore non è incompatibile con quella di Consigliere Regionale. (261)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Articolo 20
Le parole contenute nel comma 1 dell'art. 20 "… e da non meno di otto e non più di dieci " sono sostituite dalle seguenti: "… e da non più di otto". (1)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 1, le parole " e da non meno di otto e non più di dieci Assessori" sono sostituite con: "e dagli Assessori, il cui numero e le cui deleghe sono definiti con legge ordinaria". (567)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 2, le parole " che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta" sono sostituite con: "che non fa parte della Giunta e non partecipa alle sue sedute". (568)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 3 dell'Articolo 20 le parole dopo "medesima" sono così sostituite: "Le delibere della Giunta sono rese pubbliche per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione. Non possono essere modificate se non previo nuovo atto deliberativo". (190)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 3, le parole " il giorno successivo alla"è sostituito con: "due ore dalla". (569)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 4 sostituire le parole "non inferiore ad un terzo" con la parola "paritaria". (191)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CORRIAS - BARRACCIU - LOMBARDO - LANZI - SANNA Simonetta - CERINA - COCCO.
Articolo 20
Al comma 4 dopo le parole "gli Assessori" sostituire le parole "in misura non inferiore ad un terzo" con le parole "in misura paritaria". (333)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Nel comma 4 le parole "in misura non inferiore ad un terzo" sono sostituite dalle seguenti parole "in misura paritaria". (698)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Al Presidente e agli Assessori sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale, in misura non superiore a quelli dei consiglieri regionale. Il Sottosegretario alla presidenza presta la sua opera a titolo gratuito". (570)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 dopo la parola "Assessori" aggiungere ",gli Assessori per essere nominati debbono risiedere ed operare nel territorio regionale della Sardegna da almeno 5 anni". (282)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 dopo la parola "Assessori" aggiungere le seguenti: ",gli Assessori per essere nominati debbono risiedere ed operare stabilmente nel territorio della Regione Sardegna". (336)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1 bis. Non possono essere nominati Assessori i cittadini ineleggibili alla carica di consigliere regionale ai sensi della presente legge". (573)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 2 dell'Articolo 20 dopo il pronome relativo "che" aggiungere le parole "dopo aver giurato fedeltà alla Repubblica e allo Statuto in Consiglio regionale,". (188)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 2, subito dopo le parole "senza diritto di voto" è aggiunto: "e di parola". (571)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Articolo 20
Dopo il comma 2 dell'Articolo 20 è aggiunto il comma 2 bis: "Il sottosegretario alla presidenza è indicato dalla maggioranza tra i consiglieri". (189)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 3 dopo le parole "alla loro adozione", sono inserite le seguenti parole "La comunicazione delle deliberazioni della giunta e degli altri e provvedimenti regionali per via telematica non fa decorrere nessun termine e, segnatamente, non fa decorrere il termine per proporre ricorsi o altri rimedi giurisdizionali o amministrativi avverso i medesimi". (109)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al termine del comma 3, è aggiunto: "Gli atti della Giunta sono accessibili per via diretta a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza e trasparenza, a partire dal giorno successivo alla loro adozione". (572)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 5 dell'art. 20, dopo la parola "Presidente", è aggiunta la parola "e". (110)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Dopo il 5 comma dell'art. 20 è aggiunto il seguente comma 5 bis: "Con successiva legge regionale verrà determinato il numero, l'articolazione e le competenze degli assessorati. Fino a quel momento continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con la presente legge, la legge regionale 7 gennaio 1977 n°1 e successive modificazioni". (112)
EMENDAMENTO aggiuntivo BIANCU - SANNA - CUCCA - UGGIAS - SABATINI - CUCCU Giuseppe - COCCO - SANNA Simonetta.
Articolo 20
Al Capo IV°, Articolo 20, è aggiunto il seguente Articolo 20 bis: Incompatibilità temporanea tra ufficio di consigliere e incarico di assessore
1.Il consigliere regionale nominato assessore cessa temporaneamente dall'ufficio consiliare per la durata dell'incarico assessoriale.
2. Durante tale periodo, in sua sostituzione esercita l'ufficio consiliare il primo candidato non eletto della stessa lista.
3. Cessato per qualsiasi ragione l'incarico assessoriale, il consigliere regionale di cui al comma 1 del presente articolo riprende automaticamente la titolarità e l'esercizio dell'ufficio consiliare e il consigliere subentrato in sua vece decade, riacquistando la qualità di primo dei non eletti.
4. Il Consigliere regionale che ha riassunto la titolarità del suo ufficio ai sensi del comma precedente, non può essere nominato assessore nel proseguo della legislatura. (786).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, le pongo la solita domanda: siamo in presenza di un emendamento che sostituisce integralmente l'articolo 20, vorrei capire che fine fanno gli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento numero 781 è aggiuntivo, non sostitutivo totale, per cui è stato spostato tra gli aggiuntivi.
DIANA (A.N.). Benissimo, quindi rimangono in piedi tutti gli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho fatto più volte rilevare l'importanza anche strategica della Giunta politica e non ripeterò quanto sostenuto all'articolo 19. Desidero tuttavia richiamare l'attenzione sulla questione dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore. Ho rilevato che questo argomento ha suscitato l'interesse del centrodestra al completo, determinando quindi un tentativo di mediazione da parte di otto colleghi de La Margherita.
Gli emendamenti numero 781 e 786 introducono, accanto all'incompatibilità, un sistema di convergenze parallele, per ricordare un'espressione del grande Aldo Moro, estimatore della democrazia e, ahimè, ahinoi, vittima della ferocia brigatista. Questi emendamenti, infatti, propongono, saggiamente, le dimissioni degli eletti, ma solo in modo temporaneo. Il problema è che, adottando questo sistema, si attiva un meccanismo farraginoso e complicato, per cui ci sarebbe un'alternanza di consiglieri nell'Assemblea nel caso in cui questi dovessero porre fine al loro ruolo all'interno della Giunta. L'emendamento numero 781, inoltre, conferma la nomina del sottosegretario alla Presidenza, che partecipa alle sedute della Giunta e, tratto secondo me negativo, nega la possibilità di una Giunta con rappresentanza di genere paritaria.
Sopprimere, invece, l'incompatibilità tra Assessore e consigliere e farlo tout court, senza mediazioni, sarebbe un punto chiaro nei confronti dell'elettorato e garantista per chi sarà chiamato eventualmente a ricoprire l'incarico di governo. L'Assessore politico, infatti, non rappresenta un obbligo per il Presidente, ma una opportunità per la Giunta e per la maggioranza.
Personalmente sono convinta che l'istituzione del sottosegretario sia un altro sintomo - proprio perché si esclude la possibilità che a rivestire l'incarico sia un eletto - dell'assimilazione del Governo regionale a quello delineato dalla riforma costituzionale di matrice bossiana. Tra l'altro, l'incaricato non si sottopone neppure al giuramento, pur partecipando, come viene sottolineato, alle sedute della Giunta. Anche se non ha diritto di voto, partecipa.
In questo articolo si ripropone, inoltre, la questione della parità in Giunta e quindi di una presenza femminile significativa all'interno del Governo regionale. Il Consiglio non può limitarsi a indicare una quota, specialmente dopo che il Presidente della Regione Sardegna, sull'onda del vento zapaterista, ha proposto e varato una Giunta perfettamente paritaria, conquistando persino un riconoscimento a livello nazionale. Non sfuggirà, quindi, al Consiglio che le donne sarde difficilmente accoglieranno con soddisfazione il vedersi rappresentate in Giunta in termini diversi dalla perfetta parità. Si sentirebbero, ancora una volta, tradite dalla politica e finirebbero, davvero, per ritenere di essere specchietti per le allodole, per giunta distratte. Prima di esprimere, quindi, un parere negativo sugli emendamenti relativi alla mancata parità in Giunta e prima del voto, vorrei invitare la Commissione e la maggioranza a una riflessione più approfondita ed eventualmente a rimettersi all'Aula.
Intendo, inoltre, in conclusione dell'intervento su questo articolo, dare un sintetico contributo relativo proprio alla cultura di genere, con specifico riferimento alla terminologia e alle parole, o per meglio dire al vocabolario di genere. L'Unione Europea ha prodotto addirittura un glossario per permettere a tutti di indossare più facilmente l'abito delle pari opportunità. E mentre molti Paesi europei - come ha osservato proprio oggi Barbara Pollastrini durante il forum "Cultura d'impresa", organizzato da Il Sole 24 Ore - si sono posti l'obiettivo per i prossimi 3-5 anni di raggiungere il 65 per cento di donne occupate, andando oltre il 60 per cento previsto dal patto di Lisbona, in Italia invece le donne lavoratrici sono il 44 per cento, nel Sud il 27 per cento e in Sardegna, purtroppo, anche meno.
La consapevolezza dell'anomalia tutta italiana, che Barbara Pollastrini ha definito una grave patologia, non può prescindere o ignorare i più alti livelli istituzionali e di governo. Senza un'adeguata accelerazione il ritardo che abbiamo accumulato diverrà davvero incolmabile e costringerà, ancora una volta, la Sardegna a rinunciare a professionalità, energie, saperi e culture che potrebbero invece aiutare molto questa regione a crescere e a emanciparsi. E quella della parità è una questione di democrazia e di diritti, non riguarda, quindi, solo le donne, ma riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 20 dobbiamo analizzare quanto la Commissione ha espresso circa i poteri della Giunta e degli Assessori. Da più parti, e con molte buone ragioni, si è cominciato a ridiscutere in profondità della norma che prevede l'incompatibilità fra l'incarico di governo e il ruolo di componenti delle assemblee elettive.
Come si ricorderà, l'incompatibilità venne introdotta, a suo tempo, per affermare la volontà di distinguere in modo netto le due funzioni, ma ciò avvenne in un contesto generale, in cui effettivamente tale distinzione veniva sancita per altri livelli istituzionali, a cominciare dagli enti locali, dove, attraverso i nuovi statuti, si prevedeva la figura del Presidente del Consiglio (che prima non c'era), configurando lo stesso Consiglio come un vero e proprio organo dell'Ente e mettendo in moto un processo di riforma che non si è ancora concluso, anzi.
Anche nel mondo delle autonomie si sta sviluppando un grande dibattito che segue due indirizzi fondamentali: da un lato, accanto al principio di separazione fra i due organi principali dell'ente, Giunta e Consiglio, si va affermando quello dell'equilibrio tra i poteri, senz'altro più completo e per questo più in grado di garantire l'ordinato ed efficiente funzionamento delle amministrazioni locali; dall'altro, numerose proposte di legge presentate nei due rami del Parlamento si propongono lo scopo di eliminare lo sbarramento dei due mandati per il Sindaco o il Presidente della Provincia e la stessa incompatibilità tra Assessori e consiglieri.
Le ipotesi allo studio sono diverse e particolarmente interessante appare quella di consentire al consigliere nominato Assessore di svolgere il suo compito restando temporaneamente sospeso dal mandato legislativo e di essere sostituito nell'Assemblea dal primo dei non eletti. L'indicazione di fondo, comunque, è quella di impedirne la decadenza e rimuovere l'incompatibilità (questo è il nocciolo del discorso che noi dobbiamo affrontare), la quale invece, come ben sappiamo, non esiste nel Parlamento nazionale. In questa fase di avvio della legislatura, abbiamo potuto constatare tutti che un certo numero di parlamentari nominati ministri, viceministri e sottosegretari ha rassegnato le dimissioni che in altri casi, che si sono verificati in diversi parlamenti, sono state sempre ripetutamente respinte dall'Aula. Il fenomeno ha riguardato, in questa fase legislativa, soprattutto il Senato, per l'esigua maggioranza che vi sussiste. Il problema non era quello di introdurre l'incompatibilità, ma come prassi i parlamentari di maggioranza hanno fatto ciò che dovevano fare - tutto all'interno della maggioranza -, cioè hanno tentato di presidiare, con l'esigua differenza numerica a loro vantaggio, sia le Commissioni sia la stessa Aula.
Non ci sono ragioni di rilievo, dunque, per mantenere questa norma nella statutaria; ce ne sono, invece, molte altre di segno opposto che consigliano di rimuoverla. Su tutte resta un'osservazione di democrazia formale e sostanziale: le elezioni sono indubbiamente una competizione tra coalizioni e tra partiti, ma anche tra candidati. Ed è davvero singolare che un candidato possa ottenere un forte consenso personale, ma tale consenso non si possa tradurre nell'andare al Governo, ovviamente in caso di vittoria, perché viene dichiarato automaticamente decaduto dal mandato, con grave vulnus della volontà popolare. Abbiamo vissuto negli enti locali situazioni di questo genere, nel senso che il consigliere nominato assessore comunale, che si è dovuto dimettere perché magari non andava più d'accordo con il sindaco, è stato estromesso dalla Giunta ed è andato a casa. Quindi, addirittura, la volontà di uno in questo caso è superiore alla volontà popolare che designa l'eletto come amministratore del comune. A ciò si deve aggiungere, e anche questo ormai è un fatto noto, che molte delle tensioni tra Giunta e Consiglio trovano origine nella diversa provenienza di Assessori e consiglieri. In altre parole, chi è stato eletto in Consiglio, soprattutto per il rapporto che lo lega ai propri elettori e al proprio territorio, non solo ne fa parte a tutti gli effetti, ma sente in ogni momento di esserne parte anche quando esercita un ruolo di governo. E' tendenzialmente più portato, nella normale dialettica parlamentare, a fare sua un'idea complessiva delle istituzioni improntata all'equilibrio e al confronto, più che alla rivendicazione netta, formalmente giusta, ma politicamente debole, di competenze e prerogative diverse. Questo, sotto molti profili, è un valore di portata generale, che indubbiamente si è molto affievolito in questi anni e che sarebbe doveroso e opportuno recuperare nell'interesse di tutti, a prescindere dalla collocazione e dalle appartenenze. In definitiva si tratterebbe di eliminare una norma che pone vincoli assoluti, di ripristinare semplicemente una situazione più aperta, in cui non verrebbe affatto preclusa la presenza di esterni nell'Esecutivo, così come non vi sarebbe alcun ostacolo per la partecipazione al Governo di persone individuate all'interno del Consiglio regionale.
Passando all'esame del comma 2, l'introduzione della figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta appare come il classico esempioo di una cosa giusta fatta nel modo sbagliato. Ed è singolare che la Commissione abbia riproposto tale e quale il testo predisposto dalla Giunta. Anche qui il legislatore avrebbe potuto prendere spunto dalle significative esperienze nazionali relative a questa figura per fare scelte radicalmente diverse. Nella formulazione che viene proposta, infatti, questo povero sottosegretario partecipa ai lavori di un organismo di cui non fa parte e in cui non ha diritto al voto. Aggiungiamo che non si sa nemmeno che cosa possa o debba fare, ed è il punto decisamente più criticabile, perché così come viene tracciata quella del sottosegretario è una figura vuota, che non serve a nulla ed è lontana anni luce, oltre tutto, dai contenuti che la stessa figura ha assunto nel panorama nazionale. Se solo si pensa al peso politico e istituzionale che ha assunto e che ancora ha il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo centrale, anche con riferimento alle materie che gli sono affidate, dalla sicurezza, all'intelligence, al ruolo di coordinamento in presenza di crisi internazionali, alla gestione di delicate questioni di politica interna, si ha l'idea di come sarebbe veramente ridicolo se una figura di tale spessore in Sardegna dovesse ridursi a fare l'attendente silenzioso del Presidente - e non sto parlando del presidente Soru - e nient'altro, nella migliore delle ipotesi.
In altre parole, anche l'interpretazione più minimalista del ruolo della figura che si vuole introdurre nella Regione Sardegna non può essere estesa fino al punto di immaginare un sottosegretario alla Presidenza privo di deleghe operative, alle quali non si fa cenno nel testo né nel comma 2, che parla della sua istituzione, né tanto meno nel comma 5, che si riferisce esclusivamente all'identità e al trattamento economico. Insomma, l'unica certezza è, che avrà una retribuzione prevista dalla legge come per il Presidente e gli Assessori, ma non si sa per quale tipo di lavoro gli sarà corrisposta. A maggior ragione è necessario, a nostro avviso, rifarsi a una prassi costante, che porta a individuare nel sottosegretario una figura di alto profilo. Questa, del resto, è un'idea assolutamente condivisa - una delle poche, peraltro - sia dal centrosinistra che dal centrodestra, per cui riteniamo che la Sardegna non debba discostarsi da questo indirizzo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'articolo 20 dice che la Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non più di dieci Assessori. Potrebbe essere un concetto condivisibile, nella misura in cui, eventualmente, un'altra norma possa definire meglio la composizione della Giunta, dato che l'azione amministrativa non necessariamente deve essere legata a una composizione così rigida da non consentire, volta per volta, di attribuire una o due deleghe in più sulla base delle esigenze che possono manifestarsi in un'amministrazione che ha bisogno di differenziare o di distribuire in maniera diversa le deleghe e le competenze assessoriali. Quindi la rigidità della formulazione del comma 1, a mio avviso, andrebbe attenuata. Ecco perché noi abbiamo sottoscritto degli emendamenti che necessariamente definiscono meglio i requisiti per poter ricoprire incarichi assessoriali nella Giunta, tra i quali quello di essere residenti in Sardegna da almeno cinque anni.
Per la prima volta, in questa legislatura, è stata chiamata a ricoprire un ruolo assessoriale addirittura una persona non residente in Sardegna, sempre che questo fosse compatibile con le leggi, cioè che si potesse nominare Assessore una persona che non fa parte dell'elettorato attivo della Sardegna e non può quindi partecipare alle elezioni in questa regione. Questo è un dubbio che è stato posto e sul quale non si è mai avuta una risposta. Credo che in questo momento non possiamo esimerci dal pensare che non possano ricoprire i ruoli di Presidente e di Assessore nella Regione sarda persone che non abbiano la residenza e il diritto all'elettorato attivo in Sardegna.
Credo, invece, che il comma 2 non sia da noi condivisibile nella misura in cui, come diceva il collega che mi ha preceduto, si è incardinata nella norma l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere e quello di Assessore. Questo significa, in un certo senso, ledere la dignità della persona che è stata eletta consigliere regionale e quindi rappresentante del popolo da un certo numero di elettori. Nessun consigliere regionale, infatti, può essere designato Assessore senza perdere le prerogative di consigliere. Per cui la nostra proposta è quella di sopprimere questo comma e delineare meglio i requisiti ed eventualmente le peculiarità dell'Assessore regionale, ma soprattutto stabilire che i consiglieri chiamati a ricoprire questo ruolo non perdono quello che è un diritto riconosciuto dal popolo.
A una prima analisi delle proposte contenute nella finanziaria, mi è sembrato di capire che sia intenzione del Presidente - e la Giunta l'avrebbe già approvato -riordinare il gabinetto della Presidenza della Giunta regionale. Allora, io dico, nell'ambito del riordino del gabinetto della Presidenza, che necessità vi è per la Giunta e il Presidente di avere un sottosegretario che partecipa alle sedute della Giunta, senza diritto di voto peraltro? Quali sono le sue funzioni? Sinceramente, capirei che il Presidente avesse bisogno di più collaboratori, ma, una volta definito il nuovo staff di gabinetto, che bisogno avrebbe, posto che sinora non è stato nominato nemmeno il Vicepresidente, di un sottosegretario, che peraltro percepirebbe un'indennità per l'esercizio di funzioni non ben definite?
Io credo, signor Presidente della Regione - prendo atto della sua presenza in aula - che questo sia un controsenso, dal momento che lei ha proposto una riorganizzazione dell'ufficio di gabinetto che individua complessivamente una ventina di persone. Allora vorremmo capire a cosa servono tutti questi collaboratori nell'ufficio di gabinetto, compreso l'autista. Diciamo che, molto probabilmente, siamo ancora alla presentazione di proposte anacronistiche rispetto a una struttura che si vorrebbe snella, tant'è che si sta prevedendo una forte riduzione del numero degli Assessori e l'accorpamento di diverse deleghe in un'unica persona. Del resto, in questo momento, stiamo assistendo appunto a un accorpamento di deleghe: la delega al bilancio è in capo al Presidente della Regione, mentre l'Assessore dei lavori pubblici ha assunto anche la delega alla pubblica istruzione.
Ma, dette queste cose, se davvero si vuole dare una stretta, la si dia in tutte le direzioni. Non riesco a capire perché invece si riduce il numero degli Assessori e si istituisce la figura del sottosegretario. Sinceramente, questo è proprio incomprensibile.
Devo dire che molto interessante è la parte relativa alla comunicazione degli atti della Giunta per via telematica. Se si riuscisse, nell'arco delle ventiquattr'ore, a mettere a disposizione on line gli atti della Giunta sarebbe una cosa importantissima, dato che, molto raramente, noi riusciamo a vederli in tempo utile.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CONTU.) Per quanto riguarda il rispetto del principio delle pari opportunità, credo che pari opportunità significhi, in questo caso, garantire una rappresentanza di ciascun genere tra gli Assessori davvero paritaria e non semplicemente nella misura di un terzo. Anche in questo caso ci si muove col passo del gambero, uno avanti, due indietro, sperando, comunque sia, che la buona fede non venga mai meno. Sì, stiamo andando nella direzione della pari opportunità, però non l'applichiamo ancora.
Vorrei, inoltre, sapere per quale motivo non si stabilisce che al Presidente e agli Assessori sono corrisposti indennità e trattamento economico in misura non superiore a quella dei consiglieri regionali. Non si ha forse il coraggio di stabilire nella legge statutaria che consiglieri e Assessori, escludendo assolutamente il sottosegretario alla Presidenza, debbono avere la stessa indennità? Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna rinuncia.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non utilizzerò tutto il tempo che mi è concesso, ma vorrei riprendere brevemente il discorso che l'onorevole Contu faceva relativamente al sottosegretario. Credo che il Presidente della Regione abbia già, di fatto, un sottosegretario, che è il Direttore generale della Presidenza, il quale svolge tutta una serie di funzioni, peraltro a titolo non gratuito. A questo proposito, ho chiesto ripetutamente qual è l'indennità percepita dal Direttore generale, non sono riuscito a saperlo, ma ci saranno altre occasioni in cui il Presidente ce lo potrà comunicare. A parte questo, il Direttore generale si interessa di tutta una serie di problemi che sono strettamente connessi all'attività della Giunta. Ho visto che è stato nominato anche in diverse Commissioni, per cui svolge realmente un ruolo da sottosegretario. Pensare di codificarlo in questo modo credo che sia assolutamente inopportuno. Peraltro, il Direttore generale della Presidenza è persona attenta, e sistematicamente sottoscrive tutti gli atti della Giunta, e non solo della Giunta, per la verità, per cui non ravviso assolutamente la necessità che la Presidenza abbia anche un sottosegretariato.
L'altro argomento che, invece, mi interessa particolarmente - chiedo scusa, ma l'influenza, non contagiosa spero, ha colpito anche me, comunque sarò qui anche domani, colleghi, non so nelle prossime legislature, ma domani certamente sì - è lo status degli Assessori, e non relativamente alla compatibilità o incompatibilità col ruolo di consigliere regionale, che credo che sia un aspetto che verrà definito in altra legge, certamente non in questa, ma questo mi interessa molto poco. Ciò che, invece, mi interessa è cercare di capire chi può ricoprire il ruolo di Assessore nella Regione Sardegna. Che poi questa persona sia laureata o diplomata, che sia consigliere regionale o non lo sia, che sia un ricercatore o non lo sia, che abbia svolto mansioni di Presidente di Provincia, assessore comunale o sindaco sono tutte cose che non rilevano in questo momento. C'è un solo modo per dire chi può fare l'Assessore, ed è l'elemento che caratterizza lo status dei consiglieri regionali: tutti i cittadini sardi. Quindi l'Assessore della Regione Sardegna deve avere lo status dei consiglieri regionali, deve cioè essere residente in Sardegna e deve avere tutte le caratteristiche di un possibile candidato alla carica di consigliere regionale, anche in relazione ai casi di ineleggibilità e incompatibilità. Io non concepisco altre definizioni da scrivere nella legge statutaria se non questa. Ripeto, la questione della compatibilità o incompatibilità con lo status di consigliere regionale non la considererei in questo momento. Credo che ciò di cui ci dobbiamo preoccupare adesso, per quanto attiene alla legge statutaria (e non perché un consigliere regionale in più possa ricoprire la carica di Assessore, questo è un aspetto che non considero per niente), sia il fatto che la norma che stabilisce i requisiti per poter essere candidati consiglieri regionali deve valere anche per gli Assessori regionali. Questo è l'unico argomento che va trattato in questa legge, spero che siate tutti d'accordo.
