Seduta n.61 del 13/06/2000 

LXI SEDUTA

MARTEDI', 13 GIUGNO 2000

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 17 e 22.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 31 maggio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Nazareno Pacifico ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 13 giugno 2000, e che i consiglieri Siro Marrocu e Mariella Pilo hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 13 giugno del 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Comunico altresì che i consiglieri Vincenzo Demontis e Giuseppe Pirisi sono fuori sede per motivi istituzionali, così come il Presidente del Consiglio.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri Cappai - Piana - Biancareddu - Fois - Contu - Calledda - Randazzo - Lombardo - Demontis - Pusceddu:

"Riconoscimento dei fondi mancanti per il 1999 sulla legge regionale 14.9.1987, n. 41 alle aziende industriali che ne hanno fatto richiesta per il 1999". (88)

(Pervenuta il 7 giugno 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri Deiana - Dettori Bruno - Dore - Loddo:

"Norme in materia di istituzioni museali, aree archeologiche, aree di interesse naturalistico e ambientale". (89)

(Pervenuta l'8 giugno 2000 ed assegnata alla ottava Commissione.)

dai consiglieri Deiana - Dettori Bruno - Dore - Loddo:

"Disposizioni per la crescita sociale della famiglia e norme di sostegno della sua attività". (90)

(Pervenuta l'8 giugno 2000 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri Deiana - Dettori Bruno - Dore - Loddo:

"Norme per la tutela della maternità della vita nascente e dell'infanzia". (91)

(Pervenuta l'8 giugno 2000 ed assegnata alla settima Commissione.)

Sulla visita a Cuba di una delegazione consiliare

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 60/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Presidente, ho chiesto la parola per una questione minore e anche un po' estemporanea, ma credo che la mia richiesta sia giustificata. Siccome i viaggi a Cuba si stanno intensificando, e la cosa non può che rallegrarmi, quindi ci sono i segni di un'attività internazionale piuttosto corposa, svolta, al di là delle presenze importanti di Pirisi e di Demontis, anche al massimo livello, cioè dal Presidente del Consiglio regionale, io la pregherei, in qualità di Presidente che in questo momento dirige i lavori del Consiglio, di trasmettere prima possibile, non appena sarà tornato oppure via e-mail, al Presidente del Consiglio Regionale la richiesta - l'anticipiamo, così può prepararsi per tempo - di riferire al Consiglio sulla utilità di questi frequenti ancorché costosi viaggi a Cuba.

PRESIDENTE. Ne prendiamo doveroso atto.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Il Presidente della Giunta aveva preannunciato nella scorsa seduta, che avrebbe quanto prima sentito la Giunta e poi riferito al Consiglio sui problemi del credito, con particolare riferimento al problema della Banca CIS. Non c'è il Presidente della Giunta, ma ci sono autorevoli esponenti della Giunta; chiediamo loro di sapere quando questa illustrazione della posizione della Giunta in materia possa avvenire. Credo che il Consiglio abbia necessità di conoscere la posizione dell'Esecutivo sul problema del credito senza sempre doverla desumere dalla stampa, ciò è utile a ciascuna parte politica, al di là delle contrapposizioni e delle polemiche.

Colgo l'occasione, così non intervengo dopo, per chiedere, sempre alla Giunta, che riferisca ugualmente al Consiglio sulle nomine negli enti, posto che in quest'aula il Presidente della Giunta aveva dichiarato che la legislazione attuale non consentiva di rinnovare tali nomine e che perciò bisognava commissariare gli enti in attesa che venisse approvata una legge apposita. Invece da giorni o da settimane le pagine dei giornali sono piene di articoli sulla "lottizzazione" delle varie cariche e su questo riassestamento, su questa normalizzazione, chiamiamola come vogliamo, del sistema degli enti. Anche in questo caso credo che da parte della Giunta sia doveroso riferire al Consiglio, e da parte del Consiglio prendere atto delle intenzioni della Giunta in materia. Grazie.

PRESIDENTE. Del primo problema si è parlato stamattina nella riunione della Conferenza dei Capigruppo. Qualche componente dell'Esecutivo che è presente il aula vuole rispondere alla richiesta dell'onorevole Selis?

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, io la pregherei per le prossime volte, di dare la parola alla Giunta quando essa chiede di parlare; quindi se la Giunta non chiede di parlare, ritiene in questo momento di non dare alcuna risposta alle pur legittime richieste che possono venire dai banchi del Consiglio. Siccome la questione ha costituito già oggetto di discussione in Conferenza dei Capigruppo, non ritengo si debba riaprire qui un dibattito in relazione all'organizzazione dei lavori, però posso assicurare all'onorevole Gian Mario Selis che, come preannunciato dal presidente Mario Floris, sulla questione del credito è la stessa Giunta che sollecita un dibattito in Consiglio. Quindi siamo disponibili anche nei prossimi giorni, la prossima settimana, a prevedere una tornata appositamente dedicata alle questioni relative al credito. Personalmente penso che un confronto tre le forze politiche su questi temi sia salutare e in quell'occasione la Giunta esprimerà, e soprattutto chiarirà la propria posizione sulle vicende cui lo stesso onorevole Selis ha fatto riferimento.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24, concernente l'istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, come modificata dalla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 28" (60)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 60/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Nuvoli, relatore.

NUVOLI (F.I. - Sardegna), relatore. Signor Presidente e colleghi, il presente disegno di legge è stato approvato dalla Prima Commissione permanente nella seduta del 30 maggio 2000, senza alcun voto contrario.

Pur differenziandosi nel giudizio sulle cause e le responsabilità, si è infatti convenuto, da parte di tutti, che sia necessario superare la grave situazione in cui si sono venuti a trovare l'Azienda Foreste demaniali e gli ispettorati ripartimentali delle foreste dopo il 31 marzo, data a partire dalla quale le funzioni in materia di patrimonio forestale regionale e di lavori di sistemazione idraulico-forestale sarebbero dovute passare all'Ente Foreste della Sardegna, istituito con la legge regionale 9 giugno 1999, numero 24 ma, come tutti noi sappiamo, non ancora operante.

Le modificazioni introdotte in Commissione non hanno intaccato l'impostazione originaria del disegno di legge. E' stato inserito in apertura del testo un articolo che ha il fine di rendere esplicito l'oggetto della legge stessa e di introdurre un'opportuna norma di salvaguardia dell'attività posta in essere sia dall'Azienda che dagli ispettorati dopo il 31 marzo 2000.

Nell'articolo 4 è stata eliminata la prima lettera del testo del proponente, che prevedeva la proroga dell'entrata in vigore di una abrogazione di norme che sarebbe inopportuna ed anche inutile, in quanto le norme abrogate riguardano la mai attuata e ormai superata delega agli enti locali della gestione del patrimonio forestale. Il nuovo testo dell'articolo, inoltre, meglio precisa che i lavori forestali gestiti fino all'esaurimento dall'Ente mediante funzionari delegati, sono esclusivamente quelli che debbono concludersi nel corso dell'anno 2001.

E' stato soppresso inoltre l'articolo 5, in considerazione dell'opportunità di mantenere una data fissa per il passaggio delle funzioni dall'Azienda all'Ente.

Si è inoltre provveduto ad inserire nella legge la necessaria approvazione del bilancio dell'Azienda Foreste per l'intero esercizio 2000. Le altre modifiche apportate al testo del proponente hanno carattere meramente formale.

In considerazione delle cose che ho rappresentato, io credo che questa legge debba senz'altro essere approvata da parte di questo Consiglio regionale nell'interesse della Regione Sardegna e soprattutto della salvaguardia del suo territorio. Grazie.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intendo sottolineare il fatto che certo ci sono delle ragioni che stanno a monte di questa richiesta di rinvio, però teniamo conto che questo problema dell'Ente Foreste è di grandissima rilevanza.

In un primo momento il Consiglio aveva deciso di concedere tre mesi alla Giunta per poter far partire il nuovo Ente Foreste, poi non sono bastati tre mesi e ora si chiede addirittura un anno; insomma, le nostre perplessità e preoccupazioni sono più che giustificate. Questa Giunta infatti si sta caratterizzando molto sul piano del rinvio e della non risoluzione dei problemi. Avrei capito se la Giunta avesse chiesto altri tre mesi di proroga e nel frattempo, però, avesse lavorato per risolvere tutte le questioni che riguardano il passaggio del personale, l'organizzazione nel nuovo Ente e quant'altro. Però, siccome ci sono, come ben sappiamo, all'interno della maggioranza, forti contrasti - usiamo questo eufemismo - a proposito di nomine di parenti e dintorni, in questo quadro non molto rinnovatore, riformatore e nuovo si inserisce anche il rinvio dell'istituzione dell'Ente Foreste.

