Seduta n.276 del 17/03/1998 

CCLXXVI SEDUTA

(Antimeridiana)

Martedì 17 marzo 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 19.

DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di venerdì 13 marzo 1998 (272), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 17 marzo 1998.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno numero 383.

Siamo arrivati alla Tabella F che ha una molteplicità di emendamenti. Vi leggo gli emendamenti in modo che possiate ritrovarli più facilmente. Sono stati presentati alla Tabella F questi emendamenti, tutti modificativi: 9, 14, 20, 21, 22, 23, 24, 45, 49, 53, 54, 77, 78, 98. Si dia lettura della Tabella F e degli emendamenti.

DEMONTIS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Brevemente, Presidente, per dire che l'emendamento si propone di ripristinare, almeno parzialmente, il fondo per le spese di rappresentanza dell'Assessorato dell'ambiente che vi ha quasi totalmente rinunciato per coprire esigenze che egli giudica più importanti nel proprio stato di previsione. Ma all'Assessore della programmazione e alla Giunta non è sembrato giusto che l'Assessore dell'ambiente non abbia nemmeno una minima quota di fondi di rappresentanza, per cui glielo stiamo suo malgrado ripristinando.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 14.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento numero 14 si dà per illustrato. L'emendamento numero 20 si dà per illustrato. L'emendamento numero 21 si dà per illustrato, e così il numero 22, il numero 23 e pure il numero 24. Due parole soltanto sull'emendamento numero 45 che prevede una riduzione sul capitolo 05036/01 da 5 mila e cinquecento a 3 mila, cioè con una riduzione di 2 mila e 500 milioni. Ora siccome è stato già votato l'articolo 9 del disegno di legge 382, a rigore potrebbe essere inammissibile questo emendamento perché l'articolo 9 ha disposto di acquisire 3 mila e 500 milioni dall'Azienda foreste demaniali, introitando dal capitolo 36131, e ne ha disposto la riassegnazione al capitolo 05036/01. Però non mi tornano i conti, ecco perché ho fatto questa breve riflessione. Perché in realtà nel capitolo 05036/01, eravamo partiti dalla proposta della Giunta di 3 mila e 500 miliardi. Non so se fossimo partiti da zero per cui i 3500 milioni fossero considerati come la riassegnazione della somma prevista dall'articolo 9 oppure se sia determinata dalla differenza che da 3500 milioni si va a 5500 milioni. In questa ipotesi, se fosse valida la seconda ipotesi, l'incremento sarebbe stato di 2000 milioni e non di 3500 come dice l'articolo 9. Quindi su questo chiederei che si verificassero un po' le cifre per vedere se è esatto oppure sbagliato. In ogni caso se i 2500 milioni che sono portati in meno nell'emendamento numero 45, se fossero da mettere in relazione stretta all'articolo 9 della legge finanziaria già approvata, è chiaro che sarebbe inammissibile. Viene considerato già dato per illustrato anche l'emendamento numero 49 e mi pare che abbia terminato per il gruppo di emendamenti presentati da Alleanza nazionale.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 53 e numero 54 ha facoltà di parlare il consigliere Granara.

GRANARA (F.I.). Signor Presidente, abbiamo più volte parlato in quest'Aula dei problemi del mare e, insieme a tutti gli amici della Commissione dove io ero stato, della Commissione agricoltura, a suo tempo, avevamo sollecitato gli Assessori e adesso sollecitiamo l'assessore Onida a tenere presente questa categoria perché è indubbio è una categoria che si trova in enorme difficoltà, che ha bisogno di un'attenzione continua, che non può essere sempre un'attenzione in termini di emergenza ma un'attenzione che voglia favorire effettivamente e avviare una procedura di recupero di questo settore che oggi, purtroppo, è alla mercé di un mercato particolarmente difficile. Sappiamo quali sono le difficoltà nell'andare a reperire i fondi per poter dare alla categoria di pescatori il fermo biologico; che si chiami fermo biologico, che si chiami in termini diversi, a noi interessa poco. A noi interessa solamente sapere che cosa intende fare l'assessore Pasquale Onida per andare incontro a questi pescatori dove il fermo biologico, sappiamo bene, rappresentava quel quantum che consentiva a questa categoria di concludere positivamente, se non altro in pareggio, il bilancio. Io ritenevo e sinceramente mi aspettavo che prima della discussione del bilancio, soprattutto di questo capitolo, la Giunta provvedesse a inserire un emendamento, qualcosa per poter dare le garanzie a questo mondo operativo, perché non possiamo aspettare l'ultimo momento e operare sempre in emergenza. Esiste ancora un debito d'onore, chiamiamolo d'onore, nei confronti dei pescatori per il fermo biologico non ancora pagato, ed esiste un impegno a trovare una soluzione in termini diversi. La legge quadro sulla pesca è una norma che speriamo possa approdare, mi consenta il termine marinaro, al più presto in quest'Aula, è una norma che sta a cuore a tutti i Gruppi consiliari, è una norma che dovrà prevedere una serie di attenzioni, soprattutto nella trasformazione, nella revisione del sistema di pesca e nell'adeguamento di quelli che sono i navigli, per limitare anche i danni che sono stati fatti ultimamente nell'ambiente marino. Faccio riferimento alla riconversione delle imbarcazioni sotto le 15 tonnellate, dove l'assessore Onida aveva chiesto tempo per trovare una soluzione; noi siamo felici di dare tempo, però, lei capisce che di tempo solo non si può vivere e non si può andare avanti. Chiediamo un intervento, non passerà il nostro emendamento perché questa logica finanziaria è strana e difficilmente passano dei provvedimenti che provengono dalla maggioranza. Però noi sappiamo che le risorse devono essere stanziate; devono essere stanziate per le attività pescherecce, devono essere stanziate per aiutare i bilanci dei pescatori, devono essere immediatamente avviate tutte le revisioni del caso. Noi abbiamo chiesto, per questo motivo, il trasferimento di queste risorse, 10 miliardi, per andare incontro a queste esigenze, di cui l'Assessore e l'Aula già conoscono perfettamente e, mi auguro, se non sarà in questo emendamento, sicuramente sarà in un altro provvedimento che il problema venga preso in considerazione. Per quanto concerne invece l'emendamento numero 54, fa riferimento al mondo del volontariato. Noi abbiamo avuto modo di verificare tante volte come il pubblico difficilmente riesce a intervenire in determinati momenti, forse perché il nostro territorio è particolarmente difficile per cui rimane quasi impossibile intervenire immediatamente se non ci fossero territorialmente delle associazioni che intervengono e danno aiuto nei momenti più disperati. Le associazioni di volontariato, che hanno dimostrato già una grande professionalità, sono passate, negli ultimi tempi, da 45 a 47 a una sessantina. Per cui con l'emendamento abbiamo chiesto se si poteva adeguare in quota proporzionale, di pochi milioni, quelli che sono gli aiuti per pagare le assicurazioni, modificare le attrezzature, comprare due radioline, due cosettine, e secondo me, tutto sommato, sarebbe un provvedimento importante, un segnale forte a queste persone che del volontariato ne hanno fatto una questione di vita, e indubbiamente stanno creando e danno un servizio alla nostra Regione che non possiamo assolutamente trascurare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti numero 77 e 78.

BALLETTO (F.I.). Con l'emendamento numero 77 si prevede un aumento di 4 miliardi a valere sul capitolo 05013/10, che prevede spese per la realizzazione di impianti di depurazione. Va detto che nel 1997, su questo capitolo lo stanziamento iniziale era pari a 21 miliardi e lo stanziamento finale era risultato di 21 miliardi e 583 milioni. Lo stanziamento del 1998 è pari a 17 miliardi e 500 milioni, e a noi pare essere inadeguato proprio nella considerazione che, in relazione a questa esigenza occorre invece potenziare le dotazioni perché il problema possa essere meglio affrontato e quindi meglio risolto. Va detto così che nella previsione in diminuzione è stato erroneamente indicato il capitolo 08180, per cui io chiederei, con un emendamento orale, che questa voce possa essere rettificata con il fondo nuovi oneri legislativi la tabella B, voce 3. Per ciò che riguarda invece l'emendamento numero 78 si propone un emendamento in diminuzione del capitolo 05017, che prevede stanziamenti per lavori di sistemazione idraulico-forestale e per l'attività vivaistica in correlazione a quella di rimboschimento. La riduzione proposta parte dalla considerazione che nel 1997 lo stanziamento iniziale era pari a 187 miliardi, finale 209 miliardi e quindi di importo considerevolmente inferiore allo stanziamento che è stato previsto quest'anno. Noi riteniamo, per indicazioni che ci sono state date, che lo stanziamento, nella misura finale risultante nel 1997, sia del tutto adeguato in relazione a quelle che sono le esigenze funzionali e discendenti dai programmi esistenti. Il recupero dei per la riduzione dello stanziamento si propone che venga invece ricompreso nel fondo nuovi oneri legislativi, al capitolo 03016 tabella a) voce 7, ciò anche per consentire a questo Consiglio di poter avere in futuro, con leggi di settore, copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 98.

CASU (F.I. ). Questo emendamento, signor Presidente, intende portare in aumento al capitolo 05001, fondo di ripristino ambiente, 30 miliardi. Il capitolo 05001 conteneva qualcosa originariamente, per l'esattezza per il '98 c'era un miliardo, poi con emendamenti, evidentemente in Commissione, è stato ridotto a 0. Non mi pare una operazione ben valutata questa, perché è chiaro che dobbiamo pensare al ripristino ambientale come a una cosa indispensabile, noi che vogliamo giocare sul turismo, vogliamo scommettere sul turismo come attività che caratterizzi lo sviluppo economico dell'Isola e cancelliamo una voce di bilancio che, a nostro avviso, era essenziale non che rimanesse in quella misura, ma che venisse potenziata perché l'ambiente è un elemento basilare per il potenziamento del turismo. Senza che noi potenziamo e valorizziamo l'ambiente, certamente non possiamo pensare di fare industria turistica, cosa che invece possiamo fare perché abbiamo le caratteristiche e i numeri. Ci sono tutti i presupposti perché il turismo in Sardegna venga fatto seriamente e costituisca una fonte di reddito, una fonte di ricchezza e di occupazione di rilievo. Ecco perché l'abbiamo potenziato, portando in detrazione i 30 miliardi che noi consideriamo necessari per il ripristino e la valorizzazione ambientale, cancellando 30 miliardi dalla solita EMSA che troviamo sempre al primo posto, e non già per il mantenimento dell'attuale, ma la troviamo al primo posto per investimenti, perché alla voce 2 della tabella b) noi rileviamo che ci sono 50 miliardi per spese in conto capitale, non già per mantenere l'attuale situazione. Quindi, veramente, lo ripeto per l'ennesima volta, noi continuiamo a giocare la scommessa dello sviluppo dell'Isola sullo sviluppo industriale fallimentare.

C'è qui, non la vediamo adesso, questa è una pubblicazione fatta l'anno scorso dall'amministrazione regionale dove ci sono EMSA, SIPAS, SIGMA Invest, INTEX S.p.A., dove si collezionano perdite per decine e decine di miliardi. Fra tutte queste società trovarne una che chiuda il bilancio in pareggio, è un'impresa ardua, perché non c'è. Ecco, allora, che noi dobbiamo sistemare il pregresso, dobbiamo sistemare il passato. Dicevo anche ieri sera, non possiamo certo licenziare i circa mille dipendenti attualmente in forza in queste società, però io credo che sotto il profilo economico, sociale e occupativo sia cosa aberrante che noi continuiamo a stanziare risorse, e non sono solo queste, per l'industria regionale, che ha dato prova non di efficienza, ma di inefficienza e di bruciare parecchie risorse regionali.

Io credo che prima di concludere l'esame del bilancio sarò in grado di farvi i conti esatti di quanto abbiamo speso nel '97 per questa industria regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 9 il parere della Commissione è favorevole. L'emendamento numero 14 rientra nella casistica che abbiamo più volte richiamato. Certamente per gli impianti di depurazione occorrerebbero molte più risorse di quelle che forse sono destinate, ma le compatibilità finanziarie non consentono aumenti oltre la misura che è stata prevista di 16 miliardi, per cui la Commissione non lo accoglie. Sull'emendamento numero 20, che se non ricordo male è stato introdotto dalla Commissione, c'è stato un lungo dibattito in Commissione, che ha accolto la proposta di destinare queste risorse alle province per il funzionamento dell'attività legata all'ex CRAAI, quindi non lo accoglie. Così come non accoglie né l'emendamento numero 21, né il 22, perché questo problema è stato affrontato e le cose che sono state fatte in Commissione sono la sintesi che si ritiene praticabile. L'emendamento numero 23, la Commissione non lo accoglie perché sull'attività peschereccia nella manovra aggiuntiva presentata dalla Giunta con la variazione di circa 70 miliardi nell'ambito dei vari stati di previsione, una parte rilevante è stata destinata a questo scopo, Non solo, mi sembra che uno degli impegni che sono stati assunti con un emendamento alla finanziaria vada nella direzione di recuperare a questo scopo ulteriori risorse con l'assestamento di bilancio. Per questa ragione non può essere accolto.