A questo proposito noi abbiamo presentato l'emendamento numero 573, che recita: "Non possono essere nominati Assessori i cittadini ineleggibili alla carica di consigliere regionale ai sensi della presente legge". Troveremo, poi, nella presente legge ciò che vogliamo dire. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche sull'articolo 20 io credo che si possano ribadire alcune delle considerazioni che sono state fatte a proposito dell'articolo 19, e che fanno ritenere che la Giunta proponente e la Commissione che ha rielaborato il testo della legge statutaria che è arrivata in Aula non sempre abbiano le idee chiare su ciò che vogliono proporre.
E sull'articolo 20 sono diverse le considerazioni che debbono comunque essere fatte, a iniziare dal numero degli Assessori. Il ragionamento che è stato fatto diverse volte in quest'Aula ci ha portato a pensare che anche il numero dei consiglieri regionali - l'abbiamo sostenuto nei nostri emendamenti - sia inadeguato alle esigenze della Sardegna. E' evidente a tutti che sarebbe assai meglio che a discutere le leggi in quest'Aula fosse un numero di consiglieri regionali ridotto, ma più interessato ai problemi, come succede in questo momento. Attualmente il numero dei consiglieri è assolutamente pletorico rispetto agli abitanti della Sardegna. E' stato più volte dimostrato come nelle altre regioni italiane il numero dei consiglieri in rapporto agli abitanti sia assai inferiore rispetto a quanto accade in Sardegna. Questo comporta sicuramente dei risparmi di tipo economico, ma non sono quelli a cui siamo più attenti, e dal punto di vista dell'attività legislativa.
Lo stesso ragionamento vale per gli Assessori: noi riteniamo che otto Assessori siano sicuramente bastevoli, per cui non ha un grande senso dire che possono essere non meno di otto e non più di dieci e che a questi possono essere aggiunti due delegati a progetto (comma 2 dell'articolo 19) e un sottosegretario (comma 2 dell'articolo 20). Noi riteniamo che siano dei numeri che non vanno né in direzione dell'efficienza dell'Esecutivo né in direzione di un messaggio da inviare all'esterno, che è quello della riduzione dei costi della politica, non tanto dei costi economici quanto dei costi numerici e quindi della quantità di persone occupate in politica.
Sul comma 2 il ragionamento è identico: credo che l'istituzione di un sottosegretariato alla Presidenza sia proprio l'ultima cosa di cui ci sia bisogno ai fini dell'efficienza dell'Esecutivo, sia perché non si coglie la necessità di una figura aggiuntiva sia perché la legge statutaria non enuncia e non esplicita in nessuna maniera quale sia l'attività che deve svolgere il sottosegretario. Istituire una figura all'interno dell'Esecutivo senza precisare, in nessuna riga della legge, quale sia il suo ruolo sembra una cosa assolutamente priva di senso. Sul comma 2 non sembra, dunque, che la maggioranza abbia riflettuto, perché se ci fosse stato un ragionamento sulla base del quale si è deciso di istituire il sottosegretariato, lo vedremmo scritto nella legge, cioè riusciremmo a cogliere, in qualche punto del testo, l'esigenza che ha indotto la maggioranza a scrivere che l'Esecutivo necessita di un sottosegretario. Intanto non mi sembra neanche una definizione che si adatti al regime parlamentare sardo, nel senso che, probabilmente, laddove la figura del sottosegretario (come viceministro, anzi, oggi che ci sono i ministri junior, come figura addirittura differente da quella del viceministro) è stata prevista si è anche data un'indicazione specifica sul suo ruolo istituzionale. Io non ho contezza se nel sistema istituzionale sardo sia mai stata prevista la figura del sottosegretario, né ho idea del ruolo che il nostro sistema istituzionale le attribuirebbe, una volta approvata la legge statutaria.
Colleghi, ci sono diversi emendamenti soppressivi del comma 2 dell'articolo 20, per cui riflettete sull'opportunità di accoglierli e in assenza di una riflessione di questo genere fateci quantomeno sapere qual è il ruolo che il sottosegretario deve esercitare e spiegateci come mai avete ritenuto che questa figura non fosse meritevole neanche di una riga esplicativa all'interno della legge statutaria. Credo che anche la riflessione aggiuntiva che alcuni colleghi hanno estrinsecato in un emendamento che riguarda l'ineleggibilità e l'incompatibilità e che riallaccia in qualche maniera la figura degli Assessori a quella dei consiglieri regionali sia all'attenzione dell'Aula, che dovrebbe esprimersi in merito. Infatti, se noi stabiliamo, con estrema puntualità, una serie di elementi che rendono impossibile l'elezione o la presenza in Consiglio regionale di persone che non risultano avere i requisiti per esercitare la funzione di consiglieri regionali in maniera equanime e senza godere di particolari rendite di posizione rispetto agli altri consiglieri, lo stesso ragionamento non può non valere per gli Assessori regionali. Per cui è evidente che anche su questo sarebbe utile e importante avere una risposta soddisfacente.
Anche sul comma 3 qualche riflessione andrebbe fatta. Presidente Soru, se il comma 3 fosse stato vigente, sarebbe stato ben difficilmente comprensibile quello che è successo riguardo all'approvazione della legge finanziaria da parte della Giunta. Il comma 3 dell'articolo 20 di questa legge, alla quale comunque chi la propone dovrebbe sentirsi vincolato dal punto di vista morale, dice che, per esempio, una delibera di Giunta deve essere comunicata per via telematica entro le ventiquattr'ore successive alla sua approvazione. Cosa che non mi sembra sia assolutamente successa nel caso dell'approvazione della legge finanziaria da parte della Giunta. Se qualcuno lancia, come in questo caso fa la Giunta regionale, un'indicazione innovativa quale la pubblicazione telematica delle delibere di Giunta, è ben difficile spiegare il motivo per cui questo già non avvenga. Chi propone l'introduzione di un meccanismo di pubblicità assolutamente positivo come questo dovrebbe essere, sin d'ora, vincolato alla sua realizzazione pratica e quindi all'attuazione di ciò che attraverso questa proposta si sta portando in Consiglio regionale.
Quindi io credo che sull'articolo 20 possa essere fatta una riflessioneche sostanzialmente riguarda anche gli articoli precedenti. E cioè, alcune delle cose che sono contenute in questa legge statutaria avrebbero meritato una riflessione diversa, avrebbero meritato un tentativo di condivisione che andasse oltre quella parte della maggioranza, che è comunque minoritaria nel complesso dell'Aula, che le sta portando in porto, arrivando all'approvazione di una legge statutaria che non sembra affatto avere le caratteristiche di legge pilastro per il prossimo decennio che qualcuno ha tentato di attribuirle durante la discussione generale.
La considerazione finale, che discende anche dall'esame dei cinque commi dell'articolo 20, è che probabilmente, con questa legge statutaria, più che realizzare un'occasione utile per la Sardegna si sia persa l'occasione per far sì che questo Consiglio regionale arrivasse ad approvare regole condivise che costituissero davvero quel pilastro su cui l'attività istituzionale della Regione avrebbe potuto reggersi nei prossimi anni.
PRESIDENTE. L'onorevole Rassu ha rinunciato a intervenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, vorrei sapere come intende coordinare e guidare i lavori dell'Aula, visto che, glielo ricordo, la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito che si lavorasse fino alle ore 21.
PRESIDENTE. No, onorevole Artizzu, le ricordo che proprio insieme a lei abbiamo definito il calendario di questa settimana, stabilendo di chiudere i lavori alle ore 21 e 30.
ARTIZZU (A.N.). Credo di ricordare bene. Controlli.
PRESIDENTE. Anch'io ricordo bene. Comunque, ci siamo quasi.
ARTIZZU (A.N.). Sì, però il discorso non è che ci siamo quasi, ma che si deve rispettare ciò che si è deciso.
PRESIDENTE. In genere, onorevole Artizzu, facciamo così.
ARTIZZU (A.N.). Non mi pare che lei lo stia facendo.
PRESIDENTE. Lo sto facendo!
ARTIZZU (A.N.). Non mi pare!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, colleghi consiglieri, il tema affrontato nell'articolo 20 del disegno di legge alla nostra attenzione tocca il cuore della cosiddetta legge statutaria, così come introdotta dalla nuova formulazione dell'articolo 15 dello Statuto (sulla base della legge costituzionale numero 2 del 2001), il cui primo comma dice: "Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione". La riformulazione del primo comma dell'articolo 15 colloca in posizione paritaria i tre organi, ai quali noi stessi, in primo luogo, abbiamo il dovere, oltre che il diritto, di dare uguale dignità e di prestare quindi uguale attenzione.
Il dibattito che si è sviluppato in occasione dell'esame delle parti relative all'organo Presidente e all'organo Consiglio meritava l'attenzione che tutti noi abbiamo prestato a questo argomento. La mole degli emendamenti presentati all'articolo 20 e l'attenzione prestata in Commissione - di cui mi è stato riferito - alla composizione della Giunta lascerebbero pensare che stiamo affrontando una discussione che introduce un approfondimento di quelle sono le caratteristiche della Giunta.
Perché dico questo, Presidente? Perché, a mio modo di vedere, come ho detto introducendo il mio intervento, stiamo entrando nel cuore della legge statutaria. La Giunta ha una dimensione e deve avere una dignità pari a quella del Consiglio e del Presidente, ma mi sembra che il prodotto normativo che stiamo esaminando non dia quelle risposte che la legge costituzionale numero 2 del 2001 richiede affinché il sistema complessivamente definito Regione sia equilibrato e possa procedere attraverso il pulsare sincronico dei suoi organi, e non venga, viceversa, schiacciato tra un Consiglio, che in questa sede ha rivendicato la propria dignità, e un Presidente che trova nell'elezione diretta da parte dei cittadini quella forza che è mancata ai precedenti Presidenti e agli organi a elezione indiretta, cioè mediata dal Consiglio.
A questo proposito vorrei richiamare l'articolo 15 dello Statuto, il quale dice sostanzialmente che la legge statutaria, sulla base dei principi di rappresentatività e stabilità, deve dare dei connotati al Consiglio, al Presidente e alla Giunta, ma nonostante lo sforzo che è stato compiuto non mi sembra, purtroppo, che da questo testo di legge venga fuori un organo esecutivo dotato di queste caratteristiche, di questi requisiti e che ha, quindi, la possibilità di diventare per un verso un trait d'union, ossia un soggetto che si pone in maniera equilibrata tra il Presidente della Regione e il Consiglio e, per altro verso, un organo vitale dotato di sufficiente autonomia, adeguatezza e - come ho detto nell'intervento svolto durante la discussione generale - dignità.
A questo proposito, approfittando dell'attenzione dei colleghi, vorrei fare un breve excursus storico per ricollegare la vostra e la mia attenzione alla necessità di fare un parallelo con la situazione che nel corso degli anni si è venuta a creare nelle province e nei comuni, che sono stati prima di noi soggetto di riforma, oramai già da quindici anni. Ricordo ai colleghi che le leggi numero 142 e 81 sono state approvate dal Parlamento rispettivamente nel 1990 e nel 1993. Prima di allora, se non ricordo male - mi riferisco soprattutto alla legge numero 81, che ha stabilito l'incompatibilità tra assessore e consigliere comunale e provinciale - le delibere della giunta comunale addirittura passavano in consiglio per la ratifica e nel 1993, non essendo ancora entrata in vigore la legge Bassanini, le giunte comunali e provinciali deliberavano addirittura i pagamenti delle fatture relative alla fornitura di servizi e altre prestazioni. E' un mondo che sembra un reperto di archeologia istituzionale, ma è quello stesso mondo che ha oggi dei riflessi sul disegno di legge che stiamo esaminando. Il nostro ragionamento non è da escludere proprio sulla base della considerazione che l'incompatibilità è figlia di una condizione datata e io non esito a definirla non più come il frutto di una necessità, ma come un'esigenza lucida, fondata esclusivamente su un concetto, quello per cui all'Assessore e al consigliere deve essere garantita una disponibilità di tempo tale da consentire loro di potersi dedicare a tempo pieno all'esercizio della propria funzione.
Non vedo altro genere di incompatibilità, vedo, purtroppo, che il tempo sta per scadere e mi rendo conto di aver calibrato in maniera completamente sballata il mio intervento, per cui mi fermo all'excursus storico, riprenderò il concetto che stavo introducendo in occasione delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sull'emendamento numero 106 il parere è contrario, così pure sull'emendamento numero 107.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 107, 186, 274, 563 e 736 sono uguali, quindi il parere è contrario su tutti.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Esattamente. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 108, 187, 209, 262, 275, 564 e 697, che sono identici, è intendimento della Commissione accoglierli, anche sulla base delle osservazioni che sono state fatte nel corso del dibattito. In tal modo il comma 2 dell'articolo 20 è soppresso, a dimostrazione del fatto che quando il dibattito apporta degli elementi di rilievo noi crediamo che sia assolutamente importante tenerne conto.
Sugli emendamenti numero 565, 566 e 111 il parere è contrario. Gli emendamenti numero 263, 276 e 702, che sono identici e fanno riferimento al sottosegretario alla Presidenza, credo che decadano una volta soppresso il comma 2, in ogni caso il parere è conforme a quello espresso precedentemente sugli altri emendamenti che riguardano lo stesso argomento. Sugli emendamenti numero 261, 1, 567, 568, 190 e 569 esprimo parere contrario. La Commissione ha sospeso il giudizio sugli emendamenti numero 191, 333 e 698, pur ritenendo che quanto da essa licenziato in merito andasse già incontro all'esigenza di un riequilibrio nella rappresentanza di ciascun genere tra gli Assessori, per cui chiederei una breve sospensione prima della votazione di questi emendamenti per verificare la possibilità di riformularli. Sugli emendamenti numero 570, 282, 336, 573, 188, 571, 189, 109, 572, 110 e 112 il parere è contrario. La Commissione invita i presentatori a ritirare gli emendamenti numero 786 e 781, perché ritiene che riguardino argomenti attenenti più propriamente alla legge elettorale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello espresso dal relatore. La Giunta è pienamente convinta della necessità di accogliere gli emendamenti presentati dalle opposizioni per quanto riguarda il comma 2 dell'articolo 20, e che prevedono la soppressione della figura del sottosegretario. Mi pare che le argomentazioni che sono state portate siano condivisibili e quindi la Giunta, ripeto, in accordo con la Commissione, sente di accogliere questi emendamenti.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 781, invito i presentatori a ritirarlo, condividendo la motivazione che è stata esposta dal Presidente della Commissione e relatore. Il contenuto dell'emendamento numero 781 è materia prettamente riservata alla legge elettorale, quindi così come si è deciso per qualunque altro riferimento alla legge elettorale, credo che questo argomento debba essere espulso dalla legge statutaria. Chiedo, quindi, ai firmatari di ritirare questo emendamento, con l'impegno da parte della Giunta, pur essendo la materia elettorale di competenza del Consiglio regionale, a dare tutto il supporto perché quanto prima la Regione possa dotarsi di una nuova legge elettorale.
PRESIDENTE. Colleghi, rinviamo a domani mattina la votazione del passaggio all'esame degli articoli.
Il Consiglio è riconvocato per le ore 10 di domani.
La seduta è tolta alle ore 21 e 23.
Allegati seduta
CCCIV Seduta
Martedì 27 febbraio 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente SECCI
indi
del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 16 e 45.
SERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 20 febbraio 2007 (298), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Giovanna Cerina, Silvio Lai, Gerolamo Licandro, Siro Marrocu e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 27 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario f.f.:
"Interrogazione RASSU - CONTU - PETRINI, con richiesta di risposta scritta, sui problemi del comparto agricolo e dell'allevamento". (764)
"Interrogazione SCARPA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata divulgazione da parte della Regione del diritto alla riduzione, in sede di rilascio di concessione edilizia da parte dei comuni, del 30 per cento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria quando si usano sistemi costruttivi ed impianti ad energia solare negli edifici". (765)
"Interrogazione ARTIZZU, con richiesta di risposta scritta, sui collegamenti dei mezzi pubblici a disposizione del Comune di Capoterra". (766)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata corresponsione del premio alle compagnie barracellari per l'anno 2006". (767)
"Interrogazione PILERI, con richiesta di risposta scritta, sul rischio di grave crisi economica ed occupazionale di La Maddalena". (768)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sul bando 'POR 2000/2006 - Asse II, Misura 2.4, bando pubblico per l'affidamento degli interventi formativi per le attività culturali sviluppate nell'Asse II - Programma Parnaso'". (769)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario f.f.:
"Interpellanza CAPPAI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio sulle dichiarazioni rese agli organi di stampa dal dott. Mariano Girau". (234)
"Interpellanza CALIGARIS sul protratto stato di isolamento del signor Giovanni Nuvoli nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari". (235/C-7)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A. Riprendiamo l'esame con la votazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 14, cominciando dal numero 7. Ricordo ai colleghi che questo emendamento è stato messo in votazione nella seduta precedente ed è mancato il numero legale, per cui dobbiamo procedere a una nuova votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché non sono trascorsi i termini previsti dal comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, avendo iniziato i lavori alle ore 16 e 45 dobbiamo aspettare dieci minuti, ovviamente in aula, prima di poter procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Onorevole Atzeri, poiché il suo voto risulta nullo, può dichiararlo, premesso che ha votato.
ATZERI (Gruppo Misto). No, non ho votato!
PRESIDENTE. Sì, ha votato, perché così ci risulta.
ATZERI (Gruppo Misto). Ho tolto anche la scheda!
PRESIDENTE. Comunque siamo in numero legale.
Rispondono sì i consiglieri: CASSANO - MURGIONI - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - LA SPISA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 37
Astenuti 3
Maggioranza 19
Favorevoli 3
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, vorrei sapere qual è il numero legale.
PRESIDENTE. Il numero legale è 40. Il richiedente, l'onorevole La Spisa, non è tra i votanti.
Abbiamo accertato la presenza del numero legale perché l'onorevole Atzeri, magari inconsapevolmente, ha comunque...
SANJUST (F.I.). Non potete fare così! Come si possono fare queste cose?
PRESIDENTE. Cosa vuol dire "come si possono fare?"
Va bene, andiamo avanti, siamo all'emendamento numero 163.
DIANA (A.N.). Io voglio sapere quanti siamo in aula!
PRESIDENTE. Gliel'ho già detto, onorevole Diana. Anziché continuare a chiederlo, si rechi al banco della Presidenza dove i Segretari le daranno tutte le spiegazioni che desidera.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 42.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - MANCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 36
Votanti 33
Astenuti 3
Maggioranza 17
Contrari 33
Colleghi, poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti, fino alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 17, viene ripresa alle ore 17 e 31.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Vargiu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 16
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Poiché gli articoli 15, 16 e 17 sono stati soppressi e l'articolo 18 è già stato discusso, passiamo all'esame dell'articolo 19, a cui sono stati presentati sessantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:
Art. 19Funzioni del Presidente della Regione
1. Il Presidente della Regione:
a) rappresenta la Regione;
b) dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli assessori;
c) nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente; tali determinazioni sono comunicate al Consiglio nella prima seduta; nella stessa seduta il Presidente illustra il programma di legislatura;
d) provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni, di cui la legge gli attribuisce la competenza;
e) allo scadere della metà della legislatura presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del programma e sulle iniziative che intende intraprendere; il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio Regolamento, dibatte la relazione ed eventualmente delibera su di essa;
f) indice le consultazioni per il rinnovo degli organi regionali;
g) promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali;
h) ha la responsabilità dei rapporti con gli altri livelli istituzionali nazionali ed internazionali;
i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; tali funzioni, possono essere delegate agli assessori.
2. Il Presidente della Regione per il conseguimento di specifici obiettivi, o per la realizzazione di specifici progetti, può con proprio decreto nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera b), la parola "promuovendo" è soppressa. (536)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
La lettera c) del comma 1 è soppressa. (256)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo
Art. 19
Al comma 1, la lettera c) è soppressa. (537)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera c) sono soppresse le parole "ne attribuisce gli incarichi". (311)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Art. 19
Nel comma 1 dell'art. 19 alla lettera c) le parole dopo il termine "incarichi;" sono soppresse fino al sostantivo "vicepresidente;". (183)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lett. d) è soppressa. (102)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lett. d) è soppressa. (538)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lett. e) è soppressa. (539)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, lettera e), è soppressa la parola "eventualmente" nel 7° rigo. (257)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera e), la parola "eventualmente" è soppressa. (540)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera f) è soppressa. (541)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera g) è soppressa. (542)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nell'articolo 19, comma 1, lettera g), la parola "emana" è soppressa. (696)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BIANCU - SANNA Francesco.
Art. 19
Al Capo IV, l'articolo 19 è così integralmente sostituito:
- Il Presidente della Regione:
a) Rappresenta la Regione;
b) Dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli assessori;
c) Nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente; tali determinazioni sono comunicate al Consiglio nella prima seduta; nella stessa seduta il Presidente illustra il programma di legislatura;
d) Provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni, di cui la legge gli attribuisce la competenza;
e) Allo scadere della metà della legislatura presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del programma e sulle iniziative che intende intraprendere; il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio Regolamento, dibatte la relazione ed eventualmente delibera su di essa;
f) Indice le consultazioni per il rinnovo degli organi regionali;
g) Promulga le leggi ed i regolamenti regionali;
h) Ha la responsabilità dei rapporti con gli altri livelli istituzionali nazionali ed internazionali;
i) Cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; tali funzioni, possono essere delegate agli assessori.
2. Il Presidente della Regione per il conseguimento di specifici obiettivi, o per la realizzazione di specifici progetti, può con proprio decreto nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge. (795)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera h) è soppressa. (543)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Al comma 1 dell'art. 19, la lettera i) è soppressa. (104)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Art. 19
La lettera i) del comma 1 dell'art. 19 è soppressa. (160)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
La lettera i) del comma 1 è soppressa. (259)
EMENDAMENTO soppressivo parziale MANINCHEDDA - ATZERI - SERRA - BALIA - MASIA - PITTALIS - LAI Renato - MARRACINI - SALIS.
Art. 19
La lettera i) è soppressa. (320)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera i) è soppressa. (544)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge" sono soppresse. (545)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Art. 19
Nella lettera i) del comma 1 dell'art. 19, le parole dopo "definite dalla legge" sono soppresse. (162)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "la programmazione" sono soppresse. (546)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "le politiche comunitarie ed internazionali" sono soppresse. (547)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nel comma 19, comma 1, lettera i), le parole "l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione" sono soppresse. (734)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "l'organizzazione e le risorse umane" sono soppresse. (548)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione" sono soppresse. (549)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera i), le parole "la comunicazione istituzionale" sono soppresse. (550)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
Il comma 2 dell'art. 19 è soppresso. (105)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Art. 19
Il comma 2 dell'art. 19 è soppresso. (184)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Art. 19
Il secondo comma dell'art. 19 è soppresso. (210)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Il comma 2 è soppresso. (260)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Il comma 2 è soppresso. (551)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Art. 19
Nel comma 19, comma 2, le parole "fino a due" sono soppresse. (735)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, la lettera b) è sostituita come segue "propone i componenti della Giunta ed il programma di Governo al Consiglio che lo approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti. (255)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Renato.