La nostra preoccupazione è rivolta soprattutto ai settemila lavoratori che sono interessati a questo enorme problema, quindi onorevole La Spisa, noi ci poniamo in modo critico, serio, con un atteggiamento responsabile, rispetto a questo problema, e daremo, anche in Aula, come abbiamo fatto nelle Commissioni, il nostro contributo perché il problema sia affrontato e risolto positivamente, ma non possiamo non denunciare il fatto che anche su una questione di questa rilevanza per l'economia e per migliaia di lavoratori della nostra Regione, l'atteggiamento della maggioranza è di chi non sa scegliere, di chi non affronta i problemi e di chi rinvia.

Questa è una questione che va sottolineata con forza, e noi non possiamo essere coinvolti in una politica di questo genere, per cui esprimiamo tutte le nostre critiche e perplessità, dando comunque la nostra disponibilità a trovare una soluzione positiva al problema.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Io mi limito a leggere, in apertura del mio breve intervento, il titolo di un articolo pubblicato l'anno scorso, precisamente del 18 aprile 1999, su"L'Unione Sarda" : "Cagliari fra i cortei di protesta e i lavori in corso, la città in ostaggio; forestali in Via Roma, traffico in tilt per cinque ore". Poi c'è il resoconto della formidabile iniziativa promossa dalle organizzazioni sindacali che sollecitavano, anzi, mettevano in mora la Giunta Palomba, e naturalmente il Consiglio regionale, perché non era ancora stata approvata la legge di riforma tesa ad istituire l'Ente unico Foreste, poi sappiamo bene come andò a finire: la Prima commissione lavorò a ritmo intenso e il Consiglio regionale, con un ritmo altrettanto intenso, approvò questa legge di riforma che veniva ritenuta da tutti, nessuno escluso (comprese le opposizioni di allora che oggi sono maggioranza, compreso l'Assessore dell'ambiente di allora che oggi è Assessore in un'altra maggioranza, anzi l'Assessore dell'ambiente di allora era addirittura il proponente di tale legge) come un atto assolutamente irrinunciabile, un atto che occorreva tempestivamente approvare, una di quelle leggi di riforma in grado di cambiare i destini non solo della Sardegna ma del mondo.

Pertanto vorrei capire che cosa ne pensano oggi i protagonisti di ieri, perché la storiella che ancora non si è riusciti a mettere in piedi uno straccio di regolamento di funzionamento di questo ente, ad un anno di distanza dall'inizio di questa legislatura, è cosa risibile, soprattutto per una Giunta di supermen, come quella attuale che si era presentata con un programma che, tra le altre cose, parlava di rapidità, di tempestività nel porre in essere tutte quelle riforme che erano ritenute indispensabili per il bene della Sardegna.

Tutto ciò si è tradotto, nel caso specifico, nella richiesta ripetuta e reiterata di rinvio dell'entrata in vigore delle norme che di fatto consentono a questo ente di iniziare a funzionare. L'unico motivo per il quale questo ente è stato al centro delle attenzioni, stando alle cronache dei giornali, è un fatto di mera spartizione di posti, cioè di sedie, di occupazione di cadreghini, perché dell'Ente Foreste se n'è parlato in lungo e in largo non più come dell'ente in grado di risolvere i problemi dell'intervento specifico in Sardegna, ma per farci sapere che era un ente destinato ai "sassaresi", poi non sappiamo chi essi siano, ma naturalmente si tratta di sassaresi consiglieri regionali della maggioranza. Quando verrà fatto il nome sapremo dai giornali a chi è stato attribuito questo ente.

Fatta questa premessa, per venire al merito, è del tutto evidente che noi non possiamo, come opposizione, che limitarci a denunciare questi fatti, ma non abbiamo grandi strumenti in mano per fare altre cose. Non possiamo, noi, di nostra iniziativa, porre l'Ente nelle condizioni di iniziare la propria attività, e quindi chiediamo alla maggioranza di governo di utilizzare proficuamente questi quattro, cinque, sei mesi che mancano alla fine dell'anno per cercare di predisporre questo benedetto regolamento dell'ente, perché dal 1° gennaio 2001 possa finalmente iniziare a funzionare.

Mi preoccupa un'affermazione fatta dall'Assessore dell'ambiente in Commissione rispetto al fatto che, stando a quanto riferito dall'Assessore, si starebbe procedendo ad attivare la concertazione con le organizzazioni sindacali, tesa a introdurre modifiche sostanziali alla legge approvata. Sono preoccupato di questo perché vorrei sapere, e vorrei essere tranquillizzato in tal senso, se per concertazione si debba intendere il fatto che il Consiglio regionale debba prendere ordini dalle organizzazioni sindacali. Siccome so per certo che le organizzazioni sindacali non condividevano il testo licenziato dall'Aula, approvato dal Governo e diventato legge della Regione, non vorrei che con questo giochetto della proroga e con l'altro giochetto della cosiddetta concertazione venissero proposte e introdotte, nel testo che verrà ripresentato all'Aula, modifiche tese a recuperare quelle parti del disegno di legge che la Commissione e l'Aula avevano espunto dal testo perché erano state ritenute non all'altezza della situazione.

Naturalmente mi rendo conto che sto mettendo un po' le mani avanti, non ho alcuna difficoltà a dirlo, e naturalmente mi riservo di intervenire sia in commissione che in aula laddove io riscontrassi che, a seguito di questa famosa concertazione, si stanno reintroducendo nel testo delle norme che sicuramente non vanno nella direzione auspicata, cioè quella idonea a far sì che questo ente sia veramente in grado di assolvere alle funzioni che il Consiglio deciderà di attribuirgli.

Detto questo, per quanto mi riguarda, ma per quanto riguarda anche i colleghi del centrosinistra, in Commissione ci siamo astenuti perché comprendiamo che in tutti i casi non vi è alcuna altra possibilità di fare diversamente, è probabile che, ed esprimo una posizione del tutto personale, io mi asterrò anche in sede di votazione finale di questa legge, ma anticipo sin d'ora che il mio sarà un atteggiamento molto critico quando avremo la possibilità di esaminare il nuovo testo riguardante l'Ente foreste regionali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, io avevo chiesto la parola per chiedere la votazione nominale, però, visto che mi ha dato la parola vorrei esprimere brevemente un giudizio sul contenuto del disegno di legge così come ho avuto modo di fare in Commissione agricoltura, quando siamo stati chiamati ad esprimere il parere sul testo definito dalla prima Commissione.

In Commissione agricoltura io ho votato contro non tanto perché non ritengo, o non riteniamo anche noi necessaria una proroga, che ormai si impone di fatto, essendo i termini che erano stati indicati nella precedente proroga ormai abbondantemente scaduti, ma perché eravamo preoccupati, e tuttora questa preoccupazione permane, che in realtà si voglia disattendere l'applicazione della legge, e quindi che può darsi che alla proroga, che in questo caso andrebbe a scadere il 31/12/2000, possa far seguito, per l'assenza di iniziativa da parte dell'Assessore e della Giunta, un'ulteriore richiesta di proroga. Tant'è che noi avevamo condizionato, un atteggiamento di disponibilità, che nei fatti non può essere negato, perché ormai il termine del 31 marzo è abbondantemente superato, al dibattito che si sarebbe svolto in aula. Tuttavia dalla discussione, almeno per il momento, non è venuta un'indicazione precisa da parte della Giunta circa la sua volontà di individuare un percorso, una procedura, che porti, poi, alle determinazioni che consentano il trasferimento delle funzioni e delle competenze, e finalmente l'attuazione della legge.

Le preoccupazioni sono avvalorate dalle considerazioni che poc'anzi venivano svolte dall'onorevole Sanna, dalla discussione, ma anche dalle dichiarazioni rese dallo stesso Assessore dell'ambiente, nel corso del dibattito svoltosi in Commissione agricoltura, dalle quali traspariva la volontà di proseguire nella strada di una modifica della legge di riforma. A questa ipotesi, l'abbiamo già detto in commissione, noi saremo nettamente contrari. Noi riteniamo che la costituzione dell'Ente, e quindi la soppressione dell'Azienda, debbano avvenire non solo nei termini indicati dalla legge, ma quanto prima, e quindi in questa direzione vada costruito un percorso, vadano posti in essere quei provvedimenti che devono portare a rendere certa la scadenza del 31 dicembre 2000, in modo da rendere possibile l'entrata in funzione dell'Ente a partire dal primo gennaio 2001.

Noi comunque acconsentiremo all'approvazione di questo provvedimento, anche se avremmo voluto, e pensiamo che, tra l'altro, questo sarebbe stato possibile, un termine più ragionevole, quindi un termine più breve di quello fissato.

