Seduta n.272 del 16/01/2007 

CCLXXII Seduta

Martedì 16 gennaio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 14.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 9 gennaio 2007 (226), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Marco Meloni e Paolo Pisu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU sul grave stato di crisi della società sarda per l'informatica Krenesiel, società fondata nel 1987 dal Gruppo Banco di Sardegna". (550)

(Risposta scritta in data 12 gennaio 2007.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione GALLUS - LADU - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di accesso al progetto regionale denominato Master & back".(723)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi della società CONVESA srl di Chilivani (Ozieri)".(724)

"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla politica della ricerca in Sardegna ed in particolare su Sardegna ricerche (ex Consorzio 21) e tutte le sue controllate e correlate".(725)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interpellanza CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA sulla compatibilità con la legge salvacoste dei progetti Ligresti e Gazzella".(227)

"Interpellanza CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA sull'immobilismo dei servizi di vigilanza urbanistica dipendenti dall'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica".(228)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Mozione CAPELLI - LA SPISA - LADU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - FARIGU - LOMBARDO - CHERCHI Oscar - GALLUS - CONTU - LICANDRO - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2007".(113)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo in primo luogo per stigmatizzare il grave attentato intimidatorio compiuto nei confronti del Sottosegretario alla difesa Emidio Casula, leader dello SDI in Sardegna; in secondo luogo sulla programmazione dei lavori. Presidente, chiedo cortesemente che ciascuno possa svolgere nell'Aula il suo ruolo. Pertanto le sarei grata se potessimo essere costantemente informati sull'andamento dei lavori, sul loro inizio, sulla loro conclusione e, orientativamente, sui temi che saranno affrontati nella giornata perché si stanno creando delle situazioni di grave disagio che non consentono di seguire i lavori in modo adeguato. Credo che questo favorirebbe il lavoro di tutti coloro che sono impegnati nel seguire i lavori di questo importante dibattito.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, in merito al grave attentato compiuto contro il sottosegretario Casula penso che il Consiglio se ne occuperà in un momento più adeguato. Per quanto riguarda la programmazione dei lavori, premesso che ciascun consigliere avrà comunque la possibilità di seguire con attenzione i problemi, poiché è ancora riunita, a livello informale, la Commissione presieduta dall'onorevole Masia, Commissione che sta lavorando al fine di snellire i lavori dell'Aula, propongo di rinviare i lavori da questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 19, viene ripresa alle ore 16 e 47.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Colleghi, poiché la Commissione non ha ultimato la discussione, sospendo la seduta sino alle ore 17 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 17 e 42.)

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il testo unificato dei documenti numero 11 e 11 bis/A il cui esame prosegue con la discussione della Parte II, paragrafi 3.1, 3.2 3.3 e 3.3 bis del capitolo terzo sulla rete ospedaliera.

Ricordo che verrà discusso separatamente il paragrafo 3.3 ter sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, mentre i paragrafi 3.4, 3.5 e 3.5 bis saranno oggetto di un'unica discussione. Alla Parte II, capitolo 3, paragrafi 3.1, 3.2, 3.3, 3.3 bis sono stati presentati settantatre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo del capitolo terzo della Parte II e dei relativi emendamenti:

3. RETE OSPEDALIERA

Obiettivo strategico del Piano Sanitario 2006-2008 è la riorganizzazione della rete ospedaliera, allo scopo di adeguarla alla reali esigenze dei cittadini, garantendo appropriatezza e qualità dei percorsi diagnostico terapeutici, superando ingiustificate carenze ed evitando inutili duplicazioni.

La parziale trasformazione di alcuni piccoli ospedali in strutture a bassa intensità assistenziale potrà consentire il miglioramento della qualità dell'assistenza nonché la salvaguardia dei livelli di occupazione; la riqualificazione degli ospedali delle zone interne sarà delineata tenuto conto del ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento.

Nel complesso, l'intera offerta ospedaliera dovrà essere programmata sviluppando un sistema a rete che risponda in modo coordinato alla domanda della popolazione sarda. Il modello a rete "hub and spoke", che prevede la creazione di strutture assistenziali con differenti gradi di complessità, rappresenta un modello da sviluppare al fine di favorire una risposta appropriata ed efficiente su tutto il territorio regionale.

In tale ottica, il ridisegno della rete ospedaliera comporta interventi per la razionalizzazione e la riqualificazione dell'offerta di posti letto e lo sviluppo del sistema a rete.

3.1. Il quadro di riferimento nazionale

La riorganizzazione della rete ospedaliera non può prescindere dagli indirizzi nazionali in materia di assistenza ospedaliera, con particolare riferimento a:

a) i livelli essenziali di assistenza;

b) la classificazione degli ospedali;

c) l'organizzazione interna degli ospedali.

I livelli essenziali di assistenza ospedaliera

Livelli essenziali di assistenza

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, Definizione dei livelli essenziali di assistenza, relativamente all'assistenza ospedaliera fornisce limitate indicazioni di rilievo programmatorio:

· nella classificazione delle prestazioni comprese nei livelli assistenziali relativi all'assistenza ospedaliera (allegato 1, §1.A, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001), ove, accanto alle prestazioni tradizionali, prevede espres-samente gli interventi ospedalieri a domicilio;

· con riferimento agli standard relativi alle prestazioni erogabili e alle strutture di offerta (allegato 1, §1.B);

· con riguardo ai ricoveri ad alto rischio di non appropriatezza in regime di degenza ordinaria (allegato 2);

· relativamente al ruolo dell'ospedale nella rete dei servizi sanitari (allegato 3), rispetto al quale fornisce indicazioni di carattere generale.

Standard su tasso di ospedalizzazione e dotazione di posti letto

Gli standard relativi al tasso di ospedalizzazione e alla dotazione di posti letto, già definiti dal decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito dalla Legge 16 novembre 2001, n. 405, e nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, sono stati rideterminati con l'Intesa sottoscritta in sede di Conferenza per i Rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome per il triennio 2005-2007 del 23 marzo 2005, atto n. 2271, nei seguenti termini:

· tasso di ospedalizzazione: 180 ricoveri per mille abitanti, di cui in regime diurno di norma pari al 20%;

· dotazione di posti letto: 4,5 posti letto per mille abitanti, comprensivi della riabilitazione e della lungodegenza post-acuzie (precedentemente determinati in 1 posto letto per mille abitanti). La dotazione può essere maggiorata non oltre il 5% "in rapporto alle diverse condizioni demografiche delle regioni".

L'Intesa Stato - Regioni di cui sopra prevede che tali standard debbano essere raggiunti entro il 2007, con le seguenti tappe intermedie:

· 2005: 4,7 pl per 1.000 abitanti, di cui 4,5 per acuti e 0,2 post-acuzie.

· 2006: 4,6 pl per 1.000 abitanti, di cui 4,1 per acuti e 0,5 post-acuzie.

· 2007: 4,5 pl per 1.000 abitanti, di cui 3,7 per acuti e 0,8 post-acuzie.

In particolare la previsione a regime prevede la sovra dotazione di posti letto consentita dall'Intesa con contestuale riduzione di quelli post-acuzie.

Il tasso di utilizzo dei posti letto, invece, è stato determinato nella misura minima del 75% dalla Legge 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 2, comma 5, e successivamente confermato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001.

La classificazione e organizzazione interna degli ospedali

L'ultima classificazione funzionale organica degli ospedali prevista a livello nazionale è quella introdotta dalla Legge 12 febbraio 1968, n. 132.

Successivamente la normativa nazionale ha regolamentato i requisiti per l'esercizio delle attività di alta specialità (decreto ministeriale 29 gennaio 1992) e ha definito i criteri di classificazione degli ospedali specializzati (decreto ministeriale 31 gennaio 1995).

Classificazione funzionale

Attualmente, a livello nazionale, la classificazione funzionale utilizzata per i confronti delle performance degli ospedali, è di fatto quella che si ricava dalla classificazione istituzionale: aziende ospedaliere - universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, aziende ospedaliere, ospedali presidio di ASL.

Obiettivi strategici del PSN

Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, nell'ambito dei "10 progetti per la strategia del cambiamento" prevede quello finalizzato a "promuovere l'eccellenza e riqualificare le strutture ospedaliere". Delineato il processo di "impetuoso evolvere" delle tecnologie e il cambiamento demografico che ha portato allo sviluppo delle patologie dell'anziano, prevalentemente cronico, il PSN evidenzia come "la nostra organizzazione ospedaliera necessita oggi di un ripensamento. Un ospedale piccolo sotto casa non è più una sicurezza, in quanto spesso non può disporre delle attrezzature e del personale che consentono di attuare cure moderne e tempestive".

Il PSN, pertanto, prevede tra gli obiettivi strategici, il sostegno delle regioni nel loro programma di ridisegno della rete ospedaliera, con le seguenti finalità:

· convertire la funzione degli ospedali minori;

· attivare la ospedalità a domicilio;

· realizzare centri avanzati di eccellenza.

Il successivo accordo Stato-Regioni per l'attuazione del PSN 2003-2005 del 24 luglio 2003 individua tra le priorità la realizzazione di una rete di centri di eccellenza e prevede la definizione di criteri oggettivi per la loro individuazione.

Il tema della classificazione funzionale degli ospedali è quindi rimasto sullo sfondo della normativa nazionale ed è stato invece affrontato a livello regionale, con diverse soluzioni, variamente strutturate e formalizzate.

Con riferimento all'organizzazione interna degli ospedali, la normativa nazionale, un tempo puntuale, è ora circoscritta al principio della dipartimentalizzazione, da tempo previsto e in ultimo ribadito dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni.

3.2. La domanda regionale di ricoveri

Un primo importante indicatore per la valutazione del fabbisogno di assistenza ospedaliera fa riferimento alla domanda di ricoveri della popolazione di riferimento.

Situazione attuale del tasso di ospedalizzazione

Nel 2005 (ultimo anno per il quale sono disponibili informazioni complete), il tasso di ospedalizzazione è stato pari a 223 ricoveri per 1.000 abitanti, così distribuiti:

· 214 presso presidi regionali e 9 presso strutture extra-regionali;

· 222 per ricoveri in reparti per acuti e 1 per ricoveri in reparti di post-acuzie;

· 157 per degenza ordinaria e 66 per degenza diurna.

Il valore del tasso di ospedalizzazione, di gran lunga superiore allo standard previsto dalla normativa nazionale, risente almeno in parte dall'impropria registrazione dei singoli accessi alla degenza diurna come ricovero ordinario; la correzione di tale anomalia porta a stimare il tasso grezzo regionale pari a 211 ricoveri per 1.000 abitanti. Si ricorda che i valori sono calcolati con esclusione dei ricoveri dei neonati sani (DRG 391).

All'interno della Sardegna, il tasso di ospedalizzazione varia in modo significativo nelle diverse aziende sanitarie; la variabilità è in parte riconducibile ai tradizionali fattori legati alla demografia e alla rete dei servizi.

Il tasso di ospedalizzazione 2005, standardizzato per età e genere su base regionale e con la correzione dei ricoveri diurni, presenta il valore minimo nella azienda ASL 2 (179) e quello massimo nelle aziende ASL 4 e 8 (rispettivamente 250 e 242). Occorre peraltro rilevare che la variabilità deriva prevalentemente dai ricoveri diurni (sulla cui corretta registrazione permangono dubbi); in particolare:

· i ricoveri ordinari in 6 aziende sanitarie su 8 sono compresi tra 140 e 165 ricoveri per mille abitanti; fanno eccezione le ASL 6 (137) e 4 (208);

· i ricoveri diurni variano da 22 nella ASL 1 a 82 nella azienda USL 8.

Obiettivi del Piano

In coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente, obiettivo del Piano è ricondurre entro il 2009 il tasso di ospedalizzazione nei limiti dello standard nazionale, con le seguenti tappe intermedie:

· 2007: 210 ricoveri per 1.000 abitanti;

· 2008: 200 ricoveri per 1.000 abitanti;

· 2009: 190 ricoveri per 1.000 abitanti (tasso medio annuo da raggiungere progressivamente in modo da pervenire negli ultimi mesi dell'anno allo standard di 180 ricoveri per 1.000 ab.);

· 2010: 180 ricoveri per 1.000 abitanti.

Il graduale adeguamento del tasso di ospedalizzazione deve essere preceduto da un insieme di interventi finalizzati a garantire il progressivo potenziamento delle attività alternative al ricovero ordinario (in particolare, assistenza sul territorio e ricoveri diurni), nonché la riduzione dei ricoveri impropri, in modo da assicurare risposte assistenziali appropriate e di complessità adeguata alle specifiche esigenze delle persone in condizioni di bisogno.

A tal fine gli obiettivi assegnati ai direttori generali delle aziende sanitarie nel triennio 2005-2007 devono prevedere interventi sui versanti della domanda e dell'offerta di prestazioni:

· accordi con i medici di medicina generale per il monitoraggio delle prescrizioni di ricovero, in attuazione dell'accordo regionale;

· sviluppo dell'assistenza territoriale: assistenza specialistica ambulatoriale, anche in forma di day service, assistenza domiciliare integrata, ospedalizzazione domiciliare, residenza sanitaria assistenziale ecc.;

· sviluppo dei ricoveri di day surgery e di day hospital (ad esclusione di quelli diagnostici) e riduzione di quelli ordinari, a partire da quelli a elevato rischio di inappropriatezza.

Si tratta cioè di sviluppare una rete di servizi in grado di garantire risposte adeguate sotto il profilo clinico e organizzativo, espressione di un'assistenza che supera la centralità dell'ospedaliera a favore del territorio, favorendo - quando possibile - il mantenimento del paziente al proprio domicilio.

3.3 La rete ospedaliera regionale

La situazione attuale

In Sardegna la rete dei presidi, pubblici e privati, che erogano assistenza ospedaliera è in larga parte ancora frutto di scelte effettuate negli anni '80 ed è stata solo in parte riordinata negli anni '90 per tenere conto dell'evoluzione degli indirizzi tecnico-scientifici che hanno guidato lo sviluppo dell'assistenza ospedaliera nei paesi industrializzati.

La rete presenta le seguenti caratteristiche principali:

· dotazione totale effettiva di posti letto negli ospedali pubblici e dei soggetti erogatori accreditati complessivamente superiore allo standard nazionale di 4,5 posti letto per 1.000 abitanti (7.824 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro del 4,5 per 1.000 ab. di 7.425 posti letto)

· forte esubero di posti letto per acuti (7.643 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro dell'uno per 1.000 ab. di 5.775 posti letto);

· carenza di posti letto post-acuzie (181 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro dell'uno per 1.000 ab. di 1.650 posti letto);

· tasso complessivo di utilizzo dei posti letto ordinari inferiore al tasso nazionale di riferimento del 75%: 68,9% per gli ospedali pubblici, 57% per i soggetti erogatori privati e, in media complessiva regionale, 65,8%

· posti letto diurni per acuti attualmente inferiori al tasso minimo del 10% (ma potenzialmente in crescita, con la necessaria riduzione dei posti letto ordinari).

In carenza di un piano sanitario regionale la rete dei presidi, pubblici e privati, che erogano assistenza ospedaliera si è altresì sviluppata in modo non organico ed equilibrato sul territorio. In particolare la distribuzione dei posti letto tra le varie specialità presenta lacune ed esuberi non solo a livello regionale, ma soprattutto nelle singole aree territoriali.

La situazione a regime: dotazione complessiva

Con riguardo alla dotazione complessiva di posti letto ospedalieri, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale, obiettivo del presente Piano Sanitario è pervenire ad una offerta di 7.102 posti letto, di cui 6.075 per acuti e 1.027 post-acuzie.

Tale dotazione "obiettivo" è calcolata con riferimento al parametro nazionale, distinto per le patologie acute e post acute, come di seguito specificato, il cui rispetto è oggetto di monitoraggio da parte del Governo e condiziona le scelte delle singole regioni.

Con riferimento alla dotazione di posti letto peracuti, la Regione ritiene che la capacità ricettiva possa essere ulteriormente incrementata del 5% dei posti letto, tenuto conto della dispersione della popolazione e delle caratteristiche del territorio della Sardegna, ai sensi dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, la quale prevede deroghe allo standard nazionale ancorché per motivazioni differenti da quelle legate al territorio. Su tale punto, la Regione è impegnata in un confronto con il Governo nazionale.

Con riferimento ai posti letto per post-acuti, la Regione ritiene che nel triennio di validità del Piano la dotazione complessiva possa essere incrementata fino a 1027 pl, valore inferiore allo standard di 1 pl per 1.000 abitanti, ma realisticamente compatibile con gli interventi di riconversione dell'offerta e con l'attuale dimensione della rete regionale di strutture residenziali extra-ospedaliere.

La dotazione a regime per specialità: metodologia di analisi

Con riguardo alla dotazione di posti letto per discipline ospedaliere, il fabbisogno tendenziale è stato calcolato partendo dalla distribuzione effettiva rilevata a livello nazionale per le singole specialità (classificate secondo i criteri di cui alle rilevazioni ministeriali), con il seguente procedimento:

· sono stati compresi nel calcolo sia i posti letto ordinari sia quelli diurni, delle strutture pubbliche e private accreditate;

· sono stati considerati solo i posti letto rilevati per le singole discipline, con l'esclusione di quelli ad utilizzo misto (reparti "pensionanti" e "detenuti" e "day hospital multispecialistico"), ovvero dei posti letto diurni che non vengono attribuiti alle singole discipline (quest'ultimo è presente in alcuni ospedali sardi ed è pertanto stato considerato nella colonna della dotazione attuale);

· poiché i posti letto oggi presenti a livello nazionale per l'acuzie sono superiori allo standard di 3,5 posti letto per 1.000 abitanti, il parametro è stato reso compatibile con lo standard complessivo riducendo in modo proporzionale la dotazione di tutte le discipline (rinviando in questa prima fase ogni considerazione circa l'evoluzione delle patologie e delle tecnologie);

· per la post-acuzie, in presenza di un numero di posti letto inferiore allo standard di 1 posto letto per 1.000 abitanti, si è operato con il processo inverso, ovvero incrementando in modo proporzionale la dotazione di tutte le discipline ivi comprese.

Tale procedura non porta ad individuare un parametro obiettivo per singola disciplina (non disponibile a livello nazionale) ma, più semplicemente, un valore da usare come riferimento non vincolante per l'analisi dell'attuale rete ospedaliera a livello di singola disciplina e per la definizione della sua revisione, a livello regionale e di singola azienda sanitaria.

Il confronto tra la dotazione attuale per specialità e il valore nazionale per specialità mette in evidenza una serie di differenze, spiegate da un complesso di fattori (confronta tabella 1) fra i quali si sottolinea:

· la carenza (regionale o locale) di alcune discipline, causa di sviluppo delle attività da parte di reparti affini (in particolare, le medicine e le chirurgie generali);

· le specifiche condizioni epidemiologiche e della domanda di assistenza;

· la presenza di un eccesso di posti letto ordinari in alcune discipline caratterizzate da un basso tasso di utilizzo della capacità produttiva esistente;

· il ridotto sviluppo dell'ospedalizzazione diurna (ad esempio per l'oculistica) e di forme alternative di assistenza (day service, ospedalizzazione domiciliare, hospice, ecc.);

· lo sviluppo anomalo dell'ospedalità privata (ad esempio per la geriatria, a fronte di una carenza di servizi pubblici, indispensabili anche per gestire le unità di valutazione geriatrica che regolano l'accesso ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari);

· la natura principalmente bipolare della sanità sarda, che comporta una diffusa presenza di specialità nei due poli di Cagliari e Sassari e una maggiore dotazione di posti letto in reparti generali nelle aree interne;

· non vanno infine trascurate differenze nella classificazione e codifica dei posti letto, nonché nel loro reale utilizzo per attività più o meno riconducibili alle diverse specialità.

Tenuto conto di tali considerazioni, la tabella 1 allegata riporta la distribuzione del fabbisogno di posti letto tra le singole discipline, definito sulla base del parametro nazionale di riferimento e delle peculiarità della realtà regionale. Il dato riportato nella colonna fabbisogno tendenziale RAS" costituisce un riferimento per la definizione della distribuzione (a regime) delle specialità a livello territoriale, da utilizzare con gradualità e flessibilità, tenuto conto delle concrete potenzialità locali e delle disponibilità economiche per il Servizio Sanitario Regionale.

Resta infatti inteso che la distribuzione dei posti letto tra le singole discipline a livello di ogni zona dovrà tenere conto:

· dei fattori sopra indicati, in particolare della diversa afferenza delle patologie in base alle discipline presenti sul territorio;

· dell'evoluzione dell'organizzazione ospedaliera e dell'effettivo sviluppo delle attività alternative al ricovero;

· della necessaria gradualità nel passaggio dall'attuale situazione a quella a regime.

Nella tabella 2 viene indicata ai sensi dell'articolo 12, comma 5, lettera g) della legge regionale n. 10 del 2006 la presenza delle singole specialità nelle varie province identificate con le ASL, senza indicazione quantitativa della dotazione di posti letto. La tabella ipotizza la distribuzione a lungo termine delle discipline, con un processo di progressivo adeguamento che, per poter essere attuato, richiede:

· la riduzione complessiva della dotazione di posti letto per acuti nei limiti dello standard nazionale, a partire da quelli con un tasso di occupazione inferiore allo standard del 75%;

· la riduzione della concentrazione di posti letto in alcune aree territoriali, ove non giustificata da motivi funzionali (ovvero in presenza di un numero di strutture complesse superiore al fabbisogno zonale);

· la contestuale riduzione dei posti letto delle discipline generali di riferimento.

La proposta di distribuzione delle specialità sul territorio regionale (di cui alla tabella allegata) tiene quindi conto del dato storico, della situazione geografica e viaria della Sardegna.

In sintesi, l'obiettivo è garantire:

· una capillare diffusione su tutto il territorio regionale delle discipline di base, al fine di assicurare uniformità e tempestività di trattamento;

· una razionale presenza sul territorio delle discipline specialistiche, tenuto conto delle indicazioni scientifiche internazionali e dei parametri nazionali che raccomandano adeguati volumi di attività e il necessario sviluppo di competenze cliniche.

La riorganizzazione della rete ospedaliera è realizzata nel medio periodo, a partire dalle carenze prioritarie nei singoli territori, compatibilmente con le risorse disponibili (professionali ed economiche) e garantendo adeguate sinergie con il parallelo processo di sviluppo delle attività distrettuali e sul territorio.

Il riordino della rete: 12 indirizzi

Per raggiungere tali obiettivi è necessario procedere alla concreta realizzazione di una rete di strutture e presidi ospedalieri in grado di coniugare efficacia delle risposte assistenziali, accessibilità ai servizi in tutto il territorio regionale, efficienza nell'impiego delle risorse.

In tale ottica, gli indirizzi generali - cui la puntuale riorganizzazione della rete ospedaliera all'interno della Regione dovrà attenersi - indicano l'esigenza di:

·

1. Diffusione delle singole discipline

prevedere la distribuzione regionale delle specialità cliniche in base al rispettivo tasso atteso di ospedalizzazione e al conseguente bacino potenziale di utenza, articolandone l'attivazione sul territorio secondo il livello di diffusione da perseguire, secondO la seguente classificazione (cfr. tabella 2),

- specialità rare, da prevedere in 1-2 aziende sanitarie;

- specialità di media diffusione, da prevedere in 3-4 aziende sanitarie;

- specialità di alta diffusione, da prevedere in 6-7 aziende sanitarie;

- specialità di base, da prevedere in tutte le 8 aziende sanitarie locali;

·

2.Centri di riferimento e periferici

prevedere l'organizzazione delle diverse specialità rare e di media diffusione con il principio della rete integrata mediante il modello hub & spoke, ovvero prevedendo raccordi tra i centri di riferimento regionali e sub-regionali (hub) e i centri periferici (spoke, costituiti, ove del caso, da specialità affini);

·

3.Ospedali generali e specializzati

procedere alla organizzazione della rete dei presidi, distinguendo fra ospedali generali e ospedali specializzati, in base ai seguenti criteri:

- ospedali di rete generali, con valenza regionale, sub-regionale o zonale, monosede o plurisede. Negli ospedali plurisede la sede principale è quella caratterizzata dalla presenza delle specialità delle diverse aree funzionali (medicina, chirurgia, materno-infantile) e dal DEA di 1° o 2° livello, mentre le altre sedi sono caratterizzate da discipline solo di area medica, prevalentemente dedicate alla post-acuzie, con attività di day surgery garantita dalla sede principale e con pronto soccorso h12 o h24, in base alla distanza dall'ospedale principale;

- ospedali di rete specializzati, con valenza regionale o sub-regionale;

·

4. Superare le duplicazioni non necessarie

in generale, nell'ambito di ogni area territoriale, in presenza di più presidi, superare la duplicazione delle specialità in presidi operanti a distanza ridotta e raggiungibili tendenzialmente in meno di 30 minuti, salvo ragioni legate a reali consistenti volumi di attività, in particolare nelle discipline con alti tassi di ospedalizzazione;

·

5. La dotazione nelle singole province

rideterminare i posti letto a regime per le singole province in coerenza con il valore globale regionale, come sopra determinato, tenendo conto della distribuzione delle specialità di cui alla tabella 2 allegata e dell'obiettivo tendenziale di utilizzo complessivo dei posti letto ordinari mediamente pari ad almeno il 75% della capacità ricettiva; tale tasso deve essere interpretato come obiettivo minimo complessivo della struttura di ricovero, compatibile con tassi nelle singole unità operative, differenziati in base alle caratteristiche dei singoli reparti (tenuto conto della differente degenza media e di un adeguato intervallo di turn-over) e condizionato dal mix tra reparti con attività programmabile e non;

·

6. Posti letto per acuti e post-acuzie

procedere, ove è prevista una riduzione dei posti letto per acuti, alla loro trasformazione in posti letto post-acuzie (riabilitazione e lungodegenza) e alla conseguente riconversione delle attività, a garanzia di una più appropriata assistenza a favore del paziente; le aziende sanitarie individuano sin da subito l'offerta ospedaliera di fatto già destinata a rispondere a bisogni di lungodegenza e riabilitazione e procedono alla formale riconversione/ riclassificazione dei relativi posti letto e delle relative risorse, nei tre seguenti livelli organizzativi e assistenziali:

1) gli interventi di terzo livello riabilitativo sono erogati in Unità Operative specializzate collocate presso presidi di alta specialità ai sensi del D.M. 23 gennaio 1992, individuate a livello regionale nell'Unità Spinale e nelle Unità per le gravi cerebrolesioni acquisite e i gravi traumi cranio-encefalici;

2) gli interventi di secondo livello riabilitativo sono erogati, in regime di ricovero, presso Unità Operative di riabilitazione intensiva inserite in presidi ospedalieri plurispecialistici e monospecialistici ove siano già presenti funzioni di ricovero e cura ad alta intensità diagnostica ed assistenziale, o nei quali sia costituita una specifica unità operativa in grado di garantire la presa in carico multicomprensiva di individui per i quali il trattamento di recupero funzionale di menomazioni e disabilità è indifferibile. Tali soggetti richiedono interventi valutativi e riabilitativi specialistici ed interventi di nursing ad elevata specificità articolati nell'arco delle intere 24 ore o nelle ore diurne, non erogabili in forma extra-ospedaliera, quantificati in almeno tre ore di trattamento riabilitativo specifico giornaliero. Tali unità operative svolgono attività in regime di ricovero ordinario o in regime di Day Hospital.

3) Le prestazioni di primo livello riabilitativo sono erogate, in regime di ricovero, presso le Unità Operative ospedaliere di lungodegenza post-acuta a valenza riabilitativa estensiva.

·

7.Strutture a bassa intensità assistenziale

riconvertire gli ospedali minori che per la loro collocazione, prossima agli ospedali generali ed in aree che non presentano problemi di accesso da parte della popolazione di riferimento, possono essere trasformati in strutture a bassa intensità assistenziale in grado di garantire adeguate risposte sanitarie con modalità alternative al ricovero ordinario (ad es. ospedale di comunità, RSA, poliambulatorio) e salvaguardando la presenza di una struttura sanitaria nei territori con grave disagio geomorfologico e con rilevanti problemi di accessibilità al resto della rete;

·

8.Modello dipartimentale

sviluppare il governo clinico degli ospedali su base dipartimentale mediante i dipartimenti funzionali, al fine di coordinare la gestione sanitaria delle strutture omologhe o appartenenti alle macro-articolazioni delle discipline (area medica, chirurgica, materno-infantile, servizi) o complementari, in base alla articolazione e al numero delle specialità presenti nell'azienda sanitaria. I dipartimenti funzionali, ove composti da strutture collocate in diversi presidi, assolvono alla prevalente funzione di coordinare le attività svolte dalle singole strutture, contribuire alle scelte nell'allocazione delle risorse, migliorare i processi assistenziali, coordinare lo sviluppo delle risorse professionali. Nel caso in cui le strutture che compongono il dipartimento siano attigue, il dipartimento funzionale assume anche la funzione di dipartimento strutturale, al fine di garantire il più efficiente utilizzo delle dotazioni strutturali e delle risorse umane. Nelle ASL dotate di un solo ospedale con un numero limitato di reparti, la costituzione dei dipartimenti non è obbligatoria.
Le aziende sanitarie si attivano affinché una quota parte dei posti letto per acuti (almeno il 10%) sia destinato ad un utilizzo dipartimentale o, comunque, a favore di tutte le strutture che compongono l'ospedale;

·

9.Degenza diurna

sviluppare ulteriormente la degenza diurna, mediante la trasformazione di posti letto di degenza ordinaria in posti letto di degenza diurna (tendenzialmente sostituendo non meno di 2 posti letto di degenza ordinaria con 1 posto letto di day hospital); in relazione ai volumi di attività di ricovero programmato, almeno il 15% dei posti letto di area funzionale chirurgica e materno-infantile, nonché almeno il 10% per l'area funzionale medica e di recupero e riabilitazione funzionale, devono essere dedicati ad attività in assistenza a ciclo diurno.

·

10. Attività ambulatoriale programmata

sviluppare le attività ambulatoriali programmate (day service), con l'obiettivo di contribuire alla riduzione delle liste di attesa e di favorire la presa in carico della persona garantendo accompagnamento lungo le fasi essenziali del percorso diagnostico-terapeutico;

·

11. Osservazione breve

Sviluppare l'Osservazione Breve nel contesto organizzativo dei servizi di Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri, con l'obiettivo di migliorare la qualità delle cure erogate ai pazienti, attraverso l'osservazione protratta in regime di non ricovero ed il trattamento dei quadri a complessità moderata, con riduzione delle ammissioni non appropriate;

·

12. Assistenza domiciliare

attivare l'ospedalizzazione domiciliare (in particolare per l'assistenza oncologica e per i soggetti anziani) nel contesto dei programmi di assistenza domiciliare integrata a garanzia della continuità dei trattamenti erogabili in regime extra-ospedaliero.

Con riguardo alla distribuzione dell'offerta di posti letto fra strutture pubbliche e strutture private, il presente Piano, nel confermare la scelta a favore del rafforzamento della capacità del settore pubblico di rispondere in maniera adeguata ai bisogni di salute della popolazione, prevede la riorganizzazione della rete ospedaliera sulla base dei seguenti criteri generali:

· le azioni di riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera devono interessare sia il settore pubblico sia il settore privato;

· il criterio principe valido per entrambi i settori, pubblico e privato, è il parametro nazionale relativo al tasso di occupazione dei posti letto, il quale deve tendere ad essere almeno pari al 75% della capacità produttiva, tenuto conto dei livelli di appropriatezza delle prestazioni erogate e del necessario contenimento del tasso di ospedalizzazione.

Gli indirizzi ed i criteri di cui sopra, ove adeguatamente adottati a livello aziendale, mirano a favorire una graduale trasformazione della rete ospedaliera regionale dall'attuale insieme di singole strutture di ricovero (per lo più di tipo tradizionale) ad una rete integrata per l'assistenza ospedaliera, ove l'integrazione si realizza non solo fra i diversi ospedali ma anche fra gli ospedali e i distretti, sviluppata nel rispetto delle esigenze di riequilibrio a favore dei centri interni dell'Isola, con l'obiettivo di garantire continui miglioramenti della qualità dell'assistenza, nell'interesse di tutte le persone cui il Servizio sanitario regionale è tenuto a dare risposte.


Tabella 1 - RETE OSPEDALIERA: RIMODULAZIONE PER DISCIPLINE

in coerenza con il parametro nazionale di 4,5 pl per 1.000 ab.

Fattori di rimodulazione

diffu-sione

poli

cod.

disciplina

riferim. nazionale

Sardegna dotazione attuale

Sardegna fabbisogno tendenziale

Carenza regionale

Riferimento specialistico

Condizioni epidemiologiche

Basso tasso occup.

Potenziamento DH/DS

Forme alternative assistenza

rara

1

1

allergologia

0,002

24

10

5

angiologia

0,005

3

5

13

chirurgia toracica

0,014

25

25

25

medicina del lavoro

0,003

4

4

55

farmacologia clinica

2

0

65

oncoematologia pediatrica

0,002

7

9

2

70-74-61

radioterapia + rad.oncol. + med. nucl.

0,014

61

34

71

reumatologia

0,009

19

19

7-6

cardiochirurgia + c.ped.

0,031

36

42

10-35

chir. maxillo-f. + odonto

0,017

16

22

11

chirurgia pediatrica

0,016

31

30

12-46-47

chir. plast. + gr. ustioni + g.u. ped.

0,024

11

22

19

malattie endocrine

0,022

13

26

33

neuropsichiatria infantile

0,011

21

21

48

nefrologia (abilit. trap. rene)

0,008

51

28

58

gastroenterologia

0,024

97

65

media

3-4

14

chirurgia vascolare

0,034

39

56

18

ematologia + oncoemat.

0,034

119

106

24

malattie infettive

0,065

131

106

30

neurochirurgia

0,044

77

77

52

dermatologia

0,023

68

38

62

neonatologia

0,067

65

88

64

oncologia

0,045

161

135

68

pneumologia

0,073

291

170

73

terapia intensiva neonatale

0,017

40

40

alta

6-7

29

nefrologia + 54 emodialisi

0,050

22

60

32

neurologia

0,120

289

219

34

oculistica

0,091

277

151

38

otorinolaringoiatria

0,093

206

156

40

psichiatria

0,114

100

130

43

urologia

0,128

270

210

altissima

8

8

cardiologia

0,131

127

197

9

chirurgia generale

0,525

1.171

911

21

geriatria

0,084

255

138

26

medicina generale

0,672

1.492

1.152

36

ortopedia e traumatologia

0,337

630

580

37

ostetricia e ginecologia

0,298

743

540

39

pediatria

0,124

341

251

49

terapia intensiva

0,057

119

119

50

unità coronarica

0,045

73

83

51

astanteria

0,027

25

0

totale acuti

3,500

7.643

6.075

28

unità spinale

0,014

15

15

56

recupero e riabilit.funzionale

0,639

42

650

75

neuroriabilitazione

0,035

60

60

lungodegenza

0,312

124

302

totale post-acuzie

1,000

181

1.027

totale generale*

4,500

7.824

7.102

* Compresi 91 posti di d.h. multiprofessionale


Tabella 2 - RETE OSPEDALIERA: DISTRIBUZIONE DISCIPLINE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA

in coerenza con il parametro di riferimento di 4,5 posti letto ogni 1.000 ab.

diffu-sione

poli

cod.

disciplina

riferim. nazionale 4,5/1000

Fabbisogno tendenziale RAS

Sassari

Olbia-Tempio

Nuoro

Ogliastra

Oristano

Medio
Campidano

Carbonia/Iglesias

Cagliari

rara

1

1

allergologia

0,002

10

X

5

angiologia

0,005

5

X

13

chirurgia toracica

0,014

25

X

25

medicina del lavoro

0,003

4

X

55

farmacologia clinica

0

X

2

61-70-74

med.nucl.+radioterapia+rad.oncol.

0,014

34

X

X

71

reumatologia

0,009

19

X

X

7-6

cardiochirurgia + c.ped.

0,031

42

X

X

10-35

chir. maxillo-f. + odonto

0,017

22

X

X

11

chirurgia pediatrica

0,016

30

X

X

12-46-47

chir. plast. + gr. ustioni + g.u. ped.

0,024

22

X

X

19

malattie endocrine

0,022

26

X

X

33

neuropsichiatria infantile

0,011

21

X

X

48

nefrologia (abilit. trap. rene)

0,008

28

X

X

58

gastroenterologia

0,024

65

X

X

media

3-4

14

chirurgia vascolare

0,034

56

X

X

X

18

ematologia + oncoemat.

0,034

106

X

X

X

24

malattie infettive

0,065

106

X

X

X

X

30

neurochirurgia

0,044

77

X

X

X

52

dermatologia

0,023

38

X

X

X

62

neonatologia

0,067

88

X

X

X

X

X

X

64

oncologia

0,045

135

X

X

X

X

X

68

pneumologia

0,073

170

X

X

X

X

73

terapia intensiva neonatale

0,017

40

X

X

X

alta

6-7

29

nefrologia + 54 emodialisi

0,050

60

X

X

X

X

X

X

X

32

neurologia

0,120

219

X

X

X

X

X

X

X

34

oculistica

0,091

151

X

X

X

X

X

X

X

38

otorinolaringoiatria

0,093

156

X

X

X

X

X

X

40

psichiatria

0,114

130

X

X

X

X

X

X

43

urologia

0,128

210

X

X

X

X

X

X

X

altissima

8

8

cardiologia

0,131

197

X

X

X

X

X

X

X

X

9

chirurgia generale

0,525

911

X

X

X

X

X

X

X

X

21

geriatria

0,084

138

X

X

X

X

X

X

X

X

26

medicina generale

0,672

1.152

X

X

X

X

X

X

X

X

36

ortopedia e traumatologia

0,337

580

X

X

X

X

X

X

X

X

37

ostetricia e ginecologia

0,298

540

X

X

X

X

X

X

X

X

39

pediatria

0,124

251

X

X

X

X

X

X

X

X

49

terapia intensiva

0,057

119

X

X

X

X

X

X

X

X

50

unità coronarica

0,045

83

X

X

X

X

X

X

X

X

totale acuti

3,500

6.075

28

unità spinale

0,014

15

X

56

recupero e riabilit.funzionale

0,639

650

X

X

X

X

X

X

X

X

75

neuroriabilitazione

0,035

60

X

X

X

60

lungodegenza

0,312

302

X

X

X

X

X

X

X

X

totale post-acuzie

1,000

1.027

totale generale

4,500

7.102


3.3 bis La rete territoriale degli ospedali

La tabella n. 1 sulla distribuzione regionale delle specialità cliniche (di cui in precedenza) evidenzia l'elevata differenza tra l'attuale dotazione di posti letto (colonna "dotazione attuale pl RAS") e quella di riferimento (colonna "p.I. fabbisogno tendenziale RAS"), definita tenuto conto degli standard previsti a livello nazionale, della distribuzione media delle specialità in ambito nazionale nonché delle peculiarità della realtà regionale.

L'elevata differenza, a livello aggregato, della dotazione di posti letto per acuti e post-acuzie (rispetto a quella di riferimento, verso cui tendere) richiede l'avvio di un processo graduale di adeguamento della rete, che può essere articolato su due fasi:

· una prima fase, sostanzialmente coincidente con l'arco temporale di validità del presente Piano, di avvio del processo di adeguamento (riconversione e/o contenimento) della dotazione di posti letto per acuti e, parallelamente, di sviluppo (aumento) dei posti letto post-acuzie;

· una seconda fase, da definire in occasione della predisposizione del Piano sanitario successivo al presente, di completamento ed aggiornamento del percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera, tenuto conto dello stato di attuazione del presente Piano, delle eventuali evoluzioni degli standard nazionali nonché delle evidenze circa il fabbisogno di assistenza ospedaliera dell'epoca.

La gradualità nell'adeguamento della rete ospedaliera risponde all'esigenza di prevedere cambiamenti sostenibili dal punto di vista sanitario, economico e strutturale. In particolare, tenuto conto della necessità di pervenire ad una consistente riduzione dei posti letto ordinari per acuti, il presente Piano propone un contenimento nei limiti previsti dagli standard nazionali, aumentati del 5% come ipotizzabile nel caso in cui la deroga contenuta nell'Intesa Stato-Regioni del 23.3.2005 possa essere valida per la Sardegna (pur con motivazioni differenti da quelle legate al territorio, cui può fare riferimento la Sardegna). Ciò in considerazione delle peculiarità dell'Isola, caratterizzata da una elevata dispersione della popolazione, una specifica conformazione geomorfologia del territorio, una rete viaria particolarmente difficile, oltre alla più nota insularità (fenomeni in grado di motivare una maggiore diffusione sul territorio dell'offerta ospedaliera di alcune specialità cliniche).

Con riferimento alla dotazione di posti letto per acuti, la capacità ricettiva cui tendere nell'arco del triennio di validità del Piano viene incrementata pertanto del 5%, portando la dotazione complessiva a 6.075 pl. L'adeguamento dell'offerta ospedaliera dovrà riguardare sia il settore pubblico sia il settore privato e dovrà essere realizzato nel rispetto del diritto all'assistenza in presenza di reali bisogni di salute della popolazione.

L'incremento del 5% dei posti letto per acuti attenua la manovra di riduzione dell'attuale dotazione, in parte facilitata dal basso tasso di utilizzo (ancora inferiore al 75%) ma che richiede, a monte, la riduzione del tasso di ospedalizzazione (superiore di oltre il 10% rispetto alla media nazionale), in particolare con riguardo ai ricoveri inappropriati (la percentuale di ricoveri ordinari dei 43 DRG ad alto rischio di inappropriatezza è fra le più alte del Paese).

La dotazione di posti tetto per le post-acuzie è complessivamente contenuta in 1027 pl, inferiore allo standard di 1 pl per 1.000 abitanti tenuto conto del notevole sviluppo della rete regionale di strutture residenziali extra-ospedaliere. In particolare, si ricorda che l'offerta di posti residenziali e semiresidenziali negli istituti e nei centri di riabilitazione è in Sardegna pari a 0,90, quasi doppia rispetto alla media nazionale di 0,48. Si ritiene pertanto possibile, in linea con le tendenze evolutive dell'assistenza ospedaliera e territoriale e della loro necessaria forte integrazione, prevedere in questa prima fase di riorganizzazione della rete ospedaliera un relativo contenimento della lungodegenza pura a favore dell'assistenza riabilitativa estensiva (in strutture extraospedaliere) e domiciliare. Si sottolinea inoltre la necessità di un allineamento della degenza media nei reparti di lungodegenza a livelli prossimi a quelli delle altre regioni italiane (più che doppia rispetto alla media nazionale).