Art. 19
Nel comma 1 la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) nomina e revoca gli Assessori dopo aver comunicato le proprie decisioni al Consiglio regionale il quale si pronuncia su di esse entro 15 giorni, ferma restando la responsabilità finale del Presidente. Prima della pronuncia le Commissioni consiliari competenti possono procedere all'audizione dei nominandi. Decorsi inutilmente i 15 giorni senza alcuna pronuncia il Presidente provvede comunque alla nomina. (359)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - MILIA - AMADU - CAPPAI.
Art. 19
La lettera c) comma 1 dell'art. 19 è sostituita dalla seguente:
c) propone al Consiglio Regionale la nomina o la revoca degli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di Vicepresidente; la proposta di nomina degli assessori deve avvenire alla prima seduta successiva alla propria elezione e, nella seduta successiva alla nomina degli assessori da parte del Consiglio Regionale, illustra il programma di legislatura;. (370)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LANZI - LICHERI - URAS - FADDA - PISU - DAVOLI.
Art. 19
Al comma 1, lettera c) le parole "nomina e revoca gli Assessori e ne attribuisce gli incarichi" sono sostituite dalle seguenti: "nomina e revoca gli Assessori previo parere motivato della Commissione consiliare competente nelle materie relative al ramo di amministrazione di riferimento".(312)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), le parole "ne attribuisce" sono sostituite con: "attribuisce loro". (552)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Art. 19
Al comma 1, lettera f) sostituire "degli organici regionali" con "del Consiglio Regionale". (258)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, la lettera h) è così sostituita: "h) ha la responsabilità dei rapporti con gli organi di governo nazionali ed internazionali". (553)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Art. 19
La lettera h) del comma 1 dell'art. 19 è sostituita dalla seguente: "cura i rapporti della regione con gli organi di governo dello Stato". (103)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Art. 19
Nel comma 1 alla lettera h) la parola "nazionali" è sostituita dalle parole: "della Repubblica". (690)
EMENDAMENTO sostitutivo totale dell' EMENDAMENTO n. 759 MARROCU - ORRU' - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - FLORIS Vincenzo - LAI Silvio - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Francesco.
L'emendamento n. 759 è così sostituito:
Al comma 1 la lettera i) è così sostituita:
"i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'Amministrazione regionale: la programmazione e le politiche comunitarie e internazionali, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione, l'organizzazione e le risorse umane e la comunicazione istituzionale.
L'ordinamento, l'organizzazione e nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori, sono definite dalla legge.". (809)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARROCU - ORRU' - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Salvatore.
Art. 19
Al comma 1 la lettera i) è così sostituita: i) cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale: la programmazione e le politiche comunitarie, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale; l'ordinamento e l'organizzazione, nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori sono definite dalla legge. (759)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI.
Art. 19
Nel comma 1, alla fine della lettera i) le parole "tali funzioni possono essere delegate agli Assessori" sono sostituite dalle seguenti: "per l'esercizio di tali funzioni, o di una parte di esse, all'atto della costituzione della Giunta, sono nominati sino a due Assessori senza portafoglio che fanno parte a pieno titolo della Giunta regionale.". (361)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 2, le parole "nominare fino a due suoi delegati, i cui compiti e la cui durata sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge" sono così sostituite: "attribuire deleghe specifiche agli assessori. I compiti e la durata di tali deleghe sono stabiliti e limitati nell'atto di nomina sulla base delle previsioni di legge". (554)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, al termine della lettera b) è aggiunto: "è responsabile davanti al Consiglio dell'attuazione del programma politico di governo". (555)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), tra le parole "attribuisce e "a uno degli assessori" è inserito: "obbligatoriamente". (556)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, lettera c), subito dopo le parole "nella prima seduta" è aggiunto: "nella quale il Consiglio esprime parere motivato vincolante sugli Assessori e sul vicepresidente nominati". (557)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, al termine della lettera c) è aggiunto: "il Consiglio regionale, secondo le norme del proprio regolamento, dibatte il programma e delibera su di esso". (558)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - LA SPISA - LADU - FARIGU - ARTIZZU.
Art. 19
Al comma 1 dopo la lettera c) dell'art. 19 è aggiunta la seguente lettera c-bis) "esprime parere obbligatorio vincolante sui nominativi dei capigruppo di maggioranza e di minoranza e, in caso di mancato gradimento del nominativo indicato dai gruppi, provvede egli stesso ad individuare il capogruppo da nominare. Quand'anche il Presidente abbia inizialmente espresso parere favorevole sul soggetto individuato come capogruppo, qualora, nel corso della legislatura, per qualsiasi ragione, sia venuto meno il gradimento del Presidente sul nominativo del capogruppo, sia di maggioranza, sia di minoranza, il medesimo Presidente può provvedere alla sua sostituzione con un nuovo capogruppo dallo stesso individuato". (203)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Renato.
Art. 19
Nel comma 1, lettera d) dopo la parola "provvede" sono inserite le seguenti: "su conforme deliberazione della Giunta regionale;". (360)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - MANINCHEDDA.
Art. 19
Al comma 1, lettera h), dopo l'espressione "istituzionali nazionali" è aggiunto ", comunitari". (229)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1 dopo la lettera i) sono aggiunte le seguenti:
"l) promuove l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e propone ricorso per i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nonché ricorso alla Corte di giustizia delle comunità europee, previa deliberazione della Giunta, anche su proposta del Consiglio delle autonomie locali, dandone comunicazione al Consiglio regionale;
m) indice i referendum regionali;
n) partecipa, anche a mezzo di suoi delegati, agli organi dell'Unione europea competenti a trattare materie, di interesse regionale nonché sentito il Consiglio delle autonomie locali, ai procedimenti diretti a regolare i rapporti fra l'Unione stessa, la Regione e gli enti locali;
o) adotta misure amministrative urgenti e provvisorie di salvaguardia e di primo adeguamento agli atti comunitari immediatamente precettivi e alle sentenze della Corte costituzionale;
p) nomina e designa membri di commissioni, comitati e altri organismi collegiali per i quali la legge statale o regionale non prescriva la rappresentanza delle opposizioni;
q) conferisce particolari riconoscimenti a coloro che si siano distinti in modi significativo e determinante, in ambito regionale, per azioni di notevole valore civile o per attività nel campo sociale, economico, artistico e culturale;
r) spetta altresì al Presidente della Regione ogni altra funzione prevista dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi". (560)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Al comma 1, dopo la lettera i) è aggiunta la lettera:
"l) rappresenta la Regione nelle trasmissioni televisive cui partecipa, ai sensi di quanto stabilito dalla presente legge". (561)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1 bis. Le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge, ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale, sono delegate agli assessori". (559)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
Al comma 2 dell'art. 19 è aggiunto il comma 2 bis: "I due delegati del Presidente non partecipano alle riunioni di Giunta ed esercitano compiti esclusivamente esecutivi e/o di rappresentanza". (185)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
Articolo 19 è aggiunto l'articolo 19 bis: "Vice Presidente della Regione"
1. il Vicepresidente della Regione è indicato dalla maggioranza tra i consiglieri e assume l'incarico in Giunta entro 15 giorni dalla proclamazione. (200)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Art. 19
All'articolo 19 è aggiunto l'art. 19 ter
"1. Il Vicepresidente della Regione sostituisce il Presidente in caso di assenza, impedimento permanente, morte oppure nel caso di dimissioni volontarie o derivanti da mozione di sfiducia.
2. Nel caso di dimissioni irrevocabili del Vice Presidente, la maggioranza entro 15 giorni indica il sostituto". (199)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 19
Dopo l'art. 19 è aggiunto il seguente: "Articolo 19 bis - Disciplina della partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive
1. Il Presidente della Regione è autorizzato a partecipare, laddove invitato, a trasmissioni televisive a carattere giornalistico. Il conduttore delle suddette trasmissioni deve essere un giornalista professionista o pubblicista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti.
2. Quando partecipa a trasmissioni televisive, il Presidente della Regione rappresenta l'intera comunità sarda. Nelle sue dichiarazioni deve pertanto farsi portavoce degli orientamenti espressi dalle minoranze del Consiglio regionale, per un tempo proporzionato alla composizione numerica del Consiglio". (562).)
PRESIDENTE. A questi emendamenti va aggiunto l'emendamento numero 322, che è stato spostato dall'articolo 13.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sull'articolo 19, Presidente?
PRESIDENTE. Sì.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, all'articolo 19 ho presentato cinque emendamenti tesi a contenere i poteri del Presidente eletto direttamente dal popolo, e quindi a offrire qualche garanzia politica, diciamo così, all'Assemblea. Il principio ispiratore è che al notevole peso del Presidente eletto dai cittadini si può, in qualche modo, rimediare con il Vicepresidente indicato dalla maggioranza tra i consiglieri eletti. Il senso dell'emendamento numero 200 si sostanzia con il presupposto che deve cadere il principio dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore e che la politica deve riacquistare, a partire dal Governo regionale, la dignità che le spetta.
L'idea della Giunta tecnica, infatti, fa presupporre una maggiore affidabilità a chi è fuori dei partiti e verso chi non ha alcun riconoscimento popolare. Evidenzia, tra l'altro, una contraddizione palese e giustifica che un Presidente non politico possa meglio governare la politica. C'è, insomma, un disvalore che diviene valore e acquista un senso e un peso significativo. Ritengo che una legge statutaria non possa sancire l'antipolitica come presupposto dell'azione di governo. Sono convinta che questo sia un errore culturale, in particolare oggi che a fare le scelte è una maggioranza di centrosinistra. Negare o ridurre il valore della politica con una legge equivale ad affermare l'inadeguatezza dei partiti al loro ruolo costituzionale. Penso, invece, che una Giunta politica possa essere molto utile a temperare l'elezione diretta del Presidente della Regione, innanzitutto perché le forze politiche, che hanno dato vita alla coalizione vincente, assumerebbero un impegno diretto nell'attuazione del programma e nella sua costante attualizzazione.
Spiegare ai cittadini il significato e il valore del paesaggio e dell'ambiente, posto che non c'è lavoro e aumentano le povertà, non è stato facile in questi mesi. Un rapporto più politico con gli Assessori avrebbe, secondo me, aiutato a superare alcuni momenti di difficoltà. Insomma l'Assessore eletto sarebbe da un lato più coinvolto, dall'altro più libero; da un lato più autorevole, dall'altro perfino più forte. In questo modo, inoltre, non verrebbe mai meno non quel deleterio rapporto di coamministrazione con evidenti connotazioni negative di consociativismo, ma quella sana relazione di reciprocità tra indirizzi politici e atti di governo.
Oggi, con il sistema che stiamo sperimentando, che stiamo conoscendo, anche se parzialmente, è difficile mantenere questa relazione positiva e necessaria. Il ruolo di controllo deve essere considerato utile, perché è uno strumento di valutazione qualitativa e occasione per informare i cittadini su quanto sta avvenendo a livello di amministrazione regionale. Sono, inoltre, da tenere nella corretta luce i rapporti collegiali interni alla Giunta e quelli relativi alle forze politiche di riferimento di ciascun Assessore. Il Presidente eletto dai cittadini non è separato dal suo corpo politico, che è appunto la coalizione; senza il sostegno dei partiti non potrebbe essere eletto, a meno che non vincano il denaro e la spregiudicatezza.
Sul piano politico, quindi, la caduta del principio dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore è una delle opportunità per temperare il presidenzialismo puro e per ridurre il ruolo di preminenza del Presidente della Regione, ridando invece peso al Consiglio regionale fondamentalmente per quattro motivi. Intanto perché, appunto, accresce il collegamento tra Consiglio regionale e Presidente, in quanto i componenti della Giunta risultano eletti dal popolo e fanno parte dell'Assemblea, in rappresentanza delle forze politiche che li hanno indicati nelle liste sottoposte al giudizio degli elettori. In secondo luogo, consente maggiore collegialità e responsabilità dell'operato della Giunta nell'attuazione del programma di governo e crea un più efficace rapporto con gli elettori. Conferma, poi, l'autonomia e la responsabilità individuale degli Assessori, prevista dallo Statuto vigente, per le scelte e gli atti amministrativi che vengono adottati, e favorisce un migliore rapporto tra il Presidente e i partiti della coalizione, che, comunque, anche in presenza di rose di candidati, li indicano. Sul piano pratico, inoltre, si conseguirebbe un forte risparmio economico, e si eviterebbe che i consiglieri regionali, per l'indennità che percepiscono, stando all'attuale testo della legge, possano diventare 99. Agli attuali ottantacinque consiglieri, si devono, infatti, eventualmente aggiungere un Vicepresidente, otto o dieci Assessori, un sottosegretario e due delegati del Presidente. A conti fatti, è una crescita non insignificante. Tutto ciò con la facoltà del Presidente, ovviamente, di revocarli e sostituirli nell'eventualità di contrasti che siano legati a diversità di opinioni su atti amministrativi, a inadeguatezza o addirittura a limiti caratteriali.
Partendo, quindi, da questo presupposto e considerando questi intenti che sono, secondo me, significativi per l'andamento dei lavori successivi, sosterrò tutti gli emendamenti coerenti con i principi e le proposte che ho enunciato. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.).L'articolo 19 evidentemente - credo che questo lo si debba dire all'inizio di un intervento che tenta una valutazione sul significato complessivo di questa disposizione - nell'indicare le funzioni del Presidente della Regione è perfettamente consono all'impostazione della legge, con qualche tentativo di temperamento dell'effetto dirigista di queste norme, ma di fatto noi riteniamo che l'impostazione rimanga quella che abbiamo ampiamente criticato nel corso della discussione dei diversi articoli e della legge nel suo complesso.
Abbiamo notato il tentativo di ulteriore correzione che è contenuto nell'emendamento numero 809, però è abbastanza evidente che le funzioni attribuite al Presidente della Regione tendono verso una direzione; non tutte, perché evidentemente molte funzioni devono essere attribuite al Presidente, che certamente rappresenta la Regione e giustamente deve dirigere la politica generale della Giunta. A lui, quindi, correttamente devono essere attribuiti compiti relativi ad alcune decisioni fondamentali che esprimono proprio il vertice dell'indirizzo politico. Possiamo registrare il tentativo fatto dalla maggioranza di individuare alcuni obblighi del Presidente, come quello, previsto anche nel testo originario della Giunta, di presentarsi, allo scadere della metà della legislatura, davanti al Consiglio per fare il punto, attraverso una relazione, sull'attuazione del programma, sottomettendosi, quindi, a una valutazione, a un dibattito ed eventualmente anche a una delibera del Consiglio regionale.
Ma ciò che ci colpisce di questo articolo 19 è l'attribuzione al Presidente di alcune funzioni che tendono sempre di più a verticalizzare il sistema. Tra l'altro, io non credo che possano valere le argomentazioni che abbiamo sentito spesso in Commissione e anche in Aula, e che sicuramente i colleghi della maggioranza, che avranno il desiderio di difendere questo testo, riproporranno ancora anche nella seria discussione di oggi, e cioè che alcune funzioni strategiche e trasversali, così come vengono definite nella lettera i), dell'amministrazione regionale vengono attribuite al Presidente così come avviene nelle Regioni ordinarie. Se è vero che alcune di queste funzioni strategiche derivano dalla interdisciplinarità di alcune decisioni, che attengono cioè a diverse parti dell'amministrazione regionale, quindi anche dei responsabili politici, e cioè degli Assessorati, non possiamo non notare alcune forzature. Sicuramente crediamo che sia una forzatura quella che attribuisce alla Presidenza della Regione l'ordinamento e l'organizzazione, il che significa, soprattutto riguardo all'organizzazione delle risorse umane, oltre che alla comunicazione istituzionale, porre in capo alla Presidenza della Regione anche il compito di occuparsi dell'organizzazione amministrativa e della valorizzazione piena di tutte le risorse umane, quindi della politica del personale e della distribuzione delle funzioni tra struttura interna e struttura esterna della Regione, che più propriamente dovrebbero essere delegate dal Presidente o comunque attribuite a un componente della Giunta in modo da alleggerire la Presidenza di una serie di incombenze molto faticose e pesanti. Sa bene, anche per averlo sperimentato in queste ultime ore, l'Assessore del personale cosa significhi occuparsi dell'organizzazione e della disciplina normativa e amministrativa volta alla valorizzazione delle risorse umane; una funzione che credo sia giusto venga attribuita in via proprio particolare a un componente della Giunta che abbia il compito di finalizzare l'organizzazione e l'utilizzo di tutte le risorse umane della Regione al servizio della politica complessiva, che certamente vede nel Presidente il punto di sintesi, ma che non può vedere nella Presidenza della Regione il vertice anche delle decisioni.
Noi non possiamo non segnalare quanto sta accadendo in questi giorni, quanto è già annunciato e contenuto nel disegno di legge finanziaria che noi abbiamo appena avuto il tempo di leggere e che approfondiremo nei prossimi giorni, che tende proprio a intervenire pesantemente sulla politica del personale. Non possiamo ignorare alcune scelte, purtroppo condivise dall'intera Giunta regionale, riguardanti, per esempio, la gestione di tutto il sistema dell'informatizzazione regionale, con l'inertizzazione della struttura del CED (Centro elaborazione dati), che ha accumulato negli anni una professionalità che oggi viene svuotata dal di dentro per trasferire alla società Sardegna IT tutte le delicatissime funzioni proprie della Regione attraverso un sistema che noi non condividiamo assolutamente, che fa trasparire forti perplessità anche sul piano della legittimità di queste operazioni, che tendono, di fatto, a svuotare la gestione dell'organizzazione interna dell'amministrazione e dell'organizzazione delle risorse umane per trasferire all'esterno sia le materie oggetto dell'azione amministrativa sia le stesse procedure.
In questo caso si sta creando una struttura alla quale si accederà non certo per concorso, ma attraverso forme di selezione che non sono o almeno non ci paiono corrispondenti alla natura pubblica delle funzioni che devono essere svolte e che porteranno alla costituzione di un'amministrazione parallela di stretta osservanza e potremmo anche pensare - e credo che proprio non sbaglieremmo - di stretta obbedienza alla Presidenza della Regione, in questo caso con il preventivo passaggio in Giunta regionale, ma, considerata questa disciplina legislativa delle funzioni del Presidente, addirittura con la totale responsabilità da parte dello stesso Presidente della Regione. Stiamo creando, anche attraverso questo articolo, un concentrato di poteri che crediamo costituisca veramente un pericolo per una gestione partecipata dell'azione amministrativa e per un'apertura della Regione che deve rimanere un palazzo dalle pareti di cristallo e non un bunker impenetrabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti della Giunta, con l'articolo 19 disegniamo i poteri di uno degli organi della Regione, la cui definizione costituisce un pezzo della forma di governo che stiamo andando sempre più in dettaglio a scolpire. La scelta nella definizione di tali poteri, cioè dei poteri del Presidente della Regione, era decisamente graduabile perché, pur nella scelta fondamentale dell'elezione diretta del Presidente, la legge statutaria ancora non ha detto, ma lo dice nell'articolo 19, che tipo di vertice politico è l'organo Presidente.
Il nostro Statuto, come sappiamo, era assolutamente scarno quanto a informazioni sulla natura dei poteri che sono attribuiti al Presidente, per cui molto si è determinato nella forma di governo reale di questa Regione, come pure della Repubblica, attraverso la prassi di conduzioni più o meno dettate e informate al carattere, alla forza politica, all'intenzione e al milieu storico e, direi, a volte anche culturale di questa figura. Ciascun Presidente della nostra storia autonomistica ha definito, direi, un suo nucleo essenziale di poteri, non perché questi fossero scritti nel nostro Statuto, ma perché lui li esercitava in un modo piuttosto che in un altro. Così come, a livello statale, la legge numero 400 del 1988 ha definito meglio che cos'è il Presidente, qual è il regime di governo interno alla Giunta che poi si proietta all'esterno nella conduzione dell'indirizzo politico imputato alla Giunta stessa. Anche la regolazione di tali poteri nel nostro ordinamento è avvenuta mediante la stratificazione della legislazione regionale che al Presidente ha attribuito, volta per volta, poteri o, pur non attribuendoglieli, ne ha in qualche modo definito in negativo la figura.
La scelta che è stata fatta nella proposta della Giunta e nella riscrittura che, in Commissione, la Giunta e i commissari hanno concorso a definire è, a mio avviso, un modo abbastanza equilibrato di definire una premiership democratica adeguata alla cultura politica della nostra Regione. Il Presidente, è confermato, rappresenta la Regione, così come la rappresenta per il nostro Statuto di autonomia di quasi sessant'anni fa, però, laddove bisognava definire in che modo egli dirige o determina la politica della Giunta, perché il Presidente non è solo un organo monocratico, ma è anche il primo componente dell'organo esecutivo, è stata fatta una scelta, a mio avviso, equilibrata. Il Presidente, pur eletto dal popolo, non determina la politica della Giunta, ma la dirige, il che significa che l'Esecutivo elabora e definisce la sua politica. Questo è il primo punto su cui vorrei fosse concentrata la nostra attenzione.
E ancora: il Presidente dirige la politica generale della Giunta. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che abbiamo evitato, nella scala graduabile di poteri di cui parlavo prima, la possibilità che invece altre Regioni hanno considerato; Regioni, onorevole La Spisa, con esperienza presidenziale di centrodestra. E qui rimettiamo un pochino le cose al loro posto, perché stiamo assistendo a una sorta di finzione in Consiglio regionale, per cui le varie tipologie di destra presenti nel nostro panorama politico improvvisamente si dimenticano di essere presidenzialiste. Dove la destra ha governato ha scritto statuti, come per esempio quello del Piemonte, in cui il Presidente della Regione non solo determina la politica della Giunta, ma può arrivare addirittura ad avocare a sé le competenze degli Assessori, togliendo loro i fascicoli, cosa che con la norma che noi presentiamo all'articolo 19 non è possibile, anzi è prevista tutt'altra cosa: il Presidente non determina la politica della Giunta, ma ne dirige la politica generale, che è una cosa diversa, appunto, da questo meccanismo di esercizio diretto e in via di avocazione del potere che altri ordinamenti regionali hanno scelto.
C'è, poi, questo tema finale della responsabilità con gli altri livelli istituzionali, nazionali e internazionali, che si collega alla ferma previsione del nostro Statuto della rappresentanza della Sardegna, che è una rappresentanza direi istituzionale, ma è anche una rappresentanza con effetti verso l'esterno di tipo giuridico molto netti e precisi e che si collega ai nuovi poteri - lo dico in termini imprecisi, ma che fanno capire il significato - di politica estera delle Regioni e della nostra in particolare, che dovremo richiamare e rinsaldare in sede di negoziazione statutaria. Contare dove si decidono le sorti della Sardegna significa, oggi, contare sempre di più nei luoghi di determinazione delle politiche sopranazionali.
E infine le funzioni della Presidenza: anche qui, oltre al richiamo alla lettera b), che è anche un segno di fedeltà costituzionale oltre che statutaria, perché abbiamo voluto riprendere in maniera integrale la definizione dei poteri della premiership nazionale della Costituzione del 1948 con l'espressione "dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo" e così via, alla fine c'è anche un richiamo alla migliore esperienza della premiership nazionale, non quella derivante dalla revisione costituzionale, ma quella che è venuta fuori dalla riforma del centrosinistra della fine degli anni Ottanta, che ha disegnato la Presidenza del Consiglio così come oggi noi la conosciamo, con tutta una serie di competenze sul versante delle politiche comunitarie, dell'innovazione tecnologica, dell'organizzazione della struttura del Governo e altre competenze che qui ovviamente non ci sono, ma che non fanno del Presidente della Regione, così come del Presidente del Consiglio dei Ministri, semplicemente un primus inter pares, ma colui che ha il vero potere di esercitare, anche attraverso l'esercizio di funzioni proprie, l'unità dell'indirizzo politico che condivide con altri organi rappresentativi, quale quello in cui noi sediamo.