Sui fondi di ripristino ambientale, dalle cose che ho sentito, soprattutto dal collega Casu, il cui intervento è quello che ho ascoltato con maggiore attenzione, mi sembra che la destinazione del capitolo a cui si fa riferimento non sia esattamente quel contenitore ampio che consente di operare su tutto, ma è relativo esclusivamente al problema delle cave abbandonate e delle coltivazioni minerarie dismesse, per cui mi sembra che questa sia materia questa trattata tra l'altro dal Consiglio regionale...

PRESIDENTE. Onorevole Secci a che emendamento si sta riferendo adesso?

SECCI (Popolari), relatore. All'emendamento numero 24, Presidente, che quindi non può essere accolto. L'emendamento numero 45 è stato anche questo un provvedimento portato al capitolo 05036/01, da 3 miliardi e mezzo a 5 miliardi e mezzo da parte della Commissione, e quindi non è accoglibile.

Il discorso dell'emendamento numero 49 riguarda sempre interventi per il piano di smaltimento dei rifiuti, e vale il principio generale delle compatibilità finanziarie, quindi il parere è negativo. Sull'emendamento numero 53 si esprime ugualmente parere negativo perché riguarda sempre l'attività peschereccia a cui ho fatto riferimento prima. Sull'emendamento numero 54 il parere è negativo seppure sottopone all'attenzione del Consiglio regionale, la rilevanza che hanno le associazioni di volontariato nell'ambito di interventi per le calamità naturali, però le compatibilità finanziarie non consentono aumenti di questa posta in bilancio. L'emendamento numero 77 è uguale all'emendamento numero 14, per il quale la Commissione ha già detto no sia nell'importo che nella destinazione. L'emendamento numero 78 riguarda spese di sistemazione idraulico forestale e si propone di ridurre di 10 miliardi il capitolo 05017/00, la Commissione esprime parere contrario perché è stato fatto un lungo dibattito in Commissione, seppure noi quest'emendamento non abbiamo avuto occasione di esaminarlo, e il tentativo fino alla fine in Commissione è stato quello di trovare risorse per aumentare questo capitolo, quindi qualsiasi riduzione evidentemente non è compatibile con la tendenza che la Commissione ha espresso. L'emendamento numero 98, di cui ho già detto, non è stata accolta la variazione per portarlo a 3 miliardi. E' difficile rendere compatibile una variazione che porti questo capitolo a 30 miliardi, quindi la Commissione non lo accoglie.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, gli emendamenti numero 53 e numero 54 non sono stati accolti, vero?

SECCI (Popolari), relatore. No, non sono stati accolti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sinteticamente, Presidente, per i pareri, riservandoci, come Giunta, l'Assessore dell'ambiente o io, di dare più elementi in replica qualora sia necessario.

Il 9 è della Giunta e quindi nulla; per quanto riguarda l'emendamento numero 14 il parere di non accogliere, tenendo conto che la questione degli impianti di depurazione è molto seria, la Sardegna ha peraltro una quota cospicua su un programma, cospicua e insufficiente naturalmente, su un programma nazionale. Non crediamo quindi di poter per problemi di compatibilità finanziaria incrementare lo stanziamento in bilancio. L'emendamento numero 20 dovrebbe essere decaduto secondo il mio punto di vista. Per quanto riguarda l'emendamento numero 21 la finalità è buona, ma c'è un problema di risorse, non siamo in condizioni di accoglierlo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 22 in seguito al ritiro di un articolo dalla finanziaria, di un articolo, non di un emendamento, abbiamo diminuito anche lo spettro degli interventi e colgo l'occasione per dire che a pagina 111 al capitolo 05102/00 va modificata conseguentemente la denominazione cancellando le ultime tre righe da "nonché indennizzi" fino al punto; la Giunta non lo accoglie. Per quanto riguarda l'emendamento numero 23 è stato già detto dal Presidente della Commissione nella direttrice degli investimenti per la pesca ed è stato fatto uno sforzo notevole nella rimodulazione della finanziaria. Confermiamo la scelta dell'Esecutivo verso il potenziamento degli interventi in questa direzione, nella fase attuale non siamo in condizioni di mettere più risorse e vedremo nel corso dell'esercizio, anche sulla base del ragionamento con le associazioni degli operatori relativamente agli investimenti nel settore della pesca. Per quanto riguarda l'emendamento numero 24 non si accoglie, è il fondo di ripristino ambientale, è collegato, mi pare, della stessa natura anche l'emendamento numero 98. Sto cercando il capitolo, è il capitolo 05001, quindi non si accolgono né il 24 né il 98 per problemi di carattere finanziario. Peraltro ci sono numerose possibilità di intervento su questa materia, per questa finalità nella programmazione dei fondi comunitari. L'emendamento numero 45, capitolo 05036/01, intanto faccio notare che 3 miliardi e mezzo sono vincolati con legge finanziaria, quindi così come è espresso non sarebbe accoglibile, ma a parte questo la Giunta non lo accoglie. C'è stato in Commissione un lungo ragionamento su questo tema. Per quanto riguarda l'emendamento numero 49, finanziamenti e recupero, riciclaggio rifiuti vale un po' il ragionamento che è stato fatto sul fondo di ripristino ambientale: non si accoglie.

L'emendamento numero 53 è il discorso sulla pesca che ho fatto, non ripeto le considerazioni svolte a proposito di un emendamento precedente, ma confermo l'attenzione della Giunta, e la disponibilità ad incrementare durante l'esercizio finanziario.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 54, contributi al volontariato nella Protezione civile, la finalità è positiva, stiamo confermando il finale '97, in una sfera, quella dei contributi alle associazioni, laddove ci siamo per esigenze, diciamo, di rigore nella spesa autolimitati abbiamo introdotto un decremento pressoché in tutti i contributi. Quindi stiamo mantenendo lo stesso livello del 97, non crediamo che si possa oggi fare di più. La Giunta non lo accoglie.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 77 ho già detto degli impianti di depurazione. C'è un programma nazionale su cui la Sardegna ha una quota importante, programmato, quindi la Giunta non lo accoglie. L'emendamento numero 78, proponendo la diminuzione del capitolo 05017/00 va in una direzione diversa rispetto al ragionamento fatto dalla Giunta e rafforzato dalla Commissione a proposito della necessità di potenziare invece gli interventi nel settore forestale. Quindi la Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Procederei in questo modo, io chiamo gli emendamenti e su ogni emendamento chi ritiene di intervenire me lo dice, e poi alla conclusione di tutto credo che la Giunta possa intervenire cumulativamente. Viene messo in discussione l'emendamento numero 9 della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Prima di tutto faccio rilevare che vi è un errore materiale, perché si tratterebbe del capitolo 05109/02 e non 05109/01 che ha altro oggetto. Detto questo, riesce difficile capire se l'emendamento è sostitutivo o integrativo dello stanziamento già previsto in quel capitolo, perché già la Commissione aveva portato il 05109/02 da 0 a 5 milioni. Quindi non capisco se i 6 milioni sono aggiuntivi o modificano soltanto di 1 milione la cifra. Detto questo, però la considerazione che si fa è che la Giunta ha proposto la diminuzione dei fondi di rappresentanza degli Assessori che sono già limitati, con il risultato che come nel caso occorre poi recuperare l'anno seguente il fatto che si sia sforato lo stanziamento, per cui io ritengo che questa diminuzione di 2 milioni su tutti i capitoli delle spese di rappresentanza degli Assessori, sia una semplice riduzione di parata, ma non corrisponda sostanzialmente, perché poi nel corso dell'esercizio, quanto meno alcuni Assessori andranno a spendere di più. Faccio notare che due anni fa il fondo per gli Assessori era di 24 milioni a testa, che mi sembra adeguato più dei 12 milioni previsti quest'anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Era per far rilevare, Presidente, che quanto già è emerso dall'intervento del collega Bonesu, se si tratta di saldo di spese di rappresentanza il capitolo di pertinenza è lo 05109/02 e non 05109/01. Per quanto riguarda la cifra poi riserverò in successivo intervento le valutazioni. Adesso posso dire che mi fa piacere che l'unico emendamento che la Giunta ha ritenuto opportuno di dover sostenere, infatti la cifra è quella che rende conto delle possibilità finanziarie della nostra Regione, si tratta in effetti di 6 milioni.