Ci auguriamo che le preoccupazioni che abbiamo espresso anche in commissione, e che abbiamo riproposto qui in aula, siano infondate, e che per le esigenze che pone il comparto, che richiedono la costruzione di strumenti che consentano davvero di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissi con la trasformazione dell'Azienda in Ente, questa strada venga davvero perseguita con la determinazione necessaria. Se questo non sarà noi ci opporremo in ogni modo ad eventuali altre proroghe o a modifiche della legge di riforma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni - Rif. Sardi). Signor Presidente, intervengo solo per annunciare naturalmente l'opinione favorevole del Gruppo dei Riformatori circa il rinvio del termine di operatività della legge che istituisce l'Ente Foreste e per ricordare che la proroga di un anno venne chiesta alla fine dell'anno scorso dalla Giunta regionale, avendo ravvisato, essa stessa, la necessità di adottare tutti i necessari provvedimenti perché tale Ente potesse nascere senza troppi scossoni.

Vi fu in quel momento, da parte dei commissari del centrosinistra nelle commissioni, una levata di scudi. Si gridò alla scandalo e si accusò la maggioranza di non voler far nascere l'Ente Foreste. Si concordò su una proroga di sei mesi, e poi in Aula si votò una proroga di tre mesi. Non sono stati sufficienti tre mesi, non sono stati sufficienti neanche sei mesi; evidentemente il termine di un anno chiesto a suo tempo dall'assessore Pani era congruo.

Il motivo era evidente già da allora: non c'era un regolamento e non c'erano neanche gli strumenti finanziari minimi per poter gestire anche solo semplicemente il passaggio, la transizione dalla vecchia Azienda all'Ente nuovo. E' una difficoltà che abbiamo già riscontrato in occasione dell'istituzione delle Aziende Unità Sanitarie Locali e chi ha vissuto quei momenti (credo che l'allora Assessore della sanità, Paolo Fadda, forse ci potrebbe dire qualcosa a questo riguardo) forse ha avuto modo di verificare quanto sia stato complicato, non solo in Sardegna, ma a livello nazionale, questo passaggio.

Io qui dissento dalle opinioni appena espresse dai colleghi che mi hanno preceduto. La legge sull'istituzione dell'Ente Foreste comunque suscita delle perplessità, di cui credo che tutto il Consiglio si debba far carico. E` stata una legge fatta forse un po' frettolosamente, che lascia aperte una serie di questioni che devono, comunque, essere risolte, senza con questo voler criminalizzare nessuno o voler gettare la croce su nessuno, però è nelle cose che se questo ente ha da nascere credo che sia nell'interesse di tutti far sì che nasca nel miglior modo possibile.

Riteniamo che di questo, comunque, si debba discutere in modo costruttivo, senza demagogia e senza criminalizzazioni, da parte di tutto il Consiglio, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi che hanno maturato un po' di esperienza più di me.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Intervengo molto brevemente per ricordare il disagio che molti operatori del settore forestale, direi a tutti i livelli, i funzionari dell'Assessorato della difesa dell'ambiente, gli assessori che si sono succeduti nel tempo, provavano e manifestavano; non era un disagio del momento, irrazionale, illogico, immotivato, ma era un disagio meditato a causa di una strutturazione, di una organizzazione, di una ripartizione di competenze nel settore della forestazione, che creava a dir poco difficoltà, che creava sicuramente incertezze, che stimolava contrapposizioni fra parti, perché nel tempo le competenze si erano mischiate, e quindi si creavano una serie di ingerenze.

Il disegno di legge a suo tempo presentato per l'istituzione dell'ente unico, non dico che abbia totalmente eliminato, forse questa sarebbe una pretesa eccessiva, ma ha sicuramente contribuito in maniera forte e determinante a contenere quelle incertezze, a contenere quelle difficoltà, a contenere quei fattori di rischio, dando contemporaneamente anche maggiori garanzie al personale dipendente. Quindi ha introdotto, anche se con alcuni limiti, elementi di chiarezza, sia nell'attribuzione delle competenze, sia nelle procedure che nelle garanzie.

Quel disegno di legge, onorevole Onida, non è mistero, ha un padre, come tutte le cose. In questo caso non sarà padre unico, ma sempre padre resta; poi tante parti hanno contribuito alla formulazione definitiva della legge, e in quell'occasione è risultato allora con assoluta evidenza, che l'Assessore per primo, proprio perché era padre di quel disegno di legge, ha combattuto alcune resistenze, perché resistenze ve ne erano - Assessore Onida - anche nella maggioranza di allora, che era maggioranza diversa da quella che oggi si è costituita. Vi erano incertezze e vi sono stati una serie di tentativi se non di bloccare, di prendere tempo, di modificare, in alcuni casi col rischio di snaturare la filosofia di quel progetto riformatore. Quegli ostacoli sono stati superati, si è arrivati a una formulazione, io credo, abbastanza chiara e accettabile, riorganizzando tutto quel settore attraverso la costituzione dell'Ente unico. Io avevo considerato allora, e continuo a considerare oggi, quel disegno di legge una delle riforme più importanti del settore della tutela dell'ambiente.

Il mio invito, assessore Onida, è che lei oggi vigili. Credo che lei debba porre molta attenzione, che debba vigilare, che debba stare molto attento, ma non perché non siano comprensibili oggi le ragioni per le quali il rinvio viene richiesto, almeno per come sono esplicitate nella formulazione del nuovo testo, ma anche nella relazione sia della Giunta regionale che della Commissione competente, ma perché si ha la sensazione che vi siano in ogni caso forze restie e che la riforma stenti a trovare gambe reali per marciare nel tempo. Il problema non è lo slittamento di pochi mesi, il problema è la reale volontà di farla camminare.

Nella relazione della Giunta regionale, assessore Onida, viene detto: "E' noto che il lungo periodo di transizione istituzionale ha di fatto impedito l'espletamento degli adempienti normativi e amministrativi necessari perché il nuovo ente potesse essere in grado di operare", ma nella pagina seguente, e preoccupa anche questo aspetto, viene detto: "La presente proposta inoltre intende protrarre di ulteriori nove mesi, fino al 31 dicembre 2000, la permanenza in capo all'Azienda foreste demaniali e agli ispettorati ripartimentali delle attribuzioni in materia dei lavori di sistemazione idraulico-forestale per consentire la conclusione dell'iter previsto per la costituzione degli organi mediante le apposite nomine, iter già utilmente avviato mediante i necessari raccordi istituzionali".

Ma quando verranno definiti questi aspetti? Sono aspetti che attengono alla libera volontà politica della Giunta regionale di portare a compimento la riforma in maniera organica e quindi di rendere l'ente funzionante, ma se non troverete i necessari raccordi per la conclusione di quell'iter, per la nomina di quegli organi, di fatto questa legge sarebbe destinata a continui rinvii, a continui slittamenti, il 1° gennaio 2001 avremo un'altra richiesta di proroga al 2002, e via di seguito.

Se quello è l'elemento prioritario che sta alla base delle procedure, io mi rivolgo al Presidente, mi rivolgo a tutta la Giunta, ma mi rivolgo soprattutto a chi, allora, questa riforma ha voluto fortemente, cioè all'assessore Onida, perché sia di stimolo e di pungolo affinché quell'iter procedurale venga portato a compimento, visto che è elemento essenziale per poter poi procedere alla stesura dei successivi regolamenti.

Fatta questa raccomandazione non nascondo una certa preoccupazione, non tanto per il rinvio e lo slittamento di pochi mesi, ma proprio per quel clima, che ho detto aleggia dentro l'aula e fra parti diverse, e di cui in qualche caso si è appresa notizia, a causa del quale parrebbero esistere volontà tese a ricreare condizioni di restaurazione e quindi a bloccare l'attuazione della nuova normativa. Se così fosse, naturalmente, chi ha creduto nella riforma che istituisce l'Ente unico, cercherà con tutte le proprie energie, di difenderla.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori colleghi della Giunta, signori consiglieri, prendo la parola non tanto per difendere una proroga che mi sembra sia ormai di fatto avvenuta e stia avvenendo, non per mia colpa, ma per colpa delle vicende e degli atti che il Consiglio, che è sovrano, ha deciso di adottare, a prescindere dagli impegni che, in conseguenza della mancata applicazione della legge regionale, approvata il 9 giugno del 1999, si aveva necessità di ottenere.

I motivi della proroga non sono legati a fatti speciosi, a considerazioni che in maniera inopportuna potevano essere adottate ove si fosse giunti alla determinazione di non attuare una legge di tale importanza. Questa maggioranza, che è diversa da quella che aveva approvato la legge, ha ritenuto invece opportuno mantenere e dare attuazione a quella legge, ma, se mi consentite, essendo diversa la maggioranza, essendo anche quasi obbligatoria, checché ne pensi l'onorevole Salvatore Sanna, la concertazione con le organizzazioni sindacali, che soprattutto negli anni passati avevano sostenuto la necessità di una legge di questo genere, dicevo proprio per attuare la concertazione con le organizzazioni sindacali, riteniamo quanto ormai opportuna una proroga di questo tipo e di questa natura. E mi fa specie che un rimprovero di questo genere provenga da quella parte del Parlamento sardo che, invece, dovrebbe promuovere ed essere favorevole ad intese e accordi di questo genere, intese e accordi di questa portata, intese e accordi che, comunque si dica e qualsiasi cosa se ne pensi, io ormai, con la mia esperienza di molti anni, posso garantirlo, hanno sempre portato a benefici risultati.