Ritengo che con alcune piccole modifiche che discuteremo in quest'Aula, l'articolo 19, per tutti questi motivi, sia la buona sintesi di un potere democraticamente esercitato e autorevolmente sostenuto dall'elezione diretta del Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, devo dire che per quanto riguarda l'articolo 19, che tratta, appunto, delle funzioni del Presidente della Regione, mi fa un certo effetto vedere la sinistra schierata a favore del presidenzialismo, soprattutto di questo presidenzialismo, che dell'istituto originario conserva ben poco, perché nel testo viene derubricata, senza la minima vergogna, in una semplice quanto scandalosa legge ad personam, letteralmente cucita addosso alla contingenza politica attuale, al Presidente attuale e alla profonda crisi politica che la Sardegna è costretta a subire praticamente dall'inizio della legislatura.
Non c'è conversione sincera e ragionata, dunque, a questa forma di governo, ma soltanto l'ennesima riedizione del "tirare a campare", molto peggiore delle precedenti perché applicata al tema delle riforme, che dovrebbe essere bipartisan, cioè terreno comune a entrambi gli schieramenti. Ma anche i nodi del tirare a campare vengono al pettine: la maggioranza, che ha sempre respinto la logica del confronto con l'opposizione sui contenuti e senza pregiudiziali, ritenendo di far valere la forza dei numeri, è costretta all'amara scoperta che i numeri potrebbero non esserci per la defezione di alcune componenti della stessa, con le quali era stato sottoscritto, nel 2004, un programma comune. E' il passato che non passa.
A livello nazionale il centrosinistra inserì nel programma del 1996, quando c'era la desistenza con la sinistra radicale, una forma moderata di presidenzialismo; poi, nel 2005, riformata l'alleanza con la sinistra radicale, bocciò lo stesso progetto che aveva sostenuto definendolo un attentato alla Costituzione. In Sardegna, condivide apparentemente con gli alleati il presidenzialismo, impone un percorso parlamentare che parte da un'iniziativa del Governo regionale - altro gravissimo errore - e poi comincia a perdere pezzi per strada. No, non c'è alcuna conversione, né nel metodo né nel merito; è la solita sinistra che applica le leggi nei confronti degli avversari e le interpreta per gli amici; è la sinistra della doppia morale, che propone tutto e il contrario di tutto, rivendicando, alla fine di questo percorso, una limpida e cristallina coerenza unita, va da sé, alla solita superiorità morale, culturale e perfino antropologica.
Adesso, colleghi della sinistra, scioglietevi da soli i nodi politici e irrisolvibili che avete stretto attorno a questa vergognosa legge statutaria per compiacere il Presidente, che minacciava di farvela pagare cara; trasformate voi in un "penultimatum" gli ultimatum di alcuni vostri alleati che si dicono parlamentaristi e fieri avversari del presidenzialismo; ripetete anche in Sardegna il miracolo della sinistra di lotta e di governo, dell'eskimo e del doppiopetto, che protesta contro se stessa in Parlamento e in piazza dicendo che non c'è contraddizione. I sardi vi giudicheranno, speriamo il più presto possibile, anche per questo. Nel frattempo, noi sentiamo il dovere di opporci con tutti i mezzi a una ripugnante legge ad personam che non ha niente a che vedere con il presidenzialismo e che, anzi, offende i veri presidenzialisti.
Cominciamo dall'inizio e precisamente della lettera b) del comma 1, che definisce le funzioni del Presidente della Regione: "dirige la politica generale della Giunta, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività degli Assessori". Detta così questa norma potrebbe sembrare accettabile e perfino condivisibile, da parte dei veri presidenzialisti, ovviamente. Peccato, Assessore, che poi alla lettera i) - e ci dobbiamo arrivare, perché il tutto fa parte di uno stesso articolo -, che chiude il paragrafo, questa la norma venga scientificamente smontata pezzo per pezzo! Il Presidente, che ricopriva le vesti di direttore generale della politica della Giunta, si trasforma in una specie di mostro a sei teste, che entra in un bel po' di Assessorati e li rivolta come un calzino! Sarebbe stato molto interessante per il Consiglio regionale programmare un'audizione degli ex Assessori dell'ambiente e della programmazione, Antonio Dessì e Francesco Pigliaru, e magari anche di altri ex "soldati" del presidente Soru, ormai in costante crescita, per sentire la loro opinione su questo passaggio della statutaria. Sarebbe molto, ma molto interessante! Possiamo immaginare la loro valutazione, del resto l'hanno lasciata intendere chiaramente in dichiarazioni pubbliche molto, ma molto significative.
Noi affermiamo che una norma del genere non può nemmeno avere la dignità di norma giuridica ed è un'offesa, per il diritto prima che per la politica, farla entrare in una legge statutaria. Cosa significa, infatti, la lettera i) del comma 1 - l'ha sottolineato anche il collega La Spisa - che, di fatto, sopprime la lettera b) dello stesso comma, e cioè che il Presidente "cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale… ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale"? Vuol dire forse che su tutte queste materie il Presidente esercita un potere di avocazione quando gli pare e piace, collega Sanna, o forse che queste materie saranno oggetto soltanto di provvedimenti del Presidente, naturalmente motu proprio?
Ancora più offensiva, per l'intelligenza comune, suona la chiusura del paragrafo: "tali funzioni possono essere delegate agli Assessori". Tali funzioni possono essere delegate agli Assessori! Qui c'è uno dei noccioli duri di quella che dobbiamo definire una legge ad personam. A quali condizioni, infatti, potrebbero essere delegate il Presidente ce lo ha già fatto vedere in questo scorcio di legislatura: a condizione che gli Assessori obbediscano in silenzio, a condizione che firmino i provvedimenti che stanno a cuore al Presidente e, viceversa, tengano nei cassetti quelli meno graditi; a condizione, insomma, che siano formalmente autonomi purché sempre disposti a scrivere sotto dettatura. Una specie di Giunta a punti: chi sgarra perde una parte della delega, che finisce nella disponibilità del Presidente, ovviamente, perché è strategica e trasversale; chi riga dritto mantiene la delega per intero, perché a quel punto della trasversalità se ne può fare a meno e della strategia pure.
C'è anche la lista d'attesa per il precariato istituzionale: il contratto a progetto - una nuova invenzione - del Governo e nel Governo regionale, come prevede il comma 2, che dice che il Presidente può nominare due delegati per seguire "specifici progetti", chissà quanto strategici o trasversali. Lo dovrebbe dire una legge, che speriamo non veda mai la luce! Non vorremmo rubare battute all'ottimo onorevole compagno Diliberto che in questo, dal tritolo nel locale di Briatore allo schifo per Berlusconi, è maestro insuperabile, però è davvero molto difficile trovare un termine adatto e compatibile col rispetto che si deve a quest'Aula e a ciò che essa rappresenta per definire questa cosa. Noi la chiamiamo così perché, ripeto, non può pretendere di avere la dignità di una norma giuridica e di una legge. Una cosa del genere non la si sarebbe nemmeno dovuta scrivere, tant'è che non c'era nemmeno nel testo originario della Giunta, già pessimo di suo; è stata messa dopo, in concomitanza con il precipitare della situazione politica. Un pizzino recapitato in busta aperta e scritto per una volta in un linguaggio non cifrato, perché i destinatari capiscano l'aria che tira.
Tira una brutta aria, in effetti, ma sono i sardi a doverne respirare tutti i veleni, perché si sono accorti da tempo che a questa maggioranza non importa nulla di fare buone riforme, di fare una buona finanziaria, di occuparsi dei veri problemi di tante famiglie, di tante imprese, di tante persone che stanno soffrendo un presente durissimo e non vedono nemmeno in lontananza la possibilità di migliorare la loro condizione nel futuro. Vedono, invece, un Governo regionale che non ascolta le forze sociali e le categorie produttive. Non ascolta nessuno! E' isolato nel suo palazzo, dove un uomo solo ha dichiarato guerra al resto del mondo e chi gli sta intorno non riesce a trovare il coraggio di dirgli che quella guerra è perduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, nel dibattito che si è svolto sino a questo momento io ho sostenuto che, contrariamente a quanto si vorrebbe, attraverso questo disegno di legge non si provvede affatto a rideterminare compiti, poteri e funzioni in misura equilibrata e tali da garantire una funzione emergente del Consiglio, alla quale non si contrappone (c'è anzi una specie di bilanciamento) la funzione che dovrebbe, invece, esercitare la Giunta regionale.
Io ho sostenuto - e dopo aver letto l'articolo 19 continuo a sostenerlo - che questa legge statutaria sancisce in maniera definitiva la supremazia non tanto della Giunta regionale quanto del Presidente della Regione, supremazia che viene esercitata in maniera determinante, forte e pesante anche nei confronti del Consiglio, che rischia di essere la parte istituzionale meno importante, la parte istituzionale che subisce, la parte istituzionale che deve obbligatoriamente accogliere quanto viene proposto, la parte istituzionale che ha meno dignità e minore capacità di proposta.
Bene, l'articolo 19 così com'è formulato, se non viene corretto in alcune parti, cosa che io auspico, rafforza ulteriormente il mio convincimento: il Consiglio regionale esce nettamente perdente anche attraverso questa legge e finisce per essere completamente assoggettato. La legge statutaria avrebbe dovuto garantire un maggiore equilibrio fra i poteri e avrebbe dovuto concorrere, perché lo squilibrio allo stato delle cose c'è, a cancellare quella porzione di squilibrio ricreando condizioni di compatibilità e di maggiore equilibrio fra Consiglio e Giunta regionale. Credo che noi dobbiamo intervenire in maniera decisa attraverso alcuni emendamenti sui quali è opportuno riflettere attentamente.
Naturalmente, mi limito a illustrare gli emendamenti che mi vedono primo firmatario o in ogni caso partecipe e che tendono proprio a dare questa garanzia ulteriore a livello consiliare. Partiamo dalla lettera d) del comma 1 dell'articolo 19, la quale dice che il Presidente della Regione "provvede alla nomina dei rappresentanti della Regione presso enti, aziende, agenzie e istituzioni di cui la legge gli attribuisce la competenza", ma non fa neanche minimamente riferimento a un atto che, a mio avviso, è assolutamente necessario e obbligatorio e che oggi, badate, viene tenuto in conto, perché le nomine, anche quelle di competenza presidenziale - anche quelle e non escluse quelle - devono passare attraverso un atto di formalizzazione, che non può che essere la delibera della Giunta regionale. Badate che per quanto io ne sappia, oggi anche le nomine fatte dal Presidente si traducono, poi, in una delibera della Giunta regionale. Bene, credo che un elemento di minima garanzia di questo tipo e che nulla sposta debba in ogni caso essere ribadito. Non ribadirlo, a mio avviso, rappresenta un errore, per l'oggi e per il futuro, e consente che eventuali azioni, eventuali determinazioni, eventuali scelte, tutte in capo al Presidente, si traducano in un atto d'imperio, senza neanche quell'elemento minimale di salvaguardia.
Nella parte proposta dall'estensore del disegno di legge (presumo che sia l'assessore Dadea, ma il disegno di legge prima di essere trasmesso dalla Giunta ha seguito un percorso ed è stato certamente sottoposto a un dibattito all'interno della Giunta stessa) vi è un temperamento rispetto al potere del Presidente di nomina e revoca degli Assessori e di attribuzione degli incarichi assessoriali che scompare definitivamente nel testo approvato in sede di Commissione. Infatti, il testo della Giunta prevedeva una comunicazione al Consiglio regionale e la possibilità che questo potesse esprimere un parere motivato sugli Assessori nominandi. Il testo della Commissione cassa, invece, questi aspetti che io provo a reintrodurre attraverso l'emendamento numero 359, badate, senza spostare le responsabilità della scelta e della nomina, che restano, in ogni caso, in capo al Presidente, ma consentendo alle Commissioni consiliari la possibilità di audire i nominandi Assessori e di poter esprimere un parere, sia pure non vincolante.
Infine, veniamo alla lettera i). Colleghi, ove in qualcuno di voi restassero dei dubbi sul fatto che con questa legge statutaria i poteri presidenziali vengono potenziati, basterebbe leggere la lettera i), che indica le funzioni poste in capo al Presidente, per fugare definitivamente qualsiasi dubbio, perché queste funzioni, che sono aggiuntive rispetto allo stato attuale delle cose, partono da quelle strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale fino a comprendere la programmazione, le politiche comunitarie e internazionali, l'organizzazione e le risorse umane.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, il tempo è scaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, a dire il vero prendo la parola, oggi, in uno stato quasi di depressione, comunque di amarezza, perché mi pare che gli articoli 18 e 19 della legge che abbiamo all'esame costituiscano una sorta di decreto straordinario di sospensione delle garanzie statutarie. Francamente, a molti è sembrato che facessi delle battute quando, in altro intervento, ho definito la Giunta regionale una sorta di service del Presidente e quando ho detto che probabilmente il Presidente della Commissione - a cui non so se augurare di essere riconfermato in questo ruolo - poteva tranquillamente, preparandosi alla riforma dello Statuto, segnare il Consiglio regionale per memoria statutaria. Non serve a nulla. Qui c'è un concentrato di poteri in capo al Presidente eletto direttamente che, francamente, richiama memorie tristi per il nostro Paese. E mi perdoni, collega Sanna, non voglio essere irriguardoso nei suoi confronti, ma mi sembra persino debole il suo richiamo ad altre Presidenze regionali, ai Presidenti di questa Regione o alla legge numero 400 del 1988 che definisce le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, onde trovare, per così dire, attenuazioni alle preoccupazioni che in tutti noi sono presenti rispetto alla concentrazione di poteri in una sola persona, come sta avvenendo attraverso la legge che stiamo esaminando, in particolare attraverso gli articoli 18 e 19. Sono persino deboli esercizi retorici quei richiami, perché non hanno nulla a che vedere con il contesto nel quale siamo; né può a me fare impressione il richiamo a Presidenze regionali del centrodestra. Non mi riguardano, io sono un parlamentarista, l'ho detto sin dall'inizio, io sono nella linea del primus inter pares non del primus et paria. Ma qui siamo tutti paria, non soltanto gli Assessori; è paria tutta la classe politica sarda, se questo provvedimento conclude il suo iter di approvazione.
Di fronte a questa protervia riformatrice in questa direzione, mi sento davvero profondamente fuori luogo, spiazzato, inutile; mi sento davvero come quel pifferaio, di cui dicevo in un altro intervento, richiamando i tempi del ventennio, il cui capo disse che tutto era giustificato perché il popolo italiano era un popolo di mandolinai. E mi auguravo, allora, che qualcuno non pensasse che noi del Consiglio o il popolo sardo fosse assimilabile a un popolo di pifferai o di suonatori di launeddas. Se restiamo qui davvero ci ridurremo a questo.
Ma la mia domanda non la rivolgo, collega Sanna, a certa parte di questa opposizione che ha nella sua credenza politica il presidenzialismo. Questa non mi interessa. Io sono preoccupato, da socialista, che una certa sinistra abbia fatto propri determinati ideali, perché non c'è davvero speranza. Io mi trovo, oggi, qui all'opposizione e contro questo sistema imperante. Non c'è nemmeno bisogno di approvare il disegno di legge che stiamo esaminando, perché il presidenzialismo è già imperante, è già dominante! E allora che speranza ho io per il futuro, quando vincerà il centrodestra, che è per principio a favore del presidenzialismo? Per me, socialista, non c'è futuro; sono condannato, inesorabilmente, a vedere la distruzione di quella cultura e di quelle le battaglie politiche che hanno prodotto la nostra autonomia. Mi preoccupo di quello che sta accadendo e mi preoccupo soprattutto del fatto che questo non sia un prodotto anticipato di quel che sarà il Partito democratico che si vorrebbe costruire, il frutto di quella parte dei D.S. e de La Margherita che vuole dar vita al nuovo partito unico in alternativa ad altri partiti unici. La nostra condizione culturale e politica non è così definita, con schieramenti contrapposti. La nostra realtà culturale e politica è tutt'altro, è plurale e plurale deve rimanere il Governo di questa Regione. Invece qui altro che pluralità! Dove sono gli organi? L'unico organo è il Presidente! La Giunta e il Consiglio non esistono più come organi. Ma dove sta il potere del Consiglio, se non può neanche approvare il programma della Giunta? Il Consiglio non ha più neanche il potere di controllo effettivo, perché un Presidente che nomina e revoca gli Assessori e tutti i dirigenti degli enti regionali e degli Assessorati rappresenta un potere assoluto! Ma è mai possibile che non ci sia davvero un sussulto di democrazia?
Io vi conosco, vi conosco quasi tutti personalmente, e mi domando perché ci sia questo appiattimento, in nome di che cosa. Di un'elezione che vi ha portato dentro questa maggioranza? Ma tutto questo è superato! Gli eventi, il presente e il futuro devono incidere diversamente! E allora basta con le contrapposizioni di parte. Io mi sono rivolto al Presidente del Consiglio perché riunisse i veri riformisti, i veri amatori della nostra autonomia, affinché insieme, superando le contrapposizioni, troviamo una larga intesa sulle riforme di cui sicuramente la Regione ha bisogno. Ma tutto questo non è avvenuto, allora che mi rimane da fare in questo Consiglio se non rivolgere ai colleghi che credono davvero nella riforma della Regione, ma dentro un sistema democratico, l'invito a formare un gruppo, che potremmo definire "comitato regionale di liberazione" ed eventualmente trasformare in un movimento, perché non è possibile andare avanti così, veramente verso un triste passato.
Il presidenzialismo non è quello americano. Non bastano le riedizioni della cultura americana per venire qua dentro a parlare di presidenzialismo, che non è sinonimo di dittatura. Ma questa legge sicuramente sta nominando il padrone assoluto della nostra Regione.
Signor Presidente, io avrei concluso, non so se ho ancora del tempo.
PRESIDENTE. Ha ancora un minuto, onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Mi basta, Presidente, per dire ai colleghi che sono sinceramente democratici, ma che hanno dimenticato di esserlo: tantam salutem vobis pauca aut nulla domino vestro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, l'accorato intervento del collega Farigu è comprensibilissimo. Il collega si preoccupa molto della quantità di poteri che sono in capo a un Presidente eletto direttamente e dei poteri che gli stiamo conferendo o gli vogliamo conferire con questa legge. E' certamente una situazione che ci vede inermi, nel senso che siamo veramente disarmati. Peraltro l'emendamento proposto dagli onorevoli Biancu e Francesco Sanna non fa altro che confermare ciò che era già previsto nell'articolato della legge esitata dalla Commissione.
Io mi preoccupo sostanzialmente di alcune cose. Nell'indicare le funzioni del Presidente della Regione, probabilmente per come sta andando il dibattito, avremmo dovuto prevedere - ed è sempre possibile farlo -, tra le prime lettere, oltre al fatto che il Presidente della Regione rappresenta la Regione, anche l'obbligo da parte del Presidente di rispettare il dettato del Consiglio regionale. Questo non è previsto in nessuna parte dell'articolato; di fatto non c'è nessun legame che possa ridurre il potere del Presidente della Regione e che quindi determini il rispetto, da parte sua, del ruolo e soprattutto delle decisioni del Consiglio regionale. Non esiste nessun regolamento in questo senso, e quindi il Presidente della Regione usa e abusa del Consiglio regionale ogniqualvolta lo ritenga necessario.
Faccio per tutti un esempio che ho già fatto stamattina in Commissione, dove ci siamo ritrovati a esaminare il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio in assenza totale della Giunta. Poi, grazie alla disponibilità, sempre manifesta, dell'assessore Dadea abbiamo potuto dare una forma di legalità e di ufficialità a una Commissione in cui non c'erano interlocutori da parte della Giunta. Onorevole Dadea - la chiamo onorevole perché credo che sia più rispettoso per ciò che lei ha fatto negli anni passati piuttosto che per quello che le impongono di fare oggi nel ruolo di Assessore -, come lei sa, non esiste attualmente un Vicepresidente della Regione, e questo è paradossale. Quando, in questo articolato, diciamo che è prevista la figura del Vicepresidente, intendiamo dire che il Presidente della Regione presenta in Aula la squadra degli Assessori e obbligatoriamente indica il Vicepresidente. Stamani, per esempio, il Presidente era assente perché impegnato in un'azione di risanamento ambientale. A bordo dell'elitanker che doveva asportare i tralicci dell'alta tensione, il Presidente non aveva tempo per occuparsi di un fatto estremamente più importante dal punto di vista politico e amministrativo, e cioè la proroga di due mesi dell'esercizio provvisorio. Ricalcando, quindi, ciò che è successo nelle legislature precedenti, arriveremo al quarto mese di esercizio provvisorio e ancora la finanziaria non è stata assegnata alla Commissione di merito. Da qui nasce l'obbligatorietà della nomina di un Vicepresidente, anche se non può sostituire in toto il Presidente, visto che le norme ancora non ce lo permettono, e chissà per quanto tempo ancora non ce lo permetteranno. Infatti, nei momenti di assenza del Presidente della Regione, la Giunta deve essere rappresentata non da un singolo Assessore ma da una persona investita di questo ruolo davanti al Consiglio. Quindi, io dico che obbligatoriamente deve essere nominato il Vicepresidente della Regione. In questa legislatura ne stiamo facendo a meno, anche se malvolentieri.
Un altro aspetto che non è contenuto in questo testo è quello della responsabilità davanti al Consiglio dell'attuazione del programma politico di governo. Si dice che il Presidente della Regione è responsabile, ma non si dice davanti a chi. Essere responsabili è un conto, ma essere responsabili davanti al Consiglio vuol dire essere responsabili davanti ai sardi, perché questa è un'Assemblea eletta, che rappresenta il popolo sardo, e quindi il Presidente deve essere responsabile davanti a questa Assemblea dell'attuazione del programma di governo. Non parliamo, poi, del parere che, secondo noi, il Consiglio dovrebbe dare nel momento in cui il Presidente indica la squadra assessoriale. Credo che anche su questo e sulla figura del Vicepresidente il Consiglio regionale dovrebbe esprimersi e deliberare in merito.
Ma ci sono altri argomenti ben più importanti di questi. Sulle funzioni strategiche e trasversali ho visto che è stato presentato un emendamento che ricalca l'emendamento numero 559, presentato dal Gruppo Alleanza Nazionale. Se c'è una cosa della quale non ci si preoccupa in questo articolo, per quanto riguarda le funzioni del Presidente, è la tutela della Regione Sardegna. Io spero che alcuni colleghi mi stiano ascoltando. Faccio riferimento all'emendamento numero 560, onorevole Francesco Sanna, che probabilmente dovrebbe dirci qualcosa, anzi io credo che ci dica qualcosa, laddove, al primo punto, noi diciamo che il Presidente "promuove l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e propone ricorso per i conflitti di attribuzione" e quant'altro. Insomma, se non rientra questo tra le funzioni del Presidente della Regione! O vogliamo darlo per scontato, cioè lo fa lui perché è lui? Se fosse un amministratore unico dovrebbe adempiere in tal senso, ma trattandosi del Presidente della Regione Sardegna chi gli deve attribuire il potere di impugnare le leggi di fronte alla Corte europea, allo Stato italiano e alla Corte costituzionale? Io credo che questo punto debba rientrare nell'articolo 19.