PRESIDENTE. Ricordo all'onorevole Floris e a tutti noi che siamo già in sede di discussione, quindi se c'è qualcosa da dire sull'emendamento 9 va detto. Altrimenti passiamo all'emendamento 14. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io intervengo sull'emendamento numero 14 per portare ancora una volta alla attenzione di questa Giunta regionale, che spesso si ammanta del colore verde smeraldo, ma in realtà altro e ben altro è il colore, ed è quello rosso acceso, perché di verde e di vocazione ambientalista mi sa che questa Giunta non abbia proprio assolutamente nulla. E lo dico con riferimento alla assenza di una politica seria, programmatoria della nostra maggiore risorsa ambiente solo se si considera come pochissime risorse vengono destinate per fronteggiare il problema. Al di là della occasionalità degli interventi episodici, noi di Forza Italia abbiamo proposto con i nostri emendamenti di valorizzare al meglio e di creare le condizioni per una maggiore tutela dell'ambiente, attraverso il recupero e attraverso quelle dotazioni necessarie per gli impianti di depurazione. Sollevo un altro problema. Da parte del governo si interviene soltanto con la sanzione penale. Il ministro Ronchi altro non conosce se non l'inasprimento delle sanzioni sotto il profilo penale quale deterrente per combattere i fenomeni di tutela (?) della risorsa ambiente. Da parte della Regione si registra una assenza assoluta e in mezzo troviamo gli amministratori locali, i sindaci che vengono proprio per le negligenze della Regione, per le omissioni della Regione vengono chiamati a rispondere davanti ai pretori per le discariche abusive, perché l'impianto fognario non è funzionante, e per quelle ragioni che l'Assessore dell'ambiente conosce bene perché è stato investito più volte della questione. Allora vi sono quindi da un lato problemi che investono i nostri amministratori, cioè la tutela dei nostri amministratori, cioè la creazione di quelle condizioni minime perché gli amministratori degli enti locali possano operare con le risorse necessarie allo scopo e dall'altro l'assenza totale di una politica seria di tutela e di conservazione del nostro habitat naturale, del nostro ambiente. Quindi io invito l'Assessore Onida, che conosco come persona estremamente sensibile, perché di questo problema se ne faccia carico; lo sollevo proprio in occasione degli emendamenti che il Gruppo di Forza Italia ha presentato al riguardo. Mi riservo di intervenire sugli altri emendamenti che riguardano materia pressoché simile, ma che hanno anche una specifica caratterizzazione con riferimento in particolare agli interventi che l'amministrazione regionale deve eseguire in occasione di calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche. Situazioni che debbono trovare sicuramente maggiore attenzione ad evitare che poi si debbano spendere molte più risorse onde eliminare quei disastri che spesso in Sardegna abbiamo potuto verificare tutti e quindi far seguire un'opera di prevenzione tale anche per preservare importanti strutture, e mi riferisco soprattutto anche alle nostre zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la decisione assunta dalla Commissione di ridurre lo stanziamento sul capitolo 50013/10 mi sembra che non sia una decisione saggia. Noi sappiamo la situazione in cui sono i corsi d'acqua in Sardegna, gravemente inquinati soprattutto dagli scarichi civili. Per cui un intervento della Regione con mezzi finanziari adeguati in questo settore si impone. Chiaramente con 16 miliardi all'anno si farà ben poco, anche perché vi è la necessità di depuratori diciamo così che raggruppino più comuni, perché la dimensione dei depuratori ormai ottimale non è più quella del piccolo comune, perché la stessa qualità della depurazione con depuratori così piccoli ne risente. Per cui effettivamente andare nel segno della riduzione degli stanziamenti mi sembra una decisione nettamente in contrasto con quelle che sono le esigenze.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 14 non ho altri interventi. L'emendamento numero 20 è decaduto perché in contrasto con una norma già votata nella finanziaria, in particolare l'articolo 17 bis, terzo comma. L'emendamento numero 21. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sull'emendamento numero 20 mi sia consentita una breve osservazione, perché non condividiamo lo spirito di questo emendamento, ancorché sia stato dichiarato decaduto, perché prevede una diminuzione delle somme previste di 3 miliardi, finanziamenti per le province per l'attività di controllo e lotta contro gli insetti e gli organismi nocivi. Noi riteniamo invece, ed è un invito all'Assessore competente alla programmazione e al bilancio, perché in fase di assestamento questa somma venga non diminuita ma addirittura aumentata, perché c'è la necessità di un controllo preventivo. E questo ce lo sollecitano non solo gli amministratori locali, ma le stesse autorità sanitarie per il controllo e la lotta contro gli insetti nocivi. Io non sono di Quartu Sant'Elena, però richiamo alla attenzione il problema che ha coinvolto con punture di zecca e quant'altro per esempio un comune importante nelle vicinanze di Cagliari. Quindi non bisogna abbassare la guardia, non bisogna eliminare le risorse ma potenziarle e dare alle province poteri effettivi; e su questo sollecito ancora la Giunta regionale perché si attui una vera e propria delega di funzioni o, se si vuole ancora più radicalmente, una attribuzione di funzioni lasciando alle province i compiti di controllo, di gestione e soprattutto di prevenzione atteso l'assoluta incuria e fallimento per questi compiti da parte della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Il problema che lei pone, onorevole Pittalis, è sicuramente un problema importante e sostanziale. Il Consiglio e la Giunta terranno senz'altro conto di queste cose. Io mi limito solamente, questo in questa fase è il mio ruolo, a constatare che l'emendamento 20 contrasta con l'articolo 17 bis della finanziaria già votato che dice:"è altresì autorizzato nell'anno 1998 a favore delle stesse province l'ulteriore finanziamento straordinario di lire 3 miliardi per le finalità di cui all'articolo 78 della legge regionale 7 aprile 1995 numero 6, capitolo 05065. Quindi, con questo 17 bis si aggiungono tre miliardi, e quindi c'è una volontà del Consiglio, se votassimo l'emendamento numero 20 la volontà ulteriore del Consiglio è in diminuzione e quindi c'è un contrasto. Allora mentre rimane ferma l'importanza del problema che lei ha posto dal punto di vista contabile, l'emendamento numero 20 in questo momento va accantonato, è decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'emendamento numero 21. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sono problemi sui quali non possiamo assolutamente rimanere inerti. Anche qui sembra che le calamità naturali si verifichino su Marte o su Giove, e la Sardegna è il teatro, ogni anno, di calamità eccezionali dovute alle avversità atmosferiche. Per fortuna non siamo una Regione a vocazione sismica, ma è sotto gli occhi di tutti il fenomeno frequente di allagamenti, alluvioni, di avversità determinate dalle mareggiate e, non a caso, il Gruppo di Forza Italia ha portato all'attenzione di quest'Aula, che per la verità è stata assolutamente sorda quanto insensibile, il problema che ha coinvolto i porti turistici, la maggior parte dei porti turistici della nostra Isola. Porti che hanno una funzione strategica in relazione a quella che è una delle risorse più importanti per la nostra Isola, appunto la risorsa turismo, e che rischiano di paralizzare o comunque di limitare gravemente anche la stagione turistica per il 1998. Proprio perché non si è posto mano e le giustificazioni che la Giunta regionale ha sempre dato perché le risorse non erano sufficienti. Bene, noi qui proponiamo di aumentare quel capitolo, di sottrarre ad altri capitoli che prevedono spese improduttive, di sottrarre soprattutto quelle decine di miliardi che vengono destinate a enti strumentali decotti, inservibili, che sono solo fonte di spese clientelari ed assistenziali, ed invece destinarle per un intervento che sicuramente avrebbe potuto anche meglio qualificare l'azione di governo di questa Giunta regionale. Ecco perché non ci soddisfa, nella complessità e nello specifico, la manovra di bilancio e finanziaria del 1998, perché di fronte all'insensibilità rispetto a questi problemi non possiamo certamente tacere. E su queste cose l'opposizione del Gruppo di Forza Italia continuerà a tallonare questa Giunta fino alla fine della legislatura, sempre che questa maggioranza abbia il fiato per arrivarci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, soltanto per dire che con gli emendamenti che il Gruppo di Alleanza Nazionale ha presentato, dal numero 14 al numero 49, pongono dei problemi seri che ha sortito anche l'effetto del riconoscimento della serietà dei problemi medesimi, sia dall'Assessore della programmazione, sia dall'Assessore, sia pure soltanto con cenni del capo, dell'ambiente. Tuttavia devo fare una piccola, brevissima precisazione, anche se riguarda un emendamento di cui è stata già esaurita la discussione, ma non nel merito dello stesso, ma soltanto per spiegare che nella mente dei proponenti ci possono essere varie ipotesi, vari tipi di ragionamento che portano all'enunciazione di un emendamento. C'è l'emendamento che è volto ad aumentare gli stanziamenti su un settore di intervento che si ritiene sia meritevole di incrementi, proprio per affrontare più adeguatamente il problema medesimo. Ci sono degli emendamenti che sono volti invece a ridurre risorse che la Giunta o la Commissione ha destinato, perché si ritengono più utili da destinare ad altri settori. Ci sono altri emendamenti, ed era proprio il caso dell'emendamento numero 20, i quali non tendono all'eliminazione delle risorse ad uno o ad altro ente perché non si vuole affrontare il problema, ma può darsi che il problema, che pure è reale, possa essere meglio affrontato da enti diversi ai quali le somme potevano essere destinate. In determinate circostanze è più, a giudizio di chi parla, è più utile che determinati problemi vengano risolti dall'ente il più vicino possibile alla gente e al territorio, e cioè il Comune. Non necessariamente l'affidamento alla provincia della soluzione di determinate risorse ci consente di affrontare e risolvere i problemi, soprattutto se si considera che le province della Sardegna, salvo quella di Oristano, non sono province che si possono dominare a vista d'occhio; sono province che equivalgono a vere e proprie regioni, pensiamo alla provincia di Nuoro. La difficoltà di affrontare determinati problemi sul territorio può esistere per la provincia ma non, per esempio, per le comunità montane del Gerrei, della zona di Macomer, dell'Ogliastra e di altre zone. Cioè riteniamo che con l'emendamento che è stato dichiarato inammissibile, e quindi con la norma della finanziaria che è stata approvata e che ha reso inammissibile un emendamento presentato da Alleanza Nazionale, fosse inadeguato, non fosse stato individuato correttamente l'ente che avrebbe dovuto garantire questi servizi. Questo per dire, in conclusione, che le interpretazioni degli emendamenti vanno lasciate al proponente e non possono essere lasciate all'interpretazione soggettiva di colleghi pur rispettabili di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sull'aspetto che penso che il collega Masala forse alludesse a chi è intervenuto sugli emendamenti, anche presentati dal Gruppo di Alleanza Nazionale, per dire che nessuno vuole assolutamente prendersi i meriti della presentazione degli emendamenti, ma il nostro Gruppo, il Gruppo di Forza Italia, non rinuncia ad esaminarli, a discuterli, e a dire quello che vuole in ordine a ciascuno emendamento presentato da qualunque Gruppo, fosse anche di Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Sulla logica anche di quanto il Capogruppo di Forza Italia ha riferito e che condivido, ritengo che nel merito di questa serie di emendamenti ci siano delle considerazioni da farsi. Nella fattispecie, per esempio, ci sono una serie di emendamenti, alcuni presentati da Alleanza Nazionale e due, nello specifico, che trovano come primo firmatario l'onorevole Granara, che ritengo abbiano, nella loro intrinseca motivazione delle valutazioni positive che possono essere espresse, ma che poi appalesano una chiara disponibilità a venire incontro solo in maniera marginale, a problemi come quello del recupero del settore dell'economia, del settore della pesca, che a parere mio non può essere risolto con provvedimenti di questo tipo, che sono soltanto o potrebbero essere solo dei palliativi, o con contributi ad associazioni di volontariato che sono fuori da qualsiasi logica di vera incentivazione dei settori, che poi sono i settori produttivi dell'economia della Sardegna.

Nel merito degli emendamenti relativi ai finanziamenti per la prevenzione delle calamità naturali, sono d'accordo con l'onorevole Pittalis che è un settore che va sicuramente visto, e qui mi rivolgo sia all'Assessore della programmazione, sia all'Assessore dell'ambiente, perché le calamità naturali non sempre vengono previste sino a che non diventano calamità. Voglio dire che i problemi più gravi si verificano allorquando non ci sono le strutture organizzate per poter far fronte a questi aspetti.

Sicuramente in Sardegna abbiamo sempre preso in esame il problema degli incendi, il problema dei danni derivanti da calamità quali la pioggia, nel settore dell'agricoltura, i problemi derivanti da eventuali mareggiate nelle zone costiere, ma io ritengo che tra le calamità naturali ce ne siano anche altre, e infatti non avrei condiviso, così come ha fatto il Gruppo di Forza Italia, l'emendamento presentato da Alleanza Nazionale relativamente al disimpegno nei confronti della provincia di 3 miliardi per quanto riguardava la lotta agli insetti. Una delle calamità naturali che oggi forse è marginale, ma che potrebbe assumere dimensioni sicuramente molto più ampie, è il problema appunto del controllo e della sorveglianza sugli insetti nocivi soprattutto per gli uomini e per gli animali. Io credo che sicuramente l'intervento della provincia non sia adeguato, e su questo sono d'accordo con l'onorevole Masala, ma probabilmente non è togliendo i denari alla provincia che si risolve il problema. Il problema può essere risolto o dando la possibilità alle province di avere un supporto valido per fronteggiare soprattutto l'aspetto relativo a vettori come le zanzare e le zecche, che potrebbero avere delle dimensioni molto più gravi rispetto a quelle che oggi esistono, ma sicuramente può essere un'ipotesi anche quella di ripristinare un nucleo regionale, così come si fece circa 20-25 anni fa, attraverso il quale poi si coordinava tutto l'intervento relativamente a questo tipo di calamità naturali. Questo relativamente all'emendamento numero 20. Poi, voglio dire, è comunque da farsi un discorso specifico sulle calamità naturali, perché questo territorio che potrebbe essere utilizzato dal punto di vista turistico, spesso non dà la dovuta accoglienza perché esiste tutta una serie di problemi che non lo fanno diventare veramente accoglibile, soprattutto dalla massa turistica. Quindi concordo con chi ritiene che esista la possibilità e deve esistere il problema di un miglioramento dei finanziamenti per quanto riguarda soprattutto i problemi delle calamità naturali. E questo Consiglio sicuramente ne è un esempio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente sull'emendamento numero 14 di Alleanza Nazionale. Io sono rimasto sconcertato dal capitolo...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Liori, le ridò subito la parola, ma per chiarirlo tra di noi: ci siamo dati un metodo, per cui il dibattito avviene emendamento per emendamento, però quando su un emendamento è chiuso il dibattito, si passa al successivo se no rimane sempre aperto. Comunque, eccezionalmente le do la parola ma ne approfitto per chiarire all'Aula che una volta che il dibattito su quell'emendamento è superato, impegniamoci a non tornare indietro se no non lo chiudiamo più.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, io prendo la parola soltanto brevemente e anche per il fatto che realmente, mi creda, ho sollevato la mano più di una volta, ma lei non guardava da questa parte.

PRESIDENTE. E' un modo da parte mia per rimediare, ma anche l'occasione per chiarire.

LIORI (A.N.). Soltanto per fare una brevissima considerazione comunque, non ruberò molto tempo, per sottolineare il fatto che riguardo ai corsi d'acqua, manca dal punto di vista della Regione sarda, una presa di coscienza reale dell'importanza che hanno anche sotto l'aspetto economico. E noi non ci siamo dotati di una politica seria e organica per la tutela e il recupero di questi corsi d'acqua. Avevo già presentato un emendamento alla finanziaria sulle conseguenze dell'inquinamento del rio Mannu all'altezza di Villasor, Serramanna, Decimoputzu, eccetera.