AI termine del triennio sarà possibile valutare lo stato di attuazione del presente Piano, alla luce della tendenza internazionale e nazionale di graduale riduzione della dotazione di posti letto per acuti e di sviluppo delle forme di assistenza alternativa all'ospedalizzazione e della evoluzione della domanda di ospedalizzazione in ambito regionale.

In tale sede sarà possibile valutare:

· la conferma o il superamento della sovradotazione del 5% prevista in questa fase per l'offerta di posti letto per acuti;

· il processo di crescita della degenza post-acuzie e dei posti letto in strutture extraospedaliere e, conseguentemente, il grado di soddisfacimento della domanda di tale forma di ospedalizzazione, ora non espressa per carenza di offerta.

Nella tabella riportata di seguito, la dotazione delle diverse aree territoriali (individuate in base alle ASL coincidenti con le province) comprende tutti i presidi ivi operanti: i presidi delle ASL, l'Azienda Ospedaliera Brotzu, i due Policlinici universitari (per la situazione attuale) e le Aziende ospedaliero universitarie (in prospettiva) e le case di cura private.

L'articolazione dei posti letto tra le diverse istituzioni verrà definita con successivi provvedimenti attuativi del Piano, tenuto conto delle convenzioni con le Università, degli accordi siglati con le associazioni rappresentative della spedalità privata e con l'approvazione dei piani di riqualificazione e rientro delle Aziende sanitarie regionali.


Tabella 3: RETE OSPEDALIERA - POSTI LETTO
DOTAZIONE ATTUALE E FABBISOGNO TENDENZIALE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA

SASSARI

OLBIA

NUORO

LANUSEI

ORISTANO

SANLURI

IGLESIAS

CAGLIARI

REGIONE

Residenti 1.1.2005

332.600

145.450

162.424

58.048

168.582

104.055

131.417

553.101

1.655.677

Situazione attuale (a)

pl acuti DO

1.824

342

523

201

488

162

388

3.089

7.017

pl acuti DH

74

34

53

14

40

10

48

353

626

totale pl acuti

1.898

376

576

215

528

172

436

3.442

7.643

pl post-acuti

25

0

0

0

0

0

17

139

181

totale pl

1.923

376

576

215

528

172

453

3.581

7.824

pl x 1.000 ab.

acuti

5,7

2,6

3,5

3,7

3,1

1,7

3,3

6,2

4,6

post-acuti

0,1

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,1

0,3

0,1

totale pl

5,8

2,6

3,5

3,7

3,1

1,7

3,4

6,5

4,7

di cui privati

109

0

0

80

177

0

0

1.067

1.433

occupaz. pl pubbl. (*)

60,7

69,8

62,5

71,3

81,2

76,8

65,5

74,2

occupaz. pl privati (**)

51,1

62,4

46,4

55,9

fabbisogno tendenziale (b)

pl acuti DO

1.100

430

453

170

445

173

303

2.222

5.295

pl acuti DH

151

59

60

20

61

21

47

360

780

totale pl acuti

1.251

489

513

190

506

194

350

2.582

6.075

pl post-acuti

220

84

96

25

94

56

80

372

1.027

totale pl

1.471

573

609

215

600

250

430

2.954

7.102

di cui privati (max)

70

150

0

60

110

0

0

740

1.130

pl x 1.000 ab.

acuti

3,8

3,4

3,2

3,3

3,0

1,9

2,7

4,7

3,7

post-acuti

0,7

0,6

0,6

0,4

0,6

0,5

0,6

0,7

0,6

totale pl

4,4

3,9

3,7

3,7

3,6

2,4

3,3

5,3

4,3

differenza (b-a)

pl acuti DO

-724

88

-70

-31

-43

11

-85

-867

-1.722

pl acuti DH

77

25

7

6

21

11

-1

7

154

totale pl acuti

-647

113

-63

-25

-22

22

-86

-860

-1.568

pl post-acuti

195

84

96

25

94

56

63

233

846

totale pl

-452

197

33

0

72

78

-23

-627

-722

I dati si riferiscono al territorio delle diverse province (coincidenti con le rispettive ASL) e a tutte le strutture ospedaliere insistenti su di esso.

(*) Il tasso di occupazione dei posti letto è riferito ai posti letto ordinari della rete pubblica delle Aziende sanitarie.

(**) Il tasso di occupazione si riferisce ai posti letto di degenza ordinaria.

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Gallus - Murgioni - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La "tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", è soppressa. (441)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La "tabella 2 - Rete Ospedaliera: Distribuzione Discipline per Provincia/Azienda Sanitaria", è soppressa. (442)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla seconda riga, le parole "potrà consentire il miglioramento" sono sostituite dal seguente: "non dovrà causare il peggioramento". (389)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla seconda riga, la parola "potrà" è sostituita con la parola "dovrà". (388)

Emendamento sostituzione parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla quarta riga, il periodo che inizia con le parole "Sarà delineata" e finisce con le parole "allo spopolamento." è sostituito dal seguente: "sarà accompagnata, già nella manovra Finanziaria 2007, dallo stanziamento di adeguate risorse economiche specificamente destinate a garantire il ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento". (390)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al quarto capoverso, le parole "per acuti" sono sostituite dalla parola "complessivi". (399)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

All'ottavo capoverso, alla terza riga, la parte che inizia con le parole "…e delle peculiarità" e termina con la fine del capoverso, sino alle parole "Sanitario Regionale."è sostituita dal seguente: ", che è ricondotta esclusivamente ai parametri nazionali di riferimento. Entro 60 giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta regionale presenta alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale, che esprime il proprio parere entro trenta giorni, una propria proposta circostanziata e motivata di ridefinizione complessiva del numero dei posti letto per specialità". (403)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Le prime due righe del nono capoverso sono sostituite dal seguente: "La Giunta Regionale dovrà presentare una proposta dalla quale discenda anche la distribuzione zonale dei posti letto per specialità, che dovrà comunque tenere conto di:". (404)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al dodicesimo capoverso, le parole "compatibilmente con le risorse disponibili (professionali ed economiche)" sono sostituite dalle seguenti: "con adeguato impegno di risorse professionali ed economiche". (407)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla cinquantaduesima riga, nel contesto del sesto punto, le parole "le aziende sanitarie individuano sin da subito.." sono sostituite dal seguente: "La Regione, sentiti i Direttori Generali e la competente Commissione Consiliare Sanità, che esprime il proprio parere entro quindici giorni, individua entro sessanta giorni dall'approvazione del Piano". (411)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel quattordicesimo capoverso, alla seconda riga, la parte che inizia con le parole "…strutture private," e termina con le parole "criteri generali:" è sostituita dal seguente: "il presente Piano, nel confermare la volontà di rafforzare le capacità di risposta del settore pubblico, punta alla piena integrazione dell'Ospedalità privata, che concorra a completare virtuosamente il quadro dell'offerta sanitaria al cittadino, stimolando la complessiva crescita di qualità del sistema. E' pertanto prevista la riorganizzazione della rete ospedaliera sulla base dei seguenti criteri generali:" (414)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 5 Angiologia, il numero "5" è sostituito con il numero "8". (417)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 25 Medicina del Lavoro, il numero "4" è sostituito con il numero "5". (418)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 55 - Farmacologia Clinica, il numero "0" è sostituito con il numero "2". (419)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", è introdotto un nuovo codice autonomo 61 - Medicina Nucleare, a cui è attribuito un fabbisogno tendenziale di 25 posti letto. (420)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 71 - Reumatologia, il numero "19" è sostituito con il numero "29". (421)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", il codice 7 - 6 - Cardiochirurgia C.ped.- è sostituito dal codice 7 - Cardiochirurgia - a cui è attribuito il numero "42" posti letto di fabbisogno tendenziale e il codice 6 - Cardiologia Pediatrica, al quale è attribuito un fabbisogno tendenziale di 12 posti letto. (422)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 10-35 Chirurgia Maxillo facciale + odonto, il numero "22" è sostituito con il numero "30". (423)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 12-46-47 Chir.plast + gr.ustioni + g.u. ped -, il numero "22" è sostituito con il numero "42". (424)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 19 - Malattie Endocrine-, il numero "26" è sostituito con il numero "38". (425)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 14 Chirurgia vascolare -, il numero "56" è sostituito con il numero "59". (426)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 24 - Malattie Infettive-, il numero "106" è sostituito con il numero "113". (427)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 52 - Dermatologia -, il numero "38" è sostituito con il numero "40". (428)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 62 - Neonatologia -, il numero "88" è sostituito con il numero "116". (429)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 29 - Nefrologia + 54 Emodialisi -, il numero "60" è sostituito con il numero "87". (430)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 34 - Oculistica -, il numero "151" è sostituito con il numero "158". (431)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 38 - Otorinolaringoiatria -, il numero "156" è sostituito con il numero "161". (432)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 43 - Urologia -, il numero "210" è sostituito con il numero "222". (433)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 8 - Cardiologia -, il numero "197" è sostituito con il numero "227". (434)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 40 - Psichiatria -, il numero "130" è sostituito con il numero "198". (386)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 21 - Geriatria -, il numero "138" è sostituito con il numero "146". (435)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 26 - Medicina Generale -, il numero "1152" è sostituito con il numero "1156". (436)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 36 - Ortopedia e Traumatologia -, il numero "580" è sostituito con il numero "585". (437)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 51 - Astanteria -, il numero "0" è sostituito con il numero "47". (438)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 56 - recupero e Riabilitazione Funzionale -, il numero "650" è sostituito con il numero "656". (439)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 60 - Lungodegenza -, il numero "302" è sostituito con il numero "320". (440)

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La tabella 2 a pag. 92 - RETE OSPEDALIERA: DISTRIBUZIONE DISCIPLINE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA in coerenza con il parametro di riferimento di 4,5 posti letto ogni 1000 ab. è sostituita dalla seguente: (La tabella allegata è agli atti del Consiglio) (172)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Dopo il primo paragrafo, è aggiunto il seguente: in particolare è necessario tenere conto delle peculiarità dell'offerta ospedaliera legate alle condizioni di insularità della Regione Sardegna, che rendono assai difficile la mobilità extraregionale, che è ovviamente molto più agevole nel resto del territorio nazionale. E' pertanto indispensabile programmare un'offerta sanitaria ospedaliera regionale di qualità, indirizzata alla richiesta sanitaria che oggi viene soddisfatta fuori Regione e, in particolare, a quella con indici epidemiologici più elevati e, ancora di più, a quella che, alla negazione dell'offerta, risponde con la rinuncia alla soddisfazione del bisogno". (387)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente: "La riorganizzazione della rete ospedaliera, con l'eliminazione del rischio di inappropriatezza, comporta lo spostamento dell'offerta sanitaria nel territorio. Si tratta di un processo complesso che richiede estremo equilibrio e la creazione di adeguati percorsi di confronto e condivisione con la dirigenza medica, gli operatori sanitari, le amministrazioni locali, le associazioni dei pazienti. E' per questo che, nel pieno rispetto degli obiettivi previsti dal presente Piano, l'Assessorato Regionale alla Sanità predispone semestralmente un progetto attuativo sulle azioni di riordino della rete ospedaliera, con la previsione degli interventi di riassetto del semestre successivo, sul quale la Commissione Sanità esprime il proprio parere entro quindici giorni". (391)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.1

Al primo capoverso, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente:

"Non possono essere peraltro dimenticate neppure le peculiarità proprie dell'organizzazione sanitaria in Sardegna, che richiedono senz'altro riflessioni e specificazioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali". (392)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Sulla base dell'analisi di dettaglio di questi dati, una volta raggiunto l'obiettivo dell'omogeneizzazione delle registrazioni dei ricoveri diurni da parte delle ASL, è verosimile che il tasso di ospedalizzazione sardo si discosti in maniera meno significativa rispetto alle apparenze del dato di riferimento nazionale, che è obiettivo del Piano". (393)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"E' inoltre verosimile che una parte importante di tale residuo scostamento sia legata all'attuale carenza di adeguate risposte territoriali, storicamente limitate dalle note difficoltà nel reperimento di risorse da parte del nostro SSR". (394)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al quinto capoverso, alla quarta riga, prima della parola "accordi..", è aggiunto il seguente:

"Predisposizione di adeguati percorsi di condivisione e di crescita culturale dei MMG, finalizzati al raggiungimento di……" (396) (correggere il testo)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del quarto capoverso (Obiettivi del Piano), è aggiunto il seguente:

"E' evidente che il raggiungimento di tale, ambizioso obiettivo rappresenta il nodo centrale e cruciale dell'intero Piano. Ed è altrettanto evidente che soltanto la disponibilità pluriennale di adeguate risorse finanziarie può consentire di centrare il risultato. E' per questo che la Regione Sardegna si impegna nel triennio di vigenza del Piano a destinare alla Sanità tutte le maggiori entrate percepite dallo Stato ai sensi della modifica dell'art.18 dello Statuto, stabilita dalla legge Finanziaria dello Stato per il 2007". (395)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Tale situazione è stata ampiamente concausata dal cronico sottofinanziamento del sistema, che ha impedito la predisposizione di un Piano regionale organico di superamento delle strutture obsolete e ha ritardato complessivamente l'aggiornamento tecnologico e l'adeguamento strutturale degli stabili alle nuove normative.". (397)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Tale situazione necessita di correzione nelle specialità di base, mentre nelle alte specializzazioni obbedisce spesso a criteri di razionalità della risposta sanitaria.". (398)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al quarto capoverso, alla riga quindici, dopo le parole "…Governo Nazionale." è aggiunto il seguente:

"Sulla base di tali considerazioni e tenuto conto del dato storico, tale riduzione di posti letto per acuti prevista dal presente Piano, non si applica a quegli ospedali che hanno una valenza zonale.". (499)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al sesto capoverso, dopo le parole "azienda sanitaria." è aggiunto il seguente:

"Anche perché la distribuzione dell'offerta sarda è condizionata dalla situazione d'insularità che comporta la necessità di trovare con maggior determinazione risposte interne al territorio regionale.". (400)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del settimo capoverso, dopo le parole "…diverse specialità."è aggiunto il seguente:

"I fattori elencati spiegano lo scostamento attuale delle dotazioni di posti letto per singola specialità rispetto ai parametri nazionali. Alcuni di essi rappresentano anche utili elementi da valorizzare per il calcolo del fabbisogno tendenziale.". (401)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del settimo capoverso, dopo le parole "…diverse specialità." è aggiunto il seguente:

"Nel ricalcolo della dotazione dei posti letto dovrebbe invece essere inserito, come importante fattore correttivo, attendibile indicatore delle specificità regionali della domanda, il parametro relativo all'occupazione dei posti letto e all'appropriatezza dei ricoveri per singola specialità.". (402)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al decimo capoverso, alla nona riga, dopo le parole "…del 75%," è aggiunto il seguente:

"tale limite non si applica agli Ospedali che hanno una valenza zonale, quali quelli di La Maddalena, Sorgono, Muravera, Isili, che sono situati a più di 30 minuti da altro Presidio Ospedaliero.". (498)

Emendamento sostitutivo totale Masia - Gallus - Cocco - Petrini - Amadu - Bruno - Farigu - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Licandro - Liori - Pacifico - Randazzo Vittorio - Uggias - Vargiu - Contu - Marracini

Emendamento numero 406

L'emendamento numero 406 è sostituito dal seguente:

"Entro 120 giorni dall'approvazione del Pianto la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare sanità, che si esprime entro 15 giorni, approva un proprio provvedimento che stabilisce la ripartizione tendenziale dei posti letto per specialità tra le diverse Aziende sanitarie nel rispetto degli elementi di rimodulazione di cui sopra e a partire dalle esigenze prioritarie dei singoli territori. Tale provvedimento dà l'avvio all'azione di razionalizzazione prevista dal presente Piano". (601)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del decimo capoverso, dopo le parole "...di riferimento.", è aggiunto il seguente:

"Entro sessanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta regionale, sentiti i DG delle ASL e sentita la Commissione Consiliare Sanità, che si esprime entro quindici giorni, predispone un proprio provvedimento che indica in modo tendenziale la rappresentazione quantitativa finale del numero dei posti letto per specialità, per ciascuna ASL e per ciascuna Azienda sanitaria". (406)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al nono capoverso, dopo la nona riga, è aggiunto il seguente:

"della presenza in Sardegna di realtà di eccellenza al di fuori della rete ospedaliera territoriale, con bacino di utenza regionale.". (405)

Emendamento aggiuntivo Pacifico - Frau - Corrias - Barracciu - Orrù

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"In via transitoria, in attesa del completamento e adeguamento delle strutture pubbliche, nella fase di contrattazione aziendale con le strutture ospedaliere private, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, rispondendo a specifiche e riconosciute richieste di domanda sanitaria, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti, sino alla concorrenza di un massimo del 20% della previsione totale di posti letto per DH e post-acuti presente nel Piano per ciascuna ASL con un minimo do 10 posti letto per le ASL interessate.". (142)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla sesta riga, dopo le parole "dovrà attenersi", è aggiunto il seguente:

"previa valutazione di tutti gli atti di programmazione da parte della Commissione Consiliare competente". (408)

Emendamento Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla trentottesima riga, dopo il quarto punto, dopo le parole "..di ospedalizzazione." è aggiunto il seguente:

"Non vanno ovviamente intese come duplicazioni delle specialità tutte quelle risposte sanitarie selettive e/o ultraspecialistiche che si sono fisiologicamente selezionate per garantire una maggior efficienza ed efficacia dell'offerta in risposta al bisogno di salute.". (409)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al dodicesimo capoverso, al termine del quinto punto, alla quarantottesima riga, è aggiunto il seguente:

". Tale tasso del 75% va considerato orientativo e tendenziale nelle strutture dell'ospedalità privata ed in quelle pubbliche prive di P.S., ove andrà invece valutato con attenzione il tasso relativo all'appropriatezza del ricovero ospedaliero e quello relativo alla durata della degenza media per patologia.". (410)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel tredicesimo capoverso, dopo il settimo punto, dopo le parole "..della rete;", è aggiunto il seguente:

"La Giunta Regionale si impegna a predisporre un progetto, da sottoporre al vaglio della Commissione Sanità, che si esprime entro quindici giorni, per garantire specificità ed identità agli Ospedali cosiddetti minori, perché sia salvaguardata la specifica riconoscibilità della risposta sanitaria al cittadino e sia mantenuta elevata la qualità della risposta sanitaria fornita.". (412)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel tredicesimo capoverso, prima del decimo punto, prima delle parole "sviluppare le attività..", è aggiunto il seguente:

"programmare progetti aziendali, per i quali saranno previsti finanziamenti specifici nelle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano, finalizzati a". (413)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, dopo le parole "…di ospedalizzazione." è aggiunto il seguente:

"Per quanto attiene all'Ospedalità privata, entro sessanta giorni dall'approvazione del presente Piano, sentiti i Direttori Generali delle Aziende e la competente Commissione Sanità, che esprime il proprio parere entro quindici giorni, la Giunta regionale presenta un proprio Piano di riorganizzazione dell'Ospedalità privata, che tenga conto dei criteri generali sopra indicati, verificandone la congruità per ciascuna area territoriale e per ciascuna struttura privata". (415)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"Nella successiva contrattazione tra Aziende Sanitarie Pubbliche e soggetti erogatori dell'Ospedalità privata, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti, sino alla concorrenza di uno scostamento massimo in aumento del 20% rispetto alla previsione totale di posti letto per DH e post-acuti presente nel Piano". (416)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"Nella fase di contrattazione aziendale con le strutture ospedaliere private, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, rispondendo a specifiche e riconosciute richieste di domanda sanitaria, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti tratti tra quelli indivisi e assegnati alla disponibilità delle singole AASSLL.". (518)

Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Diana - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 2 del paragrafo 3.3 è prevista l'istituzione di posti letto di PNEUMOLOGIA presso l'ospedale "San Martino" di Oristano. (98)

Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 2 del paragrafo 3.3 è inserita l'istituzione di posti letto di otorinolaringoiatria e chirurgia vascolare presso l'ospedale di San Gavino Monreale. (99)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Nella Tabella 3 - Rete Ospedaliera - Posti letto - Dotazione attuale e fabbisogno tendenziale per Provincia/Azienda Sanitaria, la riga orizzontale "occupazione pl privati (**)" è soppressa. (448)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Nella Tabella 3 - Rete Ospedaliera - Posti letto - Dotazione attuale e fabbisogno tendenziale per Provincia/Azienda Sanitaria, la riga orizzontale "di cui privati (max)" è soppressa. (449)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Il primo capoverso, è sostituito dal seguente:

"Per correggere la dotazione dei posti letto per acuti, in base ai parametri nazionali e alle peculiarità della Regione Sardegna, la Giunta Regionale è autorizzata a sottoporre alla Commissione Sanità, che esprime parere entro quindici giorni, un articolato documento in cui viene ridefinito il numero dei posti letto per ogni specialità, accompagnato da un'analisi di dettaglio per ciascuna specialità che consenta di comprendere le motivazioni che hanno portato alla dotazione finale di posti letto per singola specialità". (443)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il secondo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Entrambe le fasi saranno gestite dalla Giunta Regionale garantendo la massima informazione al Consiglio Regionale che, attraverso la competente Commissione Consiliare, sarà interpellato semestralmente per esprimere il proprio parere di merito sull'avanzamento e sulle prospettive dell'azione di riorganizzazione.". (444)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Va ancora una volta sottolineato come la tendenza "ospedalocentrica" del Sistema Sanitario Sardo è in larga parte legata alla maggior facilità in termini economici e di complessiva organizzazione del sistema di "spostare il cittadino verso l'Ospedale", piuttosto che di "portare la risposta sanitaria verso il cittadino". Sarebbe dunque assai grave sotto il profilo dell'offerta di prestazioni sanitarie e ella garanzia del diritto alla salute se, alla ridefinizione della risposta ospedaliera, non facesse seguito la necessaria quantità di investimenti economici, indispensabile per portare sanità di qualità verso il cittadino, nel suo territorio di appartenenza. E' pertanto assolutamente obbligatorio che le manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano contengano tutte le risorse economiche aggiuntive necessarie al lancio di un vero e proprio "Piano di Rinascita" della sanità sarda, che consenta la infrastrutturazione territoriale ed il radicamento delle nuove offerte sanitarie". (445)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il quarto capoverso, è aggiunto il seguente:

"Sulla base delle considerazioni sopra esposte, entro novanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta Regionale si impegna a sottoporre alla competente Commissione Sanità una attenta ricognizione sull'offerta dei posti residenziali e semiresidenziali extraospedalieri, integrata con quella ospedaliera della post acuzie, divisa per aree territoriali. A tale ricognizione sarà allegata una proposta della Giunta Regionale, sulla quale la Commissione esprime il proprio parere entro quindici giorni, sulla gestione programmata di tale disequilibrio, con il dettaglio degli obiettivi prefissati per Azienda ASL.". (446)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Al settimo capoverso, alla seconda riga, dopo le parole "del Piano,", è aggiunto il seguente:

"che rivestendo il valore di atti complementari alla programmazione, sono sottoposti al preventivo parere della Commissione Consiliare Sanità,". (447)

Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

A pagina 95 dopo le parole "Aziende sanitarie regionali" alla fine del paragrafo, sono inserite le seguenti parole:

"per ciò che riguarda il massimale dei posti letto per il privato della tabella n.3 è prevista, previa motivata richiesta e conseguente autorizzazione, una ulteriore quota di 20 posti letto complessivi di day hospital per Sassari e Oristano e una ulteriore quota massima su base regionale di 60 posti letto finalizzati alla lungodegenza per Ogliastra (10 posti letto), Cagliari, Oristano e Sassari.". (219).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, voi scrivete che l'obiettivo strategico del Piano sanitario è la riorganizzazione della rete ospedaliera, e questo "allo scopo di adeguarla alle reali esigenze dei cittadini". Quindi voi ammettete che si parte da un'esigenza, da un bisogno, e su questo viene ridisegnata la rete ospedaliera. Un po' quello che fa il sarto: ti prende le misure e su quelle taglia e cuce il tuo vestito. Io, invece, ho l'impressione che stiamo percorrendo la strada all'incontrario. Voi partite cioè da un modello, Hub and Spoke, da rigidi parametri nazionali, da obiettivi da raggiungere ad ogni costo ai quali il cittadino, volente o nolente, dovrà adeguarsi.

Perché allora raccontate la storia di adeguare il Piano al cittadino quando è vero il contrario? Sarà il cittadino che dovrà adeguarsi al Piano. Per carità, lungi da me voler criticare il modello Hub and Spoke che è un ottimo modello organizzativo e che certamente ha dato dei buoni frutti in diverse realtà, non soltanto sanitarie. Del resto è stato inserito nel Piano sanitario nazionale 2003-2005 del Governo Berlusconi, ma io sono convinto che non si è pensato alla nostra Isola come modello ispiratore. Perciò, siamo certi che darà gli stessi risultati anche in una Regione speciale come la Sardegna? E quando dico speciale non mi riferisco soltanto alla sua presunta e ormai fasulla autonomia; siamo certi di tutto questo?

Un modello caratterizzato dalla concentrazione dell'assistenza a elevata complessità in centri di eccellenza, i centri Hub, supportati da una rete di servizi, i centri Spoke, cui compete la selezione dei pazienti e il loro invio a centri di riferimento quando una determinata soglia di gravità clinico-assistenziale viene superata, può funzionare in una regione così vasta e con appena 1.655.657 abitanti? Poi spiegherò perché sono stato così preciso sul numero degli abitanti. E del resto i cittadini, mi domando e dovreste domandarvelo anche voi, saranno contenti dei tagli dei posti letto e di tutto il resto?

Vedete, quando Prodi è stato contestato ha detto che quelle stesse persone che lo contestavano un giorno lo avrebbero ringraziato. Allora io mi chiedo: quanto tempo dovrà passare prima che i sardi possano dire grazie all'assessore Dirindin o, più semplicemente, per sapere finalmente che fine faranno, ad esempio, i nostri piccoli ospedali? Piccoli ma determinanti e assolutamente importanti nell'economia sanitaria di una realtà che non è l'Emilia-Romagna e non è il Piemonte.

Perché se è vero quello che dice il Piano sanitario nazionale, lo ribadite anche voi, che un ospedale piccolo sotto casa non è più una sicurezza, è anche vero che in Sardegna un ospedale a 30-40 chilometri non si può propriamente considerare un ospedale sotto casa. E tornando agli obiettivi: attualmente in Sardegna abbiamo 7824 posti letto con una media di 4,7 posti letto per 1000 abitanti e dobbiamo scendere, entro il 2007, ad una media di 4,5 posti letto per 1000 abitanti, almeno questo è quello che ci impone l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.

Quella stessa Intesa prevede una maggiorazione (non ho ancora ben capito il perché) del 5 per cento in quelle regioni condizionate da particolari condizioni demografiche. Quindi chiedo se la Sardegna corrisponde a questo requisito. Inoltre, io non so se voi siete sicuri dei vostri conti, perché voi dite che in base al parametro di 4,5 posti letto per 1000 abitanti il fabbisogno stimato è di 7425 posti letto, ma se noi prendiamo come numero di abitanti la cifra che voi indicate nella relativa tabella, cioè 1.655.677 abitanti, e facciamo il rapporto di 4,5 per mille, il fabbisogno di posti letto diventa 7450, cioè 25 in più dei 7425 da voi indicati. Allora io mi chiedo: questa cifra da dove viene? E' molto semplice: se gli abitanti della Sardegna, arrotondando la cifra, diventano 1.650.000 abbiamo il dato di 7425. Quindi o avete sbagliato nell'indicare il totale degli abitanti della Sardegna o avete sbagliato il calcolo dei posti letto e ne stiamo perdendo 25! Se poi calcoliamo l'incremento del 5 per cento previsto, appunto, dall'Intesa Stato-Regione arriviamo alla cifra di 7825,5 del fabbisogno, cioè appena un letto di una piazza e mezzo rispetto alla situazione attuale che è, appunto, 7824.

Se poi mi fermo alle pagine 83-84 del Piano crollano anche quelle poche certezze che avevo in questo rincorrersi dei numeri. Voi scrivete infatti che, con riguardo alla dotazione complessiva dei posti letto ospedalieri, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale, l'obiettivo diventa quello di pervenire a 7102 posti letto complessivi, di cui 6075 per acuti e 1027 post acuti; un obiettivo ribadito anche nella tabella numero 3 dove accanto al numero complessivo degli abitanti, 1.655.677, vengono raffrontati i posti letto attuali, 7824, a quelli relativi al fabbisogno tendenziale pari non più a 7425 ma a 7102. E questo dato, 7102, però corrisponderebbe al parametro non più del 4,5 ma del 4,3, cioè in Sardegna ci poniamo l'obiettivo di superare anche gli standard nazionali. Ma i conti proprio non tornano neanche in questo caso!

Non ero il primo della classe in matematica, ma due conti ancora li so fare. Infatti, se io prendo come parametro il 4,3 e come numero di abitanti 1.650.000 tondi, arrotondando in basso, il numero complessivo dei posti letto diventa 7095; se considero invece quasi 6000 abitanti in più i posti letto diventano 7119. Quindi non capisco da dove arrivi la cifra di 7102. Stesso discorso per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione. Noi nel 2005 registriamo un tasso di ospedalizzazione pari a 223 ricoveri per mille abitanti che non è certamente un dato reale perché risente, almeno in parte, della impropria registrazione dei singoli accessi alla degenza diurna come ricovero ordinario. E così arriviamo alla media di 211 che è sempre superiore alla media nazionale di 180. E meno male che in questo caso abbiamo tempo fino al 2010, ma per conseguire questo obiettivo noi dobbiamo potenziare le attività alternative e diminuire i ricoveri impropri. Ma come? Qui si accenna appena a dei generici accordi con i medici di base, attraverso operazioni di monitoraggio che assomigliano tanto ai famosi controlli sulla prescrizione dei farmaci antiulcera di recente memoria, oppure allo sviluppo dell'assistenza territoriale, sviluppo dei ricoveri in day hospital o day surgery. E' troppo generico questo per non essere condivisibile.

Io offro una possibile soluzione: formazione vera dei medici di pronto soccorso, spesso neolaureati e senza la sufficiente preparazione per affrontare casi delicati e le emergenze. Nel dubbio infatti ricoverano in corsia poi…

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'adeguamento della rete ospedaliera alle reali esigenze dei cittadini, garantendo appropriatezza e qualità ma evitando duplicazioni, è la finalità principale individuata nel terzo capitolo della Parte seconda del Piano sanitario. Un capitolo, dunque, particolarmente importante per i cittadini in quanto parlare di razionalizzazione senza tenere conto dei bisogni corrisponderebbe soltanto a rafforzare i disequilibri del sistema e a penalizzare chi, non avendo conoscenze e mezzi finanziari, è costretto a mettersi in fila e aspettare che prima o poi qualcuno possa ascoltarlo.

Sono noti a tutti gli episodi, talvolta anche clamorosi, di ritardato o mancato ricovero per assenza di posti letto negli ospedali; e quando si parla di rete ospedaliera si parla prioritariamente di posti letto, compresi quelli nei corridoi per soprannumero che, ovviamente, sarebbe necessario eliminare. Come ho fatto osservare anche nel precedente intervento, ritengo - da socialista che ha fiducia nella sanità pubblica - un preoccupante dato negativo la riduzione dei posti letto a Cagliari tenendo conto del bacino di utenza che gravita sul capoluogo della Regione. Ho fatto l'esempio dell'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani, addirittura cancellato, rilevando che una società avviata verso un progressivo e inesorabile invecchiamento dovrebbe forse disporre di maggiori risorse proprio nelle strutture nate per la prevenzione e cura delle persone non più giovani.

Presidente, le chiedo scusa, ma gradirei che ci fosse una maggiore attenzione; è tutto il giorno che aspettiamo di poter lavorare ma, francamente, c'è molto chiasso in Aula ed è difficile portare avanti un ragionamento.

Quindi, dicevamo, che l'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani dovrebbe essere invece valorizzato e avere, forse, anche maggiori risorse. Penso , e sono certa, che l'emendamento numero 8 presentato dal collega Ibba e riformulato nell'emendamento all'emendamento numero 597, sottoscritto anche dalla collega Mariuccia Cocco, sarà accolto dall'Aula.

Ritengo inoltre, per dissolvere qualunque dubbio e incertezza, che debbano essere definiti i termini anche temporali del ruolo dell'ospedale SS. Trinità e dell'ospedale Marino in attesa del nuovo presidio ospedaliero policentrico. L'emendamento 221, di cui è prima firmataria l'onorevole Cocco, precisa che l'ubicazione del nuovo ospedale garantirà la massima fruibilità. E' un aspetto molto importante considerando i problemi logistici, viari e infrastrutturali che hanno per esempio caratterizzato la vita del Policlinico universitario con sede a Monserrato, ancora oggi troppo difficile da raggiungere per molti cittadini se non altro per la carenza dei servizi di trasporto e per gli orari limitati, specialmente nella fascia serale e festiva, dei mezzi pubblici. Le difficoltà di traffico hanno determinato, in più di un caso, gravi pericoli addirittura per la vita dei pazienti quando, non essendo stata attivata la rianimazione, le autoambulanze sono rimaste talvolta bloccate nel tentativo di raggiungere l'ospedale Brotzu. Quindi, il traffico ha avuto un ruolo talvolta determinante in circostanze veramente delicate.

Penso comunque che si debbano definire i tempi di realizzazione della nuova struttura in modo meno approssimativo, visto che il riferimento attuativo del Piano sanitario per questa nuova struttura medico sanitaria è ben più lontano dal limite temporale dei tre anni previsto da questa programmazione. E' possibile - chiedo all'assessore Dirindin e al relatore Nazareno Pacifico - ipotizzare quando si procederà con l'individuazione dell'area, della fase di progettazione e dell'avvio dei lavori, in modo che si possa ipotizzare, con un certo margine di approssimazione, la conclusione dei lavori del nuovo ospedale? Non vorrei, visti i numerosi progetti degli anni passati che hanno trovato una concretezza assai dilatata nel tempo o che si sono appunto sviluppati in tempi biblici, che questi tempi compromettessero proprio sul nascere, negandola nei fatti, questa importante iniziativa.

Le mie preoccupazioni, che nascono proprio da ciò che avverrà nel futuro prossimo del "Marino" e del "SS. Trinità", sono quelle dei cittadini e degli operatori attualmente impegnati nei presidi. Penso, infatti, alle condizioni psicologiche, ma soprattutto logistiche e delle attrezzature, con cui dovranno lavorare nel frattempo gli operatori degli ospedali che dovranno essere superati con la nuova struttura. Si deve, infatti, tenere in considerazione che nel frattempo il "Marino" e il "SS. Trinità" dovranno continuare a offrire prestazioni di qualità nell'interesse dei cittadini e, contemporaneamente, evitare che subiscano un degrado.

Il discorso vale in particolare per il "SS. Trinità" in quanto quest'ultimo è stato sottoposto, con ingenti investimenti, a diversi interventi di ristrutturazione. Basti pensare al percorso sotterraneo per collegare i padiglioni, iniziato - a quanto mi risulta - ma non ancora concluso, comunque rimasto sospeso e alle nuove opere edilizie che sono state realizzate, senza contare tutti i lavori necessari per adattare queste strutture alle norme di sicurezza.

Mi permetto però di segnalare anche un errore materiale, che in sede di coordinamento del testo deve essere rivisto e corretto, relativo alla tabella sostitutiva di quella di pagina 92 del Piano. Nel conteggio finale del fabbisogno tendenziale regionale non si è tenuto conto dell'incremento di due posti letto di farmacologia clinica. A proposito della tabella vorrei anche sapere come si concilia la cancellazione di quelli che appaiono dei posti teorici a disposizione della cardiochirurgia pediatrica con l'emendamento numero 147, di cui è primo firmatario il relatore, l'onorevole Nazareno Pacifico, nel quale si afferma il rafforzamento della risposta in cardiologia pediatrica al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extraregionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale.

Come è noto esiste un serio problema sulla cardiochirurgia pediatrica e quindi è opportuno un chiarimento anche su questo punto e non sarebbe male indicare l'esatto numero di posti letto per i bambini che hanno bisogno di interventi di cardiochirurgia. Si eviterebbero così davvero i viaggi fuori dall'isola e il ricorso a professionalità, talvolta straniere, che spesso vengono in Sardegna a operare gratuitamente.

Poi rivolgo un auspicio, e chiedo un attimo di attenzione da parte del Presidente, relativamente ai lavori del Consiglio. Intanto mi auguro che si possa sapere a che ora abbiamo intenzione di concludere i lavori stasera e quali parti verranno esaminate nella seduta odierna; auspico inoltre che si eviti di andare a una seduta notturna e prego il Presidente, l'intera Aula, i Capigruppo di procedere con i lavori diurni in modo tale che di notte si possa riposare e, di conseguenza, lavorare più serenamente durante le ore del mattino e del pomeriggio anche perché ci aspetta un altro periodo di superlavoro, quello relativo alla Statutaria, e non vorrei che arrivassimo in stato confusionale al punto da non sapere neppure esattamente di che cosa stiamo parlando.

È un auspicio che penso possa essere accolto soprattutto per consentire a ciascuno di noi di lavorare con serietà, con avvedutezza e con quella serenità necessaria per affrontare argomenti che sono davvero difficili, impegnativi e che richiedono una particolare attenzione e cura in ogni aspetto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, tra gli obiettivi definiti strategici per questo Piano sanitario vi è sicuramente quello della riorganizzazione della rete ospedaliera sarda; un obiettivo ammirevole se visto nell'ottica di raggiungere una maggiore efficienza e qualità nei servizi ma che si scontra con l'attuazione di una riorganizzazione che si basa sullo smantellamento di parti significative della rete sanitaria sarda esclusivamente per il raggiungimento di parametri specifici, avulsi però dal contesto e dalla nostra peculiarità regionale.

L'idea di pervenire ad una ridistribuzione territoriale strettamente legata e blindata esclusivamente ad un rapporto tra posti letto e abitanti, così come è stata partorita in questo Piano sanitario, appare di difficile attuazione anche in relazione allo stato di generalizzato abbandono in cui versa la nostra sanità. La volontà di continuare in quello sfiancante muro contro muro, nelle logoranti sedute notturne, non nasce dalla necessità di dare battaglia a questo PSR esclusivamente perché elaborato dalla Dirindin o da Soru, ma si riassume nell'unico interesse di questa opposizione di battersi per una sanità giusta, per una sanità di tutti e per tutti, ma soprattutto per una sanità realmente efficiente, capace di dare risposte ai cittadini di tutta la Sardegna.

I segni di collaborazione, di dialogo emersi nella settimana passata dimostrano che quando c'è la reale volontà di collaborare, quando la maggioranza si rende disponibile ad un confronto sereno sui contenuti, si può efficacemente lavorare per rendere migliore questo Piano sanitario regionale. Personalmente ritengo che questo non sia un Piano sanitario tutto da buttare ma, sicuramente, sia un Piano sanitario migliorabile e da migliorare anche cogliendo il contributo, gli spunti contenuti negli emendamenti proposti e che possono trovare sintesi nel confronto in Aula.

Oggi abbiamo una sanità lasciata a se stessa, con una cronica carenza di personale specializzato, di infermieri, di servizi essenziali, con strutture ospedaliere obsolete, abbiamo delle liste d'attesa che si perdono nella notte dei tempi e molto spesso, come ricordava il collega Vargiu, bisogna ricorrere all'intercessione di qualche amico per poter fare una visita in tempi accettabili. A questo proposito penso che molti colleghi siano stati in qualche misura contattati al fine di porre la loro buona e autorevole parola per sveltire un processo che, invece, dovrebbe agilmente concludersi in tempi ragionevoli per tutti.

Ebbene, colleghi, questo non deve più accadere, abbiamo bisogno di un sistema sanitario di livello, di presidi ospedalieri in linea con i più moderni standard qualitativi e quantitativi che non possono soggiacere a elementi valutativi collocati al di fuori del contesto sociale, economico e territoriale rispetto al quale sono inseriti; in Sardegna c'è bisogno di una sanità che possa contare su risorse certe da utilizzare non soltanto dal punto di vista dei costi gestionali, ma anche e soprattutto in termini di investimenti da impiegare nella modernizzazione delle strutture ospedaliere, in tecnologie e in qualità di servizi.

In passato abbiamo assistito alla formazione di uno squilibrio tra le province sarde che non può essere però appianato applicando logiche contabili che mal si addicono al delicato sistema sanitario sardo. Colleghi, ognuno di noi qui in Aula è espressione di una provincia, di un territorio, di alcune specificità ed oltre a rappresentare gli interessi dell'intera Regione è portato, anche e necessariamente, a salvaguardare le istanze che provengono dalla sua realtà territoriale.

La Gallura, la provincia dalla quale come tutti sapete provengo, è stata da sempre marginalizzata sotto il profilo dell'assistenza sanitaria e dei servizi medici in genere. L'impegno profuso dal Piano per proporzionare e riqualificare la capacità ricettiva ospedaliera, aumentare e diversificare la qualità dei servizi appare in questo caso lodevole e ampiamente condivisibile. In questa provincia infatti la dotazione di posti letto per 1000 abitanti è nettamente inferiore a quella di tutte le altre realtà isolane, qui abbiamo una popolazione residente di circa 140.000 abitanti ai quali si aggiungono i 5 milioni di presenze ufficiali nei mesi estivi; una realtà complessa, in continua evoluzione, che ha disatteso in termini di crescita tutti i più importanti studi previsionali fatti negli anni e che per il particolare incremento avuto, per le proiezioni future, necessita di appropriati e adeguati presidi ospedalieri.