CUGINI (D.S.-F.D.). Lo dica a Frau, è lui che non ci crede. Io ci credo.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Lo dico a tutti perché ascoltino tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non interrompa l'oratore.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Ed è proprio per la primaria importanza che nell'ambito regionale questa legge riveste, che è necessario che essa nasca bene, nasca correttamente, in accordo con le organizzazioni sindacali e con chi deve attuarla, nasca per esempio con la simultanea approvazione del regolamento principale, che è quello che deve disciplinare proprio l'applicazione della legge, che deve consentire il trasferimento, l'attuazione, la vita di un ente, come questo, che è necessario abbia mezzi propri, per mantenere, nell'ambiente la vita che noi stessi, come sardi, ci sentiamo deputati a difendere, cioè quella vita dell'ambiente che è l'essenza della nostra Regione.

Ed allora bando alle polemiche, ai discorsi inutili. Certamente l'Aula sarà chiamata ad esaminare il contenuto della legge, sarà chiamata ad esaminarlo non appena il disegno di legge, che è già stato predisposto, sarà presentato, è la prima cosa che è stata fatta, adesso si stanno studiando i regolamenti, da adottare in conseguenza della legge approvata, almeno a livello di accordi fra l'Assessorato e le organizzazioni sindacali.

Non deve far specie questa considerazione, non deve far specie questo notevole passo in avanti che, senza sacrifici, credetemi, e senza obiezioni, questa opposizione ha ritenuto di dover rifiutare e che, invece, come maggioranza noi ci sentiamo di dover proporre. Io ho avuto modo di capire e accogliere le istanze, per esempio, dei lavoratori turnisti che, altrimenti, se fosse stata attuata quella legge, avrebbero perso il lavoro, perchè non avrebbero trovato collocazione nell'ambito del piano di forestazione, che io spero di poter presentare nel frattempo all'Aula, perché si possa dar corso anche al reperimento di risorse, non solo regionali ma anche nazionali (ove sia il caso anche europee) che consentano proprio l'implementazione di questo patrimonio, che è un patrimonio di noi tutti, e che noi dobbiamo poter conoscere e poter difendere con una legge di questo genere. Ecco perché chiedo all'Aula il consenso addirittura unanime.

Mi meraviglia il voto negativo dell'onorevole Ortu, che avrebbe voluto attuare immediatamente una legge che, nata zoppa, nata claudicante, avrebbe sofferto certamente di una applicazione assolutamente insufficiente, asfittica, senza risorse, poiché le risorse non erano ancora totalmente reperibili, e invece sono state poi reperite ed inserite in una norma finanziaria che la Commissione, giustamente, mi ha chiesto di presentare.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Assessore, la legge aveva la copertura finanziaria! Lei sta dicendo cose inesatte.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. No, no, no! Onorevole, io non sto dicendo cose inesatte.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per cortesia, consenta all'Assessore di concludere.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). La legge è stata vistata dal Governo, aveva la copertura finanziaria!

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Nossignora! Non è vero, non è così! Le dimostrerò con i fatti ciò che affermo!

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la prego.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La legge aveva necessità di essere rettificata. Non è così come dice lei!

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, non può interrompere l'Assessore. Lei potrà ancora intervenire nella discussione ed eventualmente avrà modo di far valere le sue ragioni; ora deve consentire all'Assessore di concludere il suo intervento. Prego, Assessore Pani.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. C'era necessità di apportare alcune rettifiche, alcuni aggiustamenti perché nel corso del secondo semestre del 1999 le attività che si erano nel frattempo implementate, non avevano copertura, onorevole Sanna! Le maggiori occupazioni non avevano copertura, e quindi era necessario arrivare al reperimento di ulteriori risorse, che sono state, le ripeto, reperite.

Ed è per questo che sollecito l'Aula, ad un anno di distanza dall'approvazione della legge originaria, a consentire la proroga, perché quanto prima sia chiamata ad esaminare il nuovo disegno di legge, che presenterò alla Giunta, tenendo conto delle esperienze fatte e delle modifiche che questa maggioranza vorrà suggerire ed apportare.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Per quello che riguarda me ed altri colleghi, poi gli altri si esprimeranno, certamente non ostacoliamo l'iter di questa legge; probabilmente nel corso della discussione decideremo di astenerci. Tanto meno ostacoleremo il passaggio all'esame degli articoli, però vorrei fare alcune precisazioni all'Assessore che mi stupisce non sappia come è stata approvata la legge, come risulta dal suo intervento. La legge è stata approvata all'unanimità. Quindi, non c'è un problema di cambiamento di linea politica dell'opposizione diventata poi maggioranza, perché la legge è stata approvata all'unanimità e quindi maggioranza ed opposizione avevano la stessa linea. Questo è agli atti l'ho verificato adesso, la legge di riforma è stata approvata all'unanimità e quindi non può venire l'Assessore a nome della Giunta a dire: "Noi non stiamo dando attuazione a quella legge perché eravamo allora all'opposizione ed essendo oggi in maggioranza abbiamo cambiato linea". Mi stupisco che l'Assessore che segue la materia, e che pure è attento, non abbia percepito questo dato sostanziale.

Ed allora, se la legge è stata approvata all'unanimità, i casi sono due, o vi siete sbagliati ed allora ce lo dite, oppure c'è il problema di attuarla. I tempi per l'attuazione fissati dalla legge sono stati prorogati varie volte e sono slittati varie volte; la Giunta che torna in Aula a dire, adesso a giugno: "Abbiamo bisogno di altro tempo per adeguare la legge", quanto meno dovrebbe espliciatare i motivi del ritardo, in cosa è cambiata la sua posizione, quali sono le linee della riforma.

Non dovrebbe l'Assessore fare affermazioni così inesatte sull'approvazione né tanto meno sulla copertura finanziaria della legge. L'Assessore dice che la copertura è inadeguata, ma le leggi non possono essere approvate con coperture inadeguate. E` diventata inadeguata dopo? Benissimo, nel frattempo avete presentato il bilancio, dovevate adeguarla allora. Ci troviamo ora di fronte ad una serie di proroghe che per la vostra inadempienza o per il vostro ritardo, sono necessitate, di cui comprendiamo la necessità e che non ostacoliamo, però, per lo meno, facciamo sì che esse siano fondate su dati certi.

Avete votato questa legge, avevate la possibilità di proporre una riforma, non l'avete ancora fatto, avevate la possibilità di adeguare la risorse finanziarie, non l'avete fatto, potevate farlo con l'assestamento del bilancio e non l'avete fatto; probabilmente c'è un eccesso di attenzione verso altri aspetti, uno dei quali è il problema delle assunzioni, che hanno citato i miei colleghi, su cui occorrerebbe in futuro fare un qualche accertamento. Però noi valuteremo il comportamento da assumere nel corso del dibattito, ma sicuramente la disponibilità delle opposizioni o almeno di alcuni di noi, a non ostacolare l'iter di questa legge, non può essere data per scontata e soprattutto la realtà dei fatti della scorsa legislatura e la realtà dei fatti di questa legislatura dovrebbero meritare maggior rispetto. Grazie.

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Selis, quindi, lei è favorevole o contrario?

SELIS (Popolari-P.S.). Ci asteniamo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto.

BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, sinceramente non sarei reintervenuto, ma mi sento forzatamente costretto a reintervenire dopo le dichiarazioni rese in aula dall'assessore Pani. Io intanto resto sorpreso per alcuni giudizi che l'Assessore, persona, per come io la conosco, garbata, molto serena, invece esprime con qualche scudisciata qua e là su chi dovrebbe essere più favorevole a promuovere i rapporti con i sindacati, chi ha più capacità, volontà o altro per chiudere gli accordi. Quasi che vi sia davvero una parte (parlo sempre di parte politica naturalmente e non a livello personale), quella rappresentata dell'assessore Pani, che ha questa grande storia politica alle spalle, che ci dà garanzie in quella direzione e ve ne sia un'altra invece, quella rappresentata dall'onorevole Tore Sanna, che ha una storia politica di contrapposizione e di lotta contro i sindacati e la classe operaia. Ma lasciamo andare, al di là delle scudisciate manifesto una profonda sorpresa. Ho detto prima che aleggiava il dubbio per volontà espresse, per cose lette, per cose dichiarate, il dubbio che l'attuale maggioranza, o una parte di essa, intendesse introdurre profonde modifiche alla legge istitutiva dell'Ente Foreste.