Presidente, noi abbiamo dei corsi d'acqua, penso per esempio al Flumendosa, che sono poco antropizzati, quindi ci vorrebbe poco dal punto di vista degli investimenti per fare un numero di depuratori anche limitato e recuperarlo allo stato naturale, perché con la depurazione, signor Presidente, io che sono un medico e conosco i processi biologici che stanno alla base dei sistemi di depurazione, le posso assicurare che l'acqua viene veramente recuperata completamente e riportata allo stato di vivibilità anche per la flora e la fauna dei corsi d'acqua senza alterazioni. L'acqua viene recuperata per l'uso civile, per la coltivazione, ma penso che il corso d'acqua sia una risorsa importante non soltanto per la pesca. E' quasi sparita in Sardegna, per esempio, la trota fario (?) che era uno dei vanti dei nostri fiumi. Se veramente noi vogliamo fare del turismo un sistema integrato con tutto l'ambiente, con tutte le vocazioni naturali, non possiamo fare a meno di recuperare i corsi d'acqua che non sono sufficientemente tutelati dalla legge Galasso. Allora un piccolo investimento di risorse comporterebbe sicuramente un incremento della pesca sportiva, comporterebbe una facilitazione dell'uso dell'acqua a scopo turistico comunque, e credo che porterebbe una risorsa di non poco conto per le comunità che vivono lungo questi corsi d'acqua.

Il Flumendosa, quando non erano degradate le pendici delle montagne che davano dal punto di vista orografico un contributo idrico al corso, veniva sfruttato addirittura dalle popolazioni dell'interno, così come vediamo fare nei film dei grandi fiumi americani per il trasporto della legna nel periodo invernale, quando venivano tagliate le famose traversine, raccontano i vecchi dei nostri paesi, per le ferrovie. Cioè i corsi d'acqua erano più tutelati, ma avevano un valore. Oggi invece assistiamo, nell'indifferenza totale della popolazione sarda, al loro degrado. Credo che prendendoli anche soltanto uno per volta questi corsi d'acqua, se ogni anno investiamo per essi qualcosa, partendo dalle sorgenti e arrivando via via fino al mare, riusciremmo a riportarli in pochi anni, almeno uno alla volta, Presidente, al loro stato naturale, arrecando un beneficio a tutti i sardi per molti aspetti anche dell'economia. Mi risulta che in Continente, nel Trentino per esempio, durante i mesi invernali vadano in cassa integrazione, ma durante la primavera e l'estate, gran parte della manodopera locale viene assorbita per la tutela, per il recupero dei danni fatti durante l'inverno ai corsi dei fiumi e comunque la gente può lavorare per sei mesi per tutelare questo bene. Un bene che porta, le posso assicurare, un bel contributo economico alle popolazioni. Forse è bene che il Consiglio regionale prenda più sul serio l'importanza che i corsi d'acqua hanno per la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 22 il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 22 solleva un problema, gran parte di molti agricoltori lamentano che gli indennizzi da parte della Regione non arrivano o arrivano con notevole ritardo e i comitati caccia affermano che ciò deriva dalla carenza di fondi. Per cui l'incremento della dotazione veramente esiguo di 300 milioni s'impone. Faccio però notare che si potrebbe ridurre questa voce se il calendario venatorio prevedesse una modifica sostanziale riguardante la caccia al cinghiale, perché gran parte dei danni derivano dai cinghiali che non sono più nel loro habitat tradizionale, ma che negli ultimi anni hanno invaso zone intensamente coltivate. Per cui invito l'Assessore per il prossimo calendario a diversificare le modalità di caccia al cinghiale nelle zone tradizionali e invece lasciando maggiore libertà nelle zone di nuova colonizzazione del cinghiale, perché chiaramente prima di tutto si consente un'espansione incontrollata e poi proprio queste zone di nuova colonizzazione sono le zone dove i cinghiali fanno danni alle colture, ma anche alle altre forme di selvaggina.

PRESIDENTE. Siamo agli emendamenti numero 23, 24, 45. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 45 il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sull'emendamento numero 45 volevo approfittare perché si tratta del capitolo relativo alla quota per investimenti dell'Azienda foreste demaniali. Approfittando della presenza dell'Assessore per conoscere che esito ha avuto la richiesta che è stata inoltrata dal sindaco del Comune di Nuoro per quel che riguarda il Monte Ortobene, cioè l'acquisizione del Monte Ortobene al patrimonio pubblico e a sottoporlo appunto al regime dei beni pubblici, con tutto ciò che consegue in ordine alla valorizzazione; come sappiamo, il perimetro forestale del Monte Ortobene che è attualmente in gestione all'Ispettorato compartimentale foreste di Nuoro, che è di 1609 ettari è quasi totalmente di proprietà privata. Nel 1971 è iniziato un intervento di bonifica e di ricostituzione boschiva dopo quel famoso incendio devastante che lo distrusse quasi completamente. All'indomani dell'incendio, dal 1971, ricordo che tutte le forze politiche di allora assunsero solennemente l'impegno di acquisire al patrimonio pubblico l'intero complesso forestale del Monte Ortobene, facendo una scelta inequivocabilmente di valorizzazione ambientale e quindi anche contro ogni ipotesi di cementificazione. Tra l'altro voglio ricordare che il Monte Ortobene, per la legge numero 31 del 1989, è stata identificata come riserva naturale. Ecco, io voglio sapere, se cortesemente l'Assessore può darci lumi, a che punto è la questione, se vada nel senso dell'effettiva definizione di un accordo in questo senso e, soprattutto, il ruolo che intende giocare la Regione Sardegna e l'Assessorato che ella dirige.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri interventi sull'emendamento numero 45, darei la parola per un chiarimento all'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Io farei brevemente un intervento un po' sugli emendamenti, dal numero 9 al numero 45, anche per mia comodità per non aver poi tutti gli emendamenti da valutare.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, se preferisce, visto che poi sono emendamenti che la riguardano, facciamo finire tutti gli emendamenti in modo tale che poi lei replica a tutti, lei per la parte che la riguarda e l'Assessore Scano per l'altra parte che lo riguarda. Per il quesito posto dall'onorevole Pittalis si aggiunge agli altri, li teniamo tutti insieme e poi l'Assessore replica su tutto e chiarisce tutto.

Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 49 il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, brevemente, per dover significare che la mia parte politica ha fatto propri gli emendamenti posti dai colleghi di Alleanza Nazionale. Io in particolare...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Tunis, solo per un chiarimento formale, non li ha fatti propri, perchè Alleanza Nazionale non li ha ritirati, quindi sono in discussione. Cioè aderisce?

TUNIS MARCO (F.I.). Fa propri in senso politico, perché...

PRESIDENTE. Certo, certo. Era perché resti agli atti, perché se no domani ci ritroviamo.

TUNIS MARCO (F.I.). Quindi la verità essendo un argomento che ritengo molto importante, desidero anch'io avallare quest'iniziativa perché riguarda una modifica del capitolo della Tabella F, capitolo 05013/03, finanziamenti diretti a favorire il recupero, il riciclaggio e il riutilizzo, cioè tre operazioni che sono molto importanti nei rifiuti soggetti a valorizzazione specifica. Cioè non è il recupero normale di un rifiuto, qui si tratta di dover fare in modo di perfezionare quella rete di organizzazione che permette per tutto il territorio regionale un completamento di questo materiale. C'è il problema del riciclaggio, molte sono le ditte che lo fanno, però occorre anche che questo sia studiato, approfondito, in modo da assicurare il massimo del riciclaggio stesso. La parte più importante è il riutilizzo. Solitamente si pensa che utilizzando le discariche, uno deposita determinati materiali e si limita a fare scavi a grande profondità e a stendere determinati materiali, poi a ricoprirli di terra ed evitare che si creino danni all'ambiente, poi ulteriormente a mettere anche il verde sopra. Qui invece la parte del riutilizzo è che il materiale viene completamente assorbito perché (?) delle altre operazioni non esisterà più e non causerà neanche un minimo di ingombro, perché avranno una valorizzazione specifica e probabilmente sono dei materiali che possono essere fusi con altri e hanno un'altra destinazione. Tenuto conto di questo e per la specificità del procedimento riconosco utile questa proposta di variazione e fare in modo che per il 1998 si arrivi a una dotazione di 8000 milioni, per il 1999 di 10000 milioni e per il 2 mila di 10000 milioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Se mi consente, Presidente, un breve accenno all'emendamento precedente visto che all'Assessore sarà riservato il compito di rispondere alle richieste che dai consiglieri regionali derivano. Io vorrei capire quali linee voglia porre in essere nei confronti della gestione della Azienda foreste demaniali. Non fosse altro perché probabilmente bisogna un po' uscire dalle logiche degli investimenti fatti esclusivamente per acquisire aree, boschi, lodevolissima iniziativa, ma dai boschi si deve quanto meno ricavare in termini economici il sostentamento per i servizi che l'Azienda foreste demaniali deve erogare per la popolazione. Qui siamo in presenza, non so se ricordo male, di circa trecento mila o cinquecento mila gli ettari di proprietà dell'Azienda foreste demaniali e, sempre se non ricordo male, mi sembra di aver notato che i ricavi per la forestazione produttiva ammontano alla considerevole cifra di un miliardo e quattrocento milioni. Un'azienda privata sarebbe già fallita da venti anni in queste condizioni; qui è arrivato il momento, a causa delle diminuite disponibilità del bilancio regionale, che ci mettiamo in testa di rendere produttivo tutto ciò che è possibile rendere produttivo, per migliorare la qualità della vita, non soltanto, ma per consentire ai cittadini sardi di avere le possibilità di ottenere in altri settori, ma anche nello stesso settore, attraverso forme di autofinanziamento, attraverso il mettere in campo risorse manageriali adeguate di poter usufruire al meglio dei beni economici che quest'Isola garantisce loro. Quindi vorrei capire quali linee di tendenza l'Assessore voglia porre in atto perché questi investimenti diventino effettivamente investimenti e non siano semplicemente delle operazioni di carattere immobiliare che con l'investimento non hanno niente a che spartire. Per quanto riguarda l'emendamento numero 49 questa è un'altra delle evidenziazioni dei limiti di governo di questa Giunta. Ho già detto in occasione della finanziaria che siamo alle porte di una scadenza importante a livello nazionale e cioè alla piena e totale entrata in vigore del decreto Ronchi, che ai cittadini sardi non sarà consentito di risparmiare sulle tariffe perché queste dotazioni finanziarie, che si mettono a disposizione delle iniziative per il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti a valorizzazione specifica, faranno sì che noi dovremo gettare in discarica, sebbene utilizzando la pratica della separazione attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, i rifiuti che potrebbero essere soggetti a valorizzazione specifica perché non esiste un piano che consenta a quest'isola di avere impianti adeguati per poter consentire il riutilizzo a fini economici dei rifiuti che sono soggetti a valorizzazione specifica. Noi abbiamo un handicap, lo diciamo chiaramente, un milione e mezzo di abitanti non consentono certamente, se non sono adeguatamente sostenuti a livello di investimenti, la economicità di operazioni di questo genere; la distanza dal resto del continente europeo ci pone nella difficoltà di dover prevedere dei pretrattamenti per poi trasferire queste materie nelle altre parti del continente europeo, se non ci dotiamo di sistemi che ci consentano di autogestirci saremmo sempre nelle condizioni di uscire fuori da quelli che sono i criteri del decreto Ronchi, e come tali di penalizzare i cittadini sardi che avranno nelle bollette di pagamento delle tasse per i rifiuti solidi urbani dei costi e degli oneri aggiuntivi rispetto a quelli previsti per il resto della popolazione italiana. Questa è un'altra evidenziazione di come questa Giunta abbia a cuore gli interessi dei cittadini, di come lavori per la vera autonomia, per la vera parificazione dei diritti dei sardi rispetto ai restanti cittadini europei.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Signor Presidente, desidero fare questo intervento sull'emendamento numero 49 che certamente non è avulso dagli emendamenti che lo precedono e che lo seguono sull'articolo specifico, riguardando il grosso capitolo della difesa dell'ambiente. Difesa dell'ambiente che non significa un qualche cosa che riguarda solo l'ambiente, ma a mio avviso ha molta importanza nella qualità della vita, nel mantenere in essere una qualità della vita buona e questo significa come sillogismo che ambiente è uguale a qualità della vita. Ora sicuramente l'Assessore Onida, dispiace che non sia presente l'Assessore della programmazione economica, onorevole Scano, in quanto quello che sto per dire ha attinenza anche con la parte economica dell'intervento. Ovvero qualità della vita uguale a mio avviso difesa ambientale. Infatti è una accezione comune che la qualità della vita ha un valore economico per lo meno uguale a quello industriale. Nelle società industrialmente progredite è infatti noto che progressivamente si ha un deterioramento della qualità della vita. Ora, se questo è vero, tutti gli emendamenti finora presentati e quelli che seguiranno hanno come ratio il mantenimento o addirittura il miglioramento della qualità della vita. Essendo la Sardegna un'isola a scarsa concentrazione industriale, essendo la Sardegna priva di grandi industrie, non vi è dubbio che debba puntare per il suo sviluppo economico sulla qualità della vita e sul mantenimento di uno standard molto elevato. Questo non solo perché è un punto sul quale noi sardi dobbiamo essere molto attenti per la nostra vivibilità, per la nostra qualità della vita in Sardegna, quanto perché da una qualità della vita mantenuta con standard elevati ne consegue che tutti i prodotti della Sardegna possono avere quel valore aggiunto che in altre realtà regionali, nazionali e mondiali non possono essere ottenute. Allora qualità della vita non come fatto in se stesso, ma qualità della vita legata a quello che è uno sviluppo per il settore turistico, sviluppo per quello che può essere il settore della pesca, sviluppo per quello che può essere il settore della agricoltura, del commercio e dell'artigianato. Mi pare che su questo settore, sulla difesa dell'ambiente e sul migliorare la qualità della vita già buone in Sardegna per cause, diremmo, di mancato incremento industriale, poco si stia facendo, lo si considera quasi un Assessorato optional, cioè uno di quegli Assessorati poveri, mentre dovrebbe essere per noi di Forza Italia un Assessorato altamente strategico per il futuro economico della nostra isola. Allora mi pare che tenere l'Assessorato della difesa dell'ambiente separato da quello che è l'Assessorato dell'agricoltura, del commercio, faccia parte di quella che è la miope visione politica di questa maggioranza. Scelte strategiche quale il mantenimento della qualità della vita, devono essere sempre al primo posto nel nostro programma economico. Puntando sulla qualità della vita si crea veramente quel marchio speciale, quel marchio DOC, quel marchio che fa della Sardegna l'isola per eccellenza del Mediterraneo. Quell'isola che tutti vorrebbero andare a visitare, quell'isola di cui i prodotti vengono ricercati necessariamente da tutti gli altri mercati nazionali e internazionali. Viceversa, volendo risparmiare su quello che è il mantenimento della qualità della vita, il mantenimento di un ambiente consono alle peculiarità della nostra isola, mi pare che si faccia una scelta miope per puntare verso altri insediamenti, quali quelli industriali, che certamente viaggiano in senso opposto. E di che industrie stiamo parlando poi lo sappiamo tutti. Si parla di ripristino ambientale nel dover inserire nuove industrie inquinanti, facendo capo a finanziamenti che derivano da fondi della comunità europea destinati al recupero delle aree minerarie dismesse. E lì si provoca nuovo inquinamento. Allora una particolare attenzione, questo è l'invito che rivolgo per tutti gli emendamenti che sono stati presentati. Non sono emendamenti che vengono così campati in aria per voler creare ostacolo alla Giunta, sono dei suggerimenti che arrivano alla Giunta. Se noi non sapremo coglierli per il senso giusto ho paura che il degrado nell'isola sarà tale per cui tutto quello che noi andiamo a voler evidenziare, come capacità di sviluppo, per quest'isola, dal turismo ai prodotti dell'allevamento, ai prodotti agricoli, ai prodotti della pesca, e via dicendo, rimane una domanda inevasa e, pertanto, non potranno essere fatti propri, non potrà rimanere nell'isola quell'alto valore aggiunto che noi auspichiamo avere tutti i prodotti che dalla Sardegna viaggiano verso i mercati nazionali e continentali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Il collega Floris ha fatto un intervento ad ampio raggio, perfettamente condivisibile in ogni suo aspetto, in ogni sua parola, punto e virgola. Ritornando sullo specifico dell'emendamento numero 49, va detto che la Regione sarda non può esimersi da instaurare e favorire progetti per il recupero e il riciclaggio e l'utilizzo dei rifiuti soggetti a valorizzazione specifica. Questo per un duplice aspetto: intanto a salvaguardia e tutela dell'ambiente e poi perché dall'utilizzo razionale di taluni rifiuti si possono trarre motivi di utilità attraverso la trasformazione e quindi la produzione di ulteriori progetti. Quindi certamente l'attività della Regione deve essere indirizzata verso questo strada, perché così facendo si realizza lo scopo primario che è quello di mantenere, per quanto più sia possibile indenne da fenomeni di inquinamento che dipendono proprio dall'attività umana. Non può essere trascurato questo settore e quindi è giusto che vi siano indirizzate risorse adeguate. Ora lo stanziamento di quest'anno, pari a 6 miliardi, differisce da quello dell'anno precedente, almeno nella sua formulazione finale che era indicato pari a 7 miliardi. E quindi, come dicevo, è praticamente confermato in 6 miliardi. Ora però è importante che, in questo settore, per quanto di competenza della Regione, sia opportuno che vengano anche effettuati i dovuti controlli, perché a me risulta, e poi questo fatto che approfondiremo e poi trarremo le valutazioni opportune e conseguenti, sembra che ci siano anche attività speculative, nel senso che esiste la possibilità sul mercato di acquistare materie prime similari a quelle dei prodotti riciclati, per i quali esistono delle contribuzioni, a prezzi inferiori rispetto a quello che è, appunto, addirittura, il contributo che viene erogato dalla Regione. E risulta che da questa attività operatori poco scrupolosi lucrino e beneficino, senza poi dare attuazione a quella che è la ratio della finalità della legge che è proprio quella di evitare processi di inquinamento aziendale in relazione a questo tipo di rifiuti. Quindi senz'altro un potenziamento dell'intervento della Regione in questo settore, ma contemporaneamente attenzione perché non si verifichino abusi da parte di soggetti che operanti in quel settore possono non essere esattamente in sintonia con quelle che sono le disposizioni di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 53 il consigliere Granara Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.). Signor Presidente, solamente, si è parlato anche stamani abbastanza di pesca, mi sembra, ma solamente per sollecitare l'assessore Onida all'intervento immediato; le categorie sono veramente preoccupate, non hanno garanzie di salari per tutto quest'anno, i contributi per le imbarcazioni non sono assolutamente sufficienti e lo sforzo che è stato fatto dalla Giunta, capisco anche, mi sembra comunque insufficiente. Invece, signor Presidente...