Grazie alla riorganizzazione della rete ospedaliera inserita in questo Piano, il nostro territorio potrà finalmente fare nel campo sanitario quel salto di qualità tanto auspicato ed atteso e che proprio per questo non può venire da alcuno e in nessun modo ostacolato. Il nuovo ospedale cittadino di Olbia, frutto di una volontà della Giunta Pili, dell'allora assessore Oppi e del qui presente amico Roberto Capelli, cui si è aggiunto il contributo nel segno della continuità anche dell'attuale Giunta, oggi inizia a diventare una importante realtà per noi; così come deve essere accolta positivamente la nascita del centro privato "San Raffaele" che sarà in grado di integrare l'offerta ospedaliera pubblica della provincia con la presenza congiunta di attività specialistiche altamente caratterizzanti.

La realizzazione di una struttura privata sarà utile all'ampliamento dei servizi alla luce di una competizione sana, orientata al miglioramento generale della qualità del sistema sanitario; così come nel quadro di una riqualificazione ottimale dell'offerta ospedaliera gallurese, tenendo conto anche delle caratteristiche demografiche, economiche e dei flussi turistici, si inseriscono il presidio di Tempio e il presidio ospedaliero di La Maddalena, comune quest'ultimo che per la sua connotazione di isola nell'isola ha la necessità di mantenere e migliorare la sua offerta sanitaria.

Giustamente però, colleghi, ragionando sull'intera dimensione regionale occorre muovere a questo Piano sanitario alcune puntuali critiche. Se Olbia e la Gallura infatti possono, dopo anni di lunghe attese e pellegrinaggi, finalmente sorridere, il resto della Sardegna piange lacrime amare e io, nonostante non nasconda la soddisfazione per il territorio dal quale provengo, ho l'obbligo istituzionale di rimarcare le forti preoccupazioni per il ridimensionamento di centri nevralgici come quelli di Cagliari e Sassari.

Infatti mentre in Gallura si perviene ad un notevole riequilibrio nel rapporto posti letto abitanti, togliendo la città e l'intera provincia da una situazione di isolamento per collocarla in linea con il resto del territorio regionale, altre importanti strutture ospedaliere, punti di riferimento per l'offerta sanitaria regionale, rischiano di subire drastici ridimensionamenti.

Quei poli sanitari, che potremmo definire di eccellenza nel panorama sanitario sardo, non possono finire sotto la cimosa del presidente Soru, ma vanno difesi e salvaguardati anche in riferimento alla stretta correlazione con le strutture universitarie specifiche, che lì sono presenti e che saranno così in grado di canalizzare compiutamente quei vettori altamente qualificati, che oggi sono in grado di formare. Per questo, colleghi, lo ripeto affinché sia ben chiaro, non dobbiamo commettere l'errore di farci la guerra tra poveri. La riorganizzazione della rete ospedaliera gallurese non può essere motivo di scontro, passatemi il termine, di invidia, poiché chiunque, soffermandosi un attimo con attenzione, non potrà che convenire che la situazione dei presidi ospedalieri in quel territorio è da sempre, e non me ne voglia nessuno, da Terzo mondo.

Ma, nello stesso tempo, a gran voce, dobbiamo impedire che importanti poli sanitari vengano ridimensionati o addirittura cancellati. Al contrario, dobbiamo creare le condizioni affinché tutti i territori dotati di presidi sanitari, dalla Gallura al Sulcis-Iglesiente, siano messi in rete con gli altri importanti poli sanitari di eccellenza, superando i confini amministrativi e morfologici di una regione che ha i nostri limiti e le nostre caratteristiche.

Quello che manca, colleghi, per operare una concreta riorganizzazione della rete ospedaliera isolana, è una forte azione di rilancio della nostra sanità che consenta, con le dovute risorse economiche, di avere finalmente una sanità efficiente ed adeguata alle esigenze dei cittadini sardi. I sardi oggi, Presidente, pretendono…

PRESIDENTE. Onorevole Sanciu, il tempo a sua disposizione è terminato. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, il collega Sanciu ha esordito dicendo di condividere in gran parte il contenuto del Piano sanitario regionale. Io, collegandomi al suo ragionamento, direi che condivido in gran parte il suo intervento esclusa la parte iniziale alla quale vorrei però collegarmi per ricordare ai colleghi che dopo gli obiettivi di salute, che abbiamo avuto modo di approfondire in maniera significativa in Aula, nonché in Commissione, abbiamo esaminato la parte relativa alla prevenzione, all'organizzazione del distretto, imperniato su un concetto di deospedalizzazione, per trattare quindi il nucleo ospedaliero. Si dice che bisogna deospedalizzare, ma è altrettanto vero che è necessario organizzare, qualificare o riqualificare l'offerta ospedaliera.

La parte che viene dedicata alla rete ospedaliera è una parte centrale e ben approfondita del Piano; e uno degli aspetti peculiari, è il decentramento territoriale. Quindi, provincia per provincia, azienda per azienda, abbiamo un esame particolareggiato delle singole realtà e a ciascuna realtà in considerazione della popolazione, delle caratteristiche generali e particolari, delle attività produttive che su quel territorio si sono sviluppate, vengono attribuiti i posti letto e le specialità, in questo caso tenendo conto delle affezioni che, in maniera diffusa, caratterizzano il nostro territorio.

In tal senso, va evidenziato il riconoscimento a tutte le aziende sanitarie della specialità di oncologia, data la diffusione che anche nella nostra Sardegna hanno le malattie oncologiche. La riorganizzazione della rete avviene attraverso dodici indirizzi. In primo luogo la diffusione delle singole discipline nelle singole realtà; l'organizzazione attraverso un modello Hub and Spoke, ovvero raccordo tra centri di riferimento regionali e periferici; superamento delle duplicazioni ritenute non necessarie che esistono sia al nord che al sud, duplicazioni che, se eliminate, consentono di spostare risorse economiche e umane verso altri settori più scoperti, per non dire carenti.

Viene fatta, colleghi, una distinzione fondamentale tra posti letto per acuti e posti letto per post-acuti che consente una specializzazione dell'attività sanitaria, e anche una differenziazione significativa dei costi che graveranno sicuramente in misura minore sulle casse della Regione. Tra gli altri indirizzi vi sono poi la riconversione degli ospedali minori in strutture a bassa intensità assistenziale; la istituzione del modello dipartimentale; la giusta considerazione della degenza diurna; lo sviluppo dell'attività ambulatoriale programmata, dell'osservazione breve e dell'assistenza domiciliare.

Ma, soprattutto, credo che questo Piano si caratterizzi per essere modulato sulla Sardegna, sulle caratteristiche delle diverse zone che la compongono. Poc'anzi, abbiamo discusso in Commissione una serie di emendamenti che riconoscono, ad esempio, alle isole minori: La Maddalena, San Pietro e Carloforte, la loro specificità di essere "isola nell'isola" e, quindi, la necessità di avere un riconoscimento particolare in termini di assistenza e di risorse, sia umane che tecnologiche.

Ciò di cui ci dobbiamo convincere, colleghi, è che complessivamente stiamo creando le condizioni per il raggiungimento in diversi tempi, a breve e a medio termine, di obiettivi che rappresentano una risorsa per l'intera Sardegna; questo significa la valorizzazione delle territorialità, anche se decentrate rispetto ai centri di riferimento oggi individuabili in Cagliari e in Sassari. E di questo ci dobbiamo convincere.

Un altro elemento positivo per l'intera Sardegna sarebbe rappresentato, ad esempio, dal rapporto virtuoso che potremmo instaurare con l'ospedalità privata; in questo senso viene prevista, all'interno del Piano, la realizzazione del "San Raffaele" sardo. Siccome di questo si è avuto occasione di parlare, non sempre in maniera chiara ed esplicita, vorrei spendere due parole per dire che quest'Aula, ma la Sardegna intera, si devono convincere dell'importanza di questa scelta. Eminenti personalità, anche della politica, hanno scelto il "San Raffaele" come luogo di cura o in cui effettuare analisi e accertamenti sanitari. Questo avrà un senso! Lo deve avere soprattutto se pensiamo che allocare questa struttura in Sardegna può comportare anche una riduzione dei costi che il sistema sanitario sardo sostiene per i ricoveri all'esterno e che, per quanto riguarda il "San Raffaele", possono essere definiti nell'ordine di 10 milioni di euro all'anno. Convinciamoci, colleghi, che si tratta di una risorsa, così come è una risorsa il "Brotzu". Anche per il "Brotzu" si chiedono delle attenzioni particolari considerando che è un'azienda che, seppure situata a Cagliari, si pone al servizio dell'assistenza sanitaria, assistenza di qualità, dell'intera Sardegna. Quindi attraverso questi interventi potremo sicuramente avere una sanità migliore, nel suo complesso.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mario Bruno, che aveva chiesto congedo, è ora presente in Aula; pertanto il congedo si intende revocato.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la parte del Piano in discussione ha sicuramente richiesto, anche fuori da quest'Aula, il maggiore impegno in termini di dibattiti, di confronti e qualche volta di incomprensioni. Non è un caso che questo sia successo ma, finalmente, all'interno della Commissione allargata si è creato un clima di confronto che non significa possibilità di raggiungere un accordo su tutto (ovviamente ci sono tante cose su cui filosoficamente siamo divisi, allora su quelle non c'è l'obbligo di raggiungere un accordo), semplicemente la minoranza ha l'obbligo di segnare la diversità della posizione, ma non ci può essere né la pretesa dell'accordo né la pretesa da parte nostra di convincere voi di cose di cui non siete convinti, però è fondamentale che ci sia il confronto. Quel confronto che non c'era stato in altre circostanze e al quale voi finalmente avete acceduto in una sede, ugualmente istituzionale e simile all'Aula, che ci consente di verificare gli uni con gli altri le diversità di ragionamento.

La prima delle cose di cui vi abbiamo chiesto ragione, colleghi, è la famosa tabella di pagina 91 con la quale avete ridefinito il numero dei posti letto per specialità. Io comprendo che molti dei colleghi dopo giorni e giorni di dibattito sui temi della sanità prestino scarsa attenzione; attenzione che in ciascuno di noi, soprattutto su cose non attinenti la propria professionalità, alla fine cala. Però la tabella in cui sono previsti i posti letto per specialità, sfido un consigliere di maggioranza che non si occupa di sanità a verificarlo, è veramente difficile da comprendere per chiunque perché sostanzialmente voi prima dite: "In Sardegna abbiamo questi posti letto per ciascuna specialità", poi dite: "Nella Penisola, al cui parametro di riferimento ci dovremmo adeguare, per questa specialità i posti letto previsti sono altri"; quindi noi c'aspetteremmo nella tabella la previsione dei posti letto secondo i parametri nazionali. Invece, non scrivete quel numero di posti letto, ma sulla base di una serie di considerazioni che sono note a voi, forse a qualcuno di voi voglio dire, ma non sono note a nessun altro in quest'Aula, avete riscritto un fabbisogno che è completamente diverso da quello che discenderebbe dai parametri che voi stessi ci proponete di adottare.

Sostanzialmente, la tabella dei posti letto per specialità è arbitraria. Non arbitraria nel senso negativo del termine, cioè che io sospetti, magari voi lo fareste, che ci siano chissà quali poteri occulti dietro i numeri che avete scritto, ma perché non c'è nessuna spiegazione sulla fonte di provenienza di questi numeri. Se fossimo a "Bucce di banana" su questo faremmo qualche sottolineatura specifica.

Quindi, la vostra disponibilità emerge dal confronto, nel senso che se non ci fosse stato confronto difficilmente molti di voi sarebbero stati disponibili ad un ulteriore passaggio in Commissione al fine di comprendere meglio quali sono i punti di riferimento sulla base dei quali ci state proponendo la riorganizzazione. Colleghi, credetemi, è una questione di buon senso; e quante ore di lavoro inutile sarebbero state risparmiate a quest'Aula se il buon senso fosse stato esercitato prima d'ora.

Quindi, colleghi, ricordiamoci (io lo ricordo per quanto compete la mia parte politica, voi fate lo stesso se è possibile per la vostra), ricordatevi che il confronto consente, quanto meno, ad ognuno di noi di capire le posizioni dell'altro. Consente quanto meno di sapere quanto, nelle posizioni dell'altro, c'è di rigidità ideologica, quanto c'è di convenzione specifica, quanto c'è di valutazione pragmaticamente sostenuta; quindi ognuno di noi può capire quali margini di trattativa consentano le posizioni dell'altro. Chiaramente non intendo una trattativa da mercato di San Benedetto, ma la politica è, comunque, il raggiungimento di un punto di interesse generale quale mediazione di interessi legittimi. Le valutazioni non hanno mai un'unica faccia, come le medaglie hanno sempre due facce, e nel ragionare tra sostenitori di facce differenti della stessa medaglia si riesce ad avere una sintesi che ovviamente sarà totalmente sbilanciata verso le posizioni politiche di chi governa, ma non potrà non tenere conto del lavoro fatto da parte di chi, comunque, all'interno di quest'Aula, rappresenta una parte sociale importante di quest'isola.

Devo dire, poi, che all'interno del ragionamento su questa Parte seconda rimangono aperti altri due importanti problemi. Il primo riguarda le fonti di finanziamento; infatti noi nei primi emendamenti presentati a questa parte vi poniamo di fronte all'esigenza di dover dichiarare, in maniera non equivoca, se l'obiettivo a cui voi mirate è quello del pareggio di bilancio o è quello di fornire prestazioni sanitarie. Non che i due obiettivi siano sicuramente inconciliabili tra di loro, è possibile che voi ci dimostriate che c'è una conciliabilità tra questi due grandi obiettivi; però oggi, a noi della minoranza, sicuramente i due obiettivi sembrano divaricati. Ci sembra cioè che il vostro ossessivo ritornare sulle problematiche dei finanziamenti, in maniera riduttiva rispetto al finanziamento stesso, si traduca inevitabilmente in una riduzione dei livelli di assistenza per i sardi.

Noi iniziamo allora a chiedervi se è possibile pensare di riuscire a raggiungere qualcuno dei tanti obiettivi del Piano, con un incremento di risorse per la sanità, negli anni di vigenza del Piano, pari a quel 2 per cento che è lo scostamento nazionale annuo preventivato dalle manovre nazionali. Io credo che sia necessario, per cambiare il sistema della sanità regionale, uno sforzo economico importante che si traduca in infrastrutture tecnologiche, in nuove strutturazioni edilizie, in nuove risorse umane dedicate, nella stabilizzazione dei precari che noi, cari colleghi della Rifondazione Comunista, vi abbiamo segnalato in tempi non sospetti attraverso gli emendamenti al Piano; interventi che, senza le risorse economiche dedicate, ben difficilmente possono essere fatti.

Un terzo argomento riguarda l'ospedalità privata. Noi sappiamo perfettamente che la vostra posizione è quella di privilegiare le strutture pubbliche, e devo dire che la condividiamo. Ma, nel dirvi che la condividiamo, vi segnaliamo, ma voi avete già parzialmente rettificato con un vostro emendamento, che in tema di ospedalità privata vi siete dimenticati dei posti relativi sia al day hospital che alla lungodegenza. Poichè i posti letto dell'ospedalità privata, questo ragionamento va sottolineato, a differenza dei posti letto dell'ospedalità pubblica hanno costo zero, perché i tetti di bilancio sull'ospedalità privata sono imposti dal budget, quindi che una struttura abbia 100, 50, o 120 posti letto il suo budget è comunque consolidato, vi chiediamo, nella fase di transizione, di non avere pregiudiziali ideologiche e, quindi, di badare a ciò che risulta virtuoso per il paziente: l'integrazione tra pubblico e privato. Infatti, soprattutto per quanto riguarda i post-acuti e la riabilitazione, l'ospedalità privata può offrire un supporto fondamentale nella risposta al bisogno di prestazioni sanitarie del cittadino.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi e colleghe del Consiglio, signor Assessore, è in discussione uno dei punti cardine di questo Piano: la rete ospedaliera; l'impegno a trovare delle soluzioni potrebbe far pensare di fare di ogni necessità virtù, ma non ci sembra che la discussione, per come si è svolta prima in Commissione e soprattutto in Aula, ci consenta questa direzione. Non si può infatti ricondurre la pianificazione della rete ospedaliera ai dettami delle Conferenze Stato- Regioni, soprattutto la disponibilità alla discussione e al confronto non può portare a operare delle scelte prive di un filo logico, impostate solo su base ideologica. Per poter eventualmente condividere una pianificazione della sanità che sia rispondente alle esigenze dei nostri territori si ha necessità di capire meglio se vogliamo favorire in particolare il processo di deospedalizzazione che è tra le linee guida di questo Piano. Un Piano che presuppone un allineamento agli obiettivi e ai dettami del Piano sanitario nazionale entro un determinato periodo, cioè entro il 2010.

Se però verifichiamo i dati che voi riportate nel Piano vediamo che nel parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti (comprese riabilitazione e lungodegenza post-acuzie), noi dovremmo rientrarci fin dal 2007. Ma abbiamo dimenticato, e questo è stato oggetto di lunga discussione in Commissione, che noi dobbiamo difendere il diritto, sancito nell'accordo Stato-Regioni, alla maggiorazione della dotazione del 5 per cento, e non oltre, in rapporto alle diverse condizioni demografiche delle regioni.

Non possiamo accettare che nella nostra Isola non si adottino dei parametri rispondenti alle peculiarità (geomorfologiche, demografiche, viarie) dei nostri territori. Su questi temi, l'abbiamo detto e continueremo a dirlo, c'è ancora da lavorare perché gli interventi che si stanno predisponendo hanno bisogno o di un tempo più lungo per l'applicazione oppure dell'utilizzo di quel 5 per cento nel tempo che porti strategicamente a verificare di anno in anno, come richiesto, l'attuazione di questo Piano.

Vista anche la posizione assunta dall'Assessore, rispetto al raggiungimento degli obiettivi di sistema, noi chiediamo (siamo coscienti del fatto che sia sentita questa necessità anche da parte della maggioranza) verifiche sullo stato di attuazione del Piano stesso; un Piano di cui non conosciamo la copertura finanziaria, la dotazione di risorse relative alle nuove tecnologie e alle nuove strutture. A fronte di una pianificazione che prevede il ridisegno della rete ospedaliera, ma soprattutto la cancellazione di ospedali a Cagliari e Sassari, è sacrosanto avere anche tutte le informazioni relative alle risorse che si mettono in campo, non solo nel prossimo bilancio annuale della Regione sarda ma anche nel bilancio triennale. Non possiamo pensare di arrivare alla definizione di questi aspetti del Piano senza aver avuto la possibilità di verificare la disponibilità di risorse a questo destinate nel bilancio e nella legge finanziaria 2007.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CONTU.) Credo che questo discorso vada fatto in riferimento alle nuove strutture che si prevede di realizzare. Noi diciamo che è facile dismettere, che è facile riconvertire alcune strutture (prevista cancellazione di certa ospedalità cagliaritana, realizzazione dell'ospedale di San Gavino ospedali di comunità e altro) senza sapere con quali risorse intendiamo promuovere queste azioni.

Un altro aspetto, ancora tutto da chiarire, poi lo verificheremo nel corso della discussione, è quello del parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti, per cui dovremmo avere 7425 posti letto effettivi; dalla tabella relativa emerge invece che la disponibilità complessiva è pari a 7102 posti letto di cui 6075 per acuti e 1027 per post acuti. Allora, anche la matematica, soprattutto la matematica, impone che ci sia una….

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ho il dovere di informare l'Assemblea che, in riferimento alla seduta di giovedì 11 gennaio nel corso della quale tolsi la parola all'onorevole Dedoni, ho potuto constatare rileggendo gli interventi dei consiglieri che tutti si sono discostati dall'argomento in discussione. Mi scuso quindi con l'onorevole Dedoni (è capitato a lei, poteva capitare a chiunque altro), ma ribadisco la necessità da parte di questa Presidenza di richiamare, quando è necessario, i colleghi al rispetto delle norme regolamentari che ci siamo dati e che tutti conosciamo. Fatta questa precisazione, che spero chiuda quella breve parentesi, mi auguro che non si ripeta una situazione di questo genere.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al

Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche io ritengo che siamo arrivati al capitolo più importante, perlomeno il più impegnativo, del Piano sanitario regionale. Un capitolo impegnativo, difficile e sul quale abbiamo fatto un duro lavoro, perché mettere mano ad una problematica così delicata, dopo vent'anni in cui la sanità nella nostra Regione è cresciuta un po' a macchia di leopardo, con molte disparità tra territori e territori, è stata certamente un'operazione difficile. E tanto più difficile, vorrei ricordarlo anche all'onorevole Licandro, che non è in Aula in questo momento, perché questo problema, che noi stiamo affrontando oggi, dopo 20 anni, probabilmente si sarebbe potuto affrontare almeno 6-7 anni fa, evitando quindi che i problemi continuassero ad aggravarsi. Però io ho la certezza, e lo dico con molta serenità, che se voi aveste affrontato il problema a tempo debito, l'avreste affrontato esattamente come noi lo stiamo affrontando in questi giorni.

Indubbiamente, diceva il collega Vargiu, ci dividono molte cose; però io credo che alla base di questo immenso lavoro, che è stato fatto per arrivare finalmente a varare un Piano sanitario regionale, non ci siano sicuramente motivazioni ideologiche. Ci sono differenze, sicuramente, ed è inevitabile che ci siano, ma non sono di natura ideologica. Non abbiamo voluto forzare la mano, abbiamo applicato parametri di riferimento nazionali, non li abbiamo inventati noi, che altre Regioni hanno già applicato. E, altra cosa importante, puntiamo ad arrivare a questi risultati non dopo domani, a Piano approvato, ma gradualmente, senza strappi; e questo vale per il pubblico quanto per il privato.

Non c'è dubbio che in questo Piano noi abbiamo voluto privilegiare il pubblico, ma questa mi sembra una scelta legittima; quello su cui non ho dubbi è che non abbiamo nemmeno voluto penalizzare il privato, perché abbiamo riconosciuto comunque al privato, soprattutto a certi privati, l'importante funzione, a volte anche vicariante, svolta nei confronti del pubblico. Quindi nessuna azione punitiva, abbiamo applicato gli stessi parametri, per il pubblico come per il privato, e il parametro non poteva che essere il tasso di occupazione dei posti letto;questo è stato il criterio adottato, per il pubblico e per il privato, quando siamo pervenuti alla decisione di eliminare oltre 700 posti letto nella nostra Regione. D'altra parte abbiamo semplicemente chiuso dei posti che erano di fatto già inutilizzati.

L'onorevole Licandro ha detto che abbiamo adottato parametri ancora più restrittivi rispetto a quelli nazionali. Io credo che questa sia una visione sbagliata. In questi anni abbiamo proceduto privilegiando i posti letto per acuti, contrariamente a quanto fatto da altre Regioni; a tutt'oggi, nella nostra Regione, su circa 8000 posti ospedalieri soltanto 181 sono per lungo degenza e riabilitazione. E' un dato che si commenta da sé, perché chiaramente con la rapida evoluzione delle tecnologie, ma soprattutto con i cambiamenti demografici, che vi sono anche nella nostra Regione, avere a disposizione solo 180 posti per lunga degenza e riabilitazione nel pubblico significa non aver capito le trasformazioni in atto anche nella nostra Regione.

Ripeto quindi che abbiamo utilizzato parametri uguali per il pubblico e per il privato, e che ci siamo tenuti al di sopra, non al di sotto, dei parametri nazionali. Abbiamo potuto maggiorare di un 5 per cento la dotazione dei posti letto per il fatto di essere un'isola, con una popolazione dispersa su un territorio molto ampio. Dire che abbiamo ristretto i parametri nazionali significa non aver capito come sono stati suddivisi questi posti letto, in realtà i posti su cui noi ci siamo tenuti più bassi, sono i posti della lungo degenza e della riabilitazione: sono 0,7 per 1000 abitanti e non 1 per 1000 come prevedono i parametri nazionali, semplicemente perché abbiamo considerato che con il numero talmente elevato di posti in residenze sanitarie assistenziali concesso nella nostra Regione, non avrebbe avuto molto senso continuare ad incrementare in questo momento i posti della lungo degenza e della riabilitazione pubblica.

Io credo che in questo Piano siano presenti anche grandissimi obiettivi: la messa in rete tra i vari ospedali, tra i vari ospedali e il territorio, la costruzione di cinque nuove grandi strutture ospedaliere nella nostra Regione considerando che fino adesso abbiamo speso centinaia e centinaia di miliardi per ristrutturare ospedali che, comunque, restano vecchi, inefficienti. Si dice che nel Piano non sono previste le risorse; le risorse non devono essere stabilite in un Piano sanitario, le risorse saranno stanziate nella finanziaria che prossimamente approveremo.

Tra i grandi obiettivi quindi vi è la costruzione degli ospedali di Cagliari, di Sassari, di Alghero, di San Gavino e il completamento di quello di Olbia. Io credo che la ridistribuzione sui territori dei posti letto e delle specialità costituisca un altro motivo di orgoglio tale da portare all'approvazione di questo Piano. E' stato compiuto infatti un atto di giustizia nei confronti di territori più periferici rispetto ai poli tradizionali di Cagliari e Sassari; mi riferisco alla Gallura, di cui si è parlato, alla provincia di Oristano, alla provincia dell'Ogliastra e, in modo particolare, alla provincia del Medio-Campidano che, fino a questo momento, rappresentava il fanalino di coda delle Aziende sanitarie della nostra Regione.

Vi è poi la riconversione dei piccoli ospedali; in questo Piano non si chiude nemmeno un ospedale ma si riconvertono quelli più isolati come Sorgono, Isili, Muravera, Thiesi trasformandoli, con l'adozione di nuove forme di assistenza sanitaria, in ospedali di comunità.

Questi sono grandi progetti che, io immagino, necessiteranno sicuramente di finanziamenti, ma anche di grande impegno da parte delle Aziende sanitarie e degli operatori di queste strutture. Ho una convinzione, e chiudo, che con questo Piano abbiamo posto le basi, o solamente le basi, per una riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera nella nostra Regione. Il lavoro più impegnativo verrà quando dovremo organizzare le reti; immagino la difficoltà ma anche il grande valore che assumerà nella nostra Regione l'organizzazione della rete oncologica, l'integrazione fra ospedale e territorio …

PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, è doverosa per tutti noi, superata la parte relativa all'impostazione del Piano, una discussione attenta sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. Io ho sempre sostenuto che, stante la realtà storica, geografica, urbanistica, la mancanza di servizi, di collegamenti agevoli tra un centro abitato e l'altro (vi sono paesi che distano anche 70, 80 chilometri dal capoluogo di provincia, sia Sassari che Cagliari), di strade idonee ad essere percorse non dico ad alte velocità, ma a medie velocità, con i rischi che tutti possiamo capire per i nostri concittadini delle zone interne, non fosse e non sia giusto disegnare il futuro della sanità sarda in base al mero rapporto posti letto-numero di abitanti.

Lo dico con convinzione, credetemi, non lo dico per partito preso, per mera contestazione, lo dico con cognizione di causa perchè sappiamo in coscienza che l'adozione di questo parametro danneggerà i risultati che si vogliono ottenere con questo Piano. Ribadisco, infatti, che il rapporto posti letto-abitante non può e non deve essere l'unico parametro adottato se è indispensabile e necessario, come tutti noi affermiamo, che la Sardegna si doti di uno strumento che possa affrancare la sanità sarda da quel caos (per esempio la congestione inammissibile e inaccettabile presente nei grossi ospedali dei capoluoghi di provincia) che l'ha caratterizzata in determinate situazioni. Situazioni che hanno spinto primari ospedalieri a gettare la spugna, a, direi, ribellarsi contro la struttura regionale.

Io ritengo che molte delle proposte e delle soluzioni presentate possano essere condivise. Non concordo quando si dice che bisogna eliminare determinate strutture ospedaliere per fare non so che cosa; perché quando in un certo territorio, o in una grande città come Cagliari, si sono raggiunti determinati risultati e quindi sono presenti determinate strutture, peraltro costate alla comunità migliaia e migliaia di miliardi se non vanno bene io dico che bisogna intervenire per migliorarle, per potenziarle, per ristrutturarle, ma mai e poi mai si può togliere ai cittadini la possibilità di avere risposta, come d'ora in avanti potrebbe succedere con l'approvazione del Piano, ad un bisogno. Mi spiego meglio.

Io provengo da un territorio, Assessore, che conosco perfettamente anche in qualità di amministratore; infatti nell'arco di 30, 35 anni, sono stato consigliere comunale, sindaco, consigliere provinciale, vicepresidente della ASL, vicepresidente della provincia, quindi conosco esattamente le esigenze di quello specifico territorio, come ognuno dei colleghi qui presenti quelle del proprio. Non per partigianeria, non per partito preso, dico che non è giusto, non è assolutamente necessario chiudere, perché di questo si tratta, gli ospedali di Thiesi ed Ittiri.

Quando leggo "ospedali di comunità", immagino qualcosa di bello, di nuovo, di completo, addirittura l'impressione è che si voglia migliorare. Io non dico che l'intento non sia effettivamente quello di migliorare, ma si tratta pur sempre, come ho letto nel Piano, di una sperimentazione. Ma, Assessore, quando si sperimenta, lo si fa su piccole parti di territorio, non su interi territori su cui vivono 30, 40 mila abitanti. Non si può sperimentare trasformando, rimpicciolendo le strutture esistenti, in parole povere, definendole ospedali di comunità quando di ospedali non si tratta. Caro collega Frau, se si fosse trattato di ospedali sarebbero rimasti inclusi nella rete ospedaliera regionale, ma un emendamento che prevedeva questo è stato bocciato. Si chiamano ospedali di comunità ma, di fatto, sono delle strutture, gestite da medici di base e dirette da un medico del Dipartimento del distretto sanitario.

Se si vuole sperimentare lasciamo allora in quegli ospedali, finché non sarà a regime e ottimamente funzionante, l'assistenza domiciliare integrata, l'indispensabile, potenziando i servizi attuali, il day surgery e il day hospital, se non altro al fine di decongestionare le strutture ospedaliere del capoluogo di provincia nelle quali ancora oggi, come ha detto poc'anzi la collega Caligaris, malati stanno nei corridoi per mancanza di posti letto.

Questi ospedali servono paesi (mi riferisco principalmente all'ospedale di Thiesi) che distano circa 70 chilometri dal capoluogo di provincia; questi ospedali in questo momento certo non possono più dare una risposta certa alla domanda di salute dei cittadini perché, irresponsabilmente, sono stati privati di varie figure mediche e di strutture. Ho detto irresponsabilmente, di chiunque sia la responsabilità, non la sto attribuendo a lei, questi ospedali sono stati depauperati, sono stati sviliti a meri presidi di ricovero per pazienti che non possono più avere una risposta completa. Eppure in quegli ospedali esistono strutture, esistono attrezzature all'avanguardia, esistono sale operatorie all'avanguardia e fino a quando hanno funzionato, cioè sino a due anni fa, hanno dato risposte concrete alla cittadinanza di tutto quel territorio ma anche della intera provincia decongestionando, e non poco, il sovraffollamento esistente negli ospedali dei capoluoghi di provincia. Mi chiedo quindi perché li si vuole cancellare con un colpo di spugna.

Io mi sono anche chiesto dove vanno a finire i 195 posti letto di post-acuti ospedalieri previsti nel Piano. Io non sono un tecnico, Assessore, e m'intendo poco di queste cose, però mi sono chiesto se i medici di base sono stati interpellati su questa proposta e che ruolo avranno in questi "ospedali (chiamiamoli ospedali tra virgolette perché tali non sono) di comunità". Saranno convenzionati e questo comporta spese, e queste spese dove sono state previste? Siamo sicuri che si risparmierà?

Io credo che se pure si vuol fare un calcolo ragionieristico sulla nostra sanità, non si risparmierà perché le spese per l'assistenza domiciliare integrata supereranno di gran lunga quelle sostenute da un piccolo ospedale. Questo in primo luogo. In secondo luogo non saranno strutture funzionali e non si daranno risposte alla cittadinanza a meno che, volendo sperimentare non si sperimenti su una piccola parte di queste strutture mantenendo anche i servizi forniti finora nella restante parte. E' un ragionamento logico, Assessore. E' un ragionamento che risponde alle esigenze del territorio, non vuol essere un ragionamento polemico e di contrapposizione al Piano di cui condividiamo le parti positive ed essenziali..

PRESIDENTE. Colleghi, a causa di problemi tecnici insorti nella cabina di regia, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 49.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorico. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, ritengo opportuno intervenire nel dibattito per manifestare il mio apprezzamento sul programma di edilizia ospedaliera contenuto nel Piano sanitario; programma che prevede la costruzione di un nuovo ospedale ad Alghero che giudico indispensabile per risolvere le sorti della sanità del territorio. Da quando l'USL di Alghero nel 1995 è stata accorpata nell'azienda di Sassari l'attenzione nei confronti dei bisogni sanitari è precipitata, le risorse assegnate sono state sempre insufficienti e alcune disfunzioni organizzative e assistenziali si sono ingigantite. Con il nuovo progetto ospedale Marino e ospedale Civile saranno accorpati.

La nuova struttura conterrà tecnologie di avanguardia e l'edilizia sarà in linea con le finalità terapeutiche e di permanenza dei malati. Un nuovo ospedale sarà una risorsa importante per il territorio e per la sua economia. Il riferimento che il Piano fa a un'offerta sanitaria di qualità come incentivo al turismo è appropriato: il turista va più volentieri dove si sente meglio protetto. Un ospedale all'avanguardia è una garanzia per tutti, signor Assessore. Il nuovo ospedale sarà occasione di crescita civile e sociale delle popolazioni che fanno riferimento ad Alghero. Ritengo che rappresenti, per una città che vuole crescere nella modernità, un utile investimento. Ma quali saranno i tempi per la sua realizzazione? Il Piano ha durata triennale e prevede entro questo lasso di tempo la realizzazione delle opere previste.

Nel caso di Alghero a me sembra che l'ospedale debba essere inserito tra le priorità; se ne deve riconoscere l'urgenza, signor Assessore. Nel frattempo, tuttavia, bisognerà pensare a migliorare la qualità della sanità algherese, inadeguata rispetto alle aspettative della gente. Disagi organizzativi, carenze di organico ben conosciute condizionano i risultati e non basta l'impegno assiduo del personale a tappare i buchi. E' indispensabile perciò intervenire con risorse adeguate. Sarebbe un grave errore aspettare il nuovo ospedale per dare una risposta alle popolazioni del territorio. Ad alcune situazioni va posto rimedio oggi e non domani, signor Assessore.

I finanziamenti destinati fuori Piano per il "Marino" e il "Civile" sono insufficienti, bisogna trovare altre risorse. Va risolto subito il problema del personale; non è possibile, ad esempio, che l'attività del "Marino", polo di attrazione più che provinciale, sia condizionata dalla mancanza di anestesisti oppure, mi riferisco al "Civile", che il personale collocato in pensione non sia sostituito. Comprendiamo la necessità di fare economia ma, signor Assessore, non si possono creare situazioni di forte disagio sia per chi assiste sia per chi è assistito.

Mi sono occupato in passato del Dipartimento di medicina; la sua attività è compressa tra gli effetti del Pronto soccorso come sfogo dalle emergenze da un lato e come deposito geriatrico dall'altro, signor Assessore. Tutti sappiamo che gli anziani con più patologie hanno bisogno di un'assistenza continuata; senza reparti di lungodegenza e senza adeguata assistenza domiciliare finiscono inevitabilmente in reparto, determinando un sovraffollamento che rende difficile l'attività di medici ed infermieri. Anche le ambulanze utilizzate per il trasferimento dei malati gravi a Sassari sono da rottamare; qualche volta, signor Assessore, si sono fermate per strada.

Due parole, infine, sul Piano. Mi sembra che metta a fuoco i problemi del territorio; gli indirizzi generali terranno conto di queste esigenze. L'attento lavoro svolto dalla Commissione sanità - ne approfitto per ringraziare il presidente Masia - è servito ad individuare la priorità dei problemi e dei bisogni, distretto per distretto. Ho apprezzato anche il lavoro dell'assessore Dirindin, attenta, disponibile al dialogo. Ora, approvato il Piano si tratta di entrare subito nella fase operativa.

Il nuovo ospedale di Alghero rientra, appunto, tra le priorità; ciò significa che la Regione deve far fronte con proprie risorse finanziarie. Se, come ha detto l'onorevole Frau, la Giunta pensa di attingere ai finanziamenti del Quadro comunitario di sostegno, per cui i tempi potrebbero allungarsi, la Regione dovrà anticipare le somme necessarie. Le previsioni di Piano devono rappresentare un vincolo preciso per la Giunta.

Un ultimo cenno sulla destinazione delle vecchie strutture. A me sembra che tutto sommato si dimostri meno interesse ai problemi sanitari che ad aspetti che definisco commerciali. Si parla molto, infatti, in alcuni ambienti, della scelta dell'area dove costruire il nuovo ospedale e persino a chi vendere il "Marino" da destinare ad albergo di lusso sul mare. Riaffiorano vecchi interessi, come se la dismissione del "Marino" fosse prossima ed esso non dovesse continuare a fare il proprio dovere ancora per alcuni anni. E, siccome sono indispensabili alcuni investimenti ed il potenziamento delle apparecchiature, anziché trovargli un acquirente è meglio pensare alle risorse necessarie a renderlo più efficiente e funzionale nell'interesse degli algheresi e del territorio, signor Assessore. Altri interessi possono essere maliziosamente interpretati e non giovano alla causa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, il capitolo che stiamo discutendo sicuramente è uno dei capitoli centrali, anzi è il capitolo centrale del Piano sanitario regionale perché affronta il problema, serio, della riorganizzazione degli ospedali in Sardegna. Da una prima lettura di questo Piano dobbiamo prendere atto che ci sono dei problemi, nel senso che ci rendiamo conto, almeno è la mia impressione, che questo Piano non riuscirà a risolvere i problemi sanitari in Sardegna.

Assessore, per me risolvere i problemi sanitari in Sardegna significa è garantire un'assistenza adeguata in tutto il territorio, significa fare in modo che mai più nessuno, o comunque meno malati possibili, siano costretti ad andare fuori Sardegna per farsi curare. Io lo dico subito, ho l'impressione che anche dopo aver approvato questo Piano i sardi continueranno ad andare fuori in pellegrinaggio per curarsi, anche per patologie che sicuramente potrebbero essere curate in Sardegna.

Allora, va fatto e va approfondito un ragionamento, al di là dell'enfasi sul fatto che dopo ventun anni si sta approvando il Piano sanitario regionale. Intanto, mi riferisco soprattutto all'onorevole Frau che sottolineava questo dato, voglio ricordare che non è vero che sono passati ventun anni dall'approvazione degli ultimi atti in materia di sanità. Negli anni scorsi è stata approvata infatti la razionalizzazione della rete ospedaliera, è stato approvato il Piano per la psichiatria, è stato approvato il Piano socio sanitario (provvedimenti dei quali non c'è nessuna traccia in questo Piano), per cui devo dire che il 70 per cento del Piano è già in essere.

In questo Piano bisogna prendere atto che ci sono delle novità, ma sono delle novità più teoriche che pratiche, perché bisogna capire che cosa significa la "realizzazione di cinque nuovi ospedali". Io mi meraviglio che un uomo dell'esperienza politica del collega Giorico si convinca che sia cosa fatta la realizzazione del nuovo ospedale ad Alghero; sembra quasi che siano già sul posto i mezzi meccanici per iniziare gli scavi della costruzione. Io credo che siano solo parole, perché mi pare che all'interno del Piano non sia stata individuata nessuna priorità, non siano state individuate risorse, non si capisce neanche dove verranno realizzati questi ospedali.

Oltre a ritenere che queste disposizioni siano veramente soltanto parole, ho un altro dubbio, e cioè che noi stiamo parlando di nuovi ospedali perché dobbiamo coprire certe carenze che sappiamo si manifesteranno nei prossimi anni. Mi auguro che non sia così, che un domani non dobbiamo dire ai sardi che sappiamo che l'assistenza sanitaria non va bene, ma stiamo pensando di fare queste importanti strutture nel territorio e quindi li invitiamo a stare tranquilli perché noi stiamo comunque pensando di fare cose diverse. Io mi auguro che non sia questa la novità della grande trasformazione della sanità in Sardegna. Quindi bisogna essere cauti o comunque bisogna dire, chiaramente, come e quando si farà questo ospedale. Io non sono contrario alla costruzione di nuovi ospedali, però io vedo che oggi si sta parlando più a livello teorico che pratico.

Lo stesso discorso va fatto anche quando si parla della sanità pubblica e privata. Si dice che la filosofia del Piano, questo ho colto in diversi interventi, è quella di privilegiare la sanità pubblica rispetto a quella privata. Questo può essere giusto, ma io avrei preferito che si privilegiasse la salute del cittadino! Io avrei voluto che si dicesse che prima c'è il cittadino, che prima di tutto noi garantiamo un'assistenza giusta e poi si può parlare d'altro. Invece mi pare che fra le cose dette e non dette si voglia favorire, in modo eccessivo forse, la sanità pubblica. Anch'io, in linea di massima, ritengo si debba prestare maggiore attenzione alla sanità pubblica, ma questo non significa che noi non dobbiamo permettere una competizione vera all'interno della sanità, anche perché non è detto che la sanità pubblica garantisca una sanità migliore.

Noi dobbiamo mettere il privato nelle condizioni di competere con la medicina pubblica, perché solo così noi possiamo far crescere la sanità, solo così noi possiamo impedire che i sardi continuino ad andare fuori per farsi curare; è inutile che noi continuiamo a dire che dobbiamo puntare tutto sulla sanità pubblica, quando poi i malati vanno a farsi curare fuori dalla Sardegna. Assessore, questo non va bene; noi dovremmo affrontare il discorso sulla sanità in modo diverso.

Anche sul numero dei posti letto per abitante, sull'occupazione dei posti letto negli ospedali dovremmo fare un discorso serio, perché molte volte gli ospedali non funzionano al cento per cento non perché non ci sono i pazienti, ma perché proprio la struttura ospedaliera non è messa nelle condizioni di assistere tutti i pazienti. Io ho visto che a causa delle carenze delle sale operatorie in certi ospedali non si riesce ad operare tutti i pazienti che presentano necessità di questo tipo e, che, di conseguenza, sono costretti a cercare assistenza sanitaria fuori dall'ospedale; e soprattutto in alcune zone della Sardegna questa situazione si verifica continuamente.