Il mio intervento precedente tendeva a sollecitare, e mi rivolgevo all'assessore Onida, come padre della legge che ha istituito tale Ente, un atteggiamento di vigilanza perché ritenevo valesse la pena di difendere la riforma nella sua portata generale; sollecitavo pertanto l'Assessore anche ad assicurasi con certezza che entro il primo gennaio 2001, pur comprendendo tutte le esigenze di proroga, poi però la legge diventi operativa. Ora, quei dubbi che aleggiavano nell'aula, dopo l'intervento dell'assessore Pani sono divenuti quasi certezza perché -non so se le cose stiano davvero così, oppure se ho interpretato male il suo pensiero- al di là dei regolamenti a cui tutti abbiamo fatto riferimento, e che allo stato delle cose mancano, l'assessore Pani ha parlato di un'altra proposta correttiva e modificativa della legge, proposta che sarebbe già in cantiere, che sarebbe già pronta e che noi ignoriamo del tutto. Ed allora, questa proroga assomiglia un po' al "Visconte dimezzato". Si chiede una proroga di una legge con una motivazione, io ho letto la relazione della Giunta regionale e ho letto quella della Commissione, ma soprattutto mi riferisco a quella della Giunta regionale, e i motivi del ritardo nell'applicazione parrebbero essere soltanto di natura burocratica, per cui la proroga sarebbe necessaria per garantire miglior efficienza, miglior organicità e si tratterebbe solo di un fatto quasi di naturale slittamento temporale. Così viene presentata l'esigenza della proroga nella relazione della Giunta regionale. Se così non fosse, assessore Pani, vorremmo saperlo con chiarezza; se vi state servendo di una legge di proroga della legge istitutiva dell'Ente unico, ma dietro vi è una volontà di modificare profondamente quella legge è chiaro che il nostro comportamento in aula non può essere in linea con quella disponibilità che prima abbiamo dichiarato. Vorremmo comprendere una volta per tutte se il disegno di legge in esame rinvia nel tempo l'efficacia di una legge con quelle modifiche che vengono richiamate negli articoli che abbiamo sotto gli occhi; si tratta di questo, stiamo oggi votando questo, non vi sono riserve di altra natura?

PRESIDENTE. Onorevole Balia, le ricordo che il tempo a sua disposizione per la dichiarazione di voto è scaduto.

BALIA (F.S.D.). Concludo subito, Presidente. Vorremmo, Assessore, chiedo scusa se io la risollecito ad intervenire, ma vorremmo sinceramente comprendere se la volontà è di tenere in piedi, per intero, la filosofia della legge che istituisce l'Ente Foreste o se attraverso una serie di articoli di proroga non si tenda invece ad annullare totalmente e a ribaltare quella filosofia, perché l'atteggiamento dell'Aula - per la parte che ci compete - sarebbe naturalmente diverso, a seconda che la risposta viaggi in una direzione o nell'altra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Debbo confessare, Presidente, che sono anche io costretto a riprendere la parola dopo l'intervento conclusivo della discussione generale da parte dell'assessore Pani, che tra l'altro debbo dire, forse è frutto del marasma complessivo che regna nella maggioranza, altrimenti sarebbe stato opportuno forse che l'Assessore avesse risparmiato all'Aula alcuni rimbrotti, e tanto meno alcuni rimbrotti nei confronti di chi ha preso la parola nel corso della discussione generale. Perché l'assessore Pani sa bene, anche perché sono state ribadite nel corso della discussione, quali erano le motivazioni che stavano a monte degli orientamenti e delle posizioni espressi anche in sede di Commissione, quindi non capisco che senso abbia rimproverarci, o rimproverare anche il sottoscritto per l'atteggiamento assunto in Commissione. Ho votato contro il provvedimento in Commissione, motivando tale posizione così come ho fatto in aula, non tanto perché non ritenessi necessaria la proroga, anzi era scontata perché, Assessore, lei ha presentato un disegno di legge che è datato 28 marzo 2000, con il quale chiede una proroga del termine che sarebbe scaduto il 31 marzo 2000; a quel punto, era scontato che il latte era già stato versato e la proroga si imponeva e si impone nei fatti. Però la motivazione, allora come oggi, implica una richiesta precisa di chiarimento in relazione agli indirizzi che la Giunta vuole perseguire. Il grave è che qui stasera, sia l'Assessore, sia l'onorevole Cossa con il suo intervento, hanno confermato le nostre preoccupazioni.

Qui si chiede e si vuole ottenere una proroga così lunga (tant'è che in Commissione io avevo sostenuto l'ipotesi che per esempio i tempi della proroga potevano essere accorciati, e che si poteva eventualmente andare anche a settembre, recuperando altri sei mesi rispetto al 31 marzo) per fare altro. L'hanno ammesso, anzi, l'hanno detto in modo esplicito, sia l'onorevole Cossa che l'Assessore; ma noi siamo contrari a fare altro Assessore, e da questo punto di vista vorremo chiarezza ed anche correttezza nei confronti del Consiglio, tant'è che io avevo motivato il parere contrario alla proroga in Commissione proprio perché nella relazione che accompagna il disegno di legge l'Assessore giustificava la richiesta di proroga dicendo che, di fatto, il tempo a disposizione non era stato sufficiente per predisporre gli atti normativi ed amministrativi necessari perché il nuovo ente potesse effettivamente essere in grado di operare; così è detto nella relazione. Al che io avevo chiesto, essendo il provvedimento arrivato in Commissione oltre il 31 marzo, che, a questo punto, l'Assessore ci indicasse i tempi, un percorso che dessero certezza anche all'eventuale richiesta di proroga, in modo tale da arrivare alla scadenza della proroga facendo in modo che l'ente che doveva nascere in sostituzione dell'azienda, potesse effettivamente nascere e, quindi, essere in grado di assolverne le funzioni e i compiti e di operare.

Queste erano le ragioni per cui noi abbiamo espresso quella preoccupazione che ci ha portato a rinviare al momento della discussione in aula la nostra eventuale disponibilità anche a votare la proroga. Tra l'altro, nel corso dell'intervento nella discussione generale, ho anche ribadito che vi era una disponibilità in questa direzione, una disponibilità cioè a valutare le esigenze oggettive. Chiaro è che oggi occorre in qualche modo riparare al latte versato e quindi la proroga si impone e sarebbe accettabile ed accettata anche da parte nostra, nel quadro di un rapporto di lealtà e di correttezza anche nei confronti del Consiglio e, soprattutto, a patto che poi essa venga effettivamente finalizzata agli intenti stessi che sono stati dichiarati dalla Giunta nella relazione che accompagna il disegno di legge. In realtà, invece, qui si vuole fare altro; noi non siamo disponibili a consentire altro ed utilizzeremo tutti i mezzi di cui disponiamo per impedire che si faccia altro; si faccia l'ente, così come ha già deciso il Consiglio, così come ha ribadito la Giunta, l'attuale Giunta, quando ha chiesto la precedente proroga, e così come hanno ribadito questo Assessore e questa Giunta, se non vuogliono davvero cambiare le carte in tavola e quindi...

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le ricordo che il tempo a sua disposizione è scaduto, faccia la sua dichiarazione di voto, per cortesia.

ORTU (R.C.). Ho finito; se mi lascia concludere il ragionamento, sto concludendo con l'ultima considerazione: noi chiediamo e vogliamo che venga rispettato l'impegno che è stato assunto dalla Giunta anche con la relazione che accompagna il progetto di legge.

Noi ci asterremo nel corso della votazione per il passaggio all'esame degli articoli e poi vedremo, sulla base della discussione che si svilupperà in seguito, quale atteggiamento adottare nella votazione finale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S. - F.D.). Quando abbiamo discusso la legge di riforma abbiamo avuto, in qualità di capigruppo, un insieme di incontri con l'assessore Pasquale Onida, per concordare il testo che è stato approvato in Commissione per cui io, più che all'assessore Pani, mi rivolgo all'amico Onida per chiedere se il voto favorevole che avevo espresso allora può essere espresso ancora oggi, se il testo e la legge che abbiamo approvato ha subito, così come ha detto l'assessore Pani, sostanziali modifiche, e se queste sostanziali modifiche che richiamava l'assessore Pani, comportano una modificazione del voto già espresso, perché se così fosse, lo dico al Presidente Carloni, io lo voglio sapere perché voglio essere in grado di esprimere un voto consapevole.

A distanza di un anno dall'elezione di questo Consiglio, non stiamo facendo le riforme delle quali Fantola ha parlato anche recentemente proponendo un nuovo convegno ad Aritzo per rilanciarne lo spirito (sono invitato e verrò perché è chiaro, è una occasione da non perdere, ci sarà da ridere, e quindi sarò senz'altro presente). E invece di riforme stiamo parlando di un rinvio dell'attuazione di una legge di riforma che era stata approvata, stiamo parlando di aggiornamento di una data.