Signor Presidente, mi pare che ci sia poco da dire, mi pare che hanno parlato tutti quanti su questa logica, la Giunta si è espressa dicendo di aver fatto e messo da parte tutte le risorse possibili. Noi riteniamo che siano assolutamente insufficienti, l'emendamento lo lasciamo, ci auguriamo che l'Assessore al più presto dia garanzie di interventi veri ed efficaci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, resta in questo bilancio un vuoto; cioè è vero che in Commissione finalmente si è dato qualcosa alla pesca, però il problema del fermo biologico non è stato affrontato perché non emergono misure sostitutive della vecchia disciplina del fermo biologico. Quindi effettivamente occorrono misure di sostegno alle aziende e anche misure di conservazione della fauna ittica che non mi sembra nel bilancio, come stiamo andando ad approvarla, vi siano. Per cui, effettivamente, mi sembra che la via dell'emendamento numero 53 può essere una via discutibile ma sta di fatto che vi è un'esigenza del mondo peschereccio che non è stata affrontata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'emendamento numero 54, il consigliere Granara Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.). Mi scusi, signor Presidente, se ritorno su questo emendamento. Noi tutti i quest'aula abbiamo avuto modo di verificare, nel corso dell'anno, quanti e quali interventi le associazioni di volontariato hanno eseguito nel nostro territorio. E tutto questo per la carenza di interventi da parte dell'amministrazione pubblica, interventi che indubbiamente avrebbero dovuto dare delle garanzie al territorio e invece, purtroppo, non ci sono stati.

La disponibilità, il senso di servizio, la professionalità di tali associazioni meritano comunque l'attenzione di questa Regione, che in altri modi avrebbe dovuto sicuramente sostenere dei costi di gran lunga superiori.

Ecco perché io desidero appellarmi alla sensibilità dell'assessore Onida perché intervenga presso la Giunta. Non saranno sicuramente poche lire a modificare un bilancio di 9000 miliardi, ma è sicuramente un'attenzione che dobbiamo prestare necessariamente a queste persone che lavorano e danno il loro servizio solamente per senso del dovere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 77.

CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, forse un esame accurato della legge finanziaria e del bilancio come l'abbiamo fatto quest'anno almeno in questa legislatura non lo avevamo mai fatto. Tanto più ci addentriamo nello studio del bilancio tanto più ci accorgiamo delle contraddizioni. Contraddizioni rispetto a che cosa? Rispetto al programma delle varie giunte Palomba. Io ricordo ancora le linee programmatiche della prima Giunta Palomba, nelle quali si metteva in evidenza l'importanza dell'ambiente, ambiente inteso non solo come luogo dove si vive, quindi nell'interesse della persona, ma anche interessante sotto il profilo dello sviluppo economico dell'Isola. Ecco, contraddizione, io vado a esaminare il capitolo di bilancio interessato da questo emendamento, 05013/10, spese per la realizzazione di impianti di depurazione, e noto in questo capitolo, anno 1997: previsione definitiva 21 miliardi e 583 milioni.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

Nel bilancio questa somma, per quanto riguarda l'anno 1998, è stata ridotta già di 3 miliardi e 500 milioni. Non bastava questa riduzione, mi trovo una ulteriore riduzione, evidentemente attraverso emendamenti in Commissione di 1 miliardo e 500 milioni. Il che comporta la riduzione all'ammontare definitivo di questo capitolo di bilancio di 16 miliardi. Ora, è inevitabile che io mi ponga questa domanda: nelle linee di sviluppo, anche se non le avete tracciate per iscritto, ci sarà pur sempre in un governo nell'amministrazione della Regione un disegno su cui basare lo sviluppo economico dell'Isola, che importanza assume questo capitolo di bilancio, cioè costruzione e completamento di impianti di depurazione? Se voi stanziate 16 miliardi evidentemente l'importanza, non dico che sia zero, però è certamente ridotta. Spesse volte avete fatto piani integrati d'area, ma un piano integrato d'area, vi parlo di un'area che io conosco, il bacino del Tirso, nuova diga dove scaricheranno il "coso" di tutta la zona. Ecco, se noi avessimo fatto un lavoro programmato non avremmo dovuto completare gli impianti di depurazione già esistenti e costruire gli impianti di depurazione dove non ci sono? Ma, la cosa è ancora più grave se voi tirate un po' la sintesi della finanziaria e del bilancio 1998. Vi accorgete di una attenzione macroscopica verso un settore economico e di una disattenzione verso altri settori economici che meritano forse più attenzione di quanto la Giunta non ne abbia dato al settore economico privilegiato. Tirate voi le somme, non ve lo dico qual è; se volete ve lo dirò attraverso le cifre, forse ancora un po' più in là. Ecco, mi pare che questo non sia un modo razionale di procedere nella utilizzazione delle risorse della nostra Regione. Noi non otterremo nulla in quest'aula, però una cosa otteniamo, che anche la maggioranza veda quali sono i settori economici privilegiati e veda quali sono i settori economici che non hanno assunto nella finanziaria e nel bilancio l'importanza che dovrebbero assumere, ed è l'importanza che dà la Sardegna, non noi.[CR1]

Ecco qual è l'importanza della discussione che stiamo facendo quest'anno nell'aula. Molto probabilmente tanti consiglieri lo considerano tempo perso, ma perché evidentemente la legge finanziaria, il bilancio non li hanno esaminati con cura con l'attenzione che meritano, perché si tratta del programma che noi ci diamo per il lavoro da svolgere nel triennio 1998-2000.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi sull'emendamento numero 67, passiamo alla discussione dell'emendamento numero 78, a firma Pittalis e più.

Poiché nessuno chiede di parlare, passiamo all'ultimo emendamento modificativo alla tabella f), che è l'emendamento numero 98, a firma Pittalis e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Sul 78 o sul 98?

PRESIDENTE. Sto dando la parola sul 98, ma può parlare anche sul 78. Io ho chiesto se qualcuno volesse parlare sul 78 e nessuno si è fatto avanti, ma visto che ha la parola può parlare anche su quello. Prego.

FLORIS (F.I.). Ci sono degli agenti di perturbazione in aula che mi chiedono di parlare anche sul 35, io veramente vorrei parlare sul numero 1.

PRESIDENTE. Prosegua imperterrito lei, onorevole Floris.