Ugualmente non si è capito perché noi vogliamo adottare, relativamente alla dotazione di posti letto per mille abitanti, un parametro inferiore a quello nazionale, tenendo conto soprattutto che noi avremmo la possibilità di maggiorare questa dotazione (non oltre il 5 per cento) in rapporto alle nostre particolari condizioni.

Anche sui piccoli ospedali e quindi sugli ospedali di comunità credo che bisognerebbe dire una parola di chiarificazione; Assessore, io speravo che questa Giunta regionale avesse maggior coraggio perché alcune delle proposte contenute negli emendamenti potevano essere prese in considerazione. Io condivido infatti l'idea di potenziare l'assistenza sanitaria nella periferia per evitare un sovraffollamento degli ospedali maggiori nei quali devono essere curate solo determinate patologie...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, preliminarmente vorrei ringraziare il presidente Secci per aver riletto in modo diverso uno spiacevole episodio verificatosi in una fase abbastanza movimentata dei lavori di questo Consiglio. Credo che la considerazione per l'istituzione e la garanzia del ruolo di ciascun consigliere siano di primaria importanza nella salvaguardia dei rapporti tra maggioranza e opposizione, anche per garantire la rappresentatività effettiva al popolo sardo di cui noi siamo debitori.

Fatta questa doverosa premessa, entrando nel merito io vorrei fare una considerazione di più ampio respiro; la rete ospedaliera, vista a sé stante (come stiamo analizzando tutti i temi specifici del Piano sanitario), non ha un riferimento preciso al territorio della Sardegna, alla viabilità della Sardegna, alle distanze esistenti tra un centro abitato e l'altro, all'orografia, a tutti quei fattori sociali, economici e ambientali che impongono una rivisitazione complessiva del sistema della sanità nell'Isola.

In più di una circostanza si è avuto modo di rimarcare come la posizione centrale acquisita nella nostra isola dall'ospedalità sia funzionale alla composizione stessa del territorio e all'insieme degli aspetti che prima ho evidenziato. E' necessario capire che quando si prospetta l'esigenza, per esempio, di non vedere ridotti i posti letto, oppure di chiarire la disposizione, evidenziata oggi nel dibattito da parte di alcuni consiglieri, che identifica un numero piuttosto che un altro di posti letto, vanno rafforzate certe indicazioni nella misura in cui non siamo stati e non siamo ancora capaci di dare certezze all'istituto del distretto, nella misura in cui non siamo capaci di garantire il diritto alla salute del cittadino che vive nella landa più sperduta delle zone interne della nostra Sardegna.

Io mi chiedo, tenendo conto che non siamo stati ancora in grado di garantire un servizio efficiente di guardia medica, se facciamo bene oggi a chiedere un surplus di imposizione al cittadino sardo che richiede una prestazione ospedaliera al Pronto soccorso. E' vero che bisogna limitare l'accesso a queste prestazioni, però non offriamo alternative valide; abbiamo una programmazione ma attuazioni e comportamenti non rispondenti.

Si è parlato anche di ospedali pubblici e privati, io credo che il pubblico sia assolutamente da privilegiare ma credo che non si debba neanche demonizzare, come spesso è avvenuto, l'iniziativa privata che ha garantito prestazioni sanitarie che altrimenti non potevano essere effettuate.

Quando sono intervenuto in questo dibattito richiamando l'attenzione sul futuro ospedale di Olbia, il "San Raffaele", io non ho detto che non doveva essere realizzato, ho posto dei problemi che ancora oggi ripropongo relativamente alle autorizzazioni che vengono concesse a quel tipo di ospedale in tema di ricerca. Il "San Raffaele" nel settore della ricerca ha potenzialità enormi a cui, ho detto in altra circostanza, faccio tanto di cappello; ma non si può mortificare gli istituti di ricerca sardi pensando di compensare con altri elementi.

Ben venga quindi quell'ospedale (Olbia non avrà che da giovarsene) se si atterrà ad espletare i compiti di un ospedale; ma rimangono gli interrogativi, che non è il caso adesso di verificare e che riproporremo anche più specificatamente perchè non ci lasciano sicuramente tranquilli, sui rapporti instaurati da "Polaris" con il "San Raffaele Ricerche" e il legame possibile con l'ospedale "San Raffaele" che dovrà essere realizzato in quel di Olbia.

La Regione Sardegna, a seguito dell'approvazione della finanziaria nazionale, si è accollata tutta la spesa sanitaria. Il presidente Soru ha detto che potevano essere costruiti sette ospedali tutti gli anni, ha detto che c'è una disponibilità eccezionale di finanza, allora noi diciamo che anziché adottare i parametri nazionali, poiché la realtà sarda lo richiede è possibile adottare parametri valutati in base alle esigenze, alle necessità della nostra isola. I danari ci sono, sono quelli che derivano dall'ex articolo 102 della finanziaria nazionale, e non sono utilizzati in maniera certamente non ortodossa, per non utilizzare il termine "illegittima", come altre coperture finanziarie criticate anche da sinistra. Mi riferisco ad un ex consigliere regionale del Partito comunista, docente universitario, puntualmente critico sulle modalità di scrittura di un bilancio.

Questo lo richiamo solo per dire che abbiamo necessità ed esigenze nella sanità, ma è importante che venga coperto questo servizio assolutamente necessario, doveroso per la persona umana. Ed è assolutamente necessario che la Sardegna abbia tutto quello che deve avere perché, come in più di una circostanza abbiamo rilevato, è diversa dalla Regione Lombardia ed altre Regioni similari, che hanno territori ricchi di paesi, comunità, sino ad arrivare alla grande città, non c'è l'isolamento che colpisce chi vive a Bono, a Pompu, se viene chiuso il piccolo ospedale. Sempre collegandomi alle difficoltà della viabilità, ho presentato una interrogazione, nella quale richiamavo l'esigenza di istituire un servizio di elisoccorso funzionale in Sardegna, coordinato col 118. Il tempo è un elemento essenziale, nel caso di un'emergenza, per salvare una vita umana. Queste esigenze che ho rappresentato debbono essere tenute in considerazione allorquando si varerà questo Piano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, vorrei iniziare riprendendo un'affermazione dell'onorevole Ladu sul fatto che il Piano sanitario, più che interessarsi di altre cose, dovrebbe occuparsi di fornire una sanità di qualità. E vorrei ricordare anche la frase di Deng Siao Ping, quella famosa sui gatti per cui non importa il colore del gatto, l'importante è che acchiappi i topi. Però mi sembra che, nello stendere questo Piano, i colleghi della maggioranza si siano occupati un po' troppo della sanità pubblica, contro la quale, ripeto, non abbiamo niente, assolutamente, anzi anch'io mi associo a coloro che hanno dichiarato una disponibilità a privilegiare, in linea di principio, la sanità pubblica In realtà, in Sardegna abbiamo una sanità privata e, permettetemi di scavalcarvi a sinistra, se io fossi stato da quella parte della barricata, mi sarei preoccupato che le cliniche private fornissero prestazioni di qualità.

Un mio caro amico, che oggi non c'è più, riferendomi di un suo ricovero in una clinica in Svizzera, mi diceva con meraviglia che un dipendente, con orgoglio, gli aveva detto: "Monsieur, la nostra è la clinica migliore di tutta la Svizzera". Era una clinica privata e il dipendente intendeva dirgli che era curato al meglio .

A me piacerebbe che alle cliniche private sarde fosse data l'opportunità, anzi venisse imposto, di migliorare la qualità delle loro prestazioni; cioè di essere assolutamente competitive nell'erogazione di servizi di altissima qualità.

Mi sarei aspettato che la sinistra sarda, in questo Consiglio, si fosse battuta perché le cliniche private erogassero prestazioni di Pronto soccorso, di rianimazione, prestazioni non solo di qualità ma costose. Noi abbiamo una sanità privata che, in Sardegna, non si fa carico di servizi essenziali e usufruisce di questi servizi a carico della sanità pubblica. Ecco, questo sarebbe stato un atteggiamento di ridistribuzione anche dei costi, perché poi sono costi per tutti. Il pubblico quando affronta la rianimazione, quando affronta il Pronto soccorso, lo affronta anche per la sanità privata che non se ne fa carico. Voi avreste dovuto impostare un discorso a vantaggio di tutti, in questo caso, per migliorare la sanità. Ho sentito discorsi, invece, assolutamente degni di altri Consigli regionali, degni della preistoria della politica, come quello di un collega (e mi dispiace perché per la sua età e la sua esperienza politica avrebbe dovuto essere più avveduto), il quale si dichiarava contento perché nel suo territorio era prevista una nuova struttura. Chissà se mai lui o anche noi la vedremo sorgere! Io ne dubito, dati i tempi di esecuzione delle opere pubbliche in Italia, dove basta che una qualunque persona si alzi, protesti e dica di non essere d'accordo, per bloccare un progetto importante. E' stata bloccata la TAV in Italia, figuriamoci se qualche ambientalista, per una cisterna punica, non cercherà di impedire o di bloccare almeno per dieci anni la costruzione di un ospedale! L'Italia ormai ci ha abituato a questo.

Io mi auguravo quindi di non sentire più consiglieri che nei loro interventi si dichiarano soddisfatti perché ottengono qualcosa per il proprio collegio elettorale.. Soprattutto dopo che la sinistra ci ha accusato di avere interessi inconfessabili, ci ha accusato di avere cose vergognose da nascondere; sinceramente, questi discorsi meriterebbero uno scritto di Gabriel Garcia Marquez che con la sua fantasia, con la sua verve, avrebbe descritto un mondo surreale. Non siamo in un talk show, però si vedono degli spettacoli non idonei all'intelligenza che quest'Aula dovrebbe dimostrare.

Nel merito, riprendiamo quanto deciso, per esempio, sulla distribuzione dei posti letto. Abbiamo avuto ragione, o no, noi del centrodestra quando abbiamo abbandonato i lavori perchè ritenevamo che in tre ore non si potesse decidere con cognizione di causa, se votare il prospetto, presentato all'ultimo momento in Commissione, nel quale si decidevano, senza dare spiegazioni, gli spostamenti di tutti i posti letto della Sardegna dalla sanità privata verso la sanità pubblica?. A me sembra un sistema punitivo, mi ricorda il vecchio detto romano "Guai ai vinti", le forche caudine per cui i superbi vanno puniti, vanno debellati e si premiano gli amici, i territori, i consiglieri; e chissà quanti di voi magari hanno avuto la soddisfazione di avere qualcosa per il proprio territorio!

Io vorrei sapere se questa soddisfazione la paga il sistema sanitario sardo. Vorrei sapere se qualche ospedale privato è stato punito, non perché eroga prestazioni di scarsa qualità, non perché inutile, ma soltanto perché di proprietà di qualche personaggio ritenuto da punire politicamente, in modo che magari se ne punisca uno e se ne ammaestrino cento. Questa è una politica che, sinceramente, questa Giunta mi sembra abbia portato avanti anche in altri settori. Mi riferisco, ai recenti provvedimenti che hanno bloccato, a seguito delle disposizioni del Piano paesaggistico regionale, importanti cantieri edilizi nella città di Cagliari; sono scelte mirate, troppo personali, per non far sospettare un fumus persecutionis.

L'aver riportato in Commissione il dibattito su questo argomento, mi permetta, Assessore, è una sua sconfitta personale ed è una vittoria del centrodestra che vuole conoscere i criteri, vuole sapere il perché di certe scelte. Magari riuscirete anche a convincerci della bontà della vostra proposta, però noi abbiamo il dovere di conoscere i motivi, abbiamo il dovere di sapere perché andiamo nei territori, ci confrontiamo con le organizzazioni di categoria, ci confrontiamo con gli amministratori locali: non avete l'esclusiva di questi rapporti. Dobbiamo essere in grado di spiegare per quale motivo si è determinata questa scelta, che noi possiamo condividere o non condividere.

Abbiamo il dovere di conoscere le motivazioni di fondo che hanno portato a compiere una scelta programmatica così importante; una scelta che non poteva essere decisa nell'arco di alcune ore, nel corso di una notte nella quale noi abbiamo deciso di abbandonare i lavori, di fronte alla improponibilità e alla insostenibilità di una simile proposta.

Sull'ospedalità si gioca una parte importante della sanità sarda. Non è credibile che tutto il Piano sanitario regionale acquisti credibilità soltanto perché si propone di costruire alcuni ospedali. Ma questi ospedali, l'abbiamo già detto, chissà quando li vedremo. Non basta neanche avere i fondi per essere in grado di costruire gli ospedali, e la Sardegna ha bisogno di risposte immediate. In Sardegna mancano prestazioni sanitarie, c'è tanta gente che è ancora costretta ad emigrare per ottenere risposta ad un bisogno che dovrebbe essere soddisfatto nella nostra isola. Stiamo tentando di mettere il cilindro, come si dice, sul pastore, ma il pastore ha bisogno di altre cose.

Forse siamo un'isola di pastori, quindi ci accontentiamo di poco, ma ci accontenteremmo di avere un Pronto soccorso senza ticket, è nella nostra possibilità tanto più che ci si dice che abbiamo i fondi. Ci accolliamo il costo di una sanità di cui non conosciamo neanche i costi reali. Assessore, avete calcolato che i DRG sardi sono sottostimati per cui, a parità di prestazioni, in continente ricevono dal Governo nazionale fondi ben superiori rispetto alla Sardegna? E' una nostra colpa, certamente, ma è comunque un'ipotesi da prendere in considerazione sul calcolo della spesa sanitaria regionale. Perché, se i nostri DRG sono stati sottoposti ad uno sconto e i DRG delle altre Regioni sono di prezzo superiore per qualità di prestazioni, allora veramente stiamo sostenendo un costo che è maggiore…

PRESIDENTE. Onorevole Liori, il tempo a sua disposizione è terminato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 419, 438, 172, 387, 396, 400 ai quali, escluso il 419, verranno presentati emendamenti orali al momento della votazione, e ancora il 219. Si chiede di accantonare l'emendamento numero 446. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 441, 442, 389, 388, 390, 399, 391, 392, 393, 394, 395, 397, 398, 499, 401, 402, 498, 405, 408, 409, 410, 412, 413, 415, 416, 518, 98, 99, 448, 449, 443, 444, 445, 447. Si chiede il ritiro degli emendamenti numero 403, 404, 407, 411, 414, 417, 418,420, 421…

VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 421, se modificato, il parere era favorevole .

PACIFICO (D.S.), relatore. Si chiede il ritiro del 421 in quanto verrà presentato un emendamento orale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non interrompere il relatore nel corso dell'espressione dei pareri per evitare confusioni. Prego, onorevole Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si chiede ugualmente il ritiro degli emendamenti numero 422, 423, 424, 425, 426, 427, 428, 429, 430, 431, 432, 433, 434, 386, 435, 436, 437, 439, 440, 406 in quanto sono ricompresi nell'emendamento numero 601. Si ritira l'emendamento numero 142. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 441.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Ritiro l'emendamento numero 441.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 442. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 442.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 442.

Scusate, colleghi, annullo la votazione e la ripetiamo.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere PIRISI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 74

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 27

Contrari 47

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 389. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 388. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 390. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' stato richiesto il ritiro degli emendamenti dal numero 403 al numero 418.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, accedo alla richiesta del relatore di ritiro degli emendamenti numero 403, 404, 407, 411, 414, 417 e 418.

Questi emendamenti vengono ritirati in quanto è stata accolta, in linea di massima, la proposta (la Commissione ha formulato un emendamento di sintesi che ha come primo firmatario il Presidente della Commissione sanità) che prevede di riportare in Commissione, entro 120 giorni dall'approvazione del Piano, il problema della ridistribuzione dei posti letto per specialità per l'intera rete ospedaliera.

Sostanzialmente credo sia quello che noi chiedevamo dall'inizio, cioè che ci fosse chiarezza sulle scelte politiche di fondo che la Giunta intendeva intraprendere e che ci fosse il passaggio politico in Commissione che consentisse l'informazione della Commissione sanità sull'argomento. Quindi è stata accolta un'esigenza, che noi non riteniamo essere un'esigenza di minoranza, sulla necessità di una corretta informazione dell'Aula nel suo complesso.

Prendiamo atto quindi di questa decisione da cui consegue il ritiro degli emendamenti. Consentitemi di dire che quando il confronto vero viene esperito si trovano dei punti di raccordo che, pur nella diversità delle opinioni, possono essere condivisi dall'intera Aula. Chiedo inoltre la votazione nominale dell'emendamento numero 419.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 66

(Il Consiglio approva).

E' stato chiesto il ritiro degli emendamenti dal numero 420 al numero 437.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, con la stessa motivazione fornita per gli emendamenti precedentemente ritirati, ritiro anche gli emendamenti numero 420, 422, 423, 424, 425, 426, 427, 428, 429, 430, 431, 432, 433, 434, 486, 435, 436 e 437. Sull'emendamento numero 421 propongo di modificare il numero dei posti letto portandolo da 29 a 24 e sollecito il collega relatore a esprimere un parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, con la modifica proposta, d'altra parte vi era già un'indicazione in questa direzione, si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 421.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 421 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 438 sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento 438 viene corretto recependo il concetto della soppressione dei posti letto di astanteria; però, per una migliore formulazione, si rinvia agli indirizzi dell'atto aziendale che verranno licenziati dalla Giunta. Propongo quindi di inserire a pagina 120 del testo, al termine del secondo capoverso, dopo le parole "non invasive" il seguente periodo: "gli indirizzi dell'atto aziendale prevederanno i parametri per l'istituzione della osservazione breve nelle sedi del Pronto soccorso".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 438 nel testo così modificato. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti numero 439 e 440.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 172 sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, con i due emendamenti precedentemente approvati i due posti letto per la farmacologia clinica e i cinque posti letto per la reumatologia sono di fatto già stati inseriti nella tabella A. A tale variazione in aumento di posti letto corrisponde una riduzione di posti letto per la "medicina generale"

C'è da apportare un'altra correzione che prego la Giunta di esporre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. La tabella contenuta nell'emendamento numero 172, per un errore materiale, non riporta la riga riferita alla specialità oncoematologia pediatrica, avente codice 65, nella quale erano previsti 9 posti letto nella provincia di Cagliari - Asl 8. Per un refuso questa riga è stata soppressa, pertanto è necessario reinserirla senza modificare il totale che ricomprende già i 9 posti letto indicati.

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento numero 172.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi).Signor Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento sul quale annuncio il nostro voto contrario. Un voto contrario non rispetto alla modifica apportata ma perchè l'emendamento sostituisce integralmente la tabella numero 2 e, quindi, in considerazione del fatto che sia la tabella numero 1 che la tabella numero 2, nonostante l'impegno che viene preso, sono al momento attuale assolutamente inspiegabili all'interno del Piano. L'Assessore e il centrosinistra, con l'emendamento sostitutivo che voteremo successivamente, assumono l'impegno di darci spiegazioni dettagliate in Commissione rispetto a queste tabelle; ma, a nostro avviso, questi maggiori dettagli sarebbe stato corretto averli oggi che stiamo discutendo il Piano.

È evidente che quando parliamo della distribuzione dei posti letto per singola specialità, o della distribuzione delle specialità per singole Aziende, dovremmo conoscere quali sono i criteri che ci hanno fatto arrivare al numero di posti letto finale per singole specialità e alle motivazioni per cui in un'Azienda ospedaliera la risposta è data e in un'altra no. Purtroppo questo, ad oggi, nel Piano manca per quel difetto di istruttoria, che tante volte abbiamo segnalato, e per quel difetto di specificazione che ancora oggi non consente di comprendere i dati contenuti nelle tabelle. Lo stesso Presidente della Commissione, lo stesso relatore, nel momento in cui tentano di fornire quelle spiegazioni dettagliate, che noi abbiamo chiesto su singoli aspetti di queste tabelle, si rendono conto che ci sono delle incongruenze, quindi non riescono a darci i chiarimenti richiesti. Poiché io credo che queste tabelle siano state improvvidamente inserite all'interno del Piano, o comunque che non siano state adeguatamente spiegate, ritengo che manchino all'Aula in questo momento gli elementi necessari per poterle valutare e approvare compiutamente.

L'approvazione è un atto di fiducia nei confronti della attività della maggioranza e della Giunta, è normale che la maggioranza lo compia, è altrettanto normale che la minoranza non sia in condizione di poterlo fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, poiché l'intervento del collega Vargiu dà una lettura, legittima, ma pur sempre di parte, vorrei esplicitare il ragionamento che ci ha condotto a questo emendamento che prelude all'intervento di sintesi. Sostanzialmente viene confermata la validità dei metodi e dei criteri che hanno portato alla individuazione dei posti letto, e che verranno successivamente, così come concordato nell'emendamento di sintesi, esplicitati in maniera tale da fugare qualsiasi dubbio potesse essere sollevato in tale occasione. Il voto è chiaramente favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 172 nel testo modificato.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 66

maggioranza 34

favorevoli 44

contrari 22

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo dei paragrafi 3.1, 3.2, 3.3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 387sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.),relatore. Propongo di modificare l'emendamento numero 387 cassando le parole "che oggi viene soddisfatta fuori Regione e in particolare, a quella" e sostituendo la parola "indici" con "tassi".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 387, apprezzando anche lo sforzo compiuto dal collega Pacifico e dai colleghi di maggioranza nell'accettarne una parte. Questo emendamento vuole sottolineare come, per quanto riguarda la mobilità extra regionale, sia necessario dare risposte di qualità a quelle patologie che comportano un maggior flusso migratorio fuori Regione.

Noi riteniamo che il discorso che abbiamo fatto per gli ospedali periferici, cioè che debbono dare risposte in loco, per quello che possono, mentre le risposte più raffinate le daranno gli ospedali centrali, vale anche per la mobilità extra regionale. Le patologie che non hanno risposta in Sardegna (si parla di negazione dell'offerta, la radioterapia è un esempio) è giusto che vengano orientate all'esterno, magari con dei percorsi di accompagnamento. Mentre, ovviamente, per altre patologie possono essere organizzate le risposte in Sardegna.

Se ci pensate, tutto sommato, è il ragionamento che voi state facendo con il "Monte Tabor", la nuova struttura privata olbiese, che avrà come obiettivo quello di dare una risposta raffinata anche se nell'ambito dell'ospedalità privata, perché, ovviamente, ritenete che ospedalità privata e ospedalità pubblica debbano essere integrate.

A questo proposito, colleghi e relatore, io sottolineo come uno tra gli argomenti ancora aperti sia quello relativo all'ospedalità privata la cui spesa è stabilità sulla base di un budget, indipendentemente dai posti letto; quindi nessuna ricaduta sulla spesa effettiva, mentre il costo di un posto letto nel sistema sanitario pubblico è reale.

Allora, poiché su questo problema la nostra proposta ha una impostazione differente rispetto alla vostra, e il problema è rimasto aperto durante la discussione in Commissione, sarebbe interessante sapere qual è la risposta che voi date alle esigenze che abbiamo posto finora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, nell'emendamento numero 387 si sottolineano due aspetti. In primo luogo si sottolinea l'aspetto della qualità dell'offerta sanitaria ospedaliera regionale; è stato ribadito, quand'anche non fossimo in grado di avere in Sardegna un'offerta di alta specializzazione, che i centri di eccellenza debbano garantire, anche nella mobilità extra regionale, un'offerta di prestazioni sanitarie ad alta specializzazione. Non credo che noi possiamo, in questo momento, pensare di poter garantire, all'interno della rete ospedaliera regionale, chiaramente, tutte le specialità. Però si deve comunque programmare un sistema sanitario che offra una risposta di qualità, soprattutto per quelle patologie con tassi epidemiologici più elevati, all'interno della Regione sarda.

Il collega Vargiu ha parlato di alcuni temi rimasti in sospeso, e che andranno ulteriormente approfonditi con predisposizione di documentazione ulteriore, riferiti all'ospedalità privata. Su questo lavoro, ancora da fare, era richiesto anche il coinvolgimento dell'Assessore; ma, non avendo avuto fino a questo momento una risposta, io manifesto il disagio che di conseguenza si crea.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 387 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 391.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, oltre che per dichiarazione di voto intervengo anche per chiedere la votazione nominale. Esprimo il mio voto a favore di questo emendamento che sottolinea come la riduzione del rischio della inappropriatezza delle prestazioni all'interno dell'ospedale richieda un rafforzamento delle prestazioni nel territorio. Devo dire che su questo argomento in Conferenza dei Capigruppo di venerdì sera, si era preso l'impegno che la discussione in Aula, oggi, sarebbe iniziata con una dichiarazione relativa all'argomento che ci consentisse di comprendere le intenzioni del Governo regionale rispetto all'offerta delle prestazioni sanitarie.

In noi avevano infatti suscitato preoccupazione alcune dichiarazioni rilasciate, sia in Aula che fuori dall'Aula, da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza, i quali affermavano che poiché circa il 20, 30 per cento delle prestazioni sanitarie sono inutili, riducendo le prestazioni in quella percentuale, verrebbero tagliate quelle inutili.

La nostra idea è che, se non c'è una riqualificazione della richiesta e dell'offerta, ma soprattutto della richiesta delle prestazioni, c'è il rischio che nel 20 per cento delle prestazioni tagliate ci sia un 20 per cento di prestazioni inutili e un 80 per cento di prestazioni utili, con una dilatazione complessiva alla fine della lista d'attesa e, quindi, con una sofferenza nell'offerta sanitaria al paziente.

Per cui noi, con questo emendamento, chiediamo che l'Assessorato predisponga semestralmente un progetto attuativo sulle azioni di riordino della rete ospedaliera da inviare, insieme ad altra documentazione, alla Commissione sanità per un parere.

Con questo non dico che la Commissione sanità debba entrare nel merito di ogni singola modifica che viene fatta rispetto al quadro di riferimento, ma che la Commissione sanità possa essere informata sui criteri di massima e sugli effetti che l'applicazione di quei criteri determina sul quadro complessivo della sanità sarda. Il nostro intendimento era quello di sollecitare, attraverso questo emendamento, la richiesta di elementi di riferimento che ci aiutassero a comprendere meglio (con l'invio dei documenti per tempo alla Commissione sanità ) ciò che si andava piano piano realizzando nell'ambito della sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 391, il cui contenuto è presente nell'emendamento di sintesi sulla rete ospedaliera proposto dalla maggioranza. Brevemente, il problema è quello di verificare non solo il dimensionamento, ma anche la distribuzione dell'offerta sanitaria nella rete ospedaliera. L'emendamento numero 391 riprende anche l'ipotesi (presente già in un emendamento a firma del sottoscritto) di prevedere, a distanza di un anno dall'inizio dell'attuazione del Piano, una verifica da parte della Commissione e del Consiglio sullo stato di attuazione del Piano stesso.

La maggioranza questo lo voglio dire perché in Aula non ha mai espresso questo concetto, e vorrei perlomeno essere smentito, ha risposto che questo Piano prevede una vigenza di circa un anno e mezzo e che, allo scadere di questo periodo, dovrebbe essere sottoposto ad una verifica utile per la predisposizione del Piano successivo. Ma, visto che in genere il tempo non si dimostra maestro (abbiamo impiegato ventun anni prima di esaminare un altro Piano sanitario in Sardegna) e corriamo il rischio di innescare un processo di continui rinvii, perché non creiamo, colleghi della maggioranza, un sistema che ci consenta la verifica dello stato di attuazione del Piano stesso? Io sinceramente sono preoccupato perché vogliamo abdicare questa idea. Io credo, invece, che con un atto di grande responsabilità questo percorso debba essere predisposto e condiviso e, nella parte conclusiva di questo emendamento, dove si dice…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 391. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 392. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto e per richiedere la votazione nominale. Non riteniamo che questo emendamento abbia una valenza da "guerra di religione" o che sia fondamentale il suo accoglimento per il Piano, però in esso si segnala la necessità che le peculiarità dell'organizzazione sanitaria in Sardegna debbano guidare le nostre riflessioni.

Tante volte ricorre in questo Piano una fotografia dell'esistente che però non è adeguatamente supportata da un ragionamento sui motivi che hanno determinato questa fotografia. E, colleghi, visto che parliamo di sanità, dobbiamo ricordarci che ogni volta che dobbiamo somministrare una terapia al paziente perché questa terapia sia quella utiile a risolverne i problemi è necessario avere la certezza della correttezza della diagnosi. Quindi non basta fotografare l'esistente; è anche importante, necessario, utile avere un'idea del perché c'è l'esistente.

Ad esempio, quando noi parliamo per la provincia di Cagliari dell'eccesso di offerta nell'ospedalità privata, cosa su cui siamo tutti d'accordo, che è associata a una presenza forte anche di ospedalità pubblica nella stessa provincia, è abbastanza evidente che quest'offerta nasce perché comunque nella città di Cagliari e nel suo hinterland sono raccolti una serie di servizi che comportano una migliore gestione del paziente attraendolo verso il capoluogo.

Queste considerazioni ci debbono aiutare ad individuare una gradualità nell'attuazione dei provvedimenti; gradualità che è anche alla base delle nostre richieste di lasciare una maggiore elasticità alle direzioni generali delle Aziende che, peraltro, sono strettamente legate all'input politico che proviene dall'Assessorato nello stabilire con esattezza i livelli dell'integrazione tra il pubblico e il privato nella sanità sarda.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 392.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Sabatini ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 62

Maggioranza 32

Favorevoli 20

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 393.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole sul "393" e richiedo la votazione nominale. Sia questo emendamento che l'emendamento successivo, il "394", sottolineano una carenza di analisi o di esplicitazione dell'analisi che viene effettuata. Il giudizio che viene dato sul parametro sardo che si discosta rispetto al parametro nazionale infatti andrebbe analizzato e valutato sulla base dell'azione che il filtro territoriale esercita rispetto all'ospedale.

In presenza di un filtro territoriale efficiente la pressione sull'ospedale si riduce, in assenza di un filtro territoriale degno di questo nome è evidente che c'è il rischio di un aumento della pressione sull'ospedale e quindi anche di un aumento dei ricoveri impropri. Noi abbiamo anche la sensazione che la valutazione del dato relativo ai ricoveri diurni avvenga in maniera disomogenea da ASL ad ASL e quindi che la distinzione tra i ricoveri che avvengono in regime ordinario e quelli che avvengono in regime di day hospital non sia esattamente sovrapponibile in tutte le AA.SS.LL.

D'altra parte lo stesso tipo di sensazione è anche esplicitato all'interno del Piano stesso. Allora, una volta depurato il dato rispetto ai ricoveri che probabilmente noi non siamo in grado di censire nella maniera più adeguata, è possibile che lo scostamento del dato sardo rispetto al dato nazionale sia decisamente inferiore rispetto a quello che potrebbe apparire in un primo momento; è anche possibile inoltre che ci sia un ulteriore elemento di riflessione legato al fatto che la tendenza ospedalocentrica della Sardegna è comunque una tendenza di risposta sanitaria al paziente, nel senso che se non ci fosse l'ospedale in assenza di filtro territoriale non ci sarebbe una risposta sanitaria di nessuna qualità per il paziente.

Quindi, è vero il dato che viene comunicato dal Piano sull'eccedenza del tasso di ospedalizzazione rispetto alla media nazionale; è vero che probabilmente su questo dato eccessivo grava una parte che è legata alla rilevazione non omogenea dei dati, ma è anche vero che per intervenire, senza correre il rischio di tagliare prestazioni vere, sul tasso di ospedalizzazione (il dato è quello di 180 ricoveri per mille abitanti) è però fondamentale avere nel territorio quegli elementi di filtro che evitino un'eccessiva pressione sulla struttura ospedaliera.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 393.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cachia, Pinna, Davoli, Uras e Corda hanno votato contro, Moro e Licandro hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 61

Maggioranza 31

Favorevoli 17

Contrari 44

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 396 sul quale il relatore aveva preannunciato una modifica che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento viene modificato agganciandolo al primo capoverso, alla pagina 83, dopo le parole "dell'accordo regionale" inserendo all'inizio le parole "Anche attraverso la" e cassando le parole "finalizzati al raggiungimento di".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sulla proposta di modifica ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta concorda sulla modifica proposta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 396 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 395.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, annuncio il voto a favore dell'emendamento sul quale chiedo anche la votazione nominale. Questo è infatti un emendamento centrale sul quale è normale che nel corso della discussione, sia in Commissione che in Aula, entrambi gli schieramenti abbiano espresso con chiarezza la propria posizione.

Per quanto riguarda la nostra posizione (vorremmo fosse la più chiara possibile), vi ricordiamo che, a più riprese, durante il ragionamento sul Piano abbiamo evidenziato come questo Piano sia sottofinanziato, esattamente come è stato sottofinanziato il sistema sanitario regionale sardo negli ultimi dieci anni. Infatti, voi sapete noi quanto è stato lo scostamento a fine anno - che amministrasse il centrodestra, che amministrasse il centrosinistra - tra i fondi stanziati attraverso il fondo sanitario nazionale e il consuntivo sulla sanità. Quindi, voi dite che la Sardegna è in grado di rinunciare ai finanziamenti statali per la sanità perché avete la certezza che ci siano trasferimenti di risorse da parte dello Stato tali che consentirebbero o consentiranno dal 2007 alla Sardegna di pagarsi integralmente la sanità.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue VARGIU). Noi contestiamo politicamente questa vostra scelta e contestiamo politicamente ciò che voi affermate, nel senso che non riteniamo né opportuno politicamente, né condivisibile dal punto di vista contabile la rinuncia al contenzioso con lo Stato sulla ridefinizione dei fondi erogati dal Fondo sanitario nazionale.

Su questo credo debba essere chiaro che quest'Aula è divisa in due, nel senso che voi vi assumete la responsabilità di ciò che in questo momento state sostenendo, e noi vi diciamo - senza nessuna possibilità di accordo - che la pensiamo in maniera diversa da voi.

Poi, voi siete stati scelti dagli elettori sardi per governare ed è giusto che vi assumiate la responsabilità anche di scelte che noi riteniamo assolutamente improvvide. Per poter salvare però il risultato che volete conseguire noi vi proponiamo, per gli anni di vigenza del Piano, di vincolare le maggiori entrate che lo Stato vi destinerà, ai sensi della finanziaria 2007, alla sanità. In questo modo avremmo la garanzia della copertura di eventuali maggiori spese sanitarie oltre le risorse presenti all'interno del Fondo sanitario.

Il contenuto del'emendamento è quindi assolutamente elementare e assolutamente di buon senso, ma da parte vostra abbiamo registrato un atteggiamento di chiusura totale e di indisponibilità, e di questo ci rammarichiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, vede, la riflessione del collega Vargiu è una riflessione logica. Se, come è stato affermato, l'emendamento non è accolto, io ritengo illogica l'azione che si vuole portare avanti per il raggiungimento degli obiettivi previsti da questo Piano. Infatti, se è vero come è vero, che ormai la spesa sanitaria è totalmente in quota regionale è chiaro che le maggiori entrate provenienti dallo Stato dovranno essere destinate a coprire questo, mi si consenta il termine, ammanco, cioè dovranno essere destinate a coprire un'entrata che d'ora in avanti, comunque sia, sarà limitata.

Se gli obiettivi del Piano, così precisi, così ambiziosi, hanno necessità di una copertura, è logico, a mio parere, che questo emendamento venga accettato poiché altrimenti, come al solito, si dice una cosa per farne poi un'altra perché se, concretamente, si ha la certezza che quanto si dice non possa essere realizzato lo si sta dicendo e scrivendo solo ed esclusivamente per buttare fumo negli occhi.

Il Piano ha necessità di copertura - su questo non c'è ombra di dubbio - affinché non sia un "libro dei sogni", l'hanno detto tutte le componenti di quest'Aula. Il giudizio sull'azione politica del Presidente, che ha accollato la spesa sanitaria interamente al bilancio regionale, giustamente o meno non lo so, sarà la storia a darlo. Questo emendamento dice che le maggiori entrate debbono essere destinate a coprire il fabbisogno della sanità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 395 che coglie alcuni significativi passaggi del Piano. Il primo è quello in cui si sostiene che il risanamento della finanza sanitaria si inserisce in un contesto di finanza pubblica regionale particolarmente pesante, caratterizzato da un forte indebitamento cresciuto di 6 volte dal 2001 al 2003 e pari a circa 2,2 miliardi di euro; il secondo è quello in cui si sottolinea come la gestione economico-finanziaria del Servizio Sanitario Regionale dell'ultimo quadriennio presenti rilevanti perdite nette di esercizio (circa 256 milioni di euro nel 2002, 148 nel 2003, 261 nel 2004 e 293 nel 2005) e che queste perdite sono calcolate secondo le convenzioni adottate dai Ministeri dell'economia e della salute.

Ma, se noi abbiamo la certezza, e lo dichiarate anche voi, di aver accumulato negli anni un passivo che ha costretto la Regione ad aumentare l'indebitamento tramite mutui e quant'altro nel corso degli ultimi sei anni, incidendo pesantemente la spesa sanitaria sulle finanze regionali tanto da portare a un ingessamento dello stesso bilancio, io vi chiedo come si possa arrivare, al 16 di gennaio non avendo ancora la certezza da dove trarre le risorse per dare copertura finanziaria a questo Piano.

Colleghi di maggioranza, ma quando vi degnerete di entrare nel merito di questi discorsi, quando ci risponderà su questo l'Assessore competente, ma soprattutto quando ci presenterete il bilancio e la legge finanziaria per avere la certezza che questo Piano possa avere la copertura finanziaria soprattutto nelle parti aggiuntive che consentano di non continuare sul percorso dell'indebitamento?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Chiedo, se è possibile, una breve sospensione dei lavori.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 28, viene ripresa alle ore 21 e 54.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo una ulteriore sospensione dei lavori.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta sino alle ore 22.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 56, viene ripresa alle ore 22 e 17.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori procedendo alla votazione dell'emendamento numero 395.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 395.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: .il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 14

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 397. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 499. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 400.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, io ho chiesto la parola sull'emendamento 397, a lei è sfuggita la mia richiesta per cui vorrei capire come procedere visto che l'emendamento è stato già votato.

(Interruzioni)

Sì, l'ora è quella giusta, è quella canonica per le grandi discussioni: da questo momento in poi possiamo parlare di cose importanti.

Presidente, vorrei mi chiarisse che cosa devo fare.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, io posso chiederle scusa per non averle dato la parola ma, come ho detto tante volte, la registrazione della richiesta arriva con qualche secondo di ritardo.

CONTU (F.I.). Se io arrivo con qualche secondo di ritardo, lei è arrivato con qualche emendamento di ritardo.

PRESIDENTE. Adesso è in votazione, come ho già detto, l'emendamento numero 400. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intendevo intervenire sull'emendamento numero 397, per ribadire che occorre intervenire sulla rete ospedaliera investendo non solo nella realizzazione di nuove strutture, ma anche nell'aggiornamento tecnologico e nell'adeguamento di strutture obsolete.

Nel corso della discussione in Commissione, oggi, si è verificato che la valenza data, nell'ambito delle scelte, al fatto che la Sardegna sia un'isola e che nella insularità si trovassero le motivazioni per poter raggiungere un equilibrio, comporta la necessità di trovare, relativamente alla distribuzione dell'offerta sanitaria, risposte interne al territorio regionale sui servizi assenti o per un rinforzo dei servizi eventualmente carenti.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 400 era stata preannunciata dal relatore una modifica che prego venga esplicitata.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si propone di sostituire il testo dell'emendamento numero 400 prevedendo di aggiungere al terzo capoverso di pagina 84 che inizia con le parole "con riferimento alla dotazione complessiva di posti letto", dopo la parola "Sardegna", il periodo"e della condizione di insularità che comporta la necessità di maggiori risorse nel territorio regionale". Chiedo la cortesia inoltre di mettere la virgola al posto della congiunzione dopo il termine "popolazione".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 400 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 402. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 498.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). In questo emendamento, sul quale dichiaro il mio voto a favore, si chiede di non applicare il tasso standard del 75 per cento agli ospedali che hanno una valenza zonale, quali quelli di La Maddalena, Sorgono, Muravera e Isili, che sono situati a più di 30 minuti, da altro presidio ospedaliero. Credo che i colleghi conoscano quale grosso limite sia rappresentato dalla viabilità che caratterizza le nostre zone interne. Oggi si è parlato, per esempio, della viabilità del sassarese e della percorribilità delle strade di collegamento tra Tempio e Olbia, ma devo dire che, probabilmente, la problematica relativa all'accessibilità dei presidi ospedalieri è legata a tanti altri progetti che non sono inerenti il Piano sanitario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 498. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 601. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 601 decade l'emendamento numero 406.

Metto in votazione l'emendamento numero 405. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 142 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 408. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 409. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 410. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 412. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 413. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 415. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 416. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 518. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 448. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 449. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 443. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione il testo del paragrafo 3.3 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 444. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 445. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 446 è sospeso.

Metto in votazione l'emendamento numero 447. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 219. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, l'emendamento numero 219 è sospeso insieme al numero 446. Annullo la votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento era sospeso perché doveva essere votato alla fine del primo lotto di emendamenti che si era concordato di votare questa sera. Su quell'emendamento il parere era favorevole ma modificando alla quarta riga il numero "80" con"60". L'emendamento può essere votato.

Metto in votazione l'emendamento numero 219 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è riconvocato alle ore 10 e la Conferenza dei Capigruppo alle ore 9 e 30 di domani, mercoledì 17 gennaio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 36.