Abbiamo parlato dell'indizione dei referendum regionali, ma la partecipazione, anche a mezzo dei suoi delegati, agli organi dell'Unione Europea e l'adozione di misure straordinarie e urgenti nell'interesse di tutta la Sardegna sono funzioni che il Presidente deve avere oppure no? O tutte le volte si deve predisporre un apposito progetto di legge? Non è assolutamente da augurare, ma possono verificarsi dei casi in cui la funzione del Presidente della Regione deve essere comunque codificata.
"Nomina e designa membri di commissioni, comitati e altri organismi collegiali per i quali la legge statale o regionale non prescriva la rappresentanza delle opposizioni": anche questo bisogna scriverlo, perché ove sia previsto l'intervento delle opposizioni, insomma, non è che il Presidente della Regione possa fare ciò che vuole. Non abbiamo pensato al fatto che il Presidente della Regione può conferire particolari onorificenze a personalità che si sono distinte per il ruolo, per ciò che hanno rappresentato e rappresentano nella cultura, nella storia, ma anche nella vita politica e sociale di tutti i giorni. Io credo che questa debba essere una delle funzioni che il Presidente della Regione può esercitare, oltre, naturalmente, a tutte le funzioni che gli sono attribuite dallo Statuto e dalla Costituzione.
Un altro argomento che non è citato in questo articolo è il ruolo che il Presidente della Regione deve avere nei confronti della divulgazione dell'azione di governo, e quindi la disciplina della partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive. Al riguardo c'è qualcosa che non può accadere nemmeno per il Presidente del Consiglio regionale. Mi scusi, onorevole Spissu, se la cito, ma siccome si è già verificato che il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione abbiano partecipato a trasmissioni televisive in rappresentanza esclusivamente partitica o di parte, credo che il Presidente della Regione, nel momento in cui appare in trasmissioni televisive, debba essere buon interprete delle esigenze della maggioranza, ma anche del parere delle opposizioni. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Signor Presidente, con l'articolo 19 si definiscono le funzioni che si intendono attribuire al Presidente della Regione. Si tratta indubbiamente di un tassello importante della forma di governo della Regione, che naturalmente non contrasta, e non potrebbe essere diversamente, con i precedenti articoli 13, 13 bis, 13 ter, 13 quater e così via, che definiscono le funzioni attribuite al Consiglio regionale, né con il successivo articolo 21, che indica le funzioni che sono attribuite all'organo esecutivo collegiale, cioè alla Giunta regionale. E' certamente coerente con il sistema a elezione diretta del Presidente; non è - e su questo vorrei concentrare il mio intervento - né potrebbe essere in contrasto con il principio che è stato confermato nell'articolo 18, però, se immaginassimo una modifica virtuosa, un adeguamento, dopo trent'anni, della nostra legge di organizzazione, la numero 1 del 1977, al fine di avere un'organizzazione amministrativa della Regione più moderna, più funzionale, più adeguata alla Sardegna di oggi e al contesto in cui si trova, forse anche la proposta che stiamo discutendo, vista in quest'ottica, e il lavoro fatto sin qui non sarebbero in contrasto neanche con un cambio di sistema. Penso che anche nell'eventuale passaggio a un sistema a elezione indiretta da parte del Consiglio molto probabilmente, fatta eccezione per la lettera c), che prevede la nomina e la revoca degli Assessori, che è un dispositivo coerente con l'elezione diretta del Presidente, l'impianto dell'articolo 19 sarebbe comunque traslabile o utilizzabile, ovviamente con le dovute correzioni del caso. Verrebbe, per esempio, riproposta l'espressione della legge numero 1 per cui il Presidente della Regione propone al Consiglio regionale la nomina degli Assessori. Questo lo dico, senza alcun intento provocatorio, perché il dispositivo dell'articolo 19 è in larga misura mutuato non solo dalla legge numero 1 del 1977, che pur non avendo il rango di legge statutaria, è una legge fondamentale della nostra organizzazione regionale, ma anche da alcuni principi contenuti nell'articolo 121 della Costituzione e anche nell'articolo 95, che definisce il rapporto tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri.
Si potrebbe, quindi, obiettare che questa sintesi rafforza la funzione di direzione politica dell'organismo collegiale e non dell'organismo monocratico. Quindi l'Esecutivo è visto non come una squadra di collaboratori, ma come organismo - tra l'altro è un principio statutario - appunto collegiale e non di supporto. Ora, questa critica, questa obiezione dovrebbe venire da chi sostiene un'idea presidenzialista molto più accentuata, con una separazione molto netta da questo punto di vista, senza invasioni di campo. Invece, il tentativo che è stato fatto, secondo me correttamente, è quello di mutuare il sistema parlamentare, non il sistema prettamente presidenziale.
Infine, tutto ciò che non è precisamente definito, e vengo alle funzioni trasversali, dovrà essere completato successivamente. Sono d'accordo con lei, collega La Spisa, sul fatto che alcune delle funzioni trasversali e strategiche che il Presidente esercita, in maniera sussidiaria o con altri sistemi, debbano essere riviste alla luce delle esigenze di un moderno Esecutivo, per stabilire quali sono, in che cosa consistono, quali parti sono trasversali e strategiche e quali no. Questo vale per la programmazione, ma anche per il personale. Penso che la delega di tali funzioni, che non è affidata a un decreto o a un provvedimento di decretazione del Presidente, sia stata prevista in questa formulazione sulla base di precise normative di legge, ed è appunto ciò di cui noi dovremmo discutere in quest'Aula. Ora, anche questa scelta delinea non un carattere, come dire, dettato da esigenze contingenti, ma un quadro più organico, che viene costruito tenendo conto delle esigenze della macchina amministrativa regionale, della sua organizzazione, ma anche delle esigenze che la società sarda pone a una moderna democrazia, e quindi anche a un modo di esercitare il governo che non può più essere, qualsiasi sistema scegliamo, sia esso presidenziale o parlamentare, uguale a quello di trent'anni fa.
Queste, in sintesi, sono le scelte che abbiamo fatto e che non sono qui tutte definite, ma debbono essere completate in un quadro di garanzie certe, sia nel caso dell'attribuzione delle cosiddette funzioni trasversali agli Assessori, sia nel caso della nomina dei delegati, sia in tutti gli altri casi che saranno definiti in maniera puntuale e precisa attraverso una legge organica di riorganizzazione regionale. Queste sono le scelte di principio contenute nell'articolo 19, che non esautorano il Consiglio e non delineano né un monarca né un gerarca, anzi fanno parte della cultura democratica di molta parte delle società occidentali, in modo particolare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che l'articolo 19, che ci apprestiamo a votare, sia un esempio abbastanza eclatante di come questo disegno di legge statutaria sia purtroppo confuso e mal digerito sia da quest'Aula sia dalla stessa maggioranza. Alla fine, questa legge rischia di venire approvata non da una maggioranza riformista di questo Consiglio regionale, ma semplicemente da una minoranza che avrà avuto ragione numerica di tante altre minoranze che all'interno di questo consesso rappresentano sensibilità diverse. Se così fosse, assessore Dadea, non sarebbe, purtroppo, una vittoria né della Giunta né della maggioranza e neanche delle regole e della democrazia in Consiglio. Sarebbe, invece, il risultato di quella mancanza di concertazione all'interno del Consiglio regionale che noi Riformatori abbiamo tante volte denunciato durante la discussione di questa legge.
Non è possibile, colleghi, che anche per quanto riguarda l'articolo 19 ci sia la percezione che sui temi fondanti della legge statutaria si navighi a vista, si brancoli nel buio, e che neanche all'interno di quella che è la maggioranza politica di questa Consiglio regionale ci sia una condivisione di quelli che dovrebbero essere gli elementi cardine di questa legge. Nel senso che, sfogliando gli emendamenti presentati da autorevoli colleghi della maggioranza consiliare purtroppo non si può che rimanere sconcertati nel valutare come lo spirito stesso della legge evidentemente non sia stato digerito e venga comunque portato avanti da quella che è, ripeto, la minoranza più forte.
E allora, noi stiamo consegnando alla Regione Sardegna una legge rinforzata giuridicamente, destinata a durare negli anni, che verrà portata in porto da una robusta minoranza, che però non sente il bisogno, né sui singoli aspetti né sull'impianto generale, di continuare un ragionamento in Aula, impone tempi tecnici di approvazione difficilmente compatibili col ragionamento stesso (stante che al 26 febbraio quest'Aula aspetta ancora di iniziare la sessione di bilancio) e trascina stancamente la discussione sulla legge statutaria in un clima abbastanza distratto, ben sapendo che temi importanti quali quelli che dovranno essere discussi durante la manovra finanziaria aspettano ancora di essere introdotti all'attenzione della Commissione consiliare e poi dell'Aula. Credo che questa sia una responsabilità grossa della Giunta regionale, nel senso che la scelta dei tempi di discussione della statutaria non è stata neutra, in quanto ben si sapeva che il risultato sarebbe stato quello di procrastinare la discussione di una legge contingentemente assai più importante, cioè la legge finanziaria, e che, per contro, alla statutaria sarebbero stati riservati, probabilmente, tempi di discussione e un clima di attenzione in Aula assolutamente inadeguati all'importanza dell'argomento trattato. E', ripeto, una responsabilità grossa di cui la Giunta regionale sicuramente pagherà le conseguenze. E di fatto le sta pagando già per quanto riguarda l'articolo 19 di questa legge, che, ripeto, è fortemente contraddittorio, in quanto introduce una serie di figure ibride che rappresentano il tentativo di trovare dei meccanismi di equilibrio tra parlamentarismo e presidenzialismo che non sono stati in nessuna maniera digeriti da coloro i quali hanno scritto la legge e ora la stanno conducendo verso l'approvazione.
Quando si introduce la figura del Vicepresidente, bisogna aver chiaro che cosa questo significa, cioè bisogna avere un ordito di legge che al Vicepresidente assegna un ruolo. In quel caso sarebbe evidente la scelta verso un modello di tipo parlamentarista, in cui il Presidente viene eletto dal Consiglio regionale e non più dal corpo elettorale, per cui è ovvio che vi debbano essere uno o più Vicepresidenti che possano surrogare il Presidente, che è semplicemente un garante dell'Assemblea parlamentare. Ma nel momento in cui si opta per il modello presidenzialista, che figura è quella del Vicepresidente? In che cosa il Vicepresidente può o deve surrogare il Presidente, dal momento che il legame tra il Presidente e l'Assemblea consiste solo nel fatto che entrambi sono eletti dallo stesso delegante, cioè dal corpo elettorale? La figura del Vicepresidente ha ben poco senso se introdotta in un modello che si ribadisce essere a tutti gli effetti di tipo presidenzialista.
Per contro, laddove si potrebbe veramente incidere su quello che è un accumulo di poteri nell'ambito delle stesse funzioni non si interviene. Per quanto riguarda, infatti, le funzioni attinenti alla programmazione - cioè funzioni che di norma vengono assegnate nell'ambito di una Giunta che è diretta emanazione del Presidente, perché fanno parte di quel potere esecutivo che il cittadino attribuisce, nel sistema presidenziale, direttamente al Presidente - sono delegate in maniera legittima, doverosa e ragionevole a un Assessore legato istituzionalmente, per la stessa modalità di nomina e di revoca, al Presidente, però questo comporta che l'attività di programmazione non sia concentrata nelle mani della stessa figura a cui l'articolo 19 attribuisce poteri forti, precisi, ben connotati e tali da garantire la piena esplicazione delle funzioni che al Presidente vengono attribuite dall'elettorato. Quindi, anche nell'articolo 19 riecheggiano gli stessi incidenti di percorso, le stesse indecisioni, la stessa mancanza di una visione d'insieme che sono frutto di una digestione troppo veloce o, comunque, non ragionevole di ciò che è contenuto nella legge statutaria.
Una parola andrebbe spesa anche per quanto riguarda altre figure ibride previste in questo articolo, basti pensare ai delegati. Abbiamo detto che uno degli obiettivi della Regione è quello di arrivare a una semplificazione delle funzioni dell'Esecutivo nonché di quelle dell'Assemblea. Noi Riformatori abbiamo sostenuto la necessità di ridurre il numero dei consiglieri regionali, che è assolutamente e immotivatamente elevato rispetto al ruolo dell'Assemblea e che determina ritardi, incongruenze e difficoltà nell'esercizio della funzione legislativa, ma è altrettanto sostenibile la necessità di ridurre il numero degli Assessori. La presenza di dodici Assessori ha poco senso; ridurli a otto e poi aggiungere due delegati e, come previsto all'articolo 20, addirittura un sottosegretario, senza nessuna competenza, per altro, significa reintrodurre dalla porta ciò che si sta facendo uscire dalla finestra.
Quindi non ha nessun senso, se si ritiene davvero che si debba andare verso una semplificazione anche degli organi che esercitano rispettivamente il potere legislativo ed esecutivo, mantenere sostanzialmente l'impianto che oggi noi vediamo essere assai poco funzionante nell'ambito dell'attività istituzionale di cui siamo partecipi.
Allora, signori Assessori, colleghi della maggioranza, ancora una volta l'articolo 19 dimostra come su questa legge la convinzione da parte vostra sia assai scarsa e alla fine la legge sarà condotta al voto finale non da una maggioranza trasversale che condivide il ragionamento sulle riforme, come forse sarebbe stato giusto, visto che stiamo discutendo di regole, ma da una minoranza forte del Consiglio regionale, che riuscirà a passare sotto mille forche caudine portando avanti un proprio progetto che, inevitabilmente, finirà per essere assolutamente contraddittorio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
L'emendamento numero 795, che era stato qualificato come sostitutivo totale, in realtà è da qualificarsi come soppressivo parziale.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, infatti l'avevamo sospeso. Ci ritorno casomai alla fine.
PRESIDENTE. Bene.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sugli emendamenti numero 536, 256, 537, 311, 183, 102, 538, 539, 257, 540, 541, 542, 543, 104, 160, 259, 544, 545, 162, 546, 547, 734, 548, 549, 550, 105, 184, 210, 260, 551, 735, 255, 359, 370, 552, 258, 553, 103, 690, 361, 554, 555, 556, 557, 558, 203, 360, 556, 557, 558, 203, 360, 560, 561, 559, 185, 200, 199 e 562 esprimo parere contrario. Invito i presentatori a ritirare gli emendamenti numero 320 e 312 e 759, sui quali esprimo altrimenti parere contrario. Sull'emendamento numero 229 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 809?
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Probabilmente si tratterà di curare ancora qualche aspetto relativo alla formulazione, però l'emendamento numero 809 è accolto. Mentre dell'emendamento numero 795 chiedo il ritiro. Sull'altro emendamento sospeso, il 696, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Poiché l'emendamento numero 795 è sostanzialmente contenuto nell'emendamento numero 809, invito i presentatori a ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 536. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 795.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, chiedo scusa, è in votazione l'emendamento numero 536, a firma Diana, Liori e più.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi l'emendamento numero 795 è aggiuntivo, non sostitutivo totale?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 795, come abbiamo detto, è in realtà soppressivo parziale ed è stato abbinato all'emendamento numero 696. Emendamenti sostitutivi totali non ce ne sono.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi cosa stiamo votando adesso, scusi?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 795 non è più sostitutivo totale, in realtà non lo è mai stato, lo hanno classificato così i presentatori, ma è compreso tra gli emendamenti soppressivi.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Quindi è in votazione l'emendamento numero 536.
PRESIDENTE. Adesso siamo all'emendamento numero 536.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 536, vorrei invitare l'onorevole Francesco Sanna a seguire anche il nostro lavoro, essendo lui uno di quelli con cui forse in altri tempi avrei potuto dire: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!" Per alcuni è così, per altri no, perché vedo che c'è una rincorsa intrepida ad aumentare i poteri di sua maestà il Presidente. E questa è veramente una cosa anche offensiva nei confronti del Consiglio regionale. Guardate che noi non stiamo discutendo soltanto la legge statutaria; stiamo discutendo la statutaria e nel contempo stiamo portando la legge finanziaria, che, come ho detto alcuni giorni fa, prevede ulteriori poteri: la soppressione di tutti gli uffici politici degli Assessorati, una maggiore flessibilità elasticità per il personale dirigente, la rotazione degli incarichi biennali, maggiore autonomia del Presidente nella scelta del personale cui conferire incarichi di natura dirigenziale, con l'ampliamento delle percentuali dei dirigenti da attingere dall'esterno. Se a questo sommiamo il sottosegretario alla Presidenza e due delegati il risultato è quello di mantenere inalterata la posizione della Giunta, con una preminenza del Presidente della Regione che mi sembra abbastanza evidente.
Se pensiamo che la pubblicità istituzionale è nelle mani del solo Presidente, che esiste un unico documento di spesa (quindi gli Assessori non c'entrano nulla, perché è il Presidente che redige il documento di spesa ed è lui che dà gli ordini ai diversi Assessori), che il Presidente ha il controllo sulla informatizzazione della Regione, posto che ha tolto i poteri al qui presente Assessore degli affari generali e ha preso in mano interamente l'informatizzazione della Regione, e che la programmazione è ugualmente nelle sue mani, dico io, ma cosa stiamo facendo? Riflettete un attimo: perché scrivere queste cose? D'altra parte parlate di Vicepresidente, onorevoli colleghi, ma la figura del Vicepresidente è prevista dalla legge nazionale. Così come noi abbiamo eletto Soru, Soru avrebbe dovuto nominare il Vicepresidente, invece non l'ha mai nominato! E cosa ha fatto la maggioranza? Zero! Non ha mai sollecitato la nomina del Vicepresidente, nonostante sia prevista dalla stessa norma di legge che è stata applicata per eleggere Renato Soru Presidente della Regione. Quindi diamoci una calmata e non diciamo che il Presidente della Regione ha gli stessi poteri. No, i poteri che prima ha usurpato, adesso vengono motivati giuridicamente e aumentati fino all'inverosimile. Tant'è che non abbiamo nulla da aggiungere a tutti i commenti che abbiamo già fatto, però, vi prego, ragionate sulle cose che stiamo facendo e non banalizzate un argomento che, invece, a me pare importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto dichiaro il mio voto contrario a questo emendamento e ne approfitto per dire - così economizziamo il tempo - che l'emendamento numero 311, da noi presentato, verrebbe ritirato se ci fosse una precisazione da parte della Giunta e anche del Presidente della prima Commissione. Nel senso che questo emendamento ha l'obiettivo di escludere la potestà in capo al Presidente di articolare diversamente da quanto previsto dalla legge le deleghe attribuite agli Assessori, promuovendo e coordinando l'attività degli stessi.
Onorevole Diana, io ho vissuto buona parte della mia vita come funzionario della pubblica amministrazione regionale, quindi mi sono trovato più volte in circostanze nelle quali forse non era un limite, ma era una delle condizioni del sistema parlamentare che a noi continua a convincere di più, che il Presidente non fosse così autorevole come altri componenti della Giunta regionale. Addirittura vi sono stati componenti della Giunta che pesavano politicamente più del Presidente ed erano in condizioni di orientare più di lui la politica della Giunta e anche l'operatività amministrativa. In questo caso, noi ci ritroviamo in una condizione nella quale il Presidente della Regione ha non solo il diritto ma, a nostro avviso, anche il dovere di promuovere l'attività degli Assessori nel quadro di un indirizzo politico che deve essere unitario, perché non è pensabile - e su questo mi piacerà tornare nel corso di altre dichiarazioni di voto - che ci siano rami di amministrazione che debbono essere trascinati e che non sono stimolati, sin dall'inizio, a dare il meglio di sé e a raggiungere gli obiettivi programmatici stabiliti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 536, Presidente, e per dire che non sono d'accordo sulle considerazioni fatte dall'onorevole Uras.
Credo che non spetti al Presidente promuovere l'attività amministrativa, perché se così fosse ci staremmo dimenticando che esiste il Consiglio regionale. Io sono d'accordo sull'idea che il Presidente debba mantenere l'unità e l'indirizzo politico e che debba coordinare l'attività degli Assessori, ma, detto in questi termini, sembra che se non promuove lui qualcosa non accada nulla. Allora, decidiamoci: o leviamo dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 19 la parola "promuovendo" o la sostituiamo con "imponendo". Non ci sono altre strade, onorevole Uras. Chi promuove l'azione amministrativa? Ci sono le leggi e i regolamenti che vengono approvati dal Consiglio regionale e c'è una parte attuativa che spetta alla Giunta regionale. La promozione dello sviluppo come avviene? Per mezzo di disegni di legge della Giunta, approvati pur sempre dal Consiglio regionale, o di proposte di legge del Consiglio regionale. Ecco perché io dico che il Presidente non deve promuovere un bel niente, ma deve coordinare. Non è stato fatto a caso questo emendamento, onorevole Uras, ma con convinzione.
Credo, quindi, che il termine "promuovendo" sia inopportuno, assolutamente inopportuno!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 536.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 22
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 311 è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 183.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, il consigliere Uras ha domandato di parlare sull'emendamento numero 311. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sul ritiro di questo emendamento ho leggermente anticipato i tempi, perché mi aspettavo una considerazione da parte della Giunta e del Presidente della Commissione, senza la quale l'emendamento non verrà ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Confermo che l'intendimento dell'articolo 19, ripetuto anche nel primo comma dell'articolo 21, è proprio quello di affidare a una legge la definizione dell'organizzazione generale degli Assessorati. Questo è un impegno in re ipsa, è già nel testo, per cui lo confermiamo volentieri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi scuso con l'onorevole Uras, ma non avevo sentito quella parte del suo intervento che, appunto, sollecitava un pronunciamento anche da parte della Giunta.
Mi pare che gli emendamenti che sono stati introdotti all'articolo 19, ma soprattutto il primo comma dell'articolo 21 siano estremamente chiari. E, cioè, tutto ciò che riguarda sia l'attribuzione degli incarichi agli Assessori sia, eventualmente, le funzioni strategiche di cui si parla nella lettera i) deve essere definito attraverso una legge ordinaria. Questo lo abbiamo detto in maniera molto netta e precisa e lo ribadiamo. Ripeto, tutta questa materia è demandata a una legge ordinaria che seguirà l'iter consiliare, durante il quale il Consiglio potrà esporre tutte le sue motivazioni.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 311 è quindi ritirato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 183.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: CAPELLI.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LADU - MURGIONI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 38
astenuti 3
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 102, che è identico al 538.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, un breve intervento, in questa serata, per rimarcare che assisto inerme - sto scegliendo il termine - a uno scempio! A uno scempio dello Statuto sardo e delle dichiarazioni stesse dei colleghi, che sono state alquanto contraddittorie nell'arco della giornata; contraddittorie rispetto ai principi e agli statuti che muovono alcuni partiti qui rappresentati in particolare dalla maggioranza. Cioè, si sta precostituendo un'organizzazione dei poteri e delle istituzioni che, davvero, non posso che definire - come ha fatto poc'anzi il collega Floris - inconsapevole, probabilmente inconsapevole di quello che si sta creando e del mostro che si sta costruendo.
Mi auguro vivamente che voi non abbiate modo, nella prossima legislatura, di pentirvi di quello che state facendo, perché state offrendo uno strumento al prossimo Governo regionale. Questo ormai lo stiamo vivendo e mi sembra che ben poco ci sia da fare con la ratio, con la ragione, che è contraria a qualsiasi azione voi stessi state portando avanti. E' realmente un segno di grande irresponsabilità e la lettera d) dell'articolo 19 ne è un esempio significativo: si attribuisce al Presidente il potere generale di nomina, ma soprattutto si stanno precostituendo leggi che attribuiscono al Presidente il potere di nomina. E tutto questo sta passando sotto una sorta di silenzio assenso, un pericolosissimo silenzio assenso che, a mio avviso, sta facendo rivoltare nella tomba i padri costituenti, i padri dello Statuto sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario agli emendamenti numero 102 e 538 e per spiegare all'onorevole Diana che cosa significa per me il termine "promuovere". Soprattutto in questa accezione, cioè quando si dice che il Presidente "mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività degli Assessori", promuovere non significa dire a un Assessore: "Fai questo, non fare quello", ma significa altro. Cioè significa - così io l'ho inteso - che nell'ambito delle attività complessive della Giunta, in attuazione del programma di governo, si stabiliscono le priorità e quindi anche l'iniziativa dei singoli rami dell'amministrazione si deve inserire, e quindi va promossa, con una sinergia di sforzi verso gli obiettivi comuni. Promuovere ha per me questo significato.