Questo lo dico perché il collega Pittalis, allora capo Gruppo di Forza Italia, aveva firmato il 24 marzo, insieme a me, un documento col quale si invitava il Presidente della Commissione prima, allora il collega Salvatore Sanna, ad approvare immediatamente il testo che era stato concordato allora con le organizzazioni sindacali (la lettera ce l'ho qui) e sul quale avevamo trovato una convergenza che abbiamo tutti considerato essere positiva. Se adesso - lo dico senza malizia - si sono introdotte modificazioni, come dice l'assessore Pani, profonde, è bene che ne parliamo, perché ne abbiamo parlato allora, perché insieme al collega Pittalis abbiamo invitato Sanna a fare in modo sollecito l'esame della legge. La lettera cui ho fatto cenno era preceduta dalla sottoscrizione di un altro documento, assessore Pani, da parte dei Capigruppo, dopo aver incontrato le organizzazioni sindacali, alle quali lei giustamente si richiama sottolineando il rapporto positivo costruito in questo periodo, ma già da allora si facevano questi incontri, e le organizzazioni sindacali sollecitavano l'approvazione di quella legge.

Presidente Carloni, perché chiedo di intervenire e confermo il voto di astensione che ha preannunciato il collega Selis? Perché noi vorremo votare a favore del testo, però se il testo fosse, nello spirito e nei contenuti, conforme a quello proposto dall'allora assessore Onida e licenziato dalla Commissione e dal Consiglio, ma se siamo in presenza di modifiche tali da cambiare la filosofia della legge, noi dobbiamo essere informati, perché una dichiarazione di quel tipo non porta ad un voto di astensione, porterebbe ad un voto contrario, che noi non vogliamo. Noi vogliamo esprimere un voto consapevole che confermi il merito di quanto già concordato, assessore Pasquale Onida, che invito a prendere la parola, perché faceva parte della Giunta di allora e fa ancora parte di quella di oggi.

Stiamo parlando di un argomento estremamente importante e lo stiamo facendo, e concludo, in presenza di una situazione nella direzione degli uffici amministrativi dell'ente che opera in tutto il territorio sardo, che è caotica, non essendoci responsabili. L'assessore Pani certo saprà che i responsabili sono stati promossi a nuovo incarico, alcuni anche dietro sollecitazione del collega Frau, che prima citavo; tutti i responsabili sono stati collocati in posizioni diverse all'interno dell'amministrazione regionale; l'insieme dei uffici viene diretto da un biologo che si dice essere competente in biologia e poi ha anche un cognome importante, si chiama Floris, e quindi ha competenza che deriva anche da questo fatto. Allora, prima di passare al voto, io chiedo che ci sia, da questo punto di vista, un minimo di chiarimento, perché stiamo parlando di circa settemila dipendenti del futuro ente. E, allora, prima di esprimere un voto che non conferma una filosofia, è bene che ci diate tutti gli elementi di valutazione, e mi rivolgo soprattutto a chi c'era prima e svolge ancora oggi la funzione di assessore, seppure in un assessorato diverso da quello che governava allora, quando faceva parte dall'attuale minoranza.

Questo lo chiedo a nome mio, ma anche a nome di Pietrino Fois che concorda con quanto sto dicendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Intervengo molto brevemente per porre qualche elemento di riflessione all'Aula che riporti il confronto sui binari giusti.

La decisione che oggi il Consiglio dovrà assumere di rinviare al ° gennaio 2001 l'operatività dell'ente, credo che sia necessitata. Io dicevo a chiusura del dibattito sulla legge, ma poi successivamente, alla fine del 1999, che un anno di tempo sarebbe stato essenziale, fisiologico per consentire la definizione di tutti i rapporti esistenti all'interno del sistema giuridico proprio dell'Azienda Foreste Demaniali, che ha tutta una sua logica diversa, a partire dall'esercizio, che non coincide con l'esercizio finanziario ma coincide con la cosiddetta "annata silvana", che abbraccia due esercizi finanziari; ci sono quindi tutta una serie di problemi di natura tecnica che ponevano e pongono l'esigenza di mantenere in vita l'azienda un anno ancora, ma un anno non inutile al fine di far decollare l'ente unico. Nel senso che in questo anno si sarebbero dovuti predisporre ed approvare tutti gli altri aspetti della normazione e della vita dell'Ente: il regolamento, la creazione del soggetto di gestione, il presidente, il consiglio di amministrazione, gli organi eccetera.

Invito il Consiglio a mantenere lo spirito unitario che lo ha portato a votare all'unanimità quel provvedimento. Credo che le valutazioni, le espressioni dell'Assessore siano certamente improntate a onestà intellettuale; non era presente, forse, nonostante l'età, è ancora giovane anche per capire bene qual è la dinamica, molte volte difficile, di riforme di questo genere, ma certamente ha in mente di mantenere la filosofia e la ratio della riforma. Noi oggi stiamo chiedendo la proroga dell'attuazione di quella legge.

Dell'altra legge, di cui l'Assessore ha dato, credo anche qui con onestà, in qualche modo, un preavviso all'Aula, io dico questo: non mi scandalizzo, perché abbiamo detto, quando abbiamo concluso il confronto sulla legge di riforma, che sarebbe stato necessario un anno per consentire l'avviamento dall'ente riformato, ma che comunque quella legge sarebbe stata, nella fase di avvio, sperimentale proprio a causa della complessità dei problemi che trattava e delle incisive modifiche che introduceva. Su tale impostazione erano d'accordo i Gruppi presenti in aula, le forze politiche e le organizzazioni sindacali. Quindi può essere che l'Assessore stia ravvisando insieme alle organizzazioni sindacali, insieme agli operatori dell'ente, elementi che possano anticipare anche qualche elemento di modifica. La Giunta, oggi non conosce alternative alla legge approvata. La proroga richiesta è riferita alla legge approvata. Siamo certi che la Giunta, d'accordo con l'Assessore proponente, non solo sarà vigile (non c'è bisogno di vigilare sull'operato di un nostro collega in Giunta, presumo che ciascuno di noi quando opera, lo faccia nell'interesse generale) ma certamente saremo attenti affinchè il confronto su questi temi sia molto sereno, sia costruttivo, sia ad adiuvandum un processo di riforma reale. Questo lo farà la Giunta, lo farà la Commissione competente, lo farà l'Aula. Non mi sorprendo tuttavia del fatto che ci sia un'ipotesi di modifica di quella riforma, che anzi era nella nostra testa, che era con umiltà assunta a criterio da parte di tutte le forze che hanno collaborato all'elaborazioe e all'approvazione della legge. Quindi, io invito tutti a mantenere questo atteggiamento nei confronti di un provvedimento nell'interesse davvero della legge di riforma.

PRESIDENTE. E' stata chiesta dal consigliere Ortu la votazione per appello nominale. Il Regolamento prescrive che sia appoggiata da otto consiglieri. Prego i consiglieri segretari di prenderne nota, perché chi chiede la votazione per appello nominale deve essere conteggiato tra i presenti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

(segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Risultato della votazione

Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 66

maggioranza 34

favorevoli 66

(Il Consiglio approva)

Sia dia lettura del titolo.

Cappai, Segretario:

Titolo: Differimento della soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 01.

CAPPAI, Segretario:

Art. 01

1. E' differita al 1° gennaio 2001 la soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda, disposta dall'articolo 16 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione), come modificata dalla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 28.

2. Sono fatti salvi i provvedimenti adottati dall'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda nel periodo intercorrente fra il 31 marzo 2000 e la data di entrata in vigore della presente legge. Sono fatti egualmente salvi i provvedimenti adottati nel medesimo periodo dall'Assessorato della difesa dell'ambiente in materia di lavori di sistemazione idraulico-forestale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

Cappai, Segretario:

Art. 1

1. All'articolo 12 della legge regionale n. 24 del 1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 1 le parole "dal 31 marzo 2000" sono sostituite dalle seguenti: "dal 1° gennaio 2001";

b) i commi 4, 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:

"4. E' altresì trasferito alle dipendenze dell'Ente dal 1° gennaio 2001 il personale che abbia prestato servizio, nei dodici mesi precedenti, presso gli uffici periferici dell'Azienda delle Foreste Demaniali e degli Ispettorati ripartimentali delle foreste con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dai contratti collettivi del settore forestale.

5. Il restante personale in servizio nei dodici mesi precedenti il 1° gennaio 2001 presso gli uffici periferici dell'Azienda delle Foreste Demaniali e degli Ispettorati ripartimentali delle foreste con rapporto di lavoro a tempo determinato e a turno, regolato dai contratti collettivi del settore forestale, è trasferito anch'esso dal 1° gennaio 2001 alle dipendenze dell'Ente e conserva la posizione giuridica ed econommica posseduta.

6. La dotazione organica del personale dell'Ente, fino all'approvazione del relativo regolamento, è costituita dalla somma delle unità di cui ai commi 1, 4 e 5, nonché dal contingente di personale che ha prestato servizio nei dodici mesi precedenti il 31 dicembre 2000, soggetto all'avviamento ai termini dell'articolo 5, comma 1, numero 4, del decreto-legge 3 febbraio 1970, n. 7, convertito in Legge 11 marzo 1970, n. 83, ferma restando la stessa durata dei rapporti di lavoro instaurati ai sensi della medesima disposizione."