Allegati seduta

CCLXXII Seduta

Martedì 16 gennaio 2007

Presidenza del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Secci

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 14.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 9 gennaio 2007 (226), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Marco Meloni e Paolo Pisu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU sul grave stato di crisi della società sarda per l'informatica Krenesiel, società fondata nel 1987 dal Gruppo Banco di Sardegna". (550)

(Risposta scritta in data 12 gennaio 2007.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione GALLUS - LADU - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di accesso al progetto regionale denominato Master & back".(723)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi della società CONVESA srl di Chilivani (Ozieri)".(724)

"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla politica della ricerca in Sardegna ed in particolare su Sardegna ricerche (ex Consorzio 21) e tutte le sue controllate e correlate".(725)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interpellanza CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA sulla compatibilità con la legge salvacoste dei progetti Ligresti e Gazzella".(227)

"Interpellanza CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA sull'immobilismo dei servizi di vigilanza urbanistica dipendenti dall'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica".(228)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Mozione CAPELLI - LA SPISA - LADU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - FARIGU - LOMBARDO - CHERCHI Oscar - GALLUS - CONTU - LICANDRO - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2007".(113)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo in primo luogo per stigmatizzare il grave attentato intimidatorio compiuto nei confronti del Sottosegretario alla difesa Emidio Casula, leader dello SDI in Sardegna; in secondo luogo sulla programmazione dei lavori. Presidente, chiedo cortesemente che ciascuno possa svolgere nell'Aula il suo ruolo. Pertanto le sarei grata se potessimo essere costantemente informati sull'andamento dei lavori, sul loro inizio, sulla loro conclusione e, orientativamente, sui temi che saranno affrontati nella giornata perché si stanno creando delle situazioni di grave disagio che non consentono di seguire i lavori in modo adeguato. Credo che questo favorirebbe il lavoro di tutti coloro che sono impegnati nel seguire i lavori di questo importante dibattito.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, in merito al grave attentato compiuto contro il sottosegretario Casula penso che il Consiglio se ne occuperà in un momento più adeguato. Per quanto riguarda la programmazione dei lavori, premesso che ciascun consigliere avrà comunque la possibilità di seguire con attenzione i problemi, poiché è ancora riunita, a livello informale, la Commissione presieduta dall'onorevole Masia, Commissione che sta lavorando al fine di snellire i lavori dell'Aula, propongo di rinviare i lavori da questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 19, viene ripresa alle ore 16 e 47.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Colleghi, poiché la Commissione non ha ultimato la discussione, sospendo la seduta sino alle ore 17 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 17 e 42.)

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il testo unificato dei documenti numero 11 e 11 bis/A il cui esame prosegue con la discussione della Parte II, paragrafi 3.1, 3.2 3.3 e 3.3 bis del capitolo terzo sulla rete ospedaliera.

Ricordo che verrà discusso separatamente il paragrafo 3.3 ter sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, mentre i paragrafi 3.4, 3.5 e 3.5 bis saranno oggetto di un'unica discussione. Alla Parte II, capitolo 3, paragrafi 3.1, 3.2, 3.3, 3.3 bis sono stati presentati settantatre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo del capitolo terzo della Parte II e dei relativi emendamenti:

3. RETE OSPEDALIERA

Obiettivo strategico del Piano Sanitario 2006-2008 è la riorganizzazione della rete ospedaliera, allo scopo di adeguarla alla reali esigenze dei cittadini, garantendo appropriatezza e qualità dei percorsi diagnostico terapeutici, superando ingiustificate carenze ed evitando inutili duplicazioni.

La parziale trasformazione di alcuni piccoli ospedali in strutture a bassa intensità assistenziale potrà consentire il miglioramento della qualità dell'assistenza nonché la salvaguardia dei livelli di occupazione; la riqualificazione degli ospedali delle zone interne sarà delineata tenuto conto del ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento.

Nel complesso, l'intera offerta ospedaliera dovrà essere programmata sviluppando un sistema a rete che risponda in modo coordinato alla domanda della popolazione sarda. Il modello a rete "hub and spoke", che prevede la creazione di strutture assistenziali con differenti gradi di complessità, rappresenta un modello da sviluppare al fine di favorire una risposta appropriata ed efficiente su tutto il territorio regionale.

In tale ottica, il ridisegno della rete ospedaliera comporta interventi per la razionalizzazione e la riqualificazione dell'offerta di posti letto e lo sviluppo del sistema a rete.

3.1. Il quadro di riferimento nazionale

La riorganizzazione della rete ospedaliera non può prescindere dagli indirizzi nazionali in materia di assistenza ospedaliera, con particolare riferimento a:

a) i livelli essenziali di assistenza;

b) la classificazione degli ospedali;

c) l'organizzazione interna degli ospedali.

I livelli essenziali di assistenza ospedaliera

Livelli essenziali di assistenza

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, Definizione dei livelli essenziali di assistenza, relativamente all'assistenza ospedaliera fornisce limitate indicazioni di rilievo programmatorio:

· nella classificazione delle prestazioni comprese nei livelli assistenziali relativi all'assistenza ospedaliera (allegato 1, §1.A, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001), ove, accanto alle prestazioni tradizionali, prevede espres-samente gli interventi ospedalieri a domicilio;

· con riferimento agli standard relativi alle prestazioni erogabili e alle strutture di offerta (allegato 1, §1.B);

· con riguardo ai ricoveri ad alto rischio di non appropriatezza in regime di degenza ordinaria (allegato 2);

· relativamente al ruolo dell'ospedale nella rete dei servizi sanitari (allegato 3), rispetto al quale fornisce indicazioni di carattere generale.

Standard su tasso di ospedalizzazione e dotazione di posti letto

Gli standard relativi al tasso di ospedalizzazione e alla dotazione di posti letto, già definiti dal decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito dalla Legge 16 novembre 2001, n. 405, e nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, sono stati rideterminati con l'Intesa sottoscritta in sede di Conferenza per i Rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome per il triennio 2005-2007 del 23 marzo 2005, atto n. 2271, nei seguenti termini:

· tasso di ospedalizzazione: 180 ricoveri per mille abitanti, di cui in regime diurno di norma pari al 20%;

· dotazione di posti letto: 4,5 posti letto per mille abitanti, comprensivi della riabilitazione e della lungodegenza post-acuzie (precedentemente determinati in 1 posto letto per mille abitanti). La dotazione può essere maggiorata non oltre il 5% "in rapporto alle diverse condizioni demografiche delle regioni".

L'Intesa Stato - Regioni di cui sopra prevede che tali standard debbano essere raggiunti entro il 2007, con le seguenti tappe intermedie:

· 2005: 4,7 pl per 1.000 abitanti, di cui 4,5 per acuti e 0,2 post-acuzie.

· 2006: 4,6 pl per 1.000 abitanti, di cui 4,1 per acuti e 0,5 post-acuzie.

· 2007: 4,5 pl per 1.000 abitanti, di cui 3,7 per acuti e 0,8 post-acuzie.

In particolare la previsione a regime prevede la sovra dotazione di posti letto consentita dall'Intesa con contestuale riduzione di quelli post-acuzie.

Il tasso di utilizzo dei posti letto, invece, è stato determinato nella misura minima del 75% dalla Legge 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 2, comma 5, e successivamente confermato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001.

La classificazione e organizzazione interna degli ospedali

L'ultima classificazione funzionale organica degli ospedali prevista a livello nazionale è quella introdotta dalla Legge 12 febbraio 1968, n. 132.

Successivamente la normativa nazionale ha regolamentato i requisiti per l'esercizio delle attività di alta specialità (decreto ministeriale 29 gennaio 1992) e ha definito i criteri di classificazione degli ospedali specializzati (decreto ministeriale 31 gennaio 1995).

Classificazione funzionale

Attualmente, a livello nazionale, la classificazione funzionale utilizzata per i confronti delle performance degli ospedali, è di fatto quella che si ricava dalla classificazione istituzionale: aziende ospedaliere - universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, aziende ospedaliere, ospedali presidio di ASL.

Obiettivi strategici del PSN

Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, nell'ambito dei "10 progetti per la strategia del cambiamento" prevede quello finalizzato a "promuovere l'eccellenza e riqualificare le strutture ospedaliere". Delineato il processo di "impetuoso evolvere" delle tecnologie e il cambiamento demografico che ha portato allo sviluppo delle patologie dell'anziano, prevalentemente cronico, il PSN evidenzia come "la nostra organizzazione ospedaliera necessita oggi di un ripensamento. Un ospedale piccolo sotto casa non è più una sicurezza, in quanto spesso non può disporre delle attrezzature e del personale che consentono di attuare cure moderne e tempestive".

Il PSN, pertanto, prevede tra gli obiettivi strategici, il sostegno delle regioni nel loro programma di ridisegno della rete ospedaliera, con le seguenti finalità:

· convertire la funzione degli ospedali minori;

· attivare la ospedalità a domicilio;

· realizzare centri avanzati di eccellenza.

Il successivo accordo Stato-Regioni per l'attuazione del PSN 2003-2005 del 24 luglio 2003 individua tra le priorità la realizzazione di una rete di centri di eccellenza e prevede la definizione di criteri oggettivi per la loro individuazione.

Il tema della classificazione funzionale degli ospedali è quindi rimasto sullo sfondo della normativa nazionale ed è stato invece affrontato a livello regionale, con diverse soluzioni, variamente strutturate e formalizzate.

Con riferimento all'organizzazione interna degli ospedali, la normativa nazionale, un tempo puntuale, è ora circoscritta al principio della dipartimentalizzazione, da tempo previsto e in ultimo ribadito dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni.

3.2. La domanda regionale di ricoveri

Un primo importante indicatore per la valutazione del fabbisogno di assistenza ospedaliera fa riferimento alla domanda di ricoveri della popolazione di riferimento.

Situazione attuale del tasso di ospedalizzazione

Nel 2005 (ultimo anno per il quale sono disponibili informazioni complete), il tasso di ospedalizzazione è stato pari a 223 ricoveri per 1.000 abitanti, così distribuiti:

· 214 presso presidi regionali e 9 presso strutture extra-regionali;

· 222 per ricoveri in reparti per acuti e 1 per ricoveri in reparti di post-acuzie;

· 157 per degenza ordinaria e 66 per degenza diurna.

Il valore del tasso di ospedalizzazione, di gran lunga superiore allo standard previsto dalla normativa nazionale, risente almeno in parte dall'impropria registrazione dei singoli accessi alla degenza diurna come ricovero ordinario; la correzione di tale anomalia porta a stimare il tasso grezzo regionale pari a 211 ricoveri per 1.000 abitanti. Si ricorda che i valori sono calcolati con esclusione dei ricoveri dei neonati sani (DRG 391).

All'interno della Sardegna, il tasso di ospedalizzazione varia in modo significativo nelle diverse aziende sanitarie; la variabilità è in parte riconducibile ai tradizionali fattori legati alla demografia e alla rete dei servizi.

Il tasso di ospedalizzazione 2005, standardizzato per età e genere su base regionale e con la correzione dei ricoveri diurni, presenta il valore minimo nella azienda ASL 2 (179) e quello massimo nelle aziende ASL 4 e 8 (rispettivamente 250 e 242). Occorre peraltro rilevare che la variabilità deriva prevalentemente dai ricoveri diurni (sulla cui corretta registrazione permangono dubbi); in particolare:

· i ricoveri ordinari in 6 aziende sanitarie su 8 sono compresi tra 140 e 165 ricoveri per mille abitanti; fanno eccezione le ASL 6 (137) e 4 (208);

· i ricoveri diurni variano da 22 nella ASL 1 a 82 nella azienda USL 8.

Obiettivi del Piano

In coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente, obiettivo del Piano è ricondurre entro il 2009 il tasso di ospedalizzazione nei limiti dello standard nazionale, con le seguenti tappe intermedie:

· 2007: 210 ricoveri per 1.000 abitanti;

· 2008: 200 ricoveri per 1.000 abitanti;

· 2009: 190 ricoveri per 1.000 abitanti (tasso medio annuo da raggiungere progressivamente in modo da pervenire negli ultimi mesi dell'anno allo standard di 180 ricoveri per 1.000 ab.);

· 2010: 180 ricoveri per 1.000 abitanti.

Il graduale adeguamento del tasso di ospedalizzazione deve essere preceduto da un insieme di interventi finalizzati a garantire il progressivo potenziamento delle attività alternative al ricovero ordinario (in particolare, assistenza sul territorio e ricoveri diurni), nonché la riduzione dei ricoveri impropri, in modo da assicurare risposte assistenziali appropriate e di complessità adeguata alle specifiche esigenze delle persone in condizioni di bisogno.

A tal fine gli obiettivi assegnati ai direttori generali delle aziende sanitarie nel triennio 2005-2007 devono prevedere interventi sui versanti della domanda e dell'offerta di prestazioni:

· accordi con i medici di medicina generale per il monitoraggio delle prescrizioni di ricovero, in attuazione dell'accordo regionale;

· sviluppo dell'assistenza territoriale: assistenza specialistica ambulatoriale, anche in forma di day service, assistenza domiciliare integrata, ospedalizzazione domiciliare, residenza sanitaria assistenziale ecc.;

· sviluppo dei ricoveri di day surgery e di day hospital (ad esclusione di quelli diagnostici) e riduzione di quelli ordinari, a partire da quelli a elevato rischio di inappropriatezza.

Si tratta cioè di sviluppare una rete di servizi in grado di garantire risposte adeguate sotto il profilo clinico e organizzativo, espressione di un'assistenza che supera la centralità dell'ospedaliera a favore del territorio, favorendo - quando possibile - il mantenimento del paziente al proprio domicilio.

3.3 La rete ospedaliera regionale

La situazione attuale

In Sardegna la rete dei presidi, pubblici e privati, che erogano assistenza ospedaliera è in larga parte ancora frutto di scelte effettuate negli anni '80 ed è stata solo in parte riordinata negli anni '90 per tenere conto dell'evoluzione degli indirizzi tecnico-scientifici che hanno guidato lo sviluppo dell'assistenza ospedaliera nei paesi industrializzati.

La rete presenta le seguenti caratteristiche principali:

· dotazione totale effettiva di posti letto negli ospedali pubblici e dei soggetti erogatori accreditati complessivamente superiore allo standard nazionale di 4,5 posti letto per 1.000 abitanti (7.824 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro del 4,5 per 1.000 ab. di 7.425 posti letto)

· forte esubero di posti letto per acuti (7.643 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro dell'uno per 1.000 ab. di 5.775 posti letto);

· carenza di posti letto post-acuzie (181 posti letto effettivi a fronte di un fabbisogno stimato in base al parametro dell'uno per 1.000 ab. di 1.650 posti letto);

· tasso complessivo di utilizzo dei posti letto ordinari inferiore al tasso nazionale di riferimento del 75%: 68,9% per gli ospedali pubblici, 57% per i soggetti erogatori privati e, in media complessiva regionale, 65,8%

· posti letto diurni per acuti attualmente inferiori al tasso minimo del 10% (ma potenzialmente in crescita, con la necessaria riduzione dei posti letto ordinari).

In carenza di un piano sanitario regionale la rete dei presidi, pubblici e privati, che erogano assistenza ospedaliera si è altresì sviluppata in modo non organico ed equilibrato sul territorio. In particolare la distribuzione dei posti letto tra le varie specialità presenta lacune ed esuberi non solo a livello regionale, ma soprattutto nelle singole aree territoriali.

La situazione a regime: dotazione complessiva

Con riguardo alla dotazione complessiva di posti letto ospedalieri, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale, obiettivo del presente Piano Sanitario è pervenire ad una offerta di 7.102 posti letto, di cui 6.075 per acuti e 1.027 post-acuzie.

Tale dotazione "obiettivo" è calcolata con riferimento al parametro nazionale, distinto per le patologie acute e post acute, come di seguito specificato, il cui rispetto è oggetto di monitoraggio da parte del Governo e condiziona le scelte delle singole regioni.

Con riferimento alla dotazione di posti letto peracuti, la Regione ritiene che la capacità ricettiva possa essere ulteriormente incrementata del 5% dei posti letto, tenuto conto della dispersione della popolazione e delle caratteristiche del territorio della Sardegna, ai sensi dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, la quale prevede deroghe allo standard nazionale ancorché per motivazioni differenti da quelle legate al territorio. Su tale punto, la Regione è impegnata in un confronto con il Governo nazionale.

Con riferimento ai posti letto per post-acuti, la Regione ritiene che nel triennio di validità del Piano la dotazione complessiva possa essere incrementata fino a 1027 pl, valore inferiore allo standard di 1 pl per 1.000 abitanti, ma realisticamente compatibile con gli interventi di riconversione dell'offerta e con l'attuale dimensione della rete regionale di strutture residenziali extra-ospedaliere.

La dotazione a regime per specialità: metodologia di analisi

Con riguardo alla dotazione di posti letto per discipline ospedaliere, il fabbisogno tendenziale è stato calcolato partendo dalla distribuzione effettiva rilevata a livello nazionale per le singole specialità (classificate secondo i criteri di cui alle rilevazioni ministeriali), con il seguente procedimento:

· sono stati compresi nel calcolo sia i posti letto ordinari sia quelli diurni, delle strutture pubbliche e private accreditate;

· sono stati considerati solo i posti letto rilevati per le singole discipline, con l'esclusione di quelli ad utilizzo misto (reparti "pensionanti" e "detenuti" e "day hospital multispecialistico"), ovvero dei posti letto diurni che non vengono attribuiti alle singole discipline (quest'ultimo è presente in alcuni ospedali sardi ed è pertanto stato considerato nella colonna della dotazione attuale);

· poiché i posti letto oggi presenti a livello nazionale per l'acuzie sono superiori allo standard di 3,5 posti letto per 1.000 abitanti, il parametro è stato reso compatibile con lo standard complessivo riducendo in modo proporzionale la dotazione di tutte le discipline (rinviando in questa prima fase ogni considerazione circa l'evoluzione delle patologie e delle tecnologie);

· per la post-acuzie, in presenza di un numero di posti letto inferiore allo standard di 1 posto letto per 1.000 abitanti, si è operato con il processo inverso, ovvero incrementando in modo proporzionale la dotazione di tutte le discipline ivi comprese.

Tale procedura non porta ad individuare un parametro obiettivo per singola disciplina (non disponibile a livello nazionale) ma, più semplicemente, un valore da usare come riferimento non vincolante per l'analisi dell'attuale rete ospedaliera a livello di singola disciplina e per la definizione della sua revisione, a livello regionale e di singola azienda sanitaria.

Il confronto tra la dotazione attuale per specialità e il valore nazionale per specialità mette in evidenza una serie di differenze, spiegate da un complesso di fattori (confronta tabella 1) fra i quali si sottolinea:

· la carenza (regionale o locale) di alcune discipline, causa di sviluppo delle attività da parte di reparti affini (in particolare, le medicine e le chirurgie generali);

· le specifiche condizioni epidemiologiche e della domanda di assistenza;

· la presenza di un eccesso di posti letto ordinari in alcune discipline caratterizzate da un basso tasso di utilizzo della capacità produttiva esistente;

· il ridotto sviluppo dell'ospedalizzazione diurna (ad esempio per l'oculistica) e di forme alternative di assistenza (day service, ospedalizzazione domiciliare, hospice, ecc.);

· lo sviluppo anomalo dell'ospedalità privata (ad esempio per la geriatria, a fronte di una carenza di servizi pubblici, indispensabili anche per gestire le unità di valutazione geriatrica che regolano l'accesso ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari);

· la natura principalmente bipolare della sanità sarda, che comporta una diffusa presenza di specialità nei due poli di Cagliari e Sassari e una maggiore dotazione di posti letto in reparti generali nelle aree interne;

· non vanno infine trascurate differenze nella classificazione e codifica dei posti letto, nonché nel loro reale utilizzo per attività più o meno riconducibili alle diverse specialità.

Tenuto conto di tali considerazioni, la tabella 1 allegata riporta la distribuzione del fabbisogno di posti letto tra le singole discipline, definito sulla base del parametro nazionale di riferimento e delle peculiarità della realtà regionale. Il dato riportato nella colonna fabbisogno tendenziale RAS" costituisce un riferimento per la definizione della distribuzione (a regime) delle specialità a livello territoriale, da utilizzare con gradualità e flessibilità, tenuto conto delle concrete potenzialità locali e delle disponibilità economiche per il Servizio Sanitario Regionale.

Resta infatti inteso che la distribuzione dei posti letto tra le singole discipline a livello di ogni zona dovrà tenere conto:

· dei fattori sopra indicati, in particolare della diversa afferenza delle patologie in base alle discipline presenti sul territorio;

· dell'evoluzione dell'organizzazione ospedaliera e dell'effettivo sviluppo delle attività alternative al ricovero;

· della necessaria gradualità nel passaggio dall'attuale situazione a quella a regime.

Nella tabella 2 viene indicata ai sensi dell'articolo 12, comma 5, lettera g) della legge regionale n. 10 del 2006 la presenza delle singole specialità nelle varie province identificate con le ASL, senza indicazione quantitativa della dotazione di posti letto. La tabella ipotizza la distribuzione a lungo termine delle discipline, con un processo di progressivo adeguamento che, per poter essere attuato, richiede:

· la riduzione complessiva della dotazione di posti letto per acuti nei limiti dello standard nazionale, a partire da quelli con un tasso di occupazione inferiore allo standard del 75%;

· la riduzione della concentrazione di posti letto in alcune aree territoriali, ove non giustificata da motivi funzionali (ovvero in presenza di un numero di strutture complesse superiore al fabbisogno zonale);

· la contestuale riduzione dei posti letto delle discipline generali di riferimento.

La proposta di distribuzione delle specialità sul territorio regionale (di cui alla tabella allegata) tiene quindi conto del dato storico, della situazione geografica e viaria della Sardegna.

In sintesi, l'obiettivo è garantire:

· una capillare diffusione su tutto il territorio regionale delle discipline di base, al fine di assicurare uniformità e tempestività di trattamento;

· una razionale presenza sul territorio delle discipline specialistiche, tenuto conto delle indicazioni scientifiche internazionali e dei parametri nazionali che raccomandano adeguati volumi di attività e il necessario sviluppo di competenze cliniche.

La riorganizzazione della rete ospedaliera è realizzata nel medio periodo, a partire dalle carenze prioritarie nei singoli territori, compatibilmente con le risorse disponibili (professionali ed economiche) e garantendo adeguate sinergie con il parallelo processo di sviluppo delle attività distrettuali e sul territorio.

Il riordino della rete: 12 indirizzi

Per raggiungere tali obiettivi è necessario procedere alla concreta realizzazione di una rete di strutture e presidi ospedalieri in grado di coniugare efficacia delle risposte assistenziali, accessibilità ai servizi in tutto il territorio regionale, efficienza nell'impiego delle risorse.

In tale ottica, gli indirizzi generali - cui la puntuale riorganizzazione della rete ospedaliera all'interno della Regione dovrà attenersi - indicano l'esigenza di:

·

1. Diffusione delle singole discipline

prevedere la distribuzione regionale delle specialità cliniche in base al rispettivo tasso atteso di ospedalizzazione e al conseguente bacino potenziale di utenza, articolandone l'attivazione sul territorio secondo il livello di diffusione da perseguire, secondO la seguente classificazione (cfr. tabella 2),

- specialità rare, da prevedere in 1-2 aziende sanitarie;

- specialità di media diffusione, da prevedere in 3-4 aziende sanitarie;

- specialità di alta diffusione, da prevedere in 6-7 aziende sanitarie;

- specialità di base, da prevedere in tutte le 8 aziende sanitarie locali;

·

2.Centri di riferimento e periferici

prevedere l'organizzazione delle diverse specialità rare e di media diffusione con il principio della rete integrata mediante il modello hub & spoke, ovvero prevedendo raccordi tra i centri di riferimento regionali e sub-regionali (hub) e i centri periferici (spoke, costituiti, ove del caso, da specialità affini);

·

3.Ospedali generali e specializzati

procedere alla organizzazione della rete dei presidi, distinguendo fra ospedali generali e ospedali specializzati, in base ai seguenti criteri:

- ospedali di rete generali, con valenza regionale, sub-regionale o zonale, monosede o plurisede. Negli ospedali plurisede la sede principale è quella caratterizzata dalla presenza delle specialità delle diverse aree funzionali (medicina, chirurgia, materno-infantile) e dal DEA di 1° o 2° livello, mentre le altre sedi sono caratterizzate da discipline solo di area medica, prevalentemente dedicate alla post-acuzie, con attività di day surgery garantita dalla sede principale e con pronto soccorso h12 o h24, in base alla distanza dall'ospedale principale;

- ospedali di rete specializzati, con valenza regionale o sub-regionale;

·

4. Superare le duplicazioni non necessarie

in generale, nell'ambito di ogni area territoriale, in presenza di più presidi, superare la duplicazione delle specialità in presidi operanti a distanza ridotta e raggiungibili tendenzialmente in meno di 30 minuti, salvo ragioni legate a reali consistenti volumi di attività, in particolare nelle discipline con alti tassi di ospedalizzazione;

·

5. La dotazione nelle singole province

rideterminare i posti letto a regime per le singole province in coerenza con il valore globale regionale, come sopra determinato, tenendo conto della distribuzione delle specialità di cui alla tabella 2 allegata e dell'obiettivo tendenziale di utilizzo complessivo dei posti letto ordinari mediamente pari ad almeno il 75% della capacità ricettiva; tale tasso deve essere interpretato come obiettivo minimo complessivo della struttura di ricovero, compatibile con tassi nelle singole unità operative, differenziati in base alle caratteristiche dei singoli reparti (tenuto conto della differente degenza media e di un adeguato intervallo di turn-over) e condizionato dal mix tra reparti con attività programmabile e non;

·

6. Posti letto per acuti e post-acuzie

procedere, ove è prevista una riduzione dei posti letto per acuti, alla loro trasformazione in posti letto post-acuzie (riabilitazione e lungodegenza) e alla conseguente riconversione delle attività, a garanzia di una più appropriata assistenza a favore del paziente; le aziende sanitarie individuano sin da subito l'offerta ospedaliera di fatto già destinata a rispondere a bisogni di lungodegenza e riabilitazione e procedono alla formale riconversione/ riclassificazione dei relativi posti letto e delle relative risorse, nei tre seguenti livelli organizzativi e assistenziali:

1) gli interventi di terzo livello riabilitativo sono erogati in Unità Operative specializzate collocate presso presidi di alta specialità ai sensi del D.M. 23 gennaio 1992, individuate a livello regionale nell'Unità Spinale e nelle Unità per le gravi cerebrolesioni acquisite e i gravi traumi cranio-encefalici;

2) gli interventi di secondo livello riabilitativo sono erogati, in regime di ricovero, presso Unità Operative di riabilitazione intensiva inserite in presidi ospedalieri plurispecialistici e monospecialistici ove siano già presenti funzioni di ricovero e cura ad alta intensità diagnostica ed assistenziale, o nei quali sia costituita una specifica unità operativa in grado di garantire la presa in carico multicomprensiva di individui per i quali il trattamento di recupero funzionale di menomazioni e disabilità è indifferibile. Tali soggetti richiedono interventi valutativi e riabilitativi specialistici ed interventi di nursing ad elevata specificità articolati nell'arco delle intere 24 ore o nelle ore diurne, non erogabili in forma extra-ospedaliera, quantificati in almeno tre ore di trattamento riabilitativo specifico giornaliero. Tali unità operative svolgono attività in regime di ricovero ordinario o in regime di Day Hospital.

3) Le prestazioni di primo livello riabilitativo sono erogate, in regime di ricovero, presso le Unità Operative ospedaliere di lungodegenza post-acuta a valenza riabilitativa estensiva.

·

7.Strutture a bassa intensità assistenziale

riconvertire gli ospedali minori che per la loro collocazione, prossima agli ospedali generali ed in aree che non presentano problemi di accesso da parte della popolazione di riferimento, possono essere trasformati in strutture a bassa intensità assistenziale in grado di garantire adeguate risposte sanitarie con modalità alternative al ricovero ordinario (ad es. ospedale di comunità, RSA, poliambulatorio) e salvaguardando la presenza di una struttura sanitaria nei territori con grave disagio geomorfologico e con rilevanti problemi di accessibilità al resto della rete;

·

8.Modello dipartimentale

sviluppare il governo clinico degli ospedali su base dipartimentale mediante i dipartimenti funzionali, al fine di coordinare la gestione sanitaria delle strutture omologhe o appartenenti alle macro-articolazioni delle discipline (area medica, chirurgica, materno-infantile, servizi) o complementari, in base alla articolazione e al numero delle specialità presenti nell'azienda sanitaria. I dipartimenti funzionali, ove composti da strutture collocate in diversi presidi, assolvono alla prevalente funzione di coordinare le attività svolte dalle singole strutture, contribuire alle scelte nell'allocazione delle risorse, migliorare i processi assistenziali, coordinare lo sviluppo delle risorse professionali. Nel caso in cui le strutture che compongono il dipartimento siano attigue, il dipartimento funzionale assume anche la funzione di dipartimento strutturale, al fine di garantire il più efficiente utilizzo delle dotazioni strutturali e delle risorse umane. Nelle ASL dotate di un solo ospedale con un numero limitato di reparti, la costituzione dei dipartimenti non è obbligatoria.
Le aziende sanitarie si attivano affinché una quota parte dei posti letto per acuti (almeno il 10%) sia destinato ad un utilizzo dipartimentale o, comunque, a favore di tutte le strutture che compongono l'ospedale;

·

9.Degenza diurna

sviluppare ulteriormente la degenza diurna, mediante la trasformazione di posti letto di degenza ordinaria in posti letto di degenza diurna (tendenzialmente sostituendo non meno di 2 posti letto di degenza ordinaria con 1 posto letto di day hospital); in relazione ai volumi di attività di ricovero programmato, almeno il 15% dei posti letto di area funzionale chirurgica e materno-infantile, nonché almeno il 10% per l'area funzionale medica e di recupero e riabilitazione funzionale, devono essere dedicati ad attività in assistenza a ciclo diurno.

·

10. Attività ambulatoriale programmata

sviluppare le attività ambulatoriali programmate (day service), con l'obiettivo di contribuire alla riduzione delle liste di attesa e di favorire la presa in carico della persona garantendo accompagnamento lungo le fasi essenziali del percorso diagnostico-terapeutico;

·

11. Osservazione breve

Sviluppare l'Osservazione Breve nel contesto organizzativo dei servizi di Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri, con l'obiettivo di migliorare la qualità delle cure erogate ai pazienti, attraverso l'osservazione protratta in regime di non ricovero ed il trattamento dei quadri a complessità moderata, con riduzione delle ammissioni non appropriate;

·

12. Assistenza domiciliare

attivare l'ospedalizzazione domiciliare (in particolare per l'assistenza oncologica e per i soggetti anziani) nel contesto dei programmi di assistenza domiciliare integrata a garanzia della continuità dei trattamenti erogabili in regime extra-ospedaliero.

Con riguardo alla distribuzione dell'offerta di posti letto fra strutture pubbliche e strutture private, il presente Piano, nel confermare la scelta a favore del rafforzamento della capacità del settore pubblico di rispondere in maniera adeguata ai bisogni di salute della popolazione, prevede la riorganizzazione della rete ospedaliera sulla base dei seguenti criteri generali:

· le azioni di riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera devono interessare sia il settore pubblico sia il settore privato;

· il criterio principe valido per entrambi i settori, pubblico e privato, è il parametro nazionale relativo al tasso di occupazione dei posti letto, il quale deve tendere ad essere almeno pari al 75% della capacità produttiva, tenuto conto dei livelli di appropriatezza delle prestazioni erogate e del necessario contenimento del tasso di ospedalizzazione.

Gli indirizzi ed i criteri di cui sopra, ove adeguatamente adottati a livello aziendale, mirano a favorire una graduale trasformazione della rete ospedaliera regionale dall'attuale insieme di singole strutture di ricovero (per lo più di tipo tradizionale) ad una rete integrata per l'assistenza ospedaliera, ove l'integrazione si realizza non solo fra i diversi ospedali ma anche fra gli ospedali e i distretti, sviluppata nel rispetto delle esigenze di riequilibrio a favore dei centri interni dell'Isola, con l'obiettivo di garantire continui miglioramenti della qualità dell'assistenza, nell'interesse di tutte le persone cui il Servizio sanitario regionale è tenuto a dare risposte.


Tabella 1 - RETE OSPEDALIERA: RIMODULAZIONE PER DISCIPLINE

in coerenza con il parametro nazionale di 4,5 pl per 1.000 ab.

Fattori di rimodulazione

diffu-sione

poli

cod.

disciplina

riferim. nazionale

Sardegna dotazione attuale

Sardegna fabbisogno tendenziale

Carenza regionale

Riferimento specialistico

Condizioni epidemiologiche

Basso tasso occup.

Potenziamento DH/DS

Forme alternative assistenza

rara

1

1

allergologia

0,002

24

10

5

angiologia

0,005

3

5

13

chirurgia toracica

0,014

25

25

25

medicina del lavoro

0,003

4

4

55

farmacologia clinica

2

0

65

oncoematologia pediatrica

0,002

7

9

2

70-74-61

radioterapia + rad.oncol. + med. nucl.

0,014

61

34

71

reumatologia

0,009

19

19

7-6

cardiochirurgia + c.ped.

0,031

36

42

10-35

chir. maxillo-f. + odonto

0,017

16

22

11

chirurgia pediatrica

0,016

31

30

12-46-47

chir. plast. + gr. ustioni + g.u. ped.

0,024

11

22

19

malattie endocrine

0,022

13

26

33

neuropsichiatria infantile

0,011

21

21

48

nefrologia (abilit. trap. rene)

0,008

51

28

58

gastroenterologia

0,024

97

65

media

3-4

14

chirurgia vascolare

0,034

39

56

18

ematologia + oncoemat.

0,034

119

106

24

malattie infettive

0,065

131

106

30

neurochirurgia

0,044

77

77

52

dermatologia

0,023

68

38

62

neonatologia

0,067

65

88

64

oncologia

0,045

161

135

68

pneumologia

0,073

291

170

73

terapia intensiva neonatale

0,017

40

40

alta

6-7

29

nefrologia + 54 emodialisi

0,050

22

60

32

neurologia

0,120

289

219

34

oculistica

0,091

277

151

38

otorinolaringoiatria

0,093

206

156

40

psichiatria

0,114

100

130

43

urologia

0,128

270

210

altissima

8

8

cardiologia

0,131

127

197

9

chirurgia generale

0,525

1.171

911

21

geriatria

0,084

255

138

26

medicina generale

0,672

1.492

1.152

36

ortopedia e traumatologia

0,337

630

580

37

ostetricia e ginecologia

0,298

743

540

39

pediatria

0,124

341

251

49

terapia intensiva

0,057

119

119

50

unità coronarica

0,045

73

83

51

astanteria

0,027

25

0

totale acuti

3,500

7.643

6.075

28

unità spinale

0,014

15

15

56

recupero e riabilit.funzionale

0,639

42

650

75

neuroriabilitazione

0,035

60

60

lungodegenza

0,312

124

302

totale post-acuzie

1,000

181

1.027

totale generale*

4,500

7.824

7.102

* Compresi 91 posti di d.h. multiprofessionale


Tabella 2 - RETE OSPEDALIERA: DISTRIBUZIONE DISCIPLINE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA

in coerenza con il parametro di riferimento di 4,5 posti letto ogni 1.000 ab.

diffu-sione

poli

cod.

disciplina

riferim. nazionale 4,5/1000

Fabbisogno tendenziale RAS

Sassari

Olbia-Tempio

Nuoro

Ogliastra

Oristano

Medio
Campidano

Carbonia/Iglesias

Cagliari

rara

1

1

allergologia

0,002

10

X

5

angiologia

0,005

5

X

13

chirurgia toracica

0,014

25

X

25

medicina del lavoro

0,003

4

X

55

farmacologia clinica

0

X

2

61-70-74

med.nucl.+radioterapia+rad.oncol.

0,014

34

X

X

71

reumatologia

0,009

19

X

X

7-6

cardiochirurgia + c.ped.

0,031

42

X

X

10-35

chir. maxillo-f. + odonto

0,017

22

X

X

11

chirurgia pediatrica

0,016

30

X

X

12-46-47

chir. plast. + gr. ustioni + g.u. ped.

0,024

22

X

X

19

malattie endocrine

0,022

26

X

X

33

neuropsichiatria infantile

0,011

21

X

X

48

nefrologia (abilit. trap. rene)

0,008

28

X

X

58

gastroenterologia

0,024

65

X

X

media

3-4

14

chirurgia vascolare

0,034

56

X

X

X

18

ematologia + oncoemat.

0,034

106

X

X

X

24

malattie infettive

0,065

106

X

X

X

X

30

neurochirurgia

0,044

77

X

X

X

52

dermatologia

0,023

38

X

X

X

62

neonatologia

0,067

88

X

X

X

X

X

X

64

oncologia

0,045

135

X

X

X

X

X

68

pneumologia

0,073

170

X

X

X

X

73

terapia intensiva neonatale

0,017

40

X

X

X

alta

6-7

29

nefrologia + 54 emodialisi

0,050

60

X

X

X

X

X

X

X

32

neurologia

0,120

219

X

X

X

X

X

X

X

34

oculistica

0,091

151

X

X

X

X

X

X

X

38

otorinolaringoiatria

0,093

156

X

X

X

X

X

X

40

psichiatria

0,114

130

X

X

X

X

X

X

43

urologia

0,128

210

X

X

X

X

X

X

X

altissima

8

8

cardiologia

0,131

197

X

X

X

X

X

X

X

X

9

chirurgia generale

0,525

911

X

X

X

X

X

X

X

X

21

geriatria

0,084

138

X

X

X

X

X

X

X

X

26

medicina generale

0,672

1.152

X

X

X

X

X

X

X

X

36

ortopedia e traumatologia

0,337

580

X

X

X

X

X

X

X

X

37

ostetricia e ginecologia

0,298

540

X

X

X

X

X

X

X

X

39

pediatria

0,124

251

X

X

X

X

X

X

X

X

49

terapia intensiva

0,057

119

X

X

X

X

X

X

X

X

50

unità coronarica

0,045

83

X

X

X

X

X

X

X

X

totale acuti

3,500

6.075

28

unità spinale

0,014

15

X

56

recupero e riabilit.funzionale

0,639

650

X

X

X

X

X

X

X

X

75

neuroriabilitazione

0,035

60

X

X

X

60

lungodegenza

0,312

302

X

X

X

X

X

X

X

X

totale post-acuzie

1,000

1.027

totale generale

4,500

7.102


3.3 bis La rete territoriale degli ospedali

La tabella n. 1 sulla distribuzione regionale delle specialità cliniche (di cui in precedenza) evidenzia l'elevata differenza tra l'attuale dotazione di posti letto (colonna "dotazione attuale pl RAS") e quella di riferimento (colonna "p.I. fabbisogno tendenziale RAS"), definita tenuto conto degli standard previsti a livello nazionale, della distribuzione media delle specialità in ambito nazionale nonché delle peculiarità della realtà regionale.

L'elevata differenza, a livello aggregato, della dotazione di posti letto per acuti e post-acuzie (rispetto a quella di riferimento, verso cui tendere) richiede l'avvio di un processo graduale di adeguamento della rete, che può essere articolato su due fasi:

· una prima fase, sostanzialmente coincidente con l'arco temporale di validità del presente Piano, di avvio del processo di adeguamento (riconversione e/o contenimento) della dotazione di posti letto per acuti e, parallelamente, di sviluppo (aumento) dei posti letto post-acuzie;

· una seconda fase, da definire in occasione della predisposizione del Piano sanitario successivo al presente, di completamento ed aggiornamento del percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera, tenuto conto dello stato di attuazione del presente Piano, delle eventuali evoluzioni degli standard nazionali nonché delle evidenze circa il fabbisogno di assistenza ospedaliera dell'epoca.

La gradualità nell'adeguamento della rete ospedaliera risponde all'esigenza di prevedere cambiamenti sostenibili dal punto di vista sanitario, economico e strutturale. In particolare, tenuto conto della necessità di pervenire ad una consistente riduzione dei posti letto ordinari per acuti, il presente Piano propone un contenimento nei limiti previsti dagli standard nazionali, aumentati del 5% come ipotizzabile nel caso in cui la deroga contenuta nell'Intesa Stato-Regioni del 23.3.2005 possa essere valida per la Sardegna (pur con motivazioni differenti da quelle legate al territorio, cui può fare riferimento la Sardegna). Ciò in considerazione delle peculiarità dell'Isola, caratterizzata da una elevata dispersione della popolazione, una specifica conformazione geomorfologia del territorio, una rete viaria particolarmente difficile, oltre alla più nota insularità (fenomeni in grado di motivare una maggiore diffusione sul territorio dell'offerta ospedaliera di alcune specialità cliniche).

Con riferimento alla dotazione di posti letto per acuti, la capacità ricettiva cui tendere nell'arco del triennio di validità del Piano viene incrementata pertanto del 5%, portando la dotazione complessiva a 6.075 pl. L'adeguamento dell'offerta ospedaliera dovrà riguardare sia il settore pubblico sia il settore privato e dovrà essere realizzato nel rispetto del diritto all'assistenza in presenza di reali bisogni di salute della popolazione.

L'incremento del 5% dei posti letto per acuti attenua la manovra di riduzione dell'attuale dotazione, in parte facilitata dal basso tasso di utilizzo (ancora inferiore al 75%) ma che richiede, a monte, la riduzione del tasso di ospedalizzazione (superiore di oltre il 10% rispetto alla media nazionale), in particolare con riguardo ai ricoveri inappropriati (la percentuale di ricoveri ordinari dei 43 DRG ad alto rischio di inappropriatezza è fra le più alte del Paese).

La dotazione di posti tetto per le post-acuzie è complessivamente contenuta in 1027 pl, inferiore allo standard di 1 pl per 1.000 abitanti tenuto conto del notevole sviluppo della rete regionale di strutture residenziali extra-ospedaliere. In particolare, si ricorda che l'offerta di posti residenziali e semiresidenziali negli istituti e nei centri di riabilitazione è in Sardegna pari a 0,90, quasi doppia rispetto alla media nazionale di 0,48. Si ritiene pertanto possibile, in linea con le tendenze evolutive dell'assistenza ospedaliera e territoriale e della loro necessaria forte integrazione, prevedere in questa prima fase di riorganizzazione della rete ospedaliera un relativo contenimento della lungodegenza pura a favore dell'assistenza riabilitativa estensiva (in strutture extraospedaliere) e domiciliare. Si sottolinea inoltre la necessità di un allineamento della degenza media nei reparti di lungodegenza a livelli prossimi a quelli delle altre regioni italiane (più che doppia rispetto alla media nazionale).

AI termine del triennio sarà possibile valutare lo stato di attuazione del presente Piano, alla luce della tendenza internazionale e nazionale di graduale riduzione della dotazione di posti letto per acuti e di sviluppo delle forme di assistenza alternativa all'ospedalizzazione e della evoluzione della domanda di ospedalizzazione in ambito regionale.