Ma la lettera d), di cui si propone addirittura la soppressione, prevede esattamente quello che già oggi avviene, in forza della legge, in tantissimi casi, perché l'espressione "previa deliberazione della Giunta regionale è nominato dal Presidente con proprio decreto" noi la troviamo nella stragrande maggioranza degli articoli di legge che istituiscono o regolano l'attività di enti, aziende, agenzie e istituzioni. In questo caso, poiché il termine istituzioni ha un significato molto ampio, andrebbe chiarito che cosa si intende per istituzioni. Probabilmente si intendono soggetti giuridici che svolgono attività specifiche di carattere istituzionale, e quindi questo aspetto andrebbe chiarito meglio da parte della Giunta e del Presidente della Commissione. Abrogare una norma che, invece, è ordinariamente già in capo al Presidente, significa, a mio avviso, complicare l'ordinamento e la funzionalità dell'amministrazione regionale.
(Non sono approvati)
Passiamo all'emendamento numero 539.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). La lettera e) dell'articolo 19 è piuttosto singolare, in quanto prevede ciò che è già previsto nella legge di bilancio. Parlo del Piano regionale di sviluppo, del DAPEF e dei tempi che ci siamo dati per la verifica annuale - e non di metà legislatura - del programma di governo, che viene sostituito dal Programma regionale di sviluppo. Per cui trovo alquanto incoerenti, rispetto alle leggi date e alle riforme fatte in materia di bilancio, le enunciazioni contenute nella lettera e).
Ma la domanda che mi viene da porre ai colleghi, per completare il ragionamento precedente, è se davvero essi siano convinti che, considerato il livello della discussione della legge statutaria e vista la necessità per ognuno di noi, me per primo, di giustificare le proprie azioni e le proprie decisioni su emendamenti e articoli di chiara irresponsabilità istituzionale, quest'Aula sia in grado di modificare lo Statuto della Sardegna. Forse la risposta sta proprio nella qualità, nello spessore e nella coerenza delle discussioni che si portano avanti in quest'Aula in tema di riforme. Domando se tutto questo può realmente legittimare quest'Aula a modificare lo Statuto della Sardegna e se essa ne sia all'altezza. E' chiaro che al peggio non c'è mai limite, ma credo che anche alcuni limiti non vadano mai superati.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io ritengo, al contrario dell'onorevole Capelli, che quest'Aula abbia tutta l'autorevolezza per fare ciò che sta facendo. Per quanto ci riguarda, il Consiglio sta lavorando con il massimo dell'impegno e anche con una certa qualità. Certo si sarebbe potuto evitare di presentare tutta una serie di emendamenti; ho contato circa sessanta emendamenti all'articolo 19, per la maggior parte soppressivi di commi o lettere dell'articolo. Come l'emendamento numero 539 che, peraltro, rappresenta - ricordo il dibattito di qualche giorno fa - una delle ipotesi che venivano proposte, anche in maniera più esasperata, dai colleghi Riformatori, i quali ritenevano che a metà legislatura si dovesse fare il punto della situazione e persino porre in essere una procedura di valutazione stringente, tale da determinare eventualmente una sorta di decadenza dell'organo di governo e del Consiglio regionale in ragione della qualità dell'attuazione del programma di governo.
Ripeto, c'è uno sforzo da parte di alcuni di inquadrare il tema. A me pareva che l'elemento più rilevante dell'articolo 19 riguardasse l'opportunità che la composizione della Giunta, che è un organo collegiale, che è un organo diverso dal Presidente e dal Consiglio regionale e che deve agire con un certo ambito di autonomia rispetto agli altri organi di governo, fosse sottoposta alla valutazione del Consiglio regionale o delle Commissioni di merito, attraverso le quali si articola il Consiglio. Per cui forse sarebbe stato utile, lo dico anche ai colleghi della minoranza, concentrarsi su un tema significativo piuttosto che disperdersi nella discussione di tanti emendamenti che purtroppo hanno sapore ostruzionistico.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 257 e 540, il cui testo è identico.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 257 e 540.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Ibba ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 41
maggioranza 21
favorevoli 2
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 696 e 795.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 795 è ritirato.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 104, 160, 259, 320 e 544, che sono identici.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che ancora di più vada sottolineato come la lettera i) del comma 1 dell'articolo 19 rafforzi ulteriormente la posizione del Presidente. L'espressione "cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale" è, per quanto mi riguarda, incomprensibile. Ma anche "l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge" rappresenta un altro aspetto incomprensibile delle funzioni che si vogliono attribuire o riconoscere in modo particolare al Presidente della Regione. Allora, mi chiedo quale sia il senso della lettera i), posto che non si capisce quali competenze siano attribuite al Presidente.
A me pare che l'intero articolo sia molto pericoloso perché, appunto, si parla di funzioni strategiche della Regione, come la comunicazione istituzionale, ma non va bene che traspaia che vengono attribuite funzioni di gestione, anche se mascherate dal termine "cura", perché la formulazione letterale della lettera i) lascia intravedere una responsabilità di gestione che, come voi sapete, non può essere posta in carico all'organo politico e tanto meno al Presidente. La gestione è attribuita, appunto, agli organi amministrativi, e quindi dirigenziali, dell'organizzazione regionale. Questo termine lascia trasparire la volontà di assegnare anche funzioni di gestione e credo che questa norma si presti a interpretazioni ulteriormente pericolose per quanto riguarda le funzioni attribuite al Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore di questi emendamenti soppressivi e devo dire che ho qualche preoccupazione, perché credo di aver capito che la lettera i) dell'articolo 19 potrebbe essere sostituita con l'emendamento numero 809, a sua volta sostitutivo dell'emendamento numero 759.
La lettera i), che noi non condividiamo, ha perlomeno il pregio della chiarezza, nel senso che si capisce bene quali sono le funzioni che vengono attribuite alla Presidenza della Giunta. Noi non condividiamo, in particolare, il fatto che la Presidenza della Giunta possa esercitare azioni inerenti all'attività di programmazione e abbiamo presentato degli emendamenti soppressivi sia dell'intera lettera i) sia della sua parte più critica. Però, sicuramente la lettera i) ha il pregio della chiarezza, mentre l'emendamento numero 809 questo pregio purtroppo non ha, nel senso che è anche scritto male in italiano. Lo anticipo così forse, nel decidere quale testo è da mettere in votazione, riusciamo a comprenderci sulle cose che vogliamo dire.
Le prime tre righe dell'emendamento numero 809 sono anch'esse altrettanto chiare, mentre non si capisce se le ultime due righe siano rette dal periodo precedente oppure abbiano una loro vita autonoma. Pertanto, alla fine della terza riga, credo debba esserci un punto e non un punto e virgola. Sarebbe utile, nel momento in cui scriviamo le leggi, che fosse perlomeno chiaro che cosa il Consiglio regionale intende che sia contenuto nel testo, altrimenti corriamo il rischio di sostituire una parte della legge, e cioè la lettera i) dell'articolo 19, che noi non condividiamo, con un emendamento che purtroppo non consente neanche al legislatore o a una parte dell'Assemblea legislativa di capire che cosa si intende dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 104 e di quelli che riguardano e riportano lo stesso contenuto. Il tentativo apprezzabile dell'emendamento numero 809 resta, dal mio punto di vista, assolutamente non condivisibile nel contenuto, pertanto il mio voto contrario a questo emendamento corrisponde, ripeto, al voto favorevole all'emendamento numero 104. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, anch'io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 104, soppressivo della lettera i), perché, come ho detto anche nel precedente intervento, questa norma non dovrebbe avere neanche la dignità di norma giuridica, perché è un'offesa al diritto. Abbiamo detto - e vorrei riportarlo all'attenzione dell'Aula - che cosa significa la lettera i), che di fatto sopprime la precedente lettera b), laddove dice che il Presidente della Regione cura le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale e in particolare la programmazione, le politiche comunitarie e internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione istituzionale. Significa che queste materie se le prende di peso il Presidente. Peccato che la lettera b) dica il contrario! Mentre prima il Presidente ricopriva anche le vesti di direttore generale della politica della Giunta, adesso si trasforma - come ho avuto modo di dire prima - in un mostro a sei teste, che entra in un bel pezzo di tutti gli Assessorati. E sarebbe molto interessante che gli Assessori, che dovranno essere i supporter del Presidente, dessero un'interpretazione reale di questo fatto, della fine che faranno gli Assessorati e di come saranno gestiti. Saranno soltanto oggetto di provvedimenti che il Presidente porrà in essere motu propriu, senza che nessuno possa dire nulla. Ed è un'offesa ulteriore la chiusura della lettera i): "tali funzioni, possono essere delegate agli assessori". E' anche, dico io, poco ragguardevole nei confronti di chi andrà a ricoprire l'incarico di Assessore.
Pertanto, ripeto, voto a favore di questo emendamento. Grazie.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551, che sono identici.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo solo sottolineare che la soppressione di questo comma è dovuta al fatto che il contenuto appare, per così dire, un po' contraddittorio rispetto alle scelte parlamentariste che sostengo. Tra l'altro, viene introdotta, mutuandola dal quadro nazionale, la figura anomala del delegato, che prefigura una sorta di commissario straordinario che opera all'interno della Regione per la realizzazione di specifici progetti e i cui compiti e la cui durata in carica sono stabiliti nell'atto di nomina sulla base di previsioni di legge.
Ho presentato un emendamento che definisce meglio il ruolo del delegato, ma ovviamente non è stato preso in considerazione o, per meglio dire, è stato bocciato, quindi non mi sembra di poter sostenere il comma 2 della lettera i). Per cui voterò a favore dell'emendamento numero 184, di cui sono firmataria, e di tutti quelli che sostengono la soppressione di questo comma. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, da considerazioni di partenza esattamente opposte a quelle della collega Caligaris, arrivo però a conclusioni identiche. Cioè non si comprende, nell'ambito del quadro presidenzialista e dei poteri delegati al Presidente, quale sia il ruolo di questi commissari straordinari a progetto che verrebbero istituiti attraverso la legge. Nel senso che ci sembra che le peculiari potestà che sono poste in capo alla figura del Presidente della Regione siano veramente esuberanti rispetto alla funzione dei due delegati, a cui si vuole dare una dignità straordinaria, al punto da inserirli nella legge statutaria.
Noi riteniamo che il Presidente e la sua Giunta composta da otto Assessori siano più che sufficienti per adempiere i compiti istituzionali che sono posti in capo all'organo esecutivo. L'Esecutivo ha, inoltre, una serie di poteri delegati, come quello relativo alle nomine in enti e istituzioni regionali, attraverso i quali esplica interamente il potere esecutivo che gli viene attribuito. La reintroduzione di mezzi Assessori, di figure commissariali o comunque di figure alle quali verrebbe attribuito un potere che non si sa come sia normato, quale obiettivo avrebbe e quale controllo potrebbe essere esercitato su di esso da parte del Consiglio regionale, mi sembra, francamente, che non rafforzi in nessuna maniera le prerogative del Presidente e introduca anzi una figura ibrida, assolutamente difficile da comprendere nelle sue connotazioni e nelle sue peculiarità. Non si capisce, infatti, né quale attività possa esserle delegata dalla Giunta e dalla Presidenza regionale, né quale rapporto abbia con la funzione consiliare. Pertanto, meglio sarebbe, in un'ottica di razionalizzazione e riduzione delle figure esecutive che sono comunque previste nella legge, che il numero degli Assessori venisse fissato definitivamente e in maniera inequivocabile in un massimo di otto e che queste figure intermedie, che a nulla servono se non a creare ulteriore confusione, vengano abolite, per non frammentare il quadro del potere dell'Esecutivo, anziché renderlo - come forse è nelle intenzioni del legislatore - più elastico e dinamico.
Ribadiamo, quindi, il nostro voto favorevole alla soppressione del comma 2 della lettera i).
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 105, 184, 210, 260 e 551.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - LOMBARDO - SANJUST -SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 43
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 5
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
L'emendamento numero 255 è decaduto per effetto dell'approvazione dell'articolo 13. L'emendamento numero 322 è stato trasferito dall'articolo 13.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, gli emendamenti numero 322 e 359 sono ritirati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 552.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 552.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: SANNA Matteo.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto il consigliere: AMADU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 39
astenuti 1
maggioranza 20
favorevoli 1
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 809, sostitutivo dell'emendamento numero 759.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Come avevo preannunciato esprimendo il parere favorevole su questo emendamento, c'è la necessità di formulare meglio l'ultimo periodo…
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, faccia la sua dichiarazione, per gentilezza, o se ha bisogno di qualcosa avanzi delle proposte.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE. Lei sta parlando per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 809.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. L'emendamento numero 809 non è stato ritirato, vero?
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la prego, si rivolga alla Presidenza e faccia la sua dichiarazione di voto.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Dicevo che la proposta è quella di riformulare le ultime righe dell'emendamento numero 809, e cioè il periodo "L'ordinamento, l'organizzazione e nonché l'eventuale delega delle suddette funzioni agli Assessori sono definite dalla legge" è sostituito con: "L'ordinamento, l'organizzazione e le modalità di eventuale delega delle suddette funzioni agli assessori sono definite dalla legge".
Nel riconfermare il parere favorevole sull'emendamento, avanzo questa proposta, che non so se definire emendamento orale, perché, di fatto, non intacca il contenuto dell'emendamento, ma precisa il senso dell'ultimo capoverso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ringrazio l'onorevole Pinna, perché anche il mio obiettivo, prima di esprimere il voto sull'emendamento, sarebbe quello di capirne il contenuto.
Onorevole Pinna, se nell'emendamento numero 759 dopo la parola "istituzionale" c'è un punto e virgola, significa che la frase è sempre retta da "il Presidente della Regione" e a seguire "cura le funzioni strategiche" e ciò che viene dopo i due punti e il punto e virgola, ossia "l'ordinamento, l'organizzazione". Quindi, se non ho mal capito voi ritenete che l'ordinamento, l'organizzazione e la delega delle funzioni agli Assessori debbano essere affidati a una successiva legge che decide in merito. Insomma, dopo la parola "istituzionale" ci vorrebbe un punto e quindi la frase che comincia con "l'ordinamento" dovrebbe essere a sé stante e iniziare con la lettera maiuscola.
Vorrei capire se questo è. Se lo fosse sarebbe già più interessante, perlomeno si capirebbe quello che volete dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi pare che la precisazione dell'onorevole Vargiu sia utile, perché separando il periodo con un punto si chiarisce che la legge interviene nell'ordinamento, nell'organizzazione e nelle modalità di delega eventuale di quelle funzioni agli Assessori.
Credo che questo emendamento sia assolutamente utile e vada nella direzione che per altro noi avevamo richiesto prima, cioè attribuire alla legge la competenza della gestione delle diverse deleghe di governo poste in capo al Presidente e ai componenti della Giunta. Quindi il nostro voto sarà assolutamente favorevole, con le precisazioni fatte dagli onorevoli Pinna e Vargiu poc'anzi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, oltre che per dichiarare il voto, intervengo per dire che credo si sarebbe dovuto prendere in esame anche l'emendamento numero 559, che formula in maniera ancora diversa il testo in esame.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento numero 809 è infatti sostitutivo totale dell'emendamento numero 759.
DIANA (A.N.). Ma noi stiamo parlando dell'emendamento numero 559.
PRESIDENTE. Lei sta parlando di un altro emendamento, che non è in discussione in questo momento.
DIANA (A.N.). Ho capito che non è in discussione, ma il testo dell'emendamento a cui mi riferisco è praticamente simile e non ho capito perché non ne dobbiamo parlare adesso. Quando dovremmo parlarne? Poi se lo volete discutere domani, discutetelo domani!
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento di cui lei è primo firmatario, il numero 559, è stato presentato come emendamento aggiuntivo, ma in effetti è sostitutivo.
DIANA (A.N.). Certo.
PRESIDENTE. Allora lo spostiamo e viene discusso assieme all'emendamento numero 759. Viene messo in votazione per primo l'emendamento numero 809 e poi, eventualmente, i due emendamenti originali.
DIANA (A.N.). Ovviamente annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 559. Mi è, però, sembrato di capire che nessuno si sia preso la briga di leggere questo emendamento, che grosso modo dice le stesse cose, ma credo che sia formulato in maniera oltretutto più comprensibile. Infatti questo emendamento dice: "le funzioni strategiche e trasversali dell'amministrazione regionale, l'ordinamento e l'organizzazione delle quali sono definite dalla legge," - e su questo mi pare che siamo d'accordo - "ed in particolare la programmazione, le politiche comunitarie ed internazionali, l'organizzazione e le risorse umane, il coordinamento dell'attività giuridica e normativa della Regione e la comunicazione giurisdizionale, sono delegate agli assessori". Come si può pensare di non delegare agli Assessori le azioni trasversali, una volta che sono normate da una legge antecedente? Quindi si norma con una legge e si dà la delega gli Assessori.
Credo che, letto con attenzione, questo emendamento racchiuda in sé tutto ciò che è compreso e che probabilmente non è ancora molto chiaro nel testo dell'emendamento numero 809. Ecco, volevo solo che su questo si prestasse un po' di attenzione, soprattutto da parte dei colleghi della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo dichiarare il mio voto di astensione sull'emendamento numero 809, ma anche rimarcare che l'emendamento numero 559 è diverso dall'809, a mio avviso. Infatti le competenze che sono indicate nell'emendamento numero 809 - ed è il motivo per cui mi astengo e non esprimo un voto contrario, visto lo sforzo che è stato fatto, e che il collega Uras ha messo in evidenza, relativamente alla formulazione della norma, a parte la questione del punto e della successiva lettera maiuscola - vengono delegate per legge agli Assessori, mentre la lettera i) prevede che sia il Presidente della Regione a curare il tutto. Quindi il principio è veramente diverso. Sarei tentata di dire che quello che lei propone, onorevole Diana, è meno rigido di quello che stiamo approvando, però sono due cose diverse, mi permetto di sottolinearlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Scusi, Presidente, intervengo sempre sull'emendamento numero 809 per un'integrazione. Quando si parla delle politiche comunitarie il testo omette di precisare "e internazionali", che invece è nel testo della Commissione. Per cui l'emendamento numero 809 va così integrato: "e le politiche comunitarie ed internazionali".
DIANA (A.N.). L'ho detto nel mio emendamento!
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. No, era già nel testo esitato dalla Commissione, onorevole Diana. Io sono contento del fatto che lei me lo abbia ricordato, però è necessaria un'integrazione perché c'è stato un errore materiale, credo sia chiaro.
Metto in votazione l'emendamento numero 809, così come modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per effetto dell'approvazione dell'emendamento numero 809 decadono gli emendamenti numero 759, 559 e 361.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 556.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intendo fare le stesse considerazioni che ho fatto nella discussione generale. Proprio in questi giorni ci siamo trovati davanti a un vuoto, ed è il vuoto dovuto alla mancanza di un Vicepresidente della Regione. Ora, siamo tutti d'accordo sul fatto che un Vicepresidente nominato e non eletto non possa avere gli stessi poteri del Presidente della Regione - mi riferisco all'intervento dell'onorevole Vargiu -, ma nel momento in cui il ruolo del Vicepresidente coincide, per esempio, con la delega assessoriale al bilancio, l'abbiamo verificato oggi, mi chiedo se non sia opportuno inserire obbligatoriamente all'interno della legge statutaria il fatto che il Presidente della Regione, nel momento in cui si presenta all'Aula per indicare la Giunta, dica anche quale Assessore ricoprirà la carica di Vicepresidente. Io credo che si debba inserire la clausola "obbligatoriamente", altrimenti ci ritroveremo, come in questo momento, nonostante esista una legge che lo prevede, con un vuoto determinato, ripeto, dalla mancata nomina del Vicepresidente. Ritengo, quindi, che questo emendamento sia da accogliere. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, mi permetto soltanto di far osservare - forse capisco male io - che l'espressione "attribuisce a uno degli assessori le funzioni di vicepresidente" non significa che il Presidente ha la facoltà di farlo o non farlo, ma significa che deve farlo per forza. Sto parlando della nomina del Vicepresidente. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 19 dice: "nomina e revoca gli assessori e ne attribuisce gli incarichi; attribuisce a uno degli assessori, il quale lo sostituisce in caso di assenza, di impedimento e in tutti i casi previsti dalla legge, le funzioni di vicepresidente". Quindi il Presidente attribuisce in ogni caso queste funzioni, non ha la facoltà di farlo o non farlo.
DIANA (A.N.). Non l'ha fatto in questa legislatura, Presidente, ha capito? Perché non l'ha fatto?
PRESIDENTE. Per l'amor di Dio, onorevole Diana, la mia era soltanto una precisazione, però, se intende mantenerlo, l'emendamento numero 556 viene messo in votazione così come proposto, ci mancherebbe altro!
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 558 è decaduto per effetto dell'approvazione dell'articolo 13.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 360 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 229. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 560. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mi sono iscritto a parlare perché su questo emendamento pensavo che da parte del Presidente della Commissione e dell'Assessore ci fosse una certa sensibilità, perlomeno per alcuni degli argomenti che sono in esso contenuti.
Ora, non si può dare per scontato che il Presidente della Regione promuova l'impugnazione delle leggi dello Stato e delle altre Regioni e proponga ricorso per i conflitti di attribuzione. Io credo che la tutela della propria Regione sia uno dei ruoli fondamentali del Presidente della Regione e noi, da questo punto di vista, siamo assolutamente assenti. Ci siamo attardati a inserire in questo articolo tutta una serie di funzioni, quelle sì scontate. Voglio dire che scrivere nella legge statutaria che il Presidente "dirige la politica generale della Giunta e ne è responsabile…", tra l'altro "promuovendo" - come ha sottolineato l'onorevole Uras - "e coordinando l'attività degli assessori" è veramente nell'ordine delle cose, ma l'impugnazione delle leggi a tutela del proprio territorio, della propria Regione, credo che debba essere quanto meno codificata, così come deve essere prevista la partecipazione, anche a mezzo di delegati, agli organi dell'Unione Europea competenti a trattare materie di interesse regionale. Cioè, dove intendiamo metterle tutte queste competenze del Presidente della Regione? E per quanto riguarda il conferimento di particolari onorificenze a sardi che si sono distinti, possibile che non sentiate la necessità che il Presidente della Regione abbia anche questa potestà?
Non so che legge stiamo facendo. Per intenderci, presidente Pinna, tutte le funzioni esclusive del Presidente della Regione sono quelle che abbiamo codificato nell'articolo 19 o ce ne sono delle altre? Se ce ne sono delle altre, perché non le avete specificate? Oppure queste sono troppe? Cioè, le pare che promuovere l'impugnazione delle leggi dello Stato e dell'Unione Europea sia, per un Presidente della Regione, un fatto che non debba essere codificato? Lei pensa che questo non debba essere scritto, che sia un fatto normale sollevare il conflitto di competenze? Veramente, rimango allibito davanti alla vostra assoluta chiusura. Dimostrate di non voler accogliere nulla e di voler chiudere immediatamente questa legge, e basta.
PRESIDENTE. C'è stato qualche piccolo problema tecnico per cui il tabellone luminoso non ha indicato lo scadere del tempo, ma ha parlato per tre minuti, onorevole Diana, glielo assicuro. Se vuole le do la parola per concludere.