FLORIS (F.I.). L'emendamento numero 98 riguarda dei fondi destinati al ripristino ambientale. Abbiamo sentito l'Assessore, che non vedo in aula, ma deve essere nelle vicinanze, verosimilmente occupato a rilasciare qualche intervista, ma comunque c'è la Presidenza della Giunta e l'Assessore qui presente, il quale ha detto che non fanno parte di questo programma finanziario, che però saranno ricompresi nei fondi comunitari. Per quanto dicevo prima tutte le opere di ripristino ambientale sono un punto fondamentale, sono il cardine di quello che è o dovrebbe essere l'obiettivo Sardegna, cioè centrare quell'obiettivo significa mettere la Sardegna con la qualità della vita che, naturalmente, è direttamente proporzionale a quelle che sono il ripristino dell'ambiente al centro di tutte le altre politiche economiche della nostra Regione. L'emendamento numero 78 in effetti non è che richiede grandi spostamenti di fondi e se l'Assessore conferma che di questa particolare esigenza se ne farà carico nel corso di quelle che sono le presentazioni della manovra di assestamento di bilancio e con il combinato assestamento di bilancio e fondi comunitari, noi possiamo anche ritenerci soddisfatti. L'insoddisfazione probabilmente di tutto il Gruppo di Forza Italia deriva, come ebbi occasione di dire nell'intervento precedente, dalla scarsa attenzione che viene data all'Assessorato della difesa dell'ambiente. Perché mentre ancora si insiste nel riversare fondi in quantità non indifferente per il mantenimento di opere industriali, di strutture industriali o di enti regionali più o meno inutili, nessuna attenzione particolare è data all'Assessorato dell'ambiente stesso. Nel capitolo stato di previsione della spesa dell'Assessorato della difesa dell'ambiente noi chiediamo che vengano immessi 30 miliardi proprio per il ripristino ambientale. Siamo anche certi che con 30 miliardi, cifra che sembra in questo contesto di caratteristiche enormi e spropositate, probabilmente non saranno sufficienti neanche per intervenire su un quarto dei problemi reali che l'Assessorato può avere. Ciò non di meno ci sentiamo di doverlo sostenere, salvo che, come dicevo prima, l'Assessore non presenti in tempi brevi un programma finanziario destinato appunto alle finalità previste dalla presentazione dell'emendamento. Purtroppo non vedo l'Assessore, attendo che l'Assessore stesso, che si è riservato una replica, dia un indirizzo su quello che vuol essere i fondi da destinare a questo settore specifico, non appena interviene, se mi sarà concesso, vorrei fare un'osservazione sulla replica dell'Assessore stesso.

PRESIDENTE. Pare che siano esauriti gli interventi. Quindi do la parola per l'intervento conclusivo all'assessore Onida.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Cercherò di essere breve. Gli emendamenti che sono pervenuti dalle opposizioni fondamentalmente toccano la gamma più ampia delle problematiche ambientali e quindi entrano nel merito di tutte le questioni che riguardano l'ambiente. La mitezza con la quale il confronto e gli interventi sono avvenuti stamattina danno la misura della sensibilità e dell'attenzione che a questo comparto, a questo settore, viene data da tutte le forze dell'opposizione. Certamente la maggioranza ha le stesse sensibilità, questo significa che il divenire della Sardegna per quanto riguarda i problemi ambientali può camminare dentro un alveo, dentro paletti in qualche modo rassicuranti, problemi economici e problemi delle risorse sono indubbiamente però gravi.

Io stesso, a conclusione della precedente esperienza di Giunta, in chiusura, quando l'assessore Sassu presentò il bilancio, non concordai con l'ipotesi di organizzazione finanziaria sull'ambiente e sulle poste che riguardavano l'ambiente, proprio perché la qualità dei problemi era tale che andava in qualche modo rivisto questo assetto, do quindi anche atto a chi qualche riflessione in questo senso ha fatto. L'assessore del bilancio, Scano, che ha recepito però questo disagio e queste difficoltà, ha fatto nella manovra pur ristretta, pur sentita da questa fase, un'operazione che ha consentito all'ambiente di recuperare il 50 per cento delle risorse di questa pur lieve manovra, ma soprattutto ha dato sicurezza intanto a me, all'intera Giunta, ai partiti della maggioranza che nell'assestamento, quindi nel momento in cui presenteremo il documento di politica economica e finanziaria, porteremo in quella sede le direttive nuove anche in materia ambientale. Questo mi ha consentito di andare avanti pur con le risorse non notevoli. Io voglio entrare adesso, brevemente, nel merito dei punti toccati da ciascuno di voi, partendo dall'emendamento numero 9 che credo sia la conseguenza di un superamento dei limiti conseguente all'aver utilizzato la festa di San Giovanni Gualberto come la spesa di questa festa dell'anno scorso è venuta a gravare in maniera non programmata sul bilancio del mio Assessorato. Per quanto riguarda le depurazioni io vorrei tranquillizzare un po' i colleghi. E' vero che le risorse previste in bilancio non sono risorse notevoli, però è anche vero... dica, Presidente.

(Interruzione dell'onorevole Palomba)

Bisogna che ascoltino, perché soprattutto per quest'argomento mi rivolgerò a lei. Presidente, con molta serenità, non siamo in polemica, noi due non siamo in polemica di sicuro. Allora non sono notevoli le risorse, però la Sardegna può adire risorse nazionali per un valore di circa 600 miliardi per realizzare notevole parte del piano regionale di collettamento, è di ieri la decisione del Governo di destinare 2500 miliardi al Sud in questa materia. Il ministro Ronchi ha fatto sapere al presidente Palomba e alla Giunta regionale che sono disponibili 600 miliardi per la realizzazione dei sistemi complessi di collettamento e di realizzazione di impianti fognari. I 16 miliardi previsti in bilancio servono e verranno utilizzati nella direzione dei piccoli comuni, degli aggiustamenti, degli interventi di minore dimensione. Ecco perché dicevo, Presidente, è opportuno che anche lei senta quello che voglio dire. Noi abbiamo difficoltà, come struttura assessoriale e lei sa che cosa è necessario per far fronte a questa esigenza, questo io lo porterò anche alla conferenza per il lavoro, dove puntualmente su questo argomento ritornerò con maggiori precisazioni. Sull'emendamento numero 20 le risorse sono destinabili e sono destinate nell'idea dell'Assessore a combattere la limantria. Abbiamo sentito gli amministratori della Gallura che ci hanno fatto sapere che o si combatte nei tempi dovuti la limantria oppure quest'anno salta tutto il piano e quindi il settore del sughero viene ad essere gravemente danneggiato.

Sull'emendamento numero 21 e sulla poseidonia abbiamo già convocato le province per fare un piano per non arrivare anche quest'anno ai mesi di luglio e agosto senza una pianificazione. Il miliardo di risorse che noi mettiamo non è molto, però su questa materia anche interventi pubblici e privati saranno disponibili per realizzare un piano che certamente metteremo a punto nel breve periodo. Quindi riteniamo di arrivare all'estate senza problemi gravi. Io colgo per quanto riguarda l'emendamento numero 22 la raccomandazione dell'onorevole Bonesu in ordine al problema dei cinghiali, indubbiamente sarà all'attenzione del comitato regionale faunistico questo argomento essendo assolutamente corrette le valutazioni che sono state fatte. Per quanto riguarda il problema della pesca, io so che sono tre mila addetti, che è un mondo importante per la nostra economia, anche qui le risorse non bastano mai. Però il provvedimento della pesca ad una prima lettura è stato licenziato dalla Commissione ambiente e adesso verrà portato al riesame delle organizzazioni del mondo dei pescatori, delle forze politiche, dopo di che tornerà alla Commissione per il voto finale. Io spero che arrivi quanto prima in quest'aula. Subito deve arrivare, signor Presidente del Consiglio, in quest'aula, io ho fatto anche una lettera in questa direzione da qualche mese il disegno di legge sullo float (?) che porta risorse e per la flotta peschereccia e per la riconversione di alcuni metodi di pesca. Per esempio il problema della sciabica è così grave e sta diventando ogni giorno per quanto riguarda alcune famiglie che sono impossibilitate ad esercitare altra pesca che non sia la sciabica, senza le risorse per la riconversione questo non è possibile. Il disegno di legge è stato licenziato dalla Commissione alla unanimità deve arrivare al prossimo Consiglio per essere qui esaminato. Sulla questione dei fondi di ripristino ambientale è un problema serio, l'abbiamo detto riflettendo su un emendamento che abbiamo chiesto al collega Liori che venisse ritirato, che in assestamento avremmo rivisto questo argomento perché indubbiamente fa parte, insieme però ad alcune leggi, come per esempio quella sulle cave che l'Assessore dell'industria sta per portare in aula, le risorse vanno viste assieme perché il recupero ambientale, e il recupero come conseguenza di cave aperte, rappresentano uno degli obiettivi importanti per la salute ambientale del nostro territorio. Per quanto riguarda il problema della forestazione, io ho presentato a dicembre in Giunta un disegno di riforma dell'Azienda foreste demaniali che ha avuto nella conferenza di Nuoro, vedo qualche dissenso che è lecito e che democraticamente può essere anche rappresentato a voce alta, ma dalla Giunta deve essere visto nei tempi più brevi possibili ed essere portato al confronto della Commissione prima e dell'aula poi avendo già ricevuto il consenso delle organizzazioni sindacali di livello regionale e anche nella conferenza di Nuoro il plauso e l'assenso delle massime autorità forestali della Repubblica italiana. Attorno e dentro a quel disegno ci sono le risposte a tutti i quesiti che oggi sono stati posti, questa è una questione essenziale per il problema non soltanto dell'ambiente ma anche per il problema della occupazione in Sardegna. Vi inviterei a sentire i sindaci dell'interno, tutti quanti, maggioranza e opposizione, per capire l'importanza di quanto vado dicendo. Il problema delle associazioni di volontariato, l'emendamento numero 54, io lo prendo come raccomandazione e va bene, però anche questo può essere visto in fase di assestamento e non in questa sede. Quindi io concordo con il parere del Presidente della Commissione e con l'Assessore del bilancio in ordine alle valutazioni che sono state fatte su tutte queste questioni, pur comprendendo che al fondo di ciascuna di esse vi è una seria riflessione e una proposta di rivisitazione di tutti questi argomenti nei tempi possibili con i disegni di legge che stiamo apprestando e soprattutto con il prossimo appuntamento che l'Assessore del bilancio e la Giunta si sono impegnati a portare in Consiglio nei tempi brevi.

PRESIDENTE. Direi che potremmo passare alle votazioni. L'onorevole Floris, ma mi pare che non sia molto rituale, aveva chiesto di poter svolgere un commento alla replica, può farlo tranquillamente intervenendo per dichiarazione di voto. La sostanza è la stessa ma la forma è salva, ed è meglio che sia così. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Un chiarimento su che cosa stiamo votando, perché sull'emendamento numero 9 avevo sollevato il problema che, probabilmente, c'era un errore materiale e poi occorreva chiarire se la somma stanziata era aggiuntiva su quella già prevista sul capitolo 05109/02, credo per chiarire al Consiglio.

PRESIDENTE. Questo chiarimento mi pare preliminare rispetto alla votazione sull'emendamento numero 9. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'indicazione corretta è 05109/02, e nella competenza a proposito della aggiuntività, l'Assessore avrebbe disponibili per le spese di rappresentanza sette milioni, nella competenza.

BONESU (P.S.d'Az.). Cioè chiarito il capitolo questi sette milioni sono aggiuntivi ai cinque già previsti e approvati dalla Commissione?