In tale sede sarà possibile valutare:

· la conferma o il superamento della sovradotazione del 5% prevista in questa fase per l'offerta di posti letto per acuti;

· il processo di crescita della degenza post-acuzie e dei posti letto in strutture extraospedaliere e, conseguentemente, il grado di soddisfacimento della domanda di tale forma di ospedalizzazione, ora non espressa per carenza di offerta.

Nella tabella riportata di seguito, la dotazione delle diverse aree territoriali (individuate in base alle ASL coincidenti con le province) comprende tutti i presidi ivi operanti: i presidi delle ASL, l'Azienda Ospedaliera Brotzu, i due Policlinici universitari (per la situazione attuale) e le Aziende ospedaliero universitarie (in prospettiva) e le case di cura private.

L'articolazione dei posti letto tra le diverse istituzioni verrà definita con successivi provvedimenti attuativi del Piano, tenuto conto delle convenzioni con le Università, degli accordi siglati con le associazioni rappresentative della spedalità privata e con l'approvazione dei piani di riqualificazione e rientro delle Aziende sanitarie regionali.


Tabella 3: RETE OSPEDALIERA - POSTI LETTO
DOTAZIONE ATTUALE E FABBISOGNO TENDENZIALE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA

SASSARI

OLBIA

NUORO

LANUSEI

ORISTANO

SANLURI

IGLESIAS

CAGLIARI

REGIONE

Residenti 1.1.2005

332.600

145.450

162.424

58.048

168.582

104.055

131.417

553.101

1.655.677

Situazione attuale (a)

pl acuti DO

1.824

342

523

201

488

162

388

3.089

7.017

pl acuti DH

74

34

53

14

40

10

48

353

626

totale pl acuti

1.898

376

576

215

528

172

436

3.442

7.643

pl post-acuti

25

0

0

0

0

0

17

139

181

totale pl

1.923

376

576

215

528

172

453

3.581

7.824

pl x 1.000 ab.

acuti

5,7

2,6

3,5

3,7

3,1

1,7

3,3

6,2

4,6

post-acuti

0,1

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,1

0,3

0,1

totale pl

5,8

2,6

3,5

3,7

3,1

1,7

3,4

6,5

4,7

di cui privati

109

0

0

80

177

0

0

1.067

1.433

occupaz. pl pubbl. (*)

60,7

69,8

62,5

71,3

81,2

76,8

65,5

74,2

occupaz. pl privati (**)

51,1

62,4

46,4

55,9

fabbisogno tendenziale (b)

pl acuti DO

1.100

430

453

170

445

173

303

2.222

5.295

pl acuti DH

151

59

60

20

61

21

47

360

780

totale pl acuti

1.251

489

513

190

506

194

350

2.582

6.075

pl post-acuti

220

84

96

25

94

56

80

372

1.027

totale pl

1.471

573

609

215

600

250

430

2.954

7.102

di cui privati (max)

70

150

0

60

110

0

0

740

1.130

pl x 1.000 ab.

acuti

3,8

3,4

3,2

3,3

3,0

1,9

2,7

4,7

3,7

post-acuti

0,7

0,6

0,6

0,4

0,6

0,5

0,6

0,7

0,6

totale pl

4,4

3,9

3,7

3,7

3,6

2,4

3,3

5,3

4,3

differenza (b-a)

pl acuti DO

-724

88

-70

-31

-43

11

-85

-867

-1.722

pl acuti DH

77

25

7

6

21

11

-1

7

154

totale pl acuti

-647

113

-63

-25

-22

22

-86

-860

-1.568

pl post-acuti

195

84

96

25

94

56

63

233

846

totale pl

-452

197

33

0

72

78

-23

-627

-722

I dati si riferiscono al territorio delle diverse province (coincidenti con le rispettive ASL) e a tutte le strutture ospedaliere insistenti su di esso.

(*) Il tasso di occupazione dei posti letto è riferito ai posti letto ordinari della rete pubblica delle Aziende sanitarie.

(**) Il tasso di occupazione si riferisce ai posti letto di degenza ordinaria.

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La "tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", è soppressa. (441)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La "tabella 2 - Rete Ospedaliera: Distribuzione Discipline per Provincia/Azienda Sanitaria", è soppressa. (442)

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Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla seconda riga, le parole "potrà consentire il miglioramento" sono sostituite dal seguente: "non dovrà causare il peggioramento". (389)

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Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla seconda riga, la parola "potrà" è sostituita con la parola "dovrà". (388)

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Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Nel secondo capoverso, alla quarta riga, il periodo che inizia con le parole "Sarà delineata" e finisce con le parole "allo spopolamento." è sostituito dal seguente: "sarà accompagnata, già nella manovra Finanziaria 2007, dallo stanziamento di adeguate risorse economiche specificamente destinate a garantire il ruolo che tali strutture possono svolgere anche in termini di coesione sociale, di mantenimento delle persone in difficoltà nel proprio ambiente di vita e di contrasto alle tendenze allo spopolamento". (390)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al quarto capoverso, le parole "per acuti" sono sostituite dalla parola "complessivi". (399)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

All'ottavo capoverso, alla terza riga, la parte che inizia con le parole "…e delle peculiarità" e termina con la fine del capoverso, sino alle parole "Sanitario Regionale."è sostituita dal seguente: ", che è ricondotta esclusivamente ai parametri nazionali di riferimento. Entro 60 giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta regionale presenta alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale, che esprime il proprio parere entro trenta giorni, una propria proposta circostanziata e motivata di ridefinizione complessiva del numero dei posti letto per specialità". (403)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Le prime due righe del nono capoverso sono sostituite dal seguente: "La Giunta Regionale dovrà presentare una proposta dalla quale discenda anche la distribuzione zonale dei posti letto per specialità, che dovrà comunque tenere conto di:". (404)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al dodicesimo capoverso, le parole "compatibilmente con le risorse disponibili (professionali ed economiche)" sono sostituite dalle seguenti: "con adeguato impegno di risorse professionali ed economiche". (407)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla cinquantaduesima riga, nel contesto del sesto punto, le parole "le aziende sanitarie individuano sin da subito.." sono sostituite dal seguente: "La Regione, sentiti i Direttori Generali e la competente Commissione Consiliare Sanità, che esprime il proprio parere entro quindici giorni, individua entro sessanta giorni dall'approvazione del Piano". (411)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel quattordicesimo capoverso, alla seconda riga, la parte che inizia con le parole "…strutture private," e termina con le parole "criteri generali:" è sostituita dal seguente: "il presente Piano, nel confermare la volontà di rafforzare le capacità di risposta del settore pubblico, punta alla piena integrazione dell'Ospedalità privata, che concorra a completare virtuosamente il quadro dell'offerta sanitaria al cittadino, stimolando la complessiva crescita di qualità del sistema. E' pertanto prevista la riorganizzazione della rete ospedaliera sulla base dei seguenti criteri generali:" (414)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 5 Angiologia, il numero "5" è sostituito con il numero "8". (417)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 25 Medicina del Lavoro, il numero "4" è sostituito con il numero "5". (418)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 55 - Farmacologia Clinica, il numero "0" è sostituito con il numero "2". (419)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", è introdotto un nuovo codice autonomo 61 - Medicina Nucleare, a cui è attribuito un fabbisogno tendenziale di 25 posti letto. (420)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 71 - Reumatologia, il numero "19" è sostituito con il numero "29". (421)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", il codice 7 - 6 - Cardiochirurgia C.ped.- è sostituito dal codice 7 - Cardiochirurgia - a cui è attribuito il numero "42" posti letto di fabbisogno tendenziale e il codice 6 - Cardiologia Pediatrica, al quale è attribuito un fabbisogno tendenziale di 12 posti letto. (422)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 10-35 Chirurgia Maxillo facciale + odonto, il numero "22" è sostituito con il numero "30". (423)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 12-46-47 Chir.plast + gr.ustioni + g.u. ped -, il numero "22" è sostituito con il numero "42". (424)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 19 - Malattie Endocrine-, il numero "26" è sostituito con il numero "38". (425)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 14 Chirurgia vascolare -, il numero "56" è sostituito con il numero "59". (426)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 24 - Malattie Infettive-, il numero "106" è sostituito con il numero "113". (427)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 52 - Dermatologia -, il numero "38" è sostituito con il numero "40". (428)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 62 - Neonatologia -, il numero "88" è sostituito con il numero "116". (429)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 29 - Nefrologia + 54 Emodialisi -, il numero "60" è sostituito con il numero "87". (430)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 34 - Oculistica -, il numero "151" è sostituito con il numero "158". (431)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 38 - Otorinolaringoiatria -, il numero "156" è sostituito con il numero "161". (432)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 43 - Urologia -, il numero "210" è sostituito con il numero "222". (433)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 8 - Cardiologia -, il numero "197" è sostituito con il numero "227". (434)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 40 - Psichiatria -, il numero "130" è sostituito con il numero "198". (386)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 21 - Geriatria -, il numero "138" è sostituito con il numero "146". (435)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 26 - Medicina Generale -, il numero "1152" è sostituito con il numero "1156". (436)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 36 - Ortopedia e Traumatologia -, il numero "580" è sostituito con il numero "585". (437)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 51 - Astanteria -, il numero "0" è sostituito con il numero "47". (438)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 56 - recupero e Riabilitazione Funzionale -, il numero "650" è sostituito con il numero "656". (439)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 1 - Rete Ospedaliera: Rimodulazione per Discipline", nel rigo verticale "Sardegna fabbisogno tendenziale", al codice 60 - Lungodegenza -, il numero "302" è sostituito con il numero "320". (440)

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

La tabella 2 a pag. 92 - RETE OSPEDALIERA: DISTRIBUZIONE DISCIPLINE PER PROVINCIA/AZIENDA SANITARIA in coerenza con il parametro di riferimento di 4,5 posti letto ogni 1000 ab. è sostituita dalla seguente: (La tabella allegata è agli atti del Consiglio) (172)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Dopo il primo paragrafo, è aggiunto il seguente: in particolare è necessario tenere conto delle peculiarità dell'offerta ospedaliera legate alle condizioni di insularità della Regione Sardegna, che rendono assai difficile la mobilità extraregionale, che è ovviamente molto più agevole nel resto del territorio nazionale. E' pertanto indispensabile programmare un'offerta sanitaria ospedaliera regionale di qualità, indirizzata alla richiesta sanitaria che oggi viene soddisfatta fuori Regione e, in particolare, a quella con indici epidemiologici più elevati e, ancora di più, a quella che, alla negazione dell'offerta, risponde con la rinuncia alla soddisfazione del bisogno". (387)

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Parte II - Capitolo 3 - Premessa

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente: "La riorganizzazione della rete ospedaliera, con l'eliminazione del rischio di inappropriatezza, comporta lo spostamento dell'offerta sanitaria nel territorio. Si tratta di un processo complesso che richiede estremo equilibrio e la creazione di adeguati percorsi di confronto e condivisione con la dirigenza medica, gli operatori sanitari, le amministrazioni locali, le associazioni dei pazienti. E' per questo che, nel pieno rispetto degli obiettivi previsti dal presente Piano, l'Assessorato Regionale alla Sanità predispone semestralmente un progetto attuativo sulle azioni di riordino della rete ospedaliera, con la previsione degli interventi di riassetto del semestre successivo, sul quale la Commissione Sanità esprime il proprio parere entro quindici giorni". (391)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.1

Al primo capoverso, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente:

"Non possono essere peraltro dimenticate neppure le peculiarità proprie dell'organizzazione sanitaria in Sardegna, che richiedono senz'altro riflessioni e specificazioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali". (392)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Sulla base dell'analisi di dettaglio di questi dati, una volta raggiunto l'obiettivo dell'omogeneizzazione delle registrazioni dei ricoveri diurni da parte delle ASL, è verosimile che il tasso di ospedalizzazione sardo si discosti in maniera meno significativa rispetto alle apparenze del dato di riferimento nazionale, che è obiettivo del Piano". (393)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"E' inoltre verosimile che una parte importante di tale residuo scostamento sia legata all'attuale carenza di adeguate risposte territoriali, storicamente limitate dalle note difficoltà nel reperimento di risorse da parte del nostro SSR". (394)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al quinto capoverso, alla quarta riga, prima della parola "accordi..", è aggiunto il seguente:

"Predisposizione di adeguati percorsi di condivisione e di crescita culturale dei MMG, finalizzati al raggiungimento di……" (396) (correggere il testo)

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Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.2

Al termine del quarto capoverso (Obiettivi del Piano), è aggiunto il seguente:

"E' evidente che il raggiungimento di tale, ambizioso obiettivo rappresenta il nodo centrale e cruciale dell'intero Piano. Ed è altrettanto evidente che soltanto la disponibilità pluriennale di adeguate risorse finanziarie può consentire di centrare il risultato. E' per questo che la Regione Sardegna si impegna nel triennio di vigenza del Piano a destinare alla Sanità tutte le maggiori entrate percepite dallo Stato ai sensi della modifica dell'art.18 dello Statuto, stabilita dalla legge Finanziaria dello Stato per il 2007". (395)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Tale situazione è stata ampiamente concausata dal cronico sottofinanziamento del sistema, che ha impedito la predisposizione di un Piano regionale organico di superamento delle strutture obsolete e ha ritardato complessivamente l'aggiornamento tecnologico e l'adeguamento strutturale degli stabili alle nuove normative.". (397)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Tale situazione necessita di correzione nelle specialità di base, mentre nelle alte specializzazioni obbedisce spesso a criteri di razionalità della risposta sanitaria.". (398)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al quarto capoverso, alla riga quindici, dopo le parole "…Governo Nazionale." è aggiunto il seguente:

"Sulla base di tali considerazioni e tenuto conto del dato storico, tale riduzione di posti letto per acuti prevista dal presente Piano, non si applica a quegli ospedali che hanno una valenza zonale.". (499)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al sesto capoverso, dopo le parole "azienda sanitaria." è aggiunto il seguente:

"Anche perché la distribuzione dell'offerta sarda è condizionata dalla situazione d'insularità che comporta la necessità di trovare con maggior determinazione risposte interne al territorio regionale.". (400)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del settimo capoverso, dopo le parole "…diverse specialità."è aggiunto il seguente:

"I fattori elencati spiegano lo scostamento attuale delle dotazioni di posti letto per singola specialità rispetto ai parametri nazionali. Alcuni di essi rappresentano anche utili elementi da valorizzare per il calcolo del fabbisogno tendenziale.". (401)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del settimo capoverso, dopo le parole "…diverse specialità." è aggiunto il seguente:

"Nel ricalcolo della dotazione dei posti letto dovrebbe invece essere inserito, come importante fattore correttivo, attendibile indicatore delle specificità regionali della domanda, il parametro relativo all'occupazione dei posti letto e all'appropriatezza dei ricoveri per singola specialità.". (402)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al decimo capoverso, alla nona riga, dopo le parole "…del 75%," è aggiunto il seguente:

"tale limite non si applica agli Ospedali che hanno una valenza zonale, quali quelli di La Maddalena, Sorgono, Muravera, Isili, che sono situati a più di 30 minuti da altro Presidio Ospedaliero.". (498)

Emendamento sostitutivo totale Masia - Gallus - Cocco - Petrini - Amadu - Bruno - Farigu - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Licandro - Liori - Pacifico - Randazzo Vittorio - Uggias - Vargiu - Contu - Marracini

Emendamento numero 406

L'emendamento numero 406 è sostituito dal seguente:

"Entro 120 giorni dall'approvazione del Pianto la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare sanità, che si esprime entro 15 giorni, approva un proprio provvedimento che stabilisce la ripartizione tendenziale dei posti letto per specialità tra le diverse Aziende sanitarie nel rispetto degli elementi di rimodulazione di cui sopra e a partire dalle esigenze prioritarie dei singoli territori. Tale provvedimento dà l'avvio all'azione di razionalizzazione prevista dal presente Piano". (601)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del decimo capoverso, dopo le parole "...di riferimento.", è aggiunto il seguente:

"Entro sessanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta regionale, sentiti i DG delle ASL e sentita la Commissione Consiliare Sanità, che si esprime entro quindici giorni, predispone un proprio provvedimento che indica in modo tendenziale la rappresentazione quantitativa finale del numero dei posti letto per specialità, per ciascuna ASL e per ciascuna Azienda sanitaria". (406)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Diana - Gallus - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al nono capoverso, dopo la nona riga, è aggiunto il seguente:

"della presenza in Sardegna di realtà di eccellenza al di fuori della rete ospedaliera territoriale, con bacino di utenza regionale.". (405)

Emendamento aggiuntivo Pacifico - Frau - Corrias - Barracciu - Orrù

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"In via transitoria, in attesa del completamento e adeguamento delle strutture pubbliche, nella fase di contrattazione aziendale con le strutture ospedaliere private, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, rispondendo a specifiche e riconosciute richieste di domanda sanitaria, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti, sino alla concorrenza di un massimo del 20% della previsione totale di posti letto per DH e post-acuti presente nel Piano per ciascuna ASL con un minimo do 10 posti letto per le ASL interessate.". (142)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla sesta riga, dopo le parole "dovrà attenersi", è aggiunto il seguente:

"previa valutazione di tutti gli atti di programmazione da parte della Commissione Consiliare competente". (408)

Emendamento Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al tredicesimo capoverso, alla trentottesima riga, dopo il quarto punto, dopo le parole "..di ospedalizzazione." è aggiunto il seguente:

"Non vanno ovviamente intese come duplicazioni delle specialità tutte quelle risposte sanitarie selettive e/o ultraspecialistiche che si sono fisiologicamente selezionate per garantire una maggior efficienza ed efficacia dell'offerta in risposta al bisogno di salute.". (409)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al dodicesimo capoverso, al termine del quinto punto, alla quarantottesima riga, è aggiunto il seguente:

". Tale tasso del 75% va considerato orientativo e tendenziale nelle strutture dell'ospedalità privata ed in quelle pubbliche prive di P.S., ove andrà invece valutato con attenzione il tasso relativo all'appropriatezza del ricovero ospedaliero e quello relativo alla durata della degenza media per patologia.". (410)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel tredicesimo capoverso, dopo il settimo punto, dopo le parole "..della rete;", è aggiunto il seguente:

"La Giunta Regionale si impegna a predisporre un progetto, da sottoporre al vaglio della Commissione Sanità, che si esprime entro quindici giorni, per garantire specificità ed identità agli Ospedali cosiddetti minori, perché sia salvaguardata la specifica riconoscibilità della risposta sanitaria al cittadino e sia mantenuta elevata la qualità della risposta sanitaria fornita.". (412)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Gallus - Murgioni - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nel tredicesimo capoverso, prima del decimo punto, prima delle parole "sviluppare le attività..", è aggiunto il seguente:

"programmare progetti aziendali, per i quali saranno previsti finanziamenti specifici nelle manovre finanziarie del triennio di vigenza del presente Piano, finalizzati a". (413)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, dopo le parole "…di ospedalizzazione." è aggiunto il seguente:

"Per quanto attiene all'Ospedalità privata, entro sessanta giorni dall'approvazione del presente Piano, sentiti i Direttori Generali delle Aziende e la competente Commissione Sanità, che esprime il proprio parere entro quindici giorni, la Giunta regionale presenta un proprio Piano di riorganizzazione dell'Ospedalità privata, che tenga conto dei criteri generali sopra indicati, verificandone la congruità per ciascuna area territoriale e per ciascuna struttura privata". (415)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"Nella successiva contrattazione tra Aziende Sanitarie Pubbliche e soggetti erogatori dell'Ospedalità privata, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti, sino alla concorrenza di uno scostamento massimo in aumento del 20% rispetto alla previsione totale di posti letto per DH e post-acuti presente nel Piano". (416)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Al termine del quattordicesimo capoverso, è aggiunto il seguente terzo punto:

"Nella fase di contrattazione aziendale con le strutture ospedaliere private, rispetto al tetto massimo previsto nella diciottesima riga della successiva tabella 3, i Direttori Generali, rispondendo a specifiche e riconosciute richieste di domanda sanitaria, possono autorizzare una dotazione aggiuntiva di posti letto per DH e post-acuti tratti tra quelli indivisi e assegnati alla disponibilità delle singole AASSLL.". (518)

Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Diana - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 2 del paragrafo 3.3 è prevista l'istituzione di posti letto di PNEUMOLOGIA presso l'ospedale "San Martino" di Oristano. (98)

Emendamento aggiuntivo Licandro - La Spisa - Contu - Rassu - Petrini - Sanjust - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3

Nella tabella 2 del paragrafo 3.3 è inserita l'istituzione di posti letto di otorinolaringoiatria e chirurgia vascolare presso l'ospedale di San Gavino Monreale. (99)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Nella Tabella 3 - Rete Ospedaliera - Posti letto - Dotazione attuale e fabbisogno tendenziale per Provincia/Azienda Sanitaria, la riga orizzontale "occupazione pl privati (**)" è soppressa. (448)

Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Nella Tabella 3 - Rete Ospedaliera - Posti letto - Dotazione attuale e fabbisogno tendenziale per Provincia/Azienda Sanitaria, la riga orizzontale "di cui privati (max)" è soppressa. (449)

Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Il primo capoverso, è sostituito dal seguente:

"Per correggere la dotazione dei posti letto per acuti, in base ai parametri nazionali e alle peculiarità della Regione Sardegna, la Giunta Regionale è autorizzata a sottoporre alla Commissione Sanità, che esprime parere entro quindici giorni, un articolato documento in cui viene ridefinito il numero dei posti letto per ogni specialità, accompagnato da un'analisi di dettaglio per ciascuna specialità che consenta di comprendere le motivazioni che hanno portato alla dotazione finale di posti letto per singola specialità". (443)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Liori - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il secondo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Entrambe le fasi saranno gestite dalla Giunta Regionale garantendo la massima informazione al Consiglio Regionale che, attraverso la competente Commissione Consiliare, sarà interpellato semestralmente per esprimere il proprio parere di merito sull'avanzamento e sulle prospettive dell'azione di riorganizzazione.". (444)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il terzo capoverso, è aggiunto il seguente:

"Va ancora una volta sottolineato come la tendenza "ospedalocentrica" del Sistema Sanitario Sardo è in larga parte legata alla maggior facilità in termini economici e di complessiva organizzazione del sistema di "spostare il cittadino verso l'Ospedale", piuttosto che di "portare la risposta sanitaria verso il cittadino". Sarebbe dunque assai grave sotto il profilo dell'offerta di prestazioni sanitarie e ella garanzia del diritto alla salute se, alla ridefinizione della risposta ospedaliera, non facesse seguito la necessaria quantità di investimenti economici, indispensabile per portare sanità di qualità verso il cittadino, nel suo territorio di appartenenza. E' pertanto assolutamente obbligatorio che le manovre finanziarie del triennio di vigenza del Piano contengano tutte le risorse economiche aggiuntive necessarie al lancio di un vero e proprio "Piano di Rinascita" della sanità sarda, che consenta la infrastrutturazione territoriale ed il radicamento delle nuove offerte sanitarie". (445)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Dopo il quarto capoverso, è aggiunto il seguente:

"Sulla base delle considerazioni sopra esposte, entro novanta giorni dall'approvazione del presente Piano, la Giunta Regionale si impegna a sottoporre alla competente Commissione Sanità una attenta ricognizione sull'offerta dei posti residenziali e semiresidenziali extraospedalieri, integrata con quella ospedaliera della post acuzie, divisa per aree territoriali. A tale ricognizione sarà allegata una proposta della Giunta Regionale, sulla quale la Commissione esprime il proprio parere entro quindici giorni, sulla gestione programmata di tale disequilibrio, con il dettaglio degli obiettivi prefissati per Azienda ASL.". (446)

Emendamento aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Murgioni - Gallus - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Ladu - Farigu - La Spisa

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

Al settimo capoverso, alla seconda riga, dopo le parole "del Piano,", è aggiunto il seguente:

"che rivestendo il valore di atti complementari alla programmazione, sono sottoposti al preventivo parere della Commissione Consiliare Sanità,". (447)

Emendamento aggiuntivo Frau - Cocco - Lai - Uggias - Bruno

Parte II - Capitolo 3 - Paragrafo 3.3 bis

A pagina 95 dopo le parole "Aziende sanitarie regionali" alla fine del paragrafo, sono inserite le seguenti parole:

"per ciò che riguarda il massimale dei posti letto per il privato della tabella n.3 è prevista, previa motivata richiesta e conseguente autorizzazione, una ulteriore quota di 20 posti letto complessivi di day hospital per Sassari e Oristano e una ulteriore quota massima su base regionale di 60 posti letto finalizzati alla lungodegenza per Ogliastra (10 posti letto), Cagliari, Oristano e Sassari.". (219).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, voi scrivete che l'obiettivo strategico del Piano sanitario è la riorganizzazione della rete ospedaliera, e questo "allo scopo di adeguarla alle reali esigenze dei cittadini". Quindi voi ammettete che si parte da un'esigenza, da un bisogno, e su questo viene ridisegnata la rete ospedaliera. Un po' quello che fa il sarto: ti prende le misure e su quelle taglia e cuce il tuo vestito. Io, invece, ho l'impressione che stiamo percorrendo la strada all'incontrario. Voi partite cioè da un modello, Hub and Spoke, da rigidi parametri nazionali, da obiettivi da raggiungere ad ogni costo ai quali il cittadino, volente o nolente, dovrà adeguarsi.

Perché allora raccontate la storia di adeguare il Piano al cittadino quando è vero il contrario? Sarà il cittadino che dovrà adeguarsi al Piano. Per carità, lungi da me voler criticare il modello Hub and Spoke che è un ottimo modello organizzativo e che certamente ha dato dei buoni frutti in diverse realtà, non soltanto sanitarie. Del resto è stato inserito nel Piano sanitario nazionale 2003-2005 del Governo Berlusconi, ma io sono convinto che non si è pensato alla nostra Isola come modello ispiratore. Perciò, siamo certi che darà gli stessi risultati anche in una Regione speciale come la Sardegna? E quando dico speciale non mi riferisco soltanto alla sua presunta e ormai fasulla autonomia; siamo certi di tutto questo?

Un modello caratterizzato dalla concentrazione dell'assistenza a elevata complessità in centri di eccellenza, i centri Hub, supportati da una rete di servizi, i centri Spoke, cui compete la selezione dei pazienti e il loro invio a centri di riferimento quando una determinata soglia di gravità clinico-assistenziale viene superata, può funzionare in una regione così vasta e con appena 1.655.657 abitanti? Poi spiegherò perché sono stato così preciso sul numero degli abitanti. E del resto i cittadini, mi domando e dovreste domandarvelo anche voi, saranno contenti dei tagli dei posti letto e di tutto il resto?

Vedete, quando Prodi è stato contestato ha detto che quelle stesse persone che lo contestavano un giorno lo avrebbero ringraziato. Allora io mi chiedo: quanto tempo dovrà passare prima che i sardi possano dire grazie all'assessore Dirindin o, più semplicemente, per sapere finalmente che fine faranno, ad esempio, i nostri piccoli ospedali? Piccoli ma determinanti e assolutamente importanti nell'economia sanitaria di una realtà che non è l'Emilia-Romagna e non è il Piemonte.

Perché se è vero quello che dice il Piano sanitario nazionale, lo ribadite anche voi, che un ospedale piccolo sotto casa non è più una sicurezza, è anche vero che in Sardegna un ospedale a 30-40 chilometri non si può propriamente considerare un ospedale sotto casa. E tornando agli obiettivi: attualmente in Sardegna abbiamo 7824 posti letto con una media di 4,7 posti letto per 1000 abitanti e dobbiamo scendere, entro il 2007, ad una media di 4,5 posti letto per 1000 abitanti, almeno questo è quello che ci impone l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005.

Quella stessa Intesa prevede una maggiorazione (non ho ancora ben capito il perché) del 5 per cento in quelle regioni condizionate da particolari condizioni demografiche. Quindi chiedo se la Sardegna corrisponde a questo requisito. Inoltre, io non so se voi siete sicuri dei vostri conti, perché voi dite che in base al parametro di 4,5 posti letto per 1000 abitanti il fabbisogno stimato è di 7425 posti letto, ma se noi prendiamo come numero di abitanti la cifra che voi indicate nella relativa tabella, cioè 1.655.677 abitanti, e facciamo il rapporto di 4,5 per mille, il fabbisogno di posti letto diventa 7450, cioè 25 in più dei 7425 da voi indicati. Allora io mi chiedo: questa cifra da dove viene? E' molto semplice: se gli abitanti della Sardegna, arrotondando la cifra, diventano 1.650.000 abbiamo il dato di 7425. Quindi o avete sbagliato nell'indicare il totale degli abitanti della Sardegna o avete sbagliato il calcolo dei posti letto e ne stiamo perdendo 25! Se poi calcoliamo l'incremento del 5 per cento previsto, appunto, dall'Intesa Stato-Regione arriviamo alla cifra di 7825,5 del fabbisogno, cioè appena un letto di una piazza e mezzo rispetto alla situazione attuale che è, appunto, 7824.

Se poi mi fermo alle pagine 83-84 del Piano crollano anche quelle poche certezze che avevo in questo rincorrersi dei numeri. Voi scrivete infatti che, con riguardo alla dotazione complessiva dei posti letto ospedalieri, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale, l'obiettivo diventa quello di pervenire a 7102 posti letto complessivi, di cui 6075 per acuti e 1027 post acuti; un obiettivo ribadito anche nella tabella numero 3 dove accanto al numero complessivo degli abitanti, 1.655.677, vengono raffrontati i posti letto attuali, 7824, a quelli relativi al fabbisogno tendenziale pari non più a 7425 ma a 7102. E questo dato, 7102, però corrisponderebbe al parametro non più del 4,5 ma del 4,3, cioè in Sardegna ci poniamo l'obiettivo di superare anche gli standard nazionali. Ma i conti proprio non tornano neanche in questo caso!

Non ero il primo della classe in matematica, ma due conti ancora li so fare. Infatti, se io prendo come parametro il 4,3 e come numero di abitanti 1.650.000 tondi, arrotondando in basso, il numero complessivo dei posti letto diventa 7095; se considero invece quasi 6000 abitanti in più i posti letto diventano 7119. Quindi non capisco da dove arrivi la cifra di 7102. Stesso discorso per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione. Noi nel 2005 registriamo un tasso di ospedalizzazione pari a 223 ricoveri per mille abitanti che non è certamente un dato reale perché risente, almeno in parte, della impropria registrazione dei singoli accessi alla degenza diurna come ricovero ordinario. E così arriviamo alla media di 211 che è sempre superiore alla media nazionale di 180. E meno male che in questo caso abbiamo tempo fino al 2010, ma per conseguire questo obiettivo noi dobbiamo potenziare le attività alternative e diminuire i ricoveri impropri. Ma come? Qui si accenna appena a dei generici accordi con i medici di base, attraverso operazioni di monitoraggio che assomigliano tanto ai famosi controlli sulla prescrizione dei farmaci antiulcera di recente memoria, oppure allo sviluppo dell'assistenza territoriale, sviluppo dei ricoveri in day hospital o day surgery. E' troppo generico questo per non essere condivisibile.

Io offro una possibile soluzione: formazione vera dei medici di pronto soccorso, spesso neolaureati e senza la sufficiente preparazione per affrontare casi delicati e le emergenze. Nel dubbio infatti ricoverano in corsia poi…

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'adeguamento della rete ospedaliera alle reali esigenze dei cittadini, garantendo appropriatezza e qualità ma evitando duplicazioni, è la finalità principale individuata nel terzo capitolo della Parte seconda del Piano sanitario. Un capitolo, dunque, particolarmente importante per i cittadini in quanto parlare di razionalizzazione senza tenere conto dei bisogni corrisponderebbe soltanto a rafforzare i disequilibri del sistema e a penalizzare chi, non avendo conoscenze e mezzi finanziari, è costretto a mettersi in fila e aspettare che prima o poi qualcuno possa ascoltarlo.

Sono noti a tutti gli episodi, talvolta anche clamorosi, di ritardato o mancato ricovero per assenza di posti letto negli ospedali; e quando si parla di rete ospedaliera si parla prioritariamente di posti letto, compresi quelli nei corridoi per soprannumero che, ovviamente, sarebbe necessario eliminare. Come ho fatto osservare anche nel precedente intervento, ritengo - da socialista che ha fiducia nella sanità pubblica - un preoccupante dato negativo la riduzione dei posti letto a Cagliari tenendo conto del bacino di utenza che gravita sul capoluogo della Regione. Ho fatto l'esempio dell'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani, addirittura cancellato, rilevando che una società avviata verso un progressivo e inesorabile invecchiamento dovrebbe forse disporre di maggiori risorse proprio nelle strutture nate per la prevenzione e cura delle persone non più giovani.

Presidente, le chiedo scusa, ma gradirei che ci fosse una maggiore attenzione; è tutto il giorno che aspettiamo di poter lavorare ma, francamente, c'è molto chiasso in Aula ed è difficile portare avanti un ragionamento.

Quindi, dicevamo, che l'Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani dovrebbe essere invece valorizzato e avere, forse, anche maggiori risorse. Penso , e sono certa, che l'emendamento numero 8 presentato dal collega Ibba e riformulato nell'emendamento all'emendamento numero 597, sottoscritto anche dalla collega Mariuccia Cocco, sarà accolto dall'Aula.

Ritengo inoltre, per dissolvere qualunque dubbio e incertezza, che debbano essere definiti i termini anche temporali del ruolo dell'ospedale SS. Trinità e dell'ospedale Marino in attesa del nuovo presidio ospedaliero policentrico. L'emendamento 221, di cui è prima firmataria l'onorevole Cocco, precisa che l'ubicazione del nuovo ospedale garantirà la massima fruibilità. E' un aspetto molto importante considerando i problemi logistici, viari e infrastrutturali che hanno per esempio caratterizzato la vita del Policlinico universitario con sede a Monserrato, ancora oggi troppo difficile da raggiungere per molti cittadini se non altro per la carenza dei servizi di trasporto e per gli orari limitati, specialmente nella fascia serale e festiva, dei mezzi pubblici. Le difficoltà di traffico hanno determinato, in più di un caso, gravi pericoli addirittura per la vita dei pazienti quando, non essendo stata attivata la rianimazione, le autoambulanze sono rimaste talvolta bloccate nel tentativo di raggiungere l'ospedale Brotzu. Quindi, il traffico ha avuto un ruolo talvolta determinante in circostanze veramente delicate.

Penso comunque che si debbano definire i tempi di realizzazione della nuova struttura in modo meno approssimativo, visto che il riferimento attuativo del Piano sanitario per questa nuova struttura medico sanitaria è ben più lontano dal limite temporale dei tre anni previsto da questa programmazione. E' possibile - chiedo all'assessore Dirindin e al relatore Nazareno Pacifico - ipotizzare quando si procederà con l'individuazione dell'area, della fase di progettazione e dell'avvio dei lavori, in modo che si possa ipotizzare, con un certo margine di approssimazione, la conclusione dei lavori del nuovo ospedale? Non vorrei, visti i numerosi progetti degli anni passati che hanno trovato una concretezza assai dilatata nel tempo o che si sono appunto sviluppati in tempi biblici, che questi tempi compromettessero proprio sul nascere, negandola nei fatti, questa importante iniziativa.

Le mie preoccupazioni, che nascono proprio da ciò che avverrà nel futuro prossimo del "Marino" e del "SS. Trinità", sono quelle dei cittadini e degli operatori attualmente impegnati nei presidi. Penso, infatti, alle condizioni psicologiche, ma soprattutto logistiche e delle attrezzature, con cui dovranno lavorare nel frattempo gli operatori degli ospedali che dovranno essere superati con la nuova struttura. Si deve, infatti, tenere in considerazione che nel frattempo il "Marino" e il "SS. Trinità" dovranno continuare a offrire prestazioni di qualità nell'interesse dei cittadini e, contemporaneamente, evitare che subiscano un degrado.

Il discorso vale in particolare per il "SS. Trinità" in quanto quest'ultimo è stato sottoposto, con ingenti investimenti, a diversi interventi di ristrutturazione. Basti pensare al percorso sotterraneo per collegare i padiglioni, iniziato - a quanto mi risulta - ma non ancora concluso, comunque rimasto sospeso e alle nuove opere edilizie che sono state realizzate, senza contare tutti i lavori necessari per adattare queste strutture alle norme di sicurezza.

Mi permetto però di segnalare anche un errore materiale, che in sede di coordinamento del testo deve essere rivisto e corretto, relativo alla tabella sostitutiva di quella di pagina 92 del Piano. Nel conteggio finale del fabbisogno tendenziale regionale non si è tenuto conto dell'incremento di due posti letto di farmacologia clinica. A proposito della tabella vorrei anche sapere come si concilia la cancellazione di quelli che appaiono dei posti teorici a disposizione della cardiochirurgia pediatrica con l'emendamento numero 147, di cui è primo firmatario il relatore, l'onorevole Nazareno Pacifico, nel quale si afferma il rafforzamento della risposta in cardiologia pediatrica al fine di ridurre il consistente ricorso a strutture extraregionali, garantendo specifica assistenza all'interno del territorio regionale.

Come è noto esiste un serio problema sulla cardiochirurgia pediatrica e quindi è opportuno un chiarimento anche su questo punto e non sarebbe male indicare l'esatto numero di posti letto per i bambini che hanno bisogno di interventi di cardiochirurgia. Si eviterebbero così davvero i viaggi fuori dall'isola e il ricorso a professionalità, talvolta straniere, che spesso vengono in Sardegna a operare gratuitamente.

Poi rivolgo un auspicio, e chiedo un attimo di attenzione da parte del Presidente, relativamente ai lavori del Consiglio. Intanto mi auguro che si possa sapere a che ora abbiamo intenzione di concludere i lavori stasera e quali parti verranno esaminate nella seduta odierna; auspico inoltre che si eviti di andare a una seduta notturna e prego il Presidente, l'intera Aula, i Capigruppo di procedere con i lavori diurni in modo tale che di notte si possa riposare e, di conseguenza, lavorare più serenamente durante le ore del mattino e del pomeriggio anche perché ci aspetta un altro periodo di superlavoro, quello relativo alla Statutaria, e non vorrei che arrivassimo in stato confusionale al punto da non sapere neppure esattamente di che cosa stiamo parlando.

È un auspicio che penso possa essere accolto soprattutto per consentire a ciascuno di noi di lavorare con serietà, con avvedutezza e con quella serenità necessaria per affrontare argomenti che sono davvero difficili, impegnativi e che richiedono una particolare attenzione e cura in ogni aspetto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, tra gli obiettivi definiti strategici per questo Piano sanitario vi è sicuramente quello della riorganizzazione della rete ospedaliera sarda; un obiettivo ammirevole se visto nell'ottica di raggiungere una maggiore efficienza e qualità nei servizi ma che si scontra con l'attuazione di una riorganizzazione che si basa sullo smantellamento di parti significative della rete sanitaria sarda esclusivamente per il raggiungimento di parametri specifici, avulsi però dal contesto e dalla nostra peculiarità regionale.

L'idea di pervenire ad una ridistribuzione territoriale strettamente legata e blindata esclusivamente ad un rapporto tra posti letto e abitanti, così come è stata partorita in questo Piano sanitario, appare di difficile attuazione anche in relazione allo stato di generalizzato abbandono in cui versa la nostra sanità. La volontà di continuare in quello sfiancante muro contro muro, nelle logoranti sedute notturne, non nasce dalla necessità di dare battaglia a questo PSR esclusivamente perché elaborato dalla Dirindin o da Soru, ma si riassume nell'unico interesse di questa opposizione di battersi per una sanità giusta, per una sanità di tutti e per tutti, ma soprattutto per una sanità realmente efficiente, capace di dare risposte ai cittadini di tutta la Sardegna.

I segni di collaborazione, di dialogo emersi nella settimana passata dimostrano che quando c'è la reale volontà di collaborare, quando la maggioranza si rende disponibile ad un confronto sereno sui contenuti, si può efficacemente lavorare per rendere migliore questo Piano sanitario regionale. Personalmente ritengo che questo non sia un Piano sanitario tutto da buttare ma, sicuramente, sia un Piano sanitario migliorabile e da migliorare anche cogliendo il contributo, gli spunti contenuti negli emendamenti proposti e che possono trovare sintesi nel confronto in Aula.

Oggi abbiamo una sanità lasciata a se stessa, con una cronica carenza di personale specializzato, di infermieri, di servizi essenziali, con strutture ospedaliere obsolete, abbiamo delle liste d'attesa che si perdono nella notte dei tempi e molto spesso, come ricordava il collega Vargiu, bisogna ricorrere all'intercessione di qualche amico per poter fare una visita in tempi accettabili. A questo proposito penso che molti colleghi siano stati in qualche misura contattati al fine di porre la loro buona e autorevole parola per sveltire un processo che, invece, dovrebbe agilmente concludersi in tempi ragionevoli per tutti.

Ebbene, colleghi, questo non deve più accadere, abbiamo bisogno di un sistema sanitario di livello, di presidi ospedalieri in linea con i più moderni standard qualitativi e quantitativi che non possono soggiacere a elementi valutativi collocati al di fuori del contesto sociale, economico e territoriale rispetto al quale sono inseriti; in Sardegna c'è bisogno di una sanità che possa contare su risorse certe da utilizzare non soltanto dal punto di vista dei costi gestionali, ma anche e soprattutto in termini di investimenti da impiegare nella modernizzazione delle strutture ospedaliere, in tecnologie e in qualità di servizi.

In passato abbiamo assistito alla formazione di uno squilibrio tra le province sarde che non può essere però appianato applicando logiche contabili che mal si addicono al delicato sistema sanitario sardo. Colleghi, ognuno di noi qui in Aula è espressione di una provincia, di un territorio, di alcune specificità ed oltre a rappresentare gli interessi dell'intera Regione è portato, anche e necessariamente, a salvaguardare le istanze che provengono dalla sua realtà territoriale.