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

Cappai, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

All'articolo 1 lettera B quarto comma, dopo la parola "personale" inserire "in servizio". (1)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

All'articolo 1 lettera B quinto comma quinto rigo, dopo le parole "lavoro a tempo" inserire "indeterminato". (2)

Emendamento sostitutivo parziale Cugini - Demuru - Vassallo

Nella lettera b) comma 4 le parole "che abbia prestato servizio" sono sostituite dalle parole "in servizio". (3)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare gli emendamenti.

VASSALLO (R.C.). Preannuncio il ritiro degli emendamenti numero 1 e numero 2 in quanto si è trovata una diversa formulazione attraverso l'emendamento numero 3 di cui anch'io sono firmatario, in quanto il testo originario non disciplinava il personale con contratto a tempo indeterminato, insomma era scritto in modo non molto chiaro.

Attraverso questo emendamento riteniamo che sia assicurata maggiore certezza di diritto sia al personale con contratto a tempo indeterminato che al personale con contratto a tempo determinato, per cui gli emendamenti numero 1 e 2 sono ritirati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere Nuvoli, relatore.

NUVOLI (F.I.-Sardegna), relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Volevo dare un contributo a questa discussione e dire che i commi 4 e 5 della lettera b) fanno riferimento al personale in servizio nell'anno precedente, e quindi la formulazione esatta con l'emendamento che è stato accolto dovrebbe essere questa: "in servizio nei dodici mesi precedenti" e così via. Io credo che sia preferibile dire "in servizio al 31/12/2000", perché in questo modo si evita di escludere coloro che, nel corso dell'anno precedente, non siano stati in servizio per dodici mesi consecutivi, infatti ci possono essere dei dipendenti che, nel corso dell'anno precedente, abbiano lavorato per nove mesi e non per i dodici mesi dell'anno, mentre usando la dizione "in servizio al 31/12/2000" si evitano problemi di questa natura, questo sia al comma 4 che al comma 5.

Per quanto riguarda ancora il comma 5, io credo che sia utile aggiungere quanto previsto nell'emendamento numero 2, perché altrimenti questa norma, che è stata poi corretta dal terzo emendamento, non chiarisce e non risolve il problema dei lavoratori a tempo indeterminato che lavorano presso gli uffici dell'azienda.

Io credo che, probabilmente, sia necessaria di una brevissima sospensione dei lavori per riscrivere queste due norme, perché sono estremamente importanti riguardando centinaia di lavoratori. Grazie.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Sanna, l'emendamento numero 2 è stato ritirato, quindi lei dovrebbe fare suo l'emendamento dei colleghi Vassallo e Cogodi.

SANNA ALBERTO (D.S - F.D.). Certo, io faccio mio l'emendamento numero 2 perché la sua ragion d'essere non viene superata dall'emendamento numero 3. L'emendamento numero 2 nasce dall'esigenza di includere anche i lavoratori a tempo indeterminato presso gli uffici centrali dell'azienda, altrimenti questi vengono esclusi con conseguenze gravissime, perché nell'emendamento numero 3 questo aspetto non viene disciplinato.

PRESIDENTE. L'onorevole Sanna dichiara di far proprio l'emendamento numero 2 già presentato dagli onorevoli Vassallo e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io seguivo l'onorevole Sanna nella sua esposizione. Effettivamente i problemi che l'onorevole Sanna pone sono reali; questo articolo 1, che coinvolge effettivamente diverse centinaia di lavoratori, anche a mio avviso andrebbe esaminato con più attenzione, per cui anch'io mi associo, se è possibile, alla richiesta di una breve sospensione dei lavori, tanto per specificare e chiarire esattamente il senso delle norme che andiamo a votare, perché non vorrei che si approvasse un testo di legge poco chiaro, che possa prestarsi ad interpretazioni non univoche.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 2, ha facoltà di parlare l'assessore Pani

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente, il tempo sta scorrendo; dobbiamo approvare una legge di due articoli; se c'era da fare qualche rilievo si sarebbe dovuto fare durante la discussione generale della legge. Adesso io non vedo cosa si possa cambiare, ritengo che la legge, così com'è, sia già formulata correttamente; per altro, non ho neanche capito quali modifiche vogliate introdurre perché non avete formulato neanche l'emendamento.

Proporrei, Presidente, se lei è d'accordo, che si vada avanti con la votazione degli articoli.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, insiste sulla richiesta di sospensione?

VASSALLO.(R.C.). Io capisco che ci sia fretta di approvare le leggi ma vi è anche l'esigenza, da parte del Consiglio e dei singoli consiglieri, di capire esattamente quello che si vota, per cui mi sembra che questa richiesta non sia frutto di un atteggiamento dilatorio; non c'è assolutamente questa volontà, per cui si faccia così come altre volte si è fatto: quando un Gruppo o singoli consiglieri hanno manifestato questa esigenza, l'Aula ha sempre avuto la buona abitudine di accedere alla richiesta.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Non sempre.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 21.)

PRESIDENTE. Riprendono i lavori, prego i colleghi di riprendere posto. Siamo in fase di discussione dell'articolo numero 1 e dell'emendamento numero 3; l'emendamento numero1 è stato ritirato, sul numero 3 è stato dato parere favorevole da parte dell'esecutivo, il numero 2 è stato fatto proprio dall'onorevole Sanna.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare Sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(segue la votazione)

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

Cappai, Segretario:

Art. 2

1. Nel comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale n. 24 del 1999 le parole "31 marzo 2000" sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2001".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

Sia dia lettura dell'articolo 3.

Cappai, Segretario:

Art. 3

1. L'articolo 17 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 17 -

1. I nuovi e maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 137.500.000.00 per l'anno 2000, in lire 35.000.000.000 per l'anno 2001 ed in lire 61.000.000.000 per l'anno 2002 e successivi e fanno carico ai sottocitati capitoli dei bilanci della Regione per gli stessi anni.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000/2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02159

Spese per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze e seminari, nonché per pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

2002 lire 800.000.000

Cap. 02159-01

Contributi per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze, seminari, pubblicazioni e simili (art. 69, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 14, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, L.R. 9 giugno 1994, n. 29 e art. 35, L.R. 8 marzo 1997, n. 8)

2002 lire 300.000.000

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 5 della legge finanziaria e artt. 33 e 34 della legge di bilancio)

2001 lire 23.950.000.000

2002 lire 7.000.000.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 8) della tabella B, allegata alla legge finanziaria

04- ENTI LOCALI

Cap. 04001

Indennità e compensi ai componenti dei comitati di controllo (artt. 48 e 49, L.R. 13 dicembre 1994, n. 38, L.R. 13 gennaio 1995, n. 4 e art. 11, comma 3, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

2002 lire 600.000.000

Cap. 04011

Contributi annui alle compagnie barracellari per spese generali e d'equipaggiamento e premi annui a favore delle compagnie barracellari che si sono particolarmente distinte nell'espletamento delle proprie attività istituzionali (artt. 28, comma 1, punto 2), e 29, L.R. 15 luglio 1988, n. 25)

2002 lire 4.000.000.000

Cap. 04023

Spese per fitti di locali, canoni e locazioni finanziarie per l'acquisizione di beni immobili e mobili; spese per i locali della sezione giurisdizionale e delle sezioni regionali riunite della Corte dei Conti (art. 10, D.P.R. 29 aprile 1982, n. 240) (spesa obbligatoria)

2002 lire 3.000.000.000

Cap. 04025

Spese per la pulizia e il riscaldamento di locali per l'esercizio di impianti idrici, elettrici e per il gas

2002 lire 2.000.000.000

Cap. 04026

Spese per l'esercizio di impianti telefonici

2002 lire 1.000.000.000

Cap. 04159/01

Contributi ai comuni per la redazione degli strumenti urbanistici comunali per la formazione di piani di assetto organizzativo dei litorali (artt. 16, 17 e 41 e titolo IV, L.R. 22 dicembre 1989, n. 45 e art. 2, L.R. 8 luglio 1993, n. 28)

2002 lire 1.000.000.000

05 - DIFESA AMBIENTE

Cap. 05036/02

Contributo annuo all'Ente foreste della Sardegna, quota per spese correnti (L.R. 9 giugno 1999, n. 24)

2000 lire 127.500.000.000

Cap. 05036/03

Contributo annuo all'Ente foreste della Sardegna - quota per investimenti (L.R. 9 giugno 1999, n. 24)