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, è così.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Signor Presidente, è fin troppo evidente che la dichiarazione di voto mi da lo spunto per replicare a quanto ha affermato l'Assessore Onida. E mi preoccupa non poco quando afferma che sono disponibili da parte dello Stato 2500 miliardi per intervenire nel ripristino dei beni ambientali o per l'ambiente in generale. 2500 miliardi mi fanno immediatamente pensare ai 30 mila miliardi messi a disposizione per il Sud per risolvere i problemi della occupazione. Ritengo che queste cifre, laddove vengano divise pro capite, facciano capire che alla Sardegna spettino una quantità irrisorie di queste risorse, perché sui 30 mila miliardi spettano meno di 700, 800 miliardi tutto andando bene per i prossimi tre anni, se queste proporzioni sono valide altrettanto mi pare che 2500 miliardi per il Mezzogiorno vedranno la Sardegna usufruire di ben poco di quella che è la messe che sembrerebbe arrivare per la Sardegna, caro assessore Onida. I problemi ci sono, i problemi rimangono, non sarà sicuramente questa Regione, non sarà sicuramente il rapporto che noi abbiamo con lo Stato, per il quale invito formalmente il Presidente della Giunta ad essere il rappresentante della Sardegna quando va a trattare a Roma per quelli che sono i problemi del Mezzogiorno, rappresenta un'intera isola con le sue peculiarità, con la sua posizione geografica, con la sua unicità per i grossi problemi che ha e che non sto qui a ricordare perché li conosce benissimo lo stesso Presidente della Giunta. Però, Presidente, mi raccomando, quando tratta per la Sardegna tenga a mente l'onore dei sardi, tenga a mente l'esigenza che hanno i sardi per entrare in Italia e naturalmente in Europa. Dicevo, lei Assessore ha anche detto che parte di queste risorse verranno destinate allorquando verrà presentata la manovra di assestamento, manovra di assestamento che a sentire il nostro assessore Scano, anzi il vostro assessore Scano arriverà dopo la conferenza sul lavoro, dopo la presentazione del documento di programmazione economica e finanziaria, cioè arriverà dopo una sorta di richieste che non saranno di poco conto da parte degli organismi presenti, sia alla Conferenza del lavoro, sia alla successiva presentazione del documento di programmazione economica e finanziaria, ovvero lei dice che arriverà la manna allorquando sappiamo che in assestamento di bilancio le richieste saranno tante e i fondi da destinare saranno veramente esigui. E non ultima tra le richieste, ma di questo parleremo naturalmente nella dichiarazione di voto che si farà per il bilancio, quello che è l'impegno che avete assunto con una parte politica presente in quest'Aula affinché si avesse un cedere di quella che è la manovra così detta ostruzionistica delle opposizioni. Mi sembra veramente che l'assessore Scano dovrà fare un miracolo, io so che lui è dotato di grande fede, per cui ricorrerà al miracolo per dare a tutti quanti tutte le esigenze della parte politica, dei lavoratori di quelle che saranno le esigenze dei sindacati, di quelle che saranno tutte questa messe di persone che vanno a fare delle richieste, e tutto dovrebbe essere presentato con una manovra di assestamento. Non invidio certamente l'assessore Scano quando dovrà dividere quel poco che resta dei fondi a disposizione per la manovra di assestamento, e questo poco andrà diviso fra tante parti. Pertanto, assessore Onida, la risposta che ha dato, rimandando il problema, rimbalzandolo dalla Regione a quelli che saranno gli interventi ministeriali, gli impegni presi da Ronchi mi soddisfano veramente poco; pensiamo ad una politica attiva, per quello che riguarda l'ambiente, a livello regionale, con le risorse possibili, e laddove ci sono risorse diverse da quelle regionali pensiamo di più forse alla Comunità europea che è molto più sensibile dello stato nazionale a questi problemi, e soprattutto forse molto più rispetto dà la Comunità europea alla nostra isola di quanto non sia quello che ci sta dando finora lo Stato nazionale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 20 è decaduto, metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 53.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 53.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 72

maggioranza 37

favorevoli 33

contrari 38

nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA -FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Per chiedere, su tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo di Forza Italia, il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 54

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54, presentato dal Gruppo di Forza Italia.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 71

maggioranza 36

favorevoli 33

contrari 37

nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA -FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 77

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 77, anch'esso presentato dal Gruppo di Forza Italia.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 72

maggioranza 37

favorevoli 34

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 78

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 78.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 72

Votanti 72

Maggioranza 37

Favorevoli 33

Contrari 38

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 98

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 98 modificativo della tabella F della legge di bilancio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 71

Maggioranza 36

Favorevoli 32

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione la tabella F. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella G.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 25, 26, 27, 28, 29, 50, 51, 52, 79, 80, 81, 82.

Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne fa facoltà.

BALLETTO (F.I.). Vorrei sapere con quale criterio e in base a quale regola in una votazione precedente c'è stato un voto nullo, se mi sembra di ricordare che in precedenti occasioni ogniqualvolta uno dà il voto di presenza, comunque sia è astenuto. Vorrei sapere quando si verifica la fattispecie del voto nullo, perché non era mai successo in questa tornata di votazioni, quindi cercare di capire.

PRESIDENTE. Mi pare che sia stato chiarito da chi mi ha preceduto nella Presidenza, che quando si preme il tasto bianco una volta sola e non si partecipa alla votazione è considerato voto nullo.

BALLETTO (F.I.). In altre circostanze, quando si calcava il tasto bianco si indicava la presenza, quindi si era astenuti.

PRESIDENTE. La precisazione che fanno i tecnici, io non sono un tecnico dell'elettronica, anzi ne capisco poco, è questa: non può esistere il voto nullo solo quando si tratta di votazione a scrutinio palese, mentre a scrutinio segreto col sistema elettronico, laddove la presenza non implichi che il presente partecipa anche alla votazione, è considerato nullo. Questa precisazione mi è stata data, e questa precisazione io riferisco.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 25 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.

MASALA (A.N.). Grazie Presidente, dunque l'emendamento numero 25 riguarda il capitolo 06067/00 relativamente al quale nella proposta della Giunta trovo scritti sette presunti milioni cioè c'era qualche cosa, non era zero, mentre nel testo della Commissione trovo zero. Allora è chiaro che l'emendamento tende a rimettere dei soldi nel capitolo medesimo, perché se la stessa Giunta nella proposta aveva indicato l'esigenza che il capitolo fosse dotato di qualche finanziamento evidentemente esistono degli impegni relativi al concorso negli interessi sui mutui di miglioramento fondiario. Per quanto concerne l'emendamento numero 26 riguarda la forestazione produttiva, è l'arboricoltura di legno, erogati eccetera, è un capitolo abbastanza interessante, problema che io ho sollevato in più di un'occasione e le esigenze di bilancio appaiono scarse esclusivamente perché ci sono dei ritardi da parte della pubblica amministrazione nella definizione delle pratiche medesime che sembrerebbero affidate a funzionari dell'Ersat e non dell'Assessorato dell'agricoltura. Quindi si tratta di aumentare gli stanziamenti per questi capitoli.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 26 ha facoltà di parlare il consigliere Boero.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, l'emendamento numero 26 sul capitolo 06027 contributi per la forestazione produttiva, l'arboricoltura del legno e per l'incoraggiamento della silvicoltura, è un emendamento che oserei definire a cavallo tra l'agricoltura e l'ambiente. Incrementare seppur modestamente questo capitolo è semplicemente un segno di come si dovrebbe indirizzare la politica di sviluppo del nostro ambiente in sinergia con l'agricoltura.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare il consigliere Biggio.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, l'emendamento numero 27 tende a porre e allocare un minimo di risorse alla voce 06083 per laghetti collinari, devo dire invero che la Commissione non accettò un analogo emendamento proposto sul bilancio per cui il Gruppo di Alleanza Nazionale ha ritenuto di riproporlo all'Aula, i laghetti collinari sono stati propagandati, si sono create attese da parte degli operatori, alcune pratiche giacciono presso gli ispettorati per essere giustamente finanziate e coperte per impegni che ha preso a suo tempo la Regione e quindi occorre sanare questa partita. Pertanto abbiamo ritenuto di proporre all'Aula questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 28.

BOERO (A.N.). Presidente, gentili colleghe e colleghi, l'emendamento numero 28 tende a dare un incremento, seppure moderato, a un settore importantissimo per l'occupazione e lo sviluppo delle società giovanili, siano esse cooperative o meno, e a tutto quello che è previsto nel capitolo e che per brevità non elenco, e che si ispira sempre a quella attenzione che questa manovra finanziaria al settore dell'agricoltura non ha voluto dare e che a nostro parere doveva essere dato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 29.

BOERO (A.N.). Sempre nella stessa filosofia anzi espressa, qui si tratta di interessi sui prestiti agli imprenditori agricoli. Sappiamo quale dramma stia vivendo il settore anche da questa ottica, e l'incremento serve, sempre seppur moderato, per cercare di alleviare in modo più consistente questa situazione drammatica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 50

BOERO (A.N.). Si dà per illustrato

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 51.

BOERO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare l'emendamento numero 52.

BOERO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 79.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, l'emendamento numero 79 è stato presentato in rettifica del capitolo dello stato di previsione della spesa dell'agricoltura e riforma agro pastorale 06025/00. Questo capitolo riguarda i contributi integrativi per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario e di lavori tendenti a completare e a valorizzare le opere stesse, a delimitare i confini dei campi, a difendere le pendici, e a creare ombreggi e frangiventi per opere di carattere viticolo, nonché per la costruzione eccetera, eccetera. Lo stanziamento iniziale per il 1997 era di 44 miliardi e 500 milioni. La competenza per il 1998 è di 25 miliardi e 50 milioni, con una decurtazione dello stanziamento rispetto all'anno precedente di 19 miliardi e 450 milioni. La Commissione, sulla base di un emendamento che non ricordo ma credo che fosse della Giunta, ha ulteriormente ridotto il capitolo portandolo a 24 miliardi e 50 milioni, cioè con una ulteriore decurtazione di un miliardo. Allora ci si chiede come è possibile che in un settore sul quale da più parti si sostiene che vi è un disinteresse in quanto a interventi a sostegno di tutte le voci che sono indicate nel capitolo e per le quali esistono opportune leggi di settore, ci si chiede come posto che non risulta che a questi settori si sia data una risposta in termini adeguati, non solo negli anni precedenti ma dall'inizio forse della storia della autonomia sarda, che nel giro di un anno si sia sentita la necessità di dimezzare praticamente lo stanziamento dell'anno precedente, che sicuramente era già inadeguato, una riduzione dicevo di circa il cinquanta per cento. Questo fenomeno si ripropone anche con la riduzione che è stata operata in Commissione. L'emendamento avrebbe voluto ripristinare quanto meno l'originaria misura, però nel momento in cui è stato presentato la poca disponibilità nella voce 03016 per fondo nuovi oneri legislativi alla voce a) non dava capienza per soddisfare quella che era l'intenzione dei proponenti l'emendamento. Per cui si è proposto un emendamento corrispondente a quelle che erano le disponibilità esistenti, pari a 5950 milioni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Floris per illustrare l'emendamento numero 80.

FLORIS (F.I.). Questo emendamento ha una sua logica nella contribuzione per la forestazione produttiva e per l'arboricoltura da legno che è presente nel capitolo 06027 del nostro bilancio. Ora noi riteniamo che la scelta della forestazione, soprattutto di quella produttiva, sia una scelta strategica, strategica al punto che si chiede alla Giunta di voler incrementare il capitolo di un miliardo e trecento milioni. Il tutto anche collegato a quella che è la realtà immediatamente seguente, quello che è il processo di forestazione, ovvero l'utilizzazione del legno prodotto. Allora in questo emendamento c'è anche la volontà di voler agevolare quello che è il processo che ogni tanto va agli onori della cronaca per poi essere dimenticato, ovvero quello della cartiera di Arbatax. Cartiera di Arbatax per la quale, sappiamo, tanti investimenti sono stati fatti da questa Giunta e da quelle che l'hanno preceduta, però il destino della quale non è dato sapere, perlomeno a chi sta parlando in questo momento. Ed è chiaro che uno dei problemi per mantenere in essere quella che è una realtà industriale della zona ogliastriana, di una realtà veramente emarginata quasi della Sardegna, in cui tanti eventi anche di tipo calamitoso, di tipo malavitoso si sono insediati in quest'ultimo periodo, questa potrebbe essere una delle soluzioni proposte alla Giunta per aumentare quella che è la produzione di legna da destinare alla cartiera stessa. Oltre questo interesse naturalmente ci sono interessi che derivano dalla richiesta pressante di occupazione e non c'è dubbio che nei cantieri forestali che si devono interessare di forestazione trovano posto in larga misura popolazioni, trovano posto molti lavoratori che sono in attesa di una possibilità occupazionale. Per questo motivo riteniamo che i mille e trecento miliardi siano spesi beni; in primo luogo perché creano occupazione e in secondo luogo perché creano quel volano di attività che potrebbe essere sfruttato da un'altra realtà produttiva che è la cartiera di Arbatax, anche se allo stato attuale la Cartiera di Arbatax non può essere considerata tale, ovvero non può essere considerata produttiva. Mi farebbe anche piacere conoscere qual è lo stato dell'arte della Cartiera di Arbatax, perché diverse volte prendiamo la parola in Consiglio per conoscere e per sforzarci di trovare quelle che sono soluzioni ai problemi occupazionali, però poi dobbiamo aspettare articoli sul giornale uno dietro l'altro per capire la fine che hanno fatto queste industrie che riteniamo valide e strategiche per il futuro della nostra Isola.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 81 ha facoltà di parlare il consigliere Casu.