La Gallura, la provincia dalla quale come tutti sapete provengo, è stata da sempre marginalizzata sotto il profilo dell'assistenza sanitaria e dei servizi medici in genere. L'impegno profuso dal Piano per proporzionare e riqualificare la capacità ricettiva ospedaliera, aumentare e diversificare la qualità dei servizi appare in questo caso lodevole e ampiamente condivisibile. In questa provincia infatti la dotazione di posti letto per 1000 abitanti è nettamente inferiore a quella di tutte le altre realtà isolane, qui abbiamo una popolazione residente di circa 140.000 abitanti ai quali si aggiungono i 5 milioni di presenze ufficiali nei mesi estivi; una realtà complessa, in continua evoluzione, che ha disatteso in termini di crescita tutti i più importanti studi previsionali fatti negli anni e che per il particolare incremento avuto, per le proiezioni future, necessita di appropriati e adeguati presidi ospedalieri.

Grazie alla riorganizzazione della rete ospedaliera inserita in questo Piano, il nostro territorio potrà finalmente fare nel campo sanitario quel salto di qualità tanto auspicato ed atteso e che proprio per questo non può venire da alcuno e in nessun modo ostacolato. Il nuovo ospedale cittadino di Olbia, frutto di una volontà della Giunta Pili, dell'allora assessore Oppi e del qui presente amico Roberto Capelli, cui si è aggiunto il contributo nel segno della continuità anche dell'attuale Giunta, oggi inizia a diventare una importante realtà per noi; così come deve essere accolta positivamente la nascita del centro privato "San Raffaele" che sarà in grado di integrare l'offerta ospedaliera pubblica della provincia con la presenza congiunta di attività specialistiche altamente caratterizzanti.

La realizzazione di una struttura privata sarà utile all'ampliamento dei servizi alla luce di una competizione sana, orientata al miglioramento generale della qualità del sistema sanitario; così come nel quadro di una riqualificazione ottimale dell'offerta ospedaliera gallurese, tenendo conto anche delle caratteristiche demografiche, economiche e dei flussi turistici, si inseriscono il presidio di Tempio e il presidio ospedaliero di La Maddalena, comune quest'ultimo che per la sua connotazione di isola nell'isola ha la necessità di mantenere e migliorare la sua offerta sanitaria.

Giustamente però, colleghi, ragionando sull'intera dimensione regionale occorre muovere a questo Piano sanitario alcune puntuali critiche. Se Olbia e la Gallura infatti possono, dopo anni di lunghe attese e pellegrinaggi, finalmente sorridere, il resto della Sardegna piange lacrime amare e io, nonostante non nasconda la soddisfazione per il territorio dal quale provengo, ho l'obbligo istituzionale di rimarcare le forti preoccupazioni per il ridimensionamento di centri nevralgici come quelli di Cagliari e Sassari.

Infatti mentre in Gallura si perviene ad un notevole riequilibrio nel rapporto posti letto abitanti, togliendo la città e l'intera provincia da una situazione di isolamento per collocarla in linea con il resto del territorio regionale, altre importanti strutture ospedaliere, punti di riferimento per l'offerta sanitaria regionale, rischiano di subire drastici ridimensionamenti.

Quei poli sanitari, che potremmo definire di eccellenza nel panorama sanitario sardo, non possono finire sotto la cimosa del presidente Soru, ma vanno difesi e salvaguardati anche in riferimento alla stretta correlazione con le strutture universitarie specifiche, che lì sono presenti e che saranno così in grado di canalizzare compiutamente quei vettori altamente qualificati, che oggi sono in grado di formare. Per questo, colleghi, lo ripeto affinché sia ben chiaro, non dobbiamo commettere l'errore di farci la guerra tra poveri. La riorganizzazione della rete ospedaliera gallurese non può essere motivo di scontro, passatemi il termine, di invidia, poiché chiunque, soffermandosi un attimo con attenzione, non potrà che convenire che la situazione dei presidi ospedalieri in quel territorio è da sempre, e non me ne voglia nessuno, da Terzo mondo.

Ma, nello stesso tempo, a gran voce, dobbiamo impedire che importanti poli sanitari vengano ridimensionati o addirittura cancellati. Al contrario, dobbiamo creare le condizioni affinché tutti i territori dotati di presidi sanitari, dalla Gallura al Sulcis-Iglesiente, siano messi in rete con gli altri importanti poli sanitari di eccellenza, superando i confini amministrativi e morfologici di una regione che ha i nostri limiti e le nostre caratteristiche.

Quello che manca, colleghi, per operare una concreta riorganizzazione della rete ospedaliera isolana, è una forte azione di rilancio della nostra sanità che consenta, con le dovute risorse economiche, di avere finalmente una sanità efficiente ed adeguata alle esigenze dei cittadini sardi. I sardi oggi, Presidente, pretendono…

PRESIDENTE. Onorevole Sanciu, il tempo a sua disposizione è terminato. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, il collega Sanciu ha esordito dicendo di condividere in gran parte il contenuto del Piano sanitario regionale. Io, collegandomi al suo ragionamento, direi che condivido in gran parte il suo intervento esclusa la parte iniziale alla quale vorrei però collegarmi per ricordare ai colleghi che dopo gli obiettivi di salute, che abbiamo avuto modo di approfondire in maniera significativa in Aula, nonché in Commissione, abbiamo esaminato la parte relativa alla prevenzione, all'organizzazione del distretto, imperniato su un concetto di deospedalizzazione, per trattare quindi il nucleo ospedaliero. Si dice che bisogna deospedalizzare, ma è altrettanto vero che è necessario organizzare, qualificare o riqualificare l'offerta ospedaliera.

La parte che viene dedicata alla rete ospedaliera è una parte centrale e ben approfondita del Piano; e uno degli aspetti peculiari, è il decentramento territoriale. Quindi, provincia per provincia, azienda per azienda, abbiamo un esame particolareggiato delle singole realtà e a ciascuna realtà in considerazione della popolazione, delle caratteristiche generali e particolari, delle attività produttive che su quel territorio si sono sviluppate, vengono attribuiti i posti letto e le specialità, in questo caso tenendo conto delle affezioni che, in maniera diffusa, caratterizzano il nostro territorio.

In tal senso, va evidenziato il riconoscimento a tutte le aziende sanitarie della specialità di oncologia, data la diffusione che anche nella nostra Sardegna hanno le malattie oncologiche. La riorganizzazione della rete avviene attraverso dodici indirizzi. In primo luogo la diffusione delle singole discipline nelle singole realtà; l'organizzazione attraverso un modello Hub and Spoke, ovvero raccordo tra centri di riferimento regionali e periferici; superamento delle duplicazioni ritenute non necessarie che esistono sia al nord che al sud, duplicazioni che, se eliminate, consentono di spostare risorse economiche e umane verso altri settori più scoperti, per non dire carenti.

Viene fatta, colleghi, una distinzione fondamentale tra posti letto per acuti e posti letto per post-acuti che consente una specializzazione dell'attività sanitaria, e anche una differenziazione significativa dei costi che graveranno sicuramente in misura minore sulle casse della Regione. Tra gli altri indirizzi vi sono poi la riconversione degli ospedali minori in strutture a bassa intensità assistenziale; la istituzione del modello dipartimentale; la giusta considerazione della degenza diurna; lo sviluppo dell'attività ambulatoriale programmata, dell'osservazione breve e dell'assistenza domiciliare.

Ma, soprattutto, credo che questo Piano si caratterizzi per essere modulato sulla Sardegna, sulle caratteristiche delle diverse zone che la compongono. Poc'anzi, abbiamo discusso in Commissione una serie di emendamenti che riconoscono, ad esempio, alle isole minori: La Maddalena, San Pietro e Carloforte, la loro specificità di essere "isola nell'isola" e, quindi, la necessità di avere un riconoscimento particolare in termini di assistenza e di risorse, sia umane che tecnologiche.

Ciò di cui ci dobbiamo convincere, colleghi, è che complessivamente stiamo creando le condizioni per il raggiungimento in diversi tempi, a breve e a medio termine, di obiettivi che rappresentano una risorsa per l'intera Sardegna; questo significa la valorizzazione delle territorialità, anche se decentrate rispetto ai centri di riferimento oggi individuabili in Cagliari e in Sassari. E di questo ci dobbiamo convincere.

Un altro elemento positivo per l'intera Sardegna sarebbe rappresentato, ad esempio, dal rapporto virtuoso che potremmo instaurare con l'ospedalità privata; in questo senso viene prevista, all'interno del Piano, la realizzazione del "San Raffaele" sardo. Siccome di questo si è avuto occasione di parlare, non sempre in maniera chiara ed esplicita, vorrei spendere due parole per dire che quest'Aula, ma la Sardegna intera, si devono convincere dell'importanza di questa scelta. Eminenti personalità, anche della politica, hanno scelto il "San Raffaele" come luogo di cura o in cui effettuare analisi e accertamenti sanitari. Questo avrà un senso! Lo deve avere soprattutto se pensiamo che allocare questa struttura in Sardegna può comportare anche una riduzione dei costi che il sistema sanitario sardo sostiene per i ricoveri all'esterno e che, per quanto riguarda il "San Raffaele", possono essere definiti nell'ordine di 10 milioni di euro all'anno. Convinciamoci, colleghi, che si tratta di una risorsa, così come è una risorsa il "Brotzu". Anche per il "Brotzu" si chiedono delle attenzioni particolari considerando che è un'azienda che, seppure situata a Cagliari, si pone al servizio dell'assistenza sanitaria, assistenza di qualità, dell'intera Sardegna. Quindi attraverso questi interventi potremo sicuramente avere una sanità migliore, nel suo complesso.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mario Bruno, che aveva chiesto congedo, è ora presente in Aula; pertanto il congedo si intende revocato.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la parte del Piano in discussione ha sicuramente richiesto, anche fuori da quest'Aula, il maggiore impegno in termini di dibattiti, di confronti e qualche volta di incomprensioni. Non è un caso che questo sia successo ma, finalmente, all'interno della Commissione allargata si è creato un clima di confronto che non significa possibilità di raggiungere un accordo su tutto (ovviamente ci sono tante cose su cui filosoficamente siamo divisi, allora su quelle non c'è l'obbligo di raggiungere un accordo), semplicemente la minoranza ha l'obbligo di segnare la diversità della posizione, ma non ci può essere né la pretesa dell'accordo né la pretesa da parte nostra di convincere voi di cose di cui non siete convinti, però è fondamentale che ci sia il confronto. Quel confronto che non c'era stato in altre circostanze e al quale voi finalmente avete acceduto in una sede, ugualmente istituzionale e simile all'Aula, che ci consente di verificare gli uni con gli altri le diversità di ragionamento.

La prima delle cose di cui vi abbiamo chiesto ragione, colleghi, è la famosa tabella di pagina 91 con la quale avete ridefinito il numero dei posti letto per specialità. Io comprendo che molti dei colleghi dopo giorni e giorni di dibattito sui temi della sanità prestino scarsa attenzione; attenzione che in ciascuno di noi, soprattutto su cose non attinenti la propria professionalità, alla fine cala. Però la tabella in cui sono previsti i posti letto per specialità, sfido un consigliere di maggioranza che non si occupa di sanità a verificarlo, è veramente difficile da comprendere per chiunque perché sostanzialmente voi prima dite: "In Sardegna abbiamo questi posti letto per ciascuna specialità", poi dite: "Nella Penisola, al cui parametro di riferimento ci dovremmo adeguare, per questa specialità i posti letto previsti sono altri"; quindi noi c'aspetteremmo nella tabella la previsione dei posti letto secondo i parametri nazionali. Invece, non scrivete quel numero di posti letto, ma sulla base di una serie di considerazioni che sono note a voi, forse a qualcuno di voi voglio dire, ma non sono note a nessun altro in quest'Aula, avete riscritto un fabbisogno che è completamente diverso da quello che discenderebbe dai parametri che voi stessi ci proponete di adottare.

Sostanzialmente, la tabella dei posti letto per specialità è arbitraria. Non arbitraria nel senso negativo del termine, cioè che io sospetti, magari voi lo fareste, che ci siano chissà quali poteri occulti dietro i numeri che avete scritto, ma perché non c'è nessuna spiegazione sulla fonte di provenienza di questi numeri. Se fossimo a "Bucce di banana" su questo faremmo qualche sottolineatura specifica.

Quindi, la vostra disponibilità emerge dal confronto, nel senso che se non ci fosse stato confronto difficilmente molti di voi sarebbero stati disponibili ad un ulteriore passaggio in Commissione al fine di comprendere meglio quali sono i punti di riferimento sulla base dei quali ci state proponendo la riorganizzazione. Colleghi, credetemi, è una questione di buon senso; e quante ore di lavoro inutile sarebbero state risparmiate a quest'Aula se il buon senso fosse stato esercitato prima d'ora.

Quindi, colleghi, ricordiamoci (io lo ricordo per quanto compete la mia parte politica, voi fate lo stesso se è possibile per la vostra), ricordatevi che il confronto consente, quanto meno, ad ognuno di noi di capire le posizioni dell'altro. Consente quanto meno di sapere quanto, nelle posizioni dell'altro, c'è di rigidità ideologica, quanto c'è di convenzione specifica, quanto c'è di valutazione pragmaticamente sostenuta; quindi ognuno di noi può capire quali margini di trattativa consentano le posizioni dell'altro. Chiaramente non intendo una trattativa da mercato di San Benedetto, ma la politica è, comunque, il raggiungimento di un punto di interesse generale quale mediazione di interessi legittimi. Le valutazioni non hanno mai un'unica faccia, come le medaglie hanno sempre due facce, e nel ragionare tra sostenitori di facce differenti della stessa medaglia si riesce ad avere una sintesi che ovviamente sarà totalmente sbilanciata verso le posizioni politiche di chi governa, ma non potrà non tenere conto del lavoro fatto da parte di chi, comunque, all'interno di quest'Aula, rappresenta una parte sociale importante di quest'isola.

Devo dire, poi, che all'interno del ragionamento su questa Parte seconda rimangono aperti altri due importanti problemi. Il primo riguarda le fonti di finanziamento; infatti noi nei primi emendamenti presentati a questa parte vi poniamo di fronte all'esigenza di dover dichiarare, in maniera non equivoca, se l'obiettivo a cui voi mirate è quello del pareggio di bilancio o è quello di fornire prestazioni sanitarie. Non che i due obiettivi siano sicuramente inconciliabili tra di loro, è possibile che voi ci dimostriate che c'è una conciliabilità tra questi due grandi obiettivi; però oggi, a noi della minoranza, sicuramente i due obiettivi sembrano divaricati. Ci sembra cioè che il vostro ossessivo ritornare sulle problematiche dei finanziamenti, in maniera riduttiva rispetto al finanziamento stesso, si traduca inevitabilmente in una riduzione dei livelli di assistenza per i sardi.

Noi iniziamo allora a chiedervi se è possibile pensare di riuscire a raggiungere qualcuno dei tanti obiettivi del Piano, con un incremento di risorse per la sanità, negli anni di vigenza del Piano, pari a quel 2 per cento che è lo scostamento nazionale annuo preventivato dalle manovre nazionali. Io credo che sia necessario, per cambiare il sistema della sanità regionale, uno sforzo economico importante che si traduca in infrastrutture tecnologiche, in nuove strutturazioni edilizie, in nuove risorse umane dedicate, nella stabilizzazione dei precari che noi, cari colleghi della Rifondazione Comunista, vi abbiamo segnalato in tempi non sospetti attraverso gli emendamenti al Piano; interventi che, senza le risorse economiche dedicate, ben difficilmente possono essere fatti.

Un terzo argomento riguarda l'ospedalità privata. Noi sappiamo perfettamente che la vostra posizione è quella di privilegiare le strutture pubbliche, e devo dire che la condividiamo. Ma, nel dirvi che la condividiamo, vi segnaliamo, ma voi avete già parzialmente rettificato con un vostro emendamento, che in tema di ospedalità privata vi siete dimenticati dei posti relativi sia al day hospital che alla lungodegenza. Poichè i posti letto dell'ospedalità privata, questo ragionamento va sottolineato, a differenza dei posti letto dell'ospedalità pubblica hanno costo zero, perché i tetti di bilancio sull'ospedalità privata sono imposti dal budget, quindi che una struttura abbia 100, 50, o 120 posti letto il suo budget è comunque consolidato, vi chiediamo, nella fase di transizione, di non avere pregiudiziali ideologiche e, quindi, di badare a ciò che risulta virtuoso per il paziente: l'integrazione tra pubblico e privato. Infatti, soprattutto per quanto riguarda i post-acuti e la riabilitazione, l'ospedalità privata può offrire un supporto fondamentale nella risposta al bisogno di prestazioni sanitarie del cittadino.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi e colleghe del Consiglio, signor Assessore, è in discussione uno dei punti cardine di questo Piano: la rete ospedaliera; l'impegno a trovare delle soluzioni potrebbe far pensare di fare di ogni necessità virtù, ma non ci sembra che la discussione, per come si è svolta prima in Commissione e soprattutto in Aula, ci consenta questa direzione. Non si può infatti ricondurre la pianificazione della rete ospedaliera ai dettami delle Conferenze Stato- Regioni, soprattutto la disponibilità alla discussione e al confronto non può portare a operare delle scelte prive di un filo logico, impostate solo su base ideologica. Per poter eventualmente condividere una pianificazione della sanità che sia rispondente alle esigenze dei nostri territori si ha necessità di capire meglio se vogliamo favorire in particolare il processo di deospedalizzazione che è tra le linee guida di questo Piano. Un Piano che presuppone un allineamento agli obiettivi e ai dettami del Piano sanitario nazionale entro un determinato periodo, cioè entro il 2010.

Se però verifichiamo i dati che voi riportate nel Piano vediamo che nel parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti (comprese riabilitazione e lungodegenza post-acuzie), noi dovremmo rientrarci fin dal 2007. Ma abbiamo dimenticato, e questo è stato oggetto di lunga discussione in Commissione, che noi dobbiamo difendere il diritto, sancito nell'accordo Stato-Regioni, alla maggiorazione della dotazione del 5 per cento, e non oltre, in rapporto alle diverse condizioni demografiche delle regioni.

Non possiamo accettare che nella nostra Isola non si adottino dei parametri rispondenti alle peculiarità (geomorfologiche, demografiche, viarie) dei nostri territori. Su questi temi, l'abbiamo detto e continueremo a dirlo, c'è ancora da lavorare perché gli interventi che si stanno predisponendo hanno bisogno o di un tempo più lungo per l'applicazione oppure dell'utilizzo di quel 5 per cento nel tempo che porti strategicamente a verificare di anno in anno, come richiesto, l'attuazione di questo Piano.

Vista anche la posizione assunta dall'Assessore, rispetto al raggiungimento degli obiettivi di sistema, noi chiediamo (siamo coscienti del fatto che sia sentita questa necessità anche da parte della maggioranza) verifiche sullo stato di attuazione del Piano stesso; un Piano di cui non conosciamo la copertura finanziaria, la dotazione di risorse relative alle nuove tecnologie e alle nuove strutture. A fronte di una pianificazione che prevede il ridisegno della rete ospedaliera, ma soprattutto la cancellazione di ospedali a Cagliari e Sassari, è sacrosanto avere anche tutte le informazioni relative alle risorse che si mettono in campo, non solo nel prossimo bilancio annuale della Regione sarda ma anche nel bilancio triennale. Non possiamo pensare di arrivare alla definizione di questi aspetti del Piano senza aver avuto la possibilità di verificare la disponibilità di risorse a questo destinate nel bilancio e nella legge finanziaria 2007.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CONTU.) Credo che questo discorso vada fatto in riferimento alle nuove strutture che si prevede di realizzare. Noi diciamo che è facile dismettere, che è facile riconvertire alcune strutture (prevista cancellazione di certa ospedalità cagliaritana, realizzazione dell'ospedale di San Gavino ospedali di comunità e altro) senza sapere con quali risorse intendiamo promuovere queste azioni.

Un altro aspetto, ancora tutto da chiarire, poi lo verificheremo nel corso della discussione, è quello del parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti, per cui dovremmo avere 7425 posti letto effettivi; dalla tabella relativa emerge invece che la disponibilità complessiva è pari a 7102 posti letto di cui 6075 per acuti e 1027 per post acuti. Allora, anche la matematica, soprattutto la matematica, impone che ci sia una….

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ho il dovere di informare l'Assemblea che, in riferimento alla seduta di giovedì 11 gennaio nel corso della quale tolsi la parola all'onorevole Dedoni, ho potuto constatare rileggendo gli interventi dei consiglieri che tutti si sono discostati dall'argomento in discussione. Mi scuso quindi con l'onorevole Dedoni (è capitato a lei, poteva capitare a chiunque altro), ma ribadisco la necessità da parte di questa Presidenza di richiamare, quando è necessario, i colleghi al rispetto delle norme regolamentari che ci siamo dati e che tutti conosciamo. Fatta questa precisazione, che spero chiuda quella breve parentesi, mi auguro che non si ripeta una situazione di questo genere.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al

Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche io ritengo che siamo arrivati al capitolo più importante, perlomeno il più impegnativo, del Piano sanitario regionale. Un capitolo impegnativo, difficile e sul quale abbiamo fatto un duro lavoro, perché mettere mano ad una problematica così delicata, dopo vent'anni in cui la sanità nella nostra Regione è cresciuta un po' a macchia di leopardo, con molte disparità tra territori e territori, è stata certamente un'operazione difficile. E tanto più difficile, vorrei ricordarlo anche all'onorevole Licandro, che non è in Aula in questo momento, perché questo problema, che noi stiamo affrontando oggi, dopo 20 anni, probabilmente si sarebbe potuto affrontare almeno 6-7 anni fa, evitando quindi che i problemi continuassero ad aggravarsi. Però io ho la certezza, e lo dico con molta serenità, che se voi aveste affrontato il problema a tempo debito, l'avreste affrontato esattamente come noi lo stiamo affrontando in questi giorni.

Indubbiamente, diceva il collega Vargiu, ci dividono molte cose; però io credo che alla base di questo immenso lavoro, che è stato fatto per arrivare finalmente a varare un Piano sanitario regionale, non ci siano sicuramente motivazioni ideologiche. Ci sono differenze, sicuramente, ed è inevitabile che ci siano, ma non sono di natura ideologica. Non abbiamo voluto forzare la mano, abbiamo applicato parametri di riferimento nazionali, non li abbiamo inventati noi, che altre Regioni hanno già applicato. E, altra cosa importante, puntiamo ad arrivare a questi risultati non dopo domani, a Piano approvato, ma gradualmente, senza strappi; e questo vale per il pubblico quanto per il privato.

Non c'è dubbio che in questo Piano noi abbiamo voluto privilegiare il pubblico, ma questa mi sembra una scelta legittima; quello su cui non ho dubbi è che non abbiamo nemmeno voluto penalizzare il privato, perché abbiamo riconosciuto comunque al privato, soprattutto a certi privati, l'importante funzione, a volte anche vicariante, svolta nei confronti del pubblico. Quindi nessuna azione punitiva, abbiamo applicato gli stessi parametri, per il pubblico come per il privato, e il parametro non poteva che essere il tasso di occupazione dei posti letto;questo è stato il criterio adottato, per il pubblico e per il privato, quando siamo pervenuti alla decisione di eliminare oltre 700 posti letto nella nostra Regione. D'altra parte abbiamo semplicemente chiuso dei posti che erano di fatto già inutilizzati.

L'onorevole Licandro ha detto che abbiamo adottato parametri ancora più restrittivi rispetto a quelli nazionali. Io credo che questa sia una visione sbagliata. In questi anni abbiamo proceduto privilegiando i posti letto per acuti, contrariamente a quanto fatto da altre Regioni; a tutt'oggi, nella nostra Regione, su circa 8000 posti ospedalieri soltanto 181 sono per lungo degenza e riabilitazione. E' un dato che si commenta da sé, perché chiaramente con la rapida evoluzione delle tecnologie, ma soprattutto con i cambiamenti demografici, che vi sono anche nella nostra Regione, avere a disposizione solo 180 posti per lunga degenza e riabilitazione nel pubblico significa non aver capito le trasformazioni in atto anche nella nostra Regione.

Ripeto quindi che abbiamo utilizzato parametri uguali per il pubblico e per il privato, e che ci siamo tenuti al di sopra, non al di sotto, dei parametri nazionali. Abbiamo potuto maggiorare di un 5 per cento la dotazione dei posti letto per il fatto di essere un'isola, con una popolazione dispersa su un territorio molto ampio. Dire che abbiamo ristretto i parametri nazionali significa non aver capito come sono stati suddivisi questi posti letto, in realtà i posti su cui noi ci siamo tenuti più bassi, sono i posti della lungo degenza e della riabilitazione: sono 0,7 per 1000 abitanti e non 1 per 1000 come prevedono i parametri nazionali, semplicemente perché abbiamo considerato che con il numero talmente elevato di posti in residenze sanitarie assistenziali concesso nella nostra Regione, non avrebbe avuto molto senso continuare ad incrementare in questo momento i posti della lungo degenza e della riabilitazione pubblica.

Io credo che in questo Piano siano presenti anche grandissimi obiettivi: la messa in rete tra i vari ospedali, tra i vari ospedali e il territorio, la costruzione di cinque nuove grandi strutture ospedaliere nella nostra Regione considerando che fino adesso abbiamo speso centinaia e centinaia di miliardi per ristrutturare ospedali che, comunque, restano vecchi, inefficienti. Si dice che nel Piano non sono previste le risorse; le risorse non devono essere stabilite in un Piano sanitario, le risorse saranno stanziate nella finanziaria che prossimamente approveremo.

Tra i grandi obiettivi quindi vi è la costruzione degli ospedali di Cagliari, di Sassari, di Alghero, di San Gavino e il completamento di quello di Olbia. Io credo che la ridistribuzione sui territori dei posti letto e delle specialità costituisca un altro motivo di orgoglio tale da portare all'approvazione di questo Piano. E' stato compiuto infatti un atto di giustizia nei confronti di territori più periferici rispetto ai poli tradizionali di Cagliari e Sassari; mi riferisco alla Gallura, di cui si è parlato, alla provincia di Oristano, alla provincia dell'Ogliastra e, in modo particolare, alla provincia del Medio-Campidano che, fino a questo momento, rappresentava il fanalino di coda delle Aziende sanitarie della nostra Regione.

Vi è poi la riconversione dei piccoli ospedali; in questo Piano non si chiude nemmeno un ospedale ma si riconvertono quelli più isolati come Sorgono, Isili, Muravera, Thiesi trasformandoli, con l'adozione di nuove forme di assistenza sanitaria, in ospedali di comunità.

Questi sono grandi progetti che, io immagino, necessiteranno sicuramente di finanziamenti, ma anche di grande impegno da parte delle Aziende sanitarie e degli operatori di queste strutture. Ho una convinzione, e chiudo, che con questo Piano abbiamo posto le basi, o solamente le basi, per una riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera nella nostra Regione. Il lavoro più impegnativo verrà quando dovremo organizzare le reti; immagino la difficoltà ma anche il grande valore che assumerà nella nostra Regione l'organizzazione della rete oncologica, l'integrazione fra ospedale e territorio …

PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, è doverosa per tutti noi, superata la parte relativa all'impostazione del Piano, una discussione attenta sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. Io ho sempre sostenuto che, stante la realtà storica, geografica, urbanistica, la mancanza di servizi, di collegamenti agevoli tra un centro abitato e l'altro (vi sono paesi che distano anche 70, 80 chilometri dal capoluogo di provincia, sia Sassari che Cagliari), di strade idonee ad essere percorse non dico ad alte velocità, ma a medie velocità, con i rischi che tutti possiamo capire per i nostri concittadini delle zone interne, non fosse e non sia giusto disegnare il futuro della sanità sarda in base al mero rapporto posti letto-numero di abitanti.

Lo dico con convinzione, credetemi, non lo dico per partito preso, per mera contestazione, lo dico con cognizione di causa perchè sappiamo in coscienza che l'adozione di questo parametro danneggerà i risultati che si vogliono ottenere con questo Piano. Ribadisco, infatti, che il rapporto posti letto-abitante non può e non deve essere l'unico parametro adottato se è indispensabile e necessario, come tutti noi affermiamo, che la Sardegna si doti di uno strumento che possa affrancare la sanità sarda da quel caos (per esempio la congestione inammissibile e inaccettabile presente nei grossi ospedali dei capoluoghi di provincia) che l'ha caratterizzata in determinate situazioni. Situazioni che hanno spinto primari ospedalieri a gettare la spugna, a, direi, ribellarsi contro la struttura regionale.

Io ritengo che molte delle proposte e delle soluzioni presentate possano essere condivise. Non concordo quando si dice che bisogna eliminare determinate strutture ospedaliere per fare non so che cosa; perché quando in un certo territorio, o in una grande città come Cagliari, si sono raggiunti determinati risultati e quindi sono presenti determinate strutture, peraltro costate alla comunità migliaia e migliaia di miliardi se non vanno bene io dico che bisogna intervenire per migliorarle, per potenziarle, per ristrutturarle, ma mai e poi mai si può togliere ai cittadini la possibilità di avere risposta, come d'ora in avanti potrebbe succedere con l'approvazione del Piano, ad un bisogno. Mi spiego meglio.

Io provengo da un territorio, Assessore, che conosco perfettamente anche in qualità di amministratore; infatti nell'arco di 30, 35 anni, sono stato consigliere comunale, sindaco, consigliere provinciale, vicepresidente della ASL, vicepresidente della provincia, quindi conosco esattamente le esigenze di quello specifico territorio, come ognuno dei colleghi qui presenti quelle del proprio. Non per partigianeria, non per partito preso, dico che non è giusto, non è assolutamente necessario chiudere, perché di questo si tratta, gli ospedali di Thiesi ed Ittiri.

Quando leggo "ospedali di comunità", immagino qualcosa di bello, di nuovo, di completo, addirittura l'impressione è che si voglia migliorare. Io non dico che l'intento non sia effettivamente quello di migliorare, ma si tratta pur sempre, come ho letto nel Piano, di una sperimentazione. Ma, Assessore, quando si sperimenta, lo si fa su piccole parti di territorio, non su interi territori su cui vivono 30, 40 mila abitanti. Non si può sperimentare trasformando, rimpicciolendo le strutture esistenti, in parole povere, definendole ospedali di comunità quando di ospedali non si tratta. Caro collega Frau, se si fosse trattato di ospedali sarebbero rimasti inclusi nella rete ospedaliera regionale, ma un emendamento che prevedeva questo è stato bocciato. Si chiamano ospedali di comunità ma, di fatto, sono delle strutture, gestite da medici di base e dirette da un medico del Dipartimento del distretto sanitario.

Se si vuole sperimentare lasciamo allora in quegli ospedali, finché non sarà a regime e ottimamente funzionante, l'assistenza domiciliare integrata, l'indispensabile, potenziando i servizi attuali, il day surgery e il day hospital, se non altro al fine di decongestionare le strutture ospedaliere del capoluogo di provincia nelle quali ancora oggi, come ha detto poc'anzi la collega Caligaris, malati stanno nei corridoi per mancanza di posti letto.

Questi ospedali servono paesi (mi riferisco principalmente all'ospedale di Thiesi) che distano circa 70 chilometri dal capoluogo di provincia; questi ospedali in questo momento certo non possono più dare una risposta certa alla domanda di salute dei cittadini perché, irresponsabilmente, sono stati privati di varie figure mediche e di strutture. Ho detto irresponsabilmente, di chiunque sia la responsabilità, non la sto attribuendo a lei, questi ospedali sono stati depauperati, sono stati sviliti a meri presidi di ricovero per pazienti che non possono più avere una risposta completa. Eppure in quegli ospedali esistono strutture, esistono attrezzature all'avanguardia, esistono sale operatorie all'avanguardia e fino a quando hanno funzionato, cioè sino a due anni fa, hanno dato risposte concrete alla cittadinanza di tutto quel territorio ma anche della intera provincia decongestionando, e non poco, il sovraffollamento esistente negli ospedali dei capoluoghi di provincia. Mi chiedo quindi perché li si vuole cancellare con un colpo di spugna.

Io mi sono anche chiesto dove vanno a finire i 195 posti letto di post-acuti ospedalieri previsti nel Piano. Io non sono un tecnico, Assessore, e m'intendo poco di queste cose, però mi sono chiesto se i medici di base sono stati interpellati su questa proposta e che ruolo avranno in questi "ospedali (chiamiamoli ospedali tra virgolette perché tali non sono) di comunità". Saranno convenzionati e questo comporta spese, e queste spese dove sono state previste? Siamo sicuri che si risparmierà?

Io credo che se pure si vuol fare un calcolo ragionieristico sulla nostra sanità, non si risparmierà perché le spese per l'assistenza domiciliare integrata supereranno di gran lunga quelle sostenute da un piccolo ospedale. Questo in primo luogo. In secondo luogo non saranno strutture funzionali e non si daranno risposte alla cittadinanza a meno che, volendo sperimentare non si sperimenti su una piccola parte di queste strutture mantenendo anche i servizi forniti finora nella restante parte. E' un ragionamento logico, Assessore. E' un ragionamento che risponde alle esigenze del territorio, non vuol essere un ragionamento polemico e di contrapposizione al Piano di cui condividiamo le parti positive ed essenziali..

PRESIDENTE. Colleghi, a causa di problemi tecnici insorti nella cabina di regia, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 49.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorico. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, ritengo opportuno intervenire nel dibattito per manifestare il mio apprezzamento sul programma di edilizia ospedaliera contenuto nel Piano sanitario; programma che prevede la costruzione di un nuovo ospedale ad Alghero che giudico indispensabile per risolvere le sorti della sanità del territorio. Da quando l'USL di Alghero nel 1995 è stata accorpata nell'azienda di Sassari l'attenzione nei confronti dei bisogni sanitari è precipitata, le risorse assegnate sono state sempre insufficienti e alcune disfunzioni organizzative e assistenziali si sono ingigantite. Con il nuovo progetto ospedale Marino e ospedale Civile saranno accorpati.

La nuova struttura conterrà tecnologie di avanguardia e l'edilizia sarà in linea con le finalità terapeutiche e di permanenza dei malati. Un nuovo ospedale sarà una risorsa importante per il territorio e per la sua economia. Il riferimento che il Piano fa a un'offerta sanitaria di qualità come incentivo al turismo è appropriato: il turista va più volentieri dove si sente meglio protetto. Un ospedale all'avanguardia è una garanzia per tutti, signor Assessore. Il nuovo ospedale sarà occasione di crescita civile e sociale delle popolazioni che fanno riferimento ad Alghero. Ritengo che rappresenti, per una città che vuole crescere nella modernità, un utile investimento. Ma quali saranno i tempi per la sua realizzazione? Il Piano ha durata triennale e prevede entro questo lasso di tempo la realizzazione delle opere previste.

Nel caso di Alghero a me sembra che l'ospedale debba essere inserito tra le priorità; se ne deve riconoscere l'urgenza, signor Assessore. Nel frattempo, tuttavia, bisognerà pensare a migliorare la qualità della sanità algherese, inadeguata rispetto alle aspettative della gente. Disagi organizzativi, carenze di organico ben conosciute condizionano i risultati e non basta l'impegno assiduo del personale a tappare i buchi. E' indispensabile perciò intervenire con risorse adeguate. Sarebbe un grave errore aspettare il nuovo ospedale per dare una risposta alle popolazioni del territorio. Ad alcune situazioni va posto rimedio oggi e non domani, signor Assessore.

I finanziamenti destinati fuori Piano per il "Marino" e il "Civile" sono insufficienti, bisogna trovare altre risorse. Va risolto subito il problema del personale; non è possibile, ad esempio, che l'attività del "Marino", polo di attrazione più che provinciale, sia condizionata dalla mancanza di anestesisti oppure, mi riferisco al "Civile", che il personale collocato in pensione non sia sostituito. Comprendiamo la necessità di fare economia ma, signor Assessore, non si possono creare situazioni di forte disagio sia per chi assiste sia per chi è assistito.

Mi sono occupato in passato del Dipartimento di medicina; la sua attività è compressa tra gli effetti del Pronto soccorso come sfogo dalle emergenze da un lato e come deposito geriatrico dall'altro, signor Assessore. Tutti sappiamo che gli anziani con più patologie hanno bisogno di un'assistenza continuata; senza reparti di lungodegenza e senza adeguata assistenza domiciliare finiscono inevitabilmente in reparto, determinando un sovraffollamento che rende difficile l'attività di medici ed infermieri. Anche le ambulanze utilizzate per il trasferimento dei malati gravi a Sassari sono da rottamare; qualche volta, signor Assessore, si sono fermate per strada.

Due parole, infine, sul Piano. Mi sembra che metta a fuoco i problemi del territorio; gli indirizzi generali terranno conto di queste esigenze. L'attento lavoro svolto dalla Commissione sanità - ne approfitto per ringraziare il presidente Masia - è servito ad individuare la priorità dei problemi e dei bisogni, distretto per distretto. Ho apprezzato anche il lavoro dell'assessore Dirindin, attenta, disponibile al dialogo. Ora, approvato il Piano si tratta di entrare subito nella fase operativa.

Il nuovo ospedale di Alghero rientra, appunto, tra le priorità; ciò significa che la Regione deve far fronte con proprie risorse finanziarie. Se, come ha detto l'onorevole Frau, la Giunta pensa di attingere ai finanziamenti del Quadro comunitario di sostegno, per cui i tempi potrebbero allungarsi, la Regione dovrà anticipare le somme necessarie. Le previsioni di Piano devono rappresentare un vincolo preciso per la Giunta.

Un ultimo cenno sulla destinazione delle vecchie strutture. A me sembra che tutto sommato si dimostri meno interesse ai problemi sanitari che ad aspetti che definisco commerciali. Si parla molto, infatti, in alcuni ambienti, della scelta dell'area dove costruire il nuovo ospedale e persino a chi vendere il "Marino" da destinare ad albergo di lusso sul mare. Riaffiorano vecchi interessi, come se la dismissione del "Marino" fosse prossima ed esso non dovesse continuare a fare il proprio dovere ancora per alcuni anni. E, siccome sono indispensabili alcuni investimenti ed il potenziamento delle apparecchiature, anziché trovargli un acquirente è meglio pensare alle risorse necessarie a renderlo più efficiente e funzionale nell'interesse degli algheresi e del territorio, signor Assessore. Altri interessi possono essere maliziosamente interpretati e non giovano alla causa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, il capitolo che stiamo discutendo sicuramente è uno dei capitoli centrali, anzi è il capitolo centrale del Piano sanitario regionale perché affronta il problema, serio, della riorganizzazione degli ospedali in Sardegna. Da una prima lettura di questo Piano dobbiamo prendere atto che ci sono dei problemi, nel senso che ci rendiamo conto, almeno è la mia impressione, che questo Piano non riuscirà a risolvere i problemi sanitari in Sardegna.

Assessore, per me risolvere i problemi sanitari in Sardegna significa è garantire un'assistenza adeguata in tutto il territorio, significa fare in modo che mai più nessuno, o comunque meno malati possibili, siano costretti ad andare fuori Sardegna per farsi curare. Io lo dico subito, ho l'impressione che anche dopo aver approvato questo Piano i sardi continueranno ad andare fuori in pellegrinaggio per curarsi, anche per patologie che sicuramente potrebbero essere curate in Sardegna.

Allora, va fatto e va approfondito un ragionamento, al di là dell'enfasi sul fatto che dopo ventun anni si sta approvando il Piano sanitario regionale. Intanto, mi riferisco soprattutto all'onorevole Frau che sottolineava questo dato, voglio ricordare che non è vero che sono passati ventun anni dall'approvazione degli ultimi atti in materia di sanità. Negli anni scorsi è stata approvata infatti la razionalizzazione della rete ospedaliera, è stato approvato il Piano per la psichiatria, è stato approvato il Piano socio sanitario (provvedimenti dei quali non c'è nessuna traccia in questo Piano), per cui devo dire che il 70 per cento del Piano è già in essere.

In questo Piano bisogna prendere atto che ci sono delle novità, ma sono delle novità più teoriche che pratiche, perché bisogna capire che cosa significa la "realizzazione di cinque nuovi ospedali". Io mi meraviglio che un uomo dell'esperienza politica del collega Giorico si convinca che sia cosa fatta la realizzazione del nuovo ospedale ad Alghero; sembra quasi che siano già sul posto i mezzi meccanici per iniziare gli scavi della costruzione. Io credo che siano solo parole, perché mi pare che all'interno del Piano non sia stata individuata nessuna priorità, non siano state individuate risorse, non si capisce neanche dove verranno realizzati questi ospedali.

Oltre a ritenere che queste disposizioni siano veramente soltanto parole, ho un altro dubbio, e cioè che noi stiamo parlando di nuovi ospedali perché dobbiamo coprire certe carenze che sappiamo si manifesteranno nei prossimi anni. Mi auguro che non sia così, che un domani non dobbiamo dire ai sardi che sappiamo che l'assistenza sanitaria non va bene, ma stiamo pensando di fare queste importanti strutture nel territorio e quindi li invitiamo a stare tranquilli perché noi stiamo comunque pensando di fare cose diverse. Io mi auguro che non sia questa la novità della grande trasformazione della sanità in Sardegna. Quindi bisogna essere cauti o comunque bisogna dire, chiaramente, come e quando si farà questo ospedale. Io non sono contrario alla costruzione di nuovi ospedali, però io vedo che oggi si sta parlando più a livello teorico che pratico.

Lo stesso discorso va fatto anche quando si parla della sanità pubblica e privata. Si dice che la filosofia del Piano, questo ho colto in diversi interventi, è quella di privilegiare la sanità pubblica rispetto a quella privata. Questo può essere giusto, ma io avrei preferito che si privilegiasse la salute del cittadino! Io avrei voluto che si dicesse che prima c'è il cittadino, che prima di tutto noi garantiamo un'assistenza giusta e poi si può parlare d'altro. Invece mi pare che fra le cose dette e non dette si voglia favorire, in modo eccessivo forse, la sanità pubblica. Anch'io, in linea di massima, ritengo si debba prestare maggiore attenzione alla sanità pubblica, ma questo non significa che noi non dobbiamo permettere una competizione vera all'interno della sanità, anche perché non è detto che la sanità pubblica garantisca una sanità migliore.

Noi dobbiamo mettere il privato nelle condizioni di competere con la medicina pubblica, perché solo così noi possiamo far crescere la sanità, solo così noi possiamo impedire che i sardi continuino ad andare fuori per farsi curare; è inutile che noi continuiamo a dire che dobbiamo puntare tutto sulla sanità pubblica, quando poi i malati vanno a farsi curare fuori dalla Sardegna. Assessore, questo non va bene; noi dovremmo affrontare il discorso sulla sanità in modo diverso.