DIANA (A.N.). No, grazie.
PRESIDENTE. La ringrazio.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 561. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, entriamo adesso in un argomento che probabilmente interessa ancora meno del precedente, però io ho tutto l'interesse a che i sardi sappiano che questo Consiglio regionale dovrebbe a sua volta sapere che il Presidente "rappresenta la Regione nelle trasmissioni televisive cui partecipa ai sensi di quanto stabilito dalla presente legge". Ci sarà un emendamento successivo, perché credo che il Presidente della Regione quando parla nell'interesse dei sardi debba mantenere, comunque, un certo comportamento e usare un certo linguaggio e un certo frasario, astenendosi da atteggiamenti che lo identifichino come capo di una maggioranza. Quindi credo che in questa legge sia da tenere nella massima considerazione l'atteggiamento che il Presidente della Regione deve mantenere nelle trasmissioni televisive a cui viene invitato.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 185. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, vorrei sottolineare un aspetto che, secondo me, invece, non è secondario in merito alla figura dei delegati del Presidente, e cioè la loro estraneità alla Giunta. Sì, lo si presume, onorevole Pinna, ma la presunzione non è norma, è soltanto un'interpretazione che può avvenire o non avvenire e può essere comunque condizionata da chi in quel momento è chiamato a esercitare il ruolo.
Qui si sta soltanto dicendo che i delegati esercitano compiti esclusivamente esecutivi o di rappresentanza. Non mi sembra che sia un emendamento che possa inficiare quanto è contenuto nell'articolo e francamente mi sorprende che non sia stato accolto. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 185.
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 200 e 199 sono decaduti.
Passiamo all'emendamento numero 562. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, Presidente, intendevo parlare sui due emendamenti che sono decaduti, ma non me ne ero resa conto. Quindi rinuncio alla dichiarazione di voto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, vorrei tornare all'emendamento numero 561. Io credo che la partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive debba essere disciplinata da questa legge. Il Presidente è già indisciplinato per natura, spetta a noi disciplinarne la partecipazione a trasmissioni televisive!
Ovviamente non possiamo impedire che il Presidente della Regione partecipi a trasmissioni televisive a carattere giornalistico, ma sarebbe opportuno che il Consiglio regionale o una Commissione del Consiglio regionale indicasse che tipo di giornalista può condurre l'intervista, così come accade, tra l'altro, a livello nazionale, perché non tutti i giornalisti possono essere adatti, debbono essere dei giornalisti ad hoc. "Quando partecipa" - ed è l'aspetto che mi interessa di più - "a trasmissioni televisive, il Presidente della Regione rappresenta l'intera comunità sarda. Nelle sue dichiarazioni deve pertanto farsi portavoce degli orientamenti espressi dalle minoranze del Consiglio regionale, per un tempo proporzionato alla composizione numerica del Consiglio". Credo che non gli stiamo chiedendo tanto! Quando fa dichiarazioni, quando rilascia interviste, ogni tanto il Presidente dovrebbe dedicare un piccolo spazio - proporzionato alla consistenza numerica della minoranza - a quelle che sono le istanze, le esigenze, le sollecitazioni che arrivano dalla minoranza.
Credo che il presidente Soru gradirebbe molto che si approvasse questo emendamento, preso com'è da questo slancio nei confronti della minoranza! Metterlo in norma l'aiuterebbe molto, insomma, sarebbe quasi come dargli una spinta. Peccato, avremmo dovuto far leggere questo emendamento al presidente Soru, perché credo che l'avrebbe condiviso.
(Interruzioni)
Sì, ultimamente è stato colto da uno slancio nei confronti dell'opposizione, pertanto mettere in legge questo punto creerebbe una situazione a lui favorevole. Quindi vi invito a votare a favore di questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per dire semplicemente che voterò contro questo emendamento, perché la statutaria non mi pare la sede opportuna per accogliere norme di questo genere. Credo che il principio che sottolineava l'onorevole Diana debba essere accolto in una norma gerarchicamente superiore alla statutaria, in una norma cioè costituzionale che possa vincolare anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, a cominciare da chi è proprietario di televisioni e ha più dimestichezza con le comunicazioni esterne!
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20, al quale sono stati presentati quarantuno emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti:
Art. 20Giunta e Assessori regionali
1. La Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non meno di otto e non più di dieci Assessori. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale.
2. Il Presidente può nominare un sottosegretario alla presidenza che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta.
3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della medesima. Degli atti della Giunta è data comunicazione per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione.
4. Nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, ciascun genere è rappresentato tra gli assessori in misura non inferiore ad un terzo.
5. Al Presidente, agli Assessori ed al Sottosegretario alla presidenza sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale BIANCU - SANNA - CUCCA - UGGIAS - SABATINI - CUCCU Giuseppe - COCCO - SANNA Simonetta.
Articolo 20
Al Capo IV, l'Articolo 20 è così integralmente sostituito: Giunta e Assessori regionali
1. La Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non meno di otto e non più di dieci Assessori. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale.
2. il consigliere regionale nominato assessore cessa temporaneamente dall'ufficio consiliare per la durata dell'incarico assessoriale. Durante tale periodo, in sua sostituzione esercita l'ufficio consiliare il primo candidato non eletto della stessa lista. Cessato per qualsiasi ragione l'incarico assessoriale, il consigliere regionale riprende automaticamente la titolarità e l'esercizio dell'ufficio consiliare e il consigliere subentrato in sua vece decade, riacquistando la qualità di primo dei non eletti. 4. il consigliere regionale che ha riassunto la titolarità del suo ufficio ai sensi del comma precedente, non può essere nominato assessore nel proseguo della legislatura.
3. Il Presidente può nominare un sottosegretario alla presidenza che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta.
4. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della medesima. Degli atti della Giunta è data comunicazione per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione.
5.Nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, ciascun genere è rappresentato tra gli assessori in misura non inferiore ad un terzo.
6.Al Presidente, agli Assessori ed al Sottosegretario alla presidenza sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale. (781)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 1 dell'art. 20 le parole: "…non meno di otto e…" sono soppresse. (106)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 1 dell'art. 20 le parole: "La carica…" fino a "…regionale." sono soppresse. (107)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 1 dell'art. 20 sono soppresse le parole "La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale". (186)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 sono soppresse le parole da "La carica" a "regionale". (274)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 1, le parole "La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale" sono soppresse. (563)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Articolo 20
Nel comma 1 le parole da "la carica di assessore" sino al termine del periodo sono "soppresse". (736)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Il comma 2 dell'art. 20 è soppresso. (108)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Il comma 2 dell'art. 20 è soppresso. (187)
EMENDAMENTO soppressivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Articolo 20
Il secondo comma dell'art. 20 è soppresso. (209)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (262)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (275)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (564)
EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Il comma 2 è soppresso. (697)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 3 è soppresso. (565)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 5 è soppresso. (566)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 5 dell'art. 20, sono soppresse le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza". (111)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Al comma 5 sopprimere le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza". (263)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 5 le parole "ed al sottosegretario alla Presidenza" sono soppresse. (276)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - VARGIU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Nel comma 5 le parole "ed al Sottosegretario alla Presidenza" sono "soppresse". (702)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FARIGU.
Articolo 20
Al comma 1 sostituire dopo le parole "che la presiede" con: "e dagli Assessori definiti dall'apposita legge. La carica di Assessore non è incompatibile con quella di Consigliere Regionale. (261)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PISANO - VARGIU - CASSANO - DEDONI.
Articolo 20
Le parole contenute nel comma 1 dell'art. 20 "… e da non meno di otto e non più di dieci " sono sostituite dalle seguenti: "… e da non più di otto". (1)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 1, le parole " e da non meno di otto e non più di dieci Assessori" sono sostituite con: "e dagli Assessori, il cui numero e le cui deleghe sono definiti con legge ordinaria". (567)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 2, le parole " che partecipa, pur non facendone parte e senza diritto di voto, alle sedute della Giunta" sono sostituite con: "che non fa parte della Giunta e non partecipa alle sue sedute". (568)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 3 dell'Articolo 20 le parole dopo "medesima" sono così sostituite: "Le delibere della Giunta sono rese pubbliche per via telematica entro il giorno successivo alla loro adozione. Non possono essere modificate se non previo nuovo atto deliberativo". (190)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 3, le parole " il giorno successivo alla"è sostituito con: "due ore dalla". (569)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 4 sostituire le parole "non inferiore ad un terzo" con la parola "paritaria". (191)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CORRIAS - BARRACCIU - LOMBARDO - LANZI - SANNA Simonetta - CERINA - COCCO.
Articolo 20
Al comma 4 dopo le parole "gli Assessori" sostituire le parole "in misura non inferiore ad un terzo" con le parole "in misura paritaria". (333)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 20
Nel comma 4 le parole "in misura non inferiore ad un terzo" sono sostituite dalle seguenti parole "in misura paritaria". (698)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Al Presidente e agli Assessori sono corrisposti indennità e trattamento economico stabiliti dalla legge regionale, in misura non superiore a quelli dei consiglieri regionale. Il Sottosegretario alla presidenza presta la sua opera a titolo gratuito". (570)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 dopo la parola "Assessori" aggiungere ",gli Assessori per essere nominati debbono risiedere ed operare nel territorio regionale della Sardegna da almeno 5 anni". (282)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 20
Al comma 1 dopo la parola "Assessori" aggiungere le seguenti: ",gli Assessori per essere nominati debbono risiedere ed operare stabilmente nel territorio della Regione Sardegna". (336)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: "1 bis. Non possono essere nominati Assessori i cittadini ineleggibili alla carica di consigliere regionale ai sensi della presente legge". (573)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Articolo 20
Nel comma 2 dell'Articolo 20 dopo il pronome relativo "che" aggiungere le parole "dopo aver giurato fedeltà alla Repubblica e allo Statuto in Consiglio regionale,". (188)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al comma 2, subito dopo le parole "senza diritto di voto" è aggiunto: "e di parola". (571)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Articolo 20
Dopo il comma 2 dell'Articolo 20 è aggiunto il comma 2 bis: "Il sottosegretario alla presidenza è indicato dalla maggioranza tra i consiglieri". (189)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 3 dopo le parole "alla loro adozione", sono inserite le seguenti parole "La comunicazione delle deliberazioni della giunta e degli altri e provvedimenti regionali per via telematica non fa decorrere nessun termine e, segnatamente, non fa decorrere il termine per proporre ricorsi o altri rimedi giurisdizionali o amministrativi avverso i medesimi". (109)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 20
Al termine del comma 3, è aggiunto: "Gli atti della Giunta sono accessibili per via diretta a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza e trasparenza, a partire dal giorno successivo alla loro adozione". (572)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Al comma 5 dell'art. 20, dopo la parola "Presidente", è aggiunta la parola "e". (110)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 20
Dopo il 5 comma dell'art. 20 è aggiunto il seguente comma 5 bis: "Con successiva legge regionale verrà determinato il numero, l'articolazione e le competenze degli assessorati. Fino a quel momento continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con la presente legge, la legge regionale 7 gennaio 1977 n°1 e successive modificazioni". (112)
EMENDAMENTO aggiuntivo BIANCU - SANNA - CUCCA - UGGIAS - SABATINI - CUCCU Giuseppe - COCCO - SANNA Simonetta.
Articolo 20
Al Capo IV°, Articolo 20, è aggiunto il seguente Articolo 20 bis: Incompatibilità temporanea tra ufficio di consigliere e incarico di assessore
1.Il consigliere regionale nominato assessore cessa temporaneamente dall'ufficio consiliare per la durata dell'incarico assessoriale.
2. Durante tale periodo, in sua sostituzione esercita l'ufficio consiliare il primo candidato non eletto della stessa lista.
3. Cessato per qualsiasi ragione l'incarico assessoriale, il consigliere regionale di cui al comma 1 del presente articolo riprende automaticamente la titolarità e l'esercizio dell'ufficio consiliare e il consigliere subentrato in sua vece decade, riacquistando la qualità di primo dei non eletti.
4. Il Consigliere regionale che ha riassunto la titolarità del suo ufficio ai sensi del comma precedente, non può essere nominato assessore nel proseguo della legislatura. (786).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, le pongo la solita domanda: siamo in presenza di un emendamento che sostituisce integralmente l'articolo 20, vorrei capire che fine fanno gli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, l'emendamento numero 781 è aggiuntivo, non sostitutivo totale, per cui è stato spostato tra gli aggiuntivi.
DIANA (A.N.). Benissimo, quindi rimangono in piedi tutti gli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho fatto più volte rilevare l'importanza anche strategica della Giunta politica e non ripeterò quanto sostenuto all'articolo 19. Desidero tuttavia richiamare l'attenzione sulla questione dell'incompatibilità tra consigliere e Assessore. Ho rilevato che questo argomento ha suscitato l'interesse del centrodestra al completo, determinando quindi un tentativo di mediazione da parte di otto colleghi de La Margherita.
Gli emendamenti numero 781 e 786 introducono, accanto all'incompatibilità, un sistema di convergenze parallele, per ricordare un'espressione del grande Aldo Moro, estimatore della democrazia e, ahimè, ahinoi, vittima della ferocia brigatista. Questi emendamenti, infatti, propongono, saggiamente, le dimissioni degli eletti, ma solo in modo temporaneo. Il problema è che, adottando questo sistema, si attiva un meccanismo farraginoso e complicato, per cui ci sarebbe un'alternanza di consiglieri nell'Assemblea nel caso in cui questi dovessero porre fine al loro ruolo all'interno della Giunta. L'emendamento numero 781, inoltre, conferma la nomina del sottosegretario alla Presidenza, che partecipa alle sedute della Giunta e, tratto secondo me negativo, nega la possibilità di una Giunta con rappresentanza di genere paritaria.
Sopprimere, invece, l'incompatibilità tra Assessore e consigliere e farlo tout court, senza mediazioni, sarebbe un punto chiaro nei confronti dell'elettorato e garantista per chi sarà chiamato eventualmente a ricoprire l'incarico di governo. L'Assessore politico, infatti, non rappresenta un obbligo per il Presidente, ma una opportunità per la Giunta e per la maggioranza.
Personalmente sono convinta che l'istituzione del sottosegretario sia un altro sintomo - proprio perché si esclude la possibilità che a rivestire l'incarico sia un eletto - dell'assimilazione del Governo regionale a quello delineato dalla riforma costituzionale di matrice bossiana. Tra l'altro, l'incaricato non si sottopone neppure al giuramento, pur partecipando, come viene sottolineato, alle sedute della Giunta. Anche se non ha diritto di voto, partecipa.
In questo articolo si ripropone, inoltre, la questione della parità in Giunta e quindi di una presenza femminile significativa all'interno del Governo regionale. Il Consiglio non può limitarsi a indicare una quota, specialmente dopo che il Presidente della Regione Sardegna, sull'onda del vento zapaterista, ha proposto e varato una Giunta perfettamente paritaria, conquistando persino un riconoscimento a livello nazionale. Non sfuggirà, quindi, al Consiglio che le donne sarde difficilmente accoglieranno con soddisfazione il vedersi rappresentate in Giunta in termini diversi dalla perfetta parità. Si sentirebbero, ancora una volta, tradite dalla politica e finirebbero, davvero, per ritenere di essere specchietti per le allodole, per giunta distratte. Prima di esprimere, quindi, un parere negativo sugli emendamenti relativi alla mancata parità in Giunta e prima del voto, vorrei invitare la Commissione e la maggioranza a una riflessione più approfondita ed eventualmente a rimettersi all'Aula.
Intendo, inoltre, in conclusione dell'intervento su questo articolo, dare un sintetico contributo relativo proprio alla cultura di genere, con specifico riferimento alla terminologia e alle parole, o per meglio dire al vocabolario di genere. L'Unione Europea ha prodotto addirittura un glossario per permettere a tutti di indossare più facilmente l'abito delle pari opportunità. E mentre molti Paesi europei - come ha osservato proprio oggi Barbara Pollastrini durante il forum "Cultura d'impresa", organizzato da Il Sole 24 Ore - si sono posti l'obiettivo per i prossimi 3-5 anni di raggiungere il 65 per cento di donne occupate, andando oltre il 60 per cento previsto dal patto di Lisbona, in Italia invece le donne lavoratrici sono il 44 per cento, nel Sud il 27 per cento e in Sardegna, purtroppo, anche meno.
La consapevolezza dell'anomalia tutta italiana, che Barbara Pollastrini ha definito una grave patologia, non può prescindere o ignorare i più alti livelli istituzionali e di governo. Senza un'adeguata accelerazione il ritardo che abbiamo accumulato diverrà davvero incolmabile e costringerà, ancora una volta, la Sardegna a rinunciare a professionalità, energie, saperi e culture che potrebbero invece aiutare molto questa regione a crescere e a emanciparsi. E quella della parità è una questione di democrazia e di diritti, non riguarda, quindi, solo le donne, ma riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 20 dobbiamo analizzare quanto la Commissione ha espresso circa i poteri della Giunta e degli Assessori. Da più parti, e con molte buone ragioni, si è cominciato a ridiscutere in profondità della norma che prevede l'incompatibilità fra l'incarico di governo e il ruolo di componenti delle assemblee elettive.
Come si ricorderà, l'incompatibilità venne introdotta, a suo tempo, per affermare la volontà di distinguere in modo netto le due funzioni, ma ciò avvenne in un contesto generale, in cui effettivamente tale distinzione veniva sancita per altri livelli istituzionali, a cominciare dagli enti locali, dove, attraverso i nuovi statuti, si prevedeva la figura del Presidente del Consiglio (che prima non c'era), configurando lo stesso Consiglio come un vero e proprio organo dell'Ente e mettendo in moto un processo di riforma che non si è ancora concluso, anzi.
Anche nel mondo delle autonomie si sta sviluppando un grande dibattito che segue due indirizzi fondamentali: da un lato, accanto al principio di separazione fra i due organi principali dell'ente, Giunta e Consiglio, si va affermando quello dell'equilibrio tra i poteri, senz'altro più completo e per questo più in grado di garantire l'ordinato ed efficiente funzionamento delle amministrazioni locali; dall'altro, numerose proposte di legge presentate nei due rami del Parlamento si propongono lo scopo di eliminare lo sbarramento dei due mandati per il Sindaco o il Presidente della Provincia e la stessa incompatibilità tra Assessori e consiglieri.
Le ipotesi allo studio sono diverse e particolarmente interessante appare quella di consentire al consigliere nominato Assessore di svolgere il suo compito restando temporaneamente sospeso dal mandato legislativo e di essere sostituito nell'Assemblea dal primo dei non eletti. L'indicazione di fondo, comunque, è quella di impedirne la decadenza e rimuovere l'incompatibilità (questo è il nocciolo del discorso che noi dobbiamo affrontare), la quale invece, come ben sappiamo, non esiste nel Parlamento nazionale. In questa fase di avvio della legislatura, abbiamo potuto constatare tutti che un certo numero di parlamentari nominati ministri, viceministri e sottosegretari ha rassegnato le dimissioni che in altri casi, che si sono verificati in diversi parlamenti, sono state sempre ripetutamente respinte dall'Aula. Il fenomeno ha riguardato, in questa fase legislativa, soprattutto il Senato, per l'esigua maggioranza che vi sussiste. Il problema non era quello di introdurre l'incompatibilità, ma come prassi i parlamentari di maggioranza hanno fatto ciò che dovevano fare - tutto all'interno della maggioranza -, cioè hanno tentato di presidiare, con l'esigua differenza numerica a loro vantaggio, sia le Commissioni sia la stessa Aula.
Non ci sono ragioni di rilievo, dunque, per mantenere questa norma nella statutaria; ce ne sono, invece, molte altre di segno opposto che consigliano di rimuoverla. Su tutte resta un'osservazione di democrazia formale e sostanziale: le elezioni sono indubbiamente una competizione tra coalizioni e tra partiti, ma anche tra candidati. Ed è davvero singolare che un candidato possa ottenere un forte consenso personale, ma tale consenso non si possa tradurre nell'andare al Governo, ovviamente in caso di vittoria, perché viene dichiarato automaticamente decaduto dal mandato, con grave vulnus della volontà popolare. Abbiamo vissuto negli enti locali situazioni di questo genere, nel senso che il consigliere nominato assessore comunale, che si è dovuto dimettere perché magari non andava più d'accordo con il sindaco, è stato estromesso dalla Giunta ed è andato a casa. Quindi, addirittura, la volontà di uno in questo caso è superiore alla volontà popolare che designa l'eletto come amministratore del comune. A ciò si deve aggiungere, e anche questo ormai è un fatto noto, che molte delle tensioni tra Giunta e Consiglio trovano origine nella diversa provenienza di Assessori e consiglieri. In altre parole, chi è stato eletto in Consiglio, soprattutto per il rapporto che lo lega ai propri elettori e al proprio territorio, non solo ne fa parte a tutti gli effetti, ma sente in ogni momento di esserne parte anche quando esercita un ruolo di governo. E' tendenzialmente più portato, nella normale dialettica parlamentare, a fare sua un'idea complessiva delle istituzioni improntata all'equilibrio e al confronto, più che alla rivendicazione netta, formalmente giusta, ma politicamente debole, di competenze e prerogative diverse. Questo, sotto molti profili, è un valore di portata generale, che indubbiamente si è molto affievolito in questi anni e che sarebbe doveroso e opportuno recuperare nell'interesse di tutti, a prescindere dalla collocazione e dalle appartenenze. In definitiva si tratterebbe di eliminare una norma che pone vincoli assoluti, di ripristinare semplicemente una situazione più aperta, in cui non verrebbe affatto preclusa la presenza di esterni nell'Esecutivo, così come non vi sarebbe alcun ostacolo per la partecipazione al Governo di persone individuate all'interno del Consiglio regionale.
Passando all'esame del comma 2, l'introduzione della figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta appare come il classico esempioo di una cosa giusta fatta nel modo sbagliato. Ed è singolare che la Commissione abbia riproposto tale e quale il testo predisposto dalla Giunta. Anche qui il legislatore avrebbe potuto prendere spunto dalle significative esperienze nazionali relative a questa figura per fare scelte radicalmente diverse. Nella formulazione che viene proposta, infatti, questo povero sottosegretario partecipa ai lavori di un organismo di cui non fa parte e in cui non ha diritto al voto. Aggiungiamo che non si sa nemmeno che cosa possa o debba fare, ed è il punto decisamente più criticabile, perché così come viene tracciata quella del sottosegretario è una figura vuota, che non serve a nulla ed è lontana anni luce, oltre tutto, dai contenuti che la stessa figura ha assunto nel panorama nazionale. Se solo si pensa al peso politico e istituzionale che ha assunto e che ancora ha il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo centrale, anche con riferimento alle materie che gli sono affidate, dalla sicurezza, all'intelligence, al ruolo di coordinamento in presenza di crisi internazionali, alla gestione di delicate questioni di politica interna, si ha l'idea di come sarebbe veramente ridicolo se una figura di tale spessore in Sardegna dovesse ridursi a fare l'attendente silenzioso del Presidente - e non sto parlando del presidente Soru - e nient'altro, nella migliore delle ipotesi.