CASU (F.I.). Questo emendamento porta una diminuzione del capitolo 06273/00 il quale dice: contributi annui ai consorzi per la frutticoltura. Quote per spese correnti. Aggiungo decreto legge 18 febbraio 1917, numero 323. Io mi sono premurato di andare a vedere anche negli anni precedenti lo stanziamento che risulta dal bilancio di quest'anno è 13 miliardi 450 milioni, per il 97 13 miliardi 490 milioni, ma, negli anni precedenti il 97, non è che la differenza fosse molta. Io non dico che non si debba dare un contributo anche a questi consorzi, ma visto che la Giunta per l'anno 1999 e per l'anno 2000 non prevede nulla, dico, perché non cominciamo a ridurre l'ammontare anche per il 1998 di 2 miliardi e 450 milioni in modo tale che queste risorse possano trovare una utilizzazione più efficace e più efficiente nell'interesse della produzione? Mi pare che siano quelle situazioni cristallizzate per cui non si fa nulla per vedere se queste spese sono necessarie, se sono utili, si stanzia tutti gli anni lo stesso ammontare e non ci si cura di niente. Considerato il fatto, come abbiamo più volte, forse fino alla noia, detto in quest'Aula che i conti è necessario che cominciamo a farli meglio, perché le spese le dobbiamo tagliare, tanto vale che cominciamo a tagliare qualche cosa, già a partire da quest'anno, forse la Giunta, considerato il fatto che per il 1999-2000 non ha indicato alcuna cifra, evidentemente intende forse razionalizzare queste spese. E allora l'invito che noi rivolgiamo alla Giunta è che non aspetti a domani, che cominci da oggi perché diversamente anche l'anno venturo, quando arriveremo all'approvazione del bilancio faremo lo stesso discorso di aspettare all'anno successivo e non si comincia mai. Non possiamo continuare a cullarci operando in questo modo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 82 ha facoltà di parlare il consigliere Casu.

CASU (F.I.). Questo capitolo che noi mettiamo in movimento in questo emendamento 06334/00 è un capitolo che riguarda contributi per la regolarizzazione catastale dei terreni. Ecco, qualcuno ci chiede, ma noi dobbiamo anche dare contributi per problemi di carattere catastale che riguardino i terreni degli agricoltori. Ecco, se si dà una risposta immediata forse sorge il dubbio che sia opportuno stanziare delle somme in tal senso. Se però approfondiamo il discorso ci accorgiamo che, considerata la frammentazione della proprietà coltivatrice, quindi l'impossibilità di avere dei poderi di una certa dimensione, dato anche il fatto che le spese da sostenere sono notevoli, io credo che questa Regione possa utilmente intervenire in questo settore. Ecco, noi abbiamo, è notorio, delle aziende di piccole e piccolissime dimensioni. Noi dobbiamo incoraggiare e favorire in tutti i modi la possibilità di rendere le aziende di dimensioni un po' più abbondanti. E allora siccome qui esistono delle realtà che stanno operando in tal senso, cioè l'accorpamento fatto volontariamente, senza imposizione, che al limite io credo che la Regione, nell'interesse della produzione, potrebbe anche intervenire in modo coattivo in questo settore. Ma l'intervento d'autorità io credo che sia estremamente difficile ed improbabile. Allora, considerato il fatto che esistono delle realtà nelle quali si sta operando in modo volontario all'accorpamento, io credo che un contributo la Regione sia opportuno che lo dia, proprio per la creazione di unità colturali appena appena più abbondanti, che consentirebbero e consentono, nel caso questo si realizzi, la riduzione dei costi di produzione.

Mi pare che non scopra niente di nuovo se dico che i costi di produzione in Sardegna sono superiori ai costi di produzione delle aziende similari della penisola. Per cui curare quest'aspetto io ritengo che sia cosa essenziale nell'Isola se vogliamo lanciare la produzione. Considerato ancora il fatto che l'agricoltura dovrà rimanere, chissà per quanto tempo ancora, la base della produzione e dello sviluppo in Sardegna, io ritengo che noi faremo cosa utile se alimentiamo questo capitolo portandolo da due miliardi previsti nel 98 a 5 miliardi, aggiungendo 3 miliardi attraverso quest'emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Molti degli emendamenti presentano e rappresentano problemi di carattere particolare abbastanza importanti e significativi. Alcuni di questi argomenti sono stati trattati diffusamente in Commissione e in Commissione non accolti e vengono riproposti. Alcuni altri invece rappresentano situazioni che richiederebbero particolare sensibilità, ma non possono essere accolti per le ragioni fondamentali che abbiamo detto di equilibrio finanziario. Per questa ragione il parere della Commissione, su tutti gli emendamenti che sono stati presentati allo stato di previsione dell'Assessorato dell'agricoltura, non sono accolti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io esprimerò ora molto rapidamente, anzi telegraficamente, il parere della Giunta, poi se sarà necessario, a seconda di come sarà la discussione, la Giunta, o con l'Assessore dell'agricoltura o con l'Assessore del bilancio, in sede di replica, darà elementi aggiuntivi.

Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione e anche la motivazione è la stessa, cioè operiamo nella situazione che è nota e illustrata ripetutamente, di assenza di risorse. Su alcune di queste direttrici, peraltro, abbiamo detto di riservare un'attenzione assolutamente particolare nell'andare nel corso dell'esercizio finanziario ad impostare la manovra di assestamento. Quindi il parere è di non accogliere gli emendamenti, aggiungo poche battute su alcuni emendamenti, sul 25. Il 25 ci pare, dal punto di vista tecnico, improprio perché prevede un aumento con risorse regionali di un capitolo che è destinato ad assegnazioni statali. Per quanto riguarda il 50, l'emendamento numero 50, la finalità è positiva ma il fondo è stato incrementato nella proposta della Commissione, noi riteniamo che si tratti, sempre nel quadro delle compatibilità, dell'equilibrio finanziario, di un capitolo che ha una dotazione di un certo interesse, e tra l'altro per modificarlo non è sufficiente un emendamento al bilancio, ma occorrerebbe una norma in finanziaria. Probabilmente anche per il 79 si pone un problema di norma, ma qui la cosa è un tantino opinabile, mentre nell'altro caso si tratta di una lettura certa. E mi pare di poter chiudere qui.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti numero 26, 27, 28, 29, 50, 51 e 52, dichiaro aperta la discussione dell'emendamento numero 79. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, se in questa finanziaria esiste un capitolo totalmente inadeguato ad affrontare le esigenze e le urgenze dei settori economici della Sardegna questo è proprio il caso del capitolo relativo all'agricoltura. Non sto a ricordare quanti debiti ha la Sardegna, l'istituzione sarda nei confronti del mondo agricolo. C'è di che dire però sul fatto che si è perso un ulteriore appuntamento per venire incontro a esigenze che ormai sono più che mai pressanti, più che mai drammatiche, a interventi che danno l'idea di come non si abbia neppure lontanamente una logica, un programma che possa portare il settore dell'agricoltura sarda fuori dalle secche di una crisi in cui sta sprofondando ormai inesorabilmente. Non un intervento che apra prospettive nell'ottica dell'aumento dei mercati a livello europeo; non un intervento che miri ad adeguare il settore alle nuove frontiere dell'Europa, a quelle che dopo il Duemila vedranno completamente caduti i vincoli che regolano i rapporti con i Paesi dell'Est. Ho ricordato più volte che questo per la nostra agricoltura sarà un momento epocale: i Paesi dell'Est possono infatti usufruire di una superficie media per abitante mediamente del doppio di quella dei Paesi europei dell'Ovest. I Paesi dell'Est dal canto loro possono garantire un livello di vita che non raggiunge il 48 per cento del livello medio di consumi di quelli dell'Ovest. Solo un'agricoltura profondamente innovata, capace di creare nuove tecniche, nuovi prodotti, nuove qualità, potrà reggere il confronto con questa nuova sfida. Nessuna traccia né nell'ottica di politiche economiche e finanziarie, né di provvedimenti di legge che possano essere stati messi in cantiere per dare risposte di questo genere. Soltanto interventi sporadici, soltanto interventi di carattere assistenziale, soltanto interventi che cercano di dare risposte a disperazioni ormai arrivate al culmine e che non porteranno da nessuna parte.

E, così, anche nel bilancio assistiamo a una totale riduzione degli investimenti e delle agevolazioni per investimenti, tra cui quelle di miglioramento fondiario. Non sto a ricordare il blocco che è stato imposto dall'assessore Paba, l'Assessore precedente, che ha portato il settore a non potersi più confrontare con le nuove esigenze, che ha portato il settore a non poter più prevedere interventi per miglioramenti nelle produzioni, si è operato in questa manovra finanziaria soltanto estrapolando settori e quindi ripartendo risorse unicamente per determinati settori dell'agricoltura, non con ottiche più generali, non con politiche di più ampio respiro, non con quello che deve essere il senso che sempre deve essere dato all'attività di governo, cioè quello del cosiddetto buon padre di famiglia che pensa di amministrare la cosa pubblica come se dovesse fare il bene per i propri figli. I nostri figli sono i cittadini della Sardegna, a loro dobbiamo dare risposte.

Oggi il settore dell'agricoltura ci dice che se non operiamo radicalmente perderemo posti di lavoro, perderemo aziende, manderemo in fallimento intere famiglie, necessita di interventi decisamente diversi da quelli che qua si propongono con questa manovra finanziaria. Io non voglio ricordare che ci sono nodi strutturali che devono essere affrontati, a incominciare da quel dimensionamento diverso delle aziende, che deve passare per un processo di riordino fondiario di cui ho appreso dalle pagine dei giornali, sembra che sia in gestazione un disegno di legge a opera e iniziativa dell'Assessorato, ben venga, devo ricordare però che ormai è stato perso più di un anno a causa della intransigente e ottusa volontà della maggioranza di non affrontare concretamente e seriamente questi problemi quando vengono posti, e che invece si vuole operare semplicemente per la politica dell'etichetta, per poter dire: questo l'ho proposto io, va bene; questo l'hanno proposto altri, non va bene, indipendentemente dalla qualità, dal contenuto, dalle risposte che si vogliono dare e indipendentemente anche dalle esigenze che la popolazione ha. Se questa è la logica che vogliamo portare avanti, allora che sia molto chiaro che questa è una logica che solo una parte del Consiglio vuole, che solo una parte del Consiglio vuole ammantare e rivestire di colore politico l'attività di governo, che solo una parte del Consiglio continua a operare sulle logiche della vecchia Repubblica, anzi della vecchissima Repubblica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io voglio ribadire il concetto che ho espresso nel corso della illustrazione dell'emendamento. Riteniamo, anche perché in questa direzione fortemente sollecitato dai soggetti che operano nel settore dell'agricoltura, che lo stanziamento che è stato riservato nel bilancio di quest'anno per i contributi integrativi per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario siano assolutamente inadeguati. Ripeto ancora che nel 1997 per questo particolare capitolo di spesa erano stati previsti 44 miliardi e 50 milioni. Vi è stata nella competenza di quest'anno una riduzione di 21 miliardi che a nostro parere è ingiustificata rispetto all'entità delle richiesta, ma non tanto delle richieste, quanto delle effettive esigenze del settore, in relazione proprio a interventi di opere di miglioramento. E ancora di più sorprende, per quanto poi la riduzione sia stata modesta che in Commissione vi sia stato un ulteriore ritocco al ribasso. Noi pensiamo che se si vuole che in Sardegna ancora vi sia agricoltura, non si può prescindere da intervenire concretamente nelle opere di miglioramento dei fondi e sostanzialmente nelle opere di miglioramento e potenziamento delle aziende agricole, va detto che le aziende agricole incontrano già notevoli difficoltà per fatti obiettivi che sono non solamente di carattere meteorologico ma sono anche di carenza assoluta di strutture e di infrastrutture, è inutile metterci qui a ricordare l'annoso problema di esigenze di natura idrica collegata con l'insufficienza delle opere per la raccolta e la distribuzione delle acque, è inutile ricordare i problemi di viabilità interna necessaria alle aziende agricole per poter competere con altre aziende che evidentemente hanno condizioni di partenza più vantaggiose e quant'altro, va da sé che se si priva e si riduce la possibilità di intervento quale concorso e quale contributo nelle opere di miglioramento che gli agricoltori sulla propria pelle e quindi rischiando personalmente del proprio fanno, evidentemente si vuole dire ed affermare che dell'agricoltura poco importa a chi legifera e poco importa a chi governa. Quindi ripeto ancora una volta l'emendamento lungi dal dare risposte soddisfacenti agli operatori del settore, indicato l'aumento in sei miliardi va detto e ribadito che questo importo qui al momento in cui l'emendamento è stato fatto è commisurato alle disponibilità nel fondo Nuovi oneri legislativi al capitolo 03016 voce 7 Tabella A, nel senso che nell'ipotesi in cui questo fondo Nuovi oneri legislativi fosse stato dotato di maggiori risorse certamente l'emendamento presentato avrebbe avuto una previsione di incremento di importo ben superiore.

PRESIDENTE. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 30.

(La seduta è tolta alle ore 13 e 39.)