Anche sul numero dei posti letto per abitante, sull'occupazione dei posti letto negli ospedali dovremmo fare un discorso serio, perché molte volte gli ospedali non funzionano al cento per cento non perché non ci sono i pazienti, ma perché proprio la struttura ospedaliera non è messa nelle condizioni di assistere tutti i pazienti. Io ho visto che a causa delle carenze delle sale operatorie in certi ospedali non si riesce ad operare tutti i pazienti che presentano necessità di questo tipo e, che, di conseguenza, sono costretti a cercare assistenza sanitaria fuori dall'ospedale; e soprattutto in alcune zone della Sardegna questa situazione si verifica continuamente.

Ugualmente non si è capito perché noi vogliamo adottare, relativamente alla dotazione di posti letto per mille abitanti, un parametro inferiore a quello nazionale, tenendo conto soprattutto che noi avremmo la possibilità di maggiorare questa dotazione (non oltre il 5 per cento) in rapporto alle nostre particolari condizioni.

Anche sui piccoli ospedali e quindi sugli ospedali di comunità credo che bisognerebbe dire una parola di chiarificazione; Assessore, io speravo che questa Giunta regionale avesse maggior coraggio perché alcune delle proposte contenute negli emendamenti potevano essere prese in considerazione. Io condivido infatti l'idea di potenziare l'assistenza sanitaria nella periferia per evitare un sovraffollamento degli ospedali maggiori nei quali devono essere curate solo determinate patologie...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, preliminarmente vorrei ringraziare il presidente Secci per aver riletto in modo diverso uno spiacevole episodio verificatosi in una fase abbastanza movimentata dei lavori di questo Consiglio. Credo che la considerazione per l'istituzione e la garanzia del ruolo di ciascun consigliere siano di primaria importanza nella salvaguardia dei rapporti tra maggioranza e opposizione, anche per garantire la rappresentatività effettiva al popolo sardo di cui noi siamo debitori.

Fatta questa doverosa premessa, entrando nel merito io vorrei fare una considerazione di più ampio respiro; la rete ospedaliera, vista a sé stante (come stiamo analizzando tutti i temi specifici del Piano sanitario), non ha un riferimento preciso al territorio della Sardegna, alla viabilità della Sardegna, alle distanze esistenti tra un centro abitato e l'altro, all'orografia, a tutti quei fattori sociali, economici e ambientali che impongono una rivisitazione complessiva del sistema della sanità nell'Isola.

In più di una circostanza si è avuto modo di rimarcare come la posizione centrale acquisita nella nostra isola dall'ospedalità sia funzionale alla composizione stessa del territorio e all'insieme degli aspetti che prima ho evidenziato. E' necessario capire che quando si prospetta l'esigenza, per esempio, di non vedere ridotti i posti letto, oppure di chiarire la disposizione, evidenziata oggi nel dibattito da parte di alcuni consiglieri, che identifica un numero piuttosto che un altro di posti letto, vanno rafforzate certe indicazioni nella misura in cui non siamo stati e non siamo ancora capaci di dare certezze all'istituto del distretto, nella misura in cui non siamo capaci di garantire il diritto alla salute del cittadino che vive nella landa più sperduta delle zone interne della nostra Sardegna.

Io mi chiedo, tenendo conto che non siamo stati ancora in grado di garantire un servizio efficiente di guardia medica, se facciamo bene oggi a chiedere un surplus di imposizione al cittadino sardo che richiede una prestazione ospedaliera al Pronto soccorso. E' vero che bisogna limitare l'accesso a queste prestazioni, però non offriamo alternative valide; abbiamo una programmazione ma attuazioni e comportamenti non rispondenti.

Si è parlato anche di ospedali pubblici e privati, io credo che il pubblico sia assolutamente da privilegiare ma credo che non si debba neanche demonizzare, come spesso è avvenuto, l'iniziativa privata che ha garantito prestazioni sanitarie che altrimenti non potevano essere effettuate.

Quando sono intervenuto in questo dibattito richiamando l'attenzione sul futuro ospedale di Olbia, il "San Raffaele", io non ho detto che non doveva essere realizzato, ho posto dei problemi che ancora oggi ripropongo relativamente alle autorizzazioni che vengono concesse a quel tipo di ospedale in tema di ricerca. Il "San Raffaele" nel settore della ricerca ha potenzialità enormi a cui, ho detto in altra circostanza, faccio tanto di cappello; ma non si può mortificare gli istituti di ricerca sardi pensando di compensare con altri elementi.

Ben venga quindi quell'ospedale (Olbia non avrà che da giovarsene) se si atterrà ad espletare i compiti di un ospedale; ma rimangono gli interrogativi, che non è il caso adesso di verificare e che riproporremo anche più specificatamente perchè non ci lasciano sicuramente tranquilli, sui rapporti instaurati da "Polaris" con il "San Raffaele Ricerche" e il legame possibile con l'ospedale "San Raffaele" che dovrà essere realizzato in quel di Olbia.

La Regione Sardegna, a seguito dell'approvazione della finanziaria nazionale, si è accollata tutta la spesa sanitaria. Il presidente Soru ha detto che potevano essere costruiti sette ospedali tutti gli anni, ha detto che c'è una disponibilità eccezionale di finanza, allora noi diciamo che anziché adottare i parametri nazionali, poiché la realtà sarda lo richiede è possibile adottare parametri valutati in base alle esigenze, alle necessità della nostra isola. I danari ci sono, sono quelli che derivano dall'ex articolo 102 della finanziaria nazionale, e non sono utilizzati in maniera certamente non ortodossa, per non utilizzare il termine "illegittima", come altre coperture finanziarie criticate anche da sinistra. Mi riferisco ad un ex consigliere regionale del Partito comunista, docente universitario, puntualmente critico sulle modalità di scrittura di un bilancio.

Questo lo richiamo solo per dire che abbiamo necessità ed esigenze nella sanità, ma è importante che venga coperto questo servizio assolutamente necessario, doveroso per la persona umana. Ed è assolutamente necessario che la Sardegna abbia tutto quello che deve avere perché, come in più di una circostanza abbiamo rilevato, è diversa dalla Regione Lombardia ed altre Regioni similari, che hanno territori ricchi di paesi, comunità, sino ad arrivare alla grande città, non c'è l'isolamento che colpisce chi vive a Bono, a Pompu, se viene chiuso il piccolo ospedale. Sempre collegandomi alle difficoltà della viabilità, ho presentato una interrogazione, nella quale richiamavo l'esigenza di istituire un servizio di elisoccorso funzionale in Sardegna, coordinato col 118. Il tempo è un elemento essenziale, nel caso di un'emergenza, per salvare una vita umana. Queste esigenze che ho rappresentato debbono essere tenute in considerazione allorquando si varerà questo Piano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, vorrei iniziare riprendendo un'affermazione dell'onorevole Ladu sul fatto che il Piano sanitario, più che interessarsi di altre cose, dovrebbe occuparsi di fornire una sanità di qualità. E vorrei ricordare anche la frase di Deng Siao Ping, quella famosa sui gatti per cui non importa il colore del gatto, l'importante è che acchiappi i topi. Però mi sembra che, nello stendere questo Piano, i colleghi della maggioranza si siano occupati un po' troppo della sanità pubblica, contro la quale, ripeto, non abbiamo niente, assolutamente, anzi anch'io mi associo a coloro che hanno dichiarato una disponibilità a privilegiare, in linea di principio, la sanità pubblica In realtà, in Sardegna abbiamo una sanità privata e, permettetemi di scavalcarvi a sinistra, se io fossi stato da quella parte della barricata, mi sarei preoccupato che le cliniche private fornissero prestazioni di qualità.

Un mio caro amico, che oggi non c'è più, riferendomi di un suo ricovero in una clinica in Svizzera, mi diceva con meraviglia che un dipendente, con orgoglio, gli aveva detto: "Monsieur, la nostra è la clinica migliore di tutta la Svizzera". Era una clinica privata e il dipendente intendeva dirgli che era curato al meglio .

A me piacerebbe che alle cliniche private sarde fosse data l'opportunità, anzi venisse imposto, di migliorare la qualità delle loro prestazioni; cioè di essere assolutamente competitive nell'erogazione di servizi di altissima qualità.

Mi sarei aspettato che la sinistra sarda, in questo Consiglio, si fosse battuta perché le cliniche private erogassero prestazioni di Pronto soccorso, di rianimazione, prestazioni non solo di qualità ma costose. Noi abbiamo una sanità privata che, in Sardegna, non si fa carico di servizi essenziali e usufruisce di questi servizi a carico della sanità pubblica. Ecco, questo sarebbe stato un atteggiamento di ridistribuzione anche dei costi, perché poi sono costi per tutti. Il pubblico quando affronta la rianimazione, quando affronta il Pronto soccorso, lo affronta anche per la sanità privata che non se ne fa carico. Voi avreste dovuto impostare un discorso a vantaggio di tutti, in questo caso, per migliorare la sanità. Ho sentito discorsi, invece, assolutamente degni di altri Consigli regionali, degni della preistoria della politica, come quello di un collega (e mi dispiace perché per la sua età e la sua esperienza politica avrebbe dovuto essere più avveduto), il quale si dichiarava contento perché nel suo territorio era prevista una nuova struttura. Chissà se mai lui o anche noi la vedremo sorgere! Io ne dubito, dati i tempi di esecuzione delle opere pubbliche in Italia, dove basta che una qualunque persona si alzi, protesti e dica di non essere d'accordo, per bloccare un progetto importante. E' stata bloccata la TAV in Italia, figuriamoci se qualche ambientalista, per una cisterna punica, non cercherà di impedire o di bloccare almeno per dieci anni la costruzione di un ospedale! L'Italia ormai ci ha abituato a questo.

Io mi auguravo quindi di non sentire più consiglieri che nei loro interventi si dichiarano soddisfatti perché ottengono qualcosa per il proprio collegio elettorale.. Soprattutto dopo che la sinistra ci ha accusato di avere interessi inconfessabili, ci ha accusato di avere cose vergognose da nascondere; sinceramente, questi discorsi meriterebbero uno scritto di Gabriel Garcia Marquez che con la sua fantasia, con la sua verve, avrebbe descritto un mondo surreale. Non siamo in un talk show, però si vedono degli spettacoli non idonei all'intelligenza che quest'Aula dovrebbe dimostrare.

Nel merito, riprendiamo quanto deciso, per esempio, sulla distribuzione dei posti letto. Abbiamo avuto ragione, o no, noi del centrodestra quando abbiamo abbandonato i lavori perchè ritenevamo che in tre ore non si potesse decidere con cognizione di causa, se votare il prospetto, presentato all'ultimo momento in Commissione, nel quale si decidevano, senza dare spiegazioni, gli spostamenti di tutti i posti letto della Sardegna dalla sanità privata verso la sanità pubblica?. A me sembra un sistema punitivo, mi ricorda il vecchio detto romano "Guai ai vinti", le forche caudine per cui i superbi vanno puniti, vanno debellati e si premiano gli amici, i territori, i consiglieri; e chissà quanti di voi magari hanno avuto la soddisfazione di avere qualcosa per il proprio territorio!

Io vorrei sapere se questa soddisfazione la paga il sistema sanitario sardo. Vorrei sapere se qualche ospedale privato è stato punito, non perché eroga prestazioni di scarsa qualità, non perché inutile, ma soltanto perché di proprietà di qualche personaggio ritenuto da punire politicamente, in modo che magari se ne punisca uno e se ne ammaestrino cento. Questa è una politica che, sinceramente, questa Giunta mi sembra abbia portato avanti anche in altri settori. Mi riferisco, ai recenti provvedimenti che hanno bloccato, a seguito delle disposizioni del Piano paesaggistico regionale, importanti cantieri edilizi nella città di Cagliari; sono scelte mirate, troppo personali, per non far sospettare un fumus persecutionis.

L'aver riportato in Commissione il dibattito su questo argomento, mi permetta, Assessore, è una sua sconfitta personale ed è una vittoria del centrodestra che vuole conoscere i criteri, vuole sapere il perché di certe scelte. Magari riuscirete anche a convincerci della bontà della vostra proposta, però noi abbiamo il dovere di conoscere i motivi, abbiamo il dovere di sapere perché andiamo nei territori, ci confrontiamo con le organizzazioni di categoria, ci confrontiamo con gli amministratori locali: non avete l'esclusiva di questi rapporti. Dobbiamo essere in grado di spiegare per quale motivo si è determinata questa scelta, che noi possiamo condividere o non condividere.

Abbiamo il dovere di conoscere le motivazioni di fondo che hanno portato a compiere una scelta programmatica così importante; una scelta che non poteva essere decisa nell'arco di alcune ore, nel corso di una notte nella quale noi abbiamo deciso di abbandonare i lavori, di fronte alla improponibilità e alla insostenibilità di una simile proposta.

Sull'ospedalità si gioca una parte importante della sanità sarda. Non è credibile che tutto il Piano sanitario regionale acquisti credibilità soltanto perché si propone di costruire alcuni ospedali. Ma questi ospedali, l'abbiamo già detto, chissà quando li vedremo. Non basta neanche avere i fondi per essere in grado di costruire gli ospedali, e la Sardegna ha bisogno di risposte immediate. In Sardegna mancano prestazioni sanitarie, c'è tanta gente che è ancora costretta ad emigrare per ottenere risposta ad un bisogno che dovrebbe essere soddisfatto nella nostra isola. Stiamo tentando di mettere il cilindro, come si dice, sul pastore, ma il pastore ha bisogno di altre cose.

Forse siamo un'isola di pastori, quindi ci accontentiamo di poco, ma ci accontenteremmo di avere un Pronto soccorso senza ticket, è nella nostra possibilità tanto più che ci si dice che abbiamo i fondi. Ci accolliamo il costo di una sanità di cui non conosciamo neanche i costi reali. Assessore, avete calcolato che i DRG sardi sono sottostimati per cui, a parità di prestazioni, in continente ricevono dal Governo nazionale fondi ben superiori rispetto alla Sardegna? E' una nostra colpa, certamente, ma è comunque un'ipotesi da prendere in considerazione sul calcolo della spesa sanitaria regionale. Perché, se i nostri DRG sono stati sottoposti ad uno sconto e i DRG delle altre Regioni sono di prezzo superiore per qualità di prestazioni, allora veramente stiamo sostenendo un costo che è maggiore…

PRESIDENTE. Onorevole Liori, il tempo a sua disposizione è terminato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 419, 438, 172, 387, 396, 400 ai quali, escluso il 419, verranno presentati emendamenti orali al momento della votazione, e ancora il 219. Si chiede di accantonare l'emendamento numero 446. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 441, 442, 389, 388, 390, 399, 391, 392, 393, 394, 395, 397, 398, 499, 401, 402, 498, 405, 408, 409, 410, 412, 413, 415, 416, 518, 98, 99, 448, 449, 443, 444, 445, 447. Si chiede il ritiro degli emendamenti numero 403, 404, 407, 411, 414, 417, 418,420, 421…

VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 421, se modificato, il parere era favorevole .

PACIFICO (D.S.), relatore. Si chiede il ritiro del 421 in quanto verrà presentato un emendamento orale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non interrompere il relatore nel corso dell'espressione dei pareri per evitare confusioni. Prego, onorevole Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si chiede ugualmente il ritiro degli emendamenti numero 422, 423, 424, 425, 426, 427, 428, 429, 430, 431, 432, 433, 434, 386, 435, 436, 437, 439, 440, 406 in quanto sono ricompresi nell'emendamento numero 601. Si ritira l'emendamento numero 142. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime un parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 441.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Ritiro l'emendamento numero 441.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 442. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 442.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 442.

Scusate, colleghi, annullo la votazione e la ripetiamo.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere PIRISI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 75

Votanti 74

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 27

Contrari 47

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 389. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 388. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 390. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' stato richiesto il ritiro degli emendamenti dal numero 403 al numero 418.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, accedo alla richiesta del relatore di ritiro degli emendamenti numero 403, 404, 407, 411, 414, 417 e 418.

Questi emendamenti vengono ritirati in quanto è stata accolta, in linea di massima, la proposta (la Commissione ha formulato un emendamento di sintesi che ha come primo firmatario il Presidente della Commissione sanità) che prevede di riportare in Commissione, entro 120 giorni dall'approvazione del Piano, il problema della ridistribuzione dei posti letto per specialità per l'intera rete ospedaliera.

Sostanzialmente credo sia quello che noi chiedevamo dall'inizio, cioè che ci fosse chiarezza sulle scelte politiche di fondo che la Giunta intendeva intraprendere e che ci fosse il passaggio politico in Commissione che consentisse l'informazione della Commissione sanità sull'argomento. Quindi è stata accolta un'esigenza, che noi non riteniamo essere un'esigenza di minoranza, sulla necessità di una corretta informazione dell'Aula nel suo complesso.

Prendiamo atto quindi di questa decisione da cui consegue il ritiro degli emendamenti. Consentitemi di dire che quando il confronto vero viene esperito si trovano dei punti di raccordo che, pur nella diversità delle opinioni, possono essere condivisi dall'intera Aula. Chiedo inoltre la votazione nominale dell'emendamento numero 419.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 66

(Il Consiglio approva).

E' stato chiesto il ritiro degli emendamenti dal numero 420 al numero 437.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, con la stessa motivazione fornita per gli emendamenti precedentemente ritirati, ritiro anche gli emendamenti numero 420, 422, 423, 424, 425, 426, 427, 428, 429, 430, 431, 432, 433, 434, 486, 435, 436 e 437. Sull'emendamento numero 421 propongo di modificare il numero dei posti letto portandolo da 29 a 24 e sollecito il collega relatore a esprimere un parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, con la modifica proposta, d'altra parte vi era già un'indicazione in questa direzione, si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 421.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 421 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 438 sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento 438 viene corretto recependo il concetto della soppressione dei posti letto di astanteria; però, per una migliore formulazione, si rinvia agli indirizzi dell'atto aziendale che verranno licenziati dalla Giunta. Propongo quindi di inserire a pagina 120 del testo, al termine del secondo capoverso, dopo le parole "non invasive" il seguente periodo: "gli indirizzi dell'atto aziendale prevederanno i parametri per l'istituzione della osservazione breve nelle sedi del Pronto soccorso".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 438 nel testo così modificato. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti numero 439 e 440.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 172 sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, con i due emendamenti precedentemente approvati i due posti letto per la farmacologia clinica e i cinque posti letto per la reumatologia sono di fatto già stati inseriti nella tabella A. A tale variazione in aumento di posti letto corrisponde una riduzione di posti letto per la "medicina generale"

C'è da apportare un'altra correzione che prego la Giunta di esporre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. La tabella contenuta nell'emendamento numero 172, per un errore materiale, non riporta la riga riferita alla specialità oncoematologia pediatrica, avente codice 65, nella quale erano previsti 9 posti letto nella provincia di Cagliari - Asl 8. Per un refuso questa riga è stata soppressa, pertanto è necessario reinserirla senza modificare il totale che ricomprende già i 9 posti letto indicati.

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento numero 172.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi).Signor Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento sul quale annuncio il nostro voto contrario. Un voto contrario non rispetto alla modifica apportata ma perchè l'emendamento sostituisce integralmente la tabella numero 2 e, quindi, in considerazione del fatto che sia la tabella numero 1 che la tabella numero 2, nonostante l'impegno che viene preso, sono al momento attuale assolutamente inspiegabili all'interno del Piano. L'Assessore e il centrosinistra, con l'emendamento sostitutivo che voteremo successivamente, assumono l'impegno di darci spiegazioni dettagliate in Commissione rispetto a queste tabelle; ma, a nostro avviso, questi maggiori dettagli sarebbe stato corretto averli oggi che stiamo discutendo il Piano.

È evidente che quando parliamo della distribuzione dei posti letto per singola specialità, o della distribuzione delle specialità per singole Aziende, dovremmo conoscere quali sono i criteri che ci hanno fatto arrivare al numero di posti letto finale per singole specialità e alle motivazioni per cui in un'Azienda ospedaliera la risposta è data e in un'altra no. Purtroppo questo, ad oggi, nel Piano manca per quel difetto di istruttoria, che tante volte abbiamo segnalato, e per quel difetto di specificazione che ancora oggi non consente di comprendere i dati contenuti nelle tabelle. Lo stesso Presidente della Commissione, lo stesso relatore, nel momento in cui tentano di fornire quelle spiegazioni dettagliate, che noi abbiamo chiesto su singoli aspetti di queste tabelle, si rendono conto che ci sono delle incongruenze, quindi non riescono a darci i chiarimenti richiesti. Poiché io credo che queste tabelle siano state improvvidamente inserite all'interno del Piano, o comunque che non siano state adeguatamente spiegate, ritengo che manchino all'Aula in questo momento gli elementi necessari per poterle valutare e approvare compiutamente.

L'approvazione è un atto di fiducia nei confronti della attività della maggioranza e della Giunta, è normale che la maggioranza lo compia, è altrettanto normale che la minoranza non sia in condizione di poterlo fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, poiché l'intervento del collega Vargiu dà una lettura, legittima, ma pur sempre di parte, vorrei esplicitare il ragionamento che ci ha condotto a questo emendamento che prelude all'intervento di sintesi. Sostanzialmente viene confermata la validità dei metodi e dei criteri che hanno portato alla individuazione dei posti letto, e che verranno successivamente, così come concordato nell'emendamento di sintesi, esplicitati in maniera tale da fugare qualsiasi dubbio potesse essere sollevato in tale occasione. Il voto è chiaramente favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 172 nel testo modificato.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 66

maggioranza 34

favorevoli 44

contrari 22

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo dei paragrafi 3.1, 3.2, 3.3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 387sul quale il relatore ha espresso parere favorevole preannunciando modifiche che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.),relatore. Propongo di modificare l'emendamento numero 387 cassando le parole "che oggi viene soddisfatta fuori Regione e in particolare, a quella" e sostituendo la parola "indici" con "tassi".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 387, apprezzando anche lo sforzo compiuto dal collega Pacifico e dai colleghi di maggioranza nell'accettarne una parte. Questo emendamento vuole sottolineare come, per quanto riguarda la mobilità extra regionale, sia necessario dare risposte di qualità a quelle patologie che comportano un maggior flusso migratorio fuori Regione.

Noi riteniamo che il discorso che abbiamo fatto per gli ospedali periferici, cioè che debbono dare risposte in loco, per quello che possono, mentre le risposte più raffinate le daranno gli ospedali centrali, vale anche per la mobilità extra regionale. Le patologie che non hanno risposta in Sardegna (si parla di negazione dell'offerta, la radioterapia è un esempio) è giusto che vengano orientate all'esterno, magari con dei percorsi di accompagnamento. Mentre, ovviamente, per altre patologie possono essere organizzate le risposte in Sardegna.

Se ci pensate, tutto sommato, è il ragionamento che voi state facendo con il "Monte Tabor", la nuova struttura privata olbiese, che avrà come obiettivo quello di dare una risposta raffinata anche se nell'ambito dell'ospedalità privata, perché, ovviamente, ritenete che ospedalità privata e ospedalità pubblica debbano essere integrate.

A questo proposito, colleghi e relatore, io sottolineo come uno tra gli argomenti ancora aperti sia quello relativo all'ospedalità privata la cui spesa è stabilità sulla base di un budget, indipendentemente dai posti letto; quindi nessuna ricaduta sulla spesa effettiva, mentre il costo di un posto letto nel sistema sanitario pubblico è reale.

Allora, poiché su questo problema la nostra proposta ha una impostazione differente rispetto alla vostra, e il problema è rimasto aperto durante la discussione in Commissione, sarebbe interessante sapere qual è la risposta che voi date alle esigenze che abbiamo posto finora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, nell'emendamento numero 387 si sottolineano due aspetti. In primo luogo si sottolinea l'aspetto della qualità dell'offerta sanitaria ospedaliera regionale; è stato ribadito, quand'anche non fossimo in grado di avere in Sardegna un'offerta di alta specializzazione, che i centri di eccellenza debbano garantire, anche nella mobilità extra regionale, un'offerta di prestazioni sanitarie ad alta specializzazione. Non credo che noi possiamo, in questo momento, pensare di poter garantire, all'interno della rete ospedaliera regionale, chiaramente, tutte le specialità. Però si deve comunque programmare un sistema sanitario che offra una risposta di qualità, soprattutto per quelle patologie con tassi epidemiologici più elevati, all'interno della Regione sarda.

Il collega Vargiu ha parlato di alcuni temi rimasti in sospeso, e che andranno ulteriormente approfonditi con predisposizione di documentazione ulteriore, riferiti all'ospedalità privata. Su questo lavoro, ancora da fare, era richiesto anche il coinvolgimento dell'Assessore; ma, non avendo avuto fino a questo momento una risposta, io manifesto il disagio che di conseguenza si crea.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 387 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 391.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, oltre che per dichiarazione di voto intervengo anche per chiedere la votazione nominale. Esprimo il mio voto a favore di questo emendamento che sottolinea come la riduzione del rischio della inappropriatezza delle prestazioni all'interno dell'ospedale richieda un rafforzamento delle prestazioni nel territorio. Devo dire che su questo argomento in Conferenza dei Capigruppo di venerdì sera, si era preso l'impegno che la discussione in Aula, oggi, sarebbe iniziata con una dichiarazione relativa all'argomento che ci consentisse di comprendere le intenzioni del Governo regionale rispetto all'offerta delle prestazioni sanitarie.

In noi avevano infatti suscitato preoccupazione alcune dichiarazioni rilasciate, sia in Aula che fuori dall'Aula, da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza, i quali affermavano che poiché circa il 20, 30 per cento delle prestazioni sanitarie sono inutili, riducendo le prestazioni in quella percentuale, verrebbero tagliate quelle inutili.

La nostra idea è che, se non c'è una riqualificazione della richiesta e dell'offerta, ma soprattutto della richiesta delle prestazioni, c'è il rischio che nel 20 per cento delle prestazioni tagliate ci sia un 20 per cento di prestazioni inutili e un 80 per cento di prestazioni utili, con una dilatazione complessiva alla fine della lista d'attesa e, quindi, con una sofferenza nell'offerta sanitaria al paziente.

Per cui noi, con questo emendamento, chiediamo che l'Assessorato predisponga semestralmente un progetto attuativo sulle azioni di riordino della rete ospedaliera da inviare, insieme ad altra documentazione, alla Commissione sanità per un parere.

Con questo non dico che la Commissione sanità debba entrare nel merito di ogni singola modifica che viene fatta rispetto al quadro di riferimento, ma che la Commissione sanità possa essere informata sui criteri di massima e sugli effetti che l'applicazione di quei criteri determina sul quadro complessivo della sanità sarda. Il nostro intendimento era quello di sollecitare, attraverso questo emendamento, la richiesta di elementi di riferimento che ci aiutassero a comprendere meglio (con l'invio dei documenti per tempo alla Commissione sanità ) ciò che si andava piano piano realizzando nell'ambito della sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 391, il cui contenuto è presente nell'emendamento di sintesi sulla rete ospedaliera proposto dalla maggioranza. Brevemente, il problema è quello di verificare non solo il dimensionamento, ma anche la distribuzione dell'offerta sanitaria nella rete ospedaliera. L'emendamento numero 391 riprende anche l'ipotesi (presente già in un emendamento a firma del sottoscritto) di prevedere, a distanza di un anno dall'inizio dell'attuazione del Piano, una verifica da parte della Commissione e del Consiglio sullo stato di attuazione del Piano stesso.

La maggioranza questo lo voglio dire perché in Aula non ha mai espresso questo concetto, e vorrei perlomeno essere smentito, ha risposto che questo Piano prevede una vigenza di circa un anno e mezzo e che, allo scadere di questo periodo, dovrebbe essere sottoposto ad una verifica utile per la predisposizione del Piano successivo. Ma, visto che in genere il tempo non si dimostra maestro (abbiamo impiegato ventun anni prima di esaminare un altro Piano sanitario in Sardegna) e corriamo il rischio di innescare un processo di continui rinvii, perché non creiamo, colleghi della maggioranza, un sistema che ci consenta la verifica dello stato di attuazione del Piano stesso? Io sinceramente sono preoccupato perché vogliamo abdicare questa idea. Io credo, invece, che con un atto di grande responsabilità questo percorso debba essere predisposto e condiviso e, nella parte conclusiva di questo emendamento, dove si dice…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 391. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 392. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto e per richiedere la votazione nominale. Non riteniamo che questo emendamento abbia una valenza da "guerra di religione" o che sia fondamentale il suo accoglimento per il Piano, però in esso si segnala la necessità che le peculiarità dell'organizzazione sanitaria in Sardegna debbano guidare le nostre riflessioni.

Tante volte ricorre in questo Piano una fotografia dell'esistente che però non è adeguatamente supportata da un ragionamento sui motivi che hanno determinato questa fotografia. E, colleghi, visto che parliamo di sanità, dobbiamo ricordarci che ogni volta che dobbiamo somministrare una terapia al paziente perché questa terapia sia quella utiile a risolverne i problemi è necessario avere la certezza della correttezza della diagnosi. Quindi non basta fotografare l'esistente; è anche importante, necessario, utile avere un'idea del perché c'è l'esistente.

Ad esempio, quando noi parliamo per la provincia di Cagliari dell'eccesso di offerta nell'ospedalità privata, cosa su cui siamo tutti d'accordo, che è associata a una presenza forte anche di ospedalità pubblica nella stessa provincia, è abbastanza evidente che quest'offerta nasce perché comunque nella città di Cagliari e nel suo hinterland sono raccolti una serie di servizi che comportano una migliore gestione del paziente attraendolo verso il capoluogo.

Queste considerazioni ci debbono aiutare ad individuare una gradualità nell'attuazione dei provvedimenti; gradualità che è anche alla base delle nostre richieste di lasciare una maggiore elasticità alle direzioni generali delle Aziende che, peraltro, sono strettamente legate all'input politico che proviene dall'Assessorato nello stabilire con esattezza i livelli dell'integrazione tra il pubblico e il privato nella sanità sarda.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 392.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Sabatini ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 62

Maggioranza 32

Favorevoli 20

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

E' in votazione l'emendamento numero 393.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole sul "393" e richiedo la votazione nominale. Sia questo emendamento che l'emendamento successivo, il "394", sottolineano una carenza di analisi o di esplicitazione dell'analisi che viene effettuata. Il giudizio che viene dato sul parametro sardo che si discosta rispetto al parametro nazionale infatti andrebbe analizzato e valutato sulla base dell'azione che il filtro territoriale esercita rispetto all'ospedale.

In presenza di un filtro territoriale efficiente la pressione sull'ospedale si riduce, in assenza di un filtro territoriale degno di questo nome è evidente che c'è il rischio di un aumento della pressione sull'ospedale e quindi anche di un aumento dei ricoveri impropri. Noi abbiamo anche la sensazione che la valutazione del dato relativo ai ricoveri diurni avvenga in maniera disomogenea da ASL ad ASL e quindi che la distinzione tra i ricoveri che avvengono in regime ordinario e quelli che avvengono in regime di day hospital non sia esattamente sovrapponibile in tutte le AA.SS.LL.

D'altra parte lo stesso tipo di sensazione è anche esplicitato all'interno del Piano stesso. Allora, una volta depurato il dato rispetto ai ricoveri che probabilmente noi non siamo in grado di censire nella maniera più adeguata, è possibile che lo scostamento del dato sardo rispetto al dato nazionale sia decisamente inferiore rispetto a quello che potrebbe apparire in un primo momento; è anche possibile inoltre che ci sia un ulteriore elemento di riflessione legato al fatto che la tendenza ospedalocentrica della Sardegna è comunque una tendenza di risposta sanitaria al paziente, nel senso che se non ci fosse l'ospedale in assenza di filtro territoriale non ci sarebbe una risposta sanitaria di nessuna qualità per il paziente.

Quindi, è vero il dato che viene comunicato dal Piano sull'eccedenza del tasso di ospedalizzazione rispetto alla media nazionale; è vero che probabilmente su questo dato eccessivo grava una parte che è legata alla rilevazione non omogenea dei dati, ma è anche vero che per intervenire, senza correre il rischio di tagliare prestazioni vere, sul tasso di ospedalizzazione (il dato è quello di 180 ricoveri per mille abitanti) è però fondamentale avere nel territorio quegli elementi di filtro che evitino un'eccessiva pressione sulla struttura ospedaliera.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 393.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cachia, Pinna, Davoli, Uras e Corda hanno votato contro, Moro e Licandro hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 61

Maggioranza 31

Favorevoli 17

Contrari 44

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 396 sul quale il relatore aveva preannunciato una modifica che prego di esplicitare.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento viene modificato agganciandolo al primo capoverso, alla pagina 83, dopo le parole "dell'accordo regionale" inserendo all'inizio le parole "Anche attraverso la" e cassando le parole "finalizzati al raggiungimento di".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sulla proposta di modifica ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta concorda sulla modifica proposta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 396 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 395.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, annuncio il voto a favore dell'emendamento sul quale chiedo anche la votazione nominale. Questo è infatti un emendamento centrale sul quale è normale che nel corso della discussione, sia in Commissione che in Aula, entrambi gli schieramenti abbiano espresso con chiarezza la propria posizione.

Per quanto riguarda la nostra posizione (vorremmo fosse la più chiara possibile), vi ricordiamo che, a più riprese, durante il ragionamento sul Piano abbiamo evidenziato come questo Piano sia sottofinanziato, esattamente come è stato sottofinanziato il sistema sanitario regionale sardo negli ultimi dieci anni. Infatti, voi sapete noi quanto è stato lo scostamento a fine anno - che amministrasse il centrodestra, che amministrasse il centrosinistra - tra i fondi stanziati attraverso il fondo sanitario nazionale e il consuntivo sulla sanità. Quindi, voi dite che la Sardegna è in grado di rinunciare ai finanziamenti statali per la sanità perché avete la certezza che ci siano trasferimenti di risorse da parte dello Stato tali che consentirebbero o consentiranno dal 2007 alla Sardegna di pagarsi integralmente la sanità.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue VARGIU). Noi contestiamo politicamente questa vostra scelta e contestiamo politicamente ciò che voi affermate, nel senso che non riteniamo né opportuno politicamente, né condivisibile dal punto di vista contabile la rinuncia al contenzioso con lo Stato sulla ridefinizione dei fondi erogati dal Fondo sanitario nazionale.

Su questo credo debba essere chiaro che quest'Aula è divisa in due, nel senso che voi vi assumete la responsabilità di ciò che in questo momento state sostenendo, e noi vi diciamo - senza nessuna possibilità di accordo - che la pensiamo in maniera diversa da voi.

Poi, voi siete stati scelti dagli elettori sardi per governare ed è giusto che vi assumiate la responsabilità anche di scelte che noi riteniamo assolutamente improvvide. Per poter salvare però il risultato che volete conseguire noi vi proponiamo, per gli anni di vigenza del Piano, di vincolare le maggiori entrate che lo Stato vi destinerà, ai sensi della finanziaria 2007, alla sanità. In questo modo avremmo la garanzia della copertura di eventuali maggiori spese sanitarie oltre le risorse presenti all'interno del Fondo sanitario.

Il contenuto del'emendamento è quindi assolutamente elementare e assolutamente di buon senso, ma da parte vostra abbiamo registrato un atteggiamento di chiusura totale e di indisponibilità, e di questo ci rammarichiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, vede, la riflessione del collega Vargiu è una riflessione logica. Se, come è stato affermato, l'emendamento non è accolto, io ritengo illogica l'azione che si vuole portare avanti per il raggiungimento degli obiettivi previsti da questo Piano. Infatti, se è vero come è vero, che ormai la spesa sanitaria è totalmente in quota regionale è chiaro che le maggiori entrate provenienti dallo Stato dovranno essere destinate a coprire questo, mi si consenta il termine, ammanco, cioè dovranno essere destinate a coprire un'entrata che d'ora in avanti, comunque sia, sarà limitata.

Se gli obiettivi del Piano, così precisi, così ambiziosi, hanno necessità di una copertura, è logico, a mio parere, che questo emendamento venga accettato poiché altrimenti, come al solito, si dice una cosa per farne poi un'altra perché se, concretamente, si ha la certezza che quanto si dice non possa essere realizzato lo si sta dicendo e scrivendo solo ed esclusivamente per buttare fumo negli occhi.

Il Piano ha necessità di copertura - su questo non c'è ombra di dubbio - affinché non sia un "libro dei sogni", l'hanno detto tutte le componenti di quest'Aula. Il giudizio sull'azione politica del Presidente, che ha accollato la spesa sanitaria interamente al bilancio regionale, giustamente o meno non lo so, sarà la storia a darlo. Questo emendamento dice che le maggiori entrate debbono essere destinate a coprire il fabbisogno della sanità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 395 che coglie alcuni significativi passaggi del Piano. Il primo è quello in cui si sostiene che il risanamento della finanza sanitaria si inserisce in un contesto di finanza pubblica regionale particolarmente pesante, caratterizzato da un forte indebitamento cresciuto di 6 volte dal 2001 al 2003 e pari a circa 2,2 miliardi di euro; il secondo è quello in cui si sottolinea come la gestione economico-finanziaria del Servizio Sanitario Regionale dell'ultimo quadriennio presenti rilevanti perdite nette di esercizio (circa 256 milioni di euro nel 2002, 148 nel 2003, 261 nel 2004 e 293 nel 2005) e che queste perdite sono calcolate secondo le convenzioni adottate dai Ministeri dell'economia e della salute.

Ma, se noi abbiamo la certezza, e lo dichiarate anche voi, di aver accumulato negli anni un passivo che ha costretto la Regione ad aumentare l'indebitamento tramite mutui e quant'altro nel corso degli ultimi sei anni, incidendo pesantemente la spesa sanitaria sulle finanze regionali tanto da portare a un ingessamento dello stesso bilancio, io vi chiedo come si possa arrivare, al 16 di gennaio non avendo ancora la certezza da dove trarre le risorse per dare copertura finanziaria a questo Piano.

Colleghi di maggioranza, ma quando vi degnerete di entrare nel merito di questi discorsi, quando ci risponderà su questo l'Assessore competente, ma soprattutto quando ci presenterete il bilancio e la legge finanziaria per avere la certezza che questo Piano possa avere la copertura finanziaria soprattutto nelle parti aggiuntive che consentano di non continuare sul percorso dell'indebitamento?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Chiedo, se è possibile, una breve sospensione dei lavori.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 28, viene ripresa alle ore 21 e 54.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo una ulteriore sospensione dei lavori.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta sino alle ore 22.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 56, viene ripresa alle ore 22 e 17.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori procedendo alla votazione dell'emendamento numero 395.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 395.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: .il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 14

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 397. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 499. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 400.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Presidente, io ho chiesto la parola sull'emendamento 397, a lei è sfuggita la mia richiesta per cui vorrei capire come procedere visto che l'emendamento è stato già votato.

(Interruzioni)

Sì, l'ora è quella giusta, è quella canonica per le grandi discussioni: da questo momento in poi possiamo parlare di cose importanti.

Presidente, vorrei mi chiarisse che cosa devo fare.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, io posso chiederle scusa per non averle dato la parola ma, come ho detto tante volte, la registrazione della richiesta arriva con qualche secondo di ritardo.

CONTU (F.I.). Se io arrivo con qualche secondo di ritardo, lei è arrivato con qualche emendamento di ritardo.

PRESIDENTE. Adesso è in votazione, come ho già detto, l'emendamento numero 400. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intendevo intervenire sull'emendamento numero 397, per ribadire che occorre intervenire sulla rete ospedaliera investendo non solo nella realizzazione di nuove strutture, ma anche nell'aggiornamento tecnologico e nell'adeguamento di strutture obsolete.

Nel corso della discussione in Commissione, oggi, si è verificato che la valenza data, nell'ambito delle scelte, al fatto che la Sardegna sia un'isola e che nella insularità si trovassero le motivazioni per poter raggiungere un equilibrio, comporta la necessità di trovare, relativamente alla distribuzione dell'offerta sanitaria, risposte interne al territorio regionale sui servizi assenti o per un rinforzo dei servizi eventualmente carenti.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 400 era stata preannunciata dal relatore una modifica che prego venga esplicitata.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, si propone di sostituire il testo dell'emendamento numero 400 prevedendo di aggiungere al terzo capoverso di pagina 84 che inizia con le parole "con riferimento alla dotazione complessiva di posti letto", dopo la parola "Sardegna", il periodo"e della condizione di insularità che comporta la necessità di maggiori risorse nel territorio regionale". Chiedo la cortesia inoltre di mettere la virgola al posto della congiunzione dopo il termine "popolazione".

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 400 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 402. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'emendamento numero 498.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). In questo emendamento, sul quale dichiaro il mio voto a favore, si chiede di non applicare il tasso standard del 75 per cento agli ospedali che hanno una valenza zonale, quali quelli di La Maddalena, Sorgono, Muravera e Isili, che sono situati a più di 30 minuti, da altro presidio ospedaliero. Credo che i colleghi conoscano quale grosso limite sia rappresentato dalla viabilità che caratterizza le nostre zone interne. Oggi si è parlato, per esempio, della viabilità del sassarese e della percorribilità delle strade di collegamento tra Tempio e Olbia, ma devo dire che, probabilmente, la problematica relativa all'accessibilità dei presidi ospedalieri è legata a tanti altri progetti che non sono inerenti il Piano sanitario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 498. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 601. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 601 decade l'emendamento numero 406.

Metto in votazione l'emendamento numero 405. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 142 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 408. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 409. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 410. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 412. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 413. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 415. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 416. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 518. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 448. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 449. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 443. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione il testo del paragrafo 3.3 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 444. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 445. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 446 è sospeso.

Metto in votazione l'emendamento numero 447. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 219. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, l'emendamento numero 219 è sospeso insieme al numero 446. Annullo la votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico, relatore. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento era sospeso perché doveva essere votato alla fine del primo lotto di emendamenti che si era concordato di votare questa sera. Su quell'emendamento il parere era favorevole ma modificando alla quarta riga il numero "80" con"60". L'emendamento può essere votato.

Metto in votazione l'emendamento numero 219 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è riconvocato alle ore 10 e la Conferenza dei Capigruppo alle ore 9 e 30 di domani, mercoledì 17 gennaio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 36.