2000 lire 10.000.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap. 09037

Incremento del fondo destinato alla partecipazione al capitale di enti o di imprese costituite nella forma di società per azioni e di società cooperative o consorzi di cooperative a responsabilità limitata (artt. 4 e 5, L.R. 7 maggio 1953, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni, art. 55, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 2, comma 1, L.R. 30 dicembre 1985, n. 37, art. 13, comma 1, L.R. 1° ottobre 1993, n. 50 e art. 11, lett. a), L.R. 12 dicembre 1994, n. 36)

2002 lire 10.000.000.000

12 -SANITA'

Cap. 12133/02

Somme da attribuire alle aziende USL ed alle aziende ospedaliere della Sardegna ad integrazione della quota del fondo sanitario nazionale destinata al finanziamento della spesa di parte corrente

2001 lire 11.050.000.000

2002 lire 31.300.000.000

In aumento

05 - DIFESA DELL'AMBIENTE

Cap. 05017

Spese per lavori di sistemazione idraulico-forestale e per l'attività vivaistica in correlazione a quella di rimboschimento (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, Legge 8 gennaio 1952, n. 32, L.R. 21 agosto 1980, n. 26, L.R. 13 giugno 1989, n. 40 e art. 29, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37)

2000 lire 132.500.000.000

Cap. 05036/01

Contributo annuo all'Azienda foreste demaniali della Sardegna - quota per investimenti (art. 39 della legge di bilancio)

2000 lire 5.000.000.000

Cap. 05036/02

Contributo annuo all'Ente foreste della Sardegna - quota per spese correnti (L.R. 9 giugno 1999, n. 24)

2001 lire 35.000.000.000

2002 lire 57.000.000.000

Cap. 05036

Contributo annuo all'Ente foreste della Sardegna - quota per investimenti (L.R. 9 giugno 1999, n. 24)

2002 lire 4.000.000.000

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

Cappai, Segretario:

Art. 4

1. All'articolo 18 della legge regionale n. 24 del 1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 3 le parole "31 marzo 2000" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2000";

b) dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:

"3 bis. I lavori forestali, i cui programmi e le relative perizie siano stati approvati dall'Assessorato della difesa dell'ambiente sia sul piano tecnico che economico e che debbano concludersi nel corso dell'anno 2001, sono gestiti fino all'esaurimento dall'Ente, che si avvale di funzionari delegati. A tal fine, i fondi destinati al suddetto scopo, allocati nei relativi capitoli dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della difesa dell'ambiente, sono trasferiti, con apposito atto amministrativo dell'organo competente, in appositi capitoli per spese in conto capitale del bilancio dell'Ente.";

c) nel comma 5, le parole "31 marzo 2000" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2000".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

L'articolo 5 è stato soppresso. Si dia lettura dell'articolo 5 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 bis

1. E' approvato il bilancio dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda per l'esercizio finanziario 2000 nel testo allegato alla presente legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 5 bis.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 5 bis.

(segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 37

astenuti 1

maggioranza 19

favorevoli 36

nulli 1

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.

Si è astenuto il consigliere: GIAGU.)

Si dia lettura dell'articolo 6.

Cappai, Segretario:

Art. 6

Urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale della Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'allegato bilancio per l'esercizio 2000 dell'Azienda foreste demaniali.

Cappai, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(segue la votazione)

(E` approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Preannuncio il mio voto di astensione e dichiaro di sentirmi molto più tranquillo dopo le precisazioni dell'Assessore Onida. Prendo atto di queste dichiarazioni e mi pare che, sostanzialmente, siano stati ristabiliti alcuni termini del problema in maniera che io reputo più corretta.

Prima di concludere voglio fare una precisazione in relazione alle mie affermazioni sulla concertazione che hanno suscitato una certa reazione. Io non sono contro la concertazione, e quando mi sono trovato al governo, quando mi trovo al governo, la pratico regolarmente. La concertazione infatti non è uno strumento che io voglio esorcizzare o respingere, però il problema è che non si conoscono ancora i termini delle questioni in discussione, e sono convinto che le prerogative del Consiglio e dei singoli consiglieri vadano ribadite e vadano difese in ogni sede, in ogni situazione, a qualunque costo, e credo che non si possano fare ragionamenti diversi a seconda che ci si trovi al Governo o all'opposizione.

Sul tema della concertazione, personalmente ho espresso le stesse opinioni e posizioni anche quando ero, nella passata legislatura, in maggioranza, e quindi al Governo. Niente da dire sulla concertazione a condizione che però non significhi definire in maniera assolutamente immodificabile, materie, e argomenti che rientrano esclusivamente nelle competenze riservate alla funzione che il consigliere regionale deve svolgere.

Vorrei che su questo punto fossimo chiari; credo sia doveroso, da parte del Governo regionale ed anche degli altri lovelli di governo, consultare le parti sociali e concertare con esse un percorso, una proposta, ma questo non deve impedire che poi, sulla materia, i consiglieri regionali, in modo specifico, possano e debbano intervenire in piena, assoluta e totale libertà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Intervengo per dire che anche noi prendiamo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Onida, ma tuttavia le stesse dichiarazioni dell'onorevole Onida sono la testimonianza della confusione che regna in maggioranza, perché, tali dichiarazioni tendono a correggere quelle dell'assessore Pani. Per cui permanendo le perplessità che abbiamo espresso durante il dibattito in Aula, il nostro Gruppo si asterrà dalla votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 60/A.

(segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - GIAGU - IBBA - MASIA - MORITTU - ORTU - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 40

astenuti 21

maggioranza 21

favorevoli 40

(Il Consiglio approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Considerata la difficoltà che questo Consiglio avrebbe oggi a procedere all'elezione dei tre esperti del Comitato regionale faunistico, perché del nuovo Comitato dovrebbero far parte rappresentanti degli ambiti territoriali di caccia che non sono stati ancora istituiti, per cui il Comitato non sarebbe comunque, in base alla norma vigente, validamente costituito, propongo che tale elezione venga rinviata ad altra seduta.

Presidente. Gli altri consiglieri sono d'accordo sulla posposizione di questa votazione?

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Per quanto ci riguarda non c'è alcun problema.

Elezioni di due componenti della Commissione regionale per la musica, di tre esperti nella Commissione regionale per le attività editoriali e di cinque esperti nella Consulta regionale giovani

Votazioni a scrutinio segreto

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di due componenti della Commissione Regionale per la Musica, in sostituzione di Maria Gabriella Artizzu e Sandro Medda, dimissionari.

Ricordo che ogni consigliere, secondo il principio enunciato nel primo comma dell'articolo 124 del Regolamento interno, potrà votare un solo nominativo e risulteranno eletti i due nominatavi che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Il Consiglio deve procedere altresì all'elezione di tre esperti nella Commissione Regionale per le attività editoriali, ai sensi della legge 3 luglio 1998, numero 22. Ricordo che ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera c), della medesima legge, i componenti devono essere scelti nel campo della cultura, della scienza e dell'arte. Ciascun consigliere può esprimere fino a due preferenze, e risulteranno eletti coloro che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Il Consiglio deve infine procedere all'elezione di cinque esperti nella Consulta regionale giovani, ai sensi della legge regionale 15 aprile 1999, numero 11. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 4, comma primo lettera a), della medesima legge, i componenti devono essere scelti fra persone che abbiano maturato riconosciute esperienze di carattere scientifico, culturale, professionale, economico e politico nella condizione giovanile e nei suoi vari aspetti. Ciascun consigliere può esprimere fino a tre preferenze e risulteranno eletti coloro che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Se non ci sono opposizioni si può procede a tutte e tre le elezioni con un'unica chiama.

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chama.

(Seguono le votzioni e lo spoglio delle schede)

Risultato delle votazioni

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di due componenti nella Commissione regionale per la musica, in sostituzione di Artizzu e Medde, dimissionari.

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Schede bianche 2

Schede nulle 3

Hanno ottenuto voti: Ferra Massimo, 23; Fiori Franco, 23; Ugas Attilio, 10; Floris Emilio1; Floris Francesco 1; Frau Giovanni, 1.

Proclamo eletti Ferra Massimo e Fiori Franco.

Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di tre esperti nella Commissione regionale per le attività editoriali.

presenti 65

votanti 64

astenuti 1

schede bianche 4

Hanno ottenuto voti: Salvio Nicola, 36; Copparoni Roberto, 34; Togniotti Eugenia, 24.

Vengono proclamati eletti Nicola Salvio, Roberto Copparoni ed Eugenia Togniotti.

Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di cinque esperti nella Consulta regionale giovanile.

presenti 65

votanti 64

astenuti 1

schede bianche 1

schede nulle 2

Hanno ottenuto voti: Poddi Paolo, 38; Siotto Miriam, 36; Loi Anna Carla, 28; Secci Claudia, 27; Sanna Pierpaolo, 19; Dalmasso, 2; Pes, 1.

Vengono proclamati eletti Poddi Paolo, Siotto Miriam, Loi Anna Carla, Secci Claudia e Sanna Pierpaolo.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuta la consigliera: DETTORI Ivana.)

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 20 e 22.