In altre parole, anche l'interpretazione più minimalista del ruolo della figura che si vuole introdurre nella Regione Sardegna non può essere estesa fino al punto di immaginare un sottosegretario alla Presidenza privo di deleghe operative, alle quali non si fa cenno nel testo né nel comma 2, che parla della sua istituzione, né tanto meno nel comma 5, che si riferisce esclusivamente all'identità e al trattamento economico. Insomma, l'unica certezza è, che avrà una retribuzione prevista dalla legge come per il Presidente e gli Assessori, ma non si sa per quale tipo di lavoro gli sarà corrisposta. A maggior ragione è necessario, a nostro avviso, rifarsi a una prassi costante, che porta a individuare nel sottosegretario una figura di alto profilo. Questa, del resto, è un'idea assolutamente condivisa - una delle poche, peraltro - sia dal centrosinistra che dal centrodestra, per cui riteniamo che la Sardegna non debba discostarsi da questo indirizzo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'articolo 20 dice che la Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non più di dieci Assessori. Potrebbe essere un concetto condivisibile, nella misura in cui, eventualmente, un'altra norma possa definire meglio la composizione della Giunta, dato che l'azione amministrativa non necessariamente deve essere legata a una composizione così rigida da non consentire, volta per volta, di attribuire una o due deleghe in più sulla base delle esigenze che possono manifestarsi in un'amministrazione che ha bisogno di differenziare o di distribuire in maniera diversa le deleghe e le competenze assessoriali. Quindi la rigidità della formulazione del comma 1, a mio avviso, andrebbe attenuata. Ecco perché noi abbiamo sottoscritto degli emendamenti che necessariamente definiscono meglio i requisiti per poter ricoprire incarichi assessoriali nella Giunta, tra i quali quello di essere residenti in Sardegna da almeno cinque anni.
Per la prima volta, in questa legislatura, è stata chiamata a ricoprire un ruolo assessoriale addirittura una persona non residente in Sardegna, sempre che questo fosse compatibile con le leggi, cioè che si potesse nominare Assessore una persona che non fa parte dell'elettorato attivo della Sardegna e non può quindi partecipare alle elezioni in questa regione. Questo è un dubbio che è stato posto e sul quale non si è mai avuta una risposta. Credo che in questo momento non possiamo esimerci dal pensare che non possano ricoprire i ruoli di Presidente e di Assessore nella Regione sarda persone che non abbiano la residenza e il diritto all'elettorato attivo in Sardegna.
Credo, invece, che il comma 2 non sia da noi condivisibile nella misura in cui, come diceva il collega che mi ha preceduto, si è incardinata nella norma l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere e quello di Assessore. Questo significa, in un certo senso, ledere la dignità della persona che è stata eletta consigliere regionale e quindi rappresentante del popolo da un certo numero di elettori. Nessun consigliere regionale, infatti, può essere designato Assessore senza perdere le prerogative di consigliere. Per cui la nostra proposta è quella di sopprimere questo comma e delineare meglio i requisiti ed eventualmente le peculiarità dell'Assessore regionale, ma soprattutto stabilire che i consiglieri chiamati a ricoprire questo ruolo non perdono quello che è un diritto riconosciuto dal popolo.
A una prima analisi delle proposte contenute nella finanziaria, mi è sembrato di capire che sia intenzione del Presidente - e la Giunta l'avrebbe già approvato -riordinare il gabinetto della Presidenza della Giunta regionale. Allora, io dico, nell'ambito del riordino del gabinetto della Presidenza, che necessità vi è per la Giunta e il Presidente di avere un sottosegretario che partecipa alle sedute della Giunta, senza diritto di voto peraltro? Quali sono le sue funzioni? Sinceramente, capirei che il Presidente avesse bisogno di più collaboratori, ma, una volta definito il nuovo staff di gabinetto, che bisogno avrebbe, posto che sinora non è stato nominato nemmeno il Vicepresidente, di un sottosegretario, che peraltro percepirebbe un'indennità per l'esercizio di funzioni non ben definite?
Io credo, signor Presidente della Regione - prendo atto della sua presenza in aula - che questo sia un controsenso, dal momento che lei ha proposto una riorganizzazione dell'ufficio di gabinetto che individua complessivamente una ventina di persone. Allora vorremmo capire a cosa servono tutti questi collaboratori nell'ufficio di gabinetto, compreso l'autista. Diciamo che, molto probabilmente, siamo ancora alla presentazione di proposte anacronistiche rispetto a una struttura che si vorrebbe snella, tant'è che si sta prevedendo una forte riduzione del numero degli Assessori e l'accorpamento di diverse deleghe in un'unica persona. Del resto, in questo momento, stiamo assistendo appunto a un accorpamento di deleghe: la delega al bilancio è in capo al Presidente della Regione, mentre l'Assessore dei lavori pubblici ha assunto anche la delega alla pubblica istruzione.
Ma, dette queste cose, se davvero si vuole dare una stretta, la si dia in tutte le direzioni. Non riesco a capire perché invece si riduce il numero degli Assessori e si istituisce la figura del sottosegretario. Sinceramente, questo è proprio incomprensibile.
Devo dire che molto interessante è la parte relativa alla comunicazione degli atti della Giunta per via telematica. Se si riuscisse, nell'arco delle ventiquattr'ore, a mettere a disposizione on line gli atti della Giunta sarebbe una cosa importantissima, dato che, molto raramente, noi riusciamo a vederli in tempo utile.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CONTU.) Per quanto riguarda il rispetto del principio delle pari opportunità, credo che pari opportunità significhi, in questo caso, garantire una rappresentanza di ciascun genere tra gli Assessori davvero paritaria e non semplicemente nella misura di un terzo. Anche in questo caso ci si muove col passo del gambero, uno avanti, due indietro, sperando, comunque sia, che la buona fede non venga mai meno. Sì, stiamo andando nella direzione della pari opportunità, però non l'applichiamo ancora.
Vorrei, inoltre, sapere per quale motivo non si stabilisce che al Presidente e agli Assessori sono corrisposti indennità e trattamento economico in misura non superiore a quella dei consiglieri regionali. Non si ha forse il coraggio di stabilire nella legge statutaria che consiglieri e Assessori, escludendo assolutamente il sottosegretario alla Presidenza, debbono avere la stessa indennità? Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna rinuncia.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non utilizzerò tutto il tempo che mi è concesso, ma vorrei riprendere brevemente il discorso che l'onorevole Contu faceva relativamente al sottosegretario. Credo che il Presidente della Regione abbia già, di fatto, un sottosegretario, che è il Direttore generale della Presidenza, il quale svolge tutta una serie di funzioni, peraltro a titolo non gratuito. A questo proposito, ho chiesto ripetutamente qual è l'indennità percepita dal Direttore generale, non sono riuscito a saperlo, ma ci saranno altre occasioni in cui il Presidente ce lo potrà comunicare. A parte questo, il Direttore generale si interessa di tutta una serie di problemi che sono strettamente connessi all'attività della Giunta. Ho visto che è stato nominato anche in diverse Commissioni, per cui svolge realmente un ruolo da sottosegretario. Pensare di codificarlo in questo modo credo che sia assolutamente inopportuno. Peraltro, il Direttore generale della Presidenza è persona attenta, e sistematicamente sottoscrive tutti gli atti della Giunta, e non solo della Giunta, per la verità, per cui non ravviso assolutamente la necessità che la Presidenza abbia anche un sottosegretariato.
L'altro argomento che, invece, mi interessa particolarmente - chiedo scusa, ma l'influenza, non contagiosa spero, ha colpito anche me, comunque sarò qui anche domani, colleghi, non so nelle prossime legislature, ma domani certamente sì - è lo status degli Assessori, e non relativamente alla compatibilità o incompatibilità col ruolo di consigliere regionale, che credo che sia un aspetto che verrà definito in altra legge, certamente non in questa, ma questo mi interessa molto poco. Ciò che, invece, mi interessa è cercare di capire chi può ricoprire il ruolo di Assessore nella Regione Sardegna. Che poi questa persona sia laureata o diplomata, che sia consigliere regionale o non lo sia, che sia un ricercatore o non lo sia, che abbia svolto mansioni di Presidente di Provincia, assessore comunale o sindaco sono tutte cose che non rilevano in questo momento. C'è un solo modo per dire chi può fare l'Assessore, ed è l'elemento che caratterizza lo status dei consiglieri regionali: tutti i cittadini sardi. Quindi l'Assessore della Regione Sardegna deve avere lo status dei consiglieri regionali, deve cioè essere residente in Sardegna e deve avere tutte le caratteristiche di un possibile candidato alla carica di consigliere regionale, anche in relazione ai casi di ineleggibilità e incompatibilità. Io non concepisco altre definizioni da scrivere nella legge statutaria se non questa. Ripeto, la questione della compatibilità o incompatibilità con lo status di consigliere regionale non la considererei in questo momento. Credo che ciò di cui ci dobbiamo preoccupare adesso, per quanto attiene alla legge statutaria (e non perché un consigliere regionale in più possa ricoprire la carica di Assessore, questo è un aspetto che non considero per niente), sia il fatto che la norma che stabilisce i requisiti per poter essere candidati consiglieri regionali deve valere anche per gli Assessori regionali. Questo è l'unico argomento che va trattato in questa legge, spero che siate tutti d'accordo.
A questo proposito noi abbiamo presentato l'emendamento numero 573, che recita: "Non possono essere nominati Assessori i cittadini ineleggibili alla carica di consigliere regionale ai sensi della presente legge". Troveremo, poi, nella presente legge ciò che vogliamo dire. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche sull'articolo 20 io credo che si possano ribadire alcune delle considerazioni che sono state fatte a proposito dell'articolo 19, e che fanno ritenere che la Giunta proponente e la Commissione che ha rielaborato il testo della legge statutaria che è arrivata in Aula non sempre abbiano le idee chiare su ciò che vogliono proporre.
E sull'articolo 20 sono diverse le considerazioni che debbono comunque essere fatte, a iniziare dal numero degli Assessori. Il ragionamento che è stato fatto diverse volte in quest'Aula ci ha portato a pensare che anche il numero dei consiglieri regionali - l'abbiamo sostenuto nei nostri emendamenti - sia inadeguato alle esigenze della Sardegna. E' evidente a tutti che sarebbe assai meglio che a discutere le leggi in quest'Aula fosse un numero di consiglieri regionali ridotto, ma più interessato ai problemi, come succede in questo momento. Attualmente il numero dei consiglieri è assolutamente pletorico rispetto agli abitanti della Sardegna. E' stato più volte dimostrato come nelle altre regioni italiane il numero dei consiglieri in rapporto agli abitanti sia assai inferiore rispetto a quanto accade in Sardegna. Questo comporta sicuramente dei risparmi di tipo economico, ma non sono quelli a cui siamo più attenti, e dal punto di vista dell'attività legislativa.
Lo stesso ragionamento vale per gli Assessori: noi riteniamo che otto Assessori siano sicuramente bastevoli, per cui non ha un grande senso dire che possono essere non meno di otto e non più di dieci e che a questi possono essere aggiunti due delegati a progetto (comma 2 dell'articolo 19) e un sottosegretario (comma 2 dell'articolo 20). Noi riteniamo che siano dei numeri che non vanno né in direzione dell'efficienza dell'Esecutivo né in direzione di un messaggio da inviare all'esterno, che è quello della riduzione dei costi della politica, non tanto dei costi economici quanto dei costi numerici e quindi della quantità di persone occupate in politica.
Sul comma 2 il ragionamento è identico: credo che l'istituzione di un sottosegretariato alla Presidenza sia proprio l'ultima cosa di cui ci sia bisogno ai fini dell'efficienza dell'Esecutivo, sia perché non si coglie la necessità di una figura aggiuntiva sia perché la legge statutaria non enuncia e non esplicita in nessuna maniera quale sia l'attività che deve svolgere il sottosegretario. Istituire una figura all'interno dell'Esecutivo senza precisare, in nessuna riga della legge, quale sia il suo ruolo sembra una cosa assolutamente priva di senso. Sul comma 2 non sembra, dunque, che la maggioranza abbia riflettuto, perché se ci fosse stato un ragionamento sulla base del quale si è deciso di istituire il sottosegretariato, lo vedremmo scritto nella legge, cioè riusciremmo a cogliere, in qualche punto del testo, l'esigenza che ha indotto la maggioranza a scrivere che l'Esecutivo necessita di un sottosegretario. Intanto non mi sembra neanche una definizione che si adatti al regime parlamentare sardo, nel senso che, probabilmente, laddove la figura del sottosegretario (come viceministro, anzi, oggi che ci sono i ministri junior, come figura addirittura differente da quella del viceministro) è stata prevista si è anche data un'indicazione specifica sul suo ruolo istituzionale. Io non ho contezza se nel sistema istituzionale sardo sia mai stata prevista la figura del sottosegretario, né ho idea del ruolo che il nostro sistema istituzionale le attribuirebbe, una volta approvata la legge statutaria.
Colleghi, ci sono diversi emendamenti soppressivi del comma 2 dell'articolo 20, per cui riflettete sull'opportunità di accoglierli e in assenza di una riflessione di questo genere fateci quantomeno sapere qual è il ruolo che il sottosegretario deve esercitare e spiegateci come mai avete ritenuto che questa figura non fosse meritevole neanche di una riga esplicativa all'interno della legge statutaria. Credo che anche la riflessione aggiuntiva che alcuni colleghi hanno estrinsecato in un emendamento che riguarda l'ineleggibilità e l'incompatibilità e che riallaccia in qualche maniera la figura degli Assessori a quella dei consiglieri regionali sia all'attenzione dell'Aula, che dovrebbe esprimersi in merito. Infatti, se noi stabiliamo, con estrema puntualità, una serie di elementi che rendono impossibile l'elezione o la presenza in Consiglio regionale di persone che non risultano avere i requisiti per esercitare la funzione di consiglieri regionali in maniera equanime e senza godere di particolari rendite di posizione rispetto agli altri consiglieri, lo stesso ragionamento non può non valere per gli Assessori regionali. Per cui è evidente che anche su questo sarebbe utile e importante avere una risposta soddisfacente.
Anche sul comma 3 qualche riflessione andrebbe fatta. Presidente Soru, se il comma 3 fosse stato vigente, sarebbe stato ben difficilmente comprensibile quello che è successo riguardo all'approvazione della legge finanziaria da parte della Giunta. Il comma 3 dell'articolo 20 di questa legge, alla quale comunque chi la propone dovrebbe sentirsi vincolato dal punto di vista morale, dice che, per esempio, una delibera di Giunta deve essere comunicata per via telematica entro le ventiquattr'ore successive alla sua approvazione. Cosa che non mi sembra sia assolutamente successa nel caso dell'approvazione della legge finanziaria da parte della Giunta. Se qualcuno lancia, come in questo caso fa la Giunta regionale, un'indicazione innovativa quale la pubblicazione telematica delle delibere di Giunta, è ben difficile spiegare il motivo per cui questo già non avvenga. Chi propone l'introduzione di un meccanismo di pubblicità assolutamente positivo come questo dovrebbe essere, sin d'ora, vincolato alla sua realizzazione pratica e quindi all'attuazione di ciò che attraverso questa proposta si sta portando in Consiglio regionale.
Quindi io credo che sull'articolo 20 possa essere fatta una riflessioneche sostanzialmente riguarda anche gli articoli precedenti. E cioè, alcune delle cose che sono contenute in questa legge statutaria avrebbero meritato una riflessione diversa, avrebbero meritato un tentativo di condivisione che andasse oltre quella parte della maggioranza, che è comunque minoritaria nel complesso dell'Aula, che le sta portando in porto, arrivando all'approvazione di una legge statutaria che non sembra affatto avere le caratteristiche di legge pilastro per il prossimo decennio che qualcuno ha tentato di attribuirle durante la discussione generale.
La considerazione finale, che discende anche dall'esame dei cinque commi dell'articolo 20, è che probabilmente, con questa legge statutaria, più che realizzare un'occasione utile per la Sardegna si sia persa l'occasione per far sì che questo Consiglio regionale arrivasse ad approvare regole condivise che costituissero davvero quel pilastro su cui l'attività istituzionale della Regione avrebbe potuto reggersi nei prossimi anni.
PRESIDENTE. L'onorevole Rassu ha rinunciato a intervenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, vorrei sapere come intende coordinare e guidare i lavori dell'Aula, visto che, glielo ricordo, la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito che si lavorasse fino alle ore 21.
PRESIDENTE. No, onorevole Artizzu, le ricordo che proprio insieme a lei abbiamo definito il calendario di questa settimana, stabilendo di chiudere i lavori alle ore 21 e 30.
ARTIZZU (A.N.). Credo di ricordare bene. Controlli.
PRESIDENTE. Anch'io ricordo bene. Comunque, ci siamo quasi.
ARTIZZU (A.N.). Sì, però il discorso non è che ci siamo quasi, ma che si deve rispettare ciò che si è deciso.
PRESIDENTE. In genere, onorevole Artizzu, facciamo così.
ARTIZZU (A.N.). Non mi pare che lei lo stia facendo.
PRESIDENTE. Lo sto facendo!
ARTIZZU (A.N.). Non mi pare!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, colleghi consiglieri, il tema affrontato nell'articolo 20 del disegno di legge alla nostra attenzione tocca il cuore della cosiddetta legge statutaria, così come introdotta dalla nuova formulazione dell'articolo 15 dello Statuto (sulla base della legge costituzionale numero 2 del 2001), il cui primo comma dice: "Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione". La riformulazione del primo comma dell'articolo 15 colloca in posizione paritaria i tre organi, ai quali noi stessi, in primo luogo, abbiamo il dovere, oltre che il diritto, di dare uguale dignità e di prestare quindi uguale attenzione.
Il dibattito che si è sviluppato in occasione dell'esame delle parti relative all'organo Presidente e all'organo Consiglio meritava l'attenzione che tutti noi abbiamo prestato a questo argomento. La mole degli emendamenti presentati all'articolo 20 e l'attenzione prestata in Commissione - di cui mi è stato riferito - alla composizione della Giunta lascerebbero pensare che stiamo affrontando una discussione che introduce un approfondimento di quelle sono le caratteristiche della Giunta.
Perché dico questo, Presidente? Perché, a mio modo di vedere, come ho detto introducendo il mio intervento, stiamo entrando nel cuore della legge statutaria. La Giunta ha una dimensione e deve avere una dignità pari a quella del Consiglio e del Presidente, ma mi sembra che il prodotto normativo che stiamo esaminando non dia quelle risposte che la legge costituzionale numero 2 del 2001 richiede affinché il sistema complessivamente definito Regione sia equilibrato e possa procedere attraverso il pulsare sincronico dei suoi organi, e non venga, viceversa, schiacciato tra un Consiglio, che in questa sede ha rivendicato la propria dignità, e un Presidente che trova nell'elezione diretta da parte dei cittadini quella forza che è mancata ai precedenti Presidenti e agli organi a elezione indiretta, cioè mediata dal Consiglio.
A questo proposito vorrei richiamare l'articolo 15 dello Statuto, il quale dice sostanzialmente che la legge statutaria, sulla base dei principi di rappresentatività e stabilità, deve dare dei connotati al Consiglio, al Presidente e alla Giunta, ma nonostante lo sforzo che è stato compiuto non mi sembra, purtroppo, che da questo testo di legge venga fuori un organo esecutivo dotato di queste caratteristiche, di questi requisiti e che ha, quindi, la possibilità di diventare per un verso un trait d'union, ossia un soggetto che si pone in maniera equilibrata tra il Presidente della Regione e il Consiglio e, per altro verso, un organo vitale dotato di sufficiente autonomia, adeguatezza e - come ho detto nell'intervento svolto durante la discussione generale - dignità.
A questo proposito, approfittando dell'attenzione dei colleghi, vorrei fare un breve excursus storico per ricollegare la vostra e la mia attenzione alla necessità di fare un parallelo con la situazione che nel corso degli anni si è venuta a creare nelle province e nei comuni, che sono stati prima di noi soggetto di riforma, oramai già da quindici anni. Ricordo ai colleghi che le leggi numero 142 e 81 sono state approvate dal Parlamento rispettivamente nel 1990 e nel 1993. Prima di allora, se non ricordo male - mi riferisco soprattutto alla legge numero 81, che ha stabilito l'incompatibilità tra assessore e consigliere comunale e provinciale - le delibere della giunta comunale addirittura passavano in consiglio per la ratifica e nel 1993, non essendo ancora entrata in vigore la legge Bassanini, le giunte comunali e provinciali deliberavano addirittura i pagamenti delle fatture relative alla fornitura di servizi e altre prestazioni. E' un mondo che sembra un reperto di archeologia istituzionale, ma è quello stesso mondo che ha oggi dei riflessi sul disegno di legge che stiamo esaminando. Il nostro ragionamento non è da escludere proprio sulla base della considerazione che l'incompatibilità è figlia di una condizione datata e io non esito a definirla non più come il frutto di una necessità, ma come un'esigenza lucida, fondata esclusivamente su un concetto, quello per cui all'Assessore e al consigliere deve essere garantita una disponibilità di tempo tale da consentire loro di potersi dedicare a tempo pieno all'esercizio della propria funzione.
Non vedo altro genere di incompatibilità, vedo, purtroppo, che il tempo sta per scadere e mi rendo conto di aver calibrato in maniera completamente sballata il mio intervento, per cui mi fermo all'excursus storico, riprenderò il concetto che stavo introducendo in occasione delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sull'emendamento numero 106 il parere è contrario, così pure sull'emendamento numero 107.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 107, 186, 274, 563 e 736 sono uguali, quindi il parere è contrario su tutti.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Esattamente. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 108, 187, 209, 262, 275, 564 e 697, che sono identici, è intendimento della Commissione accoglierli, anche sulla base delle osservazioni che sono state fatte nel corso del dibattito. In tal modo il comma 2 dell'articolo 20 è soppresso, a dimostrazione del fatto che quando il dibattito apporta degli elementi di rilievo noi crediamo che sia assolutamente importante tenerne conto.
Sugli emendamenti numero 565, 566 e 111 il parere è contrario. Gli emendamenti numero 263, 276 e 702, che sono identici e fanno riferimento al sottosegretario alla Presidenza, credo che decadano una volta soppresso il comma 2, in ogni caso il parere è conforme a quello espresso precedentemente sugli altri emendamenti che riguardano lo stesso argomento. Sugli emendamenti numero 261, 1, 567, 568, 190 e 569 esprimo parere contrario. La Commissione ha sospeso il giudizio sugli emendamenti numero 191, 333 e 698, pur ritenendo che quanto da essa licenziato in merito andasse già incontro all'esigenza di un riequilibrio nella rappresentanza di ciascun genere tra gli Assessori, per cui chiederei una breve sospensione prima della votazione di questi emendamenti per verificare la possibilità di riformularli. Sugli emendamenti numero 570, 282, 336, 573, 188, 571, 189, 109, 572, 110 e 112 il parere è contrario. La Commissione invita i presentatori a ritirare gli emendamenti numero 786 e 781, perché ritiene che riguardino argomenti attenenti più propriamente alla legge elettorale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello espresso dal relatore. La Giunta è pienamente convinta della necessità di accogliere gli emendamenti presentati dalle opposizioni per quanto riguarda il comma 2 dell'articolo 20, e che prevedono la soppressione della figura del sottosegretario. Mi pare che le argomentazioni che sono state portate siano condivisibili e quindi la Giunta, ripeto, in accordo con la Commissione, sente di accogliere questi emendamenti.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 781, invito i presentatori a ritirarlo, condividendo la motivazione che è stata esposta dal Presidente della Commissione e relatore. Il contenuto dell'emendamento numero 781 è materia prettamente riservata alla legge elettorale, quindi così come si è deciso per qualunque altro riferimento alla legge elettorale, credo che questo argomento debba essere espulso dalla legge statutaria. Chiedo, quindi, ai firmatari di ritirare questo emendamento, con l'impegno da parte della Giunta, pur essendo la materia elettorale di competenza del Consiglio regionale, a dare tutto il supporto perché quanto prima la Regione possa dotarsi di una nuova legge elettorale.
PRESIDENTE. Colleghi, rinviamo a domani mattina la votazione del passaggio all'esame degli articoli.
Il Consiglio è riconvocato per le ore 10 di domani.
La seduta è tolta alle ore 21 e 23.
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